Presidenza del presidente Lo Porto
BURGARETTA APARO segretario, dà lettura del processo verbale
della seduta precedente, che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
Annunzio di risposta scritta ad interrogazione
PRESIDENTE Comunico che è stata presentata dall'Assessore per
i beni culturali, ambientali e per la pubblica istruzione, la
risposta scritta alla seguente interrogazione: numero 993
Restauro e manutenzione di alcuni monumenti di Erice (TP) ,
dell'onorevole Oddo.
Avverto che la stessa sarà pubblicata in allegato al Resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati i seguenti
disegni di legge:
- Norme riguardanti agevolazioni all'offerta turistica
regionale dei comuni appartenente ai parchi regionali (n. 748)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Franchina, Fratello, Ardizzone,
Borzacchelli, Lo Monte, Turano, Pistorio, Lo Giudice, Sbona,
Burgaretta, Savarino, Savona, Mancuso, Leanza Nicola, Cintola in
data 19 dicembre 2003
- Norme a sostegno delle associazioni dei consumatori e degli
utenti (n. 749)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Raiti, Ferro, Morinello Orlando in
data 19 dicembre 2003
- Disposizioni sull'iniziativa legislativa popolare (n. 750)
- d'iniziativa governativa
- presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) su proposta
dell'Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali e
le autonomie locali in data 22 dicembre 2003
- Interventi in favore del personale proveniente dagli ex
patronati scolastici (n. 751)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dall'onorevole Misuraca in data 22 dicembre 2003
- Provvedimenti urgenti per le isole minori (n. 752)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dall'onorevole Misuraca in data 22 dicembre 2003
- Istituzione del coordinamento regionale per la portualità
siciliana (n. 753)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dall'onorevole Misuraca in data 22 dicembre 2003
- Disposizioni per la determinazione dei canoni relativi a
concessioni demaniali marittimE (n. 754)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dall'onorevole Misuraca in data 22 dicembre 2003
- Interventi finanziari per incentivare le amministrazioni
pubbliche a dotarsi di automezzi non inquinanti (n. 755)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dall'onorevole Misuraca in data 22 dicembre 2003
- Norme per lo sviluppo e la valorizzazione turistica dei
comuni di Erice, Cefalù, Noto e Taormina (n. 756)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dall'onorevole Misuraca in data 22 dicembre 2003
- Istituzione dell'Università mediterranea (n. 757)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dall'onorevole Misuraca in data 22 dicembre 2003
- Norme per la protezione della cultura e della storia della
Sicilia (n. 758)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dall'onorevole Misuraca in data 22 dicembre 2003
- Interventi straordinari a favore delle agenzie di viaggio
siciliane (n. 759)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dall'onorevole Misuraca in data 22 dicembre 2003
- Interventi a sostegno degli scambi socio-culturali giovanili
di livello internazionale (n. 760)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dall'onorevole Misuraca in data 22 dicembre 2003
- Interventi per la salvaguardia e lo sviluppo delle isole
minori della sicilia (n. 761)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dall'onorevole Misuraca in data 22 dicembre 2003
- Interventi urganti per la prevenzione e sicurezza del
patrimonio culturale regionale (n. 762)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dall'onorevole Misuraca in data 22 dicembre 2003
-
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE Comunico che sono pervenute dal Governo ed
assegnate alla competente Commissione legislativa Affari
Istituzionali' (I) le seguenti richieste di parere:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Ente siciliano per la promozione industriale (ESPI).
Designazione componente del collegio dei revisori (n. 238/I)
- pervenuto in data 17 dicembre 2003
- trasmesso in data 19 dicembre 2003
- Delibera CIPE n. 17/2003. Individuazione interventi
trasporti (n. 239/IV )
- l pervenuto in data 29 dicembre 2003
- trasmesso in data 29 dicembre 2003
- Piano attuativo del trasporto delle merci e della logistica
della Regione siciliana (n. 240/IV)
- pervenuto in data 29 dicembre 2003
- trasmesso in data 3 gennaio 2003
- PARERE II COMMISSIONE
Comunicazione di parere reso
PRESIDENTE Comunico il seguente parere reso in data 18
dicembre 2003 e trasmesso il 19 dicembre 2003 dalla
competente Commissione legislativa Ambiente e Territorio'
(IV).
- "Programma regionale per l'educazione ambientale orientata
allo sviluppo sostenibile e consapevole nelle aree protette della
Regione siciliana e adesione alla carta di Aalborg (n. 212/IV).
-
Comunicazione di trasmissione di deliberazioni
PRESIDENTE Comunico che il Presidente della Regione ha
trasmesso copia delle seguenti deliberazioni:
- n. 373 dell'11 dicembre 203 Autorizzazione al Presidente
della Regione a promuovere ricorso innanzi alla Corte
costituzionale per questione di legittimità costituzionale del
decreto legislativo 16 ottobre 2003, n. 288 .
- n. 378 dell'11 dicembre 2003 POR Sicilia 2000/2006 -
Modifiche della misura 4.06 e dei Piani finanziari del Complemento
di programmazione ;
- PIR Reti per lo sviluppo locale . Correzione errori materiali
del 16 dicembre 2003.
- n. 382 dell'11 dicembre 2003 P.I.R. Reti per lo sviluppo
locale'. Correzione errori materiali del 16 dicembre 2003.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le
seguenti interrogazioni:
- con richiesta di risposta orale:
- N. 1462 - Notizie in ordine al mancato coinvolgimento del
Consiglio comunale di Catania nella redazione del Piano di zona
per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi
sociali.
- Assessore Famiglia
- Assessore Sanità
- Firmatario: Villari Giovanni
- N. 1463 - Opportuna modifica del bando della Misura 1.09 del
Complemento di programmazione del POR Sicilia 'Mantenimento
dell'originario uso del suolo'.
- Assessore Agricoltura
- Firmatario: Giannopolo Domenico
- N. 1464 - Iniziative a livello nazionale per l'accelerazione
dell'iter burocratico relativo alla procedura connessa al ricorso
alla legge Prodi bis.
- Presidente Regione
- Assessore Industria
- Firmatario: Villari Giovanni
- N. 1469 - Notizie sul rispetto della data d'inizio dei saldi
di fine stagione nella città di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Cooperazione
- Firmatario: Virzi' Gioacchino
- con richiesta di risposta scritta:
- N. 1460 - Iniziative urgenti per la razionalizzazione
- della gestione dei parchi e delle riserve naturali.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
- Assessore Agricoltura
- Firmatario: Gurrieri Sebastiano
- N. 1461 - Interventi tendenti alla bonifica della zona
destinata a parcheggio sita nella frazione Capomulini del comune
di Acireale.
- Assessore Famiglia;
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe.
- N. 1465 - Misure per la bonifica della discarica abusiva
localizzata nell'area compresa fra via Matteo Ricci e viale della
Costituzione nel quartiere Canalicchio di Catania.
- Assessore Famiglia
- Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe
- N. 1466 - Notizie sul mancato pagamento dei rimborsi agli
abitanti degli immobili di edilizia popolare siti in via Sardegna
a Catania.
- Assessore Famiglia
- Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe
- N. 1467 - Interventi per la messa in sicurezza e la
valorizzazione del lungo mare Edoardo Pantano del comune di
Riposto in provincia di Catania.
- Assessore Famiglia
- Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe
- N. 1468 - Misure per ripristinare le condizioni di sicurezza
della via Nizzetti, arteria che collega Catania ad Acireale.
- Assessore Famiglia
- Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe
Annunzio di mozione
PRESIDENTE Comunico che è stata presentata la seguente
mozione:
- N. 254 - Iniziative a livello nazionale a seguito della
recente decisione dell'Alitalia assunta in merito alla percentuale
riconosciuta alle agenzie di viaggio per la vendita dei biglietti.
