Presidenza del presidente Lo Porto
BURGARETTA APARO segretario, dà lettura del processo verbale
della seduta precedente, che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
PRESIDENTE. Si passa al punto I dell'ordine del
giorno:Comunicazioni.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i
seguenti disegni di legge:
- Modifica di norme in materia di decentramento
amministrativo (n. 746)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Ardizzone, Beninati, Formica,
Baldari, Panarello, Genovese, Formica in data 17 dicembre 2003
- Norme urgenti per la protezione della popolazione e del
territorio della Regione siciliana (n. 747)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Barbagallo, Ortisi, e Liotta in
data 18 dicembre 2003.
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Basile, in data 18
dicembre 2003, ha chiesto di apporre la propria firma al
disegno di legge n. 631 Misure urgenti in tema di
contenimento dell'inquinamento luminoso per il risparmio
energetico nelle illuminazioni esterne e per la tutela
dell'attività svolta dagli osservatori astronomici .
Comunicazione di pareri resi
PRESIDENTE. Comunico i seguenti pareri resi dalla
competente Commissione legislativa Ambiente e Territorio
(IV).
-
- Piano di propaganda turistica 2004 (n. 207/IV)
- reso in data 16 dicembre 2003
- trasmesso in data 17 dicembre 2003
- Comune di San Pier Niceto (ME) - Delibera di G.M. n. 65
dell'11 luglio 2003 - Richiesta autorizzazione di riserva alloggi
di cui al D.P.R. n. 1035/72, art. 10 (n. 209)
- reso in data 16 dicembre 2003
- trasmesso in data 17 dicembre 2003
- Addendum all'APQ risorse idriche per il settore depurativo
fognario e del riuso (n. 236/IV-UE-II)
- reso in data 18 dicembre 2003
- trasmesso in data 18 dicembre 2003
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le
seguenti interrogazioni con richiesta di risposta orale:
- n. 1454 - Iniziative per dare attuazione alla sospensione
contributiva e tributaria in favore dei soggetti residenti nei
comuni colpiti dalle eruzioni dell'Etna.
- Presidente Regione
- Assessore Bilancio
- Firmatario: Raiti Salvatore;
- n. 1456 - Notizie sulle modalità di costituzione della
Commissione, prevista dall'articolo 5 della legge n. 178 del 1976,
presso il Consiglio Comunale di Partanna (TP).
- Assessore Famiglia
- Firmatario: Ferro Giovanni;
Le interrogazioni testè annunziate saranno iscritte
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta scritta:
- n. 1455 - Interventi per il ripristino della vivibilità negli
edifici di via Sardegna a Catania.
- Assessore Famiglia
- Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe.
- n. 1457 - Notizie in ordine all'applicazione delle procedure
di mobilità ex art. 34 della legge n. 289 del 2002.
Presidente Regione
- Assessore Sanità
- Firmatario: Tumino Carmelo;
- n. 1458 - Notizie in ordine alla centralizzazione del servizio
produzione di sacche nutrizionali parentali e richiesta
d'ispezione.
Presidente Regione
- Assessore Sanità
- Firmatario: Basile Giuseppe;
- n. 1459 - Notizie sui ritardi nelle opere di completamento del
centro di diagnosi e cura per la riabilitazione dei medullolesi
spinali Villa delle ginestre' di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
- Firmatario: Zangara Andrea.
Le interrogazioni testè annunziate sono state già
inviate al Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
- N. 154 - Rideterminazione delle rette in residenze sanitarie
per anziani non autosufficienti e disabili in ottemperanza
all'ordinanza del TAR di Catania.
- Assessore Sanità
Firmatario: Barbagallo Giovanni.
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il
Governo abbia respinto l'interpellanza o abbia fatto
conoscere il giorno in cui intende trattarla,
l'interpellanza stessa sarà iscritta all'ordine del giorno
per essere svolta al proprio turno.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la seguente
mozione:
- N. 253 - Seguito della sentenza della Corte costituzionale n.
314 del 2003 in materia di anticipato collocamento a riposo esteso
al personale degli enti locali.
- Barbagallo Giovanni; Genovese Francantonio; Gurrieri
- Sebastiano; Tumino Carmelo; Vitrano Gaspare; Zangara Andrea
Presentata il 17/12/03
Dispongo che la mozione predetta venga posta all'ordine
del giorno della seduta successiva perché se ne determini
la data di discussione.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del
Regolamento interno che nel corso della seduta potrà
procedersi a votazioni mediante sistema elettronico.
Presidenza del presidente Lo Porto
Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2004 e bilancio pluriennale per il triennio 2004-
2006 (numero 693-737/A) e Disposizioni programmatiche e
finanziarie per l'anno 2004 (numero 692/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del
giorno: Discussione di disegni di legge.
Si procede al seguito della discussione congiunta dei
disegni di legge nn. 693-737/A «Bilancio di previsione
della Regione siciliana per l'anno finanziario 2004 e
bilancio pluriennale per il triennio 2004-2006» e numero
692/A «Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno
2004».
Ricordo che la discussione si era interrotta, nella
seduta n. 178 del 18-19 dicembre 2003, dopo l'approvazione
dell'articolo 17 del disegno di legge finanziaria.
Si riprende l'esame dell'articolo 16, precedentemente
accantonato.
Comunico che sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
- dal Governo: G 16.2;
- dalla Commissione: 16.2.1 all'emendamento G 16.2;
- dall'onorevole Miccichè: 16.1.
L'emendamento 16.1 decade per assenza dall'Aula del
firmatario.
Si passa al subemendamento 16.2.1. Lo pongo in
votazione. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE, vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento G 16.2, nel testo
risultante.
Il parere della Commissione?
SAVONA, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 18, precedentemente
accantonato.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dall'onorevole Forgione: 18.2;
dall'onorevole Fleres: 18.1;
dall'onorevole Fleres ed altri: 18.3.
L'emendamento 18.2 decade per assenza dall'Aula dei firmatari.
Pongo in votazione congiuntamente gli emendamenti 18.1 e 18.3, di
identico contenuto.
Il parere del Governo?
CASTIGLIONE, vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Sono approvati)
Pongo in votazione l'articolo 18, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 20, precedentemente
accantonato.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dall'onorevole Acierno: 20.1;
dall'onorevole Papania: 20.2;
dagli onorevoli Formica ed altri: 20.3;
dagli onorevoli Giannopolo e Speziale: 20.4.
Comunico, altresì, che da parte degli onorevoli Giannopolo e
Speziale, è stato presentato l'emendamento A.145, vertente sulla
stessa materia dell'articolo 20.
Gli emendamenti 20.1 e 20.2 decadono per assenza dall'Aula dei
firmatari.
Pongo in votazione l'emendamento 20.3. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE, vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 20.4 e A.145 decadono per assenza dall'Aula dei
firmatari.
Pongo in votazione l'articolo 20, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 21, precedentemente accantonato.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dall'onorevole Lo Monte, Fleres e Formica: 21.2.
dall'onorevole Raiti e Speziale: A.155.
Pongo in votazione l'emendamento 21.2. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE, vicepresidente del Governo. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente e relatore di maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Comunico che l'emendamento A.155 decade per assenza dei
firmatari.
Pongo in votazione l'articolo 21, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 26. Ne do lettura:
«Articolo 26
Abrogazione e modifiche di norme
1. La lettera b) dell'articolo 1 della legge regionale 20 aprile
1976, n. 40, è sostituita dalla seguente:
'b) all'acquisto di attrezzature audiovisive ed informatiche da
destinare alle scuole di cui alla precedente lettera a),
limitatamente ai comuni con popolazione non superiore ai 50 mila
abitanti, mediante concessione di contributi in misura non
inferiore al 90 per cento'.
2. L'articolo 12 della legge regionale 7 agosto 1990, n. 33 è
abrogato.
3. All'articolo 26 della legge regionale 1 settembre 1993, n. 25
e successive modifiche ed integrazioni è aggiunto il seguente
comma:
'3 bis. Le imprese possono richiedere che le agevolazioni di cui
al presente articolo siano concesse secondo la regola 'de minimis'
così come definita dal regolamento CE 69/2001 della Commissione
europea del 12 gennaio 2001.
4. Al comma 3 dell'articolo 29 della legge 11 febbraio 1994, n.
109, come sostituito dall'articolo 23 della legge regionale 2
agosto 2002, n. 7, le parole 'e su un periodico edito
dall'Assemblea regionale o dalla Fondazione Federico II' sono
soppresse.
5. All'articolo 1 della legge regionale 3 luglio 2000, n. 13, è
aggiunto il seguente comma:
'1 bis. Il consorzio di bonifica n. 8 di Ragusa è autorizzato a
trasferire a titolo gratuito al comune di Santa Croce Camerina la
proprietà, le strutture e l'area di pertinenza facenti parte del
Capo Boario realizzato dal consorzio stesso in contrada Costa
degli Archi in territorio di Santa Croce Camerina.'.
6. All'articolo 11 della legge regionale 23 dicembre 2002, n. 23,
sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1 dopo le parole 'la spesa di 30 milioni di euro'
sono aggiunte le parole 'e per l'esercizio finanziario 2004 la
spesa di 15 milioni di euro', dopo le parole 'da iscrivere' è
aggiunta la parola 'rispettivamente', dopo le parole 'capitolo
516017' sono aggiunte le parole 'e capitolo 516020';
b) al comma 3 dopo le parole 'di cui al comma 1' sono aggiunte le
parole 'nonché, per far fronte all'esecuzione di interventi di
manutenzione straordinaria sulle reti irrigue a valle delle dighe
dell'ESA a cui vengono trasferiti, limitatamente a tale attività,
dei poteri derogatori previsti dalle ordinanze statali di cui al
comma 1.';
c) al comma 4 dopo le parole 'si fa fronte' sono aggiunte le
parole 'per l'esercizio finanziario 2002' e dopo le parole '31
dicembre 1998' sono aggiunte le parole 'e per l'esercizio
finanziario 2004 con una quota delle risorse di cui al comma 4
dell'articolo 4 della legge regionale 3 dicembre 2003, n. 20'.
7. Il comma 2 dell'articolo 10 della legge regionale 16 aprile
2003, n. 4, è soppresso.
8. All'articolo 38 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, è
aggiunto il seguente comma:
'3. A valere sulle risorse già trasferite dallo Stato per
l'attuazione degli interventi previsti dal programma triennale di
sviluppo del Mezzogiorno 1990-1992, trova applicazione il disposto
dell'articolo 8 del decreto del Ministro dell'economia e delle
finanze del 3 ottobre 2002.
9. Il comma 2 dell'articolo 55 della legge regionale 16 aprile
2003, n. 4, è abrogato.
10. L'articolo 33 della legge regionale 3 dicembre 2003, n. 20, è
abrogato.
11. Al comma 2 dell'articolo 70 della legge regionale 3 dicembre
2003, n. 20, dopo le parole 'ed in 177.088 migliaia di euro' sono
aggiunte le parole 'da iscrivere in bilancio in due o più
soluzioni'.»
Comunico che sono stati presentati dal Governo i seguenti
emendamenti:
G 26.68, G 8.1 e il subemendamento 8.1.1 all'emendamento G 8.1.
Pongo in votazione l'emendamento G 26.68. Il parere della
Commissione?
SAVONA, vicepresidente e relatore di maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa al subemendamento 8.1.1. Lo pongo in
votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA , vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, l'emendamento G8.1 è l'ultimo degli
accantonati; però c'è l'esigenza di accelerare i lavori.
Proporrei, pertanto, di esaminarlo.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, eravamo rimasti d'accordo che si
sarebbe proceduto con l'articolo 26; desidero sapere quanti sono
gli emendamenti accantonati, coerenti con il testo. E' rimasto
soltanto questo, oppure ve ne sono altri?
PRESIDENTE. Soltanto questo, onorevole Speziale. Poi, passeremo
al dibattuto articolo 26.
SPEZIALE. Signor Presidente, avevo presentato un emendamento che
riguardava i fondi ex articolo 38, vorrei conoscerne la sorte.
PRESIDENTE. Probabilmente, si trova tra gli aggiuntivi che
tratteremo successivamente.
CASTIGLIONE, vicepresidente della Regione. E' già stato trattato
PRESIDENTE. Onorevole Castiglione, gli emendamenti dell'onorevole
Speziale sono fra gli articoli aggiuntivi.
SPEZIALE. Abbiamo così un quadro più chiaro. Per quanto riguarda
questo emendamento, ieri era sorto un problema circa la sua
complessità. Il Governo ha tentato di fornire un chiarimento,
tuttavia l'Aula non mi è sembrata convinta.
Se il Governo ritiene che ci sia un'urgenza inderogabile e l'Aula
volesse votare per fede nei confronti del Governo, lo faccia pure;
ritengo però si tratti di un emendamento talmente complesso per il
quale dovrebbe farsi un richiamo ufficiale all'Esecutivo. Non è
possibile, infatti, che in corso di esame di una legge complessa,
come la finanziaria, il Governo presenti un articolo così
complesso e di difficile lettura, e che, peraltro, si debba
approvare con un solo emendamento.
Se il Governo vuole mettere mano a manovre consistenti, lo faccia
pure in fase di preparazione della legge finanziaria, non certo
in corso d'opera, all'ultimo istante, con la presentazione di un
emendamento. E mi riferisco al subemendamento 8.1.4.
PRESIDENTE. L'emendamento G8.1 è accantonato.
Onorevoli colleghi, poiché sono in corso riunioni per definire
ulteriormente il testo, riterrei opportuno rinviare la seduta o
alle ore 13.00 o nel primo pomeriggio.
LO GIUDICE. Così roviniamo il Natale a tutti
PRESIDENTE. Sarà pure come sostiene lei, onorevole Lo Giudice,
d'altra parte, ogni tanto, per l'interesse della Sicilia si può
rovinare qualcosa
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta, avvertendo che riprenderà
alle ore 15.00.
(La seduta, sospesa alle ore 12.35, è ripresa alle ore
18.53)
La seduta è ripresa
Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato dal Governo
l'emendamento 26.69G modificativo dell'articolo 26.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, si tratta di una norma di natura
estremamente tecnica, senza alcuna valenza politica. Invito,
pertanto, l'Assemblea ad esaminare uno ad uno gli articoli
ponendomi, se è il caso, delle domande, Ritengo, infatti, che
l'emendamento presenti una disarticolazione che non consente un
commento coordinato. Considerato che è stato coordinato in
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, ritengo che,
forse, sarebbe più opportuno che venisse esaminato e poi, se è il
caso, discusso.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, non voglio far
polemica, tuttavia, vorrei capire cosa stiamo trattando. Non ho
partecipato alla Conferenza dei Capigruppo e non ho avuto neanche
la possibilità di consultarmi con il mio collega di Gruppo per
sapere di che cosa si è parlato, visto che questo emendamento è
stato discusso nella Conferenza dei Capigruppo.
Ho potuto dare solo un'occhiata veloce e credo che neanche
l'Assessore - forse per questioni di stanchezza o per altri motivi
- sia stato nelle condizioni di spiegarci di che cosa tratta
questo emendamento. Non per fare polemica inutile, onorevole
Assessore, ma nell'articolo precedente lei ha fatto una proposta
di soppressione e io avevo presentato un emendamento aggiuntivo
all'articolo che in nessun caso comportava spese.
Onorevole Assessore, una volta tanto mi ascolti Non dico sempre,
perché io non ho il piacere di parlare con lei dalla mattina alla
sera. Sono qui per votare un emendamento, per votare un articolo;
vorrei vederla, una volta tanto, alzarsi e spiegarci di che cosa
si tratta.
Questo atteggiamento di superficialità lo può avere nel suo
partito, nella sua Giunta, ma quando c'è un deputato che chiede
una spiegazione su un argomento e vuole sapere di che cosa si
parla, lei deve ascoltarlo Se non è in grado di fare questo, se
ne vada Si dimetta
Non è possibile, sono veramente indignato: da diversi giorni
cerco di parlare con l'Assessore sia pubblicamente che
privatamente. Vi è un problema, vi sono degli emendamenti e con
argomenti posti anche da questa tribuna ho detto: "C'è una
proposta emendativa che serve a far risparmiare le casse della
Regione", ma lei non solo non mi dà ascolto, non solo non risponde
ma, con aria di sufficienza, non dà neanche ascolto e non risponde
ai quesiti dei deputati. E' una vergogna, signor Assessore, lei si
deve dimettere
Lei sa di cosa sto parlando e non si tratta di una questione
personale. Se non è capace si dimetta Se non capisce il problema
se lo faccia spiegare dai suoi collaboratori
Un po' di modestia, un po' di umanità non fa male
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, capisco che dopo tanti giorni siamo tutti nervosi; è
normale, comprensibile, ci siamo passati e ci passeremo tutti
perché a turno funziona sempre così.
Però, l'onorevole Micciché scambia lucciole per lanterne' perché
abbiamo già parlato di questo problema. Ricordo perfettamente il
giorno in cui, nell'atrio del nostro Palazzo, manifestai la mia
non adesione alle sue tesi che sono sicuramente condivisibili
sotto un profilo del pathos, della verve, del sentimento politico
ma, certamente, non condiviso da un punto di vista politico:
perché, secondo questa tesi, dissi che noi dovremmo non comprare
software - che certamente ha delle prerogative di mercato e che è
richiesto secondo le regole del mercato stesso dai nostri uffici -
e dovremmo piuttosto rivolgerci al mercato libero.
Le dissi pure, onorevole, che questo non era tecnicamente
possibile e, comunque, in generale, non era un'operazione semplice
e certamente non condivisa.
Pensavo che questo fosse sufficiente. Mi rendo conto che,
evidentemente, lo avrà dimenticato: capisco la stanchezza e,
quindi, siamo tutti comprensivi, l'uno con l'altro.
Allora, mi scuso con lei se non sono stato all'altezza di quelle
che sono le sue esigenze, però, purtroppo, rimane valido quello
che le ho detto nell'atrio del Palazzo.
Glielo sto ribadendo con grande serenità, con grande
tranquillità, il Governo è contrario.
Pensavo che quanto avessi detto fosse sufficiente. Mi rendo conto
che ciò non è stato sufficiente e, quindi, lo ribadisco oggi,
spero, per l'ultima volta.
PRESIDENTE. Onorevole Pagano, la ringrazio per l'intervento.
Devo, però, comunque delle spiegazioni all'onorevole Micciché il
quale ha un Capogruppo al quale chiedere le delucidazioni che,
solo questi, potrebbe fornirgli in ordine ad una Conferenza dei
Capigruppo.
MICCICHE'. Non ho avuto il tempo, signor Presidente
PRESIDENTE. Ma io non ho alcuna difficoltà a riassumerle quello
che è accaduto oggi pomeriggio. Il tempo che non ha avuto per
chiederlo al suo, sta trovandolo chiedendolo, in pratica a me. Ed
io mi presto a darle una sommaria informazione.
Nella Conferenza dei Capigruppo - tenuta come doveroso nel corso
di oggi pomeriggio per disciplinare la tornata finale di questa
sessione parlamentare - si è stabilito che, intorno all'articolo
26, essendoci una notevolissima pioggia di emendamenti, oltre 120,
che avrebbero determinato un dibattito assai lungo rispetto ai
tempi prefissati di questa notte, alla fine - le posso
assicurare, dopo un dibattito molto intenso al quale hanno
partecipato tutti, compresi i Capigruppo della sua area - si è
deciso di invitare il Governo a ritirare l'articolo 26 come era
stato presentato ed esitato dalla Commissione ed a presentare una
riscritturazione che viene così epurata di tutte le parti, per
così dire politiche. Ciò al fine di limitarsi ad una
riscritturazione delle parti esclusivamente tecniche, cioè
assolutamente necessarie per poter andare avanti.
Questo è il documento che le stiamo sottoponendo. A questo punto,
lei ha di fronte un emendamento tecnico che può giudicare
opportunamente di conseguenza.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vedo che il
Governo, in gran parte dell'emendamento, ha tenuto fede a quanto
stabilito.
Tuttavia, c'è un punto che non mi è chiaro e che vorrei,
pertanto, venisse chiarito, anche perché stavo cercando di
consultare la norma di riferimento, allorquando, al comma tre, si
dice che "il Presidente della Regione è autorizzato a finanziare
un programma di interventi di cui alla lettera d) dell'articolo
137 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 . Immagino si riferisca
alla finanziaria nazionale del 2000. Quindi, inviterei il Governo
a fornire un chiarimento perché vorrei capire il carattere tecnico
di questa norma, visto che non ci è stato detto nel corso della
riunione dei Capigruppo.
Altro aspetto si riferisce al fatto che manca l'altra norma
tecnica che era stata suggerita, quella sulla meccanizzazione
agricola. Desidero che il Governo ci spieghi tale formulazione,
non mi pare che abbia tanto valore di norma tecnica.
PRESIDENTE. Assessore Pagano, intende dare una spiegazione?
CASTIGLIONE, vicepresidente della Regione. Ci eravamo accorti
della mancanza del passaggio tecnico per la meccanizzazione e, in
tal senso, l'assessore Pagano ha già presentato un emendamento...
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, la prego di seguire la risposta
del Governo perché da essa dipende anche la sostanziale validità
di quanto da lei detto.
Onorevole Castiglione, lei non era presente alla riunione in cui
abbiamo esitato, con grave fatica, quanto in esame. Si rendono
necessari, pertanto, passaggi netti, precisi, pena la messa in
discussione di tutto un lavoro concluso in sua assenza. Lei non
era presente, infatti, si informi con l'assessore per il bilancio.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, effettivamente, il problema
sollevato dall'onorevole Speziale è serio e vero.
L'onorevole Castiglione - che io ho sollecitato nell'intervento
e, quindi, me ne assumo la responsabilità - stava cercando di
spiegare che, effettivamente, la norma sollecitata dall'onorevole
Speziale era di natura tecnica. Nella confusione e nella
rimodulazione di tutti questi emendamenti e subemendamenti, in
realtà, avrei dovuto inserirlo e non l'ho fatto; me ne assumo la
responsabilità e, a questo proposito, ho già presentato un
subemendamento. Si tratta tuttavia di un fatto marginale, una
parola, e, quindi, invito l'onorevole Speziale, informalmente, a
prendere visione dell'emendamento. Se il Vicepresidente della
Regione sarà pure d'accordo, lo presento alla Presidenza.
GIANNOPOLO. Non si scherza con queste cose
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per dieci
minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 19.07, è ripresa alle ore 19.12)
La seduta è ripresa.
GIANNOPOLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, durante la
discussione del bilancio - lei si ricorderà, signor Presidente -
ho sollevato, con un emendamento, il problema dell'appostamento o,
meglio, della specificazione, con un capitolo a parte, nella
rubrica che riguardava l'ESA, dei fondi per la meccanizzazione
agricola.
Si ricorderà, signor Presidente, che emerse che bisognava fare un
approfondimento e tutto era rinviato alla tabella H. Orbene,
l'emendamento presentato dal Governo per la tabella H funziona per
la meccanizzazione agricola solo se si approva una norma che ha un
carattere decisamente tecnico: si deve abrogare, infatti, una
parte di una legge precedente che caricava la spesa sull'ipotetica
entrata che, invece, non si è verificata. Era stata questa
l'esigenza ravvisata.
Ora, però, non capisco tutta questa discussione a latere che si è
sviluppata. Per un aspetto che è di una banalità e di una
trasparenza unica. Si tratta, tra l'altro, di avviare al lavoro
delle persone, senza le quali non è possibile che ciò possa
accadere.
L'altra questione che pongo - e di cui non si riesce a capire
ancora niente - è il comma 3 dell'emendamento tecnico in esame,
laddove, ai sensi della lettera d dell'articolo 137 della legge
388/2000, il Presidente della Regione è delegato a varare un
programma di opere di infrastrutture sociali utilizzando, solo e
semplicemente, il supporto di un comitato tecnico. Poiché non era
presente né nel testo né negli emendamenti, si chiede di capire
meglio tale aspetto.
Inviterei, pertanto, l'Assessore a fornirci una spiegazione al
riguardo, diversamente, annuncio il mio voto contrario.
SPEZIALE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo scusa se
insisto col mio intervento e chiedo chiarimenti al Governo, in
riferimento al comma terzo del nuovo emendamento modificativo.
Avevo letto prima una norma che riguarda l'autorizzazione data
dal Presidente della Regione di finanziare un programma di
interventi di cui alla lettera d) dell'articolo 137. Ho chiesto la
norma di riferimento, la legge statale 137 e il riferimento è solo
fino alla lettera c). Non vi è indicata la lettera d).
Per quanto precede, invito il Governo a precisare tale
riferimento alla lettera d), in modo tale che, anche se si tratta
di norma tecnica, la si vota sulla base di una conoscenza diretta:
dobbiamo sapere qual è la priorità.
Le finalità dei punti a), b) e c) di cui alla norma nazionale
prevedono infatti che alla Regione Sicilia è assegnato un limite
di impegno di 21 miliardi di lire, della durata di 15 anni,
corrispondenti ad un capitale mutuabile di almeno 1200 miliardi
per interventi diretti a contenere i consumi e i costi energetici
delle piccole e medie imprese, fronteggiare la crisi del settore
agrumicolo, sostenere iniziative e investimenti nei comuni sedi di
impianti di raffinazione, estrazione e stoccaggio dei prodotti
petroliferi; al contrario, nell'emendamento presentato da parte
del Governo, il riferimento all'articolo, è per opere di interesse
sociale ed infrustrutturale primarie. Praticamente, in contrasto
con le finalità primarie dell'articolo 137 della legge nazionale,
tranne se non specifichiamo cosa s'intende col riferimento alla
lettera d), ove esistente.
ODDO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel quadro
complessivo del ragionamento svolto che pur se io, evidentemente,
ho capito su quale base si regge al fine di chiudere questa
sessione di lavoro e dare così alla Regione la legge finanziaria
entro i termini, per la prima volta nella storia (con tutto il
resto che, poi evidentemente, si aggiunge, spesso fregiandoci di
questo grande atto), debbo tuttavia comunicare il mio voto
contrario all'emendamento che parte da un presupposto: sono venute
meno, in queste ore, alcune considerazioni che - indubbiamente -
andavano maggiormente approfondite.
E, sicuramente, non voglio andare ad enfatizzare aspetti che sono
stati da me proposti che ritengo siano importanti, alla stessa
misura, di quelli presentati da molti altri colleghi. Me ne rendo
conto e lo dico con estrema convinzione e pacatezza.
Signor Presidente, non parlo per il futuro e per il resoconto:
penso che il Governo dovrebbe ascoltare e, così pure la
Presidenza. Ebbene, avevamo proposto, assieme ad altri colleghi -
visto e considerato che, nel territorio della Regione, in questo
momento, è possibile s'insedi (in special modo nelle sciare fra
Marsala e Mazara, così parliamo fuori dai denti, una buona volta
in quest'Aula che credo deve preoccuparsi di questi fatti) ebbene,
dicevo, corriamo il rischio s'insedi una distilleria che,
sostanzialmente, impegna un territorio di 155 ettari e potrebbe
pompare 40 litri al minuto secondo d'acqua. Ciò senza alcuna
valutazione di impatto ambientale perché non prevista nel DPR 12
aprile 1996, tabella A.
In questo momento, nel territorio della Regione, può accadere ciò
ovunque: non è solo, quindi, la logica dei trapanesi Può accadere
ovunque
Si può insediare una mega distilleria che tratta biomassa, che
trasforma la biomassa in energia o in bioetanolo, senza
valutazione d'impatto ambientale.
Nella tabella A del DPR citato, lo ripeto, non è prevista quella
valutazione e, dunque, nemmeno il Governo può fare niente, nemmeno
la buona volontà dell'Assessore al ramo, in assenza di una norma
che lo preveda.
Sono questi argomenti che credo assolutamente compatibili con la
filosofia di una legge finanziaria e, soprattutto, per quanto
concerne la struttura dell'articolo 26, così come ora
sostanzialmente modificato dall'emendamento. Sono argomenti
compatibilissimi
Dobbiamo fare una scelta: non voglio assolutamente apparire come
colui che pone un problema drammatizzando la questione per
cercare, evidentemente, di reinserirmi rispetto ad un ragionamento
già svolto.
Pongo però un problema all'Aula, un problema che muove dalla
considerazione che manca in Sicilia questa norma e che è giusto,
invece, ci sia: ma non solo partendo dal discorso sulle nostre
falde idriche, delle condizioni in cui esse si trovano, ma,
piuttosto, originando il ragionamento dalla valutazione
dell'impatto ambientale reale che può determinare un insediamento
di questo tipo sul nostro territorio e su zone, addirittura, di
interesse comunitario.
Nelle zone SIC - e quella è una zona SIC - è possibile che questo
impianto nasca domani mattina, non ci può fare niente nessuno
Non so e non sono tenuto a sapere nei dettagli come sia andata la
discussione: chiedo, tuttavia, al Governo della Regione e a
quest'Aula di valutare tale aspetto e, se dal punto di vista
tecnico - perché vedo lì che ci sono emendamenti, non solo di
natura tecnica - ebbene, capisco che siamo in una fase delicata,
ma vi chiedo cortesemente di attenzionare la questione sollevata
perché non riguarda, sicuramente, le mie pazzie, ma piuttosto un
problema di questa Regione e, in quanto tale, se deve essere
affrontato anche impiegando qualche minuto in più, facciamolo Del
resto, ne abbiamo persi moltissimi in questa giornata, e non solo.
PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare l'onorevole assessore Pagano.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento che abbiamo
contrassegnato con il numero 3, consente la programmazione della
spesa secondo i dettami della legge finanziaria n. 388.
Il quesito che è stato posto oggi, da più relatori, fa
riferimento a questo comma aggiuntivo che consente al Presidente
della Regione, sempre con riferimento alla stessa legge, di
utilizzare ulteriori risorse finanziarie assegnate dallo Stato per
opere di interesse sociale ed infrastrutture primarie.
Nulla di strano, onorevole Speziale Si tratta semplicemente di
quella che è la norma contenuta nella finanziaria nazionale che
sta per essere varata, in queste ore, e di cui noi abbiamo,
ovviamente, contezza perché stiamo seguendola nel suo cammino.
Ebbene, nella stessa finanziaria, è prevista un'ulteriore voce,
con ulteriori fondi messi a disposizione che, ovviamente, in
maniera diligente, abbiamo pensato immediatamente di attivare per
evitare che poi queste cifre restassero a nostra disposizione per
mesi, senza tuttavia essere attivate.
