Presidenza del presidente Lo Porto
SAVARINO segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
da parte dell'Assessore per i Beni Culturali
N. 1321 - Iniziative per garantire la vigilanza sugli alunni delle
scuole materne regionali.
Firmatario: Zago Salvatore
N. 1329 - Iniziative in merito alla soppressione dell'anno
integrativo presso l'istituto magistrale.
Firmatario: Zago Salvatore
N. 1336 - Interventi del Governo regionale in relazione alla
mancanza di collaboratori scolastici nelle scuole di Palermo.
Firmatario: Virzi' Gioacchino
N. 1356 - Notizie sui tempi di restituzione al Comune di Ispica
dei reperti ritrovati nel suo territorio.
Firmatario: Zago Salvatore
da parte dell'Assessore per la Famiglia
N. 1381 - Iniziative per rimuovere le cause di
incompatibilità evidenziate nelle recenti elezioni amministrative
di Acate (RG).
Firmatario: Raiti Salvatore
N. 1383 - Ripristino della funzionalità del Consiglio comunale di
Santa Flavia (PA).
Firmatario: Cracolici Antonino; Zangara Andrea
N. 1388 - Provvedimenti riguardanti l'amministrazione del
Commissario straordinario
Dr. Carmelo Alfano, presso l'Opera Pia Rizza-Rosso di Chiaramonte
Gulfi (RG).
Firmatario: Zago Salvatore.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti disegni
di legge:
"Istituzione di un fondo per la definizione di controversie" (n.
808)
d'iniziativa parlamentare
presentato dall'onorevole Beninati in data 4 marzo 2004
"Misure indirizzate a lavoratori atipici provenienti dal bacino
dei lavori socialmente utili" (n. 809)
d'iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Villari, Speziale, Giannopolo in data 4
marzo 2004
"Modifica degli articoli 55 e 145 dell'Ordinamento amministrativo
degli enti locali" (n. 810)
d'iniziativa parlamentare
presentato dall'onorevole Burgaretta in data 5 marzo 2004
"Interpretazione autentica dell'articolo 36 della legge regionale
2 agosto 2002, n. 7, riguardante norme in materia di opere
pubbliche" (n. 811)
d'iniziativa parlamentare
presentato dall'onorevole Burgaretta in data 5 marzo 2004
Annunzio di presentazione e di contestuale invio di disegni di
legge alle competenti Commissioni
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati e inviati alle
competenti Commissioni i seguenti disegni di legge:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
"Disposizioni urgenti per il rafforzamento dell'azione
amministrativa a tutela della legalità" (n. 805)
presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) in data 3 marzo
2004
trasmesso in data 5 marzo 2004
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
"Interventi per lo sviluppo dello sport e delle attività motorie e
ricreative" (n. 806)
presentato dagli onorevoli Barbagallo, Genovese, Gurrieri, Tumino,
Zangara in data 3 marzo 2004
trasmesso in data 5 marzo 2004
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
"Interventi per la lessicografia dialettale siciliana e
galloitalica" (n. 807)
presentato dall'onorevole Zago in data 3 marzo 2004
trasmesso in data 5 marzo 2004
Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
Commissione legislativa
PRESIDENTE. Comunico che il seguente disegno di legge è stato
inviato alla Commissione legislativa Servizi Sociali e Sanitari
(VI)
"Istituzione dei servizi delle professioni sanitarie" (n. 804)
d'iniziativa parlamentare
trasmesso in data 5 marzo 2004
Comunicazione di apposizione di firma su disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Oddo e Turano, in data 4
marzo 2004, hanno chiesto di apporre la propria firma al disegno
di legge n. 763 "Norme sul diritto di pesca. Abolizione dei
diritti esclusivi di pesca" a firma degli onorevoli Lo Curto ed
altri.
Comunicazione di richiesta di parere
PRESIDENTE. Comunico la seguente richiesta di parere pervenuta
dal Governo e assegnata alla Commissione legislativa Affari
Istituzionali (I)
"IACP di Agrigento - Nomina presidente e vice presidente del
consiglio di amministrazione" (n. 269/I)
trasmessa in data 5 marzo 2004
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni:
con richiesta di risposta orale
n. 1582 Notizie in merito alla richiesta di osservazioni al PRG,
nonostante l'annullamento della delibera di adozione dello stesso,
avanzata dal commissario ad acta del comune di Tremestieri Etneo
(CT).
Presidente Regione
Assessore Territorio
Firmatario: Spampinato Giuseppe;
con richiesta di risposta scritta
n. 1581 - Opportune iniziative allo scopo di tutelare i pazienti
stomizzati.
Presidente Regione
Assessore Sanità
Firmatari: Forgione Francesco; Liotta Santo;
n. 1583 - Richiesta di ispezione amministrativa in ordine
all'operato del commissario ad acta per la verificazione disposta
relativamente alla elezione alla carica di sindaco del comune di
Licata (AG).
Presidente Regione
Assessore Famiglia
Firmatari: Infurna Giuseppe; Formica Santi; Incardona Carmelo;
Ioppolo Giovanni; Sammartino Bartolomeo; Virzì Gioacchino;
n. 1584 - Notizie in ordine alla procedura di nomina del direttore
generale dell'Azienda ospedaliera universitaria 'G. Martino' di
Messina.
Presidente Regione
Assessore Sanità
Firmatario: Lo Monte Carmelo.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata la mozione n. 274
"Revoca e riconsiderazione del piano gestione rifiuti", degli
onorevoli Capodicasa, Speziale, Cracolici, Crisafulli, De
Benedictis, Giannopolo, Oddo, Panarello, Villari, Zago,
Barbagallo, Ferro, Forgione, Ortisi, Galletti, Genovese,
Guerrieri, Liotta, Manzullo, Miccichè, Morinello, Orlando,
Papania, Raiti, Spampinato, Tumino, Vitrano e Zangara.
Avverto che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno della
seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.
Comunicazioni relative alle interrogazioni numeri 1579 e 1387
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che, in riferimento
all'interrogazione a risposta orale n. 1579 dell'on. Raiti
"Urgenti iniziative per assicurare trasparenza nei rapporti tra
Comune di Catania ed istituti educativo - assistenziali per i
minori in condizioni socio - economiche disagiate", annunziata
nella seduta n. 188 del 3 marzo 2004, l'onorevole interrogante,
con nota prevenuta alla Segreteria generale in data 5 marzo 2004
ed assunta dal Servizio Lavori d'Aula con protocollo dell'8
marzo successivo, ha fatto presente di avere erroneamente
indicato come destinatario dell'atto ispettivo l'Assessore per i
beni culturali e ambientali e per la pubblica istruzione, anziché
l'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e le autonomie
locali.
Ne consegue che l'Assessore per la famiglia, le politiche sociali
e le autonomie locali è il destinatario dell'interrogazione, in
luogo dell'Assessore per i beni culturali.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico, altresì che, in riferimento all'interrogazione a
risposta orale dell'onorevole Villari n. 1387 "Ripristino delle
condizioni di legalità presso il consiglio comunale di Maletto
(CT)", svoltasi ai sensi dell'art. 140, comma 5, del Regolamento
interno, nella seduta n. 187 del 2 marzo 2004 e trasformatasi in
interrogazione con richiesta di risposta scritta per assenza
dall'Aula dell'interrogante, comunico che, con nota del 2 marzo
2004 assunta dal Servizio Lavori d'Aula con protocollo del 3
marzo successivo, l'Assessore per la famiglia, le politiche
sociali e le autonomie locali ha fatto sapere di avere invitato il
Sindaco del Comune di Maletto a relazionare in merito a quanto
rappresentato nell'atto ispettivo in questione, con particolare
riferimento alle iniziative adottate per la risoluzione del
problema.
Conseguentemente, lo stesso Assessore si è riservato di fornire
risposta all'interrogazione, non appena verrà acquisita la
suddetta relazione.
Informo, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Presidenza del presidente Lo Porto
Svolgimento di interrogazioni
PRESIDENTE Si passa al punto secondo dell'ordine del giorno:
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 140, comma 5, del Regolamento
interno, di interrogazioni delle Rubriche: "Agricoltura e
foreste"; "Beni culturali ed ambientali e Pubblica istruzione";
Lavoro, previdenza sociale, formazione professionale ed
emigrazione"; "Territorio e ambiente"; "Turismo, comunicazioni e
trasporti".
Onorevoli colleghi, con nota del 5 marzo 2004, l'Assessore per il
Lavoro, la previdenza sociale, la formazione professionale e
l'emigrazione interrogazioni, ha comunicato di non poter
presenziare alla seduta odierna per concomitanti improrogabili
impegni istituzionali.
Inoltre, con nota dell'8 marzo 2004, l'Assessore per il Territorio
e l'ambiente ha comunicato di non poter presenziare alle sedute
dell'Assemblea nella settimana che va dall'8 al 12 marzo 2004,
perché fuori sede per impegni istituzionali.
Restano, pertanto, iscritte all'ordine del giorno le seguenti
interrogazioni:
della Rubrica "Lavoro":
n. 1371 "Iniziative per impedire l'approvazione della norma
tendente a ridurre i benefici previdenziali per i lavoratori che
sono stati esposti all'amianto", dell'onorevole Panarello.
della Rubrica "Territorio":
numero 1362 "Provvedimenti in merito alla prevista realizzazione
di un impianto di termovalorizzazione dei rifiuti nel territorio
del Comune di Paternò (CT)", degli onorevoli Villari, Zago e De
Benedictis;
numero 1382 "Chiarimenti in ordine alle denunce di illegittimità
relative al Piano regolatore generale di Castellammare del Golfo
(TP)", degli onorevoli Oddo, Speziale e Cracolici;
numero 1394 "Chiarimenti in ordine alla realizzazione nel comune
di Aragona (AG) e nel comune di Casteltermini (AG) rispettivamente
di una discarica e di un termovalorizzatore", dell'onorevole
Miccichè.
Presidenza del presidente Lo Porto
Congedi
PRESIDENTE. Comunico che gli Assessori D'Aquino e Stancanelli
devono considerarsi in congedo per la presente seduta.
Non sorgendo osservazioni, i congedi si intendono accordati.
Presidenza del presidente Lo Porto
Svolgimento di interrogazione della Rubrica "Agricoltura e
foreste"
PRESIDENTE Si passa allo svolgimento della interrogazione numero
1392, della Rubrica "Agricoltura e foreste", <<Notizie circa il
risarcimento degli oneri sostenuti dalle imprese agricole per la
potatura straordinaria degli agrumeti danneggiati dalle gelate del
dicembre 2001 - gennaio 2002>>, dell'onorevole Villari.
