Presidenza del vicepresidente Fleres
BASILE segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
precedente, che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.
PRESIDENTE Si passa al punto I dell'ordine del giorno:
Comunicazioni.
Annunzio di risposte scritte
PRESIDENTE Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per Il Turismo
N. 278 - Iniziative per il rilancio delle stazioni termali
della Regione.
Firmatari:Lo Monte Carmelo; Basile Giuseppe; Ferro
Giovanni;Morinello Salvatore; Raiti Salvatore
N. 824 - Notizie su una diversa modalità di fruizione del
lido di Mondello.
Firmatari:Vicari Simona.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato nel resoconto
stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati i seguenti
disegni di legge:
- Norme per la regolamentazione della raccolta e
commercializzazione dei funghi epigei spontanei e di altri
prodotti del sottobosco (n. 812)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Oddo, Panarello, Crisafulli,
Giannopolo, Villari in data 10 marzo 2004
- Contributo all'Associazione per la cura del bambino
cardiopatico ONLUS (n. 813)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici,
Leontini, Turano, Savarino in data 10 marzo 2004
- Norme in favore dei soggetti stomizzati (n. 814)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Forgione e Liotta in data 10 marzo
2004
- Istituzione di un seminario ed altre iniziative per la
formazione federalista europea in Sicilia (n. 815)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Baldari, Leanza Edoardo, Cristaudo,
Fleres, Confalone, Rotella, Mercadante, Maurici, Giambrone in data
10 marzo 2004
- Norme per il riconoscimento e la classificazione delle unità
abitative ad uso turistico (n. 816)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Vicari, Baldari, Mercadante,
Maurici, Giambrone in data 10 marzo 2004
Comunicazione di richiesta di parere e di assegnazione dello
stesso alle competenti commissioni
PRESIDENTE Comunico che la seguente richiesta di parere è stata
trasmessa dal Governo ed assegnata alle competenti Commissioni
legislative:
COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI
CONCERNENTI
L'ATTIVITA' DELLE COMUNITA' EUROPEE
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
BILANCIO (II)
- Trasmissione documentazione relativa al POR Sicilia 2000-
2006. Proposta di modifica delle misure 1.10, 3.04, 3.05, 6.03 del
Complemento di programmazione (n. 270/Ce/IV/V/II)
- pervenuto in data 8 marzo 2004
- trasmesso in data 9 marzo 2004.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 1585 - Valutazione delle conseguenze della soppressione
del Nucleo di vigilanza presso il Servizio igiene e ambiente
nella provincia di Palermo.
- Assessore Sanità
Firmatario: Cracolici Antonino
N. 1586 - Interventi per velocizzare l'emanazione da parte
dell'Assessore per il turismo, le comunicazioni e i
trasporti del decreto relativo all'attivazione della I e II
quota di contributo a carico della Regione con riferimento
al Consorzio Trapani Turismo.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
Firmatario: Oddo Camillo
N. 1588 - Notizie sullo stato di realizzazione del Museo
regionale d'arte moderna e contemporanea - sezione
'Francesco Messina' di Linguaglossa (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali
Firmatario: Raiti Salvatore
N. 1590 - Notizie in ordine all'attivazione dei progetti di
Nuova occupazione aggiuntiva (NOC) finanziati, in favore
dell'Ente Parco delle Madonie.
- Assessore Territorio
Firmatario: Giannopolo Domenico
Le interrogazioni ora annunziate saranno iscritte all'ordine del
giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 1587 - Interventi per il restauro e la valorizzazione
della chiesa San Gaetano alle Grotte, sita in piazza Carlo
Alberto a Catania.
- Assessore Beni Culturali
- Assessore Lavori Pubblici
- Assessore Famiglia
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe
N. 1589 - Opportune misure atte a vietare il riconoscimento
dei corsi on-line quale frequenza scolastica ai fini
dell'esame di Stato.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali
Firmatari: Forgione Francesco; Liotta Santo
Le interrogazioni ora annunziate sono state già inviate al
Governo.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Determinazione della data di discussione di mozione
PRESIDENTE Si passa al punto secondo dell' ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d),
e 153 del Regolamento interno, della mozione numero 274 "Revoca e
riconsiderazione del piano di gestione dei rifiuti", degli
onorevoli Capodicasa, Speziale, Cracolici, Crisafulli, De
Benedictis, Giannopolo, Oddo, Panarello, Villari, Zago,
Barbagallo, Ferro, Forgione, Ortisi, Galletti, Genovese, Gurrieri,
Lotta, Manzullo, Miccichè, Morinello, Orlando, Papania, Raiti,
Spampanato,Tumino, Vitrano e Zangara.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
BASILE segretario:
"L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
con l'ordinanza di Protezione civile n. 2983 del 1999, il
Presidente della Regione è stato nominato commissario
delegato per l'emergenza rifiuti;
per effetto di ordinanze e successive proroghe lo stato di
emergenza è stato prorogato fino al 31 dicembre 2004;
ai sensi e per gli effetti delle citate ordinanze, con
decreto n. 150 del 25 luglio 2000, il Presidente della
Regione - commissario delegato - , ha approvato il Documento
delle priorità degli interventi per l'emergenza rifiuti
(PIER), pubblicato nella GURS del 4 agosto 2000;
tale Documento, in osservanza del disposto del Decreto
legislativo n. 22 del 1997, prevedeva un sistema di gestione
dei rifiuti centrato sulla raccolta differenziata 'spinta'
(almeno il 50 per cento);
la previsione contenuta nel Documento-PIER contemplava
l'eventualità che ad essere avviato alla termovalorizzazione
fosse solo il combustibile derivato da rifiuti (CDR), e
cioè, un combustibile ricavato dai rifiuti il cui
trattamento è finalizzato all'eliminazione delle parti
pericolose dei rifiuti solidi urbani (RSU) ed all'aumento
del potere calorico;
nel PIER l'utilizzazione del combustibile derivato da
rifiuti (CDR) - al fine di non aumentarne l'emissione in
atmosfera - veniva prevista in impianti energetici esistenti
(centrali elettriche o cementerie) o, in caso di
indisponibilità, in un unico impianto dedicato, da
realizzare in un'area lontana da qualsiasi centro abitato,
dove trasportare su rotaia il CDR prodotto da nove impianti
- tanti quanti erano gli ATO previsti - localizzati in aree
industriali forniti di 'rotaia', anche al fine di eliminare
l'impatto della mobilità di grandi mezzi di trasporto;
con l'ordinanza di Protezione civile n. 3190 del 2002,
emanata in seguito all'intesa concessa dal Presidente della
Regione, sono stati stravolti l'impianto e le previsioni del
Decreto legislativo n. 22 del 1997 e le direttive europee
che tale decreto recepisce, nonché le previsioni sulla
raccolta differenziata contenute nel Documento-PIER fino a
prevedere che ad essere avviato alla termovalorizzazione non
sia il CDR, privo di sostanze pericolose e prodotto secondo
le caratteristiche specificate dal Decreto ministeriale del
5 febbraio 1998;
conseguentemente il Presidente della Regione - commissario
delegato - in deroga al bando di gara europeo, ha emesso
l'ordinanza n. 333 del 2/5/2003 con la quale si
individuavano le procedure di selezione, di cui all'avviso
pubblico per la stipula di convenzione per l'utilizzo della
frazione residua della raccolta differenziata dei rifiuti
solidi urbani;
l'avviso pubblico di cui sopra, pubblicato sulla GURS n. 32
del 9 agosto 2002, nonché sulla GUCE n. S 158 del 16 agosto
2002, delega la localizzazione degli impianti di
termovalorizzazione e il numero degli stessi in base
all'offerta degli operatori industriali aggiudicatari della
gara;
gli aggiudicatari della gara gestiranno il servizio di
incenerimento dei rifiuti per 20 anni, cinque in più
rispetto al tempo di vita stimato per un termovalorizzatore
e cinque/dieci in più rispetto alle concessioni rilasciate
in questi anni in Italia;
il costo della termovalorizzazione degli RSU è stato
definito mediamente in 80 alla tonnellata, e cioè
160 delle vecchie lire al chilogrammo, che equivale a circa
il doppio della tariffa stabilita nelle regioni in regime di
commissariamento, come la Calabria e la Campania, o come
quella stabilita per il recente impianto che si trova nella
città di Brescia;
a seguito dello svolgimento della selezione di cui
all'Avviso pubblico sopra citato, il Presidente della
Regione - commissario delegato - con la medesima Ordinanza
n. 333 del 2 maggio 2003 (art. 1) prende atto del numero
degli impianti di termovalorizzazione (quattro), così come
della loro localizzazione nei comuni, di Casteltermini (AG),
Palermo (Bellolampo), Augusta (SR) e Paternò (CT), così come
descritto negli allegati alla stessa Ordinanza A1, A2, A3,
A4;
i succitati termovalorizzatori saranno alimentati non dal
CDR, prodotto con i requisiti di compatibilità previsti, ma
dai rifiuti indifferenziati con il conseguente aumento del
rischio ambientale e per la salute dei cittadini;
la scelta di avviare a termovalorizzazione la frazione secca
dei rifiuti, al netto della raccolta differenziata (oggi la
quasi totalità), anziché il CDR, come prevedeva il Documento-
PIER, all'epoca unico strumento di programmazione,
configura una aperta violazione normativa;
tale scelta ha comportato, comunque, non solo un alto numero
di termovalorizzatori (quattro) da realizzare in Sicilia, ma
anche un accrescimento smisurato (rispetto alle previsioni
del PIER) della quantità di rifiuti da destinare
all'incenerimento, pari a 2.400.000 tonnellate, e cioè il
100 per cento dei rifiuti prodotti in Sicilia;
alcuni dei siti prescelti dai soggetti industriali sono
ubicati in aree adiacenti a centri abitati ed in aree non
idonee, in contrasto con elementari principi di precauzione
e prudenza, e qualcuno in area di interesse archeologico
ambientale o a vocazione turistica;
il sistema di trasporto dei rifiuti, in particolare la
movimentazione di grossi mezzi e di autoarticolati dalle
stazioni di trasferenza agli impianti di
termovalorizzazione, rappresenterà un appesantimento
insostenibile per un numero considerevole di comuni, alcuni
dei quali vedranno notevolmente accresciuto il traffico
interno di attraversamento dei mezzi pesanti;
Considerato, inoltre, che:
la conseguenza immediata di tutto ciò è un aumentato costo
per i comuni del servizio di smaltimento dei rifiuti e,
quindi, la spropositata lievitazione della tariffa che le
famiglie siciliane dovranno pagare per tale servizio;
tale eventualità ha sollevato vibrate proteste da parte
delle popolazioni, dei rappresentanti politici ed
istituzionali, delle associazioni ambientaliste e sindacali;
in effetti, alla luce del sistema adottato dal Piano dei
Rifiuti e dai provvedimenti del Presidente della Regione -
commissario delegato per lo smaltimento e la
termovalorizzazione dei rifiuti - appare fondato l'allarme
diffusosi tra le popolazioni per le conseguenze a breve e
lungo termine sulla salute umana, sulla qualità della vita,
sulla mobilità urbana ed interurbana e potrebbe
ripercuotersi sulla catena alimentare delle aree
direttamente interessate;
a tale proposito non appaiono rassicuranti le dichiarazioni
rilasciate dal Presidente della Regione - commissario
delegato - circa la insussistenza di rischio alcuno per la
salubrità ambientale, proprio perché scarsamente
suffragata da supporti tecnico scientifici;
data l'importanza della posta in gioco, appare opportuno
rivedere le previsioni del piano e delle relative ordinanze
che dispongono la termovalorizzazione alle condizioni
attuali di quasi il 100 per cento dei rifiuti
indifferenziati;
termovalorizzare 2,5 milioni di tonnellate equivale a
destinare, in termini di investimenti, quasi 1 miliardo di
euro per la realizzazione del sistema dei 4
termovalorizzatori, con un effetto
occupazionale di meno di 1000 unità, a fronte di un sistema
tracciato nel Documento-PIER con un costo inferiore del 50
per cento e che avrebbe prodotto un'occupazione di 7.000
unità e fatto nascere decine di aziende nella filiera della
gestione-riciclo.
Considerato, altresì, che
con ordinanza commissariale del 18 dicembre 2002, n. 1166,
il Presidente della Regione - commissario delegato - ha
adottato il piano regionale di gestione dei rifiuti;
a norma dell'art. 19 (comma 1, lettera a) del Decreto
legislativo n. 22 del 1997, la competenza per l'approvazione
del piano regionale per la gestione dei rifiuti è della
Regione e, per essa, dell'organismo legislativo;
in caso di inadempienza l'art. 8 del citato D.lgs n. 22 del
1997 prevede l'intervento, in via sostitutiva, (attraverso
commissariamento) per la 'elaborazione' del piano regionale
e non della sua 'approvazione' che rimane di competenza
dell'organo legislativo della Regione;
Tenuto conto che:
al contrario, sulla base di un'illegittima previsione
dell'ordinanza ministeriale, il Presidente della Regione -
commissario delegato - ha non solo provveduto alla
'elaborazione' del piano, ma anche alla sua 'adozione';
tale procedura si palesa illegittima ed in violazione
dell'art. 22, comma 10 del D.lgs n. 22 del 1997 che
disciplina gli interventi che possono essere delegati
all'eventuale commissario, tra i quali non rientra
l'adozione del piano;
in ogni caso, il piano non rispetta le indicazioni contenute
nel Decreto Ronchi, per esempio, in materia di bonifiche
delle discariche,
impegna il Presidente della Regione
a revocare in autotutela il piano di gestione dei rifiuti;
a rimetterlo all'esame dei competenti organi assembleari per
una profonda revisione, modifica e la sua conseguente
adozione;
a rivedere le decisioni relative agli obiettivi della
raccolta differenziata per adeguarli alle direttive europee
e al D.lgs. n. 22 del 1997, attraverso la riduzione, il
riciclo, il riuso, ed infine, il recupero energetico solo
attraverso il CDR;
a rivalutare, comunque, l'ubicazione degli impianti di
termovalorizzazione;
a nominare una commissione di alto livello scientifico, la
cui composizione tenga conto anche delle indicazioni delle
associazioni ambientaliste, dei comitati civici e delle
istituzioni locali, che, oltre al parere della commissione
nazionale per la valutazione di impatto ambientale (VIA),
fornisca un documentato parere sull'impatto ambientale di
tutte le fasi, pre e post termovalorizzazione, sui possibili
effetti sulla salute dei cittadini e sull'ambiente". (274)
CAPODICASA- BARBAGALLO - SPEZIALE- CRACOLICICRISAFULLI -DE
BENEDICTIS - GIANNOPOLO - ODDO- PANARELLO- VILLARI - ZAGO
ZAGO- BARBAGALLO - FERRO- FORGIONE- ORTISI-GALLETTI-GENOVESE
GURRIERI-LIOTTA-MANZULLO-MICCICHE'-MORINELLO-ORLANDO-PAPANIA
RAITI-SPAMPINATO-TUMINO-VITRANO-ZANGARA
PRESIDENTE Dispongo che la predetta mozione venga demandata
alla Conferenza dei presidenti dei Gruppi parlamentari perché ne
determini la data di discussione.
Svolgimento di interrogazioni delle rubriche «Beni culturali e
ambientali e pubblica istruzione», «Lavoro, previdenza sociale,
formazione professionale ed emigrazione ; Territorio e ambiente;
Turismo, comunicazioni e trasporti .
Presidenza del vicepresidente Fleres
PRESIDENTE Si passa al punto terzo dell'ordine del giorno:
Svolgimento, ai sensi dell'articolo 140, comma 5, del Regolamento
interno, di interrogazioni delle rubriche: Beni culturali ed
ambientali e Pubblica istruzione ; Lavoro, previdenza sociale,
formazione professionale ed emigrazione ; Territorio e ambiente ;
Turismo, comunicazioni e trasporti .
Specifico che si tratta dello svolgimento di quelle
interrogazioni orali alle quali, trascorsi sessanta giorni, non
sia stata data risposta e, trasformate in interrogazioni con
richiesta di risposta scritta, trascorsi ulteriori venti giorni,
non sia stata ancora data risposta.
Comunico che, con nota, datata 10 marzo 2004, l'Assessore per il
Lavoro, la previdenza sociale, la formazione professionale e
l'emigrazione ha fatto presente di non poter presenziare alla
seduta odierna per concomitanti improrogabili impegni
istituzionali.
Pertanto resta iscritta all'ordine del giorno l' interrogazione
n. 1371 Iniziative per impedire l'approvazione della norma
tendente a ridurre i benefici previdenziali per i lavoratori che
sono stati esposti all'amianto , dell'onorevole Panarello.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Congedo
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, in relazione alla predetta
comunicazione, poiché l'Assessore Stancanelli è anche deputato,
preciso che deve considerarsi in congedo per la presente seduta.
L'Assemblea ne prende atto.
Ricordo che, come annunziato nella precedente seduta, l'Assessore
per il Territorio e l'ambiente ha comunicato di non poter
presenziare alle sedute dell'Assemblea nella corrente settimana
che va dall' 8 al 12 marzo 2004, perché fuori sede per impegni
istituzionali.
