Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 192 di mercoledì 17 marzo 2004
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del presidente Lo Porto


   PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, informo che è stata convocata  la
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.  Avverto  che,
  conseguentemente,  i  lavori d'Aula sono sospesi  e  riprenderanno
  alle ore 18.30.

     (La seduta, sospesa alle ore 17.33, è ripresa alle ore 19.00)


   Presidenza del presidente Lo Porto


   ACIERNO   segretario f.f., dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente,  che,  non sorgendo osservazioni,  si  intende
  approvato.

             Annunzio di presentazione di disegno di legge

   PRESIDENTE   Comunico che è stato presentato il seguente  disegno
  di legge:

   Modifiche  della  legge  regionale  23  ottobre  2001,   n.   13,
  concernenti  le  attribuzioni della Commissione  speciale  per  la
  revisione dello Statuto  (n. 819)
  d'iniziativa parlamentare
  presentato  dagli  onorevoli  Leanza Vincenzo,  Fleres,  Savarino,
  Acierno, Raiti, Pistorio, Forgione, Ortisi, Capodicasa  in data 15
  marzo 2004

  Avverto,  ai  sensi  dell'articolo 127, comma 9,  del  Regolamento
  interno  che  nel corso della seduta potrà procedersi a  votazioni
  mediante sistema elettronico.

                      Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE   Comunico  che  sono  state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni:

  con richiesta di risposta orale

  N. 1596 - Introduzione del budget per branca specialistica.
  - Presidente Regione
  - Assessore Sanità
  Firmatario: Nicotra Raffaele.

  N.  1597  - Interventi per il recupero strutturale e la  messa  in
  sicurezza del Castello Aragonese di Comiso (RG).
  - Assessore Beni Culturali
  Firmatario: Zago Salvatore.

  Le  interrogazioni ora annunziate saranno iscritte all'ordine  del
  giorno per essere svolte al loro turno.
          Determinazione della data di discussione di mozione

   PRESIDENTE  Si passa al punto II dell'ordine del giorno: Lettura,
  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d),  e  153
  del   Regolamento  interno,  della  mozione  n.   275    Opportune
  iniziative  a sostegno delle piccole imprese operanti nel  settore
  della  serricoltrua in Sicilia , degli onorevoli Liotta, Forgione,
  Barbagallo, Tumino.
  Ne do lettura:
                         <<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

           PREMESSO che:

                  la  Sicilia dispone di circa 100.000  serre,
                  pari  ad  oltre 1/4 di quelle italiane,  con
                  una   superficie   coperta  dell'ordine   di
                  10.000 ha;

                  la  maggiore  concentrazione si trova  nella
                  provincia  di Ragusa, con circa 5470  ha  ed
                  una  produzione  annuale intorno  a  210.000
                  tonnellate di ortaggi, pari al 73 per  cento
                  della quota regionale ed il 26 per cento  di
                  quella nazionale;

                  la    serricoltura   per   le    consistenti
                  richieste  di  prodotti pregiati,  da  parte
                  dei    mercati    nazionali   ed    europei,
                  costituisce il comparto agricolo  più  ricco
                  ed   in   grado  di  favorire   la   massima
                  occupazione,  anche  grazie  al  suo   vasto
                  indotto;

                  nonostante l'area del mediterraneo  sia  una
                  zona   vocata  all'espansione  del  settore,
                  oggi,  dinanzi alla competitività di  alcuni
                  paesi  europei strutturalmente più avanzati,
                  occorre    garantire    un    processo    di
                  ammodernamento   tecnologico   che   investa
                  anche le piccole e medie imprese;

                  in  Sicilia la stragrande maggioranza  delle
                  serre  sono in legno e plastica, mentre,  in
                  altre  aree  del  Paese  le  strutture  sono
                  metalliche e dotate di impianti adeguati.

          CONSIDERATO che:

                  il  processo  di ammodernamento riguarda  le
                  poche  ma  grandi  imprese  serricole,   con
                  oltre  100.000 mq di suolo coperto, che  con
                  i  fondi  POP  94/99 prima, e POR  2000/2006
                  oggi,   riescono   a   sostenere   í   costi
                  dell'innovazione;

                  la  grande  maggioranza di microimprese  del
                  comparto,  viceversa,  non  riesce   più   a
                  sostenere    i   costi   di   gestione    ed
                  innovazione;

                  i  fondi  strutturali,  le  circolari  ed  i
                  regolamenti  europei, riguardanti  tutte  le
                  misure   di   sviluppo  rurale,  considerano
                  soggetti beneficiari le imprese che  abbiano
                  come  primo requisito un'alta redditività  e
                  ciò  significa che solo le grosse imprese  o
                  organizzazioni  di produttori  di  un  certo
                  livello  possono accedere a queste forme  di
                  sostegno,  mentre,  la  maggior   parte   di
                  microimprese    del    settore     serricolo
                  rischiano di scomparire;

                  i  titolari  delle microimprese, non  avendo
                  strumenti   legislativi  che  agevolino   la
                  ristrutturazione  delle  serre,   in   molti
                  casi,  vendono  il terreno a grosse  imprese
                  del  settore  che grazie alla  misura  sulla
                  ricomposizione   fondiaria  (POR   2000/2006
                  Mis.4.2.6)  ottengono  contributi  a   fondo
                  perduto pari al 100 per cento della spesa;

          RITENUTO che:

                  occorre  innanzitutto provvedere a garantire
                  per  le  microimprese serricole tutti quegli
                  strumenti normativi che valorizzino la  loro
                  specificità e la capacità produttiva;

                  nei  prossimi anni le microimprese  operanti
                  nella  serricoltura  dovranno  adeguarsi  ad
                  ulteriori  cambiamenti per l'evoluzione  del
                  mercato  e della politica che lo disciplina,
                  unitamente, alle esigenze del consumatore,

                        IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

                  ad  attivarsi presso il Governo nazionale ed
                  in    sede   comunitaria   allo   scopo   di
                  rimodulare  le  misure del POR  del  settore
                  dell'agricoltura  prevedendo  una  specifica
                  sottomisura  a  vantaggio  delle  piccole  e
                  microimprese serricole. (275)

                                              LIOTTA -
                                              FORGIONE -
                                              FORGIONE -
                                              BARBAGALLO -
                                              TUMINO

  Dispongo  che la mozione predetta venga demandata alla  Conferenza
  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari perchè se ne determini  la
  data di discussione.

      Rinvio dello svolgimento della interrogazione n. 1371 della
   Rubrica  Lavoro, previdenza sociale, formazione professionale ed
                             emigrazione

   PRESIDENTE   Si  passa  al  punto  III  dell'ordine  del  giorno:
  Svolgimento,  ai  sensi dell'art. 140, comma  5,  del  Regolamento
  interno,  di  interrogazioni  della  Rubrica   Lavoro,  previdenza
  sociale, formazione professionale ed emigrazione .

  Onorevoli  colleghi, comunico che l'Assessore per  il  Lavoro,  la
  previdenza  sociale, la formazione professionale e  l'emigrazione,
  onorevole  Stancanelli, ha fatto presente di non poter presenziare
  alla   seduta   odierna   a   causa   di   improrogabili   impegni
  istituzionali.

  Pertanto, resta iscritta all'ordine del giorno l'interrogazione n.
  1371   Iniziative per impedire l'approvazione della norma tendente
  a ridurre i benefici previdenziali per i lavoratori che sono stati
  esposti all'amianto , dell'onorevole Panarello.

    Onorevoli  colleghi, colgo l'occasione per esprimere solidarietà
  all'onorevole Stancanelli per l'atto intimidatorio di cui è  stato
  oggetto.

                                Congedo

   PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  in  relazione  alla   predetta
  comunicazione,  poiché l'Assessore Stancanelli è  anche  deputato,
  preciso che deve considerarsi in congedo per la presente seduta.

  L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Lo Porto


     Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della Rubrica
                          Bilancio e finanze

   PRESIDENTE   Si  passa  al  punto  IV  dell'ordine  del   giorno:
  Svolgimento,  ai  sensi dell'art. 159, comma  3,  del  Regolamento
  interno,   di   interrogazioni  ed  interpellanze  della   Rubrica
   Bilancio e finanze .
  Si  procede  con  lo svolgimento dell'interrogazione  numero  1331
   Provvedimenti circa il decreto n. 158 del 4.8.2003 del Presidente
  della  Regione, che fissa i criteri di ripartizione del  Fondo  di
  rotazione per la progettualità , a firma dell'onorevole Speziale.
  Ne do lettura:

               Al Presidente della Regione e all'Assessore per
                        il Bilancio e le finanze, premesso che

          con  Decreto n. 158 del 4 agosto 2003, il Presidente
          della   Regione   ha   pubblicato   i   criteri   di
          ripartizione   del   Fondo  di  rotazione   per   la
          progettualità,  ai sensi dell'art.  43  della  legge
          regionale  n. 2 del 26.3.2002 e successive modifiche
          e integrazioni;

      osservato  che  il  decreto  è  venuto  ufficialmente  a
          conoscenza degli interessati il 22-23 settembre c.a.
          e  che  in  esso  è  riportata la  scadenza  del  30
          settembre  per  l'invio della scheda  compilata  per
          accedere al fondo assegnato;

      visto  che  l'art.  2 del decreto limita l'utilizzo  dei
          fondi alle progettazioni da esperire all'interno  di
          progetti inseriti nei PIT, finanziati dal POR, o  in
          altri strumenti della programmazione negoziata;

      Considerato  che la progettazione è stata realizzata  da
          parte dei beneficiari, siano essi Comuni o Province,
          essendo  il processo di attuazione dei PIT  in  fase
          avanzata   (e   si   aspetta  per   molti   progetti
          l'emissione  del decreto di finanziamento  da  parte
          del Responsabile di Misura) così come gli interventi
          finanziati dal POR, dove la progettazione definitiva
          costituisce soglia d'ingresso, o i progetti inseriti
          negli strumenti di programmazione negoziata, dove la
          banca   che   istruisce  il  progetto  richiede   la
          progettazione esecutiva;

      ritenuto che al fine di sostenere le Amministrazioni che
          da anni non riuscivano ad ottenere finanziamenti sia
          stato corretto utilizzare i progetti su cui da tempo
          puntavano,   ma  che  compito  attuale  sia   quello
          d'indurre  gli  enti locali ad  un  nuovo  ciclo  di
          programmazione spingendoli ad elaborare 'progetti di
          qualità' in coerenza con il POR;

      per sapere:

             se  non  trovi  incongrua  una  formulazione  del
          decreto  che si sarebbe potuta giustificare fino  ad
          un   anno   fa  ma  che  oggi  appare  difficilmente
          utilizzabile;

         se  non ritenga comunque necessario differire la data
         di scadenza prevista per il    30 settembre 2003;

         se  non intenda consentire di risolvere i pochi  casi
          in  cui  questo  decreto, nell'attuale formulazione,
          possa ancora avere un senso;

         se  non  ritenga di estenderne l'applicazione a nuove
          opere coerenti con le misure e le strategie del  POR
          per rilanciare lo sviluppo economico e sociale della
          nostra Regione. (1331).

    Ha   facoltà   di   parlare  l'onorevole   Assessore   per
    rispondere all'interrogazione.

     PAGANO   assessore per il bilancio e le finanze.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  con  l'interrogazione  n.
  1331  gli  onorevoli interroganti hanno chiesto di conoscere
  notizie  circa  i  criteri  di  ripartizione  del  Fondo  di
  rotazione  per  la  progettualità, di  cui  all'articolo  43
  della  legge  regionale n. 2 del 26 marzo 2002 e  successive
  modifiche  ed  integrazioni,  attuate  con  il  Decreto  del
  Presidente della Regione n. 158 del 4 agosto 2003.
     In particolare è stato chiesto al Governo se non riteneva
  necessario differire la data di scadenza prevista per il  30
  settembre  2003 atteso che il decreto è venuto a  conoscenza
  degli interessati il 22-23 settembre 2003.
       Alla luce della richiesta, rappresentato che l'articolo
  18  della legge regionale n. 21 del 2003, e precisamente  la
  nostra  finanziaria  del 2004, ha modificato  l'articolo  43
  della   legge   regionale   n.  2   del   2002,   estendendo
  l'applicazione del fondo di rotazione.
       Infatti,  ai sensi del comma 1 del modificato  articolo
  43   della   L.R.  2/2002,  il  fondo  sarà   destinato   al
  finanziamento, in favore degli enti locali, delle  spese  di
  progettazione   definitiva   ed   esecutiva   e    per    il
  perfezionamento delle procedure richieste per  l'accesso  ai
  flussi     di    finanziamento    anche    di    provenienza
  extraregionale.
       Vi  rappresento che solo in sede di prima  applicazione
  la  stessa norma al comma 3 richiedeva che le opere  fossero
  inserite nei PIT finanziati dal POR Sicilia 2000-2006  o  in
  altri strumenti di programmazione negoziata.
      Vi   comunico,   inoltre,  che  in  prima   applicazione
      nell'anno 2003 sono state accolte 163 istanze.
      Pertanto,   alla   luce  delle  nuove  disposizioni   la
      problematica sollevata deve intendersi superata.

     PRESIDENTE   Ha  facoltà di parlare l'onorevole  Speziale
    per   dichiararsi  soddisfatto  o  meno   della   risposta
    dall'Assessore.

     SPEZIALE  Mi dichiaro insoddisfatto.

     PRESIDENTE    Si  passa  all'interpellanza   numero   128
     Provvedimenti  circa  la  procedura  di  concessione  dei
    trattamenti  economici a favore degli  invalidi  da  parte
    della Regione siciliana .
      Ne do lettura:

             Al  Presidente  della Regione, all'Assessore  per
     la  sanità,  all'Assessore per il lavoro,  la  previdenza
     sociale,      la     formazione     professionale       e
     l'emigrazione  e  all'Assessore  per  il  bilancio  e  le
     finanze, premesso che:

             sulla  base  di dati INPS del 2001, gli  invalidi
     civili, sul fronte pensioni rappresentano circa il  12,7%
     dell'intera utenza siciliana e che tutte queste  pratiche
     registrano  ritardi  per  la liquidazione  delle  domande
     oscillanti tra i due ed i tre anni;

           considerato  che l'obiettiva incidenza  sociale  di
     tali   ritardi   appare  ulteriormente  evidenziata   dal
     contesto   siciliano   e   dall'ulteriore   aggravio   di
     situazioni già di per sè compromesse e di condizioni  già
     in  partenza  di  disagio sociale quando non  di  estrema
     indigenza;

           valutato,  in  sostanza, che i  civili  e  solidali
     intenti  del  legislatore sono di fatto appannati  da  un
     meccanismo  attuativo che parte dalla  richiesta  formale
     del  cittadino,  per transitare poi dalle  Aziende  unità
     sanitarie  locali  e dalle Prefetture e  per  concludersi
     presso l'INPS, allo stato soltanto ente erogatore;

           tenuto  conto  che, ad esempio, per quanto  attiene
     alle   indennità  d'accompagnamento,  accade  fin  troppo
     spesso   che  esse  vengano  liquidate  agli  eredi   per
     l'avvenuto   decesso,  nelle  more,  dell'invalido,   con
     l'ovvio,  visibilissimo  snaturamento  del  senso  stesso
     della norma e del suo più vero intento;

           evidenziato che la normativa nazionale ha  previsto
     criteri  e  modalità  per  abbreviare  l'iter  di  queste
     pratiche   decentrando  i  poteri   alle   Regioni,   più
     specificatamente  col  decreto legislativo  31.3.1998  n.
     118  e con la legge 23.12.2000, n. 388, riconoscendo alle
     Regioni   la   facoltà  di  prevedere  che   la   potestà
     concessiva  dei  trattamenti  d'invalidità  civile  possa
     essere   esercitata  dall'INPS  a  seguito  di  specifica
     convenzione;

           preso   atto   che  l'eventuale  annullamento   del
     passaggio   in   Prefettura   metterebbe   l'INPS   nelle
     condizioni  di chiudere le pratiche in un tempo  pari  ad
     un  terzo  di quello impiegato per tutto l'iter  evitando
     così  gli  oneri di un contenzioso spropositato  e  senza
     fine;

           per  conoscere  se   il Governo della  Regione  non
     ritenga insieme utile e doveroso attivarsi da subito  per
     rivedere il percorso di erogazione delle prestazioni
           agli      invalidi       civili      indirizzandosi
     verso  l'unificazione  della linea concessione-erogazione
     nella  competenza di un unico Ente, dopo averne  valutato
     l'impatto   in  termini  finanziari  e  funzionali,   per
     arrivare,  previo  recepimento della normativa  nazionale
     in  materia,  ad una specifica convenzione da  stipularsi
     con l'INPS (128).

      Ha   facoltà   di  parlare  l'onorevole  Assessore   per
      rispondere all'interpellanza.