E allora, ecco spiegato perché abbiamo posto, esattamente, la
dicitura usata dal Governo nazionale Opere di interesse sociale e
infrastrutture primarie": l'unica previsione da noi aggiunta è
che, ovviamente, per la definizione di questo programma, il
Presidente della Regione sia premunito con un Comitato tecnico.
Tutto questo per spiegare materialmente il perché di una norma
che, giustamente, non potevate conoscere.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se non ho capito
male - gli Uffici mi aiutino - l'Assessore sostiene che la norma
di riferimento deve venire ancora
Per quanto mi riguarda, eviterei di fare tali affermazioni in un
Parlamento, per favore, chiedo cortesemente che la norma venga
cambiata, col supporto degli Uffici medesimi.
PRESIDENTE. Sì, onorevole Speziale, è opportuna una
riformulazione, soprattutto affidata agli Uffici per il
coordinamento; se è subordinata all'entrata in vigore di una legge
nazionale, ancora da votare, si deve, momentaneamente, modificare
il testo, onorevole Assessore.
SPEZIALE. No. Signor Presidente, scusi, se facciamo riferimento
ad una norma preesistente, la n. 388, all'articolo 37, la stessa
ha delle finalità in contrasto con quanto previsto dall'articolo
in esame.
L'Assessore adesso ci dice, però, che nella futura finanziaria
nazionale ci sarà un ulteriore comma d). Insomma, evitiamo di
affermare ciò anche nel Parlamento
La norma va momentaneamente cassata; quando avremo la finanziaria
nazionale, ovviamente, potremo approvare un'altra norma.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho difficoltà a
comprendere quanto accaduto un'ora addietro quando il Presidente
dell'Assemblea - come è in suo potere - ha convocato una riunione
dei Capigruppo: nella stessa, anche su proposta dell'onorevole
Speziale, abbiamo approvato gli otto punti tecnici. Al riguardo,
riconosco alla Presidenza il merito di avere interposto il suo
potere insindacabile sulla inammissibilità e il suo dovere di
agevolare il percorso d'Aula affinché, questa sera, la finanziaria
sia approvata.
Dicevo, abbiamo convenuto su quegli otto punti tecnici - che
l'onorevole Speziale ha accettato - con l'impegno di non
aggiungerne altri e, fra l'altro, anche l'onorevole Speziale in
Commissione Bilancio, pur votando contro, ha accettato alla fine
che potessero andare in porto. E poi si è detto alla Presidenza
dell'Assemblea che, su questi otto punti che il Governo pone, di
ordine tecnico, giudicati tecnici e tali da essere approvati - con
la normale attività emendativa - qualsiasi altro emendamento, non
sarebbe stato trattato perché tutti resi improponibili dalla
Presidenza.
Su quanto stabilito, tutti i Capigruppo presenti - e senza
nessuna esclusione - hanno condiviso che questo era il percorso
d'Aula che ci imponevamo e che dovevamo anche suggerire e fare
apprezzare dai vari Gruppi, con le difficoltà che ogni Capogruppo
avrà avuto, al suo interno, con la propria compagine che
rappresenta ed alla quale ha dovuto dire che ci sono leggi da
approvare successivamente. C'è un sacrificio più importante:
quello, cioè, di approvare la finanziaria questa sera,
anticiparla, rispetto a quella nazionale, così da poter dire che,
per la prima volta, il Parlamento, nella sua interezza,
maggioranza e minoranza insieme, senza ostruzionismi di maniera e
dell'ultimo momento, ha condotto e fatto proprio un disegno che
era quello di pervenire all'approvazione della legge entro il mese
di dicembre
Ci sono decine e decine di emendamenti che hanno tutti il pregio
di essere apprezzabili, quello sul CORECOM, ad esempio - ne cito
uno - rivela grande sacrificio da parte di chi lo ha proposto e,
ricordo, fra questi c'è l'onorevole Fleres, che aveva una valenza
positiva e tanti, e tanti altri ancora, decine e decine di altri
emendamenti che potevano avere una loro allocazione forte, perché
giusti
Però si è detto: ci crediamo al fatto che, da gennaio, questa
Assemblea dovrà far valere le sue prerogative di organo
legislativo, con un po' di soldi messi da parte così da favorire
le leggi da approvare? Se crediamo a noi stessi, allora, la
meccanizzazione agricola e chissà quanti altri problemi (un terzo
delle leggi che la minoranza potrà far valere in Aula, per quello
che è il nuovo Regolamento) potranno essere trattati. Non perché
siamo bravi o bravissimi E' quel Regolamento su cui abbiamo
lavorato insieme e che ha consentito una certa velocità dei lavori
d'Aula e delle Commissioni.
A questo punto, mi stupisco di pensare e di dire ad alta voce: ma
vogliamo davvero, attraverso un cavallo di Troia inesistente,
tentare di scardinare tutto? Bene Ci vogliamo provare Se ci
vogliamo provare, dobbiamo riunire i Capigruppo, il Governo e la
Presidenza dovrà darci la possibilità di apprezzare tutti gli
emendamenti presentati dai vari deputati; ma perderemmo due giorni
approvando una finanziaria omnibus che nessuno vuole
Non la vuole l'opposizione, non la vuole la maggioranza, non la
vuole il Governo
L'obiezione fatta dall'onorevole Speziale può essere pure
conducente e producente, se ci riferiamo ad una legge che ancora
non c'è, altrimenti si prendono gli accorgimenti necessari per
dire che recepiamo adesso per dopo, oppure, se questo non può
essere fatto dal Governo, non può che ritirare questo articolo. Ma
anche il Governo si fidi di questa Assemblea, e non tema di essere
smentito, e ciò vale anche per il Parlamento. Il Governo si
presenti a gennaio con un disegno di legge, lo invii alle
Commissioni di merito, senza grandi preoccupazioni, perché qui non
ci sono gli orsi che cercano di attanagliare il Governo, nessuno
ha questa voglia, o fregola, di sostituirsi a qualche Assessore.
Non c'è questa volontà, ma solo la volontà di produrre.
Il Governo deve fare un riferimento esplicito sulla norma
affinché possa essere approvata, anche se non è stata ancora
approvata nella finanziaria nazionale, oppure non creda di essere
più bravo di quanto non lo sia mai stato presentando gli
emendamenti mezz'ora prima di andare in Aula dicendo che sono
urgenti e indifferibili. Noi stentiamo a credergli perché ha avuto
sei mesi per pensarci. Ora chiede, però, all'intera Assemblea, di
andare spedita senza avere contezza, senza comprendere, obbedendo
ciecamente Dico basta al Governo, basta anche all'Assemblea
Chiedo, all'assessore Pagano di dare immediatamente una risposta,
chiarendo se questa norma può passare o meno; se è di ostacolo
alla prosecuzione dei lavori d'Aula lo invito ad espungerla,
consentendoci di chiudere la sessione di bilancio con la
votazione della finanziaria.
PRESIDENTE. Mi rivolgo all'onorevole Speziale: mercé l'aiuto
degli uffici si potrebbe vedere - considerato che la sua è
soltanto un'obiezione legata all'elemento tecnico-giuridico - se
emendare una norma ancora inesistente, e ci sarebbe la
possibilità dando un minimo di credito alla notizia che il Governo
ci anticipa della possibile approvazione della finanziaria come
presentata, si potrebbe vedere - ripeto - se basti una dizione
diversa. Fermo restando, sempre, il consenso del Governo
prevedere che "il Presidente della Regione è autorizzato a
finanziare un programma per gli interventi di cui all'articolo 137
e successive modifiche ed integrazioni". Viene tolto ogni
riferimento alla lettera d) che è, forse, l'unico punto di novità
che ancora non possiamo ritenere realizzato.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non lo possiamo
accettare perché in quella formulazione si finanzia il comma a, il
comma b e il comma c dell'attuale legge. Mi viene fatto osservare
che il Parlamento nazionale, in corso di approvazione della
finanziaria, avrebbe introdotto il comma d) che prevede somme
aggiuntive; quindi, l'obiettivo non viene raggiunto. Forse si
raggiunge l'obiettivo di utilizzare quelle somme per finanziare il
comma a, il comma b e il comma c dell'articolo 137 della legge 388
...
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. No, sono
successive modifiche ed integrazioni.
SPEZIALE. Assessore Pagano, a quale norma si riferisce se la
stessa ancora non esiste Diventerà legge, sempre che lo diventi;
il comma d) farà parte del testo di un articolo che dovrà anche
essere pubblicato e il cui numero è diverso rispetto alla legge
388. Io, strumentalmente, avrei voluto sostituire il comma d con
il comma c dell'articolo 187 perché lo limito ad una destinazione
precisa che riguarda iniziative e investimenti per i Comuni, sede
di impianti di raffinazione, fino al punto che consiglio di
proporre la lettera d e la lettera c contestualmente.: Se il
Governo nazionale dovesse prevedere di finanziare, invece, un
comma aggiuntivo con la lettera d), non avremmo alcuna
difficoltà a votare una norma, a gennaio, stabilendo di utilizzare
i fondi del comma d).
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ci troviamo di fronte ad una
procedura anomala. Ho colto l'obiezione e la condivido. Perché si
tratta di un emendamento ad una norma in itinere, anche il
Governo, si sta sforzando di proporre una modifica che
alleggerisca molto l'incongruità di una simile norma. Voglio
sottolineare l'accenno alle modifiche e alle integrazioni
successive che potrebbero permettere l'utilizzazione di un nuovo
provvedimento nazionale, ma se ciò dovesse comportare un
rallentamento dei lavori inviterei il Governo ad enucleare
l'argomento per un approfondimento successivo.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, se enucleare questo comma ristabilisce l'elemento di
equilibrio, lo si tolga purchè si prosegua nei lavori.
LO GIUDICE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO GIUDICE. Signor Presidente, mi permettero di turbare in questo
momento la tranquillità che c'è in Assemblea perchè mi rendo conto
che tutti gli interventi sono proiettati per dare risposte
concrete, serie, urgenti e conducenti. L'onorevole Pagano nel suo
intervento ha dato l'impressione di possedere facoltà
divinatorie'.
PRESIDENTE. Questo aspetto è stato già superato, onorevole Lo
Giudice, lei deve aiutarci e non fare ulteriori polemiche.
LO GIUDICE. Signor Presidente, volevo complimentarmi per lo
sforzo che il Governo sta facendo. Quindi, onorevole Speziale, si
può anche proseguire grazie alla formula che si inserisce
nell'articolo: "con le eventuali modifiche". Se non le
ritroveremo, tutto resterà come prima. Penso sia percorribile,
anche perché mi sono convinto, attraverso i vostri interventi
pacati e calmi, che non si vuole fare 'lana caprina' perchè noi
tutti vogliamo votare. Come me, credo sia convinta tutta
l'Assemblea.
In quel modo avremmo rischiato, assessore Pagano, l'impugnazione
della legge da parte del Commissario dello Stato, però così come
proposto dal Presidente dell'Assemblea è percorribile. Quindi
invito l'onorevole Speziale, con il quale ho avuto un incontro,
quasi privato, ad accogliere questa modifica dell'emendamento.
Oggi stiamo votando esattamente così come recita la legge 137 e
la legge 388.
Se però avverranno delle modifiche, il Governo deve essere nelle
condizioni di muoversi liberamente nel divenire delle cose. Ecco
perchè sono convinto e mi appello al buon senso dei colleghi
dell'opposizione perché approvino il subemendamento.
ACIERNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Signor Presidente è sorta della confusione, ricordo che
circa mezz'ora fa mi aveva concesso la parola per dichiarazione
di voto, ma poi si è aperto un dibattito. Ritengo che siamo sempre
in fase di dichiarazione di voto sull'emendamento 26.69G
presentato dal Governo, e vorrei fare la mia dichiarazione di voto
attenendomi a quanto la Presidenza aveva annunciato.
Nel dichiarare il voto favorevole all'emendamento del Governo
sottolineo come il Governo sia riuscito ad interpretare nel
migliore dei modi l'azione politica che il Gruppo di Nuova Sicilia
aveva assunto nei confronti della norma per l'acquisizione dei
terreni gravati da usi civici, che determinò nei mesi scorsi uno
scandalo sull'isola di Lipari allorquando un privato tentò, con
forzature regolamentari, di acquisire una delle spiagge più belle
dell'isola, pagando una cifra virtuale di circa 800 milioni di
lire. Però con l'intervento di cui al punto 2 dell'emendamento
sostitutivo dell'articolo 26 il Governo ha dato un'ottima
risposta, ha risolto definitivamente il problema.
E' mio dovere precisare che il Gruppo di Nuova Sicilia, avendo
partecipato alla riunione dei Capigruppo e avendo accettato
quell'accordo, ritiene di doversi assumere, però, la
responsabilità politica in quest'Aula riguardo la problematica
della meccanizzazione agricola; che nulla osta per il Gruppo di
Nuova Sicilia, e mi auguro che i Gruppi di maggioranza e di
opposizione comprendano l'importanza di una norma che, dopo
un'intera giornata di lavoro e di molteplici riscritture di questo
articolo 26, può pure essersi verificato che nella riformulazione
non sia stata scritta questa parte dell'emendamento.
Quindi, da parte del mio Gruppo nulla osta a che il Governo
integri l'articolo 26 inserendo la meccanizzazione agricola e, per
ultimo, chiedo al Governo di ribadire in quest'Aula, solo per la
solennità che quest'Aula ha, l'impegno nei confronti dell'unico
emendamento che il Gruppo di Nuova Sicilia ha presentato
sull'articolo 26, che riguarda una vicenda storicamente
scandalosa, sorta a seguito di una domanda presentata, l'8
agosto del 1906, al prefetto di Trapani. Venne allora decretato
che alla famiglia Florio venissero concessi dei diritti sopra un
tratto di mare prospicente l'isola di Favignana: chiunque andava a
fare mattanza di tonni doveva pagare alla famiglia Florio un
tributo.
Siamo nell'anno 2004, quasi un secolo è passato, quei diritti
sono oggi della famiglia Parodi, che vive a Genova e ogni anno
torna in Sicilia per incassare, dai pescatori del tonno dell'isola
di Favignana, una cifra che si aggira intorno ai 250 mila euro.
Nuova Sicilia aveva presentato un emendamento che tendeva
all'abrogazione di una norma scandalosa, che ancora oggi consente
ad un privato di incassare soldi per lo sfruttamento delle acque
territoriali della Sicilia.
Noi abbiamo accettato di buon grado la mediazione politica
ritirando il nostro emendamento, però vogliamo l'impegno in Aula
del Governo che, alla riapertura dei lavori di quest'Assemblea e
nella prima finestra legislativa, si abroghi un balzello così
vergognoso.
FLERES. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Onorevole Presidente e onorevoli colleghi, sarò
telegrafico. La strada scelta, al di là, onorevole Cintola, se sia
stata individuata o meno nel corso di una Conferenza dei
Capigruppo, di cui non conosco gli esiti nè conosco le modalità di
convocazione, desidero dire, citando Manzoni, che la mia
impressione è che "il buonsenso si sia nascosto per paura del
senso comune".
Ci sono, in questa fase dei lavori parlamentari, fatti
estremamente concitati che vanno sicuramente messi da parte per
arrivare alla soluzione e, dunque, io non solleverò nessun
problema, parlo solo per gli atti parlamentari e per la storia.
Avevo più volte invitato il Governo ad inserire in questa
finanziaria una disposizione che consentirebbe alla Regione
Siciliana di incassare le somme che avrebbe potuto ricevere
dall'Autorità nazionale per le telecomunicazioni. In assenza della
norma questo non accadrà e, dunque, la Regione Siciliana perderà
la possibilità di incamerare delle somme, nonostante sia la
regione che, nella ripartizione nazionale di queste somme, aveva
diritto alla quota maggiore. Ma come diceva Manzoni, "il buon
senso si è nascosto per paura del senso comune" e poichè io
appartengo a questa maggioranza e, dunque, la sostengo, non
formalizzerò nulla. Dico però che queste scelte affrettate,
superficiali e approssimative determinate in sedi, non so quanto
formali, e non so quanto sostanziali, determinino per la
concitazione dei lavori d'Aula errori, scivoloni, incomprensibili
lacune che provocano alla fine alcun effetto positivo e favorevole
per la Regione stessa, ma in alcuni casi - non voglio
generalizzare - effetti negativi e questo, lo sottolineo, è uno di
quelli.
PRESIDENTE. Assessore Pagano, o ritira l' emendamento o lo
dichiaro improponibile.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, il terzo punto del comma 3 viene
cassato, di conseguenza l'articolo può essere approvato così
com'è. Colgo però l'occasione per rispondere agli onorevoli
colleghi che mi hanno preceduto, affermando che questa finanziaria
assume un valore storico: infatti, per la prima volta, abbiamo
approvato una legge finanziaria prima del 31 dicembre - almeno
questo è il nostro augurio - con il sacrificio che leggi
importanti o emendamenti importanti come quelli riguardanti la
liquidazione dell'EAS, la meccanizzazione, i rifornimenti di
benzina, i CORECO, la pesca siano saltati. Ci rendiamo conto che
sono stati fatti dei sacrifici grossi e ci impegniamo, come
Governo, a realizzarli al più presto.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento del Governo 26.69.G.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
SPEZIALE. Va specificato che il comma terzo viene cassato.
FORGIONE. Forse è opportuna una soppressione tecnica.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, ricorderà senz'altro, e lo ricordo a tutti i colleghi,
che durante la discussione generale fu accantonato l'emendamento
8.1, emendamento aggiuntivo al testo, quindi modificativo di
fatto, che trattava dell'importantissima materia dei residui
attivi, materia oggetto di attenzione da parte della Regione,
intendo naturalmente dal punto di vista contabile. L'argomento
finalmente è stato risolto, abbiamo avuto modo di fare delle
riflessioni serie e, finalmente, dopo tanto tempo, abbiamo
impostato un articolato - sul quale fra l'altro c'è stato un
raccordo con la Corte dei conti - e siamo nelle condizioni di
poter dare una risposta seria su questo delicato argomento.
Chiederei, se il Parlamento tutto è d'accordo su una materia che
è essenzialmente e prettamente tecnica, di poterlo recuperare,
così come d'altronde eravamo rimasti d'accordo non più tardi della
giornata di ieri.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 8.1 G.
GIANNOPOLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, dichiaro il voto contrario perché
ritengo che, così come è impostato, noi attribuiamo agli uffici e
non all'organo politico la discrezionalità di valutare quali siano
i crediti che potranno essere riscossi o meno.
Penso che - così come esiste, a seguito del nuovo ordinamento
contabile degli enti locali che pone l'obbligo di allegare agli
strumenti finanziari l'elenco dei residui attivi e passivi e di
dichiarare ogni anno, ogni volta la esigibilità o meno, e questo è
posto in capo agli organi politici e non agli organi burocratici -
anche in questa circostanza non si può non attribuire alla
valutazione degli organi politici la esigibilità o meno di un
credito che può derivare anche da comportamenti omissivi o da
comportamenti positivi rispetto a chi deve garantire appunto
questo credito.
Pertanto il giudizio di discrezionalità non può non riferirsi ad
una assunzione di responsabilità più complessiva che è da
intestare all'organo politico. Quindi non sarei così superficiale
nel ritenere con questo emendamento la partita chiusa, perché
potremmo ritrovarci di punto in bianco ad avere cancellato residui
attivi che potrebbero anche essere riscossi senza che l'organo
politico, sia esso il Governo, sia una commissione, sia
l'Assemblea regionale, abbia avuto la possibilità di capire a che
cosa rinuncia la Regione in termini di esigibilità o meno di
introiti.
L'onorevole Fleres poco fa ci ha detto, citando uno di questi
casi, che tutto questo non può essere messo in capo all'organo
politico. Ecco perché dichiaro il mio voto contrario in quanto
ritengo questo emendamento pericoloso.
CAPODICASA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente su questa materia si era già svolto
un dibattito all'articolo 8 che era stato accantonato, su
richiesta dell'onorevole Cintola, per un approfondimento. Tale
approfondimento non c'è stato perché l'assessore Pagano lamentava
un eccesso di sospetto da parte dell'Aula quando vengono
introdotte norme che riguardano, nel caso specifico, le cose dette
dall'onorevole Cracolici e adesso riprese dall'onorevole
Giannopolo le quali hanno un fondamento: noi rimettiamo ad un
ufficio la possibilità di cancellare debiti di privati verso la
Regione.
Allora, perché la difficile esazione o la difficile e/o dubbia
esazione, sulla base di che cosa? Noi non siamo contrari all'opera
di ripulitura dei residui attivi a cui fa riferimento l'assessore
Pagano, ma vorremmo maggiori garanzie per il pubblico sulle
operazioni che verranno condotte.
Ora, con tutta la fiducia che abbiamo negli uffici regionali,
stabilire che l'onorevole Lo Porto ha un debito verso l'erario di
cento milioni di euro e sostenere che è di difficile esazione
sulla base di quali parametri, viene cancellato dalle partite
contabili, non figura più da nessuna parte. Non è una cosa di poco
conto. Io non metto in discussione la bontà del fine ma, per
raggiungere un buon fine, bisogna anche avere dei buoni mezzi. E
noi discutiamo la possibilità di avere buoni mezzi per raggiungere
un buon fine.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Onorevole
Capodicasa, penso che si sia già approfondito l'altra volta. Lo
ripeterò e cercherò di essere più chiaro e più preciso.
L'operazione è contabilmente perfetta e non può creare nessun
tipo di problema. Noi abbiamo il residuo attivo iscritto fra le
entrate, questo viene sterilizzato attraverso un fondo nelle
passività. Di conseguenza la posta è annullata ma il credito non
viene perso, bensì spostato nel patrimonio ed è lì che ritroviamo
la posta.
Da un punto di vista contabile non cambia assolutamente nulla,
non c'è discrezionalità. Qual è l'importo che viene portato avanti
in questa logica? Quello che è stato comunicato all'Agenzia delle
Entrate sino ad ora; dopo di che, all'interno della logica
dell'accertato uguale riscosso", così come è passato nella legge
numero. 6 del 2001, la stessa viene automaticamente determinata
ogni anno. Perché l'accertato è riscosso, quello che non è
accertato non è riscosso. Andiamo a vedere, invece, le somme in
termini di incasso reale che sono nelle condizioni di potere
restare tali da parte della Regione. Qual è l'organo preposto a
realizzare tutto questo? Il Concessionario regionale, il quale non
può cancellare la partita se non dietro l'ordine specifico
dell'Agenzia delle Entrate. Quest'ultima opera il discarico, il
Concessionario cancella. L'Agenzia, ovviamente, comunica solo dopo
che la somma, di fatto, non può...
GIANNOPOLO. Chi la decide la dubbia esazione?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. L'Agenzia delle
Entrate. Chi altrimenti?
GIANNOPOLO. Il punto è proprio questo.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. L'Agenzia delle
Entrate comunica la somma da cancellare. Le somme che vengono
incassate diventano sopravvenienze attive. E' una norma chiara,
scritta bene, deve essere realizzata perché abbiamo bisogno di
fare pulizia e trasparenza. Spero, onorevole Giannopolo, che lei
dopo questa spiegazione voterà a favore.
SPEZIALE. Signor Presidente chiedo la votazione per scrutinio
segreto.
LO GIUDICE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO GIUDICE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono deputato
in questa Assemblea da diversi anni, ,, tutte le volte che abbiamo
approvato il bilancio l'opposizione l'ha sempre criticato perché
si ipotizzano entrate che non si possono verificare o che non si
realizzeranno. Quindi, conseguentemente, l'assessore Pagano -
finalmente - sta portando - l'ha già detto lui - "pulizia al
bilancio". Quindi, se esprimo il voto favorevole non è perché sono
"soldato di maggioranza", ma perché sono convinto dell'articolato
in quanto cìò che sta facendo l'assessore Pagano lo fanno tutte le
banche. Queste ultime, infatti, hanno crediti inesigibili e,
conseguentemente, li sottraggono dal loro bilancio e li mettono
nella gestione patrimoniale. Questa operazione purifica il
bilancio, annette il bilancio e mette anche l'opposizione nelle
condizioni di non potere rivolgere critiche al bilancio che ci
accingiamo ad approvare.
E' un procedimento molto logico; non si perdono i crediti. Ci
possono essere crediti viziati da inesigibilità perché possono
esserci contribuenti dichiarati falliti, oppure morti, e noi
riportiamo, di anno in anno, tali crediti come se fossero
attività, mentre, invece, di fatto non lo sono. Togliendoli dal
bilancio, togliendoli dai residui attivi e ponendoli, invece, in
una condizione stagnante, sterilizzata, di patrimonio, non
significa che vengono tolti; restano nel gioco e,
conseguentemente, l'agente delle tasse e la Regione, che su
questo vigilerà, farà in modo che vengano realizzate tutte le
procedure per poter incassare crediti. Qualora dovessero
verificarsi nel 2003, nel 2004, nel 2005, entrerebbero di fatto
con una variazione nel bilancio della Regione come sopravvenienze
attive. Sono queste nozioni elementari della ragioneria, della
computisteria.
Onorevoli colleghi dell'opposizione, questo è un articolo di
positività che, finalmente, annette il bilancio della Regione e ci
pone nelle condizioni di determinare le uscite - visto che le
entrate e le attività sono propedeutiche alle uscite -, di fare
finalmente un bilancio come si deve che rispecchi la realtà e la
verità finanziaria.
Per tali ragioni, quindi, esprimo il mio voto favorevole.
PRESIDENTE. Indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento G.8.1. Chiarisco il significato del voto: chi
vota sì preme il pulsante verde; chi vota no preme il pulsante
rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per
scrutinio segreto:
Presenti e votanti ....... 61
Maggioranza ............ 31
Favorevoli ........... .. 33
Contrari ............... .. 28
(L'Assemblea approva)
Si passa all'articolo 27. Ne do lettura:
«Art. 27.
Fondi globali e tabelle
1. Gli importi da iscrivere nei fondi globali di cui
all'articolo 10 della legge regionale 8 luglio 1977, n.
47 e successive modifiche ed integrazioni, per il
finanziamento dei provvedimenti legislativi che si
perfezionino dopo l'approvazione del bilancio, restano
determinati per ciascuno degli anni 2004, 2005 e 2006
nelle misure indicate nelle tabelle A e B, allegate
alla presente legge, rispettivamente per il fondo
globale destinato alle spese correnti e per il fondo
globale destinato alle spese in conto capitale.
2. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera c)
della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10, così come
sostituito dal comma 14 dell'articolo 52 della legge
regionale 3 maggio 2001, n. 6, le dotazioni da
iscrivere in bilancio per il rifinanziamento di leggi
di spesa sono stabilite negli importi indicati, per
l'anno 2004, nella tabella C allegata alla presente
legge.
3. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera d)
della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10, le
autorizzazioni di spesa recate dalle leggi indicate
nella tabella D allegata alla presente legge sono
ridotte degli importi stabiliti, per ciascuno degli
anni 2004, 2005 e 2006, nella tabella medesima.
4. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera e)
della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10, così come
modificato dal comma 1 dell'articolo 56 della legge
regionale 3 maggio 2001, n. 6, le autorizzazioni di
spesa recate dalle leggi a carattere pluriennale
indicate nella tabella E allegata alla presente legge
sono rimodulate degli importi stabiliti, per ciascuno
degli anni finanziari 2004, 2005 e 2006, nella tabella
medesima.
5. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera f)
della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10, le leggi
di spesa indicate nella tabella F allegata alla
presente legge sono abrogate.
6. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera g)
della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10, gli
stanziamenti autorizzati in relazione a disposizioni di
legge la cui quantificazione è demandata alla legge
finanziaria sono determinati nella tabella G allegata
alle presente legge.
7. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera h)
della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10, i
contributi e gli altri trasferimenti in favore di
associazioni, fondazioni, centri stadio ed altri
organismi comunque denominati, nonché delle altre spese
continuative annue sono determinate nella tabella H
allegata alla presente legge.
8. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera i)
della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10, le spese
autorizzate relative agli interventi di cui al comma 1
dell'articolo 200 della legge regionale 23 dicembre
2000, n. 32, sono indicate nella tabella I allegata
alla presente legge.
9. Ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera l)
della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10, i limiti
di impegno autorizzati sono indicati nella tabella L
allegata alla presente legge.»
Sospendo l'esame dell'articolo 27 per passare all'esame delle
tabelle.
Si passa all'emendamento TF C.1 a firma dell'onorevole
Miccichè. Lo dichiaro improponibile.
Si passa all'emendamento TF C.2, a firma degli onorevoli
Fleres, Catania Giuseppe e Maurici.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo una
breve sospensione della seduta.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, la seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 20.05, è ripresa alle ore
20.35)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, annuncio il ritiro di
tutti gli emendamenti alle Tabelle che vado a leggere e
che porrò in votazione.
FORGIONE. Signor Presidente, non stiamo capendo cosa
stiamo votando.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è in esame il Prospetto
allegato "Effetti della manovra finanziaria per il
triennio 2004-2006", al quale non sono stati presentati
emendamenti.
Assessore Pagano, mi pare che ci sia un poco di
confusione. Nel momento in cui i Capigruppo, anche mio
tramite, pervengono ad una decisione politica è giusto
avvertire anche l'assessore per il bilancio e le finanze.
L'Assessore non è stato avvertito e dunque si meraviglia
che io abbia messo in discussione una tabella senza
emendamenti. Per cui vi prego a questo punto di
consultarvi con l'assessore per il bilancio poichè
potrebbe anche non convenire sulla opportunità di ritirare
gli emendamenti.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 20,30, è ripresa alle ore
21,00)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, il Governo ha presentato un
emendamento interamente sostitutivo delle tabelle allegate
al testo; poichè si tratta di un documento molto corposo,
per farlo stampare e sostituirlo al precedente, dovrei
ulteriormente sospendere la seduta.
Per cui, se mi autorizzate, farò visionare la copia in
mio possesso soprattutto ai Presidenti dei Gruppi
parlamentari che ritengono di consultarla.
Non sorgendo osservazioni, dunque metterei in votazione
tale emendamento del Governo.
SPEZIALE. Ci era stato riferito che si trattava un
emendamento sostitutivo di una tabella non delle tabelle
CAPODICASA. Chiediamo di potere prendere visione di tutte
le tabelle.
PRESIDENTE. Allora provvedo per la stampa di alcune copie.
Sospendo, pertanto, ulteriormente la seduta.
