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Resoconto d'Aula della Seduta n. 198 di mercoledì 14 aprile 2004
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   Presidenza del presidente Lo Porto


   Seguito dell'esame del disegno di legge "Interventi in favore dei
   figli delle vittime del disastro aereo di Montagna Longa e delle
   vittime superstiti della strage di Portella delle Ginestre" (nn.
                           828 - 824 N.S./A)

    PRESIDENTE   Si  passa al quarto punto dell'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede  al  seguito della discussione del disegno  di  legge
  "Interventi  in favore dei figli delle vittime del disastro  aereo
  di  Montagna  Longa  e delle vittime superstiti  della  strage  di
  Portella delle Ginestre" (nn. 828 - 824 N.S./A).
   Ricordo che l'esame del disegno di legge si era interrotto  nella
  seduta  numero  196  del  6 Aprile 2004, dopo  l'approvazione  del
  passaggio all'esame degli articoli.
   Invito  la  I Commissione legislativa a prendere posto nel  banco
  alla medesima assegnato.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
    Estensione dell'articolo 4 della legge regionale n. 20 del 1999
      ai figli delle vittime del disastro aereo di Montagna Longa

   1.  Le  disposizioni di cui ai commi 1 e 3 dell'articolo 4  della
  legge  regionale 13 settembre 1999, n. 20, si applicano  anche  ai
  figli,  nati  o residenti in Sicilia, delle vittime  del  disastro
  aereo  di Montagna Longa del 5 maggio 1972, a condizione  che  non
  abbiano  superato  il 45  anno di età o che non  siano  dipendenti
  pubblici.

   2.  Per le finalità del presente articolo è autorizzata la  spesa
  valutata in 300 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2004.

   3.  Agli  oneri  di  cui al comma 2 si provvede  per  l'esercizio
  finanziario   2004  con  parte  delle  disponibilità   dell'U.P.B.
  4.2.1.5.2 capitolo 215704, accantonamento 1001 del bilancio  della
  Regione.

   4.  Per  gli  esercizi finanziari 2005 e 2006 è  autorizzata  per
  ciascun  anno la spesa valutata in 600 migliaia di euro che  trova
  riscontro nel bilancio pluriennale della Regione U.P.B. 4.2.1.5.2,
  codice 120201, accantonamento 1001.»

   Comunico   che   è   stato   presentato  dall'onorevole   Acierno
  l'emendamento 1.1:
    -    Al comma 1, dopo le parole  45  anno di età  aggiungere  le
       parole  il cui reddito familiare sia inferiore a 30.000 euro o che
       non siano dipendenti pubblici.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 1, in
  realtà,  è  una  legge nella legge perchè richiama l'articolo  108
  della legge 17  del 2003, nel cui articolo 108 furono estese  alle
  vittime del disastro aereo di Ustica e dell'altro incidente  aereo
  di  Punta Raisi del 1978, i benefici della legge  20 del 1999.
   Con questo articolo 1 il legislatore ha inteso sanare  quella che
  definirei una dimenticanza,  sicuramente in buona fede, perchè  si
  è  voluto dare un riconoscimento ai familiari delle vittime  delle
  grandi tragedie aeree che hanno colpito la Sicilia.  Però ho avuto
  ed  ho  alcune  perplessità non tanto sul ricordo  delle  vittime,
  perchè  purtroppo  quando la politica si deve  occupare  anche  di
  ricordare vittime, sicuramente non è facile potere trasferire  con
  serenità  i  sentimenti che si provano, però  vorrei portare  alla
  riflessione   dell'Aula   un   ragionamento   che   credo    debba
  contraddistinguere  tutti i rappresentanti  politici  dall'estrema
  sinistra all'estrema destra.
   Mi rendo conto che molto spesso il dolore provocato da una morte,
  ancorchè  tragica  come quella di un evento  drammatico  quale  un
  incidente  aereo,  rischia  di essere  trasformato  quasi  in  una
  speranza, - vorrei che le mie parole non fossero fraintese  -   ma
  questa è una terra che ancora oggi paga un elevatissimo prezzo  in
  termini  di  disoccupazione, e quando in questa Aula si  approvano
  norme  che  risolvono il problema dell'occupazione  in  favore  di
  soggetti   che hanno come prerogativa quella di essere parenti  di
  vittime,  non  vorrei  che  si  commettesse  una  seconda   grande
  ingiustizia   nei  confronti  di  tutti  coloro  che    attendono,
  dall'attività   legislativa  di  quest'Aula,  con    speranza   di
  risolvere il proprio problema madre: il  lavoro.
   Questo lo voglio dire perchè sono stato un sostenitore del  no' a
  questa  norma,  che  si  occupa sia di   Montagna  Longa  che   di
  Portella delle Ginestre, perchè ritenevo e ritengo, e sono  sempre
  più  convinto, che è probabile, viste le disponibilità finanziarie
  che  riusciamo ad avere di volta in volta, raschiando il fondo del
  barile,  -  è di oggi la notizia dell'aggiornamento del  buco  del
  bilancio  della Regione che sfiora i 1.200 milioni di  euro,  cioè
  2.400 miliardi di lire - che  riusciremo  a trovare le somme.
   Bene,  quanti  sono  oggi  i poveri in Sicilia?  A  quanta  gente
  avremmo  potuto regalare una Pasqua più serena, anche per un  solo
  giorno,  utilizzando parte di queste somme ed  intitolandole  alle
  vittime delle grandi tragedie di questa terra?
   Signor  Presidente,  lo dico perchè, è morto  un  giovane  in  un
  incidente  stradale   e,   grazie  alla  sua  morte  ha  messo  in
  condizione sette persone di ricevere i suoi organi. Come  facciamo
  a  dimenticare  questi gesti? Come facciamo a non riconoscerli  in
  un'attività  legislativa che parte da Portella della Ginestra  per
  arrivare  a Ustica? Non è possibile, io non ci riesco,  ho   serie
  difficoltà a farlo.
   Ho  anche  una seria difficoltà ad esprimere con il mio  voto  il
  giudizio a favore, o contro. Come si fa a votare contro una  norma
  che  riguarda  delle  persone che hanno  pianto  il  dolore  della
  perdita di un loro congiunto o come si fa a votare a favore di  un
  posto  di  lavoro  che  viene negato ad un altro?   Ho  sentito  i
  sindacati  sollevarsi su questo tema e dire: 'Ma la  Regione  come
  procede a fare assunzioni fuori da ogni regola, fregandosene delle
  piante  organiche?'. E' un modo di legiferare questo? Ci fa  onore
  tutto  questo?  Riteniamo che questo tipo di attività  legislativa
  glorifichi davvero il Parlamento siciliano?
   Credo  proprio  di no, però - ripeto -  mi trovo in   difficoltà,
  soprattutto oggi che abbiamo celebrato la morte di un  amico  vero
  quale è stato Vincenzo Leanza, un esponente di questo Parlamento e
  della  politica della nostra Regione. Pertanto, signor Presidente,
  preannuncio il ritiro del mio emendamento 1.1  perché,  quando  ho
  inteso quantificare il reddito familiare, era un modo per dire che
  se  dobbiamo dare un posto di lavoro, dobbiamo guardare anche alla
  redditività delle famiglie; altrimenti  rischiamo di continuare  a
  mantenere persone inoccupate e magari a dare lavoro a persone  che
  hanno  già un reddito familiare che non necessita di  un'ulteriore
  aggiunta di reddito.
   Ribadisco  che   qui  si parte da una grave ingiustizia,  che   è
  quella  che  quest' Aula, con l'articolo    108 della  finanziaria
  del  2003,  ha  riconosciuto vittime, e quindi meritevoli  di  una
  serie  di  agevolazioni, soltanto i familiari  di  due  delle  tre
  tragedie aeree.
     Ed  allora,  nel  preannunciare il ritiro del mio  emendamento,
  annuncio anche di lasciare l'Aula, perchè devo essere coerente con
  me stesso e non posso assolutamente votare contro questa legge, ma
  non posso neanche votare a favore.

    PRESIDENTE   L'Assemblea prende atto del ritiro dell'emendamento
  1.1.
   Preciso che per mero errore materiale, al comma 1 dell'articolo 1
  all'ultimo rigo, dopo le parole  'che abbiano superato il 45  anno
  di  età'  le parole  o che non siano dipendenti pubblici' sono  da
  intendersi 'e che non siano dipendenti pubblici'.
   Pongo in votazione l'articolo 1.

    CINTOLA  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA    Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   ho   una
  preoccupazione:  l'onorevole Acierno ha ritirato  l'emendamento  a
  sua firma. Ma, vorrei brevemente informare quest'Aula di quanto  è
  avvenuto in Commissione Bilancio su questo emendamento.

   In  Commissione  Bilancio questo emendamento  è  stato  approvato
  semplicemente come proposta da inviare alla I Commissione,  perché
  era un emendamento di merito.
   L'emendamento in questione ha, nei fatti, diminuito il numero  di
  coloro  i  quali  hanno  diritto  all'assunzione  da  parte  della
  Regione,  in  quanto  oltre  ai  requisiti  previsti  dalla  legge
  regionale  in  materia  di provvedimenti  per  i  familiari  delle
  vittime  della  mafia,  è stato previsto  quello  del  limite  del
  reddito  familiare che non deve superare i 30.000 euro. Quindi,  a
  mio  avviso,  se  il Governo ha voluto limitare  il  numero  degli
  aventi  diritto all'assunzione lo ha fatto per stabilire un  tetto
  per la copertura finanziaria.
   Volevo,  pertanto, avere conferma dal Governo che, anche  con  il
  ritiro   dell'emendamento  dell'onorevole  Acierno,  la  copertura
  finanziaria rimane adeguata alle finalità dell'articolo.
   Ritengo   che  la  copertura  finanziaria  ci  sia,   poiché   la
  limitazione  fino  a 30.000 euro sembra avere  ridotto  il  numero
  delle  persone da assumere e la spesa prevista era stata  valutata
  in 600 mila di euro, però preferirei una precisazione in tal senso
  da parte del Governo.

    PRESIDENTE   Onorevole Cintola, ritengo che questo parere  debba
  darlo  la Commissione Bilancio e non il Governo. E ritengo che  la
  stessa si sia già espressa favorevolmente.

    CINTOLA   Signor  Presidente, la Commissione  Bilancio  ha  dato
  parere  favorevole sia all'articolo 1, con una spesa  prevista  di
  600  mila euro, ma ha dato parere favorevole anche all'emendamento
  che  diminuisce il numero delle persone da assumere  e  quindi  la
  spesa.

    PRESIDENTE   Onorevole  Cintola, in  questo  caso  la  copertura
  finanziaria  è  ancor più certa, considerato  che  la  spesa  sarà
  sicuramente inferiore.
   In  ogni  caso l'emendamento è stato ritirato quindi il  problema
  non sussiste.

    CINTOLA   Signor Presidente, la presentazione di un  emendamento
  che  prevede  l'assunzione per coloro i  quali  hanno  un  reddito
  familiare   non   superiore  a  30.000  euro  significa,   o   può
  significare, che il Governo, nel dare copertura finanziaria, abbia
  ritenuto che le persone da assumere possono essere meno di  quelle
  previste, e quindi la spesa da impegnare sarà inferiore.

    PRESIDENTE   Onorevole Cintola, le devo una risposta  perchè  il
  suo  rilievo potrebbe avere conseguenze serie se non ci fossero  i
  commi  3 e 4 che stabiliscono le somme per le quali la Commissione
  Bilancio ha dato parere favorevole.

    LIOTTA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LIOTTA    Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   dopo   i
  chiarimenti che la Presidenza ha fornito in merito alla  questione
  sollevata  dall'onorevole Cintola, probabilmente il mio intervento
  risulta superfluo e ridondante.
   Vorrei  però  ricordare, come membro della Commissione,  come  si
  sono  svolti  i  fatti:  la  copertura  finanziaria  al  comma   1
  dell'articolo 1 è stata data dal Governo prima della presentazione
  e successiva approvazione dell'emendamento dell'onorevole Acierno.
  All'ultimo momento in Commissione è stato presentato l'emendamento
  dell'onorevole Acierno, il quale è stato frettolosamente approvato
  e  rimandato in Commissione per la presa d'atto, presa d'atto  che
  però  la  Commissione non ha fatto. Ecco perchè questo emendamento
  giunge  in Aula non inserito nel testo redatto dalla I Commissione
  o dalla Commissione Bilancio.
   Ma  tengo  a  precisare che tutto questo non ha alcuna  refluenza
  sulla questione della copertura finanziaria.

    CINTOLA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA   Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  non  voglio
  aprire un dibattito ad oltranza, però ho una certezza, che è anche
  supportata  dal nostro Regolamento interno: non si  può  approvare
  prima  l'articolo e poi l'emendamento. L'emendamento va  approvato
  prima  dell'articolo,  anche se questo  -  continuo  a  dirlo  fin
  dall'inizio  e  lo ribadisco - non vieta l'approvazione  da  parte
  dell'Aula dell'articolo in questione.
   Non ho detto che questo impedisce l'approvazione dell'articolo  o
  che  non ci sia la copertura finanziaria, in quanto non è a me che
  spetta   questo  compito,  ma  che  prima  deve  essere  approvato
  l'emendamento  e  poi l'articolo nella sua interezza,  e  non  può
  essere fatto in modo diverso.

    LIOTTA   Ma  è una proposta di presa d'atto, non è  un  articolo
  integrato.

    CINTOLA   Signor Presidente, non voglio sollevare una  questione
  che  ci  impedisce  di proseguire con i nostri lavori.  Ho  voluto
  soltanto che restasse agli atti tale mia preoccupazione.
   Io  voterò  l'articolo 1 senza l'emendamento, ma voglio  ribadire
  che  non  si  può sempre andare avanti con 'i buchi' Ma  va  bene
  Facciamoli  ugualmente considerato che abbiamo assunto un  impegno
  che  vogliamo mantenere, e l'impegno è che su questa legge c'é  il
  nostro  sì  incondizionato di arrivare fino alla fine,  anche  non
  condividendone - come abbiamo sempre affermato e come  continuiamo
  ad  affermare - il contenuto nella sua parte integrale, in  quanto
  pensiamo  a  vittime di trentasette anni fa, ai cui familiari  non
  facciamo  che  rinnovare la sofferenza oltre che dare  contributi.
  Per  non parlare delle vittime di cinquantasette anni fa. Ma visto
  che  ci siamo, andiamo avanti. Non solleviamo però altre questioni
  che  non  reggono con la prassi regolamentare. Poichè non ci  sono
  altre questioni, invito la Presidenza a andare avanti e mettere in
  votazione l'articolo nella sua interezza.

    PRESIDENTE   Non sorgendo osservazioni, resta  stabilito  che  i
  commi  2,  3  e  4  dell'articolo 1 sono rapportati  al  comma  1.
  L'emendamento 1.1 a firma dell'onorevole Acierno é ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 1. Chi é favorevole resti  seduto,
  chi é contrario si alzi.

                         (E' approvato)

      Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                             «Art. 2
           Applicazione dell'articolo 6 della legge regionale
              n. 20 del 1999 ai superstiti della strage di
                      Portella della Ginestra

   1.  Al  fine di onorare la memoria ed il sacrificio delle vittime
  di  Portella  della Ginestra, i benefici previsti dall'articolo  6
  della legge regionale 13 settembre 1999, n. 20, sono estesi con le
  modalità  ivi previste e nella forma di un contributo  una  tantum
  per  l'importo di 10 mila euro alle 23 vittime superstiti  rimaste
  ferite nella strage di Portella della Ginestra dell'1 maggio 1947.

   2.  La  Presidenza della Regione eroga il contributo a  richiesta
  degli   interessati   o   dei  familiari  delle   vittime   previo
  accertamento dei requisiti presso gli organi competenti.

   3.  Per  le  finalità  di  cui  al comma  1  è  autorizzata,  per
  l'esercizio finanziario 2004 la spesa di 230 migliaia di euro  cui
  si provvede con parti delle disponibilità dell'U.P.B. 3.2.1.3.1  -
  capitolo 183705.»

   Comunico  che  é  stato presentato l'emendamento  aggiuntivo  2.1
  dagli onorevoli Cintola e Fleres.

    ARDIZZONE  presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ARDIZZONE   presidente della Commissione.  Per  quanto  riguarda
  l'emendamento  2.1,  ho avuto modo di rappresentarlo  in  sede  di
  Conferenza dei capigruppo. Dopo essermi consultato con il  dottore
  Castellucci  e  con  l'assessore  D'Aquino,  sono  arrivato   alla
  conclusione  che  sia  opportuni  riscriverlo   per  renderlo  più
  chiaro. Pertanto, è stato riscritto d'intesa con il Governo  senza
  cambiarne il senso originale.

    PRESIDENTE      Onorevole     Ardizzone,     stiamo     parlando
  dell'emendamento 2.1 a firma degli onorevoli Cintola e Fleres, Lei
  ha  parlato  di  un'altra cosa. Poiché si  tratta  di  emendamenti
  aggiuntivi pongo prima in votazione l'articolo 2.
   Chi é favorevole resti seduto, chi é contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa agli emendamenti aggiuntivi.

