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Resoconto d'Aula della Seduta n. 189 di martedì 09 marzo 2004
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   Presidenza del presidente Lo Porto


  SAVARINO  segretario f.f., dà lettura del processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo  osservazioni,  si  intende
  approvato.

            Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

  PRESIDENTE.  Comunico che sono pervenute le risposte scritte  alle
  seguenti interrogazioni:

  da parte dell'Assessore per i Beni Culturali

  N. 1321 - Iniziative per garantire la vigilanza sugli alunni delle
  scuole materne regionali.
  Firmatario: Zago Salvatore

  N.  1329  -  Iniziative  in  merito  alla  soppressione  dell'anno
  integrativo presso l'istituto magistrale.
  Firmatario: Zago Salvatore

  N.  1336  -  Interventi del Governo regionale  in  relazione  alla
  mancanza di collaboratori scolastici nelle scuole di Palermo.
  Firmatario: Virzi' Gioacchino

  N.  1356  - Notizie sui tempi di restituzione al Comune di  Ispica
  dei reperti ritrovati nel suo territorio.
  Firmatario: Zago Salvatore

  da parte dell'Assessore per la Famiglia

  N.   1381    -    Iniziative   per   rimuovere   le    cause    di
  incompatibilità evidenziate nelle recenti elezioni  amministrative
  di Acate (RG).
  Firmatario: Raiti Salvatore

  N.  1383 - Ripristino della funzionalità del Consiglio comunale di
  Santa Flavia (PA).
  Firmatario: Cracolici Antonino; Zangara Andrea

  N.   1388   -  Provvedimenti  riguardanti  l'amministrazione   del
  Commissario straordinario
  Dr.  Carmelo Alfano, presso l'Opera Pia Rizza-Rosso di Chiaramonte
  Gulfi (RG).
  Firmatario: Zago Salvatore.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

  PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti  disegni
  di legge:

  "Istituzione  di un fondo per la definizione di controversie"  (n.
  808)
  d'iniziativa parlamentare
  presentato dall'onorevole Beninati in data 4 marzo 2004

  "Misure  indirizzate a lavoratori atipici provenienti  dal  bacino
  dei lavori socialmente utili" (n. 809)
  d'iniziativa parlamentare
  presentato dagli onorevoli Villari, Speziale, Giannopolo in data 4
  marzo 2004

  "Modifica  degli articoli 55 e 145 dell'Ordinamento amministrativo
  degli enti locali" (n. 810)
  d'iniziativa parlamentare
  presentato dall'onorevole Burgaretta in data 5 marzo 2004

  "Interpretazione autentica dell'articolo 36 della legge  regionale
  2  agosto  2002,  n.  7, riguardante norme  in  materia  di  opere
  pubbliche" (n. 811)
  d'iniziativa parlamentare
  presentato dall'onorevole Burgaretta in data 5 marzo 2004

    Annunzio di presentazione e di contestuale invio di disegni di
                   legge alle competenti Commissioni

  PRESIDENTE.  Comunico  che sono stati presentati  e  inviati  alle
  competenti Commissioni i seguenti disegni di legge:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

  "Disposizioni    urgenti   per   il   rafforzamento    dell'azione
  amministrativa a tutela della legalità" (n. 805)
  presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) in data 3  marzo
  2004
  trasmesso in data 5 marzo 2004

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

  "Interventi per lo sviluppo dello sport e delle attività motorie e
  ricreative"  (n. 806)
  presentato dagli onorevoli Barbagallo, Genovese, Gurrieri, Tumino,
  Zangara in data 3 marzo 2004
  trasmesso in data 5 marzo 2004

                   CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

  "Interventi   per   la   lessicografia  dialettale   siciliana   e
  galloitalica" (n. 807)
  presentato dall'onorevole Zago in data 3 marzo 2004
  trasmesso in data 5 marzo 2004

      Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
                        Commissione legislativa

  PRESIDENTE.  Comunico che il seguente disegno  di  legge  è  stato
  inviato  alla Commissione legislativa Servizi Sociali  e  Sanitari
  (VI)

  "Istituzione dei servizi delle professioni sanitarie" (n. 804)
  d'iniziativa parlamentare
  trasmesso in data 5 marzo 2004

       Comunicazione di apposizione di firma su disegno di legge

  PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Oddo e Turano,  in  data  4
  marzo  2004, hanno chiesto di apporre la propria firma al  disegno
  di  legge  n.  763  "Norme sul diritto di  pesca.  Abolizione  dei
  diritti  esclusivi di pesca" a firma degli onorevoli Lo  Curto  ed
  altri.

                 Comunicazione di richiesta di parere

  PRESIDENTE.  Comunico  la seguente richiesta di  parere  pervenuta
  dal  Governo  e  assegnata  alla  Commissione  legislativa  Affari
  Istituzionali (I)

  "IACP   di  Agrigento  - Nomina presidente e vice  presidente  del
  consiglio di amministrazione" (n. 269/I)
  trasmessa in data 5 marzo 2004

                      Annunzio di interrogazioni

  PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state  presentate  le   seguenti
  interrogazioni:

  con richiesta di risposta orale

  n.  1582 Notizie in merito alla richiesta di osservazioni al  PRG,
  nonostante l'annullamento della delibera di adozione dello stesso,
  avanzata  dal commissario ad acta del comune di Tremestieri  Etneo
  (CT).
  Presidente Regione
  Assessore Territorio
  Firmatario: Spampinato Giuseppe;

  con richiesta di risposta scritta

  n.  1581  - Opportune iniziative allo scopo di tutelare i pazienti
  stomizzati.
  Presidente Regione
  Assessore Sanità
  Firmatari: Forgione Francesco; Liotta Santo;

  n.   1583  -  Richiesta  di  ispezione  amministrativa  in  ordine
  all'operato del commissario ad acta per la verificazione  disposta
  relativamente alla elezione alla carica di sindaco del  comune  di
  Licata (AG).
  Presidente Regione
  Assessore Famiglia
  Firmatari:  Infurna  Giuseppe; Formica Santi;  Incardona  Carmelo;
  Ioppolo Giovanni; Sammartino Bartolomeo; Virzì Gioacchino;

  n. 1584 - Notizie in ordine alla procedura di nomina del direttore
  generale  dell'Azienda ospedaliera universitaria 'G.  Martino'  di
  Messina.
   Presidente Regione
  Assessore Sanità
  Firmatario: Lo Monte Carmelo.

                          Annunzio di mozione

  PRESIDENTE.  Comunico che è stata presentata  la  mozione  n.  274
  "Revoca  e  riconsiderazione del piano  gestione  rifiuti",  degli
  onorevoli   Capodicasa,   Speziale,  Cracolici,   Crisafulli,   De
  Benedictis,   Giannopolo,   Oddo,   Panarello,   Villari,    Zago,
  Barbagallo,   Ferro,   Forgione,   Ortisi,   Galletti,   Genovese,
  Guerrieri,   Liotta,   Manzullo,  Miccichè,  Morinello,   Orlando,
  Papania, Raiti, Spampinato, Tumino, Vitrano e Zangara.

  Avverto  che  la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno  della
  seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.

     Comunicazioni relative alle interrogazioni numeri 1579 e 1387

  PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  comunico  che,  in  riferimento
  all'interrogazione  a  risposta  orale  n.  1579  dell'on.   Raiti
  "Urgenti  iniziative per assicurare trasparenza nei  rapporti  tra
  Comune  di  Catania  ed istituti educativo - assistenziali  per  i
  minori  in  condizioni  socio - economiche disagiate",  annunziata
  nella  seduta  n. 188 del 3 marzo 2004, l'onorevole  interrogante,
  con  nota prevenuta  alla Segreteria generale in data 5 marzo 2004
  ed  assunta  dal   Servizio Lavori d'Aula  con  protocollo  dell'8
  marzo    successivo,  ha  fatto  presente  di  avere  erroneamente
  indicato come destinatario dell'atto ispettivo l'Assessore  per  i
  beni  culturali e ambientali e per la pubblica istruzione, anziché
  l'Assessore  per la famiglia, le politiche sociali e le  autonomie
  locali.
  Ne consegue che l'Assessore per la famiglia,  le politiche sociali
  e   le autonomie locali è il destinatario dell'interrogazione,  in
  luogo dell'Assessore per i beni culturali.

         L'Assemblea ne prende atto.

  Comunico,   altresì  che,  in  riferimento  all'interrogazione   a
  risposta orale  dell'onorevole Villari  n. 1387 "Ripristino  delle
  condizioni  di  legalità presso il consiglio comunale  di  Maletto
  (CT)",  svoltasi ai sensi dell'art. 140, comma 5, del  Regolamento
  interno,  nella seduta n. 187 del 2 marzo 2004 e trasformatasi  in
  interrogazione  con  richiesta  di risposta  scritta  per  assenza
  dall'Aula  dell'interrogante, comunico che, con nota del  2  marzo
  2004  assunta  dal Servizio Lavori d'Aula con protocollo  del    3
  marzo  successivo,  l'Assessore  per  la  famiglia,  le  politiche
  sociali e le autonomie locali ha fatto sapere di avere invitato il
  Sindaco  del  Comune di Maletto a relazionare in merito  a  quanto
  rappresentato  nell'atto ispettivo in questione,  con  particolare
  riferimento  alle  iniziative  adottate  per  la  risoluzione  del
  problema.
  Conseguentemente, lo stesso Assessore si  è riservato  di  fornire
  risposta   all'interrogazione,  non  appena  verrà  acquisita   la
  suddetta relazione.

    Informo,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno  che  nel corso della seduta potrà procedersi a  votazioni
  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                     Svolgimento di interrogazioni

   PRESIDENTE   Si  passa al punto secondo dell'ordine  del  giorno:
  Svolgimento, ai sensi dell'articolo 140, comma 5, del  Regolamento
  interno,   di   interrogazioni  delle  Rubriche:  "Agricoltura   e
  foreste";  "Beni  culturali ed ambientali e Pubblica  istruzione";
  Lavoro,   previdenza   sociale,   formazione   professionale    ed
  emigrazione";  "Territorio e ambiente"; "Turismo, comunicazioni  e
  trasporti".
  Onorevoli colleghi, con nota del 5 marzo 2004, l'Assessore per  il
  Lavoro,  la  previdenza  sociale, la  formazione  professionale  e
  l'emigrazione   interrogazioni,  ha  comunicato   di   non   poter
  presenziare  alla  seduta  odierna per concomitanti  improrogabili
  impegni istituzionali.
  Inoltre, con nota dell'8 marzo 2004, l'Assessore per il Territorio
  e  l'ambiente ha comunicato di non poter presenziare  alle  sedute
  dell'Assemblea  nella settimana che va dall'8 al  12  marzo  2004,
  perché fuori sede per impegni istituzionali.
  Restano,  pertanto,  iscritte all'ordine del  giorno  le  seguenti
  interrogazioni:

  della Rubrica "Lavoro":

    n.  1371  "Iniziative  per impedire l'approvazione  della  norma
  tendente  a ridurre i benefici previdenziali per i lavoratori  che
  sono stati esposti all'amianto", dell'onorevole Panarello.

  della Rubrica  "Territorio":

    numero 1362 "Provvedimenti in merito alla prevista realizzazione
  di  un  impianto di termovalorizzazione dei rifiuti nel territorio
  del  Comune di Paternò (CT)", degli onorevoli Villari, Zago  e  De
  Benedictis;
  numero  1382  "Chiarimenti in ordine alle denunce di illegittimità
  relative  al Piano regolatore generale di Castellammare del  Golfo
  (TP)", degli onorevoli Oddo, Speziale e Cracolici;
  numero  1394 "Chiarimenti in ordine alla realizzazione nel  comune
  di Aragona (AG) e nel comune di Casteltermini (AG) rispettivamente
  di  una  discarica  e  di  un termovalorizzatore",  dell'onorevole
  Miccichè.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                                Congedi

  PRESIDENTE.  Comunico  che gli Assessori  D'Aquino  e  Stancanelli
  devono considerarsi in congedo per la presente seduta.
  Non sorgendo osservazioni, i congedi si intendono accordati.


