Presidenza del presidente Lo Porto
BURGARETTA APARO segretario, dà lettura del processo verbale
della seduta precedente, che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell' Assessore per la Famiglia
N. 156 - Opere di manutenzione e di ammodernamento della
circonvallazione di Caltagirone (CT).
Firmatario: Fleres Salvatore
N. 551 - Notizie relative al bando per contributi locativi della
Giunta municipale di Bagheria (PA).
Firmatario: Virzi' Gioacchino
N. 628 - Interventi urgenti per scongiurare il definitivo
trasferimento della stazione dei Carabinieri sita nel comune di
Santo Stefano di Quisquina (AG).
Firmatari: Sanzeri Salvatore; Amendolia Antonino
N. 720 - Interventi per il ripristino nei giorni festivi della
Linea 802 dell'AMT di Catania.
Firmatario: Fleres Salvatore
N. 763 - Iniziative per rendere fruibile la zona compresa tra le
vie Europa e Andrea Ferrari, nel rione Fisicara del comune di
Caltagirone, in provincia di Catania.
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Franco
N. 772 - Realizzazione di un presidio di Polizia municipale a
Librino, San Giorgio e Pigno, popolosi quartieri di Catania.
Firmatari: Fleres Salvatore
N. 977 - Provvedimenti per rimediare al degrado e all'abbandono
del quartiere San Giorgio (CT).
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe
N. 982 - Bonifica e valorizzazione degli spazi abbandonati a
margine di via Cialdini (quartiere San Leone) a Catania.
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe
N. 983 - Rimedi ai disagi e alla pericolosità della via
Circonvallazione a Caltagirone (CT).
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe
N. 1006 - Iniziative per scongiurare il rischio di frana per
l'asilo e per le abitazioni costruite nella collina di via Del
Nespolo, nel quartiere San Giorgio a Catania.
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe
N. 1015 - Interventi per garantire la viabilità sulla strada
provinciale Mareneve sul versante nord dell'Etna.
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe
N. 1132 - Interventi per ripristinare i servizi essenziali nella
stazione turistica Etna Sud di Nicolosi (CT).
Firmatario: Fleres Salvatore
N. 1164 - Provvedimenti per far fronte allo stato di degrado e
abbandono del cimitero di Acireale (CT).
Firmatario: Fleres Salvatore
N. 1165 - Ripristino delle condizioni igienico-sanitarie nel
parcheggio situato all'ingresso della frazione di Capomulini
(Acireale-Catania).
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe
- da parte dell'Assessore per la Sanità
N. 1041 - Provvedimenti urgenti per il riordino della rete
ospedaliera siciliana.
Firmatari: Ioppolo Giovanni
N. 1093 - Razionalizzazione e regolarizzazione dei pagamenti da
parte delle ASL alle farmacie.
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe
N. 1138 - Interventi per verificare l'efficiente
funzionamento della AUSL di Caltagirone (CT).
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe
N. 1196 - Ripristino del presidio sanitario nel comune di
Campofelice di Roccella.
Firmatari: Giannopolo Domenico
N. 1226 - Notizie in materia di incentivi allo sviluppo del
mercato dei farmaci generici.
Firmatari: Catania Giuseppe; Fleres Salvatore; Maurici
Giuseppe.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al resoconto
stenografico della seduta odierna .
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato il seguente disegno
di legge:
Istituzione del difensore civico regionale per l'infanzia e
l'adolescenza (n. 765)
d'iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Barbagallo, Genovese, Guerrieri,
Vitrano, Zangara in data 14 gennaio 2004.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni legislative
PRESIDENTE Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati, in data 13 gennaio 2004, alle competenti Commissioni
legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
Norme per la quantificazione del gettone di presenza
giornaliero agli amministratori degli enti locali (n. 764)
d'iniziativa parlamentare
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
Norme sul diritto di pesca. Abolizione dei diritti esclusivi di
pesca (n. 763).
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Ortisi, in data 16 gennaio
2004, ha chiesto di apporre la propria firma al disegno di legge
n. 522 Disciplina urbanistica di Aree attrezzate multifunzionali
plain air' a vocazione turistica .
Comunicazione di trasmissione di deliberazioni
PRESIDENTE Comunico che il Presidente della Regione in data 19
gennaio 2004 ha trasmesso copia delle seguenti deliberazioni:
n. 416 del 19 dicembre 2003 Programma regionale di finanziamento
2003 dei capitoli 672003 e 672004 - Assessorato regionale dei
lavori pubblici ;
n. 417 del 19 dicembre 2003 Programma regionale annuale
esercizio 2003 e triennale delle spese relative al capitolo 672008
- Assessorato regionale dei lavori pubblici .
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentare le seguenti
interrogazioni:
con richiesta di risposta orale
N. 1477 - Iniziative per accelerare l'iter per la formazione
delle graduatorie di cui al V bando della legge n. 215 del 1992,
in materia di imprenditoria femminile.
- Presidente Regione
- Assessore Industria
Firmatario: Villari Giovanni
N. 1478 - Iniziative per la modifica ed il superamento delle
disposizioni di cui alla circolare del Ministero delle Attività
produttive n. 168 del 2003, in materia di prodotti alimentari.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
Firmatario: Villari Giovanni
N. 1479 - Accertamenti circa il progetto di alienazione dell'ex
ospedale 'S. Vincenzo' di Taormina (ME).
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Firmatario: Panarello Filippo
N. 1484 - Interventi per una migliore regolamentazione nel campo
dell'inquinamento atmosferico.
- Assessore Territorio
- Assessore Sanità
Firmatario: Villari Giovanni
N. 1487 - Interventi urgenti per evitare la paralisi dell'Azienda
'Latte Sole'.
- Presidente Regione
- Assessore Industria
- Assessore Agricoltura
Firmatari: Villari Giovanni; Giannopolo Domenico; Zago Salvatore
N. 1490 - Inserimento del complesso rupestre-archeologico e
naturalistico di Cava d'Ispica (RG) nel catalogo dei beni
patrimonio dell'Umanità dell'Unesco.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali
Firmatario: Gurrieri Sebastiano
Le interrogazioni ora annunziate saranno iscritte all'ordine del
giorno per essere svolte al loro turno.
con richiesta di risposta scritta
N. 1480 - Interventi per la bonifica della discarica abusiva,
sita in via Ragogna frazione S. Tecla (Acireale).
- Assessore Famiglia
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
N. 1481 - Misure per il ripristino delle condizioni di sicurezza
della scuola elementare di Scillichenti, frazione di Acireale
(CT).
