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Resoconto d'Aula della Seduta n. 179 di venerdì 19 dicembre 2003
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   Presidenza del presidente Lo Porto


   BURGARETTA  APARO   segretario, dà lettura del  processo  verbale
  della  seduta  precedente,  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si
  intende approvato.

   PRESIDENTE.    Si    passa   al   punto   I    dell'ordine    del
  giorno:Comunicazioni.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

       PRESIDENTE.   Comunico  che  sono  stati   presentati   i
     seguenti disegni di legge:

      -      Modifica  di  norme in materia  di  decentramento
        amministrativo  (n. 746)
  -    d'iniziativa parlamentare
  -   presentato dagli onorevoli Ardizzone, Beninati, Formica,
  Baldari, Panarello, Genovese, Formica in data 17 dicembre 2003

      -    Norme urgenti per la protezione della popolazione e del
        territorio della Regione siciliana  (n. 747)
  -   d'iniziativa parlamentare
  -   presentato dagli onorevoli Barbagallo, Ortisi, e Liotta in
  data 18 dicembre 2003.

       Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

       PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Basile, in  data  18
     dicembre  2003, ha chiesto di apporre la propria  firma  al
     disegno  di  legge  n.  631   Misure  urgenti  in  tema  di
     contenimento  dell'inquinamento luminoso per  il  risparmio
     energetico  nelle illuminazioni esterne  e  per  la  tutela
     dell'attività svolta dagli osservatori astronomici .

                     Comunicazione di pareri resi

       PRESIDENTE.  Comunico  i  seguenti  pareri   resi   dalla
     competente  Commissione legislativa  Ambiente e  Territorio
     (IV).
      -
  -    Piano di propaganda turistica 2004  (n. 207/IV)
  -   reso in data 16 dicembre 2003
  -   trasmesso in data 17 dicembre 2003

      -    Comune di San Pier Niceto (ME) - Delibera di G.M. n. 65
        dell'11 luglio 2003 - Richiesta autorizzazione di riserva alloggi
        di cui al D.P.R. n. 1035/72, art. 10  (n. 209)
  -   reso in data 16 dicembre 2003
  -   trasmesso in data 17 dicembre 2003

      -    Addendum all'APQ risorse idriche per il settore depurativo
        fognario e del riuso  (n. 236/IV-UE-II)
  -   reso in data 18 dicembre 2003
  -   trasmesso in data 18 dicembre 2003

                      Annunzio di interrogazioni

       PRESIDENTE.   Comunico  che  sono  state  presentate   le
     seguenti interrogazioni con richiesta di risposta orale:

      -   n. 1454 - Iniziative per dare attuazione alla sospensione
        contributiva e tributaria in favore dei soggetti residenti nei
        comuni colpiti dalle eruzioni dell'Etna.
  -   Presidente Regione
  -   Assessore Bilancio
  -   Firmatario: Raiti Salvatore;

      -    n.  1456 - Notizie sulle modalità di costituzione della
        Commissione, prevista dall'articolo 5 della legge n. 178 del 1976,
        presso il Consiglio Comunale di Partanna (TP).
  -   Assessore Famiglia
  -   Firmatario: Ferro Giovanni;

       Le   interrogazioni  testè  annunziate  saranno  iscritte
     all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
       Comunico   che   sono   state  presentate   le   seguenti
     interrogazioni con richiesta di risposta scritta:

      -   n. 1455 - Interventi per il ripristino della vivibilità negli
        edifici di via Sardegna a Catania.
  -   Assessore Famiglia
  -   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
  Giuseppe.

      -   n. 1457 - Notizie in ordine all'applicazione delle procedure
        di mobilità ex art. 34 della legge n. 289 del 2002.
         Presidente Regione
      -   Assessore Sanità
  -   Firmatario: Tumino Carmelo;

      -   n. 1458 - Notizie in ordine alla centralizzazione del servizio
        produzione  di sacche nutrizionali parentali  e  richiesta
        d'ispezione.
         Presidente  Regione
      -   Assessore Sanità
  -   Firmatario: Basile Giuseppe;

      -   n. 1459 - Notizie sui ritardi nelle opere di completamento del
        centro di diagnosi e cura per la riabilitazione dei medullolesi
        spinali  Villa delle ginestre' di Palermo.
  -   Presidente  Regione
  -   Assessore Sanità
  -   Firmatario: Zangara Andrea.

       Le   interrogazioni  testè  annunziate  sono  state   già
     inviate al Governo.

                       Annunzio di interpellanza

       PRESIDENTE.  Comunico che è stata presentata la  seguente
     interpellanza:

      -    N. 154 - Rideterminazione delle rette in residenze sanitarie
        per anziani non autosufficienti e disabili in ottemperanza
        all'ordinanza del TAR di Catania.
  -   Assessore Sanità
       Firmatario: Barbagallo Giovanni.

       Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza  che  il
     Governo  abbia  respinto  l'interpellanza  o  abbia   fatto
     conoscere    il   giorno   in   cui   intende    trattarla,
     l'interpellanza stessa sarà iscritta all'ordine del  giorno
     per essere svolta al proprio turno.

                          Annunzio di mozione

       PRESIDENTE.  Comunico che è stata presentata la  seguente
     mozione:

      -   N. 253 - Seguito della sentenza della Corte costituzionale n.
        314 del 2003 in materia di anticipato collocamento a riposo esteso
        al personale degli enti locali.
  -   Barbagallo Giovanni; Genovese Francantonio; Gurrieri
  -   Sebastiano; Tumino Carmelo; Vitrano Gaspare; Zangara Andrea
        Presentata il 17/12/03

       Dispongo  che la mozione predetta venga posta  all'ordine
     del  giorno della seduta successiva perché se ne  determini
     la data di discussione.

       Avverto,  ai  sensi  dell'articolo  127,  comma  9,   del
     Regolamento  interno  che  nel  corso  della  seduta  potrà
     procedersi a votazioni mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Lo Porto


       Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
     finanziario 2004 e bilancio pluriennale per il triennio 2004-
      2006  (numero  693-737/A) e  Disposizioni programmatiche e
              finanziarie per l'anno 2004  (numero 692/A)

       PRESIDENTE.   Si  passa  al  punto  II  dell'ordine   del
     giorno: Discussione di disegni di legge.
       Si  procede  al  seguito della discussione congiunta  dei
     disegni  di  legge  nn. 693-737/A «Bilancio  di  previsione
     della  Regione  siciliana  per l'anno  finanziario  2004  e
     bilancio  pluriennale per il triennio 2004-2006»  e  numero
     692/A «Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno
     2004».
       Ricordo  che  la  discussione si  era  interrotta,  nella
     seduta  n. 178 del 18-19 dicembre 2003, dopo l'approvazione
     dell'articolo 17 del disegno di legge finanziaria.
       Si  riprende  l'esame  dell'articolo 16,  precedentemente
     accantonato.
       Comunico   che   sono   stati   presentati   i   seguenti
     emendamenti:

       - dal Governo: G 16.2;
       - dalla Commissione: 16.2.1 all'emendamento G 16.2;
       - dall'onorevole Miccichè: 16.1.

       L'emendamento  16.1  decade  per  assenza  dall'Aula  del
     firmatario.

       Si   passa   al  subemendamento  16.2.1.  Lo   pongo   in
     votazione. Il parere del Governo?

   CASTIGLIONE, vicepresidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo  in  votazione l'emendamento   G  16.2,  nel  testo
     risultante.
   Il parere della Commissione?

   SAVONA, Presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si    riprende    l'esame   dell'articolo   18,   precedentemente
  accantonato.
   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   dall'onorevole Forgione: 18.2;
   dall'onorevole Fleres: 18.1;
   dall'onorevole Fleres ed altri: 18.3.

   L'emendamento 18.2 decade per assenza dall'Aula dei firmatari.
   Pongo in votazione congiuntamente gli emendamenti 18.1 e 18.3, di
  identico contenuto.
   Il parere del Governo?

   CASTIGLIONE, vicepresidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,   vicepresidente   della  Commissione   e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                           (Sono approvati)

   Pongo in votazione l'articolo 18, nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si    riprende    l'esame   dell'articolo   20,   precedentemente
  accantonato.
   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   dall'onorevole Acierno: 20.1;
   dall'onorevole Papania: 20.2;
   dagli onorevoli Formica ed altri: 20.3;
   dagli onorevoli Giannopolo e Speziale:  20.4.
   Comunico,  altresì,  che  da parte degli onorevoli  Giannopolo  e
  Speziale,  è stato presentato l'emendamento A.145, vertente  sulla
  stessa materia dell'articolo 20.

   Gli  emendamenti 20.1 e 20.2 decadono per assenza  dall'Aula  dei
  firmatari.
   Pongo in votazione l'emendamento 20.3. Il parere del Governo?

   CASTIGLIONE, vicepresidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,   vicepresidente   della  Commissione   e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Gli  emendamenti 20.4  e A.145 decadono per assenza dall'Aula dei
  firmatari.
   Pongo in votazione l'articolo 20, nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 21, precedentemente accantonato.
   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   dall'onorevole Lo Monte, Fleres e Formica: 21.2.
   dall'onorevole Raiti e Speziale: A.155.

   Pongo in votazione l'emendamento 21.2. Il parere del Governo?

   CASTIGLIONE, vicepresidente del Governo. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, vicepresidente e relatore di maggioranza. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi; chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   Comunico   che  l'emendamento  A.155  decade  per   assenza   dei
  firmatari.
   Pongo  in  votazione l'articolo 21, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'articolo 26. Ne do lettura:

                             «Articolo 26
                   Abrogazione e modifiche di norme

   1.  La lettera b) dell'articolo 1 della legge regionale 20 aprile
  1976, n. 40, è sostituita dalla seguente:

   'b)  all'acquisto di attrezzature audiovisive ed informatiche  da
  destinare   alle  scuole  di  cui  alla  precedente  lettera   a),
  limitatamente ai comuni con popolazione non superiore ai  50  mila
  abitanti,  mediante  concessione  di  contributi  in  misura   non
  inferiore al 90 per cento'.

   2.  L'articolo 12 della legge regionale 7 agosto 1990,  n.  33  è
  abrogato.

   3.  All'articolo 26 della legge regionale 1 settembre 1993, n. 25
  e  successive  modifiche ed integrazioni è  aggiunto  il  seguente
  comma:

   '3  bis. Le imprese possono richiedere che le agevolazioni di cui
  al presente articolo siano concesse secondo la regola 'de minimis'
  così  come  definita dal regolamento CE 69/2001 della  Commissione
  europea del 12 gennaio 2001.

   4.  Al comma 3 dell'articolo 29 della legge 11 febbraio 1994,  n.
  109,  come  sostituito dall'articolo 23 della  legge  regionale  2
  agosto   2002,   n.  7,  le  parole  'e  su  un  periodico   edito
  dall'Assemblea  regionale  o dalla Fondazione  Federico  II'  sono
  soppresse.

   5.  All'articolo 1 della legge regionale 3 luglio 2000, n. 13,  è
  aggiunto il seguente comma:

   '1  bis. Il consorzio di bonifica n. 8 di Ragusa è autorizzato  a
  trasferire a titolo gratuito al comune di Santa Croce Camerina  la
  proprietà, le strutture e l'area di pertinenza facenti  parte  del
  Capo  Boario  realizzato dal consorzio stesso  in  contrada  Costa
  degli Archi in territorio di Santa Croce Camerina.'.

   6. All'articolo 11 della legge regionale 23 dicembre 2002, n. 23,
  sono apportate le seguenti modifiche:

   a)  al  comma 1 dopo le parole 'la spesa di 30 milioni  di  euro'
  sono  aggiunte  le parole 'e per l'esercizio finanziario  2004  la
  spesa  di  15  milioni di euro', dopo le parole 'da  iscrivere'  è
  aggiunta  la  parola 'rispettivamente', dopo le  parole  'capitolo
  516017' sono aggiunte le parole 'e capitolo 516020';

   b) al comma 3 dopo le parole 'di cui al comma 1' sono aggiunte le
  parole  'nonché,  per far fronte all'esecuzione di  interventi  di
  manutenzione straordinaria sulle reti irrigue a valle delle  dighe
  dell'ESA  a cui vengono trasferiti, limitatamente a tale attività,
  dei  poteri derogatori previsti dalle ordinanze statali di cui  al
  comma 1.';

   c)  al  comma  4 dopo le parole 'si fa fronte' sono  aggiunte  le
  parole  'per  l'esercizio finanziario 2002' e dopo le  parole  '31
  dicembre   1998'  sono  aggiunte  le  parole  'e  per  l'esercizio
  finanziario  2004 con una quota delle risorse di cui  al  comma  4
  dell'articolo 4 della legge regionale 3 dicembre 2003, n. 20'.

   7.  Il  comma 2 dell'articolo 10 della legge regionale 16  aprile
  2003, n. 4, è soppresso.

   8. All'articolo 38 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4,  è
  aggiunto il seguente comma:

   '3.  A  valere  sulle  risorse  già trasferite  dallo  Stato  per
  l'attuazione degli interventi previsti dal programma triennale  di
  sviluppo del Mezzogiorno 1990-1992, trova applicazione il disposto
  dell'articolo  8  del decreto del Ministro dell'economia  e  delle
  finanze del 3 ottobre 2002.

   9.  Il  comma 2 dell'articolo 55 della legge regionale 16  aprile
  2003, n. 4, è abrogato.

   10. L'articolo 33 della legge regionale 3 dicembre 2003, n. 20, è
  abrogato.

   11.  Al comma 2 dell'articolo 70 della legge regionale 3 dicembre
  2003, n. 20, dopo le parole 'ed in 177.088 migliaia di euro'  sono
  aggiunte  le  parole  'da  iscrivere in  bilancio  in  due  o  più
  soluzioni'.»

   Comunico  che  sono  stati presentati   dal  Governo  i  seguenti
  emendamenti:
   G 26.68, G 8.1 e il subemendamento 8.1.1 all'emendamento G 8.1.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento  G  26.68.  Il  parere  della
  Commissione?

   SAVONA, vicepresidente e relatore di maggioranza. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  subemendamento  8.1.1.  Lo  pongo  in
  votazione. Il parere della Commissione?

   SAVONA   ,   vicepresidente  della  Commissione  e  relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Onorevoli   colleghi,  l'emendamento  G8.1   è   l'ultimo   degli
  accantonati;   però  c'è  l'esigenza  di  accelerare   i   lavori.
  Proporrei, pertanto, di esaminarlo.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE.  Signor  Presidente, eravamo rimasti d'accordo  che  si
  sarebbe  proceduto con l'articolo 26; desidero sapere quanti  sono
  gli  emendamenti  accantonati, coerenti con il testo.  E'  rimasto
  soltanto questo, oppure ve ne sono altri?

   PRESIDENTE.  Soltanto questo, onorevole Speziale. Poi,  passeremo
  al dibattuto articolo 26.

   SPEZIALE. Signor Presidente, avevo presentato un emendamento  che
  riguardava i fondi ex articolo 38, vorrei conoscerne la sorte.

   PRESIDENTE.  Probabilmente,  si  trova  tra  gli  aggiuntivi  che
  tratteremo successivamente.

   CASTIGLIONE, vicepresidente della Regione. E' già stato trattato

   PRESIDENTE. Onorevole Castiglione, gli emendamenti dell'onorevole
  Speziale sono fra gli articoli aggiuntivi.

   SPEZIALE. Abbiamo così un quadro più chiaro. Per quanto  riguarda
  questo  emendamento,  ieri  era sorto un  problema  circa  la  sua
  complessità.  Il  Governo  ha tentato di fornire  un  chiarimento,
  tuttavia l'Aula non mi è sembrata convinta.
   Se il Governo ritiene che ci sia un'urgenza inderogabile e l'Aula
  volesse votare per fede nei confronti del Governo, lo faccia pure;
  ritengo però si tratti di un emendamento talmente complesso per il
  quale  dovrebbe farsi un richiamo ufficiale all'Esecutivo.  Non  è
  possibile, infatti,  che in corso di esame di una legge complessa,
  come   la  finanziaria,  il  Governo  presenti  un  articolo  così
  complesso  e  di  difficile lettura, e che,  peraltro,   si  debba
  approvare con un solo emendamento.
   Se il Governo vuole mettere mano a manovre consistenti, lo faccia
  pure   in fase di preparazione della legge finanziaria, non  certo
  in  corso d'opera, all'ultimo istante, con la presentazione di  un
  emendamento. E mi riferisco al subemendamento 8.1.4.

   PRESIDENTE. L'emendamento G8.1 è accantonato.
   Onorevoli  colleghi, poiché sono in corso riunioni  per  definire
  ulteriormente il testo, riterrei opportuno rinviare  la  seduta  o
  alle ore 13.00 o nel primo pomeriggio.

   LO GIUDICE. Così roviniamo il Natale a tutti

   PRESIDENTE.  Sarà pure come sostiene lei, onorevole  Lo  Giudice,
  d'altra  parte, ogni tanto, per l'interesse della Sicilia  si  può
  rovinare qualcosa
   Onorevoli colleghi, sospendo la seduta, avvertendo che riprenderà
  alle ore 15.00.

        (La seduta, sospesa alle ore 12.35, è ripresa alle ore
                                18.53)

   La seduta è ripresa
   Onorevoli  colleghi, comunico che è stato presentato dal  Governo
  l'emendamento 26.69G modificativo dell'articolo 26.

    PAGANO   assessore  per  il bilancio e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare per illustrare l'emendamento.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PAGANO    assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, si tratta di una norma  di  natura
  estremamente  tecnica,  senza alcuna   valenza  politica.  Invito,
  pertanto,  l'Assemblea  ad  esaminare  uno  ad  uno  gli  articoli
  ponendomi,  se  è  il caso, delle domande, Ritengo,  infatti,  che
  l'emendamento  presenti una disarticolazione che non  consente  un
  commento  coordinato.  Considerato  che  è  stato  coordinato   in
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,  ritengo  che,
  forse, sarebbe più opportuno che venisse esaminato e poi, se è  il
  caso, discusso.

    MICCICHE'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non voglio far
  polemica,  tuttavia, vorrei capire cosa stiamo trattando.  Non  ho
  partecipato alla Conferenza dei Capigruppo e non ho avuto  neanche
  la  possibilità di consultarmi con il mio collega  di  Gruppo  per
  sapere  di  che cosa si è parlato, visto che questo emendamento  è
  stato discusso nella Conferenza dei Capigruppo.
   Ho  potuto  dare  solo  un'occhiata veloce e  credo  che  neanche
  l'Assessore - forse per questioni di stanchezza o per altri motivi
  -  sia  stato  nelle condizioni di spiegarci di  che  cosa  tratta
  questo  emendamento.  Non  per  fare polemica  inutile,  onorevole
  Assessore, ma nell'articolo precedente lei ha fatto una   proposta
  di  soppressione e  io avevo presentato un emendamento  aggiuntivo
  all'articolo che in nessun caso comportava spese.
   Onorevole Assessore, una volta tanto mi ascolti  Non dico sempre,
  perché io non ho il piacere di parlare con lei dalla mattina  alla
  sera.  Sono qui per votare un emendamento, per votare un articolo;
  vorrei  vederla, una volta tanto, alzarsi e spiegarci di che  cosa
  si tratta.
   Questo  atteggiamento  di superficialità lo  può  avere  nel  suo
  partito,  nella sua Giunta, ma quando c'è un deputato  che  chiede
  una  spiegazione su un  argomento e vuole sapere di  che  cosa  si
  parla,  lei deve ascoltarlo  Se non è in grado di fare questo,  se
  ne vada  Si dimetta
   Non  è  possibile,  sono veramente indignato: da  diversi  giorni
  cerco   di   parlare   con  l'Assessore  sia   pubblicamente   che
  privatamente. Vi è un problema,  vi sono degli emendamenti  e  con
  argomenti  posti  anche da questa tribuna   ho  detto:   "C'è  una
  proposta  emendativa che serve a far risparmiare  le  casse  della
  Regione", ma lei non solo non mi dà ascolto, non solo non risponde
  ma, con aria di sufficienza, non dà neanche ascolto e non risponde
  ai quesiti dei deputati. E' una vergogna, signor Assessore, lei si
  deve dimettere
   Lei  sa  di  cosa sto parlando e non si tratta di  una  questione
  personale. Se non è capace si dimetta  Se non capisce il  problema
  se lo faccia spiegare dai suoi collaboratori
    Un po' di modestia, un po' di umanità non fa male

    PAGANO   assessore  per  il bilancio e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PAGANO    assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.   Signor
  Presidente, capisco che dopo tanti giorni siamo tutti  nervosi;  è
  normale,  comprensibile, ci siamo passati  e  ci  passeremo  tutti
  perché a turno funziona sempre così.
   Però, l'onorevole Micciché  scambia lucciole per lanterne' perché
  abbiamo  già parlato di questo problema. Ricordo perfettamente  il
  giorno  in cui, nell'atrio del nostro Palazzo,  manifestai la  mia
  non  adesione  alle  sue  tesi che sono sicuramente  condivisibili
  sotto  un profilo del pathos, della verve, del sentimento politico
  ma,  certamente,  non  condiviso da un punto  di  vista  politico:
  perché,  secondo questa tesi, dissi che noi dovremmo non  comprare
  software - che certamente ha delle prerogative di mercato e che  è
  richiesto secondo le regole del mercato stesso dai nostri uffici -
  e dovremmo piuttosto rivolgerci al mercato libero.
   Le  dissi  pure,  onorevole,  che  questo  non  era  tecnicamente
  possibile e, comunque, in generale, non era un'operazione semplice
  e certamente non condivisa.
   Pensavo  che  questo  fosse  sufficiente.  Mi  rendo  conto  che,
  evidentemente,  lo  avrà  dimenticato: capisco  la  stanchezza  e,
  quindi, siamo tutti comprensivi, l'uno con l'altro.
   Allora, mi scuso con lei se non sono stato all'altezza di  quelle
  che  sono  le sue esigenze, però, purtroppo, rimane valido  quello
  che le ho detto nell'atrio del Palazzo.
   Glielo   sto   ribadendo   con  grande   serenità,   con   grande
  tranquillità, il Governo è contrario.
   Pensavo che quanto avessi detto fosse sufficiente. Mi rendo conto
  che  ciò  non  è  stato sufficiente e, quindi, lo ribadisco  oggi,
  spero, per l'ultima volta.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Pagano, la  ringrazio  per  l'intervento.
  Devo,  però, comunque delle spiegazioni all'onorevole Micciché  il
  quale  ha  un  Capogruppo al quale chiedere le delucidazioni  che,
  solo  questi,  potrebbe fornirgli in ordine ad una Conferenza  dei
  Capigruppo.

   MICCICHE'. Non ho avuto il tempo, signor Presidente

   PRESIDENTE.  Ma io non ho alcuna difficoltà a riassumerle  quello
  che  è  accaduto oggi pomeriggio. Il tempo che non  ha  avuto  per
  chiederlo al suo, sta trovandolo chiedendolo, in pratica a me.  Ed
  io mi presto a darle una sommaria informazione.
   Nella  Conferenza dei Capigruppo - tenuta come doveroso nel corso
  di  oggi  pomeriggio per disciplinare la tornata finale di  questa
  sessione  parlamentare - si è stabilito che, intorno  all'articolo
  26, essendoci una notevolissima pioggia di emendamenti, oltre 120,
  che  avrebbero  determinato un dibattito assai lungo  rispetto  ai
  tempi   prefissati  di  questa  notte,   alla  fine  -  le   posso
  assicurare,  dopo  un  dibattito  molto  intenso  al  quale  hanno
  partecipato  tutti, compresi i Capigruppo della sua area  -  si  è
  deciso  di invitare il Governo a ritirare l'articolo 26  come  era
  stato presentato ed esitato dalla Commissione ed a presentare  una
  riscritturazione  che viene così epurata di tutte  le  parti,  per
  così   dire   politiche.  Ciò  al  fine  di   limitarsi   ad   una
  riscritturazione   delle  parti  esclusivamente   tecniche,   cioè
  assolutamente necessarie per poter andare avanti.
   Questo è il documento che le stiamo sottoponendo. A questo punto,
  lei  ha  di  fronte  un  emendamento  tecnico  che  può  giudicare
  opportunamente di conseguenza.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  vedo  che  il
  Governo,  in gran parte dell'emendamento, ha tenuto fede a  quanto
  stabilito.
   Tuttavia,  c'è  un  punto  che non mi  è  chiaro  e  che  vorrei,
  pertanto,  venisse  chiarito,  anche  perché  stavo  cercando   di
  consultare la norma di riferimento, allorquando, al comma tre,  si
  dice  che  "il Presidente della Regione è autorizzato a finanziare
  un  programma  di interventi di cui alla lettera d)  dell'articolo
  137  della  legge 23 dicembre 2000, n. 388 . Immagino si riferisca
  alla  finanziaria nazionale del 2000. Quindi, inviterei il Governo
  a fornire un chiarimento perché vorrei capire il carattere tecnico
  di  questa  norma, visto che non ci è stato detto nel corso  della
  riunione dei Capigruppo.
   Altro  aspetto  si  riferisce al fatto che  manca  l'altra  norma
  tecnica  che  era  stata  suggerita, quella sulla  meccanizzazione
  agricola.  Desidero  che il Governo ci spieghi tale  formulazione,
  non mi pare che abbia tanto valore di norma tecnica.

   PRESIDENTE. Assessore Pagano, intende dare una spiegazione?

   CASTIGLIONE,  vicepresidente della Regione.  Ci  eravamo  accorti
  della mancanza del passaggio tecnico per la meccanizzazione e,  in
  tal senso, l'assessore Pagano ha già presentato un emendamento...

   PRESIDENTE.  Onorevole Speziale, la prego di seguire la  risposta
  del  Governo perché da essa dipende anche la sostanziale  validità
  di quanto da lei detto.
   Onorevole Castiglione, lei non era presente alla riunione in  cui
  abbiamo  esitato,  con grave fatica, quanto in esame.  Si  rendono
  necessari,  pertanto, passaggi netti, precisi, pena  la  messa  in
  discussione  di tutto un lavoro concluso in sua assenza.  Lei  non
  era presente, infatti, si informi con l'assessore per il bilancio.

   PAGANO,   assessore  per  il  bilancio  e  le   finanze.   Signor
  Presidente,   onorevoli  colleghi,  effettivamente,  il   problema
  sollevato dall'onorevole Speziale è serio e vero.
   L'onorevole  Castiglione - che io ho sollecitato  nell'intervento
  e,  quindi,  me  ne assumo la responsabilità - stava  cercando  di
  spiegare  che, effettivamente, la norma sollecitata dall'onorevole
  Speziale  era  di  natura  tecnica.  Nella  confusione   e   nella
  rimodulazione  di  tutti questi emendamenti e  subemendamenti,  in
  realtà,  avrei dovuto inserirlo e non l'ho fatto; me ne assumo  la
  responsabilità  e,  a  questo  proposito,  ho  già  presentato  un
  subemendamento.  Si  tratta tuttavia di un  fatto  marginale,  una
  parola,  e, quindi, invito l'onorevole Speziale, informalmente,  a
  prendere  visione  dell'emendamento. Se  il  Vicepresidente  della
  Regione sarà pure d'accordo, lo presento alla Presidenza.

   GIANNOPOLO. Non si scherza con queste cose

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, sospendo  la  seduta  per  dieci
  minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 19.07, è ripresa alle ore 19.12)

   La seduta è ripresa.

   GIANNOPOLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNOPOLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  durante  la
  discussione  del bilancio - lei si ricorderà, signor Presidente  -
  ho sollevato, con un emendamento, il problema dell'appostamento o,
  meglio,  della  specificazione, con un  capitolo  a  parte,  nella
  rubrica  che  riguardava l'ESA, dei fondi per  la  meccanizzazione
  agricola.
   Si ricorderà, signor Presidente, che emerse che bisognava fare un
  approfondimento  e  tutto  era rinviato alla  tabella  H.  Orbene,
  l'emendamento presentato dal Governo per la tabella H funziona per
  la meccanizzazione agricola solo se si approva una norma che ha un
  carattere  decisamente  tecnico:  si deve abrogare,  infatti,  una
  parte di una legge precedente che caricava la spesa sull'ipotetica
  entrata  che,  invece,  non  si  è verificata.  Era  stata  questa
  l'esigenza ravvisata.
   Ora, però, non capisco tutta questa discussione a latere che si è
  sviluppata.  Per  un  aspetto che è  di  una  banalità  e  di  una
  trasparenza  unica. Si tratta, tra l'altro, di avviare  al  lavoro
  delle  persone,  senza  le  quali non è possibile  che  ciò  possa
  accadere.
   L'altra  questione che pongo - e di cui non si  riesce  a  capire
  ancora  niente - è il comma 3 dell'emendamento tecnico  in  esame,
  laddove,  ai  sensi della lettera d dell'articolo 137 della  legge
  388/2000,  il  Presidente della Regione è  delegato  a  varare  un
  programma di opere di infrastrutture sociali utilizzando,  solo  e
  semplicemente, il supporto di un comitato tecnico. Poiché non  era
  presente  né nel testo né negli emendamenti, si chiede  di  capire
  meglio tale aspetto.
   Inviterei,  pertanto, l'Assessore a fornirci una  spiegazione  al
  riguardo, diversamente, annuncio il mio voto contrario.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo scusa  se
  insisto  col  mio intervento e chiedo chiarimenti al  Governo,  in
  riferimento al comma terzo del nuovo emendamento modificativo.
   Avevo  letto  prima una norma che riguarda l'autorizzazione  data
  dal  Presidente  della  Regione  di  finanziare  un  programma  di
  interventi di cui alla lettera d) dell'articolo 137. Ho chiesto la
  norma di riferimento, la legge statale 137 e il riferimento è solo
  fino alla lettera c). Non vi è indicata la lettera d).
   Per   quanto   precede,  invito  il  Governo  a  precisare   tale
  riferimento alla lettera d), in modo tale che, anche se si  tratta
  di norma tecnica, la si vota sulla base di una conoscenza diretta:
  dobbiamo sapere qual è la priorità.
   Le  finalità  dei  punti a), b) e c) di cui alla norma  nazionale
  prevedono  infatti che alla Regione Sicilia è assegnato un  limite
  di  impegno  di  21  miliardi di lire, della durata  di  15  anni,
  corrispondenti  ad un capitale mutuabile di almeno  1200  miliardi
  per  interventi diretti a contenere i consumi e i costi energetici
  delle  piccole e medie imprese, fronteggiare la crisi del  settore
  agrumicolo, sostenere iniziative e investimenti nei comuni sedi di
  impianti  di  raffinazione, estrazione e stoccaggio  dei  prodotti
  petroliferi;  al contrario, nell'emendamento presentato  da  parte
  del Governo, il riferimento all'articolo, è per opere di interesse
  sociale  ed infrustrutturale primarie. Praticamente, in  contrasto
  con  le finalità primarie dell'articolo 137 della legge nazionale,
  tranne  se  non specifichiamo cosa s'intende col riferimento  alla
  lettera d), ove esistente.

   ODDO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   nel   quadro
  complessivo  del ragionamento svolto che pur se io, evidentemente,
  ho  capito  su  quale  base si regge al fine  di  chiudere  questa
  sessione  di  lavoro e dare così alla Regione la legge finanziaria
  entro  i  termini, per la prima volta nella storia (con  tutto  il
  resto  che, poi evidentemente, si aggiunge, spesso fregiandoci  di
  questo  grande  atto),   debbo tuttavia  comunicare  il  mio  voto
  contrario all'emendamento che parte da un presupposto: sono venute
  meno,  in queste ore, alcune considerazioni che - indubbiamente  -
  andavano maggiormente approfondite.
   E, sicuramente, non voglio andare ad enfatizzare aspetti che sono
  stati  da  me  proposti che ritengo siano importanti, alla  stessa
  misura,  di quelli presentati da molti altri colleghi. Me ne rendo
  conto e lo dico con estrema convinzione e pacatezza.
   Signor  Presidente, non parlo per il futuro e per  il  resoconto:
  penso   che  il  Governo  dovrebbe  ascoltare  e,  così  pure   la
  Presidenza. Ebbene, avevamo proposto, assieme ad altri colleghi  -
  visto  e considerato che, nel territorio della Regione, in  questo
  momento,  è  possibile s'insedi (in special modo nelle sciare  fra
  Marsala  e Mazara, così parliamo fuori dai denti, una buona  volta
  in quest'Aula che credo deve preoccuparsi di questi fatti) ebbene,
  dicevo,   corriamo  il  rischio  s'insedi  una  distilleria   che,
  sostanzialmente,  impegna un territorio di 155 ettari  e  potrebbe
  pompare  40  litri  al minuto secondo d'acqua.  Ciò  senza  alcuna
  valutazione di impatto ambientale perché non prevista nel  DPR  12
  aprile 1996, tabella A.
   In questo momento, nel territorio della Regione, può accadere ciò
  ovunque: non è solo, quindi, la logica dei trapanesi  Può accadere
  ovunque
   Si  può  insediare una mega distilleria che tratta biomassa,  che
  trasforma   la   biomassa  in  energia  o  in  bioetanolo,   senza
  valutazione d'impatto ambientale.
   Nella  tabella A del DPR citato, lo ripeto, non è prevista quella
  valutazione e, dunque, nemmeno il Governo può fare niente, nemmeno
  la  buona volontà dell'Assessore al ramo, in assenza di una  norma
  che lo preveda.
   Sono questi argomenti che credo assolutamente compatibili con  la
  filosofia  di  una  legge finanziaria e, soprattutto,  per  quanto
  concerne   la   struttura  dell'articolo   26,   così   come   ora
  sostanzialmente   modificato  dall'emendamento.   Sono   argomenti
  compatibilissimi
   Dobbiamo fare una scelta: non voglio assolutamente apparire  come
  colui  che  pone  un  problema  drammatizzando  la  questione  per
  cercare, evidentemente, di reinserirmi rispetto ad un ragionamento
  già svolto.
   Pongo  però  un  problema all'Aula, un problema che  muove  dalla
  considerazione che manca in Sicilia questa norma e che  è  giusto,
  invece,  ci  sia: ma non solo partendo dal discorso  sulle  nostre
  falde  idriche,  delle  condizioni in cui  esse  si  trovano,  ma,
  piuttosto,    originando   il   ragionamento   dalla   valutazione
  dell'impatto  ambientale reale che può determinare un insediamento
  di  questo  tipo sul nostro territorio e su zone, addirittura,  di
  interesse comunitario.
   Nelle zone SIC - e quella è una zona SIC - è possibile che questo
  impianto nasca domani mattina, non ci può fare niente nessuno
   Non so e non sono tenuto a sapere nei dettagli come sia andata la
  discussione:   chiedo,  tuttavia, al Governo  della  Regione  e  a
  quest'Aula  di  valutare tale aspetto e, se  dal  punto  di  vista
  tecnico  -  perché vedo lì che ci sono emendamenti,  non  solo  di
  natura  tecnica - ebbene, capisco che siamo in una fase  delicata,
  ma  vi  chiedo cortesemente di attenzionare la questione sollevata
  perché  non riguarda, sicuramente, le mie pazzie, ma piuttosto  un
  problema  di  questa  Regione e, in quanto tale,  se  deve  essere
  affrontato anche impiegando qualche minuto in più, facciamolo  Del
  resto, ne abbiamo persi moltissimi in questa giornata, e non solo.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di replicare l'onorevole assessore Pagano.