Ne do lettura:
<<All'Assessore per l'agricoltura e le foreste, premesso che con
decreto ministeriale del 28 febbraio 2003, pubblicato sulla
Gazzetta Ufficiale della Repubblica n. 60 del 13 marzo 2003, sono
stati riconosciuti i danni causati dalle gelate che si sono
verificate nei mesi di dicembre 2001 e gennaio 2002 e sono stati
previsti gli interventi di cui alla lettera e) del comma 2
dell'art. 3 della legge numero 185 del 1992, al fine di sostenere
le imprese costrette ad eseguire la potatura straordinaria degli
agrumeti tanto imprevista quanto inevitabile ed onerosa;
preso atto che a seguito della emanazione del decreto di cui
sopra, presso l Ispettorato provinciale agrario di Catania sono
state presentate circa 7 mila istanze a testimonianza della
eccezionale gravità dell'evento;
considerato che, a distanza di quasi due anni, mentre le aziende
per scongiurare la compromissione anche della produzione delle
campagne successive si sono dovute attivare a loro spese e con
ulteriore aggravio per i loro già precari bilanci per fronteggiare
la delicatissima situazione, nessuna iniziativa è stata assunta
(nonostante le assicurazioni fornite a livello politico ed
istituzionale) per la istruttoria e liquidazione delle pratiche
presentate;
considerata l'importanza (per i bilanci e per la dignità dei
produttori) che il provvedimento risarcitorio assume per le
singole aziende e per l intero settore;
considerato, altresì, che le numerose assicurazioni avute in
occasione dei molteplici incontri, sollecitati dalle varie
organizzazioni professionali di categoria dei produttori e dalle
organizzazioni sindacali dei lavoratori, tenuti sull'argomento non
hanno sortito alcun risultato;
ritenuto assolutamente necessario intervenire a sostegno delle
richieste, peraltro giuste, delle imprese agrumicole interessate,
anche per le evidenti conseguenze negative che il ritardo comporta
per i lavoratori interessati, soprattutto dal punto di vista
contributivo-previdenziale, nel contesto delle difficoltà
complessive nell' economia dell'impresa e con conseguenze negative
sulle giornate di lavoro degli operatori del settore;
per sapere se non ritenga necessario intraprendere iniziative
immediate affinché vengano assegnati all'Ispettorato provinciale
agrario di Catania da parte dei competenti organi nazionali e
regionali i finanziamenti necessari per la liquidazione delle
richieste di risarcimento degli oneri sostenuti dalle aziende per
la potatura straordinaria degli agrumeti danneggiati dalle gelate
del periodo dicembre 2001gennaio 2002>>.
VILLARI
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per l'agricoltura e le
foreste per rispondere all'interrogazione.
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste. In
riferimento alla interrogazione numero 1392 dell'onorevole
Villari, rappresento che, con decreto del 28 febbraio 2003, il
Ministro delle Politiche agricole e forestali ha dichiarato
l'esistenza del carattere eccezionale per le gelate verificatesi
nelle province di Catania e Siracusa dall'1 dicembre 2001 al 31
gennaio 2002 che hanno provocato danni alle strutture aziendali.
Al riguardo, sono state presentate ai competenti Ispettorati
provinciali dell'agricoltura circa 5900 richieste a Catania, con
un fabbisogno denunciato pari a circa 15,5 milioni di euro, e
numero 2350 istanze a Siracusa per un fabbisogno di 18 milioni di
euro circa.
Solo il 22 gennaio 2004 è stato possibile iscrivere nel bilancio
regionale su un capitolo operativo di spesa del Dipartimento
regionale Interventi Strutturali le somme stanziate dal Ministero.
Va sottolineato che la somma assegnata, in base alla legge 185 del
1992 lettera (e), è pari solo a 679.215,00 euro e che tali risorse
riguardano, oltre agli eventi calamitosi in parola, altre tre
eventi declarati dal Ministero, per un fabbisogno finanziario
denunciato complessivo pari a 42.557.324,97 euro; gli altri
eventi sono:
- Agrigento, venti sciroccali dal 9 novembre 2001 al 12 novembre
2001;
- Messina, grandinata del 10 novembre 2001 e piogge alluvionali
dal 30 agosto 2002 al 2 settembre 2002;
- Ragusa, venti impetuosi del 7 maggio 2002, 8 maggio 2002, 12
maggio 2002 e grandinata del 15 settembre 2002.
Attualmente gli uffici stanno completando la procedura per
ripartire, proporzionalmente ai fabbisogni denunciati, le somme
sopra indicate tra gli Ispettorati Provinciali all'Agricoltura
interessati; in particolare, saranno assegnati 247.656 euro a
Catania e 287.757 euro a Siracusa.
In conclusione - pur tenendo conto che nell'istruttoria, condotta
in base ai criteri della legge 185/1992, normalmente vi sono
percentuali elevatissime di rigetto delle istanze (il 50% e oltre)
- va rilevata ancora una volta la limitatezza delle risorse
stanziate dal Fondo di solidarietà nazionale previsto dalla stessa
legge 185.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Villari per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
VILLARI Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo soltanto
rilevare che i dati forniti dall'Assessore evidenziano una carenza
significativa di finanziamenti nel bilancio dello Stato, nel senso
che il Ministero non ottempera, a causa della limitatezza dei
fondi che venivano molto precisamente indicati nella risposta
dell'Assessore, a quanto previsto dalla legge numero 185 e,
quindi, la Sicilia rischia, ancora una volta, di pagare una
situazione sul piano delle scelte finanziarie del Governo
nazionale che appesantisce il settore agricolo. In particolare, si
trattava, in questo caso, di intervenire per danni che sono stati
registrati nelle province di Catania e Siracusa.
I dati forniti dall'Assessore dicono che c'è una differenza
notevolissima, si parla di 5,5 milioni di euro solo per Catania,
se non vado errato, a fronte di 300 mila euro (sostanzialmente o
giù di lì) che vengono previsti a livello nazionale.
Mi ritengo soddisfatto sia dell'articolazione della risposta che
del ragionamento dell'Assessore. Vorrei, però, rilevare - ed in
questo senso lo chiedo formalmente all'Assessore e al Governo -
l'esigenza di fare un intervento nei confronti del Governo
nazionale affinché su questa materia vi sia un'attenzione adeguata
che dia il senso dell'importanza che ha l'agricoltura siciliana
all'interno dell'economia isolana.
Rinvio dello svolgimento di interrogazione della Rubrica "Beni
culturali e ambientali e pubblica istruzione"
PRESIDENTE Si passa all'interrogazione numero 1396 della rubrica
"Beni culturali e ambientali e pubblica istruzione". Per assenza
dell'Assessore per i Beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione, onorevole Granata, l'interrogazione n. 1396,
"Revoca del decreto di accoglimento del ricorso gerarchico contro
la realizzazione della 'circonvallazione est' del Comune di
Belpasso (CT)", dell'onorevole Barbagallo, resta iscritta
all'ordine del giorno.
Rinvio dello svolgimento di interrogazione della Rubrica "Turismo,
comunicazioni e trasporti"
PRESIDENTE Si passa alla rubrica "Turismo, comunicazioni e
trasporti". Per assenza dall'Aula dell'Assessore per il Turismo,
le comunicazioni e i trasporti, onorevole Cascio, l'interrogazione
n. 1364 "Iniziative per garantire l'efficienza del servizio di
trasporto degli studenti della provincia di Trapani",
dell'onorevole Oddo, resta iscritta all'ordine del giorno.
MICCICHE' Chiedo di parlare per stigmatizzare l'assenza degli
assessori.
PRESIDENTE Onorevole Micciché, lo potrà fare alla fine della
seduta, quando il Regolamento lo consentirà.
Seguito della discussione del disegno di legge <<Interventi a
sostegno dei familiari delle vittime di Nassiriya>> (727-722-723-
724-770/A)
Presidenza del presidente Lo Porto
PRESIDENTE Si passa al terzo punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge. Si inizia con il seguito della
discussione del disegno di legge <<Interventi a sostegno dei
familiari delle vittime di Nassiriya" (727-722-723-724-770/A),
iscritto al numero 1.
Invito i componenti della I Commissione, 'Affari istituzionalli',
a prendere posto nel relativo banco.
Ricordo che l'esame del disegno di legge era stato sospeso nella
seduta precedente dopo la votazione per il passaggio all'esame
degli articoli.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, ricordo che l'esame del disegno
di legge era stato sospeso nella seduta precedente dopo la
votazione per il passaggio all'esame degli articoli.
Invito il deputato segretario a dare lettura dell'articolo 1.
BASILE segretario:
"Articolo 1
Interventi a sostegno dei familiari delle vittimedell'attentato di
Nassiriya
1. I benefici di cui agli articoli 2, 3 e 4 della legge regionale
13 settembre 1999, n. 20 e successive modifiche ed integrazioni,
si estendono ai familiari di Alfio Ragazzi, Giovanni Cavallaro,
Giuseppe Coletta, Domenico Intravaia, Horacio Majorana ed Emanuele
Ferraro, vittime dell'attentato avvenuto a Nassirya, in territorio
iracheno, il 12 novembre 2003.
2. Le disposizioni di cui agli articoli 3 e 4 della legge
regionale 13 settembre 1999, n. 20 e successive modifiche ed
integrazioni sono, altresì, applicabili nei confronti dei
familiari di Mohamed Abid, deceduto eroicamente il 18 giugno 2003
nel compimento di un atto di salvataggio nel tratto di mare del
Lido Cannatello di San Leone in provincia di Agrigento.
3. I benefici di cui all'articolo 4 della legge regionale 13
settembre 1999, n. 20 e successive modifiche ed integrazioni, si
applicano nei confronti di un solo componente di ciascun nucleo
familiare di cui ai commi 1 e 2 del presente articolo.
CASTIGLIONE vicepresidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CASTIGLIONE vicepresidente della Regione. Signor Presidente, il
Governo con questo disegno di legge ha inteso estendere i benefici
previsti dalla legge 20 anche ai familiari dell'attentato di
Nassiriya. Quindi, lo riteniamo un atto molto qualificante, e
desidero rivolgere, soprattutto, un ringraziamento al Parlamento
per aver voluto accelerare l'iter di quest'iniziativa legislativa
che riteniamo molto qualificante per l'attività parlamentare, ma
soprattutto un sostegno reale a chi ha, in un tragico momento per
la vita del Paese, perduto i familiari.
Il disegno di legge affronta anche il tema dell'estensione dei
benefici, previsti per le vittime della mafia, ai familiari di
Mohamed Abid, deceduto il 18 giugno del 2003, nell'estremo
tentativo di salvataggio di vite umane, nel tratto di mare
denominato Lido Cannatello.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che un
disegno di legge che affronti questo tema non può che vedermi
favorevole alla sua approvazione, e mi riferisco sia
all'intervento a favore dei familiari delle vittime dell'attentato
di Nassiriya, che ai familiari di Mohamed Abid, deceduto per
salvare una giovane vita a scapito di quella propria.
Non voglio fare facile demagogia e retorica, sono profondamente
d'accordo affinchè vengano estesi i benefici anche a questi atti
di eroismo, però non vorrei suscitare ire, in questi giorni
abbiamo visto che cosa è successo nella trasmissione televisiva
del festival di Sanremo. E' bastato che qualcuno mettesse in
evidenza che fatti tragici come quelli verificatisi in Iraq
possano diventare momento di retorica, dimenticando che quanto
successo in Iraq è un fatto che ha colpito tutti, indistintamente,
sia chi era favorevole all'intervento sia chi era contrario
all'intervento.
Signor Presidente, la mia parte politica era ed è ancora contraria
alla presenza dei nostri soldati in Iraq: un Paese che ormai è
diventato l'inferno in terra. Inferno scatenato dagli Stati Uniti
d'America, voluto dal loro Presidente.
Oggi sappiamo benissimo che gli Stati Uniti stanno cercando di
fare marcia indietro perchè si sono resi conto di essersi
impantanati in una guerra dalla quale non si può più tornare
indietro.
Ho scritto in un mio opuscolo, distribuito anche in quest'Aula,
che l'intervento in Iraq ci avrebbe inseriti in tunnel senza
uscita, e le morti quotidiane lo dimostrano.
Ecco perché ho fatto questa premessa, per affermare che
l'attentato di Nassiriya poteva essere evitato, bastava non
mandare i nostri soldati.
Abbiamo saputo recentemente di questioni che riguardano l'assetto
organizzativo della presenza italiana a Nassiriya: vi è stata
anche una protesta di alcuni soldati elicotteristi che
contestavano la scarsezza di dotazioni del nostro esercito e
questo ..
SAMMARTINO Ma cosa c'entra tutto ciò con il disegno di legge che
stiamo discutendo? Lei sta strumentalizzando anche in questa
occasione. Abbia più rispetto...
