Presidenza del presidente Lo Porto
Seguito dell'esame del disegno di legge "Interventi in favore dei
figli delle vittime del disastro aereo di Montagna Longa e delle
vittime superstiti della strage di Portella delle Ginestre" (nn.
828 - 824 N.S./A)
PRESIDENTE Si passa al quarto punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede al seguito della discussione del disegno di legge
"Interventi in favore dei figli delle vittime del disastro aereo
di Montagna Longa e delle vittime superstiti della strage di
Portella delle Ginestre" (nn. 828 - 824 N.S./A).
Ricordo che l'esame del disegno di legge si era interrotto nella
seduta numero 196 del 6 Aprile 2004, dopo l'approvazione del
passaggio all'esame degli articoli.
Invito la I Commissione legislativa a prendere posto nel banco
alla medesima assegnato.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Estensione dell'articolo 4 della legge regionale n. 20 del 1999
ai figli delle vittime del disastro aereo di Montagna Longa
1. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 3 dell'articolo 4 della
legge regionale 13 settembre 1999, n. 20, si applicano anche ai
figli, nati o residenti in Sicilia, delle vittime del disastro
aereo di Montagna Longa del 5 maggio 1972, a condizione che non
abbiano superato il 45 anno di età o che non siano dipendenti
pubblici.
2. Per le finalità del presente articolo è autorizzata la spesa
valutata in 300 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2004.
3. Agli oneri di cui al comma 2 si provvede per l'esercizio
finanziario 2004 con parte delle disponibilità dell'U.P.B.
4.2.1.5.2 capitolo 215704, accantonamento 1001 del bilancio della
Regione.
4. Per gli esercizi finanziari 2005 e 2006 è autorizzata per
ciascun anno la spesa valutata in 600 migliaia di euro che trova
riscontro nel bilancio pluriennale della Regione U.P.B. 4.2.1.5.2,
codice 120201, accantonamento 1001.»
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Acierno
l'emendamento 1.1:
- Al comma 1, dopo le parole 45 anno di età aggiungere le
parole il cui reddito familiare sia inferiore a 30.000 euro o che
non siano dipendenti pubblici.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 1, in
realtà, è una legge nella legge perchè richiama l'articolo 108
della legge 17 del 2003, nel cui articolo 108 furono estese alle
vittime del disastro aereo di Ustica e dell'altro incidente aereo
di Punta Raisi del 1978, i benefici della legge 20 del 1999.
Con questo articolo 1 il legislatore ha inteso sanare quella che
definirei una dimenticanza, sicuramente in buona fede, perchè si
è voluto dare un riconoscimento ai familiari delle vittime delle
grandi tragedie aeree che hanno colpito la Sicilia. Però ho avuto
ed ho alcune perplessità non tanto sul ricordo delle vittime,
perchè purtroppo quando la politica si deve occupare anche di
ricordare vittime, sicuramente non è facile potere trasferire con
serenità i sentimenti che si provano, però vorrei portare alla
riflessione dell'Aula un ragionamento che credo debba
contraddistinguere tutti i rappresentanti politici dall'estrema
sinistra all'estrema destra.
Mi rendo conto che molto spesso il dolore provocato da una morte,
ancorchè tragica come quella di un evento drammatico quale un
incidente aereo, rischia di essere trasformato quasi in una
speranza, - vorrei che le mie parole non fossero fraintese - ma
questa è una terra che ancora oggi paga un elevatissimo prezzo in
termini di disoccupazione, e quando in questa Aula si approvano
norme che risolvono il problema dell'occupazione in favore di
soggetti che hanno come prerogativa quella di essere parenti di
vittime, non vorrei che si commettesse una seconda grande
ingiustizia nei confronti di tutti coloro che attendono,
dall'attività legislativa di quest'Aula, con speranza di
risolvere il proprio problema madre: il lavoro.
Questo lo voglio dire perchè sono stato un sostenitore del no' a
questa norma, che si occupa sia di Montagna Longa che di
Portella delle Ginestre, perchè ritenevo e ritengo, e sono sempre
più convinto, che è probabile, viste le disponibilità finanziarie
che riusciamo ad avere di volta in volta, raschiando il fondo del
barile, - è di oggi la notizia dell'aggiornamento del buco del
bilancio della Regione che sfiora i 1.200 milioni di euro, cioè
2.400 miliardi di lire - che riusciremo a trovare le somme.
Bene, quanti sono oggi i poveri in Sicilia? A quanta gente
avremmo potuto regalare una Pasqua più serena, anche per un solo
giorno, utilizzando parte di queste somme ed intitolandole alle
vittime delle grandi tragedie di questa terra?
Signor Presidente, lo dico perchè, è morto un giovane in un
incidente stradale e, grazie alla sua morte ha messo in
condizione sette persone di ricevere i suoi organi. Come facciamo
a dimenticare questi gesti? Come facciamo a non riconoscerli in
un'attività legislativa che parte da Portella della Ginestra per
arrivare a Ustica? Non è possibile, io non ci riesco, ho serie
difficoltà a farlo.
Ho anche una seria difficoltà ad esprimere con il mio voto il
giudizio a favore, o contro. Come si fa a votare contro una norma
che riguarda delle persone che hanno pianto il dolore della
perdita di un loro congiunto o come si fa a votare a favore di un
posto di lavoro che viene negato ad un altro? Ho sentito i
sindacati sollevarsi su questo tema e dire: 'Ma la Regione come
procede a fare assunzioni fuori da ogni regola, fregandosene delle
piante organiche?'. E' un modo di legiferare questo? Ci fa onore
tutto questo? Riteniamo che questo tipo di attività legislativa
glorifichi davvero il Parlamento siciliano?
Credo proprio di no, però - ripeto - mi trovo in difficoltà,
soprattutto oggi che abbiamo celebrato la morte di un amico vero
quale è stato Vincenzo Leanza, un esponente di questo Parlamento e
della politica della nostra Regione. Pertanto, signor Presidente,
preannuncio il ritiro del mio emendamento 1.1 perché, quando ho
inteso quantificare il reddito familiare, era un modo per dire che
se dobbiamo dare un posto di lavoro, dobbiamo guardare anche alla
redditività delle famiglie; altrimenti rischiamo di continuare a
mantenere persone inoccupate e magari a dare lavoro a persone che
hanno già un reddito familiare che non necessita di un'ulteriore
aggiunta di reddito.
Ribadisco che qui si parte da una grave ingiustizia, che è
quella che quest' Aula, con l'articolo 108 della finanziaria
del 2003, ha riconosciuto vittime, e quindi meritevoli di una
serie di agevolazioni, soltanto i familiari di due delle tre
tragedie aeree.
Ed allora, nel preannunciare il ritiro del mio emendamento,
annuncio anche di lasciare l'Aula, perchè devo essere coerente con
me stesso e non posso assolutamente votare contro questa legge, ma
non posso neanche votare a favore.
PRESIDENTE L'Assemblea prende atto del ritiro dell'emendamento
1.1.
Preciso che per mero errore materiale, al comma 1 dell'articolo 1
all'ultimo rigo, dopo le parole 'che abbiano superato il 45 anno
di età' le parole o che non siano dipendenti pubblici' sono da
intendersi 'e che non siano dipendenti pubblici'.
Pongo in votazione l'articolo 1.
CINTOLA Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho una
preoccupazione: l'onorevole Acierno ha ritirato l'emendamento a
sua firma. Ma, vorrei brevemente informare quest'Aula di quanto è
avvenuto in Commissione Bilancio su questo emendamento.
In Commissione Bilancio questo emendamento è stato approvato
semplicemente come proposta da inviare alla I Commissione, perché
era un emendamento di merito.
L'emendamento in questione ha, nei fatti, diminuito il numero di
coloro i quali hanno diritto all'assunzione da parte della
Regione, in quanto oltre ai requisiti previsti dalla legge
regionale in materia di provvedimenti per i familiari delle
vittime della mafia, è stato previsto quello del limite del
reddito familiare che non deve superare i 30.000 euro. Quindi, a
mio avviso, se il Governo ha voluto limitare il numero degli
aventi diritto all'assunzione lo ha fatto per stabilire un tetto
per la copertura finanziaria.
Volevo, pertanto, avere conferma dal Governo che, anche con il
ritiro dell'emendamento dell'onorevole Acierno, la copertura
finanziaria rimane adeguata alle finalità dell'articolo.
Ritengo che la copertura finanziaria ci sia, poiché la
limitazione fino a 30.000 euro sembra avere ridotto il numero
delle persone da assumere e la spesa prevista era stata valutata
in 600 mila di euro, però preferirei una precisazione in tal senso
da parte del Governo.
PRESIDENTE Onorevole Cintola, ritengo che questo parere debba
darlo la Commissione Bilancio e non il Governo. E ritengo che la
stessa si sia già espressa favorevolmente.
CINTOLA Signor Presidente, la Commissione Bilancio ha dato
parere favorevole sia all'articolo 1, con una spesa prevista di
600 mila euro, ma ha dato parere favorevole anche all'emendamento
che diminuisce il numero delle persone da assumere e quindi la
spesa.
PRESIDENTE Onorevole Cintola, in questo caso la copertura
finanziaria è ancor più certa, considerato che la spesa sarà
sicuramente inferiore.
In ogni caso l'emendamento è stato ritirato quindi il problema
non sussiste.
CINTOLA Signor Presidente, la presentazione di un emendamento
che prevede l'assunzione per coloro i quali hanno un reddito
familiare non superiore a 30.000 euro significa, o può
significare, che il Governo, nel dare copertura finanziaria, abbia
ritenuto che le persone da assumere possono essere meno di quelle
previste, e quindi la spesa da impegnare sarà inferiore.
PRESIDENTE Onorevole Cintola, le devo una risposta perchè il
suo rilievo potrebbe avere conseguenze serie se non ci fossero i
commi 3 e 4 che stabiliscono le somme per le quali la Commissione
Bilancio ha dato parere favorevole.
LIOTTA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LIOTTA Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo i
chiarimenti che la Presidenza ha fornito in merito alla questione
sollevata dall'onorevole Cintola, probabilmente il mio intervento
risulta superfluo e ridondante.
Vorrei però ricordare, come membro della Commissione, come si
sono svolti i fatti: la copertura finanziaria al comma 1
dell'articolo 1 è stata data dal Governo prima della presentazione
e successiva approvazione dell'emendamento dell'onorevole Acierno.
All'ultimo momento in Commissione è stato presentato l'emendamento
dell'onorevole Acierno, il quale è stato frettolosamente approvato
e rimandato in Commissione per la presa d'atto, presa d'atto che
però la Commissione non ha fatto. Ecco perchè questo emendamento
giunge in Aula non inserito nel testo redatto dalla I Commissione
o dalla Commissione Bilancio.
Ma tengo a precisare che tutto questo non ha alcuna refluenza
sulla questione della copertura finanziaria.
CINTOLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non voglio
aprire un dibattito ad oltranza, però ho una certezza, che è anche
supportata dal nostro Regolamento interno: non si può approvare
prima l'articolo e poi l'emendamento. L'emendamento va approvato
prima dell'articolo, anche se questo - continuo a dirlo fin
dall'inizio e lo ribadisco - non vieta l'approvazione da parte
dell'Aula dell'articolo in questione.
Non ho detto che questo impedisce l'approvazione dell'articolo o
che non ci sia la copertura finanziaria, in quanto non è a me che
spetta questo compito, ma che prima deve essere approvato
l'emendamento e poi l'articolo nella sua interezza, e non può
essere fatto in modo diverso.
LIOTTA Ma è una proposta di presa d'atto, non è un articolo
integrato.
CINTOLA Signor Presidente, non voglio sollevare una questione
che ci impedisce di proseguire con i nostri lavori. Ho voluto
soltanto che restasse agli atti tale mia preoccupazione.
Io voterò l'articolo 1 senza l'emendamento, ma voglio ribadire
che non si può sempre andare avanti con 'i buchi' Ma va bene
Facciamoli ugualmente considerato che abbiamo assunto un impegno
che vogliamo mantenere, e l'impegno è che su questa legge c'é il
nostro sì incondizionato di arrivare fino alla fine, anche non
condividendone - come abbiamo sempre affermato e come continuiamo
ad affermare - il contenuto nella sua parte integrale, in quanto
pensiamo a vittime di trentasette anni fa, ai cui familiari non
facciamo che rinnovare la sofferenza oltre che dare contributi.
Per non parlare delle vittime di cinquantasette anni fa. Ma visto
che ci siamo, andiamo avanti. Non solleviamo però altre questioni
che non reggono con la prassi regolamentare. Poichè non ci sono
altre questioni, invito la Presidenza a andare avanti e mettere in
votazione l'articolo nella sua interezza.
PRESIDENTE Non sorgendo osservazioni, resta stabilito che i
commi 2, 3 e 4 dell'articolo 1 sono rapportati al comma 1.
L'emendamento 1.1 a firma dell'onorevole Acierno é ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 1. Chi é favorevole resti seduto,
chi é contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2
Applicazione dell'articolo 6 della legge regionale
n. 20 del 1999 ai superstiti della strage di
Portella della Ginestra
1. Al fine di onorare la memoria ed il sacrificio delle vittime
di Portella della Ginestra, i benefici previsti dall'articolo 6
della legge regionale 13 settembre 1999, n. 20, sono estesi con le
modalità ivi previste e nella forma di un contributo una tantum
per l'importo di 10 mila euro alle 23 vittime superstiti rimaste
ferite nella strage di Portella della Ginestra dell'1 maggio 1947.
2. La Presidenza della Regione eroga il contributo a richiesta
degli interessati o dei familiari delle vittime previo
accertamento dei requisiti presso gli organi competenti.
3. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2004 la spesa di 230 migliaia di euro cui
si provvede con parti delle disponibilità dell'U.P.B. 3.2.1.3.1 -
capitolo 183705.»
Comunico che é stato presentato l'emendamento aggiuntivo 2.1
dagli onorevoli Cintola e Fleres.
ARDIZZONE presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ARDIZZONE presidente della Commissione. Per quanto riguarda
l'emendamento 2.1, ho avuto modo di rappresentarlo in sede di
Conferenza dei capigruppo. Dopo essermi consultato con il dottore
Castellucci e con l'assessore D'Aquino, sono arrivato alla
conclusione che sia opportuni riscriverlo per renderlo più
chiaro. Pertanto, è stato riscritto d'intesa con il Governo senza
cambiarne il senso originale.
