Presidenza del presidente Lo Porto
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, informo che è stata convocata la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari. Avverto che,
conseguentemente, i lavori d'Aula sono sospesi e riprenderanno
alle ore 18.30.
(La seduta, sospesa alle ore 17.33, è ripresa alle ore 19.00)
Presidenza del presidente Lo Porto
ACIERNO segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente, che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato il seguente disegno
di legge:
Modifiche della legge regionale 23 ottobre 2001, n. 13,
concernenti le attribuzioni della Commissione speciale per la
revisione dello Statuto (n. 819)
d'iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Leanza Vincenzo, Fleres, Savarino,
Acierno, Raiti, Pistorio, Forgione, Ortisi, Capodicasa in data 15
marzo 2004
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni:
con richiesta di risposta orale
N. 1596 - Introduzione del budget per branca specialistica.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Firmatario: Nicotra Raffaele.
N. 1597 - Interventi per il recupero strutturale e la messa in
sicurezza del Castello Aragonese di Comiso (RG).
- Assessore Beni Culturali
Firmatario: Zago Salvatore.
Le interrogazioni ora annunziate saranno iscritte all'ordine del
giorno per essere svolte al loro turno.
Determinazione della data di discussione di mozione
PRESIDENTE Si passa al punto II dell'ordine del giorno: Lettura,
ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera d), e 153
del Regolamento interno, della mozione n. 275 Opportune
iniziative a sostegno delle piccole imprese operanti nel settore
della serricoltrua in Sicilia , degli onorevoli Liotta, Forgione,
Barbagallo, Tumino.
Ne do lettura:
<<L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
la Sicilia dispone di circa 100.000 serre,
pari ad oltre 1/4 di quelle italiane, con
una superficie coperta dell'ordine di
10.000 ha;
la maggiore concentrazione si trova nella
provincia di Ragusa, con circa 5470 ha ed
una produzione annuale intorno a 210.000
tonnellate di ortaggi, pari al 73 per cento
della quota regionale ed il 26 per cento di
quella nazionale;
la serricoltura per le consistenti
richieste di prodotti pregiati, da parte
dei mercati nazionali ed europei,
costituisce il comparto agricolo più ricco
ed in grado di favorire la massima
occupazione, anche grazie al suo vasto
indotto;
nonostante l'area del mediterraneo sia una
zona vocata all'espansione del settore,
oggi, dinanzi alla competitività di alcuni
paesi europei strutturalmente più avanzati,
occorre garantire un processo di
ammodernamento tecnologico che investa
anche le piccole e medie imprese;
in Sicilia la stragrande maggioranza delle
serre sono in legno e plastica, mentre, in
altre aree del Paese le strutture sono
metalliche e dotate di impianti adeguati.
CONSIDERATO che:
il processo di ammodernamento riguarda le
poche ma grandi imprese serricole, con
oltre 100.000 mq di suolo coperto, che con
i fondi POP 94/99 prima, e POR 2000/2006
oggi, riescono a sostenere í costi
dell'innovazione;
la grande maggioranza di microimprese del
comparto, viceversa, non riesce più a
sostenere i costi di gestione ed
innovazione;
i fondi strutturali, le circolari ed i
regolamenti europei, riguardanti tutte le
misure di sviluppo rurale, considerano
soggetti beneficiari le imprese che abbiano
come primo requisito un'alta redditività e
ciò significa che solo le grosse imprese o
organizzazioni di produttori di un certo
livello possono accedere a queste forme di
sostegno, mentre, la maggior parte di
microimprese del settore serricolo
rischiano di scomparire;
i titolari delle microimprese, non avendo
strumenti legislativi che agevolino la
ristrutturazione delle serre, in molti
casi, vendono il terreno a grosse imprese
del settore che grazie alla misura sulla
ricomposizione fondiaria (POR 2000/2006
Mis.4.2.6) ottengono contributi a fondo
perduto pari al 100 per cento della spesa;
RITENUTO che:
occorre innanzitutto provvedere a garantire
per le microimprese serricole tutti quegli
strumenti normativi che valorizzino la loro
specificità e la capacità produttiva;
nei prossimi anni le microimprese operanti
nella serricoltura dovranno adeguarsi ad
ulteriori cambiamenti per l'evoluzione del
mercato e della politica che lo disciplina,
unitamente, alle esigenze del consumatore,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
ad attivarsi presso il Governo nazionale ed
in sede comunitaria allo scopo di
rimodulare le misure del POR del settore
dell'agricoltura prevedendo una specifica
sottomisura a vantaggio delle piccole e
microimprese serricole. (275)
LIOTTA -
FORGIONE -
FORGIONE -
BARBAGALLO -
TUMINO
Dispongo che la mozione predetta venga demandata alla Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perchè se ne determini la
data di discussione.
Rinvio dello svolgimento della interrogazione n. 1371 della
Rubrica Lavoro, previdenza sociale, formazione professionale ed
emigrazione
PRESIDENTE Si passa al punto III dell'ordine del giorno:
Svolgimento, ai sensi dell'art. 140, comma 5, del Regolamento
interno, di interrogazioni della Rubrica Lavoro, previdenza
sociale, formazione professionale ed emigrazione .
Onorevoli colleghi, comunico che l'Assessore per il Lavoro, la
previdenza sociale, la formazione professionale e l'emigrazione,
onorevole Stancanelli, ha fatto presente di non poter presenziare
alla seduta odierna a causa di improrogabili impegni
istituzionali.
Pertanto, resta iscritta all'ordine del giorno l'interrogazione n.
1371 Iniziative per impedire l'approvazione della norma tendente
a ridurre i benefici previdenziali per i lavoratori che sono stati
esposti all'amianto , dell'onorevole Panarello.
Onorevoli colleghi, colgo l'occasione per esprimere solidarietà
all'onorevole Stancanelli per l'atto intimidatorio di cui è stato
oggetto.
Congedo
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, in relazione alla predetta
comunicazione, poiché l'Assessore Stancanelli è anche deputato,
preciso che deve considerarsi in congedo per la presente seduta.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Lo Porto
Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della Rubrica
Bilancio e finanze
PRESIDENTE Si passa al punto IV dell'ordine del giorno:
Svolgimento, ai sensi dell'art. 159, comma 3, del Regolamento
interno, di interrogazioni ed interpellanze della Rubrica
Bilancio e finanze .
Si procede con lo svolgimento dell'interrogazione numero 1331
Provvedimenti circa il decreto n. 158 del 4.8.2003 del Presidente
della Regione, che fissa i criteri di ripartizione del Fondo di
rotazione per la progettualità , a firma dell'onorevole Speziale.
Ne do lettura:
Al Presidente della Regione e all'Assessore per
il Bilancio e le finanze, premesso che
con Decreto n. 158 del 4 agosto 2003, il Presidente
della Regione ha pubblicato i criteri di
ripartizione del Fondo di rotazione per la
progettualità, ai sensi dell'art. 43 della legge
regionale n. 2 del 26.3.2002 e successive modifiche
e integrazioni;
osservato che il decreto è venuto ufficialmente a
conoscenza degli interessati il 22-23 settembre c.a.
e che in esso è riportata la scadenza del 30
settembre per l'invio della scheda compilata per
accedere al fondo assegnato;
visto che l'art. 2 del decreto limita l'utilizzo dei
fondi alle progettazioni da esperire all'interno di
progetti inseriti nei PIT, finanziati dal POR, o in
altri strumenti della programmazione negoziata;
Considerato che la progettazione è stata realizzata da
parte dei beneficiari, siano essi Comuni o Province,
essendo il processo di attuazione dei PIT in fase
avanzata (e si aspetta per molti progetti
l'emissione del decreto di finanziamento da parte
del Responsabile di Misura) così come gli interventi
finanziati dal POR, dove la progettazione definitiva
costituisce soglia d'ingresso, o i progetti inseriti
negli strumenti di programmazione negoziata, dove la
banca che istruisce il progetto richiede la
progettazione esecutiva;
ritenuto che al fine di sostenere le Amministrazioni che
da anni non riuscivano ad ottenere finanziamenti sia
stato corretto utilizzare i progetti su cui da tempo
puntavano, ma che compito attuale sia quello
d'indurre gli enti locali ad un nuovo ciclo di
programmazione spingendoli ad elaborare 'progetti di
qualità' in coerenza con il POR;
per sapere:
se non trovi incongrua una formulazione del
decreto che si sarebbe potuta giustificare fino ad
un anno fa ma che oggi appare difficilmente
utilizzabile;
se non ritenga comunque necessario differire la data
di scadenza prevista per il 30 settembre 2003;
se non intenda consentire di risolvere i pochi casi
in cui questo decreto, nell'attuale formulazione,
possa ancora avere un senso;
se non ritenga di estenderne l'applicazione a nuove
opere coerenti con le misure e le strategie del POR
per rilanciare lo sviluppo economico e sociale della
nostra Regione. (1331).
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per
rispondere all'interrogazione.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, con l'interrogazione n.
1331 gli onorevoli interroganti hanno chiesto di conoscere
notizie circa i criteri di ripartizione del Fondo di
rotazione per la progettualità, di cui all'articolo 43
della legge regionale n. 2 del 26 marzo 2002 e successive
modifiche ed integrazioni, attuate con il Decreto del
Presidente della Regione n. 158 del 4 agosto 2003.
In particolare è stato chiesto al Governo se non riteneva
necessario differire la data di scadenza prevista per il 30
settembre 2003 atteso che il decreto è venuto a conoscenza
degli interessati il 22-23 settembre 2003.
Alla luce della richiesta, rappresentato che l'articolo
18 della legge regionale n. 21 del 2003, e precisamente la
nostra finanziaria del 2004, ha modificato l'articolo 43
della legge regionale n. 2 del 2002, estendendo
l'applicazione del fondo di rotazione.
Infatti, ai sensi del comma 1 del modificato articolo
43 della L.R. 2/2002, il fondo sarà destinato al
finanziamento, in favore degli enti locali, delle spese di
progettazione definitiva ed esecutiva e per il
perfezionamento delle procedure richieste per l'accesso ai
flussi di finanziamento anche di provenienza
extraregionale.
Vi rappresento che solo in sede di prima applicazione
la stessa norma al comma 3 richiedeva che le opere fossero
inserite nei PIT finanziati dal POR Sicilia 2000-2006 o in
altri strumenti di programmazione negoziata.
Vi comunico, inoltre, che in prima applicazione
nell'anno 2003 sono state accolte 163 istanze.
Pertanto, alla luce delle nuove disposizioni la
problematica sollevata deve intendersi superata.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Speziale
per dichiararsi soddisfatto o meno della risposta
dall'Assessore.
SPEZIALE Mi dichiaro insoddisfatto.
PRESIDENTE Si passa all'interpellanza numero 128
Provvedimenti circa la procedura di concessione dei
trattamenti economici a favore degli invalidi da parte
della Regione siciliana .
Ne do lettura:
Al Presidente della Regione, all'Assessore per
la sanità, all'Assessore per il lavoro, la previdenza
sociale, la formazione professionale e
l'emigrazione e all'Assessore per il bilancio e le
finanze, premesso che:
sulla base di dati INPS del 2001, gli invalidi
civili, sul fronte pensioni rappresentano circa il 12,7%
dell'intera utenza siciliana e che tutte queste pratiche
registrano ritardi per la liquidazione delle domande
oscillanti tra i due ed i tre anni;
considerato che l'obiettiva incidenza sociale di
tali ritardi appare ulteriormente evidenziata dal
contesto siciliano e dall'ulteriore aggravio di
situazioni già di per sè compromesse e di condizioni già
in partenza di disagio sociale quando non di estrema
indigenza;
valutato, in sostanza, che i civili e solidali
intenti del legislatore sono di fatto appannati da un
meccanismo attuativo che parte dalla richiesta formale
del cittadino, per transitare poi dalle Aziende unità
sanitarie locali e dalle Prefetture e per concludersi
presso l'INPS, allo stato soltanto ente erogatore;
tenuto conto che, ad esempio, per quanto attiene
alle indennità d'accompagnamento, accade fin troppo
spesso che esse vengano liquidate agli eredi per
l'avvenuto decesso, nelle more, dell'invalido, con
l'ovvio, visibilissimo snaturamento del senso stesso
della norma e del suo più vero intento;
evidenziato che la normativa nazionale ha previsto
criteri e modalità per abbreviare l'iter di queste
pratiche decentrando i poteri alle Regioni, più
specificatamente col decreto legislativo 31.3.1998 n.
118 e con la legge 23.12.2000, n. 388, riconoscendo alle
Regioni la facoltà di prevedere che la potestà
concessiva dei trattamenti d'invalidità civile possa
essere esercitata dall'INPS a seguito di specifica
convenzione;
preso atto che l'eventuale annullamento del
passaggio in Prefettura metterebbe l'INPS nelle
condizioni di chiudere le pratiche in un tempo pari ad
un terzo di quello impiegato per tutto l'iter evitando
così gli oneri di un contenzioso spropositato e senza
fine;
per conoscere se il Governo della Regione non
ritenga insieme utile e doveroso attivarsi da subito per
rivedere il percorso di erogazione delle prestazioni
agli invalidi civili indirizzandosi
verso l'unificazione della linea concessione-erogazione
nella competenza di un unico Ente, dopo averne valutato
l'impatto in termini finanziari e funzionali, per
arrivare, previo recepimento della normativa nazionale
in materia, ad una specifica convenzione da stipularsi
con l'INPS (128).
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per
rispondere all'interpellanza.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze.
Onorevoli colleghi, con l'atto parlamentare numero 128 gli
onorevoli interroganti hanno chiesto di conoscere se il
Governo della Regione, tenuto conto che la normativa
nazionale con il Decreto Legislativo 112 del 1998 ha
decentrato alcuni poteri alle regioni, ha previsto criteri
e modalità per abbreviare l'iter di erogazione delle
prestazioni a favore degli invalidi civili, indirizzandosi
verso l'unificazione della linea concessione-erogazione
nella competenza di un unico ente dopo averne valutato
l'impatto in termini finanziari e funzionali, per arrivare,
previo recepimento della normativa nazionale, ad una
specifica convenzione da stipularsi con l'INPS.
Vi rappresento che il Decreto Legislativo numero 112
del 31 marzo 1998 che ha disciplinato il conferimento di
funzioni e compiti amministrativi dallo Stato alle Regioni
ed agli enti locali, ha previsto all'articolo 10 che per le
regioni a statuto speciali si provvede al trasferimento con
le modalità previste dai rispettivi statuti.
