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Resoconto d'Aula della Seduta n. 209 di mercoledì 12 maggio 2004
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   Presidenza del presidente Lo Porto


   ACIERNO, segretario f.f., dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo osservazioni,  si  intende
  approvato.

            Annunzio di presentazione di disegni di legge

    PRESIDENTE   Comunico  che  sono stati  presentati  i  seguenti
  disegni di legge:

      - Nuove norme per la valorizzazione dei beni culturali  (n. 868)
  -d'iniziativa governativa
  -presentato dal presidente della Regione (Cuffaro) su proposta
  dell'Assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
  pubblica istruzione (Granata) in data 11 maggio 2004

      - Interventi per favorire lo sviluppo della mobilità ciclistica
        (n. 869)
  -d'iniziativa governativa
  -presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) su proposta
  dell'Assessore per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti
  (Cascio) in data 11 maggio 2004.
  -
     Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                             commissioni

    PRESIDENTE   Comunico  che i seguenti  disegni  di  legge  sono
  stati   inviati,  in  data  11  maggio  2004,   alle   competenti
  Commissioni legislative:

                         AFFARI ISTITUZIONALI (I)

      - Iscrizione negli albi ordinari degli avvocati dei dipendenti
        della Regione siciliana e del personale degli enti del settore
        pubblico regionale con contratto di lavoro a tempo parziale  (n.
        865)
  -d'iniziativa parlamentare

                         ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

      - Riordino dei consorzi di bonifica  (n. 862)
  -d'iniziativa parlamentare

                         AMBIENTE E  TERRITORIO (IV)
      -
  -  Norme in materia di opere  pubbliche, disciplina degli
  appalti di lavori pubblici, di fornitura, di servizi e nei
  settori esclusi  (n. 861)
  -d'iniziativa parlamentare

                  CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

      - Istituzione della fondazione  Prof. Cupidi Gianfranco'  (n.
        864)
  -d'iniziativa parlamentare

                         SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

      - Norme per la tutela e la valorizzazione delle persone anziane.
        Interventi a favore di anziani non autosufficienti  (n. 863)
  -d'iniziativa parlamentare

      - Interventi in materia di servizi sociali  (n. 866)
  -d'iniziativa governativa

      - Istituzione dell'Agenzia regionale per i trapianti  (n. 867)
  -d'iniziativa governativa.

     Comunicazione di trasmissione di atti della Corte dei Conti

    PRESIDENTE   Comunico  che la Corte  dei  conti  -  Sezione  di
  controllo  per  la  Regione siciliana - di Palermo  ha  trasmesso
  copia  della indagine  Sostenibilità ambientale e nuove forme  di
  turismo   compresa  nel  programma di controllo  successivo  alla
  gestione relativo all'anno 2003.

   Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno  che nel corso della seduta potrà procedersi a  votazioni
  mediante sistema elettronico.

         Comunicazione dello schema del programma dei lavori
                            parlamentari

    PRESIDENTE   Comunico  che,  a  seguito  della  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari, riunitasi in  data  odierna
  sotto  la Presidenza del Presidente dell'Assemblea, onorevole  Lo
  Porto,  e  con  la  partecipazione dell'Assessore  per  i  lavori
  pubblici  Scammacca della Bruca,  la Presidenza dell'Assemblea ha
  formulato lo schema di  programma dei lavori di seguito elencato.

   L'attività parlamentare della corrente sessione sarà sospesa  il
  27 maggio 2004 a conclusione della seduta d'Aula antimeridiana.
      Fino a tale data, saranno iscritti all'ordine del giorno
                dell'Assemblea i seguenti argomenti:

      -Mozione n. 283 dell'onorevole Speziale ed altri  Regole di
        comportamento per i candidati alle elezioni europee che ricoprano
        cariche di governo e di amministrazione locale ;

      -Disegno di legge nn. 850- 265 - 338 - 409 - 480 - 498 - 641 -
        642  - 660 - 669 -775 - 779/A)   Norme per l'elezione del
        Presidente della Regione siciliana a suffragio universale e
        diretto. Nuove norme per l'elezione dell'Assemblea regionale
        siciliana. Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 20
        marzo 1951, n. 29 e successive modificazioni ;

      -Disegno di legge n. 845.2/A  Provvedimenti urgenti in materia
        finanziaria ;

      -Disegno  di  legge 646-763 Stralcio II - 776/A  Interventi
        urgenti per il settore lapideo e disposizioni per il riequilibrio
        del prezzo della benzina nelle isole minori ;

      -Disegno di legge 771-774/A  Modifiche legislazione appalti ;

      -Disegno di legge  n. 700/A  Trasporto combinato strada-mare .

   Qualora  esitato  per l'Aula  dalla competente Commissione  sarà
  inoltre  iscritto all'ordine del giorno dell'Assemblea il disegno
  di legge n. 848  Norme urgenti in materia di agricoltura  (ESA).
   Pertanto, non sorgendo osservazioni, così rimane stabilito.


   Presidenza del presidente Lo Porto


    Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
                              «Sanità»

    PRESIDENTE  Si passa al punto secondo dell'ordine  del  giorno:
  Svolgimento  di  interrogazioni ed  interpellanze  della  rubrica
  «Sanità».

   Si  procede  con  l'interrogazione  numero  1184   Provvedimenti
  circa  le  assunzioni  di  personale  medico  ed  infermieristico
  richieste  dall'Azienda  ospedaliera universitaria  di  Messina ,
  dell'onorevole Panarello.

    PANARELLO  Signor Presidente, è materia superata.

    PRESIDENTE   Come  pure  evidenziato  dall'Assessore,  dichiaro
  superata l'interrogazione anzidetta.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa  pertanto  all'interrogazione  numero  1212   Notizie
  sull'ospedale di Niscemi , degli onorevoli Raiti e Morinello.
   Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   -  l'Ospedale del comune di Niscemi (CL) versa ormai da tempo in
  condizioni strutturali e igienico sanitarie alquanto precarie;

   -   da   tempo   non  vengono  svolti  i  lavori  di   ordinaria
  amministrazione e varie apparecchiature sono inutilizzabili;

   -   il  paese  di  Niscemi  conta  ben  trentamila  abitanti,  e
  l'inadeguatezza  della struttura ospedaliera sta  costringendo  i
  niscemesi  ad  emigrare  negli ospedali  vicini  e  a  sopportare
  insostenibili spese per visite private;

   considerato che:

   -  per  il  reparto di Ginecologia ed Ostetricia il primario  ha
  inoltrato  innumerevoli  richieste per fare  riparare  macchinari
  indispensabili alla salute;

   -  l'Assessore per la sanità, prof. Cittadini, nel corso di  una
  sua  visita,  il  giugno scorso, ha promesso  dieci  miliardi  di
  vecchie lire per il completamento dell'ala nuova dell'ospedale;

   preso  atto  che  il  disinteressamento  delle  istituzioni,  la
  mancanza  di  fondi  e  lo stato di abbandono  in  cui  versa  la
  struttura  ospedaliera,  sta creando nel  paese  di  Niscemi  una
  situazione insostenibile dal punto di vista sanitario;

   per sapere:

   -  se  il  Presidente della Regione e l'Assessore per la  sanità
  siano a conoscenza del fatto;

   -  quali  siano  i tempi affinché l'ospedale riceva  quei  dieci
  miliardi di vecchie lire promesse dall'Assessore per la sanità;

   -  quali  altre iniziative intenda l'Assessore porre  in  essere
  per rendere fruibile in tempi ridotti l'ospedale dagli utenti».

   Ha  facoltà  di  parlare  l'assessore Cittadini  per  rispondere
  all'interrogazione.

    CITTADINI     assessore   per   la   sanità.   In   riferimento
  all'interrogazione numero 1184, relativamente al procedimento  di
  attuazione dell'intervento denominato 'Adeguamento, completamento
  ed  attrezzatura dell'ospedale Civile di Niscemi', individuato  -
  in  forza  l'accordo di Programma Stato-Regione stipulato  il  30
  aprile  2002  -  tra gli interventi di edilizia  e  potenziamento
  tecnologico da realizzare con i finanziamenti di cui all'articolo
  20  della legge n. 67/88, in particolare, si riferisce che, sulla
  base  del  progetto esecutivo dell'opera approvato  e  del  costo
  complessivo di euro 5.164.568,99, questo Assessorato ha inoltrato
  in  data  22  novembre  2002, la richiesta  di  finanziamento  al
  Ministero  della  Salute  che  ha  adottato  il  decreto  di  sua
  competenza in data 28 febbraio 2003.
   Quest'ultimo è stato quindi notificato all'Azienda USL n.  2  di
  Caltanissetta, per l'espletamento delle procedure d'appalto.
   La   stessa   azienda  -  responsabile,  quale   amministrazione
  aggiudicatrice  dei lavori - delle citate procedure,  ha  indetto
  gara ad asta pubblica, la cui celebrazione era prevista per il 21
  maggio 2003.
   In  ordine  al  successivo  iter  di  gara,  l'Azienda  è  stata
  invitata a fornire aggiornamenti con apposita richiesta inoltrata
  da  questa  Assessorato,  nell'ambito  dell'ordinaria  azione  di
  monitoraggio  del  citato accordo di programma  (che  prevede  il
  periodico  aggiornamento  di una scheda tecnica  di  monitoraggio
  riguardante ciascun intervento), con nota di protocollo  n.  4397
  del 13 ottobre 2003.
   Tanto si rassegna in evasione all'atto ispettivo.

    PRESIDENTE   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Raiti   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

     RAITI  Signor Presidente, prendo atto della risposta.

    PRESIDENTE   Si passa all'interrogazione n. 1214  Provvedimenti
  per fronteggiare la crisi del sistema sanitario siciliano , degli
  onorevoli  Barbagallo,  Genovese,  Gurrieri,  Tumino,  Vitrano  e
  Zangara.

   Ne do lettura:

    «Al  Presidente  della  Regione e  all'Assessore  per  la
  sanità, premesso che:

   -  il  deficit  generato  dalla spesa sanitaria  in  Sicilia  ha
  raggiunto  la  cifra record di quasi due miliardi  di  euro:  una
  situazione drammatica che non ha precedenti e che mette a rischio
  l'intero sistema sanitario, e non solo;

   -  tale  deficit,  infatti,  sta  causando  enormi  ritardi  nei
  versamenti  dovuti  alle Aziende sanitarie ed  ospedaliere  della
  quota spettante alla Regione;

   -  infatti, mentre la quota statale è stata interamente versata,
  la  Regione,  per il 2003, ha erogato solo la parte  relativa  al
  mese di gennaio;

   -  in tale condizione le Aziende non sono in grado di far fronte
  al  pagamento degli stipendi e delle forniture, coinvolgendo  nei
  ritardi anche le farmacie, i cui crediti subiscono ritardi  ormai
  cronici,    gli   specialisti   convenzionati,   i   centri    di
  riabilitazione, le case di cura, i centri di dialisi;

   -  ciò  comporterà,  se  non  verranno  adottati  gli  opportuni
  provvedimenti, lo scadimento ulteriore dell'assistenza sanitaria,
  l'azzeramento di quella farmaceutica, con notevoli disservizi per
  i  cittadini,  e il rischio di fallimento per decine  di  aziende
  fornitrici di beni e servizi che si trovano ormai al collasso;

   considerato che:

   - la spesa sanitaria è ormai da tempo fuori controllo;

   -  il  deficit odierno è il risultato di una politica  sanitaria
  tendente  a  spostare risorse finanziarie dal settore pubblico  a
  quello privato;

   -  il  decreto  c.d.  'taglia spese', a dispetto  del  nome,  ha
  prodotto  tutto  fuorché  risparmi aprendo  una  vera  e  propria
  voragine nei conti e facendo lievitare i costi delle  prestazioni
  erogate    dalle    strutture convenzionate, non soggette  più  a
  limiti d spesa come in passato;

   -  al  cittadino è stato imposto il doppio ticket che ha effetti
  devastanti sull'effettiva garanzia del diritto alla salute e  che
  non  ha  prodotto alcun miglioramento della qualità del  servizio
  reso;

   -  nessuna  seria  misura di riordino della  spesa  sanitaria  è
  stata, dunque, adottata mentre è ormai urgente porre un argine al
  deficit degli anni precedenti e alla spesa crescente degli ultimi
  mesi;

   per sapere:

   -  quali  provvedimenti urgenti si intendano  adottare  per  far
  fronte alla drammatica situazione esposta;

   -  se  non  ritengano indifferibile riferire su  tale  questione
  all'Assemblea regionale siciliana».

   Ha  facoltà  di  parlare  l'assessore Cittadini  per  rispondere
  all'interrogazione.

    CITTADINI    assessore  per  la  sanità.   In   risposta   alla
  interrogazione numero 1214, si rappresenta che le somme  relative
  alle  quote  del  Fondo  sanitario  regionale  (FSR)  sono  state
  erogate,  a  quella  data,  fino al  Dicembre  2003.  Il  mancato
  pagamento  è  attribuibile alla nota carenza di  liquidità  della
  cassa della Regione.