   PAGANO,   assessore  per  il  bilancio  e  le   finanze.   Signor
  Presidente,   onorevoli   colleghi,  l'emendamento   che   abbiamo
  contrassegnato  con il numero 3, consente la programmazione  della
  spesa secondo i dettami della legge finanziaria n. 388.
   Il   quesito  che  è  stato  posto  oggi,  da  più  relatori,  fa
  riferimento  a questo comma aggiuntivo che consente al  Presidente
  della  Regione,  sempre  con riferimento  alla  stessa  legge,  di
  utilizzare ulteriori risorse finanziarie assegnate dallo Stato per
  opere di interesse sociale ed infrastrutture primarie.
   Nulla  di strano, onorevole Speziale  Si tratta semplicemente  di
  quella  che è la norma contenuta  nella finanziaria nazionale  che
  sta  per  essere  varata, in queste ore, e  di  cui  noi  abbiamo,
  ovviamente, contezza perché stiamo seguendola nel suo cammino.
   Ebbene,  nella stessa finanziaria, è prevista un'ulteriore  voce,
  con  ulteriori  fondi  messi a disposizione  che,  ovviamente,  in
  maniera diligente, abbiamo pensato immediatamente di attivare  per
  evitare che poi queste cifre restassero a nostra disposizione  per
  mesi,  senza tuttavia essere attivate.
   E  allora,  ecco  spiegato perché abbiamo posto, esattamente,  la
  dicitura usata dal Governo nazionale  Opere di interesse sociale e
  infrastrutture  primarie": l'unica previsione da  noi  aggiunta  è
  che,  ovviamente,  per  la  definizione di  questo  programma,  il
  Presidente della Regione sia premunito con un Comitato tecnico.
   Tutto  questo per spiegare materialmente il perché di  una  norma
  che, giustamente, non potevate conoscere.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se non ho capito
  male  - gli Uffici mi aiutino - l'Assessore sostiene che la  norma
  di riferimento deve venire ancora
   Per quanto mi riguarda, eviterei di fare tali affermazioni in  un
  Parlamento,  per favore, chiedo cortesemente che  la  norma  venga
  cambiata, col supporto degli Uffici medesimi.

   PRESIDENTE.    Sì,   onorevole   Speziale,   è   opportuna    una
  riformulazione,   soprattutto  affidata   agli   Uffici   per   il
  coordinamento; se è subordinata all'entrata in vigore di una legge
  nazionale,  ancora da votare, si deve, momentaneamente, modificare
  il testo, onorevole Assessore.

   SPEZIALE.  No. Signor Presidente, scusi, se facciamo  riferimento
  ad  una  norma preesistente, la n. 388, all'articolo 37, la stessa
  ha  delle  finalità in contrasto con quanto previsto dall'articolo
  in esame.
   L'Assessore  adesso  ci dice, però, che nella futura  finanziaria
  nazionale  ci  sarà  un ulteriore comma d). Insomma,  evitiamo  di
  affermare ciò anche nel Parlamento
   La norma va momentaneamente cassata; quando avremo la finanziaria
  nazionale, ovviamente, potremo approvare un'altra norma.

   CINTOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CINTOLA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho difficoltà  a
  comprendere  quanto accaduto un'ora addietro quando il  Presidente
  dell'Assemblea - come è in suo potere - ha convocato una  riunione
  dei  Capigruppo:  nella  stessa, anche su proposta  dell'onorevole
  Speziale,  abbiamo approvato gli otto punti tecnici. Al  riguardo,
  riconosco  alla  Presidenza il merito di avere interposto  il  suo
  potere  insindacabile sulla inammissibilità e  il  suo  dovere  di
  agevolare il percorso d'Aula affinché, questa sera, la finanziaria
  sia approvata.
   Dicevo,  abbiamo  convenuto su quegli otto punti  tecnici  -  che
  l'onorevole  Speziale  ha  accettato  -  con  l'impegno   di   non
  aggiungerne  altri e, fra l'altro, anche l'onorevole  Speziale  in
  Commissione Bilancio, pur votando contro, ha accettato  alla  fine
  che  potessero  andare in porto. E poi si è detto alla  Presidenza
  dell'Assemblea che, su questi otto punti che il Governo  pone,  di
  ordine tecnico, giudicati tecnici e tali da essere approvati - con
  la  normale attività emendativa - qualsiasi altro emendamento, non
  sarebbe  stato  trattato  perché tutti  resi  improponibili  dalla
  Presidenza.
   Su  quanto  stabilito,  tutti i Capigruppo  presenti  -  e  senza
  nessuna  esclusione - hanno condiviso che questo era  il  percorso
  d'Aula  che  ci imponevamo e che dovevamo anche suggerire  e  fare
  apprezzare  dai vari Gruppi, con le difficoltà che ogni Capogruppo
  avrà  avuto,  al  suo  interno,  con  la  propria  compagine   che
  rappresenta  ed  alla quale ha dovuto dire che ci  sono  leggi  da
  approvare  successivamente.  C'è  un  sacrificio  più  importante:
  quello,   cioè,   di   approvare  la  finanziaria   questa   sera,
  anticiparla, rispetto a quella nazionale, così da poter dire  che,
  per   la   prima  volta,  il  Parlamento,  nella  sua   interezza,
  maggioranza e minoranza insieme, senza ostruzionismi di maniera  e
  dell'ultimo  momento, ha condotto e fatto proprio un  disegno  che
  era quello di pervenire all'approvazione della legge entro il mese
  di dicembre
   Ci  sono decine e decine di emendamenti che hanno tutti il pregio
  di  essere apprezzabili, quello sul CORECOM, ad esempio - ne  cito
  uno  - rivela grande sacrificio da parte di chi lo ha proposto  e,
  ricordo, fra questi c'è l'onorevole Fleres, che aveva una  valenza
  positiva  e tanti, e tanti altri ancora, decine e decine di  altri
  emendamenti che potevano avere una loro allocazione forte,  perché
  giusti
   Però  si  è  detto: ci crediamo al fatto che, da gennaio,  questa
  Assemblea   dovrà  far  valere  le  sue  prerogative   di   organo
  legislativo, con un po' di soldi messi da parte così  da  favorire
  le  leggi  da  approvare?  Se crediamo a noi  stessi,  allora,  la
  meccanizzazione agricola e chissà quanti altri problemi (un  terzo
  delle  leggi che la minoranza potrà far valere in Aula, per quello
  che  è  il nuovo Regolamento) potranno essere trattati. Non perché
  siamo  bravi  o  bravissimi  E' quel Regolamento  su  cui  abbiamo
  lavorato insieme e che ha consentito una certa velocità dei lavori
  d'Aula e delle Commissioni.
   A questo punto, mi stupisco di pensare e di dire ad alta voce: ma
  vogliamo  davvero,  attraverso un cavallo  di  Troia  inesistente,
  tentare  di  scardinare tutto? Bene  Ci vogliamo  provare   Se  ci
  vogliamo provare, dobbiamo riunire i Capigruppo, il Governo  e  la
  Presidenza  dovrà  darci la possibilità di  apprezzare  tutti  gli
  emendamenti presentati dai vari deputati; ma perderemmo due giorni
  approvando una finanziaria omnibus che nessuno vuole
   Non  la vuole l'opposizione, non la vuole la maggioranza, non  la
  vuole il Governo
   L'obiezione   fatta  dall'onorevole  Speziale  può  essere   pure
  conducente  e producente, se ci riferiamo ad una legge che  ancora
  non  c'è,  altrimenti si prendono  gli accorgimenti necessari  per
  dire  che recepiamo adesso  per dopo, oppure,  se questo  non  può
  essere fatto dal Governo, non può che ritirare questo articolo. Ma
  anche il Governo si fidi di questa Assemblea, e non tema di essere
  smentito,  e  ciò  vale  anche per il Parlamento.  Il  Governo  si
  presenti  a  gennaio  con  un disegno  di  legge,  lo  invii  alle
  Commissioni di merito, senza grandi preoccupazioni, perché qui non
  ci  sono  gli orsi che cercano di attanagliare il Governo, nessuno
  ha questa voglia, o  fregola,  di sostituirsi a qualche Assessore.
  Non c'è questa volontà, ma solo  la volontà di produrre.
   Il  Governo  deve    fare un riferimento  esplicito  sulla  norma
  affinché   possa  essere approvata, anche se  non è  stata  ancora
  approvata nella finanziaria nazionale,  oppure non creda di essere
  più  bravo  di  quanto  non  lo  sia  mai  stato  presentando  gli
  emendamenti  mezz'ora prima di andare in Aula  dicendo   che  sono
  urgenti e indifferibili. Noi stentiamo a credergli perché ha avuto
  sei mesi per pensarci. Ora chiede, però, all'intera Assemblea,  di
  andare  spedita senza avere contezza, senza comprendere, obbedendo
  ciecamente  Dico  basta al Governo, basta anche  all'Assemblea
   Chiedo, all'assessore Pagano di dare immediatamente una risposta,
  chiarendo   se questa norma può passare o meno; se è  di  ostacolo
  alla  prosecuzione  dei  lavori d'Aula lo  invito  ad  espungerla,
  consentendoci  di  chiudere  la  sessione  di   bilancio  con   la
  votazione della finanziaria.

   PRESIDENTE.  Mi  rivolgo  all'onorevole Speziale:  mercé  l'aiuto
  degli  uffici  si  potrebbe vedere  - considerato  che  la  sua  è
  soltanto un'obiezione legata all'elemento tecnico-giuridico  -  se
  emendare   una  norma  ancora  inesistente,  e   ci   sarebbe   la
  possibilità dando un minimo di credito alla notizia che il Governo
  ci  anticipa  della possibile approvazione della finanziaria  come
  presentata,   si potrebbe vedere - ripeto - se basti  una  dizione
  diversa.   Fermo  restando,  sempre,   il  consenso  del   Governo
  prevedere  che  "il  Presidente  della  Regione  è  autorizzato  a
  finanziare un programma per gli interventi di cui all'articolo 137
  e   successive  modifiche  ed  integrazioni".  Viene  tolto   ogni
  riferimento alla lettera d) che è, forse,  l'unico punto di novità
  che ancora non possiamo ritenere realizzato.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non lo  possiamo
  accettare perché in quella formulazione si finanzia il comma a, il
  comma  b e il comma c dell'attuale legge. Mi viene fatto osservare
  che  il  Parlamento  nazionale, in  corso  di  approvazione  della
  finanziaria,  avrebbe introdotto il  comma d) che  prevede   somme
  aggiuntive;  quindi,  l'obiettivo non viene  raggiunto.  Forse  si
  raggiunge l'obiettivo di utilizzare quelle somme per finanziare il
  comma a, il comma b e il comma c dell'articolo 137 della legge 388
  ...

   PAGANO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  No,  sono
  successive modifiche ed integrazioni.

   SPEZIALE.  Assessore Pagano, a quale norma  si  riferisce  se  la
  stessa ancora non esiste   Diventerà legge, sempre che lo diventi;
  il  comma  d) farà parte del testo di un articolo che dovrà  anche
  essere pubblicato e  il cui numero è diverso rispetto alla   legge
  388.  Io, strumentalmente, avrei voluto sostituire il comma d  con
  il  comma c dell'articolo 187 perché lo limito ad una destinazione
  precisa che riguarda iniziative e investimenti per i  Comuni, sede
  di  impianti  di  raffinazione, fino al  punto  che  consiglio  di
  proporre  la  lettera  d  e la lettera c contestualmente.:  Se  il
  Governo  nazionale  dovesse  prevedere di finanziare,  invece,  un
  comma   aggiuntivo  con  la  lettera  d),  non   avremmo    alcuna
  difficoltà a votare una norma, a gennaio, stabilendo di utilizzare
  i fondi del comma d).

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, ci troviamo  di  fronte  ad  una
  procedura anomala. Ho colto  l'obiezione e la condivido. Perché si
  tratta  di   un  emendamento ad una norma  in  itinere,  anche  il
  Governo,   si  sta  sforzando  di    proporre  una  modifica   che
  alleggerisca   molto  l'incongruità di una  simile  norma.  Voglio
  sottolineare   l'accenno  alle  modifiche  e   alle   integrazioni
  successive che potrebbero permettere l'utilizzazione di  un  nuovo
  provvedimento   nazionale,  ma  se  ciò  dovesse   comportare   un
  rallentamento  dei  lavori  inviterei   il  Governo  ad  enucleare
  l'argomento per un approfondimento successivo.

   PAGANO,   assessore  per  il  bilancio  e  le   finanze.   Signor
  Presidente, se enucleare questo comma ristabilisce  l'elemento  di
  equilibrio, lo si tolga purchè si prosegua nei lavori.

   LO GIUDICE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO GIUDICE. Signor Presidente, mi permettero di turbare in questo
  momento la tranquillità che c'è in Assemblea perchè mi rendo conto
  che  tutti  gli  interventi  sono  proiettati  per  dare  risposte
  concrete, serie, urgenti e conducenti. L'onorevole Pagano nel  suo
  intervento   ha   dato   l'impressione   di   possedere    facoltà
  divinatorie'.

   PRESIDENTE.  Questo  aspetto è stato già superato,  onorevole  Lo
  Giudice, lei deve aiutarci e non fare ulteriori polemiche.

   LO  GIUDICE.  Signor  Presidente,  volevo complimentarmi  per  lo
  sforzo che il Governo sta facendo. Quindi, onorevole Speziale,  si
  può   anche  proseguire  grazie  alla  formula  che  si  inserisce
  nell'articolo:   "con   le  eventuali  modifiche".   Se   non   le
  ritroveremo,  tutto  resterà come prima. Penso  sia  percorribile,
  anche  perché  mi  sono convinto, attraverso i  vostri  interventi
  pacati  e calmi, che non si vuole fare 'lana caprina' perchè   noi
  tutti   vogliamo  votare.  Come  me,   credo  sia  convinta  tutta
  l'Assemblea.
   In  quel modo avremmo rischiato, assessore Pagano, l'impugnazione
  della  legge da parte del Commissario dello Stato, però così  come
  proposto  dal  Presidente dell'Assemblea  è  percorribile.  Quindi
  invito  l'onorevole Speziale, con il quale ho avuto un   incontro,
  quasi  privato,  ad  accogliere questa modifica  dell'emendamento.
  Oggi  stiamo votando esattamente così come recita la  legge 137  e
  la  legge 388.
   Se però avverranno  delle modifiche, il Governo deve essere nelle
  condizioni  di muoversi liberamente nel divenire delle cose.  Ecco
  perchè  sono  convinto  e mi appello al buon  senso  dei  colleghi
  dell'opposizione perché approvino il subemendamento.

   ACIERNO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ACIERNO. Signor Presidente è sorta della confusione, ricordo  che
  circa  mezz'ora fa mi aveva concesso  la parola per  dichiarazione
  di voto, ma poi si è aperto un dibattito. Ritengo che siamo sempre
  in   fase   di  dichiarazione  di  voto  sull'emendamento   26.69G
  presentato dal Governo, e vorrei fare la mia dichiarazione di voto
  attenendomi a quanto la Presidenza aveva annunciato.
   Nel  dichiarare  il voto favorevole all'emendamento  del  Governo
  sottolineo  come  il  Governo  sia riuscito  ad  interpretare  nel
  migliore dei modi l'azione politica che il Gruppo di Nuova Sicilia
  aveva  assunto  nei  confronti della norma per l'acquisizione  dei
  terreni  gravati da usi civici, che determinò nei mesi scorsi  uno
  scandalo  sull'isola di Lipari allorquando un privato  tentò,  con
  forzature regolamentari, di acquisire una delle spiagge più  belle
  dell'isola,  pagando una cifra virtuale di circa  800  milioni  di
  lire.  Però   con  l'intervento di cui al punto 2 dell'emendamento
  sostitutivo   dell'articolo  26  il  Governo  ha  dato   un'ottima
  risposta, ha risolto definitivamente il problema.
   E'  mio  dovere precisare che il Gruppo di Nuova Sicilia,  avendo
  partecipato  alla  riunione  dei  Capigruppo  e  avendo  accettato
  quell'accordo,   ritiene   di   doversi   assumere,    però,    la
  responsabilità  politica  in quest'Aula riguardo  la  problematica
  della  meccanizzazione agricola; che nulla osta per il  Gruppo  di
  Nuova  Sicilia,  e  mi  auguro che i Gruppi di  maggioranza  e  di
  opposizione  comprendano  l'importanza  di  una  norma  che,  dopo
  un'intera giornata di lavoro e di molteplici riscritture di questo
  articolo  26, può pure essersi verificato che nella riformulazione
  non sia stata scritta questa parte dell'emendamento.
   Quindi,  da  parte  del mio Gruppo nulla osta a  che  il  Governo
  integri l'articolo 26 inserendo la meccanizzazione agricola e, per
  ultimo, chiedo al Governo di ribadire in quest'Aula, solo  per  la
  solennità  che  quest'Aula ha, l'impegno nei confronti  dell'unico
  emendamento   che  il  Gruppo  di  Nuova  Sicilia  ha   presentato
  sull'articolo   26,   che   riguarda  una   vicenda   storicamente
  scandalosa,  sorta   a  seguito  di una  domanda  presentata,  l'8
  agosto  del 1906, al prefetto di Trapani. Venne allora   decretato
  che  alla famiglia Florio venissero concessi dei diritti sopra  un
  tratto di mare prospicente l'isola di Favignana: chiunque andava a
  fare   mattanza  di tonni  doveva pagare alla famiglia  Florio  un
  tributo.
   Siamo  nell'anno  2004, quasi un secolo è passato,  quei  diritti
  sono  oggi  della famiglia  Parodi, che vive a Genova e ogni  anno
  torna in Sicilia per incassare, dai pescatori del tonno dell'isola
  di Favignana, una cifra che si aggira intorno ai 250 mila euro.
     Nuova  Sicilia  aveva  presentato un  emendamento  che  tendeva
  all'abrogazione di  una norma scandalosa, che ancora oggi consente
  ad  un  privato di incassare soldi per lo sfruttamento delle acque
  territoriali della Sicilia.
   Noi  abbiamo  accettato  di  buon grado  la  mediazione  politica
  ritirando il nostro emendamento, però vogliamo l'impegno  in  Aula
  del  Governo che, alla riapertura dei lavori di quest'Assemblea  e
  nella  prima  finestra legislativa, si abroghi  un  balzello  così
  vergognoso.

   FLERES. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FLERES.   Onorevole   Presidente  e  onorevoli   colleghi,   sarò
  telegrafico. La strada scelta, al di là, onorevole Cintola, se sia
  stata  individuata  o  meno  nel  corso  di  una  Conferenza   dei
  Capigruppo, di cui non conosco gli esiti nè conosco le modalità di
  convocazione,  desidero  dire,  citando  Manzoni,   che   la   mia
  impressione  è  che "il buonsenso si sia nascosto  per  paura  del
  senso comune".
   Ci   sono,   in  questa  fase  dei  lavori  parlamentari,   fatti
  estremamente  concitati che vanno sicuramente messi da  parte  per
  arrivare  alla  soluzione  e,  dunque,  io  non  solleverò  nessun
  problema, parlo solo per gli atti parlamentari e per la storia.
   Avevo  più  volte  invitato  il Governo  ad  inserire  in  questa
  finanziaria  una  disposizione  che  consentirebbe   alla  Regione
  Siciliana  di  incassare  le  somme che  avrebbe  potuto  ricevere
  dall'Autorità nazionale per le telecomunicazioni. In assenza della
  norma  questo non accadrà e, dunque, la Regione Siciliana  perderà
  la  possibilità  di  incamerare delle  somme,  nonostante  sia  la
  regione  che, nella ripartizione nazionale di queste somme,  aveva
  diritto  alla  quota maggiore. Ma come diceva  Manzoni,  "il  buon
  senso  si  è  nascosto  per paura del senso comune"  e  poichè  io
  appartengo  a  questa  maggioranza e,  dunque,  la  sostengo,  non
  formalizzerò  nulla.  Dico  però  che  queste  scelte  affrettate,
  superficiali e approssimative determinate in sedi, non  so  quanto
  formali,  e  non  so  quanto  sostanziali,  determinino   per   la
  concitazione dei lavori d'Aula errori, scivoloni,  incomprensibili
  lacune che provocano alla fine alcun effetto positivo e favorevole
  per   la   Regione  stessa,  ma  in  alcuni  casi  -  non   voglio
  generalizzare - effetti negativi e questo, lo sottolineo, è uno di
  quelli.

   PRESIDENTE.  Assessore  Pagano, o ritira  l'  emendamento  o   lo
  dichiaro improponibile.

   PAGANO,   assessore  per  il  bilancio  e  le   finanze.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, il terzo punto del comma  3  viene
  cassato,  di  conseguenza  l'articolo può  essere  approvato  così
  com'è.  Colgo  però  l'occasione  per  rispondere  agli  onorevoli
  colleghi che mi hanno preceduto, affermando che questa finanziaria
  assume  un  valore storico: infatti,  per la prima volta,  abbiamo
  approvato  una legge finanziaria  prima del 31 dicembre  -  almeno
  questo  è  il  nostro  augurio  - con   il  sacrificio  che  leggi
  importanti  o  emendamenti importanti come quelli  riguardanti  la
  liquidazione  dell'EAS,  la  meccanizzazione,  i  rifornimenti  di
  benzina,  i CORECO, la pesca siano saltati. Ci rendiamo conto  che
  sono  stati  fatti  dei  sacrifici grossi e  ci  impegniamo,  come
  Governo, a realizzarli al  più presto.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento del Governo 26.69.G.
  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   SPEZIALE. Va specificato che  il comma terzo viene cassato.

   FORGIONE. Forse è opportuna una soppressione tecnica.

   PAGANO,  assessore  per  il bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PAGANO,   assessore  per  il  bilancio  e  le   finanze.   Signor
  Presidente, ricorderà senz'altro, e lo ricordo a tutti i colleghi,
  che  durante  la discussione generale fu accantonato l'emendamento
  8.1,  emendamento  aggiuntivo  al testo,  quindi  modificativo  di
  fatto,  che  trattava  dell'importantissima  materia  dei  residui
  attivi,  materia  oggetto di attenzione da  parte  della  Regione,
  intendo  naturalmente  dal punto di vista  contabile.  L'argomento
  finalmente  è  stato  risolto, abbiamo avuto modo  di  fare  delle
  riflessioni  serie  e,  finalmente,  dopo  tanto  tempo,   abbiamo
  impostato  un  articolato - sul quale fra  l'altro  c'è  stato  un
  raccordo  con  la  Corte dei conti - e siamo nelle  condizioni  di
  poter dare una risposta seria su questo delicato argomento.
   Chiederei, se il Parlamento tutto è d'accordo su una materia  che
  è  essenzialmente  e  prettamente tecnica, di poterlo  recuperare,
  così come d'altronde eravamo rimasti d'accordo non più tardi della
  giornata di ieri.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 8.1 G.

   GIANNOPOLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNOPOLO. Signor Presidente,  dichiaro il voto contrario perché
  ritengo che, così come è impostato, noi attribuiamo agli uffici  e
  non all'organo politico la discrezionalità di valutare quali siano
  i crediti che potranno essere riscossi o meno.
     Penso  che  - così come esiste, a seguito del nuovo ordinamento
  contabile  degli enti locali che pone l'obbligo di  allegare  agli
  strumenti  finanziari l'elenco dei residui attivi e passivi  e  di
  dichiarare ogni anno, ogni volta la esigibilità o meno, e questo è
  posto in capo agli organi politici e non agli organi burocratici -
  anche  in  questa  circostanza non  si  può  non  attribuire  alla
  valutazione  degli organi politici la esigibilità  o  meno  di  un
  credito  che  può derivare anche da comportamenti  omissivi  o  da
  comportamenti  positivi  rispetto a  chi  deve  garantire  appunto
  questo credito.
    Pertanto il giudizio di discrezionalità non può non riferirsi ad
  una  assunzione  di  responsabilità  più  complessiva  che  è   da
  intestare  all'organo politico. Quindi non sarei così superficiale
  nel  ritenere  con  questo emendamento la partita  chiusa,  perché
  potremmo ritrovarci di punto in bianco ad avere cancellato residui
  attivi  che  potrebbero anche essere riscossi senza  che  l'organo
  politico,   sia   esso  il  Governo,  sia  una  commissione,   sia
  l'Assemblea regionale, abbia avuto la possibilità di capire a  che
  cosa  rinuncia  la  Regione in termini di esigibilità  o  meno  di
  introiti.
     L'onorevole Fleres poco fa ci ha detto, citando uno  di  questi
  casi,  che  tutto questo  non può essere messo in capo  all'organo
  politico.  Ecco  perché dichiaro il mio voto contrario  in  quanto
  ritengo  questo emendamento pericoloso.

   CAPODICASA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPODICASA. Signor Presidente su questa materia si era già svolto
  un   dibattito  all'articolo  8  che  era  stato  accantonato,  su
  richiesta  dell'onorevole  Cintola, per un  approfondimento.  Tale
  approfondimento non c'è stato perché l'assessore Pagano  lamentava
  un   eccesso  di  sospetto  da  parte  dell'Aula  quando   vengono
  introdotte norme che riguardano, nel caso specifico, le cose dette
  dall'onorevole   Cracolici   e   adesso   riprese   dall'onorevole
  Giannopolo  le  quali  hanno un fondamento: noi rimettiamo  ad  un
  ufficio  la possibilità di cancellare debiti di privati  verso  la
  Regione.
     Allora, perché la difficile esazione o la difficile e/o  dubbia
  esazione, sulla base di che cosa? Noi non siamo contrari all'opera
  di ripulitura dei residui attivi a cui fa riferimento  l'assessore
  Pagano,   ma  vorremmo  maggiori garanzie per  il  pubblico  sulle
  operazioni che verranno condotte.
   Ora,  con  tutta  la fiducia che abbiamo negli uffici  regionali,
  stabilire che l'onorevole Lo Porto ha un debito verso l'erario  di
  cento  milioni  di euro e sostenere  che è di  difficile  esazione
  sulla  base  di  quali parametri, viene cancellato  dalle  partite
  contabili, non figura più da nessuna parte. Non è una cosa di poco
  conto.  Io  non  metto in discussione la bontà del  fine  ma,  per
  raggiungere un buon fine, bisogna anche avere dei buoni  mezzi.  E
  noi discutiamo la possibilità di avere buoni mezzi per raggiungere
  un buon fine.

   PAGANO,  assessore  per  il bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PAGANO,  assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Onorevole
  Capodicasa,  penso che si sia già approfondito l'altra  volta.  Lo
  ripeterò e cercherò di essere più chiaro e più preciso.
   L'operazione  è  contabilmente perfetta e non può  creare  nessun
  tipo  di problema. Noi abbiamo il residuo attivo iscritto  fra  le
  entrate,  questo  viene  sterilizzato attraverso  un  fondo  nelle
  passività.  Di conseguenza la posta è annullata ma il credito  non
  viene perso, bensì  spostato nel patrimonio ed è lì che ritroviamo
  la posta.
     Da  un punto di vista contabile non cambia assolutamente nulla,
  non c'è discrezionalità. Qual è l'importo che viene portato avanti
  in  questa logica? Quello che è stato comunicato all'Agenzia delle
  Entrate  sino  ad  ora;  dopo  di che,  all'interno  della  logica
   dell'accertato uguale riscosso", così come è passato nella  legge
  numero.  6  del 2001, la stessa viene automaticamente  determinata
  ogni  anno.  Perché  l'accertato è  riscosso,  quello  che  non  è
  accertato  non è riscosso. Andiamo a vedere, invece, le  somme  in
  termini  di  incasso  reale che sono nelle  condizioni  di  potere
  restare  tali da parte della Regione. Qual è l'organo  preposto  a
  realizzare tutto questo? Il Concessionario regionale, il quale non
  può  cancellare  la  partita  se  non  dietro  l'ordine  specifico
  dell'Agenzia  delle Entrate. Quest'ultima  opera il discarico,  il
  Concessionario cancella. L'Agenzia, ovviamente, comunica solo dopo
  che la somma, di fatto, non può...

   GIANNOPOLO. Chi la decide la dubbia esazione?

   PAGANO,  assessore per il bilancio e le finanze. L'Agenzia  delle
  Entrate. Chi altrimenti?

   GIANNOPOLO. Il punto è proprio questo.

   PAGANO,  assessore per il bilancio e le finanze. L'Agenzia  delle
  Entrate  comunica  la somma da cancellare. Le  somme  che  vengono
  incassate  diventano sopravvenienze attive. E' una  norma  chiara,
  scritta  bene,  deve essere realizzata perché abbiamo  bisogno  di
  fare  pulizia e trasparenza. Spero, onorevole Giannopolo, che  lei
  dopo questa spiegazione voterà a favore.

   SPEZIALE.  Signor  Presidente chiedo la votazione  per  scrutinio
  segreto.

   LO GIUDICE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  GIUDICE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono deputato
  in questa Assemblea da diversi anni, ,, tutte le volte che abbiamo
  approvato  il bilancio l'opposizione l'ha sempre criticato  perché
  si  ipotizzano entrate che non si possono verificare o che non  si
  realizzeranno.  Quindi,  conseguentemente,  l'assessore  Pagano  -
  finalmente  -  sta  portando - l'ha già detto lui  -  "pulizia  al
  bilancio". Quindi, se esprimo il voto favorevole non è perché sono
  "soldato  di maggioranza", ma perché sono convinto dell'articolato
  in quanto cìò che sta facendo l'assessore Pagano lo fanno tutte le
  banche.  Queste  ultime,  infatti, hanno  crediti  inesigibili  e,
  conseguentemente, li sottraggono dal loro bilancio  e  li  mettono
  nella   gestione  patrimoniale.  Questa  operazione  purifica   il
  bilancio,  annette  il bilancio e mette anche l'opposizione  nelle
  condizioni  di  non potere rivolgere critiche al bilancio  che  ci
  accingiamo ad approvare.
       E' un procedimento molto logico; non si perdono i crediti. Ci
  possono  essere  crediti viziati da inesigibilità  perché  possono
  esserci  contribuenti dichiarati falliti,  oppure   morti,  e  noi
  riportiamo,  di  anno  in  anno,  tali  crediti  come  se  fossero
  attività,  mentre, invece, di fatto non lo sono.  Togliendoli  dal
  bilancio,  togliendoli dai residui attivi e ponendoli, invece,  in
  una   condizione  stagnante,  sterilizzata,  di  patrimonio,   non
  significa    che   vengono   tolti;   restano   nel    gioco    e,
  conseguentemente,  l'agente delle tasse  e  la  Regione,   che  su
  questo  vigilerà,  farà in modo che vengano  realizzate  tutte  le
  procedure   per   poter  incassare  crediti.   Qualora   dovessero
  verificarsi  nel 2003, nel 2004, nel 2005, entrerebbero  di  fatto
  con  una variazione nel bilancio della Regione come sopravvenienze
  attive.  Sono  queste nozioni elementari della  ragioneria,  della
  computisteria.
        Onorevoli colleghi dell'opposizione, questo è un articolo di
  positività che, finalmente, annette il bilancio della Regione e ci
  pone  nelle  condizioni di determinare le uscite -  visto  che  le
  entrate  e le attività sono propedeutiche alle uscite -,  di  fare
  finalmente un bilancio come si deve che rispecchi  la realtà e  la
  verità finanziaria.
       Per tali ragioni,  quindi, esprimo il mio voto favorevole.

       PRESIDENTE.   Indìco  la  votazione  per  scrutinio   segreto
  dell'emendamento  G.8.1. Chiarisco il significato  del  voto:  chi
  vota  sì  preme il pulsante verde; chi vota no preme  il  pulsante
  rosso; chi si astiene preme il pulsante bianco.
       Dichiaro aperta la votazione.

                  (Si procede alla votazione)

      Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

     PRESIDENTE    Proclamo  l'esito   della   votazione   per
    scrutinio segreto:

       Presenti e votanti .......  61
        Maggioranza ............  31
       Favorevoli ........... .. 33
       Contrari ............... .. 28

                      (L'Assemblea approva)

       Si passa all'articolo 27. Ne do lettura:

                             «Art. 27.
                        Fondi globali e tabelle

         1.  Gli importi da iscrivere nei fondi globali di cui
      all'articolo 10 della legge regionale 8 luglio 1977,  n.
      47  e  successive  modifiche  ed  integrazioni,  per  il
      finanziamento  dei  provvedimenti  legislativi  che   si
      perfezionino  dopo l'approvazione del bilancio,  restano
      determinati  per ciascuno degli anni 2004, 2005  e  2006
      nelle  misure  indicate nelle tabelle A  e  B,  allegate
      alla   presente  legge,  rispettivamente  per  il  fondo
      globale  destinato alle spese correnti e  per  il  fondo
      globale destinato alle spese in conto capitale.

         2.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2,  lettera  c)
      della  legge regionale 27 aprile 1999, n. 10, così  come
      sostituito  dal  comma 14 dell'articolo 52  della  legge
      regionale   3  maggio  2001,  n.  6,  le  dotazioni   da
      iscrivere  in bilancio per il rifinanziamento  di  leggi
      di  spesa  sono  stabilite negli importi  indicati,  per
      l'anno  2004,  nella  tabella C allegata  alla  presente
      legge.

         3.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2,  lettera  d)
      della  legge  regionale  27  aprile  1999,  n.  10,   le
      autorizzazioni  di  spesa recate  dalle  leggi  indicate
      nella  tabella  D  allegata  alla  presente  legge  sono
      ridotte  degli  importi stabiliti,  per  ciascuno  degli
      anni 2004, 2005 e 2006, nella tabella medesima.

         4.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2,  lettera  e)
      della  legge regionale 27 aprile 1999, n. 10, così  come
      modificato  dal  comma 1 dell'articolo  56  della  legge
      regionale  3  maggio  2001, n. 6, le  autorizzazioni  di
      spesa   recate  dalle  leggi  a  carattere   pluriennale
      indicate  nella  tabella E allegata alla presente  legge
      sono  rimodulate degli importi stabiliti,  per  ciascuno
      degli  anni finanziari 2004, 2005 e 2006, nella  tabella
      medesima.

         5.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2,  lettera  f)
      della  legge regionale 27 aprile 1999, n. 10,  le  leggi
      di   spesa  indicate  nella  tabella  F  allegata   alla
      presente legge sono abrogate.

         6.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2,  lettera  g)
      della  legge  regionale  27  aprile  1999,  n.  10,  gli
      stanziamenti autorizzati in relazione a disposizioni  di
      legge  la  cui  quantificazione è demandata  alla  legge
      finanziaria  sono determinati nella tabella  G  allegata
      alle presente legge.

         7.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2,  lettera  h)
      della   legge  regionale  27  aprile  1999,  n.  10,   i
      contributi  e  gli  altri  trasferimenti  in  favore  di
      associazioni,   fondazioni,  centri  stadio   ed   altri
      organismi comunque denominati, nonché delle altre  spese
      continuative  annue  sono determinate  nella  tabella  H
      allegata alla presente legge.

         8.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2,  lettera  i)
      della  legge regionale 27 aprile 1999, n. 10,  le  spese
      autorizzate relative agli interventi di cui al  comma  1
      dell'articolo  200  della legge  regionale  23  dicembre
      2000,  n.  32,  sono indicate nella tabella  I  allegata
      alla presente legge.

         9.  Ai  sensi  dell'articolo 3, comma 2,  lettera  l)
      della  legge regionale 27 aprile 1999, n. 10,  i  limiti
      di  impegno  autorizzati sono indicati nella  tabella  L
      allegata alla presente legge.»

       Sospendo l'esame dell'articolo 27 per passare all'esame delle
  tabelle.
         Si  passa  all'emendamento TF C.1  a  firma  dell'onorevole
  Miccichè. Lo dichiaro improponibile.
       Si  passa  all'emendamento TF C.2, a  firma  degli  onorevoli
  Fleres, Catania Giuseppe e Maurici.

       PAGANO,  assessore per il bilancio e le finanze.  Chiedo  una
  breve sospensione della seduta.

       PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, la seduta è sospesa.

        (La seduta, sospesa alle ore 20.05, è ripresa alle ore
                                20.35)

      La seduta è ripresa.

      PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, annuncio il  ritiro  di
   tutti  gli  emendamenti alle Tabelle che vado a  leggere  e
   che porrò in votazione.

      FORGIONE.  Signor  Presidente, non stiamo  capendo  cosa
   stiamo votando.

      PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, è in esame il  Prospetto
   allegato   "Effetti  della  manovra  finanziaria   per   il
   triennio  2004-2006", al quale  non  sono stati  presentati
   emendamenti.
      Assessore  Pagano,  mi  pare  che  ci  sia  un  poco  di
   confusione.  Nel  momento in cui i  Capigruppo,  anche  mio
   tramite,  pervengono  ad una decisione  politica  è  giusto
   avvertire  anche l'assessore per il bilancio e le  finanze.
   L'Assessore  non  è stato avvertito e dunque si  meraviglia
   che  io  abbia  messo  in  discussione  una  tabella  senza
   emendamenti.    Per  cui  vi  prego  a  questo   punto   di
   consultarvi   con   l'assessore  per  il  bilancio   poichè
   potrebbe  anche non convenire sulla opportunità di ritirare
   gli emendamenti.
      La seduta è sospesa.

        (La seduta, sospesa alle ore 20,30, è ripresa alle ore
                                21,00)

   La seduta è ripresa.