Allo stato attuale la Commissione paritetica, prevista
dall'articolo 43 del nostro Statuto deputata alla
predisposizione delle norme di attuazione, non ha definito
la problematica relativa al trasferimento delle funzioni
concernenti la materia degli invalidi civili.
Tale problematica, pertanto, rimane al momento della
competenza dello Stato e potrà essere affrontata
dall'Amministrazione regionale non appena verrà trasferita
con apposita norma di attuazione dello Statuto.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Formica
per dichiararsi soddisfatto o meno della risposta
dell'Assessore.
FORMICA Signor Presidente, mi dichiaro soddisfatto.
PRESIDENTE Si passa all'interpellanza numero 141
Interventi per una rapida corresponsione degli
emolumenti spettanti ai vigili del fuoco di Catania ', a
firma degli onorevoli Raiti e Ferro.
Ne do lettura:
Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
bilancio e le finanze, premesso che:
la Provincia regionale di Catania ha affrontato
negli ultimi anni diverse emergenze dovute ad eventi
calamitosi naturali; in particolare ricordiamo
l'emergenza Etna;
le emergenze sono state affrontate ed arginate
grazie al contributo dei Vigili del fuoco che si sono
prodigati durante la fase post terremoto con molte ore
di straordinario;
preso atto che:
in occasione delle emergenze il Ministero
dell'Interno aveva autorizzato i Comandi dei Vigili del
fuoco ad utilizzare il fondo scorta per pagare le
spettanze maturate, in attesa della disponibilità
finanziaria;
non tutti i Comandi dei Vigili del fuoco sono stati
in grado di corrispondere gli emolumenti;
in seguito alla mancata corresponsione degli
emolumenti i Vigili del fuoco hanno pubblicamente
protestato, creando grande apprensione fra i cittadini;
la delegazione sindacale dei Vigili del fuoco è
stata ricevuta dal Prefetto di Catania, il quale si è
impegnato a fare di tutto per sbloccare la situazione
contattando direttamente anche il Presidente della
Regione nella sua qualità di commissario governativo
per l'emergenza Etna;
il 50 per cento di questi emolumenti dovrebbe
essere
corrisposto con fondi regionali;
ritenuto che:
i VV.FF. si sono sempre distinti per essere stati
al servizio dei cittadini e per l'abnegazione
manifestata verso il loro lavoro;
bisogna evitare altre clamorose proteste che non
fanno altro che accrescere la sfiducia del cittadino
verso le istituzioni;
per conoscere in che modo l'Amministrazione regionale ed
il commissario governativo pro-tempore intendano
intervenire per corrispondere al più presto gli emolumenti
spettanti ai Vigili del fuoco di Catania.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per
rispondere all'interpellanza.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, vorrei innanzitutto
precisare che questa interpellanza attiene a un livello un
po' atipico per la nostra Regione. Essa recita: 'Interventi
per una rapida corresponsione degli emolumenti ai vigili
del fuoco di Catania'. Abbiamo delle difficoltà a
rispondere a questo tema perchè è notorio che questo è un
argomento che non è di competenza della Regione. Pur
nondimeno è stata assegnata all'Assessorato per il Bilancio
e, quindi, vorrei precisare che con l'atto parlamentare n.
141 che è stato sollevato dagli onorevoli interpellanti
bisogna dare pur sempre una risposta. Ebbene, rispondo a
questa interpellanza comunicando che l'Assessorato al
Bilancio ha provveduto ad istituire il capitolo di spesa n.
116520, denominato 'Spese per far fronte ai primi
interventi urgenti diretti a fronteggiare i danni
conseguenti ai gravi fenomeni eruttivi connessi
all'attività vulcanica dell'Etna nel territorio della
provincia di Catania e degli eventi sismici concernenti la
medesima area', rubricato al Dipartimento della protezione
civile presso l'Assessorato alla Presidenza.
Al capitolo sono stati stanziati per l'anno 2003 euro
55.025.345, 79 e ne risultano impegnati al 31 dicembre euro
23.830.472,74.
Ritengo che l'Assessorato alla Presidenza possa
compiutamente relazionare sulla gestione amministrativa di
questo capitolo.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Ferro, per
dichiararsi soddisfatto o meno.
FERRO Signor Presidente, prendo atto della risposta.
PRESIDENTE Si passa all'interrogazione n. 1454
Iniziative per dare attuazione alla sospensione
contributiva e tributaria in favore dei soggetti residenti
nei comuni colpiti dalle eruzioni dell'Etna , a firma
dell'onorevole Raiti. Ne do lettura:
Al Presidente della Regione e all'Assessore
per il bilancio e le finanze, premesso che:
la Presidenza del Consiglio dei Ministri ha
sancito la sospensione contributiva e tributaria
dei soggetti residenti nei comuni colpiti dalla
cosiddetta emergenza Etna;
la Montepaschi SERIT, nonostante il provvedimento
sospensivo, continua a notificare i tributi
iscritti nei ruoli poiché gli enti impositori non
hanno ancora provveduto al ritiro della
concessione per la riscossione;
l'INPS, l'INAIL e l'Agenzia delle Entrate non
hanno ancora provveduto ad emettere una misura
necessaria e generalizzata per consentire la
verifica delle iscrizioni a ruolo con tempi
razionali, costringendo ogni singolo soggetto ad
avvalersi dei benefici di legge con apposita
istanza avverso le cartelle ancorché notificate
nel periodo di sospensione;
tale condizione mette in serio rischio il
contribuente, il quale, per far valere i propri
diritti, è costretto ad avviare l'iter
burocratico di sospensione con il conseguente
aggravio di costi;
risulta che gli archivi dell'INPS non sono
costantemente aggiornati e parecchi versamenti
contributivi, compresi quelli relativi ai condoni
effettuati negli anni precedenti, non sono stati
ancora acquisiti e risultano ancora iscritti nei
ruoli,
ritenuto che quanto esposto in premessa danneggia
seriamente i contribuenti;
per sapere:
se non intendano valutare urgentemente la
situazione anomala che si è venuta a creare
verificando quali siano i motivi che hanno
impedito l'attuazione, in tempi celeri
dell'ordinanza del Consiglio dei Ministri nel
rispetto dell'urgenza del caso e provvedendo a
porre fine al disagio emerso;
quali iniziative intendano adottare al fine di
mettere ordine nella vicenda e affinché gli
uffici, che dovrebbero lavorare di concerto
stiano realmente in comunicazione fra loro per
dare finalmente seguito alla sospensione dei
tributi per gli abitanti dei comuni colpiti dalle
eruzioni dell'Etna e dal terremoto.(1454)
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore rispondere
all'interrogazione.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, con l'atto parlamentare n.
1454 l'onorevole interrogante ha chiesto di conoscere quali
iniziative intende prendere il Governo per porre fine ai
disagi che stanno subendo i cittadini colpiti dalle
eruzioni vulcaniche dell'Etna ai quali, a seguito della
sospensione contributiva e tributaria emanata dalla
Presidenza del Consiglio dei Ministri, continuino a
pervenire le cartelle di pagamento per il periodo oggetto
di sospensione.
Come ben sapete, la nostra Regione per l'espletamento
delle funzioni attribuitele dallo Statuto, si avvale degli
uffici periferici dell'Amministrazione statale e quindi
anche degli uffici finanziari, oggi uffici dell'Agenzia
delle Entrate, la cui organizzazione e competenze sono
regolate dallo Stato.
Il servizio di riscossione dei tributi iscritti a ruolo
è affidato ad un Concessionario della riscossione che in
Sicilia, fino al 31.12.2004, è gestito dalla Montepaschi
Serit S.p.A, in nove ambiti provinciali.
La procedura di affidamento dei ruoli al Concessionario
è di competenza dei singoli Uffici a cui è demandato il
potere di accertamento dei singoli tributi, che in Sicilia,
per quanto riguarda i tributi erariali è affidato alle
Agenzie delle Entrate competenti per territorio.
Già dall'ultima decade del mese di febbraio, periodo in
cui ho ricevuto l'atto ispettivo in argomento, ho
interessato l'Agenzia delle Entrate per la Sicilia ed il
Concessionario della riscossione, al fine di ricevere
dettagliate notizie al riguardo, sollecitando, nel
contempo, l'eventuale risoluzione della problematica sorta
nelle province interessate dalla sospensione tributaria.
Pur non sussistendo la possibilità di un intervento
diretto da parte del Governo per pervenire ad una soluzione
di questa problematica rappresentata, si assicura che una
volta verificate le motivazioni che stanno alla base delle
osservazioni trascritte nell'interrogazione, si richiederà
alla Direzione Regionale delle Entrate di adottare tutte le
iniziative necessarie per la risoluzione definitiva delle
problematiche in questione.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Raiti per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta
dell'Assessore.
RAITI Signor Presidente, onorevole Assessore, onorevoli
colleghi, la tematica affrontata con questa interrogazione
è fondamentale.
Onorevole Assessore, mi permetto di ricordarle che,
proprio questa settimana, il Governo nazionale, con un
decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, ha
prorogato la sospensione dei tributi per quanto riguarda le
zone interessate dalle calamità naturali dell'ottobre 2002,
per un altro anno. Il Governo nazionale, che sappiamo tutti
non essere particolarmente disponibile a concedere delle
agevolazioni alla nostra Terra, ha riconosciuto quindi che
vi è ancora un forte stato di disagio in alcuni comuni
colpiti dal terremoto - mi riferisco a Santa Venerina, ad
Acireale, a Milo, a Giarre - e in altri comuni colpiti
dall'eruzione lavica, prorogando la sospensione dei tributi
fino al 2005.
Prendo atto della celerità e dell'attenzione del
Governo regionale, Assessore Pagano, ma ciò che accade è
davvero inverosimile e vergognoso ed io per primo ho avuto
modo di constatarlo personalmente insieme a tutti i
cittadini che vivono in quel territorio.
La Montepaschi continua costantemente a mandare tutte
le cartelle esattoriali pur essendovi un provvedimento
legislativo che prevede che in quei comuni - sette per
l'esattezza - i tributi sono sospesi per legge pubblicata
sulla Gazzetta Ufficiale.
I cittadini, nonostante i problemi che già li
colpiscono, devono ricorrere e sono costretti a recarsi
alla Montepaschi; devono incaricare dei professionisti e
poi la Montepaschi chiede che venga predisposta una domanda
ad hoc per la sospensione della riscossione dei tributi
perché altrimenti si procederà - oggi le procedure
nazionali lo consentono - al fermo degli autoveicoli ed
all'iscrizione delle ipoteche sugli immobili.
Ciò è davvero assurdo, improponibile e, in uno Stato di
diritto, assolutamente inconsueto; è indecoroso considerato
che lo stato di disagio continua a gravare sui cittadini,
piuttosto che sollevarli da questo problema, a causa dei
previsti adempimenti burocratici.
Nonostante mi ritenga parzialmente soddisfatto visto
l'impegno da lei manifestato, le chiedo, onorevole
Assessore, di impegnarsi fortemente nei confronti della
Montepaschi che ha stipulato delle convenzioni con la
Regione. Alla Montepaschi versiamo una parte della
riscossione dei tributi. Viste l'entità delle somme che
vengono versate annualmente, non ritengo giusto che la
Montepaschi effettui simili azioni di terrorismo
psicologico nei confronti di comunità che hanno già i loro
problemi, a partire dai terremotati.
Presidenza del presidente Lo Porto
Rinvio dei seguito della discussione del disegno di
legge Disciplina dell'attività di guida turistica,
guida ambientale-escursionistica, accompagnatore
turistico e guida subacquea" (620-220-257-308-368-378-
413-430-481-594-623-686/A)
PRESIDENTE Si passa al V punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Presidenza del presidente Lo Porto
Onorevoli colleghi, si passa al disegno di legge nn. 620-
220-257-308-368-378-413-430-481-594-623-686/A Disciplina
dell'attività di guida turistica, guida ambientale-
escursionistica, accompagnatore turistico e guida
subacquea , posto al numero 1.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo
di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, considerata la
contemporanea assenza del Presidente della Commissione e
relatore, e dell'assessore al ramo, onorevole Cascio,
anche per un fatto di rispetto di natura istituzionale,
chiedo che il seguito discussione avvenga nella prossima
seduta.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi,
intervengo a nome della Commissione in assenza del suo
presidente; nell'aderire a quanto già espresso dal
rappresentante del Governo, vorrei formulare una richiesta:
rinviare il disegno di legge in Commissione piuttosto che
effettuare il seguito della discussione nella seduta
successiva. Dico ciò perché nel corso della precedente
seduta, in Aula, sono emerse delle problematiche inerenti
il rapporto tra questo disegno di legge e l'Assessore per i
Beni culturali.
Sono emerse inoltre delle problematiche legate ai costi
previsti dall'articolato e per i quali la Commissione
Bilancio non ha espresso il parere. Per questo motivo,
sarebbe opportuno, onde evitare che nella prossima seduta
si ripropongano gli stessi problemi, che la Presidenza
prendesse atto di queste vicende decidendo di rinviare
formalmente il disegno di legge in Commissione per far sì
che possa essere audito l'Assessore per i Beni culturali;
successivamente, vi sarebbe il passaggio in Commissione
Bilancio per il parere sugli articoli che prevedono una
spesa. Una volta ottenuto il parere della Commissione
Bilancio, il disegno di legge potrebbe tornare in Aula.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, dispongo il rinvio del
disegno di legge in Commissione.
Comunicazione inerente il disegno di legge Schema di
progetto di legge costituzionale da proporre ai sensi
dell'articolo 18 dello Statuto al Parlamento recante
Modifiche allo Statuto della Regione' (727-722-723-724-
770/A)
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, tenuto conto che non
si può iniziare l'esame del disegno di legge iscritto al
numero 2: Schema di progetto di legge costituzionale da
proporre ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto al
Parlamento recante Modifiche allo Statuto della Regione'"
(nn. 580-472-578-602-652), lo svolgimento dell'intero punto
quinto dell'ordine del giorno è rinviato ad altra seduta.
Avverto che a far data dal giorno in cui verrà
depositato formalmente il testo esitato dalla Commissione
Statuto, i deputati avranno dieci giorni di tempo per
presentare emendamenti.
