Presidenza del vicepresidente Fleres
La seduta è aperta alle ore 19.00.
BURGARETTA APARO , dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni si intende
approvato.
CONGEDO
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Franco Catania ha
chiesto congedo per la seduta odierna.
Non sorgendo osservazioni, il congedo si intende
accordato.
PRESIDENTE. Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del
Regolamento interno, che nel corso della seduta potrà procedersi
a votazioni mediante sistema elettronico.
Presidenza del vicepresidente Fleres
GIURAMENTO DEL DEPUTATO
ONOREVOLE GIUSEPPE FARAONE
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno, che
reca: "Giuramento del deputato onorevole Giuseppe Faraone".
Comunico che il Tribunale di Palermo - Prima Sezione civile
- con sentenza n. 6066/2001, depositata il 26 ottobre 2001,
pervenuta a questa Assemblea regionale il 31 ottobre 2001, ha
dichiarato l'ineleggibilità dell'onorevole Gaspare Vitrano alla
carica di deputato regionale ed ha proclamato eletto in sua vece
il candidato Giuseppe Faraone.
L'Assemblea ne prende atto
Avverto che, dalla data del deposito della citata sentenza,
decorre il termine di 20 giorni per la presentazione di eventuali
proteste o reclami ai sensi dell'articolo 61, terzo comma, della
legge regionale 20 marzo 1951, n. 29.
(L'onorevole FARAONE entra in Aula)
Poiché l'onorevole Faraone è presente in Aula, lo invito a
prestare il giuramento prescritto dall'articolo 5 dello Statuto
siciliano.
Dò lettura della formula di giuramento stabilita
dall'articolo 6 delle norme di attuazione dello Statuto siciliano
(Decreto legislativo del Capo provvisorio dello Stato del 25
marzo 1947, n. 204):
"Giuro di essere fedele alla Repubblica Italiana e al suo
Capo, di osservare lealmente le leggi dello Stato e della Regione
di esercitare con coscienza le funzioni inerenti al mio ufficio
al solo scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione
siciliana".
(L'onorevole FARAONE pronuncia a voce alta le parole: "Lo giuro")
Dichiaro immesso l'onorevole FARAONE nelle funzioni di
deputato dell'Assemblea regionale siciliana.
Presidenza del vicepresidente Fleres
DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI
PRESIDENTE. Si passa al III punto dell'ordine del giorno:
"Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
d), e 153 del Regolamento interno delle seguenti mozioni:
- N. 62 "Iniziative per la partecipazione della Regione
siciliana ai processi decisionali in ambito comunitario", a firma
degli onorevoli: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Mercadante
Giovanni; Croce Antonino; Beninati Antonino
Presentata il 24/10/01;
- N. 63 "Costituzione della Conferenza permanente
Regione-Autonomie locali", a firma degli onorevoli Tumino
Carmelo; Incardona Carmelo; Vicari Simona; Leanza Edoardo;
Spampinato Giuseppe; Fratello Onofrio; Barbagallo Giovanni
Presentata il 24/10/01;
- N. 64 "Sostegno all'agricoltura 'biologica ed
ecocompatile', a firma degli onorevoli Orlando Leoluca;
Spampinato Giuseppe; Ortisi Egidio; Barbagallo Giovanni; Liotta
Santo; Speziale Calogero; Capodicasa Angelo; Ferro Giovanni;
Raiti Salvatore
Presentata il 25/10/01
- N. 65 "Iniziative per dichiarare lo stato di calamità per
le zone dell'Acese colpite dal recente sisma", a firma degli
onorevoli Basile Giuseppe; Lo Monte Carmelo; D'Antoni Sergio;
Raiti Salvatore
Presentata il 29/10/01
- N. 66 "Interventi a tutela del ruolo e delle attività del
Banco Banco di Sicilia", a firma degli onorevoli Speziale
Calogero; Barbagallo Giovanni; Ortisi Egidio; Ferro Giovanni
Presentata il 12/11/01
- N. 67 "Iniziative urgenti al fine di impedire la svendita
del Banco di Sicilia", a firma degli onorevoli Forgione
Francesco; Liotta Santo; Miccichè Calogero; Raiti Salvatore
Presentata il 13/11/01.