   Onorevoli   colleghi,    il  Governo   ha   presentato   un
  emendamento  interamente sostitutivo delle tabelle  allegate
  al  testo;  poichè si tratta di un documento molto  corposo,
  per  farlo  stampare  e  sostituirlo al precedente,   dovrei
  ulteriormente sospendere la seduta.
   Per  cui,   se mi autorizzate, farò visionare  la copia  in
  mio   possesso    soprattutto  ai  Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari che ritengono di consultarla.
   Non  sorgendo osservazioni,  dunque  metterei in  votazione
  tale emendamento del Governo.

   SPEZIALE.  Ci  era  stato  riferito  che  si  trattava   un
  emendamento sostitutivo di una  tabella non delle tabelle

   CAPODICASA. Chiediamo di potere prendere visione  di  tutte
  le tabelle.

   PRESIDENTE. Allora provvedo per la stampa di alcune  copie.
  Sospendo, pertanto, ulteriormente la seduta.

       (La  seduta  sospesa alle ore 21.03 è  ripresa  alle  ore
     21.12).

   La seduta è ripresa.

   Onorevoli  colleghi,  prima della  sospensione  eravamo  in
  fase  di  votazione  dell'emendamento  TFC.2  dell'onorevole
  Leontini.

    LEONTINI. Lo ritiro.

    PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

    PRESIDENTE. Si passa all'emendamento TFC.3 degli onorevoli
    Genovese ed altri. Lo dichiaro decaduto
    l'Assemblea ne prende atto.
    Gli emendamenti TFC.4, TFC.5  sono ritirati.
    L'Assemblea ne prende atto.

    Si passa all'emendamento dell'onorevole Papania.

    PAPANIA. Lo ritiro.
    L'Assemblea ne prende atto.

    PRESIDENTE.   Si   passa  all'emendamento   dell'onorevole
    Leontini.

    LEONTINI. Lo ritiro.
    PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

    PRESIDENTE. Si passa all'emendamento degli onorevoli  Zago
    e
  Speziale. Lo dichiaro improponibile.

    Si  passa  all'emendamento dell'onorevole  Crisafulli.  Lo
    dichiaro decaduto.

    Si passa all'emendamento TFC.10 dell'onorevole Giannopolo.
    Lo pongo in votazione.Il parere del Governo?

    CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

    SAVONA, vicepresidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
  si alzi.

                           (Non è approvato)

    Si  passa  all'emendamento TFC.11 dell'onorevole Speziale,
    quello fuori blocco dei Pip.
  Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

    SAVONA, vicepresidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
  si alzi.

                           (Non è approvato)

    PRESIDENTE. Si passa all'emendamento Tfd.3 degli onorevoli
    Panarello, Ardizzone e Speziale, riguarda Messina.

    PANARELLO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    PANARELLO.  Signor Presidente, intervengo  per  illustrare
  l'emendamento  e  vorrei  l'attenzione del Presidente  della
  Regione,  onorevole  Cuffaro,  anche  perché,   nei   giorni
  scorsi,     l'assessore   Pagano,    un    pò    ironizzando
  elegantemente, senza offesa, sul mio intervento e su  quello
  dii  altri  colleghi, ha fatto rilevare che  non  era  stato
  azzerato  il  capitolo  della  legge  n.  10  del  1990  che
  finanzia il risanamento delle aree degradate di Messina.
      Vorrei ricordare a questo proposito che a quel tempo  lo
  stanziamento fu di 500 miliardi di vecchie lire,  dei  quali
  sono  stati utilizzati meno di 200 nell'arco di dieci  anni,
  tant'è  che  questo Parlamento,  l'anno scorso,   decise  di
  intervenire  per accelerare le procedure e per  inserire  la
  possibilità  di  esercitare i poteri  sostitutivi  da  parte
  della Regione perché tali risorse venissero utilizzate e  lo
  sbaraccamento venisse completato.
    Il  fatto  che  il Governo abbia deciso di  azzerare  quel
  capitolo  di bilancio, legato a questa legge,  lo  considero
  uno  scippo perché non è possibile che si mettano 20 milioni
  di  euro  a carico dei fondi dell'ex articolo 38  e  non  si
  attivi  una  legge  della Regione che ha una  sua  dotazione
  finanziaria.
    Quindi  c'è  un  primo  elemento di  irresponsabilità  nei
  confronti dei problemi della città di Messina del  quale  il
  Governo  della  Regione si assume tutta  la  responsabilità.
  Resta  il  fatto  pratico,   che  è  molto  più  importante:
  proprio  in ragione della legge approvata dall'Assemblea  lo
  scorso anno,  che  ho richiamato,  si erano attivati sia  il
  Comune  sia l'Istituto Case Popolari di Messina,    titolari
  della gestione di questo intervento.
      Con  l'  accelerazione prevista da quella legge  avevano
  avviato   un   programma  di  interventi,  che   l'assessore
  Scammacca  conosce  molto bene, che prevedeva  un  bando  da
  farsi  in  questi giorni per l'acquisto di  600  alloggi  da
  destinare per lo sbaraccamento e come volano.
    Vorrei  comunicare   all'Assessore  Pagano,  all'Assessore
  Scammacca  ed   al  Presidente della  Regione  Cuffaro  che,
  proprio   in  ragione  dell'azzeramento  del  capitolo,   il
  funzionario  del  Comune  di  Messina  giustamente  non   ha
  promosso  il  bando  - che era  per 36  milioni  di  euro  -
  perché ritiene che non ci sia la copertura finanziaria.
    Quindi   l'atteggiamento   rassicurante   che   ha   usato
  l'Assessore   Pagano   credo  che  non  sia   corrispondente
  all'urgenza  ed  alla drammaticità della situazione,  perché
  siamo a 36 milioni per quanto riguarda l'acquisto alloggi  e
  l'Assessore Pagano sa che ci sono già interventi che  devono
  essere  finanziati e c'è un programma per il 2004 che doveva
  consentire  un' effettiva accelerazione di questo intervento
  e  far  fare  un salto di qualità al risanamento delle  aree
  degradate  di  Messina  che  costituiscono  un  problema  di
  grandissima  rilevanza,   non  solo  perché  ci  sono  tanti
  cittadini  di  Messina,   e  quindi  anche  siciliani,   che
  vivono  ancora  in  condizioni assolutamente  incivili,   ma
  questo   intervento   consentirebbe   il   recupero   e   la
  riqualificazione di aree urbane ormai centrali  della  città
  di  Messina  e  quindi la possibilità di dare un  volto  ben
  diversa  alla  città  di Messina e di attivare  processi  di
  sviluppo e di occupazione.
    Non stiamo ponendo un problema di scarsa entità e pensiamo
  che  da parte del Governo della Regione sia necessario  dare
  una  risposta fondata. L'emendamento che ho presentato,  che
  trova  sicuramente  il sostegno di tutti  i  deputati  della
  provincia  di  Messina,  ha questo fine:   non  si  vogliono
  dirottare   risorse   per  ragioni  clientelari,    ma   per
  affrontare  un  problema;    la posta  messa  dall'Assessore
  Pagano,   sulla base degli elementi che  ho qui  richiamato,
  che  l'Assessore Scammacca conosce molto bene  -    tant'  è
  che   un   mese  fa  nell'ambito  della  discussione   sulle
  variazioni  di bilancio,  rispondendo ad un mio  intervento,
  assicurò  per  il  2004  uno  stanziamento  sulla  base  dei
  programmi  del  Comune e dell'Istituto,  di  90  milioni  di
  euro   -  è  un problema molto importante, al quale andrebbe
  data  una  risposta subito e non, come ha spiegato l'Asssore
  Pagano nel suo intervento, in corso d'opera.

    FORMICA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE . Ne ha facoltà.

    FORMICA.  Signor  Presidente,  intervengo  brevemente  per
  chiederle di rassicurare la deputazione messinese che  entro
  il  mese  di gennaio garantirà l'appostamento dei 70 milioni
  di  euro  mancanti  nella delibera ex  articolo  38  che  il
  Governo si appresta a varare.

    ARDIZZONE. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE . Ne ha facoltà.

    ARDIZZONE.  Signor  Presidente, anch'io  intervengo  molto
  brevemente,   in   quanto   ho  sottoscritto   l'emendamento
  panarello e lo condivido.
    Ritengo  che  l'onorevole  Formica  sia  stato  abbastanza
  chiaro   nel   chiedere  al  Governo,   nella  sua   massima
  espressione,   all'assessore  Scammacca,  in    Commissione,
  l'integrazione  dei fondi, ricevendo rassicurazioni  in  tal
  senso.    L'ha  detto  in  I  Commissione,  presieduta   dal
  messinese   Nino Beninati, al quale va per l'ennesima  volta
  il   ringraziamento  da  parte  di  tutta   la   deputazione
  messinese  per avere portato avanti, in questa  legislatura,
  con   il  supporto  fondamentale  del  Governo,  una   legge
  accelerativa  di  tutte le procedure che consentissero  alla
  città  di  Messina di togliere la vergogna  delle  baracche,
  che  non  è soltanto della città di Messina, ma di tutta  la
  Sicilia.
    Condivido pertanto le dichiarazioni del Presidente Cuffaro
  e  le  conclusioni dell'onorevole Formica e  mi  aspetto  un
  impegno  solenne  da parte del Presidente della  Regione  in
  tal senso.

    CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare

    PRESIDENTE . Ne ha facoltà.

    CUFFARO, presidente della Regione. Vorrei rassucurare  che
  il  Governo  entro  la  fine di  gennaio,  entro  il  31  di
  gennaio,  metterà a disposizione le risorse  necessarie:  70
  milioni  di euro per il problema che tanto sta a cuore  alla
  deputazione  messinese  e  - se mi consentite  -  all'intero
  Parlamento e all'intero Governo.

    PRESIDENTE . Pongo in votazione l'emendamento TFD.1  degli
  onorevoli  Speziale  ed  altri,  che  assorbe  l'emendamento
  TFD.3.
     PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

    SAVONA, vicepresidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
  si alzi.

                           (Non è approvato)

        Si passa alla tabella  H'

    FLERES.  Chiedo  di parlare, per illustrare  l'emendamento
    TFH.3.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    FLERES.  Signor Presidente, avevo avuto assicurazione  dal
  Governo  che,  trattandosi  di  una  modifica  interna  alla
  medesima cifra tra tre destinatari, era favorevole a  questo
  emendamento.

    PRESIDENTE. Mi scusi nel testo il meno 80 migliaia di euro
    non si vede.

    FLERES.  No, non c'è il meno 80, perché è una ripartizione
  diversa nella stessa cifra, comunque l'assessore mi dice  di
  avere già tenuto conto di questa cosa.

     PRESIDENTE  Quindi praticamente  è superato.

     CASTIGLIONE   vicepresidente  della  Regione.  Chiedo  il
  ritiro   pur   condividendo  lo  spirito  dell'   iniziativa
  legislativa  e quindi dell'emendamento. C'è un  impegno  del
  Governo  anche  a  sostanziare con  un  intervento  concreto
  nelle  variazioni di bilancio non per trecento.  L'onorevole
  Capodicasa  già  era  a conoscenza della indisponibilità  di
  bilancio.

            FLERES  Lo ritiro.

        PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto. Gli  emendamenti
     TF  H.4, dell'onorevole Cintola,  TF H. 5, TF H.6 e TF  H7,
     dell'onorevole Papania  sono ritirati.

       L'Assemblea ne prende atto.

      L'emendamento TFH.9 e TFH.12, dell'onorevole Segreto  ed
      altri,   per  assenza  dall'Aula  del  firmatario   sono
      decaduti.
      Gli  emendamenti  TFH.10, dell'onorevole Formica,TFH.11,
      dell'onorevole     Formica,    TFH.13,    dell'onorevole
      Moschetto,    TFH.14,   dell'onorevole   Fleres,    sono
      ritirati.
      Gli  emendamenti  TFH.15 dell'onorevole  Panarello  TFH,
      16    e    TFH.17,   dell'onorevole   Capodicasa    sono
      improponibili.

     ODDO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ODDO  Signor Presidente, onorevoli colleghinon so  se  il
  Governo  ha  ulteriormente  attenzionato  la  tabella   "I",
  rispetto   agli   emendamenti  da  noi   presentati.   Credo
  assolutamente  di  no,  è  una tabella  che  sostanzialmente
  dovrebbe mettere seriamente mano a tutto ciò che è il  mondo
  della  produzione,   dei  settori produttivi  siciliani  che
  hanno  in  questo  momento,   non  solo  da  chiedere,    ma
  sopratutto  da proporre mi permetto di dire,   come  così  è
  stato   fatto   nelle  varie  audizioni  nella   Commissione
  competente.
     Volevo segnalare,  signor Presidente, che il lavoro delle
  commissioni  -  soprattutto della III non  so  le  altre   -
  come   è   già   capitato,   non  solo  rispetto  a   questa
  finanziaria,   è  stato  un  lavoro assolutamente  ignorato,
  sotto  tutti  i  punti  di  vista: da  quello  dell'attività
  emendativa,  a  quello  anche di ciò che hanno  prodotto  le
  audizioni,   e tutto si è ridotto a soo un milione  di  euro
  per  quanto  concerne i contributi per le  aree  attrezzate,
  articolo  57  della  legge n.  32. Dopo di  che  non  esiste
  altro.
   Noi   sappiamo  bene  che,  in  questo  momento,  riprendere   la
  discussione   della  funzione  e  di  ciò  che   potrebbe   essere
  significativo,  in termini di produzione, per le  Commissioni  può
  sembrare  una  forzatura, ma io, signor Presidente,  le  dico  che
  continuando così può anche scioglierle.
   Non  ha  senso  incontrare le categorie produttive  siciliane  in
  Commissione e avviare una trattativa, per poi, ancora  una  volta,
  ignorarne  il lavoro;  non solo, dando così una risposta indiretta
  alle  stesse categorie produttive che vengono invano audite  dalle
  Commissioni, non è utile
   Capisco  che  poi  le  logiche  del  Governo,  le  logiche  della
  maggioranza  sono  costituite  dall'esigenza,  tutto  sommato,  di
  arrivare  a  mettere  una fine e, dunque,  non  vale  la  pena  di
  ascoltare  o  di  parlare. Lo dico con estrema pacatezza,  ma  con
  tanta amarezza: non è possibile
   Ma  non  solo non è possibile perché ognuno deve fare il  proprio
  dovere  -  chi  fa  opposizione deve fare  opposizione  e  chi  fa
  maggioranza e sostiene un Governo deve fare la sua parte -  non  è
  possibile perché stiamo parlando dei settori produttivi siciliani,
  di  una  parte importante dell'economia siciliana. E  se  vogliamo
  parlare seriamente, e non solo declamare lo sviluppo, questo passa
  attraverso  soprattutto una politica e una strategia a  favore  di
  questi settori.
   E'  ormai superato, anzi superatissimo, anche il concetto di cosa
  può significare l'assistenzialismo e non solo perché c'è l'Europa,
  perché  c'è l'Unione europea, perché ci sono i regolamenti, perché
  ci  siamo  dati  la  legge  numero 32: su questo  possiamo  essere
  abbastanza chiari, non ci sono dubbi, nessuno pensa che, da questo
  punto di vista, si può passare attraverso vecchie logiche.
   Ma attenzione, se guardate la tabella I - come dicevo poc'anzi  -
  vedrete  che vi sono solo 2 miliardi per le aree attrezzate,  cioè
  per  quelle aree che sono state realizzate all'interno  di  piani,
  autorizzati,   a   loro  volta,  regolarmente   dagli   artigiani;
  successivamente, caro assessore Cimino, non c'è  più  niente,  non
  c'è traccia.
   Mi  chiedo  cosa  dobbiamo fare con tutte le zone  che  i  Comuni
  stanno  destinando  ai piani di insediamento produttivo,  lasciamo
  stare se quelli sono autorizzati con la variante o senza variante,
  dal  territorio  e  ambiente, ci sono  le  zone  una  volta  dette
  artigianali, oggi Piani di insediamento produttivo.
   Ho finito, signor Presidente, ma poiché potrei parlare ancora per
  qualche   secondo,  potrei  continuare  con  l'altro  emendamento,
  scelga lei.

   PRESIDENTE.  No, lei completi i suoi cinque minuti e per  piacere
  si attenga al Regolamento.

   ODDO.  Potrei  concludere  i  cinque  minuti  e  poi  intervenire
  sull'altro emendamento. Non vorrei generare insofferenza.

   PRESIDENTE. Lei ne ha il pieno diritto, se lo ritiene opportuno.

   ODDO.  Siccome  mi  iscrivo  fra gli  assistenti  manovali ,  non
  vorrei  andare incontro ad una certa insofferenza quando bisognerà
  discutere   di   alcune  questioni  che  intendo,   assolutamente,
  sottoporre all'attenzione dell'Aula.

   PRESIDENTE.   Ho il dovere di avvertirvi sul tempo  che  avete  a
  disposizione, poi voi vi potrete comportare come credete.

   ODDO.  Signor  Presidente,  mi  faccia  recuperare  questi  venti
  secondi che abbiamo perso a interloquire.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Oddo,  lei parli  abbondantemente  quanto
  crede,  personalmente ho il dovere di avvertirla che il termine  è
  trascorso.

   ODDO. La ringrazio, signor Presidente, dell'avvertimento.
   Mi domamdavo cosa ne facciamo dei PIP? Personalmente, non so se è
  stato mai fatto un monitoraggio per vedere quanti PIP vi siano  in
  questo  momento,  non  sono  nelle  condizioni  di  potere  essere
  attuati.
   Quanti  artigiani  hanno richiesto, nei  vari  Comuni,  di  avere
  assegnata  una  zona  dove potere insediare  la  propria  azienda?
  Ritengo  che quest'Aula sa bene, così come lo sa anche il Governo,
  che  in  questo  momento  sono  pochissime  le  zone  destinate  a
  insediamenti produttivi in cui possono essere realmente  insediate
  le  aziende,  così come sa bene che  nel momento  in  cui  debbono
  andare ad insediarsi, le aziende debbono farsi carico delle  opere
  di  urbanizzazione primaria e secondaria, poiché anche  da  questo
  punto  di  vista,  il Governo non mette a disposizione  che  pochi
  miliardi   ed   ormai  tutti  riconducibili  al   complemento   di
  programmazione.
   Il  resto  non  esiste. Non c'è una lira che viene  dal  bilancio
  regionale da  destinare a questi settori. I Comuni, evidentemente,
  che  presenteranno  le istanze regolarmente non  avranno  mai  una
  risposta.
   In  questo  momento  sono  allocati, in  quel  capitolo,  solo  5
  miliardi  per  la  realizzazione  delle  opere  di  urbanizzazione
  primaria  e secondaria. In un solo comune di circa 20.000 abitanti
  ce ne vogliono di più
   Ed  allora, lasciate stare se non si toccherà niente,  se  questi
  emendamenti  saranno  bocciati; non è  questo  che  mi  preoccupa.
  Vogliamo discutere seriamente di questo? Vogliamo fare in modo che
  le  Commissioni legislative permanenti siano utili?  Vogliamo  che
  funzionino seriamente e che facciano il loro dovere? Vogliamo  che
  tirino  fuori  anche  disegni di legge che  possono  venire  fuori
  anche, e soprattutto, da una interlocuzione e da un confronto  col
  Governo? Dobbiamo deciderlo  Altrimenti è ovvio che stiamo facendo
  altro.
   Signor  Presidente, le volevo intanto segnalare  un  errore  -  a
  quest'ora, sicuramente, e con l'aria che tira sarà poca cosa -  ma
  volevo  precisare che io non ho intendevo  emendare la tabella  C,
  perché non sarebbe stato assolutamente possibile, tant'è vero  che
  quella  era una I. Comunque,  non ha importanza, non è  questo  il
  punto.  Poi,  se  lei  lo  vuole riprendere  o  meno  e  darmi  la
  possibilità  non  di  due,  ma  di  cinque  minuti,  ne   possiamo
  discutere.
   Il problema reale è che ci troviamo dinanzi a questo scenario.  E
  lo  scenario  è  quello  che per le aree attrezzate  non  mettiamo
  niente  se  non  briciole; lo scenario è quello  della  questione,
  soprattutto, dei fondi CRIAS, dei fondi di rotazione dell'articolo
  48  della legge numero 32, che ormai comprende tutta una serie  di
  interventi.
   E,  vedete, c'è un'altra cosa curiosa. Non so se avete  avuto  la
  possibilità  di  valutarla, perché con quello che ci  avete  dato,
  cari signori del Governo, ci avete dato un allegato tecnico ed  un
  bilancio   dove  non  c'è  nemmeno  la  nomenclatura.   E'   quasi
  impossibile  leggerlo  Oppure bisogna fare uno studio attento  per
  andare ad individuare ciò che ciascuno cerca.
   Personalmente, ho cercato, per alcuni minuti, decine  di  minuti,
  di  capire  che  cosa, oggi,  l'articolo 48 permette  di  fare.  E
  l'articolo  48  dovrebbe permettere anche  di  erogare  il  famoso
  contributo  in conto capitale che tante piccole imprese  artigiane
  chiedono.
   Non  parlo  del  pregresso, non parlo di ciò che è  accaduto  dal
  1998/1999 fino al 7 luglio 2002. Parlo di altro  Parlo, cioè,  del
  fondo  perduto  così  come concepito dopo  che  abbiamo  fatto  la
  modifica all'articolo 49 della legge numero  32.
   Non  si capisce bene quello che intendete fare, perché in base  a
  ciò  che  è stato scritto nell'allegato tecnico, si parla solo  di
  credito agevolato.
   Desidero  che l'Assessore Cimino e l'Assessore Pagano prendessero
  in   considerazione  solo  per  cinque  secondi  questo   aspetto:
  nell'allegato tecnico l'articolo 48 viene richiamato come se fosse
  possibile   solo   operare  per  il  credito  agevolato.   Invece,
  l'articolo  48  ormai  comprende il credito  agevolato,  il  fondo
  perduto...

   PRESIDENTE. Sono passati i cinque minuti, onorevole Oddo.

   ODDO. Va bene, signor Presidente, chiudo questo intervento e poi,
  eventualmente,  mi  riservo  di  prendere  la  parole   sull'altro
  emendamento.
   Concludo  chiedendovi di valutare l'emendamento ed,  inoltre,  di
  farci  capire, come sia possibile con quelle poche somme  che  voi
  allocate  in  quel  capitolo, operare con il contributo  in  conto
  capitale,  perché  da  lì  non  si  evince.  Vorrei  che   venisse
  specificato meglio.
   Signor  Presidente, ho concluso;   mi riservo  di  parlare  sugli
  altri emendamenti.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento TFI.2, con il parere
  contrario del Governo e della Commissione.
   Chi è favorevole si alzi; chi è contrario rimanga seduto.

                           (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento TF.1, con il parere  contrario
  del Governo e della Commissione.
   Chi è favorevole si alzi; chi è contrario rimanga seduto.

                           (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento TFI.3, con il parere contrario
  del Governo e della Commissione.
   Chi è favorevole si alzi; chi è contrario rimanga seduto.

                           (Non è approvato)

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor Presidente, colleghi autorevoli mi consigliano  non
  solo  di  parlare poco, ma anche che se non parliamo è  la  stessa
  cosa;  me ne rendo conto,  però deve essere possibile, in  un'Aula
  parlamentare, segnare anche un passaggio dove ognuno si assume  le
  responsabilità delle scelte che fa.
   Personalmente,  domani riferirò agli artigiani che questo Governo
  non  vuole  saperne  di discutere di questi  argomenti.  Poi,  voi
  direte  che  noi siamo gli oppositori che strumentalizzano  e  che
  vanno  avanti  in  una determinata maniera, ma,  bisogna  comunque
  accettare  che ognuno deve fare, fino in fondo, la propria  parte,
  perché viceversa non si capirebbe cosa facciamo noi qui.
   La   questione   che  riguarda  la  procedura  automatica   dello
  sportello, contenuta negli articoli 48, 60,  cioè tutto quello che
  è  stato inserito nella legge numero 32, è importante poiché con i
  famosi 200 mila euro a sportello,  lasciamo stare poi la procedura
  valutativa,  tutto  quello  che  supera  una  certa  somma,    gli
  artigiani  siciliani, - che sono migliaia  e  che  sono  il  perno
  dell'economia  anche da questo punto di vista e che  concorrono  a
  determinare il PIL della Regione siciliana - lavorano,  mantengono
  le proprie aziende, le potenziano e non c'è bisogno di dire altro.
   E  noi,  anche su questo, non riusciamo a fare uno sforzo minimo.
  Nessuno  vuole  scrivere  qui  cifre,  sapendo  semplicemente  che
  servono per fare bassa propaganda.
   Si  vuole  discutere di questi argomenti, signor  Presidente   Mi
  dica  lei quando e mi dica - e ci dica - questo Governo quando  ne
  possiamo  discutere seriamente;  ed ha ragione qualche  autorevole
  collega  quando sostiene che  alla fine serve a poco, me  ne  sono
  reso conto non da ora, per la verità, ma da anni.
   Tuttavia,  vi dico di fare attenzione - perché, anche rispetto  a
  questo vi assumete una certa responsabilità come Governo -  a  non
  fare  almeno  uno  sforzo rispetto anche a poche lire  per  venire
  incontro ad esigenze che sono primarie per gli artigiani di questa
  nostra Terra.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento TFI.4, con il parere
  contrario del Governo e della Commissione.
   Chi è favorevole si alzi; chi è contrario rimanga seduto.

                           (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento TFI.5, con il parere contrario
  del  Governo e della Commissione. Chi è favorevole si alzi; chi  è
  contrario rimanga seduto.

                           (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento TF del Governo.
   Sono   le   tabelle  che  abbiamo  distribuito  sotto  forma   di
  riscrittura del testo iniziale.

   CAPODICASA.  Signor  Presidente, tutte  le  tabelle  in  un'unica
  votazione?

   PRESIDENTE.  Onorevole Capodicasa, è stato  proposto  come  unico
  emendamento  e  lo  si  è  fatto anche altre  volte,  è  assodato;
  naturalmente se lei ritiene possiamo farlo singolarmente, ma è una
  vecchia consuetudine.
   Pongo in votazione l'emendamento TF del Governo.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 27, nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 28.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 29.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa agli ordini del giorno.

   SPEZIALE. Signor Presidente, e gli aggiuntivi al testo?

   PRESIDENTE.  Non  ho alcuna difficoltà a farli votare,  ma  nella
  intesa   che  avevamo  raggiunto  la  totalità  degli  emendamenti
  dovevano essere ritirati.

   SPEZIALE. Faccio riferimento agli emendamenti alle tabelle.

   PRESIDENTE.  Mi  riferisco  alla riunione  tenuta  ad  inizio  di
  discussione, quando ancora le tabelle non erano state  trattate  e
  si è parlato degli emendamenti.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE.  Signor  Presidente, quando  ci  si  è  riuniti  con  i
  Presidenti  dei gruppi parlamentari si parlava, ovviamente,  degli
  emendamenti alle tabelle, ma anche degli emendamenti aggiuntivi.
   Infatti  mi  è  sembrato  di  capire che  alcuni   fossero  stati
  estrapolati  per sottoporli all'esame del Parlamento,   gli  altri
  sarebbero stati dichiarati improponibili.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Speziale,  non  voglio  insistere  perché
  chiaramente  ognuno  si  assume le proprie responsabilità,  ma  le
  posso testimoniare, se così si può dire, che con i Presidenti  dei
  gruppi  parlamentari abbiamo deciso, alle cinque  del  pomeriggio,
  che  tutti gli emendamenti sarebbero stati ritirati.
   E' comunque nel pieno diritto dirci che quell'accordo salta.

   SPEZIALE. Alle cinque del pomeriggio, signor Presidente, le posso
  assicurare che non ero nella sua stanza.

   CINTOLA.  Alle  cinque  del pomeriggio  per  voler  dire  che  si
  trattava della riunione pomeridiana.

   PRESIDENTE. Onorevole Speziale ha facoltà di parlare. Ci illustri
  la sua verità.

   SPEZIALE.  Nessuna verità, signor Presidente.  Volevo  solo  dire
  questo:  c'è  un  buon numero di emendamenti  aggiuntivi  i  quali
  devono  essere posti in votazione dal Parlamento, prima di passare
  all'ordine del giorno.
   Siccome   si  può  procedere  celermente  attraverso  il   doppio
  meccanismo, nel caso in cui vengano dichiarati improponibili dalla
  Presidenza  o  nel  caso  in cui alcuni parlamentari  li  ritirano
  possiamo arrivare speditamente all'approvazione del testo.

   PRESIDENTE. Ne prendo atto, onorevole Speziale.

   CINTOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CINTOLA.  Signor Presidente, pacta servanta sunt,  comunque   non
  sai  mantenere  le  parole e poiché sei Presidente  di  un  gruppo
  parlamentare  devi essere leale e confermare gli impegni  che  hai
  assunto.
   Se  poi  vieni smentito dal tuo gruppo, non c'è nulla di  strano,
  può  capitare, ma è pur vero che ci siamo ritrovati  per  l'intero
  pomeriggio dal Presidente dell'Assemblea.
   Onorevole Speziale, non c'era solo un accordo, c'era molto di più
  di  un accordo  Il Presidente dell'Assemblea ci ha comunicato  che
  soltanto quindici degli emendamenti erano proponibili.
   E'  possibile  che  ci  sia un equivoco adesso,  ma  soltanto  15
  emendamenti erano proponibili e su quelli il Presidente del gruppo
  parlamentare,   onorevole Speziale, per  essere  sempre  onesto  e
  leale,  ha proposto al Governo che qualora avesse ritirato il  26,
  mantenendo   solo  i  7  tecnici,  tutti  avremmo   ritirato   gli
  emendamenti.
   E  se  l'onorevole Speziale vuole dire che c'è stato un equivoco,
  le dico che la proposta partì da me, poi lei la riprese ed in base
  alla sua proposta noi accettammo che il Governo riducesse da 33  a
  7  i  punti  dell'articolo  26 e che  tutti  gli  emendamenti  non
  venissero ritirati.
   Se ora però ne vuole letti 15 perché vengano bocciati tutti, come
  lei  ha  accettato, e questo lo dico però a onore della Presidenza
  dell'Assemblea  che  ha  detto  cosa  giusta  e  leale,  a   onore
  dell'incontro  che  abbiamo fatto, nemmeno  sui  15  dovremmo  più
  interloquire dentro l'Aula.
   Possiamo  chiudere l'equivoco, giurì d'onore non  ne  chiedo.  E,
  però,  intendo  ribadire un concetto: guai a  non  intenderci  più
  quando   facciamo   gli   incontri  tra   Presidenti   di   gruppi
  parlamentare,  perché noi abbiamo dei gruppi  ai  quali  diamo  la
  nostra  risposta  e  non  possiamo  diventare  bugiardi  nei  loro
  confronti.
   Abbiamo detto che non c'erano più emendamenti da portare in  Aula
  in  discussione, pertanto vorrei pregare l'onorevole  Speziale  di
  tenere  conto  che  ancorché lui avesse voluto  dire  qualcosa  di
  diverso,   considerata  l'interpretazione  generale,   si   adegui
  adesso,  e  qualora  non  volesse farlo ci lasci  fare,  viceversa
  diventerebbe  difficile, per l'avvenire,  tentare  di  incontrarci
  anche  per  le cose che sono alla luce del sole, per le quali  non
  c'è niente da nascondere.
   Tra  l'altro  l'articolato è finito, quindi a  cosa  li  vogliamo
  aggiungere?  Le  tabelle  le abbiamo votate  e  non  possiamo  più
  modificare nulla, possiamo leggerli,  ma non c'è modo  di   andare
  avanti  e  questo l'abbiamo fatto in perfetta buona fede,  sapendo
  esattamente  di  avere  accettato  una  sua  proposta,   che   ora
  personalmente  la invito a non modificare al fine di consentire il
  regolare svolgimento dei lavori.
   Se  ci  fosse un solo emendamento che viene accettato e approvato
  dall'Aula  come  potremmo  andare  avanti   con  le  tabelle   già
  approvate?

                        Sull'ordine dei lavori

   CAPODICASA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPODICASA. Signor Presidente, vorrei che lei ci rassicurasse sul
  fatto  che è Presidente dell'Assemblea e non interprete dei  patti
  che non sono vincolanti, onorevole Cintola, violando i regolamenti
  e i diritti del singolo parlamentare.
   Ho   presentato  l'emendamento  ed  ho  il  diritto  di   vederlo
  dichiarare  improponibile  o  di vederlo  discusso  e  bocciato  o
  discusso e approvato. Non esiste che si fa una specie di mazzo  di
  carciofi  che  si mette da parte oppure se ne estrapolano  15  per
  farci la cortesia di leggerceli in Parlamento.
   La  cortesia  che  ci  viene  fatta è  che  vengono  letti  i  15
  emendamenti  che  sono stati estrapolati perché  non  li  possiamo
  neanche   più  approvare   La  qualcosa,  onorevole  Cintola,   se
  proveniente da un componente della Commissione per il  Regolamento
  - che in quanto tale, pertanto, si è occupato del funzionamento di
  questo Parlamento - mi sembra grave.
   Allora,  signor Presidente, non siamo qui per  fare la  muzziata'
  finale;  da questo momento, e lo dichiaro anche al mio Capogruppo,
  non  so  per il futuro, ma per come stanno andando le cose  questa
  volta,  non  riconosco più nessun patto che violi i regolamenti  e
  che violi  i diritti dei parlamentari.
   Deve  essere  chiaro  che  non  è  possibile  oggi  che  trecento
  emendamenti    si   possano   dichiarare   tutti   proponibili   o
  improponibili:  non  è ammissibile la voce che  oggi  è  circolata
  secondo  la  quale  il  Presidente  li  avrebbe  dichiarati  tutti
  improponibili; il Presidente non è al di sopra del Regolamento, ne
  è, invece,  interprete e custode e, quindi, dichiara improponibili
  quelli che sono improponibili e non perché c'è un accordo politico
  in tal senso.
   Io  pretendo,  esigo che la Presidenza dell'Assemblea  garantisca
  che  ci  sia  una regolare procedura. Non possiamo ridurre  questa
  Assemblea  al  livello di un consiglio comunale o di un  consiglio
  circoscrizionale.  Il  problema  sta  nel  manico.  Non   si   può
  stabilire,   cioè,    che   dobbiamo  concludere   necessariamente
  finanziaria  e bilancio entro questa notte, con tre giorni  o  due
  giorni  di  discussione.  Il bilancio e le  legge  finanziaria  si
  discutono fintanto che c'è bisogno di discutere.
   Poi Governo e maggioranza hanno  tutto il diritto di bocciare hli
  emendamenti  e  di chiederne il ritiro; hanno il diritto  di  fare
  tutto  quello  che  è  nelle loro  facoltà.  Ma  non  è  possibile
  accorciare  i  tempi: Natale è vicino, è alle  porte   e  tutti  i
  parlamentari hanno  la borsa pronta,e gli alberghi disdetti e sono
  pronti a rientrare nelle loro case.
   Non è possibile operare in questa maniera, e comprendo purtroppo,
  signor  Presidente,  che  la procedura che  si  è  adottata  ormai
  impedisce l'esame ...

   SPEZIALE.  Non  è  così, onorevole Capodicasa, il  Presidente  ha
  detto  che questi emendamenti sono improponibili e che ce ne  sono
  quindici o dodici proponibili.

   CAPODICASA.  Dopo che abbiamo approvato tutte le  tabelle  vorrei
  capire come funziona questa macchina.
   Credo  che  il problema grave è che ci sia una fregola. Onorevole
  Cintola,   lei  è  uno  dei  responsabili.  Non  può  ogni   volta
  sollecitare  di far presto e lamentarsi per quanto  si  parla   Ma
  perché  si  alza e perché chiede la parola? Noi dobbiamo esaminare
  emendamenti ed articoli così come è nostra competenza fare e tutto
  non  può diventare una perdita di tempo, quasi una offesa per  gli
  altri  che  sono  qui a bivaccare e che aspettano solo  l'ora  per
  andarsene a casa. A quel punto,  è chiaro che tutto viene alterato
  nelle sue funzioni.
   Quindi  per quanto mi riguarda, per la concezione che ho del  mio
  lavoro,  della mia funzione nella quale ancora credo, ritengo  che
  questo  sia  un metodo che deve essere abbandonato e mi  consenta,
  signor Presidente, la Presidenza dell'Assemblea non può rimettersi
  agli  accordi  che  intervengono tra i Gruppi  se  questi  accordi
  violano le procedure regolamentari.
   La Presidenza deve invece garantire la regolarità dei lavori.

