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Resoconto d'Aula della Seduta n. 177 di mercoledì 17 dicembre 2003
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   Presidenza del presidente Lo Porto


    PAFFUMI   segretario,  dà  lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

                 Comunicazione di richieste di parere

    PRESIDENTE   Comunico che sono state assegnate  alle  competenti
  Commissioni legislative le seguenti richieste di parere  pervenute
  dal Governo:

      -    Fondazione Orestiadi. Designazione componente effettivo del
        collegio dei sindaci  (n. 213/I)
  -   pervenuto in data 12 dicembre

      -     IACP di Agrigento - Designazione componente effettivo del
        collegio dei sindaci  (n. 214/I)
  -   pervenuto in data 12 dicembre  2003

      -     IACP di Siracusa - Designazione componente effettivo del
        collegio dei sindaci  (n. 215/I)
  -   pervenuto in data 12 dicembre 2003

      -     Cassa regionale per il credito alle imprese (CRIAS)  -
        Integrazione del consiglio di  amministrazione  (n. 216/I)
  -   pervenuto in data 12 dicembre 2003

      -    Ente teatro stabile della città di Catania - Designazione
        componenti effettivo e supplente del collegio dei revisori  (n.
        217/I)
  -   pervenuto in data 12 dicembre 2003

      -     Istituto  regionale della Vite e  del  Vino  (IRVV)  -
        Designazione componenti del collegio dei revisori  (n. 218/I)
  -   pervenuto in data 12 dicembre 2003

      -     Conservatorio di musica V. Bellini di Palermo - Designazione
        componente del collegio dei revisori  (n. 219/I)
  -   pervenuto in data 12 dicembre 2003

      -     Camera di commercio di Ragusa - Designazione componenti
        effettivi del collegio dei revisori  (n. 220/I)
  -   pervenuto in data 12 dicembre 2003

      -     Consorzio ASI di Ragusa - Designazione componente effettivo
        del collegio dei revisori  (n. 221)
  -   pervenuto in data 12 dicembre 2003

      -     Consorzio ASI di Catania - Designazione componenti effettivo
        e supplente del collegio dei revisori  (n. 222/I)
  -   pervenuto in data 12 dicembre 2003

      -     Camera di commercio di Messina - Designazione componente
        effettivo del collegio dei revisori  (n. 223/I)
  -   pervenuto in data 12 dicembre 2003

      -     Camera di commercio di Agrigento - Designazione componente
        effettivo del collegio dei revisori  (n. 224/I)
  -   pervenuto in data 12 dicembre 2003

      -    Istituto regionale di ricerca educativa  (IRRE) della Sicilia
        - Designazione componente del collegio dei revisori  (n. 225/I)
  -   pervenuto in data 12 dicembre 2003

      -     Azienda autonoma provinciale per l'Incremento turistico
        (AAPIT) di Trapani - Designazione componente effettivo del
        collegio dei revisori  (n. 226/I)
  -   pervenuto in data 12 dicembre 2003

      -     Azienda autonoma provinciale per l'Incremento turistico
        (AAPIT) di  Siracusa - Designazione componente effettivo del
        collegio dei revisori  (n. 227/I)
  -   pervenuto in data 12 dicembre 2003

      -    Accademia di Belle Arti di Palermo  - Designazione componente
        del collegio dei revisori  (n. 228/I)
  -   pervenuto in data 12 dicembre 2003

      -      Accademia  di  Belle Arti di  Catania -  Designazione
        componente del collegio dei revisori  (n. 229/I)
  -   pervenuto in data 12 dicembre 2003

      -   Centro  interaziendale per l'addestramento professionale
      nell'industria   (CIAPI)  di       Palermo  -   Designazione
      componente del collegio dei  revisori   (n. 230/I)
       - pervenuto in data 12 dicembre 2003

      -     Azienda autonoma delle Terme di Sciacca  - Designazione
        componente effettivo e supplente del collegio dei revisori  (n.
        231/I)
  -   pervenuto in data 12 dicembre 2003

      -     Consorzi universitari di Caltanissetta, Enna, Ragusa e
        Trapani - Designazione componenti dei rispettivi collegi dei
        revisori  (n. 232/I)
  -   pervenuto in data 12 dicembre 2003

      -    Aziende autonome di cura, soggiorno e turismo dell'Isola -
        Designazione componenti dei rispettivi collegi dei revisori  (n.
        233/I)
  -   pervenuto in data 12 dicembre 2003

      -    Centro per la formazione permanente e l'aggiornamento del
        personale  del servizio sanitario (CEFPAS) -  Designazione
        componenti del  collegio dei revisori  (n. 234/I)
  -   pervenuto in data 15 dicembre 2003
  -
  -     Centro per la formazione permanente e l'aggiornamento del
  personale del servizio sanitario (CEFPAS) - Designazione
  componenti del consiglio di amministrazione  (n. 235/I)
  -   pervenuto in data 15 dicembre 2003

      -   Aziende autonome di cura, soggiorno e turismo dell'Isola -
        Designazione componenti dei rispettivi collegi dei revisori  (n.
        237/I)
  -   pervenuto in data 15 dicembre 2003

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

      -    Addendum all'APQ Risorse idriche per il settore depurativo
        fognario e del riuso  (n. 236/IV-UE-II)
  -   pervenuto in data 15 dicembre 2003
  -   PARERE UE E II COMMISSIONE

                 (TRASMESSI IN DATA 16 DICEMBRE  2003)

       Avverto,   ai  sensi  dell'articolo  127,  comma   9,   del
     Regolamento   interno  che  nel  corso  della  seduta   potrà
     procedersi a votazioni mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Lo Porto


          Determinazione della data di discussione di mozioni

   PRESIDENTE   Si  passa  al secondo punto all'ordine  del  giorno:
  "Lettura,  ai sensi e per gli effetti degli articoli  83,  lettera
  d),  e 153 del Regolamento interno, delle mozioni n. 248   Proroga
  dei  termini per la presentazione dei progetti per gli  interventi
  di  riparazione degli edifici danneggiati dagli eventi sismici del
  27  -  29  ottobre 2002 e successivi, in provincia di  Catania  ed
  istituzioni  di  un  'Tavolo  tecnico'  per  la  determina   delle
  direttive  tecniche";  n.  249   "Iniziative  presso  il  Governo
  nazionale  perché si eviti lo stoccaggio in Sicilia  delle  scorie
  radioattive";  n.  250  "Iniziative in favore  delle  popolazioni
  della  Valle  del  Belice;   n. 251   Predisposizione  del  Piano
  energetico regionale ed interventi per la manutenzione della  rete
  di  distribuzione energetica della Sicilia; n.   252    Iniziative
  al fine di dichiarare la Sicilia area denuclearizzata.

   Invito il deputato segretario a darne lettura.

   PAFFUMI  segretario:

                           l'Assemblea regionale siciliana

        premesso che:

           -  in  data  14 ottobre 2003 l'Assemblea  regionale
           siciliana  ha approvato la mozione n. 239,  con  la
           quale,   si  impegnava  il  Governo  della  Regione
           siciliana  a prorogare di 60 giorni il  termine  di
           scadenza per la presentazione dei progetti per  gli
           interventi    di    riparazione    degli    edifici
           danneggiati dagli eventi sismici del 27-29  ottobre
           2002 e successivi;
           -   la  mozione  n.  239  prevedeva,  altresì,   la
           convocazione    di   un   'Tavolo   tecnico'    per
           determinare   le  relative  direttive,  inesistenti
           nella   Direttiva  Presidenziale  n.  2463  dell'11
           giugno 2003;
           -  la  direttiva  presidenziale  29  ottobre  2003,
           pubblicata   sulla  GURS  del  7   novembre   2003,
           all'art.  1,  comma  1, proroga  di  60  giorni  il
           termine  di  presentazione dei  progetti,  previsto
           dall'art.   7,  comma  3,  della  citata  direttiva
           presidenziale   n.   2463  dell'11   giugno   2003,
           determinando  di fatto una scadenza perentoria  del
           suddetto  termine per il giorno 24  novembre  2003;
           pertanto  la proroga dei termini si traduce  in  15
           giorni effettivi;
           -  neanche  la Direttiva Presidenziale  29  ottobre
           2003 emana le disposizioni tecniche necessarie  per
           la  corretta  elaborazione dei progetti,  tantomeno
           istituisce  il 'Tavolo tecnico' così come  previsto
           dalla  mozione  n.  239,  approvata  dall'Assemblea
           regionale  siciliana nella seduta  del  14  ottobre
           2003,

                  impegna il Presidente della Regione

           a porre in essere tutti gli atti idonei:

           -   a  prorogare  al  30  giugno  2004,  i  termini
           (previsti  nelle  direttive presidenziali  n.  2463
           dell'11   giugno  2003  e  29  ottobre   2003)   di
           presentazione  dei progetti per gli  interventi  di
           riparazione degli edifici danneggiati dagli  eventi
           sismici del 27-29 ottobre 2002 e successivi;
           -  ad insediare un 'Tavolo tecnico' per emanare  le
           disposizioni  tecniche inesistenti nelle  Direttive
           Presidenziali. (248)

                               FLERES - RAITI - CATANIA  G.  -
                               MAURICI

                          l'Assemblea regionale siciliana

           premesso che :

              -  in  seguito alle legittime proteste legittime
              della  popolazione della Basilicata si profilano
              modifiche al decreto che ha individuato Scanzano
              quale sito ove dislocare le scorie radioattive;
              -   il   Consiglio  dei  Ministri  ha  approvato
              l'emendamento  al decreto sulle scorie  nucleari
              che  toglie il nome di Scanzano Jonico come sito
              per   il  deposito  del  provvedimento   ed   ha
              stabilito  che, entro 18 mesi, sarà identificato
              un nuovo sito nazionale;
              -   temporaneamente  i  rifiuti   rimangono   in
              condizione  di relativa sicurezza nei  150  siti
              dove si trovano attualmente;
              -  la Sogin (Società gestione impianti nucleari)
              dovrà  tornare a consultarsi con  un  gruppo  di
              esperti e con le Regioni;
              -  si  tornerà alla prima lista preparata  dalla
              stessa  Sogin:  45  siti fra Sicilia,  Calabria,
              Basilicata, Lazio e
             Toscana;
              -  verosimilmente i siti dove allocare le scorie
              si ridurranno a cinque: oltre a Scanzano, una in
              Calabria e tre in Sicilia;

           preso atto che :

              -  si moltiplicano le manifestazioni di protesta
              dei  cittadini italiani contro ogni  ipotesi  di
              stoccaggio  delle scorie nucleari  in  un  unico
              sito;
              -   la   popolazione  italiana,  attraverso   un
              referendum approvato a larga maggioranza, ha già
              detto  il  suo  no ad ogni ipotesi  di  utilizzo
              dell'energia nucleare;
              -  si  rischia una lotta fra le regioni del  Sud
              che dovrebbero farsi carico delle scorie;
              -  i rifiuti che potrebbero arrivare in Sicilia,
              ad  Assoro-  Agira, Salinella e  Resuttano  sono
              scorie  rimaste dal 1987 e che, finora,  restano
              stoccate in 150 siti,

                        impegna il Governo della Regione

              ad   attivarsi   presso  il  Governo   nazionale
              affinché  non  vengano stoccate  in  Sicilia  le
              scorie    radioattive    che    rischiano     di
              compromettere   l'equilibrio  ambientale   della
              nostra Isola, la salute dei cittadini e dare  un
              colpo   mortale  alla  già  precaria   economica
              siciliana. (249)

                                   MORINELLO   -    FERRO    -
                                   MICCICHE'
                                   ORLANDO - RAITI

                         l'Assemblea regionale siciliana

          premesso  che  la  mancata ricostruzione  dei  paesi
                della Valle del Belice colpiti 35 anni fa  dal
                terribile  terremoto, che,  come  è  noto,  ha
                provocato  vittime e devastazioni,  non  si  è
                ancora  conclusa  anche a causa  dell'inerzia,
                dei  ritardi  ed inadempienze da  parte  dello
                Stato  (in  situazioni analoghe per dimensioni
                di  danni, vedi terremoto del Friuli del 1976,
                dove   sono   stati  stanziati  circa   16.000
                miliardi  delle vecchie lire, contro  i  3.500
                miliardi   del   Belice),  sullo   sfondo   di
                promesse  di sviluppo mai mantenute che  hanno
                contribuito  ad  impoverire economicamente  il
                territorio    e    costretto    giovani     ed
                intelligenze ad emigrare,

          considerato  che  le amministrazioni locali  avevano
                individuato  e proposto, adeguati  interventi,
                volti   a   correggere  la  legge  finanziaria
                all'esame   del   Governo  e  del   Parlamento
                nazionale,  che per il terzo anno  consecutivo
                non  prevede alcuna risorsa per il  territorio
                della Valle del Belice;

          atteso che:

                -   il  Governo  nazionale  ha  confermato  la
                volontà di disconoscere ed ignorare la  realtà
                della  Valle del Belice in ordine  allo  stato
                di   attuazione   della  ricostruzione   post-
                terremoto;
                -  allo  stato attuale le iniziative politico-
                istituzionali    prese    dalla    deputazione
                nazionale  siciliana sono risultate inadeguate
                per    ottenere   provvedimenti   capaci    di
                garantire      il     completamento      della
                ricostruzione  della Valle del  Belice,  anche
                in  considerazione della disinformazione e  di
                una atteggiamento palesemente rinunciatario  e
                quindi insufficiente a sostenere la causa  del
                Belice  in  una cornice politica ostile  e  al
                meridione ed alle sue esigenze;

          ritenuto che ancora oggi, giustamente, nei paesi del
                Belice   i  cittadini  rivendicano   il   loro
                diritto  di  vedere ricostruite le abitazioni,
                realizzate le opere di urbanizzazione e  altre
                opere pubbliche bloccate da decenni perché  in
                attesa  di  finanziamento, anche  per  sfatare
                l'assurda  disinformazione tesa  a  proiettare
                l'immagine  di  un  territorio  arretrato   in
                perenne attesa di provvidenze assistenziali,

                       impegna il Governo della Regione

                 a  farsi  carico  di  una  forte  e  concreta
                 iniziativa  politica  ed  istituzionale   nei
                 confronti  del Governo nazionale, perché  una
                 volta  per  tutte venga data  una  definitiva
                 risposta  alle  legittime  aspettative  delle
                 popolazioni del Belice. (250)

                                      PAPANIA    -ORTISI     -
                                      GALLETTI -
                                      MANZULLO - SPAMPINATO

                         l'Assemblea regionale siciliana

          considerato che:

               -  dagli  studi del settore effettuati, risulta
               che  il principale errore del black-out del  28
               settembre   scorso  è  stato  il  processo   di
               liberalizzazione che ha consentito di importare
               una quantità enorme di elettricità rispetto  al
               fabbisogno  senza  un piano  di  emergenza  che
               rendesse  sicuro il sistema elettrico  con  una
               riserva operativa di centrali;
               - in Sicilia l'analisi del recente black-out ha
               messo  in evidenza l'estrema vulnerabilità  del
               sistema elettrico siciliano e l'assenza  di  un
               idoneo   piano   di   emergenza   che   avrebbe
               consentito di evitare
                l'importazione  del  buio considerato  che  la
               nostra regione è autosufficiente ed in grado di
               produrre l'energia per i propri consumi;
               -  la  nostra rete di distribuzione ha  carenze
               strutturali  rispetto a  quelle  del  Nord  (ad
               esempio  maggiore lunghezza media delle  linee,
               minor numero di cabine di trasformazione)  tali
               da produrre il doppio del numero dei guasti;
               -  in  Sicilia  il  divario nella  qualità  del
               servizio  erogato esistente con  il  resto  del
               Paese   e   dell'Europa  rischia  di  diventare
               irrecuperabile   se  non  si   interviene   con
               investimenti  di  manutenzione,  ammodernamento
               tecnologico ed ambientale di impianti e reti di
               trasporto e di distribuzione;
               -  risulta indispensabile predisporre un  Piano
               energetico  ambientale  siciliano,  capace   di
               programmare ed individuare interventi mirati  a
               conseguire  più  alti livelli di  efficienza  e
               sicurezza  nell'ambito delle azioni a  sostegno
               del risparmio energetico, con la previsione  di
               investimenti   in   ricerca   ed    innovazione
               tecnologica,  per  attuare  un  nuovo   sistema
               energetico che si avvii ad un impiego su  larga
               scala  delle  fonti  rinnovabili  per  produrre
               energia,  unica  chiave  risolutiva  verso  uno
               sviluppo economico sostenibile;

         ritenuto che :

               -  è  esigenza primaria avviare un processo  di
               sostituzione delle risorse     energetiche  non
               rinnovabili  con  le  risorse  rinnovabili  che
               potranno   sopperire  a   larga   parte   delle
               necessità della vita sociale, dell'agricoltura,
               dello  sviluppo  industriale  e  dei  trasporti
               attraverso tecnologie appropriate che prevedano
               un reale risparmio energetico;
               -   la  Sicilia,  come  tutto  il  bacino   del
               Mediterraneo,  ha  le condizioni  naturali  più
               favorevoli  per la trasformazione  fotovoltaica
               della  luce  del  sole  in  elettricità  e  per
               aumentare  la  capacità produttiva  di  energia
               elettrica, utilizzando anche il sistema  eolico
               idrico;
               - risulta indispensabile analizzare gli aspetti
               significativi  propri del sistema territoriale,
               socioeconomico ed energetico della nostra Isola
               individuando  tutte  le  situazioni  locali  di
               rilevante   interesse   per   raggiungere    un
               obiettivo  specifico  e  settoriale  di  tutela
               dell'ambiente,   di   sviluppo   delle    fonti
               rinnovabili  di  energia e  dell'uso  razionale
               dell'energia,

                       impegna il Governo della Regione

                - a predisporre un Piano energetico ambientale
               che  dovrà  essere lo strumento  principale  di
               indirizzo e la proposta regionale in materia di
               energia,  tenendo  conto  della  necessità   di
               attuazione dei programmi comunitari a  breve  e
               medio   termine  nel  rispetto  dello  sviluppo
               sociale, economico e tecnologico;
               -  ad  effettuare tutte le opportune scelte  al
               fine  di  rispettare la programmazione fino  al
               2010, riferimento temporale assunto dall'Unione
               Europea,   come   termine  di  attuazione   dei
               programmi  comunitari a breve e  medio  termine
               nel settore energetico;
               -  a far sì che il suddetto strumento sia utile
               a   fornire   indirizzi  coerenti  sull'offerta
               dell'energia, traendo indicazioni relative alla
               domanda    dei    vari   settori   territoriali
               (trasporti,   industria,   edilizia,    scuole,
               ospedali,  rifiuti, etc.) e capace di adattarsi
               alle   variazioni   dello   sviluppo   sociale,
               economico    e    tecnologico   che    potrebbe
               verificarsi   nel  corso  della  programmazione
               prevista;  -  a negoziare con il gestore  della
               rete     di    trasmissione    nazionale     la
               programmazione e l'attuazione di interventi  di
               manutenzione e di adeguamento degli impianti di
               produzione  per  un  nuovo modello  di  sistema
               energetico della Regione che punti sulle  fonti
               rinnovabili, sul risparmio energetico  e  sulla
               sicurezza per un nuovo modello di sviluppo e di
               qualità     della     vita    dei     cittadini
               siciliani.(251)

                                      FERRO     -ORLANDO     -
                                      MICCICHE'  -MORINELLO  -
                                      RAITI

                         l'Assemblea regionale siciliana

          considerato che:

               - il Governo nazionale ha ritirato la decisione
               di  collocare  a  Scanzano Jonico  il  deposito
               nazionale di tutte le scorie nucleari esistenti
               nel territorio italiano;
               -  lo  stesso Governo si è dato un tempo di  12
               mesi per individuare un nuovo sito;
               - con frequenza sempre più allarmante circolano
               notizie  di stampa riguardanti l'individuazione
               di un nuovo sito in Sicilia;
               -  per tale sito sarebbero stati indicati,  tra
               l'altro,  Resuttano, Regalbuto, Agira,  Assoro,
               Pasquasia,  Porto Empedocle ed  altre  località
               siciliane;
               -  la  volontà del popolo siciliano non è  meno
               determinata  di  quella  del  popolo  lucano  a
               rifiutare una soluzione che individui  un  sito
               in Sicilia per pericolose scorie radioattive,

                                  impegna il Governo della
                                  Regione

               a  mettere  in  atto,  con  urgenza,  tutte  le
               iniziative legislative e amministrative, atte a
               dichiarare  il  territorio della  Sicilia  area
               totalmente denuclearizzata. (252)

                                 FORGIONE - SPEZIALE -  LIOTTA
                                 ORTISI   -  PAPANIA  -   ODDO
                                 GIANNOPOLO  -  DE  BENEDICTIS
                                 FORMICA - TUMINO - BARBAGALLO
                                 VITRANO - GURRIERI

    Seguito della discussione congiunta dei disegni di legge numero
     693-737/A "Bilancio di previsione della Regione siciliana per
    l'anno finanziario e bilancio pluriennale per il triennio 2004-
    2006" e numero 692/A  Disposizioni programmatiche e finanziarie
    per l'anno 2004

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  terzo punto dell'ordine  del  giorno:
  Discussione dei disegni di legge.

   PRESIDENZA del **PR


   Presidenza del presidente Lo Porto


   Si  procede  con  il  seguito  della  discussione  congiunta  dei
  disegni  di  legge numero 693-737/A "Bilancio di previsione  della
  Regione  siciliana  per l'anno finanziario e bilancio  pluriennale
  per   il   triennio   2004-2006"e   numero   692/A    Disposizioni
  programmatiche e finanziarie per l'anno 2004 .
   Invito  i componenti la Commissione Bilancio a prendere posto  al
  banco delle Commissioni.

   Do  lettura  dell'articolo 1, la cui discussione si sospende  per
  passare all'esame della tabella A del bilancio annuale:

                               <<Art. 1.
                   Stato di previsione dell'entrata

         1.  L'ammontare  delle  entrate  che  si  prevede  di
      accertare,  riscuotere  e  versare  nelle  casse   della
      Regione  per l'anno finanziario 2004 in forza di  leggi,
      decreti  regolamenti  e  di ogni altro  titolo,  risulta
      dall'annesso  stato di previsione dell'entrata  (tabella
      A)>>.

   PANARELLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà

   PANARELLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sul  complesso
  della  manovra finanziaria condivido le considerazioni fatte  ieri
  dall'onorevole  Capodicasa  nel  senso  che,  al   di   là   delle
  proclamazioni  del  Governo su uno strumento che,  apparentemente,
  dovrebbe  essere  rigoroso e funzionale allo  sviluppo,  non  sono
  assolutamente  d'accordo.  E  sono  numerosi  gli   elementi   che
  contraddicono queste considerazioni.
   In  particolare,  vorrei  sollevare un punto  rispetto  al  quale
  chiederei  l'attenzione dell'Assessore per il bilancio e  che,  se
  dovesse  essere confermato, configurerebbe un grave danno  per  la
  città  di  Messina,  contraddicendo impegni ripetutamente  assunti
  dall'Assemblea  regionale  siciliana, rispetto  alla  esigenza  di
  promuovere  il risanamento delle aree degradate. Dico  ciò  perché
  nella  tabella  D,  allegata alla legge finanziaria,  è  calcolato
  l'azzeramento   del   contributo   previsto   originariamente   in
  finanziaria per finanziare il risanamento delle aree degradate  di
  Messina.
   Il  fatto  in  sé  sarebbe grave perché significherebbe,  per  la
  prima  volta da quando questa legge è stata votata e dotata  anche
  di  finanziamenti, non prevedere risorse. Ma la cosa è ancora  più
  clamorosa  perché nella seduta numero 174 del novembre scorso,  in
  sede  di  variazioni  di bilancio, avendo sollevato,  a  proposito
  della  riduzione  del  capitolo  corrispondente,  il  problema  in
  quest'Aula,  sia  da  parte dell'assessore Pagano,  sia  da  parte
  dell'assessore per i lavori pubblici Scammacca della Bruca, mi  si
  rispose che la riduzione prevista nella variazione di bilancio  si
  era resa necessaria perché per l'anno 2003 non si era riusciti  ad
  impegnare le somme inserite in un programma inviato dal comune  di
  Messina  per  l'anno  2004 che prevedeva  un  impegno  di  ottanta
  milioni  di  euro. L'assessore Scammacca della Bruca,  delegato  a
  questo  scopo  anche dall'assessore Pagano, rispose  testualmente:
   questa  stessa  somma,  riferendosi ai dieci  milioni  che  erano
  venuti  meno  per il 2003, è stata già riportata nel 2004  su  cui
  prevedevamo, in base alle richieste del comune, ottanta milioni di
  euro, divenuti adesso 90 .
   Quindi è del tutto evidente che siamo in presenza, a distanza  di
  poco  più  di  un mese, di un voltafaccia clamoroso da  parte  del
  Governo   regionale   che  non  ha  alcuna   giustificazione.   Mi
  aspetterei,  da  parte degli assessori competenti e  dello  stesso
  Presidente della Regione, una spiegazione perché, se non siamo  in
  presenza di un errore tecnico - che, eventualmente, si è sempre in
  tempo a correggere - quest'Assemblea deve sapere che, non mettendo
  in  bilancio i novanta milioni di euro di cui si è parlato un mese
  fa,  si  bloccherebbero programmi, già avviati da parte del Comune
  di   Messina   e   dell'Istituto  Autonomo   Case   Popolari;   si
  precluderebbe  la  possibilità  di  accelerare  il  programma   di
  risanamento,  programma  che appare indispensabile  non  solo  per
  tante persone che ancora vivono in condizioni incivili nella terza
  città   della  Sicilia  ma  anche  per  avviare  un  processo   di
  riqualificazione urbana assolutamente indispensabile.
   Pertanto  i  nostri emendamenti, mi riferisco anche a quelli  dei
  colleghi della provincia di Messina, ripropongono la necessità che
  la  legge  a  suo tempo varata dall'Assemblea regionale siciliana,
  sulla  quale  questa stessa Aula l'anno scorso è  intervenuta  per
  consentire  una  accelerazione delle procedure, sia  adeguatamente
  finanziata.  Non  si blocchi lo sforzo che si  stava  avviando  da
  parte degli enti locali messinesi; caso mai, invece, si affermi un
  principio  di  controllo  e di verifica da parte  dell'assessorato
  regionale ed eventualmente si attivino i poteri sostitutivi che la
  legge  consente  alla Regione, ma mai si dovrebbe determinare  una
  situazione  di assoluta indifferenza o, addirittura,  di  ostilità
  rispetto  ad  un problema che è di grandissima importanza  per  la
  città di Messina e, ripeto, un problema che era stato sotto questo
  aspetto  acquisito  positivamente un  mese  fa  nell'ambito  della
  discussione delle variazioni di bilancio.
   In   questo   senso,  quindi,  chiedo  all'assessore  Pagano   di
  rispondere  a  queste  considerazioni  e  chiedo  a  lei,   Signor
  Presidente,  di fare in modo che la discussione sugli  emendamenti
  presentati  alla tabella D sia affrontata con lo  spirito  di  una
  esigenza  fondamentale  per la città  di  Messina  alla  quale  il
  bilancio della Regione deve corrispondere in maniera adeguata.

