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Resoconto d'Aula della Seduta n. 190 di mercoledì 10 marzo 2004
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   Presidenza del vicepresidente Fleres


    BASILE  segretario, dà lettura del processo verbale della seduta
  precedente, che, non sorgendo osservazioni, si intende approvato.

    PRESIDENTE   Si  passa  al  punto  I  dell'ordine  del   giorno:
  Comunicazioni.

                     Annunzio di risposte scritte

    PRESIDENTE  Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
  seguenti interrogazioni:

      - da parte dell'Assessore per Il Turismo

      N.  278  - Iniziative per il rilancio delle stazioni termali
      della Regione.
      Firmatari:Lo   Monte   Carmelo;   Basile   Giuseppe;   Ferro
      Giovanni;Morinello Salvatore; Raiti Salvatore

      N.  824  - Notizie su una diversa modalità di fruizione  del
      lido di Mondello.
      Firmatari:Vicari Simona.

  Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato nel resoconto
  stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

       PRESIDENTE  Comunico  che sono stati presentati i seguenti
  disegni di legge:

      -      Norme   per  la  regolamentazione  della   raccolta   e
        commercializzazione dei funghi epigei spontanei e  di  altri
        prodotti del sottobosco  (n. 812)
  -   d'iniziativa parlamentare
  -   presentato dagli onorevoli Oddo, Panarello, Crisafulli,
  Giannopolo, Villari in data 10 marzo 2004

      -     Contributo  all'Associazione per  la  cura  del  bambino
        cardiopatico ONLUS  (n. 813)
  -   d'iniziativa parlamentare
  -   presentato dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici,
  Leontini, Turano, Savarino in data 10 marzo 2004

      -    Norme in favore dei soggetti stomizzati  (n. 814)
  -   d'iniziativa parlamentare
  -   presentato dagli onorevoli Forgione e Liotta in data 10 marzo
  2004

      -     Istituzione di un seminario ed altre iniziative  per  la
        formazione federalista europea in Sicilia  (n. 815)
  -   d'iniziativa parlamentare
  -   presentato dagli onorevoli Baldari, Leanza Edoardo, Cristaudo,
  Fleres, Confalone, Rotella, Mercadante, Maurici, Giambrone in data
  10 marzo 2004

      -    Norme per il riconoscimento e la classificazione delle unità
        abitative ad uso turistico  (n. 816)
  -   d'iniziativa parlamentare
  -   presentato dagli onorevoli Vicari, Baldari, Mercadante,
  Maurici, Giambrone in data 10 marzo 2004

     Comunicazione di richiesta di parere e di assegnazione dello
                  stesso alle competenti commissioni

   PRESIDENTE  Comunico che la seguente richiesta di parere è stata
  trasmessa dal Governo ed assegnata alle competenti Commissioni
  legislative:

               COMMISSIONE   PER   L'ESAME   DELLE   QUESTIONI
         CONCERNENTI
                    L'ATTIVITA'  DELLE COMUNITA'  EUROPEE

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

                 CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

                             BILANCIO (II)

     -    Trasmissione documentazione relativa al POR Sicilia 2000-
        2006. Proposta di modifica delle misure 1.10, 3.04, 3.05, 6.03 del
        Complemento di programmazione  (n. 270/Ce/IV/V/II)
     -   pervenuto in data 8 marzo 2004
  -   trasmesso in data 9 marzo 2004.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE  Comunico che sono state presentate le seguenti
  interrogazioni  con richiesta di risposta orale:

      N.  1585  - Valutazione delle conseguenze della soppressione
      del Nucleo di vigilanza presso il Servizio igiene e ambiente
      nella provincia di Palermo.
      - Assessore Sanità
      Firmatario: Cracolici Antonino

      N.  1586 - Interventi per velocizzare l'emanazione da  parte
      dell'Assessore  per  il  turismo,  le  comunicazioni   e   i
      trasporti del decreto relativo all'attivazione della I e  II
      quota  di  contributo a carico della Regione con riferimento
      al Consorzio Trapani Turismo.
      - Presidente Regione
      - Assessore Turismo
      Firmatario: Oddo Camillo

      N.  1588  -  Notizie sullo stato di realizzazione del  Museo
      regionale      d'arte  moderna  e  contemporanea  -  sezione
      'Francesco Messina' di Linguaglossa (CT).
      - Presidente Regione
      - Assessore Beni Culturali
         Firmatario: Raiti Salvatore

      N.  1590 - Notizie in ordine all'attivazione dei progetti di
      Nuova  occupazione  aggiuntiva (NOC) finanziati,  in  favore
      dell'Ente Parco delle Madonie.
      - Assessore Territorio
      Firmatario: Giannopolo Domenico

  Le interrogazioni ora annunziate saranno iscritte all'ordine del
  giorno per essere svolte al loro turno.
  Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni con
  richiesta di risposta scritta:

      N.  1587  -  Interventi per il restauro e la  valorizzazione
      della  chiesa San Gaetano alle Grotte, sita in piazza  Carlo
      Alberto a Catania.
      - Assessore Beni Culturali
      - Assessore Lavori Pubblici
      - Assessore Famiglia
      Firmatari:  Fleres  Salvatore;  Catania  Giuseppe;   Maurici
      Giuseppe

      N.  1589 - Opportune misure atte a vietare il riconoscimento
      dei   corsi  on-line  quale  frequenza  scolastica  ai  fini
      dell'esame di Stato.
      - Presidente Regione
      - Assessore Beni Culturali
      Firmatari: Forgione Francesco; Liotta Santo

  Le interrogazioni ora annunziate sono state già inviate al
  Governo.

  Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
  interno che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


          Determinazione della data di discussione di mozione

   PRESIDENTE  Si passa al punto secondo dell' ordine  del giorno:
  Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d),
  e 153 del Regolamento interno, della mozione numero 274 "Revoca e
  riconsiderazione del  piano  di  gestione   dei  rifiuti", degli
  onorevoli  Capodicasa,  Speziale,  Cracolici,  Crisafulli,  De
  Benedictis,  Giannopolo,  Oddo,  Panarello,  Villari,  Zago,
  Barbagallo, Ferro, Forgione, Ortisi, Galletti, Genovese, Gurrieri,
  Lotta, Manzullo, Miccichè,  Morinello,  Orlando,  Papania,  Raiti,
  Spampanato,Tumino, Vitrano e Zangara.

  Invito il deputato segretario a darne lettura.

   BASILE  segretario:

                         "L'Assemblea regionale siciliana

  Premesso che:

        con  l'ordinanza di Protezione civile n. 2983 del  1999,  il
        Presidente   della  Regione  è  stato  nominato  commissario
        delegato per l'emergenza rifiuti;

        per  effetto di ordinanze e successive proroghe lo stato  di
        emergenza è stato prorogato fino al 31 dicembre 2004;

        ai  sensi  e  per  gli effetti delle citate  ordinanze,  con
        decreto  n.  150  del  25 luglio 2000, il  Presidente  della
        Regione - commissario delegato - , ha approvato il Documento
        delle  priorità  degli  interventi per  l'emergenza  rifiuti
        (PIER), pubblicato nella GURS del 4 agosto 2000;

        tale  Documento,  in  osservanza del  disposto  del  Decreto
        legislativo n. 22 del 1997, prevedeva un sistema di gestione
        dei  rifiuti centrato sulla raccolta differenziata  'spinta'
        (almeno il 50 per cento);

        la   previsione  contenuta  nel  Documento-PIER  contemplava
        l'eventualità che ad essere avviato alla termovalorizzazione
        fosse  solo  il  combustibile derivato da rifiuti  (CDR),  e
        cioè,   un   combustibile  ricavato  dai  rifiuti   il   cui
        trattamento  è  finalizzato  all'eliminazione  delle   parti
        pericolose  dei  rifiuti solidi urbani (RSU) ed  all'aumento
        del potere calorico;

        nel  PIER  l'utilizzazione  del  combustibile  derivato   da
        rifiuti  (CDR)  - al fine di non aumentarne  l'emissione  in
        atmosfera - veniva prevista in impianti energetici esistenti
        (centrali   elettriche  o  cementerie)   o,   in   caso   di
        indisponibilità,   in   un  unico  impianto   dedicato,   da
        realizzare  in un'area lontana da qualsiasi centro  abitato,
        dove  trasportare su rotaia il CDR prodotto da nove impianti
        -  tanti quanti erano gli ATO previsti - localizzati in aree
        industriali forniti di 'rotaia', anche al fine di  eliminare
        l'impatto della mobilità di grandi mezzi di trasporto;

        con  l'ordinanza  di Protezione civile  n.  3190  del  2002,
        emanata in seguito all'intesa concessa dal Presidente  della
        Regione, sono stati stravolti l'impianto e le previsioni del
        Decreto  legislativo n. 22 del 1997 e le  direttive  europee
        che  tale  decreto  recepisce, nonché  le  previsioni  sulla
        raccolta differenziata contenute nel Documento-PIER  fino  a
        prevedere che ad essere avviato alla termovalorizzazione non
        sia  il CDR, privo di sostanze pericolose e prodotto secondo
        le  caratteristiche specificate dal Decreto ministeriale del
        5 febbraio 1998;

        conseguentemente il Presidente della Regione  -  commissario
        delegato  -  in deroga al bando di gara europeo,  ha  emesso
        l'ordinanza   n.   333  del  2/5/2003  con   la   quale   si
        individuavano  le procedure di selezione, di cui  all'avviso
        pubblico per la stipula di convenzione per l'utilizzo  della
        frazione  residua della raccolta differenziata  dei  rifiuti
        solidi urbani;

        l'avviso pubblico di cui sopra, pubblicato sulla GURS n.  32
        del  9 agosto 2002, nonché sulla GUCE n. S 158 del 16 agosto
        2002,   delega   la   localizzazione   degli   impianti   di
        termovalorizzazione  e  il  numero  degli  stessi  in   base
        all'offerta degli operatori industriali aggiudicatari  della
        gara;

        gli  aggiudicatari  della  gara gestiranno  il  servizio  di
        incenerimento  dei  rifiuti  per  20  anni,  cinque  in  più
        rispetto  al tempo di vita stimato per un termovalorizzatore
        e  cinque/dieci in più rispetto alle concessioni  rilasciate
        in questi anni in Italia;

        il   costo  della  termovalorizzazione  degli  RSU  è  stato
        definito  mediamente  in  80       alla tonnellata,  e  cioè
        160  delle vecchie lire al chilogrammo, che equivale a circa
        il doppio della tariffa stabilita nelle regioni in regime di
        commissariamento,  come la Calabria e la  Campania,  o  come
        quella stabilita per il recente impianto che si trova  nella
        città di Brescia;

        a   seguito  dello  svolgimento  della  selezione   di   cui
        all'Avviso  pubblico  sopra  citato,  il  Presidente   della
        Regione  -  commissario delegato - con la medesima Ordinanza
        n.  333  del  2 maggio 2003 (art. 1) prende atto del  numero
        degli  impianti di termovalorizzazione (quattro), così  come
        della loro localizzazione nei comuni, di Casteltermini (AG),
        Palermo (Bellolampo), Augusta (SR) e Paternò (CT), così come
        descritto negli allegati alla stessa Ordinanza A1,  A2,  A3,
        A4;

        i  succitati termovalorizzatori saranno alimentati  non  dal
        CDR, prodotto con i requisiti di compatibilità previsti,  ma
        dai  rifiuti indifferenziati con il conseguente aumento  del
        rischio ambientale e per la salute dei cittadini;

        la scelta di avviare a termovalorizzazione la frazione secca
        dei rifiuti, al netto della raccolta differenziata (oggi  la
        quasi totalità), anziché il CDR, come prevedeva il Documento-
        PIER,   all'epoca   unico   strumento   di   programmazione,
        configura     una     aperta violazione normativa;

        tale scelta ha comportato, comunque, non solo un alto numero
        di termovalorizzatori (quattro) da realizzare in Sicilia, ma
        anche  un  accrescimento smisurato (rispetto alle previsioni
        del   PIER)   della   quantità  di  rifiuti   da   destinare
        all'incenerimento, pari a 2.400.000 tonnellate,  e  cioè  il
        100 per cento dei rifiuti prodotti in Sicilia;

        alcuni  dei  siti  prescelti dai soggetti  industriali  sono
        ubicati  in aree adiacenti a centri abitati ed in  aree  non
        idonee,  in contrasto con elementari principi di precauzione
        e  prudenza,  e  qualcuno in area di interesse  archeologico
        ambientale o a vocazione turistica;

        il  sistema  di  trasporto dei rifiuti,  in  particolare  la
        movimentazione  di  grossi mezzi e di  autoarticolati  dalle
        stazioni     di     trasferenza     agli     impianti     di
        termovalorizzazione,       rappresenterà  un  appesantimento
        insostenibile per un numero considerevole di comuni,  alcuni
        dei  quali  vedranno  notevolmente accresciuto  il  traffico
        interno di attraversamento dei mezzi pesanti;

  Considerato, inoltre, che:

        la  conseguenza immediata di tutto ciò è un aumentato  costo
        per  i  comuni  del servizio di smaltimento dei  rifiuti  e,
        quindi,  la spropositata lievitazione della tariffa  che  le
        famiglie siciliane dovranno pagare per tale servizio;

        tale  eventualità  ha sollevato vibrate  proteste  da  parte
        delle   popolazioni,   dei   rappresentanti   politici    ed
        istituzionali, delle associazioni ambientaliste e sindacali;

        in  effetti,  alla luce del sistema adottato dal  Piano  dei
        Rifiuti  e dai provvedimenti del Presidente della Regione  -
        commissario    delegato   per   lo    smaltimento    e    la
        termovalorizzazione dei rifiuti - appare  fondato  l'allarme
        diffusosi  tra le popolazioni per le conseguenze a  breve  e
        lungo  termine sulla salute umana, sulla qualità della vita,
        sulla    mobilità   urbana   ed   interurbana   e   potrebbe
        ripercuotersi   sulla   catena   alimentare    delle    aree
        direttamente interessate;

        a  tale proposito non appaiono rassicuranti le dichiarazioni
        rilasciate   dal  Presidente  della  Regione  -  commissario
        delegato - circa la insussistenza di rischio alcuno  per  la
        salubrità      ambientale,    proprio     perché scarsamente
        suffragata da supporti tecnico scientifici;

        data  l'importanza  della posta in gioco,  appare  opportuno
        rivedere  le previsioni del piano e delle relative ordinanze
        che   dispongono  la  termovalorizzazione  alle   condizioni
        attuali   di   quasi   il   100  per   cento   dei   rifiuti
        indifferenziati;

        termovalorizzare  2,5  milioni  di  tonnellate  equivale   a
        destinare,  in termini di investimenti, quasi 1 miliardo  di
        euro per la realizzazione     del     sistema     dei      4
        termovalorizzatori,         con         un           effetto
        occupazionale di meno di 1000 unità, a fronte di un  sistema
        tracciato nel Documento-PIER con un costo inferiore  del  50
        per  cento  e che avrebbe prodotto un'occupazione  di  7.000
        unità  e fatto nascere decine di aziende nella filiera della
        gestione-riciclo.

  Considerato, altresì, che

        con  ordinanza commissariale del 18 dicembre 2002, n.  1166,
        il  Presidente  della Regione - commissario  delegato  -  ha
        adottato il piano regionale di gestione dei rifiuti;

        a  norma  dell'art.  19  (comma 1, lettera  a)  del  Decreto
        legislativo n. 22 del 1997, la competenza per l'approvazione
        del  piano  regionale per la gestione dei  rifiuti  è  della
        Regione e, per essa, dell'organismo legislativo;

        in  caso di inadempienza l'art. 8 del citato D.lgs n. 22 del
        1997  prevede l'intervento, in via sostitutiva,  (attraverso
        commissariamento) per la 'elaborazione' del piano  regionale
        e  non  della  sua 'approvazione' che rimane  di  competenza
        dell'organo legislativo della Regione;

  Tenuto conto che:

        al   contrario,  sulla  base  di  un'illegittima  previsione
        dell'ordinanza ministeriale, il Presidente della  Regione  -
        commissario   delegato  -  ha  non  solo   provveduto   alla
        'elaborazione' del piano, ma anche alla sua 'adozione';

        tale  procedura  si  palesa  illegittima  ed  in  violazione
        dell'art.  22,  comma  10  del D.lgs  n.  22  del  1997  che
        disciplina gli interventi che possono     essere    delegati
        all'eventuale   commissario,  tra  i   quali   non   rientra
        l'adozione del piano;

        in ogni caso, il piano non rispetta le indicazioni contenute
        nel  Decreto  Ronchi, per esempio, in materia  di  bonifiche
        delle discariche,

                      impegna il Presidente della Regione

        a revocare in autotutela il piano di gestione dei rifiuti;

        a rimetterlo all'esame dei competenti organi assembleari per
        una  profonda  revisione,  modifica  e  la  sua  conseguente
        adozione;

        a  rivedere  le  decisioni  relative  agli  obiettivi  della
        raccolta differenziata per adeguarli alle direttive  europee
        e  al  D.lgs.  n. 22 del 1997, attraverso la  riduzione,  il
        riciclo,  il  riuso, ed infine, il recupero energetico  solo
        attraverso il CDR;

        a  rivalutare,  comunque,  l'ubicazione  degli  impianti  di
        termovalorizzazione;

        a  nominare una commissione di alto livello scientifico,  la
        cui  composizione tenga conto anche delle indicazioni  delle
        associazioni  ambientaliste, dei  comitati  civici  e  delle
        istituzioni  locali, che, oltre al parere della  commissione
        nazionale  per  la valutazione di impatto ambientale  (VIA),
        fornisca  un  documentato parere sull'impatto ambientale  di
        tutte le fasi, pre e post termovalorizzazione, sui possibili
        effetti sulla salute dei cittadini e sull'ambiente". (274)

        CAPODICASA-  BARBAGALLO - SPEZIALE- CRACOLICICRISAFULLI  -DE
        BENEDICTIS -  GIANNOPOLO -  ODDO-  PANARELLO- VILLARI - ZAGO
        ZAGO- BARBAGALLO - FERRO- FORGIONE- ORTISI-GALLETTI-GENOVESE
        GURRIERI-LIOTTA-MANZULLO-MICCICHE'-MORINELLO-ORLANDO-PAPANIA
        RAITI-SPAMPINATO-TUMINO-VITRANO-ZANGARA

    PRESIDENTE   Dispongo  che la predetta mozione  venga  demandata
  alla Conferenza dei presidenti dei Gruppi parlamentari  perché  ne
  determini la data di discussione.

    Svolgimento di interrogazioni delle rubriche «Beni culturali e
   ambientali e pubblica istruzione»,  «Lavoro, previdenza sociale,
  formazione professionale ed emigrazione ;  Territorio e ambiente;
                  Turismo, comunicazioni e trasporti .


   Presidenza del vicepresidente Fleres


    PRESIDENTE   Si  passa  al punto terzo dell'ordine  del  giorno:
  Svolgimento, ai sensi dell'articolo 140, comma 5, del  Regolamento
  interno,  di  interrogazioni delle rubriche:   Beni  culturali  ed
  ambientali  e  Pubblica istruzione ;  Lavoro, previdenza  sociale,
  formazione professionale ed emigrazione ;  Territorio e ambiente ;
   Turismo, comunicazioni e trasporti .
   Specifico   che   si   tratta   dello   svolgimento   di   quelle
  interrogazioni  orali alle quali, trascorsi sessanta  giorni,  non
  sia  stata  data  risposta e, trasformate  in  interrogazioni  con
  richiesta  di risposta scritta, trascorsi ulteriori venti  giorni,
  non sia stata ancora data risposta.
   Comunico che, con nota, datata 10 marzo 2004,  l'Assessore per il
  Lavoro,  la  previdenza  sociale, la  formazione  professionale  e
  l'emigrazione  ha  fatto presente  di non poter  presenziare  alla
  seduta    odierna    per   concomitanti   improrogabili    impegni
  istituzionali.
   Pertanto  resta  iscritta all'ordine del giorno l' interrogazione
  n.  1371   Iniziative  per  impedire  l'approvazione  della  norma
  tendente  a ridurre i benefici previdenziali per i lavoratori  che
  sono stati esposti all'amianto , dell'onorevole Panarello.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                                Congedo

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  in  relazione  alla  predetta
  comunicazione,  poiché l'Assessore Stancanelli è  anche  deputato,
  preciso che deve considerarsi in congedo per la presente seduta.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Ricordo che, come annunziato nella precedente seduta, l'Assessore
  per  il  Territorio  e  l'ambiente  ha  comunicato  di  non  poter
  presenziare  alle  sedute dell'Assemblea nella corrente  settimana
  che  va  dall' 8 al 12 marzo 2004, perché fuori sede  per  impegni
  istituzionali.
   Restano,  pertanto,  iscritte all'ordine del giorno  le  seguenti
  interrogazioni:

   - della Rubrica  Territorio :

   interrogazione  n.  1362  Provvedimenti in merito  alla  prevista
  realizzazione  di un impianto di termovalorizzazione  dei  rifiuti
  nel  territorio  del  Comune  di Paternò  (CT) ,  degli  onorevoli
  Villari, Zago e De Benedictis;

   interrogazione  n. 1382  Chiarimenti in ordine  alle  denunce  di
  illegittimità   relative   al   Piano   regolatore   generale   di
  Castellammare  del Golfo (TP) , degli onorevoli Oddo,  Speziale  e
  Cracolici;

   interrogazione n. 1394  Chiarimenti in ordine alla  realizzazione
  nel  comune  di  Aragona (AG) e nel comune di  Casteltermini  (AG)
  rispettivamente  di  una  discarica e di  un  termovalorizzatore ,
  dell'onorevole Miccichè.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


   Si  passa  alla  Rubrica Turismo, comunicazioni  e  trasporti,  e
  segnatamente all'interrogazione n. 1364  Iniziative per  garantire
  l'efficienza  del  servizio  di  trasporto  degli  studenti  della
  provincia di Trapani , dell'onorevole Oddo.

