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Resoconto d'Aula della Seduta n. 181 di giovedì 08 gennaio 2004
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   Presidenza del presidente Lo Porto


    BURGARETTA  APARO  segretario, dà lettura del  processo  verbale
  della  seduta  precedente,  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si
  intende approvato.

            Annunzio di risposta scritta ad interrogazione

      PRESIDENTE  Comunico che è stata presentata dall'Assessore per
  i  beni  culturali,  ambientali e per la pubblica  istruzione,  la
  risposta  scritta  alla  seguente  interrogazione:  numero  993
  Restauro  e  manutenzione  di alcuni  monumenti  di  Erice  (TP) ,
  dell'onorevole Oddo.

   Avverto  che  la stessa sarà pubblicata in allegato al  Resoconto
  stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

    PRESIDENTE  Comunico che sono stati presentati i seguenti
  disegni di legge:

      -     Norme riguardanti agevolazioni all'offerta turistica
        regionale dei comuni appartenente ai parchi regionali  (n. 748)
  -   d'iniziativa parlamentare
  -   presentato dagli onorevoli Franchina, Fratello, Ardizzone,
  Borzacchelli, Lo Monte, Turano, Pistorio, Lo Giudice, Sbona,
  Burgaretta, Savarino, Savona, Mancuso, Leanza Nicola, Cintola in
  data 19 dicembre 2003

      -     Norme a sostegno delle associazioni dei consumatori e degli
        utenti  (n. 749)
  -   d'iniziativa parlamentare
  -   presentato dagli onorevoli Raiti, Ferro, Morinello Orlando in
  data 19  dicembre 2003

      -    Disposizioni sull'iniziativa legislativa popolare  (n. 750)
  -   d'iniziativa governativa
  -   presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) su proposta
  dell'Assessore regionale per la famiglia, le politiche sociali e
  le autonomie locali in data 22 dicembre 2003

      -    Interventi in favore del personale proveniente dagli ex
        patronati scolastici  (n. 751)
  -   d'iniziativa parlamentare
  -   presentato dall'onorevole Misuraca in data 22 dicembre 2003

      -    Provvedimenti urgenti per le isole minori  (n. 752)
  -   d'iniziativa parlamentare
  -   presentato dall'onorevole Misuraca in data 22 dicembre 2003

      -    Istituzione del coordinamento regionale per la portualità
        siciliana  (n. 753)
  -   d'iniziativa parlamentare
  -   presentato dall'onorevole Misuraca in data 22 dicembre 2003

      -    Disposizioni per la determinazione dei canoni relativi a
        concessioni demaniali marittimE  (n. 754)
  -   d'iniziativa parlamentare
  -   presentato dall'onorevole Misuraca in data 22 dicembre 2003

      -    Interventi finanziari per incentivare le amministrazioni
        pubbliche a dotarsi di automezzi non inquinanti  (n. 755)
  -   d'iniziativa parlamentare
  -   presentato dall'onorevole Misuraca in data 22 dicembre 2003

      -    Norme per lo sviluppo e la valorizzazione turistica dei
        comuni di Erice, Cefalù, Noto e Taormina  (n. 756)
  -   d'iniziativa parlamentare
  -   presentato dall'onorevole Misuraca in data 22 dicembre 2003

      -    Istituzione dell'Università mediterranea  (n. 757)
  -   d'iniziativa parlamentare
  -   presentato dall'onorevole Misuraca in data 22 dicembre 2003

      -    Norme per la protezione della cultura e della storia della
        Sicilia  (n. 758)
  -   d'iniziativa parlamentare
  -   presentato dall'onorevole Misuraca in data 22 dicembre 2003

      -    Interventi straordinari a favore delle agenzie di viaggio
        siciliane  (n. 759)
  -   d'iniziativa parlamentare
  -   presentato dall'onorevole Misuraca in data 22 dicembre 2003

      -    Interventi a sostegno degli scambi socio-culturali giovanili
        di livello internazionale (n. 760)
  -   d'iniziativa parlamentare
  -   presentato dall'onorevole Misuraca in data 22 dicembre 2003

      -    Interventi per la salvaguardia e lo sviluppo delle isole
        minori della sicilia  (n. 761)
  -   d'iniziativa parlamentare
  -   presentato dall'onorevole Misuraca in data 22 dicembre 2003

      -    Interventi urganti per la prevenzione e sicurezza del
        patrimonio culturale regionale  (n. 762)
  -   d'iniziativa parlamentare
  -   presentato dall'onorevole Misuraca in data 22 dicembre 2003
  -
                 Comunicazione di richieste di parere

        PRESIDENTE  Comunico che sono pervenute dal  Governo  ed
     assegnate alla competente  Commissione legislativa   Affari
     Istituzionali'  (I)  le seguenti richieste di parere:

                     AFFARI ISTITUZIONALI (I)

      -     Ente  siciliano per la promozione industriale  (ESPI).
        Designazione componente del collegio dei revisori  (n. 238/I)
  -        pervenuto in data 17 dicembre 2003
  -        trasmesso in data 19 dicembre  2003

      -     Delibera  CIPE  n. 17/2003. Individuazione  interventi
        trasporti  (n. 239/IV )
  -   l     pervenuto in data 29 dicembre 2003
  -        trasmesso in data 29 dicembre  2003

      -    Piano attuativo del trasporto delle merci e della logistica
        della Regione siciliana  (n. 240/IV)
  -        pervenuto in data 29 dicembre 2003
  -        trasmesso in data 3 gennaio 2003
  -        PARERE II COMMISSIONE

                     Comunicazione di parere reso

        PRESIDENTE  Comunico il seguente parere reso in data  18
     dicembre  2003  e  trasmesso  il  19  dicembre  2003  dalla
     competente  Commissione legislativa  Ambiente e Territorio'
     (IV).

      -   "Programma regionale per l'educazione ambientale orientata
        allo sviluppo sostenibile e consapevole nelle aree protette della
        Regione siciliana e adesione alla carta di Aalborg  (n. 212/IV).
  -
            Comunicazione di trasmissione di deliberazioni

        PRESIDENTE  Comunico che il Presidente della Regione  ha
     trasmesso copia delle seguenti deliberazioni:

      -   n. 373 dell'11 dicembre 203  Autorizzazione al Presidente
        della  Regione  a  promuovere ricorso innanzi  alla  Corte
        costituzionale per questione di legittimità costituzionale del
        decreto legislativo 16 ottobre 2003, n. 288 .

      -    n.  378 dell'11 dicembre 2003  POR Sicilia 2000/2006  -
        Modifiche della misura 4.06 e dei Piani finanziari del Complemento
        di programmazione ;

      -   PIR  Reti per lo sviluppo locale . Correzione errori materiali
        del 16 dicembre 2003.
  -   n. 382 dell'11 dicembre 2003  P.I.R.  Reti per lo sviluppo
  locale'. Correzione errori materiali del 16 dicembre 2003.

                      Annunzio di interrogazioni

        PRESIDENTE   Comunico  che sono  state  presentate  le
  seguenti interrogazioni:

      -      con richiesta di  risposta orale:

      -   N. 1462 - Notizie in ordine al mancato coinvolgimento del
        Consiglio comunale di Catania nella redazione del Piano di zona
        per la realizzazione del sistema integrato di interventi e servizi
        sociali.
  -   Assessore Famiglia
  -   Assessore Sanità
  -   Firmatario: Villari Giovanni

      -   N. 1463 - Opportuna modifica del bando della Misura 1.09 del
        Complemento  di  programmazione  del  POR  Sicilia 'Mantenimento
        dell'originario uso del suolo'.
  -   Assessore Agricoltura
  -   Firmatario: Giannopolo Domenico

      -   N. 1464 - Iniziative a livello nazionale per l'accelerazione
        dell'iter burocratico relativo alla procedura connessa al ricorso
        alla legge Prodi bis.
  -   Presidente Regione
  -   Assessore Industria
  -   Firmatario: Villari Giovanni

      -   N. 1469 - Notizie sul rispetto della data d'inizio dei saldi
        di fine stagione nella città di Palermo.
  -   Presidente Regione
  -   Assessore Cooperazione
  -   Firmatario: Virzi' Gioacchino

      - con richiesta di risposta scritta:

      -   N. 1460 - Iniziative urgenti per la razionalizzazione
  -   della gestione dei parchi e delle riserve naturali.
  -    Presidente Regione
  -    Assessore Territorio
  -    Assessore Agricoltura
  -   Firmatario: Gurrieri Sebastiano

      -    N.  1461 - Interventi tendenti alla bonifica della zona
        destinata a parcheggio sita nella frazione Capomulini del comune
        di Acireale.
  -   Assessore Famiglia;
        Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
        Giuseppe.