    ARDIZZONE  presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ARDIZZONE  presidente della Commissione. Il mio vuole essere  un
  intervento ad adiuvandum, al fine di mantenere questo emendamento.
   Il problema qual'é? Si fa riferimento all'estinzione di un'azione
  penale  e seppure io, per carità, non sono penalista, ritengo  che
  estinguere  l'azione  penale  per uno  che  é  vittima  di  mafia,
  obiettivamente mi sembra una strada un po' ardua.
   E inoltre si fa riferimento a casi accaduti vent'anni anni prima.
  Siccome  di  fatto si verificherebbe - su ciò mi sono  confrontato
  con il Governo e con il dottore Castellucci - un vuoto legislativo
  relativamente  alla  legge  che é  entrata  in  vigore  nel  1986,
  verrebbero  esclusi  solamente quei fatti che  sono  accaduti  nel
  1985. Ciò mi sembra ingeneroso, illegittimo e ingiusto ed è questo
  il  ragionamento  fondamentale. Di  conseguenza,  con  il  dottore
  Castellucci  si  era pensato che esiste una procedura  per  quanto
  riguarda  il  riconoscimento  delle  vittime  di  mafia.  Leggendo
  l'emendamento così come é stato presentato, non si comprende chi é
  che  dovrebbe  accertare che un soggetto é  vittima  di  mafia  in
  assenza di sentenza.
   Peraltro  questa  é  una legge che, approvato  tale  emendamento,
  diviene  inapplicabile.  Questo é  il  punto.  E  allora  é  stato
  chiarito dall'Assessorato della famiglia -in maniera autorevole  e
  perfetta, posso dire - che un ufficio presso la Prefettura attesta
  se   siamo  in  presenza  di  vittime  di  mafia,  di  criminalità
  organizzata o meno.
   In  questi termini i familiari dei soggetti riconosciuti  vittime
  della  mafia e della criminalità organizzata per i fatti  accaduti
  nel  quinquennio precedente all'entrata in vigore della  legge  12
  marzo  1986,  n.  10,  previo parere della  Prefettura  competente
  possono richiedere alla Regione un contributo una tantum entro sei
  mese  dall'entrata in vigore della presente legge.  Il  testo  non
  viene  quindi  stravolto, bensì migliorato e reso  di  più  facile
  interpretazione, in quanto non è facile individuare - ripeto - chi
  attesta che un soggetto è stato vittima di mafia.

    CINTOLA   Onorevole Ardizzone, quando lei parla del  quinquennio
  prima  del 1986, si riferisce agli anni 1985, 1984, 1983,  1982  e
  1981  Noi stiamo parlando di un emendamento - ed espressamente  il
  Governo  se  ne  è  fatto  carico -  ma  il  tema  non  è  questo.
  L'emendamento è stato sottoscritto anche dall'onorevole  Fleres  e
  dall'onorevole  Formica, seppure la firma di quest'ultimo  collega
  non la vedo.
   In  sostanza non abbiamo fatto altro che riprendere una parte del
  testo di un disegno di legge il cui iter non si è concluso.  Si  è
  parlato  espressamente,  e  il Governo lo  ha  puntualizzato,  del
  poliziotto   D'Agostino,  ucciso  assieme  alla  moglie   incinta,
  omicidio  per il quale non si è ravvisata la tipologia di  delitto
  di  mafia.  Bisogna però comprendere che anche se non  sono  stati
  accertati  i  mandanti  di tale delitto si tratta  pur  sempre  di
  delitto di mafia.
   Visto  che la Prefettura non attesta che si tratta di delitto  di
  mafia, il Governo se ne è fatto carico. E in tal senso si aggiunge
  la  dichiarazione  del  figlio  del Procuratore  Costa,  il  quale
  afferma che non ci sono omicidi di seria A e di serie B per quanto
  riguarda  i delitti di mafia. Il Governo aveva tentato con  questo
  emendamento  che  noi  abbiamo ripreso di ridare  una  possibilità
  anche per il periodo antecedente.
   Forse  è  opportuno qualche minuto di sospensione per  consentire
  una riflessione.

    ARDIZZONE   presidente  della  Commissione.  Chiedo  una   breve
  sospensione della seduta.

    PRESIDENTE   Accogliendo  la  richiesta  del  Presidente   della
  Commissione, sospendo brevemente la seduta.

   (La seduta, sospesa alle ore 19.48, è ripresa alle ore 19.56)

   La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, se stabiliamo un  principio  di
  chiarezza  e  semplicità,  questo,  onorevole  Cintola,   riguarda
  direttamente  lei  in quanto primo firmatario  degli  emendamenti.
  Poiché  abbiamo questi tre emendamenti che hanno avuto  il  parere
  favorevole  della  Commissione Bilancio, ma non  anche  il  parere
  della prima Commissione, in quanto la stessa Commissione non ne ha
  preso  atto,  non facendo questi emendamenti parte  del  testo.  A
  questo  punto,  dato  che il Presidente della  Commissione  adesso
  richiede di averli presso di sé per rivalutare la nuova situazione
  legata  agli emendamenti presentati in questo istante, io  non  ho
  alcuna  difficoltà a rimandare tutto sia alla Commissione Bilancio
  per  i nuovi emendamenti (perché vi comunico che ci sono altri tre
  emendamenti  che sono stati  presentati adesso e, al riguardo,  vi
  dico   che    questa  abitudine  di  presentare  gli   emendamenti
  all'ultimo  momento io intendo troncarla) che alla Commissione  di
  merito. E, inoltre, invierei  ad entrambe le commissioni, se siete
  tutti  d'accordo,  quelli  presentati in  questo  momento  qualora
  prevedono spesa. Infine,  per questi tre per i quali il Presidente
  della  Commissione mi chiede una rivalutazione,  io non ho nessuna
  difficoltà a rimandarglieli.

    ARDIZZONE  presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ARDIZZONE   presidente  della  Commissione.  Onorale  Presidente
  della  I Commissione, signor Presidente, onorevoli colleghi,  alla
  presenza   del  dottore  Castellucci  e  dell'Assessore   D'Aquino
  svolgeremo il nostro approfondimento .

    FLERES  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES   Signor Presidente, onorevoli colleghi, la  questione  è
  nata  male  per  una serie di incomprensioni, di  impuntature  che
  ritengo possano essere chiarite.
   L'intento   della   Commissione    Bilancio',   quando    approvò
  l'emendamento  che  è  stato ripresentato da me  e  dall'onorevole
  Cintola,  era quello di chiudere definitivamente una  partita  con
  una disposizione che avesse natura generale e astratta e che fosse
  applicabile,  una  volta per tutte, senza determinare  strascichi,
  vuoti.
   Qual  è  il problema? Il problema è che vi sono vittime di  mafia
  che  non  sono in possesso di alcuna certificazione attestante  la
  loro qualità. E non lo sono perché i processi si sono chiusi senza
  una  espressa indicazione in questo senso, non lo sono perché  non
  sono stati perseguiti i colpevoli e per tantissime altre ragioni.
   Sia  io che l'onorevole Cintola ci siamo resi conto del fatto che
  la  formulazione  dell'emendamento, così come è stato  presentato,
  non  risolverebbe il problema perché indica una  procedura  che  è
  quella del riconoscimento della qualità di vittima di mafia.
   Tale  riconoscimento  non può esserci per i  motivi  che  abbiamo
  detto  e  che  sono peraltro indicati nell'emendamento  stesso  e,
  pertanto,  in  quella formulazione l'emendamento  risulterebbe  di
  difficile applicazione, se non di impossibile applicazione.
   Poiché,  però, alla stesura di questo emendamento si è  pervenuti
  partendo  dal  destinatario, perché dobbiamo negarlo?  Non  stiamo
  parlando di chissà quali cortesie dobbiamo fare. Stiamo dicendo di
  applicare questa legge a soggetti che ne hanno diritto e  che  non
  riescono a farlo valere perché non c'è il passaggio formale  della
  dichiarazione di vittima di mafia.
   La   Commissione  è  partita  dai  soggetti  per  arrivare   alla
  indicazione  generale ed astratta. Poiché la  stesura  del  testo,
  nella  formulazione  mia  e dell'onorevole  Cintola,  non  risolve
  questo  problema, come abbiamo potuto accertare avendo  consultato
  gli   uffici  dell'Assessorato  enti  locali,  l'unica   soluzione
  perseguibile - e non è necessario che vada in Commissione se è  la
  stessa  Commissione a formulare l'emendamento - è quella di citare
  i  nomi  dei destinatari di questo intervento. Siccome sono  noti,
  basta indicare i nomi, così come abbiamo fatto in altri casi;  per
  questo  caso  che  chiude una volta per tutte questa  vicenda  del
  passato, credo che i nomi siano tre: una di Messina, a cui  faceva
  riferimento poc'anzi l'onorevole Ardizzone,  e due di Palermo.

    PRESIDENTE  Onorevole Fleres, non stiamo discutendo  del  merito
  dell'emendamento.  Sono d'accordo con lei. C'è  una  richiesta  di
  rivisitazione degli emendamenti.

    FLERES   Infatti, signor Presidente. Il mio intervento  mira  ad
  evitare  la  sospensione  dell'esame  in  Aula  ed  il  rinvio  in
  Commissione   che,   comunque,  determina  un   ulteriore   rinvio
  nell'approvazione della legge.
   Tuttavia, se l'Aula ritiene di dovere seguire questo percorso,  è
  correttissimo. Rinviamo, però, il testo, ma non sappiamo a quando.

    PRESIDENTE  Onorevole Fleres, direi, invece, a tempi brevissimi.
  Questo lo possiamo stabilire.

    FLERES   Sto  indicando un percorso che non rende indispensabile
  il  passaggio  in  Commissione.  Se  si  vuole  seguire  un  altro
  percorso,  niente da dire, non sarò io ad oppormi. Il rischio  che
  corriamo è,  però,  che questa legge non si faccia più.

    ARDIZZONE   presidente  della  Commissione.  Signor  Presidente,
  proprio  perché  si tratta di una materia molto delicata  e  anche
  perché  vi  sono  stati  precedenti non  nobili  in  quest'  Aula,
  ribadisco  la  richiesta  che  tutti gli  emendamenti  tornino  in
  Commissione  per  un  approfondimento  affinché  si   faccia   una
  valutazione  attenta e si comprendano, una volta per tutte,  quali
  sono  le procedure da applicare in queste fattispecie, per evitare
  problemi interpretativi in futuro.

    CINTOLA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA  Signor Presidente, onorevoli colleghi, è una   proposta
  che  non  posso  non accettare, anche se avevo condiviso,  obtorto
  collo,    la  mediazione  che  l'onorevole  Fleres  aveva   fatto,
  ritenendo che si  potesse accettare la sua proposta.
   Però,  nel  momento  in  cui il Presidente  della  I  Commissione
  ritiene  che  sia necessaria questa rivisitazione, sono  d'accordo
  con  lui:  rinviamo  il disegno di legge in  Commissione  con  gli
  emendamenti,  assegnando, nel contempo, un tempo  entro  il  quale
  dovrà   essere  definito, altrimenti  il disegno di legge  non  si
  farà più.
   Dobbiamo  rispettare l'impegno assunto sia  con  l'Aula  che  con
  tutti i gruppi politici a che il disegno di legge sia approvato.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi, propongo  che  la  Commissione
   Affari  Istituzionali' e la Commissione  Bilancio' si  riuniscano
  nella mattina di domani, per esaminare gli emendamenti.
   La  seduta è rinviata a domani, giovedì 15 aprile 2004, alle  ore
  17.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto


    BURGARETTA  APARO  segretario, dà lettura del  processo  verbale
  della  seduta  n.  195  del  6  aprile  2004,  che,  non  sorgendo
  osservazioni, si intende approvato.

             Commemorazione dell'onorevole Vincenzo Leanza

                      (Tutti i deputati in piedi)

     PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, ancora una  volta  siamo
  chiamati  al triste rito di rievocare un collega, un  amico,
  un uomo politico componente di questo Parlamento.
       La   morte  dell'onorevole  Vincenzo  Leanza  è  giunta
  improvvisa,  lo scorso 7 aprile, alla vigilia del  dibattito
  sulla  riforma dello Statuto speciale. L'indomani di  quella
  funesta   sera   avremmo  dovuto  iniziare  la   discussione
  generale  sulla riforma dello Statuto, frutto di  un  lavoro
  del quale Vincenzo Leanza è stato sicuramente protagonista.
       L'Assemblea   tutta  si  unisce  al   cordoglio   della
  famiglia.  ed è particolarmente vicina alla vedova,  signora
  Anna  e  al figlioletto Calogero. Esprime altresì sentimenti
  di  sincera  solidarietà  al Gruppo  parlamentare  di  Forza
  Italia di cui l'onorevole Leanza era prestigioso esponente.
       Come ho avuto occasione di dichiarare nell'immediatezza
  dell'evento,  la morte di Vincenzo Leanza priva  l'Assemblea
  di  un  sicuro  punto di riferimento, di un  politico  dalle
  solide  radici ideali e dalla lunga esperienza parlamentare,
  profondo   conoscitore   della  complessità   della   realtà
  siciliana    e    protagonista   di    importanti    vicende
  istituzionali.
       La scomparsa dell'onorevole Leanza ha suscitato unanime
  commozione  nella  comunità  politica  regionale  ed   anche
  nazionale, che ne ha potuto apprezzare le doti di  uomo  del
  dialogo e della mediazione, particolarmente manifeste  nelle
  situazioni   più   difficili,  dove  egli   sapeva   trovare
  soluzioni   condivise  con  misura  ed   equilibrio,   senza
  rinunciare alle proprie convinzioni.
      Vincenzo  Leanza  nacque a Cesarò,  sui  Nebrodi,  il  3
      dicembre 1932.
       Conseguita   la   laurea   in   giurisprudenza   presso
  l'Università  di  Catania, divenne assistente  universitario
  in  discipline statistiche presso la Facoltà di  economia  e
  commercio   dell'Università  di  Messina,  avviandosi   alla
  professione di avvocato.
       Parallelamente  all'attività professionale,  si  dedicò
  con  passione all'attività politica, assumendo sin dal  1956
  la  carica  di sindaco del comune d'origine della  famiglia,
  San  Teodoro, carica che mantenne ininterrottamente  per  un
  periodo  di 38 anni. Nel corso degli anni divenne  esponente
  di primo piano della Democrazia cristiana messinese.
       Nel  1976  fu  eletto per la prima volta  all'Assemblea
  regionale  siciliana (VIII legislatura), di cui   è  rimasto
  deputato per sei legislature consecutive,  coprendo un  arco
  di ventotto anni.
       Tra  i molteplici incarichi parlamentari ricoperti  nei
  lunghi  anni  di  permanenza all'Assemblea  vanno  ricordati
  quello  di  componente  della  Commissione  Bilancio,  della
  Commissione  Sanità,  della  Commissione  per  la  vigilanza
  della  biblioteca  e per la verifica dei  poteri.  E'  stato
  inoltre  membro,  fra  l'VIII e  la  IX  legislatura,  degli
  uffici    di    presidenza    della    Commissione    Affari
  istituzionali,   della  Commissione  Agricoltura   e   della
  Commissione  speciale  sull'attività  dell'Assessorato   dei
  lavori pubblici.
       Nell'attuale    legislatura   era   Presidente    della
  Commissione  per la revisione dello Statuto,  che  sotto  la
  sua     direzione     è    pervenuta    al     completamento
  dell'elaborazione di una proposta unitaria di riforma  della
  Carta fondamentale della Regione.
       La lunga esperienza di governo dell'onorevole Leanza ha
  inizio  nel  1985  con il 40  Governo regionale,  presieduto
  dall'onorevole  Rino  Nicolosi, nel quale  ha  ricoperto  la
  carica  di  assessore regionale per il lavoro, la previdenza
  sociale,   la   formazione  professionale  e  l'emigrazione,
  incarico  che  ha  mantenuto nel corso della  X  legislatura
  (1986-1991)  sino  al  43   Governo,  nel  quale   è   stato
  assessore  regionale  per l'agricoltura  e  le  foreste  nel
  successivo esecutivo.
       Nell'XI  legislatura  (1991-1996) risultò  il  deputato
  siciliano  con  il  maggior  numero  di  preferenze,   quasi
  centomila  voti, ed assunse la guida del 45   Governo  della
  Regione,  dal 12 agosto 1991 al 16 luglio 1992, in una  fase
  particolarmente     delicata    della    vita     regionale,
  caratterizzata  da  molteplici emergenze  e  dall'impellente
  necessità  dell'avvio  di  un  processo  di  modernizzazione
  delle Istituzioni.
       A   distanza   di   dieci  anni,  nei  quali   proseguì
  l'esperienza  parlamentare quale Presidente del  Gruppo  del
  CDU   dell'Assemblea  e  membro  delle  Commissioni   Affari
  istituzionali,   Bilancio,  Attività  produttive,   per   il
  Regolamento e per la riforma dello Statuto fu eletto per  la
  seconda  volta  Presidente  della  Regione,  carica  che  ha
  rivestito  dal  26  luglio 2000 all'11 luglio  2001,  in  un
  momento  di  grande  travaglio  e  di  difficoltà  politica,
  riuscendo  ad ottenere una convergenza di consensi  che  gli
  fece assumere un ruolo di protagonista nella formazione  del
  governo di centrodestra.
       Nel  corso  dell'ultima esperienza di Presidente  della
  Regione,  che  conclude anche la fase storica  dell'elezione
  degli  esecutivi  regionali  da  parte  dell'Assemblea,   ha
  impresso  un forte impulso alla realizzazione di  importanti
  riforme volte a modernizzare la Regione.
         Tra  le  innovazioni  più importanti  introdotte  dal
  presidente   Leanza,  vorrei  ricordare  la    Riforma   del
  Bilancio  della  Regione',  che ha modificato  profondamente
  gli   aggregati  di  spesa  ed  i  meccanismi  di  controllo
  interno;   l'avvio  concreto  dell'attuazione  della   legge
  regionale  n.  10  del  2000 di riforma dell'Amministrazione
  regionale,  con  l'emanazione degli  importanti  regolamenti
  concernenti   gli  uffici  di  diretta  collaborazione   del
  presidente  e degli assessori regionali e l'istituzione  del
  ruolo unico dei dirigenti della Regione.
       Nel  corso  di tale esperienza va altresì segnalata  la
  realizzazione della  Rete di rilevamento e sorveglianza  per
  la  prevenzione  del rischio idrogeologico   e  della   Rete
  integrata  di  telerilevamento dei  dati  idrometeorologici,
  per fronteggiare le crisi idriche nella regione siciliana .
       All'inizio dell'attuale legislatura ebbe il non  facile
  compito   di   dirigere  e  coordinare,  quale  decano,   le
  iniziative  per  l'elezione del Consiglio di Presidenza,  in
  un  contesto nuovo, in cui avvertiva per primo,  da  esperto
  parlamentare e da uomo di governo, le ripercussioni  che  il
  nuovo  sistema elettorale basato sull'elezione  diretta  del
  Presidente  della  Regione determinava  sul  ruolo  e  sulle
  prerogative  dell'Assemblea. E ciò non  mancò  di  segnalare
  puntualmente,  nel suo lucido discorso con il  quale  intese
  inaugurare  la legislatura, dichiarando testualmente:   Sono
  un  traghettatore che ha tentato, con umiltà e  talvolta  in
  solitudine,  di  favorire ed assecondare la transizione  dal
  vecchio   assetto   statutario   ad   una   nuova   stagione
  dell'autonomismo  siciliano,  basata  sull'elezione  diretta
  del  Capo dell'Esecutivo e sulla distinzione netta di  ruoli
  tra maggioranza e opposizione .
       Avviata  la  legislatura,  ha rivestito  l'incarico  di
  Presidente  della  Commissione  speciale  per  la  revisione
  dello  Statuto regionale, istituita con legge regionale   23
  ottobre 2001, n. 13.
         In  tale  veste,  nell'arco  di  oltre  due  anni  di
  attività,  egli  ha  profuso le  sue  grandi  qualità  e  le
  migliori  energie  nel  raggiungimento  di  quella   sintesi
  finale  che  dà  oggi l'opportunità a questo  Parlamento  di
  scrivere  un'importante pagina della  storia  dell'Autonomia
  regionale,  completando  il  dibattito  sul  nuovo   assetto
  delle   Istituzioni  e  della  società  siciliana  a   quasi
  sessant'anni dall'elaborazione dello Statuto da parte  della
  Consulta dell'Alto Commissariato per la Sicilia.
       La  Commissione per la revisione dello Statuto ha visto
  l'impegno   di  tutti  i  gruppi  parlamentari,   ma   senza
  l'apporto  di  sincera e nobile dedizione,  di  apertura  al
  confronto  tra le parti, di mediazione alta e  generosa  tra
  le  tesi  e  proposte differenti, che va ascritto pienamente
  alla   personalità   e   all'azione  di   Vincenzo   Leanza,
  difficilmente   oggi   avremmo   potuto   vedere    iscritto
  all'ordine  del giorno della nostra Assemblea il disegno  di
  legge  costituzionale  che rinnova  profondamente  la  Carta
  fondamentale  dell'Autonomia siciliana,  nel  tentativo  cui
  Leanza  teneva  più di tutti da uomo delle  istituzioni,  di
  mantenere le innovazioni statutarie il più possibile  fedeli
  all'impianto originario.
       Non  è  retorico dunque riconoscere oggi  all'onorevole
  Leanza,  tra  i  meriti  politici di  una  carriera   durata
  cinquant'anni, l'indiscusso ruolo primario che ha  rivestito
  nella  definizione della proposta di riforma dello  Statuto,
  accingendosi  negli  ultimi giorni  a  rendere  all'Aula  la
  relazione   riassuntiva  del  complesso   ed    approfondito
  dibattito svolto in oltre due anni di impegnativi lavori.
       Sono convinto che il miglior modo di onorare la memoria
  del  Presidente  Leanza, onorevoli  colleghi,  è  quello  di
  porre  mano  senza  indugio  alla  discussione  sulle  nuove
  disposizioni  dello  Statuto  regionale,  per  dare  al  più
  presto  alla  Sicilia tutta rinnovato impulso sulla  via  di
  uno  sviluppo  finalmente intenso e duraturo, e  per  tenere
  testa   a   quel  primato  nello  scenario  delle  autonomie
  regionali che la Sicilia vanta, per avere indicato nel  1946
  la  rotta  dell'assetto costituzionale dello Stato  italiano
  quale stato delle autonomie.
       Fu  l'uomo  della transizione. La transizione  fra  una
  fase  storica interamente legata allo spirito di una Sicilia
  invasa  militarmente, distrutta, le cui macerie sono note  a
  tutti;  una   fase  in  cui si tentò la   ricostruzione  del
  tessuto  socio-economico della Sicilia e questa ultima  fase
  di  grande novità, di grande rinnovamento della nostra terra
  protesa verso i grandi, alti destini europei.
       Vincenzino Leanza ha vissuto tale transizione,  e  l'ha
  trascorsa  e  percorsa  con  il proprio  carattere,  con  il
  proprio  spirito,  con  il proprio stile.  Erano  gli  unici
  metodi  per  arrivare  alla  conclusione  di  un  testo  che
  finalmente  discuteremo e voteremo.  Era  l'unico  modo  per
  farlo,  e  questo modo é stato egregiamente  impersonato  da
  Vincenzino Leanza.

                          (Prolungati applausi)

       Invito la famiglia - e i deputati che  lo volessero - a
  recarsi  presso il mio ufficio per salutare la vedova  e  il
  figlioletto.
       Onorevoli  colleghi,  la seduta  è  sospesa  per  dieci
  minuti.

     (La seduta, sospesa alle ore 18.05, è ripresa alle ore 18.55)

    (Assume le funzioni di deputato segretario f.f., l'on. Acierno)

       La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Lo Porto


          Comunicazione di risposte scritte ad interrogazioni

        PRESIDENTE   Comunico  che  sono  pervenute,   le  risposte
     scritte alle seguenti interrogazioni:

       - da parte dell'Assessore per il Bilancio

      -    N. 1357 - Espletamento delle procedure necessarie per il
        perseguimento delle finalità del Quadro di riferimento strategico
        regionale  per  lo  sviluppo  della  Società dell'informazione.
  -   Firmatari: Nicotra Raffaele; Amendolia Antonino;

       - da parte dell'Assessore per la Sanità

      -   N. 1039 - Provvedimenti urgenti per il potenziamento ed il
        rilancio  dei servizi di assistenza sanitaria presenti  nel
        distretto di Giarre.
  -   Firmatario: Ioppolo Giovanni;

      -   N. 1195 - Intervento urgente al fine di impedire la chiusura
        della  camera  iperbarica  presso  l'isola  di Favignana.
  -   Firmatari: Forgione Francesco; Liotta Santo;

      -    N.  1410 - Notizie in merito al mancato inserimento  nel
        tariffario delle prestazioni di assistenza ospedaliera della
        'funicolocentesi  con   raccolta   di   cellule   staminali
        ematopoietiche'.
  -   Firmatario: Moschetto Angelo.

       Avverto  che  le  stesse saranno pubblicate in  allegato  al
     resoconto stenografico della seduta odierna.

             Annunzio di presentazione di disegni di legge

        PRESIDENTE  Comunico  che sono stati presentai  i  seguenti
     disegni di legge:

      -     Norme per il settore dei materiali lapidei di pregio della
        Regione siciliana  (n. 843)
  -   d'iniziativa parlamentare
  -   presentato dagli onorevoli Maurici, Catania Giuseppe, Fleres
  in data 8 aprile 2004

      -     Intervento straordinario per l'acquisto della prima casa
        d'abitazione in casi di dissesto finanziario  (n. 844)
  -   d'iniziativa parlamentare
  -   presentato dall'onorevole Miccichè in data 8 aprile 2004

      -    Misure urgenti in materia finanziaria  (n. 845)
  -   d'iniziativa governativa
  -   presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) su proposta
  dell'Assessore regionale per il bilancio e le finanze (Pagano) in
  data 8 aprile 2004

  -    Iniziative per la prevenzione dei comportamenti a rischio di
       incidente stradale e delle stragi del sabato sera  (n. 846)
  -    d'iniziativa parlamentare
  -    presentato dagli onorevoli Papania, Ortisi, Galletti,
       Manzullo, Spampinato, Vitrano in data 8 aprile 2004

  -    Interventi finanziari in favore dei consorzi costituiti tra i
       comuni  ai quali sono stati trasferiti beni confiscati  alla
       delinquenza organizzata  (n. 847)
  -   d'iniziativa parlamentare
  -   presentato dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici
      in data 9 aprile 2004.

   Annunzio di presentazione di disegni di legge e comunicazione di
             contestuale invio alle competenti Commissioni

        PRESIDENTE  Comunico che i seguenti disegni di  legge  sono
     stati  presentati  ed  inviati in data 13  aprile  2004   alla
     Commissione legislativa  Affari Istituzionali' (I):

  -    Disposizioni per l'adeguamento alle normative nazionali del
       sistema  pensionistico  dei dipendenti  dell'Amministrazione
       regionale  (n. 840)
  -    d'iniziativa parlamentare
  -    presentato dai deputati Catania Giuseppe, Maurici, Fleres in
       data 6 aprile 2004

  -    Provvedimenti in favore del personale delle Aziende Termali
       di Sciacca ed Acireale  (n. 841)
  -    d'iniziativa parlamentare
  -    presentato dagli onorevoli Segreto, Nicotra, Amendolia in data
       6 aprile 2004

  -     Contributo in favore del Comune di Messina per i  lavori
        effettuati nel territorio  Ritiro Tremonti' riguardanti indagini
        geognostiche  (n. 842)
  -     d'iniziativa governativa
  -     presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) in data 6
        aprile 2004.

      Comunicazione di invio di disegno di legge  alla competente
                              Commissione

        PRESIDENTE   Comunico che è stato inviato alla  Commissione
     legislativa   Servizi, sociali e sanitari  (VI), il   seguente
     disegno di legge:

      -    Misure a favore dei soggetti stomizzati e incontinenti  (n.
        839)
  -   d'iniziativa parlamentare
  -   trasmesso in data 6 aprile 2004.

                 Comunicazione di richieste di parere

        PRESIDENTE   Comunico  le  seguenti  richieste  di   parere
     pervenute   dal   Governo   ed   assegnate   alle   competenti
     Commissioni legislative:

                        AFFARI ISTITUZIONALI (I)

  -     Consiglio  di  giustizia  amministrativa  -   Sezione
        giurisdizionale. Designazione componente da parte del Presidente
        della Regione siciliana: prof. Salvia Filippo  (n. 281/I)
  -     pervenuto in data 8 aprile 2004
  -     trasmesso in data 9 aprile 2004

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

  -   Piano forestale regionale - Linee guida  (n. 280/IV)
  -   pervenuto in data 8 aprile 2004
  -   trasmesso in data 9 aprile 2004

                     Comunicazione di parere reso

        PRESIDENTE   Comunico che il seguente parere è  stato  reso
     in   data   6   aprile  2004  dalla  Commissione   legislativa
      Attività produttive' (III):

  -     APQ  Sviluppo  locale sottoscritto il  31  marzo  2003.
        Finalizzazione risorse  liberate su delibera CIPE n. 84/2000    n.
        (278/I)
  -     trasmesso al Presidente della Regione in data  8 aprile 2004.

           Comunicazione di trasmissione di atti alla Corte
                            costituzionale

        PRESIDENTE    Comunico  che  il  Consiglio   di   giustizia
     amministrativa per la Regione siciliana:

  -   con reg. ordinanza n. 50/04, sul ricorso n. 24/2003 proposto
      da Comune di Catania, contro Silvia Parmigiani  e nei confronti   di
      Matteo Freni, per l'annullamento dell'ordinanza del TAR Sicilia
      Sede di Catania (Sez. III) n. 1582/02 riguardante: concorso
      pubblico per titoli per la copertura di n. 7 posti di avvocato,
  -   con reg. ordinanza n. 51/04, sul ricorso n. 715/2002 proposto
    da Cooperativa Acqaurio a r.l., Cooperativa House e Cooperativa
    Likelia contro Giovanna D'Alba in Masarà e Giuseppa D'Alba in
    Barone e nei confronti del Comune di Palermo, dell'Assessorato
    Regionale del Territorio e dell'Ambiente per la riforma della
    sentenza n. 940/2002 del TAR della Sicilia, Palermo I,
  -   con reg. ordinanza n. 52/04 sul ricorso n. 945/2003 proposto
    dalla A.T.I.S.I.D.I.,  le imprese Euroeco S.p.A. e Eredi Geraci
    Salvatore S.r.l. contro il Comune di Scicli e nei confronti di
    Proyectos e Instalaciones de Desalacion S.A. per la riforma della
    sentenza n. 823/2003 del TAR Sicilia, Sezione staccata di Catania
    I,  ha sospeso il giudizio e disposto la immediata trasmissione
    degli atti alla Corte costituzionale ritenendo, fra l'altro, non
    manifestamente infondate le questioni di costituzionalità relative
    alla possibile permanenza dei membri laici della sezione
    giurisdizionale del Consiglio di Giustizia Amministrativa.

       Comunico  altresì che, con ordinanza n. 368/04, il Tribunale
     amministrativo regionale della Sicilia - Sezione  staccata  di
     Catania  -  Prima sezione sul ricorso n. 176/2004 proposto  da
     Vinci Pietro ed altri, visto il procedimento penale contro  il
     Cipe,  la  Presidenza del Consiglio dei Ministri, il Ministero
     delle   infrastrutture   e   dei   trasporti,   il   Ministero
     dell'ambiente e della tutela del territorio, il Ministero  per
     i  beni e le attività culturali, il Ministero dell'economia  e
     delle  finanze,  il  Ministero delle attività  produttive,  la
     Commissione speciale V.I.A., la Regione siciliana, la  Regione
     Calabria,  il  Comune  di  Messina,  il  Comune  di  Villa  S.
     Giovanni,  il  Comune  di Campo Calabro  e  nei  confronti  di
     Stretto  di Messina, Rete Ferroviaria Italiana S.p.A., Azienda
     Nazionale  delle Strade S.p.A., Fintenca S.p.A.  ha dichiarato
     rilevante  e  non  manifestamente infondata, la  questione  di
     incostituzionalità degli artt. 1, commi 1 e 2 della  legge  n.
     443/2001, 13 e 14 della legge n. 166/2002, art. 1 commi 2 e  3
     del  decreto legislativo n. 190/2002, nella parte in  cui  non
     prevedono  adeguate forme di partecipazione alla decisione  in
     ordine  all'approvazione dei progetti preliminari delle  opere
     pubbliche   ivi   previste  in  favore  di  comuni   e   città
     metropolitane per contrasto con gli artt. 3, 5, 97,  117,  118
     e  120 della Costituzione e 14 della legge costituzionale n. 2
     del  26  febbraio 1948 avente ad oggetto l'approvazione  dello
     Statuto della Regione siciliana, ha sospeso il giudizio ed  ha
     disposto,  conseguentemente, la trasmissione degli  atti  alla
     Corte costituzionale.

                      Annunzio di interrogazioni

        PRESIDENTE  Comunico che sono state presentate le  seguenti
     interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   -   N. 1627 - Notizie in ordine ad una variante generale adottata
       dall'Autorità portuale di Palermo al Piano regolatore.
  -    Presidente Regione
  -    Assessore Territorio
  -    Firmatario: Ferro Giovanni.