(La seduta sospesa alle ore 21.03 è ripresa alle ore
21.12).
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, prima della sospensione eravamo in
fase di votazione dell'emendamento TFC.2 dell'onorevole
Leontini.
LEONTINI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento TFC.3 degli onorevoli
Genovese ed altri. Lo dichiaro decaduto
l'Assemblea ne prende atto.
Gli emendamenti TFC.4, TFC.5 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento dell'onorevole Papania.
PAPANIA. Lo ritiro.
L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento dell'onorevole
Leontini.
LEONTINI. Lo ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento degli onorevoli Zago
e
Speziale. Lo dichiaro improponibile.
Si passa all'emendamento dell'onorevole Crisafulli. Lo
dichiaro decaduto.
Si passa all'emendamento TFC.10 dell'onorevole Giannopolo.
Lo pongo in votazione.Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento TFC.11 dell'onorevole Speziale,
quello fuori blocco dei Pip.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento Tfd.3 degli onorevoli
Panarello, Ardizzone e Speziale, riguarda Messina.
PANARELLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Signor Presidente, intervengo per illustrare
l'emendamento e vorrei l'attenzione del Presidente della
Regione, onorevole Cuffaro, anche perché, nei giorni
scorsi, l'assessore Pagano, un pò ironizzando
elegantemente, senza offesa, sul mio intervento e su quello
dii altri colleghi, ha fatto rilevare che non era stato
azzerato il capitolo della legge n. 10 del 1990 che
finanzia il risanamento delle aree degradate di Messina.
Vorrei ricordare a questo proposito che a quel tempo lo
stanziamento fu di 500 miliardi di vecchie lire, dei quali
sono stati utilizzati meno di 200 nell'arco di dieci anni,
tant'è che questo Parlamento, l'anno scorso, decise di
intervenire per accelerare le procedure e per inserire la
possibilità di esercitare i poteri sostitutivi da parte
della Regione perché tali risorse venissero utilizzate e lo
sbaraccamento venisse completato.
Il fatto che il Governo abbia deciso di azzerare quel
capitolo di bilancio, legato a questa legge, lo considero
uno scippo perché non è possibile che si mettano 20 milioni
di euro a carico dei fondi dell'ex articolo 38 e non si
attivi una legge della Regione che ha una sua dotazione
finanziaria.
Quindi c'è un primo elemento di irresponsabilità nei
confronti dei problemi della città di Messina del quale il
Governo della Regione si assume tutta la responsabilità.
Resta il fatto pratico, che è molto più importante:
proprio in ragione della legge approvata dall'Assemblea lo
scorso anno, che ho richiamato, si erano attivati sia il
Comune sia l'Istituto Case Popolari di Messina, titolari
della gestione di questo intervento.
Con l' accelerazione prevista da quella legge avevano
avviato un programma di interventi, che l'assessore
Scammacca conosce molto bene, che prevedeva un bando da
farsi in questi giorni per l'acquisto di 600 alloggi da
destinare per lo sbaraccamento e come volano.
Vorrei comunicare all'Assessore Pagano, all'Assessore
Scammacca ed al Presidente della Regione Cuffaro che,
proprio in ragione dell'azzeramento del capitolo, il
funzionario del Comune di Messina giustamente non ha
promosso il bando - che era per 36 milioni di euro -
perché ritiene che non ci sia la copertura finanziaria.
Quindi l'atteggiamento rassicurante che ha usato
l'Assessore Pagano credo che non sia corrispondente
all'urgenza ed alla drammaticità della situazione, perché
siamo a 36 milioni per quanto riguarda l'acquisto alloggi e
l'Assessore Pagano sa che ci sono già interventi che devono
essere finanziati e c'è un programma per il 2004 che doveva
consentire un' effettiva accelerazione di questo intervento
e far fare un salto di qualità al risanamento delle aree
degradate di Messina che costituiscono un problema di
grandissima rilevanza, non solo perché ci sono tanti
cittadini di Messina, e quindi anche siciliani, che
vivono ancora in condizioni assolutamente incivili, ma
questo intervento consentirebbe il recupero e la
riqualificazione di aree urbane ormai centrali della città
di Messina e quindi la possibilità di dare un volto ben
diversa alla città di Messina e di attivare processi di
sviluppo e di occupazione.
Non stiamo ponendo un problema di scarsa entità e pensiamo
che da parte del Governo della Regione sia necessario dare
una risposta fondata. L'emendamento che ho presentato, che
trova sicuramente il sostegno di tutti i deputati della
provincia di Messina, ha questo fine: non si vogliono
dirottare risorse per ragioni clientelari, ma per
affrontare un problema; la posta messa dall'Assessore
Pagano, sulla base degli elementi che ho qui richiamato,
che l'Assessore Scammacca conosce molto bene - tant' è
che un mese fa nell'ambito della discussione sulle
variazioni di bilancio, rispondendo ad un mio intervento,
assicurò per il 2004 uno stanziamento sulla base dei
programmi del Comune e dell'Istituto, di 90 milioni di
euro - è un problema molto importante, al quale andrebbe
data una risposta subito e non, come ha spiegato l'Asssore
Pagano nel suo intervento, in corso d'opera.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE . Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, intervengo brevemente per
chiederle di rassicurare la deputazione messinese che entro
il mese di gennaio garantirà l'appostamento dei 70 milioni
di euro mancanti nella delibera ex articolo 38 che il
Governo si appresta a varare.
ARDIZZONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE . Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, anch'io intervengo molto
brevemente, in quanto ho sottoscritto l'emendamento
panarello e lo condivido.
Ritengo che l'onorevole Formica sia stato abbastanza
chiaro nel chiedere al Governo, nella sua massima
espressione, all'assessore Scammacca, in Commissione,
l'integrazione dei fondi, ricevendo rassicurazioni in tal
senso. L'ha detto in I Commissione, presieduta dal
messinese Nino Beninati, al quale va per l'ennesima volta
il ringraziamento da parte di tutta la deputazione
messinese per avere portato avanti, in questa legislatura,
con il supporto fondamentale del Governo, una legge
accelerativa di tutte le procedure che consentissero alla
città di Messina di togliere la vergogna delle baracche,
che non è soltanto della città di Messina, ma di tutta la
Sicilia.
Condivido pertanto le dichiarazioni del Presidente Cuffaro
e le conclusioni dell'onorevole Formica e mi aspetto un
impegno solenne da parte del Presidente della Regione in
tal senso.
CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare
PRESIDENTE . Ne ha facoltà.
CUFFARO, presidente della Regione. Vorrei rassucurare che
il Governo entro la fine di gennaio, entro il 31 di
gennaio, metterà a disposizione le risorse necessarie: 70
milioni di euro per il problema che tanto sta a cuore alla
deputazione messinese e - se mi consentite - all'intero
Parlamento e all'intero Governo.
PRESIDENTE . Pongo in votazione l'emendamento TFD.1 degli
onorevoli Speziale ed altri, che assorbe l'emendamento
TFD.3.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(Non è approvato)
Si passa alla tabella H'
FLERES. Chiedo di parlare, per illustrare l'emendamento
TFH.3.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, avevo avuto assicurazione dal
Governo che, trattandosi di una modifica interna alla
medesima cifra tra tre destinatari, era favorevole a questo
emendamento.
PRESIDENTE. Mi scusi nel testo il meno 80 migliaia di euro
non si vede.
FLERES. No, non c'è il meno 80, perché è una ripartizione
diversa nella stessa cifra, comunque l'assessore mi dice di
avere già tenuto conto di questa cosa.
PRESIDENTE Quindi praticamente è superato.
CASTIGLIONE vicepresidente della Regione. Chiedo il
ritiro pur condividendo lo spirito dell' iniziativa
legislativa e quindi dell'emendamento. C'è un impegno del
Governo anche a sostanziare con un intervento concreto
nelle variazioni di bilancio non per trecento. L'onorevole
Capodicasa già era a conoscenza della indisponibilità di
bilancio.
FLERES Lo ritiro.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto. Gli emendamenti
TF H.4, dell'onorevole Cintola, TF H. 5, TF H.6 e TF H7,
dell'onorevole Papania sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento TFH.9 e TFH.12, dell'onorevole Segreto ed
altri, per assenza dall'Aula del firmatario sono
decaduti.
Gli emendamenti TFH.10, dell'onorevole Formica,TFH.11,
dell'onorevole Formica, TFH.13, dell'onorevole
Moschetto, TFH.14, dell'onorevole Fleres, sono
ritirati.
Gli emendamenti TFH.15 dell'onorevole Panarello TFH,
16 e TFH.17, dell'onorevole Capodicasa sono
improponibili.
ODDO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Signor Presidente, onorevoli colleghinon so se il
Governo ha ulteriormente attenzionato la tabella "I",
rispetto agli emendamenti da noi presentati. Credo
assolutamente di no, è una tabella che sostanzialmente
dovrebbe mettere seriamente mano a tutto ciò che è il mondo
della produzione, dei settori produttivi siciliani che
hanno in questo momento, non solo da chiedere, ma
sopratutto da proporre mi permetto di dire, come così è
stato fatto nelle varie audizioni nella Commissione
competente.
Volevo segnalare, signor Presidente, che il lavoro delle
commissioni - soprattutto della III non so le altre -
come è già capitato, non solo rispetto a questa
finanziaria, è stato un lavoro assolutamente ignorato,
sotto tutti i punti di vista: da quello dell'attività
emendativa, a quello anche di ciò che hanno prodotto le
audizioni, e tutto si è ridotto a soo un milione di euro
per quanto concerne i contributi per le aree attrezzate,
articolo 57 della legge n. 32. Dopo di che non esiste
altro.
Noi sappiamo bene che, in questo momento, riprendere la
discussione della funzione e di ciò che potrebbe essere
significativo, in termini di produzione, per le Commissioni può
sembrare una forzatura, ma io, signor Presidente, le dico che
continuando così può anche scioglierle.
Non ha senso incontrare le categorie produttive siciliane in
Commissione e avviare una trattativa, per poi, ancora una volta,
ignorarne il lavoro; non solo, dando così una risposta indiretta
alle stesse categorie produttive che vengono invano audite dalle
Commissioni, non è utile
Capisco che poi le logiche del Governo, le logiche della
maggioranza sono costituite dall'esigenza, tutto sommato, di
arrivare a mettere una fine e, dunque, non vale la pena di
ascoltare o di parlare. Lo dico con estrema pacatezza, ma con
tanta amarezza: non è possibile
Ma non solo non è possibile perché ognuno deve fare il proprio
dovere - chi fa opposizione deve fare opposizione e chi fa
maggioranza e sostiene un Governo deve fare la sua parte - non è
possibile perché stiamo parlando dei settori produttivi siciliani,
di una parte importante dell'economia siciliana. E se vogliamo
parlare seriamente, e non solo declamare lo sviluppo, questo passa
attraverso soprattutto una politica e una strategia a favore di
questi settori.
E' ormai superato, anzi superatissimo, anche il concetto di cosa
può significare l'assistenzialismo e non solo perché c'è l'Europa,
perché c'è l'Unione europea, perché ci sono i regolamenti, perché
ci siamo dati la legge numero 32: su questo possiamo essere
abbastanza chiari, non ci sono dubbi, nessuno pensa che, da questo
punto di vista, si può passare attraverso vecchie logiche.
Ma attenzione, se guardate la tabella I - come dicevo poc'anzi -
vedrete che vi sono solo 2 miliardi per le aree attrezzate, cioè
per quelle aree che sono state realizzate all'interno di piani,
autorizzati, a loro volta, regolarmente dagli artigiani;
successivamente, caro assessore Cimino, non c'è più niente, non
c'è traccia.
Mi chiedo cosa dobbiamo fare con tutte le zone che i Comuni
stanno destinando ai piani di insediamento produttivo, lasciamo
stare se quelli sono autorizzati con la variante o senza variante,
dal territorio e ambiente, ci sono le zone una volta dette
artigianali, oggi Piani di insediamento produttivo.
Ho finito, signor Presidente, ma poiché potrei parlare ancora per
qualche secondo, potrei continuare con l'altro emendamento,
scelga lei.
PRESIDENTE. No, lei completi i suoi cinque minuti e per piacere
si attenga al Regolamento.
ODDO. Potrei concludere i cinque minuti e poi intervenire
sull'altro emendamento. Non vorrei generare insofferenza.
PRESIDENTE. Lei ne ha il pieno diritto, se lo ritiene opportuno.
ODDO. Siccome mi iscrivo fra gli assistenti manovali , non
vorrei andare incontro ad una certa insofferenza quando bisognerà
discutere di alcune questioni che intendo, assolutamente,
sottoporre all'attenzione dell'Aula.
PRESIDENTE. Ho il dovere di avvertirvi sul tempo che avete a
disposizione, poi voi vi potrete comportare come credete.
ODDO. Signor Presidente, mi faccia recuperare questi venti
secondi che abbiamo perso a interloquire.
PRESIDENTE. Onorevole Oddo, lei parli abbondantemente quanto
crede, personalmente ho il dovere di avvertirla che il termine è
trascorso.
ODDO. La ringrazio, signor Presidente, dell'avvertimento.
Mi domamdavo cosa ne facciamo dei PIP? Personalmente, non so se è
stato mai fatto un monitoraggio per vedere quanti PIP vi siano in
questo momento, non sono nelle condizioni di potere essere
attuati.
Quanti artigiani hanno richiesto, nei vari Comuni, di avere
assegnata una zona dove potere insediare la propria azienda?
Ritengo che quest'Aula sa bene, così come lo sa anche il Governo,
che in questo momento sono pochissime le zone destinate a
insediamenti produttivi in cui possono essere realmente insediate
le aziende, così come sa bene che nel momento in cui debbono
andare ad insediarsi, le aziende debbono farsi carico delle opere
di urbanizzazione primaria e secondaria, poiché anche da questo
punto di vista, il Governo non mette a disposizione che pochi
miliardi ed ormai tutti riconducibili al complemento di
programmazione.
Il resto non esiste. Non c'è una lira che viene dal bilancio
regionale da destinare a questi settori. I Comuni, evidentemente,
che presenteranno le istanze regolarmente non avranno mai una
risposta.
In questo momento sono allocati, in quel capitolo, solo 5
miliardi per la realizzazione delle opere di urbanizzazione
primaria e secondaria. In un solo comune di circa 20.000 abitanti
ce ne vogliono di più
Ed allora, lasciate stare se non si toccherà niente, se questi
emendamenti saranno bocciati; non è questo che mi preoccupa.
Vogliamo discutere seriamente di questo? Vogliamo fare in modo che
le Commissioni legislative permanenti siano utili? Vogliamo che
funzionino seriamente e che facciano il loro dovere? Vogliamo che
tirino fuori anche disegni di legge che possono venire fuori
anche, e soprattutto, da una interlocuzione e da un confronto col
Governo? Dobbiamo deciderlo Altrimenti è ovvio che stiamo facendo
altro.
Signor Presidente, le volevo intanto segnalare un errore - a
quest'ora, sicuramente, e con l'aria che tira sarà poca cosa - ma
volevo precisare che io non ho intendevo emendare la tabella C,
perché non sarebbe stato assolutamente possibile, tant'è vero che
quella era una I. Comunque, non ha importanza, non è questo il
punto. Poi, se lei lo vuole riprendere o meno e darmi la
possibilità non di due, ma di cinque minuti, ne possiamo
discutere.
Il problema reale è che ci troviamo dinanzi a questo scenario. E
lo scenario è quello che per le aree attrezzate non mettiamo
niente se non briciole; lo scenario è quello della questione,
soprattutto, dei fondi CRIAS, dei fondi di rotazione dell'articolo
48 della legge numero 32, che ormai comprende tutta una serie di
interventi.
E, vedete, c'è un'altra cosa curiosa. Non so se avete avuto la
possibilità di valutarla, perché con quello che ci avete dato,
cari signori del Governo, ci avete dato un allegato tecnico ed un
bilancio dove non c'è nemmeno la nomenclatura. E' quasi
impossibile leggerlo Oppure bisogna fare uno studio attento per
andare ad individuare ciò che ciascuno cerca.
Personalmente, ho cercato, per alcuni minuti, decine di minuti,
di capire che cosa, oggi, l'articolo 48 permette di fare. E
l'articolo 48 dovrebbe permettere anche di erogare il famoso
contributo in conto capitale che tante piccole imprese artigiane
chiedono.
Non parlo del pregresso, non parlo di ciò che è accaduto dal
1998/1999 fino al 7 luglio 2002. Parlo di altro Parlo, cioè, del
fondo perduto così come concepito dopo che abbiamo fatto la
modifica all'articolo 49 della legge numero 32.
Non si capisce bene quello che intendete fare, perché in base a
ciò che è stato scritto nell'allegato tecnico, si parla solo di
credito agevolato.
Desidero che l'Assessore Cimino e l'Assessore Pagano prendessero
in considerazione solo per cinque secondi questo aspetto:
nell'allegato tecnico l'articolo 48 viene richiamato come se fosse
possibile solo operare per il credito agevolato. Invece,
l'articolo 48 ormai comprende il credito agevolato, il fondo
perduto...
PRESIDENTE. Sono passati i cinque minuti, onorevole Oddo.
ODDO. Va bene, signor Presidente, chiudo questo intervento e poi,
eventualmente, mi riservo di prendere la parole sull'altro
emendamento.
Concludo chiedendovi di valutare l'emendamento ed, inoltre, di
farci capire, come sia possibile con quelle poche somme che voi
allocate in quel capitolo, operare con il contributo in conto
capitale, perché da lì non si evince. Vorrei che venisse
specificato meglio.
Signor Presidente, ho concluso; mi riservo di parlare sugli
altri emendamenti.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento TFI.2, con il parere
contrario del Governo e della Commissione.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario rimanga seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento TF.1, con il parere contrario
del Governo e della Commissione.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario rimanga seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento TFI.3, con il parere contrario
del Governo e della Commissione.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario rimanga seduto.
(Non è approvato)
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, colleghi autorevoli mi consigliano non
solo di parlare poco, ma anche che se non parliamo è la stessa
cosa; me ne rendo conto, però deve essere possibile, in un'Aula
parlamentare, segnare anche un passaggio dove ognuno si assume le
responsabilità delle scelte che fa.
Personalmente, domani riferirò agli artigiani che questo Governo
non vuole saperne di discutere di questi argomenti. Poi, voi
direte che noi siamo gli oppositori che strumentalizzano e che
vanno avanti in una determinata maniera, ma, bisogna comunque
accettare che ognuno deve fare, fino in fondo, la propria parte,
perché viceversa non si capirebbe cosa facciamo noi qui.
La questione che riguarda la procedura automatica dello
sportello, contenuta negli articoli 48, 60, cioè tutto quello che
è stato inserito nella legge numero 32, è importante poiché con i
famosi 200 mila euro a sportello, lasciamo stare poi la procedura
valutativa, tutto quello che supera una certa somma, gli
artigiani siciliani, - che sono migliaia e che sono il perno
dell'economia anche da questo punto di vista e che concorrono a
determinare il PIL della Regione siciliana - lavorano, mantengono
le proprie aziende, le potenziano e non c'è bisogno di dire altro.
E noi, anche su questo, non riusciamo a fare uno sforzo minimo.
Nessuno vuole scrivere qui cifre, sapendo semplicemente che
servono per fare bassa propaganda.
Si vuole discutere di questi argomenti, signor Presidente Mi
dica lei quando e mi dica - e ci dica - questo Governo quando ne
possiamo discutere seriamente; ed ha ragione qualche autorevole
collega quando sostiene che alla fine serve a poco, me ne sono
reso conto non da ora, per la verità, ma da anni.
Tuttavia, vi dico di fare attenzione - perché, anche rispetto a
questo vi assumete una certa responsabilità come Governo - a non
fare almeno uno sforzo rispetto anche a poche lire per venire
incontro ad esigenze che sono primarie per gli artigiani di questa
nostra Terra.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento TFI.4, con il parere
contrario del Governo e della Commissione.
Chi è favorevole si alzi; chi è contrario rimanga seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento TFI.5, con il parere contrario
del Governo e della Commissione. Chi è favorevole si alzi; chi è
contrario rimanga seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento TF del Governo.
Sono le tabelle che abbiamo distribuito sotto forma di
riscrittura del testo iniziale.
CAPODICASA. Signor Presidente, tutte le tabelle in un'unica
votazione?
PRESIDENTE. Onorevole Capodicasa, è stato proposto come unico
emendamento e lo si è fatto anche altre volte, è assodato;
naturalmente se lei ritiene possiamo farlo singolarmente, ma è una
vecchia consuetudine.
Pongo in votazione l'emendamento TF del Governo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 27, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 28.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 29.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa agli ordini del giorno.
SPEZIALE. Signor Presidente, e gli aggiuntivi al testo?
PRESIDENTE. Non ho alcuna difficoltà a farli votare, ma nella
intesa che avevamo raggiunto la totalità degli emendamenti
dovevano essere ritirati.
SPEZIALE. Faccio riferimento agli emendamenti alle tabelle.
PRESIDENTE. Mi riferisco alla riunione tenuta ad inizio di
discussione, quando ancora le tabelle non erano state trattate e
si è parlato degli emendamenti.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, quando ci si è riuniti con i
Presidenti dei gruppi parlamentari si parlava, ovviamente, degli
emendamenti alle tabelle, ma anche degli emendamenti aggiuntivi.
Infatti mi è sembrato di capire che alcuni fossero stati
estrapolati per sottoporli all'esame del Parlamento, gli altri
sarebbero stati dichiarati improponibili.
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, non voglio insistere perché
chiaramente ognuno si assume le proprie responsabilità, ma le
posso testimoniare, se così si può dire, che con i Presidenti dei
gruppi parlamentari abbiamo deciso, alle cinque del pomeriggio,
che tutti gli emendamenti sarebbero stati ritirati.
E' comunque nel pieno diritto dirci che quell'accordo salta.
SPEZIALE. Alle cinque del pomeriggio, signor Presidente, le posso
assicurare che non ero nella sua stanza.
CINTOLA. Alle cinque del pomeriggio per voler dire che si
trattava della riunione pomeridiana.
PRESIDENTE. Onorevole Speziale ha facoltà di parlare. Ci illustri
la sua verità.
SPEZIALE. Nessuna verità, signor Presidente. Volevo solo dire
questo: c'è un buon numero di emendamenti aggiuntivi i quali
devono essere posti in votazione dal Parlamento, prima di passare
all'ordine del giorno.
Siccome si può procedere celermente attraverso il doppio
meccanismo, nel caso in cui vengano dichiarati improponibili dalla
Presidenza o nel caso in cui alcuni parlamentari li ritirano
possiamo arrivare speditamente all'approvazione del testo.
PRESIDENTE. Ne prendo atto, onorevole Speziale.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, pacta servanta sunt, comunque non
sai mantenere le parole e poiché sei Presidente di un gruppo
parlamentare devi essere leale e confermare gli impegni che hai
assunto.
Se poi vieni smentito dal tuo gruppo, non c'è nulla di strano,
può capitare, ma è pur vero che ci siamo ritrovati per l'intero
pomeriggio dal Presidente dell'Assemblea.
Onorevole Speziale, non c'era solo un accordo, c'era molto di più
di un accordo Il Presidente dell'Assemblea ci ha comunicato che
soltanto quindici degli emendamenti erano proponibili.
E' possibile che ci sia un equivoco adesso, ma soltanto 15
emendamenti erano proponibili e su quelli il Presidente del gruppo
parlamentare, onorevole Speziale, per essere sempre onesto e
leale, ha proposto al Governo che qualora avesse ritirato il 26,
mantenendo solo i 7 tecnici, tutti avremmo ritirato gli
emendamenti.
E se l'onorevole Speziale vuole dire che c'è stato un equivoco,
le dico che la proposta partì da me, poi lei la riprese ed in base
alla sua proposta noi accettammo che il Governo riducesse da 33 a
7 i punti dell'articolo 26 e che tutti gli emendamenti non
venissero ritirati.
Se ora però ne vuole letti 15 perché vengano bocciati tutti, come
lei ha accettato, e questo lo dico però a onore della Presidenza
dell'Assemblea che ha detto cosa giusta e leale, a onore
dell'incontro che abbiamo fatto, nemmeno sui 15 dovremmo più
interloquire dentro l'Aula.
Possiamo chiudere l'equivoco, giurì d'onore non ne chiedo. E,
però, intendo ribadire un concetto: guai a non intenderci più
quando facciamo gli incontri tra Presidenti di gruppi
parlamentare, perché noi abbiamo dei gruppi ai quali diamo la
nostra risposta e non possiamo diventare bugiardi nei loro
confronti.
Abbiamo detto che non c'erano più emendamenti da portare in Aula
in discussione, pertanto vorrei pregare l'onorevole Speziale di
tenere conto che ancorché lui avesse voluto dire qualcosa di
diverso, considerata l'interpretazione generale, si adegui
adesso, e qualora non volesse farlo ci lasci fare, viceversa
diventerebbe difficile, per l'avvenire, tentare di incontrarci
anche per le cose che sono alla luce del sole, per le quali non
c'è niente da nascondere.
Tra l'altro l'articolato è finito, quindi a cosa li vogliamo
aggiungere? Le tabelle le abbiamo votate e non possiamo più
modificare nulla, possiamo leggerli, ma non c'è modo di andare
avanti e questo l'abbiamo fatto in perfetta buona fede, sapendo
esattamente di avere accettato una sua proposta, che ora
personalmente la invito a non modificare al fine di consentire il
regolare svolgimento dei lavori.
Se ci fosse un solo emendamento che viene accettato e approvato
dall'Aula come potremmo andare avanti con le tabelle già
approvate?
Sull'ordine dei lavori
CAPODICASA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, vorrei che lei ci rassicurasse sul
fatto che è Presidente dell'Assemblea e non interprete dei patti
che non sono vincolanti, onorevole Cintola, violando i regolamenti
e i diritti del singolo parlamentare.
Ho presentato l'emendamento ed ho il diritto di vederlo
dichiarare improponibile o di vederlo discusso e bocciato o
discusso e approvato. Non esiste che si fa una specie di mazzo di
carciofi che si mette da parte oppure se ne estrapolano 15 per
farci la cortesia di leggerceli in Parlamento.
La cortesia che ci viene fatta è che vengono letti i 15
emendamenti che sono stati estrapolati perché non li possiamo
neanche più approvare La qualcosa, onorevole Cintola, se
proveniente da un componente della Commissione per il Regolamento
- che in quanto tale, pertanto, si è occupato del funzionamento di
questo Parlamento - mi sembra grave.
Allora, signor Presidente, non siamo qui per fare la muzziata'
finale; da questo momento, e lo dichiaro anche al mio Capogruppo,
non so per il futuro, ma per come stanno andando le cose questa
volta, non riconosco più nessun patto che violi i regolamenti e
che violi i diritti dei parlamentari.
Deve essere chiaro che non è possibile oggi che trecento
emendamenti si possano dichiarare tutti proponibili o
improponibili: non è ammissibile la voce che oggi è circolata
secondo la quale il Presidente li avrebbe dichiarati tutti
improponibili; il Presidente non è al di sopra del Regolamento, ne
è, invece, interprete e custode e, quindi, dichiara improponibili
quelli che sono improponibili e non perché c'è un accordo politico
in tal senso.
Io pretendo, esigo che la Presidenza dell'Assemblea garantisca
che ci sia una regolare procedura. Non possiamo ridurre questa
Assemblea al livello di un consiglio comunale o di un consiglio
circoscrizionale. Il problema sta nel manico. Non si può
stabilire, cioè, che dobbiamo concludere necessariamente
finanziaria e bilancio entro questa notte, con tre giorni o due
giorni di discussione. Il bilancio e le legge finanziaria si
discutono fintanto che c'è bisogno di discutere.
Poi Governo e maggioranza hanno tutto il diritto di bocciare hli
emendamenti e di chiederne il ritiro; hanno il diritto di fare
tutto quello che è nelle loro facoltà. Ma non è possibile
accorciare i tempi: Natale è vicino, è alle porte e tutti i
parlamentari hanno la borsa pronta,e gli alberghi disdetti e sono
pronti a rientrare nelle loro case.
Non è possibile operare in questa maniera, e comprendo purtroppo,
signor Presidente, che la procedura che si è adottata ormai
impedisce l'esame ...
SPEZIALE. Non è così, onorevole Capodicasa, il Presidente ha
detto che questi emendamenti sono improponibili e che ce ne sono
quindici o dodici proponibili.
CAPODICASA. Dopo che abbiamo approvato tutte le tabelle vorrei
capire come funziona questa macchina.
Credo che il problema grave è che ci sia una fregola. Onorevole
Cintola, lei è uno dei responsabili. Non può ogni volta
sollecitare di far presto e lamentarsi per quanto si parla Ma
perché si alza e perché chiede la parola? Noi dobbiamo esaminare
emendamenti ed articoli così come è nostra competenza fare e tutto
non può diventare una perdita di tempo, quasi una offesa per gli
altri che sono qui a bivaccare e che aspettano solo l'ora per
andarsene a casa. A quel punto, è chiaro che tutto viene alterato
nelle sue funzioni.
Quindi per quanto mi riguarda, per la concezione che ho del mio
lavoro, della mia funzione nella quale ancora credo, ritengo che
questo sia un metodo che deve essere abbandonato e mi consenta,
signor Presidente, la Presidenza dell'Assemblea non può rimettersi
agli accordi che intervengono tra i Gruppi se questi accordi
violano le procedure regolamentari.
La Presidenza deve invece garantire la regolarità dei lavori.
PRESIDENTE. Voglio dare una risposta all'onorevole Capodicasa.
Credo che l'onorevole Capodicasa abbia fatto una fuga in avanti
rispetto al tema che ha sollevato e che io condivido pienamente,
ma naturalmente è preferibile il dialogo con l'onorevole Cintola.
E' una fuga in avanti, onorevole Capodicasa, in quanto io
condivido in pieno la sua impostazione, a parte il fatto che in
politica si cerca sempre un'intesa chiunque siano i presidenti di
Assemblea, i capigruppo, o comunque gli uomini politici;
un'intesa si ricerca sempre ed è giusto raggiungerla quando è
possibile, a parte in questo caso che è assolutamente
irrilevante. Se lei mi avesse ascoltato senza chiedere la parola
sull'ordine dei lavori, ma mi avesse consentito di dire quello che
stavo per fare, si sarebbe reso conto che ero concretamente
d'accordo con quanto lei ha sostenuto: stavo per dare la parola
all'onorevole Speziale per gli emendamenti ed il primo era quello
contrassegnato A.166 che, portando la sua firma, avrebbe potuto
illustrare lei.