Ne dò lettura:
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- il principio di sussidiarietà, sancito nei
Trattati della Comunità europea, è volto a garantire
che le decisioni prese siano quanto più possibile
vicine al cittadino, cosicché l'azione da
intraprendere a livello comunitario debba essere
giustificata rispetto alle possibilità offerte a
livello nazionale, regionale o locale;
- tale principio è quindi strettamente legato ai
principi di proporzionalità e di necessità, secondo
cui l'azione dell'Unione non può andare al di là di
quanto è necessario per il conseguimento degli
obiettivi dei trattati;
CONSIDERATO che:
- da quando, nel 1992, è stato firmato il Trattato
di Maastricht, si è registrata una crescita notevole
nella produzione normativa comunitaria ed il grado
di pervasità del sistema comunitario rispetto ai
sistemi nazionali si è via via innalzato;
- si assiste in tutti i Paesi d'Europa alla
richiesta da parte delle Regioni di potere svolgere
compiti più pregnanti nell'ambito dei poteri
residuali rimasti in capo agli Stati;
- insieme a ciò si va sempre più affermando la
richiesta, sempre delle Regioni, per l'assunzione di
un ruolo più significativo sia in termini di
partecipazione alle fasi cosiddette 'ascendenti' di
programmazione della spesa dei fondi strutturali
comunitari, sia in termini di partecipazione alle
scelte comunitarie strategiche di carattere
generale, con aspirazioni crescenti dal punto di
vista quantitativo e qualitativo;
ATTESO che:
- esiste pure un problema di parità di trattamento
tra 'Regioni che sono Stati' e 'Regioni che non sono
Stati' e cioè tra aree economiche che per
popolazione, ricchezza, dimensione sono equivalenti
tra loro ma che sono considerate diverse a causa
della loro differente connotazione giuridica;
- attualmente infatti i Trattati riconoscono come
interlocutori soltanto gli Stati nazionali,
indipendentemente dalla loro dimensione e dalla loro
popolazione;
- agli Stati nazionali sono tuttora concesse
prerogative in ordine a scelte strategiche afferenti
a taluni aspetti della politica economica, con
particolare riguardo alla politica fiscale, sicché
le decisioni assunte dai singoli Stati per la
generalità dei cittadini o per l'intero territorio
nazionale in materia fiscale non possono essere
sindacate dalla Commissione europea restando
attratte alla esclusiva competenza statuale;
- al contrario le 'Regioni non Stati' non possono
beneficiare, nella situazione attuale, di analogo
trattamento, neanche se la Costituzione dello Stato
di appartenenza per ipotesi attribuisca loro
un'identica facoltà;
- ciò significa, in altri termini, che Paesi-Regioni
come il Lussemburgo, l'Olanda, il Belgio, l'Austria
e l'Irlanda sono abilitati a realizzare politiche
fiscali 'al ribasso' rispetto alle 'Regioni non
Stati' dell'Unione europea;
- la Regione siciliana è dotata di amplissime
potestà decisionali, costituzionalmente garantite,
anche nel campo della programmazione economica e
fiscale; si tratta di competenze che non le sono
state assegnate a caso, ma che sono state
conquistate a duro prezzo, nella consapevolezza che
esse avrebbero potuto consentire lo sviluppo
dell'economia isolana;
CONSIDERATO che:
- la Comunità Europea deve essere chiamata a
riconoscere in sede di Trattato le prerogative
costituzionali che ciascuno Stato ha riconosciuto
alle proprie Regioni, perché altrimenti si rischia
di svuotare di contenuto le stesse riforme che
vengono approvate, non senza senza difficoltà,
all'interno di ciascun ordinamento giuridico
statuale;
- va, pertanto, data effettiva possibilità di
partecipare in sede comunitaria alle decisioni
aventi contenuto economico, anche alle Regioni,
ponendole nelle stesse condizioni degli Stati
allorquando per dimensione e popolazione esse siano
paragonabili a Stati dell'Unione;
- alle stesse Regioni deve essere consentito di
assumere decisioni di politica economica interna in
misura equivalente a ciò che è in atto concesso agli
Stati di eguale portata;
- non è stata ancora data attuazione alla
disposizione contenuta all'articolo 158 del Trattato
Ce, introdotta con le modifiche di Amsterdam, circa
il riconoscimento di condizioni di particolare
favore per le Regioni insulari della Comunità, che
soffrono di una situazione di svantaggio
strutturale;
- l'Unione monetaria europea, se non accompagnata da
politiche adeguate sul versante degli investimenti e
su quello della fiscalità di vantaggio, potrebbe
implicare effetti differenziati per le diverse aree
comunitarie e, in particolare, per quanto riguarda i
Paesi del Mediterraneo,
INVITA IL PRESIDENTE
DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
- a porre in essere tutte le iniziative
istituzionali necessarie ed opportune affinché lo
Stato italiano porti con forza all'attenzione dei
competenti organismi comunitari la questione della
piena ed immediata attuazione dell'articolo 158 del
Trattato Ce;
- ad interessare il Governo statale affinché nel
corso della prossima Conferenza intergovernativa
venga risolto il problema dell'equiparazione, in
ambito comunitario, delle grandi Regioni d'Europa
con gli Stati aventi analoga configurazione dal
punto di vista della popolazione e della dimensione
geografica, prevedendo forme di partecipazione, in
seno al Consiglio ed alla Commissione, che facciano
superare l'attuale situazione di privilegio
riconosciuta a questi ultimi rispetto alle prime;
- a dare mandato alle Commissioni parlamentari
Attività produttive, Bilancio e Ce dell'Assemblea
regionale siciliana, di studiare congiuntamente
ipotesi normative di attuazione degli articoli 20,
23 e 24 della legge regionale 23 dicembre 2000, n.