- Barbagallo Giovanni; Genovese Francantonio; Gurrieri
- Sebastiano; Tumino Carmelo; Vitrano Gaspare; Zangara Andrea
- Presentata il 19/12/03
Dispongo che la mozione predetta venga demandate alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perchè se
ne determini la data di discussione.
Comunicazione relativa alla esatta denominazione di
documento approvato dall'Assemblea
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, comunico, che, a seguito del
coordinamento formale, le modifiche al Regolamento interno
dell'ARS, derivanti dall'approvazione del Documento I nella
seduta dell'Assemblea n. 163 dell'8 ottobre 2003, assumono la
nuova denominazione di Documento II .
Comunicazione relativa a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE Comunico, altresì, che con nota, datata 8
gennaio 2004, gli onorevoli Segreto, Amendolia e Nicotra hanno
dichiarato di non far più parte del Gruppo parlamentare
Riformisti e Liberaldemocratici - Patto per la Sicilia .
Contestualmente, in applicazione dell'articolo 23 del
Regolamento interno dell'Assemblea, hanno chiesto la
ricostituzione, sussistendone i requisiti ai sensi della
predetta normativa, del Gruppo parlamentare denominato Nuovo
PSI , confermando quale Capogruppo l'onorevole Giuseppe
Segreto.
Comunicazione delle determinazioni della Conferenza dei
presidenti dei Gruppi parlamentari
PRESIDENTE Comunico che la Conferenza dei presidenti dei
Gruppi parlamentari, riunitasi oggi 8 gennaio 2004 sotto la
Presidenza del Presidente dell'Assemblea, onorevole Lo Porto, e
con la partecipazione dell'Assessore delegato Scammacca, ha
deliberato all'unanimità che i lavori d'Aula della corrente
sessione avranno il seguente svolgimento:
Aula (martedì pomeriggio 13 gennaio e mercoledì pomeriggio 14
gennaio 2004): discussione del disegno di legge in materia di
referendum e, qualora esitato dalla competente commissione,
quello in materia di mobbing;
- martedì 13 gennaio: discussione generale del disegno di
legge recante Disciplina dell'istituto del referendum nella
Regione siciliana e norme sull'iniziativa legislativa popolare
e dei Consigli comunali o provinciali (nn. 534- 537- 421- 424-
426- 458/A);
- mercoledì 14 gennaio: esame dell'articolato del disegno di
legge sul referendum ed eventuale discussione generale, ove
esitato per l'Aula, del disegno di legge sul mobbing.
Posto che i Gruppi di maggioranza hanno formalizzato nel
corso della riunione i disegni di legge ritenuti prioritari per
la corrente sessione, ed i Gruppi di opposizione si sono
riservati di far conoscere in un momento successivo i disegni
di legge loro riservati ai fini dell'applicazione dell'art. 98
quater, comma 3, del Regolamento interno, il calendario dei
lavori dell'intera sessione verrà comunicato successivamente.
La Commissione Statuto, infine, avrà tempo sino al 10
febbraio 2004, per l'esame dei testi concernenti la riforma
dello Statuto e la legge elettorale.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del
Regolamento interno che nel corso della seduta potrà procedersi
a votazioni mediante sistema elettronico.
Presidenza del presidente Lo Porto
Determinazione della data di discussione di mozione
PRESIDENTE Si passa al punto II dell'ordine del
giorno: Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli
83, lettera d), e 153 del Regolamento interno, delle
mozione n. 253 Seguito della sentenza della Corte
costituzionale n. 314 del 2003 in materia di anticipato
collocamento a riposo esteso al personale degli enti
locali , a firma degli onorevoli Barbagallo Giovanni;
Genovese Francantonio; Guerrieri Sebastiano; Tumino
Carmelo; Vitrano Gaspare; Zangara Andrea.
Ne do lettura:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
premesso che:
- con la sentenza 21 ottobre 2003, n. 314 la Corte
costituzionale ha sancito l'illegittimità costituzionale del
disegno di legge n. 1176, approvato dall'Assemblea regionale
siciliana il 2 maggio 2001, recante "Estensione dell'applicazione
dell'articolo 39 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10";
- tale normativa estendeva ai dipendenti in servizio presso gli
enti locali, al personale immesso in ruolo ai sensi della legge
regionale 25 ottobre 1985, n. 39 sull'occupazione giovanile, ai
dipendenti degli enti sottoposti a vigilanza della regione ed ai
dipendenti dei soppressi patronati scolastici, la possibilità di
anticipato collocamento a riposo e poneva a carico degli enti di
appartenenza l'onere finanziario conseguente all'applicazione di
tali benefici;
- tra le motivazioni esposte a fondamento della pronuncia di
illegittimità, assume particolare rilievo quella basata sulla
violazione dello "status di autonomia degli enti locali previsto
dagli articoli 5 e 128 (nella versione anteriore alla riforma del
2001) della Costituzione";
- a dire della Corte, "non si adempie all'onere
costituzionalmente imposto dall'articolo 81, quarto comma, della
Costituzione, di indicare i mezzi finanziari necessari per fare
fronte alle spese previste, in quanto ci si limita esclusivamente
a menzionare i soggetti su cui tale onere verrebbe a gravare";
- inoltre, la Corte rileva come, con la norma dichiarata
illegittima, si finirebbe "per incidere negativamente una seconda
volta sull'autonomia degli enti locali, imponendo loro di
impegnare proprie risorse per finanziare decisioni incidenti
sui propri apparati da altri assunte e, potenzialmente, anche in
contrasto con l'interesse al buon funzionamento dei propri
apparati amministrativi";
ritenuto che:
- la censura mossa dalla Corte coglie nel segno, poiché non si
tratta di certo della prima norma approvata all'insegna
"dell'armiamoci e partite", che grava gli enti locali di oneri
sempre maggiori senza una preventiva verifica della
disponibilità finanziaria;
- è ovvio che gli enti in questione nulla possono rispetto ad
una legislazione regionale poco attenta ed anzi orientata
verso la politica dello "scaricabarile";
considerato che:
- l'approvazione di norme onerose per gli enti locali avviene
contestualmente alla progressiva riduzione dei trasferimenti in
loro favore nonché ai ritardi ormai cronici nelle effettive
erogazioni di tali trasferimenti;
- a causa di ciò, le difficoltà degli enti locali, ed in
particolare dei comuni, sono sempre maggiori, mettendo a rischio
la possibilità di garantire ai cittadini servizi di particolare
rilievo,
IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE
- ad ottemperare alle prescrizioni della Corte costituzionale
nella predisposizione di atti e provvedimenti di propria
competenza e di competenza della Giunta di Governo, al fine di
salvaguardare gli enti locali da oneri finanziari che
metterebbero a rischio lo svolgimento delle attività istituzionali
degli enti medesimi>>. (253)
BARBAGALLO -
GENOVESE - GURRIERI - TUMINO VITRANO - ZANGARA
Onorevoli colleghi, dispongo che la mozione predetta
venga demandata alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari perché se ne determini la data di discussione.
Presidenza del presidente Lo Porto
Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della Rubrica
Cooperazione, commercio, artigianato e pesca
PRESIDENTE Si passa al punto III dell'ordine del giorno:
Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della Rubrica
Cooperazione, commercio, artigianato e pesca .
Si procede con l'interrogazione n. 1083 Provvedimenti per
garantire agli artigiani della provincia di Ragusa l'erogazione
dei contributi previsti dalle leggi regionali n. 41 del 1975 e n.
3 del 1986 , dell'onorevole Zago.
Assente il firmatario, l'interrogazione si intende presentata
con richiesta di risposta scritta.
Si passa all'interpellanza n. 107 Iniziative volte alla
definizione delle questioni riguardanti il personale dell'Ircac ,
dell'onorevole Speziale.
Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
cooperazione, il commercio, l'artigianato e la
pesca, premesso che le norme legislative emanate con
le finalità di risanamento dell'Ircac (art. 31 legge
regionale n.6 del 1997 e successive modificazioni, e
art. 55 legge regionale n. 10 del 1999) non sono
state puntualmente attuate;
osservato che il Piano industriale, previsto dall'art.