    PRESIDENTE   Ha facoltà di parlare l'onorevole  Barbagallo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

    BARBAGALLO  Mi dichiaro soddisfatto.

    PRESIDENTE    Per   assenza  dall'Aula   del   firmatario,   le
  interrogazioni  n. 1235  Adozione di un'adeguata pianta  organica
  presso  l'AUSL  n.  8  di  Siracusa  e  n.  1236   Notizie  circa
  l'affidamento all'esterno del servizio di risonanza magnetica  da
  parte  dell'AUSL  n. 8 di Siracusa , entrambe  dell'onorevole  De
  Benedictis,  si  intendono presentate con richiesta  di  risposta
  scritta.
   Per  assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione n.  1255
   Provvedimenti  circa  il  parziale  rimborso  delle  prestazioni
  mediche  in  assistenza indiretta, da parte  dell'AUSL  n.  9  di
  Trapani ,  dell'onorevole  Papania,  si  intende  presentata  con
  richiesta di risposta scritta.
   Si  passa all'interrogazione n. 1263  Iniziative per l'immediata
  attuazione  dei  protocolli d'intesa tra l'Assessorato  regionale
  della  sanità  e  l'Università  degli  studi  di  Messina .   Con
  l'accordo dei presentatori, la dichiaro superata.
   Si   passa  quindi  all'interrogazione  numero  1296  "Ispezione
  amministrativa presso l'Istituto psico-pedagogico 'Lucia Mangano'
  di Sant'Agata Li Battiati (Ct)".

   Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della Regione, all'Assessore per  la  sanità  e
  all'Assessore per il bilancio e le finanze, premesso che:

   -   l'Istituto  psico-pedagogico  Lucia  Mangano,  con  sede   a
  Sant'agata   Li   Battiati,  svolge  da   molti   anni   attività
  assistenziale  per  disabili  in regime  di  convenzione  con  il
  Servizio sanitario;

   -  da  qualche tempo sono emersi fondati dubbi sulla  regolarità
  della   gestione  dell'Istituto,  atteso  che  il   bilancio   al
  31.12.2002, presenta un deficit di circa 900 mila euro, mentre il
  Consiglio  di  amministrazione ha  liquidato  in  proprio  favore
  compensi per 500 mila euro;

   -  a  ciò  deve  aggiungersi che non  vi  è  certezza  circa  il
  regolare versamento dei contributi previdenziali per il personale
  composto  di  ben 169 unità, numero decisamente sovradimensionato
  rispetto alle reali necessità;

   -  il Consiglio di amministrazione ha deliberato l'esclusione di
  un  socio  amministratore, peraltro l'unico ad essere in possesso
  di  titoli  specifici,  senza  motivi  legittimi,  tanto  che  il
  Tribunale  di Catania - sezione distaccata di Mascalucia,  ne  ha
  disposto la sospensione;

   -  anche  sul  fronte sindacale si è di recente manifestata  una
  conflittualità che non ha precedenti nella storia dell'Istituto;

   -  l'Istituto opera in regime di convenzione e pertanto gestisce
  denaro  pubblico nell'erogazione di servizi agli  utenti;  avendo
  assunto   la   forma   dell'associazione  non  riconosciuta   con
  l'esplicita  previsione  statutaria di  non  perseguire  fini  di
  lucro,  inevitabilmente il passivo esistente non potrà che essere
  ripianato con risorse pubbliche;

   per  sapere  se  non  ritengano di  dover  avviare  un'ispezione
  amministrativa al fine di accertare eventuali irregolarità  nella
  gestione   dell'istituto  psico-pedagogico  Lucia   Mangano   con
  riferimento  alla  qualità dei servizi resi,  al  rispetto  degli
  standard  professionali previsti dalle convenzioni,  al  rispetto
  dei  vigenti  contratti collettivi di lavoro e  delle  norme  sul
  contenimento e razionalizzazione della spesa».

   Ha    facoltà    di   parlare   l'Assessore    per    rispondere
  all'interrogazione.

    CITTADINI    assessore  per  la  sanità.   In   risposta   alla
  interrogazione   numero   1296,   si   rappresenta   che,   dalle
  informazioni  acquisite dall'AUSL n. 3 di Catania, non  è  emerso
  alcun  disservizio a carico dell'Istituto psico-pedagogico 'Lucia
  Mangano'  di  Sant'Agata Li Battiati (CT), così come  evidenziato
  dalle    relazioni   pervenute,   che   sono    a    disposizione
  dell'onorevole  firmatario  dell'interrogazione.  Si   evidenzia,
  altresì,  il  rispetto  degli standards  funzionali,  nonché  una
  eccepibile qualità dei servizi sanitari erogati.
   Tanto in evasione all'atto ispettivo.

    PRESIDENTE   Ha facoltà di parlare l'onorevole  Barbagallo  per
  dichiararsi   soddisfatto   o   meno   della   risposta   fornita
  dall'Assessore.

    BARBAGALLO  Signor Presidente, prendo atto della risposta.

    PRESIDENTE    Si   passa   alla  interrogazione   numero   1297
  "Provvedimenti  a  tutela  dell'Azienda ospedaliera  'S.  Antonio
  Abate' di Trapani", dell'onorevole Papania. Per assenza dall'Aula
  del   firmatario,  l'interrogazione  si  intende  presentata  con
  richiesta di risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione numero  1301  "Accertamento  della
  regolarità  delle  procedure  per il rimborso  delle  prestazioni
  sanitarie  'salvavita'  adottate  dall'AUSL  n.  6  di  Palermo",
  dell'onorevole Giannopolo.

   Ne do lettura:

   «All'Assessore per la sanità, premesso che:

     la  legge  regionale n. 88 del 1980 individua  le  prestazioni
  sanitarie  cosiddette 'salvavita' che possono essere  erogate  in
  forma  diretta  o, in assenza di centri e strutture  pubbliche  o
  convenzionate, in forma indiretta;

     le  neoplasie  maligne  trattabili  sono  individuate  tra  le
  patologie  la  cui  terapia viene inquadrata tra  le  prestazioni
  salvavita e in quanto tali da assicurare a tutti in forma diretta
  o indiretta ;

     l'art.  32  della Costituzione italiana stabilisce  che  vanno
  garantite  gratuitamente le prestazioni  sanitarie  ai  cittadini
  meno abbienti;

   considerato  che  con  nota  del  5  agosto  2003  il  Direttore
  generale  della AUSL n. 6, in risposta a una lettera  di  diffida
  del  Centro  convenzionato  ATM  di  Bagheria,  specializzato  in
  trattamenti radioterapici ad alta tecnologia, ha sostenuto di non
  poter  riconoscere il rimborso di alcune prestazioni  consistenti
  in trattamenti di neoplasie maligne portate avanti con tecnologie
  avanzatissime  che  salverebbero i tessuti sani  colpendo  invece
  selettivamente  quelli  malati,  in  quanto  non  ricomprese  nel
  tariffario regionale;

   considerato  altresì  che  le  stesse  prestazioni  negli   anni
  precedenti  sono state invece riconosciute e regolarmente  pagate
  allo stesso centro;

   tenuto  conto  inoltre che l'AUSL n. 6 ha comunque ribadito  che
  le eventuali prestazioni che hanno carattere salvavita poiché non
  tariffate, dovevano essere pagate dagli stessi pazienti;

   per sapere:

     se non ritenga opportuno disporre un'indagine ispettiva presso
  l'AUSL  n.  6  di  Palermo  per  accertare  la  regolarità  delle
  procedure  seguite  per il riconoscimento  e  il  rimborso  delle
  prestazioni sanitarie cosiddette salvavita;

     se  non intenda accertare anche la regolarità dei rimborsi per
  le   prestazioni  effettuate  dal  Centro  convenzionato  ATM  di
  Bagheria negli anni precedenti;

      se  non  ritenga  comunque  di  disporre  il  rimborso  delle
  prestazioni  salvavita  per  la  cura  di  neoplasie  trattabili,
  soprattutto quelle effettuate in forma indiretta;

     se  non  intenda  aggiornare il sistema  tariffario  regionale
  includendovi   anche  le  prestazioni  eseguite  con   tecnologie
  avanzate  per  la  cura  di neoplasie,  previa  verifica  con  un
  qualificato tavolo tecnico.

   Ha    facoltà    di    parlare   l'assessore   per    rispondere
  all'interrogazione.

    CITTADINI    assessore  per  la  sanità.   In   risposta   alla
  interrogazione numero 1301, si riferisce che già da tempo  questo
  Assessorato,  nella  considerazione  che  l'attuale  nomenclatore
  tariffario potrebbe scontare condizioni di non adeguatezza, anche
  alla   luce  delle  più  recenti  innovazioni  tecnologiche,   ha
  costituito un apposito tavolo tecnico con l'incarico di procedere
  alla  identificazione delle nuove prestazioni specialistiche,  di
  radiodiagnostica,  di radioterapia e di laboratorio  di  analisi,
  con fissazione delle relative tariffe.
   Sugli  esiti  di tale lavoro, attesa la necessità di verificarne
  la   corrispondenza   ai   criteri  che  regolano   in   generale
  l'erogazione   delle   prestazioni   sanitarie   nel   territorio
  nazionale,  con particolare riferimento ai Livelli Essenziali  di
  Assistenza  (L.E.A.), con nota dell'Assessorato  regionale  della
  Sanità  prot.  n.  4/Dip./222  del  30  gennaio  2004,  è   stato
  interpellato il Ministero della Salute allo scopo di mantenere il
  tariffario su posizioni di massima aderenza a quello nazionale.
   Con  la stessa nota è stato richiesto, altresì, al Ministero  di
  pronunciarsi  in  ordine  alla  possibilità  di  applicare   alle
  prestazioni  in atto non contemplate le tariffe delle prestazioni
  previste,  ritenute per analogia più appropriate in  aderenza  ai
  L.E.A.
   Pertanto,  questa  Amministrazione ha  già  avviato  l'iter  per
  l'aggiornamento  del  tariffario, non mancando  di  rilevare  che
  l'introduzione   di   nuove  prestazioni,  secondo   la   vigente
  normativa,  non  può  che  rispondere  a  criteri  di   interessi
  generali, nel rispetto dei principi che disciplinano in  generale
  l'erogazione   delle  prestazioni  sanitarie,   con   particolare
  riferimento  ai L.E.A., e previa verifica della loro  rispondenza
  alle esigenze della popolazione del territorio.
   In  questi giorni tuttavia, nella considerazione che gli  attesi
  chiarimenti  del  Ministero, verosimilmente, si  identificheranno
  con l'aggiornamento complessivo del tariffario atteso per la fine
  dell'anno,  si  sta  valutando l'opportunità di  intervenire  con
  misure  transitorie, sempre nel rispetto della  linea  di  rigore
  intrapresa,  che  attualmente sono all'attenzione  del  Dirigente
  generale di questo Dipartimento.
   Tanto in evasione all'atto ispettivo.

    PRESIDENTE   Ha facoltà di parlare l'onorevole  Giannopolo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