   PRESIDENTE.  Voglio  dare una risposta all'onorevole  Capodicasa.
  Credo  che  l'onorevole Capodicasa abbia fatto una fuga in  avanti
  rispetto  al  tema che ha sollevato e che io condivido pienamente,
  ma naturalmente è preferibile il dialogo con l'onorevole Cintola.
   E'  una  fuga  in  avanti,  onorevole Capodicasa,  in  quanto  io
  condivido  in pieno la sua impostazione, a parte il fatto  che  in
  politica si cerca sempre un'intesa chiunque siano i presidenti  di
  Assemblea,    i  capigruppo,  o  comunque  gli  uomini   politici;
  un'intesa  si  ricerca  sempre ed è giusto raggiungerla  quando  è
  possibile,   a   parte  in  questo  caso   che   è   assolutamente
  irrilevante. Se lei mi avesse ascoltato senza chiedere  la  parola
  sull'ordine dei lavori, ma mi avesse consentito di dire quello che
  stavo  per  fare,  si  sarebbe reso conto  che  ero  concretamente
  d'accordo  con quanto lei ha sostenuto: stavo per dare  la  parola
  all'onorevole Speziale per gli emendamenti ed il primo era  quello
  contrassegnato  A.166 che, portando la sua firma,  avrebbe  potuto
  illustrare lei.
   Ho  dovuto rilevare che si trattava, secondo il mio modesto punto
  di  vista,  di un cambiamento di strategie e di atteggiamento  ma,
  dopo   averlo  detto,  stavo  per  dare  la  parola  all'onorevole
  Speziale,  convinto come sono che non c'é accordo che  tenga,  nel
  rispetto di una procedura che io sono tenuto a rispettare.
   Ripeto,  se  lei  me  lo  avesse consentito,  probabilmente,  non
  avrebbe avuto l'occasione di questa protesta.
   Perché resti agli atti, preciso le conclusioni cui è pervenuta la
  Presidenza, con il conforto degli Uffici.
   Con  riferimento  agli  emendamenti  che  tendono  ad  introdurre
  articoli  aggiuntivi,  dichiaro che soltanto  gli  emendamenti  di
  seguito  elencati  sono  proponibili,  in  quanto  realizzano   le
  condizioni di ammissibilità indicate dalla Presidenza nella seduta
  n. 176 del 16 dicembre 2003:
       - emendamento A.123, degli onorevoli Segreto ed altri;
       -   emendamento   A.160,  degli  onorevoli   Speziale   e
     Capodicasa;
       -  emendamento  A.150,  degli  onorevoli  De  Benedictis,
     Speziale ed altri;
       - emendamento A.102, dell'onorevole Formica;
       -  emendamento A.143, degli onorevoli Leontini, Fleres ed
     altri;
       -  emendamento A.36, degli onorevoli Leontini, Fleres  ed
     altri;
       - emendamento A.46, dell'onorevole Raiti;
       - emendamento A.45, dell'onorevole Papania;
       - emendamento A.38, dell'onorevole Acierno;
       -   emendamento  A.180,  degli  onorevoli  Capodicasa   e
     Speziale;
       -   emendamento  A.157,  degli  onorevoli  Capodicasa   e
     Speziale;
       -   emendamento  A.181,  degli  onorevoli  Capodicasa   e
     Speziale;
       -   emendamento   A.166,  degli  onorevoli   Speziale   e
     Capodicasa.

   Allora,  poiché  ha  ragione l'onorevole Capodicasa,  si  discute
  degli emendamenti resi proponibili. Perché sono solo 15? Non é per
  l'intesa  raggiunta a livello di Capigruppo - di questo,  infatti,
  non  abbiamo  parlato - quanto piuttosto perché,  liberamente,  ho
  ritenuto di riconoscerne proponibili 15.
   Il  primo  é esattamente questo, a firma dell'onorevole Speziale,
  A.166.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, le  sono  grato
  per  il  fatto che lei ha concorso al chiarimento dell'emendamento
  A.166  e vorrei che l'onorevole Cintola che interpreta ed  ha  una
  visione  soggettiva... Io pensavo di avere capito male. Ho chiesto
  all'onorevole Leontini se avevo capito male e lui mi  ha  risposto
  che avevo capito benissimo.
   Il  Presidente dell'Assemblea, così come è nelle sue prerogative,
  correttamente,   ci   ha   comunicato   che   avrebbe   dichiarato
  improponibili un numero consistente di emendamenti. Dopodiché,  ci
  ha  comunicato  che,  soltanto 15, secondo  la  Presidenza,  erano
  proponibili   e   12   -  riporto  testualmente   -   di   incerta
  proponibilità, tant'é che ci vennero forniti, anche informalmente,
  gli   emendamenti  che  avrebbe  dichiarato,  secondo   l'autonoma
  valutazione del Presidente, proponibili.
   Stasera,  ad  un certo punto, forse per  uno stato  confusionale,
  avevo  capito che la discussione si fosse conclusa, visto  che  si
  stava passando agli ordini del giorno senza portare all'esame  del
  Parlamento  neanche gli emendamenti dichiarati  proponibili.  Sono
  intervenuto,  pertanto,  per  sollecitare  la  discussione   degli
  emendamenti  che la Presidenza dichiara proponibili.  Tutto  si  é
  svolto, quindi, non dentro una  pattiata' che riguardava il  fatto
  che  i  Capigruppo  avessero deciso quale  emendamento  dichiarare
  proponibile, tant'é vero che quando sono arrivato nella stanza del
  Presidente, gli emendamenti dichiarati proponibili erano stati già
  stralciati    Non  ho  partecipato  a  nessuna  dichiarazione   di
  proponibilità o improponibilità degli emendamenti
   Fatto   questo   chiarimento,  preciso  di  aver  presentato   un
  emendamento il cui testo si illustra autonomamente: tuttavia, esso
  consente  una  redistribuzione più razionale,  nei  confronti  dei
  Consorzi  di  bonifica, a garanzia e sicurezza delle strutture  in
  cui,  molte  volte, c'é una sperequazione nella distribuzione  dei
  fondi; per cui, con questo emendamento di programmazione - spero -
  possa   esserci   un  riequilibrio,  nella  misura   in   cui   si
  distribuiscono fondi nei confronti di quei Consorzi che posseggono
  le dighe, in modo tale da garantire la sicurezza delle stesse.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento n. A.166. Il  parere
  del Governo?

   PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,   vicepresidente   della  Commissione   e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  é  favorevole si alzi; chi  é  contrario  resti
  seduto.

                           (Non é approvato)

   Si passa all'emendamento A.181.

   CAPODICASA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPODICASA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo  é  un
  emendamento  che  dovrebbero  ben  conoscere  l'assessore  per  il
  bilancio,   il   Presidente  della  Regione  e  l'assessore   alla
  cooperazione.
   Si  tratta  di una norma di finanziamento, di una legge impugnata
  dall'Unione Europea - la cui impugnativa é durata ben 9 anni  -  e
  che,   dal  momento  che  ha  ricevuto  il  via  libera  da  parte
  dell'Unione  Europea medesima, adesso i beneficiari attendono  che
  siano appostate le somme.
   Nella  precedente variazione di bilancio, l'Assessore  competente
  ci  disse  che non poteva darsi luogo a tale finanziamento  perché
  non  era  quantificata  la  cifra da appostare  nonché  per  altre
  considerazioni che non sto qui a riprendere.
   Essendo presente il Presidente della Regione e l'Assessore Cimino
  -  che più volte mi ha invitato a partecipare a riunioni presso il
  Ministero  per  consentire lo sblocco della legge  -  ebbene,  dal
  momento  che  il  Ministero si è attivato  e,  nel  Consiglio  dei
  Ministri  per  l'agricoltura, si è ottenuto lo sblocco  auspicato,
  adesso  dobbiamo appostare le somme necessarie perché le banche  -
  compreso  l'IRCAC  -  stanno procedendo: sono  in  corso  giudizi,
  sembrerebbero perfino giunti alla fase conclusiva, e  pertanto  si
  rende  necessario  sapere se consentire di aggredire  i  beni  dei
  soggetti  ai  quali  fa  riferimento la  legge,  o,  diversamente,
  intervenire per tempo.
   Ovviamente, mi attendo che sia il Presidente della Regione che si
  è  impegnato più volte con le organizzazioni sindacali, a dare una
  risposta.

   CINTOLA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio richiamare
  l'attenzione   su  quanto  sta  avvenendo:  è  tutto   contro   il
  Regolamento  Noi abbiamo approvato le tabelle.
   Veda,  signor  Presidente, se uno solo degli emendamenti  dovesse
  passare,  non  potrebbe mai essere accolto perché l'Aula  non  può
  votare due volte sullo stesso argomento.

   ACIERNO. Non è così

   CINTOLA.  Ma l'Assessore Pagano continua ad avere altri  problemi
  che sono fuori dagli interessi dell'Aula
   Allora,  debbo  dire  con  certezza,  l'onorevole  Capodicasa  ha
  parlato prima di me, guardando al Regolamento e dicendo  onorevole
  Cintola,  lei  non me lo può dire per cortesia che  mi  legge  gli
  emendamenti  ;  però,  ha confermato, nel  suo  intervento  -  poi
  vediamo il resoconto stenografico, lui che conosce il Regolamento,
  molto  più  di  tanti  altri - che, approvate le  tabelle,  questi
  emendamenti non possono essere esaminati dall'Aula.
   Allora  io sostengo che è impossibile che, fatto un accordo,  può
  essere  che  lo  stesso sia stato equivocato: abbiamo  sentito  la
  proposta fatta dal capogruppo dei DS, onorevole Speziale,  c'erano
  pure i Capigruppo, onorevoli Ortisi, Barbagallo  non è possibile
   Non siamo soltanto calpestando il Regolamento. Allora, non voglio
  essere  presente nel momento in cui avvengono queste cose e voglio
  invitare il Presidente a sospendere la seduta per due minuti  e  a
  riportare dentro le regole l'Assemblea.

   FORGIONE. Andiamo avanti

   CINTOLA.  Andare  avanti con 250 emendamenti, uno  dopo  l'altro,
  sapendo   che  non  se  ne  può  approvare  neppure   uno   perché
  significherebbe modificare le tabelle già approvate?
    A cosa serve? Serve a non identificarci più come classe politica
  nel  ruolo  che  abbiamo?  Per quanto mi  riguarda,  senza  volere
  intralciare i lavori dell'Aula....

   MICCICHE'. Ci sono emendamenti che non comportano spesa

   CINTOLA.  Preferisco allontanarmi un po', aspettare  che  finisce
  questa  tiritera  ma  non  prima di due minuti  di  sospensione  e
  parlare con i capigruppo e dire che ciò che è stato fatto, è stato
  fatto
   Per l'avvenire, questo non potrà mai più succedere. E allora,  ha
  ragione  il collega Capodicasa quando dice, ancora una volta,   io
  parlo  per  l'avvenire,  non parlo più  per  il  presente   ormai,
  definitivamente,  non  più  proseguibile:  approvate  le  tabelle,
  infatti,   non   si   possono  più  mettere  in  discussione   gli
  emendamenti

   PRESIDENTE. Onorevole Cintola, devo precisare un elemento che  le
  sta  sfuggendo. Sulla tematica degli articoli o degli  emendamenti
  aggiuntivi,   di   cui   abbiamo  parlato  abbondantemente   ieri,
  l'intenzione  di  uno  spostamento in  coda  è  stata  espressa  e
  formalizzata per cui era giusto che si creasse un'appendice finale
  per questo argomento.
   Il  discorso degli accordi di questo pomeriggio è saltato per  la
  libera  e  legittima decisione di chi ha ritenuto di  non  seguire
  quel  tipo  di  intesa.  Peraltro, la  questione  dei  cambiamenti
  tabellari  -  che  incidono  fatalmente  anche  sugli  emendamenti
  aggiuntivi  - si può considerare risolta e definitivamente  chiusa
  perché   nessuno   degli  emendamenti  tabellari  può   comportare
  conseguenze su questi emendamenti che non riguardano assolutamente
  elementi delle tabelle. Per cui questo rischio non ci sarebbe.
   Invito,  pertanto,  l'onorevole Cintola  a  rinunciare  a  questa
  richiesta  di sospensione per una esigenza di rapidità.  Direi  di
  continuare a discutere gli emendamenti e porli ai voti.

   LO GIUDICE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  GIUDICE. Signor Presidente, nonostante il suo grande  sforzo,
  comprenderà  che stiamo proseguendo i lavori con  un  andamento  a
  sinusoide: discutiamo, non discutiamo, ci fermiamo, alla fine, non
  so  se  ci  sono  stati patti, se non ce ne  sono  stati,  non  mi
  interessa,  però,  il  mio  buon senso  dice  che  c'erano  alcuni
  emendamenti  miei  che  potevano essere proponibili  o  meno;  per
  quanto mi riguarda, tuttavia, se lei ha deciso così, mi sta  bene,
  non ho niente da dire.
   Questo non significa, però che, perché io sono stato privato  dei
  miei emendamenti - che erano aspettative legittime di certe realtà
  del  territorio  - devo essere parimenti contrario  per  forza  ad
  altri  emendamenti che possono avere un senso di  giustezza  e  di
  giustizia.
   Io   faccio  mio  l'emendamento  dell'onorevole  Capodicasa   che
  riguarda 15.000 euro concernente il rimpinguamento della legge: ci
  sono  tanti  cantieri siciliani che stanno fallendo  per  problemi
  bancari che, con urgenza, stanno mettendo i sigilli. C'è gente che
  fallisce
   Allora,  mamma  Regione  è  grande: da un  lato,  colloca  20.000
  precari,  dall'altro compie altre cose encomiabili,  apprezzabili;
  però, alla fine, ci sono padri di famiglia che stanno fallendo, ai
  quali  si sta pignorando la casa perché noi non impinguiamo questa
  legge
   Questo  emendamento  non  lo avevo neanche  visto,  l'ho  sentito
  proprio ora dall'onorevole Capodicasa e, per quanto mi riguarda  -
  mentre dell'intervento del collega alcune cose non le condivido  e
  non  sono  degne  di lui (non ci sono parlamentari che  bivaccano,
  forse, ci sono parlamentari che hanno il buon senso di capire  che
  certe  cose  si  possono fare e certe cose  no )  -trattandosi  di
  colleghi  che  sono  ordinati, attenti, educati  ad  ascoltare,  a
  seguire e a votare, piuttosto che bivaccare...

   D'ANTONI. Bravo  Parlamentari che bivaccano non ce ne sono

   LO  GIUDICE. Non ci sono parlamentari che bivaccano  Non è perché
  c'è  il tuo Gruppo che è vivace, che interviene, perché c'è  forse
  qualche  emendamento  che  non  c'è, possibilmente  interessato  o
  interessante per qualcuno, per qualche deputato, per qualche zona
  Non  voglio tornare al discorso di ieri sera  gli altri  bivaccano
  perché hanno il buon senso di capire. Il pacta servanta sunt è una
  cosa  che ci amareggia molto, non credo che ce ne siano stati,  ma
  anche se ce ne fossero stati, il Presidente dell'Assemblea si  sta
  muovendo con grande correttezza e linearità, tant'è che li  stiamo
  discutendo.
   Signor Presidente, non sono d'accordo che, anche se si discutono,
  devono  essere  tutti bocciati: ci può essere qualche  emendamento
  degno  di attenzione e, quindi, invito il Governo a dare a  questo
  emendamento  parere  favorevole perché  si  rivolge  a  tantissime
  famiglie siciliane che rischiano di andare sul lastrico

   ODDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  anche  io  vorrei
  porre  una  domanda.  Mi  creda, non è una  domanda  provocatoria.
  Vorrei  sapere  dall'onorevole Lo Porto, Presidente dell'Assemblea
  regionale  siciliana,  se posso avere la  tranquillità  di  essere
  salvaguardato  nell'espletamento del mio  mandato.  Lo  chiedo  in
  maniera,  lo  ripeto  ancora  una volta,  a  scanso  di  equivoci,
  assolutamente fuori da qualsiasi provocazione  Lo dico  subito  il
  perché, signor Presidente.
   Io,  come  altri  colleghi,  credo  che  vogliamo  in  quest'Aula
  espletare,  fino  in  fondo,  il  nostro  mandato:  e  non  voglio
  richiamare nessun elemento contenuto nei giuramenti che ognuno  di
  noi  presta  prima di insediarsi, prima di assumere la  carica  di
  deputato dell'Assemblea regionale siciliana.
   E  sono  esterrefatto e stanco di sentire sermoni in questa  Aula
  che  interpretano  il Regolamento quando è lei piuttosto  il  solo
  soggetto   garante  che  interpreta  il  Regolamento   per   farlo
  applicare.
   Sono  stanco di ascoltare in questa Aula che si narrano  i  patti
  conclusi  fra  l'opposizione e la maggioranza per  come  conviene,
  strumentalizzandoli: sono stanco e le dico che è  giusto  che  noi
  chiediamo  a  lei, che fino in fondo, si spenda per  salvaguardare
  l'immagine  di  questa Aula. E la dignità, se mi si  permette,  di
  quest'Aula.
   Dopodiché, abbiamo dinanzi uno scenario di questo tipo: per anni,
  abbiamo  opposizione e governo. L'allora assessore all'agricoltura
  era   l'onorevole   Presidente  della  Regione.  Trattato   questo
  argomento con estrema serietà e sapendo che dovevamo fare tutto lo
  sforzo  necessario per mettere in condizione centinaia di famiglie
  di   non   essere  continuamente  sottoposte  a  veri   e   propri
  sconvolgimenti  della loro vita quotidiana e,  lasciatemelo  dire,
  non so drammatizzando
   In  queste ore, in questi giorni, si sono tenute udienze  dove  i
  soci  fidejussori  della legge 37 del  94 hanno  solo  una  colpa,
  quella  di essersi fidati di un'impostazione che era, diciamo,  di
  politica  agricola,  di organizzazione anche  di  alcuni  settori,
  soprattutto  quello  della  vitivinicoltura.  Si  sono  fidati  di
  questo, signor Presidente. Non hanno altre responsabilità
   Ebbene, continuiamo ad incontrarci e pretendiamo che fra  di  noi
  ci sia il massimo rispetto, anche per quello che ci diciamo: ed  è
  giusto  essere  leali nei rapporti tra opposizione e  maggioranza,
  nei rapporti tra opposizione e governo; è giustissimo
   Ma vedete, quando questo significa dilazionare continuamente, non
  affrontare  i  problemi, poi, va a finire che in  questi  rapporti
  viene  meno la fiducia. Guardate, a me sta venendo meno una  parte
  importante del rapporto che deve esserci, leale e costruttivo, tra
  opposizione  e  maggioranza: non vedo  niente  di  strano  se  noi
  appostiamo questa cifra e diamo già un segnale chiaro. Se  poi  il
  Governo mi continua a sostenere quello che ha sostenuto in  alcuni
  sedi - che vuole andare evidentemente a negoziare con le banche  e
  vuole  trovare  un  punto di equilibrio per fare  una  transazione
  virtuosa - ebbene, sono d'accordo, ma questo non confligge con  il
  fatto  che  dobbiamo  dare un segnale, domani  mattina,  a  queste
  centinaia di famiglie che si trovano in una situazione disperata
   E  lo sappiamo tutti, onorevole Presidente della Regione: perché,
  oltretutto,  lei, per anni, è stato appunto, come  ricordavo  poco
  fa, assessore all'agricoltura di questa benedetta Regione
   Allora,  vediamo  un  attimo  di non  cavillare  sulle  questioni
  regolamentari:  poc'anzi, noi stavamo procedendo ad  approvare  la
  tabella  riepilogativa, prima ancora di approvare dalla  "A"  alla
  "L":  e questa opposizione è stata in questa Aula costruttivamente
  e responsabilmente a fare la sua parte.
      Allora  smettiamola  di  cavillare:  quando  fa  comodo   alla
  maggioranza, si cavilla, quando non fa comodo, non si cavilla  Non
  è un gioco leale
   Il  gioco  leale  è che siamo qui ad affrontare  le  questioni  e
  cercare di risolverle  Quello è un altro gioco: di narrare le cose
  come  si  vuole  e cavillare sulle questioni, dal punto  di  vista
  regolamentare.  Il  Regolamento, più o meno, lo conosciamo  tutti,
  signor Presidente  Tutti lo conosciamo
   E,  dunque,  affrontiamo bene la questione; se  non  la  vogliamo
  affrontare, vediamo chi è disponibile, invece, a discutere e  fare
  una  battaglia  e  chi invece si arrocca e dice di  no  (e  domani
  mattina,   si   deve  sapere  chi  dice  di  no   e   chi   invece
  sostanzialmente  è per una certa tesi): questa è  la  politica  mi
  hanno  insegnato  tempo  fa.  Non lo  so,  se  nel  tempo,  forse,
  dimenticheremo tante cose

   PAGANO,  assessore  per  il bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PAGANO,  assessore per il bilancio e le finanze. Spero di  essere
  breve  perché non è nostra intenzione polemizzare su un  argomento
  che,  certamente,  fa  soffrire molti in Sicilia  e  che  ci  vede
  assolutamente  solidali.  Su questo argomento  non  c'è  destra  e
  sinistra,  non  ci  sono  contrapposizioni,  c'è  la  volontà   di
  risolvere il problema
   Noi,  circa un mese fa, per la prima volta - ripeto, per la prima
  volta  un  mese  fa  - abbiamo ricevuto una ampia  delegazione  di
  questa  categoria  che  ci  spiegava il problema  (che  finalmente
  Bruxelles aveva riconosciuto le ragioni), erano presenti in questa
  riunione, dimenticavo, autorevoli parlamentari. In quell'occasione
  abbiamo  spiegato  che  il  Governo non era  nelle  condizioni  di
  emettere cash per 150 milioni di euro - così era, perché fu detto,
  apertamente,  forse,  anche  di più - e  comunque,  erano  calcoli
  assolutamente a spanna che non potevano essere affrontati  in  una
  logica  intelligente,  razionale e moderna,  come  quella  di  cui
  questa Regione si vuole dotare, forse non ci riuscirà mai, ma  per
  lo meno, le intenzioni ci vogliono essere
   Abbiamo   tuttavia  spiegato  a  questa  categoria,  con   grande
  pazienza,  e  abbiamo ricevuto riscontro, che  era  indispensabile
  procedere  ad  un  confronto con le banche e, quindi,  a  un  vero
  monitoraggio   per   cercare  di  sapere,  realmente,   a   quanto
  ammontassero le cifre: quanto la quota capitale e quanto la  quota
  interessi.
   Questo iter complesso, lungo, difficile è già partito; tra un po'
  prenderà  la parola l'onorevole Cimino, nella sua qualità,  perché
  il  suo  assessorato  ha  già  fatto partire  questa  modalità  di
  intervento  che  vedrà  un confronto serio  con  gli  istituti  di
  credito,  la  capacità di sapere finalmente l'entità dell'importo,
  in  quota capitale e in quota interesse, e quindi - con il  potere
  negoziale  che  deriva da noi, non certo dai nostri cooperatori  -
  affrontare un serio ragionamento in termini di transazione.
   Non  è improbabile che riusciremo ad ottenere uno sconto - usiamo
  un termine improprio ma che rende l'idea - non indifferente.
   Io  spero  che,  una  volta per tutte, siano fugati  i  dubbi  e,
  soprattutto,  venga  compreso  che su  questo  argomento  non  c'è
  volontà di speculare. Onorevole Oddo, per favore, usiamo tutte  le
  parole  che  vogliamo ma non su questi argomenti,  non  su  queste
  cose, perché certamente siamo d'accordo e siamo tutti dalla stessa
  parte e vogliamo risolvere un problema seriamente.

   CIMINO,    assessore   per   la   cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CIMINO,    assessore   per   la   cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato   e   la  pesca.  Signor     Presidente,   onorevoli
  colleghi,  riprendendo l'intervento dell'assessore Pagano,  voglio
  ricordare  come  grazie  all'impegno dei deputati,  con  le  varie
  riunioni  tenutesi  a  Roma  e anche  con  gli  incontri  avuti  a
  Bruxelles,   questa   problematica  dei  soci  fideiussori   delle
  cooperative agricole sta avendo un esito positivo.
   Il Governo vuole riuscire a risolvere questa problematica e già i
  miei  uffici, subito dopo la riunione avuta con i soci fideiussori
  delle  cooperative,  insieme  ai  dirigenti  dell'assessorato   al
  bilancio,  hanno  predisposto  tutto  l'ammontare  necessario   e,
  quindi,  quantificato  la necessità delle  somme  e,  allo  stesso
  tempo,   hanno  già  spedito  alle  banche  tutte  le  indicazioni
  necessarie per poter procedere ad un'ipotesi di transazione.
   Posso   rappresentare  -  e  gli  onorevoli  Oddo  e   Capodicasa
  conoscono  la volontà di procedere in questo percorso,  così  come
  anche voglio informare l'onorevole Lo Giudice - che su questo tema
  ci stiamo confrontando, con grande attenzione: e non è il problema
  dei  fondi  di  questa sera che riesce a risolvere  questa  annosa
  questione, bensì l'impegno che il Governo assume - e ha continuato
  ad   assumere   anche  nelle  sedi  che,  è  bene  gli   onorevoli
  parlamentari   conoscano   -  per  risolvere   questa   situazione
  drammatica di tutte le famiglie.
   E,  proprio perché è una questione seria e anche gli istituti  di
  credito  che  abbiamo, in questi giorni, avuto modo di incontrare,
  conoscono  il  problema non viene sicuramente risolto  con  questo
  emendamento,  ma  con  l'iniziativa che  stiamo  avviando  con  le
  singole  banche, e soprattutto, con l'IRCAC che avrà, a breve,  un
  consiglio  di amministrazione già operativo per dare  inizio  alle
  transazioni.
   A  nome del Governo, e così, in pieno accordo con il Presidente e
  con l'assessore al bilancio, su questa linea, ci stiamo muovendo e
  vogliamo riuscire a mantenere questo tipo di impegno preso  con  i
  soci fideiussori e con la stessa Comunità europea.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE.  Signor Presidente, apprezzo il fatto  che  il  Governo
  abbia  contezza  di una situazione drammatica che,  come  è  stato
  evidenziato  anche  da  altri  colleghi,  interessa  centinaia  di
  famiglie della nostra Regione.
   Le  osservazioni fatte, tuttavia - sia dall'onorevole Pagano  che
  dall'onorevole Cimino - affrontano parzialmente il problema, molto
  grave, al punto che non ci pare che l'intervento, seppure positivo
  delle  banche,  anche attraverso l'IRCAC, possa essere  risolutivo
  dell'intera questione.
   Noi eravamo già a conoscenza della questione (lo stesso onorevole
  Oddo  ed  altri deputati hanno partecipato a più incontri con  gli
  interessati) ma riteniamo che utilizzare una sola misura, un  solo
  intervento sia insufficiente.
   La  ragione che ci ha spinto a presentare l'emendamento è  quella
  di  dire di utilizzare diverse misure e diverse possibilità, visto
  che  c'è  un  problema vasto che può essere aggredito soltanto  se
  interveniamo contemporaneamente con diversi interventi.
   Il  rapporto  avviato  dal  Governo con  le  banche  è  positivo,
  tuttavia, noi lo riteniamo insufficiente.
   E'  necessario che, oltre a quell'intervento, ci sia  una  misura
  diretta di sostegno che rifinanzi la norma.
   Un  intervento  non  esclude l'altro;  sono  due  interventi  che
  concorrono ad aggredire ed a dare serenità a centinaia e centinaia
  di famiglie.
   Ecco  perché noi ci permettiamo di insistere affinché il  Governo
  trovi  la  risorsa  finanziaria per potere rifinanziare  la  legge
  regionale n. 37 del 1994.
   Da  un  lato,  quindi, rifinanziamento della  norma,  dall'altro,
  l'intervento  attraverso  le banche  che,  in  qualche  modo,  può
  alleviare  la  condizione  drammatica  di  centinaia  di  famiglie
  siciliane.

   CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CUFFARO,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,   capisco   le   ragioni   dei   parlamentari.    Chiedo
  all'onorevole  Capodicasa,  avendo ascoltato  gli  interventi  sia
  dell'onorevole  assessore  al  bilancio  che  dell'assessore  alla
  cooperazione,  di ascoltare anche  me. Il Governo  è  impegnato  a
  risolvere  la  questione, e, se è necessario, anche a  mettere  le
  risorse che servono per risolvere definitivamente la questione.
   Mi dice l'assessore Cimino che gli uffici sono impazziti per fare
  i  calcoli,  che obiettivamente non sono facili. E  di  questo  ci
  rendiamo conto.

   CAPODICASA.  Sono  già  nel decreto che  ha  firmato  l'onorevole
  Cimino....

   CUFFARO,  presidente della Regione. Si stanno facendo  tutta  una
  serie  di  conti  con  le banche, c'è l'impegno  del  Governo  per
  risolvere  la vicenda per intero, se servono risorse a recuperarle
  e metterle a disposizione.
   Credo  che  sia sbagliato votare su questo emendamento,  mi  pare
  proprio ingiusto votare pro o contro su un argomento su cui  tutti
  siamo d'accordo.
   Chiedo al Presidente Capodicasa di ritirare l'emendamento,  fermo
  restando l'impegno del Governo a fare fronte, nei prossimi giorni,
  a questo problema per risolverlo definitivamente.

   CAPODICASA. Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPODICASA.  Signor  Presidente, io  mi  dichiaro  disponibile  a
  raccogliere  la proposta dell'onorevole Cuffaro ad una condizione:
  che il Governo si impegni questa sera a dichiarare alla Conferenza
  dei  Capigruppo che, alla ripresa della sessione a gennaio, voglia
  considerare  il  disegno di legge presentato dal Governo  già  nel
  passato  ed  il disegno di legge a firma dell'onorevole  Croce  ed
  altri  parlamentari, tra cui anche il sottoscritto,  ed  inserirlo
  tra  i  disegni di legge indicati dalla Conferenza dei  Capigruppo
  per  essere affrontato, immediatamente, alla ripresa dell'attività
  parlamentare.
   Se  è  così  ritiro l'emendamento, altrimenti, andiamo  al  voto,
  considerato  che  le cose non stanno come qui è stato  detto,  nel
  senso  che  la  quantificazione è  già  avvenuta,  ed  è  avvenuta
  attraverso  atti  di  Governo,  ad esempio  a  fianco  al  decreto
  dell'assessore Cimino pubblicato nella Gazzetta Ufficiale per ogni
  struttura  cooperativa, c'è scritto qual è l'ammontare,  dopodiché
  la transazione avverrà.
   Se  noi  appostiamo  30  miliardi su  una  cifra  totale  di  150
  miliardi,  e  forse  più,   mi  pare  chiaro  che  le  banche  non
  scenderanno  mai  al di sotto della sorte capitale  e,  con  i  30
  miliardi  siamo abbondantemente al di sotto della sorte  capitale.
  Mi  pare  chiaro che non stiamo violando alcun principio di  buona
  amministrazione, abbiamo soltanto dato ai tribunali  il  messaggio
  che la Regione è impegnata a risolvere il problema, altrimenti nei
  prossimi giorni le Corti si pronunceranno per sequestrare  case  e
  terreni  a  questi soci fideiussori che hanno, peraltro,  i  conti
  correnti  e le partite IVA bloccati da anni e non possono  neanche
  commercializzare.
   Vi pare poco? Io credo che questo sia un buon motivo per adottare
  un provvedimento accelerato.

   LO GIUDICE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   LO  GIUDICE. Signor Presidente, concordo con l'intervento  svolto
  dal   Presidente  della  Regione.  Credo  che  si  impegnerà   per
  risolvere,  in  tempi brevi, il problema, però  signor  Presidente
  della  Regione, la prego di accettare un ordine del giorno,  nella
  speranza che i colleghi dell'opposizione siano d'accordo. Infatti,
  trasformerei l'emendamento in un ordine del giorno che reciterebbe
  nel  seguente modo:  ...sentito l'intervento del Presidente  della
  Regione,  impegna  il Governo stesso ad ottemperare  quanto  sopra
  entro  i  termini del 30 gennaio 2004, dando alla legge depositata
  corsia preferenziale'.

   CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente, il  Governo
  riconferma  la  volontà di risolvere il problema.  Mi  dicono  gli
  Assessori che, nell'interesse della Regione, vogliono trattare con
  le  banche  per  capire esattamente quante  sono  le  risorse  che
  dobbiamo mettere a disposizione.

   LO  GIUDICE.  Credo che approvando questo ordine  del  giorno  si
  possano tranquillizzare le banche

   CUFFARO,  presidente della Regione. Onorevole Lo  Giudice,  credo
  che un impegno del Governo, assunto davanti all'intero Parlamento,
  valga  quanto un ordine del giorno, considerato che tutto  sommato
  l'ordine  del  giorno  chiede al Governo di prendere  un  impegno;
  ebbene, il Governo sta già assumendo quell'impegno.

   CAPODICASA. Dichiaro di ritirare l'emendamento A.181.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Viene altresì ritirato l'emendamento A.157, di identico contenuto
  dell'emendamento A.181, degli onorevoli Capodicasa ed altri.
   L'Assemblea ne prende atto.

   ORTISI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ORTISI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono stato incerto
  se   intervenire,  però  mi  urge,  al  di  là  dell'appartenenza,
  testimoniare in ordine alla salvaguardia della dignità  di  ognuno
  di  noi. In sette anni non mi sono mai fatto coinvolgere in questo
  senso  nelle  appartenenze rigide, fermo restando  il  diritto  di
  ognuno dei deputati a non farsi conculcare alcun aspetto della sua
  attività parlamentare. In ogni Parlamento esiste la possibilità di
  trattare  in ordine alla presentazione o al ritiro di emendamenti.
  Conosciamo  tutti  le vicende nazionali, per  esempio,  quando  si
  presentano migliaia di emendamenti e poi si trovano anche accordi,
  perché  i  Presidenti  dei  gruppi parlamentari  rappresentando  i
  gruppi  di appartenenza trovano accordi anche mediani; nessuno  si
  scandalizza quando poi in Aula questi accordi vengono rispettati.
   Personalmente, ho presentato un emendamento aggiuntivo. Non so se
  sarà  dichiarato proponibile o meno e non lo voglio sapere.  Però,
  devo  testimoniare  che il Presidente Lo Porto  sull'argomento  ha
  ragione.  So  di  danneggiare anche  me  stesso,  per  così  dire,
  considerato  che  noi,  in  nome  di  un  accordo  per  il   quale
  l'assessore Pagano presentava soltanto alcuni emendamenti  tecnici
  (se  non  sbaglio erano otto), come opposizione abbiamo concordato
  con   la   maggioranza  che  l'intero  gruppo  degli   emendamenti
  aggiuntivi sarebbe stato ritirato e in nome di questo in seno alla
  maggioranza  si  è  verificata  anche  qualche  frattura,  come  è
  accaduto anche tra di noi.
   Il  fatto che adesso ci siano emendamenti, più emendamenti  degli
  altri,  a  me  non va bene, perché, come qualcuno, in buona  fede,
  propende a pensare, anziché rispettare la dignità dell'Aula la  si
  conculca ed io non sono d'accordo

   PRESIDENTE.  Si  passa  all'emendamento  A.180,  a  firma   degli
  onorevoli Capodicasa e Speziale.

   CAPODICASA. Chiedo di parlare per illustrarlo.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPODICASA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco  che,
  ormai,  con l'atmosfera che c'è in Aula, dove si lanciano messaggi
  trasversali, è difficile esaminare con la serenità necessaria  gli
  emendamenti e procedere con i lavori; però, ritengo sia errato che
  un  impegno  che comunque il Parlamento profonde per interpretare,
  in  qualche  modo, le questioni che gli vengono sottoposte,  debba
  essere  mortificato sulla base di accordi che non si capisce  bene
  quale finalità abbiano.
   Quella di andare a casa presto? Solo questo può spiegare il fatto
  che  emendamenti che meritano di essere trattati,  non  si  sa  se
  vengono trattati e per quale motivo non vengono trattati.
   L'onorevole  Ortisi  dice:  non so se  il  mio  emendamento  sarà
  proponibile  o  meno.  Onorevole Ortisi, da  parlamentare,  ha  il
  dovere  e  il  diritto  di vedere trattato  ed  esaminato  il  suo
  emendamento

   ORTISI.  L'importante  che quando lei dice  trasversale'  non  si
  riferisce a me. In tanti anni non ho mai fatto inciuci.