      -   N. 1465 - Misure per la bonifica della discarica abusiva
        localizzata nell'area compresa fra via Matteo Ricci e viale della
        Costituzione nel quartiere Canalicchio di Catania.
  -   Assessore Famiglia
  -   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
  Giuseppe

      -   N. 1466 - Notizie sul mancato pagamento dei rimborsi agli
        abitanti degli immobili di edilizia popolare siti in via Sardegna
        a Catania.
  -   Assessore Famiglia
  -   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
  Giuseppe

      -    N.  1467  - Interventi per la messa in sicurezza  e  la
        valorizzazione del lungo mare Edoardo Pantano del comune di
        Riposto in provincia di Catania.
  -   Assessore Famiglia
  -   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
  Giuseppe

      -   N. 1468 - Misure per ripristinare le condizioni di sicurezza
        della via Nizzetti, arteria che collega Catania ad Acireale.
  -   Assessore Famiglia
  -   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
  Giuseppe

                          Annunzio di mozione

        PRESIDENTE  Comunico che è stata presentata la  seguente
       mozione:

      -    N. 254 - Iniziative a livello nazionale a seguito della
        recente decisione dell'Alitalia assunta in merito alla percentuale
        riconosciuta alle agenzie di viaggio per la vendita dei biglietti.
  -   Barbagallo Giovanni; Genovese Francantonio; Gurrieri
  -   Sebastiano; Tumino Carmelo; Vitrano Gaspare; Zangara Andrea
  -   Presentata il 19/12/03

       Dispongo  che  la mozione predetta venga  demandate  alla
     Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perchè se
     ne determini la data di discussione.

         Comunicazione relativa alla esatta denominazione di
         documento approvato dall'Assemblea

        PRESIDENTE Onorevoli colleghi, comunico, che, a seguito  del
     coordinamento  formale,  le modifiche  al  Regolamento  interno
     dell'ARS,  derivanti dall'approvazione del  Documento  I  nella
     seduta  dell'Assemblea n. 163 dell'8 ottobre 2003, assumono  la
     nuova denominazione di  Documento II .

             Comunicazione relativa a Gruppo parlamentare

        PRESIDENTE   Comunico,  altresì,  che  con  nota,  datata  8
     gennaio 2004, gli onorevoli Segreto, Amendolia e Nicotra  hanno
     dichiarato  di  non  far  più  parte  del  Gruppo  parlamentare
      Riformisti e Liberaldemocratici - Patto per la Sicilia .
       Contestualmente,   in  applicazione  dell'articolo   23   del
     Regolamento   interno   dell'Assemblea,   hanno   chiesto    la
     ricostituzione,  sussistendone  i  requisiti  ai  sensi   della
     predetta  normativa, del Gruppo parlamentare denominato   Nuovo
     PSI ,   confermando   quale  Capogruppo  l'onorevole   Giuseppe
     Segreto.

     Comunicazione   delle  determinazioni  della   Conferenza   dei
     presidenti dei Gruppi parlamentari

        PRESIDENTE   Comunico che la Conferenza dei  presidenti  dei
     Gruppi  parlamentari, riunitasi oggi 8 gennaio  2004  sotto  la
     Presidenza del Presidente dell'Assemblea, onorevole Lo Porto, e
     con  la  partecipazione dell'Assessore delegato  Scammacca,  ha
     deliberato  all'unanimità che i lavori  d'Aula  della  corrente
     sessione avranno il seguente svolgimento:
       Aula (martedì pomeriggio 13 gennaio e mercoledì pomeriggio 14
     gennaio 2004): discussione del disegno di legge  in materia  di
     referendum  e,  qualora  esitato dalla competente  commissione,
     quello in materia di mobbing;
       -  martedì  13 gennaio: discussione generale del  disegno  di
     legge  recante   Disciplina dell'istituto del referendum  nella
     Regione  siciliana e norme sull'iniziativa legislativa popolare
     e dei Consigli comunali o provinciali  (nn. 534- 537- 421- 424-
     426- 458/A);
       -  mercoledì 14 gennaio: esame dell'articolato del disegno di
     legge  sul  referendum ed eventuale discussione  generale,  ove
     esitato per l'Aula, del disegno di legge sul mobbing.
       Posto  che  i  Gruppi di maggioranza hanno  formalizzato  nel
     corso della riunione i disegni di legge ritenuti prioritari per
     la  corrente  sessione,  ed i Gruppi  di  opposizione  si  sono
     riservati  di far conoscere in un momento successivo i  disegni
     di  legge loro riservati ai fini dell'applicazione dell'art. 98
     quater,  comma  3, del Regolamento interno, il  calendario  dei
     lavori dell'intera sessione verrà comunicato successivamente.
       La  Commissione  Statuto,  infine,  avrà  tempo  sino  al  10
     febbraio  2004,  per l'esame dei testi concernenti  la  riforma
     dello Statuto e la legge elettorale.

       Avverto,   ai   sensi  dell'articolo  127,   comma   9,   del
     Regolamento interno che nel corso della seduta potrà procedersi
     a votazioni mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Lo Porto


          Determinazione della data di discussione di mozione

        PRESIDENTE   Si  passa  al  punto  II  dell'ordine   del
     giorno:  Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli
     83,  lettera  d),  e  153  del Regolamento  interno,  delle
     mozione   n.  253   Seguito  della  sentenza  della   Corte
     costituzionale  n.  314 del 2003 in materia  di  anticipato
     collocamento  a  riposo  esteso  al  personale  degli  enti
     locali ,  a  firma  degli  onorevoli  Barbagallo  Giovanni;
     Genovese   Francantonio;   Guerrieri   Sebastiano;   Tumino
     Carmelo; Vitrano Gaspare; Zangara Andrea.

       Ne do lettura:

                    L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

  premesso che:

       -    con  la  sentenza 21 ottobre 2003,  n. 314  la  Corte
         costituzionale ha sancito l'illegittimità costituzionale del
         disegno di legge n. 1176, approvato dall'Assemblea regionale
         siciliana il 2 maggio 2001, recante "Estensione dell'applicazione
         dell'articolo 39 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10";
  -   tale normativa estendeva ai dipendenti in servizio presso gli
  enti locali, al personale immesso in ruolo ai sensi della legge
  regionale 25 ottobre  1985, n. 39 sull'occupazione giovanile, ai
  dipendenti degli enti sottoposti a vigilanza della regione ed ai
  dipendenti dei soppressi patronati scolastici, la possibilità di
  anticipato  collocamento a riposo e poneva a carico degli enti di
  appartenenza l'onere finanziario conseguente   all'applicazione di
  tali benefici;
  -   tra le motivazioni esposte a fondamento della pronuncia di
  illegittimità, assume particolare rilievo quella basata sulla
  violazione dello "status di autonomia degli enti locali previsto
  dagli articoli 5 e 128 (nella versione anteriore alla riforma del
  2001) della Costituzione";
  -   a dire  della Corte, "non si adempie all'onere
  costituzionalmente imposto dall'articolo 81, quarto comma, della
  Costituzione, di indicare i mezzi finanziari necessari per fare
  fronte alle spese previste, in quanto ci si limita esclusivamente
  a menzionare i soggetti su cui tale onere verrebbe a gravare";
  -   inoltre, la Corte rileva come, con la norma dichiarata
  illegittima, si finirebbe  "per incidere negativamente una seconda
  volta sull'autonomia degli enti locali, imponendo loro di
  impegnare proprie  risorse per finanziare decisioni incidenti
  sui propri apparati da altri assunte e, potenzialmente, anche in
  contrasto con l'interesse al buon funzionamento dei propri
  apparati amministrativi";

  ritenuto che:

       -   la censura mossa  dalla Corte coglie nel segno, poiché non si
         tratta di certo  della prima norma  approvata  all'insegna
         "dell'armiamoci e partite", che grava  gli enti locali  di oneri
         sempre  maggiori  senza una preventiva  verifica   della
         disponibilità finanziaria;
  -   è ovvio  che gli enti in questione  nulla possono  rispetto ad
  una legislazione  regionale  poco attenta  ed anzi  orientata
  verso la politica dello "scaricabarile";

  considerato che:

       -   l'approvazione di norme onerose  per gli enti locali avviene
         contestualmente alla progressiva  riduzione dei trasferimenti  in
         loro favore  nonché ai ritardi ormai cronici  nelle effettive
         erogazioni di tali trasferimenti;
  -   a causa  di ciò, le difficoltà degli enti locali, ed in
  particolare dei comuni, sono sempre maggiori, mettendo a rischio
  la possibilità  di garantire ai cittadini  servizi di particolare
  rilievo,

                 IMPEGNA IL PRESIDENTE  DELLA REGIONE

       -   ad  ottemperare alle prescrizioni della Corte  costituzionale
         nella predisposizione di atti e provvedimenti di propria
         competenza e di competenza della Giunta di Governo, al fine di
         salvaguardare  gli enti  locali da oneri finanziari  che
         metterebbero a rischio lo svolgimento delle attività istituzionali
         degli enti medesimi>>. (253)

                                                     BARBAGALLO -
                   GENOVESE - GURRIERI - TUMINO VITRANO - ZANGARA

       Onorevoli  colleghi,  dispongo che  la  mozione  predetta
     venga  demandata alla Conferenza dei Presidenti dei  Gruppi
     parlamentari perché se ne determini la data di discussione.


   Presidenza del presidente Lo Porto


     Svolgimento  di interrogazioni ed interpellanze  della  Rubrica
      Cooperazione, commercio, artigianato e pesca

    PRESIDENTE   Si  passa  al  punto III  dell'ordine  del  giorno:
  Svolgimento  di  interrogazioni ed   interpellanze  della  Rubrica
   Cooperazione, commercio, artigianato e pesca .
   Si  procede  con  l'interrogazione  n.  1083   Provvedimenti  per
  garantire  agli  artigiani della provincia di Ragusa  l'erogazione
  dei contributi previsti dalle leggi regionali n. 41 del 1975 e  n.
  3 del 1986 , dell'onorevole Zago.
   Assente  il  firmatario, l'interrogazione  si intende  presentata
  con richiesta di risposta scritta.