Ho dovuto rilevare che si trattava, secondo il mio modesto punto
di vista, di un cambiamento di strategie e di atteggiamento ma,
dopo averlo detto, stavo per dare la parola all'onorevole
Speziale, convinto come sono che non c'é accordo che tenga, nel
rispetto di una procedura che io sono tenuto a rispettare.
Ripeto, se lei me lo avesse consentito, probabilmente, non
avrebbe avuto l'occasione di questa protesta.
Perché resti agli atti, preciso le conclusioni cui è pervenuta la
Presidenza, con il conforto degli Uffici.
Con riferimento agli emendamenti che tendono ad introdurre
articoli aggiuntivi, dichiaro che soltanto gli emendamenti di
seguito elencati sono proponibili, in quanto realizzano le
condizioni di ammissibilità indicate dalla Presidenza nella seduta
n. 176 del 16 dicembre 2003:
- emendamento A.123, degli onorevoli Segreto ed altri;
- emendamento A.160, degli onorevoli Speziale e
Capodicasa;
- emendamento A.150, degli onorevoli De Benedictis,
Speziale ed altri;
- emendamento A.102, dell'onorevole Formica;
- emendamento A.143, degli onorevoli Leontini, Fleres ed
altri;
- emendamento A.36, degli onorevoli Leontini, Fleres ed
altri;
- emendamento A.46, dell'onorevole Raiti;
- emendamento A.45, dell'onorevole Papania;
- emendamento A.38, dell'onorevole Acierno;
- emendamento A.180, degli onorevoli Capodicasa e
Speziale;
- emendamento A.157, degli onorevoli Capodicasa e
Speziale;
- emendamento A.181, degli onorevoli Capodicasa e
Speziale;
- emendamento A.166, degli onorevoli Speziale e
Capodicasa.
Allora, poiché ha ragione l'onorevole Capodicasa, si discute
degli emendamenti resi proponibili. Perché sono solo 15? Non é per
l'intesa raggiunta a livello di Capigruppo - di questo, infatti,
non abbiamo parlato - quanto piuttosto perché, liberamente, ho
ritenuto di riconoscerne proponibili 15.
Il primo é esattamente questo, a firma dell'onorevole Speziale,
A.166.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, le sono grato
per il fatto che lei ha concorso al chiarimento dell'emendamento
A.166 e vorrei che l'onorevole Cintola che interpreta ed ha una
visione soggettiva... Io pensavo di avere capito male. Ho chiesto
all'onorevole Leontini se avevo capito male e lui mi ha risposto
che avevo capito benissimo.
Il Presidente dell'Assemblea, così come è nelle sue prerogative,
correttamente, ci ha comunicato che avrebbe dichiarato
improponibili un numero consistente di emendamenti. Dopodiché, ci
ha comunicato che, soltanto 15, secondo la Presidenza, erano
proponibili e 12 - riporto testualmente - di incerta
proponibilità, tant'é che ci vennero forniti, anche informalmente,
gli emendamenti che avrebbe dichiarato, secondo l'autonoma
valutazione del Presidente, proponibili.
Stasera, ad un certo punto, forse per uno stato confusionale,
avevo capito che la discussione si fosse conclusa, visto che si
stava passando agli ordini del giorno senza portare all'esame del
Parlamento neanche gli emendamenti dichiarati proponibili. Sono
intervenuto, pertanto, per sollecitare la discussione degli
emendamenti che la Presidenza dichiara proponibili. Tutto si é
svolto, quindi, non dentro una pattiata' che riguardava il fatto
che i Capigruppo avessero deciso quale emendamento dichiarare
proponibile, tant'é vero che quando sono arrivato nella stanza del
Presidente, gli emendamenti dichiarati proponibili erano stati già
stralciati Non ho partecipato a nessuna dichiarazione di
proponibilità o improponibilità degli emendamenti
Fatto questo chiarimento, preciso di aver presentato un
emendamento il cui testo si illustra autonomamente: tuttavia, esso
consente una redistribuzione più razionale, nei confronti dei
Consorzi di bonifica, a garanzia e sicurezza delle strutture in
cui, molte volte, c'é una sperequazione nella distribuzione dei
fondi; per cui, con questo emendamento di programmazione - spero -
possa esserci un riequilibrio, nella misura in cui si
distribuiscono fondi nei confronti di quei Consorzi che posseggono
le dighe, in modo tale da garantire la sicurezza delle stesse.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento n. A.166. Il parere
del Governo?
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE. Chi é favorevole si alzi; chi é contrario resti
seduto.
(Non é approvato)
Si passa all'emendamento A.181.
CAPODICASA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo é un
emendamento che dovrebbero ben conoscere l'assessore per il
bilancio, il Presidente della Regione e l'assessore alla
cooperazione.
Si tratta di una norma di finanziamento, di una legge impugnata
dall'Unione Europea - la cui impugnativa é durata ben 9 anni - e
che, dal momento che ha ricevuto il via libera da parte
dell'Unione Europea medesima, adesso i beneficiari attendono che
siano appostate le somme.
Nella precedente variazione di bilancio, l'Assessore competente
ci disse che non poteva darsi luogo a tale finanziamento perché
non era quantificata la cifra da appostare nonché per altre
considerazioni che non sto qui a riprendere.
Essendo presente il Presidente della Regione e l'Assessore Cimino
- che più volte mi ha invitato a partecipare a riunioni presso il
Ministero per consentire lo sblocco della legge - ebbene, dal
momento che il Ministero si è attivato e, nel Consiglio dei
Ministri per l'agricoltura, si è ottenuto lo sblocco auspicato,
adesso dobbiamo appostare le somme necessarie perché le banche -
compreso l'IRCAC - stanno procedendo: sono in corso giudizi,
sembrerebbero perfino giunti alla fase conclusiva, e pertanto si
rende necessario sapere se consentire di aggredire i beni dei
soggetti ai quali fa riferimento la legge, o, diversamente,
intervenire per tempo.
Ovviamente, mi attendo che sia il Presidente della Regione che si
è impegnato più volte con le organizzazioni sindacali, a dare una
risposta.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio richiamare
l'attenzione su quanto sta avvenendo: è tutto contro il
Regolamento Noi abbiamo approvato le tabelle.
Veda, signor Presidente, se uno solo degli emendamenti dovesse
passare, non potrebbe mai essere accolto perché l'Aula non può
votare due volte sullo stesso argomento.
ACIERNO. Non è così
CINTOLA. Ma l'Assessore Pagano continua ad avere altri problemi
che sono fuori dagli interessi dell'Aula
Allora, debbo dire con certezza, l'onorevole Capodicasa ha
parlato prima di me, guardando al Regolamento e dicendo onorevole
Cintola, lei non me lo può dire per cortesia che mi legge gli
emendamenti ; però, ha confermato, nel suo intervento - poi
vediamo il resoconto stenografico, lui che conosce il Regolamento,
molto più di tanti altri - che, approvate le tabelle, questi
emendamenti non possono essere esaminati dall'Aula.
Allora io sostengo che è impossibile che, fatto un accordo, può
essere che lo stesso sia stato equivocato: abbiamo sentito la
proposta fatta dal capogruppo dei DS, onorevole Speziale, c'erano
pure i Capigruppo, onorevoli Ortisi, Barbagallo non è possibile
Non siamo soltanto calpestando il Regolamento. Allora, non voglio
essere presente nel momento in cui avvengono queste cose e voglio
invitare il Presidente a sospendere la seduta per due minuti e a
riportare dentro le regole l'Assemblea.
FORGIONE. Andiamo avanti
CINTOLA. Andare avanti con 250 emendamenti, uno dopo l'altro,
sapendo che non se ne può approvare neppure uno perché
significherebbe modificare le tabelle già approvate?
A cosa serve? Serve a non identificarci più come classe politica
nel ruolo che abbiamo? Per quanto mi riguarda, senza volere
intralciare i lavori dell'Aula....
MICCICHE'. Ci sono emendamenti che non comportano spesa
CINTOLA. Preferisco allontanarmi un po', aspettare che finisce
questa tiritera ma non prima di due minuti di sospensione e
parlare con i capigruppo e dire che ciò che è stato fatto, è stato
fatto
Per l'avvenire, questo non potrà mai più succedere. E allora, ha
ragione il collega Capodicasa quando dice, ancora una volta, io
parlo per l'avvenire, non parlo più per il presente ormai,
definitivamente, non più proseguibile: approvate le tabelle,
infatti, non si possono più mettere in discussione gli
emendamenti
PRESIDENTE. Onorevole Cintola, devo precisare un elemento che le
sta sfuggendo. Sulla tematica degli articoli o degli emendamenti
aggiuntivi, di cui abbiamo parlato abbondantemente ieri,
l'intenzione di uno spostamento in coda è stata espressa e
formalizzata per cui era giusto che si creasse un'appendice finale
per questo argomento.
Il discorso degli accordi di questo pomeriggio è saltato per la
libera e legittima decisione di chi ha ritenuto di non seguire
quel tipo di intesa. Peraltro, la questione dei cambiamenti
tabellari - che incidono fatalmente anche sugli emendamenti
aggiuntivi - si può considerare risolta e definitivamente chiusa
perché nessuno degli emendamenti tabellari può comportare
conseguenze su questi emendamenti che non riguardano assolutamente
elementi delle tabelle. Per cui questo rischio non ci sarebbe.
Invito, pertanto, l'onorevole Cintola a rinunciare a questa
richiesta di sospensione per una esigenza di rapidità. Direi di
continuare a discutere gli emendamenti e porli ai voti.
LO GIUDICE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO GIUDICE. Signor Presidente, nonostante il suo grande sforzo,
comprenderà che stiamo proseguendo i lavori con un andamento a
sinusoide: discutiamo, non discutiamo, ci fermiamo, alla fine, non
so se ci sono stati patti, se non ce ne sono stati, non mi
interessa, però, il mio buon senso dice che c'erano alcuni
emendamenti miei che potevano essere proponibili o meno; per
quanto mi riguarda, tuttavia, se lei ha deciso così, mi sta bene,
non ho niente da dire.
Questo non significa, però che, perché io sono stato privato dei
miei emendamenti - che erano aspettative legittime di certe realtà
del territorio - devo essere parimenti contrario per forza ad
altri emendamenti che possono avere un senso di giustezza e di
giustizia.
Io faccio mio l'emendamento dell'onorevole Capodicasa che
riguarda 15.000 euro concernente il rimpinguamento della legge: ci
sono tanti cantieri siciliani che stanno fallendo per problemi
bancari che, con urgenza, stanno mettendo i sigilli. C'è gente che
fallisce
Allora, mamma Regione è grande: da un lato, colloca 20.000
precari, dall'altro compie altre cose encomiabili, apprezzabili;
però, alla fine, ci sono padri di famiglia che stanno fallendo, ai
quali si sta pignorando la casa perché noi non impinguiamo questa
legge
Questo emendamento non lo avevo neanche visto, l'ho sentito
proprio ora dall'onorevole Capodicasa e, per quanto mi riguarda -
mentre dell'intervento del collega alcune cose non le condivido e
non sono degne di lui (non ci sono parlamentari che bivaccano,
forse, ci sono parlamentari che hanno il buon senso di capire che
certe cose si possono fare e certe cose no ) -trattandosi di
colleghi che sono ordinati, attenti, educati ad ascoltare, a
seguire e a votare, piuttosto che bivaccare...
D'ANTONI. Bravo Parlamentari che bivaccano non ce ne sono
LO GIUDICE. Non ci sono parlamentari che bivaccano Non è perché
c'è il tuo Gruppo che è vivace, che interviene, perché c'è forse
qualche emendamento che non c'è, possibilmente interessato o
interessante per qualcuno, per qualche deputato, per qualche zona
Non voglio tornare al discorso di ieri sera gli altri bivaccano
perché hanno il buon senso di capire. Il pacta servanta sunt è una
cosa che ci amareggia molto, non credo che ce ne siano stati, ma
anche se ce ne fossero stati, il Presidente dell'Assemblea si sta
muovendo con grande correttezza e linearità, tant'è che li stiamo
discutendo.
Signor Presidente, non sono d'accordo che, anche se si discutono,
devono essere tutti bocciati: ci può essere qualche emendamento
degno di attenzione e, quindi, invito il Governo a dare a questo
emendamento parere favorevole perché si rivolge a tantissime
famiglie siciliane che rischiano di andare sul lastrico
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche io vorrei
porre una domanda. Mi creda, non è una domanda provocatoria.
Vorrei sapere dall'onorevole Lo Porto, Presidente dell'Assemblea
regionale siciliana, se posso avere la tranquillità di essere
salvaguardato nell'espletamento del mio mandato. Lo chiedo in
maniera, lo ripeto ancora una volta, a scanso di equivoci,
assolutamente fuori da qualsiasi provocazione Lo dico subito il
perché, signor Presidente.
Io, come altri colleghi, credo che vogliamo in quest'Aula
espletare, fino in fondo, il nostro mandato: e non voglio
richiamare nessun elemento contenuto nei giuramenti che ognuno di
noi presta prima di insediarsi, prima di assumere la carica di
deputato dell'Assemblea regionale siciliana.
E sono esterrefatto e stanco di sentire sermoni in questa Aula
che interpretano il Regolamento quando è lei piuttosto il solo
soggetto garante che interpreta il Regolamento per farlo
applicare.
Sono stanco di ascoltare in questa Aula che si narrano i patti
conclusi fra l'opposizione e la maggioranza per come conviene,
strumentalizzandoli: sono stanco e le dico che è giusto che noi
chiediamo a lei, che fino in fondo, si spenda per salvaguardare
l'immagine di questa Aula. E la dignità, se mi si permette, di
quest'Aula.
Dopodiché, abbiamo dinanzi uno scenario di questo tipo: per anni,
abbiamo opposizione e governo. L'allora assessore all'agricoltura
era l'onorevole Presidente della Regione. Trattato questo
argomento con estrema serietà e sapendo che dovevamo fare tutto lo
sforzo necessario per mettere in condizione centinaia di famiglie
di non essere continuamente sottoposte a veri e propri
sconvolgimenti della loro vita quotidiana e, lasciatemelo dire,
non so drammatizzando
In queste ore, in questi giorni, si sono tenute udienze dove i
soci fidejussori della legge 37 del 94 hanno solo una colpa,
quella di essersi fidati di un'impostazione che era, diciamo, di
politica agricola, di organizzazione anche di alcuni settori,
soprattutto quello della vitivinicoltura. Si sono fidati di
questo, signor Presidente. Non hanno altre responsabilità
Ebbene, continuiamo ad incontrarci e pretendiamo che fra di noi
ci sia il massimo rispetto, anche per quello che ci diciamo: ed è
giusto essere leali nei rapporti tra opposizione e maggioranza,
nei rapporti tra opposizione e governo; è giustissimo
Ma vedete, quando questo significa dilazionare continuamente, non
affrontare i problemi, poi, va a finire che in questi rapporti
viene meno la fiducia. Guardate, a me sta venendo meno una parte
importante del rapporto che deve esserci, leale e costruttivo, tra
opposizione e maggioranza: non vedo niente di strano se noi
appostiamo questa cifra e diamo già un segnale chiaro. Se poi il
Governo mi continua a sostenere quello che ha sostenuto in alcuni
sedi - che vuole andare evidentemente a negoziare con le banche e
vuole trovare un punto di equilibrio per fare una transazione
virtuosa - ebbene, sono d'accordo, ma questo non confligge con il
fatto che dobbiamo dare un segnale, domani mattina, a queste
centinaia di famiglie che si trovano in una situazione disperata
E lo sappiamo tutti, onorevole Presidente della Regione: perché,
oltretutto, lei, per anni, è stato appunto, come ricordavo poco
fa, assessore all'agricoltura di questa benedetta Regione
Allora, vediamo un attimo di non cavillare sulle questioni
regolamentari: poc'anzi, noi stavamo procedendo ad approvare la
tabella riepilogativa, prima ancora di approvare dalla "A" alla
"L": e questa opposizione è stata in questa Aula costruttivamente
e responsabilmente a fare la sua parte.
Allora smettiamola di cavillare: quando fa comodo alla
maggioranza, si cavilla, quando non fa comodo, non si cavilla Non
è un gioco leale
Il gioco leale è che siamo qui ad affrontare le questioni e
cercare di risolverle Quello è un altro gioco: di narrare le cose
come si vuole e cavillare sulle questioni, dal punto di vista
regolamentare. Il Regolamento, più o meno, lo conosciamo tutti,
signor Presidente Tutti lo conosciamo
E, dunque, affrontiamo bene la questione; se non la vogliamo
affrontare, vediamo chi è disponibile, invece, a discutere e fare
una battaglia e chi invece si arrocca e dice di no (e domani
mattina, si deve sapere chi dice di no e chi invece
sostanzialmente è per una certa tesi): questa è la politica mi
hanno insegnato tempo fa. Non lo so, se nel tempo, forse,
dimenticheremo tante cose
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Spero di essere
breve perché non è nostra intenzione polemizzare su un argomento
che, certamente, fa soffrire molti in Sicilia e che ci vede
assolutamente solidali. Su questo argomento non c'è destra e
sinistra, non ci sono contrapposizioni, c'è la volontà di
risolvere il problema
Noi, circa un mese fa, per la prima volta - ripeto, per la prima
volta un mese fa - abbiamo ricevuto una ampia delegazione di
questa categoria che ci spiegava il problema (che finalmente
Bruxelles aveva riconosciuto le ragioni), erano presenti in questa
riunione, dimenticavo, autorevoli parlamentari. In quell'occasione
abbiamo spiegato che il Governo non era nelle condizioni di
emettere cash per 150 milioni di euro - così era, perché fu detto,
apertamente, forse, anche di più - e comunque, erano calcoli
assolutamente a spanna che non potevano essere affrontati in una
logica intelligente, razionale e moderna, come quella di cui
questa Regione si vuole dotare, forse non ci riuscirà mai, ma per
lo meno, le intenzioni ci vogliono essere
Abbiamo tuttavia spiegato a questa categoria, con grande
pazienza, e abbiamo ricevuto riscontro, che era indispensabile
procedere ad un confronto con le banche e, quindi, a un vero
monitoraggio per cercare di sapere, realmente, a quanto
ammontassero le cifre: quanto la quota capitale e quanto la quota
interessi.
Questo iter complesso, lungo, difficile è già partito; tra un po'
prenderà la parola l'onorevole Cimino, nella sua qualità, perché
il suo assessorato ha già fatto partire questa modalità di
intervento che vedrà un confronto serio con gli istituti di
credito, la capacità di sapere finalmente l'entità dell'importo,
in quota capitale e in quota interesse, e quindi - con il potere
negoziale che deriva da noi, non certo dai nostri cooperatori -
affrontare un serio ragionamento in termini di transazione.
Non è improbabile che riusciremo ad ottenere uno sconto - usiamo
un termine improprio ma che rende l'idea - non indifferente.
Io spero che, una volta per tutte, siano fugati i dubbi e,
soprattutto, venga compreso che su questo argomento non c'è
volontà di speculare. Onorevole Oddo, per favore, usiamo tutte le
parole che vogliamo ma non su questi argomenti, non su queste
cose, perché certamente siamo d'accordo e siamo tutti dalla stessa
parte e vogliamo risolvere un problema seriamente.
CIMINO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CIMINO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, riprendendo l'intervento dell'assessore Pagano, voglio
ricordare come grazie all'impegno dei deputati, con le varie
riunioni tenutesi a Roma e anche con gli incontri avuti a
Bruxelles, questa problematica dei soci fideiussori delle
cooperative agricole sta avendo un esito positivo.
Il Governo vuole riuscire a risolvere questa problematica e già i
miei uffici, subito dopo la riunione avuta con i soci fideiussori
delle cooperative, insieme ai dirigenti dell'assessorato al
bilancio, hanno predisposto tutto l'ammontare necessario e,
quindi, quantificato la necessità delle somme e, allo stesso
tempo, hanno già spedito alle banche tutte le indicazioni
necessarie per poter procedere ad un'ipotesi di transazione.
Posso rappresentare - e gli onorevoli Oddo e Capodicasa
conoscono la volontà di procedere in questo percorso, così come
anche voglio informare l'onorevole Lo Giudice - che su questo tema
ci stiamo confrontando, con grande attenzione: e non è il problema
dei fondi di questa sera che riesce a risolvere questa annosa
questione, bensì l'impegno che il Governo assume - e ha continuato
ad assumere anche nelle sedi che, è bene gli onorevoli
parlamentari conoscano - per risolvere questa situazione
drammatica di tutte le famiglie.
E, proprio perché è una questione seria e anche gli istituti di
credito che abbiamo, in questi giorni, avuto modo di incontrare,
conoscono il problema non viene sicuramente risolto con questo
emendamento, ma con l'iniziativa che stiamo avviando con le
singole banche, e soprattutto, con l'IRCAC che avrà, a breve, un
consiglio di amministrazione già operativo per dare inizio alle
transazioni.
A nome del Governo, e così, in pieno accordo con il Presidente e
con l'assessore al bilancio, su questa linea, ci stiamo muovendo e
vogliamo riuscire a mantenere questo tipo di impegno preso con i
soci fideiussori e con la stessa Comunità europea.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, apprezzo il fatto che il Governo
abbia contezza di una situazione drammatica che, come è stato
evidenziato anche da altri colleghi, interessa centinaia di
famiglie della nostra Regione.
Le osservazioni fatte, tuttavia - sia dall'onorevole Pagano che
dall'onorevole Cimino - affrontano parzialmente il problema, molto
grave, al punto che non ci pare che l'intervento, seppure positivo
delle banche, anche attraverso l'IRCAC, possa essere risolutivo
dell'intera questione.
Noi eravamo già a conoscenza della questione (lo stesso onorevole
Oddo ed altri deputati hanno partecipato a più incontri con gli
interessati) ma riteniamo che utilizzare una sola misura, un solo
intervento sia insufficiente.
La ragione che ci ha spinto a presentare l'emendamento è quella
di dire di utilizzare diverse misure e diverse possibilità, visto
che c'è un problema vasto che può essere aggredito soltanto se
interveniamo contemporaneamente con diversi interventi.
Il rapporto avviato dal Governo con le banche è positivo,
tuttavia, noi lo riteniamo insufficiente.
E' necessario che, oltre a quell'intervento, ci sia una misura
diretta di sostegno che rifinanzi la norma.
Un intervento non esclude l'altro; sono due interventi che
concorrono ad aggredire ed a dare serenità a centinaia e centinaia
di famiglie.
Ecco perché noi ci permettiamo di insistere affinché il Governo
trovi la risorsa finanziaria per potere rifinanziare la legge
regionale n. 37 del 1994.
Da un lato, quindi, rifinanziamento della norma, dall'altro,
l'intervento attraverso le banche che, in qualche modo, può
alleviare la condizione drammatica di centinaia di famiglie
siciliane.
CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, capisco le ragioni dei parlamentari. Chiedo
all'onorevole Capodicasa, avendo ascoltato gli interventi sia
dell'onorevole assessore al bilancio che dell'assessore alla
cooperazione, di ascoltare anche me. Il Governo è impegnato a
risolvere la questione, e, se è necessario, anche a mettere le
risorse che servono per risolvere definitivamente la questione.
Mi dice l'assessore Cimino che gli uffici sono impazziti per fare
i calcoli, che obiettivamente non sono facili. E di questo ci
rendiamo conto.
CAPODICASA. Sono già nel decreto che ha firmato l'onorevole
Cimino....
CUFFARO, presidente della Regione. Si stanno facendo tutta una
serie di conti con le banche, c'è l'impegno del Governo per
risolvere la vicenda per intero, se servono risorse a recuperarle
e metterle a disposizione.
Credo che sia sbagliato votare su questo emendamento, mi pare
proprio ingiusto votare pro o contro su un argomento su cui tutti
siamo d'accordo.
Chiedo al Presidente Capodicasa di ritirare l'emendamento, fermo
restando l'impegno del Governo a fare fronte, nei prossimi giorni,
a questo problema per risolverlo definitivamente.
CAPODICASA. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, io mi dichiaro disponibile a
raccogliere la proposta dell'onorevole Cuffaro ad una condizione:
che il Governo si impegni questa sera a dichiarare alla Conferenza
dei Capigruppo che, alla ripresa della sessione a gennaio, voglia
considerare il disegno di legge presentato dal Governo già nel
passato ed il disegno di legge a firma dell'onorevole Croce ed
altri parlamentari, tra cui anche il sottoscritto, ed inserirlo
tra i disegni di legge indicati dalla Conferenza dei Capigruppo
per essere affrontato, immediatamente, alla ripresa dell'attività
parlamentare.
Se è così ritiro l'emendamento, altrimenti, andiamo al voto,
considerato che le cose non stanno come qui è stato detto, nel
senso che la quantificazione è già avvenuta, ed è avvenuta
attraverso atti di Governo, ad esempio a fianco al decreto
dell'assessore Cimino pubblicato nella Gazzetta Ufficiale per ogni
struttura cooperativa, c'è scritto qual è l'ammontare, dopodiché
la transazione avverrà.
Se noi appostiamo 30 miliardi su una cifra totale di 150
miliardi, e forse più, mi pare chiaro che le banche non
scenderanno mai al di sotto della sorte capitale e, con i 30
miliardi siamo abbondantemente al di sotto della sorte capitale.
Mi pare chiaro che non stiamo violando alcun principio di buona
amministrazione, abbiamo soltanto dato ai tribunali il messaggio
che la Regione è impegnata a risolvere il problema, altrimenti nei
prossimi giorni le Corti si pronunceranno per sequestrare case e
terreni a questi soci fideiussori che hanno, peraltro, i conti
correnti e le partite IVA bloccati da anni e non possono neanche
commercializzare.
Vi pare poco? Io credo che questo sia un buon motivo per adottare
un provvedimento accelerato.
LO GIUDICE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO GIUDICE. Signor Presidente, concordo con l'intervento svolto
dal Presidente della Regione. Credo che si impegnerà per
risolvere, in tempi brevi, il problema, però signor Presidente
della Regione, la prego di accettare un ordine del giorno, nella
speranza che i colleghi dell'opposizione siano d'accordo. Infatti,
trasformerei l'emendamento in un ordine del giorno che reciterebbe
nel seguente modo: ...sentito l'intervento del Presidente della
Regione, impegna il Governo stesso ad ottemperare quanto sopra
entro i termini del 30 gennaio 2004, dando alla legge depositata
corsia preferenziale'.
CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente, il Governo
riconferma la volontà di risolvere il problema. Mi dicono gli
Assessori che, nell'interesse della Regione, vogliono trattare con
le banche per capire esattamente quante sono le risorse che
dobbiamo mettere a disposizione.
LO GIUDICE. Credo che approvando questo ordine del giorno si
possano tranquillizzare le banche
CUFFARO, presidente della Regione. Onorevole Lo Giudice, credo
che un impegno del Governo, assunto davanti all'intero Parlamento,
valga quanto un ordine del giorno, considerato che tutto sommato
l'ordine del giorno chiede al Governo di prendere un impegno;
ebbene, il Governo sta già assumendo quell'impegno.
CAPODICASA. Dichiaro di ritirare l'emendamento A.181.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Viene altresì ritirato l'emendamento A.157, di identico contenuto
dell'emendamento A.181, degli onorevoli Capodicasa ed altri.
L'Assemblea ne prende atto.
ORTISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ORTISI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono stato incerto
se intervenire, però mi urge, al di là dell'appartenenza,
testimoniare in ordine alla salvaguardia della dignità di ognuno
di noi. In sette anni non mi sono mai fatto coinvolgere in questo
senso nelle appartenenze rigide, fermo restando il diritto di
ognuno dei deputati a non farsi conculcare alcun aspetto della sua
attività parlamentare. In ogni Parlamento esiste la possibilità di
trattare in ordine alla presentazione o al ritiro di emendamenti.
Conosciamo tutti le vicende nazionali, per esempio, quando si
presentano migliaia di emendamenti e poi si trovano anche accordi,
perché i Presidenti dei gruppi parlamentari rappresentando i
gruppi di appartenenza trovano accordi anche mediani; nessuno si
scandalizza quando poi in Aula questi accordi vengono rispettati.
Personalmente, ho presentato un emendamento aggiuntivo. Non so se
sarà dichiarato proponibile o meno e non lo voglio sapere. Però,
devo testimoniare che il Presidente Lo Porto sull'argomento ha
ragione. So di danneggiare anche me stesso, per così dire,
considerato che noi, in nome di un accordo per il quale
l'assessore Pagano presentava soltanto alcuni emendamenti tecnici
(se non sbaglio erano otto), come opposizione abbiamo concordato
con la maggioranza che l'intero gruppo degli emendamenti
aggiuntivi sarebbe stato ritirato e in nome di questo in seno alla
maggioranza si è verificata anche qualche frattura, come è
accaduto anche tra di noi.
Il fatto che adesso ci siano emendamenti, più emendamenti degli
altri, a me non va bene, perché, come qualcuno, in buona fede,
propende a pensare, anziché rispettare la dignità dell'Aula la si
conculca ed io non sono d'accordo
PRESIDENTE. Si passa all'emendamento A.180, a firma degli
onorevoli Capodicasa e Speziale.
CAPODICASA. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco che,
ormai, con l'atmosfera che c'è in Aula, dove si lanciano messaggi
trasversali, è difficile esaminare con la serenità necessaria gli
emendamenti e procedere con i lavori; però, ritengo sia errato che
un impegno che comunque il Parlamento profonde per interpretare,
in qualche modo, le questioni che gli vengono sottoposte, debba
essere mortificato sulla base di accordi che non si capisce bene
quale finalità abbiano.
Quella di andare a casa presto? Solo questo può spiegare il fatto
che emendamenti che meritano di essere trattati, non si sa se
vengono trattati e per quale motivo non vengono trattati.
L'onorevole Ortisi dice: non so se il mio emendamento sarà
proponibile o meno. Onorevole Ortisi, da parlamentare, ha il
dovere e il diritto di vedere trattato ed esaminato il suo
emendamento
ORTISI. L'importante che quando lei dice trasversale' non si
riferisce a me. In tanti anni non ho mai fatto inciuci.
CAPODICASA. Parlo in generale, non mi riferisco ad una persona in
particolare.