  -   N. 1629 - Notizie in ordine all'operato del Commissario
  -   straordinario del Comune di Scordia (CT).
  -   Assessore Famiglia
  -   Firmatari: Villari Giovanni; Speziale Calogero

  -   N. 1630 - Opportunità del rapido esame del piano del trasporto
      pubblico locale e del recepimento del decreto legislativo 422 de  l
      1997.
  -   Presidente Regione
  -   Assessore Turismo
  -   Firmatari: Villari Giovanni; Speziale Calogero; De Benedictis
      Roberto; Zago Salvatore; Oddo Camillo

  -   N. 1643 - Interventi volti al recupero delle risorse assegnate
      dall'art. 137 della legge n. 388 del 2000 ed al rifinanziamento
      del 'pacchetto Sicilia'.
  -   Assessore Industria
  -   Assessore Bilancio
  -   Firmatari: Speziale Calogero; De Benedictis Roberto; Panarello
      Filippo

       Le    interrogazioni   ora   annunziate   saranno   iscritte
     all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
       Comunico    che   sono   state   presentate   le    seguenti
     interrogazioni  con richiesta di risposta scritta:

  -    N.  1628  -  Provvedimenti urgenti per porre  fine  alle
       disfunzioni  che  si  verificano allo sportello  n.  2  del
       poliambulatorio 'ex Inam' di Giarre (CT).
  -    Presidente Regione
  -    Assessore Sanità
  -   Firmatario: Raiti Salvatore

  -   N.  1631  -  Notizie  circa la  mancata  erogazione  dei
      finanziamenti ai consorzi di ripopolamento ittico.
  -   Presidente Regione
  -   Assessore Cooperazione
  -   Firmatari: Fleres Salvatore; Turano Girolamo; Catania
      Giuseppe; Maurici Giuseppe

  -   N. 1632  -  Iniziative  riguardanti  i  consorzi  di
      ripopolamento ittico.
  -   Presidente Regione
  -   Assessore Cooperazione
  -   Firmatari: Fleres Salvatore; Turano Girolamo; Catania
      Giuseppe; Maurici Giuseppe

  -   N.  1633  -  Interventi  in  favore  dei  consorzi  di
      ripopolamento ittico.
  -   Presidente Regione
  -   Assessore Cooperazione
  -   Firmatari: Fleres Salvatore; Turano Girolamo; Catania
      Giuseppe; Maurici Giuseppe;

  -   N. 1634 - Interventi per dotare dell'arredo urbano il litorale
      di Acireale (CT).
  -   Assessore Famiglia
  -   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

  -   N. 1635 - Interventi per la riapertura della scuola elementare
      'XX settembre' di Catania, sita in via Santa Sofia n. 42.
  -   Assessore Beni Culturali
  -   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

  -   N. 1636 - Interventi urgenti per la riapertura del tratto di
      linea ferrata, ad uso trasporto merci, che congiunge la stazione
      di Bicocca con la Zona industriale di Catania.
  -   Assessore Famiglia
  -   Assessore Industria
  -   Assessore Turismo
  -   Firmatari: Fleres Salvatore; Maurici Giuseppe; Catania Giuseppe

  -   N. 1637 - Interventi per la verifica dell'integrità ed il
      consolidamento della rete idrica del Consorzio di bonifica di
      Caltagirone (CT).
  -   Assessore Agricoltura
  -   Firmatari: Fleres Salvatore; Maurici Giuseppe; Catania Giuseppe

  -   N.     1638  -  Notizie  circa  gli  interventi  a  favore
      dell'artigianato.
      Presidente Regione
      Assessore Cooperazione
  -   Firmatari: Fleres Salvatore; Villari Giovanni; Catania
      Giuseppe; Maurici Giuseppe;

  -   N.     1639  -  Notizie  sui  concorsi  banditi  nel  2000
      dall'Assessorato dei beni culturali ed ambientali e della pubbli  ca
      istruzione.
  -   Presidente Regione
  -   Assessore Beni Culturali
  -   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

  -   N. 1640 - Notizie sui servizi socio-assistenziali erogati dai
      comuni.
  -   Assessore Famiglia
  -   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

  -    N.  1641 - Interventi per l'eliminazione e la successiva
      bonifica  della  discarica abusiva nel rione  Balatazze  di
      Caltagirone (CT).
  -   Assessore Famiglia
  -   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

  -   N. 1642 - Interventi per il rilancio degli appalti per la
      realizzazione di opere pubbliche in Sicilia.
  -   Presidente Regione
  -   Assessore Lavori Pubblici
  -   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

       Le   interrogazioni  ora  annunziate  saranno   inviate   al
     Governo.

                          Annunzio di mozioni

        PRESIDENTE  Comunico che sono state presentate  in  data  7
     aprile 2004 le seguenti mozioni :

      -   N.     279    Interventi  per  il  miglior  funzionamento
        dell'Osservatorio sugli appalti e per la piena attuazione delle
        stazioni  uniche appaltanti , degli onorevoli Raiti,  Ferro
        Miccichè, Morinello e Orlando.

      -    N.  280   Interventi in favore dell'artigianato ,  degli
        onorevoli  Fleres Salvatore; Villari Giovanni; Catania Giuseppe;
        Maurici Giuseppe.

       Le  mozioni  testè annunziate saranno poste  all'ordine  del
     giorno della seduta successiva perchè se ne determini la  data
     di discussione.

        Comunicazione di apposizione di firma ad interpellanza

        PRESIDENTE   Comunico  che, con nota  del  5  aprile  2004,
     pervenuta  alla  Segreteria generale il 6  aprile  successivo,
     l'onorevole  Francesco  Forgione  ha  chiesto  di  apporre  la
     propria   firma  all'interpellanza  n.  172   Interventi   per
     assicurare    la   tutela   salariale   e   una    prospettiva
     occupazionale   ai  lavoratori  della  LTS   degli   onorevoli
     Cracolici  e Panarello, annunziata nella seduta n. 194  del  2
     aprile 2004.
       L'Assemblea ne prende atto.

         Comunicazione di decadenza di firma da atti ispettivi

        PRESIDENTE    Comunico  che,  a  seguito  della   scomparsa
     dell'onorevole  Vincenzo Leanza, ne decade  la  firma  apposta
     alle  mozioni numeri 49, 72, 104.
       L'Assemblea ne prende atto.

            Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare

        PRESIDENTE   Comunico  che, con nota  del  9  aprile  2004,
     pervenuta  alla  Segreteria Generale il 13 aprile  successivo,
     l'onorevole   Giuseppe   Acanto   ha   dichiarato,   a   norma
     dell'articolo   23  del  Regolamento  interno,   che   intende
     appartenere al Gruppo parlamentare Misto.
       L'Assemblea ne prende  atto.

       Onorevoli  colleghi,  avverto, ai sensi  dell'articolo  127,
     comma  9, del Regolamento interno, che nel corso della  seduta
     potrà procedersi a votazioni mediante sistema elettronico.

    PRESIDENTE   Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma  9,  del
  Regolamento interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a
  votazioni mediante sistema elettronico.

       Richiesta di procedura d'urgenza per il disegno di legge
          Interventi straordinari per favorire l'occupazione

   Si  passa  al  II  punto  dell'ordine del giorno:  "Richiesta  di
  procedura   d'urgenza   per  il  disegno  di   legge   'Interventi
  straordinari per favorire l'occupazione'".
   Pongo  in votazione la richiesta. Chi è favorevole resti  seduto,
  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvata)


   Presidenza del presidente Lo Porto


     Svolgimento, ai sensi dell'art. 140, comma 5, del Regolamento
                                interno
        di interrogazioni della rubrica 'Agricoltura e foreste'

   Si  passa  al  punto III dell'ordine del giorno "Svolgimento,  ai
  sensi   dell'art.  140,  comma  5,  del  Regolamento  interno   di
  interrogazioni di rubriche. Si procede con la Rubrica  Agricoltura
  e foreste'.
     Si  passa  allo  svolgimento  dell'interrogazione  numero  1412
  "Provvedimenti  urgenti per il funzionamento  e  l'efficienza  del
  Corpo forestale della Regione siciliana, e per la tutela dei  suoi
  componenti" a firma degli onorevoli Virzì, Formica, Ioppolo.
   Ne do lettura:

           All'Assessore  per l'agricoltura e le  foreste,  premesso
  che:

   -  la  legge regionale n. 16 del 1996 prevedeva il riordino delle
  carriere del personale del Corpo Forestale della Regione siciliana
  entro 120 giorni dalla data della sua pubblicazione;
   -  sempre più spesso il Corpo Forestale della Regione siciliana è
  chiamato  a partecipare a servizi inerenti l'ordine e la sicurezza
  pubblica ed a complesse operazioni di polizia congiuntamente  alle
  altre Forze dell'ordine;
   -  presso le Procure della Repubblica della Sicilia, ad eccezione
  di  quella del capoluogo, operano nuclei del Corpo Forestale della
  Regione siciliana direttamente coordinati dalla Magistratura;
   - i dirigenti del Corpo Forestale della Regione siciliana operano
  in  zone  rurali e montane ad alta intensità mafiosa;  all'interno
  del  Corpo forestale della Regione siciliana operano anche  figure
  professionali  esclusivamente  tecniche  ed  altre  esclusivamente
  amministrative;
   -  il  Corpo  Forestale  della Regione siciliana  partecipa  alle
  attività di protezione civile;
   -  la  legge  regionale n. 10 del 2000 ha creato il  Dipartimento
  regionale dell'Azienda Forestale Demaniali separando, di fatto, le
  attività tecniche da quelle di polizia;

   per sapere:

   - se risponda al vero che, a distanza di sette anni dalla data di
  pubblicazione  della legge regionale n. 16 del 1996,  non  si  sia
  ancora proceduto al riordino delle carriere del personale di ruolo
  del Corpo Forestale della Regione siciliana cancellando, di fatto,
  ogni  distintivo  di grado e peculiarità tecniche,  omologando  le
  qualifiche a quelle degli altri dipendenti regionali, col  rischio
  di ingenerare disorientamento del personale e crisi di identità;
   -  se  risponda  al  vero  che il Corpo Forestale  della  Regione
  siciliana sia sprovvisto di strumentazione tecnica atta a svolgere
  un'efficace attività di polizia ambientale;
   se  risponda  a  verità che il personale svolga  servizio  ancora
  senza  arma  lunga  di  reparto, benché ciò  sia  stato  previsto,
  rendendo   praticamente  inefficace,  in  qualche  occasione,   la
  reazione ad offese armate da parte di criminali;
   -  se  corrisponda a verità che il Corpo Forestale della  Regione
  siciliana  abbia  in  dotazione  soltanto  giubbotti  antischeggia
  assolutamente  inefficaci a proteggere da proiettili  di  arma  da
  fuoco;
   -  se risponda al vero che il personale del Corpo Forestale della
  Regione  siciliana svolga servizio ancora a bordo di superatissime
  Panda  4 X 4 a tre porte, impedendo ogni tipo di fuga, in caso  di
  conflitto  a fuoco, agli occupanti i sedili posteriori e  rendendo
  difficoltoso il trasporto di soggetti in stato di arresto;
   -  se corrisponda al vero che per le comunicazioni radio inerenti
  le  attività  di polizia venga utilizzato un canale accessibile  a
  chiunque;
   se  risulti  vero  che decine di guardie e sottufficiali  vengano
  utilizzate  per  attività  puramente  tecniche  ed  amministrative
  distogliendole dalle attività che competono loro;
   -  se  il Governo della Regione non ritenga, accertata la  realtà
  delle  circostanze di cui sopra, di porre mano con urgenza a tutti
  i  correttivi necessari affinché il Corpo Forestale della  Regione
  siciliana   sia   messo   nelle  condizioni   di   adempiere   più
  compiutamente  e  col  minore margine possibile  di  rischio  alle
  proprie funzioni istituzionali e se non reputi, altresì, opportuno
  ridisegnare  integralmente il suo assetto nel contesto  d'una  più
  ampia  politica  di  tutela della legalità nell'intero  territorio
  siciliano.(1412)

                                          VIRZI' - FORMICA - IOPPOLO

    CASTIGLIONE   assessore per l'agricoltura e le  foreste.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, in relazione  all'interrogazione
  dell'onorevole Virzì, ritengo opportuno rispondere distintamente a
  ciascun quesito.
   - Riordino delle carriere del Corpo forestale. La legge regionale
  6  aprile  1996  n.  16  prevede,  all'articolo  76  un  ulteriore
  intervento  legislativo per il riordino delle carriere  del  Corpo
  Forestale  della  Regione. E' opportuno  evidenziare  che,  a  ben
  vedere,  la norma non dispone un termine perentorio di 120  giorni
  per  l'entrata  in  vigore del riordino delle carriere  del  Corpo
  Forestale,  ma prevede un termine di natura acceleratoria  per  la
  presentazione di un disegno di legge ad hoc. Successivamente - con
  l'articolo  5,  comma 3, della legge regionale n. 10  del  2000  -
  avvertendosi  la  necessità  di salvaguardia  delle  funzioni  del
  personale del Corpo, si è mantenuta la vigenza dell'art.  76.  Per
  affrontare la problematica, gli uffici dell'Assessorato, a seguito
  di mie precise direttive, hanno elaborato una proposta di riordino
  del  Corpo, che necessita ancora di un dibattito interno e  di  un
  confronto con i sindacati. Ritengo necessario rappresentare, che -
  nelle  more  dell'approvazione dell'intervento  legislativo  -  il
  Dipartimento  regionale  delle Foreste, su  mia  indicazione,  sta
  esplorando anche la possibilità di intervenire sulla materia,  sia
  pur  in  maniera limitata, a livello di contrattazione collettiva,
  tramite   l'ARAN.   In   merito  agli  ulteriori   quesiti   posti
  dall'interrogante, è opportuno fare presente - in via  preliminare
  -  che nonostante le ristrettezze finanziarie che gravano su tutta
  l'Amministrazione regionale, compreso il Corpo Forestale, è  stato
  possibile  acquisire, in modo certamente limitato alcuni strumenti
  utili a rafforzare l'attività del Corpo.
     -  Attività  di  Polizia Ambientale. Il Corpo  Forestale  della
  regione  siciliana non è dotato di autonome articolazioni  fornite
  di   strumentazione  per  analisi  chimico-fisica,  ma  si  avvale
  proficuamente dei servizi dei laboratori delle strutture pubbliche
  operanti in Sicilia.
   -  Arma  lunga.  Preliminarmente, mi sembra  opportuno  informare
  l'Assemblea che, in considerazione dei compiti sempre più delicati
  svolti  dal  Corpo  Forestale,  il  Dipartimento  regionale  delle
  Foreste, a seguito di mia direttiva, ha predisposto uno schema  di
  "Regolamento    recante   i   criteri   per   la    determinazione
  dell'armamento  in  dotazione  al Corpo  Forestale  della  Regione
  siciliana  ed  al  rispettivo personale che  espleta  funzioni  di
  polizia",  già  trasmesso all'Ufficio Legislativo e  Legale  della
  Presidenza  della  Regione per il necessario  parere.  Il  Governo
  ritiene  che  con  il  regolamento  sarà  possibile  migliorare  e
  rafforzare  la  dotazione del Corpo. Nel merito del quesito  posto
  dall'interrogante, si rileva che al momento il Corpo è  dotato  di
  carabine     Winchester     3030.     Il     Servizio      addetto
  all'approvvigionamento  delle armi  riferisce  che  si  tratta  di
  un'arma  dotata di gittata eccessiva rispetto agli usi ipotizzati.
  Pertanto, si è proceduto al ritiro degli esemplari in dotazione  e
  si  sta  provvedendo all'acquisto di un modello di arma  lunga  di
  reparto più adatta alle attuali esigenze.
   -  Giubbetti  antiproiettile: Ne sono stati acquistati  quaranta,
  testati  come  tali dal Banco Nazionale di Prova per  le  Armi  da
  Fuoco Portatile e per le munizioni commerciali, in quanto conformi
  alle norme riconosciute: NIJ. STD.0101.03 - LIVELLO III - A.
   -  Autoveicoli: Nonostante la già richiamata carenza  di  risorse
  finanziarie,  si  è  proceduto ad un rinnovo  del  parco  macchine
  attraverso  l'acquisto di veicoli fuoristrada di nuova concezione,
  quali   Mitsubishi  Pajero  Vagon  3200  DI.D  (n  12  esemplari),
  Mitsubishi   L200,   Mitsubishi  Pinin  (n.  12   esemplari),   di
  autoveicoli  Fiat Stilo (n. 10 esemplari) e n. 27  Fiat  Panda  di
  ultima produzione della vecchia serie.
   Occorre  sottolineare  che  la Panda  4x4,  per  quanto  sembrino
  superate,  svolgono  ancora egregiamente i  propri  compiti  nelle
  situazioni  in  cui  il  Corpo  agisce  nell'ambito  di   funzioni
  prettamente tecniche.
   -  Comunicazioni  Radio:  Per le comunicazioni  radio  esiste  la
  possibilità di criptare il segnale qualora ragioni di riservatezza
  rendano ciò necessario.
   Si  fa  presente che , invece, la gran parte delle  comunicazioni
  attivate nel periodo della campagna antincendi viene effettuato in
  chiaro  proprio per garantirne l'accesso anche al personale civile
  impegnato nei cantieri.
   -  Utilizzazione del Personale in divisa: Oggettivamente vi è una
  carenza  di  personale  amministrativo,  per  il  quale  è   stata
  formulata richiesta alla Presidenza della Regione.
   Questa   carenza   determina,  naturalmente,  la   necessità   di
  utilizzare personale del Corpo Forestale per lo svolgimento  anche
  di compiti tecnici ed amministrativi.
   Con  i  disegni  di  legge  che  saranno  presto  presentati   al
  Parlamento   il  Governo  si  prefigge  lo  scopo  di   migliorare
  l'organizzazione del Corpo Forestale, di precisarne la missione ed
  rafforzarne la struttura e la dotazione strumentale.
   In  conclusione,  consentitemi di esprimere un apprezzamento  per
  l'impegno, la dedizione e l'entusiasmo, riconosciuto da tutti, con
  cui  i  componenti  del  Corpo Forestale della  Regione  esplicano
  compiti  delicati  e  sempre  più  importanti,  nonostante  alcune
  difficoltà  della situazione e i limiti causati dalle ristrettezze
  finanziarie della Regione.