     PAGANO    assessore  per  il  bilancio  e   le   finanze.
  Onorevoli colleghi, con l'atto parlamentare numero  128  gli
  onorevoli  interroganti hanno chiesto  di  conoscere  se  il
  Governo   della  Regione,  tenuto  conto  che  la  normativa
  nazionale  con  il  Decreto  Legislativo  112  del  1998  ha
  decentrato  alcuni poteri alle regioni, ha previsto  criteri
  e   modalità  per  abbreviare  l'iter  di  erogazione  delle
  prestazioni  a  favore degli invalidi civili, indirizzandosi
  verso   l'unificazione  della  linea  concessione-erogazione
  nella  competenza  di  un unico ente  dopo  averne  valutato
  l'impatto  in termini finanziari e funzionali, per arrivare,
  previo   recepimento  della  normativa  nazionale,  ad   una
  specifica convenzione da stipularsi con l'INPS.
       Vi  rappresento che il Decreto Legislativo  numero  112
  del  31  marzo  1998 che ha disciplinato il conferimento  di
  funzioni  e compiti amministrativi dallo Stato alle  Regioni
  ed  agli enti locali, ha previsto all'articolo 10 che per le
  regioni a statuto speciali si provvede al trasferimento  con
  le modalità previste dai rispettivi statuti.
       Allo  stato attuale la Commissione paritetica, prevista
  dall'articolo   43   del   nostro  Statuto   deputata   alla
  predisposizione delle norme di attuazione, non  ha  definito
  la  problematica  relativa al trasferimento  delle  funzioni
  concernenti la materia degli invalidi civili.
       Tale  problematica, pertanto, rimane al  momento  della
  competenza   dello   Stato   e   potrà   essere   affrontata
  dall'Amministrazione regionale non appena  verrà  trasferita
  con apposita norma di attuazione dello Statuto.

     PRESIDENTE   Ha  facoltà di parlare  l'onorevole  Formica
    per   dichiararsi  soddisfatto  o  meno   della   risposta
    dell'Assessore.

     FORMICA  Signor Presidente, mi dichiaro soddisfatto.

     PRESIDENTE    Si  passa  all'interpellanza   numero   141
     Interventi   per   una   rapida   corresponsione    degli
    emolumenti  spettanti ai vigili del fuoco di Catania ',  a
    firma degli onorevoli Raiti e Ferro.
    Ne do lettura:

        Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  il
      bilancio e le finanze, premesso che:

           la  Provincia  regionale di Catania  ha  affrontato
      negli  ultimi  anni diverse emergenze dovute  ad  eventi
      calamitosi    naturali;   in   particolare    ricordiamo
      l'emergenza Etna;

           le  emergenze  sono  state affrontate  ed  arginate
      grazie  al contributo dei Vigili del fuoco che  si  sono
      prodigati  durante la fase post terremoto con molte  ore
      di straordinario;

      preso atto che:

           in   occasione   delle   emergenze   il   Ministero
      dell'Interno aveva autorizzato i Comandi dei Vigili  del
      fuoco  ad  utilizzare  il fondo  scorta  per  pagare  le
      spettanze   maturate,  in  attesa  della   disponibilità
      finanziaria;

           non tutti i Comandi dei Vigili del fuoco sono stati
        in grado di corrispondere gli emolumenti;

           in   seguito  alla  mancata  corresponsione   degli
      emolumenti   i  Vigili  del  fuoco  hanno  pubblicamente
      protestato, creando grande apprensione fra i cittadini;

           la  delegazione sindacale dei Vigili  del  fuoco  è
      stata  ricevuta dal Prefetto di Catania, il quale  si  è
      impegnato  a  fare di tutto per sbloccare la  situazione
      contattando  direttamente  anche  il  Presidente   della
      Regione  nella  sua  qualità di commissario  governativo
      per l'emergenza Etna;

           il  50  per  cento  di  questi emolumenti  dovrebbe
        essere
   corrisposto con fondi regionali;

      ritenuto che:

           i  VV.FF. si sono sempre distinti per essere  stati
      al   servizio   dei   cittadini  e   per   l'abnegazione
      manifestata verso il loro lavoro;

           bisogna  evitare altre clamorose proteste  che  non
      fanno  altro  che accrescere la sfiducia  del  cittadino
      verso le istituzioni;

      per conoscere in che modo l'Amministrazione regionale ed
   il    commissario    governativo   pro-tempore    intendano
   intervenire per corrispondere al più presto gli  emolumenti
   spettanti ai Vigili del fuoco di Catania.

      Ha   facoltà   di  parlare  l'onorevole  Assessore   per
      rispondere all'interpellanza.

     PAGANO   assessore per il bilancio e le  finanze.  Signor
  Presidente,    onorevoli   colleghi,   vorrei   innanzitutto
  precisare  che questa interpellanza attiene a un livello  un
  po'  atipico per la nostra Regione. Essa recita: 'Interventi
  per  una  rapida corresponsione degli emolumenti  ai  vigili
  del   fuoco   di   Catania'.  Abbiamo  delle  difficoltà   a
  rispondere  a questo tema perchè è notorio che questo  è  un
  argomento  che  non  è  di  competenza  della  Regione.  Pur
  nondimeno è stata assegnata all'Assessorato per il  Bilancio
  e,  quindi, vorrei precisare che con l'atto parlamentare  n.
  141  che  è  stato  sollevato dagli onorevoli  interpellanti
  bisogna  dare  pur sempre una risposta. Ebbene,  rispondo  a
  questa   interpellanza  comunicando  che  l'Assessorato   al
  Bilancio ha provveduto ad istituire il capitolo di spesa  n.
  116520,   denominato  'Spese  per  far   fronte   ai   primi
  interventi   urgenti   diretti  a   fronteggiare   i   danni
  conseguenti    ai    gravi   fenomeni   eruttivi    connessi
  all'attività   vulcanica  dell'Etna  nel  territorio   della
  provincia  di Catania e degli eventi sismici concernenti  la
  medesima  area', rubricato al Dipartimento della  protezione
  civile presso l'Assessorato alla Presidenza.
    Al  capitolo  sono  stati stanziati per l'anno  2003  euro
  55.025.345, 79 e ne risultano impegnati al 31 dicembre  euro
  23.830.472,74.
    Ritengo   che   l'Assessorato   alla   Presidenza    possa
  compiutamente relazionare  sulla gestione amministrativa  di
  questo capitolo.

     PRESIDENTE  Ha facoltà di parlare l'onorevole Ferro,  per
  dichiararsi soddisfatto o meno.

     FERRO  Signor Presidente, prendo atto della risposta.

     PRESIDENTE    Si   passa   all'interrogazione   n.   1454
   Iniziative    per   dare   attuazione   alla    sospensione
  contributiva  e tributaria in favore dei soggetti  residenti
  nei  comuni  colpiti  dalle  eruzioni  dell'Etna ,  a  firma
  dell'onorevole Raiti. Ne do lettura:

                 Al  Presidente della Regione e  all'Assessore
               per il bilancio e le finanze, premesso che:

           la   Presidenza  del  Consiglio  dei  Ministri   ha
            sancito  la  sospensione contributiva e tributaria
            dei  soggetti  residenti nei comuni colpiti  dalla
            cosiddetta emergenza Etna;
           la  Montepaschi  SERIT, nonostante il provvedimento
            sospensivo,  continua  a  notificare   i   tributi
            iscritti nei ruoli poiché gli enti impositori  non
            hanno    ancora   provveduto   al   ritiro   della
            concessione per la riscossione;
           l'INPS,  l'INAIL  e  l'Agenzia  delle  Entrate  non
            hanno  ancora  provveduto ad emettere  una  misura
            necessaria  e  generalizzata  per  consentire   la
            verifica  delle  iscrizioni  a  ruolo  con   tempi
            razionali,  costringendo ogni singolo soggetto  ad
            avvalersi  dei  benefici  di  legge  con  apposita
            istanza  avverso  le cartelle ancorché  notificate
            nel periodo di sospensione;
           tale   condizione   mette  in  serio   rischio   il
            contribuente,  il quale, per far valere  i  propri
            diritti,    è   costretto   ad   avviare    l'iter
            burocratico  di  sospensione con  il   conseguente
            aggravio di costi;
            risulta   che  gli  archivi  dell'INPS  non   sono
            costantemente  aggiornati  e  parecchi  versamenti
            contributivi, compresi quelli relativi ai  condoni
            effettuati  negli anni precedenti, non sono  stati
            ancora  acquisiti e risultano ancora iscritti  nei
            ruoli,

          ritenuto  che  quanto esposto in premessa  danneggia
          seriamente i contribuenti;

          per sapere:

           se   non   intendano   valutare   urgentemente   la
            situazione  anomala  che  si  è  venuta  a  creare
            verificando  quali  siano  i  motivi   che   hanno
            impedito    l'attuazione,    in    tempi    celeri
            dell'ordinanza  del  Consiglio  dei  Ministri  nel
            rispetto  dell'urgenza del caso  e  provvedendo  a
            porre fine al disagio emerso;
           quali  iniziative  intendano adottare  al  fine  di
            mettere  ordine  nella  vicenda  e  affinché   gli
            uffici,   che  dovrebbero  lavorare  di   concerto
            stiano  realmente in comunicazione  fra  loro  per
            dare  finalmente  seguito  alla  sospensione   dei
            tributi per gli abitanti dei comuni colpiti  dalle
            eruzioni dell'Etna e dal terremoto.(1454)

      Ha  facoltà  di parlare l'onorevole Assessore rispondere
      all'interrogazione.

     PAGANO   assessore per il bilancio e le  finanze.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, con l'atto parlamentare  n.
  1454  l'onorevole interrogante ha chiesto di conoscere quali
  iniziative  intende prendere il Governo per  porre  fine  ai
  disagi   che  stanno  subendo  i  cittadini  colpiti   dalle
  eruzioni  vulcaniche  dell'Etna ai quali,  a  seguito  della
  sospensione   contributiva   e  tributaria   emanata   dalla
  Presidenza   del  Consiglio  dei  Ministri,   continuino   a
  pervenire  le  cartelle di pagamento per il periodo  oggetto
  di sospensione.
    Come  ben  sapete,  la nostra Regione  per  l'espletamento
  delle  funzioni attribuitele dallo Statuto, si avvale  degli
  uffici  periferici  dell'Amministrazione  statale  e  quindi
  anche  degli  uffici  finanziari, oggi  uffici  dell'Agenzia
  delle  Entrate,  la  cui organizzazione  e  competenze  sono
  regolate dallo Stato.
       Il servizio di riscossione dei tributi iscritti a ruolo
  è  affidato  ad un Concessionario della riscossione  che  in
  Sicilia,  fino  al  31.12.2004, è gestito dalla  Montepaschi
  Serit S.p.A, in nove ambiti provinciali.
       La procedura di affidamento dei ruoli al Concessionario
  è  di  competenza dei singoli Uffici a cui  è  demandato  il
  potere  di accertamento dei singoli tributi, che in Sicilia,
  per  quanto  riguarda  i tributi erariali  è  affidato  alle
  Agenzie delle Entrate competenti per territorio.
       Già dall'ultima decade del mese di febbraio, periodo in
  cui   ho   ricevuto  l'atto  ispettivo  in   argomento,   ho
  interessato  l'Agenzia delle Entrate per la  Sicilia  ed  il
  Concessionario  della  riscossione,  al  fine  di   ricevere
  dettagliate   notizie   al   riguardo,   sollecitando,   nel
  contempo,  l'eventuale risoluzione della problematica  sorta
  nelle province interessate dalla sospensione tributaria.
       Pur  non  sussistendo la possibilità di  un  intervento
  diretto  da parte del Governo per pervenire ad una soluzione
  di  questa problematica rappresentata, si assicura  che  una
  volta  verificate le motivazioni che stanno alla base  delle
  osservazioni  trascritte nell'interrogazione, si  richiederà
  alla Direzione Regionale delle Entrate di adottare tutte  le
  iniziative  necessarie per la risoluzione  definitiva  delle
  problematiche in questione.

     PRESIDENTE  Ha facoltà di parlare l'onorevole  Raiti  per
    dichiararsi    soddisfatto   o   meno    della    risposta
    dell'Assessore.

     RAITI   Signor Presidente, onorevole Assessore, onorevoli
  colleghi,  la  tematica affrontata con questa interrogazione
  è fondamentale.
       Onorevole  Assessore, mi permetto  di  ricordarle  che,
  proprio  questa  settimana,  il Governo  nazionale,  con  un
  decreto  del  Presidente  del  Consiglio  dei  Ministri,  ha
  prorogato la sospensione dei tributi per quanto riguarda  le
  zone  interessate dalle calamità naturali dell'ottobre 2002,
  per  un altro anno. Il Governo nazionale, che sappiamo tutti
  non  essere  particolarmente disponibile a  concedere  delle
  agevolazioni alla nostra Terra, ha riconosciuto  quindi  che
  vi  è  ancora  un  forte stato di disagio in  alcuni  comuni
  colpiti  dal  terremoto - mi riferisco a Santa Venerina,  ad
  Acireale,  a  Milo,  a  Giarre - e in altri  comuni  colpiti
  dall'eruzione lavica, prorogando la sospensione dei  tributi
  fino al 2005.
       Prendo  atto  della  celerità  e  dell'attenzione   del
  Governo  regionale, Assessore Pagano, ma ciò  che  accade  è
  davvero  inverosimile e vergognoso ed io per primo ho  avuto
  modo   di  constatarlo  personalmente  insieme  a  tutti   i
  cittadini che vivono in quel territorio.
       La  Montepaschi continua costantemente a mandare  tutte
  le  cartelle  esattoriali  pur  essendovi  un  provvedimento
  legislativo  che  prevede che in quei comuni   -  sette  per
  l'esattezza  -  i tributi sono sospesi per legge  pubblicata
  sulla Gazzetta Ufficiale.
       I   cittadini,  nonostante  i  problemi  che   già   li
  colpiscono,  devono  ricorrere e sono  costretti  a  recarsi
  alla  Montepaschi;  devono incaricare dei  professionisti  e
  poi  la Montepaschi chiede che venga predisposta una domanda
  ad  hoc  per  la sospensione della riscossione  dei  tributi
  perché   altrimenti  si  procederà  -  oggi   le   procedure
  nazionali  lo  consentono - al fermo  degli  autoveicoli  ed
  all'iscrizione delle ipoteche sugli immobili.
       Ciò è davvero assurdo, improponibile e, in uno Stato di
  diritto,  assolutamente inconsueto; è indecoroso considerato
  che  lo  stato di disagio continua a gravare sui  cittadini,
  piuttosto  che sollevarli da questo problema,  a  causa  dei
  previsti adempimenti burocratici.
       Nonostante  mi  ritenga parzialmente soddisfatto  visto
  l'impegno   da   lei   manifestato,  le  chiedo,   onorevole
  Assessore,  di  impegnarsi fortemente  nei  confronti  della
  Montepaschi  che  ha  stipulato  delle  convenzioni  con  la
  Regione.   Alla   Montepaschi  versiamo  una   parte   della
  riscossione  dei  tributi. Viste l'entità  delle  somme  che
  vengono  versate  annualmente, non  ritengo  giusto  che  la
  Montepaschi    effettui   simili   azioni   di    terrorismo
  psicologico nei confronti di comunità che hanno già  i  loro
  problemi, a partire dai terremotati.


   Presidenza del presidente Lo Porto


      Rinvio  dei  seguito della discussione  del  disegno  di
      legge   Disciplina  dell'attività  di  guida  turistica,
      guida     ambientale-escursionistica,     accompagnatore
      turistico  e  guida subacquea" (620-220-257-308-368-378-
      413-430-481-594-623-686/A)

     PRESIDENTE  Si passa al V punto dell'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.


   Presidenza del presidente Lo Porto


    Onorevoli colleghi, si passa al disegno di legge nn.  620-
  220-257-308-368-378-413-430-481-594-623-686/A     Disciplina
  dell'attività   di   guida  turistica,   guida   ambientale-
  escursionistica,    accompagnatore   turistico    e    guida
  subacquea , posto al numero 1.

     PAGANO   assessore per il bilancio e le  finanze.  Chiedo
  di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà

     PAGANO   assessore per il bilancio e le  finanze.  Signor
  Presidente,     onorevoli    colleghi,    considerata     la
  contemporanea  assenza del Presidente  della  Commissione  e
  relatore,  e  dell'assessore  al  ramo,  onorevole   Cascio,
  anche  per  un  fatto  di rispetto di natura  istituzionale,
  chiedo  che  il  seguito discussione avvenga nella  prossima
  seduta.

     ACIERNO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ACIERNO     Signor   Presidente,   onorevoli    colleghi,
  intervengo  a  nome  della Commissione in  assenza  del  suo
  presidente;   nell'aderire  a  quanto   già   espresso   dal
  rappresentante del Governo, vorrei formulare una  richiesta:
  rinviare  il  disegno di legge in Commissione piuttosto  che
  effettuare   il  seguito  della  discussione  nella   seduta
  successiva.  Dico  ciò  perché nel  corso  della  precedente
  seduta,  in  Aula, sono emerse delle problematiche  inerenti
  il rapporto tra questo disegno di legge e l'Assessore per  i
  Beni culturali.
    Sono  emerse inoltre delle problematiche legate  ai  costi
  previsti  dall'articolato  e  per  i  quali  la  Commissione
  Bilancio  non  ha  espresso il parere.  Per  questo  motivo,
  sarebbe  opportuno, onde evitare che nella  prossima  seduta
  si  ripropongano  gli  stessi problemi,  che  la  Presidenza
  prendesse  atto  di  queste vicende  decidendo  di  rinviare
  formalmente il disegno di legge in Commissione  per  far  sì
  che  possa  essere audito l'Assessore per i Beni  culturali;
  successivamente,  vi  sarebbe il  passaggio  in  Commissione
  Bilancio  per  il  parere sugli articoli che  prevedono  una
  spesa.  Una  volta  ottenuto  il  parere  della  Commissione
  Bilancio, il disegno di legge potrebbe tornare in Aula.

     PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, dispongo il  rinvio  del
  disegno di legge in Commissione.

         Comunicazione inerente il disegno di legge  Schema di
         progetto di legge costituzionale da proporre ai sensi
         dell'articolo 18 dello Statuto al Parlamento recante
        Modifiche allo Statuto della Regione'  (727-722-723-724-
                                770/A)

        PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, tenuto conto  che  non
  si  può  iniziare l'esame del disegno di legge  iscritto  al
  numero  2:   Schema  di progetto di legge costituzionale  da
  proporre   ai  sensi  dell'articolo  18  dello  Statuto   al
  Parlamento  recante  Modifiche allo Statuto della  Regione'"
  (nn.  580-472-578-602-652), lo svolgimento dell'intero punto
  quinto dell'ordine del giorno è rinviato ad altra seduta.
       Avverto  che  a  far  data  dal  giorno  in  cui  verrà
  depositato  formalmente il testo esitato  dalla  Commissione
  Statuto,  i  deputati  avranno dieci  giorni  di  tempo  per
  presentare emendamenti.

                      Per richiamo al Regolamento

     ORTISI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ORTISI   Signor Presidente - non dico onorevoli  colleghi
  perchè  mi  rivolgo a lei - in maniera irrituale ho  notato,
  durante   la   Conferenza   dei   Presidenti   dei    Gruppi
  parlamentari,    che    dopo   tante   discussioni,    tutte
  interessanti,  le ho chiesto di parlare  e  lei  non  mi  ha
  concesso la parola.
    Mi  rendo conto di rappresentare il nulla, anche dal punto
  di  vista concettuale, rispetto a tutte le cose intelligenti
  e  serene  che  sono state espresse ma non penso  che  avrei
  rubato  molto tempo, anzi ho la presunzione di  pensare  che
  forse  ne  avrebbe fatto risparmiare parecchio anche  per  i
  lavori d'Aula.
       Nella  medesima  occasione, ho notato  inoltre  che  in
  maniera  altrettanto  irrituale - avrei  voluto  intervenire
  anche  su  questo argomento - sono stati chiamati  in  causa
  soggetti che non sono soggetti parlamentari. La ritengo  una
  cosa   gravissima  perchè  il  lavoro  di  preparazione   va
  ricondotto sempre alla responsabilità, cioè ai meriti  o  ai
  demeriti dei parlamentari.
       La  terza  cosa  che le vorrei farle osservare,  signor
  Presidente,  - sicuramente non le sarà giunta  notizia  -  è
  che,  nel corso della seduta in cui abbiamo approvato -  con
  tanti  sforzi, devo dire - il testo definitivo della riforma
  dello  Statuto quasi all'unanimità, è emersa la  possibilità
  anzi   la   necessità   che  lo  statuto   approvato   dalla
  Commissione  uscisse  dal  Palazzo,  si  diffondesse  tra  i
  cittadini e tornasse, come pensiamo, molto arricchito  dalla
  non   presunzione  ma  per  questo  non  per   forza   dalla
  incompetenza  di  tanti soggetti, di tante  associazioni  ma
  anche   di   tanti   privati  cittadini  che   probabilmente
  potrebbero contribuire ulteriormente a migliorare  un  testo
  che noi riteniamo già buono.
       Poiché  è stato deciso all'unanimità di chiederle  ciò,
  signor  Presidente,  ritengo  che  la  sua  decisione  testè
  annunziata vada in contrasto con quanto le sarà chiesto  dal
  Presidente della Commissione.
       Vorrei  chiederle, sul piano formale, di  impegnarsi  a
  lasciare  un  lasso di tempo generico piuttosto che  fissare
  un   termine  di  dieci  giorni.  Probabilmente,  questo  ci
  aiuterebbe parecchio.

     PRESIDENTE   Onorevole Ortisi, lei lamenta, o  quantomeno
  discute  sulla ipotesi di un rinvio a dieci giorni  come  da
  me  proposto  perchè ritiene opportuno  un  lasso  di  tempo
  maggiore.
    Ne prendo atto e condivido.


   Presidenza del presidente Lo Porto


          Votazione finale del disegno di legge  Interventi a
     sostegno dei familiari delle vittime di Nassiriya  (727-722-
                            723-724-770/A)

     PRESIDENTE   Si  passa  al sesto  punto  dell'ordine  del
  giorno: Votazione finale del disegno di legge  Interventi  a
  sostegno dei familiari delle vittime di Nassiriya  (nn. 727-
  722-723-724-770/A).
      Il predetto disegno di legge costituisce l'argomento per
  il  quale  l'Assemblea  è  stata  impegnata  ieri  ed  oggi,
  comprese  le  due riunioni della Commissione  Regolamento  e
  della  Conferenza  dei  Presidenti dei  gruppi  parlamentari
  avvenute oggi.
    Onorevoli  colleghi, in considerazione  di  quanto  emerso
  ieri,  durante  la riunione della commissione Bilancio,  poi
  stamattina  durante   la riunione della Commissione  per  il
  Regolamento,  e  infine nella riunione della Conferenza  dei
  Presidenti  dei  gruppi parlamentari di  questo  pomeriggio,
  l'orientamento  della  Presidenza  è  quello   di   chiudere
  l'attuale sessione parlamentare.
      Nella  nuova sessione sarà possibile approvare un  nuovo
  disegno   di   legge   per   i   familiari   delle   vittime
  dell'attentato  di Nassiriya, dando adeguata  risposta  alle
  esigenze di copertura finanziaria.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                        Sull'ordine dei lavori

     ACIERNO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ACIERNO   Signor Presidente, così come ho già  comunicato
  in  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,  non
  posso  aderire a questa proposta, anche perché essendo stato
  il   primo   firmatario  dell'ordine  del  giorno  approvato
  durante  i  lavori per la finanziaria, con parere favorevole
  del  Governo,  che  impegnava il Governo  e  l'Assemblea  ad
  approvare nel più breve tempo possibile il disegno di  legge
  per  onorare  i  nostri caduti a Nassiriya,  chiedo  che  si
  proceda  al voto sul relativo disegno di legge per i  caduti
  di Nassiryia.

     GIANNOPOLO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO   Signor  Presidente, non  condivido  la   sua
  proposta. Mi rendo conto, anche avendo esperito un  contatto
  con   i  Capigruppo,  che   la  sua  proposta  non  è  stata
  formulata  a titolo personale

     PRESIDENTE  Tutt'altro.

     GIANNOPOLO  Tuttavia, non condivido la soluzione che  qui
  viene   prospettata.  Penso  che  esistano   le   condizioni
  affinché l'Assemblea regionale approvi il disegno di  legge.
  L'Assemblea regionale ha infatti esperito tutti i  tentativi
  sia  in Commissione Bilancio che  in Commissione Regolamento
  al  fine  di esitare un provvedimento che potesse essere  in
  qualche  modo  aggiustato  o che potesse  essere  "riparato"
  attraverso  l'utilizzo  dell'articolo  117  e  consentire  a
  tutti  con assoluta coerenza ed omogeneità, rispetto al  suo
  articolato, di superare l'attuale difficoltà.
       Intendo   ribadire   dunque  con   forza   questa   mia
  convinzione,  ma  nel  fare  questo,  nel  ribadire   questa
  convinzione   voglio   anche  implicitamente   esprimere   e
  protestare  contro tutto ciò che si è scatenato,  alimentato
  in ordine all'approvazione di questo provvedimento.
       In  questi giorni sono state dette delle cose ingiuste,
  sbagliate,  sono  state  dette a volte  delle  cose  persino
  oscene;  come,  per esempio, giudico osceno anche  il  fondo
  del  "Giornale  di  Sicilia" di ieri - ne  parlo  in  questa
  sede,  non è mia abitudine parlare di articoli di stampa  da
  questo  pulpito, ma poiché ho compreso ed intuito  che  quel
  fondo  del  "Giornale  di  Sicilia" avrebbe  ispirato,  come
  dire,  i  comportamenti strumentali di alcuni componenti  di
  questa   Parlamento,   ne   parlo   solo   e   semplicemente
  indirettamente  per  evidenziare  come  ci  siano  stati  in
  alcuni  gruppi  parlamentari, in alcuni  settori  di  questo
  Parlamento  atteggiamenti strumentali circa questa  vicenda,
  in  cui  ciascuno non sempre ha detto ciò che  pensava,  non
  sempre ha detto la verità.
       Intendo  riferirmi  al fatto che  l'emendamento  da  me
  proposto che riguardava la concessione di un contributo  una
  tantum  ai feriti superstiti della strage di Portella  della
  Ginestra - noi non parlavamo di assunzioni, non abbiamo  mai
  parlato    di    assunzioni   di   familiari     -,    bene,
  quell'emendamento in qualche modo tendeva e tende  -  perché
  io in ogni caso lo ripresenterò - a sanare, a correggere,  a
  colmare  una carenza della stessa legge numero 20 del  1999,
  laddove   all'articolo  20,  comma  2,  diceva  che   veniva
  concesso  un  contributo una tantum,  un  contributo  di  50
  milioni  delle  vecchie lire, a tutti i caduti  di  Portella
  della  Ginestra,  insieme a tanti altri sindacalisti  caduti
  vittime della mafia.
         Vorrei  ricordare, perché io c'ero  a  quell'epoca  e
  voglio dare atto anche alla Commissione Antimafia oltre  che
  al    Governo,    all'epoca    rispettivamente    presieduti
  dall'onorevole  Granata  e dall'onorevole  Capodicasa,   che
  con  quella  legge  per  la prima volta  dopo  47  anni  una
  Istituzione  di  questo Stato sanciva lo status  di  vittima
  della  mafia dei caduti a Portella della Ginestra. In quella
  discussione fu avanzata l'ipotesi di ricomprendere i  feriti
  superstiti.   Si   soprassedette   in   quella   fase,    ma
  successivamente la Regione siciliana negli anni 2000,  2001,
  2002,  2003 ad ogni assestamento di bilancio, ad ogni  legge
  finanziaria  è  tornata a sorreggere,  giustamente,  vittime
  cadute  nell'adempimento del proprio dovere: sindaci  uccisi
  da  disoccupati  disperati, autisti che sono rimasti  feriti
  sopravvissuti  ad attentati a stragi, operai  forestali  del
  corpo   forestale  che  sono  caduti  vittime  del   dovere,
  rimasti  feriti,  di naufragi, di qualsiasi  cosa.  A  turno
  tutti  i  deputati - molti  sono venuti da questo pulpito  a
  fare  la predica sui morti di Portella della Ginestra  -  in
  ogni legge finanziaria da quattro anni a questa parte ed  in
  ogni  legge di assestamento di bilancio fino alla  legge  20
  ultima  scorsa,  sono venuti a proporre provvedimenti  -  io
  dico  giustamente  - riparatori per i familiari  di  vittime
  che   sono  cadute  o  per  mano  della  mafia  o  per   via
  dell'adempimento del proprio compito istituzionale.
         Ecco  perché, signor Presidente, non posso  accettare
  minimamente  questo  atteggiamento  strumentale  che  si   è
  consumato attorno a questa vicenda. E mi dispiace che  tutto
  questo  sia  alimentato anche da certi articoli  di  stampa.
  L'editorialista  del Giornale di Sicilia forse  non  sa  che
  anche   gli  eroi  dell'Unità  d'Italia,  coloro   i   quali
  combatterono  per fare l'Unità d'Italia, e  caddero,  furono
  da   quello  Stato  unitario  nuovo,  risarciti   e   furono
  riconosciuti. Forse l'editorialista non lo sa questo, ma  il
  compito  di  una Regione e di uno Stato è di riconoscere  lo
  status  di vittime. Dopo 57 anni la domanda cui tanti devono
  rispondere, e quindi anche la politica di oggi è:  solo  nel
  2000  è  stato  tolto il segreto di Stato  sulla  strage  di
  Portella della Ginestra.
    Ripeto,  signor  Presidente, soltanto  nel  2000  è  stato
  tolto  il  segreto  di  Stato. Questo ha  fatto  tornare  di
  grande  attualità   il tema della verità e  della  giustizia
  che  bisogna  dare  e  che  bisogna  perseguire  per  quelle
  vittime.  Pertanto  questo argomento è  attualissimo,  ma  è
  attualissima  la verità su quell'episodio perché  appartiene
  ad uno dei "buchi neri" della democrazia italiana.

     PRESIDENTE    Non   entriamo   nel   merito,    onorevole
    Giannopolo.

     GIANNOPOLO   Signor  Presidente, le farò  avere  l'elenco
  dei  23  feriti sopravvissuti alla strage di Portella  della
  Ginestra,  poichè  15 morti li abbiamo già  onorati  con  la
  legge   numero  20  del  1999.  Sono  stati  23   i   feriti
  sopravvissuti  di cui solo 12 viventi; di  questi  23  tutti
  portavano e portano ferite che sono state invalidanti.

     PRESIDENTE    Non   entriamo   nel   merito,    onorevole
  Giannopolo,   è  una  questione  procedurale  che   dobbiamo
  rispettare nell'interesse di tutti.

     GIANNOPOLO   Lo  capisco, signor Presidente,  ma  attorno
  alle   questioni  procedurali  qui  si  usa   la   questione
  procedurale  come "balzello" per far ricacciare indietro  un
  pronunciamento che qui, giustamente, il Governo e  la  prima
  Commissione  hanno approvato, che riguarda anche  gli  altri
  interventi  previsti  in questa legge  e  io  non  lo  posso
  accettare. Questo volevo semplicemente comunicare.

     FLERES  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     FLERES   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  desidero
  intervenire  sulla  proposta dell'onorevole  Acierno  ma  ho
  bisogno di argomentare la posizione che desidero esprimere.
       E'  capitato  che nella scorsa seduta sono  intervenuto
  proprio   dopo  l'onorevole  Giannopolo,  come   in   questa
  circostanza,   per  segnalare  all'Aula   come   si   stesse
  procedendo  non  nel merito ma seguendo un metodo,  diciamo,
  improprio. Segnalai all'onorevole Giannopolo che  ancora  la
  procedura  della copertura finanziaria  d'Aula  dei  disegni
  di  legge non era stata istituita nel nostro Regolamento, ma
  l'onorevole  Giannopolo insiste e tenta di  accreditare  una
  tesi falsa.
       Onorevole Giannopolo, siccome sarò molto duro nei  suoi
  confronti, desidero che  mi ascolti. Sarò molto duro  perchè
  lei  tenta di accreditare una tesi falsa, quella secondo  la
  quale  in  quest'Aula ci sono deputati contrari a  risarcire
  le  vittime  di  Portella  della Ginestra,  a  risarcire  le
  vittime  di Montagna Longa o qualsiasi altro tipo di vittima
  e,  invece,  alcuni deputati sono favorevoli a risarcire  le
  vittime  di Nassiriya o  contrari a risarcire le vittime  di
  Nassiriya.
       Così  non  è quindi, onorevole Giannopolo, la prego  di
  evitare  interventi come quello che lei ha  appena  concluso
  in  quest'Aula.  Qui  non ci sono vittime  di  "serie  A"  e
  vittime  di  "serie  B"; non ci sono i  buoni  e  i  cattivi
  perchè  quelli è la storia che li individuerà e li segnalerà
  all'opinione  pubblica.  Il tema è  di  altra  natura  e  lo
  sappiamo benissimo. Pertanto,  è estremamente grave  che  si
  tenti  di  screditare l'attività dell'Aula  o  di  parte  di
  essa.
       Il  tema  è un altro. Sono stati votati due emendamenti
  che  nel  merito sono assolutamente condivisi  dall'Aula  ma
  che,  per  una  serie  di circostanze, non  sono  muniti  di
  copertura finanziaria e non lo sono soprattutto perchè  tale
  copertura  finanziaria risulta di difficile  computo  poichè
  non  sono  facilmente identificabili i destinatari  dei  due
  provvedimenti contenuti nei citati emendamenti.
       Allora, onorevole Giannopolo, noi ci troviamo di fronte
  al  fatto che l'Aula, comunque, si è espressa favorevolmente
  rispetto  a  questi  due  temi ma,  tuttavia,  entrambi  gli
  emendamenti sono privi di copertura finanziaria.
       Allora, il tema di queste settimane è stato: come  fare
  a  salvare il merito di questi emendamenti senza violare  il
  Regolamento?  Poc'anzi, nella Conferenza dei Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari,  il  sottoscritto  ha  ipotizzato   il
  seguente  percorso:  votiamo il provvedimento  di  Nassirya,
  peraltro  più "fresco", legato a fatti recenti;  "depuriamo"
  il   provvedimento  stesso  dai  due  emendamenti  che,  non
  essendo  muniti  di  spesa, verrebbero certamente  impugnati
  dal  Commissario dello Stato per mancata copertura;  votiamo
  contestualmente un ordine del giorno che impegni il  Governo
  a    identificare,    quantificare   i    destinatari    dei
  provvedimenti  riguardanti  Monta  Longa  e  Portella  della
  Ginestra.
       Ci  impegniamo sulla parola per manifesto desiderio  di
  tutte  le  forze  politiche a presentare  immediatamente  un
  disegno  di  legge  che riguardi queste  due  fattispecie  e
  quante   altre  eventualmente  se  ne  dovessero  segnalare,
  aventi   le   medesime  caratteristiche,  e  con   procedura
  d'urgenza, approviamo il secondo disegno di legge.
       Questa  ipotesi ci consentirebbe di salvare  il  lavoro
  fatto  relativamente a Nassiriya per il quale esiste già  la
  copertura  finanziaria  e  di non buttare  alle  ortiche  il
  dibattito   opportuno,   corretto,  importante,   eticamente
  significativo  che riguarda Montagna Longa e Portella  della
  Ginestra   salvando  così  l'Aula  da  una   situazione   di
  imbarazzo nella quale si è trovata.
         Questa  è  la  mia   proposta.  La  ribadisco.  Nella
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari  non  c'è
  stata  unanimità su questa ipotesi tant'è che il  Presidente
  Lo  Porto  ha  dovuto soprassedere consegnando  all'Aula  le
  determinazioni che quest'ultima vorrà assumere.  Ma  questo,
  onorevole  Giannopolo,  non  autorizza  nessuno   a   volere
  forzare  la  mano ritenendo che questa Aula è  a  favore  di
  alcune vittime ed è contraria ad altre vittime, perchè  così
  non è
      Così  non  è, non tentiamo di strumentalizzare  i  morti
      perchè i morti non si devono strumentalizzare mai.
       Onorevoli colleghi, ribadisco la proposta e mi  associo
  alla  richiesta dell'onorevole Acierno relativamente al voto
  sul  provvedimento  che  riguarda  Nassiriya.  Intendo  dire
  votabile in quanto munito di copertura finanziaria e  dunque
  non  compromesso da vizi procedurali o finanziari  come  gli
  altri  aspetti contenuti nel citato disegno di legge.  Fermo
  restando,  e  lo ribadisco, l'impegno a votare l'ordine  del
  giorno  che  vincola il Governo a stabilire quanto  in  esso
  contenuto  relativamente all'individuazione delle  ulteriori
  vittime   da   beneficiare   e  al   relativo   importo   da
  quantificare e stanziare.
       Questa  è  la  mia proposta e per questo mi  associo  a
  quanto  detto  dall'onorevole Acierno affinchè l'Aula  possa
  votare  il provvedimento su Nassiriya che sarebbe un segnale
  importante,  non foss'altro che per una ragione:  al  di  là
  della   votazione   di   merito  che   ciascuno   fa   circa
  l'intervento dei nostri militari a Nassiriya, questi  nostri
  militari  hanno  perduto la vita e l'hanno  perduta  per  lo
  Stato italiano, in difesa dello Stato italiano.