PRESIDENTE Onorevole Ardizzone, stiamo parlando
dell'emendamento 2.1 a firma degli onorevoli Cintola e Fleres, Lei
ha parlato di un'altra cosa. Poiché si tratta di emendamenti
aggiuntivi pongo prima in votazione l'articolo 2.
Chi é favorevole resti seduto, chi é contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa agli emendamenti aggiuntivi.
ARDIZZONE presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ARDIZZONE presidente della Commissione. Il mio vuole essere un
intervento ad adiuvandum, al fine di mantenere questo emendamento.
Il problema qual'é? Si fa riferimento all'estinzione di un'azione
penale e seppure io, per carità, non sono penalista, ritengo che
estinguere l'azione penale per uno che é vittima di mafia,
obiettivamente mi sembra una strada un po' ardua.
E inoltre si fa riferimento a casi accaduti vent'anni anni prima.
Siccome di fatto si verificherebbe - su ciò mi sono confrontato
con il Governo e con il dottore Castellucci - un vuoto legislativo
relativamente alla legge che é entrata in vigore nel 1986,
verrebbero esclusi solamente quei fatti che sono accaduti nel
1985. Ciò mi sembra ingeneroso, illegittimo e ingiusto ed è questo
il ragionamento fondamentale. Di conseguenza, con il dottore
Castellucci si era pensato che esiste una procedura per quanto
riguarda il riconoscimento delle vittime di mafia. Leggendo
l'emendamento così come é stato presentato, non si comprende chi é
che dovrebbe accertare che un soggetto é vittima di mafia in
assenza di sentenza.
Peraltro questa é una legge che, approvato tale emendamento,
diviene inapplicabile. Questo é il punto. E allora é stato
chiarito dall'Assessorato della famiglia -in maniera autorevole e
perfetta, posso dire - che un ufficio presso la Prefettura attesta
se siamo in presenza di vittime di mafia, di criminalità
organizzata o meno.
In questi termini i familiari dei soggetti riconosciuti vittime
della mafia e della criminalità organizzata per i fatti accaduti
nel quinquennio precedente all'entrata in vigore della legge 12
marzo 1986, n. 10, previo parere della Prefettura competente
possono richiedere alla Regione un contributo una tantum entro sei
mese dall'entrata in vigore della presente legge. Il testo non
viene quindi stravolto, bensì migliorato e reso di più facile
interpretazione, in quanto non è facile individuare - ripeto - chi
attesta che un soggetto è stato vittima di mafia.
CINTOLA Onorevole Ardizzone, quando lei parla del quinquennio
prima del 1986, si riferisce agli anni 1985, 1984, 1983, 1982 e
1981 Noi stiamo parlando di un emendamento - ed espressamente il
Governo se ne è fatto carico - ma il tema non è questo.
L'emendamento è stato sottoscritto anche dall'onorevole Fleres e
dall'onorevole Formica, seppure la firma di quest'ultimo collega
non la vedo.
In sostanza non abbiamo fatto altro che riprendere una parte del
testo di un disegno di legge il cui iter non si è concluso. Si è
parlato espressamente, e il Governo lo ha puntualizzato, del
poliziotto D'Agostino, ucciso assieme alla moglie incinta,
omicidio per il quale non si è ravvisata la tipologia di delitto
di mafia. Bisogna però comprendere che anche se non sono stati
accertati i mandanti di tale delitto si tratta pur sempre di
delitto di mafia.
Visto che la Prefettura non attesta che si tratta di delitto di
mafia, il Governo se ne è fatto carico. E in tal senso si aggiunge
la dichiarazione del figlio del Procuratore Costa, il quale
afferma che non ci sono omicidi di seria A e di serie B per quanto
riguarda i delitti di mafia. Il Governo aveva tentato con questo
emendamento che noi abbiamo ripreso di ridare una possibilità
anche per il periodo antecedente.
Forse è opportuno qualche minuto di sospensione per consentire
una riflessione.
ARDIZZONE presidente della Commissione. Chiedo una breve
sospensione della seduta.
PRESIDENTE Accogliendo la richiesta del Presidente della
Commissione, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 19.48, è ripresa alle ore 19.56)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, se stabiliamo un principio di
chiarezza e semplicità, questo, onorevole Cintola, riguarda
direttamente lei in quanto primo firmatario degli emendamenti.
Poiché abbiamo questi tre emendamenti che hanno avuto il parere
favorevole della Commissione Bilancio, ma non anche il parere
della prima Commissione, in quanto la stessa Commissione non ne ha
preso atto, non facendo questi emendamenti parte del testo. A
questo punto, dato che il Presidente della Commissione adesso
richiede di averli presso di sé per rivalutare la nuova situazione
legata agli emendamenti presentati in questo istante, io non ho
alcuna difficoltà a rimandare tutto sia alla Commissione Bilancio
per i nuovi emendamenti (perché vi comunico che ci sono altri tre
emendamenti che sono stati presentati adesso e, al riguardo, vi
dico che questa abitudine di presentare gli emendamenti
all'ultimo momento io intendo troncarla) che alla Commissione di
merito. E, inoltre, invierei ad entrambe le commissioni, se siete
tutti d'accordo, quelli presentati in questo momento qualora
prevedono spesa. Infine, per questi tre per i quali il Presidente
della Commissione mi chiede una rivalutazione, io non ho nessuna
difficoltà a rimandarglieli.
ARDIZZONE presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ARDIZZONE presidente della Commissione. Onorale Presidente
della I Commissione, signor Presidente, onorevoli colleghi, alla
presenza del dottore Castellucci e dell'Assessore D'Aquino
svolgeremo il nostro approfondimento .
FLERES Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, la questione è
nata male per una serie di incomprensioni, di impuntature che
ritengo possano essere chiarite.
L'intento della Commissione Bilancio', quando approvò
l'emendamento che è stato ripresentato da me e dall'onorevole
Cintola, era quello di chiudere definitivamente una partita con
una disposizione che avesse natura generale e astratta e che fosse
applicabile, una volta per tutte, senza determinare strascichi,
vuoti.
Qual è il problema? Il problema è che vi sono vittime di mafia
che non sono in possesso di alcuna certificazione attestante la
loro qualità. E non lo sono perché i processi si sono chiusi senza
una espressa indicazione in questo senso, non lo sono perché non
sono stati perseguiti i colpevoli e per tantissime altre ragioni.
Sia io che l'onorevole Cintola ci siamo resi conto del fatto che
la formulazione dell'emendamento, così come è stato presentato,
non risolverebbe il problema perché indica una procedura che è
quella del riconoscimento della qualità di vittima di mafia.
Tale riconoscimento non può esserci per i motivi che abbiamo
detto e che sono peraltro indicati nell'emendamento stesso e,
pertanto, in quella formulazione l'emendamento risulterebbe di
difficile applicazione, se non di impossibile applicazione.
Poiché, però, alla stesura di questo emendamento si è pervenuti
partendo dal destinatario, perché dobbiamo negarlo? Non stiamo
parlando di chissà quali cortesie dobbiamo fare. Stiamo dicendo di
applicare questa legge a soggetti che ne hanno diritto e che non
riescono a farlo valere perché non c'è il passaggio formale della
dichiarazione di vittima di mafia.
La Commissione è partita dai soggetti per arrivare alla
indicazione generale ed astratta. Poiché la stesura del testo,
nella formulazione mia e dell'onorevole Cintola, non risolve
questo problema, come abbiamo potuto accertare avendo consultato
gli uffici dell'Assessorato enti locali, l'unica soluzione
perseguibile - e non è necessario che vada in Commissione se è la
stessa Commissione a formulare l'emendamento - è quella di citare
i nomi dei destinatari di questo intervento. Siccome sono noti,
basta indicare i nomi, così come abbiamo fatto in altri casi; per
questo caso che chiude una volta per tutte questa vicenda del
passato, credo che i nomi siano tre: una di Messina, a cui faceva
riferimento poc'anzi l'onorevole Ardizzone, e due di Palermo.
PRESIDENTE Onorevole Fleres, non stiamo discutendo del merito
dell'emendamento. Sono d'accordo con lei. C'è una richiesta di
rivisitazione degli emendamenti.
FLERES Infatti, signor Presidente. Il mio intervento mira ad
evitare la sospensione dell'esame in Aula ed il rinvio in
Commissione che, comunque, determina un ulteriore rinvio
nell'approvazione della legge.
Tuttavia, se l'Aula ritiene di dovere seguire questo percorso, è
correttissimo. Rinviamo, però, il testo, ma non sappiamo a quando.
PRESIDENTE Onorevole Fleres, direi, invece, a tempi brevissimi.
Questo lo possiamo stabilire.
FLERES Sto indicando un percorso che non rende indispensabile
il passaggio in Commissione. Se si vuole seguire un altro
percorso, niente da dire, non sarò io ad oppormi. Il rischio che
corriamo è, però, che questa legge non si faccia più.
ARDIZZONE presidente della Commissione. Signor Presidente,
proprio perché si tratta di una materia molto delicata e anche
perché vi sono stati precedenti non nobili in quest' Aula,
ribadisco la richiesta che tutti gli emendamenti tornino in
Commissione per un approfondimento affinché si faccia una
valutazione attenta e si comprendano, una volta per tutte, quali
sono le procedure da applicare in queste fattispecie, per evitare
problemi interpretativi in futuro.
CINTOLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, è una proposta
che non posso non accettare, anche se avevo condiviso, obtorto
collo, la mediazione che l'onorevole Fleres aveva fatto,
ritenendo che si potesse accettare la sua proposta.
Però, nel momento in cui il Presidente della I Commissione
ritiene che sia necessaria questa rivisitazione, sono d'accordo
con lui: rinviamo il disegno di legge in Commissione con gli
emendamenti, assegnando, nel contempo, un tempo entro il quale
dovrà essere definito, altrimenti il disegno di legge non si
farà più.
Dobbiamo rispettare l'impegno assunto sia con l'Aula che con
tutti i gruppi politici a che il disegno di legge sia approvato.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, propongo che la Commissione
Affari Istituzionali' e la Commissione Bilancio' si riuniscano
nella mattina di domani, per esaminare gli emendamenti.
La seduta è rinviata a domani, giovedì 15 aprile 2004, alle ore
17.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
BURGARETTA APARO segretario, dà lettura del processo verbale
della seduta n. 195 del 6 aprile 2004, che, non sorgendo
osservazioni, si intende approvato.
Commemorazione dell'onorevole Vincenzo Leanza
(Tutti i deputati in piedi)
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, ancora una volta siamo
chiamati al triste rito di rievocare un collega, un amico,
un uomo politico componente di questo Parlamento.
La morte dell'onorevole Vincenzo Leanza è giunta
improvvisa, lo scorso 7 aprile, alla vigilia del dibattito
sulla riforma dello Statuto speciale. L'indomani di quella
funesta sera avremmo dovuto iniziare la discussione
generale sulla riforma dello Statuto, frutto di un lavoro
del quale Vincenzo Leanza è stato sicuramente protagonista.
L'Assemblea tutta si unisce al cordoglio della
famiglia. ed è particolarmente vicina alla vedova, signora
Anna e al figlioletto Calogero. Esprime altresì sentimenti
di sincera solidarietà al Gruppo parlamentare di Forza
Italia di cui l'onorevole Leanza era prestigioso esponente.
Come ho avuto occasione di dichiarare nell'immediatezza
dell'evento, la morte di Vincenzo Leanza priva l'Assemblea
di un sicuro punto di riferimento, di un politico dalle
solide radici ideali e dalla lunga esperienza parlamentare,
profondo conoscitore della complessità della realtà
siciliana e protagonista di importanti vicende
istituzionali.
La scomparsa dell'onorevole Leanza ha suscitato unanime
commozione nella comunità politica regionale ed anche
nazionale, che ne ha potuto apprezzare le doti di uomo del
dialogo e della mediazione, particolarmente manifeste nelle
situazioni più difficili, dove egli sapeva trovare
soluzioni condivise con misura ed equilibrio, senza
rinunciare alle proprie convinzioni.
Vincenzo Leanza nacque a Cesarò, sui Nebrodi, il 3
dicembre 1932.
Conseguita la laurea in giurisprudenza presso
l'Università di Catania, divenne assistente universitario
in discipline statistiche presso la Facoltà di economia e
commercio dell'Università di Messina, avviandosi alla
professione di avvocato.
Parallelamente all'attività professionale, si dedicò
con passione all'attività politica, assumendo sin dal 1956
la carica di sindaco del comune d'origine della famiglia,
San Teodoro, carica che mantenne ininterrottamente per un
periodo di 38 anni. Nel corso degli anni divenne esponente
di primo piano della Democrazia cristiana messinese.
Nel 1976 fu eletto per la prima volta all'Assemblea
regionale siciliana (VIII legislatura), di cui è rimasto
deputato per sei legislature consecutive, coprendo un arco
di ventotto anni.
Tra i molteplici incarichi parlamentari ricoperti nei
lunghi anni di permanenza all'Assemblea vanno ricordati
quello di componente della Commissione Bilancio, della
Commissione Sanità, della Commissione per la vigilanza
della biblioteca e per la verifica dei poteri. E' stato
inoltre membro, fra l'VIII e la IX legislatura, degli
uffici di presidenza della Commissione Affari
istituzionali, della Commissione Agricoltura e della
Commissione speciale sull'attività dell'Assessorato dei
lavori pubblici.
Nell'attuale legislatura era Presidente della
Commissione per la revisione dello Statuto, che sotto la
sua direzione è pervenuta al completamento
dell'elaborazione di una proposta unitaria di riforma della
Carta fondamentale della Regione.
La lunga esperienza di governo dell'onorevole Leanza ha
inizio nel 1985 con il 40 Governo regionale, presieduto
dall'onorevole Rino Nicolosi, nel quale ha ricoperto la
carica di assessore regionale per il lavoro, la previdenza
sociale, la formazione professionale e l'emigrazione,
incarico che ha mantenuto nel corso della X legislatura
(1986-1991) sino al 43 Governo, nel quale è stato
assessore regionale per l'agricoltura e le foreste nel
successivo esecutivo.
Nell'XI legislatura (1991-1996) risultò il deputato
siciliano con il maggior numero di preferenze, quasi
centomila voti, ed assunse la guida del 45 Governo della
Regione, dal 12 agosto 1991 al 16 luglio 1992, in una fase
particolarmente delicata della vita regionale,
caratterizzata da molteplici emergenze e dall'impellente
necessità dell'avvio di un processo di modernizzazione
delle Istituzioni.