32".(62)
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- la legge Regionale n. 6 del 7 marzo 1997, all'art.
43, comma 1, prevede l'istituzione della 'Conferenza
permanente Regione-Autonomie locali per il
coordinamento delle politiche locali nel territorio
della Regione con compiti di informazione,
consultazione e raccordo, in relazione agli
indirizzi di politica generale del Governo regionale
che incidono sulle funzioni proprie o delegate dei
comuni e delle provincie';
- lo stesso articolo al comma 2 prevede che 'entro
90 giorni dall'entrata in vigore della presente
legge il Presidente della Regione, sentite l'ANCI,
l'URPS ed i rappresentanti delle associazioni delle
autonomie locali, emana il regolamento concernente
la composizione, le competenze specifiche ed il
funzionamento della Conferenza, previo parere della
competente Commissione legislativa dell'Assemblea
regionale siciliana';
CONSIDERATO che:
- ad oggi non risulta emanato il regolamento
previsto dal comma 2 dell'art. 43 suddetto e che
quindi la Conferenza istituita formalmente, non può
essere operativa;
- si rende necessario prevedere l'attivazione,
nell'ambito della Conferenza, di una fase di
concertazione partenariale anche per la definizione
dei progetti integrati regionali (PIR);
RITENUTO che è di grande rilevanza la valorizzazione delle
Autonomie locali sia per gli aspetti di
consolidamento della partecipazione democratica, sia
per una più puntuale rispondenza della
programmazione regionale alle esigenze delle varie
realtà territoriali,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
a provvedere nei tempi più brevi ad emanare il
regolamento di cui al comma 2 dell'art. 43 della
citata legge, così da consentire la reale
costituzione ed operatività della Conferenza stessa.
(63)
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- la Sicilia, grazie alle sue condizioni ambientali
favorevoli, è tra le prime Regioni nel bacino del
Mediterraneo e a livello europeo, nell'applicazione,
con ottimi risultati, delle misure agroambientali
per la produzione dei prodotti agricoli biologici ed
ecocompatibili;
- ad un rinnovato interesse dei consumatori per le
produzioni biologiche corrisponde una crescita per
l'economia della nostra Isola, dove è stato rilevato
un incremento delle aziende agricole che hanno
adottato tecniche di produzione biologica ed
integrata;
- negli ultimi anni è stato possibile assistere allo
sviluppo del settore, con positivi risvolti sul
piano commerciale ed occupazionale e su quello della
tutela dell'ambiente, grazie al successo riscontrato
in Sicilia dal Regolamento CE 2078 del 1992, che ha
previsto una serie di interventi di sostegno
finanziario alle aziende agricole che adottino le
tecniche di produzione biologica ed integrata;
RILEVATO che:
- alla fine del 2000, concluso il periodo del
Regolamento CE 2078 del 1992, il Governo regionale
con il Piano di sviluppo rurale (PSR) presentato
dall'Assessorato regionale Agricoltura, ha
effettuato la ripartizione dei fondi di Agenda 2000,
destinando somme non sufficienti a garantire il
processo già avviato di sostegno e sviluppo delle
aziende del settore, con il rischio di un ritorno al
passato 'chimico', e della chiusura definitiva di
quelle aziende che non riusciranno ad affrontare le
spese;
- una limitazione delle risorse destinate al settore
agroambientale non può che produrre gravi
ripercussioni in un settore ormai agonizzante come
quello agricolo, ed agrumicolo in particolare, a
dispetto della conclamata centralità del ruolo
dell'agricoltura nell'ambito dell'economia
regionale, dichiarata dal Governo attuale;
- i prodotti biologici 'sani e siciliani' (slogan
impiegato dal marketing regionale nelle
manifestazioni di settore) rischiano di sparire dai
mercati nazionali ed esteri;
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a rafforzare concretamente il ruolo strategico
dell'agricoltura e segnatamente dell'agricoltura
biologica per lo sviluppo integrato delle aree
rurali;
- ad intervenire per evitare di rendere vana
l'applicazione del vecchio programma agroambientale
e per far sì che i prodotti biologici siciliani non