MICCICHE' Io ho molto rispetto per chi non c'è più, ma ho anche
il diritto di ultimare il mio intervento, come lei , onorevole
Sammartino è nel pieno diritto di affermare il contrario, nessuno
glielo impedisce; prova ne sia che il Governo nazionale,
appoggiato dalla maggioranza, continua con la scelta assunta mesi
addietro..
Comunque preannuncio il mio voto favorevole all'articolo 1, e per
una semplice ragione: noi eravamo contro la spedizione italiana
in Iraq perché sapevamo anche dei rischi che correvano i nostri
militari, ed oggi questi morti hanno un nome e cognome.
Ribadisco che questa è una guerra ingiusta. I fatti ci hanno
dimostrato che non doveva arrivarsi a questo perchè era un
pretesto per chissà quali interessi, e quello che si sta
scatenando oggi in Iraq lo dimostra. In realtà, si tratta di una
guerra fratricida voluta esclusivamente dagli Stati Uniti, una
guerra tra religioni, tra le varie etnie lì presenti.
FLERES I morti delle Twin Towers cosa sono invece? Quei morti
non hanno anche loro un nome ed un cognome?
MICCICHE' Ricordo anche quelli, onorevole Fleres, basta
rileggere un mio intervento. Vi ricordo che subito dopo
l'attentato dissi che Bush e Bin Laden sono due facce della stessa
medaglia, e questo lo dice anche un candidato a Presidente degli
Stati Uniti d'America, JF. Kerry, il quale non può certamente
essere tacciato di antiamericanismo o di pacifismo.
Ribadisco che confermo il voto favorevole a questo disegno di
legge, affinché i familiari di questi nostri connazionali
vengano non solo risarciti, ma riconosciuti come parenti di
vittime di una guerra ingiusta.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, comunico che sono stati
presentati i seguenti emendamenti:
- dal Governo: 1.2 e 1.3;
- dall'onorevole Dina: 1.4;
- dall'onorevole Giannopolo: 1.5 e 1.7;
- dagli onorevoli Formica, Ioppolo ed altri: 1.1.
- dall'onorevole Beninati: 1.6.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Giannopolo. Ne ha
facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
esplicitare la totale condivisione e dell'articolo 1 e delle sue
finalità, con riferimento al primo comma laddove si parla
dell'estensione dei benefici di cui alla legge 20 - la legge che
tutela i parenti delle vittime di mafia - cioè l'estensione di
questi benefici ai familiari delle vittime di Nassiriya residenti
in Sicilia. Come anche condivido le finalità del secondo comma: mi
sembra un gesto assolutamente nobile che testimonia anche di una
capacità di tolleranza e di cultura della solidarietà da parte
della nostra Regione.
Vorrei ricordare che nel giorno in cui - adesso non ricordo se fu
lo stesso giorno o il giorno precedente - moriva questo tunisino
naturalizzato, per salvare una persona che rischiava di annegare,
nello stesso giorno Umberto Bossi, a nome della Lega, anche nella
sua funzione di ministro, dichiarava che bisognava sparare sugli
scafisti, e respingere gli extracomunitari con i cannoni. Oggi
quello che noi compiamo nei riguardi anche di questo tunisino, di
questo extracomunitario capace di questo gesto eroico e di grande
generosità è sicuramente un gesto esemplare.
Noi siamo stati anche presentatori di un disegno di legge sulle
vittime di Nassyria per l'estensione di questi benefici ai
familiari delle vittime, e per cui ci sentiamo davvero di essere
totalmente protagonisti anche di questo momento legislativo.
Vorrei qui semplicemente cogliere l'occasione anche per esporre le
ragioni che mi hanno spinto e che ci hanno spinto a presentare un
emendamento che estende i benefici della stessa legge 20 che per
la prima volta nella storia da quando ci fu la strage di Portella
della Ginestra. Aggiungo che la legge 20 ha stabilito, direi,
certificato che quelle furono vittime di mafia ed ha reso onore a
quelle vittime iscrivendo i loro nomi nella tabella allegata
pubblicata sulla gazzetta ufficiale.
Anche quello fu un gesto esemplare perché mai nessun atto dello
Stato, nessun atto pubblico dello Stato aveva certificato quanto
fu capace di fare la legge 20 del 1999. Tuttavia all'epoca, a mio
avviso, si commise una piccola mancanza cioè l'avere escluso dal
novero delle vittime coloro i quali rimasero feriti, furono i
superstiti di quell'attentato. Alcuni di questi, circa tredici,
ancora oggi sono in vita.
Proprio domenica mattina, giorno 7/03/2004 è stato festeggiato il
novantesimo compleanno di una di queste donne rimaste ferite nella
strage di Portella della Ginestra, donna che, assieme ad altre
dodici persone, ancora oggi, vive portando dentro al proprio
corpo le schegge delle bombe a mano che furono lanciate a Portella
delle Ginestre.
Pertanto ritengo che bisogna cogliere l'occasione di questa legge
per ricordare e per annoverare anche quelle vittime superstiti,
testimoni oculari, testimoni ancora viventi di quella terribile
strage.
Non credo che una questione procedurale - in ordine al fatto
che il parere della II Commissione, non sia stato reso - poiché
l'emendamento propone una copertura finanziaria ben precisa, ben
individuata e pertanto invito anche il Presidente dell'Assemblea e
il Governo regionale a valutare positivamente l'emendamento
presentato dal sottoscritto, relativo alle vittime superstiti di
Portella delle Ginestre.
Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti 1.3, 1.4 e 1.5,
in quanto di identico contenuto.
Il parere della Commissione?
ARDIZZONE presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE . Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1.1. Il parere della Commissione?
ARDIZZONE presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CASTIGLIONE vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1.2 . Il parere della
Commissione?
ARDIZZONE presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.6.
BENINATI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI Signor Presidente, onorevoli colleghi, nella fretta
l'emendamento è stato formalizzato male. Se il Governo lo vuole
recepire - è un suggerimento - perché se anche si può intendere
come materia pertinente alla sanità, può anche appartenere a
materie di competenza della I Commissione. Il Governo può
considerarlo come l'abrogazione dell'articolo 39.
CASTIGLIONE vicepresidente della Regione. Sono favorevole
all'abrogazione dell'articolo 39 della legge n. 4, occorrerebbe
un sub-emendamento che reciti espressamente "è abrogato l'articolo
39 della legge regionale n. 4 del 2003".
PRESIDENTE Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 18.48, è ripresa alle ore 18.50)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, faccio presente che la
disposizione di cui all'emendamento 1.6 è contenuta in altro
disegno di legge. Pertanto l'emendamento viene dichiarato
improponibile, perché vertente su oggetto estraneo al disegno di
legge.
Si passa all'emendamento 1.7. Il parere del Governo?
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, volevo dire che nel capitolo
183705, che è il capitolo Rubrica Enti Locali - interventi in
materia di beneficenza ed assistenza pubblica - abbiamo stanziato,
con l'approvazione del bilancio avvenuto prima di natale, la
cifra di 2 milioni di Euro.
Allo stato attuale risultano impegnati poco meno di cento mila
euro, perché non si sono ancora istruite le pratiche. Vorrei
ricordare che le procedure di dette pratiche comportano la
domanda e l'istruzione da parte del Comune di residenza e
l'emanazione, di un decreto. Per cui allo stato attuale non sono
state impegnate le somme che in genere si impegnano verso fino
anno. Pertanto esiste una disponibilità in bilancio.
Su questo capitolo noi abbiamo attivato anche interventi verso i
lavoratori della Fiat, e della Tecnosistemi, abbiamo anche
approvato un ordine del giorno. Quindi, rientra perfettamente
nella fattispecie.
FLERES Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
un richiamo al regolamento. Io, onorevole Giannopolo condivido il
merito delle cose che lei ha detto, però l'istituto della
copertura parlamentare dei disegni di legge nel nostro regolamento
non esiste. Sarò più chiaro: per determinare la copertura rispetto
un emendamento ad un disegno di legge é necessario stabilire una
procedura che prevede un passaggio in Commissione Bilancio.
Tuttavia, ripeto, oggi si è tentato ciò, ma la Commissione
Bilancio non ha raggiunto il numero legale.
Non mi spingerei a stabilire un precedente d'Aula nel senso da
lei auspicato, che sia chiesto anche in assoluta buona fede per
ottenere un risultato nobile, perché determinerebbe un percorso
molto accidentato istituendo "l'istituto della copertura d'Aula"
che se interpretato estensivamente determinerebbe dei disastri in
altri momenti e in altre fasi legislative di questo Parlamento.
Pertanto onorevole Giannopolo mi permetto di suggerirle di non
insistere da questo punto di vista.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
l'argomento sottoposto con l'emendamento del collega Giannopolo
vada al cuore della questione.
Noi abbiamo approvato nella Commissione di merito interventi a
sostegno dei familiari delle vittime degli attentati di Nassirya
proprio perché abbiamo colto il senso dell'intervento. Lo stesso
abbiamo fatto per la triste ed eroica storia del tunisino che ha
salvato una giovane vita a scapito di quella propria. Abbiamo
anche approvato l'emendamento Formica, Ioppolo ed altri su
Montagna Longa senza aver trovato ostacoli di carattere
procedurale nel trovare i fondi. Per questo mi sembra assurdo che
proprio su un argomento attenzionato dall'onorevole Giannopolo
sollevare il un vincolo burocratico. Perché quanto successo a
Portella delle Ginestre fa parte ormai della storia, di una pagina
di storia che attesta che quei morti sono vittime della mafia, di
quella mafia che ha avuto come elemento culmine appunto la strage
di Portella della Ginestra.
Io credo che una questione procedurale si può superare anche con
un attimo di sospensione e cercare di trovare il modo di approvare
l'emendamento del collega Giannopolo, anche se i soldi destinati a
questo scopo sono veramente irrisori. Comunque il problema non è
tanto la quantità del contributo che si vuole elargire ma il
giusto peso che si vuole dare alla vicenda del tragico attentato
di Portella della Ginestra. Sono tutte morti della mafia, morti
che ancora chiedono giustizia e non vendetta, perché se dovessimo
dire che gridano vendetta la guerra sarebbe infinita anche perché
i morti chiedono giustizia e non vendetta. Perché se fosse chiesta
vendetta, la guerra sarebbe infinita.
Signor Presidente, correggo quanto ho detto prima: non intendevo
dire che solo la guerra è ingiusta; tutte le guerre sono
ingiuste, anche quelle che vorrebbero trovare una copertura di
carattere ideologico. Oggi però siamo di fronte ad un epilogo
storico: decidere se accettare che le vittime della strage di
Portella della Ginestra debbano essere portate nel dimenticatoio.
In verità, non sono d'accordo al rinvio della trattazione perché
credo che se questo emendamento non passa ora non passerà più;
sappiamo benissimo che diversi problemi potrebbero sorgere da qui
ai prossimi mesi.
Signor Presidente, emendamenti di questo genere sono difficili da
approvare perché, anzitutto, occorre valutarne la ricevibilità.
Ritengo che questa sia la legge giusta e che l'emendamento sia
quello giusto al posto giusto.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, non avevo chiesto la parola sul
tema che le avevo posto perché gli uffici, qualche minuto fa, mi
hanno assicurato e rassicurato del fatto che approvando
l'emendamento 1.1 non commettiamo un'ingiustizia nei confronti
delle altre vittime.
PRESIDENTE Onorevole Cracolici, dobbiamo ammettere che non si è
fidato della mia opinione.
CRACOLICI No, signor Presidente, mi fido delle cose che leggo.
Le parole restano sempre parole; in questo caso è meglio leggere
le norme. E le norme sono quindi già estese alle vittime di Ustica
e di Punta Raisi.