   Presidenza del presidente Lo Porto


      Svolgimento di interrogazione della Rubrica "Agricoltura e
                               foreste"

   PRESIDENTE  Si passa allo svolgimento della interrogazione numero
  1392,  della Rubrica "Agricoltura e foreste", <<Notizie  circa  il
  risarcimento degli oneri sostenuti dalle imprese agricole  per  la
  potatura straordinaria degli agrumeti danneggiati dalle gelate del
  dicembre 2001 - gennaio 2002>>, dell'onorevole Villari.
  Ne do lettura:

  <<All'Assessore per l'agricoltura e le foreste, premesso  che  con
  decreto  ministeriale  del  28  febbraio  2003,  pubblicato  sulla
  Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 60 del 13 marzo 2003,  sono
  stati  riconosciuti  i  danni causati dalle  gelate  che  si  sono
  verificate  nei mesi di dicembre 2001 e gennaio 2002 e sono  stati
  previsti  gli  interventi  di cui alla  lettera  e)  del  comma  2
  dell'art.  3 della legge numero 185 del 1992, al fine di sostenere
  le  imprese costrette ad eseguire la potatura straordinaria  degli
  agrumeti tanto imprevista quanto inevitabile ed onerosa;

  preso  atto  che  a seguito della emanazione del  decreto  di  cui
  sopra,  presso l Ispettorato provinciale agrario di  Catania  sono
  state  presentate  circa  7  mila istanze  a  testimonianza  della
  eccezionale gravità dell'evento;

  considerato che, a distanza di quasi due anni, mentre  le  aziende
  per  scongiurare  la compromissione anche della  produzione  delle
  campagne  successive si sono dovute attivare a loro  spese  e  con
  ulteriore aggravio per i loro già precari bilanci per fronteggiare
  la  delicatissima situazione, nessuna iniziativa è  stata  assunta
  (nonostante  le  assicurazioni  fornite  a  livello  politico   ed
  istituzionale)  per la istruttoria e liquidazione  delle  pratiche
  presentate;

  considerata  l'importanza (per i bilanci  e  per  la  dignità  dei
  produttori)  che  il  provvedimento  risarcitorio  assume  per  le
  singole aziende e per l intero settore;

  considerato,  altresì,  che  le numerose  assicurazioni  avute  in
  occasione   dei  molteplici  incontri,  sollecitati  dalle   varie
  organizzazioni professionali di categoria dei produttori  e  dalle
  organizzazioni sindacali dei lavoratori, tenuti sull'argomento non
  hanno sortito alcun risultato;

  ritenuto  assolutamente necessario intervenire  a  sostegno  delle
  richieste,  peraltro giuste, delle imprese agrumicole interessate,
  anche per le evidenti conseguenze negative che il ritardo comporta
  per  i  lavoratori  interessati, soprattutto dal  punto  di  vista
  contributivo-previdenziale,   nel   contesto   delle    difficoltà
  complessive nell' economia dell'impresa e con conseguenze negative
  sulle giornate di lavoro degli operatori del settore;

  per  sapere  se  non  ritenga necessario intraprendere  iniziative
  immediate  affinché vengano assegnati all'Ispettorato  provinciale
  agrario  di  Catania  da parte dei competenti organi  nazionali  e
  regionali  i  finanziamenti necessari per  la  liquidazione  delle
  richieste di risarcimento degli oneri sostenuti dalle aziende  per
  la  potatura straordinaria degli agrumeti danneggiati dalle gelate
  del periodo dicembre 2001gennaio 2002>>.
  VILLARI

  Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per l'agricoltura e le
  foreste per rispondere all'interrogazione.

   CASTIGLIONE   assessore  per  l'agricoltura  e  le  foreste.   In
  riferimento   alla   interrogazione  numero  1392   dell'onorevole
  Villari,  rappresento che, con decreto del 28  febbraio  2003,  il
  Ministro  delle  Politiche  agricole  e  forestali  ha  dichiarato
  l'esistenza  del carattere eccezionale per le gelate  verificatesi
  nelle province di Catania e Siracusa dall'1 dicembre  2001  al  31
  gennaio 2002 che hanno provocato danni alle strutture aziendali.
  Al  riguardo,  sono  state  presentate ai  competenti  Ispettorati
  provinciali  dell'agricoltura circa 5900 richieste a Catania,  con
  un  fabbisogno  denunciato pari a circa 15,5 milioni  di  euro,  e
  numero 2350 istanze a Siracusa per un fabbisogno di 18 milioni  di
  euro circa.
  Solo  il  22 gennaio 2004 è stato possibile iscrivere nel bilancio
  regionale  su  un  capitolo operativo di  spesa  del  Dipartimento
  regionale Interventi Strutturali le somme stanziate dal Ministero.
  Va sottolineato che la somma assegnata, in base alla legge 185 del
  1992 lettera (e), è pari solo a 679.215,00 euro e che tali risorse
  riguardano,  oltre  agli eventi calamitosi in  parola,  altre  tre
  eventi  declarati  dal  Ministero, per un  fabbisogno  finanziario
  denunciato  complessivo  pari  a 42.557.324,97  euro;   gli  altri
  eventi sono:
  -  Agrigento, venti sciroccali dal 9 novembre 2001 al 12  novembre
  2001;
  -  Messina,  grandinata del 10 novembre 2001 e piogge  alluvionali
  dal 30 agosto 2002 al 2 settembre 2002;
  -  Ragusa,  venti impetuosi del 7 maggio 2002, 8 maggio  2002,  12
  maggio 2002 e grandinata del 15 settembre 2002.
  Attualmente  gli  uffici  stanno  completando  la  procedura   per
  ripartire,  proporzionalmente ai fabbisogni denunciati,  le  somme
  sopra  indicate  tra  gli Ispettorati Provinciali  all'Agricoltura
  interessati;  in  particolare, saranno assegnati  247.656  euro  a
  Catania e 287.757 euro a Siracusa.
  In  conclusione - pur tenendo conto che nell'istruttoria, condotta
  in  base  ai  criteri  della legge 185/1992, normalmente  vi  sono
  percentuali elevatissime di rigetto delle istanze (il 50% e oltre)
  -  va  rilevata  ancora  una  volta la limitatezza  delle  risorse
  stanziate dal Fondo di solidarietà nazionale previsto dalla stessa
  legge 185.

   PRESIDENTE   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Villari   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

   VILLARI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo  soltanto
  rilevare che i dati forniti dall'Assessore evidenziano una carenza
  significativa di finanziamenti nel bilancio dello Stato, nel senso
  che  il  Ministero  non ottempera, a causa della  limitatezza  dei
  fondi  che  venivano  molto precisamente indicati  nella  risposta
  dell'Assessore,  a  quanto  previsto dalla  legge  numero  185  e,
  quindi,  la  Sicilia  rischia, ancora una  volta,  di  pagare  una
  situazione   sul  piano  delle  scelte  finanziarie  del   Governo
  nazionale che appesantisce il settore agricolo. In particolare, si
  trattava, in questo caso, di intervenire per danni che sono  stati
  registrati nelle province di Catania e Siracusa.
  I  dati  forniti  dall'Assessore dicono  che  c'è  una  differenza
  notevolissima, si parla di 5,5 milioni di euro solo  per  Catania,
  se  non vado errato, a fronte di 300 mila euro (sostanzialmente  o
  giù di lì) che vengono previsti a livello nazionale.
  Mi  ritengo soddisfatto sia dell'articolazione della risposta  che
  del  ragionamento dell'Assessore. Vorrei, però, rilevare -  ed  in
  questo  senso lo chiedo formalmente all'Assessore e al  Governo  -
  l'esigenza  di  fare  un  intervento  nei  confronti  del  Governo
  nazionale affinché su questa materia vi sia un'attenzione adeguata
  che  dia  il senso dell'importanza che ha l'agricoltura  siciliana
  all'interno dell'economia isolana.

    Rinvio dello svolgimento di interrogazione della Rubrica "Beni
             culturali e ambientali e pubblica istruzione"

   PRESIDENTE  Si passa all'interrogazione numero 1396 della rubrica
  "Beni  culturali e ambientali e pubblica istruzione". Per  assenza
  dell'Assessore  per  i  Beni culturali  ed  ambientali  e  per  la
  pubblica istruzione, onorevole Granata,  l'interrogazione n. 1396,
  "Revoca del decreto di accoglimento del ricorso gerarchico  contro
  la  realizzazione  della  'circonvallazione  est'  del  Comune  di
  Belpasso   (CT)",   dell'onorevole  Barbagallo,   resta   iscritta
  all'ordine del giorno.

  Rinvio dello svolgimento di interrogazione della Rubrica "Turismo,
  comunicazioni e trasporti"

   PRESIDENTE   Si  passa  alla rubrica  "Turismo,  comunicazioni  e
  trasporti".  Per assenza dall'Aula dell'Assessore per il  Turismo,
  le comunicazioni e i trasporti, onorevole Cascio, l'interrogazione
  n.  1364  "Iniziative per garantire l'efficienza del  servizio  di
  trasporto    degli   studenti   della   provincia   di   Trapani",
  dell'onorevole Oddo, resta iscritta all'ordine del giorno.

   MICCICHE'   Chiedo di parlare per stigmatizzare  l'assenza  degli
  assessori.

   PRESIDENTE   Onorevole Micciché, lo potrà fare  alla  fine  della
  seduta, quando il Regolamento lo consentirà.

  Seguito  della  discussione del disegno di  legge  <<Interventi  a
  sostegno dei familiari delle vittime di Nassiriya>>  (727-722-723-
  724-770/A)


   Presidenza del presidente Lo Porto


   PRESIDENTE   Si  passa  al terzo punto  dell'ordine  del  giorno:
  Discussione  di disegni di legge. Si inizia con il  seguito  della
  discussione  del  disegno  di legge <<Interventi  a  sostegno  dei
  familiari  delle  vittime  di Nassiriya"  (727-722-723-724-770/A),
  iscritto al numero 1.
  Invito  i componenti della I Commissione, 'Affari istituzionalli',
  a prendere posto nel relativo banco.
  Ricordo  che l'esame del disegno di legge era stato sospeso  nella
  seduta  precedente  dopo la votazione per il  passaggio  all'esame
  degli articoli.

   PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, ricordo che l'esame  del  disegno
  di  legge  era  stato  sospeso nella  seduta  precedente  dopo  la
  votazione per il passaggio all'esame degli articoli.
   Invito il deputato segretario a dare lettura dell'articolo 1.

   BASILE  segretario:

  "Articolo 1

  Interventi a sostegno dei familiari delle vittimedell'attentato di
  Nassiriya

  1.  I benefici di cui agli articoli 2, 3 e 4 della legge regionale
  13  settembre  1999, n. 20 e successive modifiche ed integrazioni,
  si  estendono  ai familiari di Alfio Ragazzi, Giovanni  Cavallaro,
  Giuseppe Coletta, Domenico Intravaia, Horacio Majorana ed Emanuele
  Ferraro, vittime dell'attentato avvenuto a Nassirya, in territorio
  iracheno, il 12 novembre 2003.

  2.  Le  disposizioni  di  cui agli articoli  3  e  4  della  legge
  regionale  13  settembre  1999, n. 20 e  successive  modifiche  ed
  integrazioni   sono,  altresì,  applicabili  nei   confronti   dei
  familiari di Mohamed Abid, deceduto eroicamente il 18 giugno  2003
  nel  compimento di un atto di salvataggio nel tratto di  mare  del
  Lido Cannatello di San Leone in provincia di Agrigento.

  3.  I  benefici  di  cui all'articolo 4 della legge  regionale  13
  settembre  1999, n. 20 e successive modifiche ed integrazioni,  si
  applicano  nei  confronti di un solo componente di ciascun  nucleo
  familiare di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo.

   CASTIGLIONE  vicepresidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   CASTIGLIONE  vicepresidente della Regione. Signor Presidente,  il
  Governo con questo disegno di legge ha inteso estendere i benefici
  previsti  dalla  legge  20  anche ai familiari  dell'attentato  di
  Nassiriya.  Quindi,  lo  riteniamo un atto molto  qualificante,  e
  desidero  rivolgere, soprattutto, un ringraziamento al  Parlamento
  per  aver voluto accelerare l'iter di quest'iniziativa legislativa
  che  riteniamo molto qualificante per l'attività parlamentare,  ma
  soprattutto un sostegno reale a chi ha, in un tragico momento  per
  la vita del Paese,  perduto i familiari.
  Il  disegno  di  legge affronta anche il tema dell'estensione  dei
  benefici,  previsti per le vittime della mafia,  ai  familiari  di
  Mohamed  Abid,  deceduto  il  18  giugno  del  2003,  nell'estremo
  tentativo  di  salvataggio  di vite umane,   nel  tratto  di  mare
  denominato  Lido Cannatello.

   MICCICHE'  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   MICCICHE'   Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  che  un
  disegno  di  legge che affronti questo tema non  può  che  vedermi
  favorevole   alla   sua   approvazione,   e   mi   riferisco   sia
  all'intervento a favore dei familiari delle vittime dell'attentato
  di  Nassiriya,  che   ai familiari di Mohamed Abid,  deceduto  per
  salvare una giovane vita a scapito di quella propria.
  Non  voglio   fare facile demagogia e retorica, sono profondamente
  d'accordo  affinchè vengano estesi i benefici anche a questi  atti
  di  eroismo,  però  non  vorrei suscitare ire,  in  questi  giorni
  abbiamo  visto  che cosa è successo nella trasmissione  televisiva
  del  festival  di  Sanremo. E' bastato che  qualcuno  mettesse  in
  evidenza  che  fatti  tragici  come quelli  verificatisi  in  Iraq
  possano  diventare  momento di retorica, dimenticando  che  quanto
  successo in Iraq è un fatto che ha colpito tutti, indistintamente,
  sia   chi  era  favorevole all'intervento sia  chi  era  contrario
  all'intervento.
  Signor Presidente, la mia parte politica era ed è ancora contraria
  alla  presenza dei  nostri soldati in Iraq: un Paese che  ormai  è
  diventato l'inferno in terra. Inferno scatenato dagli Stati  Uniti
  d'America, voluto dal loro  Presidente.
  Oggi  sappiamo benissimo che gli Stati Uniti stanno   cercando  di
  fare  marcia  indietro  perchè  si  sono  resi  conto  di  essersi
  impantanati  in  una  guerra dalla quale non si  può  più  tornare
  indietro.
  Ho  scritto  in un mio opuscolo, distribuito anche in  quest'Aula,
  che  l'intervento in Iraq ci avrebbe inseriti   in   tunnel  senza
  uscita, e le  morti quotidiane lo dimostrano.
  Ecco   perché  ho   fatto  questa  premessa,  per  affermare   che
  l'attentato  di  Nassiriya   poteva essere  evitato,  bastava  non
  mandare i nostri soldati.
   Abbiamo saputo recentemente di questioni che riguardano l'assetto
  organizzativo  della  presenza italiana a Nassiriya:  vi  è  stata
  anche    una   protesta  di  alcuni  soldati  elicotteristi    che
  contestavano  la  scarsezza di dotazioni  del  nostro  esercito  e
  questo ..

   SAMMARTINO  Ma cosa c'entra tutto ciò con il disegno di legge che
  stiamo  discutendo?  Lei  sta strumentalizzando  anche  in  questa
  occasione. Abbia più rispetto...