     SPEZIALE  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     SPEZIALE   Signor  Presidente, mi  rendo  conto  del  suo
  sforzo  per  tentare  di evitare che possa  essere  scalfita
  l'immagine dell'Assemblea, purtroppo, però i suoi  tentativi
  sono  vani  perchè  il problema  si è posto.  E   lo  voglio
  ribadire  qui:   noi  dobbiamo uscire da  questa  situazione
  pasticciata. Il Parlamento ha votato un disegno di legge  su
  Nassiryia  privo di copertura finanziaria, cioè  nella  fase
  del  voto finale il Parlamento si è accorto che non  vi  era
  la   copertura   finanziaria.  Durante  la  discussione   su
  Nassiryia alcuni parlamentari legittimamente hanno  proposto
  degli   emendamenti   che  pure  hanno   avuto   il   parere
  favorevole  del  Governo e  sono quindi stati  inseriti  nel
  testo  finale.  L'intero   disegno  di  legge  è  privo   di
  copertura   finanziaria.   Viene  riunita   la   commissione
  Bilancio  per  dare la relativa copertura finanziaria  e  dà
  una copertura finanziaria ex post soltanto su Nassiriya.
       Adesso  ci  troviamo  quindi di  fronte,  lo  dico  qui
  all'onorevole  Fleres, a una di quelle  situazioni  talmente
  palesi  che  un  voto d'Aula porterebbe alla impugnativa  da
  parte  del Commissario dello Stato, pur avendo dato un  voto
  su Nassiryia.
       I   colleghi  sanno che in Commissione Bilancio  io  ho
  distinto  il  mio  voto  rispetto ad altre  parti  politiche
  dando  il  voto favorevole per la copertura finanziaria,  ma
  adesso   se   approvassimo  questo  disegno  di   legge   ci
  troveremmo  di fronte al fatto che il relativo provvedimento
  sarà  sicuramente  impugnato da parte del Commissario  dello
  stato.
       Il problema è tutto qui. Ne abbiamo già parlato in sede
  di   Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari;
  adesso  il  problema  è  stato riproposto  in  Aula,  ma  la
  responsabilità  non  ricade sull'Aula  ma  sul  Governo  per
  avere  avuto  un  atteggiamento molto incerto e  confuso  il
  quale  ha  dato  prima  in  Aula, per  bocca  dell'assessore
  Pagano, un parere favorevole e poi,  lo stesso Governo,   in
  Commissione  bilancio,  ha  dato  parere  contrario  su  due
  emendamenti.  Quindi, il problema non è nel merito;  nessuno
  discute   il   merito.  Il  problema  dice  giustamente   il
  Presidente è di ordine procedurale.
         Era  stata  tentata questa mattina dalla  Commissione
  Regolamento, così mi hanno riferito, una mediazione  che  io
  ritenevo   essere  accettabile,  riproposta  da  parte   del
  Presidente  dell'Assemblea nella Conferenza  dei  Presidenti
  dei  Gruppi  parlamentari  che ritengo  ancora  accettabile,
  cioè  quella che per una sola volta  si possa far  scivolare
  il  disegno di legge, chiudere la sessione, riaprirla da qui
  a  qualche giorno e ripresentare il disegno di legge per  le
  vittime   di   Nassiriya.  Questo  era  il   tentativo   del
  Presidente  dell'Assemblea  da noi condiviso per cercare  di
  risolvere  il  pasticcio in cui una  parte  del  Governo  ci
  aveva cacciati.
       L'obiezione che viene sollevata da parte dei  colleghi,
  e   cioè  quella  di  procedere  al  voto,  non  rimuove  la
  condizione  originale, vale a dire il rischio che  il  testo
  possa  essere  impugnato  da  parte  del  Commissario  dello
  Stato,  anzi la certezza che il Commissario dello  Stato  lo
  impugni, visto che è privo di copertura finanziaria.
       Ecco  perché  si  è  tentato  di  trovare  un  percorso
  condiviso   dalla   stragrande  maggioranza   dei   colleghi
  parlamentari, che io ritengo - e faccio appello ai  colleghi
  che  hanno sollevato le obiezioni: da Giannopolo ad  Acierno
  e  allo  stesso Fleres -, si possa ripensare di cogliere  il
  suggerimento  del  Presidente  dell'Assemblea   ed   evitare
  discussioni   inutili.   Il    proseguire   ancora    questa
  discussione dà l'idea che  abbiamo combinato un pasticcio  e
  non   sappiamo   come  uscirne.  Condivido,   pertanto,   la
  posizione  espressa dal Presidente dell'Assembla, la  reputo
  la più ragionevole.
        Ripeto: faccio appello ai colleghi che hanno sollevato
  obiezioni   in   forza  di  prerogative   regolamentari   di
  rimuovere  le loro obiezioni e proseguire sulla  base  delle
  indicazioni fornite all'Assemblea dal suo Presidente,  fatte
  proprie  sia  dalla  Conferenza dei  Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari che  dalla Commissione Regolamento.

     CINTOLA  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CINTOLA   Signor presidente, onorevoli colleghi,  abbiamo
  tentato  in  due  giorni  di  recuperare  una  disattenzione
  d'Aula.  Dopo avere rinviato - giusta l'articolo  117  -  il
  disegno  di legge su Nassiriyia in Commissione Bilancio  nel
  tentativo,  io  ritengo nobile, di riportare il  disegno  di
  legge  alla  sua origine, vale a dire quella di sostenere  i
  familiari delle vittime di Nassiriyia, solo quelli,  non  ci
  siamo riusciti.
    Non  ci  siamo  riusciti in Commissione Bilancio,  non  ci
  siamo  riusciti  in Commissione Regolamento,  non  ci  siamo
  riusciti   in   Conferenza   dei   Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari.  Ognuno  non  ha  voluto  cedere  di  un  solo
  millimetro  alla  possibilità di potere  esprimere  in  Aula
  concetti  che sono e possono essere considerati  importanti:
  Portella  della  Ginestra,  Montagna  Longa,  anche   questi
  importanti,  perché  no,   nel  contenuto,   ma   non   sono
  Nassiriya,  perché  non  erano all'interno  del  disegno  di
  legge su Nassiriyia.
       Io  Capisco  che  l'onorevole  Giannopolo  abbia  fatto
  un'ottima impressione parlando dal pulpito pochi minuti  fa,
  può  presentare o avrebbe potuto presentare  un  disegno  di
  legge ....

        GIANNOPOLO  Già fatto

        CINTOLA ..non  è  arrivato  in  Aula.  Quindi  poterlo
  discutere,  accettare,  argomentare,  ma  perché  presentare
  tutto  questo  su Nassiriyia? Perché un'ulteriore  aggiunta,
  che  ha  condotto l'Aula a votare due emendamenti  senza  la
  copertura   finanziaria?  Peraltro  neanche   su   richiesta
  dell'Aula?  C'è stato il parere favorevole del  Governo,  ma
  il  parere  favorevole  del Governo è  politico  in  assenza
  della  Commissione Bilancio che, giustamente, il  Presidente
  dell'Assemblea aveva invocato e che, da parte  della  stessa
  Commissione,  non  era stato possibile ottenere   perché  in
  quella sede non era stato raggiunto il numero legale.
       Si  è  tenuta  un'altra  seduta d'Aula  con  Presidenza
  Fleres  la  quale  ha  cercato tramite  l'articolo  117  del
  nostro  Regolamento di riportare ordine. E io dico, l'ordine
  lo  riporta anche oggi con il suo intervento che segue  alla
  proposta   Acierno,   che  poi  non   era   neppure   nuova.
  Quest'ultima   infatti  era  stata  fatta   in   Commissione
  Bilancio ed era stata bocciata in Commissione. Forse  non  è
  stata  bene valutata e, ad onor del vero, avrebbe  potuto  e
  potrebbe  ancora essere un momento, non dico eroico,  perché
  qui  di eroico non c'è niente in quest'Aula, neppure il  mio
  intervento, che è misero e non è eroico, tuttavia, è  onesto
  e parla il linguaggio di una verità vera.
         Su  Nassiriya  siamo disponibili a fare  qualsivoglia
  tentativo  per  salvare il disegno di legge  così  come  era
  stato  presentato in origine. Su Nassiriya chiunque  volesse
  aggiungere  una  virgola, non fa che danneggiare  l'impianto
  del disegno di legge  e non ottiene alcun risultato.
       Allora  vogliamo  fare un tentativo  vero,  reale?  Non
  siamo  riusciti  ieri sera in Commissione Bilancio,  neanche
  stamattina  in Commissione Regolamento, neppure  stasera  in
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,  potremmo
  raggiungere  adesso in Aula un accordo?  Votiamo  adesso  il
  disegno  di  legge  su Nassiriya con l'impegno  che  poi  la
  Commissione  competente riproporrà  le altre cose  che  sono
  state  dignitosamente  dette e sulle  quali  se  ne  possono
  aggiungere altre con la necessaria copertura finanziaria  in
  modo  che tutto diventi plausibile e praticabile, altrimenti
  cosa  potremmo dire? Che abbiamo iniziato con un disegno  di
  legge  per  sostenere i familiari di coloro che  sono  morti
  per  la  patria  e  glielo disconosciamo  perché  intendiamo
  invece non fare quel piccolo passo indietro richiesto?
       Allora  io dico, è nobile per quest'Aula che stasera  i
  morti  di  Nassiriya  non vengano ricordati  eroicamente  da
  questo  Parlamento, da questi deputati, da coloro  i  quali,
  come  noi, sono ancora qui a discutere e a parlare  come  se
  volessimo dire cassiamo quel punto o cassiamo quell'altro?
         Non  è così  Il tentativo è di riportare, con un voto
  d'Aula,   serenità  e  tranquillità,  operatività   all'Aula
  stessa; e su questo il mio Gruppo c'è, per intero
         Se dovessimo, solo di una virgola, andare oltre nella
  certezza   che  il  Commissario  dello  Stato  non  potrebbe
  assolutamente  vagliare diversamente che da  una  bocciatura
  gli  altri  due  emendamenti,  noi  non  voteremo  contro  e
  neanche  a  favore:  noi  abbandoneremo  l'Aula  perchè  non
  intendiamo gabbare alcuno, non intendiamo prendere  in  giro
  alcuno,  nè quelli eroici, nè quelli meno eroici, nè  quelli
  tanto quanto eroici come gli altri
       Noi  intendiamo  svolgere  un  ruolo  di  verità  e  di
  correttezza,  di  serietà e di compostezza, intendiamo  dare
  un  nostro  contributo serio così da poter dire  una  parola
  forte,  da  parte  di questo Parlamento,  nei  confronti  di
  quelle   sei  vittime  siciliane  che  hanno  lasciato,   in
  adempimento del proprio dovere, affetti sacri senza  denaro,
  senza stipendio.
       Dobbiamo  fare questo nella convinzione  che  è  nostro
  dovere  intervenire  subito e non dopo.  Altrimenti,  signor
  Presidente,  se questo non è possibile, allora  neppure  lei
  ha  la ricetta quando sento dire - come ha fatto l'onorevole
  Speziale  -  che  va  bene ciò che ha  detto  il  Presidente
  dell'Assemblea.   Infatti,  qualora   si  dovesse   chiudere
  questa  sessione,   dopo dieci giorni si aprirebbe  un'altra
  sessione   e  si potrebbe ripresentare un altro  disegno  di
  legge   che  sarà  solo  di  Nassiriya,  non  potrà   essere
  diversamente, onorevoli colleghi, perchè  noi, come  Gruppo,
  non  metteremo mai la firma su un provvedimento  diverso  da
  Nassiriya,  che  va  avanti con un  suo  disegno  di  legge,
  unico,   speciale   e  specioso.  Non  intendiamo   cogliere
  nessun'altra aggiunta su quel disegno di legge. O  è  quello
  o niente

        PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, non posso  dichiarare
  chiusa  la  sessione, così come propongo sin da  stamattina,
  se  non ho l'unanimità dei consensi, in quanto siamo in fase
  di votazione finale.
       Capisco   che   la   logica  politica  potrebbe   anche
  permettere  di arrivare ad una forzatura, ma per  questo  ci
  vuole  l'unanimità dell'Assemblea, cosa che,  purtroppo,  ho
  verificato non esserci. Io non intendo chiudere la  sessione
  senza   l'unanimità  che  ho  invocato.  L'ho  invocata   in
  Commissione  Regolamento, l'ho invocata  in  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari, la  invoco  adesso  in
  Aula.
       Verificata l'impossibilità di pervenire a questa intesa
  generale,  non  mi rimane altro che porre  in  votazione  il
  provvedimento così com'è.
         Aveva  chiesto di parlare l'onorevole Liotta.  Ne  ha
  facoltà.

        LIOTTA   Signor Presidente, intervengo  solamente  per
  dire  che  non  solo  la  soluzione  che  la  Presidenza  ha
  ricercato  in  varie  sedi, Conferenza  dei  Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari, in Commissione per il Regolamento,  mi
  sembra  quella  che  può salvare quest'Aula  dal  commettere
  ulteriori pasticci, ma mi permetto di rivolgere un invito  a
  quei  colleghi che in Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari   hanno   espresso  dei  dubbi   circa   questa
  procedura.
       Ci  rendiamo perfettamente conto  - ed è una posizione,
  in  buonissima fede, che manteniamo in questa circostanza  -
  che  usciamo da una impasse in un modo che - speriamo -  non
  si  debba  mai  più  ripetere, ma che  altre  soluzioni  non
  esistono  se  non  vogliamo aggiungere un  pasticcio  ad  un
  altro pasticcio.
       Fra  l'altro,  vorrei  far notare, onorevoli  colleghi,
  che,  probabilmente,  ripresentare il disegno  di  legge  su
  Nassiriya  migliorerà  quel testo,  perché  la  formulazione
  attuale  del disegno di legge conteneva alcuni elementi  che
  potevano  essere  anziché a beneficio  dei  familiari  delle
  vittime  - lo abbiamo fatto rilevare in diverse occasioni  -
  riduttivi  rispetto a benefici statali   previsti  da  altre
  leggi.
       Quindi, io credo sia opportuno che il disegno di  legge
  venga  ripresentato ed invito i colleghi, che in  Conferenza
  dei  Presidenti  dei gruppi parlamentari  non  hanno  voluto
  accedere  a  questa soluzione, a ripensarci e  a dichiararlo
  adesso,  in  modo  che l'Aula abbia quell'unanimità  che  il
  Presidente ha chiesto.