Vorrei a questo punto intervenire sull'emendamento 1.7 e anche
sulle obiezioni sollevate dall'onorevole Fleres. Vorrei però che
stabilissimo un principio che non sia 'a fisarmonica'.
E' stato votato l'emendamento 1.1 che comporta oneri finanziari
per la Regione, estendendo l'applicazione di una norma già
esistente ad un capitolo già esistente. L'emendamento è stato
dichiarato proponibile; è stato dato il parere favorevole del
Governo ed è stato votato dall'Aula.
L'emendamento 1.7 altro non è che l'applicazione del principio di
un beneficio ad altri soggetti, sempre riferito a capitoli
finanziari già esistenti; non è diverso quindi dall'emendamento
1.1. Considerato che il Governo aveva già dichiarato il parere
favorevole, signor Presidente, ritengo che, per motivi di par
condicio, l'emendamento 1.7 vada considerato alla stessa stregua
dell'emendamento 1.1, quindi votato.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, vorrei fare una precisazione: il
problema sollevato dagli onorevoli Cracolici e Miccichè è reale.
Abbiamo proceduto dichiarando possibile il voto dell'emendamento
1.1; abbiamo ritenuto l'emendamento 1.7 non proponibile, o per
meglio dire, è stato dato un parere perplesso - in verità non lo
abbiamo ancora ascoltato - da parte del Governo, in quanto privo
di copertura finanziaria.
In ordine all'emendamento 1.1, che abbiamo comunque approvato,
chiedo di prestare attenzione al fine di evitare di creare
precedenti che mettano in forse la legittimità di un voto
liberamente espresso.
Considerato che il tema della improponibilità sull'emendamento 1.7
verte anche, sebbene in misura diversa - non dico minore, ma
sicuramente diversa - per l'emendamento 1.1, se non sorgono
osservazioni, propongo di riunire la Commissione Bilancio che
esprimerà il parere in merito.
Se il Presidente della Commissione Bilancio, onorevole Savona, é
disponibile ad una convocazione immediata della Commissione
stessa, sospendo la seduta per quindici minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 19,05, è ripresa alle ore 19.18)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, l'emendamento a firma
dell'onorevole Giannopolo, una volta precisato lo stanziamento da
destinare ai familiari delle vittime di Nassiriya, ha trovato
piena copertura finanziaria.
L'emendamento 1.7 quindi non recita più, come era stato previsto
al penultimo rigo del primo comma: "... un contributo una tantum
per l'importo di 12.500,00 euro alle vittime superstiti..." ma
"alle dodici vittime superstiti".
Tale precisazione è importante ai fini della quantificazione della
spesa.
Pongo in votazione l'emendamento 1.7. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
ARDIZZONE presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 1, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
<<Art. 2
1. Per le finalità di cui ai commi 1 e 2, dell'articolo 1, è
autorizzata per l'esercizio finanziario 2004, la spesa complessiva
di 698 migliaia di euro, di cui:
- 465 migliaia di euro per l'articolo 2 della legge regionale 13
settembre 1999, n. 20 e successive modifiche ed integrazioni
(U.P.B. 3.2.1.3.5) capitolo 183720;
- 23 migliaia di euro per l'articolo 3 della legge regionale 13
settembre 1999, n. 20 e successive modifiche ed integrazioni
(U.P.B. 3.2.1.3.5) capitolo 183721;
- 210 migliaia di euro per l'articolo 4 della legge regionale 13
settembre 1999, n. 20 e successive modifiche ed integrazioni
(U.P.B. 3.2.1.3.5) capitolo 183722.
2. All'onere di cui al comma 2 dell'articolo 1, si provvede, per
l'esercizio finanziario 2004, con parte delle disponibilità
dell'U.P.B. 4.2.1.5.2 - capitolo 215704 - accantonamento 1001 del
bilancio della Regione.
3. Per gli esercizi finanziari 2005 e 2006 per le finalità di cui
all'articolo 3 della legge regionale 13 settembre 1999, n. 20 e
successive modifiche ed integrazioni (U.P.B. 3.2.1.3.5 - capitolo
183721), è autorizzata, rispettivamente la spesa di 23 migliaia di
euro e 25 migliaia di euro, che trova riscontro nel bilancio
pluriennale della Regione - U.P.B. 4.2.1.5.2 - codice 120201 -
accantonamento 1001.
4. Per gli esercizi finanziari 2005 e 2006 per le finalità di cui
all'articolo 4 della legge regionale 13 settembre 1999, n. 20 e
successive modifiche ed integrazioni (U.P.B. 3.2.1.3.5 - capitolo
183722), è autorizzata, per ciascun anno, la spesa di 210 migliaia
di euro, che trova riscontro nel bilancio pluriennale della
Regione - U.P.B. 4.2.1.5.2 - codice 120102 - accantonamento
1001>>.
Comunico che è stato presentato l'emendamento 2.1, a firma del
Presidente della Commissione.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
ARDIZZONE presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 2 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Lo Porto
Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini del giorno:
n. 369 "Iniziative per la riconsiderazione della missione
italiana in Iraq e per il sostegno alle organizzazioni umanitarie
operanti in quel Paese, dell'onorevole Miccichè;
n. 370 "Opportuni provvedimenti per la disciplina dell'esecuzione
dell'inno ufficiale della Regione siciliana (Madreterra)", degli
onorevoli Fleres, Catania Giuseppe e Maurici.
MICCICHE' Chiedo di parlare per illustrare l'ordine del giorno.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato
quest'ordine del giorno, in sintonia con gli argomenti trattati
fino a pochi minuti fa, perché ho detto - e lo confermo - che le
vittime di Nassiriya pesano sulla coscienza di chi ha voluto la
guerra; occorre ripagare i familiari non solo con quanto già
approvato, ma con le norme, i contributi e una politica di pace.
In questo momento, a livello nazionale, c'è un forte dibattito,
anche all'interno del centrosinistra, sul mantenimento delle
nostre organizzazioni militari. L'esercito, i nostri soldati si
trovano in luoghi di guerra per difendere qualcosa che non abbiamo
capito, che gli italiani ancora non hanno capito. Soltanto la
propaganda guerrafondaia ha cercato di far passare il concetto che
la guerra è una cosa giusta. La guerra per combattere il
terrorismo - lo abbiamo già detto - si fa con altri mezzi, non con
le armi micidiali, come quelle che sono state fornite a Saddam,
quando era al potere, proprio dagli Stati Uniti.
Purtroppo oggi viviamo una situazione drammatica, anche in Iraq;
anche attraverso il nostro contributo in negativo abbiamo creato
condizioni di enorme disagio per quella popolazione per la quale
la guerra sta diventando una guerra senza via di ritorno.
Per questo motivo, ritengo che solo le organizzazioni umanitarie
possano dare un contributo fattivo per far sì che l'Iraq si
risollevi dalla situazione in cui versa; la soluzione non può
essere trovata nelle armi. Ripeto, solo le associazioni umanitarie
- la Croce Rossa, ma anche associazioni non governative, come
Emergency - possono aiutare l'Iraq.
Proprio in quest'Aula, qualche anno fa, un ordine del giorno a mia
firma è stato approvato all'unanimità, con il parere favorevole
del Governo. Questo ordine del giorno prevedeva un contributo a
favore di Emergency per favorire un suo intervento in luoghi di
guerra come l'Iraq.
Oggi, a distanza di circa un anno, assistiamo al fatto che
quest'Assemblea ha approvato un disegno di legge che prevede un
contributo a favore di un'associazione umanitaria per il sostegno
alle vittime di guerra, soprattutto alle vittime civili di guerra,
perché come sappiamo bene che a morire in queste guerre non sono i
militari, ma soprattutto i civili. Sono i civili quindi a pagare
il prezzo di queste guerre. Perciò dobbiamo dare un sostegno alle
organizzazioni umanitarie. L'Assemblea si è espressa
favorevolmente perché ciò avvenga.
L'ordine del giorno a mia firma va, appunto, in questa direzione,
non solo per dire no alle guerre di qualsiasi genere ma anche per
prevedere un sostegno sostanziale, un sostegno di pace.
Oggi è necessario che le forze di questo Parlamento, al di là
degli schieramenti di maggioranza o di opposizione, diano un
contributo all'associazionismo di pace. Ciò è possibile non solo
attraverso la retorica ma con i fatti. E i fatti ci hanno
dimostrato che quest'Assemblea ha dato un contributo
politicamente, ma pare che il Governo ritardi a porlo in essere.
Ricordo che proprio sui giornali nazionali, il vicepresidente,
onorevole Castiglione, oggi presente, ha affermato che quel
contributo veniva dato perchè si condivideva lo spirito umanitario
della proposta contenuta nell' ordine del giorno.
A distanza di un anno circa, stiamo ancora aspettando. Oltre a
sollecitare in tal senso il Governo, onorevole Castiglione,
ritengo che anche quest' ordine del giorno debba essere approvato.
Mi rendo conto che stiamo affrontando una discussione troppo seria
che non può essere liquidata in poche battute o in una frase ad
effetto. La situazione è drammatica. Le associazioni non
governative hanno bisogno di un contributo fattivo e mi pare che
il Governo ritardi - non solo a parole, ma nei fatti - a
concretizzare queste azioni di carattere propositivo.
Onorevoli colleghi, vi chiedo di approvare questo ordine del
giorno perchè si possa creare un coordinamento per la pace in seno
agli enti locali, attivando iniziative in tal senso con
l'associazionismo presente nel territorio. Ciò è possibile, ma
occorre rispettare anche i precedenti ordini del giorno. Se il
Governo ritiene il contributo richiesto molto elevato, in assenza
di fondi, può decidere di dilazionarlo. Il contributo può essere
dato anche ad altre associazioni - non esiste solo Emergency, c'è
anche la Croce Rossa, vi sono altre associazioni umanitarie - che
possono portare a termine la missione di pace con interventi
diretti perché non esistono solo le armi come strumento da usare.
FORGIONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, annuncio il mio
voto favorevole all'ordine del giorno presentato dall'onorevole
Miccichè.
Probabilmente, discutendo il disegno di legge sulle vittime di
Nassiriya, si poteva prevedere un aggancio con la discussione che
in queste ore si sta svolgendo nell'Aula di Montecitorio: quella
sul ritiro o sulla proroga della missione in Iraq.
Non si tratta di una missione di pace; è ormai palese, così come
palese è il fatto che la guerra in Iraq non si è conclusa ai primi
di maggio - la guerra infatti continua - e che le popolazioni
civili dell'Iraq considerano la presenza militare, non solo quella
americana, ma anche quella inglese, quella italiana, e le altre
che si sono aggiunte, una presenza militare occupante. Quel Paese,
infatti, senza alcuna autorizzazione dell'ONU, è stato occupato
dagli eserciti, e quella è una guerra che ha mandato a morire
centinaia di soldati e di civili esclusivamente per il petrolio,
non per portare nuova civiltà e pace.
Onorevoli colleghi, ancora attendiamo di conoscere dove si trovano
le armi di distruzione di massa che deteneva Saddam Hussen; era
soltanto un pretesto per fare una guerra che ha mandato a morire i
soldati degli eserciti occupanti, compreso i nostri carabinieri.
Non possiamo continuare con questa ipocrisia. La guerra alimenta
il terrorismo e il terrorismo si alimenta della guerra; è questa
associazione guerra-terrorismo che non si vuole rompere con la
proroga della missione militare italiana in Iraq. Sarebbe stato
opportuno un dibattito di questo tipo in ordine al disegno di
legge oggi in discussione.