   Si   passa  all'interpellanza  n.  107   Iniziative  volte   alla
  definizione  delle questioni riguardanti il personale dell'Ircac ,
  dell'onorevole Speziale.
    Ne do lettura:

          «Al Presidente della Regione e all'Assessore per  la
          cooperazione,  il  commercio,  l'artigianato  e   la
          pesca, premesso che le norme legislative emanate con
          le finalità di risanamento dell'Ircac (art. 31 legge
          regionale n.6 del 1997 e successive modificazioni, e
          art.  55  legge regionale n. 10 del 1999)  non  sono
          state puntualmente attuate;

      osservato  che  il Piano industriale, previsto dall'art.
          55  della legge regionale n. 10 del 1999 e approvato
          con   prescrizioni  dalla  Giunta  regionale  (senza
          sentire  le  organizzazioni  sindacali),  è  rimasto
          inattuato;

      rilevato che da ben sette anni si aspetta l'espletamento
          del  bando  di concorso per la funzione di Direttore
          generale;

      evidenziato che, in tale periodo, si è provveduto a tale
          funzione   con   il  conferimento  dell'incarico   a
          dirigenti apicali, in modo alternato e limitato, sia
          nel tempo che nelle attribuzioni;

      visto   che   oggi,   invece,  le  nuove  modalità   nel
          conferimento di tale incarico, adottate da parte del
          Commissario  straordinario, (mansioni attribuite  ad
          un unico dirigente con i pieni poteri, regolamentari
          e  statutari, del Direttore generale, in forma quasi
          continuativa) potrebbero aver posto le basi per  una
          assegnazione  definitiva di tale mansione  (ex  art.
          2103 c.c.) e del relativo stipendio;

      visto,  inoltre,  che l'uso oltre misura  di  consulenze
          esterne  sembra prefigurare il ritorno a un  passato
          di   anomalie,   già  giudicato  dalla   Commissione
          Antimafia  regionale inconciliabile con un  percorso
          di risanamento dell'Ente;

      rilevato  il  carattere  limitato  di  tale  azione   di
          risanamento, circoscritta esclusivamente  al  blocco
          delle  retribuzioni dei dipendenti e discriminatoria
          verso  i  lavoratori dell'Ircac, in quanto  solo  ad
          essi non è concesso il recepimento del contratto del
          credito  vigente, a differenza dei dipendenti  della
          CRIAS sottoposti al medesimo disposto legislativo  e
          alla  comune  autorità  di  vigilanza   (Assessorato
          Cooperazione);

      constatato  infine che da ben cinque anni l'Ircac  è  in
          attesa  dell'approvazione da parte della  Giunta  di
          Governo  delle  tabelle  di equiparazione  approvate
          dall'Amministrazione   dell'Ente   e   sentite    le
          organizzazioni sindacali;

      considerato  che  in una tale condizione  di  precarietà
          direzionale,   contrattuale  e   regolamentare,   si
          registra  una proliferazione di vertenze legali  per
          presunti  diritti legati al consolidarsi di funzioni
          esercitate    in   mancanza   di   una   appropriata
          riorganizzazione;

      tenuto   conto   anche   di  quanto   denunciato   dalle
          organizzazioni    sindacali   rappresentative    del
          personale   circa   l'inerzia,  l'arroganza   e   la
          conseguente inefficienza dell'amministrazione IRCAC;

      per conoscere:

          -  come  valutino  il rischio che questa  situazione
          alimenti una giungla di privilegi e al contempo  una
          situazione  d'ingiustizia e  discriminazione  i  cui
          costi  graveranno nel prossimo futuro sull'erario  e
          sulle  politiche  di censimento e risanamento  della
          spesa regionale;

          -  se  non  ritengano  urgente avviare  un  percorso
          trasparente    e   univoco   per   la    definizione
          contrattuale del personale;

          -  se,  in vista di una rapida definizione del  nodo
          del  mediocredito  in Sicilia, non  ritengano  utile
          attivare un serio dibattito parlamentare, funzionale
          ad  andare oltre il tema dell'assegnazione di  posti
          di  sottogoverno, per affrontare la questione  degli
          strumenti   utili   allo  sviluppo   delle   aziende
          siciliane.» (107)

   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole Assessore  per  fornire  la
  risposta.

    CIMINO    Assessore   per   la   cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato  e la pesca. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,
  con  riferimento all'interpellanza n. 107  Iniziative  volte  alla
  definizione  delle questioni riguardanti il personale dell'Ircac ,
  si rappresenta quanto segue.
   Invero,  l'articolo 55 della legge regionale n. 10/99  ipotizzava
  per  il  risanamento dell'ente, e previa realizzazione  del  piano
  industriale, l'attuazione di procedure di esodo del personale e la
  soppressione della pianta organica dei posti resisi vacanti.
   Con  deliberazione n. 8759 del 31/5/2000 l'Ircac ha  adottato  il
  piano  industriale  dell'istituto. Con deliberazione  n.  328  del
  18/12/2000  la Giunta regionale ha approvato il piano  industriale
  con delle prescrizioni, invitando l'Ente a predisporre un piano di
  riorganizzazione degli uffici e dei servizi.
   Nel  2001  l'Ircac ha deliberato di avviare le procedure relative
  all'esodo   del   personale  dell'Ente,  approvando   altresì   il
  protocollo  d'intesa con le organizzazioni sindacali  individuando
  nei  comuni  capoluogo  di provincia siti idonei  dove  ubicare  i
  propri   uffici  per  facilitare  e  sviluppare  le   agevolazioni
  finanziarie a beneficio delle cooperative.
   Si  fa  rilevare  che  la  predetta  deliberazione  della  Giunta
  regionale  ha  reso operativo il citato comma 6 dell'articolo  55,
  consentendo l'esodo di ben 12 dipendenti.
   Inoltre,   voglio  ribadire che è stato  espletato  il  concorso,
  fermo da diversi anni, concernente il Direttore generale e solo da
  qualche  giorno  il Commissario ad acta nominato  ha  potuto  dare
  approvazione  alla  graduatoria che gli  uffici  hanno  espletato,
  concernente  quindi  l'insediamento del nuovo  Direttore  generale
  dell'Ircac.
   Con  riguardo  al  personale, invece, è opportuno  ricordare  che
  l'articolo 31 della legge regionale n. 6 del 1997 dispone che  "il
  trattamento  giuridico  ed  economico del  personale  degli  Enti,
  aziende   ed   istituti   sottoposti   a   vigilanza   e    tutela
  dell'Amministrazione  regionale, e le cui spese  di  funzionamento
  sono a carico del bilancio della Regione, non può essere superiore
  a  quello stabilito per i dipendenti regionali, secondo le tabelle
  di equiparazione adottate dai rispettivi organi di amministrazione
  ..".
   "L'applicabilità  di  contratti  di  settori  e/o  integrativi  è
  subordinata al reperimento da parte degli Enti di nuove e maggiori
  entrate non a carico del bilancio regionale".
   La  disposizione, in virtù dell'articolo 55 della legge regionale
  n. 10 del 1999, è stata estesa al personale degli Enti, Aziende  o
  Istituti  sottoposti  a  vigilanza e  tutela  dell'Amministrazione
  regionale,  le  cui spese di funzionamento sono  indirettamente  a
  carico  del  bilancio regionale o che gestiscono  fondi  regionali
  definiti  giuridicamente "terzi in amministrazione",  quest'ultima
  ipotesi è l'ipotesi specifica che riguarda l'Ircac.
   A tal riguardo, si fa rilevare che le risorse di cui all'articolo
  12  della  legge  regionale  n.  5 del  1998  costituiscono  oneri
  indiretti  a  carico  della  Regione e non  sono  risorse  proprie
  dell'Ente,   così  come  affermato  dal  Consiglio  di   giustizia
  amministrativa con parere del 19/11/1999.
   Questo  Assessorato, con nota dirigenziale n. 23  del  4/12/2001,
  nel  rispetto delle citate disposizioni ed in conformità al parere
  espresso  dal Consiglio di giustizia amministrativa, approvava  la
  deliberazione   dell'Ircac  n.  9241  del   14/11/2001,   relativa
  all'applicazione del contratto collettivo nazionale di  lavoro  di
  settore,  precisando che l'applicazione dei  benefici  di  cui  al
  predetto  contratto  restava condizionata  alla  disponibilità  di
  risorse proprie, risorse esclusivamente proprie dell'Istituto.
   Successivamente  il Consiglio di amministrazione dell'Ircac,  con
  provvedimento n. 9248 del 21/12/2001, ha deliberato di riconoscere
  ai  dipendenti i benefici economici conseguenti all'avanzamento di
  carriera  ed  all'applicazione del contratto collettivo  nazionale
  precisando  che  "i relativi oneri graveranno sulle  disponibilità
  dell'ex  articolo  12  della  legge regionale  n.  5  del  1998  e
  successive modifiche ed integrazioni".
   Detta deliberazione è stata annullata per vizi di legittimità, in
  quanto  in  contrasto con le disposizioni dell'articolo  31  della
  legge  regionale  n. 6 del 1997 e dello stesso articolo  55  della
  legge  regionale n. 10 del 1999, avendo l'Istituto indicato  quali
  disponibilità di risorse quelle di cui all'articolo 12 della legge
  regionale n. 5 del 1998.
   Con  lettera  del  17  dicembre 2002, questa  Amministrazione  ha
  trasmesso  alla  Presidenza della Regione ed  alla  Segreteria  di
  Giunta,  la  tabella  di  equiparazione,  come  rettificata  dalla
  Presidenza  - Dipartimento regionale del personale, per  l'inoltro
  alla  Giunta  regionale  e  proprio nei  giorni  passati  è  stata
  approvata dalla Giunta di Governo tale tabella.
   A tutt'oggi siamo in attesa del decreto presidenziale.