   MICCICHE'  Io ho molto rispetto per chi non c'è più, ma ho  anche
  il  diritto  di ultimare il mio intervento, come lei  ,  onorevole
  Sammartino è nel pieno diritto di affermare il contrario,  nessuno
  glielo   impedisce;  prova  ne  sia  che  il  Governo   nazionale,
  appoggiato dalla maggioranza,  continua con la scelta assunta mesi
  addietro..
  Comunque preannuncio il mio voto favorevole all'articolo 1, e  per
  una  semplice ragione:  noi eravamo contro la spedizione  italiana
  in  Iraq  perché sapevamo anche dei rischi che correvano i  nostri
  militari,  ed oggi  questi morti hanno un nome e cognome.
  Ribadisco  che   questa è una  guerra ingiusta. I fatti  ci  hanno
  dimostrato  che   non  doveva arrivarsi a questo  perchè   era  un
  pretesto  per  chissà  quali  interessi,  e  quello   che  si  sta
  scatenando oggi in Iraq  lo dimostra. In realtà, si tratta di  una
  guerra  fratricida voluta  esclusivamente dagli Stati  Uniti,  una
  guerra  tra religioni, tra le varie  etnie lì presenti.

   FLERES   I  morti delle Twin Towers cosa sono invece? Quei  morti
  non hanno anche loro un nome ed  un cognome?

   MICCICHE'    Ricordo  anche  quelli,  onorevole   Fleres,   basta
  rileggere   un  mio  intervento.  Vi  ricordo  che   subito   dopo
  l'attentato dissi che Bush e Bin Laden sono due facce della stessa
  medaglia,  e questo lo dice anche un candidato a Presidente  degli
  Stati  Uniti  d'America, JF. Kerry, il quale  non  può  certamente
  essere tacciato di antiamericanismo o di pacifismo.
  Ribadisco  che  confermo il  voto favorevole a questo  disegno  di
  legge,   affinché  i  familiari  di   questi  nostri  connazionali
  vengano  non  solo  risarciti, ma  riconosciuti  come  parenti  di
  vittime di una guerra ingiusta.

   PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  comunico   che   sono   stati
  presentati i seguenti emendamenti:

  - dal Governo: 1.2 e 1.3;
  - dall'onorevole Dina: 1.4;
  - dall'onorevole Giannopolo: 1.5 e 1.7;
  - dagli onorevoli Formica, Ioppolo ed altri:  1.1.
  - dall'onorevole Beninati: 1.6.

   PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole Giannopolo.  Ne  ha
  facoltà.

   GIANNOPOLO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
  esplicitare la totale condivisione e dell'articolo 1 e  delle  sue
  finalità,  con  riferimento  al  primo  comma  laddove  si   parla
  dell'estensione dei benefici di cui alla legge 20 - la  legge  che
  tutela  i  parenti delle vittime di mafia -  cioè l'estensione  di
  questi  benefici ai familiari delle vittime di Nassiriya residenti
  in Sicilia. Come anche condivido le finalità del secondo comma: mi
  sembra  un gesto assolutamente nobile che testimonia anche di  una
  capacità  di  tolleranza e di cultura della solidarietà  da  parte
  della nostra Regione.
  Vorrei ricordare che nel giorno in cui -  adesso non ricordo se fu
  lo  stesso giorno o il giorno precedente -  moriva questo tunisino
  naturalizzato,  per salvare una persona che rischiava di annegare,
  nello  stesso giorno Umberto Bossi, a nome della Lega, anche nella
  sua  funzione di ministro, dichiarava che bisognava sparare  sugli
  scafisti,  e  respingere gli extracomunitari con i  cannoni.  Oggi
  quello che noi compiamo nei riguardi anche di questo tunisino,  di
  questo  extracomunitario capace di questo gesto eroico e di grande
  generosità è sicuramente un gesto esemplare.
  Noi  siamo  stati anche presentatori di un disegno di legge  sulle
  vittime  di  Nassyria  per  l'estensione  di  questi  benefici  ai
  familiari  delle vittime, e per cui ci sentiamo davvero di  essere
  totalmente protagonisti anche di questo momento legislativo.
  Vorrei qui semplicemente cogliere l'occasione anche per esporre le
  ragioni che mi hanno spinto e che ci hanno spinto a presentare  un
  emendamento che estende i benefici della stessa legge 20  che  per
  la  prima volta nella storia da quando ci fu la strage di Portella
  della  Ginestra.  Aggiungo che la legge 20  ha  stabilito,  direi,
  certificato che quelle furono  vittime di mafia ed ha reso onore a
  quelle  vittime  iscrivendo  i loro nomi  nella  tabella  allegata
  pubblicata sulla gazzetta ufficiale.
  Anche  quello fu un gesto esemplare perché mai nessun  atto  dello
  Stato,  nessun atto pubblico dello Stato aveva certificato  quanto
  fu  capace di fare la legge 20 del 1999. Tuttavia all'epoca, a mio
  avviso, si commise una piccola mancanza  cioè l'avere escluso  dal
  novero  delle  vittime coloro i quali rimasero  feriti,  furono  i
  superstiti  di quell'attentato. Alcuni di questi,  circa  tredici,
  ancora oggi sono in vita.
  Proprio domenica mattina, giorno 7/03/2004 è stato festeggiato  il
  novantesimo compleanno di una di queste donne rimaste ferite nella
  strage  di  Portella della Ginestra, donna che, assieme  ad  altre
  dodici  persone,  ancora oggi,  vive portando  dentro  al  proprio
  corpo le schegge delle bombe a mano che furono lanciate a Portella
  delle Ginestre.
   Pertanto ritengo che bisogna cogliere l'occasione di questa legge
  per  ricordare  e per annoverare anche quelle vittime  superstiti,
  testimoni  oculari, testimoni ancora viventi di  quella  terribile
  strage.
  Non  credo che  una questione  procedurale -  in ordine  al  fatto
  che  il parere della II Commissione,  non sia stato reso -  poiché
  l'emendamento propone una copertura finanziaria ben  precisa,  ben
  individuata e pertanto invito anche il Presidente dell'Assemblea e
  il   Governo  regionale  a  valutare  positivamente  l'emendamento
  presentato  dal sottoscritto, relativo alle vittime superstiti  di
  Portella delle Ginestre.

  Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti 1.3, 1.4 e  1.5,
  in quanto di identico contenuto.
  Il parere della Commissione?

   ARDIZZONE  presidente della  Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE .  Chi è favorevole resti seduto, chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

  Pongo in votazione l'emendamento 1.1. Il parere della Commissione?

   ARDIZZONE  presidente della  Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   CASTIGLIONE  vicepresidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE    Chi è favorevole resti seduto, chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

  Pongo   in   votazione  l'emendamento  1.2  .  Il   parere   della
  Commissione?

   ARDIZZONE   presidente della  Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

  Si passa all'emendamento 1.6.

   BENINATI  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   BENINATI   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  nella  fretta
  l'emendamento  è stato formalizzato male. Se il Governo  lo  vuole
  recepire  -  è un suggerimento - perché se anche si può  intendere
  come  materia  pertinente alla  sanità, può  anche  appartenere  a
  materie  di  competenza  della  I  Commissione.  Il  Governo   può
  considerarlo come l'abrogazione dell'articolo 39.

   CASTIGLIONE    vicepresidente  della  Regione.  Sono   favorevole
  all'abrogazione  dell'articolo 39 della legge n. 4,   occorrerebbe
  un sub-emendamento che reciti espressamente "è abrogato l'articolo
  39 della legge regionale n. 4 del 2003".

   PRESIDENTE  Sospendo brevemente la seduta.

  (La seduta, sospesa alle ore 18.48, è ripresa alle ore 18.50)

  La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE    Onorevoli   colleghi,  faccio   presente   che   la
  disposizione  di  cui  all'emendamento 1.6 è  contenuta  in  altro
  disegno   di   legge.  Pertanto  l'emendamento  viene   dichiarato
  improponibile, perché vertente su oggetto estraneo al  disegno  di
  legge.
   Si passa all'emendamento 1.7. Il parere del Governo?

   GIANNOPOLO  Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

   GIANNOPOLO   Signor  Presidente, volevo  dire  che  nel  capitolo
  183705,  che  è  il capitolo Rubrica Enti Locali -  interventi  in
  materia di beneficenza ed assistenza pubblica - abbiamo stanziato,
  con  l'approvazione del  bilancio avvenuto prima  di   natale,  la
  cifra di 2 milioni di Euro.
  Allo  stato  attuale risultano impegnati poco meno di  cento  mila
  euro,  perché  non  si sono ancora  istruite le  pratiche.  Vorrei
  ricordare  che  le  procedure  di dette   pratiche  comportano  la
  domanda  e  l'istruzione  da  parte  del  Comune  di  residenza  e
  l'emanazione, di un  decreto. Per cui allo stato attuale non  sono
  state  impegnate  le somme che in genere si impegnano  verso  fino
  anno. Pertanto esiste una  disponibilità in  bilancio.
    Su questo capitolo noi abbiamo attivato anche interventi verso i
  lavoratori  della   Fiat,  e  della  Tecnosistemi,  abbiamo  anche
  approvato  un  ordine  del giorno. Quindi,  rientra  perfettamente
  nella fattispecie.

   FLERES  Chiedo di parlare.

  PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FLERES  Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per
  un  richiamo al regolamento. Io, onorevole Giannopolo condivido il
  merito  delle  cose  che  lei  ha  detto,  però  l'istituto  della
  copertura parlamentare dei disegni di legge nel nostro regolamento
  non esiste. Sarò più chiaro: per determinare la copertura rispetto
  un  emendamento ad un disegno di legge é necessario stabilire  una
  procedura  che  prevede  un  passaggio  in  Commissione  Bilancio.
  Tuttavia,  ripeto,  oggi  si è tentato  ciò,  ma   la  Commissione
  Bilancio non ha raggiunto il numero legale.
    Non  mi spingerei a stabilire un precedente d'Aula nel senso  da
  lei  auspicato, che sia chiesto anche in assoluta buona fede   per
  ottenere  un  risultato nobile, perché determinerebbe un  percorso
  molto  accidentato istituendo "l'istituto della copertura  d'Aula"
  che se interpretato estensivamente determinerebbe dei disastri  in
  altri  momenti  e in altre fasi legislative di questo  Parlamento.
  Pertanto  onorevole Giannopolo mi permetto di  suggerirle  di  non
  insistere da questo punto di vista.

   MICCICHE'  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   MICCICHE'   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo  che
  l'argomento  sottoposto con l'emendamento del  collega  Giannopolo
  vada al cuore della questione.
    Noi abbiamo approvato nella Commissione di merito  interventi  a
  sostegno  dei familiari delle vittime degli attentati di  Nassirya
  proprio  perché abbiamo colto il senso dell'intervento. Lo  stesso
  abbiamo fatto per la triste ed eroica storia del tunisino  che  ha
  salvato  una  giovane  vita a scapito di quella  propria.  Abbiamo
  anche  approvato  l'emendamento  Formica,  Ioppolo  ed  altri   su
  Montagna   Longa   senza  aver  trovato  ostacoli   di   carattere
  procedurale nel trovare i fondi. Per questo mi sembra assurdo  che
  proprio  su  un argomento  attenzionato dall'onorevole  Giannopolo
  sollevare   il un vincolo  burocratico. Perché quanto  successo  a
  Portella delle Ginestre fa parte ormai della storia, di una pagina
  di storia che attesta che  quei morti sono vittime della mafia, di
  quella  mafia che ha avuto come elemento culmine appunto la strage
  di Portella della Ginestra.
   Io credo che  una questione procedurale si può superare anche con
  un attimo di sospensione e cercare di trovare il modo di approvare
  l'emendamento del collega Giannopolo, anche se i soldi destinati a
  questo scopo sono veramente irrisori. Comunque il problema  non  è
  tanto  la  quantità  del contributo che si vuole  elargire  ma  il
  giusto  peso che si vuole dare alla vicenda  del tragico attentato
  di  Portella della Ginestra. Sono tutte  morti della mafia,  morti
  che  ancora chiedono giustizia e non vendetta, perché se dovessimo
  dire  che gridano vendetta la guerra sarebbe infinita anche perché
  i morti chiedono giustizia e non vendetta. Perché se fosse chiesta
  vendetta, la guerra sarebbe infinita.
  Signor  Presidente, correggo quanto ho detto prima: non  intendevo
  dire  che  solo  la  guerra  è ingiusta;   tutte  le  guerre  sono
  ingiuste,  anche  quelle che vorrebbero trovare una  copertura  di
  carattere  ideologico. Oggi però siamo di  fronte  ad  un  epilogo
  storico:  decidere  se accettare che le vittime  della  strage  di
  Portella della Ginestra debbano essere portate nel dimenticatoio.
  In  verità, non sono d'accordo al rinvio della trattazione  perché
  credo  che  se  questo emendamento non passa ora non passerà  più;
  sappiamo  benissimo che diversi problemi potrebbero sorgere da qui
  ai prossimi mesi.
  Signor Presidente, emendamenti di questo genere sono difficili  da
  approvare  perché, anzitutto, occorre valutarne  la  ricevibilità.
  Ritengo  che  questa sia  la legge giusta e che l'emendamento  sia
  quello giusto al posto giusto.

   CRACOLICI  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   CRACOLICI   Signor Presidente, non avevo chiesto  la  parola  sul
  tema  che le avevo posto perché gli uffici, qualche minuto fa,  mi
  hanno   assicurato   e  rassicurato  del  fatto   che   approvando
  l'emendamento  1.1  non commettiamo un'ingiustizia  nei  confronti
  delle altre vittime.

   PRESIDENTE  Onorevole Cracolici, dobbiamo ammettere che non si  è
  fidato della mia opinione.

