Presidenza del presidente Lo Porto
PAFFUMI segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE Comunico che sono state assegnate alle competenti
Commissioni legislative le seguenti richieste di parere pervenute
dal Governo:
- Fondazione Orestiadi. Designazione componente effettivo del
collegio dei sindaci (n. 213/I)
- pervenuto in data 12 dicembre
- IACP di Agrigento - Designazione componente effettivo del
collegio dei sindaci (n. 214/I)
- pervenuto in data 12 dicembre 2003
- IACP di Siracusa - Designazione componente effettivo del
collegio dei sindaci (n. 215/I)
- pervenuto in data 12 dicembre 2003
- Cassa regionale per il credito alle imprese (CRIAS) -
Integrazione del consiglio di amministrazione (n. 216/I)
- pervenuto in data 12 dicembre 2003
- Ente teatro stabile della città di Catania - Designazione
componenti effettivo e supplente del collegio dei revisori (n.
217/I)
- pervenuto in data 12 dicembre 2003
- Istituto regionale della Vite e del Vino (IRVV) -
Designazione componenti del collegio dei revisori (n. 218/I)
- pervenuto in data 12 dicembre 2003
- Conservatorio di musica V. Bellini di Palermo - Designazione
componente del collegio dei revisori (n. 219/I)
- pervenuto in data 12 dicembre 2003
- Camera di commercio di Ragusa - Designazione componenti
effettivi del collegio dei revisori (n. 220/I)
- pervenuto in data 12 dicembre 2003
- Consorzio ASI di Ragusa - Designazione componente effettivo
del collegio dei revisori (n. 221)
- pervenuto in data 12 dicembre 2003
- Consorzio ASI di Catania - Designazione componenti effettivo
e supplente del collegio dei revisori (n. 222/I)
- pervenuto in data 12 dicembre 2003
- Camera di commercio di Messina - Designazione componente
effettivo del collegio dei revisori (n. 223/I)
- pervenuto in data 12 dicembre 2003
- Camera di commercio di Agrigento - Designazione componente
effettivo del collegio dei revisori (n. 224/I)
- pervenuto in data 12 dicembre 2003
- Istituto regionale di ricerca educativa (IRRE) della Sicilia
- Designazione componente del collegio dei revisori (n. 225/I)
- pervenuto in data 12 dicembre 2003
- Azienda autonoma provinciale per l'Incremento turistico
(AAPIT) di Trapani - Designazione componente effettivo del
collegio dei revisori (n. 226/I)
- pervenuto in data 12 dicembre 2003
- Azienda autonoma provinciale per l'Incremento turistico
(AAPIT) di Siracusa - Designazione componente effettivo del
collegio dei revisori (n. 227/I)
- pervenuto in data 12 dicembre 2003
- Accademia di Belle Arti di Palermo - Designazione componente
del collegio dei revisori (n. 228/I)
- pervenuto in data 12 dicembre 2003
- Accademia di Belle Arti di Catania - Designazione
componente del collegio dei revisori (n. 229/I)
- pervenuto in data 12 dicembre 2003
- Centro interaziendale per l'addestramento professionale
nell'industria (CIAPI) di Palermo - Designazione
componente del collegio dei revisori (n. 230/I)
- pervenuto in data 12 dicembre 2003
- Azienda autonoma delle Terme di Sciacca - Designazione
componente effettivo e supplente del collegio dei revisori (n.
231/I)
- pervenuto in data 12 dicembre 2003
- Consorzi universitari di Caltanissetta, Enna, Ragusa e
Trapani - Designazione componenti dei rispettivi collegi dei
revisori (n. 232/I)
- pervenuto in data 12 dicembre 2003
- Aziende autonome di cura, soggiorno e turismo dell'Isola -
Designazione componenti dei rispettivi collegi dei revisori (n.
233/I)
- pervenuto in data 12 dicembre 2003
- Centro per la formazione permanente e l'aggiornamento del
personale del servizio sanitario (CEFPAS) - Designazione
componenti del collegio dei revisori (n. 234/I)
- pervenuto in data 15 dicembre 2003
-
- Centro per la formazione permanente e l'aggiornamento del
personale del servizio sanitario (CEFPAS) - Designazione
componenti del consiglio di amministrazione (n. 235/I)
- pervenuto in data 15 dicembre 2003
- Aziende autonome di cura, soggiorno e turismo dell'Isola -
Designazione componenti dei rispettivi collegi dei revisori (n.
237/I)
- pervenuto in data 15 dicembre 2003
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Addendum all'APQ Risorse idriche per il settore depurativo
fognario e del riuso (n. 236/IV-UE-II)
- pervenuto in data 15 dicembre 2003
- PARERE UE E II COMMISSIONE
(TRASMESSI IN DATA 16 DICEMBRE 2003)
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del
Regolamento interno che nel corso della seduta potrà
procedersi a votazioni mediante sistema elettronico.
Presidenza del presidente Lo Porto
Determinazione della data di discussione di mozioni
PRESIDENTE Si passa al secondo punto all'ordine del giorno:
"Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
d), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni n. 248 Proroga
dei termini per la presentazione dei progetti per gli interventi
di riparazione degli edifici danneggiati dagli eventi sismici del
27 - 29 ottobre 2002 e successivi, in provincia di Catania ed
istituzioni di un 'Tavolo tecnico' per la determina delle
direttive tecniche"; n. 249 "Iniziative presso il Governo
nazionale perché si eviti lo stoccaggio in Sicilia delle scorie
radioattive"; n. 250 "Iniziative in favore delle popolazioni
della Valle del Belice; n. 251 Predisposizione del Piano
energetico regionale ed interventi per la manutenzione della rete
di distribuzione energetica della Sicilia; n. 252 Iniziative
al fine di dichiarare la Sicilia area denuclearizzata.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
PAFFUMI segretario:
l'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
- in data 14 ottobre 2003 l'Assemblea regionale
siciliana ha approvato la mozione n. 239, con la
quale, si impegnava il Governo della Regione
siciliana a prorogare di 60 giorni il termine di
scadenza per la presentazione dei progetti per gli
interventi di riparazione degli edifici
danneggiati dagli eventi sismici del 27-29 ottobre
2002 e successivi;
- la mozione n. 239 prevedeva, altresì, la
convocazione di un 'Tavolo tecnico' per
determinare le relative direttive, inesistenti
nella Direttiva Presidenziale n. 2463 dell'11
giugno 2003;
- la direttiva presidenziale 29 ottobre 2003,
pubblicata sulla GURS del 7 novembre 2003,
all'art. 1, comma 1, proroga di 60 giorni il
termine di presentazione dei progetti, previsto
dall'art. 7, comma 3, della citata direttiva
presidenziale n. 2463 dell'11 giugno 2003,
determinando di fatto una scadenza perentoria del
suddetto termine per il giorno 24 novembre 2003;
pertanto la proroga dei termini si traduce in 15
giorni effettivi;
- neanche la Direttiva Presidenziale 29 ottobre
2003 emana le disposizioni tecniche necessarie per
la corretta elaborazione dei progetti, tantomeno
istituisce il 'Tavolo tecnico' così come previsto
dalla mozione n. 239, approvata dall'Assemblea
regionale siciliana nella seduta del 14 ottobre
2003,
impegna il Presidente della Regione
a porre in essere tutti gli atti idonei:
- a prorogare al 30 giugno 2004, i termini
(previsti nelle direttive presidenziali n. 2463
dell'11 giugno 2003 e 29 ottobre 2003) di
presentazione dei progetti per gli interventi di
riparazione degli edifici danneggiati dagli eventi
sismici del 27-29 ottobre 2002 e successivi;
- ad insediare un 'Tavolo tecnico' per emanare le
disposizioni tecniche inesistenti nelle Direttive
Presidenziali. (248)
FLERES - RAITI - CATANIA G. -
MAURICI
l'Assemblea regionale siciliana
premesso che :
- in seguito alle legittime proteste legittime
della popolazione della Basilicata si profilano
modifiche al decreto che ha individuato Scanzano
quale sito ove dislocare le scorie radioattive;
- il Consiglio dei Ministri ha approvato
l'emendamento al decreto sulle scorie nucleari
che toglie il nome di Scanzano Jonico come sito
per il deposito del provvedimento ed ha
stabilito che, entro 18 mesi, sarà identificato
un nuovo sito nazionale;
- temporaneamente i rifiuti rimangono in
condizione di relativa sicurezza nei 150 siti
dove si trovano attualmente;
- la Sogin (Società gestione impianti nucleari)
dovrà tornare a consultarsi con un gruppo di
esperti e con le Regioni;
- si tornerà alla prima lista preparata dalla
stessa Sogin: 45 siti fra Sicilia, Calabria,
Basilicata, Lazio e
Toscana;
- verosimilmente i siti dove allocare le scorie
si ridurranno a cinque: oltre a Scanzano, una in
Calabria e tre in Sicilia;
preso atto che :
- si moltiplicano le manifestazioni di protesta
dei cittadini italiani contro ogni ipotesi di
stoccaggio delle scorie nucleari in un unico
sito;
- la popolazione italiana, attraverso un
referendum approvato a larga maggioranza, ha già
detto il suo no ad ogni ipotesi di utilizzo
dell'energia nucleare;
- si rischia una lotta fra le regioni del Sud
che dovrebbero farsi carico delle scorie;
- i rifiuti che potrebbero arrivare in Sicilia,
ad Assoro- Agira, Salinella e Resuttano sono
scorie rimaste dal 1987 e che, finora, restano
stoccate in 150 siti,
impegna il Governo della Regione
ad attivarsi presso il Governo nazionale
affinché non vengano stoccate in Sicilia le
scorie radioattive che rischiano di
compromettere l'equilibrio ambientale della
nostra Isola, la salute dei cittadini e dare un
colpo mortale alla già precaria economica
siciliana. (249)
MORINELLO - FERRO -
MICCICHE'
ORLANDO - RAITI
l'Assemblea regionale siciliana
premesso che la mancata ricostruzione dei paesi
della Valle del Belice colpiti 35 anni fa dal
terribile terremoto, che, come è noto, ha
provocato vittime e devastazioni, non si è
ancora conclusa anche a causa dell'inerzia,
dei ritardi ed inadempienze da parte dello
Stato (in situazioni analoghe per dimensioni
di danni, vedi terremoto del Friuli del 1976,
dove sono stati stanziati circa 16.000
miliardi delle vecchie lire, contro i 3.500
miliardi del Belice), sullo sfondo di
promesse di sviluppo mai mantenute che hanno
contribuito ad impoverire economicamente il
territorio e costretto giovani ed
intelligenze ad emigrare,
considerato che le amministrazioni locali avevano
individuato e proposto, adeguati interventi,
volti a correggere la legge finanziaria
all'esame del Governo e del Parlamento
nazionale, che per il terzo anno consecutivo
non prevede alcuna risorsa per il territorio
della Valle del Belice;
atteso che:
- il Governo nazionale ha confermato la
volontà di disconoscere ed ignorare la realtà
della Valle del Belice in ordine allo stato
di attuazione della ricostruzione post-
terremoto;
- allo stato attuale le iniziative politico-
istituzionali prese dalla deputazione
nazionale siciliana sono risultate inadeguate
per ottenere provvedimenti capaci di
garantire il completamento della
ricostruzione della Valle del Belice, anche
in considerazione della disinformazione e di
una atteggiamento palesemente rinunciatario e
quindi insufficiente a sostenere la causa del
Belice in una cornice politica ostile e al
meridione ed alle sue esigenze;
ritenuto che ancora oggi, giustamente, nei paesi del
Belice i cittadini rivendicano il loro
diritto di vedere ricostruite le abitazioni,
realizzate le opere di urbanizzazione e altre
opere pubbliche bloccate da decenni perché in
attesa di finanziamento, anche per sfatare
l'assurda disinformazione tesa a proiettare
l'immagine di un territorio arretrato in
perenne attesa di provvidenze assistenziali,
impegna il Governo della Regione
a farsi carico di una forte e concreta
iniziativa politica ed istituzionale nei
confronti del Governo nazionale, perché una
volta per tutte venga data una definitiva
risposta alle legittime aspettative delle
popolazioni del Belice. (250)
PAPANIA -ORTISI -
GALLETTI -
MANZULLO - SPAMPINATO
l'Assemblea regionale siciliana
considerato che:
- dagli studi del settore effettuati, risulta
che il principale errore del black-out del 28
settembre scorso è stato il processo di
liberalizzazione che ha consentito di importare
una quantità enorme di elettricità rispetto al
fabbisogno senza un piano di emergenza che
rendesse sicuro il sistema elettrico con una
riserva operativa di centrali;
- in Sicilia l'analisi del recente black-out ha
messo in evidenza l'estrema vulnerabilità del
sistema elettrico siciliano e l'assenza di un
idoneo piano di emergenza che avrebbe
consentito di evitare
l'importazione del buio considerato che la
nostra regione è autosufficiente ed in grado di
produrre l'energia per i propri consumi;
- la nostra rete di distribuzione ha carenze
strutturali rispetto a quelle del Nord (ad
esempio maggiore lunghezza media delle linee,
minor numero di cabine di trasformazione) tali
da produrre il doppio del numero dei guasti;
- in Sicilia il divario nella qualità del
servizio erogato esistente con il resto del
Paese e dell'Europa rischia di diventare
irrecuperabile se non si interviene con
investimenti di manutenzione, ammodernamento
tecnologico ed ambientale di impianti e reti di
trasporto e di distribuzione;
- risulta indispensabile predisporre un Piano
energetico ambientale siciliano, capace di
programmare ed individuare interventi mirati a
conseguire più alti livelli di efficienza e
sicurezza nell'ambito delle azioni a sostegno
del risparmio energetico, con la previsione di
investimenti in ricerca ed innovazione
tecnologica, per attuare un nuovo sistema
energetico che si avvii ad un impiego su larga
scala delle fonti rinnovabili per produrre
energia, unica chiave risolutiva verso uno
sviluppo economico sostenibile;
ritenuto che :
- è esigenza primaria avviare un processo di
sostituzione delle risorse energetiche non
rinnovabili con le risorse rinnovabili che
potranno sopperire a larga parte delle
necessità della vita sociale, dell'agricoltura,
dello sviluppo industriale e dei trasporti
attraverso tecnologie appropriate che prevedano
un reale risparmio energetico;
- la Sicilia, come tutto il bacino del
Mediterraneo, ha le condizioni naturali più
favorevoli per la trasformazione fotovoltaica
della luce del sole in elettricità e per
aumentare la capacità produttiva di energia
elettrica, utilizzando anche il sistema eolico
idrico;
- risulta indispensabile analizzare gli aspetti
significativi propri del sistema territoriale,
socioeconomico ed energetico della nostra Isola
individuando tutte le situazioni locali di
rilevante interesse per raggiungere un
obiettivo specifico e settoriale di tutela
dell'ambiente, di sviluppo delle fonti
rinnovabili di energia e dell'uso razionale
dell'energia,
impegna il Governo della Regione
- a predisporre un Piano energetico ambientale
che dovrà essere lo strumento principale di
indirizzo e la proposta regionale in materia di
energia, tenendo conto della necessità di
attuazione dei programmi comunitari a breve e
medio termine nel rispetto dello sviluppo
sociale, economico e tecnologico;
- ad effettuare tutte le opportune scelte al
fine di rispettare la programmazione fino al
2010, riferimento temporale assunto dall'Unione
Europea, come termine di attuazione dei
programmi comunitari a breve e medio termine
nel settore energetico;
- a far sì che il suddetto strumento sia utile
a fornire indirizzi coerenti sull'offerta
dell'energia, traendo indicazioni relative alla
domanda dei vari settori territoriali
(trasporti, industria, edilizia, scuole,
ospedali, rifiuti, etc.) e capace di adattarsi
alle variazioni dello sviluppo sociale,
economico e tecnologico che potrebbe
verificarsi nel corso della programmazione
prevista; - a negoziare con il gestore della
rete di trasmissione nazionale la
programmazione e l'attuazione di interventi di
manutenzione e di adeguamento degli impianti di
produzione per un nuovo modello di sistema
energetico della Regione che punti sulle fonti
rinnovabili, sul risparmio energetico e sulla
sicurezza per un nuovo modello di sviluppo e di
qualità della vita dei cittadini
siciliani.(251)
FERRO -ORLANDO -
MICCICHE' -MORINELLO -
RAITI
l'Assemblea regionale siciliana
considerato che:
- il Governo nazionale ha ritirato la decisione
di collocare a Scanzano Jonico il deposito
nazionale di tutte le scorie nucleari esistenti
nel territorio italiano;
- lo stesso Governo si è dato un tempo di 12
mesi per individuare un nuovo sito;
- con frequenza sempre più allarmante circolano
notizie di stampa riguardanti l'individuazione
di un nuovo sito in Sicilia;
- per tale sito sarebbero stati indicati, tra
l'altro, Resuttano, Regalbuto, Agira, Assoro,
Pasquasia, Porto Empedocle ed altre località
siciliane;
- la volontà del popolo siciliano non è meno
determinata di quella del popolo lucano a
rifiutare una soluzione che individui un sito
in Sicilia per pericolose scorie radioattive,
impegna il Governo della
Regione
a mettere in atto, con urgenza, tutte le
iniziative legislative e amministrative, atte a
dichiarare il territorio della Sicilia area
totalmente denuclearizzata. (252)
FORGIONE - SPEZIALE - LIOTTA
ORTISI - PAPANIA - ODDO
GIANNOPOLO - DE BENEDICTIS
FORMICA - TUMINO - BARBAGALLO
VITRANO - GURRIERI
Seguito della discussione congiunta dei disegni di legge numero
693-737/A "Bilancio di previsione della Regione siciliana per
l'anno finanziario e bilancio pluriennale per il triennio 2004-
2006" e numero 692/A Disposizioni programmatiche e finanziarie
per l'anno 2004
PRESIDENTE. Si passa al terzo punto dell'ordine del giorno:
Discussione dei disegni di legge.
PRESIDENZA del **PR
Presidenza del presidente Lo Porto
Si procede con il seguito della discussione congiunta dei
disegni di legge numero 693-737/A "Bilancio di previsione della
Regione siciliana per l'anno finanziario e bilancio pluriennale
per il triennio 2004-2006"e numero 692/A Disposizioni
programmatiche e finanziarie per l'anno 2004 .
Invito i componenti la Commissione Bilancio a prendere posto al
banco delle Commissioni.
Do lettura dell'articolo 1, la cui discussione si sospende per
passare all'esame della tabella A del bilancio annuale:
<<Art. 1.
Stato di previsione dell'entrata
1. L'ammontare delle entrate che si prevede di
accertare, riscuotere e versare nelle casse della
Regione per l'anno finanziario 2004 in forza di leggi,
decreti regolamenti e di ogni altro titolo, risulta
dall'annesso stato di previsione dell'entrata (tabella
A)>>.
PANARELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
PANARELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sul complesso
della manovra finanziaria condivido le considerazioni fatte ieri
dall'onorevole Capodicasa nel senso che, al di là delle
proclamazioni del Governo su uno strumento che, apparentemente,
dovrebbe essere rigoroso e funzionale allo sviluppo, non sono
assolutamente d'accordo. E sono numerosi gli elementi che
contraddicono queste considerazioni.
In particolare, vorrei sollevare un punto rispetto al quale
chiederei l'attenzione dell'Assessore per il bilancio e che, se
dovesse essere confermato, configurerebbe un grave danno per la
città di Messina, contraddicendo impegni ripetutamente assunti
dall'Assemblea regionale siciliana, rispetto alla esigenza di
promuovere il risanamento delle aree degradate. Dico ciò perché
nella tabella D, allegata alla legge finanziaria, è calcolato
l'azzeramento del contributo previsto originariamente in
finanziaria per finanziare il risanamento delle aree degradate di
Messina.
Il fatto in sé sarebbe grave perché significherebbe, per la
prima volta da quando questa legge è stata votata e dotata anche
di finanziamenti, non prevedere risorse. Ma la cosa è ancora più
clamorosa perché nella seduta numero 174 del novembre scorso, in
sede di variazioni di bilancio, avendo sollevato, a proposito
della riduzione del capitolo corrispondente, il problema in
quest'Aula, sia da parte dell'assessore Pagano, sia da parte
dell'assessore per i lavori pubblici Scammacca della Bruca, mi si
rispose che la riduzione prevista nella variazione di bilancio si
era resa necessaria perché per l'anno 2003 non si era riusciti ad
impegnare le somme inserite in un programma inviato dal comune di
Messina per l'anno 2004 che prevedeva un impegno di ottanta
milioni di euro. L'assessore Scammacca della Bruca, delegato a
questo scopo anche dall'assessore Pagano, rispose testualmente:
questa stessa somma, riferendosi ai dieci milioni che erano
venuti meno per il 2003, è stata già riportata nel 2004 su cui
prevedevamo, in base alle richieste del comune, ottanta milioni di
euro, divenuti adesso 90 .
Quindi è del tutto evidente che siamo in presenza, a distanza di
poco più di un mese, di un voltafaccia clamoroso da parte del
Governo regionale che non ha alcuna giustificazione. Mi
aspetterei, da parte degli assessori competenti e dello stesso
Presidente della Regione, una spiegazione perché, se non siamo in
presenza di un errore tecnico - che, eventualmente, si è sempre in
tempo a correggere - quest'Assemblea deve sapere che, non mettendo
in bilancio i novanta milioni di euro di cui si è parlato un mese
fa, si bloccherebbero programmi, già avviati da parte del Comune
di Messina e dell'Istituto Autonomo Case Popolari; si
precluderebbe la possibilità di accelerare il programma di
risanamento, programma che appare indispensabile non solo per
tante persone che ancora vivono in condizioni incivili nella terza
città della Sicilia ma anche per avviare un processo di
riqualificazione urbana assolutamente indispensabile.
Pertanto i nostri emendamenti, mi riferisco anche a quelli dei
colleghi della provincia di Messina, ripropongono la necessità che
la legge a suo tempo varata dall'Assemblea regionale siciliana,
sulla quale questa stessa Aula l'anno scorso è intervenuta per
consentire una accelerazione delle procedure, sia adeguatamente
finanziata. Non si blocchi lo sforzo che si stava avviando da
parte degli enti locali messinesi; caso mai, invece, si affermi un
principio di controllo e di verifica da parte dell'assessorato
regionale ed eventualmente si attivino i poteri sostitutivi che la
legge consente alla Regione, ma mai si dovrebbe determinare una
situazione di assoluta indifferenza o, addirittura, di ostilità
rispetto ad un problema che è di grandissima importanza per la
città di Messina e, ripeto, un problema che era stato sotto questo
aspetto acquisito positivamente un mese fa nell'ambito della
discussione delle variazioni di bilancio.
In questo senso, quindi, chiedo all'assessore Pagano di
rispondere a queste considerazioni e chiedo a lei, Signor
Presidente, di fare in modo che la discussione sugli emendamenti
presentati alla tabella D sia affrontata con lo spirito di una
esigenza fondamentale per la città di Messina alla quale il
bilancio della Regione deve corrispondere in maniera adeguata.
BENINATI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BENINATI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio
intervento di oggi sul tema in questione mi trova in imbarazzo, ma
certamente non posso che ribadire, signor Presidente, che spesso
le Commissioni di merito sull'argomento cercano d'intervenire
proprio per sistemare delle situazioni che, devo dire ahimè,
possono trovare anche dei momenti di svista. Il mio intervento si
basa esclusivamente su un raccordo che, secondo me, a questo punto
dovrebbe essere fatto sulle competenze; in molti casi, le
Commissioni di merito intervengono su alcune parti di competenza
della Commissione Bilancio.
Devo, però, prendere atto che nessun componente della predetta
Commissione ha attenzionato il tema su cui intervengo, perché
quanto anticipato dall'onorevole Panarello era stato oggetto di
esame in quarta Commissione: era stata fatta una modifica nel
trasmettere la documentazione proprio alla voce lavori
pubblici , in particolare, un aumento di sessantotto milioni di
euro più i ventidue che in prima battuta erano stati inseriti in
bilancio. Più o meno eravamo alle somme che si prevede d'inserire
in questa manovra, fermo restando, ed era presente l'Assessore per
i lavori pubblici, tutto ciò, durante il percorso, si poteva anche
valutare un intervento economico minore, perché forse la
disponibilità dell'ente, in particolare dell'IACP e del Comune,
poteva essere poi ridotta.
Signor Presidente, io ed i colleghi della commissione abbiamo
dedicato la nostra attenzione all'esame di questo problema e lo
abbiamo messo su carta, trasferendolo alla seconda commissione.