    GIANNOPOLO    Signor  Presidente,  mi  dichiaro   profondamente
  insoddisfatto.
   Personalmente  la  ringrazio,  signor  Presidente,   per   avere
  aderito  alla  mia  sollecitazione scritta che  le  è  pervenuta,
  riguardante  l'urgenza  della  discussione  di  questo  tema  nel
  Parlamento regionale e ponendo quindi all'ordine del giorno detta
  interrogazione;  ho  notato che la stessa  è   stata  oggetto  di
  discussione in tutte le sedi, tranne che nella sede propria, cioè
  quella parlamentare.
   Ciò  premesso, ecco che, finalmente, si arriva alla  trattazione
  di   questa  interrogazione  e,  pur  tuttavia,  non  posso   non
  dichiarare la mia profonda insoddisfazione in considerazione  che
  l'atto  ispettivo  ha una finalità ben precisa, colta  pienamente
  dagli  Uffici  dell'Assemblea, nel momento in cui hanno  titolato
  l'atto  medesimo  "Accertamento della regolarità delle  procedure
  per  il rimborso delle prestazioni sanitarie  salvavita' adottate
  dalla AUSL n. 6 di Palermo .
   L'atto  ispettivo pone, nella parte centrale, questa  domanda  e
  contiene  anche una esplicita richiesta all'Assessore di  avviare
  una indagine ispettiva presso la AUSL n. 6 di Palermo, al fine di
  verificare  se le procedure adottate dalla stessa,  nel  rimborso
  delle  prestazioni  sanitarie  cosiddette   salvavita',  avessero
  seguito  l'iter  regolare,  legittimo  o,  viceversa,   procedure
  irregolari ed illegittime.
   Su    questo    punto,   l'Assessore   non   riferisce    nulla;
  personalmente,   ribadisco   l'invito   ad   avviare   finalmente
  l'auspicata    indagine   ispettiva,   perché   vero    è    che,
  successivamente,  è  stato avviato dalla Procura  di  Palermo  un
  accertamento,  ma  non  possiamo certo delegare  agli  organi  di
  polizia giudiziaria le indagini ispettive.
   La   Procura,   per  sua  competenza,  indaga  sulle   eventuali
  responsabilità di carattere penale, noi, però, abbiamo il  dovere
  di  verificare  -  sul  piano  amministrativo  -  quali  siano  i
  comportamenti e gli obiettivi che la Pubblica amministrazione  si
  prefigge  e  pratica concretamente nella gestione quotidiana  dei
  suoi affari.
   Quindi,  lo  ripeto,  l'Assessore  deve  comunque  accertare  se
  queste   procedure   siano   state  regolari,   soprattutto   con
  riferimento ai rimborsi effettuati verso i centri che  effettuano
  le  terapie radiodiagnostiche ad alto contenuto tecnologico e per
  i quali chiedo di disporre l'anzidetta indagine ispettiva.
   L'Assessore,  nella  sua  risposta,  riferisce  qualcosa   circa
  l'istituzione  del  tavolo tecnico, una delle domande  poste  con
  l'atto  ispettivo. Chiedevo, infatti, l'istituzione di un  tavolo
  tecnico  qualificato  che   verificasse  l'effettiva  utilità  di
  alcune  prestazioni puntualmente rimborsate dalla AUSL di Palermo
  e   per   le   quali    chiedo  di  sapere  se,   effettivamente,
  corrispondono  ad un interesse di tipo sanitario,  se  sono  cioè
   salvavita' e così via dicendo.
   L'Assessore  ha  fatto conoscere all'opinione  pubblica,  in  un
  primo tempo, che non era sua competenza occuparsi di questo  tipo
  di  regime  tariffario; stasera, invece, afferma che  esiste  una
  competenza  della  Regione  in  tal  senso  e  che  ci   si   sta
  concertando,  per  maggiore chiarezza,  con  il  Ministero  della
  Sanità. Questo è già un punto di chiarezza
   Signor  Presidente, considerata l'importanza dell'argomento,  le
  chiedo la possibilità di sforare qualche minuto.
   L'altra  questione  che pongo nell'atto ispettivo  è  quella  di
  conoscere  (avendo letto sugli organi di stampa che l'Assessorato
  era  a conoscenza del fatto che, interpellato all'uopo dalla AUSL
  n.  6,  circa la possibilità o meno di applicare queste  tariffe,
  avesse dato il via libera di applicarle, pur in una certa misura)
  quale sia il livello di responsabilità che c'è stato in passato e
  che  c'è  tuttora in capo all'Assessorato alla Sanità.  Il  fatto
  che  sia  stato  dato il via libera per l'applicazione  di  certe
  tariffe  che  oggi, invece, si afferma non esistano, richiede  un
  accertamento circa eventuali responsabilità.
   Allora,  è  questo  un punto che bisognerà chiarire,  Assessore:
  ciò va chiarito nel suo interesse, in quello dell'Assessorato, ma
  anche  nell'interesse complessivo. Occorre sapere, cioè,  se  non
  sia  necessario  intraprendere un'azione di  recupero  di  quelle
  somme,  eventualmente ed evidentemente, pagate  indebitamente  da
  parte  della  AUSL  n. 6 a questi centri che hanno  erogato  tali
  prestazioni.
   Occorre  chiarezza,  quella stessa chiarezza  che  chiedevo  con
  questa interrogazione e che non viene tuttavia data.
   Il  risultato  potrebbe  essere che, diversamente,  laddove  gli
  utenti  potevano avere una qualche utilità da queste prestazioni,
  alla fine, venga fatta pagare proprio ai cittadini utenti che  si
  troverebbero nella situazione - parlo soprattutto, evidentemente,
  per  quelli  che  hanno  usufruito  delle  prestazioni  in  forma
  indiretta, cioè per cui la AUSL rimborsava direttamente l'utente,
  non   la  struttura  -  di  veder  negato  il  rimborso  di  tali
  prestazioni.
   Quindi,  la  chiarezza va fatta, innanzi tutto  in  ordine  alla
  regolarità delle procedure; in secondo luogo, qualora si  fossero
  effettuate procedure irregolari, bisognerebbe recuperare le somme
  indebitamente erogate; inoltre, occorrerebbe verificare se quelle
  prestazioni medesime siano effettivamente utili a salvare la vita
  umana  e,  soltanto  in  questo  caso,  andrebbero  incluse   nel
  tariffario,  previa  verifica  mediante  un  qualificato   tavolo
  tecnico.  Infine,  andrebbe verificata, altresì,  la  legittimità
  delle  convenzioni che sono state stipulate dalla AUSL n.  6  con
  alcuni  centri,  non soltanto quelli di Bagheria,  ma  anche  con
  altri.
   Per    tutti    questi   motivi,   mi   dichiaro   profondamente
  insoddisfatto  ed  affermo che resto  ancora  in  attesa  di  una
  risposta convincente da parte dell'Assessore.

                       Sull'ordine dei lavori

    SPEZIALE  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE  Signor Presidente, le chiedo, in merito a  quanto  da
  lei  comunicato  circa  il  programma  dei  lavori  deciso  dalla
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, di  discutere
  la  mozione presentata dal Gruppo della lista  Uniti per l'Ulivo
  mercoledì prossimo. Le faccio osservare che, trattandosi  di  una
  mozione  riguardante la regolamentazione del comportamento  degli
  assessori durante la campagna elettorale

    ACIERNO  No, il Presidente non ha detto questo

    PRESIDENTE  Onorevole Speziale, da dove ha dedotto  questa  sua
  osservazione?

    SPEZIALE   Signor Presidente, i colleghi mi  avevano  dato  una
  notizia...

    PRESIDENTE  No,onorevole Speziale, lei deve ascoltare  soltanto
  me, non i colleghi. Le è stata riferita una notizia errata.
   La  mozione  è  il primo punto dell'ordine del giorno;  il   non
  averla  discussa adesso dipende dal fatto che abbiamo avviato  la
  trattazione  del punto posto all'ordine del giorno  della  seduta
  precedente  che  riguarda attività ispettiva di una  Rubrica  che
  presenta  purtroppo  una  mole  notevole  di  interrogazioni   ed
  interpellanze,  al  punto  che stiamo indugiando  più  di  quanto
  pensassi, ma ciò non dipende da me.

    SPEZIALE  D'accordo, signor Presidente, la ringrazio.

      Riprende lo svolgimento degli atti della Rubrica «Sanità»

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi, vi  invito,  cortesemente,  a
  limitare  le  vostre  repliche ad una semplice  dichiarazione  di
  soddisfazione  o  insoddisfazione, al fine di  accelerare  questa
  fase  e  poter  adempiere alla decisione assunta  questa  mattina
  nella  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
   Per  assenza dall'Aula del firmatario, l'interrogazione n.  1306
   Provvedimenti  circa la delibera dell'AUSL n. 9  di  Trapani  in
  merito   alle   somme  destinate  all'assistenza   farmaceutica ,
  dell'onorevole Papania,  si intende presentata con  richiesta  di
  risposta scritta.
   Si  passa  all'interrogazione  numero  1315  «Chiarimenti  sulla
  regolarità del concorso per collaboratore amministrativo  bandito
  dall'AUSL   n.   1   di   Agrigento,   svoltosi   il   4.9.2003»,
  dell'onorevole Micciché.
   Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   è  compito  del Parlamento regionale, come di ogni altro  organo
  dello Stato, garantire legalità, trasparenza e pari opportunità a
  tutti coloro che partecipano ai concorsi pubblici;

   in  data  4.9.2003  si è svolto ad Agrigento  la  seconda  prova
  scritta  del  concorso  per collaboratore amministrativo  bandito
  dall'ASL n. 1 di Agrigento;

   i  banchi  destinati  ad accogliere i partecipanti  al  concorso
  erano  divisi  in  due  ambiti diversi, un  locale  grande  e  un
  corridoio ad esso collegato;

   il    Presidente   della   Commissione   giudicatrice,   essendo
  sprovvisto  di microfono ha proceduto alla dettatura  del  titolo
  della  prova  in  due  momenti  distinti  e  separati,  prima  ai
  concorrenti della sala grande, poi a quelli del corridoio;

   il  testo  della prova prevedeva la redazione di una delibera  e
  di un regolamento ad esso collegato, disciplinante l'affidamento,
  la  valutazione  e  la  revoca degli  incarichi  dirigenziali  al
  personale medico;

   la   normativa   di  riferimento  per  la  redazione   di   tale
  regolamento era il DL n. 502 del 1992 e successive modificazioni,
  le   cui  norme  facevano  espresso  rinvio  alla  contrattazione
  collettiva   nazionale,   testo  quindi   fondamentale   per   la
  compilazione del compito;

   per sapere:

   perché  la  copia per la consultazione del CCN  è  arrivata  sul
  banco  della Commissione alle 13.00 cioè 105 minuti dopo l'inizio
  della prova;

   perché  nessuno della Commissione, che avendo fatto giungere  il
  testo nell'aula di certo lo considerava di grande importanza  per
  la  compilazione  del compito, ha dato notizia dell'arrivo  della
  copia del CCN a tutti i concorrenti, dato che chi si trovava  nel
  corridoio non poteva vedere cosa accadeva nella stanza centrale e
  solo  chi si trovava nei primi banchi della sala grande o chi  si
  alzava  per  prendere  informazioni dalla Commissione  ha  potuto
  consultarlo;

   se  la  S.V. non ritenga che la mancata comunicazione  da  parte
  della  Commissione  giudicatrice ai concorrenti  dell'arrivo  del
  testo  in  aula,  dovuta  forse ad  una  dimenticanza  o  ad  una
  valutazione   di  merito  errata,  ha  fortemente  inficiato   di
  irregolarità il concorso dato che a pochi fortunati è stata  data
  la possibilità di consultare il testo di riferimento della prova;

   se  non ritenga opportuno agire prontamente per ristabilire, una
  volta  appurato  il  fatto, uno stato di legalità  e  trasparenza
  facendo   ripetere  la  prova,  garantendo  così   un'equità   di
  trattamento  a  tutti quei cittadini siciliani che  affrontano  i
  concorsi  pubblici nella speranza di guadagnarsi  onestamente  un
  posto di lavoro».

   Ha    facoltà    di    parlare   l'assessore   per    rispondere
  all'interrogazione.

    CITTADINI     assessore   per   la   sanità.   In   riferimento
  all'interrogazione    numero   1315,   il   Direttore    generale
  dell'Azienda U.S.L. n. 1 di Agrigento, dottor Salvatore  Milioto,
  all'uopo  interpellato, con nota protocollo n. 313 del 3 dicembre
  2003,  ha  fatto conoscere le controdeduzioni appresso riportate,
  rese   dal   Presidente  della  Commissione   del   concorso   di
  collaboratore amministrativo.  La prova ha avuto inizio alle  ore
  11.15, per tutti i candidati dislocati nell'intero corridoio  del
  secondo piano dell'Istituto.
   Le  presunte  "informazioni  assunte  sul  luogo"  dagli  autori
  dell'esposto anonimo, non corrispondono al vero, in quanto,  come
  constatato  sia dalla commissione del concorso che dal  personale
  impegnato  nelle operazioni di vigilanza, il testo del  Contratto
  collettivo  nazionale  di lavoro per la  dirigenza  del  comparto
  Sanità,   la   cui   asserita  impossibilità   di   consultazione
  costituisce   l'oggetto   della   contestazione,   era,   invece,
  disponibile sul tavolo della commissione sin dalla dettatura  del
  compito,  e  non certo a sole due ore di tempo dalla  conclusione
  della prova, come affermato nell'esposto anonimo.
   Peraltro,  il  testo  del  contratto pubblicato  sulla  Gazzetta
  Ufficiale  della Repubblica Italiana rientrava nel  materiale  la
  cui  visione  era consentita ai candidati, e che,  pertanto,  gli
  stessi  avrebbero  potuto portare con sé  e  consultare  in  sede
  d'esame.  Appare,  pertanto,  singolare  che  la  circostanza  in
  questione  venga considerata lesiva del diritto dei candidati  al
  trasparente  ed  imparziale svolgimento della prova,  considerato
  che  gli  stessi,  non essendo a conoscenza dell'argomento  della
  stessa, avrebbero ben potuto portare con sé l'intero corpus della
  legislazione  e  della normativa attualmente vigente  in  materia
  sanitaria, ivi compreso il contratto in questione. Per lo  stesso
  motivo,   appare   altrettanto   pretestuoso   che   gli   autori
  dell'esposto  lamentino la disponibilità di una  sola  copia  del
  contratto  che  comunque è risultato accessibile  a  chiunque  ne
  abbia fatto richiesta.
   Tanto si comunica in evasione all'atto ispettivo.