Questo è un argomento che dovrebbe comportare delle entrate per
la Regione siciliana, per l'ESA e indirettamente anche per la
Regione.
In sostanza, 25 o 30 anni fa si sono concessi, a chi li ha
richiesti ed in base ai requisiti presentati, dei prestiti agrari
al 4 per cento, facendo carico sul fondo di rotazione dell'ESA.
Nessuno di questi beneficiari ha pagato una lira in 20 anni e
nessuno gli ha mai chiesto di pagare. Finalmente dopo 20 anni la
Corte dei Conti, sulla base di un intervento dei sindaci revisori
dell'ESA, sostiene che c'è un danno erariale se non si chiederà il
rimborso. Ma dopo 20 anni si chiede a quelle persone di pagare
l'ammontare, dei venti anni non richiesti, per intero.
Il prestito è stato dato alle aziende per favorire la loro
attività ed ora esse si trovano nelle condizioni di dovere
dichiarare la bancarotta perché viene richiesto il rimborso di
decine e decine di migliaia di euro.
L'ESA sostiene di non potere fare altrimenti e di doversi
tutelare visto l'intervento della Corte dei Conti; inoltre, non
essendovi più l'amministratore di venti anni fa, ma un altro
amministratore, quest'ultimo non ha responsabilità alcuna.
L'ipotesi che l'ESA formula - questo è un emendamento formulato
dall'ESA, io ho apposto soltanto una firma - è quella di dire: si
autorizzino per legge le transazioni per recuperare sorte capitale
ed interessi legali maturati nel tempo e ciò ci consentirà,
intanto, di incassare considerato che la gente, a queste
condizioni, è disposta a pagare'. Diversamente, si andrà avanti a
colpi di contenzioso e non si incasserà un centesimo. Non voglio
dire di fare ciò, ho segnalato soltanto il problema, non so se ci
sia il clima adatto in Aula per esaminare un problema di questo
tipo.
CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente, l'onorevole
Capodicasa pone un problema che conosco perché ce ne siamo
occupati quando ero Assessore per l'agricoltura. Anche su questo
argomento il Governo si fa carico di inserire una norma in un
prossimo disegno di legge, perché è un problema vero. Pertanto,
chiedo al Presidente Capodicasa di ritirare l'emendamento o di
trasformarlo in ordine del giorno. Il Governo si farà carico di
inserirlo nel prossimo disegno di legge - lo ripeto - così come
prospettava l'onorevole Capodicasa.
CAPODICASA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a differenza
dell'onorevole Lo Giudice, mi fido di ciò che afferma il
Presidente della Regione.
LO GIUDICE. Onorevole Capodicasa, stia attento che anch'io chiedo
il giurì d'onore
CAPODICASA. Sto scherzando, onorevole Lo Giudice. Proporrei che
il Governo, nella prossima sessione, avvii l'altro disegno di
legge di cui abbiamo parlato poc'anzi; intanto abbiamo l'ordine
del giorno dell'onorevole Lo Giudice, che anch'io ho sottoscritto.
Pertanto, se c'è l'impegno del Governo, ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
A 38 dell'onorevole Acierno.
ACIERNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Signor Presidente, intervengo soltanto per un fatto di
chiarezza, in quanto questo emendamento che porta una scritta in
stampatello equivalente al mio cognome non ha la mia firma,
quindi, non so chi lo abbia presentato, inserendo una firma che
non mi appartiene.
PRESIDENTE. Lo dichiaro decaduto. Gli emendamenti A.45
dell'onorevole Papania, A.102 dell'onorevole Formica e A.143
dell'onorevole Leontini sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Gli emendamenti A.46, dell'onorevole Raiti, A.36 e A.143
dell'onorevole Fleres decadono per assenza dall'Aula dei
firmatari.
Si passa all'emendamento A.150, degli onorevoli De Benedictis,
Speziale ed altri.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facolt��.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
nasce dalla necessità, più volte ribadita, che una gran parte
delle somme su cui ormai agisce la leva di spesa da parte del
Governo regionale, viene, di fatto, sottratta alla conoscenza
dell'Assemblea. Non c'è un luogo, una possibilità, un'occasione
attraverso la Commissione di merito di poter conoscere le risorse
di spese destinate dai POR 2000-2006.
L'emendamento impegnerebbe il Governo a dare conoscenza, con
cadenza semestrale, degli assi di spesa del POR 2000-2006,
all'Assemblea regionale siciliana, visto che si è verificato - mi
riferisco a cose riportate - che la stessa dottoressa Palocci,
responsabile della programmazione, nelle sedi deputate alla
conoscenza e al controllo della spesa del POR 2000-2006, si
sarebbe rifiutata di dare notizie alla stessa Commissione.
Pertanto, riteniamo che, a questo punto, il Parlamento debba
intervenire con una norma, in modo tale che possa essere messo a
conoscenza dei fatti.
Questa è la ragione per cui chiediamo al Governo di dare parere
favorevole.
CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, comprendo quando detto dall'onorevole Speziale, però,
immaginare di portare in un Parlamento tutti gli impegni di spesa
di Agenda 2000, credo sia, obiettivamente, un'ipotesi
irrealizzabile.
Onorevole Speziale, come può immaginare che si possano portare in
un Parlamento, per esempio, tutti gli impegni di spesa
dell'Assessorato dell'agricoltura? Ha cognizione di cosa
significhi portare tutti gli impegni di spesa che ci sono nelle
varie misure?
Se lei, onorevole Speziale, intende che bisogna fare un dibattito
in Assemblea, per capire lo stato di avanzamento della spesa per
quanto riguarda Agenda 2000, credo che il suo intervento sia
opportuno e ritengo giusto che ogni sei mesi si venga anche in
Aula a parlare degli avanzamenti di spesa di Agenda 2000, visto
che può essere anche importante, oltre che stimolante, da parte
del Governo misurarsi e sentire anche le posizioni dell'Assemblea,
ma portare tutti gli avanzamenti di impegni di spesa, credo sia
veramente complicato.
GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
principalmente su una questione e le cose che ho da dire mi vedono
costretto a chiamare in causa lo stesso Presidente dell'Assemblea.
Il sottoscritto, dopo averne parlato in Aula, ha anche inoltrato
una lettera al Presidente dell'Assemblea perché richiamasse il
Governo regionale al rispetto puntuale dell'articolo 44 della
legge 16 aprile 2003, n. 4. Mi spiego meglio: ho denunciato il
fatto che il Governo ha approvato atti di programmazione
relativamente al POR Sicilia, meglio detto Agenda 2000 ed anche
relativamente alla definizione degli accordi di programma-quadro,
successivamente alla legge n. 4 del 2003, senza che questi
provvedimenti fossero stati sottoposti al parere ed agli atti di
indirizzo dell'Assemblea regionale siciliana che, avrebbe dovuto
renderli attraverso anche un'istruttoria in Commissione
Bilancio'.
Il Governo non ha fatto ciò e continua a non farlo; il Governo
continua a rifiutarsi, sia sugli accordi di programma-quadro, sia
sulla programmazione complessiva e sulla rimodulazione dei fondi
di Agenda 2000, continua a sottrarsi al rapporto con il
Parlamento.
Questo è un fatto che va giudicato negativamente. Non dico che il
Parlamento debba intervenire su fatti di gestione, ma è fuor di
dubbio che debba essere coinvolto in un'azione tesa a verificare
l'efficacia, la rispondenza tra gli obiettivi prefissati e il modo
come procede la spesa e il raggiungimento degli stessi obiettivi,
considerato che stiamo parlando di uno degli aspetti fondamentali
della politica economica, della politica per lo sviluppo nella
nostra Regione.
E del resto, il Governo aveva già mostrato una grande e grave
insofferenza, allorquando si approvò la legge finanziaria n.
4/2003, forse riuscendo ad ottenere anche un rimaneggiamento
dell'articolo 44. Ma lo stesso articolo 44, ancorché rimaneggiato,
é stato violato dal Governo regionale, perché il Governo stesso si
é sottratto al giudizio di questo Parlamento su parecchi accordi
di programma-quadro e su parecchi movimenti fatti in ordine alla
programmazione dei fondi di Agenda 2000.
Penso che tutto ciò debba essere adeguatamente attenzionato dal
Presidente dell'Assemblea e dai Gruppi parlamentari di maggioranza
e di opposizione. E' mio personale giudizio che siamo prossimi ad
un fallimento vero, sostanziale di tutta la vicenda di Agenda
2000, perché non siamo riusciti a innovare, a modernizzare la
Sicilia, non siamo riusciti ad aumentare il prodotto interno
lordo, a recuperare ed a rimuovere fattori di sottosviluppo,
insomma, in buona sostanza, non stiamo raggiungendo esattamente
gli obiettivi prefissati da Agenda 2000.
Credo che i Gruppi parlamentari e il Parlamento regionale abbiano
tutto l'interesse a rivedere l'intera problematica e non farsi
abbacinare dall'idea secondo la quale ciò che importa a questa
Regione é spendere i soldi. I soldi, si sta dimostrando, non
vengono spesi secondo la programmazione del POR Sicilia. Con la
logica dei progetti sponda é invalsa l'abitudine di parlare di
programmazioni già passate e non di quelle che ci siamo poste con
Agenda 2000. Sostanzialmente, stiamo facendo venire meno
quest'altra grande occasione per la nostra Regione.
Signor Presidente, credo quindi, che lei, anche nell'ipotesi in
cui questo emendamento non dovesse essere approvato, debba fare
rispettare rigorosamente l'articolo 44 della legge n. 4/2003,
ponendo attenzione agli atti che fa il Governo e obbligando il
Governo, anche con una diffida, a produrre gli atti presso questo
Parlamento, al fine di verificarli e deliberarli.
CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente, onorevoli
colleghi, mi dispiace che l'onorevole Giannopolo voglia
introdurre un tema, come quello dell'attivazione di Agenda 2000,
in un argomento in cui credo sia assolutamente, non inopportuno,
perché é sempre opportuno parlare degli investimenti di Agenda
2000, ma assolutamente inadeguato. Stiamo parlando di un atto di
programmazione seria, di un impegno serio.
Quando l'onorevole Giannopolo riterrà opportuno, per quel che mi
riguarda, il Governo non ha alcun problema nel venire a spiegare
come, non soltanto ha raggiunto tutti gli obiettivi previsti dalla
Comunità europea per l'attivazione di Agenda 2000 e degli impegni
di spesa, ma li ha raggiunti prima di tutte le altre Regioni,
tant'é vero che é notorio che la Sicilia é la Regione che ha
realizzato più impegni di spesa: ha avuto complessivamente 500
miliardi di premialità.
Mi sembra assolutamente fuori luogo quanto detto dall'onorevole
Giannopolo, per il semplice motivo che non corrispondono al vero,
come non corrisponde al vero il fatto che, questo Governo, non
abbia sempre notificato gli atti di programmazione. Questo Governo
non accetta alcuna ipotesi di atti di diffida, onorevole
Giannopolo, perché abbiamo fatto per intero il nostro dovere di
notificare tutti gli atti al Parlamento e alle Commissioni.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento A.150. Il parere del
Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE. Chi é favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non é approvato)
Si passa all'emendamento A.160, degli onorevoli Speziale ed
altri che viene ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento A.123. Non essendo presenti in Aula i
firmatari, lo dichiaro decaduto.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, abbiamo concluso l'esame degli emendamenti
proponibili, possiamo, pertanto, procedere con gli ordini del
giorno.
Avverto che osserveremo la pausa di rito di dieci, quindici
minuti, prima di passare all'esame del bilancio, per consentire al
Governo di fare le necessarie variazioni.
Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini del giorno:
- n. 329 Iniziative a livello nazionale per la modifica del
giorno nazionale ENEL in materia di assunzioni , degli onorevoli
Fleres, Ioppolo, Villari, ed altri;
- n. 330 Istituzioni di apposito capitolo di bilancio
finalizzato alla realizzazione e al consolidamento dei poteri
municipali e/o delle caserme , degli onorevoli Villari, Panarello
ed altri;
- n. 331 Rimodulazione del vincolo politico di cui alla legge
n. 1497 /1939, ricadente nel territorio di Bagheria (PA), in
ordine al D.A. del 19 ottobre 1994, pubblicato nella GURS n. 56
del 12/11/1994 , dell'onorevole Sammartino;
- n. 332, Misure di sostegno economico in favore di lavoratori
dell'ITALTEL , a firma degli onorevoli Cintola, Antinoro, Formica,
Barbagallo ed altri;
- n. 333 Revoca del decreto dell'Assessore regionale per la
Sanità del 7 agosto 2002, concernente il pagamento delle rette
nelle residenze sanitarie assistenziali dell'onorevole
Barbagallo;
- n. 334 Sottoposizione al parere della VI Commissione
legislativa dei protocolli d'intesa della Regione con le
università di Palermo, Catania, e Messina, a firma degli onorevoli
Lo Giudice, Moschetto, Formica, Mercadante, Dina ed altri;
- n. 335 Finanziamento dei servizi di fruizione dei siti
monumentali ed archeologici , degli onorevoli Savona, Mercadante,
Ioppolo, Ferro, Giannopolo ed altri;
- n. 336 Iniziative per migliorare la condizione economico-
sociale del comprensorio delle Madonie2, degli onorevoli Virzì,
Formica, Incardona, Ioppolo ed altri;
- n. 337 Riesame dell'organizzazione complessiva della società
Multiservizi ivi compreso l'utilizzo effettivo del relativo
personale , degli onorevoli Virzì, Formica, Incardona, Ioppolo ed
altri;
- n. 338 Interventi in relazione al pagamento delle indennità
di esproprio per eventi franosi nella città di Agrigento ,
dell'onorevole Miccichè, Infurna, Savarino, e Capodicasa;
- n. 339 Tratte sociali per i prodotti siciliani ,
dell'onorevole Sammartino;
- n. 340 Defiscalizzazione della benzina e dei prodotti
petroliferi , dell'onorevole Sammartino;
- n. 341 Svincolo della zona industriale statale di Messina e
sua destinazione conforme al P.R.G , dell'onorevole Ardizzone;
- n. 342 Definizione con legge della procedure per
l'inquadramento dei medici della Medicina di servizi, anche ai
fini dell'adeguamento delle piante organiche delle aziende
sanitarie interessati , degli onorevoli Leontini, Moschetto ed
altri;
- n. 343 Risanamento in tempi ragionevoli delle aree degradate
di Messina , degli onorevoli Panarello, Ardizzone, Baldari, e
Genovese;
- n. 344 Inserimento della manifestazione internazionale
Trofeo di Sicilia Arancia Rossa nel piano di propaganda
turistica 2004 , degli onorevoli Paffumi, Tumino, Fleres, Acierno
ed altri;
- n. 345 Monitoraggio della vicenda dell'insediamento
industriale della ditta Bertolino S.p.A. nel territorio di Mazara
del Vallo (TP) , degli onorevoli Segreto, Nicotra e Amendolia;
- n. 346 Dichiarazione della Sicilia sona denuclearizzata e
prevenzione dell'inquinamento proveniente da materiale
radioattivo , dell'onorevole Miccichè;
- n. 347 Incremento, in sede di rideterminazione delle
dotazioni organiche delle aziende sanitarie, dei posti
dirigenziali del ruolo sanitario degli onorevoli Moschetto e
Leontini;
- n. 348 Concessione di un contributo per le manifestazioni per
il centenario della nascita di Giorgio la Pira , degli onorevoli
Leontini e Beninati;
- n. 349 Destinazione di somme finalizzate ala pubblicazione di
una guida ragionata e commentata alla legislazione regionale in
favore delle vittime della criminalità mafiosa e dell'usura ,
dell'onorevole Incardona;
- n. 350 Destinazione di parte delle risorse finanziarie alla
tutela dell'olio extravergine doc , degli onorevoli Guerrieri,
Papania, Barbagallo e Vitrano;
- n. 351 Rimodulazione dei fondi della legge regionale n. 10
del 1990 e della legge regionale 4 del 2002 Risanamento aree
degradate e della città di Messina' , dell'onorevole Beninati.
- n. 352 Potenziamento ed ampliamento dei servizi di
riscossione dei biglietti di ingresso, custodia, conservazione e
fruizione dei siti culturali , degli onorevoli Giannopolo e
Speziale;
- n. 353 Istituzione di un distaccamento permanente effettivo
dei vigili del fuoco nel Comune di Lipari , degli onorevoli
Panarello, Speziale, Capodicasa, Cracolici, Crisafulli, De
Benediciti, Giannopolo, Oddo, Villari e Zago;
- n. 354 Approvvigionamento idropotabile del Borgo Santa Rita
(CL) , degli onorevoli Acierno, Lo Curto, Turano, Borzacchelli
Vicari;
- n. 355 Intitolazione di vie e piazze alla memoria dei caduti
di Nassiriya , degli onorevoli Acierno, Lo Curto, Turano,
Borzacchelli Vicari;
- n. 356 Campagna promozionale in favore delle possibilità di
acquistare i farmaci cosiddetti generici' ,degli onorevoli
Acierno, Lo Curto, Turano, Borzacchelli Vicari;
- n. 357 Riapertura al culto della Chiesa di S. Antonio Abate a
San Cataldo (CL) , degli onorevoli Acierno, Lo Curto, Turano,
Borzacchelli Vicari;
- n. 358 Ripristino della transitabilità e sicurezza delle
strade gravemente danneggiate in provincia di Messina ed Enna ,
degli onorevoli Leanza Vincenzo e Leanza Edoardo;
- n. 359 Esame dei disegni di legge di scioglimento della
Commissione parlamentare d'inchiesta e vigilanza sul fenomeno
della mafia in Sicilia , degli onorevoli Forgione, Morinello e
Liotta.
- n. 360 Razionalizzazione del settore carburanti , degli
onorevoli Ardizzone, Pistorio, Sbona, Franchina;
- N. 361 Stanziamento di somme per le finalità di cui alla
legge regionale n. 37 del 1994 , degli onorevoli Lo Giudice, Oddo,
Manzullo, Capodicasa.
Si passa all'ordine del giorno n. 329. Ne do lettura:
«L'Assemblea Regionale Siciliana
premesso che:
l'ENEL S.p.A. ha avviato un processo di esodo
incentivato che ha determinato una drastica riduzione di
personale;
il piano nazionale di assunzioni non prevede alcuna nuova
immissione di personale per la provincia di Catania;
negli ultimi due anni la consistenza degli organici di personale
operativo nella provincia di Catania è stata ulteriormente ridotta
del 25 per cento, determinando un insufficiente presidio
del territorio che pregiudica la qualità del servizio
elettrico;
tale carenza di organico in ambito operativo sta
comportando una riduzione degli investimenti sulla rete
elettrica, mantenendone i livelli di criticità e agendo
negativamente sull'occupazione dell'indotto;
impegna il Presidente della Regione
ad intervenire presso il Ministero dell'Industria e presso
il Ministero del Tesoro (in atto azionista di maggioranza
di ENEL S.p.A.) affinché si proceda con urgenza a modificare il
piano nazionale di assunzioni, prevedendo per le strutture
ENEL della provincia di Catania (e precisamente ENEL
DISTRIBUZIONE S.p.A., ENEL GREENPOWER S.p.A., TERNA S.p.A.)
l'adeguamento degli organici di personale operativo per
assicurare un efficace presidio territoriale nella gestione
del servizio elettrico». (329)
FLERES - IOPPOLO - VILLARI
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
ODDO. Chiedo di apporre la mia firma all'ordine del giorno n.
329.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'ordine del giorno n. 330. Ne do lettura:
«L'Assemblea Regionale Siciliana
premesso che:
la Sicilia è zona, nella quasi totalità del suo territorio, ad
alto rischio sismico;
da parte dei cittadini emerge una sempre maggiore richiesta di
sicurezza e di protezione civile rispetto ai rischi legati a
calamità naturali nel territorio della Regione siciliana;
visto che:
i palazzi municipali, soprattutto nei piccoli Comuni della
Sicilia, così come le caserme, rappresentano dei punti di
riferimenti sotto l'aspetto politico-istituzionale e di
riferimento anche culturale, oltre che logistico-organizzativo;
considerata:
l'esigenza di avviare una graduale azione volta al consolidamento
e, ove non esistenti, la realizzazione dei palazzi municipali e/o
delle caserme nei comuni al di sotto dei 5.000 (cinquemila)
abitanti,
impegna il Governo della Regione
ad istituire apposito capitolo di bilancio - rubrica lavori
pubblici, per il triennio 2004/2006, finalizzato ad una graduale
azione volta al consolidamento e, ove non esistenti, realizzazione
dei palazzi municipali e/o delle caserme, anche al fine della
pubblica sicurezza e della protezione civile dei cittadini dei
comuni al di sotto dei 5.000 abitanti». (330)
VILLARI - PANARELLO
IOPPOLO - LEANZA V.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 331. Per assenza dall'Aula del
firmatario, lo dichiaro decaduto.
Si passa all'ordine del giorno 332. Ne do lettura:
«L'Assemblea Regionale Siciliana
premesso che dal settembre del 1999 il Gruppo Italtel ha avviato
un piano di cessione di alcune aziende del proprio sistema, che
sono state acquisite da un Gruppo di investitori guidati dalla
società Tecneudosia. In questo quadro di cessione e
riorganizzazione vengono interessati alcuni rami di impresa
(tecnosistemi Tlc - TFM-TFS), con sede in Carini, impegnati nella
ricerca e produzione di sistemi di energia, per complessive 108
unità lavorative, e nel service di installazione, gestione e
riparazioni, per complessive 166 unità lavorative;
constatato che le Tecnosistemi spa con sentenza del Tribunale di
Milano depositata il 30 settembre 2003, è stata dichiarata
insolvente ai sensi dell'art. 3 del Dlgs 270/99;
considerato che allo stato di crisi aziendale e di assenza di
liquidità ha fatto seguito una perdurante irregolarità retributiva
che oggi risulta particolarmente grave poiché in atto i lavoratori
vantano diverse mensilità di stipendio arretrate;
considerato che i tempi previsti per la autorizzazione della
CIGS, da parte degli organi del Ministero del Lavoro, non
risultano di imminente definizione.
impegna il Governo della Regione
ad attivare ogni utile iniziativa ed intervenire con misure di
sostegno economico in favore dei lavoratori interessati, a valere
sulle appostazioni del bilancio rubrica Enti locali». (332)
CINTOLA - ANTINORO - FORMICA
BARBAGALLO - SPEZIALE - LEONTINI
GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
perché vorrei invitare il Presidente a prendere atto che
sottoscrivo l'ordine del giorno. Un ordine del giorno analogo è
stato approvato nell'anno corrente e riguardava i lavoratori LTS,
che sono stati vittime anche di una truffa, ancora più grave
rispetto a quella che è stata perpetrata ai danni dei lavoratori
della Tecnosistemi. Pertanto, condivido l'intervento che la
Regione deve fare su questo punto.
Vorrei che il Presidente della Regione e l'Assessore per gli
enti locali onorassero, laddove sia ancora possibile, entro il 31
dicembre del 2003 a valere sull'esercizio finanziario 2003,
l'impegno assunto con ordine del giorno analogo a questo - forse
ancora più puntuale perchè veniva indicato il capitolo di spesa e,
quindi, l'ordine del giorno, poichè indicava un capitolo preciso,
aveva anche effetto vincolante -, gli impegni che vengono assunti
quando si votano gli ordini del giorno.
Onorevole D'Antoni, vorrei che questo ordine del giorno
andasse a buon fine e che non fosse carta straccia perchè
significherebbe parlare di 166 lavoratori, tanti sono, come se
fossero carta straccia e in passato questo Governo ha trattato
come carta straccia molte categorie di lavoratori
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 332.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 333, a firma
dell'onorevole Barbagallo. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso
- che con l'interrogazione n. 1011 del 28.01.03 è stato
sollevato il grave problema del pagamento delle rette nelle
residenze sanitarie assistenziali così come disciplinato dal
Decreto dell'Assessore per la Sanità 7 agosto 2002, pubblicato in
GURS 4 ottobre 2002;
- il suddetto decreto disponeva l'organizzazione delle residenze
sanitarie assistenziali in moduli da 40, 60, 80 e 120 posti letto
e poneva a carico del Fondo sanitario regionale e dell'assistito
il pagamento pro quota delle rette gravando in tal modo le
strutture dell'obbligo di ottenere dall'assistito una
dichiarazione unilaterale di impegno al pagamento della quota a
proprio carico;
considerato che
- Ciò ha comportato che l'assistito svolge, nei confronti delle
residenze sanitaria assistenziali, il doppio ruolo di assistito e
di debitore, con immaginabili conseguenze negative sul piano del
diritto all'assistenza in caso di mancato pagamento;
- Il decreto in questione, inoltre, si limita a fissare
l'importo della retta pro capite e pro die, in relazione
all'effettivo ricovero dell'assistito presso la struttura
residenziale, che, tuttavia, è tenuta a garantire standard
strutturali e professionali ben precisi, sopportando costi fissi
anche quando i posti letto rimangono liberi; poiché la struttura
non può in alcun modo incrementare il numero dei ricoveri né
abbassare i costi fissi per il personale, la convenzione che le
lega al servizio sanitario rischia di trasformarsi in un contratto
aleatorio destinato a produrre solo perdite in danno delle
residenze sanitarie assistenziali;
premesso inoltre che
- in data 29 ottobre 2003, l'Assessore per la sanità ha fornito
risposta al predetto atto ispettivo senza tuttavia entrare nel
merito delle contestazioni contenute nell'interrogazione e
limitandosi a riferire della decisione di assumere come modello
riferimento la metodologia adottata dalla Regione Lazio;
- ma quel che è più grave è che la risposta dell'Assessore
omette di riferire di un fatto nuovo di notevole importanza: il
TAR di Catania, a seguito di ricorso avverso il decreto, ha
disposto la sospensione dell'esecutività del provvedimento e ha
ordinato all'Assessore per la sanità di rideterminare le rette in
residenze sanitarie assistenziali tenendo conto delle censure
prospettate entro 45 giorni dalla notifica della stessa ordinanza;
- pertanto, l'Assessore avrebbe, già da tempo, dovuto
ottemperare all'ordine del TAR con l'applicazione di una nuova
retta in grado di garantire l'assistito e di coprire i costi fissi
sostenuti anche per i posti letto non occupati, ma da tenere
sempre a disposizione dell'ASL a cui spetta la titolarità
dell'invio degli utenti previo accertamento tecnico tramite
l'Unità di Valutazione Geriatria e successiva disposizione di
ricovero tramite apposita impegnativa;
RITENUTO che è ovvio che la mancata rideterminazione
della retta darà luogo ad un contenzioso notevole
con le strutture assistenziali che già vantano
crediti per spettanze arretrare relative alle rette
attualmente corrisposte facendo riserva in ordine al
pagamento della differenza dovuta in base
all'ordinanza del TAR;
CONSIDERATO che è prevedibile che il TAR si
pronuncerà nel merito del ricorso in tempi brevi e
che pertanto si rende necessario procedere
all'impegno delle somme già nel bilancio di
previsione per il 2004,
impegna
l'assessore per la sanità
a provvedere alla revoca del decreto 7 agosto 2002,
che appare di dubbia legittimità, e ad emanare un
provvedimento valido a decorrere dall'esercizio
finanziario 2004 e conforme alle prescrizioni del
TAR.» (333)
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 334 dell'onorevole Lo
Giudice ed altri. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che nella seduta n. 115 del 10 dicembre
2003, la Commissione ha appreso nel corso
dell'audizione dei rappresentanti regionali della
CISL Medici, Cgil Medici e dell'Anaoo-Assomed che
sono in corso di pubblicazione in GURS i protocolli
d'intesa tra la Regione siciliana e le Università di
Palermo, Catania e Messina stipulati ai sensi
dell'articolo 1 del D.l.vo n. 517 del 21/12/1999;
ritenuto che ai sensi dell'articolo 23 della l.r. n.
6/97 spettano alla VI Commissione legislativa i
pareri su atti di programmazione sanitaria quali
quelli oggetto dei predetti protocolli d'intesa con
le Università che per la loro rilevanza sanitaria ed
ospedaliera richiedono comunque il necessario
coinvolgimento degli Organi dell'Assemblea
regionale;
rilevato inoltre che lo stesso Assessore per la
sanità si era impegnato a sottoporre per il parere
di competenza della Commissione Sanità e servizi
speciali i protocolli d'intesa citati;
considerato infine che l'emanazione dei protocolli
con le istituzioni accademiche priva del parere
della VI Commissione legislativa configura una
carenza di legittimità dei relativi atti
amministrativi che sarebbero annullati in sede
giurisdizionale;
impegna il Governo della Regione
1) a sospendere l'iter per la pubblicazione dei protocolli
d'intesa della Regione con le tre Università siciliane;
2) a trasmettere con urgenza alla VI Commissione legislativa il
testo dei protocolli di intesa con le Università ai fini
dell'acquisizione del parere ai sensi dell'articolo 23 della l.r.
n. 6/97.» (334)
Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente, il
Governo si rimette all'Aula. So che l'Assessore Cittadini ha già
provveduto a sospendere quanto richiesto nell'ordine del giorno,
credo che la stiano valutando.
LO GIUDICE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO GIUDICE. Dopo il breve intervento del Presidente della
Regione che assicura che l'assessore Cittadini....
CRISAFULLI...studia da assessore?
LO GIUDICE. E lei di cosa studia? Considerato che si parla di
studio l'occasione mi è propizia per rivolgere a nome dell'Aula
tanti auguri al neo dottore, onorevole Capodicasa.
Dicevo che, dopo il breve intervento dell'onorevole Cuffaro,
se già ero imbarazzato ad intervenire lo sono ancora di più.
Però io ho una lettera dell'assessore Cittadini, onorevole
Presidente, che mi dice che ha già mandato il protocollo
d'intesa con l'Università alla Gazzetta Ufficiale e che non
intende mandarlo in sesta Commissione perchè attraverso un
parere di un suo consulente pare gli abbiano detto che,
spaccando il capello in quattro, questo argomento non è di
competenza della sesta Commissione.
Ho qui la risposta precisa: è certamente di competenza della
sesta Commissione perchè è atto di programmazione. Non mi
dilungo oltre, ma anche se dovesse esserci il dubbio io credo
che il rapporto di una maggioranza con il suo Governo non sia
solo un rapporto giuridico perchè se lo fosse l'assessore
Cittadini non mi manda la richiesta di parere in Commissione e
io potrei rivolgermi al TAR. Questo, però, non è possibile,
sarebbe ridicolo.