Signor Presidente, nonostante questo disegno di legge contenga.
una ispirazione umanitaria e solidaristica, quella verso i
familiari delle vittime dei nostri carabinieri siciliani morti in
Iraq, nonostante contenga misure di solidarietà che riguardano le
vittime dell'incidente di montagna Longa, quelli della strage di
Portella delle Ginestre - consideri questo mio intervento come una
dichiarazione di voto complessiva sul disegno di legge -,
nonostante condivida l'ispirazione solidaristica delle misure
contenute nel testo, io e il gruppo di Rifondazione comunista non
daremo un voto favorevole, ci asterremo, perché non possiamo
vivere la politica con una doppia morale, con una ipocrisia che
ispira i comportamenti. Avremo preferito un disegno di legge
collegato anche ad un giudizio grave su questa guerra e su chi la
sta conducendo, su come si mandano a morire soldati e civili e, da
questo punto di vista, non ce la sentiamo di non esprimere la
solidarietà anche ai cinque elicotteristi italiani che si sono
rifiutati di andare in missione in Iraq, allo sbando, con un
Governo che serve solo gli interessi degli Stati Uniti. Con questi
presupposti esprimo il voto favorevole all'ordine del giorno
numero 369 ed il voto di astensione complessiva sul disegno di
legge in discussione.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, annuncio il
voto favorevole al disegno di legge, distinguendo anche in questo
caso il giudizio su quanto avviene e su quanto avvenuto in Iraq
con l'azione che, in questo caso, è propria della Regione, di
utilizzare strumenti legislativi atti a sostenere i parenti più
prossimi delle vittime di Nassyria.
Credo che questo ordine del giorno pone una questione che
correttamente deve essere sottoposta all'Aula, di fare sentire,
dalle istituzioni, dagli enti locali, dalle regioni, da un
Parlamento come il nostro, la voce non solo di un bisogno di pace,
che credo accomuni tutti, ma anche la necessità che il nostro
Governo riconsideri il ruolo e le modalità con le quali noi oggi
continuiamo la missione in Iraq.
Il giudizio sulla guerra è un giudizio che in questo Paese ci ha
diviso per le ragioni stesse per cui è stata proclamata, per
l'idea di mondo che esce da quella guerra, la cosiddetta "guerra
preventiva", una sorta di gendarme del mondo che decide i destini
dell'umanità.
Ritengo che questo ordine del giorno, che in qualche modo spinge
il Governo nazionale, non solo a sostenere tutte le azioni delle
organizzazioni non governative, le missioni di chi è impegnato,
comunque, anche in queste ore, nella terra di Iraq, come per
esempio la Croce rossa italiana, a garantire e sostenere quelle
azioni, ma anche a riconsiderare il rapporto tra l'Italia e quella
missione chiedendo che ci sia una svolta profonda e che l'ONU, non
solo garantisca rapidamente nuove elezioni in quel Paese, ma
garantisca, questa sì, una presenza pacificatrice.
Eviterei che questo nostro Parlamento banalizzi o schematizzi chi
sta a favore o contro Bush. Credo che la Regione siciliana - anche
in queste ore in cui il Governo nazionale, seppur a parole, sta
facendo proprio il bisogno di una svolta che da più parti è stato
manifestato, che si consumi in Iraq, nella presenza non più
americana ed inglese, ma nella presenza dell'ONU - possa dare un
contributo utile e stimolante per rendere più convincente e
necessaria un'azione del nostro Governo nei confronti degli
organismi internazionali, perché quella svolta ci sia per davvero.
Noi non pensiamo e non siamo tra quelli che ritengono che
dall'Iraq bisogna fuggire lasciando le cose come stanno; in Iraq
abbiamo bisogno di produrre pace, e per farlo abbiamo bisogno di
un'altra politica internazionale, di un ruolo diverso delle
organizzazioni internazionali in quello che continua ad essere un
teatro di guerra.
Ecco perché voteremo a favore di questo ordine del giorno ed
auspico che l'intero Parlamento siciliano possa riconoscersi nella
richiesta di pace che in esso è contenuta.
PISTORIO Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PISTORIO Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo doveroso
tentare di chiarire ciò che è accaduto qualche minuto fa,
relativamente all'osservanza del Regolamento, durante
l'approvazione dell'articolo 1 del disegno di legge e,
segnatamente, durante l'approvazione degli emendamenti 1.1 e 1.7.
Ho tentato, nella mia qualità di vicepresidente del Gruppo
parlamentare dell'UDC, di contattare l'onorevole Savona per
comprendere in quale momento abbia comunicato di aver riunito la
Commissione bilancio ed acquisito il parere favorevole della
medesima Commissione in relazione a questi due emendamenti.
Perché, se non ricordo male, mi stavo approssimando a raggiungere
la sede della Commissione bilancio per partecipare a quella seduta
nella quale valutare l'opportunità o meno di dare copertura
finanziaria ai suddetti emendamenti, quando sono stato richiamato
in Aula e ho appreso che le norme erano state approvate in quanto
la copertura finanziaria era stata data attraverso una sua
comunicazione all'Assemblea.
Pertanto, le chiedo signor Presidente, supremo custode del
Regolamento, a garanzia della regolarità dei lavori di quest'Aula
- come ho fatto già in altre occasioni - anche con qualche
difficoltà di ordine personale con altri colleghi che presiedevano
la seduta, di chiarire tale procedura.
(Interruzioni da parte dell'onorevole Miccichè)
PISTORIO Signor Presidente, se questa procedura non viene
spiegata all'Aula rischiamo di costruire un precedente che non
rende alcuna certezza per quanto riguarda i pareri della
Commissione Bilancio. Poiché veniamo da una sessione di bilancio
in cui ai lavori d'Aula è stata restituita certezza, sono stati
evitati emendamenti volanti, senza copertura finanziaria, sarebbe
davvero ben strano che questo buon procedimento venisse
contraddetto in questa occasione.
PRESIDENTE Onorevole Pistorio, sulla base dell'invito da lei
rivoltomi con un richiamo al Regolamento, ha sollevato un problema
che è stato davanti ai nostri passi durante tutto il pomeriggio,
quello di avere votato un emendamento e di avere tentato di
approvarne un altro di identico contenuto anche se di materia
diversa.
L'onorevole Savona non l'ha informata che non ha avuto la
possibilità di convocare la Commissione Bilancio per mancanza di
disponibilità dei deputati. Mi dispiace dirlo, avrei preferito che
questo fosse argomento prudentemente e pudicamente lasciato sotto
traccia, ma visto che lei ha lamentato l'assenza della Commissione
di fronte alla sua immediata e sollecita partecipazione, le devo
precisare che il vicepresidente della Commissione bilancio aveva
già annunciato l'impossibilità di convocarla.
Poiché mi sono trovato dinnanzi ad un emendamento che è stato
legittimamente votato - e non posso assolutamente cancellare una
votazione avvenuta - mi sono adoperato affinché l'altro
emendamento di identica e sostanziale natura potesse essere
coperto, e si è trovata la soluzione nell'indicare il numero degli
eventuali - perché è solo su richiesta - beneficiari. Così ha
proceduto la Presidenza e di ciò mi assumo interamente la
responsabilità, senza peraltro ritenere di avere forzato il
Regolamento, ma con il forte dubbio sul senso di responsabilità di
chi non ha ritenuto di adempiere al mio invito di convocare la
Commissione Bilancio per dirimere una questione così delicata.
Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 369.
Il parere della Commissione?
ARDIZZONE presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CASTIGLIONE vicepresidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 370 dell'onorevole Fleres.
Lo pongo in votazione Il parere della Commissione?
ARDIZZONE presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CASTIGLIONE vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno numero 372
"Iniziative per le vittime della strage di Ciaculli", degli
onorevoli Orlando e Ferro.
CASTIGLIONE vicepresidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CASTIGLIONE vicepresidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, pur apprezzando l'iniziativa dell'onorevole
Ferro, ritengo che sia una precisazione inutile perché le vittime
della strage di Ciaculli, essendo vittime di mafia, sono già
inserite nella legge. Pertanto, esprimo il parere contrario del
Governo.
FERRO Chiedo di parlare per illustrare l'ordine del giorno.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FERRO Signor Presidente, onorevole colleghi, intendo precisare
che l'ordine del giorno si riferisce ai familiari dei sette
militari uccisi nella strage di Ciaculli. Abbiamo evitato di
presentarlo come emendamento alla legge che abbiamo appena
approvato per non creare confusione. L'ordine del giorno
impegnerebbe il Governo a presentare una proposta di legge con gli
opportuni approfondimenti, che abbia come obiettivo questa
finalità.
CASTIGLIONE vicepresidente della Regione. A nome del Governo
dichiaro di accettarlo come raccomandazione.
PRESIDENTE Si passa all'articolo 3. Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
ARDIZZONE presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CASTIGLIONE vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta sospesa alle ore 19.49 è ripresa alle ore 19.53)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Comunico che la votazione finale del disegno di legge
avverrà successivamente.
Presidenza del presidente Lo Porto
Seguito della discussione del disegno di legge: "Norme in materia
di pesca e disposizioni sui servizi di vigilanza venatoria"
(763/A)
Si passa al seguito della discussione del disegno di legge numero
763/A "Norme in materia di pesca e disposizioni sui servizi di
vigilanza venatoria".
Invito i componenti la III Commissione 'Attività produttive' a
prendere posto al banco delle commissioni.
Ricordo che nella precedente seduta era stato votato ed approvato
il passaggio all'esame degli articoli. Si passa all'articolo 1. Ne
do lettura:
"Art. 1.
Abolizione dei diritti esclusivi di pesca
1. Al fine di incrementare l'attività della pesca mediante la
modernizzazione e razionalizzazione degli impianti, delle
attrezzature e dei sistemi di pesca, di tutelare e garantire il
patrimonio anche culturale e turistico legato alla pesca
tradizionale, di favorire il progresso economico e sociale delle
categorie interessate, i diritti esclusivi di pesca sulle acque
della Regione siciliana compresi quelli sul demanio marittimo e
sul mare territoriale, anche se relativi all'impianto di tonnare e
mugginare, detenuti a qualunque titolo da privati, società o enti,
sono estinti all'atto di entrata in vigore della presente legge".
Comunico che all'articolo 1 è stato presentato il seguente
emendamento 1.1, degli onorevoli Oddo e Lo Curto:
all'articolo 1 aggiungere i seguenti commi:
"2. Le concessioni a fini di pesca sugli specchi d'acqua su cui
insistevano i diritti esclusivi estinti sono attribuite nel
rispetto della normative vigente e delle quote di cattura del
tonno rosso stabilite dal Ministero delle politiche agricole in
osservanza del Regolamento CE n. 65/98 e successive modifiche e
integrazioni".
"3. In sede di prima applicazione, per l'anno in corso, sugli
specchi d'acqua sui quali insistevano i diritti esclusivi di pesca
estinti è autorizzato lo svolgimento di attività di ricerca
sperimentale da parte di enti pubblici nazionali di ricerca".
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
INFURNA presidente della Commissione. Favorevole
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CIMINO assessore regionale per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 1, nel testo risultante.
Il parere della Commissione?
INFURNA presidente della Commissione. Favorevole
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CIMINO assessore regionale per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
"Art. 2.
Indennità
1. I titolari dei diritti esclusivi di pesca estinti per effetto
dell'articolo 1 hanno diritto a un' indennità risultante dalla
media delle tasse e comunque delle contribuzioni pagate negli
ultimi dieci anni per l'esercizio del diritto estinto,
ricapitalizzata del 25 per cento.
2. L'indennità è liquidata dietro presentazione
all'Amministrazione regionale, dei documenti comprovanti la
titolarità dei diritti esclusivi, nonché di quelli attestanti il
pagamento degli oneri che hanno permesso di esercitare i predetti
diritti".
Comunico che è stato presentato il seguente emendamento 2.1, degli
onorevoli Oddo e Lo Curto:
all'articolo 2, comma 2, aggiungere il seguente periodo:
"Qualora per l'esercizio dei diritti estinti non sia stato pagato
alcun tributo l'indennità è commisurata alla media, negli ultimi
dieci anni, dei canoni di noleggio delle tonnare, ricapitalizzata
del 5%".