- Assessore Famiglia
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
N. 1482 - Provvedimenti per velocizzare l'iter
dell'elargizione dei rimborsi previsti dall'Assessorato della
Famiglia, delle politiche sociali, delle autonomie locali per
le opere di abbattimento delle barriere architettoniche
compiute da privati.
Assessore Bilancio
- Assessore Famiglia
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
N. 1483 - Misure per garantire il diritto allo studio ai
disabili.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali
- Assessore Famiglia
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
N. 1485 - Interventi per impedire frodi commerciali e danni
all'agricoltura a seguito delle recenti direttive in materia di
succhi di frutta.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe;
Scoma Francesco; Mercadante Giovanni; Leontini Innocenzo; Beninati
Antonino
N. 1486 - Notizie riguardo a cartelle esattoriali illegittime per
i canoni irrigui 2001-2002 emanati dalla Montepaschi Serit.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
Firmatari: Forgione Francesco; Liotta Santo
N. 1488 - Opportune iniziative allo scopo di migliorare i
collegamenti con l'isola di Ustica.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
Firmatario: Forgione Francesco
N. 1489 - Valutazione dell'operato del Commissario straordinario
dell'Ente di sviluppo agricolo (E.S.A.) e provvedimenti
conseguenziali.
- Assessore Agricoltura
Firmatario: Cracolici Antonino
N. 1491 - Collocazione in categorie D3 e D4 dei sottufficiali del
Corpo Forestale della Regione con diploma di qualifica.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
Firmatario: Virzi' Gioacchino.
Le interrogazioni ora annunziate sono state già inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 155 - Interventi per accertare gli atti compiuti
dall'Assessorato Industria riguardo alla crisi della SMEB di
Messina e per una soluzione positiva della vertenza.
- Presidente Regione
Firmatari: Panarello Filippo; Forgione Francesco; Liotta Santo
N. 156 - Motivi della non piena attuazione dell'art. 127 della
l.r. n. 2 del 2002, in materia di attività di informazione delle
pubbliche amministrazioni.
- Presidente Regione
Firmatari: Ferro Giovanni; Raiti Salvatore.
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il Governo
abbia dichiarato che respinge le interpellanze o abbia fatto
conoscere il giorno in cui intende trattarle, le interpellanze
stesse saranno iscritte all'ordine del giorno per essere svolte al
loro turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
N. 256 Misure per garantire la sicurezza degli aeroporti
siciliani , degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici,
Scoma e Mercadante.
Presentata il 14/01/04
N. 257 Interventi per impedire frodi commerciali e danni
all'agricoltura a seguito delle recenti direttive in materia di
succhi di frutta , degli onorevoli Fleres, Maurici, Mercadante,
Bennati, Catania Giuseppe, Scoma, e Leontini.
Presentata il 15/01/04.
Le mozioni testè lette saranno poste all'ordine del giorno della
seduta successiva perché se ne determini la data di discussione.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Presidenza del presidente Lo Porto
Determinazione della data di discussione di mozione
PRESIDENTE Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d),
e 153 del Regolamento interno, della mozione n. 255 Interventi a
salvaguardia della sicurezza della struttura e del personale della
casa circondariale Petrusa di Agrigento , degli onorevoli
Miccichè, Ferro, Morinello e Raiti..
Invito il deputato segretario a darne lettura.
BURGARETTA APARO , segretario:
<<L'Assemblea Regionale Siciliana
visto che:
il personale del Corpo della polizia penitenziaria in
servizio presso la Casa circondariale di Agrigento,
quotidianamente, a costo di sacrifici personali,
garantisce la sicurezza dei cittadini, operando con
fatica e con pochi mezzi in un istituto, inserito nel
circuito dell'alta criminalità, che ospita circa 450
reclusi;
lamenta la mancata applicazione, da parte
dell'Amministrazione provveditoriale, dell'Accordo Quadro
Nazionale e denuncia la preoccupante situazione del
nucleo traduzioni e piantonamenti, dove il servizio viene
svolto senza sufficiente organico e con mezzi
assolutamente inadeguati, compromettendo la sicurezza
del personale impiegato, la cittadinanza e lo stesso
ordine pubblico;
è in corso una vera e propria deportazione coatta di
personale con l'invio, attuato senza un minimo accordo
sindacale, di 35 unità poste in mobilità di missione
presso Istituti penitenziari del Nord;
la struttura di Agrigento contribuisce già con l'invio di
altro personale di Polizia Penitenziaria a sopperire alle
esigenze della Regione ed in particolare della struttura
di Palermo Pagliarelli;
questo abbassamento di personale mette a serio rischio la
sicurezza di una Casa circondariale che ha subito fino a
pochi mesi fa attentati di matrice islamica;
il provvedimento attuato dal Ministero della Giustizia
non segue alcuna linea logica e anzi va in controtendenza
con le dichiarazioni di lotta alla mafia effettuate negli
ultimi mesi;
oltre ad Agrigento altri Istituti Penitenziari, come
quello di Trapani, stanno subendo lo stesso svuotamento
di personale, provocando, in una Regione dove gli
istituti carcerari ospitano i Boss o gli affiliati a
cosche mafiose, una preoccupante caduta di sicurezza,
impegna il Governo della Regione
ad adottare ogni forma di pressione nei confronti del
Governo nazionale per il ritiro di questo provvedimento
che mette a serio rischio la sicurezza delle carceri
siciliane, dei suoi dipendenti e, di conseguenza, di
tutti i cittadini della nostra Isola.>> (255)
Dispongo che la predetta mozione venga demandata alla Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perché se ne determini la
data di discussione.
Rinvio dello svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della
Rubrica Bilancio e finanze
PRESIDENTE Per assenza dall'Aula dell'Assessore per il bilancio
e le finanze, il punto III dell'ordine del giorno: Svolgimento, ai
sensi dell'articolo 159, comma 3, del Regolamento interno di
interrogazioni e di interpellanze della Rubrica Bilancio e
finanze', è rinviato.
Presidenza del presidente Lo Porto
Seguito della discussione del disegno di legge nn. 534-537-421-
424-426-458/A 'Disciplina dell'istituto del referendum nella
Regione siciliana e norme sull'iniziativa legislativa popolare e
dei Consigli comunali o provinciali'.
PRESIDENTE Si passa al punto IV dell'ordine del giorno:
Seguito della discussione del disegno di legge <<Disciplina
dell'istituto del referendum nella Regione siciliana e norme
sull'iniziativa legislativa popolare e dei Consigli comunali o
provinciali>> (nn. 534-537-421-424-426-458/A).
Invito i componenti la prima Commissione legislativa a prendere
posto nel banco delle Commissioni.