55 della legge regionale n. 10 del 1999 e approvato
con prescrizioni dalla Giunta regionale (senza
sentire le organizzazioni sindacali), è rimasto
inattuato;
rilevato che da ben sette anni si aspetta l'espletamento
del bando di concorso per la funzione di Direttore
generale;
evidenziato che, in tale periodo, si è provveduto a tale
funzione con il conferimento dell'incarico a
dirigenti apicali, in modo alternato e limitato, sia
nel tempo che nelle attribuzioni;
visto che oggi, invece, le nuove modalità nel
conferimento di tale incarico, adottate da parte del
Commissario straordinario, (mansioni attribuite ad
un unico dirigente con i pieni poteri, regolamentari
e statutari, del Direttore generale, in forma quasi
continuativa) potrebbero aver posto le basi per una
assegnazione definitiva di tale mansione (ex art.
2103 c.c.) e del relativo stipendio;
visto, inoltre, che l'uso oltre misura di consulenze
esterne sembra prefigurare il ritorno a un passato
di anomalie, già giudicato dalla Commissione
Antimafia regionale inconciliabile con un percorso
di risanamento dell'Ente;
rilevato il carattere limitato di tale azione di
risanamento, circoscritta esclusivamente al blocco
delle retribuzioni dei dipendenti e discriminatoria
verso i lavoratori dell'Ircac, in quanto solo ad
essi non è concesso il recepimento del contratto del
credito vigente, a differenza dei dipendenti della
CRIAS sottoposti al medesimo disposto legislativo e
alla comune autorità di vigilanza (Assessorato
Cooperazione);
constatato infine che da ben cinque anni l'Ircac è in
attesa dell'approvazione da parte della Giunta di
Governo delle tabelle di equiparazione approvate
dall'Amministrazione dell'Ente e sentite le
organizzazioni sindacali;
considerato che in una tale condizione di precarietà
direzionale, contrattuale e regolamentare, si
registra una proliferazione di vertenze legali per
presunti diritti legati al consolidarsi di funzioni
esercitate in mancanza di una appropriata
riorganizzazione;
tenuto conto anche di quanto denunciato dalle
organizzazioni sindacali rappresentative del
personale circa l'inerzia, l'arroganza e la
conseguente inefficienza dell'amministrazione IRCAC;
per conoscere:
- come valutino il rischio che questa situazione
alimenti una giungla di privilegi e al contempo una
situazione d'ingiustizia e discriminazione i cui
costi graveranno nel prossimo futuro sull'erario e
sulle politiche di censimento e risanamento della
spesa regionale;
- se non ritengano urgente avviare un percorso
trasparente e univoco per la definizione
contrattuale del personale;
- se, in vista di una rapida definizione del nodo
del mediocredito in Sicilia, non ritengano utile
attivare un serio dibattito parlamentare, funzionale
ad andare oltre il tema dell'assegnazione di posti
di sottogoverno, per affrontare la questione degli
strumenti utili allo sviluppo delle aziende
siciliane.» (107)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per fornire la
risposta.
CIMINO Assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
con riferimento all'interpellanza n. 107 Iniziative volte alla
definizione delle questioni riguardanti il personale dell'Ircac ,
si rappresenta quanto segue.
Invero, l'articolo 55 della legge regionale n. 10/99 ipotizzava
per il risanamento dell'ente, e previa realizzazione del piano
industriale, l'attuazione di procedure di esodo del personale e la
soppressione della pianta organica dei posti resisi vacanti.
Con deliberazione n. 8759 del 31/5/2000 l'Ircac ha adottato il
piano industriale dell'istituto. Con deliberazione n. 328 del
18/12/2000 la Giunta regionale ha approvato il piano industriale
con delle prescrizioni, invitando l'Ente a predisporre un piano di
riorganizzazione degli uffici e dei servizi.
Nel 2001 l'Ircac ha deliberato di avviare le procedure relative
all'esodo del personale dell'Ente, approvando altresì il
protocollo d'intesa con le organizzazioni sindacali individuando
nei comuni capoluogo di provincia siti idonei dove ubicare i
propri uffici per facilitare e sviluppare le agevolazioni
finanziarie a beneficio delle cooperative.
Si fa rilevare che la predetta deliberazione della Giunta
regionale ha reso operativo il citato comma 6 dell'articolo 55,
consentendo l'esodo di ben 12 dipendenti.
Inoltre, voglio ribadire che è stato espletato il concorso,
fermo da diversi anni, concernente il Direttore generale e solo da
qualche giorno il Commissario ad acta nominato ha potuto dare
approvazione alla graduatoria che gli uffici hanno espletato,
concernente quindi l'insediamento del nuovo Direttore generale
dell'Ircac.
Con riguardo al personale, invece, è opportuno ricordare che
l'articolo 31 della legge regionale n. 6 del 1997 dispone che "il
trattamento giuridico ed economico del personale degli Enti,
aziende ed istituti sottoposti a vigilanza e tutela
dell'Amministrazione regionale, e le cui spese di funzionamento
sono a carico del bilancio della Regione, non può essere superiore
a quello stabilito per i dipendenti regionali, secondo le tabelle
di equiparazione adottate dai rispettivi organi di amministrazione
..".
"L'applicabilità di contratti di settori e/o integrativi è
subordinata al reperimento da parte degli Enti di nuove e maggiori
entrate non a carico del bilancio regionale".
La disposizione, in virtù dell'articolo 55 della legge regionale
n. 10 del 1999, è stata estesa al personale degli Enti, Aziende o
Istituti sottoposti a vigilanza e tutela dell'Amministrazione
regionale, le cui spese di funzionamento sono indirettamente a
carico del bilancio regionale o che gestiscono fondi regionali
definiti giuridicamente "terzi in amministrazione", quest'ultima
ipotesi è l'ipotesi specifica che riguarda l'Ircac.
A tal riguardo, si fa rilevare che le risorse di cui all'articolo
12 della legge regionale n. 5 del 1998 costituiscono oneri
indiretti a carico della Regione e non sono risorse proprie
dell'Ente, così come affermato dal Consiglio di giustizia
amministrativa con parere del 19/11/1999.
Questo Assessorato, con nota dirigenziale n. 23 del 4/12/2001,
nel rispetto delle citate disposizioni ed in conformità al parere
espresso dal Consiglio di giustizia amministrativa, approvava la
deliberazione dell'Ircac n. 9241 del 14/11/2001, relativa
all'applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro di
settore, precisando che l'applicazione dei benefici di cui al
predetto contratto restava condizionata alla disponibilità di
risorse proprie, risorse esclusivamente proprie dell'Istituto.
Successivamente il Consiglio di amministrazione dell'Ircac, con
provvedimento n. 9248 del 21/12/2001, ha deliberato di riconoscere
ai dipendenti i benefici economici conseguenti all'avanzamento di
carriera ed all'applicazione del contratto collettivo nazionale
precisando che "i relativi oneri graveranno sulle disponibilità
dell'ex articolo 12 della legge regionale n. 5 del 1998 e
successive modifiche ed integrazioni".
Detta deliberazione è stata annullata per vizi di legittimità, in
quanto in contrasto con le disposizioni dell'articolo 31 della
legge regionale n. 6 del 1997 e dello stesso articolo 55 della
legge regionale n. 10 del 1999, avendo l'Istituto indicato quali
disponibilità di risorse quelle di cui all'articolo 12 della legge
regionale n. 5 del 1998.
Con lettera del 17 dicembre 2002, questa Amministrazione ha
trasmesso alla Presidenza della Regione ed alla Segreteria di
Giunta, la tabella di equiparazione, come rettificata dalla
Presidenza - Dipartimento regionale del personale, per l'inoltro
alla Giunta regionale e proprio nei giorni passati è stata
approvata dalla Giunta di Governo tale tabella.