Allora, poichè è rapporto anche politico io ho tra le mie
carte, onorevole Presidente della Regione, la risposta
dell'assessore Cittadini che intende pubblicare questo accordo,
questo patto con le università. Ho il parere del suo avvocato
che glielo consiglia e, conseguentemente noi chiediamo al
Presidente dell'Assemblea che prima di essere pubblicato
l'accordo con l'Università venga ad essere sottoposto al parere
della Commissione sanità che ha firmato per intero, maggioranza
e opposizione, questo ordine del giorno.
Ripeto, il mio imbarazzo è grande nel parlare di un collega
della maggioranza, questa sera, però, credo sia opportuno per il
buon funzionamento delle istituzioni, le quali così non possono
funzionare. E poichè non siamo nuovi a questo tipo di scontro e
lei presidente dell'Assemblea con molto buon senso già ha una
certa questione quando si è trattato della Convenzione con il
San Raffaele di Cefalù allora noi ci siamo fidati di un certo
discorso.
Ho parlato telefonicamente, mentre la Commissione era
riunita, con l'Assessore Cittadini il quale mi assicurò che non
avrebbe mandato il protocollo per la pubblicazione; poi,
invece, mi ha inviato una lettera dicendo cose diverse.
PRESIDENTE. Onorevole Lo Giudice, si tratta della stessa
lettera che ha inviato per conoscenza anche a me?
LO GIUDICE. Sì, Signor Presidente. Io sono in possesso di un
verbale della Commissione in cui è scritto che quando abbiamo
fatto l'audizione con i tre magnifici rettori delle Università
l'Assessore si è impegnato, trattandosi di atto di
programmazione - ed è verbalizzato - a portare gli atti in
Commissione. Cosa che non è avvenuta.
Trattasi di programmazione perché? Lo dice lo stesso DPCM, in
quanto, non avendo raggiunto l'accordo Stato-Regione nel
rapporto sanità e policlinici, il Presidente del Consiglio ha
emesso un DPCM nel quale ha estrinsecato le linee guide per
questi patti. Nell'ambito delle linee guide si parla, appunto,
di programmazione ed è giusto e opportuno per evitare, tra
l'altro, che l'atto oltre che non essere politicamente
percorribile potrebbe essere anche legittimamente non
percorribile, è giusto e opportuno che venga in Commissione
per giusto e relativo parere.
Sono certo che il Presidente della Regione, con la serietà che
lo contraddistingue, si prorogherà in tal senso.
CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente, non
entro nel merito se il protocollo d'intesa è o non è un atto di
programmazione, ma se la Commissione e i parlamentari chiedono
di avere in Commissione un atto importante - e, ripeto, non
entro nel merito se si tratti di un atto di programmazione - io
credo sia giusto che questo atto sia trasmesso in Commissione.
Pertanto, chiederò all'assessore Cittadini che prima di
pubblicarlo invii l'atto in Commissione perchè venga visionato.
LO GIUDICE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LO GIUDICE. Onorevole Presidente, se domani, che è sabato,
questo atto dovesse essere pubblicato nella Gazzetta che
facciamo? lo revochiamo
PRESIDENTE. Se dovesse essere pubblicato domani l'ordine del
giorno non avrà effetto perchè siamo già all'indomani
Il parere del Governo sull'ordine del giorno numero 334?
CUFFARO, presidente della Regione. Ho già detto che il Governo
è disponibile a inviare l'atto in Commissione. Però, se
l'onorevole Lo Giudice ritiene che la parola del Governo sia
sufficiente, ritiri l'ordine del giorno; se l'onorevole Lo
Giudice mi chiede di assumere impegni, e non so se domani è in
Gazzetta, non sono in condizioni di rispondergli. L'onorevole Lo
Giudice si fidi che invieremo l'atto in Commissione; qualora
domani dovesse essere pubblicatolo invieremo in Commissione
dopo la pubblicazione
PRESIDENTE. Dunque, il Governo lo accetta come
raccomandazione.
Si passa all'ordine del giorno n. 335 degli onorevoli Savona
ed altri. Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che l'Assessorato regionale dei Beni
Culturali, con nota n. 3638 del 27/7/2003, ha
espresso l'esigenza di potenziare e ampliare i
servizi di custodia, di riscossione dei biglietti
d'ingresso e di conservazione e fruizione dei siti
monumentali e archeologici aperti nonché di prossima
apertura nella Regione siciliana;
considerato che nella stessa nota l'Assessorato dei
Beni Culturali ha espresso la propria
disponibilità, ad ampliare la convenzione con la
Società per azioni Arte e Vita di cui alla l.r. n.
26 del 4 aprile 1995 per le finalità di cui sopra,
assorbendo prioritariamente i lavoratori in scadenza
di mobilità provenienti dalle seguenti aziende: ex
Libero Grassi, già Manifattura Miraglia; ex
Spatafora; ex Mediconf; ex Solaria; ex Comst; ex
Privilegio; ex ITM; per un numero complessivo di 344
unità;
impegna
il Governo della Regione
3) a procedere all'anticipazione dei fondi necessari per la
copertura 2004 tenuto conto degli incassi derivanti dalla apertura
di nuovi siti programmata dall'Assessorato regionale dei BB.CC. e
P.I.;
4) ad ampliare la convenzione stipulata tra l'Assessorato ai Beni
culturali e Pubblica istruzione e la Società Arte e Vita SPA,
procedendo al reclutamento, presso la stessa Società,
prioritariamente dei lavoratori di cui sopra, prevedendo per gli
stessi un progetto di adeguata riqualificazione.»
Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
ACIERNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Signor Presidente, poiché ho sentito un parere
favorevole del Governo, mi rivolgo direttamente al Presidente
della Regione. Quest'ordine del giorno, pur essendo formulato in
maniera eccepibile e sicuramente condivisibile, creerebbe un
precedente devastante, perché impegnerebbe il Governo a
considerare alcuni lavoratori che hanno la disgrazia di perdere
il lavoro, come succede purtroppo ogni giorno a tanti
lavoratori. A questi il Governo si impegna a dare una
salvaguardia senza tenere conto di chi, magari, il lavoro fino
ad oggi non lo ha mai avuto.
Allora, prima di dare pareri favorevoli e solo demagogici che
possono fare insorgere prima di Natale speranze di nuovo lavoro,
io vi prego di prestare attenzione a quello che leggete e ai
pareri che date.
CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente, il
Governo non fa atti di demagogia, inviterei l'onorevole Acierno
a pensare alle parole che dice, poichè nella norma approvata da
questo Parlamento c'è anche il suo votoe che dice.
Questo è un ordine del giorno che richiama una norma già
votata da questo Parlamento ed impugnata dal Commissario dello
Stato e non mi risulta che su questa norma ci sia il voto
contrario dell'onorevole Acierno. Il Governo, che guarda con
attenzione all'attività di questo Parlamento, ha ritenuto
opportuno dare parere favorevole ad un ordine del giorno sul
quale questo Parlamento aveva addirittura votato una legge.
D'ANTONI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ANTONI. Signor Presidente, l'onorevole Acierno ha detto
delle cose di una gravità eccezionale; intervengo soltanto per
questo, perché dopo le parole dell'onorevole Cuffaro non avrei
avuto bisogno di farlo.
L'onorevole Acierno deve sapere che nella storia di questa
Repubblica tutti gli accordi sindacali riguardano lavoratori che
hanno delle crisi aziendali e che per mobilità vengono
trasferiti ad altre aziende. E questo non è assolutamente uno
sconvolgimento, né un atto di disuguaglianza nei confronti degli
altri disoccupati o meno, perché è un problema che riguarda le
relazioni sindacali, il modo concreto di praticarle. Usare
parole come vergogna, usare parole nei confronti di lavoratori
che hanno perso il lavoro solo per crisi aziendali non fa onore
a questa Assemblea ed è soltanto lo sforzo, il tentativo che
questa Assemblea fa per dare uno sbocco - vedremo se ci
riusciremo - non demagogico a dei lavoratori che hanno perso il
posto di lavoro, come abbiamo fatto ieri approvando una norma
che riguarda gli LSU ed un tipo di intervento della Regione
riguardante una possibilità nei confronti di comuni e di altri
enti, perché questo è lo sforzo che questo Parlamento deve fare.
Quindi, questa lezione di demagogia e di moralità l'onorevole
Acierno se le poteva risparmiare per un'altra occasione,
migliore di questa, non riguardante lavoratori che, avendo perso
il posto di lavoro e non avendo alcuna assistenza, si rivolgono
a noi per cercare di trovare, attraverso un accordo sindacale,
uno sbocco positivo. E' soltanto questo e niente di più.
GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, io la inviterei a dare
disposizioni per distribuire anche l'altro ordine del giorno se
è stato deciso di unificarne la discussione.
PRESIDENTE. Sono stati letti entrambi, si tratta del 335 e del
352, firmatario del primo è l'onorevole Savona, il secondo è a
sua firma.
GIANNOPOLO. Volevo fare alcune precisazioni, proprio perché
per la mia storia politica, per il mio vissuto politico sono
stato abituato a parlare chiaramente alle persone; non vorrei
che anche in questa circostanza noi discutessimo del nulla o
meglio della carta straccia.
Occorre ben dire che abbiamo, fino a qualche minuto fa,
approvato il bilancio, la finanziaria e le tabelle allegate,
dove al relativo capitolo, che è esattamente il 376546 della
rubrica Beni Culturali, non è stato appostato un euro, un
centesimo in più, tale da potere giustificare oggi l'ampliamento
della convenzione per potere assorbire chicchessia.
L'emendamento, che è stato reiteratamente presentato dal
sottoscritto, che impinguava di 10 milioni di euro questo
capitolo, è stato, da questo Governo, da questa Commissione, ed
a maggioranza dal Parlamento, bocciato
Vorrei sapere dal Governo, soprattutto dal Governo, quando
noi parliamo di anticipare fondi, di quali fondi stiamo
parlando? Dobbiamo licenziare già dipendenti della società "Arte
e vita" e sostituire queste con altre persone, quelle di cui
stiamo parlando? Dobbiamo parlare di un ampliamento della
convenzione che deve essere fatto gratuitamente, che deve essere
fondato, solo ed esclusivamente, sugli introiti dei biglietti?
Dobbiamo essere chiari, e dobbiamo esserlo questa sera.
Dobbiamo dire che nell'approvare questo ordine del giorno,
stiamo dicendo che la società "Arte e vita" assumerà queste
persone con un ordine del giorno, senza avere disponibilità di
un centesimo, ma dicendo, semplicemente, che si vanno a vendere,
quei lavoratori, i biglietti e si pagheranno lo stipendio. O,
altrimenti, dovremo dire che la società "Arte e vita" dovrà
chiamare questi lavoratori a titolo gratuito a svolgere la
propria funzione.
Ecco, allora, perché dico bisogna essere seri, e con i
lavoratori non si scherza Ai lavoratori bisogna dire sempre la
verità, come anche ai disoccupati.
Noi avevamo presentato, non solo l'emendamento che diventava
norma, sul testo della legge finanziaria, ma aveva individuato
anche le risorse finanziarie compensate, perché avevamo raccolto
quanto fatto dal tavolo tecnico tra assessorato lavoro, beni
culturali, task force ed organizzazioni sindacali, ed avevamo
detto ci vogliono questi soldi. Noi li avevamo maggiorati perché
riteniamo che bisogna iscrivere la sorte di questi lavoratori
dentro un provvedimento più generale.
E se si va a leggere l'ordine del giorno presentato da noi,
si capisce perfettamente cosa vogliamo dire: vogliamo che la
società "Arte e vita" diventi innanzitutto una cosa più seria,
punto primo. Punto secondo, che vengano definiti gli obiettivi
produttivi: il piano finanziario, il piano occupazionale, a
monte, da parte della società "Arte e vita".
Quando è stato fatto questo, bisogna stabilire poi i
criteri, poiché parliamo di una società di diritto privato, alla
quale, per legge, non possiamo imporre che tipo di assunzione
fare. Ma lo possiamo fare attraverso le clausole della
convenzione che la Regione va a stipulare con la società "Arte e
vita".
E diciamo anche quali debbono essere i criteri del
reclutamento, dove noi dobbiamo dire, non per un atto di
furbizia, ma perché ne riconosciamo la valenza, che la sorte dei
lavoratori di Miraglia, di Spatafora, di Libero Grassi e di
quant'altro, si iscrive nella vicenda di tanti lavoratori ai
quali non viene chiusa la porta in faccia ora per sempre, ma ai
quali si può lasciare, quando saranno stati però, prima,
stabiliti gli obiettivi, le risorse finanziarie, il piano
occupazionale, le possibilità di occupazione, anche a quegli
altri lavoratori, compresi i lavoratori socialmente utili, per
cui queste società sono nate, anche, per favorire processi di
stabilizzazione del precariato.
Queste società sono nate anche per favorire processi di
stabilizzazione del precariato. Queste società sono nate, anche,
per il reimpiego produttivo dei lavoratori espulsi dal mercato
del lavoro.
Bisogna, allora, fare le cose seriamente. Dobbiamo fare le
cose seriamente.
Io chiedo che il Governo discuta seriamente su tutta questa
vicenda, che ci presenti un disegno di legge, che ci presenti
una norma anche di un solo articolo che metta ordine in tutta
questa faccenda, perché solo questo può costituire la certezza
per il lavoro, anche di questi lavoratori di cui, nello
specifico, ci stiamo occupando.
FORGIONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è positivo
che in questa seduta non analizziamo e non approviamo gli
emendamenti, come spesso facciamo quando arriviamo alle 5,00 del
mattino senza neanche avere la possibilità di leggerne i titoli.
E, spesso, così noi liquidiamo vicende, anche drammatiche, che
riguardano lavoratori, lavoratrici in carne ed ossa, li
illudiamo. Spesso, non sappiamo che alcune vertenze, alcune
condizioni anche psicologiche precarie, nelle quali si trovano
lavoratori con il posto di lavoro che non c'è più, vengono
appese al filo di speranza che viene dato da un ordine del
giorno.
Però, io devo dirlo anche al Presidente della Regione,
troppo spesso gli ordini del giorno, che riguardano crisi
occupazionali e vicende difficili di punti di crisi e di
rapporti tra le crisi produttive siciliane, le partecipazioni
statali, i grandi gruppi nazionali, vengono approvati e vengono
utilizzati solo come strumenti di propaganda. Un minuto dopo il
Governo, che magari ha dato parere favorevole, si è impegnato
su quell'ordine del giorno, va totalmente dall'altra parte.
La task force, per molti versi, sta diventando la macchietta
di se stessa. Non riesce più ad essere un interlocutore
credibile per nessuna vertenza di crisi. E, allora, su questo,
onorevole Cuffaro, una riflessione va fatta.
Io chiedo di apporre la firma all'ordine del giorno
dell'onorevole Giannopolo. Intanto, perché quando noi guardiamo
alle crisi occupazionali, ai punti di crisi occupazionali,
dovremmo sapere che c'è una condizione di crisi che riguarda
tutta la Sicilia. Noi non possiamo fare un ordine del giorno che
riguarda solo i punti di crisi di stabilimenti e di vicende
palermitane, drammatiche, onorevole D'Antoni, ma sappiamo che ci
sono punti di crisi e licenziamenti e chiusure di fabbriche in
tutta la Sicilia e, allora, dobbiamo ragionare su uno strumento.
Se diciamo che lo strumento è Arte e Vita , bene. Decidiamo
che lo strumento per rispondere ad una esigenza di
riqualificazione e di mobilità è Arte e Vita , allora facciamo
una riflessione seria anche dal punto di vista normativo, del
piano industriale, delle potenzialità che questa Società ha, del
rapporto con la Regione che deve avere, e cominciamo a ragionare
seriamente sulle cose che diceva l'onorevole Giannopolo,
altrimenti noi rischiamo di fare propaganda. Noi rischiamo di
fare ordini del giorno approvati all'unanimità che prendono in
giro dei lavoratori.
Io penso a quello che abbiamo fatto per l'Imesi. Abbiamo
fatto, tutti insieme onorevole D'Antoni, io e lei per primi, un
ordine del giorno che riguardava l'Imesi, la task force dopo una
settimana è andata esattamente in direzione opposta, alla
Presidenza della Regione è andata esattamente in direzione
opposta.
Onorevole Presidente, niente di personale ma voglio porre
tale interrogativo nella sede più solenne, il Parlamento: è
concepibile, dal punto di vista delle compatibilità, che il
presidente della task force sia anche il segretario provinciale
di un partito? Io lo pongo come interrogativo, visto che è lui
che tratta le vertenze, tratta con i lavoratori e tratta con il
sindacato. Io vorrei sapere qual è il confine tra la mediazione
che fa per conto di un Governo, che è comunque il Governo della
Regione, non è il mio ma in quelle vertenze può rappresentare
anche me, e la sua funzione di mediazione politica.
Io pongo un problema di compatibilità e, forse, questo è un
elemento di riflessione per capire cosa sta avvenendo in questo
momento anche attorno alla gestione di tutti i punti di crisi
occupazionali di questa regione.
Con questo spirito appongo la firma all'ordine del giorno
dell'onorevole Giannopolo e dell'onorevole Speziale.
Gli ordini del giorno possiamo votarli entrambi, ma è chiaro
che se noi decidiamo che Arte e Vita è uno strumento che
possiamo utilizzare riqualificandolo, dandogli un piano di
investimenti, dandogli un piano industriale che possiamo
utilizzare per tutte le vertenze di crisi attuali in Sicilia
(sappiamo che la condizione è esplosiva), allora sarebbe utile
utilizzarlo con questa prospettiva e con questo spirito generale
e, con il medesimo spirito, acquisire anche le vicende che
riguardano l'ordine del giorno più specifico.
MORINELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MORINELLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, stiamo
discutendo di una cosa molto seria che attiene al modo con cui
l'ente Regione riesce ad attivare una politica di sostegno
all'occupazione di fuoriuscita dalle situazioni di crisi di
tanti e tanti lavoratori che patiscono le conseguenze dei
licenziamenti.
Ritengo che non con degli ordini del giorno, ma con
un'apposita discussione in Aula e con un apposito disegno di
legge bisogna che la Regione approfondisca e ragioni in modo
organico questa vicenda.
Nel chiedere di apporre la mia firma all'ordine del giorno
dell'onorevole Giannopolo, ritengo che su questa vicenda bisogna
non essere leggeri.
Giustamente i lavoratori attendono risposte precise e
concrete, però dobbiamo fare riferimento ad un contenitore che
può essere Arte e Vita , oppure altro che riesca a dare
risposta a tutti i lavoratori siciliani che soffrono situazioni
di crisi occupazionali, cioè che hanno perso il lavoro: Palermo,
Messina, Catania, Milazzo, Siracusa, Gela.
C'è una società, la SECI, che ha licenziato decine e decine
di lavoratori. Quindi, dobbiamo offrire anche come Regione
siciliana, così come stiamo cercando di offrire ai lavoratori
delle aziende di crisi che vengono citati dall'ordine del giorno
dell'onorevole Savona, situazioni positive. Questa è una vicenda
che ci conduce ad agire in maniera oculata e organica.
L'altra questione seria da affrontare è che fare di Arte e
Vita , se Arte e Vita si deve occupare, così come si occupa,
della vigilanza e della gestione dei beni culturali. E' bene
avere una società altamente improntata a criteri di impresa di
professionalità e non ad una società che, purtroppo, è ridotta
ad un ente di assistenza, ad una società che svolge non in modo
ottimale i propri compiti ma che deve caratterizzarsi per la
capacità di guidare i processi di formazione, di selezione del
personale nel settore dei beni culturali.
Volevo dire solo queste cose e non soffermarmi su alcune
vicende che sono state esplicitate in maniera più precisa dai
colleghi che mi hanno preceduto.
Ritengo che il Governo della Regione siciliana in ordine a
queste questioni dovrebbe essere meno leggero, meno superficiale
e dare risposte che ci consentono di dare speranze e aspettative
ai lavoratori che, oggi, patiscono queste situazioni di crisi.
Ed un ragionamento complessivo sul modo come i beni
culturali nella nostra regione riescono ad avere una propria
capacità di gestione rispetto alle esigenze.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, intervengo nel dibattito perchè
vorrei ricordare un paio di passaggi che nel momento convulso
della discussione d'Aula saranno sfuggiti all'onorevole D'Antoni e
al Governo.
Il primo è l'emendamento a firma mia e dell'onorevole
Giannopolo riguardante la possibilità di incrementare Arte e
Vita' per 10 milioni di Euro. Avendo individuato una compensazione
che non avrebbe per nulla sconvolto il bilancio della Regione
perchè trattasi di fondi che sono stati in più rispetto alla
possibilità di utilizzo del cosiddetto buono-scuola. Nel buono
scuola anzichè 15 mila domande che ci aspettavamo ne sono state
presentate 3 mila e c'è una disponibilità di fondi che noi
pensavamo di dover mettere poi dentro il capitolo di Arte e Vita.
Proprio perchè una manovra si fa se ci sono risorse, perchè una
manovra è possibile farla se noi mettiamo le risorse disponibile e
sulla base dell'utilizzo delle risorse poi possiamo in qualche
modo intervenire con due leve, la prima che riguarda un piano
industriale della società Arte e Vita', in questo caso in
rapporto ai bisogni che sono stati anche sollecitati ieri dal
Presidente della Regione relativamente al fatto che noi abbiamo la
scopertura di custodia in tanti siti culturali della nostra
Regione e dall'altro attraverso il fatto che bisogna rendere
compatibile le risorse con gli interventi umani.
La presentazione dell'ordine del giorno che io apprezzo nella
volontà, in realtà dimostra una debolezza che è stata trascurata
dal Governo stasera. Quando noi abbiamo presentato l'emendamento
al quale il Governo ha dato parere negativo, l'emendamento TFC
.10, 10 milioni di Euro in più a Arte e Vita' la nostra finalità
era ricollocarla poi con l'ordine del giorno da noi presentato per
utilizzare quelle risorse con questa utilità. Se stasera ci viene
spiegato come si pensa di utilizzare il personale e attraverso
quali risorse, ovviamente avremo fatto un'opera positiva, se
invece si fa un ordine del giorno dopo avere bocciato un
emendamento che prevedeva 20 miliardi di vecchie lire, ovviamente
si rischia di fare un'operazione di altro genere.
Il Governo non me ne vorrà, non so se è una operazione
demagogica, superficiale o ingannevole, non so come chiamarla,
però tuttavia è un'operazione che non comporta alcun risultato.
Tranne se qualcuno non ci spieghi che è sufficiente procedere
all'anticipazione dei fondi di biglietteria che sono previsti in
somme di gran lunga inferiori rispetto a quanto costano 344
persone.
Onorevole D'Antoni, lei che ha fatto il sindacalista, 350
persone con oneri riflessi costano 40 milioni l'anno compreso gli
oneri contributivi. La disponibilità dovrebbe essere che noi
dovremmo avere più di 10 miliardi delle vecchie Lire. La
previsione di introito che hanno fatto è nell'ordine di qualche
centinaio di milioni di introiti in alcuni siti archeologici
La questione che io pongo è se possiamo unificare i due ordini
del giorno dato che hanno un tratto comune in quanto affrontano
una questione legata ai bacini di crisi individuati con
provvedimenti normativi sulla base di accordi sindacali.
Tuttavia, dopo aver approvato l'ordine del giorno, visto che
stasera il Governo ha dato disponibilità ad affrontare altre
questioni, chiedo che ci sia un impegno formale da parte del
Governo che alla riapertura dei lavori di Aula, nel mese di
gennaio, si possa determinare una norma puntuale e precisa sulle
finalità degli strumenti di Arte e Vita' e su come possiamo,
attraverso un piano industriale, occupare persone che vengono dai
bacini di crisi individuati non solo tra quelli che sono stati
dichiarati, e sui quali io non ho niente da dire, in relazione
all'ordine del giorno a firma dell'onorevole Savona, ma anche
degli altri bacini di crisi che potrebbero esserci nel resto della
nostra Regione. Ciò per evitare disparità di trattamento tra
lavoratori.
Vorrei ricordare che il Commissario dello Stato quando ha
impugnato la norma nel suo bilancio l'ha impugnata sulla base di
due motivazioni di fondo.
La prima era che c'era una disparità di trattamento rispetto
ad altri lavoratori. La seconda era che non c'era la copertura
finanziaria. Dobbiamo evitare l'una e l'altra. La possibilità
l'abbiamo, se il Governo è d'accordo si possono utilizzare una
parte dei fondi globali per questa finalità; noi secondo me
possiamo fare una norma che possa riequilibrare questo rapporto e
non fare proposte che possano, seppure fondate su buone
intenzioni, apparire proposte - come qualcuno diceva - soltanto
di carta straccia.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Io non avevo firmato l'ordine del giorno nel momento in
cui mi è stato presentato perché volevo sentire prima il Governo e
la volontà del Governo di adeguarsi ad una situazione del genere.
Quando ho sentito che il Governo è impegnato ho apposto la mia
firma così come ...
CUFFARO, presidente della Regione. E' una norma che ha votato
questo Parlamento ...
CINTOLA. Volevo sentire la volontà proprio dopo l'impugnativa
del Commissario dello Stato e qual era la volontà e gli strumenti
che metteva a disposizione perché questi lavoratori possano
sperare dignitosamente di avere un futuro.
Concordo con il Governo e lo invito ad operare nel senso di
avviare a soluzione il problema non soltanto dando il voto
stasera ma in modo che ci siano tutti gli adempimenti perché
questo bacino di utenza venga soddisfatto non alla vigilia di
Natale, ma per tutto l'anno solare.
GRANATA, assessore per i beni culturali e ambientali e la
pubblica istruzione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. ne ha facoltà.
GRANATA, assessore per i beni culturali e ambientali e la
pubblica istruzione. Parlo a nome del Governo perché su questo
tema bisogna chiarire alcuni passaggi che peraltro già l'onorevole
D'Antoni ha anticipato.
La ragione sociale dell'ordine del giorno che il Governo
ovviamente condivide rappresenta una possibilità di utile impiego
dei lavoratori di queste professionalità all'interno di una
società che, peraltro, nasce storicamente con lo stesso sistema e
per lo stesso criterio.
La società nasce per assorbire nella stessa dinamica e per
stabilizzare alcuni lavoratori che avevano subito dinamiche
assolutamente identiche a quelle di cui questa sera ci stiamo
occcupando.
La società Arte e vita' ha uno statuto che è stato soltanto
in parte fino ad oggi onorato perché si occupa sì di custodia e
tutela dei siti culturali, ma si potrebbe occupare anche di
valorizzazione degli stessi, di organizzazione del sistema della
cultura inteso in senso lato.
Quindi le potenzialità nello statuto della società per
utilizzare utilmente questi lavoratori che mi sembra senza per
questo voler fare polemica con il Commissario dello Stato, tutto
si possa dire tranne che non abbiano attitudini al contatto con il
pubblico, perché se forse un'attitudine hanno è proprio quella del
contatto con il pubblico.
A differenza - lo dico senza infingimenti - di una parte dei
lavoratori che attualmente prestano un servizio di custodia
all'interno del sistema della cultura: Pertanto, credo che questo
aspetto sia ampiamente superabile.
Di fatto però con quale meccanismi questi lavoratori possono
utilmente essere utilizzati attraverso lo strumento di Arte e
Vita', sui quali assieme all'assessore per l'insutria, allo stesso
presidente Cuffaro, e non riguarda soltanto Arte e Vita', è in
corso una generale riflessione e ripensamento su ciò che bisogna
fare in prospettiva perché quelle esigenze che sono state
sollevate di avere un piano industriale per la prospettiva anche
in una logica prevista dalla norma di dismissione della quota
pubblica di Arte e Vita', noi dobbiamo porcelo come azione di
governo.
Concretamente, però, qual è il fatto nuovo che vorrei che i
colleghi ascoltassero: il fatto è che complessivamente in Sicilia
si sono già aperti o si stanno per aprire moltissimi nuovi siti
che hanno bisogno di essere organizzati e custoditi.
Il fatto nuovo è che in Sicilia esiste un sistema dei parchi
archeologici che fino a due anni fa non esisteva e che prevede
già oggi l'esistenza di 16 parchi archeologici che hanno bisogno
di personale di custodia.
Il fatto nuovo in Sicilia é che si organizzano tutta una serie
di eventi e di mostre che hanno bisogno di personale e, molto
spesso, abbiamo dovuto sopperire, quando ci siamo riusciti, per
tenere aperti questi nuovi parchi archeologici che via, via,
vengono formati e soprattutto per reggere il sistema organizzato
degli eventi e delle mostre di personale che é stato pagato con
il bilancio di Arte Vita' perché é stato personale che é stato
super utilizzato attraverso un meccanismo, in alcuni casi, molto
accentuato di attribuzione di straordinari a questi lavoratori e,
quindi certamente, da questo punto di vista, attraverso
l'utilizzazione, l'immissione di nuove professionalità da un lato
si realizzerà un risparmio all'interno dello stesso bilancio
attraverso l'utilizzazione degli straordinari che saranno
distribuiti in modo equo, ma non in modo abnorme come finora é
avvenuto perché io lo voglio dire assumendomene la responsabilità
politica di ciò che dico.
Noi abbiamo un sistema della cultura dove mediamente succede
che alcuni custodi, che molti custodi guadagnano molto più dei
nostri soprintendenti per un problema di meccanismo complessivo e
di personale che é di numero inferiore rispetto a ciò che serve.
Se a questo aggiungiamo che per nostra fortuna c'é una politica
di espansione, onorevole Morinello, sulla quale soprattutto lei
dovrebbe essere informato del numero dei siti aperti, dei parchi
archeologici e, soprattutto, di un qualche cosa che il Parlamento
avendolo sancito e avendo legiferato in questa direzione dovrebbe
conoscere.
L'articolo 64 della scorsa finanziaria cosa prevede? Per la
prima volta prevede che la Regione può avere una perdita di quote
di sovranità nell'organizzazione del circuito museale perché
attraverso l'articolo 64 i Comuni e le Province possono, con un
semplice protocollo d'intesa, gestire musei, siti, parchi
d'interesse regionale attraverso un accordo con la Regione.
Il personale per l'applicazione dell'articolo 64 o lo si trova
attraverso la custodia ordinaria, che sia di Arte Vita' o che
sia regionale, e non ci arriviamo perché se non ci arriviamo con
i siti che abbiamo aperti adesso figuriamoci se possiamo
arrivarci con quei 50, 60 siti ulteriori che abbiamo la
possibilità di aprire anche grazie ai restauri e alle
ristrutturazioni avvenute attraverso i fondi di Agenda 2000.
