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Resoconto d'Aula della Seduta n. 183 di martedì 20 gennaio 2004
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   Presidenza del presidente Lo Porto


    BURGARETTA  APARO  segretario, dà lettura del  processo  verbale
  della  seduta  precedente,  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si
  intende approvato.

            Annunzio di risposte scritte ad  interrogazioni

    PRESIDENTE  Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
  seguenti  interrogazioni:

   - da parte dell' Assessore per la Famiglia

   N.  156  -  Opere  di  manutenzione  e  di  ammodernamento  della
  circonvallazione di Caltagirone (CT).
   Firmatario: Fleres Salvatore

   N.  551 - Notizie relative al bando per contributi locativi della
  Giunta municipale di Bagheria (PA).
   Firmatario: Virzi' Gioacchino

   N.  628  -  Interventi  urgenti  per  scongiurare  il  definitivo
  trasferimento  della stazione dei Carabinieri sita nel  comune  di
  Santo Stefano di Quisquina (AG).
   Firmatari: Sanzeri Salvatore; Amendolia Antonino

   N.  720  - Interventi per il ripristino nei giorni festivi  della
  Linea 802 dell'AMT di Catania.
   Firmatario: Fleres Salvatore

   N.  763 - Iniziative per rendere fruibile la zona compresa tra le
  vie  Europa  e  Andrea Ferrari, nel rione Fisicara del  comune  di
  Caltagirone, in provincia di Catania.
   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Franco

   N.  772  -  Realizzazione di un presidio di Polizia municipale  a
  Librino, San Giorgio e Pigno, popolosi quartieri di Catania.
   Firmatari: Fleres Salvatore

   N.  977  - Provvedimenti per rimediare al degrado e all'abbandono
  del quartiere San Giorgio (CT).
   Firmatari:  Fleres      Salvatore;  Catania   Giuseppe;   Maurici
  Giuseppe

   N.  982  -  Bonifica e valorizzazione degli spazi  abbandonati  a
  margine di via Cialdini (quartiere San Leone) a Catania.
   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe

   N.  983  -  Rimedi  ai  disagi  e  alla  pericolosità  della  via
  Circonvallazione a Caltagirone (CT).
   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe

   N.  1006  -  Iniziative per scongiurare il rischio di  frana  per
  l'asilo  e  per le abitazioni costruite nella collina di  via  Del
  Nespolo, nel quartiere San Giorgio a Catania.
   Firmatari:  Fleres      Salvatore;  Catania   Giuseppe;   Maurici
  Giuseppe

   N.  1015  -  Interventi per garantire la viabilità  sulla  strada
  provinciale Mareneve sul versante nord dell'Etna.
   Firmatari:  Fleres      Salvatore;  Catania   Giuseppe;   Maurici
  Giuseppe

   N.  1132 - Interventi per ripristinare i servizi essenziali nella
  stazione turistica Etna Sud di Nicolosi (CT).
   Firmatario: Fleres Salvatore

   N.  1164  - Provvedimenti per far fronte allo stato di degrado  e
  abbandono del cimitero di Acireale (CT).
   Firmatario: Fleres Salvatore

   N.  1165  -  Ripristino  delle condizioni igienico-sanitarie  nel
  parcheggio  situato  all'ingresso  della  frazione  di  Capomulini
  (Acireale-Catania).
   Firmatari:  Fleres      Salvatore;  Catania   Giuseppe;   Maurici
  Giuseppe

   - da parte dell'Assessore per la Sanità

   N.  1041  -  Provvedimenti urgenti per  il  riordino  della  rete
  ospedaliera siciliana.
   Firmatari: Ioppolo Giovanni

   N.  1093 - Razionalizzazione e regolarizzazione dei pagamenti  da
  parte delle ASL alle farmacie.
   Firmatari:  Fleres      Salvatore;  Catania   Giuseppe;   Maurici
  Giuseppe

   N.        1138   -   Interventi   per   verificare   l'efficiente
  funzionamento della AUSL di Caltagirone (CT).
   Firmatari:  Fleres      Salvatore;  Catania   Giuseppe;   Maurici
  Giuseppe

   N.  1196  -  Ripristino  del presidio  sanitario  nel  comune  di
  Campofelice di Roccella.
   Firmatari: Giannopolo Domenico

   N.  1226  -  Notizie  in materia di incentivi allo  sviluppo  del
  mercato dei farmaci generici.
   Firmatari:  Catania      Giuseppe;  Fleres   Salvatore;   Maurici
  Giuseppe.

   Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
  stenografico della seduta odierna .

             Annunzio di presentazione di disegno di legge

    PRESIDENTE  Comunico che è stato presentato il seguente  disegno
  di legge:

    Istituzione  del  difensore civico regionale  per  l'infanzia  e
  l'adolescenza (n. 765)
   d'iniziativa parlamentare
   presentato   dagli  onorevoli  Barbagallo,  Genovese,  Guerrieri,
  Vitrano, Zangara in data 14 gennaio 2004.
      Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                        Commissioni legislative

    PRESIDENTE  Comunico che i seguenti disegni di legge sono  stati
  inviati,  in  data  13  gennaio 2004, alle competenti  Commissioni
  legislative:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

       Norme   per  la  quantificazione  del  gettone  di   presenza
  giornaliero agli amministratori degli enti locali  (n. 764)
   d'iniziativa parlamentare

                      ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

    Norme sul diritto di pesca. Abolizione dei diritti esclusivi  di
  pesca  (n. 763).

       Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

    PRESIDENTE  Comunico che l'onorevole Ortisi, in data 16  gennaio
  2004,  ha chiesto di apporre la propria firma al disegno di  legge
  n. 522  Disciplina urbanistica di  Aree attrezzate multifunzionali
  plain air' a vocazione turistica .

            Comunicazione di trasmissione di deliberazioni

    PRESIDENTE  Comunico che il  Presidente della Regione in data 19
  gennaio 2004 ha trasmesso copia delle seguenti deliberazioni:

   n. 416 del 19 dicembre 2003  Programma regionale di finanziamento
  2003  dei  capitoli  672003 e 672004 - Assessorato  regionale  dei
  lavori pubblici ;

   n.  417   del  19  dicembre  2003   Programma  regionale  annuale
  esercizio 2003 e triennale delle spese relative al capitolo 672008
  - Assessorato regionale dei lavori pubblici .

                      Annunzio di  interrogazioni

    PRESIDENTE   Comunico  che  sono state  presentare  le  seguenti
  interrogazioni:

   con richiesta di risposta orale

   N.  1477  -  Iniziative per accelerare l'iter per  la  formazione
  delle  graduatorie di cui al V bando della legge n. 215 del  1992,
  in materia di imprenditoria femminile.
   - Presidente Regione
   - Assessore Industria
   Firmatario: Villari Giovanni

   N.  1478  -  Iniziative per la modifica ed il  superamento  delle
  disposizioni  di cui alla circolare del Ministero  delle  Attività
  produttive n. 168 del 2003, in materia di prodotti alimentari.
   - Presidente Regione
   - Assessore Agricoltura
   Firmatario: Villari Giovanni

   N.  1479  - Accertamenti circa il progetto di alienazione dell'ex
  ospedale 'S. Vincenzo' di Taormina (ME).
   - Presidente Regione
   - Assessore Sanità
   Firmatario: Panarello Filippo

   N.  1484 - Interventi per una migliore regolamentazione nel campo
  dell'inquinamento atmosferico.
   - Assessore Territorio
   - Assessore Sanità
   Firmatario: Villari Giovanni

   N. 1487 - Interventi urgenti per evitare la paralisi dell'Azienda
  'Latte Sole'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Industria
   - Assessore Agricoltura
   Firmatari: Villari Giovanni; Giannopolo Domenico; Zago Salvatore