   CRACOLICI  No, signor Presidente, mi fido delle cose  che  leggo.
  Le  parole restano sempre parole; in questo caso è meglio  leggere
  le norme. E le norme sono quindi già estese alle vittime di Ustica
  e di Punta Raisi.
  Vorrei  a  questo punto intervenire sull'emendamento 1.7  e  anche
  sulle  obiezioni sollevate dall'onorevole Fleres. Vorrei però  che
  stabilissimo un principio che non sia 'a fisarmonica'.
  E'  stato  votato l'emendamento 1.1 che comporta oneri  finanziari
  per  la  Regione,  estendendo  l'applicazione  di  una  norma  già
  esistente  ad  un  capitolo già esistente. L'emendamento  è  stato
  dichiarato  proponibile;  è stato dato il  parere  favorevole  del
  Governo ed è stato votato dall'Aula.
  L'emendamento 1.7 altro non è che l'applicazione del principio  di
  un  beneficio  ad  altri  soggetti,  sempre  riferito  a  capitoli
  finanziari  già  esistenti; non è diverso quindi  dall'emendamento
  1.1.  Considerato  che il Governo aveva già dichiarato  il  parere
  favorevole,  signor Presidente, ritengo che,  per  motivi  di  par
  condicio,  l'emendamento 1.7 vada considerato alla stessa  stregua
  dell'emendamento 1.1, quindi votato.

   PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, vorrei fare una precisazione:  il
  problema  sollevato dagli onorevoli Cracolici e Miccichè è  reale.
  Abbiamo  proceduto dichiarando possibile il voto  dell'emendamento
  1.1;  abbiamo ritenuto l'emendamento 1.7  non proponibile,  o  per
  meglio  dire, è stato dato un parere perplesso - in verità non  lo
  abbiamo  ancora ascoltato - da parte del Governo, in quanto  privo
  di copertura finanziaria.
  In  ordine  all'emendamento 1.1, che abbiamo  comunque  approvato,
  chiedo  di  prestare  attenzione al  fine  di  evitare  di  creare
  precedenti  che  mettano  in  forse  la  legittimità  di  un  voto
  liberamente espresso.
  Considerato che il tema della improponibilità sull'emendamento 1.7
  verte  anche,  sebbene in misura diversa -  non  dico  minore,  ma
  sicuramente  diversa  -  per l'emendamento  1.1,  se  non  sorgono
  osservazioni,  propongo  di riunire la  Commissione  Bilancio  che
  esprimerà il parere in merito.
  Se  il Presidente della Commissione Bilancio, onorevole Savona,  é
  disponibile   ad  una  convocazione  immediata  della  Commissione
  stessa, sospendo la seduta per quindici minuti.

  (La seduta, sospesa alle ore 19,05, è ripresa alle ore 19.18)

  La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE    Onorevoli   colleghi,   l'emendamento    a    firma
  dell'onorevole Giannopolo, una volta precisato lo stanziamento  da
  destinare  ai  familiari delle vittime di  Nassiriya,  ha  trovato
  piena copertura finanziaria.
  L'emendamento  1.7 quindi non recita più, come era stato  previsto
  al  penultimo rigo del primo comma: "... un contributo una  tantum
  per  l'importo  di  12.500,00 euro alle vittime superstiti..."  ma
  "alle dodici vittime superstiti".
  Tale precisazione è importante ai fini della quantificazione della
  spesa.
  Pongo in votazione l'emendamento 1.7. Il parere del Governo?

   CASTIGLIONE  vicepresidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

   ARDIZZONE  presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

  Pongo in votazione l'articolo 1, nel testo risultante.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

  Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               <<Art. 2

  1.  Per  le  finalità  di cui ai commi 1 e 2, dell'articolo  1,  è
  autorizzata per l'esercizio finanziario 2004, la spesa complessiva
  di 698 migliaia di euro, di cui:

  -  465 migliaia di euro per l'articolo 2 della legge regionale  13
  settembre  1999,  n.  20  e successive modifiche  ed  integrazioni
  (U.P.B. 3.2.1.3.5) capitolo 183720;

  -  23  migliaia di euro per l'articolo 3 della legge regionale  13
  settembre  1999,  n.  20  e successive modifiche  ed  integrazioni
  (U.P.B. 3.2.1.3.5) capitolo 183721;

  -  210 migliaia di euro per l'articolo 4 della legge regionale  13
  settembre  1999,  n.  20  e successive modifiche  ed  integrazioni
  (U.P.B. 3.2.1.3.5) capitolo 183722.

  2.  All'onere di cui al comma 2 dell'articolo 1, si provvede,  per
  l'esercizio   finanziario  2004,  con  parte  delle  disponibilità
  dell'U.P.B. 4.2.1.5.2 - capitolo 215704 - accantonamento 1001  del
  bilancio della Regione.

  3.  Per gli esercizi finanziari 2005 e 2006 per le finalità di cui
  all'articolo 3 della legge regionale 13 settembre 1999,  n.  20  e
  successive modifiche ed integrazioni (U.P.B. 3.2.1.3.5 -  capitolo
  183721), è autorizzata, rispettivamente la spesa di 23 migliaia di
  euro  e  25  migliaia  di euro, che trova riscontro  nel  bilancio
  pluriennale  della Regione - U.P.B. 4.2.1.5.2 -  codice  120201  -
  accantonamento 1001.

  4.  Per gli esercizi finanziari 2005 e 2006 per le finalità di cui
  all'articolo 4 della legge regionale 13 settembre 1999,  n.  20  e
  successive modifiche ed integrazioni (U.P.B. 3.2.1.3.5 -  capitolo
  183722), è autorizzata, per ciascun anno, la spesa di 210 migliaia
  di  euro,  che  trova  riscontro nel  bilancio  pluriennale  della
  Regione  -  U.P.B.  4.2.1.5.2  - codice  120102  -  accantonamento
  1001>>.

  Comunico  che è stato presentato l'emendamento 2.1,  a  firma  del
  Presidente della Commissione.
  Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CASTIGLIONE  vicepresidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

   ARDIZZONE  presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

  Pongo  in  votazione  l'articolo 2 nel  testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del presidente Lo Porto


  Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini del giorno:

    n.  369  "Iniziative  per  la  riconsiderazione  della  missione
  italiana  in Iraq e per il sostegno alle organizzazioni umanitarie
  operanti in quel Paese, dell'onorevole Miccichè;

   n. 370 "Opportuni provvedimenti per la disciplina dell'esecuzione
  dell'inno  ufficiale della Regione siciliana (Madreterra)",  degli
  onorevoli Fleres, Catania Giuseppe e Maurici.

   MICCICHE'  Chiedo di parlare per illustrare l'ordine del giorno.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   MICCICHE'   Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  presentato
  quest'ordine  del  giorno, in sintonia con gli argomenti  trattati
  fino  a pochi minuti fa, perché ho detto - e lo confermo - che  le
  vittime  di Nassiriya pesano sulla coscienza di chi ha  voluto  la
  guerra;  occorre  ripagare i familiari non  solo  con  quanto  già
  approvato, ma con le norme, i contributi e una politica di pace.
  In  questo  momento, a livello nazionale, c'è un forte  dibattito,
  anche  all'interno  del  centrosinistra,  sul  mantenimento  delle
  nostre  organizzazioni militari. L'esercito, i nostri  soldati  si
  trovano in luoghi di guerra per difendere qualcosa che non abbiamo
  capito,  che  gli  italiani ancora non hanno capito.  Soltanto  la
  propaganda guerrafondaia ha cercato di far passare il concetto che
  la  guerra  è  una  cosa  giusta.  La  guerra  per  combattere  il
  terrorismo - lo abbiamo già detto - si fa con altri mezzi, non con
  le  armi  micidiali, come quelle che sono state fornite a  Saddam,
  quando era al potere, proprio dagli Stati Uniti.
  Purtroppo oggi viviamo una situazione drammatica, anche  in  Iraq;
  anche  attraverso il nostro contributo in negativo abbiamo  creato
  condizioni di enorme disagio per quella popolazione per  la  quale
  la guerra sta diventando una guerra senza via di ritorno.
  Per  questo  motivo, ritengo che solo le organizzazioni umanitarie
  possano  dare  un  contributo fattivo per far  sì  che  l'Iraq  si
  risollevi  dalla  situazione in cui versa; la  soluzione  non  può
  essere trovata nelle armi. Ripeto, solo le associazioni umanitarie
  -  la  Croce  Rossa,  ma anche associazioni non governative,  come
  Emergency - possono aiutare l'Iraq.
  Proprio in quest'Aula, qualche anno fa, un ordine del giorno a mia
  firma  è  stato approvato all'unanimità, con il parere  favorevole
  del  Governo.  Questo ordine del giorno prevedeva un contributo  a
  favore  di  Emergency per favorire un suo intervento in luoghi  di
  guerra come l'Iraq.
  Oggi,  a  distanza  di  circa un anno,  assistiamo  al  fatto  che
  quest'Assemblea ha approvato un disegno di legge  che  prevede  un
  contributo a favore di un'associazione umanitaria per il  sostegno
  alle vittime di guerra, soprattutto alle vittime civili di guerra,
  perché come sappiamo bene che a morire in queste guerre non sono i
  militari, ma soprattutto i civili. Sono i civili quindi  a  pagare
  il prezzo di queste guerre. Perciò  dobbiamo dare un sostegno alle
  organizzazioni    umanitarie.   L'Assemblea    si    è    espressa
  favorevolmente perché ciò avvenga.
  L'ordine del giorno a mia firma va, appunto,  in questa direzione,
  non  solo per dire no alle guerre di qualsiasi genere ma anche per
  prevedere un sostegno sostanziale, un sostegno di pace.
  Oggi  è  necessario che le forze di questo Parlamento,  al  di  là
  degli  schieramenti  di  maggioranza o di  opposizione,  diano  un
  contributo all'associazionismo di pace. Ciò è possibile  non  solo
  attraverso  la  retorica  ma  con i fatti.  E  i  fatti  ci  hanno
  dimostrato    che   quest'Assemblea   ha   dato   un    contributo
  politicamente, ma pare che il Governo ritardi a porlo  in  essere.
  Ricordo  che  proprio sui giornali nazionali,  il  vicepresidente,
  onorevole  Castiglione,  oggi  presente,  ha  affermato  che  quel
  contributo veniva dato perchè si condivideva lo spirito umanitario
  della proposta contenuta nell' ordine del giorno.
  A  distanza  di un anno circa, stiamo ancora aspettando.  Oltre  a
  sollecitare  in  tal  senso  il  Governo,  onorevole  Castiglione,
  ritengo che anche quest' ordine del giorno debba essere approvato.
  Mi rendo conto che stiamo affrontando una discussione troppo seria
  che  non  può essere liquidata in poche battute o in una frase  ad
  effetto.   La   situazione  è  drammatica.  Le  associazioni   non
  governative hanno bisogno di un contributo fattivo e mi  pare  che
  il  Governo  ritardi  -  non  solo a parole,  ma  nei  fatti  -  a
  concretizzare queste azioni di carattere propositivo.
  Onorevoli  colleghi,  vi  chiedo di approvare  questo  ordine  del
  giorno perchè si possa creare un coordinamento per la pace in seno
  agli   enti   locali,  attivando  iniziative  in  tal  senso   con
  l'associazionismo  presente nel territorio. Ciò  è  possibile,  ma
  occorre  rispettare anche i precedenti ordini del  giorno.  Se  il
  Governo  ritiene il contributo richiesto molto elevato, in assenza
  di  fondi, può decidere di dilazionarlo. Il contributo può  essere
  dato anche ad altre associazioni - non esiste solo Emergency,  c'è
  anche la Croce Rossa, vi sono altre associazioni umanitarie -  che
  possono  portare  a  termine la missione di  pace  con  interventi
  diretti perché non esistono solo le armi come strumento da usare.

   FORGIONE  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   FORGIONE  Signor Presidente, onorevoli colleghi, annuncio il  mio
  voto  favorevole  all'ordine del giorno presentato  dall'onorevole
  Miccichè.
  Probabilmente,  discutendo il disegno di legge  sulle  vittime  di
  Nassiriya, si poteva prevedere un aggancio con la discussione  che
  in  queste ore si sta svolgendo nell'Aula di Montecitorio:  quella
  sul ritiro o sulla proroga della missione in Iraq.
  Non  si tratta di una missione di pace; è ormai palese, così  come
  palese è il fatto che la guerra in Iraq non si è conclusa ai primi
  di  maggio  -  la  guerra infatti continua - e che le  popolazioni
  civili dell'Iraq considerano la presenza militare, non solo quella
  americana,  ma anche quella inglese, quella italiana, e  le  altre
  che si sono aggiunte, una presenza militare occupante. Quel Paese,
  infatti,  senza  alcuna autorizzazione dell'ONU, è stato  occupato
  dagli  eserciti,  e quella è una guerra che ha  mandato  a  morire
  centinaia  di soldati e di civili esclusivamente per il  petrolio,
  non per portare nuova civiltà e pace.
  Onorevoli colleghi, ancora attendiamo di conoscere dove si trovano
  le  armi  di distruzione di massa che deteneva Saddam Hussen;  era
  soltanto un pretesto per fare una guerra che ha mandato a morire i
  soldati degli eserciti occupanti, compreso i nostri carabinieri.
  Non  possiamo continuare con questa ipocrisia. La guerra  alimenta
  il  terrorismo e il terrorismo si alimenta della guerra; è  questa
  associazione  guerra-terrorismo che non si vuole  rompere  con  la
  proroga  della  missione militare italiana in Iraq. Sarebbe  stato
  opportuno  un  dibattito di questo tipo in ordine  al  disegno  di
  legge oggi in discussione.
  Signor  Presidente, nonostante questo disegno di  legge  contenga.
  una  ispirazione  umanitaria  e  solidaristica,  quella  verso   i
  familiari delle vittime dei nostri carabinieri siciliani morti  in
  Iraq, nonostante contenga misure di solidarietà che riguardano  le
  vittime  dell'incidente di montagna Longa, quelli della strage  di
  Portella delle Ginestre - consideri questo mio intervento come una
  dichiarazione  di  voto  complessiva  sul  disegno  di  legge   -,
  nonostante  condivida  l'ispirazione  solidaristica  delle  misure
  contenute nel testo, io e il gruppo di Rifondazione comunista  non
  daremo  un  voto  favorevole, ci asterremo,  perché  non  possiamo
  vivere  la  politica con una doppia morale, con una ipocrisia  che
  ispira  i  comportamenti. Avremo preferito  un  disegno  di  legge
  collegato anche ad un giudizio grave su questa guerra e su chi  la
  sta conducendo, su come si mandano a morire soldati e civili e, da
  questo  punto  di  vista, non ce la sentiamo di non  esprimere  la
  solidarietà  anche ai cinque elicotteristi italiani  che  si  sono
  rifiutati  di  andare  in missione in Iraq, allo  sbando,  con  un
  Governo che serve solo gli interessi degli Stati Uniti. Con questi
  presupposti  esprimo  il  voto favorevole  all'ordine  del  giorno
  numero  369  ed il voto di astensione complessiva sul  disegno  di
  legge in discussione.