    PRESIDENTE   Ha  facoltà  di parlare l'onorevole  Micciché  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

    MICCICHE'    Signor  Presidente,  mi  dichiaro   insoddisfatto,
  perché la risposta testé letta dall'Assessore è molto carente  ed
  approssimativa.  L'Assessore, da una risposta a volte  imprecisa.
  Avevo  inserito nella mia interrogazione elementi di irregolarità
  molto chiari.
   Non  credo ci sia molto da aggiungere, se non che, evidentemente
  sappiamo tutti che i bandi di concorso spesso sono pilotati,  per
  motivi  diversi:  politici,  personali.  Riconosco  che  le   mie
  affermazioni sono pesanti, ma la cronaca di questi  giorni  e  di
  questi ultimi anni la dicono lunga. Di conseguenza, mi fa piacere
  che  sia stata fornita questa risposta perché mi risulta  che  vi
  sono altri tipi di indagine che stanno andando in altra direzione
  rispetto  alla  risposta  testé letta. Di conseguenza,  onorevole
  Assessore,  spero  che non siano confermate le  mie  perplessità.
  Avremo modo, successivamente, di constatare se le mie perplessità
  su questo tipo di informazione sono fondate.

    PRESIDENTE    Si  passa  allo  svolgimento  dell'interrogazione
  numero  1320  «Iniziative per garantire parità di trattamento  ai
  lavoratori  dei  Punti  territoriali  di  emergenza»,   a   firma
  dell'onorevole Raiti. Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

        - il  disposto del Decreto regionale n.  3,  dell'  8
          gennaio  2001,  stabiliva l'assegnazione  presso  i
          PP.TT.EE.   di   personale   infermieristico,   con
          esperienza nell'aera dell'emergenza;

        - gli   operatori  assegnati  ai  PTE  di  Adrano   e
          Biancavilla,  comuni  della provincia  di  Catania,
          sono  dipendenti delle Aziende U.S.L. ma  di  fatto
          impiegati  per  prestare soccorso nelle  situazioni
          di  emergenza,  come ad esempio, personale  addetto
          alle ambulanze;

        - a   tale   servizio  sono  state  assegnate   unità
          femminili  anziane  di  età,  che  non  hanno   mai
          prestato   la  loro  opera  in  una  struttura   di
          emergenza, e unità con problemi di salute e  quindi
          impossibilitate a svolgere tale servizio;

        - gli  infermieri  dipendenti delle U.S.L.  impiegati
          nei  P.T.E. vengono remunerati quasi il doppio  per
          ogni  turno,  rispetto  a quanto  percepiscono  nel
          loro presidio in un normale turno di servizio;

      ritenuto che:

        - tale  situazione crea disuguaglianze tra i  diversi
          operatori  dei  P.T.E., ponendo  giuridicamente  ed
          economicamente in posizione subalterna  quanti  non
          provengano dalle U.S.L.;

        - quanto  esposto evidenzia come tale situazione  sia
          in  contrasto  con  ogni norma  di  buon  andamento
          della    pubblica   amministrazione   e   con    la
          razionalizzazione della spesa sanitaria, uno  degli
          obiettivi  enunciati dagli amministratori regionali
          e nazionali;

      preso   atto   che   ogni  qual  volta  gli  infermieri
          appartenenti  alle  U.S.L.  che  prestano  servizio
          presso  le  ambulanze  del  118  sono  costretti  a
          spostarsi   per  recarsi  presso  il  luogo   della
          richiesta    d'intervento,   lasciano    la    loro
          postazione  chiusa,  interrompendo  di   fatto   un
          servizio pubblico di rilevante importanza;

      per sapere:

        -  se l'Assessore per la sanità e il Presidente della
        Regione siano a conoscenza dei fatti;

        - quali  interventi intendano prendere per  eliminare
          le  ingiuste  disuguaglianze tra i  lavoratori  che
          svolgono lo stesso servizio;

        - quali interventi intendano prendere al fine di  una
          corretta  razionalizzazione della spesa  sanitaria,
          del  buon  andamento  della P.A.  evitando  inutili
          spese.» (1320).

   Ha  facoltà di parlare l'Assessore per la sanità per fornire  la
  risposta.

    CITTADINI     assessore   per   la   sanità.   In   riferimento
  all'interrogazione numero 1320, si comunica quanto segue.
   Com'è  noto, presso il PTE opera personale medico, convenzionato
  o dipendente e personale infermieristico ed ausiliario dipendente
  della Azienda Sanitaria Locale.
   Nelle  postazioni del SUES 118 opera, invece, personale di varie
  Aziende  Sanitarie  in regime di plus-orario  remunerato  con  il
  sistema dell'incentivazione.
   Presso il PTE di Adrano è allocata pure una postazione del  SUES
  118,  gerarchicamente e funzionalmente subordinata alla Direzione
  della   Centrale  Operativa  del  bacino  Catania-Siracusa-Ragusa
  allocata presso il Presidio Ospedaliero "Cannizzaro" di Catania.
   Al  PTE  di  Adrano sono assegnate, fra gli altri,  anche  unità
  femminili  con qualifica di infermiere professionale che,  finché
  in  servizio,  non  possono  essere certamente  discriminate  per
  l'età.  Dall'ottobre  del 2003 una delle  predette  infermiere  a
  seguito  di prescrizione del medico competente, è stata sollevata
  dal  servizio  attivo  del  PTE ed assegnata  ad  altra  funzione
  compatibile, come per tutti gli altri casi similari  operanti  in
  tutte le strutture aziendali.
   Si  sottolinea che nella maggior parte dei casi, il personale di
  comparto  in  servizio  presso  i PTE  coincide  con  quello  già
  assegnato  presso  l'ex pronto soccorso dei  Presidi  Ospedalieri
  rifunzionalizzati come nel caso di che trattasi.
   Al  predetto  personale sono state corrisposte le  indennità  di
  turno  per  gli importi previsti dal vigente Contratto collettivo
  nazionale  di  lavoro e precisamente; Euro 4,49 per indennità  di
  turno;  Euro  15,49  per  indennità festiva  ed  Euro  18,49  per
  indennità notturna.
   Tanto si comunica in evasione all'atto ispettivo.

    PRESIDENTE   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Raiti   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

    RAITI  Ne prendo atto.

    PRESIDENTE   Si  passa allo svolgimento dell'interrogazione  n.
  1322  «Revoca  del decreto di trasferimento di fondi dall'Azienda
  ospedaliera  S.  Antonio  Abate di Trapani  all'  AUSL  n.  6  di
  Palermo», a firma dell'onorevole Oddo. Per assenza dall'Aula  del
  firmatario, la predetta interrogazione si intende presentata  con
  richiesta di risposta scritta.

   Si   passa  allo  svolgimento  dell'interrogazione  numero  1323
  «Notizie  circa il previsto accorpamento dei presidi  ospedalieri
  di  Petraia  Sottana  e Termini Imprese», a firma  dell'onorevole
  Giannopolo. Ne do lettura:

   «All'Assessore per la sanità, per sapere:

   -  se  sia  vero che l'Ausl n. 6 nella proposta di rimodulazione
  aziendale   avanzata   a   codesto   Assessorato   ha    previsto
  l'accorpamento dei presidii ospedalieri di Petralia Sottana e  di
  Termini Imerese;

   -    se    non   ritenga   opportuno   assumere   immediatamente
  l'orientamento   che   in  nessun  caso   può   procedersi   alla
  soppressione,  fusione  o  accorpamento di  presidii  ospedalieri
  ubicati  in  zone disagiate, quali sono ad esempio  i  luoghi  di
  montagna come le Madonie;

   -  se non consideri opportuno intervenire presso l'Ausl n. 6 per
  fare  in modo che gli impegni assunti pubblicamente nei confronti
  della  Direzione  dell'Ospedale di Petralia   Sottana     vengano
  fatti  rispettare, a cominciare dall'acquisto della TAC  e  dalla
  definizione  degli incarichi di primariato e dalla  dotazione  in
  misura  adeguata  del personale necessario a garantire  il  pieno
  funzionamento  di  tutti  i reparti ed  i  servizi  del  presidio
  ospedaliero di Petralia Sottana.» (1323)

   Ha  facoltà di parlare l'Assessore per la sanità per fornire  la
  risposta.

    CITTADINI   assessore per la sanità. La risposta è molto  breve
  e per tale ragione già mi aspetto che la consideri insufficiente.
     In  riferimento all'interrogazione n. 1323, si fa presente che
  allo stato degli atti non risulta a questo Assessorato che vi sia
  in itinere alcun progetto di accorpamento dei presidi ospedalieri
  di  Petralia  Sottana  e di Termini Imerese.  Tanto  in  evasione
  all'atto ispettivo.

    PRESIDENTE   Ha facoltà di parlare l'onorevole  Giannopolo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

    GIANNOPOLO  Ne prendo atto.

    PRESIDENTE    Si   passa  allo  svolgimento  dell'interpellanza
  numero   126  «Iniziative  circa  l'inquinamento  dell'aria   nel
  territorio  di  Partitico», a firma degli onorevoli  Cracolici  e
  Speziale. Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della Regione, All'Assessore per  la  sanità  e
  all'Assessore per l'industria, premesso che:

   -  a  seguito  di una interrogazione presentata dal  consigliere
  provinciale  dottor Provenzano del gruppo dei DS  alla  Provincia
  regionale  di  Palermo,  con la quale si chiedevano  notizie  sui
  valori   relativi   allo  stato  d'inquinamento   dell'aria   sul
  territorio  del  partinicese, il Presidente  della  Provincia  ha
  risposto  fornendo  i  valori  rilevati  dal  servizio  Controllo
  ambientale  e  smaltimento rifiuti tra marzo e  giugno,  con  una
  centralina  mobile  sita  davanti una scuola  elementare  in  via
  Fogazzaro a Partinico (vedi allegato);

   -  dall'indagine effettuata emerge in maniera inequivocabile  la
  presenza  di  particelle sospese PM nell'aria pari  a  72  mg/Nm3
  nelle  24 ore, con un massimo valore raggiunto di 130 mg/Nm3  ben
  al  di sopra del valore di 40 mg/Nm3 previsto come limite massimo
  dalla legge;

   considerato che:

   -  lo  stesso servizio della Provincia constata che detto valore
  non   può   essere  riferibile  nè  a  inquinamento  da  traffico
  veicolare, poichè altri valori tipici del traffico veicolare sono
  al  di  sotto della soglia prevista dalla legge, nè ad eventi  di
  elevata ventosità;

   -  a  circa  200  m  in  linea  d'aria  è  sita  la  più  grande
  distilleria   d'Europa  che  è  stata  chiusa  con  provvedimento
  dell'autorità giudiziaria tra il 1994 e il 1997, e  non  vi  sono
  nel territorio circostante altri impianti industriali che possano
  giustificare la presenza di fattori inquinanti;

   ritenuta  grave per la sicurezza della salute la situazione  che
  si  è  determinata nel territorio di Partinico, che investe anche
  la popolazione dei Comuni circostanti;

   considerato  che nessun provvedimento neppure in via cautelativa
  è  stato emesso dal Sindaco di Partinico che ha la responsabilità
  per la sicurezza sanitaria;

   ritenuto  urgente  che vadano interrotte tutte  quelle  attività
  che  possano generare i fattori d'inquinamento, poichè in atto  e
  presumibilmente per diversi anni i cittadini di Partinico  e  dei
  Comuni circostanti hanno respirato sostanze che sono tra le cause
  di neoplasie e di malattie connesse all'apparto respiratorio;

   per conoscere:

   -  quali  iniziative  intendano assumere  per  la  tutela  della
  salute nel territorio del partinicese;

   -  se  non  ritengano  di  revocare le eventuali  autorizzazioni
  concesse  dalle  autorità regionali per l'attività  dell'impianto
  della distilleria;

   -  se  non vi siano responsabilità dei servizi facenti capo alla
  Regione  (il servizio LIP, l'ASL, l'ARPA) che non risulta abbiano
  operato controlli sulle condizioni di inquinamento esistenti  nel
  partinicese.» (126)

          CRACOLICI - SPEZIALE

   Ha  facoltà di parlare l'Assessore per la sanità per fornire  la
  risposta.

    CITTADINI     assessore   per   la   sanità.   In   riferimento
  all'interrogazione  oggettivata  si  rappresenta  quanto   segue.
  L'AUSL  n.  6  all'uopo  interpellata, ha  fatto  sapere  che  il
  problema  è stato oggetto di una apposita conferenza di  servizio
  tenutasi  presso il Comune di Partinico con la partecipazione  di
  organi comunali, della AUSL e dell'ARPA, che è, tra l'altro,  più
  propriamente  deputata  per  legge  al  controllo  dei  parametri
  atmosferici ed ambientali.

    PRESIDENTE   Ha  facoltà  di parlare l'onorevole  Speziale  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

    SPEZIALE  Ne prendo atto.