Secondo me, nessuno ha mai letto quella nota. Personalmente, ciò
mi dispiace, ma certamente non posso che denunziare questo fatto,
forse anche l'Assessore stesso, in quella sede, avrebbe potuto
tranquillamente attenzionarlo. Non attribuisco colpe a nessuno, ma
questi sono i fatti.
Inoltre: questo argomento è stato affrontato dall'Assessore per
i lavori pubblici, il quale, in sede di variazioni di bilancio, ci
tranquillizzò tutti affermando che, per l'anno 2003, non erano
state richieste somme, invece vi è una nota del Municipio di
Messina, datata 30 luglio 2003, che voleva inserire, nelle
variazioni di bilancio, nell'anno 2003, dieci milioni di euro,
visto che aveva già emesso dei mandati nel mese di ottobre che per
mancanza di soldi non erano ancora stati liquidati. Allora, il
tema, effettivamente, diventa serio, perché c'è di sicuro una
mancanza di collegamento tra le commissioni, tra componenti del
Governo. Ringrazio il collega che mi ha preceduto per il suo
intervento, quale Presidente della quarta Commissione e dico una
volta per tutte che forse sarebbe opportuno un incontro su questo
argomento - il risanamento di Messina - per chiarire quali sono i
fondi che ogni anno, o per meglio dire, i fondi fino ad oggi spesi
per tutti questi interventi, quali sono i fondi della famosa legge
originaria - i 500 miliardi - che ancora ci sono e che
annualmente, visto che il più delle volte non erano pronti e
disponibili per attivare la spesa, si dava la disponibilità ed io
per primo ho dato più volte nella commissione di merito la
possibilità di togliere questi fondi impegnati per la voce del
capitolo; per l'anno in corso, proprio perché non si spendevano,
era inutile lasciarli lì e si disimpegnavano per altre spese. Ma
ormai non è più così, perché oggi i progetti ci sono, i lavori in
corso ci sono. Esiste addirittura un programma di spesa di circa
seicento alloggi da acquistare con il bando del 2004. Questi fondi
sono, pertanto, necessari.
Invito, pertanto, una volta per tutte l'Assessore - che
sull'argomento è molto attento - a contattare conclusivamente
l'Assessore per i lavori pubblici al fine di sapere se,
effettivamente, per l'anno 2004 la legge sul risanamento ha
bisogno di fondi, perché a me risulta che servono.
Se finalmente questi soldi servono, allora attiviamo le
procedure per rilasciarli. Oltretutto sono stati già finanziati:
esiste un finanziamento originario di circa 500 miliardi, dei
quali solo 150 miliardi sono stati spesi negli anni precedenti.
Come Presidente della quarta Commissione, e in rappresentanza di
tutti i colleghi della provincia di Messina, mi auguro che con il
nuovo anno si possa risolvere questa vicenda, in modo tale che ci
siano i fondi. Non è possibile che figuri un importo zero, anche
perché le note dimostrano che questi fondi necessitano veramente;
fondi che, peraltro, sono già disponibili in quanto finanziati
precedentemente.
Invito tutti i colleghi ed i rappresentanti del Governo
interessati, in particolare gli assessori per il bilancio ed i
lavori pubblici, ad incontrarci, anche istituendo una commissione
ad hoc, per ottenere un quadro chiaro della copertura finanziaria
restante per questa legge nel futuro.
Ogni anno riscontriamo la presenza di fondi previsti che,
sistematicamente, vengono azzerati nella finanziaria. Ora questo
non è più possibile, in quanto esistono delle note certe per cui
questi soldi nel 2004 servono, e quindi si possono spendere.
Personalmente ringrazio per la opportunità offertami di aver
potuto chiarire questo problema. Concludo, signor Presidente,
sull'argomento affrontato prima, che rimane un punto da definire
una volta per tutte. Al riguardo, ho ripresentato alcuni
emendamenti che erano stati già presentati dalla Commissione
inerenti materia che non so come mai la II Commissione abbia
ritenuto di competenza delle variazioni del bilancio o della
finanziaria. Si tratta di norme prettamente attinenti la
finanziaria che non sono stati neanche guardati.
Quindi, li ho riproposti - e me ne assumo anche la
responsabilità - in quanto ritengo che almeno alcuni di essi
dovevano essere quanto meno comunicati, poi si sarebbero anche
potuti non ritenere idonei alla finanziaria. Ma questa valutazione
non c'è stata: si è preso il tutto indistintamente e lo si è
tolto. Su questo metodo - lo dico nella qualità del ruolo che
ricopro - non sono totalmente d'accordo.
ARDIZZONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
brevemente per sottolineare - anche con disagio - il modo tortuoso
con il quale spesso si procede.
Esprimo lo stesso disagio che ha manifestato anche l'onorevole
Beninati, nella qualità di Presidente di Commissione, al quale va
dato atto - e non per tutelare la componente messinese di
quest'Aula - di aver portato avanti nel corso di questi anni, con
coerenza e con forza, una linea che non era - ripeto - solo quella
dei Messinesi ma di tutti i Siciliani, e che permetteva in questa
legislatura, almeno in questa legislatura, di spendere quei famosi
500 miliardi stanziati nel 1990, per far sì che finalmente si
ponesse fine a quella vergogna - che non è solo messinese ma che è
siciliana - che riguarda la baraccopoli successiva al terremoto
del 1908.
A quasi cento anni da quel disastro, ancora siamo qui a
discutere e ci rendiamo conto che, in buona fede, saranno stati
certamente commessi degli errori. Purtroppo, la legge che è stata
rivista da questa Aula, e sostenuta con forza dalla IV
Commissione, dava la possibilità, con procedure accelerate, di
spendere quelle somme già stanziate nel 1990.
Abbiamo parlato - quando si è approvata la legge che integrava e
modificava la legge n. 10 del 1990 - addirittura, per le modalità
previste, di una legge anticipatoria della stessa legge sui lavori
pubblici che consentiva di procedere con celerità alla spesa, con
il dovuto controllo da parte della Regione e degli enti locali.
Tutti noi abbiamo salutato - mi sia consentito dire - con enfasi
quella legge che poneva fine a quell'obbrobrio che era sotto gli
occhi tutti.
Dei 500 miliardi previsti - come diceva chiaramente l'onorevole
Panarello -, fino ad ora ne sono stati spesi solo 190; durante le
variazioni di bilancio era stata assicurata la sottrazione di
somme perché non si era in condizione - probabilmente da un punto
di vista contabile e giuridico è anche giusto -, di spenderli per
mancanza di progetti.
Posso garantire che a Messina uno sforzo lodevole, sia da parte
dell'IACP che da parte dell'Amministrazione comunale,
congiuntamente, è stato fatto. Ci è stato assicurato che per il
2004 queste somme saranno certamente spese, e devono trovare
riscontro nella legge finanziaria, nel bilancio che ci accingiamo
ad approvare.
Mi sia consentito di dirlo con un minimo di presunzione, per
fortuna, abbiamo il Presidente della IV Commissione che è
messinese - ma ripeto, non è un problema che riguarda soltanto la
provincia di Messina -, il quale ha riparato ad un errore commesso
in buona fede, ritengo, proponendo un emendamento da tutti
condiviso e approvato all'unanimità dalla IV Commissione. E
adesso, dopo il passaggio alla Commissione Bilancio', ci
accorgiamo che questo emendamento è stato stralciato.
Ripeto, do per scontata l'assoluta buona fede, però, queste
somme, che non vengono sottratte ad altri capitoli, sono state già
previste in una legge del 1990; queste somme, grazie ad una legge
approvata dall'Aula ancor prima della legge sui lavori pubblici,
possono essere immediatamente spese nel corso del 2004, tenuto
conto che c'è stata una interlocuzione fra l'Amministrazione
comunale, l'Assessore comunale al patrimonio e la stessa Regione
siciliana, i quali hanno garantito che si sarebbero utilizzati i
finanziamenti perché sono stati definiti i progetti.
Io sono fiducioso, proprio perché ci troviamo dinnanzi ad un
errore - definiamolo materiale - al quale, certamente, il Governo
in primo luogo e, quindi, l'Assemblea sapranno riparare.
CRISAFULLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRISAFULLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, come
probabilmente i colleghi e la Presidenza sanno, non sono abituato
a prendere la parola nel dibattito generale sul disegno di legge.
Preferisco concentrare la mia attenzione sull'articolato, per
correggere, ove possibile, le problematiche che possiamo
incontrare lungo il corso dell'articolato.
Ritengo doveroso il mio intervento per sollevare due questioni:
una di carattere procedurale che riguarda il Parlamento e le
commissioni in genere, l'altra che riguarda il ruolo dei deputati,
i quali non possono essere considerati soltanto come persone che
votano a favore o contro un testo preconfezionato, ma devono
essere messi in condizione di valutare il testo e di presentare
gli emendamenti.
Le modifiche regolamentari introdotte in quest'Aula non
consentono la libera espressione della volontà dei Parlamentari in
relazione ad un "cappio" che, se fosse applicato nella sua
rigorosità, avrebbe un valore, ma non essendo applicato nella sua
rigorosità non ha alcun valore.
Onorevole Assessore, ci troviamo oggi a discutere di un disegno
di legge che è stato elaborato dal Governo in un determinato modo;
viene mandato per il parere alle Commissioni di merito, torna in
Commissione 'Bilancio' e viene esitato per l'Aula in maniera
difforme dal testo originario. Non dico che viene migliorato o
peggiorato, ripeto che è semplicemente difforme.
Con questa procedura non è consentito al singolo deputato
presentare emendamenti diretti a modificare o cassare il testo
che, dal suo punto di vista, non è regolare, se non riceve
l'assenso del Presidente del Gruppo parlamentare, il quale
potrebbe concedere o meno l'apposizione della propria firma a
quell'emendamento. Credo che questo sia limitativo della funzione
del deputato, a cui si aggiunge un eccesso di funzioni che la
Commissione 'Bilancio' tende ad assolvere.
Ritengo che non si possa tollerare oltre atteso che oggi si è
deciso, con la modifica del Regolamento, che le Commissioni di
merito possono lavorare in sede redigente, e che la Commissione
'Bilancio' può decidere sugli emendamenti che non creano ulteriori
spese e che inserendoli o meno nel testo del disegno di legge.
Signor Presidente, questo non è tollerabile Mi rivolgo a lei,
che so essere attento alle questioni di carattere procedurale. Il
deputato, secondo questo marchingegno di cui spesso si abusa,
presenta l'emendamento in Commissione di merito dalla quale riceve
l'approvazione, e la Commissione 'Bilancio', successivamente, non
lo prende nemmeno in considerazione. Il disegno di legge viene
così esitato per l'Aula con le modifiche apportate dalla
Commissione 'Bilancio'. Il parlamentare non è più messo nelle
condizioni di presentare nuovi emendamenti al testo esitato dalla
Commissione 'Bilancio'.
Credo che ci sia un "inghippo" che mette in discussione la
funzione del singolo parlamentare; ritengo debba essere rimeditata
più attentamente tutta la procedura, e che non debba essere più
consentito alla Commissione 'Bilancio' di agire come un Parlamento
ristretto. Alla Commissione 'Bilancio' è affidato solo il compito
di verificare la copertura finanziaria alle manovre da
realizzarsi.
(interruzioni dell'onorevole
Speziale)
Onorevole Speziale, il testo inviato alle Commissioni di merito
per il parere si riferiva alla finanziaria; non si sta discutendo
del bilancio, pertanto emendabile solo da quelle Commissioni. Se
le Commissioni di merito, nelle materie di loro pertinenza,
aggiungono articoli, commi che riguardano la loro competenza, la
Commissione 'Bilancio' ha il solo dovere e l'unico diritto di
pronunciarsi sulla relativa copertura finanziaria e le é
assolutamente interdetto stabilire la proponibilità degli
emendamenti stessi.
Signor Presidente, ritengo che tutto ciò pesi sull'andamento dei
lavori del Parlamento e sulla funzione di ogni singolo deputato al
quale non risulta più chiaro il suo ruolo: non sa quando e come
intervenire nella formulazione e presentazione dei propri
emendamenti. Ma allora le Commissioni di merito, che ruolo hanno?
Costituiscono una congrega di quattro colleghi che, probabilmente,
preferiscono stare qualche giorno in più assieme per farsi una
bella chiacchierata che però non sortisce alcun effetto.
E, pertanto, la terza Commissione, la prima Commissione, la
quarta Commissione quale ruolo hanno nella formulazione di un
testo di finanziaria se non quello di pronunciarsi esclusivamente
sul dettato della Commissione 'Bilancio', la quale peraltro si
arroga il diritto di introdurre norme che riguardano la competenza
di altre commissioni?
O allarghiamo la Commissione Bilancio' a tutti e novanta
deputati altrimenti, signor Presidente, questo meccanismo non può
funzionare e proprio lei ne deve garantire il buon funzionamento.
A mio avviso, ciò era doveroso ed era doveroso anche in
relazione a quanto sto dicendo. Noi abbiamo istituito un ufficio,
signor Presidente, assieme alla riforma del Regolamento interno,
che verifica la costituzionalità delle norme e la loro copertura
finanziaria. E ho il dovere di dire che tale ufficio è stato
bypassato. E allora, se da un lato attrezziamo il Parlamento per
renderlo più funzionale e migliorare la qualità del suo lavoro
mutuando le strutture della Camera e del Senato e, alla fine,
quelle strutture non assolvono alla funzione per la quale le
abbiamo recepite, non si capisce perché il Parlamento le abbia
recepite. E per assolvere alle funzioni bisogna mettere le
strutture in condizioni di farlo, fare vedere i testi, fare vedere
le proposte dei disegni di legge, le eventuali proposte
emendative. Io colgo l'occasione per affrontare solo uno degli
aspetti che riguardano il disegno di legge in discussione e, in
particolare, colgo l'occasione per affrontare la questione
riguardante la modifica della legge 10 e la soppressione
sostanziale dell'applicazione dell'articolo 39 della legge 10
nella Regione siciliana.
Signor Presidente, io sono fra coloro che negli anni passati si
sono battuti perché la Regione siciliana applicasse nella sua
struttura burocratica e amministrativa la legge 29 e la rendesse
funzionale ai bisogni regionali. Allorquando sono stato assessore
alla Presidenza durante il Governo Capodicasa - e dunque mi sono
occupato anche del personale regionale -, ci siamo fatti
promotori in Sicilia di questi aspetti normativi ed è stata
varata da questo Parlamento la legge 10. L'articolo 39 in quanto
tale è uno dei tasselli che disegnano la nuova macchina
amministrativa regionale.
Ritengo sbagliato mostrare quello che viene definito un
privilegio dei dipendenti regionali sugli organi di informazione,
come invece ha fatto qualche sprovveduto. Anzi, l'articolo 39
rappresenta la chiusura di un meccanismo di privilegio, ma è stato
pensato, concepito ed attuato in vista e in funzione della
esigenza di una profonda trasformazione della macchina
amministrativa.
Noi abbiamo disegnato la legge 10 per alleggerire la Regione
siciliana, la cui struttura appariva elefantiaca. Quella legge
prevede anche il decentramento di poteri, funzioni, compiti e
risorse dalla Regione agli enti locali territoriali della Regione
stessa, comuni e province. Mi accingo a concludere, le chiedo
scusa, signor Presidente, ma avevo necessità di evidenziare tale
aspetto.
Nel frattempo, signor Presidente, abbiamo delineato il
decentramento, abbiamo scritto i poteri e le funzioni che
attengono alla Regione e quelle che vengono decentrate a province
e comuni. Avevamo fatto ciò pensando di alleggerire la macchina
regionale, favorendo un esodo del personale regionale che aveva
maturato i requisiti della legge numero 2 del 1962 e nel contempo
decentrando una quota ulteriore di personale per porre la Regione
in condizioni di far vivere il territorio come parte integrante di
un unico, grande progetto di governo della Sicilia.
Rispetto a tutto ciò, abbiamo dovuto assistere ad una aggressione
nei confronti della legge n. 10, in quanto si attribuiscono i
poteri ai funzionari e si sottraggono ai politici. Meno male,
anche se non voglio generalizzare, in quanto ritegno vi siano
alcuni politici che meritano il massimo rispetto, ma altri, signor
Presidente, che farebbero bene a non firmare niente per evitare
rischi amministrativi.
Credo questo sia un aspetto a cui, oggi, si sta dando una
risposta certamente non lineare. Infatti, si elabora una norma che
consente il blocco e la cancellazione del beneficio previsto
dell'articolo 39, estendendo quello della legge n . 62.
In Commissione Bilancio', signor Presidente - e sollevo
l'eccezione della copertura finanziaria - il comma 1 è stato
scritto in modo tale che tutti i dipendenti regionali, non
soltanto quelli inquadrati ai sensi della legge numero 62, alla
data del 31 dicembre 2003, si vedano applicati i benefici previsti
da tale legge.
Onorevole Assessore, Presidente della Commissione, vorrei
spiegare meglio quanto potrebbe accadere: se passa quella
scrittura, avrete aggravato il bilancio della Regione di qualcosa
come 200-250 milioni di euro, senza che vi sia l'appostamento in
bilancio, sconvolgendo e modificando principi che sono stati
legiferati, in questo Parlamento, ben venti anni addietro, con una
semplice interpretazione di norma; e non solo, in quanto nello
stesso articolo avete scritto qualcosa inerente alla restituzione
agli interessati del rimborso per le anticipazioni INPS.
Ma da quando in qua la Regione siciliana può legiferare
sull'INPS? Attraverso quale principio costituzionale è consentito?
Come si concilia questa norma con la sentenza della Corte
costituzionale n. 923 del 28 luglio 1988 che considera già
acquisito il diritto di tutti coloro i quali rientrano nei
contingenti pubblicati della Regione?
La causa che la Regione siciliana aveva con alcuni dipendenti a
cui aveva bloccato l'accesso ad un beneficio, si è conclusa con la
condanna della Regione la quale ha dovuto consentire che il
beneficio avesse corso. Questo papocchio' legislativo che si
vuole porre in essere, senza tenere conto che va maturata, invece,
un'eventuale modifica legislativa per consentire da un lato di
favorire l'esodo e dall'altro di stabilire i principi generali
dello Stato, non può essere attuato attraverso la presentazione
di emendamenti in Commissione che diventano intoccabili in
quest'Aula, in quanto non ci è consentito di presentare
emendamenti se non accompagnati dai genitori'.
Credo che tutto ciò produca un vulnus all'attività del Parlamento
ed anche dei diritti acquisiti dai nostri dipendenti regionali.
A mio avviso - e concludo, signor Presidente - questa norma non
può essere accolta per motivi pregiudiziali di copertura
finanziaria.
Gradirei che il Governo chiarisse il senso del comma 1
dell'articolo 17 e che la Commissione Bilancio' assicurasse a
questo Parlamento che c'è la copertura finanziaria per il comma 1
ed il comma 5 dell'articolo suddetto. Credo che tutto ciò debba
essere chiarito, in quanto ne va della responsabilità legislativa
e della serietà di un Parlamento che quando fa una legge deve
avere la conoscenza completa di tutti gli aspetti.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per quanto riguarda l'argomento
regolamentare - visto che si è trattato di un vero e proprio
richiamo - ritengo sia chiaro quanto previsto al comma 1
dell'articolo 73 quater: permette di disciplinare la materia,
infatti vi è l'obbligo di trasmettere gli emendamenti alla
Commissione Bilancio', la quale ha l'obbligo di pronunciarsi a
favore o contro.
Qualora vi fosse la necessità di apportare sottili modifiche che
rendano più indubbia l'interpretazione della norma, mi riservo di
farlo in una successiva riunione della Commissione Regolamento,
sia in merito a questo argomento che per molti altri che via via
si dimostrino suscettibili...
CRISAFULLI. Prima di passare al voto
PRESIDENTE. No, questo non glielo posso consentire. Il passaggio
dalla Commissione in Aula è già avvenuto.
CRISAFULLI. Se la norma non è stata rispettata, lei ha il dovere
di convocare la Commissione per il Regolamento, prima
PRESIDENTE. Onorevole Crisafulli, questa norma è stata
rispettata, deve essere sicuramente modificata, ma
successivamente, non prima. Per quanto riguarda la copertura
finanziaria dell'articolo 17, le posso assicurare che da parte del
Governo è pervenuta una dichiarazione di disponibilità a
modificare la norma stessa.
E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici, ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ero indeciso se
intervenire o meno in questa discussione generale sulla manovra
che siamo chiamati ad esaminare. L'incertezza è data dalla fase
critica che la nostra Regione sta attraversando: stagnazione
economica, blocco dei processi occupazionali, crisi produttiva che
vede la Presidenza della Regione e soprattutto Piazza Indipendenza
una platea ormai quotidiana di proteste, di drammatiche condizioni
di crisi per migliaia di lavoratori; situazione che continua a
vedere la Sicilia come la regione italiana che ha un altissimo
livello di export. Ma l'export che ci fa primi in Italia è quello
umano, nel senso che siamo la Regione in cui vi è il maggiore
numero di persone, oltre 20.000, che, ogni anno, lasciano la
propria terra.
Ciò avviene con la condizione particolare che, a differenza dei
loro padri e dei loro nonni, a lasciare la Sicilia, oggi, sono
ragazzi e ragazze che hanno anche un titolo di studio, che si sono
formati, c'è stato un investimento quindi delle loro famiglie e
della società. Insomma, non perdiamo soltanto braccia ma anche
menti. Il PIL in Sicilia dopo qualche anno cresce meno rispetto al
resto d'Italia, i livelli occupazionali si riducono, insomma vi è
una stagnazione evidente e che è ascrivibile non soltanto alla
fase di difficoltà che vive il nostro Paese, ma vi è una
specificità siciliana che in qualche modo questa finanziaria non
soltanto non assume come drammatica condizione a cui provare a
dare una risposta, ma addirittura, introduce elementi e balzelli
che appesantiscono la condizione economica di migliaia di famiglie
siciliane.
E' una finanziaria senza una visione dello sviluppo, della
modernizzazione di questa Regione, una finanziaria, di un
governicchio' che ha scelto di sopravvivere, malgrado si trovi
dinanzi ad una crisi che appare ogni giorno di più una crisi
irreversibile. E' una crisi politica in quanto siamo in assenza
di un progetto per la Sicilia, abbiamo un governicchio' - lo
ripeto - che sceglie di gestire lo stato di cose esistenti.
Questo dato appare evidente dall'insieme di norme che sono state
proposte; vi è stato, certamente, qualche risultato che ascrivo
alla battaglia condotta dall'opposizione nelle commissioni.
Ricordo ad esempio la norma relativa all'IRAP, dimezzata al
cinquanta per cento per i nuovi insediamenti produttivi, che si
costituiranno nei prossimi tre anni in Sicilia.
Voglio ricordare anche un emendamento poco significativo per le
entrate della Regione, nel senso che una concezione un po'
ideologica e un po' astratta aveva portato, due anni addietro, il
Governo ad introdurre tra i tanti ticket che la maggioranza di
centro-destra a riproposto come modello di gestione del sistema
sanitario, quello del pronto soccorso, che come noi allora
denunciammo, costituiva un valore astratto sul piano finanziario,
ma simbolico sul piano del modello che si voleva realizzare in
Sicilia.
Oggi siamo riusciti a fare in modo che questa finanziaria
abolisca quella norma quindi il ticket sul pronto soccorso, che ha
non poco disorientato e sconcertato l'opinione pubblica. Essa,
però, è una finanziaria che allo stesso tempo introduce norme
assai singolari; ne voglio citare una, considerata la presenza
dell'Assessore per la sanità: infatti, voglio far rilevare che,
così come è scritta, la norma relativa alla compartecipazione dei
cittadini al costo sanitario, continueremo ad avere, malgrado
siano state date assicurazioni dal Governo in senso contrario, una
norma che prevede la compartecipazione al costo farmaceutico e
l'esenzione al costo farmaceutico, che non si estendono alla
compartecipazione alle prestazione diagnostiche.
Vorrei spiegare meglio: se c'è un invalido al cento per cento o
un orfano di guerra, categorie che costituiscono quella tipologia
di esenti dalla partecipazione al costo farmaceutico, essi non
avranno parimenti l'esenzione al costo delle prestazioni
diagnostiche, quindi ci troveremo di fronte a due categorie di
esenti diversi, a seconda della tipologia di bene che si
acquisisce, farmaco o prestazione diagnostica.
Credo sia una contraddizione, ma la verità è un'altra: credo che
su tale vicenda si ragioni in termini ragionieristici e che si
stia disperdendo il senso della misura. Anche a riguardo faccio
riferimento alle cosiddette categorie esenti: è stato introdotto
il principio di esentare i cittadini che hanno un reddito
familiare pari a dodici mila euro.