Dichiaro aperta la discussione generale.
MICCHICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Onorevole Miccichè, poiché non è la prima volta che
accade che una discussione generale si apra e si chiuda
immediatamente con la riserva di intervenire successivamente, in
sede di esame dell'articolato, le chiedo se intende avvalersi di
tale consuetudine.
MICCICHE' Signor Presidente, mi avvalgo della facoltà di
intervenire prevista dal Regolamento. La consuetudine cui lei ha
fatto cenno in questo momento non la condivido, perché lo stesso
ragionamento poteva valere anche nella seduta precedente quando è
stata data la possibilità al relatore di svolgere la relazione.
Poiché il contenuto del testo esitato per l'Aula è diverso da
quello che io conoscevo, mi ero proposto all'interno della I
Commissione come relatore di minoranza, cosa che non è stata
possibile per le ragioni che ho detto prima. Di conseguenza, non
sono d'accordo con la proposta della Presidenza e pertanto, signor
Presidente, le chiedo di darmi la parola in sede di discussione
generale.
PRESIDENTE Onorevole Miccichè, lei può parlare solamente in
sede di discussione generale.
MICCICHE' La ringrazio per la facoltà che mi concede.
PRESIDENTE Onorevole Miccichè, intendo precisare che il rinvio
della discussione generale in sede di esame dell'articolato nulla
toglie al diritto del deputato di svolgere il suo intervento.
Ha facoltà di parlare.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, dalle
spiegazioni della Presidenza ho colto ciò che già sapevo. La
consuetudine citata dal Presidente si riferisce naturalmente ai
disegni di legge che non trovano particolare interesse da parte
dell'Assemblea e io credo che questo disegno di legge sia uno di
quelli che non trova particolare interesse da parte della
maggioranza dei deputati, in quanto il referendum è uno strumento
troppo democratico, troppo partecipativo per interessare quest'
Aula. E lo dico non solo da deputato, ma anche da cittadino: di
solito, la classe politica italiana ha considerato il referendum
come uno strumento che espropria, che mette da parte il potere o
lo strapotere dei più rappresentativi partiti in Italia.
Il referedum è quell'istituto che è stato sempre tenuto in
considerazione dalla minoranza dei partiti italiani, delle
associazioni, dei gruppi di cittadini e dei comitati che si
costituiscono. La storia italiana è fatta di referendum: la
Repubblica italiana è nata da un referendum e, se non fosse stato
per l'istituto del referendum, oggi non saremmo in quest'Aula a
parlare.
La storia di questo Paese e di questa Regione la dice tutta:
senza un referendum libero e democratico l'Italia non sarebbe
tale. Proprio per queste ragioni io mi batto e credo che anche la
stragrande maggioranza dei miei colleghi sono convinti di questo;
però l'istituto del referendum è sempre qualcosa che limita certe
scelte politiche. Sappiamo benissimo che il referendum in Italia è
stato, dopo la Repubblica, uno strumento che chi ha governato ha
gestito a modo proprio.
Il referendum sul divorzio, per esempio, ha visto esclusivamente
il partito di maggioranza di allora chiederlo fermamente, perché
in quel momento si voleva - e si è ottenuto - uno scontro politico
fra i due principali partiti italiani, anche se a promuovere
quella iniziativa era un piccolo partito extraparlamentare,
quello dei Radicali.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, subito dopo quell'evento
del 1974, la legge sul divorzio, ci sono stati tanti altri
referendum. Però, possiamo dire che in Italia il quorum del 50 per
cento si è superato grazie allo scontro fra i grandi partiti
nazionali. Dopo questi scontri politici ed ideologici, così
possiamo definirli, i referendum hanno avuto una caduta di stile.
Posso anche ammettere che vi sia stato un abuso di tale istituto
tanto da sottovalutarlo, svilirlo e darne così una importanza
relativa. In Italia, infatti, esclusi alcuni momenti fondamentali
dello scontro politico, come quello per esempio sul nucleare,
altri referendum non soltanto non hanno raggiunto il risultato
sperato dai promotori, ma non si è raggiunto, nella stragrande
maggioranza dei casi, il quorum previsto dall'articolo 75 della
Costituzione.
Personalmente, definisco l'articolo 75 della Costituzione
antidemocratico perché il Costituente, subito dopo il referendum
su Monarchia o Repubblica che ha registrato, per pochissimi voti,
la vittoria della Repubblica, ha cercato di blindare' l'istituto
del referendum per paura che questo principio democratico potesse
essere ribaltato.
Ma, a distanza di mezzo secolo, io credo che non dovremmo avere
alcuna preoccupazione, non ci dovrebbe essere nessuna paura,
perché ormai il Paese ha messo le radici nella Repubblica e nella
democrazia. Quindi, una preoccupazione di questo tipo non ha più
ragione di esistere. Principalmente per quanto riguarda le
regioni. E per quanto riguarda argomenti che la regione affronta,
esclusi le materie fondamentali come quelle elettorali e quelle
statutarie, come quelle finanziarie, a mio avviso, la restante
parte della legislazione regionale è una legislazione ordinaria.
D'altronde noi siamo qui per varare leggi nell'interesse
collettivo, nell'interesse della popolazione, nel tentativo di
portare avanti le sorti di questa regione approvando appunto leggi
che migliorano le condizioni di vita di questa regione.
Pertanto, quale preoccupazione potrebbe destare se prevediamo un
abbassamento del quorum, in considerazione del fatto, come ho
detto poc'anzi, che noi abbiamo un risultato ormai consolidato:
in Sicilia, soprattutto nella nostra regione, a prescindere dai
risultati elettorali, siamo sempre sotto la media del 50 per
cento. Quindi, se per temi nazionali, dove si mobilitano i
partiti, dove si mobilita l'apparato mediatico più ampio a livello
informativo e più seguito anche dalla popolazione, perché ascolta
i mezzi di informazione, quale preoccupazione dovremmo avere noi
ad indire un referendum che abbia una soglia inferiore al 50 per
cento?
Noi abbiamo in Sicilia, come dicevo, una media di non voto, di
astensione al voto fisiologico. Per natura della nostra Regione,
mediamente, il 25 per cento dei siciliani non va a votare quando
si tratta di referendum.
In particolare, quando si svolgono consultazioni referendarie di
tipo amministrativo, queste non suscitano molto interesse.