    PRESIDENTE   Si  passa allo svolgimento dell'interrogazione  n.
  1349 «Iniziative di sostegno alle attività di trapianto di organi
  in Sicilia», degli onorevoli Raiti e Ferro. Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   -  nella  nostra  regione non esiste un'organizzazione  adeguata
  nelle  strutture sanitarie che consenta di prelevare gli  organi,
  quando esistono i presupposti, idonei per i trapianti;

   -  è  stato  dimostrato da studi per il settore che la questione
  dei  mancati  prelievi non è da riferire all'assenza  di  cultura
  della donazione ma a una carenza organizzativa professionale  che
  dal primo soccorso sul luogo dell'incidente alla rianimazione non
  opera  con  la  convinzione indispensabile  che  il  trapianto  è
  elemento salvavita e di risparmio di denaro pubblico;

   -  nonostante il numero di dissensi al prelievo, in percentuale,
  sia  rapportabile alle altre regioni del Nord Italia, ci troviamo
  all'ultimo  posto per quanto riguarda i prelievi multiorgani  con
  la  grave conseguenza che in Sicilia si continua a morire per  la
  mancanza di trapianto;

   -  con  l'attività di trapianto a pieno regime  possono  usciere
  dalla  dialisi, secondo i dati forniti dall'Associazione Italiana
  per la Donazione di Organi e tessuti, 200 dializzanti l'anno, che
  tornerebbero  ad una vita normale e consentirebbero  un  cospicuo
  risparmio per il Servizio sanitario regionale;

   -  l'AIDO,  in  occasione della prossima  giornata  annuale  dei
  donatori, propone una giornata di lavoro con il preciso obiettivo
  di coinvolgere gli addetti ai lavori interessati nell'attività di
  prelievo;

   per  sapere  se non ritengano opportuno convocare una conferenza
  di  servizi  idonea a trovare soluzioni utili per  consentire  un
  supporto  adeguato a coloro che intervengono, dal punto di  vista
  professionale, in tutte le attività che dal prelievo arrivano  al
  trapianto   di  organo  in  persone  che  necessitano   di   tali
  interventi.» (1349)

      RAITI -FERRO

   Ha  facoltà di parlare l'Assessore per la sanità per fornire  la
  risposta.

    CITTADINI   assessore  per la sanità. Si  fa  presente  che  la
  Presidenza   della   Regione,  accogliendo   anche   le   istanze
  provenienti  anche  da questo Assessorato, ha deliberato  per  la
  istituzione di un'agenzia regionale per i trapianti che  si  farà
  carico di tutte le problematiche organizzativo-tecnico-economiche
  relative  alla  problematica degli espianti e dei  trapianti.  Il
  progetto  dell'agenzia  è  già depositato  in  sesta  commissione
  legislativa,  commissione bilancio, e poi sarà in Aula,  per  cui
  tra pochi giorni lo apprezzerete.

    RAITI  Ne prendo atto.

    PRESIDENTE    Si  passa  allo  svolgimento  dell'interrogazione
  numero  1350 «Notizie sul riconoscimento professionale dei masso-
  fisioterapisti», a firma dell'onorevole Virzì. Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso  che  quella  del  massofisioterapista  era,  in   forza
  dell'art.  1  della legge 19 maggio 1971 n. 403, una  professione
  sanitaria ausiliaria e che in base all'art. 1 della legge 42/59 è
  una professione sanitaria;

   atteso   che   dei  10.000  massofisioterapisti   operanti   sul
  territorio nazionale solo mille hanno beneficiato del Decreto del
  17  maggio  2002  (fattura  esente iva anche  senza  prescrizione
  medica);

   tenuto  conto delle posizioni assunte dalla Federazione  Collegi
  dei   Massofisioterapisti  che  ha  correttamente  sollevato   il
  problema  dell'equivalenza al diploma  universitario  dei  titoli
  conseguiti  attraverso corsi antecedenti il  maggio  2001  e  che
  sulla  figura del massaggiatore fisioterapista il TAR dell'Umbria
  s'è  pronunciato  considerandola 'figura  rientrante  tra  quelle
  conservate con il vecchio ordinamento';

   per sapere:

   -  quale  sia l'atteggiamento del Governo regionale in  rapporto
  ai    massofisioterapisti    con   diplomi antecedenti il gennaio
  1996,  anche  in  comparazione con le scelte  adottate  da  altre
  Regioni;

   quali  siano  i suoi comportamenti attuali e quali, soprattutto,
  i  propri  orientamenti futuri, per restituire valore, dignità  e
  professionalità  ad un comparto di indiscutibile significato  per
  tante  terapie, specie riabilitative, nel territorio della nostra
  Regione.» (1350)

        VIRZI'

   Ha facoltà di parlare l' Assessore per fornire la risposta.

    CITTADINI     assessore   per   la   sanità.   In   riferimento
  all'interrogazione numero 1350 si rappresenta che  la  figura  di
  massofisioterapista  non è più inserita nel contratto  nazionale.
  Tuttavia i massofisioterapisti in possesso del titolo, conseguito
  sia  nei  2  anni o 3 anni di corso, antecedente  al  1996  e  in
  possesso  del  Diploma  di scuola media  superiore  che  vorranno
  conseguire  il  Diploma  universitario,  dovranno  contattare  la
  facoltà di Medicina delle università e previo controllo del monte
  ore  effettuato per il conseguimento del vecchio diploma, saranno
  inseriti  successivamente nell'anno di corso che  la  facoltà  di
  medicina  riterrà  opportuno  per il  conseguimento  del  Diploma
  universitario. Tanto in evasione dell'atto ispettivo.

    PRESIDENTE   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Virzì   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

    VIRZI'  Mi dichiaro soddisfatto.

    PRESIDENTE   Si  passa  allo svolgimento dell'interpellanza  n.
  128   «Provvedimenti  circa  la  procedura  di  concessione   dei
  trattamenti  economici  a favore degli invalidi  da  parte  della
  Regione siciliana», a firma degli onorevoli Virzì ed altri. Ne do
  lettura:

           «Al  Presidente  della Regione, all'Assessore  per
     la  sanità,  all'Assessore per il lavoro, la  previdenza
     sociale,  la formazione professionale e l'emigrazione  e
     all'Assessore  per  il bilancio e le  finanze,  premesso
     che  sulla  base  di  dati INPS del 2001,  gli  invalidi
     civili,  sul  fronte  pensioni  rappresentano  circa  il
     12,7%  dell'intera utenza siciliana e che  tutte  queste
     pratiche  registrano ritardi per la  liquidazione  delle
     domande oscillanti tra i due ed i tre anni;

      considerato  che l'obiettiva incidenza sociale di  tali
          ritardi   appare   ulteriormente  evidenziata   dal
          contesto  siciliano  e dall'ulteriore  aggravio  di
          situazioni   già  di  per  sè  compromesse   e   di
          condizioni  già  in  partenza  di  disagio  sociale
          quando non di estrema indigenza;

      valutato,  in sostanza, che i civili e solidali intenti
          del  legislatore  sono  di fatto  appannati  da  un
          meccanismo  attuativo  che  parte  dalla  richiesta
          formale  del  cittadino, per transitare  poi  dalle
          Aziende  unità sanitarie locali e dalle  Prefetture
          e   per   concludersi  presso  l'INPS,  allo  stato
          soltanto ente erogatore;

      tenuto  conto che, ad esempio, per quanto attiene  alle
          indennità  d'accompagnamento,  accade  fin   troppo
          spesso  che esse vengano liquidate agli  eredi  per
          l'avvenuto decesso, nelle more, dell'invalido,  con
          l'ovvio,   visibilissimo  snaturamento  del   senso
          stesso della norma e del suo più vero intento;

      evidenziato  che  la  normativa nazionale  ha  previsto
          criteri e modalità per abbreviare l'iter di  queste
          pratiche  decentrando i poteri  alle  Regioni,  più
          specificatamente col decreto legislativo  31.3.1998
          n.   118  e  con  la  legge  23.12.2000,  n.   388,
          riconoscendo  alle Regioni la facoltà di  prevedere
          che   la   potestà   concessiva   dei   trattamenti
          d'invalidità   civile   possa   essere   esercitata
          dall'INPS a seguito di specifica convenzione;

      preso  atto  che l'eventuale annullamento del passaggio
          in  Prefettura  metterebbe l'INPS nelle  condizioni
          di  chiudere  le pratiche in un tempo  pari  ad  un
          terzo   di   quello  impiegato  per  tutto   l'iter
          evitando   così   gli  oneri  di   un   contenzioso
          spropositato e senza fine;

      per conoscere se  il Governo della Regione non  ritenga
          insieme  utile e doveroso attivarsi da  subito  per
          rivedere   il   percorso   di   erogazione    delle
          prestazioni
          agli      invalidi       civili      indirizzandosi
          verso   l'unificazione  della  linea   concessione-
          erogazione nella competenza di un unico Ente,  dopo
          averne  valutato l'impatto in termini finanziari  e
          funzionali, per arrivare, previo recepimento  della
          normativa  nazionale in materia, ad  una  specifica
          convenzione da stipularsi con l'INPS.» (128)

                              VIRZI' - FORMICA - IOPPOLO -  NERI  -
  INFURNA - INCARDONA

   Ha  facoltà di parlare l'Assessore per la sanità per fornire  la
  risposta.

    CITTADINI   assessore per la sanità. In  riferimento  a  quanto
  richiesto  con  l'interpellanza  numero  128,  risulta  di  tutta
  evidenza,   anche   dal   testo   della   stessa,   che    questa
  Amministrazione  non  ha  alcuna  competenza   in   merito   agli
  adempimenti dell'INPS relativamente alla liquidazione di somme in
  favore  degli invalidi civili. Si rappresenta comunque  la  piena
  disponibilità  ad attivarsi nei limiti di quanto  di  competenza,
  per  supportare ogni valida iniziativa governativa e parlamentare
  al  fine  di unificare in un unico ente la concessione-erogazione
  delle prestazioni agli invalidi civili.

    PRESIDENTE   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Virzì   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

    VIRZI'  Mi dichiaro soddisfatto.

    PRESIDENTE Si passa allo svolgimento dell'interpellanza  numero
  130   «Notizie   circa  l'esternalizzazione  di  servizi   presso
  l'Ospedale    S.  Giovanni  di  Dio'  di  Agrigento»,   a   firma
  dell'onorevole Capodicasa.
   Per  assenza  dall'Aula  del firmatario,  dichiaro  decaduta  la
  predetta interpellanza.
   Dispongo  che  all'interpellante venga inviato  il  testo  della
  risposta.
   Si  passa allo svolgimento dell'interpellanza n. 142 «Interventi
  per   garantire  la  continuità  dei  servizi  sanitari   e   dei
  collegamenti  tra  le  isole Pelagie e  la  terraferma  anche  in
  periodo  invernale»,  a  firma  degli  onorevoli  Capodicasa,  De
  Benedictis e Zago.
   Per  assenza  dall'Aula  dei  firmatari,  dichiaro  decaduta  la
  predetta interpellanza.
   Dispongo  che  agli interpellanti venga inviato il  testo  della
  risposta.
   Si  passa allo svolgimento dell'interpellanza n. 143 «Ripristino
  della  legalità all'interno dell'AUSL n. 6 di Palermo»>, a  firma
  degli onorevoli Ferro, Raiti e Morinello.
   Ha facoltà di parlare l'Assessore  per fornire la risposta.

    CITTADINI  assessore per la sanità. Ne chiedo il rinvio.