    Ne do lettura:

   <All'Assessore  per  il  turismo,  le  comunicazioni  e   per   i
  trasporti, premesso che:

   -  il  servizio  di  trasporto  degli  studenti  pendolari  della
  provincia  di  Trapani può essere inserito a pieno  titolo  tra  i
  contenuti del diritto allo studio;

   -  in  questi  giorni  gli  studenti e  le  loro  famiglie  hanno
  protestato per i disservizi causati dalla gestione delle  corse  e
  degli orari definiti dai vertici dell'Azienda siciliana trasporti,
  la  quale si muove in una logica prettamente aziendalistica  senza
  tenere  conto  delle necessità di questa parte  d'utenza  e  della
  natura pubblica e non privata del servizio in questione;

   -  l'intervento  del  Prefetto di Trapani ha soltanto  modificato
  parzialmente la situazione di difficoltà che continua a permanere;

   -  le nuove assunzioni di autisti, sei unità in tutto, continua a
  rendere  in  diverse  circostanze impossibile utilizzare  i  mezzi
  dell'AST da parte di una consistente popolazione scolastica;

   -  molte amministrazioni comunali, tra cui quelle di Valderice  e
  Campobello di Mazara, hanno denunciato gravi disservizi  ed  hanno
  richiesto  il potenziamento del numero dei pullman dopo  le  forti
  lamentele di studenti e famiglie;

   -  la  soluzione  di  commissariamento  della  sezione  trapanese
  dell'AST è soltanto un'iniziativa senza respiro strategico,  volta
  a dare risposte forse d'immagine ma non di contenuto;

   per sapere quali iniziative intenda intraprendere per rendere  il
  servizio  di trasporto degli studenti della provincia  di  Trapani
  più   efficiente   e   vicino  alle  esigenze  della   popolazione
  scolastica, che rivendica pari dignità, rispetto alle altre realtà
  dell'Isola nonché un rapporto di collaborazione e non conflittuale
  con l'Azienda siciliana trasporti>. (1364)

   Ha  facoltà  di  parlare l' assessore Cascio per rispondere  alla
  interrogazione.

    CASCIO   assessore  per  il  turismo,  le  comunicazioni  ed   i
  trasporti. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'interrogazione
  n.  1364  ha  evidenziato  la presenza di  alcuni  disservizi  che
  impediscono lo svolgimento di regolare servizio di trasporto degli
  studenti  pendolari nella provincia di Trapani. A tale  proposito,
  si  rappresenta  che l'Azienda Siciliana Trasporti possiede  circa
  318  mezzi  con anzianità superiore ai quindici anni, a  tutt'oggi
  utilizzati  per i servizi pubblici di linea e che  è  in  fase  di
  stesura  la graduatoria definitiva per l'assegnazione delle  somme
  di  cui  all'articolo  14, comma 1,  della  legge  n.  472  del  7
  dicembre 1999, relativa al rinnovo del parco autobus circolanti in
  Sicilia con anzianità superiore proprio ai quindici anni.
   L'Azienda Siciliana Trasporti dovrebbe risultare assegnataria  di
  circa 137 mezzi che andrebbero a sostituire quelli più vetusti. Al
  riguardo  è opportuno precisare che tutti i mezzi circolanti  sono
  periodicamente soggetti a revisione e rientrano negli standard  di
  sicurezza  previsti dal Codice della strada. Ciò non  esclude  che
  possa essersi verificato e possa verificarsi qualche inconveniente
  tecnico  non prevedibile che ha causato forti disagi agli studenti
  pendolari ed alle loro famiglie.
   L'AST,   nel  prendere  atto  di  quanto  evidenziato,  ha   dato
  assicurazione,  ad ogni buon fine, che svolgerà  una  più  intensa
  vigilanza tramite l'Ufficio movimento a ciò preposto allo scopo di
  garantire regolare svolgimento dell'esercizio aziendale.
   Peraltro  si  fa  presente  che il  competente  servizio  S1  del
  Dipartimento  trasporti  e  comunicazioni  sta  predisponendo   un
  apposito  piano ispettivo, al fine di verificare ogni segnalazione
  di  disservizio pervenuta e, conseguentemente, emettere i relativi
  provvedimenti di competenza finalizzati alla completa eliminazione
  di tutte le eventuali irregolarità riscontrate.

    PRESIDENTE    Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole   Oddo   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

    ODDO    Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   penso   che
  l'Assessore  per  il  turismo  ed  il  Governo  abbiano   compreso
  benissimo  che  il  tenore  della interrogazione  era  soprattutto
  rivolto  a  fare  in  modo che i continui disservizi  che  vengono
  registrati, soprattutto, debbo dire, dalle amministrazioni locali,
  dai  sindaci in particolar modo, per quanto concerne il  trasporto
  degli alunni è legato a fatti che risalgono all'ottobre del 2003.
     Ancora  una  volta, quindi, non riusciamo ad essere tempestivi,
  perché  la questione la stiamo affrontando  dopo cinque mesi.  Una
  questione  peraltro  che  riguarda disservizi  seri  che  si  sono
  verificati  quest'anno e che creato parecchi disagi  a  moltissimi
  alunni  e  conseguentemente alle relative famiglie. Queste  ultime
  più  volte  si  sono  rivolte alle amministrazioni  locali  ed  ai
  sindaci, agli amministratori per dire che i loro ragazzi restavano
  a  piedi,  che  i  mezzi  e le linee non erano  in  condizione  di
  assicurare il loro trasporto nel rispetto degli orari scolastici.
     Tutto ciò -  l'Assessore lo sa bene - è legato anche alla nuova
  introduzione  delle norme che concernono  il Codice della  strada.
  E'  ovvio  che  gli  autisti   non intendono  più   assumersi   la
  responsabilità di mantenere in piedi un numero superiore a  quello
  tutto  sommato ancora oggi previsto. Essi accettano sui loro mezzi
  un  certo numero di alunni, dopodiché chiudono le porte e molti di
  questi  ragazzi rimangono a terra e per loro il problema si chiude
  lì.
      E'   ovvio   che  questo  sta  sicuramente  ad  indicare   che
  l'organizzazione   complessiva  di   questo   tipo   di   servizio
  indubbiamente andrebbe attenzionato in questo periodo.  Visto  che
  ancora  ci  sono tre mesi alla chiusura delle  scuole, ci  sarebbe
  ancora  il tempo per fare  il punto della situazione ed assicurare
  un  servizio più efficiente. Nel contempo dovrebbe considerare  il
  fatto  che  in  alcune realtà provinciali, non solo quella  quindi
  della  provincia di  Trapani, dovremmo sforzarci di fare anche  un
  ragionamento   che  tenga  conto  che  la  Regione  siciliana   ha
  determinate   esigenze  che  vanno  tutelate.  Nel   fare   questo
  naturalmente  dovrebbe tenere in maggior conto il  fatto  che  gli
  utenti,  in  questo caso specifico gli alunni,  hanno degli  orari
  precisi da rispettare.
     Assessore, lei deve cercare di fare in modo che i nostri alunni
  entrino  a  scuola in un orario accettabile, che  non  restino  in
  mezzo  alla strada. Deve essere possibile che complessivamente  si
  faccia  il  punto e si veda come mettere mano al problema  tenendo
  conto  del  fatto che ciò attiene ad un dovere che il   Governo  è
  tenuto ad assolvere al fine di evitare tali  disservizi.
   Concludo dicendo che a mio avviso non è solo un problema di parco
  macchine, anche se quest'ultimo  ha un riflesso diretto per quanto
  concerne  la funzionalità complessiva del servizio. In ogni  caso,
  si  tratta di capire fino a che punto una linea sia  dal punto  di
  vista  economico valida ovvero se  c'è  qualcosa che non funziona
  Pare  che vi sia anche un problema legato al numero degli  autisti
  che  l'AST  ha  reclutato nel passato o  vorrebbe  reclutare.  C'è
  quindi  una questione credo di natura complessiva che non è  stata
  posta da parte mia ma che riguarda il disagio di due, tre, quattro
  realtà  della provincia di Trapani. E' chiaro dunque che va  fatto
  uno   sforzo  in più. Chiaramente l'AST  da parte sua  deve  anche
  comprendere  che non è possibile solo attestarsi su  posizioni  di
  pura   lamentela. Gli amministratori locali devono sostanzialmente
  ragionare assieme al Governo della Regione e vedere come fare  per
  migliorare il servizio.
     Quindi, al di là della dichiarazione di sentirsi soddisfatti  o
  meno,  il  problema è, Assessore, che lei deve fare  qualcosa  che
  possa  veramente fornire quei servizi richiesti  che   non  creino
  disagi e non creino anche per le Amministrazioni locali situazioni
  ingovernabili. Spesso i ragazzi e le loro famiglie si  recano  per
  protestare  davanti il palazzo municipale, e  non  si  recano  per
  protestare  sotto  l'Assessorato  competente  per  ovvii   motivi.
  Quindi,  mi pare assolutamente necessario che ci sia da parte  del
  Governo della Regione siciliana un impegno vero per  fare in  modo
  che  per il prossimo anno scolastico  ciò che si è verificato  non
  si verifichi più.
      Assessore,  prendo  atto  della  sua  risposta  e  mi  riterrò
  soddisfatto  quando, nel corso di questi mesi,  riusciremo,  senza
  tralasciare più niente,  ad affermare che per il prossimo anno  il
  servizio funzioni meglio e non ci siano più  i disagi che si  sono
  verificati nel corso di quest'anno scolastico.

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, per quanto attiene alla  rubrica
   Beni   Culturali',   per    assenza  dall'Aula   del   firmatario
  l'interrogazione n. 1396,  Revoca del decreto di accoglimento  del
  ricorso gerarchico contro la realizzazione della  circonvallazione
  est' del Comune di Belpasso (CT) , dell'onorevole Barbagallo, avrà
  risposta scritta.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


   Seguito della discussione del disegno di legge «Norme in materia
      di pesca e disposizioni sui servizi di vigilanza venatoria»
                                (763/A)

    PRESIDENTE   Si  passa  al  punto  IV  dell'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
    Si procede con il seguito della discussione del disegno di legge
  numero  763/A  «Norme  in  materia di  pesca  e  disposizioni  sui
  servizi di vigilanza venatoria»,  posto al numero 1).
   Invito  i  componenti la III Commissione "Attività produttive"  a
  prendere posto al banco delle Commissioni.
   Onorevoli colleghi, ricordo che l'esame del disegno di  legge  si
  era  interrotto  nella  seduta n.  189  del  9  marzo  2004,  dopo
  l'approvazione degli articoli 4 e 5.
   Si  riprende l'esame degli emendamenti aggiuntivi 5.1 e  5.6,  di
  identico contenuto, accantonati nella precedente seduta.

    CINTOLA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  ritengo  che
  l'emendamento 5.6 abbia una notevole importanza, ma  che  non  sia
  attinente   alla  materia  oggetto  del  disegno   di   legge   in
  discussione.
   Con  l'approvazione  della norma contenuta  nell'emendamento  5.6
  rischiamo di fare diventare legge omnibus una legge che, invece, è
  diretta a normare un settore specifico quale quello della pesca.
   Ritengo  che  si  debba legiferare per materie  omogenee.  Se  il
  Governo  intende  presentare  la norma contenuta  nell'emendamento
  5.6,  lo  faccia  presentando un apposito  disegno  di  legge  con
  l'impegno  da  parte di tutti di approvarlo, seguendo  il  normale
  iter, in tempi rapidi.
   Preciso  che  condivido pienamente il contenuto dell'emendamento,
  ma  con  la sua approvazione rischiamo di trovarci a discutere  su
  altre norme che esulano dall'argomento 'pesca'.
   Non  possiamo  consentire, io non lo consento per  la  mia  parte
  politica,  che  i  disegni di legge non si  presentino  e  che  il
  Governo  all'ultimo  momento presenti  emendamenti  che  risultano
  essere,  nei fatti, una legge. Presenti il  Governo un suo disegno
  di legge e noi lo approveremo
   Durante la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,  in
  un  primo  momento,  avevamo ritenuto di non portare  in  Aula  le
  quattro  leggine' che sono all'ordine del giorno perché ritenevamo
  di  dovere discutere sullo Statuto, sulla legge elettorale, quella
  sulla  formazione  che deve essere portata  in  Aula  prima  delle
  elezioni  europee.  Ma, alla fine, ci siamo  resi  conto  che  era
  giusto iniziare.
   Il  disegno di legge che abbiamo approvato nel corso della seduta
  precedente  riguardava  gli interventi a  sostegno  dei  familiari
  delle  vittime di Nassiriya, però ci siamo ritrovati ad  approvare
  due  articoli senza il parere della Commissione  Bilancio  per  la
  copertura finanziaria.
   Il Commissario dello Stato impugnerà, volente o nolente, la legge
  voluta  sia  dalla  sinistra che ha avuto dopo  cinquant'anni   il
  ricordo  doveroso per i superstiti della strage di Portella  della
  Ginestra,  che dovremmo fare una ricerca all'anagrafe sperando  ce
  ne  siano,  sia dai colleghi della destra per quanto  attiene   la
  norma a sostegno dei familiari delle vittime del disastro aereo di
  Montagna  Longa.  Io condivido il contenuto di  queste  norme,  ma
  ritengo  che  si  sarebbe  dovuto  procedere  all'approvazione  di
  disegni di legge specifici.
   Il  disegno  di  legge discusso ieri ha un titolo  specifico,  un
  testo,  una sua collocazione. Se poi ad ognuno di noi in  Aula,  e
  non  in  Commissione, sorge il desiderio di dare  un  sostegno  ai
  familiari  del  carabiniere  che ha perso  la  vita  salvando  tre
  persone,  allora inseriamo anche questo  E' giusto, ma è sbagliato
  farlo in questa sede
   Non  possiamo  fare diventare l'Aula un mercimonio  continuo  del
  desiderio di esserci a tutti i costi e di dare a tutti i costi  un
  contributo  estraneo alla materia che posta all'ordine del  giorno
  dai  Presidenti dei Gruppi parlamentari e alla quale materia  ogni
  deputato sa di dovere attenersi.
   Signor  Presidente,  se un collega sta poco bene,  conoscendo  il
  disegno  di  legge  sulla  pesca, così  come  lo  conosco  io,   e
  decidesse  di  non partecipare ai lavori d'Aula  di  questa  sera,
  potrebbe  farlo perché sa che il disegno di legge al nostro  esame
  riguarda soltanto la pesca. Se, però, in questo stesso disegno  di
  legge si parla anche di commercio, artigiani ed altro, allora quel
  collega  è stato  gabbato da un ordine del giorno che non consente
  a chi sta male ...

    PRESIDENTE  Onorevole Cintola, la invito a concludere.

    CINTOLA   Signor Presidente, le chiedo, pertanto,  di  esaminare
  prima  la compatibilità e l'ammissibilità degli emendamenti,  così
  come ritengo lei avrà fatto. E, come da Regolamento,  evitare  che
  l'Aula  deliberi su materie che sono estranee al disegno di  legge
  in esame.
   In  questo caso assumiamo sin d'ora l'impegno, qualora il Governo
  dovesse presentare un apposito disegno di legge, anche di un  solo
  articolo, di apprezzarlo e  votarlo favorevolmente.

    FERRO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FERRO   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  già  ieri  con
  questo  emendamento,  così  come il  5.1  che  sostanzialmente  di
  identico  contenuto,  era  stato  sollevato  un  problema,   credo
  dall'onorevole Pistorio. Credo ci sia una attenta valutazione, una
  riflessione  che  questo Parlamento deve fare: questo  emendamento
  non poteva neanche essere apprezzato in Aula con questo disegno di
  legge.
   Allora,  se  le cose le diciamo e le ricordiamo,  è  bene  che  i
  comportamenti  siano  sempre coerenti e non ci  siano  emendamenti
  che,  in  modo più o meno discontinuo, possano essere resi  o  non
  resi apprezzabili.
   La seconda questione, che è più di merito e che credo riguardi in
  qualche  modo la posizione del Governo, è la seguente.  Mi  chiedo
  nel  momento  in  cui c'è una legge - credo in Commissione  -  che
  regola  tutta la materia, una legge di riforma, qual è la  ragione
  per  cui si debba fare un provvedimento che, oltre, ad essere poco
  edificante  -  mi  permetto  di dire  -  diventa  anche  incongruo
  rispetto alla legge che stiamo discutendo.
   Dico questo perché se c'è una urgenza,  il Governo avrebbe dovuto
  presentare  un emendamento spiegandolo dicendo :  si recepisce  la
  legge nazionale, ecc  .
   Non  è  vero come è stato detto già ieri che quest'emendamento  è
  sostanzialmente l'allineamento alla legge nazionale. Non  è  così.
  Si  tratta semplicemente di prorogare di qualche mese o di  dodici
  mesi   le   cariche  dei  presidenti  delle  camere  di  commercio
  attualmente in carica.
   Vorrei  che  noi  sapessimo cosa stiamo facendo, che  si  potesse
  tornare  alla  qualità che il Parlamento della  Regione  siciliana
  deve  avere perché non siamo in un'assemblea condominiale  in  cui
  dobbiamo prorogare il capo di condominio
   Invito,  pertanto,   il Governo a ritirare  l'emendamento,  e  la
  Presidenza,   per   il  futuro,  ovviamente,  non   mi   riferisco
  esclusivamente   a  questo  caso,  a  consentire   di   discutere,
  apprezzare emendamenti che siano coerenti con i disegni  di  legge
  in discussione.