Restano, pertanto, iscritte all'ordine del giorno le seguenti
interrogazioni:
- della Rubrica Territorio :
interrogazione n. 1362 Provvedimenti in merito alla prevista
realizzazione di un impianto di termovalorizzazione dei rifiuti
nel territorio del Comune di Paternò (CT) , degli onorevoli
Villari, Zago e De Benedictis;
interrogazione n. 1382 Chiarimenti in ordine alle denunce di
illegittimità relative al Piano regolatore generale di
Castellammare del Golfo (TP) , degli onorevoli Oddo, Speziale e
Cracolici;
interrogazione n. 1394 Chiarimenti in ordine alla realizzazione
nel comune di Aragona (AG) e nel comune di Casteltermini (AG)
rispettivamente di una discarica e di un termovalorizzatore ,
dell'onorevole Miccichè.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Si passa alla Rubrica Turismo, comunicazioni e trasporti, e
segnatamente all'interrogazione n. 1364 Iniziative per garantire
l'efficienza del servizio di trasporto degli studenti della
provincia di Trapani , dell'onorevole Oddo.
Ne do lettura:
<All'Assessore per il turismo, le comunicazioni e per i
trasporti, premesso che:
- il servizio di trasporto degli studenti pendolari della
provincia di Trapani può essere inserito a pieno titolo tra i
contenuti del diritto allo studio;
- in questi giorni gli studenti e le loro famiglie hanno
protestato per i disservizi causati dalla gestione delle corse e
degli orari definiti dai vertici dell'Azienda siciliana trasporti,
la quale si muove in una logica prettamente aziendalistica senza
tenere conto delle necessità di questa parte d'utenza e della
natura pubblica e non privata del servizio in questione;
- l'intervento del Prefetto di Trapani ha soltanto modificato
parzialmente la situazione di difficoltà che continua a permanere;
- le nuove assunzioni di autisti, sei unità in tutto, continua a
rendere in diverse circostanze impossibile utilizzare i mezzi
dell'AST da parte di una consistente popolazione scolastica;
- molte amministrazioni comunali, tra cui quelle di Valderice e
Campobello di Mazara, hanno denunciato gravi disservizi ed hanno
richiesto il potenziamento del numero dei pullman dopo le forti
lamentele di studenti e famiglie;
- la soluzione di commissariamento della sezione trapanese
dell'AST è soltanto un'iniziativa senza respiro strategico, volta
a dare risposte forse d'immagine ma non di contenuto;
per sapere quali iniziative intenda intraprendere per rendere il
servizio di trasporto degli studenti della provincia di Trapani
più efficiente e vicino alle esigenze della popolazione
scolastica, che rivendica pari dignità, rispetto alle altre realtà
dell'Isola nonché un rapporto di collaborazione e non conflittuale
con l'Azienda siciliana trasporti>. (1364)
Ha facoltà di parlare l' assessore Cascio per rispondere alla
interrogazione.
CASCIO assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'interrogazione
n. 1364 ha evidenziato la presenza di alcuni disservizi che
impediscono lo svolgimento di regolare servizio di trasporto degli
studenti pendolari nella provincia di Trapani. A tale proposito,
si rappresenta che l'Azienda Siciliana Trasporti possiede circa
318 mezzi con anzianità superiore ai quindici anni, a tutt'oggi
utilizzati per i servizi pubblici di linea e che è in fase di
stesura la graduatoria definitiva per l'assegnazione delle somme
di cui all'articolo 14, comma 1, della legge n. 472 del 7
dicembre 1999, relativa al rinnovo del parco autobus circolanti in
Sicilia con anzianità superiore proprio ai quindici anni.
L'Azienda Siciliana Trasporti dovrebbe risultare assegnataria di
circa 137 mezzi che andrebbero a sostituire quelli più vetusti. Al
riguardo è opportuno precisare che tutti i mezzi circolanti sono
periodicamente soggetti a revisione e rientrano negli standard di
sicurezza previsti dal Codice della strada. Ciò non esclude che
possa essersi verificato e possa verificarsi qualche inconveniente
tecnico non prevedibile che ha causato forti disagi agli studenti
pendolari ed alle loro famiglie.
L'AST, nel prendere atto di quanto evidenziato, ha dato
assicurazione, ad ogni buon fine, che svolgerà una più intensa
vigilanza tramite l'Ufficio movimento a ciò preposto allo scopo di
garantire regolare svolgimento dell'esercizio aziendale.
Peraltro si fa presente che il competente servizio S1 del
Dipartimento trasporti e comunicazioni sta predisponendo un
apposito piano ispettivo, al fine di verificare ogni segnalazione
di disservizio pervenuta e, conseguentemente, emettere i relativi
provvedimenti di competenza finalizzati alla completa eliminazione
di tutte le eventuali irregolarità riscontrate.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Oddo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
ODDO Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che
l'Assessore per il turismo ed il Governo abbiano compreso
benissimo che il tenore della interrogazione era soprattutto
rivolto a fare in modo che i continui disservizi che vengono
registrati, soprattutto, debbo dire, dalle amministrazioni locali,
dai sindaci in particolar modo, per quanto concerne il trasporto
degli alunni è legato a fatti che risalgono all'ottobre del 2003.
Ancora una volta, quindi, non riusciamo ad essere tempestivi,
perché la questione la stiamo affrontando dopo cinque mesi. Una
questione peraltro che riguarda disservizi seri che si sono
verificati quest'anno e che creato parecchi disagi a moltissimi
alunni e conseguentemente alle relative famiglie. Queste ultime
più volte si sono rivolte alle amministrazioni locali ed ai
sindaci, agli amministratori per dire che i loro ragazzi restavano
a piedi, che i mezzi e le linee non erano in condizione di
assicurare il loro trasporto nel rispetto degli orari scolastici.
Tutto ciò - l'Assessore lo sa bene - è legato anche alla nuova
introduzione delle norme che concernono il Codice della strada.
E' ovvio che gli autisti non intendono più assumersi la
responsabilità di mantenere in piedi un numero superiore a quello
tutto sommato ancora oggi previsto. Essi accettano sui loro mezzi
un certo numero di alunni, dopodiché chiudono le porte e molti di
questi ragazzi rimangono a terra e per loro il problema si chiude
lì.
E' ovvio che questo sta sicuramente ad indicare che
l'organizzazione complessiva di questo tipo di servizio
indubbiamente andrebbe attenzionato in questo periodo. Visto che
ancora ci sono tre mesi alla chiusura delle scuole, ci sarebbe
ancora il tempo per fare il punto della situazione ed assicurare
un servizio più efficiente. Nel contempo dovrebbe considerare il
fatto che in alcune realtà provinciali, non solo quella quindi
della provincia di Trapani, dovremmo sforzarci di fare anche un
ragionamento che tenga conto che la Regione siciliana ha
determinate esigenze che vanno tutelate. Nel fare questo
naturalmente dovrebbe tenere in maggior conto il fatto che gli
utenti, in questo caso specifico gli alunni, hanno degli orari
precisi da rispettare.
Assessore, lei deve cercare di fare in modo che i nostri alunni
entrino a scuola in un orario accettabile, che non restino in
mezzo alla strada. Deve essere possibile che complessivamente si
faccia il punto e si veda come mettere mano al problema tenendo
conto del fatto che ciò attiene ad un dovere che il Governo è
tenuto ad assolvere al fine di evitare tali disservizi.
Concludo dicendo che a mio avviso non è solo un problema di parco
macchine, anche se quest'ultimo ha un riflesso diretto per quanto
concerne la funzionalità complessiva del servizio. In ogni caso,
si tratta di capire fino a che punto una linea sia dal punto di
vista economico valida ovvero se c'è qualcosa che non funziona
Pare che vi sia anche un problema legato al numero degli autisti
che l'AST ha reclutato nel passato o vorrebbe reclutare. C'è
quindi una questione credo di natura complessiva che non è stata
posta da parte mia ma che riguarda il disagio di due, tre, quattro
realtà della provincia di Trapani. E' chiaro dunque che va fatto
uno sforzo in più. Chiaramente l'AST da parte sua deve anche
comprendere che non è possibile solo attestarsi su posizioni di
pura lamentela. Gli amministratori locali devono sostanzialmente
ragionare assieme al Governo della Regione e vedere come fare per
migliorare il servizio.
Quindi, al di là della dichiarazione di sentirsi soddisfatti o
meno, il problema è, Assessore, che lei deve fare qualcosa che
possa veramente fornire quei servizi richiesti che non creino
disagi e non creino anche per le Amministrazioni locali situazioni
ingovernabili. Spesso i ragazzi e le loro famiglie si recano per
protestare davanti il palazzo municipale, e non si recano per
protestare sotto l'Assessorato competente per ovvii motivi.
Quindi, mi pare assolutamente necessario che ci sia da parte del
Governo della Regione siciliana un impegno vero per fare in modo
che per il prossimo anno scolastico ciò che si è verificato non
si verifichi più.
Assessore, prendo atto della sua risposta e mi riterrò
soddisfatto quando, nel corso di questi mesi, riusciremo, senza
tralasciare più niente, ad affermare che per il prossimo anno il
servizio funzioni meglio e non ci siano più i disagi che si sono
verificati nel corso di quest'anno scolastico.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, per quanto attiene alla rubrica
Beni Culturali', per assenza dall'Aula del firmatario
l'interrogazione n. 1396, Revoca del decreto di accoglimento del
ricorso gerarchico contro la realizzazione della circonvallazione
est' del Comune di Belpasso (CT) , dell'onorevole Barbagallo, avrà
risposta scritta.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Seguito della discussione del disegno di legge «Norme in materia
di pesca e disposizioni sui servizi di vigilanza venatoria»
(763/A)
PRESIDENTE Si passa al punto IV dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
numero 763/A «Norme in materia di pesca e disposizioni sui
servizi di vigilanza venatoria», posto al numero 1).
Invito i componenti la III Commissione "Attività produttive" a
prendere posto al banco delle Commissioni.
Onorevoli colleghi, ricordo che l'esame del disegno di legge si
era interrotto nella seduta n. 189 del 9 marzo 2004, dopo
l'approvazione degli articoli 4 e 5.
Si riprende l'esame degli emendamenti aggiuntivi 5.1 e 5.6, di
identico contenuto, accantonati nella precedente seduta.
CINTOLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che
l'emendamento 5.6 abbia una notevole importanza, ma che non sia
attinente alla materia oggetto del disegno di legge in
discussione.
Con l'approvazione della norma contenuta nell'emendamento 5.6
rischiamo di fare diventare legge omnibus una legge che, invece, è
diretta a normare un settore specifico quale quello della pesca.
Ritengo che si debba legiferare per materie omogenee. Se il
Governo intende presentare la norma contenuta nell'emendamento
5.6, lo faccia presentando un apposito disegno di legge con
l'impegno da parte di tutti di approvarlo, seguendo il normale
iter, in tempi rapidi.
Preciso che condivido pienamente il contenuto dell'emendamento,
ma con la sua approvazione rischiamo di trovarci a discutere su
altre norme che esulano dall'argomento 'pesca'.
Non possiamo consentire, io non lo consento per la mia parte
politica, che i disegni di legge non si presentino e che il
Governo all'ultimo momento presenti emendamenti che risultano
essere, nei fatti, una legge. Presenti il Governo un suo disegno
di legge e noi lo approveremo
Durante la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, in
un primo momento, avevamo ritenuto di non portare in Aula le
quattro leggine' che sono all'ordine del giorno perché ritenevamo
di dovere discutere sullo Statuto, sulla legge elettorale, quella
sulla formazione che deve essere portata in Aula prima delle
elezioni europee. Ma, alla fine, ci siamo resi conto che era
giusto iniziare.
Il disegno di legge che abbiamo approvato nel corso della seduta
precedente riguardava gli interventi a sostegno dei familiari
delle vittime di Nassiriya, però ci siamo ritrovati ad approvare
due articoli senza il parere della Commissione Bilancio per la
copertura finanziaria.
Il Commissario dello Stato impugnerà, volente o nolente, la legge
voluta sia dalla sinistra che ha avuto dopo cinquant'anni il
ricordo doveroso per i superstiti della strage di Portella della
Ginestra, che dovremmo fare una ricerca all'anagrafe sperando ce
ne siano, sia dai colleghi della destra per quanto attiene la
norma a sostegno dei familiari delle vittime del disastro aereo di
Montagna Longa. Io condivido il contenuto di queste norme, ma
ritengo che si sarebbe dovuto procedere all'approvazione di
disegni di legge specifici.
Il disegno di legge discusso ieri ha un titolo specifico, un
testo, una sua collocazione. Se poi ad ognuno di noi in Aula, e
non in Commissione, sorge il desiderio di dare un sostegno ai
familiari del carabiniere che ha perso la vita salvando tre
persone, allora inseriamo anche questo E' giusto, ma è sbagliato
farlo in questa sede
Non possiamo fare diventare l'Aula un mercimonio continuo del
desiderio di esserci a tutti i costi e di dare a tutti i costi un
contributo estraneo alla materia che posta all'ordine del giorno
dai Presidenti dei Gruppi parlamentari e alla quale materia ogni
deputato sa di dovere attenersi.
Signor Presidente, se un collega sta poco bene, conoscendo il
disegno di legge sulla pesca, così come lo conosco io, e
decidesse di non partecipare ai lavori d'Aula di questa sera,
potrebbe farlo perché sa che il disegno di legge al nostro esame
riguarda soltanto la pesca. Se, però, in questo stesso disegno di
legge si parla anche di commercio, artigiani ed altro, allora quel
collega è stato gabbato da un ordine del giorno che non consente
a chi sta male ...
PRESIDENTE Onorevole Cintola, la invito a concludere.
CINTOLA Signor Presidente, le chiedo, pertanto, di esaminare
prima la compatibilità e l'ammissibilità degli emendamenti, così
come ritengo lei avrà fatto. E, come da Regolamento, evitare che
l'Aula deliberi su materie che sono estranee al disegno di legge
in esame.
In questo caso assumiamo sin d'ora l'impegno, qualora il Governo
dovesse presentare un apposito disegno di legge, anche di un solo
articolo, di apprezzarlo e votarlo favorevolmente.
FERRO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FERRO Signor Presidente, onorevoli colleghi, già ieri con
questo emendamento, così come il 5.1 che sostanzialmente di
identico contenuto, era stato sollevato un problema, credo
dall'onorevole Pistorio. Credo ci sia una attenta valutazione, una
riflessione che questo Parlamento deve fare: questo emendamento
non poteva neanche essere apprezzato in Aula con questo disegno di
legge.
Allora, se le cose le diciamo e le ricordiamo, è bene che i
comportamenti siano sempre coerenti e non ci siano emendamenti
che, in modo più o meno discontinuo, possano essere resi o non
resi apprezzabili.
La seconda questione, che è più di merito e che credo riguardi in
qualche modo la posizione del Governo, è la seguente. Mi chiedo
nel momento in cui c'è una legge - credo in Commissione - che
regola tutta la materia, una legge di riforma, qual è la ragione
per cui si debba fare un provvedimento che, oltre, ad essere poco
edificante - mi permetto di dire - diventa anche incongruo
rispetto alla legge che stiamo discutendo.
Dico questo perché se c'è una urgenza, il Governo avrebbe dovuto
presentare un emendamento spiegandolo dicendo : si recepisce la
legge nazionale, ecc .
Non è vero come è stato detto già ieri che quest'emendamento è
sostanzialmente l'allineamento alla legge nazionale. Non è così.
Si tratta semplicemente di prorogare di qualche mese o di dodici
mesi le cariche dei presidenti delle camere di commercio
attualmente in carica.
Vorrei che noi sapessimo cosa stiamo facendo, che si potesse
tornare alla qualità che il Parlamento della Regione siciliana
deve avere perché non siamo in un'assemblea condominiale in cui
dobbiamo prorogare il capo di condominio
Invito, pertanto, il Governo a ritirare l'emendamento, e la
Presidenza, per il futuro, ovviamente, non mi riferisco
esclusivamente a questo caso, a consentire di discutere,
apprezzare emendamenti che siano coerenti con i disegni di legge
in discussione.
PRESIDENTE Onorevole Ferro, lei pone un problema assai
delicato; ma come sa quest'Aula, relativamente al tema della
coerenza delle materie trattate nei singoli emendamenti con il
testo originario della legge, è stata - diciamo - piuttosto
ondivaga.
La interpretazione prevalente che, talvolta, si è data - sempre
che si fosse raggiunta una condivisione non tanto nel merito
quanto nella esigenza della trattazione del testo -
l'orientamento prevalente è stato quello di considerare omogenei
quegli emendamenti che avessero attinenza con l'Assessorato
preposto alla trattazione della legge e con la Commissione
preposta alla trattazione della legge.
Spesso quest'Aula ha tenuto questo tipo di comportamento. Se
esiste una possibilità in questo senso e se esiste l'urgenza, cosa
che rappresentava poc'anzi l'Assessore Cimino, per potere
determinare l'election day delle camere di commercio, allora
questo emendamento può essere trattato interpretando nel senso che
ho detto il nostro emendamento. Nel caso in cui non ci fosse una
condivisione da parte dell'Aula, la Presidenza dell'Assemblea lo
considererebbe improponibile, così come tutti gli altri
presentati a questo disegno di legge.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Congedi
PRESIDENTE Comunico che sono in missione per la seduta odierna
gli onorevoli Burgaretta Aparo, Sbona, Dina e Moschetto.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Fleres
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, io devo dire che l'intervento
dell'onorevole Cintola pone, ancora una volta, una questione che,
a mio avviso, non afferisce ai rapporti tra Parlamento nella sua
prerogativa nell'attività legislativa e Governo nella sua eguale
prerogativa nell'attività legislativa, ma a mio avviso si
ripropone, ancora una volta, in quest'Aula il tema dei rapporti
tra l'Assemblea legislativa e gli organi preposti a garantire, e
mi riferisco col massimo rispetto alla Presidenza dell'Assemblea,
che l'attività legislativa di quest'Aula tenga conto delle norme
regolamentari.