Pertanto, a volte, questo 25 per cento aumenta. Poniamo il caso
che sia il 25 per cento degli elettori che non vanno a votare
fisiologicamente, e a questo noi aggiungiamo il non voto militante
che può superare anche il 25 per cento, ebbene, allora possiamo
dire che è la minoranza che batte la maggioranza degli italiani
che va a votare Questo referendum allora è un referendum-farsa; è
un referendum che praticamente dà soltanto l'immagine
propagandistica della nostra Assemblea. La nostra Assemblea in
questo momento sta affrontando la stagione delle riforme iniziando
con il referendum, ma noi ai cittadini non dobbiamo dare uno
strumento scarico, una pistola scarica, una lancia spuntata che
non può avere alcun effetto.
In Sicilia la percentuale dei votanti ai referendum non supera
mai il 50 per cento, e questo non perché l'altra parte è
contraria, ma perché c'è un'altra parte considerevole dei
siciliani che non va a votare.
A tutto ciò va aggiunta un'altra questione, forse più grave del
quorum, che riguarda il periodo in cui dovranno svolgersi i
referendum promossi dai cittadini.
Ebbene, l'articolo 14 del disegno di legge al nostro esame
prevede che "i comizi referendari possono avere luogo dall'1
novembre o entro il 15 dicembre", cioè a dire che si va a votare a
ridosso di Natale o Capodanno, in periodi in cui la popolazione
ha ben altri interessi ed impegni, specialmente in zone impervie
della Sicilia, come nel messinese, dove è difficile in certe
zone, in certi luoghi di montagna passare da un paese all'altro.
Conosciamo benissimo la mancanza di collegamenti delle nostre
province, la condizione delle strade della nostra Regione.
Fatto grave ancora è che non è stato previsto l'abbinamento delle
consultazioni referendarie con le consultazioni elettorali
amministrative. Posso capire per le consultazioni nazionali,
europee o regionali, per le quali è giusto appunto che non vengano
abbinate a questi tipi di consultazioni, ma non capisco per quale
ragione non possa essere abbinata la consultazione referendaria
alla consultazione amministrativa nell'ambito regionale. Questo
proprio non lo capisco
Invece posso immaginare perchè voi della maggioranza lo state
facendo: temete l'effetto di trascinamento delle elezioni
elettorali amministrative; significherebbe fare superare il quorum
in quella città, in quei paesi, in quelle province. Poniamo il
caso che si votasse a Palermo o a Catania, in quel caso
significherebbe assicurare la partecipazione e il raggiungimento
del quorum. Ecco perchè si è previsto questo sbarramento e questa
limitazione: per impedire il risultato anche se fosse il cinquanta
per cento. E allora noi diciamo o l'uno o l'altro; o ci date il
trenta per cento, oppure queste elezioni referendarie sia
abrogative che consultive o propositive devono essere abbinate
assolutamente alle elezioni amministrative anche per poter
risparmiare qualche centesimo di euro visto che questa regione
attraversa una forte crisi economica e finanziaria.
Questo potrebbe essere il giusto strumento, allora sì che sarebbe
uno strumento democratico in mano ai siciliani, in mano agli
elettori Nel momento in cui invece viene proposto un referendum
che ha queste limitazioni, io dico che questo è un referendum-
farsa, che serve soltanto a buttare fumo negli occhi agli elettori
per dire: stiamo veramente attraversando il periodo della
cosiddetta stagione delle riforme'.
Secondo me, la vera riforma è invece quando si dà uno strumento
vero in mano ai cittadini. In questo momento non si è data la
possibilità di farci capire il contrario, ecco perchè sono
fermamente contrario. Sono stato il primo a presentare un disegno
di legge in questa materia, e il mio disegno di legge era libero e
democratico, ma non è stato possibile accorparlo ad altri disegni
di legge perchè gli altri disegni di legge avevano ben altre
impostazioni. Impostazioni che io rispetto perchè ciascuno ha la
libertà di proporre quello che sente realmente e quello che la sua
coscienza politica gli detta, però, cerchiamo di confrontarci su
questo tema. E mi pare che io su questo argomento l'ho dimostrato,
presentando un disegno di legge; anche se il disegno di legge qui
al nostro esame non contiene neanche una virgola delle
disposizioni che ho presentato.
E allora dico: tutto il resto potrebbe essere accettato; ad
esempio per quanto riguarda la normativa, c'è la questione di chi
deve vidimare le firme per la validità del referendum.
Io credo, che in questo, il Presidente dell'Assemblea potrebbe
essere una persona autorevole, però, è chiaro che essendo un
componente di questa Assemblea, non può essere parte terza;
questo organo terzo, a mio avviso, potrebbe essere il Consiglio di
giustizia amministrativa, la Corte d'appello di Palermo, ovvero
il Commissario dello Stato per certificare la validità delle firme
del quesito referendario.
Signor Presidente, ho presentato degli emendamenti soppressivi e
aggiuntivi, quelli soppressivi sono appunto quelli di cui ho
parlato poc'anzi, quello aggiuntivo - e mi preme propagandarlo
visto che ancora non è stato distribuito - sostanzialmente
sostituisce quello soppressivo che limita la validità al di sotto
del cinquanta per cento. Il cui testo recita: "La consultazione
del referendum è valida se partecipa al voto il 30 per cento degli
iscritti nelle liste elettorali di tutti i comuni della Regione".
Credo non ci sia nulla di più democratico di questo. Ci sono
altre possibilità da poter vagliare, non dico che deve essere solo
questo, ma se non c'è la possibilità di convergere su questa
proposta, potrebbe esserci quella di abbinare il referendum anche
alle consultazioni amministrative.
In quel caso, potremmo anche discutere. Ma fino a quando c'è
questo atteggiamento ostruzionistico, questa posizione di
chiusura, fino a quando il Presidente della Regione attraverso i
mezzi di informazione asserisce che bisogna porre dei paletti,
allora dico al Presidente della Regione di non avere alcuna
preoccupazione: questi referendum non saranno mai validi perché
non vi sono le possibilità che ciò possa accadere poiché i
cittadini siciliani, per consuetudine, sono allergici Si è detto
infatti che votare ai referendum non è obbligatorio e, di
conseguenza, hanno questa abitudine di disertare le urne
referendarie.
Allora, se lo strumento è così importante, se noi ci crediamo,
signor Presidente, onorevoli colleghi, dobbiamo rivedere questo
disegno di legge almeno per la parte riguardante il quorum così
come per quella riguardante il sistema e la modalità di
partecipazione e di collegamento delle date referendarie.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, è iscritto a parlare l'onorevole
Ardizzone. Mi risulta poi iscritto a parlare solamente l'onorevole
Spampinato. Vorrei sapere se altri colleghi intendono iscriversi,
ricordandovi che potrete intervenire durante l'esame
dell'articolato. Se parlerà soltanto l'onorevole Spampinato,
allora, chiederò all'onorevole Ardizzone di concludere come
relatore...