   N.  1490  -  Inserimento  del complesso  rupestre-archeologico  e
  naturalistico  di  Cava  d'Ispica  (RG)  nel  catalogo  dei   beni
  patrimonio dell'Umanità dell'Unesco.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali
   Firmatario: Gurrieri Sebastiano

   Le  interrogazioni ora annunziate saranno iscritte all'ordine del
  giorno per essere svolte al loro turno.

   con richiesta di risposta scritta

   N.  1480  -  Interventi per la bonifica della discarica  abusiva,
  sita in via Ragogna frazione S. Tecla (Acireale).
   - Assessore Famiglia
   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

   N.  1481 - Misure per il ripristino delle condizioni di sicurezza
  della  scuola  elementare di Scillichenti,  frazione  di  Acireale
  (CT).
   - Assessore Famiglia
   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

   N.    1482    -    Provvedimenti    per    velocizzare     l'iter
  dell'elargizione  dei  rimborsi  previsti  dall'Assessorato  della
  Famiglia, delle politiche sociali, delle autonomie locali      per
  le   opere   di   abbattimento   delle   barriere  architettoniche
  compiute da privati.
   Assessore Bilancio
   - Assessore Famiglia
   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

   N.  1483  -  Misure  per  garantire il  diritto  allo  studio  ai
  disabili.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali
   - Assessore Famiglia
   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

   N.  1485  -  Interventi per impedire frodi  commerciali  e  danni
  all'agricoltura a seguito delle recenti direttive  in  materia  di
  succhi di frutta.
   - Presidente Regione
   - Assessore Agricoltura
   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici  Giuseppe;
  Scoma Francesco; Mercadante Giovanni; Leontini Innocenzo; Beninati
  Antonino

   N. 1486 - Notizie riguardo a cartelle esattoriali illegittime per
  i canoni irrigui 2001-2002 emanati dalla Montepaschi Serit.
   - Presidente Regione
   - Assessore Agricoltura
   Firmatari: Forgione Francesco; Liotta Santo

   N.  1488  -  Opportune  iniziative allo  scopo  di  migliorare  i
  collegamenti con l'isola di Ustica.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo
   Firmatario: Forgione Francesco

   N.  1489 - Valutazione dell'operato del Commissario straordinario
  dell'Ente   di   sviluppo   agricolo  (E.S.A.)   e   provvedimenti
  conseguenziali.
   - Assessore Agricoltura
   Firmatario: Cracolici Antonino

   N. 1491 - Collocazione in categorie D3 e D4 dei sottufficiali del
  Corpo Forestale della Regione con diploma di qualifica.
   - Presidente Regione
   - Assessore Agricoltura
   Firmatario: Virzi' Gioacchino.

   Le   interrogazioni ora annunziate sono state   già   inviate  al
  Governo.

                      Annunzio di  interpellanze

    PRESIDENTE   Comunico  che  sono state  presentate  le  seguenti
  interpellanze:

   N.   155   -   Interventi  per  accertare   gli   atti   compiuti
  dall'Assessorato  Industria riguardo  alla  crisi  della  SMEB  di
  Messina e per una soluzione positiva della vertenza.
   - Presidente Regione
   Firmatari: Panarello Filippo; Forgione Francesco; Liotta Santo

   N.  156  - Motivi della non piena attuazione dell'art. 127  della
  l.r.  n. 2 del 2002, in materia di attività di informazione  delle
  pubbliche amministrazioni.
   - Presidente Regione
   Firmatari: Ferro Giovanni; Raiti Salvatore.

   Trascorsi  tre giorni dall'odierno annunzio senza che il  Governo
  abbia  dichiarato  che  respinge le interpellanze  o  abbia  fatto
  conoscere  il  giorno in cui intende trattarle,  le  interpellanze
  stesse saranno iscritte all'ordine del giorno per essere svolte al
  loro turno.

                         Annunzio di  mozioni

    PRESIDENTE   Comunico  che  sono state  presentate  le  seguenti
  mozioni:

   N.  256    Misure  per  garantire la  sicurezza  degli  aeroporti
  siciliani ,  degli  onorevoli Fleres, Catania  Giuseppe,  Maurici,
  Scoma e Mercadante.
   Presentata il 14/01/04

   N.  257    Interventi  per  impedire frodi  commerciali  e  danni
  all'agricoltura a seguito delle recenti direttive  in  materia  di
  succhi  di  frutta , degli onorevoli Fleres, Maurici,  Mercadante,
  Bennati, Catania Giuseppe, Scoma, e Leontini.
   Presentata il 15/01/04.

   Le  mozioni testè lette saranno poste all'ordine del giorno della
  seduta successiva perché se ne determini la data di discussione.

   Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9,  del  Regolamento
  interno,  che nel corso della seduta potrà procedersi a  votazioni
  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Lo Porto


         Determinazione della data di discussione di  mozione

    PRESIDENTE   Si  passa  al  punto  II  dell'ordine  del  giorno:
  Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d),
  e  153 del Regolamento interno, della mozione n. 255  Interventi a
  salvaguardia della sicurezza della struttura e del personale della
  casa   circondariale   Petrusa   di  Agrigento ,  degli  onorevoli
  Miccichè, Ferro, Morinello e Raiti..
    Invito il deputato segretario a darne lettura.

    BURGARETTA APARO , segretario:

                   <<L'Assemblea Regionale Siciliana

   visto che:

      il  personale  del  Corpo della polizia  penitenziaria  in
      servizio   presso  la  Casa  circondariale  di  Agrigento,
      quotidianamente,   a   costo   di   sacrifici   personali,
      garantisce  la  sicurezza  dei  cittadini,  operando   con
      fatica  e  con  pochi mezzi in un istituto,  inserito  nel
      circuito  dell'alta  criminalità,  che  ospita  circa  450
      reclusi;
      lamenta     la    mancata    applicazione,    da     parte
      dell'Amministrazione provveditoriale, dell'Accordo  Quadro
      Nazionale  e  denuncia  la  preoccupante  situazione   del
      nucleo traduzioni e piantonamenti, dove il servizio  viene
      svolto   senza   sufficiente   organico   e   con    mezzi
      assolutamente  inadeguati,  compromettendo  la   sicurezza
      del  personale  impiegato,  la cittadinanza  e  lo  stesso
      ordine pubblico;
      è  in  corso  una  vera e propria deportazione  coatta  di
      personale  con  l'invio, attuato senza un  minimo  accordo
      sindacale,  di  35  unità poste in  mobilità  di  missione
      presso Istituti penitenziari del Nord;
      la  struttura di Agrigento contribuisce già con l'invio di
      altro personale di Polizia Penitenziaria a sopperire  alle
      esigenze  della Regione ed in particolare della  struttura
      di Palermo Pagliarelli;
      questo abbassamento di personale mette a serio rischio  la
      sicurezza di una Casa circondariale che ha subito  fino  a
      pochi mesi fa attentati di matrice islamica;
      il  provvedimento  attuato dal Ministero  della  Giustizia
      non  segue alcuna linea logica e anzi va in controtendenza
      con  le dichiarazioni di lotta alla mafia effettuate negli
      ultimi mesi;
      oltre  ad  Agrigento  altri  Istituti  Penitenziari,  come
      quello  di  Trapani, stanno subendo lo stesso  svuotamento
      di   personale,  provocando,  in  una  Regione  dove   gli
      istituti  carcerari  ospitano i Boss  o  gli  affiliati  a
      cosche mafiose, una preoccupante caduta di sicurezza,

                   impegna il Governo della Regione

        ad  adottare  ogni forma di pressione nei confronti  del
        Governo  nazionale per il ritiro di questo provvedimento
        che  mette  a  serio rischio la sicurezza delle  carceri
        siciliane,  dei suoi dipendenti  e, di conseguenza,   di
        tutti i cittadini della nostra Isola.>> (255)

   Dispongo  che la predetta mozione venga demandata alla Conferenza
  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari perché se ne determini  la
  data di discussione.