        PRESIDENTE     Capisco   che    l'argomento    diventa
  interessante,   ma   desidero   soltanto   una   indicazione
  procedurale, senza più entrare nel merito.
        Onorevole Crisafulli e onorevole Speziale, vi prego di
  ascoltarmi   perché  è  un  passaggio  che   giudico   molto
  delicato.  Ammesso che, caduta l'ipotesi  di  slittamento  a
  nuova  sessione,  si  arrivi alla  votazione.....  Onorevole
  Crisafulli, la prego di prestare attenzione

        CRISAFULLI    Stiamo   lavorando   per   lei,   signor
  Presidente

        PRESIDENTE   Grazie,  non  ne  ho  bisogno  in  questo
  momento   Non  è  questo il modo in cui aiutarmi  perché  se
  l'Aula si distrae su questo passaggio non ho che cosa  fare,
  in  quanto  -  a mio avviso -  risolvere con il  voto,  come
  molti   propongono,  presenta  aspetti  di  improcedibilità.
  Votare  il testo così come è, con le norme su Nassiriya,  su
  Montagna   Longa  e  su  Portella  delle  Ginestre   non   è
  possibile,  in  quanto  la Commissione   Bilancio   ha  dato
  parere   negativo  almeno  su due punti:  Montagna  Longa  e
  Portella delle Ginestre.
       C'è  lo strumento dell'articolo 117, qualcuno dirà.  Si
  presenti  un  emendamento ai sensi dell'articolo  117  e  si
  chieda  l'abrogazione  dei due punti  controversi:  Montagna
  Longa e Portella delle Ginestre. Ma anche in questo caso  si
  cadrebbe  nell'esigenza  procedurale,  cui  ho  fatto  cenno
  prima; ravviso l'inopportunità di utilizzare l'articolo  117
  se  non  c'é  l'unanimità, in quanto non c'è  Parlamento  al
  mondo  che possa abrogare norme che il Parlamento stesso  ha
  approvato     Diversamente,    creeremmo    un    precedente
  gravissimo,  quello  cioè di un disegno  di   legge  il  cui
  esame  è stato completato  e che successivamente, attraverso
  un  emendamento  presentato ai sensi dell'articolo  117,  si
  modifica.  E'  una  assurdità che io non  potrò  consentire
  Rischiamo  di  discettare "sul sesso degli angeli":  da  una
  parte  si  chiede  di votare, dall'altra di  andare  ad  una
  nuova sessione.
       Vi  invito, pertanto,  a riflettere tenendo  conto  che
  altre alternative non ci sono.

        FERRO  Chiedo di parlare.

        PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

        FERRO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, apprezzo
  lo  sforzo che il Presidente dell'Assemblea sta facendo  nei
  confronti  dell'Aula   per condurla sulla  retta  via.   Del
  resto,   ci   troviamo  in  un  pasticcio  di  cui   non   è
  responsabile  il  Presidente dell'Assemblea né  l'Assemblea,
  ma  certamente  il  Governo,  in  questo  caso  incapace  di
  intendere e di volere.
         Detto  questo, vorrei far riflettere tutti sul  fatto
  che  stiamo  parlando di vicende che hanno ferito fortemente
  famiglie  siciliane  e, quindi,  credo  che  tutti  dovremmo
  essere  richiamati al rispetto anche per i familiari colpiti
  da questi fatti drammatici.
         La  proposta  del Presidente dell'Assemblea  è  stata
  sufficientemente valutata, confrontata egregiamente con  gli
  uffici che lo coadiuvano. Questi sono, sostanzialmente,  gli
  elementi   che  dovrebbero   indurre,  serenamente,   questo
  Parlamento  ad  accogliere la  proposta, di andare  a  nuova
  sessione   -  così come il Presidente diceva -, considerando
  che  qui non stiamo chiedendo voti a qualche familiare  o  a
  qualcuno  che non c'é più, ma stiamo solo cercando di  fare,
  come  è  nostro  dovere, un atto legislativo di  solidarietà
  verso   famiglie  colpite  da  lutti.  Lutti   che   abbiamo
  riconosciuto  essere non solo delle famiglie stesse  ma  dei
  cittadini di questa Regione.
        Dunque, io vorrei che con grande serenità ma anche con
  grande  fermezza si mettesse fine a un dibattito che rischia
  veramente  di immiserire il ruolo del Parlamento, in  questo
  caso   affidando  le  decisioni  dell'Aula   alla   proposta
  avanzata  dal Presidente dell'Assemblea che  risulta  essere
  la più ragionevole,  la più seria e  la più conducente.

        SAMMARTINO  Chiedo di parlare.

        PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

        SAMMARTINO   Signor  Presidente,  cercherò  di  essere
  estremamente  breve, però mi sento, interpretando  anche  il
  pensiero  del  Gruppo di AN, di appoggiare la  sua  proposta
  che  poi  fa appello alla responsabilità di tutto quanto  il
  Parlamento  che involontariamente - a mio modo di  vedere  -
  si   è   trovato  di  fronte  al  problema  della  copertura
  finanziaria     degli     emendamenti,     e      sottolineo
  "involontariamente".
       Rivolgo,  inoltre, l'invito al Gruppo UDC ad accogliere
  questa  tesi,  perché in qualche modo quando  si  è  parlato
  della  copertura finanziaria e degli emendamenti - e  faccio
  riferimento  segnatamente  a Montagna  Longa  e  a  Portella
  della   Ginestre  -  si  è  valutata  insieme  agli   uffici
  l'esigenza di trovare una reale copertura finanziaria.
          Io  stesso  ricordo  che  mi  è  stato  proposto  di
  sottoscrivere un emendamento che prevedeva una somma di  300
  mila  euro  per il 2004,  500 mila euro per il  2005  e  600
  mila  euro  per il 2006, per cui non credo si possa  parlare
  in  questo  caso  di disattenzione da parte  dell'Aula  come
  qualche deputato ha detto prima del mio intervento.
       Per  cui, fermo restando, che ci troviamo perfettamente
  d'accordo  con  l'onorevole Fleres e con  l'onorevole  Ferro
  quando  dice  che  sui  morti  non  si  può  operare  alcuna
  strumentalizzazione,  crediamo che  in  questo  caso  l'Aula
  debba  difendere  le  proprie  prerogative  parlamentari   e
  legislative  che sono state esercitate anche  attraverso  il
  voto  sugli emendamenti alla disciplina degli interventi  in
  favore  delle vittime di Nassirya, e per questo  va  operata
  quella   correzione  alla  quale  lei   ha   fatto   appello
  attraverso  l'invito  ad accettare lo slittamento  ad  altra
  sessione.

        BARBAGALLO  Chiedo di parlare.

        PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

        BARBAGALLO   Signor Presidente, la soluzione  che  lei
  propone  mi sembra quella più equilibrata, non solo la  meno
  peggio  ma  forse  l'unica  possibile,  perché  qualora   il
  provvedimento  dovesse essere posto  in  votazione   stasera
  verrebbe impugnato dal Commissario dello Stato.
       Noi  non  abbiamo bisogno di dimostrare che  sul  piano
  della   qualità   legislativa  facciamo  provvedimenti   che
  vengono   impugnati.  Quindi  quest'Aula   avrebbe,   credo,
  l'interesse,  oltre  che  il buon senso,  di  accettare  una
  proposta che mi pare equilibrata.

        CRISAFULLI  Chiedo di parlare.

        PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

        CRISAFULLI  Signor Presidente, io credo sia necessario
  che  il Parlamento faccia uno sforzo per togliere dal  campo
  una  difficoltà che si è creata. Mi interessa poco discutere
  del  merito perchè altrimenti ci impastoiamo, in quanto  poi
  diventa  un  discorso ozioso  capire qual è  più  importante
  dei tre articoli, il problema è che c'è una difficoltà.
       Sul   piano   procedurale  credo   abbia   ragione   il
  Presidente:   non  possiamo votare se su  un  testo  c'è  il
  parere  negativo  della  Commissione   Bilancio .  Fare  uno
  sforzo   per  utilizzare  l'articolo  117,  ha  ragione   il
  Presidente,  ma  solo  di  fronte  alla  unanimità  e   alla
  condivisione  del  fatto,  diversamente  si  creerebbe    un
  precedente  che  consentirebbe  al  Parlamento  in  tutti  i
  momenti di tornare indietro.
       Io  credo che, a prescindere dalle argomentazioni della
  bontà  delle questioni che ognuno di noi ritiene  di  dovere
  sollecitare,  a  questo  punto  la  soluzione  migliore  sia
  quella    che    è   stata   ipotizzata    dal    Presidente
  dell'Assemblea. Noi così consentiamo alla nuova sessione  di
  dirimere  la questione e  procedere alla definitiva chiusura
  di   tutto   il   percorso.  Perchè  altrimenti,   onorevoli
  colleghi,  noi  possiamo innamorarci in forma  eccessiva  di
  tutti  i meccanismi regolamentari, ma c'è un momento in  cui
  il   Parlamento  è  tale  se  assolve  alla  funzione  della
  decisione;   non possiamo diventare un parlatoio,  siamo  un
  Parlamento, dibattiamo, discutiamo ma alla fine  decidiamo.
       Faccio  appello  a  tutto  il  Parlamento,  a  tutti  i
  colleghi,  a  tutti i Gruppi: non si tratta  di  innamorarsi
  più   o   meno  delle  proprie  argomentazioni.  Ho  sentito
  argomenti validi da parte di tanti colleghi che in un  clima
  di  serenità avremmo pure potuto affrontare, ma all'atto  in
  cui  si  è  arrivati a questo inghippo procedurale io  credo
  che  faremmo  un  danno  ulteriore se  ci  innamorassimo  di
  argomentazioni oziose.
       A  questo  punto  l'Aula farebbe bene a  rimettersi  al
  suggerimento  del Presidente dell'Assemblea.  Il  Presidente
  ha,  infatti,  dato  un suggerimento  che  questa  volta  il
  Parlamento può accogliere senza difficoltà di alcun genere.
       Credo  che  questo sia lo sforzo minore che possa  fare
  un'Aula,  pur  sapendo tutti che si è prodotto un  pasticcio
  che  tuttavia non può pesare oltre sul Parlamento siciliano.
  Basta   leggere  sui  giornali  che  facciamo   pasticci....
  abbiamo già dato, adesso  basta, dobbiamo chiudere una  fase
  che secondo la procedura del Presidente è stata definita.
       Anche  qui - lo capisco -  è giusta o non è giusta?  E'
  più  giusta delle altre soluzioni anche se non è  del  tutto
  precisa.  E'  la  meno  sbagliata,  ed  è  la  più   saggia,
  comunque,  alla  data  di  oggi,  perché  nonostante   abbia
  ascoltato  -  ripeto - le argomentazioni di tanti,  mi  sono
  reso conto che verosimilmente la più saggia è questa.
       Cosa chiedo? Non solo un pronunziamento di accoglimento
  a  favore  di questa nostra impostazione, ma una  delega  al
  Presidente  dell'Assemblea, il quale  è  il  massimo  tutore
  delle  regole - mi pare che l'abbia dimostrato ampiamente  -
  con  cui  gli si chieda di scegliere la formula più corretta
  che  ci  metta in condizione di superare questo  momento  di
  difficoltà.
       Con  questo  spirito credo che possa essere accolta  la
  mia impostazione, se i colleghi la condividono.
        In ogni caso, signor Presidente, questo è il mio punto
  di vista.

        LEONTINI  Chiedo di parlare.

        PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

        LEONTINI   Signor Presidente, è lodevole il  tentativo
  che  da tutti si sta portando avanti per cavare il ragno dal
  buco.   Non  riusciamo  a  convincerci  sull'impraticabilità
  della  soluzione  che a più riprese, sia in  Conferenza  dei
  Presidenti  dei Gruppi parlamentari che ieri in  Commissione
   Bilancio , è stata avanzata.
       Ricapitoliamo. Diceva l'onorevole Sammartino che l'Aula
  non  può rinunciare alle sue prerogative. Tra le prerogative
  dell'Aula  c'è  stata quella di affidarsi  alle  valutazioni
  della   Commissione  Bilancio  che unanimemente,  dopo  aver
  sentito  il  Governo, non ha dato copertura  finanziaria  ai
  due emendamenti.
       Questa è una delle prerogative dell'Aula.
         Avendo  l'Aula  scelto  di  affidarsi  a  questa  sua
  prerogativa, deve tenere conto della novità. La novità è  la
  mancata copertura finanziaria dei due emendamenti.
       Alla  luce  di questa novità l'attuazione dell'articolo
  117,  emendativo  in autotutela, non può e non  deve  essere
  necessariamente   unanime,   ma   diventa   in    autotutela
  correttiva  di  una vicenda per la quale la stessa  Aula  ha
  deciso   di   affidarsi  a  momenti  risolutivi  successivi,
  altrimenti  l'Aula la sera stessa avrebbe deciso di  portare
  avanti sino al voto finale, non si sarebbe bloccata.  Se  si
  è  bloccata,  affidandosi alla valutazione successiva  della
  Commissione  Bilancio , è perché ha riconosciuto tra le  sue
  prerogative quella di, eventualmente, riconoscere...

        PRESIDENTE  Onorevole Leontini, mi scusi, perché  poi,
  una  volta concluso il suo intervento, non abbia equivocato:
  sta  sostenendo  la  tesi  che è  possibile  un  emendamento
  sull'articolo 117 anche a maggioranza?

        LEONTINI    Sì,  signor  Presidente,  sto   sostenendo
  proprio questo. Quindi, ritengo che, alla luce della  novità
  della   mancata  copertura  finanziaria,  poichè  ci  stiamo
  affidando  in  autotutela, l'Aula chiamata  a  pronunciarsi,
  alla fine, si orienterà positivamente.
       Riteniamo  che l'articolo 117 possa essere, con  questa
  prerogativa,    applicato   e,   pertanto,   ne    chiediamo
  l'applicazione.

        FORMICA  Chiedo di parlare.

        PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

        FORMICA  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  cerco
  di  dare  un   mio  piccolo  contributo.  Sulla  vicenda  ci
  arrovelliamo da diversi giorni ed ognuno di noi ha  avanzato
  le  proposte.  Il  Presidente  dell'Assemblea  si  trova   a
  dirimere   chiamiamolo   un   pasticcio,   chiamiamolo   una
  dimenticanza,  chiamiamolo come vogliamo chiamarlo,  ma  non
  lo  fa  perché vuole, nella persona del Presidente Guido  Lo
  Porto,  risolvere il problema; il problema si pone in quanto
  Presidente  del Parlamento e di quest'Aula. Il  problema  si
  pone  per non creare dei precedenti per i quali poi potremmo
  pure trovarci in grossissime difficoltà.
         La  via  maestra - ed io su questo sono  d'accordo  e
  voglio  fare  un  inciso  con  quanto  detto  dall'onorevole
  Giannopolo  -  sarebbe  quella di sottrarci  ai  censori  di
  turno  che,  di volta in volta, si sentono in dovere,  anche
  il  primo  cretino,  che  passa  di  fare  un  articolo  sul
  giornale  e  censurare l'operato del Parlamento. Quindi,  da
  questo  punto  di  vista  sono d'accordo  con  quanto  detto
  dall'onorevole Giannopolo: anche il primo cretino  si  sente
  in   dovere  di  buttare  fango  sul  Parlamento     Ma   il
  Parlamento  è  pure quel Parlamento che discute  da  quattro
  giorni  su  come  ovviare ad un problema  che  si  è  posto,
  quindi è un Parlamento avveduto che cerca, interrogandosi  e
  dibattendo,   in  che modo non arrecare  ulteriori  danni  e
  recuperare il vulnus.
         La  via  maestra  non vi è dubbio che  a  termini  di
  Regolamento  sarebbe  quella  di  mettere  in  votazione  il
  disegno  di legge, bocciarlo, tutto per intero, e riproporre
  in  una nuova sessione un nuovo disegno di legge. Non  vi  è
  dubbio che questa, a termini di Regolamento, sarebbe la  via
  maestra,  in  quanto sarebbe la via procedurale normale:  ha
  seguito  tutto  l'iter, al voto finale non passa,  come  può
  avvenire  in  tante  occasioni,  e  a  nuova  sessione,  che
  potrebbe  essere  tra cinque giorni, riproporlo  nuovamente.
  Questa sarebbe la via maestra.
          Tuttavia,   ci  sono  delle  ragioni  politiche   di
  opportunità  che  non ci permettono di  seguire  questa  via
  perché  sempre  i censori di turno potrebbero speculare  sul
  fatto  che  non  vogliono  dare  i  soldi  alle  vittime  di
  Nassiriya.
       Il  Presidente ha avanzato due proposte  ed  io  vorrei
  richiamare  i  colleghi sulle due proposte  del  Presidente.
  Una   proposta  era  quella  di  far  cadere   l'esame   del
  provvedimento,   chiudere  la  sessione  e   riaprirla   con
  convocazione,  come nelle forme di legge, da  qui  a  cinque
  giorni,   a   sei   giorni,   e  quindi  ripresentare,   nel
  frattempo,  un  nuovo  disegno di legge.  L'altra  proposta,
  anch'essa valida,  è quella di  utilizzare l'articolo 117.
         L'emendamento presentato ai sensi dell'articolo  117,
  che  da  alcuni colleghi viene interpretato come  attivabile
  con   votazione   a  maggioranza,  in  me   lascia   qualche
  perplessità perché se noi accedessimo a questa via  potrebbe
  accadere   che  in  futuro  questa  Assemblea   voti   degli
  emendamenti  su  una qualsiasi legge, e poi  a  maggioranza,
  quando  si  arriva  al  voto finale, si  decide  di  abolire
  quell'emendamento  che,  magari,  è  passato  in  un   altro
  momento  dell'esame  dell'iter parlamentare  della  legge  e
  questo potrebbe essere un vulnus non di poco conto.
       Ecco  perché  io  non so se è scritto  nel  Regolamento
  l'obbligatorietà  della unanimità, ma  anche  se  non  fosse
  scritto,   per  le  ragioni  che  ho  testé  detto   sarebbe
  opportuno  interpretarlo  nel senso  dell'unanimità  proprio
  per le ragioni che ho detto prima.