    PRESIDENTE   Ha  facoltà  di parlare  l'onorevole  Speziale  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

    SPEZIALE   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  mi  dichiaro
  completamente  insoddisfatto  perché  l'Assessore  ha   eluso   il
  contenuto   dell'interrogazione.  Ha  soltanto  fatto   una   nota
  descrittiva di vicende, ma non ha assunto alcun impegno, così come
  avevo chiesto con l'interrogazione, relativamente alla giungla che
  si  sta  determinando  all'interno dell'Ircac.  Anzi,   attraverso
  questa nota descrittiva preparata dagli uffici, mi è sembrato  che
  avallasse le scelte già operate all'interno dell'Ircac.
   Mi dichiaro, quindi, completamente insoddisfatto della risposta e
  invito  l'Assessore Cimino ad avere un rapporto più  puntuale  con
  l'Aula  e  a  rispondere  al  contenuto dell'interrogazione  senza
  eluderlo.

    PRESIDENTE  Si passa alla interrogazione n. 1272  Notizie  circa
  l'annullamento della mostra  Viflor' prevista a Messina dall'8  al
  12 ottobre 2003 , dell'onorevole Panarello. Assente il firmatario,
  l'interrogazione si intende presentata con richiesta  di  risposta
  scritta.

   Si  passa  alla  interrogazione n. 1314  Provvedimenti  circa  la
  gestione   commissariale  della  Cooperativa   Il  Capriolo',   di
  Messina, a firma dell'onorevole Ferro.
    Ne do  lettura:

          <<Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
          cooperazione,  il  commercio,  l'artigianato  e   la
          pesca, premesso che:

        - con  D.A.  n.  1341 del 20 settembre  1999  è  stata
          avviata  la gestione commissariale della cooperativa
          'Il Capriolo' con sede in Messina;

        - con  successivi  decreti  assessoriali  la  suddetta
          gestione  commissariale  è  stata  prorogata  al  30
          giugno  2003, confermando l'incarico di  commissario
          straordinario all'Avv. Rotondo;

        - con  D.A.  n.  2150 del 18 luglio 2003  la  gestione
          commissariale della cooperativa è stata prorogata su
          richiesta del Commissario al 31 agosto 2003;

        - tra  le  motivazioni comunicate, il  Commissario  ha
          tenuto  a  precisare che entro  il  30  luglio  2003
          dovevano essere cancellate le ipoteche sugli  ultimi
          due  appartamenti non ancora assegnati per procedere
          alla stipula dei relativi contratti;

      per sapere:

        -  quali  provvedimenti intendano assumere considerato
        che l'incarico è scaduto;

        - se  sia  stata verificata la legittimità degli  atti
          svolti durante il periodo di commissariamento e,  in
          caso  contrario, se non ritengano opportuno  avviare
          le  giuste  e necessarie indagini per constatare  la
          loro  validità  al fine di garantire la  correttezza
          dell'operato per la salvaguardia degli interessi dei
          soci della cooperativa>>. (1314)

       Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per fornire la
       risposta.

    CIMINO    Assessore   per   la   cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato  e la pesca. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,
  con   riferimento   all'interrogazione  relativa   alla   gestione
  commissariale  della  cooperativa "Il  Capriolo"  di  Messina,  si
  rappresenta quanto segue.
     Con  decreto  assessoriale  del 20  settembre  1999  l'Avvocato
  Francesco Rotondo è stato nominato commissario straordinario della
  cooperativa  edilizia  "Il Capriolo" con  sede  in  Messina.  Tale
  incarico   è  stato  prorogato  fino  al  31  agosto  2003   nella
  considerazione   che  si  dovesse  ultimare  il  procedimento   di
  cancellazione delle ipoteche relative agli ultimi due appartamenti
  mancanti per il completamento del secondo e del terzo lotto,  così
  da poter procedere alla stipula dei relativi rogiti.
   Risulta  dagli  atti di questo Assessorato che il Commissario  ha
  provveduto  alla cancellazione di dette ipoteche ed  ha  stipulato
  gli  atti  degli  ultimi  due  alloggi  senza  riuscire,  però,  a
  completare la gestione.
   Preciso che dagli atti in possesso dei questo Assessorato non  si
  evidenziano  ad oggi irregolarità da determinare la  illegittimità
  degli atti posti in essere dal Commissario.
   Nonostante  le proroghe concesse al Commissario la situazione  di
  conflittualità  in  seno alla cooperativa non  è  cessata  e  sono
  proseguite  le cause pendenti dinanzi al Tribunale di Messina  nei
  confronti degli ex amministratori.
   Alla  luce delle considerazioni esposte, nell'interesse dei  soci
  della  cooperativa in questione, si ritiene opportuno nominare  un
  altro  Commissario  cui conferire l'incarico, ai  sensi  dell'art.
  2543  del codice civile, anche i poteri dell'Assemblea ai fini  di
  procedere in tempi brevi alla ricostituzione degli organi sociali.
   In   tal  senso,  il  27  novembre  2003,  si  è  pronunciata  la
  Commissione  regionale per la cooperazione  che  condivide  questo
  percorso che l'Assessorato vuole potere attivare.

    PRESIDENTE   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole   Ferro   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

    FERRO   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  non  posso  che
  dichiararmi  insoddisfatto  perché,  come  ammesso  dallo   stesso
  Assessore, l'incarico del Commissario è scaduto il 31 agosto 2003,
  siamo  a gennaio 2004 e ancora non si è provveduto alla nomina  di
  un nuovo Commissario, al di là dei poteri che gli vanno conferiti.
  Questa  mi  pare  già una ragione di fondo per dichiarare  la  mia
  insoddisfazione.

    PRESIDENTE   Si  passa  alla  interrogazione  n.  1324   Notizie
  sull'ispezione disposta presso la CRIAS e sul procedimento per  la
  nomina del direttore dell'Ircac  , dell'onorevole Giannopolo.
   Ne do lettura:

          «All'Assessore  per la cooperazione,  il  commercio,
          l'artigianato e la pesca, premesso che:

        - permane all'IRCAC una situazione di grave confusione
          con  riferimento all'applicazione del  contratto  di
          lavoro  dei  dipendenti, in attuazione dell'art.  31
          della  legge regionale n. 6 del 1997 e dell'art.  55
          della legge regionale n. 10 del 1999;

        - anche a seguito di altre iniziative parlamentari dei
          deputati del gruppo Ds, è stata disposta una  visita
          ispettiva   presso   la  CRIAS  per   accertare   la
          situazione relativa al tipo di trattamento economico
          praticato ai dipendenti;

      rilevato  che  l'IRCAC ancora si trova in una condizione
          di  commissariamento straordinario e  che  manca  il
          direttore,  il  cui posto vacante è  stato  messo  a
          concorso con le procedure avviate, e pare terminate,
          da  un  Commissario ad acta nominato  dall'Assessore
          regionale per la cooperazione;

      per sapere:

        - quale  sia  stato  l'esito della  ispezione  da  lei
          disposta  presso la CRIAS e se siano state accertate
          anomalie e disparità di trattamento tra i dipendenti
          della CRIAS e quelli dell'IRCAC;

        -  se  sia vero che il Commissario ad acta ha concluso
        il   procedimento   per   la  nomina   del   direttore
        dell'IRCAC;

        - se   sia   vero   che  allo  stesso   concorso   per
          l'attribuzione  dell'incarico  di  direttore   abbia
          partecipato il Commissario straordinario attualmente
          in  carica  presso  lo stesso  ente  la  cui  nomina
          andrebbe a scadere il prossimo 10 ottobre;

        - se  in  tal  caso  non  ritenga opportuno  rimuovere
          immediatamente il Commissario straordinario per  via
          dell'incompatibilità  che  di   fatto   si   sarebbe
          determinata;

        - se  non  consideri opportuno accertare, inoltre,  la
          circostanza secondo la quale l'incarico di Direttore
          facente  funzioni dell'IRCAC sarebbe stato  affidato
          ad un dipendente Ircac che prima dell'assunzione era
          in  quiescenza  alla Regione e se ritenga  che  tale
          procedura possa considerarsi legittima.» (1324)

   Ha  facolta  di  parlare  l'onorevole Assessore  per  fornire  la
  risposta.