ARDIZZONE Signor Presidente, il relatore del disegno di legge è
l'onorevole Ortisi, non io.
PRESIDENTE Allora, le chiedo scusa. Lei è regolarmente iscritto
a parlare, pertanto le do la parola.
SPAMPINATO Signor Presidente, dopo la relazione dell'onorevole
Ortisi farò un intervento particolarmente breve.
Innanzitutto per il rispetto istituzionale e per le
considerazioni portate durante la fase dei lavori in Commissione
dal presidente Ardizzone; per la sensibilità istituzionale che ha
dimostrato su questo disegno di legge. Innanzitutto, abbiamo
accolto in maniera particolarmente favorevole la nomina di un
relatore di minoranza. Questo è un gesto di rispetto delle
istituzioni su un tema così importante e per tale motivo
inviterei l'onorevole Miccichè, verso il quale nutro grande
rispetto, ad evitare uno scontro ideologico su temi che invece
hanno necessità di un confronto schietto tra tutti i deputati di
questa Assemblea, anche tra coloro che, come me, oggi, sono
deputati di minoranza ma che aspirano domani al governo della
regione, il cui contributo, in ogni caso, sarà massimo per tentare
di approvare una legge che sia la migliore possibile sul tema
specifico che stiamo trattando.
Abbiamo accolto con favore e ringraziamo per questa dimostrazione
di sensibilità il Presidente dell'Asssemblea per avere proposto
come relatore di minoranza un componente dell'opposizione per
questo fondamentale disegno di legge. Come ricorderà, noi fin
dall'inizio della legislatura abbiamo spesso sollecitato il
Governo a procedere alla presentazione di disegni di legge, al
fine di dare attuazione concreta a due innovazioni prodotte dalla
legge costituzionale del 2001, la legge che ha introdotto
l'elezione diretta del presidente della Regione, ma che ha
introdotto tante altre cose che, purtroppo, oggi a quasi tre anni
di legislatura, non è stato possbile dare concreta attuazione.
Con questa legge, questi due strumenti essenziali per il
completamento democratico di un sistema, ovvero l'iniziativa
popolare e il referendum, cerchiamo di colmare queste lacune.
Anche se, onorevole Assessore, non comprendiamo il perché il
governo ha presentato un disegno di legge riguardante soltanto
l'iniziativa popolare e non anche il referendum nelle sue diverse
articolazioni.
Queste lacune, comunque, ha proceduto a colmarle la Commissione e
fortunatamente oggi discutiamo su un disegno di legge complessivo
riguardante l'attuazione di entrambi i due strumenti.
Le considerazioni che sono state accolte anche negli incontri
informali con il presidente e il relatore sono quelle di tendere a
non svilire i costituendi strumenti di democrazia diretta, quindi,
di creare quelle condizioni, non tanto per favorire la promozione
degli stessi, ma per cercare di dare loro il giusto peso, in
maniera tale che non possano essere utilizzati in maniera
strumentale, ma possono essere utilizzati laddove, effettivamente,
vi siano le esigenze politiche e sociali di procedere - e parlo
soprattutto della proposta di referendum abrogativo - a un
istituto di questo genere.
Ecco perché abbiamo accolto con particolare piacere che per la
promozione del referendum abrogativo il quorum necessario dei
richiedenti non sia un quorum basso, ma cinquantamila elettori,
che riteniamo essere il numero giusto per evitare che questo
strumento possa essere sostanzialmente svilito.
Comprendo le considerazioni dell'onorevole Micciché rispetto alle
preoccupazioni che si possa arrivare ad innescare il meccanismo
per quanto riguarda questi istituti e poi non si riesca ad
arrivare, invece, ad ottenere il risultato della validità a causa
del quorum richiesto.
Nutro però fortissimi dubbi rispetto ad una parte delle soluzioni
che sono state suggerite perché - parlo sempre del referendum
abrogativo - stiamo parlando di una norma che é stata approvata da
coloro i quali rappresentano la maggioranza degli elettori
siciliani. Quindi, dare la possibilità ad una minoranza di
modificare e di abrogare ....
MICCICHE' Il 25 per cento non é una minoranza...
PRESIDENTE La prego onorevole Micciché, a parte la
proponibilità perché di questo dobbiamo discutere.
SPAMPINATO ... ecco perché ho iniziato con le considerazioni su
cui potevano essere fatte delle eccezioni, onorevole Micciché, per
arrivare invece a dire che é giusto creare tutte quelle condizioni
che possono determinare il risultato definitivo, ovvero
l'ottenimento del quorum.
Pertanto, se di perplessità si tratta, di natura politica o
costituzionale, ciò mi porta a dire che la prima proposta non sia
quella su cui continuare ad insistere, ritengo che così come
metodo, anche da questo punto di vista non ci siamo. Occorre un
sereno confronto all'interno del Parlamento che porti ad
individuare alcuni mezzi che possano favorire l'ottenimento del
quorum per quanto riguarda questi referendum: procedere
all'espletamento dei referendum in periodi non disagiati,
eventualmente accorparli ad alcuni tipi di elezioni, considerato
che, anche per un principio di parallellismo rispetto a ciò che
avviene al livello nazionale, il referendum abrogativo regionale
sicuramente non può essere accorpato alle elezioni per il rinnovo
dell'Assemblea regionale.
Questo è un tema su cui chiediamo che vi sia un'attenta
riflessione oltre che un serrato dibattito e riguarda
l'ammissibilità del referendum abrogativo, nonchè la proposta di
iniziativa popolare.
Noi riteniamo, parlo della proposta di referendum abrogativo, sia
necessario, anzi essenziale, che a procedere a tale verifica sia,
in ogni caso, un organo terzo rispetto all'Assemblea regionale ed
al Governo della Regione.
Stiamo parlando per la maggior parte di norme di cui si chiede
l'abrogazione che sono state proposte dalla maggioranza e dal
Governo. E' chiaro che l'ammissibilità non può essere sottoposta
al vaglio dello stesso Governo che ha proposto quella norma di cui
si chiede l'abrogazione.
Visto che a livello regionale, così come invece avviene a livello
nazionale, noi non abbiamo la Corte costituzionale che si possa
pronunciare, abbiamo proposto la costituzione di un organismo ad
hoc, diverso dall'organismo sui referendum per quanto riguarda
determinate ipotesi adottate sempre con l'introduzione della
riforma costituzionale del 2001, un organo esterno cioè che possa
serenamente e al di fuori delle considerazioni politiche che
possono stare dietro l'approvazione o l'abrogazione di una norma,
possa valutare l'ammissibilità per procedere ad un referendum
abrogativo.