    PRESIDENTE   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole   Virzì   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

    VIRZI'   Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel  dichiararmi
  soddisfatto  devo  dare   atto  all'assessore  Castiglione   della
  ampiezza  e  completezza  della sua  risposta che però in  qualche
  modo rafforzano l'idea generale di un Corpo che si muove fra mille
  difficoltà.
   Credo  sia anche  il caso di ricordare l'esito dell'ultimo grande
  concorso bandito dalla Regione siciliana: c'era il mito di  alcune
  centinaia  di  posti  che  non  erano  certamente  attribuibili  a
  motivazioni di ordine clientelare.
   Se  vogliamo mantenere intatta la filosofia di fondo in base alla
  quale  è  stato  concepito  ed  è stato  fatto  nascere  il  Corpo
  Forestale  della Regione, dobbiamo sforzarci tutti  e  crederci  e
  metterlo nelle condizioni di esercitare le proprie funzioni.
   Dobbiamo uscire anche dalla logica delle ristrettezze determinate
  dalla  spesa  a  pioggia  in  tutte le direzioni;  dobbiamo  anche
  fissare  una  direzione strategica, mi riferisco al  controllo  di
  legittimità  sulla  gestione  del territorio.  Infatti  è  l'unica
  Polizia regionale esistente sul territorio siciliano.  Prendo atto
  che  il  Governo  sta predisponendo un disegno  di  legge  per  la
  realizzazione  di  un  Corpo  di  Polizia  locale  della   Regione
  siciliana.
   In conclusione, nel ringraziare l'Assessore per la precisione con
  cui  ha fornito la risposta, mi permetto di suggerire che  sarebbe
  opportuna  una  maggiore  valutazione  in  rapporto  ai  connotati
  diversi  o,  comunque, funzionali ad una realtà futura e  diversa,
  nei limiti entro i quali configurare la  Polizia locale dotata  di
  ampie   responsabilità.  Non  vorrei  che   nella   gestione   del
  territorio,   e   mi   permetto  anche  di   dire   nella   difesa
  dell'ambiente,  che  in  Sicilia è il problema  dei  problemi,  di
  fronte  ad  eventuali conflitti di competenze di nuovo  restassimo
  comunque disarmati e continuasse lo scempio del territorio  che  è
  frutto proprio della mancanza di controlli.
   Ringrazio  ancora il Governo e mi permetto di dire anche  che  in
  relazione  al  futuro  disegno di legge  relativo  all'istituzione
  della   Polizia  locale,   che  anche  noi  suggeriamo  una  piena
  integrazione  del  Corpo forestale in questo progetto,  tenendo  a
  specificare   che   non  parliamo  nè  di   liquidazione   nè   di
  scioglimento. Si tratta di riuscire a creare un Comando unico  che
  dia  razionalità alle nostre modeste capacità di  controllo  e  di
  intervento, ma non sarei dell'avviso di  pensare a tre  o  quattro
  tipi  diversi di competenze. Infatti ricordo che alcuni presidenti
  di  provincia  hanno  riscoperto  la  norma  in  base  alla  quale
  anch'essi  potevano dotarsi di una Polizia provinciali.  e  allora
  non  soltanto il regolamento interno pur dovuto al Corpo Forestale
  della  Regione,  ma  anche un'idea pilota, - non  mi  permetto  di
  definirla  geniale -, un'idea ordinaria ma di unità strategica  di
  comando  e di superiore raccordo operativo per tutte le forze  che
  andremo a mettere in campo per la difesa di ciò che ad oggi,  dopo
  decenni  di devastazioni, rimane integro e da tutelare nel  nostro
  territorio.

    PRESIDENTE  Si passa alla interrogazione numero 1430 «Notizie in
  ordine al rilascio di una concessione edilizia in contrada Volparo
  del Comune di Resuttano (CL)», dell'onorevole Micciche'.
   Ne do lettura:

   «All'Assessore  per il territorio e l'ambiente  ed  all'Assessore
  per l'agricoltura e le foreste, premesso che:

   - la salvaguardia del nostro patrimonio boschivo è necessaria per
  garantire un futuro alla nostra Isola ed al nostro ambiente;
   -  il bosco di Resuttano (CL) è fonte di lavoro per centinaia  di
  lavoratori forestali della zona;
   -  nella redazione del nuovo piano regolatore generale del Comune
  di  Resuttano  sono  scomparsi circa trenta ettari  di  bosco  (su
  settanta  complessivi),  passati da  vincolo  boschivo,  e  quindi
  inedificabili,  a vincolo fluviale, edificabili a  condizione  del
  rispetto   della  legge  Galasso  e  con  il  nulla   osta   della
  Sovrintendenza;
   -  il  piano  agricolo forestale, redatto in sede di stesura  del
  suddetto Piano regolatore generale ha individuato, nel suo studio,
  tutte  le  aree rimboschite di una certa consistenza presenti  nel
  comune  di Resuttano, ivi compresa la zona rimboschita in Contrada
  Volparo, con un'estensione di 70 ettari circa;
   -  tutte le aree sono state riportate nel PRG come zone destinate
  a  verde,  con le limitazioni dovute all'apposizione  del  vincolo
  boschivo,  mentre  la  zona  ricadente in  Contrada  Volparo,  pur
  trovandosi  al  centro della zona boschiva,  è  stata  gravata  da
  vincolo fluviale e quindi è consentita l'edificabilità, previe  le
  autorizzazioni sopra riportate;
   -   ciò  potrà  dare  luogo  ad  una  speculazione  edilizia  non
  indifferente in seguito alla più o meno edificabilità dell'area;

   considerato che:

   -   risultano   evidenti  l'anomalia  e  l'errore,   in   quanto,
  nell'ambito  del territorio di Resuttano, le superfici rimboschite
  aventi  estensione  di gran lunga inferiore a quella  in  Contrada
  Volparo  (venti-trenta  ettari)  sono  state  vincolate  ai  sensi
  dell'art.   55  delle  'Norme  di  attuazione  del  PRG',   mentre
  quest'ultima  è  stata  subordinata  ad  un  vincolo  fluviale  in
  riferimento ad un fiume o torrente' inesistente;
   - non è dato sapere se la volontà del progettista fosse quella di
  apporre  assieme  (confusamente) il vincolo verde  boschivo  e  il
  vincolo  fluviale nella zona di Contrada Volparo oppure si  tratti
  di  un  mero errore di campitura degli elaborati, con il risultato
  che chi esaminasse le carte rileverebbe solo il vincolo fluviale;

   ritenuto che:

   -   dalla  carta  dell'uso  del  suolo  a  cura  dell'Assessorato
  regionale  Agricoltura e foreste (redatta nel 2000  dalla  Sezione
  pedologica  dell'unità  operativa n. 44 S.  Caterina  Villarmosa),
  nella  sezione  n. 622090 (Comune di Resuttano), il territorio  di
  Contrada Volparo risulta censito bosco;
   -   dalle   aerofotogrammetrie  ufficiali,  presso  l'Assessorato
  regionale  Territorio e ambiente, in maniera chiara si evince  che
  il territorio in questione è un bosco;

   appreso che:

   -  tale terreno è stato acquistato dall'ex sindaco del Comune  di
  Resuttano,  successivamente all'approvazione del PRG dello  stesso
  Comune;
   -  in data 22 novembre 2003 risulta pubblicato, all'Albo pretorio
  del  Comune di Resuttano, il rilascio di una concessione  edilizia
  per  la  costruzione  di un fabbricato all'interno  del  bosco  di
  Contrada Volparo a favore dell'ex sindaco;

   per sapere:

   -   se  ritengano  opportuno  intervenire  presso  il  Comune  di
  Resuttano  per  sospendere, in autotutela, nelle  more  che  venga
  accertata tutta la situazione sopra esposta, ogni provvedimento di
  rilascio  di concessione edilizia relativo al terreno boschivo  di
  Contrada  Volparo,  onde evitare l'inizio di un  nuovo  saccheggio
  edilizio;
   -  se  intendano avviare un'inchiesta per conoscere in  dettaglio
  quanto avvenuto». (1430)

   Ha    facoltà    di    parlare   l'Assessore    per    rispondere
  all'interrogazione.

    CASTIGLIONE   assessore per l'agricoltura e le  foreste.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, in riferimento all'interrogazione
  numero  1430,  inerente  notizie al rilascio  di  una  concessione
  edilizia in contrada Volparo in territorio del Comune di Resuttano
  dell'onorevole  Calogero Micciche', informo che per  la  parte  di
  competenza  ho chiesto al Dipartimento regionale delle Foreste  di
  verificare  se  l'area citata dall'onorevole interrogante  rientra
  tra  quelle definite dall'articolo 4 della legge regionale  numero
  16/96  (definizione di bosco) e se, quindi, sulla stessa insistano
  le limitazioni previste dalla normativa vigente.
   L'Ispettorato Ripartimentale delle foreste di Caltanissetta  farà
  pervenire a giorni notizie al riguardo.

    PRESIDENTE   Ha  facoltà  di parlare  l'onorevole  Miccichè  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

    MICCICHE'   Signor Presidente, onorevole Assessore, mi  dichiaro
  insoddisfatto. Ritengo, infatti, che questa non sia una  risposta,
  ma un'ulteriore richiesta di rinvio.
   Credo sia giusto che sia stato interessato anche l'Assessore  per
  l'agricoltura  e  le  foreste,  anche  se  io  avevo   indirizzato
  l'interrogazione   anche  all'Assessore  per   il   territorio   e
  l'ambiente.
   Vero  è  che  l'Assessore  per  l'agricoltura  e  le  foreste   è
  interessato  nella  qualità della difesa di  un  bosco,  anche  se
  privato  e  non gestito dall'Assessorato e quindi dall'Ispettorato
  alle foreste, però, ritengo esista un interesse unitario tra i due
  Assessorati.
   Signor  Presidente,  le chiedo, che oltre all'interessamento,  al
  coinvolgimento    dell'Assessore   per    l'agricoltura,    questa
  interrogazione possa essere meglio specificata dall'Assessorato al
  territorio e all'ambiente. Bisogna difendere il verde esistente

    PRESIDENTE   Non sorgendo osservazioni, l'interrogazione  numero
  1430  rimane  in  vita per la parte di competenza dell'Assessorato
  del territorio ed ambiente.
   Si  passa alla interrogazione numero 1439 «Notizie in ordine alle
  iniziative  adottate  per  evitare il rilascio  di  amianto  nelle
  condutture  della  diga  Poma  sul  fiume  Jato  in  provincia  di
  Palermo», dell'onorevole Giannopolo.Ne do lettura:

   «Al Presidente della Regione e all'Assessore per l'Agricoltura  e
  le foreste, premesso che:

   -  la diga Poma sul fiume Jato in provincia di Palermo, costruita
  negli anni 60 per irrigare i terreni     del   particinese    fino
  a     Terrasini,  rappresenta una grande risorsa per l'agricoltura
  della  zona  ed anche un serbatoio idrico rilevante  dal  quale  è
  stata  attinta  acqua  anche  per fini  potabili  della  città  di
  Palermo;

   -  dall'invaso  Poma si dipartono circa 650 Km. di  tubature  per
  irrigare i terreni della zona di Alcamo passando per Balestrate  e
  Partitico fino a Terrasini;

   considerato che le tubature per le adduzioni idriche  della  diga
  Poma  sono state costruite agli inizi degli anni 70, quando ancora
  era  consentito  l'uso dell'amianto che, invece, a  partire  dalla
  fine degli anni 80, è stato proibito in quanto cancerogeno;

   considerato,  altresì, che è intervenuto l'obbligo  di  legge  di
  bonificare i siti contaminati dall'amianto;

   tenuto  conto che la distribuzione dell'acqua è stata affidata  a
  una  cooperativa irrigua di produttori locali alla quale però  non
  spetterebbe   comunque   il  compito  di  fare   le   manutenzioni
  straordinarie  o  gli interventi sulla conduttura,  mentre  invece
  tale obbligo è posto in capo all'ESA;

   atteso che l'ESA motiva il mancato intervento manutentivo a causa
  della  carenza di fondi non solo per la bonifica dall'amianto,  ma
  anche  per  la  semplice manutenzione straordinaria  delle  stesse
  condutture;

   valutata  la gravità della situazione sopra descritta,  derivante
  dalla  presenza  di  condutture in amianto,  le  quali  rilasciano
  nell'acqua le fibre cancerogene che poi si depositano sui prodotti
  agricoli e negli ambienti con i quali viene a contatto l'uomo;

   richiamata  la  responsabilità dell'Ufficio emergenza  idrica  da
  Ella  diretto  in  materia di interventi urgenti  sul  sistema  di
  approvvigionamento idrico;

   per sapere:

   quali  misure  cautelari siano state adottate  per  impedire  che
  l'amianto  contenuto  nelle condutture  idriche  della  diga  Poma
  inquinasse ambienti e le colture orticole servite dall'invaso;

   quali  interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria siano
  stati effettuati sulle tubature afferenti la diga Poma;

   -  se  non  ritengano  opportuno sostituire  l'intera  conduttura
  idrica  del  Poma  con  altre condutture più salubri  ammodernando
  l'intero sistema adduttivo per gli usi irrigui e per gli altri usi
  attraverso  un  finanziamento straordinario da determinare  con  i
  fondi dell'emergenza idrica o con quelli del POR Sicilia». (1439)

   Ha    facoltà    di    parlare   l'Assessore    per    rispondere
  all'interrogazione.

    CASTIGLIONE   assessore per l'agricoltura e le  foreste.  Signor
  Presidente,  onorevole colleghi, in relazione alla  interrogazione
  numero  1439  dell'onorevole Giannopolo,  sulla  base  di  notizie
  assunte dagli Uffici, rappresento quanto segue.
   In  merito  alla  richiesta di conoscere "quali misure  cautelari
  siano  state  adottate per impedire che l'amianto contenuto  nelle
  condutture  idriche  della  diga Poma  inquinasse  ambienti  e  le
  colture orticole servite dall'invaso", si ricorda che la materia è
  regolata  dall'articolo 3 del Decreto del Ministero  della  Sanità
  del 14 maggio 1996, che stabilisce che "l'uso e gli interventi  di
  manutenzione  e  bonifica  di tubazioni....per  il  trasporto  e/o
  deposito di acqua potabile e non potabile devono essere attuati in
  base ai criteri riportati in allegato 3" allo stesso decreto.
   L'allegato citato del decreto ministeriale ricostruisce, in primo
  luogo,  i  punti di riferimento essenziali sia per  le  conoscenze
  scientifiche sull'argomento sia per le disposizioni normative.  In
  particolare,  dopo una elencazione di problematiche relative  agli
  eventuali  rischi  e  ai  dubbi della  scienza,  si  ricorda  come
  "nell'attuale normativa nazionale e comunitaria non siano previste
  prescrizioni  relative alla sostituzione dei  cassoni  in  cemento
  amianto per l'acqua potabile".
   Il  decreto,  alla  luce  dei  dati scientifici  citati  che  non
  comprovano una relazione negativa diretta tra l'uso di tubature in
  amianto e uso dell'acqua, quindi non prescrive particolari  misure
  cautelari.
   Inoltre, nel documento si rappresenta che la norma di riferimento
  prevede  una  transizione  con  l'eliminazione  progressiva  delle
  strutture  in  cui è presente l'amianto; al riguardo viene  ancora
  sottolineata  la  possibilità di procedere  anche  a  sostituzioni
  parziali delle condutture con amianto.
   In   riferimento  alla  richiesta  dell'interrogante  riguardante
  "quali interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria  siano
  stati  effettuati  sulle  tubature  afferenti  la  diga  Poma"  si
  rappresenta,  in primo luogo, che la manutenzione ordinaria  della
  rete è effettuata direttamente dalla Cooperativa Consorzio Irriguo
  Jato, cui è stata consegnata la rete sin dagli anni '70.
   Gli   interventi   di  manutenzione  straordinaria   sono   stati
  effettuati negli anni, come previsto nella Convenzione, a  seguito
  di  specifiche  segnalazioni del Consorzio irriguo  gestore  della
  rete.
   Si  fa  presente,  che  in considerazione delle  ridotte  risorse
  finanziarie   dell'ente,  l'ESA  ha  richiesto   all'Ufficio   del
  Commissario  Delegato  e per l'Emergenza Idrica  il  finanziamento
  della  perizia  di  manutenzione  redatta  dal  Consorzio  irriguo
  gestore.  Inoltre, è opportuno rappresentare che  è  in  corso  di
  ultimazione un progetto per l'esecuzione di lavori di manutenzione
  straordinaria  per il ricondizionamento delle linee  di  adduzione
  principali, il cui finanziamento è stato richiesto all'Ufficio del
  Commissario Delegato per l'Emergenza Idrica.
   In  merito all'ultimo punto dell'interrogazione "se non ritengono
  opportuno sostituire l'intera conduttura idrica del Poma con altre
  condutture più salubri ammodernando l'intero sistema adduttivo per
  gli  usi  irrigui e per gli altri usi attraverso un  finanziamento
  straordinario da determinare con fondi dell'Emergenza o con quelli
  del POR Sicilia" si rappresenta che l'Ente di Sviluppo Agricolo si
  è  già  dotato  di  studi di fattibilità per il rifacimento  delle
  reti.
   Tali  studi  di  fattibilità sono stati inviati  al  Dipartimento
  regionale    della   Programmazione   per   essere   ammessi    al
  finanziamento.
   Per  completezza  rinvio ai criteri  per la manutenzione e  l'uso
  di  tubazioni e cassoni in cemento-amianto, destinati al trasporto
  e/o  al deposito di acqua potabile e non.