    PRESIDENTE    Onorevole  Ferro,  lei  pone  un  problema   assai
  delicato;   ma  come sa  quest'Aula, relativamente al  tema  della
  coerenza  delle  materie trattate nei singoli emendamenti  con  il
  testo  originario  della  legge, è stata  -  diciamo  -  piuttosto
  ondivaga.
   La  interpretazione prevalente che, talvolta, si è data -  sempre
  che  si  fosse  raggiunta una condivisione non  tanto  nel  merito
  quanto   nella   esigenza   della   trattazione   del   testo    -
  l'orientamento  prevalente è stato quello di considerare  omogenei
  quegli   emendamenti  che  avessero  attinenza  con  l'Assessorato
  preposto  alla  trattazione  della  legge  e  con  la  Commissione
  preposta alla trattazione della legge.
   Spesso  quest'Aula  ha  tenuto questo tipo di  comportamento.  Se
  esiste una possibilità in questo senso e se esiste l'urgenza, cosa
  che   rappresentava  poc'anzi  l'Assessore  Cimino,   per   potere
  determinare  l'election  day  delle camere  di  commercio,  allora
  questo emendamento può essere trattato interpretando nel senso che
  ho  detto il nostro emendamento. Nel caso in cui non ci fosse  una
  condivisione  da parte dell'Aula, la Presidenza dell'Assemblea  lo
  considererebbe   improponibile,  così   come   tutti   gli   altri
  presentati a questo disegno di legge.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                                Congedi

    PRESIDENTE  Comunico che sono in missione per la seduta  odierna
  gli onorevoli  Burgaretta Aparo, Sbona, Dina e Moschetto.
    L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor  Presidente,  io  devo  dire  che  l'intervento
  dell'onorevole  Cintola pone, ancora una volta, una questione che,
  a  mio avviso, non afferisce ai rapporti tra Parlamento nella  sua
  prerogativa nell'attività legislativa e Governo nella  sua  eguale
  prerogativa  nell'attività  legislativa,  ma   a  mio  avviso   si
  ripropone,  ancora una volta, in quest'Aula il tema  dei  rapporti
  tra  l'Assemblea legislativa e gli organi preposti a garantire,  e
  mi  riferisco col massimo rispetto alla Presidenza dell'Assemblea,
  che  l'attività legislativa di quest'Aula tenga conto delle  norme
  regolamentari.
     Nel  dire  questo,  lungi  da  me  censurare  l'attività  della
  Presidenza   dell'Assemblea,  perché  so  bene   che   il   nostro
  Regolamento  comunque  dà potere al Presidente  dell'Assemblea  di
  stabilire se un emendamento è ritenuto proponibile o meno.
   Io,  però,  voglio  ricordare all'Assessore  Cimino,  per  quanto
  riguarda  il disegno di legge  riferito alla parte che riguarda  i
  diritti  esclusivi  di pesca, che questo fu  un  tema  che  poteva
  tranquillamente  essere risolto, come il Gruppo di  Nuova  Sicilia
  aveva  proposto  durante  i lavori della  finanziaria,  attraverso
  l'approvazione  di  un  semplice  emendamento.  Voglio,   infatti,
  ricordare al Governo e a quest'Aula che la parte di questo disegno
  di  legge  che riguarda i famosi diritti di pesca non serve  altro
  che  a mettere fine a un dazio che i pescatori del tonno siciliani
  sono costretti ancora oggi a pagare a privati.
   Invito,   pertanto,   il   Governo  a   fare   una   riflessione,
  condividendo appieno la sua attività legislativa ed emendativa. Io
  non vorrei che l'Assessore Cimino passasse alla storia, attraverso
  meccanismi  regolamentari,  per l'Assessore  per  la  pesca  della
  Regione  siciliana  che  ha creato le condizioni  perché  oggi  in
  quest'Aula  non  si  approvi  una  norma  di  legge  che  dia   la
  possibilità  alla  Regione  siciliana  di  diventare  veramente  e
  finalmente proprietaria del suo mare così come la Costituzione  le
  consente.
   Valuti,  dunque,   l'Assessore Cimino l'opportunità  politica  di
  rivedere  le  esigenze espresse negli emendamenti  presentati  dal
  Governo,  valuti l'Assessore Cimino se è opportuno prediligere  la
  norma che il Governo stesso durante i lavori della finanziaria, in
  persona del Presidente Cuffaro, si è impegnato chiedendo il ritiro
  di quell'emendamento e di trasformarlo in un disegno di legge,  si
  è  impegnato  ad approvarlo. Se poi attraverso fatti regolamentari
  lo  stesso Governo dovesse creare le condizioni perché questo  non
  avvenga, diventa un fatto politico serio.

    CRISAFULLI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRISAFULLI   Signor Presidente, onorevoli colleghi,   credo  sia
  doveroso  richiamare  l'attenzione dei colleghi  parlamentari  sul
  perché  ci  troviamo  di  fronte a questo emendamento,  altrimenti
  corre  il  rischio di apparire un tentativo strano  che  mette  il
  Parlamento in condizioni di imbarazzo.
   Credo  che  a tutti voi non sfugga che questo Parlamento,  grazie
  anche  all'opera  del  Presidente Fleres che allora  assolveva  ad
  altre  funzioni,  all'indomani della introduzione della  normativa
  per   l'elezione  diretta  dei  sindaci  e  dei  presidenti  della
  provincia  si trovò a varare la legge di riforma delle  camere  di
  commercio, consegnando ai produttori e agli iscritti delle  camere
  di commercio la gestione delle stesse.
     Allora, noi come Parlamento introducemmo l'elezione diretta  di
  quattro anni e la strumentazione che fu costruita da allora in poi
  era tutta di quattro anni, ivi compresi i meccanismi relativi alle
  camere di commercio.
     Nel  frattempo  lo  Stato legiferò per l'elezione  diretta  dei
  sindaci,  dei  presidenti delle province e si diede strumentazioni
  che  hanno  una  durata  quinquennale, quanto  è  il  corso  della
  legislatura. Nella vicenda nazionale le camere di commercio  hanno
  una  durata di cinque anni, peraltro gli elenchi anagrafici se  si
  dovesse  votare ora sarebbero quelli vecchi, se si dovesse  votare
  il   prossimo  anno  per  l'elezione  delle  camere  di  commercio
  sarebbero  gli  elenchi  anagrafici nuovi per  gli  iscritti  alla
  Camera di commercio.
   Nelle  varie definizioni dei meccanismi di elezione le camere  di
  commercio siciliane sono state nominate in maniera sfalsata, ve ne
  sono  alcune  che  dovrebbero andare al rinnovo quadriennale  ora,
  altre al rinnovo quadriennale il prossimo anno.
   Credo  sia strano che la Sicilia abbia un meccanismo difforme  da
  quello  dello  Stato,  non  si capirebbe  perché.  E  non  capisco
  l'accanimento,  né  mi  persuade, e  lo  dico  con  molta  onestà,
  l'argomentazione della disomogeneità dell'emendamento rispetto  al
  testo.
   Mi  chiedo  e  vi  chiedo, onorevoli colleghi, se  noi  dovessimo
  dichiarare disomogeneo l'emendamento rispetto al testo, è evidente
  che  noi  stiamo  decidendo che metà della legge  precedente  deve
  essere  rivista, se non tre quarti, perché mi parrebbe  del  tutto
  strano  che  l'Aula  parlamentare  nella  stessa  seduta  consente
  un'interpretazione così incredibile delle norme regolamentari:  su
  un  testo di disegno di legge è consentito tutto, sull'altro testo
  del  disegno  di legge c'è un rigore che assomiglia al  rigorismo,
  atteso che è la commissione che ha discusso.

    PRESIDENTE    Onorevole  Crisafulli,  nel   disegno   di   legge
  precedente  tutte  le  inserzioni, tutte le aggiunte  riguardavano
  comunque la tematica delle vittime. Lì si è verificato un problema
  diverso  che riguarda la copertura finanziaria e su quest'aspetto,
  al momento opportuno, la Presidenza proporrà all'Aula qualcosa.

    CRISAFULLI   Il  concetto di vittime  è esteso,   si  è  vittime
  comunque,  ma  io mi permetto di dire che, oltre  che  vittime  di
  mafia, si è vittime comunque equiparate.
   Io  sono d'accordo che questa scelta il Parlamento l'abbia  fatta
  ed  a nessuno è venuto in mente di dire:  si faccia un disegno  di
  legge  organico sulla definizione di vittime , perchè mi  è  parsa
  una cosa normale.
   Ma aggiungo - se mi è consentito - che gli altri emendamenti sono
  passati  alla valutazione di questo Parlamento senza  che  fossero
  stati presentati nella Commissione di merito.
   Il  nuovo  Regolamento  di  questo  Parlamento  prevede  che  gli
  emendamenti  debbano essere prima depositati  in  Commissione.  Il
  nuovo  Regolamento, che la maggioranza ha voluto, chiede  che  gli
  emendamenti debbono essere presentati prima in Commissione  e  poi
  in  Aula. Lì sono stati inseriti, senza questo passaggio, prima in
  Commissione, questo emendamento è passato prima nella  Commissione
  terza  che  lo  ha  valutato, discusso, ragionato,  sviluppato  ed
  approvato e poi sottoposto a questo Parlamento; dopodichè mi sento
  dire che c'è un problema di disomogeneità
   Posso  comprendere la contrarietà, la accetto, ne prendo atto  ma
  non  certo  l'invenzione  regolamentare.  Altrimenti  corriamo  il
  rischio  -  lo dico Signor Presidente a futura memoria  -  che  si
  stabilisca questa sera che il Regolamento non c'è. Non si può dire
  che  l'Aula non funziona perchè il Regolamento è fatto male e  poi
  si  fa  un  Regolamento  perchè la maggioranza  lo  impone  e  nel
  Regolamento  c'è  scritta la procedura con cui si  presentano  gli
  emendamenti  e poi si viene in Aula e si approvano gli emendamenti
  che  non  hanno seguito l'iter del regolamento e quelli che  hanno
  seguito  l'iter  del  regolamento vengono  dichiarati  disomogenei
  rispetto al testo
   Io  credo  che  tutto  questo metta in  discussione  le  certezze
  procedurali  del  nostro Parlamento. Mi  auguro   siano  altre  le
  motivazioni  che  possano, eventualmente,  portare  i  colleghi  a
  votare  contro,  ma  mi auguro che venga messo  il  Parlamento  in
  condizioni  di  votare,  intanto,  sull'emendamento,   perché   si
  creerebbe   un   vulnus   veramente   profondo   nella   procedura
  parlamentare.
   Peraltro,    signor    Presidente    dell'Assemblea,    onorevole
  Vicepresidente  della  Regione, Assessore,  questo  emendamento  è
  condiviso  dalla  opposizione al punto che  i  due  testi,  quello
  dell'Assessore  e  quello  dell'opposizione,  sono  identici.   E,
  peraltro,  con  una  Commissione e con il Governo  che  hanno  già
  espresso    parere    favorevole,   apprezzare   l'improponibilità
  successivamente   sarebbe   veramente   un   colpo   al    normale
  funzionamento del procedimento.
   Vi  invito, pertanto, ad apprezzare favorevolmente l'emendamento.
  Capisco  le  preoccupazioni, capisco anche i motivi del  dissenso;
  non capirei se si sottraesse al Parlamento la legittimità del voto
  rispetto ad un testo che la Commissione, all'unanimità, ha esitato
  e  rispetto al fatto che il Governo lo propone e l'opposizione  lo
  condivide. Sarebbe proprio un assurdo procedurale.

    PISTORIO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PISTORIO   Signor  Presidente,  io  ho  ascoltato  con   estrema
  attenzione  l'onorevole  Crisafulli   nel  ragionamento  con   cui
  sostiene la piena legittimità dell'inserimento di questa norma  in
  questo testo di legge.
     Vorrei  rassicurare l'onorevole Crisafulli - così come  ho  già
  fatto  con  l'Assessore  -  che non vi è  alcuna  perplessità  sul
  contenuto della norma.
     La  norma, avendone apprezzato le ricadute, avendo attentamente
  esaminato  il  testo,  determina un  allungamento  dei  tempi  che
  concernono la durata degli organi bicamerali.
     Il  tema  che  si è posto -  e vi prego onorevoli  colleghi  di
  inquadrarlo nel contesto della seduta precedente - non può  essere
  separato  dal  clima  di  confusione che ha caratterizzato  quella
  seduta  (e sulla quale, signor Presidente, desidero tornare  anche
  per  richiamo al Regolamento) che ha determinato, secondo  la  mia
  personale  opinione,  il  rischio  che  quest'Assemblea  torni   a
  precipitare nel caos legislativo, nella incertezza delle procedure
  che   hanno  determinato  all'Assemblea  regionale  siciliana  una
  censura  gravissima con la sconfessione da parte  del  Commissario
  dello  Stato  di  una  serie di norme votate  in  occasione  delle
  variazioni  di bilancio.  Quel clima, quella mancanza di  certezze
  procedurali,  ha  determinato  una serie  di  norme  assolutamente
  incongrue,  sprovviste  di copertura finanziaria,  disomogenee  in
  violazione di principi della legislazione statale.
      La  mia  preoccupazione,  che  ho  manifestato  al  Presidente
  dell'Assemblea,  riguardava  la  possibilità  che   questo   clima
  ritornasse  -  come ha detto l'onorevole Cintola - attraverso  una
  serie di provvedimenti legislativi che avevamo pensato avessero un
  contenuto  limitato  e  che  rischiano di  trasformarsi  in  leggi
  omnibus.

    PRESIDENTE  Onorevole Pistorio, mi scusi se la interrompo perchè
  forse   può  essere  funzionale  al  ragionamento  che   lei   sta
  sviluppando.
   La  Presidenza si è formata un'opinione che riguarda i precedenti
  di  quest'Aula.  L'opinione è di porre in votazione  l'emendamento
  5.6  considerandolo  ammissibile e  di  considerare  improponibili
  tutti gli altri emendamenti, proprio per le considerazioni che lei
  faceva  e  che  hanno  determinato nella seduta  di  ieri  qualche
  momento  di  disagio o comunque di incomprensione.   Questo  credo
  metta   insieme   gli   orientamenti  ricorrenti   di   quest'Aula
  relativamente   a   questioni  urgenti  comunque   armoniche   con
  l'Assessore competente, con la Commissione competente con  l'altro
  aspetto che è quello di non ingenerare quel fenomeno negativo  che
  si   è   venuto  a  determinare  e  che  lei  poc'anzi  descriveva
  brillantemente.

    PISTORIO   Signor  Presidente, se è questo l'intendimento  della
  Presidenza, vorrei che fosse anche esplicitato in riferimento agli
  emendamenti 1.1 e 1.7 del precedente disegno di legge.
   Infatti, per richiamo al Regolamento - per tale ragione ho  fatto
  questo  riferimento  -  leggendo il resoconto  stenografico  della
  seduta e analizzando al meglio il dato testuale dell'articolo 113,
  non  ritengo che ieri sera il Presidente dell'Assemblea poteva con
  una  comunicazione all'Aula determinare la copertura  finanziaria,
  in  quanto   la  Commissione aveva ventiquattro ore di  tempo  per
  riunirsi  e  rendere  il  parere e  questo  elemento  di  certezza
  giuridica  prevale qualsiasi ragione di opportunità sull'andamento
  dei lavori.
   Per   quanto   riguarda  la  sua  determinazione  di  considerare
  ammissibile  l'emendamento  5.6 di questo  disegno  di  legge,  ne
  prendo  atto,  Ritengo però, signor Presidente, che  in  linea  di
  principio,  comprendo  il  caso in  specie,  se  noi  consideriamo
  ammissibile  un  testo che riguarda la lunghezza  del  periodo  di
  vigenza  degli  organi  camerali  in  una  materia  -  lo   chiedo
  all'Assemblea  -  in  cui  si  discute  sul  diritto  di  pesca  e
  l'abolizione dei diritti esclusivi di pesca, per quelle  che  sono
  le  competenze delle nostre commissioni legislative permanenti che
  sono   ampie   e  raccolgono  competenze  certamente  disomogenee,
  rischiamo  ovviamente di creare troppo spazio  all'inserimento  di
  emendamenti volanti, di emendamenti sui quali il parlamentare  non
  ha  potuto  compiere  gli    opportuni approfondimenti,  che  sono
  fuori dal testo consegnato e che, quindi, continuano a determinare
  una  condizione  di  incertezza e  di  mancanza  di  garanzie  per
  quest'Assemblea.

    CINTOLA  Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA  Signor Presidente, onorevoli colleghi, volevo  che  lei
  mi  confermasse se è vero che tutti gli emendamenti, tranne il 5.6
  sono inammissibili.

    PRESIDENTE  Sì, onorevole Cintola, l'ho detto.

    CINTOLA   Allora,  signor  Presidente,  è  inammissibile   anche
  l'emendamento 5.6, in quanto identico al 5.1.

    PRESIDENTE  Se il testo è uguale...

    CINTOLA   Signor  Presidente, poc'anzi ha fatto  un'affermazione
  che  condivido. Ha detto che discuteremo l'emendamento 5.6 e  che,
  invece,  tutti gli altri emendamenti sono inammissibili.  Leggendo
  il  testo  dell'emendamento 5.1 e constatando  che  è  identico  a
  quello  dell'emendamento 5.6, ritengo sia chiaro che  siano  tutti
  inammissibili, compreso il 5.6.

    PRESIDENTE   Onorevole Cintola, non faccia  sillogismi.  Lei  sa
  bene  che in base al Regolamento interno, nel momento in cui viene
  votato un emendamento che è uguale ad altri emendamenti, gli altri
  non  vengono posti in votazione, né in senso positivo, né in senso
  negativo.

    CINTOLA   Signor  Presidente, le  sto  facendo  notare  che  c'è
  un'altra   considerazione  alla  quale  volevo  dare  un'opportuna
  valutazione. Lei è firmatario dell'emendamento in questione, però,
  da  un  lato  si  trova ad essere firmatario  dell'emendamento   e
  dall'altro sta presiedendo la seduta.
   Capisco la sua difficoltà e non insisto sul fatto che lei ritenga
  inammissibile l'emendamento 5.6. Le ho detto e confermo che quella
  era una battuta, però, nelle battute c'è una verbalizzazione delle
  stesse,  se ha ritenuto inammissibile l'emendamento 5.1, è  chiaro
  che  anche il 5.6 è inammissibile, ma non mi soffermo a  fare  una
  battaglia  su  un  sillogismo o su una  battuta;  faccio  un'altra
  battaglia.
   Questo  emendamento è importante e il Governo  ha  il  dovere  di
  portarlo  in  Aula  anche  con un disegno  di  legge  di  un  solo
  articolo,  che  in  otto giorni l'Aula e la  maggioranza  -  credo
  interamente - approverà.
   Voglio  confermare al collega Crisafulli, al quale mi lega  molta
  stima  ed  amicizia,  che  è  inutile che  lui  entri  nel  merito
  dell'emendamento, perché è condiviso, è giusto anche per  noi.  E'
  sbagliato inserirlo in questo contesto.
   Pertanto, signor Presidente, diamo spazio dopo ad emendamenti  di
  questo  tipo, per le altre leggine  arrivate in Aula, diamo spazio
  a tante altre cose, dopo, perché se, oggi, passa tale principio su
  questo  emendamento, è chiaro che poi non ci potremo rifiutare  di
  parlare  di  forestale,  mentre stiamo parlando  della  Fondazione
  Frisone di Catania.

    PRESIDENTE   Onorevole Cintola, ho già espresso la mia  opinione
  rispetto  alle improponibilità sugli altri emendamenti.  Lei  deve
  pure tenere conto del fatto che questa Presidenza ha ereditato  un
  lavoro  che è stato già compiuto in gran parte, nella giornata  di
  ieri,  e  dunque deve tenere conto anche delle cose dette e  delle
  cose fatte nella giornata di ieri.
   Relativamente agli altri disegni di legge, onorevole Cintola, lei
  ha la garanzia che - considerato  che questa cosa è stata detta in
  apertura  della  prima  seduta  di questa  settimana,  durante  la
  Conferenza    dei    Presidenti   dei   Gruppi   parlamentari    -
  successivamente  la linea della Presidenza sarà molto rigida.