Nel dire questo, lungi da me censurare l'attività della
Presidenza dell'Assemblea, perché so bene che il nostro
Regolamento comunque dà potere al Presidente dell'Assemblea di
stabilire se un emendamento è ritenuto proponibile o meno.
Io, però, voglio ricordare all'Assessore Cimino, per quanto
riguarda il disegno di legge riferito alla parte che riguarda i
diritti esclusivi di pesca, che questo fu un tema che poteva
tranquillamente essere risolto, come il Gruppo di Nuova Sicilia
aveva proposto durante i lavori della finanziaria, attraverso
l'approvazione di un semplice emendamento. Voglio, infatti,
ricordare al Governo e a quest'Aula che la parte di questo disegno
di legge che riguarda i famosi diritti di pesca non serve altro
che a mettere fine a un dazio che i pescatori del tonno siciliani
sono costretti ancora oggi a pagare a privati.
Invito, pertanto, il Governo a fare una riflessione,
condividendo appieno la sua attività legislativa ed emendativa. Io
non vorrei che l'Assessore Cimino passasse alla storia, attraverso
meccanismi regolamentari, per l'Assessore per la pesca della
Regione siciliana che ha creato le condizioni perché oggi in
quest'Aula non si approvi una norma di legge che dia la
possibilità alla Regione siciliana di diventare veramente e
finalmente proprietaria del suo mare così come la Costituzione le
consente.
Valuti, dunque, l'Assessore Cimino l'opportunità politica di
rivedere le esigenze espresse negli emendamenti presentati dal
Governo, valuti l'Assessore Cimino se è opportuno prediligere la
norma che il Governo stesso durante i lavori della finanziaria, in
persona del Presidente Cuffaro, si è impegnato chiedendo il ritiro
di quell'emendamento e di trasformarlo in un disegno di legge, si
è impegnato ad approvarlo. Se poi attraverso fatti regolamentari
lo stesso Governo dovesse creare le condizioni perché questo non
avvenga, diventa un fatto politico serio.
CRISAFULLI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRISAFULLI Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo sia
doveroso richiamare l'attenzione dei colleghi parlamentari sul
perché ci troviamo di fronte a questo emendamento, altrimenti
corre il rischio di apparire un tentativo strano che mette il
Parlamento in condizioni di imbarazzo.
Credo che a tutti voi non sfugga che questo Parlamento, grazie
anche all'opera del Presidente Fleres che allora assolveva ad
altre funzioni, all'indomani della introduzione della normativa
per l'elezione diretta dei sindaci e dei presidenti della
provincia si trovò a varare la legge di riforma delle camere di
commercio, consegnando ai produttori e agli iscritti delle camere
di commercio la gestione delle stesse.
Allora, noi come Parlamento introducemmo l'elezione diretta di
quattro anni e la strumentazione che fu costruita da allora in poi
era tutta di quattro anni, ivi compresi i meccanismi relativi alle
camere di commercio.
Nel frattempo lo Stato legiferò per l'elezione diretta dei
sindaci, dei presidenti delle province e si diede strumentazioni
che hanno una durata quinquennale, quanto è il corso della
legislatura. Nella vicenda nazionale le camere di commercio hanno
una durata di cinque anni, peraltro gli elenchi anagrafici se si
dovesse votare ora sarebbero quelli vecchi, se si dovesse votare
il prossimo anno per l'elezione delle camere di commercio
sarebbero gli elenchi anagrafici nuovi per gli iscritti alla
Camera di commercio.
Nelle varie definizioni dei meccanismi di elezione le camere di
commercio siciliane sono state nominate in maniera sfalsata, ve ne
sono alcune che dovrebbero andare al rinnovo quadriennale ora,
altre al rinnovo quadriennale il prossimo anno.
Credo sia strano che la Sicilia abbia un meccanismo difforme da
quello dello Stato, non si capirebbe perché. E non capisco
l'accanimento, né mi persuade, e lo dico con molta onestà,
l'argomentazione della disomogeneità dell'emendamento rispetto al
testo.
Mi chiedo e vi chiedo, onorevoli colleghi, se noi dovessimo
dichiarare disomogeneo l'emendamento rispetto al testo, è evidente
che noi stiamo decidendo che metà della legge precedente deve
essere rivista, se non tre quarti, perché mi parrebbe del tutto
strano che l'Aula parlamentare nella stessa seduta consente
un'interpretazione così incredibile delle norme regolamentari: su
un testo di disegno di legge è consentito tutto, sull'altro testo
del disegno di legge c'è un rigore che assomiglia al rigorismo,
atteso che è la commissione che ha discusso.
PRESIDENTE Onorevole Crisafulli, nel disegno di legge
precedente tutte le inserzioni, tutte le aggiunte riguardavano
comunque la tematica delle vittime. Lì si è verificato un problema
diverso che riguarda la copertura finanziaria e su quest'aspetto,
al momento opportuno, la Presidenza proporrà all'Aula qualcosa.
CRISAFULLI Il concetto di vittime è esteso, si è vittime
comunque, ma io mi permetto di dire che, oltre che vittime di
mafia, si è vittime comunque equiparate.
Io sono d'accordo che questa scelta il Parlamento l'abbia fatta
ed a nessuno è venuto in mente di dire: si faccia un disegno di
legge organico sulla definizione di vittime , perchè mi è parsa
una cosa normale.
Ma aggiungo - se mi è consentito - che gli altri emendamenti sono
passati alla valutazione di questo Parlamento senza che fossero
stati presentati nella Commissione di merito.
Il nuovo Regolamento di questo Parlamento prevede che gli
emendamenti debbano essere prima depositati in Commissione. Il
nuovo Regolamento, che la maggioranza ha voluto, chiede che gli
emendamenti debbono essere presentati prima in Commissione e poi
in Aula. Lì sono stati inseriti, senza questo passaggio, prima in
Commissione, questo emendamento è passato prima nella Commissione
terza che lo ha valutato, discusso, ragionato, sviluppato ed
approvato e poi sottoposto a questo Parlamento; dopodichè mi sento
dire che c'è un problema di disomogeneità
Posso comprendere la contrarietà, la accetto, ne prendo atto ma
non certo l'invenzione regolamentare. Altrimenti corriamo il
rischio - lo dico Signor Presidente a futura memoria - che si
stabilisca questa sera che il Regolamento non c'è. Non si può dire
che l'Aula non funziona perchè il Regolamento è fatto male e poi
si fa un Regolamento perchè la maggioranza lo impone e nel
Regolamento c'è scritta la procedura con cui si presentano gli
emendamenti e poi si viene in Aula e si approvano gli emendamenti
che non hanno seguito l'iter del regolamento e quelli che hanno
seguito l'iter del regolamento vengono dichiarati disomogenei
rispetto al testo
Io credo che tutto questo metta in discussione le certezze
procedurali del nostro Parlamento. Mi auguro siano altre le
motivazioni che possano, eventualmente, portare i colleghi a
votare contro, ma mi auguro che venga messo il Parlamento in
condizioni di votare, intanto, sull'emendamento, perché si
creerebbe un vulnus veramente profondo nella procedura
parlamentare.
Peraltro, signor Presidente dell'Assemblea, onorevole
Vicepresidente della Regione, Assessore, questo emendamento è
condiviso dalla opposizione al punto che i due testi, quello
dell'Assessore e quello dell'opposizione, sono identici. E,
peraltro, con una Commissione e con il Governo che hanno già
espresso parere favorevole, apprezzare l'improponibilità
successivamente sarebbe veramente un colpo al normale
funzionamento del procedimento.
Vi invito, pertanto, ad apprezzare favorevolmente l'emendamento.
Capisco le preoccupazioni, capisco anche i motivi del dissenso;
non capirei se si sottraesse al Parlamento la legittimità del voto
rispetto ad un testo che la Commissione, all'unanimità, ha esitato
e rispetto al fatto che il Governo lo propone e l'opposizione lo
condivide. Sarebbe proprio un assurdo procedurale.
PISTORIO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PISTORIO Signor Presidente, io ho ascoltato con estrema
attenzione l'onorevole Crisafulli nel ragionamento con cui
sostiene la piena legittimità dell'inserimento di questa norma in
questo testo di legge.
Vorrei rassicurare l'onorevole Crisafulli - così come ho già
fatto con l'Assessore - che non vi è alcuna perplessità sul
contenuto della norma.
La norma, avendone apprezzato le ricadute, avendo attentamente
esaminato il testo, determina un allungamento dei tempi che
concernono la durata degli organi bicamerali.
Il tema che si è posto - e vi prego onorevoli colleghi di
inquadrarlo nel contesto della seduta precedente - non può essere
separato dal clima di confusione che ha caratterizzato quella
seduta (e sulla quale, signor Presidente, desidero tornare anche
per richiamo al Regolamento) che ha determinato, secondo la mia
personale opinione, il rischio che quest'Assemblea torni a
precipitare nel caos legislativo, nella incertezza delle procedure
che hanno determinato all'Assemblea regionale siciliana una
censura gravissima con la sconfessione da parte del Commissario
dello Stato di una serie di norme votate in occasione delle
variazioni di bilancio. Quel clima, quella mancanza di certezze
procedurali, ha determinato una serie di norme assolutamente
incongrue, sprovviste di copertura finanziaria, disomogenee in
violazione di principi della legislazione statale.
La mia preoccupazione, che ho manifestato al Presidente
dell'Assemblea, riguardava la possibilità che questo clima
ritornasse - come ha detto l'onorevole Cintola - attraverso una
serie di provvedimenti legislativi che avevamo pensato avessero un
contenuto limitato e che rischiano di trasformarsi in leggi
omnibus.
PRESIDENTE Onorevole Pistorio, mi scusi se la interrompo perchè
forse può essere funzionale al ragionamento che lei sta
sviluppando.
La Presidenza si è formata un'opinione che riguarda i precedenti
di quest'Aula. L'opinione è di porre in votazione l'emendamento
5.6 considerandolo ammissibile e di considerare improponibili
tutti gli altri emendamenti, proprio per le considerazioni che lei
faceva e che hanno determinato nella seduta di ieri qualche
momento di disagio o comunque di incomprensione. Questo credo
metta insieme gli orientamenti ricorrenti di quest'Aula
relativamente a questioni urgenti comunque armoniche con
l'Assessore competente, con la Commissione competente con l'altro
aspetto che è quello di non ingenerare quel fenomeno negativo che
si è venuto a determinare e che lei poc'anzi descriveva
brillantemente.
PISTORIO Signor Presidente, se è questo l'intendimento della
Presidenza, vorrei che fosse anche esplicitato in riferimento agli
emendamenti 1.1 e 1.7 del precedente disegno di legge.
Infatti, per richiamo al Regolamento - per tale ragione ho fatto
questo riferimento - leggendo il resoconto stenografico della
seduta e analizzando al meglio il dato testuale dell'articolo 113,
non ritengo che ieri sera il Presidente dell'Assemblea poteva con
una comunicazione all'Aula determinare la copertura finanziaria,
in quanto la Commissione aveva ventiquattro ore di tempo per
riunirsi e rendere il parere e questo elemento di certezza
giuridica prevale qualsiasi ragione di opportunità sull'andamento
dei lavori.
Per quanto riguarda la sua determinazione di considerare
ammissibile l'emendamento 5.6 di questo disegno di legge, ne
prendo atto, Ritengo però, signor Presidente, che in linea di
principio, comprendo il caso in specie, se noi consideriamo
ammissibile un testo che riguarda la lunghezza del periodo di
vigenza degli organi camerali in una materia - lo chiedo
all'Assemblea - in cui si discute sul diritto di pesca e
l'abolizione dei diritti esclusivi di pesca, per quelle che sono
le competenze delle nostre commissioni legislative permanenti che
sono ampie e raccolgono competenze certamente disomogenee,
rischiamo ovviamente di creare troppo spazio all'inserimento di
emendamenti volanti, di emendamenti sui quali il parlamentare non
ha potuto compiere gli opportuni approfondimenti, che sono
fuori dal testo consegnato e che, quindi, continuano a determinare
una condizione di incertezza e di mancanza di garanzie per
quest'Assemblea.
CINTOLA Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo che lei
mi confermasse se è vero che tutti gli emendamenti, tranne il 5.6
sono inammissibili.
PRESIDENTE Sì, onorevole Cintola, l'ho detto.
CINTOLA Allora, signor Presidente, è inammissibile anche
l'emendamento 5.6, in quanto identico al 5.1.
PRESIDENTE Se il testo è uguale...
CINTOLA Signor Presidente, poc'anzi ha fatto un'affermazione
che condivido. Ha detto che discuteremo l'emendamento 5.6 e che,
invece, tutti gli altri emendamenti sono inammissibili. Leggendo
il testo dell'emendamento 5.1 e constatando che è identico a
quello dell'emendamento 5.6, ritengo sia chiaro che siano tutti
inammissibili, compreso il 5.6.
PRESIDENTE Onorevole Cintola, non faccia sillogismi. Lei sa
bene che in base al Regolamento interno, nel momento in cui viene
votato un emendamento che è uguale ad altri emendamenti, gli altri
non vengono posti in votazione, né in senso positivo, né in senso
negativo.
CINTOLA Signor Presidente, le sto facendo notare che c'è
un'altra considerazione alla quale volevo dare un'opportuna
valutazione. Lei è firmatario dell'emendamento in questione, però,
da un lato si trova ad essere firmatario dell'emendamento e
dall'altro sta presiedendo la seduta.
Capisco la sua difficoltà e non insisto sul fatto che lei ritenga
inammissibile l'emendamento 5.6. Le ho detto e confermo che quella
era una battuta, però, nelle battute c'è una verbalizzazione delle
stesse, se ha ritenuto inammissibile l'emendamento 5.1, è chiaro
che anche il 5.6 è inammissibile, ma non mi soffermo a fare una
battaglia su un sillogismo o su una battuta; faccio un'altra
battaglia.
Questo emendamento è importante e il Governo ha il dovere di
portarlo in Aula anche con un disegno di legge di un solo
articolo, che in otto giorni l'Aula e la maggioranza - credo
interamente - approverà.
Voglio confermare al collega Crisafulli, al quale mi lega molta
stima ed amicizia, che è inutile che lui entri nel merito
dell'emendamento, perché è condiviso, è giusto anche per noi. E'
sbagliato inserirlo in questo contesto.
Pertanto, signor Presidente, diamo spazio dopo ad emendamenti di
questo tipo, per le altre leggine arrivate in Aula, diamo spazio
a tante altre cose, dopo, perché se, oggi, passa tale principio su
questo emendamento, è chiaro che poi non ci potremo rifiutare di
parlare di forestale, mentre stiamo parlando della Fondazione
Frisone di Catania.
PRESIDENTE Onorevole Cintola, ho già espresso la mia opinione
rispetto alle improponibilità sugli altri emendamenti. Lei deve
pure tenere conto del fatto che questa Presidenza ha ereditato un
lavoro che è stato già compiuto in gran parte, nella giornata di
ieri, e dunque deve tenere conto anche delle cose dette e delle
cose fatte nella giornata di ieri.
Relativamente agli altri disegni di legge, onorevole Cintola, lei
ha la garanzia che - considerato che questa cosa è stata detta in
apertura della prima seduta di questa settimana, durante la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari -
successivamente la linea della Presidenza sarà molto rigida.
CINTOLA La ringrazio e faccio un ultimo appello al Governo e
all'onorevole Crisafulli, perché sono entrambi firmatari, ancorché
separati, di emendamenti aventi identico contenuto. Certe volte
non capisco più se questo Governo sta con la maggioranza o con
l'opposizione. Non lo capisco più, considerata anche la confluenza
delle stesse parole, delle stesse sillabe. Però, tutto ciò non ha
importanza se il Governo continua ad insistere, quando noi in Aula
chiediamo di ritirare l'emendamento. Lo ribadisco, sto invitando
il Governo e l'onorevole Crisafulli a ritirare l'emendamento.
Sarebbe più corretto presentare un disegno di legge formato da un
solo articolo, che al massimo entro otto giorni l'Aula approverà.
Non accettiamo più di fare gli errori che sono stati fatti ieri
sera e per i quali chiederò (articolo 117 o no) che quella legge
ritorni in Commissione Bilancio' per avere la copertura
finanziaria. Non possiamo inviare al Commissario dello Stato una
legge senza la dovuta copertura finanziaria perché la
impugnerebbe. Tra l'altro, la Commissione per la legge di cui
parla avrà espresso ufficialmente - senza che fossi presente, ma
condivido - un parere negativo.
Ieri sera c'è stata un'interruzione, durante la quale si sarebbe
dovuta riunire la Commissione Bilancio'; ciò non è avvenuto. Non
si sarebbe più potuto andare avanti, anzi l'Aula non avrebbe
potuto votarli, invece, lo ha fatto. Sarà un'Aula distratta, tra
maggioranza ed opposizione, non lo capisco più. Ma come avete
fatto a votare un emendamento, che sicuramente è importante, senza
la copertura finanziaria?