Vi sono tanti altri temi che avremo modo di trattare durante
l'excursus dei singoli articoli, così come credo siano queste le
intenzioni avanzate in più sedi sia dal Presidente della
Commissione che dal relatore, affinché si possa apppunto aprire un
sereno dibattito.
Sulla base di queste considerazioni, invito i colleghi a
procedere in tal senso, al fine di approvare una norma che possa
qualificare la nostra Assemblea.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Ardizzone. Ne ha
facoltà.
Dichiaro chiuse le iscrizioni a parlare.
ARDIZZONE Signor Presidente, mi trovo in difficoltà per le
parole cortesi che ha adoperato nei miei confronti l'onorevole
Spampanato. Vorrei dire subito che effettivamente si è aperta a
mio avviso la stagione delle riforme. E a differenza di ciò che
può pensare l'onorevole Calogero Miccichè, io ritengo che più il
clima è pacato, più c'è una condivisione su quelle che debbono
essere le norme che governano non il futuro di questa assemblea,
di questa legislatura, ma il futuro dei prossimi anni, possiamo
pure dire dei prossimi decenni, allora, certamente arriveremo ad
una soluzione che sia rispettosa del desiderio dei siciliani.
Io condivido, ho apprezzato e sottoscrivo la relazione
dell'onorevole Egidio Ortisi, che è stata la relazione dell'intera
Commissione e soprattutto ho apprezzato le parole che l'onorevole
Ortisi alla fine del suo intervento ha detto chiedendo che il
dibattito su alcuni temi che potevano sembrare i punti controversi
della questione in ordine all'istituto del referendum in Sicilia.
Era stato evidenziato come la Regione Sicilia arriva in ritardo,
dopo circa cinquant'anni, arriva ultima nell'introduzione nel
nostro ordinamento di questo importante istituto, ma arriva in
tempi relativamente brevi rispetto alla modifica della legge
costituzionale 2/2001 che introduce nel nostro Statuto l'obbligo
di introdurre nel nostro ordinamento l'istituto del referendum e
dell'iniziativa popolare.
Il relatore già ha avuto modo di precisare come noi abbiamo un
obbligo che discende dall'articolo 13 bis del nostro Statuto. Ma
perchè non dire che nella cosiddetta stagione delle riforme' - si
parla tanto male di quest'Assemblea, almeno ogni tanto, visto che
si fa qualcosa di buono dovrebbe essere evidenziato - la prima
legge che quest'Assemblea ha votato è la legge sul referendum
confermativo, che istituisce una commissione che valuta
l'ammissibilità del referendum e che è la legge propedeutica
proprio alla legge sulla riforma elettorale?
Io ritengo - almeno credo di non poter essere smentito - che
invece la stagione delle riforme, come preannunciato proprio dal
Presidente dell'Assemblea, si sia avviata. E si è avviata,
onorevole Lo Porto, grazie anche alla sua ferma disponibilità a
far sì che proprio l'Assemblea esamini nella maniera più condivisa
possibile quali possono essere gli aspetti che riguardano
l'istituto del referendum.
E debbo riconoscere che proprio la sua sensibilità ha fatto sì
che proprio gli uffici legislativi di quest'Assemblea
partecipassero alla redazione del disegno di legge sul referendum.
Io ebbi modo di dirlo già un anno fa, e rinnovo i ringraziamenti
al dottore Tramontana, alla dottoressa Salamone che insieme al
dottore Cangialosi ed al Segretario generale, dottore Mazzola,
hanno contribuito in silenzio - in questi giorni in cui sembrava
che i lavori della Commissione si fossero fermati - in silenzio a
far sì che si trovasse una condivisione complessiva su un disegno
di legge che, a mio avviso, è più importante di quello che si
possa pensare. E non solo perchè ubbidisce ad un dettato
costituzionale, ad un dettato statutario, che è proprio quello
dell'articolo 13 bis che introduce il referendum abrogativo,
propositivo e consultivo o per l'articolo 12, che prevede nel
nostro ordinamento l'iniziativa popolare legislativa, ma perchè
ci dà la possibilità, il modo di discutere su quello che fino ad
ora è stato considerato uno strumento abusato.
Quando abbiamo incaricato gli uffici legislativi di
quest'Assemblea perchè vi fosse la sintesi di un disegno di legge,
ritengo che coloro che hanno coordinato i sei disegni di legge che
sono stati presentati hanno ritenuto opportuno unificare in un
unico disegno di legge sia quello che riguarda il referendum
abrogativo, propositivo e consultivo che l'iniziativa popolare,
anche se, ovviamente, le procedure di approvazione delle due leggi
prevedono delle maggioranze diverse. Noi diamo per scontato che vi
sia una maggioranza assoluta anche per l'approvazione della legge
che riguarda l'iniziativa popolare.
Quando si è proceduto ad unificare questi disegni di legge, a
farne la sintesi, penso sia stato un bene nella fase di
coordinamento aver tenuto presente il principio previsto
dall'articolo 75 della nostra Costituzione, vale a dire la
richiesta di una maggioranza non qualificata, ma la maggioranza
degli aventi diritto al voto quale quorum necessario perchè il
referendum possa avere un seguito. Peraltro, i coordinatori di
questi disegni di legge l'hanno tenuto in considerazione talmente
bene che, proprio nel disegno di legge dell'onorevole Micciché,
all'articolo 9, si fa riferimento alla maggioranza di cui
all'articolo 75 della Costituzione.
MICCICHE' Sì, perché manca l'articolo 14. O l'uno o l'altro
ARDIZZONE presidente della Commissione. Ma quale articolo 14?
Posso leggere testualmente il disegno di legge dell'onorevole
Micciché: "La proposta sottoposta a referendum è approvata se ha
partecipato alla votazione la maggioranza degli aventi diritto e
se è raggiunta la maggioranza dei voti validamente espressi".
Questo era uno dei punti fermi, che sono stati tenuti in
considerazione in tutti i disegni di legge. Era uno dei punti sui
quali, a meno che non si faccia demagogia, c'era una condivisione
generalizzata.
Un problema che è stato evidenziato in Commissione è quello
relativo alla procedura della raccolta delle leggi. Voglio dirlo
in Aula con la massima chiarezza per esternare quali sono state le
difficoltà e per quale motivo si è arrivati a questa conclusione.