   CAPODICASA. Parlo in generale, non mi riferisco ad una persona in
  particolare.
   Questo  è un argomento che dovrebbe comportare delle entrate  per
  la  Regione  siciliana, per l'ESA e indirettamente  anche  per  la
  Regione.
   In  sostanza,  25  o 30 anni fa si sono concessi,  a  chi  li  ha
  richiesti ed in base ai requisiti presentati, dei prestiti  agrari
  al  4  per  cento, facendo carico sul fondo di rotazione dell'ESA.
  Nessuno  di  questi beneficiari ha pagato una lira in  20  anni  e
  nessuno  gli ha mai chiesto di pagare. Finalmente dopo 20 anni  la
  Corte  dei Conti, sulla base di un intervento dei sindaci revisori
  dell'ESA, sostiene che c'è un danno erariale se non si chiederà il
  rimborso.  Ma  dopo 20 anni si chiede a quelle persone  di  pagare
  l'ammontare, dei venti anni non richiesti, per intero.
   Il  prestito  è  stato  dato alle aziende per  favorire  la  loro
  attività  ed  ora  esse  si  trovano nelle  condizioni  di  dovere
  dichiarare  la  bancarotta perché viene richiesto il  rimborso  di
  decine e decine di migliaia di euro.
   L'ESA  sostiene  di  non  potere fare  altrimenti  e  di  doversi
  tutelare  visto l'intervento della Corte dei Conti;  inoltre,  non
  essendovi  più  l'amministratore di venti anni  fa,  ma  un  altro
  amministratore,   quest'ultimo  non  ha   responsabilità   alcuna.
  L'ipotesi  che  l'ESA formula - questo è un emendamento  formulato
  dall'ESA, io ho apposto soltanto una firma - è quella di dire:  si
  autorizzino per legge le transazioni per recuperare sorte capitale
  ed  interessi  legali  maturati nel tempo  e  ciò  ci  consentirà,
  intanto,   di  incassare  considerato  che  la  gente,  a   queste
  condizioni, è disposta a pagare'. Diversamente, si andrà avanti  a
  colpi  di contenzioso e non si incasserà un centesimo. Non  voglio
  dire di fare ciò, ho segnalato soltanto il problema, non so se  ci
  sia  il  clima adatto in Aula per esaminare un problema di  questo
  tipo.

   CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CUFFARO, presidente della Regione. Signor Presidente, l'onorevole
  Capodicasa  pone  un  problema che  conosco  perché  ce  ne  siamo
  occupati  quando ero Assessore per l'agricoltura. Anche su  questo
  argomento  il  Governo si fa carico di inserire una  norma  in  un
  prossimo  disegno di legge, perché è un problema  vero.  Pertanto,
  chiedo  al  Presidente Capodicasa di ritirare l'emendamento  o  di
  trasformarlo  in ordine del giorno. Il Governo si farà  carico  di
  inserirlo  nel prossimo disegno di legge - lo ripeto -  così  come
  prospettava l'onorevole Capodicasa.

   CAPODICASA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CAPODICASA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, a  differenza
  dell'onorevole  Lo  Giudice,  mi  fido  di  ciò  che  afferma   il
  Presidente della Regione.

   LO GIUDICE. Onorevole Capodicasa, stia attento che anch'io chiedo
  il giurì d'onore

   CAPODICASA.  Sto scherzando, onorevole Lo Giudice. Proporrei  che
  il  Governo,  nella  prossima sessione, avvii l'altro  disegno  di
  legge  di  cui abbiamo parlato poc'anzi; intanto abbiamo  l'ordine
  del giorno dell'onorevole Lo Giudice, che anch'io ho sottoscritto.
  Pertanto, se c'è l'impegno del Governo, ritiro l'emendamento.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Si passa all'emendamento
  A 38 dell'onorevole Acierno.

   ACIERNO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ACIERNO.  Signor Presidente, intervengo soltanto per un fatto  di
  chiarezza,  in quanto questo emendamento che porta una scritta  in
  stampatello  equivalente  al mio cognome  non  ha  la  mia  firma,
  quindi,  non so chi lo abbia presentato, inserendo una  firma  che
  non mi appartiene.

   PRESIDENTE.   Lo   dichiaro  decaduto.   Gli   emendamenti   A.45
  dell'onorevole  Papania,  A.102  dell'onorevole  Formica  e  A.143
  dell'onorevole Leontini sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Gli   emendamenti  A.46,  dell'onorevole  Raiti,  A.36  e   A.143
  dell'onorevole   Fleres   decadono  per  assenza   dall'Aula   dei
  firmatari.
     Si  passa all'emendamento A.150, degli onorevoli De Benedictis,
  Speziale ed altri.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facolt��.

   SPEZIALE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  l'emendamento
  nasce  dalla  necessità, più volte ribadita, che  una  gran  parte
  delle  somme  su cui ormai agisce la leva di spesa  da  parte  del
  Governo  regionale,  viene,  di fatto, sottratta  alla  conoscenza
  dell'Assemblea.  Non  c'è un luogo, una possibilità,  un'occasione
  attraverso la Commissione di merito di poter conoscere le  risorse
  di spese destinate dai POR 2000-2006.
   L'emendamento  impegnerebbe il Governo  a  dare  conoscenza,  con
  cadenza  semestrale,  degli  assi  di  spesa  del  POR  2000-2006,
  all'Assemblea regionale siciliana, visto che si è verificato -  mi
  riferisco  a  cose  riportate - che la stessa dottoressa  Palocci,
  responsabile  della  programmazione,  nelle  sedi  deputate   alla
  conoscenza  e  al  controllo della spesa  del  POR  2000-2006,  si
  sarebbe rifiutata di dare notizie alla stessa Commissione.
   Pertanto,  riteniamo  che, a questo punto,  il  Parlamento  debba
  intervenire con una norma, in modo tale che possa essere  messo  a
  conoscenza dei fatti.
   Questa  è la ragione per cui chiediamo al Governo di dare  parere
  favorevole.

   CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CUFFARO,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,  comprendo quando detto dall'onorevole  Speziale,  però,
  immaginare di portare in un Parlamento tutti gli impegni di  spesa
  di    Agenda   2000,   credo   sia,   obiettivamente,   un'ipotesi
  irrealizzabile.
   Onorevole Speziale, come può immaginare che si possano portare in
  un   Parlamento,   per  esempio,  tutti  gli  impegni   di   spesa
  dell'Assessorato   dell'agricoltura?   Ha   cognizione   di   cosa
  significhi  portare tutti gli impegni di spesa che ci  sono  nelle
  varie misure?
   Se lei, onorevole Speziale, intende che bisogna fare un dibattito
  in  Assemblea, per capire lo stato di avanzamento della spesa  per
  quanto  riguarda  Agenda 2000, credo che  il  suo  intervento  sia
  opportuno  e  ritengo giusto che ogni sei mesi si venga  anche  in
  Aula  a  parlare degli avanzamenti di spesa di Agenda 2000,  visto
  che  può  essere anche importante, oltre che stimolante, da  parte
  del Governo misurarsi e sentire anche le posizioni dell'Assemblea,
  ma  portare tutti gli avanzamenti di impegni di spesa,  credo  sia
  veramente complicato.

   GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   GIANNOPOLO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  intervengo
  principalmente su una questione e le cose che ho da dire mi vedono
  costretto a chiamare in causa lo stesso Presidente dell'Assemblea.
  Il  sottoscritto, dopo averne parlato in Aula, ha anche  inoltrato
  una  lettera  al  Presidente dell'Assemblea perché richiamasse  il
  Governo  regionale  al  rispetto puntuale dell'articolo  44  della
  legge  16  aprile 2003, n. 4. Mi spiego meglio: ho  denunciato  il
  fatto   che   il  Governo  ha  approvato  atti  di  programmazione
  relativamente  al POR Sicilia, meglio detto Agenda 2000  ed  anche
  relativamente  alla definizione degli accordi di programma-quadro,
  successivamente  alla  legge  n. 4  del  2003,  senza  che  questi
  provvedimenti fossero stati sottoposti al parere ed agli  atti  di
  indirizzo  dell'Assemblea regionale siciliana che, avrebbe  dovuto
  renderli    attraverso   anche   un'istruttoria   in   Commissione
   Bilancio'.
   Il  Governo  non ha fatto ciò e continua a non farlo; il  Governo
  continua a rifiutarsi, sia sugli accordi di programma-quadro,  sia
  sulla  programmazione complessiva e sulla rimodulazione dei  fondi
  di   Agenda  2000,  continua  a  sottrarsi  al  rapporto  con   il
  Parlamento.
   Questo è un fatto che va giudicato negativamente. Non dico che il
  Parlamento debba intervenire su fatti di gestione, ma  è  fuor  di
  dubbio  che  debba essere coinvolto in un'azione tesa a verificare
  l'efficacia, la rispondenza tra gli obiettivi prefissati e il modo
  come  procede la spesa e il raggiungimento degli stessi obiettivi,
  considerato  che stiamo parlando di uno degli aspetti fondamentali
  della  politica  economica, della politica per lo  sviluppo  nella
  nostra Regione.
   E  del  resto, il Governo aveva già mostrato una grande  e  grave
  insofferenza,  allorquando  si approvò  la  legge  finanziaria  n.
  4/2003,  forse  riuscendo  ad ottenere  anche  un  rimaneggiamento
  dell'articolo 44. Ma lo stesso articolo 44, ancorché rimaneggiato,
  é stato violato dal Governo regionale, perché il Governo stesso si
  é  sottratto al giudizio di questo Parlamento su parecchi  accordi
  di  programma-quadro e su parecchi movimenti fatti in ordine  alla
  programmazione dei fondi di Agenda 2000.
     Penso che tutto ciò debba essere adeguatamente attenzionato dal
  Presidente dell'Assemblea e dai Gruppi parlamentari di maggioranza
  e  di opposizione. E' mio personale giudizio che siamo prossimi ad
  un  fallimento  vero, sostanziale di tutta la  vicenda  di  Agenda
  2000,  perché  non  siamo riusciti a innovare, a  modernizzare  la
  Sicilia,  non  siamo  riusciti ad aumentare  il  prodotto  interno
  lordo,  a  recuperare  ed  a rimuovere fattori  di  sottosviluppo,
  insomma,  in  buona sostanza, non stiamo raggiungendo  esattamente
  gli obiettivi prefissati da Agenda 2000.
   Credo che i Gruppi parlamentari e il Parlamento regionale abbiano
  tutto  l'interesse a rivedere l'intera problematica  e  non  farsi
  abbacinare  dall'idea secondo la quale ciò che  importa  a  questa
  Regione  é  spendere  i  soldi. I soldi, si sta  dimostrando,  non
  vengono  spesi secondo la programmazione del POR Sicilia.  Con  la
  logica  dei  progetti sponda é invalsa l'abitudine di  parlare  di
  programmazioni già passate e non di quelle che ci siamo poste  con
  Agenda   2000.   Sostanzialmente,  stiamo  facendo   venire   meno
  quest'altra grande occasione per la nostra Regione.
     Signor Presidente, credo quindi, che lei, anche nell'ipotesi in
  cui  questo  emendamento non dovesse essere approvato, debba  fare
  rispettare  rigorosamente l'articolo 44  della  legge  n.  4/2003,
  ponendo  attenzione agli atti che fa il Governo  e  obbligando  il
  Governo, anche con una diffida, a produrre gli atti presso  questo
  Parlamento, al fine di verificarli e deliberarli.

   CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CUFFARO,  presidente della Regione. Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi,    mi   dispiace  che  l'onorevole   Giannopolo   voglia
  introdurre  un tema, come quello dell'attivazione di Agenda  2000,
  in  un  argomento in cui credo sia assolutamente, non inopportuno,
  perché  é  sempre opportuno parlare degli investimenti  di  Agenda
  2000,  ma assolutamente inadeguato. Stiamo parlando di un atto  di
  programmazione seria, di un impegno serio.
   Quando l'onorevole Giannopolo riterrà opportuno, per quel che  mi
  riguarda,  il Governo non ha alcun problema nel venire a  spiegare
  come, non soltanto ha raggiunto tutti gli obiettivi previsti dalla
  Comunità europea per l'attivazione di Agenda 2000 e degli  impegni
  di  spesa,  ma  li ha raggiunti prima di tutte le  altre  Regioni,
  tant'é  vero  che é notorio che la Sicilia é la  Regione   che  ha
  realizzato  più  impegni di spesa: ha avuto  complessivamente  500
  miliardi di premialità.
   Mi  sembra  assolutamente fuori luogo quanto detto dall'onorevole
  Giannopolo, per il semplice motivo che non corrispondono al  vero,
  come  non  corrisponde al vero il fatto che, questo  Governo,  non
  abbia sempre notificato gli atti di programmazione. Questo Governo
  non   accetta  alcuna  ipotesi  di  atti  di  diffida,   onorevole
  Giannopolo,  perché abbiamo fatto per intero il nostro  dovere  di
  notificare tutti gli atti al Parlamento e alle Commissioni.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento A.150. Il parere del
  Governo?

   CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,   vicepresidente   della  Commissione   e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi  é  favorevole si alzi; chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non é approvato)

   Si  passa  all'emendamento A.160, degli  onorevoli   Speziale  ed
  altri che viene ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento A.123.  Non essendo presenti in Aula  i
  firmatari, lo dichiaro decaduto.
   L'Assemblea ne prende atto.
     Onorevoli  colleghi, abbiamo concluso l'esame degli emendamenti
  proponibili,  possiamo, pertanto, procedere  con  gli  ordini  del
  giorno.
   Avverto  che  osserveremo la pausa  di rito  di  dieci,  quindici
  minuti, prima di passare all'esame del bilancio, per consentire al
  Governo di fare le necessarie variazioni.
   Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini del giorno:

      -   n. 329  Iniziative a livello nazionale per la modifica del
        giorno nazionale ENEL in materia di assunzioni , degli onorevoli
        Fleres, Ioppolo, Villari, ed altri;
  -   n. 330  Istituzioni di apposito capitolo di bilancio
  finalizzato alla realizzazione e al consolidamento dei poteri
  municipali e/o delle caserme , degli onorevoli Villari, Panarello
  ed altri;
  -   n. 331    Rimodulazione del vincolo politico di cui alla legge
  n. 1497 /1939, ricadente nel territorio di Bagheria (PA), in
  ordine al D.A. del 19 ottobre 1994, pubblicato nella GURS n. 56
  del  12/11/1994 , dell'onorevole Sammartino;
  -   n. 332,  Misure di sostegno economico in favore di lavoratori
  dell'ITALTEL , a firma degli onorevoli Cintola, Antinoro, Formica,
  Barbagallo ed altri;
  -   n. 333  Revoca del decreto dell'Assessore regionale per la
  Sanità del 7 agosto 2002, concernente il pagamento delle rette
  nelle residenze sanitarie assistenziali  dell'onorevole
  Barbagallo;
  -   n. 334  Sottoposizione al parere della VI Commissione
  legislativa dei protocolli d'intesa della Regione con le
  università di Palermo, Catania, e Messina, a firma degli onorevoli
  Lo Giudice, Moschetto, Formica, Mercadante, Dina ed altri;
  -   n. 335  Finanziamento dei servizi di fruizione dei siti
  monumentali ed archeologici , degli onorevoli Savona, Mercadante,
  Ioppolo, Ferro, Giannopolo ed altri;
  -    n. 336  Iniziative per migliorare la condizione economico-
  sociale del comprensorio delle Madonie2, degli onorevoli Virzì,
  Formica, Incardona, Ioppolo ed altri;
  -    n. 337  Riesame dell'organizzazione complessiva della società
  Multiservizi ivi compreso l'utilizzo effettivo del relativo
  personale , degli onorevoli Virzì, Formica, Incardona, Ioppolo ed
  altri;
  -   n. 338  Interventi in relazione al pagamento delle indennità
  di esproprio per eventi franosi nella città di Agrigento ,
  dell'onorevole Miccichè, Infurna, Savarino, e Capodicasa;
  -   n. 339  Tratte sociali per i prodotti siciliani ,
  dell'onorevole Sammartino;
  -   n. 340  Defiscalizzazione della benzina e dei prodotti
  petroliferi , dell'onorevole Sammartino;
  -   n. 341  Svincolo della zona industriale statale di Messina e
  sua destinazione conforme al P.R.G , dell'onorevole Ardizzone;
  -   n. 342  Definizione con legge della procedure per
  l'inquadramento dei medici della Medicina di servizi, anche ai
  fini dell'adeguamento delle piante organiche delle aziende
  sanitarie interessati , degli onorevoli Leontini, Moschetto ed
  altri;
  -   n. 343  Risanamento in tempi ragionevoli delle aree degradate
  di Messina , degli onorevoli Panarello, Ardizzone, Baldari, e
  Genovese;
  -    n. 344  Inserimento della manifestazione internazionale
  Trofeo di Sicilia  Arancia Rossa  nel piano di propaganda
  turistica 2004 , degli onorevoli Paffumi, Tumino, Fleres, Acierno
  ed altri;
  -    n. 345  Monitoraggio della vicenda dell'insediamento
  industriale della ditta  Bertolino S.p.A. nel territorio di Mazara
  del Vallo (TP) , degli onorevoli Segreto, Nicotra e Amendolia;
  -   n. 346  Dichiarazione della Sicilia sona denuclearizzata e
  prevenzione dell'inquinamento proveniente da materiale
  radioattivo , dell'onorevole Miccichè;
  -   n. 347  Incremento, in sede di rideterminazione delle
  dotazioni organiche delle aziende sanitarie, dei posti
  dirigenziali del ruolo sanitario  degli onorevoli Moschetto e
  Leontini;
  -   n. 348  Concessione di un contributo per le manifestazioni per
  il centenario della nascita di Giorgio la Pira , degli onorevoli
  Leontini e Beninati;
  -   n. 349  Destinazione di somme finalizzate ala pubblicazione di
  una guida ragionata e commentata alla legislazione regionale in
  favore delle vittime della criminalità mafiosa e dell'usura ,
  dell'onorevole Incardona;
  -   n. 350  Destinazione di parte delle risorse finanziarie alla
  tutela dell'olio extravergine doc , degli onorevoli Guerrieri,
  Papania, Barbagallo e Vitrano;
  -   n. 351  Rimodulazione dei fondi della legge regionale n. 10
  del 1990 e della legge regionale 4 del 2002  Risanamento aree
  degradate e della città di Messina' , dell'onorevole Beninati.
  -   n. 352  Potenziamento ed ampliamento dei servizi di
  riscossione dei biglietti di ingresso, custodia, conservazione e
  fruizione dei siti culturali , degli onorevoli Giannopolo e
  Speziale;
  -   n. 353  Istituzione di un distaccamento permanente effettivo
  dei vigili del fuoco nel Comune di Lipari , degli onorevoli
  Panarello, Speziale, Capodicasa, Cracolici, Crisafulli, De
  Benediciti, Giannopolo, Oddo, Villari e Zago;
  -   n. 354  Approvvigionamento idropotabile del Borgo Santa Rita
  (CL) , degli onorevoli Acierno, Lo Curto, Turano, Borzacchelli
  Vicari;
  -   n. 355  Intitolazione di vie e piazze alla memoria dei caduti
  di Nassiriya , degli onorevoli Acierno, Lo Curto, Turano,
  Borzacchelli Vicari;
  -    n. 356  Campagna promozionale in favore delle possibilità di
  acquistare i farmaci cosiddetti  generici'  ,degli onorevoli
  Acierno, Lo Curto, Turano, Borzacchelli Vicari;
  -   n. 357  Riapertura al culto della Chiesa di S. Antonio Abate a
  San Cataldo (CL) ,  degli onorevoli Acierno, Lo Curto, Turano,
  Borzacchelli Vicari;
  -    n. 358  Ripristino della transitabilità e sicurezza delle
  strade gravemente danneggiate in provincia di Messina ed Enna ,
  degli onorevoli Leanza Vincenzo e Leanza Edoardo;
  -   n. 359  Esame dei disegni di legge di scioglimento della
  Commissione parlamentare d'inchiesta e vigilanza sul fenomeno
  della mafia in Sicilia , degli onorevoli Forgione, Morinello e
  Liotta.
  -   n. 360  Razionalizzazione del settore carburanti , degli
  onorevoli Ardizzone, Pistorio, Sbona, Franchina;
  -   N. 361  Stanziamento di somme per le finalità di cui alla
  legge regionale n. 37 del 1994 , degli onorevoli Lo Giudice, Oddo,
  Manzullo, Capodicasa.

   Si passa all'ordine del giorno n. 329. Ne do lettura:

   «L'Assemblea Regionale Siciliana

   premesso che:

       l'ENEL    S.p.A.   ha   avviato   un   processo   di    esodo
  incentivato  che  ha  determinato  una  drastica   riduzione    di
  personale;
     il  piano  nazionale di assunzioni  non  prevede  alcuna  nuova
  immissione di  personale  per  la  provincia  di       Catania;
    negli ultimi due anni la consistenza degli organici di personale
  operativo nella provincia di Catania è stata ulteriormente ridotta
  del  25  per  cento,  determinando  un   insufficiente    presidio
  del    territorio    che      pregiudica la qualità  del  servizio
  elettrico;
      tale  carenza   di   organico   in   ambito   operativo    sta
  comportando  una   riduzione   degli   investimenti   sulla   rete
  elettrica,  mantenendone  i  livelli  di  criticità    e    agendo
  negativamente sull'occupazione dell'indotto;

                  impegna il Presidente della Regione

   ad  intervenire  presso   il   Ministero dell'Industria e  presso
  il   Ministero   del Tesoro (in  atto  azionista  di   maggioranza
  di  ENEL S.p.A.) affinché si proceda con urgenza  a  modificare il
  piano  nazionale  di assunzioni,  prevedendo   per   le  strutture
  ENEL   della    provincia   di   Catania   (e precisamente    ENEL
  DISTRIBUZIONE   S.p.A.,  ENEL  GREENPOWER  S.p.A.,  TERNA  S.p.A.)
  l'adeguamento   degli  organici  di   personale   operativo    per
  assicurare  un  efficace  presidio  territoriale  nella   gestione
  del  servizio elettrico». (329)

                                         FLERES -  IOPPOLO - VILLARI

    Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   ODDO.  Chiedo  di apporre la mia firma all'ordine del  giorno  n.
  329.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'ordine del giorno n. 330. Ne do lettura:

   «L'Assemblea Regionale Siciliana

   premesso che:

   la  Sicilia  è zona, nella quasi totalità del suo territorio,  ad
  alto rischio sismico;

   da  parte  dei cittadini emerge una sempre maggiore richiesta  di
  sicurezza  e  di  protezione civile rispetto ai  rischi  legati  a
  calamità naturali nel territorio della Regione siciliana;

   visto che:

   i  palazzi  municipali,  soprattutto  nei  piccoli  Comuni  della
  Sicilia,  così  come  le  caserme,  rappresentano  dei  punti   di
  riferimenti   sotto   l'aspetto   politico-istituzionale   e    di
  riferimento anche culturale, oltre che logistico-organizzativo;

   considerata:

   l'esigenza di avviare una graduale azione volta al consolidamento
  e,  ove non esistenti, la realizzazione dei palazzi municipali e/o
  delle  caserme  nei  comuni  al di sotto  dei  5.000  (cinquemila)
  abitanti,

                   impegna il Governo  della Regione

   ad  istituire  apposito  capitolo di bilancio  -  rubrica  lavori
  pubblici,  per il triennio 2004/2006, finalizzato ad una  graduale
  azione volta al consolidamento e, ove non esistenti, realizzazione
  dei  palazzi  municipali e/o delle caserme, anche  al  fine  della
  pubblica  sicurezza e della protezione civile  dei  cittadini  dei
  comuni al di sotto dei 5.000 abitanti». (330)

                                                 VILLARI - PANARELLO
                                                 IOPPOLO - LEANZA V.

   Lo pongo in votazione.  Il parere del Governo?

   CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

   Si  passa all'ordine del giorno n. 331. Per assenza dall'Aula del
  firmatario, lo dichiaro decaduto.
   Si passa all'ordine del giorno 332. Ne do lettura:

   «L'Assemblea Regionale Siciliana

   premesso che dal settembre del 1999 il Gruppo Italtel ha  avviato
  un  piano  di cessione di alcune aziende del proprio sistema,  che
  sono  state  acquisite da un Gruppo di investitori  guidati  dalla
  società   Tecneudosia.   In   questo   quadro   di   cessione    e
  riorganizzazione  vengono  interessati  alcuni  rami  di   impresa
  (tecnosistemi Tlc - TFM-TFS), con sede in Carini, impegnati  nella
  ricerca  e  produzione di sistemi di energia, per complessive  108
  unità  lavorative,  e  nel  service di installazione,  gestione  e
  riparazioni, per complessive 166 unità lavorative;

   constatato che le Tecnosistemi spa con sentenza del Tribunale  di
  Milano  depositata  il  30  settembre  2003,  è  stata  dichiarata
  insolvente ai sensi dell'art. 3 del Dlgs 270/99;

   considerato  che allo stato di crisi aziendale e  di  assenza  di
  liquidità ha fatto seguito una perdurante irregolarità retributiva
  che oggi risulta particolarmente grave poiché in atto i lavoratori
  vantano diverse mensilità di stipendio arretrate;

   considerato  che  i  tempi previsti per la  autorizzazione  della
  CIGS,  da  parte  degli  organi  del  Ministero  del  Lavoro,  non
  risultano di imminente definizione.

                   impegna il Governo della Regione

   ad  attivare ogni utile iniziativa ed intervenire con  misure  di
  sostegno economico in favore dei lavoratori interessati, a  valere
  sulle appostazioni del bilancio rubrica Enti locali». (332)

                                       CINTOLA  - ANTINORO - FORMICA
                                    BARBAGALLO - SPEZIALE - LEONTINI

   GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  perché   vorrei  invitare  il  Presidente  a  prendere  atto   che
  sottoscrivo  l'ordine del giorno. Un ordine del giorno  analogo  è
  stato approvato nell'anno corrente e riguardava i lavoratori  LTS,
  che  sono  stati  vittime anche di una truffa,  ancora  più  grave
  rispetto  a  quella che è stata perpetrata ai danni dei lavoratori
  della  Tecnosistemi.  Pertanto,  condivido  l'intervento  che   la
  Regione deve fare su questo punto.
       Vorrei che il Presidente della Regione e l'Assessore per  gli
  enti locali onorassero, laddove sia ancora possibile, entro il  31
  dicembre  del  2003  a  valere  sull'esercizio  finanziario  2003,
  l'impegno assunto con ordine del giorno analogo a questo  -  forse
  ancora più puntuale perchè veniva indicato il capitolo di spesa e,
  quindi,  l'ordine del giorno, poichè indicava un capitolo preciso,
  aveva  anche effetto vincolante -, gli impegni che vengono assunti
  quando si votano gli ordini del giorno.
       Onorevole  D'Antoni,   vorrei che questo  ordine  del  giorno
  andasse  a  buon  fine  e  che  non fosse  carta  straccia  perchè
  significherebbe  parlare di 166 lavoratori, tanti  sono,  come  se
  fossero  carta  straccia e in passato questo Governo  ha  trattato
  come carta straccia molte categorie di lavoratori

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

    CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.

     PRESIDENTE  Pongo in votazione l'ordine del giorno numero  332.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                         (E' approvato)

    Si  passa  all'ordine  del  giorno  numero  333,  a  firma
    dell'onorevole Barbagallo. Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

          premesso
          -   che con l'interrogazione n. 1011 del 28.01.03 è stato
            sollevato il grave problema del pagamento delle rette nelle
            residenze sanitarie assistenziali così come disciplinato dal
            Decreto dell'Assessore per la Sanità 7 agosto 2002, pubblicato in
            GURS 4 ottobre 2002;
  -   il suddetto decreto disponeva l'organizzazione delle residenze
  sanitarie assistenziali in moduli da 40, 60, 80 e 120 posti letto
  e poneva a carico del Fondo sanitario regionale e dell'assistito
  il pagamento pro quota delle rette  gravando in tal modo le
  strutture dell'obbligo di ottenere dall'assistito una
  dichiarazione unilaterale di impegno al pagamento della quota a
  proprio carico;

          considerato che
          -   Ciò ha comportato che l'assistito svolge, nei confronti delle
            residenze sanitaria assistenziali, il doppio ruolo di assistito e
            di debitore, con immaginabili conseguenze negative sul piano del
            diritto all'assistenza in caso di mancato pagamento;
  -   Il decreto in questione, inoltre, si limita a fissare
  l'importo della retta pro capite e pro die, in relazione
  all'effettivo ricovero dell'assistito presso la struttura
  residenziale, che, tuttavia, è tenuta a garantire standard
  strutturali e professionali ben precisi, sopportando costi fissi
  anche quando i posti letto rimangono liberi; poiché la struttura
  non può in alcun modo incrementare il numero dei ricoveri né
  abbassare i costi fissi per il personale, la convenzione che le
  lega al servizio sanitario rischia di trasformarsi in un contratto
  aleatorio destinato a produrre solo perdite in danno delle
  residenze sanitarie assistenziali;

          premesso inoltre che

               -   in data 29 ottobre 2003, l'Assessore per la sanità ha fornito
                 risposta al predetto atto ispettivo senza tuttavia entrare nel
                 merito delle contestazioni contenute nell'interrogazione e
                 limitandosi a riferire della decisione di assumere come modello
                 riferimento la metodologia adottata dalla Regione Lazio;
  -   ma quel che è più grave è che la risposta dell'Assessore
  omette di riferire di un fatto nuovo di notevole importanza: il
  TAR di Catania, a seguito di ricorso avverso il decreto, ha
  disposto la sospensione dell'esecutività del provvedimento e ha
  ordinato all'Assessore per la sanità di rideterminare le rette in
  residenze sanitarie assistenziali tenendo conto delle censure
  prospettate entro 45 giorni dalla notifica della stessa ordinanza;
  -   pertanto, l'Assessore avrebbe, già da tempo, dovuto
  ottemperare all'ordine del TAR con l'applicazione di una nuova
  retta in grado di garantire l'assistito e di coprire i costi fissi
  sostenuti anche per i posti letto non occupati, ma da tenere
  sempre a disposizione dell'ASL a cui spetta la titolarità
  dell'invio degli utenti previo accertamento tecnico tramite
  l'Unità di Valutazione Geriatria e successiva disposizione di
  ricovero tramite apposita impegnativa;

          RITENUTO che è ovvio che la mancata rideterminazione
          della  retta  darà luogo ad un contenzioso  notevole
          con  le  strutture  assistenziali  che  già  vantano
          crediti per spettanze arretrare relative alle  rette
          attualmente corrisposte facendo riserva in ordine al
          pagamento   della   differenza   dovuta   in    base
          all'ordinanza del TAR;

          CONSIDERATO  che  è  prevedibile  che  il   TAR   si
          pronuncerà nel merito del ricorso in tempi  brevi  e
          che   pertanto   si   rende   necessario   procedere
          all'impegno   delle  somme  già  nel   bilancio   di
          previsione per il 2004,
                                impegna
                       l'assessore per la sanità

         a  provvedere alla revoca del decreto 7 agosto  2002,
         che  appare  di dubbia legittimità, e ad  emanare  un
         provvedimento   valido  a  decorrere   dall'esercizio
         finanziario  2004  e conforme alle  prescrizioni  del
         TAR.» (333)

     Lo pongo in votazione.  Il parere del Governo?

    CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
    si alzi.

                         (E' approvato)

    Si  passa  all'ordine del giorno numero 334  dell'onorevole  Lo
    Giudice ed altri. Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

          premesso  che  nella seduta n. 115 del  10  dicembre
          2003,   la   Commissione  ha   appreso   nel   corso
          dell'audizione  dei rappresentanti  regionali  della
          CISL  Medici,  Cgil Medici e dell'Anaoo-Assomed  che
          sono  in corso di pubblicazione in GURS i protocolli
          d'intesa tra la Regione siciliana e le Università di
          Palermo,  Catania  e  Messina  stipulati  ai   sensi
          dell'articolo 1 del D.l.vo n. 517 del 21/12/1999;

         ritenuto che ai sensi dell'articolo 23 della l.r.  n.
         6/97  spettano  alla  VI  Commissione  legislativa  i
         pareri  su  atti  di programmazione  sanitaria  quali
         quelli  oggetto dei predetti protocolli d'intesa  con
         le  Università che per la loro rilevanza sanitaria ed
         ospedaliera   richiedono   comunque   il   necessario
         coinvolgimento     degli    Organi     dell'Assemblea
         regionale;

         rilevato  inoltre  che  lo stesso  Assessore  per  la
         sanità  si  era impegnato a sottoporre per il  parere
         di  competenza  della Commissione  Sanità  e  servizi
         speciali  i protocolli d'intesa citati;

         considerato  infine che l'emanazione  dei  protocolli
         con  le  istituzioni  accademiche  priva  del  parere
         della   VI  Commissione  legislativa  configura   una
         carenza    di    legittimità   dei   relativi    atti
         amministrativi  che  sarebbero  annullati   in   sede
         giurisdizionale;

                   impegna il Governo della Regione

         1)  a sospendere l'iter per la pubblicazione dei protocolli
            d'intesa della Regione con le tre Università siciliane;
  2)  a trasmettere con urgenza alla VI Commissione legislativa il
  testo dei protocolli di intesa con le Università ai fini
  dell'acquisizione del parere ai sensi dell'articolo 23 della l.r.
  n. 6/97.» (334)

     Il parere del Governo?

    CUFFARO,  presidente  della  Regione.  Signor  Presidente,   il
  Governo si rimette all'Aula. So che l'Assessore Cittadini ha  già
  provveduto a sospendere quanto richiesto nell'ordine del  giorno,
  credo che la stiano valutando.

    LO GIUDICE. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    LO  GIUDICE.  Dopo  il  breve intervento del  Presidente  della
    Regione che assicura che l'assessore Cittadini....

    CRISAFULLI...studia da assessore?

    LO  GIUDICE. E lei di cosa studia? Considerato che si parla  di
  studio  l'occasione mi è propizia per rivolgere a nome  dell'Aula
  tanti auguri al neo dottore, onorevole Capodicasa.
       Dicevo che, dopo il breve intervento dell'onorevole Cuffaro,
  se  già  ero  imbarazzato ad intervenire lo sono ancora  di  più.
  Però  io  ho  una  lettera  dell'assessore  Cittadini,  onorevole
  Presidente,  che  mi  dice  che  ha  già  mandato  il  protocollo
  d'intesa  con  l'Università alla Gazzetta  Ufficiale  e  che  non
  intende  mandarlo  in  sesta  Commissione  perchè  attraverso  un
  parere  di  un  suo  consulente  pare  gli  abbiano  detto   che,
  spaccando  il  capello  in quattro, questo  argomento  non  è  di
  competenza della sesta Commissione.
       Ho qui la risposta precisa: è certamente di competenza della
  sesta  Commissione  perchè  è  atto  di  programmazione.  Non  mi
  dilungo  oltre,  ma anche se dovesse esserci il dubbio  io  credo
  che  il  rapporto di una maggioranza con il suo Governo  non  sia
  solo  un  rapporto  giuridico  perchè  se  lo  fosse  l'assessore
  Cittadini  non  mi manda la richiesta di parere in Commissione  e
  io  potrei  rivolgermi  al TAR. Questo, però,  non  è  possibile,
  sarebbe ridicolo.
         Allora, poichè è rapporto anche politico io ho tra le  mie
  carte,   onorevole   Presidente  della   Regione,   la   risposta
  dell'assessore  Cittadini che intende pubblicare questo  accordo,
  questo  patto  con le università. Ho il parere del  suo  avvocato
  che  glielo  consiglia  e,  conseguentemente  noi  chiediamo   al
  Presidente   dell'Assemblea  che  prima  di   essere   pubblicato
  l'accordo  con l'Università venga ad essere sottoposto al  parere
  della  Commissione sanità che ha firmato per intero,  maggioranza
  e opposizione, questo ordine del giorno.
        Ripeto, il mio imbarazzo è grande nel parlare di un collega
  della maggioranza, questa sera, però, credo sia opportuno per  il
  buon  funzionamento delle istituzioni, le quali così non  possono
  funzionare. E poichè non siamo nuovi a questo tipo di  scontro  e
  lei  presidente dell'Assemblea con molto buon senso  già  ha  una
  certa  questione  quando si è trattato della Convenzione  con  il
  San  Raffaele di Cefalù allora noi ci siamo fidati  di  un  certo
  discorso.
       Ho   parlato  telefonicamente,  mentre  la  Commissione  era
  riunita,  con l'Assessore Cittadini il quale mi assicurò che  non
  avrebbe  mandato  il  protocollo  per  la  pubblicazione;    poi,
  invece, mi  ha  inviato una lettera dicendo cose diverse.