       PRESIDENTE. Il Regolamento non prevede l'unanimità;  ma
  c'è il senso dell'opportunità politica.
       Di  fronte ad un provvedimento che ha diviso sul  piano
  politico,  naturalmente io non posso abrogare una norma  che
  l'Aula  ha  già  approvato con l'articolo 117,  a  meno  che
  unanimemente  non mi venga chiesto perché sarebbe  la  presa
  d'atto di un errore compiuto.
          In  questo  caso,  se  si  procedesse  con  voto  di
  maggioranza,  non sarebbe più la presa d'atto di  un  errore
  compiuto,  ma  un  atto politico vero  e  proprio.   Questo,
  naturalmente, io non lo consento.


   Presidenza del presidente Lo Porto


        Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di
       legge «Interventi  a sostegno dei familiari delle vittime
                 di Nassiriya» (727-722-723-724-770/A)

        PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, dal momento  che  non
  c'è  accordo,  indìco  la  votazione  finale  per  scrutinio
  nominale  del  disegno di legge «Interventi a  sostegno  dei
  familiari  delle  vittime  di  Nassiriya"  (727-722-723-724-
  770/A).

     PAGANO   assessore per il bilancio e le finanze.  Lei  lo
    ha dichiarato inammissibile.

     PRESIDENTE  Sì, assessore Pagano, l'ho detto più  di  una
  volta:  non  esiste Parlamento al mondo che possa  abrogare,
  se  non per sua volontà unanime, votazioni già celebrate  in
  seno  al Parlamento stesso. Sarebbe un precedente del  quale
  ci  pentiremmo amaramente, in quanto verrebbe meno il  senso
  delle maggioranze democratiche.
       Naturalmente,  porrò in votazione il disegno  di  legge
  nel  suo  complesso,  esattamente come l'Aula  l'ha  portato
  avanti, tenendo presente - onorevole Cintola, non è cosa  di
  poco  conto  -  che la questione del parere  negativo  sulla
  copertura  finanziaria  è  un  fatto  che  affideremo   alla
  valutazione del Commissario dello Stato.
       Onorevoli colleghi, tenete però presente che il  parere
  negativo  della  Commissione  Bilancio  è  intervenuto  dopo
  l'approvazione dei due emendamenti.

     CINTOLA  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CINTOLA   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   non
  capisco  cosa  stiamo votando, o meglio  non  capisco  se  è
  possibile  votare il nulla, se io debba essere  costretto  a
  votare sul nulla, perchè è questo che lei mi invita a  fare,
  signor Presidente.
       Non  è stato sufficiente quello che è già successo, che
  sono  stati  posti in votazione ed approvati due emendamenti
  senza  la  necessaria  copertura  finanziaria?  Tra  l'altro
  vorrei ricordare che lei, signor Presidente, li ha posti  in
  votazione  senza  la  copertura  finanziaria,   il   che   è
  inaudito.
       E  non  basta: il disegno di legge è tornato  all'esame
  della  Commissione Bilancio, che si è espressa negativamente
  sulla  richiesta di copertura finanziaria. E adesso  lei  mi
  invita,  questa  sera, a votare l'intero  disegno  di  legge
  così  com'è?

     PRESIDENTE  Assolutamente no, onorevole Cintola.

     CINTOLA   Proprio  perchè  non  voglio  che,  ancora  una
  volta,  questo  Parlamento  si  riduca  al   nulla ,  se  si
  dovesse  procedere  alla votazione  finale  del  disegno  di
  legge  invito  il  mio Gruppo ad uscire  dall'Aula,  facendo
  assumere ad altri la responsabilità di una votazione  che  è
  illegittima,  che  non ha senso, che  non  è  supportata  da
  articoli del Regolamento.
       Signor   Presidente,   lei   non   ha   proceduto   con
  l'applicazione  dell'articolo 117 del  Regolamento  interno,
  ben   sapendo  che  nulla  impedisce  di  applicarlo   senza
  l'unanimità  dell'Assemblea in quanto tale unanimità  non  è
  prevista   dal   Regolamento,   ma   che   è   un'invenzione
  dell'ultimo  momento per salvaguardare troppe  piccole  cose
  di fronte ai morti ed agli eroi di Nassiriya.
       Stiamo  tentando  di  trafugare' miserevoli  condizioni
  rispetto  a  condizioni  di  grande  elevatezza  che  questo
  Parlamento,  guidato male, non è stato in grado  di  portare
  fino a compimento.
       E'  una  vergogna,  e  di fronte  a  questo  il  gruppo
  dell'UDC  è invitato ad uscire dall'Aula ed a fare  assumere
  le   responsabilità  a  chi  se  le  vuole  assumere,  dalla
  Presidenza all'intera Assemblea.

     RAITI  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     RAITI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, con  molta
  serenità  ed equilibrio ritengo non vi sia, a questo  punto,
  altro modo di uscire dall'empasse, da questo pasticcio,  che
  procedere alla votazione.
       Ritengo sia ormai chiaro a tutti che il problema non  è
  solamente tecnico, ma è un problema politico all'interno  di
  una  maggioranza, la quale dimostra, ancora  una  volta,  di
  non  essere tale. Infatti, nel corso del dibattito su questo
  argomento,     abbiamo    potuto    registrare     posizioni
  assolutamente   contrastanti:   prima   fra   tutte   quella
  dell'Assessore Castiglione, il quale ha espresso  il  parere
  favorevole  del  Governo  sugli  emendamenti  in  questione.
  Successivamente, in Commissione Bilancio, lo stesso  Governo
  non  ha  dato  disponibilità alla copertura  finanziaria  di
  quegli stessi emendamenti che erano stati approvati in  Aula
  con l'assenso del Governo.
      Questo  rileva una contraddizione forte all'interno  del
      Governo.
       Signor  Presidente,  ritengo che  lei  abbia  fatto  il
  possibile  per sanare questo  pasticcio', ma la  conclusione
  a  cui  siamo  arrivati è un epilogo che registra  anche  in
  Aula  una  dicotomia evidente all'interno della maggioranza,
  una  dicotomia che non consente di superare,  dal  punto  di
  vista  tecnico,  gli  ostacoli che  si  sono  creati  per  i
  problemi che ho appena enunciato.
       Questo  però  non  c'entra  nulla  con  le  vittime  di
  Nassiriya  e  con i nostri concittadini che  sono  morti  in
  quella  spedizione, così come con tutte le altre vittime  di
  cui  si  parla nel disegno di legge. Per questo ritengo  che
  l'unica  strada  per  uscire dall'  empasse  sia  quella  di
  votare  il disegno di legge, e preannuncio fin da adesso  il
  mio  voto  favorevole, sapendo comunque che  la  legge  avrà
  efficacia  solo  per  l'articolo  riguardante  Nassiriya  in
  quanto provvisto di copertura finanziaria, mentre gli  altri
  due  articoli saranno sicuramente impugnati dal  Commissario
  dello Stato.
       Signor Presidente, non è la prima volta che ciò accade:
  infatti, più volte questa maggioranza è stata censurata  dal
  Commissario dello Stato.
       Questo  rientra  ormai nella dialettica democratica.  E
  non   possiamo  nasconderci  dietro  il  dito,   perché   il
  pasticcio è stato fatto, e l'unica possibilità di uscirne  è
  dire  ai  nostri  concittadini che non  solo  c'è  stato  un
  errore,  ma  c'è  una  maggioranza  frantumata  che  non  sa
  assumersi  le proprie responsabilità, e per curare interessi
  particolari non affronta nemmeno il problema di Nassiriya.
       Però  abbiamo  il  coraggio di votare,  e  ritengo  che
  dobbiamo  votare  favorevolmente. Sarà  poi  il  Commissario
  dello  Stato  a  farci uscire, ancora una volta,  da  questo
  empasse,  a  tirar fuori dall'impiccio una  maggioranza  che
  tale  non è se non quando si presenta con i numeri e  quando
  vuol  fare  comunicazione all'esterno. I  cittadini,  ormai,
  hanno  percepito  che  la  Casa  delle  libertà  non  è  una
  coalizione compatta, ma assolutamente il contrario.
       Purtroppo, non c'è altro modo di chiudere questa pagina
  nera  dal  punto  di  vista  istituzionale  e  parlamentare.
  Ribadisco,  dunque  il  mio voto favorevole  al  disegno  di
  legge.

     ACIERNO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ACIERNO   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  credo
  che  la  volontà  espressa in quest'Aula con  l'approvazione
  dell'ordine  del  giorno  che  riconosceva  ai   caduti   di
  Nassiriya  la valenza di eroi anche per il popolo siciliano,
  oltre  che  per  lo  Stato,  ed essere  arrivati  oggi  alla
  conclusione dell'iter parlamentare della legge che  riguarda
  i  familiari degli stessi, mi fa molto riflettere. La verità
  è  che  questi eroi non sanno di avere assolto  ad  un'altra
  funzione,  che  è  quella  che oggi  si  sta  celebrando  in
  quest'Aula,  perchè  vengono a galla  tutti  quei  nodi  che
  dall'inizio della legislatura ci portiamo dietro.
    Tali   nodi  riguardano  il  rispetto  delle  regole,   la
  valutazione  degli  emendamenti  che  -  al  di   là   dello
  specifico  interesse di ognuno di noi di cercare  sempre  di
  emergere  -  sono  sempre posti al vaglio  della  Presidenza
  dell'Assemblea,  la  quale  deve  valutarli  e   dichiararne
  l'ammissibilità o meno. Questo Parlamento, per quanto se  ne
  possa  dire,  è stato rispettoso, fino ad ora, delle  scelte
  che  su  questo  disegno di legge la  Presidenza  ha  voluto
  operare  nella  conduzione dei lavori d'Aula. La  Presidenza
  ha   messo  in  votazione  gli  emendamenti,  e  sempre   la
  Presidenza   li   ha   rinviati   alla   valutazione   della
  Commissione  Bilancio, la quale ha espresso  il  suo  parere
  negativo.
    A  mio  avviso,  è  adesso  obbligo  e  dovere  di  questo
  Parlamento,   attraverso  l'articolo  117  del   Regolamento
  interno,  evidenziare  quel  parere  che  la  Presidenza  ha
  chiesto  alla  Commissione Bilancio. E invece sento  parlare
  di   unanimità   sull'articolo  117,  quindi  forzatura   su
  forzatura.
    Nell'esprimere  il  mio  voto favorevole  alla  legge  sui
  caduti  di  "Nassiriya"  e  con  il  massimo  rispetto   nei
  confronti  della Presidenza, invito la stessa  a  riflettere
  sulla  conduzione  dei lavori d'Aula, sulla  conduzione  dei
  lavori  di  Commissione,  sul  rispetto  degli  orari,   sul
  rispetto  degli ordini del giorno, sul rispetto  del  nostro
  Regolamento,  che  troppo spesso viene calpestato,  per  poi
  finire  in  pasto alla stampa, la quale non perde  occasione
  di   denigrare  il  lavoro  che  i  parlamentari  fanno   in
  quest'Aula e nelle sedi delle Commissioni.
    Signor  Presidente,  con  grande  rispetto  la  invito  ad
  essere  sempre di più notaio e garante di questo Parlamento,
  per  il rispetto che a noi è dovuto come rappresentanti  dei
  siciliani,  e  ben venga la legge su "Nassiriya",  anche  se
  avrei  preferito  non  si  dovesse proporre  una  legge  per
  commemorare i morti, bensì legiferare per i vivi.
    Ogni     qualvolta     ho    sollevato     il     problema
  sull'ammissibilità  di  un emendamento,  ogni  qualvolta  ho
  fatto  rilevare  che  le Commissioni  di  merito  dovrebbero
  esprimere  il  parere sugli emendamenti di  loro  competenza
  prima  che  questi giungano in Aula, troppo  spesso  con  il
  sorriso  sulle  labbra  non se ne è tenuto  conto,  fino  ad
  arrivare  ad  oggi.  Credo  che questa  sia  la  seduta  più
  importante  della  legislatura, e  mi  auguro  che  dopo  la
  votazione  del disegno di legge si ponga fine  al  disordine
  istituzionale  che  ha governato sino  ad  oggi  l'Assemblea
  regionale.
    Ripeto,  io  voterò a favore della legge  sui  caduti  per
  "Nassiriya",   e   lo  farò  perché  il  Governo   ieri   in
  Commissione  Bilancio  aveva  preannunciato  che,  se  fosse
  stato  predisposto  un  ordine del giorno  per  valutare  la
  consistenza  finanziaria al fine di  dare  copertura  sia  a
  "Portella  della  Ginestra",  sia  a  "Montagna  Longa",  si
  impegnava a dare parere favorevole. Così noi, oggi,  avremmo
  risolto tutti i problemi sia procedurali che politici.
    Non  capisco perché la strada più semplice, enunciata ieri
  da  me in Commissione Bilancio e ripresa oggi dall'onorevole
  Fleres  - che era la strada più semplice in quanto risolveva
  i  problemi tecnici e politici - continua a sembrare come se
  fosse  la  strada più tortuosa. Mi assumo la  responsabilità
  di  avere  chiesto la votazione di questo disegno di  legge;
  purtroppo,  ancora  una  volta, questo  Parlamento,  che  in
  questa  stessa  giornata  ha  concluso  la  riscrittura  del
  nostro  Statuto  -  il quale, nel preambolo,  sottolinea  la
  rivendicazione della nostra autonomia - abdicherà di  fronte
  al  Commissario  dello Stato, perdendo così  quell'autonomia
  che gli compete.
    Mi  auguro,  ripeto  che oggi sia l'ultima  volta  che  in
  questo Parlamento non ci sia il rispetto delle regole.

     LEONTINI  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     LEONTINI    Signor   Presidente,   onorevoli    colleghi,
  ricollegandomi alle ultime parole dell'onorevole  Acierno  -
  che  io condivido in pieno - ritengo un'operazione del tutto
  illegittima  sottoporre  questa  sera  al  voto  finale   il
  disegno di legge così come risulta essere formulato.
       I  componenti  la  Commissione Bilancio  ieri  si  sono
  espressi,  e si sono espressi in un certo modo; oggi,  prima
  di  votare,  dovrebbero  astenersi dal  voto  e  abbandonare
  l'Aula.

     PRESIDENTE    Onorevole  Leontini,  per  essere   chiari,
  preciso che l'onorevole Acierno ha sostenuto esattamente  il
  contrario: che si voti il disegno di legge.
    Poiché  lei  ha appena dichiarato di essere  d'accordo,  e
  quindi  d'accordo anche sugli attacchi alla  Presidenza,  ne
  prendo atto, e successivamente mi riservo di rispondere  sia
  a lei che all'onorevole Acierno.

     LEONTINI  Signor Presidente, sono d'accordo sul fatto  di
  sottoporre  il  disegno  di legge  al  voto  finale,  perché
  l'onorevole  Acierno  è arrivato alla  conclusione  del  suo
  ragionamento partendo dalle premesse alle quali  io  mi  sto
  riferendo.

     PRESIDENTE  L'onorevole Acierno ha proposto di votare  il
    disegno di legge. Su questo non c'è dubbio

     LEONTINI   Signor  Presidente,  la  mia  proposta  è   di
  riprendere    la    questione   relativa   all'applicabilità
  dell'articolo  117 del Regolamento, altrimenti  non  avrebbe
  senso  aver chiesto al Governo di pronunciarsi per poi  oggi
  votare  contro un pronunciamento del Governo stesso, secondo
  il  quale  non  si dà copertura finanziaria. E propongo  ciò
  contro un'intera Commissione, di cui alcuni componenti,  che
  questa  sera  sostengono la non applicabilità  dell'articolo
  117,  pure  hanno  espresso parere - lo  diceva  l'onorevole
  Liotta  poc'anzi correttamente -. Va detto  che  il  Governo
  non  è  stato  l'unico  a  non dare  copertura  finanziaria,
  perché  siamo  stati tutti in Commissione a  non  dare  tale
  copertura,   come  peraltro  è  stato  detto  poco   fa   in
  Conferenza dei Capigruppo.
       Allora,  se  questo  è accaduto  e  non  è  stata  data
  copertura  finanziaria,  questa  sera  non  possiamo  votare
  qualcosa  che  sappiamo  non  essere  correttamente  coperta
  sotto  l'aspetto  finanziario, altrimenti  il  Governo  deve
  alzarsi  e  uscire  dall'Aula. Non ha  senso  mettere  tutti
  contro tutti con un voto  Non ha senso, a conclusione di  un
  iter    che   ha   avuto   una   evoluzione   irragionevole,
  scriteriata,  scombinata, che dir si voglia,  e  che  non  è
  stato    guidato    bene,   alla   fine    dover    arrivare
  necessariamente  alla  'forca caudina'  di  un  epilogo  che
  sappiamo essere scorretto  Questo inficia il lavoro d'Aula.
       Pertanto,  o ci fermiamo oppure non possiamo sottoporre
  al  voto  un  disegno di legge che sappiamo  preventivamente
  essere  illegittimo; non si può procedere alla votazione  in
  quanto  sia il Governo che la Commissione non hanno dato  la
  relativa  copertura. Che senso ha avuto,  quindi,  affidarsi
  alle   prerogative   di  questa  Assemblea   attraverso   un
  pronunciamento  del  Governo e della  Commissione  Bilancio?
  Non  avrebbe avuto alcun senso farlo. Se ha avuto  un  senso
  richiamarsi  alla loro competenza, ha senso oggi subordinare
  il voto d'Aula all'esercizio di quella competenza.
       In  conclusione, poiché ritengo che non sia applicabile
  l'articolo   117   del  Regolamento,  in  autotutela,   come
  possibilità di emendare rispetto ad una  scorrettezza  o  ad
  un  errore  in  precedenza commesso, proporrei di  applicare
  questo  articolo in modo tale da arrivare a  quel  risultato
  che  si  sarebbe potuto raggiungere ugualmente con  l'ordine
  del  giorno proposto dall'onorevole Acierno e dall'onorevole
  Fleres,   ma   che,  nella  sostanza,  si  può   raggiungere
  ugualmente con l'applicazione dell'articolo 117.
       Ritengo,  quindi,  che si possa fare  soltanto  questo,
  altrimenti  andremo incontro ad una sorta  di   aborto ,  di
  abnorme attività d'Aula che nulla ha a che vedere né con  il
  Regolamento, né con le prassi, né con la ragione.  Questa  è
  posizione del Gruppo di Forza Italia.

     PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  devo  precisare   che
  l'applicazione   dell'articolo  117   verterebbe   sui   due
  emendamenti  ai quali la Commissione Bilancio  non  ha  dato
  copertura.   Questa   impostazione   è   errata,   onorevole
  Leontini,  non tanto perché manca dell'unanimità  -  qui  ha
  ragione:  nessun articolo del Regolamento lo  prevede  -  ma
  perché  manca di un dato concreto. I due emendamenti di  cui
  chiedete  l'abrogazione  sono stati  regolarmente  approvati
  dall'Aula   e,  successivamente,  la  Commissione  Bilancio,
  incaricata  dal  Presidente di turno  onorevole  Fleres,  ad
  esprimere parere, non ha dato la copertura finanziaria.

     LEONTINI   Signor Presidente, l'articolo 117  si  applica
    solo su articoli o emendamenti votati.

     PRESIDENTE  Allora, mi spiego meglio, si applica su  cose
    votate regolarmente.

     PISTORIO   Avremmo  corretto  il  problema  alla   fonte,
    avremmo potuto farlo.

     PRESIDENTE   Non  è questo il punto, onorevole  Pistorio.
  Voi  siete  padroni  di rendere sterile  ed  inutile  questa
  seduta,  perchè  rappresentate  la  sovranità  popolare.  Ma
  attenzione  a non creare un precedente assai grave,  secondo
  il  quale  con  l'articolo 117, si può  abrogare  una  norma
  regolarmente approvata.

     CINTOLA  Non regolarmente, illegittimamente

     PRESIDENTE  Onorevole Cintola, l'ha già detto più volte
    Non  si  può parlare di irregolarità perchè vi  era  stato
  sia  il  parere del Governo che della Commissione  Bilancio.
  Tutto  potete sostenere tranne che la Presidenza non si  sia
  preoccupata di sciogliere un nodo inestricabile.
    La  soluzione  era stata individuata all'unanimità  questa
  mattina   in  Commissione  per  il  Regolamento.   Onorevole
  Cintola, se lei insiste dicendo che non è così, sospendo  la
  seduta.  Ripeto,  la  soluzione  era  stata  individuata  in
  Commissione   per   il  Regolamento,  le   modifiche   delle
  posizioni sono dell'ultima ora.
    Ne  prendo  atto.  Ma mi dovete dire,  di  fronte  al  mio
  sforzo  di  arrivare  ad  una  soluzione  organica  con   la
  convocazione di una nuova sessione, quale alternativa  avete
  proposto?
    L'unica  alternativa - che io non intendo  praticare  -  è
  stata  quella  dell'articolo 117 del  Regolamento,  che  con
  un'Assemblea  divisa  non avrebbe  senso  applicare,  e  non
  perchè  sia  prevista  l'unanimità ma perchè  quell'articolo
  corregge soltanto errori procedurali, non errori politici.

     PISTORIO  E questo è un errore procedurale

     PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,   la   Presidenza   ha
  proposto  una  soluzione. Se non intendete seguirla  non  mi
  resta che porre in votazione finale il disegno di legge.

     PISTORIO   Signor Presidente, è un fatto di  regole,  non
    di autorità.

     SPEZIALE  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     SPEZIALE   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  vorrei
  contribuire  - visto che l'Aula rischia di surriscaldarsi  -
  a  rasserenare  il  clima  e  cercare  di  riportare,  se  è
  possibile,  il  tema dentro i binari nei i  quali  l'abbiamo
  affrontato.
    Mi   sorprende,  stasera,  che  autorevoli  esponenti  del
  Parlamento  siciliano non tentino di contribuire  a  trovare
  una  soluzione.  Noi sostanzialmente ci  siamo  mossi  sulla
  base  di due binari: il primo, suggerito qui dal Presidente,
  era  quello  di  ipotizzare  - e il  Presidente  l'ha  detto
  ripetutamente  -  per  una  sola volta,  in  via  del  tutto
  eccezionale,    l'applicazione   dell'articolo    117    del
  Regolamento, visto che il Parlamento era incorso  in  errori
  indotti  dal parere favorevole del Governo. Voglio ricordare
  che  in  quest'Aula  l'assessore  Castiglione,  a  nome  del
  Governo,  ha  dato  il parere favorevole  sugli  emendamenti
  relativi a  Montagna Longa  e  Portella delle Ginestre .
    Nel  momento in cui ci siamo cacciati in questi ginepraio,
  il  modo per tentare di uscirne è stato quello suggerito dal
  Presidente,  concordato in Commissione per il Regolamento  e
  condiviso  dalla  stragrande maggioranza in  Conferenza  dei
  Capigruppo,  e  cioè prevedere - in modo  irripetibile,  per
  una  sola volta, perché non costituisca un precedente  -  la
  chiusura  della  sessione e il conseguente  slittamento  del
  disegno  di  legge.  A questo punto, signor  Presidente,  la
  invito  a  riaprire  la sessione con un argomento  soltanto:
  Nassiriya.
       Stasera,  a questa ipotesi, formulata dal Presidente  e
  condivisa  dalla  stragrande maggioranza  dei  Capigruppo  e
  della  Commissione per il Regolamento, sono state  sollevate
  delle obiezioni da parte dell'onorevole Acierno.
       La  conclusione  delle obiezioni è una sola:  a  questo
  punto,  se  non si può applicare l'articolo 117, tranne  che
  qualcuno  della maggioranza pensi di poterlo utilizzare  per
  piegare  a  ragioni  di parte la Presidenza  dell'Assemblea,
  l'altra strada è quella di votare il disegno di legge.
       Ho   ascoltato   autorevoli  esponenti  di   quest'Aula
  sostenere  che  il  disegno di legge non va  approvato  così
  come  è stato esitato dal Parlamento, e che non va posto  in
  essere  lo slittamento del disegno di legge stesso. Ma  cosa
  volete?  Si  può  sapere  cosa  in  realtà  volete?   Volete
  soltanto  piegare la Presidenza dell'Assemblea a logiche  di
  maggioranza.  Qui c'è un indiretto attacco  all'autonomia  e
  al  prestigio  della  Presidenza che denota  una  concezione
  ....

     CINTOLA  Non lo hai fatto mai

                  (Proteste dai banchi della destra)

     SPEZIALE    Potete   gridare   quanto   volete,    dovete
    argomentare non gridare.
       Desidero  sapere  -  e  pongo la domanda  all'onorevole
  Leontini  in qualità di capogruppo di Forza Italia  -  visto
  che  avete  detto  di  no  alla proposta  della  Presidenza,
  intesa come fatto eccezionale, e visto che questo induce  il
  Presidente  a  porre in votazione il testo  del  disegno  di
  legge  così  come è, insomma se volete né l'una  né  l'altra
  soluzione, che cosa volete esattamente?

     LEONTINI     L'applicazione   dell'articolo    117    del
    Regolamento.

     SPEZIALE   Ma la Presidenza, per sua autonoma  scelta  ed
  interpretazione  -  come  è stato  detto  poc'anzi  a  tutta
  l'Aula - non intende fare ricorso all'articolo 117, e ne  ha
  spiegato  le  ragioni. Infatti, non intende  utilizzare  uno
  strumento  regolamentare per cassare integralmente  articoli
  già approvati dall'Aula.
    Lo  sforzo  che  dobbiamo fare, quindi, è di  trovare  una
  soluzione,  non mettere sotto accusa qualcuno perché  questo
  non ci porterebbe a risolvere il problema.

     CINTOLA   La soluzione l'abbiamo già indicata: l'articolo
    117.

     SPEZIALE   La  soluzione indicata non può  essere  quella
  imposta,  ma  quella che viene formulata dalla Presidenza  e
  concordata. Non quella imposta da una maggioranza.

     CINTOLA  Ma quale maggioranza

     SPEZIALE   Noi abbiamo detto in tutte le sedi, stamattina
  anche   in  Commissione  per  il  Regolamento,  che  non   è
  possibile  il ricorso all'articolo 117, neanche  al  secondo
  comma.  Si  tenga  conto che questa è anche una  valutazione
  autonoma del Presidente. Vediamo come contribuire a  trovare
  una soluzione.

     PISTORIO  La tua soluzione

     SPEZIALE   Onorevole  Pistorio, le  dico  io  qual  è  la
  soluzione.

   Il  gruppo  dei  DS  aveva convenuto,  lo  ripeto  -  lo  avevamo
  dichiarato in tutte le sedi, sia in Commissione Regolamento sia in
  Conferenza  dei  Capigruppo -, che eravamo d'accordo  a  procedere
  allo   slittamento,  in via del tutto eccezionale,  alla  sessione
  successiva del disegno di legge in questione: quindi, chiudere  la
  sessione, riaprirla fra qualche giorno ed approvare il disegno  di
  legge sulle vittime di Nassiriya. E' un suggerimento, a mio avviso
  ragionevole;  ci  porta  al risultato che  vogliamo.  Non  capisco
  perché  bisogna montare polemiche per imporre comunque scelte  che
  non  sono condivise dalla Presidenza dell'Assemblea. Quante volte,
  ci  siamo  trovati a non condividere e tuttavia ci  siamo  rimessi
  alle decisioni della Presidenza.
     Aprire un conflitto è sbagliato, lo ripeto, è sbagliato  perché
  di certo non qualifica positivamente il Parlamento.
   Mi  scuso  per i toni, signor Presidente, ma aggiungo di ritenere
  che  la strada da lei, e questo rientra nei suoi poteri, indicata,
  cioè quella di chiudere la sessione, visto il clima, non essendoci
  in Aula   un momento unitario, sia l'unica percorribile.

    FORMICA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORMICA    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   ero   già
  intervenuto  ed  avevo espresso un parere molto chiaro.  Ma  debbo
  intervenire ulteriormente, mio malgrado, e non sembri piaggeria, e
  mi  rivolgo  all'onorevole Acierno, per dire  che  mi  è  sembrato
  alquanto  fuori luogo sostenere che questa Presidenza -  sotto  la
  quale  si  sono  già  fatte alcune riforme importanti  e  sta  per
  avviarsi  la  riforma dello Statuto, in procinto di  approdare  in
  Aula -, venga accusata di non rispettare le regole; una Presidenza
  che, nel rispetto assoluto delle regole, da la possibilità, come è
  giusto che sia, a tutti i Gruppi parlamentari di addivenire con le
  loro  proposte  alle soluzioni migliori in ordine alle  leggi  che
  approviamo.
   Uno  degli  esempi  in tal senso è quello di essere  riusciti  ad
  approvare la finanziaria ed il bilancio prima del Natale scorso, e
  ancor   prima  dell'approvazione della  finanziaria  nazionale,  e
  sottolineo che ciò  non accadeva da diversi anni.
     Per  entrare  nella  proposta, signor  Presidente,  chiedo  una
  sospensione  di dieci minuti per l'immediata convocazione  di  una
  Conferenza  dei Capigruppo che statuisca se accettare  o  meno  la
  proposta  da  lei  avanzata  stasera, condivisa  stamattina  dalla
  Commissione per il Regolamento e poi in Conferenza dei Capigruppo:
  lo   slittamento alla sessione successiva del disegno di legge  in
  questione,  soluzione  che  ci tirerebbe fuori  dai  pasticci  nei
  quali ci troviamo.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  vorrei  che  per
  qualche   secondo  riuscissimo  a  recuperare  i  nostri  rapporti
  interpersonali perché ho l'impressione che ci avviamo più verso la
  emozione  che  verso  il  ragionamento. Per  cui  se  è  possibile
  riuscire,   reciprocamente, a comprendere  le ragioni  dell'altro,
  probabilmente  come  stamattina si è  realizzato   in  Commissione
  Statuto,   potremmo trovare una soluzione che non mi sembra  molto
  lontana.
     Sul  piano  della  proposta, l'onorevole Orlando  farà  la  sua
  attingendo dal Regolamento. Nel merito, colleghi, vorrei invitarvi
  a pensare per un attimo a quante occasioni abbiamo vissuto, in cui
  abbiamo  inserito  di  tutto,  o comunque  argomenti  non  congrui
  rispetto  al  testo che affrontavamo. Adesso ci siamo  impantanati
  perché,  su  una  legge  destinata  ai  familiari  dei  caduti  di
  Nassirya,  qualche collega ha inserito un paio di emendamenti  che
  riguardano,  in  ogni  caso, avvenimenti dolorosi.  E  siccome  il
  nostro intervento, sia che approviamo  soltanto i benefici  per  i
  familiari  delle  vittime di  Nassiriya, sia che facciamo  passare
  l'intera legge, studiando come approvarla, è un intervento in ogni
  caso simbolico perché, rispetto alla perdita della vita, qualsiasi
  intervento diventa simbolico.
   Quindi,   argomentare  che  il  Commissario  dello   Stato,   per
  illegittimità   o  per  presunta  illegittimità,  possa   bocciare
  totalmente  o, come io penso, parzialmente la legge, nulla  toglie
  al  nostro  atto, che è solo simbolico. Tanto più che  se  c'è  la
  piena  volontà,  potremo  riprendere, con  una  procedura  in  cui
  saremo  più  consapevoli, e portare  a conclusione quello  che  in
  ogni caso abbiamo deciso.
   Comprendo  quanto  sta  accadendo,  da  qualche  giorno,  quando,
  appunto,  ci  si  è  resi  conto che ci  siamo  inoltrati  in  una
  strettoia  procedurale. Ma dobbiamo essere franchi con noi  stessi
  perché,   ogni  qual  volta  viene  approvata  una  legge,   anche
  all'unanimità,  nessuno dà  il merito al  Presidente,   ognuno  dà
  merito all'intero Parlamento. Così deve avvenire anche nei casi in
  cui le cose non vadano  proceduralmente' bene.
   Siamo   tutti  responsabili,  anche  coloro  i  quali  non  hanno
  partecipato.  Se  rientriamo in quest'ordine di idee,  sicuramente
  riusciremo  ad  uscirne fuori. Vi anticipo che, se  si  procedesse
  come  da  Regolamento, i due Gruppi della Margherita preannunciano
  voto favorevole in quanto, a prescindere dalla legittimità o meno,
  questo atto simbolico è e resta simbolico, e noi su questo votiamo
  favorevolmente oggi. Nel caso in cui venisse bocciata la legge  ci
  faremo  promotori,  assieme a tantissimi altri colleghi,  affinché
  si  ripristini  questo  indirizzo e si  raggiunga  l'obiettivo  di
  simboleggiare  la nostra vicinanza alle  persone  che  sono  state
  colpite  da lutti che noi sicuramente, con una manciata di  soldi,
  non recupereremo.

    GIANNOPOLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO   Signor Presidente,  mi schiero tra coloro  i  quali
  vogliono  che  la legge venga votata, e pertanto annuncio  il  mio
  voto  favorevole.  Se  la  Presidenza  dell'Assemblea  decide   di
  chiudere  la  sessione,  così  come suggeriva  anche   l'onorevole
  Speziale, e di rivederci alla prossima sessione,  non ho nulla  da
  eccepire.

    PRESIDENTE   Onorevole  Giannopolo,  la  ringrazio  per   questa
  adesione  sostanziale ad una mia tesi, portata  avanti  in  questa
  giornata ma  faccio  presente che chiudere la sessione dei  lavori
  d'Aula  quando si è  in votazione è un fatto grave, traumatico,  a
  cui  non vorrei essere costretto. Sarebbe come confermare che  non
  siamo in grado di esprimere un voto.
   Questo è il mio avviso, che forse  è stato offuscato nel corso di
  queste ore.