    PRESIDENTE   Ha  facoltà di parlare l'onorevole  Giannopolo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta fornita.

    GIANNOPOLO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non   ho
  difficoltà ad esprimere anche una parziale soddisfazione  rispetto
  alla  risposta abbastanza argomentata. Prendo atto tuttavia  anche
  del   fatto   che  l'Assessore  ci  riferisce  che   la   presenza
  dell'amianto  nella  condotta adduttrice dell'invaso  Poma,  della
  diga Poma, non è tale da potere arrecare danno alla salute.
   Le  notizie   di  cui dispongo, anche sul piano  scientifico,  mi
  hanno indotto invece a lanciare un allarme. Ma se l'assessore dice
  che  da  approfondimenti fatti questo rischio per  la  salute  non
  esiste, ne prendiamo atto.
   Io   inviterei il Governo, al di là di ciò che gli uffici   hanno
  riferito,   ad una maggiore vigilanza e   sorveglianza,  non  solo
  nella fattispecie in esame, che è l'adduzione della diga Poma,  ma
  anche  in  altre fattispecie. Prendo atto altresì   che  l'ESA  si
  starebbe  adoperando per un intervento complessivo di manutenzione
  straordinaria  dell'intera rete adduttrice e  mi  auguro   che  il
  Governo,  da cui poi dipende la risposta alla richiesta  dell'ESA,
  venga   incontro   a   tale   richiesta   dando   priorità   anche
  all'intervento manutentivo di cui all'oggetto.
   Chiedo  ancora  una  volta,  comunque,  di  disporre   attraverso
  l'Agenzia  regionale  per la protezione dell'ambiente,  investendo
  così  questo  organismo  abbastanza specialistico  nella  materia,
  affinchè   compia la  valutazione sul problema da me sollevato.

    PRESIDENTE   Propongo  di passare al punto  IV  dell'ordine  del
  giorno: Discussione di disegni di legge.
   Non sorgendo osservazioni resta così stabilito.


   Presidenza del presidente Lo Porto


   Seguito dell'esame del disegno di legge "Interventi in favore dei
   figli delle vittime del disastro aereo di Montagna Longa e delle
   vittime superstiti della strage di Portella delle Ginestre" (nn.
                           828 - 824 N.S./A)

    PRESIDENTE   Si  passa al quarto punto dell'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede  al  seguito della discussione del disegno  di  legge
  "Interventi  in favore dei figli delle vittime del disastro  aereo
  di  Montagna  Longa  e delle vittime superstiti  della  strage  di
  Portella delle Ginestre" (nn. 828 - 824 N.S./A).
   Ricordo che l'esame del disegno di legge si era interrotto  nella
  seduta  numero  196  del  6 Aprile 2004, dopo  l'approvazione  del
  passaggio all'esame degli articoli.
   Invito  la  I Commissione legislativa a prendere posto nel  banco
  alla medesima assegnato.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                               «Art. 1.
    Estensione dell'articolo 4 della legge regionale n. 20 del 1999
      ai figli delle vittime del disastro aereo di Montagna Longa

   1.  Le  disposizioni di cui ai commi 1 e 3 dell'articolo 4  della
  legge  regionale 13 settembre 1999, n. 20, si applicano  anche  ai
  figli,  nati  o residenti in Sicilia, delle vittime  del  disastro
  aereo  di Montagna Longa del 5 maggio 1972, a condizione  che  non
  abbiano  superato  il 45  anno di età o che non  siano  dipendenti
  pubblici.

   2.  Per le finalità del presente articolo è autorizzata la  spesa
  valutata in 300 migliaia di euro per l'esercizio finanziario 2004.

   3.  Agli  oneri  di  cui al comma 2 si provvede  per  l'esercizio
  finanziario   2004  con  parte  delle  disponibilità   dell'U.P.B.
  4.2.1.5.2 capitolo 215704, accantonamento 1001 del bilancio  della
  Regione.

   4.  Per  gli  esercizi finanziari 2005 e 2006 è  autorizzata  per
  ciascun  anno la spesa valutata in 600 migliaia di euro che  trova
  riscontro nel bilancio pluriennale della Regione U.P.B. 4.2.1.5.2,
  codice 120201, accantonamento 1001.»

   Comunico   che   è   stato   presentato  dall'onorevole   Acierno
  l'emendamento 1.1:
    -    Al comma 1, dopo le parole  45  anno di età  aggiungere  le
       parole  il cui reddito familiare sia inferiore a 30.000 euro o che
       non siano dipendenti pubblici.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 1, in
  realtà,  è  una  legge nella legge perchè richiama l'articolo  108
  della legge 17  del 2003, nel cui articolo 108 furono estese  alle
  vittime del disastro aereo di Ustica e dell'altro incidente  aereo
  di  Punta Raisi del 1978, i benefici della legge  20 del 1999.
   Con questo articolo 1 il legislatore ha inteso sanare  quella che
  definirei una dimenticanza,  sicuramente in buona fede, perchè  si
  è  voluto dare un riconoscimento ai familiari delle vittime  delle
  grandi tragedie aeree che hanno colpito la Sicilia.  Però ho avuto
  ed  ho  alcune  perplessità non tanto sul ricordo  delle  vittime,
  perchè  purtroppo  quando la politica si deve  occupare  anche  di
  ricordare vittime, sicuramente non è facile potere trasferire  con
  serenità  i  sentimenti che si provano, però  vorrei portare  alla
  riflessione   dell'Aula   un   ragionamento   che   credo    debba
  contraddistinguere  tutti i rappresentanti  politici  dall'estrema
  sinistra all'estrema destra.
   Mi rendo conto che molto spesso il dolore provocato da una morte,
  ancorchè  tragica  come quella di un evento  drammatico  quale  un
  incidente  aereo,  rischia  di essere  trasformato  quasi  in  una
  speranza, - vorrei che le mie parole non fossero fraintese  -   ma
  questa è una terra che ancora oggi paga un elevatissimo prezzo  in
  termini  di  disoccupazione, e quando in questa Aula si  approvano
  norme  che  risolvono il problema dell'occupazione  in  favore  di
  soggetti   che hanno come prerogativa quella di essere parenti  di
  vittime,  non  vorrei  che  si  commettesse  una  seconda   grande
  ingiustizia   nei  confronti  di  tutti  coloro  che    attendono,
  dall'attività   legislativa  di  quest'Aula,  con    speranza   di
  risolvere il proprio problema madre: il  lavoro.
   Questo lo voglio dire perchè sono stato un sostenitore del  no' a
  questa  norma,  che  si  occupa sia di   Montagna  Longa  che   di
  Portella delle Ginestre, perchè ritenevo e ritengo, e sono  sempre
  più  convinto, che è probabile, viste le disponibilità finanziarie
  che  riusciamo ad avere di volta in volta, raschiando il fondo del
  barile,  -  è di oggi la notizia dell'aggiornamento del  buco  del
  bilancio  della Regione che sfiora i 1.200 milioni di  euro,  cioè
  2.400 miliardi di lire - che  riusciremo  a trovare le somme.
   Bene,  quanti  sono  oggi  i poveri in Sicilia?  A  quanta  gente
  avremmo  potuto regalare una Pasqua più serena, anche per un  solo
  giorno,  utilizzando parte di queste somme ed  intitolandole  alle
  vittime delle grandi tragedie di questa terra?
   Signor  Presidente,  lo dico perchè, è morto  un  giovane  in  un
  incidente  stradale   e,   grazie  alla  sua  morte  ha  messo  in
  condizione sette persone di ricevere i suoi organi. Come  facciamo
  a  dimenticare  questi gesti? Come facciamo a non riconoscerli  in
  un'attività  legislativa che parte da Portella della Ginestra  per
  arrivare  a Ustica? Non è possibile, io non ci riesco,  ho   serie
  difficoltà a farlo.
   Ho  anche  una seria difficoltà ad esprimere con il mio  voto  il
  giudizio a favore, o contro. Come si fa a votare contro una  norma
  che  riguarda  delle  persone che hanno  pianto  il  dolore  della
  perdita di un loro congiunto o come si fa a votare a favore di  un
  posto  di  lavoro  che  viene negato ad un altro?   Ho  sentito  i
  sindacati  sollevarsi su questo tema e dire: 'Ma la  Regione  come
  procede a fare assunzioni fuori da ogni regola, fregandosene delle
  piante  organiche?'. E' un modo di legiferare questo? Ci fa  onore
  tutto  questo?  Riteniamo che questo tipo di attività  legislativa
  glorifichi davvero il Parlamento siciliano?
   Credo  proprio  di no, però - ripeto -  mi trovo in   difficoltà,
  soprattutto oggi che abbiamo celebrato la morte di un  amico  vero
  quale è stato Vincenzo Leanza, un esponente di questo Parlamento e
  della  politica della nostra Regione. Pertanto, signor Presidente,
  preannuncio il ritiro del mio emendamento 1.1  perché,  quando  ho
  inteso quantificare il reddito familiare, era un modo per dire che
  se  dobbiamo dare un posto di lavoro, dobbiamo guardare anche alla
  redditività delle famiglie; altrimenti  rischiamo di continuare  a
  mantenere persone inoccupate e magari a dare lavoro a persone  che
  hanno  già un reddito familiare che non necessita di  un'ulteriore
  aggiunta di reddito.
   Ribadisco  che   qui  si parte da una grave ingiustizia,  che   è
  quella  che  quest' Aula, con l'articolo    108 della  finanziaria
  del  2003,  ha  riconosciuto vittime, e quindi meritevoli  di  una
  serie  di  agevolazioni, soltanto i familiari  di  due  delle  tre
  tragedie aeree.
     Ed  allora,  nel  preannunciare il ritiro del mio  emendamento,
  annuncio anche di lasciare l'Aula, perchè devo essere coerente con
  me stesso e non posso assolutamente votare contro questa legge, ma
  non posso neanche votare a favore.

    PRESIDENTE   L'Assemblea prende atto del ritiro dell'emendamento
  1.1.
   Preciso che per mero errore materiale, al comma 1 dell'articolo 1
  all'ultimo rigo, dopo le parole  'che abbiano superato il 45  anno
  di  età'  le parole  o che non siano dipendenti pubblici' sono  da
  intendersi 'e che non siano dipendenti pubblici'.
   Pongo in votazione l'articolo 1.

    CINTOLA  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA    Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   ho   una
  preoccupazione:  l'onorevole Acierno ha ritirato  l'emendamento  a
  sua firma. Ma, vorrei brevemente informare quest'Aula di quanto  è
  avvenuto in Commissione Bilancio su questo emendamento.

   In  Commissione  Bilancio questo emendamento  è  stato  approvato
  semplicemente come proposta da inviare alla I Commissione,  perché
  era un emendamento di merito.
   L'emendamento in questione ha, nei fatti, diminuito il numero  di
  coloro  i  quali  hanno  diritto  all'assunzione  da  parte  della
  Regione,  in  quanto  oltre  ai  requisiti  previsti  dalla  legge
  regionale  in  materia  di provvedimenti  per  i  familiari  delle
  vittime  della  mafia,  è stato previsto  quello  del  limite  del
  reddito  familiare che non deve superare i 30.000 euro. Quindi,  a
  mio  avviso,  se  il Governo ha voluto limitare  il  numero  degli
  aventi  diritto all'assunzione lo ha fatto per stabilire un  tetto
  per la copertura finanziaria.
   Volevo,  pertanto, avere conferma dal Governo che, anche  con  il
  ritiro   dell'emendamento  dell'onorevole  Acierno,  la  copertura
  finanziaria rimane adeguata alle finalità dell'articolo.
   Ritengo   che  la  copertura  finanziaria  ci  sia,   poiché   la
  limitazione  fino  a 30.000 euro sembra avere  ridotto  il  numero
  delle  persone da assumere e la spesa prevista era stata  valutata
  in 600 mila di euro, però preferirei una precisazione in tal senso
  da parte del Governo.

    PRESIDENTE   Onorevole Cintola, ritengo che questo parere  debba
  darlo  la Commissione Bilancio e non il Governo. E ritengo che  la
  stessa si sia già espressa favorevolmente.

    CINTOLA   Signor  Presidente, la Commissione  Bilancio  ha  dato
  parere  favorevole sia all'articolo 1, con una spesa  prevista  di
  600  mila euro, ma ha dato parere favorevole anche all'emendamento
  che  diminuisce il numero delle persone da assumere  e  quindi  la
  spesa.

    PRESIDENTE   Onorevole  Cintola, in  questo  caso  la  copertura
  finanziaria  è  ancor più certa, considerato  che  la  spesa  sarà
  sicuramente inferiore.
   In  ogni  caso l'emendamento è stato ritirato quindi il  problema
  non sussiste.

    CINTOLA   Signor Presidente, la presentazione di un  emendamento
  che  prevede  l'assunzione per coloro i  quali  hanno  un  reddito
  familiare   non   superiore  a  30.000  euro  significa,   o   può
  significare, che il Governo, nel dare copertura finanziaria, abbia
  ritenuto che le persone da assumere possono essere meno di  quelle
  previste, e quindi la spesa da impegnare sarà inferiore.

    PRESIDENTE   Onorevole Cintola, le devo una risposta  perchè  il
  suo  rilievo potrebbe avere conseguenze serie se non ci fossero  i
  commi  3 e 4 che stabiliscono le somme per le quali la Commissione
  Bilancio ha dato parere favorevole.

    LIOTTA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LIOTTA    Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   dopo   i
  chiarimenti che la Presidenza ha fornito in merito alla  questione
  sollevata  dall'onorevole Cintola, probabilmente il mio intervento
  risulta superfluo e ridondante.
   Vorrei  però  ricordare, come membro della Commissione,  come  si
  sono  svolti  i  fatti:  la  copertura  finanziaria  al  comma   1
  dell'articolo 1 è stata data dal Governo prima della presentazione
  e successiva approvazione dell'emendamento dell'onorevole Acierno.
  All'ultimo momento in Commissione è stato presentato l'emendamento
  dell'onorevole Acierno, il quale è stato frettolosamente approvato
  e  rimandato in Commissione per la presa d'atto, presa d'atto  che
  però  la  Commissione non ha fatto. Ecco perchè questo emendamento
  giunge  in Aula non inserito nel testo redatto dalla I Commissione
  o dalla Commissione Bilancio.
   Ma  tengo  a  precisare che tutto questo non ha alcuna  refluenza
  sulla questione della copertura finanziaria.

    CINTOLA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA   Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  non  voglio
  aprire un dibattito ad oltranza, però ho una certezza, che è anche
  supportata  dal nostro Regolamento interno: non si  può  approvare
  prima  l'articolo e poi l'emendamento. L'emendamento va  approvato
  prima  dell'articolo,  anche se questo  -  continuo  a  dirlo  fin
  dall'inizio  e  lo ribadisco - non vieta l'approvazione  da  parte
  dell'Aula dell'articolo in questione.
   Non ho detto che questo impedisce l'approvazione dell'articolo  o
  che  non ci sia la copertura finanziaria, in quanto non è a me che
  spetta   questo  compito,  ma  che  prima  deve  essere  approvato
  l'emendamento  e  poi l'articolo nella sua interezza,  e  non  può
  essere fatto in modo diverso.

    LIOTTA   Ma  è una proposta di presa d'atto, non è  un  articolo
  integrato.

    CINTOLA   Signor Presidente, non voglio sollevare una  questione
  che  ci  impedisce  di proseguire con i nostri lavori.  Ho  voluto
  soltanto che restasse agli atti tale mia preoccupazione.
   Io  voterò  l'articolo 1 senza l'emendamento, ma voglio  ribadire
  che  non  si  può sempre andare avanti con 'i buchi' Ma  va  bene
  Facciamoli  ugualmente considerato che abbiamo assunto un  impegno
  che  vogliamo mantenere, e l'impegno è che su questa legge c'é  il
  nostro  sì  incondizionato di arrivare fino alla fine,  anche  non
  condividendone - come abbiamo sempre affermato e come  continuiamo
  ad  affermare - il contenuto nella sua parte integrale, in  quanto
  pensiamo  a  vittime di trentasette anni fa, ai cui familiari  non
  facciamo  che  rinnovare la sofferenza oltre che dare  contributi.
  Per  non parlare delle vittime di cinquantasette anni fa. Ma visto
  che  ci siamo, andiamo avanti. Non solleviamo però altre questioni
  che  non  reggono con la prassi regolamentare. Poichè non ci  sono
  altre questioni, invito la Presidenza a andare avanti e mettere in
  votazione l'articolo nella sua interezza.