    CIMINO    Assessore   per   la   cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato  e la pesca. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,
  con   riferimento   alla  interrogazione  relativa   all'ispezione
  disposta  presso  la CRIAS e sul procedimento per  la  nomina  del
  Direttore dell'Ircac, si rappresenta quanto segue.
     l'ispezione  disposta  dal sottoscritto,  tramite  il  Servizio
  vigilanza  enti,  non  si  è ancora conclusa,  nel  senso  che  il
  Collegio  dei revisori dell'Ente si è fatto carico di  curare  gli
  adempimenti   di  natura  contabile  non  espletati  dall'Ente   e
  relazionare urgentemente l'Amministrazione regionale.
   Va  comunque  detto che a tutt'oggi, di fatto,  la  CRIAS  non  è
  dotata  delle  tabelle  di  equiparazione  e  con  riferimento  al
  personale trova applicazione il contratto collettivo nazionale  di
  lavoro del comparto bancario.
   Infatti,  con  deliberazione  n. 1061  del  25/05/2001  la  CRIAS
  deliberava,  con  riserva  ed in attesa  della  definizione  delle
  operazioni  previste  dall'art.  31,  di  applicare  il  contratto
  collettivo  nazionale  di lavoro del comparto  dei  bancari  sotto
  l'aspetto economico, nel presupposto della sussistenza di  risorse
  proprie non a carico del bilancio della Regione.
   La  delibera  de  qua  veniva approvata  con  nota  n.  1686  del
  20/06/2001   nel presupposto dell'esistenza dichiarata da  codesto
  Ente   di  proprie  risorse  finanziarie  per  la  copertura   del
  corrispondente onere .
   Con  nota n. 2476 del 10/01/2001, questa Amministrazione, facendo
  seguito  alla  suddetta  comunicazione, faceva  rilevare  che  non
  costituivano,  così  come  precisato dal  Consiglio  di  Giustizia
  amministrativa,   risorse   proprie   né   gli    interessi    sui
  finanziamenti,  né  la  commissione;  il  Consiglio  di  giustizia
  amministrativa  faceva  riferimento alla commissione  riconosciuta
  all'Ircac  dall'art.  12  della  legge  regionale   n.  5/98  come
  modificato dall'art. 55 della legge regionale  n. 10/99.
   Alla  CRIAS  la commissione era stata riconosciuta  dall'art.  27
  della  legge  regionale n. 8/2000; tuttavia, tale  disposizione  è
  stata  poi  abrogata dall'art. 129, comma 16 della legge regionale
  n.  2/2002,  come modificato dal comma 9 dell'art. 63 della  legge
  regionale  n. 23/2002.
   Con nota n. 392 del 27/09/2001, si chiedeva l'invio delle tabelle
  di  equiparazione  rappresentando l'urgenzam   con  riferimento  a
  quanto contenuto nella delibera n. 1061 del 23/05/2001 ed ai  fini
  previsti  dall'art. 31 della legge regionale  n. 6/97 e successive
  modificazioni di cui all'art. 55 della legge regionale  n. 10/99 .
   Con  nota  n.  655  del 15/04/2003, non avendo  il  Consiglio  di
  Amministrazione  della  CRIAS a quella data  ancora  approvato  le
  tabelle di equiparazione de quibus, con la conseguente mancanza di
  riferimenti certi in relazione alla determinazione del trattamento
  economico  del proprio personale, si diffidava l'Ente ad  adottare
  le stesse entro termini ben definiti.
   La  superiore diffida veniva riscontrata dalla direzione generale
  con  nota  n.  18511  del  04/06/2003,  meramente  interlocutoria,
  confutata  da  questa  Amministrazione  con  nota  n.   1101   del
  2/06/2003.
   Con  tale  comunicazione si dilazionava, peraltro,  di  ulteriori
  dieci  giorni  il  termine utile per l'inoltro  delle  tabelle  di
  equiparazione.
   A   tutt'oggi   non   risulta   pervenuto   alcun   provvedimento
  deliberativo di adozione delle tabelle in parola.
   Permanendo la disposizione dell'art. 31 della legge regionale  n.
  6/97,  si  è chiesto, con nota n. 1595 del 30/09/2003, al Collegio
  dei  revisori di porre in essere quanto in suo potere per definire
  urgentemente la problematica in oggetto.
   L'Amministrazione regionale ha comunque già provveduto a dare  le
  dovute  segnalazioni agli Organi competenti (Procura  della  Corte
  dei conti).

    PRESIDENTE   Ha  facoltà di parlare l'onorevole  Giannopolo  per
  dichiararsi o meno soddisfatto della risposta.

    GIANNOPOLO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono  un  po'
  costernato perché l'oggetto dell'interrogazione riguardava  cinque
  punti.  L'Assessore  ha risposto ad un solo  punto:  quello  della
  giungla retributiva o della disparità di trattamento.
   In verità, l'interrogazione cosa tendeva ad accertare?
   1)  Se fosse vero che il Commissario ad acta aveva completato  la
  procedura per la nomina del direttore dell'Ircac.
   2)  Se  fosse  vero  che  a questo concorso  per  la  nomina  del
  direttore dell'Ircac avesse partecipato lo stesso Commissario,  in
  un evidente conflitto di interessi.
   3) Se fosse vero che l'incarico di direttore facente funzioni era
  stato  attribuito  ad  una persona che era dipendente  dell'Ircac,
  andato  in  pensione e poi riassunto, o comunque reincaricato  per
  svolgere le funzioni di direttore.
   L'interrogazione mirava ad evitare che l'Ircac fosse  oggetto  di
  una  sorta  di  infeudamento, così si dice, perché  oggettivamente
  l'Ircac si è dimostrato essere retto da logiche di tipo feudale.
   L'Assessorato non può consentire che un istituto così  importante
  venga  retto  da  logiche di tipo feudale,  da  logiche  politiche
  quindi deleterie, è del tutto evidente.
   Ciò   che   l'interrogazione  tendeva  ad   accertare   era   che
  l'Assessorato si attivasse per tempo - l'interrogazione  porta  la
  data  del  24  settembre  2003,  poi  è  scaduto  l'incarico   del
  commissario  straordinario  -  ma all'epoca  si  chiedeva  che  si
  intervenisse  tempestivamente per evitare questi pasticci,  questi
  pastrocchi  che,  in  verità, nuocciono notevolmente  all'immagine
  dell'Ircac in particolare, ma più in generale della stessa Regione
  che  ha  il  compito  di vigilare e il compito di  controllare  il
  funzionamento di questo istituto.
   Quindi,  mi dichiaro insoddisfatto, ma preferirei che l'Assessore
  facesse,  semmai,  un supplemento  di risposta al fine  di  potere
  accertare  le  cose  che  qui  sono  state  denunciate.  Lo   dico
  nell'interesse della stesso Assessore.

    PRESIDENTE   Si passa all'interrogazione n. 1378  Notizie  circa
  la nomina del dottor Filì a Commissario straordinario dell'Ircac ,
  dell'onorevole Speziale.
    Ne do lettura:

          «All'Assessore  per la cooperazione,  il  commercio,
          l'artigianato   e   la  pesca,  premesso   che   nel
          contenzioso  che  intercorre tra i  dipendenti  e  i
          vertici   dell'IRCAC  il  commissario  straordinario
          dottor   Filì   ha   proposto  alle   Organizzazioni
          sindacali la definizione dello stesso offrendo il 50
          per cento di quanto richiesto dai ricorrenti;

      osservato  che  durante  il  suo  mandato  non  è  stato
          possibile alle Organizzazioni sindacali disporre dei
          dati   contabili  su  cui  avviare  una   trattativa
          trasparente  e che tale comportamento sarebbe  stato
          censurato  dallo  stesso  presidente  del   collegio
          sindacale dell'IRCAC;

      ricordato  che  in tutto il periodo del suo  mandato  il
          dottor  Filì  ha  inoltrato note  all'Assessorato  a
          difesa   degli  interessi  del  personale,   citando
          decreti   ingiuntivi  avanzati  dai  ricorrenti   ma
          omettendo  di  dare  notizia  dell'esistenza  di  un
          proprio ricorso;

      osservato che il commissario straordinario, a differenza
          del  resto del personale, ha potuto prendere visione
          dei   dati  contabili  su  cui  basare  le   proprie
          richieste;

      sottolineato   che  il  dottor  Filì  è  stato  nominato
          commissario straordinario quando aveva già  attivato
          ricorso  legale contro l'Ente che aveva amministrato
          per diversi anni;

      presa  nota  del  fatto che il ricorso del dottor  Filì,
          presentato  in  data  30  ottobre  2001,   è   stato
          notificato  all'IRCAC soltanto  il  16  ottobre  del
          corrente anno 2003 per l'udienza, già fissata per il
          19 novembre prossimo venturo;

      rilevato  che nel corso del suo incarico il dottor  Filì
          ha  nominato  direttore generale f.f.  un  dirigente
          superiore   così   creando   anche   a   favore   di
          quest'ultimo le stesse condizioni sulle quali poggia
          la sua rivendicazione;

          visto  che  il dottor Filì è decaduto da commissario
          straordinario  il  10  ottobre  ultimo  scorso  (una
          settimana  prima della notifica del suo  ricorso)  e
          che,   conseguentemente,  non  c'è  attualmente   un
          rappresentante   legale  che   possa   nominare   il
          difensore  dell'IRCAC nell'udienza del  19  novembre
          p.v.,   nè   vi   sarebbero  i  tempi  materialmente
          necessari,  e  comunque il nuovo  commissario  e  il
          difensore  dell'Istituto sarebbero aggiornati  sulla
          materia esattamente dal dirigente superiore nominato
          direttore generale f.f. dallo stesso Filì durante il
          suo mandato di commissario straordinario;

      per sapere:

        - se   risponda   al   vero  che   nonostante   questa
          incredibile vicenda la Giunta di Governo si  accinga
          a  procedere  alla riconferma del dottor  Filì  come
          commissario    straordinario,    come     anticipato
          verbalmente     dagli    uffici     dell'Assessorato
          Cooperazione;