A distanza di dieci anni, nei quali proseguì
l'esperienza parlamentare quale Presidente del Gruppo del
CDU dell'Assemblea e membro delle Commissioni Affari
istituzionali, Bilancio, Attività produttive, per il
Regolamento e per la riforma dello Statuto fu eletto per la
seconda volta Presidente della Regione, carica che ha
rivestito dal 26 luglio 2000 all'11 luglio 2001, in un
momento di grande travaglio e di difficoltà politica,
riuscendo ad ottenere una convergenza di consensi che gli
fece assumere un ruolo di protagonista nella formazione del
governo di centrodestra.
Nel corso dell'ultima esperienza di Presidente della
Regione, che conclude anche la fase storica dell'elezione
degli esecutivi regionali da parte dell'Assemblea, ha
impresso un forte impulso alla realizzazione di importanti
riforme volte a modernizzare la Regione.
Tra le innovazioni più importanti introdotte dal
presidente Leanza, vorrei ricordare la Riforma del
Bilancio della Regione', che ha modificato profondamente
gli aggregati di spesa ed i meccanismi di controllo
interno; l'avvio concreto dell'attuazione della legge
regionale n. 10 del 2000 di riforma dell'Amministrazione
regionale, con l'emanazione degli importanti regolamenti
concernenti gli uffici di diretta collaborazione del
presidente e degli assessori regionali e l'istituzione del
ruolo unico dei dirigenti della Regione.
Nel corso di tale esperienza va altresì segnalata la
realizzazione della Rete di rilevamento e sorveglianza per
la prevenzione del rischio idrogeologico e della Rete
integrata di telerilevamento dei dati idrometeorologici,
per fronteggiare le crisi idriche nella regione siciliana .
All'inizio dell'attuale legislatura ebbe il non facile
compito di dirigere e coordinare, quale decano, le
iniziative per l'elezione del Consiglio di Presidenza, in
un contesto nuovo, in cui avvertiva per primo, da esperto
parlamentare e da uomo di governo, le ripercussioni che il
nuovo sistema elettorale basato sull'elezione diretta del
Presidente della Regione determinava sul ruolo e sulle
prerogative dell'Assemblea. E ciò non mancò di segnalare
puntualmente, nel suo lucido discorso con il quale intese
inaugurare la legislatura, dichiarando testualmente: Sono
un traghettatore che ha tentato, con umiltà e talvolta in
solitudine, di favorire ed assecondare la transizione dal
vecchio assetto statutario ad una nuova stagione
dell'autonomismo siciliano, basata sull'elezione diretta
del Capo dell'Esecutivo e sulla distinzione netta di ruoli
tra maggioranza e opposizione .
Avviata la legislatura, ha rivestito l'incarico di
Presidente della Commissione speciale per la revisione
dello Statuto regionale, istituita con legge regionale 23
ottobre 2001, n. 13.
In tale veste, nell'arco di oltre due anni di
attività, egli ha profuso le sue grandi qualità e le
migliori energie nel raggiungimento di quella sintesi
finale che dà oggi l'opportunità a questo Parlamento di
scrivere un'importante pagina della storia dell'Autonomia
regionale, completando il dibattito sul nuovo assetto
delle Istituzioni e della società siciliana a quasi
sessant'anni dall'elaborazione dello Statuto da parte della
Consulta dell'Alto Commissariato per la Sicilia.
La Commissione per la revisione dello Statuto ha visto
l'impegno di tutti i gruppi parlamentari, ma senza
l'apporto di sincera e nobile dedizione, di apertura al
confronto tra le parti, di mediazione alta e generosa tra
le tesi e proposte differenti, che va ascritto pienamente
alla personalità e all'azione di Vincenzo Leanza,
difficilmente oggi avremmo potuto vedere iscritto
all'ordine del giorno della nostra Assemblea il disegno di
legge costituzionale che rinnova profondamente la Carta
fondamentale dell'Autonomia siciliana, nel tentativo cui
Leanza teneva più di tutti da uomo delle istituzioni, di
mantenere le innovazioni statutarie il più possibile fedeli
all'impianto originario.
Non è retorico dunque riconoscere oggi all'onorevole
Leanza, tra i meriti politici di una carriera durata
cinquant'anni, l'indiscusso ruolo primario che ha rivestito
nella definizione della proposta di riforma dello Statuto,
accingendosi negli ultimi giorni a rendere all'Aula la
relazione riassuntiva del complesso ed approfondito
dibattito svolto in oltre due anni di impegnativi lavori.
Sono convinto che il miglior modo di onorare la memoria
del Presidente Leanza, onorevoli colleghi, è quello di
porre mano senza indugio alla discussione sulle nuove
disposizioni dello Statuto regionale, per dare al più
presto alla Sicilia tutta rinnovato impulso sulla via di
uno sviluppo finalmente intenso e duraturo, e per tenere
testa a quel primato nello scenario delle autonomie
regionali che la Sicilia vanta, per avere indicato nel 1946
la rotta dell'assetto costituzionale dello Stato italiano
quale stato delle autonomie.
Fu l'uomo della transizione. La transizione fra una
fase storica interamente legata allo spirito di una Sicilia
invasa militarmente, distrutta, le cui macerie sono note a
tutti; una fase in cui si tentò la ricostruzione del
tessuto socio-economico della Sicilia e questa ultima fase
di grande novità, di grande rinnovamento della nostra terra
protesa verso i grandi, alti destini europei.
Vincenzino Leanza ha vissuto tale transizione, e l'ha
trascorsa e percorsa con il proprio carattere, con il
proprio spirito, con il proprio stile. Erano gli unici
metodi per arrivare alla conclusione di un testo che
finalmente discuteremo e voteremo. Era l'unico modo per
farlo, e questo modo é stato egregiamente impersonato da
Vincenzino Leanza.
(Prolungati applausi)
Invito la famiglia - e i deputati che lo volessero - a
recarsi presso il mio ufficio per salutare la vedova e il
figlioletto.
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per dieci
minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.05, è ripresa alle ore 18.55)
(Assume le funzioni di deputato segretario f.f., l'on. Acierno)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Lo Porto
Comunicazione di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono pervenute, le risposte
scritte alle seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per il Bilancio
- N. 1357 - Espletamento delle procedure necessarie per il
perseguimento delle finalità del Quadro di riferimento strategico
regionale per lo sviluppo della Società dell'informazione.
- Firmatari: Nicotra Raffaele; Amendolia Antonino;
- da parte dell'Assessore per la Sanità
- N. 1039 - Provvedimenti urgenti per il potenziamento ed il
rilancio dei servizi di assistenza sanitaria presenti nel
distretto di Giarre.
- Firmatario: Ioppolo Giovanni;
- N. 1195 - Intervento urgente al fine di impedire la chiusura
della camera iperbarica presso l'isola di Favignana.
- Firmatari: Forgione Francesco; Liotta Santo;
- N. 1410 - Notizie in merito al mancato inserimento nel
tariffario delle prestazioni di assistenza ospedaliera della
'funicolocentesi con raccolta di cellule staminali
ematopoietiche'.
- Firmatario: Moschetto Angelo.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al
resoconto stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentai i seguenti
disegni di legge:
- Norme per il settore dei materiali lapidei di pregio della
Regione siciliana (n. 843)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Maurici, Catania Giuseppe, Fleres
in data 8 aprile 2004
- Intervento straordinario per l'acquisto della prima casa
d'abitazione in casi di dissesto finanziario (n. 844)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dall'onorevole Miccichè in data 8 aprile 2004
- Misure urgenti in materia finanziaria (n. 845)
- d'iniziativa governativa
- presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) su proposta
dell'Assessore regionale per il bilancio e le finanze (Pagano) in
data 8 aprile 2004
- Iniziative per la prevenzione dei comportamenti a rischio di
incidente stradale e delle stragi del sabato sera (n. 846)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Papania, Ortisi, Galletti,
Manzullo, Spampinato, Vitrano in data 8 aprile 2004
- Interventi finanziari in favore dei consorzi costituiti tra i
comuni ai quali sono stati trasferiti beni confiscati alla
delinquenza organizzata (n. 847)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici
in data 9 aprile 2004.
Annunzio di presentazione di disegni di legge e comunicazione di
contestuale invio alle competenti Commissioni
PRESIDENTE Comunico che i seguenti disegni di legge sono
stati presentati ed inviati in data 13 aprile 2004 alla
Commissione legislativa Affari Istituzionali' (I):
- Disposizioni per l'adeguamento alle normative nazionali del
sistema pensionistico dei dipendenti dell'Amministrazione
regionale (n. 840)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dai deputati Catania Giuseppe, Maurici, Fleres in
data 6 aprile 2004
- Provvedimenti in favore del personale delle Aziende Termali
di Sciacca ed Acireale (n. 841)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Segreto, Nicotra, Amendolia in data
6 aprile 2004
- Contributo in favore del Comune di Messina per i lavori
effettuati nel territorio Ritiro Tremonti' riguardanti indagini
geognostiche (n. 842)
- d'iniziativa governativa
- presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) in data 6
aprile 2004.
Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
Commissione
PRESIDENTE Comunico che è stato inviato alla Commissione
legislativa Servizi, sociali e sanitari (VI), il seguente
disegno di legge:
- Misure a favore dei soggetti stomizzati e incontinenti (n.
839)
- d'iniziativa parlamentare
- trasmesso in data 6 aprile 2004.
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE Comunico le seguenti richieste di parere
pervenute dal Governo ed assegnate alle competenti
Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Consiglio di giustizia amministrativa - Sezione
giurisdizionale. Designazione componente da parte del Presidente
della Regione siciliana: prof. Salvia Filippo (n. 281/I)
- pervenuto in data 8 aprile 2004
- trasmesso in data 9 aprile 2004
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Piano forestale regionale - Linee guida (n. 280/IV)
- pervenuto in data 8 aprile 2004
- trasmesso in data 9 aprile 2004
Comunicazione di parere reso
PRESIDENTE Comunico che il seguente parere è stato reso
in data 6 aprile 2004 dalla Commissione legislativa
Attività produttive' (III):
- APQ Sviluppo locale sottoscritto il 31 marzo 2003.
Finalizzazione risorse liberate su delibera CIPE n. 84/2000 n.
(278/I)
- trasmesso al Presidente della Regione in data 8 aprile 2004.
Comunicazione di trasmissione di atti alla Corte
costituzionale
PRESIDENTE Comunico che il Consiglio di giustizia
amministrativa per la Regione siciliana:
- con reg. ordinanza n. 50/04, sul ricorso n. 24/2003 proposto
da Comune di Catania, contro Silvia Parmigiani e nei confronti di
Matteo Freni, per l'annullamento dell'ordinanza del TAR Sicilia
Sede di Catania (Sez. III) n. 1582/02 riguardante: concorso
pubblico per titoli per la copertura di n. 7 posti di avvocato,
- con reg. ordinanza n. 51/04, sul ricorso n. 715/2002 proposto
da Cooperativa Acqaurio a r.l., Cooperativa House e Cooperativa
Likelia contro Giovanna D'Alba in Masarà e Giuseppa D'Alba in
Barone e nei confronti del Comune di Palermo, dell'Assessorato
Regionale del Territorio e dell'Ambiente per la riforma della
sentenza n. 940/2002 del TAR della Sicilia, Palermo I,
- con reg. ordinanza n. 52/04 sul ricorso n. 945/2003 proposto
dalla A.T.I.S.I.D.I., le imprese Euroeco S.p.A. e Eredi Geraci
Salvatore S.r.l. contro il Comune di Scicli e nei confronti di
Proyectos e Instalaciones de Desalacion S.A. per la riforma della
sentenza n. 823/2003 del TAR Sicilia, Sezione staccata di Catania
I, ha sospeso il giudizio e disposto la immediata trasmissione
degli atti alla Corte costituzionale ritenendo, fra l'altro, non
manifestamente infondate le questioni di costituzionalità relative
alla possibile permanenza dei membri laici della sezione
giurisdizionale del Consiglio di Giustizia Amministrativa.
Comunico altresì che, con ordinanza n. 368/04, il Tribunale
amministrativo regionale della Sicilia - Sezione staccata di
Catania - Prima sezione sul ricorso n. 176/2004 proposto da
Vinci Pietro ed altri, visto il procedimento penale contro il
Cipe, la Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero
delle infrastrutture e dei trasporti, il Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio, il Ministero per
i beni e le attività culturali, il Ministero dell'economia e
delle finanze, il Ministero delle attività produttive, la
Commissione speciale V.I.A., la Regione siciliana, la Regione
Calabria, il Comune di Messina, il Comune di Villa S.
Giovanni, il Comune di Campo Calabro e nei confronti di
Stretto di Messina, Rete Ferroviaria Italiana S.p.A., Azienda
Nazionale delle Strade S.p.A., Fintenca S.p.A. ha dichiarato
rilevante e non manifestamente infondata, la questione di
incostituzionalità degli artt. 1, commi 1 e 2 della legge n.
443/2001, 13 e 14 della legge n. 166/2002, art. 1 commi 2 e 3
del decreto legislativo n. 190/2002, nella parte in cui non
prevedono adeguate forme di partecipazione alla decisione in
ordine all'approvazione dei progetti preliminari delle opere
pubbliche ivi previste in favore di comuni e città
metropolitane per contrasto con gli artt. 3, 5, 97, 117, 118
e 120 della Costituzione e 14 della legge costituzionale n. 2
del 26 febbraio 1948 avente ad oggetto l'approvazione dello
Statuto della Regione siciliana, ha sospeso il giudizio ed ha
disposto, conseguentemente, la trasmissione degli atti alla
Corte costituzionale.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
- N. 1627 - Notizie in ordine ad una variante generale adottata
dall'Autorità portuale di Palermo al Piano regolatore.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
- Firmatario: Ferro Giovanni.
- N. 1629 - Notizie in ordine all'operato del Commissario
- straordinario del Comune di Scordia (CT).
- Assessore Famiglia
- Firmatari: Villari Giovanni; Speziale Calogero
- N. 1630 - Opportunità del rapido esame del piano del trasporto
pubblico locale e del recepimento del decreto legislativo 422 de l
1997.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
- Firmatari: Villari Giovanni; Speziale Calogero; De Benedictis
Roberto; Zago Salvatore; Oddo Camillo
- N. 1643 - Interventi volti al recupero delle risorse assegnate
dall'art. 137 della legge n. 388 del 2000 ed al rifinanziamento
del 'pacchetto Sicilia'.