Vorrei ricordare che proprio il centro-destra, circa due anni
addietro, aveva come suo cavallo di battaglia propagandistico
quello di elevare la pensione a un milione di vecchie lire per
tutti i pensionati; in effetti, così non è stato, ma voglio
precisare che proprio nella condizione cosiddetta minimale che
oggi è ascritta ad un pensionato che prende un milione di vecchie
lire, che per tredici mensilità ammonta a 13 milioni di vecchie
lire, abbiamo il paradosso che, se vi è un nucleo familiare
composto da due anziani, marito e moglie, ambedue con una pensione
minima, queste persone sono considerate, da questa legge,
appartenenti ad un ceto medio.
Infatti, sono ascritte come persone non esenti dal ticket sui
farmaci, in quanto la legge prevede che solo coloro i quali hanno
una pensione ammontante a meno di 12 mila euro, cioé circa 23
milioni e mezzo di vecchie lire, potranno beneficiare
dell'esenzione del ticket sui farmaci. Quindi, da un lato
aumentiamo la soglia per determinare condizioni migliori per
persone meno abbienti ma, nello stesso tempo, introduciamo norme
che ascrivono quelle persone meno abbienti alla categorie di
persone abbienti.
A mio avviso, questa è una contraddizione, ma sopratutto una
concezione ragionieristica, che fa a cazzotti con il buon senso
che deve essere insito in una norma che vuole comunque tutelare le
categorie deboli.
Sono certo che questa norma servirà a premiare i furbi, cioè a
premiare coloro i quali non avendo un reddito da lavoro
dipendente, o un reddito da pensione, cioè i cosiddetti redditi
certi, ai fini della dichiarazione dei redditi, determineranno il
loro reddito sulla base di un'autocertificazione in cui
dichiareranno di ricevere un reddito annuo inferiore a quanto
previsto dalla norma in questione.
Ecco perché, ancora una volta, pur avendo oggi un risultato,
rispetto ad una sciagurata concezione che due anni fa ispirò
questa maggioranza e questo Governo nell'introdurre il ticket in
Sicilia, stiamo ricostruendo un sistema che, di fatto, penalizzerà
sopratutto le fasce veramente deboli di questa Regione.
Così come il ticket che si introduce sulle prestazioni
diagnostiche, che aggiunge, a quello nazionale delle famose 70
mila delle vecchie lire, 36,11 euro, la partecipazione al 10 per
cento delle eccedenze.
Ci troviamo in una situazione in cui un cittadino, che magari
andrà a prenotare una Tac, piuttosto che una risonanza magnetica,
sarà costretto a pagare un ticket per oltre 100 mila vecchie lire.
Insomma, altro che garantire il bisogno di salute e prestazioni
specialistiche di qualità, misurandole alle effettive esigenze
Qui si introduce l'effettiva esigenza sulla base di chi ha i soldi
e di chi non potrà utilizzare questi servizi, poiché in condizioni
di difficoltà finanziarie.
Concludo, signor Presidente, ricordando un'altra questione: tra i
conigli usciti dal cilindro' di questa maggioranza - lo ricordava
ieri l'onorevole Capodicasa - vi è la norma del "duty free". Essa
non prevede il sostegno allo sviluppo, ma il sostegno alle imprese
dando loro la possibilità di assumere abbattendo il costo del
lavoro; si propone una cosa singolare sul piano della
strumentazione.
Certamente, si tratta di una norma che non avrà seguito, in
quanto risulta evidente il mancato allineamento alla normativa
comunitaria; infatti, costituisce un elemento di anomalia sui
sistemi degli incentivi e dei vantaggi fiscali riconosciuti
dall'Unione europea. L'aspetto singolare è che relativamente alla
cosiddetta strumentazione finanziaria euro-mediterranea, che
avrebbe sede in Sicilia, non si capisce in nome di che cosa
acquisiamo una sorta di zona franca per i flussi finanziari che
operano nel rapporto euro-mediterraneo, e non si capisce per
sviluppare che cosa. Non esiste alcuna finalità di sviluppo
economico produttivo, si tende a fare della Sicilia una sorta di
capitale euromediterranea della finanza dei paradisi fiscali per
chi ha ingenti capitali finanziari.
Ripeto, una norma che non avrà seguito perchè inevitabilmente
dichiarata fuori dal contesto comunitario, una norma che
certamente non può determinarsi nell'ambito di una singola
regione, il cui principio ispiratore, però, tende a fare della
Sicilia una sorta di grande lavatrice euromediterranea' per
ripulire flussi finanziari e ingenti quantità di denaro di
provenienza quantomeno discutibile e forse illecita.
Io credo che sia il risultato concreto che una norma come questa
determina. Il tempo è limitato per potermi dilungare su altri
aspetti dei documenti finanziari al nostro esame, ma una cosa mi
preme dire: dinanzi ad una Sicilia che soffre e che ha grandi
problemi di rilancio economico delle imprese, del lavoro, non solo
stiamo partorendo un topolino, ma, con questa finanziaria e con
questo bilancio, ci stiamo estraniando dalla drammatica
condizione che vivono milioni di siciliani.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che attualmente sono
iscritti a parlare gli onorevoli Virzì, Speziale e Sammartino, che
si aggiunge in questo momento. Al fine di una più facile
programmazione dei lavori, invito chi intenda intervenire a
dichiararlo subito; in caso contrario, dopo l'intervento
dell'onorevole Sammartino considererò chiusa la discussione
generale.
E' iscritto a parlare l'onorevole Tumino. Ne ha facoltà
TUMINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho apprezzato,
nell'intervento di replica dell'assessore Pagano alla relazione di
minoranza del collega Capodicasa, lo sforzo di difendere una tesi,
quella, cioè, secondo cui il Governo sta cercando di dimostrare
che seriamente tenta di ridurre il danno che normalmente si
produce durante le finanziarie (mi riferisco al cosiddetto
assalto alla diligenza') e quindi lo sforzo di tenere il timone
diritto per evitare che la Regione prenda la direzione sbagliata.
E' lo sforzo che l'assessore Pagano compie quando si fa carico
di una proposta avanzata dalla Confindustria regionale, che tutti
condividiamo, che consiglia di orientare l'attività di
incentivazione della nostra Regione sui settori strategici dei
beni culturali, del turismo, dell'accoglienza,
dell'agroalimentare, della informazione tecnologica; quando
l'assessore Pagano difende tale scelta strategica che,
oggettivamente, è una scelta di tutti.
Però rimane un problema grande, le scelte strategiche vanno
accompagnate da normative di merito, da normative di settore che
siano capaci di dare alle stesse scelte il respiro perchè esse
possano andare avanti. Il problema non è solo quello di ridurre
l'IRAP o di eliminarla per le società che operano nei settori
strategici che si sono scelti. Questa è una iniziativa che di per
sè è abbastanza restrittiva, sicuramente marginale
Come si fa a fare turismo o a fare accoglienza, quando non si è
in grado di fare una normativa generale, una normativa quadro sul
turismo in Sicilia? E' una contraddizione incredibile Il Governo
si è impegnato a presentare la normativa quadro sul turismo in
Sicilia fin dall'inizio, a metà legislatura non si è visto niente.
Noi ci troviamo ad avere aziende di soggiorno, aziende
provinciali per il turismo che sono assolutamente inutili, che
sono dei carrozzoni che andrebbero chiusi.
Già le aziende sono state chiuse per legge, ma di fatto non è
stato realizzato il regolamento di attuazione, praticamente sono
vigenti; abbiamo anche deliberato di nominare i revisori dei
conti, lo ritengo anche giusto una volta che di fatto sono
funzionanti sul piano formale
Come si fa ad operare in qualunque settore di questa nostra
Regione, quando non si riesce a mettere mano alla formazione
professionale, che è il cuore di qualunque successivo intervento
di modifica della politica industriale o della produzione in
Sicilia?
Ecco il grande nodo di governo, assessore Pagano, il grande
nodo è questo: la politica di bilancio, per quanti sforzi lei
voglia fare, è assolutamente inadeguata se non ha dietro una
politica complessiva. E non ce l'ha dietro
Il concetto che questo è un governo inadeguato è un
assolutamente evidente, checché si dica e qualunque siano gli
sforzi nel bilancio finale di questo anno.E mi preme ancora
aggiungere che nella normativa finanziaria che ci propone questo
Governo e che di fatto andremo a valutare, non c'è un tentativo di
recuperare una cultura dell'austerità nella politica.
Noi stiamo portando avanti una realtà amministrativa della
Regione sostanzialmente identica a quella del passato, così come
è stata, e ì come continuerà ad essere, senza un minimo di logica
di recupero di una cultura dell'austerità in politica.
Voglio dire, se avvertiamo che c'è tutta una realtà produttiva in
crisi, se avvertiamo che le risorse sono sempre insufficienti,
noi non possiamo continuare con la stessa logica di sempre. Ed
ecco il senso anche di una mia proposta (che sicuramente sarà
dichiarata non proponibile, come è successo l'anno scorso) di
rivedere i costi che la politica in Sicilia determina. Ma non mi
riferisco solo ai costi dei deputati, dei consiglieri provinciali
o regionali o comunali o circoscrizionali, ma mi riferisco ai
costi della politica in senso lato: dagli enti che sono
sottotutela, o che comunque sono da noi in qualche maniera
controllati, a tutta la pletora di enti inutili, dai consorzi più
o meno ampi con organici sovradimensionati. Mi riferisco a un
costo della politica come rappresentanza che è assolutamente fuori
norma e continuamente in crescita.
Con quale credibilità possiamo pensare che la gente capisca lo
sforzo di qualunque governo, quando non si riesce a mettere mano a
questo elemento primario? Come politici siamo visti in una
pessima ottica, noi siamo gente di cattiva qualità, ognuno di noi
è considerato una figura strana, per non dire peggio, la politica
non si concilia con la società, il divario è sempre più grande
Credo, dunque, che sia necessario, per essere credibili,
ragionare intermini di revisione dei costi della politica. Di
tutto ciò non c'è cenno e, per il fatto di avere proposto una
revisione o quanto meno di discuterne, mi sento addirittura quasi
- non dico isolato, perché lo sono - quasi come se avessi
offeso l'amicizia o il buon rapporto con i colleghi.
Chiedo a questo Governo, chiedo a lei, signor Presidente Lo
Porto, di proporre una valutazione della problematica del costo
della politica. Mi ricordo, che l'anno scorso, con molto garbo,
lei si impegnò - ma evidentemente il tema è più grande - di
dedicare una sessione del nostro lavoro parlamentare alla
valutazione della politica di spesa, in senso lato, della nostra
regione. Ciò non è avvenuto, o meglio avviene in sede di bilancio,
avviene in sede politica complessiva di chiusura, ma un dibattito
politico su questo aspetto sarebbe opportuno perché è da lì che
poi si trae, credo, una forma di legittimazione popolare, vera, di
rapporto tra la politica e i cittadini.
Credo, inoltre, che il delicato problema delle pensioni
sia un altro grande nodo che questo Governo non ha saputo
evidenziare. La normativa sulle pensioni sarebbe buona, questo
blocco sarebbe stato buono, se fosse avvenuto l'anno scorso.
Adesso non solo non è buono, è immorale, adesso è
drammatico, gravissimo, perché significa sancire forme di
ingiustizia palese di ineguaglianza, e crea una situazione tale
per cui il Governo di troverà addosso migliaia di ricorsi e la
politica apparirà, ancora una volta, incapace di intervenire sulle
cose nei tempi e nei modi giusti.
Il mio parere su questa finanziaria non può, dunque, che
essere negativo, anche se devo dare atto che, per la prima volta
sino alla fine della discussione in Aula- almeno spero - non ci
sia stato l'assalto alla diligenza.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Virzì. Ne ha
facoltà.
VIRZI' Signor Presidente, onorevoli colleghi, quanto meno,
all'inizio del mio intervento, debbo in qualche modo riecheggiare
alcune tesi dell'onorevole Crisafulli, perchè di fronte a ciò che
è oggettivo non ci possono essere distinzioni fra persone
ragionevoli. Intendo dire che un ponte non è nè di destra nè di
sinistra: regge o non regge; una fognatura o è costruita bene o
male, non è di destra o di sinistra, israeliana o palestinese.
E' vero che c'è una sensazione di generale impotenza, magari è
soltanto una sensazione, del singolo parlamentare di fronte ad una
discussione che appare incanalata, dal punto di vista
regolamentare, attraverso grate troppo strette e attraverso canali
che sono oggettivamente poco percorribili da parte del singolo
parlamentare, magari impegnato in commissioni che non siano la
Commissione Bilancio, che - ricordo - tradizionalmente ha sempre,
in qualche modo, giocato ad interpretare il ruolo della super
commissione, della commissione che dialogava direttamente col
Governo e dove venivano realizzati gli accordi che poi realmente
funzionavano.
E, pur tuttavia, - anche se non è la sede opportuna, ma faccio
solo un colpo d'ala brevissimo - io penso che il problema dei
problemi di un'Aula che vuole essere in qualche modo nobilitata,
che viene chiamata alla partecipazione sarebbe quello di stabilire
fra di noi, magari senza metterlo nel Regolamento, che francamente
qualche sessione dei lavori parlamentari potrebbe anche essere
dedicata ai disegni di legge d'iniziativa parlamentare.
Perchè, interpretando alla lettera la norma di ciò che ci è
stato insegnato sin dalle elementari sul libri di educazione
civica, un deputato questo dovrebbe venire a fare qua come suo
mandato: venire a rappresentare interessi legittimi che meritano
di esser riconosciuti e gratificati nel nome di un interesse
collettivo.
Allora, io credo che questo sia un grande buco nel nostro
Regolamento e credo che questo istituisca uno stato d'animo di non
predisposizione al bene nei confronti di ciò che sarebbe oggettivo
riconoscere come interesse di tutti. E' un ostacolo.
Io credo che ciascun parlamentare non soltanto abbia il diritto,
ma abbia anche il dovere di farsi promotore di disegni di legge
che vengono portati al vaglio di quest'Assemblea, perchè la prassi
che di fatto si è instaurata è quella per cui questo Parlamento
fa bilancio, finanziaria, variazioni di bilancio e poi, quando lo
facciamo, - e questo Governo debbo dire lo ha fatto molto più di
altri - facciamo interrogazioni, interpellanze, mozioni, ordini
del giorno, ci occupiamo un po' troppo di politica estera, mi
permetto di dire - qua c'è un larvato, piccolissimo rimprovero
agli amici della minoranza -.
Però, debbo riecheggiare l'intervento dell'onorevole Crisafulli
anche sul tema dei prepensionamenti. Debbo dire che si sono accesi
un po' troppo i toni. Secondo me, quando si parla di cose di
questo livello non bisognerebbe indulgere alle tentazioni delle
battutacce. Pensare che noi si sia assunta una certa posizione,
noi che non l'abbiamo fatto mai, rivendicare la piazza, suscitare
i bassi istinti, io mi permetto di ricordare che eravamo in pieno
centro-sinistra quando abbiamo approvato la legge n. 10 del 2000
e che il papà, il padrino della legge fu l'onorevole Crisafulli
col quale avemmo nel merito scontro furibondi perché io mi permisi
di dire allora che era una legge che, in qualche modo, fotografava
i difetti della Regione e non tendeva a correggerli. Però mi
permetto di dire che ci sono delle ragioni che vanno valutate in
quest'Aula senza scambiarsi battutacce ed avendo rispetto l'uno
per l'altro, sapendo di che cosa stiamo parlando e non leggendo la
velina che arriva dal rispettivo capogruppo.
C'è una legge regionale - la numero 10 del 2000 - che promette
ad una certa fascia di persone che hanno delle scadenze certe
nella loro vita e queste persone, che sarebbero i nostri
dipendenti, le persone che noi chiamiamo a realizzare e ad
interpretare sul territorio la politica della Regione, ricevono a
casa le letterine in cui gli si dice che la Regione ha loro
riconosciuto certi diritti, i famosi "scaglioni" a 6 mesi.
Poi insorgono difficoltà di natura politica, e forse anche e
soprattutto, di natura finanziaria. Allora, finito il centro-
sinistra, il centro-destra nel 2002 dice: il principio è
sacrosanto però dilazioniamo nel tempo ed i 6 mesi diventano un
anno. Prima, dunque, stabilisce una legge il centro-sinistra, poi
la conferma il centro-destra, mettendo una diversa
calendarizzazione, ma il principio è acquisito.
Come facciamo a dimenticare che il mondo è figlio della civiltà
giuridica di Roma e che tutti insieme dovremmo ricordarci di due
semplici paroline: "diritti acquisiti" e che non sarebbe male che
ricordassimo che, in materia di trattamento del nostro personale,
noi abbiamo autonomia assoluta e mi permetto di dire che questa
Regione se l'é conquistata con la propria miseria, con il sangue,
ancor prima della nascita della Costituzione italiana, che è del
1948, mentre il nostro Statuto è del 1946 e lì c'è scritto che i
dipendenti della Regione Sicilia non sono assimilabili ai
dipendenti del Consiglio regionale o ai dipendenti della Regione
calabra, umbra per cui magari si fanno certe sentenze; perché
quelli hanno un contratto che si chiama "contratto degli Enti
locali" che è uguale al contratto dei dipendenti del Municipio di
Palermo; mentre noi abbiamo il diritto, lo avevamo, però la
politica non può cancellare la giurisprudenza.
Noi avevamo il diritto di statuire e c'era una ragione politica
anche nobile, perché non possiamo dimenticare le cose che ieri
dicevamo all'opposizione, perché eravamo onesti all'opposizione
come onesti vogliamo rimanere in maggioranza; eravamo onesti
quando dicevamo che uno dei problemi della Regione era la sua
elefantiasi; noi dicevamo non si può governare bene una Regione
parlando di efficienza, di legalità, di trasparenza quando è
entrato un sacco di personale che non si capisce bene come sia
entrato, e qualcuno ci ha ricordato che c'erano dei Ministri negli
anni '50 che venivano con gli elenchi delle persone da assumere.
Ce l'hanno scritto graziosamente; scendevano a Boccadifalco e
consegnavano agli autisti gli elenchi delle persone da assumere
Per carità non c'era una normativa di trasparenza allora, non
c'erano le feritoie strette che ci sono adesso, ma non si andava
da nessuna da parte con 20.000 dipendenti e 20.000 pensionati che
avevano esattamente lo stesso trattamento dei dipendenti in
servizio,. Allora elefantiasi
A prescindere dal fatto che li mandiamo prima, c'è l'esigenza di
rendere più snella questa Regione, di non gravare sul bilancio con
cifre inaudite. Abbiamo fatto un atto di giustizia doloroso
dicendo che qua in Sicilia non poteva continuare ad essere che i
pensionati avessero esattamente lo stesso trattamento di quelli
che rimanevano in servizio con gli adeguamenti connessi.
Questo lo abbiamo fatto, ma come si fa, per una impuntatura che
non viene né politicamente né giuridicamente motivata, a
cancellare ben due leggi varate da questa Regione in due momenti
politici diversi e contrapposti?
Il principio ce lo eravamo riconosciuto tutti insieme, perché
laddove ho ricordato che c'erano stati contrasti con l'onorevole
Crisafulli, non certo sul diritto al pensionamento, perché è
indignata l'opinione pubblica di cui qualcuno all'improvviso si
accorge e si vuole rendere alfiere, perché ci sono troppi
regionali al di là delle esigenze. Allora un messaggio di
moralizzazione è dire: cominciamo a snellire, cominciamo a
diminuire, cominciamo a farli pesare meno sul bilancio, perché poi
deve fare i conti l'assessore Pagano e non dobbiamo dire che ormai
quello del personale è il più grande problema. Ricordo infatti che
quando entrai per la prima volta in questo Palazzo come amico e
collaboratore dell'onorevole Cristaldi, nel 1991-1992, la sanità,
ad esempio, gravava per il 33 per cento sul bilancio della Regione
e ci dicemmo tutti, allora, che era vergognoso, impossibile,
illogico. Oggi, siamo arrivati al 50 per cento e il trend è ancora
in crescita. Infatti, mentre noi ci accingiamo ad approvare il
bilancio di previsione 2004 stimando un certo livello di perdite,
le aziende sanitarie locali ci stanno preparando un rendiconto a
consuntivo dal quale verrà fuori che l'assessore Pagano soltanto
per difetto è riuscito, con le carte che possiede, ad individuare
il buco immane
Ciò che mi permetto di far rilevare da deputato e in qualità di
esponente di Alleanza nazionale, che ci possono essere degli
errori. Se io ti dico che per quella tale U.S.L., puoi spendere 10
miliardi di vecchie lire e mi puoi sforare per interventi urgenti,
per forature di ruota', come si dice, mi puoi sforare del 50 per
cento ed arrivi a 15, però nessuno mi può portare un conto di 55
miliardi di lire - tanto paga Pantalone , paga e sorride E
questo lo dobbiamo fare, dobbiamo pagare. Tuttavia, credo che
dovremmo smetterla tutti insieme di sorridere e di fare della
sanità la nostra barzelletta ovvero argomento per qualche comizio
Qualcuno deve pagare: ci sono dei manager, dei direttori generali
che hanno come incarico preciso quello di applicare la politica
del Governo e che si devono far garanti degli obiettivi loro
fissati, a meno che non decidiamo tutti insieme che questa in
corso è una specie di guerra dei paladini, fatta per il pubblico
pagante Noi dobbiamo ribadire che su questo fronte chi sbaglia
deve pagare.
E allora, di fronte a 14 mila miliardi di vecchie lire che se ne
vanno per la sanità, nella proiezione che fra dieci anni, caro
Assessore, lei dovrà venire qua in gabbanella, l'onorevole Lo
Porto sarà il primario e noi faremo gli infermieri professionali,
in quanto che l'intera Assemblea regionale siciliana diventerà un
grande ospedale in cui rimane come malato permanente, a vita, sul
groppone della nazione, la Sicilia come grande regione malata e di
malati; di fronte a tutto questo viene largamente ridimensionato
il problema dei prepensionamenti. Io ricordo che quando si insediò
il primo governo Provenzano, io dissi, nel mio primo intervento,
riecheggiando in qualche modo Martin Luther King, che anch'io ho
un sogno: vorrei vedere finalmente che le persone che hanno sempre
parlato di efficienza, di rigore e di pulizia morale ammettano che
la nostra Regione è troppo grossa, ingombrante e costosa e che,
sostanzialmente, è stata concepita dal vecchio potere come un
ammortizzatore sociale, come un polmone per fare respirare il
soffio incerto di una Sicilia che ancora socialmente non decolla.
Credo che noi, se vogliamo essere più ragionevoli e non vogliamo
irrigidirci su steccati, dobbiamo largamente ridimensionare il
problema dei prepensionamenti riconoscendo che ciò, un minuto
dopo, ci permetterà finalmente di dire qualcosa di serio ai
giovani siciliani; ci permetterà, dopo aver fatto l'analisi seria
del nostro organigramma, di rimettere finalmente a concorso - non
se ne sente più parlare da troppo tempo di concorsi - secondo i
criteri di legge imposti alla pubblica amministrazione senza che
ci siano più trucchi, trucchetti, scappatoie e scatole cinesi.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Speziale. Ne ha
facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
svolgere il mio intervento prendendo innanzitutto in
considerazione l'osservazione dell'onorevole Crisafulli,
relativamente al fatto che il nuovo Regolamento, in qualche modo,
limita la funzione di controllo e di proposta da parte del singolo
parlamentare. Ho sollevato il problema ieri nel corso della
riunione dei presidenti del gruppi parlamentari perché penso -
visto che le modifiche sono entrate a regime - che bisogna
cominciare a correggerlo nelle parti in cui questo Regolamento non
funziona. E spero che la mia osservazione venga accolta dalla
Presidenza.
Al contempo, vorrei sollevare un problema più di carattere
politico e relativo alla finanziaria. C'è una finanziaria che noi
riconosciamo, che abbiamo concorso ad approvare in Commissione di
merito e che è finalmente scarna, perchè affronta soltanto le
questioni di carattere finanziario e che è frutto anche di un
contributo dato dalla opposizione, dalla nostra incessante
iniziativa da noi svolta. E tuttavia se pure la finanziaria
mantiene tali caratteristiche, essa è una finanziaria asfittica
poichè non affronta i nodi strutturali della crisi della nostra
Regione.
Come diceva prima di me l'onorevole Cracolici: dal 2000 in poi la
Regione non dà più segnali di crescita; il Pil è il più basso
degli ultimi cinquant'anni. Dopo un processo virtuoso, dal 1996 al
2001, che vedeva il tasso di crescita della nostra Regione
mediamente doppio rispetto a quello nazionale, oggi, si sono
bloccati gli investimenti; c'è un forte decremento dei consumi;
insomma, c'è una Regione che è più incerta, più insicura e
rispetto a tale stato delle cose la stessa Regione non attrae
investimenti, non c'è una politica adeguata da parte del Governo
che non tenta di affrontare i nodi strutturali, anzi, tutti gli
elementi macroeconomici tendono a dimostrare che vi è di contro un
incremento della spesa corrente, della spesa assistita; vi è, come
veniva poc'anzi affermato, il rischio che si crei un grosso
bubbone nel settore della sanità.