    CINTOLA   La ringrazio e faccio un ultimo appello al  Governo  e
  all'onorevole Crisafulli, perché sono entrambi firmatari, ancorché
  separati,  di emendamenti aventi identico contenuto.  Certe  volte
  non  capisco  più se questo Governo sta con la maggioranza  o  con
  l'opposizione. Non lo capisco più, considerata anche la confluenza
  delle stesse parole, delle stesse sillabe. Però, tutto ciò non  ha
  importanza se il Governo continua ad insistere, quando noi in Aula
  chiediamo  di ritirare l'emendamento. Lo ribadisco, sto  invitando
  il  Governo  e  l'onorevole  Crisafulli a ritirare  l'emendamento.
  Sarebbe più corretto presentare un disegno di legge formato da  un
  solo articolo, che al massimo entro otto giorni l'Aula approverà.
   Non  accettiamo più di fare gli errori che sono stati fatti  ieri
  sera  e per i quali chiederò (articolo 117 o no) che quella  legge
  ritorni   in   Commissione   Bilancio'  per  avere  la   copertura
  finanziaria. Non possiamo inviare al Commissario dello  Stato  una
  legge   senza   la   dovuta   copertura  finanziaria   perché   la
  impugnerebbe.  Tra l'altro, la Commissione per  la  legge  di  cui
  parla  avrà espresso ufficialmente - senza che fossi presente,  ma
  condivido - un parere negativo.
   Ieri  sera c'è stata un'interruzione, durante la quale si sarebbe
  dovuta riunire la Commissione  Bilancio'; ciò non è avvenuto.  Non
  si  sarebbe  più  potuto andare avanti, anzi  l'Aula  non  avrebbe
  potuto  votarli, invece, lo ha fatto. Sarà un'Aula distratta,  tra
  maggioranza  ed  opposizione, non lo capisco più.  Ma  come  avete
  fatto a votare un emendamento, che sicuramente è importante, senza
  la copertura finanziaria?
   L'ho  affermato  poc'anzi,  andremo  insieme,  io  e  l'onorevole
  Giannopolo a cercare i familiari di cinquant'anni addietro,  e  li
  troveremo,  si debbono trovare  Ma non sappiamo quanti siano,  non
  possiamo neanche quantificarli.
   Signor  Presidente,  non sto facendo una  battaglia  idiota,  sto
  chiedendo  al  Governo di uniformarsi alla sua  maggioranza  e  di
  uniformarsi anche alle aspettative dei colleghi deputati...
   Vi  siete  inseriti in un disegno di legge a firma dell'onorevole
  Lo  Curto  -  credo  sia stato presentato dalla  collega,  e  voi,
  onorevole Cimino, non avete avuto il tempo, il pensiero,  di  fare
  un solo articolo e mandarlo alle Commissioni, all'Aula
   Non capisco perché il Governo continui ad insistere.
   Io  insisto  ancora  e  prima  di indicare  il  voto  del  Gruppo
  parlamentare  cui appartengo, chiedo al Governo  di  non  mettermi
  nelle  condizioni di votare contro l'emendamento a sua firma.  Per
  cui  rivolgo un appello serio al Governo che è quello di  ritirare
  l'emendamento  e  di presentare un disegno di  legge  di  un  solo
  articolo.
   Qui  ci  stiamo logorando tutti a lavorare insieme,  non  bisogna
  allontanarci.  La  stessa cosa vale per  gli  onorevoli  Fleres  e
  Crisafulli,  vicepresidenti di questa Assemblea.  Ciò  che  voglio
  dire   ai   due  Vicepresidenti  e  all'Assessore  è  di  ritirare
  l'emendamento; che il Governo presenti subito, domani mattina,  un
  disegno  di  legge  che entro otto giorni sarà  approvato,  perché
  concordiamo   con   quanto   detto  dal   Governo,   relativamente
  all'allargamento di un anno. Qui non c'è né Catania,  né  Messina,
  né  Enna,  ma un'Aula per la quale desidero rispetto. Continuo  ad
  appellarmi  all'onorevole  Fleres,  all'assessore  Cimino   e   al
  vicepresidente  Crisafulli affinché ritirino  l'emendamento.  Poi,
  proseguiamo così come avevamo detto.

    CIMINO    assessore   per   la   cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CIMINO    assessore   per   la   cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato  e la pesca. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,
  vorrei  chiarire  che il Governo non ha intenzione  di  presentare
  emendamenti 'tampone' o emendamenti che vogliono offendere  questo
  Parlamento,   ma   ha  l'interesse  ad  intervenire   su   materie
  particolarmente interessanti per le attività produttive siciliane.
   Devo  rappresentare agli onorevoli colleghi che sono  intervenuti
  che  questo  Governo, da tempo, ha già presentato  un  disegno  di
  legge  di  riforma  delle  Camere di Commercio  e,  da  tempo,  ha
  presentato un disegno di legge di riforma degli enti fieristici in
  Sicilia  e recepimento della legge nazionale, della legge  quadro,
  la  legge n. 7 del 2001, concernente l'opportunità di privatizzare
  le strutture fieristiche.
   Oggi, questo Governo non vuole aggravare il disegno di legge  sui
  diritti  esclusivi  di  pesca che è stato,  fortemente,  sostenuto
  dalla  III Commissione. La stessa Commissione ha anche apprezzato,
  e  se  non erro, ha anche audito i Presidenti delle diverse Camere
  di  commercio  siciliane sulla necessità di  portare  in  Aula  un
  disegno di legge di riforma delle Camere di commercio.
   Signor   Presidente,   condivido  la  possibilità   di   ritirare
  l'emendamento  5.7,  e se vi sono anche altri  emendamenti  a  mia
  firma  li  ritirerò, ma non ritengo che l'emendamento 5.6  sia  un
  emendamento  politico;  è un emendamento particolarmente  tecnico,
  proprio  perché  è  collegato  su due  argomenti,  caro  onorevole
  Cintola, che voglio richiamare.
   Il primo: il dato della materia. Le Camere di commercio hanno una
  dipendenza  ed  una  vigilanza  con l'Assessorato  regionale  alla
  cooperazione  ed  hanno  una competenza per  materia  con  la  III
  Commissione legislativa permanente.
   Le  Camere  di commercio, da sempre, hanno avuto un  ruolo  nelle
  attività  produttive siciliane e nella pesca, tant'è che il  fermo
  tecnico della pesca veniva erogato con le Camere di commercio.
   Riterrei opportuno, signor Presidente, se è possibile, sospendere
  l'Aula  per  cinque  minuti,  per  poter  chiarire  meglio  con  i
  componenti questo tipo di provvedimento e, se è possibile, trovare
  una  via  praticabile. Proprio perché trattasi di  un  emendamento
  tecnico...

    FORGIONE   Nessuno  lo  considera  tecnico.  Porti  la  riforma,
  onorevole Assessore, e ne discuteremo

    CIMINO    assessore   per   la   cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato  e  la  pesca. Dicevo, trattasi  di  un  emendamento
  tecnico   che   dà  la  possibilità  all'Aula  di   discutere   il
  provvedimento  organico di riforma delle Camere di  commercio  ed,
  allo  stesso tempo, di avere un'unica data in cui sono in elezione
  tutte le Camere di commercio siciliane.
   Signor   Presidente,  chiedo  pertanto,  se  è   possibile,   una
  sospensione di cinque minuti.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi, il Governo  chiede  una  breve
  sospensione della seduta per potere meglio spiegare i  motivi  che
  lo portano ad insistere su questo emendamento.

    FORGIONE  Non ha convinto nessuno

    PRESIDENTE  Onorevole Cimino, personalmente, ritengo che non  ci
  siano  i  margini perché la vicenda si ricomponga e, pertanto,  la
  Presidenza può fare soltanto due cose: o rinviare tutto il disegno
  di  legge ad una fase successiva, con ciò bloccando anche le altre
  norme  che,  invece,  sono  state serenamente  approvate,  ovvero,
  attendere  che  il Governo e l'onorevole Crisafulli  ritirino  gli
  emendamenti analoghi che hanno presentato.

    CIMINO    assessore   per   la   cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Dichiaro di ritirare l'emendamento 5.6.

    ODDO  Chiedo di apporre la firma all'emendamento 5.1.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

    FORGIONE  Chiedo la verifica del numero legale.

   (Si  associano  alla  richiesta gli  onorevoli  Orlando,  Liotta,
  Ferro, Morinello)

                      Verifica del numero legale

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini   di
  Regolamento, si procede alla verifica del numero legale.

    CINTOLA  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA  Signor Presidente, ringrazio il Governo perché ha avuto
  sensibilità nei confronti dell'Aula e della sua maggioranza. Devo,
  però,  far  notare  che la stessa sensibilità sull'argomento,  non
  l'ha  dimostrata il vicepresidente Crisafulli, per  cui,  per  uno
  come  me che vuole che questo disegno di legge sia approvato,  ciò
  mi  farà  votare contro un principio che voglio e che questa  sera
  rinviamo sine die. Se il voto sarà negativo, onorevole Crisafulli,
  voglio  proprio vedere con quale legge verremo ancora in Aula  per
  portare da quattro a cinque anni le Camere di Commercio. Questo  è
  un attacco forte a me e a tutti quelli che siamo qui.
   Allora,  voglio  dire  in  questo istante,  ancora  di  più  dico
  all'onorevole  Crisafulli,  di evitare  che  l'Aula  si  pronunci,
  perché  è  ancora in grado di farlo e perché, se fa ciò,  evita  a
  quest'Aula  di  votare  contro  qualcosa  che  invece  vuole  fare
  approvare.  Spero,  che  non mi farà votare  contro  il  contenuto
  perché, se sarò costretto, lo farò come farebbe chiunque altro  in
  Assemblea non vuole accettare imposizioni.

    CRISAFULLI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRISAFULLI   Signor Presidente, continuo a non capire  l'eccesso
  di  calore, visto che siamo tutti d'accordo. E' un modo  simpatico
  per risolvere le questioni. Siccome esiste un problema procedurale
  -  se ho capito bene -  dovremmo riunire la Commissione  Bilancio'
  questa sera stessa.

    PRESIDENTE   Non  è  detto che si debba riunire  la  Commissione
   Bilancio', onorevole Crisafulli. E' stata chiesta la verifica del
  numero  legale  che prelude ovviamente ad un atteggiamento  chiaro
  dell'Aula.

    CRISAFULLI    Allora,   ho  capito  male.   Volevo   accogliere,
  parzialmente, la richiesta che era stata avanzata, che era  quella
  di  mettere  in  condizioni  l'Aula  di  riflettere  meglio  sulla
  questione  ed  aggiornare  questa  parte  della  discussione  alla
  settimana prossima. Se ciò verrà consentito, bene, altrimenti, non
  ritirerò l'emendamento.

    PRESIDENTE    Onorevole  Crisafulli,  un'ipotesi   si   potrebbe
  formulare, ma ci vuole il consenso dell'Aula. L'ipotesi è  questa,
  onorevole  Crisafulli: so che l'Assessore per l'Agricoltura  e  le
  foreste  ha già fatto sapere di avere urgenti problemi  di  natura
  finanziaria,  analogamente l'Assessore  per  la  cooperazione,  il
  commercio,  l'artigianato  e la pesca ha  comunicato  che  ritiene
  importantissimi  gli emendamenti 5.6 e 5.1, che le  altre  materie
  trattate  in questi emendamenti, ancorché non munite di  copertura
  finanziaria,  sono  urgenti,  pertanto,  se  l'Aula  è   d'accordo
  proporrei  di  esitare  il  disegno di legge  763/A  senza  questi
  emendamenti.
   I   predetti  emendamenti  verranno  trasmessi  alla  Commissione
   Bilancio' perché ne faccia un disegno di legge autonomo.

    INFURNA    presidente   della  Commissione.   L'emendamento   in
  questione è già stato trasmesso alla Commissione  Bilancio'.

    CRISAFULLI     Ciò    significherebbe    per    me     accettare
  l'improponibilità di un emendamento.

    PRESIDENTE  Onorevole Crisafulli, la questione non  è  posta  in
  questi termini.

    CRISAFULLI    Signor  Presidente,  poiché   le   cose   che   si
  stabiliscono  in  quest'Aula, di norma, sono tante,  ivi  compresa
  quella  che  si fa lo stralcio di un disegno di legge  che  va  in
  Commissione  e  del  quale  poi si perdono  le  tracce,  io  posso
  accogliere  quest'ipotesi soltanto nel caso di un preciso  impegno
  del   Presidente   della  Commissione   Attività  produttive'   di
  formalizzare  il  testo entro domani. Quindi,  nella  giornata  di
  domani  si  convocherà la Commissione  Bilancio'  e  la  settimana
  prossima,  prima  di passare alla votazione del disegno  di  legge
  concernente le modifiche allo Statuto, il testo verrà  portato  in
  Aula.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, propongo che l'emendamento  5.1
  sia trasformato nel testo di un'apposita iniziativa legislativa da
  assegnare alle Commissioni  Attività produttive  e  Bilancio  e da
  esitare per l'Aula già nella prossima settimana.
   Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                                Congedi

    PRESIDENTE   Comunico che sono in congedo  gli  onorevoli  Neri,
  Ioppolo, Leontini e Pagano. L'Assembllea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


   Comunico   che  sono  stati  presentati  i  seguenti  emendamenti
  aggiuntivi all'articolo 5:

   -  dal Governo e sottoscritti dall'onorevole Leontini: 5.2, 5.3 e
  5.4;
   - dal Governo: 5.3 bis, 5.4 bis e 5.7.

   Li  dichiaro  improponibili perché vertenti su  materia  estranea
  all'oggetto del disegno di legge.
   Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini del giorno:

   -  365   Iniziative  per un impegno del Governo  nazionale  anche
  sugli aspetti siciliani della  vicenda Parmalat' , degli onorevoli
  Villari, Speziale, Cracolici, Giannopolo, Panarello e Zago;
   -  n. 368  Modifiche alla legge regionale 27 aprile 1999, n. 10 ,
  degli   onorevoli   Giambrone,   Leontini,   Baldari,   Gonfalone,
  Moschetto, Lenza Edoardo, Villari, Mercadante, Bennati e Vitrano e
  a cui l'onorevole Forgione chiede di apporre la propria firma;
   -  n.  371   Erogazione di un contributo una tantum ai lavoratori
  dipendenti   dello   stabilimento  Cosal,  ex  Ciappazzi ,   degli
  onorevoli Formica, Lenza Vincenzo, Lo Monte, Panarello, Ardizzone,
  Beninati e Paffumi;
   -   n.   374    Riassunzione   dei  lavoratori   aventi   diritto
  all'avviamento   dei   Consorzi  di   bonifica   della   Sicilia ,
  dell'onorevole Antinoro ed altri;
   -  n.  375   Interventi  al  fine di fronteggiare  il  blocco  di
  movimentazione  degli  animali recettivi  alla   Blue  Tongue'   ,
  dell'onorevole Antinoro.

   Ne do lettura:

                   «L'Assemblea Regionale Siciliana

   premesso  che  in  questi giorni è stato respinto  da  parte  del
  giudice  della  IV  sezione civile del  Tribunale  di  Catania  il
  ricorso  presentato dall'Azienda  LATTE SOLE  di Catania a seguito
  della  revoca  dei  fidi bancari da parte  di  sette  istituti  di
  credito;

   considerato  che dalle dichiarazioni del direttore amministrativo
  della  Latte Sole, la cessione dell'Azienda alla Parmalat avvenuta
  all'inizio del 2001 non ha intaccato  l'autonomia e l'indipendenza
  di  gestione   tanto da avere anche degli utili  e  quindi  nessun
  problema di carattere finanziario;
   considerato ancora che le conseguenze del fallimento ricadrebbero
  su  171  dipendenti  dell'Azienda  e  su  migliaia  di  allevatori
  (soprattutto nella provincia di Ragusa) più l'indotto  e  che  con
   Latte  Sole   che rappresenta un importante pilastro del comparto
  agro-alimentare   siciliano,  rischia  di  morire   non   soltanto
  un'azienda  ma un pezzo importante dell' economia della  provincia
  di Catania e della Sicilia in generale;

   considerato  infine  che la vicenda preoccupa  a  ragione  i  171
  dipendenti  dell'Azienda casearia ed i migliaia di allevatori  più
  l'indotto e che le Organizzazioni Sindacali e Professionali  hanno
  già  chiesto  ed  ottenuto dal Prefetto  di  Catania  un  incontro
  urgente per istituire un tavolo comune al fine di evitare problemi
  occupazionali oltre che per accelerare i tempi di recupero  dei  5
  mln  di  euro  di  Iva  che la  Latte Sole   vanta  nei  confronti
  dell'Erario, allo scopo di fare tornare l'Azienda nelle condizioni
  di  potere disporre di liquidità e potere fronteggiare le esigenze
  finanziarie quotidiane;

   constatato che la  vicenda Parmalat  rischia di creare un effetto
  a  catena  anche  nei  confronti  delle  altre  Aziende  siciliane
  interessate  quali  la  MG  di  Termini  Imprese,  la  COSAL,   ex
  Ciappazzi;

   impegna il Governo della Regione

   ad  intervenire con urgenza con tutte le iniziative istituzionali
  atte  a  determinare un impegno del governo nazionale anche  sugli
  aspetti  siciliani  della  vicenda Parmalat  che  non  può  essere
  subito  come  un  fenomeno che meccanicamente  crea  ripercussioni
  negative  per le Aziende collegate ma finanziariamente autonome  e
  sane;

   a ricercare ogni soluzione possibile a livello regionale affinché
  le  Aziende  sopra citate possano essere correttamente tutelate  e
  con   esse   il   patrimonio  industriale  e   professionale   che
  rappresentano;

   ad adoperarsi nei confronti del Governo nazionale per il recupero
  dei  5 mln di euro di Iva che l'Azienda vanta sull'Erario in  modo
  da garantire una liquidità immediata all'Azienda». (365)

   VILLARI -  SPEZIALE - CRACOLICI

   GIANNOPOLO- PANARELLO - ZAGO

   «L'Assemblea Regionale Siciliana

   premesso che:

   la  Legge Regionale 7 marzo 1997, n.6, ha disposto al primo comma
  dell'art.  31  che  il  trattamento  giuridico  ed  economico  del
  personale degli Enti, Aziende ed Istituti sottoposti a vigilanza e
  tutela   dell'Amministrazione   regionale   le   cui   spese    di
  funzionamento sono a carico del bilancio regionale non può  essere
  superiore  a  quello stabilito per i dipendenti regionali  secondo
  tabelle di equiparazione;

   al secondo comma del predetto art. 31 è previsto che  l'eventuale
  differenza  tra il maturato economico in godimento al 31  dicembre
  1996  del  personale dei predetti Enti e il trattamento  economico
  spettante al personale regionale venga mantenuto quale assegno  ad
  personam riassorbibile con i futuri miglioramenti economici;

    al   terzo  comma  è  disposto  che  eventuali  maggiori  oneri
  derivanti  da  contrattazioni  di settore non possono gravare sul
  contributoregionale e al quarto  comma  che  l'applicabilità  dei
  contratti  di  settore o integrativi è subordinata al reperimento
  da  parte  degli  Enti di cui al primo  comma di nuove e maggiori
  entrata  non  a  carico  del bilancio della Regione;  considerato
  che:

   la  Crias  è  un  ente pubblico economico, tale riconosciuto  dal
  proprio  Statuto, oltre che da sentenze della Corte di  Cassazione
  (Sez.  Civ. con sentenza n. 7231/92), che, attraverso la  gestione
  di  fondi  regionali alla stessa affidati, opera nel  settore  del
  credito  agevolato  per  il  sostegno di  un  particolare  settore
  trainante dell'economia isolana;

   i  rapporti  di lavoro del personale dipendente della  Crias,  in
  conformità   alle  norme  statutarie  proprie  e  a  provvedimenti
  tutoriamente   approvati,  sono  disciplinati   da   contratti   e
  regolamenti che recepiscono i CC.CC.NN.LL. del settore del credito
  e  non  sono stati modificati dopo l'entrata in vigore della  L.R.
  6/97  l'estensione alla Crias delle previsioni di cui all'art.  31
  della  L.R. n. 6/97  o che gestiscono fondi regionali definiti  di
  terzi  in  amministrazione , introdotta al comma  7  dell'art.  55
  della L.R. 10/99, è resa però inapplicabile dal fatto che, nessuna
  equiparazione è logicamente possibile tra le funzioni  e  i  gradi
  del  personale dell'ente con quello regionale (diversità di orario
  di lavoro, di progressione di carriera etc.;);

   se  tuttavia le previsioni retributive per il personale regionale
  fossero  equiparabili e interamente mutuabili al  personale  della
  CRIAS, esse comunque comporterebbero un notevole aggravio di costi
  in  confronto  alle  retribuzioni  disciplinate  dal  settore  del
  credito  e  pertanto un incremento notevole dei  costi  gestionali
  dell'Ente;

   non  vi  è  alcun  impegno  finanziario a  carico  della  Regione
  siciliana

   impegna il Governo della Regione

   a  modificare  la normativa introdotta dalla L.R.  10/99  la  cui
  eventuale  applicazione comporterebbe l'insorgere  di  contenziosi
  che  porterebbero alla paralisi dell'Ente CRIAS con nocumento  per
  il settore dell'artigianato». (368)

                                      GIAMBRONE - LEONTINI - BALDARI
                                   CONFALONE - MOSCHETTO - LEANZA E.
                         VILLARI -  MERCADANTE -  BENINATI - VITRANO

   «L'Assemblea Regionale Siciliana

   vista  la  grave  crisi del gruppo Parmalat che ha  investito  lo
  stabilimento  Cosal  ex  Ciappazzi di  Terme  Vigliatore,  con  il
  rischio di chiusura definitiva per il fallimento;

   considerata  la  gravità delle conseguenze della  chiusura  dello
  stabilimento  Cosal ex Ciappazzi sulle attività  economiche  dello
  stesso territorio;

   riconosciuta l'importanza delle lotte dei lavoratori ex Ciappazzi
  di  Terme Vigliatore per il mantenimento del posto di lavoro e per
  il rilancio dell'attività produttiva;

   atteso,  altresì,  il valore sociale per l'intera  Regione  della
  lotta  dei lavoratori ex Ciappazzi che ormai da quattro mesi  (dal
  novembre 2003) non percepiscono alcuna retribuzione;

   ritenuto precipuo compito dell'istituzione parlamentare siciliana
  sostenere  e solidarizzare con i lavoratori Cosal ex Ciappazzi  in
  lotta, anche attraverso l'erogazione di un contributo a titolo  di
  rimborso   delle  spese  e  degli  sforzi  sostenuti   che   hanno
  determinato  un  loro  reale  stato  di  bisogno  nella  difficile
  vertenza  nella  quale la Regione intende sviluppare  ulteriori  e
  forti iniziative di sostegno;

   impegna l'Assessore regionale per le autonomie locali

   a  erogare a titolo di contributo una tantum in ragione  di  Euro
  1000 (mille) pro capite direttamente ad ogni lavoratore dipendente
  dello  stabilimento Cosal, ex Ciappazzi, o al Fondo di Solidarietà
  Dipendenti  Cosal presso la filiale 1821 di Terme  Vigliatore  del
  Banco  di  Sicilia o al comune di Terme Vigliatore, a  valere  sul
  capitolo di bilancio della Regione 183705». (371)