- Assessore Industria
- Assessore Bilancio
- Firmatari: Speziale Calogero; De Benedictis Roberto; Panarello
Filippo
Le interrogazioni ora annunziate saranno iscritte
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta scritta:
- N. 1628 - Provvedimenti urgenti per porre fine alle
disfunzioni che si verificano allo sportello n. 2 del
poliambulatorio 'ex Inam' di Giarre (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
- Firmatario: Raiti Salvatore
- N. 1631 - Notizie circa la mancata erogazione dei
finanziamenti ai consorzi di ripopolamento ittico.
- Presidente Regione
- Assessore Cooperazione
- Firmatari: Fleres Salvatore; Turano Girolamo; Catania
Giuseppe; Maurici Giuseppe
- N. 1632 - Iniziative riguardanti i consorzi di
ripopolamento ittico.
- Presidente Regione
- Assessore Cooperazione
- Firmatari: Fleres Salvatore; Turano Girolamo; Catania
Giuseppe; Maurici Giuseppe
- N. 1633 - Interventi in favore dei consorzi di
ripopolamento ittico.
- Presidente Regione
- Assessore Cooperazione
- Firmatari: Fleres Salvatore; Turano Girolamo; Catania
Giuseppe; Maurici Giuseppe;
- N. 1634 - Interventi per dotare dell'arredo urbano il litorale
di Acireale (CT).
- Assessore Famiglia
- Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
- N. 1635 - Interventi per la riapertura della scuola elementare
'XX settembre' di Catania, sita in via Santa Sofia n. 42.
- Assessore Beni Culturali
- Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
- N. 1636 - Interventi urgenti per la riapertura del tratto di
linea ferrata, ad uso trasporto merci, che congiunge la stazione
di Bicocca con la Zona industriale di Catania.
- Assessore Famiglia
- Assessore Industria
- Assessore Turismo
- Firmatari: Fleres Salvatore; Maurici Giuseppe; Catania Giuseppe
- N. 1637 - Interventi per la verifica dell'integrità ed il
consolidamento della rete idrica del Consorzio di bonifica di
Caltagirone (CT).
- Assessore Agricoltura
- Firmatari: Fleres Salvatore; Maurici Giuseppe; Catania Giuseppe
- N. 1638 - Notizie circa gli interventi a favore
dell'artigianato.
Presidente Regione
Assessore Cooperazione
- Firmatari: Fleres Salvatore; Villari Giovanni; Catania
Giuseppe; Maurici Giuseppe;
- N. 1639 - Notizie sui concorsi banditi nel 2000
dall'Assessorato dei beni culturali ed ambientali e della pubbli ca
istruzione.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali
- Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
- N. 1640 - Notizie sui servizi socio-assistenziali erogati dai
comuni.
- Assessore Famiglia
- Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
- N. 1641 - Interventi per l'eliminazione e la successiva
bonifica della discarica abusiva nel rione Balatazze di
Caltagirone (CT).
- Assessore Famiglia
- Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
- N. 1642 - Interventi per il rilancio degli appalti per la
realizzazione di opere pubbliche in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Lavori Pubblici
- Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
Le interrogazioni ora annunziate saranno inviate al
Governo.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate in data 7
aprile 2004 le seguenti mozioni :
- N. 279 Interventi per il miglior funzionamento
dell'Osservatorio sugli appalti e per la piena attuazione delle
stazioni uniche appaltanti , degli onorevoli Raiti, Ferro
Miccichè, Morinello e Orlando.
- N. 280 Interventi in favore dell'artigianato , degli
onorevoli Fleres Salvatore; Villari Giovanni; Catania Giuseppe;
Maurici Giuseppe.
Le mozioni testè annunziate saranno poste all'ordine del
giorno della seduta successiva perchè se ne determini la data
di discussione.
Comunicazione di apposizione di firma ad interpellanza
PRESIDENTE Comunico che, con nota del 5 aprile 2004,
pervenuta alla Segreteria generale il 6 aprile successivo,
l'onorevole Francesco Forgione ha chiesto di apporre la
propria firma all'interpellanza n. 172 Interventi per
assicurare la tutela salariale e una prospettiva
occupazionale ai lavoratori della LTS degli onorevoli
Cracolici e Panarello, annunziata nella seduta n. 194 del 2
aprile 2004.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di decadenza di firma da atti ispettivi
PRESIDENTE Comunico che, a seguito della scomparsa
dell'onorevole Vincenzo Leanza, ne decade la firma apposta
alle mozioni numeri 49, 72, 104.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE Comunico che, con nota del 9 aprile 2004,
pervenuta alla Segreteria Generale il 13 aprile successivo,
l'onorevole Giuseppe Acanto ha dichiarato, a norma
dell'articolo 23 del Regolamento interno, che intende
appartenere al Gruppo parlamentare Misto.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, avverto, ai sensi dell'articolo 127,
comma 9, del Regolamento interno, che nel corso della seduta
potrà procedersi a votazioni mediante sistema elettronico.
PRESIDENTE Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del
Regolamento interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a
votazioni mediante sistema elettronico.
Richiesta di procedura d'urgenza per il disegno di legge
Interventi straordinari per favorire l'occupazione
Si passa al II punto dell'ordine del giorno: "Richiesta di
procedura d'urgenza per il disegno di legge 'Interventi
straordinari per favorire l'occupazione'".
Pongo in votazione la richiesta. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Presidenza del presidente Lo Porto
Svolgimento, ai sensi dell'art. 140, comma 5, del Regolamento
interno
di interrogazioni della rubrica 'Agricoltura e foreste'
Si passa al punto III dell'ordine del giorno "Svolgimento, ai
sensi dell'art. 140, comma 5, del Regolamento interno di
interrogazioni di rubriche. Si procede con la Rubrica Agricoltura
e foreste'.
Si passa allo svolgimento dell'interrogazione numero 1412
"Provvedimenti urgenti per il funzionamento e l'efficienza del
Corpo forestale della Regione siciliana, e per la tutela dei suoi
componenti" a firma degli onorevoli Virzì, Formica, Ioppolo.
Ne do lettura:
All'Assessore per l'agricoltura e le foreste, premesso
che:
- la legge regionale n. 16 del 1996 prevedeva il riordino delle
carriere del personale del Corpo Forestale della Regione siciliana
entro 120 giorni dalla data della sua pubblicazione;
- sempre più spesso il Corpo Forestale della Regione siciliana è
chiamato a partecipare a servizi inerenti l'ordine e la sicurezza
pubblica ed a complesse operazioni di polizia congiuntamente alle
altre Forze dell'ordine;
- presso le Procure della Repubblica della Sicilia, ad eccezione
di quella del capoluogo, operano nuclei del Corpo Forestale della
Regione siciliana direttamente coordinati dalla Magistratura;
- i dirigenti del Corpo Forestale della Regione siciliana operano
in zone rurali e montane ad alta intensità mafiosa; all'interno
del Corpo forestale della Regione siciliana operano anche figure
professionali esclusivamente tecniche ed altre esclusivamente
amministrative;
- il Corpo Forestale della Regione siciliana partecipa alle
attività di protezione civile;
- la legge regionale n. 10 del 2000 ha creato il Dipartimento
regionale dell'Azienda Forestale Demaniali separando, di fatto, le
attività tecniche da quelle di polizia;
per sapere:
- se risponda al vero che, a distanza di sette anni dalla data di
pubblicazione della legge regionale n. 16 del 1996, non si sia
ancora proceduto al riordino delle carriere del personale di ruolo
del Corpo Forestale della Regione siciliana cancellando, di fatto,
ogni distintivo di grado e peculiarità tecniche, omologando le
qualifiche a quelle degli altri dipendenti regionali, col rischio
di ingenerare disorientamento del personale e crisi di identità;
- se risponda al vero che il Corpo Forestale della Regione
siciliana sia sprovvisto di strumentazione tecnica atta a svolgere
un'efficace attività di polizia ambientale;
se risponda a verità che il personale svolga servizio ancora
senza arma lunga di reparto, benché ciò sia stato previsto,
rendendo praticamente inefficace, in qualche occasione, la
reazione ad offese armate da parte di criminali;
- se corrisponda a verità che il Corpo Forestale della Regione
siciliana abbia in dotazione soltanto giubbotti antischeggia
assolutamente inefficaci a proteggere da proiettili di arma da
fuoco;
- se risponda al vero che il personale del Corpo Forestale della
Regione siciliana svolga servizio ancora a bordo di superatissime
Panda 4 X 4 a tre porte, impedendo ogni tipo di fuga, in caso di
conflitto a fuoco, agli occupanti i sedili posteriori e rendendo
difficoltoso il trasporto di soggetti in stato di arresto;
- se corrisponda al vero che per le comunicazioni radio inerenti
le attività di polizia venga utilizzato un canale accessibile a
chiunque;
se risulti vero che decine di guardie e sottufficiali vengano
utilizzate per attività puramente tecniche ed amministrative
distogliendole dalle attività che competono loro;
- se il Governo della Regione non ritenga, accertata la realtà
delle circostanze di cui sopra, di porre mano con urgenza a tutti
i correttivi necessari affinché il Corpo Forestale della Regione
siciliana sia messo nelle condizioni di adempiere più
compiutamente e col minore margine possibile di rischio alle
proprie funzioni istituzionali e se non reputi, altresì, opportuno
ridisegnare integralmente il suo assetto nel contesto d'una più
ampia politica di tutela della legalità nell'intero territorio
siciliano.(1412)
VIRZI' - FORMICA - IOPPOLO
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, in relazione all'interrogazione
dell'onorevole Virzì, ritengo opportuno rispondere distintamente a
ciascun quesito.
- Riordino delle carriere del Corpo forestale. La legge regionale
6 aprile 1996 n. 16 prevede, all'articolo 76 un ulteriore
intervento legislativo per il riordino delle carriere del Corpo
Forestale della Regione. E' opportuno evidenziare che, a ben
vedere, la norma non dispone un termine perentorio di 120 giorni
per l'entrata in vigore del riordino delle carriere del Corpo
Forestale, ma prevede un termine di natura acceleratoria per la
presentazione di un disegno di legge ad hoc. Successivamente - con
l'articolo 5, comma 3, della legge regionale n. 10 del 2000 -
avvertendosi la necessità di salvaguardia delle funzioni del
personale del Corpo, si è mantenuta la vigenza dell'art. 76. Per
affrontare la problematica, gli uffici dell'Assessorato, a seguito
di mie precise direttive, hanno elaborato una proposta di riordino
del Corpo, che necessita ancora di un dibattito interno e di un
confronto con i sindacati. Ritengo necessario rappresentare, che -
nelle more dell'approvazione dell'intervento legislativo - il
Dipartimento regionale delle Foreste, su mia indicazione, sta
esplorando anche la possibilità di intervenire sulla materia, sia
pur in maniera limitata, a livello di contrattazione collettiva,
tramite l'ARAN. In merito agli ulteriori quesiti posti
dall'interrogante, è opportuno fare presente - in via preliminare
- che nonostante le ristrettezze finanziarie che gravano su tutta
l'Amministrazione regionale, compreso il Corpo Forestale, è stato
possibile acquisire, in modo certamente limitato alcuni strumenti
utili a rafforzare l'attività del Corpo.
- Attività di Polizia Ambientale. Il Corpo Forestale della
regione siciliana non è dotato di autonome articolazioni fornite
di strumentazione per analisi chimico-fisica, ma si avvale
proficuamente dei servizi dei laboratori delle strutture pubbliche
operanti in Sicilia.
- Arma lunga. Preliminarmente, mi sembra opportuno informare
l'Assemblea che, in considerazione dei compiti sempre più delicati
svolti dal Corpo Forestale, il Dipartimento regionale delle
Foreste, a seguito di mia direttiva, ha predisposto uno schema di
"Regolamento recante i criteri per la determinazione
dell'armamento in dotazione al Corpo Forestale della Regione
siciliana ed al rispettivo personale che espleta funzioni di
polizia", già trasmesso all'Ufficio Legislativo e Legale della
Presidenza della Regione per il necessario parere. Il Governo
ritiene che con il regolamento sarà possibile migliorare e
rafforzare la dotazione del Corpo. Nel merito del quesito posto
dall'interrogante, si rileva che al momento il Corpo è dotato di
carabine Winchester 3030. Il Servizio addetto
all'approvvigionamento delle armi riferisce che si tratta di
un'arma dotata di gittata eccessiva rispetto agli usi ipotizzati.
Pertanto, si è proceduto al ritiro degli esemplari in dotazione e
si sta provvedendo all'acquisto di un modello di arma lunga di
reparto più adatta alle attuali esigenze.
- Giubbetti antiproiettile: Ne sono stati acquistati quaranta,
testati come tali dal Banco Nazionale di Prova per le Armi da
Fuoco Portatile e per le munizioni commerciali, in quanto conformi
alle norme riconosciute: NIJ. STD.0101.03 - LIVELLO III - A.
- Autoveicoli: Nonostante la già richiamata carenza di risorse
finanziarie, si è proceduto ad un rinnovo del parco macchine
attraverso l'acquisto di veicoli fuoristrada di nuova concezione,
quali Mitsubishi Pajero Vagon 3200 DI.D (n 12 esemplari),
Mitsubishi L200, Mitsubishi Pinin (n. 12 esemplari), di
autoveicoli Fiat Stilo (n. 10 esemplari) e n. 27 Fiat Panda di
ultima produzione della vecchia serie.
Occorre sottolineare che la Panda 4x4, per quanto sembrino
superate, svolgono ancora egregiamente i propri compiti nelle
situazioni in cui il Corpo agisce nell'ambito di funzioni
prettamente tecniche.
- Comunicazioni Radio: Per le comunicazioni radio esiste la
possibilità di criptare il segnale qualora ragioni di riservatezza
rendano ciò necessario.
Si fa presente che , invece, la gran parte delle comunicazioni
attivate nel periodo della campagna antincendi viene effettuato in
chiaro proprio per garantirne l'accesso anche al personale civile
impegnato nei cantieri.
- Utilizzazione del Personale in divisa: Oggettivamente vi è una
carenza di personale amministrativo, per il quale è stata
formulata richiesta alla Presidenza della Regione.
Questa carenza determina, naturalmente, la necessità di
utilizzare personale del Corpo Forestale per lo svolgimento anche
di compiti tecnici ed amministrativi.
Con i disegni di legge che saranno presto presentati al
Parlamento il Governo si prefigge lo scopo di migliorare
l'organizzazione del Corpo Forestale, di precisarne la missione ed
rafforzarne la struttura e la dotazione strumentale.