Lo pongo in votazione.
Il parere della commissione?
INFURNA presidente della Commissione. Favorevole
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CIMINO assessore regionale per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 2, nel testo risultante.
Chi é favorevole resti seduto; chi é contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3.
Ne do lettura:
"Art. 3.
Norma finanziaria
1. Per le finalità di cui al precedente articolo è autorizzata,
per l'esercizio finanziario 2004, la spesa di 50 migliaia di euro,
cui si provvede con parte delle disponibilità dell'U.P.B.
4.2.1.5.2, capitolo 215704, accantonamento 1001 del bilancio della
Regione per l'esercizio finanziario medesimo".
Lo pongo in votazione
Il parere della commissione?
INFURNA presidente della Commissione. Favorevole
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CIMINO assessore regionale per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4.
Ne do lettura:
"Art. 4.
Pesca nel golfo di Patti
1. Considerate le peculiarità specifiche del golfo di Patti,
l'Assessore regionale per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca può autorizzare nel golfo di
ripopolamento ittico di Patti la pesca a strascico del gambero
bianco in deroga all'articolo 9, comma 1, della legge regionale 7
agosto 1990, n. 25, limitatamente a zone circoscritte individuate
dalla competente commissione consultiva locale per la pesca
marittima e secondo le prescrizioni di quest'ultima".
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Oddo l'emendamento
4.1.
Onorevole Oddo, perché ha presentato solo ora i suoi emendamenti?
Questa è' una deroga al Regolamento. I regolamenti non servono
solo per un rispetto formale, ma perché obbediscono ad una
disciplina complessiva, nell'interesse di tutti.
ODDO Signor Presidente, faccio ammenda.
PRESIDENTE Il Regolamento, da questo punto di vista, ha delle
lacune, perché se dichiaro questi emendamenti improponibili, lei
li fa presentare dal suo capogruppo e risolve il problema. E'
questo il passaggio che dobbiamo eliminare. Non é corretto, dal
punto di vista parlamentare che si proceda in questo modo.
Onorevoli colleghi, l'articolo 4 é accantonato.
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
"Art. 5.
Servizi di vigilanza venatoria
1. Per le finalità dell'articolo 44 della legge regionale 1
settembre 1997, n. 33 è autorizzata, per l'esercizio finanziario
2004, la spesa di 2.583 migliaia di euro, cui si fronte con le
disponibilità dell'U.P.B. 4.2.1.5.2 - capitolo 215704 -
accantonamento 1001 del bilancio della Regione per l'esercizio
finanziario medesimo".
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Cracolici e
Speziale l'emendamento 5.5.
Il parere del Governo?
CASTIGLIONE vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
INFURNA presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 5 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti
aggiuntivi, di identico contenuto:
dal Governo: 5.6;
dall'onorevole Crisafulli: 5.1.
PISTORIO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PISTORIO Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei che il
Governo spiegasse la connessione di questo emendamento aggiuntivo
con il provvedimento legislativo in esame. Questo perché mi è
giunta voce che l'emendamento si riferisce alle Camere di
Commercio.
Signor Presidente, ho la sensazione che questa sera stiamo
disperdendo un eccellente patrimonio di coerenza.
Ho apprezzato moltissimo e ho partecipato convintamente
all'atteggiamento che l'Assemblea ha adottato, incoraggiati dalle
sue dichiarazioni, durante l'esame della legge finanziaria. Non
vorrei, però, che alla ripresa dei lavori, quando ci stiamo
avviando ad esitare provvedimenti legislativi importanti, come la
riforma dello Statuto e la legge elettorale, riprendessimo
abitudini che avevamo abbandonato.
Pertanto vorrei comprendere il contenuto di questo emendamento
aggiuntivo.
CRISAFULLI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRISAFULLI Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la
parola perché, siccome l'onorevole Pistorio ha posto un quesito al
Governo, pensavo che il Governo volesse rispondere.
PRESIDENTE Onorevole Crisafulli, ritenevo che lei volesse
intervenire sull'emendamento.
CRISAFULLI Sì, signor Presidente. Atteso che il Regolamento di
questo Parlamento prevede che gli emendamenti, per essere
dichiarati ammissibili, devono essere pertinenti alla materia
della Commissione legislativa, questa è la Commissione legislativa
che si può pronunciare su tale argomento. Si tratta, infatti, di
materia inerente le competenze della III Commissione legislativa,
presente l'assessore competente che, peraltro, ha presentato
anch'egli un emendamento di analogo contenuto riguardante l'
omologazione dei meccanismi delle Camere di Commercio alla
normativa nazionale.
L'onorevole Pistorio, pur avendo delle perplessità in materia,
deve rendersi conto che è questa la Commissione competente a
pronunciarsi su questi emendamenti.
CIMINO assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CIMINO assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, ad adiuvandum voglio
precisare che anche il disegno di legge al nostro esame,
riguardante norme sul diritto di pesca, è di competenza
dell'Assessorato regionale della cooperazione, ma ha anche un
ruolo con le Camere di Commercio, visto che le stesse hanno
competenza nel campo della pesca in Sicilia.
Questo provvedimento tende a regolamentare una materia e non a
disciplinare ex novo un problema come quello delle Camere di
Commercio. Ritengo però opportuno, visto l'oggetto di questo
disegno di legge, inserirvi questo provvedimento che ci dà
l'opportunità di collegarci alla legislazione nazionale.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, dispongo l'accantonamento degli
emendamenti 5.6 e 5.1.
Si riprende l'esame dell'articolo 4 e dell'emendamento 4.1,
precedentemente accantonati.
ODDO Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento a mia firma.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Signor Presidente, come lei ha evidenziato poc'anzi, avrei
potuto chiedere la firma del mio capogruppo per garantire
ammissibilità al mio emendamento, ma non l'ho fatto perchè, come
lei può capire, sono in buona fede.
Da una attenta rilettura dell'articolo mi sono accorto - non c'è
nessuna furbizia in questo, credo che il rispetto delle norme
regolamentari sia importante perchè identifica ognuno di noi -
dicevo, da una rilettura dell'articolo ho notato un punto che è
bene questa sera attenzionare. Richiamare la peculiarità del Golfo
di Patti rispetto ad una discussione fatta in III Commissione, che
per la verità ha assunto - a meno che non abbia capito male io -
un taglio diverso rispetto al modo in cui è stata determinata la
famosa badimetrica, la quale segna la retta che permette o meno di
esercitare la pesca a strascico: fuori da quella badimetrica e non
dentro il Golfo per intenderci.
Una cosa è parlare di questioni legate al modo in cui si è
determinata la badimetrica e quindi a fatti specifici, peculiari
di quel Golfo, per come ho capito io - forse ho capito male, e
sicuramente c'era assoluta buona fede da parte dei colleghi che
l'hanno sostenuto - altra cosa è parlare di specificità, di
peculiarità che sono anche presenti nel golfo di Castellammare del
Golfo.
Non è la prima volta che ci viene segnalato in III Commissione, e
ci sono anche i verbali a sostegno di quanto affermo, che la
badimetrica che riguarda il Golfo di Castellammare del Golfo
impone anzi imporrebbe - anche se potrebbero anche esserci altre
tecniche di pesca - di operare con fondali di cinquecento metri; e
credo che ognuno di noi comprenda che tali fondali sono
eccessivamente profondi.
Se parliamo di peculiarità, pertanto, dobbiamo sicuramente tenere
presente che in quella realtà ne esiste comunque un'altra e non
possiamo fare due pesi e due misure; tale problema mi sono posto,
non mi sono posto semplicemente il problema di presentare un
emendamento tanto per dire che l'avevo presentato.
No, io mi pongo la questione di una visione un po' più paritaria
rispetto alle condizioni degli altri golfi siciliani; infatti,
sappiamo bene che la condizione badimetrica del modo come si può
esercitare la pesca a strascico, in quel golfo - e lo sanno bene
coloro che conoscono in particolar modo quella realtà - è una
condizione assolutamente poco praticabile, anzi non è praticabile
affatto per le distanze, per le profondità e per tutto quello che
sappiamo. E infatti non è la prima volta che i pescatori di
Castellammare del Golfo chiedono che venga modificata la
badimetrica. Al riguardo, assessore Cimino, lei ricorderà che
anche nella XII legislatura abbiamo audito i pescatori di
Castellammare del Golfo, i quali nemmeno allora avevano chiesto la
luna, ma chiedevano una modifica, una rettifica della badimetrica
rispetto anche ai punti individuati a terra, considerato
evidentemente che è molto più complesso, anzi quasi impossibile
esercitare lì una pesca a strascico normale come si potrebbe
esercitare per esempio nel golfo di Patti.
E la cosa che mi ha convinto, e che forse evidentemente ha un po'
disturbato alcuni colleghi, è appunto che se noi attestiamo la
possibilità di esercitare la pesca a strascico, anche rispetto
alla commissione consultiva locale, la quale fa i conti realmente
e realisticamente con le questioni che provoca la badimetrica
segnata in quel modo, che determina una situazione nella quale è
assolutamente impossibile esercitare la pesca del gambero - e lo
sa bene anche l'onorevole Turano, con cui abbiamo avuto modo
alcuni minuti fa di verificare il nostro disaccordo -, rispetto a
quell'elemento, rispetto a quella realtà, rispetto a quel golfo,
se ci attestiamo a quanto indicano le commissioni consultive, se
lo indicano, se è possibile, perchè se non è possibile è ovvio che
la commissione consultiva non può mai indicare che in una zona, in
uno specchio d'acqua si può esercitare la pesca a strascico.
Questo mi pare ovvio, mi pare scontato, a meno che non abbiamo già
acquisito il parere della commissione consultiva, ma mi pare che
non l'abbiamo acquisito, quindi stiamo discutendo di un impianto
normativo, della struttura di una norma.
Un'ultima cosa. Se affidiamo il tutto ad un'analisi della
commissione locale, che indichi se è possibile o meno tale pesca
rispetto anche alla badimetrica, io credo, che non faremmo niente
di strano; potremmo cioè dire che nel Golfo di Patti, viste le sue
peculiarità, e nel Golfo di Castellammare, viste anche le
peculiarità di quest'ultimo - peculiarità dell'uno e dell'altro
che saranno sicuramente diverse, ma comunque tali da non
permettere l'esercizio di tale tipo di pesca, che dovrebbe essere
invece consentita in quanto regolarmente normata - facciamo una
cosa che non vogliamo fare, cioè una disparità di trattamento
rispetto ai pescatori della nostra isola.
Con tale consapevolezza ho deciso di presentare alcuni
emendamenti.
TURANO Chiedo di parlare sull'emendamento 4.1
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TURANO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
porre l'attenzione su tale argomento, considerato che si tratta di
stravolgere non soltanto le abitudini di pesca, ma forse anche la
serenità di circa cinquecento famiglie.
L'inciso che l'onorevole Oddo vorrebbe inserire con il suo
emendamento non fa parte del testo non perchè la Commissione non
si è posta il problema, perché anzi a lungo ci siamo soffermati su
tale questione. Sin dall'inizio della legislatura sono stati
auditi in Commissione i rappresentanti dei consorzi di
ripopolamento ittico ed i rappresentanti delle categorie dei
comuni di San Vito lo Capo, Castellammare del Golfo, Balestrate,
Trappeto, Terrasini e di qualche altro comune (non ne vorrei
dimenticare nessuno), così come sono stati auditi i rappresentanti
dei comuni che insistono sul golfo di Patti e su quello di
Catania.