   CRACOLICI  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   CRACOLICI   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  annuncio  il
  voto  favorevole al disegno di legge, distinguendo anche in questo
  caso  il  giudizio su quanto avviene e su quanto avvenuto in  Iraq
  con  l'azione  che,  in questo caso, è propria della  Regione,  di
  utilizzare  strumenti legislativi atti a sostenere i  parenti  più
  prossimi delle vittime di Nassyria.
  Credo  che  questo  ordine  del  giorno  pone  una  questione  che
  correttamente  deve essere sottoposta all'Aula, di  fare  sentire,
  dalle  istituzioni,  dagli  enti  locali,  dalle  regioni,  da  un
  Parlamento come il nostro, la voce non solo di un bisogno di pace,
  che  credo  accomuni tutti, ma anche la necessità  che  il  nostro
  Governo  riconsideri il ruolo e le modalità con le quali noi  oggi
  continuiamo la missione in Iraq.
  Il  giudizio sulla guerra è un giudizio che in questo Paese ci  ha
  diviso  per  le  ragioni  stesse per cui è stata  proclamata,  per
  l'idea  di mondo che esce da quella guerra, la cosiddetta  "guerra
  preventiva", una sorta di gendarme del mondo che decide i  destini
  dell'umanità.
  Ritengo  che questo ordine del giorno, che in qualche modo  spinge
  il  Governo nazionale, non solo a sostenere tutte le azioni  delle
  organizzazioni  non governative, le missioni di chi  è  impegnato,
  comunque,  anche  in queste ore, nella terra  di  Iraq,  come  per
  esempio  la  Croce rossa italiana, a garantire e sostenere  quelle
  azioni, ma anche a riconsiderare il rapporto tra l'Italia e quella
  missione chiedendo che ci sia una svolta profonda e che l'ONU, non
  solo  garantisca  rapidamente nuove elezioni  in  quel  Paese,  ma
  garantisca, questa sì, una presenza pacificatrice.
  Eviterei che questo nostro Parlamento banalizzi o schematizzi  chi
  sta a favore o contro Bush. Credo che la Regione siciliana - anche
  in  queste  ore in cui il Governo nazionale, seppur a parole,  sta
  facendo proprio il bisogno di una svolta che da più parti è  stato
  manifestato,  che  si  consumi in Iraq,  nella  presenza  non  più
  americana ed inglese, ma nella presenza dell'ONU - possa  dare  un
  contributo  utile  e  stimolante per  rendere  più  convincente  e
  necessaria  un'azione  del  nostro  Governo  nei  confronti  degli
  organismi internazionali, perché quella svolta ci sia per davvero.
  Noi  non  pensiamo  e  non  siamo tra  quelli  che  ritengono  che
  dall'Iraq bisogna fuggire lasciando le cose come stanno;  in  Iraq
  abbiamo  bisogno di produrre pace, e per farlo abbiamo bisogno  di
  un'altra  politica  internazionale,  di  un  ruolo  diverso  delle
  organizzazioni internazionali in quello che continua ad essere  un
  teatro di guerra.
  Ecco  perché  voteremo  a favore di questo ordine  del  giorno  ed
  auspico che l'intero Parlamento siciliano possa riconoscersi nella
  richiesta di pace che in esso è contenuta.

   PISTORIO  Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   PISTORIO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo doveroso
  tentare  di  chiarire  ciò  che  è  accaduto  qualche  minuto  fa,
  relativamente    all'osservanza    del    Regolamento,     durante
  l'approvazione   dell'articolo  1  del   disegno   di   legge   e,
  segnatamente, durante l'approvazione degli emendamenti 1.1 e 1.7.
  Ho  tentato,  nella  mia  qualità  di  vicepresidente  del  Gruppo
  parlamentare  dell'UDC,  di  contattare  l'onorevole  Savona   per
  comprendere in quale momento abbia comunicato di aver  riunito  la
  Commissione  bilancio  ed  acquisito il  parere  favorevole  della
  medesima  Commissione  in  relazione  a  questi  due  emendamenti.
  Perché,  se non ricordo male, mi stavo approssimando a raggiungere
  la sede della Commissione bilancio per partecipare a quella seduta
  nella  quale  valutare  l'opportunità o  meno  di  dare  copertura
  finanziaria ai suddetti emendamenti, quando sono stato  richiamato
  in  Aula e ho appreso che le norme erano state approvate in quanto
  la  copertura  finanziaria  era  stata  data  attraverso  una  sua
  comunicazione all'Assemblea.
  Pertanto,  le  chiedo  signor  Presidente,  supremo  custode   del
  Regolamento, a garanzia della regolarità dei lavori di  quest'Aula
  -  come  ho  fatto  già  in altre occasioni -  anche  con  qualche
  difficoltà di ordine personale con altri colleghi che presiedevano
  la seduta, di chiarire tale procedura.

            (Interruzioni da parte dell'onorevole Miccichè)

   PISTORIO   Signor  Presidente,  se  questa  procedura  non  viene
  spiegata  all'Aula  rischiamo di costruire un precedente  che  non
  rende   alcuna  certezza  per  quanto  riguarda  i  pareri   della
  Commissione  Bilancio. Poiché veniamo da una sessione di  bilancio
  in  cui  ai lavori d'Aula è stata restituita certezza, sono  stati
  evitati  emendamenti volanti, senza copertura finanziaria, sarebbe
  davvero   ben   strano   che  questo  buon  procedimento   venisse
  contraddetto in questa occasione.

   PRESIDENTE   Onorevole Pistorio, sulla base  dell'invito  da  lei
  rivoltomi con un richiamo al Regolamento, ha sollevato un problema
  che  è  stato davanti ai nostri passi durante tutto il pomeriggio,
  quello  di  avere  votato un emendamento e  di  avere  tentato  di
  approvarne  un  altro di identico contenuto anche  se  di  materia
  diversa.
  L'onorevole  Savona  non  l'ha  informata  che  non  ha  avuto  la
  possibilità  di convocare la Commissione Bilancio per mancanza  di
  disponibilità dei deputati. Mi dispiace dirlo, avrei preferito che
  questo fosse argomento prudentemente e pudicamente lasciato  sotto
  traccia, ma visto che lei ha lamentato l'assenza della Commissione
  di  fronte alla sua immediata e sollecita partecipazione, le  devo
  precisare  che il vicepresidente della Commissione bilancio  aveva
  già annunciato l'impossibilità di convocarla.
  Poiché  mi  sono trovato dinnanzi ad un emendamento  che  è  stato
  legittimamente  votato - e non posso assolutamente cancellare  una
  votazione   avvenuta   -  mi  sono  adoperato   affinché   l'altro
  emendamento  di  identica  e  sostanziale  natura  potesse  essere
  coperto, e si è trovata la soluzione nell'indicare il numero degli
  eventuali  -  perché  è solo su richiesta - beneficiari.  Così  ha
  proceduto  la  Presidenza  e  di  ciò  mi  assumo  interamente  la
  responsabilità,  senza  peraltro  ritenere  di  avere  forzato  il
  Regolamento, ma con il forte dubbio sul senso di responsabilità di
  chi  non  ha  ritenuto di adempiere al mio invito di convocare  la
  Commissione Bilancio per dirimere una questione così delicata.
  Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 369.
  Il parere della Commissione?

   ARDIZZONE  presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   CASTIGLIONE  vicepresidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE   Chi è contrario resti seduto; chi  è  favorevole  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

  Si  passa all'ordine del giorno numero 370 dell'onorevole  Fleres.
  Lo pongo in votazione Il parere della Commissione?

   ARDIZZONE  presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   CASTIGLIONE  vicepresidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

  Comunico  che  è stato presentato l'ordine del giorno  numero  372
  "Iniziative  per  le  vittime  della strage  di  Ciaculli",  degli
  onorevoli Orlando e Ferro.

   CASTIGLIONE  vicepresidente della Regione. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   CASTIGLIONE   vicepresidente della  Regione.  Signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi,  pur apprezzando l'iniziativa  dell'onorevole
  Ferro,  ritengo che sia una precisazione inutile perché le vittime
  della  strage  di  Ciaculli, essendo vittime di  mafia,  sono  già
  inserite  nella legge. Pertanto, esprimo il parere  contrario  del
  Governo.

   FERRO  Chiedo di parlare per illustrare l'ordine del giorno.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   FERRO   Signor Presidente, onorevole colleghi, intendo  precisare
  che  l'ordine  del  giorno si riferisce  ai  familiari  dei  sette
  militari  uccisi  nella  strage di Ciaculli.  Abbiamo  evitato  di
  presentarlo  come  emendamento  alla  legge  che  abbiamo   appena
  approvato   per  non  creare  confusione.  L'ordine   del   giorno
  impegnerebbe il Governo a presentare una proposta di legge con gli
  opportuni   approfondimenti,  che  abbia  come  obiettivo   questa
  finalità.

   CASTIGLIONE   vicepresidente della Regione. A  nome  del  Governo
  dichiaro di accettarlo come raccomandazione.

   PRESIDENTE  Si passa all'articolo 3. Lo pongo in votazione.
  Il parere della Commissione?

   ARDIZZONE  presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   CASTIGLIONE  vicepresidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

  Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.

  (La seduta sospesa alle ore 19.49 è ripresa alle ore 19.53)

  La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE  Comunico che la votazione finale del disegno di legge
  avverrà successivamente.


   Presidenza del presidente Lo Porto


   Seguito della discussione del disegno di legge: "Norme in materia
      di pesca e disposizioni sui servizi di vigilanza venatoria"
                                (763/A)

  Si  passa al seguito della discussione del disegno di legge numero
  763/A  "Norme  in materia di pesca e disposizioni sui  servizi  di
  vigilanza venatoria".
  Invito  i  componenti la III Commissione 'Attività  produttive'  a
  prendere posto al banco delle commissioni.
  Ricordo  che nella precedente seduta era stato votato ed approvato
  il passaggio all'esame degli articoli. Si passa all'articolo 1. Ne
  do lettura:

                               "Art. 1.

               Abolizione dei diritti esclusivi di pesca

  1.  Al  fine  di incrementare l'attività della pesca  mediante  la
  modernizzazione   e   razionalizzazione  degli   impianti,   delle
  attrezzature  e dei sistemi di pesca, di tutelare e  garantire  il
  patrimonio   anche  culturale  e  turistico  legato   alla   pesca
  tradizionale,  di favorire il progresso economico e sociale  delle
  categorie  interessate, i diritti esclusivi di pesca  sulle  acque
  della  Regione siciliana compresi quelli sul demanio  marittimo  e
  sul mare territoriale, anche se relativi all'impianto di tonnare e
  mugginare, detenuti a qualunque titolo da privati, società o enti,
  sono estinti all'atto di entrata in vigore della presente legge".

  Comunico  che  all'articolo  1  è  stato  presentato  il  seguente
  emendamento 1.1, degli onorevoli Oddo e Lo Curto:

  all'articolo 1 aggiungere i seguenti commi:
  "2.  Le  concessioni a fini di pesca sugli specchi d'acqua su  cui
  insistevano  i  diritti  esclusivi  estinti  sono  attribuite  nel
  rispetto  della  normative vigente e delle quote  di  cattura  del
  tonno  rosso  stabilite dal Ministero delle politiche agricole  in
  osservanza  del Regolamento CE n. 65/98 e successive  modifiche  e
  integrazioni".
  "3.  In  sede  di prima applicazione, per l'anno in  corso,  sugli
  specchi d'acqua sui quali insistevano i diritti esclusivi di pesca
  estinti  è  autorizzato  lo svolgimento  di  attività  di  ricerca
  sperimentale da parte di enti pubblici nazionali di ricerca".
  Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

   INFURNA  presidente della Commissione. Favorevole

   PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   CIMINO   assessore regionale per la cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca. Favorevole.

   PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

  Pongo in votazione l'articolo 1, nel testo risultante.
  Il parere della Commissione?

   INFURNA  presidente della Commissione. Favorevole

   PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   CIMINO   assessore regionale per la cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca. Favorevole.

   PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

  Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               "Art. 2.

                               Indennità

  1.  I  titolari dei diritti esclusivi di pesca estinti per effetto
  dell'articolo  1  hanno diritto a un' indennità  risultante  dalla
  media  delle  tasse  e comunque delle contribuzioni  pagate  negli
  ultimi   dieci   anni   per  l'esercizio  del   diritto   estinto,
  ricapitalizzata del 25 per cento.

  2.     L'indennità     è     liquidata    dietro     presentazione
  all'Amministrazione  regionale,  dei  documenti   comprovanti   la
  titolarità  dei diritti esclusivi, nonché di quelli attestanti  il
  pagamento degli oneri che hanno permesso di esercitare i  predetti
  diritti".