        - se  la  Giunta  sia a conoscenza della richiesta  di
          arretrati per funzioni superiori da parte del dottor
          Filì per i compiti di amministratore precedentemente
          svolti per oltre un anno;

        -  se  sia  a  conoscenza dell'offerta di  transazione
        avanzata      dagli     amministratori     dell'IRCAC,
        successivamente insediatisi, e che questa fu  ritenuta
        improponibile    dagli   stessi   uffici    competenti
        dell'Assessorato Cooperazione e che  da  tale  formale
        rifiuto   di   transazione  avrebbe   tratto   origine
        l'attuale notifica di ricorso;

        - se  non  ritenga  che tale ricorso  già  costituisse
          motivo di conflitto d'interessi o di incompatibilità
          con  il compito del commissario straordinario  dello
          stesso dottor Filì, essendo precedente alla nomina;

        - se   non  ravvisi  nei  fatti  sopra  riportati  una
          gestione tendente a precostituire le condizioni  più
          favorevoli  per il ricorso, per di più  paralizzando
          di   fatto  ogni  azione  di  autotutela  dell'Ente,
          nonostante  basato,  da parte del  dottor  Filì,  su
          presupposti  di  diritto già ritenuti  insussistenti
          dall'Assessorato;

        - se  non  ravvisi nella scelta di nominare il  dottor
          Filì  commissario straordinario(e ancora di più  nel
          caso  di  riconferma  di tale  nomina)  elementi  di
          superficialità  e  di  scarsa tutela  dell'interesse
          pubblico;

        - quali  iniziative  intenda assumere  per  la  tutela
          dell'erario,  per  una  più  oculata  e  trasparente
          gestione e amministrazione di fondi pubblici, per la
          corretta  gestione del personale e il  rispetto  dei
          diritti di tutti i lavoratori interessati.» (1378)

   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole Assessore  per  fornire  la
  risposta.

    CIMINO    assessore   per   la   cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato  e  la pesca. Signor Presidente, spero,  rispondendo
  all'interrogazione  n. 1378, potere anche, in  parte,  essere  più
  completo   nei   confronti  dell'onorevole  Giannopolo;   infatti,
  riguarda ugualmente la problematica concernente l'Ircac.
     Con  riferimento  alla nomina del dottor   Filì  a  Commissario
  straordinario dell'Ircac si rappresenta quando segue.
   In  data  11.10.2002  il  dottor  Giuseppe  Stefano  Filì  veniva
  nominato   Commissario   straordinario   dell'Ircac,   fino   alla
  ricostituzione  dell'ordinario  organo  di  amministrazione  ormai
  decaduto il 30.12.2001 e per un periodo non superiore ad anni uno.
   Il  predetto nella circostanza ha presentato, così come stabilito
  da  disposizioni vigenti, dichiarazione sostitutiva  dell'atto  di
  notorietà,  reso ai sensi dell'articolo 4 della legge  n.  19  del
  1997,   con  cui  attestava  di  non  trovarsi  in  nessuna  delle
  condizioni di incompatibilità previste dalla normativa vigente.
   L'Assessorato, invero, non era a conoscenza dell'esistenza di  un
  ricorso  depositato alla sezione lavoro del Tribunale  di  Palermo
  con  cui  il  dottor   Filì  citava in  giudizio  l'Ircac  per  il
  pagamento  di presunte differenze retributive spettanti  a  fronte
  dell'attività  dallo  stesso prestata nella qualità  di  direttore
  generale.
   Solo   in   data   17/1072003  è  pervenuta   all'Amministrazione
  regionale,  all'assessorato  per la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca, una nota dell'Ircac  con cui  si  veniva
  informati dell'esistenza del ricorso predetto proposto dal  dottor
  Filì  al  giudice del lavoro. Di conseguenza, preso  atto  che  la
  proposta    di    prorogare   ulteriormente,   quale   commissario
  straordinario, l'incarico al dottor  Filì risultava  in  contrasto
  con le disposizioni di cui all'articolo 5 della legge regionale n.
  19  del  1997,  la  Giunta  regionale, con  delibera  n.  326  del
  23/1072003,  annullava la propria delibera  con  la  quale  veniva
  confermato  l'incarico di commissario straordinario dell'Ircac  al
  dottor Filì.
   Pertanto,  ravvisata  la  necessità  di  garantire  l'operatività
  dell'Ente, preso atto che non risultava pervenuto il provvedimento
  presidenziale   relativo   alla  ricostituzione   dell'organo   di
  amministrazione  dell'istituto,  il  sottoscritto   provvedeva   a
  nominare un commissario ad acta nella persona del dottor Amato con
  il  compito  di  adottare gli atti urgenti ed  indifferibili,  non
  ultimo  quello  di  nominare  un  avvocato  affinchè  l'Ircac   si
  costituisse  in giudizio nei confronti del dottor Filì  a  seguito
  del ricorso avanzato dallo stesso.
   Giova   ricordare  che,  come  più  volte  ribadito  dell'Ufficio
  legislativo e legale della Regione siciliana con i pareri n.  2355
  del  1998  e  n. 6280 del 1998, al dottor filì, come  a  qualsiasi
  Direttore  generale facente funzioni dell'Ircac, non spetta  alcun
  trattamento   economico  differenziato  in  quanto  il   Direttore
  generale dell'Istituto, pur essendo il vertice amministrativo, per
  Statuto  e  regolamento non rappresenta la qualifica  apicale  del
  ruolo  della  dirigenza  ma  è  un  organo,  i  cui  compiti  sono
  specificati  nello Statuto ed il cui trattamento  economico  esula
  dalle   previsioni   contrattuali   e   viene   determinato    con
  deliberazione del Consiglio di amministrazione.
   Alla  luce di tale orientamento, quest'Assessorato provvedeva  ad
  annullare  per  vizio di legittimità la delibera n.  9087  del  26
  giugno  2001  con la quale l'Ircac aveva stabilito  di  offrire  e
  liquidare  al dottor Filì una somma transattiva per la definizione
  della  problematica,  al  seguito della richiesta  avanzata  dallo
  stesso dottor Filì, (ex vice direttore in quiescenza dall'1/01/01)
  per   lo   svolgimento   delle  funzioni  di  Direttore   generale
  attribuitegli nei vari periodi.

    PRESIDENTE   Ha  facoltà  di parlare  l'onorevole  Speziale  per
  dichiararsi soddisfatto o meno.

    SPEZIALE  Mi dichiaro soddisfatto.

    PRESIDENTE   Si passa all'interrogazione n. 1390 "Notizie  sulla
  situazione  dell'Ente Fiera del Mediterraneo  di  Palermo",  degli
  onorevoli Cracolici e Giannopolo. Ne do lettura:

          «All'Assessore  per la cooperazione,  il  commercio,
          l'artigianato e la pesca, premesso che:

        - da  più tempo l'Ente Fiera del Mediterraneo è  stato
          sottoposto a regime di commissariamento da parte del
          Governo  della Regione e per ultimo con decreto  del
          30   aprile  2003  l'Assessore  regionale   per   la
          cooperazione,  il  commercio,  l'artigianato  e   la
          pesca,  on.  Michele Cimino ha prorogato  al  dottor
          Stapino     Greco    l'incarico    di    commissario
          straordinario dell'Ente fino al 31 ottobre 2003  per
          garantire la gestione ordinaria;

        - come si evince da un nutrito rapporto epistolare tra
          il  collegio  dei revisori dei conti e l'Assessorato
          regionale,  il  Servizio  di  vigilanza  enti  dello
          stesso  Assessorato  e il Commissario  straordinario
          vengono  ritenuti  illegittimi  una  serie  di  atti
          adottati da chi dovrebbe oculatamente occuparsi solo
          della gestione ordinaria dell'Ente;

        - al  commissario  è stato intimato di  presentare  le
          scritture contabili ed i bilanci per gli anni in cui
          ha ricoperto la carica;

        - allo  stato  attuale, secondo quanto  segnalato  dai
          rappresentanti del collegio dei revisori dei  conti,
          si  registra la mancata presentazione dei bilanci di
          previsione    del   2003,   del   conto   consuntivo
          dell'esercizio  del  2002, della riformulazione  del
          bilancio  2001, peraltro non approvato dai revisori,
          della relazione sulle iniziative predisposte al fine
          della trasformazione dell'Ente in S.p.A.;

        - dai   rilievi   del  collegio  dei  revisori   viene
          segnalato che non risulterebbero pagati contributi e
          ritenute  operate nei confronti dei  lavoratori  (41
          dipendenti, di cui cinque con incarichi  apicali)  e
          che  sussisterebbero ulteriori  debiti  globali  per
          6.173.000 euro (12 miliardi circa di vecchie  lire);
          nel  contempo si registrerebbe l'aumento delle spese
          per  consulenze ed incarichi esterni, per ospitalità
          e  viaggi che non conterrebbero le indicazioni delle
          ragioni istituzionali;

        -  in  data  2 maggio 2003 la dottoressa A.M. Lentini,
         dirigente    dei    servizi   di    vigilanza    Enti
         dell'Assessorato   regionale   della    cooperazione,
         commercio, artigianato e pesca, ha comunicato sia  al
         commissario straordinario dell'Ente, sia al  collegio
         dei  revisori dei conti, sia all'Assessore  regionale
         per  il  bilancio e le finanze l'illegittimità  della
         deliberazione  dell'Ente Fiera del 23  dicembre  2002
         che   prevedeva  la  sottoscrizione  di   azioni   al
         capitale    sociale    del    CIEM    (Centro     per
         l'internalizzazione  delle imprese  e  la  promozione
         della   piccola   e   media  impresa   nello   spazio
         euromediterraneo),   invitando   il   collegio    dei
         revisori alla reiezione della operazione gestionale;