   BENINATI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BENINATI.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   il   mio
  intervento di oggi sul tema in questione mi trova in imbarazzo, ma
  certamente  non posso che ribadire, signor Presidente, che  spesso
  le  Commissioni  di  merito sull'argomento  cercano  d'intervenire
  proprio  per  sistemare  delle situazioni che,  devo  dire  ahimè,
  possono trovare anche dei momenti di svista. Il mio intervento  si
  basa esclusivamente su un raccordo che, secondo me, a questo punto
  dovrebbe  essere  fatto  sulle  competenze;  in  molti  casi,   le
  Commissioni  di merito intervengono su alcune parti di  competenza
  della Commissione Bilancio.
     Devo,  però, prendere atto che nessun componente della predetta
  Commissione  ha  attenzionato il tema su  cui  intervengo,  perché
  quanto  anticipato dall'onorevole Panarello era stato  oggetto  di
  esame  in  quarta  Commissione: era stata fatta una  modifica  nel
  trasmettere   la   documentazione  proprio  alla   voce     lavori
  pubblici ,  in particolare, un aumento di sessantotto  milioni  di
  euro  più i ventidue che in prima battuta erano stati inseriti  in
  bilancio.  Più o meno eravamo alle somme che si prevede d'inserire
  in questa manovra, fermo restando, ed era presente l'Assessore per
  i lavori pubblici, tutto ciò, durante il percorso, si poteva anche
  valutare   un  intervento  economico  minore,  perché   forse   la
  disponibilità  dell'ente, in particolare dell'IACP e  del  Comune,
  poteva essere poi ridotta.
     Signor  Presidente, io ed i colleghi della commissione  abbiamo
  dedicato  la nostra attenzione all'esame di questo problema  e  lo
  abbiamo  messo  su carta, trasferendolo alla seconda  commissione.
  Secondo  me, nessuno ha mai letto quella nota. Personalmente,  ciò
  mi  dispiace, ma certamente non posso che denunziare questo fatto,
  forse  anche  l'Assessore stesso, in quella sede,  avrebbe  potuto
  tranquillamente attenzionarlo. Non attribuisco colpe a nessuno, ma
  questi sono i fatti.
   Inoltre:  questo argomento è stato affrontato dall'Assessore  per
  i lavori pubblici, il quale, in sede di variazioni di bilancio, ci
  tranquillizzò  tutti affermando che, per l'anno  2003,  non  erano
  state  richieste  somme, invece vi è una  nota  del  Municipio  di
  Messina,  datata  30  luglio  2003,  che  voleva  inserire,  nelle
  variazioni  di  bilancio, nell'anno 2003, dieci milioni  di  euro,
  visto che aveva già emesso dei mandati nel mese di ottobre che per
  mancanza  di  soldi non erano ancora stati liquidati.  Allora,  il
  tema,  effettivamente, diventa serio, perché  c'è  di  sicuro  una
  mancanza  di  collegamento tra le commissioni, tra componenti  del
  Governo.  Ringrazio  il collega che mi ha  preceduto  per  il  suo
  intervento, quale Presidente della quarta Commissione e  dico  una
  volta  per tutte che forse sarebbe opportuno un incontro su questo
  argomento - il risanamento di Messina - per chiarire quali sono  i
  fondi che ogni anno, o per meglio dire, i fondi fino ad oggi spesi
  per tutti questi interventi, quali sono i fondi della famosa legge
  originaria  -  i  500  miliardi  -  che  ancora  ci  sono  e   che
  annualmente,  visto  che il più delle volte  non  erano  pronti  e
  disponibili per attivare la spesa, si dava la disponibilità ed  io
  per  primo  ho  dato  più  volte nella commissione  di  merito  la
  possibilità  di togliere questi fondi impegnati per  la  voce  del
  capitolo;  per l'anno in corso, proprio perché non si  spendevano,
  era  inutile lasciarli lì e si disimpegnavano per altre spese.  Ma
  ormai non è più così, perché oggi i progetti ci sono, i lavori  in
  corso  ci sono.  Esiste addirittura un programma di spesa di circa
  seicento alloggi da acquistare con il bando del 2004. Questi fondi
  sono, pertanto, necessari.
   Invito,  pertanto,  una  volta  per  tutte  l'Assessore   -   che
  sull'argomento  è  molto  attento - a  contattare  conclusivamente
  l'Assessore  per  i  lavori  pubblici  al  fine  di   sapere   se,
  effettivamente,  per  l'anno  2004 la  legge  sul  risanamento  ha
  bisogno di fondi, perché a me risulta che servono.
   Se   finalmente  questi  soldi  servono,  allora   attiviamo   le
  procedure  per rilasciarli. Oltretutto sono stati già  finanziati:
  esiste  un  finanziamento originario di circa  500  miliardi,  dei
  quali solo 150 miliardi sono stati spesi negli anni precedenti.
   Come Presidente della quarta Commissione, e in rappresentanza  di
  tutti i colleghi della provincia di Messina, mi auguro che con  il
  nuovo anno si possa risolvere questa vicenda, in modo tale che  ci
  siano  i fondi. Non è possibile che figuri un importo zero,  anche
  perché  le note dimostrano che questi fondi necessitano veramente;
  fondi  che,  peraltro, sono già disponibili in  quanto  finanziati
  precedentemente.
   Invito   tutti  i  colleghi  ed  i  rappresentanti  del   Governo
  interessati,  in particolare gli assessori per il  bilancio  ed  i
  lavori  pubblici, ad incontrarci, anche istituendo una commissione
  ad  hoc, per ottenere un quadro chiaro della copertura finanziaria
  restante per questa legge nel futuro.
   Ogni  anno  riscontriamo  la  presenza  di  fondi  previsti  che,
  sistematicamente, vengono azzerati nella finanziaria.  Ora  questo
  non  è più possibile, in quanto esistono delle note certe per  cui
  questi soldi nel 2004 servono, e quindi si possono spendere.
   Personalmente  ringrazio  per la opportunità  offertami  di  aver
  potuto  chiarire  questo  problema. Concludo,  signor  Presidente,
  sull'argomento affrontato prima, che rimane un punto  da  definire
  una   volta  per  tutte.  Al  riguardo,  ho  ripresentato   alcuni
  emendamenti  che  erano  stati  già presentati  dalla  Commissione
  inerenti  materia  che  non so come mai la  II  Commissione  abbia
  ritenuto  di  competenza delle variazioni  del  bilancio  o  della
  finanziaria.   Si  tratta  di  norme  prettamente   attinenti   la
  finanziaria che non sono stati neanche guardati.
   Quindi,   li   ho  riproposti   -  e  me  ne  assumo   anche   la
  responsabilità  -  in  quanto ritengo che almeno  alcuni  di  essi
  dovevano  essere  quanto meno comunicati, poi si  sarebbero  anche
  potuti non ritenere idonei alla finanziaria. Ma questa valutazione
  non  c'è  stata: si è preso il tutto indistintamente  e  lo  si  è
  tolto.  Su  questo metodo - lo dico nella qualità  del  ruolo  che
  ricopro - non sono totalmente d'accordo.

   ARDIZZONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARDIZZONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  brevemente per sottolineare - anche con disagio - il modo tortuoso
  con il quale spesso si procede.
   Esprimo  lo  stesso disagio che ha manifestato anche  l'onorevole
  Beninati, nella qualità di Presidente di Commissione, al quale  va
  dato  atto  -  e  non  per  tutelare la  componente  messinese  di
  quest'Aula - di aver portato avanti nel corso di questi anni,  con
  coerenza e con forza, una linea che non era - ripeto - solo quella
  dei  Messinesi ma di tutti i Siciliani, e che permetteva in questa
  legislatura, almeno in questa legislatura, di spendere quei famosi
  500  miliardi  stanziati nel 1990, per far sì  che  finalmente  si
  ponesse fine a quella vergogna - che non è solo messinese ma che è
  siciliana  -  che riguarda la baraccopoli successiva al  terremoto
  del 1908.
   A  quasi  cento  anni  da  quel  disastro,  ancora  siamo  qui  a
  discutere  e  ci rendiamo conto che, in buona fede, saranno  stati
  certamente commessi degli errori. Purtroppo, la legge che è  stata
  rivista   da  questa  Aula,  e  sostenuta  con  forza   dalla   IV
  Commissione,  dava  la possibilità, con procedure  accelerate,  di
  spendere quelle somme già stanziate nel 1990.
   Abbiamo parlato - quando si è approvata la legge che integrava  e
  modificava la legge n. 10 del 1990 - addirittura, per le  modalità
  previste, di una legge anticipatoria della stessa legge sui lavori
  pubblici che consentiva di procedere con celerità alla spesa,  con
  il  dovuto  controllo da parte della Regione e degli enti  locali.
  Tutti  noi abbiamo salutato - mi sia consentito dire - con  enfasi
  quella  legge che poneva fine a quell'obbrobrio che era sotto  gli
  occhi tutti.
   Dei  500  miliardi previsti - come diceva chiaramente l'onorevole
  Panarello -, fino ad ora ne sono stati spesi solo 190; durante  le
  variazioni  di  bilancio era stata assicurata  la  sottrazione  di
  somme  perché non si era in condizione - probabilmente da un punto
  di  vista contabile e giuridico è anche giusto -, di spenderli per
  mancanza di progetti.
   Posso  garantire che a Messina uno sforzo lodevole, sia da  parte
  dell'IACP    che    da   parte   dell'Amministrazione    comunale,
  congiuntamente, è stato fatto. Ci è stato assicurato  che  per  il
  2004  queste  somme  saranno certamente spese,  e  devono  trovare
  riscontro  nella legge finanziaria, nel bilancio che ci accingiamo
  ad approvare.
   Mi  sia  consentito  di dirlo con un minimo di  presunzione,  per
  fortuna,  abbiamo  il  Presidente  della  IV  Commissione  che   è
  messinese - ma ripeto, non è un problema che riguarda soltanto  la
  provincia di Messina -, il quale ha riparato ad un errore commesso
  in  buona  fede,  ritengo,  proponendo  un  emendamento  da  tutti
  condiviso  e  approvato  all'unanimità  dalla  IV  Commissione.  E
  adesso,   dopo  il  passaggio  alla  Commissione   Bilancio',   ci
  accorgiamo che questo emendamento è stato stralciato.
   Ripeto,  do  per  scontata l'assoluta buona  fede,  però,  queste
  somme, che non vengono sottratte ad altri capitoli, sono state già
  previste in una legge del 1990; queste somme, grazie ad una  legge
  approvata  dall'Aula ancor prima della legge sui lavori  pubblici,
  possono  essere  immediatamente spese nel corso del  2004,  tenuto
  conto  che  c'è  stata  una interlocuzione  fra  l'Amministrazione
  comunale,  l'Assessore comunale al patrimonio e la stessa  Regione
  siciliana,  i quali hanno garantito che si sarebbero utilizzati  i
  finanziamenti perché sono stati definiti i progetti.
   Io  sono  fiducioso, proprio perché ci troviamo  dinnanzi  ad  un
  errore  - definiamolo materiale - al quale, certamente, il Governo
  in primo luogo e, quindi, l'Assemblea sapranno riparare.

   CRISAFULLI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRISAFULLI.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   come
  probabilmente i colleghi e la Presidenza sanno, non sono  abituato
  a  prendere la parola nel dibattito generale sul disegno di legge.
  Preferisco  concentrare  la  mia attenzione  sull'articolato,  per
  correggere,   ove   possibile,  le  problematiche   che   possiamo
  incontrare lungo il corso dell'articolato.
   Ritengo  doveroso il mio intervento per sollevare due  questioni:
  una  di  carattere  procedurale che riguarda il  Parlamento  e  le
  commissioni in genere, l'altra che riguarda il ruolo dei deputati,
  i  quali non possono essere considerati soltanto come persone  che
  votano  a  favore  o  contro un testo preconfezionato,  ma  devono
  essere  messi  in condizione di valutare il testo e di  presentare
  gli emendamenti.
   Le   modifiche   regolamentari  introdotte  in   quest'Aula   non
  consentono la libera espressione della volontà dei Parlamentari in
  relazione  ad  un  "cappio"  che, se  fosse  applicato  nella  sua
  rigorosità, avrebbe un valore, ma non essendo applicato nella  sua
  rigorosità non  ha alcun valore.
   Onorevole  Assessore, ci troviamo oggi a discutere di un  disegno
  di legge che è stato elaborato dal Governo in un determinato modo;
  viene  mandato per il parere alle Commissioni di merito, torna  in
  Commissione  'Bilancio'  e viene esitato  per  l'Aula  in  maniera
  difforme  dal  testo originario. Non dico che viene  migliorato  o
  peggiorato, ripeto che è semplicemente difforme.
   Con  questa  procedura  non  è  consentito  al  singolo  deputato
  presentare  emendamenti diretti a modificare o  cassare  il  testo
  che,  dal  suo  punto  di  vista, non è regolare,  se  non  riceve
  l'assenso  del  Presidente  del  Gruppo  parlamentare,  il   quale
  potrebbe  concedere  o meno l'apposizione della  propria  firma  a
  quell'emendamento. Credo che questo sia limitativo della  funzione
  del  deputato,  a  cui si aggiunge un eccesso di funzioni  che  la
  Commissione 'Bilancio' tende ad assolvere.
   Ritengo  che non si possa tollerare oltre atteso che  oggi  si  è
  deciso,  con  la  modifica del Regolamento, che le Commissioni  di
  merito  possono  lavorare in sede redigente, e che la  Commissione
  'Bilancio' può decidere sugli emendamenti che non creano ulteriori
  spese e che inserendoli o meno nel testo del disegno di legge.
   Signor  Presidente, questo non è tollerabile  Mi rivolgo  a  lei,
  che  so essere attento alle questioni di carattere procedurale. Il
  deputato,  secondo  questo marchingegno di cui  spesso  si  abusa,
  presenta l'emendamento in Commissione di merito dalla quale riceve
  l'approvazione, e la Commissione 'Bilancio', successivamente,  non
  lo  prende  nemmeno in considerazione. Il disegno di  legge  viene
  così   esitato  per  l'Aula  con  le  modifiche  apportate   dalla
  Commissione  'Bilancio'. Il parlamentare non  è  più  messo  nelle
  condizioni di presentare nuovi emendamenti al testo esitato  dalla
  Commissione 'Bilancio'.
   Credo  che  ci  sia  un "inghippo" che mette  in  discussione  la
  funzione del singolo parlamentare; ritengo debba essere rimeditata
  più  attentamente tutta la procedura, e che non debba  essere  più
  consentito alla Commissione 'Bilancio' di agire come un Parlamento
  ristretto. Alla Commissione 'Bilancio' è affidato solo il  compito
  di   verificare   la  copertura  finanziaria   alle   manovre   da
  realizzarsi.
                                    (interruzioni     dell'onorevole
  Speziale)
   Onorevole  Speziale, il testo inviato alle Commissioni di  merito
  per  il parere si riferiva alla finanziaria; non si sta discutendo
  del  bilancio, pertanto emendabile solo da quelle Commissioni.  Se
  le  Commissioni  di  merito,  nelle materie  di  loro  pertinenza,
  aggiungono  articoli, commi che riguardano la loro competenza,  la
  Commissione  'Bilancio' ha il solo dovere  e  l'unico  diritto  di
  pronunciarsi  sulla  relativa  copertura  finanziaria   e   le   é
  assolutamente   interdetto  stabilire   la   proponibilità   degli
  emendamenti stessi.
   Signor Presidente, ritengo che tutto ciò pesi sull'andamento  dei
  lavori del Parlamento e sulla funzione di ogni singolo deputato al
  quale  non risulta più chiaro il suo ruolo: non sa quando  e  come
  intervenire   nella  formulazione  e  presentazione   dei   propri
  emendamenti. Ma allora le Commissioni di merito, che ruolo  hanno?
  Costituiscono una congrega di quattro colleghi che, probabilmente,
  preferiscono  stare qualche giorno in più assieme  per  farsi  una
  bella chiacchierata che però non sortisce alcun effetto.
   E,  pertanto,  la  terza  Commissione, la prima  Commissione,  la
  quarta  Commissione  quale ruolo hanno nella  formulazione  di  un
  testo  di finanziaria se non quello di pronunciarsi esclusivamente
  sul  dettato  della Commissione 'Bilancio', la quale  peraltro  si
  arroga il diritto di introdurre norme che riguardano la competenza
  di altre commissioni?
   O  allarghiamo  la  Commissione   Bilancio'  a  tutti  e  novanta
  deputati altrimenti, signor Presidente, questo meccanismo non  può
  funzionare e proprio lei ne deve garantire il buon funzionamento.
   A  mio  avviso,  ciò  era  doveroso  ed  era  doveroso  anche  in
  relazione a quanto sto dicendo. Noi abbiamo istituito un  ufficio,
  signor  Presidente, assieme alla riforma del Regolamento  interno,
  che  verifica la costituzionalità delle norme e la loro  copertura
  finanziaria.  E  ho  il dovere di dire che tale  ufficio  è  stato
  bypassato.  E allora, se da un lato attrezziamo il Parlamento  per
  renderlo  più  funzionale e migliorare la qualità del  suo  lavoro
  mutuando  le  strutture della Camera e del Senato  e,  alla  fine,
  quelle  strutture  non assolvono alla funzione  per  la  quale  le
  abbiamo  recepite,  non si capisce perché il Parlamento  le  abbia
  recepite.  E  per  assolvere  alle  funzioni  bisogna  mettere  le
  strutture in condizioni di farlo, fare vedere i testi, fare vedere
  le   proposte   dei  disegni  di  legge,  le  eventuali   proposte
  emendative.  Io  colgo l'occasione per affrontare solo  uno  degli
  aspetti  che riguardano il disegno di legge in discussione  e,  in
  particolare,   colgo  l'occasione  per  affrontare  la   questione
  riguardante   la  modifica  della  legge  10  e  la   soppressione
  sostanziale  dell'applicazione dell'articolo  39  della  legge  10
  nella Regione siciliana.
   Signor  Presidente, io sono fra coloro che negli anni passati  si
  sono  battuti  perché  la Regione siciliana applicasse  nella  sua
  struttura  burocratica e amministrativa la legge 29 e la  rendesse
  funzionale ai bisogni regionali. Allorquando  sono stato assessore
  alla  Presidenza durante il Governo  Capodicasa - e dunque mi sono
  occupato  anche  del  personale  regionale   -,  ci  siamo   fatti
  promotori  in  Sicilia  di questi aspetti normativi  ed   è  stata
  varata  da questo Parlamento la legge 10. L'articolo 39 in  quanto
  tale   è   uno  dei  tasselli  che  disegnano  la  nuova  macchina
  amministrativa regionale.
   Ritengo   sbagliato  mostrare  quello  che  viene   definito   un
  privilegio  dei dipendenti regionali sugli organi di informazione,
  come  invece  ha  fatto qualche sprovveduto. Anzi,  l'articolo  39
  rappresenta la chiusura di un meccanismo di privilegio, ma è stato
  pensato,  concepito  ed  attuato in  vista  e  in  funzione  della
  esigenza   di   una   profonda   trasformazione   della   macchina
  amministrativa.
   Noi  abbiamo  disegnato  la legge 10 per alleggerire  la  Regione
  siciliana,  la cui  struttura appariva elefantiaca.  Quella  legge
  prevede  anche  il  decentramento di poteri, funzioni,  compiti  e
  risorse  dalla Regione agli enti locali territoriali della Regione
  stessa,  comuni  e  province. Mi accingo a concludere,  le  chiedo
  scusa,  signor Presidente, ma avevo necessità di evidenziare  tale
  aspetto.
   Nel   frattempo,   signor  Presidente,   abbiamo   delineato   il
  decentramento,  abbiamo  scritto  i  poteri  e  le  funzioni   che
  attengono alla Regione e quelle che vengono decentrate a  province
  e  comuni.  Avevamo fatto ciò pensando di alleggerire la  macchina
  regionale,  favorendo un esodo del personale regionale  che  aveva
  maturato  i requisiti della legge numero 2 del 1962 e nel contempo
  decentrando una quota ulteriore di personale per porre la  Regione
  in condizioni di far vivere il territorio come parte integrante di
  un unico, grande progetto di governo della Sicilia.
   Rispetto a tutto ciò, abbiamo dovuto assistere ad una aggressione
  nei  confronti  della legge n. 10, in quanto  si  attribuiscono  i
  poteri  ai  funzionari  e si sottraggono ai politici.  Meno  male,
  anche  se  non  voglio generalizzare, in quanto ritegno  vi  siano
  alcuni politici che meritano il massimo rispetto, ma altri, signor
  Presidente,  che farebbero bene a non firmare niente  per  evitare
  rischi amministrativi.
   Credo  questo  sia  un  aspetto a cui, oggi,  si  sta  dando  una
  risposta certamente non lineare. Infatti, si elabora una norma che
  consente  il  blocco  e  la cancellazione del  beneficio  previsto
  dell'articolo 39, estendendo quello della legge n . 62.
   In   Commissione   Bilancio',  signor  Presidente  -  e   sollevo
  l'eccezione  della  copertura finanziaria - il  comma  1  è  stato
  scritto  in  modo  tale  che  tutti i  dipendenti  regionali,  non
  soltanto  quelli inquadrati ai sensi della legge numero  62,  alla
  data del 31 dicembre 2003, si vedano applicati i benefici previsti
  da tale legge.
   Onorevole   Assessore,  Presidente  della   Commissione,   vorrei
  spiegare   meglio  quanto  potrebbe  accadere:  se  passa   quella
  scrittura, avrete aggravato il bilancio della Regione di  qualcosa
  come  200-250 milioni di euro, senza che vi sia l'appostamento  in
  bilancio,  sconvolgendo  e modificando  principi  che  sono  stati
  legiferati, in questo Parlamento, ben venti anni addietro, con una
  semplice  interpretazione di norma; e non solo,  in  quanto  nello
  stesso  articolo avete scritto qualcosa inerente alla restituzione
  agli interessati del rimborso per le anticipazioni INPS.
   Ma   da  quando  in  qua  la  Regione  siciliana  può  legiferare
  sull'INPS? Attraverso quale principio costituzionale è consentito?
  Come  si  concilia  questa  norma  con  la  sentenza  della  Corte
  costituzionale  n.  923  del  28 luglio  1988  che  considera  già
  acquisito  il  diritto  di  tutti coloro  i  quali  rientrano  nei
  contingenti pubblicati della Regione?
   La  causa che la Regione siciliana aveva con alcuni dipendenti  a
  cui aveva bloccato l'accesso ad un beneficio, si è conclusa con la
  condanna  della  Regione  la quale ha  dovuto  consentire  che  il
  beneficio  avesse  corso. Questo  papocchio'  legislativo  che  si
  vuole porre in essere, senza tenere conto che va maturata, invece,
  un'eventuale  modifica legislativa per consentire da  un  lato  di
  favorire  l'esodo  e dall'altro di stabilire i  principi  generali
  dello  Stato,  non può essere attuato attraverso  la presentazione
  di   emendamenti  in  Commissione  che  diventano  intoccabili  in
  quest'Aula,   in  quanto  non  ci  è  consentito   di   presentare
  emendamenti se non  accompagnati dai genitori'.
   Credo che tutto ciò produca un vulnus all'attività del Parlamento
  ed anche dei diritti acquisiti dai nostri dipendenti regionali.
   A  mio avviso - e concludo, signor Presidente - questa norma  non
  può   essere   accolta  per  motivi  pregiudiziali  di   copertura
  finanziaria.
   Gradirei  che  il  Governo  chiarisse  il  senso  del   comma   1
  dell'articolo  17  e che la Commissione  Bilancio'  assicurasse  a
  questo Parlamento che c'è la copertura finanziaria per il comma  1
  ed  il  comma 5 dell'articolo suddetto. Credo che tutto ciò  debba
  essere  chiarito, in quanto ne va della responsabilità legislativa
  e  della  serietà di un Parlamento che quando fa  una  legge  deve
  avere la conoscenza completa di tutti gli aspetti.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, per quanto riguarda  l'argomento
  regolamentare  -  visto che si è trattato di  un  vero  e  proprio
  richiamo  -  ritengo  sia  chiaro  quanto  previsto  al  comma   1
  dell'articolo  73  quater:  permette di disciplinare  la  materia,
  infatti  vi  è  l'obbligo  di  trasmettere  gli  emendamenti  alla
  Commissione   Bilancio', la quale ha l'obbligo di  pronunciarsi  a
  favore o contro.
   Qualora vi fosse la necessità di apportare sottili modifiche  che
  rendano più indubbia l'interpretazione della norma, mi riservo  di
  farlo  in  una  successiva riunione della Commissione Regolamento,
  sia  in merito a questo argomento che per molti altri che via  via
  si dimostrino suscettibili...

   CRISAFULLI. Prima di passare al voto

   PRESIDENTE. No, questo non glielo posso consentire. Il  passaggio
  dalla Commissione in Aula è già avvenuto.

   CRISAFULLI. Se la norma non è stata rispettata, lei ha il  dovere
  di convocare la Commissione per il Regolamento, prima

   PRESIDENTE.   Onorevole  Crisafulli,   questa   norma   è   stata
  rispettata,    deve    essere    sicuramente    modificata,     ma
  successivamente,  non  prima.  Per quanto  riguarda  la  copertura
  finanziaria dell'articolo 17, le posso assicurare che da parte del
  Governo   è   pervenuta  una  dichiarazione  di  disponibilità   a
  modificare la norma stessa.
    E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici, ne ha facoltà.

   CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ero indeciso se
  intervenire  o  meno in questa discussione generale sulla  manovra
  che  siamo  chiamati ad esaminare. L'incertezza è data dalla  fase
  critica  che  la  nostra  Regione sta  attraversando:  stagnazione
  economica, blocco dei processi occupazionali, crisi produttiva che
  vede la Presidenza della Regione e soprattutto Piazza Indipendenza
  una platea ormai quotidiana di proteste, di drammatiche condizioni
  di  crisi  per migliaia di lavoratori; situazione che  continua  a
  vedere  la  Sicilia come la regione italiana che ha  un  altissimo
  livello di export. Ma l'export che ci fa primi in Italia è  quello
  umano,  nel  senso che siamo la Regione in cui vi  è  il  maggiore
  numero  di  persone, oltre 20.000,  che, ogni  anno,  lasciano  la
  propria terra.
   Ciò  avviene con la condizione particolare che, a differenza  dei
  loro  padri  e dei loro nonni, a lasciare la Sicilia,  oggi,  sono
  ragazzi e ragazze che hanno anche un titolo di studio, che si sono
  formati,  c'è stato un investimento quindi delle loro  famiglie  e
  della  società.  Insomma, non perdiamo soltanto braccia  ma  anche
  menti. Il PIL in Sicilia dopo qualche anno cresce meno rispetto al
  resto d'Italia, i livelli occupazionali si riducono, insomma vi  è
  una  stagnazione  evidente e che è ascrivibile non  soltanto  alla
  fase  di  difficoltà  che  vive il  nostro  Paese,  ma  vi  è  una
  specificità  siciliana che in qualche modo questa finanziaria  non
  soltanto  non  assume come drammatica condizione a cui  provare  a
  dare  una  risposta, ma addirittura, introduce elementi e balzelli
  che appesantiscono la condizione economica di migliaia di famiglie
  siciliane.
   E'  una  finanziaria  senza  una visione  dello  sviluppo,  della
  modernizzazione  di  questa  Regione,  una  finanziaria,   di   un
   governicchio'  che ha scelto di sopravvivere, malgrado  si  trovi
  dinanzi  ad  una  crisi che appare ogni giorno di  più  una  crisi
  irreversibile. E' una crisi politica in quanto siamo  in   assenza
  di  un  progetto  per la Sicilia, abbiamo un  governicchio'  -  lo
  ripeto - che sceglie di gestire lo stato di cose esistenti.
   Questo dato appare evidente dall'insieme di norme che sono  state
  proposte;  vi è stato, certamente, qualche risultato  che  ascrivo
  alla   battaglia  condotta  dall'opposizione  nelle   commissioni.
  Ricordo  ad  esempio  la  norma relativa  all'IRAP,  dimezzata  al
  cinquanta  per cento per i nuovi insediamenti produttivi,  che  si
  costituiranno nei prossimi tre anni in Sicilia.
   Voglio  ricordare anche un emendamento poco significativo per  le
  entrate  della  Regione,  nel senso  che  una  concezione  un  po'
  ideologica e un po' astratta aveva portato, due anni addietro,  il
  Governo  ad  introdurre tra i tanti ticket che la  maggioranza  di
  centro-destra  a riproposto come modello di gestione  del  sistema
  sanitario,  quello  del  pronto  soccorso,  che  come  noi  allora
  denunciammo,  costituiva un valore astratto sul piano finanziario,
  ma  simbolico  sul piano del modello che si voleva  realizzare  in
  Sicilia.
   Oggi  siamo  riusciti  a  fare  in modo  che  questa  finanziaria
  abolisca quella norma quindi il ticket sul pronto soccorso, che ha
  non  poco  disorientato e sconcertato l'opinione  pubblica.  Essa,
  però,  è  una  finanziaria che allo stesso tempo  introduce  norme
  assai  singolari;  ne voglio citare una, considerata  la  presenza
  dell'Assessore  per la sanità: infatti, voglio far  rilevare  che,
  così come è scritta, la norma relativa alla compartecipazione  dei
  cittadini  al  costo  sanitario, continueremo ad  avere,  malgrado
  siano state date assicurazioni dal Governo in senso contrario, una
  norma  che  prevede la compartecipazione al costo  farmaceutico  e
  l'esenzione  al  costo  farmaceutico, che non  si  estendono  alla
  compartecipazione alle prestazione diagnostiche.
   Vorrei  spiegare meglio: se c'è un invalido al cento per cento  o
  un  orfano di guerra, categorie che costituiscono quella tipologia
  di  esenti  dalla partecipazione al costo farmaceutico,  essi  non
  avranno   parimenti   l'esenzione  al  costo   delle   prestazioni
  diagnostiche,  quindi ci troveremo di fronte a  due  categorie  di
  esenti  diversi,  a  seconda  della  tipologia  di  bene  che   si
  acquisisce, farmaco o prestazione diagnostica.
   Credo sia una contraddizione, ma la verità è un'altra: credo  che
  su  tale  vicenda si ragioni in termini ragionieristici e  che  si
  stia  disperdendo il senso della misura. Anche a  riguardo  faccio
  riferimento  alle cosiddette categorie esenti: è stato  introdotto
  il  principio  di  esentare  i  cittadini  che  hanno  un  reddito
  familiare pari a dodici mila euro.
   Vorrei  ricordare che proprio il centro-destra,  circa  due  anni
  addietro,  aveva  come  suo  cavallo di battaglia  propagandistico
  quello  di  elevare la pensione a un milione di vecchie  lire  per
  tutti  i  pensionati;  in effetti, così non  è  stato,  ma  voglio
  precisare  che  proprio nella condizione cosiddetta  minimale  che
  oggi  è ascritta ad un pensionato che prende un milione di vecchie
  lire,  che  per tredici mensilità ammonta a 13 milioni di  vecchie
  lire,  abbiamo  il  paradosso che, se vi  è  un  nucleo  familiare
  composto da due anziani, marito e moglie, ambedue con una pensione
  minima,   queste  persone  sono  considerate,  da  questa   legge,
  appartenenti ad un ceto medio.
   Infatti,  sono  ascritte come persone non esenti dal  ticket  sui
  farmaci, in quanto la legge prevede che solo coloro i quali  hanno
  una  pensione  ammontante a meno di 12 mila euro,  cioé  circa  23
  milioni   e   mezzo   di   vecchie  lire,   potranno   beneficiare
  dell'esenzione  del  ticket  sui  farmaci.  Quindi,  da  un   lato
  aumentiamo  la  soglia  per determinare  condizioni  migliori  per
  persone  meno abbienti ma, nello stesso tempo, introduciamo  norme
  che  ascrivono  quelle  persone meno abbienti  alla  categorie  di
  persone abbienti.
   A  mio  avviso,  questa è una contraddizione, ma  sopratutto  una
  concezione  ragionieristica, che fa a cazzotti con il  buon  senso
  che deve essere insito in una norma che vuole comunque tutelare le
  categorie deboli.
   Sono  certo che questa norma servirà a premiare i furbi,  cioè  a
  premiare   coloro  i  quali  non  avendo  un  reddito  da   lavoro
  dipendente,  o  un reddito da pensione, cioè i cosiddetti  redditi
  certi, ai fini della dichiarazione dei redditi, determineranno  il
  loro   reddito   sulla  base  di  un'autocertificazione   in   cui
  dichiareranno  di  ricevere un reddito annuo  inferiore  a  quanto
  previsto dalla norma in questione.
   Ecco  perché,  ancora una volta, pur avendo  oggi  un  risultato,
  rispetto  ad  una  sciagurata concezione che due  anni  fa  ispirò
  questa  maggioranza e questo Governo nell'introdurre il ticket  in
  Sicilia, stiamo ricostruendo un sistema che, di fatto, penalizzerà
  sopratutto le fasce veramente deboli di questa Regione.
   Così   come   il  ticket  che  si  introduce  sulle   prestazioni
  diagnostiche,  che aggiunge, a quello nazionale  delle  famose  70
  mila  delle vecchie lire, 36,11 euro, la partecipazione al 10  per
  cento delle eccedenze.
   Ci  troviamo  in una situazione in cui un cittadino,  che  magari
  andrà  a prenotare una Tac, piuttosto che una risonanza magnetica,
  sarà costretto a pagare un ticket per oltre 100 mila vecchie lire.
  Insomma,  altro che garantire il bisogno di salute  e  prestazioni
  specialistiche  di  qualità, misurandole alle effettive  esigenze
  Qui si introduce l'effettiva esigenza sulla base di chi ha i soldi
  e di chi non potrà utilizzare questi servizi, poiché in condizioni
  di difficoltà finanziarie.
   Concludo, signor Presidente, ricordando un'altra questione: tra i
   conigli usciti dal cilindro' di questa maggioranza - lo ricordava
  ieri  l'onorevole Capodicasa - vi è la norma del "duty free". Essa
  non prevede il sostegno allo sviluppo, ma il sostegno alle imprese
  dando  loro  la possibilità di assumere abbattendo  il  costo  del
  lavoro;   si   propone  una  cosa  singolare   sul   piano   della
  strumentazione.
   Certamente,  si  tratta di una norma che  non  avrà  seguito,  in
  quanto  risulta  evidente il mancato allineamento  alla  normativa
  comunitaria;  infatti,  costituisce un elemento  di  anomalia  sui
  sistemi  degli  incentivi  e  dei  vantaggi  fiscali  riconosciuti
  dall'Unione europea. L'aspetto singolare è che relativamente  alla
  cosiddetta   strumentazione  finanziaria  euro-mediterranea,   che
  avrebbe  sede  in  Sicilia, non si capisce in  nome  di  che  cosa
  acquisiamo  una  sorta di zona franca per i flussi finanziari  che
  operano  nel  rapporto euro-mediterraneo, e  non  si  capisce  per
  sviluppare  che  cosa.  Non  esiste alcuna  finalità  di  sviluppo
  economico produttivo, si tende a  fare della Sicilia una sorta  di
  capitale  euromediterranea della finanza dei paradisi fiscali  per
  chi ha ingenti capitali finanziari.
     Ripeto,  una  norma che non avrà seguito perchè inevitabilmente
  dichiarata  fuori  dal  contesto  comunitario,   una   norma   che
  certamente  non  può  determinarsi  nell'ambito  di  una   singola
  regione,  il  cui principio ispiratore, però, tende a  fare  della
  Sicilia  una  sorta  di  grande  lavatrice  euromediterranea'  per
  ripulire  flussi  finanziari e ingenti   quantità  di  denaro   di
  provenienza quantomeno discutibile  e forse  illecita.
   Io credo che sia  il risultato concreto che una norma come questa
  determina.  Il  tempo è limitato per potermi  dilungare  su  altri
  aspetti dei documenti  finanziari al nostro esame, ma una cosa  mi
  preme  dire:  dinanzi ad una Sicilia che soffre e  che  ha  grandi
  problemi di rilancio economico delle imprese, del lavoro, non solo
  stiamo partorendo un topolino,  ma,  con questa finanziaria e  con
  questo   bilancio,    ci  stiamo  estraniando   dalla   drammatica
  condizione che vivono milioni di siciliani.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, comunico  che  attualmente  sono
  iscritti a parlare gli onorevoli Virzì, Speziale e Sammartino, che
  si  aggiunge  in  questo  momento.  Al  fine  di  una  più  facile
  programmazione  dei  lavori,  invito  chi  intenda  intervenire  a
  dichiararlo   subito;   in  caso  contrario,   dopo   l'intervento
  dell'onorevole   Sammartino  considererò  chiusa  la   discussione
  generale.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Tumino. Ne ha facoltà