scompaiano dai mercati nazionali ed esteri;
- ad accelerare tutti i provvedimenti idonei per
evitare di penalizzare le misure che hanno avuto
successo ed efficacia, a vantaggio degli agricoltori
e dell'agricoltura nel pieno rispetto della tutela
ambientale;
- ad individuare iniziative volte ad utilizzare il
massimo consentito di risorse per sostenere il
maggiore numero possibile di aziende, e ciò anche
attraverso la revisione dei criteri seguiti per la
ripartizione dei fondi di 'Agenda 2000';
- ad attivare, nelle more, gli 'aiuti di Stato
aggiuntivi' previsti al punto 16 del PSR, ed
approvati con nota del Ministero delle Politiche
agricole e forestali dell'1.3.2001, così come
previsto dall'art. 103 della legge regionale n. 32
del 2000. (64)
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che i terremoti di domenica 28 ottobre con un
magnitudo di 3,8 pari al sesto/settimo grado della
scala Mercalli, hanno causato gravi danni alle
strutture portanti di abitazioni, chiese ed altri
edifici, per l'allargamento della fenditura, nel
sottosuolo, tra le zone di Santa Tecla e Altarello;
CONSIDERATO che le scosse di terremoto hanno seminato il
panico tra la popolazione e hanno sconvolto tutta la
zona dell'Acese;
RITENUTO indispensabile un immediato intervento della
Protezione civile per riparare e prevenire le
conseguenze degli eventi sismici,
IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE
a convocare la Giunta di Governo con la massima
urgenza e a porre in essere tutte le iniziative
utili per sollecitare il Governo nazionale a
dichiarare lo stato di calamità per le zone colpite
dal sisma. (65)
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
CONSIDERATO che:
- la Banca di Roma, gruppo che detiene il 62,8%
delle azioni del Banco di Sicilia e, attraverso il
Banco, il 75% circa delle azioni dell'IRFIS,
impegnata ormai da qualche anno in una complessa
ristrutturazione aziendale per tentare di
raddrizzare una situazione dei conti poco brillante,
ha reso note le linee del nuovo piano industriale
che riguarda il gruppo, ma che interessa
direttamente anche il Banco di Sicilia;
- il piano prevede la costituzione di una holding
'Banca di Roma' e la fusione per incorporazione del
Banco di Sicilia, che in pratica è destinato a
scomparire, sostituito da una rete di sportelli
facenti capo al 'Nuovo Banco di Sicilia'. Banca di
Roma acquisirebbe le azioni di cui sono in possesso
la Regione e la Fondazione attraverso un concambio
con azioni (circa il 2%) della holding e alcuni
posti nel Consiglio di amministrazione. Gli assets
principali del Banco, il patrimonio, il capitale, le
attività finanziarie, verrebbero assorbite dalla
holding;
- il Consiglio di Amministrazione del Banco di
Sicilia è stato convocato il 9 novembre con
all'ordine del giorno la nomina di un advisor in
vista della costituzione della holding Banca di
Roma, e nonostante la richiesta di rinvio avanzata
dal Presidente della Regione ha effettivamente
nominato, a maggioranza, la società Rothschild quale
advisor incaricato di effettuare la valutazione del
Banco di Sicilia e riferire al prossimo Consiglio di
Amministrazione convocato per il 29 novembre;
- la fusione per incorporazione del Banco di Sicilia
in Banca di Roma assesterebbe un colpo mortale non
solo al Banco ma all'intera economia siciliana. Si
perderebbe uno dei più antichi e prestigiosi marchi
bancari dell'intero nostro Paese, si perderebbe la
direzione strategica e il know-how aziendale che
verrebbero spostati altrove e dispersi. Si
perderebbero migliaia di posti di lavoro ad alta
qualificazione e l'importante funzione di presidio e
supporto territoriale che il Banco ha comunque
continuato a rappresentare nella realtà siciliana,
dove è presente nel 65% dei Comuni, 'serve' il 92%
della popolazione e vanta una quota di mercato
superiore al 30%;
- il piano industriale 2000/2002 del Banco di
Sicilia già individuava le linee di trasformazione
dell'Istituto, orientando l'attività commerciale
principalmente alla raccolta gestita; prevedendo
aggregazioni funzionali e ridisegno dei processi,
già in buona parte avvenuti; basti pensare alla
forte riduzione del numero delle filiali capogruppo