   Rinvio dello svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della
                     Rubrica  Bilancio e finanze

    PRESIDENTE  Per assenza dall'Aula dell'Assessore per il bilancio
  e le finanze, il punto III dell'ordine del giorno: Svolgimento, ai
  sensi  dell'articolo  159,  comma 3, del  Regolamento  interno  di
  interrogazioni  e  di  interpellanze  della  Rubrica   Bilancio  e
  finanze',  è rinviato.


   Presidenza del presidente Lo Porto


   Seguito  della discussione del disegno di legge nn.  534-537-421-
  424-426-458/A  'Disciplina  dell'istituto  del  referendum   nella
  Regione  siciliana e norme sull'iniziativa legislativa popolare  e
  dei Consigli comunali o provinciali'.

    PRESIDENTE   Si  passa  al  punto  IV  dell'ordine  del  giorno:
  Seguito  della  discussione  del  disegno  di  legge  <<Disciplina
  dell'istituto  del  referendum nella  Regione  siciliana  e  norme
  sull'iniziativa  legislativa popolare e dei  Consigli  comunali  o
  provinciali>> (nn. 534-537-421-424-426-458/A).
   Invito  i  componenti la prima Commissione legislativa a prendere
  posto nel banco delle Commissioni.
  Dichiaro aperta la discussione generale.

    MICCHICHE'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Onorevole Miccichè, poiché non è la prima volta  che
  accade   che  una  discussione  generale  si  apra  e  si   chiuda
  immediatamente  con la riserva di intervenire successivamente,  in
  sede  di esame dell'articolato, le chiedo se intende avvalersi  di
  tale consuetudine.

    MICCICHE'   Signor  Presidente,  mi  avvalgo  della  facoltà  di
  intervenire prevista dal Regolamento. La consuetudine cui  lei  ha
  fatto  cenno in questo momento non la condivido, perché lo  stesso
  ragionamento poteva valere anche nella seduta precedente quando  è
  stata  data  la possibilità al relatore di svolgere la  relazione.
  Poiché  il  contenuto del testo esitato per l'Aula  è  diverso  da
  quello  che  io  conoscevo,  mi ero proposto all'interno  della  I
  Commissione  come  relatore di minoranza, cosa  che  non  è  stata
  possibile  per le ragioni che ho detto prima. Di conseguenza,  non
  sono d'accordo con la proposta della Presidenza e pertanto, signor
  Presidente,  le  chiedo di darmi la parola in sede di  discussione
  generale.

    PRESIDENTE   Onorevole Miccichè,  lei può parlare  solamente  in
  sede di discussione generale.

    MICCICHE'  La ringrazio per la facoltà che mi concede.

    PRESIDENTE  Onorevole Miccichè, intendo precisare che il  rinvio
  della  discussione generale in sede di esame dell'articolato nulla
  toglie al diritto del deputato di svolgere il suo intervento.
   Ha facoltà di parlare.