A tutt'oggi siamo in attesa del decreto presidenziale.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Speziale per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dichiaro
completamente insoddisfatto perché l'Assessore ha eluso il
contenuto dell'interrogazione. Ha soltanto fatto una nota
descrittiva di vicende, ma non ha assunto alcun impegno, così come
avevo chiesto con l'interrogazione, relativamente alla giungla che
si sta determinando all'interno dell'Ircac. Anzi, attraverso
questa nota descrittiva preparata dagli uffici, mi è sembrato che
avallasse le scelte già operate all'interno dell'Ircac.
Mi dichiaro, quindi, completamente insoddisfatto della risposta e
invito l'Assessore Cimino ad avere un rapporto più puntuale con
l'Aula e a rispondere al contenuto dell'interrogazione senza
eluderlo.
PRESIDENTE Si passa alla interrogazione n. 1272 Notizie circa
l'annullamento della mostra Viflor' prevista a Messina dall'8 al
12 ottobre 2003 , dell'onorevole Panarello. Assente il firmatario,
l'interrogazione si intende presentata con richiesta di risposta
scritta.
Si passa alla interrogazione n. 1314 Provvedimenti circa la
gestione commissariale della Cooperativa Il Capriolo', di
Messina, a firma dell'onorevole Ferro.
Ne do lettura:
<<Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
cooperazione, il commercio, l'artigianato e la
pesca, premesso che:
- con D.A. n. 1341 del 20 settembre 1999 è stata
avviata la gestione commissariale della cooperativa
'Il Capriolo' con sede in Messina;
- con successivi decreti assessoriali la suddetta
gestione commissariale è stata prorogata al 30
giugno 2003, confermando l'incarico di commissario
straordinario all'Avv. Rotondo;
- con D.A. n. 2150 del 18 luglio 2003 la gestione
commissariale della cooperativa è stata prorogata su
richiesta del Commissario al 31 agosto 2003;
- tra le motivazioni comunicate, il Commissario ha
tenuto a precisare che entro il 30 luglio 2003
dovevano essere cancellate le ipoteche sugli ultimi
due appartamenti non ancora assegnati per procedere
alla stipula dei relativi contratti;
per sapere:
- quali provvedimenti intendano assumere considerato
che l'incarico è scaduto;
- se sia stata verificata la legittimità degli atti
svolti durante il periodo di commissariamento e, in
caso contrario, se non ritengano opportuno avviare
le giuste e necessarie indagini per constatare la
loro validità al fine di garantire la correttezza
dell'operato per la salvaguardia degli interessi dei
soci della cooperativa>>. (1314)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per fornire la
risposta.
CIMINO Assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
con riferimento all'interrogazione relativa alla gestione
commissariale della cooperativa "Il Capriolo" di Messina, si
rappresenta quanto segue.
Con decreto assessoriale del 20 settembre 1999 l'Avvocato
Francesco Rotondo è stato nominato commissario straordinario della
cooperativa edilizia "Il Capriolo" con sede in Messina. Tale
incarico è stato prorogato fino al 31 agosto 2003 nella
considerazione che si dovesse ultimare il procedimento di
cancellazione delle ipoteche relative agli ultimi due appartamenti
mancanti per il completamento del secondo e del terzo lotto, così
da poter procedere alla stipula dei relativi rogiti.
Risulta dagli atti di questo Assessorato che il Commissario ha
provveduto alla cancellazione di dette ipoteche ed ha stipulato
gli atti degli ultimi due alloggi senza riuscire, però, a
completare la gestione.
Preciso che dagli atti in possesso dei questo Assessorato non si
evidenziano ad oggi irregolarità da determinare la illegittimità
degli atti posti in essere dal Commissario.
Nonostante le proroghe concesse al Commissario la situazione di
conflittualità in seno alla cooperativa non è cessata e sono
proseguite le cause pendenti dinanzi al Tribunale di Messina nei
confronti degli ex amministratori.
Alla luce delle considerazioni esposte, nell'interesse dei soci
della cooperativa in questione, si ritiene opportuno nominare un
altro Commissario cui conferire l'incarico, ai sensi dell'art.
2543 del codice civile, anche i poteri dell'Assemblea ai fini di
procedere in tempi brevi alla ricostituzione degli organi sociali.
In tal senso, il 27 novembre 2003, si è pronunciata la
Commissione regionale per la cooperazione che condivide questo
percorso che l'Assessorato vuole potere attivare.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Ferro per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
FERRO Signor Presidente, onorevoli colleghi, non posso che
dichiararmi insoddisfatto perché, come ammesso dallo stesso
Assessore, l'incarico del Commissario è scaduto il 31 agosto 2003,
siamo a gennaio 2004 e ancora non si è provveduto alla nomina di
un nuovo Commissario, al di là dei poteri che gli vanno conferiti.
Questa mi pare già una ragione di fondo per dichiarare la mia
insoddisfazione.
PRESIDENTE Si passa alla interrogazione n. 1324 Notizie
sull'ispezione disposta presso la CRIAS e sul procedimento per la
nomina del direttore dell'Ircac , dell'onorevole Giannopolo.
Ne do lettura:
«All'Assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca, premesso che:
- permane all'IRCAC una situazione di grave confusione
con riferimento all'applicazione del contratto di
lavoro dei dipendenti, in attuazione dell'art. 31
della legge regionale n. 6 del 1997 e dell'art. 55
della legge regionale n. 10 del 1999;
- anche a seguito di altre iniziative parlamentari dei
deputati del gruppo Ds, è stata disposta una visita
ispettiva presso la CRIAS per accertare la
situazione relativa al tipo di trattamento economico
praticato ai dipendenti;
rilevato che l'IRCAC ancora si trova in una condizione
di commissariamento straordinario e che manca il
direttore, il cui posto vacante è stato messo a
concorso con le procedure avviate, e pare terminate,
da un Commissario ad acta nominato dall'Assessore
regionale per la cooperazione;
per sapere:
- quale sia stato l'esito della ispezione da lei
disposta presso la CRIAS e se siano state accertate
anomalie e disparità di trattamento tra i dipendenti
della CRIAS e quelli dell'IRCAC;
- se sia vero che il Commissario ad acta ha concluso
il procedimento per la nomina del direttore
dell'IRCAC;
- se sia vero che allo stesso concorso per
l'attribuzione dell'incarico di direttore abbia
partecipato il Commissario straordinario attualmente
in carica presso lo stesso ente la cui nomina
andrebbe a scadere il prossimo 10 ottobre;
- se in tal caso non ritenga opportuno rimuovere
immediatamente il Commissario straordinario per via
dell'incompatibilità che di fatto si sarebbe
determinata;
- se non consideri opportuno accertare, inoltre, la
circostanza secondo la quale l'incarico di Direttore
facente funzioni dell'IRCAC sarebbe stato affidato
ad un dipendente Ircac che prima dell'assunzione era
in quiescenza alla Regione e se ritenga che tale
procedura possa considerarsi legittima.» (1324)
Ha facolta di parlare l'onorevole Assessore per fornire la
risposta.
CIMINO Assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
con riferimento alla interrogazione relativa all'ispezione
disposta presso la CRIAS e sul procedimento per la nomina del
Direttore dell'Ircac, si rappresenta quanto segue.
l'ispezione disposta dal sottoscritto, tramite il Servizio
vigilanza enti, non si è ancora conclusa, nel senso che il
Collegio dei revisori dell'Ente si è fatto carico di curare gli
adempimenti di natura contabile non espletati dall'Ente e
relazionare urgentemente l'Amministrazione regionale.
Va comunque detto che a tutt'oggi, di fatto, la CRIAS non è
dotata delle tabelle di equiparazione e con riferimento al
personale trova applicazione il contratto collettivo nazionale di
lavoro del comparto bancario.