In conclusione, consentitemi di esprimere un apprezzamento per
l'impegno, la dedizione e l'entusiasmo, riconosciuto da tutti, con
cui i componenti del Corpo Forestale della Regione esplicano
compiti delicati e sempre più importanti, nonostante alcune
difficoltà della situazione e i limiti causati dalle ristrettezze
finanziarie della Regione.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Virzì per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
VIRZI' Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel dichiararmi
soddisfatto devo dare atto all'assessore Castiglione della
ampiezza e completezza della sua risposta che però in qualche
modo rafforzano l'idea generale di un Corpo che si muove fra mille
difficoltà.
Credo sia anche il caso di ricordare l'esito dell'ultimo grande
concorso bandito dalla Regione siciliana: c'era il mito di alcune
centinaia di posti che non erano certamente attribuibili a
motivazioni di ordine clientelare.
Se vogliamo mantenere intatta la filosofia di fondo in base alla
quale è stato concepito ed è stato fatto nascere il Corpo
Forestale della Regione, dobbiamo sforzarci tutti e crederci e
metterlo nelle condizioni di esercitare le proprie funzioni.
Dobbiamo uscire anche dalla logica delle ristrettezze determinate
dalla spesa a pioggia in tutte le direzioni; dobbiamo anche
fissare una direzione strategica, mi riferisco al controllo di
legittimità sulla gestione del territorio. Infatti è l'unica
Polizia regionale esistente sul territorio siciliano. Prendo atto
che il Governo sta predisponendo un disegno di legge per la
realizzazione di un Corpo di Polizia locale della Regione
siciliana.
In conclusione, nel ringraziare l'Assessore per la precisione con
cui ha fornito la risposta, mi permetto di suggerire che sarebbe
opportuna una maggiore valutazione in rapporto ai connotati
diversi o, comunque, funzionali ad una realtà futura e diversa,
nei limiti entro i quali configurare la Polizia locale dotata di
ampie responsabilità. Non vorrei che nella gestione del
territorio, e mi permetto anche di dire nella difesa
dell'ambiente, che in Sicilia è il problema dei problemi, di
fronte ad eventuali conflitti di competenze di nuovo restassimo
comunque disarmati e continuasse lo scempio del territorio che è
frutto proprio della mancanza di controlli.
Ringrazio ancora il Governo e mi permetto di dire anche che in
relazione al futuro disegno di legge relativo all'istituzione
della Polizia locale, che anche noi suggeriamo una piena
integrazione del Corpo forestale in questo progetto, tenendo a
specificare che non parliamo nè di liquidazione nè di
scioglimento. Si tratta di riuscire a creare un Comando unico che
dia razionalità alle nostre modeste capacità di controllo e di
intervento, ma non sarei dell'avviso di pensare a tre o quattro
tipi diversi di competenze. Infatti ricordo che alcuni presidenti
di provincia hanno riscoperto la norma in base alla quale
anch'essi potevano dotarsi di una Polizia provinciali. e allora
non soltanto il regolamento interno pur dovuto al Corpo Forestale
della Regione, ma anche un'idea pilota, - non mi permetto di
definirla geniale -, un'idea ordinaria ma di unità strategica di
comando e di superiore raccordo operativo per tutte le forze che
andremo a mettere in campo per la difesa di ciò che ad oggi, dopo
decenni di devastazioni, rimane integro e da tutelare nel nostro
territorio.
PRESIDENTE Si passa alla interrogazione numero 1430 «Notizie in
ordine al rilascio di una concessione edilizia in contrada Volparo
del Comune di Resuttano (CL)», dell'onorevole Micciche'.
Ne do lettura:
«All'Assessore per il territorio e l'ambiente ed all'Assessore
per l'agricoltura e le foreste, premesso che:
- la salvaguardia del nostro patrimonio boschivo è necessaria per
garantire un futuro alla nostra Isola ed al nostro ambiente;
- il bosco di Resuttano (CL) è fonte di lavoro per centinaia di
lavoratori forestali della zona;
- nella redazione del nuovo piano regolatore generale del Comune
di Resuttano sono scomparsi circa trenta ettari di bosco (su
settanta complessivi), passati da vincolo boschivo, e quindi
inedificabili, a vincolo fluviale, edificabili a condizione del
rispetto della legge Galasso e con il nulla osta della
Sovrintendenza;
- il piano agricolo forestale, redatto in sede di stesura del
suddetto Piano regolatore generale ha individuato, nel suo studio,
tutte le aree rimboschite di una certa consistenza presenti nel
comune di Resuttano, ivi compresa la zona rimboschita in Contrada
Volparo, con un'estensione di 70 ettari circa;
- tutte le aree sono state riportate nel PRG come zone destinate
a verde, con le limitazioni dovute all'apposizione del vincolo
boschivo, mentre la zona ricadente in Contrada Volparo, pur
trovandosi al centro della zona boschiva, è stata gravata da
vincolo fluviale e quindi è consentita l'edificabilità, previe le
autorizzazioni sopra riportate;
- ciò potrà dare luogo ad una speculazione edilizia non
indifferente in seguito alla più o meno edificabilità dell'area;
considerato che:
- risultano evidenti l'anomalia e l'errore, in quanto,
nell'ambito del territorio di Resuttano, le superfici rimboschite
aventi estensione di gran lunga inferiore a quella in Contrada
Volparo (venti-trenta ettari) sono state vincolate ai sensi
dell'art. 55 delle 'Norme di attuazione del PRG', mentre
quest'ultima è stata subordinata ad un vincolo fluviale in
riferimento ad un fiume o torrente' inesistente;
- non è dato sapere se la volontà del progettista fosse quella di
apporre assieme (confusamente) il vincolo verde boschivo e il
vincolo fluviale nella zona di Contrada Volparo oppure si tratti
di un mero errore di campitura degli elaborati, con il risultato
che chi esaminasse le carte rileverebbe solo il vincolo fluviale;
ritenuto che:
- dalla carta dell'uso del suolo a cura dell'Assessorato
regionale Agricoltura e foreste (redatta nel 2000 dalla Sezione
pedologica dell'unità operativa n. 44 S. Caterina Villarmosa),
nella sezione n. 622090 (Comune di Resuttano), il territorio di
Contrada Volparo risulta censito bosco;
- dalle aerofotogrammetrie ufficiali, presso l'Assessorato
regionale Territorio e ambiente, in maniera chiara si evince che
il territorio in questione è un bosco;
appreso che:
- tale terreno è stato acquistato dall'ex sindaco del Comune di
Resuttano, successivamente all'approvazione del PRG dello stesso
Comune;
- in data 22 novembre 2003 risulta pubblicato, all'Albo pretorio
del Comune di Resuttano, il rilascio di una concessione edilizia
per la costruzione di un fabbricato all'interno del bosco di
Contrada Volparo a favore dell'ex sindaco;
per sapere:
- se ritengano opportuno intervenire presso il Comune di
Resuttano per sospendere, in autotutela, nelle more che venga
accertata tutta la situazione sopra esposta, ogni provvedimento di
rilascio di concessione edilizia relativo al terreno boschivo di
Contrada Volparo, onde evitare l'inizio di un nuovo saccheggio
edilizio;
- se intendano avviare un'inchiesta per conoscere in dettaglio
quanto avvenuto». (1430)
Ha facoltà di parlare l'Assessore per rispondere
all'interrogazione.
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, in riferimento all'interrogazione
numero 1430, inerente notizie al rilascio di una concessione
edilizia in contrada Volparo in territorio del Comune di Resuttano
dell'onorevole Calogero Micciche', informo che per la parte di
competenza ho chiesto al Dipartimento regionale delle Foreste di
verificare se l'area citata dall'onorevole interrogante rientra
tra quelle definite dall'articolo 4 della legge regionale numero
16/96 (definizione di bosco) e se, quindi, sulla stessa insistano
le limitazioni previste dalla normativa vigente.
L'Ispettorato Ripartimentale delle foreste di Caltanissetta farà
pervenire a giorni notizie al riguardo.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Miccichè per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevole Assessore, mi dichiaro
insoddisfatto. Ritengo, infatti, che questa non sia una risposta,
ma un'ulteriore richiesta di rinvio.
Credo sia giusto che sia stato interessato anche l'Assessore per
l'agricoltura e le foreste, anche se io avevo indirizzato
l'interrogazione anche all'Assessore per il territorio e
l'ambiente.
Vero è che l'Assessore per l'agricoltura e le foreste è
interessato nella qualità della difesa di un bosco, anche se
privato e non gestito dall'Assessorato e quindi dall'Ispettorato
alle foreste, però, ritengo esista un interesse unitario tra i due
Assessorati.
Signor Presidente, le chiedo, che oltre all'interessamento, al
coinvolgimento dell'Assessore per l'agricoltura, questa
interrogazione possa essere meglio specificata dall'Assessorato al
territorio e all'ambiente. Bisogna difendere il verde esistente
PRESIDENTE Non sorgendo osservazioni, l'interrogazione numero
1430 rimane in vita per la parte di competenza dell'Assessorato
del territorio ed ambiente.
Si passa alla interrogazione numero 1439 «Notizie in ordine alle
iniziative adottate per evitare il rilascio di amianto nelle
condutture della diga Poma sul fiume Jato in provincia di
Palermo», dell'onorevole Giannopolo.Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'Agricoltura e
le foreste, premesso che:
- la diga Poma sul fiume Jato in provincia di Palermo, costruita
negli anni 60 per irrigare i terreni del particinese fino
a Terrasini, rappresenta una grande risorsa per l'agricoltura
della zona ed anche un serbatoio idrico rilevante dal quale è
stata attinta acqua anche per fini potabili della città di
Palermo;
- dall'invaso Poma si dipartono circa 650 Km. di tubature per
irrigare i terreni della zona di Alcamo passando per Balestrate e
Partitico fino a Terrasini;
considerato che le tubature per le adduzioni idriche della diga
Poma sono state costruite agli inizi degli anni 70, quando ancora
era consentito l'uso dell'amianto che, invece, a partire dalla
fine degli anni 80, è stato proibito in quanto cancerogeno;
considerato, altresì, che è intervenuto l'obbligo di legge di
bonificare i siti contaminati dall'amianto;
tenuto conto che la distribuzione dell'acqua è stata affidata a
una cooperativa irrigua di produttori locali alla quale però non
spetterebbe comunque il compito di fare le manutenzioni
straordinarie o gli interventi sulla conduttura, mentre invece
tale obbligo è posto in capo all'ESA;
atteso che l'ESA motiva il mancato intervento manutentivo a causa
della carenza di fondi non solo per la bonifica dall'amianto, ma
anche per la semplice manutenzione straordinaria delle stesse
condutture;
valutata la gravità della situazione sopra descritta, derivante
dalla presenza di condutture in amianto, le quali rilasciano
nell'acqua le fibre cancerogene che poi si depositano sui prodotti
agricoli e negli ambienti con i quali viene a contatto l'uomo;
richiamata la responsabilità dell'Ufficio emergenza idrica da
Ella diretto in materia di interventi urgenti sul sistema di
approvvigionamento idrico;
per sapere:
quali misure cautelari siano state adottate per impedire che
l'amianto contenuto nelle condutture idriche della diga Poma
inquinasse ambienti e le colture orticole servite dall'invaso;
quali interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria siano
stati effettuati sulle tubature afferenti la diga Poma;
- se non ritengano opportuno sostituire l'intera conduttura
idrica del Poma con altre condutture più salubri ammodernando
l'intero sistema adduttivo per gli usi irrigui e per gli altri usi
attraverso un finanziamento straordinario da determinare con i
fondi dell'emergenza idrica o con quelli del POR Sicilia». (1439)
Ha facoltà di parlare l'Assessore per rispondere
all'interrogazione.
CASTIGLIONE assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, onorevole colleghi, in relazione alla interrogazione
numero 1439 dell'onorevole Giannopolo, sulla base di notizie
assunte dagli Uffici, rappresento quanto segue.
In merito alla richiesta di conoscere "quali misure cautelari
siano state adottate per impedire che l'amianto contenuto nelle
condutture idriche della diga Poma inquinasse ambienti e le
colture orticole servite dall'invaso", si ricorda che la materia è
regolata dall'articolo 3 del Decreto del Ministero della Sanità
del 14 maggio 1996, che stabilisce che "l'uso e gli interventi di
manutenzione e bonifica di tubazioni....per il trasporto e/o
deposito di acqua potabile e non potabile devono essere attuati in
base ai criteri riportati in allegato 3" allo stesso decreto.
L'allegato citato del decreto ministeriale ricostruisce, in primo
luogo, i punti di riferimento essenziali sia per le conoscenze
scientifiche sull'argomento sia per le disposizioni normative. In
particolare, dopo una elencazione di problematiche relative agli
eventuali rischi e ai dubbi della scienza, si ricorda come
"nell'attuale normativa nazionale e comunitaria non siano previste
prescrizioni relative alla sostituzione dei cassoni in cemento
amianto per l'acqua potabile".
Il decreto, alla luce dei dati scientifici citati che non
comprovano una relazione negativa diretta tra l'uso di tubature in
amianto e uso dell'acqua, quindi non prescrive particolari misure
cautelari.
Inoltre, nel documento si rappresenta che la norma di riferimento
prevede una transizione con l'eliminazione progressiva delle
strutture in cui è presente l'amianto; al riguardo viene ancora
sottolineata la possibilità di procedere anche a sostituzioni
parziali delle condutture con amianto.
In riferimento alla richiesta dell'interrogante riguardante
"quali interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria siano
stati effettuati sulle tubature afferenti la diga Poma" si
rappresenta, in primo luogo, che la manutenzione ordinaria della
rete è effettuata direttamente dalla Cooperativa Consorzio Irriguo
Jato, cui è stata consegnata la rete sin dagli anni '70.
Gli interventi di manutenzione straordinaria sono stati
effettuati negli anni, come previsto nella Convenzione, a seguito
di specifiche segnalazioni del Consorzio irriguo gestore della
rete.
Si fa presente, che in considerazione delle ridotte risorse
finanziarie dell'ente, l'ESA ha richiesto all'Ufficio del
Commissario Delegato e per l'Emergenza Idrica il finanziamento
della perizia di manutenzione redatta dal Consorzio irriguo
gestore. Inoltre, è opportuno rappresentare che è in corso di
ultimazione un progetto per l'esecuzione di lavori di manutenzione
straordinaria per il ricondizionamento delle linee di adduzione
principali, il cui finanziamento è stato richiesto all'Ufficio del
Commissario Delegato per l'Emergenza Idrica.