                                       FORMICA - LENZA V. - LO MONTE
                          PANARELLO - ARDIZZONE - BENINATI - PAFFUMI

   <<L'Assemblea Regionale Siciliana

   premesso che:

   a seguito delle recenti conoscenze scientifiche, emerse anche nel
  corso  del simposio internazionale Blue Tongue di Taormina,  si  è
  tornati   a  richiedere  presso  le  competenti  sedi  dell'O.I.E.
  (Ufficio Internazionale delle Epizoozie) di valutare l'ipotesi  di
  escludere tale malattia dalla lista  A ;

   considerato che :

   è  stata scientificamente esclusa la possibilità di contagio  per
  l'uomo e di contagio diretto tra animali recettivi;

   è  stata  altresì  constatata  la bassa  morbilità  e  mortalità:
  infatti  nei  casi di insorgenza della malattia con sintomatologia
  clinica  manifesta i soggetti colpiti sono pochi  e  spesso  vanno
  incontro a guarigione spontanea con autoimmunizzazione;

   è ritenuto basso il rischio di trasmissione del virus da parte di
  animali  vaccinati  come  peraltro sancito  dall'ultima  decisione
  comunitaria che consente la movimentazione degli animali recettivi
  vaccinati verso aree indenni;

   è  possibile  in un prossimo futuro utilizzare vaccini  spenti  a
  bassissimo rischio di incidenti vaccinali;

   Attestato che:

   l'endemizzazione dell'infezione nei Paesi dell'Unione  Europea  è
  già  accertata  o  prossima,  secondo gli  isolamenti  sempre  più
  frequenti   dei   vettori   anche   in   aree   territoriali   con
  caratteristiche pedoclimatiche avverse alla sopravvivenza;

   per  la  campagna vaccinale in corso non è tecnicamente possibile
  raggiungere,  entro  il  30  aprile 2004,   l'80%  del  patrimonio
  vaccinato  e/o  100%  dell'aziendale, rendendo  così  inutili  gli
  sforzi per limitare la diffusione del virus nel territorio

   impegna il Governo della Regione

   a   modificare  l'attuale  strategia  di  lotta  sospendendo   la
  vaccinazione di tutti i capi delle specie sensibili, rinviandola a
  tempi  successivi  in cui saranno disponibili  vaccini  di  sicura
  efficacia,  privi di effetti collaterali e utilizzabili  su  tutti
  gli   animali   indipendentemente  dallo   stato   fisiologico   e
  parafisiologico;

   a  trattare la Blue Tongue come una malattia endemica in Sicilia,
  prevedendo la possibilità di commercializzare gli animali da  vita
  e  da  macello,  senza alcun vincolo, sul territorio  regionale  e
  valutare  successivamente la possibilità  di  commercializzare  su
  ambiti  territoriali  interregionali in condizioni  omogenee,  con
  esclusione delle aree indenni;

   a riservare l'impiego di vaccino vivo attenuato di cui si dispone
  agli allevamenti ovicaprini in cui venisse riscontrata la malattia
  al   fine  di  limitare  i  danni  diretti  della  stessa  e  agli
  allevamento  bovini  che  intendono commercializzare  animali  nei
  territori indenni;

   a   potenziare   le  strutture  locali  di  macellazione   e   di
  trasformazione delle carni al fine di provvedere alla macellazione
  in loco degli animali». (375)

                                                            ANTINORO

   Il parere del Governo sull'ordine del giorno n. 371?

    CASTIGLIONE   assessore  per  l'agricoltura  e  le  foreste.  Lo
  accolgo come raccomandazione.

    PRESIDENTE  Si pasa all'ordine del giorno n. 368. Il parere  del
  Governo?

    CIMINO    assessore   per   la   cooperazione,   il   commercio,
  l'artigianato e la pesca. Favorevole.

    PRESIDENTE  Preciso che l'ordine del giorno richiede  iniziative
  legislative  da parte del Governo. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'ordine del giorno n. 365. Il parere del Governo?

    CASTIGLIONE    assessore  per  l'agricoltura   e   le   foreste.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'ordine del giorno n. 375. Lo pongo in votazione. Il
  parere del Governo?

    CASTIGLIONE    assessore  per  l'agricoltura   e   le   foreste.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa all'ordine del giorno n. 374.Lo pongo in votazione.  Il
  parere del Governo?

    CASTIGLIONE    assessore  per  l'agricoltura   e   le   foreste.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Do lettura dell'articolo 6.

                              «Articolo 6

   1.  La  presente  legge sarà pubblicata nella Gazzetta  ufficiale
  della  Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo
  a quello della sua pubblicazione.

   2.  E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di  farla
  osservare come legge della Regione».

   Avverto  che  la votazione finale del disegno di legge  n.  763/A
   Norme in materia di pesca e disposizioni sui servizi di vigilanza
  venatoria  avverrà successivamente.
   Onorevoli  colleghi, su richiesta di vari deputati,  propongo  di
  procedere  immediatamente  al voto finale  del  disegno  di  legge
  numero 763/A.

    CINTOLA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  l'Aula  è  in
  numero  legale e abbiamo anche quella che chiamo non  opposizione,
  ma  minoranza che sembra essere interessata a votare stasera, dato
  che si tratta, tra l'altro, di disegni di legge parlamentari.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  stabilisco  che  la  votazione
  finale verrà effettuata alle ore 22.30.
   Così resta stabilito.

    Seguito   della   discussione   del   disegno   di   legge
    <<Disciplina   dell'attività  di  guida         turistica,
    guida      ambientale-escursionistica,      accompagnatore
    turistico e guida subacquea>> (620-220-257-308-368-378-413-
    430-481-594-623-686/A)


   Presidenza del vicepresidente Fleres


    PRESIDENTE  Si passa al seguito della discussione del disegno di
  legge   <<Disciplina  dell'attività  di  guida   turistica,  guida
  ambientale-escursionistica,   accompagnatore  turistico  e   guida
  subacquea>>   (620-220-257-308-368-378-413-430-481-594-623-686/A),
  posto al numero 2).
   La  Commissione è già insediata.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

   <<Art. 1.
   Definizione della professione di guida turistica

   1.  E'  guida turistica chi, per professione, accompagna  persone
  singole  o  gruppi  di  persone nelle visite  a  siti  e  beni  di
  interesse   turistico  quali  monumenti,  opere   d'arte,   musei,
  gallerie,  scavi  archeologici, illustrandone  le  caratteristiche
  culturali,  storiche  ed  artistiche.  La  professione  di   guida
  turistica  disciplinata ai sensi della presente legge  corrisponde
  ad attività di guida specializzata.

   2.  I siti di alta specializzazione individuati dalla Regione  in
  applicazione   del  D.P.R.  13  dicembre  1995,  nonché   i   siti
  riconosciuti   dall'Organizzazione   delle   Nazioni   Unite   per
  l'Educazione,  la  Scienza, la Cultura (UNESCO)  quale  patrimonio
  culturale  dell'umanità, che siano presenti sul  territorio  della
  Regione, possono essere illustrati ai visitatori solo dalle  guide
  turistiche  regolarmente  iscritte  nella  corrispondente  sezione
  dell'albo di cui all'articolo 2.

   3.  La  professione  di  guida turistica  può  essere  esercitata
  stabilmente  nel territorio della Regione unicamente da  coloro  i
  quali  siano iscritti in una delle sezioni dell'albo regionale  di
  cui all'articolo 2>>.

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   dagli onorevoli Beninati, Raiti, Confalone e Fleres:
   emendamento 1.1:
   Dopo  le  parole   artistiche ,  aggiungere  le  parole   e  beni
  paesaggistici e naturalistici ;

   dall'onorevole Villari:
   emendamento 1.2:
   Al  comma  1, dopo le parole  scavi archeologici , aggiungere  le
  parole  paesaggi e simili ;

   emendamento 1.3:
   Al  comma  1, dopo le parole  storiche ed artistiche , aggiungere
  le parole  naturali e paesaggistiche .

    BENINATI   presidente  della  Commissione  e  relatore.   Signor
  Presidente,  vorrei invitare l'onorevole Villari  a  ritirare  gli
  emendamenti 1.2 e 1.3 in modo da porre in votazione soltanto l'1.1
  che, in effetti, assorbe l'emendamento 1.3.

    VILLARI  Ritiro gli emendamenti 1.2 e 1.3.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor Presidente, esattamente come ho  fatto  già  in
  seno  ai  lavori della quarta Commissione, non posso che esprimere
  parere contrario a questo emendamento e vorrei anche che ci  fosse
  un  po'  più  di attenzione al riguardo da parte della  Presidenza
  dell'Assemblea  perché  ritengo che il  Presidente  dell'Assemblea
  dovrebbe  valutare il senso dell'emendamento che ci apprestiamo  a
  votare  in quanto, nello stesso articolato del testo, all'articolo
  5,  si  prevede  l'istituzione  di  una  figura  che  è  la  guida
  ambientale-escursionistica.
   Non   si   comprende  più  la  differenziazione  tra  la   figura
  professionale  prevista dall'articolo 1 e la figura  professionale
  prevista dall'articolo 5 perché, approvando questo emendamento, di
  fatto,  ci sarebbe una commistione di competenze, cioè ci  sarebbe
  equivalenza  in  una  parte di professionalità  svolta  da  queste
  persone.
   Avevo   già  invitato  i  colleghi  in  Commissione  a   valutare
  l'opportunità  di  questo emendamento ma, nel momento  in  cui  si
  estendono  anche i beni paesaggistici e naturalistici  alle  guide
  turistiche, significa che la guida ambientale-escursionistica,  di
  fatto,  trova una concorrenza nella sua attività da  parte  di  un
  soggetto che diventa un soggetto che può espletare ampi poteri nel
  settore.
   Sarebbe secondo me opportuno che l'articolo 1 rimanesse così come
  è   scritto   o,   quanto  meno,  coerentemente,  i   presentatori
  dell'emendamento  all'articolo  1,  presentino  l'emendamento  per
  abolire la figura all'articolo 5.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 1.1. Il parere  del
  Governo?

    CASCIO    assessore  per  il  turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti.  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO  Lei aveva appena chiesto il parere del Governo ed io ho
  chiesto di parlare per dichiarazione di voto. Vorrei che rimanesse
  il mio voto contrario.

    PRESIDENTE    Pongo  in  votazione  l'articolo  1,   nel   testo
  risultante.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2.
    Ne do lettura:

                               <<Art. 2.

   Albo professionale delle guide turistiche della Regione siciliana

   1. E' istituito presso l'Assessorato regionale del turismo, delle
  comunicazioni  e  dei trasporti l'albo professionale  delle  guide
  turistiche  della  Regione  siciliana  suddiviso  nelle   seguenti
  sezioni:

   a)  Sezione  'Sicilia  occidentale', la cui  iscrizione  consente
  l'esercizio della professione nelle province di Palermo, Trapani e
  Agrigento;

   b)   Sezione  'Sicilia  centrale',  la  cui  iscrizione  consente
  l'esercizio  della  professione nelle province  di  Caltanissetta,
  Enna e Ragusa;

   c)  Sezione  'Sicilia  orientale',  la  cui  iscrizione  consente
  l'esercizio della professione nelle province di Catania, Messina e
  Siracusa;

   d)  Sezione  'ad esaurimento', suddivisa in elenchi  provinciali,
  cui sono iscritti di diritto i soggetti esclusivamente in possesso
  delle abilitazione di cui al comma 4.

   2.  E'  requisito  di  iscrizione  all'albo  essere  residenti  o
  eleggere domicilio nel territorio della Regione.

   3.  L'iscrizione a ciascuna delle sezioni dell'albo di  cui  alle
  lettere  a),  b)  e c) del comma 1 è subordinata al  conseguimento
  della rispettiva abilitazione, mediante il superamento di un esame
  riservato  a  coloro i quali siano in possesso di  un  diploma  di
  laurea   in   discipline   afferenti  alle   materie   turistiche,
  umanistiche  e  storico-artistiche nonché a coloro i  quali,  alla
  data  di entrata in vigore della presente legge, siano in possesso
  dell'abilitazione   all'esercizio  della  professione   di   guida
  turistica in uno dei comuni o delle province della Regione.

   4. Restano valide le abilitazioni all'esercizio della professione
  di  guida turistica nei comuni e nelle province della Regione  già
  conseguite alla data di entrata in vigore della presente legge.

   5.  Con  decreto  dell'Assessore regionale  per  il  turismo,  le
  comunicazioni e trasporti, emanato previo parere della  competente
  Commissione  legislativa dell'Assemblea regionale siciliana,  sono
  stabilite  le norme relative all'accesso e svolgimento  dell'esame
  di cui al comma 3, che dovrà comunque assicurare la verifica della
  conoscenza  di  almeno una lingua straniera e la  cui  Commissione
  esaminatrice    dovrà   essere   composta   anche    da    docenti
  universitari>>.

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -   dagli  onorevoli  Giambrone,  Leontini  e  Confalone:   2.17,
  interamente sostitutivo  dell'articolo 2;
   -   dagli  onorevoli Beninati, Confalone, Fleres ed  altri:  2.2,
  2.3;
   -  dagli onorevoli Beninati, Confalone, Fleres e Leontini:  2.4;
   -  dagli onorevoli Savarino e Leontini: 2.6 e 2.7;
   -  dall'onorevole Infurna: 2.16;
   -  dall'onorevole De Benedictis: 2.1;
   -  dall'onorevole Raiti: 2.5;
   -  dall'onorevole Villari: 2.8, 2.9, 2.10, 2.11 e 2.12;
   -  dagli onorevoli Miccichè e Morinello: 2.13;
   -  dall'onorevole Miccichè: 2.14 e 2.15.
   -   dagli  onorevoli  Speziale,  De  Benedictis  e  Zago:  2.17.1
  all'emendamento 2.17;
   - dagli onorevoli Antinoro, Sanzeri e Paffumi: 2.18.

    BENINATI   presidente della Commissione e  relatore.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BENINATI   presidente  della Commissione e  relatore.  Onorevoli
  colleghi,  per  cercare di semplificare la  votazione  e,  quindi,
  procedere  celermente,  non  in maniera  ufficiale  ma  certamente
  ufficiosa,  questa  mattina si è fatta  una  verifica  con  alcuni
  colleghi  della  Commissione  e  si  è  preso  atto  che   diversi
  emendamenti  qui proposti - in particolare il 2.17 a  firma  degli
  onorevoli Giambrone, Leontini e Confalone - effettivamente trovano
  una  condivisione. Intanto, ufficialmente assorbono  il  2.16,  il
  2.2,   il  2.8,  il  2.3,  il  2.9,  il  2.4  ed  anche  il   2.13
  dell'onorevole Miccichè.
   Rientrano  fra questi emendamenti quelli dell'onorevole Miccichè,
  in  particolare il 2.14, al 2.15, che vengono assorbiti sempre dal
  2.17.
   Pertanto, signor Presidente, la mia proposta è di valutare, se si
  vota  di  fatto  subito  questo,  è  chiaro  che  si  approva   il
  provvedimento  così  come si sta per dire  e  decadono  tutti  gli
  altri.
   A  questo punto, è una valutazione che io rimetto all'Aula. Tengo
  a  precisare che, però, invece che  sostituire l'articolo  con  il
  seguente',  è  sostituire dal comma uno al comma quattro',  mentre
  resta  in  vita sempre il comma cinque. Questa è la  proposta  per
  semplificare i lavori dell'Aula.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor Presidente, l'articolo 2, che  ha  impegnato  i
  lavori  della  Commissione  per parecchie  sedute,  alla  fine  ha
  partorito  una sorta di  piano regolatore' delle guide  turistiche
  in  Sicilia,  avendo  stabilito, con i  criteri  che  poi  saranno
  modificati  dagli  emendamenti, i bacini  di  utenza  delle  guide
  turistiche.
   Come ho  sostenuto in Commissione e continuo a sostenere in Aula,
  sarebbe  stato  molto più semplice, intanto, istituire  la  figura
  della    guida    turistica   in   Sicilia,    anziché    limitare
  territorialmente la guida turistica e, quindi, un albo delle guide
  turistiche  per  bacini di utenza, con una serie di  complicazioni
  alle quali io non so bene perché il legislatore, quindi noi, non è
  che  abbiamo potuto dirimere il problema, ma i transiti tra bacini
  e  bacini,  sbarchi e imbarchi di guide titolate o  non  titolate,
  verifiche  se il pullman che transita dal confine di una provincia
  ad un'altra prevede che dentro il pullman ci sia  una guida che  è
  iscritta.
   Credo che l'articolo 2 contenga il  problema madre  della Sicilia
  e, cioè, l'elezione del Parlamento regionale attraverso il sistema
  proporzionale  a  preferenza unica e, quindi, chiaramente,  ognuno
  nell'attività legislativa deve tentare di salvaguardare il proprio
  territorio  elettorale nel migliore dei modi,  e  questo  a  costo
  delle leggi che noi produciamo.
   E'  stato  consegnato un subemendamento a firma  degli  onorevoli
  Speziale,  De  Benedictis  e  Zago  che,  non  solo,  prevede   la
  ripartizione  in tre bacini ma, addirittura, uno dei bacini  viene
  diviso in due. Quindi avremmo cinque bacini di utenza per le guide
  turistiche.
   Mi   chiedo:   se  questo  dev'  essere  il  metodo   legislativo
  dell'Assemblea regionale, se questo è lo stile delle leggi che  il
  centrodestra in Sicilia propone nel terzo millennio,  io  mi  devo
  totalmente  dissociare,  perché non è possibile  pensare  che  con
  l'istituzione di una figura professionale che in Sicilia  -  e  mi
  conforta  la  presenza dell' assessore per il  turismo,  onorevole
  Cascio,  -  registrava una vacatio dall'entrata  in  vigore  della
  legge-quadro nazionale sul turismo, oggi la guida turistica non si
  può  fare in Sicilia; chi era preposto prima dalla legge oggi  non
  lo può fare più.
   Non ho ben compreso cosa stiamo per fare. Stiamo partorendo guide
  turistiche in Sicilia limitate a fatti territoriali, con tesserini
  provinciali  e  non. Mi creda, signor Presidente, ritengo  che  la
  Presidenza  dell'Assemblea  non  sia  tenuta  a  portare  in  Aula
  qualunque cosa viene scritta, è tenuta anche a verificare  che  ci
  sia la dignità legislativa nei testi che proponiamo.
   Pertanto,  invito  il  Presidente della Commissione  non  a  dare
  parere favorevole alla riscrittura dell'emendamento ma a riportare
  in  Aula  questo  disegno di legge e a farlo diventare  una  legge
  degna di tale nome.