Infatti, con deliberazione n. 1061 del 25/05/2001 la CRIAS
deliberava, con riserva ed in attesa della definizione delle
operazioni previste dall'art. 31, di applicare il contratto
collettivo nazionale di lavoro del comparto dei bancari sotto
l'aspetto economico, nel presupposto della sussistenza di risorse
proprie non a carico del bilancio della Regione.
La delibera de qua veniva approvata con nota n. 1686 del
20/06/2001 nel presupposto dell'esistenza dichiarata da codesto
Ente di proprie risorse finanziarie per la copertura del
corrispondente onere .
Con nota n. 2476 del 10/01/2001, questa Amministrazione, facendo
seguito alla suddetta comunicazione, faceva rilevare che non
costituivano, così come precisato dal Consiglio di Giustizia
amministrativa, risorse proprie né gli interessi sui
finanziamenti, né la commissione; il Consiglio di giustizia
amministrativa faceva riferimento alla commissione riconosciuta
all'Ircac dall'art. 12 della legge regionale n. 5/98 come
modificato dall'art. 55 della legge regionale n. 10/99.
Alla CRIAS la commissione era stata riconosciuta dall'art. 27
della legge regionale n. 8/2000; tuttavia, tale disposizione è
stata poi abrogata dall'art. 129, comma 16 della legge regionale
n. 2/2002, come modificato dal comma 9 dell'art. 63 della legge
regionale n. 23/2002.
Con nota n. 392 del 27/09/2001, si chiedeva l'invio delle tabelle
di equiparazione rappresentando l'urgenzam con riferimento a
quanto contenuto nella delibera n. 1061 del 23/05/2001 ed ai fini
previsti dall'art. 31 della legge regionale n. 6/97 e successive
modificazioni di cui all'art. 55 della legge regionale n. 10/99 .
Con nota n. 655 del 15/04/2003, non avendo il Consiglio di
Amministrazione della CRIAS a quella data ancora approvato le
tabelle di equiparazione de quibus, con la conseguente mancanza di
riferimenti certi in relazione alla determinazione del trattamento
economico del proprio personale, si diffidava l'Ente ad adottare
le stesse entro termini ben definiti.
La superiore diffida veniva riscontrata dalla direzione generale
con nota n. 18511 del 04/06/2003, meramente interlocutoria,
confutata da questa Amministrazione con nota n. 1101 del
2/06/2003.
Con tale comunicazione si dilazionava, peraltro, di ulteriori
dieci giorni il termine utile per l'inoltro delle tabelle di
equiparazione.
A tutt'oggi non risulta pervenuto alcun provvedimento
deliberativo di adozione delle tabelle in parola.
Permanendo la disposizione dell'art. 31 della legge regionale n.
6/97, si è chiesto, con nota n. 1595 del 30/09/2003, al Collegio
dei revisori di porre in essere quanto in suo potere per definire
urgentemente la problematica in oggetto.
L'Amministrazione regionale ha comunque già provveduto a dare le
dovute segnalazioni agli Organi competenti (Procura della Corte
dei conti).
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Giannopolo per
dichiararsi o meno soddisfatto della risposta.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono un po'
costernato perché l'oggetto dell'interrogazione riguardava cinque
punti. L'Assessore ha risposto ad un solo punto: quello della
giungla retributiva o della disparità di trattamento.
In verità, l'interrogazione cosa tendeva ad accertare?
1) Se fosse vero che il Commissario ad acta aveva completato la
procedura per la nomina del direttore dell'Ircac.
2) Se fosse vero che a questo concorso per la nomina del
direttore dell'Ircac avesse partecipato lo stesso Commissario, in
un evidente conflitto di interessi.
3) Se fosse vero che l'incarico di direttore facente funzioni era
stato attribuito ad una persona che era dipendente dell'Ircac,
andato in pensione e poi riassunto, o comunque reincaricato per
svolgere le funzioni di direttore.
L'interrogazione mirava ad evitare che l'Ircac fosse oggetto di
una sorta di infeudamento, così si dice, perché oggettivamente
l'Ircac si è dimostrato essere retto da logiche di tipo feudale.
L'Assessorato non può consentire che un istituto così importante
venga retto da logiche di tipo feudale, da logiche politiche
quindi deleterie, è del tutto evidente.
Ciò che l'interrogazione tendeva ad accertare era che
l'Assessorato si attivasse per tempo - l'interrogazione porta la
data del 24 settembre 2003, poi è scaduto l'incarico del
commissario straordinario - ma all'epoca si chiedeva che si
intervenisse tempestivamente per evitare questi pasticci, questi
pastrocchi che, in verità, nuocciono notevolmente all'immagine
dell'Ircac in particolare, ma più in generale della stessa Regione
che ha il compito di vigilare e il compito di controllare il
funzionamento di questo istituto.
Quindi, mi dichiaro insoddisfatto, ma preferirei che l'Assessore
facesse, semmai, un supplemento di risposta al fine di potere
accertare le cose che qui sono state denunciate. Lo dico
nell'interesse della stesso Assessore.
PRESIDENTE Si passa all'interrogazione n. 1378 Notizie circa
la nomina del dottor Filì a Commissario straordinario dell'Ircac ,
dell'onorevole Speziale.
Ne do lettura:
«All'Assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca, premesso che nel
contenzioso che intercorre tra i dipendenti e i
vertici dell'IRCAC il commissario straordinario
dottor Filì ha proposto alle Organizzazioni
sindacali la definizione dello stesso offrendo il 50
per cento di quanto richiesto dai ricorrenti;
osservato che durante il suo mandato non è stato
possibile alle Organizzazioni sindacali disporre dei
dati contabili su cui avviare una trattativa
trasparente e che tale comportamento sarebbe stato
censurato dallo stesso presidente del collegio
sindacale dell'IRCAC;
ricordato che in tutto il periodo del suo mandato il
dottor Filì ha inoltrato note all'Assessorato a
difesa degli interessi del personale, citando
decreti ingiuntivi avanzati dai ricorrenti ma
omettendo di dare notizia dell'esistenza di un
proprio ricorso;
osservato che il commissario straordinario, a differenza
del resto del personale, ha potuto prendere visione
dei dati contabili su cui basare le proprie
richieste;
sottolineato che il dottor Filì è stato nominato
commissario straordinario quando aveva già attivato
ricorso legale contro l'Ente che aveva amministrato
per diversi anni;
presa nota del fatto che il ricorso del dottor Filì,
presentato in data 30 ottobre 2001, è stato
notificato all'IRCAC soltanto il 16 ottobre del
corrente anno 2003 per l'udienza, già fissata per il
19 novembre prossimo venturo;
rilevato che nel corso del suo incarico il dottor Filì
ha nominato direttore generale f.f. un dirigente
superiore così creando anche a favore di
quest'ultimo le stesse condizioni sulle quali poggia
la sua rivendicazione;
visto che il dottor Filì è decaduto da commissario
straordinario il 10 ottobre ultimo scorso (una
settimana prima della notifica del suo ricorso) e
che, conseguentemente, non c'è attualmente un
rappresentante legale che possa nominare il
difensore dell'IRCAC nell'udienza del 19 novembre
p.v., nè vi sarebbero i tempi materialmente
necessari, e comunque il nuovo commissario e il
difensore dell'Istituto sarebbero aggiornati sulla
materia esattamente dal dirigente superiore nominato
direttore generale f.f. dallo stesso Filì durante il
suo mandato di commissario straordinario;
per sapere:
- se risponda al vero che nonostante questa
incredibile vicenda la Giunta di Governo si accinga
a procedere alla riconferma del dottor Filì come
commissario straordinario, come anticipato
verbalmente dagli uffici dell'Assessorato
Cooperazione;
- se la Giunta sia a conoscenza della richiesta di
arretrati per funzioni superiori da parte del dottor
Filì per i compiti di amministratore precedentemente
svolti per oltre un anno;
- se sia a conoscenza dell'offerta di transazione
avanzata dagli amministratori dell'IRCAC,
successivamente insediatisi, e che questa fu ritenuta
improponibile dagli stessi uffici competenti
dell'Assessorato Cooperazione e che da tale formale
rifiuto di transazione avrebbe tratto origine
l'attuale notifica di ricorso;
- se non ritenga che tale ricorso già costituisse
motivo di conflitto d'interessi o di incompatibilità
con il compito del commissario straordinario dello
stesso dottor Filì, essendo precedente alla nomina;
- se non ravvisi nei fatti sopra riportati una
gestione tendente a precostituire le condizioni più
favorevoli per il ricorso, per di più paralizzando
di fatto ogni azione di autotutela dell'Ente,
nonostante basato, da parte del dottor Filì, su
presupposti di diritto già ritenuti insussistenti
dall'Assessorato;
- se non ravvisi nella scelta di nominare il dottor
Filì commissario straordinario(e ancora di più nel
caso di riconferma di tale nomina) elementi di
superficialità e di scarsa tutela dell'interesse
pubblico;
- quali iniziative intenda assumere per la tutela
dell'erario, per una più oculata e trasparente
gestione e amministrazione di fondi pubblici, per la
corretta gestione del personale e il rispetto dei
diritti di tutti i lavoratori interessati.» (1378)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per fornire la
risposta.