        - il   28   gennaio  2003  l'Ente  Fiera  e  il   CIEM
          stipulavano   una   convenzione   sottoscritta   dal
          commissario straordinario dell'Ente, dottor  Stapino
          Greco,  che peraltro ricopre la carica di Presidente
          del  CIEM,  e  dal Vicepresidente del  CIEM  stesso,
          dottor   Vincenzo   Galioto,   peraltro   Presidente
          dell'Azienda  municipale di  igiene  ambientale  del
          Comune  di  Palermo  e  coordinatore  cittadino  del
          partito di Forza Italia ;

        tenuto   conto   che   rispetto   all'anno   2000   si
          registrerebbe un aumento spropositato dei costi  per
          missioni,  per  spese  di  rappresentanza,  per   le
          attività  promozionali, per la  pubblicità,  per  il
          personale  a termine, per le consulenze  esterne  ed
          una  diminuzione dei soli costi di manutenzione,  la
          cui  esiguità rischierebbe peraltro di  azzerare  la
          sicurezza   degli  impianti  e  l'adeguamento   alla
          normativa in vigore;

  per  sapere  quali  atti l'Assessorato in indirizzo  intenda
  avviare per evitare che:

        -  l'Ente  continui ad essere un carrozzone indebitato
        che drena risorse pubbliche dalle Istituzioni;

        - si registrino ulteriori ritardi nella trasformazione
        dell'Ente in S.p.A.;

        - si  intacchino  le finalità dell'Ente  alla  vigilia
          dell'istituzione  dell'area di  libero  mercato  che
          vedrà  la  partecipazione di tutti i  Paesi  che  si
          affacciano nel bacino del Mediterraneo;

        - si  perpetui  una  gestione che  spreca  risorse  in
          iniziative che, più che promuovere la produzione,  i
          servizi, l'arte e i mestieri della Sicilia, promuove
          i rappresentanti degli Enti;

        - si  confermino i processi che, anzichè agevolare  la
          presenza  nei  mercati della penisola e  dell'estero
          della   produzione  siciliana,  alimentano  processi
          inversi che risultano all'opposto di quanto previsto
          dalle norme statutarie;

  per sapere inoltre:

        - se  corrisponda al vero che l'attuale commissario  è
          presidente  del  CIEM,  della  società  Mediterranea
          Fiere  Eventi e Servizi (56 per cento Ente  Autonomo
          Fiera  del  Mediterraneo, 4 per cento Promo-Palermo,
          20   per   cento   Siculcoop),   e   della   Società
          Mediterranea  Gestione Fiere,  Società  di  gestione
          (Ente  Autonomo Fiera del Mediterraneo 96 per cento,
          CIEM 4 per cento;

        - se  corrisponda  al  vero  che  per  le  cariche  di
          Presidente  dei collegi dei revisori dei conti  sono
          stati   chiamati  a  ricoprire  l'incarico  per   la
          Mediterranea Fiere Eventi e Servizi, il dott.  Cuva,
          che è consulente dell'Ente Fiera del Mediterraneo, e
          il commercialista dell'Ente stesso, dott.re Errante,
          per la Società Mediterranea Gestione Fiere;

        - se  non  si  ravvisi  da parte dell'Assessorato  che
          esercita la vigilanza e il controllo una commistione
          preoccupante  tra  controllori  e  controllati,   un
          inquietante mix che non ha nulla a che fare  con  la
          trasparenza  gestionale e si addice più ai  principi
          proprietari   ,   che   possono  solo   riscontrarsi
          nell'azione  di  strutture  private   in   cui   gli
          amministratori rischiano in proprio con  le  proprie
          energie economiche, con i propri soldi e non con  il
          denaro pubblico;

        - se  risulti  vero infine che il commissario  Stapino
          Greco  in  regime  di gestione commissariale,  il  9
          agosto  del  2002 abbia sottoscritto una convenzione
          con  la società Mediterranea Fiere, Eventi e Servizi
          assumendo  i poteri sia dell'ente che della  società
          che sottoscriveva la convenzione.» (1390)

   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole Assessore  per  fornire  la
  risposta.

    CIMINO    Assessore   per   la   cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato  e la pesca. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,
  con  riferimento  all'interrogazione  presentata  dagli  onorevoli
  Cracolici  e Giannopolo "Notizie sulla situazione dell'ente  Fiera
  del Mediterraneo di Palermo", si rappresenta quanto segue.
     Non  si può non sottolineare l'ampia risonanza che l'Ente Fiera
  Palermo  ha  avuto  sotto  la  gestione  dell'attuale  Commissario
  straordinario,  oltre i confini dell'Isola ed, in particolare,  in
  campo nazionale ed internazionale.
   A  tal  proposito, non si parla solo di immagine di facciata,  ma
  anche di sostanza con effetti reali che la struttura fieristica di
  Palermo sta avendo nel campo internazionale.
   Infatti, per ribadire ciò, ricordo le innumerevoli manifestazioni
  fieristiche tenute dall'Ente, manifestazioni che sposano  tutti  i
  settori  della  produzione siciliana: la promozione  dei  prodotti
  agricoli e dell'artigianato; l'esposizione di nuove tecnologie nel
  campo  dell'industria e delle costruzioni; l'esposizione di  nuove
  tecnologie  per  la sicurezza nel campo dell'edilizia  pubblica  e
  privata;  presentazione  di  ultime innovazioni  nel  settore  dei
  trasporti,  sia come infrastrutture sia come mezzi; organizzazione
  di  eventi  atti alla promozione e all'internazionalizzazione  dei
  prodotti   agroalimentari,   dell'artigianato   e   dell'industria
  siciliana.
   In   concomitanza  a  questa  notevole  attività  fieristica,  il
  Commissario  Straordinario, dottor Stapino Greco, ha  avuto  anche
  cura  di  iniziare  il  procedimento  istruttorio  e  propedeutico
  finalizzato  alla trasformazione dell'ente fieristico  in  società
  per azioni, compito che in atto è stato in parte assolto.
   Da  parte  del  sottoscritto si è avuto  cura,  in  linea  con  i
  principi   della  legge  7  del  2001,  nonché  con  le  direttive
  comunitarie, di predisporre, per l'apprezzamento della  Giunta  di
  Governo e per il successivo iter assembleare, il disegno di  legge
  destinato a stabilire il complesso normativo relativo all'attività
  fieristica.
   Per  quel che concerne l'aspetto della vigilanza sull'Ente  Fiera
  di  Palermo,  richiamata dagli interroganti,  occorre  evidenziare
  come   la   medesima   vigilanza   si   esplica,   previo   parere
  dell'Assessorato  al  bilancio e le  finanze,  con  l'approvazione
  delle  deliberazioni  inerenti il bilancio  preventivo  e  le  sue
  variazioni, il conto consuntivo e l'adozione di pianta organica  e
  il trattamento giuridico ed economico del personale.
   Sotto  l'aspetto  gestionale, il ramo di  Amministrazione  da  me
  presieduto,  nelle more dell'approvazione da parte  dell'Assemblea
  regionale  del  disegno di legge sulla riforma e la trasformazione
  delle  strutture  fieristiche in società per azioni,  che  auspico
  possa  avvenire  nel più breve tempo possibile, ho proceduto  alla
  nomina  di  un  vice commissario al quale affidare con  attenzione
  l'opportunità  di  curare  in maniera  specifica  ed  attenta  gli
  aspetti   gestionali,  lasciando  la  cura  e  la   rappresentanza
  dell'ente al Commissario straordinario, dottor Stapino Greco.
   Riguardo  alle  altre  notizie richieste  nell'interrogazione  si
  specifica  che  nessuna  competenza di controllo  e  vigilanza  ha
  questo  Assessorato alla cooperazione nei riguardi  delle  società
  che  fanno  capo all'Ente Fiera di Palermo. Infatti, relativamente
  al  CIEM,  la  Regione  ha  solo una  rappresentanza  quale  socio
  minoritario  nell'assemblea dei soci e, pertanto, non  ha  nessuna
  competenza di controllo e vigilanza sullo stesso.