Per richiamo al Regolamento
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente - non dico onorevoli colleghi
perchè mi rivolgo a lei - in maniera irrituale ho notato,
durante la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari, che dopo tante discussioni, tutte
interessanti, le ho chiesto di parlare e lei non mi ha
concesso la parola.
Mi rendo conto di rappresentare il nulla, anche dal punto
di vista concettuale, rispetto a tutte le cose intelligenti
e serene che sono state espresse ma non penso che avrei
rubato molto tempo, anzi ho la presunzione di pensare che
forse ne avrebbe fatto risparmiare parecchio anche per i
lavori d'Aula.
Nella medesima occasione, ho notato inoltre che in
maniera altrettanto irrituale - avrei voluto intervenire
anche su questo argomento - sono stati chiamati in causa
soggetti che non sono soggetti parlamentari. La ritengo una
cosa gravissima perchè il lavoro di preparazione va
ricondotto sempre alla responsabilità, cioè ai meriti o ai
demeriti dei parlamentari.
La terza cosa che le vorrei farle osservare, signor
Presidente, - sicuramente non le sarà giunta notizia - è
che, nel corso della seduta in cui abbiamo approvato - con
tanti sforzi, devo dire - il testo definitivo della riforma
dello Statuto quasi all'unanimità, è emersa la possibilità
anzi la necessità che lo statuto approvato dalla
Commissione uscisse dal Palazzo, si diffondesse tra i
cittadini e tornasse, come pensiamo, molto arricchito dalla
non presunzione ma per questo non per forza dalla
incompetenza di tanti soggetti, di tante associazioni ma
anche di tanti privati cittadini che probabilmente
potrebbero contribuire ulteriormente a migliorare un testo
che noi riteniamo già buono.
Poiché è stato deciso all'unanimità di chiederle ciò,
signor Presidente, ritengo che la sua decisione testè
annunziata vada in contrasto con quanto le sarà chiesto dal
Presidente della Commissione.
Vorrei chiederle, sul piano formale, di impegnarsi a
lasciare un lasso di tempo generico piuttosto che fissare
un termine di dieci giorni. Probabilmente, questo ci
aiuterebbe parecchio.
PRESIDENTE Onorevole Ortisi, lei lamenta, o quantomeno
discute sulla ipotesi di un rinvio a dieci giorni come da
me proposto perchè ritiene opportuno un lasso di tempo
maggiore.
Ne prendo atto e condivido.
Presidenza del presidente Lo Porto
Votazione finale del disegno di legge Interventi a
sostegno dei familiari delle vittime di Nassiriya (727-722-
723-724-770/A)
PRESIDENTE Si passa al sesto punto dell'ordine del
giorno: Votazione finale del disegno di legge Interventi a
sostegno dei familiari delle vittime di Nassiriya (nn. 727-
722-723-724-770/A).
Il predetto disegno di legge costituisce l'argomento per
il quale l'Assemblea è stata impegnata ieri ed oggi,
comprese le due riunioni della Commissione Regolamento e
della Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari
avvenute oggi.
Onorevoli colleghi, in considerazione di quanto emerso
ieri, durante la riunione della commissione Bilancio, poi
stamattina durante la riunione della Commissione per il
Regolamento, e infine nella riunione della Conferenza dei
Presidenti dei gruppi parlamentari di questo pomeriggio,
l'orientamento della Presidenza è quello di chiudere
l'attuale sessione parlamentare.
Nella nuova sessione sarà possibile approvare un nuovo
disegno di legge per i familiari delle vittime
dell'attentato di Nassiriya, dando adeguata risposta alle
esigenze di copertura finanziaria.
Presidenza del presidente Lo Porto
Sull'ordine dei lavori
ACIERNO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, così come ho già comunicato
in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, non
posso aderire a questa proposta, anche perché essendo stato
il primo firmatario dell'ordine del giorno approvato
durante i lavori per la finanziaria, con parere favorevole
del Governo, che impegnava il Governo e l'Assemblea ad
approvare nel più breve tempo possibile il disegno di legge
per onorare i nostri caduti a Nassiriya, chiedo che si
proceda al voto sul relativo disegno di legge per i caduti
di Nassiryia.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, non condivido la sua
proposta. Mi rendo conto, anche avendo esperito un contatto
con i Capigruppo, che la sua proposta non è stata
formulata a titolo personale
PRESIDENTE Tutt'altro.
GIANNOPOLO Tuttavia, non condivido la soluzione che qui
viene prospettata. Penso che esistano le condizioni
affinché l'Assemblea regionale approvi il disegno di legge.
L'Assemblea regionale ha infatti esperito tutti i tentativi
sia in Commissione Bilancio che in Commissione Regolamento
al fine di esitare un provvedimento che potesse essere in
qualche modo aggiustato o che potesse essere "riparato"
attraverso l'utilizzo dell'articolo 117 e consentire a
tutti con assoluta coerenza ed omogeneità, rispetto al suo
articolato, di superare l'attuale difficoltà.
Intendo ribadire dunque con forza questa mia
convinzione, ma nel fare questo, nel ribadire questa
convinzione voglio anche implicitamente esprimere e
protestare contro tutto ciò che si è scatenato, alimentato
in ordine all'approvazione di questo provvedimento.
In questi giorni sono state dette delle cose ingiuste,
sbagliate, sono state dette a volte delle cose persino
oscene; come, per esempio, giudico osceno anche il fondo
del "Giornale di Sicilia" di ieri - ne parlo in questa
sede, non è mia abitudine parlare di articoli di stampa da
questo pulpito, ma poiché ho compreso ed intuito che quel
fondo del "Giornale di Sicilia" avrebbe ispirato, come
dire, i comportamenti strumentali di alcuni componenti di
questa Parlamento, ne parlo solo e semplicemente
indirettamente per evidenziare come ci siano stati in
alcuni gruppi parlamentari, in alcuni settori di questo
Parlamento atteggiamenti strumentali circa questa vicenda,
in cui ciascuno non sempre ha detto ciò che pensava, non
sempre ha detto la verità.
Intendo riferirmi al fatto che l'emendamento da me
proposto che riguardava la concessione di un contributo una
tantum ai feriti superstiti della strage di Portella della
Ginestra - noi non parlavamo di assunzioni, non abbiamo mai
parlato di assunzioni di familiari -, bene,
quell'emendamento in qualche modo tendeva e tende - perché
io in ogni caso lo ripresenterò - a sanare, a correggere, a
colmare una carenza della stessa legge numero 20 del 1999,
laddove all'articolo 20, comma 2, diceva che veniva
concesso un contributo una tantum, un contributo di 50
milioni delle vecchie lire, a tutti i caduti di Portella
della Ginestra, insieme a tanti altri sindacalisti caduti
vittime della mafia.
Vorrei ricordare, perché io c'ero a quell'epoca e
voglio dare atto anche alla Commissione Antimafia oltre che
al Governo, all'epoca rispettivamente presieduti
dall'onorevole Granata e dall'onorevole Capodicasa, che
con quella legge per la prima volta dopo 47 anni una
Istituzione di questo Stato sanciva lo status di vittima
della mafia dei caduti a Portella della Ginestra. In quella
discussione fu avanzata l'ipotesi di ricomprendere i feriti
superstiti. Si soprassedette in quella fase, ma
successivamente la Regione siciliana negli anni 2000, 2001,
2002, 2003 ad ogni assestamento di bilancio, ad ogni legge
finanziaria è tornata a sorreggere, giustamente, vittime
cadute nell'adempimento del proprio dovere: sindaci uccisi
da disoccupati disperati, autisti che sono rimasti feriti
sopravvissuti ad attentati a stragi, operai forestali del
corpo forestale che sono caduti vittime del dovere,
rimasti feriti, di naufragi, di qualsiasi cosa. A turno
tutti i deputati - molti sono venuti da questo pulpito a
fare la predica sui morti di Portella della Ginestra - in
ogni legge finanziaria da quattro anni a questa parte ed in
ogni legge di assestamento di bilancio fino alla legge 20
ultima scorsa, sono venuti a proporre provvedimenti - io
dico giustamente - riparatori per i familiari di vittime
che sono cadute o per mano della mafia o per via
dell'adempimento del proprio compito istituzionale.
Ecco perché, signor Presidente, non posso accettare
minimamente questo atteggiamento strumentale che si è
consumato attorno a questa vicenda. E mi dispiace che tutto
questo sia alimentato anche da certi articoli di stampa.
L'editorialista del Giornale di Sicilia forse non sa che
anche gli eroi dell'Unità d'Italia, coloro i quali
combatterono per fare l'Unità d'Italia, e caddero, furono
da quello Stato unitario nuovo, risarciti e furono
riconosciuti. Forse l'editorialista non lo sa questo, ma il
compito di una Regione e di uno Stato è di riconoscere lo
status di vittime. Dopo 57 anni la domanda cui tanti devono
rispondere, e quindi anche la politica di oggi è: solo nel
2000 è stato tolto il segreto di Stato sulla strage di
Portella della Ginestra.
Ripeto, signor Presidente, soltanto nel 2000 è stato
tolto il segreto di Stato. Questo ha fatto tornare di
grande attualità il tema della verità e della giustizia
che bisogna dare e che bisogna perseguire per quelle
vittime. Pertanto questo argomento è attualissimo, ma è
attualissima la verità su quell'episodio perché appartiene
ad uno dei "buchi neri" della democrazia italiana.
PRESIDENTE Non entriamo nel merito, onorevole
Giannopolo.
GIANNOPOLO Signor Presidente, le farò avere l'elenco
dei 23 feriti sopravvissuti alla strage di Portella della
Ginestra, poichè 15 morti li abbiamo già onorati con la
legge numero 20 del 1999. Sono stati 23 i feriti
sopravvissuti di cui solo 12 viventi; di questi 23 tutti
portavano e portano ferite che sono state invalidanti.
PRESIDENTE Non entriamo nel merito, onorevole
Giannopolo, è una questione procedurale che dobbiamo
rispettare nell'interesse di tutti.
GIANNOPOLO Lo capisco, signor Presidente, ma attorno
alle questioni procedurali qui si usa la questione
procedurale come "balzello" per far ricacciare indietro un
pronunciamento che qui, giustamente, il Governo e la prima
Commissione hanno approvato, che riguarda anche gli altri
interventi previsti in questa legge e io non lo posso
accettare. Questo volevo semplicemente comunicare.
FLERES Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
intervenire sulla proposta dell'onorevole Acierno ma ho
bisogno di argomentare la posizione che desidero esprimere.
E' capitato che nella scorsa seduta sono intervenuto
proprio dopo l'onorevole Giannopolo, come in questa
circostanza, per segnalare all'Aula come si stesse
procedendo non nel merito ma seguendo un metodo, diciamo,
improprio. Segnalai all'onorevole Giannopolo che ancora la
procedura della copertura finanziaria d'Aula dei disegni
di legge non era stata istituita nel nostro Regolamento, ma
l'onorevole Giannopolo insiste e tenta di accreditare una
tesi falsa.
Onorevole Giannopolo, siccome sarò molto duro nei suoi
confronti, desidero che mi ascolti. Sarò molto duro perchè
lei tenta di accreditare una tesi falsa, quella secondo la
quale in quest'Aula ci sono deputati contrari a risarcire
le vittime di Portella della Ginestra, a risarcire le
vittime di Montagna Longa o qualsiasi altro tipo di vittima
e, invece, alcuni deputati sono favorevoli a risarcire le
vittime di Nassiriya o contrari a risarcire le vittime di
Nassiriya.
Così non è quindi, onorevole Giannopolo, la prego di
evitare interventi come quello che lei ha appena concluso
in quest'Aula. Qui non ci sono vittime di "serie A" e
vittime di "serie B"; non ci sono i buoni e i cattivi
perchè quelli è la storia che li individuerà e li segnalerà
all'opinione pubblica. Il tema è di altra natura e lo
sappiamo benissimo. Pertanto, è estremamente grave che si
tenti di screditare l'attività dell'Aula o di parte di
essa.
Il tema è un altro. Sono stati votati due emendamenti
che nel merito sono assolutamente condivisi dall'Aula ma
che, per una serie di circostanze, non sono muniti di
copertura finanziaria e non lo sono soprattutto perchè tale
copertura finanziaria risulta di difficile computo poichè
non sono facilmente identificabili i destinatari dei due
provvedimenti contenuti nei citati emendamenti.
Allora, onorevole Giannopolo, noi ci troviamo di fronte
al fatto che l'Aula, comunque, si è espressa favorevolmente
rispetto a questi due temi ma, tuttavia, entrambi gli
emendamenti sono privi di copertura finanziaria.
Allora, il tema di queste settimane è stato: come fare
a salvare il merito di questi emendamenti senza violare il
Regolamento? Poc'anzi, nella Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, il sottoscritto ha ipotizzato il
seguente percorso: votiamo il provvedimento di Nassirya,
peraltro più "fresco", legato a fatti recenti; "depuriamo"
il provvedimento stesso dai due emendamenti che, non
essendo muniti di spesa, verrebbero certamente impugnati
dal Commissario dello Stato per mancata copertura; votiamo
contestualmente un ordine del giorno che impegni il Governo
a identificare, quantificare i destinatari dei
provvedimenti riguardanti Monta Longa e Portella della
Ginestra.
Ci impegniamo sulla parola per manifesto desiderio di
tutte le forze politiche a presentare immediatamente un
disegno di legge che riguardi queste due fattispecie e
quante altre eventualmente se ne dovessero segnalare,
aventi le medesime caratteristiche, e con procedura
d'urgenza, approviamo il secondo disegno di legge.
Questa ipotesi ci consentirebbe di salvare il lavoro
fatto relativamente a Nassiriya per il quale esiste già la
copertura finanziaria e di non buttare alle ortiche il
dibattito opportuno, corretto, importante, eticamente
significativo che riguarda Montagna Longa e Portella della
Ginestra salvando così l'Aula da una situazione di
imbarazzo nella quale si è trovata.
Questa è la mia proposta. La ribadisco. Nella
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari non c'è
stata unanimità su questa ipotesi tant'è che il Presidente
Lo Porto ha dovuto soprassedere consegnando all'Aula le
determinazioni che quest'ultima vorrà assumere. Ma questo,
onorevole Giannopolo, non autorizza nessuno a volere
forzare la mano ritenendo che questa Aula è a favore di
alcune vittime ed è contraria ad altre vittime, perchè così
non è
Così non è, non tentiamo di strumentalizzare i morti
perchè i morti non si devono strumentalizzare mai.