CIMINO assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, spero, rispondendo
all'interrogazione n. 1378, potere anche, in parte, essere più
completo nei confronti dell'onorevole Giannopolo; infatti,
riguarda ugualmente la problematica concernente l'Ircac.
Con riferimento alla nomina del dottor Filì a Commissario
straordinario dell'Ircac si rappresenta quando segue.
In data 11.10.2002 il dottor Giuseppe Stefano Filì veniva
nominato Commissario straordinario dell'Ircac, fino alla
ricostituzione dell'ordinario organo di amministrazione ormai
decaduto il 30.12.2001 e per un periodo non superiore ad anni uno.
Il predetto nella circostanza ha presentato, così come stabilito
da disposizioni vigenti, dichiarazione sostitutiva dell'atto di
notorietà, reso ai sensi dell'articolo 4 della legge n. 19 del
1997, con cui attestava di non trovarsi in nessuna delle
condizioni di incompatibilità previste dalla normativa vigente.
L'Assessorato, invero, non era a conoscenza dell'esistenza di un
ricorso depositato alla sezione lavoro del Tribunale di Palermo
con cui il dottor Filì citava in giudizio l'Ircac per il
pagamento di presunte differenze retributive spettanti a fronte
dell'attività dallo stesso prestata nella qualità di direttore
generale.
Solo in data 17/1072003 è pervenuta all'Amministrazione
regionale, all'assessorato per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca, una nota dell'Ircac con cui si veniva
informati dell'esistenza del ricorso predetto proposto dal dottor
Filì al giudice del lavoro. Di conseguenza, preso atto che la
proposta di prorogare ulteriormente, quale commissario
straordinario, l'incarico al dottor Filì risultava in contrasto
con le disposizioni di cui all'articolo 5 della legge regionale n.
19 del 1997, la Giunta regionale, con delibera n. 326 del
23/1072003, annullava la propria delibera con la quale veniva
confermato l'incarico di commissario straordinario dell'Ircac al
dottor Filì.
Pertanto, ravvisata la necessità di garantire l'operatività
dell'Ente, preso atto che non risultava pervenuto il provvedimento
presidenziale relativo alla ricostituzione dell'organo di
amministrazione dell'istituto, il sottoscritto provvedeva a
nominare un commissario ad acta nella persona del dottor Amato con
il compito di adottare gli atti urgenti ed indifferibili, non
ultimo quello di nominare un avvocato affinchè l'Ircac si
costituisse in giudizio nei confronti del dottor Filì a seguito
del ricorso avanzato dallo stesso.
Giova ricordare che, come più volte ribadito dell'Ufficio
legislativo e legale della Regione siciliana con i pareri n. 2355
del 1998 e n. 6280 del 1998, al dottor filì, come a qualsiasi
Direttore generale facente funzioni dell'Ircac, non spetta alcun
trattamento economico differenziato in quanto il Direttore
generale dell'Istituto, pur essendo il vertice amministrativo, per
Statuto e regolamento non rappresenta la qualifica apicale del
ruolo della dirigenza ma è un organo, i cui compiti sono
specificati nello Statuto ed il cui trattamento economico esula
dalle previsioni contrattuali e viene determinato con
deliberazione del Consiglio di amministrazione.
Alla luce di tale orientamento, quest'Assessorato provvedeva ad
annullare per vizio di legittimità la delibera n. 9087 del 26
giugno 2001 con la quale l'Ircac aveva stabilito di offrire e
liquidare al dottor Filì una somma transattiva per la definizione
della problematica, al seguito della richiesta avanzata dallo
stesso dottor Filì, (ex vice direttore in quiescenza dall'1/01/01)
per lo svolgimento delle funzioni di Direttore generale
attribuitegli nei vari periodi.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Speziale per
dichiararsi soddisfatto o meno.
SPEZIALE Mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE Si passa all'interrogazione n. 1390 "Notizie sulla
situazione dell'Ente Fiera del Mediterraneo di Palermo", degli
onorevoli Cracolici e Giannopolo. Ne do lettura:
«All'Assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca, premesso che:
- da più tempo l'Ente Fiera del Mediterraneo è stato
sottoposto a regime di commissariamento da parte del
Governo della Regione e per ultimo con decreto del
30 aprile 2003 l'Assessore regionale per la
cooperazione, il commercio, l'artigianato e la
pesca, on. Michele Cimino ha prorogato al dottor
Stapino Greco l'incarico di commissario
straordinario dell'Ente fino al 31 ottobre 2003 per
garantire la gestione ordinaria;
- come si evince da un nutrito rapporto epistolare tra
il collegio dei revisori dei conti e l'Assessorato
regionale, il Servizio di vigilanza enti dello
stesso Assessorato e il Commissario straordinario
vengono ritenuti illegittimi una serie di atti
adottati da chi dovrebbe oculatamente occuparsi solo
della gestione ordinaria dell'Ente;
- al commissario è stato intimato di presentare le
scritture contabili ed i bilanci per gli anni in cui
ha ricoperto la carica;
- allo stato attuale, secondo quanto segnalato dai
rappresentanti del collegio dei revisori dei conti,
si registra la mancata presentazione dei bilanci di
previsione del 2003, del conto consuntivo
dell'esercizio del 2002, della riformulazione del
bilancio 2001, peraltro non approvato dai revisori,
della relazione sulle iniziative predisposte al fine
della trasformazione dell'Ente in S.p.A.;
- dai rilievi del collegio dei revisori viene
segnalato che non risulterebbero pagati contributi e
ritenute operate nei confronti dei lavoratori (41
dipendenti, di cui cinque con incarichi apicali) e
che sussisterebbero ulteriori debiti globali per
6.173.000 euro (12 miliardi circa di vecchie lire);
nel contempo si registrerebbe l'aumento delle spese
per consulenze ed incarichi esterni, per ospitalità
e viaggi che non conterrebbero le indicazioni delle
ragioni istituzionali;
- in data 2 maggio 2003 la dottoressa A.M. Lentini,
dirigente dei servizi di vigilanza Enti
dell'Assessorato regionale della cooperazione,
commercio, artigianato e pesca, ha comunicato sia al
commissario straordinario dell'Ente, sia al collegio
dei revisori dei conti, sia all'Assessore regionale
per il bilancio e le finanze l'illegittimità della
deliberazione dell'Ente Fiera del 23 dicembre 2002
che prevedeva la sottoscrizione di azioni al
capitale sociale del CIEM (Centro per
l'internalizzazione delle imprese e la promozione
della piccola e media impresa nello spazio
euromediterraneo), invitando il collegio dei
revisori alla reiezione della operazione gestionale;
- il 28 gennaio 2003 l'Ente Fiera e il CIEM
stipulavano una convenzione sottoscritta dal
commissario straordinario dell'Ente, dottor Stapino
Greco, che peraltro ricopre la carica di Presidente
del CIEM, e dal Vicepresidente del CIEM stesso,
dottor Vincenzo Galioto, peraltro Presidente
dell'Azienda municipale di igiene ambientale del
Comune di Palermo e coordinatore cittadino del
partito di Forza Italia ;
tenuto conto che rispetto all'anno 2000 si
registrerebbe un aumento spropositato dei costi per
missioni, per spese di rappresentanza, per le