        MICCICHE'   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  dalle
  spiegazioni  della  Presidenza ho colto ciò  che  già  sapevo.  La
  consuetudine  citata dal Presidente si riferisce  naturalmente  ai
  disegni  di legge che non trovano particolare interesse  da  parte
  dell'Assemblea e io credo che questo disegno di legge sia  uno  di
  quelli  che  non  trova  particolare  interesse  da  parte   della
  maggioranza dei deputati, in quanto il referendum è uno  strumento
  troppo  democratico, troppo partecipativo per  interessare  quest'
  Aula.  E  lo dico non solo da deputato, ma anche da cittadino:  di
  solito,  la classe politica italiana ha considerato  il referendum
  come  uno strumento che espropria, che mette da parte il potere  o
  lo strapotere dei più rappresentativi partiti in Italia.
   Il  referedum  è  quell'istituto che è  stato  sempre  tenuto  in
  considerazione   dalla  minoranza  dei  partiti  italiani,   delle
  associazioni,  dei  gruppi di cittadini  e  dei  comitati  che  si
  costituiscono.  La  storia  italiana è  fatta  di  referendum:  la
  Repubblica italiana è nata da un referendum e, se non fosse  stato
  per  l'istituto del referendum,  oggi non saremmo in quest'Aula  a
  parlare.
   La  storia  di  questo Paese e di questa Regione la  dice  tutta:
  senza  un  referendum  libero e democratico l'Italia  non  sarebbe
  tale. Proprio per queste ragioni io mi batto e credo che anche  la
  stragrande maggioranza dei miei colleghi sono convinti di  questo;
  però  l'istituto del referendum è sempre qualcosa che limita certe
  scelte politiche. Sappiamo benissimo che il referendum in Italia è
  stato,  dopo la Repubblica, uno strumento che chi ha governato  ha
  gestito a modo proprio.
   Il  referendum sul divorzio, per esempio, ha visto esclusivamente
  il  partito di maggioranza di allora chiederlo fermamente,  perché
  in quel momento si voleva - e si è ottenuto - uno scontro politico
  fra  i  due  principali partiti italiani, anche  se  a  promuovere
  quella   iniziativa  era  un  piccolo  partito  extraparlamentare,
  quello dei Radicali.
   Signor  Presidente, onorevoli colleghi, subito dopo  quell'evento
  del  1974,  la  legge  sul  divorzio, ci sono  stati  tanti  altri
  referendum. Però, possiamo dire che in Italia il quorum del 50 per
  cento  si  è  superato grazie allo scontro fra  i  grandi  partiti
  nazionali.  Dopo  questi  scontri  politici  ed  ideologici,  così
  possiamo definirli, i referendum hanno avuto una caduta di stile.
   Posso  anche ammettere che vi sia stato un abuso di tale istituto
  tanto  da  sottovalutarlo, svilirlo e darne  così  una  importanza
  relativa.  In Italia, infatti, esclusi alcuni momenti fondamentali
  dello  scontro  politico, come quello per  esempio  sul  nucleare,
  altri  referendum  non soltanto non hanno raggiunto  il  risultato
  sperato  dai  promotori, ma non si è raggiunto,  nella  stragrande
  maggioranza dei casi, il quorum previsto dall'articolo   75  della
  Costituzione.
   Personalmente,   definisco  l'articolo  75   della   Costituzione
  antidemocratico perché il Costituente, subito dopo  il  referendum
  su  Monarchia o Repubblica che ha registrato, per pochissimi voti,
  la  vittoria della Repubblica, ha cercato di  blindare' l'istituto
  del  referendum per paura che questo principio democratico potesse
  essere ribaltato.
   Ma,  a  distanza di mezzo secolo, io credo che non dovremmo avere
  alcuna  preoccupazione,  non  ci dovrebbe  essere  nessuna  paura,
  perché ormai il Paese ha messo le radici nella Repubblica e  nella
  democrazia. Quindi, una preoccupazione di questo tipo non  ha  più
  ragione  di  esistere.  Principalmente  per  quanto  riguarda   le
  regioni.  E per quanto riguarda argomenti che la regione affronta,
  esclusi  le materie fondamentali come quelle elettorali  e  quelle
  statutarie,  come quelle finanziarie,  a mio avviso,  la  restante
  parte  della legislazione regionale è una legislazione  ordinaria.
  D'altronde   noi   siamo  qui  per  varare  leggi   nell'interesse
  collettivo,  nell'interesse della popolazione,  nel  tentativo  di
  portare avanti le sorti di questa regione approvando appunto leggi
  che migliorano le condizioni di vita di questa regione.
   Pertanto, quale preoccupazione potrebbe destare se prevediamo  un
  abbassamento  del  quorum, in considerazione del  fatto,  come  ho
  detto  poc'anzi,  che noi abbiamo un risultato ormai  consolidato:
  in   Sicilia, soprattutto nella nostra regione, a prescindere  dai
  risultati  elettorali, siamo sempre sotto  la  media  del  50  per
  cento.  Quindi,  se  per  temi nazionali,  dove  si  mobilitano  i
  partiti, dove si mobilita l'apparato mediatico più ampio a livello
  informativo e più seguito anche dalla popolazione, perché  ascolta
  i  mezzi di informazione, quale preoccupazione dovremmo avere  noi
  ad  indire un referendum che abbia una soglia inferiore al 50  per
  cento?
     Noi abbiamo in Sicilia, come dicevo, una media di non voto,  di
  astensione  al voto fisiologico. Per natura della nostra  Regione,
  mediamente,  il 25 per cento dei siciliani non va a votare  quando
  si tratta di referendum.
    In particolare, quando si svolgono consultazioni referendarie di
  tipo   amministrativo,  queste   non  suscitano  molto  interesse.
  Pertanto,  a volte, questo 25 per cento aumenta. Poniamo  il  caso
  che  sia  il  25 per cento degli elettori che non vanno  a  votare
  fisiologicamente, e a questo noi aggiungiamo il non voto militante
  che  può  superare anche il 25 per cento, ebbene, allora  possiamo
  dire  che  è la minoranza che batte la maggioranza degli  italiani
  che va a votare  Questo referendum allora è un referendum-farsa; è
  un    referendum   che   praticamente   dà   soltanto   l'immagine
  propagandistica  della nostra Assemblea. La  nostra  Assemblea  in
  questo momento sta affrontando la stagione delle riforme iniziando
  con  il  referendum,  ma noi ai cittadini non  dobbiamo  dare  uno
  strumento  scarico, una pistola scarica, una lancia  spuntata  che
  non può avere alcun effetto.
   In  Sicilia  la percentuale dei votanti ai referendum non  supera
  mai  il  50  per  cento,  e  questo non  perché  l'altra  parte  è
  contraria,   ma  perché  c'è  un'altra  parte  considerevole   dei
  siciliani che non va a votare.
   A  tutto ciò va  aggiunta un'altra questione, forse più grave del
  quorum,  che  riguarda  il  periodo in cui  dovranno  svolgersi  i
  referendum promossi dai cittadini.
     Ebbene,  l'articolo  14 del disegno di legge  al  nostro  esame
  prevede  che  "i  comizi referendari possono avere  luogo   dall'1
  novembre o entro il 15 dicembre", cioè a dire che si va a votare a
  ridosso  di  Natale o Capodanno, in periodi in cui  la popolazione
  ha  ben  altri interessi ed impegni, specialmente in zone impervie
  della  Sicilia,  come nel messinese, dove è  difficile   in  certe
  zone,  in certi luoghi di  montagna passare da un paese all'altro.
  Conosciamo  benissimo  la  mancanza di collegamenti  delle  nostre
  province, la condizione delle strade della nostra Regione.
   Fatto grave ancora è che non è stato previsto l'abbinamento delle
  consultazioni   referendarie  con  le   consultazioni   elettorali
  amministrative.  Posso  capire  per  le  consultazioni  nazionali,
  europee o regionali, per le quali è giusto appunto che non vengano
  abbinate a questi tipi di consultazioni, ma non capisco per  quale
  ragione  non  possa essere abbinata la consultazione  referendaria
  alla  consultazione amministrativa nell'ambito  regionale.  Questo
  proprio non lo capisco
   Invece  posso immaginare  perchè voi della maggioranza  lo  state
  facendo:   temete  l'effetto  di  trascinamento   delle   elezioni
  elettorali amministrative; significherebbe fare superare il quorum
  in  quella  città, in quei paesi, in quelle province.  Poniamo  il
  caso  che  si  votasse  a  Palermo  o  a  Catania,  in  quel  caso
  significherebbe  assicurare la partecipazione e il  raggiungimento
  del  quorum. Ecco perchè si è previsto questo sbarramento e questa
  limitazione: per impedire il risultato anche se fosse il cinquanta
  per  cento. E allora noi diciamo o l'uno o l'altro; o ci  date  il
  trenta  per  cento,  oppure  queste  elezioni  referendarie    sia
  abrogative  che  consultive o propositive devono  essere  abbinate
  assolutamente  alle  elezioni  amministrative  anche   per   poter
  risparmiare  qualche centesimo di euro visto  che  questa  regione
  attraversa una forte crisi economica e finanziaria.
   Questo potrebbe essere il giusto strumento, allora sì che sarebbe
  uno  strumento  democratico in mano ai  siciliani,  in  mano  agli
  elettori   Nel momento in cui invece viene proposto un  referendum
  che  ha  queste  limitazioni, io dico che questo è un  referendum-
  farsa, che serve soltanto a buttare fumo negli occhi agli elettori
  per   dire:  stiamo  veramente  attraversando  il  periodo   della
  cosiddetta  stagione delle riforme'.
   Secondo  me, la vera riforma è invece quando si dà uno  strumento
  vero  in  mano ai cittadini. In questo momento non si  è  data  la
  possibilità  di  farci  capire  il  contrario,  ecco  perchè  sono
  fermamente contrario. Sono stato il primo a presentare un  disegno
  di legge in questa materia, e il mio disegno di legge era libero e
  democratico, ma non è stato possibile accorparlo ad altri  disegni
  di  legge  perchè  gli altri disegni di legge  avevano  ben  altre
  impostazioni. Impostazioni che io rispetto perchè ciascuno  ha  la
  libertà di proporre quello che sente realmente e quello che la sua
  coscienza  politica gli detta, però, cerchiamo di confrontarci  su
  questo tema. E mi pare che io su questo argomento l'ho dimostrato,
  presentando un disegno di legge; anche se il disegno di legge  qui
  al   nostro   esame  non  contiene   neanche  una  virgola   delle
  disposizioni  che ho presentato.
   E  allora  dico:  tutto  il resto potrebbe essere  accettato;  ad
  esempio per quanto riguarda la normativa,  c'è la questione di chi
  deve vidimare le firme per  la validità del referendum.
     Io  credo, che in questo, il Presidente dell'Assemblea potrebbe
  essere  una  persona  autorevole, però, è chiaro  che  essendo  un
  componente  di  questa  Assemblea,  non può  essere  parte  terza;
  questo organo terzo, a mio avviso, potrebbe essere il Consiglio di
  giustizia  amministrativa,  la Corte d'appello di Palermo,  ovvero
  il Commissario dello Stato per certificare la validità delle firme
  del quesito referendario.
   Signor Presidente, ho presentato degli emendamenti soppressivi  e
  aggiuntivi,  quelli  soppressivi sono appunto  quelli  di  cui  ho
  parlato  poc'anzi,  quello aggiuntivo - e mi  preme  propagandarlo
  visto  che  ancora  non  è  stato  distribuito  -  sostanzialmente
  sostituisce quello soppressivo che limita la validità al di  sotto
  del  cinquanta  per cento. Il cui testo recita: "La  consultazione
  del referendum è valida se partecipa al voto il 30 per cento degli
  iscritti nelle liste elettorali di tutti i comuni della Regione".
     Credo  non ci sia nulla di più democratico di questo.  Ci  sono
  altre possibilità da poter vagliare, non dico che deve essere solo
  questo,  ma  se  non  c'è la possibilità di convergere  su  questa
  proposta, potrebbe esserci quella di abbinare il referendum  anche
  alle consultazioni amministrative.
     In  quel  caso, potremmo anche discutere. Ma fino a quando  c'è
  questo   atteggiamento  ostruzionistico,   questa   posizione   di
  chiusura,  fino a quando il Presidente della Regione attraverso  i
  mezzi  di  informazione asserisce che bisogna porre  dei  paletti,
  allora  dico  al  Presidente della Regione  di  non  avere  alcuna
  preoccupazione:  questi referendum non saranno mai  validi  perché
  non  vi  sono  le  possibilità che ciò  possa  accadere  poiché  i
  cittadini siciliani, per consuetudine, sono allergici  Si è  detto
  infatti  che  votare  ai  referendum  non  è  obbligatorio  e,  di
  conseguenza,   hanno  questa  abitudine  di  disertare   le   urne
  referendarie.
     Allora,  se lo strumento è così importante, se noi ci crediamo,
  signor  Presidente, onorevoli colleghi, dobbiamo  rivedere  questo
  disegno  di  legge almeno per la parte riguardante il quorum  così
  come   per  quella  riguardante  il  sistema  e  la  modalità   di
  partecipazione e di collegamento delle date referendarie.