L'ho affermato poc'anzi, andremo insieme, io e l'onorevole
Giannopolo a cercare i familiari di cinquant'anni addietro, e li
troveremo, si debbono trovare Ma non sappiamo quanti siano, non
possiamo neanche quantificarli.
Signor Presidente, non sto facendo una battaglia idiota, sto
chiedendo al Governo di uniformarsi alla sua maggioranza e di
uniformarsi anche alle aspettative dei colleghi deputati...
Vi siete inseriti in un disegno di legge a firma dell'onorevole
Lo Curto - credo sia stato presentato dalla collega, e voi,
onorevole Cimino, non avete avuto il tempo, il pensiero, di fare
un solo articolo e mandarlo alle Commissioni, all'Aula
Non capisco perché il Governo continui ad insistere.
Io insisto ancora e prima di indicare il voto del Gruppo
parlamentare cui appartengo, chiedo al Governo di non mettermi
nelle condizioni di votare contro l'emendamento a sua firma. Per
cui rivolgo un appello serio al Governo che è quello di ritirare
l'emendamento e di presentare un disegno di legge di un solo
articolo.
Qui ci stiamo logorando tutti a lavorare insieme, non bisogna
allontanarci. La stessa cosa vale per gli onorevoli Fleres e
Crisafulli, vicepresidenti di questa Assemblea. Ciò che voglio
dire ai due Vicepresidenti e all'Assessore è di ritirare
l'emendamento; che il Governo presenti subito, domani mattina, un
disegno di legge che entro otto giorni sarà approvato, perché
concordiamo con quanto detto dal Governo, relativamente
all'allargamento di un anno. Qui non c'è né Catania, né Messina,
né Enna, ma un'Aula per la quale desidero rispetto. Continuo ad
appellarmi all'onorevole Fleres, all'assessore Cimino e al
vicepresidente Crisafulli affinché ritirino l'emendamento. Poi,
proseguiamo così come avevamo detto.
CIMINO assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CIMINO assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
vorrei chiarire che il Governo non ha intenzione di presentare
emendamenti 'tampone' o emendamenti che vogliono offendere questo
Parlamento, ma ha l'interesse ad intervenire su materie
particolarmente interessanti per le attività produttive siciliane.
Devo rappresentare agli onorevoli colleghi che sono intervenuti
che questo Governo, da tempo, ha già presentato un disegno di
legge di riforma delle Camere di Commercio e, da tempo, ha
presentato un disegno di legge di riforma degli enti fieristici in
Sicilia e recepimento della legge nazionale, della legge quadro,
la legge n. 7 del 2001, concernente l'opportunità di privatizzare
le strutture fieristiche.
Oggi, questo Governo non vuole aggravare il disegno di legge sui
diritti esclusivi di pesca che è stato, fortemente, sostenuto
dalla III Commissione. La stessa Commissione ha anche apprezzato,
e se non erro, ha anche audito i Presidenti delle diverse Camere
di commercio siciliane sulla necessità di portare in Aula un
disegno di legge di riforma delle Camere di commercio.
Signor Presidente, condivido la possibilità di ritirare
l'emendamento 5.7, e se vi sono anche altri emendamenti a mia
firma li ritirerò, ma non ritengo che l'emendamento 5.6 sia un
emendamento politico; è un emendamento particolarmente tecnico,
proprio perché è collegato su due argomenti, caro onorevole
Cintola, che voglio richiamare.
Il primo: il dato della materia. Le Camere di commercio hanno una
dipendenza ed una vigilanza con l'Assessorato regionale alla
cooperazione ed hanno una competenza per materia con la III
Commissione legislativa permanente.
Le Camere di commercio, da sempre, hanno avuto un ruolo nelle
attività produttive siciliane e nella pesca, tant'è che il fermo
tecnico della pesca veniva erogato con le Camere di commercio.
Riterrei opportuno, signor Presidente, se è possibile, sospendere
l'Aula per cinque minuti, per poter chiarire meglio con i
componenti questo tipo di provvedimento e, se è possibile, trovare
una via praticabile. Proprio perché trattasi di un emendamento
tecnico...
FORGIONE Nessuno lo considera tecnico. Porti la riforma,
onorevole Assessore, e ne discuteremo
CIMINO assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Dicevo, trattasi di un emendamento
tecnico che dà la possibilità all'Aula di discutere il
provvedimento organico di riforma delle Camere di commercio ed,
allo stesso tempo, di avere un'unica data in cui sono in elezione
tutte le Camere di commercio siciliane.
Signor Presidente, chiedo pertanto, se è possibile, una
sospensione di cinque minuti.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, il Governo chiede una breve
sospensione della seduta per potere meglio spiegare i motivi che
lo portano ad insistere su questo emendamento.
FORGIONE Non ha convinto nessuno
PRESIDENTE Onorevole Cimino, personalmente, ritengo che non ci
siano i margini perché la vicenda si ricomponga e, pertanto, la
Presidenza può fare soltanto due cose: o rinviare tutto il disegno
di legge ad una fase successiva, con ciò bloccando anche le altre
norme che, invece, sono state serenamente approvate, ovvero,
attendere che il Governo e l'onorevole Crisafulli ritirino gli
emendamenti analoghi che hanno presentato.
CIMINO assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Dichiaro di ritirare l'emendamento 5.6.
ODDO Chiedo di apporre la firma all'emendamento 5.1.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
FORGIONE Chiedo la verifica del numero legale.
(Si associano alla richiesta gli onorevoli Orlando, Liotta,
Ferro, Morinello)
Verifica del numero legale
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, si procede alla verifica del numero legale.
CINTOLA Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, ringrazio il Governo perché ha avuto
sensibilità nei confronti dell'Aula e della sua maggioranza. Devo,
però, far notare che la stessa sensibilità sull'argomento, non
l'ha dimostrata il vicepresidente Crisafulli, per cui, per uno
come me che vuole che questo disegno di legge sia approvato, ciò
mi farà votare contro un principio che voglio e che questa sera
rinviamo sine die. Se il voto sarà negativo, onorevole Crisafulli,
voglio proprio vedere con quale legge verremo ancora in Aula per
portare da quattro a cinque anni le Camere di Commercio. Questo è
un attacco forte a me e a tutti quelli che siamo qui.
Allora, voglio dire in questo istante, ancora di più dico
all'onorevole Crisafulli, di evitare che l'Aula si pronunci,
perché è ancora in grado di farlo e perché, se fa ciò, evita a
quest'Aula di votare contro qualcosa che invece vuole fare
approvare. Spero, che non mi farà votare contro il contenuto
perché, se sarò costretto, lo farò come farebbe chiunque altro in
Assemblea non vuole accettare imposizioni.
CRISAFULLI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRISAFULLI Signor Presidente, continuo a non capire l'eccesso
di calore, visto che siamo tutti d'accordo. E' un modo simpatico
per risolvere le questioni. Siccome esiste un problema procedurale
- se ho capito bene - dovremmo riunire la Commissione Bilancio'
questa sera stessa.
PRESIDENTE Non è detto che si debba riunire la Commissione
Bilancio', onorevole Crisafulli. E' stata chiesta la verifica del
numero legale che prelude ovviamente ad un atteggiamento chiaro
dell'Aula.
CRISAFULLI Allora, ho capito male. Volevo accogliere,
parzialmente, la richiesta che era stata avanzata, che era quella
di mettere in condizioni l'Aula di riflettere meglio sulla
questione ed aggiornare questa parte della discussione alla
settimana prossima. Se ciò verrà consentito, bene, altrimenti, non
ritirerò l'emendamento.
PRESIDENTE Onorevole Crisafulli, un'ipotesi si potrebbe
formulare, ma ci vuole il consenso dell'Aula. L'ipotesi è questa,
onorevole Crisafulli: so che l'Assessore per l'Agricoltura e le
foreste ha già fatto sapere di avere urgenti problemi di natura
finanziaria, analogamente l'Assessore per la cooperazione, il
commercio, l'artigianato e la pesca ha comunicato che ritiene
importantissimi gli emendamenti 5.6 e 5.1, che le altre materie
trattate in questi emendamenti, ancorché non munite di copertura
finanziaria, sono urgenti, pertanto, se l'Aula è d'accordo
proporrei di esitare il disegno di legge 763/A senza questi
emendamenti.
I predetti emendamenti verranno trasmessi alla Commissione
Bilancio' perché ne faccia un disegno di legge autonomo.
INFURNA presidente della Commissione. L'emendamento in
questione è già stato trasmesso alla Commissione Bilancio'.
CRISAFULLI Ciò significherebbe per me accettare
l'improponibilità di un emendamento.
PRESIDENTE Onorevole Crisafulli, la questione non è posta in
questi termini.
CRISAFULLI Signor Presidente, poiché le cose che si
stabiliscono in quest'Aula, di norma, sono tante, ivi compresa
quella che si fa lo stralcio di un disegno di legge che va in
Commissione e del quale poi si perdono le tracce, io posso
accogliere quest'ipotesi soltanto nel caso di un preciso impegno
del Presidente della Commissione Attività produttive' di
formalizzare il testo entro domani. Quindi, nella giornata di
domani si convocherà la Commissione Bilancio' e la settimana
prossima, prima di passare alla votazione del disegno di legge
concernente le modifiche allo Statuto, il testo verrà portato in
Aula.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, propongo che l'emendamento 5.1
sia trasformato nel testo di un'apposita iniziativa legislativa da
assegnare alle Commissioni Attività produttive e Bilancio e da
esitare per l'Aula già nella prossima settimana.
Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Congedi
PRESIDENTE Comunico che sono in congedo gli onorevoli Neri,
Ioppolo, Leontini e Pagano. L'Assembllea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti
aggiuntivi all'articolo 5:
- dal Governo e sottoscritti dall'onorevole Leontini: 5.2, 5.3 e
5.4;
- dal Governo: 5.3 bis, 5.4 bis e 5.7.
Li dichiaro improponibili perché vertenti su materia estranea
all'oggetto del disegno di legge.
Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini del giorno:
- 365 Iniziative per un impegno del Governo nazionale anche
sugli aspetti siciliani della vicenda Parmalat' , degli onorevoli
Villari, Speziale, Cracolici, Giannopolo, Panarello e Zago;
- n. 368 Modifiche alla legge regionale 27 aprile 1999, n. 10 ,
degli onorevoli Giambrone, Leontini, Baldari, Gonfalone,
Moschetto, Lenza Edoardo, Villari, Mercadante, Bennati e Vitrano e
a cui l'onorevole Forgione chiede di apporre la propria firma;
- n. 371 Erogazione di un contributo una tantum ai lavoratori
dipendenti dello stabilimento Cosal, ex Ciappazzi , degli
onorevoli Formica, Lenza Vincenzo, Lo Monte, Panarello, Ardizzone,
Beninati e Paffumi;
- n. 374 Riassunzione dei lavoratori aventi diritto
all'avviamento dei Consorzi di bonifica della Sicilia ,
dell'onorevole Antinoro ed altri;
- n. 375 Interventi al fine di fronteggiare il blocco di
movimentazione degli animali recettivi alla Blue Tongue' ,
dell'onorevole Antinoro.
Ne do lettura:
«L'Assemblea Regionale Siciliana
premesso che in questi giorni è stato respinto da parte del
giudice della IV sezione civile del Tribunale di Catania il
ricorso presentato dall'Azienda LATTE SOLE di Catania a seguito
della revoca dei fidi bancari da parte di sette istituti di
credito;
considerato che dalle dichiarazioni del direttore amministrativo
della Latte Sole, la cessione dell'Azienda alla Parmalat avvenuta
all'inizio del 2001 non ha intaccato l'autonomia e l'indipendenza
di gestione tanto da avere anche degli utili e quindi nessun
problema di carattere finanziario;
considerato ancora che le conseguenze del fallimento ricadrebbero
su 171 dipendenti dell'Azienda e su migliaia di allevatori
(soprattutto nella provincia di Ragusa) più l'indotto e che con
Latte Sole che rappresenta un importante pilastro del comparto
agro-alimentare siciliano, rischia di morire non soltanto
un'azienda ma un pezzo importante dell' economia della provincia
di Catania e della Sicilia in generale;
considerato infine che la vicenda preoccupa a ragione i 171
dipendenti dell'Azienda casearia ed i migliaia di allevatori più
l'indotto e che le Organizzazioni Sindacali e Professionali hanno
già chiesto ed ottenuto dal Prefetto di Catania un incontro
urgente per istituire un tavolo comune al fine di evitare problemi
occupazionali oltre che per accelerare i tempi di recupero dei 5
mln di euro di Iva che la Latte Sole vanta nei confronti
dell'Erario, allo scopo di fare tornare l'Azienda nelle condizioni
di potere disporre di liquidità e potere fronteggiare le esigenze
finanziarie quotidiane;
constatato che la vicenda Parmalat rischia di creare un effetto
a catena anche nei confronti delle altre Aziende siciliane
interessate quali la MG di Termini Imprese, la COSAL, ex
Ciappazzi;
impegna il Governo della Regione
ad intervenire con urgenza con tutte le iniziative istituzionali
atte a determinare un impegno del governo nazionale anche sugli
aspetti siciliani della vicenda Parmalat che non può essere
subito come un fenomeno che meccanicamente crea ripercussioni
negative per le Aziende collegate ma finanziariamente autonome e
sane;
a ricercare ogni soluzione possibile a livello regionale affinché
le Aziende sopra citate possano essere correttamente tutelate e
con esse il patrimonio industriale e professionale che
rappresentano;
ad adoperarsi nei confronti del Governo nazionale per il recupero
dei 5 mln di euro di Iva che l'Azienda vanta sull'Erario in modo
da garantire una liquidità immediata all'Azienda». (365)
VILLARI - SPEZIALE - CRACOLICI
GIANNOPOLO- PANARELLO - ZAGO
«L'Assemblea Regionale Siciliana
premesso che:
la Legge Regionale 7 marzo 1997, n.6, ha disposto al primo comma
dell'art. 31 che il trattamento giuridico ed economico del
personale degli Enti, Aziende ed Istituti sottoposti a vigilanza e
tutela dell'Amministrazione regionale le cui spese di
funzionamento sono a carico del bilancio regionale non può essere
superiore a quello stabilito per i dipendenti regionali secondo
tabelle di equiparazione;
al secondo comma del predetto art. 31 è previsto che l'eventuale
differenza tra il maturato economico in godimento al 31 dicembre
1996 del personale dei predetti Enti e il trattamento economico
spettante al personale regionale venga mantenuto quale assegno ad
personam riassorbibile con i futuri miglioramenti economici;
al terzo comma è disposto che eventuali maggiori oneri
derivanti da contrattazioni di settore non possono gravare sul
contributoregionale e al quarto comma che l'applicabilità dei
contratti di settore o integrativi è subordinata al reperimento
da parte degli Enti di cui al primo comma di nuove e maggiori
entrata non a carico del bilancio della Regione; considerato
che:
la Crias è un ente pubblico economico, tale riconosciuto dal
proprio Statuto, oltre che da sentenze della Corte di Cassazione
(Sez. Civ. con sentenza n. 7231/92), che, attraverso la gestione
di fondi regionali alla stessa affidati, opera nel settore del
credito agevolato per il sostegno di un particolare settore
trainante dell'economia isolana;
i rapporti di lavoro del personale dipendente della Crias, in
conformità alle norme statutarie proprie e a provvedimenti
tutoriamente approvati, sono disciplinati da contratti e
regolamenti che recepiscono i CC.CC.NN.LL. del settore del credito
e non sono stati modificati dopo l'entrata in vigore della L.R.
6/97 l'estensione alla Crias delle previsioni di cui all'art. 31
della L.R. n. 6/97 o che gestiscono fondi regionali definiti di
terzi in amministrazione , introdotta al comma 7 dell'art. 55
della L.R. 10/99, è resa però inapplicabile dal fatto che, nessuna
equiparazione è logicamente possibile tra le funzioni e i gradi
del personale dell'ente con quello regionale (diversità di orario
di lavoro, di progressione di carriera etc.;);
se tuttavia le previsioni retributive per il personale regionale
fossero equiparabili e interamente mutuabili al personale della
CRIAS, esse comunque comporterebbero un notevole aggravio di costi
in confronto alle retribuzioni disciplinate dal settore del
credito e pertanto un incremento notevole dei costi gestionali
dell'Ente;
non vi è alcun impegno finanziario a carico della Regione
siciliana
impegna il Governo della Regione
a modificare la normativa introdotta dalla L.R. 10/99 la cui
eventuale applicazione comporterebbe l'insorgere di contenziosi
che porterebbero alla paralisi dell'Ente CRIAS con nocumento per
il settore dell'artigianato». (368)
GIAMBRONE - LEONTINI - BALDARI
CONFALONE - MOSCHETTO - LEANZA E.