Insomma, oggi, il quadro complessivo della nostra Regione è più
incerto rispetto al passato.
E quali sono le iniziative che il Governo intraprende? Il Governo
presenta una finanziaria, voglio ricordarlo, anche questo
dimenticato da parte degli organi di informazione, nella quale si
tende a far tornare indietro la nostra Regione.
In questa finanziaria, onorevoli colleghi, era contenuto un
articolo che bloccava il processo delle dismissioni che aveva
contribuito a portare avanti, ad accelerare, a dare un segno di
modernità alla nostra Regione.
Da parte del Governo, anche rispetto alla vicenda che riguarda la
legge 10 sulla quale parlerò successivamente ed in modo più
approfondito, il tentativo di fare un salto indietro. Non solo c'è
incapacità di programmare il futuro, non solo c'è incapacità a
leggere il presente, ma c'è il tentativo di un ritorno ad un
assetto e ad un utilizzo della Regione che tende a mantenere gli
equilibri e gli stessi meccanismi di potere.
Cosa è quindi la vicenda dei prepensionamenti? Se la domanda
fosse semplicemente di chiedere se questo Parlamento è d'accordo
o meno, che la gente vada in pensione dopo vent'anni di servizio,
tutti risponderemmo di no. Ma il tentativo del Governo sulla legge
10 - e lo voglio dire qui all'onorevole Virzì -, è il tentativo di
utilizzare ancora una volta la struttura elefantiaca della Regione
per avallare una concezione centralistica della stessa al fine di
bloccare il processo innovativo introdotto dalla stessa legge 10.
Cosa rappresenta la legge 10? Perchè ad un certo punto si mette
mano alla legge 10? Perchè ci si rende conto che la Regione è
elefantiaca con i suoi 20 mila dipendenti; è una Regione incapace
di operare scelte tempestive e rischia di diventare un ostacolo
allo sviluppo. Si mette mano a quella legge all'interno di un
quadro di riforma federale in cui, da un lato, si intende
alleggerirla e, dall'altro, si cerca di meglio distribuirne
compiti, funzioni e poteri da conferire agli enti locali.
L'impianto complessivo della legge 10 è dunque un impianto
moderno, tranne per un punto che qui faremmo meglio a correggere -
e qui lo dico facendo autocritica - vale a dire l'avere creato un
eccessivo numero di presenze negli uffici di gabinetto.
Tuttavia, l'impianto risponde ad una logica di modernità e il
processo che riguardava le dismissioni non è legato al
prepensionamento, piuttosto è legato ai processi di riconversione.
A mio avviso, infatti, una Regione più moderna, più snella, più
adeguata ai tempi, penso che possa in qualche modo stabilire un
principio già stabilito dalla normativa nazionale, la 675 sulle
riconversioni industriali, che faceva cardine appunto sul
principio che le aziende che rischiavano di essere decotte
mettevano in parte il personale in prepensionamento al fine di
agevolarne lo slancio, la ripresa.
Questo è lo spirito che ha indotto il governo Capodicasa a
promuovere la legge 10. Il governo Cuffaro oggi la blocca, e la
blocca in ragione del fatto che vi è un appesantimento finanziario
in una visione centralistica della Regione. E ciò perchè, da un
lato, blocca il prepensionamento, ma, dall'altro, non favorisce i
processi di decentramento dei poteri, dei compiti, delle funzioni
e delle risorse nei confronti degli altri soggetti promotori dello
sviluppo, quali sono i comuni e le province.
Oggi, se avessimo compiuto il processo previsto dalla legge 10,
metà del bilancio della Regione sarebbe di competenza degli enti
locali e invece è di nostra competenza. Pertanto, oggi lo scontro
è tra un centro-destra che ha una visione conservatrice,
accentratrice della Regione, che pensa ad essa come un motore di
spesa per accentuare poteri ed un centro-sinistra che ha messo in
campo l'idea di avere una Regione moderna, che decentra compiti e
funzioni.
Tutta qui è la vicenda sul prepensionamento. Non è avere una mole
in più o in meno rispetto ad una visione di diritti che vengono
acquisiti. No, ma è rispetto ad una idea centrale della Regione.
Tutto ciò ci permette di muovere una critica al provvedimento che
il Governo propone, perchè lo pone sotto un profilo che noi
riteniamo essere completamente sbagliato, non all'interno del
contesto organico previsto dalla legge n. 10.
Qui sta tutta la differenza, l'inadeguatezza del Governo.
Quest'ultimo non solo è inadeguato, ma tenta di portare indietro
processi già avviati.
Ecco la ragione della nostra opposizione. Capisco che a livello
nazionale si pone il problema di affrontare il nodo se sia giusto
o meno che la gente vada in pensione a vent'anni, ma posta così la
questione chiunque risponderebbe che certamente non è giusto.
Tuttavia, l'intera questione va inquadrata all'interno di un
quadro di riconversione organica della funzione primaria della
Regione, della sua funzione regolatrice di rapporti, non più
accentratrice di poteri e soprattutto controllore della spesa. E
tale processo dovrebbe essere portato fino in fondo a compimento.
E questa è la ragione principale della nostra opposizione
Lo faremo con gli strumenti previsti dal Regolamento, lo faremo
per dare una idea della diversità del quadro di riferimento che
c'è tra noi e la maggioranza; e lo faremo anche in virtù di altri
due elementi che qui di seguito desidero dire ai colleghi.
La legge finanziaria, dicevo inizialmente, l'avete portata in
Aula prevedendone il blocco delle dismissioni, pensando quindi ad
una Sicilia che doveva ancora compartecipare con le aziende
regionali, con spese, con aggravi, con costi sul bilancio della
Regione anziché favorire processi di sviluppo, di liberalizzazione
di risorse da un lato e, dall'altro, con altri due elementi che
noi abbiamo, in qualche modo, corretto nel corso del dibattito che
si è sviluppato dentro la Commissione Bilancio.
Il primo, riguarda la vicenda dell'IRAP. Il dibattito sull'IRAP
dentro la Commissione Bilancio viene portato sulla base di un
emendamento del Gruppo dei Democratici di sinistra e del centro-
sinistra. Siamo stati noi a dire: utilizziamo le leve possibili.
Io non so se la norma sarà approvata e sostenuta, ammesso che
superi anche le obiezioni che possono essere sollevate dall'Unione
europea e dal Commissario dello Stato.
L'IRAP, come una delle leve possibili dello sviluppo, quando c'è
una fase di stagnazione o peggio ancora di recessione, come la
nostra, deve essere utilizzata calibrando le opportunità e le
occasioni dello sviluppo. E se io ho poteri propri in questa parte
di materia non devo sconfinare, anzichè fare voli pindarici e
inutili
Quella che propone l'assessore Pagano sulle cosiddette zone
franche' è una norma inutile che non promuove alcuno sviluppo.
Noi dobbiamo invece vedere quali sono gli atti che promuovono le
occasioni di sviluppo e quali sono le leve che noi - come Regione
- abbiamo da mettere in campo. Ecco le ragioni per cui abbiamo
posto la modifica dell'IRAP. Essa è stata accolta, il Governo
l'aveva pensata per i giovani, per una fascia giovanile; noi
l'abbiamo estesa come un'occasione, come un elemento di
convenienza che viene data alle imprese che vengono ad insediarsi
in Sicilia per creare quelle condizioni di vantaggio reale per
coloro che vogliono fare impresa in Sicilia per creare occasioni
di sviluppo.
In seguito è stato detto di volerla limitare ad alcuni settori
fondamentali - e concludo signor Presidente -, settori legati
alle vocazioni più naturali della nostra Regione: come il settore
turistico- alberghiero. E mi pare giusto che in qualche modo si
dividano i settori di intervento. Ma quello strumento che noi
abbiamo in campo, lo abbiamo messo noi dell'opposizione, il
Governo l'ha fatto proprio nel corso della discussione - e di
questo noi prendiamo atto.
Inoltre, la gran parte della manovra è legata ai fondi
dell'articolo 38.
I fondi dell'articolo 38 dal punto di vista statutario debbono
essere definiti come fondi da utilizzare per interventi in opere
pubbliche. Noi abbiamo presentato un emendamento in Commissione
Bilancio con il quale - vista la natura sismica della nostra
Regione - cercavamo di non dimenticare il fatto che i due terzi
degli edifici scolastici regionali non sono compatibili con le
norme di sicurezza. E in questo senso abbiamo detto che
intendevamo utilizzare i fondi dell'articolo 38 in modo
prioritario per finanziare un piano straordinario per messa in
sicurezza degli edifici scolastici. Il Governo su questo ha
cincischiato, continua a cincischiare, per cui siamo stati
costretti a trovare una soluzione mediana. Ma non c'è dubbio che
per noi costituisce questa una priorità assoluta: vale a dire
l'utilizzo di fondi pubblici per la messa in sicurezza degli
edifici scolastici. E ciò per dare tranquillità a migliaia di
famiglie.
Perchè il Governo cincischia rispetto a questi elementi? Perché,
secondo me, ha preso impegni per utilizzare i fondi dell'articolo
38 per mediare con settori sociali che costituiscono anche
blocchi di interessi.
E sta proprio qui la grande differenza tra chi ha una visione
generale del governo della Sicilia e chi invece interpreta il
bilancio della Regione come mezzo per mediare particolari
interessi con gruppi sociali - anche legittimi stiamo attenti,
non faccio obiezioni in questo senso Ma sta tutta qui la
differenza sostanziale tra la visione del centrodestra e quella
del centrosinistra.
Sui ticket si è già parlato. Abbiamo una spesa sanitaria fuori
controllo. In merito si è espresso in modo egregio il collega
Cracolici. Insomma, ci troviamo di fronte non solo ad un Governo
inadeguato ma ad un Governo che ha una sua strategia, che è quella
di riportare indietro la Sicilia. E l'esito complessivo è che la
Sicilia fa un passo indietro.
Non abbiamo più fondi da investire in conto capitale; non
abbiamo più soldi per fare nuove leggi. Ed è lì che viene davvero
difficile la funzione del Parlamento; il Parlamento oggi non è in
condizione di fare più alcuna nuova norma che comporti nuova spesa
perchè non c'è un euro nei fondi globali Altro che libertà del
parlamentare Di fatto c'è un intero Parlamento che è compresso
nella sua capacità di poter legiferare, di poter promuovere
iniziative, perchè non ci sono fondi globali, perchè il Governo
non ha previsto una disponibilità propria dei fondi globali,
perchè non vengono aggrediti i nodi strutturali che continuano a
pesare sulla crisi di questa Regione; nodi strutturali come la
spesa sanitaria ovvero i settori che potrebbero essere snelliti
ma che il Governo continua a mantenere perpetrando la logica del
rapporto con specifici blocchi sociali che sono quelli che
determinano i consensi di questo Governo.
Signor Presidente, onorevoli rappresentanti del Governo, così non
si andrà molto avanti. Noi non abbiamo nessuna intenzione di fare
i barricadieri, vogliamo semplicemente dimostrare che in Sicilia
potrebbe esservi un'altra idea della nostra Regione è possibile.
Per questo, ci confronteremo nel dibattito parlamentare;
porteremo avanti le nostre idee con coerenza; cercheremo di
argomentare fino in fondo le nostre ragioni e poi cercheremo di
convincere l'Aula a sostenerci. Utilizzeremo lo strumento del voto
segreto, non quello dell'ostruzionismo, su norme fondamentali su
cui la maggioranza tenterà di blindare la propria linea per far
passare norme che secondo noi non solo comprimono la libertà del
Parlamento, ma in ogni caso non incidono sulle reali occasioni
di sviluppo della nostra Regione.
Noi utilizzeremo - ripeto - lo strumento che il Regolamento ci
permette e cioè il voto segreto. E preannuncio fin d'ora che sul
blocco alle pensioni noi, come Gruppo DS, proporremo il voto
segreto.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Sammartino. Ne ha
facoltà.
SAMMARTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
nella discussione generale innanzitutto per esprimere il mio
personale apprezzamento per lo sforzo compiuto dall'assessore per
il bilancio, onorevole Pagano, nel riportare i tempi e le modalità
di approvazione della legge finanziaria e di bilancio nella
normalità dell' esercizio economico di un ente fondamentale qual è
la Regione. D'altra parte, credo che questo fosse uno dei due
obiettivi che il Governo si prefiggeva di raggiungere e ritengo
che con il concorso delle forze parlamentari che hanno a cuore le
sorti economiche e finanziarie della Sicilia si potrà raggiungere
agevolmente.
Peraltro, sono convinto che l'assessore Pagano e il Governo
tutto tenteranno, in qualche modo anche con il nostro supporto,
per impedire la trasformazione del bilancio e della finanziaria in
una legge omnibus; e credo che questo sia un altro degli obiettivi
dichiarati da parte dell'Assessore Pagano che spero venga
realizzato con il concorso di tutti e con il senso di
responsabilità che deve contraddistinguere l'apporto di ciascun
parlamentare.
Io credo che, sotto questo profilo, il senso di responsabilità
che riesce ad esprimere la minoranza in quest'Aula è tale che
dovrebbe indurre le forze di Governo e di maggioranza a concepire
la propria azione politica ed amministrativa con maggiore
coraggio, con un senso di sfida pure rispetto a tutti gli altri
centri decisionali, anche esterni alla Regione Sicilia, che in
qualche modo finiscono con l'interferire con la nostra attività
politica ed amministrativa.
Mi spiego meglio: io ritengo che il provvedimento previsto
all'articolo 13 della legge finanziaria riguardo alla istituzione
di un centro di servizi finanziari ed assicurativi - che,
peraltro, ha un precedente nella città di Trieste che ha avuto
grande successo anche per la collocazione geo-economica di questa
città in Europa - sia già il tentativo di sfidare, in qualche
modo, le istituzioni europee rispetto alla specificità economica,
politica, geografica che la Sicilia esprime. In questo contesto
ritengo che le forze politiche, con il senso di responsabilità che
ciascuna di loro esprime - e mi riferisco alla grande armonia che
si registra quasi sempre sulle leggi di bilancio della Regione
siciliana - abbiano anche il dovere di pensare alla possibilità di
sfidare le istituzioni europee su un campo, qual è quello della
"zona franca", al quale dovremmo pensare realmente se vogliamo
consentire un rilancio del sistema economico siciliano che,
altrimenti, verrà continuamente pregiudicato da scelte di ordine
europeo che poco considerano la specificità regionale e
territoriale, geopolitica ed economica della Sicilia.
Cerco di rendere ancora più semplice la mia riflessione,
permettendomi di invitare l'assessore Pagano ad adottare
ulteriormente il passaggio della estensione di questi benefici
alle attività economiche generalmente intese. Ritengo, infatti,
che non sia assolutamente costruttiva la posizione anche di chi
personalmente dai banchi dell'opposizione ha espresso un
pregiudizio negativo nel confronti di questa norma che può essere
sostenuta, che può essere resa ancora più coraggiosa in funzione
degli interessi economici e produttivi della Regione Sicilia.
D'altra parte, quando vengono rivolte accuse di inadeguatezza
culturale e anche politica da parte di alcuni esponenti della
minoranza nei confronti del Governo, bisogna sapere rispondere con
una armonia superiore, che non è quella al ribasso sui singoli
emendamenti di carattere clientelare o personali. Da questo punto
di vista - e lo voglio ribadire anche se la mia posizione non
vuole rappresentare interamente quella di Alleanza nazionale ma
sicuramente quella dei siciliani ai quali faccio riferimento - mi
sono voluto astenere dal presentare emendamenti aggiuntivi di
spesa, anche in ossequio all'invito rivolto dal Governo a noi
tutti parlamentari di non trasformare, come dicevo in premessa, i
disegni di legge al nostro esame in una legge omnibus. Mi sono
limitato a presentare ordini del giorno, avendo a cuore le sorti
di noi tutti siciliani, di ispirazione assolutamente generale
sulle priorità della Sicilia.
Sono convinto che il coraggio che il Governo può dimostrare,
utilizzando questa armonia - che in occasione della legge di
bilancio, e non solo, si registra in Aula -, debba essere portato
avanti non soltanto sulla zona franca o sul centro di servizi
assicurativi e finanziario, ma anche sfidando l'Unione europea in
quel meccanismo - che è un meccanismo assolutamente controverso e
perverso, onorevole Capodicasa, per cui la sinistra, il
centrosinistra prevede, anche in ossequio ad una
responsabilizzazione delle regioni, di riconoscere alle regioni,
alle province ed ai comuni una sorta di primazia rispetto alle
competenze, che risultano poi residuali, dello Stato con una
riformulazione del Titolo V dell'articolo 117, e poi si arriva,
invece, ad una normativa europea che questa ripartizione di
competenze tra Stato e Regioni conculca, supera ed elimina.
Non è possibile che su tante materie alla Regione Sicilia si
riconosca la sua specificità, la sua potestà legislativa, anche
nei confronti dello Stato, in maniera esclusiva - o quanto meno
concorrenziale -, e poi la normativa europea elimina questa
specificità, questo potere di intervento esclusivo o concorrente
della Regione nei confronti dello Stato, imponendo princìpi e
priorità che non appartengono, in qualche modo, alle priorità che
noi stessi riteniamo tali sotto il profilo politico, culturale ed
economico.
Dunque, assessore Pagano, dimostriamo ancora più coraggio
rispetto a quello che già ha contraddistinto l'azione di Governo
e portiamo questa iniziativa anche sulla possibilità di realizzare
obiettivi di grande spessore economico.
Faccio alcuni esempi legati al contenuto degli ordini del giorno
da me presentati, e che spero possano essere approvati con il
concorso e con il coraggio di tutti quanti i parlamentari, al di
là del fatto che la normativa europea possa anche non consentire
questo tipo di iniziativa. Faccio riferimento alle tratte sociali
per i prodotti siciliani: esiste un esperimento, un regime di
agevolazioni fiscali per le tratte sociali, per i passeggeri che
sta ottenendo un grande successo. Mi riferisco all'aeroporto di
Trapani che, in una maniera straordinaria, è riuscito in poco
tempo a diventare un centro nevralgico del trasporto aereo per i
passeggeri siciliani.
Lo si faccia anche per i prodotti siciliani, considerato che i
costi di trasporto che l'imprenditore siciliano affronta per
l'esportazione nazionale ed internazionale dei propri prodotti
incidono terribilmente sulla competitività delle produzioni.
Sotto questo profilo, assessore Pagano, facciamo un passaggio
culturale, un passaggio istituzionale forte e tentiamo di incidere
in questo settore.
Facciamolo anche sul settore della defiscalizzazione dei prodotti
petroliferi e della benzina in primo piano. Si è tanto parlato in
questi anni di un regime fiscale nei confronti della coltivazione
e dello sfruttamento dei giacimenti petroliferi che vede la
Sicilia prima regione produttrice dell'80 per cento del petrolio
prodotto in Italia coprendo il 20 per cento del fabbisogno
nazionale e la totalità del fabbisogno regionale. Eppure, rispetto
ad altre regioni d'Italia - faccio segnatamente riferimento alla
regione Valle d'Aosta - non riusciamo a garantire un prezzo
inferiore dei prodotti petroliferi e dei loro derivati, tra i
quali possiamo annoverare la benzina. Per quale motivo?
Probabilmente perché la stessa volontà che riusciamo a mettere
nella realizzazione di una legge-voto sugli immigrati non
riusciamo a metterla, tutti quanti con il concorso delle nostre
energie intellettuali, operative e sicuramente amministrative, in
favore in grandi sfide che devono essere culturali, politiche ed
economiche. E noi siciliani dobbiamo rispondere non con demagogia,
ma con operatività.
Ritengo che il senso di responsabilità al quale facevo prima
riferimento, dimostrato sempre con grande competenza da chi in
quest'Aula rappresenta la forza di minoranza e la forza di
maggioranza, possa essere portato avanti con grande coraggio, con
grande senso di sfida istituzionale proprio per la specificità che
la Sicilia esprime sotto il profilo politico, economico e
culturale anche in seno alle istituzioni europee. Lo si faccia a
partire da queste priorità, non ci si faccia imporre altre
priorità che sono esterne alle logiche e alle dinamiche di una
Sicilia collocata al centro dei continenti europeo, asiatico,
africano e collocata storicamente e culturalmente in una posizione
di grande favore sotto questo profilo, e si riesca finalmente a
garantire quel colpo d'ala che questa Assemblea può ancora
dimostrare nei confronti dell'opinione pubblica siciliana, e non
nei confronti delle piccole parrocchie clientelari che ciascuno di
noi può anche avere a cuore.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha
facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci apprestiamo
all'esame di uno strumento finanziario che, grazie all'apporto -
lo ribadiva l'onorevole Speziale - delle opposizioni, esiteremo
favorevolmente e velocemente.
Devo dare atto che le opposizioni, sia nelle Commissioni di
merito che in Commissione Bilancio , hanno tenuto un
comportamento teso a favorire la rapida approvazione dello
strumento finanziario; un comportamento che spesso ha rasentato
anche al limite la possibilità dell'astensione dall'esercitare
quasi il proprio ruolo.
E' questo un fatto positivo in quanto va, giustamente,
nell'interesse del raggiungimento di un obiettivo fondamentale,
quello di avere finalmente - non so se per la prima volta, ma
certamente per la prima volta negli ultimi anni - una finanziaria
e un bilancio approvati entro l'anno in corso, evitando quella
disprezzabile e deprecabile pratica dell'esercizio provvisorio che
aveva almeno due grandi controindicazioni. La prima era quella di
impedire ogni necessaria programmazione dell'impiego delle risorse
della Regione, ne impediva e ne impedisce la programmazione in
quanto l'attività di spendibilità vera e propria delle somme
appostate e previste nel bilancio inizia non i primi mesi
dell'anno ma, nella migliore delle ipotesi, a giugno o a luglio,
mettendo tutti i rami del Governo in una condizione di corsa
affannata alla spesa.
Sappiamo tutti, infatti, che quando non c'è una attenta
riflessione sulla programmazione e sulla spesa dei fondi spesso
non si raggiungono al meglio gli obiettivi. Questo è stato tanto
più evidente per quanto riguarda il comparto della sanità che,
ricordo a tutti i colleghi, rappresenta il 50 per cento
dell'intero bilancio della Regione siciliana: con i suoi 12.000-
12.500 miliardi di vecchie lire rispetto ai 25.000 del bilancio,
ne rappresenta appunto il 50 per cento. E poiché è un bilancio in
continuo deficit, le norme di revisione, di correzione che ogni
volta il Parlamento approvava per porre rimedio a questo deficit
non potevano mai trovare applicazione perché, appunto, i manager
si trovavano ad avere il bilancio approvato applicabile a metà
anno; tutto ciò che era avvenuto nei primi sei mesi dell'anno
faceva riferimento alla vecchia normativa e, quindi, non si
riusciva in alcun modo a correggere i difetti che presentava la
precedente normativa. In questo senso dicevo prima che una delle
controindicazioni era il ricorso all'esercizio provvisorio.
L'altra controindicazione che procurava un danno forte è
rappresentata dal fatto che tutti i provvedimenti che spesso
lodevolmente il nostro Parlamento si accingeva a prendere non
avevano efficacia alcuna nel sollevare le sorti delle nostre
imprese. Quindi, come ho detto poc'anzi, grazie all'azione soft
dell'opposizione, riusciamo quest'anno ad approvare in tempo
bilancio e finanziaria. Ed è questo un grande risultato che voglio
ascrivere anche al merito del Governo, il quale ha presentato per
la prima volta una finanziaria snella, priva di quegli orpelli che
spesso l'appesantivano causandone, di volta in volta, il
rallentamento dell'iter parlamentare.
Ed è per questo che mi sorprendono le obiezioni sollevate sul
provvedimento riguardante le pensioni, sul quale poi più
approfonditamente interverrò nel momento in cui si esaminerà
l'articolo 17. Mi sorprende come mai ci sia una simile insistenza
nel riproporre questo provvedimento; provvedimento che finora non
mi ha convinto sotto la logica del risparmio, non mi convince
sotto la logica del superamento dei diritti acquisiti, non mi
convince neppure sotto l'aspetto e la logica della parità o
disparità di trattamento tra i medesimi soggetti.
Voglio soltanto accennare alla posizione di Alleanza Nazionale
che è stata chiara, che non è dell'ultimo momento, che è stata
presa più di tre mesi fa e che è partita da alcune considerazioni
prima di tutto di carattere economico, perché non bisogna
predicare bene e razzolare male .