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, è iscritto a parlare l'onorevole
  Ardizzone. Mi risulta poi iscritto a parlare solamente l'onorevole
  Spampinato.  Vorrei sapere se altri colleghi intendono iscriversi,
  ricordandovi    che    potrete   intervenire    durante    l'esame
  dell'articolato.  Se  parlerà  soltanto  l'onorevole   Spampinato,
  allora,  chiederò  all'onorevole  Ardizzone  di  concludere   come
  relatore...

    ARDIZZONE  Signor Presidente, il relatore del disegno di legge è
  l'onorevole Ortisi, non io.

    PRESIDENTE  Allora, le chiedo scusa. Lei è regolarmente iscritto
  a parlare, pertanto le do la parola.

    SPAMPINATO   Signor Presidente, dopo la relazione dell'onorevole
  Ortisi farò un intervento particolarmente breve.
      Innanzitutto   per  il  rispetto  istituzionale   e   per   le
  considerazioni  portate durante la fase dei lavori in  Commissione
  dal presidente Ardizzone; per la sensibilità istituzionale che  ha
  dimostrato  su  questo  disegno  di legge.  Innanzitutto,  abbiamo
  accolto  in  maniera particolarmente favorevole la  nomina  di  un
  relatore  di  minoranza.  Questo è  un  gesto  di  rispetto  delle
  istituzioni  su  un  tema  così  importante  e  per  tale   motivo
  inviterei   l'onorevole  Miccichè,  verso il  quale  nutro  grande
  rispetto,  ad evitare uno scontro ideologico su temi  che   invece
  hanno  necessità di un confronto schietto tra tutti i deputati  di
  questa  Assemblea,  anche  tra coloro che,  come  me,  oggi,  sono
  deputati  di  minoranza ma che aspirano domani  al  governo  della
  regione, il cui contributo, in ogni caso, sarà massimo per tentare
  di  approvare  una  legge che sia la migliore possibile  sul  tema
  specifico che stiamo trattando.
   Abbiamo accolto con favore e ringraziamo per questa dimostrazione
  di  sensibilità  il Presidente dell'Asssemblea per avere  proposto
  come  relatore  di   minoranza un componente dell'opposizione  per
  questo  fondamentale  disegno di legge. Come  ricorderà,  noi  fin
  dall'inizio  della  legislatura   abbiamo  spesso  sollecitato  il
  Governo  a  procedere alla presentazione di disegni di  legge,  al
  fine  di dare attuazione concreta a due innovazioni prodotte dalla
  legge   costituzionale  del  2001,  la  legge  che  ha  introdotto
  l'elezione  diretta  del  presidente  della  Regione,  ma  che  ha
  introdotto tante altre cose che, purtroppo, oggi a quasi tre  anni
  di legislatura, non è stato possbile dare concreta attuazione.
   Con  questa  legge,  questi  due  strumenti  essenziali  per   il
  completamento  democratico  di  un  sistema,  ovvero  l'iniziativa
  popolare e il referendum, cerchiamo di colmare queste lacune.
   Anche  se,  onorevole Assessore, non comprendiamo  il  perché  il
  governo  ha  presentato un disegno di legge  riguardante  soltanto
  l'iniziativa popolare e non anche il referendum nelle sue  diverse
  articolazioni.
   Queste lacune, comunque, ha proceduto a colmarle la Commissione e
  fortunatamente oggi discutiamo su un disegno di legge  complessivo
  riguardante l'attuazione di entrambi i due strumenti.
   Le  considerazioni  che sono state accolte anche  negli  incontri
  informali con il presidente e il relatore sono quelle di tendere a
  non svilire i costituendi strumenti di democrazia diretta, quindi,
  di  creare quelle condizioni, non tanto per favorire la promozione
  degli  stessi,  ma  per cercare di dare loro il  giusto  peso,  in
  maniera   tale  che  non  possano  essere  utilizzati  in  maniera
  strumentale, ma possono essere utilizzati laddove, effettivamente,
  vi  siano le esigenze politiche e sociali di procedere -  e  parlo
  soprattutto  della  proposta  di  referendum  abrogativo  -  a  un
  istituto di questo genere.
   Ecco  perché abbiamo accolto con particolare piacere che  per  la
  promozione  del  referendum abrogativo il  quorum  necessario  dei
  richiedenti  non  sia un quorum basso, ma cinquantamila  elettori,
  che  riteniamo  essere  il numero giusto per  evitare  che  questo
  strumento possa essere sostanzialmente svilito.
   Comprendo le considerazioni dell'onorevole Micciché rispetto alle
  preoccupazioni  che si possa arrivare ad innescare  il  meccanismo
  per  quanto  riguarda  questi istituti e  poi  non  si  riesca  ad
  arrivare, invece, ad ottenere il risultato della validità a  causa
  del quorum richiesto.
   Nutro però fortissimi dubbi rispetto ad una parte delle soluzioni
  che  sono  state  suggerite perché - parlo sempre  del  referendum
  abrogativo - stiamo parlando di una norma che é stata approvata da
  coloro   i  quali  rappresentano  la  maggioranza  degli  elettori
  siciliani.  Quindi,  dare  la  possibilità  ad  una  minoranza  di
  modificare e di abrogare ....

    MICCICHE'  Il 25 per cento non é una minoranza...

    PRESIDENTE    La   prego  onorevole   Micciché,   a   parte   la
  proponibilità perché di questo dobbiamo discutere.

    SPAMPINATO  ... ecco perché ho iniziato con le considerazioni su
  cui potevano essere fatte delle eccezioni, onorevole Micciché, per
  arrivare invece a dire che é giusto creare tutte quelle condizioni
  che   possono   determinare   il  risultato   definitivo,   ovvero
  l'ottenimento del quorum.
   Pertanto,  se  di  perplessità si tratta, di  natura  politica  o
  costituzionale, ciò mi  porta a dire che la prima proposta non sia
  quella  su  cui  continuare ad insistere, ritengo  che  così  come
  metodo,  anche da questo punto di vista non ci siamo.  Occorre  un
  sereno   confronto  all'interno  del  Parlamento  che   porti   ad
  individuare  alcuni mezzi che possano favorire  l'ottenimento  del
  quorum   per   quanto   riguarda  questi   referendum:   procedere
  all'espletamento   dei  referendum  in  periodi   non   disagiati,
  eventualmente  accorparli ad alcuni tipi di elezioni,  considerato
  che,  anche per un principio di parallellismo rispetto a  ciò  che
  avviene  al livello nazionale, il referendum abrogativo  regionale
  sicuramente non può essere accorpato alle elezioni per il  rinnovo
  dell'Assemblea regionale.
   Questo  è  un  tema  su  cui  chiediamo  che  vi  sia  un'attenta
  riflessione   oltre   che   un  serrato   dibattito   e   riguarda
  l'ammissibilità del referendum abrogativo, nonchè la  proposta  di
  iniziativa popolare.
   Noi riteniamo, parlo della proposta di referendum abrogativo, sia
  necessario, anzi essenziale, che a procedere a tale verifica  sia,
  in  ogni caso, un organo terzo rispetto all'Assemblea regionale ed
  al Governo della Regione.
   Stiamo  parlando per la maggior parte di norme di cui  si  chiede
  l'abrogazione  che  sono state proposte dalla  maggioranza  e  dal
  Governo.  E' chiaro che l'ammissibilità non può essere  sottoposta
  al vaglio dello stesso Governo che ha proposto quella norma di cui
  si chiede l'abrogazione.
   Visto che a livello regionale, così come invece avviene a livello
  nazionale,  noi non abbiamo la Corte costituzionale che  si  possa
  pronunciare,  abbiamo proposto la costituzione di un organismo  ad
  hoc,  diverso  dall'organismo sui referendum per  quanto  riguarda
  determinate  ipotesi  adottate  sempre  con  l'introduzione  della
  riforma costituzionale del 2001, un organo esterno cioè  che possa
  serenamente  e  al  di  fuori delle considerazioni  politiche  che
  possono stare dietro l'approvazione o l'abrogazione di una  norma,
  possa  valutare  l'ammissibilità per procedere  ad  un  referendum
  abrogativo.
   Vi  sono  tanti  altri temi che avremo modo di  trattare  durante
  l'excursus dei singoli articoli, così come credo siano  queste  le
  intenzioni   avanzate  in  più  sedi  sia  dal  Presidente   della
  Commissione che dal relatore, affinché si possa apppunto aprire un
  sereno dibattito.
   Sulla  base  di  queste  considerazioni,   invito  i  colleghi  a
  procedere  in tal senso, al fine di approvare una norma che  possa
  qualificare la nostra Assemblea.

    PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole Ardizzone.  Ne  ha
  facoltà.
    Dichiaro chiuse le iscrizioni a parlare.

    ARDIZZONE   Signor  Presidente, mi trovo in  difficoltà  per  le
  parole  cortesi  che  ha adoperato nei miei confronti  l'onorevole
  Spampanato. Vorrei dire subito che effettivamente si è  aperta   a
  mio  avviso la stagione delle riforme. E a differenza di  ciò  che
  può  pensare l'onorevole Calogero Miccichè, io ritengo che più  il
  clima  è  pacato, più c'è una condivisione su quelle  che  debbono
  essere  le  norme che governano non il futuro di questa assemblea,
  di  questa  legislatura, ma il futuro dei prossimi anni,  possiamo
  pure  dire dei prossimi decenni, allora, certamente arriveremo  ad
  una soluzione che sia rispettosa del desiderio dei siciliani.
   Io   condivido,   ho  apprezzato  e  sottoscrivo   la   relazione
  dell'onorevole Egidio Ortisi, che è stata la relazione dell'intera
  Commissione  e soprattutto ho apprezzato le parole che l'onorevole
  Ortisi  alla fine del suo intervento  ha detto chiedendo  che   il
  dibattito su alcuni temi che potevano sembrare i punti controversi
  della questione in ordine all'istituto del referendum in Sicilia.
   Era  stato evidenziato come la Regione Sicilia arriva in ritardo,
  dopo  circa  cinquant'anni,  arriva ultima  nell'introduzione  nel
  nostro  ordinamento di questo importante istituto,  ma  arriva  in
  tempi  relativamente  brevi  rispetto alla  modifica  della  legge
  costituzionale  2/2001 che introduce nel nostro Statuto  l'obbligo
  di  introdurre nel nostro ordinamento l'istituto del referendum  e
  dell'iniziativa popolare.
   Il  relatore già ha avuto modo di precisare come noi  abbiamo  un
  obbligo  che discende dall'articolo 13 bis del nostro Statuto.  Ma
  perchè non dire che nella cosiddetta  stagione delle riforme' - si
  parla tanto male di quest'Assemblea, almeno ogni tanto, visto  che
  si  fa  qualcosa di buono dovrebbe essere evidenziato  - la  prima
  legge  che  quest'Assemblea ha votato è la  legge  sul  referendum
  confermativo,   che   istituisce  una   commissione   che   valuta
  l'ammissibilità  del  referendum e che  è  la  legge  propedeutica
  proprio alla legge sulla riforma elettorale?
   Io  ritengo  -  almeno credo di non poter essere smentito  -  che
  invece  la stagione delle riforme, come preannunciato proprio  dal
  Presidente  dell'Assemblea,  si  sia  avviata.  E  si  è  avviata,
  onorevole  Lo  Porto, grazie anche alla sua ferma disponibilità  a
  far sì che proprio l'Assemblea esamini nella maniera più condivisa
  possibile   quali  possono  essere  gli  aspetti  che   riguardano
  l'istituto del referendum.
   E  debbo  riconoscere che proprio la sua sensibilità ha fatto  sì
  che    proprio   gli   uffici   legislativi   di   quest'Assemblea
  partecipassero alla redazione del disegno di legge sul referendum.
   Io  ebbi modo di dirlo già un anno fa, e rinnovo i ringraziamenti
  al  dottore  Tramontana, alla dottoressa Salamone che  insieme  al
  dottore  Cangialosi  ed al Segretario generale,  dottore  Mazzola,
  hanno  contribuito in silenzio - in questi giorni in cui  sembrava
  che i lavori della Commissione si fossero fermati - in silenzio  a
  far  sì che si trovasse una condivisione complessiva su un disegno
  di  legge  che,  a mio avviso, è più importante di quello  che  si
  possa   pensare.  E  non  solo  perchè  ubbidisce  ad  un  dettato
  costituzionale,  ad un dettato statutario, che  è  proprio  quello
  dell'articolo  13  bis  che  introduce il  referendum  abrogativo,
  propositivo  e  consultivo o per l'articolo 12,  che  prevede  nel
  nostro  ordinamento l'iniziativa popolare legislativa,  ma  perchè
  ci  dà la possibilità, il modo di discutere su quello che fino  ad
  ora è stato considerato uno strumento abusato.
   Quando    abbiamo   incaricato   gli   uffici   legislativi    di
  quest'Assemblea perchè vi fosse la sintesi di un disegno di legge,
  ritengo che coloro che hanno coordinato i sei disegni di legge che
  sono  stati  presentati hanno ritenuto opportuno unificare  in  un
  unico  disegno  di  legge  sia quello che riguarda  il  referendum
  abrogativo,  propositivo e consultivo che  l'iniziativa  popolare,
  anche se, ovviamente, le procedure di approvazione delle due leggi
  prevedono delle maggioranze diverse. Noi diamo per scontato che vi
  sia  una maggioranza assoluta anche per l'approvazione della legge
  che riguarda l'iniziativa popolare.
   Quando  si  è proceduto ad unificare questi disegni di  legge,  a
  farne  la  sintesi,  penso  sia  stato  un  bene  nella  fase   di
  coordinamento   aver   tenuto  presente  il  principio    previsto
  dall'articolo  75  della  nostra  Costituzione,  vale  a  dire  la
  richiesta  di  una maggioranza non qualificata, ma la  maggioranza
  degli  aventi  diritto al voto quale quorum necessario  perchè  il
  referendum  possa  avere un seguito. Peraltro, i  coordinatori  di
  questi  disegni di legge l'hanno tenuto in considerazione talmente
  bene  che,  proprio nel disegno di legge dell'onorevole  Micciché,
  all'articolo  9,  si  fa  riferimento  alla  maggioranza  di   cui
  all'articolo 75 della Costituzione.