    GIANNOPOLO   Signor  Presidente,  la  nostra  era  una  adesione
  preventiva  alla  sua convinzione. Vorrei però, qualora  dovessimo
  giungere  alla  votazione, che lei valutasse  l'opportunità  e  la
  necessità  di mettere in votazione i tre emendamenti, rinviati  in
  Commissione  Bilancio a norma dell'articolo  117  del  Regolamento
  interno,  tutti  e  tre  discussi e presi in considerazione  dalla
  Commissione  Bilancio  che tendevano a perfezionare  la  copertura
  finanziaria.
   Uno   di   questi  emendamenti,  quello  relativo  a   Nassiriya
  necessitava, e nella forma e nella formula, all'articolo 2, di una
  correzione per la relativa copertura finanziaria.
   Se  il  Presidente dell'Assemblea ha ritenuto giusto  inviare,  e
  poteva  anche  non  essere così, per il parere  della  Commissione
  Bilancio   gli    emendamenti    tendenti   a   perfezionare,    o
  rettificare,  il  percorso per la copertura finanziaria,  a  norma
  dell'articolo 117 del Regolamento interno, comunque la Commissione
  si  è  riunita  e  si è espressa favorevolmente su un  emendamento
  mentre  su  altri due ha espresso parere contrario. Sostengo  che,
  comunque,  quei  tre emendamenti vadano posti in votazione  perché
  tendono  a  conservare  correttamente la necessaria  procedura  di
   copertura finanziaria'.
   Qui apprendo che - lo riferisce, qui in Aula, l'onorevole Acierno
  -  che  il  Governo avrebbe riferito in Commissione  Bilancio  che
  qualora,  anche  sugli  altri  due  emendamenti  inviati  a  norma
  dell'articolo 117 del Regolamento interno, ci fossero  sufficienti
  elementi  in Aula per rassicurare circa la quantificazione  esatta
  del  fabbisogno  finanziario,  il  Governo  in  Aula  non  avrebbe
  avuto...

    ACIERNO  Non ho mai detto questo, onorevole Giannopolo

    GIANNOPOLO   Allora  ho male inteso. Se non  è  così,  onorevole
  Acierno, ne prendo atto.

    ACIERNO   Ho  detto che c'era la possibilità  di  presentare  un
  ordine del giorno.

    GIANNOPOLO   Non lo sto dicendo perché voglio forzare  i  fatti.
  Forse lei ha dato un'informazione incompleta...

    ACIERNO  Lei ha capito male

    GIANNOPOLO   Va  bene.  Dico, però, che se  il  Governo,  avendo
  ricevuto  dal dibattito d'Aula e da un ordine del giorno che  vada
  di   concerto   con  l'articolo  117  R.I.  rassicurazioni   circa
  l'indicazione  esatta  per  la copertura  finanziaria,  esprimesse
  parere  favorevole, credo che l'approvazione dei  tre  emendamenti
  possa  sanare  definitivamente tutta la  procedura,  dato  che  la
  Commissione  Bilancio non si pronuncerebbe dopo l'approvazione  di
  quegli   emendamenti.   La   Commissione   Bilancio   si   sarebbe
  pronunciata   prima    dell'approvazione   in   Aula,   ai   sensi
  dell'articolo 117, degli emendamenti di rettifica delle  coperture
  finanziarie.
   Quindi,  signor Presidente, la invito a verificare la possibilità
  di  conservare  l'intera procedura entro l'ambito di  legittimità,
  per  cui  esistono  i presupposti. Se poi il Governo,  per  quanto
  riguarda  Portella della Ginestra, vuole l'esatta quantificazione,
  ho  portato  qui  gli atti ufficiali di una sentenza  che  possono
  rassicurarlo sull'esatta quantificazione.

    PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

    CRACOLICI   Signor Presidente, ho ascoltato diversi colleghi  su
  questa  vicenda un po' incresciosa, per come ci siamo  avviluppati
  nei discorsi.
   Voglio  fare  rilevare  un paradosso ai colleghi  che,  poco  fa,
  disapprovando le parole del Presidente, hanno teorizzato una  tesi
  assai pericolosa, non prevista dal Regolamento: cioè quella di far
  passare  il  principio  che,  con l'articolo  117,  si  potrebbero
  cassare   articoli  di  una  legge  approvata,  legittimamente   o
  illegittimamente, questo è un fatto secondario. Se si  costituisse
  questo  precedente   magari,  domani,  l'Aula  potrebbe  votare  a
  scrutinio  segreto un articolo, col parere contrario del  Governo,
  però  sul  piano della legittimità formale e sostanziale l'iter  è
  perfetto,   e   poi,  un  istante  prima  del  voto  finale,   una
  maggioranza, qualunque essa sia, può con il precedente  assunto  a
  norma dell'articolo 117 del Regolamento interno cassare l'articolo
  votato dall'Aula mediante scrutinio segreto.
   Credo che, da questo punto di vista, il Presidente dell'Assemblea
  abbia  fatto  bene  ad utilizzare la procedura  dell'articolo  117
  solo, nel caso specifico, se era quindi chiaramente manifesta   la
  volontà unanime, e non unitaria, dell'Aula.
   Detto  questo, signor Presidente  non voglio entrare  nel  merito
  del  provvedimento,  però intendo fare anche qui  un  riferimento:
  non  sono  appassionato alla vicenda relativa ai  benefici  per  i
  familiari delle vittime del disastro aereo di Montagna Longa. Però
  dico  ai  colleghi che,  paradossalmente, Montagna Longa è qualche
  cosa di discutibile nel merito visto che risale a circa trent'anni
  fa.  Ma  quell'evento in qualche modo era l'unico grave  incidente
  aereo  con   centinaia  di morti mai attenzionato  dal  Parlamento
  siciliano.  Lo  preciso, onorevole  Pistorio, perché  nella  legge
  approvata  qualche mese fa abbiamo esteso i benefici  della  legge
  antimafia  anche  alle  vittime  dell'ammaraggio  avvenuto   nello
  specchio  di  mare  antistante  Terrasini. Non  mi  sto  riferendo
  all'evento  Ustica'.
     Quindi, paradossalmente, l'estensione dei benefici ai familiari
  dei  morti  del  disastro aereo di Montagna Longa costituiva,  per
  noi,  un elemento di giustizia. Non voglio entrare nel merito  dei
  processi. Così come la vicenda di Portella della Ginestra.
   Credo,  quindi,  che  si  sia creato un  caso,  e  ritengo  assai
  singolare che un Governo che dichiara il proprio parere favorevole
  nel momento in cui si esamina un emendamento in Aula, dando parere
  favorevole,  poi,  per  bocca  di  un  altro  Assessore,  vada  in
  Commissione Bilancio e non dia copertura finanziaria  ad  un  atto
  votato col parere favorevole di quello stesso Governo. Questo sì è
  un precedente negativo. E' evidente che, se dovremo votare, daremo
  il  nostro voto favorevole a questa legge. Riteniamo, se  ci  sono
  ancora  i  margini, che questo provvedimento possa essere rinviato
  ad  una  successiva sessione nella misura in cui, però, il Governo
  aiuti  a  superare i problemi che egli stesso in qualche  modo  ha
  contribuito  a creare, dando copertura finanziaria a provvedimenti
  su  cui il Governo ha dato il parere favorevole per il tramite del
  suo vice presidente.

   PAGANO,  assessore   per  il bilancio e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   PAGANO,   assessore   per  il  bilancio  e  le  finanze.   Signor
  Presidente,    in   questa   difficile   giornata    parlamentare,
  caratterizzata  più  dalle posizioni di natura  formale  rispetto,
  invece,  alla  sostanza delle cose, rispetto ad un  argomento  che
  certamente  era  di  grandissimo spessore,  perché  i  martiri  di
  Nassiriya  meritavano ben altra discussione e ben altro confronto,
  siamo  invece qui impantanati e probabilmente stiamo perdendo  una
  occasione storica per poter dire qualcosa di positivo da  lasciare
  alle generazioni future.
   Dobbiamo  prendere  atto che il Parlamento  continua,  da  questo
  punto  di  vista,  a non cogliere gli elementi principali  su  cui
  bisogna  far  muovere  una  azione politica  seria,  dinamica,  ma
  soprattutto  valoriale. E' evidente che, siccome il Governo  viene
  trascinato in questa vicenda giocoforza, deve  entrare nel  merito
  anche  da  un punto di vista tecnico e deve evocare quello  che  è
  l'elemento principale di discussione.
   Voglio ricordare a tutti i parlamentari che l'elemento principale
  su  cui  si  muove  la concessione di un parere  favorevole  verte
  essenzialmente  sulla  capacità di trovare  copertura  finanziaria
  all'oggetto  di un argomento. Tutto questo è ben disciplinato  nel
  nostro  Regolamento, tant'è che l'articolo 113, di  uguale  tenore
  dell'articolo  65 del precedente Regolamento, recita testualmente:
  "Gli  emendamenti  che importino aumenti di spesa  debbono  essere
  trasmessi,  appena  presentati, anche  alla  Commissione  Bilancio
  perché esprima il suo parere entro il termine di 24 ore .
   L'Aula si è presentata, a fronte di un argomento così importante,
  senza avere il preventivo parere della Commissione, sembrerebbe un
  discorso  da  Monsieur Lapalisse. Ma, dato che  la  richiesta  del
  parere  non  è  avvenuta  ex ante bensì  è  avvenuta  ex  post  le
  soluzioni,  purtroppo,   potevano essere  due:  o  si  metteva  in
  votazione subito oppure non bisognava più riportare in Commissione
  gli  emendamenti approvati. Ma, se viene richiesto il parere sulla
  copertura  finanziaria, il Governo non può che ribadire,  in  modo
  chiaro,  quello che è l'elemento essenziale su un ragionamento  di
  questo tipo, e cioè il quantum, e fare le valutazioni se le  somme
  a  disposizione  sono sufficienti alla copertura e,  quindi,  dare
  parere favorevole; diversamente non dare la copertura finanziaria.
   Poichè  nessuna risposta è stata data in questo senso, il Governo
  della Regione non ha potuto fare altro in Commissione Bilancio che
  dare  parere negativo, e non perché fosse contrario, anche  se  in
  verità molto ci sarebbe da dire su eventi di cinquant'anni fa,  ma
  perché  mancava l'elemento essenziale su cui decidere. In mancanza
  di  un  assoluto  elemento di questo tipo, cioè la certezza  della
  spesa, non si poteva fare altro che dare parere contrario.
    E' stato un errore, perdonatemi, avere rimandato gli emendamenti
  in  Commissione, perché bisognava andare a votare, punto e  basta.
  Poi  ci  avrebbe pensato il Commissario dello Stato a dire di  no.
  Ma,  nel  momento  stesso in cui si è tornati in  Commissione,  il
  Governo  non  ha fatto altro che dare un parere, scontatissimo  su
  questo.
   Né  è ammissibile l'intervento svolto dall'onorevole Cracolici di
  procedere  in  una logica al rialzo, al parere favorevole,  perché
  fino  a  quando sarò io il titolare dell'Assessorato del Bilancio,
  nei  limiti del possibile, e questo lo abbiamo dimostrato  in  due
  anni  e  mezzo  di  Governo,  non darò mai  parere  favorevole  su
  elementi  palesemente illegittimi  o che vengono meno all'elemento
  fondamentale  di  questo Parlamento che è dato dal  Regolamento  e
  dalla logica.
   E' evidente che se l'articolo 113 del Regolamento interno è stato
  disatteso perché la richiesta di copertura finanziaria è  avvenuta
  ex  post   e  siccome è evidente che è stato richiesto  un  parere
  imbarazzante  al  Governo non si può, a  questo  punto,  che  fare
  riferimento all'articolo 117 del Regolamento interno. Tanto è vero
  che  il  Governo  è pronto a presentare un emendamento,  ai  sensi
  dell'articolo  117 del Regolamento, che disciplina la  materia  in
  maniera  chiara: al secondo comma recita che sopra gli emendamenti
  già   approvati,  che  sembrino  inconciliabili   con   lo   scopo
  dell'oggetto  della deliberazione, possono proporsi le  necessarie
  rettifiche.  E  quale migliore inconciliabilità di  questo  scopo,
  giacchè  non  c'è  copertura finanziaria?  Quale  potrebbe  essere
  l'inconciliabilità se non questa, non riesco ad immaginarne altre.
  A questo punto, non possono che proporsi le necessarie rettifiche.
  Queste  possono essere parziali o totali, nel caso specifico  sono
  totali.
   E  allora, signor Presidente, qui c'è un imbarazzo serio,  perché
  si  chiede al Governo di dare un parere o contrario al disegno  di
  legge, il che è eticamente e moralmente inaccettabile, perché  non
  possiamo  far  passare il messaggio che il Governo e  chiunque  in
  questo Parlamento è contrario ai martiri di Nassiriya, oppure dare
  un  parere  favorevole, e quindi creare un precedente che,  da  un
  punto di vista etico, è terribile.
   Non potete mettere in difficoltà il Governo della Regione che, in
  questo  caso  specifico, rappresenta i siciliani.  Capisco  quando
  commettiamo  errori  in  buona fede,  ma  quando  ci  sono  errori
  palesi,  accettarli  significherebbe  mettere  in  discussione  le
  istituzioni.
   Invito quindi i colleghi parlamentari a non mettere in difficoltà
  il   Governo  perché  siamo  di  fronte  a  due  fatti,   entrambi
  incresciosi: o si dà parere favorevole alla legge e quindi, ancora
  una  volta,  rischiamo  di fare una figura barbina  di  fronte  al
  mondo,  al  Corriere della Sera che darà risalto, giustamente,  ad
  episodi  negativi, oltre che farci giudicare in maniera  negativa,
  oppure  si dà parere contrario facendoci giudicare da incoscienti,
  perché  i martiri di Nassiriya verrebbero trattati come un  numero
  qualsiasi,  e  ciò non è giusto. Vi invito a non  parlare  più  di
  Nassiriya, dite martiri di Nassiriya
   Allora  chiedo  al Presidente un suo intervento autorevole,  come
  tante  volte  ha  saputo  fare, perché da questo  punto  di  vista
  capisco l'imbarazzo istituzionale, però l'imbarazzo è di tutti,  a
  che si addivenga ad un ragionamento propositivo e non di parte.  O
  il disegno di legge viene ritirato, oppure bisogna andare incontro
  all'applicazione dell'articolo 117, l'unico che può  stralciare  i
  due  emendamenti  che certamente non meritano di  essere  trattati
  oggi, ma riproposti nelle sedi opportune. In questo  il Governo si
  impegna a dare copertura e lo dico pubblicamente.
   Se siamo convinti che la Sicilia merita una pagina positiva della
  nostra  storia, e non solo gli articoli che sono stati  pubblicati
  sui  giornali,  fate di conseguenza; altrimenti dimostrate  quello
  che  valete,  ognuno dal proprio punto di vista, e ovviamente  non
  può che essere un parere negativo.

    PRESIDENTE   Se non ho capito male, onorevole Pagano,  siamo  di
  nuovo  al dilemma del quale parliamo da tre ore. O si va ad  altra
  sessione o si fa ricorso al 117.
   Francamente mi aspettavo un passo avanti. Non c'è stato.
   Le  ragioni del Governo sono motivate e giuste, ma io  non  posso
  assolutamente  derogare alla mia convinzione  che  la  via  giusta
  sarebbe  stata quella di una nuova sessione che fra cinque  giorni
  avrebbe  potuto sistemare tutta la partita nel modo  più  egregio,
  più nobile e più consono agli interessi complessivi.
   Se   è  per  questo  la  soluzione  la  fornisco  immediatamente.
  Assessore  Pagano, lo hanno già detto in tanti e io l'ho  ripetuto
  sino alla nausea: il ricorso all'articolo 117 è un precedente  che
  non  intendo  proporre  tanto più che  sulle  proposte  emendative
  formulate  ai  sensi del 117  abbiamo avuto pareri contrari  della
  Commissione Bilancio ed uno solo favorevole, onorevole Giannopolo.
   Quindi  sarebbe  ancora una forzatura nella  forzatura  andare  a
  rincorrere  un emendamento bocciato dalla Commissione  Bilancio  e
  riproposto solamente come artificio per uscire dall'empasse.
   Posso  aderire alla richiesta di una sospensione per vedere  come
  arrivare  ad una nuova sessione, ma sul 117 francamente non  posso
  derogare.
   Pongo quindi in votazione il disegno di legge nn. 727-722-723-724-
  770/A   "Interventi  a  sostegno dei familiari  delle  vittime  di
  Nassiriya".

   (I deputati dei Gruppi parlamentari dell'UDC e di Forza Italia e
                l'onorevole Acierno abbandonano l'Aula)

   Dichiaro aperta la votazione.
   Spiego  il  significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde,  chi vota no preme il pulsante rosso, chi si astiene  preme
  il pulsante bianco.

                      (Si procede alla votazione)

    PRESIDENTE  Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE  Comunico l'esito della votazione.

   Presenti e votanti: 18
   L'Assemblea non è in numero legale.
   Pertanto rinvio la seduta di un'ora.

     (La seduta sospesa alle ore 21.30 è ripresa alle ore 22.30.)

    PRESIDENTE  Indico la votazione finale, per scrutinio  nominale,
  del  disegno  di legge  Interventi a sostegno dei familiari  delle
  vittime dell'attentato di Nassiriya  (nn. 727 - 722 - 723 - 724  -
  770/A).

   Dichiaro aperta la votazione.
   Spiego  il  significato del voto: chi vota sì preme  il  pulsante
  verde,  chi vota no preme il pulsante rosso, chi si astiene  preme
  il pulsante bianco.

                      (Si procede alla votazione)

    PRESIDENTE  Dichiaro chiusa la votazione.

                       Risultato della votazione

    PRESIDENTE  Comunico l'esito della votazione.

   Presenti e votanti:    14

   L'Assemblea non è in numero legale.

   Onorevoli  colleghi, constatata l'impossibilità di  approvare  il
  provvedimento, dichiaro chiusa la presente sessione ed avverto che
  i deputati saranno convocati a domicilio.

                   La seduta è tolta alle ore 22.33

      Licenziato dal Servizio dei Lavori d'Aula alle ore 01.40 di
                        giovedì 18 marzo 2004.