   TUMINO.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, ho  apprezzato,
  nell'intervento di replica dell'assessore Pagano alla relazione di
  minoranza del collega Capodicasa, lo sforzo di difendere una tesi,
  quella,  cioè,  secondo cui il Governo sta cercando di  dimostrare
  che  seriamente  tenta  di  ridurre il danno  che  normalmente  si
  produce   durante  le  finanziarie  (mi  riferisco  al  cosiddetto
   assalto  alla diligenza') e quindi lo sforzo di tenere il  timone
  diritto per evitare che la Regione prenda la direzione sbagliata.
   E'  lo  sforzo che l'assessore Pagano compie quando si fa  carico
  di una proposta avanzata dalla Confindustria regionale, che  tutti
  condividiamo,    che   consiglia  di   orientare   l'attività   di
  incentivazione  della  nostra Regione sui settori  strategici  dei
  beni      culturali,      del      turismo,      dell'accoglienza,
  dell'agroalimentare,   della  informazione   tecnologica;   quando
  l'assessore   Pagano   difende   tale   scelta   strategica   che,
  oggettivamente,  è una scelta di tutti.
   Però  rimane  un  problema  grande, le scelte  strategiche  vanno
  accompagnate da normative di merito, da normative di  settore  che
  siano  capaci di dare alle stesse  scelte il respiro  perchè  esse
  possano  andare avanti. Il problema non è solo quello  di  ridurre
  l'IRAP  o  di  eliminarla per le società che operano  nei  settori
  strategici che si sono scelti. Questa è una iniziativa che di  per
  sè è abbastanza restrittiva, sicuramente marginale
   Come si fa a fare turismo o a fare accoglienza,  quando non si  è
  in  grado di fare una normativa generale, una normativa quadro sul
  turismo  in Sicilia? E' una contraddizione incredibile  Il Governo
  si  è  impegnato a presentare la normativa quadro sul  turismo  in
  Sicilia fin dall'inizio, a metà legislatura non si è visto niente.
   Noi   ci   troviamo  ad  avere  aziende  di  soggiorno,   aziende
  provinciali  per  il turismo che sono assolutamente  inutili,  che
  sono dei carrozzoni che andrebbero chiusi.
   Già  le  aziende sono state chiuse per legge, ma di fatto  non  è
  stato  realizzato il regolamento di attuazione, praticamente  sono
  vigenti;  abbiamo  anche  deliberato di nominare  i  revisori  dei
  conti,  lo  ritengo   anche giusto una volta  che  di  fatto  sono
  funzionanti sul piano formale
   Come  si  fa  ad  operare in qualunque settore di  questa  nostra
  Regione,  quando  non  si riesce a mettere  mano  alla  formazione
  professionale, che è  il cuore di qualunque successivo  intervento
  di  modifica  della  politica industriale o  della  produzione  in
  Sicilia?
     Ecco  il  grande nodo di governo, assessore Pagano,  il  grande
  nodo  è  questo:  la politica di bilancio, per quanti  sforzi  lei
  voglia  fare,   è assolutamente inadeguata se non  ha  dietro  una
  politica complessiva. E non ce l'ha dietro
      Il   concetto  che  questo  è  un  governo  inadeguato  è   un
  assolutamente  evidente,  checché si dica e  qualunque  siano  gli
  sforzi   nel   bilancio finale di questo anno.E  mi  preme  ancora
  aggiungere  che nella normativa finanziaria che ci propone  questo
  Governo e che di fatto andremo a valutare, non c'è un tentativo di
  recuperare una cultura dell'austerità nella politica.
     Noi  stiamo  portando  avanti una realtà  amministrativa  della
  Regione sostanzialmente identica  a quella del passato, così  come
  è stata,  e ì come continuerà ad essere, senza un minimo di logica
  di recupero di una cultura dell'austerità in politica.
   Voglio dire, se avvertiamo che c'è tutta una realtà produttiva in
  crisi,  se  avvertiamo  che le risorse sono sempre  insufficienti,
  noi  non  possiamo continuare con la stessa logica di  sempre.  Ed
  ecco  il  senso  anche di una mia proposta (che  sicuramente  sarà
  dichiarata  non  proponibile, come è successo  l'anno  scorso)  di
  rivedere i costi che la politica in Sicilia  determina. Ma non  mi
  riferisco  solo ai costi dei deputati, dei consiglieri provinciali
  o  regionali  o  comunali o circoscrizionali, ma mi  riferisco  ai
  costi   della  politica  in  senso  lato:  dagli  enti  che   sono
  sottotutela,   o  che  comunque sono da  noi  in  qualche  maniera
  controllati, a tutta la pletora di enti inutili, dai consorzi  più
  o  meno  ampi  con organici sovradimensionati. Mi riferisco  a  un
  costo della politica come rappresentanza che è assolutamente fuori
  norma e continuamente in crescita.
     Con quale credibilità possiamo pensare che la gente capisca  lo
  sforzo di qualunque governo, quando non si riesce a mettere mano a
  questo  elemento  primario?  Come  politici  siamo  visti  in  una
  pessima ottica, noi siamo gente di cattiva qualità, ognuno di  noi
  è considerato una figura strana,  per non dire peggio, la politica
  non si concilia con la società, il divario è sempre più grande
     Credo,  dunque,   che  sia necessario,  per  essere  credibili,
  ragionare  intermini  di revisione dei costi  della  politica.  Di
  tutto  ciò   non c'è cenno e, per il fatto di avere  proposto  una
  revisione o quanto meno di discuterne,  mi sento addirittura quasi
  -   non  dico  isolato,  perché lo sono -  quasi come  se   avessi
  offeso l'amicizia o il buon rapporto con i colleghi.
   Chiedo  a  questo  Governo, chiedo a lei,  signor  Presidente  Lo
  Porto,   di proporre una valutazione della problematica del  costo
  della  politica. Mi ricordo, che l'anno scorso,  con molto  garbo,
  lei  si  impegnò -  ma evidentemente il tema è più  grande  -   di
  dedicare   una  sessione  del  nostro  lavoro  parlamentare   alla
  valutazione della politica di spesa, in senso lato,  della  nostra
  regione. Ciò non è avvenuto, o meglio avviene in sede di bilancio,
  avviene  in sede politica complessiva di chiusura, ma un dibattito
  politico  su questo aspetto sarebbe opportuno perché è da  lì  che
  poi si trae, credo, una forma di legittimazione popolare, vera, di
  rapporto tra la politica e i cittadini.
         Credo,  inoltre,  che il  delicato problema  delle pensioni
  sia  un  altro  grande  nodo  che questo  Governo  non  ha  saputo
  evidenziare.  La  normativa sulle pensioni sarebbe  buona,  questo
  blocco sarebbe stato  buono, se fosse avvenuto l'anno scorso.
          Adesso  non  solo  non  è  buono,  è  immorale,  adesso  è
  drammatico,   gravissimo,  perché  significa  sancire   forme   di
  ingiustizia  palese di ineguaglianza, e crea una  situazione  tale
  per  cui  il Governo di troverà addosso migliaia di ricorsi  e  la
  politica apparirà, ancora una volta, incapace di intervenire sulle
  cose nei tempi e nei modi giusti.
         Il  mio parere su questa finanziaria non può,  dunque,  che
  essere  negativo, anche se devo dare atto che, per la prima  volta
  sino  alla fine della discussione in Aula- almeno spero -  non  ci
  sia stato l'assalto alla diligenza.

    PRESIDENTE   E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Virzì.  Ne  ha
  facoltà.

    VIRZI'   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,   quanto  meno,
  all'inizio  del mio intervento, debbo in qualche modo riecheggiare
  alcune tesi dell'onorevole Crisafulli, perchè di fronte a ciò  che
  è   oggettivo  non  ci  possono  essere  distinzioni  fra  persone
  ragionevoli.  Intendo dire che un ponte non è nè di destra  nè  di
  sinistra:  regge o non regge; una fognatura o è costruita  bene  o
  male, non è di destra o di sinistra, israeliana o palestinese.
   E'  vero  che c'è una sensazione di generale impotenza, magari  è
  soltanto una sensazione, del singolo parlamentare di fronte ad una
  discussione   che   appare  incanalata,   dal   punto   di   vista
  regolamentare, attraverso grate troppo strette e attraverso canali
  che  sono  oggettivamente poco percorribili da parte  del  singolo
  parlamentare,  magari impegnato in commissioni che  non  siano  la
  Commissione Bilancio, che - ricordo - tradizionalmente ha  sempre,
  in  qualche  modo,  giocato ad interpretare il ruolo  della  super
  commissione,  della  commissione che  dialogava  direttamente  col
  Governo  e  dove venivano realizzati gli accordi che poi realmente
  funzionavano.
   E,  pur  tuttavia, - anche se non è la sede opportuna, ma  faccio
  solo  un  colpo  d'ala brevissimo - io penso che il  problema  dei
  problemi  di  un'Aula che vuole essere in qualche modo nobilitata,
  che viene chiamata alla partecipazione sarebbe quello di stabilire
  fra di noi, magari senza metterlo nel Regolamento, che francamente
  qualche  sessione  dei lavori parlamentari potrebbe  anche  essere
  dedicata ai disegni di legge d'iniziativa parlamentare.
     Perchè,  interpretando alla lettera la norma di ciò  che  ci  è
  stato  insegnato  sin  dalle elementari sul  libri  di  educazione
  civica,  un  deputato questo dovrebbe venire a fare qua  come  suo
  mandato:  venire a rappresentare interessi legittimi che  meritano
  di  esser  riconosciuti e gratificati nel  nome  di  un  interesse
  collettivo.
   Allora,  io  credo  che  questo sia un  grande  buco  nel  nostro
  Regolamento e credo che questo istituisca uno stato d'animo di non
  predisposizione al bene nei confronti di ciò che sarebbe oggettivo
  riconoscere come interesse di tutti. E' un ostacolo.
   Io  credo che ciascun parlamentare non soltanto abbia il diritto,
  ma  abbia  anche il dovere di farsi promotore di disegni di  legge
  che vengono portati al vaglio di quest'Assemblea, perchè la prassi
  che  di  fatto  si è instaurata è quella per cui questo Parlamento
  fa  bilancio, finanziaria, variazioni di bilancio e poi, quando lo
  facciamo, - e questo Governo debbo dire lo ha fatto molto  più  di
  altri  -  facciamo interrogazioni, interpellanze, mozioni,  ordini
  del  giorno,  ci  occupiamo un po' troppo di politica  estera,  mi
  permetto  di  dire  - qua c'è un larvato, piccolissimo  rimprovero
  agli amici della minoranza -.
   Però,  debbo riecheggiare l'intervento dell'onorevole  Crisafulli
  anche sul tema dei prepensionamenti. Debbo dire che si sono accesi
  un  po'  troppo  i toni. Secondo me, quando si parla  di  cose  di
  questo  livello  non bisognerebbe indulgere alle tentazioni  delle
  battutacce.  Pensare che noi si sia assunta una  certa  posizione,
  noi  che non l'abbiamo fatto mai, rivendicare la piazza, suscitare
  i  bassi istinti, io mi permetto di ricordare che eravamo in pieno
  centro-sinistra quando abbiamo approvato  la legge n. 10 del  2000
  e  che  il  papà, il padrino della legge fu l'onorevole Crisafulli
  col quale avemmo nel merito scontro furibondi perché io mi permisi
  di dire allora che era una legge che, in qualche modo, fotografava
  i  difetti  della  Regione e non tendeva a  correggerli.  Però  mi
  permetto  di dire che ci sono delle ragioni che vanno valutate  in
  quest'Aula  senza scambiarsi battutacce ed avendo  rispetto  l'uno
  per l'altro, sapendo di che cosa stiamo parlando e non leggendo la
  velina che arriva dal rispettivo capogruppo.
   C'è  una  legge regionale - la  numero 10 del 2000 - che promette
  ad  una  certa  fascia di persone che hanno delle  scadenze  certe
  nella   loro  vita  e  queste  persone,  che  sarebbero  i  nostri
  dipendenti,  le  persone  che  noi chiamiamo  a  realizzare  e  ad
  interpretare sul territorio la politica della Regione, ricevono  a
  casa  le  letterine  in cui gli si dice che  la  Regione  ha  loro
  riconosciuto certi diritti, i famosi "scaglioni" a 6 mesi.
     Poi  insorgono difficoltà di natura politica, e forse  anche  e
  soprattutto,  di  natura finanziaria. Allora,  finito  il  centro-
  sinistra,   il  centro-destra  nel  2002  dice:  il  principio   è
  sacrosanto  però dilazioniamo nel tempo ed i 6 mesi  diventano  un
  anno. Prima, dunque,  stabilisce una legge il centro-sinistra, poi
  la    conferma    il   centro-destra,   mettendo    una    diversa
  calendarizzazione, ma il principio è acquisito.
     Come facciamo a dimenticare che il mondo è figlio della civiltà
  giuridica di Roma e che tutti insieme dovremmo ricordarci  di  due
  semplici paroline: "diritti acquisiti" e che non sarebbe male  che
  ricordassimo che, in materia di trattamento del nostro  personale,
  noi  abbiamo autonomia assoluta e mi permetto di dire  che  questa
  Regione  se l'é conquistata con la propria miseria, con il sangue,
  ancor  prima della nascita della Costituzione italiana, che è  del
  1948,  mentre il nostro Statuto è del 1946 e lì c'è scritto che  i
  dipendenti   della  Regione  Sicilia  non  sono  assimilabili   ai
  dipendenti  del Consiglio regionale o ai dipendenti della  Regione
  calabra,  umbra  per  cui magari si fanno certe  sentenze;  perché
  quelli  hanno  un  contratto che si chiama "contratto  degli  Enti
  locali" che è uguale al contratto dei dipendenti del Municipio  di
  Palermo;  mentre  noi  abbiamo il diritto,  lo  avevamo,  però  la
  politica non può cancellare la giurisprudenza.
     Noi avevamo il diritto di statuire e c'era una ragione politica
  anche  nobile,  perché non possiamo dimenticare le cose  che  ieri
  dicevamo  all'opposizione,  perché eravamo onesti  all'opposizione
  come  onesti  vogliamo  rimanere in  maggioranza;  eravamo  onesti
  quando  dicevamo  che uno dei problemi della Regione  era  la  sua
  elefantiasi;  noi dicevamo non si può governare bene  una  Regione
  parlando  di  efficienza,  di legalità, di  trasparenza  quando  è
  entrato  un  sacco di personale che non si capisce bene  come  sia
  entrato, e qualcuno ci ha ricordato che c'erano dei Ministri negli
  anni  '50  che venivano con gli elenchi delle persone da assumere.
  Ce  l'hanno  scritto graziosamente; scendevano  a  Boccadifalco  e
  consegnavano agli autisti gli elenchi delle persone da assumere
     Per  carità non c'era una normativa di trasparenza allora,  non
  c'erano  le feritoie strette che ci sono adesso, ma non si  andava
  da  nessuna da parte con 20.000 dipendenti e 20.000 pensionati che
  avevano  esattamente  lo  stesso  trattamento  dei  dipendenti  in
  servizio,. Allora elefantiasi
   A  prescindere dal fatto che li mandiamo prima, c'è l'esigenza di
  rendere più snella questa Regione, di non gravare sul bilancio con
  cifre  inaudite.  Abbiamo  fatto  un atto  di  giustizia  doloroso
  dicendo che qua in Sicilia non poteva continuare ad essere  che  i
  pensionati  avessero esattamente lo stesso trattamento  di  quelli
  che rimanevano in servizio con gli adeguamenti connessi.
    Questo lo abbiamo fatto, ma come si fa,  per una impuntatura che
  non   viene   né  politicamente  né  giuridicamente  motivata,   a
  cancellare  ben due leggi varate da questa Regione in due  momenti
  politici diversi e contrapposti?
     Il principio ce lo eravamo  riconosciuto tutti insieme,  perché
  laddove  ho  ricordato che c'erano stati contrasti con l'onorevole
  Crisafulli,  non  certo  sul diritto al  pensionamento,  perché  è
  indignata  l'opinione pubblica di cui qualcuno  all'improvviso  si
  accorge  e  si  vuole  rendere  alfiere,  perché  ci  sono  troppi
  regionali  al  di  là  delle  esigenze.  Allora  un  messaggio  di
  moralizzazione  è  dire:  cominciamo  a  snellire,  cominciamo   a
  diminuire, cominciamo a farli pesare meno sul bilancio, perché poi
  deve fare i conti l'assessore Pagano e non dobbiamo dire che ormai
  quello del personale è il più grande problema. Ricordo infatti che
  quando  entrai per la prima volta  in questo Palazzo come amico  e
  collaboratore dell'onorevole Cristaldi, nel 1991-1992, la  sanità,
  ad esempio, gravava per il 33 per cento sul bilancio della Regione
  e  ci  dicemmo  tutti,  allora, che era  vergognoso,  impossibile,
  illogico. Oggi, siamo arrivati al 50 per cento e il trend è ancora
  in  crescita.  Infatti, mentre noi ci accingiamo ad  approvare  il
  bilancio  di previsione 2004 stimando un certo livello di perdite,
  le  aziende sanitarie locali ci stanno preparando un rendiconto  a
  consuntivo  dal quale verrà fuori che l'assessore Pagano  soltanto
  per  difetto è riuscito, con le carte che possiede, ad individuare
  il buco immane
   Ciò  che mi permetto di far rilevare da deputato e in qualità  di
  esponente  di  Alleanza nazionale, che  ci  possono  essere  degli
  errori. Se io ti dico che per quella tale U.S.L., puoi spendere 10
  miliardi di vecchie lire e mi puoi sforare per interventi urgenti,
  per   forature di ruota', come si dice, mi puoi sforare del 50 per
  cento ed arrivi a 15, però nessuno  mi può  portare un conto di 55
  miliardi  di  lire -  tanto  paga Pantalone , paga  e  sorride   E
  questo  lo  dobbiamo  fare, dobbiamo pagare. Tuttavia,  credo  che
  dovremmo  smetterla tutti insieme di sorridere  e  di  fare  della
  sanità la nostra barzelletta ovvero argomento per qualche comizio
   Qualcuno deve pagare: ci sono dei manager, dei direttori generali
  che  hanno  come incarico preciso quello di applicare la  politica
  del  Governo  e  che  si devono far garanti degli  obiettivi  loro
  fissati,  a meno che non decidiamo tutti  insieme  che  questa  in
  corso  è  una specie di guerra dei paladini, fatta per il pubblico
  pagante   Noi dobbiamo ribadire  che su questo fronte chi  sbaglia
  deve pagare.
   E  allora, di fronte a 14 mila miliardi di vecchie lire che se ne
  vanno  per  la sanità, nella proiezione che fra dieci  anni,  caro
  Assessore,  lei  dovrà  venire qua in gabbanella,  l'onorevole  Lo
  Porto  sarà il primario e noi faremo gli infermieri professionali,
  in  quanto che l'intera Assemblea regionale siciliana diventerà un
  grande ospedale in cui rimane come malato permanente, a vita,  sul
  groppone della nazione, la Sicilia come grande regione malata e di
  malati;  di  fronte a tutto questo viene largamente ridimensionato
  il problema dei prepensionamenti. Io ricordo che quando si insediò
  il  primo  governo Provenzano, io dissi, nel mio primo intervento,
  riecheggiando in qualche modo Martin Luther King, che  anch'io  ho
  un sogno: vorrei vedere finalmente che le persone che hanno sempre
  parlato di efficienza, di rigore e di pulizia morale ammettano che
  la  nostra Regione è troppo grossa, ingombrante e costosa  e  che,
  sostanzialmente,  è  stata concepita dal vecchio  potere  come  un
  ammortizzatore  sociale, come un polmone  per  fare  respirare  il
  soffio incerto di una Sicilia che ancora socialmente non decolla.
   Credo  che noi, se vogliamo essere più ragionevoli e non vogliamo
  irrigidirci  su  steccati, dobbiamo largamente  ridimensionare  il
  problema  dei  prepensionamenti riconoscendo che  ciò,  un  minuto
  dopo,  ci  permetterà  finalmente di dire  qualcosa  di  serio  ai
  giovani siciliani; ci permetterà, dopo aver fatto l'analisi  seria
  del  nostro organigramma, di rimettere finalmente a concorso - non
  se  ne sente più parlare da troppo tempo di concorsi  - secondo  i
  criteri di legge imposti alla pubblica amministrazione senza   che
  ci siano più  trucchi, trucchetti, scappatoie e scatole cinesi.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole Speziale.  Ne  ha
  facoltà.