Noi siamo partiti da considerazioni di carattere economico e non
siamo stati i soli. Voglio ricordare che oltre due mesi fa è
stata inviata al Presidente della Regione una lettera dell'
onorevole Fleres, il quale partiva da una considerazione anzitutto
di metodo. In quella lettera egli sosteneva che non è possibile
trattare la riforma dell'ordinamento pensionistico con un
emendamento in finanziaria. Riteniamo che sia un argomento troppo
importante - sottolineava e continuava l'onorevole Fleres - che
merita - come si fa altrove, come si fa, del resto, e come si è
fatto e si continua a fare tuttora, mentre sto parlando, a livello
a nazionale - di una trattazione a se stante, di un disegno di
legge a se stante vista l'importanza della materia e vista
soprattutto la refluenza che la materia ha, non solo sui soggetti,
anzi per poco sui soggetti interessati, ma molto invece per i
riflessi che ha sul bilancio della Regione .
E' questa una delle considerazioni che ci pregiamo di
sottolineare, perché anche riteniamo che la materia delle
pensioni non possa essere oggetto di un emendamento presentato in
finanziaria.
Dicevo prima che noi eravamo partiti da considerazioni di tipo
economico; e fino a quando tali considerazioni non ci verranno
spiegate - perchè finora non ci sono state spiegate per niente -
noi siamo dell'avviso, poichè ci sta a cuore - e lo ripeteva
l'onorevole Virzì - che il bilancio della Regione venga sfoltito
nella logica di quella legge numero 10 che la Regione stessa aveva
adottato nel 2000 e che andava in direzione dei baby
pensionamenti. Anche in questo è bene fare un appunto perchè chi
continua a parlare di baby pensionati lo fa di proposito per
mettere fuori strada i colleghi deputati, per mettere fuori strada
coloro che - anche la Consulta eventualmente - dovranno decidere
le sorti della legge 10.
Giustamente - così come ha precisato anche l'onorevole Speziale,
che è tanto favorevole a questa finanziaria - è fuor di luogo
parlare di baby pensionati; ed io sono perfettamente d'accordo con
lui. E' necessario capire se servono veramente tutti i 18 mila
impiegati regionali, perché se è così la discussione si può anche
chiudere, non ha senso la legge 10, che è partita invece da una
ratio diversa, cioè quella di redistribuire le funzioni dal centro
alla periferia, agli enti locali e, quindi, redistribuendo le
funzioni, mantenere in piedi un apparato regionale snello,
efficiente e che gravasse di meno su quel famoso bilancio della
Regione sul quale torno tra un attimo.
Se questi impiegati sono, invece, in soprannumero, dobbiamo
semplicemente considerare, conti alla mano, quanto costa alla
Regione mantenerli al lavoro e quanto costa, invece, attuare la
legge in vigore.
Personalmente ritengo che mantenere al lavoro per altri quindici
anni queste quattromila persone - che, a mio modo di vedere, non
servono salvo che mi si dimostri il contrario - costerà alla
Regione qualcosa come 1.500 miliardi in più.
E' stato detto che la Regione non ha i soldi per il TFR o per
l'accantonamento, però quei soldi comunque li dovremo spendere: e
se ad oggi ammontano a 650 miliardi di vecchie lire, mantenendo
gli impiegati al lavoro per altri quindici anni, si arriva a
1.500 miliardi di vecchie lire, che - sommati ai 1.200 miliardi di
lire, che è il costo dello stipendio in più da pagare per non fare
niente - portano alla cifra complessiva di 2.500 miliardi di
vecchie lire.
Questo significa comportarsi come sempre si fatto nel passato e,
cioè - come spesso è stato denunciato da tutti qui, da questa
tribuna e sui giornali - scaricando sui bilanci futuri e su chi
verrà dopo il disastro di decisioni che si prendono al momento.
Noi facciamo un ragionamento che parte dai numeri, dalla
convenienza e dalla buona coscienza di operare per liberare
risorse, per creare lavoro vero con gli investimenti, e per
togliere le catene a questo bilancio di 25.000 miliardi di vecchie
lire che, per circa 20.000 miliardi, è costituito solo di spese
fisse, cioè uno "stipendificio".
Cosa possiamo dire ai nostri giovani se imprigioniamo tutte le
risorse del bilancio per pagare gente che non serve? Cosa dobbiamo
rispondere a chi chiede le infrastrutture, i porti, gli aeroporti,
gli investimenti? Cosa diciamo alla piccola e media impresa se non
mettiamo soldi con la CRIAS o con l'IRCAC o con tutti quegli
strumenti che servono a promuovere l'impresa? Dobbiamo continuare
così?
Questo è il quesito che ha posto Alleanza Nazionale, e non è un
quesito teso a salvaguardare i prepensionandi, ma al contrario è
un quesito che ha attinenza con l'interesse dell'intera Regione,
del suo bilancio e della possibilità e capacità che essa ha di
continuare ad esistere ed essere tale anche fra cinque o dieci
anni.
Ma se non facciamo le scelte giuste adesso non si venga a dire,
fra qualche anno, che non ci saranno più le risorse e non si potrà
far nulla, perchè oggi siamo in grado di liberare quelle risorse e
di far sì che non siano inutilmente spese.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Cintola. Ne ha
facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, comprendo bene la
democratica volontà della Presidenza di dare a questa Aula la
possibilità di fare due discussioni generali sullo stesso disegno
di legge, per cui non posso esimermi, dopo essere intervenuto
ieri, dal dovere riconfermare e riconsiderare un intervento oggi;
però non utilizzerò i quindici minuti previsti, ma ritengo di
chiudere il mio intervento lapidario in cinque o sei minuti al
massimo.
Le modifiche al Regolamento, approvate da quest'Aula con
l'apporto costruttivo della minoranza, hanno introdotto competenze
diverse per i lavori delle Commissioni e per i lavori d'Aula.
Pertanto vorrei che i colleghi non si assumessero nessuna gloria,
non tentassero alcun infingimento trionfalistico di fronte ad un
fatto che ha portato l'Assemblea a determinare i giorni in cui le
Commissioni devono ultimare il loro lavoro e, successivamente, i
giorni in cui l'Aula - a tempo determinato ormai, come si fa alla
Camera e al Senato - definisce le leggi.
Nessun trionfalismo, dunque, solo la corretta buona volontà
dell'Assemblea nella sua interezza, anche di coloro i quali hanno
votato contro e che oggi si ritrovano ad affrontare i lavori
seguendo un percorso più celere, più snello e tale da consentire
che i tempi vengano rispettati.
Da due anni la maggioranza chiede al Governo di essere più
rigoroso, e quest'anno stiamo ottenendo l'importante risultante di
concludere l'esame del bilancio e della finanziaria entro la fine
dell'anno.
(Brusio in Aula)
Non pensavo che il mio intervento potesse essere di disturbo ad
alcuni dei deputati presenti e pertanto chiedo scusa. Molti
deputati preferiscono intervenire spesso piuttosto che ascoltare
costruttivamente i punti salienti della discussione; io invece
ritengo più corretto fare entrambe le cose con modestia e senza
pigrizia, assicurando la mia presenza in Aula.
Come dicevo poc'anzi, il Governo quest'anno ha presentato una
finanziaria che non era di 192 articoli come quella dello scorso
anno sulla quale la Presidenza dell'Assemblea ha dovuto fare un
taglio netto iniziale di 40-50 articoli: è invece una finanziaria
snella, che si attiene alla specificità della legge - così come
annunciato ieri diligentemente dal Presidente dell'Assemblea -
composta di 20-22 articoli, secondo le modalità della legge 10 che
ne indica i limiti in modo inequivocabile.
Con Pagano e Castiglione assessori, la Commissione 'Bilancio',
come anche le Commissioni di merito, hanno operato con un maggiore
rigore, e di 195 emendamenti presentati, credo che più del 90 per
cento sono stati dichiarati inammissibili, attenzione, non più
presentabili in Aula.
Il che significa che abbiamo fatto un ulteriore ottimo, buon
lavoro.
Il Governo stesso, che nelle altre due finanziarie è stato
prodigo nel presentare emendamenti a pioggia, in questa si è
limitato molto tant'è che, nella manovra finale, credo non abbia
presentato più di dieci emendamenti, forse anche meno e,
dimostrando una certa intelligenza, si è ristabilito un criterio
al quale si è attenuta anche l'Aula.
Il blocco di emendamenti che ci viene sottoposto questa mattina,
piuttosto ridotto dopo l'ulteriore scrematura che diligentemente
il Presidente dell'Assemblea avrà fatto, ritengo ci porti ad una
finanziaria degna di tale nome; finalmente in tale finanziaria non
troviamo norme che sono, invece, di competenza dell'Assemblea.
Pertanto, se arriviamo entro i tempi stabiliti ad approvarla, ciò
consentirà all'Assemblea di avere un percorso per un'attività
legislativa a decorrere dal primo di gennaio dell'anno prossimo
per le leggi e per gli accantonamenti nei fondi globali delle
somme che debbono sorreggere la volontà di legiferare da parte del
Parlamento.
In questo contesto l'uso anche minimo di toni trionfalistici da
un lato o le persecuzioni non avvenute dall'altro lato, mi sembra
un atteggiamento ingenuo e non stabilizzante del rapporto corretto
che la minoranza ha voluto e sta portando avanti con serietà e
correttezza: la maggioranza tale è e tale resta indipendentemente
dalle sfide pseudo-culturali che vogliamo mettere alla base di
ogni nostro intervento, e pare non voglia essere devastatrice
delle iniziative della minoranza stessa.
Di fronte a questo quadro e per le cose che sono state già dette
dal Governo e negli interventi di esponenti della stessa
maggioranza, io ritengo che siamo in presenza di un documento
serio, legittimo e che nessun momento né notturno, né diurno può
modificare attraverso maxi-emendamenti o situazioni che sfuggono
al controllo del Governo e dell'Assemblea, andando oltre la loro
volontà.
Attenzione Dobbiamo dare risposte serie e incisive alla gente, a
chi ci ascolta e guarda all'Assemblea in attesa di tali risposte.
E la prima risposta che dobbiamo dare è che, dopo la legge omnibus
delle variazioni di bilancio, seguita dall'intervento molto
rilevante del Commissario dello Stato, che ha falcidiato alcuni
articoli e alcuni commi, quest'Aula non solo si è data un termine,
entro dicembre, non solo ha utilizzato un Regolamento nuovo e l'ha
applicato con grande rigore, ma oltre a tale certezza dobbiamo
anche garantire che siamo in grado di comprendere ciò che è nostro
diritto fare e ciò che non è nostro diritto fare e legiferare di
conseguenza senza contraddire le norme costituzionali.
E arrivo alla conclusione, a cosa non è stato ancora ampliamente
detto in quest'Aula e che, invece, ogni deputato sa nella propria
coscienza essere vero: il problema dei pensionati o dei
prepensionamenti.
E' stato chiarito, in termini inequivocabili, dal Presidente
della Regione che guida un Governo nel quale sono presenti
l'U.D.C., Forza Italia, Nuova Sicilia, Alleanza Nazionale, che
quel Governo, con una votazione della Giunta, compreso l'assessore
Granata che era presente e ha votato, per essere ancora più
precisi, ha ammesso la propria volontà
Onorevole Formica, non faccia demagogia con me...
FORMICA. Onorevole Cintola, cosa dice? Lo chieda all'onorevole
D'Antoni cosa ha fatto l'UDC a livello nazionale
CINTOLA. Noi siamo un partito nazionale; altri di altri partiti
politici possono anche regionalizzarsi o ghettizzarsi e
provincializzarsi alla sola provincia di Palermo o addirittura ai
soli dipendenti regionali - che sono quattromila - che devono
essere prepensionati. Abbiamo ascoltato dal Governatore, la cui
Giunta di Governo ed alleanza è tale fino ad oggi, quale era la
idealità sulla quale questa Giunta ha lavorato. L'dealità è
semplice; diceva ieri sera il Presidente dell'Assemblea, nella sua
autonoma valutazione super partes, che è un fatto nuovo che ci è
stato espresso in termini cogenti da parte del Presidente della
Regione e del direttore del personale, dottore Liotta, che i conti
li ha fatti e li ha fatti anche bene...
FORMICA. I conti non li ha fatti.
CINTOLA. Li ha fatti e li ha ribaditi nella commissione
competente alla presenza dell'onorevole Vicepresidente della
Regione che lo ha anche riferito in Commissione Bilancio
riportando esattamente tutti i conti.
Ma il problema non è più numerico, il problema non è più
dell'avere una lira in più o una lira in meno sull'argomento, il
problema è se la Corte costituzionale sta dando o no un parere
tranciante all'articolo 39 rendendolo incostituzionale. La
qualcosa significa esattamente che non dobbiamo parlare solo dei
4.000 dipendenti regionali di cui stiamo parlando. (Vorrei che mi
si lasciasse finire l'intervento considerato che io ho ascoltato
tutti senza mai obiettare e pur non condividendo necessariamente
le opinioni altrui.) Il problema è se ci sarà o no quella sentenza
di incostituzionalità dell'articolo 39, sentenza da più parti
paventata e che molto probabilmente verrà emessa. Se ci sarà, non
ci potrà essere voto d'Aula che tenga: la legge può o non può
passare, l'emendamento può e non può passare. Se la Corte
costituzionale, però, dovesse dichiarare incostituzionale
l'articolo 39, non solo i 4.000 lavoratori che stanno attendendo
con timorosa e giustificata attenzione verranno privati di un
diritto che avevano ritenuto acquisito - e che è ancora acquisito
ad oggi fin tanto che non si modifica la legge -, ma verranno
penalizzati ancor di più perchè se vanno in pensione,
successivamente dovranno ritornare a lavorare e rimborsare il TFR
alle casse della Regione siciliana. E a quel punto anche i 700
dipendenti collocati in quiescenza già da prima, ai sensi della
legge 10, dovranno restituire il TFR e tornare a lavorare
indipendentemente dal fatto che nella Regione siciliana che ci
siano 20.000, 30.000 dipendenti, bravi o non bravi poco importa,
perchè la decisione adottata dalla Corte costituzionale con la
relativa sentenza sarà cogente ai fini della efficacia
dell'articolo.
In quei termini significa che se noi oggi operiamo dicendo che
l'articolo 39 non esiste più allora avremo fatto, perchè
l'aboliamo, il nostro dovere sino in fondo, non lasciato viva una
speranza per chiuderla un mese dopo prima delle elezioni europee.
Lo dico per Orlando e per quanti altri hanno pensato che i 4.000
sono un grande numero da fare rientrare nella propria famiglia;
non arriveranno, infatti, ad avere quei voti e quei consensi per
le prossime elezioni europee.
Da qui alle europee avranno capito che sono stati presi in giro
coloro ai quali si è detto di non preoccuparsi perché non
passeranno, capiranno infatti, di essere stati giocati non dal
Governo o dai singoli partiti, ma da coloro i quali hanno pensato
di sostituire la giustezza di una impostazione con la demagogia
dell'attenzione.
Noi non siamo per la demagogia dell'attenzione. Il governatore
Cuffaro lo ha affermato ieri sera in termini molto sereni e
pacati, e ha pure detto che è una valutazione che egli affida
all'Aula e se quest'ultima deciderà secondo l'orientamento del
Governo, la decisione non avrà la paternità nè dell'uno nè
dell'altra. Vi ho espresso una necessità cogente.
CINTOLA... né di chi vuole, né di chi non vuole
C'è una necessità cogente che sto esprimendovi affinché voi, con
autonoma valutazione, conseguentemente, esprimiate il voto
Noi siamo su questa posizione. L'abbiamo ribadita ieri - l'ha
ribadita l'onorevole Leontini, in qualità di Capogruppo di Forza
Italia - l'ha ribadita la maggioranza e riteniamo di non dovere
gridare allo scandalo se i colleghi di Alleanza Nazionale nutrono
delle perplessità mostrate nelle sedi opportune.
Non c'è niente di scandaloso Però, l'attenzione va posta prima
del voto finale, affinché ognuno sappia cosa vota, il
raggiungimento dello scopo e la finalità da perseguire.
Ed allora, o abbiamo un Presidente della Regione bugiardo, oppure
un direttore del personale che non capisce nulla, o abbiamo un
Governo - con il Vicepresidente Castiglione e l'Assessore al ramo
Pagano - di deficienti cronici e totali.
Per quanto precede, allora, non sono leggi da non votare ma,
piuttosto, soggetti da interdire
Oppure abbiamo il dovere sacrosanto di riflettere un attimo, di
comprendere verso cosa andiamo e cosa vogliamo raggiungere alla
fine. Se s'intende raggiungere un consenso, allora, vi dico che
non ci arrivate, perché, prima ancora di recarsi alle urne per le
europee, la balordaggine uscirà fuori
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. La sfida è il
voto palese
CINTOLA. No, la sfida può essere anche il voto segreto, non ha
importanza
Io, personalmente, dirò come voto. Diranno gli altri come votano
Non è un problema E' piuttosto un problema di coscienza, di
comprendere se si è davvero rappresentanti di un popolo di cui ci
si vuole occupare, degli interessi di quattromila persone alle
quali va detta in faccia la verità Quelle persone non possono
essere soggiogate e turlupinate: non sarà il voto di quest'Aula
che darà o meno il prepensionamento
E' la Corte costituzionale che sancirà un principio che andrà
oltre e che sconfiggerà l'Aula. Dirà all'Aula che, ancora una
volta, ci si è dimostrati incapaci di intendere e volere
Questa è la realtà finale E su questo - e senza volere gridare
allo scandalo - dico che ognuno, responsabilmente, può alzarsi e
dire come la pensa, votare come crede: non è successo niente
Non c'è niente di immutabile o di gravità tale: c'è soltanto,
però, da considerare l'onesta valutazione del lavoro che ognuno di
noi, nella propria coscienza, deve fare se crede ancora nei valori
di una Sicilia che non va ancora turlupinata. E di leggi che
debbono, anche se dolorosamente, essere portate a termine.
Non siamo felici di fare questo ma dobbiamo nell'interesse
dell'Aula, nell'interesse della legge. Nell'interesse di coloro i
quali vanno, purtroppo, anche penalizzati, senza che, tuttavia, ne
abbiamo nessuna colpa
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Preciso
che si tratta dell'ultimo deputato iscritto a parlare
sull'articolo 1.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il mio sarà un
intervento breve, come breve è la finanziaria di quest'anno,
l'unica sua qualità
Per la prima volta, infatti, non abbiamo il solito "assalto alla
diligenza"; per il resto, questa finanziaria, dal nostro punto di
vista, è assolutamente inadeguata, non incide minimamente sui
meccanismi dello sviluppo, non coglie pienamente le difficoltà
della situazione finanziaria della nostra Regione. Che non è stata
mai così grave
Lo sanno tutti, la Sicilia è prigioniera dei propri debiti. Tra
le regioni meridionali, guida la graduatoria con 3,2 miliardi di
euro di debiti.
Questi dati, ma anche quelli che aggiungerò, sono chiaramente da
bancarotta.
E, per intervenire in maniera efficace, non è sufficiente una
norma contabile o una finanziaria, per la prima volta, più
stringata e che - anche noi dell'opposizione - auspichiamo e
lavoreremo affinché si approvi entro questa settimana.
La situazione finanziaria è disastrosa: basti pensare al debito
residuo di 3.226 milioni di euro per i mutui contratti con le
banche, dal 1996 ad oggi; oppure ai crediti vantati dagli
industriali - quantificati in 2,5 milioni di euro -; o, ancora, ai
crediti vantati dalle farmacie, dalle cliniche convenzionate, dai
fornitori, dall'intero sistema della sanità che ammontano a circa
2 miliardi di Euro.
Il problema della spesa sanitaria è veramente drammatico: incide
sul bilancio della Regione per circa 8 miliardi di Euro, pari a
quasi 16 miliardi delle vecchie lire. Negli ultimi dieci anni, la
compartecipazione della Regione al Fondo sanitario regionale è
passata dal 15 per cento, del 1993, al 42,5 del 2003. Per non
parlare del debito - per la prima volta in questa Finanziaria c'è
un preciso appostamento - nei confronti dell'INPDAP, per il
mancato versamento dei contributi inerenti alla costituzione della
gestione separata dei trattamenti pensionistici dei dipendenti
regionali: ammonta a circa 650 miliardi di vecchie lire.
Infine, il debito complessivo di Tesoreria che, nel 2002, ha
raggiunto la cifra record di 3.192 milioni di euro.
Questi dati, in gran parte, si possono verificare nei documenti
contabili elaborati dallo stesso Assessorato al Bilancio.
La verità è che il Governo Cuffaro non riesce ad aggredire i nodi
strutturali che producono il deficit di bilancio.
La vera sofferenza del sistema economico dipende dal fatto che
non si realizzano le riforme necessarie per incidere sulla spesa
regionale.
L'altro giorno - quando, occasionalmente, ho partecipato ad un
dibattito - qualcuno ha osservato che avremmo approvato leggi di
settore, in questi due anni e mezzo. Non abbiamo fatto nessuna
legge di settore Ad esempio, la legge di modifica delle procedure
di gara sugli appalti non è una legge di settore che ha prodotto
un miglioramento delle condizioni delle imprese, in particolare
del settore edile. Si tratta di una legge che, piuttosto, ha
modificato alcuni aspetti regolamentari riguardanti le procedure.
Le vere leggi di settore, al contrario, sono quelle che
determinano l'aumento della spesa nel nostro bilancio. Una legge
efficace, sollecitata da tutti, che non è stata ancora nemmeno
approvata dalla Giunta, sarebbe quella sulla formazione
professionale - non solo perché riguarda 6.500 addetti e 55 mila
utenti - ma, soprattutto, perché il sistema della formazione
professionale, pur avendo assorbito moltissime risorse finanziarie
dal Fondo sociale europeo, incide in maniera distorta sul nostro
bilancio. Ancora, una legge importante, sarebbe quella sul
trasporto locale che giace però in Commissione: e poi ci
meravigliamo che il sistema dei trasporti costa 350 miliardi nella
nostra Regione Si può approvare allora una legge che modifica il
meccanismo - lì non è facile quantificare il risparmio perché
devono essere definite le modalità di rete ed il servizio minimo
garantito - però, si incide e si interviene su un settore che ha
bisogno di una razionalizzazione e, soprattutto, di allinearsi con
la normativa nazionale.
Ci sono altre leggi importanti che potrebbero essere fatte per
rilanciare l'economia: penso alla legge quadro sul turismo ed agli
interventi per i beni culturali oppure ancora, alla messa a
reddito di tutto il patrimonio regionale. Potrebbero essere
meglio valorizzati i nostri siti archeologici oppure tutte le
strutture che abbiamo sulla fascia costiera e su altri territori
di grande interesse naturalistico.
A dispetto di tutto ciò, non si interviene nemmeno sugli sprechi:
perché se è vero che il salto di qualità lo facciamo con le
riforme c'è, tuttavia, una serie di spese inutili le quali
andrebbero ridotte. Si pensi al ritardo nella dismissione degli
enti regionali ed al dibattito scaturito in ordine all'opportunità
di dismettere, in tempi brevi, alcuni enti regionali. Oppure si
può anche guardare all'abolizione di tanti Comitati inutili che
servono soltanto per pagare prebende e missioni: anche queste
realtà, potrebbero essere abolite.
CINTOLA. Siamo d'accordo
BARBAGALLO. Si possono anche riqualificare alcuni interventi
nella spesa sanitaria e si può pure adottare una moratoria per le
leggi di spesa.
Nessuno potrebbe scandalizzarsi in una Regione, come la nostra,
nella quale l'intervento finanziario è quello centrale, il più
significativo: si faccia, allora, una moratoria per nuove leggi di
spesa. Per qualche anno - non succede niente - variamo leggi che
non hanno costi
Oppure - penso ancora - anche la riduzione del numero dei
consulenti e dei componenti gli Uffici di Gabinetto: sembrano
piccole cose, ma il buongoverno comincia anche da esse Anche
dimostrando l'inversione di tendenza su questi enti e organismi,
si può far capire che, culturalmente, si è acquisita l'idea di un
risparmio che passa anche per questi uffici e per questo numero,
veramente esorbitante, di consulenti.
Si continuano, invece, a perpetuare privilegi, si tutelano
interessi di tipo clientelare.
Non c'è dubbio - signor Presidente, non mi dilungherò oltre, mi
avvio a conclusione - che non si interviene sulle riforme perché
si ha paura di incidere sui meccanismi dello scambio elettorale.