e alla chiusura di tutte le filiali estere; tuttavia
quello stesso piano mirava a 'salvaguardare e
valorizzare i connotati e le valenze territoriali
del Banco, conservandone e rafforzandone il
radicamento regionale e le sue proiezioni
extraregionali' e, per quanto riguarda il personale,
prevedeva sì la riduzione nel triennio, da 8.403 del
2000 a 7.663 nel 2002, ma attraverso esodi
fisiologici, esodi incentivati e processi di
mobilità verso la Banca di Roma, compensati con 250
nuove assunzioni;
RITENUTO che:
- il nuovo piano industriale esaspera e risolve in
modo del tutto negativo il quadro contraddittorio in
cui si è trovato il Banco di Sicilia in questi
ultimi anni, essendo una banca di dimensioni medie
per la quale non sono state rese disponibili le
risorse necessarie per un salto di qualità
dimensionale, sfruttando anche una posizione
geografica ottimale in un'area, come quella del
bacino del Mediterraneo, in fase di profondo
cambiamento e sviluppo;
- il Banco di Sicilia ha infatti dimostrato forti
segni di vitalità: basti pensare, restando al
rapporto con la Regione, all'acquisizione a gara
aperta del servizio di tesoreria o al ruolo di
'arranger' (con la Meril Lynch) del programma di
emissioni obbligatorie GMTN, formulato dalla Regione
e premiato dalla prestigiosa rivista IFR quale
migliore programma GMTN dell'anno 2000; e possiede
un potenziale di tutto rilievo, che può essere speso
per lo sviluppo degli investimenti, il sostegno
delle imprese e dei sistemi locali;
- un momento decisivo della crescita del Banco
avrebbe potuto essere rappresentato dalla quotazione
in borsa, pure ipotizzata nella valutazione degli
advisors, che ha preceduto la cessione delle quote
di maggioranza dal Tesoro alla Banca di Roma e per
la quale la Regione, attraverso il DPEF 2001/2003,
aveva dichiarato la disponibilità a dedicare la
propria quota societaria;
CONSIDERATO che:
- risulta estremamente preoccupante la situazione
dell'IRFIS, ormai da molti mesi confusa e priva di
chiare indicazioni sul futuro;
- la Banca di Roma aveva presentato un piano di
ristrutturazione aziendale che prevedeva la
trasformazione dell'IRFIS in un'agenzia di sviluppo,
il cui 'core business' avrebbe dovuto essere
costituito dalla gestione dei fondi regionali;
- a questo piano aveva espresso formalmente il
proprio disaccordo il Governo della Regione
(Presidente Capodicasa, Assessore per il bilancio e
le finanze Piro), anche se lo stesso era stato
rivalutato dal Governo Leanza e positivamente
considerato;
- il sistema bancario regionale è stato fortemente
interessato dai processi di concentrazione
intervenuti a livello nazionale e internazionale,
che hanno portato il numero delle aziende con sede
legale nell'Isola a passare dalle 63 del 1996 alle
47 del 2000, mentre le banche operanti nella Regione
a fine 2000 erano 70 con 1.641 sportelli; tutto ciò
determina un sistema creditizio i cui centri
decisionali sono in larga parte esterni alla
Regione;
- a fine anno 2000 i depositi bancari in Sicilia
ammontavano a 49.808 miliardi, la raccolta bancaria
ammontava a 70.780 miliardi, mentre i titoli in
deposito e le gestioni patrimoniali bancarie
ammontavano a 33.221 miliardi, gli impieghi
ammontavano a 59.631 miliardi, il rapporto
sofferenze/prestiti era del 23% in netto
miglioramento rispetto all'anno precedente, anche in
conseguenza di consistenti operazioni di
cartolarizzazione;
- la struttura dei tassi, mentre indicava una
sostanziale omogeneità per quanto riguarda i tassi
passivi, con quella nazionale, segnalava ancora un
notevole differenziale per i tassi attivi, un 1,2%
in più, anche se in discesa sull'anno precedente;
- anche se i conti economici delle banche registrano
risultati soddisfacenti, crescendo il margine di
interesse, il margine di intermediazione e gli utili
netti di esercizio, va evidenziato che il totale
degli impieghi in Sicilia rappresenta soltanto il
3,4% degli impieghi bancari nel Paese, a conferma
della scarsa propensione ad investire che
caratterizza il sistema Sicilia;
RITENUTO che:
- il sistema economico regionale è ancora troppo
dipendente dalle condizioni del sistema creditizio.