    ZAGO  vicepresidente della Commissione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ZAGO  vicepresidente della Commissione. Signor Presidente,  come
  spesso  accade, nessuno è depositario della verità assoluta  e  su
  questo  discorso  delle sezioni in Sicilia,  per  quanto  riguarda
  l'albo regionale delle guide, si può sostenere qualunque cosa.
   Ogni  idea di articolazione delle sezioni in Sicilia ha -  a  mio
  parere  -  una  sua legittimità anche se dovesse  testimoniare  la
  difesa  di un territorio, anche se quel territorio dovesse  essere
  quello della propria elezione.
   Penso  che  difendere gli interessi del territorio sia legittimo;
  credo    che,   molto   spesso,   giustamente,   quando   emaniamo
  provvedimenti  legislativi,  non  prescindiamo  dai  territori  di
  appartenenza; l'ideale sarebbe spogliarci dall'essere deputato  di
  questa  o  di quella provincia per essere deputati della  Sicilia.
  Però, questo non sempre succede.
   Non  ho una posizione pregiudiziale nei confronti di chi sostiene
  e  presenta una articolazione diversa da quella prospettata  dagli
  emendamenti  a  firma dell'onorevole Speziale,  dell'onorevole  De
  Benedictis  e  del  sottoscritto,  anche  perché,  fino  a   prova
  contraria,   non   sappiamo  oggi,  ma  lo   sapremo   solo   dopo
  l'applicazione della legge nel territorio, quali effetti  produrrà
  l'articolazione che alla fine verrà esitata dall'Aula, per cui  io
  penso  che si può sostenere che ci sia l'albo regionale unico  per
  tutta  la  Sicilia,  senza  alcuna  sezione,  così  come  si   può
  sostenere,  come  succede per tutti gli altri albi  professionali,
  che  ce  ne  sia  uno per provincia - ci sono tante professioni  o
  quasi tutte le professioni che sono regolamentate attraverso  albi
  provinciali - così come si può sostenere che ce ne siano due o  ce
  ne siano tre.
   Insomma,  è stato già detto, in Commissione c'è stata  una  lunga
  discussione  su  questo. Non so quale sia la  verità  assoluta  e,
  tuttavia,  siccome  dobbiamo  pervenire  ad  una  scelta,  ad  una
  sintesi,  ufficialmente qui appongo la mia  firma  all'emendamento
  2.17   perché  credo  che  rappresenti  un  punto  di   equilibrio
  complessivo   in   tutte  le  proposte  di  articolazione   e   di
  accorpamento  delle  varie  province e per  le  sezioni  dell'albo
  regionale,  per  cui sostengo quanto asserito dal  Presidente.  So
  bene  che,  con  l'approvazione dell'emendamento 2.17,  decadranno
  altri emendamenti a firma mia e di altri miei colleghi di Gruppo.

    MICCICHE'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  prendo  per
  buone   le  considerazioni  dell'onorevole  Acierno;  le   ritengo
  coerenti con una posizione di tutto rispetto.  Ora si passa da una
  critica   all'altra,   da  un  eccesso  all'altro.   Ad   esempio,
  nell'emendamento presentato dall'onorevole Zago, Speziale ed altri
  si passa da tre a quattro sezioni.
   Ragionando  per  eccesso possiamo dire che  potrebbe  essere  una
  sorta  di soluzione, una mediazione, prendiamola in questo  senso.
  Io  farei, invece, un altro tipo di considerazione ed in tal senso
  ho presentato questi emendamenti.
   Sono convinto della posizione che ho preso: nelle sezioni cui  si
  fa  riferimento  e  cioè Agrigento, Caltanissetta  ed  Enna  -  ho
  cercato   di   dare  una  indicazione  tipologica  dell'itinerario
  turistico. Le zone di   Agrigento, Enna e Caltanissetta, sotto  il
  profilo  storico, sono  da identificarsi come  itinerario  Sicano'
  con  una  peculiarità  specifica.  Per  quanto  riguarda  Catania,
  Siracusa,  Ragusa e Messina la identificazione è di tipo  barocco.
  Infine,  per  quanto riguarda la  Sicilia occidentale,  Palermo  e
  Trapani     hanno   un  altro  tipo  di  tipologia  di  itinerario
  turistico, diverso da quello orientale e da  quello centrale.
   Questo  è il senso. Ora si arriva ad un'altra considerazione,  un
  altro  emendamento  che  scinde la sezione orientale  di  Catania,
  Messina,  Siracusa  in  due tronconi. In questo  caso  il  rischio
  potrebbe  anche  essere  al  contrario: creare  le  considerazioni
  eccessive dell'onorevole Acierno. Ma se questa potesse essere  una
  soluzione ancora migliore potrebbe andare  bene.
   E'  chiaro che non riesco ad inquadrare il contesto diverso, come
  quello di Ragusa, dal contesto di Catania, cioè lo smembramento di
  Catania  dalla  considerazione di  Ragusa  e  Siracusa  perché  lo
  considero un  unico  itinerario  barocco.
   Quindi,  si  frantuma ulteriormente. Alla fine, se  questa  è  la
  soluzione, potrebbe anche andare; se questo non va bene, nell'arco
  di  qualche  anno  si  può anche modificare in  senso  positivo  e
  accorparlo.
   Questa   frantumazione  non  giova.  Bisogna   salvaguardare   la
  specificità del barocco, del Sicano, la specificità del  medievale
  o di altri stili di epoche storiche dove è possibile ipotizzare un
  itinerario turistico coerente con la condizione territoriale.
   Per  tali  ragioni ho presentato questi emendamenti. Il fatto che
  l'onorevole  Beninati  faccia riferimento  all'accorpamento  degli
  emendamenti,   mi  spingerebbe  anche  a  ritirare   i   miei   in
  considerazione  del  fatto che l'emendamento 2.17  sostanzialmente
  assorbe  i  tre  emendamenti  da  me  presentati.  Mi  assumo   la
  responsabilità  del  ritiro  dell'emendamento,  anche  in  assenza
  dell'altro firmatario, onorevole Morinello.
   Tuttavia,   signor  Presidente,  il  mio  ritiro  è  condizionato
  all'approvazione dell'emendamento 2.17. Solo in  quel  momento  li
  ritirerò.

    PRESIDENTE   Onorevole Micciché, se sarà approvato l'emendamento
  2.17,  decadranno automaticamente tutti gli emendamenti presentati
  fino  al  quarto  comma  dell'articolo 2, mentre  rimarrebbero  in
  piedi quelli legati al comma 5 dell'articolo 2.

    SAVARINO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SAVARINO  Signor Presidente, sono stata invitata al ritiro degli
  emendamenti  che  avevo  proposto.  Ho  capito  che  nella   ratio
  dell'emendamento  che  propone la Commissione  sono  racchiuse  le
  esigenze  che  volevo  tutelare  con  la  presentazione  dei   due
  emendamenti.
   La  prima esigenza era quella di dividere le sezioni secondo  una
  omogeneità  culturale,  non perché ci fossero  precipui  interessi
  elettorali, ma proprio perché, invece, c'è una omogeneità storico-
  culturale che li giustifica e poi perché sono convinta che  se  la
  guida   turistica,  che  sicuramente  sarà  professionale  ovunque
  (certamente la guida turistica agrigentina potrà ben rappresentare
  anche  a Taormina e spiegare al turista straniero quelle che  sono
  le  bellezze  del Teatro greco e viceversa, la guida turistica  di
  Messina   potrà  rappresentare  bene  la  Valle  dei   Templi   di
  Agrigento),  sono  pure  convinta,  però,  che  l'amore  verso  il
  territorio, la passione che può spingere la guida turistica locale
  nel  rappresentare  le  proprie terre al turista  straniero,  sarà
  sicuramente  maggiore rispetto a quello di una guida turistica  di
  una località diversa.
   Quindi,  oltre all'omogeneità culturale e storica,  anche  quella
  del  maggior  amore  e della maggiore passione  verso  il  proprio
  territorio.
   Seconda  esigenza  che  vedo  ricompresa  nell'emendamento  della
  Commissione  è  quella  di  reinserire nel  disegno  di  legge  la
  possibilità dell'abilitazione a guida turistica per i soggetti che
  parteciperanno  ai  concorsi già banditi ma non ancora  espletati;
  anche questo trova razionale indicazione nell'emendamento proposto
  dalla Commissione, per cui ritiro i miei emendamenti.

    CAPODICASA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA  Signor Presidente, non mi soffermerò molto perché mi
  pare  che  vi  sia  un'ampia condivisione  dell'emendamento  2.17.
  Vorrei solo fare una raccomandazione di ordine formale: visto  che
  la  Commissione ha deciso di proporre l'approvazione del 2.17, con
  l'esclusione ovviamente della sostituzione del comma 5, credo  che
  sia  opportuno  che venga formalizzato con un emendamento  perché,
  così  come recita attualmente,  l'emendamento 2.17 è riferito alla
  sostituzione dell'intero articolo.
   Per  quanto  riguarda  il  merito, sono sorpreso  dell'intervento
  dell'onorevole  Acierno  che  mi è  parso  eccessivo  rispetto  al
  contenuto  dell'emendamento. Si può essere d'accordo  o  meno,  ma
  richiamare   addirittura   questioni  di   dignità   parlamentare,
  legislativa,  a me sembra degno di miglior causa, non  appropriato
  al  tema,  onorevole  Acierno. E siccome  condivido  l'emendamento
  2.17,  spiego perché, a mio giudizio, non è così scandaloso,  anzi
  lo trovo assai appropriato ed opportuno.
   Vi  sono  le  ragioni che qui sono state addotte dai  colleghi  a
  proposito dei 'bacini culturali', in cui è suddivisa la Sicilia.

    ACIERNO   Qui  non si parla di bacini culturali,  ma  di  bacini
  territoriali.

    CAPODICASA   Sì, non se ne parla, sono stato io ad usare  questo
  termine  che è riferito alle colonizzazioni subite dalla  Sicilia,
  in  relazione a dove abbiamo resti archeologici, reperti di  varia
  natura.  E'  vero  anche  che  è  piuttosto  complicato  fare  una
  suddivisione  sulla  base  delle  attuali  province  perché,  come
  sappiamo,  le  aree archeologiche, ma anche i beni  monumentali  e
  paesaggistici,  sono trasversalmente presenti nelle  province.  Ma
  bisogna tenere conto di una vocazione del territorio che si presta
  meglio  ad  approfondimenti di natura culturale  che  ogni  guida,
  assumendo una specializzazione specifica sui siti, può offrire  al
  visitatore.
   Detto  questo,  non  possiamo ignorare che  c'è  anche  un  fatto
  pratico:  ormai la Sicilia è tutta divisa in ambiti  territoriali.
  Lo  si  fa  per  il servizio idrico, lo si fa per il  settore  dei
  rifiuti, lo si fa con le AUSL.

    GRANATA  assessore per i beni culturali ed ambientali e  per  la
  pubblica  istruzione. Qui c'è un problema di competenza  su  certi
  aspetti del disegno di legge.

    CAPODICASA    L'ho   capito,  è  un   problema   di   competenza
  assessoriale.  Ho  percepito  il  problema  che  lei  solleva.  E'
  materia, per la verità, di competenze assai trasversali,  fra  cui
  anche quella dell'Assessorato dei beni culturali.

    GRANATA  assessore per i beni culturali ed ambientali e  per  la
  pubblica  istruzione.  Per  esempio, il  direttore  di  Villa  del
  Casale,  con questo disegno di legge, non può spiegare ai  turisti
  la  Villa  del  Casale, perchè è sito Unesco. Il  direttore  della
  Villa, perché non è guida turistica

    ACIERNO  Ma io ho detto che bisogna rinviare il disegno di legge
  in Commissione

    PRESIDENTE   Per  la  verità, onorevole Assessore,  non  è  così
  perché il direttore della Villa del Casale non esercita l'attività
  di  guida  turistica.  E,  in quel caso,  non  sarebbe  una  guida
  turistica,  svolgerebbe la sua funzione di direttore,  che  è  ben
  diversa.

    CAPODICASA   Perché la guida turistica viene retribuita  per  l'
  attività lavorativa.
   Onorevole assessore, qui il punto è di merito. Quello che  volevo
  dire,   signor  Presidente,  è  che  c'è  un  problema  anche   di
  distribuzione territoriale delle guide.
   Onorevole  Acierno,  se istituiamo la guida turistica  regionale,
  ciò  che prevedibilmente potrà verificarsi è che, essendo le città
  di  Catania  e di Palermo sede di aeroporti, quindi ricettori  dei
  flussi  turistici  principali  che  arrivano  attraverso  i   tour
  operator  in  queste  due grandi città, e  qui  prendono  contatto
  immediatamente con gli assetti ... Ormai mi pare tardi,  onorevole
  assessore, per affrontare l'argomento.

    GRANATA  assessore per i beni culturali ed ambientali e  per  la
  pubblica  istruzione.  Ma nessuno mi ha mai  convocato  in  quarta
  Commissione.

    CAPODICASA   Quello che volevo spiegare è che  succederà  che  i
  tour  operator  si  doteranno  delle  guide  turistiche  nel  sito
  principale, che è quello di Palermo o di Catania, e da  qui  fanno
  poi  le escursioni verso Agrigento, verso Trapani; ragion per  cui
  chi  opera  come  guida  turistica da  diversi  anni,  perfino  da
  decenni, nei siti decentrati, rischiano di veder arrivare i flussi
  turistici, il pullman con la guida da Palermo che viene a spiegare
  ad  Agrigento,  a  Caltanissetta o a Enna o in altre  località  le
  bellezze  artistiche e culturali di quei siti, e nessuno  di  loro
  potrà  avere l'opportunità di continuare ad espletare  la  propria
  attività.
   Questo   sistema  ci  garantisce  doppiamente.  Da  un  lato   ci
  garantisce  circa la conoscenza dettagliata, perché la  conoscenza
  del  sito  della Valle dei Templi la può avere anche la  guida  di
  Palermo,  se  la  studia,  la  approfondisce.  Altra  cosa  è   la
  conoscenza   legata  al  territorio  che,  solo   chi   vi   opera
  costantemente,  dodici  mesi  all'anno,  può  avere.  Conosce   le
  abitudini  dei luoghi, conosce anche i posti meno noti  al  grande
  pubblico internazionale. E, quindi, io do questa interpretazione.
   C'è,  poi,  anche un fatto lavorativo che un'equa programmazione,
  distribuzione sul territorio consente di potere garantire meglio a
  tutti.  Ritengo che sia un'ipotesi  appropriata. Poi,  se  debbano
  essere  tre  o essere accorpati diversamente, questo  è  un  altro
  conto.  A  me,  così come l'emendamento 2.17 li  presenta,  sembra
  convincente per tutta una serie di ragioni.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


   SULL'ORDINE DEI LAVORI

    ACIERNO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima ancora che
  si  vada  alle  dichiarazioni  di voto,  per  le  quali  sono  già
  iscritto, vorrei sottoporre alla Presidenza il contenuto del comma
  2, dell'articolo 2, che limita ai residenti o ai domiciliati nella
  Regione siciliana la possibilità di diventare guida turistica.
   Credo  che  la norma, così scritta, sia assolutamente illegittima
  perché  contrasta con tutte le norme nazionali e  comunitarie  sul
  lavoro.
   La  residenza non è nascita, non è amore per il territorio, ma  è
  soltanto  un  fatto  di  mera burocrazia,  ciò  significa  che  un
  francese che prende residenza o elegge domicilio in Sicilia  potrà
  fare  la  guida  turistica  ad Agrigento;  un  cinese  che  prende
  residenza  o elegge domicilio in Sicilia potrà  farlo  a  Messina;
  uno del Burundi può prendere la residenza o eleggere domicilio  in
  Sicilia e fare la guida turistica in Sicilia.
   Ciò  dimostra  che  viene meno la cautela  o  la  protezione  nei
  confronti dell'amore che ognuno di noi ha per questa Terra.
   E,  solo  per  chiarire,  signor Presidente, il mio intervento  è
  volto semplicemente a sostenere  che diventa poi un'assunzione  di
  responsabilità  da parte nostra se, quando un pullman  di  Messina
  arriverà al confine della provincia di Palermo per  fare vedere il
  centro di produzione delle ceramiche di Santo Stefano di Camastra,
  quel  pullman,  che ha previsto nel suo tour di visitare il  Duomo
  di  Cefalù,  dovrà far scendere lì  la guida turistica  messinese,
  innamorata  di Messina, e da quel momento o fare salire  la  guida
  turistica di Palermo o trovarla direttamente a Cefalù.
   Un  dato  certo resta, signor Presidente, che la guida  turistica
  messinese  resta  a piedi, lì, ad aspettare che il  pullman  abbia
  finito il tour a Palermo e torni indietro.
   Ora io devo dire...

    PRESIDENTE   Onorevole Acierno, mi spiega quale è il  nesso  con
  l'ordine  dei lavori del suo intervento? Anche perché, altrimenti,
  mi  mette in imbarazzo con i colleghi che hanno chiesto più  volte
  di intervenire ed io l'ho consentito.

    ACIERNO   Il nesso con l'ordine dei lavori è quello   di  sapere
  se la  norma del comma 2 è  ammissibile.

    PRESIDENTE   Onorevole Acierno, a giudizio  della  Presidenza  è
  ammissibile,  anche  perché  moltissimi  albi  e  registri   hanno
  un'articolazione     territoriale     di    natura    provinciale,
  sub-provinciale, regionale, eccetera.
   Cito  soltanto l'albo dei giornalisti,  quello degli  avvocati  e
  molti   altri   che   hanno  un'articolazione  regionale   e   poi
  provinciale.  Quindi,  l'aspetto problematico  non  è  questo,  ma
  l'altro  che  invece lei ha sottolineato. Però a  quanto  pare  le
  guide  tra  loro  hanno questo tipo di accordo nel  senso  che  si
  interscambiano, si interconnettono nei diversi territori.  Quindi,
  da questo punto di vista, il problema  esiste,  ma esiste anche la
  soluzione  che  è  interna  corporis,  all'interno  dello   stesso
  ambiente delle guide turistiche.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


      Riprende la discussione del disegno di legge numeri 620 ed
                                altri/A

    VILLARI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    VILLARI    Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,    vorrei
  preliminarmente far riferimento al Regolamento e so  che,  in  tal
  senso,  lei sa essere garante attento; perché,  se con la scusa di
  intervenire  sull'ordine dei lavori siamo costretti  ad  ascoltare
  ripetuti interventi su argomenti di merito,  su questioni coperte,
  appunto,   da una richiesta di intervento sull'ordine dei  lavori,
  ci perdiamo.
   Ho  molto rispetto del lavoro fatto dalla Commissione, di cui non
  faccia  parte,  ma   alle cui riunioni  ho partecipato,  essendomi
  preoccupato  di   essere  presente  ogni  qualvolta  sono    stato
  convocato,   nella qualità di presentatore di un disegno di  legge
  sulla  materia (guide turistiche ed altro). Voglio fare una  prima
  obiezione.  Per  tranquillizzare l'onorevole Acierno,  per  quanto
  riguarda la questione sull'articolo 1 ...

    PRESIDENTE   Onorevole  Villari,  capisco  il  senso  della  sua
  proposta.  L'Aula ha già deciso però di continuare i  suoi  lavori
  fino  alle ore 22.30 per procedere a quell'ora alla votazione  del
  disegno di legge sulla pesca.
     Molti  colleghi si sono allontanati dall'Aula, momentaneamente,
  ma  poi  ritorneranno per quell'ora, quindi una sospensione legata
  ad un andamento diverso dei lavori non sortirebbe effetto
   Vorrei  fare,  invece,  appello agli altri  colleghi  iscritti  a
  parlare per dichiarazione di voto (Giambrone, Raiti, Acierno):  mi
  sembra che il dibattito si stia ormai orientando sulla ipotesi che
  prevede  tre  ambiti. L'onorevole Zago ha annunciato che  ritirerà
  l'emendamento  2.17.1,   in quanto superato  ed   anche  il  2.18;
  mentre,  per il 2.17.2 il Presidente della Commissione  precisa  -
  ma  sarebbe  accaduto comunque con il coordinamento formale  della
  legge  -   che  il  2.17 è sostitutivo dei  commi  1,  2,  3  e  4
  dell'articolo 2 e non anche del comma 5.
   Mi   sembra,   pertanto,  inopportuno   ripetere  sostanzialmente
  tematiche  che  sono state già affrontate. Se i colleghi  svolgono
  brevissimamente  il  loro  intervento  e  poniamo   in   votazione
  l'articolo  2   (quello  più spinoso) , più difficile,  gli  altri
  possono  anche      scorrere    velocemente. Ovvero,      possiamo
  prevedere   un'articolazione  diversa  dei  nostri  lavori,    per
  esempio,  prelevando l'altro disegno di legge,  come desidera fare
  l'onorevole  Cintola. Ma questo lo vedremo, intanto  cerchiamo  di
  uscire  da questa vicenda che è la  più difficile.

    VILLARI  Signor  Presidente, io infatti farò brevemente  il  mio
  intervento  ma non ho posto una questione che va in contrasto  con
  l'emendamento  espresso  dalla Commissione.  Peraltro,  poiché  ne
  condivido l'impostazione, preannuncio già sin d'ora il ritiro  dei
  miei tre emendamenti che riguardano la questione degli ambiti così
  come sono stati disegnati dalla Commissione.

    PRESIDENTE  Le chiedo di indicare con precisione il numero degli
  emendamenti ai quali si riferisce.