VILLARI - MERCADANTE - BENINATI - VITRANO
«L'Assemblea Regionale Siciliana
vista la grave crisi del gruppo Parmalat che ha investito lo
stabilimento Cosal ex Ciappazzi di Terme Vigliatore, con il
rischio di chiusura definitiva per il fallimento;
considerata la gravità delle conseguenze della chiusura dello
stabilimento Cosal ex Ciappazzi sulle attività economiche dello
stesso territorio;
riconosciuta l'importanza delle lotte dei lavoratori ex Ciappazzi
di Terme Vigliatore per il mantenimento del posto di lavoro e per
il rilancio dell'attività produttiva;
atteso, altresì, il valore sociale per l'intera Regione della
lotta dei lavoratori ex Ciappazzi che ormai da quattro mesi (dal
novembre 2003) non percepiscono alcuna retribuzione;
ritenuto precipuo compito dell'istituzione parlamentare siciliana
sostenere e solidarizzare con i lavoratori Cosal ex Ciappazzi in
lotta, anche attraverso l'erogazione di un contributo a titolo di
rimborso delle spese e degli sforzi sostenuti che hanno
determinato un loro reale stato di bisogno nella difficile
vertenza nella quale la Regione intende sviluppare ulteriori e
forti iniziative di sostegno;
impegna l'Assessore regionale per le autonomie locali
a erogare a titolo di contributo una tantum in ragione di Euro
1000 (mille) pro capite direttamente ad ogni lavoratore dipendente
dello stabilimento Cosal, ex Ciappazzi, o al Fondo di Solidarietà
Dipendenti Cosal presso la filiale 1821 di Terme Vigliatore del
Banco di Sicilia o al comune di Terme Vigliatore, a valere sul
capitolo di bilancio della Regione 183705». (371)
FORMICA - LENZA V. - LO MONTE
PANARELLO - ARDIZZONE - BENINATI - PAFFUMI
<<L'Assemblea Regionale Siciliana
premesso che:
a seguito delle recenti conoscenze scientifiche, emerse anche nel
corso del simposio internazionale Blue Tongue di Taormina, si è
tornati a richiedere presso le competenti sedi dell'O.I.E.
(Ufficio Internazionale delle Epizoozie) di valutare l'ipotesi di
escludere tale malattia dalla lista A ;
considerato che :
è stata scientificamente esclusa la possibilità di contagio per
l'uomo e di contagio diretto tra animali recettivi;
è stata altresì constatata la bassa morbilità e mortalità:
infatti nei casi di insorgenza della malattia con sintomatologia
clinica manifesta i soggetti colpiti sono pochi e spesso vanno
incontro a guarigione spontanea con autoimmunizzazione;
è ritenuto basso il rischio di trasmissione del virus da parte di
animali vaccinati come peraltro sancito dall'ultima decisione
comunitaria che consente la movimentazione degli animali recettivi
vaccinati verso aree indenni;
è possibile in un prossimo futuro utilizzare vaccini spenti a
bassissimo rischio di incidenti vaccinali;
Attestato che:
l'endemizzazione dell'infezione nei Paesi dell'Unione Europea è
già accertata o prossima, secondo gli isolamenti sempre più
frequenti dei vettori anche in aree territoriali con
caratteristiche pedoclimatiche avverse alla sopravvivenza;
per la campagna vaccinale in corso non è tecnicamente possibile
raggiungere, entro il 30 aprile 2004, l'80% del patrimonio
vaccinato e/o 100% dell'aziendale, rendendo così inutili gli
sforzi per limitare la diffusione del virus nel territorio
impegna il Governo della Regione
a modificare l'attuale strategia di lotta sospendendo la
vaccinazione di tutti i capi delle specie sensibili, rinviandola a
tempi successivi in cui saranno disponibili vaccini di sicura
efficacia, privi di effetti collaterali e utilizzabili su tutti
gli animali indipendentemente dallo stato fisiologico e
parafisiologico;
a trattare la Blue Tongue come una malattia endemica in Sicilia,
prevedendo la possibilità di commercializzare gli animali da vita
e da macello, senza alcun vincolo, sul territorio regionale e
valutare successivamente la possibilità di commercializzare su
ambiti territoriali interregionali in condizioni omogenee, con
esclusione delle aree indenni;
a riservare l'impiego di vaccino vivo attenuato di cui si dispone
agli allevamenti ovicaprini in cui venisse riscontrata la malattia
al fine di limitare i danni diretti della stessa e agli
allevamento bovini che intendono commercializzare animali nei
territori indenni;
a potenziare le strutture locali di macellazione e di
trasformazione delle carni al fine di provvedere alla macellazione
in loco degli animali». (375)
ANTINORO
Il parere del Governo sull'ordine del giorno n. 371?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste. Lo
accolgo come raccomandazione.
PRESIDENTE Si pasa all'ordine del giorno n. 368. Il parere del
Governo?
CIMINO assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Favorevole.
PRESIDENTE Preciso che l'ordine del giorno richiede iniziative
legislative da parte del Governo. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 365. Il parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 375. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno n. 374.Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Do lettura dell'articolo 6.
«Articolo 6
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo
a quello della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Avverto che la votazione finale del disegno di legge n. 763/A
Norme in materia di pesca e disposizioni sui servizi di vigilanza
venatoria avverrà successivamente.
Onorevoli colleghi, su richiesta di vari deputati, propongo di
procedere immediatamente al voto finale del disegno di legge
numero 763/A.
CINTOLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'Aula è in
numero legale e abbiamo anche quella che chiamo non opposizione,
ma minoranza che sembra essere interessata a votare stasera, dato
che si tratta, tra l'altro, di disegni di legge parlamentari.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, stabilisco che la votazione
finale verrà effettuata alle ore 22.30.
Così resta stabilito.
Seguito della discussione del disegno di legge
<<Disciplina dell'attività di guida turistica,
guida ambientale-escursionistica, accompagnatore
turistico e guida subacquea>> (620-220-257-308-368-378-413-
430-481-594-623-686/A)
Presidenza del vicepresidente Fleres
PRESIDENTE Si passa al seguito della discussione del disegno di
legge <<Disciplina dell'attività di guida turistica, guida
ambientale-escursionistica, accompagnatore turistico e guida
subacquea>> (620-220-257-308-368-378-413-430-481-594-623-686/A),
posto al numero 2).
La Commissione è già insediata.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
<<Art. 1.
Definizione della professione di guida turistica
1. E' guida turistica chi, per professione, accompagna persone
singole o gruppi di persone nelle visite a siti e beni di
interesse turistico quali monumenti, opere d'arte, musei,
gallerie, scavi archeologici, illustrandone le caratteristiche
culturali, storiche ed artistiche. La professione di guida
turistica disciplinata ai sensi della presente legge corrisponde
ad attività di guida specializzata.
2. I siti di alta specializzazione individuati dalla Regione in
applicazione del D.P.R. 13 dicembre 1995, nonché i siti
riconosciuti dall'Organizzazione delle Nazioni Unite per
l'Educazione, la Scienza, la Cultura (UNESCO) quale patrimonio
culturale dell'umanità, che siano presenti sul territorio della
Regione, possono essere illustrati ai visitatori solo dalle guide
turistiche regolarmente iscritte nella corrispondente sezione
dell'albo di cui all'articolo 2.
3. La professione di guida turistica può essere esercitata
stabilmente nel territorio della Regione unicamente da coloro i
quali siano iscritti in una delle sezioni dell'albo regionale di
cui all'articolo 2>>.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dagli onorevoli Beninati, Raiti, Confalone e Fleres:
emendamento 1.1:
Dopo le parole artistiche , aggiungere le parole e beni
paesaggistici e naturalistici ;
dall'onorevole Villari:
emendamento 1.2:
Al comma 1, dopo le parole scavi archeologici , aggiungere le
parole paesaggi e simili ;
emendamento 1.3:
Al comma 1, dopo le parole storiche ed artistiche , aggiungere
le parole naturali e paesaggistiche .
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, vorrei invitare l'onorevole Villari a ritirare gli
emendamenti 1.2 e 1.3 in modo da porre in votazione soltanto l'1.1
che, in effetti, assorbe l'emendamento 1.3.
VILLARI Ritiro gli emendamenti 1.2 e 1.3.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, esattamente come ho fatto già in
seno ai lavori della quarta Commissione, non posso che esprimere
parere contrario a questo emendamento e vorrei anche che ci fosse
un po' più di attenzione al riguardo da parte della Presidenza
dell'Assemblea perché ritengo che il Presidente dell'Assemblea
dovrebbe valutare il senso dell'emendamento che ci apprestiamo a
votare in quanto, nello stesso articolato del testo, all'articolo
5, si prevede l'istituzione di una figura che è la guida
ambientale-escursionistica.
Non si comprende più la differenziazione tra la figura
professionale prevista dall'articolo 1 e la figura professionale
prevista dall'articolo 5 perché, approvando questo emendamento, di
fatto, ci sarebbe una commistione di competenze, cioè ci sarebbe
equivalenza in una parte di professionalità svolta da queste
persone.
Avevo già invitato i colleghi in Commissione a valutare
l'opportunità di questo emendamento ma, nel momento in cui si
estendono anche i beni paesaggistici e naturalistici alle guide
turistiche, significa che la guida ambientale-escursionistica, di
fatto, trova una concorrenza nella sua attività da parte di un
soggetto che diventa un soggetto che può espletare ampi poteri nel
settore.
Sarebbe secondo me opportuno che l'articolo 1 rimanesse così come
è scritto o, quanto meno, coerentemente, i presentatori
dell'emendamento all'articolo 1, presentino l'emendamento per
abolire la figura all'articolo 5.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 1.1. Il parere del
Governo?
CASCIO assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Lei aveva appena chiesto il parere del Governo ed io ho
chiesto di parlare per dichiarazione di voto. Vorrei che rimanesse
il mio voto contrario.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'articolo 1, nel testo
risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2.
Ne do lettura:
<<Art. 2.
Albo professionale delle guide turistiche della Regione siciliana
1. E' istituito presso l'Assessorato regionale del turismo, delle
comunicazioni e dei trasporti l'albo professionale delle guide
turistiche della Regione siciliana suddiviso nelle seguenti
sezioni:
a) Sezione 'Sicilia occidentale', la cui iscrizione consente
l'esercizio della professione nelle province di Palermo, Trapani e
Agrigento;
b) Sezione 'Sicilia centrale', la cui iscrizione consente
l'esercizio della professione nelle province di Caltanissetta,
Enna e Ragusa;
c) Sezione 'Sicilia orientale', la cui iscrizione consente
l'esercizio della professione nelle province di Catania, Messina e
Siracusa;
d) Sezione 'ad esaurimento', suddivisa in elenchi provinciali,
cui sono iscritti di diritto i soggetti esclusivamente in possesso
delle abilitazione di cui al comma 4.
2. E' requisito di iscrizione all'albo essere residenti o
eleggere domicilio nel territorio della Regione.
3. L'iscrizione a ciascuna delle sezioni dell'albo di cui alle
lettere a), b) e c) del comma 1 è subordinata al conseguimento
della rispettiva abilitazione, mediante il superamento di un esame
riservato a coloro i quali siano in possesso di un diploma di
laurea in discipline afferenti alle materie turistiche,
umanistiche e storico-artistiche nonché a coloro i quali, alla
data di entrata in vigore della presente legge, siano in possesso
dell'abilitazione all'esercizio della professione di guida
turistica in uno dei comuni o delle province della Regione.
4. Restano valide le abilitazioni all'esercizio della professione
di guida turistica nei comuni e nelle province della Regione già
conseguite alla data di entrata in vigore della presente legge.
5. Con decreto dell'Assessore regionale per il turismo, le
comunicazioni e trasporti, emanato previo parere della competente
Commissione legislativa dell'Assemblea regionale siciliana, sono
stabilite le norme relative all'accesso e svolgimento dell'esame
di cui al comma 3, che dovrà comunque assicurare la verifica della
conoscenza di almeno una lingua straniera e la cui Commissione
esaminatrice dovrà essere composta anche da docenti
universitari>>.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Giambrone, Leontini e Confalone: 2.17,
interamente sostitutivo dell'articolo 2;
- dagli onorevoli Beninati, Confalone, Fleres ed altri: 2.2,
2.3;
- dagli onorevoli Beninati, Confalone, Fleres e Leontini: 2.4;
- dagli onorevoli Savarino e Leontini: 2.6 e 2.7;
- dall'onorevole Infurna: 2.16;
- dall'onorevole De Benedictis: 2.1;
- dall'onorevole Raiti: 2.5;
- dall'onorevole Villari: 2.8, 2.9, 2.10, 2.11 e 2.12;
- dagli onorevoli Miccichè e Morinello: 2.13;
- dall'onorevole Miccichè: 2.14 e 2.15.
- dagli onorevoli Speziale, De Benedictis e Zago: 2.17.1
all'emendamento 2.17;
- dagli onorevoli Antinoro, Sanzeri e Paffumi: 2.18.
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI presidente della Commissione e relatore. Onorevoli
colleghi, per cercare di semplificare la votazione e, quindi,
procedere celermente, non in maniera ufficiale ma certamente
ufficiosa, questa mattina si è fatta una verifica con alcuni
colleghi della Commissione e si è preso atto che diversi
emendamenti qui proposti - in particolare il 2.17 a firma degli
onorevoli Giambrone, Leontini e Confalone - effettivamente trovano
una condivisione. Intanto, ufficialmente assorbono il 2.16, il
2.2, il 2.8, il 2.3, il 2.9, il 2.4 ed anche il 2.13
dell'onorevole Miccichè.
Rientrano fra questi emendamenti quelli dell'onorevole Miccichè,
in particolare il 2.14, al 2.15, che vengono assorbiti sempre dal
2.17.
Pertanto, signor Presidente, la mia proposta è di valutare, se si
vota di fatto subito questo, è chiaro che si approva il
provvedimento così come si sta per dire e decadono tutti gli
altri.
A questo punto, è una valutazione che io rimetto all'Aula. Tengo
a precisare che, però, invece che sostituire l'articolo con il
seguente', è sostituire dal comma uno al comma quattro', mentre
resta in vita sempre il comma cinque. Questa è la proposta per
semplificare i lavori dell'Aula.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, l'articolo 2, che ha impegnato i
lavori della Commissione per parecchie sedute, alla fine ha
partorito una sorta di piano regolatore' delle guide turistiche
in Sicilia, avendo stabilito, con i criteri che poi saranno
modificati dagli emendamenti, i bacini di utenza delle guide
turistiche.
Come ho sostenuto in Commissione e continuo a sostenere in Aula,
sarebbe stato molto più semplice, intanto, istituire la figura
della guida turistica in Sicilia, anziché limitare
territorialmente la guida turistica e, quindi, un albo delle guide
turistiche per bacini di utenza, con una serie di complicazioni
alle quali io non so bene perché il legislatore, quindi noi, non è
che abbiamo potuto dirimere il problema, ma i transiti tra bacini
e bacini, sbarchi e imbarchi di guide titolate o non titolate,
verifiche se il pullman che transita dal confine di una provincia
ad un'altra prevede che dentro il pullman ci sia una guida che è
iscritta.
Credo che l'articolo 2 contenga il problema madre della Sicilia
e, cioè, l'elezione del Parlamento regionale attraverso il sistema
proporzionale a preferenza unica e, quindi, chiaramente, ognuno
nell'attività legislativa deve tentare di salvaguardare il proprio
territorio elettorale nel migliore dei modi, e questo a costo
delle leggi che noi produciamo.
E' stato consegnato un subemendamento a firma degli onorevoli
Speziale, De Benedictis e Zago che, non solo, prevede la
ripartizione in tre bacini ma, addirittura, uno dei bacini viene
diviso in due. Quindi avremmo cinque bacini di utenza per le guide
turistiche.
Mi chiedo: se questo dev' essere il metodo legislativo
dell'Assemblea regionale, se questo è lo stile delle leggi che il
centrodestra in Sicilia propone nel terzo millennio, io mi devo
totalmente dissociare, perché non è possibile pensare che con
l'istituzione di una figura professionale che in Sicilia - e mi
conforta la presenza dell' assessore per il turismo, onorevole
Cascio, - registrava una vacatio dall'entrata in vigore della
legge-quadro nazionale sul turismo, oggi la guida turistica non si
può fare in Sicilia; chi era preposto prima dalla legge oggi non
lo può fare più.
Non ho ben compreso cosa stiamo per fare. Stiamo partorendo guide
turistiche in Sicilia limitate a fatti territoriali, con tesserini
provinciali e non. Mi creda, signor Presidente, ritengo che la
Presidenza dell'Assemblea non sia tenuta a portare in Aula
qualunque cosa viene scritta, è tenuta anche a verificare che ci
sia la dignità legislativa nei testi che proponiamo.
Pertanto, invito il Presidente della Commissione non a dare
parere favorevole alla riscrittura dell'emendamento ma a riportare
in Aula questo disegno di legge e a farlo diventare una legge
degna di tale nome.
ZAGO vicepresidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ZAGO vicepresidente della Commissione. Signor Presidente, come
spesso accade, nessuno è depositario della verità assoluta e su
questo discorso delle sezioni in Sicilia, per quanto riguarda
l'albo regionale delle guide, si può sostenere qualunque cosa.
Ogni idea di articolazione delle sezioni in Sicilia ha - a mio
parere - una sua legittimità anche se dovesse testimoniare la
difesa di un territorio, anche se quel territorio dovesse essere
quello della propria elezione.
Penso che difendere gli interessi del territorio sia legittimo;
credo che, molto spesso, giustamente, quando emaniamo
provvedimenti legislativi, non prescindiamo dai territori di
appartenenza; l'ideale sarebbe spogliarci dall'essere deputato di
questa o di quella provincia per essere deputati della Sicilia.