Il rapporto banca-impresa è stato fino ad oggi di
tipo tradizionale, dal momento che al
soddisfacimento delle occorrenze finanziarie delle
imprese si provvede tramite il credito ordinario o
agevolato, mentre non hanno ancora un sufficiente
grado di sviluppo il ricorso al mercato dei capitali
e il ricorso alla finanza alternativa;
- l'attivazione di nuovi canali finanziari, sia con
riferimento al sistema delle imprese che con
riferimento agli investimenti degli enti pubblici,
deve rappresentare la frontiera avanzata
dell'intervento pubblico regionale, anche attraverso
lo sviluppo dei fondi chiusi per la capitalizzazione
delle imprese, favorendo l'ingresso di nuovi
operatori privati anche attraverso gli schemi
operativi della 'merchant bank';
- le partecipazioni regionali nel sistema creditizio
devono essere utilizzate nel quadro di una strategia
rivolta alla crescita degli investimenti e alla
diversificazione delle fonti di approvvigionamento
dei sistemi locali, sia pubblici che privati;
- è necessario superare le divisioni e le ambiguità
che si sono manifestate all'interno del Governo
regionale tra i sostenitori dello statu quo e tra i
presunti innovatori disposti alle più avventate
operazioni finanziarie;
- ogni operazione di acquisizione e dismissione di
partecipazioni azionarie nel settore creditizio deve
essere autorizzata dall'Assemblea regionale
siciliana;
- occorre richiamare il rispetto delle clausole
sottoscritte col contratto di vendita del Gruppo
Mediocredito Centrale, e che espressamente prevedono
l'impegno 'della parte acquirente ad attuare il
piano industriale secondo le linee guida presentate
dal Tesoro in sede di offerte definitive e al non
apportarvi variazioni, con particolare riferimento
alla partecipazione di controllo del Banco di
Sicilia, che non siano state preventivamente
concordate con il Tesoro'; 'a valorizzare i
connotati e le valenze regionali dell'azienda
bancaria del Banco di Sicilia, tra l'altro
conservandone il marchio e mantenendo la sede legale
a Palermo'; ' a non cedere a terzi in tutto o in
parte l'azienda del Mediocredito Centrale, incluse
le partecipazioni di maggior rilievo, senza il
gradimento del Tesoro';
- le iniziative assunte da Banca di Roma
costituiscono un serio attacco al valore e alla
consistenza del Banco di Sicilia,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a non accettare piani industriali che non
prevedano il rafforzamento del ruolo e delle
attività del Banco di Sicilia e non ne preservino
l'identità ed il radicamento;
- a coinvolgere la fondazione 'Banco di Sicilia' in
un'azione comune di ottimizzazione delle quote
rispettive di partecipazione azionaria, al fine di
mantenere la funzione strategica ricoperta dal Banco
di Sicilia nell'Isola;
- ad intervenire sul Governo nazionale e
segnatamente sul Ministro del Tesoro richiedendo il
rispetto degli accordi sottoscritti in occasione
della vendita del Mediocredito Centrale;
- a sollevare in tutte le sedi necessarie il
conflitto degli interessi per l'azione di
deprivazione del valore del Banco condotta da banca
di Roma;
- a perseguire gli obiettivi strategici nel settore
creditizio individuati nel DPEF 2001/2003".(66)
L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
PREMESSO che:
- in data 27.2.2001, è stato stipulato un Protocollo
d'intesa tra la capogruppo 'Banca di Roma S.p.A.',
il 'Banco di Sicilia S.p.A.', la 'Banca Mediterranea
S.p.A.', il 'Mediocredito Centrale S.p.A.' e i
sindacati di categoria;
- nel suddetto documento venivano ribadite le linee
guida del Piano industriale, finalizzato al recupero
e al potenziamento dei livelli di competitività e di
redditività, attraverso processi di riorganizzazione
interna alle varie aziende interessate;
- tali processi si concretizzavano alla mobilità del
personale con il pretesto di potenziare l'attività
commerciale e perseguire obiettivi di efficienza e
produttività;
- la Banca di Roma ha operato prevalentemente per la
razionalizzazione organizzativa e l'efficienza delle
sue strutture;
- nel Protocollo, ai punti 2 e 3, si conveniva sulla
necessità di attivare tavoli di confronto per
esaminare gli aspetti sopra delineati, a partire
dalle problematiche connesse alla mobilità;
- in base ai contenuti dell'intesa del 27.2.2001, in
data 12.4.2001 si è giunti ad un accordo tra il
Banco di Sicilia S.p.A. e le organizzazioni
sindacali;
- nel succitato accordo le parti si impegnavano ad
attuare 'soluzioni concordate (v. 2 cpv.