    SPEZIALE    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   desidero
  svolgere   il   mio   intervento   prendendo   innanzitutto     in
  considerazione    l'osservazione    dell'onorevole     Crisafulli,
  relativamente al fatto che il nuovo Regolamento, in qualche  modo,
  limita la funzione di controllo e di proposta da parte del singolo
  parlamentare.  Ho  sollevato  il problema  ieri  nel  corso  della
  riunione  dei  presidenti del gruppi parlamentari perché  penso  -
  visto  che  le  modifiche  sono entrate a  regime  -  che  bisogna
  cominciare a correggerlo nelle parti in cui questo Regolamento non
  funziona.  E  spero  che la mia osservazione venga  accolta  dalla
  Presidenza.
   Al  contempo,  vorrei  sollevare un  problema  più  di  carattere
  politico e relativo alla finanziaria. C'è una finanziaria che  noi
  riconosciamo, che abbiamo concorso ad approvare in Commissione  di
  merito  e  che  è finalmente scarna, perchè affronta  soltanto  le
  questioni  di  carattere finanziario e che è frutto  anche  di  un
  contributo   dato  dalla  opposizione,  dalla  nostra   incessante
  iniziativa  da  noi  svolta. E tuttavia  se  pure  la  finanziaria
  mantiene  tali  caratteristiche, essa è una finanziaria  asfittica
  poichè  non  affronta i nodi strutturali della crisi della  nostra
  Regione.
   Come diceva prima di me l'onorevole Cracolici: dal 2000 in poi la
  Regione  non  dà più segnali di crescita; il Pil è  il  più  basso
  degli ultimi cinquant'anni. Dopo un processo virtuoso, dal 1996 al
  2001,  che  vedeva   il   tasso di crescita della  nostra  Regione
  mediamente  doppio  rispetto a quello  nazionale,  oggi,  si  sono
  bloccati  gli investimenti;  c'è un forte decremento dei  consumi;
  insomma,  c'è  una  Regione  che è più  incerta,  più  insicura  e
  rispetto  a  tale  stato delle cose la stessa Regione  non  attrae
  investimenti, non c'è una politica adeguata da parte  del  Governo
  che  non  tenta di affrontare i nodi strutturali, anzi, tutti  gli
  elementi macroeconomici tendono a dimostrare che vi è di contro un
  incremento della spesa corrente, della spesa assistita; vi è, come
  veniva  poc'anzi  affermato,  il rischio che  si  crei  un  grosso
  bubbone nel settore della sanità.
   Insomma, oggi, il quadro complessivo della nostra Regione  è  più
  incerto rispetto al passato.
   E quali sono le iniziative che il Governo intraprende? Il Governo
  presenta   una   finanziaria,  voglio  ricordarlo,  anche   questo
  dimenticato da parte degli organi di informazione, nella quale  si
  tende a far tornare indietro la nostra Regione.
   In  questa  finanziaria,  onorevoli colleghi,  era  contenuto  un
  articolo  che  bloccava  il processo delle dismissioni  che  aveva
  contribuito  a portare avanti, ad accelerare, a dare un  segno  di
  modernità alla nostra Regione.
   Da parte del Governo, anche rispetto alla vicenda che riguarda la
  legge  10  sulla  quale parlerò successivamente  ed  in  modo  più
  approfondito, il tentativo di fare un salto indietro. Non solo c'è
  incapacità  di programmare il futuro, non solo c'è   incapacità  a
  leggere  il  presente, ma c'è il tentativo di  un  ritorno  ad  un
  assetto e ad un utilizzo della Regione che tende a  mantenere  gli
  equilibri e gli stessi meccanismi  di potere.
   Cosa  è  quindi  la vicenda dei prepensionamenti? Se  la  domanda
  fosse  semplicemente di chiedere se  questo Parlamento è d'accordo
  o meno, che la gente vada in pensione dopo  vent'anni di servizio,
  tutti risponderemmo di no. Ma il tentativo del Governo sulla legge
  10 - e lo voglio dire qui all'onorevole Virzì -, è il tentativo di
  utilizzare ancora una volta la struttura elefantiaca della Regione
  per avallare una concezione centralistica della stessa al fine  di
  bloccare il processo innovativo introdotto dalla stessa legge 10.
   Cosa  rappresenta la legge 10? Perchè ad un certo punto si  mette
  mano  alla  legge 10? Perchè ci si rende conto che  la  Regione  è
  elefantiaca con i suoi 20 mila dipendenti; è una Regione  incapace
  di  operare scelte tempestive  e rischia di diventare un  ostacolo
  allo  sviluppo.  Si  mette mano a quella legge all'interno  di  un
  quadro  di  riforma  federale  in cui,  da  un  lato,  si  intende
  alleggerirla  e,  dall'altro,  si  cerca  di  meglio  distribuirne
  compiti, funzioni e poteri  da conferire agli enti locali.
   L'impianto  complessivo  della legge  10  è  dunque  un  impianto
  moderno, tranne per un punto che qui faremmo meglio a correggere -
  e  qui lo dico facendo autocritica - vale a dire l'avere creato un
  eccessivo numero di presenze negli uffici di gabinetto.
   Tuttavia,  l'impianto risponde ad una logica di modernità  e   il
  processo   che  riguardava  le  dismissioni  non   è   legato   al
  prepensionamento, piuttosto è legato ai processi di riconversione.
  A  mio  avviso, infatti, una Regione più moderna, più snella,  più
  adeguata  ai  tempi, penso che possa in qualche modo stabilire  un
  principio  già stabilito dalla normativa nazionale, la  675  sulle
  riconversioni  industriali,  che   faceva  cardine   appunto   sul
  principio  che  le  aziende  che  rischiavano  di  essere  decotte
  mettevano  in parte il personale in prepensionamento  al  fine  di
  agevolarne lo slancio, la ripresa.
   Questo  è  lo  spirito  che ha indotto il  governo  Capodicasa  a
  promuovere  la legge 10. Il governo Cuffaro oggi la blocca,  e  la
  blocca in ragione del fatto che vi è un appesantimento finanziario
  in  una visione centralistica della Regione. E ciò perchè,  da  un
  lato, blocca il prepensionamento, ma, dall'altro, non favorisce  i
  processi  di decentramento dei poteri, dei compiti, delle funzioni
  e delle risorse nei confronti degli altri soggetti promotori dello
  sviluppo, quali sono i comuni e le province.
   Oggi,  se avessimo compiuto il processo previsto dalla legge  10,
  metà  del bilancio della Regione sarebbe di competenza degli  enti
  locali  e invece è di nostra competenza. Pertanto, oggi lo scontro
  è   tra   un  centro-destra  che  ha  una  visione  conservatrice,
  accentratrice della Regione, che pensa ad essa  come un motore  di
  spesa per accentuare poteri ed un centro-sinistra che ha messo  in
  campo l'idea di avere una Regione moderna, che decentra compiti  e
  funzioni.
   Tutta qui è la vicenda sul prepensionamento. Non è avere una mole
  in  più  o in meno rispetto ad una visione di diritti che  vengono
  acquisiti.  No, ma è rispetto ad una idea centrale della  Regione.
  Tutto ciò ci permette di muovere una critica al provvedimento  che
  il  Governo  propone,  perchè lo pone sotto  un  profilo  che  noi
  riteniamo  essere  completamente sbagliato,  non  all'interno  del
  contesto  organico previsto dalla legge n. 10.
   Qui   sta  tutta  la  differenza,  l'inadeguatezza  del  Governo.
  Quest'ultimo  non solo è inadeguato, ma tenta di portare  indietro
  processi già avviati.
     Ecco la ragione della nostra opposizione. Capisco che a livello
  nazionale si pone il problema di affrontare il nodo se sia  giusto
  o meno che la gente vada in pensione a vent'anni, ma posta così la
  questione  chiunque  risponderebbe che certamente  non  è  giusto.
  Tuttavia,  l'intera  questione va inquadrata  all'interno  di   un
  quadro  di  riconversione organica della funzione  primaria  della
  Regione,  della  sua funzione regolatrice di   rapporti,  non  più
  accentratrice di poteri e soprattutto controllore della  spesa.  E
  tale processo dovrebbe essere portato fino in fondo a compimento.
   E questa è la ragione principale della nostra opposizione
     Lo faremo con gli strumenti previsti dal Regolamento, lo faremo
  per  dare  una idea della diversità del quadro di riferimento  che
  c'è tra noi e la maggioranza;  e lo faremo anche in virtù di altri
  due elementi che qui di seguito desidero dire ai colleghi.
   La  legge  finanziaria, dicevo inizialmente, l'avete  portata  in
  Aula prevedendone il blocco delle dismissioni, pensando quindi  ad
  una  Sicilia  che  doveva ancora compartecipare  con   le  aziende
  regionali,  con  spese, con aggravi, con costi sul bilancio  della
  Regione anziché favorire processi di sviluppo, di liberalizzazione
  di  risorse  da un lato e, dall'altro, con altri due elementi  che
  noi abbiamo, in qualche modo, corretto nel corso del dibattito che
  si è sviluppato dentro la Commissione Bilancio.
     Il primo, riguarda la vicenda dell'IRAP. Il dibattito sull'IRAP
  dentro  la  Commissione Bilancio viene portato sulla  base  di  un
  emendamento  del Gruppo dei Democratici di sinistra e del  centro-
  sinistra.  Siamo stati noi a dire: utilizziamo le leve  possibili.
  Io  non  so  se la norma sarà approvata e  sostenuta, ammesso  che
  superi anche le obiezioni che possono essere sollevate dall'Unione
  europea e dal Commissario dello Stato.
   L'IRAP, come una delle leve possibili dello sviluppo, quando  c'è
  una  fase  di stagnazione o peggio ancora di recessione,  come  la
  nostra,  deve  essere utilizzata calibrando le  opportunità  e  le
  occasioni dello sviluppo. E se io ho poteri propri in questa parte
  di  materia   non devo sconfinare, anzichè fare voli  pindarici  e
  inutili
   Quella  che  propone  l'assessore Pagano sulle  cosiddette   zone
  franche' è una  norma inutile che non promuove alcuno sviluppo.
   Noi dobbiamo invece vedere quali sono gli atti che promuovono  le
  occasioni di sviluppo e quali sono le leve che noi -  come Regione
  -  abbiamo  da mettere in campo. Ecco le ragioni per  cui  abbiamo
  posto  la  modifica  dell'IRAP. Essa è stata accolta,  il  Governo
  l'aveva  pensata  per  i giovani,  per una fascia  giovanile;  noi
  l'abbiamo   estesa  come  un'occasione,  come   un   elemento   di
  convenienza che viene data alle imprese che vengono ad  insediarsi
  in  Sicilia  per creare quelle condizioni di vantaggio  reale  per
  coloro  che vogliono fare impresa in Sicilia per creare  occasioni
  di sviluppo.
   In  seguito è stato detto di volerla  limitare ad alcuni  settori
  fondamentali  -  e  concludo signor Presidente -,  settori  legati
  alle vocazioni più naturali della nostra Regione:  come il settore
  turistico-  alberghiero. E mi pare giusto che in qualche  modo  si
  dividano  i  settori di intervento. Ma quello  strumento  che  noi
  abbiamo  in  campo,  lo  abbiamo messo  noi  dell'opposizione,  il
  Governo  l'ha  fatto proprio nel corso della discussione  -  e  di
  questo noi prendiamo atto.
   Inoltre,   la  gran  parte  della  manovra  è  legata  ai   fondi
  dell'articolo 38.
   I  fondi  dell'articolo 38 dal punto di vista statutario  debbono
  essere  definiti come fondi da utilizzare per interventi in  opere
  pubbliche.  Noi  abbiamo presentato un emendamento in  Commissione
  Bilancio  con  il  quale - vista la natura  sismica  della  nostra
  Regione  - cercavamo di non dimenticare il fatto che  i due  terzi
  degli  edifici  scolastici regionali non sono compatibili  con  le
  norme   di  sicurezza.  E  in  questo  senso  abbiamo  detto   che
  intendevamo   utilizzare  i  fondi  dell'articolo   38   in   modo
  prioritario  per finanziare un piano straordinario  per  messa  in
  sicurezza  degli  edifici  scolastici. Il  Governo  su  questo  ha
  cincischiato,  continua  a  cincischiare,  per  cui  siamo   stati
  costretti  a trovare una soluzione mediana. Ma non c'è dubbio  che
  per  noi  costituisce questa  una priorità assoluta: vale  a  dire
  l'utilizzo  di  fondi  pubblici per la messa  in  sicurezza  degli
  edifici  scolastici.  E ciò per dare tranquillità  a  migliaia  di
  famiglie.
    Perchè il Governo cincischia rispetto a questi elementi? Perché,
  secondo me,  ha preso impegni per utilizzare i fondi dell'articolo
  38  per  mediare  con  settori sociali   che  costituiscono  anche
  blocchi di interessi.
   E  sta  proprio qui la grande differenza tra chi ha  una  visione
  generale  del  governo  della Sicilia e chi invece  interpreta  il
  bilancio   della  Regione  come  mezzo  per  mediare   particolari
  interessi  con  gruppi sociali -  anche legittimi stiamo  attenti,
  non  faccio  obiezioni  in  questo senso   Ma  sta  tutta  qui  la
  differenza  sostanziale tra la visione del centrodestra  e  quella
  del centrosinistra.
     Sui  ticket si è già parlato. Abbiamo una spesa sanitaria fuori
  controllo.  In  merito si è espresso in modo egregio  il   collega
  Cracolici.  Insomma, ci troviamo di fronte non solo ad un  Governo
  inadeguato ma ad un Governo che ha una sua strategia, che è quella
  di  riportare indietro la Sicilia. E l'esito complessivo è che  la
  Sicilia fa un passo indietro.
     Non  abbiamo  più  fondi da investire in  conto  capitale;  non
  abbiamo  più soldi per fare nuove leggi. Ed è lì che viene davvero
  difficile  la funzione del Parlamento; il Parlamento oggi non è in
  condizione di fare più alcuna nuova norma che comporti nuova spesa
  perchè  non  c'è un euro nei fondi globali  Altro che libertà  del
  parlamentare   Di fatto c'è un intero Parlamento che  è  compresso
  nella  sua  capacità  di  poter legiferare,  di  poter  promuovere
  iniziative,  perchè non ci sono fondi globali, perchè  il  Governo
  non  ha  previsto  una disponibilità propria  dei  fondi  globali,
  perchè  non vengono aggrediti i nodi strutturali che continuano  a
  pesare  sulla  crisi di questa Regione; nodi strutturali  come  la
  spesa  sanitaria ovvero i settori che potrebbero  essere  snelliti
  ma  che il Governo continua a mantenere perpetrando la logica  del
  rapporto  con   specifici  blocchi sociali  che  sono  quelli  che
  determinano i consensi di questo Governo.
   Signor Presidente, onorevoli rappresentanti del Governo, così non
  si  andrà molto avanti. Noi non abbiamo nessuna intenzione di fare
  i  barricadieri, vogliamo  semplicemente dimostrare che in Sicilia
  potrebbe  esservi  un'altra idea della nostra Regione è possibile.
  Per   questo,    ci  confronteremo  nel  dibattito   parlamentare;
  porteremo  avanti   le  nostre idee con  coerenza;  cercheremo  di
  argomentare  fino in fondo le nostre ragioni e poi  cercheremo  di
  convincere l'Aula a sostenerci. Utilizzeremo lo strumento del voto
  segreto, non quello dell'ostruzionismo,  su norme fondamentali  su
  cui  la maggioranza tenterà  di blindare la propria linea per  far
  passare  norme che secondo noi non solo comprimono la libertà  del
  Parlamento,  ma in ogni caso non  incidono  sulle reali  occasioni
  di sviluppo della nostra Regione.
     Noi utilizzeremo - ripeto - lo strumento che il Regolamento  ci
  permette e cioè il voto segreto. E preannuncio fin d'ora  che  sul
  blocco  alle  pensioni  noi, come Gruppo DS,  proporremo  il  voto
  segreto.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Sammartino. Ne ha
  facoltà.

   SAMMARTINO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  intervengo
  nella  discussione  generale innanzitutto  per  esprimere  il  mio
  personale apprezzamento per lo sforzo compiuto dall'assessore  per
  il bilancio, onorevole Pagano, nel riportare i tempi e le modalità
  di  approvazione  della  legge finanziaria  e  di  bilancio  nella
  normalità dell' esercizio economico di un ente fondamentale qual è
  la  Regione.  D'altra parte, credo che questo fosse  uno  dei  due
  obiettivi  che il Governo  si prefiggeva di raggiungere e  ritengo
  che con il concorso delle forze parlamentari che hanno a cuore  le
  sorti  economiche e finanziarie della Sicilia si potrà raggiungere
  agevolmente.
     Peraltro,  sono convinto che l'assessore Pagano  e  il  Governo
  tutto  tenteranno, in qualche modo anche con il  nostro  supporto,
  per impedire la trasformazione del bilancio e della finanziaria in
  una legge omnibus; e credo che questo sia un altro degli obiettivi
  dichiarati   da  parte  dell'Assessore  Pagano  che  spero   venga
  realizzato   con  il  concorso  di  tutti  e  con  il   senso   di
  responsabilità  che deve contraddistinguere l'apporto  di  ciascun
  parlamentare.
   Io  credo  che,  sotto questo profilo, il senso di responsabilità
  che  riesce  ad esprimere la minoranza in quest'Aula  è  tale  che
  dovrebbe  indurre le forze di Governo e di maggioranza a concepire
  la   propria  azione  politica  ed  amministrativa  con   maggiore
  coraggio,  con un senso di sfida pure rispetto a tutti  gli  altri
  centri  decisionali, anche esterni alla Regione  Sicilia,  che  in
  qualche  modo  finiscono con l'interferire con la nostra  attività
  politica ed amministrativa.
     Mi  spiego  meglio:  io  ritengo che il provvedimento  previsto
  all'articolo 13 della legge finanziaria riguardo alla  istituzione
  di  un  centro  di  servizi  finanziari  ed  assicurativi  -  che,
  peraltro,  ha  un precedente nella città di Trieste che  ha  avuto
  grande successo  anche per la collocazione geo-economica di questa
  città   in  Europa - sia già il tentativo di sfidare,  in  qualche
  modo,  le istituzioni europee rispetto alla specificità economica,
  politica,  geografica che la Sicilia esprime. In  questo  contesto
  ritengo che le forze politiche, con il senso di responsabilità che
  ciascuna di loro esprime - e mi riferisco alla grande armonia  che
  si  registra  quasi sempre sulle leggi di bilancio  della  Regione
  siciliana - abbiano anche il dovere di pensare alla possibilità di
  sfidare  le  istituzioni europee su un campo, qual è quello  della
  "zona  franca",  al quale dovremmo pensare realmente  se  vogliamo
  consentire  un  rilancio  del  sistema  economico  siciliano  che,
  altrimenti, verrà continuamente pregiudicato da scelte  di  ordine
  europeo   che   poco  considerano  la  specificità   regionale   e
  territoriale, geopolitica ed economica della Sicilia.
     Cerco  di  rendere  ancora  più semplice  la  mia  riflessione,
  permettendomi  di  invitare   l'assessore  Pagano    ad   adottare
  ulteriormente  il  passaggio della estensione di  questi  benefici
  alle  attività  economiche generalmente intese. Ritengo,  infatti,
  che  non sia assolutamente costruttiva la posizione anche  di  chi
  personalmente   dai  banchi  dell'opposizione   ha   espresso   un
  pregiudizio negativo nel confronti di questa norma che può  essere
  sostenuta,  che può essere resa ancora più coraggiosa in  funzione
  degli interessi economici e produttivi della Regione Sicilia.
   D'altra  parte,  quando vengono rivolte accuse  di  inadeguatezza
  culturale  e  anche  politica da parte di alcuni  esponenti  della
  minoranza nei confronti del Governo, bisogna sapere rispondere con
  una  armonia  superiore, che non è quella al ribasso  sui  singoli
  emendamenti di carattere clientelare o personali. Da questo  punto
  di  vista  -  e  lo voglio ribadire anche se la mia posizione  non
  vuole  rappresentare interamente quella di Alleanza  nazionale  ma
  sicuramente quella dei siciliani ai quali faccio riferimento -  mi
  sono  voluto  astenere  dal presentare emendamenti  aggiuntivi  di
  spesa,  anche  in ossequio all'invito rivolto dal  Governo  a  noi
  tutti parlamentari di non trasformare, come dicevo in premessa,  i
  disegni  di  legge al nostro esame in una legge omnibus.  Mi  sono
  limitato  a presentare ordini del giorno, avendo a cuore le  sorti
  di  noi  tutti  siciliani, di ispirazione  assolutamente  generale
  sulle priorità della Sicilia.
   Sono  convinto  che  il coraggio che il Governo  può  dimostrare,
  utilizzando  questa  armonia - che in  occasione  della  legge  di
  bilancio, e non solo, si registra in Aula -, debba essere  portato
  avanti  non  soltanto sulla  zona franca  o sul centro di  servizi
  assicurativi e finanziario, ma anche sfidando l'Unione europea  in
  quel meccanismo - che è un meccanismo assolutamente controverso  e
  perverso,   onorevole  Capodicasa,  per  cui   la   sinistra,   il
  centrosinistra    prevede,    anche    in    ossequio    ad    una
  responsabilizzazione delle regioni, di  riconoscere alle  regioni,
  alle  province  ed ai comuni una sorta di primazia  rispetto  alle
  competenze,  che  risultano poi residuali,  dello  Stato  con  una
  riformulazione  del Titolo V dell'articolo 117, e poi  si  arriva,
  invece,  ad  una  normativa  europea che  questa  ripartizione  di
  competenze tra Stato e Regioni conculca, supera ed elimina.
     Non  è  possibile che su tante materie alla Regione Sicilia  si
  riconosca  la  sua specificità, la sua potestà legislativa,  anche
  nei  confronti dello Stato, in maniera esclusiva - o  quanto  meno
  concorrenziale  -,  e  poi  la normativa  europea  elimina  questa
  specificità,  questo potere di intervento esclusivo o  concorrente
  della  Regione  nei  confronti dello Stato, imponendo  princìpi  e
  priorità che non appartengono, in qualche modo, alle priorità  che
  noi stessi riteniamo tali sotto il profilo politico, culturale  ed
  economico.
   Dunque,   assessore  Pagano,  dimostriamo  ancora  più   coraggio
  rispetto a quello che  già ha contraddistinto l'azione di  Governo
  e portiamo questa iniziativa anche sulla possibilità di realizzare
  obiettivi di grande spessore economico.
   Faccio  alcuni esempi legati al contenuto degli ordini del giorno
  da  me  presentati, e che spero possano essere  approvati  con  il
  concorso e con il coraggio di tutti quanti i parlamentari,  al  di
  là  del fatto che la normativa europea possa  anche non consentire
  questo tipo di iniziativa. Faccio  riferimento alle tratte sociali
  per  i  prodotti siciliani: esiste un esperimento,  un  regime  di
  agevolazioni  fiscali per le tratte sociali, per i passeggeri  che
  sta  ottenendo  un grande successo. Mi riferisco all'aeroporto  di
  Trapani  che,  in  una maniera straordinaria, è riuscito  in  poco
  tempo  a diventare un centro nevralgico del trasporto aereo per  i
  passeggeri siciliani.
   Lo  si  faccia anche per i prodotti siciliani, considerato che  i
  costi  di  trasporto  che  l'imprenditore siciliano  affronta  per
  l'esportazione  nazionale ed internazionale  dei  propri  prodotti
  incidono  terribilmente  sulla  competitività  delle   produzioni.
  Sotto  questo  profilo,  assessore Pagano, facciamo  un  passaggio
  culturale, un passaggio istituzionale forte e tentiamo di incidere
  in questo settore.
   Facciamolo anche sul settore della defiscalizzazione dei prodotti
  petroliferi e della benzina in primo piano. Si è tanto parlato  in
  questi  anni di un regime fiscale nei confronti della coltivazione
  e  dello  sfruttamento  dei giacimenti  petroliferi  che  vede  la
  Sicilia  prima regione produttrice dell'80 per cento del  petrolio
  prodotto  in  Italia  coprendo  il 20  per  cento  del  fabbisogno
  nazionale e la totalità del fabbisogno regionale. Eppure, rispetto
  ad  altre regioni d'Italia - faccio segnatamente riferimento  alla
  regione  Valle  d'Aosta  - non riusciamo  a  garantire  un  prezzo
  inferiore  dei  prodotti petroliferi e dei loro  derivati,  tra  i
  quali   possiamo   annoverare  la  benzina.  Per   quale   motivo?
  Probabilmente  perché la stessa volontà che  riusciamo  a  mettere
  nella   realizzazione  di  una  legge-voto  sugli  immigrati   non
  riusciamo  a  metterla, tutti quanti con il concorso delle  nostre
  energie intellettuali, operative e sicuramente amministrative,  in
  favore  in grandi sfide che devono essere culturali, politiche  ed
  economiche. E noi siciliani dobbiamo rispondere non con demagogia,
  ma con operatività.
     Ritengo  che  il senso di responsabilità al quale facevo  prima
  riferimento,  dimostrato sempre con grande competenza  da  chi  in
  quest'Aula   rappresenta  la forza di  minoranza  e  la  forza  di
  maggioranza, possa essere portato avanti con grande coraggio,  con
  grande senso di sfida istituzionale proprio per la specificità che
  la  Sicilia  esprime  sotto  il  profilo  politico,  economico   e
  culturale anche in seno alle istituzioni europee. Lo si  faccia  a
  partire  da  queste  priorità, non  ci  si  faccia  imporre  altre
  priorità  che  sono esterne alle logiche e alle dinamiche  di  una
  Sicilia  collocata  al  centro dei continenti  europeo,  asiatico,
  africano e collocata storicamente e culturalmente in una posizione
  di  grande  favore sotto questo profilo, e si riesca finalmente  a
  garantire  quel  colpo  d'ala  che  questa  Assemblea  può  ancora
  dimostrare nei confronti dell'opinione pubblica siciliana,  e  non
  nei confronti delle piccole parrocchie clientelari che ciascuno di
  noi può anche avere a cuore.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a  parlare l'onorevole Formica.  Ne  ha
  facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ci  apprestiamo
  all'esame  di uno strumento finanziario che, grazie all'apporto  -
  lo  ribadiva l'onorevole Speziale - delle opposizioni,   esiteremo
  favorevolmente e velocemente.
   Devo  dare  atto  che  le opposizioni, sia nelle  Commissioni  di
  merito   che   in   Commissione   Bilancio ,   hanno   tenuto   un
  comportamento  teso  a  favorire  la  rapida  approvazione   dello
  strumento  finanziario; un comportamento che spesso  ha  rasentato
  anche  al  limite  la possibilità dell'astensione  dall'esercitare
  quasi il proprio ruolo.
   E'   questo   un   fatto  positivo  in  quanto  va,  giustamente,
  nell'interesse  del  raggiungimento di un obiettivo  fondamentale,
  quello  di  avere  finalmente - non so se per la prima  volta,  ma
  certamente  per la prima volta negli ultimi anni - una finanziaria
  e  un  bilancio  approvati entro l'anno in corso, evitando  quella
  disprezzabile e deprecabile pratica dell'esercizio provvisorio che
  aveva almeno due grandi controindicazioni. La prima era quella  di
  impedire ogni necessaria programmazione dell'impiego delle risorse
  della  Regione,  ne  impediva e ne impedisce la programmazione  in
  quanto  l'attività  di  spendibilità vera e  propria  delle  somme
  appostate  e  previste  nel  bilancio  inizia  non  i  primi  mesi
  dell'anno  ma, nella migliore delle ipotesi, a giugno o a  luglio,
  mettendo  tutti  i  rami del Governo in una  condizione  di  corsa
  affannata alla spesa.
     Sappiamo  tutti,  infatti,   che quando  non  c'è  una  attenta
  riflessione  sulla programmazione  e sulla spesa dei fondi  spesso
  non  si raggiungono al meglio gli obiettivi. Questo è stato  tanto
  più  evidente  per quanto riguarda il comparto della  sanità  che,
  ricordo   a  tutti  i  colleghi,  rappresenta  il  50  per   cento
  dell'intero  bilancio della Regione siciliana: con i suoi  12.000-
  12.500  miliardi di vecchie lire rispetto ai 25.000 del  bilancio,
  ne  rappresenta appunto il 50 per cento. E poiché è un bilancio in
  continuo  deficit, le norme di revisione, di correzione  che  ogni
  volta  il Parlamento approvava per porre rimedio a questo  deficit
  non potevano mai trovare applicazione perché,  appunto,  i manager
  si  trovavano  ad avere il bilancio approvato applicabile  a  metà
  anno;  tutto  ciò  che era avvenuto nei primi sei  mesi  dell'anno
  faceva  riferimento  alla  vecchia normativa  e,  quindi,  non  si
  riusciva  in  alcun modo a correggere i difetti che presentava  la
  precedente normativa. In questo senso dicevo prima che  una  delle
  controindicazioni era il ricorso all'esercizio provvisorio.
     L'altra  controindicazione   che procurava  un  danno  forte  è
  rappresentata  dal  fatto  che tutti i  provvedimenti  che  spesso
  lodevolmente  il  nostro Parlamento si accingeva  a  prendere  non
  avevano  efficacia  alcuna nel sollevare  le  sorti  delle  nostre
  imprese.  Quindi, come ho detto poc'anzi, grazie  all'azione  soft
  dell'opposizione,  riusciamo  quest'anno  ad  approvare  in  tempo
  bilancio e finanziaria. Ed è questo un grande risultato che voglio
  ascrivere anche al merito del Governo, il quale ha presentato  per
  la prima volta una finanziaria snella, priva di quegli orpelli che
  spesso   l'appesantivano  causandone,  di  volta  in   volta,   il
  rallentamento dell'iter parlamentare.
   Ed  è  per  questo che mi sorprendono le obiezioni sollevate  sul
  provvedimento   riguardante  le  pensioni,  sul  quale   poi   più
  approfonditamente  interverrò nel  momento  in  cui  si  esaminerà
  l'articolo  17. Mi sorprende come mai ci sia una simile insistenza
  nel  riproporre questo provvedimento; provvedimento che finora non
  mi  ha  convinto  sotto la logica del risparmio, non  mi  convince
  sotto  la  logica  del superamento dei diritti acquisiti,  non  mi
  convince  neppure  sotto  l'aspetto e la  logica  della  parità  o
  disparità di trattamento tra i medesimi soggetti.
   Voglio  soltanto  accennare alla posizione di Alleanza  Nazionale
  che  è  stata chiara, che non è dell'ultimo momento, che  è  stata
  presa  più di tre mesi fa e che è partita da alcune considerazioni
  prima   di  tutto  di  carattere  economico,  perché  non  bisogna
   predicare bene e razzolare male .
   Noi siamo partiti da considerazioni di carattere economico e  non
  siamo  stati  i soli. Voglio ricordare che oltre due  mesi  fa   è
  stata  inviata  al  Presidente della  Regione  una  lettera  dell'
  onorevole Fleres, il quale partiva da una considerazione anzitutto
  di  metodo. In quella lettera egli sosteneva che  non è  possibile
  trattare   la  riforma  dell'ordinamento  pensionistico   con   un
  emendamento in finanziaria. Riteniamo che sia un argomento  troppo
  importante  - sottolineava e continuava l'onorevole Fleres -   che
  merita  - come si fa altrove, come si fa, del resto, e come  si  è
  fatto e si continua a fare tuttora, mentre sto parlando, a livello
  a  nazionale -   di una trattazione a se stante, di un disegno  di
  legge  a  se  stante  vista l'importanza  della  materia  e  vista
  soprattutto la refluenza che la materia ha, non solo sui soggetti,
  anzi  per  poco sui soggetti interessati, ma molto  invece  per  i
  riflessi che ha sul bilancio della Regione .
      E'  questa   una  delle  considerazioni  che  ci  pregiamo  di
  sottolineare,  perché   anche   riteniamo  che  la  materia  delle
  pensioni non possa essere oggetto di un emendamento presentato  in
  finanziaria.
     Dicevo prima che noi eravamo partiti da considerazioni di  tipo
  economico;  e fino a quando tali  considerazioni non  ci  verranno
  spiegate  - perchè finora non ci sono state spiegate per niente  -
  noi  siamo  dell'avviso, poichè ci sta a cuore  -  e  lo  ripeteva
  l'onorevole  Virzì - che il bilancio della Regione venga  sfoltito
  nella logica di quella legge numero 10 che la Regione stessa aveva
  adottato   nel   2000   e  che  andava  in  direzione   dei   baby
  pensionamenti. Anche in questo è bene fare un appunto  perchè  chi
  continua  a  parlare  di baby pensionati lo fa  di  proposito  per
  mettere fuori strada i colleghi deputati, per mettere fuori strada
  coloro  che - anche la Consulta eventualmente - dovranno  decidere
  le sorti della legge 10.
   Giustamente - così come ha precisato anche l'onorevole  Speziale,
  che  è  tanto  favorevole a questa finanziaria - è fuor  di  luogo
  parlare di baby pensionati; ed io sono perfettamente d'accordo con
  lui.  E'  necessario capire se servono veramente tutti i  18  mila
  impiegati regionali, perché se è così la discussione si può  anche
  chiudere,  non ha senso la legge 10, che è partita invece  da  una
  ratio diversa, cioè quella di redistribuire le funzioni dal centro
  alla  periferia,  agli  enti locali e, quindi,  redistribuendo  le
  funzioni,  mantenere  in  piedi  un  apparato  regionale   snello,
  efficiente  e  che gravasse di meno su quel famoso bilancio  della
  Regione sul quale torno tra un attimo.
   Se  questi  impiegati  sono,  invece, in  soprannumero,  dobbiamo
  semplicemente  considerare, conti alla  mano,  quanto  costa  alla
  Regione  mantenerli al lavoro e quanto costa, invece,  attuare  la
  legge in vigore.
   Personalmente ritengo che mantenere al lavoro per altri  quindici
  anni queste quattromila persone -  che, a mio modo di vedere,  non
  servono  salvo  che  mi si dimostri il contrario  -  costerà  alla
  Regione qualcosa come 1.500 miliardi in più.
   E'  stato  detto che la Regione non ha i soldi per il TFR  o  per
  l'accantonamento, però quei soldi comunque li dovremo spendere:  e
  se  ad  oggi  ammontano a 650 miliardi di vecchie lire, mantenendo
  gli  impiegati  al lavoro per altri quindici anni,  si   arriva  a
  1.500 miliardi di vecchie lire, che - sommati ai 1.200 miliardi di
  lire, che è il costo dello stipendio in più da pagare per non fare
  niente  -  portano  alla cifra complessiva di  2.500  miliardi  di
  vecchie lire.
   Questo significa comportarsi come sempre si fatto nel passato  e,
  cioè  -  come  spesso è stato denunciato da tutti qui,  da  questa
  tribuna  e sui giornali - scaricando sui bilanci futuri e  su  chi
  verrà dopo il disastro di decisioni che si prendono al momento.
   Noi   facciamo  un  ragionamento  che  parte  dai  numeri,  dalla
  convenienza  e  dalla  buona coscienza  di  operare  per  liberare
  risorse,  per  creare  lavoro vero con  gli  investimenti,  e  per
  togliere le catene a questo bilancio di 25.000 miliardi di vecchie
  lire  che, per circa 20.000 miliardi, è costituito solo  di  spese
  fisse, cioè uno "stipendificio".
   Cosa  possiamo dire ai nostri giovani se imprigioniamo  tutte  le
  risorse del bilancio per pagare gente che non serve? Cosa dobbiamo
  rispondere a chi chiede le infrastrutture, i porti, gli aeroporti,
  gli investimenti? Cosa diciamo alla piccola e media impresa se non
  mettiamo  soldi  con  la CRIAS o con l'IRCAC o  con  tutti  quegli
  strumenti  che servono a promuovere l'impresa? Dobbiamo continuare
  così?
   Questo è il quesito che ha posto Alleanza Nazionale, e non  è  un
  quesito  teso a salvaguardare i prepensionandi, ma al contrario  è
  un  quesito che ha attinenza con l'interesse dell'intera  Regione,
  del  suo  bilancio e della possibilità e capacità che essa  ha  di
  continuare  ad  esistere ed essere tale anche fra cinque  o  dieci
  anni.
   Ma  se  non facciamo le scelte giuste adesso non si venga a dire,
  fra qualche anno, che non ci saranno più le risorse e non si potrà
  far nulla, perchè oggi siamo in grado di liberare quelle risorse e
  di far sì che non siano inutilmente spese.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Cintola.  Ne  ha
  facoltà.

   CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, comprendo bene la
  democratica  volontà della Presidenza di dare  a  questa  Aula  la
  possibilità di fare due discussioni generali sullo stesso  disegno
  di  legge,  per  cui  non posso esimermi, dopo essere  intervenuto
  ieri,  dal dovere riconfermare e riconsiderare un intervento oggi;
  però  non  utilizzerò i quindici minuti previsti,  ma  ritengo  di
  chiudere  il mio intervento lapidario in cinque o sei  minuti   al
  massimo.
   Le   modifiche  al  Regolamento,  approvate  da  quest'Aula   con
  l'apporto costruttivo della minoranza, hanno introdotto competenze
  diverse  per  i  lavori delle Commissioni e per i  lavori  d'Aula.
  Pertanto vorrei che i colleghi non si assumessero nessuna  gloria,
  non  tentassero alcun infingimento trionfalistico di fronte ad  un
  fatto che ha portato l'Assemblea a determinare i giorni in cui  le
  Commissioni  devono ultimare il loro lavoro e, successivamente,  i
  giorni in cui l'Aula - a tempo determinato ormai, come si fa  alla
  Camera e al Senato - definisce le leggi.
   Nessun  trionfalismo,  dunque, solo  la  corretta  buona  volontà
  dell'Assemblea nella sua interezza, anche di coloro i quali  hanno
  votato  contro  e  che  oggi si ritrovano ad affrontare  i  lavori
  seguendo  un percorso più celere, più snello e tale da  consentire
  che i tempi vengano rispettati.
   Da  due  anni  la  maggioranza chiede al Governo  di  essere  più
  rigoroso, e quest'anno stiamo ottenendo l'importante risultante di
  concludere l'esame del bilancio e della finanziaria entro la  fine
  dell'anno.

                           (Brusio in Aula)

   Non  pensavo che il mio intervento potesse essere di disturbo  ad
  alcuni  dei  deputati  presenti  e pertanto  chiedo  scusa.  Molti
  deputati  preferiscono intervenire spesso piuttosto che  ascoltare
  costruttivamente  i  punti salienti della discussione;  io  invece
  ritengo  più corretto fare entrambe le cose con modestia  e  senza
  pigrizia, assicurando la mia presenza in Aula.
   Come  dicevo  poc'anzi, il Governo quest'anno ha  presentato  una
  finanziaria  che non era di 192 articoli come quella dello  scorso
  anno  sulla quale la Presidenza dell'Assemblea ha dovuto  fare  un
  taglio  netto iniziale di 40-50 articoli: è invece una finanziaria
  snella,  che si attiene alla specificità della legge -  così  come
  annunciato  ieri  diligentemente dal Presidente  dell'Assemblea  -
  composta di 20-22 articoli, secondo le modalità della legge 10 che
  ne indica i limiti in modo inequivocabile.
   Con  Pagano  e Castiglione assessori, la Commissione  'Bilancio',
  come anche le Commissioni di merito, hanno operato con un maggiore
  rigore, e di 195 emendamenti presentati, credo che più del 90  per
  cento  sono  stati dichiarati inammissibili, attenzione,  non  più
  presentabili in Aula.
   Il  che  significa  che abbiamo fatto un ulteriore  ottimo,  buon
  lavoro.
   Il  Governo  stesso,  che  nelle altre due  finanziarie  è  stato
  prodigo  nel  presentare emendamenti a pioggia,  in  questa  si  è
  limitato  molto tant'è che, nella manovra finale, credo non  abbia
  presentato  più  di  dieci  emendamenti,  forse  anche   meno   e,
  dimostrando  una certa intelligenza, si è ristabilito un  criterio
  al quale si è attenuta anche l'Aula.
   Il  blocco di emendamenti che ci viene sottoposto questa mattina,
  piuttosto  ridotto dopo l'ulteriore scrematura che  diligentemente
  il  Presidente dell'Assemblea avrà fatto, ritengo ci porti ad  una
  finanziaria degna di tale nome; finalmente in tale finanziaria non
  troviamo  norme  che  sono, invece, di competenza  dell'Assemblea.
  Pertanto, se arriviamo entro i tempi stabiliti ad approvarla,  ciò
  consentirà  all'Assemblea  di avere un  percorso  per  un'attività
  legislativa  a  decorrere dal primo di gennaio dell'anno  prossimo
  per  le  leggi  e per gli accantonamenti nei fondi  globali  delle
  somme che debbono sorreggere la volontà di legiferare da parte del
  Parlamento.
   In  questo contesto l'uso anche minimo di toni trionfalistici  da
  un  lato o le persecuzioni non avvenute dall'altro lato, mi sembra
  un atteggiamento ingenuo e non stabilizzante del rapporto corretto
  che  la  minoranza ha voluto e sta portando avanti con  serietà  e
  correttezza:  la maggioranza tale è e tale resta indipendentemente
  dalle  sfide  pseudo-culturali che vogliamo mettere alla  base  di
  ogni  nostro  intervento,  e pare non voglia  essere  devastatrice
  delle iniziative della minoranza stessa.
   Di  fronte a questo quadro e per le cose che sono state già dette
  dal   Governo  e  negli  interventi  di  esponenti  della   stessa
  maggioranza,  io  ritengo che siamo in presenza  di  un  documento
  serio,  legittimo e che nessun momento né notturno, né diurno  può
  modificare  attraverso maxi-emendamenti o situazioni che  sfuggono
  al  controllo del Governo e dell'Assemblea, andando oltre la  loro
  volontà.
   Attenzione  Dobbiamo dare risposte serie e incisive alla gente, a
  chi  ci ascolta e guarda all'Assemblea in attesa di tali risposte.
  E la prima risposta che dobbiamo dare è che, dopo la legge omnibus
  delle   variazioni  di  bilancio,  seguita  dall'intervento  molto
  rilevante  del  Commissario dello Stato, che ha falcidiato  alcuni
  articoli e alcuni commi, quest'Aula non solo si è data un termine,
  entro dicembre, non solo ha utilizzato un Regolamento nuovo e l'ha
  applicato  con  grande rigore, ma oltre a tale  certezza  dobbiamo
  anche garantire che siamo in grado di comprendere ciò che è nostro
  diritto  fare e ciò che non è nostro diritto fare e legiferare  di
  conseguenza senza contraddire le norme costituzionali.
   E  arrivo alla conclusione, a cosa non è stato ancora ampliamente
  detto  in quest'Aula e che, invece, ogni deputato sa nella propria
  coscienza   essere  vero:  il  problema  dei  pensionati   o   dei
  prepensionamenti.
   E'  stato  chiarito,  in termini inequivocabili,  dal  Presidente
  della  Regione  che  guida  un Governo  nel  quale  sono  presenti
  l'U.D.C.,  Forza  Italia, Nuova Sicilia, Alleanza  Nazionale,  che
  quel Governo, con una votazione della Giunta, compreso l'assessore
  Granata  che  era  presente e ha votato,  per  essere  ancora  più
  precisi, ha ammesso la propria volontà
   Onorevole Formica, non faccia demagogia  con me...

   FORMICA.  Onorevole  Cintola, cosa dice? Lo chieda  all'onorevole
  D'Antoni cosa ha fatto l'UDC a livello nazionale

   CINTOLA. Noi  siamo un partito nazionale;  altri di altri partiti
  politici   possono   anche  regionalizzarsi   o   ghettizzarsi   e
  provincializzarsi alla sola provincia di Palermo o addirittura  ai
  soli  dipendenti regionali - che sono quattromila  -   che  devono
  essere  prepensionati. Abbiamo ascoltato dal Governatore,  la  cui
  Giunta  di Governo ed alleanza è tale fino ad oggi, quale  era  la
  idealità  sulla  quale  questa Giunta  ha  lavorato.  L'dealità  è
  semplice; diceva ieri sera il Presidente dell'Assemblea, nella sua
  autonoma valutazione super partes, che è un fatto nuovo che  ci  è
  stato  espresso  in termini cogenti da parte del Presidente  della
  Regione e del direttore del personale, dottore Liotta, che i conti
  li ha fatti e li ha fatti anche bene...

   FORMICA. I conti non li ha fatti.

   CINTOLA.   Li  ha  fatti  e  li  ha  ribaditi  nella  commissione
  competente  alla  presenza  dell'onorevole  Vicepresidente   della
  Regione   che  lo  ha  anche  riferito  in  Commissione   Bilancio
  riportando esattamente tutti i conti.
   Ma  il  problema  non  è  più numerico, il  problema  non  è  più
  dell'avere  una lira in più o una lira in meno sull'argomento,  il
  problema  è se la Corte costituzionale sta dando o no   un  parere
  tranciante   all'articolo  39  rendendolo   incostituzionale.   La
  qualcosa  significa esattamente che non dobbiamo parlare solo  dei
  4.000 dipendenti regionali di cui stiamo parlando. (Vorrei che  mi
  si  lasciasse finire l'intervento considerato che io ho  ascoltato
  tutti  senza mai obiettare  e pur non condividendo necessariamente
  le opinioni altrui.) Il problema è se ci sarà o no quella sentenza
  di  incostituzionalità  dell'articolo 39, sentenza  da  più  parti
  paventata e che molto probabilmente verrà emessa.  Se ci sarà, non
  ci  potrà  essere voto d'Aula che tenga: la legge può  o  non  può
  passare,  l'emendamento  può  e non  può  passare.  Se   la  Corte
  costituzionale,    però,   dovesse   dichiarare   incostituzionale
  l'articolo  39,  non solo i 4.000 lavoratori che stanno attendendo
  con  timorosa  e giustificata  attenzione verranno privati  di  un
  diritto  che avevano ritenuto acquisito - e che è ancora acquisito
  ad  oggi  fin  tanto che non si modifica la legge -,  ma  verranno
  penalizzati   ancor   di  più  perchè  se   vanno   in   pensione,
  successivamente dovranno ritornare a lavorare e rimborsare il  TFR
  alle  casse  della Regione siciliana. E a quel punto anche  i  700
  dipendenti  collocati in quiescenza già da prima, ai  sensi  della
  legge  10,  dovranno  restituire  il  TFR  e  tornare  a  lavorare
  indipendentemente  dal fatto che nella Regione  siciliana  che  ci
  siano 20.000, 30.000 dipendenti, bravi o non  bravi  poco importa,
  perchè  la  decisione adottata dalla Corte costituzionale  con  la
  relativa   sentenza   sarà  cogente  ai   fini   della   efficacia
  dell'articolo.
   In  quei  termini significa che se noi oggi operiamo dicendo  che
  l'articolo   39  non  esiste  più  allora  avremo  fatto,   perchè
  l'aboliamo, il nostro dovere sino in fondo, non lasciato viva  una
  speranza per  chiuderla un mese dopo prima delle elezioni europee.
  Lo  dico per Orlando e per quanti altri hanno pensato che i  4.000
  sono  un  grande numero da fare rientrare nella propria  famiglia;
  non  arriveranno, infatti, ad avere quei voti e quei consensi  per
  le prossime elezioni europee.
   Da  qui alle europee avranno capito che sono stati presi in  giro
  coloro  ai  quali  si  è  detto  di non  preoccuparsi  perché  non
  passeranno,  capiranno infatti, di essere stati  giocati  non  dal
  Governo  o dai singoli partiti, ma da coloro i quali hanno pensato
  di  sostituire la giustezza di una impostazione con  la  demagogia
  dell'attenzione.
   Noi  non  siamo per la demagogia dell'attenzione. Il  governatore
  Cuffaro  lo  ha  affermato ieri sera in  termini  molto  sereni  e
  pacati,  e  ha  pure detto che è una valutazione che  egli  affida
  all'Aula  e  se  quest'ultima deciderà secondo l'orientamento  del
  Governo,  la  decisione  non  avrà la  paternità  nè  dell'uno  nè
  dell'altra. Vi ho espresso una necessità cogente.

   CINTOLA... né di chi vuole, né di chi non vuole
   C'è  una necessità cogente che sto esprimendovi affinché voi, con
  autonoma valutazione, conseguentemente, esprimiate il voto
   Noi  siamo  su questa posizione. L'abbiamo ribadita ieri  -  l'ha
  ribadita  l'onorevole Leontini, in qualità di Capogruppo di  Forza
  Italia  -  l'ha ribadita la maggioranza e riteniamo di non  dovere
  gridare  allo scandalo se i colleghi di Alleanza Nazionale nutrono
  delle perplessità mostrate nelle sedi opportune.
   Non  c'è niente di scandaloso  Però, l'attenzione va posta  prima
  del   voto   finale,  affinché  ognuno  sappia   cosa   vota,   il
  raggiungimento dello scopo e la finalità da perseguire.
   Ed allora, o abbiamo un Presidente della Regione bugiardo, oppure
  un  direttore  del personale che non capisce nulla, o  abbiamo  un
  Governo - con il Vicepresidente Castiglione e l'Assessore al  ramo
  Pagano - di deficienti cronici e totali.
   Per  quanto  precede, allora, non sono leggi da  non  votare  ma,
  piuttosto,  soggetti da interdire
   Oppure  abbiamo il dovere sacrosanto di riflettere un attimo,  di
  comprendere  verso cosa andiamo e cosa vogliamo  raggiungere  alla
  fine.  Se  s'intende raggiungere un consenso, allora, vi dico  che
  non ci arrivate, perché, prima ancora di recarsi alle urne per  le
  europee, la balordaggine uscirà fuori

   PAGANO,  assessore per il bilancio e le finanze. La  sfida  è  il
  voto palese

   CINTOLA.  No, la sfida può essere anche il voto segreto,  non  ha
  importanza
   Io, personalmente, dirò come voto. Diranno gli altri come votano
  Non  è  un  problema  E' piuttosto un problema  di  coscienza,  di
  comprendere se si è davvero rappresentanti di un popolo di cui  ci
  si  vuole  occupare, degli interessi di quattromila  persone  alle
  quali  va  detta in faccia la verità  Quelle persone  non  possono
  essere  soggiogate e turlupinate: non sarà il voto  di  quest'Aula
  che darà o meno il prepensionamento
   E'  la  Corte costituzionale che sancirà un principio  che  andrà
  oltre  e  che  sconfiggerà l'Aula. Dirà all'Aula che,  ancora  una
  volta, ci si è dimostrati incapaci di intendere e volere
   Questa  è la realtà finale  E su questo - e senza volere  gridare
  allo  scandalo - dico che ognuno, responsabilmente, può alzarsi  e
  dire come la pensa, votare come crede: non è successo niente
   Non  c'è  niente di immutabile o di gravità tale:  c'è  soltanto,
  però, da considerare l'onesta valutazione del lavoro che ognuno di
  noi, nella propria coscienza, deve fare se crede ancora nei valori
  di  una  Sicilia  che non va ancora turlupinata. E  di  leggi  che
  debbono, anche se dolorosamente, essere portate a termine.
   Non  siamo  felici  di  fare  questo ma  dobbiamo  nell'interesse
  dell'Aula, nell'interesse della legge. Nell'interesse di coloro  i
  quali vanno, purtroppo, anche penalizzati, senza che, tuttavia, ne
  abbiamo nessuna colpa

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Preciso
  che   si   tratta   dell'ultimo  deputato   iscritto   a   parlare
  sull'articolo 1.

   BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio sarà un
  intervento  breve,  come  breve è la  finanziaria  di  quest'anno,
  l'unica sua qualità
   Per  la prima volta, infatti, non abbiamo il solito "assalto alla
  diligenza"; per il resto, questa finanziaria, dal nostro punto  di
  vista,  è  assolutamente  inadeguata, non incide  minimamente  sui
  meccanismi  dello  sviluppo, non coglie pienamente  le  difficoltà
  della situazione finanziaria della nostra Regione. Che non è stata
  mai così grave
   Lo  sanno tutti, la Sicilia è prigioniera dei propri debiti.  Tra
  le  regioni meridionali, guida la graduatoria con 3,2 miliardi  di
  euro di debiti.
   Questi dati, ma anche quelli che aggiungerò, sono chiaramente  da
  bancarotta.
   E,  per  intervenire in maniera efficace, non è  sufficiente  una
  norma  contabile  o  una  finanziaria, per  la  prima  volta,  più
  stringata  e  che  - anche noi dell'opposizione  -  auspichiamo  e
  lavoreremo affinché si approvi entro questa settimana.
   La  situazione finanziaria è disastrosa: basti pensare al  debito
  residuo  di  3.226  milioni di euro per i mutui contratti  con  le
  banche,  dal  1996  ad  oggi;  oppure  ai  crediti  vantati  dagli
  industriali - quantificati in 2,5 milioni di euro -; o, ancora, ai
  crediti vantati dalle farmacie, dalle cliniche convenzionate,  dai
  fornitori, dall'intero sistema della sanità che ammontano a  circa
  2 miliardi di Euro.
   Il  problema della spesa sanitaria è veramente drammatico: incide
  sul  bilancio della Regione per circa 8 miliardi di Euro,  pari  a
  quasi 16 miliardi delle vecchie lire. Negli ultimi dieci anni,  la
  compartecipazione  della Regione al Fondo  sanitario  regionale  è
  passata  dal  15 per cento, del 1993, al 42,5 del  2003.  Per  non
  parlare del debito - per la prima volta in questa Finanziaria  c'è
  un  preciso   appostamento  - nei confronti  dell'INPDAP,  per  il
  mancato versamento dei contributi inerenti alla costituzione della
  gestione  separata  dei trattamenti pensionistici  dei  dipendenti
  regionali: ammonta a circa 650 miliardi di vecchie lire.
   Infine,  il  debito complessivo di Tesoreria che,  nel  2002,  ha
  raggiunto la cifra record di 3.192 milioni di euro.
   Questi  dati, in gran parte, si possono verificare nei  documenti
  contabili elaborati dallo stesso Assessorato al Bilancio.
   La verità è che il Governo Cuffaro non riesce ad aggredire i nodi
  strutturali che producono il deficit di bilancio.
   La  vera  sofferenza del sistema economico dipende dal fatto  che
  non  si realizzano le riforme necessarie per incidere sulla  spesa
  regionale.
   L'altro  giorno - quando, occasionalmente, ho partecipato  ad  un
  dibattito - qualcuno ha osservato che avremmo approvato  leggi  di
  settore,  in  questi due anni e mezzo. Non abbiamo  fatto  nessuna
  legge di settore  Ad esempio, la legge di modifica delle procedure
  di  gara  sugli appalti non è una legge di settore che ha prodotto
  un  miglioramento delle condizioni delle imprese,  in  particolare
  del  settore  edile.  Si tratta di una legge  che,  piuttosto,  ha
  modificato alcuni aspetti regolamentari riguardanti le procedure.
   Le   vere  leggi  di  settore,  al  contrario,  sono  quelle  che
  determinano l'aumento della spesa nel nostro bilancio.  Una  legge
  efficace,  sollecitata da tutti, che non è  stata  ancora  nemmeno
  approvata   dalla   Giunta,   sarebbe  quella   sulla   formazione
  professionale - non solo perché riguarda 6.500 addetti e  55  mila
  utenti  -  ma,  soprattutto, perché il  sistema  della  formazione
  professionale, pur avendo assorbito moltissime risorse finanziarie
  dal  Fondo sociale europeo, incide in maniera distorta sul  nostro
  bilancio.  Ancora,  una  legge  importante,  sarebbe  quella   sul
  trasporto  locale  che  giace  però  in  Commissione:  e  poi   ci
  meravigliamo che il sistema dei trasporti costa 350 miliardi nella
  nostra Regione  Si può approvare allora una legge che modifica  il
  meccanismo  -  lì  non è facile quantificare il  risparmio  perché
  devono  essere definite le modalità di rete ed il servizio  minimo
  garantito - però, si incide e si interviene su un settore  che  ha
  bisogno di una razionalizzazione e, soprattutto, di allinearsi con
  la normativa nazionale.
   Ci  sono  altre leggi importanti che potrebbero essere fatte  per
  rilanciare l'economia: penso alla legge quadro sul turismo ed agli
  interventi  per  i  beni culturali oppure ancora,  alla   messa  a
  reddito   di  tutto  il  patrimonio regionale.  Potrebbero  essere
  meglio  valorizzati  i nostri siti archeologici  oppure  tutte  le
  strutture  che abbiamo sulla fascia costiera e su altri  territori
  di grande interesse naturalistico.
   A dispetto di tutto ciò, non si interviene nemmeno sugli sprechi:
  perché  se  è  vero  che il salto di qualità lo  facciamo  con  le
  riforme  c'è,  tuttavia,  una serie  di  spese  inutili  le  quali
  andrebbero  ridotte. Si pensi al ritardo nella  dismissione  degli
  enti regionali ed al dibattito scaturito in ordine all'opportunità
  di  dismettere, in tempi brevi, alcuni enti regionali.  Oppure  si
  può  anche  guardare all'abolizione di tanti Comitati inutili  che
  servono  soltanto  per  pagare prebende e missioni:  anche  queste
  realtà, potrebbero essere abolite.

   CINTOLA. Siamo d'accordo

   BARBAGALLO.  Si  possono  anche riqualificare  alcuni  interventi
  nella spesa sanitaria e si può pure adottare una moratoria per  le
  leggi di spesa.
   Nessuno  potrebbe scandalizzarsi in una Regione, come la  nostra,
  nella  quale  l'intervento finanziario è quello centrale,  il  più
  significativo: si faccia, allora, una moratoria per nuove leggi di
  spesa.  Per qualche anno - non succede niente - variamo leggi  che
  non hanno costi
   Oppure  -  penso  ancora  -  anche la riduzione  del  numero  dei
  consulenti  e  dei  componenti gli Uffici di  Gabinetto:  sembrano
  piccole  cose,  ma il buongoverno comincia anche  da  esse   Anche
  dimostrando  l'inversione di tendenza su questi enti e  organismi,
  si  può far capire che, culturalmente, si è acquisita l'idea di un
  risparmio  che passa anche per questi uffici e per questo  numero,
  veramente esorbitante, di consulenti.
   Si  continuano,  invece,  a  perpetuare  privilegi,  si  tutelano
  interessi di tipo clientelare.
   Non  c'è dubbio - signor Presidente, non mi dilungherò oltre,  mi
  avvio  a conclusione - che  non si interviene sulle riforme perché
  si  ha  paura di incidere sui meccanismi dello scambio elettorale.
  Alcune  cose le dobbiamo fare, tuttavia: dobbiamo avere chiaro  il
  senso  vero  della  politica.  O noi  recuperiamo  la  cultura  di
  progetto  e  facciamo  capire  ai  siciliani  che  la  politica  è
  servizio,  nel  senso di seminare oggi per raccogliere  domani  (e
  quindi   investimento  a  redditività  produttiva,  anche   se   a
  raccogliere potrebbero essere altri) oppure non abbiamo in noi  la
  forza  di elaborare un progetto che indichi, in qualche modo,  una
  prospettiva, una speranza: guardiamo così alla politica del giorno
  per  giorno, al quotidiano, alla possibilità di perdere uno o  due
  elettori.
   Mancano i grandi disegni, le mediazioni si fanno sempre a livello
  più  basso.  Si pensa a provvedimenti che danno consenso  a  breve
  termine.
   Eppure  sono convinto che i cittadini sapranno valutare  un  ceto
  politico  che cerca di ottenere consenso senza impegnarsi  per  lo
  sviluppo,  perpetuando, così, una logica di piccoli  scambi,  come
  dicevo prima, ancora molto praticati e redditizi. Le clientele e i
  favori  ai  singoli, però, non possono sostituire i  valori  della
  politica e gli interventi per gli interessi generali.
   Noi   consideriamo,   quindi,  un  fatto  positivo   che   questa
  finanziaria   non   contenga  materie  estranee  (speriamo   venga
  approvata  in  tempi  brevi,  e  questo  è  un  fatto  altrettanto
  positivo)  però crediamo che questa manovra avrebbe avuto  bisogno
  di un respiro molto maggiore, in termini di crescita e di sviluppo
  della nostra Regione.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale.  Ha  facoltà
  di replicare l'onorevole Capodicasa, relatore di minoranza.