    MICCICHE'  Sì,  perché manca l'articolo 14. O l'uno o l'altro

    ARDIZZONE   presidente della Commissione. Ma quale articolo  14?
  Posso  leggere  testualmente il disegno  di  legge  dell'onorevole
  Micciché: "La proposta sottoposta a referendum è approvata  se  ha
  partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi  diritto  e
  se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi".
   Questo  era  uno  dei  punti  fermi, che  sono  stati  tenuti  in
  considerazione in tutti i disegni di legge. Era uno dei punti  sui
  quali,  a meno che non si faccia demagogia, c'era una condivisione
  generalizzata.
   Un  problema  che  è  stato evidenziato in Commissione  è  quello
  relativo  alla procedura della raccolta delle leggi. Voglio  dirlo
  in Aula con la massima chiarezza per esternare quali sono state le
  difficoltà e per quale motivo si è arrivati a questa conclusione.
   Vi  sono  alcune  leggi  nelle altre  regioni  che  prevedono  un
  procedimento di favore per il referendum; prevedono la possibilità
  di  raccogliere 300 mila firme, di verificare l'ammissibilità  del
  referendum e poi procedere alla raccolta delle altre 49 mila firme
  o   50  mila  affinché  si  possa  procedere  successivamente   al
  referendum.
   Noi  abbiamo  ritenuto  opportuno che così  avremmo  largheggiato
  nella  possibilità di indire referendum anche quando non vi  siano
  delle consistenti maggioranze numeriche per la relativa richiesta.
  Quindi, abbiamo ritenuto opportuno che le 50 mila firme fossero ab
  origine.
   Sono  stati posti anche numerosi problemi sui limiti. Nelle altre
  regioni  si sono disciplinati in maniera abbastanza variegata.  E'
  chiaro  che  ci  sono  dei limiti imposti dalla  Costituzione  che
  riguardano, ad esempio, le leggi tributarie e di bilancio.
   Vi  è la legge più recente, almeno in ordine di tempo, e mi piace
  citarla perché può essere lo spunto, ad esempio, per una serie  di
  valutazioni anche attraverso emendamenti che la stessa Commissione
  può  presentare,  che è la legge del Friuli Venezia  Giulia.  Essa
  estende i limiti, ma non a caso, della possibilità di ricorrere al
  referendum.
   Leggi  regionali istitutive di tributi previsti dall'articolo  51
  dello  Statuto; le leggi regionali di bilancio e di variazioni  di
  bilancio,  la  stessa  cosa; le  leggi  o  disposizioni  di  legge
  regionale  il  cui  contenuto sia reso obbligatorio  da  norme  di
  Statuto;  tutte  le  leggi di derivazione statutaria  o,  possiamo
  dire,  di  derivazione costituzionale; leggi istitutive  di  nuovi
  comuni  o  nuove  province o modificative delle  circoscrizioni  o
  denominazioni.
   A  questo proposito devo dire che proprio l'onorevole Spampinato,
  in  Commissione,  si  era  fatto  portatore  ed  interprete  sulla
  possibilità  di  introdurre il referendum di cui all'articolo  132
  della Costituzione.
   E'  un  ragionamento  che abbiamo lasciato  aperto  al  dibattito
  d'Aula  per le conseguenze che comporterà, cioè la possibilità  di
  istituire, addirittura, nuove regioni.
   Francamente, come Commissione non ce la siamo sentiti di  entrare
  nel  merito  perché  si  andava  al  di  là  dell'oggetto  che  ci
  richiedeva  l'articolo  13  bis e  lo  stesso  articolo  12  dello
  Statuto.
   Ancora:  leggi approvate ai sensi dell'articolo 12 dello Statuto;
  leggi  o disposizioni di legge regionale connesse al funzionamento
  degli  organi  statutari della Regione; leggi  o  disposizioni  di
  legge  regionale che influiscono sulla determinazione del bilancio
  e del Consiglio regionale.
   Pertanto,  non mi scandalizzerei assolutamente se noi,  in  corso
  d'opera, durante i lavori d'Aula dovessimo introdurre - di  questo
  mi  farò  promotore io stesso - ulteriori limitazioni rispetto  al
  disegno di legge che è stato esitato dalla Commissione.
   Pensate  che,  ad  esempio, ci è stato  evidenziato  il  problema
  relativo  alle leggi di recepimento della normativa comunitaria  o
  alle leggi in materia di attività internazionale della Regione. E'
  chiaro   che  su  questa  materia  sarebbe  eccessivo  intervenire
  attraverso referendum.
   Per  quanto  riguarda la terzietà dell'organo che  deve  decidere
  sull'ammissibilità,   avevamo lasciato  il  dibattito  aperto   in
  Commissione, ma saremmo arrivati ad una conclusione, senza  alcuna
  arroganza da parte nostra.
     E'  difficile parlare di terzietà dell'organo perché, anche  su
  questo, si è fatta un po' di confusione. Ho sentito pure citare il
  ricorso alla Corte d'Appello o ad organi giurisdizionali ma non  è
  costituzionalmente possibile perché, quando parliamo  di  terzietà
  dell'organo,  parliamo di un terzo potere dello  Stato,  cioè  del
  potere   giudiziario.  Noi  non  possiamo  parlare   di   terzietà
  dell'organo  quando  l'organo viene eletto dall'Assemblea  stessa.
  Intanto, abbiamo un riferimento certo, e su questo vi è  stata una
  condivisione  generale. Per quello che riguarda le  iniziative  di
  legge  popolare,  l'ammissibilità la decide - quale  organo  super
  partes  e garante - il Presidente dell'Assemblea, così come decide
  sull'ammissibilità delle leggi di iniziativa parlamentare.
   Si era discusso pure della possibilità eventualmente di allargare
  l'organo  all'intero  ufficio di Presidenza,  ma  il  ragionamento
  sarebbe  stato  prettamente politico, si sarebbe  trattato  di  un
  organo politico.
   La  proposta dell'onorevole Spampinato prevedeva  nel suo disegno
  di  legge un organismo abbastanza allargato composto da esperti in
  diritto, in scienze giuridiche, da avvocati designati da tutti gli
  ordini  professionali  degli avvocati della  nostra  Regione,  per
  scegliere  i quali si sarebbe proceduto al sorteggio.
   Per  snellire  la procedura abbiamo previsto, e lo formalizzeremo
  in   un   emendamento,   un  organo  presieduto   dal   Presidente
  dell'Assemblea ed integrato da tre esperti di diritto, in  scienze
  giuridiche designati dai rettori delle tre Università siciliane  -
  rispetto alle quali non c'è alcuna indicazione - integrati  da  un
  dirigente   dell'Ufficio  legislativo  e  legale   della   Regione
  siciliana  perché  sia un organo composto e sia dispari.  Così,  è
  presente  pure  il  Governo, in questo caso, o  meglio  il  potere
  esecutivo,  se vogliamo, non tanto il Governo: abbiamo,  cioè,  il
  potere legislativo e il potere esecutivo.
   Noi  riteniamo che quest'organo che deve deliberare a maggioranza
  assoluta dei suoi componenti, cioè con il voto almeno di tre,  sia
  più che un organo super partes, ripeto, per le funzioni che ha  il
  Presidente  dell'Assemblea, e questo perché  noi  prescindiamo  da
  ogni  tipo  di elezione che possa passare pure da questa Assemblea
  e, quindi, non  soggetta ad un giudizio, se vogliamo, politico.
     Noi riteniamo - sulla base di una serie di valutazioni fatte  -
  che  sia l'organo che in questo momento possa garantire il massimo
  di  terzietà sulla decisione, sull'ammissibilità del referendum  o
  meno.
   Un'ultima   considerazione   di   carattere   politico.    Signor
  Presidente,  è  chiaro  che ci sono problemi  di  costituzionalità
  sull'abbassare  il  quorum o meno, ma spesso si  fa  demagogia  su
  queste  cose.  Debbo dire che, spesso, se c'è  una  paura  che  si
  avverte anche tra di noi, sull'istituto del referendum è perché si
  è fatto abuso del referendum, non altro, perché si è fatto ricorso
  al  referendum  per fini politici e non su fatti che interessavano
  effettivamente  gli  italiani, nella fattispecie  gli  elettori  o
  tutti i cittadini.
     Addirittura, la Commissione Affari costituzionali della  Camera
  ha approvato un disegno di legge proprio per evitare il ricorso  e
  l'abuso  del   referendum  che porta  il  limite  delle  firme  da
  cinquecentomila ad ottocentomila. Addirittura, vi sono disegni  di
  legge  che  prevedono, per la validità del referendum,  un  quorum
  della  maggioranza degli aventi diritto.
     Vi sono disegni di legge che prevedono il potere del Presidente
  della Repubblica di ritardare per sei mesi il referendum nel  caso
  in  cui  vi siano in discussione disegni di legge pertinenti  alla
  materia  oggetto del referendum o di non dare luogo al  referendum
  addirittura  per  il  periodo in cui  sono  state  sospese  queste
  disposizioni. Quindi, sulla base di quel che è successo nel  corso
  di  questi  anni, per l'abuso che si è fatto, c'è un atteggiamento
  restrittivo che però nasce proprio per porre fine ad un abuso che,
  ripeto, è stato fatto in ordine a questo istituto.
    Ci sarebbero tante altre cose da dire ma io mi fermo qui sapendo
  di   avere  rubato  tantissimo  tempo  nella  convinzione,  signor
  Presidente,   che,  grazie  a  lei,  la  stagione  delle   riforme
  effettivamente è iniziata.