  Comunico che è stato presentato il seguente emendamento 2.1, degli
  onorevoli Oddo e Lo Curto:
  all'articolo 2, comma 2, aggiungere il seguente periodo:
  "Qualora per l'esercizio dei diritti estinti non sia stato  pagato
  alcun  tributo l'indennità è commisurata alla media, negli  ultimi
  dieci  anni, dei canoni di noleggio delle tonnare, ricapitalizzata
  del 5%".
  Lo pongo in votazione.
  Il parere della commissione?

   INFURNA  presidente della Commissione. Favorevole

   PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   CIMINO   assessore regionale per la cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca. Favorevole.

   PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

  Pongo in votazione l'articolo 2, nel testo risultante.
  Chi é favorevole resti seduto; chi é contrario si alzi.

                            (E' approvato)

  Si passa all'articolo 3.
   Ne do lettura:

                               "Art. 3.

                           Norma finanziaria

  1.  Per  le  finalità di cui al precedente articolo è autorizzata,
  per l'esercizio finanziario 2004, la spesa di 50 migliaia di euro,
  cui   si   provvede  con  parte  delle  disponibilità  dell'U.P.B.
  4.2.1.5.2, capitolo 215704, accantonamento 1001 del bilancio della
  Regione per l'esercizio finanziario medesimo".

  Lo pongo in votazione
  Il parere della commissione?

   INFURNA  presidente della Commissione. Favorevole

   PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   CIMINO   assessore regionale per la cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca. Favorevole.

   PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

  Si passa all'articolo 4.
   Ne do lettura:

                               "Art. 4.

                       Pesca nel golfo di Patti

  1.  Considerate  le  peculiarità specifiche del  golfo  di  Patti,
  l'Assessore   regionale   per  la  cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato   e   la  pesca  può  autorizzare   nel   golfo   di
  ripopolamento  ittico  di Patti la pesca a strascico  del  gambero
  bianco in deroga all'articolo 9, comma 1, della legge regionale  7
  agosto  1990, n. 25, limitatamente a zone circoscritte individuate
  dalla  competente  commissione  consultiva  locale  per  la  pesca
  marittima e secondo le prescrizioni di quest'ultima".

  Comunico  che è stato presentato dall'onorevole Oddo l'emendamento
  4.1.
  Onorevole  Oddo, perché ha presentato solo ora i suoi emendamenti?
  Questa  è'  una deroga al Regolamento. I regolamenti  non  servono
  solo  per  un  rispetto  formale, ma  perché  obbediscono  ad  una
  disciplina complessiva, nell'interesse di tutti.

   ODDO  Signor Presidente, faccio ammenda.

   PRESIDENTE   Il Regolamento, da questo punto di vista,  ha  delle
  lacune,  perché se dichiaro questi emendamenti improponibili,  lei
  li  fa  presentare dal suo capogruppo e risolve  il  problema.  E'
  questo  il  passaggio che dobbiamo eliminare. Non é corretto,  dal
  punto di vista parlamentare che si proceda in questo modo.
  Onorevoli colleghi, l'articolo 4 é accantonato.
  Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                               "Art. 5.

                    Servizi di vigilanza venatoria

  1.  Per  le  finalità  dell'articolo 44 della  legge  regionale  1
  settembre  1997, n. 33 è autorizzata, per l'esercizio  finanziario
  2004,  la  spesa di 2.583 migliaia di euro, cui si fronte  con  le
  disponibilità   dell'U.P.B.  4.2.1.5.2   -   capitolo   215704   -
  accantonamento  1001  del bilancio della Regione  per  l'esercizio
  finanziario medesimo".

  Comunico  che  è  stato  presentato dagli  onorevoli  Cracolici  e
  Speziale l'emendamento 5.5.
  Il parere del Governo?

   CASTIGLIONE  vicepresidente della Regione. Favorevole.

   PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

   INFURNA  presidente della Commissione. Favorevole.

   PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

  Pongo in votazione l'articolo 5 nel testo risultante.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

  Comunico   che  sono  stati  presentati  i  seguenti   emendamenti
  aggiuntivi, di identico contenuto:
  dal Governo: 5.6;
  dall'onorevole Crisafulli: 5.1.

   PISTORIO  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   PISTORIO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  che  il
  Governo  spiegasse la connessione di questo emendamento aggiuntivo
  con  il  provvedimento legislativo in esame. Questo  perché  mi  è
  giunta  voce  che  l'emendamento  si  riferisce  alle  Camere   di
  Commercio.
  Signor  Presidente,  ho  la  sensazione  che  questa  sera  stiamo
  disperdendo un eccellente patrimonio di coerenza.
  Ho   apprezzato   moltissimo   e  ho   partecipato   convintamente
  all'atteggiamento che l'Assemblea ha adottato, incoraggiati  dalle
  sue  dichiarazioni, durante l'esame della legge  finanziaria.  Non
  vorrei,  però,  che  alla  ripresa dei lavori,  quando  ci  stiamo
  avviando ad esitare provvedimenti legislativi importanti, come  la
  riforma   dello  Statuto  e  la  legge  elettorale,  riprendessimo
  abitudini che avevamo abbandonato.
  Pertanto  vorrei  comprendere il contenuto di  questo  emendamento
  aggiuntivo.

   CRISAFULLI  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   CRISAFULLI   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  prendo  la
  parola perché, siccome l'onorevole Pistorio ha posto un quesito al
  Governo, pensavo che il Governo volesse rispondere.

   PRESIDENTE   Onorevole  Crisafulli,  ritenevo  che  lei   volesse
  intervenire sull'emendamento.

   CRISAFULLI   Sì, signor Presidente. Atteso che il Regolamento  di
  questo   Parlamento  prevede  che  gli  emendamenti,  per   essere
  dichiarati  ammissibili,  devono essere  pertinenti  alla  materia
  della Commissione legislativa, questa è la Commissione legislativa
  che  si può pronunciare su tale argomento. Si tratta, infatti,  di
  materia  inerente le competenze della III Commissione legislativa,
  presente  l'assessore  competente  che,  peraltro,  ha  presentato
  anch'egli  un  emendamento  di analogo  contenuto  riguardante  l'
  omologazione  dei  meccanismi  delle  Camere  di  Commercio   alla
  normativa nazionale.
  L'onorevole  Pistorio,  pur avendo delle perplessità  in  materia,
  deve  rendersi  conto  che  è questa la Commissione  competente  a
  pronunciarsi su questi emendamenti.

   CIMINO     assessore   per   la   cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   CIMINO     assessore   per   la   cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, ad adiuvandum  voglio
  precisare  che  anche  il  disegno  di  legge  al  nostro   esame,
  riguardante   norme  sul  diritto  di  pesca,  è   di   competenza
  dell'Assessorato  regionale della cooperazione,  ma  ha  anche  un
  ruolo  con  le  Camere  di Commercio, visto che  le  stesse  hanno
  competenza nel campo della pesca in Sicilia.
  Questo  provvedimento tende a regolamentare una materia  e  non  a
  disciplinare  ex  novo  un problema come quello  delle  Camere  di
  Commercio.  Ritengo  però  opportuno, visto  l'oggetto  di  questo
  disegno  di  legge,  inserirvi  questo  provvedimento  che  ci  dà
  l'opportunità di collegarci alla legislazione nazionale.

   PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, dispongo l'accantonamento  degli
  emendamenti 5.6 e 5.1.
  Si  riprende  l'esame  dell'articolo  4  e  dell'emendamento  4.1,
  precedentemente accantonati.

   ODDO  Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento a mia firma.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   ODDO  Signor Presidente, come lei ha evidenziato poc'anzi,  avrei
  potuto   chiedere  la  firma  del  mio  capogruppo  per  garantire
  ammissibilità al mio emendamento, ma non l'ho fatto  perchè,  come
  lei può capire, sono in buona fede.
  Da  una attenta rilettura dell'articolo mi sono accorto - non  c'è
  nessuna  furbizia  in  questo, credo che il rispetto  delle  norme
  regolamentari  sia importante perchè identifica ognuno  di  noi  -
  dicevo,  da una rilettura dell'articolo ho notato un punto  che  è
  bene questa sera attenzionare. Richiamare la peculiarità del Golfo
  di Patti rispetto ad una discussione fatta in III Commissione, che
  per  la verità ha assunto - a meno che non abbia capito male io  -
  un  taglio diverso rispetto al modo in cui è stata determinata  la
  famosa badimetrica, la quale segna la retta che permette o meno di
  esercitare la pesca a strascico: fuori da quella badimetrica e non
  dentro il Golfo per intenderci.
  Una  cosa  è  parlare di questioni legate al  modo  in  cui  si  è
  determinata  la badimetrica e quindi a fatti specifici,  peculiari
  di  quel  Golfo, per come ho capito io - forse ho capito  male,  e
  sicuramente  c'era assoluta buona fede da parte dei  colleghi  che
  l'hanno  sostenuto  -  altra  cosa è parlare  di  specificità,  di
  peculiarità che sono anche presenti nel golfo di Castellammare del
  Golfo.
  Non è la prima volta che ci viene segnalato in III Commissione,  e
  ci  sono  anche  i  verbali a sostegno di quanto affermo,  che  la
  badimetrica  che  riguarda  il Golfo di  Castellammare  del  Golfo
  impone  anzi imporrebbe - anche se potrebbero anche esserci  altre
  tecniche di pesca - di operare con fondali di cinquecento metri; e
  credo   che  ognuno  di  noi  comprenda  che  tali  fondali   sono
  eccessivamente profondi.
  Se  parliamo di peculiarità, pertanto, dobbiamo sicuramente tenere
  presente  che in quella realtà ne esiste comunque un'altra  e  non
  possiamo fare due pesi e due misure; tale problema mi sono  posto,
  non  mi  sono  posto semplicemente il problema  di  presentare  un
  emendamento tanto per dire che l'avevo presentato.
  No,  io  mi pongo la questione di una visione un po' più paritaria
  rispetto  alle  condizioni degli altri golfi  siciliani;  infatti,
  sappiamo bene che la condizione badimetrica del modo come  si  può
  esercitare  la pesca a strascico, in quel golfo - e lo sanno  bene
  coloro  che  conoscono in particolar modo quella realtà  -  è  una
  condizione  assolutamente poco praticabile, anzi non è praticabile
  affatto per le distanze, per le profondità e per tutto quello  che
  sappiamo.  E  infatti  non è la prima volta  che  i  pescatori  di
  Castellammare   del  Golfo  chiedono  che  venga   modificata   la
  badimetrica.  Al  riguardo, assessore Cimino,  lei  ricorderà  che
  anche  nella  XII  legislatura  abbiamo  audito  i  pescatori   di
  Castellammare del Golfo, i quali nemmeno allora avevano chiesto la
  luna,  ma chiedevano una modifica, una rettifica della badimetrica
  rispetto   anche   ai  punti  individuati  a  terra,   considerato
  evidentemente  che  è molto più complesso, anzi quasi  impossibile
  esercitare  lì  una  pesca a strascico normale  come  si  potrebbe
  esercitare per esempio nel golfo di Patti.
  E  la cosa che mi ha convinto, e che forse evidentemente ha un po'
  disturbato  alcuni  colleghi, è appunto che se noi  attestiamo  la
  possibilità  di  esercitare la pesca a strascico,  anche  rispetto
  alla  commissione consultiva locale, la quale fa i conti realmente
  e  realisticamente  con  le questioni che provoca  la  badimetrica
  segnata  in quel modo, che determina una situazione nella quale  è
  assolutamente impossibile esercitare la pesca del gambero -  e  lo
  sa  bene  anche  l'onorevole Turano, con cui  abbiamo  avuto  modo
  alcuni minuti fa di verificare il nostro disaccordo -, rispetto  a
  quell'elemento, rispetto a quella realtà, rispetto a  quel  golfo,
  se  ci attestiamo a quanto indicano le commissioni consultive,  se
  lo indicano, se è possibile, perchè se non è possibile è ovvio che
  la commissione consultiva non può mai indicare che in una zona, in
  uno specchio d'acqua si può esercitare la pesca a strascico.
  Questo mi pare ovvio, mi pare scontato, a meno che non abbiamo già
  acquisito il parere della commissione consultiva, ma mi  pare  che
  non  l'abbiamo acquisito, quindi stiamo discutendo di un  impianto
  normativo, della struttura di una norma.
  Un'ultima  cosa.  Se  affidiamo  il  tutto  ad  un'analisi   della
  commissione locale, che indichi se è possibile o meno  tale  pesca
  rispetto anche alla badimetrica, io credo, che non faremmo  niente
  di strano; potremmo cioè dire che nel Golfo di Patti, viste le sue
  peculiarità,  e  nel  Golfo  di  Castellammare,  viste  anche   le
  peculiarità  di quest'ultimo - peculiarità dell'uno  e  dell'altro
  che   saranno  sicuramente  diverse,  ma  comunque  tali  da   non
  permettere l'esercizio di tale tipo di pesca, che dovrebbe  essere
  invece  consentita in quanto regolarmente normata -  facciamo  una
  cosa  che  non  vogliamo fare, cioè una disparità  di  trattamento
  rispetto ai pescatori della nostra isola.
  Con   tale   consapevolezza  ho  deciso   di   presentare   alcuni
  emendamenti.