    PRESIDENTE.  Onorevole  Lo Giudice,  si  tratta   della  stessa
    lettera che ha inviato per conoscenza anche a me?

    LO  GIUDICE. Sì, Signor Presidente.  Io sono in possesso di  un
    verbale  della Commissione in cui è scritto che quando  abbiamo
    fatto  l'audizione con i tre magnifici rettori delle Università
    l'Assessore   si   è   impegnato,  trattandosi   di   atto   di
    programmazione  -  ed è verbalizzato - a portare  gli  atti  in
    Commissione. Cosa che non è avvenuta.
      Trattasi di programmazione perché? Lo dice lo stesso DPCM, in
    quanto,  non  avendo  raggiunto  l'accordo  Stato-Regione   nel
    rapporto  sanità e policlinici, il Presidente del Consiglio  ha
    emesso  un  DPCM nel quale ha estrinsecato le linee  guide  per
    questi  patti. Nell'ambito delle linee guide si parla, appunto,
    di  programmazione  ed è giusto e opportuno  per  evitare,  tra
    l'altro,   che   l'atto  oltre  che  non  essere  politicamente
    percorribile   potrebbe   essere   anche   legittimamente   non
    percorribile,  è  giusto e opportuno che venga  in  Commissione
    per giusto e relativo parere.
    Sono certo che il Presidente della Regione, con la serietà  che
    lo contraddistingue, si prorogherà in tal senso.

    CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CUFFARO,  presidente  della  Regione.  Signor  Presidente,  non
  entro  nel merito se il protocollo d'intesa è o non è un atto  di
  programmazione,  ma  se la Commissione e i parlamentari  chiedono
  di  avere  in  Commissione un atto importante -  e,  ripeto,  non
  entro nel merito se si tratti di un atto di programmazione  -  io
  credo  sia  giusto che questo atto sia trasmesso in  Commissione.
  Pertanto,   chiederò  all'assessore  Cittadini   che   prima   di
  pubblicarlo invii l'atto in Commissione perchè venga visionato.

    LO GIUDICE. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    LO  GIUDICE.  Onorevole Presidente, se domani,  che  è  sabato,
  questo   atto  dovesse  essere  pubblicato  nella  Gazzetta   che
  facciamo? lo revochiamo

    PRESIDENTE.  Se dovesse essere pubblicato domani  l'ordine  del
    giorno non avrà effetto perchè siamo già all'indomani
      Il parere del Governo  sull'ordine del giorno numero 334?

    CUFFARO, presidente della Regione. Ho già detto che il  Governo
  è   disponibile  a  inviare  l'atto  in  Commissione.  Però,   se
  l'onorevole  Lo  Giudice ritiene che la parola  del  Governo  sia
  sufficiente,  ritiri  l'ordine  del  giorno;  se  l'onorevole  Lo
  Giudice  mi chiede di assumere impegni, e non so se domani  è  in
  Gazzetta, non sono in condizioni di rispondergli. L'onorevole  Lo
  Giudice  si  fidi  che  invieremo l'atto in Commissione;  qualora
  domani  dovesse  essere  pubblicatolo invieremo   in  Commissione
  dopo la pubblicazione

    PRESIDENTE.    Dunque,    il   Governo    lo    accetta    come
    raccomandazione.
      Si  passa all'ordine del giorno n. 335 degli onorevoli Savona
      ed altri. Ne do lettura:

                   «L'Assemblea regionale siciliana

          premesso   che  l'Assessorato  regionale  dei   Beni
          Culturali,  con  nota  n.  3638  del  27/7/2003,  ha
          espresso  l'esigenza  di  potenziare  e  ampliare  i
          servizi  di  custodia, di riscossione dei  biglietti
          d'ingresso e di conservazione e fruizione  dei  siti
          monumentali e archeologici aperti nonché di prossima
          apertura nella Regione siciliana;

         considerato  che nella stessa nota l'Assessorato  dei
         Beni    Culturali     ha    espresso    la    propria
         disponibilità,  ad  ampliare la  convenzione  con  la
         Società per azioni  Arte e Vita  di cui alla l.r.  n.
         26  del  4 aprile 1995 per le finalità di cui  sopra,
         assorbendo prioritariamente i lavoratori in  scadenza
         di  mobilità  provenienti dalle seguenti aziende:  ex
         Libero   Grassi,   già   Manifattura   Miraglia;   ex
         Spatafora;  ex  Mediconf; ex Solaria;  ex  Comst;  ex
         Privilegio; ex ITM; per un numero complessivo di  344
         unità;

                                impegna
                       il Governo della Regione

         3)  a procedere all'anticipazione dei fondi necessari per la
            copertura 2004 tenuto conto degli incassi derivanti dalla apertura
            di nuovi siti programmata dall'Assessorato regionale dei BB.CC. e
            P.I.;
  4)  ad ampliare la convenzione stipulata tra l'Assessorato ai Beni
  culturali e Pubblica istruzione e la Società Arte e Vita SPA,
  procedendo al reclutamento, presso la stessa Società,
  prioritariamente dei lavoratori di cui sopra, prevedendo per gli
  stessi un progetto di adeguata riqualificazione.»

      Il parere del Governo?

    CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.

    ACIERNO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    ACIERNO.  Signor  Presidente,  poiché  ho  sentito  un   parere
  favorevole  del  Governo, mi rivolgo direttamente  al  Presidente
  della Regione. Quest'ordine del giorno, pur essendo formulato  in
  maniera  eccepibile  e  sicuramente condivisibile,  creerebbe  un
  precedente   devastante,  perché  impegnerebbe   il   Governo   a
  considerare alcuni lavoratori che hanno la disgrazia  di  perdere
  il   lavoro,   come  succede  purtroppo  ogni  giorno   a   tanti
  lavoratori.  A  questi  il  Governo  si  impegna   a   dare   una
  salvaguardia  senza tenere conto di chi, magari, il  lavoro  fino
  ad oggi non lo ha mai avuto.
      Allora, prima di dare pareri favorevoli e solo demagogici che
  possono  fare insorgere prima di Natale speranze di nuovo lavoro,
  io  vi  prego  di prestare attenzione a quello che leggete  e  ai
  pareri che date.

    CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CUFFARO,  presidente  della  Regione.  Signor  Presidente,   il
  Governo  non fa atti di demagogia, inviterei l'onorevole  Acierno
  a  pensare alle parole che dice,  poichè nella norma approvata da
  questo Parlamento c'è anche il suo votoe che dice.
    Questo  è  un  ordine  del giorno che richiama  una  norma  già
  votata  da  questo Parlamento ed impugnata dal Commissario  dello
  Stato  e  non  mi  risulta che su questa norma  ci  sia  il  voto
  contrario  dell'onorevole Acierno. Il  Governo,  che  guarda  con
  attenzione   all'attività  di  questo  Parlamento,  ha   ritenuto
  opportuno  dare  parere favorevole ad un ordine  del  giorno  sul
  quale questo Parlamento aveva addirittura votato una legge.

    D'ANTONI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    D'ANTONI.  Signor  Presidente,  l'onorevole  Acierno  ha  detto
  delle  cose  di una gravità eccezionale; intervengo soltanto  per
  questo,  perché dopo le parole dell'onorevole Cuffaro  non  avrei
  avuto bisogno di farlo.
    L'onorevole  Acierno  deve sapere che nella  storia  di  questa
  Repubblica tutti gli accordi sindacali riguardano lavoratori  che
  hanno   delle   crisi  aziendali  e  che  per  mobilità   vengono
  trasferiti  ad  altre aziende. E questo non è  assolutamente  uno
  sconvolgimento, né un atto di disuguaglianza nei confronti  degli
  altri  disoccupati o meno, perché è un problema che  riguarda  le
  relazioni  sindacali,  il  modo  concreto  di  praticarle.  Usare
  parole  come  vergogna, usare parole nei confronti di  lavoratori
  che  hanno perso il lavoro solo per crisi aziendali non fa  onore
  a  questa  Assemblea ed è soltanto lo sforzo,  il  tentativo  che
  questa  Assemblea  fa  per  dare  uno  sbocco  -  vedremo  se  ci
  riusciremo - non demagogico a dei lavoratori che hanno  perso  il
  posto  di  lavoro, come abbiamo fatto ieri approvando  una  norma
  che  riguarda  gli  LSU  ed un tipo di intervento  della  Regione
  riguardante una possibilità nei confronti di comuni  e  di  altri
  enti,  perché questo è lo sforzo che questo Parlamento deve fare.
  Quindi,  questa  lezione di demagogia e di  moralità  l'onorevole
  Acierno   se   le  poteva  risparmiare  per  un'altra  occasione,
  migliore di questa, non riguardante lavoratori che, avendo  perso
  il  posto di lavoro e non avendo alcuna  assistenza, si rivolgono
  a  noi  per  cercare di trovare, attraverso un accordo sindacale,
  uno sbocco positivo. E' soltanto questo e niente di più.

    GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO.   Signor  Presidente,  io  la  inviterei   a   dare
  disposizioni per distribuire anche l'altro ordine del  giorno  se
  è stato deciso di unificarne la discussione.

    PRESIDENTE. Sono stati letti entrambi, si tratta del 335 e  del
  352,  firmatario del primo è l'onorevole Savona, il secondo  è  a
  sua firma.

    GIANNOPOLO.  Volevo  fare alcune precisazioni,  proprio  perché
  per  la  mia  storia politica, per il mio vissuto  politico  sono
  stato  abituato  a parlare chiaramente alle persone;  non  vorrei
  che  anche  in questa circostanza noi discutessimo  del  nulla  o
  meglio della carta straccia.
       Occorre  ben  dire  che abbiamo, fino a qualche  minuto  fa,
  approvato  il  bilancio, la finanziaria e  le  tabelle  allegate,
  dove  al  relativo capitolo, che è esattamente  il  376546  della
  rubrica  Beni  Culturali,  non  è stato  appostato  un  euro,  un
  centesimo  in più, tale da potere giustificare oggi l'ampliamento
  della convenzione per potere assorbire chicchessia.
       L'emendamento,  che  è stato reiteratamente  presentato  dal
  sottoscritto,  che  impinguava  di  10  milioni  di  euro  questo
  capitolo,  è stato, da questo Governo, da questa Commissione,  ed
  a maggioranza dal Parlamento, bocciato
       Vorrei  sapere dal Governo, soprattutto dal Governo,  quando
  noi   parliamo  di  anticipare  fondi,  di  quali  fondi   stiamo
  parlando? Dobbiamo licenziare già dipendenti della società  "Arte
  e  vita"  e  sostituire queste con altre persone, quelle  di  cui
  stiamo  parlando?  Dobbiamo  parlare  di  un  ampliamento   della
  convenzione che deve essere fatto gratuitamente, che deve  essere
  fondato, solo ed esclusivamente, sugli introiti dei biglietti?
       Dobbiamo  essere  chiari, e dobbiamo  esserlo  questa  sera.
  Dobbiamo  dire  che  nell'approvare  questo  ordine  del  giorno,
  stiamo  dicendo  che  la  società "Arte e vita"  assumerà  queste
  persone  con  un ordine del giorno, senza avere disponibilità  di
  un  centesimo, ma dicendo, semplicemente, che si vanno a vendere,
  quei  lavoratori,  i biglietti e si pagheranno lo  stipendio.  O,
  altrimenti,  dovremo  dire che la società  "Arte  e  vita"  dovrà
  chiamare  questi  lavoratori  a titolo  gratuito  a  svolgere  la
  propria funzione.
       Ecco,  allora,  perché dico bisogna essere  seri,  e  con  i
  lavoratori non si scherza  Ai lavoratori bisogna dire  sempre  la
  verità, come anche ai disoccupati.
       Noi avevamo presentato, non solo l'emendamento che diventava
  norma,  sul  testo della legge finanziaria, ma aveva  individuato
  anche  le risorse finanziarie compensate, perché avevamo raccolto
  quanto  fatto  dal  tavolo tecnico tra assessorato  lavoro,  beni
  culturali,  task  force ed organizzazioni sindacali,  ed  avevamo
  detto  ci vogliono questi soldi. Noi li avevamo maggiorati perché
  riteniamo  che  bisogna iscrivere la sorte di  questi  lavoratori
  dentro un provvedimento più generale.
       E  se si va a leggere l'ordine del giorno presentato da noi,
  si  capisce  perfettamente cosa vogliamo dire:  vogliamo  che  la
  società  "Arte e vita" diventi innanzitutto una cosa  più  seria,
  punto  primo.  Punto secondo, che vengano definiti gli  obiettivi
  produttivi:  il  piano  finanziario, il  piano  occupazionale,  a
  monte, da parte della società "Arte e vita".
       Quando  è  stato  fatto  questo,  bisogna  stabilire  poi  i
  criteri, poiché parliamo di una società di diritto privato,  alla
  quale,  per  legge, non possiamo imporre che tipo  di  assunzione
  fare.   Ma   lo  possiamo  fare  attraverso  le  clausole   della
  convenzione che la Regione va a stipulare con la società "Arte  e
  vita".
       E   diciamo  anche  quali  debbono  essere  i  criteri   del
  reclutamento,  dove  noi  dobbiamo  dire,  non  per  un  atto  di
  furbizia, ma perché ne riconosciamo la valenza, che la sorte  dei
  lavoratori  di  Miraglia, di Spatafora, di  Libero  Grassi  e  di
  quant'altro,  si  iscrive nella vicenda di  tanti  lavoratori  ai
  quali  non viene chiusa la porta in faccia ora per sempre, ma  ai
  quali   si  può  lasciare,  quando  saranno  stati  però,  prima,
  stabiliti  gli  obiettivi,  le  risorse  finanziarie,  il   piano
  occupazionale,  le  possibilità di occupazione,  anche  a  quegli
  altri  lavoratori, compresi i lavoratori socialmente  utili,  per
  cui  queste  società sono nate, anche, per favorire  processi  di
  stabilizzazione del precariato.
       Queste  società  sono  nate anche per favorire  processi  di
  stabilizzazione del precariato. Queste società sono nate,  anche,
  per  il  reimpiego produttivo dei lavoratori espulsi dal  mercato
  del lavoro.
      Bisogna,  allora, fare le cose seriamente. Dobbiamo  fare  le
      cose seriamente.
       Io  chiedo che il Governo discuta seriamente su tutta questa
  vicenda,  che  ci presenti un disegno di legge, che  ci  presenti
  una  norma  anche di un solo articolo che metta ordine  in  tutta
  questa  faccenda, perché solo questo può costituire  la  certezza
  per   il  lavoro,  anche  di  questi  lavoratori  di  cui,  nello
  specifico, ci stiamo occupando.

    FORGIONE. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    FORGIONE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  è  positivo
  che  in  questa  seduta  non analizziamo  e  non  approviamo  gli
  emendamenti, come spesso facciamo quando arriviamo alle 5,00  del
  mattino  senza neanche avere la possibilità di leggerne i titoli.
  E,  spesso,  così noi liquidiamo vicende, anche drammatiche,  che
  riguardano   lavoratori,  lavoratrici  in  carne  ed   ossa,   li
  illudiamo.  Spesso,  non  sappiamo che  alcune  vertenze,  alcune
  condizioni  anche psicologiche precarie, nelle quali  si  trovano
  lavoratori  con  il  posto di lavoro che  non  c'è  più,  vengono
  appese  al  filo  di speranza che viene dato  da  un  ordine  del
  giorno.
       Però,  io  devo  dirlo  anche al Presidente  della  Regione,
  troppo  spesso  gli  ordini  del  giorno,  che  riguardano  crisi
  occupazionali  e  vicende  difficili  di  punti  di  crisi  e  di
  rapporti  tra  le  crisi produttive siciliane, le  partecipazioni
  statali,  i grandi gruppi nazionali, vengono approvati e  vengono
  utilizzati solo come strumenti di propaganda. Un minuto  dopo  il
  Governo,  che magari ha dato parere favorevole, si   è  impegnato
  su quell'ordine del giorno, va totalmente dall'altra parte.
       La task force, per molti versi, sta diventando la macchietta
  di   se  stessa.  Non  riesce  più  ad  essere  un  interlocutore
  credibile  per nessuna vertenza di crisi. E, allora,  su  questo,
  onorevole Cuffaro, una riflessione va fatta.
       Io   chiedo  di  apporre  la  firma  all'ordine  del  giorno
  dell'onorevole Giannopolo. Intanto, perché quando  noi  guardiamo
  alle  crisi  occupazionali,  ai  punti  di  crisi  occupazionali,
  dovremmo  sapere  che c'è una condizione di  crisi  che  riguarda
  tutta la Sicilia. Noi non possiamo fare un ordine del giorno  che
  riguarda  solo  i  punti di crisi di stabilimenti  e  di  vicende
  palermitane, drammatiche, onorevole D'Antoni, ma sappiamo che  ci
  sono  punti  di crisi e licenziamenti e chiusure di fabbriche  in
  tutta la Sicilia e, allora, dobbiamo ragionare su uno strumento.
       Se diciamo che lo strumento è  Arte e Vita , bene. Decidiamo
  che   lo   strumento   per  rispondere   ad   una   esigenza   di
  riqualificazione e di mobilità è  Arte e Vita ,  allora  facciamo
  una  riflessione  seria anche dal punto di vista  normativo,  del
  piano industriale, delle potenzialità che questa Società ha,  del
  rapporto  con la Regione che deve avere, e cominciamo a ragionare
  seriamente   sulle   cose  che  diceva  l'onorevole   Giannopolo,
  altrimenti  noi  rischiamo di fare propaganda. Noi  rischiamo  di
  fare  ordini  del giorno approvati all'unanimità che prendono  in
  giro dei lavoratori.
       Io  penso  a  quello che abbiamo fatto per l'Imesi.  Abbiamo
  fatto,  tutti insieme onorevole D'Antoni, io e lei per primi,  un
  ordine del giorno che riguardava l'Imesi, la task force dopo  una
  settimana  è  andata  esattamente  in  direzione  opposta,   alla
  Presidenza  della  Regione  è  andata  esattamente  in  direzione
  opposta.
       Onorevole  Presidente, niente di personale ma  voglio  porre
  tale  interrogativo  nella  sede più solenne,  il  Parlamento:  è
  concepibile,  dal  punto  di vista delle  compatibilità,  che  il
  presidente  della task force sia anche il segretario  provinciale
  di  un  partito? Io lo pongo come interrogativo, visto che è  lui
  che  tratta le vertenze, tratta con i lavoratori e tratta con  il
  sindacato.  Io vorrei sapere qual è il confine tra la  mediazione
  che  fa per conto di un Governo, che è comunque il Governo  della
  Regione,  non  è  il mio ma in quelle vertenze può  rappresentare
  anche me, e la sua funzione di mediazione politica.
        Io pongo un problema di compatibilità e, forse, questo è un
  elemento  di riflessione per capire cosa sta avvenendo in  questo
  momento  anche  attorno alla gestione di tutti i punti  di  crisi
  occupazionali di questa regione.
       Con  questo  spirito appongo la firma all'ordine del  giorno
  dell'onorevole Giannopolo e dell'onorevole Speziale.
       Gli ordini del giorno possiamo votarli entrambi, ma è chiaro
  che  se  noi  decidiamo che  Arte e Vita   è  uno  strumento  che
  possiamo  utilizzare  riqualificandolo,  dandogli  un  piano   di
  investimenti,   dandogli  un  piano  industriale   che   possiamo
  utilizzare  per  tutte le vertenze di crisi  attuali  in  Sicilia
  (sappiamo  che  la condizione è esplosiva), allora sarebbe  utile
  utilizzarlo con questa prospettiva e con questo spirito  generale
  e,  con  il  medesimo  spirito, acquisire anche  le  vicende  che
  riguardano l'ordine del giorno più specifico.

    MORINELLO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    MORINELLO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   stiamo
  discutendo  di una cosa molto seria che attiene al modo  con  cui
  l'ente  Regione  riesce  ad  attivare una  politica  di  sostegno
  all'occupazione  di  fuoriuscita dalle  situazioni  di  crisi  di
  tanti  e  tanti  lavoratori  che  patiscono  le  conseguenze  dei
  licenziamenti.
       Ritengo  che  non  con  degli  ordini  del  giorno,  ma  con
  un'apposita  discussione in Aula e con  un  apposito  disegno  di
  legge  bisogna  che la Regione approfondisca e  ragioni  in  modo
  organico questa vicenda.
       Nel  chiedere di apporre la mia firma all'ordine del  giorno
  dell'onorevole Giannopolo, ritengo che su questa vicenda  bisogna
  non essere leggeri.
       Giustamente  i  lavoratori  attendono  risposte  precise   e
  concrete,  però  dobbiamo fare riferimento ad un contenitore  che
  può  essere   Arte  e  Vita , oppure  altro  che  riesca  a  dare
  risposta  a  tutti i lavoratori siciliani che soffrono situazioni
  di  crisi occupazionali, cioè che hanno perso il lavoro: Palermo,
  Messina, Catania, Milazzo, Siracusa, Gela.
       C'è  una società, la SECI, che ha licenziato decine e decine
  di  lavoratori.  Quindi,  dobbiamo  offrire  anche  come  Regione
  siciliana,  così  come stiamo cercando di offrire  ai  lavoratori
  delle  aziende di crisi che vengono citati dall'ordine del giorno
  dell'onorevole Savona, situazioni positive. Questa è una  vicenda
  che ci conduce ad agire in maniera oculata e organica.
       L'altra questione seria da affrontare è che fare di   Arte e
  Vita ,  se   Arte e Vita  si deve occupare, così come si  occupa,
  della  vigilanza  e  della gestione dei beni culturali.  E'  bene
  avere  una  società altamente improntata a criteri di impresa  di
  professionalità  e non ad una società che, purtroppo,  è  ridotta
  ad  un ente di assistenza, ad una società che svolge non in  modo
  ottimale  i  propri  compiti ma che deve caratterizzarsi  per  la
  capacità  di  guidare i processi di formazione, di selezione  del
  personale nel settore dei beni culturali.
       Volevo  dire  solo queste cose e non soffermarmi  su  alcune
  vicende  che  sono state esplicitate in maniera più  precisa  dai
  colleghi che mi hanno preceduto.
       Ritengo  che il Governo della Regione siciliana in ordine  a
  queste  questioni dovrebbe essere meno leggero, meno superficiale
  e  dare risposte che ci consentono di dare speranze e aspettative
  ai lavoratori che, oggi, patiscono queste situazioni di crisi.
       Ed   un  ragionamento  complessivo  sul  modo  come  i  beni
  culturali  nella  nostra regione riescono ad  avere  una  propria
  capacità di gestione rispetto alle esigenze.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    SPEZIALE.  Signor  Presidente, intervengo nel  dibattito  perchè
  vorrei  ricordare  un paio di passaggi che nel   momento  convulso
  della discussione d'Aula saranno sfuggiti all'onorevole D'Antoni e
  al Governo.
       Il  primo  è  l'emendamento  a  firma  mia  e  dell'onorevole
  Giannopolo  riguardante  la possibilità di  incrementare   Arte  e
  Vita' per 10 milioni di Euro. Avendo individuato una compensazione
  che  non  avrebbe  per nulla sconvolto il bilancio  della  Regione
  perchè  trattasi  di  fondi che sono stati in  più  rispetto  alla
  possibilità  di  utilizzo del cosiddetto buono-scuola.  Nel  buono
  scuola  anzichè 15 mila domande che ci aspettavamo ne  sono  state
  presentate  3  mila  e  c'è una disponibilità  di  fondi  che  noi
  pensavamo di dover mettere poi dentro il capitolo di Arte e Vita.
     Proprio perchè una manovra si fa se ci sono risorse, perchè una
  manovra è possibile farla se noi mettiamo le risorse disponibile e
  sulla  base  dell'utilizzo delle risorse poi possiamo  in  qualche
  modo  intervenire  con due leve, la prima che  riguarda  un  piano
  industriale  della  società   Arte e  Vita',  in  questo  caso  in
  rapporto  ai  bisogni  che sono stati anche sollecitati  ieri  dal
  Presidente della Regione relativamente al fatto che noi abbiamo la
  scopertura  di  custodia  in  tanti siti  culturali  della  nostra
  Regione  e  dall'altro  attraverso il fatto  che  bisogna  rendere
  compatibile le risorse con gli interventi umani.
      La  presentazione dell'ordine del giorno che io apprezzo nella
  volontà,  in realtà dimostra una debolezza che è stata  trascurata
  dal  Governo  stasera. Quando noi abbiamo presentato l'emendamento
  al  quale  il  Governo ha dato parere negativo, l'emendamento  TFC
  .10,  10 milioni di Euro in più a  Arte e Vita' la nostra finalità
  era ricollocarla poi con l'ordine del giorno da noi presentato per
  utilizzare quelle risorse con questa utilità. Se stasera ci  viene
  spiegato  come  si pensa di utilizzare il personale  e  attraverso
  quali  risorse,  ovviamente  avremo fatto  un'opera  positiva,  se
  invece  si  fa  un  ordine  del  giorno  dopo  avere  bocciato  un
  emendamento che prevedeva 20 miliardi di vecchie lire,  ovviamente
  si rischia di fare un'operazione di altro genere.
    Il  Governo  non  me  ne  vorrà, non so  se  è  una   operazione
  demagogica,  superficiale o ingannevole, non  so  come  chiamarla,
  però  tuttavia  è un'operazione che non comporta alcun  risultato.
  Tranne  se  qualcuno  non ci spieghi che è  sufficiente  procedere
  all'anticipazione dei fondi di biglietteria che sono  previsti  in
  somme  di  gran  lunga  inferiori rispetto a  quanto  costano  344
  persone.
    Onorevole  D'Antoni,  lei  che ha  fatto  il  sindacalista,  350
  persone con oneri riflessi costano 40 milioni l'anno compreso  gli
  oneri  contributivi.  La  disponibilità dovrebbe  essere  che  noi
  dovremmo  avere  più  di  10  miliardi  delle  vecchie  Lire.   La
  previsione  di introito che hanno fatto è nell'ordine  di  qualche
  centinaio di milioni di introiti in alcuni siti archeologici
      La questione che io pongo è se possiamo unificare i due ordini
  del  giorno  dato che hanno un tratto comune in quanto  affrontano
  una   questione   legata  ai  bacini  di  crisi  individuati   con
  provvedimenti normativi sulla base di accordi sindacali.
      Tuttavia, dopo aver approvato l'ordine del giorno,  visto  che
  stasera  il  Governo  ha dato disponibilità  ad  affrontare  altre
  questioni,  chiedo  che ci sia un impegno  formale  da  parte  del
  Governo  che  alla  riapertura dei lavori di  Aula,  nel  mese  di
  gennaio,  si possa determinare una norma puntuale e precisa  sulle
  finalità  degli  strumenti di  Arte e Vita' e  su  come  possiamo,
  attraverso un piano industriale, occupare persone che vengono  dai
  bacini  di  crisi individuati non solo tra quelli che  sono  stati
  dichiarati,  e  sui quali io non ho niente da dire,  in  relazione
  all'ordine  del  giorno a firma dell'onorevole  Savona,  ma  anche
  degli altri bacini di crisi che potrebbero esserci nel resto della
  nostra  Regione.  Ciò  per evitare disparità  di  trattamento  tra
  lavoratori.
      Vorrei  ricordare  che il Commissario dello  Stato  quando  ha
  impugnato la norma nel suo bilancio l'ha impugnata sulla  base  di
  due motivazioni di fondo.
       La  prima era che c'era una disparità di trattamento rispetto
  ad  altri  lavoratori. La seconda era che non c'era  la  copertura
  finanziaria.  Dobbiamo  evitare l'una e  l'altra.  La  possibilità
  l'abbiamo,  se  il Governo è d'accordo si possono  utilizzare  una
  parte  dei  fondi  globali  per questa finalità;  noi  secondo  me
  possiamo fare una norma che possa riequilibrare questo rapporto  e
  non   fare   proposte  che  possano,  seppure  fondate  su   buone
  intenzioni, apparire proposte -  come qualcuno diceva -   soltanto
  di  carta straccia.

    CINTOLA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CINTOLA. Io non avevo firmato l'ordine del giorno nel momento in
  cui mi è stato presentato perché volevo sentire prima il Governo e
  la  volontà del Governo di adeguarsi ad una situazione del genere.
  Quando  ho  sentito che il Governo è impegnato ho apposto  la  mia
  firma così come ...

    CUFFARO,  presidente della Regione. E' una norma che  ha  votato
    questo Parlamento ...

    CINTOLA.  Volevo  sentire la volontà proprio dopo  l'impugnativa
  del  Commissario dello Stato e qual era la volontà e gli strumenti
  che  metteva  a  disposizione  perché  questi  lavoratori  possano
  sperare dignitosamente di avere un futuro.
       Concordo con il  Governo e lo invito ad operare nel senso  di
  avviare  a  soluzione  il  problema non soltanto  dando  il   voto
  stasera  ma  in  modo  che ci siano tutti gli  adempimenti  perché
  questo  bacino  di utenza venga soddisfatto non  alla  vigilia  di
  Natale, ma per tutto l'anno solare.

    GRANATA,  assessore  per  i beni culturali  e  ambientali  e  la
    pubblica istruzione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. ne ha facoltà.

    GRANATA,  assessore  per  i beni culturali  e  ambientali  e  la
  pubblica  istruzione. Parlo a nome del Governo  perché  su  questo
  tema bisogna chiarire alcuni passaggi che peraltro già l'onorevole
  D'Antoni ha anticipato.
       La  ragione  sociale dell'ordine del giorno  che  il  Governo
  ovviamente condivide rappresenta una possibilità di utile  impiego
  dei  lavoratori  di  queste  professionalità  all'interno  di  una
  società che, peraltro, nasce storicamente con lo stesso sistema  e
  per lo stesso criterio.
       La  società nasce per assorbire nella stessa dinamica  e  per
  stabilizzare  alcuni  lavoratori  che  avevano   subito  dinamiche
  assolutamente  identiche a quelle di cui  questa  sera  ci  stiamo
  occcupando.
       La  società  Arte e vita' ha uno statuto che è stato soltanto
  in  parte  fino ad oggi onorato perché si occupa sì di custodia  e
  tutela  dei  siti  culturali,  ma si potrebbe  occupare  anche  di
  valorizzazione degli stessi, di organizzazione del  sistema  della
  cultura inteso in senso lato.
       Quindi  le  potenzialità  nello  statuto  della  società  per
  utilizzare  utilmente questi lavoratori che mi  sembra  senza  per
  questo  voler fare polemica con il Commissario dello Stato,  tutto
  si possa dire tranne che non abbiano attitudini al contatto con il
  pubblico, perché se forse un'attitudine hanno è proprio quella del
  contatto con il pubblico.
       A  differenza - lo dico senza infingimenti - di una parte dei
  lavoratori  che  attualmente  prestano  un  servizio  di  custodia
  all'interno del sistema della cultura: Pertanto, credo che  questo
  aspetto sia ampiamente superabile.
       Di  fatto però con quale meccanismi questi lavoratori possono
  utilmente  essere utilizzati attraverso lo strumento  di   Arte  e
  Vita', sui quali assieme all'assessore per l'insutria, allo stesso
  presidente  Cuffaro, e non riguarda soltanto  Arte e Vita',  è  in
  corso  una generale riflessione e ripensamento su ciò che  bisogna
  fare   in  prospettiva  perché  quelle  esigenze  che  sono  state
  sollevate  di avere un piano industriale per la prospettiva  anche
  in  una  logica  prevista dalla norma di dismissione  della  quota
  pubblica  di   Arte e Vita', noi dobbiamo porcelo come  azione  di
  governo.
       Concretamente, però, qual è il fatto nuovo che vorrei  che  i
  colleghi ascoltassero: il fatto è che complessivamente in  Sicilia
  si  sono  già aperti o si stanno per aprire moltissimi nuovi  siti
  che hanno bisogno di essere organizzati e custoditi.
      Il  fatto nuovo è che in Sicilia esiste un sistema dei  parchi
  archeologici  che fino a due anni fa non esisteva  e  che  prevede
  già  oggi l'esistenza di 16 parchi archeologici che hanno  bisogno
  di personale di custodia.
      Il fatto nuovo in Sicilia é che si organizzano tutta una serie
  di  eventi  e  di mostre che hanno bisogno di personale  e,  molto
  spesso,  abbiamo dovuto sopperire, quando ci siamo  riusciti,  per
  tenere  aperti  questi  nuovi parchi archeologici  che  via,  via,
  vengono  formati e soprattutto per reggere il sistema  organizzato
  degli  eventi e delle mostre di personale che é stato  pagato  con
  il  bilancio di   Arte Vita' perché é stato personale che é  stato
  super  utilizzato attraverso un meccanismo, in alcuni casi,  molto
  accentuato di attribuzione di straordinari a questi lavoratori  e,
  quindi   certamente,   da  questo  punto  di   vista,   attraverso
  l'utilizzazione, l'immissione di nuove professionalità da un  lato
  si  realizzerà  un  risparmio all'interno  dello  stesso  bilancio
  attraverso   l'utilizzazione  degli   straordinari   che   saranno
  distribuiti  in modo equo, ma non in modo abnorme  come  finora  é
  avvenuto  perché io lo voglio dire assumendomene la responsabilità
  politica di ciò che dico.
        Noi abbiamo un sistema della cultura dove mediamente succede
  che  alcuni  custodi, che molti custodi guadagnano molto  più  dei
  nostri soprintendenti per un problema di meccanismo complessivo  e
  di  personale che é di numero inferiore rispetto a ciò che  serve.
  Se  a  questo aggiungiamo che per nostra fortuna c'é una  politica
  di  espansione,  onorevole Morinello, sulla quale soprattutto  lei
  dovrebbe  essere informato del numero dei siti aperti, dei  parchi
  archeologici e, soprattutto, di un qualche cosa che il  Parlamento
  avendolo  sancito e avendo legiferato in questa direzione dovrebbe
  conoscere.
        L'articolo 64 della scorsa finanziaria cosa prevede? Per  la
  prima  volta prevede che la Regione può avere una perdita di quote
  di  sovranità  nell'organizzazione  del  circuito  museale  perché
  attraverso  l'articolo 64 i Comuni e le Province possono,  con  un
  semplice   protocollo  d'intesa,  gestire  musei,   siti,   parchi
  d'interesse regionale attraverso un accordo con la Regione.
      Il personale per l'applicazione dell'articolo 64 o lo si trova
  attraverso  la custodia ordinaria, che sia di  Arte  Vita'  o  che
  sia  regionale, e non ci arriviamo perché se non ci arriviamo  con
  i   siti   che  abbiamo  aperti  adesso  figuriamoci  se  possiamo
  arrivarci   con  quei  50,  60  siti  ulteriori  che  abbiamo   la
  possibilità   di   aprire  anche  grazie  ai   restauri   e   alle
  ristrutturazioni avvenute attraverso i fondi di Agenda 2000.
        Si  tratta,  quindi, di un sistema che é  oggettivamente  in
  crescita  per  quanto  riguarda  l'utilizzazione,  di  un  sistema
  produttivo  perché può portare ad un ritorno di tipo  economico  e
  credo  che  la  possibilità,  attraverso  un  ordine  del  giorno,
  peraltro  penso  accettato anzi sostenuto  dall'intero  Parlamento
  come    logica,    un'utilizzazione   intelligente    di    questa
  professionalità  porta  un  oggettivo  giovamento  al  sistema  di
  organizzazione  della  cultura e può trovare  all'interno  di  una
  riorganizzazione   di   Arte  Vita'  l'economia   necessaria   per
  retribuire questi lavoratori.
      Tutto  questo,  poi, deve avvenire in sede  sindacale,  capire
  come  inquadrarli, che tipo di contrattualizzazione avere,  ma  il
  principio  che  per la prima volta si sancisce  che  é  nell'unico
  segmento  probabilmente in espansione rispetto  alle  esigenze  di
  copertura   e   quindi  di  spazio  occupazionale  possa   anziché
  rivolgersi    il   Governo   genericamente   al   mercato    della
  disoccupazione  ma individuare settori di crisi é  un  fattore  di
  trasparenza perché altrimenti rivolgerci genericamente,  cosa  che
  potremmo  fare, all'utilizzazione di altro personale ci rivolgiamo
  in modo prioritario all'utilizzazione di questi lavoratori.
      C'é un tema importante che hanno sollevato alcuni parlamentari
  che  in  tutto  questo  deve  essere contemperato  ed  equilibrato
  rispetto  ad alcune aspettative che ci sono in alcuni settori  dei
  lavoratori  socialmente utili. E perché non ricordarlo  in  questa
  sede?  C'é  un  segmento di disoccupazione precaria che  é  quello
  della   catalogazione  che  certamente  é  un  segmento   che   ha
  un'aspettativa  di  stabilizzazione, ma  si  tratta  di  questioni
  diverse  perché quel segmento é legato già ad un'attività  interna
  al  sistema  della cultura di altro taglio e di altra  natura.  Si
  tratta  di  architetti,  si  tratta di archeologi,  si  tratta  di
  professionalità  specifiche e qualificate dal settore  su  cui  ci
  saranno   altre  dinamiche.  Credo,  quindi,  per  questo,   anche
  interpretando il pensiero dell'onorevole Presidente della  Regione
  che dobbiamo accettare questo ordine del giorno, approvarlo e..