Però, questo non sempre succede.
Non ho una posizione pregiudiziale nei confronti di chi sostiene
e presenta una articolazione diversa da quella prospettata dagli
emendamenti a firma dell'onorevole Speziale, dell'onorevole De
Benedictis e del sottoscritto, anche perché, fino a prova
contraria, non sappiamo oggi, ma lo sapremo solo dopo
l'applicazione della legge nel territorio, quali effetti produrrà
l'articolazione che alla fine verrà esitata dall'Aula, per cui io
penso che si può sostenere che ci sia l'albo regionale unico per
tutta la Sicilia, senza alcuna sezione, così come si può
sostenere, come succede per tutti gli altri albi professionali,
che ce ne sia uno per provincia - ci sono tante professioni o
quasi tutte le professioni che sono regolamentate attraverso albi
provinciali - così come si può sostenere che ce ne siano due o ce
ne siano tre.
Insomma, è stato già detto, in Commissione c'è stata una lunga
discussione su questo. Non so quale sia la verità assoluta e,
tuttavia, siccome dobbiamo pervenire ad una scelta, ad una
sintesi, ufficialmente qui appongo la mia firma all'emendamento
2.17 perché credo che rappresenti un punto di equilibrio
complessivo in tutte le proposte di articolazione e di
accorpamento delle varie province e per le sezioni dell'albo
regionale, per cui sostengo quanto asserito dal Presidente. So
bene che, con l'approvazione dell'emendamento 2.17, decadranno
altri emendamenti a firma mia e di altri miei colleghi di Gruppo.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo per
buone le considerazioni dell'onorevole Acierno; le ritengo
coerenti con una posizione di tutto rispetto. Ora si passa da una
critica all'altra, da un eccesso all'altro. Ad esempio,
nell'emendamento presentato dall'onorevole Zago, Speziale ed altri
si passa da tre a quattro sezioni.
Ragionando per eccesso possiamo dire che potrebbe essere una
sorta di soluzione, una mediazione, prendiamola in questo senso.
Io farei, invece, un altro tipo di considerazione ed in tal senso
ho presentato questi emendamenti.
Sono convinto della posizione che ho preso: nelle sezioni cui si
fa riferimento e cioè Agrigento, Caltanissetta ed Enna - ho
cercato di dare una indicazione tipologica dell'itinerario
turistico. Le zone di Agrigento, Enna e Caltanissetta, sotto il
profilo storico, sono da identificarsi come itinerario Sicano'
con una peculiarità specifica. Per quanto riguarda Catania,
Siracusa, Ragusa e Messina la identificazione è di tipo barocco.
Infine, per quanto riguarda la Sicilia occidentale, Palermo e
Trapani hanno un altro tipo di tipologia di itinerario
turistico, diverso da quello orientale e da quello centrale.
Questo è il senso. Ora si arriva ad un'altra considerazione, un
altro emendamento che scinde la sezione orientale di Catania,
Messina, Siracusa in due tronconi. In questo caso il rischio
potrebbe anche essere al contrario: creare le considerazioni
eccessive dell'onorevole Acierno. Ma se questa potesse essere una
soluzione ancora migliore potrebbe andare bene.
E' chiaro che non riesco ad inquadrare il contesto diverso, come
quello di Ragusa, dal contesto di Catania, cioè lo smembramento di
Catania dalla considerazione di Ragusa e Siracusa perché lo
considero un unico itinerario barocco.
Quindi, si frantuma ulteriormente. Alla fine, se questa è la
soluzione, potrebbe anche andare; se questo non va bene, nell'arco
di qualche anno si può anche modificare in senso positivo e
accorparlo.
Questa frantumazione non giova. Bisogna salvaguardare la
specificità del barocco, del Sicano, la specificità del medievale
o di altri stili di epoche storiche dove è possibile ipotizzare un
itinerario turistico coerente con la condizione territoriale.
Per tali ragioni ho presentato questi emendamenti. Il fatto che
l'onorevole Beninati faccia riferimento all'accorpamento degli
emendamenti, mi spingerebbe anche a ritirare i miei in
considerazione del fatto che l'emendamento 2.17 sostanzialmente
assorbe i tre emendamenti da me presentati. Mi assumo la
responsabilità del ritiro dell'emendamento, anche in assenza
dell'altro firmatario, onorevole Morinello.
Tuttavia, signor Presidente, il mio ritiro è condizionato
all'approvazione dell'emendamento 2.17. Solo in quel momento li
ritirerò.
PRESIDENTE Onorevole Micciché, se sarà approvato l'emendamento
2.17, decadranno automaticamente tutti gli emendamenti presentati
fino al quarto comma dell'articolo 2, mentre rimarrebbero in
piedi quelli legati al comma 5 dell'articolo 2.
SAVARINO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SAVARINO Signor Presidente, sono stata invitata al ritiro degli
emendamenti che avevo proposto. Ho capito che nella ratio
dell'emendamento che propone la Commissione sono racchiuse le
esigenze che volevo tutelare con la presentazione dei due
emendamenti.
La prima esigenza era quella di dividere le sezioni secondo una
omogeneità culturale, non perché ci fossero precipui interessi
elettorali, ma proprio perché, invece, c'è una omogeneità storico-
culturale che li giustifica e poi perché sono convinta che se la
guida turistica, che sicuramente sarà professionale ovunque
(certamente la guida turistica agrigentina potrà ben rappresentare
anche a Taormina e spiegare al turista straniero quelle che sono
le bellezze del Teatro greco e viceversa, la guida turistica di
Messina potrà rappresentare bene la Valle dei Templi di
Agrigento), sono pure convinta, però, che l'amore verso il
territorio, la passione che può spingere la guida turistica locale
nel rappresentare le proprie terre al turista straniero, sarà
sicuramente maggiore rispetto a quello di una guida turistica di
una località diversa.
Quindi, oltre all'omogeneità culturale e storica, anche quella
del maggior amore e della maggiore passione verso il proprio
territorio.
Seconda esigenza che vedo ricompresa nell'emendamento della
Commissione è quella di reinserire nel disegno di legge la
possibilità dell'abilitazione a guida turistica per i soggetti che
parteciperanno ai concorsi già banditi ma non ancora espletati;
anche questo trova razionale indicazione nell'emendamento proposto
dalla Commissione, per cui ritiro i miei emendamenti.
CAPODICASA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, non mi soffermerò molto perché mi
pare che vi sia un'ampia condivisione dell'emendamento 2.17.
Vorrei solo fare una raccomandazione di ordine formale: visto che
la Commissione ha deciso di proporre l'approvazione del 2.17, con
l'esclusione ovviamente della sostituzione del comma 5, credo che
sia opportuno che venga formalizzato con un emendamento perché,
così come recita attualmente, l'emendamento 2.17 è riferito alla
sostituzione dell'intero articolo.
Per quanto riguarda il merito, sono sorpreso dell'intervento
dell'onorevole Acierno che mi è parso eccessivo rispetto al
contenuto dell'emendamento. Si può essere d'accordo o meno, ma
richiamare addirittura questioni di dignità parlamentare,
legislativa, a me sembra degno di miglior causa, non appropriato
al tema, onorevole Acierno. E siccome condivido l'emendamento
2.17, spiego perché, a mio giudizio, non è così scandaloso, anzi
lo trovo assai appropriato ed opportuno.
Vi sono le ragioni che qui sono state addotte dai colleghi a
proposito dei 'bacini culturali', in cui è suddivisa la Sicilia.
ACIERNO Qui non si parla di bacini culturali, ma di bacini
territoriali.
CAPODICASA Sì, non se ne parla, sono stato io ad usare questo
termine che è riferito alle colonizzazioni subite dalla Sicilia,
in relazione a dove abbiamo resti archeologici, reperti di varia
natura. E' vero anche che è piuttosto complicato fare una
suddivisione sulla base delle attuali province perché, come
sappiamo, le aree archeologiche, ma anche i beni monumentali e
paesaggistici, sono trasversalmente presenti nelle province. Ma
bisogna tenere conto di una vocazione del territorio che si presta
meglio ad approfondimenti di natura culturale che ogni guida,
assumendo una specializzazione specifica sui siti, può offrire al
visitatore.
Detto questo, non possiamo ignorare che c'è anche un fatto
pratico: ormai la Sicilia è tutta divisa in ambiti territoriali.
Lo si fa per il servizio idrico, lo si fa per il settore dei
rifiuti, lo si fa con le AUSL.
GRANATA assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. Qui c'è un problema di competenza su certi
aspetti del disegno di legge.
CAPODICASA L'ho capito, è un problema di competenza
assessoriale. Ho percepito il problema che lei solleva. E'
materia, per la verità, di competenze assai trasversali, fra cui
anche quella dell'Assessorato dei beni culturali.
GRANATA assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. Per esempio, il direttore di Villa del
Casale, con questo disegno di legge, non può spiegare ai turisti
la Villa del Casale, perchè è sito Unesco. Il direttore della
Villa, perché non è guida turistica
ACIERNO Ma io ho detto che bisogna rinviare il disegno di legge
in Commissione
PRESIDENTE Per la verità, onorevole Assessore, non è così
perché il direttore della Villa del Casale non esercita l'attività
di guida turistica. E, in quel caso, non sarebbe una guida
turistica, svolgerebbe la sua funzione di direttore, che è ben
diversa.
CAPODICASA Perché la guida turistica viene retribuita per l'
attività lavorativa.
Onorevole assessore, qui il punto è di merito. Quello che volevo
dire, signor Presidente, è che c'è un problema anche di
distribuzione territoriale delle guide.
Onorevole Acierno, se istituiamo la guida turistica regionale,
ciò che prevedibilmente potrà verificarsi è che, essendo le città
di Catania e di Palermo sede di aeroporti, quindi ricettori dei
flussi turistici principali che arrivano attraverso i tour
operator in queste due grandi città, e qui prendono contatto
immediatamente con gli assetti ... Ormai mi pare tardi, onorevole
assessore, per affrontare l'argomento.
GRANATA assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. Ma nessuno mi ha mai convocato in quarta
Commissione.
CAPODICASA Quello che volevo spiegare è che succederà che i
tour operator si doteranno delle guide turistiche nel sito
principale, che è quello di Palermo o di Catania, e da qui fanno
poi le escursioni verso Agrigento, verso Trapani; ragion per cui
chi opera come guida turistica da diversi anni, perfino da
decenni, nei siti decentrati, rischiano di veder arrivare i flussi
turistici, il pullman con la guida da Palermo che viene a spiegare
ad Agrigento, a Caltanissetta o a Enna o in altre località le
bellezze artistiche e culturali di quei siti, e nessuno di loro
potrà avere l'opportunità di continuare ad espletare la propria
attività.
Questo sistema ci garantisce doppiamente. Da un lato ci
garantisce circa la conoscenza dettagliata, perché la conoscenza
del sito della Valle dei Templi la può avere anche la guida di
Palermo, se la studia, la approfondisce. Altra cosa è la
conoscenza legata al territorio che, solo chi vi opera
costantemente, dodici mesi all'anno, può avere. Conosce le
abitudini dei luoghi, conosce anche i posti meno noti al grande
pubblico internazionale. E, quindi, io do questa interpretazione.
C'è, poi, anche un fatto lavorativo che un'equa programmazione,
distribuzione sul territorio consente di potere garantire meglio a
tutti. Ritengo che sia un'ipotesi appropriata. Poi, se debbano
essere tre o essere accorpati diversamente, questo è un altro
conto. A me, così come l'emendamento 2.17 li presenta, sembra
convincente per tutta una serie di ragioni.
Presidenza del vicepresidente Fleres
SULL'ORDINE DEI LAVORI
ACIERNO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima ancora che
si vada alle dichiarazioni di voto, per le quali sono già
iscritto, vorrei sottoporre alla Presidenza il contenuto del comma
2, dell'articolo 2, che limita ai residenti o ai domiciliati nella
Regione siciliana la possibilità di diventare guida turistica.
Credo che la norma, così scritta, sia assolutamente illegittima
perché contrasta con tutte le norme nazionali e comunitarie sul
lavoro.
La residenza non è nascita, non è amore per il territorio, ma è
soltanto un fatto di mera burocrazia, ciò significa che un
francese che prende residenza o elegge domicilio in Sicilia potrà
fare la guida turistica ad Agrigento; un cinese che prende
residenza o elegge domicilio in Sicilia potrà farlo a Messina;
uno del Burundi può prendere la residenza o eleggere domicilio in
Sicilia e fare la guida turistica in Sicilia.
Ciò dimostra che viene meno la cautela o la protezione nei
confronti dell'amore che ognuno di noi ha per questa Terra.
E, solo per chiarire, signor Presidente, il mio intervento è
volto semplicemente a sostenere che diventa poi un'assunzione di
responsabilità da parte nostra se, quando un pullman di Messina
arriverà al confine della provincia di Palermo per fare vedere il
centro di produzione delle ceramiche di Santo Stefano di Camastra,
quel pullman, che ha previsto nel suo tour di visitare il Duomo
di Cefalù, dovrà far scendere lì la guida turistica messinese,
innamorata di Messina, e da quel momento o fare salire la guida
turistica di Palermo o trovarla direttamente a Cefalù.
Un dato certo resta, signor Presidente, che la guida turistica
messinese resta a piedi, lì, ad aspettare che il pullman abbia
finito il tour a Palermo e torni indietro.
Ora io devo dire...
PRESIDENTE Onorevole Acierno, mi spiega quale è il nesso con
l'ordine dei lavori del suo intervento? Anche perché, altrimenti,
mi mette in imbarazzo con i colleghi che hanno chiesto più volte
di intervenire ed io l'ho consentito.
ACIERNO Il nesso con l'ordine dei lavori è quello di sapere
se la norma del comma 2 è ammissibile.
PRESIDENTE Onorevole Acierno, a giudizio della Presidenza è
ammissibile, anche perché moltissimi albi e registri hanno
un'articolazione territoriale di natura provinciale,
sub-provinciale, regionale, eccetera.
Cito soltanto l'albo dei giornalisti, quello degli avvocati e
molti altri che hanno un'articolazione regionale e poi
provinciale. Quindi, l'aspetto problematico non è questo, ma
l'altro che invece lei ha sottolineato. Però a quanto pare le
guide tra loro hanno questo tipo di accordo nel senso che si
interscambiano, si interconnettono nei diversi territori. Quindi,
da questo punto di vista, il problema esiste, ma esiste anche la
soluzione che è interna corporis, all'interno dello stesso
ambiente delle guide turistiche.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Riprende la discussione del disegno di legge numeri 620 ed
altri/A
VILLARI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
VILLARI Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
preliminarmente far riferimento al Regolamento e so che, in tal
senso, lei sa essere garante attento; perché, se con la scusa di
intervenire sull'ordine dei lavori siamo costretti ad ascoltare
ripetuti interventi su argomenti di merito, su questioni coperte,
appunto, da una richiesta di intervento sull'ordine dei lavori,
ci perdiamo.
Ho molto rispetto del lavoro fatto dalla Commissione, di cui non
faccia parte, ma alle cui riunioni ho partecipato, essendomi
preoccupato di essere presente ogni qualvolta sono stato
convocato, nella qualità di presentatore di un disegno di legge
sulla materia (guide turistiche ed altro). Voglio fare una prima
obiezione. Per tranquillizzare l'onorevole Acierno, per quanto
riguarda la questione sull'articolo 1 ...
PRESIDENTE Onorevole Villari, capisco il senso della sua
proposta. L'Aula ha già deciso però di continuare i suoi lavori
fino alle ore 22.30 per procedere a quell'ora alla votazione del
disegno di legge sulla pesca.
Molti colleghi si sono allontanati dall'Aula, momentaneamente,
ma poi ritorneranno per quell'ora, quindi una sospensione legata
ad un andamento diverso dei lavori non sortirebbe effetto
Vorrei fare, invece, appello agli altri colleghi iscritti a
parlare per dichiarazione di voto (Giambrone, Raiti, Acierno): mi
sembra che il dibattito si stia ormai orientando sulla ipotesi che
prevede tre ambiti. L'onorevole Zago ha annunciato che ritirerà
l'emendamento 2.17.1, in quanto superato ed anche il 2.18;
mentre, per il 2.17.2 il Presidente della Commissione precisa -
ma sarebbe accaduto comunque con il coordinamento formale della
legge - che il 2.17 è sostitutivo dei commi 1, 2, 3 e 4
dell'articolo 2 e non anche del comma 5.
Mi sembra, pertanto, inopportuno ripetere sostanzialmente
tematiche che sono state già affrontate. Se i colleghi svolgono
brevissimamente il loro intervento e poniamo in votazione
l'articolo 2 (quello più spinoso) , più difficile, gli altri
possono anche scorrere velocemente. Ovvero, possiamo
prevedere un'articolazione diversa dei nostri lavori, per
esempio, prelevando l'altro disegno di legge, come desidera fare
l'onorevole Cintola. Ma questo lo vedremo, intanto cerchiamo di
uscire da questa vicenda che è la più difficile.
VILLARI Signor Presidente, io infatti farò brevemente il mio
intervento ma non ho posto una questione che va in contrasto con
l'emendamento espresso dalla Commissione. Peraltro, poiché ne
condivido l'impostazione, preannuncio già sin d'ora il ritiro dei
miei tre emendamenti che riguardano la questione degli ambiti così
come sono stati disegnati dalla Commissione.