   CAPODICASA,  relatore di minoranza. Signor presidente,  onorevoli
  colleghi, avrei perfino rinunciato a svolgere questa breve replica
  se  alcuni  interrogativi, contenuti nella relazione di minoranza,
  avessero  trovato una qualche risposta, trattandosi di  aspetti  -
  oltre  quelli di natura politica - soprattutto, di natura tecnico-
  contabile-finanziaria.
   A  me  non  sembra corretto lasciar correre per poi,  del  resto,
  riproporre  nuovamente gli stessi argomenti nel  momento  in  cui,
  esaminando l'articolato,  comunque ci imbatteremo in essi.
   Ho chiesto, allora, la parola per riassumerli qui brevemente, per
  memoria,  in  vista  della trattazione dell'articolato.  E  quindi
  ribadire,  se è possibile ancora una volta, l'esigenza che  mi  si
  dia una risposta.
   Il  dibattito ha preso ovviamente un'altra piega perché ha inciso
  molto   la discussione sulla questione dei pensionamenti  ove  una
  certa  oscillazione  di  indirizzo ed una  divisione,  all'interno
  della maggioranza, hanno finito per assorbire quasi interamente il
  dibattito.
   Però,  la legge finanziaria non consta solo delle pensioni e  dei
  prepensionamenti: essa, unitamente al bilancio, è innanzitutto una
  manovra complessiva sulla quale, credo, bisognerà pure concentrare
  maggiormente l'attenzione.
   Riassumo  brevemente,  facendomi guidare  dall'intervento  svolto
  ieri  dall'assessore per il bilancio che, per un disguido, non  ho
  potuto  ascoltare  direttamente ma che ho, tuttavia,  riletto  nel
  resoconto stenografico di questa mattina. In tutta sincerità,  non
  sono       riuscito      a      capire      un      bel      nulla
  delle  risposte che l'Assessore ha fornito. Sicuramente, onorevole
  Cintola, per mia incapacità
   Allora,    vorrei   avere   maggiori   chiarimenti   su    alcune
  argomentazioni che sono state addotte.
   Le  contestazioni  erano  precise e  formali.  Una  di  esse  era
  relativa ai fondi ex articolo 38 sul quale l'assessore ha ritenuto
  di  rintracciare segni di polemica per la polemica e, addirittura,
  successivamente, anche una conferma della scelta fatta ad  agosto,
  da parte dell'Assessore, con la nostra contestazione.
   Non  ho  capito, esattamente, cosa voglia dire l'Assessore quando
  sostiene  che  il Governo ha fatto un atto di coraggio  destinando
  quei  fondi ad un grande piano di investimento. Ritengo,  ancorché
  fosse  vera  la dichiarazione dell'Assessore, che non occorra  una
  qualche  forza  d'animo per finanziare un piano  di  investimenti:
  infatti,  si  tratta di un obbligo costituzionale che  deriva  dal
  nostro Statuto.
   L'articolo  38  recita  che  "lo Stato verserà  annualmente  alla
  Regione,   a  titolo  di  solidarietà  nazionale,  una  somma   da
  impiegarsi in base ad un piano economico nell'esecuzione di lavori
  pubblici". Quindi, ciò è statuito dall'articolo 38; del resto,  si
  è sempre fatto così
   Quando l'articolo 38 funzionava annualmente, come avvenuto fino a
  sei, sette anni addietro, ogni anno, la Giunta deliberava un piano
  di  investimenti nel settore dei lavori pubblici la cui  copertura
  era legata alla destinazione di tali somme. Inoltre, ogni anno, il
  fondo  era  parametrato tra l'82 e l'85 per cento dell'imposta  di
  fabbricazione  riscossa in Sicilia da parte dello  Stato.  Quindi,
  variava  tra i mille e i milletrecento miliardi l'anno.  Nulla  di
  nuovo, nulla di eccezionale
   Ciò  che è accaduto, invece, questa volta, è che, avendo lo Stato
  disposto l'assegnazione non di un'intera somma annuale, ma di  una
  piccola  somma,  in  quindici  anni,  il  Governo  ha  deciso   di
   cartolarizzare':   parola  magica   che   viene,   ormai,   usata
  frequentemente  e che permette di attualizzare ad oggi  tutto  ciò
  che  lo Stato ci deve in 15 anni. Il Governo, quindi, ha fatto  un
  bel  gruzzoletto di quanto deve esserci assegnato nei prossimi  15
  anni ed ha deciso di investirli.
   L'onorevole Assessore ammette oggi che questi fondi sono  serviti
  per  cassa  -  in  quanto,  per  competenza,  sono  destinati   ad
  investimenti - ma, in effetti, in termini di cassa, appunto, si  è
  fatta l'iniezione finanziaria da noi fermamente contestata.
   Allora,  vorrei  che  ci  venisse spiegato  cosa  significa  aver
  finanziato  -  visto che, come afferma l'assessore e  come  recita
  l'articolo  38,  si  tratta di fondi per  l'esecuzione  di  lavori
  pubblici,  o come recita l'articolo 2 della legge finanziaria  del
  2000,  se  non  ricordo male - questi fondi  che  potevano  essere
  utilizzati per spese di investimento.
   Ma  spese  d'investimento, però, sempre nel  settore  dei  lavori
  pubblici,  in  opere che lasciano infrastrutture,  che  mantengono
  prodotto   interno  lordo.  Invito  l'Assessore  a  fornirmi   una
  risposta,  a che relazione abbiano le voci, che leggerò, contenute
  negli  interventi  finanziati  dal  Governo,  con  le  risorse  ex
  articolo 38 che, a mio avviso, hanno tutt'altra finalità.
   Intendo  iniziare con il contributo in favore della  società  per
  azioni   Stretto di Messina  che non credo faccia opere  e  lavori
  pubblici,  si  tratta  di  un contributo che  finanzia  l'attività
  ordinaria di gestione della società stessa.
   Chiedo,  inoltre, il significato del contributo in  favore  delle
  cooperative  agricole  e relativi consorzi per  l'adeguamento  del
  loro capitale sociale; mi chiedo cosa c'entri con l'esecuzione dei
  lavori  pubblici  o  degli investimenti.  Ancora,  cosa  significa
   somma  da  versare all'Ente si sviluppo agricolo per l'attuazione
  dei compiti istituzionali ?
   Non   parliamo,   inoltre,  della  spesa  che,   anziché   essere
  addizionale  -  così  come  previsto  dall'articolo  38  -  va   a
  finanziare  capitoli ordinari di spesa,  che qui  non  tratto  per
  brevità dei tempi, ma vorrei sapere  cosa significa  finanziamento
  dei  corsi  di  formazione e addestramento professionale   per  la
  modica cifra di centosedicimilionieduecentocinquantamila euro.  Se
  la  formazione professionale è diventata, con la magia  di  questo
  Governo, spesa per opera pubblica o, comunque, per infrastrutture,
  solo  impropriamente si può sostenere che si tratta  di  spese  di
  investimento. E la spesa di investimento, così come  è  concepita,
  non  è  sicuramente  rispondente alla  lettera  dell'articolo  38.
  Quindi,  tutto ciò che è stato detto in proposito non  solo  trova
  fondamento ma, a mio giudizio, ha  il carattere di una denunzia di
  incostituzionalità che il Commissario dello Stato, ovviamente, non
  si è sentito di impugnare.
   Passiamo  al problema dell'IRAP, su cui è intervenuto l'onorevole
  Speziale.   L'IRAP  non  è  stata   inserita   dal    Governo   in
  finanziaria;  il  Governo aveva inserito una norma  che  agevolava
  l'imprenditoria giovanile attraverso l'esenzione dell'IRAP stessa.
   Ma  è  proprio quella norma che è stata duramente contestata  dal
  Presidente  di  Confindustria, il quale in  Commissione  ha  detto
   badate, voi non state facendo altro che incentivare la ricerca al
  mercato nero dei giovani imprenditori, perché il padre metterà  il
  figlio nella società per poter attingere a quei finanziamenti,  ed
  è  un finanziamento che porterà al fallimento dell'operazione .  E
  noi  abbiamo  proposto l'ampliamento alle società con le  modalità
  che poi sono state raccolte.
   Ma  vado subito alle ultime due questioni  tralasciando tutto  il
  resto  perché non vorrei raccogliere le banalizzazioni sulle  zone
  franche  che,  così  come  sono state poste,  non  meritano  molta
  considerazione.
   Prima  questione: i fondi negativi. L'Assessore sostiene  di  non
  capire  esattamente  la  contestazione, spero  si  tratti  di  una
  distrazione,   perché  in  realtà  è  stata  fatta,    l'onorevole
  Capodicasa  forse non ha neanche letto il bilancio  e  ha  perduto
  qualcosa del bilancio .
   Pregherei l'onorevole Assessore di misurare le parole, non perché
  non  si possa non leggere un bilancio, ma per chi fa una relazione
  di minoranza sentirsi dire che non ha letto il bilancio, credo sia
  pesante.  Ma, considerato che in quest'Aula la manovra  dei  fondi
  negativi veniva fatta ancor quando questo stesso Assessore non era
  neanche  deputato ed io era già, tanti lustri fa,  in  Commissione
  Bilancio, vorrei suggerire all'Assessore come avviene una  manovra
  attraverso   i  fondi  negativi  e  sarei  anche   in   grado   di
  illustrargliela, di spiegargliela dettagliatamente.
   Il  problema  è il seguente: nel momento in cui si inseriscono  i
  fondi  negativi in entrata nel prospetto - perché sono in entrata,
  anche  se l'Assessore ne contesta il termine tecnico, se ho capito
  bene,  perché  poi  è molto confuso e non sono  riuscito  bene  ad
  interpretare, ma credo di capire che venga contestato  il  termine
  che ho usato  vengono posti in entrata  - come vengono ricostruiti
  in  base alla legge 468 del 1978? Si ricostruiscono sulla base del
  fatto  che, a fronte di una entrata incerta, si apposta la  stessa
  uscita  ma  per  spese  eventuali,  che  non  siano  spese  certe,
  altrimenti si falsifica il bilancio. Ecco perché noi accusiamo  di
  falso questo bilancio.
   Invece, il Governo ci propone un'entrata eventuale, e sono i  400
  milioni di euro per l'ex articolo 37, e un'uscita certa perché  li
  apposta nei fondi di riserva.
   Questo  bilancio  non ha fondi di riserva, e mi  si  dica  se  un
  bilancio può essere presentato senza fondi di riserva
   Ecco  l'operazione fatta, che non è creatività come si  accusa  a
  volte  Tremonti di  creatività finanziaria . Qui siamo  a  livello
  del   gioco  delle tre carte  ed  è qualcosa che, a mio  giudizio,
  non ha nessun riscontro nel passato.
   Altre  volte  sono  stati costituiti fondi negativi,  sono  stati
  inseriti   come  spese  eventuali,  incerte  che  ovviamente   non
  sarebbero state fatte qualora non avessimo avuto  le entrate.  Noi
  per  l'articolo 37 - lo ribadisco e avrò ragione anche  quest'anno
  come l'ho avuta l'anno passato - non avremo un euro per il 2004  e
  inseriamo  800 miliardi di vecchie lire in entrata,  dopodiché  le
  uscite  sono  sui fondi di riserva. Successivamente,  in  sede  di
  variazione di bilancio, strada facendo, dovrete impinguare i fondi
  di riserva, perché un bilancio deve avere i fondi di riserva.
   L'Assessore,  inoltre,  non  fornisce  una  risposta  alla  quale
  tenevo  molto, relativamente all'articolo 4, e dalla replica  devo
  dedurne  che non ha esattamente compreso la contestazione che  gli
  ho rivolto.
   Noi non contestiamo che vi sia un fondo appositamente costituito,
  dove  già  sono confluite, nel 2001, partite che erano al  90  per
  cento considerate inesigibili; quell'operazione va bene perché  si
  trattava  di circa 4000 miliardi che, se inseriti in un  fondo  da
  dove  non  si  poteva  attingere in quanto   inesigibili,  avrebbe
  squilibrato e  scassato  il bilancio della Regione.
   Ciò  che contesto è che questo fondo  chiuso  viene aperto, anzi,
  direi  viene  scassinato  attraverso un'operazione di tal  genere:
  vengono   canalizzati  su  questo  fondo  anche  gli   avanzi   di
  amministrazione,  dopodiché si imputano  a  quel  fondo  tutte  le
  regolazioni contabili relative al POR.
   Quindi,  anche qui spese certe di fronte a entrate  incerte,  una
  parte  perché inesigibili - quelli che abbiamo già vincolato  -  e
  una  parte   l'avanzo di amministrazione che, come si è dimostrato
  nell'anno  in  corso,  ha una entità irrisoria.  Ecco  qual  è  il
  problema
   Abbiamo,   ovviamente,  approfondito  l'argomento  e   le   posso
  assicurare che le nostre riflessioni sono confermate, l'Assessore,
  invece,  sostiene che ripulisce l'operazione e  non  so  che  cosa
  debba ripulire.
   L'altra questione sulla quale l'Assessore non dice nulla, e che è
  la  parte centrale della nostra contestazione - e ho chiuso  -,  è
  quella relativa alla copertura finanziaria.
   Non voglio risposta alle cose che sostengo, voglio una risposta a
  ciò  che  è  scritto  nel  documento  numero  15  del  2003  della
  Commissione  Bilancio  per  la  parte  relativa  all'articolo  20,
  riguardante  la  copertura  finanziaria  delle  tabelle.  C'è  una
  contestazione   su  un  punto  di  legge,  che  ho   succintamente
  richiamato  nella  mia relazione di minoranza, e  non  una  parola
  nelle conclusioni.
   Questa  finanziaria è illegittima nella copertura e lo dice  quel
  documento   che,  personalmente,  ho  elogiato  per   la   estrema
  competenza che dimostra, oltre il lavoro svolto per la stesura del
  testo  che  noi abbiamo approfondito perché si tratta di  qualcosa
  che   già   in   passato  avevamo  denunciato  sulla  base   delle
  considerazioni che potevamo fare e che oggi possiamo richiamare  a
  supporto delle nostre tesi.
   Un  documento  -  ripeto  - che considero importantissimo  perché
  dovrebbe  valere, per un Governo serio, per oggi e per il  futuro.
  Infatti,  se  non  si mette ordine nella materia  finanziaria  non
  avremo   nessun   futuro  e,  a  giudicare   dalle   dichiarazioni
  dell'Assessore  per  il bilancio, il quale ogni  anno  e  ad  ogni
  passaggio finanziario ci informa che ha risanato le finanze  della
  Regione, avremmo già dovuto nuotare nell'oro, se le cose dette nel
  corso  di  due  anni e mezzo fossero risultate anche  parzialmente
  vere.

   SPEZIALE. Un po' di propaganda si fa

   CASTIGLIONE,  Vicepresidente  della  Regione.  Nell'arco  di  una
  legislatura.

   CAPODICASA.  L'onorevole  Berlusconi  sostiene  nell'arco  di  un
  decennio, perché considera insufficiente una legislatura

   PAGANO,  assessore per il bilancio e le finanze. Due legislature,
  perché Berlusconi è un punto di riferimento

   CAPODICASA.  Andando  avanti  di  questo  passo.  Non  solo   non
  basteranno due legislature, ma ho dubbi che ci arriverete alle due
  legislature.
   Dopodiché, signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  che  la
  discussione  fosse  impostata su basi serie, di  correttezza.  Non
  dico  che bisogna accogliere necessariamente le tesi degli  altri,
  ma  se non si accolgono, almeno  si confutino su basi oggettive  e
  non  sulla  base di piccole battute  alla Totò , che,  ovviamente,
  lasciano  il  tempo  che trovano e figuriamoci se  mai  potrebbero
  convincerci del contrario di ciò che abbiamo affermato.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore per il bilancio per
  fornire la replica.

   PAGANO,   assessore  per  il  bilancio  e  le   finanze.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, chi legge i verbali immagina  che
  qui  si  hanno coperture finanziarie inesistenti, quando la verità
  di  fondo  è  che  molti si innamorano delle  proprie  tesi  ed  è
  difficile  smontarne  l'innamoramento.  Noi  non  siamo  qui   per
  smontare  fasi di innamoramento, ma per cercare di portare  avanti
  una  problematica  di  tipo  sociale, perché  quando  la  politica
  attiene  a  questi livelli è anche "società", anzi è  "soprattutto
  società".
   Facendo  un  breve  excursus su tutti  i  punti  che  sono  stati
  trattati,   partirei   da  quello  che  ha  espresso   l'onorevole
  Crisafulli nel suo intervento, quando ha cercato di sostenere  che
  l'importanza delle Commissioni di merito soverchia quelle che sono
  le  competenze della Commissione Bilancio, la quale  non  dovrebbe
  intervenire  o  mai  operare,  secondo  questa  tesi,  perché   la
  Commissione di merito già di suo ha una capacità di incidere e  di
  portare  avanti  delle  tesi  che, di fatto,  non  possono  essere
  prevaricate dalla Commissione Bilancio.
   Mi  dispiace, onorevole Crisafulli - che non vedo in  Aula  -  ma
  purtroppo  non  è così, perché gli elementi di spesa  non  possono
  passare  tout  court sol perché la Commissione  di  merito  li  ha
  ritenuti validi e, soprattutto, noi dobbiamo tenere conto che, per
  l'esperienza  di questa Regione,  ci sono state fin troppo  leggi,
  emendamenti,  passaggi legislativi legati quasi  esclusivamente  a
  logiche   di  tipo  personale o a norme che  apparentemente  erano
  inoffensive  ed  innocue e che poi, alla fine,  si  sono  rivelate
  negative in termini di ricaduta economica.
   E  siccome il compito della Commissione Bilancio - che interpreta
  bene  questo ruolo - è quello di capire perfettamente che  bisogna
  evitare  qualsiasi  refluenza  negativa  di  carattere  economico-
  finanziario,  va  da  sè  che  il  ruolo  interpretato  da  questa
  Commissione Bilancio e dall'Assessore al ramo, che ovviamente ne è
  componente, è proprio quello di evitare prevaricazioni e dubbi.
   Ed  in  questo, è chiaro che tutte le scelte di tipo clientelare,
  che non sono positive, che non producono prodotto interno lordo  e
  che, in generale, non hanno nessun tipo di ricaduta, devono essere
  evitate e lavoreremo perché tutto questo accada.
   E'  il caso dell'emendamento in Commissione -  non so chi l'abbia
  presentato,  e  che certamente non può che fare  vergognare  tutta
  l'Assemblea qualora lo stesso non venga disconosciuto e di  cui  è
  sostenitore  proprio  l'onorevole  Crisafulli  -,  riguardante  la
  possibilità  che  viene  data  a coloro  che  sono  stati  assunti
  dall'Amministrazione regionale dopo il 1986 e che hanno un sistema
  pensionistico diverso, sistema che appunto é contributivo,  ebbene
  secondo  questo  emendamento - ripeto -  si vuole unificare  e  si
  vuole omologare il trattamento pensionistico di costoro fino  alla
  data  odierna agli altri colleghi che avevano, invece, il  sistema
  retributivo.
   A parte il costo di oltre 250 miliardi di vecchie lire che questa
  norma  comporterebbe - 400, mi dice l'onorevole Formica -  a parte
  questo,  penso che sia immorale immaginare ancora emendamenti  del
  genere.
   Dobbiamo pensare ad entrare in Europa, dobbiamo cercare di essere
  competitivi,  dobbiamo  cambiare la nostra  mentalità,  la  nostra
  cultura  e,  invece,  continuiamo  a  presentare  emendamenti   di
  retroguardia.  Personalmente,   devo  fare  un'opera  di  denuncia
  perché  il  nostro  Parlamento  continua  tutt'oggi  a  presentare
  emendamenti di questo tipo e non pochi.
   Pertanto, essere a salvaguardia del sistema, essere messi in  una
  logica  di confronto, senz'altro, ma nello stesso tempo  anche  di
  attenzione nei confronti del contribuente siciliano, del cittadino
  siciliano, del pensionato siciliano che certamente potrebbe avere,
  nei  prossimi anni, difficoltà enormi, è il minimo che un uomo  di
  governo, e un Governo in generale, deve avere e deve perseguire.
   Per  chi  non lo sapesse, dal 2010-2011 il numero dei  pensionati
  siciliani  sarà superiore al numero dei lavoratori e  siccome  voi
  sapete  che  dal  1979 non abbiamo più i fondi-pensione,  da  quel
  momento  cominceranno seri problemi, perché è chiaro che occorrerà
  spiegare  ai  pensionati siciliani come  fare  a  pagare  le  loro
  pensioni,   considerato  che  le  entrate   contributive   saranno
  inferiori rispetto al numero dei pensionati stessi.
   E'  chiaro che su questi temi dobbiamo cominciare a fare un'opera
  di  denuncia,  non dobbiamo sembrare Cassandre,  però  abbiamo  il
  dovere  di  dichiarare tutto ciò per evitare che si  continuino  a
  perpetuare  logiche tipiche del 1960, quando le scelte  di  questa
  Regione  erano di tipo assistenzialistico e quando, evidentemente,
  la Regione siciliana aveva modelli di sviluppo sbagliati, come poi
  alla fine è risultato.
   Mi  auguro,  a  forza di gridare tutto ciò, che  qualcosa  cambi,
  anche perché la speranza è che molti deputati di questo Parlamento
  la  pensino come me, per fortuna non siamo pochi, non siamo ancora
  maggioranza,  però  certamente  in questo  progetto  culturale  ci
  sentiamo  di  potere  dire  che abbiamo  tessuto  un  ragionamento
  positivo  e  siamo convinti che nell'arco di poco  tempo  dovrebbe
  avvenire un cambiamento  auspicato da tutto il popolo siciliano.
   Continuando nel nostro excursus, abbiamo assistito ad una verve e
  ad  una  vis  oratoria non indifferente da parte dei  deputati  di
  Messina che hanno contestato anche il Governo della Regione per il
  fatto  che  lo  stesso  è stato, non ricordo  adesso  le  testuali
  parole,  comunque, estremamente duro nel tagliare i fondi  per  la
  ricostruzione della città, mi riferisco alla legge   approvata  un
  paio di anni fa.
   Sono  state citate cifre anche corpose, 45 milioni di  euro,  che
  sono  state  tagliate  dal  Governo.  Devo  purtroppo  deludere  i
  deputati  Panarello, Beninati e Ardizzone perché, da questo  punto
  di vista, il Governo ha agito in maniera assolutamente corretta.
   Naturalmente il Governo è a fianco della deputazione  di  Messina
  per  la  ricostruzione della città tanto martoriata dal  terremoto
  del  1908 e che ancora oggi continua ad avere ferite gravi, perché
  è  chiaro  che  non possiamo abbandonare al suo destino  la  città
  dello  Stretto.  Però nello stesso tempo dobbiamo entrare  in  una
  logica  assolutamente nuova rispetto ad un passato. Quale è questa
  logica?
     Lo abbiamo spiegato più volte: dalla tabella D abbiamo tolto, è
  vero,  21  milioni  di  euro, che erano i fondi  regionali,  e  li
  abbiamo  sostituiti  con  i fondi di cui  all'articolo  38,  tanto
  dibattuto, che sono fondi per investimenti. Ed è chiaro che se  la
  Regione  ha  fondi  strutturali, economicamente appostati  lì  per
  venire  incontro alle esigenze di qualsiasi tipo di  investimento,
  va  da  sé  che la Regione non può sprecare risorse regionali  che
  sono purtroppo quelle che sono, ovvero molto limitate.
   Deve  utilizzare  quelle risorse finanziarie che  invece  servono
  proprio  per realizzare investimenti. All'interno di tutto questo,
  e  lo  troverete  nel capitolo 672426, i 21 milioni  di  Euro  che
  avevamo   tolto   da  quella  UPB,  le  abbiamo   posizionate   in
  quest'altra, invito gli onorevoli deputati a verificare quello che
  sto  dicendo. Mi rivolgo ai  Deputati che il Governo  non  ha  mai
  disconosciuto  la  presenza di quei 45 milioni  di  Euro,   e  non
  abbiamo  mai  detto  che  devono essere  tagliate  queste  risorse
  finanziarie,  ma   che le stesse devono essere  spese  al  momento
  opportuno  altrimenti si corre il rischio - e questo è quello  che
  vogliamo  evitare  -  che succeda ciò che è accaduto  tante  altre
  volte:  somme appostate per  tanti anni in bilancio ma mai  spese.
  Mentre il bilancio della Regione languiva in altri contesti  e  in
  altri  ambiti,  dall'altra  parte si  riscontravano   inefficienze
  diffuse che bloccavano risorse finanziarie.
   E' il caso di questa legge
   Il  Governo  ha deciso quindi di destinare questi  21 milioni  di
  Euro  perché abbiamo la certezza, in questo momento, che le  somme
  possono essere spese; gli ulteriori 24 milioni di euro, così  come
  richiesti   per   l'intervento,  verranno   inseriti,   se   verrà
  dimostrato  in Giunta di Governo - e credo che ciò avverrà   entro
  il  31 di gennaio 2004 -  data in cui   è prevista, all'ordine del
  giorno,   la modulazione dei fondi di cui all'articolo   38  dello
  Statuto;  abbiamo  fondi a sufficienza, vi  invito  a  pazientare,
  dateci  il  tempo  di   avere  tutto  quello  che,  evidentemente,
  richiedete;  le  risorse finanziarie ci sono, abbiamo  bisogno  di
  tempo  per   appostarli e ciò avverrà nella  prossima   Giunta  di
  Governo,  così come riporta  la nuova legge approvata  nell'agosto
  di quest'anno.
   Se ciò verrà da voi compreso, sarà facile  capire che abbiamo già
  risolto  il  problema,  e questo venendo  incontro  alle  esigenze
  della  legge,  però,  allo stesso tempo, non blocchiamo  somme  in
  attesa  che qualche progettista o qualche amministrazione  risolva
  tutto.
   Devo   dire  che  sono  un  po'  preoccupato  per  quanto   detto
  dall'onorevole  Cracolici, perché ha impiegato  quasi  tre  quarti
  d'ora di tempo per lanciarsi in un panegirico  sull'esenzione  del
  ticket  sanitario e sulle problematiche che sono a questo  legate.
  Le  avverto  come lamentele sterili, perché il ticket sanitario  -
  ed  è  ormai dimostrato in ogni Regione, compreso le Regioni rosse
  di  cui  l'onorevole Cracolici evidentemente ne è un esponente  di
  prestigio  -   sono uno degli elementi a salvaguardia  al  sistema
  sanitario, non  è un modo per  sistemare le  casse,  ma un sistema
  per evitare shopping farmaceutico.
   Possiamo  discutere sulla modalità ma, per favore, la si  finisca
  di  fare  demagogia  Preannuncio che proprio per  venire  incontro
  alle esigenze del consumatore e del cittadino siciliano -  noi  si
  che  lo  facciamo   -  abbiamo presentato un  sub-emendamento  che
  consentirà  l'esenzione  del  ticket  sanitario  per  i   prodotti
  farmaceutici generici.
   Noi  siamo per il consumo della molecola, non per il consumo  del
  prodotto griffato .
   Allora,  onorevole  Cracolici, finiamola di  fare  demagogia,  la
  gente queste cose le capisce; coloro che utilizzeranno farmaci non
  griffati,  ovvero utilizzeranno il composto base  non   pagheranno
  alcun   ticket,  chi  farà diversamente sì  ,  perché  gli  altri,
  probabilmente abusano, ed il nostro sistema sanitario  non  se  lo
  può permettere.
   Possiamo  anche  noi,  a  proposito di  demagogia,  lanciarci  in
  accorate   filippiche   Ma  lei non  può  certamente   vantare  la
  paternità  dell'abolizione del  ticket  sul  Pronto  soccorso,  in
  quanto   condiviso da tutto il Parlamento, ma anche   perché  -  e
  non   so  se poi è la scelta migliore -  è stata portata avanti  a
  fondamento dell'abolizione, e lo apprendo leggendo i verbali della
  VI   Commissione,   che  è  bene  toglierlo  perché  di  difficile
  applicazione.  Secondo questa logica dovremmo  abolire  il  Codice
  penale  dato che la gente  ruba, smantellare le scuole perchè  c'è
  dispersione  scolastica , eliminare la patente  perché  molti  non
  mettono la cintura di sicurezza.  Ma che logiche sono queste?
   Onorevoli colleghi, il ticket sul Pronto soccorso è una necessità
  perché  quasi  il  59% dei nostri ospedali  continuano  ad  avere,
  nelle  sale  di  Pronto soccorso  codici gialli  e  codici  verdi,
  quindi, problematiche risolvibili in altro luogo e altro momento.
   Su  questa  logica,  prima  o dopo, ci dovremo  misurare,  appena
  avremo  raggiunto i livelli di efficienza. Però  il Parlamento  ha
  deciso  per  l'abolizione  del  ticket  di  Pronto  soccorso:   il
  Parlamento  è  sovrano,  e noi non essendo  presenti  non  abbiamo
  potuto    opporci.  Ma  proseguiamo lo stesso,   però  le  logiche
  devono  essere  di efficienza non demagogiche,  a  fare  demagogia
  siamo  tutti  bravi e, sicuramente, in questo Parlamento  ci  sono
  altri  più  bravi di lei, onorevole Cracolici. E voglio  riferirmi
  anche   agli slogan della zona franca, qua si chiede di  eliminare
  l'articolo  su una zona franca. Per anni la Regione siciliana  non
  ha  fatto  valere  questa prerogativa che altre regioni hanno  già
  utilizzato. Questi ragionamenti non servono a niente  Questo è ciò
  che afferma l'onorevole Speziale, oppure, peggio ancora, è un duty
  free, si va avanti per slogan  Non hanno avuto nemmeno la capacità
  di  fare  approfondimenti; noi non vogliamo perdere la prerogativa
  che  può  vantare  la  Regione siciliana ed oggi  che  abbiamo  un
  governo  stabile,  abbiamo  il  sacrosanto  diritto  di  andare  a
  Bruxelles e portare avanti le nostre ragioni.
   Come  ho  avuto modo di  dichiarare su alcune testate  regionali,
  questo  emendamento è condiviso anche da autorevoli  dipartimenti,
  quali il Ministero degli esteri, in particolare della politica per
  lo  sviluppo, quindi, a Bruxelles non saremo soli. Mi  fa  piacere
  che  ci  siano larghi strati del Parlamento che condividono questa
  norma.  Certamente, onorevole Sammartino, come lei ha reso  chiaro
  nel  suo ottimo intervento, anche noi abbiamo chiara la strategia.
  Però se ci presentiamo in Europa con una posizione massimale non è
  improbabile che si incontrino  delle difficoltà.
   Allora, tattica vuole che si proceda per gradi e in tutto  questo
  la zona franca è  un elemento qualificante. Chi chiede di togliere
  la  zona  franca sono gli stessi furbacchioni che poi  andranno  a
  dire  dopo l'approvazione, che questa è una legge finanziaria  che
  vale  poco,  composta da quattro articoli che non contano  niente,
  uno di questi possiamo anche  eliminarlo tanto non succede nulla.
   Questi  trucchetti  li conosciamo. Spero che la  maggioranza  non
  faccia  questi  errori  anche perchè non possiamo  permetterci  di
  perdere prerogative, anzi dobbiamo andare a fare braccio di  ferro
  con  Bruxelles  per dimostrare di avere forza contrattuale,  forza
  negoziale,  in questo, onorevole Tumino, condivido esattamente  le
  sue preoccupazioni.
   Queste sono battaglie serie. Condivido quello che lei sostiene, e
  non da oggi. Molti strati del Parlamento affermano  la stessa cosa
  che lei dice.  Lei si lamenta perchè le APT non vengono chiuse,  o
  perchè  le  privatizzazioni  non si  possono  fare  per   i  costi
  eccessivi   della  politica,  ma  lo  sappiamo   bene,   c'è   una
  sovrastrutturazione  socio-economica che è data  dai  costi  della
  politica,  e  certamente  queste cose le  dobbiamo  cambiare.   Su
  questo  dovete gridare, su questo dovete stimolare  il  Governo  a
  realizzare  quello  che  ha in mente, che probabilmente  in  parte
  riesce  a  fare e in parte no; quando si fanno battaglie di  altro
  genere  sono  battaglie  di retroguardia che  necessariamente  non
  possiamo  accettare e quindi proprio per questo  motivo   dobbiamo
  condannare.
   Allora,  per concludere, apprendiamo dall'onorevole Speziale  che
  abbiamo  fondi  globali con importi zero, o  quasi,   mi  dispiace
  deluderlo, perché abbiamo 70 milioni di euro destinati  ai   fondi
  globali.  A  questi  bisogna aggiungere i fondi pensione.  Abbiamo
  creato  il  fondo pensioni, quello che mancava dal 1979,  noi   lo
  abbiamo realizzato. Sono altri 75 milioni di euro. E dall'articolo
  38, altri  750 milioni di euro.
   Dopo  tanti  anni di vacche magre qualcosa di buono  Rivolgendomi
  all'onorevole Capodicasa, l'intervento svolto ieri  -  può  essere
  che  sia  confuso per carità siamo stati interrotti  più  volte  -
  certamente era chiaro nella dirittura e nell'obiettivo che  voleva
  raggiungere.
   A questo punto, mi limito in maniera lapidaria a risponderle: per
  quanto riguarda i cosiddetti investimenti, le ricordo che la prima
  volta  che un governo ha cominciato a parlare di investimenti  sui
  cervelli o sulla formazione è stato proprio  il Governo Visco, poi
  il governo D'Alema....