Si tratta, quindi, di un sistema che é oggettivamente in
crescita per quanto riguarda l'utilizzazione, di un sistema
produttivo perché può portare ad un ritorno di tipo economico e
credo che la possibilità, attraverso un ordine del giorno,
peraltro penso accettato anzi sostenuto dall'intero Parlamento
come logica, un'utilizzazione intelligente di questa
professionalità porta un oggettivo giovamento al sistema di
organizzazione della cultura e può trovare all'interno di una
riorganizzazione di Arte Vita' l'economia necessaria per
retribuire questi lavoratori.
Tutto questo, poi, deve avvenire in sede sindacale, capire
come inquadrarli, che tipo di contrattualizzazione avere, ma il
principio che per la prima volta si sancisce che é nell'unico
segmento probabilmente in espansione rispetto alle esigenze di
copertura e quindi di spazio occupazionale possa anziché
rivolgersi il Governo genericamente al mercato della
disoccupazione ma individuare settori di crisi é un fattore di
trasparenza perché altrimenti rivolgerci genericamente, cosa che
potremmo fare, all'utilizzazione di altro personale ci rivolgiamo
in modo prioritario all'utilizzazione di questi lavoratori.
C'é un tema importante che hanno sollevato alcuni parlamentari
che in tutto questo deve essere contemperato ed equilibrato
rispetto ad alcune aspettative che ci sono in alcuni settori dei
lavoratori socialmente utili. E perché non ricordarlo in questa
sede? C'é un segmento di disoccupazione precaria che é quello
della catalogazione che certamente é un segmento che ha
un'aspettativa di stabilizzazione, ma si tratta di questioni
diverse perché quel segmento é legato già ad un'attività interna
al sistema della cultura di altro taglio e di altra natura. Si
tratta di architetti, si tratta di archeologi, si tratta di
professionalità specifiche e qualificate dal settore su cui ci
saranno altre dinamiche. Credo, quindi, per questo, anche
interpretando il pensiero dell'onorevole Presidente della Regione
che dobbiamo accettare questo ordine del giorno, approvarlo e..
FORGIONE. Uno o due?
GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e per la
pubblica istruzione. In qualche modo unificarlo perché
sostanzialmente é proprio il secondo ordine del giorno, quello a
firma degli onorevoli Giannopolo e Speziale, che implica questo
riferimento all'articolo 64 e quindi a questa ulteriore
possibilità di utilizzazione dei lavoratori in un sistema della
cultura allargata.
PRESIDENTE. Pongo congiuntamente gli ordini del giorno 335 e
352.
Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
D'ANTONI. Signor Presidente, se si unificano è bene farlo in
maniera equilibrata, sarebbe meglio approvarli separatamente.
PRESIDENTE. Unificarli nel senso di raccoglierne il senso.
D'ANTONI. Io qui non voglio riprendere, con persone come voi di
sinistra, i ragionamenti per annacquare e non fare nulla. Io non
voglio riaprirlo qui, perché non è l'orario, se noi facciamo una
unificazione in cui c'è scritto con chiarezza che partiamo da
quelli...
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno 335. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'ordine del giorno 352. Il parere
del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi,
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n. 336. Ne do lettura:
«L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
CONSIDERATO che il comprensorio delle Madonne da
almeno un decennio vede aggravata la propria
condizione economico sociale e che tale fenomeno
complessivo di progressivo impoverimento è
sottolineato dai livelli del tasso di emigrazione e
da un oggettivo calo demografico superiore alla
media regionale;
VALUTATO che il comprensorio non usufruisce più
istituzionalmente delle facoltà e delle risorse
prima riservate alle Comunità Montane che pur
valevano a rendere individuabili le omogenee
esigenze ed i consimili problemi di numerosi Comuni
geograficamente contigui e storicamente e
socialmente assemblabili;
TENUTO CONTO che i Comuni delle Madonne ancor oggi
non sono esecutivamente serviti da una adeguata rete
di comunicazione e trasporto e che l'istituzione
dello stesso Parco non s'è rivelata ad oggi solo una
serie di divieti ricollegabili al pregio paesistico,
naturalistico, venatorio, agricolo, silvo-pastorale
della zona mentre nel tempo hanno stentato a
decollare ed a trovare concreta applicazione le
norme che avrebbero dovuto sostenere l'economia,
l'artigianato e le imprese del comprensorio e che
anche il tradizionale intervento e le rimesse della
Regione in favore degli EE. LL. per le notorie
esigenze di Bilancio, conoscono attualmente una fase
di contenzioso;
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
Ad attivare già all'inizio del 2004 un tavolo di
confronto con le amministrazioni delle Madonne,
coinvolgendo la Provincia Regione, l'Ente Parco e le
Aziende di soggiorno e turismo del territorio per
individuare tutti gli interventi possibili per
restituire ossigeno sociale ad un comprensorio ricco
di enormi potenzialità, che merita di essere salvato
da un percorso e da un destino di progressivo
abbandono.» (336)
FORGIONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ha facoltà
FORGIONE. Solo per capire, lo vorrei chiedere all'onorevole
Formica il senso delle parole di attivare un tavolo di
confronto al fine di restituire ossigeno sociale al
comprensorio delle Madonne , vorrei capire la finalità
dell'ordine del giorno e il concetto di ossigeno sociale.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi,
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 337. Ne do lettura:
«L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- La legge nazionale sulla assicurazione obbligatoria, prevedeva
ammortizzatori sociali per i dipendenti delle Imprese assicurative
poste in liquidazione coatta amministrativa, attraverso varie
forme di riqualificazione e reimpiego;
- Tale disposizione, soltanto per i dipendenti delle Compagnie
Siciliane non ha trovato la giusta applicazione, per colpevole
negligenza dei passati governi;
- L'assunzione di questo personale nella Società Mista
Multiservizi Spa prevedeva modalità e utilizzo degli stessi,
presso vari Assessorati regionali (gran parte nel Dipartimento
industria), nei posti lasciati vacanti (fasce A e B ) dal
personale regionale di ruolo, in virtù della loro
riclassificazione ai sensi della L.R. 15/5/2000 n. 10;
- In questa nuova realtà occupazionale, gli ex assicuratori ed
altri dipendenti di diversa provenienza, si ritengono gravemente
penalizzati, per il loro mancato riconoscimento giuridico,
economico e professionale;
ATTESO che anche l'Assessore per l'Industria ha dato
atto in Aula della opportunità di rivedere la
materia Multiservizi con specifico riferimento
all'utilizzo più equo e razionale del suo personale;
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
A riesaminare, anche attraverso un tavolo di
concertazione, non solo l'organizzazione complessiva
della società Multiservizi , ma anche l'effettivo
utilizzo del suo personale che, pur uniformemente
parametrato sulla base del CCNL del Commercio,
svolge attualmente dentro la Regione compiti assai
diversificati e di livelli marcatamente difformi,
allo scopo finale di razionalizzare i servizi resi
dalla società e di ottimizzare e valorizzare
l'apporto professionale dei suoi dipendenti>. (337)
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno 338. Ne do lettura:
«L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
VISTO il dibattito sviluppatosi nella seduta n. 177
del 17 dicembre 2003 sull'emendamento B.1 alla
Tabella del disegno di legge nn. 693-737/A;
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
A porre in essere interventi per l'esecuzione di
lavori ed opere pubbliche nella città di Agrigento,
interessata da eventi franosi, in relazione
all'indennità di esproprio concernenti unità
immobiliari e terreni, implementando l'apposita
unità revisionale di base 6.2.2.6.2 (cap. 672013) di
2.000 migliaia di euro>. (338)
MICCICHE'. Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHE'. Non lo spiego, perché è stato ampiamente
discusso nella seduta dell'altro ieri. Vorrei precisare una
cosa alla quale tengo. Vorrei chiarire alla presenza del
Presidente della Regione il quale può dare un maggiore
contributo ad un ragionamento che abbiamo fatto nella sede
di governo qualche mese fa e mi riferisco ad un
ragionamento fatto dallo stesso Presidente, perché si
prende un impegno nei confronti dell'Assemblea. Si tratta
di questo. Questo ordine del giorno riguarda il reperimento
dei fondi, ma non è sufficiente a risolvere il problema
perché accompagnato a questo è necessario un disegno di
legge per potere successivamente rendere esecutivi ed
attuativi l'espletamento dei pagamenti di esproprio, questo
è il mio ragionamento e io desidero che il Presidente possa
dare un contributo a questo mio ragionamento come è stato
concordato in sede di confronto con i sinistrati della
frana di Agrigento del 1966.
CUFFARO, presidente della Regione. Il Governo valuterà se
c'è bisogno di un disegno di legge per pagare l'indennità
di esproprio. Se dovesse essercene bisogno lo presenteremo,
altrimenti accetteremo l'ordine del giorno per come è.
MICCICHE'. Un criterio bisogna adottarlo.
CUFFARO, presidente della Regione. Non siamo certi che ci
vuole una legge, non è che dobbiamo fare le leggi per
forza.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno 338.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 339. Ne do lettura:
«L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che
- la Sicilia, nonostante vanti una posizione geoeconomica di
grande centralità euromediterranea, è ancora oggi sprovvista di
una adeguata rete di infrastrutture autostradali, ferroviarie,
portuali ed aeroportuali capace di assicurare condizioni di
competitività al sistema economico;
- che non può essere più tollerato l'atavico ritardo culturale
che affligge la classe dirigente siciliana nella sua capacità di
impostare grandi scelte politico-amministrative in favore
dell'affermazione di un modello di sviluppo economico per la
Sicilia che sia al contempo colano ed esempio di
autodeterminazione per l'intero bacino dei popoli mediterranei;
- che al fine di superare ostacoli di natura economica e di
favorire la circolazione dei cittadini sono state già adottati
provvedimenti a sostegno dell'istituzione delle cosiddette tratte
sociali per i passeggeri siciliani in transito aereo per le varie
destinazioni italiane, che stanno riscuotendo grande successo;
- che i costi di trasporto che ogni imprenditore siciliano deve
affrontare per l'esportazione delle merci siciliane risultano
gravemente penalizzanti per la competitività dell'intero sistema
economico siciliano;
- che in questo contesto risulta strategico estendere anche
all'esportazione dei prodotti siciliani il regime di agevolazione
economica già previsto, attraverso le cosiddette tratte sociali,
per i passeggeri siciliani;
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
Ad attivarsi affinché, con appositi provvedimenti di
legge e di bilancio, venga previsto lo stanziamento
necessario a coprire l'istituzione di un regime di
agevolazione economica per l'esportazione nazionale
ed internazionale dei prodotti siciliani>. (339)
Lo dichiaro decaduto.
Si passa all'ordine del giorno n. 340. Ne do lettura:
«L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che
- Da decenni la Regione Sicilia risulta la prima produttrice di
petrolio sul territorio nazionale concorrendo in misura dell'80
per cento alla produzione nazionale, capace di coprire il 20 per
cento del fabbisogno nazionale e la totalità del fabbisogno
siciliano;
- Che in altre regioni d'Italia e d'Europa è vigente un regime
di defiscalizzazione della benzina e dei prodotti petroliferi -
vedi il caso tra gli altri della Val d'Aosta e delle isole
Shetland - che produce un vantaggio comparativo di notevole
portata per il territorio in cui viene applicato, in seno al
sistema economico europeo;
- Che a causa delle attività di coltivazione e sfruttamento dei
giacimenti petroliferi la Sicilia subisce: le conseguenze della
sottrazione di aree di notevole interesse turistico e culturale al
libero godimento dell'uomo, il grave inquinamento delle falde
acquifere contigue alle aree di produzione e raffinazione, ed
infine il peggioramento delle condizioni di salute dei cittadini
residenti nelle aree di cui sopra;
- Che la realtà economica siciliana esige un'improrogabile
rilancio attraverso un nuovo patto politico sociale tra tutte le
forze politiche che hanno a cuore le sorte ed il ruolo di
centralità geo-politica, culturale ed economica della Sicilia;
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
Ad attivarsi affinché, con appositi provvedimenti di
legge e di bilancio, venga prevista la
defiscalizzazione della benzina e dei prodotti
petroliferi di modo che ne risulti direttamente
avvantaggiato l'intero sistema economico siciliano>.
(340)
Lo dichiaro decaduto.
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n.
341. Ne do lettura:
«L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO:
- che in attuazione delle disposizioni di legge per la
ricostruzione di Messina dopo il terremoto del 1908, con decreto
luogotenenziale 29 luglio 1915, n. 1295, è stata istituita la zona
industriale statale (ZIS);
- che la gestione di detta zona, in virtù dell'articolo 39 della
legge regionale n. 1 del 1984, è stata attribuita al Consorzio ASI
di Messina;
- che tale zona insiste a ridosso del centro storico
estendendosi nella zona a valle della Via La Farina nel tratto
compreso tra Viale Europa ed il Curvane Gazzi;
- che tale area è caratterizzata da edilizia disomogenea per
tipologie e per destinazione d'uso (residenze, uffici, attività
commerciali, attività industriali), che, complessivamente,
presenta anche fenomeni di abbandono, di marginalità e di degrado;
- che tali aree sono state tutte urbanizzate dal Comune di
Messina e può ritenersi parzialmente riqualificata solo dalla
presenza di imprenditori commerciali che coesistono con aree
industriali in totale stato di abbandono;
- che il Consorzio ASI di Messina nelle proprie norme tecniche
di attuazione, approvate con delibera n. 4 del Consiglio Generale,
in data 28 ottobre 1996, prendendo atto della attuale situazione,
ritiene di destinare la zona ad attività di piccola industria,
artigianato di produzione non molesto, commerciale, direzionale,
servizi pubblici urbani e territoriali.
Precisando che la residenza è ammessa solo come
mantenimento dello stato di fatto. L'eventuale cambio
di destinazione d'uso delle aree in commerciale-
direzionale e servizi pubblici territoriali è ammesso
solo con il progetto di riconversione completa
dell'intero isolato ed in esecuzione dei rapporti
previsti nel piano particolareggiato.
- che il Consorzio ASI mantiene tale previsione nel proprio
piano regolatore approvato con decreto del 26 luglio 2002
(G.U.R.S. del 27 settembre 2002 - Parte I, n. 45) laddove si
afferma che per la zona ZIS è stata prevista la dismissione delle
aree oggi A.T.M. e del nucleo di edilizia residenziale riservato
al personale delle FF.SS. riconfermando le finalità produttive e
di servizio industriale del resto delle aree che hanno
rappresentato la vera zona produttiva della città. Prevedendo che
l'attuazione di ciò avverrà a seguito di apposito piano
particolareggiato al fine di separare le attività artigianali,
commerciali, piccoli industriali, direzionali e/o di servizi in
modo tale da restituire alla fruizione urbana ampi spazi ormai
fisicamente annessi ed integrati con tale attività.
- che il Piano Regolatore Generale di Messina, adottato con
delibera consiliare n. 29 del 6 aprile 1998, approvato con D.D.R.
del 2 settembre 2002, prevede in quest'area la localizzazione di
funzioni residenziali, commerciali e direzionali.
RITENUTO:
- che è necessario evitare conflitti istituzionali e
sovrapposizioni di strumenti di programmazione urbanistica tra
enti diversi (Comune ed ASI);
- che quell'area, per esplicito riconoscimento della stessa ASI,
nel corso del tempo è stata sottratta alla preventivata
destinazione industriale;
- che il centro cittadino di Messina si è espanso notevolmente
inglobando anche quest'area dove, per l'appunto, esistono uffici
ed attività commerciali;
- che, stante l'incerta situazione gestionale dell'area, agli
imprenditori commerciali diventa difficile, arduo e spesso
tortuoso, programmare investimenti in quella zona, con pesanti
ripercussioni ai fini occupazionali;
- che va dato atto ai dirigenti della Direzione Dipartimentale
Sviluppo Economico del Comune di Messina di avere interessato
l'amministrazione attiva di sollecitare la definizione delle
problematiche concernenti le autorizzazioni commerciali in area
ASI (ZIR e ZIS);
- che, essendo notorio l'attuale impasse amministrativo della
città di Messina, stante la decadenza del suo sindaco e della
giunta,
-
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
a farsi promotore di un incontro istituzionale con
il Comune di Messina e con l'ASI, al fine di avviare
una concertata azione che possa rendere omogenee e
funzionali alle loro attuali, previste e potenziali
destinazioni (zona residenziale-commerciale), l'area
della ZIS e della ZIR, non escludendo la possibilità
di sottrarre alla gestione dell'ASI le predette
aree, individuando eventualmente con il Comune di
Messina quali altre aree, più idonee ai fini
industriali, potranno, in compensazione, essere
assegnate al Consorzio Industriale>. (341)
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Il parere del
Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 342. Ne do lettura:
«L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO CHE:
- l'art. 8, comma 1 bis, del decreto legislativo 502/92, come
modificato ed integrato dal decreto legislativo 517/93, ed
ulteriormente modificato dal decreto legislativo 229/99 ha
previsto l'inquadramento anche in soprannumero dei medici della
medicina dei servizi demandando alle regioni l'emanazione di
appositi atti di indirizzo e coordinamento al fine di individuare
i criteri per la valutazione del servizio prestato in regime
convenzionale ai fini dell'attribuzione del trattamento giuridico
economico;
- il D.A. 11 marzo 2002 ha individuato le aree di attività della
medicina dei servizi che, al fine del miglioramento del servizio,
richiedono l'instaurarsi di un rapporto d'impiego;
- è stato indetto pubblico concorso per titoli e colloquio per
l'inquadramento nel ruolo medico del S.S.N. dei medici addetti
alla medicina dei servizi.
ATTESO CHE:
- il D.A. n. 207 del 24 febbraio 2003 ha pubblicato, distinto
per A.U.S.L. di appartenenza, l'elenco dei medici addetti alla
medicina dei servizi in possesso dei requisiti previsti dal
decreto legislativo n. 299/99 alla data del 31 dicembre 1998, ai
fini dell'ammissione al concorso per titoli e colloquio;
- nella G.U.R.S., serie concorsi del 28 marzo 2003 è stata
pubblicata la commissione per la formulazione del giudizio di
idoneità.
RITENUTO CHE per assicurare alle Aziende Sanitarie la
stabilizzazione e il potenziamento dei servizi di
rilevante importanza affidati ai medici della medicina
dei servizi e per garantire a questi ultimi lo status
giuridico ed economico definitivo e certo, è necessario
adottare una legge che definisca le relative procedure e
assicuri opportuna copertura finanziaria,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
a definire con legge, agli inizi del 2004, le
procedure per il passaggio alla dipendenza dei
medici della medicina dei servizi e a prevedere la
relativa copertura finanziaria, anche ai fini
dell'adeguamento delle piante organiche delle
aziende sanitarie interessate>. (342)
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. L'ordine del giorno n. 343 viene accettato
dal Governo come raccomandazione.
Si passa all'ordine del giorno n. 344. Ne do lettura:
«L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che il Piano di propaganda turistica ha come
obiettivo di promuovere l'immagine della Sicilia anche
attraverso eventi di carattere internazionale;
CONSIDERATO:
- che uno degli eventi di maggiore richiamo è il ciclismo
internazionale;
- che questi eventi vengono seguiti anche per lunghi periodi dai
mezzi di informazione e comunicazione nazionale ed internazionali;
- che in via sperimentale, nell'anno 2002, una sola tappa
dell'evento di cui al dispositivo dell'ordine del giorno, ha
ottenuto un ottimo risultato, sia in termini di prestigio per la
qualità dei partecipanti, sia anche in termini di promozione e
comunicazione dell'evento stesso;
- che con l'evento viene anche promosso il marchio dell'arancia
rossa, prodotto di grande prestigio della nostra Regione,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
e per esso
L'ASSESSORE PER IL TURISMO E L'ASSESSORE PER
L'AGRICOLTURA E FORESTE
ad inserire nel Piano di propaganda turistica 2004 la
manifestazione internazionale Trofeo di Sicilia Arancia
Rossa , gara internazionale per professionisti a tappe
che si terrà in Sicilia dal 14 al 18 aprile 2004, anche
attraverso convenzione con enti riconosciuti dalla Lega
Ciclistica Professionisti Nazionale> (344)
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 345. Ne do lettura:
«L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO CHE:
- la ditta Bertolino S.p.A. intende realizzare nel territorio
del Comune di Mazara del Vallo un impianto industriale destinato
alla produzione di biomasse per energia e di bioetanolo, in
un'area che è già stata classificata di interesse comunitario;
- l'area interessata dal progetto si estende per circa 145
ettari e per la quale è stata richiesta all'Assessorato Territorio
ed Ambiente addirittura una concessione in deroga alle norme
urbanistiche vigenti;
- per la produzione prevista dovranno essere impiantate con
sistemi a sfruttamento intensivo le graminacee costituenti la
materia prima da trasformare;
- tale sfruttamento intensivo, unitamente ai rischi ecologici
connessi con la tipologia di produzione, che risultano ben noti
poiché la stessa classificazione produttiva è annoverata tra
quelle fortemente inquinanti, genera irreversibili danni
ambientali;
- in tutto il territorio interessato dall'iniziativa insistono
falde acquifere superficiali di rilevante importanza per gli
utilizzi civili ed irrigui che rischiano di essere eccessivamente
sfruttate per la produzione della materia prima e sottoposte ad un
rischio di inquinamento che ne provocherebbe l'inutilizzabilità
con grave pregiudizio per le comunità che vivono e lavorano su
quel territorio;
- l'obiettivo stabilito dagli organismi rappresentativi delle
comunità locali il 26 settembre 2003, nella seduta del Consiglio
Provinciale aperto, alla quale hanno preso parte i Sindaci, gli
Amministratori ed i Consiglieri dei Comuni della Provincia, è
stato quello di escludere in modo tassativo l'insediamento
industriale previsto;
- risulta prioritario ed irrinunciabile uno sviluppo economico
sostenibile rispetto alla corretta utilizzazione delle risorse
territoriali che in quell'area sono esclusivamente quelle del
turismo e di una agricoltura moderna orientata alle produzioni
biologiche ed all'agriturismo,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
e segnatamente
L'ASSESSORE PER IL TERRITORIO E L'AMBIENTE
a mantenere costantemente elevata l'attività di
sorveglianza sulla vicenda dell'insediamento industriale
della Bertolino S.p.A., utilizzando, ove dovesse essere
necessario, tutti gli strumenti che la legge prevede in
materia di tutela ambientale e di discrezionalità
urbanistica perché venga salvaguardato un territorio
ricco di storia e di tradizione e vocato ad uno sviluppo
economico più consono alle sue caratteristiche ambientali
come quello turistico.» (345)
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO. presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione . Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 346. Ne do lettura:
«L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- la paventata utilizzazione della Sicilia come sito alternativo
per il deposito di scorie nucleari non è né possibile né
pensabile;
- la linea di alcune forze politiche, rappresentative del Nord
Italia, tendono a trasformare il Sud del Paese, e specialmente la
Sicilia, nella pattumiera di Europa e di Italia va contrastata con
tutte le nostre ragioni e tutta la nostra determinazione;
- una Regione che punta le sue speranze di crescita sociale ed
economica sul turismo non può essere trasformata in un enorme
contenitore di sostanze radioattive,
IMPEGNA
IL GOVERNO DELLA REGIONE
a dichiarare il territorio regionale denuclearizzato
e precluso al transito e alla presenza, anche
transitoria, di materiali nucleari non prodotti sul
territorio regionale». (346)
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Onorevole Miccichè, lei non lo può illustrare
perchè lo ha presentato dopo la discussione generale.
MICCICHE'.Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHE'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, per
dichiarazione di voto io devo contestare la presa di
posizione del Presidente della regione che, senza avere
letto attentamente l'ordine del giorno, dice che è
contrario. Allora il Presidente ci deve dire se è
favorevole a che la nostra regione ospiti le scorie
nucleari prodotte in altre regioni. Allora se il Presidente
della regione sostiene questa tesi, evidentemente abbiamo
poco da dire e abbiamo molto da lottare contro questa sua
posizione e per rendere la Sicilia invece una regione
denuclearizzata. Se lei, signor Presidente, è dell'idea che
la nostra Sicilia possa ospitare le scorie nucleari del
resto dell'Italia, se ne assume le responsabilità.
FORGIONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io mi
pronuncio a favore di questo ordine del giorno e chiedo di
mettere all'ordine del giorno di una delle prossime sedute
la discussione di una mozione parlamentare sullo stesso
tema in modo da fare una discussione più approfondita al
riguardo di quanto non si possa fare con tale ordine del
giorno che comunque ritengo utile.
Come è noto la Sicilia e un paio di siti siciliani, anzi
tre, sono tra i diciotto siti credo scelti come possibili
pattumiere nucleari del nostro Paese. Io credo che un
Parlamento degno di questo nome non dovrebbe aspettare,
onorevole presidente Cuffaro, di trovarsi le popolazioni in
rivolta, come è successo a Scansano Ionio, con una
pressione popolare che costringerà, dovete saperlo, tutte
le istituzioni di questa regione a prendere una posizione.
E io che leggo i giornali, ho rilevato già la
preoccupazione dell'assessorato e dell'assessore al
territorio e all'ambiente su questo.
Un Parlamento e una politica sensibile su questi temi
sanno cogliere già quello che si muoverà nella coscienza
del proprio popolo. Allora io avrei un atteggiamento
diverso dal suo, onorevole Cuffaro; già pronunciandosi
contro questo ordine del giorno, lei non avvia un iter che
invece ci potrebbe essere favorevole nel momento in cui
assieme a tutte le popolazioni dovremmo assumere una
decisione, io spero che lei solo nella fretta prima ha
detto che è contrario a questo ordine del giorno. Ora
ascolterò.
Io ritengo e ho concluso, onorevole Presidente, che noi
già oggi poiché il governo nazionale ha diciotto mesi per
decidere, noi oggi dobbiamo far sapere al governo nazionale
cosa pensa la regione del suo territorio, e qual'è
l'orientamento, che il Parlamento e il Governo in sintonia
con quanto pensano le popolazioni interessate, già
esprimono un parere contrario alla possibile decisione di
localizzazione e di siti che possono ricevere le scorie
nucleari nel nostro Paese.
GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io
intervengo per dichiarare il sostegno a questo ordine del
giorno e a porre due questioni ben precise, non voglio
discutere più di tanto. La prima questione è che ci possa
essere una sorveglianza innanzitutto da parte
dell'assessorato del territorio e dell'ambiente per quanto
riguarda quella parte dei territori della Sicilia dove è
espressamente vietato per legge, parlo della legge 14 del
1988 che istituisce e regolamenta la vita nei parchi,
perché all'interno dei parchi è vietato esattamente quello
che viene detto in questo ordine del giorno, cioè il
deposito e il transito di materiale radioattivo, punto
primo.
Punto secondo: molti dei siti, cosiddetti siti di
salgemma che sono stati presi in considerazione, non da
ora, ma da oltre 20 anni, da parte del CNR prima, e poi
successivamente da parte di altri soggetti, per essere
individuati come siti vocati, prediletti per la locazione
di scorie nucleari, di scorie radioattive, sono per lo più,
erano proprietà anche dell'Ente minerario siciliano.
L'Ente minerario siciliano è ancora in capo a questa
Regione. Io invito l'Assessore all'industria a farsi
carico, attraverso l'Ente minerario siciliano, laddove
ancora è possibile, a verificare, anche qui che quei siti
non vengano oltrepassati, che quei siti non vengano
ulteriormente ispezionati da parte di forze esterne senza
l'autorizzazione della Regione e chiedo anche che il
Governo della Regione faccia una verifica da subito su
tutti i siti di salgemma, per andare a ispezionare
attraverso l'Arpa, attraverso gli organi tecnici che
ritiene opportuno, lo stato di questi siti, anche per
eliminare ogni dubbio circa il fatto che lì ci possono
essere stati nel tempo depositi e depositate anche scorie
radioattive scorie nucleari; ciò per la serenità e la
tranquillità dei siciliani. Quindi, io chiedo un impegno
preciso all'assessore per il territorio, per i parchi, e
all'assessore per l'industria, per i siti di salgemma.
CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente, il
Governo ribadisce con determinazione la contrarietà a un
semplice ordine del giorno, perché mi sento mortificato
come presidente dei siciliani nel vedermi proposto l'ordine
del giorno. Questo Parlamento deve fare una legge, quale
ordine del giorno, onorevole Miccichè
Il Governo presenterà una legge per dire che questo in
Sicilia non deve essere, per questo sono contrario
all'ordine del giorno, perché il Governo annuncia la
presentazione di un disegno di legge.
MICCICHE'. Io l'ho già presentato un disegno di legge,
onorevole Presidente, lei è in ritardo.
CUFFARO, presidente della Regione. Onorevole Miccichè, ma
lei non è il Governo.
Il Governo dichiara che è favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 346.
Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 347
dell'onorevole Moschetto. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE, assessore per l'agricoltura e le
foreste. Favorevole. Abbiamo approvato anche qua una legge,
Presidente, così come in precedenza vale l'assunto relativo
all'ordine del giorno dell'onorevole Moschetto.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n. 348
a firma dell'onorevole Leontini.
CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, presidente della Regione. Presente il Governo,
annuncia e si dichiara favorevole all'ordine del giorno. Il
Governo ritiene di dovere un ringraziamento ai presentatori
perché credo che essersi ricordati del centesimo
anniversario di un grande uomo come Giorgio La Pira e
ritenere che questa Sicilia si ricordi di questo
anniversario e prepari per questo evento opportune e dovute
manifestazioni, credo che, obiettivamente, sia una cosa
giusta.
Il Governo è favorevole e ringrazia chi ci ha fatto
ricordare un evento così importante.
PRESIDENTE. Col parere favorevole del Governo, pongo in
votazione l'ordine del giorno n. 348.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 349 a firma
dell'onorevole Incardona.
FORGIONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo la
parola perché sempre nello stesso fascicolo è presentato un
altro ordine del giorno a mia firma, su materia attinente,
anche se radicalmente diversa e, quindi, a questo punto,
vorrei intervenire sulla materia.
L'ordine del giorno dell'onorevole Incardona chiede la
ripubblicazione - dico ripubblicazione perché nella
passata legislatura fu pubblicato - di un opuscoletto che
pubblicizzava tutta la legislazione antimafia della nostra
Regione. Lo facemmo dopo l'unificazione di tutte le leggi
antimafia e l'approvazione in questa Aula del testo unico
della normativa antimafia.