Vi sono alcune leggi nelle altre regioni che prevedono un
procedimento di favore per il referendum; prevedono la possibilità
di raccogliere 300 mila firme, di verificare l'ammissibilità del
referendum e poi procedere alla raccolta delle altre 49 mila firme
o 50 mila affinché si possa procedere successivamente al
referendum.
Noi abbiamo ritenuto opportuno che così avremmo largheggiato
nella possibilità di indire referendum anche quando non vi siano
delle consistenti maggioranze numeriche per la relativa richiesta.
Quindi, abbiamo ritenuto opportuno che le 50 mila firme fossero ab
origine.
Sono stati posti anche numerosi problemi sui limiti. Nelle altre
regioni si sono disciplinati in maniera abbastanza variegata. E'
chiaro che ci sono dei limiti imposti dalla Costituzione che
riguardano, ad esempio, le leggi tributarie e di bilancio.
Vi è la legge più recente, almeno in ordine di tempo, e mi piace
citarla perché può essere lo spunto, ad esempio, per una serie di
valutazioni anche attraverso emendamenti che la stessa Commissione
può presentare, che è la legge del Friuli Venezia Giulia. Essa
estende i limiti, ma non a caso, della possibilità di ricorrere al
referendum.
Leggi regionali istitutive di tributi previsti dall'articolo 51
dello Statuto; le leggi regionali di bilancio e di variazioni di
bilancio, la stessa cosa; le leggi o disposizioni di legge
regionale il cui contenuto sia reso obbligatorio da norme di
Statuto; tutte le leggi di derivazione statutaria o, possiamo
dire, di derivazione costituzionale; leggi istitutive di nuovi
comuni o nuove province o modificative delle circoscrizioni o
denominazioni.
A questo proposito devo dire che proprio l'onorevole Spampinato,
in Commissione, si era fatto portatore ed interprete sulla
possibilità di introdurre il referendum di cui all'articolo 132
della Costituzione.
E' un ragionamento che abbiamo lasciato aperto al dibattito
d'Aula per le conseguenze che comporterà, cioè la possibilità di
istituire, addirittura, nuove regioni.
Francamente, come Commissione non ce la siamo sentiti di entrare
nel merito perché si andava al di là dell'oggetto che ci
richiedeva l'articolo 13 bis e lo stesso articolo 12 dello
Statuto.
Ancora: leggi approvate ai sensi dell'articolo 12 dello Statuto;
leggi o disposizioni di legge regionale connesse al funzionamento
degli organi statutari della Regione; leggi o disposizioni di
legge regionale che influiscono sulla determinazione del bilancio
e del Consiglio regionale.
Pertanto, non mi scandalizzerei assolutamente se noi, in corso
d'opera, durante i lavori d'Aula dovessimo introdurre - di questo
mi farò promotore io stesso - ulteriori limitazioni rispetto al
disegno di legge che è stato esitato dalla Commissione.
Pensate che, ad esempio, ci è stato evidenziato il problema
relativo alle leggi di recepimento della normativa comunitaria o
alle leggi in materia di attività internazionale della Regione. E'
chiaro che su questa materia sarebbe eccessivo intervenire
attraverso referendum.
Per quanto riguarda la terzietà dell'organo che deve decidere
sull'ammissibilità, avevamo lasciato il dibattito aperto in
Commissione, ma saremmo arrivati ad una conclusione, senza alcuna
arroganza da parte nostra.
E' difficile parlare di terzietà dell'organo perché, anche su
questo, si è fatta un po' di confusione. Ho sentito pure citare il
ricorso alla Corte d'Appello o ad organi giurisdizionali ma non è
costituzionalmente possibile perché, quando parliamo di terzietà
dell'organo, parliamo di un terzo potere dello Stato, cioè del
potere giudiziario. Noi non possiamo parlare di terzietà
dell'organo quando l'organo viene eletto dall'Assemblea stessa.
Intanto, abbiamo un riferimento certo, e su questo vi è stata una
condivisione generale. Per quello che riguarda le iniziative di
legge popolare, l'ammissibilità la decide - quale organo super
partes e garante - il Presidente dell'Assemblea, così come decide
sull'ammissibilità delle leggi di iniziativa parlamentare.
Si era discusso pure della possibilità eventualmente di allargare
l'organo all'intero ufficio di Presidenza, ma il ragionamento
sarebbe stato prettamente politico, si sarebbe trattato di un
organo politico.
La proposta dell'onorevole Spampinato prevedeva nel suo disegno
di legge un organismo abbastanza allargato composto da esperti in
diritto, in scienze giuridiche, da avvocati designati da tutti gli
ordini professionali degli avvocati della nostra Regione, per
scegliere i quali si sarebbe proceduto al sorteggio.
Per snellire la procedura abbiamo previsto, e lo formalizzeremo
in un emendamento, un organo presieduto dal Presidente
dell'Assemblea ed integrato da tre esperti di diritto, in scienze
giuridiche designati dai rettori delle tre Università siciliane -
rispetto alle quali non c'è alcuna indicazione - integrati da un
dirigente dell'Ufficio legislativo e legale della Regione
siciliana perché sia un organo composto e sia dispari. Così, è
presente pure il Governo, in questo caso, o meglio il potere
esecutivo, se vogliamo, non tanto il Governo: abbiamo, cioè, il
potere legislativo e il potere esecutivo.
Noi riteniamo che quest'organo che deve deliberare a maggioranza
assoluta dei suoi componenti, cioè con il voto almeno di tre, sia
più che un organo super partes, ripeto, per le funzioni che ha il
Presidente dell'Assemblea, e questo perché noi prescindiamo da
ogni tipo di elezione che possa passare pure da questa Assemblea
e, quindi, non soggetta ad un giudizio, se vogliamo, politico.
Noi riteniamo - sulla base di una serie di valutazioni fatte -
che sia l'organo che in questo momento possa garantire il massimo
di terzietà sulla decisione, sull'ammissibilità del referendum o
meno.
Un'ultima considerazione di carattere politico. Signor
Presidente, è chiaro che ci sono problemi di costituzionalità
sull'abbassare il quorum o meno, ma spesso si fa demagogia su
queste cose. Debbo dire che, spesso, se c'è una paura che si
avverte anche tra di noi, sull'istituto del referendum è perché si
è fatto abuso del referendum, non altro, perché si è fatto ricorso
al referendum per fini politici e non su fatti che interessavano
effettivamente gli italiani, nella fattispecie gli elettori o
tutti i cittadini.
Addirittura, la Commissione Affari costituzionali della Camera
ha approvato un disegno di legge proprio per evitare il ricorso e
l'abuso del referendum che porta il limite delle firme da
cinquecentomila ad ottocentomila. Addirittura, vi sono disegni di
legge che prevedono, per la validità del referendum, un quorum
della maggioranza degli aventi diritto.