Onorevoli colleghi, ribadisco la proposta e mi associo
alla richiesta dell'onorevole Acierno relativamente al voto
sul provvedimento che riguarda Nassiriya. Intendo dire
votabile in quanto munito di copertura finanziaria e dunque
non compromesso da vizi procedurali o finanziari come gli
altri aspetti contenuti nel citato disegno di legge. Fermo
restando, e lo ribadisco, l'impegno a votare l'ordine del
giorno che vincola il Governo a stabilire quanto in esso
contenuto relativamente all'individuazione delle ulteriori
vittime da beneficiare e al relativo importo da
quantificare e stanziare.
Questa è la mia proposta e per questo mi associo a
quanto detto dall'onorevole Acierno affinchè l'Aula possa
votare il provvedimento su Nassiriya che sarebbe un segnale
importante, non foss'altro che per una ragione: al di là
della votazione di merito che ciascuno fa circa
l'intervento dei nostri militari a Nassiriya, questi nostri
militari hanno perduto la vita e l'hanno perduta per lo
Stato italiano, in difesa dello Stato italiano.
SPEZIALE Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, mi rendo conto del suo
sforzo per tentare di evitare che possa essere scalfita
l'immagine dell'Assemblea, purtroppo, però i suoi tentativi
sono vani perchè il problema si è posto. E lo voglio
ribadire qui: noi dobbiamo uscire da questa situazione
pasticciata. Il Parlamento ha votato un disegno di legge su
Nassiryia privo di copertura finanziaria, cioè nella fase
del voto finale il Parlamento si è accorto che non vi era
la copertura finanziaria. Durante la discussione su
Nassiryia alcuni parlamentari legittimamente hanno proposto
degli emendamenti che pure hanno avuto il parere
favorevole del Governo e sono quindi stati inseriti nel
testo finale. L'intero disegno di legge è privo di
copertura finanziaria. Viene riunita la commissione
Bilancio per dare la relativa copertura finanziaria e dà
una copertura finanziaria ex post soltanto su Nassiriya.
Adesso ci troviamo quindi di fronte, lo dico qui
all'onorevole Fleres, a una di quelle situazioni talmente
palesi che un voto d'Aula porterebbe alla impugnativa da
parte del Commissario dello Stato, pur avendo dato un voto
su Nassiryia.
I colleghi sanno che in Commissione Bilancio io ho
distinto il mio voto rispetto ad altre parti politiche
dando il voto favorevole per la copertura finanziaria, ma
adesso se approvassimo questo disegno di legge ci
troveremmo di fronte al fatto che il relativo provvedimento
sarà sicuramente impugnato da parte del Commissario dello
stato.
Il problema è tutto qui. Ne abbiamo già parlato in sede
di Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari;
adesso il problema è stato riproposto in Aula, ma la
responsabilità non ricade sull'Aula ma sul Governo per
avere avuto un atteggiamento molto incerto e confuso il
quale ha dato prima in Aula, per bocca dell'assessore
Pagano, un parere favorevole e poi, lo stesso Governo, in
Commissione bilancio, ha dato parere contrario su due
emendamenti. Quindi, il problema non è nel merito; nessuno
discute il merito. Il problema dice giustamente il
Presidente è di ordine procedurale.
Era stata tentata questa mattina dalla Commissione
Regolamento, così mi hanno riferito, una mediazione che io
ritenevo essere accettabile, riproposta da parte del
Presidente dell'Assemblea nella Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari che ritengo ancora accettabile,
cioè quella che per una sola volta si possa far scivolare
il disegno di legge, chiudere la sessione, riaprirla da qui
a qualche giorno e ripresentare il disegno di legge per le
vittime di Nassiriya. Questo era il tentativo del
Presidente dell'Assemblea da noi condiviso per cercare di
risolvere il pasticcio in cui una parte del Governo ci
aveva cacciati.
L'obiezione che viene sollevata da parte dei colleghi,
e cioè quella di procedere al voto, non rimuove la
condizione originale, vale a dire il rischio che il testo
possa essere impugnato da parte del Commissario dello
Stato, anzi la certezza che il Commissario dello Stato lo
impugni, visto che è privo di copertura finanziaria.
Ecco perché si è tentato di trovare un percorso
condiviso dalla stragrande maggioranza dei colleghi
parlamentari, che io ritengo - e faccio appello ai colleghi
che hanno sollevato le obiezioni: da Giannopolo ad Acierno
e allo stesso Fleres -, si possa ripensare di cogliere il
suggerimento del Presidente dell'Assemblea ed evitare
discussioni inutili. Il proseguire ancora questa
discussione dà l'idea che abbiamo combinato un pasticcio e
non sappiamo come uscirne. Condivido, pertanto, la
posizione espressa dal Presidente dell'Assembla, la reputo
la più ragionevole.
Ripeto: faccio appello ai colleghi che hanno sollevato
obiezioni in forza di prerogative regolamentari di
rimuovere le loro obiezioni e proseguire sulla base delle
indicazioni fornite all'Assemblea dal suo Presidente, fatte
proprie sia dalla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari che dalla Commissione Regolamento.
CINTOLA Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor presidente, onorevoli colleghi, abbiamo
tentato in due giorni di recuperare una disattenzione
d'Aula. Dopo avere rinviato - giusta l'articolo 117 - il
disegno di legge su Nassiriyia in Commissione Bilancio nel
tentativo, io ritengo nobile, di riportare il disegno di
legge alla sua origine, vale a dire quella di sostenere i
familiari delle vittime di Nassiriyia, solo quelli, non ci
siamo riusciti.
Non ci siamo riusciti in Commissione Bilancio, non ci
siamo riusciti in Commissione Regolamento, non ci siamo
riusciti in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari. Ognuno non ha voluto cedere di un solo
millimetro alla possibilità di potere esprimere in Aula
concetti che sono e possono essere considerati importanti:
Portella della Ginestra, Montagna Longa, anche questi
importanti, perché no, nel contenuto, ma non sono
Nassiriya, perché non erano all'interno del disegno di
legge su Nassiriyia.
Io Capisco che l'onorevole Giannopolo abbia fatto
un'ottima impressione parlando dal pulpito pochi minuti fa,
può presentare o avrebbe potuto presentare un disegno di
legge ....
GIANNOPOLO Già fatto
CINTOLA ..non è arrivato in Aula. Quindi poterlo
discutere, accettare, argomentare, ma perché presentare
tutto questo su Nassiriyia? Perché un'ulteriore aggiunta,
che ha condotto l'Aula a votare due emendamenti senza la
copertura finanziaria? Peraltro neanche su richiesta
dell'Aula? C'è stato il parere favorevole del Governo, ma
il parere favorevole del Governo è politico in assenza
della Commissione Bilancio che, giustamente, il Presidente
dell'Assemblea aveva invocato e che, da parte della stessa
Commissione, non era stato possibile ottenere perché in
quella sede non era stato raggiunto il numero legale.
Si è tenuta un'altra seduta d'Aula con Presidenza
Fleres la quale ha cercato tramite l'articolo 117 del
nostro Regolamento di riportare ordine. E io dico, l'ordine
lo riporta anche oggi con il suo intervento che segue alla
proposta Acierno, che poi non era neppure nuova.
Quest'ultima infatti era stata fatta in Commissione
Bilancio ed era stata bocciata in Commissione. Forse non è
stata bene valutata e, ad onor del vero, avrebbe potuto e
potrebbe ancora essere un momento, non dico eroico, perché
qui di eroico non c'è niente in quest'Aula, neppure il mio
intervento, che è misero e non è eroico, tuttavia, è onesto
e parla il linguaggio di una verità vera.
Su Nassiriya siamo disponibili a fare qualsivoglia
tentativo per salvare il disegno di legge così come era
stato presentato in origine. Su Nassiriya chiunque volesse
aggiungere una virgola, non fa che danneggiare l'impianto
del disegno di legge e non ottiene alcun risultato.
Allora vogliamo fare un tentativo vero, reale? Non
siamo riusciti ieri sera in Commissione Bilancio, neanche
stamattina in Commissione Regolamento, neppure stasera in
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, potremmo
raggiungere adesso in Aula un accordo? Votiamo adesso il
disegno di legge su Nassiriya con l'impegno che poi la
Commissione competente riproporrà le altre cose che sono
state dignitosamente dette e sulle quali se ne possono
aggiungere altre con la necessaria copertura finanziaria in
modo che tutto diventi plausibile e praticabile, altrimenti
cosa potremmo dire? Che abbiamo iniziato con un disegno di
legge per sostenere i familiari di coloro che sono morti
per la patria e glielo disconosciamo perché intendiamo
invece non fare quel piccolo passo indietro richiesto?
Allora io dico, è nobile per quest'Aula che stasera i
morti di Nassiriya non vengano ricordati eroicamente da
questo Parlamento, da questi deputati, da coloro i quali,
come noi, sono ancora qui a discutere e a parlare come se
volessimo dire cassiamo quel punto o cassiamo quell'altro?
Non è così Il tentativo è di riportare, con un voto
d'Aula, serenità e tranquillità, operatività all'Aula
stessa; e su questo il mio Gruppo c'è, per intero
Se dovessimo, solo di una virgola, andare oltre nella
certezza che il Commissario dello Stato non potrebbe
assolutamente vagliare diversamente che da una bocciatura
gli altri due emendamenti, noi non voteremo contro e
neanche a favore: noi abbandoneremo l'Aula perchè non
intendiamo gabbare alcuno, non intendiamo prendere in giro
alcuno, nè quelli eroici, nè quelli meno eroici, nè quelli
tanto quanto eroici come gli altri
Noi intendiamo svolgere un ruolo di verità e di
correttezza, di serietà e di compostezza, intendiamo dare
un nostro contributo serio così da poter dire una parola
forte, da parte di questo Parlamento, nei confronti di
quelle sei vittime siciliane che hanno lasciato, in
adempimento del proprio dovere, affetti sacri senza denaro,
senza stipendio.
Dobbiamo fare questo nella convinzione che è nostro
dovere intervenire subito e non dopo. Altrimenti, signor
Presidente, se questo non è possibile, allora neppure lei
ha la ricetta quando sento dire - come ha fatto l'onorevole
Speziale - che va bene ciò che ha detto il Presidente
dell'Assemblea. Infatti, qualora si dovesse chiudere
questa sessione, dopo dieci giorni si aprirebbe un'altra
sessione e si potrebbe ripresentare un altro disegno di
legge che sarà solo di Nassiriya, non potrà essere
diversamente, onorevoli colleghi, perchè noi, come Gruppo,
non metteremo mai la firma su un provvedimento diverso da
Nassiriya, che va avanti con un suo disegno di legge,
unico, speciale e specioso. Non intendiamo cogliere
nessun'altra aggiunta su quel disegno di legge. O è quello
o niente
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, non posso dichiarare
chiusa la sessione, così come propongo sin da stamattina,
se non ho l'unanimità dei consensi, in quanto siamo in fase
di votazione finale.
Capisco che la logica politica potrebbe anche
permettere di arrivare ad una forzatura, ma per questo ci
vuole l'unanimità dell'Assemblea, cosa che, purtroppo, ho
verificato non esserci. Io non intendo chiudere la sessione
senza l'unanimità che ho invocato. L'ho invocata in
Commissione Regolamento, l'ho invocata in Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, la invoco adesso in
Aula.
Verificata l'impossibilità di pervenire a questa intesa
generale, non mi rimane altro che porre in votazione il
provvedimento così com'è.
Aveva chiesto di parlare l'onorevole Liotta. Ne ha
facoltà.
LIOTTA Signor Presidente, intervengo solamente per
dire che non solo la soluzione che la Presidenza ha
ricercato in varie sedi, Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, in Commissione per il Regolamento, mi
sembra quella che può salvare quest'Aula dal commettere
ulteriori pasticci, ma mi permetto di rivolgere un invito a
quei colleghi che in Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari hanno espresso dei dubbi circa questa
procedura.
Ci rendiamo perfettamente conto - ed è una posizione,
in buonissima fede, che manteniamo in questa circostanza -
che usciamo da una impasse in un modo che - speriamo - non
si debba mai più ripetere, ma che altre soluzioni non
esistono se non vogliamo aggiungere un pasticcio ad un
altro pasticcio.
Fra l'altro, vorrei far notare, onorevoli colleghi,
che, probabilmente, ripresentare il disegno di legge su
Nassiriya migliorerà quel testo, perché la formulazione
attuale del disegno di legge conteneva alcuni elementi che
potevano essere anziché a beneficio dei familiari delle
vittime - lo abbiamo fatto rilevare in diverse occasioni -
riduttivi rispetto a benefici statali previsti da altre
leggi.
Quindi, io credo sia opportuno che il disegno di legge
venga ripresentato ed invito i colleghi, che in Conferenza
dei Presidenti dei gruppi parlamentari non hanno voluto
accedere a questa soluzione, a ripensarci e a dichiararlo
adesso, in modo che l'Aula abbia quell'unanimità che il
Presidente ha chiesto.
PRESIDENTE Capisco che l'argomento diventa
interessante, ma desidero soltanto una indicazione
procedurale, senza più entrare nel merito.
Onorevole Crisafulli e onorevole Speziale, vi prego di
ascoltarmi perché è un passaggio che giudico molto
delicato. Ammesso che, caduta l'ipotesi di slittamento a
nuova sessione, si arrivi alla votazione..... Onorevole
Crisafulli, la prego di prestare attenzione
CRISAFULLI Stiamo lavorando per lei, signor
Presidente
PRESIDENTE Grazie, non ne ho bisogno in questo
momento Non è questo il modo in cui aiutarmi perché se
l'Aula si distrae su questo passaggio non ho che cosa fare,
in quanto - a mio avviso - risolvere con il voto, come
molti propongono, presenta aspetti di improcedibilità.
Votare il testo così come è, con le norme su Nassiriya, su
Montagna Longa e su Portella delle Ginestre non è
possibile, in quanto la Commissione Bilancio ha dato
parere negativo almeno su due punti: Montagna Longa e
Portella delle Ginestre.