   TURANO  Chiedo di parlare sull'emendamento 4.1

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   TURANO   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  porre l'attenzione su tale argomento, considerato che si tratta di
  stravolgere non soltanto le abitudini di pesca, ma forse anche  la
  serenità di circa cinquecento famiglie.
  L'inciso  che  l'onorevole  Oddo  vorrebbe  inserire  con  il  suo
  emendamento  non fa parte del testo non perchè la Commissione  non
  si è posta il problema, perché anzi a lungo ci siamo soffermati su
  tale  questione.  Sin  dall'inizio della  legislatura  sono  stati
  auditi   in   Commissione  i  rappresentanti   dei   consorzi   di
  ripopolamento  ittico  ed  i rappresentanti  delle  categorie  dei
  comuni  di  San Vito lo Capo, Castellammare del Golfo, Balestrate,
  Trappeto,  Terrasini  e  di qualche altro comune  (non  ne  vorrei
  dimenticare nessuno), così come sono stati auditi i rappresentanti
  dei  comuni  che  insistono sul golfo di  Patti  e  su  quello  di
  Catania.
  La  legge istitutiva dei tre golfi in Sicilia non è una legge  che
  nasce  dal  capriccio di volere limitare la pesca  in  uno  spazio
  d'acqua; è una legge che nasce dall'esigenza di individuare i tipi
  di pesca possibili.
  L'assessore  Cimino sa bene cosa succederebbe  se  in  una  realtà
  piccola   come   quella   del  Golfo  di  Castellammare   passasse
  l'emendamento dell'onorevole Oddo. Onorevole Presidente, la  prego
  di  seguirmi, circa trecento famiglie vivono grazie alla  pesca  e
  solo  da qualche anno cominciano a vivere in maniera dignitosa  in
  quanto  la  qualità  del  pescato, come anche  la  quantità,  sono
  aumentate  vertiginosamente,  e  sono  aumentate  perchè  è  stato
  impedito,  tracciando  questa  linea  ideale,  ai  pescherecci  di
  attuare lo strascico dentro quello spazio d'acqua.
  In  occasione  dell'audizione  dei due  commissari  del  golfo  di
  Catania e del golfo di Patti era stato posto il problema, e si era
  arrivati a prevedere una deroga per il golfo di Patti in quanto ci
  si  era   accorti che la linea che univa idealmente  Castellammare
  del   Golfo  e  Catania  reggeva,  nel  senso  che  la  profondità
  dell'acqua era inferiore rispetto alle possibilità di pesca per il
  gambero ed alcune specie ittiche si riproducevano.
  Per  quanto  riguarda  il golfo di Patti,  invece,  si  verificava
  paradossalmente  che questa linea andava a cadere  in  uno  spazio
  d'acqua dove la profondità era circa di 800 metri e, pertanto,  si
  decise  che  la  Commissione avrebbe eventualmente verificato  se,
  arretrando questa linea, si poteva pescare il gambero senza creare
  nocumento   alle   altre  specie  ittiche   che   nel   posto   si
  riproducevano.
  Questo ragionamento fu affrontato ampiamente in Commissione  e  fu
  addirittura dato incarico al professore Faranda di sviluppare  uno
  studio  al  riguardo  al fine di apportare alcune  modifiche  alla
  legge  istitutiva dei tre golfi. Ma nessuna modifica è  stata  mai
  proposta  perchè  bene  faceva quella legge  a  delimitare  quello
  spazio  ideale,  al  di là del quale la pesca  non  doveva  essere
  consentita.
  Diversamente "butteremmo a mare" seicento famiglie,  che  da  poco
  hanno  cominciato a vivere in maniera dignitosa, per permettere  a
  pochi  di  speculare  consentendo la pesca a strascico  dentro  il
  golfo di Castellammare del Golfo.
  Ecco perchè chiedo all'Aula particolare attenzione ed annuncio  il
  mio voto contrario all'emendamento 4.1.

   BENINATI  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   BENINATI   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  essendo  stato
  coinvolto in questa discussione indirettamente, vorrei chiarire la
  portata   di  tale  emendamento  che  forse  non  è  stato   letto
  attentamente.
  L'onorevole Turano ha illustrato obiettivamente molto bene  questa
  procedura: è vero che si tratta di tre golfi, è vero che  tutti  e
  tre hanno un' area dove la pesca a strascico è vietata, ma è anche
  vero che la pesca a strascico - lo vorrei ricordare, è una memoria
  di  quei  pochi mesi che sono stato assessore al ramo - è prevista
  solo ed esclusivamente con alcune condizioni, tra cui una è che si
  può esercitare sopra i duecento metri di fondali.
  Il  golfo di Patti è molto ampio rispetto agli altri, ed ha  delle
  profondità  che superano abbondantemente tale misura. Pertanto  si
  vorrebbe  esercitare questa attività e c'è un  parere  che  sembra
  paradossale,  secondo cui non è vero che la pesca a strascico  sia
  poi  tanto un deterrente. Anzi, in alcuni casi  - anche  questo  è
  acclarato -  il non muovere il fondo crea uno strato di superficie
  inerte,  quindi non coltivabile, per cui, paradossalmente,  emerge
  che  il movimento della terra crea vita. Preciso questo perché  si
  tratta  di  punti  che  sono  state affrontati,  come  risulta  da
  documentazione in possesso dell'Assessorato.
  Esercitare questa deroga sul golfo di Patti intanto non è un  atto
  previsto   per   legge;   è  l'assessore  che   deve   autorizzare
  preliminarmente  la Commissione locale, che  verifica   se  ciò  è
  possibile.
  Pertanto   non  vorrei  che  si  crei  confusione  inserendo   con
  l'emendamento anche Castellammare del Golfo, perché questa  è  una
  cosa e quella è certamente un'altra -  non so se effettivamente vi
  sono  a  monte  le  condizioni necessarie, e cioè  profondità  che
  superino  i duecento metri, altrimenti non potrà mai avverarsi  la
  pesca  a  strascico su Castellammare, condizioni  che  invece  nel
  golfo   di   Patti  esistono  abbondantemente.  Se  il  golfo   di
  Castellammare   non  ha  queste  profondità  ciò  costituisce   un
  presupposto essenziale per non autorizzare la pesca a strascico.
  Ho  voluto fare questa precisazione per far comprendere a tutti di
  cosa  stiamo parlando. E' vero che i golfi sono tre, ma è pur vero
  che  non sono tutti e tre uguali, prova ne è che ognuno ha un  suo
  nome,  una sua caratteristica e, devo dire, anche una sua ampiezza
  di territorio.

   MICCICHE'  Chiedo di parlare sull'emendamento 4.1.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   MICCICHE'    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   la   mia
  preoccupazione   è  che  si  stia  affrontando   un   tema   molto
  interessante ma nello stesso tempo molto accidentato.
  Oggi  siamo qui per approvare un disegno di legge per l'abolizione
  dei  diritti  esclusivi di pesca e questo mi  trova  perfettamente
  d'accordo  perché  sono  contrario ai  privilegi  feudali  che  in
  Sicilia, purtroppo, si tramandano ormai da secoli.
  L'argomento  affrontato  è interessante perchè  riguarda  un  tema
  importante,  quello  del  ripopolamento ittico.  Pare,  però,  che
  l'articolo  4  di  questo disegno di legge vada in controtendenza.
  Abbiamo    sentito   le   spiegazioni   tecniche   dei   colleghi,
  dell'onorevole Turano e di altri, che hanno cercato di spiegare le
  ragioni di tale articolo che prevede di inserire il golfo di Patti
  tra i golfi da modificare in base alla vecchia normativa. Ha fatto
  bene  l'onorevole Turano a far riferimento al professore  Faranda,
  che  è  stato  ascoltato in terza Commissione (era presente  anche
  l'onorevole   Tricoli,  che  purtroppo   ci   ha   lasciato),   in
  quell'occasione furono portate argomentazioni molto pertinenti sui
  golfi di Patti, Milazzo, Catania e Castellammare.
  Probabilmente è come dice l'onorevole Turano, ma ciò ha  innescato
  altri  ragionamenti. L'onorevole Oddo chiede  perchè  Patti  sì  e
  Castellammare  no e l'onorevole Turano ha spiegato le  ragioni  di
  tale differenza. Allora, anche ammettendo che sia come dicono  gli
  onorevoli  Turano e Beninati, la verità è che ciò può  anche  dare
  adito a diverse interpretazioni e l' assessore Cimino conosce bene
  le  battaglie da me condotte nella mia provincia contro  la  pesca
  del novellame.
  La  preoccupazione è che, con questo ragionamento, la  limitazione
  della  pesca  al novellame non si potrà realizzare  e  anzi  andrà
  avanti  per  una  semplice  ragione,  perchè  il  decreto  emanato
  ultimamente  dall'Assessore  ha messo  le  varie  marinerie  l'una
  contro  l'altra.  Questo provocherà sicuramente  conflitti  fra  i
  pescatori  della stessa regione (la capitaneria di Sciacca  contro
  quella da Mazara, quella di Mazara contro quella di Trapani e  via
  di  seguito),  stiamo  arrivando  ad  una  guerra  fratricida  fra
  pescatori. Quando si scenderà in campo per la lotta alla pesca del
  novellame, non servirà più a nulla la battaglia che stanno facendo
  per  il  pescaggio del tonno i qui presenti amici di Favignana   I
  tonni,  il  pesce spada, le grosse risorse ittiche, il pescato  di
  grande pesatura crescerà molto più lentamente, cioè uccideremo  la
  pesca  che  vale, che conta e che dà possibilità di risorse  e  di
  riproduzione ittica; altro che lotta al novellame
  Il  novellame  è  un  pescato che distrugge la  possibilità  della
  risorsa ittica e, soprattutto, per le grosse pezzature.
  Mi  diceva un pescatore di Sciacca - e concludo - che da anni  non
  si  pescano più  sarde di grosse dimensioni perchè il pescato  del
  novellame  ha  distrutto  tutta la  risorsa  ittica  della  nostra
  Regione.
  La  mia  preoccupazione è che stiamo affrontando il tema  in  modo
  disarticolato,  con  poca  professionalità.  C'era   un   comitato
  scientifico, e vorrei conoscere che fine ha fatto.

   ODDO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE   Onorevole Oddo, lei ha già illustrato l'emendamento,
  pertanto  non può parlare per dichiarazione di voto  in  quanto  è
  ovvio che  voti a favore.
  Pongo in votazione l'emendamento 4.1. Il parere della Commissione?

   INFURNA  presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   CASTIGLIONE  vicepresidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE   Chi è contrario resti seduto; chi  è  favorevole  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

  Si passa all'emendamento 4.2. Il parere della Commissione?

   INFURNA  presidente della Commissione. Contrario.

   PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   CASTIGLIONE  vicepresidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE    Chi  è favorevole si alzi; chi  è  contrario  resti
  seduto.

                           (Non è approvato)

   LO CURTO , relatore. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà

   LO  CURTO , relatore. Signor Presidente, la ringrazio per  avermi
  dato la parola sugli emendamenti che questa sera vengono esaminati
  con  il  disegno  di  legge  in  discussione.  Nella  qualità   di
  componente della Commissione che ha esaminato il disegno di  legge
  - da me proposto - non posso che essere favorevole.
  Per  la  verità, signor Presidente, è l'occasione  per  inaugurare
  una stagione felice attraverso la quale la democrazia e la libertà
  costruiscono  un  percorso per la nostra Terra di Sicilia.  Questa
  legge - che abolisce i diritti esclusivi di pesca o, come qualcuno
  ha  detto, diritti feudali - rende merito a chi vuole condurre  la
  propria attività lavorativa in mare, in libertà.
  E'  un  disegno di legge - e come rappresentante del mio  partito,
  Nuova  Sicilia, voglio esprimere la mia gioia e la mia contentezza
  -  che rende possibile anche la prosecuzione, in assoluta libertà,
  di  un'attività millenaria, qual è la pesca del tonno,  attraverso
  un  sistema tradizionale che consentirà a questa terra di Sicilia.
  E  ciò,  signor Presidente, è anche merito suo poiché si è assunto
  l'impegno,  insieme  ai  presidenti  dei  Gruppi  parlamentari  ed
  all'Assemblea tutta, di portare avanti questo disegno di legge.
  Infatti,  è  un  disegno di legge che consentirà a  questa  nostra
  terra di Sicilia di potersi liberare di una schiavitù feudale,  di
  un   sistema   che  aggiogava  chi  voleva  lavorare   liberamente
  attraverso il mare, di liberare questa potenzialità lavorativa.
  Inoltre,  signor  Presidente - e concludo -  si  tratta  anche  di
  favorire  e promuovere un'attività non solo tradizionale,  ma  con
  essa  l'immagine  della Sicilia stessa, un'immagine  storica,  che
  vuole creare sempre più le condizioni per attrarre turisti.
  La  mattanza, infatti, è una condizione di sviluppo turistico,  di
  promozione  del  nostro  territorio che certamente  contribuirà  a
  determinare condizioni di sviluppo economico per la nostra  Terra.
  E per tale motivo, avere liberato la terra e il mare di Sicilia da
  vincoli  feudali  è  stato  un modo per colmare  quell'assenza  di
  democrazia attraverso questa legge.
  Pertanto,  domani approveremo definitivamente questo testo insieme
  agli  altri  disegni di legge,  e sono lieta di avere contribuito,
  insieme alla Commissione e a quest'Aula, a scrivere una pagina  di
  libertà intitolata alla democrazia e ai diritti. Grazie.

   PRESIDENTE   Onorevole Oddo, ribadisco che non  potevo  darle  la
  parola  per  dichiarazione di voto in quanto  lei  è  presentatore
  dell'emendamento stesso, mentre l'onorevole Lo Curto è intervenuta
  per dichiarazione di voto sull'articolo 4.
  Pongo in votazione l'articolo 4.