    CAPODICASA. Non mi riferivo a questo tipo di investimenti

   PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Lei ha dichiarato
  che  i  fondi ex articolo 38 possono essere destinati   anche  per
  le spese di formazione. Poi possiamo discutere sulla qualità della
  formazione  Questo è un altro ragionamento, ma da quattro o cinque
  anni  ormai  è  materia riportata nel  bilancio dello  Stato.  Per
  quanto riguarda i fondi di riserva ex articolo 37 mi sorprendo nel
  sentire  che tutt'oggi vengono considerate  uscite ; i fondi  sono
  appostamenti negativi e servono a sterilizzare, come ho detto ieri
  nel  mio  intervento, le entrate che ovviamente tali non  sono,  e
  quindi, è un accostamento solo contabile. La  rimando alla lettura
  di  tutto questo, come anche, alle tabelle C,  H e all'articolo 4,
  cui lei fa riferimento.
     Ho  presentato  una  relazione, confusa anche  questa,  però  è
  scritta, quindi la prego di andare a controllare, perchè  le  cose
  che lei ha detto oggi sono assolutamente false. Capisco che ognuno
  si  innamori delle proprie idee, ma non su cose di questo  genere.
  Lei è in possesso della mia  relazione, che dò per letta. La  vada
  a  leggere, credo che ogni  tipo di problema si risolverà.  Perchè
  la  tabella C, la tabella H e  l'articolo 4 sono tre invenzioni di
  questo  Governo, e mie, e ne vado fiero. E lei un  giorno,  se  ha
  onestà  intellettuale, lo riconoscerà. Non oggi, ma un  giorno  lo
  riconoscerà.

   PRESIDENTE.  Avverto che l'approvazione delle unità  previsionali
  di  base  (UPB)  della entrata e dell'articolo 1  avverrà  facendo
  salve  le modifiche agli stessi conseguenti all'approvazione della
  legge finanziaria.

       Si  passa  allo stato di previsione della Entrata -  Avanzo
     finanziario presunto.

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Avverto che si procederà a votare l'UPB della Entrata secondo  le
  amministrazioni    competenti   ed    il    titolo:    Si    passa
  all'Amministrazione  Bilancio e  Finanze . Do lettura  delle  UPB,
  dalla   4.3.1.1.1  alla  UPB  4.2.1.5.3,  relative  alle   entrate
  correnti.  Le pongo in votazione.

      Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

   Do  lettura  delle  UPB,  dalla  4.2.2.6.1  alla  UPB  4.2.2.7.2,
  relative  alle  entrate in conto capitale. Le pongo in  votazione.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (Sono approvate)

   Do  lettura  delle  UPB,  dalla  4.2.3.8.1  alla  UPB  4.2.3.8.3,
  relative  alle  entrate per accensioni di prestiti.  Le  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (Sono approvate)

   Do  lettura  delle  UPB,  dalla  1.3.1.4.1  alla  UPB  1.7.1.4.2,
  relative all'Amministrazione  Presidenza della Regione . Le  pongo
  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (Sono approvate)

   Do  lettura  delle  UPB,  dalla  2.2.1.4.1  alla  UPB  2.4.2.6.1,
  relative  all'Amministrazione    Agricoltura e foreste  -  Entrate
  correnti  in  conto  capitale.  Le  pongo  in  votazione.  Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (Sono approvate)

   Do  lettura  delle  UPB,  dalla  3.2.1.4.1  alla  UPB  3.2.2.6.2,
  relative   all'Amministrazione   Famiglia,  politiche  sociali   e
  autonomie locali , entrate correnti ed in conto capitale. Le pongo
  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (Sono approvate)

   Do  lettura  delle  UPB,  dalla  5.2.1.4.1  alla  UPB  5.3.2.6.1,
  dell'Amministrazione  Industria , entrate correnti  ed   in  conto
  capitale.  Le  pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (Sono approvate)

   Do  lettura  delle  UPB,  dalla  6.2.1.4.1  alla  UPB  6.4.2.6.1,
  dell'Amministrazione   Lavori pubblici , entrate  correnti  ed  in
  conto  capitale.  Le  pongo in votazione. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (Sono approvate)

   Do  lettura  delle  UPB,  dalla  7.2.1.4.1  alla  UPB  7.4.2.6.1,
  dell'Amministrazione   Lavoro,  previdenza   sociale,   formazione
  professionale  ed  emigrazione ,  entrate  correnti  ed  in  conto
  capitale.  Le  pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (Sono approvate)

   Do  lettura  delle  UPB,  dalla  8.2.1.4.1  alla  UPB  8.3.2.6.1,
  relative all'Amministrazione  Cooperazione, commercio, artigianato
  e  pesca ,  entrate  correnti ed in conto capitale.  Le  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (Sono approvate)

   Do  lettura  delle  UPB,  dalla  9.2.1.4.1  alla  UPB  9.3.2.6.1,
  dell'Amministrazione   Beni culturali  ed  ambientali  e  pubblica
  istruzione , entrate correnti ed in conto capitale.  Le  pongo  in
  votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (Sono approvate)

   Do  lettura  delle  UPB, dalla 10.2.1.4.1  alla  UPB  10.5.2.6.1,
  dell'Amministrazione   Sanità  ,  entrate  correnti  ed  in  conto
  capitale. . Le pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (Sono approvate)

   Do  lettura  delle  UPB, dalla 11.2.1.2.1  alla  UPB  11.3.2.6.1,
  dell'Amministrazione  Territorio ed ambiente ,   entrate  correnti
  ed  in  conto  capitale. Le pongo in votazione. Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (Sono approvate)

   Do  lettura  delle  UPB, dalla 12.2.1.4.1  alla  UPB  12.3.2.6.1,
  dell'Amministrazione   Turismo,  comunicazioni  e   trasporti    ,
  entrate correnti ed in conto capitale. Le pongo in votazione.  Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (Sono approvate)

   Pongo  in  votazione l'intera Tabella A, nonché, successivamente,
  l'articolo  1  del  disegno  di legge  fatte  salve  le  modifiche
  conseguenti alla legge finanziaria..
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

   Pongo  in  votazione  l'articolo  1,  fatte  salve  le  modifiche
  conseguenti  all'approvazione  della  legge  finanziaria.  Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

      Do lettura dell'articolo 2:

                            "Art. 2.
                   Entrate derivanti dall'attuazione
                     dell'articolo 37 dello Statuto

   1.   In   relazione   all'accertamento  delle  entrate   connesse
  all'attuazione delle disposizioni di cui alla lettera b), comma 1,
  dell'articolo 3 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, per il quale
  viene disposto lo specifico accantonamento negativo previsto dalla
  tabella A allegata alla presente legge, l'Assessore regionale  per
  il  bilancio  e le finanze è autorizzato ad iscrivere con  proprio
  provvedimento  le  relative  somme  ai  pertinenti  capitoli   del
  corrispondente accantonamento positivo."

   Sospendo,  la  discussione dell'articolo 2 per passare  all'esame
  della  tabella  B del bilancio annuale. Avverto che l'approvazione
  delle unità previsionali di base della spesa avverrà facendo salve
  le modifiche conseguenti all'approvazione della legge finanziaria.
  Avverto  inoltre  che  si  procederà a votare  l'UPB  della  Spesa
  secondo  l'amministrazione del Dipartimento equiparato cui compete
  la gestione delle spese.

   Comunico che è stato presentato l'emendamento TB B.8 alla tabella
  B  con  il  quale  il  Governo opera le compensazioni  dei  propri
  emendamenti di spesa. Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si procede con la Amministrazione "Presidenza della Regione".
       Do  lettura delle UPB relative ai seguenti dipartimenti:
       1.  Gabinetto e Uffici di diretta collaborazione all'opera del
            Presidente e alle dirette dipendenze del Presidente;
  2.  Gabinetto e Uffici di diretta collaborazione all'opera
  dell'Assessore;
  3.  Segreteria  Generale;
  4.  Dipartimento regionale del personale, dei servizi generali, di
  quiescenza, previdenza ed assistenza del personale;
  5.  Dipartimento regionale della programmazione;
  6.  Dipartimento regionale della protezione civile;
  7.  Ufficio legislativo e legale;
  8.  Uffici speciali.

   Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamenti TB B.9.

       Lo  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi
  è contrario si alzi.
                            (E' approvato)

       Pongo  in  votazione  nel suo complesso  l'Amministrazione
  della  Presidenza,  come  modificata. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

       Si procede con l'Amministrazione "Agricoltura e Foreste".
       Do lettura delle UPB relative ai seguenti dipartimenti:
       1)   Gabinetto e Uffici di diretta collaborazione all'opera
          dell'Assessore;
  2)  Dipartimento regionale interventi strutturali;
  3)  Dipartimento regionale interventi infrastrutturali;
  4)  Dipartimento regionale delle foreste;
  5)  Uffici speciali.
       Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

      -   dal Governo: TB B.24, TB B.10;
  -   dagli onorevoli Giannopolo e Speziale: TB B.17;
  -   dall'onorevole Speziale: TB B.16.

       L'emendamento  TB  B.16  è  dichiarato  improponibile   per
     mancanza di compensazione.

    Si passa all'emendamento TB B24, del Governo.
    Lo pongo in votazione.  Chi è favorevole resti seduto, chi
    è contrario si alzi.

                      (E' approvato)

      Pongo  in  votazione l'emendamento TB B.10. Chi è  favorevole
    resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'emendamento TB B.17 degli onorevoli Giannopolo
     e  Speziale. Onorevole Giannopolo, vuole chiarire la maggiore
     spesa di euro 8881?

    GIANNOPOLO.  Onorevole  Presidente, ciò che  chiedo  con  questo
  emendamento  è  che  alla voce Servizi della rubrica  Agricoltura,
  laddove  si  parla di fondi destinati all'ESA, venga mantenuta  la
  specificazione  del capitolo 546403. Non si tratta  di  aggiungere
  somme,  ma  nell'ambito  dello  stesso  stanziamento  che  sarebbe
  relativo alla meccanizzazione agricola.

    PAGANO,   assessore   per  il  bilancio.   Chiedo   che   venga
  accantonato per ulteriori chiarimenti.

    PRESIDENTE. Su richiesta del Governo, la rubrica Agricoltura  e
  Foreste è accantonata.
    Si  passa  all'Amministrazione Famiglia, politiche  sociali  ed
  autonomie locali.
       Si  dà lettura delle UPB relative ai seguenti dipartimenti:
     1)  Gabinetto  e  Uffici di diretta collaborazione  all'opera
     dell'Assessore;  2)  Dipartimento  regionale  della  Famiglia
     politiche sociali ed autonomie locali.

    La  pongo  in votazione. Chi è favorevole resti seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E'  approvata)

    Si   passa  all'Amministrazione  Bilancio  e  Finanze.  La
  Presidenza    avverte   che   l'esame   dell'Amministrazione
  Bilancio  e  Finanze avverrà come di consueto a  conclusione
  dell'esame delle altre Amministrazioni.

    Si passa all'Amministrazione Industria.
       Si  dà lettura delle UPB relative ai seguenti dipartimenti:
     1)  Gabinetto  e  Uffici di diretta collaborazione  all'opera
     dell'Assessore; 2) Dipartimento regionale Industria; 3) Corpo
     regionale delle miniere; 4) Uffici speciali.

    La  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi
  è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

    Si passa all'Amministrazione Lavori Pubblici.
       Si  dà lettura delle UPB relative ai seguenti dipartimenti:
     1)  Gabinetto  e  Uffici di diretta collaborazione  all'opera
     dell'Assessore; 2) Dipartimento regionale Lavori pubblici; 3)
     Ispettorato  tecnico;  4) Ispettorato tecnico  regionale;  5)
     Uffici speciali.

        Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
      -   dal Governo:  TB B.11.
  -   dagli onorevoli Miccichè e Capodicasa:  TB B.1.

    Pongo  in  votazione l'emendamento del Governo TB B.11.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    PRESIDENTE. Si passa all'emendamento TB B.1.

    MICCICHE'. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    MICCICHE'.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo  di
  essere  stato abbastanza chiaro ieri nell'esposizione  in  sede
  di   discussione   generale.  Avevo   annunciato   che   questo
  emendamento,  essendo compensato, aveva tutti  i  crismi  della
  ammissibilità, e così è stato.

    PRESIDENTE. Sì, certo, ne stiamo discutendo.

    MICCICHE'.  Bisogna, quindi, far capire ai  deputati  che  si
  tratta  di  riparare  un  torto che  una  parte  dei  siciliani
  subisce  da  diversi  decenni: mi  riferisco  all'indennità  di
  esproprio  della  casa  o del terreno a seguito  del  movimento
  franoso  per  la realizzazione di opere pubbliche e  di  parchi
  urbani.   Questo  si  è  attuato,  queste  opere   sono   state
  realizzate,  ma il diritto del cittadino di avere risarcito  un
  danno  pare non sia contemplato nella nostra concezione, tranne
  che non vi siano degli interessi specifici.
    Due  colleghi di Messina, l'onorevole Beninati e  l'onorevole
  Ardizzone,    nei   loro   interventi   odierni    lamentavano,
  giustamente, il fatto che siano state  sottratte -  non  so  in
  che  modo  -  alcune  centinaia di  migliaia  di  euro  per  il
  risanamento    della   città   di   Messina.   Si   riferivano,
  naturalmente, al risanamento a seguito del terremoto del  1908;
  ma  nonostante questi fondi siano stati eliminati, ne rimangono
  altri. Ciò mi fa piacere perchè proprio sullo stanziamento  per
  questo  capitolo chiedo un impinguamento, un aumento di duemila
  migliaia di euro.
    Nella  riunione  tenutasi con il Presidente della  Regione  -
  presenti  alcuni cittadini agrigentini che da trentasette  anni
  aspettano  che  venga  risarcito  loro  il  valore  della  casa
  demolita,   a   seguito  del  movimento  franoso   e   per   la
  realizzazione  di  opere pubbliche - pare emergere  che  questa
  categoria   di  siciliani  -  gli  agrigentini  -   non   venga
  contemplata  nella concezione di sicilianità, non faccia  parte
  della Sicilia; non si sa se Agrigento sia  una città oppure  un
  Paese  straniero. Ed emerge che questa Regione, purtroppo,  non
  può  intervenire per le ragioni ormai note. Non mi pare  giusto
  che   ancora,  a  distanza  di  tanti  anni,  vengano  esclusi.
  Agrigento,  invece,  è  una città che fa  parte  della  Regione
  siciliana;  i  suoi  cittadini  sono  italiani  ed   hanno   la
  cittadinanza italiana.
       Il Presidente della Regione, presentatosi al loro cospetto
  qualche  mese fa con una delegazione, assicurò che  il  disegno
  di  legge  non  poteva  passare  perché  mancava  la  copertura
  finanziaria  - e, in effetti, aveva ragione - e  che  il  primo
  passo  poteva  essere  la  ricerca  di  fondi  all'interno  del
  bilancio;  si  stabilì  che, proprio a  partire  dal  2004,  si
  poteva  dare una prima tranche in modo tale che questo  disegno
  di  legge, di cui io sono il primo firmatario, vedesse la  luce
  in quest'Aula.
       Ma  pare, signor Presidente, che non ci sia stata  nessuna
  sensibilità  da  parte  del Governo. Ed io  vorrei  capirne  il
  perché,  considerato  che  questo  mio  emendamento,  oggi   in
  discussione, ha una compensazione.

    PRESIDENTE. Onorevole Micciché, dobbiamo rispettare  i  tempi
    regolamentari.

    MICCICHE'.  Sì, ma vorrei capire se da parte del Governo  c'è
  l'intenzione  di dare parere negativo, vorrei  che  ci  spieghi
  perché  gli agrigentini che, nel 1966, hanno subìto un danno  a
  causa  della frana non hanno diritto ad una compensazione,  non
  hanno  diritto  ad  un  risarcimento perché  lo  stabilisce  un
  principio. Dovete spiegare perché per gli abitanti di  Messina,
  Catania,  Siracusa,  ove si sono verificati  eventi  sismici  o
  calamitosi,  vi  è  stata  un  risarcimento  mentre   per   gli
  agrigentini  non ci dev'essere. Se lo farete, mi  convincerò  a
  votare come assieme a voi questo tipo di atteggiamento.  Ma  se
  ci  sono  i  fondi  Ho individuato la possibilità di trovare  i
  fondi, il che non toglie nessun diritto a nessuno.
    Signor Presidente, spero che, dopo il mio intervento, si alzi
  un  componente del Governo e dica "non mi interessa". Ma dovete
  dirlo  chiaramente che degli agrigentini non vi importa  nulla;
  diversamente,  deve  vergognarsi chi ha  un  atteggiamento  del
  genere.

    PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione l'emendamento  TB  B.1.  Il
    parere del Governo?

    PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    CAPODICASA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà

    CAPODICASA.  Signor  Presidente,  intervengo  brevemente  per
  ribadire   che   sono   firmatario   dell'emendamento   insieme
  all'onorevole  Micciché. Negli anni passati,  avevo  presentato
  un  disegno, o più disegni di legge in diverse legislature  per
  risarcire   i  cittadini   di  Agrigento  che  avevano   subìto
  espropri a causa della frana e che non avevano avuto  -  e  non
  hanno  -  dopo  circa  37  anni,  risarcita  una  lira,  quando
  analoghi  provvedimenti sono stati adottati dalla  Regione  per
  altre  situazioni. Ad un certo punto, mi ero però  stancato  di
  riproporre  la  questione in Parlamento. L'onorevole  Micciché,
  che  è un parlamentare nuovo, ovviamente comincia daccapo e  io
  lo  ringrazio  perché  mi richiama a precedenti  battaglie.  Ha
  ragione  l'onorevole Micciché a chiedere un pronunciamento  del
  Governo perché questo pronunciamento non è scontato, in  quanto
  appena   qualche   tempo  fa,  il  Presidente  della   Regione,
  onorevole  Cuffaro,  ha ricevuto una delegazione  di  cittadini
  che hanno subìto gli espropri a causa della frana del 1966,   e
  -  mi  corregga qualcuno - ha preso impegni per la  trattazione
  di questa materia nelle sedi competenti..

    CINTOLA. Con Agenda 2000, non con il bilancio

    CAPODICASA.  No,  con Agenda 2000 non si  possono  effettuare
  interventi di questo genere; è possibile farlo soltanto  con  i
  fondi  del  bilancio. Allora, delle due l'una: o la parola  del
  Presidente  della  Regione non conta - gli impegni  che  assume
  non  hanno  valore,  o per lo meno hanno valore  solamente  nel
  momento  in cui servono a tacitare le proteste dei cittadini  e
  non  contano  invece quando si devono assumere  decisioni  come
  avviene  quest'oggi - oppure il Presidente della  Regione  deve
  far  valere  la  sua parola, i suoi impegni,  anche  in  questi
  casi, pur non essendo, al momento, presente in Aula.
    Il  pronunciamento  del Governo, quindi,  ove  ci  sia,  deve
  rendere  conto  di questa afasia tra un impegno del  Presidente
  della  Regione e un parere contrario del Governo in  quest'Aula
  che   contraddice   l'impegno  assunto  dal  Presidente   della
  Regione.
    Solo  questo volevo segnalare, dopodichè il Governo si assuma
  le responsabilità delle decisioni prese.

    ACIERNO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    ACIERNO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   ritengo
  doveroso  da  parte  mia,  pur  non  essendo  originario  della
  provincia   di   Agrigento,   sottoscrivere   le   cose   dette
  dall'onorevole   Miccichè.  Però  devo,  nel  contempo,   anche
  ricordare  al collega che la sensibilità di questo Governo  sul
  problema  che  lui  ha  posto  s'identifica  nel  capitolo  del
  bilancio con una appostazione di undici milioni di euro.
    Questo  Governo, per risolvere il predetto problema,  ha  già
  stanziato in bilancio undici milioni di euro e non le due  mila
  migliaia di cui l'onorevole Miccichè parla. Invito, quindi,  lo
  stesso  a  non fare demagogia in quest'Aula per poi trasmettere
  videocassette  sul  suo  territorio -  questo  fa  parte  della
  normale attività di ognuno di noi - ma l'importante è non  dire
  mistificazioni.
    Allora, lui chiede due milioni di euro; questo Governo, senza
  il  suo  intervento, ne aveva già appostati undici  milioni,  e
  siccome questa è una norma di carattere generale - è la  stessa
  che  lui  richiama - credo che, se vuole ottenere  qualcosa  in
  più  per  il  suo  territorio - anche  se  io  ritengo  che  un
  deputato  regionale  dovrebbe  cercare  di  guardare  più  alla
  Sicilia che non al proprio collegio elettorale - ma pur non  di
  meno,   se  questo  è  quello  che  ritiene  di  dovere   fare,
  l'onorevole  Miccichè può sicuramente impegnare con  un  ordine
  del   giorno   il   Governo  ad  affrontare,   attraverso   gli
  stanziamenti  del  bilancio,  le  problematiche  relative  alla
  provincia di Agrigento.

    PAGANO,  assessore  per il bilancio e le finanze.  Chiedo  di
    parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    PAGANO,  assessore  per  il bilancio e  le  finanze.  Intanto
  l'emendamento  non può assolutamente essere accolto  perchè  le
  spese,  nobili per carità, giuste e che condividiamo tutti,  in
  verità  trovano  copertura  attraverso  una  compensazione  dei
  capitoli  215,  701 e 702. Per chi non lo sapesse  il  capitolo
  701  riguarda i fondi di riserva e il 702 riguarda i fondi  del
  personale.   Quindi,   se  questa  è   una   cosa   normale   e
  condivisibile,  si continua a sostenere le proprie  tesi  anche
  gridando,  perchè  è giusto, perchè questa è un'Assemblea  dove
  probabilmente  si  pensa  che  se  uno  grida  possa  acquisire
  ragione.
       Non  mi  pare  che  sia questa la sede.  E  allora,  posso
  condividere la battaglia politica, perchè è chiaro che noi  non
  possiamo  emarginare i cittadini della città di  Agrigento,  ma
  qualsiasi  altra  città vive lo stesso problema  qualora  fosse
  con  problematiche  simili, ed è chiaro che  il  Governo  della
  Regione  vede  con  simpatia  tutto  questo.  Anche  le  parole
  dell'onorevole Acierno sono un'ulteriore conferma;  il  Governo
  ha avuto già sensibilità e ha realizzato un appostamento con  i
  fondi   dell'articolo  38.  Però,  pur  non  di  meno   qualora
  dovessero   nascere   delle  esigenze  documentate,   concrete,
  condivise dall'assessore per i lavori pubblici e con  la  piena
  copertura  del  ramo  del Governo che rappresento,  sicuramente
  non avremmo difficoltà in un futuro a fare tutto ciò.
      Oggi,  certamente, il parere è contrario, saremo  sensibili
      ed attenti in futuro.

    PRESIDENTE.  Chiedo  se c'è una disponibilità  a  trasformare
    l'emendamento in ordine del giorno.

    CINTOLA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CINTOLA. Penso che il Governo sia sensibile agli impegni  che
  il  Presidente della Regione ed il Governo hanno  assunto;  non
  c'è  dubbio che li manterrà con legge apposita, ovviamente, con
  un regolamento, con delle priorità che debbono seguire anche  a
  progetti  già  fatti, a progetti esecutivi. Infatti,  iscrivere
  somme  in  bilancio  senza  dare indicazioni  che  poi  possano
  rendere esecutive le azioni del Governo, significa che va  bene
  che  l'opposizione  voglia queste cose, ma rimane  sulla  carta
  soltanto.   Il   Governo  invece  deve  operare  con   progetti
  esecutivi,  con una impostazione che abbia tutti i criteri  per
  poterli poi realizzare. Quindi, in questo momento specifico  la
  risposta  è negativa, però c'è la volontà non solo del Governo,
  ma  anche  dei gruppi della maggioranza - che credo  di  potere
  rappresentare qui in Aula adesso - di essere d'accordo  a  dare
  precedenza  e  priorità  a questi lavori   nella  provincia  di
  Agrigento.

    PAGANO,  assessore  per il bilancio e le finanze.  Chiedo  di
    parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    PAGANO,  assessore  per  il bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  ci siamo sentiti in tempo reale con il  Presidente
  della  Regione, il quale conferma l'impegno che  aveva  assunto
  nei  confronti dei cittadini di Agrigento "promissio boni  viri
  est  obbligatio". Se verrà presentato un ordine del giorno, che
  penso  a  questo punto sia da parte di tutto il Parlamento,  il
  Presidente  della  Regione  certamente  rafforzerà  l'  impegno
  assunto  tempo fa e nei prossimi mesi, non appena  ci  sarà  la
  variazione   di  bilancio  -  perché  oggi  non   siamo   nelle
  condizioni  assolutamente  di  recuperare  queste   risorse   -
  cercheremo di realizzare quanto è stato chiesto.

    MICCICHE'. Lo trasformo in ordine del giorno.

    PRESIDENTE.  Allora  il  discorso  è  superato.   Allora,   i
    contenuti  dell'emendamento saranno trasfusi nell'ordine  del
    giorno n. 338.

    CRISAFULLI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE.  Lei potrà parlare sull'ordine del giorno,  è  un
  vicepresidente   e,  come  me,  è  tenuto   al   rispetto   del
  Regolamento. Poiché vi è stata la trasformazione in ordine  del
  giorno, non è questo il momento di votarlo, quindi lei non  può
  fare dichiarazione di voto.

    CRISAFULLI. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CRISAFULLI.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  chiedo
  che,  a  norma del Regolamento, l'ordine del giorno trasformato
  faccia  riferimento  al capitolo di bilancio  a  cui  accennava
  prima  l'onorevole  Acierno, in modo tale che  si  vincolino  i
  soldi  di quel capitolo stesso; evitiamo questo balletto  degli
  impegni futuri.