In merito all'ultimo punto dell'interrogazione "se non ritengono
opportuno sostituire l'intera conduttura idrica del Poma con altre
condutture più salubri ammodernando l'intero sistema adduttivo per
gli usi irrigui e per gli altri usi attraverso un finanziamento
straordinario da determinare con fondi dell'Emergenza o con quelli
del POR Sicilia" si rappresenta che l'Ente di Sviluppo Agricolo si
è già dotato di studi di fattibilità per il rifacimento delle
reti.
Tali studi di fattibilità sono stati inviati al Dipartimento
regionale della Programmazione per essere ammessi al
finanziamento.
Per completezza rinvio ai criteri per la manutenzione e l'uso
di tubazioni e cassoni in cemento-amianto, destinati al trasporto
e/o al deposito di acqua potabile e non.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Giannopolo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ho
difficoltà ad esprimere anche una parziale soddisfazione rispetto
alla risposta abbastanza argomentata. Prendo atto tuttavia anche
del fatto che l'Assessore ci riferisce che la presenza
dell'amianto nella condotta adduttrice dell'invaso Poma, della
diga Poma, non è tale da potere arrecare danno alla salute.
Le notizie di cui dispongo, anche sul piano scientifico, mi
hanno indotto invece a lanciare un allarme. Ma se l'assessore dice
che da approfondimenti fatti questo rischio per la salute non
esiste, ne prendiamo atto.
Io inviterei il Governo, al di là di ciò che gli uffici hanno
riferito, ad una maggiore vigilanza e sorveglianza, non solo
nella fattispecie in esame, che è l'adduzione della diga Poma, ma
anche in altre fattispecie. Prendo atto altresì che l'ESA si
starebbe adoperando per un intervento complessivo di manutenzione
straordinaria dell'intera rete adduttrice e mi auguro che il
Governo, da cui poi dipende la risposta alla richiesta dell'ESA,
venga incontro a tale richiesta dando priorità anche
all'intervento manutentivo di cui all'oggetto.
Chiedo ancora una volta, comunque, di disporre attraverso
l'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente, investendo
così questo organismo abbastanza specialistico nella materia,
affinchè compia la valutazione sul problema da me sollevato.
PRESIDENTE Propongo di passare al punto IV dell'ordine del
giorno: Discussione di disegni di legge.
Non sorgendo osservazioni resta così stabilito.
Presidenza del presidente Lo Porto
Seguito dell'esame del disegno di legge "Interventi in favore dei
figli delle vittime del disastro aereo di Montagna Longa e delle
vittime superstiti della strage di Portella delle Ginestre" (nn.
828 - 824 N.S./A)
PRESIDENTE Si passa al quarto punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede al seguito della discussione del disegno di legge
"Interventi in favore dei figli delle vittime del disastro aereo
di Montagna Longa e delle vittime superstiti della strage di
Portella delle Ginestre" (nn. 828 - 824 N.S./A).
Ricordo che l'esame del disegno di legge si era interrotto nella
seduta numero 196 del 6 Aprile 2004, dopo l'approvazione del
passaggio all'esame degli articoli.
Invito la I Commissione legislativa a prendere posto nel banco
alla medesima assegnato.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Art. 1.
Estensione dell'articolo 4 della legge regionale n. 20 del 1999
ai figli delle vittime del disastro aereo di Montagna Longa
1. Le disposizioni di cui ai commi 1 e 3 dell'articolo 4 della
legge regionale 13 settembre 1999, n. 20, si applicano anche ai
figli, nati o residenti in Sicilia, delle vittime del disastro
aereo di Montagna Longa del 5 maggio 1972, a condizione che non
abbiano superato il 45 anno di età o che non siano dipendenti
pubblici.
2. Per le finalità del presente articolo è autorizzata la spesa
valutata in 300 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2004.
3. Agli oneri di cui al comma 2 si provvede per l'esercizio
finanziario 2004 con parte delle disponibilità dell'U.P.B.
4.2.1.5.2 capitolo 215704, accantonamento 1001 del bilancio della
Regione.
4. Per gli esercizi finanziari 2005 e 2006 è autorizzata per
ciascun anno la spesa valutata in 600 migliaia di euro che trova
riscontro nel bilancio pluriennale della Regione U.P.B. 4.2.1.5.2,
codice 120201, accantonamento 1001.»
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Acierno
l'emendamento 1.1:
- Al comma 1, dopo le parole 45 anno di età aggiungere le
parole il cui reddito familiare sia inferiore a 30.000 euro o che
non siano dipendenti pubblici.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 1, in
realtà, è una legge nella legge perchè richiama l'articolo 108
della legge 17 del 2003, nel cui articolo 108 furono estese alle
vittime del disastro aereo di Ustica e dell'altro incidente aereo
di Punta Raisi del 1978, i benefici della legge 20 del 1999.
Con questo articolo 1 il legislatore ha inteso sanare quella che
definirei una dimenticanza, sicuramente in buona fede, perchè si
è voluto dare un riconoscimento ai familiari delle vittime delle
grandi tragedie aeree che hanno colpito la Sicilia. Però ho avuto
ed ho alcune perplessità non tanto sul ricordo delle vittime,
perchè purtroppo quando la politica si deve occupare anche di
ricordare vittime, sicuramente non è facile potere trasferire con
serenità i sentimenti che si provano, però vorrei portare alla
riflessione dell'Aula un ragionamento che credo debba
contraddistinguere tutti i rappresentanti politici dall'estrema
sinistra all'estrema destra.
Mi rendo conto che molto spesso il dolore provocato da una morte,
ancorchè tragica come quella di un evento drammatico quale un
incidente aereo, rischia di essere trasformato quasi in una
speranza, - vorrei che le mie parole non fossero fraintese - ma
questa è una terra che ancora oggi paga un elevatissimo prezzo in
termini di disoccupazione, e quando in questa Aula si approvano
norme che risolvono il problema dell'occupazione in favore di
soggetti che hanno come prerogativa quella di essere parenti di
vittime, non vorrei che si commettesse una seconda grande
ingiustizia nei confronti di tutti coloro che attendono,
dall'attività legislativa di quest'Aula, con speranza di
risolvere il proprio problema madre: il lavoro.
Questo lo voglio dire perchè sono stato un sostenitore del no' a
questa norma, che si occupa sia di Montagna Longa che di
Portella delle Ginestre, perchè ritenevo e ritengo, e sono sempre
più convinto, che è probabile, viste le disponibilità finanziarie
che riusciamo ad avere di volta in volta, raschiando il fondo del
barile, - è di oggi la notizia dell'aggiornamento del buco del
bilancio della Regione che sfiora i 1.200 milioni di euro, cioè
2.400 miliardi di lire - che riusciremo a trovare le somme.
Bene, quanti sono oggi i poveri in Sicilia? A quanta gente
avremmo potuto regalare una Pasqua più serena, anche per un solo
giorno, utilizzando parte di queste somme ed intitolandole alle
vittime delle grandi tragedie di questa terra?
Signor Presidente, lo dico perchè, è morto un giovane in un
incidente stradale e, grazie alla sua morte ha messo in
condizione sette persone di ricevere i suoi organi. Come facciamo
a dimenticare questi gesti? Come facciamo a non riconoscerli in
un'attività legislativa che parte da Portella della Ginestra per
arrivare a Ustica? Non è possibile, io non ci riesco, ho serie
difficoltà a farlo.
Ho anche una seria difficoltà ad esprimere con il mio voto il
giudizio a favore, o contro. Come si fa a votare contro una norma
che riguarda delle persone che hanno pianto il dolore della
perdita di un loro congiunto o come si fa a votare a favore di un
posto di lavoro che viene negato ad un altro? Ho sentito i
sindacati sollevarsi su questo tema e dire: 'Ma la Regione come
procede a fare assunzioni fuori da ogni regola, fregandosene delle
piante organiche?'. E' un modo di legiferare questo? Ci fa onore
tutto questo? Riteniamo che questo tipo di attività legislativa
glorifichi davvero il Parlamento siciliano?
Credo proprio di no, però - ripeto - mi trovo in difficoltà,
soprattutto oggi che abbiamo celebrato la morte di un amico vero
quale è stato Vincenzo Leanza, un esponente di questo Parlamento e
della politica della nostra Regione. Pertanto, signor Presidente,
preannuncio il ritiro del mio emendamento 1.1 perché, quando ho
inteso quantificare il reddito familiare, era un modo per dire che
se dobbiamo dare un posto di lavoro, dobbiamo guardare anche alla
redditività delle famiglie; altrimenti rischiamo di continuare a
mantenere persone inoccupate e magari a dare lavoro a persone che
hanno già un reddito familiare che non necessita di un'ulteriore
aggiunta di reddito.
Ribadisco che qui si parte da una grave ingiustizia, che è
quella che quest' Aula, con l'articolo 108 della finanziaria
del 2003, ha riconosciuto vittime, e quindi meritevoli di una
serie di agevolazioni, soltanto i familiari di due delle tre
tragedie aeree.
Ed allora, nel preannunciare il ritiro del mio emendamento,
annuncio anche di lasciare l'Aula, perchè devo essere coerente con
me stesso e non posso assolutamente votare contro questa legge, ma
non posso neanche votare a favore.
PRESIDENTE L'Assemblea prende atto del ritiro dell'emendamento
1.1.
Preciso che per mero errore materiale, al comma 1 dell'articolo 1
all'ultimo rigo, dopo le parole 'che abbiano superato il 45 anno
di età' le parole o che non siano dipendenti pubblici' sono da
intendersi 'e che non siano dipendenti pubblici'.
Pongo in votazione l'articolo 1.
CINTOLA Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho una
preoccupazione: l'onorevole Acierno ha ritirato l'emendamento a
sua firma. Ma, vorrei brevemente informare quest'Aula di quanto è
avvenuto in Commissione Bilancio su questo emendamento.
In Commissione Bilancio questo emendamento è stato approvato
semplicemente come proposta da inviare alla I Commissione, perché
era un emendamento di merito.
L'emendamento in questione ha, nei fatti, diminuito il numero di
coloro i quali hanno diritto all'assunzione da parte della
Regione, in quanto oltre ai requisiti previsti dalla legge
regionale in materia di provvedimenti per i familiari delle
vittime della mafia, è stato previsto quello del limite del
reddito familiare che non deve superare i 30.000 euro. Quindi, a
mio avviso, se il Governo ha voluto limitare il numero degli
aventi diritto all'assunzione lo ha fatto per stabilire un tetto
per la copertura finanziaria.
Volevo, pertanto, avere conferma dal Governo che, anche con il
ritiro dell'emendamento dell'onorevole Acierno, la copertura
finanziaria rimane adeguata alle finalità dell'articolo.
Ritengo che la copertura finanziaria ci sia, poiché la
limitazione fino a 30.000 euro sembra avere ridotto il numero
delle persone da assumere e la spesa prevista era stata valutata
in 600 mila di euro, però preferirei una precisazione in tal senso
da parte del Governo.
PRESIDENTE Onorevole Cintola, ritengo che questo parere debba
darlo la Commissione Bilancio e non il Governo. E ritengo che la
stessa si sia già espressa favorevolmente.
CINTOLA Signor Presidente, la Commissione Bilancio ha dato
parere favorevole sia all'articolo 1, con una spesa prevista di
600 mila euro, ma ha dato parere favorevole anche all'emendamento
che diminuisce il numero delle persone da assumere e quindi la
spesa.
PRESIDENTE Onorevole Cintola, in questo caso la copertura
finanziaria è ancor più certa, considerato che la spesa sarà
sicuramente inferiore.
In ogni caso l'emendamento è stato ritirato quindi il problema
non sussiste.
CINTOLA Signor Presidente, la presentazione di un emendamento
che prevede l'assunzione per coloro i quali hanno un reddito
familiare non superiore a 30.000 euro significa, o può
significare, che il Governo, nel dare copertura finanziaria, abbia
ritenuto che le persone da assumere possono essere meno di quelle
previste, e quindi la spesa da impegnare sarà inferiore.
PRESIDENTE Onorevole Cintola, le devo una risposta perchè il
suo rilievo potrebbe avere conseguenze serie se non ci fossero i
commi 3 e 4 che stabiliscono le somme per le quali la Commissione
Bilancio ha dato parere favorevole.
LIOTTA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LIOTTA Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo i
chiarimenti che la Presidenza ha fornito in merito alla questione
sollevata dall'onorevole Cintola, probabilmente il mio intervento
risulta superfluo e ridondante.
Vorrei però ricordare, come membro della Commissione, come si
sono svolti i fatti: la copertura finanziaria al comma 1
dell'articolo 1 è stata data dal Governo prima della presentazione
e successiva approvazione dell'emendamento dell'onorevole Acierno.
All'ultimo momento in Commissione è stato presentato l'emendamento
dell'onorevole Acierno, il quale è stato frettolosamente approvato
e rimandato in Commissione per la presa d'atto, presa d'atto che
però la Commissione non ha fatto. Ecco perchè questo emendamento
giunge in Aula non inserito nel testo redatto dalla I Commissione
o dalla Commissione Bilancio.
Ma tengo a precisare che tutto questo non ha alcuna refluenza
sulla questione della copertura finanziaria.
CINTOLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non voglio
aprire un dibattito ad oltranza, però ho una certezza, che è anche
supportata dal nostro Regolamento interno: non si può approvare
prima l'articolo e poi l'emendamento. L'emendamento va approvato
prima dell'articolo, anche se questo - continuo a dirlo fin
dall'inizio e lo ribadisco - non vieta l'approvazione da parte
dell'Aula dell'articolo in questione.
Non ho detto che questo impedisce l'approvazione dell'articolo o
che non ci sia la copertura finanziaria, in quanto non è a me che
spetta questo compito, ma che prima deve essere approvato
l'emendamento e poi l'articolo nella sua interezza, e non può
essere fatto in modo diverso.
LIOTTA Ma è una proposta di presa d'atto, non è un articolo
integrato.
CINTOLA Signor Presidente, non voglio sollevare una questione
che ci impedisce di proseguire con i nostri lavori. Ho voluto
soltanto che restasse agli atti tale mia preoccupazione.
Io voterò l'articolo 1 senza l'emendamento, ma voglio ribadire
che non si può sempre andare avanti con 'i buchi' Ma va bene
Facciamoli ugualmente considerato che abbiamo assunto un impegno
che vogliamo mantenere, e l'impegno è che su questa legge c'é il
nostro sì incondizionato di arrivare fino alla fine, anche non
condividendone - come abbiamo sempre affermato e come continuiamo
ad affermare - il contenuto nella sua parte integrale, in quanto
pensiamo a vittime di trentasette anni fa, ai cui familiari non
facciamo che rinnovare la sofferenza oltre che dare contributi.