Alcune cose le dobbiamo fare, tuttavia: dobbiamo avere chiaro il
senso vero della politica. O noi recuperiamo la cultura di
progetto e facciamo capire ai siciliani che la politica è
servizio, nel senso di seminare oggi per raccogliere domani (e
quindi investimento a redditività produttiva, anche se a
raccogliere potrebbero essere altri) oppure non abbiamo in noi la
forza di elaborare un progetto che indichi, in qualche modo, una
prospettiva, una speranza: guardiamo così alla politica del giorno
per giorno, al quotidiano, alla possibilità di perdere uno o due
elettori.
Mancano i grandi disegni, le mediazioni si fanno sempre a livello
più basso. Si pensa a provvedimenti che danno consenso a breve
termine.
Eppure sono convinto che i cittadini sapranno valutare un ceto
politico che cerca di ottenere consenso senza impegnarsi per lo
sviluppo, perpetuando, così, una logica di piccoli scambi, come
dicevo prima, ancora molto praticati e redditizi. Le clientele e i
favori ai singoli, però, non possono sostituire i valori della
politica e gli interventi per gli interessi generali.
Noi consideriamo, quindi, un fatto positivo che questa
finanziaria non contenga materie estranee (speriamo venga
approvata in tempi brevi, e questo è un fatto altrettanto
positivo) però crediamo che questa manovra avrebbe avuto bisogno
di un respiro molto maggiore, in termini di crescita e di sviluppo
della nostra Regione.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Ha facoltà
di replicare l'onorevole Capodicasa, relatore di minoranza.
CAPODICASA, relatore di minoranza. Signor presidente, onorevoli
colleghi, avrei perfino rinunciato a svolgere questa breve replica
se alcuni interrogativi, contenuti nella relazione di minoranza,
avessero trovato una qualche risposta, trattandosi di aspetti -
oltre quelli di natura politica - soprattutto, di natura tecnico-
contabile-finanziaria.
A me non sembra corretto lasciar correre per poi, del resto,
riproporre nuovamente gli stessi argomenti nel momento in cui,
esaminando l'articolato, comunque ci imbatteremo in essi.
Ho chiesto, allora, la parola per riassumerli qui brevemente, per
memoria, in vista della trattazione dell'articolato. E quindi
ribadire, se è possibile ancora una volta, l'esigenza che mi si
dia una risposta.
Il dibattito ha preso ovviamente un'altra piega perché ha inciso
molto la discussione sulla questione dei pensionamenti ove una
certa oscillazione di indirizzo ed una divisione, all'interno
della maggioranza, hanno finito per assorbire quasi interamente il
dibattito.
Però, la legge finanziaria non consta solo delle pensioni e dei
prepensionamenti: essa, unitamente al bilancio, è innanzitutto una
manovra complessiva sulla quale, credo, bisognerà pure concentrare
maggiormente l'attenzione.
Riassumo brevemente, facendomi guidare dall'intervento svolto
ieri dall'assessore per il bilancio che, per un disguido, non ho
potuto ascoltare direttamente ma che ho, tuttavia, riletto nel
resoconto stenografico di questa mattina. In tutta sincerità, non
sono riuscito a capire un bel nulla
delle risposte che l'Assessore ha fornito. Sicuramente, onorevole
Cintola, per mia incapacità
Allora, vorrei avere maggiori chiarimenti su alcune
argomentazioni che sono state addotte.
Le contestazioni erano precise e formali. Una di esse era
relativa ai fondi ex articolo 38 sul quale l'assessore ha ritenuto
di rintracciare segni di polemica per la polemica e, addirittura,
successivamente, anche una conferma della scelta fatta ad agosto,
da parte dell'Assessore, con la nostra contestazione.
Non ho capito, esattamente, cosa voglia dire l'Assessore quando
sostiene che il Governo ha fatto un atto di coraggio destinando
quei fondi ad un grande piano di investimento. Ritengo, ancorché
fosse vera la dichiarazione dell'Assessore, che non occorra una
qualche forza d'animo per finanziare un piano di investimenti:
infatti, si tratta di un obbligo costituzionale che deriva dal
nostro Statuto.
L'articolo 38 recita che "lo Stato verserà annualmente alla
Regione, a titolo di solidarietà nazionale, una somma da
impiegarsi in base ad un piano economico nell'esecuzione di lavori
pubblici". Quindi, ciò è statuito dall'articolo 38; del resto, si
è sempre fatto così
Quando l'articolo 38 funzionava annualmente, come avvenuto fino a
sei, sette anni addietro, ogni anno, la Giunta deliberava un piano
di investimenti nel settore dei lavori pubblici la cui copertura
era legata alla destinazione di tali somme. Inoltre, ogni anno, il
fondo era parametrato tra l'82 e l'85 per cento dell'imposta di
fabbricazione riscossa in Sicilia da parte dello Stato. Quindi,
variava tra i mille e i milletrecento miliardi l'anno. Nulla di
nuovo, nulla di eccezionale
Ciò che è accaduto, invece, questa volta, è che, avendo lo Stato
disposto l'assegnazione non di un'intera somma annuale, ma di una
piccola somma, in quindici anni, il Governo ha deciso di
cartolarizzare': parola magica che viene, ormai, usata
frequentemente e che permette di attualizzare ad oggi tutto ciò
che lo Stato ci deve in 15 anni. Il Governo, quindi, ha fatto un
bel gruzzoletto di quanto deve esserci assegnato nei prossimi 15
anni ed ha deciso di investirli.
L'onorevole Assessore ammette oggi che questi fondi sono serviti
per cassa - in quanto, per competenza, sono destinati ad
investimenti - ma, in effetti, in termini di cassa, appunto, si è
fatta l'iniezione finanziaria da noi fermamente contestata.
Allora, vorrei che ci venisse spiegato cosa significa aver
finanziato - visto che, come afferma l'assessore e come recita
l'articolo 38, si tratta di fondi per l'esecuzione di lavori
pubblici, o come recita l'articolo 2 della legge finanziaria del
2000, se non ricordo male - questi fondi che potevano essere
utilizzati per spese di investimento.
Ma spese d'investimento, però, sempre nel settore dei lavori
pubblici, in opere che lasciano infrastrutture, che mantengono
prodotto interno lordo. Invito l'Assessore a fornirmi una
risposta, a che relazione abbiano le voci, che leggerò, contenute
negli interventi finanziati dal Governo, con le risorse ex
articolo 38 che, a mio avviso, hanno tutt'altra finalità.
Intendo iniziare con il contributo in favore della società per
azioni Stretto di Messina che non credo faccia opere e lavori
pubblici, si tratta di un contributo che finanzia l'attività
ordinaria di gestione della società stessa.
Chiedo, inoltre, il significato del contributo in favore delle
cooperative agricole e relativi consorzi per l'adeguamento del
loro capitale sociale; mi chiedo cosa c'entri con l'esecuzione dei
lavori pubblici o degli investimenti. Ancora, cosa significa
somma da versare all'Ente si sviluppo agricolo per l'attuazione
dei compiti istituzionali ?
Non parliamo, inoltre, della spesa che, anziché essere
addizionale - così come previsto dall'articolo 38 - va a
finanziare capitoli ordinari di spesa, che qui non tratto per
brevità dei tempi, ma vorrei sapere cosa significa finanziamento
dei corsi di formazione e addestramento professionale per la
modica cifra di centosedicimilionieduecentocinquantamila euro. Se
la formazione professionale è diventata, con la magia di questo
Governo, spesa per opera pubblica o, comunque, per infrastrutture,
solo impropriamente si può sostenere che si tratta di spese di
investimento. E la spesa di investimento, così come è concepita,
non è sicuramente rispondente alla lettera dell'articolo 38.
Quindi, tutto ciò che è stato detto in proposito non solo trova
fondamento ma, a mio giudizio, ha il carattere di una denunzia di
incostituzionalità che il Commissario dello Stato, ovviamente, non
si è sentito di impugnare.
Passiamo al problema dell'IRAP, su cui è intervenuto l'onorevole
Speziale. L'IRAP non è stata inserita dal Governo in
finanziaria; il Governo aveva inserito una norma che agevolava
l'imprenditoria giovanile attraverso l'esenzione dell'IRAP stessa.
Ma è proprio quella norma che è stata duramente contestata dal
Presidente di Confindustria, il quale in Commissione ha detto
badate, voi non state facendo altro che incentivare la ricerca al
mercato nero dei giovani imprenditori, perché il padre metterà il
figlio nella società per poter attingere a quei finanziamenti, ed
è un finanziamento che porterà al fallimento dell'operazione . E
noi abbiamo proposto l'ampliamento alle società con le modalità
che poi sono state raccolte.
Ma vado subito alle ultime due questioni tralasciando tutto il
resto perché non vorrei raccogliere le banalizzazioni sulle zone
franche che, così come sono state poste, non meritano molta
considerazione.
Prima questione: i fondi negativi. L'Assessore sostiene di non
capire esattamente la contestazione, spero si tratti di una
distrazione, perché in realtà è stata fatta, l'onorevole
Capodicasa forse non ha neanche letto il bilancio e ha perduto
qualcosa del bilancio .
Pregherei l'onorevole Assessore di misurare le parole, non perché
non si possa non leggere un bilancio, ma per chi fa una relazione
di minoranza sentirsi dire che non ha letto il bilancio, credo sia
pesante. Ma, considerato che in quest'Aula la manovra dei fondi
negativi veniva fatta ancor quando questo stesso Assessore non era
neanche deputato ed io era già, tanti lustri fa, in Commissione
Bilancio, vorrei suggerire all'Assessore come avviene una manovra
attraverso i fondi negativi e sarei anche in grado di
illustrargliela, di spiegargliela dettagliatamente.
Il problema è il seguente: nel momento in cui si inseriscono i
fondi negativi in entrata nel prospetto - perché sono in entrata,
anche se l'Assessore ne contesta il termine tecnico, se ho capito
bene, perché poi è molto confuso e non sono riuscito bene ad
interpretare, ma credo di capire che venga contestato il termine
che ho usato vengono posti in entrata - come vengono ricostruiti
in base alla legge 468 del 1978? Si ricostruiscono sulla base del
fatto che, a fronte di una entrata incerta, si apposta la stessa
uscita ma per spese eventuali, che non siano spese certe,
altrimenti si falsifica il bilancio. Ecco perché noi accusiamo di
falso questo bilancio.
Invece, il Governo ci propone un'entrata eventuale, e sono i 400
milioni di euro per l'ex articolo 37, e un'uscita certa perché li
apposta nei fondi di riserva.
Questo bilancio non ha fondi di riserva, e mi si dica se un
bilancio può essere presentato senza fondi di riserva
Ecco l'operazione fatta, che non è creatività come si accusa a
volte Tremonti di creatività finanziaria . Qui siamo a livello
del gioco delle tre carte ed è qualcosa che, a mio giudizio,
non ha nessun riscontro nel passato.
Altre volte sono stati costituiti fondi negativi, sono stati
inseriti come spese eventuali, incerte che ovviamente non
sarebbero state fatte qualora non avessimo avuto le entrate. Noi
per l'articolo 37 - lo ribadisco e avrò ragione anche quest'anno
come l'ho avuta l'anno passato - non avremo un euro per il 2004 e
inseriamo 800 miliardi di vecchie lire in entrata, dopodiché le
uscite sono sui fondi di riserva. Successivamente, in sede di
variazione di bilancio, strada facendo, dovrete impinguare i fondi
di riserva, perché un bilancio deve avere i fondi di riserva.
L'Assessore, inoltre, non fornisce una risposta alla quale
tenevo molto, relativamente all'articolo 4, e dalla replica devo
dedurne che non ha esattamente compreso la contestazione che gli
ho rivolto.
Noi non contestiamo che vi sia un fondo appositamente costituito,
dove già sono confluite, nel 2001, partite che erano al 90 per
cento considerate inesigibili; quell'operazione va bene perché si
trattava di circa 4000 miliardi che, se inseriti in un fondo da
dove non si poteva attingere in quanto inesigibili, avrebbe
squilibrato e scassato il bilancio della Regione.
Ciò che contesto è che questo fondo chiuso viene aperto, anzi,
direi viene scassinato attraverso un'operazione di tal genere:
vengono canalizzati su questo fondo anche gli avanzi di
amministrazione, dopodiché si imputano a quel fondo tutte le
regolazioni contabili relative al POR.
Quindi, anche qui spese certe di fronte a entrate incerte, una
parte perché inesigibili - quelli che abbiamo già vincolato - e
una parte l'avanzo di amministrazione che, come si è dimostrato
nell'anno in corso, ha una entità irrisoria. Ecco qual è il
problema
Abbiamo, ovviamente, approfondito l'argomento e le posso
assicurare che le nostre riflessioni sono confermate, l'Assessore,
invece, sostiene che ripulisce l'operazione e non so che cosa
debba ripulire.
L'altra questione sulla quale l'Assessore non dice nulla, e che è
la parte centrale della nostra contestazione - e ho chiuso -, è
quella relativa alla copertura finanziaria.
Non voglio risposta alle cose che sostengo, voglio una risposta a
ciò che è scritto nel documento numero 15 del 2003 della
Commissione Bilancio per la parte relativa all'articolo 20,
riguardante la copertura finanziaria delle tabelle. C'è una
contestazione su un punto di legge, che ho succintamente
richiamato nella mia relazione di minoranza, e non una parola
nelle conclusioni.
Questa finanziaria è illegittima nella copertura e lo dice quel
documento che, personalmente, ho elogiato per la estrema
competenza che dimostra, oltre il lavoro svolto per la stesura del
testo che noi abbiamo approfondito perché si tratta di qualcosa
che già in passato avevamo denunciato sulla base delle
considerazioni che potevamo fare e che oggi possiamo richiamare a
supporto delle nostre tesi.
Un documento - ripeto - che considero importantissimo perché
dovrebbe valere, per un Governo serio, per oggi e per il futuro.
Infatti, se non si mette ordine nella materia finanziaria non
avremo nessun futuro e, a giudicare dalle dichiarazioni
dell'Assessore per il bilancio, il quale ogni anno e ad ogni
passaggio finanziario ci informa che ha risanato le finanze della
Regione, avremmo già dovuto nuotare nell'oro, se le cose dette nel
corso di due anni e mezzo fossero risultate anche parzialmente
vere.
SPEZIALE. Un po' di propaganda si fa
CASTIGLIONE, Vicepresidente della Regione. Nell'arco di una
legislatura.
CAPODICASA. L'onorevole Berlusconi sostiene nell'arco di un
decennio, perché considera insufficiente una legislatura
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Due legislature,
perché Berlusconi è un punto di riferimento
CAPODICASA. Andando avanti di questo passo. Non solo non
basteranno due legislature, ma ho dubbi che ci arriverete alle due
legislature.
Dopodiché, signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei che la
discussione fosse impostata su basi serie, di correttezza. Non
dico che bisogna accogliere necessariamente le tesi degli altri,
ma se non si accolgono, almeno si confutino su basi oggettive e
non sulla base di piccole battute alla Totò , che, ovviamente,
lasciano il tempo che trovano e figuriamoci se mai potrebbero
convincerci del contrario di ciò che abbiamo affermato.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'Assessore per il bilancio per
fornire la replica.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, chi legge i verbali immagina che
qui si hanno coperture finanziarie inesistenti, quando la verità
di fondo è che molti si innamorano delle proprie tesi ed è
difficile smontarne l'innamoramento. Noi non siamo qui per
smontare fasi di innamoramento, ma per cercare di portare avanti
una problematica di tipo sociale, perché quando la politica
attiene a questi livelli è anche "società", anzi è "soprattutto
società".
Facendo un breve excursus su tutti i punti che sono stati
trattati, partirei da quello che ha espresso l'onorevole
Crisafulli nel suo intervento, quando ha cercato di sostenere che
l'importanza delle Commissioni di merito soverchia quelle che sono
le competenze della Commissione Bilancio, la quale non dovrebbe
intervenire o mai operare, secondo questa tesi, perché la
Commissione di merito già di suo ha una capacità di incidere e di
portare avanti delle tesi che, di fatto, non possono essere
prevaricate dalla Commissione Bilancio.
Mi dispiace, onorevole Crisafulli - che non vedo in Aula - ma
purtroppo non è così, perché gli elementi di spesa non possono
passare tout court sol perché la Commissione di merito li ha
ritenuti validi e, soprattutto, noi dobbiamo tenere conto che, per
l'esperienza di questa Regione, ci sono state fin troppo leggi,
emendamenti, passaggi legislativi legati quasi esclusivamente a
logiche di tipo personale o a norme che apparentemente erano
inoffensive ed innocue e che poi, alla fine, si sono rivelate
negative in termini di ricaduta economica.
E siccome il compito della Commissione Bilancio - che interpreta
bene questo ruolo - è quello di capire perfettamente che bisogna
evitare qualsiasi refluenza negativa di carattere economico-
finanziario, va da sè che il ruolo interpretato da questa
Commissione Bilancio e dall'Assessore al ramo, che ovviamente ne è
componente, è proprio quello di evitare prevaricazioni e dubbi.
Ed in questo, è chiaro che tutte le scelte di tipo clientelare,
che non sono positive, che non producono prodotto interno lordo e
che, in generale, non hanno nessun tipo di ricaduta, devono essere
evitate e lavoreremo perché tutto questo accada.
E' il caso dell'emendamento in Commissione - non so chi l'abbia
presentato, e che certamente non può che fare vergognare tutta
l'Assemblea qualora lo stesso non venga disconosciuto e di cui è
sostenitore proprio l'onorevole Crisafulli -, riguardante la
possibilità che viene data a coloro che sono stati assunti
dall'Amministrazione regionale dopo il 1986 e che hanno un sistema
pensionistico diverso, sistema che appunto é contributivo, ebbene
secondo questo emendamento - ripeto - si vuole unificare e si
vuole omologare il trattamento pensionistico di costoro fino alla
data odierna agli altri colleghi che avevano, invece, il sistema
retributivo.
A parte il costo di oltre 250 miliardi di vecchie lire che questa
norma comporterebbe - 400, mi dice l'onorevole Formica - a parte
questo, penso che sia immorale immaginare ancora emendamenti del
genere.
Dobbiamo pensare ad entrare in Europa, dobbiamo cercare di essere
competitivi, dobbiamo cambiare la nostra mentalità, la nostra
cultura e, invece, continuiamo a presentare emendamenti di
retroguardia. Personalmente, devo fare un'opera di denuncia
perché il nostro Parlamento continua tutt'oggi a presentare
emendamenti di questo tipo e non pochi.
Pertanto, essere a salvaguardia del sistema, essere messi in una
logica di confronto, senz'altro, ma nello stesso tempo anche di
attenzione nei confronti del contribuente siciliano, del cittadino
siciliano, del pensionato siciliano che certamente potrebbe avere,
nei prossimi anni, difficoltà enormi, è il minimo che un uomo di
governo, e un Governo in generale, deve avere e deve perseguire.
Per chi non lo sapesse, dal 2010-2011 il numero dei pensionati
siciliani sarà superiore al numero dei lavoratori e siccome voi
sapete che dal 1979 non abbiamo più i fondi-pensione, da quel
momento cominceranno seri problemi, perché è chiaro che occorrerà
spiegare ai pensionati siciliani come fare a pagare le loro
pensioni, considerato che le entrate contributive saranno
inferiori rispetto al numero dei pensionati stessi.
E' chiaro che su questi temi dobbiamo cominciare a fare un'opera
di denuncia, non dobbiamo sembrare Cassandre, però abbiamo il
dovere di dichiarare tutto ciò per evitare che si continuino a
perpetuare logiche tipiche del 1960, quando le scelte di questa
Regione erano di tipo assistenzialistico e quando, evidentemente,
la Regione siciliana aveva modelli di sviluppo sbagliati, come poi
alla fine è risultato.
Mi auguro, a forza di gridare tutto ciò, che qualcosa cambi,
anche perché la speranza è che molti deputati di questo Parlamento
la pensino come me, per fortuna non siamo pochi, non siamo ancora
maggioranza, però certamente in questo progetto culturale ci
sentiamo di potere dire che abbiamo tessuto un ragionamento
positivo e siamo convinti che nell'arco di poco tempo dovrebbe
avvenire un cambiamento auspicato da tutto il popolo siciliano.
Continuando nel nostro excursus, abbiamo assistito ad una verve e
ad una vis oratoria non indifferente da parte dei deputati di
Messina che hanno contestato anche il Governo della Regione per il
fatto che lo stesso è stato, non ricordo adesso le testuali
parole, comunque, estremamente duro nel tagliare i fondi per la
ricostruzione della città, mi riferisco alla legge approvata un
paio di anni fa.
Sono state citate cifre anche corpose, 45 milioni di euro, che
sono state tagliate dal Governo. Devo purtroppo deludere i
deputati Panarello, Beninati e Ardizzone perché, da questo punto
di vista, il Governo ha agito in maniera assolutamente corretta.
Naturalmente il Governo è a fianco della deputazione di Messina
per la ricostruzione della città tanto martoriata dal terremoto
del 1908 e che ancora oggi continua ad avere ferite gravi, perché
è chiaro che non possiamo abbandonare al suo destino la città
dello Stretto. Però nello stesso tempo dobbiamo entrare in una
logica assolutamente nuova rispetto ad un passato. Quale è questa
logica?
Lo abbiamo spiegato più volte: dalla tabella D abbiamo tolto, è
vero, 21 milioni di euro, che erano i fondi regionali, e li
abbiamo sostituiti con i fondi di cui all'articolo 38, tanto
dibattuto, che sono fondi per investimenti. Ed è chiaro che se la
Regione ha fondi strutturali, economicamente appostati lì per
venire incontro alle esigenze di qualsiasi tipo di investimento,
va da sé che la Regione non può sprecare risorse regionali che
sono purtroppo quelle che sono, ovvero molto limitate.
Deve utilizzare quelle risorse finanziarie che invece servono
proprio per realizzare investimenti. All'interno di tutto questo,
e lo troverete nel capitolo 672426, i 21 milioni di Euro che
avevamo tolto da quella UPB, le abbiamo posizionate in
quest'altra, invito gli onorevoli deputati a verificare quello che
sto dicendo. Mi rivolgo ai Deputati che il Governo non ha mai
disconosciuto la presenza di quei 45 milioni di Euro, e non
abbiamo mai detto che devono essere tagliate queste risorse
finanziarie, ma che le stesse devono essere spese al momento
opportuno altrimenti si corre il rischio - e questo è quello che
vogliamo evitare - che succeda ciò che è accaduto tante altre
volte: somme appostate per tanti anni in bilancio ma mai spese.
Mentre il bilancio della Regione languiva in altri contesti e in
altri ambiti, dall'altra parte si riscontravano inefficienze
diffuse che bloccavano risorse finanziarie.
E' il caso di questa legge
Il Governo ha deciso quindi di destinare questi 21 milioni di
Euro perché abbiamo la certezza, in questo momento, che le somme
possono essere spese; gli ulteriori 24 milioni di euro, così come
richiesti per l'intervento, verranno inseriti, se verrà
dimostrato in Giunta di Governo - e credo che ciò avverrà entro
il 31 di gennaio 2004 - data in cui è prevista, all'ordine del
giorno, la modulazione dei fondi di cui all'articolo 38 dello
Statuto; abbiamo fondi a sufficienza, vi invito a pazientare,
dateci il tempo di avere tutto quello che, evidentemente,
richiedete; le risorse finanziarie ci sono, abbiamo bisogno di
tempo per appostarli e ciò avverrà nella prossima Giunta di
Governo, così come riporta la nuova legge approvata nell'agosto
di quest'anno.
Se ciò verrà da voi compreso, sarà facile capire che abbiamo già
risolto il problema, e questo venendo incontro alle esigenze
della legge, però, allo stesso tempo, non blocchiamo somme in
attesa che qualche progettista o qualche amministrazione risolva
tutto.
Devo dire che sono un po' preoccupato per quanto detto
dall'onorevole Cracolici, perché ha impiegato quasi tre quarti
d'ora di tempo per lanciarsi in un panegirico sull'esenzione del
ticket sanitario e sulle problematiche che sono a questo legate.
Le avverto come lamentele sterili, perché il ticket sanitario -
ed è ormai dimostrato in ogni Regione, compreso le Regioni rosse
di cui l'onorevole Cracolici evidentemente ne è un esponente di
prestigio - sono uno degli elementi a salvaguardia al sistema
sanitario, non è un modo per sistemare le casse, ma un sistema
per evitare shopping farmaceutico.
Possiamo discutere sulla modalità ma, per favore, la si finisca
di fare demagogia Preannuncio che proprio per venire incontro
alle esigenze del consumatore e del cittadino siciliano - noi si
che lo facciamo - abbiamo presentato un sub-emendamento che
consentirà l'esenzione del ticket sanitario per i prodotti
farmaceutici generici.
Noi siamo per il consumo della molecola, non per il consumo del
prodotto griffato .