C'è lo strumento dell'articolo 117, qualcuno dirà. Si
presenti un emendamento ai sensi dell'articolo 117 e si
chieda l'abrogazione dei due punti controversi: Montagna
Longa e Portella delle Ginestre. Ma anche in questo caso si
cadrebbe nell'esigenza procedurale, cui ho fatto cenno
prima; ravviso l'inopportunità di utilizzare l'articolo 117
se non c'é l'unanimità, in quanto non c'è Parlamento al
mondo che possa abrogare norme che il Parlamento stesso ha
approvato Diversamente, creeremmo un precedente
gravissimo, quello cioè di un disegno di legge il cui
esame è stato completato e che successivamente, attraverso
un emendamento presentato ai sensi dell'articolo 117, si
modifica. E' una assurdità che io non potrò consentire
Rischiamo di discettare "sul sesso degli angeli": da una
parte si chiede di votare, dall'altra di andare ad una
nuova sessione.
Vi invito, pertanto, a riflettere tenendo conto che
altre alternative non ci sono.
FERRO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FERRO Signor Presidente, onorevoli colleghi, apprezzo
lo sforzo che il Presidente dell'Assemblea sta facendo nei
confronti dell'Aula per condurla sulla retta via. Del
resto, ci troviamo in un pasticcio di cui non è
responsabile il Presidente dell'Assemblea né l'Assemblea,
ma certamente il Governo, in questo caso incapace di
intendere e di volere.
Detto questo, vorrei far riflettere tutti sul fatto
che stiamo parlando di vicende che hanno ferito fortemente
famiglie siciliane e, quindi, credo che tutti dovremmo
essere richiamati al rispetto anche per i familiari colpiti
da questi fatti drammatici.
La proposta del Presidente dell'Assemblea è stata
sufficientemente valutata, confrontata egregiamente con gli
uffici che lo coadiuvano. Questi sono, sostanzialmente, gli
elementi che dovrebbero indurre, serenamente, questo
Parlamento ad accogliere la proposta, di andare a nuova
sessione - così come il Presidente diceva -, considerando
che qui non stiamo chiedendo voti a qualche familiare o a
qualcuno che non c'é più, ma stiamo solo cercando di fare,
come è nostro dovere, un atto legislativo di solidarietà
verso famiglie colpite da lutti. Lutti che abbiamo
riconosciuto essere non solo delle famiglie stesse ma dei
cittadini di questa Regione.
Dunque, io vorrei che con grande serenità ma anche con
grande fermezza si mettesse fine a un dibattito che rischia
veramente di immiserire il ruolo del Parlamento, in questo
caso affidando le decisioni dell'Aula alla proposta
avanzata dal Presidente dell'Assemblea che risulta essere
la più ragionevole, la più seria e la più conducente.
SAMMARTINO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SAMMARTINO Signor Presidente, cercherò di essere
estremamente breve, però mi sento, interpretando anche il
pensiero del Gruppo di AN, di appoggiare la sua proposta
che poi fa appello alla responsabilità di tutto quanto il
Parlamento che involontariamente - a mio modo di vedere -
si è trovato di fronte al problema della copertura
finanziaria degli emendamenti, e sottolineo
"involontariamente".
Rivolgo, inoltre, l'invito al Gruppo UDC ad accogliere
questa tesi, perché in qualche modo quando si è parlato
della copertura finanziaria e degli emendamenti - e faccio
riferimento segnatamente a Montagna Longa e a Portella
della Ginestre - si è valutata insieme agli uffici
l'esigenza di trovare una reale copertura finanziaria.
Io stesso ricordo che mi è stato proposto di
sottoscrivere un emendamento che prevedeva una somma di 300
mila euro per il 2004, 500 mila euro per il 2005 e 600
mila euro per il 2006, per cui non credo si possa parlare
in questo caso di disattenzione da parte dell'Aula come
qualche deputato ha detto prima del mio intervento.
Per cui, fermo restando, che ci troviamo perfettamente
d'accordo con l'onorevole Fleres e con l'onorevole Ferro
quando dice che sui morti non si può operare alcuna
strumentalizzazione, crediamo che in questo caso l'Aula
debba difendere le proprie prerogative parlamentari e
legislative che sono state esercitate anche attraverso il
voto sugli emendamenti alla disciplina degli interventi in
favore delle vittime di Nassirya, e per questo va operata
quella correzione alla quale lei ha fatto appello
attraverso l'invito ad accettare lo slittamento ad altra
sessione.
BARBAGALLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BARBAGALLO Signor Presidente, la soluzione che lei
propone mi sembra quella più equilibrata, non solo la meno
peggio ma forse l'unica possibile, perché qualora il
provvedimento dovesse essere posto in votazione stasera
verrebbe impugnato dal Commissario dello Stato.
Noi non abbiamo bisogno di dimostrare che sul piano
della qualità legislativa facciamo provvedimenti che
vengono impugnati. Quindi quest'Aula avrebbe, credo,
l'interesse, oltre che il buon senso, di accettare una
proposta che mi pare equilibrata.
CRISAFULLI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRISAFULLI Signor Presidente, io credo sia necessario
che il Parlamento faccia uno sforzo per togliere dal campo
una difficoltà che si è creata. Mi interessa poco discutere
del merito perchè altrimenti ci impastoiamo, in quanto poi
diventa un discorso ozioso capire qual è più importante
dei tre articoli, il problema è che c'è una difficoltà.
Sul piano procedurale credo abbia ragione il
Presidente: non possiamo votare se su un testo c'è il
parere negativo della Commissione Bilancio . Fare uno
sforzo per utilizzare l'articolo 117, ha ragione il
Presidente, ma solo di fronte alla unanimità e alla
condivisione del fatto, diversamente si creerebbe un
precedente che consentirebbe al Parlamento in tutti i
momenti di tornare indietro.
Io credo che, a prescindere dalle argomentazioni della
bontà delle questioni che ognuno di noi ritiene di dovere
sollecitare, a questo punto la soluzione migliore sia
quella che è stata ipotizzata dal Presidente
dell'Assemblea. Noi così consentiamo alla nuova sessione di
dirimere la questione e procedere alla definitiva chiusura
di tutto il percorso. Perchè altrimenti, onorevoli
colleghi, noi possiamo innamorarci in forma eccessiva di
tutti i meccanismi regolamentari, ma c'è un momento in cui
il Parlamento è tale se assolve alla funzione della
decisione; non possiamo diventare un parlatoio, siamo un
Parlamento, dibattiamo, discutiamo ma alla fine decidiamo.
Faccio appello a tutto il Parlamento, a tutti i
colleghi, a tutti i Gruppi: non si tratta di innamorarsi
più o meno delle proprie argomentazioni. Ho sentito
argomenti validi da parte di tanti colleghi che in un clima
di serenità avremmo pure potuto affrontare, ma all'atto in
cui si è arrivati a questo inghippo procedurale io credo
che faremmo un danno ulteriore se ci innamorassimo di
argomentazioni oziose.
A questo punto l'Aula farebbe bene a rimettersi al
suggerimento del Presidente dell'Assemblea. Il Presidente
ha, infatti, dato un suggerimento che questa volta il
Parlamento può accogliere senza difficoltà di alcun genere.
Credo che questo sia lo sforzo minore che possa fare
un'Aula, pur sapendo tutti che si è prodotto un pasticcio
che tuttavia non può pesare oltre sul Parlamento siciliano.
Basta leggere sui giornali che facciamo pasticci....
abbiamo già dato, adesso basta, dobbiamo chiudere una fase
che secondo la procedura del Presidente è stata definita.
Anche qui - lo capisco - è giusta o non è giusta? E'
più giusta delle altre soluzioni anche se non è del tutto
precisa. E' la meno sbagliata, ed è la più saggia,
comunque, alla data di oggi, perché nonostante abbia
ascoltato - ripeto - le argomentazioni di tanti, mi sono
reso conto che verosimilmente la più saggia è questa.
Cosa chiedo? Non solo un pronunziamento di accoglimento
a favore di questa nostra impostazione, ma una delega al
Presidente dell'Assemblea, il quale è il massimo tutore
delle regole - mi pare che l'abbia dimostrato ampiamente -
con cui gli si chieda di scegliere la formula più corretta
che ci metta in condizione di superare questo momento di
difficoltà.
Con questo spirito credo che possa essere accolta la
mia impostazione, se i colleghi la condividono.
In ogni caso, signor Presidente, questo è il mio punto
di vista.
LEONTINI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEONTINI Signor Presidente, è lodevole il tentativo
che da tutti si sta portando avanti per cavare il ragno dal
buco. Non riusciamo a convincerci sull'impraticabilità
della soluzione che a più riprese, sia in Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari che ieri in Commissione
Bilancio , è stata avanzata.
Ricapitoliamo. Diceva l'onorevole Sammartino che l'Aula
non può rinunciare alle sue prerogative. Tra le prerogative
dell'Aula c'è stata quella di affidarsi alle valutazioni
della Commissione Bilancio che unanimemente, dopo aver
sentito il Governo, non ha dato copertura finanziaria ai
due emendamenti.
Questa è una delle prerogative dell'Aula.
Avendo l'Aula scelto di affidarsi a questa sua
prerogativa, deve tenere conto della novità. La novità è la
mancata copertura finanziaria dei due emendamenti.
Alla luce di questa novità l'attuazione dell'articolo
117, emendativo in autotutela, non può e non deve essere
necessariamente unanime, ma diventa in autotutela
correttiva di una vicenda per la quale la stessa Aula ha
deciso di affidarsi a momenti risolutivi successivi,
altrimenti l'Aula la sera stessa avrebbe deciso di portare
avanti sino al voto finale, non si sarebbe bloccata. Se si
è bloccata, affidandosi alla valutazione successiva della
Commissione Bilancio , è perché ha riconosciuto tra le sue
prerogative quella di, eventualmente, riconoscere...
PRESIDENTE Onorevole Leontini, mi scusi, perché poi,
una volta concluso il suo intervento, non abbia equivocato:
sta sostenendo la tesi che è possibile un emendamento
sull'articolo 117 anche a maggioranza?
LEONTINI Sì, signor Presidente, sto sostenendo
proprio questo. Quindi, ritengo che, alla luce della novità
della mancata copertura finanziaria, poichè ci stiamo
affidando in autotutela, l'Aula chiamata a pronunciarsi,
alla fine, si orienterà positivamente.
Riteniamo che l'articolo 117 possa essere, con questa
prerogativa, applicato e, pertanto, ne chiediamo
l'applicazione.
FORMICA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, cerco
di dare un mio piccolo contributo. Sulla vicenda ci
arrovelliamo da diversi giorni ed ognuno di noi ha avanzato
le proposte. Il Presidente dell'Assemblea si trova a
dirimere chiamiamolo un pasticcio, chiamiamolo una
dimenticanza, chiamiamolo come vogliamo chiamarlo, ma non
lo fa perché vuole, nella persona del Presidente Guido Lo
Porto, risolvere il problema; il problema si pone in quanto
Presidente del Parlamento e di quest'Aula. Il problema si
pone per non creare dei precedenti per i quali poi potremmo
pure trovarci in grossissime difficoltà.
La via maestra - ed io su questo sono d'accordo e
voglio fare un inciso con quanto detto dall'onorevole
Giannopolo - sarebbe quella di sottrarci ai censori di
turno che, di volta in volta, si sentono in dovere, anche
il primo cretino, che passa di fare un articolo sul
giornale e censurare l'operato del Parlamento. Quindi, da
questo punto di vista sono d'accordo con quanto detto
dall'onorevole Giannopolo: anche il primo cretino si sente
in dovere di buttare fango sul Parlamento Ma il
Parlamento è pure quel Parlamento che discute da quattro
giorni su come ovviare ad un problema che si è posto,
quindi è un Parlamento avveduto che cerca, interrogandosi e
dibattendo, in che modo non arrecare ulteriori danni e
recuperare il vulnus.
La via maestra non vi è dubbio che a termini di
Regolamento sarebbe quella di mettere in votazione il
disegno di legge, bocciarlo, tutto per intero, e riproporre
in una nuova sessione un nuovo disegno di legge. Non vi è
dubbio che questa, a termini di Regolamento, sarebbe la via
maestra, in quanto sarebbe la via procedurale normale: ha
seguito tutto l'iter, al voto finale non passa, come può
avvenire in tante occasioni, e a nuova sessione, che
potrebbe essere tra cinque giorni, riproporlo nuovamente.
Questa sarebbe la via maestra.
Tuttavia, ci sono delle ragioni politiche di
opportunità che non ci permettono di seguire questa via
perché sempre i censori di turno potrebbero speculare sul
fatto che non vogliono dare i soldi alle vittime di
Nassiriya.
Il Presidente ha avanzato due proposte ed io vorrei
richiamare i colleghi sulle due proposte del Presidente.
Una proposta era quella di far cadere l'esame del
provvedimento, chiudere la sessione e riaprirla con
convocazione, come nelle forme di legge, da qui a cinque
giorni, a sei giorni, e quindi ripresentare, nel
frattempo, un nuovo disegno di legge. L'altra proposta,
anch'essa valida, è quella di utilizzare l'articolo 117.
L'emendamento presentato ai sensi dell'articolo 117,
che da alcuni colleghi viene interpretato come attivabile
con votazione a maggioranza, in me lascia qualche
perplessità perché se noi accedessimo a questa via potrebbe
accadere che in futuro questa Assemblea voti degli
emendamenti su una qualsiasi legge, e poi a maggioranza,
quando si arriva al voto finale, si decide di abolire
quell'emendamento che, magari, è passato in un altro
momento dell'esame dell'iter parlamentare della legge e
questo potrebbe essere un vulnus non di poco conto.
Ecco perché io non so se è scritto nel Regolamento
l'obbligatorietà della unanimità, ma anche se non fosse
scritto, per le ragioni che ho testé detto sarebbe
opportuno interpretarlo nel senso dell'unanimità proprio
per le ragioni che ho detto prima.
PRESIDENTE. Il Regolamento non prevede l'unanimità; ma
c'è il senso dell'opportunità politica.
Di fronte ad un provvedimento che ha diviso sul piano
politico, naturalmente io non posso abrogare una norma che
l'Aula ha già approvato con l'articolo 117, a meno che
unanimemente non mi venga chiesto perché sarebbe la presa
d'atto di un errore compiuto.
In questo caso, se si procedesse con voto di
maggioranza, non sarebbe più la presa d'atto di un errore
compiuto, ma un atto politico vero e proprio. Questo,
naturalmente, io non lo consento.
Presidenza del presidente Lo Porto
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di
legge «Interventi a sostegno dei familiari delle vittime
di Nassiriya» (727-722-723-724-770/A)
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, dal momento che non
c'è accordo, indìco la votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge «Interventi a sostegno dei
familiari delle vittime di Nassiriya" (727-722-723-724-
770/A).