   ODDO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   ODDO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, la mia  convinzione
  sul  modo  in  cui  la  Presidenza interpreta il  Regolamento  non
  cambia.  So  che  lei,  signor Presidente, è  attento  e  sa  bene
  articolare  e  disciplinare  i lavori  d'Aula.  Non  mi  stupisce,
  quindi, se qualche collega ogni tanto, sicuramente in buona  fede,
  non  segua  con attenzione, anche per l'ansia di procedere,  ed  è
  giusto  e  normale; lo condivido, tutto sommato, e quando  succede
  bisogna permettere a tutti noi di poter esprimere fino in fondo il
  proprio pensiero.
  Personalmente,  non  intendo  fare  una  dichiarazione   di   voto
  sull'intero articolato, bensì solo sull'articolo 4. Comprendo  che
  attivare  la dichiarazione di voto sugli emendamenti, di  cui  ero
  primo firmatario, poteva rappresentare indubbiamente una forzatura
  o una concessione della Presidenza.
  Però  mi  permetta, signor Presidente, di sottolineare un  aspetto
  che  noi, umili oppositori in questa Aula, vogliamo segnalare.  Ho
  apprezzato l'articolazione dell'intervento dell'onorevole Beninati
  in  quanto posta in maniera problematica. Egli, indubbiamente,  ha
  sostenuto  una  sua proposta, e fin qui nulla di strano,  anzi  ne
  apprezzo  addirittura l'esposizione problematica  quando  sostiene
  che  "nel Golfo di Castellammare vi è quella profondità tale che?"
  Sì,  esiste  e,  quindi, quella stessa peculiarità c'è  anche  lì;
  perché  lì  non si può fare? E vado alla dichiarazione formale  di
  voto.
  Lì  non  si  può  fare  perché  c'è la  preoccupazione  di  alcuni
  colleghi, oggi, rispetto al voto che i siciliani hanno voluto dare
  a  questa  maggioranza  -  e che va rispettato,  non  condiviso  -
  ripeto, c'è la preoccupazione di qualche collega che questa norma,
  se  estesa al Golfo di Castellammare, possa influire negativamente
  rispetto   all'esercizio  della  cosiddetta   piccola   pesca   ed
  all'intervento del Consorzio ripopolamento ittico di Castellammare
  del Golfo.
  Mi  permetto  di  dire in maniera sommessa e rispettosa  -  perché
  anche  quando i colleghi non la pensano come me li rispetto  e  li
  ascolto - che tale preoccupazione è totalmente infondata perché il
  meccanismo  che  si è studiato con l'articolo 4  riguarda  proprio
  quelle  peculiarità  e  affida ad una  Commissione  il  potere  di
  proposta.
  Quindi,  se è vero quanto sostiene l'onorevole Turano,  devo  dire
  che  sinceramente mi aspettavo anche su questo, signor Presidente,
  maggiore attenzione da parte della Commissione competente nel dare
  parere contrario, si poteva anche  rimettere all'Aula.
  Non  vado  a  fare  le  pulci  a  questioni  riguardanti  proposte
  autorevoli,  che  possono  indubbiamente  essere  fatte   in   III
  Commissione, ma nemmeno vado a "irregimentarmi" rispetto al  gioco
  della sola maggioranza o della minoranza.
  Vorrei  discutere e dibattere se è possibile, e se non è possibile
  pazienza, ognuno si assuma le proprie responsabilità.  Ritengo che
  se  quella Commissione ha solo il potere di proporre e l'Assessore
  ha,  ovviamente,  il potere di autorizzare,  se  non  ci  sono  le
  condizioni  -  come  diceva il collega onorevole  Bennati  -,  non
  sarebbe mai possibile che in quel Golfo venga autorizzata qualcosa
  che non sia possibile fare.
  Pertanto,  qual é la preoccupazione? La preoccupazione è  rispetto
  ad una convinzione, e concludo, signor Presidente: che quel Golfo,
  da  questo  punto di vista, rispetto anche ad una valutazione  per
  come  quella  pesca si sviluppa e per come invece viene  tolto  un
  diritto,  così  come è di fatto, in questo momento, compromesso  a
  Patti, viene tolto e negato lì.
  La preoccupazione è che quel Golfo si debba mummificare su logiche
  che, non è che non condivida, il Consorzio di ripopolamento ha  un
  ruolo  importante, la piccola pesca ha un ruolo importante; ma  le
  due  cose non confliggono. E mettersi dietro il muro per non voler
  guardare   cosa  c'è  oltre, è un errore  che  si  fa  nelle  aule
  parlamentari e nelle sedi dove si esplicano funzioni delegate.
  Ecco  perché stasera si sono bocciati quegli emendamenti e si  sta
  per  votare l' articolo 4, che personalmente non voterò perché non
  intendo  farlo. E non perché non vi è un senso nell'articolare  un
  intervento  anche  sul  Golfo di Patti, ma perché  non  ha  senso,
  invece, fare della questione di Patti un gioco di maggioranza e di
  minoranza   in  quanto  si  dovrebbe  discutere  ed   arrivare   a
  conclusioni sul merito e non in base ai giochi né alle logiche.
    La  formulazione dell'emendamento permetteva che il  merito  non
  creasse  la  discriminazione  che invece  si  è  creata.  Di  ciò,
  evidentemente, ognuno si assumerà la responsabilità.
  Altra  cosa  è  poi  l'articolato nel suo  complesso,  per  quanto
  concerne l'articolo 1, 2 e  3; ma questo articolo 4, così  come  è
  stato concepito rispetto a come, invece, poteva essere, non si può
  assolutamente digerire, onorevole Beninati. Domani, in buona parte
  della  Sicilia si dirà che questa sera non abbiamo fatto  i  conti
  con  quelle che sono le varie realtà, si dirà che l' articolo 4  è
  passato  perché anche questo rientra in un gioco di maggioranza  e
  di  minoranza  e  non  abbiamo reso un buon  servizio  a  nessuno,
  nemmeno ai pescatori di Patti.

   TURANO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   TURANO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, cercherò di essere
  telegrafico.  A  me  dispiace  dipingere  la  vicenda   come   una
  contrapposizione di maggioranza e di opposizione. Ho ricordato,  e
  l'ha  ricordato  pure  l'onorevole  Miccichè,  che  sul  punto  la
  Commissione  ha dibattuto a lungo cercando autorevoli esperti  che
  potessero illuminarne i lavori.
  L'indirizzo  dato  da  chi rappresentava il territorio  e  da  chi
  conosce  le caratteristiche morfologiche dei golfi è stato  quello
  di  prevedere una cosa diversa per Patti e di escluderla  per  gli
  altri  golfi, non fosse altro che per la lungimiranza che la legge
  che  istituì  i  golfi ha posto e che oggi comincia a  produrre  i
  suoi effetti.

   PRESIDENTE    Pongo  in  votazione  l'articolo   4,   nel   testo
  risultante.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

  Sull'assenza dall'Aula degli Assessori che devono rispondere  alle
  interrogazioni iscritte all'ordine del giorno.

   MICCICHÈ   Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo  83,  secondo
  comma, del Regolamento interno.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   MICCHICHE'   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  voglio  qui
  stigmatizzare  il fatto che  per la terza volta gli assessori  che
  hanno  il  compito  di rispondere ad interrogazioni  continuano  a
  disertare l'Aula.
  La  invito,  signor  Presidente, affinché nella   prossima  seduta
  l'Assessore  che  ha il compito di rispondere alle  interrogazioni
  venga   senza  nessuna  remora,  senza  scuse,  perché  venire   a
  rispondere alle interrogazioni non è un optional, non c'è  impegno
  più  importante  che  rispondere in Aula alle interrogazioni.  Noi
  siamo qui per fare il nostro dovere

   PRESIDENTE   La  seduta è rinviata a domani, mercoledì  10  marzo
  2004, alle ore 17.30 con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto


  I - Comunicazioni.

  II  -  Lettura,  ai  sensi e per gli effetti  degli  articoli  83,
  lettera  d)  e 153 del Regolamento interno,  della mozione  numero
  274  "Revoca e riconsiderazione del piano di gestione dei rifiuti"
  degli  onorevoli Capodicasa, Speziale, Cracolici,  Crisafulli,  De
  Benedictis, Giannopolo, Oddo, Panarello, Villari, Zago, Barbagallo
  Giovanni,  Ferro, Forgione, Ortisi, Galletti, Genovese, Guerrieri,
  Liotta,  Manzullo, Micciche', Morinello, Orlando, Papania,  Raiti,
  Spampinato, Tumino, Vitrano, Zangara.

  III  -  Svolgimento,  ai sensi dell'articolo  140,  comma  5,  del
  Regolamento interno, di interrogazioni dellerubriche:

  "Beni culturali ed ambientali e pubblica istruzione"
  "Lavoro,   previdenza   sociale,   formazione   professionale   ed
  emigrazione"
  "Territorio e ambiente"
  "Turismo,comunicazioni  e  trasporti".

  IV - Discussione dei disegni di legge:

     1)  "Norme  in materia di pesca e disposizioni sui  servizi  di
  vigilanza venatoria" (numero 763/A) (Seguito);

      2)   "Disciplina  dell'attività  di  guida  turistica,   guida
  ambientale-escursionistica,  accompagnatore  turistico   e   guida
  subacquea"   (numeri  620-220-257-308-368-378-413-430-481-594-623-
  686/A) (Seguito);

     3) "Istituzione della fondazione  'Fulvio Frisone'"  (n. 359/A)
  (Seguito),

     4)  "Schema di progetto di legge costituzionale da proporre  ai
  sensi   dell'articolo  18  dello  Statuto  al  Parlamento  recante
  'Modifiche allo Statuto della Regione'" (nn.580-472-578-602-652).

  V - Votazione finale del disegno di legge:

    "Interventi a sostegno dei familiari delle vittime di Nassiriya"
  (nn. 727-722-723-724-770/A).

  La seduta è tolta alle ore 20.45

  Licenziato dal Servizio dei Lavori d'Aula alle ore 23.30

                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
                           XIII LEGISLATURA

                    SEDUTA N. 189 DEL 9 MARZO 2004

  ALLEGATO:

  EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA

  DISEGNO  DI LEGGE NN. 727-722-723-724-770/A "INTERVENTI A SOSTEGNO
  DEI FAMILIARI  DELLE VITTIME DELL'ATTENTATO DI NASSIRIYA"

  - All'articolo 1:
  Emendamenti 1.3, 1.4 e 1.5:
  Sopprimere il comma 3

  Emendamento 1.1:
  Aggiungere il seguente articolo.:
  "Art.... 1. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 3 dell'articolo  4
  della  legge  regionale 13 settembre 1999,  n.  20,  si  applicano
  anche  ai figli delle vittime del disastro aereo di Montagna Longa
  del  5  maggio 1972 a condizione che non abbiano superato  il  45
  anno di età o che non siano dipendenti pubblici.
  2.  Agli oneri di cui al presente articolo si fa fronte con  parte
  delle  disponibilità del Fondo globale di parte corrente (capitolo
  215704)".

  Emendamento 1.2:
  Aggiungere il seguente articolo:
  "Art...1. Nel rispetto delle finalità di tutela perseguite con  la
  legge regionale 13 settembre 1999, n. 20 e successive modifiche ed
  integrazioni, il regime di reclutamento straordinario previsto dal
  suo  articolo  4 comporta per i relativi inquadramenti  giuridici,
  anche  effettuati  prima  dell'entrata in  vigore  della  presente
  legge,  l'applicazione  dell'ordinamento professionale  previgente
  rispetto alla legge regionale 15 maggio 2000, n. 10".

  Emendamento 1.7:
  Aggiungere il seguente articolo:
  "Art...  1.  Al fine di onorare la memoria ed il sacrificio  delle
  vittime   di   Portella  della  Ginestra,  i   benefici   previsti
  dall'articolo 6 della legge regionale 13 settembre  1999,  n.  20,
  sono  estesi  con  le modalità ivi previste e nella  forma  di  un
  contributo una tantum per l'importo di 12.500 euro alle 12 vittime
  superstiti rimaste ferite nella strage di Portella della  Ginestra
  dell'1 maggio 1947.
  2.  La Presidenza della Regione erogherà il contributo a richiesta
  degli   interessati   o   dei  familiari  delle   vittime   previo
  accertamento dei requisiti presso gli organi competenti.
  3. All'onere valutato in 150 mila euro derivante dall'applicazione
  del  presente articolo si provvede con pari riduzione del capitolo
  183705, rubrica enti locali".

  - All'articolo 2:
  Emendamento 2.1:
  Al  comma  2  sostituire le parole "All'onere di cui  al  comma  2
  dell'articolo 1" con le parole "All'onere di cui al comma 1"

  DISEGNO   DI  LEGGE  N.  763/A  "NORME  IN  MATERIA  DI  PESCA   E
  DISPOSIZIONI SUI SERVIZI DI VIGILANZA VENATORIA"
  - All'articolo 1:
  Emendamento 1.1:
  All'articolo 1 aggiungere i seguenti commi:
  "2.  Le  concessioni a fini di pesca sugli specchi d'acqua su  cui
  insistevano  i  diritti  esclusivi  estinti  sono  attribuite  nel
  rispetto  della  normativa vigente e delle quote  di  cattura  del
  tonno  rosso  stabilite dal Ministero delle politiche agricole  in
  osservanza  del Regolamento CE n. 65/98 e successive  modifiche  e
  integrazioni".
  "3.  In  sede  di prima applicazione, per l'anno in  corso,  sugli
  specchi d'acqua sui quali insistevano i diritti esclusivi di pesca
  estinti  è  autorizzato  lo svolgimento  di  attività  di  ricerca
  sperimentale da parte di enti pubblici nazionali di ricerca".

  - All'articolo 2:
  Emendamento 2.1:
  Al comma 2 aggiungere il seguente periodo:
  "Qualora per l'esercizio dei diritti estinti non sia stato  pagato
  alcun  tributo l'indennità è commisurata alla media, negli  ultimi
  dieci  anni, dei canoni di noleggio delle tonnare, ricapitalizzata
  del 5 per cento".

  - All'articolo 5:
  Emendamento aggiuntivo 5.5:
  "All'articolo 17 della legge regionale n. 14 del 1998  è  aggiunto
  'è altresì riconosciuta quale associazione venatoria l'Italcaccia,
  associazione venatoria, faunistica e ambientale'".