PRESIDENTE Le chiedo di indicare con precisione il numero degli
emendamenti ai quali si riferisce.
VILLARI Sono gli emendamenti 2.8, 2.9 e 2.10 di cui sono primo
firmatario in quanto vengono assorbiti dall'emendamento della
Commissione.
Volevo infine precisare che per alcuni aspetti possono essere
affrontati in un momento diverso senza mettere in discussione
l'intero disegno di legge.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Sull'ordine dei lavori
CINTOLA Chiedo di intervenire sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, credevo che
questa legge, che fosse stata ampiamente discussa in Commissione,
avesse un iter parlamentare più veloce.
Ricordo a quest'Aula che il Presidente aveva preannunciato che
per le 22,30 avrebbe posto in votazione i disegni di legge sino a
quel momento esitati.
Chiedo, quindi, di votare l'articolo 2 del disegno di legge n.
620 ed altri/A e rinviare ad un altro momento l'esame dei restanti
articoli. Chiedo altresì di porre ai voti il prelievo del disegno
di legge n. 359/A, concernente l'istituzione della Fondazione
"Fulvio Frisone" che è costituito da pochi articoli e sul quale
credo che non vi siano emendamenti, in modo da arrivare all'orario
prefissato, votando un disegno di legge in più.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, l'unica cosa che vorrei evitare
è che si apra un dibattito lungo sull'ordine dei lavori.
ZAGO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ZAGO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
brevissimamente perché condivido la valutazione da lei fatta sulle
difficoltà maggiori relative alla discussione dell'articolo 2,
per il quale siamo tutti d'accordo che si arrivi ad una
conclusione e, interpretando anche la proposta dell'onorevole
Cintola, propongo di proseguire i lavori esitando sia l'articolo 2
che i successivi sino all'articolo 6 compreso - escludendo
l'articolo 7 sul quale c'è una precisa posizione del Governo -
in quanto ritengo che gli stessi non comportino particolari
difficoltà di dibattito.
PRESIDENTE Se non ci sono osservazioni sulla proposta così
resta stabilito.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Riprende la discussione del disegno di legge numero 620 ed
altri/A
GIAMBRONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIAMBRONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono il primo
firmatario dell'emendamento 2.17 ed il motivo che mi ha spinto,
assieme ai colleghi, a preparare questo emendamento è stato quello
di non commettere un' ingiustizia nella suddivisione degli ambiti
di pertinenza delle guide turistiche.
Dò atto ai componenti della quarta Commissione, e per essa al
Presidente, onorevole Beninati, della disponibilità a fare
chiarezza sulla suddivisione degli ambiti.
I tre ambiti sono indispensabili e meraviglia non poco
l'intervento dell'onorevole Acierno.Ritengo che ciò che è stato
detto sia inammissibile. Sono state espresse talune inesattezze
che niente hanno a che vedere con la materia che stiamo trattando.
Quando si dichiara in quest'Aula che le guide, sol perché stiamo
istituendo tre ambiti, devono cambiare pulman di volta in volta,
si fa confusione fra la professione di accompagnatore e la
professione di guida turistica.
L'accompagnatore mi accompagna sin dal momento della partenza, la
guida è specializzata in un determinato settore ed è tenuta ad
illustrare le opere e i siti che si visitano.
Parto dalla Francia con l'accompagnatore e mi accompagna in
tutti i luoghi, un'altra cosa è la guida che è specializzata in
quel settore per cui di volta in volta deve spiegare le opere, i
siti che vado a visitare. Non vorrei che qua dentro si facesse
confusione
Invece, è da apprezzare il lavoro che si sta facendo e reputo
validissima questa legge, perché, ripeto, si va a dare ordine a
questo settore che ha creato non poca apprensione tra i suoi
operatori.
Da agrigentino, ho vissuto le tensioni che sono nate attorno a
quella proposta che - bontà della Commissione, ha subito rivisto
- aveva creato delle tensioni perché andava a compromettere la
possibilità di lavoro di diversi operatori. Che ben vengano queste
leggi Ieri è stato consumato - diceva Eleonora Lo Curto - un
passaggio importantissimo per la legge che riguardava la pesca;
oggi si sta andando a riordinare un settore che in effetti si
prestava a diverse interpretazioni.
Pertanto, invito, l'onorevole Acierno, il quale ha dato dei
contributi notevoli in Commissione, a rivedere le sue posizioni,
a raddrizzare questo tiro, perché non vorrei che si creasse
ulteriore confusione.
PRESIDENTE Comunico che, ai sensi dell'articolo 117 del
Regolamento, sono stati presentati i seguenti emendamenti: 117.1,
117.2 e 117.3, riferiti al disegno di legge n. 727-722-723-724-
770/A, relativo alle vittime di Nassiria.
Preciso che i predetti emendamenti sono stati inviati alla
Commissione 'Bilancio', per la copertura finanziaria.
L'Assemblea ne prende atto.
RAITI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RAITI Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo lavorato
assiduamente in Commissione e questa legge credo sia meritoria e
la condivido quasi per intero.
Forse l'unica delle cose rimaste che non condivido è contenuta
nel mio emendamento 2.5. Anche se è vero che la Commissione, ad
ampia maggioranza, ha apprezzato l'emendamento 2.17.
Tengo solo a precisare la mia posizione, poi non posso fare altro
che prendere atto della posizione della Commissione: ritengo che
l'albo che ci apprestiamo a fare è per una questione di
semplificazione perché poi di fatto non va a toccare i bacini di
lavoro o tutte le preoccupazioni e ragionamenti che fatti in
questa sede, perché anche nelle ipotesi di distretti culturali ci
sarebbe molto da dire.
La Sicilia è un arcipelago di distretti culturali che hanno
caratteristiche proprie. Il mio emendamento che va nella direzione
di avere solo due sezioni, cioè la Sicilia orientale e quella
occidentale, è un emendamento che prevede la semplificazione, la
possibilità di evitare che ci siano più esami, la possibilità di
evitare una diversa distribuzione dell'opera di guida nel
territorio siciliano. Sarebbe più omogeneo, sarebbe meno
difficoltoso, dal mio punto di vista, per le guide, sarebbe più
opportuno.
Su tale posizione voglio mantenere la mia scelta politica anche
se prendo atto della valutazione della Commissione. Mi fermo qui
per non tediare i colleghi e lei, signor Presidente, ma ci tenevo
a sottolineare che intendo mantenere ancora oggi questa mia
scelta.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 2.17.1
all'emendnamento 2.17.
ACIERNO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Esprimo il voto contrario da parte del Gruppo Nuova
Sicilia.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CASCIO assessore per il turismo, le comunicazioni e i
trasporti. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamenti 2.17.1. Lo pongo in votazione.
ACIERNO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, su questo emendamento mi asterrò per
un semplice motivo.
PRESIDENTE. Si sta ammorbidendo
ACIERNO No Non mi sto ammorbidendo.
PRESIDENTE Era un auspicio.
ACIERNO Poichè quello che io ho voluto sostenere partiva dal
presupposto che quando faccio attività legislativa mi piace
pensare che le leggi che partecipo a formare siano scritte bene e
che le finalità espresse nelle leggi alle quali contribuisco siano
ed abbiano finalità reali, se qualcuno dei miei colleghi pensa
che l'approvazione della riscrittura dell'articolo 2 garantisca
alla guida turistica di Agrigento di non avere il palermitano così
come alla guida turistica palermitana di non avere il messinese,
evidentemente o non ha capito o non ha letto il testo
dell'articolo 2. Perché questa suddivisione in bacini territoriali
non pregiudica la possibilità al messinese di iscriversi a tutti e
tre i bacini, così come non prevede la possibilità alla guida
turistica palermitana di avere l'iscrizione in tutti e tre i
bacini territoriali.
Allora la verità qual'è? La verità è che noi in questo abbiamo
frantumano l'albo regionale delle guide turistiche pensando di
salvaguardare la guida sul livello territoriale. Lo abbiamo fatto
ed io l'ho voluto e perciò se si dovesse votare per parti
separate, vorrei spuegato perché al comma quattro noi diciamo
restano valide le abilitazioni all'esercizio della professione di
guida turistica nei comuni e nelle province della Regione già
conseguite alla data di entrata in vigore della presente legge.'.
Cosa significa? Che se io oggi sono titolare di un patentino
provinciale per Palermo, Catania, Messina, Agrigento, Ragusa, Enna
e Caltanissetta con questa legge, continuo ad esercitare il mio
ruolo di guida turistica in seno a tutte queste province anche se
questa legge non c'è?
Cosa comporta, dunque? Complicare la vita delle persone, perché,
a quel punto, devo sostenere tre esami in quanto mi iscrivo a
tutte e tre le categorie e quindi di fatto divento guida turistica
regionale; il messinese si troverà la concorrenza lo stesso, il
palermitano si troverà la concorrenza lo stesso.
Per tale ragione avevo detto ai miei colleghi, se quello che si
vuole dare sul territorio è solo un segnale "politico" - perché
non vi è piaciuto il termine elettorale che era molto più
esplicativo - io vi dico che il segnale che avete mandato non è
assolutamente tale, e che se volevate risolvere il problema della
territorialità non lo avete risolto.
GRANATA assessore per i beni culturali, ambientali e la
pubblica istruzione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GRANATA assessore regionale per i beni culturali, ambientali e
la pubblica istruzione. Signor Presidente, io volevo evitare di
intervenire per un motivo molto semplice. Questa è una legge di
iniziativa parlamentare, non è una legge di iniziativa governativa
e quindi dovrebbe essere esaminata dal Parlamento nella sua
autorevolezza e nella sua piena legittimità ed autonomia rispetto
ai temi che affronta e che tratta, che per altro sono temi
strategici, importanti, legati a quelli che tutti condividiamo
essere una delle possibilità di nuovo indirizzo dello sviluppo in
Sicilia. Quindi non deve sembrare il mio intervento né
minimamente, né in parte, né parzialmente, polemico verso alcuno,
né tanto meno verso il collega Cascio con cui abbiamo già
scambiato alcune opinioni.
Il tema è soltanto uno. Che se si va a regolamentare una materia
che interviene nell'organizzazione interna di un sistema legato ai
beni culturali, c'è un riferimento all'Unesco e c'è un riferimento
ai siti di interesse storico, quali ritengo siano i parchi
archeologici, i musei.
Non si può innanzitutto, per prassi parlamentare, che creare un'
audizione con chi è competente esclusivo per materia di questi
temi, perché questi temi, all'interno di queste sedi e di questi
parchi non possono essere regolamentati soltanto attraverso
l'individuazione di alcune professionalità, che sappiamo tutti
essere importanti, che vogliamo garantire, ci mancherebbe altro,
colgo lo spirito del legislatore Qui nessuno sta facendo
un'accusa rivolta, come dire, in modo polemico, nei confronti
della Commissione che ha ben lavorato, perché la legge serve, ecco
voglio chiarire subito questo fatto, che questa regolamentazione
serve, ma il tema della competenza a sindacare all'interno di
questi siti chi può svolgere una determinata attività in modo
esclusivo.
All'articolo 1 c'è quel "solo" che è una questione che non sta
in piedi, né in cielo né in terra, vi faccio soltanto due esempi
e vorrei che il Parlamento ascoltasse. Il primo: ci sono in
Sicilia almeno tre nuovi corsi di lauree in beni culturali, uno ha
sede ad Agrigento, che è UNESCO; secondo quel "solo" un gruppo di
giovani laureati della facoltà dei beni culturali di Agrigento non
può essere utilizzato per illustrare ai turisti la Valle dei
Templi perché è sito UNESCO, non può essere utilizzato perché deve
andarsi a iscrivere all'albo delle guide turistiche, dopo che è
laureato in beni culturali. C'è un altro tema, ed è che oggi siamo
in applicazione della nostra Ronchei e la nostra Ronchei è andata
avanti con un bando che prevedeva alcuni requisiti alle società
che lo applicassero e prevede anche le guide didattiche
all'interno dei siti, anche dei siti UNESCO.
In questo caso dopo avere aggiudicato delle gare con un bando
che prevede alcune cose, si crea un corto circuito di tipo
istituzionale legato alle competenze perché teoricamente ..
PRESIDENTE Scusi,onorevole Granata, da più parti provengono
alla Presidenza suggerimenti relativamente a un percorso diverso
di questo disegno di legge, nel senso che, essendo emerse una
serie di problematiche, quelle che lei sta indicando ed altre, la
proposta che mi proviene è quella di rimandare il disegno di
legge, sia pure informalmente, in Commissione e andare avanti con
il successivo disegno di legge.
GRANATA assessore per beni culturali, ambientali e pubblica
istruzione. Io concludo rapidamente, se l'orientamento
dell'Assemblea è questo, desidero esprimere un'ultima
considerazione, relativa agli ambiti territoriali. Io ho
apprezzato l'ultimo intervento, perché ha spiegato un passaggio
che è fondamentale, nessuno esclude che uno possa iscriversi, se
ne ha la professionalità e lo dimostra, in più distretti e quindi
questo è un qualche cosa che va approfondito, ma ha una logica nel
senso della libertà, se si comprova la propria competenza ad
essere iscritto in più distretti. Direi però che è importante o
arrivare ad una semplificazione assoluta, che può essere legata
alle due parti della Sicilia orientale e occidentale, oppure si
dovrebbe tenere conto di alcune realtà che stanno sorgendo, per
nostra fortuna, sul territorio, come quella dei distretti
culturali e quindi rinviare tale specificità a questo dato.
ACIERNO Allora sì, allora ha una logica.
GRANATA assessore per beni culturali, ambientali e pubblica
istruzione. Infatti sull'ultimo punto le do ragione, perché c'è
quel livello di libertà.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Sull'ordine dei lavori
CINTOLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, io penso che sia opportuno fermarsi,
però eviterei, se fosse possibile - e questo glielo chiedo
formalmente - di rimandare il disegno di legge in Commissione,
in quanto è già all'esame dell' Aula ed è incardinato.
PRESIDENTE In via informale.
CINTOLA Lo rinviano in via informale in Commissione, alla
presenza del Governo, in maniera tale che anche la commissione,
presente maggioranza e minoranza, ed il Governo, possano
approfondire le cose state dette, quelle valide, che possano
raffrontarle e concordarle e che tornino quindi in Aula con il
disegno di legge.
Vorrei, inoltre, proporle di prelevare il disegno di legge
successivo e di dare la possibilità anche alla Commissione
Bilancio' che si riunisce domani - magari con un voto d'Aula -
di esprimere il parere sulla copertura finanziaria per il disegno
di legge che è stato già votato..
PRESIDENTE L'ho già detto, onorevole Cintola, ho già annunziato
all'Aula di trasmettere alla Commissione Bilancio' gli
emendamenti ai sensi dell'art. 117 relativi alla materia cui lei
faceva cenno.
ANTINORO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ANTINORO Signor Presidente, onorevoli colleghi e Governo,
soprattutto, ho ascoltato le cose che diceva l'assessore per i
beni culturali: Fermo restando che abbiamo il dovere di fare una
buona legge - è una legge attesa da tantissimi anni da una
categoria di lavoratori che hanno diritto ad essere una volta e
per tutte regolamentati e quindi su questo dobbiamo andare avanti
- però, per evitare, come qualche volta è avvenuto, ma non per
ignoranza del Parlamento o per strafalcioneria dello stesso
Parlamento, ma perché qualche volta le cose, fatte anche in
perfetta buona fede ma di premura, vanno incontro al rischio che
poi devono essere corrette successivamente.
Ho apprezzato l'invito del ritorno informale in Commissione;
siccome, da Presidente della Commissione Cultura, vi sono vicende
riguardanti i siti culturali su cui ricade la competenza specifica
della Commissione che presiedo, ritenevo allora opportuno un
minimo di rivisitazione, anche informale, lo ribadisco, in quinta
Commissione per uno scambio di opinioni con l'Assessore di
competenza, al fine di migliorare ulteriormente la legge e farla
proseguire speditamente.
BENINATI presidente della Commissione e relatore.
Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI presidente della Commissione e relatore.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, purtroppo, mi trovo
in difficoltà ad intervenire ed invito i colleghi ad
ascoltare.
La Commissione ha lavorato diversi mesi su di un testo,
fermo restando che è risaputo da tutti che la Commissione
si riuniva a tale scopo; penso che si sapeva che, per
diversi mesi, si è lavorato al disegno di legge sulle guide
turistiche. Ciò nonostante, se c'è stato un frainteso sulle
convocazioni, o meno, si poteva anche andare oltre; è ovvio
che questa Commissione non ha minimamente voluto scavalcare
nessuno, prova ne è che il provvedimento è rimasto per
tanti mesi in Commissione, quindi non c'è stata
un'accelerazione scaturita per fare una legge e portarla
via; c'è stata, anzi, una lunghissima attenzione ed
audizioni di un mondo che, dopo tanti anni, forse cinquanta
o sessanta, in Sicilia non è mai stato normato.
Forse non tanti sanno che in Sicilia c'è una assoluta
autonomia in quanto ho sentito parlare di discussioni che
vorrebbero le guide regionali; oggi le guide sono
provinciali e, pertanto, si sta facendo un grande passo
avanti per creare delle guide comprensoriali.