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Lei lo
ha dichiarato inammissibile.
PRESIDENTE Sì, assessore Pagano, l'ho detto più di una
volta: non esiste Parlamento al mondo che possa abrogare,
se non per sua volontà unanime, votazioni già celebrate in
seno al Parlamento stesso. Sarebbe un precedente del quale
ci pentiremmo amaramente, in quanto verrebbe meno il senso
delle maggioranze democratiche.
Naturalmente, porrò in votazione il disegno di legge
nel suo complesso, esattamente come l'Aula l'ha portato
avanti, tenendo presente - onorevole Cintola, non è cosa di
poco conto - che la questione del parere negativo sulla
copertura finanziaria è un fatto che affideremo alla
valutazione del Commissario dello Stato.
Onorevoli colleghi, tenete però presente che il parere
negativo della Commissione Bilancio è intervenuto dopo
l'approvazione dei due emendamenti.
CINTOLA Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, non
capisco cosa stiamo votando, o meglio non capisco se è
possibile votare il nulla, se io debba essere costretto a
votare sul nulla, perchè è questo che lei mi invita a fare,
signor Presidente.
Non è stato sufficiente quello che è già successo, che
sono stati posti in votazione ed approvati due emendamenti
senza la necessaria copertura finanziaria? Tra l'altro
vorrei ricordare che lei, signor Presidente, li ha posti in
votazione senza la copertura finanziaria, il che è
inaudito.
E non basta: il disegno di legge è tornato all'esame
della Commissione Bilancio, che si è espressa negativamente
sulla richiesta di copertura finanziaria. E adesso lei mi
invita, questa sera, a votare l'intero disegno di legge
così com'è?
PRESIDENTE Assolutamente no, onorevole Cintola.
CINTOLA Proprio perchè non voglio che, ancora una
volta, questo Parlamento si riduca al nulla , se si
dovesse procedere alla votazione finale del disegno di
legge invito il mio Gruppo ad uscire dall'Aula, facendo
assumere ad altri la responsabilità di una votazione che è
illegittima, che non ha senso, che non è supportata da
articoli del Regolamento.
Signor Presidente, lei non ha proceduto con
l'applicazione dell'articolo 117 del Regolamento interno,
ben sapendo che nulla impedisce di applicarlo senza
l'unanimità dell'Assemblea in quanto tale unanimità non è
prevista dal Regolamento, ma che è un'invenzione
dell'ultimo momento per salvaguardare troppe piccole cose
di fronte ai morti ed agli eroi di Nassiriya.
Stiamo tentando di trafugare' miserevoli condizioni
rispetto a condizioni di grande elevatezza che questo
Parlamento, guidato male, non è stato in grado di portare
fino a compimento.
E' una vergogna, e di fronte a questo il gruppo
dell'UDC è invitato ad uscire dall'Aula ed a fare assumere
le responsabilità a chi se le vuole assumere, dalla
Presidenza all'intera Assemblea.
RAITI Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RAITI Signor Presidente, onorevoli colleghi, con molta
serenità ed equilibrio ritengo non vi sia, a questo punto,
altro modo di uscire dall'empasse, da questo pasticcio, che
procedere alla votazione.
Ritengo sia ormai chiaro a tutti che il problema non è
solamente tecnico, ma è un problema politico all'interno di
una maggioranza, la quale dimostra, ancora una volta, di
non essere tale. Infatti, nel corso del dibattito su questo
argomento, abbiamo potuto registrare posizioni
assolutamente contrastanti: prima fra tutte quella
dell'Assessore Castiglione, il quale ha espresso il parere
favorevole del Governo sugli emendamenti in questione.
Successivamente, in Commissione Bilancio, lo stesso Governo
non ha dato disponibilità alla copertura finanziaria di
quegli stessi emendamenti che erano stati approvati in Aula
con l'assenso del Governo.
Questo rileva una contraddizione forte all'interno del
Governo.
Signor Presidente, ritengo che lei abbia fatto il
possibile per sanare questo pasticcio', ma la conclusione
a cui siamo arrivati è un epilogo che registra anche in
Aula una dicotomia evidente all'interno della maggioranza,
una dicotomia che non consente di superare, dal punto di
vista tecnico, gli ostacoli che si sono creati per i
problemi che ho appena enunciato.
Questo però non c'entra nulla con le vittime di
Nassiriya e con i nostri concittadini che sono morti in
quella spedizione, così come con tutte le altre vittime di
cui si parla nel disegno di legge. Per questo ritengo che
l'unica strada per uscire dall' empasse sia quella di
votare il disegno di legge, e preannuncio fin da adesso il
mio voto favorevole, sapendo comunque che la legge avrà
efficacia solo per l'articolo riguardante Nassiriya in
quanto provvisto di copertura finanziaria, mentre gli altri
due articoli saranno sicuramente impugnati dal Commissario
dello Stato.
Signor Presidente, non è la prima volta che ciò accade:
infatti, più volte questa maggioranza è stata censurata dal
Commissario dello Stato.
Questo rientra ormai nella dialettica democratica. E
non possiamo nasconderci dietro il dito, perché il
pasticcio è stato fatto, e l'unica possibilità di uscirne è
dire ai nostri concittadini che non solo c'è stato un
errore, ma c'è una maggioranza frantumata che non sa
assumersi le proprie responsabilità, e per curare interessi
particolari non affronta nemmeno il problema di Nassiriya.
Però abbiamo il coraggio di votare, e ritengo che
dobbiamo votare favorevolmente. Sarà poi il Commissario
dello Stato a farci uscire, ancora una volta, da questo
empasse, a tirar fuori dall'impiccio una maggioranza che
tale non è se non quando si presenta con i numeri e quando
vuol fare comunicazione all'esterno. I cittadini, ormai,
hanno percepito che la Casa delle libertà non è una
coalizione compatta, ma assolutamente il contrario.
Purtroppo, non c'è altro modo di chiudere questa pagina
nera dal punto di vista istituzionale e parlamentare.
Ribadisco, dunque il mio voto favorevole al disegno di
legge.
ACIERNO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo
che la volontà espressa in quest'Aula con l'approvazione
dell'ordine del giorno che riconosceva ai caduti di
Nassiriya la valenza di eroi anche per il popolo siciliano,
oltre che per lo Stato, ed essere arrivati oggi alla
conclusione dell'iter parlamentare della legge che riguarda
i familiari degli stessi, mi fa molto riflettere. La verità
è che questi eroi non sanno di avere assolto ad un'altra
funzione, che è quella che oggi si sta celebrando in
quest'Aula, perchè vengono a galla tutti quei nodi che
dall'inizio della legislatura ci portiamo dietro.
Tali nodi riguardano il rispetto delle regole, la
valutazione degli emendamenti che - al di là dello
specifico interesse di ognuno di noi di cercare sempre di
emergere - sono sempre posti al vaglio della Presidenza
dell'Assemblea, la quale deve valutarli e dichiararne
l'ammissibilità o meno. Questo Parlamento, per quanto se ne
possa dire, è stato rispettoso, fino ad ora, delle scelte
che su questo disegno di legge la Presidenza ha voluto
operare nella conduzione dei lavori d'Aula. La Presidenza
ha messo in votazione gli emendamenti, e sempre la
Presidenza li ha rinviati alla valutazione della
Commissione Bilancio, la quale ha espresso il suo parere
negativo.
A mio avviso, è adesso obbligo e dovere di questo
Parlamento, attraverso l'articolo 117 del Regolamento
interno, evidenziare quel parere che la Presidenza ha
chiesto alla Commissione Bilancio. E invece sento parlare
di unanimità sull'articolo 117, quindi forzatura su
forzatura.
Nell'esprimere il mio voto favorevole alla legge sui
caduti di "Nassiriya" e con il massimo rispetto nei
confronti della Presidenza, invito la stessa a riflettere
sulla conduzione dei lavori d'Aula, sulla conduzione dei
lavori di Commissione, sul rispetto degli orari, sul
rispetto degli ordini del giorno, sul rispetto del nostro
Regolamento, che troppo spesso viene calpestato, per poi
finire in pasto alla stampa, la quale non perde occasione
di denigrare il lavoro che i parlamentari fanno in
quest'Aula e nelle sedi delle Commissioni.
Signor Presidente, con grande rispetto la invito ad
essere sempre di più notaio e garante di questo Parlamento,
per il rispetto che a noi è dovuto come rappresentanti dei
siciliani, e ben venga la legge su "Nassiriya", anche se
avrei preferito non si dovesse proporre una legge per
commemorare i morti, bensì legiferare per i vivi.
Ogni qualvolta ho sollevato il problema
sull'ammissibilità di un emendamento, ogni qualvolta ho
fatto rilevare che le Commissioni di merito dovrebbero
esprimere il parere sugli emendamenti di loro competenza
prima che questi giungano in Aula, troppo spesso con il
sorriso sulle labbra non se ne è tenuto conto, fino ad
arrivare ad oggi. Credo che questa sia la seduta più
importante della legislatura, e mi auguro che dopo la
votazione del disegno di legge si ponga fine al disordine
istituzionale che ha governato sino ad oggi l'Assemblea
regionale.
Ripeto, io voterò a favore della legge sui caduti per
"Nassiriya", e lo farò perché il Governo ieri in
Commissione Bilancio aveva preannunciato che, se fosse
stato predisposto un ordine del giorno per valutare la
consistenza finanziaria al fine di dare copertura sia a
"Portella della Ginestra", sia a "Montagna Longa", si
impegnava a dare parere favorevole. Così noi, oggi, avremmo
risolto tutti i problemi sia procedurali che politici.
Non capisco perché la strada più semplice, enunciata ieri
da me in Commissione Bilancio e ripresa oggi dall'onorevole
Fleres - che era la strada più semplice in quanto risolveva
i problemi tecnici e politici - continua a sembrare come se
fosse la strada più tortuosa. Mi assumo la responsabilità
di avere chiesto la votazione di questo disegno di legge;
purtroppo, ancora una volta, questo Parlamento, che in
questa stessa giornata ha concluso la riscrittura del
nostro Statuto - il quale, nel preambolo, sottolinea la
rivendicazione della nostra autonomia - abdicherà di fronte
al Commissario dello Stato, perdendo così quell'autonomia
che gli compete.
Mi auguro, ripeto che oggi sia l'ultima volta che in
questo Parlamento non ci sia il rispetto delle regole.
LEONTINI Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEONTINI Signor Presidente, onorevoli colleghi,
ricollegandomi alle ultime parole dell'onorevole Acierno -
che io condivido in pieno - ritengo un'operazione del tutto
illegittima sottoporre questa sera al voto finale il
disegno di legge così come risulta essere formulato.
I componenti la Commissione Bilancio ieri si sono
espressi, e si sono espressi in un certo modo; oggi, prima
di votare, dovrebbero astenersi dal voto e abbandonare
l'Aula.
PRESIDENTE Onorevole Leontini, per essere chiari,
preciso che l'onorevole Acierno ha sostenuto esattamente il
contrario: che si voti il disegno di legge.
Poiché lei ha appena dichiarato di essere d'accordo, e
quindi d'accordo anche sugli attacchi alla Presidenza, ne
prendo atto, e successivamente mi riservo di rispondere sia
a lei che all'onorevole Acierno.
LEONTINI Signor Presidente, sono d'accordo sul fatto di
sottoporre il disegno di legge al voto finale, perché
l'onorevole Acierno è arrivato alla conclusione del suo
ragionamento partendo dalle premesse alle quali io mi sto
riferendo.
PRESIDENTE L'onorevole Acierno ha proposto di votare il
disegno di legge. Su questo non c'è dubbio
LEONTINI Signor Presidente, la mia proposta è di
riprendere la questione relativa all'applicabilità
dell'articolo 117 del Regolamento, altrimenti non avrebbe
senso aver chiesto al Governo di pronunciarsi per poi oggi
votare contro un pronunciamento del Governo stesso, secondo
il quale non si dà copertura finanziaria. E propongo ciò
contro un'intera Commissione, di cui alcuni componenti, che
questa sera sostengono la non applicabilità dell'articolo
117, pure hanno espresso parere - lo diceva l'onorevole
Liotta poc'anzi correttamente -. Va detto che il Governo
non è stato l'unico a non dare copertura finanziaria,
perché siamo stati tutti in Commissione a non dare tale
copertura, come peraltro è stato detto poco fa in
Conferenza dei Capigruppo.
Allora, se questo è accaduto e non è stata data
copertura finanziaria, questa sera non possiamo votare
qualcosa che sappiamo non essere correttamente coperta
sotto l'aspetto finanziario, altrimenti il Governo deve
alzarsi e uscire dall'Aula. Non ha senso mettere tutti
contro tutti con un voto Non ha senso, a conclusione di un
iter che ha avuto una evoluzione irragionevole,
scriteriata, scombinata, che dir si voglia, e che non è
stato guidato bene, alla fine dover arrivare
necessariamente alla 'forca caudina' di un epilogo che
sappiamo essere scorretto Questo inficia il lavoro d'Aula.
Pertanto, o ci fermiamo oppure non possiamo sottoporre
al voto un disegno di legge che sappiamo preventivamente
essere illegittimo; non si può procedere alla votazione in
quanto sia il Governo che la Commissione non hanno dato la
relativa copertura. Che senso ha avuto, quindi, affidarsi
alle prerogative di questa Assemblea attraverso un
pronunciamento del Governo e della Commissione Bilancio?
Non avrebbe avuto alcun senso farlo. Se ha avuto un senso
richiamarsi alla loro competenza, ha senso oggi subordinare
il voto d'Aula all'esercizio di quella competenza.
In conclusione, poiché ritengo che non sia applicabile
l'articolo 117 del Regolamento, in autotutela, come
possibilità di emendare rispetto ad una scorrettezza o ad
un errore in precedenza commesso, proporrei di applicare
questo articolo in modo tale da arrivare a quel risultato
che si sarebbe potuto raggiungere ugualmente con l'ordine
del giorno proposto dall'onorevole Acierno e dall'onorevole
Fleres, ma che, nella sostanza, si può raggiungere
ugualmente con l'applicazione dell'articolo 117.