attività promozionali, per la pubblicità, per il
personale a termine, per le consulenze esterne ed
una diminuzione dei soli costi di manutenzione, la
cui esiguità rischierebbe peraltro di azzerare la
sicurezza degli impianti e l'adeguamento alla
normativa in vigore;
per sapere quali atti l'Assessorato in indirizzo intenda
avviare per evitare che:
- l'Ente continui ad essere un carrozzone indebitato
che drena risorse pubbliche dalle Istituzioni;
- si registrino ulteriori ritardi nella trasformazione
dell'Ente in S.p.A.;
- si intacchino le finalità dell'Ente alla vigilia
dell'istituzione dell'area di libero mercato che
vedrà la partecipazione di tutti i Paesi che si
affacciano nel bacino del Mediterraneo;
- si perpetui una gestione che spreca risorse in
iniziative che, più che promuovere la produzione, i
servizi, l'arte e i mestieri della Sicilia, promuove
i rappresentanti degli Enti;
- si confermino i processi che, anzichè agevolare la
presenza nei mercati della penisola e dell'estero
della produzione siciliana, alimentano processi
inversi che risultano all'opposto di quanto previsto
dalle norme statutarie;
per sapere inoltre:
- se corrisponda al vero che l'attuale commissario è
presidente del CIEM, della società Mediterranea
Fiere Eventi e Servizi (56 per cento Ente Autonomo
Fiera del Mediterraneo, 4 per cento Promo-Palermo,
20 per cento Siculcoop), e della Società
Mediterranea Gestione Fiere, Società di gestione
(Ente Autonomo Fiera del Mediterraneo 96 per cento,
CIEM 4 per cento;
- se corrisponda al vero che per le cariche di
Presidente dei collegi dei revisori dei conti sono
stati chiamati a ricoprire l'incarico per la
Mediterranea Fiere Eventi e Servizi, il dott. Cuva,
che è consulente dell'Ente Fiera del Mediterraneo, e
il commercialista dell'Ente stesso, dott.re Errante,
per la Società Mediterranea Gestione Fiere;
- se non si ravvisi da parte dell'Assessorato che
esercita la vigilanza e il controllo una commistione
preoccupante tra controllori e controllati, un
inquietante mix che non ha nulla a che fare con la
trasparenza gestionale e si addice più ai principi
proprietari , che possono solo riscontrarsi
nell'azione di strutture private in cui gli
amministratori rischiano in proprio con le proprie
energie economiche, con i propri soldi e non con il
denaro pubblico;
- se risulti vero infine che il commissario Stapino
Greco in regime di gestione commissariale, il 9
agosto del 2002 abbia sottoscritto una convenzione
con la società Mediterranea Fiere, Eventi e Servizi
assumendo i poteri sia dell'ente che della società
che sottoscriveva la convenzione.» (1390)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per fornire la
risposta.
CIMINO Assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
con riferimento all'interrogazione presentata dagli onorevoli
Cracolici e Giannopolo "Notizie sulla situazione dell'ente Fiera
del Mediterraneo di Palermo", si rappresenta quanto segue.
Non si può non sottolineare l'ampia risonanza che l'Ente Fiera
Palermo ha avuto sotto la gestione dell'attuale Commissario
straordinario, oltre i confini dell'Isola ed, in particolare, in
campo nazionale ed internazionale.
A tal proposito, non si parla solo di immagine di facciata, ma
anche di sostanza con effetti reali che la struttura fieristica di
Palermo sta avendo nel campo internazionale.
Infatti, per ribadire ciò, ricordo le innumerevoli manifestazioni
fieristiche tenute dall'Ente, manifestazioni che sposano tutti i
settori della produzione siciliana: la promozione dei prodotti
agricoli e dell'artigianato; l'esposizione di nuove tecnologie nel
campo dell'industria e delle costruzioni; l'esposizione di nuove
tecnologie per la sicurezza nel campo dell'edilizia pubblica e
privata; presentazione di ultime innovazioni nel settore dei
trasporti, sia come infrastrutture sia come mezzi; organizzazione
di eventi atti alla promozione e all'internazionalizzazione dei
prodotti agroalimentari, dell'artigianato e dell'industria
siciliana.
In concomitanza a questa notevole attività fieristica, il
Commissario Straordinario, dottor Stapino Greco, ha avuto anche
cura di iniziare il procedimento istruttorio e propedeutico
finalizzato alla trasformazione dell'ente fieristico in società
per azioni, compito che in atto è stato in parte assolto.
Da parte del sottoscritto si è avuto cura, in linea con i
principi della legge 7 del 2001, nonché con le direttive
comunitarie, di predisporre, per l'apprezzamento della Giunta di
Governo e per il successivo iter assembleare, il disegno di legge
destinato a stabilire il complesso normativo relativo all'attività
fieristica.
Per quel che concerne l'aspetto della vigilanza sull'Ente Fiera
di Palermo, richiamata dagli interroganti, occorre evidenziare
come la medesima vigilanza si esplica, previo parere
dell'Assessorato al bilancio e le finanze, con l'approvazione
delle deliberazioni inerenti il bilancio preventivo e le sue
variazioni, il conto consuntivo e l'adozione di pianta organica e
il trattamento giuridico ed economico del personale.
Sotto l'aspetto gestionale, il ramo di Amministrazione da me
presieduto, nelle more dell'approvazione da parte dell'Assemblea
regionale del disegno di legge sulla riforma e la trasformazione
delle strutture fieristiche in società per azioni, che auspico
possa avvenire nel più breve tempo possibile, ho proceduto alla
nomina di un vice commissario al quale affidare con attenzione
l'opportunità di curare in maniera specifica ed attenta gli
aspetti gestionali, lasciando la cura e la rappresentanza
dell'ente al Commissario straordinario, dottor Stapino Greco.
Riguardo alle altre notizie richieste nell'interrogazione si
specifica che nessuna competenza di controllo e vigilanza ha
questo Assessorato alla cooperazione nei riguardi delle società
che fanno capo all'Ente Fiera di Palermo. Infatti, relativamente
al CIEM, la Regione ha solo una rappresentanza quale socio
minoritario nell'assemblea dei soci e, pertanto, non ha nessuna
competenza di controllo e vigilanza sullo stesso.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Giannopolo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevole Assessore, l'oggetto
dell'interrogazione, è stato più volte discusso, non solo in
questo atto parlamentare ma anche in altre occasioni, da parte di
soggetti politici e non, sulla stampa, tende a sollevare ed
evidenziare un'anomalia - forse è un eufemismo la definizione
anomalia' - mi riferisco a ciò che accade sotto la gestione del
Commissario Straordinario, dottor Stapino Greco all'Ente Fiera di
Palermo.
La verità è che anche in questo caso, così come nel caso
dell'IRCAC precedentemente esposto, c'è una sorta di traduzione in
salsa locale di un modello che ormai ispira i comportamenti non
solo dei governanti che fanno capo a Forza Italia, ma anche di
altri che cercano di emulare il capo supremo, che è l'incarnazione
vivente non solo del conflitto d'interessi ma di una visione della
politica e della vita che tende a piegare qualsiasi cosa davanti
ai propri interessi.