    ORTISI  relatore. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   relatore. Signor Presidente, ho chiesto la  parola  nel
  tentativo di recuperare l'ultimo dissidente, soltanto per  questo,
  perché è una stagione troppo importante per non lasciare intentato
  ogni  tentativo a che, tutti insieme, si partoriscano nuove regole
  che instradino il futuro della democrazia sul nostro territorio in
  termini ancora più avanzati.
   Al mio amico, onorevole Micciché,  vorrei dire che, sul piano del
  fatto,  non del diritto, perché ho le stesse perplessità  espresse
  dal  Presidente Lo Porto sulla costituzionalità di un abbassamento
  del  quorum e, purtuttavia, riconosco che in una regione  ad  alta
  incidenza migratoria il 50 per cento non è un vero 50 per cento.
   Pertanto,   se   si   superassero  le   perplessità   di   ordine
  costituzionale,  non  per il 30 per cento ma un  abbassamento  del
  quorum  che  permetta la validità del referendum  abrogativo,  non
  sarei  assolutamente contrario; però, sul piano  del  diritto,  ho
  qualche perplessità. Come anche sulla seconda obiezione, perché le
  obiezioni del collega Micciché sono fondamentalmente due: la prima
  che ho espresso e la seconda relativa alla data.
   E'  vero  che  si può votare in prossimità del Natale,  ma  anche
  vicino  Carnevale,  vicino  Pasqua, in  estate,  ancor  peggio  e,
  tuttavia, se ci sono delle perplessità esprimiamole in termini  di
  dialogo,  non  pensiamo per forza che chi parla è il  "Savonarola"
  puro  e  duro  e  gli altri ottantanove siano tutti  propensi   ad
   inciuci', molto spesso soltanto fantasticati.
   Per  cui,  anche  su  questo argomento si  può  parlare,  si  può
  discutere   in  Aula  per  trovare  una  soluzione,  la   migliore
  possibile, la più conducente possibile. Tuttavia, vorrei ricordare
  all'amico  e  collega  Micciché che la  democrazia  diretta,  come
  dimensione  della  democrazia  oggi,  non  può  sostituirsi   alla
  democrazia rappresentativa perché la democrazia diretta  aveva  un
  senso nel mondo antico quando ci si riuniva nell'agorà, quando  si
  votava per alzata di mano.
     E  voglio  ricordare  anche che il primo esempio  di  morte  di
  democrazia  fu  proprio ad opera di un demagogo,  Cleone,  con  il
  grembiule  di  cuoio, ignorante peraltro, il  quale,  volendo  per
  forza  radicalizzare il concetto di democrazia dopo Pericle, portò
  la  democrazia ateniese ad una gravissima crisi dalla quale non si
  riprese più.
   Anche  oggi  vale lo stesso discorso: l'istituto del  referendum,
  che  oggi  introduciamo in Sicilia, è un grande  passo  avanti  in
  ordine  alla  democrazia diretta, non sostitutiva  ma  integrativa
  della   democrazia  rappresentativa  e,  pur  tuttavia,    se   il
  referendum  non  si promuove per argomenti di interesse  generale,
  finisce  per  essere  vanificato, come  purtroppo  nel  territorio
  nazionale è accaduto spesso negli ultimi tempi.
   E,  comunque,  i  referendum  per il  divorzio  e  l'aborto,  che
  spaccavano  l'Italia  su fronti ideologici erano  ben  altra  cosa
  rispetto alla legge istitutiva dell'istituto del referendum su cui
  non c'è 'inciucio'  ma c'è la volontà di tutti. C'è la volontà  di
  proseguire  per  la  legge  elettorale e,  per  il  rinnovo  dello
  Statuto, di mettere insieme le energie che scrivano regole  valide
  per tutti.
   Non  possiamo ritenere che la dimensione del legislatore,  che  è
  quella  medio-lunga,   non  è quella  del  Governo  che  è  quella
  nell'immediato, possa pensare in eterno che quella di oggi sia una
   maggioranza per sempre' e che si costruisce leggi per se stessa e
  una minoranza che sarà tale per sempre.
   Conviene  a tutti, soprattutto ai più deboli, scrivere le  regole
  purché esse non vanifichino il diritto dei deboli medesimi. Oserei
  chiedere  all'onorevole Micciché, ancorché solo  rispetto  ad  una
  maggioranza   esaustiva  della  rappresentatività  in   Aula,   di
  discutere  assieme agli altri colleghi per vedere di  trovare  una
  soluzione che faccia uscire la prima legge di riforma con un  voto
  espresso dall'Aula all'unanimità, sarebbe un grande segnale.

    PRESIDENTE   Ha facoltà di parlare l'Assessore per la  famiglia,
  le politiche sociali e le autonomie locali per replicare.

    D'AQUINO , assessore per la famiglia, le politiche sociali e  le
  autonomie locali. Signor Presidente, mi riservo di svolgere il mio
  intervento nel corso della discussione dell'articolato del disegno
  di legge.

    PRESIDENTE   Dichiaro chiusa la discussione generale.  Pongo  in
  votazione il passaggio all'esame degli articoli.
    Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Avverto,  che  da  questo  momento  decorre  il  termine  fissato
  dall'articolo  112, comma 5, del Regolamento interno  per  l'esame
  degli emendamenti presentati.
   Comunico  che  giovedì  22 gennaio 2004,  alle  ore  10.00,  sarà
  convocata  una  riunione dell'Ufficio di Presidenza dell'Assemblea
  regionale siciliana.
   Rinvio,  pertanto, la seduta a giovedì 22 gennaio 2004, alle  ore
  11.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto


   Comunicazioni.

   Lettura,  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83,  lettera
  d), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:

   n.  256    <<   Misure per garantire la sicurezza degli aeroporti
  siciliani>>,  a  firma degli onorevoli Fleres,  Catania  Giuseppe,
  Maurici, Scoma e Mercadante;

   n.  257    <<  Interventi per impedire frodi commerciali e  danni
  all'agricoltura a seguito delle recenti direttive  in  materia  di
  succhi  di  frutta>>,  a  firma degli onorevoli  Fleres,  Maurici,
  Mercadante, Beninati, Catania Giuseppe, Scoma e Leontini.

   Discussione dei disegni di legge:
   <<Disciplina dell'istituto del referendum nella Regione siciliana
  e  norme  sull'iniziativa  legislativa  popolare  e  dei  Consigli
  comunali    o    provinciali>>   (nn.   534-537-421-424-426-458/A)
  (Seguito)
     <<Disposizioni  per  prevenire e contrastare  il  fenomeno  del
  mobbing nei luoghi di lavoro>> (nn. 555-581-595-628-640-717-735).

                   La seduta è tolta alle ore 19.20

   Licenziato dal Servizio lavori d'Aula alle ore 21.50.