Ritengo, quindi, che si possa fare soltanto questo,
altrimenti andremo incontro ad una sorta di aborto , di
abnorme attività d'Aula che nulla ha a che vedere né con il
Regolamento, né con le prassi, né con la ragione. Questa è
posizione del Gruppo di Forza Italia.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, devo precisare che
l'applicazione dell'articolo 117 verterebbe sui due
emendamenti ai quali la Commissione Bilancio non ha dato
copertura. Questa impostazione è errata, onorevole
Leontini, non tanto perché manca dell'unanimità - qui ha
ragione: nessun articolo del Regolamento lo prevede - ma
perché manca di un dato concreto. I due emendamenti di cui
chiedete l'abrogazione sono stati regolarmente approvati
dall'Aula e, successivamente, la Commissione Bilancio,
incaricata dal Presidente di turno onorevole Fleres, ad
esprimere parere, non ha dato la copertura finanziaria.
LEONTINI Signor Presidente, l'articolo 117 si applica
solo su articoli o emendamenti votati.
PRESIDENTE Allora, mi spiego meglio, si applica su cose
votate regolarmente.
PISTORIO Avremmo corretto il problema alla fonte,
avremmo potuto farlo.
PRESIDENTE Non è questo il punto, onorevole Pistorio.
Voi siete padroni di rendere sterile ed inutile questa
seduta, perchè rappresentate la sovranità popolare. Ma
attenzione a non creare un precedente assai grave, secondo
il quale con l'articolo 117, si può abrogare una norma
regolarmente approvata.
CINTOLA Non regolarmente, illegittimamente
PRESIDENTE Onorevole Cintola, l'ha già detto più volte
Non si può parlare di irregolarità perchè vi era stato
sia il parere del Governo che della Commissione Bilancio.
Tutto potete sostenere tranne che la Presidenza non si sia
preoccupata di sciogliere un nodo inestricabile.
La soluzione era stata individuata all'unanimità questa
mattina in Commissione per il Regolamento. Onorevole
Cintola, se lei insiste dicendo che non è così, sospendo la
seduta. Ripeto, la soluzione era stata individuata in
Commissione per il Regolamento, le modifiche delle
posizioni sono dell'ultima ora.
Ne prendo atto. Ma mi dovete dire, di fronte al mio
sforzo di arrivare ad una soluzione organica con la
convocazione di una nuova sessione, quale alternativa avete
proposto?
L'unica alternativa - che io non intendo praticare - è
stata quella dell'articolo 117 del Regolamento, che con
un'Assemblea divisa non avrebbe senso applicare, e non
perchè sia prevista l'unanimità ma perchè quell'articolo
corregge soltanto errori procedurali, non errori politici.
PISTORIO E questo è un errore procedurale
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, la Presidenza ha
proposto una soluzione. Se non intendete seguirla non mi
resta che porre in votazione finale il disegno di legge.
PISTORIO Signor Presidente, è un fatto di regole, non
di autorità.
SPEZIALE Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
contribuire - visto che l'Aula rischia di surriscaldarsi -
a rasserenare il clima e cercare di riportare, se è
possibile, il tema dentro i binari nei i quali l'abbiamo
affrontato.
Mi sorprende, stasera, che autorevoli esponenti del
Parlamento siciliano non tentino di contribuire a trovare
una soluzione. Noi sostanzialmente ci siamo mossi sulla
base di due binari: il primo, suggerito qui dal Presidente,
era quello di ipotizzare - e il Presidente l'ha detto
ripetutamente - per una sola volta, in via del tutto
eccezionale, l'applicazione dell'articolo 117 del
Regolamento, visto che il Parlamento era incorso in errori
indotti dal parere favorevole del Governo. Voglio ricordare
che in quest'Aula l'assessore Castiglione, a nome del
Governo, ha dato il parere favorevole sugli emendamenti
relativi a Montagna Longa e Portella delle Ginestre .
Nel momento in cui ci siamo cacciati in questi ginepraio,
il modo per tentare di uscirne è stato quello suggerito dal
Presidente, concordato in Commissione per il Regolamento e
condiviso dalla stragrande maggioranza in Conferenza dei
Capigruppo, e cioè prevedere - in modo irripetibile, per
una sola volta, perché non costituisca un precedente - la
chiusura della sessione e il conseguente slittamento del
disegno di legge. A questo punto, signor Presidente, la
invito a riaprire la sessione con un argomento soltanto:
Nassiriya.
Stasera, a questa ipotesi, formulata dal Presidente e
condivisa dalla stragrande maggioranza dei Capigruppo e
della Commissione per il Regolamento, sono state sollevate
delle obiezioni da parte dell'onorevole Acierno.
La conclusione delle obiezioni è una sola: a questo
punto, se non si può applicare l'articolo 117, tranne che
qualcuno della maggioranza pensi di poterlo utilizzare per
piegare a ragioni di parte la Presidenza dell'Assemblea,
l'altra strada è quella di votare il disegno di legge.
Ho ascoltato autorevoli esponenti di quest'Aula
sostenere che il disegno di legge non va approvato così
come è stato esitato dal Parlamento, e che non va posto in
essere lo slittamento del disegno di legge stesso. Ma cosa
volete? Si può sapere cosa in realtà volete? Volete
soltanto piegare la Presidenza dell'Assemblea a logiche di
maggioranza. Qui c'è un indiretto attacco all'autonomia e
al prestigio della Presidenza che denota una concezione
....
CINTOLA Non lo hai fatto mai
(Proteste dai banchi della destra)
SPEZIALE Potete gridare quanto volete, dovete
argomentare non gridare.
Desidero sapere - e pongo la domanda all'onorevole
Leontini in qualità di capogruppo di Forza Italia - visto
che avete detto di no alla proposta della Presidenza,
intesa come fatto eccezionale, e visto che questo induce il
Presidente a porre in votazione il testo del disegno di
legge così come è, insomma se volete né l'una né l'altra
soluzione, che cosa volete esattamente?
LEONTINI L'applicazione dell'articolo 117 del
Regolamento.
SPEZIALE Ma la Presidenza, per sua autonoma scelta ed
interpretazione - come è stato detto poc'anzi a tutta
l'Aula - non intende fare ricorso all'articolo 117, e ne ha
spiegato le ragioni. Infatti, non intende utilizzare uno
strumento regolamentare per cassare integralmente articoli
già approvati dall'Aula.
Lo sforzo che dobbiamo fare, quindi, è di trovare una
soluzione, non mettere sotto accusa qualcuno perché questo
non ci porterebbe a risolvere il problema.
CINTOLA La soluzione l'abbiamo già indicata: l'articolo
117.
SPEZIALE La soluzione indicata non può essere quella
imposta, ma quella che viene formulata dalla Presidenza e
concordata. Non quella imposta da una maggioranza.
CINTOLA Ma quale maggioranza
SPEZIALE Noi abbiamo detto in tutte le sedi, stamattina
anche in Commissione per il Regolamento, che non è
possibile il ricorso all'articolo 117, neanche al secondo
comma. Si tenga conto che questa è anche una valutazione
autonoma del Presidente. Vediamo come contribuire a trovare
una soluzione.
PISTORIO La tua soluzione
SPEZIALE Onorevole Pistorio, le dico io qual è la
soluzione.
Il gruppo dei DS aveva convenuto, lo ripeto - lo avevamo
dichiarato in tutte le sedi, sia in Commissione Regolamento sia in
Conferenza dei Capigruppo -, che eravamo d'accordo a procedere
allo slittamento, in via del tutto eccezionale, alla sessione
successiva del disegno di legge in questione: quindi, chiudere la
sessione, riaprirla fra qualche giorno ed approvare il disegno di
legge sulle vittime di Nassiriya. E' un suggerimento, a mio avviso
ragionevole; ci porta al risultato che vogliamo. Non capisco
perché bisogna montare polemiche per imporre comunque scelte che
non sono condivise dalla Presidenza dell'Assemblea. Quante volte,
ci siamo trovati a non condividere e tuttavia ci siamo rimessi
alle decisioni della Presidenza.
Aprire un conflitto è sbagliato, lo ripeto, è sbagliato perché
di certo non qualifica positivamente il Parlamento.
Mi scuso per i toni, signor Presidente, ma aggiungo di ritenere
che la strada da lei, e questo rientra nei suoi poteri, indicata,
cioè quella di chiudere la sessione, visto il clima, non essendoci
in Aula un momento unitario, sia l'unica percorribile.
FORMICA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, ero già
intervenuto ed avevo espresso un parere molto chiaro. Ma debbo
intervenire ulteriormente, mio malgrado, e non sembri piaggeria, e
mi rivolgo all'onorevole Acierno, per dire che mi è sembrato
alquanto fuori luogo sostenere che questa Presidenza - sotto la
quale si sono già fatte alcune riforme importanti e sta per
avviarsi la riforma dello Statuto, in procinto di approdare in
Aula -, venga accusata di non rispettare le regole; una Presidenza
che, nel rispetto assoluto delle regole, da la possibilità, come è
giusto che sia, a tutti i Gruppi parlamentari di addivenire con le
loro proposte alle soluzioni migliori in ordine alle leggi che
approviamo.
Uno degli esempi in tal senso è quello di essere riusciti ad
approvare la finanziaria ed il bilancio prima del Natale scorso, e
ancor prima dell'approvazione della finanziaria nazionale, e
sottolineo che ciò non accadeva da diversi anni.
Per entrare nella proposta, signor Presidente, chiedo una
sospensione di dieci minuti per l'immediata convocazione di una
Conferenza dei Capigruppo che statuisca se accettare o meno la
proposta da lei avanzata stasera, condivisa stamattina dalla
Commissione per il Regolamento e poi in Conferenza dei Capigruppo:
lo slittamento alla sessione successiva del disegno di legge in
questione, soluzione che ci tirerebbe fuori dai pasticci nei
quali ci troviamo.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei che per
qualche secondo riuscissimo a recuperare i nostri rapporti
interpersonali perché ho l'impressione che ci avviamo più verso la
emozione che verso il ragionamento. Per cui se è possibile
riuscire, reciprocamente, a comprendere le ragioni dell'altro,
probabilmente come stamattina si è realizzato in Commissione
Statuto, potremmo trovare una soluzione che non mi sembra molto
lontana.
Sul piano della proposta, l'onorevole Orlando farà la sua
attingendo dal Regolamento. Nel merito, colleghi, vorrei invitarvi
a pensare per un attimo a quante occasioni abbiamo vissuto, in cui
abbiamo inserito di tutto, o comunque argomenti non congrui
rispetto al testo che affrontavamo. Adesso ci siamo impantanati
perché, su una legge destinata ai familiari dei caduti di
Nassirya, qualche collega ha inserito un paio di emendamenti che
riguardano, in ogni caso, avvenimenti dolorosi. E siccome il
nostro intervento, sia che approviamo soltanto i benefici per i
familiari delle vittime di Nassiriya, sia che facciamo passare
l'intera legge, studiando come approvarla, è un intervento in ogni
caso simbolico perché, rispetto alla perdita della vita, qualsiasi
intervento diventa simbolico.
Quindi, argomentare che il Commissario dello Stato, per
illegittimità o per presunta illegittimità, possa bocciare
totalmente o, come io penso, parzialmente la legge, nulla toglie
al nostro atto, che è solo simbolico. Tanto più che se c'è la
piena volontà, potremo riprendere, con una procedura in cui
saremo più consapevoli, e portare a conclusione quello che in
ogni caso abbiamo deciso.
Comprendo quanto sta accadendo, da qualche giorno, quando,
appunto, ci si è resi conto che ci siamo inoltrati in una
strettoia procedurale. Ma dobbiamo essere franchi con noi stessi
perché, ogni qual volta viene approvata una legge, anche
all'unanimità, nessuno dà il merito al Presidente, ognuno dà
merito all'intero Parlamento. Così deve avvenire anche nei casi in
cui le cose non vadano proceduralmente' bene.
Siamo tutti responsabili, anche coloro i quali non hanno
partecipato. Se rientriamo in quest'ordine di idee, sicuramente
riusciremo ad uscirne fuori. Vi anticipo che, se si procedesse
come da Regolamento, i due Gruppi della Margherita preannunciano
voto favorevole in quanto, a prescindere dalla legittimità o meno,
questo atto simbolico è e resta simbolico, e noi su questo votiamo
favorevolmente oggi. Nel caso in cui venisse bocciata la legge ci
faremo promotori, assieme a tantissimi altri colleghi, affinché
si ripristini questo indirizzo e si raggiunga l'obiettivo di
simboleggiare la nostra vicinanza alle persone che sono state
colpite da lutti che noi sicuramente, con una manciata di soldi,
non recupereremo.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, mi schiero tra coloro i quali
vogliono che la legge venga votata, e pertanto annuncio il mio
voto favorevole. Se la Presidenza dell'Assemblea decide di
chiudere la sessione, così come suggeriva anche l'onorevole
Speziale, e di rivederci alla prossima sessione, non ho nulla da
eccepire.
PRESIDENTE Onorevole Giannopolo, la ringrazio per questa
adesione sostanziale ad una mia tesi, portata avanti in questa
giornata ma faccio presente che chiudere la sessione dei lavori
d'Aula quando si è in votazione è un fatto grave, traumatico, a
cui non vorrei essere costretto. Sarebbe come confermare che non
siamo in grado di esprimere un voto.
Questo è il mio avviso, che forse è stato offuscato nel corso di
queste ore.
GIANNOPOLO Signor Presidente, la nostra era una adesione
preventiva alla sua convinzione. Vorrei però, qualora dovessimo
giungere alla votazione, che lei valutasse l'opportunità e la
necessità di mettere in votazione i tre emendamenti, rinviati in
Commissione Bilancio a norma dell'articolo 117 del Regolamento
interno, tutti e tre discussi e presi in considerazione dalla
Commissione Bilancio che tendevano a perfezionare la copertura
finanziaria.
Uno di questi emendamenti, quello relativo a Nassiriya
necessitava, e nella forma e nella formula, all'articolo 2, di una
correzione per la relativa copertura finanziaria.
Se il Presidente dell'Assemblea ha ritenuto giusto inviare, e
poteva anche non essere così, per il parere della Commissione
Bilancio gli emendamenti tendenti a perfezionare, o
rettificare, il percorso per la copertura finanziaria, a norma
dell'articolo 117 del Regolamento interno, comunque la Commissione
si è riunita e si è espressa favorevolmente su un emendamento
mentre su altri due ha espresso parere contrario. Sostengo che,
comunque, quei tre emendamenti vadano posti in votazione perché
tendono a conservare correttamente la necessaria procedura di
copertura finanziaria'.