E' vero che forse manca la definizione "bacini
culturali" però, di fatto, per chi conosce il territorio
della Sicilia, scrivere culturali o meno, quando si parla
di quattro province e naturalmente il barocco, non serve a
nulla quando si dice espressamente Siracusa, Catania,
Messina e Ragusa, è implicito.
E' ovvio che forse si poteva anche aggiungere la parola
"bacini culturali" ma non è questo il tema. Abbiamo sempre
parlato di guide turistiche e non turistico-culturali, però
abbiamo fatto un passo molto più avanti oggi: la legge,
infatti, vuole qualificare molto di più le persone che
illustrano il territorio della Sicilia.
Addirittura, negli articoli 1 e 2 abbiamo voluto dare
alle guide, nel futuro - non certamente oggi perché c'è già
una situazione di fatto che esiste - ebbene, abbiamo voluto
dare pure un livello di cultura assai maggiore di quello
oggi posseduto da molte guide.
Certo, mi dispiacerebbe di ritornare - sentendo alcuni
discorsi - a fare illustrare i siti a persone che non hanno
forse né laurea né diploma: e allora, il tema è molto più
complesso, ha ragione l'onorevole Granata. Noi volevamo
fare e vorremmo fare una legge sulle guide qualificate; è
ovvio che se su questo argomento si vuole ridiscutere,
possiamo certamente farlo, però, onestamente, non capisco
cosa ci sia di tanto stravolgente quando si è detto che le
guide devono possedere, per il futuro, lauree brevi perché
è scritto, dove si è detto che per quelle che già esistono
sarebbe mortificante svolgere un esame solo
La legge, a regime, prevede che le guide future debbano
possedere la laurea breve in scienze umanistiche e tanti
altri requisiti, poi sostenere l'esame. E' ovvio che per le
guide che lavorano oggi in Sicilia, le mortificheremmo nel
prevedere questo, anche perché non potrebbero più lavorare
E siccome è da anni che questa gente - forse dimenticando
tutti che esistevano queste professionalità -
effettivamente, rende un grosso servizio per tutta la
Sicilia (tante volte, andando anche oltre, ce lo dobbiamo
dire perché esiste questo meccanismo che non ha regole che,
piuttosto, volevano introdursi) allora, si è detto che
occorreva trovare una salvaguardia, creando dei corsi di
aggiornamento che, quanto meno, nel caso di comprensorio,
migliorano il loro patentino provinciale con gli altri del
comprensorio medesimo.
Quindi qualifichiamo, in ogni caso, le guide esistenti.
Questa legge è votata a qualificare un servizio
dignitoso per questa Sicilia che fino ad oggi, forse, non
lo è stato tanto o, forse, purtroppo, e me ne dispiace, ad
illustrare questi siti non vogliamo le persone qualificate.
Allora questa è una scelta politica
A questo punto, mi trovo in grosse difficoltà: mi rendo
conto che l'Assessore Granata dice bene, ci sono delle
situazioni oggi già in atto che creerebbero delle
difficoltà perché non so, appunto, se in queste situazioni
oggi avviate, all'interno, ci siano guide specializzate,
non lo so. Se ci sono, benissimo, se non ci sono si
adeguano, non vedo niente di sconvolgente
E' ovvio che nessuno vuole mortificare le situazioni in
atto. Se c'è il modo, troveremo pure una soluzione: ma non
è che per questo si può dire che una legge non sia stata
impostata bene, credetemi è mortificante per tutti i
colleghi che hanno lavorato in questa Commissione
Pertanto, nel rispetto del ruolo che ricopro e di tutti
i colleghi della Commissione, sono veramente in difficoltà
in questo momento: allora, signor Presidente, la sua
proposta mi trova in questo momento disponibile. Però è
ovvio che non capisco perché non si debba andare a
concludere una parte: in definitiva, se devono prevedersi
norme di salvaguardia o di sistemazione - se c'è qualcosa
che non funziona - si può sempre fare, oggi non completiamo
l'esame del disegno di legge
Presidenza del vicepresidente Fleres
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, se non ci sono
osservazioni, poniamo in votazione l'articolo 2 e poi
sospendiamo. Altrimenti, adottiamo una soluzione un po' più
drastica, nel senso che sospendiamo sin da ora, però senza
ulteriori interventi.
ZAGO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ZAGO Signor Presidente, condivido la sua impostazione.
MICCICHE' Io rinuncio al mio intervento se si va a
votare
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 2.17.2. Il
parere del Governo?
CASCIO assessore per il turismo, le comunicazioni e i
trasporti. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 2.17, nel testo
risultante. Il parere del Governo?
CASCIO assessore per il turismo, le comunicazioni e i
trasporti. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Preciso che a seguito dell'approvazione dell'emendamento
2.17, sono assorbiti tutti gli altri emendamenti, riferiti
ai primi 4 commi dell'articolo 2.
Comunico che l'onorevole Villari dichiara di ritirare gli
emendamenti 2.11 e 2.12.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 2.18. Il parere del
Governo?
CASCIO assessore per il turismo, le comunicazioni e i
trasporti. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
BENINATI presidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è
favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 2, come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, dispongo che il disegno di legge torni
in Commissione per ulteriori approfondimenti, precisando
che non si tratta di un rinvio in senso formale.
Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Seguito della discussione del disegno di legge
<<Istituzione della Fondazione Fulvio Frisone'>> (359/A)
PRESIDENTE Si procede al seguito della discussione del
disegno di legge n. 359/A «Istituzione della fondazione
Fulvio Frisone'», posto al numero 3).
Invito i componenti la competente Commissione a prendere
posto nell'apposito banco. Si passa all'articolo 1. Ne do
lettura:
«Art. 1.
1. Al fine di favorire il più ampio diritto alla
formazione scientifica e culturale, nonché l'attività
di ricerca nel settore della fisica nucleare, è
promossa, ai sensi dell'articolo 14 del Codice civile,
l'istituzione di una fondazione di ricerca e culturale
denominata 'Fulvio Frisone'.
2. La fondazione ha sede provvisoria in Catania
presso Palazzo dei Minoriti negli uffici di
rappresentanza della Regione.
3. La sede definitiva può essere individuata in altri
edifici appartenenti al patrimonio della Regione��.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2.
1. La fondazione di cui all'articolo 1 realizza le
proprie finalità preminentemente mediante:
a) attività di ricerca in campo scientifico fisico-
nucleare;
b) organizzazione di seminari sulle tematiche di cui
alla lettera a) anche in collaborazione con
l'università ed altre istituzioni ed enti di ricerca;
c) collaborazione nei confronti di coloro i quali,
trovandosi in particolari condizioni di impedimento
fisico, dimostrano valide ed interessanti propensioni
nel settore della ricerca scientifica tali da far
giungere a risultati innovatori, sulla base di
certificazione rilasciata da una Università siciliana».
Comunico che sono stati presentati dall'onorevole Ortisi
gli emendamenti 2.1 e 2.2.
Gli emendamenti decadono per assenza dall'Aula del
firmatario.
Pongo in votazione l'articolo 2. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Art. 3.
1. Nel rispetto delle norme del Codice civile in
materia di fondazioni, l'atto costitutivo e lo statuto
devono prevedere:
a) che la fondazione è amministrata gratuitamente da
un organo composto dal Presidente e dai due Vice
presidenti dell'Assemblea regionale siciliana, dai
rettori pro-tempore delle università degli studi
siciliane o loro delegati, dal dott. Fulvio Frisone o
da altro esperto nominato dal Presidente dell'Assemblea
regionale siciliana;
b) la costituzione di un comitato scientifico della
fondazione;
c) la costituzione di un collegio dei revisori dei
conti;
d) la nomina di un direttore generale.
2. Il consiglio di amministrazione dura in carica per
il periodo corrispondente alla legislatura.
3. Per il periodo successivo alla sua costituzione e
fino alla conclusione della legislatura durante la
quale avviene la costituzione stessa, il consiglio di
amministrazione si intende costituito e rimane in
carica con i membri espressione dell'Assemblea
regionale siciliana e con il dott. Fulvio Frisone».
Comunico che è stato presentato dalla Commissione
l'emendamento 3.1, aggiuntivo del comma 3-bis.
Lo pongo in votazione, con il parere favorevole del
Governo e della Commissione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 3, nel testo risultante. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Art. 4.
1. La Regione concorre alla formazione del patrimonio
della fondazione mediante l'assegnazione di una somma
iniziale di 200 migliaia di euro per l'anno 2004.
2. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata,
per l'esercizio finanziario 2004, la spesa con vincolo
di specifica destinazione di 200 migliaia di euro, cui
si fa fronte con le disponibilità dell'U.P.B.
4.2.1.5.2, capitolo 215704, accantonamento 1001 del
bilancio della Regione per l'esercizio finanziario
medesimo.
3. Per gli anni 2005 e 2006, alla fondazione è
concesso un contributo annuo valutato in 100 migliaia
di euro.
4. Gli oneri di cui al comma 3 trovano riscontro nel
bilancio pluriennale della Regione, U.P.B. 4.2.1.5.2,
codice 12.01.02, accantonamento 1001».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Art. 5.
1. In caso di cessazione dell'attività, il patrimonio
della fondazione, comunque acquisito, è devoluto
all'Assemblea regionale siciliana».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del vicepresidente Fleres
Comunico che è stato presentato il seguente ordine del
giorno:
numero 366 "Iniziative per l'istituzione del Liceo musicale
presso gli Istituti superiori di studi musicali e coreutica (ex
Conservatori)" , degli onorevoli Antinoro, Catania Giuseppe,
Maurici, Fleres e Baldari. Ne do lettura:
L'Assemblea Regionale Siciliana
Premesso che
- la legge 21 dicembre 1999, n. 508 ha trasformato i
Conservatori di musica e gli Istituti musicali pareggiati in
Istituti superiori di studi musicali e coreutica, inquadrandoli
nel sistema dell'alta formazione e specializzazione artistica e
musicale;
- detti Istituti sono dotati di personalità giuridica, godono di
autonomia statutaria, didattica, scientifica, amministrativa,
finanziaria e contabile, pur essendo riservati al Ministro
dell'Università e della ricerca scientifica e tecnologica poteri
di programmazione, indirizzo e coordinamento;
- gli ex conservatori attivano corsi di formazione ai quali si
accede con il possesso del diploma di scuola secondaria di secondo
grado e rilasciano specifici diplomi accademici equipollenti ai
titoli di studio universitari al fine dell'ammissione ai pubblici
concorsi;
- fino alla data di entrata in vigore di specifiche norme di
riordino del settore, hanno facoltà di attivare corsi di
formazione corale e coreutica di base in modo da consentire la
frequenza agli alunni iscritti alla scuola media ed alla scuola
secondaria superiore;
- che la legge 28 marzo 2003, n. 53 prevede, nell'ambito del
sistema dei licei, il liceo musicale e coreutica, di durata
quinquennale;
Considerato che
- attualmente gli studenti degli I.S.S.M. (ex conservatori)
hanno la possibilità di frequentare la scuola media statale
annessa al conservatorio ma, per conseguire il diploma di scuola
secondaria di secondo grado, sono costretti al gravoso impegno
della doppia frequenza;
- è opportuno assicurare la continuità didattica e musicale in
modo da guidare gli allievi dalle scuole elementari fino al
conseguimento del diploma di scuola di secondo grado richiesto per
accedere all'I.S.S.M.;
impegna il Governo della Regione
a porre in essere tutte le iniziative necessarie al fine
dell'istituzione di un liceo musicale presso gli I.S.S.M. della
Sicilia, avvalendosi dei poteri conferiti dalle norme di
attuazione dello Statuto (DPR 14 maggio 1985, n. 246 e dalla legge
regionale n. 6 del 2002, in materia di programmazione della rete
scolastica. (366).
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
GRANATA assessore per i beni culturali, ambientali e la
pubblica istruzione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del vicepresidente Fleres
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
Art. 6.
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e
di farla osservare come legge della Regione.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, avverto che la votazione finale del
disegno di legge avverrà successivamente.
Sospendo la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 22.10, è ripresa alle ore
22.30)
Presidenza del vicepresidente Fleres
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di
legge: Norme in materia di pesca e disposizioni sui
servizi di vigilanza venatoria (763/A)
PRESIDENTE. Indìco la votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge numero 763/A Norme in
materia di pesca e disposizioni sui servizi di vigilanza
venatoria .
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi
si astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione finale per
scrutinio nominale:
Presenti e votanti .32
L'Assemblea non é in numero legale.
Si da atto all'onorevole Misuraca di avere partecipato
alla votazione.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 16
marzo 2004, alle ore 17.30 con il seguente ordine del
giorno:
Presidenza del vicepresidente Fleres
I - COMUNICAZIONI
SVOLGIMENTO, AI SENSI DELL'ARTICOLO 140, COMMA 5, DEL REGOLAMENTO
INTERNO, DI INTERROGAZIONI DELLE RUBRICHE:
A) Lavoro, previdenza sociale, formazione professionale ed
emigrazione (V. allegato)
B) Territorio e ambiente (V. allegato)
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Disciplina dell'attività di guida turistica, guida
ambientale-escursionistica, accompagnatore turistico e guida
subacquea (nn. 620-220-257-308-368-378-413-430-481-594-623-686/A)
(Seguito)
2) Schema di progetto di legge costituzionale da proporre ai
sensi dell'articolo 18 dello Statuto al Parlamento recante
'Modifiche allo Statuto della Regione' (nn.580-472-578-602-652).
III - VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) Interventi a sostegno dei familiari delle vittime di
Nassiriya (nn. 727-722-723-724-770/A);
2) Norme in materia di pesca e disposizioni sui servizi di
vigilanza venatoria (n. 763/A);
3) Istituzione della fondazione Fulvio Frisone' (n.
359/A).
La seduta è tolta alle ore 22.35
Licenziato dal Servizio dei Lavori d'Aula alle ore 01.20
di giovedì 11 marzo 2004
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XIII LEGISLATURA
SEDUTA N. 190 DEL 10 MARZO 2004
ALLEGATO:
EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE NN. 620-220-257-308-368-378-413-430-481-594-623-
686/A DISCIPLINA DELL'ATTIVITà DI GUIDA TURISTICA, GUIDA
AMBIENTALE-ESCURSIONISTICA, ACCOMPAGNATORE TURISTICO E GUIDA
SUBACQUEA.
- All'articolo 1:
Emendamento 1.1:
Dopo le parole artistiche , aggiungere le parole e beni
paesaggistici e naturalistici
- All'articolo 2:
Subemendamento 2.17.2 all'emendamento 2.17:
Sostituire l'inciso L'articolo 2 con le parole I commi 1, 2,
3 e 4 dell'articolo 2 .
Emendamento 2.17:
Sostituire l'articolo con il seguente:
Art. 2
Albo professionale delle guide turistiche della Regione
siciliana
1. E' istituito presso l'Assessorato regionale del turismo,
delle comunicazioni e dei trasporti l'albo professionale delle
guide turistiche della Regione siciliana suddiviso nelle
seguenti sezioni:
a) sezione Sicilia occidentale' la cui iscrizione consente
l'esercizio della professione nelle province di Palermo e Trapani;
b) sezione Sicilia centro-meridionale', la cui iscrizione
consente l'esercizio della professione nelle province di
Caltanissetta, Enna ed Agrigento;
c) sezione Sicilia orientale', la cui iscrizione consente
l'esercizio della professione nelle province di Catania, Messina,
Siracusa e Ragusa;
d) sezione ad esaurimento', suddivisa in elenchi provinciali cui
sono iscritti di diritto i soggetti esclusivamente in possesso
dell'abilitazione di cui al comma 4.
2. E' requisito di iscrizione all'albo essere residenti o
eleggere domicilio nel territorio della Regione.
3. L'iscrizione a ciascuna delle sezioni dell'albo di cui alle
lettere a), b) e c) del comma 1 è subordinata al conseguimento
della rispettiva abilitazione mediante il superamento di un
esame riservato a coloro i quali siano in possesso di un diploma
di laurea in discipline afferenti alle materie turistiche,
umanistiche e storico-artistiche nonché a coloro i quali alla
data di entrata in vigore della presente legge, siano in
possesso dell'abilitazione all'esercizio della professione di
guida turistica in uno dei comuni o delle province della Regione
e a coloro che conseguiranno l'abilitazione a seguito
dell'espletamento di concorsi già banditi prima della entrata in
vigore della presente legge.
4. Restano valide le abilitazioni all'esercizio della
professione di guida turistica nei comuni e nelle province della
Regione già conseguite o che saranno conseguite a seguito
dell'espletamento di concorsi già banditi, ai sensi
dell'articolo 127 del regio decreto n. 773 del 1931 e successive
modificazioni, alla data di entrata in vigore della presente
legge.
DISEGNO DI LEGGE N. 359/A ISTITUZIONE DELLA FONDAZIONE FULVIO
FRISONE' .
- All'articolo 3:
Emendamento 3.1:
Dopo il comma 3 aggiungere il seguente:
'3 bis: Il Consiglio di amministrazione della Fondazione
Fulvio Frisone è integrato con i soggetti che ricoprivano la
carica di Presidente e di Vice Presidente dell'Assemblea
regionale siciliana nella legislatura durante la quale è
avvenuta la costituzione stessa.'
IL SEGRETARIO