    VILLARI  Sono gli emendamenti 2.8, 2.9 e 2.10 di cui sono  primo
  firmatario  in  quanto  vengono assorbiti  dall'emendamento  della
  Commissione.
   Volevo  infine  precisare che per alcuni aspetti  possono  essere
  affrontati  in  un  momento diverso senza mettere  in  discussione
  l'intero disegno di legge.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                        Sull'ordine dei lavori

    CINTOLA  Chiedo di intervenire sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA   Signor   Presidente, onorevoli colleghi,  credevo  che
  questa  legge, che fosse stata ampiamente discussa in Commissione,
  avesse un iter parlamentare più veloce.
   Ricordo  a  quest'Aula che il Presidente aveva preannunciato  che
  per le 22,30 avrebbe posto in votazione i disegni di legge sino  a
  quel momento esitati.
   Chiedo,  quindi, di votare l'articolo 2 del disegno di  legge  n.
  620 ed altri/A e rinviare ad un altro momento l'esame dei restanti
  articoli. Chiedo altresì di  porre ai voti il prelievo del disegno
  di  legge  n.  359/A,  concernente l'istituzione della  Fondazione
  "Fulvio Frisone" che è costituito da pochi  articoli  e sul  quale
  credo che non vi siano emendamenti, in modo da arrivare all'orario
  prefissato,  votando un disegno di legge in più.

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, l'unica cosa che vorrei  evitare
  è che si apra un dibattito lungo sull'ordine dei lavori.

    ZAGO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ZAGO    Signor    Presidente,  onorevoli  colleghi,   intervengo
  brevissimamente perché condivido la valutazione da lei fatta sulle
  difficoltà  maggiori relative alla  discussione  dell'articolo  2,
  per   il  quale  siamo  tutti  d'accordo  che  si  arrivi  ad  una
  conclusione  e,   interpretando anche la  proposta  dell'onorevole
  Cintola, propongo di proseguire i lavori esitando sia l'articolo 2
  che  i  successivi  sino  all'articolo 6  compreso  -   escludendo
  l'articolo  7  sul quale c'è una precisa posizione del  Governo  -
  in  quanto  ritengo  che  gli stessi non  comportino   particolari
  difficoltà di dibattito.

    PRESIDENTE   Se  non  ci sono osservazioni sulla  proposta  così
  resta stabilito.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


      Riprende la discussione del disegno di legge numero 620 ed
                                altri/A

    GIAMBRONE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GIAMBRONE  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono il  primo
  firmatario  dell'emendamento 2.17 ed  il motivo che mi ha  spinto,
  assieme ai colleghi, a preparare questo emendamento è stato quello
  di  non commettere un' ingiustizia nella suddivisione degli ambiti
  di pertinenza delle guide turistiche.
   Dò  atto  ai componenti della quarta Commissione, e per  essa  al
  Presidente,  onorevole  Beninati,  della  disponibilità   a   fare
  chiarezza sulla suddivisione degli ambiti.
      I  tre  ambiti  sono  indispensabili  e  meraviglia  non  poco
  l'intervento dell'onorevole Acierno.Ritengo che ciò  che  è  stato
  detto  sia  inammissibile. Sono state espresse talune  inesattezze
  che niente hanno a che vedere con la materia che stiamo trattando.
  Quando  si dichiara in quest'Aula che le guide, sol perché  stiamo
  istituendo tre ambiti, devono cambiare pulman di volta  in  volta,
  si  fa   confusione  fra  la professione di  accompagnatore  e  la
  professione di guida turistica.
   L'accompagnatore mi accompagna sin dal momento della partenza, la
  guida  è  specializzata in un determinato settore ed è  tenuta  ad
  illustrare le opere e i siti che si visitano.
     Parto  dalla  Francia con l'accompagnatore e mi  accompagna  in
  tutti  i  luoghi, un'altra cosa è la guida che è specializzata  in
  quel settore per cui  di volta in volta deve spiegare le opere,  i
  siti  che  vado a visitare. Non vorrei che qua dentro  si  facesse
  confusione
   Invece,  è  da apprezzare il lavoro che si sta facendo  e  reputo
  validissima questa legge, perché,  ripeto,  si va a dare ordine  a
  questo  settore  che ha creato non poca apprensione  tra   i  suoi
  operatori.
   Da  agrigentino, ho vissuto le tensioni che sono nate  attorno  a
  quella  proposta che -  bontà della Commissione, ha subito rivisto
  -   aveva  creato delle tensioni perché andava a compromettere  la
  possibilità di lavoro di diversi operatori. Che ben vengano queste
  leggi   Ieri  è stato consumato - diceva Eleonora Lo  Curto  -  un
  passaggio  importantissimo per la legge che riguardava  la  pesca;
  oggi  si  sta  andando a riordinare un settore che in  effetti  si
  prestava a diverse interpretazioni.
   Pertanto,  invito,  l'onorevole Acierno, il quale   ha  dato  dei
  contributi  notevoli in Commissione,  a rivedere le sue posizioni,
  a  raddrizzare   questo tiro,  perché non vorrei  che  si  creasse
  ulteriore confusione.

    PRESIDENTE   Comunico  che,  ai  sensi  dell'articolo  117   del
  Regolamento, sono stati presentati i seguenti emendamenti:  117.1,
  117.2  e 117.3,  riferiti al disegno di legge  n. 727-722-723-724-
  770/A, relativo alle vittime di Nassiria.
   Preciso  che  i  predetti  emendamenti sono  stati  inviati  alla
  Commissione 'Bilancio', per la copertura finanziaria.

   L'Assemblea ne prende atto.

    RAITI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    RAITI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo  lavorato
  assiduamente in Commissione e questa legge credo sia  meritoria  e
  la condivido quasi per intero.
   Forse  l'unica delle cose rimaste che non condivido  è  contenuta
  nel  mio  emendamento 2.5. Anche se è vero che la Commissione,  ad
  ampia maggioranza, ha apprezzato l'emendamento 2.17.
   Tengo solo a precisare la mia posizione, poi non posso fare altro
  che  prendere atto della posizione della Commissione: ritengo  che
  l'albo  che  ci  apprestiamo  a  fare  è   per  una  questione  di
  semplificazione perché poi di fatto non va a toccare i  bacini  di
  lavoro  o  tutte le preoccupazioni e ragionamenti  che   fatti  in
  questa sede, perché anche nelle ipotesi di distretti culturali  ci
  sarebbe molto da dire.
     La  Sicilia  è un arcipelago di distretti culturali  che  hanno
  caratteristiche proprie. Il mio emendamento che va nella direzione
  di  avere  solo due sezioni, cioè la Sicilia orientale  e   quella
  occidentale,  è un emendamento che prevede la semplificazione,  la
  possibilità  di evitare che ci siano più esami, la possibilità  di
  evitare   una  diversa  distribuzione  dell'opera  di  guida   nel
  territorio   siciliano.   Sarebbe  più  omogeneo,   sarebbe   meno
  difficoltoso,  dal mio punto di vista,  per le guide, sarebbe  più
  opportuno.
   Su  tale posizione voglio mantenere la mia scelta politica  anche
  se  prendo atto della valutazione della Commissione. Mi fermo  qui
  per  non tediare i colleghi e lei, signor Presidente, ma ci tenevo
  a  sottolineare  che  intendo mantenere  ancora  oggi  questa  mia
  scelta.

    PRESIDENTE     Pongo    in   votazione   l'emendamento    2.17.1
  all'emendnamento 2.17.

    ACIERNO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Esprimo il voto contrario da parte  del  Gruppo  Nuova
  Sicilia.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CASCIO    assessore  per  il  turismo,  le  comunicazioni  e   i
  trasporti. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    BENINATI  presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE    Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole  si
  alzi.

                           (Non è approvato)

    Si passa all'emendamenti 2.17.1. Lo pongo in votazione.

    ACIERNO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO  Signor Presidente, su questo emendamento mi asterrò per
  un semplice motivo.

   PRESIDENTE. Si sta ammorbidendo

    ACIERNO  No  Non mi sto ammorbidendo.

    PRESIDENTE  Era un auspicio.

    ACIERNO   Poichè quello che io ho voluto sostenere  partiva  dal
  presupposto  che  quando  faccio  attività  legislativa  mi  piace
  pensare che le leggi che partecipo a formare siano scritte bene  e
  che le finalità espresse nelle leggi alle quali contribuisco siano
  ed  abbiano finalità reali,   se qualcuno dei miei colleghi  pensa
  che  l'approvazione della riscrittura dell'articolo  2  garantisca
  alla guida turistica di Agrigento di non avere il palermitano così
  come  alla  guida turistica palermitana di non avere il messinese,
  evidentemente   o  non  ha  capito  o  non  ha  letto   il   testo
  dell'articolo 2. Perché questa suddivisione in bacini territoriali
  non pregiudica la possibilità al messinese di iscriversi a tutti e
  tre  i  bacini,  così come non prevede la possibilità  alla  guida
  turistica  palermitana di avere l'iscrizione  in  tutti  e  tre  i
  bacini territoriali.
     Allora  la verità qual'è? La verità è che noi in questo abbiamo
  frantumano  l'albo  regionale delle guide turistiche  pensando  di
  salvaguardare la guida sul livello territoriale. Lo abbiamo  fatto
  ed  io  l'ho  voluto  e  perciò se si  dovesse  votare  per  parti
  separate,  vorrei  spuegato  perché al comma quattro  noi  diciamo
   restano valide le abilitazioni all'esercizio della professione di
  guida  turistica  nei comuni e nelle province  della  Regione  già
  conseguite alla data di entrata in vigore della presente  legge.'.
  Cosa  significa?  Che  se io oggi sono titolare  di  un  patentino
  provinciale per Palermo, Catania, Messina, Agrigento, Ragusa, Enna
  e  Caltanissetta con questa legge,  continuo ad esercitare il  mio
  ruolo di guida turistica in seno a tutte queste province anche  se
  questa legge non c'è?
    Cosa comporta, dunque? Complicare la vita delle persone, perché,
  a  quel  punto,  devo sostenere tre esami in quanto  mi iscrivo  a
  tutte e tre le categorie e quindi di fatto divento guida turistica
  regionale;  il messinese si troverà la concorrenza lo  stesso,  il
  palermitano si troverà la concorrenza lo stesso.
   Per tale ragione avevo detto ai miei colleghi, se quello  che  si
  vuole  dare sul territorio è solo un segnale "politico"  -  perché
  non  vi  è  piaciuto  il  termine elettorale  che  era  molto  più
  esplicativo -  io vi dico che il segnale che avete mandato  non  è
  assolutamente tale, e che se volevate risolvere il problema  della
  territorialità non lo avete risolto.

    GRANATA   assessore  per  i  beni  culturali,  ambientali  e  la
  pubblica istruzione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GRANATA   assessore regionale per i beni culturali, ambientali e
  la  pubblica istruzione. Signor Presidente, io volevo  evitare  di
  intervenire  per un motivo molto semplice. Questa è una  legge  di
  iniziativa parlamentare, non è una legge di iniziativa governativa
  e  quindi  dovrebbe  essere esaminata dal  Parlamento   nella  sua
  autorevolezza e nella sua piena legittimità ed autonomia  rispetto
  ai  temi  che  affronta  e che tratta, che  per  altro  sono  temi
  strategici,  importanti, legati a quelli  che  tutti  condividiamo
  essere una delle possibilità di  nuovo indirizzo dello sviluppo in
  Sicilia.   Quindi   non  deve  sembrare  il  mio   intervento   né
  minimamente, né in parte, né parzialmente,  polemico verso alcuno,
  né  tanto  meno  verso  il  collega Cascio  con  cui  abbiamo  già
  scambiato alcune opinioni.
    Il tema è soltanto uno. Che se si va a regolamentare una materia
  che interviene nell'organizzazione interna di un sistema legato ai
  beni culturali, c'è un riferimento all'Unesco e c'è un riferimento
  ai  siti  di  interesse  storico, quali  ritengo  siano  i  parchi
  archeologici, i musei.
   Non si può innanzitutto, per prassi parlamentare,  che creare un'
  audizione  con  chi è competente esclusivo per materia  di  questi
  temi,  perché questi temi, all'interno di queste sedi e di  questi
  parchi   non  possono  essere  regolamentati  soltanto  attraverso
  l'individuazione  di alcune professionalità,  che  sappiamo  tutti
  essere  importanti,  che vogliamo garantire, ci mancherebbe altro,
  colgo   lo  spirito  del  legislatore   Qui  nessuno  sta  facendo
  un'accusa  rivolta,  come dire, in modo polemico,   nei  confronti
  della Commissione che ha ben lavorato, perché la legge serve, ecco
  voglio  chiarire subito questo fatto,  che questa regolamentazione
  serve,  ma  il  tema della competenza a sindacare  all'interno  di
  questi  siti  chi  può svolgere una determinata attività  in  modo
  esclusivo.
     All'articolo 1 c'è quel "solo" che è una questione che non  sta
  in  piedi,  né in cielo né in terra, vi faccio soltanto due esempi
  e  vorrei  che  il  Parlamento ascoltasse. Il primo:  ci  sono  in
  Sicilia almeno tre nuovi corsi di lauree in beni culturali, uno ha
  sede ad Agrigento, che è UNESCO; secondo quel "solo" un gruppo  di
  giovani laureati della facoltà dei beni culturali di Agrigento non
  può  essere  utilizzato per illustrare ai  turisti  la  Valle  dei
  Templi perché è sito UNESCO, non può essere utilizzato perché deve
  andarsi a iscrivere all'albo delle guide turistiche,  dopo  che  è
  laureato in beni culturali. C'è un altro tema, ed è che oggi siamo
  in  applicazione della nostra Ronchei e la nostra Ronchei è andata
  avanti  con  un bando che prevedeva alcuni requisiti alle  società
  che   lo   applicassero  e  prevede  anche  le  guide   didattiche
  all'interno dei siti, anche dei siti UNESCO.
     In  questo caso dopo avere aggiudicato delle gare con un  bando
  che  prevede  alcune  cose,  si crea un  corto  circuito  di  tipo
  istituzionale legato alle competenze perché teoricamente  ..

    PRESIDENTE   Scusi,onorevole Granata, da  più  parti  provengono
  alla  Presidenza suggerimenti relativamente a un percorso  diverso
  di  questo  disegno di legge, nel senso che,  essendo  emerse  una
  serie di problematiche, quelle che lei sta indicando ed altre,  la
  proposta  che  mi  proviene è quella di rimandare  il  disegno  di
  legge, sia pure informalmente, in Commissione e andare avanti  con
  il successivo disegno di legge.

    GRANATA   assessore  per beni culturali, ambientali  e  pubblica
  istruzione.    Io    concludo   rapidamente,   se   l'orientamento
  dell'Assemblea    è    questo,   desidero   esprimere    un'ultima
  considerazione,   relativa  agli   ambiti  territoriali.   Io   ho
  apprezzato  l'ultimo intervento, perché ha spiegato  un  passaggio
  che  è fondamentale, nessuno esclude che uno possa iscriversi,  se
  ne  ha la professionalità e lo dimostra, in più distretti e quindi
  questo è un qualche cosa che va approfondito, ma ha una logica nel
  senso  della  libertà,  se si comprova la propria  competenza   ad
  essere  iscritto in più distretti. Direi però che è  importante  o
  arrivare ad  una semplificazione assoluta,  che può essere  legata
  alle  due  parti della Sicilia orientale e occidentale, oppure  si
  dovrebbe  tenere conto di alcune realtà che stanno  sorgendo,  per
  nostra   fortuna,  sul  territorio,  come   quella  dei  distretti
  culturali e quindi rinviare tale  specificità a questo dato.

    ACIERNO  Allora sì, allora ha una logica.

    GRANATA   assessore  per beni culturali, ambientali  e  pubblica
  istruzione.  Infatti sull'ultimo punto le do ragione,  perché  c'è
  quel livello di libertà.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                        Sull'ordine dei lavori

    CINTOLA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  ne ha facoltà.

    CINTOLA  Signor Presidente, io penso che sia opportuno fermarsi,
  però  eviterei,  se  fosse possibile -   e  questo  glielo  chiedo
  formalmente  -  di  rimandare il disegno di legge in  Commissione,
  in quanto è  già  all'esame dell' Aula  ed è incardinato.

    PRESIDENTE  In via informale.

    CINTOLA   Lo  rinviano in via informale  in   Commissione,  alla
  presenza  del Governo,  in maniera tale che  anche la commissione,
  presente   maggioranza  e  minoranza,  ed  il   Governo,   possano
  approfondire  le  cose state dette, quelle  valide,   che  possano
  raffrontarle  e concordarle e che  tornino quindi in Aula  con  il
  disegno di legge.
   Vorrei,  inoltre,  proporle  di prelevare  il  disegno  di  legge
  successivo  e  di  dare  la  possibilità  anche  alla  Commissione
   Bilancio' che si riunisce domani -  magari  con un voto d'Aula  -
  di esprimere il parere sulla copertura finanziaria  per il disegno
  di legge che è stato già votato..

    PRESIDENTE  L'ho già detto, onorevole Cintola, ho già annunziato
  all'Aula   di   trasmettere   alla  Commissione    Bilancio'   gli
  emendamenti ai sensi dell'art. 117 relativi alla materia  cui  lei
  faceva cenno.

    ANTINORO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ANTINORO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi  e  Governo,
  soprattutto,  ho  ascoltato le cose che diceva l'assessore  per  i
  beni  culturali: Fermo restando che abbiamo il dovere di fare  una
  buona  legge  -   è  una legge attesa da tantissimi  anni  da  una
  categoria  di lavoratori che hanno diritto ad essere una  volta  e
  per  tutte regolamentati e quindi su questo dobbiamo andare avanti
  -   però,  per evitare, come qualche volta è avvenuto, ma non  per
  ignoranza  del  Parlamento  o  per  strafalcioneria  dello  stesso
  Parlamento,  ma  perché  qualche volta le  cose,  fatte  anche  in
  perfetta buona fede ma di premura, vanno incontro al rischio   che
  poi devono essere corrette successivamente.
   Ho  apprezzato  l'invito  del ritorno informale  in  Commissione;
  siccome, da Presidente della Commissione Cultura, vi sono  vicende
  riguardanti i siti culturali su cui ricade la competenza specifica
  della  Commissione  che presiedo, ritenevo  allora   opportuno  un
  minimo  di rivisitazione, anche informale, lo ribadisco, in quinta
  Commissione  per  uno  scambio  di  opinioni  con  l'Assessore  di
  competenza, al fine di migliorare ulteriormente la legge  e  farla
  proseguire speditamente.