La legge istitutiva dei tre golfi in Sicilia non è una legge che
nasce dal capriccio di volere limitare la pesca in uno spazio
d'acqua; è una legge che nasce dall'esigenza di individuare i tipi
di pesca possibili.
L'assessore Cimino sa bene cosa succederebbe se in una realtà
piccola come quella del Golfo di Castellammare passasse
l'emendamento dell'onorevole Oddo. Onorevole Presidente, la prego
di seguirmi, circa trecento famiglie vivono grazie alla pesca e
solo da qualche anno cominciano a vivere in maniera dignitosa in
quanto la qualità del pescato, come anche la quantità, sono
aumentate vertiginosamente, e sono aumentate perchè è stato
impedito, tracciando questa linea ideale, ai pescherecci di
attuare lo strascico dentro quello spazio d'acqua.
In occasione dell'audizione dei due commissari del golfo di
Catania e del golfo di Patti era stato posto il problema, e si era
arrivati a prevedere una deroga per il golfo di Patti in quanto ci
si era accorti che la linea che univa idealmente Castellammare
del Golfo e Catania reggeva, nel senso che la profondità
dell'acqua era inferiore rispetto alle possibilità di pesca per il
gambero ed alcune specie ittiche si riproducevano.
Per quanto riguarda il golfo di Patti, invece, si verificava
paradossalmente che questa linea andava a cadere in uno spazio
d'acqua dove la profondità era circa di 800 metri e, pertanto, si
decise che la Commissione avrebbe eventualmente verificato se,
arretrando questa linea, si poteva pescare il gambero senza creare
nocumento alle altre specie ittiche che nel posto si
riproducevano.
Questo ragionamento fu affrontato ampiamente in Commissione e fu
addirittura dato incarico al professore Faranda di sviluppare uno
studio al riguardo al fine di apportare alcune modifiche alla
legge istitutiva dei tre golfi. Ma nessuna modifica è stata mai
proposta perchè bene faceva quella legge a delimitare quello
spazio ideale, al di là del quale la pesca non doveva essere
consentita.
Diversamente "butteremmo a mare" seicento famiglie, che da poco
hanno cominciato a vivere in maniera dignitosa, per permettere a
pochi di speculare consentendo la pesca a strascico dentro il
golfo di Castellammare del Golfo.
Ecco perchè chiedo all'Aula particolare attenzione ed annuncio il
mio voto contrario all'emendamento 4.1.
BENINATI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI Signor Presidente, onorevoli colleghi, essendo stato
coinvolto in questa discussione indirettamente, vorrei chiarire la
portata di tale emendamento che forse non è stato letto
attentamente.
L'onorevole Turano ha illustrato obiettivamente molto bene questa
procedura: è vero che si tratta di tre golfi, è vero che tutti e
tre hanno un' area dove la pesca a strascico è vietata, ma è anche
vero che la pesca a strascico - lo vorrei ricordare, è una memoria
di quei pochi mesi che sono stato assessore al ramo - è prevista
solo ed esclusivamente con alcune condizioni, tra cui una è che si
può esercitare sopra i duecento metri di fondali.
Il golfo di Patti è molto ampio rispetto agli altri, ed ha delle
profondità che superano abbondantemente tale misura. Pertanto si
vorrebbe esercitare questa attività e c'è un parere che sembra
paradossale, secondo cui non è vero che la pesca a strascico sia
poi tanto un deterrente. Anzi, in alcuni casi - anche questo è
acclarato - il non muovere il fondo crea uno strato di superficie
inerte, quindi non coltivabile, per cui, paradossalmente, emerge
che il movimento della terra crea vita. Preciso questo perché si
tratta di punti che sono state affrontati, come risulta da
documentazione in possesso dell'Assessorato.
Esercitare questa deroga sul golfo di Patti intanto non è un atto
previsto per legge; è l'assessore che deve autorizzare
preliminarmente la Commissione locale, che verifica se ciò è
possibile.
Pertanto non vorrei che si crei confusione inserendo con
l'emendamento anche Castellammare del Golfo, perché questa è una
cosa e quella è certamente un'altra - non so se effettivamente vi
sono a monte le condizioni necessarie, e cioè profondità che
superino i duecento metri, altrimenti non potrà mai avverarsi la
pesca a strascico su Castellammare, condizioni che invece nel
golfo di Patti esistono abbondantemente. Se il golfo di
Castellammare non ha queste profondità ciò costituisce un
presupposto essenziale per non autorizzare la pesca a strascico.
Ho voluto fare questa precisazione per far comprendere a tutti di
cosa stiamo parlando. E' vero che i golfi sono tre, ma è pur vero
che non sono tutti e tre uguali, prova ne è che ognuno ha un suo
nome, una sua caratteristica e, devo dire, anche una sua ampiezza
di territorio.
MICCICHE' Chiedo di parlare sull'emendamento 4.1.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, la mia
preoccupazione è che si stia affrontando un tema molto
interessante ma nello stesso tempo molto accidentato.
Oggi siamo qui per approvare un disegno di legge per l'abolizione
dei diritti esclusivi di pesca e questo mi trova perfettamente
d'accordo perché sono contrario ai privilegi feudali che in
Sicilia, purtroppo, si tramandano ormai da secoli.
L'argomento affrontato è interessante perchè riguarda un tema
importante, quello del ripopolamento ittico. Pare, però, che
l'articolo 4 di questo disegno di legge vada in controtendenza.
Abbiamo sentito le spiegazioni tecniche dei colleghi,
dell'onorevole Turano e di altri, che hanno cercato di spiegare le
ragioni di tale articolo che prevede di inserire il golfo di Patti
tra i golfi da modificare in base alla vecchia normativa. Ha fatto
bene l'onorevole Turano a far riferimento al professore Faranda,
che è stato ascoltato in terza Commissione (era presente anche
l'onorevole Tricoli, che purtroppo ci ha lasciato), in
quell'occasione furono portate argomentazioni molto pertinenti sui
golfi di Patti, Milazzo, Catania e Castellammare.
Probabilmente è come dice l'onorevole Turano, ma ciò ha innescato
altri ragionamenti. L'onorevole Oddo chiede perchè Patti sì e
Castellammare no e l'onorevole Turano ha spiegato le ragioni di
tale differenza. Allora, anche ammettendo che sia come dicono gli
onorevoli Turano e Beninati, la verità è che ciò può anche dare
adito a diverse interpretazioni e l' assessore Cimino conosce bene
le battaglie da me condotte nella mia provincia contro la pesca
del novellame.
La preoccupazione è che, con questo ragionamento, la limitazione
della pesca al novellame non si potrà realizzare e anzi andrà
avanti per una semplice ragione, perchè il decreto emanato
ultimamente dall'Assessore ha messo le varie marinerie l'una
contro l'altra. Questo provocherà sicuramente conflitti fra i
pescatori della stessa regione (la capitaneria di Sciacca contro
quella da Mazara, quella di Mazara contro quella di Trapani e via
di seguito), stiamo arrivando ad una guerra fratricida fra
pescatori. Quando si scenderà in campo per la lotta alla pesca del
novellame, non servirà più a nulla la battaglia che stanno facendo
per il pescaggio del tonno i qui presenti amici di Favignana I
tonni, il pesce spada, le grosse risorse ittiche, il pescato di
grande pesatura crescerà molto più lentamente, cioè uccideremo la
pesca che vale, che conta e che dà possibilità di risorse e di
riproduzione ittica; altro che lotta al novellame
Il novellame è un pescato che distrugge la possibilità della
risorsa ittica e, soprattutto, per le grosse pezzature.
Mi diceva un pescatore di Sciacca - e concludo - che da anni non
si pescano più sarde di grosse dimensioni perchè il pescato del
novellame ha distrutto tutta la risorsa ittica della nostra
Regione.
La mia preoccupazione è che stiamo affrontando il tema in modo
disarticolato, con poca professionalità. C'era un comitato
scientifico, e vorrei conoscere che fine ha fatto.
ODDO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Onorevole Oddo, lei ha già illustrato l'emendamento,
pertanto non può parlare per dichiarazione di voto in quanto è
ovvio che voti a favore.
Pongo in votazione l'emendamento 4.1. Il parere della Commissione?
INFURNA presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CASTIGLIONE vicepresidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 4.2. Il parere della Commissione?
INFURNA presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CASTIGLIONE vicepresidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
LO CURTO , relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà
LO CURTO , relatore. Signor Presidente, la ringrazio per avermi
dato la parola sugli emendamenti che questa sera vengono esaminati
con il disegno di legge in discussione. Nella qualità di
componente della Commissione che ha esaminato il disegno di legge
- da me proposto - non posso che essere favorevole.
Per la verità, signor Presidente, è l'occasione per inaugurare
una stagione felice attraverso la quale la democrazia e la libertà
costruiscono un percorso per la nostra Terra di Sicilia. Questa
legge - che abolisce i diritti esclusivi di pesca o, come qualcuno
ha detto, diritti feudali - rende merito a chi vuole condurre la
propria attività lavorativa in mare, in libertà.
E' un disegno di legge - e come rappresentante del mio partito,
Nuova Sicilia, voglio esprimere la mia gioia e la mia contentezza
- che rende possibile anche la prosecuzione, in assoluta libertà,
di un'attività millenaria, qual è la pesca del tonno, attraverso
un sistema tradizionale che consentirà a questa terra di Sicilia.
E ciò, signor Presidente, è anche merito suo poiché si è assunto
l'impegno, insieme ai presidenti dei Gruppi parlamentari ed
all'Assemblea tutta, di portare avanti questo disegno di legge.
Infatti, è un disegno di legge che consentirà a questa nostra
terra di Sicilia di potersi liberare di una schiavitù feudale, di
un sistema che aggiogava chi voleva lavorare liberamente
attraverso il mare, di liberare questa potenzialità lavorativa.
Inoltre, signor Presidente - e concludo - si tratta anche di
favorire e promuovere un'attività non solo tradizionale, ma con
essa l'immagine della Sicilia stessa, un'immagine storica, che
vuole creare sempre più le condizioni per attrarre turisti.
La mattanza, infatti, è una condizione di sviluppo turistico, di
promozione del nostro territorio che certamente contribuirà a
determinare condizioni di sviluppo economico per la nostra Terra.
E per tale motivo, avere liberato la terra e il mare di Sicilia da
vincoli feudali è stato un modo per colmare quell'assenza di
democrazia attraverso questa legge.
Pertanto, domani approveremo definitivamente questo testo insieme
agli altri disegni di legge, e sono lieta di avere contribuito,
insieme alla Commissione e a quest'Aula, a scrivere una pagina di
libertà intitolata alla democrazia e ai diritti. Grazie.
PRESIDENTE Onorevole Oddo, ribadisco che non potevo darle la
parola per dichiarazione di voto in quanto lei è presentatore
dell'emendamento stesso, mentre l'onorevole Lo Curto è intervenuta
per dichiarazione di voto sull'articolo 4.
Pongo in votazione l'articolo 4.
ODDO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Signor Presidente, onorevoli colleghi, la mia convinzione
sul modo in cui la Presidenza interpreta il Regolamento non
cambia. So che lei, signor Presidente, è attento e sa bene
articolare e disciplinare i lavori d'Aula. Non mi stupisce,
quindi, se qualche collega ogni tanto, sicuramente in buona fede,
non segua con attenzione, anche per l'ansia di procedere, ed è
giusto e normale; lo condivido, tutto sommato, e quando succede
bisogna permettere a tutti noi di poter esprimere fino in fondo il
proprio pensiero.
Personalmente, non intendo fare una dichiarazione di voto
sull'intero articolato, bensì solo sull'articolo 4. Comprendo che
attivare la dichiarazione di voto sugli emendamenti, di cui ero
primo firmatario, poteva rappresentare indubbiamente una forzatura
o una concessione della Presidenza.