Vi sono disegni di legge che prevedono il potere del Presidente
della Repubblica di ritardare per sei mesi il referendum nel caso
in cui vi siano in discussione disegni di legge pertinenti alla
materia oggetto del referendum o di non dare luogo al referendum
addirittura per il periodo in cui sono state sospese queste
disposizioni. Quindi, sulla base di quel che è successo nel corso
di questi anni, per l'abuso che si è fatto, c'è un atteggiamento
restrittivo che però nasce proprio per porre fine ad un abuso che,
ripeto, è stato fatto in ordine a questo istituto.
Ci sarebbero tante altre cose da dire ma io mi fermo qui sapendo
di avere rubato tantissimo tempo nella convinzione, signor
Presidente, che, grazie a lei, la stagione delle riforme
effettivamente è iniziata.
ORTISI relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI relatore. Signor Presidente, ho chiesto la parola nel
tentativo di recuperare l'ultimo dissidente, soltanto per questo,
perché è una stagione troppo importante per non lasciare intentato
ogni tentativo a che, tutti insieme, si partoriscano nuove regole
che instradino il futuro della democrazia sul nostro territorio in
termini ancora più avanzati.
Al mio amico, onorevole Micciché, vorrei dire che, sul piano del
fatto, non del diritto, perché ho le stesse perplessità espresse
dal Presidente Lo Porto sulla costituzionalità di un abbassamento
del quorum e, purtuttavia, riconosco che in una regione ad alta
incidenza migratoria il 50 per cento non è un vero 50 per cento.
Pertanto, se si superassero le perplessità di ordine
costituzionale, non per il 30 per cento ma un abbassamento del
quorum che permetta la validità del referendum abrogativo, non
sarei assolutamente contrario; però, sul piano del diritto, ho
qualche perplessità. Come anche sulla seconda obiezione, perché le
obiezioni del collega Micciché sono fondamentalmente due: la prima
che ho espresso e la seconda relativa alla data.
E' vero che si può votare in prossimità del Natale, ma anche
vicino Carnevale, vicino Pasqua, in estate, ancor peggio e,
tuttavia, se ci sono delle perplessità esprimiamole in termini di
dialogo, non pensiamo per forza che chi parla è il "Savonarola"
puro e duro e gli altri ottantanove siano tutti propensi ad
inciuci', molto spesso soltanto fantasticati.
Per cui, anche su questo argomento si può parlare, si può
discutere in Aula per trovare una soluzione, la migliore
possibile, la più conducente possibile. Tuttavia, vorrei ricordare
all'amico e collega Micciché che la democrazia diretta, come
dimensione della democrazia oggi, non può sostituirsi alla
democrazia rappresentativa perché la democrazia diretta aveva un
senso nel mondo antico quando ci si riuniva nell'agorà, quando si
votava per alzata di mano.
E voglio ricordare anche che il primo esempio di morte di
democrazia fu proprio ad opera di un demagogo, Cleone, con il
grembiule di cuoio, ignorante peraltro, il quale, volendo per
forza radicalizzare il concetto di democrazia dopo Pericle, portò
la democrazia ateniese ad una gravissima crisi dalla quale non si
riprese più.
Anche oggi vale lo stesso discorso: l'istituto del referendum,
che oggi introduciamo in Sicilia, è un grande passo avanti in
ordine alla democrazia diretta, non sostitutiva ma integrativa
della democrazia rappresentativa e, pur tuttavia, se il
referendum non si promuove per argomenti di interesse generale,
finisce per essere vanificato, come purtroppo nel territorio
nazionale è accaduto spesso negli ultimi tempi.
E, comunque, i referendum per il divorzio e l'aborto, che
spaccavano l'Italia su fronti ideologici erano ben altra cosa
rispetto alla legge istitutiva dell'istituto del referendum su cui
non c'è 'inciucio' ma c'è la volontà di tutti. C'è la volontà di
proseguire per la legge elettorale e, per il rinnovo dello
Statuto, di mettere insieme le energie che scrivano regole valide
per tutti.
Non possiamo ritenere che la dimensione del legislatore, che è
quella medio-lunga, non è quella del Governo che è quella
nell'immediato, possa pensare in eterno che quella di oggi sia una
maggioranza per sempre' e che si costruisce leggi per se stessa e
una minoranza che sarà tale per sempre.
Conviene a tutti, soprattutto ai più deboli, scrivere le regole
purché esse non vanifichino il diritto dei deboli medesimi. Oserei
chiedere all'onorevole Micciché, ancorché solo rispetto ad una
maggioranza esaustiva della rappresentatività in Aula, di
discutere assieme agli altri colleghi per vedere di trovare una
soluzione che faccia uscire la prima legge di riforma con un voto
espresso dall'Aula all'unanimità, sarebbe un grande segnale.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'Assessore per la famiglia,
le politiche sociali e le autonomie locali per replicare.
D'AQUINO , assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Signor Presidente, mi riservo di svolgere il mio
intervento nel corso della discussione dell'articolato del disegno
di legge.
PRESIDENTE Dichiaro chiusa la discussione generale. Pongo in
votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Avverto, che da questo momento decorre il termine fissato
dall'articolo 112, comma 5, del Regolamento interno per l'esame
degli emendamenti presentati.
Comunico che giovedì 22 gennaio 2004, alle ore 10.00, sarà
convocata una riunione dell'Ufficio di Presidenza dell'Assemblea
regionale siciliana.
Rinvio, pertanto, la seduta a giovedì 22 gennaio 2004, alle ore
11.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
Comunicazioni.
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
d), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
n. 256 << Misure per garantire la sicurezza degli aeroporti
siciliani>>, a firma degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe,
Maurici, Scoma e Mercadante;
n. 257 << Interventi per impedire frodi commerciali e danni
all'agricoltura a seguito delle recenti direttive in materia di
succhi di frutta>>, a firma degli onorevoli Fleres, Maurici,
Mercadante, Beninati, Catania Giuseppe, Scoma e Leontini.
Discussione dei disegni di legge:
<<Disciplina dell'istituto del referendum nella Regione siciliana
e norme sull'iniziativa legislativa popolare e dei Consigli
comunali o provinciali>> (nn. 534-537-421-424-426-458/A)
(Seguito)
<<Disposizioni per prevenire e contrastare il fenomeno del
mobbing nei luoghi di lavoro>> (nn. 555-581-595-628-640-717-735).
La seduta è tolta alle ore 19.20
Licenziato dal Servizio lavori d'Aula alle ore 21.50.