      FORGIONE. Uno o due?

      GRANATA, assessore per i beni culturali, ambientali e  per  la
  pubblica   istruzione.   In   qualche   modo   unificarlo   perché
  sostanzialmente é proprio il secondo ordine del giorno,  quello  a
  firma  degli  onorevoli Giannopolo e Speziale, che implica  questo
  riferimento   all'articolo  64  e  quindi   a   questa   ulteriore
  possibilità  di utilizzazione dei lavoratori in un  sistema  della
  cultura allargata.

      PRESIDENTE. Pongo  congiuntamente gli ordini  del giorno 335 e
  352.
      Il parere del Governo?

      CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.

    D'ANTONI.  Signor Presidente, se si unificano è  bene  farlo  in
  maniera equilibrata, sarebbe meglio approvarli separatamente.

    PRESIDENTE. Unificarli nel senso di raccoglierne il senso.

    D'ANTONI. Io qui non voglio riprendere, con persone come voi  di
  sinistra, i ragionamenti per annacquare e non fare nulla.  Io  non
  voglio  riaprirlo qui, perché non è l'orario, se noi facciamo  una
  unificazione  in  cui c'è scritto con chiarezza  che  partiamo  da
  quelli...

    PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno 335.   Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                         (E' approvato)

       Pongo  in  votazione l'ordine del giorno 352. Il parere
  del Governo?

       CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto, chi è  contrario  si
  alzi,

                         (E' approvato)

  PRESIDENTE. Si passa all'ordine del giorno n.  336. Ne do lettura:

                   «L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

          CONSIDERATO  che  il comprensorio delle  Madonne  da
          almeno   un  decennio  vede  aggravata  la   propria
          condizione  economico sociale e  che  tale  fenomeno
          complessivo    di   progressivo   impoverimento    è
          sottolineato dai livelli del tasso di emigrazione  e
          da  un  oggettivo  calo demografico  superiore  alla
          media regionale;

          VALUTATO  che  il  comprensorio non  usufruisce  più
          istituzionalmente  delle  facoltà  e  delle  risorse
          prima  riservate  alle  Comunità  Montane  che   pur
          valevano   a   rendere  individuabili  le   omogenee
          esigenze ed i consimili problemi di numerosi  Comuni
          geograficamente    contigui   e    storicamente    e
          socialmente assemblabili;

          TENUTO  CONTO che i Comuni delle Madonne ancor  oggi
          non sono esecutivamente serviti da una adeguata rete
          di  comunicazione  e trasporto e  che  l'istituzione
          dello stesso Parco non s'è rivelata ad oggi solo una
          serie di divieti ricollegabili al pregio paesistico,
          naturalistico,  venatorio, agricolo, silvo-pastorale
          della  zona  mentre  nel  tempo  hanno  stentato   a
          decollare  ed  a  trovare concreta  applicazione  le
          norme  che  avrebbero  dovuto sostenere  l'economia,
          l'artigianato  e le imprese del comprensorio  e  che
          anche  il tradizionale intervento e le rimesse della
          Regione  in  favore  degli EE. LL.  per  le  notorie
          esigenze di Bilancio, conoscono attualmente una fase
          di contenzioso;

                                IMPEGNA
                       IL GOVERNO DELLA REGIONE

         Ad  attivare  già all'inizio del 2004  un  tavolo  di
         confronto  con  le  amministrazioni  delle   Madonne,
         coinvolgendo la Provincia Regione, l'Ente Parco e  le
         Aziende  di  soggiorno e turismo del  territorio  per
         individuare   tutti  gli  interventi  possibili   per
         restituire ossigeno sociale ad un comprensorio  ricco
         di  enormi potenzialità, che merita di essere salvato
         da  un  percorso  e  da  un  destino  di  progressivo
         abbandono.» (336)

    FORGIONE. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ha facoltà

    FORGIONE.  Solo per capire, lo vorrei chiedere  all'onorevole
  Formica  il  senso  delle parole    di attivare  un  tavolo  di
  confronto   al   fine   di  restituire  ossigeno   sociale   al
  comprensorio  delle  Madonne  ,  vorrei  capire   la   finalità
  dell'ordine del giorno e il concetto di ossigeno sociale.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione.
    Il parere del Governo?

    CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
  si alzi,

                         (E' approvato)

  Si passa all'ordine del giorno n. 337. Ne do lettura:

                   «L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

          PREMESSO che:
          -   La legge nazionale sulla assicurazione obbligatoria, prevedeva
            ammortizzatori sociali per i dipendenti delle Imprese assicurative
            poste in liquidazione coatta amministrativa, attraverso varie
            forme di riqualificazione e reimpiego;
  -   Tale disposizione, soltanto per i dipendenti delle Compagnie
  Siciliane non ha trovato la giusta applicazione, per colpevole
  negligenza dei passati governi;
  -   L'assunzione di questo personale nella Società Mista
   Multiservizi Spa  prevedeva modalità e utilizzo degli stessi,
  presso vari Assessorati regionali (gran parte nel Dipartimento
  industria), nei posti lasciati vacanti (fasce  A  e  B ) dal
  personale regionale di ruolo, in virtù della loro
  riclassificazione ai sensi della L.R. 15/5/2000 n. 10;
  -   In questa nuova realtà occupazionale,  gli ex assicuratori  ed
  altri dipendenti di diversa provenienza, si ritengono gravemente
  penalizzati, per il loro mancato riconoscimento giuridico,
  economico e professionale;

          ATTESO che anche l'Assessore per l'Industria ha dato
          atto  in  Aula  della  opportunità  di  rivedere  la
          materia   Multiservizi   con  specifico  riferimento
          all'utilizzo più equo e razionale del suo personale;

                                IMPEGNA
                       IL GOVERNO DELLA REGIONE

         A   riesaminare,  anche  attraverso  un   tavolo   di
         concertazione, non solo l'organizzazione  complessiva
         della  società   Multiservizi , ma anche  l'effettivo
         utilizzo  del  suo  personale che, pur  uniformemente
         parametrato  sulla  base  del  CCNL  del   Commercio,
         svolge  attualmente dentro la Regione  compiti  assai
         diversificati  e  di  livelli marcatamente  difformi,
         allo  scopo  finale di razionalizzare i servizi  resi
         dalla   società   e  di  ottimizzare  e   valorizzare
         l'apporto professionale dei suoi dipendenti>. (337)

    Lo pongo in votazione.  Il parere del Governo?

    CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole  resti  seduto;    chi   è
    contrario si alzi.

                         (E' approvato)

    Si passa all'ordine del giorno 338. Ne do lettura:

                   «L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

          VISTO il dibattito sviluppatosi nella seduta n.  177
          del  17  dicembre  2003  sull'emendamento  B.1  alla
          Tabella del disegno di legge nn. 693-737/A;

                                IMPEGNA
                       IL GOVERNO DELLA REGIONE

         A  porre  in  essere interventi per  l'esecuzione  di
         lavori  ed  opere pubbliche nella città di Agrigento,
         interessata   da   eventi   franosi,   in   relazione
         all'indennità   di   esproprio   concernenti    unità
         immobiliari   e  terreni,  implementando   l'apposita
         unità revisionale di base 6.2.2.6.2 (cap. 672013)  di
         2.000 migliaia di euro>. (338)

    MICCICHE'. Chiedo di parlare per illustrarlo.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    MICCICHE'.  Non  lo  spiego,  perché  è  stato  ampiamente
  discusso nella seduta dell'altro ieri. Vorrei precisare  una
  cosa  alla  quale tengo. Vorrei chiarire alla  presenza  del
  Presidente  della  Regione il quale  può  dare  un  maggiore
  contributo  ad un ragionamento che abbiamo fatto nella  sede
  di   governo   qualche  mese  fa  e  mi  riferisco   ad   un
  ragionamento  fatto  dallo  stesso  Presidente,  perché   si
  prende  un  impegno nei confronti dell'Assemblea. Si  tratta
  di  questo. Questo ordine del giorno riguarda il reperimento
  dei  fondi,  ma  non è sufficiente a risolvere  il  problema
  perché  accompagnato  a questo è necessario  un  disegno  di
  legge  per  potere  successivamente  rendere  esecutivi   ed
  attuativi l'espletamento dei pagamenti di esproprio,  questo
  è  il mio ragionamento e io desidero che il Presidente possa
  dare  un  contributo a questo mio ragionamento come è  stato
  concordato  in  sede  di  confronto con i  sinistrati  della
  frana di Agrigento del 1966.

    CUFFARO, presidente della Regione. Il Governo valuterà  se
  c'è  bisogno  di un disegno di legge per pagare  l'indennità
  di  esproprio. Se dovesse essercene bisogno lo presenteremo,
  altrimenti accetteremo l'ordine del giorno per come è.

    MICCICHE'. Un criterio bisogna adottarlo.

    CUFFARO, presidente della Regione. Non siamo certi che  ci
    vuole  una  legge, non è che dobbiamo fare  le  leggi  per
    forza.

    PRESIDENTE. Il parere del Governo?

    CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'ordine del  giorno  338.
    Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                         (E' approvato)

      Si passa all'ordine del giorno n. 339. Ne do lettura:

                   «L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

          PREMESSO che

          -   la Sicilia, nonostante vanti una posizione geoeconomica di
            grande centralità euromediterranea, è ancora oggi sprovvista di
            una adeguata rete di infrastrutture autostradali, ferroviarie,
            portuali ed aeroportuali capace di assicurare condizioni di
            competitività al sistema economico;
  -   che non può essere più tollerato l'atavico ritardo culturale
  che affligge la classe dirigente siciliana nella sua capacità di
  impostare grandi scelte politico-amministrative in favore
  dell'affermazione di un modello di sviluppo economico per la
  Sicilia che sia al contempo colano ed esempio di
  autodeterminazione per l'intero bacino dei popoli mediterranei;
  -   che al fine di superare ostacoli di natura economica e di
  favorire la circolazione dei cittadini sono state già adottati
  provvedimenti a sostegno dell'istituzione delle cosiddette  tratte
  sociali  per i passeggeri siciliani in transito aereo per le varie
  destinazioni italiane, che stanno riscuotendo grande successo;
  -   che i costi di trasporto che ogni imprenditore siciliano deve
  affrontare per l'esportazione delle merci siciliane risultano
  gravemente penalizzanti per la competitività dell'intero sistema
  economico siciliano;
  -   che in questo contesto risulta strategico estendere anche
  all'esportazione dei prodotti siciliani il regime di agevolazione
  economica già previsto, attraverso le cosiddette tratte sociali,
  per i passeggeri siciliani;

                                IMPEGNA
                       IL GOVERNO DELLA REGIONE

         Ad  attivarsi affinché, con appositi provvedimenti di
         legge  e  di bilancio, venga previsto lo stanziamento
         necessario  a coprire l'istituzione di un  regime  di
         agevolazione  economica per l'esportazione  nazionale
         ed internazionale dei prodotti siciliani>. (339)

      Lo dichiaro decaduto.

      Si passa all'ordine del giorno n. 340. Ne do lettura:

                   «L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

          PREMESSO che

          -   Da decenni la Regione Sicilia risulta la prima produttrice di
            petrolio sul territorio nazionale concorrendo in misura dell'80
            per cento alla produzione nazionale, capace di coprire il 20 per
            cento del fabbisogno nazionale e la totalità del fabbisogno
            siciliano;
  -   Che in altre regioni d'Italia e d'Europa è vigente un regime
  di defiscalizzazione della benzina e dei prodotti petroliferi -
  vedi il caso tra gli altri della Val d'Aosta e delle isole
  Shetland - che produce un vantaggio comparativo di notevole
  portata per il territorio in cui viene applicato, in seno al
  sistema economico europeo;
  -   Che a causa delle attività di coltivazione e sfruttamento dei
  giacimenti petroliferi la Sicilia subisce: le conseguenze della
  sottrazione di aree di notevole interesse turistico e culturale al
  libero godimento dell'uomo, il grave inquinamento delle falde
  acquifere contigue alle aree di produzione e raffinazione, ed
  infine il peggioramento delle condizioni di salute dei cittadini
  residenti nelle aree di cui sopra;
  -   Che la realtà economica siciliana esige un'improrogabile
  rilancio attraverso un nuovo patto politico sociale tra tutte le
  forze politiche che hanno a cuore le sorte ed il ruolo di
  centralità geo-politica, culturale ed economica della Sicilia;

                                IMPEGNA
                       IL GOVERNO DELLA REGIONE

         Ad  attivarsi affinché, con appositi provvedimenti di
         legge    e    di   bilancio,   venga   prevista    la
         defiscalizzazione  della  benzina  e   dei   prodotti
         petroliferi  di  modo  che  ne  risulti  direttamente
         avvantaggiato l'intero sistema economico  siciliano>.
         (340)

      Lo dichiaro decaduto.

      Comunico  che è stato presentato l'ordine del giorno  n.
      341. Ne do lettura:

                   «L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

       PREMESSO:

        -    che in attuazione delle disposizioni di legge per la
           ricostruzione di Messina dopo il terremoto del 1908, con decreto
           luogotenenziale 29 luglio 1915, n. 1295, è stata istituita la zona
           industriale statale (ZIS);
  -   che la gestione di detta zona, in virtù dell'articolo 39 della
  legge regionale n. 1 del 1984, è stata attribuita al Consorzio ASI
  di Messina;
  -   che tale zona insiste a ridosso del centro storico
  estendendosi nella zona a valle della Via La Farina nel tratto
  compreso tra Viale Europa ed il Curvane Gazzi;
  -   che tale area è caratterizzata da edilizia disomogenea per
  tipologie e per destinazione d'uso (residenze, uffici, attività
  commerciali, attività industriali), che, complessivamente,
  presenta anche fenomeni di abbandono, di marginalità e di degrado;
        -   che tali aree sono state tutte urbanizzate dal Comune di
           Messina e può ritenersi parzialmente riqualificata solo dalla
           presenza di imprenditori commerciali che coesistono con aree
           industriali in totale stato di abbandono;
        -   che il Consorzio ASI di Messina nelle proprie norme tecniche
           di attuazione, approvate con delibera n. 4 del Consiglio Generale,
           in data 28 ottobre 1996, prendendo atto della attuale situazione,
           ritiene di destinare la zona ad attività di piccola industria,
           artigianato di produzione non molesto, commerciale, direzionale,
           servizi pubblici urbani e territoriali.
           Precisando  che  la  residenza è  ammessa  solo  come
           mantenimento dello stato di fatto. L'eventuale cambio
           di  destinazione  d'uso delle  aree  in  commerciale-
           direzionale e servizi pubblici territoriali è ammesso
           solo   con  il  progetto  di  riconversione  completa
           dell'intero  isolato  ed in esecuzione  dei  rapporti
           previsti nel piano particolareggiato.
        -   che il Consorzio ASI mantiene tale previsione nel proprio
           piano regolatore approvato con decreto del 26 luglio 2002
           (G.U.R.S. del 27 settembre 2002 - Parte I, n. 45) laddove si
           afferma che per la zona ZIS è stata prevista la dismissione delle
           aree oggi A.T.M. e del nucleo di edilizia residenziale riservato
           al personale delle FF.SS. riconfermando le finalità produttive e
           di servizio industriale del resto delle aree che   hanno
           rappresentato la vera zona produttiva della città. Prevedendo che
           l'attuazione di ciò avverrà a seguito di apposito piano
           particolareggiato al fine di separare le attività artigianali,
           commerciali, piccoli industriali, direzionali e/o di servizi in
           modo tale da restituire alla fruizione urbana ampi spazi ormai
           fisicamente annessi ed integrati con tale attività.
  -   che il Piano Regolatore Generale di Messina, adottato con
  delibera consiliare n. 29 del 6 aprile 1998, approvato con D.D.R.
  del 2 settembre 2002, prevede in quest'area la localizzazione di
  funzioni residenziali, commerciali e direzionali.

       RITENUTO:

        -    che è necessario evitare conflitti istituzionali  e
           sovrapposizioni di strumenti di programmazione urbanistica tra
           enti diversi (Comune ed ASI);
  -   che quell'area, per esplicito riconoscimento della stessa ASI,
  nel corso del tempo è stata sottratta alla preventivata
  destinazione industriale;
  -   che il centro cittadino di Messina si è espanso notevolmente
  inglobando anche quest'area dove, per l'appunto, esistono uffici
  ed attività commerciali;
  -   che, stante l'incerta situazione gestionale dell'area, agli
  imprenditori commerciali diventa difficile, arduo e spesso
  tortuoso, programmare investimenti in quella zona, con pesanti
  ripercussioni ai fini occupazionali;
  -   che va dato atto ai dirigenti della Direzione Dipartimentale
  Sviluppo Economico del Comune di Messina di avere interessato
  l'amministrazione attiva di sollecitare la definizione delle
  problematiche concernenti le autorizzazioni commerciali in area
  ASI (ZIR e ZIS);
  -   che, essendo notorio l'attuale impasse amministrativo della
  città di Messina, stante la decadenza del suo sindaco e della
  giunta,
  -
                                IMPEGNA
                       IL GOVERNO DELLA REGIONE

         a  farsi  promotore di un incontro istituzionale  con
         il  Comune di Messina e con l'ASI, al fine di avviare
         una  concertata azione che possa rendere  omogenee  e
         funzionali  alle loro attuali, previste e  potenziali
         destinazioni (zona residenziale-commerciale),  l'area
         della  ZIS e della ZIR, non escludendo la possibilità
         di  sottrarre  alla  gestione  dell'ASI  le  predette
         aree,  individuando eventualmente con  il  Comune  di
         Messina   quali  altre  aree,  più  idonee  ai   fini
         industriali,   potranno,  in  compensazione,   essere
         assegnate al Consorzio Industriale>. (341)

        PRESIDENTE.  Lo  pongo  in votazione.  Il  parere  del
  Governo?

    CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE.   Chi  è  favorevole  resti  seduto;   chi   è
    contrario si alzi.

                         (E' approvato)

      Si passa all'ordine del giorno n. 342. Ne do lettura:

                   «L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

       PREMESSO CHE:

        -   l'art. 8, comma 1 bis, del decreto legislativo 502/92, come
           modificato ed integrato dal decreto legislativo 517/93, ed
           ulteriormente modificato dal decreto legislativo 229/99 ha
           previsto l'inquadramento anche in soprannumero dei medici della
           medicina dei servizi demandando alle regioni l'emanazione di
           appositi atti di indirizzo e coordinamento al fine di individuare
           i criteri per la valutazione del servizio prestato in regime
           convenzionale ai fini dell'attribuzione del trattamento giuridico
           economico;
  -   il D.A. 11 marzo 2002 ha individuato le aree di attività della
  medicina dei servizi che, al fine del miglioramento del servizio,
  richiedono l'instaurarsi di un rapporto d'impiego;
  -   è stato indetto pubblico concorso per titoli e colloquio per
  l'inquadramento nel ruolo medico del S.S.N. dei medici addetti
  alla medicina dei servizi.

       ATTESO CHE:

        -   il D.A. n. 207 del 24 febbraio 2003 ha pubblicato, distinto
           per A.U.S.L. di appartenenza, l'elenco dei medici addetti alla
           medicina dei servizi in possesso dei requisiti previsti dal
           decreto legislativo n. 299/99 alla data del 31 dicembre 1998, ai
           fini dell'ammissione al concorso per titoli e colloquio;
  -   nella G.U.R.S., serie concorsi del 28 marzo 2003 è stata
  pubblicata la commissione per la formulazione del giudizio di
  idoneità.

       RITENUTO  CHE  per assicurare alle Aziende  Sanitarie  la
       stabilizzazione  e  il  potenziamento  dei   servizi   di
       rilevante  importanza affidati ai medici  della  medicina
       dei  servizi  e per garantire a questi ultimi  lo  status
       giuridico  ed economico definitivo e certo, è  necessario
       adottare una legge che definisca le relative procedure  e
       assicuri opportuna copertura finanziaria,

                                IMPEGNA
                       IL GOVERNO DELLA REGIONE

         a  definire  con  legge,  agli  inizi  del  2004,  le
         procedure  per  il  passaggio  alla  dipendenza   dei
         medici  della  medicina dei servizi e a prevedere  la
         relativa   copertura  finanziaria,  anche   ai   fini
         dell'adeguamento   delle   piante   organiche   delle
         aziende sanitarie interessate>. (342)

      PRESIDENTE. Il parere del Governo?

    CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole  resti
    seduto; chi è contrario si alzi.

                         (E' approvato)

      PRESIDENTE.  L'ordine del giorno n. 343 viene  accettato
      dal Governo come raccomandazione.
      Si passa all'ordine del giorno n. 344. Ne do lettura:

                   «L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

       PREMESSO  che  il Piano di propaganda turistica  ha  come
       obiettivo  di  promuovere l'immagine della Sicilia  anche
       attraverso eventi di carattere internazionale;

       CONSIDERATO:

        -   che uno degli eventi di maggiore richiamo è il ciclismo
          internazionale;
  -   che questi eventi vengono seguiti anche per lunghi periodi dai
  mezzi di informazione e comunicazione nazionale ed internazionali;
  -   che in via sperimentale, nell'anno 2002, una sola tappa
  dell'evento di cui al dispositivo dell'ordine del giorno, ha
  ottenuto un ottimo risultato, sia in termini di prestigio per la
  qualità dei partecipanti, sia anche in termini di promozione e
  comunicazione dell'evento stesso;
  -   che con l'evento viene anche promosso il marchio dell'arancia
  rossa, prodotto di grande prestigio della nostra Regione,

                                IMPEGNA
                       IL GOVERNO DELLA REGIONE
                              e per esso
             L'ASSESSORE PER IL TURISMO E L'ASSESSORE PER
                        L'AGRICOLTURA E FORESTE

       ad  inserire  nel Piano di propaganda turistica  2004  la
       manifestazione internazionale Trofeo di Sicilia   Arancia
       Rossa ,  gara internazionale per professionisti  a  tappe
       che  si terrà in Sicilia dal 14 al 18 aprile 2004,  anche
       attraverso  convenzione con enti riconosciuti dalla  Lega
       Ciclistica Professionisti Nazionale> (344)

      PRESIDENTE. Il parere del Governo?

    CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole  resti
    seduto; chi è contrario si alzi.

                         (E' approvato)

      Si passa all'ordine del giorno n. 345. Ne do lettura:

                   «L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

       PREMESSO CHE:

        -   la ditta Bertolino S.p.A. intende realizzare nel territorio
          del Comune di Mazara del Vallo un impianto industriale destinato
          alla produzione di biomasse per energia e di bioetanolo, in
          un'area che è già stata classificata di interesse comunitario;
  -   l'area interessata dal progetto si estende per circa 145
  ettari e per la quale è stata richiesta all'Assessorato Territorio
  ed Ambiente addirittura una concessione in deroga alle norme
  urbanistiche vigenti;
  -   per la produzione prevista dovranno essere impiantate con
  sistemi a sfruttamento intensivo le graminacee costituenti la
  materia prima da trasformare;
  -   tale sfruttamento intensivo, unitamente ai rischi ecologici
  connessi con la tipologia di produzione, che risultano ben noti
  poiché la stessa classificazione produttiva è annoverata tra
  quelle fortemente inquinanti, genera irreversibili danni
  ambientali;
  -   in tutto il territorio interessato dall'iniziativa insistono
  falde acquifere superficiali di rilevante importanza per gli
  utilizzi civili ed irrigui che rischiano di essere eccessivamente
  sfruttate per la produzione della materia prima e sottoposte ad un
  rischio di inquinamento che ne provocherebbe l'inutilizzabilità
  con grave pregiudizio per le comunità che vivono e lavorano su
  quel territorio;
  -   l'obiettivo stabilito dagli organismi rappresentativi delle
  comunità locali  il 26 settembre 2003, nella seduta del Consiglio
  Provinciale aperto, alla quale hanno preso parte i Sindaci, gli
  Amministratori ed i Consiglieri dei Comuni della Provincia, è
  stato quello di escludere in modo tassativo l'insediamento
  industriale previsto;
  -   risulta prioritario ed irrinunciabile uno sviluppo economico
  sostenibile rispetto alla corretta utilizzazione delle risorse
  territoriali che in quell'area sono esclusivamente quelle del
  turismo e di una agricoltura moderna orientata alle produzioni
  biologiche ed all'agriturismo,

                                IMPEGNA
                       IL GOVERNO DELLA REGIONE
                            e segnatamente
              L'ASSESSORE PER IL TERRITORIO E L'AMBIENTE

       a   mantenere   costantemente   elevata   l'attività   di
       sorveglianza sulla vicenda dell'insediamento  industriale
       della  Bertolino S.p.A., utilizzando, ove dovesse  essere
       necessario, tutti gli strumenti che la legge  prevede  in
       materia   di   tutela  ambientale  e  di  discrezionalità
       urbanistica  perché  venga  salvaguardato  un  territorio
       ricco  di storia e di tradizione e vocato ad uno sviluppo
       economico più consono alle sue caratteristiche ambientali
       come quello turistico.» (345)

      Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CUFFARO. presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE. Lo pongo in votazione . Chi è favorevole resti
    seduto; chi è contrario si alzi.

                         (E' approvato)

    Si passa all'ordine del giorno n. 346. Ne do lettura:

                   «L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

          PREMESSO che:
          -   la paventata utilizzazione della Sicilia come sito alternativo
            per il deposito di scorie nucleari non è né possibile né
            pensabile;
  -   la linea di alcune forze politiche, rappresentative del Nord
  Italia, tendono a trasformare il Sud del Paese, e specialmente la
  Sicilia, nella pattumiera di Europa e di Italia va contrastata con
  tutte le nostre ragioni e tutta la nostra determinazione;
  -   una Regione che punta le sue speranze di crescita sociale ed
  economica sul turismo non può essere trasformata in un enorme
  contenitore di sostanze radioattive,

                                IMPEGNA
                       IL GOVERNO DELLA REGIONE

         a  dichiarare il territorio regionale denuclearizzato
         e   precluso  al  transito  e  alla  presenza,  anche
         transitoria,  di materiali nucleari non prodotti  sul
         territorio regionale». (346)

      Lo pongo in votazione.  Il parere del Governo?

    CUFFARO, presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE. Onorevole Miccichè, lei non lo può  illustrare
  perchè lo ha presentato dopo la discussione generale.

    MICCICHE'.Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    MICCICHE'.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  per
  dichiarazione  di  voto  io  devo  contestare  la  presa  di
  posizione  del  Presidente della regione  che,  senza  avere
  letto   attentamente  l'ordine  del  giorno,  dice   che   è
  contrario.  Allora  il  Presidente  ci  deve   dire   se   è
  favorevole  a  che  la  nostra  regione  ospiti  le   scorie
  nucleari  prodotte in altre regioni. Allora se il Presidente
  della  regione  sostiene questa tesi, evidentemente  abbiamo
  poco  da dire e  abbiamo molto da lottare contro questa  sua
  posizione  e  per  rendere  la Sicilia  invece  una  regione
  denuclearizzata. Se lei, signor Presidente, è dell'idea  che
  la  nostra  Sicilia  possa ospitare le scorie  nucleari  del
  resto dell'Italia, se ne assume le responsabilità.

    FORGIONE. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. ne ha facoltà.

    FORGIONE.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  io  mi
  pronuncio  a favore di questo ordine del giorno e chiedo  di
  mettere  all'ordine del giorno di una delle prossime  sedute
  la   discussione  di una mozione parlamentare  sullo  stesso
  tema  in  modo  da fare una discussione più approfondita  al
  riguardo  di  quanto non si possa fare con tale  ordine  del
  giorno che comunque ritengo utile.
      Come è noto la Sicilia e un paio di siti siciliani, anzi
  tre,  sono  tra i diciotto siti credo scelti come  possibili
  pattumiere  nucleari  del nostro  Paese.  Io  credo  che  un
  Parlamento  degno  di  questo nome non  dovrebbe  aspettare,
  onorevole presidente Cuffaro, di trovarsi le popolazioni  in
  rivolta,  come  è  successo  a  Scansano  Ionio,   con   una
  pressione  popolare che costringerà, dovete  saperlo,  tutte
  le  istituzioni di questa regione a prendere una  posizione.
  E   io   che   leggo   i  giornali,  ho  rilevato   già   la
  preoccupazione   dell'assessorato   e   dell'assessore    al
  territorio e all'ambiente su questo.
    Un  Parlamento  e una politica sensibile  su  questi  temi
  sanno  cogliere  già quello che si muoverà  nella  coscienza
  del   proprio  popolo.  Allora  io  avrei  un  atteggiamento
  diverso  dal  suo,  onorevole  Cuffaro;  già  pronunciandosi
  contro questo ordine del giorno,  lei non avvia un iter  che
  invece  ci  potrebbe essere favorevole nel  momento  in  cui
  assieme  a  tutte  le  popolazioni  dovremmo  assumere   una
  decisione,  io  spero  che lei solo nella  fretta  prima  ha
  detto  che  è  contrario  a questo ordine  del  giorno.  Ora
  ascolterò.
    Io  ritengo e ho concluso, onorevole Presidente,  che  noi
  già  oggi  poiché il governo nazionale ha diciotto mesi  per
  decidere,  noi oggi dobbiamo far sapere al governo nazionale
  cosa   pensa  la  regione  del  suo  territorio,  e   qual'è
  l'orientamento, che il Parlamento e il Governo  in  sintonia
  con   quanto   pensano  le  popolazioni   interessate,   già
  esprimono  un  parere contrario alla possibile decisione  di
  localizzazione  e  di siti che possono  ricevere  le  scorie
  nucleari nel nostro Paese.

    GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io
  intervengo  per dichiarare il sostegno a questo  ordine  del
  giorno  e  a  porre  due questioni ben precise,  non  voglio
  discutere  più di tanto. La prima questione è che  ci  possa
  essere    una    sorveglianza    innanzitutto    da    parte
  dell'assessorato del territorio e dell'ambiente  per  quanto
  riguarda  quella parte dei territori della  Sicilia  dove  è
  espressamente vietato per legge, parlo della  legge  14  del
  1988  che  istituisce  e regolamenta  la  vita  nei  parchi,
  perché  all'interno dei parchi è vietato esattamente  quello
  che  viene  detto  in  questo ordine  del  giorno,  cioè  il
  deposito  e  il  transito  di materiale  radioattivo,  punto
  primo.
      Punto  secondo:  molti  dei  siti,  cosiddetti  siti  di
  salgemma  che  sono  stati presi in considerazione,  non  da
  ora,  ma  da  oltre 20 anni, da parte del CNR prima,  e  poi
  successivamente  da  parte  di altri  soggetti,  per  essere
  individuati  come siti vocati, prediletti per  la  locazione
  di  scorie nucleari, di scorie radioattive, sono per lo più,
  erano proprietà anche dell'Ente minerario siciliano.
      L'Ente  minerario siciliano è ancora in  capo  a  questa
  Regione.  Io  invito  l'Assessore  all'industria   a   farsi
  carico,   attraverso  l'Ente  minerario  siciliano,  laddove
  ancora  è  possibile, a verificare, anche qui che quei  siti
  non   vengano  oltrepassati,  che  quei  siti  non   vengano
  ulteriormente  ispezionati da parte di forze  esterne  senza
  l'autorizzazione  della  Regione  e  chiedo  anche  che   il
  Governo  della  Regione  faccia una verifica  da  subito  su
  tutti   i   siti  di  salgemma,  per  andare  a  ispezionare
  attraverso   l'Arpa,  attraverso  gli  organi  tecnici   che
  ritiene  opportuno,  lo  stato di  questi  siti,  anche  per
  eliminare  ogni  dubbio circa il fatto  che  lì  ci  possono
  essere  stati  nel tempo depositi e depositate anche  scorie
  radioattive  scorie  nucleari; ciò  per  la  serenità  e  la
  tranquillità  dei  siciliani. Quindi, io chiedo  un  impegno
  preciso  all'assessore per il territorio, per i  parchi,   e
  all'assessore per l'industria,  per i siti di salgemma.

    CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CUFFARO,  presidente della Regione. Signor Presidente,  il
  Governo  ribadisce con determinazione la  contrarietà  a  un
  semplice  ordine  del  giorno, perché mi  sento  mortificato
  come  presidente dei siciliani nel vedermi proposto l'ordine
  del  giorno.  Questo Parlamento deve fare una  legge,  quale
  ordine del giorno, onorevole Miccichè
      Il  Governo presenterà una legge per dire che questo  in
  Sicilia   non   deve  essere,  per  questo  sono   contrario
  all'ordine  del  giorno,  perché  il  Governo  annuncia   la
  presentazione di un disegno di legge.

    MICCICHE'.  Io  l'ho già presentato un disegno  di  legge,
  onorevole Presidente, lei è in ritardo.

    CUFFARO, presidente della Regione. Onorevole Miccichè,  ma
  lei non è il Governo.
    Il Governo dichiara che è favorevole.

    PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 346.
  Il parere del Governo?

    CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

    PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n.  347
  dell'onorevole Moschetto. Il parere del Governo?

    CASTIGLIONE,          assessore  per  l'agricoltura  e  le
  foreste. Favorevole. Abbiamo approvato anche qua una  legge,
  Presidente, così come in precedenza vale l'assunto  relativo
  all'ordine del giorno dell'onorevole Moschetto.

    PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

    Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n. 348
  a firma dell'onorevole Leontini.

    CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CUFFARO,  presidente della Regione. Presente  il  Governo,
  annuncia e si dichiara favorevole all'ordine del giorno.  Il
  Governo  ritiene di dovere un ringraziamento ai presentatori
  perché   credo   che   essersi   ricordati   del   centesimo
  anniversario  di  un  grande uomo come  Giorgio  La  Pira  e
  ritenere   che   questa  Sicilia  si   ricordi   di   questo
  anniversario e prepari per questo evento opportune e  dovute
  manifestazioni,  credo  che, obiettivamente,  sia  una  cosa
  giusta.
    Il  Governo  è  favorevole e ringrazia  chi  ci  ha  fatto
  ricordare un evento così importante.

    PRESIDENTE.  Col parere favorevole del Governo,  pongo  in
  votazione l'ordine del giorno n. 348.
    Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Si   passa   all'ordine  del  giorno  n.   349   a   firma
  dell'onorevole Incardona.