    PRESIDENTE   Non  sorgendo osservazioni,  resta  stabilito  nel
  senso richiesto.
   Si   passa   allo   svolgimento  dell'interrogazione   n.   1414
  «Iniziative per la realizzazione di efficaci campagne informative
  per la prevenzione e cura dell'epatite C», a firma dell'onorevole
  Miccichè. Ne do lettura:

           «All'Assessore   per  la  sanità,   premesso   che
     l'epatite C è una delle malattie più diffuse e  colpisce
     quasi  2  milioni di italiani con una maggiore incidenza
     sui  cittadini  meridionali; si presume che  in  Sicilia
     tale   incidenza  vada  dal  3  al  5  per   cento.   La
     cronicizzazione della malattia può portare alla  cirrosi
     epatica o costringere al trapianto del fegato. Il  virus
     dell'epatite  C si trasmette prevalentemente  attraverso
     trasfusioni,  emoderivati,  dialisi,  aghi  e   siringhe
     infette,   punture  e  ferite  accidentali,   interventi
     chirurgici,  ma l'infezione si può contrarre  anche  dal
     dentista,  dal  barbiere, dall'estetista  o  facendo  un
     tatuaggio  o  il piercing; in questo caso è  sufficiente
     che  gli attrezzi non siano stati disinfettati nel  modo
     corretto;

           visto  che allo stato non viene svolta un'adeguata
     attività  di  prevenzione e informazione a  partire  dai
     medici  di  base, i quali dovrebbero essere  i  primi  a
     riconoscere  i  sintomi dell'infezione ed a  consigliare
     uno screening al paziente;

           appreso  che  non  esiste una normativa  nazionale
     uniforme  che  garantisca  uno stretto  controllo  sulla
     sterilizzazione  degli strumenti appuntiti  o  taglienti
     nei  centri di estetica, parrucchierie, dove si  pratica
     l'agopuntura, il body piercing e il tatuaggio;

           risaputo  che  nessuno dei Ministri  della  salute
     degli  ultimi  anni, compreso quello attuale,  ha  preso
     nella    dovuta    considerazione   questa    patologia,
     nonostante  le  stime  confermino  che  il  numero   dei
     contagiati  da HCV è, come minimo, 10 volte superiore  a
     quello dei contagiati da HIV;

           constatato  che  ogni anno in  Sicilia  oltre  500
     persone  muoiono per tumore del fegato, in prevalenza  a
     causa  della diffusione dell'epatite B e C.  In  Italia,
     stando    ai   dati   dell'Osservatorio   epidemiologico
     dell'Ue, il tumore epatico uccide ogni anno il 18,4  per
     cento degli abitanti, contro una media europea del  10,8
     per  cento.  Per  affrontare questa patologia  e  quindi
     procedere a nuove terapie nasce la prima Task  Force  di
     medici   siciliani.   Un  accordo  è   stato   raggiunto
     all'Ismett  con la partecipazione di 16 unità  operative
     di  patologia dei centri di Palermo, Catania,  Siracusa,
     Messina,  Augusta, Barcellona Pozzo  di  Gotto  e  Gela.
     L'accordo  prevede  un  circuito  di  sinergia  fra   le
     strutture  siciliane  e l'avvio  di  tre  protocolli  di
     ricerca    comuni:   i   primi   due    studi    clinici
     sperimenteranno nuovi farmaci ed innovative terapie  per
     curare  i  tumori  epatici; il terzo  studio  avrà  come
     obiettivo   quello   di   verificare   le   potenzialità
     dell'utilizzo  della Tips', una procedura di  radiologia
     interventistica  per  curare  malattie  del  fegato   in
     stadio  avanzato.  E' prevista, inoltre,  una  serie  di
     incontri  di aggiornamento e di dibattito per migliorare
     le  cure  da  destinare ai pazienti affetti da  problemi
     epatici;

           ritenuto  che qualsiasi buon progetto è  destinato
     a   fallire   se  privo  di  un'efficace   attività   di
     informazione  e  prevenzione delle  patologie  da  virus
     dell'epatite C;

           preso  atto  dei tagli alla sanità e delle  minori
     risorse  destinate  dal Governo nazionale  alla  Regione
     Sicilia;

           preso   atto,  altresì,  che  spetterebbero   alle
     regioni   i  compiti  di  informazione,  prevenzione   e
     sorveglianza,  così  come si è espresso  chiaramente  il
     Ministro della Salute;

           considerato che già da anni opera attivamente  sul
     territorio   nazionale   un'organizzazione   no   profit
     denominata         Comitato       EpaC'       attraverso
     iniziative  informative, di prevenzione  e  di  supporto
     per  gli  ammalati di epatite C, tant'è che il Ministero
     della  Salute nel 2000 ne ha riconosciuto la validità  e
     competenza  stipulando una convenzione e  autorizzandola
     a   realizzare   un   servizio  informativo   telefonico
     interattivo  senza  operatore.  Oggi  la  situazione   è
     questa:  una  macchina  informativa  attiva  365  giorni
     all'anno  che  spazia  su  più fronti,  virtuale,  carta
     stampata,  assistenza telefonica, ecc.. Giova  ricordare
     che  il  Comitato EpaC nasce per volere di due  ammalati
     di  epatite  C,  uno dei quali, il signor Ivan  Gardini,
     che  ne è presidente, è un trapiantato di fegato, e  uno
     staff  di  medici specialisti in epatologia,  psicologi,
     esperti  in scienza della nutrizione, ecc.. Il  Comitato
     EpaC, inoltre, offre un servizio gratuito informativo  a
     personale  medico e paramedico, inviando quotidianamente
     informazioni scientifiche aggiornate sullo  stato  della
     ricerca  dell'epatite  C nel mondo.  Il  Comitato  conta
     oltre   2.500   sostenitori,  ha  fornito  migliaia   di
     consulenze,  ha aperto un sito internet che  costituisce
     un  punto  di riferimento per molte persone in cerca  di
     informazioni  utili, con una media di circa  900  visite
     ogni  giorno e tantissime richieste. Attualmente  svolge
     campagne  di  prevenzione e informazione sull'epatite  C
     su  4  reti  televisive nazionali e su  un  circuito  di
     numerose  televisioni  locali  mediante  spot.   Cardini
     della  sua attività quotidiana sono il ripristino  della
     forza  interiore attraverso il dialogo, la  solidarietà,
     il  sostegno  morale ed informativo per  il  superamento
     delle   sensazioni  di  fallimento  ed   impotenza,   di
     umiliazione,  di rimorso verso le persone  più  care,  e
     per vincere la paura di comunicare i propri disagi;

           per sapere:

           -  se ritenga opportuno instaurare un rapporto  di
     collaborazione, anche mediante una convenzione,  con  il
     Comitato  EpaC, per realizzare una campagna  informativa
     sulla  prevenzione dell'epatite C in  Sicilia  e/o  come
     intenda  far  emergere il sommerso',  ovvero  quel  gran
     numero  di  siciliani  che ancora  non  ha  scoperto  di
     essere  infetto  e che potrebbe curarsi se  soltanto  ne
     fosse a conoscenza;
           -   come   intenda  impedire  la  diffusione   del
     contagio  in  Sicilia e quale strada intenda  percorrere
     per  attuare  un  particolare  ed  efficace  counselling
     finalizzato  alla rimozione di stati emotivi invalidanti
     molto frequenti nei malati di epatite C.» (1414)

           MICCICHE'

   Ha  facoltà di parlare l'Assessore per la sanità per fornire  la
  risposta.

    CITTADINI     assessore   per   la   sanità.   In   riferimento
  all'interrogazione numero 1414 si rappresenta quanto segue.
   L'epatite C in molti pazienti presenta una lenta progressione  e
  la   maggior   parte  delle  persone  infette  è  prevalentemente
  asintomatica.  L'infezione acuta viene raramente  riconosciuta  a
  livello clinico e in effetti il 70-80 per cento dei pazienti  con
  epatopatia  acuta non presenta ittero e inoltre se sono  presenti
  dei sintomi,  questi sono spesso aspecifici.
   L'insufficienza epatica acuta, cioé la forma più  drammatica  di
  epatite   acuta,  è  rara;  mentre  rappresenta  una   ben   nota
  complicanza   dell'infezione  acuta  da  virus  dell'epatite   B.
  L'infezione  acuta, presentando un ampio spettro di gravità,  con
  marcata preponderanza dei casi lievi, passa spesso inosservata  e
  ciò ne rende difficile l'identificazione precoce.
   Il  virus  C,  d'altro  canto, ha una predisposizione  maggiore,
  rispetto al virus B, di determinare infezioni croniche.
   Una  larga percentuale di casi viene identificata mediante esami
  di  routine dei livelli sierici di ALT seguiti da una valutazione
  sierologica.  Indipendentemente dalla  presenza  o  meno  di  una
  elevazione dei livelli di ALT, il riconoscimento dell'infezione è
  possibile  attraverso  una  accurata valutazione  anamnestica  di
  potenziali fattori di rischio.
   Questi  fattori  di rischio rappresentano la  base  sulla  quale
  lavorare per un'efficace attività di prevenzione:
   esposizione   a  trasfusione  di  sangue  (prima  dell'adozione,
  avvenuta  nel 1990, dello screening per HCV tra i donatori)  o  a
  derivati  di  sangue a rischio. La sicurezza della donazione  del
  sangue  è  un  tema  caro al legislatore  che,  nel  PSN  98-200,
  individua  quale  obiettivo da privilegiare la  necessità  di  un
  ridimensionamento   delle  donazioni   occasionali,   in   quanto
  responsabili di un più alto rischio di trasmissione trasfusionale
  di   malattie  infettive.  In  tale  contesto  si  fa,  pertanto,
  esplicito  riferimento alla razionalizzazione  del  ricorso  alla
  trasfusione, sottolineandone l'utilizzo, solo in caso di  precisa
  indicazione  e prediligendo, per quanto possibile, la trasfusione
  di  sangue autologo o autotrasfusione. A tal fine è fatto  carico
  alle  regioni di implementare iniziative dirette a sensibilizzare
  l'opinione  pubblica  sui  valori  umani  e  solidaristici  della
  donazione del sangue e a promuovere l'abitualità della donazione,
  quale  fattore di riduzione dei rischi connessi con  la  raccolta
  del sangue da donatori occasionali. Il presente tema è riproposto
  tra le priorità nel PSN 2003-2005;
   TATUAGGI  E PIERCING. L'evidenza di una concreta possibilità  di
  rischio  di  malattie  infettive  legata  all'utilizzo  di   tali
  metodiche  e  la  loro diffusione soprattutto tra  i  giovani  ha
  favorito, nel 1998, l'elaborazione, da parte del Ministero  della
  Salute, di apposite "Linee guida per l'esecuzione di procedure di
  tatuaggio    e    piercing   in   condizioni    di    sicurezza".
  L'implementazione   delle  suddette  linee   guida,   a   livello
  regionale,  avviata  nell'agosto  2003,  attraverso  le  fasi  di
  definizione  di misure igieniche, di prevenzione e di  educazione
  sanitaria;  di  formazione  professionale  degli  operatori;   di
  informazione  dei rischi connessi alle procedure di  tatuaggio  e
  piercing  e  di  sorveglianza igienica  potrebbero  contenere  la
  diffusione dell'infezione attraverso tale metodica;
   partner  sessuali con infezione da HCV. Per il presente  fattore
  di  rischio  possono  essere fruttuosamente supportate  forme  di
  educazione   individuale  condotte  da   medici,   infermieri   e
  assistenti sanitari nell'ambito della loro quotidiana attività;
   assunzione  di  sostanze  stupefacenti per  via  endovenosa.  La
  prevenzione  delle tossicodipendenze è un problema complesso  che
  richiede, oltre ad un'efficace opera di informazione nei riguardi
  degli  studenti,  degli  insegnanti e dei  genitori,  finalizzata
  all'educazione sanitaria, anche l'applicazione di  una  strategia
  articolata  in  una  serie di interventi  intesi  a  rimuovere  i
  fattori  sociali che spingono a tentare l'esperienza droga  e  da
  troncarne  o  almeno ostacolarne il traffico. Il PSN  98-2000  ha
  ricondotto  le attività da implementare dalle singole regioni  ai
  seguenti punti:
   1)  maggiore  integrazione tra strutture pubbliche  coinvolte  e
  tra  queste  ed  il  privato  no profit  e  il  volontariato;  2)
  impostazione  di piani regionali e locali per il contrasto  della
  tossicodipendenza  con risorse di tipo sociale  e  sanitario;  3)
  introduzione nella routine gestionale di percorsi formativi e  di
  strumenti  di  valutazione  dei risultati  e  della  qualità  dei
  servizi;  4)  attivazione  e  standardizzazione  di  sistemi   di
  sorveglianza  e/o  di adeguati flussi informativi  riguardo  alla
  prevalenza  dei vari tipi di consumo (con particolare riferimento
  alle forme nuove più pericolose).
   Tanto in evasione dell'atto ispettivo.

    PRESIDENTE   Ha  facoltà  di parlare l'onorevole  Miccichè  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

    MICCICHE'   Signor  Presidente, Assessore, onorevoli  colleghi,
  mi    dichiaro    parzialmente   soddisfatto    della    risposta
  dell'Assessore, e ciò per due ragioni.
   La  prima é perché mi pare che l'Assessore abbia dato una giusta
  impostazione all'argomento posto con la mia interrogazione,  cioè
  quella  di  evidenziare quale preoccupazione, in questo  momento,
  c'è  nella  nostra  Regione  per quanto  riguarda  la  diffusione
  dell'epatite  C.  Quindi mi pare che abbia colto  bene  il  senso
  della mia interrogazione.
   Mi  dichiaro parzialmente insoddisfatto per un aspetto,  diciamo
  così,  non  tanto  di  merito ma di  metodo,  su  come  si  vuole
  realizzare   il   sistema   della  campagna   informativa   sulla
  prevenzione dell'epatite C in Sicilia.
   Il  Governo ha dato delle indicazioni, però non mi pare di avere
  sentito  -  tranne che magari il brusio in Aula  mi  abbia  fatto
  brutti   scherzi  -  su  quale  elemento  si  basa  la   campagna
  informativa,  se  ci sono fondi, oltre che delle  indicazioni  di
  massima, se nel bilancio che abbiamo approvato lo scorso dicembre
  ci  siano  delle  voci  che  riguardano,  appunto,  una  campagna
  informativa  su  questo aspetto, per esempio la  prevenzione  per
  quanto riguarda i tatuaggi, le siringhe, le punture che spesso si
  fanno  anche nelle strutture pubbliche; sappiamo che si riscontra
  scarsa  igienicità  in  alcuni  ambulatori,  sia  pubblici    che
  privati,  o lì dove si fanno prelievi di sangue molto discutibili
  sotto il profilo dell'igiene e della sicurezza del paziente.
   Sostanzialmente,  sappiamo  benissimo  che  l'epatite  C  è  una
  patologia che avviene spesso per disinformazione, per scarsa cura
  della  propria igiene, della propria sicurezza sanitaria;  quindi
  per   combattere   questo   male  è   necessaria,   innanzitutto,
  l'informazione,  perché,  come  l'Assessore  ben  sa,  si   dice:
  "prevenire  è  meglio che curare"; cioè l'epatite è una  malattia
  che  si può benissimo evitare con la prevenzione perché ci  vuole
  appunto conoscenza soprattutto per  prevenirla.
   Ora, dunque, leggerò attentamente la sua risposta, Assessore,  e
  magari interverrò successivamente,  alla prossima occasione,  per
  poter meglio affrontare questo argomento.
   Poi  c'è un altro argomento che avevo sottolineato e mi pare  di
  non  avere  sentito  nulla al riguardo:  il  Comitato  EpaC,  una
  struttura  formata  soprattutto da  soggetti  affetti  da  questa
  patologia, che hanno grosse difficoltà di cura per una  serie  di
  ragioni che lei sa benissimo esser dovute alle scarse risorse per
  quanto  riguarda  il  ticket e il pagamento  di  tutte  le  altre
  prestazioni.