Allora, onorevole Cracolici, finiamola di fare demagogia, la
gente queste cose le capisce; coloro che utilizzeranno farmaci non
griffati, ovvero utilizzeranno il composto base non pagheranno
alcun ticket, chi farà diversamente sì , perché gli altri,
probabilmente abusano, ed il nostro sistema sanitario non se lo
può permettere.
Possiamo anche noi, a proposito di demagogia, lanciarci in
accorate filippiche Ma lei non può certamente vantare la
paternità dell'abolizione del ticket sul Pronto soccorso, in
quanto condiviso da tutto il Parlamento, ma anche perché - e
non so se poi è la scelta migliore - è stata portata avanti a
fondamento dell'abolizione, e lo apprendo leggendo i verbali della
VI Commissione, che è bene toglierlo perché di difficile
applicazione. Secondo questa logica dovremmo abolire il Codice
penale dato che la gente ruba, smantellare le scuole perchè c'è
dispersione scolastica , eliminare la patente perché molti non
mettono la cintura di sicurezza. Ma che logiche sono queste?
Onorevoli colleghi, il ticket sul Pronto soccorso è una necessità
perché quasi il 59% dei nostri ospedali continuano ad avere,
nelle sale di Pronto soccorso codici gialli e codici verdi,
quindi, problematiche risolvibili in altro luogo e altro momento.
Su questa logica, prima o dopo, ci dovremo misurare, appena
avremo raggiunto i livelli di efficienza. Però il Parlamento ha
deciso per l'abolizione del ticket di Pronto soccorso: il
Parlamento è sovrano, e noi non essendo presenti non abbiamo
potuto opporci. Ma proseguiamo lo stesso, però le logiche
devono essere di efficienza non demagogiche, a fare demagogia
siamo tutti bravi e, sicuramente, in questo Parlamento ci sono
altri più bravi di lei, onorevole Cracolici. E voglio riferirmi
anche agli slogan della zona franca, qua si chiede di eliminare
l'articolo su una zona franca. Per anni la Regione siciliana non
ha fatto valere questa prerogativa che altre regioni hanno già
utilizzato. Questi ragionamenti non servono a niente Questo è ciò
che afferma l'onorevole Speziale, oppure, peggio ancora, è un duty
free, si va avanti per slogan Non hanno avuto nemmeno la capacità
di fare approfondimenti; noi non vogliamo perdere la prerogativa
che può vantare la Regione siciliana ed oggi che abbiamo un
governo stabile, abbiamo il sacrosanto diritto di andare a
Bruxelles e portare avanti le nostre ragioni.
Come ho avuto modo di dichiarare su alcune testate regionali,
questo emendamento è condiviso anche da autorevoli dipartimenti,
quali il Ministero degli esteri, in particolare della politica per
lo sviluppo, quindi, a Bruxelles non saremo soli. Mi fa piacere
che ci siano larghi strati del Parlamento che condividono questa
norma. Certamente, onorevole Sammartino, come lei ha reso chiaro
nel suo ottimo intervento, anche noi abbiamo chiara la strategia.
Però se ci presentiamo in Europa con una posizione massimale non è
improbabile che si incontrino delle difficoltà.
Allora, tattica vuole che si proceda per gradi e in tutto questo
la zona franca è un elemento qualificante. Chi chiede di togliere
la zona franca sono gli stessi furbacchioni che poi andranno a
dire dopo l'approvazione, che questa è una legge finanziaria che
vale poco, composta da quattro articoli che non contano niente,
uno di questi possiamo anche eliminarlo tanto non succede nulla.
Questi trucchetti li conosciamo. Spero che la maggioranza non
faccia questi errori anche perchè non possiamo permetterci di
perdere prerogative, anzi dobbiamo andare a fare braccio di ferro
con Bruxelles per dimostrare di avere forza contrattuale, forza
negoziale, in questo, onorevole Tumino, condivido esattamente le
sue preoccupazioni.
Queste sono battaglie serie. Condivido quello che lei sostiene, e
non da oggi. Molti strati del Parlamento affermano la stessa cosa
che lei dice. Lei si lamenta perchè le APT non vengono chiuse, o
perchè le privatizzazioni non si possono fare per i costi
eccessivi della politica, ma lo sappiamo bene, c'è una
sovrastrutturazione socio-economica che è data dai costi della
politica, e certamente queste cose le dobbiamo cambiare. Su
questo dovete gridare, su questo dovete stimolare il Governo a
realizzare quello che ha in mente, che probabilmente in parte
riesce a fare e in parte no; quando si fanno battaglie di altro
genere sono battaglie di retroguardia che necessariamente non
possiamo accettare e quindi proprio per questo motivo dobbiamo
condannare.
Allora, per concludere, apprendiamo dall'onorevole Speziale che
abbiamo fondi globali con importi zero, o quasi, mi dispiace
deluderlo, perché abbiamo 70 milioni di euro destinati ai fondi
globali. A questi bisogna aggiungere i fondi pensione. Abbiamo
creato il fondo pensioni, quello che mancava dal 1979, noi lo
abbiamo realizzato. Sono altri 75 milioni di euro. E dall'articolo
38, altri 750 milioni di euro.
Dopo tanti anni di vacche magre qualcosa di buono Rivolgendomi
all'onorevole Capodicasa, l'intervento svolto ieri - può essere
che sia confuso per carità siamo stati interrotti più volte -
certamente era chiaro nella dirittura e nell'obiettivo che voleva
raggiungere.
A questo punto, mi limito in maniera lapidaria a risponderle: per
quanto riguarda i cosiddetti investimenti, le ricordo che la prima
volta che un governo ha cominciato a parlare di investimenti sui
cervelli o sulla formazione è stato proprio il Governo Visco, poi
il governo D'Alema....
CAPODICASA. Non mi riferivo a questo tipo di investimenti
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Lei ha dichiarato
che i fondi ex articolo 38 possono essere destinati anche per
le spese di formazione. Poi possiamo discutere sulla qualità della
formazione Questo è un altro ragionamento, ma da quattro o cinque
anni ormai è materia riportata nel bilancio dello Stato. Per
quanto riguarda i fondi di riserva ex articolo 37 mi sorprendo nel
sentire che tutt'oggi vengono considerate uscite ; i fondi sono
appostamenti negativi e servono a sterilizzare, come ho detto ieri
nel mio intervento, le entrate che ovviamente tali non sono, e
quindi, è un accostamento solo contabile. La rimando alla lettura
di tutto questo, come anche, alle tabelle C, H e all'articolo 4,
cui lei fa riferimento.
Ho presentato una relazione, confusa anche questa, però è
scritta, quindi la prego di andare a controllare, perchè le cose
che lei ha detto oggi sono assolutamente false. Capisco che ognuno
si innamori delle proprie idee, ma non su cose di questo genere.
Lei è in possesso della mia relazione, che dò per letta. La vada
a leggere, credo che ogni tipo di problema si risolverà. Perchè
la tabella C, la tabella H e l'articolo 4 sono tre invenzioni di
questo Governo, e mie, e ne vado fiero. E lei un giorno, se ha
onestà intellettuale, lo riconoscerà. Non oggi, ma un giorno lo
riconoscerà.
PRESIDENTE. Avverto che l'approvazione delle unità previsionali
di base (UPB) della entrata e dell'articolo 1 avverrà facendo
salve le modifiche agli stessi conseguenti all'approvazione della
legge finanziaria.
Si passa allo stato di previsione della Entrata - Avanzo
finanziario presunto.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Avverto che si procederà a votare l'UPB della Entrata secondo le
amministrazioni competenti ed il titolo: Si passa
all'Amministrazione Bilancio e Finanze . Do lettura delle UPB,
dalla 4.3.1.1.1 alla UPB 4.2.1.5.3, relative alle entrate
correnti. Le pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvate)
Do lettura delle UPB, dalla 4.2.2.6.1 alla UPB 4.2.2.7.2,
relative alle entrate in conto capitale. Le pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvate)
Do lettura delle UPB, dalla 4.2.3.8.1 alla UPB 4.2.3.8.3,
relative alle entrate per accensioni di prestiti. Le pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvate)
Do lettura delle UPB, dalla 1.3.1.4.1 alla UPB 1.7.1.4.2,
relative all'Amministrazione Presidenza della Regione . Le pongo
in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Sono approvate)
Do lettura delle UPB, dalla 2.2.1.4.1 alla UPB 2.4.2.6.1,
relative all'Amministrazione Agricoltura e foreste - Entrate
correnti in conto capitale. Le pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvate)
Do lettura delle UPB, dalla 3.2.1.4.1 alla UPB 3.2.2.6.2,
relative all'Amministrazione Famiglia, politiche sociali e
autonomie locali , entrate correnti ed in conto capitale. Le pongo
in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Sono approvate)
Do lettura delle UPB, dalla 5.2.1.4.1 alla UPB 5.3.2.6.1,
dell'Amministrazione Industria , entrate correnti ed in conto
capitale. Le pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Sono approvate)
Do lettura delle UPB, dalla 6.2.1.4.1 alla UPB 6.4.2.6.1,
dell'Amministrazione Lavori pubblici , entrate correnti ed in
conto capitale. Le pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvate)
Do lettura delle UPB, dalla 7.2.1.4.1 alla UPB 7.4.2.6.1,
dell'Amministrazione Lavoro, previdenza sociale, formazione
professionale ed emigrazione , entrate correnti ed in conto
capitale. Le pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Sono approvate)
Do lettura delle UPB, dalla 8.2.1.4.1 alla UPB 8.3.2.6.1,
relative all'Amministrazione Cooperazione, commercio, artigianato
e pesca , entrate correnti ed in conto capitale. Le pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvate)
Do lettura delle UPB, dalla 9.2.1.4.1 alla UPB 9.3.2.6.1,
dell'Amministrazione Beni culturali ed ambientali e pubblica
istruzione , entrate correnti ed in conto capitale. Le pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvate)
Do lettura delle UPB, dalla 10.2.1.4.1 alla UPB 10.5.2.6.1,
dell'Amministrazione Sanità , entrate correnti ed in conto
capitale. . Le pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(Sono approvate)
Do lettura delle UPB, dalla 11.2.1.2.1 alla UPB 11.3.2.6.1,
dell'Amministrazione Territorio ed ambiente , entrate correnti
ed in conto capitale. Le pongo in votazione. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvate)
Do lettura delle UPB, dalla 12.2.1.4.1 alla UPB 12.3.2.6.1,
dell'Amministrazione Turismo, comunicazioni e trasporti ,
entrate correnti ed in conto capitale. Le pongo in votazione. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvate)
Pongo in votazione l'intera Tabella A, nonché, successivamente,
l'articolo 1 del disegno di legge fatte salve le modifiche
conseguenti alla legge finanziaria..
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione l'articolo 1, fatte salve le modifiche
conseguenti all'approvazione della legge finanziaria. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura dell'articolo 2:
"Art. 2.
Entrate derivanti dall'attuazione
dell'articolo 37 dello Statuto
1. In relazione all'accertamento delle entrate connesse
all'attuazione delle disposizioni di cui alla lettera b), comma 1,
dell'articolo 3 della legge 27 dicembre 2002, n. 289, per il quale
viene disposto lo specifico accantonamento negativo previsto dalla
tabella A allegata alla presente legge, l'Assessore regionale per
il bilancio e le finanze è autorizzato ad iscrivere con proprio
provvedimento le relative somme ai pertinenti capitoli del
corrispondente accantonamento positivo."
Sospendo, la discussione dell'articolo 2 per passare all'esame
della tabella B del bilancio annuale. Avverto che l'approvazione
delle unità previsionali di base della spesa avverrà facendo salve
le modifiche conseguenti all'approvazione della legge finanziaria.
Avverto inoltre che si procederà a votare l'UPB della Spesa
secondo l'amministrazione del Dipartimento equiparato cui compete
la gestione delle spese.
Comunico che è stato presentato l'emendamento TB B.8 alla tabella
B con il quale il Governo opera le compensazioni dei propri
emendamenti di spesa. Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si procede con la Amministrazione "Presidenza della Regione".
Do lettura delle UPB relative ai seguenti dipartimenti:
1. Gabinetto e Uffici di diretta collaborazione all'opera del
Presidente e alle dirette dipendenze del Presidente;
2. Gabinetto e Uffici di diretta collaborazione all'opera
dell'Assessore;
3. Segreteria Generale;
4. Dipartimento regionale del personale, dei servizi generali, di
quiescenza, previdenza ed assistenza del personale;
5. Dipartimento regionale della programmazione;
6. Dipartimento regionale della protezione civile;
7. Ufficio legislativo e legale;
8. Uffici speciali.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamenti TB B.9.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione nel suo complesso l'Amministrazione
della Presidenza, come modificata. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si procede con l'Amministrazione "Agricoltura e Foreste".
Do lettura delle UPB relative ai seguenti dipartimenti:
1) Gabinetto e Uffici di diretta collaborazione all'opera
dell'Assessore;
2) Dipartimento regionale interventi strutturali;
3) Dipartimento regionale interventi infrastrutturali;
4) Dipartimento regionale delle foreste;
5) Uffici speciali.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dal Governo: TB B.24, TB B.10;
- dagli onorevoli Giannopolo e Speziale: TB B.17;
- dall'onorevole Speziale: TB B.16.
L'emendamento TB B.16 è dichiarato improponibile per
mancanza di compensazione.
Si passa all'emendamento TB B24, del Governo.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento TB B.10. Chi è favorevole
resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento TB B.17 degli onorevoli Giannopolo
e Speziale. Onorevole Giannopolo, vuole chiarire la maggiore
spesa di euro 8881?
GIANNOPOLO. Onorevole Presidente, ciò che chiedo con questo
emendamento è che alla voce Servizi della rubrica Agricoltura,
laddove si parla di fondi destinati all'ESA, venga mantenuta la
specificazione del capitolo 546403. Non si tratta di aggiungere
somme, ma nell'ambito dello stesso stanziamento che sarebbe
relativo alla meccanizzazione agricola.
PAGANO, assessore per il bilancio. Chiedo che venga
accantonato per ulteriori chiarimenti.
PRESIDENTE. Su richiesta del Governo, la rubrica Agricoltura e
Foreste è accantonata.
Si passa all'Amministrazione Famiglia, politiche sociali ed
autonomie locali.
Si dà lettura delle UPB relative ai seguenti dipartimenti:
1) Gabinetto e Uffici di diretta collaborazione all'opera
dell'Assessore; 2) Dipartimento regionale della Famiglia
politiche sociali ed autonomie locali.
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa all'Amministrazione Bilancio e Finanze. La
Presidenza avverte che l'esame dell'Amministrazione
Bilancio e Finanze avverrà come di consueto a conclusione
dell'esame delle altre Amministrazioni.
Si passa all'Amministrazione Industria.
Si dà lettura delle UPB relative ai seguenti dipartimenti:
1) Gabinetto e Uffici di diretta collaborazione all'opera
dell'Assessore; 2) Dipartimento regionale Industria; 3) Corpo
regionale delle miniere; 4) Uffici speciali.
La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi
è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa all'Amministrazione Lavori Pubblici.
Si dà lettura delle UPB relative ai seguenti dipartimenti:
1) Gabinetto e Uffici di diretta collaborazione all'opera
dell'Assessore; 2) Dipartimento regionale Lavori pubblici; 3)
Ispettorato tecnico; 4) Ispettorato tecnico regionale; 5)
Uffici speciali.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dal Governo: TB B.11.
- dagli onorevoli Miccichè e Capodicasa: TB B.1.
Pongo in votazione l'emendamento del Governo TB B.11. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento TB B.1.
MICCICHE'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHE'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo di
essere stato abbastanza chiaro ieri nell'esposizione in sede
di discussione generale. Avevo annunciato che questo
emendamento, essendo compensato, aveva tutti i crismi della
ammissibilità, e così è stato.
PRESIDENTE. Sì, certo, ne stiamo discutendo.
MICCICHE'. Bisogna, quindi, far capire ai deputati che si
tratta di riparare un torto che una parte dei siciliani
subisce da diversi decenni: mi riferisco all'indennità di
esproprio della casa o del terreno a seguito del movimento
franoso per la realizzazione di opere pubbliche e di parchi
urbani. Questo si è attuato, queste opere sono state
realizzate, ma il diritto del cittadino di avere risarcito un
danno pare non sia contemplato nella nostra concezione, tranne
che non vi siano degli interessi specifici.
Due colleghi di Messina, l'onorevole Beninati e l'onorevole
Ardizzone, nei loro interventi odierni lamentavano,
giustamente, il fatto che siano state sottratte - non so in
che modo - alcune centinaia di migliaia di euro per il
risanamento della città di Messina. Si riferivano,
naturalmente, al risanamento a seguito del terremoto del 1908;
ma nonostante questi fondi siano stati eliminati, ne rimangono
altri. Ciò mi fa piacere perchè proprio sullo stanziamento per
questo capitolo chiedo un impinguamento, un aumento di duemila
migliaia di euro.
Nella riunione tenutasi con il Presidente della Regione -
presenti alcuni cittadini agrigentini che da trentasette anni
aspettano che venga risarcito loro il valore della casa
demolita, a seguito del movimento franoso e per la
realizzazione di opere pubbliche - pare emergere che questa
categoria di siciliani - gli agrigentini - non venga
contemplata nella concezione di sicilianità, non faccia parte
della Sicilia; non si sa se Agrigento sia una città oppure un
Paese straniero. Ed emerge che questa Regione, purtroppo, non
può intervenire per le ragioni ormai note. Non mi pare giusto
che ancora, a distanza di tanti anni, vengano esclusi.
Agrigento, invece, è una città che fa parte della Regione
siciliana; i suoi cittadini sono italiani ed hanno la
cittadinanza italiana.
Il Presidente della Regione, presentatosi al loro cospetto
qualche mese fa con una delegazione, assicurò che il disegno
di legge non poteva passare perché mancava la copertura
finanziaria - e, in effetti, aveva ragione - e che il primo
passo poteva essere la ricerca di fondi all'interno del
bilancio; si stabilì che, proprio a partire dal 2004, si
poteva dare una prima tranche in modo tale che questo disegno
di legge, di cui io sono il primo firmatario, vedesse la luce
in quest'Aula.
Ma pare, signor Presidente, che non ci sia stata nessuna
sensibilità da parte del Governo. Ed io vorrei capirne il
perché, considerato che questo mio emendamento, oggi in
discussione, ha una compensazione.
PRESIDENTE. Onorevole Micciché, dobbiamo rispettare i tempi
regolamentari.
MICCICHE'. Sì, ma vorrei capire se da parte del Governo c'è
l'intenzione di dare parere negativo, vorrei che ci spieghi
perché gli agrigentini che, nel 1966, hanno subìto un danno a
causa della frana non hanno diritto ad una compensazione, non
hanno diritto ad un risarcimento perché lo stabilisce un
principio. Dovete spiegare perché per gli abitanti di Messina,
Catania, Siracusa, ove si sono verificati eventi sismici o
calamitosi, vi è stata un risarcimento mentre per gli
agrigentini non ci dev'essere. Se lo farete, mi convincerò a
votare come assieme a voi questo tipo di atteggiamento. Ma se
ci sono i fondi Ho individuato la possibilità di trovare i
fondi, il che non toglie nessun diritto a nessuno.
Signor Presidente, spero che, dopo il mio intervento, si alzi
un componente del Governo e dica "non mi interessa". Ma dovete
dirlo chiaramente che degli agrigentini non vi importa nulla;
diversamente, deve vergognarsi chi ha un atteggiamento del
genere.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento TB B.1. Il
parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
CAPODICASA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
CAPODICASA. Signor Presidente, intervengo brevemente per
ribadire che sono firmatario dell'emendamento insieme
all'onorevole Micciché. Negli anni passati, avevo presentato
un disegno, o più disegni di legge in diverse legislature per
risarcire i cittadini di Agrigento che avevano subìto
espropri a causa della frana e che non avevano avuto - e non
hanno - dopo circa 37 anni, risarcita una lira, quando
analoghi provvedimenti sono stati adottati dalla Regione per
altre situazioni. Ad un certo punto, mi ero però stancato di
riproporre la questione in Parlamento. L'onorevole Micciché,
che è un parlamentare nuovo, ovviamente comincia daccapo e io
lo ringrazio perché mi richiama a precedenti battaglie. Ha
ragione l'onorevole Micciché a chiedere un pronunciamento del
Governo perché questo pronunciamento non è scontato, in quanto
appena qualche tempo fa, il Presidente della Regione,
onorevole Cuffaro, ha ricevuto una delegazione di cittadini
che hanno subìto gli espropri a causa della frana del 1966, e
- mi corregga qualcuno - ha preso impegni per la trattazione
di questa materia nelle sedi competenti..
CINTOLA. Con Agenda 2000, non con il bilancio
CAPODICASA. No, con Agenda 2000 non si possono effettuare
interventi di questo genere; è possibile farlo soltanto con i
fondi del bilancio. Allora, delle due l'una: o la parola del
Presidente della Regione non conta - gli impegni che assume
non hanno valore, o per lo meno hanno valore solamente nel
momento in cui servono a tacitare le proteste dei cittadini e
non contano invece quando si devono assumere decisioni come
avviene quest'oggi - oppure il Presidente della Regione deve
far valere la sua parola, i suoi impegni, anche in questi
casi, pur non essendo, al momento, presente in Aula.
Il pronunciamento del Governo, quindi, ove ci sia, deve
rendere conto di questa afasia tra un impegno del Presidente
della Regione e un parere contrario del Governo in quest'Aula
che contraddice l'impegno assunto dal Presidente della
Regione.
Solo questo volevo segnalare, dopodichè il Governo si assuma
le responsabilità delle decisioni prese.
ACIERNO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo
doveroso da parte mia, pur non essendo originario della
provincia di Agrigento, sottoscrivere le cose dette
dall'onorevole Miccichè. Però devo, nel contempo, anche
ricordare al collega che la sensibilità di questo Governo sul
problema che lui ha posto s'identifica nel capitolo del
bilancio con una appostazione di undici milioni di euro.
Questo Governo, per risolvere il predetto problema, ha già
stanziato in bilancio undici milioni di euro e non le due mila
migliaia di cui l'onorevole Miccichè parla. Invito, quindi, lo
stesso a non fare demagogia in quest'Aula per poi trasmettere
videocassette sul suo territorio - questo fa parte della
normale attività di ognuno di noi - ma l'importante è non dire
mistificazioni.
Allora, lui chiede due milioni di euro; questo Governo, senza
il suo intervento, ne aveva già appostati undici milioni, e
siccome questa è una norma di carattere generale - è la stessa
che lui richiama - credo che, se vuole ottenere qualcosa in
più per il suo territorio - anche se io ritengo che un
deputato regionale dovrebbe cercare di guardare più alla
Sicilia che non al proprio collegio elettorale - ma pur non di
meno, se questo è quello che ritiene di dovere fare,
l'onorevole Miccichè può sicuramente impegnare con un ordine
del giorno il Governo ad affrontare, attraverso gli
stanziamenti del bilancio, le problematiche relative alla
provincia di Agrigento.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Intanto
l'emendamento non può assolutamente essere accolto perchè le
spese, nobili per carità, giuste e che condividiamo tutti, in
verità trovano copertura attraverso una compensazione dei
capitoli 215, 701 e 702. Per chi non lo sapesse il capitolo
701 riguarda i fondi di riserva e il 702 riguarda i fondi del
personale. Quindi, se questa è una cosa normale e
condivisibile, si continua a sostenere le proprie tesi anche
gridando, perchè è giusto, perchè questa è un'Assemblea dove
probabilmente si pensa che se uno grida possa acquisire
ragione.
Non mi pare che sia questa la sede. E allora, posso
condividere la battaglia politica, perchè è chiaro che noi non
possiamo emarginare i cittadini della città di Agrigento, ma
qualsiasi altra città vive lo stesso problema qualora fosse
con problematiche simili, ed è chiaro che il Governo della
Regione vede con simpatia tutto questo. Anche le parole
dell'onorevole Acierno sono un'ulteriore conferma; il Governo
ha avuto già sensibilità e ha realizzato un appostamento con i
fondi dell'articolo 38. Però, pur non di meno qualora
dovessero nascere delle esigenze documentate, concrete,
condivise dall'assessore per i lavori pubblici e con la piena
copertura del ramo del Governo che rappresento, sicuramente
non avremmo difficoltà in un futuro a fare tutto ciò.
Oggi, certamente, il parere è contrario, saremo sensibili
ed attenti in futuro.