    PRESIDENTE   Non sorgendo osservazioni, resta  stabilito  che  i
  commi  2,  3  e  4  dell'articolo 1 sono rapportati  al  comma  1.
  L'emendamento 1.1 a firma dell'onorevole Acierno é ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 1. Chi é favorevole resti  seduto,
  chi é contrario si alzi.

                         (E' approvato)

      Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                             «Art. 2
           Applicazione dell'articolo 6 della legge regionale
              n. 20 del 1999 ai superstiti della strage di
                      Portella della Ginestra

   1.  Al  fine di onorare la memoria ed il sacrificio delle vittime
  di  Portella  della Ginestra, i benefici previsti dall'articolo  6
  della legge regionale 13 settembre 1999, n. 20, sono estesi con le
  modalità  ivi previste e nella forma di un contributo  una  tantum
  per  l'importo di 10 mila euro alle 23 vittime superstiti  rimaste
  ferite nella strage di Portella della Ginestra dell'1 maggio 1947.

   2.  La  Presidenza della Regione eroga il contributo a  richiesta
  degli   interessati   o   dei  familiari  delle   vittime   previo
  accertamento dei requisiti presso gli organi competenti.

   3.  Per  le  finalità  di  cui  al comma  1  è  autorizzata,  per
  l'esercizio finanziario 2004 la spesa di 230 migliaia di euro  cui
  si provvede con parti delle disponibilità dell'U.P.B. 3.2.1.3.1  -
  capitolo 183705.»

   Comunico  che  é  stato presentato l'emendamento  aggiuntivo  2.1
  dagli onorevoli Cintola e Fleres.

    ARDIZZONE  presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ARDIZZONE   presidente della Commissione.  Per  quanto  riguarda
  l'emendamento  2.1,  ho avuto modo di rappresentarlo  in  sede  di
  Conferenza dei capigruppo. Dopo essermi consultato con il  dottore
  Castellucci  e  con  l'assessore  D'Aquino,  sono  arrivato   alla
  conclusione  che  sia  opportuni  riscriverlo   per  renderlo  più
  chiaro. Pertanto, è stato riscritto d'intesa con il Governo  senza
  cambiarne il senso originale.

    PRESIDENTE      Onorevole     Ardizzone,     stiamo     parlando
  dell'emendamento 2.1 a firma degli onorevoli Cintola e Fleres, Lei
  ha  parlato  di  un'altra cosa. Poiché si  tratta  di  emendamenti
  aggiuntivi pongo prima in votazione l'articolo 2.
   Chi é favorevole resti seduto, chi é contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa agli emendamenti aggiuntivi.

    ARDIZZONE  presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ARDIZZONE  presidente della Commissione. Il mio vuole essere  un
  intervento ad adiuvandum, al fine di mantenere questo emendamento.
   Il problema qual'é? Si fa riferimento all'estinzione di un'azione
  penale  e seppure io, per carità, non sono penalista, ritengo  che
  estinguere  l'azione  penale  per uno  che  é  vittima  di  mafia,
  obiettivamente mi sembra una strada un po' ardua.
   E inoltre si fa riferimento a casi accaduti vent'anni anni prima.
  Siccome  di  fatto si verificherebbe - su ciò mi sono  confrontato
  con il Governo e con il dottore Castellucci - un vuoto legislativo
  relativamente  alla  legge  che é  entrata  in  vigore  nel  1986,
  verrebbero  esclusi  solamente quei fatti che  sono  accaduti  nel
  1985. Ciò mi sembra ingeneroso, illegittimo e ingiusto ed è questo
  il  ragionamento  fondamentale. Di  conseguenza,  con  il  dottore
  Castellucci  si  era pensato che esiste una procedura  per  quanto
  riguarda  il  riconoscimento  delle  vittime  di  mafia.  Leggendo
  l'emendamento così come é stato presentato, non si comprende chi é
  che  dovrebbe  accertare che un soggetto é  vittima  di  mafia  in
  assenza di sentenza.
   Peraltro  questa  é  una legge che, approvato  tale  emendamento,
  diviene  inapplicabile.  Questo é  il  punto.  E  allora  é  stato
  chiarito dall'Assessorato della famiglia -in maniera autorevole  e
  perfetta, posso dire - che un ufficio presso la Prefettura attesta
  se   siamo  in  presenza  di  vittime  di  mafia,  di  criminalità
  organizzata o meno.
   In  questi termini i familiari dei soggetti riconosciuti  vittime
  della  mafia e della criminalità organizzata per i fatti  accaduti
  nel  quinquennio precedente all'entrata in vigore della  legge  12
  marzo  1986,  n.  10,  previo parere della  Prefettura  competente
  possono richiedere alla Regione un contributo una tantum entro sei
  mese  dall'entrata in vigore della presente legge.  Il  testo  non
  viene  quindi  stravolto, bensì migliorato e reso  di  più  facile
  interpretazione, in quanto non è facile individuare - ripeto - chi
  attesta che un soggetto è stato vittima di mafia.

    CINTOLA   Onorevole Ardizzone, quando lei parla del  quinquennio
  prima  del 1986, si riferisce agli anni 1985, 1984, 1983,  1982  e
  1981  Noi stiamo parlando di un emendamento - ed espressamente  il
  Governo  se  ne  è  fatto  carico -  ma  il  tema  non  è  questo.
  L'emendamento è stato sottoscritto anche dall'onorevole  Fleres  e
  dall'onorevole  Formica, seppure la firma di quest'ultimo  collega
  non la vedo.
   In  sostanza non abbiamo fatto altro che riprendere una parte del
  testo di un disegno di legge il cui iter non si è concluso.  Si  è
  parlato  espressamente,  e  il Governo lo  ha  puntualizzato,  del
  poliziotto   D'Agostino,  ucciso  assieme  alla  moglie   incinta,
  omicidio  per il quale non si è ravvisata la tipologia di  delitto
  di  mafia.  Bisogna però comprendere che anche se non  sono  stati
  accertati  i  mandanti  di tale delitto si tratta  pur  sempre  di
  delitto di mafia.
   Visto  che la Prefettura non attesta che si tratta di delitto  di
  mafia, il Governo se ne è fatto carico. E in tal senso si aggiunge
  la  dichiarazione  del  figlio  del Procuratore  Costa,  il  quale
  afferma che non ci sono omicidi di seria A e di serie B per quanto
  riguarda  i delitti di mafia. Il Governo aveva tentato con  questo
  emendamento  che  noi  abbiamo ripreso di ridare  una  possibilità
  anche per il periodo antecedente.
   Forse  è  opportuno qualche minuto di sospensione per  consentire
  una riflessione.

    ARDIZZONE   presidente  della  Commissione.  Chiedo  una   breve
  sospensione della seduta.

    PRESIDENTE   Accogliendo  la  richiesta  del  Presidente   della
  Commissione, sospendo brevemente la seduta.

   (La seduta, sospesa alle ore 19.48, è ripresa alle ore 19.56)

   La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, se stabiliamo un  principio  di
  chiarezza  e  semplicità,  questo,  onorevole  Cintola,   riguarda
  direttamente  lei  in quanto primo firmatario  degli  emendamenti.
  Poiché  abbiamo questi tre emendamenti che hanno avuto  il  parere
  favorevole  della  Commissione Bilancio, ma non  anche  il  parere
  della prima Commissione, in quanto la stessa Commissione non ne ha
  preso  atto,  non facendo questi emendamenti parte  del  testo.  A
  questo  punto,  dato  che il Presidente della  Commissione  adesso
  richiede di averli presso di sé per rivalutare la nuova situazione
  legata  agli emendamenti presentati in questo istante, io  non  ho
  alcuna  difficoltà a rimandare tutto sia alla Commissione Bilancio
  per  i nuovi emendamenti (perché vi comunico che ci sono altri tre
  emendamenti  che sono stati  presentati adesso e, al riguardo,  vi
  dico   che    questa  abitudine  di  presentare  gli   emendamenti
  all'ultimo  momento io intendo troncarla) che alla Commissione  di
  merito. E, inoltre, invierei  ad entrambe le commissioni, se siete
  tutti  d'accordo,  quelli  presentati in  questo  momento  qualora
  prevedono spesa. Infine,  per questi tre per i quali il Presidente
  della  Commissione mi chiede una rivalutazione,  io non ho nessuna
  difficoltà a rimandarglieli.

    ARDIZZONE  presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ARDIZZONE   presidente  della  Commissione.  Onorale  Presidente
  della  I Commissione, signor Presidente, onorevoli colleghi,  alla
  presenza   del  dottore  Castellucci  e  dell'Assessore   D'Aquino
  svolgeremo il nostro approfondimento .

    FLERES  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES   Signor Presidente, onorevoli colleghi, la  questione  è
  nata  male  per  una serie di incomprensioni, di  impuntature  che
  ritengo possano essere chiarite.
   L'intento   della   Commissione    Bilancio',   quando    approvò
  l'emendamento  che  è  stato ripresentato da me  e  dall'onorevole
  Cintola,  era quello di chiudere definitivamente una  partita  con
  una disposizione che avesse natura generale e astratta e che fosse
  applicabile,  una  volta per tutte, senza determinare  strascichi,
  vuoti.
   Qual  è  il problema? Il problema è che vi sono vittime di  mafia
  che  non  sono in possesso di alcuna certificazione attestante  la
  loro qualità. E non lo sono perché i processi si sono chiusi senza
  una  espressa indicazione in questo senso, non lo sono perché  non
  sono stati perseguiti i colpevoli e per tantissime altre ragioni.
   Sia  io che l'onorevole Cintola ci siamo resi conto del fatto che
  la  formulazione  dell'emendamento, così come è stato  presentato,
  non  risolverebbe il problema perché indica una  procedura  che  è
  quella del riconoscimento della qualità di vittima di mafia.
   Tale  riconoscimento  non può esserci per i  motivi  che  abbiamo
  detto  e  che  sono peraltro indicati nell'emendamento  stesso  e,
  pertanto,  in  quella formulazione l'emendamento  risulterebbe  di
  difficile applicazione, se non di impossibile applicazione.
   Poiché,  però, alla stesura di questo emendamento si è  pervenuti
  partendo  dal  destinatario, perché dobbiamo negarlo?  Non  stiamo
  parlando di chissà quali cortesie dobbiamo fare. Stiamo dicendo di
  applicare questa legge a soggetti che ne hanno diritto e  che  non
  riescono a farlo valere perché non c'è il passaggio formale  della
  dichiarazione di vittima di mafia.
   La   Commissione  è  partita  dai  soggetti  per  arrivare   alla
  indicazione  generale ed astratta. Poiché la  stesura  del  testo,
  nella  formulazione  mia  e dell'onorevole  Cintola,  non  risolve
  questo  problema, come abbiamo potuto accertare avendo  consultato
  gli   uffici  dell'Assessorato  enti  locali,  l'unica   soluzione
  perseguibile - e non è necessario che vada in Commissione se è  la
  stessa  Commissione a formulare l'emendamento - è quella di citare
  i  nomi  dei destinatari di questo intervento. Siccome sono  noti,
  basta indicare i nomi, così come abbiamo fatto in altri casi;  per
  questo  caso  che  chiude una volta per tutte questa  vicenda  del
  passato, credo che i nomi siano tre: una di Messina, a cui  faceva
  riferimento poc'anzi l'onorevole Ardizzone,  e due di Palermo.

    PRESIDENTE  Onorevole Fleres, non stiamo discutendo  del  merito
  dell'emendamento.  Sono d'accordo con lei. C'è  una  richiesta  di
  rivisitazione degli emendamenti.

    FLERES   Infatti, signor Presidente. Il mio intervento  mira  ad
  evitare  la  sospensione  dell'esame  in  Aula  ed  il  rinvio  in
  Commissione   che,   comunque,  determina  un   ulteriore   rinvio
  nell'approvazione della legge.
   Tuttavia, se l'Aula ritiene di dovere seguire questo percorso,  è
  correttissimo. Rinviamo, però, il testo, ma non sappiamo a quando.

    PRESIDENTE  Onorevole Fleres, direi, invece, a tempi brevissimi.
  Questo lo possiamo stabilire.

    FLERES   Sto  indicando un percorso che non rende indispensabile
  il  passaggio  in  Commissione.  Se  si  vuole  seguire  un  altro
  percorso,  niente da dire, non sarò io ad oppormi. Il rischio  che
  corriamo è,  però,  che questa legge non si faccia più.

    ARDIZZONE   presidente  della  Commissione.  Signor  Presidente,
  proprio  perché  si tratta di una materia molto delicata  e  anche
  perché  vi  sono  stati  precedenti non  nobili  in  quest'  Aula,
  ribadisco  la  richiesta  che  tutti gli  emendamenti  tornino  in
  Commissione  per  un  approfondimento  affinché  si   faccia   una
  valutazione  attenta e si comprendano, una volta per tutte,  quali
  sono  le procedure da applicare in queste fattispecie, per evitare
  problemi interpretativi in futuro.

    CINTOLA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA  Signor Presidente, onorevoli colleghi, è una   proposta
  che  non  posso  non accettare, anche se avevo condiviso,  obtorto
  collo,    la  mediazione  che  l'onorevole  Fleres  aveva   fatto,
  ritenendo che si  potesse accettare la sua proposta.
   Però,  nel  momento  in  cui il Presidente  della  I  Commissione
  ritiene  che  sia necessaria questa rivisitazione, sono  d'accordo
  con  lui:  rinviamo  il disegno di legge in  Commissione  con  gli
  emendamenti,  assegnando, nel contempo, un tempo  entro  il  quale
  dovrà   essere  definito, altrimenti  il disegno di legge  non  si
  farà più.
   Dobbiamo  rispettare l'impegno assunto sia  con  l'Aula  che  con
  tutti i gruppi politici a che il disegno di legge sia approvato.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi, propongo  che  la  Commissione
   Affari  Istituzionali' e la Commissione  Bilancio' si  riuniscano
  nella mattina di domani, per esaminare gli emendamenti.
   La  seduta è rinviata a domani, giovedì 15 aprile 2004, alle  ore
  17.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto


       I   -    Comunicazioni.

       II   -   Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
         lettera d)  e 153 del Regolamento interno,  delle mozioni:

         N. 279   -   Interventi  per  il  migliore  funzionamento
               dell'Osservatorio  sugli appalti  e  per  la  piena
               attuazione delle stazioni uniche appaltanti.

                              Raiti - Ferro - Micciché - Morinello
                                                         - Orlando

         N. 280 - Interventi in favore dell'artigianato.

                                   Fleres - Villari - Catania G. -
                                                           Maurici

       III   -  Discussione dei disegni di legge:

         1)      Interventi a favore dei figli delle vittime del disastro
             aereo di Montagna Longa e delle vittime superstiti della strage di
             Portella della Ginestra.  (nn. 828-824 -N.S./A) (Seguito);
  2)      Disposizioni in materia di Camere di commercio.  (nn. 392-
  402-763 - Stralcio 1 bis/A) (Seguito);
  3)      Schema di progetto di legge costituzionale da proporre ai
  sensi dell'articolo 18 dello Statuto  al  Parlamento  recante
  'Modifiche allo Statuto della Regione'  (nn. 580-472-578-602-
  652/A).