    PRESIDENTE     Per    assenza   dall'Aula    del    firmatario,
  l'interrogazione  numero  1422   Notizie  in  merito  al  mancato
  rispetto  dell'accordo  relativo  alla  rifunzionalizzazione  del
  Presidio  ospedaliero  di Avola-Noto in provincia  di  Siracusa ,
  dell'onorevole  De  Benedictis, è trasformata  con  richiesta  di
  risposta scritta.
   Per  assenza  dall'Aula del firmatario, l'interrogazione  numero
  1434   Notizie  circa  l'attività di vigilanza  e  d'ispezione  a
  tutela  della  salute pubblica e per il rispetto delle  direttive
  per    l'accreditamento   delle   strutture    sanitarie    nella
  Regione ,dell'onorevole Villari, è trasformata con  richiesta  di
  risposta scritta.
   Si   passa  all'interpellanza  numero  152   Notizie  circa   le
  modalità ed i criteri di gestione della spesa sanitaria da  parte
  dei direttori generali delle Aziende unità sanitarie locali ,   a
  firma dell'onorevole Raiti.

    CITTADINI   assessore per la sanità. Signor Presidente,  chiedo
  il rinvio dello svolgimento dell'interpellanza numero 152.

    PRESIDENTE  Dispongo nel senso richiesto.
   Si  passa  all'interpellanza numero 154  Rideterminazione  delle
  rette   in   residenze  sanitarie  assistite  per   anziani   non
  autosufficienti e disabili in ottemperanza all'ordinanza del  TAR
  di Catania , a firma dell'onorevole Barbagallo.

    CITTADINI   assessore per la sanità. Signor Presidente,  chiedo
  il rinvio dello svolgimento dell'interpellanza numero 154.

    PRESIDENTE  Dispongo nel senso richiesto.
   Si  passa  all'interrogazione n. 1474 «Iniziative per  accertare
  lo  stato dei pagamenti alle farmacie della provincia di  Palermo
  da parte dell'AUSL n. 6 e per verificare i vantaggi e l'efficacia
  dell'accordo  del marzo 2003 tra Utifarma e Ausl  numero  6»,   a
  firma dell'onorevole Giannopolo.
   Ha    facoltà    di    parlare   l'Assessore   per    rispondere
  all'interpellanza.

    CITTADINI     assessore   per   la   sanità.   In   riferimento
  all'interrogazione numero 1474 l'Azienda unità  sanitaria  Locale
  n. 6, all'uopo interpellata, ha fatto sapere quanto segue.
   "L'accordo  siglato  in  data 31.03.03  è  stato  raggiunto  con
  UTIFARMA,  atteso che la stessa associazione si era  fatta  parte
  attiva  nel proporre raccordo programmatico medesimo,  così  come
  già avvenuto nel passato in materia analoga.
   Peraltro,  non  risulta  che  altre  associazioni  di  categoria
  abbiano avanzato analoghe proposte.
   E'  opportuno,  al  riguardo, segnalare come non  rientri  nella
  prassi  dell'Amministrazione di prendere iniziative  autonome  in
  tal  senso,  convocando terzi soggetti su accordi  bilaterali,  e
  che, di contro, ove altri soggetti avessero manifestato richieste
  interessate   alla  partecipazione  agli  accordi,  le   medesime
  sarebbero state attentamente vagliate, per l'accoglimento  o  per
  una motivata reiezione.
   Nel  merito  della  convenzione, si evidenzia  che  gli  accordi
  raggiunti  contemplavano l'impegno di UTIFARMA a  praticare  ogni
  attività  volta al ritiro da parte dei farmacisti  associati  dei
  decreti ingiuntivi o altri tipi di azioni legali promosse  contro
  l'Azienda per il recupero dei crediti vantati, e ad intraprendere
  ogni iniziativa volta ad evitare la proposizione di nuovi decreti
  ingiuntivi per l'anno 2003.
   Tali  impegni  risultano  sostanzialmente  rispettati  da  parte
  dell'associazione,  considerato  che,  proprio   muovendo   dalle
  suddette  intese programmatiche, l'Amministrazione  ed  UTIFARMA,
  con  l'intervento di Credifarma e di gran numero  dei  farmacisti
  della  provincia,  sono  addivenuti  alla  stipula  di  un   atto
  transattivo in data 19.5.03, con il quale, previo pagamento delle
  somme  di  competenza per i mesi da gennaio  ad  agosto  2002,  i
  creditori  si sono formalmente impegnati a rinunciare a coltivare
  le procedure di recupero coattivo già iniziate, con ciò, di fatto
  eliminando     il    relativo    contenzioso,    e    consentendo
  all'Amministrazione di conseguire un notevole risparmio di spesa,
  relativamente   anche   ai  costi  per  le   spese   giudiziarie,
  particolarmente significative in relazione all'entità delle poste
  dovute.
   Peraltro, tale transazione operativa ha, espressamente,  normato
  la  possibilità  per  chiunque versasse  in  analoghe  situazioni
  creditorie,  e non avesse partecipato all'accordo originario,  di
  aderire    successivamente   alla   transazione   alle   medesime
  condizioni,   così   elidendo   ogni   ipotesi   di   trattamenti
  differenziati.
   In  tal  senso, sono pervenute numerose istanze di  adesione  di
  farmacisti  convenzionati, i quali sono stati  conseguenzialmente
  soddisfatti.
   Occorre  precisare,  comunque, che l'Amministrazione  ha  sempre
  tenuto   conto,   come  indefettibile  linea  di  indirizzo,   la
  possibilità   di  raggiungere,  in  concreto,  il  risultato   di
  deflazionare il contenzioso scaturente dai ritardati pagamenti, e
  nel  contempo  di pervenire a sostanziose economie  di  gestione,
  abbattendo  al minimo possibile il montante relativo  alle  spese
  giudiziarie.
   In  tale  ottica, tutte le transazioni negoziate, ove possibile,
  per  categorie omogenee di creditori stipulanti, sulla base delle
  singole   posizioni  individuali,  talvolta  diversificate,   non
  potendo  esser limitata da accordi di categoria che non  fossero,
  come  in realtà non sono mai stati, cogenti, ex adverso,  per  la
  totalità degli aderenti alla medesima. Condizione che si  sarebbe
  verificata  e  che  avrebbe  potuto spiegare  effetti,  sole  ove
  l'associazione   di   categoria  fosse  stata,  vincolativamente,
  rappresentativa dei suoi associati.
   In  sostanza, l'Amministrazione non poteva e non può  respingere
  proposte  transattive,  o  accordi  di  programma,  eccependo  al
  proponente la disintegrità del tavolo di trattazione.
   Non ha, quindi, qualsivoglia accordo raggiunto, pregiudicato  la
  possibilità  a terzi di partecipare successivamente a  condizioni
  non  peggiorative,  mentre,  se tali  condizioni  sono  risultate
  migliorative,  ciò  è  stato giustificato  dalla  imprescindibile
  esigenza  di  tutelare  comunque la regola del  contenimento  dei
  costi>":

    PRESIDENTE   Ha facoltà di parlare l'onorevole  Giannopolo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

    GIANNOPOLO    Signor   Presidente,   Assessore,   mi   dichiaro
  insoddisfatto,  non dico profondamente come ho  dichiarato  nella
  precedente interrogazione, però sono insoddisfatto.
   Intanto  la  risposta dell'Assessore non riguarda  uno  dei  tre
  punti che si chiedevano esplicitamente, ed erano:
   l'avvio di una indagine ispettiva sui pagamenti alla AUSL  n.  6
  alle farmacie;
   la  verifica dell'efficacia dell'accordo stipulato tra AUSL 6  e
  UTIFARMA e su questo l'Assessore risponde;
   se  non  ritenga infine opportuno invitare l'AUSL 6 a  garantire
  la vendita diretta dei Presidi sanitari e farmaceutici.
   Su  questi  punti  l'onorevole  Assessore  non  ha  fornita  una
  risposta.
   Cosa  succede?  L'AUSL 6 registra dei ritardi -  come  tutte  le
  AUSL  -  ma,  in  modo particolare rispetto  a  tutte  le  altre,
  registra   dei   forti  ritardi  nei  pagamenti  per   la   spesa
  convenzionata, per la spesa farmaceutica e via di seguito.
   L'AUSL ritiene, al fine di fronteggiare l'emissione massiccia  e
  periodica di decreti ingiuntivi da parte delle farmacie, di  fare
  un  accordo con una delle associazioni, possibilmente fra  quelle
  più  rappresentative dei farmacisti della provincia  di  Palermo.
  Attraverso  quell'accordo, recepito con  delibera  del  Direttore
  generale  del 4 giugno 2003, sostanzialmente l'AUSL  ritiene  che
  l'UTIFARMA  debba  spingere gli associati a  ritirare  i  decreti
  ingiuntivi  e,  al fine di ottenere questo risultato,  proponendo
  questa   transazione,   che  è  una  transazione   non   per   il
  raggiungimento di un accordo tra due parti che chiedono due  cose
  diverse e ci si mette d'accordo.
   La transazione che viene praticata è una sostanziale adesione  a
  tutte le richieste formulate dalle farmacie.
   Assessore,  nella  sua  risposta, non  riferisce  che  la  AUSL,
  nell'accordo,  garantiva  i pagamenti  maggiorati  del  tasso  di
  interesse  corrente, quindi nessuna perdita  di  valuta,  nessuna
  perdita di denaro da parte delle farmacie.
   Potrei  anche comprendere le motivazioni di un accordo di questo
  tipo,   ma  non  comprendo  le  ragioni  che  vorrebbero  portare
  all'inserimento  nell'accordo delle farmacie,  stabilire  che  la
  AUSL  rinunci alla erogazione dei presidi sanitari diretti - che,
  come  lei  sa benissimo, costano meno del 50 per cento di  quanto
  costano  acquistati  in  una farmacia. Non  comprendo  perché  si
  voglia  inserire,  in  un  accordo di questo  tipo,  un  elemento
  cosiddetto   ultroneo',  che  non c'entra  assolutamente  niente,
  perchè  fare una regalìa di questo tipo. Dobbiamo tenere presente
  il  fatto  che  quando  questi presidi sanitari  vengono  erogati
  direttamente  -  come avviene in genere in tutte  le  AUSL  della
  Sicilia e d'Italia - questo comporta un risparmio del 40 e del 50
  per cento, a volte anche maggiore del 50 per cento.
   Assessore,  la  invito  a  verificare  ciò.  E'  giusto  che   i
  farmacisti chiedano di essere pagati senza perdita di valuta,  ma
  le regalìe no.
   Inoltre,  è  stato  detto, in questa sede, che  quell'accordo  è
  inefficace, perchè la AUSL 6 ha dichiarato a lei - che ha chiesto
  conto  e  ragioni  - che poi, alla fine, l'UTIFARMA  o  le  altre
  associazioni  non possono rispondere personalmente della  volontà
  della singola farmacia per ritirare i decreti ingiuntivi. Non  si
  comprende  per  stabilire cosa. Stabilendo  che  quell'accordo  è
  assolutamente  inefficace, perché, evidentemente,  così  come  si
  chiedeva  e così come si sospettava, molti decreti ingiuntivi  in
  effetti non sono stati ritirati.
   Assessore,  alla  AUSL 6 di Palermo c'è una situazione  caotica,
  una  situazione che va affrontata con tempestività e con urgenza,
  prima  che accadano altre cose, a mio avviso, irreparabili. Anche
  per questa ragione mi dichiaro insoddisfatto.