Però mi permetta, signor Presidente, di sottolineare un aspetto
che noi, umili oppositori in questa Aula, vogliamo segnalare. Ho
apprezzato l'articolazione dell'intervento dell'onorevole Beninati
in quanto posta in maniera problematica. Egli, indubbiamente, ha
sostenuto una sua proposta, e fin qui nulla di strano, anzi ne
apprezzo addirittura l'esposizione problematica quando sostiene
che "nel Golfo di Castellammare vi è quella profondità tale che?"
Sì, esiste e, quindi, quella stessa peculiarità c'è anche lì;
perché lì non si può fare? E vado alla dichiarazione formale di
voto.
Lì non si può fare perché c'è la preoccupazione di alcuni
colleghi, oggi, rispetto al voto che i siciliani hanno voluto dare
a questa maggioranza - e che va rispettato, non condiviso -
ripeto, c'è la preoccupazione di qualche collega che questa norma,
se estesa al Golfo di Castellammare, possa influire negativamente
rispetto all'esercizio della cosiddetta piccola pesca ed
all'intervento del Consorzio ripopolamento ittico di Castellammare
del Golfo.
Mi permetto di dire in maniera sommessa e rispettosa - perché
anche quando i colleghi non la pensano come me li rispetto e li
ascolto - che tale preoccupazione è totalmente infondata perché il
meccanismo che si è studiato con l'articolo 4 riguarda proprio
quelle peculiarità e affida ad una Commissione il potere di
proposta.
Quindi, se è vero quanto sostiene l'onorevole Turano, devo dire
che sinceramente mi aspettavo anche su questo, signor Presidente,
maggiore attenzione da parte della Commissione competente nel dare
parere contrario, si poteva anche rimettere all'Aula.
Non vado a fare le pulci a questioni riguardanti proposte
autorevoli, che possono indubbiamente essere fatte in III
Commissione, ma nemmeno vado a "irregimentarmi" rispetto al gioco
della sola maggioranza o della minoranza.
Vorrei discutere e dibattere se è possibile, e se non è possibile
pazienza, ognuno si assuma le proprie responsabilità. Ritengo che
se quella Commissione ha solo il potere di proporre e l'Assessore
ha, ovviamente, il potere di autorizzare, se non ci sono le
condizioni - come diceva il collega onorevole Bennati -, non
sarebbe mai possibile che in quel Golfo venga autorizzata qualcosa
che non sia possibile fare.
Pertanto, qual é la preoccupazione? La preoccupazione è rispetto
ad una convinzione, e concludo, signor Presidente: che quel Golfo,
da questo punto di vista, rispetto anche ad una valutazione per
come quella pesca si sviluppa e per come invece viene tolto un
diritto, così come è di fatto, in questo momento, compromesso a
Patti, viene tolto e negato lì.
La preoccupazione è che quel Golfo si debba mummificare su logiche
che, non è che non condivida, il Consorzio di ripopolamento ha un
ruolo importante, la piccola pesca ha un ruolo importante; ma le
due cose non confliggono. E mettersi dietro il muro per non voler
guardare cosa c'è oltre, è un errore che si fa nelle aule
parlamentari e nelle sedi dove si esplicano funzioni delegate.
Ecco perché stasera si sono bocciati quegli emendamenti e si sta
per votare l' articolo 4, che personalmente non voterò perché non
intendo farlo. E non perché non vi è un senso nell'articolare un
intervento anche sul Golfo di Patti, ma perché non ha senso,
invece, fare della questione di Patti un gioco di maggioranza e di
minoranza in quanto si dovrebbe discutere ed arrivare a
conclusioni sul merito e non in base ai giochi né alle logiche.
La formulazione dell'emendamento permetteva che il merito non
creasse la discriminazione che invece si è creata. Di ciò,
evidentemente, ognuno si assumerà la responsabilità.
Altra cosa è poi l'articolato nel suo complesso, per quanto
concerne l'articolo 1, 2 e 3; ma questo articolo 4, così come è
stato concepito rispetto a come, invece, poteva essere, non si può
assolutamente digerire, onorevole Beninati. Domani, in buona parte
della Sicilia si dirà che questa sera non abbiamo fatto i conti
con quelle che sono le varie realtà, si dirà che l' articolo 4 è
passato perché anche questo rientra in un gioco di maggioranza e
di minoranza e non abbiamo reso un buon servizio a nessuno,
nemmeno ai pescatori di Patti.
TURANO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TURANO Signor Presidente, onorevoli colleghi, cercherò di essere
telegrafico. A me dispiace dipingere la vicenda come una
contrapposizione di maggioranza e di opposizione. Ho ricordato, e
l'ha ricordato pure l'onorevole Miccichè, che sul punto la
Commissione ha dibattuto a lungo cercando autorevoli esperti che
potessero illuminarne i lavori.
L'indirizzo dato da chi rappresentava il territorio e da chi
conosce le caratteristiche morfologiche dei golfi è stato quello
di prevedere una cosa diversa per Patti e di escluderla per gli
altri golfi, non fosse altro che per la lungimiranza che la legge
che istituì i golfi ha posto e che oggi comincia a produrre i
suoi effetti.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'articolo 4, nel testo
risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Sull'assenza dall'Aula degli Assessori che devono rispondere alle
interrogazioni iscritte all'ordine del giorno.
MICCICHÈ Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, secondo
comma, del Regolamento interno.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCHICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio qui
stigmatizzare il fatto che per la terza volta gli assessori che
hanno il compito di rispondere ad interrogazioni continuano a
disertare l'Aula.
La invito, signor Presidente, affinché nella prossima seduta
l'Assessore che ha il compito di rispondere alle interrogazioni
venga senza nessuna remora, senza scuse, perché venire a
rispondere alle interrogazioni non è un optional, non c'è impegno
più importante che rispondere in Aula alle interrogazioni. Noi
siamo qui per fare il nostro dovere
PRESIDENTE La seduta è rinviata a domani, mercoledì 10 marzo
2004, alle ore 17.30 con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
I - Comunicazioni.
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d) e 153 del Regolamento interno, della mozione numero
274 "Revoca e riconsiderazione del piano di gestione dei rifiuti"
degli onorevoli Capodicasa, Speziale, Cracolici, Crisafulli, De
Benedictis, Giannopolo, Oddo, Panarello, Villari, Zago, Barbagallo
Giovanni, Ferro, Forgione, Ortisi, Galletti, Genovese, Guerrieri,
Liotta, Manzullo, Micciche', Morinello, Orlando, Papania, Raiti,
Spampinato, Tumino, Vitrano, Zangara.
III - Svolgimento, ai sensi dell'articolo 140, comma 5, del
Regolamento interno, di interrogazioni dellerubriche:
"Beni culturali ed ambientali e pubblica istruzione"
"Lavoro, previdenza sociale, formazione professionale ed
emigrazione"
"Territorio e ambiente"
"Turismo,comunicazioni e trasporti".
IV - Discussione dei disegni di legge:
1) "Norme in materia di pesca e disposizioni sui servizi di
vigilanza venatoria" (numero 763/A) (Seguito);
2) "Disciplina dell'attività di guida turistica, guida
ambientale-escursionistica, accompagnatore turistico e guida
subacquea" (numeri 620-220-257-308-368-378-413-430-481-594-623-
686/A) (Seguito);
3) "Istituzione della fondazione 'Fulvio Frisone'" (n. 359/A)
(Seguito),
4) "Schema di progetto di legge costituzionale da proporre ai
sensi dell'articolo 18 dello Statuto al Parlamento recante
'Modifiche allo Statuto della Regione'" (nn.580-472-578-602-652).
V - Votazione finale del disegno di legge:
"Interventi a sostegno dei familiari delle vittime di Nassiriya"
(nn. 727-722-723-724-770/A).
La seduta è tolta alle ore 20.45
Licenziato dal Servizio dei Lavori d'Aula alle ore 23.30
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XIII LEGISLATURA
SEDUTA N. 189 DEL 9 MARZO 2004
ALLEGATO:
EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE NN. 727-722-723-724-770/A "INTERVENTI A SOSTEGNO
DEI FAMILIARI DELLE VITTIME DELL'ATTENTATO DI NASSIRIYA"
- All'articolo 1:
Emendamenti 1.3, 1.4 e 1.5:
Sopprimere il comma 3
Emendamento 1.1:
Aggiungere il seguente articolo.:
"Art.... 1. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 3 dell'articolo 4
della legge regionale 13 settembre 1999, n. 20, si applicano
anche ai figli delle vittime del disastro aereo di Montagna Longa
del 5 maggio 1972 a condizione che non abbiano superato il 45
anno di età o che non siano dipendenti pubblici.
2. Agli oneri di cui al presente articolo si fa fronte con parte
delle disponibilità del Fondo globale di parte corrente (capitolo
215704)".
Emendamento 1.2:
Aggiungere il seguente articolo:
"Art...1. Nel rispetto delle finalità di tutela perseguite con la
legge regionale 13 settembre 1999, n. 20 e successive modifiche ed
integrazioni, il regime di reclutamento straordinario previsto dal
suo articolo 4 comporta per i relativi inquadramenti giuridici,
anche effettuati prima dell'entrata in vigore della presente
legge, l'applicazione dell'ordinamento professionale previgente
rispetto alla legge regionale 15 maggio 2000, n. 10".
Emendamento 1.7:
Aggiungere il seguente articolo:
"Art... 1. Al fine di onorare la memoria ed il sacrificio delle
vittime di Portella della Ginestra, i benefici previsti
dall'articolo 6 della legge regionale 13 settembre 1999, n. 20,
sono estesi con le modalità ivi previste e nella forma di un
contributo una tantum per l'importo di 12.500 euro alle 12 vittime
superstiti rimaste ferite nella strage di Portella della Ginestra
dell'1 maggio 1947.
2. La Presidenza della Regione erogherà il contributo a richiesta
degli interessati o dei familiari delle vittime previo
accertamento dei requisiti presso gli organi competenti.
3. All'onere valutato in 150 mila euro derivante dall'applicazione
del presente articolo si provvede con pari riduzione del capitolo
183705, rubrica enti locali".
- All'articolo 2:
Emendamento 2.1:
Al comma 2 sostituire le parole "All'onere di cui al comma 2
dell'articolo 1" con le parole "All'onere di cui al comma 1"
DISEGNO DI LEGGE N. 763/A "NORME IN MATERIA DI PESCA E
DISPOSIZIONI SUI SERVIZI DI VIGILANZA VENATORIA"
- All'articolo 1:
Emendamento 1.1:
All'articolo 1 aggiungere i seguenti commi:
"2. Le concessioni a fini di pesca sugli specchi d'acqua su cui
insistevano i diritti esclusivi estinti sono attribuite nel
rispetto della normativa vigente e delle quote di cattura del
tonno rosso stabilite dal Ministero delle politiche agricole in
osservanza del Regolamento CE n. 65/98 e successive modifiche e
integrazioni".
"3. In sede di prima applicazione, per l'anno in corso, sugli
specchi d'acqua sui quali insistevano i diritti esclusivi di pesca
estinti è autorizzato lo svolgimento di attività di ricerca
sperimentale da parte di enti pubblici nazionali di ricerca".
- All'articolo 2:
Emendamento 2.1:
Al comma 2 aggiungere il seguente periodo:
"Qualora per l'esercizio dei diritti estinti non sia stato pagato
alcun tributo l'indennità è commisurata alla media, negli ultimi
dieci anni, dei canoni di noleggio delle tonnare, ricapitalizzata
del 5 per cento".
- All'articolo 5:
Emendamento aggiuntivo 5.5:
"All'articolo 17 della legge regionale n. 14 del 1998 è aggiunto
'è altresì riconosciuta quale associazione venatoria l'Italcaccia,
associazione venatoria, faunistica e ambientale'".