Qui apprendo che - lo riferisce, qui in Aula, l'onorevole Acierno
- che il Governo avrebbe riferito in Commissione Bilancio che
qualora, anche sugli altri due emendamenti inviati a norma
dell'articolo 117 del Regolamento interno, ci fossero sufficienti
elementi in Aula per rassicurare circa la quantificazione esatta
del fabbisogno finanziario, il Governo in Aula non avrebbe
avuto...
ACIERNO Non ho mai detto questo, onorevole Giannopolo
GIANNOPOLO Allora ho male inteso. Se non è così, onorevole
Acierno, ne prendo atto.
ACIERNO Ho detto che c'era la possibilità di presentare un
ordine del giorno.
GIANNOPOLO Non lo sto dicendo perché voglio forzare i fatti.
Forse lei ha dato un'informazione incompleta...
ACIERNO Lei ha capito male
GIANNOPOLO Va bene. Dico, però, che se il Governo, avendo
ricevuto dal dibattito d'Aula e da un ordine del giorno che vada
di concerto con l'articolo 117 R.I. rassicurazioni circa
l'indicazione esatta per la copertura finanziaria, esprimesse
parere favorevole, credo che l'approvazione dei tre emendamenti
possa sanare definitivamente tutta la procedura, dato che la
Commissione Bilancio non si pronuncerebbe dopo l'approvazione di
quegli emendamenti. La Commissione Bilancio si sarebbe
pronunciata prima dell'approvazione in Aula, ai sensi
dell'articolo 117, degli emendamenti di rettifica delle coperture
finanziarie.
Quindi, signor Presidente, la invito a verificare la possibilità
di conservare l'intera procedura entro l'ambito di legittimità,
per cui esistono i presupposti. Se poi il Governo, per quanto
riguarda Portella della Ginestra, vuole l'esatta quantificazione,
ho portato qui gli atti ufficiali di una sentenza che possono
rassicurarlo sull'esatta quantificazione.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, ho ascoltato diversi colleghi su
questa vicenda un po' incresciosa, per come ci siamo avviluppati
nei discorsi.
Voglio fare rilevare un paradosso ai colleghi che, poco fa,
disapprovando le parole del Presidente, hanno teorizzato una tesi
assai pericolosa, non prevista dal Regolamento: cioè quella di far
passare il principio che, con l'articolo 117, si potrebbero
cassare articoli di una legge approvata, legittimamente o
illegittimamente, questo è un fatto secondario. Se si costituisse
questo precedente magari, domani, l'Aula potrebbe votare a
scrutinio segreto un articolo, col parere contrario del Governo,
però sul piano della legittimità formale e sostanziale l'iter è
perfetto, e poi, un istante prima del voto finale, una
maggioranza, qualunque essa sia, può con il precedente assunto a
norma dell'articolo 117 del Regolamento interno cassare l'articolo
votato dall'Aula mediante scrutinio segreto.
Credo che, da questo punto di vista, il Presidente dell'Assemblea
abbia fatto bene ad utilizzare la procedura dell'articolo 117
solo, nel caso specifico, se era quindi chiaramente manifesta la
volontà unanime, e non unitaria, dell'Aula.
Detto questo, signor Presidente non voglio entrare nel merito
del provvedimento, però intendo fare anche qui un riferimento:
non sono appassionato alla vicenda relativa ai benefici per i
familiari delle vittime del disastro aereo di Montagna Longa. Però
dico ai colleghi che, paradossalmente, Montagna Longa è qualche
cosa di discutibile nel merito visto che risale a circa trent'anni
fa. Ma quell'evento in qualche modo era l'unico grave incidente
aereo con centinaia di morti mai attenzionato dal Parlamento
siciliano. Lo preciso, onorevole Pistorio, perché nella legge
approvata qualche mese fa abbiamo esteso i benefici della legge
antimafia anche alle vittime dell'ammaraggio avvenuto nello
specchio di mare antistante Terrasini. Non mi sto riferendo
all'evento Ustica'.
Quindi, paradossalmente, l'estensione dei benefici ai familiari
dei morti del disastro aereo di Montagna Longa costituiva, per
noi, un elemento di giustizia. Non voglio entrare nel merito dei
processi. Così come la vicenda di Portella della Ginestra.
Credo, quindi, che si sia creato un caso, e ritengo assai
singolare che un Governo che dichiara il proprio parere favorevole
nel momento in cui si esamina un emendamento in Aula, dando parere
favorevole, poi, per bocca di un altro Assessore, vada in
Commissione Bilancio e non dia copertura finanziaria ad un atto
votato col parere favorevole di quello stesso Governo. Questo sì è
un precedente negativo. E' evidente che, se dovremo votare, daremo
il nostro voto favorevole a questa legge. Riteniamo, se ci sono
ancora i margini, che questo provvedimento possa essere rinviato
ad una successiva sessione nella misura in cui, però, il Governo
aiuti a superare i problemi che egli stesso in qualche modo ha
contribuito a creare, dando copertura finanziaria a provvedimenti
su cui il Governo ha dato il parere favorevole per il tramite del
suo vice presidente.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, in questa difficile giornata parlamentare,
caratterizzata più dalle posizioni di natura formale rispetto,
invece, alla sostanza delle cose, rispetto ad un argomento che
certamente era di grandissimo spessore, perché i martiri di
Nassiriya meritavano ben altra discussione e ben altro confronto,
siamo invece qui impantanati e probabilmente stiamo perdendo una
occasione storica per poter dire qualcosa di positivo da lasciare
alle generazioni future.
Dobbiamo prendere atto che il Parlamento continua, da questo
punto di vista, a non cogliere gli elementi principali su cui
bisogna far muovere una azione politica seria, dinamica, ma
soprattutto valoriale. E' evidente che, siccome il Governo viene
trascinato in questa vicenda giocoforza, deve entrare nel merito
anche da un punto di vista tecnico e deve evocare quello che è
l'elemento principale di discussione.
Voglio ricordare a tutti i parlamentari che l'elemento principale
su cui si muove la concessione di un parere favorevole verte
essenzialmente sulla capacità di trovare copertura finanziaria
all'oggetto di un argomento. Tutto questo è ben disciplinato nel
nostro Regolamento, tant'è che l'articolo 113, di uguale tenore
dell'articolo 65 del precedente Regolamento, recita testualmente:
"Gli emendamenti che importino aumenti di spesa debbono essere
trasmessi, appena presentati, anche alla Commissione Bilancio
perché esprima il suo parere entro il termine di 24 ore .
L'Aula si è presentata, a fronte di un argomento così importante,
senza avere il preventivo parere della Commissione, sembrerebbe un
discorso da Monsieur Lapalisse. Ma, dato che la richiesta del
parere non è avvenuta ex ante bensì è avvenuta ex post le
soluzioni, purtroppo, potevano essere due: o si metteva in
votazione subito oppure non bisognava più riportare in Commissione
gli emendamenti approvati. Ma, se viene richiesto il parere sulla
copertura finanziaria, il Governo non può che ribadire, in modo
chiaro, quello che è l'elemento essenziale su un ragionamento di
questo tipo, e cioè il quantum, e fare le valutazioni se le somme
a disposizione sono sufficienti alla copertura e, quindi, dare
parere favorevole; diversamente non dare la copertura finanziaria.
Poichè nessuna risposta è stata data in questo senso, il Governo
della Regione non ha potuto fare altro in Commissione Bilancio che
dare parere negativo, e non perché fosse contrario, anche se in
verità molto ci sarebbe da dire su eventi di cinquant'anni fa, ma
perché mancava l'elemento essenziale su cui decidere. In mancanza
di un assoluto elemento di questo tipo, cioè la certezza della
spesa, non si poteva fare altro che dare parere contrario.
E' stato un errore, perdonatemi, avere rimandato gli emendamenti
in Commissione, perché bisognava andare a votare, punto e basta.
Poi ci avrebbe pensato il Commissario dello Stato a dire di no.
Ma, nel momento stesso in cui si è tornati in Commissione, il
Governo non ha fatto altro che dare un parere, scontatissimo su
questo.
Né è ammissibile l'intervento svolto dall'onorevole Cracolici di
procedere in una logica al rialzo, al parere favorevole, perché
fino a quando sarò io il titolare dell'Assessorato del Bilancio,
nei limiti del possibile, e questo lo abbiamo dimostrato in due
anni e mezzo di Governo, non darò mai parere favorevole su
elementi palesemente illegittimi o che vengono meno all'elemento
fondamentale di questo Parlamento che è dato dal Regolamento e
dalla logica.
E' evidente che se l'articolo 113 del Regolamento interno è stato
disatteso perché la richiesta di copertura finanziaria è avvenuta
ex post e siccome è evidente che è stato richiesto un parere
imbarazzante al Governo non si può, a questo punto, che fare
riferimento all'articolo 117 del Regolamento interno. Tanto è vero
che il Governo è pronto a presentare un emendamento, ai sensi
dell'articolo 117 del Regolamento, che disciplina la materia in
maniera chiara: al secondo comma recita che sopra gli emendamenti
già approvati, che sembrino inconciliabili con lo scopo
dell'oggetto della deliberazione, possono proporsi le necessarie
rettifiche. E quale migliore inconciliabilità di questo scopo,
giacchè non c'è copertura finanziaria? Quale potrebbe essere
l'inconciliabilità se non questa, non riesco ad immaginarne altre.
A questo punto, non possono che proporsi le necessarie rettifiche.
Queste possono essere parziali o totali, nel caso specifico sono
totali.
E allora, signor Presidente, qui c'è un imbarazzo serio, perché
si chiede al Governo di dare un parere o contrario al disegno di
legge, il che è eticamente e moralmente inaccettabile, perché non
possiamo far passare il messaggio che il Governo e chiunque in
questo Parlamento è contrario ai martiri di Nassiriya, oppure dare
un parere favorevole, e quindi creare un precedente che, da un
punto di vista etico, è terribile.
Non potete mettere in difficoltà il Governo della Regione che, in
questo caso specifico, rappresenta i siciliani. Capisco quando
commettiamo errori in buona fede, ma quando ci sono errori
palesi, accettarli significherebbe mettere in discussione le
istituzioni.
Invito quindi i colleghi parlamentari a non mettere in difficoltà
il Governo perché siamo di fronte a due fatti, entrambi
incresciosi: o si dà parere favorevole alla legge e quindi, ancora
una volta, rischiamo di fare una figura barbina di fronte al
mondo, al Corriere della Sera che darà risalto, giustamente, ad
episodi negativi, oltre che farci giudicare in maniera negativa,
oppure si dà parere contrario facendoci giudicare da incoscienti,
perché i martiri di Nassiriya verrebbero trattati come un numero
qualsiasi, e ciò non è giusto. Vi invito a non parlare più di
Nassiriya, dite martiri di Nassiriya
Allora chiedo al Presidente un suo intervento autorevole, come
tante volte ha saputo fare, perché da questo punto di vista
capisco l'imbarazzo istituzionale, però l'imbarazzo è di tutti, a
che si addivenga ad un ragionamento propositivo e non di parte. O
il disegno di legge viene ritirato, oppure bisogna andare incontro
all'applicazione dell'articolo 117, l'unico che può stralciare i
due emendamenti che certamente non meritano di essere trattati
oggi, ma riproposti nelle sedi opportune. In questo il Governo si
impegna a dare copertura e lo dico pubblicamente.
Se siamo convinti che la Sicilia merita una pagina positiva della
nostra storia, e non solo gli articoli che sono stati pubblicati
sui giornali, fate di conseguenza; altrimenti dimostrate quello
che valete, ognuno dal proprio punto di vista, e ovviamente non
può che essere un parere negativo.
PRESIDENTE Se non ho capito male, onorevole Pagano, siamo di
nuovo al dilemma del quale parliamo da tre ore. O si va ad altra
sessione o si fa ricorso al 117.
Francamente mi aspettavo un passo avanti. Non c'è stato.
Le ragioni del Governo sono motivate e giuste, ma io non posso
assolutamente derogare alla mia convinzione che la via giusta
sarebbe stata quella di una nuova sessione che fra cinque giorni
avrebbe potuto sistemare tutta la partita nel modo più egregio,
più nobile e più consono agli interessi complessivi.
Se è per questo la soluzione la fornisco immediatamente.
Assessore Pagano, lo hanno già detto in tanti e io l'ho ripetuto
sino alla nausea: il ricorso all'articolo 117 è un precedente che
non intendo proporre tanto più che sulle proposte emendative
formulate ai sensi del 117 abbiamo avuto pareri contrari della
Commissione Bilancio ed uno solo favorevole, onorevole Giannopolo.
Quindi sarebbe ancora una forzatura nella forzatura andare a
rincorrere un emendamento bocciato dalla Commissione Bilancio e
riproposto solamente come artificio per uscire dall'empasse.
Posso aderire alla richiesta di una sospensione per vedere come
arrivare ad una nuova sessione, ma sul 117 francamente non posso
derogare.
Pongo quindi in votazione il disegno di legge nn. 727-722-723-724-
770/A "Interventi a sostegno dei familiari delle vittime di
Nassiriya".
(I deputati dei Gruppi parlamentari dell'UDC e di Forza Italia e
l'onorevole Acierno abbandonano l'Aula)
Dichiaro aperta la votazione.
Spiego il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde, chi vota no preme il pulsante rosso, chi si astiene preme
il pulsante bianco.
(Si procede alla votazione)
PRESIDENTE Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Comunico l'esito della votazione.
Presenti e votanti: 18
L'Assemblea non è in numero legale.
Pertanto rinvio la seduta di un'ora.
(La seduta sospesa alle ore 21.30 è ripresa alle ore 22.30.)
PRESIDENTE Indico la votazione finale, per scrutinio nominale,
del disegno di legge Interventi a sostegno dei familiari delle
vittime dell'attentato di Nassiriya (nn. 727 - 722 - 723 - 724 -
770/A).
Dichiaro aperta la votazione.
Spiego il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde, chi vota no preme il pulsante rosso, chi si astiene preme
il pulsante bianco.
(Si procede alla votazione)
PRESIDENTE Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Comunico l'esito della votazione.
Presenti e votanti: 14
L'Assemblea non è in numero legale.
Onorevoli colleghi, constatata l'impossibilità di approvare il
provvedimento, dichiaro chiusa la presente sessione ed avverto che
i deputati saranno convocati a domicilio.
La seduta è tolta alle ore 22.33
Licenziato dal Servizio dei Lavori d'Aula alle ore 01.40 di
giovedì 18 marzo 2004.