       IV   -   Votazione finale del disegno di legge:

         -      Disciplina dell'attività di guida turistica, guida
             ambientale-escursionistica, accompagnatore turistico e guida
             subacquea . (nn. 620-220-257-308-368-378-413-430-481-594-623-
             686/A)

                   La seduta è tolta alle ore 20.07

       Licenziato dal Servizio dei Lavori d'Aula alle ore 22.00

      Allegato
           Risposte scritte ad interrogazioni

    NICOTRA   -   AMENDOLIA  -.<<Al  Presidente  della   Regione   e
    all'Assessore per il bilancio e le finanze, considerato che:

    -  in  data  7 agosto 2002, con delibera di Giunta  n.  260,  la
    Regione   siciliana  ha  approvato  il  Quadro  di   Riferimento
    Strategico    regionale   per   lo   sviluppo   della    Società
    dell'informazione;

    -  il  Quadro  di  Riferimento Strategico come  riportato  nella
    premessa   dello   stesso  documento  si  pone  l'obiettivo   di
    individuare  un  modello di crescita economica e  sociale  della
    regione  Sicilia  che trae origine e sostegno dalla  valutazione
    del livello di diffusione delle Tecnologie della Informazione  e
    della Comunicazione sul territorio siciliano ;

    -  il Quadro di Riferimento Strategico individua tra le modalità
    di  attuazione  delle azioni e degli interventi  programmati  la
    costituzione  di  una  Società mista (ex  art.  78  della  legge
    regionale   n.  6  del  3.5.2001  e  successive  modifiche)   da
    effettuarsi  su  proposta dell'Assessorato Bilancio  e  Finanze,
    tramite   decreto   del  Presidente  della   Regione,   per   lo
    svolgimento  delle attività  informatiche  di  competenza  delle
    amministrazioni  regionali, ivi comprese quelle  necessarie  per
    l'attuazione della misura 6.05 - Reti e servizi per  la  Società
    dell'Informazione, del POR Sicilia 2000-2006 ;

    -  sulla  GURS n. 47 del 22/11/2002 è stato pubblicato il  bando
    per  la  scelta di un socio per la costituzione di  una  società
    per  azioni  avente  ad  oggetto lo svolgimento  delle  attività
    informatiche  di competenza delle amministrazioni  regionali  ed
    al  quale affidare la realizzazione della piattaforma telematica
    integrata della Regione siciliana - Preselezione ;

    -  in data 11 marzo 2003 la commissione di gara ha convocato  le
    aziende  partecipanti e ha comunicato i nomi delle  aziende  che
    rispondono ai requisiti richiesti nella fase di preselezione;

    -  ad  oggi  le aziende che hanno superato la pre-selezione  non
    sono state invitate a presentare offerta tecnica ed economica;

    -  l'importo  a  base d'asta dei servizi e delle  forniture  che
    verranno  assegnate  al socio di minoranza selezionato  sarà  di
    euro  50.000.000,00  (cinquantamilioni/00)  IVA  compresa,   che
    aggraverà sulla dotazione finanziaria della misura 6.05;

    -  il  ritardo nell'espletamento della gara potrebbe  comportare
    per la Regione siciliana la perdita delle somme impegnate;

    per  sapere  se  non  ritengano necessario  intervenire  con  la
    massima  sollecitudine  affinché   vengano  espletate  tutte  le
    procedure  necessarie al perseguimento delle  finalità  previste
    nel  Quadro  di  Riferimento Strategico per evitare  la  perdita
    delle somme impegnate>>. (1357)

    Risposta.  <<Con   l'interrogazione numero  1357  gli  onorevoli
    Nicotra  e  Amendolia  contestano il  ritardo  nell'espletamento
    della  gara indetta dall'Assessorato Bilancio e Finanze  per  la
    scelta  del  socio  privato  per la costituzione  della  società
    mista,  di  cui  all'articolo78 della legge regionale  6/2001  e
    successive  modificazioni, ed al quale affidare la realizzazione
    della  Piattaforma Telematica Integrata della Regione Siciliana,
    la cui fase di preselezione si è conclusa l'11/3/2003.
    Gli  interroganti  chiedono  un  sollecito  intervento  per   la
    definizione  della  gara  al fine di  perseguire  gli  obiettivi
    previsti nel Quadro di riferimento strategico regionale  per  lo
    sviluppo  della  Società dell'Informazione, ed  evitare  che  si
    perdano  le somme impegnate, gravando la base d'asta della  gara
    di 50 milioni di  uro sui fondi della misura 6.05 del POR.
    In merito si rappresenta quanto segue.
    La  gara in argomento ha dovuto subire un pesante rallentamento,
    non  imputabile a responsabilità di questo Assessorato, a  causa
    dei   ritardi  nella  definizione  degli  studi  di  fattibilità
    commissionati  dalla Presidenza del Consiglio  dei  Ministri  ed
    aventi  ad  oggetto   Reti Telematiche nella Regione  Sicilia  e
    loro   integrazione  con  la  Rete  Unitaria   delle   Pubbliche
    Amministrazioni   e   Stazioni Regionali di  accesso  a  servizi
    multimediali  della  Regione  Sicilia ,  entrambi  espressamente
    richiamati  nella scheda di misura 6.05 ed i cui contenuti  sono
    stati  determinanti  per  la redazione del  capitolato  speciale
    d'appalto.
    Tali  studi,  infatti,   sono  stati  approvati  dal  Nucleo  di
    Valutazione, costituitosi a Roma, nel mese di luglio  del  2003,
    e  dunque  alcuni mesi dopo il completamento della procedura  di
    preselezione,  tra  l'altro  avviata  dall'Assessorato  Bilancio
    proprio  nelle  more della stesura degli studi  ed  al  fine  di
    recuperare tempo utile.
    Acquisiti  gli studi di fattibilità, sono stati predisposti  gli
    atti  di  gara, quali statuto, patti parasociali, convenzione  e
    capitolato  speciale  d'appalto,  successivamente  inoltrati  al
    Dipartimento  della  Programmazione  per  l'esame   del   Tavolo
    d'Asse,  così  come previsto nel Complemento di  Programmazione,
    trattandosi di fondi POR.
    Considerata  la  complessità  degli  atti,  aventi  profili   di
    rilevanza     giuridico-societaria,     economico-fiscale     ed
    informatica,  l'esame  del  suddetto Tavolo  ha  necessitato  di
    incontri  tra i funzionari del Dipartimento della Programmazione
    ed  i  funzionari e consulenti dell'Assessorato Bilancio, nonché
    di  formali  richieste di chiarimenti, puntualmente  riscontrate
    da questa Amministrazione.
    A   maggiore  conferma  della  regolarità  dell'operato  svolto,
    stante  la  rilevanza della base d'asta e le  refluenze  che  la
    costituzione  della  società  mista  avrà  non  soltanto   sulla
    Pubblica  Amministrazione  regionale ma  sul  sistema  economico
    siciliano,    è   stata   chiesta   consulenza   al    Ministero
    dell'Economia  e delle Finanze, massima autorità  amministrativa
    in   materia  di  fondi  strutturali  comunitari  che,  in  data
    20/11/2003,  nel condividere la procedura avviata, ha  suggerito
    alcune  modifiche  da apportare agli atti di  gara  al  fine  di
    rendere gli stessi più in linea con la normativa comunitaria.
    L'Assessorato  Bilancio ha dunque provveduto  ad  effettuare  le
    modifiche  richieste dal Ministero ed ad inoltrare le stesse  al
    Tavolo d'Asse per l'esame conclusivo.
    Attualmente sono in corso gli ultimi approfondimenti degli  atti
    di  gara  che a breve saranno inoltrati, unitamente alle lettere
    d'invito, agli ammessi alla preselezione.
    Da  quanto  esposto  si evince chiaramente  che  la  complessità
    della  gara,  e  le  rilevanti risorse finanziarie  alla  stessa
    destinate  giustificano i tempi procedurali più lunghi  rispetto
    ad una comune gara d'appalto.
    La  gara  in  questione, infatti, è finalizzata non soltanto  ad
    acquisire  forniture  per  la  realizzazione  della  Piattaforma
    Telematica  Integrata,  ma a scegliere  nel  contempo  il  socio
    privato  della  società  mista  che  gestirà  nel  futuro   tale
    Piattaforma   ed   in  generale  le  attività  informatiche   di
    competenza   delle  amministrazioni  regionali,  diventando   il
    braccio operativo della Regione.
    La  scelta  della  gara  unica  mira  a  realizzare  un  sistema
    completo,  efficiente e sostenibile nel tempo, senza dimenticare
    i  benefici che scaturiranno per l'amministrazione regionale dal
    trasferimento del know how da parte del partner tecnologico.
    La rilevanza della gara in questione ha comportato, pertanto,  i
    necessari confronti con i competenti organismi istituzionali  ed
    impegnativi  approfondimenti  da  parte  degli  uffici   e   dei
    consulenti   incaricati  di  coadiuvare  questi   ultimi   nella
    predisposizione degli atti di gara, nella consapevolezza che  le
    attività   propedeutiche  all'inoltro  delle  lettere   d'invito
    devono essere svolte con la massima compiutezza.
    Fermo  restando,  pertanto, il costante impegno dell'Assessorato
    Bilancio  e Finanze per il perseguimento delle finalità previste
    nel  Quadro  di  Riferimento Strategico per  lo  sviluppo  della
    Società  dell'Informazione  e  nella  misura  6.05,  di  cui   è
    titolare, si rappresenta che  le somme impegnate per la gara  in
    argomento, che in tempi brevi proseguirà, saranno spese entro  i
    termini  previsti  nel  POR  secondo un  preciso  cronoprogramma
    contenuto  negli  stessi  atti di gara, non  paventandosi  alcun
    rischio di perdita delle suddette somme>>.

                          L'Assessore PAGANO

    IOPPOLO -.<<Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
    sanità, premesso che:

    -  scelte strategiche in materia di sanità riguardanti la fascia
    'jonica'  che  hanno di recente determinato l'indebolimento  del
    livello dei servizi di assistenza sanitaria presenti nel  Comune
    di  Giarre,  provocano grossa preoccupazione tra le  popolazioni
    residenti  nell'hinterland, manifestata,  in  ultimo,  anche  da
    diversi  Sindaci dei Comuni appartenenti al Distretto  sanitario
    di Giarre;

    -  a  dimostrazione  di  quanto sopra si  ricordano  i  seguenti
    fatti:  1)  il  trasferimento  della  Divisione  ospedaliera  di
    Geriatria, deliberato dalla AUSL 3 di Catania, dall'Ospedale  di
    Giarre, sede di originaria destinazione,     all'Ospedale     di
    Acireale;     2)  l'istituzione della Divisione di  Anestesia  e
    Rianimazione presso l'Ospedale di Acireale quando,  per  contro,
    l'Ospedale  di  Giarre, per carenza di medici  anestesisti,  non
    riesce  a  compiere  l'intero numero  di  interventi  chirurgici
    programmati;

    -  l'AUSL  3  di  Catania  ha  chiesto  alla  Regione  siciliana
    l'attivazione  dell'istituenda Divisione di Cardiologia,  presso
    l'Ospedale di Acireale o presso quello di Giarre;

    -  si  rende necessario rivalutare la funzione dell'Ospedale  di
    Giarre,   migliorandone  e  riqualificandone  il   livello   dei
    servizi,  in  virtù  soprattutto della considerevole  fascia  di
    utenza  servita  in  quell'area  che,  altrimenti,  si  vedrebbe
    costretta  a  subire non trascurabili disagi  determinati  dalla
    distanza   geografica  con  i  centri  di  assistenza  sanitaria
    prossimi;

    per sapere:

    -  se  si  ritenga  di  dovere autorizzare  l'attivazione  della
    Divisione di Cardiologia presso l'Ospedale di Giarre;

    -  quali  altre  concrete iniziative si intendano  intraprendere
    per    valorizzare    maggiormente   la   funzione    strategica
    dell'Ospedale  di  Giarre e delle strutture  sanitarie  presenti
    nel  Distretto  di  Giarre,  potenziandone  e  migliorandone  la
    qualità dei servizi assistenziali>>. (1039)

  Risposta.  <<Con riferimento all'interrogazione numero 1039,
  l'Azienda Unità sanitaria locale n. 3 di Catania, all'uopo
  interpellata, ha fatto sapere quanto segue.
    In  attuazione della delibera di Giunta regionale di Governo  n.
    135   del   7  maggio  2003  che  ha  approvato  il   Piano   di
    rimodulazione della rete ospedaliera, di cui al successivo  D.A.
    27  maggio 2003, l'Azienda in parola ha provveduto a ricedere il
    proprio  assetto ospedaliero come da delibera  n.  2098  del  19
    settembre 2003.
    Nella suddetta deliberazione sono riportate le assegnazioni  dei
    pl.  Per singolo P.O., già previste dal decreto 27 maggio  2003,
    e   la  loro  distribuzione  secondo  modulo  tipo,  multipli  e
    sottomultipli  di  modulo,  tenendo  conto  della   domanda   di
    assistenza  sanitaria  e  degli indici di  attività  di  ciascun
    P.O..
    Relativamente  al  P.O. di Giarre, si fa presente  che  in  esso
    sono  previste sia la UOC di terapia intensiva, con 4  pl.  (tra
    l'altro prevista dal decreto assessoriale sopra citato), che  la
    UOC  di  cardiologia con 12 pl.. Per quest'ultima  UOC  è  stata
    avanzata   a   questo  Assessorato,  con  la  stessa   nota   di
    trasmissione  dell'atto  deliberativo,  anche  la  richiesta  di
    autorizzazione  all'attivazione,  proprio  presso  il  P.O.   di
    Giarre   al   fine   di  potenziare  l'offerta   di   assistenza
    cardiologia.
    Tanto in evasione all'atto ispettivo>>.

  L'Assessore CITTADINI

    FORGIONE    -   LIOTTA   -.<<Al   Presidente   della    Regione,
    all'Assessore  per  la  sanità,  all'Assessore  il  turismo,  le
    comunicazioni e per i trasporti, premesso che:

    -   è   già  in  atto  la  sospensione  temporanea,  ed  in  via
    sperimentale dal 21 giugno 2003, della camera iperbarica  presso
    il poliambulatorio di Favignana;

    -  risulta impossibile il trasporto degli embolizzati attraverso
    il servizio di elisoccorso 118;

    -  il  personale del PTE è inadeguato ad affrontare questo  tipo
    di emergenza in quanto privo di specializzazione;

    considerato che:

    -   con  l'inizio  della  stagione  estiva  nell'isola  c'è   un
    incremento  di  presenze  turistiche e di  quanti  praticano  le
    immersioni subacquee;

    -  la  camera iperbarica è uno strumento di sicurezza  sanitaria
    fondamentale  in  un'isola  e  la  sua  apertura  è  stata   una
    conquista costata diversi anni;

    -  la  chiusura  di un così importante strumento  avrà  ricadute
    negative  sia  per i cittadini residenti che per  i  turisti,  e
    anche sull'economia isolana;

    per  sapere  se  non ritenga opportuno impedire  ogni  possibile
    chiusura  della  Camera  iperbarica  presso  il  poliambulatorio
    dell'isola di Favignana>>. (1195)

    Risposta. <<Con riferimento all'interrogazione numero  1195,  si
    rappresenta  che l'Azienda Unità sanitaria locale  numero  9  di
    Trapani,  all'uopo  interpellata,  con  deliberazione  n.  9  ha
    previsto   la   riattivazione  presso  il   Poliambulatorio   di
    Favignana  del  Servizio di medicina iperbarica e subacquea  per
    il mese di agosto 2003.
    Il  Servizio  in  questione é stato altresì autorizzato  per  la
    riattivazione della Camera iperbarica di Favignana dal 1  al  31
    agosto 2003 per una spesa complessiva di euro 17.175,89.
    Tanto in evasione dell'atto ispettivo>>.

  L'Assessore CITTADINI

    MOSCHETTO-.<<All'Assessore per la sanità, premesso che:

    -  la  raccolta  del  sangue fetale del  funicolo  è  ormai  una
    pratica  consolidata  presso i punti  nascita  della  Sicilia  e
    consiste  nel  prelievo del sangue residuo nella placenta,  dopo
    il parto e l'allontanamento del neonato;
    -  il  sangue,  raccolto  in una sacca sterile  dedicata,  viene
    successivamente  inviato  alla  Banca  regionale   del   Cordone
    ombelicale di Sciacca;

    rilevato  che  tale prestazione, per ovvi motivi tecnici,  viene
    eseguita  in  ambito  ospedaliero nel corso  dell'assistenza  al
    parto;

    constatato che:
    -   tale   prestazione   risulta  inserita   nell'elenco   delle
    prestazioni  di  assistenza  specialistica  ambulatoriale  della
    regione  siciliana,  che al codice H'  -  75  33  1  prevede  la
    funicolocentesi    con    raccolta    di    cellule    staminali
    ematopietiche' con una tariffa di lire 170.000 (euro 87,79);
    -  tale prestazione, inspiegabilmente, non risulta inserita  nel
    tariffario delle prestazioni di assistenza ospedaliera (DRGs);

    per  sapere quali provvedimenti intenda porre in essere affinché
    a  tale  prestazione ospedaliera venga riconosciuta una  tariffa
    remunerativa  (DRGs) che valorizzi l'attività  produttiva  delle
    divisioni  di  ostetricia che eseguono tale prelievo  nel  corso
    dell'assistenza al parto>>. (1410)

    Risposta. <<Con riferimento all'interrogazione numero  1410,  si
    rappresenta quanto segue.
    Il  mancato  inserimento  nel tariffario  delle  prestazioni  di
    assistenza  ospedaliera della funicolocentesi  con  raccolta  di
    cellule  staminali  ematopoietiche, non è affatto  inspiegabile,
    in   quanto  i  DRG  ospedalieri  sono  omnicomprensivi  di  una
    molteplicità  di prestazioni all'interno dello stesso  processo.
    Pertanto,   è   concettualmente  deviante  ritenere   che   ogni
    prestazione   specialistica  erogata  all'interno  del   profilo
    considerato    nel    cosiddetto    DRG,    debba    riflettersi
    necessariamente    sulla   modificazione   della    tariffazione
    corrispondente.
    In  ogni caso la classificazione del DRG è uniforme su tutto  il
    territorio  nazionale  e, pertanto, eventuali  ridefinizioni  in
    tal  senso  possono  intervenire solo  a  seguito  di  direttive
    ministeriali specifiche.
    Tanto in evasione all'atto ispettivo>>.

  L'Assessore CITTADINI