        BENINATI   presidente  della Commissione  e  relatore.
  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

        PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

        BENINATI   presidente  della Commissione  e  relatore.
  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, purtroppo, mi  trovo
  in  difficoltà  ad  intervenire  ed  invito  i  colleghi  ad
  ascoltare.
       La Commissione ha lavorato diversi mesi su di un testo,
  fermo  restando  che è risaputo da tutti che la  Commissione
  si  riuniva  a  tale  scopo; penso che si  sapeva  che,  per
  diversi mesi, si è lavorato al disegno di legge sulle  guide
  turistiche. Ciò nonostante, se c'è stato un frainteso  sulle
  convocazioni, o meno, si poteva anche andare oltre; è  ovvio
  che  questa Commissione non ha minimamente voluto scavalcare
  nessuno,  prova  ne  è che il provvedimento  è  rimasto  per
  tanti   mesi   in   Commissione,  quindi   non   c'è   stata
  un'accelerazione  scaturita per fare una  legge  e  portarla
  via;   c'è  stata,  anzi,  una  lunghissima  attenzione   ed
  audizioni  di un mondo che, dopo tanti anni, forse cinquanta
  o sessanta, in Sicilia non è mai stato normato.
       Forse  non tanti sanno che in Sicilia c'è una  assoluta
  autonomia  in  quanto ho sentito parlare di discussioni  che
  vorrebbero   le   guide  regionali;  oggi  le   guide   sono
  provinciali  e,  pertanto, si sta facendo  un  grande  passo
  avanti per creare delle guide comprensoriali.
       E'   vero   che  forse  manca  la  definizione  "bacini
  culturali"  però,  di fatto, per chi conosce  il  territorio
  della  Sicilia, scrivere  culturali  o meno, quando si parla
  di  quattro province e naturalmente il barocco, non serve  a
  nulla   quando  si  dice  espressamente  Siracusa,  Catania,
  Messina e Ragusa, è implicito.
       E' ovvio che forse si poteva anche aggiungere la parola
  "bacini  culturali" ma non è questo il tema. Abbiamo  sempre
  parlato di guide turistiche e non turistico-culturali,  però
  abbiamo  fatto  un passo molto più avanti  oggi:  la  legge,
  infatti,  vuole  qualificare molto di  più  le  persone  che
  illustrano il territorio della Sicilia.
       Addirittura, negli articoli 1 e 2 abbiamo  voluto  dare
  alle guide, nel futuro - non certamente oggi perché c'è  già
  una  situazione di fatto che esiste - ebbene, abbiamo voluto
  dare  pure  un livello di cultura assai maggiore  di  quello
  oggi posseduto da molte guide.
       Certo,  mi dispiacerebbe di ritornare - sentendo alcuni
  discorsi - a fare illustrare i siti a persone che non  hanno
  forse  né  laurea né diploma: e allora, il tema è molto  più
  complesso,  ha  ragione  l'onorevole Granata.  Noi  volevamo
  fare  e  vorremmo fare una legge sulle guide qualificate;  è
  ovvio  che  se  su  questo argomento si  vuole  ridiscutere,
  possiamo  certamente farlo, però, onestamente,  non  capisco
  cosa  ci sia di tanto stravolgente quando si è detto che  le
  guide  devono possedere, per il futuro, lauree brevi  perché
  è  scritto, dove si è detto che per quelle che già  esistono
  sarebbe mortificante svolgere un esame solo
       La legge, a regime, prevede che le guide future debbano
  possedere  la  laurea breve in scienze umanistiche  e  tanti
  altri requisiti, poi sostenere l'esame. E' ovvio che per  le
  guide  che lavorano oggi in Sicilia, le mortificheremmo  nel
  prevedere  questo, anche perché non potrebbero più lavorare
  E  siccome  è  da anni che questa gente - forse dimenticando
  tutti    che    esistevano    queste    professionalità    -
  effettivamente,  rende  un  grosso  servizio  per  tutta  la
  Sicilia  (tante volte, andando anche oltre, ce  lo  dobbiamo
  dire  perché esiste questo meccanismo che non ha regole che,
  piuttosto,  volevano  introdursi) allora,  si  è  detto  che
  occorreva  trovare una salvaguardia, creando  dei  corsi  di
  aggiornamento  che, quanto meno, nel caso  di  comprensorio,
  migliorano il loro patentino provinciale con gli  altri  del
  comprensorio medesimo.
       Quindi qualifichiamo, in ogni caso, le guide esistenti.
       Questa   legge  è  votata  a  qualificare  un  servizio
  dignitoso  per questa Sicilia che fino ad oggi,  forse,  non
  lo  è stato tanto o, forse, purtroppo, e me ne dispiace,  ad
  illustrare questi siti non vogliamo le persone qualificate.
       Allora questa è una scelta politica
       A questo punto, mi trovo in grosse difficoltà: mi rendo
  conto  che  l'Assessore Granata dice  bene,  ci  sono  delle
  situazioni   oggi   già  in  atto  che   creerebbero   delle
  difficoltà  perché non so, appunto, se in queste  situazioni
  oggi  avviate,  all'interno, ci siano  guide  specializzate,
  non  lo  so.  Se  ci  sono, benissimo, se  non  ci  sono  si
  adeguano, non vedo niente di sconvolgente
       E' ovvio che nessuno vuole mortificare le situazioni in
  atto.  Se c'è il modo, troveremo pure una soluzione: ma  non
  è  che  per  questo si può dire che una legge non sia  stata
  impostata  bene,  credetemi  è  mortificante  per  tutti   i
  colleghi che hanno lavorato in questa Commissione
       Pertanto, nel rispetto del ruolo che ricopro e di tutti
  i  colleghi  della Commissione, sono veramente in difficoltà
  in   questo  momento:  allora,  signor  Presidente,  la  sua
  proposta  mi  trova  in questo momento disponibile.  Però  è
  ovvio  che  non  capisco  perché  non  si  debba  andare   a
  concludere  una  parte: in definitiva, se devono  prevedersi
  norme  di  salvaguardia o di sistemazione - se c'è  qualcosa
  che  non funziona - si può sempre fare, oggi non completiamo
  l'esame del disegno di legge


   Presidenza del vicepresidente Fleres


     PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,   se   non   ci   sono
  osservazioni,  poniamo  in  votazione  l'articolo  2  e  poi
  sospendiamo. Altrimenti, adottiamo una soluzione un po'  più
  drastica,  nel senso che sospendiamo sin da ora, però  senza
  ulteriori interventi.

     ZAGO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ZAGO  Signor Presidente, condivido la sua impostazione.

     MICCICHE'   Io  rinuncio al mio intervento  se  si  va  a
    votare

     PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento  2.17.2.  Il
  parere del Governo?

     CASCIO   assessore per il turismo, le comunicazioni  e  i
  trasporti. Favorevole.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     BENINATI    presidente  della  Commissione  e   relatore.
  Favorevole.

     PRESIDENTE   Chi  è  favorevole  resti  seduto;   chi   è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Pongo   in   votazione  l'emendamento  2.17,   nel   testo
  risultante. Il parere del Governo?

     CASCIO   assessore per il turismo, le comunicazioni  e  i
  trasporti. Favorevole.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     BENINATI    presidente  della  Commissione  e   relatore.
  Favorevole.

     PRESIDENTE   Chi  è  favorevole  resti  seduto;   chi   è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Preciso  che  a seguito dell'approvazione dell'emendamento
  2.17,  sono assorbiti tutti gli altri emendamenti,  riferiti
  ai primi 4 commi dell'articolo 2.
    Comunico che l'onorevole Villari dichiara di ritirare  gli
  emendamenti 2.11 e 2.12.
    L'Assemblea ne prende atto.
    Pongo  in  votazione  l'emendamento 2.18.  Il  parere  del
  Governo?

     CASCIO   assessore per il turismo, le comunicazioni  e  i
    trasporti. Contrario.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

     BENINATI    presidente  della  Commissione  e   relatore.
    Contrario.

     PRESIDENTE    Chi  è  contrario  resti  seduto;   chi   è
    favorevole si alzi.

                           (Non è approvato)

    Pongo  in  votazione l'articolo 2, come  emendato.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Onorevoli colleghi, dispongo che il disegno di legge torni
  in  Commissione  per  ulteriori approfondimenti,  precisando
  che non si tratta di un rinvio in senso formale.
    Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.

            Seguito della discussione del disegno di legge
       <<Istituzione della Fondazione  Fulvio Frisone'>> (359/A)

     PRESIDENTE   Si procede al seguito della discussione  del
  disegno  di  legge  n. 359/A «Istituzione  della  fondazione
   Fulvio Frisone'», posto al numero 3).
    Invito  i  componenti la competente Commissione a prendere
  posto  nell'apposito banco. Si passa all'articolo 1.  Ne  do
  lettura:

                            «Art. 1.

         1.  Al  fine  di favorire il più ampio  diritto  alla
      formazione  scientifica e culturale,  nonché  l'attività
      di   ricerca  nel  settore  della  fisica  nucleare,   è
      promossa,  ai sensi dell'articolo 14 del Codice  civile,
      l'istituzione di una fondazione di ricerca  e  culturale
      denominata 'Fulvio Frisone'.
         2.  La  fondazione  ha  sede provvisoria  in  Catania
      presso   Palazzo   dei   Minoriti   negli   uffici    di
      rappresentanza della Regione.
         3. La sede definitiva può essere individuata in altri
      edifici appartenenti al patrimonio della Regione��.

    Lo  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi
    è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                             «Art. 2.

         1.  La  fondazione di cui all'articolo 1 realizza  le
         proprie finalità preminentemente mediante:
         a)  attività di ricerca in campo scientifico  fisico-
         nucleare;
         b)  organizzazione di seminari sulle tematiche di cui
      alla   lettera   a)   anche   in   collaborazione    con
      l'università ed altre istituzioni ed enti di ricerca;
         c)  collaborazione nei confronti di coloro  i  quali,
      trovandosi  in  particolari  condizioni  di  impedimento
      fisico,  dimostrano  valide ed interessanti  propensioni
      nel  settore  della  ricerca  scientifica  tali  da  far
      giungere   a   risultati  innovatori,  sulla   base   di
      certificazione rilasciata da una Università siciliana».

    Comunico  che sono stati presentati dall'onorevole  Ortisi
  gli emendamenti 2.1 e 2.2.
    Gli   emendamenti  decadono  per  assenza  dall'Aula   del
  firmatario.
    Pongo  in  votazione l'articolo 2. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                             «Art. 3.

         1.  Nel  rispetto  delle norme del Codice  civile  in
      materia  di fondazioni, l'atto costitutivo e lo  statuto
      devono prevedere:
         a)  che la fondazione è amministrata gratuitamente da
      un  organo  composto  dal  Presidente  e  dai  due  Vice
      presidenti   dell'Assemblea  regionale  siciliana,   dai
      rettori   pro-tempore  delle  università   degli   studi
      siciliane  o loro delegati, dal dott. Fulvio  Frisone  o
      da  altro esperto nominato dal Presidente dell'Assemblea
      regionale siciliana;
         b)  la  costituzione di un comitato scientifico della
         fondazione;
         c)  la  costituzione di un collegio dei revisori  dei
         conti;
         d) la nomina di un direttore generale.
         2. Il consiglio di amministrazione dura in carica per
         il periodo corrispondente alla legislatura.
         3. Per il periodo successivo alla sua costituzione  e
      fino  alla  conclusione  della  legislatura  durante  la
      quale  avviene la costituzione stessa, il  consiglio  di
      amministrazione  si  intende  costituito  e  rimane   in
      carica   con   i   membri   espressione   dell'Assemblea
      regionale siciliana e con il dott. Fulvio Frisone».

    Comunico   che   è  stato  presentato  dalla   Commissione
  l'emendamento 3.1, aggiuntivo del comma 3-bis.
    Lo  pongo  in  votazione,  con il  parere  favorevole  del
    Governo  e  della Commissione.     Chi è favorevole  resti
    seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Pongo in votazione l'articolo 3, nel testo risultante. Chi
    è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                             «Art. 4.

         1. La Regione concorre alla formazione del patrimonio
      della  fondazione mediante l'assegnazione di  una  somma
      iniziale di 200 migliaia di euro per l'anno 2004.
         2.  Per  le finalità di cui al comma 1 è autorizzata,
      per  l'esercizio finanziario 2004, la spesa con  vincolo
      di  specifica destinazione di 200 migliaia di euro,  cui
      si   fa   fronte   con   le  disponibilità   dell'U.P.B.
      4.2.1.5.2,  capitolo  215704,  accantonamento  1001  del
      bilancio   della  Regione  per  l'esercizio  finanziario
      medesimo.
         3.  Per  gli  anni  2005 e 2006,  alla  fondazione  è
         concesso un contributo annuo valutato in 100 migliaia
         di euro.
         4.  Gli oneri di cui al comma 3 trovano riscontro nel
      bilancio  pluriennale della Regione,  U.P.B.  4.2.1.5.2,
      codice 12.01.02, accantonamento 1001».

    Lo  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi
  è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                             «Art. 5.

         1. In caso di cessazione dell'attività, il patrimonio
      della   fondazione,  comunque  acquisito,   è   devoluto
      all'Assemblea regionale siciliana».

    Lo  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi
  è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del vicepresidente Fleres


    Comunico  che  è stato presentato il seguente  ordine  del
  giorno:
    numero 366    "Iniziative per l'istituzione del Liceo musicale
  presso gli Istituti superiori di studi musicali e  coreutica  (ex
  Conservatori)" , degli  onorevoli  Antinoro,  Catania Giuseppe,
  Maurici, Fleres e Baldari. Ne do lettura:

                      L'Assemblea Regionale Siciliana

  Premesso che

  -     la  legge  21  dicembre  1999,  n.  508  ha  trasformato   i
    Conservatori  di  musica e gli Istituti musicali  pareggiati  in
    Istituti  superiori di studi musicali e coreutica, inquadrandoli
    nel sistema dell'alta formazione e specializzazione artistica  e
    musicale;
  -   detti Istituti sono dotati di personalità giuridica, godono di
  autonomia statutaria, didattica, scientifica, amministrativa,
  finanziaria e contabile, pur essendo riservati al Ministro
  dell'Università e della ricerca scientifica e tecnologica poteri
  di programmazione, indirizzo e coordinamento;
  -   gli ex conservatori attivano corsi di formazione ai quali si
  accede con il possesso del diploma di scuola secondaria di secondo
  grado e rilasciano specifici diplomi accademici equipollenti ai
  titoli di studio universitari al fine dell'ammissione ai pubblici
  concorsi;
  -   fino alla data di entrata in vigore di specifiche norme di
  riordino del settore, hanno facoltà di attivare corsi di
  formazione corale e coreutica di base in modo da consentire la
  frequenza agli alunni iscritti alla scuola media ed alla scuola
  secondaria superiore;
  -   che la legge 28 marzo 2003, n. 53 prevede, nell'ambito del
  sistema dei licei, il liceo musicale e coreutica, di durata
  quinquennale;

  Considerato che

  -    attualmente  gli  studenti degli I.S.S.M.  (ex  conservatori)
    hanno  la  possibilità  di frequentare la scuola  media  statale
    annessa al conservatorio ma, per conseguire il diploma di scuola
    secondaria  di secondo grado, sono costretti al gravoso  impegno
    della doppia frequenza;
  -   è opportuno assicurare la continuità didattica e musicale in
  modo da guidare gli allievi dalle scuole elementari fino al
  conseguimento del diploma di scuola di secondo grado richiesto per
  accedere all'I.S.S.M.;

                   impegna il Governo della Regione

  a   porre  in  essere  tutte  le  iniziative  necessarie  al  fine
  dell'istituzione  di un liceo musicale presso gli  I.S.S.M.  della
  Sicilia,   avvalendosi  dei  poteri  conferiti  dalle   norme   di
  attuazione dello Statuto (DPR 14 maggio 1985, n. 246 e dalla legge
  regionale  n. 6 del 2002, in materia di programmazione della  rete
  scolastica. (366).
       Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     GRANATA  assessore per i beni culturali, ambientali e  la
  pubblica istruzione. Favorevole.

     PRESIDENTE   Chi  è  favorevole  resti  seduto;   chi   è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del vicepresidente Fleres


    Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                              Art. 6.

         1.  La  presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
      ufficiale della Regione siciliana.
         2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e
      di farla osservare come legge della Regione.

    Lo  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi
  è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

    Onorevoli  colleghi, avverto che la votazione  finale  del
  disegno di legge avverrà successivamente.
    Sospendo la seduta.

        (La seduta, sospesa alle ore 22.10, è ripresa alle ore
                                22.30)


   Presidenza del vicepresidente Fleres


        Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di
         legge:  Norme in materia  di pesca e disposizioni sui
                servizi di vigilanza venatoria  (763/A)

   PRESIDENTE.  Indìco  la votazione  finale  per  scrutinio
  nominale  del  disegno  di legge numero  763/A   Norme  in
  materia   di pesca e disposizioni sui servizi di vigilanza
  venatoria .
   Chiarisco il significato del voto: chi vota sì  preme  il
  pulsante  verde; chi vota no preme il pulsante rosso;  chi
  si astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                      (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione  finale  per
  scrutinio nominale:

   Presenti e votanti    .32

   L'Assemblea non é in numero legale.
   Si  da  atto  all'onorevole Misuraca di avere partecipato
  alla votazione.

   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a  martedì,  16
  marzo  2004,  alle  ore 17.30 con il seguente  ordine  del
  giorno:


   Presidenza del vicepresidente Fleres


       I   -    COMUNICAZIONI

         SVOLGIMENTO, AI SENSI DELL'ARTICOLO 140, COMMA 5, DEL REGOLAMENTO
         INTERNO, DI INTERROGAZIONI DELLE RUBRICHE:

        A)   Lavoro, previdenza sociale, formazione professionale ed
          emigrazione  (V. allegato)

        B)    Territorio e ambiente   (V. allegato)

       II   -   DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
         1)     Disciplina dell'attività di guida turistica, guida
             ambientale-escursionistica, accompagnatore turistico e guida
             subacquea  (nn. 620-220-257-308-368-378-413-430-481-594-623-686/A)
             (Seguito)

         2)     Schema di progetto di legge costituzionale da proporre ai
             sensi dell'articolo 18 dello Statuto al Parlamento recante
             'Modifiche allo Statuto della Regione'  (nn.580-472-578-602-652).

       III   -  VOTAZIONE FINALE DEI DISEGNI DI LEGGE:

         1)     Interventi a sostegno dei familiari delle vittime di
             Nassiriya  (nn. 727-722-723-724-770/A);
  2)     Norme in materia di pesca e disposizioni sui servizi di
  vigilanza venatoria         (n. 763/A);
  3)     Istituzione della fondazione   Fulvio Frisone'   (n.
  359/A).

                   La seduta è tolta alle ore 22.35

        Licenziato dal Servizio dei Lavori d'Aula alle ore 01.20
                       di giovedì 11 marzo 2004

                     ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
                           XIII LEGISLATURA

                    SEDUTA N. 190 DEL 10 MARZO 2004

                               ALLEGATO:

             EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA

  DISEGNO  DI  LEGGE NN. 620-220-257-308-368-378-413-430-481-594-623-
  686/A    DISCIPLINA   DELL'ATTIVITà  DI  GUIDA   TURISTICA,   GUIDA
  AMBIENTALE-ESCURSIONISTICA,  ACCOMPAGNATORE   TURISTICO   E   GUIDA
  SUBACQUEA.

    -   All'articolo 1:

   Emendamento 1.1:

  Dopo  le  parole   artistiche , aggiungere  le  parole   e  beni
  paesaggistici e naturalistici

    -   All'articolo 2:

   Subemendamento 2.17.2  all'emendamento 2.17:

  Sostituire l'inciso  L'articolo 2  con le parole   I commi 1, 2,
  3 e 4 dell'articolo 2 .

   Emendamento 2.17:

  Sostituire l'articolo con il seguente:

                                 Art. 2

       Albo  professionale delle guide turistiche della Regione
                               siciliana

  1.  E'  istituito  presso l'Assessorato regionale  del  turismo,
  delle  comunicazioni e dei trasporti l'albo professionale  delle
  guide   turistiche  della  Regione  siciliana  suddiviso   nelle
  seguenti sezioni:

   a)   sezione   Sicilia occidentale' la cui iscrizione  consente
      l'esercizio della professione nelle province di Palermo e Trapani;

  b)  sezione  Sicilia centro-meridionale', la cui iscrizione
  consente l'esercizio della professione nelle province di
  Caltanissetta, Enna ed Agrigento;
  c)  sezione  Sicilia orientale', la cui iscrizione consente
  l'esercizio della professione nelle province di Catania, Messina,
  Siracusa e Ragusa;
  d)  sezione  ad esaurimento', suddivisa in elenchi provinciali cui
  sono iscritti di diritto i soggetti esclusivamente in possesso
  dell'abilitazione di cui al comma 4.
  2.  E'  requisito  di  iscrizione all'albo  essere  residenti  o
  eleggere domicilio nel territorio della Regione.

  3.  L'iscrizione a ciascuna delle sezioni dell'albo di cui  alle
  lettere  a),  b) e c) del comma 1 è subordinata al conseguimento
  della  rispettiva  abilitazione mediante il  superamento  di  un
  esame riservato a coloro i quali siano in possesso di un diploma
  di  laurea   in  discipline afferenti alle  materie  turistiche,
  umanistiche  e storico-artistiche nonché a coloro i  quali  alla
  data  di  entrata  in  vigore della  presente  legge,  siano  in
  possesso  dell'abilitazione all'esercizio della  professione  di
  guida turistica in uno dei comuni o delle province della Regione
  e   a   coloro  che  conseguiranno  l'abilitazione   a   seguito
  dell'espletamento di concorsi già banditi prima della entrata in
  vigore della presente legge.

  4.   Restano   valide   le  abilitazioni   all'esercizio   della
  professione di guida turistica nei comuni e nelle province della
  Regione  già  conseguite  o  che saranno  conseguite  a  seguito
  dell'espletamento   di   concorsi   già   banditi,   ai    sensi
  dell'articolo 127 del regio decreto n. 773 del 1931 e successive
  modificazioni,  alla  data di entrata in vigore  della  presente
  legge.

  DISEGNO  DI  LEGGE  N. 359/A  ISTITUZIONE DELLA FONDAZIONE   FULVIO
  FRISONE' .

    -   All'articolo 3:

   Emendamento 3.1:

  Dopo il comma 3  aggiungere il seguente:

    '3  bis:  Il  Consiglio  di amministrazione  della  Fondazione
   Fulvio  Frisone  è integrato con i soggetti che ricoprivano  la
  carica   di  Presidente  e  di  Vice  Presidente  dell'Assemblea
  regionale  siciliana  nella  legislatura  durante  la  quale   è
  avvenuta la costituzione stessa.'

                                                IL SEGRETARIO