Quello che accade all'Ente Fiera del Mediterraneo è un fatto che
giudico non solo scandaloso, ma, mi permetto di dire, forse anche
penalmente rilevante; per questo motivo, giudico un po'
avventurosa, superficiale e poco avveduta la risposta fornita
dall'Assessore.
Infatti, onorevole Assessore, quello che lei dice, cioè che
l'Assessorato da lei retto non ha competenze in ordine al CIEM è
vero, almeno nei termini in cui lei lo ha detto. La dottoressa
Lentini, dirigente responsabile dei servizi di vigilanza degli
Enti, ha avuto modo di dichiarare illegittima la delibera
dell'Ente Fiera del Mediterraneo di sottoscrizione di quote
azionarie presso il CIEM.
Inoltre, ciò che emerge dalla gestione finanziaria da parte
dell'Ente Fiera è un fatto increscioso, poiché mancano il bilancio
di previsione del 2003, il conto consuntivo dell'esercizio 2002,
fondamentale per stabilire il nuovo bilancio di previsione e
questi atti - gli atti finanziari - non sono mai stati approvati
dal Collegio dei Revisori dei Conti. Questi ultimi, inoltre, hanno
segnalato che non risulterebbero pagati contributi e ritenute
operanti nei confronti dei lavoratori e che sussisterebbero
ulteriori debiti per 12 miliardi delle vecchie lire, mentre il
Commissario aumenta le spese superflue, le spese effimere ed anche
le spese per consulenti esterni.
Questa è la situazione da crack, altro che da pannicelli caldi':
siamo in presenza di una amministrazione controllata,
straordinaria controllata, non una gestione commissariale; siamo
in presenza di un'amministrazione - potremmo dire - controllata da
parte del Tribunale.
La risposta fornita, quindi, è del tutto fuori luogo, è del tutto
inconsistente e dico anche irresponsabile sotto certi profili.
L'interrogazione, inoltre, solleva un problema, onorevole
Assessore: quando lei è venuto a conoscenza del fatto che il
Presidente dell'Ente Fiera da lei nominato e Commissario
Straordinario, sottoscrive, da un lato quote azionarie nel CIEM e
dall'altro lato, nella doppia veste di Presidente dell'Ente Fiera
e di Presidente di una società da essa controllata, firma una
convenzione, ritengo che siamo in presenza di un fatto che rasenta
non solo la pubblica decenza, ma viola anche codici penali, viola
codici di procedura civile.
L'altra questione in questa sede sollevata - non so se
corrisponda al vero - è che per la carica di Presidente del
Collegio dei Revisori dei Conti è stato chiamato a ricoprire
l'incarico per la Mediterranea Fiera Eventi e Servizi, società che
tiene rapporti in affidamento con l'Ente Fiera, il dottor Cuva,
che è anche consulente d'altro lato dell'Ente Fiera del
Mediterraneo. Come si vede, c'è un grumo d'interessi, di
personaggi che sono aggrappati a questo piccolo affaruccio.
Altro che prospettive di magnificenza dell'Ente Fiera del
Mediterraneo Siamo in presenza di una gestione irresponsabile,
siamo in presenza di qualche cosa che andrebbe da subito risolta,
non con la nomina di un Vicecommissario che deve tenere a bada il
Commissario stesso, ma con l'azzeramento totale dei vertici e
della struttura dell'Ente Fiera per essere riconvertita;
l'azzeramento non solo dei vertici, ma anche degli atti, così come
ha avuto modo di sollevare un funzionario del suo Assessorato,
perché quando viene dichiarata l'illegittimità di una
deliberazione, lei deve dire al vice Commissario, al Commissario
di revocare quella delibera da voi stessi ritenuta illegittima.
Onorevole Assessore, apprezzo il fatto che lei si stia impegnando
nel processo legislativo di riforma degli Enti Fiera, di riforma
per un nuovo assetto, ma qui siamo in presenza di qualcosa di più
grave: l'esigenza, la necessità di riformare un ente; qui siamo in
presenza di una gestione irresponsabile rispetto alla quale lei
non può che prendere le distanze ed assumere i giusti
provvedimenti, tesi ad impedire che questi atti irresponsabili e
disastrosi vengano reiterati oggi e nel futuro.
PRESIDENTE Si passa alla interpellanza numero 138, a firma
dell'onorevole Panarello. Per assenza dall'Aula del firmatario, la
stessa decade. Non sorgendo osservazioni, resta stabilito che al
firmatario verrà comunque trasmesso il testo scritto della
risposta.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 13 gennaio
2004, alle ore 17.00 con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
I - COMUNICAZIONI
II - LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D), E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLA MOZIONE:
N. 254 - Iniziative a livello nazionale a seguito
della recente decisione dell'Alitalia assunta in
merito alla percentuale riconosciuta alle agenzie
di viaggio per la vendita dei biglietti.
L'Assemblea Regionale Siciliana
PREMESSO che:
- con lettera del 28 novembre, l'Alitalia ha
comunicato alle 4400 agenzie di viaggio affiliate
alla Iata (un terzo del totale) che, a partire
dal 1 febbraio 2004, la percentuale riconosciuta
alle stesse agenzie per la vendita dei biglietti
sarà ridotta dal 5 per cento attuale all'1 per
cento sia per i voli nazionali che per quelli
internazionali;
- con tale decisione, l'Alitalia ha
sostanzialmente azzerato il ricavo delle agenzie;
- detta scelta avrà effetti devastanti sulla rete
di distribuzione e in particolare sui livelli
occupazionali;
PREMESSO ancora che:
- le agenzie di viaggio aderenti alla Iata
saranno costrette a licenziare gli addetti alla
biglietteria, con una perdita di posti di lavoro
per circa 20.000 dipendenti in tutta Italia;
- tali dati risultano particolarmente
penalizzanti per il Sud, dove le agenzie di
viaggio concentrano il proprio volume di affari
proprio nella vendita dei biglietti, mentre al
nord è più richiesta la vendita di pacchetti
turistici;
CONSIDERATO che:
- l'Alitalia, già nel passato, ha ritoccato al
ribasso le commissioni, originariamente dell'8
per cento per i voli nazionali e del 9 per cento
per gli internazionali, rispettivamente al 5 per
cento e poi al 3 per cento per i nazionali e al 7
per cento per gli altri;
- circa il 90 per cento dei biglietti è venduto
dalle agenzie di viaggio, mentre il restante 10
per cento è distribuito presso le sedi della
compagnia o tramite gli sportelli negli
aeroporti;
RITENUTO che con tale assurdo ribasso, la compagnia
di bandiera scarica le proprie difficoltà sulle
agenzie di viaggio, messe oggettivamente in
gravissime difficoltà, e su un personale
particolarmente specializzato e non in grado,
pertanto, di trovare un'altra adeguata
collocazione nel mercato del lavoro;
impegna il Governo della Regione
a farsi promotore di una efficace iniziativa nei
confronti del Governo nazionale e della stessa
Alitalia al fine di evitare un gravissimo danno
alle agenzie di viaggio ed ulteriore problemi
occupazionali in Sicilia
(19 dicembre 2003)
BARBAGALLO -
GENOVESE - GURRIERI - TUMINO- VITRANO - ZANGARA
III - SVOLGIMENTO, AI SENSI DELL'ARTICOLO 159, COMMA 3, DEL
REGOLAMENTO INTERNO, DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA BENI CULTURALI ED AMBIENTALI E PUBBLICA ISTRUZIONE
(VEDI ALLEGATO).
IV - DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:
DISCIPLINA DELL'ISTITUTO DEL REFERENDUM NELLA REGIONE
SICILIANA E NORME SULL'INIZIATIVA POPOLARE E DEI CONSIGLI
COMUNALI O PROVINCIALI (NN. 534-537-421-424-426-458/A)
RELATORE: ON. ORTISI
La seduta è tolta alle ore 18.10.
Licenziato dal Servizio dei Lavori d'Aula alle ore 20.35.