    PRESIDENTE. Si prende atto del ritiro dell'emendamento.
    Pongo  in votazione la Amministrazione "Lavori pubblici"  nel
  suo complesso.
    Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

    Si passa alla Amministrazione  Lavoro, previdenza sociale,
  formazione professionale ed emigrazione .
       Do lettura delle UPB relative ai seguenti dipartimenti:  1)
     Gabinetto   e  Uffici  di  diretta  collaborazione  all'opera
     dell'Assessore;   2)   Dipartimento  regionale   lavoro;   3)
     Dipartimento regionale formazione professionale;  4)  Agenzia
     regionale per l'impiego e la formazione professionale.

       Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
      -   dall'onorevole Papania: TB B.5;
  -   dagli onorevoli Oddo e Speziale TB B.15.
  -   dall'onorevole Acierno TB B.4;
  -   dall'onorevole Miccichè TB B.3.

    L'emendamento TB B.5 è ritirato.

    L'Assemblea ne prende atto.

    Dichiaro  improponibili, per mancanza  di  copertura,  gli
  emendamenti TB B.15, TB B.4 e TB b.3.

    Pongo  in votazione la Amministrazione  Lavoro, previdenza
  sociale e formazione professionale  nel suo complesso.
    Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

       Si passa alla Amministrazione "Cooperazione, commercio,
  artigianato e pesca".

       Do  lettura delle UPB relative ai seguenti dipartimenti: 1)
     Gabinetto   e  Uffici  di  diretta  collaborazione  all'opera
     dell'Assessore;   2)  Dipartimento  regionale   cooperazione,
     commercio  e  artigianato;  3) Dipartimento  regionale  della
     pesca.

       Comunico  che  è stato presentato dal Governo l'emendamento
     TB B.22, Lo pongo in votazione.
       Il parere della Commissione?

    SAVONA, vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
    si alzi.

                            (E' approvato)

    Pongo   in  votazione  la  Amministrazione  "Cooperazione,
  commercio, artigianato e pesca"., come emendata.

    Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

       Si   passa   alla   Amministrazione  "Beni   culturali,
  ambientali e pubblica istruzione".

       Do  lettura delle UPB relative ai seguenti dipartimenti: 1)
     Gabinetto   e  uffici  di  diretta  collaborazione  all'opera
     dell'Assessore;    3)    Dipartimento   regionale    pubblica
     istruzione;  3)  Dipartimento  regionale  beni  culturali   e
     ambientali ed educazione permanente; 4)Uffici speciali.

       Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

      -   dal Governo TB  B.12, TB B.23;
  -   dagli onorevoli Giannopolo e Speziale TB.18, TB B.19, TB B.20,
  TB B.21;
  -   dall'onorevole Formica: TB B.6,  TB B.7.

       Pongo  in  votazione l'emendamento  B12,  a  firma  del
  Governo.  Il parere della Commissione?

    SAVONA, vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
    si alzi.

                            (E' approvato)

      Pongo   in   votazione  l'emendamento   B18,   a   firma
      dell'onorevole Giannopolo.

    GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  con  questo
  emendamento  vorrei fosse chiaro - poi il Governo e la  Commissione
  si  autodeterminino - che vengono spostati cinque milioni di  euro,
  ovvero  dieci miliardi delle vecchie lire, dal capitolo 381701  del
  buono  scuola,  dove  sono appostati oltre  ottantacinque  miliardi
  delle  vecchie  lire  di  cui, come è  notorio,  saranno  spesi  ed
  impegnati  meno  di un terzo della somma, mentre  sull'assegno  una
  tantum, sul quale sono arrivate duecentomila domande per la  scuola
  pubblica  a  fronte  dell'elemosina che  state  facendo  di  dieci,
  quindici  euro  a  famiglie che guadagnano 200 milioni  di  vecchie
  lire  l'anno, voi volete mantenere quest'elemosina per i  ricchi  e
  lasciare i poveri nel disagio.
   Onorevole   Cintola,   onorevoli  componenti  della   Commissione,
  onorevole Governo, fate pure ma che lo si sappia

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento B.18 dell'onorevole
  Giannopolo. Il parere del Governo?

   PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

      PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     SAVONA,  vicepresidente della Commissione e  relatore  di
  maggioranza. Contrario

    PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole
  si alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento B.19 dell'onorevole Giannopolo. Lo pongo
  in votazione. Il parere del Governo?

   PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,   vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
   maggioranza. Contrario

   PRESIDENTE.  Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole  si
   alzi.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento B.20 dell'onorevole Giannopolo. Lo pongo
  in votazione. Il parere del Governo?

    PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

    SAVONA,   vicepresidente  della  Commissione  e  relatore   di
     maggioranza. Contrario

    PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole  si
     alzi.

                           (Non è approvato)

     Si passa all'emendamento B.21 dell'onorevole Giannopolo.

     PRESIDENTE. Lo dichiaro improponibile.

     PRESIDENTE.   Si   passa  all'emendamento  B7  dell'onorevole
     Formica.

     FORMICA. Dichiaro di ritirarlo.

     PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

   Si  passa all'emendamento TB B6, dell'onorevole Formica. Lo pongo
  in votazione.
   Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     SAVONA,  vicepresidente  della  Commissione  e  relatore   di
     maggioranza. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
     alzi.

                            (E' approvato)

       Si  passa all'emendamento TB B.23 del Governo. Lo pongo  in
     votazione

         PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     SAVONA,  vicepresidente  della  Commissione  e  relatore   di
     maggioranza. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
     alzi.

                            (E' approvato)

    Pongo  in  votazione l'Amministrazione  Beni  culturali  e
  ambientali  e Pubblica istruzione nel suo complesso.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                         (E' approvata)

    Si passa all'Amministrazione Sanità.

       Do  lettura delle UPB relative ai seguenti dipartimenti: 1)
     Gabinetto   e  Uffici  di  diretta  collaborazione  all'opera
     dell'Assessore;  2) Dipartimento regionale  fondo  sanitario,
     assistenza  sanitaria  ed ospedaliera,  igiene  pubblica;  3)
     Ispettorato   veterinario;  4)  Ispettorato   sanitario;   5)
     Osservatorio epidemiologico; 6) Uffici speciali.

    Comunico che è stato presentato l'emendamento TB  B13  del
  Governo. Lo pongo in votazione.

    PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

    SAVONA,   vicepresidente  della  Commissione  e  relatore   di
    maggioranza. Favorevole.

    PRESIDENTE.  Chi  è contrario si alzi,  chi  è  favorevole
    resti seduto.

                        (E' approvato)

    Pongo  in  votazione  l'Amministrazione  Sanità  nel   suo
    complesso.
    Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                         (E' approvata)

      Si passa all'Amministrazione Territorio e ambiente.
       Do  lettura delle UPB relative ai seguenti dipartimenti: 1)
     Gabinetto   e  Uffici  di  diretta  collaborazione  all'opera
     dell'Assessore;  2)  Dipartimento  regionale   territorio   e
     ambiente;  3) Dipartimento regionale urbanistica;  4)  Uffici
     speciali.

       Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

      -   dall'onorevole Miccichè: TB B.2;
  -   dal Governo: TB B.14.

          L'emendamento   B.2   dell'onorevole   Miccichè    è
      improponibile.

      Si  procede  con l'emendamento TB B.14 del  Governo.  Lo
      pongo in votazione.

    Il parere della Commissione?

    SAVONA,   vicepresidente  della  Commissione  e  relatore   di
    maggioranza. Favorevole.

    PRESIDENTE.  Chi  è contrario si alzi,  chi  è  favorevole
    resti seduto.

                        (E' approvato)

    Pongo in votazione l'Amministrazione Territorio e ambiente
  nel suo complesso.
    Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                         (E' approvata)

       Si  passa  all'Amministrazione  Turismo,  comunicazioni  e
  trasporti.
       Do  lettura delle UPB relative ai seguenti dipartimenti: 1)
     Gabinetto  e Uffici di diretta     collaborazione   all'opera
     dell'Assessore; 2)  Dipartimento turismo, sport e spettacolo;
     3)   Dipartimento  Trasporti  e  comunicazioni;   4)   uffici
     speciali.

       .  La  pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                         (E' approvata)

       Si  riprende  l'esame dell'Amministrazione  "Agricoltura  e
     Foreste", in precedenza accantonata.
       Pongo  in  votazione l'emendamento TB B.17. Il parere  del
  Governo?

       PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

       PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

       SAVONA,  vicepresidente  della Commissione  e  relatore  di
     maggioranza. Contrario.

       PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è  favorevole
     si alzi.

                           (Non è approvato)

      Pongo  in votazione l'Amministrazione Agricoltura  nel  suo
      complesso, come in precedenza emendata.
      Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                         (E' approvata)

       Si   riprende  l'esame  dell'Amministrazione   Bilancio   e
     Finanze'.

       Do  lettura delle UPB relative ai seguenti dipartimenti: 1)
     Gabinetto   e  Uffici  di  diretta  collaborazione  all'opera
     dell'Assessore;  2)  Dipartimento  Bilancio  e   Tesoro;   3)
     Dipartimento Finanza e credito; 4) Uffici speciali.

       Pongo in votazione l'Amministrazione  Bilancio e Finanze'.
  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                         (E' approvata)

       Pongo in votazione la Tabella B.
      Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                         (E' approvata)

       Pongo  in  votazione l'articolo 2 con la  precisazione  che
     sono  fatte  salve  le modifiche conseguenti all'approvazione
     della legge finanziaria.
      Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                         (E' approvato)

        Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                             «Articolo 3
                             Elenchi

         1.  Sono  considerate spese obbligatorie e  d'ordine,
      per  gli  effetti di cui all'articolo 7  della  legge  5
      agosto   1978,   n.  468  e  successive   modifiche   ed
      integrazioni, quelle descritte nell'elenco n. 1  annesso
      allo stato di previsione della spesa.

         2. Le spese per le quali può esercitarsi da parte del
      Presidente  della Regione la facoltà di cui all'articolo
      9  secondo comma, della legge 5 agosto 1978,  n.  468  e
      successive  modifiche  ed  integrazioni  sono  descritte
      nell'elenco n. 2 annesso allo stato di previsione  della
      spesa.

         3.  I  capitoli di spesa a favore dei  quali  è  data
      facoltà  al Presidente della Regione di iscrivere  somme
      con  decreti  da  emanare in applicazione  dell'articolo
      12,  primo comma, della legge 5 agosto 1978,  n.  468  e
      successive   modifiche  ed  integrazioni,  sono   quelli
      descritti  nell'elenco  n.  3  annesso  allo  stato   di
      previsione della spesa.

         4.  I  capitoli di spesa a favore dei  quali  è  data
      facoltà  all'Assessore regionale per il  bilancio  e  le
      finanze  di  iscrivere somme con decreti da  emanare  in
      applicazione  dell'articolo  12,  secondo  comma,  della
      legge  5  agosto 1978, n. 468 e successive modifiche  ed
      integrazioni  sono  quelli descritti  nell'elenco  n.  4
      annesso allo stato di previsione della spesa».

        Si passa alla  votazione degli elenchi annessi:

       L'elenco  n.  1:  "Spese obbligatorie e  d'ordine  iscritte
     nello  stato di previsione della spesa ai sensi dell'articolo
     7  della legge 5 agosto 1978, n. 468 e successive modifiche",
     posto in votazione, è approvato.

       L'elenco n. 2: "Spese per le quali può esercitarsi da parte
     del  Presidente  della  Regione, su  proposta  dell'Assessore
     regionale  per  il bilancio e le finanze, la facoltà  di  cui
     all'articolo 9, secondo comma, della legge 5 agosto 1978,  n.
     468 e successive modifiche", posto in votazione, è approvato.

       L'elenco  n.  3:  "Capitoli  per  i  quali  è  concessa  al
     Presidente   della   Regione,  su   proposta   dell'Assessore
     regionale  per il bilancio e le finanze, e sentita la  Giunta
     regionale,  la facoltà di cui all'articolo 12,  primo  comma,
     della  legge  5 agosto 1978, n. 468 e successive  modifiche",
     posto in votazione, è approvato.

       L'elenco   n.   4:  "Capitoli  per  i  quali   è   concessa
     all'Assessore per il bilancio e le finanze la facoltà di  cui
     all'articolo 12, secondo comma, della legge 5 agosto 1978, n.
     468 e successive modifiche", posto in votazione, è approvato.

       L'elenco n. 5: "Spese correnti di amministrazione ai  sensi
     e  per  gli effetti dell'articolo 15 della legge regionale  7
     marzo  1997,  n.  6 e successive modifiche ed  integrazioni",
     posto in votazione, è approvato.

                            (Sono approvati)

       Pongo in votazione l'articolo 3 nel suo complesso.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                         «Articolo 4
                         Oneri di personale

         1.  Gli  oneri  relativi  al  trattamento  economico,
      fondamentale  ed accessorio, del personale regionale  in
      servizio  con qualifica dirigenziale e non dirigenziale,
      sono  quantificati per gli esercizi 2004, 2005  e  2006,
      ai  sensi  dell'articolo 3, quarto  comma,  del  decreto
      presidenziale  22  giugno  2001,  n.  10,  nella  misura
      prevista  dall'accordo per il biennio economico  2000  -
      2001.

         2.  Il  fondo di cui all'articolo 11, comma  2  della
      legge  regionale  3 maggio 2001, n. 6  è  stabilito  per
      l'anno  2004  in 1.518,00 migliaia di euro,  per  l'anno
      2005  in  1.541  migliaia di euro e per l'anno  2006  in
      1.564,00   migliaia   di   euro,   fermo   restando   le
      disposizioni  dell'articolo  13,  comma  4  della  legge
      regionale   15   maggio  2000,  n.   10,   che   trovano
      applicazione  a  decorrere  dalla  data  di  definizione
      della  contrattazione  per  il  biennio  2000-2003,   in
      conformità  a quanto previsto dal comma 1, dell'articolo
      16  della legge 28 dicembre 2001, n. 448, e comunque non
      prima dell'1 gennaio 2005».

       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                              «Articolo 5
            Ripartizione territoriale delle spese in conto
                               capitale

         1.  Ai  fini dell'applicazione dell'articolo 4, comma
         1, n.
      4),  della  legge regionale 29 dicembre 1966,  n.  28  e
      successive  modifiche  ed  integrazioni,  entro   trenta
      giorni  dalla  data di entrata in vigore della  presente
      legge,  gli assessori regionali, ciascuno per  la  parte
      di  propria competenza, presentano alla Giunta regionale
      le  proposte  di  ripartizione  territoriale  dei  fondi
      stanziati per le spese in conto capitale dello stato  di
      previsione   della  spesa  del  bilancio   regionale   e
      relative  appendice  per l'anno  finanziario  2004,  con
      riferimento  agli indici demografici, di disoccupazione,
      di emigrazione e di reddito medio pro capite.

         2.  Gli  Assessori regionali, entro  sessanta  giorni
      dall'approvazione  della  delibera  di  ripartizione  da
      parte  della  Giunta  regionale,  determinano  la  spesa
      delle  unità  previsionali  di  base  concernenti  opere
      pubbliche  per un importo pari almeno all'80  per  cento
      dello stanziamento.

         3.  Entro  sessanta  giorni  dall'approvazione  della
      delibera   di   ripartizione  da  parte   della   Giunta
      regionale,  l'Assessore  regionale  per  il  lavoro,  la
      previdenza   sociale,  la  formazione  professionale   e
      l'emigrazione  determina  la spesa  per  i  cantieri  di
      lavoro  per  un  importo  pari al  50  per  cento  dello
      stanziamento previsto.

         4.  Copia della delibera di ripartizione territoriale
      dei   fondi   è  trasmessa  alla  Commissione   Bilancio
      dell'Assemblea  regionale  entro  il  termine  di  dieci
      giorni dalla sua adozione».

       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si  passa  all'articolo  6 (Totale  generale  del  bilancio
     annuale). Ne do lettura:

                              «Articolo 6
                 Totale generale del bilancio annuale

         1.  E' approvato in 22.638.492,00 migliaia di euro in
      termini  di  competenza ed in 15.869.515,00 migliaia  di
      euro   in   termini   di  cassa,  il   totale   generale
      dell'entrata  ed  il  totale generale  della  spesa  del
      bilancio  della Regione siciliana per l'anno finanziario
      2004».

       Lo  pongo  in votazione fatte salve le eventuali  modifiche
     agli  importi  connesse con l'approvazione degli  emendamenti
     nonchè   quelle  conseguenti  all'approvazione  della   legge
     finanziaria.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                              «Articolo 7
                               Allegati

         1.  Per l'anno finanziario 2004 le unità previsionali
      di   base  e  le  funzioni-obiettivo  sono  individuate,
      rispettivamente,  negli  allegati  n.  1  e  n.  2  alla
      presente legge».

       Pongo  in  votazione l'allegato n. 1 (elenco  UPB).  Chi  è
     favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo  in  votazione  l'allegato   n.  2  (elenco  funzioni
     obiettivo). Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
     alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo  in votazione l'articolo 7 nel suo complesso.  Chi  è
     favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si  passa  all'articolo  8 (Bilancio  pluriennale).  Ne  do
     lettura:

                        «Articolo 8
                        Bilancio pluriennale

         1.  E' approvato in 52.230.763,00 migliaia di euro il
      totale  generale  dell'entrata  ed  il  totale  generale
      della  spesa  del  bilancio  pluriennale  della  Regione
      siciliana  per  il triennio 2004-2006, nelle  risultanze
      di cui alle tabelle C e D allegate alla presente legge.

         2.  Al bilancio pluriennale è annesso l'elenco  n.  5
      relativo agli oneri a carico del triennio 2004-2006  per
      far fronte a nuovi provvedimenti legislativi».

       Sospendo   la  discussione  dell'articolo  8  per   passare
     all'esame delle tabelle C e D del bilancio pluriennale.

       Si passa allo Stato di previsione dell'Entrata.
       Do lettura dell'Avanzo finanziario presunto, del Bilancio e
     Finanze: Entrate correnti, in conto capitale e per accensione
     di prestiti, entrate di pertinenza di altre Amministrazioni -
     entrate correnti ed in conto capitale.

       Pongo in votazione lo Stato di previsione dell'Entrata.

       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa allo Stato di previsione della Spesa.

       Si  dà  lettura  delle  UPB relative alle  Amministrazioni:
      Presidenza   della   Regione',   Agricoltura   e   foreste',
      Famiglia,  politiche  sociali  e  delle  autonomie  locali',
      Industria',  Lavori pubblici',  Lavoro, previdenza  sociale,
     formazione   professionale  ed  emigrazione'    Cooperazione,
     commercio,   artigianato  e  pesca',    Beni   culturali   ed
     ambientali  e pubblica istruzione',  Sanità',  Territorio  ed
     ambiente',  Turismo, comunicazioni e trasporti',  Bilancio  e
     finanze',   che,  poste  separatamente  in  votazione,   sono
     approvate.

                            (Sono approvate)

       Do lettura dell'Elenco n.5 (a legislazione vigente) - Fondi
     occorrenti  per fare fronte a nuovi provvedimenti legislativi
     e delle Tabelle C e D.

      Pongo separatamente in votazione le tabelle C e D, l'elenco
       n. 5 e l'articolo 8, fatte salve le modifiche conseguenti
               all'approvazione della legge finanziaria.

                           (Sono approvati)

       Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                             «Articolo 9
                             Quadri

         1.  Sono approvati il quadro generale riassuntivo del
      bilancio  della Regione siciliana per l'anno finanziario
      2004  e  per  il  triennio  2004-2006,  in  termini   di
      competenza,  con i relativi allegati, e il quadro  delle
      previsioni di cassa per l'anno 2004».

       Preciso  che  i  quadri riassuntivi sono quelli  risultanti
     dalle modifiche approvate dall'Aula nel corso dell'esame  del
     bilancio  a  legislazione vigente e che sono fatte  salve  le
     ulteriori modifiche conseguenti all'approvazione della  legge
     finanziaria.

       Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
     contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                             «Articolo 10
                   Azienda delle foreste demaniali

         1. E' allegato in appendice al bilancio della Regione
      il  bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali  della
      Regione siciliana per l'anno finanziario 2004 e  per  il
      triennio 2004-2006».

       Sospendo l'esame dell'articolo 10 per passare all'esame del
     Bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali per l'anno 2002
     e per il triennio 2002-2004.

       Si passa allo Stato di previsione dell'Entrata.
       Do  lettura  dell'Avanzo finanziario  presunto  -  capitolo
     0001.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Do  lettura  del Titolo I - Entrate correnti - capitoli  da
     1001 a 1501.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Do  lettura  del  Titolo II - Entrate in conto  capitale  -
     capitoli da 2002 a 2101.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa allo Stato di previsione della spesa.
       Do lettura del Titolo I - Spese correnti - capitoli da 1004
     a 1603.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Do  lettura  del  Titolo II - Spese  in  conto  capitale  -
     capitoli 2001-2003.
       Lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo in votazione l'articolo 10 nel suo complesso.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si dà lettura dell'articolo 11:

                             «Articolo 11

         1.  La  presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
      ufficiale  della Regione siciliana ed entrerà in  vigore
      il  giorno  stesso della sua pubblicazione  con  effetto
      dal primo gennaio 2004.

         2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e
      di farla osservare come legge della Regione».

       Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
     contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.

       PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

       GIANNOPOLO.  Signor Presidente intervengo per rilevare  che
     avevo  presentato  un  emendamento al  bilancio  dell'Azienda
     delle foreste demaniali che spostava 1 milione di euro,  cioè
     2  miliardi delle vecchie lire, dal capitolo degli interventi
     di  manutenzione  ordinaria al capitolo dei vivai  forestali,
     che  ritengo sia un problema di grande rilevanza e, pertanto,
     chiedo che sorte abbia avuto.

       PRESIDENTE.  Onorevole Giannopolo, lei ha  ragione,  ma  se
     l'emendamento non perviene agli Uffici io non posso  metterlo
     in discussione.

       GIANNOPOLO. L'emendamento è pervenuto agli Uffici.

       PRESIDENTE.  Probabilmente non è così. Mi risulta  che  gli
     Uffici  le abbiano fornito una collaborazione, ma una cosa  è
     fornire una collaborazione e un'altra cosa è recepirla.

       GIANNOPOLO.  Signor Presidente, non abbiamo la  possibilità
     di  fare riscontri oggettivi, però le posso garantire  che  è
     stato presentato.
       Ad ogni modo se l'emendamento è andato smarrito non sollevo
     la  questione, casomai chiedo al Governo come intende operare
     per potenziare i vivai forestali in Sicilia.

       CASTIGLIONE,  assessore  per l'agricoltura  e  le  foreste.
     Chiedo di parlare.

       PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

       CASTIGLIONE,  assessore  per l'agricoltura  e  le  foreste.
     Signor  Presidente, per la questione sollevata dall'onorevole
     Giannopolo è già stato avviato un tavolo tecnico. Vedremo  di
     valutare,  oltre  al  tavolo tecnico, le risultanze  e  siamo
     disposti  anche  ad un eventuale incremento del  capitolo  di
     spesa.

       PRESIDENTE. Do lettura dell'articolo 11:

                             «Articolo 11

         1.  La  presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
      ufficiale  della Regione siciliana ed entrerà in  vigore
      il  giorno  stesso della sua pubblicazione  con  effetto
      dal primo gennaio 2004.

         2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e
      di farla osservare come legge della Regione».

       Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
     contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Sospendo   l'esame  del  disegno  di  legge  di   bilancio,
     avvertendo  che  si  passerà all'esame del disegno  di  legge
     finanziaria.

       La  seduta  è rinviata a domani, giovedì 18 dicembre  2003,
     alle ore 10.00 con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto


       I   -    COMUNICAZIONI

       II   -   PROGETTO DI BILANCIO INTERNO DELL'ASSEMBLEA REGIONALE
        SICILIANA PER L'ANNO FINANZIARIO 2004 (DOC.  N.  123)

          Relatori: i deputati Questori

       III   -  MODIFICA AL REGOLAMENTO DI PREVIDENZA PER I DEPUTATI
        (DOC.  N.  124)

          Relatori: i deputati Questori

       IV   -   DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

         1)   Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
            finanziario 2004 e   bilancio pluriennale per il triennio 2004-
            2006". (nn. 693-737/A)   (Seguito)

            Relatore di maggioranza: on. Savona
            Relatore di minoranza: on. Capodicasa

         2)    Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2004 .
            (n. 692/A)      (Seguito)

            Relatore di maggioranza: on. Savona
            Relatore di minoranza: on. Capodicasa

                   La seduta è tolta alle ore 15.35.

   Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula-Ufficio Resoconti alle ore
                                 19.40

                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
                           XIII LEGISLATURA

                 SEDUTA N. 177 DEL  17 DICEMBRE  2003

                               ALLEGATO:

             EMENDAMENTI APPROVATI  NEL CORSO DELLA SEDUTA

  DISEGNO  DI LEGGE  BILANCIO DI PREVISIONE DELLA REGIONE  SICILIANA
  PER L'ANNO FINANZIARIO 2004 E BILANCIO PLURIENNALE PER IL TRIENNIO
  2004-2006               (693-737/A)    E    DISEGNO    DI    LEGGE
   DISPOSIZIONI  PROGRAMMATICHE  E  FINANZIARIE  PER  L'ANNO   2004
  (692/A).

                 ALLA TABELLA  B  DEL BILANCIO ANNUALE

   (BILANCIO E FINANZE)

  Emendamento TB B.8:

  2004           2005           2006

                                            (importi  in migliaia di
                                          euro)
  4.2.1.5.1                          Fondi       di        riserva
  - 2.424              0                 0

                                     (215701)

  4.2.1.5.3                      Fondi  da  ripartire  per   oneri
  - 75           - 75            - 75
                                    del personale

                                     (215708, 215718)

  4.2.2.8.3                     Interventi comunitari  e  relativi
  0               0                 0
                                    cofinanziamenti nazionali

                                    613919    + 4.000

                                    613924    -  4.000

  4.3.1.1.1                                              Personale
  49              49               49

                                    (216005-216008)

   (PRESIDENZA)

  Emendamento TB B.9:

  2004           2005           2006

                                             (importi in migliaia di
                                          euro)
  1.3.2.7.1                      Partecipazioni   e   conferimenti
  700              0                 0

                                     (505901)

  1.4.1.5.2                           Beni        e        servizi
  200               0                 0

                                     (108523)

   (AGRICOLTURA)

  Emendamento TB B.10:

  2004           2005           2006

                                             (importi in migliaia di
                                          euro)
  2.2.1.3.2                      Produzione   animale,   zootecnia
  24                0                 0
                                    e caccia

                                    (144120)

  Emendamento TB B.24:

  U.P.B.                                                  (importi
  in migliaia di euro)

  2.4.1.1.2                     (150527)                      + 70

  4.2.1.5.1                      (215701)                        -
  70

  (LAVORI PUBBLICI)

  Emendamento TB B.11:

  2004           2005           2006

                                             (importi in migliaia di
                                          euro)
  6.2.1.1.1                                              Personale
  - 4              - 4               - 4

                                    (272006)

  (COOPERAZIONE)

  Emendamento TB B.22:

  2004           2005           2006

                                             (importi in migliaia di
                                          euro)
  8.2.1.3.2                                              Commercio
  2.000              0                  0

                                    (342525)

   (BENI CULTURALI)

  Emendamento TB B.12:

  2004           2005           2006

                                             (importi in migliaia di
                                          euro)
  9.1.1.1.1                                              Personale
  29               29               29

                                    (370006)

  9.3.1.1.1                                              Personale
  - 3              - 3               - 3

                                    (376006)

  9.4.1.1.1                    Ufficio speciale per gli interventi
  4                4                  4
                                       di    valorizzazione    del
  patrimonio
                                    culturale

                                    (380005)

  Emendamento TB B.6:

  2004           2005           2006

                                           (importi in migliaia di
                                          euro)
  9.3.1.3.3Finanziamento del Centro regionale per la progettazione,
         il restauro e per le scienze naturali ed applicate ai beni
         culturali, ivi compreso il gruppo intervento archeologia subacquea
         Sicilia e del Centro regionale per l'inventario, la catalogazione,
         ecc.

                                                          (377305)
  + 328

  9.3.1.1.2Spese per il funzionamento delle soprintendenze per i
         beni culturali ed ambientali, le biblioteche ed i centri regionali
         (ex cap. 37985)

                                                          (376530)
  - 178

  9.3.1.1.2Spese per il funzionamento dei musei regionali
         interdisciplinari e dei musei regionali (ex cap. 38371)

                                                          (376545)
  - 150

  Emendamento TB B.23:

  U.P.B.   9.3.2.6.99

           (776403)                 +  500

           (776016)                  -  500

  (SANITÀ)

  Emendamento TB B.13:

  2004           2005           2006

                                             (importi in migliaia di
                                          euro)
  10.2.1.3.1                  Fondo      sanitario       regionale
  0                0                  0

                                  (412525)       + 3.000

                                  (413301)       -  3.000

  (TERRITORIO)

  Emendamento TB B.14:

                                             2004             2005
                                    2006

                                                (importi in migliaia
                                          di euro)
  11.2.2.6.4                          Opere               fognarie
  1.500              0                 0

                                    (842402)