Per non parlare delle vittime di cinquantasette anni fa. Ma visto
che ci siamo, andiamo avanti. Non solleviamo però altre questioni
che non reggono con la prassi regolamentare. Poichè non ci sono
altre questioni, invito la Presidenza a andare avanti e mettere in
votazione l'articolo nella sua interezza.
PRESIDENTE Non sorgendo osservazioni, resta stabilito che i
commi 2, 3 e 4 dell'articolo 1 sono rapportati al comma 1.
L'emendamento 1.1 a firma dell'onorevole Acierno é ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 1. Chi é favorevole resti seduto,
chi é contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Art. 2
Applicazione dell'articolo 6 della legge regionale
n. 20 del 1999 ai superstiti della strage di
Portella della Ginestra
1. Al fine di onorare la memoria ed il sacrificio delle vittime
di Portella della Ginestra, i benefici previsti dall'articolo 6
della legge regionale 13 settembre 1999, n. 20, sono estesi con le
modalità ivi previste e nella forma di un contributo una tantum
per l'importo di 10 mila euro alle 23 vittime superstiti rimaste
ferite nella strage di Portella della Ginestra dell'1 maggio 1947.
2. La Presidenza della Regione eroga il contributo a richiesta
degli interessati o dei familiari delle vittime previo
accertamento dei requisiti presso gli organi competenti.
3. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2004 la spesa di 230 migliaia di euro cui
si provvede con parti delle disponibilità dell'U.P.B. 3.2.1.3.1 -
capitolo 183705.»
Comunico che é stato presentato l'emendamento aggiuntivo 2.1
dagli onorevoli Cintola e Fleres.
ARDIZZONE presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ARDIZZONE presidente della Commissione. Per quanto riguarda
l'emendamento 2.1, ho avuto modo di rappresentarlo in sede di
Conferenza dei capigruppo. Dopo essermi consultato con il dottore
Castellucci e con l'assessore D'Aquino, sono arrivato alla
conclusione che sia opportuni riscriverlo per renderlo più
chiaro. Pertanto, è stato riscritto d'intesa con il Governo senza
cambiarne il senso originale.
PRESIDENTE Onorevole Ardizzone, stiamo parlando
dell'emendamento 2.1 a firma degli onorevoli Cintola e Fleres, Lei
ha parlato di un'altra cosa. Poiché si tratta di emendamenti
aggiuntivi pongo prima in votazione l'articolo 2.
Chi é favorevole resti seduto, chi é contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa agli emendamenti aggiuntivi.
ARDIZZONE presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ARDIZZONE presidente della Commissione. Il mio vuole essere un
intervento ad adiuvandum, al fine di mantenere questo emendamento.
Il problema qual'é? Si fa riferimento all'estinzione di un'azione
penale e seppure io, per carità, non sono penalista, ritengo che
estinguere l'azione penale per uno che é vittima di mafia,
obiettivamente mi sembra una strada un po' ardua.
E inoltre si fa riferimento a casi accaduti vent'anni anni prima.
Siccome di fatto si verificherebbe - su ciò mi sono confrontato
con il Governo e con il dottore Castellucci - un vuoto legislativo
relativamente alla legge che é entrata in vigore nel 1986,
verrebbero esclusi solamente quei fatti che sono accaduti nel
1985. Ciò mi sembra ingeneroso, illegittimo e ingiusto ed è questo
il ragionamento fondamentale. Di conseguenza, con il dottore
Castellucci si era pensato che esiste una procedura per quanto
riguarda il riconoscimento delle vittime di mafia. Leggendo
l'emendamento così come é stato presentato, non si comprende chi é
che dovrebbe accertare che un soggetto é vittima di mafia in
assenza di sentenza.
Peraltro questa é una legge che, approvato tale emendamento,
diviene inapplicabile. Questo é il punto. E allora é stato
chiarito dall'Assessorato della famiglia -in maniera autorevole e
perfetta, posso dire - che un ufficio presso la Prefettura attesta
se siamo in presenza di vittime di mafia, di criminalità
organizzata o meno.
In questi termini i familiari dei soggetti riconosciuti vittime
della mafia e della criminalità organizzata per i fatti accaduti
nel quinquennio precedente all'entrata in vigore della legge 12
marzo 1986, n. 10, previo parere della Prefettura competente
possono richiedere alla Regione un contributo una tantum entro sei
mese dall'entrata in vigore della presente legge. Il testo non
viene quindi stravolto, bensì migliorato e reso di più facile
interpretazione, in quanto non è facile individuare - ripeto - chi
attesta che un soggetto è stato vittima di mafia.
CINTOLA Onorevole Ardizzone, quando lei parla del quinquennio
prima del 1986, si riferisce agli anni 1985, 1984, 1983, 1982 e
1981 Noi stiamo parlando di un emendamento - ed espressamente il
Governo se ne è fatto carico - ma il tema non è questo.
L'emendamento è stato sottoscritto anche dall'onorevole Fleres e
dall'onorevole Formica, seppure la firma di quest'ultimo collega
non la vedo.
In sostanza non abbiamo fatto altro che riprendere una parte del
testo di un disegno di legge il cui iter non si è concluso. Si è
parlato espressamente, e il Governo lo ha puntualizzato, del
poliziotto D'Agostino, ucciso assieme alla moglie incinta,
omicidio per il quale non si è ravvisata la tipologia di delitto
di mafia. Bisogna però comprendere che anche se non sono stati
accertati i mandanti di tale delitto si tratta pur sempre di
delitto di mafia.
Visto che la Prefettura non attesta che si tratta di delitto di
mafia, il Governo se ne è fatto carico. E in tal senso si aggiunge
la dichiarazione del figlio del Procuratore Costa, il quale
afferma che non ci sono omicidi di seria A e di serie B per quanto
riguarda i delitti di mafia. Il Governo aveva tentato con questo
emendamento che noi abbiamo ripreso di ridare una possibilità
anche per il periodo antecedente.
Forse è opportuno qualche minuto di sospensione per consentire
una riflessione.
ARDIZZONE presidente della Commissione. Chiedo una breve
sospensione della seduta.
PRESIDENTE Accogliendo la richiesta del Presidente della
Commissione, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 19.48, è ripresa alle ore 19.56)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, se stabiliamo un principio di
chiarezza e semplicità, questo, onorevole Cintola, riguarda
direttamente lei in quanto primo firmatario degli emendamenti.
Poiché abbiamo questi tre emendamenti che hanno avuto il parere
favorevole della Commissione Bilancio, ma non anche il parere
della prima Commissione, in quanto la stessa Commissione non ne ha
preso atto, non facendo questi emendamenti parte del testo. A
questo punto, dato che il Presidente della Commissione adesso
richiede di averli presso di sé per rivalutare la nuova situazione
legata agli emendamenti presentati in questo istante, io non ho
alcuna difficoltà a rimandare tutto sia alla Commissione Bilancio
per i nuovi emendamenti (perché vi comunico che ci sono altri tre
emendamenti che sono stati presentati adesso e, al riguardo, vi
dico che questa abitudine di presentare gli emendamenti
all'ultimo momento io intendo troncarla) che alla Commissione di
merito. E, inoltre, invierei ad entrambe le commissioni, se siete
tutti d'accordo, quelli presentati in questo momento qualora
prevedono spesa. Infine, per questi tre per i quali il Presidente
della Commissione mi chiede una rivalutazione, io non ho nessuna
difficoltà a rimandarglieli.
ARDIZZONE presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ARDIZZONE presidente della Commissione. Onorale Presidente
della I Commissione, signor Presidente, onorevoli colleghi, alla
presenza del dottore Castellucci e dell'Assessore D'Aquino
svolgeremo il nostro approfondimento .
FLERES Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, la questione è
nata male per una serie di incomprensioni, di impuntature che
ritengo possano essere chiarite.
L'intento della Commissione Bilancio', quando approvò
l'emendamento che è stato ripresentato da me e dall'onorevole
Cintola, era quello di chiudere definitivamente una partita con
una disposizione che avesse natura generale e astratta e che fosse
applicabile, una volta per tutte, senza determinare strascichi,
vuoti.
Qual è il problema? Il problema è che vi sono vittime di mafia
che non sono in possesso di alcuna certificazione attestante la
loro qualità. E non lo sono perché i processi si sono chiusi senza
una espressa indicazione in questo senso, non lo sono perché non
sono stati perseguiti i colpevoli e per tantissime altre ragioni.
Sia io che l'onorevole Cintola ci siamo resi conto del fatto che
la formulazione dell'emendamento, così come è stato presentato,
non risolverebbe il problema perché indica una procedura che è
quella del riconoscimento della qualità di vittima di mafia.
Tale riconoscimento non può esserci per i motivi che abbiamo
detto e che sono peraltro indicati nell'emendamento stesso e,
pertanto, in quella formulazione l'emendamento risulterebbe di
difficile applicazione, se non di impossibile applicazione.
Poiché, però, alla stesura di questo emendamento si è pervenuti
partendo dal destinatario, perché dobbiamo negarlo? Non stiamo
parlando di chissà quali cortesie dobbiamo fare. Stiamo dicendo di
applicare questa legge a soggetti che ne hanno diritto e che non
riescono a farlo valere perché non c'è il passaggio formale della
dichiarazione di vittima di mafia.
La Commissione è partita dai soggetti per arrivare alla
indicazione generale ed astratta. Poiché la stesura del testo,
nella formulazione mia e dell'onorevole Cintola, non risolve
questo problema, come abbiamo potuto accertare avendo consultato
gli uffici dell'Assessorato enti locali, l'unica soluzione
perseguibile - e non è necessario che vada in Commissione se è la
stessa Commissione a formulare l'emendamento - è quella di citare
i nomi dei destinatari di questo intervento. Siccome sono noti,
basta indicare i nomi, così come abbiamo fatto in altri casi; per
questo caso che chiude una volta per tutte questa vicenda del
passato, credo che i nomi siano tre: una di Messina, a cui faceva
riferimento poc'anzi l'onorevole Ardizzone, e due di Palermo.
PRESIDENTE Onorevole Fleres, non stiamo discutendo del merito
dell'emendamento. Sono d'accordo con lei. C'è una richiesta di
rivisitazione degli emendamenti.
FLERES Infatti, signor Presidente. Il mio intervento mira ad
evitare la sospensione dell'esame in Aula ed il rinvio in
Commissione che, comunque, determina un ulteriore rinvio
nell'approvazione della legge.
Tuttavia, se l'Aula ritiene di dovere seguire questo percorso, è
correttissimo. Rinviamo, però, il testo, ma non sappiamo a quando.
PRESIDENTE Onorevole Fleres, direi, invece, a tempi brevissimi.
Questo lo possiamo stabilire.
FLERES Sto indicando un percorso che non rende indispensabile
il passaggio in Commissione. Se si vuole seguire un altro
percorso, niente da dire, non sarò io ad oppormi. Il rischio che
corriamo è, però, che questa legge non si faccia più.
ARDIZZONE presidente della Commissione. Signor Presidente,
proprio perché si tratta di una materia molto delicata e anche
perché vi sono stati precedenti non nobili in quest' Aula,
ribadisco la richiesta che tutti gli emendamenti tornino in
Commissione per un approfondimento affinché si faccia una
valutazione attenta e si comprendano, una volta per tutte, quali
sono le procedure da applicare in queste fattispecie, per evitare
problemi interpretativi in futuro.
CINTOLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, è una proposta
che non posso non accettare, anche se avevo condiviso, obtorto
collo, la mediazione che l'onorevole Fleres aveva fatto,
ritenendo che si potesse accettare la sua proposta.
Però, nel momento in cui il Presidente della I Commissione
ritiene che sia necessaria questa rivisitazione, sono d'accordo
con lui: rinviamo il disegno di legge in Commissione con gli
emendamenti, assegnando, nel contempo, un tempo entro il quale
dovrà essere definito, altrimenti il disegno di legge non si
farà più.
Dobbiamo rispettare l'impegno assunto sia con l'Aula che con
tutti i gruppi politici a che il disegno di legge sia approvato.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, propongo che la Commissione
Affari Istituzionali' e la Commissione Bilancio' si riuniscano
nella mattina di domani, per esaminare gli emendamenti.
La seduta è rinviata a domani, giovedì 15 aprile 2004, alle ore
17.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
I - Comunicazioni.
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d) e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
N. 279 - Interventi per il migliore funzionamento
dell'Osservatorio sugli appalti e per la piena
attuazione delle stazioni uniche appaltanti.
Raiti - Ferro - Micciché - Morinello
- Orlando
N. 280 - Interventi in favore dell'artigianato.
Fleres - Villari - Catania G. -
Maurici
III - Discussione dei disegni di legge:
1) Interventi a favore dei figli delle vittime del disastro
aereo di Montagna Longa e delle vittime superstiti della strage di
Portella della Ginestra. (nn. 828-824 -N.S./A) (Seguito);
2) Disposizioni in materia di Camere di commercio. (nn. 392-
402-763 - Stralcio 1 bis/A) (Seguito);
3) Schema di progetto di legge costituzionale da proporre ai
sensi dell'articolo 18 dello Statuto al Parlamento recante
'Modifiche allo Statuto della Regione' (nn. 580-472-578-602-
652/A).