Quindi, su questo ordine del giorno siamo d'accordo, è una
cosa che già questa Regione ha fatto, è utile, anche se
sarebbe utile, signor Presidente dell'Assemblea, che
l'Assemblea regionale, non dico la commissione - unifico i
tempi, lei mi dia doppio tempo, io sarò breve, per esporre
tutti e due gli ordini del giorno - piuttosto che
pubblicare la normativa dell'attuale legislazione in
materia, facesse una verifica dello stato di applicazione
delle stesse leggi nell'attuale legislazione, perché gran
parte di quella normativa è stata disattesa, non viene
applicata.
L'onorevole Granata mi guarda. Lo possiamo dire senza
offesa per nessuno, fu fortemente voluta dall'onorevole
Granata, Presidente, e da me, che fui relatore in questa
Aula.
Alcuni degli strumenti previsti in quella legge non sono
mai stati attivati. L'ufficio previsto, che doveva gestire
questa legge, ha cambiato, credo, quattro o cinque uffici
di competenza ed assessorati di riferimento. Insomma, non
ci troviamo in un momento felice.
Il mio ordine del giorno, invece, propone in modo, non
solo provocatorio, ma come elemento di riflessione a questa
Aula, lo scioglimento della commissione regionale
antimafia.
Intervengo per dichiarazione di voto. Proprio perché
proponiamo la pubblicazione della legge antimafia, dovremmo
ragionare sullo stato dell'attività antimafia di questa
Assemblea regionale, e per questo, sull'argomento, il mio
voto è molto problematico, signor Presidente.
Vorrei dire qui, solennemente, alcuni dati che mi sono
forniti dagli uffici. L'attuale commissione regionale
antimafia in questa legislatura, si è riunita....
INCARDONA. Onorevole Forgione, lei sta illustrando il suo
ordine del giorno.
FORGIONE. Onorevole Incardona, no, io sto facendo una
dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Onorevole Incardona, lo lasci dire a me quello
che va detto all'oratore che parla. Vede, il problema è
semplice. La distinzione tra illustrazione e dichiarazione
di voto è molto sottile. Se lei la conosce sostanzialmente
poi me la insegna, perché io non la conosco bene. La
differenza reale e sostanziale riguarda i tempi di
discussione: dieci minuti per una e cinque minuti per
l'altra. L'onorevole Forgione è tenuto ad attenersi a
cinque minuti se fa una dichiarazione di voto.
FORGIONE. Allora faccio una dichiarazione di voto. Spiego
perché voterò a favore di questo ordine del giorno ma è una
spiegazione ipocrita, dal mio punto di vista,
politicamente.
E' ipocrita perché, sono i dati ufficiali di questa
Assemblea: nell'attuale legislatura la Commissione
Antimafia si è riunita 25 volte. Una per l'elezione del
Presidente, e fanno 24; una in missione a Gela, e non si è
tenuta, e fanno 23; undici sedute sono andate deserte, e ne
rimangono dodici; due sono state impegnate per discutere
dell'onorevole Pellegrino; in dieci abbiamo discusso, o del
nulla o di indagini mai avviate e mai, come previsto
dall'atto costitutivo della Commissione Antimafia, concluse
con relazioni fornite in questa Aula.
L'Ufficio di Presidenza si è riunito 14 volte, di cui 9
volte in trasferta e in missione per conto di questa
Assemblea, fuori da Palermo.
Non abbiamo fornito una relazione annuale, come dice
l'atto costitutivo della Commissione Antimafia; abbiamo
annunciato l'apertura di inchieste, mai concluse come nella
passata legislatura, penso - onorevole Granata - alla
relazione sull'IRCAC o all'indagine sulla pubblica
amministrazione o all'indagine sull'Università, concluse
con relazioni fornite in questa Aula.
Questa Commissione è depotenziata come strumento di
intervento reale, non ha i poteri di indagine della
Commissione nazionale, onorevole Presidente. Non svolge
un'attività di trasparenza sulla pubblica amministrazione
perché l'onorevole Presidente, forse non sa, quella legge,
di cui abbiamo parlato ieri, sulla trasparenza della
pubblica amministrazione, che portava la firma di chi sta
parlando, ha sostituito molte delle competenze della
Commissione Antimafia che vengono trasferite alla
Commissione trasparenza della pubblica amministrazione, che
ha potere di indagine anche sulla pubblica amministrazione.
E quella legge nacque con parere unanime per fortuna, ma
purtroppo dopo un evento tragico, l'omicidio del dottor
Basile, e fu approvata all'unanimità da questa Aula.
Noi possiamo anche pubblicare la legislazione antimafia
ma, vede Presidente Lo Porto, quando un'istituzione
delicata come la Commissione Antimafia in Sicilia e non in
Trentino, viene così delegittimata nella sua credibilità,
quando sono riposte attese nel suo lavoro, che poi vengono
deluse tutte, perché un sindaco o un cittadino o uno che
deve difendersi da una violenza, su un piano regolatore
dovrebbero rivolgersi alla nostra Commissione? Perché lì
individua un grumo di interessi in collusione con la mafia;
perché dovrebbe rivolgersi a noi se questa istituzione è
totalmente delegittimata anche rispetto ai principi e ai
vincoli statutari, la relazione annuale, la conclusione di
ogni indagine con una relazione?
Qui si convoca una Commissione che va deserta anche perché
è delegittimata. Anche i parlamentari individuano in questo
una reale opportunità sia per i poteri che non ha, sia per
l'assenza di una volontà politica che la rende un'
istituzione credibile.
Per questo io sono favorevole a pubblicare il libricino
ma, come atto preventivo, dico: guardiamoci in faccia e
vediamo se dal punto di vista della lotta alla mafia queste
istituzioni sono credibili.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 349.
Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole rimanga seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 350. Il parere
del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole rimanga seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'ordine del giorno 351. Il parere del
Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'ordine del giorno 352. Il parere del
Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'ordine del giorno 353. Il parere del
Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'ordine del giorno 354. Il parere del
Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'ordine del giorno 355. Il parere del
Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, presidente della Regione. Il Governo è
assolutamente favorevole a questo ordine del giorno. Vorrei
ricordare che abbiamo già presentato un disegno di legge
approvato dalla Giunta di Governo che vuole rivedere anche
la normativa regionale esistente per potere inserire, tra
quelli che possono usufruire dei benefici che la norma
regionale, in atto, prevede, anche le vittime del dovere
fuori dal territorio nazionale perchè purtroppo nè la
normativa regionale, nè quella dello Stato prevedono che i
benefici delle due leggi (la nostra e quella statale)
possano essere usufruiti dai parenti delle vittime del
dovere fuori dal territorio nazionale.
Il disegno di legge è già stato approvato, chiedo al
Presidente dell'Assemblea e lo chiederò alla prima
conferenza dei capi gruppo che si possa, nella prima seduta
utile di questo Parlamento, mettere all'ordine del giorno
il disegno di legge per poterlo approvare.
Il Governo è favorevole all'ordine del giorno.
PRESIDENTE.. Pongo in votazione l'ordine del giorno 356.
Il parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
Nella finanziaria che abbiamo approvato ci sono anche una
serie di agevolazioni per quelli che non compreranno
farmaci griffati e che di conseguenza costano meno.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario
si alzii.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'ordine del giorno 357. Il parere del
Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'ordine del giorno 358. Il parere del
Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'ordine del giorno 359.
INCARDONA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
INCARDONA. Signor Presidente, onorevoli colleghi
intervengo sull'ordine del giorno a firma Forgione e altri,
in primo luogo per sottolineare che lo stesso
sottoscrittore sente il bisogno di esagerare e di parlare
addirittura delle istituzioni di questa commissione già da
tre anni quando ancora non sono compiuti i due.
Questo è significativo di una volontà che tende ad
esagerare, a mettere in evidenza fatti che in verità ancora
non sono nemmeno temporalmente accaduti.
L'onorevole Forgione poco fa parlava di un'indagine che si
deve avviare sullo stato di attuazione della legge n. 20
del 1999. Ebbene la Commissione già l'ha deliberata, ha
nominato un consulente, c'è un'indagine in corso, proprio
sullo stato di attuazione della legge n. 20 del 1999.
L'onorevole Forgione viene qui a dire che si dovrebbe fare
quest'indagine. Questo sta a significare e dimostra la
verità dei fatti: l'onorevole Forgione deserta
sistematicamente la Commissione, l'onorevole Forgione non
ha mai dato alcun contributo fattivo e costruttivo alla
lotta alla criminalità. Parla di temi solo per propaganda,
le poche volte che è venuto in Commissione è venuto
soltanto quando si trattava di fare processi eventuali di
piazza e sommari, per cercare di andare sistematicamente
sui giornali, per fare la polemica, perchè tutti sappiamo
che nel momento in cui c'è polemica i titoli dei giornali
sono molto più ampi, le colonne impegnate sono otto ..
(Interruzioni da parte dell'onorevole Forgione)
INCARDONA. Lei, onorevole Forgione, ancora deve
dimostrare a quest'Isola il suo impegno contro la mafia,
ebbene lei lo deve dimostrare ancora Se lei avesse avuto
l'onestà intellettuale di andare a vedere i verbali delle
sedute della Commissione avrebbe letto quali sono le
indagini che sono in corso, e avrebbe pure visto qual è
l'attività.
Lei pone un tema importante, però, in questa Assemblea e
cioè di verificare questa Commissione se occorre, tenuto
conto che della legge istitutiva del 1991, potenziarne i
poteri, se occorre mettere a disposizione della Commissione
invece nuovi mezzi, nuovi strumenti.
Personalmente per avere la disponibilità dei consulenti
che occorrono per fare determinate attività o indagini sono
passati più di un anno e mezzo. Allora bisogna
evidentemente semplificare alcune procedure per far sì che
questa Commissione possa lavorare meglio, per la mobilità
del Presidente che ha anche un obbligo di interfacciarsi
con il territorio. Ci sono stati problemi, addirittura per
la mobilità fisica del Presidente. Lei onorevole Forgione
non conosce, lei fa soltanto demagogia, come è suo
costume, tenta di denigrare il lavoro degli altri perchè
altrimenti cosa potrebbe fare, visto che non ha idee,
visto che non viene a proporre?
Apprezzabile, invece, è la posizione della Margherita di
questa Assemblea che ha giustamente posto un tema:
verificare, se occorre eventualmente modificare o invece
potenziare, rivedere la legislazione se occorre, quindi
verificare se ci sono le condizioni per svolgere un'azione
ancora più efficace e dico di più, caro onorevole Forgione.
Lei quando viene e cerca di fare dei processi sommari in
commissione evidentemente è perchè non interpreta bene ed
appunto lei dice che oramai la commissione regionale non
ha i poteri della nazionale.
Non li ha mai avuti perchè il nostro è un ordinamento
giuridico in cui l'ordinamento regionale è un ordinamento
autonomo rispetto a quello dello Stato ma in cui è
compreso, ed i poteri giudiziari sono riservati allo Stato
e quindi la Commissione regionale può certamente
collaborare con la Magistratura. Ma collaborare non
significa certamente invadere il campo di competenza della
magistratura stessa.
Lei quando viene in Commissione deve avere la bontà di
ascoltare gli altri, di fare esprimere loro la loro
opinione e non demagogicamente andare via, come ha fatto
l'ultima volta per andare sulla stampa
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, io non mi appassiono alle
polemiche personali, tuttavia penso che l'ordine giorno a
firma dell'onorevole Forgione ponga una questione che il
Parlamento deve affrontare.
A me dispiace che il presidente della Commissione
Antimafia subisca l'ordine del giorno come un attacco
personale, al suo ruolo, al ruolo della Commissione.
Da alcuni anni a questa parte ci siamo più volte
interrogati se il ruolo della Commissione Antimafia possa
rispondere in modo adeguato alle esigenze di indagine per
permettere all'Assemblea di avere una conoscenza opportuna
ed adeguata del fenomeno, soprattutto in relazione agli
intrecci che si possono avere con la pubblica
amministrazione.
Io sono da diversi anni componente della Commissione
Antimafia e la mia considerazione, da questo punto di
vista, è negativa. Nel senso che io penso che come si è
configurata la Commissione Antimafia per i poteri che essa
ha, per il fatto che non possa visionare comportamenti,
finisce con l'essere una Commissione che non esercita alcun
reale potere nella società siciliana.
In aggiunta c'è un limite nei comportamenti delle forze
politiche. Questo lo voglio dire.
Essendosi affermato un principio di carattere generale,
che io ritengo errato, che anche le commissioni di
controllo vengono assunte dalla Presidenza nei confronti
dei componenti della maggioranza, perché chi vince, vince
tutto, questo ha introdotto una ulteriore limitazione.
Perché sarebbe stato più logico , secondo me, affrontare
alcuni argomenti sulla base di un rapporto parlamentare più
corretto delegando: oggi siete voi, domani siamo noi, come
viene fatto per alcune commissioni,
Io pongo una questione vera che è il fatto che un
Parlamento dovrebbe contenere dentro di sè l'esigenza di
assicurare la direzione delle commissioni di controllo da
parte di parlamentari dell'opposizione. Questo
rideterminerebbe un equilibrio.
Allo stato dell'arte, signor Presidente, voglio muovere
una critica sostanziale alla natura della Commissione
Antimafia, per cui convengo sull'esigenza che il lavoro sin
qui svolto della Commissione Antimafia sia un lavoro
praticamente nullo.
Spero che l'onorevole Incardona non lo prenda come
critica, non me ne voglia, non c'è una critica personale
nei confronti del suo operato. C'è una critica della natura
della Commissione Antimafia.
Per cui io voto l'ordine del giorno, ma lo voto con
questo spirito, Presidente, con lo spirito di impegnare il
mio Gruppo, non so altri gruppi, a predisporre un nuovo
disegno di legge per ridefinire compiti e funzioni di una
commissione che oggi, in qualche modo, ha esaurito il suo
compito o che viene rinvigorita perché gli si danno poteri
aggiuntivi rispetto alla situazione nuova, oppure dobbiamo
prendere atto che forse è meglio scioglierla.
Stasera il dibattito è appena accennato. Tuttavia penso
che vada ripreso. Penso che ci debba essere una nuova
occasione nel Parlamento regionale, dopo la pausa delle
vacanze natalizie, in cui si possa mettere in discussione
un disegno di legge per rivedere la funzione della
Commissione Antimafia.
Intanto preannuncio il voto favorevole del mio Gruppo
all'ordine del giorno a firma dell'onorevole Forgione.
PRESIDENTE. Devo fare una precisazione di carattere
regolamentare. Così come è posto l'ordine del giorno
sarebbe improponibile perché non si può né invitare né
impegnare il Presidente dell'Assemblea su atti esecutivi.
Posso soltanto inserire questa proposta nell'ambito delle
funzioni programmatorie da sottoporre alla valutazione
della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,
poiché così com'é stata formulata, da parte mia, non
potrebbe essere posta all'ordine del giorno di una
Commissione di merito.
Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 360. Il parere
del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi é favorevole resti seduto; chi é contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 361, recante anche
la firma dell'onorevole Lo Giudice, trattasi di un refuso. Il
parere del Governo?
CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi é favorevole resti seduto; chi é contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento, pongo in
votazione la proposta di correzione 117.1: sopprimere le parole
"se é uomo tra i 18 e i 45 anni se è donna procede com'era".
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione la proposta di correzione 117.2: "agli
eventuali oneri derivanti dall'applicazione delle disposizioni di
cui al presente articolo si fa fronte con successivi specifici
provvedimenti legislativi .
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione la proposta di correzione 117.3.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione la delega alla Presidenza per il
coordinamento formale del testo, compresa l'eventuale apposizione
della clausola generale di salvaguardia comunitaria.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, sulla delega al coordinamento
voglio ribadire che l'emendamento approvato all'articolo 25,
riguardante la sovrintendenza del mare, va inteso come comma
aggiuntivo, era un comma 2 bis che poi diventerà comma 3.
Chiedo che si prenda atto di questo.
PRESIDENTE. Gli uffici ne prendano atto.
Votazione finale del disegno di legge Disposizioni
programmatiche
e finanziarie per l'anno 2004 (n. 692/A)
PRESIDENTE. Indico la votazione finale per scrutinio nominale del
disegno di legge "Disposizioni programmatiche e finanziarie per
l'anno 2004" n. 692/A.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme
il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(seguono le operazioni di voto)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione finale per
scrutinio nominale:
Presenti e votanti . . . . . . . . . 66
Maggioranza . . . . . . . . . . . . . 34
Favorevoli . . . . . . . . . . . . . . .50
Contrari . . . . . . . . . . . . . . . . .16
(L'Assemblea approva)
(L'onorevole Lo Curto dichiara di aver votato
favorevolmente)
Sospendo la seduta per consentire al Governo di approvare e
presentare all'Assemblea la Nota di variazioni al bilancio,
conseguente all'approvazione della finanziaria, e per consentire
alla Commissione Bilancio di esprimere il parere sulla nota di
variazioni presentata dal Governo.
La seduta è sospesa.
(La seduta, sospesa alle ore 00.36, è ripresa alle ore 00.46)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Invito l'Assessore per il bilancio e le finanze ad
esporre l'esito della riunione.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, a nome del Presidente della Regione e della Giunta
comunichiamo di avere approvato la Nota di variazioni e chiediamo
alla Commissione il parere favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione la Nota di variazioni con il
parere favorevole della Commissione Bilancio.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Votazione finale del disegno di legge Bilancio di previsione
della Regione siciliana per l'anno finanziario 2004 e bilancio
pluriennale per il triennio 2004-2006 (n. 693-737/A)
PRESIDENTE. Indìco la votazione finale per scrutinio nominale del
disegno di legge Bilancio di previsione della Regione siciliana
per l'anno finanziario 2004 e bilancio pluriennale per il triennio
2004-2006 (n. 693-737/A)
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme
il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(seguono le operazioni di voto)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione finale per
scrutinio nominale:
Presenti e votanti . . . . . . . . . 63
Maggioranza . . . . . . . . . . . . . 32
Favorevoli . . . . . . . . . . . . . . .49
Contrari . . . . . . . . . . . . . . . . .14
(L'Assemblea approva)
ACIERNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ho voluto
impegnare l'Assemblea in una dichiarazione di voto, però ritengo
doveroso intanto salutare il Segretario generale, dottor
Giuffrida, che per l'ultima sera ha accompagnato i lavori di
questa Aula.
(Applausi)
ACIERNO. Inoltre, vorrei ringraziare il dottor Di Gregorio e
tutti i funzionari della Commissione Bilancio per l'eccellente
lavoro documentale svolto che ha messo in condizioni la stessa
Commissione di portare in Aula, dopo tanti anni, nei termini
previsti dalla legge, la finanziaria e il bilancio.
CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CUFFARO, presidente della Regione. Onorevoli colleghi, vorrei
fare gli auguri di un sereno Natale a tutti i parlamentari e
funzionari dell'Assemblea regionale siciliana che hanno
contribuito all'approvazione dei disegni di legge.
E, soprattutto, signor Presidente, vorrei rivolgerle gli auguri e
ringraziarla per il sacrificio che ha fatto per portare fino in
fondo questo straordinario appuntamento, dando alla Sicilia un
augurio, per il nostro Parlamento, che l'anno nuovo possa essere
foriero di nuove iniziative parlamentari affinché questo stesso
Parlamento possa essere considerato per quello che è: un grande
Parlamento
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Presidente, naturalmente ricambio i
migliori auguri a tutto il Parlamento.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a lunedì 29 dicembre
2003, alle ore 17,30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
I - COMUNICAZIONI.
II - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:
N. 253 - Seguito della sentenza della Corte
Costituzionale n. 214 del 2003 in materia di
anticipato collocamento a riposo esteso al
personale degli enti locali, a firma degli
onorevoli Barbagallo, Genovese, Gurrieri, Tumino,
Vitrano, Zangara.
III - SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE
DELLA RUBRICA COOPERAZIONE, COMMERCIO, ARTIGIANATO E
PESCA .
La seduta è tolta alle ore 00,50 di sabato 20 dicembre 2003.
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 03.15 di sabato
20 dicembre 2003
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XIII LEGISLATURA
SEDUTA N. 179 DEL 19-20 DICEMBRE 2003
ALLEGATO:
EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE BILANCIO DI PREVISIONE DELLA REGIONE SICILIANA
PER L'ANNO FINANZIARIO 2004 E BILANCIO PLURIENNALE PER IL TRIENNIO
2004-2006 (693-737/A) E DISEGNO DI LEGGE DISPOSIZIONI
PROGRAMMATICHE E FINANZIARIE PER L'ANNO 2004 (692/A).
Emendamenti al disegno di legge Finanziaria
- All'Articolo 16
Subemendamento 16.2.1:
Alla lettera f) sostituire la parola Ente' con la parola
Fondazione'.
Emendamento 16.2:
Al comma 3 aggiungere la seguente lettera:
f) Ente orchestra sinfonica siciliana;
- All'Articolo 18
Emendamenti 18.1 e 18.3:
Dopo le parole o alle società' aggiungere le parole e alle
associazioni riconosciute aventi personalità giuridica'
- All'Articolo 20
Emendamento 20.3:
Aggiungere il seguente comma:
Una ulteriore quota del 2,5 per cento delle somme assegnate
annualmente ai comuni ai sensi dell'articolo 76, comma 1, della
legge regionale 26 marzo 2002, n. 2 è destinata ai comuni con
popolazione inferiore a 5.000 abitanti'.
Emendamento di riscrittura dell'articolo 26
Emendamento 26.69 G:
Sono soppressi i commi 1, 2, 3, 4, 5, 9, 10.
Sono aggiunti i seguenti commi:
1) Al comma 2 dell'articolo 32 della legge regionale 7 marzo
1997, n. 6 e successive modifiche ed integrazioni le parole:
introdotti con l'articolo 21 della presente legge sono
sostituite con le parole e successive modifiche ed integrazioni.
Detto parere può essere sottoposto a condizioni, il cui rispetto
viene verificato dall'Organo cui compete l'approvazione in via
amministrativa degli atti di cui al comma 1 .
2) Alla legge 16 aprile 2003, n. 4, sono apportate le seguenti
modifiche:
All'articolo 12 :
- al comma 1 le parole: entro trenta giorni dall'entrata in
vigore della presente legge sono sostituite dalle parole: entro
il 30 giugno 2004 e le parole: entro tre mesi dall'entrata in
vigore della presente legge sono sostituite dalle parole: entro
il trenta settembre 2004 ;
- dopo il comma 2 è inserito il seguente comma 2 bis: le
disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche ai soggetti in
possesso dei requisiti di cui al comma 2 i quali non hanno
ricevuto dal comune interessato la notifica di cui al medesimo
comma 2 ;
- al comma 3 le parole: sei mesi sono sostituite dalle
parole: diciotto mesi e le parole: dei commi 1 e 2 sono
sostituite dalle parole: dei commi 1, 2 e 2 bis ;
- al comma 4 le parole: di cui ai commi 1, 2 e 3 sono
sostituite dalla parole: di cui ai commi 1, 2, 2 bis e 3 ;
Le norme di cui ai commi 1, 2, 2 bis, 3 e 4 dell'articolo 12
della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, vanno interpretate
nel senso che esse si riferiscono alle sole edificazioni su
demanio civico e alle porzioni di terreni che costituiscono
esclusiva pertinenza delle edificazioni.
3) All'articolo 1 della legge regionale 3 maggio 2001, n.. 6 e
successive modifiche ed integrazioni sono apportate le seguenti
modifiche:
- gli importi di cui alle lettere a), b) e c) del comma 4 sono
sostituiti con il seguente 30 milioni e 400 mila euro ;
- alla fine del comma 4 è aggiunta la seguente lettera d)
realizzare infrastrutture primarie con interventi intersettoriali
per 12 milioni e 91 mila euro ;
4) All'articolo 1 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 e
successive modifiche ed integrazioni è aggiunto il seguente comma
4. Al fine di assicurare la funzionalità dell'ordinamento
finanziario e contabile ai tempi di attuazione della riforma
dell'organizzazione amministrativa e della dirigenza, gli enti
pubblici di cui al comma 1 che applicano le disposizioni del
regolamento di contabilità approvato con il D.P.R. 18 dicembre
1979, n.696, continuano ad osservare detta normativa per
l'esercizio 2004.
5) All'articolo 1 della legge regionale 7 ottobre 1950, n. 75,
dopo le parole in atto esistenti sono aggiunte le parole
compresi gli enti istituzionali, pubblici e privati, che svolgono
attività di promozione e diffusione delle produzioni regionali,
nazionali ed estere.
6) La lettera c) del comma 2 dell'articolo 3 della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10, come modificata dall'articolo 52
della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6, è sostituita dalla
seguente: C) all'eventuale rifinanziamento, per non più di un
anno, di spese in conto capitale autorizzate da norme vigenti e
per le quali nel precedente esercizio sia previsto uno
stanziamento di competenza .
7) All'articolo 22 della legge regionale 1 settembre 1993, n. 25
e successive modifiche ed integrazioni è aggiunto il seguente
comma: 3 bis. I soggetti ammessi a finanziamento di cui al comma
3 sono autorizzati a rinegoziare con gli Istituti bancari
convenzionati concedenti i mutui agevolati tutte le relative
condizioni portando, anche in diretta deduzione, dall'importo di
mutuo concesso, l'intero contributo in conto interessi
attualizzato erogato agli stessi istituti dalla Presidenza della
regione. Gli oneri a conguaglio eventualmente connessi a tali
modifiche sono in ogni caso e interamente a carico del soggetto
ammesso a finanziamento .
8) Al comma 4 dell'articolo 97 delle legge regionale 23 dicembre
2000, n. 32, dopo le parole fondi rischi separati aggiungere le
seguenti parole Nel caso in cui i Consorzi Fidi siano costituiti
da imprese in forma cooperativa essi potranno associare imprese
operanti anche in settori diversi da quelli previsti dalla legge
regionale 18 luglio 1974, n. 22, e successive modifiche ed
integrazioni, dalla legge regionale 6 maggio 1981, n. 96, dalla
legge regionale 23 maggio 1991, n. 34, dalla legge regionale 28
marzo 1995, n. 23, e successive modifiche ed integrazioni,
dall'articolo 3 della legge regionale 18 maggio 1996, n. 33. In
tal caso gli statuti devono obbligatoriamente prevedere la
costituzione di un apposito fondo rischi separato specificatamente
riservato alle imprese dei settori non agevolabili.
Emendamenti aggiuntivi
Emendamento 26.68:
All'articolo 3 è aggiunto il seguente comma:
- '10. A valere sulle entrate derivanti dall'applicazione del
presente articolo, l'Assessorato Bilancio e Finanze provvede ad
effettuare un'apposita campagna di informazione a servizio del
cittadino per far conoscere le modalità della definizione
agevolata delle violazioni commesse in materia di tasse sulle
concessioni regionali.'
Subemendamento 8.1.1:
Art.
Riproduzione di somme eliminate per perenzione
Le somme eliminate per perenzione amministrativa nell'esercizio
finanziario 2003 ed impegnate per le finalità di cui
all'articolo 13 della legge regionale 16 maggio 1978, n. 8
all'articolo 21 della legge regionale 17 maggio 1984, n. 31 ed
agli articoli 1 e 4 della legge regionale 28 marzo 1986, n. 18
sono riprodotte in bilancio d'ufficio dalla competente
Ragioneria centrale, all'atto dell'emissione dei relativi titoli
di spesa.'
Emendamento aggiuntivo 8.1 G:
All'articolo 8 sono aggiunti i seguenti commi:
4. Entro il bimestre successivo alla chiusura dell'esercizio
finanziario 2003, la Direzione Regionale delle entrate provvede a
trasmettere al Dipartimento regionale finanze e credito l'elenco
delle somme non riscosse derivanti dalla definizione dei carichi
di ruolo pregressi previste dall'articolo 12 della legge 27
dicembre 2002, n. 289 e successive modifiche ed integrazioni,
nonché quelle derivanti dall'articolo 60 del D.lgs. 13 aprile
1999, n. 112 e dall'articolo 79 della legge 21 novembre 2000, n.
342 e successive modifiche ed integrazioni, considerate di
difficile e/o dubbia esazione.
5. L'Agenzia delle Entrate può acquisire i dati di cui al comma
precedente, che costituiscono valido titolo per opportune
rettifiche contabili, anche direttamente dal Concessionario. Il
Concessionario continua le operazioni di riscossione fino
all'emissione del formale provvedimento di discarico a cura
dell'Ufficio competente.
6. Le somme non riscosse di cui al comma 1, in quanto si devono
ritenere comprese tra i residui attivi, sono eliminate, con
contestuale riduzione del fondo di cui all'articolo 3 della legge
regionale 26 ottobre 2001, n. 15, anche in più esercizi, con
decreto del Dirigente generale del Dipartimento finanze e credito;
copia di detto decreto è allegata al rendiconto generale della
Regione siciliana.
7. Le somme eliminate dal conto del bilancio vengono iscritte in
apposita posta del conto del patrimonio fino alla formale
comunicazione di discarico da parte degli uffici competenti.
8. Qualora a fronte delle somme eliminate sussistano crediti, si
provvede al loro accertamento con imputazione al conto della
competenza dei pertinenti capitoli di entrata nell'esercizio in
cui si verifica la riscossione.
Si omette in questa sede il testo dell'emendamento TF' del
Governo sostitutivo delle tabelle allegate al disegno di legge
finanziaria.
Emendamenti ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento
- All'articolo 11
Emendamento 117.1:
Al comma 2 sopprimere le parole se uomo, e tra i 18 e i 45
anni, se donna'.
- All'articolo 12
Emendamento 117.2:
Aggiungere il seguente comma:
4. Agli eventuali oneri derivanti dall'applicazione delle
disposizioni di cui al presente articolo si fa fronte con
successivi specifici provvedimenti legislativi da emanarsi
dopo la definizione positiva del procedimento di controllo
comunitario'.
Emendamento 117.3:
All'emendamento 12.3, con subemendamento 12.3.1 e subemendamento
12.3.2, è aggiunto il seguente comma:
Agli eventuali oneri derivanti dall'applicazione delle
disposizioni di cui al presente articolo si fa fronte con
successivi specifici provvedimenti legislativi da emanarsi dopo
la definizione positiva del procedimento di controllo
comunitario'.