    FORGIONE. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo la
  parola perché sempre nello stesso fascicolo è presentato  un
  altro  ordine del giorno a mia firma, su materia  attinente,
  anche  se  radicalmente diversa e, quindi, a  questo  punto,
  vorrei intervenire sulla materia.
    L'ordine  del  giorno dell'onorevole Incardona  chiede  la
  ripubblicazione   -   dico  ripubblicazione   perché   nella
  passata legislatura fu pubblicato - di un  opuscoletto   che
  pubblicizzava tutta la legislazione antimafia  della  nostra
  Regione.  Lo facemmo dopo l'unificazione di tutte  le  leggi
  antimafia  e  l'approvazione in questa Aula del testo  unico
  della normativa antimafia.
    Quindi, su questo ordine del giorno siamo d'accordo, è una
  cosa  che  già  questa Regione ha fatto, è utile,  anche  se
  sarebbe   utile,   signor  Presidente  dell'Assemblea,   che
  l'Assemblea regionale, non dico la commissione -  unifico  i
  tempi,  lei mi dia doppio tempo, io sarò breve, per  esporre
  tutti  e  due  gli  ordini  del  giorno  -   piuttosto   che
  pubblicare   la   normativa  dell'attuale  legislazione   in
  materia,   facesse una verifica dello stato di  applicazione
  delle  stesse leggi nell'attuale legislazione,  perché  gran
  parte  di  quella  normativa è stata  disattesa,  non  viene
  applicata.
    L'onorevole  Granata  mi guarda. Lo  possiamo  dire  senza
  offesa  per  nessuno,  fu fortemente  voluta  dall'onorevole
  Granata,  Presidente, e da me, che fui  relatore  in  questa
  Aula.
    Alcuni  degli strumenti previsti in quella legge non  sono
  mai  stati attivati. L'ufficio previsto, che doveva  gestire
  questa  legge,  ha cambiato, credo, quattro o cinque  uffici
  di  competenza ed assessorati di riferimento.  Insomma,  non
  ci troviamo in un momento felice.
    Il  mio  ordine del giorno, invece, propone in  modo,  non
  solo  provocatorio, ma come elemento di riflessione a questa
  Aula,    lo   scioglimento   della   commissione   regionale
  antimafia.
    Intervengo  per  dichiarazione  di  voto.  Proprio  perché
  proponiamo la pubblicazione della legge antimafia,  dovremmo
  ragionare  sullo  stato dell'attività  antimafia  di  questa
  Assemblea  regionale, e per questo, sull'argomento,  il  mio
  voto è molto problematico, signor Presidente.
    Vorrei  dire  qui, solennemente, alcuni dati che  mi  sono
  forniti   dagli  uffici.  L'attuale  commissione   regionale
  antimafia in questa legislatura, si è riunita....

    INCARDONA. Onorevole Forgione, lei sta illustrando il  suo
  ordine del giorno.

    FORGIONE.  Onorevole Incardona, no,  io  sto  facendo  una
  dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE. Onorevole Incardona, lo lasci dire a me quello
  che  va  detto  all'oratore che parla. Vede, il  problema  è
  semplice.  La  distinzione tra illustrazione e dichiarazione
  di  voto  è molto sottile. Se lei la conosce sostanzialmente
  poi  me  la  insegna,  perché io non  la  conosco  bene.  La
  differenza   reale  e  sostanziale  riguarda  i   tempi   di
  discussione:  dieci  minuti per  una  e  cinque  minuti  per
  l'altra.  L'onorevole  Forgione  è  tenuto  ad  attenersi  a
  cinque minuti se fa una dichiarazione di voto.

    FORGIONE. Allora faccio una dichiarazione di voto.  Spiego
  perché voterò a favore di questo ordine del giorno ma è  una
  spiegazione    ipocrita,   dal   mio   punto    di    vista,
  politicamente.
    E'  ipocrita  perché,  sono  i dati  ufficiali  di  questa
  Assemblea:    nell'attuale   legislatura   la    Commissione
  Antimafia  si  è  riunita 25 volte. Una per  l'elezione  del
  Presidente, e fanno 24; una in missione a Gela, e non  si  è
  tenuta, e fanno 23; undici sedute sono andate deserte, e  ne
  rimangono  dodici;  due sono state impegnate  per  discutere
  dell'onorevole Pellegrino; in dieci abbiamo discusso, o  del
  nulla  o  di  indagini  mai avviate  e  mai,  come  previsto
  dall'atto costitutivo della Commissione Antimafia,  concluse
  con relazioni fornite in questa Aula.
    L'Ufficio di Presidenza si è riunito 14 volte,  di  cui  9
  volte  in  trasferta  e  in missione  per  conto  di  questa
  Assemblea, fuori da Palermo.
    Non  abbiamo  fornito  una relazione  annuale,  come  dice
  l'atto  costitutivo  della  Commissione  Antimafia;  abbiamo
  annunciato l'apertura di inchieste, mai concluse come  nella
  passata  legislatura,  penso  -  onorevole  Granata  -  alla
  relazione   sull'IRCAC   o   all'indagine   sulla   pubblica
  amministrazione  o  all'indagine  sull'Università,  concluse
  con relazioni fornite in questa Aula.
    Questa  Commissione   è  depotenziata  come  strumento  di
  intervento  reale,  non  ha  i  poteri  di  indagine   della
  Commissione  nazionale,  onorevole  Presidente.  Non  svolge
  un'attività  di  trasparenza sulla pubblica  amministrazione
  perché  l'onorevole Presidente, forse non sa, quella  legge,
  di   cui  abbiamo  parlato  ieri,  sulla  trasparenza  della
  pubblica  amministrazione, che portava la firma di  chi  sta
  parlando,   ha  sostituito  molte  delle  competenze   della
  Commissione   Antimafia   che   vengono   trasferite    alla
  Commissione trasparenza della pubblica amministrazione,  che
  ha  potere di indagine anche sulla pubblica amministrazione.
  E  quella  legge  nacque con parere unanime per fortuna,  ma
  purtroppo  dopo  un  evento tragico, l'omicidio  del  dottor
  Basile, e fu approvata all'unanimità da questa Aula.
    Noi  possiamo  anche pubblicare la legislazione  antimafia
  ma,   vede   Presidente  Lo  Porto,  quando   un'istituzione
  delicata come la Commissione Antimafia in Sicilia e  non  in
  Trentino,  viene  così delegittimata nella sua  credibilità,
  quando  sono riposte attese nel suo lavoro, che poi  vengono
  deluse  tutte, perché un sindaco o un cittadino  o  uno  che
  deve  difendersi  da  una violenza, su un  piano  regolatore
  dovrebbero  rivolgersi  alla nostra Commissione?  Perché  lì
  individua un grumo di interessi in collusione con la  mafia;
  perché  dovrebbe  rivolgersi a noi se questa  istituzione  è
  totalmente  delegittimata anche rispetto ai  principi  e  ai
  vincoli  statutari, la relazione annuale, la conclusione  di
  ogni indagine con una relazione?
    Qui si convoca una Commissione che va deserta anche perché
  è  delegittimata. Anche i parlamentari individuano in questo
  una  reale opportunità sia per i poteri che non ha, sia  per
  l'assenza   di  una  volontà  politica  che  la  rende   un'
  istituzione credibile.
    Per  questo  io sono favorevole a pubblicare il  libricino
  ma,  come  atto preventivo, dico: guardiamoci  in  faccia  e
  vediamo se dal punto di vista della lotta alla mafia  queste
  istituzioni sono credibili.

    PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 349.
  Il parere del Governo?

    CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole  rimanga  seduto;  chi   è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Pongo  in votazione l'ordine del giorno n. 350. Il  parere
  del Governo?

    CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole  rimanga  seduto;  chi   è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Pongo in votazione l'ordine del giorno 351. Il parere  del
  Governo?

    CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

    Pongo in votazione l'ordine del giorno 352. Il parere  del
  Governo?

    CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

    Pongo in votazione l'ordine del giorno 353. Il parere  del
  Governo?

    CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

    Pongo in votazione l'ordine del giorno 354. Il parere  del
  Governo?

    CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

    Pongo in votazione l'ordine del giorno 355. Il parere  del
  Governo?

    CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

    CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CUFFARO,   presidente   della  Regione.   Il   Governo   è
  assolutamente favorevole a questo ordine del giorno.  Vorrei
  ricordare  che  abbiamo già presentato un disegno  di  legge
  approvato  dalla Giunta di Governo che vuole rivedere  anche
  la  normativa regionale esistente per potere inserire,   tra
  quelli  che  possono  usufruire dei benefici  che  la  norma
  regionale,  in atto, prevede,  anche le vittime  del  dovere
  fuori  dal  territorio  nazionale  perchè  purtroppo  nè  la
  normativa regionale, nè quella dello Stato prevedono  che  i
  benefici  delle  due  leggi  (la nostra  e  quella  statale)
  possano  essere  usufruiti  dai parenti  delle  vittime  del
  dovere fuori dal territorio nazionale.
    Il  disegno  di  legge  è già stato approvato,  chiedo  al
  Presidente   dell'Assemblea  e  lo   chiederò   alla   prima
  conferenza dei capi gruppo che si possa, nella prima  seduta
  utile   di questo Parlamento, mettere all'ordine del  giorno
  il disegno di legge per poterlo approvare.
    Il Governo è favorevole all'ordine del giorno.

    PRESIDENTE.. Pongo in votazione l'ordine del  giorno  356.
  Il parere del Governo?

    CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.
    Nella finanziaria che abbiamo approvato ci sono anche  una
  serie   di  agevolazioni  per  quelli  che  non  compreranno
  farmaci griffati e che di conseguenza costano meno.

    PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario
  si alzii.

                            (E' approvato)

    Pongo in votazione l'ordine del giorno 357. Il parere  del
  Governo?

    CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

    Pongo in votazione l'ordine del giorno 358. Il parere  del
  Governo?

    CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

    Pongo in votazione l'ordine del giorno 359.

    INCARDONA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    INCARDONA.    Signor   Presidente,   onorevoli    colleghi
  intervengo sull'ordine del giorno a firma Forgione e  altri,
  in    primo   luogo   per   sottolineare   che   lo   stesso
  sottoscrittore sente il bisogno di esagerare  e  di  parlare
  addirittura delle istituzioni di questa commissione  già  da
  tre anni quando ancora non sono compiuti i due.
    Questo  è  significativo  di  una  volontà  che  tende  ad
  esagerare, a mettere in evidenza fatti che in verità  ancora
  non sono nemmeno temporalmente  accaduti.
    L'onorevole Forgione poco fa parlava di un'indagine che si
  deve  avviare sullo stato di attuazione della  legge  n.  20
  del  1999.  Ebbene  la Commissione già l'ha  deliberata,  ha
  nominato  un consulente, c'è un'indagine in corso,   proprio
  sullo stato di attuazione della legge n. 20 del 1999.
    L'onorevole Forgione viene qui a dire che si dovrebbe fare
  quest'indagine.  Questo  sta a  significare  e  dimostra  la
  verità    dei    fatti:   l'onorevole    Forgione    deserta
  sistematicamente  la Commissione, l'onorevole  Forgione  non
  ha  mai  dato  alcun contributo fattivo e  costruttivo  alla
  lotta  alla  criminalità. Parla di temi solo per propaganda,
  le  poche  volte  che  è  venuto  in  Commissione  è  venuto
  soltanto  quando si trattava di fare processi  eventuali  di
  piazza  e  sommari,  per cercare di andare  sistematicamente
  sui  giornali,  per fare la polemica, perchè tutti  sappiamo
  che  nel  momento in cui c'è polemica i titoli dei  giornali
  sono molto più ampi, le colonne impegnate sono otto ..

            (Interruzioni da parte dell'onorevole Forgione)

    INCARDONA.   Lei,    onorevole  Forgione,    ancora   deve
  dimostrare  a  quest'Isola il suo impegno contro  la  mafia,
  ebbene  lei  lo deve dimostrare ancora  Se lei avesse  avuto
  l'onestà  intellettuale di andare a vedere i  verbali  delle
  sedute  della  Commissione  avrebbe  letto  quali  sono   le
  indagini  che  sono in corso, e avrebbe pure  visto  qual  è
  l'attività.
    Lei  pone un tema importante, però, in questa Assemblea  e
  cioè  di  verificare questa Commissione se  occorre,  tenuto
  conto  che  della legge istitutiva del 1991,  potenziarne  i
  poteri,  se occorre mettere a disposizione della Commissione
  invece nuovi mezzi, nuovi strumenti.
    Personalmente  per avere  la disponibilità dei  consulenti
  che  occorrono per fare determinate attività o indagini sono
  passati   più   di   un   anno  e  mezzo.   Allora   bisogna
  evidentemente semplificare alcune procedure per far  sì  che
  questa  Commissione possa lavorare meglio, per  la  mobilità
  del  Presidente  che ha anche un obbligo  di  interfacciarsi
  con  il territorio. Ci sono stati problemi, addirittura  per
  la  mobilità  fisica del Presidente. Lei onorevole  Forgione
  non   conosce,  lei  fa  soltanto  demagogia,   come  è  suo
  costume,   tenta di denigrare il lavoro degli  altri  perchè
  altrimenti  cosa  potrebbe fare,  visto  che  non  ha  idee,
  visto che non viene a proporre?
     Apprezzabile, invece, è  la posizione della Margherita di
  questa   Assemblea  che  ha  giustamente  posto   un   tema:
  verificare,   se occorre eventualmente modificare  o  invece
  potenziare,  rivedere la legislazione  se  occorre,   quindi
  verificare  se ci sono le condizioni per svolgere  un'azione
  ancora  più efficace e dico di più, caro onorevole Forgione.
  Lei  quando  viene e cerca di fare dei processi  sommari  in
  commissione  evidentemente è perchè non interpreta  bene  ed
  appunto  lei  dice che oramai la commissione regionale   non
  ha i poteri della nazionale.
    Non  li  ha  mai  avuti perchè il nostro è un  ordinamento
  giuridico  in  cui l'ordinamento regionale è un  ordinamento
  autonomo  rispetto  a  quello  dello  Stato  ma  in  cui   è
  compreso,  ed i poteri giudiziari sono riservati allo  Stato
  e   quindi   la   Commissione   regionale   può   certamente
  collaborare   con   la  Magistratura.  Ma  collaborare   non
  significa  certamente invadere il campo di competenza  della
  magistratura stessa.
      Lei  quando viene in Commissione deve avere la bontà  di
  ascoltare  gli  altri,  di  fare  esprimere  loro  la   loro
  opinione  e non demagogicamente andare via,  come  ha  fatto
  l'ultima volta per andare sulla stampa

    SPEZIALE. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    SPEZIALE.  Signor Presidente,  io non mi  appassiono  alle
  polemiche personali,  tuttavia penso che l'ordine  giorno  a
  firma  dell'onorevole Forgione ponga una  questione  che  il
  Parlamento deve affrontare.
    A   me   dispiace  che  il  presidente  della  Commissione
  Antimafia  subisca  l'ordine  del  giorno  come  un  attacco
  personale, al suo ruolo, al ruolo della Commissione.
    Da   alcuni  anni  a  questa  parte  ci  siamo  più  volte
  interrogati  se  il ruolo della Commissione Antimafia  possa
  rispondere  in modo adeguato alle esigenze di  indagine  per
  permettere  all'Assemblea di avere una conoscenza  opportuna
  ed  adeguata  del fenomeno,  soprattutto in  relazione  agli
  intrecci    che   si   possono   avere   con   la   pubblica
  amministrazione.
    Io  sono  da  diversi  anni componente  della  Commissione
  Antimafia  e  la  mia considerazione,  da  questo  punto  di
  vista,   è  negativa. Nel senso che io penso che come  si  è
  configurata la Commissione Antimafia per i poteri  che  essa
  ha,  per  il  fatto  che non possa visionare  comportamenti,
  finisce con l'essere una Commissione che non esercita  alcun
  reale potere nella società siciliana.
    In  aggiunta  c'è un limite nei comportamenti delle  forze
  politiche. Questo lo voglio dire.
    Essendosi  affermato  un principio di carattere  generale,
  che   io  ritengo  errato,  che  anche  le  commissioni   di
  controllo  vengono  assunte dalla Presidenza  nei  confronti
  dei  componenti della maggioranza,  perché chi vince,  vince
  tutto, questo ha introdotto una ulteriore limitazione.
    Perché  sarebbe stato più logico , secondo me,  affrontare
  alcuni argomenti sulla base di un rapporto parlamentare  più
  corretto  delegando: oggi siete voi, domani siamo noi,  come
  viene fatto per alcune commissioni,
    Io  pongo  una  questione vera  che  è  il  fatto  che  un
  Parlamento  dovrebbe contenere dentro di  sè  l'esigenza  di
  assicurare  la direzione delle commissioni di  controllo  da
  parte     di    parlamentari    dell'opposizione.     Questo
  rideterminerebbe un equilibrio.
    Allo  stato  dell'arte, signor Presidente, voglio  muovere
  una   critica  sostanziale  alla  natura  della  Commissione
  Antimafia, per cui convengo sull'esigenza che il lavoro  sin
  qui   svolto  della  Commissione  Antimafia  sia  un  lavoro
  praticamente nullo.
    Spero  che  l'onorevole  Incardona  non  lo  prenda   come
  critica,  non  me  ne voglia, non c'è una critica  personale
  nei  confronti del suo operato. C'è una critica della natura
  della Commissione Antimafia.
      Per  cui  io  voto l'ordine del giorno, ma lo  voto  con
  questo  spirito, Presidente, con lo spirito di impegnare  il
  mio  Gruppo,  non  so altri gruppi, a predisporre  un  nuovo
  disegno  di legge per ridefinire compiti e funzioni  di  una
  commissione che oggi,  in qualche modo,  ha esaurito il  suo
  compito  o che viene rinvigorita perché gli si danno  poteri
  aggiuntivi rispetto alla situazione nuova,  oppure  dobbiamo
  prendere atto che forse è meglio scioglierla.
    Stasera  il  dibattito è appena accennato. Tuttavia  penso
  che  vada  ripreso.  Penso che ci  debba  essere  una  nuova
  occasione  nel  Parlamento regionale,  dopo la  pausa  delle
  vacanze  natalizie, in cui si possa mettere  in  discussione
  un   disegno  di  legge  per  rivedere  la  funzione   della
  Commissione Antimafia.
    Intanto  preannuncio il  voto favorevole  del  mio  Gruppo
  all'ordine del giorno a firma dell'onorevole Forgione.

    PRESIDENTE.  Devo  fare  una  precisazione  di   carattere
  regolamentare.  Così  come  è  posto  l'ordine  del   giorno
  sarebbe  improponibile  perché non si  può  né  invitare  né
  impegnare il Presidente dell'Assemblea  su atti esecutivi.
    Posso  soltanto inserire questa proposta nell'ambito delle
  funzioni   programmatorie  da  sottoporre  alla  valutazione
  della  Conferenza  dei  Presidenti dei Gruppi  parlamentari,
  poiché  così  com'é  stata  formulata,  da  parte  mia,  non
  potrebbe   essere  posta  all'ordine  del  giorno   di   una
  Commissione di merito.
    Pongo   in  votazione l'ordine del giorno numero 360. Il  parere
  del Governo?

    CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE.  Chi é favorevole resti seduto; chi é  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

    Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 361, recante anche
  la  firma  dell'onorevole Lo Giudice, trattasi di  un  refuso.  Il
  parere del Governo?

    CUFFARO, presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE.  Chi é favorevole resti seduto; chi é  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

    PRESIDENTE. Ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento, pongo in
  votazione la proposta di correzione  117.1:  sopprimere le  parole
  "se é uomo tra i 18 e i 45 anni se è donna procede com'era".
    Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Pongo  in  votazione  la  proposta di  correzione  117.2:  "agli
  eventuali oneri derivanti dall'applicazione delle disposizioni  di
  cui  al  presente  articolo si fa fronte con successivi  specifici
  provvedimenti legislativi .
    Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Pongo in votazione la proposta di correzione 117.3.
    Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Pongo   in   votazione  la  delega  alla   Presidenza   per   il
  coordinamento formale del testo, compresa l'eventuale  apposizione
  della clausola generale di salvaguardia comunitaria.
     Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

    GIANNOPOLO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO.  Signor  Presidente, sulla delega  al  coordinamento
  voglio  ribadire  che  l'emendamento  approvato  all'articolo  25,
  riguardante  la  sovrintendenza del mare,  va  inteso  come  comma
  aggiuntivo, era un comma 2 bis che poi diventerà comma 3.
    Chiedo che si prenda atto di questo.

    PRESIDENTE. Gli uffici ne prendano atto.

          Votazione finale del disegno di legge  Disposizioni
                            programmatiche
               e finanziarie per l'anno 2004  (n. 692/A)

   PRESIDENTE. Indico la votazione finale per scrutinio nominale del
  disegno  di  legge "Disposizioni programmatiche e finanziarie  per
  l'anno 2004" n. 692/A.
   Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde;  chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene  preme
  il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                    (seguono le operazioni di voto)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

      PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  finale   per
  scrutinio nominale:

    Presenti e votanti . . . . . . . . . 66
    Maggioranza . . . . . . . . . . . . . 34
    Favorevoli . . . . . . . . . . . . . . .50
    Contrari . . . . . . . . . . . . . . . . .16

                         (L'Assemblea approva)
             (L'onorevole Lo Curto dichiara di aver votato
                            favorevolmente)

    Sospendo  la  seduta per consentire al Governo  di  approvare  e
  presentare  all'Assemblea  la  Nota  di  variazioni  al  bilancio,
  conseguente  all'approvazione della finanziaria, e per  consentire
  alla  Commissione  Bilancio di esprimere il parere sulla  nota  di
  variazioni presentata dal Governo.
   La seduta è sospesa.

     (La seduta, sospesa alle ore 00.36, è ripresa alle ore 00.46)

    La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE. Invito l'Assessore per il bilancio e le  finanze  ad
  esporre l'esito della riunione.

    PAGANO,   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.   Signor
  Presidente,  a  nome del Presidente della Regione e  della  Giunta
  comunichiamo di avere approvato la Nota di variazioni e  chiediamo
  alla Commissione il parere favorevole.

    PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

    SAVONA, vicepresidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione la Nota di  variazioni  con  il
  parere favorevole della Commissione Bilancio.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)

     Votazione finale del disegno di legge  Bilancio di previsione
    della Regione siciliana per l'anno finanziario 2004 e bilancio
         pluriennale per il triennio 2004-2006  (n. 693-737/A)

   PRESIDENTE. Indìco la votazione finale per scrutinio nominale del
  disegno  di legge  Bilancio di previsione della Regione  siciliana
  per l'anno finanziario 2004 e bilancio pluriennale per il triennio
  2004-2006  (n. 693-737/A)
    Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
  verde;  chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene  preme
  il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                    (seguono le operazioni di voto)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

      PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della  votazione  finale   per
  scrutinio nominale:

    Presenti e votanti . . . . . . . . . 63
    Maggioranza . . . . . . . . . . . . . 32
    Favorevoli . . . . . . . . . . . . . . .49
    Contrari . . . . . . . . . . . . . . . . .14
                          (L'Assemblea approva)

   ACIERNO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ACIERNO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  non  ho  voluto
  impegnare  l'Assemblea in una dichiarazione di voto, però  ritengo
  doveroso   intanto   salutare  il  Segretario   generale,   dottor
  Giuffrida,  che  per  l'ultima sera ha accompagnato  i  lavori  di
  questa Aula.

                              (Applausi)

    ACIERNO.  Inoltre, vorrei ringraziare il dottor  Di  Gregorio  e
  tutti  i  funzionari della Commissione Bilancio  per  l'eccellente
  lavoro  documentale  svolto che ha messo in condizioni  la  stessa
  Commissione  di  portare  in Aula, dopo tanti  anni,  nei  termini
  previsti dalla legge, la finanziaria e il bilancio.

   CUFFARO, presidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CUFFARO,  presidente  della Regione. Onorevoli  colleghi,  vorrei
  fare  gli  auguri  di un sereno Natale a tutti  i  parlamentari  e
  funzionari   dell'Assemblea   regionale   siciliana   che    hanno
  contribuito all'approvazione dei disegni di legge.
   E, soprattutto, signor Presidente, vorrei rivolgerle gli auguri e
  ringraziarla  per il sacrificio che ha fatto per portare  fino  in
  fondo   questo straordinario appuntamento, dando  alla Sicilia  un
  augurio,  per il nostro Parlamento, che l'anno nuovo possa  essere
  foriero  di  nuove iniziative parlamentari affinché questo  stesso
  Parlamento  possa essere considerato per quello che è:  un  grande
  Parlamento

   PRESIDENTE. Grazie, onorevole Presidente, naturalmente ricambio i
  migliori auguri a tutto il Parlamento.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a  lunedì  29  dicembre
  2003, alle ore 17,30, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto


       I - COMUNICAZIONI.

       II  - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
        LETTERA D), E 153  DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:
        N. 253    -    Seguito   della   sentenza   della   Corte
              Costituzionale  n.  214  del  2003  in  materia  di
              anticipato   collocamento  a   riposo   esteso   al
              personale   degli  enti  locali,  a   firma   degli
              onorevoli  Barbagallo, Genovese, Gurrieri,  Tumino,
              Vitrano, Zangara.

       III  -  SVOLGIMENTO  DI  INTERROGAZIONI    ED  INTERPELLANZE
       DELLA  RUBRICA    COOPERAZIONE,  COMMERCIO,  ARTIGIANATO   E
       PESCA .

     La seduta è tolta alle ore 00,50 di sabato 20 dicembre 2003.

    Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore  03.15 di sabato
                           20 dicembre 2003

                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
                           XIII LEGISLATURA

                SEDUTA N. 179 DEL  19-20 DICEMBRE  2003

                               ALLEGATO:

             EMENDAMENTI APPROVATI  NEL CORSO DELLA SEDUTA

  DISEGNO  DI LEGGE  BILANCIO DI PREVISIONE DELLA REGIONE  SICILIANA
  PER L'ANNO FINANZIARIO 2004 E BILANCIO PLURIENNALE PER IL TRIENNIO
  2004-2006    (693-737/A)   E   DISEGNO  DI  LEGGE     DISPOSIZIONI
  PROGRAMMATICHE E FINANZIARIE PER L'ANNO 2004  (692/A).

             Emendamenti al disegno di legge  Finanziaria

    -   All'Articolo 16

  Subemendamento 16.2.1:

  Alla  lettera  f)  sostituire la parola   Ente'  con  la  parola
   Fondazione'.

  Emendamento 16.2:

  Al comma 3 aggiungere la seguente lettera:

  f) Ente orchestra sinfonica siciliana;

    -   All'Articolo 18

  Emendamenti 18.1  e 18.3:

  Dopo  le  parole  o alle società' aggiungere le parole   e  alle
  associazioni riconosciute aventi personalità giuridica'

    -   All'Articolo 20

  Emendamento 20.3:

  Aggiungere il seguente comma:

   Una  ulteriore  quota del 2,5 per cento delle  somme  assegnate
  annualmente ai comuni ai sensi  dell'articolo 76, comma 1, della
  legge  regionale 26 marzo 2002, n. 2 è destinata ai  comuni  con
  popolazione inferiore a  5.000 abitanti'.

              Emendamento di riscrittura dell'articolo 26

  Emendamento 26.69 G:

  Sono soppressi i commi 1, 2, 3, 4, 5, 9, 10.

  Sono aggiunti i seguenti commi:

  1)   Al  comma 2 dell'articolo 32 della legge regionale 7  marzo
    1997,  n. 6 e successive modifiche ed integrazioni le  parole:
     introdotti  con  l'articolo  21 della  presente  legge   sono
    sostituite con le parole  e successive modifiche ed integrazioni.
    Detto parere può essere sottoposto a condizioni, il cui rispetto
    viene verificato dall'Organo cui compete l'approvazione in via
    amministrativa degli atti di cui al comma 1 .

  2)   Alla legge 16 aprile 2003, n. 4, sono apportate le seguenti
    modifiche:

  All'articolo 12 :

  -    al comma 1 le parole:  entro trenta giorni dall'entrata  in
    vigore della presente legge sono sostituite dalle parole:  entro
    il 30 giugno 2004  e le parole:  entro tre mesi dall'entrata in
    vigore della presente legge  sono sostituite dalle parole:  entro
    il trenta settembre 2004  ;
  -   dopo il comma 2 è inserito il seguente comma 2 bis:  le
  disposizioni di cui al comma 1 si applicano anche ai soggetti in
  possesso dei requisiti di cui al comma 2 i quali non hanno
  ricevuto dal comune interessato la notifica di cui al medesimo
  comma 2 ;
  -   al comma 3  le parole:  sei mesi  sono sostituite dalle
  parole:  diciotto mesi  e le parole:  dei commi 1 e 2  sono
  sostituite dalle parole:  dei commi 1, 2 e 2 bis ;
  -   al comma 4 le parole:   di cui ai commi 1, 2 e 3  sono
  sostituite dalla parole:  di cui ai commi 1, 2, 2 bis e 3 ;

  Le  norme  di  cui ai commi 1, 2, 2 bis, 3 e 4 dell'articolo  12
  della  legge  regionale 16 aprile 2003, n. 4, vanno interpretate
  nel  senso  che  esse si riferiscono alle sole  edificazioni  su
  demanio  civico  e  alle porzioni di terreni  che  costituiscono
  esclusiva pertinenza delle edificazioni.

  3)  All'articolo 1 della legge regionale  3 maggio 2001, n.. 6 e
    successive modifiche ed integrazioni sono apportate le seguenti
    modifiche:

  -   gli importi di cui alle lettere a), b) e c) del comma 4 sono
    sostituiti con il seguente  30 milioni e 400 mila euro ;
  -   alla fine del comma 4 è aggiunta la seguente lettera  d)
  realizzare infrastrutture primarie con interventi intersettoriali
  per 12 milioni e 91 mila euro ;

  4)  All'articolo 1 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 e
    successive modifiche ed integrazioni è aggiunto il seguente comma
     4.  Al  fine  di  assicurare la funzionalità dell'ordinamento
    finanziario  e contabile ai tempi di attuazione della  riforma
    dell'organizzazione amministrativa e della dirigenza, gli enti
    pubblici  di cui al comma 1 che applicano le disposizioni  del
    regolamento di contabilità approvato con il D.P.R. 18 dicembre
    1979,  n.696,  continuano  ad osservare  detta  normativa  per
    l'esercizio 2004.

  5)   All'articolo 1 della legge regionale 7 ottobre 1950, n. 75,
    dopo  le  parole  in atto esistenti  sono aggiunte  le  parole
     compresi gli enti istituzionali, pubblici e privati, che svolgono
    attività di promozione e diffusione delle produzioni regionali,
    nazionali ed estere.

  6)   La  lettera  c)  del comma 2 dell'articolo  3  della  legge
    regionale 27 aprile 1999, n. 10, come modificata dall'articolo 52
    della  legge regionale 3 maggio 2001, n. 6, è sostituita dalla
    seguente:   C) all'eventuale rifinanziamento, per non più di un
    anno, di spese in conto capitale autorizzate da norme vigenti e
    per  le  quali  nel  precedente  esercizio  sia  previsto  uno
    stanziamento di competenza .

  7)  All'articolo 22 della legge regionale 1 settembre 1993, n. 25
    e  successive modifiche ed integrazioni è aggiunto il seguente
    comma:  3 bis.  I soggetti ammessi a finanziamento di cui al comma
    3  sono  autorizzati  a rinegoziare con gli  Istituti  bancari
    convenzionati concedenti i mutui agevolati tutte  le  relative
    condizioni portando, anche in diretta deduzione, dall'importo di
    mutuo   concesso,  l'intero  contributo  in  conto   interessi
    attualizzato erogato agli stessi istituti dalla Presidenza della
    regione. Gli oneri a conguaglio eventualmente connessi a  tali
    modifiche sono in ogni caso e interamente a carico del soggetto
    ammesso a finanziamento .

  8)  Al comma 4 dell'articolo 97 delle legge regionale 23 dicembre
    2000, n. 32, dopo le parole  fondi rischi separati  aggiungere le
    seguenti parole  Nel caso in cui i Consorzi Fidi siano costituiti
    da imprese in forma cooperativa essi potranno associare imprese
    operanti anche in settori diversi da quelli previsti dalla legge
    regionale  18  luglio 1974, n. 22, e successive  modifiche  ed
    integrazioni, dalla legge regionale 6 maggio 1981, n. 96, dalla
    legge regionale 23 maggio 1991, n. 34, dalla legge regionale 28
    marzo  1995,  n. 23, e  successive modifiche ed  integrazioni,
    dall'articolo 3 della legge regionale 18 maggio 1996, n. 33. In
    tal  caso  gli  statuti devono obbligatoriamente prevedere  la
    costituzione di un apposito fondo rischi separato specificatamente
    riservato alle imprese dei settori non agevolabili.

                        Emendamenti aggiuntivi

  Emendamento 26.68:

  All'articolo 3 è aggiunto il seguente comma:

  -    '10. A valere sulle entrate derivanti dall'applicazione del
    presente articolo, l'Assessorato Bilancio e Finanze provvede ad
    effettuare un'apposita campagna di informazione a servizio del
    cittadino  per  far  conoscere le modalità  della  definizione
    agevolata delle violazioni commesse in materia di tasse  sulle
    concessioni regionali.'

  Subemendamento 8.1.1:

                                 Art.

            Riproduzione di somme eliminate per perenzione

  Le  somme eliminate per perenzione amministrativa nell'esercizio
  finanziario   2003  ed  impegnate  per  le   finalità   di   cui
  all'articolo  13  della legge regionale 16  maggio  1978,  n.  8
  all'articolo 21 della legge regionale 17 maggio 1984, n.  31  ed
  agli  articoli 1 e 4 della legge regionale 28 marzo 1986, n.  18
  sono   riprodotte   in  bilancio  d'ufficio   dalla   competente
  Ragioneria centrale, all'atto dell'emissione dei relativi titoli
  di spesa.'

  Emendamento  aggiuntivo 8.1 G:

   All'articolo 8 sono aggiunti i seguenti commi:

  4.   Entro  il  bimestre successivo alla chiusura dell'esercizio
    finanziario 2003, la Direzione Regionale delle entrate provvede a
    trasmettere al Dipartimento regionale finanze e credito l'elenco
    delle somme non riscosse derivanti dalla definizione dei carichi
    di  ruolo  pregressi previste dall'articolo 12 della legge  27
    dicembre  2002, n. 289 e successive modifiche ed integrazioni,
    nonché  quelle derivanti dall'articolo 60 del D.lgs. 13 aprile
    1999, n. 112 e dall'articolo 79 della legge 21 novembre 2000, n.
    342  e  successive modifiche ed integrazioni,  considerate  di
    difficile e/o dubbia esazione.
  5.  L'Agenzia delle Entrate  può acquisire i dati di cui al comma
  precedente, che costituiscono valido titolo per opportune
  rettifiche contabili, anche direttamente dal Concessionario. Il
  Concessionario continua le operazioni di riscossione fino
  all'emissione del formale provvedimento di discarico a cura
  dell'Ufficio competente.
  6.  Le somme non riscosse di cui al comma 1, in quanto si devono
  ritenere comprese tra i residui attivi, sono eliminate, con
  contestuale riduzione del fondo di cui all'articolo 3 della legge
  regionale 26 ottobre 2001, n. 15, anche in più esercizi, con
  decreto del Dirigente generale del Dipartimento finanze e credito;
  copia di detto decreto è allegata al rendiconto generale della
  Regione siciliana.
  7.  Le somme eliminate dal conto del bilancio vengono iscritte in
  apposita posta del conto del patrimonio fino alla formale
  comunicazione di discarico da parte degli uffici competenti.
  8.  Qualora a fronte delle somme eliminate sussistano crediti, si
  provvede al loro accertamento con imputazione al conto della
  competenza dei pertinenti capitoli di entrata nell'esercizio in
  cui si verifica la riscossione.

  Si omette in questa sede il testo dell'emendamento  TF' del
  Governo sostitutivo delle tabelle allegate al disegno di legge
  finanziaria.

        Emendamenti ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento

    -   All'articolo 11

  Emendamento 117.1:

  Al  comma 2 sopprimere le parole   se uomo,  e tra i 18 e  i  45
  anni, se donna'.

    -   All'articolo 12

  Emendamento 117.2:

  Aggiungere il seguente comma:

   4.  Agli  eventuali  oneri derivanti   dall'applicazione  delle
  disposizioni  di  cui al presente articolo  si  fa  fronte   con
  successivi  specifici  provvedimenti  legislativi  da   emanarsi
  dopo  la  definizione  positiva del  procedimento  di  controllo
  comunitario'.

  Emendamento 117.3:

  All'emendamento 12.3, con subemendamento 12.3.1 e subemendamento
  12.3.2, è aggiunto il seguente comma:

   Agli   eventuali   oneri   derivanti  dall'applicazione   delle
  disposizioni  di  cui  al presente articolo  si  fa  fronte  con
  successivi specifici provvedimenti legislativi da emanarsi  dopo
  la   definizione   positiva   del  procedimento   di   controllo
  comunitario'.