IV - Votazione finale del disegno di legge:
- Disciplina dell'attività di guida turistica, guida
ambientale-escursionistica, accompagnatore turistico e guida
subacquea . (nn. 620-220-257-308-368-378-413-430-481-594-623-
686/A)
La seduta è tolta alle ore 20.07
Licenziato dal Servizio dei Lavori d'Aula alle ore 22.00
Allegato
Risposte scritte ad interrogazioni
NICOTRA - AMENDOLIA -.<<Al Presidente della Regione e
all'Assessore per il bilancio e le finanze, considerato che:
- in data 7 agosto 2002, con delibera di Giunta n. 260, la
Regione siciliana ha approvato il Quadro di Riferimento
Strategico regionale per lo sviluppo della Società
dell'informazione;
- il Quadro di Riferimento Strategico come riportato nella
premessa dello stesso documento si pone l'obiettivo di
individuare un modello di crescita economica e sociale della
regione Sicilia che trae origine e sostegno dalla valutazione
del livello di diffusione delle Tecnologie della Informazione e
della Comunicazione sul territorio siciliano ;
- il Quadro di Riferimento Strategico individua tra le modalità
di attuazione delle azioni e degli interventi programmati la
costituzione di una Società mista (ex art. 78 della legge
regionale n. 6 del 3.5.2001 e successive modifiche) da
effettuarsi su proposta dell'Assessorato Bilancio e Finanze,
tramite decreto del Presidente della Regione, per lo
svolgimento delle attività informatiche di competenza delle
amministrazioni regionali, ivi comprese quelle necessarie per
l'attuazione della misura 6.05 - Reti e servizi per la Società
dell'Informazione, del POR Sicilia 2000-2006 ;
- sulla GURS n. 47 del 22/11/2002 è stato pubblicato il bando
per la scelta di un socio per la costituzione di una società
per azioni avente ad oggetto lo svolgimento delle attività
informatiche di competenza delle amministrazioni regionali ed
al quale affidare la realizzazione della piattaforma telematica
integrata della Regione siciliana - Preselezione ;
- in data 11 marzo 2003 la commissione di gara ha convocato le
aziende partecipanti e ha comunicato i nomi delle aziende che
rispondono ai requisiti richiesti nella fase di preselezione;
- ad oggi le aziende che hanno superato la pre-selezione non
sono state invitate a presentare offerta tecnica ed economica;
- l'importo a base d'asta dei servizi e delle forniture che
verranno assegnate al socio di minoranza selezionato sarà di
euro 50.000.000,00 (cinquantamilioni/00) IVA compresa, che
aggraverà sulla dotazione finanziaria della misura 6.05;
- il ritardo nell'espletamento della gara potrebbe comportare
per la Regione siciliana la perdita delle somme impegnate;
per sapere se non ritengano necessario intervenire con la
massima sollecitudine affinché vengano espletate tutte le
procedure necessarie al perseguimento delle finalità previste
nel Quadro di Riferimento Strategico per evitare la perdita
delle somme impegnate>>. (1357)
Risposta. <<Con l'interrogazione numero 1357 gli onorevoli
Nicotra e Amendolia contestano il ritardo nell'espletamento
della gara indetta dall'Assessorato Bilancio e Finanze per la
scelta del socio privato per la costituzione della società
mista, di cui all'articolo78 della legge regionale 6/2001 e
successive modificazioni, ed al quale affidare la realizzazione
della Piattaforma Telematica Integrata della Regione Siciliana,
la cui fase di preselezione si è conclusa l'11/3/2003.
Gli interroganti chiedono un sollecito intervento per la
definizione della gara al fine di perseguire gli obiettivi
previsti nel Quadro di riferimento strategico regionale per lo
sviluppo della Società dell'Informazione, ed evitare che si
perdano le somme impegnate, gravando la base d'asta della gara
di 50 milioni di uro sui fondi della misura 6.05 del POR.
In merito si rappresenta quanto segue.
La gara in argomento ha dovuto subire un pesante rallentamento,
non imputabile a responsabilità di questo Assessorato, a causa
dei ritardi nella definizione degli studi di fattibilità
commissionati dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri ed
aventi ad oggetto Reti Telematiche nella Regione Sicilia e
loro integrazione con la Rete Unitaria delle Pubbliche
Amministrazioni e Stazioni Regionali di accesso a servizi
multimediali della Regione Sicilia , entrambi espressamente
richiamati nella scheda di misura 6.05 ed i cui contenuti sono
stati determinanti per la redazione del capitolato speciale
d'appalto.
Tali studi, infatti, sono stati approvati dal Nucleo di
Valutazione, costituitosi a Roma, nel mese di luglio del 2003,
e dunque alcuni mesi dopo il completamento della procedura di
preselezione, tra l'altro avviata dall'Assessorato Bilancio
proprio nelle more della stesura degli studi ed al fine di
recuperare tempo utile.
Acquisiti gli studi di fattibilità, sono stati predisposti gli
atti di gara, quali statuto, patti parasociali, convenzione e
capitolato speciale d'appalto, successivamente inoltrati al
Dipartimento della Programmazione per l'esame del Tavolo
d'Asse, così come previsto nel Complemento di Programmazione,
trattandosi di fondi POR.
Considerata la complessità degli atti, aventi profili di
rilevanza giuridico-societaria, economico-fiscale ed
informatica, l'esame del suddetto Tavolo ha necessitato di
incontri tra i funzionari del Dipartimento della Programmazione
ed i funzionari e consulenti dell'Assessorato Bilancio, nonché
di formali richieste di chiarimenti, puntualmente riscontrate
da questa Amministrazione.
A maggiore conferma della regolarità dell'operato svolto,
stante la rilevanza della base d'asta e le refluenze che la
costituzione della società mista avrà non soltanto sulla
Pubblica Amministrazione regionale ma sul sistema economico
siciliano, è stata chiesta consulenza al Ministero
dell'Economia e delle Finanze, massima autorità amministrativa
in materia di fondi strutturali comunitari che, in data
20/11/2003, nel condividere la procedura avviata, ha suggerito
alcune modifiche da apportare agli atti di gara al fine di
rendere gli stessi più in linea con la normativa comunitaria.
L'Assessorato Bilancio ha dunque provveduto ad effettuare le
modifiche richieste dal Ministero ed ad inoltrare le stesse al
Tavolo d'Asse per l'esame conclusivo.
Attualmente sono in corso gli ultimi approfondimenti degli atti
di gara che a breve saranno inoltrati, unitamente alle lettere
d'invito, agli ammessi alla preselezione.
Da quanto esposto si evince chiaramente che la complessità
della gara, e le rilevanti risorse finanziarie alla stessa
destinate giustificano i tempi procedurali più lunghi rispetto
ad una comune gara d'appalto.
La gara in questione, infatti, è finalizzata non soltanto ad
acquisire forniture per la realizzazione della Piattaforma
Telematica Integrata, ma a scegliere nel contempo il socio
privato della società mista che gestirà nel futuro tale
Piattaforma ed in generale le attività informatiche di
competenza delle amministrazioni regionali, diventando il
braccio operativo della Regione.
La scelta della gara unica mira a realizzare un sistema
completo, efficiente e sostenibile nel tempo, senza dimenticare
i benefici che scaturiranno per l'amministrazione regionale dal
trasferimento del know how da parte del partner tecnologico.
La rilevanza della gara in questione ha comportato, pertanto, i
necessari confronti con i competenti organismi istituzionali ed
impegnativi approfondimenti da parte degli uffici e dei
consulenti incaricati di coadiuvare questi ultimi nella
predisposizione degli atti di gara, nella consapevolezza che le
attività propedeutiche all'inoltro delle lettere d'invito
devono essere svolte con la massima compiutezza.
Fermo restando, pertanto, il costante impegno dell'Assessorato
Bilancio e Finanze per il perseguimento delle finalità previste
nel Quadro di Riferimento Strategico per lo sviluppo della
Società dell'Informazione e nella misura 6.05, di cui è
titolare, si rappresenta che le somme impegnate per la gara in
argomento, che in tempi brevi proseguirà, saranno spese entro i
termini previsti nel POR secondo un preciso cronoprogramma
contenuto negli stessi atti di gara, non paventandosi alcun
rischio di perdita delle suddette somme>>.
L'Assessore PAGANO
IOPPOLO -.<<Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che:
- scelte strategiche in materia di sanità riguardanti la fascia
'jonica' che hanno di recente determinato l'indebolimento del
livello dei servizi di assistenza sanitaria presenti nel Comune
di Giarre, provocano grossa preoccupazione tra le popolazioni
residenti nell'hinterland, manifestata, in ultimo, anche da
diversi Sindaci dei Comuni appartenenti al Distretto sanitario
di Giarre;
- a dimostrazione di quanto sopra si ricordano i seguenti
fatti: 1) il trasferimento della Divisione ospedaliera di
Geriatria, deliberato dalla AUSL 3 di Catania, dall'Ospedale di
Giarre, sede di originaria destinazione, all'Ospedale di
Acireale; 2) l'istituzione della Divisione di Anestesia e
Rianimazione presso l'Ospedale di Acireale quando, per contro,
l'Ospedale di Giarre, per carenza di medici anestesisti, non
riesce a compiere l'intero numero di interventi chirurgici
programmati;
- l'AUSL 3 di Catania ha chiesto alla Regione siciliana
l'attivazione dell'istituenda Divisione di Cardiologia, presso
l'Ospedale di Acireale o presso quello di Giarre;
- si rende necessario rivalutare la funzione dell'Ospedale di
Giarre, migliorandone e riqualificandone il livello dei
servizi, in virtù soprattutto della considerevole fascia di
utenza servita in quell'area che, altrimenti, si vedrebbe
costretta a subire non trascurabili disagi determinati dalla
distanza geografica con i centri di assistenza sanitaria
prossimi;
per sapere:
- se si ritenga di dovere autorizzare l'attivazione della
Divisione di Cardiologia presso l'Ospedale di Giarre;
- quali altre concrete iniziative si intendano intraprendere
per valorizzare maggiormente la funzione strategica
dell'Ospedale di Giarre e delle strutture sanitarie presenti
nel Distretto di Giarre, potenziandone e migliorandone la
qualità dei servizi assistenziali>>. (1039)
Risposta. <<Con riferimento all'interrogazione numero 1039,
l'Azienda Unità sanitaria locale n. 3 di Catania, all'uopo
interpellata, ha fatto sapere quanto segue.
In attuazione della delibera di Giunta regionale di Governo n.
135 del 7 maggio 2003 che ha approvato il Piano di
rimodulazione della rete ospedaliera, di cui al successivo D.A.
27 maggio 2003, l'Azienda in parola ha provveduto a ricedere il
proprio assetto ospedaliero come da delibera n. 2098 del 19
settembre 2003.
Nella suddetta deliberazione sono riportate le assegnazioni dei
pl. Per singolo P.O., già previste dal decreto 27 maggio 2003,
e la loro distribuzione secondo modulo tipo, multipli e
sottomultipli di modulo, tenendo conto della domanda di
assistenza sanitaria e degli indici di attività di ciascun
P.O..
Relativamente al P.O. di Giarre, si fa presente che in esso
sono previste sia la UOC di terapia intensiva, con 4 pl. (tra
l'altro prevista dal decreto assessoriale sopra citato), che la
UOC di cardiologia con 12 pl.. Per quest'ultima UOC è stata
avanzata a questo Assessorato, con la stessa nota di
trasmissione dell'atto deliberativo, anche la richiesta di
autorizzazione all'attivazione, proprio presso il P.O. di
Giarre al fine di potenziare l'offerta di assistenza
cardiologia.
Tanto in evasione all'atto ispettivo>>.
L'Assessore CITTADINI
FORGIONE - LIOTTA -.<<Al Presidente della Regione,
all'Assessore per la sanità, all'Assessore il turismo, le
comunicazioni e per i trasporti, premesso che:
- è già in atto la sospensione temporanea, ed in via
sperimentale dal 21 giugno 2003, della camera iperbarica presso
il poliambulatorio di Favignana;
- risulta impossibile il trasporto degli embolizzati attraverso
il servizio di elisoccorso 118;
- il personale del PTE è inadeguato ad affrontare questo tipo
di emergenza in quanto privo di specializzazione;
considerato che:
- con l'inizio della stagione estiva nell'isola c'è un
incremento di presenze turistiche e di quanti praticano le
immersioni subacquee;
- la camera iperbarica è uno strumento di sicurezza sanitaria
fondamentale in un'isola e la sua apertura è stata una
conquista costata diversi anni;
- la chiusura di un così importante strumento avrà ricadute
negative sia per i cittadini residenti che per i turisti, e
anche sull'economia isolana;
per sapere se non ritenga opportuno impedire ogni possibile
chiusura della Camera iperbarica presso il poliambulatorio
dell'isola di Favignana>>. (1195)
Risposta. <<Con riferimento all'interrogazione numero 1195, si
rappresenta che l'Azienda Unità sanitaria locale numero 9 di
Trapani, all'uopo interpellata, con deliberazione n. 9 ha
previsto la riattivazione presso il Poliambulatorio di
Favignana del Servizio di medicina iperbarica e subacquea per
il mese di agosto 2003.
Il Servizio in questione é stato altresì autorizzato per la
riattivazione della Camera iperbarica di Favignana dal 1 al 31
agosto 2003 per una spesa complessiva di euro 17.175,89.
Tanto in evasione dell'atto ispettivo>>.
L'Assessore CITTADINI
MOSCHETTO-.<<All'Assessore per la sanità, premesso che:
- la raccolta del sangue fetale del funicolo è ormai una
pratica consolidata presso i punti nascita della Sicilia e
consiste nel prelievo del sangue residuo nella placenta, dopo
il parto e l'allontanamento del neonato;
- il sangue, raccolto in una sacca sterile dedicata, viene
successivamente inviato alla Banca regionale del Cordone
ombelicale di Sciacca;
rilevato che tale prestazione, per ovvi motivi tecnici, viene
eseguita in ambito ospedaliero nel corso dell'assistenza al
parto;
constatato che:
- tale prestazione risulta inserita nell'elenco delle
prestazioni di assistenza specialistica ambulatoriale della
regione siciliana, che al codice H' - 75 33 1 prevede la
funicolocentesi con raccolta di cellule staminali
ematopietiche' con una tariffa di lire 170.000 (euro 87,79);
- tale prestazione, inspiegabilmente, non risulta inserita nel
tariffario delle prestazioni di assistenza ospedaliera (DRGs);
per sapere quali provvedimenti intenda porre in essere affinché
a tale prestazione ospedaliera venga riconosciuta una tariffa
remunerativa (DRGs) che valorizzi l'attività produttiva delle
divisioni di ostetricia che eseguono tale prelievo nel corso
dell'assistenza al parto>>. (1410)
Risposta. <<Con riferimento all'interrogazione numero 1410, si
rappresenta quanto segue.
Il mancato inserimento nel tariffario delle prestazioni di
assistenza ospedaliera della funicolocentesi con raccolta di
cellule staminali ematopoietiche, non è affatto inspiegabile,
in quanto i DRG ospedalieri sono omnicomprensivi di una
molteplicità di prestazioni all'interno dello stesso processo.
Pertanto, è concettualmente deviante ritenere che ogni
prestazione specialistica erogata all'interno del profilo
considerato nel cosiddetto DRG, debba riflettersi
necessariamente sulla modificazione della tariffazione
corrispondente.
In ogni caso la classificazione del DRG è uniforme su tutto il
territorio nazionale e, pertanto, eventuali ridefinizioni in
tal senso possono intervenire solo a seguito di direttive
ministeriali specifiche.
Tanto in evasione all'atto ispettivo>>.
L'Assessore CITTADINI