    PRESIDENTE     Per    assenza   dall'Aula    dell'interrogante,
  l'interrogazione numero 1476 "Motivi dell'esclusione  del  Centro
  di talassemia di Trapani dalla rete regionale per la prevenzione,
  sorveglianza,  diagnosi  e  terapia della  talassemia",  a  firma
  dell'onorevole  Oddo,  si  intende presentata  con  richiesta  di
  risposta scritta.
   Si   passa  allo  svolgimento  dell'interrogazione  numero  1479
  "Accertamenti  circa il progetto di alienazione dell'ex  ospedale
  'S.   Vincenzo'   di  Taormina  (ME)",  a  firma   dell'onorevole
  Panarello. Ne do lettura:

   «Al  Presidente  della Regione ed all'Assessore per  la  sanità,
  premesso  che  l'Azienda sanitaria locale  n.  5  di  Messina  ha
  progettato   l'alienazione  dell'ex  ospedale  S.  Vincenzo'   di
  Taormina;

   considerato che:

   -  il  Consiglio  comunale di Taormina  l'11  dicembre  u.s.  ha
  approvato,  all'unanimità, una mozione  contraria  alla  predetta
  alienazione;

   -   l'Amministrazione  comunale  di  Taormina,  condividendo  la
  predetta mozione, ha contestato l'ipotesi dell'ASL;
   trattasi  di un immobile (ex Convento di S. Francesco di  Paola)
  di  proprietà  del  Comune, trasferito, assieme  ad  altri  beni,
  all'ASL di Messina;

   -  l'ASL  non avrebbe informato il Comune di Taormina  anche  al
  fine di potere esercitare il diritto di prelazione;

   -   a  parere  del  Consiglio  comunale,  il  predetto  immobile
  costituirebbe patrimonio indisponibile dell'ASL e, pertanto,  non
  può essere alienato o ceduto in locazione;

   per sapere :

   -  se  non  ritengano  di dover promuovere un  accertamento  dei
  fatti segnalati dal Comune di Taormina;

   -  se  non  valutino opportuno intervenire sull'ASL  di  Messina
  perché   sia  accantonato  il  progetto  di  alienazione  dell'ex
  Ospedale  S.  Vincenzo' e sia promossa, invece, d'intesa  con  il
  Comune  di  Taormina,  un'utilizzazione adeguata  dell'immobile>.
  (1479)

    PRESIDENTE   Ha facoltà di parlare l'Assessore  per  rispondere
  all'interrogazione.

    CITTADINI   assessore  per la sanità.  Signor  Presidente,  con
  riferimento all' interrogazione numero 1479 si rappresenta che il
  Presidio è stato ricognito e attribuito all'AUSL n. 5 di  Messina
  con decreto del Presidente della Regione n. 72/Gr.Vo/S.G. del  10
  marzo  2000, così come individuato nelle delibere n. 5481 del  19
  settembre 1997 e n. 419 del 16 febbraio 1999.
   Con  successiva delibera n. 6207 del 19 dicembre 2002, l'Azienda
  ha  provveduto, nelle more della redazione del piano  globale  di
  graduale dismissione del proprio patrimonio immobiliare (art.  31
  legge  regionale  4/2003), ad individuare  sia  i  beni  ritenuti
  indispensabili all'attività istituzionale dell'Ente e,  pertanto,
  da   dichiarare   indisponibili,  sia  i  beni   disponibili   ed
  eventualmente  da  alienare; tra questi ultimi  è  ricompreso  il
  vecchio ospedale di Taormina sito in Piazza S. Francesco.
   A  tutt'oggi  non risulta, però, ancora trasmesso  il  superiore
  piano  di dismissione e, pertanto, l'Assessorato regionale  della
  sanità  non  è a conoscenza della volontà dell'Azienda  di  voler
  alienare l'immobile in argomento.
   Nell'evidenziare  che  la  gestione del  patrimonio  immobiliare
  delle Aziende sanitarie è informata, ai sensi dell'articolo 5 del
  decreto  legislativo n. 229 del 1999, al regime  della  proprietà
  privata,  si  fa  presente che l'AUSL di  Messina  può  procedere
  all'eventuale alienazione del bene in discussione, fermo restando
  che,  trattandosi  di  edificio  sottoposto  a  vincolo  storico-
  artistico,  occorre  preventivamente  l'autorizzazione  da  parte
  della  Soprintendenza ai beni culturali ed ambientali,  ai  sensi
  dell'articolo 21 del D.P.R. n. 283 del 7 settembre 2000.
   Tale   autorizzazione   é  rilasciata,   tenendo   conto   della
  compatibilità  della  destinazione d'uso  del  bene  con  il  suo
  carattere   storico-artistico  e  qualora  non   pregiudichi   la
  conservazione,  l'integrità  e la  fruizione  pubblica  del  bene
  medesimo.

    PRESIDENTE   Ha  facoltà di parlare l'onorevole  Panarello  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

    PANARELLO   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  ringrazio
  l'assessore  Cittadini  per avere rappresentato  i  termini  e  i
  vincoli  che  ha l'AUSL per l'eventuale dismissione dell'immobile
  dell'ex Ospedale S. Vincenzo di Taormina.
   Mi  dichiaro  parzialmente  soddisfatto  della  risposta  perché
  avrei  voluto  -  e  insisto in tal senso  tenuto  conto  che  la
  comunità  di  Taormina  è molto sensibile  al  futuro  di  questo
  immobile  poiché  costituisce  una donazione  fatta  allo  stesso
  Comune,   e   che   lo   stesso  immobile  è   stato   trasferito
  successivamente  all'AUSL - una maggiore attenzione  che  tenesse
  conto  delle  giuste richieste dell'Amministrazione  comunale  di
  Taormina.
   Fermo  restando  che  le  Aziende unità sanitarie  locali  hanno
  diritto di dismettere gli immobili di proprietà sulla base  delle
  norme  da  lei, Assessore, richiamate, siamo in presenza  di  una
  richiesta  che  considero molto fondata, da parte del  Comune  di
  Taormina  per il futuro di questo importante immobile che  ha  un
  valore storico e architettonico, ma anche un valore simbolico per
  la comunità di Taormina. E ciò non può essere sottovalutato.
   Le  Aziende  unità  sanitarie locali in generale,  e  l'AUSL  di
  Messina in particolare, possono intervenire in altra maniera  per
  affrontare i problemi di bilancio pur esistenti in un  quadro  di
  responsabilità  che  non attiene soltanto a  loro  ma  all'intera
  politica regionale.
   Preciso  che ho sollevato il problema, e insisto su questo,  per
  evitare conflitti tra istituzioni in rapporto ad un bene  che  ha
  una  storia particolare e che potrebbe essere utilizzato d'intesa
  tra la AUSL e il Comune di Taormina.

    PRESIDENTE     Per    assenza   dall'Aula    dell'interrogante,
  l'interrogazione  numero  1484   Interventi  per   una   migliore
  regolamentazione   nel   campo   dell'inquinamento ,   a    firma
  dell'onorevole Villari,  si intende presentata con  richiesta  di
  risposta scritta.
   Per   assenza  dall'Aula  dell'interrogante,  l'l'interrogazione
  numero 1585  Valutazione delle conseguenze della soppressione del
  Nucleo  di vigilanza presso il Servizio igiene  e ambiente  nella
  provincia  di  Palermo ,  a  firma dell'onorevole  Cracolici,  si
  intende presentata con richiesta di risposta scritta.
   Per   assenza   dall'Aula  dell'interrogante,   l'interrogazione
  numero 1596  Introduzione del budget per branca specialistica , a
  firma dell'onorevole Nicotra, si intende presentata con richiesta
  di risposta scritta
   Per   assenza  dall'Aula  degli  interroganti,  l'interrogazione
  numero   1600    Motivi  della  programmata  allocazione   presso
  l'Ospedale  Cannizzaro  di Catania, azienda  per  l'emergenza  di
  terzo   livello,  di  un'apparecchiatura  PET ,  degli  onorevoli
  Villari,   Speziale  e  Cracolici,  si  intende  presentata   con
  richiesta di risposta scritta.
   Per   assenza   dall'Aula  dell'interrogante,   l'interrogazione
  numero 1601  Urgente adozione di opportune misure per porre  fine
  alla  violazione  della normativa vigente  per  la  fornitura  di
  ausilii  protesici  per  incontinenti  e  atomizzati ,  a   firma
  dell'onorevole  Villari, si intende presentata con  richiesta  di
  risposta  scritta.


   Presidenza del presidente Lo Porto

                     Per richiamo al Regolamento

    GIANNOPOLO  Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO   Signor  Presidente,  intendo  qui  richiamare   il
  disposto  dell'articolo  6 dello Statuto, peraltro  regolamentato
  anche  dal  nostro Regolamento interno, laddove si dice  che:   I
  deputati  non  sono  sindacabili per i voti  dati  nell'Assemblea
  regionale  e per le opinioni espresse nell'esercizio  della  loro
  funzione .
   A  seguito della presentazione della interrogazione numero 1301,
  a  mia  firma,  sono  stato  chiamato a riferire  in  Commissione
  regionale  antimafia  per  rispondere  del  contenuto  di  quella
  interrogazione. Personalmente, sono pronto a rispondere dei  miei
  atti  parlamentari e non parlamentari ovunque e in qualunque sede
  e  pertanto ho aderito alla richiesta della Commissione antimafia
  regionale.  Peraltro, di recente, ho chiesto che  il  verbale  di
  quella  mia  audizione  fosse inviato alla Commissione  antimafia
  nazionale.
   Signor  Presidente,  la prego, pertanto, di voler  accertare  se
  questa mia richiesta è stata evasa.
     Tuttavia, non posso non rimarcare che trovo davvero  singolare
  che un atto parlamentare debba essere oggetto di discussione e di
  sindacato  presso  organi interni allo stesso  Parlamento  e  non
  debba trovare invece tempestiva risposta nella sede propria,  che
  è   la   risposta  che  deve  fornire  l'Assessore,   in   quanto
  rappresentante dell'Esecutivo.
   E'  oltremodo  singolare  anche  il  fatto  che  la  Commissione
  antimafia  regionale  abbia chiesto in seguito  all'Assessore  di
  andare  nella  sede  della  Commissione  a  discutere  di  talune
  faccende   che  erano  state  oggetto  della  mia  audizione,   e
  l'Assessore si è rifiutato di riferire nella stessa Commissione.
   Abbiamo assistito, quindi, ad una sorta di capovolgimento  delle
  cose:  l'interrogante diventa interrogato, l'interrogato  diventa
  interrogante.
   Signor  Presidente, la invito per il futuro ad  evitare  che  vi
  possa  essere  un  uso  così distorto e -  vorrei  anche  dire  -
  maldestro  della  prassi  parlamentare  oltre  che  della  prassi
  politica corrente. Mi affido pertanto a lei che è estremo  tutore
  della   salvaguardia   delle   prerogative   dei   diritti    dei
  parlamentari.
     Fra  l'altro,  sarebbe anche opportuno che  si  desse  seguito
  all'impegno   preso  circa  la  istituzione  di  una  commissione
  parlamentare  d'inchiesta e d'indagine sulla sanità  che  ancora,
  purtroppo,  non  trova  luce e di cui  ci  sarebbe  assolutamente
  bisogno.

    PRESIDENTE   Onorevole  Giannopolo,  prendo  atto   delle   sue
  richieste  che  ritengo legittime. Mi riservo  di  comunicare  le
  determinazioni adottate dalla Presidenza al riguardo.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata ad oggi, mercoledì  12
  maggio 2004, alle ore 19.10, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto

       I   - Comunicazioni.
  II   - Discussione della mozione:

         numero 283  «Regole  di  comportamento per  i  candidati
                  alle elezioni europee che ricoprano cariche  di
                  governo  e  di  amministrazione locale»,  degli
                  onorevoli   Speziale,  Barbagallo,   Ortisi   e
                  Sanzeri.

       III   -  Discussione dei disegni di legge:

        1)  Norme per l'elezione del Presidente della Regione siciliana a
            suffragio universale diretto. Nuove norme per l'elezione
            dell'Assemblea regionale siciliana. Modifiche ed integrazioni
            alla legge regionale 30 marzo 1951, n. 29 e successive
            modificazioni.  (nn. 850-265-338-409-480-498-641-642-660-669-775-
            779/A);
  2)  Provvedimenti urgenti in materia finanziaria  (n. 845.2/A);
  3)  Interventi urgenti per il settore lapideo e disposizioni per
  il riequilibrio del prezzo della benzina nelle isole minori  (nn.
  646-763 Stralcio II - 776/A);
  4)   Modifiche ed integrazioni alla normativa regionale in
  materia di appalti. Disposizioni concernenti l'attività degli
  uffici del Genio civile e la prevenzione del rischio sismico
  (nn. 771-774/A);
  5)  Provvedimenti per favorire la ristrutturazione e la
  riqualificazione del trasporto merci in Sicilia attraverso l'uso
  del trasporto combinato strada-mare  (n. 700/A).

                  La seduta è tolta alle ore 19.08.

        Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 22.10.

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                      Dott. Giovanni Tomasello