    PRESIDENTE   Ha  facoltà di parlare l'onorevole  Giannopolo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

    GIANNOPOLO   Signor  Presidente, onorevole Assessore,  l'oggetto
  dell'interrogazione,  è  stato più volte  discusso,  non  solo  in
  questo atto parlamentare ma anche in altre occasioni, da parte  di
  soggetti  politici  e  non, sulla stampa,  tende  a  sollevare  ed
  evidenziare  un'anomalia  - forse è un  eufemismo  la  definizione
   anomalia'  - mi riferisco a ciò che accade sotto la gestione  del
  Commissario Straordinario, dottor Stapino Greco all'Ente Fiera  di
  Palermo.
   La  verità  è  che  anche  in questo caso,  così  come  nel  caso
  dell'IRCAC precedentemente esposto, c'è una sorta di traduzione in
   salsa locale  di un modello che ormai ispira i comportamenti  non
  solo  dei  governanti che fanno capo a Forza Italia, ma  anche  di
  altri che cercano di emulare il capo supremo, che è l'incarnazione
  vivente non solo del conflitto d'interessi ma di una visione della
  politica  e della vita che tende a piegare qualsiasi cosa  davanti
  ai propri interessi.
   Quello che accade all'Ente Fiera del Mediterraneo è un fatto  che
  giudico non solo scandaloso, ma, mi permetto di dire, forse  anche
  penalmente   rilevante;  per  questo  motivo,   giudico   un   po'
  avventurosa,  superficiale  e poco avveduta  la  risposta  fornita
  dall'Assessore.
   Infatti,  onorevole  Assessore, quello che  lei  dice,  cioè  che
  l'Assessorato da lei retto non ha competenze in ordine al  CIEM  è
  vero,  almeno  nei termini in cui lei lo ha detto.  La  dottoressa
  Lentini,  dirigente  responsabile dei servizi di  vigilanza  degli
  Enti,   ha  avuto  modo  di  dichiarare  illegittima  la  delibera
  dell'Ente  Fiera  del  Mediterraneo  di  sottoscrizione  di  quote
  azionarie presso il CIEM.
   Inoltre,  ciò  che  emerge dalla gestione  finanziaria  da  parte
  dell'Ente Fiera è un fatto increscioso, poiché mancano il bilancio
  di  previsione del 2003, il conto consuntivo dell'esercizio  2002,
  fondamentale  per  stabilire il nuovo  bilancio  di  previsione  e
  questi  atti - gli atti finanziari - non sono mai stati  approvati
  dal Collegio dei Revisori dei Conti. Questi ultimi, inoltre, hanno
  segnalato  che  non  risulterebbero pagati contributi  e  ritenute
  operanti  nei  confronti  dei  lavoratori  e  che  sussisterebbero
  ulteriori  debiti per 12 miliardi delle vecchie  lire,  mentre  il
  Commissario aumenta le spese superflue, le spese effimere ed anche
  le spese per consulenti esterni.
   Questa è la situazione da crack, altro che da  pannicelli caldi':
  siamo    in   presenza   di   una   amministrazione   controllata,
  straordinaria  controllata, non una gestione commissariale;  siamo
  in presenza di un'amministrazione - potremmo dire - controllata da
  parte del Tribunale.
   La risposta fornita, quindi, è del tutto fuori luogo, è del tutto
  inconsistente e dico anche irresponsabile sotto certi profili.
   L'interrogazione,   inoltre,  solleva  un   problema,   onorevole
  Assessore:  quando  lei è venuto a conoscenza  del  fatto  che  il
  Presidente   dell'Ente  Fiera  da  lei  nominato   e   Commissario
  Straordinario, sottoscrive, da un lato quote azionarie nel CIEM  e
  dall'altro lato, nella doppia veste di Presidente dell'Ente  Fiera
  e  di  Presidente  di una società da essa controllata,  firma  una
  convenzione, ritengo che siamo in presenza di un fatto che rasenta
  non  solo la pubblica decenza, ma viola anche codici penali, viola
  codici di procedura civile.
   L'altra  questione  in  questa  sede  sollevata  -  non   so   se
  corrisponda  al  vero  -  è che per la carica  di  Presidente  del
  Collegio  dei  Revisori  dei Conti è stato  chiamato  a  ricoprire
  l'incarico per la Mediterranea Fiera Eventi e Servizi, società che
  tiene  rapporti in affidamento con l'Ente Fiera, il  dottor  Cuva,
  che   è   anche  consulente  d'altro  lato  dell'Ente  Fiera   del
  Mediterraneo.   Come  si  vede,  c'è  un  grumo  d'interessi,   di
  personaggi che sono aggrappati a questo piccolo affaruccio.
   Altro  che  prospettive  di  magnificenza  dell'Ente  Fiera   del
  Mediterraneo   Siamo  in presenza di una gestione  irresponsabile,
  siamo  in presenza di qualche cosa che andrebbe da subito risolta,
  non con la nomina di un Vicecommissario che deve tenere a bada  il
  Commissario  stesso,  ma con l'azzeramento totale  dei  vertici  e
  della   struttura   dell'Ente  Fiera  per   essere   riconvertita;
  l'azzeramento non solo dei vertici, ma anche degli atti, così come
  ha  avuto  modo  di sollevare un funzionario del suo  Assessorato,
  perché   quando   viene   dichiarata   l'illegittimità   di    una
  deliberazione,  lei deve dire al vice Commissario, al  Commissario
  di revocare quella delibera da voi stessi ritenuta illegittima.
   Onorevole Assessore, apprezzo il fatto che lei si stia impegnando
  nel  processo legislativo di riforma degli Enti Fiera, di  riforma
  per  un nuovo assetto, ma qui siamo in presenza di qualcosa di più
  grave: l'esigenza, la necessità di riformare un ente; qui siamo in
  presenza  di una gestione irresponsabile rispetto alla  quale  lei
  non   può   che  prendere  le  distanze  ed  assumere   i   giusti
  provvedimenti,  tesi ad impedire che questi atti irresponsabili  e
  disastrosi vengano reiterati oggi e nel futuro.

    PRESIDENTE   Si  passa alla interpellanza numero  138,  a  firma
  dell'onorevole Panarello. Per assenza dall'Aula del firmatario, la
  stessa  decade. Non sorgendo osservazioni, resta stabilito che  al
  firmatario  verrà  comunque  trasmesso  il  testo  scritto   della
  risposta.

   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a martedì,  13  gennaio
  2004, alle ore 17.00 con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto


       I   -    COMUNICAZIONI
  II   -   LETTURA, AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
  LETTERA D),  E 153 DEL REGOLAMENTO INTERNO,  DELLA MOZIONE:

        N. 254    -   Iniziative  a  livello nazionale  a  seguito
               della  recente decisione dell'Alitalia  assunta  in
               merito  alla percentuale riconosciuta alle  agenzie
               di viaggio per la vendita dei biglietti.

                    L'Assemblea Regionale Siciliana

           PREMESSO che:

             -  con  lettera  del 28 novembre,  l'Alitalia  ha
             comunicato alle 4400 agenzie di viaggio affiliate
             alla  Iata  (un terzo del totale) che, a  partire
             dal 1  febbraio 2004, la percentuale riconosciuta
             alle  stesse agenzie per la vendita dei biglietti
             sarà  ridotta dal 5 per cento attuale  all'1  per
             cento  sia  per i voli nazionali che  per  quelli
             internazionali;
             -    con    tale    decisione,   l'Alitalia    ha
             sostanzialmente azzerato il ricavo delle agenzie;
             - detta scelta avrà effetti devastanti sulla rete
             di  distribuzione  e in particolare  sui  livelli
             occupazionali;

           PREMESSO ancora che:

             -  le  agenzie  di  viaggio  aderenti  alla  Iata
             saranno  costrette a licenziare gli addetti  alla
             biglietteria, con una perdita di posti di  lavoro
             per circa 20.000 dipendenti in tutta Italia;
             -    tali    dati    risultano    particolarmente
             penalizzanti  per  il Sud,  dove  le  agenzie  di
             viaggio  concentrano il proprio volume di  affari
             proprio  nella vendita dei biglietti,  mentre  al
             nord  è  più  richiesta la vendita  di  pacchetti
             turistici;

           CONSIDERATO che:

             -  l'Alitalia, già nel passato, ha  ritoccato  al
             ribasso  le  commissioni, originariamente  dell'8
             per  cento per i voli nazionali e del 9 per cento
             per  gli internazionali, rispettivamente al 5 per
             cento e poi al 3 per cento per i nazionali e al 7
             per cento per gli altri;
             -  circa  il 90 per cento dei biglietti è venduto
             dalle  agenzie di viaggio, mentre il restante  10
             per  cento  è  distribuito presso le  sedi  della
             compagnia   o   tramite   gli   sportelli   negli
             aeroporti;

           RITENUTO che con tale assurdo ribasso, la compagnia
             di  bandiera scarica le proprie difficoltà  sulle
             agenzie  di  viaggio,  messe  oggettivamente   in
             gravissime   difficoltà,  e   su   un   personale
             particolarmente  specializzato e  non  in  grado,
             pertanto,    di    trovare   un'altra    adeguata
             collocazione nel mercato del lavoro;

                   impegna il Governo della Regione

             a  farsi promotore di una efficace iniziativa nei
             confronti  del Governo nazionale e  della  stessa
             Alitalia  al fine di evitare un gravissimo  danno
             alle  agenzie  di  viaggio ed ulteriore  problemi
             occupazionali in Sicilia

             (19 dicembre 2003)

                                                     BARBAGALLO -
                  GENOVESE - GURRIERI - TUMINO- VITRANO - ZANGARA

       III   -  SVOLGIMENTO, AI SENSI DELL'ARTICOLO 159, COMMA 3, DEL
        REGOLAMENTO INTERNO, DI  INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DELLA
        RUBRICA   BENI CULTURALI ED AMBIENTALI E PUBBLICA ISTRUZIONE
        (VEDI ALLEGATO).
  IV   -   DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE:

         DISCIPLINA  DELL'ISTITUTO  DEL  REFERENDUM  NELLA  REGIONE
        SICILIANA  E NORME SULL'INIZIATIVA POPOLARE E DEI  CONSIGLI
        COMUNALI O PROVINCIALI  (NN. 534-537-421-424-426-458/A)

        RELATORE: ON. ORTISI

                   La seduta è tolta alle ore 18.10.

       Licenziato dal Servizio dei Lavori d'Aula alle ore 20.35.