PRESIDENTE. Chiedo se c'è una disponibilità a trasformare
l'emendamento in ordine del giorno.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Penso che il Governo sia sensibile agli impegni che
il Presidente della Regione ed il Governo hanno assunto; non
c'è dubbio che li manterrà con legge apposita, ovviamente, con
un regolamento, con delle priorità che debbono seguire anche a
progetti già fatti, a progetti esecutivi. Infatti, iscrivere
somme in bilancio senza dare indicazioni che poi possano
rendere esecutive le azioni del Governo, significa che va bene
che l'opposizione voglia queste cose, ma rimane sulla carta
soltanto. Il Governo invece deve operare con progetti
esecutivi, con una impostazione che abbia tutti i criteri per
poterli poi realizzare. Quindi, in questo momento specifico la
risposta è negativa, però c'è la volontà non solo del Governo,
ma anche dei gruppi della maggioranza - che credo di potere
rappresentare qui in Aula adesso - di essere d'accordo a dare
precedenza e priorità a questi lavori nella provincia di
Agrigento.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, ci siamo sentiti in tempo reale con il Presidente
della Regione, il quale conferma l'impegno che aveva assunto
nei confronti dei cittadini di Agrigento "promissio boni viri
est obbligatio". Se verrà presentato un ordine del giorno, che
penso a questo punto sia da parte di tutto il Parlamento, il
Presidente della Regione certamente rafforzerà l' impegno
assunto tempo fa e nei prossimi mesi, non appena ci sarà la
variazione di bilancio - perché oggi non siamo nelle
condizioni assolutamente di recuperare queste risorse -
cercheremo di realizzare quanto è stato chiesto.
MICCICHE'. Lo trasformo in ordine del giorno.
PRESIDENTE. Allora il discorso è superato. Allora, i
contenuti dell'emendamento saranno trasfusi nell'ordine del
giorno n. 338.
CRISAFULLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Lei potrà parlare sull'ordine del giorno, è un
vicepresidente e, come me, è tenuto al rispetto del
Regolamento. Poiché vi è stata la trasformazione in ordine del
giorno, non è questo il momento di votarlo, quindi lei non può
fare dichiarazione di voto.
CRISAFULLI. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRISAFULLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo
che, a norma del Regolamento, l'ordine del giorno trasformato
faccia riferimento al capitolo di bilancio a cui accennava
prima l'onorevole Acierno, in modo tale che si vincolino i
soldi di quel capitolo stesso; evitiamo questo balletto degli
impegni futuri.
PRESIDENTE. Si prende atto del ritiro dell'emendamento.
Pongo in votazione la Amministrazione "Lavori pubblici" nel
suo complesso.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla Amministrazione Lavoro, previdenza sociale,
formazione professionale ed emigrazione .
Do lettura delle UPB relative ai seguenti dipartimenti: 1)
Gabinetto e Uffici di diretta collaborazione all'opera
dell'Assessore; 2) Dipartimento regionale lavoro; 3)
Dipartimento regionale formazione professionale; 4) Agenzia
regionale per l'impiego e la formazione professionale.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Papania: TB B.5;
- dagli onorevoli Oddo e Speziale TB B.15.
- dall'onorevole Acierno TB B.4;
- dall'onorevole Miccichè TB B.3.
L'emendamento TB B.5 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Dichiaro improponibili, per mancanza di copertura, gli
emendamenti TB B.15, TB B.4 e TB b.3.
Pongo in votazione la Amministrazione Lavoro, previdenza
sociale e formazione professionale nel suo complesso.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla Amministrazione "Cooperazione, commercio,
artigianato e pesca".
Do lettura delle UPB relative ai seguenti dipartimenti: 1)
Gabinetto e Uffici di diretta collaborazione all'opera
dell'Assessore; 2) Dipartimento regionale cooperazione,
commercio e artigianato; 3) Dipartimento regionale della
pesca.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento
TB B.22, Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione la Amministrazione "Cooperazione,
commercio, artigianato e pesca"., come emendata.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa alla Amministrazione "Beni culturali,
ambientali e pubblica istruzione".
Do lettura delle UPB relative ai seguenti dipartimenti: 1)
Gabinetto e uffici di diretta collaborazione all'opera
dell'Assessore; 3) Dipartimento regionale pubblica
istruzione; 3) Dipartimento regionale beni culturali e
ambientali ed educazione permanente; 4)Uffici speciali.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dal Governo TB B.12, TB B.23;
- dagli onorevoli Giannopolo e Speziale TB.18, TB B.19, TB B.20,
TB B.21;
- dall'onorevole Formica: TB B.6, TB B.7.
Pongo in votazione l'emendamento B12, a firma del
Governo. Il parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento B18, a firma
dell'onorevole Giannopolo.
GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, con questo
emendamento vorrei fosse chiaro - poi il Governo e la Commissione
si autodeterminino - che vengono spostati cinque milioni di euro,
ovvero dieci miliardi delle vecchie lire, dal capitolo 381701 del
buono scuola, dove sono appostati oltre ottantacinque miliardi
delle vecchie lire di cui, come è notorio, saranno spesi ed
impegnati meno di un terzo della somma, mentre sull'assegno una
tantum, sul quale sono arrivate duecentomila domande per la scuola
pubblica a fronte dell'elemosina che state facendo di dieci,
quindici euro a famiglie che guadagnano 200 milioni di vecchie
lire l'anno, voi volete mantenere quest'elemosina per i ricchi e
lasciare i poveri nel disagio.
Onorevole Cintola, onorevoli componenti della Commissione,
onorevole Governo, fate pure ma che lo si sappia
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento B.18 dell'onorevole
Giannopolo. Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole
si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento B.19 dell'onorevole Giannopolo. Lo pongo
in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento B.20 dell'onorevole Giannopolo. Lo pongo
in votazione. Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento B.21 dell'onorevole Giannopolo.
PRESIDENTE. Lo dichiaro improponibile.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento B7 dell'onorevole
Formica.
FORMICA. Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento TB B6, dell'onorevole Formica. Lo pongo
in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento TB B.23 del Governo. Lo pongo in
votazione
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'Amministrazione Beni culturali e
ambientali e Pubblica istruzione nel suo complesso. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa all'Amministrazione Sanità.
Do lettura delle UPB relative ai seguenti dipartimenti: 1)
Gabinetto e Uffici di diretta collaborazione all'opera
dell'Assessore; 2) Dipartimento regionale fondo sanitario,
assistenza sanitaria ed ospedaliera, igiene pubblica; 3)
Ispettorato veterinario; 4) Ispettorato sanitario; 5)
Osservatorio epidemiologico; 6) Uffici speciali.
Comunico che è stato presentato l'emendamento TB B13 del
Governo. Lo pongo in votazione.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è contrario si alzi, chi è favorevole
resti seduto.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'Amministrazione Sanità nel suo
complesso.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa all'Amministrazione Territorio e ambiente.
Do lettura delle UPB relative ai seguenti dipartimenti: 1)
Gabinetto e Uffici di diretta collaborazione all'opera
dell'Assessore; 2) Dipartimento regionale territorio e
ambiente; 3) Dipartimento regionale urbanistica; 4) Uffici
speciali.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dall'onorevole Miccichè: TB B.2;
- dal Governo: TB B.14.
L'emendamento B.2 dell'onorevole Miccichè è
improponibile.
Si procede con l'emendamento TB B.14 del Governo. Lo
pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è contrario si alzi, chi è favorevole
resti seduto.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'Amministrazione Territorio e ambiente
nel suo complesso.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa all'Amministrazione Turismo, comunicazioni e
trasporti.
Do lettura delle UPB relative ai seguenti dipartimenti: 1)
Gabinetto e Uffici di diretta collaborazione all'opera
dell'Assessore; 2) Dipartimento turismo, sport e spettacolo;
3) Dipartimento Trasporti e comunicazioni; 4) uffici
speciali.
. La pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si riprende l'esame dell'Amministrazione "Agricoltura e
Foreste", in precedenza accantonata.
Pongo in votazione l'emendamento TB B.17. Il parere del
Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole
si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'Amministrazione Agricoltura nel suo
complesso, come in precedenza emendata.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si riprende l'esame dell'Amministrazione Bilancio e
Finanze'.
Do lettura delle UPB relative ai seguenti dipartimenti: 1)
Gabinetto e Uffici di diretta collaborazione all'opera
dell'Assessore; 2) Dipartimento Bilancio e Tesoro; 3)
Dipartimento Finanza e credito; 4) Uffici speciali.
Pongo in votazione l'Amministrazione Bilancio e Finanze'.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione la Tabella B.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione l'articolo 2 con la precisazione che
sono fatte salve le modifiche conseguenti all'approvazione
della legge finanziaria.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3
Elenchi
1. Sono considerate spese obbligatorie e d'ordine,
per gli effetti di cui all'articolo 7 della legge 5
agosto 1978, n. 468 e successive modifiche ed
integrazioni, quelle descritte nell'elenco n. 1 annesso
allo stato di previsione della spesa.
2. Le spese per le quali può esercitarsi da parte del
Presidente della Regione la facoltà di cui all'articolo
9 secondo comma, della legge 5 agosto 1978, n. 468 e
successive modifiche ed integrazioni sono descritte
nell'elenco n. 2 annesso allo stato di previsione della
spesa.
3. I capitoli di spesa a favore dei quali è data
facoltà al Presidente della Regione di iscrivere somme
con decreti da emanare in applicazione dell'articolo
12, primo comma, della legge 5 agosto 1978, n. 468 e
successive modifiche ed integrazioni, sono quelli
descritti nell'elenco n. 3 annesso allo stato di
previsione della spesa.
4. I capitoli di spesa a favore dei quali è data
facoltà all'Assessore regionale per il bilancio e le
finanze di iscrivere somme con decreti da emanare in
applicazione dell'articolo 12, secondo comma, della
legge 5 agosto 1978, n. 468 e successive modifiche ed
integrazioni sono quelli descritti nell'elenco n. 4
annesso allo stato di previsione della spesa».
Si passa alla votazione degli elenchi annessi:
L'elenco n. 1: "Spese obbligatorie e d'ordine iscritte
nello stato di previsione della spesa ai sensi dell'articolo
7 della legge 5 agosto 1978, n. 468 e successive modifiche",
posto in votazione, è approvato.
L'elenco n. 2: "Spese per le quali può esercitarsi da parte
del Presidente della Regione, su proposta dell'Assessore
regionale per il bilancio e le finanze, la facoltà di cui
all'articolo 9, secondo comma, della legge 5 agosto 1978, n.
468 e successive modifiche", posto in votazione, è approvato.
L'elenco n. 3: "Capitoli per i quali è concessa al
Presidente della Regione, su proposta dell'Assessore
regionale per il bilancio e le finanze, e sentita la Giunta
regionale, la facoltà di cui all'articolo 12, primo comma,
della legge 5 agosto 1978, n. 468 e successive modifiche",
posto in votazione, è approvato.
L'elenco n. 4: "Capitoli per i quali è concessa
all'Assessore per il bilancio e le finanze la facoltà di cui
all'articolo 12, secondo comma, della legge 5 agosto 1978, n.
468 e successive modifiche", posto in votazione, è approvato.
L'elenco n. 5: "Spese correnti di amministrazione ai sensi
e per gli effetti dell'articolo 15 della legge regionale 7
marzo 1997, n. 6 e successive modifiche ed integrazioni",
posto in votazione, è approvato.
(Sono approvati)
Pongo in votazione l'articolo 3 nel suo complesso.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4
Oneri di personale
1. Gli oneri relativi al trattamento economico,
fondamentale ed accessorio, del personale regionale in
servizio con qualifica dirigenziale e non dirigenziale,
sono quantificati per gli esercizi 2004, 2005 e 2006,
ai sensi dell'articolo 3, quarto comma, del decreto
presidenziale 22 giugno 2001, n. 10, nella misura
prevista dall'accordo per il biennio economico 2000 -
2001.
2. Il fondo di cui all'articolo 11, comma 2 della
legge regionale 3 maggio 2001, n. 6 è stabilito per
l'anno 2004 in 1.518,00 migliaia di euro, per l'anno
2005 in 1.541 migliaia di euro e per l'anno 2006 in
1.564,00 migliaia di euro, fermo restando le
disposizioni dell'articolo 13, comma 4 della legge
regionale 15 maggio 2000, n. 10, che trovano
applicazione a decorrere dalla data di definizione
della contrattazione per il biennio 2000-2003, in
conformità a quanto previsto dal comma 1, dell'articolo
16 della legge 28 dicembre 2001, n. 448, e comunque non
prima dell'1 gennaio 2005».
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Articolo 5
Ripartizione territoriale delle spese in conto
capitale
1. Ai fini dell'applicazione dell'articolo 4, comma
1, n.
4), della legge regionale 29 dicembre 1966, n. 28 e
successive modifiche ed integrazioni, entro trenta
giorni dalla data di entrata in vigore della presente
legge, gli assessori regionali, ciascuno per la parte
di propria competenza, presentano alla Giunta regionale
le proposte di ripartizione territoriale dei fondi
stanziati per le spese in conto capitale dello stato di
previsione della spesa del bilancio regionale e
relative appendice per l'anno finanziario 2004, con
riferimento agli indici demografici, di disoccupazione,
di emigrazione e di reddito medio pro capite.
2. Gli Assessori regionali, entro sessanta giorni
dall'approvazione della delibera di ripartizione da
parte della Giunta regionale, determinano la spesa
delle unità previsionali di base concernenti opere
pubbliche per un importo pari almeno all'80 per cento
dello stanziamento.
3. Entro sessanta giorni dall'approvazione della
delibera di ripartizione da parte della Giunta
regionale, l'Assessore regionale per il lavoro, la
previdenza sociale, la formazione professionale e
l'emigrazione determina la spesa per i cantieri di
lavoro per un importo pari al 50 per cento dello
stanziamento previsto.
4. Copia della delibera di ripartizione territoriale
dei fondi è trasmessa alla Commissione Bilancio
dell'Assemblea regionale entro il termine di dieci
giorni dalla sua adozione».
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6 (Totale generale del bilancio
annuale). Ne do lettura:
«Articolo 6
Totale generale del bilancio annuale
1. E' approvato in 22.638.492,00 migliaia di euro in
termini di competenza ed in 15.869.515,00 migliaia di
euro in termini di cassa, il totale generale
dell'entrata ed il totale generale della spesa del
bilancio della Regione siciliana per l'anno finanziario
2004».
Lo pongo in votazione fatte salve le eventuali modifiche
agli importi connesse con l'approvazione degli emendamenti
nonchè quelle conseguenti all'approvazione della legge
finanziaria.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Articolo 7
Allegati
1. Per l'anno finanziario 2004 le unità previsionali
di base e le funzioni-obiettivo sono individuate,
rispettivamente, negli allegati n. 1 e n. 2 alla
presente legge».
Pongo in votazione l'allegato n. 1 (elenco UPB). Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'allegato n. 2 (elenco funzioni
obiettivo). Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 7 nel suo complesso. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8 (Bilancio pluriennale). Ne do
lettura:
«Articolo 8
Bilancio pluriennale
1. E' approvato in 52.230.763,00 migliaia di euro il
totale generale dell'entrata ed il totale generale
della spesa del bilancio pluriennale della Regione
siciliana per il triennio 2004-2006, nelle risultanze
di cui alle tabelle C e D allegate alla presente legge.
2. Al bilancio pluriennale è annesso l'elenco n. 5
relativo agli oneri a carico del triennio 2004-2006 per
far fronte a nuovi provvedimenti legislativi».
Sospendo la discussione dell'articolo 8 per passare
all'esame delle tabelle C e D del bilancio pluriennale.
Si passa allo Stato di previsione dell'Entrata.
Do lettura dell'Avanzo finanziario presunto, del Bilancio e
Finanze: Entrate correnti, in conto capitale e per accensione
di prestiti, entrate di pertinenza di altre Amministrazioni -
entrate correnti ed in conto capitale.
Pongo in votazione lo Stato di previsione dell'Entrata.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa allo Stato di previsione della Spesa.
Si dà lettura delle UPB relative alle Amministrazioni:
Presidenza della Regione', Agricoltura e foreste',
Famiglia, politiche sociali e delle autonomie locali',
Industria', Lavori pubblici', Lavoro, previdenza sociale,
formazione professionale ed emigrazione' Cooperazione,
commercio, artigianato e pesca', Beni culturali ed
ambientali e pubblica istruzione', Sanità', Territorio ed
ambiente', Turismo, comunicazioni e trasporti', Bilancio e
finanze', che, poste separatamente in votazione, sono
approvate.
(Sono approvate)
Do lettura dell'Elenco n.5 (a legislazione vigente) - Fondi
occorrenti per fare fronte a nuovi provvedimenti legislativi
e delle Tabelle C e D.
Pongo separatamente in votazione le tabelle C e D, l'elenco
n. 5 e l'articolo 8, fatte salve le modifiche conseguenti
all'approvazione della legge finanziaria.
(Sono approvati)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Articolo 9
Quadri
1. Sono approvati il quadro generale riassuntivo del
bilancio della Regione siciliana per l'anno finanziario
2004 e per il triennio 2004-2006, in termini di
competenza, con i relativi allegati, e il quadro delle
previsioni di cassa per l'anno 2004».
Preciso che i quadri riassuntivi sono quelli risultanti
dalle modifiche approvate dall'Aula nel corso dell'esame del
bilancio a legislazione vigente e che sono fatte salve le
ulteriori modifiche conseguenti all'approvazione della legge
finanziaria.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Articolo 10
Azienda delle foreste demaniali
1. E' allegato in appendice al bilancio della Regione
il bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali della
Regione siciliana per l'anno finanziario 2004 e per il
triennio 2004-2006».
Sospendo l'esame dell'articolo 10 per passare all'esame del
Bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali per l'anno 2002
e per il triennio 2002-2004.
Si passa allo Stato di previsione dell'Entrata.
Do lettura dell'Avanzo finanziario presunto - capitolo
0001.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura del Titolo I - Entrate correnti - capitoli da
1001 a 1501.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura del Titolo II - Entrate in conto capitale -
capitoli da 2002 a 2101.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa allo Stato di previsione della spesa.
Do lettura del Titolo I - Spese correnti - capitoli da 1004
a 1603.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura del Titolo II - Spese in conto capitale -
capitoli 2001-2003.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 10 nel suo complesso.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si dà lettura dell'articolo 11:
«Articolo 11
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana ed entrerà in vigore
il giorno stesso della sua pubblicazione con effetto
dal primo gennaio 2004.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e
di farla osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO. Signor Presidente intervengo per rilevare che
avevo presentato un emendamento al bilancio dell'Azienda
delle foreste demaniali che spostava 1 milione di euro, cioè
2 miliardi delle vecchie lire, dal capitolo degli interventi
di manutenzione ordinaria al capitolo dei vivai forestali,
che ritengo sia un problema di grande rilevanza e, pertanto,
chiedo che sorte abbia avuto.
PRESIDENTE. Onorevole Giannopolo, lei ha ragione, ma se
l'emendamento non perviene agli Uffici io non posso metterlo
in discussione.
GIANNOPOLO. L'emendamento è pervenuto agli Uffici.
PRESIDENTE. Probabilmente non è così. Mi risulta che gli
Uffici le abbiano fornito una collaborazione, ma una cosa è
fornire una collaborazione e un'altra cosa è recepirla.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, non abbiamo la possibilità
di fare riscontri oggettivi, però le posso garantire che è
stato presentato.
Ad ogni modo se l'emendamento è andato smarrito non sollevo
la questione, casomai chiedo al Governo come intende operare
per potenziare i vivai forestali in Sicilia.
CASTIGLIONE, assessore per l'agricoltura e le foreste.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CASTIGLIONE, assessore per l'agricoltura e le foreste.
Signor Presidente, per la questione sollevata dall'onorevole
Giannopolo è già stato avviato un tavolo tecnico. Vedremo di
valutare, oltre al tavolo tecnico, le risultanze e siamo
disposti anche ad un eventuale incremento del capitolo di
spesa.
PRESIDENTE. Do lettura dell'articolo 11:
«Articolo 11
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana ed entrerà in vigore
il giorno stesso della sua pubblicazione con effetto
dal primo gennaio 2004.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e
di farla osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Sospendo l'esame del disegno di legge di bilancio,
avvertendo che si passerà all'esame del disegno di legge
finanziaria.
La seduta è rinviata a domani, giovedì 18 dicembre 2003,
alle ore 10.00 con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
I - COMUNICAZIONI
II - PROGETTO DI BILANCIO INTERNO DELL'ASSEMBLEA REGIONALE
SICILIANA PER L'ANNO FINANZIARIO 2004 (DOC. N. 123)
Relatori: i deputati Questori
III - MODIFICA AL REGOLAMENTO DI PREVIDENZA PER I DEPUTATI
(DOC. N. 124)
Relatori: i deputati Questori
IV - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2004 e bilancio pluriennale per il triennio 2004-
2006". (nn. 693-737/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on. Savona
Relatore di minoranza: on. Capodicasa
2) Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2004 .
(n. 692/A) (Seguito)
Relatore di maggioranza: on. Savona
Relatore di minoranza: on. Capodicasa
La seduta è tolta alle ore 15.35.
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula-Ufficio Resoconti alle ore
19.40
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XIII LEGISLATURA
SEDUTA N. 177 DEL 17 DICEMBRE 2003
ALLEGATO:
EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE BILANCIO DI PREVISIONE DELLA REGIONE SICILIANA
PER L'ANNO FINANZIARIO 2004 E BILANCIO PLURIENNALE PER IL TRIENNIO
2004-2006 (693-737/A) E DISEGNO DI LEGGE
DISPOSIZIONI PROGRAMMATICHE E FINANZIARIE PER L'ANNO 2004
(692/A).
ALLA TABELLA B DEL BILANCIO ANNUALE
(BILANCIO E FINANZE)
Emendamento TB B.8:
2004 2005 2006
(importi in migliaia di
euro)
4.2.1.5.1 Fondi di riserva
- 2.424 0 0
(215701)
4.2.1.5.3 Fondi da ripartire per oneri
- 75 - 75 - 75
del personale
(215708, 215718)
4.2.2.8.3 Interventi comunitari e relativi
0 0 0
cofinanziamenti nazionali
613919 + 4.000
613924 - 4.000
4.3.1.1.1 Personale
49 49 49
(216005-216008)
(PRESIDENZA)
Emendamento TB B.9:
2004 2005 2006
(importi in migliaia di
euro)
1.3.2.7.1 Partecipazioni e conferimenti
700 0 0
(505901)
1.4.1.5.2 Beni e servizi
200 0 0
(108523)
(AGRICOLTURA)
Emendamento TB B.10:
2004 2005 2006
(importi in migliaia di
euro)
2.2.1.3.2 Produzione animale, zootecnia
24 0 0
e caccia
(144120)
Emendamento TB B.24:
U.P.B. (importi
in migliaia di euro)
2.4.1.1.2 (150527) + 70
4.2.1.5.1 (215701) -
70
(LAVORI PUBBLICI)
Emendamento TB B.11:
2004 2005 2006
(importi in migliaia di
euro)
6.2.1.1.1 Personale
- 4 - 4 - 4
(272006)
(COOPERAZIONE)
Emendamento TB B.22:
2004 2005 2006
(importi in migliaia di
euro)
8.2.1.3.2 Commercio
2.000 0 0
(342525)
(BENI CULTURALI)
Emendamento TB B.12:
2004 2005 2006
(importi in migliaia di
euro)
9.1.1.1.1 Personale
29 29 29
(370006)
9.3.1.1.1 Personale
- 3 - 3 - 3
(376006)
9.4.1.1.1 Ufficio speciale per gli interventi
4 4 4
di valorizzazione del
patrimonio
culturale
(380005)
Emendamento TB B.6:
2004 2005 2006
(importi in migliaia di
euro)
9.3.1.3.3Finanziamento del Centro regionale per la progettazione,
il restauro e per le scienze naturali ed applicate ai beni
culturali, ivi compreso il gruppo intervento archeologia subacquea
Sicilia e del Centro regionale per l'inventario, la catalogazione,
ecc.
(377305)
+ 328
9.3.1.1.2Spese per il funzionamento delle soprintendenze per i
beni culturali ed ambientali, le biblioteche ed i centri regionali
(ex cap. 37985)
(376530)
- 178
9.3.1.1.2Spese per il funzionamento dei musei regionali
interdisciplinari e dei musei regionali (ex cap. 38371)
(376545)
- 150
Emendamento TB B.23:
U.P.B. 9.3.2.6.99
(776403) + 500
(776016) - 500
(SANITÀ)
Emendamento TB B.13:
2004 2005 2006
(importi in migliaia di
euro)
10.2.1.3.1 Fondo sanitario regionale
0 0 0
(412525) + 3.000
(413301) - 3.000
(TERRITORIO)
Emendamento TB B.14:
2004 2005
2006
(importi in migliaia
di euro)
11.2.2.6.4 Opere fognarie
1.500 0 0
(842402)