dell'Accordo) sulla entità delle risorse da liberare
ed anche sui tempi, nel dichiarato intento di
evitare il ricorso a misure alternative';
- le parti, al punto 6 dell'accordo, convenivano di
incontrarsi entro il 15.7.2001 esclusivamente per la
verifica dei processi di esodo e per la valutazione
di eventuali iniziative gestionali da intraprendere;
considerato che:
- lo standard operativo del Banco di Sicilia, negli
ultimi mesi, ha raggiunto livelli di competitività
ed efficienza attestati, sulla base dei risultati
economici conseguiti, dagli organismi finanziari più
qualificati;
- lo standard economico del Banco di Sicilia si è
ulteriormente consolidato, recuperando fasce di
risparmio e di investimenti e ricostituendo la
fiducia del mercato finanziario, degli investitori e
dei risparmiatori;
- il Banco di Sicilia è oggi una banca risanata,
obiettivo raggiunto anche grazie agli sforzi dei
lavoratori che vi hanno contribuito con grande
responsabilità e sacrificio;
- il raggiungimento di questi risultati ricolloca il
Banco di Sicilia nel sistema creditizio italiano
come grande banca meridionale, deputata al rilancio
dell'economia e degli investimenti in Sicilia;
ritenuto che:
- per il perseguimento di questo obiettivo è
indispensabile che il Governo regionale sia capace
di praticare scelte miranti alla creazione di un
sistema finanziario e creditizio autonomo, con una
struttura finalizzata al rilancio dell'economia
regionale e meridionale;
- le suddette scelte non sono più rinviabili,
essendo la Regione, essa stessa, azionista del Banco
di Sicilia;
rilevato che:
- la Banca di Roma eludendo la contrattazione tra le
parti e al di fuori degli accordi, sta tentando di
imporre, unilateralmente, un piano industriale che
danneggia fortemente il Banco di Sicilia e l'intero
sistema del credito siciliano;
- la Regione è stata di fatto estromessa, dal
momento che le scelte sono state operate a livello
centrale dalla Banca d'Italia, dal Ministero del
Tesoro e dalla Banca di Roma;
- in questo momento, il Governo regionale ha
mostrato tutta la sua debolezza, non riuscendo ad
incidere sulle scelte della Banca di Roma ed
abdicando così al suo ruolo di azionista
determinante del Banco di Sicilia;
- è stato perfino ventilato un possibile ritiro
della Regione dalla quota partecipativa che la
stessa detiene nel Banco di Sicilia S.p.A.;
- le politiche del credito sono strettamente
connesse alle potenzialità di sviluppo della Regione
e vi è un interesse di altre banche extraregionali a
fare della Sicilia solo una terra di raccolta di
risparmi da investire in altri luoghi;
- la raccolta dei risparmi siciliani da parte delle
grandi banche del Nord accentua la dipendenza
dell'economia della Regione;
- così facendo, la Regione regalerebbe alla Banca di
Roma un patrimonio immobiliare e finanziario
rilevante;
- una fuoriuscita della Regione dalla partecipazione
del Banco significherebbe un'abdicazione della
stessa ad un preciso ruolo che le deriva dallo
Statuto siciliano in tema di credito,
IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE
- a fermare l'iniziativa unilaterale della Banca di
Roma circa l'incorporazione del Banco di Sicilia;
- ad attivare tutti gli strumenti necessari a
garanzia dei livelli occupazionali;
- ad avviare, con urgenza, un dibattito parlamentare
sul destino del Banco di Sicilia e sulle scelte da
adottare in materia di credito;
- ad istituire tempestivamente un tavolo di
confronto tra sindacati, Regione siciliana,
Ministero del Tesoro, Banca d'Italia e Banca di
Roma. (67)
Onorevoli colleghi, propongo che la determinazione della
data di discussione delle mozioni testè lette, venga demandata
alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Onorevoli colleghi, l'onorevole Speziale aveva posto il
problema della discussione in tempi brevi della mozione numero
66. Il tema è stato affrontato e, avendo consultato i Presidenti
dei Gruppi parlamentari e anche in considerazione del fatto che
il Presidente della Regione si trova a Bruxelles e rientra
giovedì sera, la proposta che si intende fare è quella di
svolgere la discussione delle mozioni riguardanti il Banco di
Sicilia martedì mattina alle ore 11.00.
Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
Presidenza del vicepresidente Fleres
ELEZIONE SUPPLETIVA DI UN DEPUTATO SEGRETARIO
PRESIDENTE. Si passa al IV punto dell'ordine del giorno:
"Elezione suppletiva di un deputato segretario".
A norma dei commi 9 e 11 dell'articolo 4 del Regolamento
interno dell'Assemblea, nelle elezioni suppletive, quando si
debba coprire un solo posto, è eletto chi a primo scrutinio abbia
raggiunto la metà più uno dei voti. Se nessun candidato abbia
riportato la metà più uno dei voti, si procede al ballottaggio
tra i due candidati che abbiano riportato il maggior numero di
voti. A parità di voti è eletto o entra in ballottaggio il più
anziano di età.
A norma dell'articolo 4 bis del medesimo Regolamento
interno, la votazione si effettua mediante segno preferenziale su
scheda recante a stampa i nominativi di tutti i deputati.
Nomino la Commissione di scrutinio che risulta composta
dagli onorevoli: Cintola, Croce e Oddo.
SPAMPINATO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPAMPINATO. Signor Presidente, nella seduta precedente, ovvero
circa mezz'ora fa, avevo posto alla Presidenza alcune domande,
per cercare anche di capire quali sono le procedure di lavoro di
questa Assemblea, ma soprattutto per cercare di capire le
procedure che verranno poste in essere rispetto a questo punto
all'ordine del giorno. Noi avevamo chiesto una sede formale e
ristretta: la Conferenza dei Capigruppo. Non abbiamo nessuna
voglia di fare show, nè abbiamo bisogno di palcoscenici, così
come era stato detto nelle scorse sedute per quanto riguarda il
problema che vogliamo porre.
Vogliamo, a questo punto, in considerazione del fatto che
non ci è stata data la possibilità di intervenire in quella sede,
porre il problema e cioè chiedere che venga tutelata la dignità
di questo Parlamento. Un Parlamento democratico che si rispetti,
e questo è un Parlamento democratico, rispetta i diritti delle
minoranze. Noi andiamo a sostituire un deputato segretario di
minoranza e chiediamo, formalmente, che venga votato questa sera
un deputato che rappresenti le minoranze.
Questa è la richiesta del Gruppo di cui faccio parte.
L'accordo già c'è, è chiaro a tutti, l'avremmo chiesto in
Commissione per il Regolamento, nella Conferenza dei capigruppo,
non ci è stata data la possibilità. Lo chiediamo formalmente in
questa sede. Noi, a tutela della dignità del Parlamento siciliano
che si tutela attraverso i diritti delle minoranze, chiediamo che
venga votato un deputato appartenente alla minoranza.
VOTAZIONE A SCRUTINIO SEGRETO PER L'ELEZIONE SUPPLETIVA DI UN
DEPUTATO SEGRETARIO
PRESIDENTE. Dichiaro aperta la votazione per scrutinio segreto
per l'elezione del deputato segretario.
Invito il deputato segretario a procedere all'appello.
(BURGARETTA APARO, segretario, procede all'appello).
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione. Invito la Commissione
di scrutinio a procedere alle operazioni di scrutinio.
(La Commissione di scrutinio procede allo spoglio delle schede)
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione per l'elezione
di un deputato segretario:
Presenti e votanti ....... 79
Maggioranza .............. 40
(Proteste e clamori dai banchi di centro e di sinistra)
(Gli onorevoli Morinello e Spampinato chiedono di parlare sulla
elezione del deputato segretario; il Presidente prosegue nel
comunicare il risultato della votazione)
PRESIDENTE. Hanno riportato voti gli onorevoli:
Giuseppe Basile ............ 45
Galletti.................... 25
Beninati.................... 1
Savarino.................... 1
Lo Monte.................... 1
Paffumi .................... 1
Schede bianche ........... 5
CRACOLICI, SPAMPINATO E ORTISI. Si fermi, Presidente Non lo
proclami
PRESIDENTE. Risulta eletto l'onorevole Basile Giuseppe.
Presidenza del vicepresidente Fleres
COMUNICAZIONE DI ADESIONE A GRUPPO PARLAMENTARE
PRESIDENTE. Informo che i deputati Antonino Amendolia e
Salvatore Sanzeri, con nota del 30 ottobre 2001, hanno comunicato
alla Presidenza dell'Assemblea di aver aderito al Gruppo
parlamentare Sicilia Democratica.
Informo altresì che il presidente di Sicilia Democratica,
onorevole Carmelo Lo Monte, in data odierna, ha comunicato alla
Presidenza che il Gruppo parlamentare Sicilia Democratica ha
accettato l'adesione dei deputati Amendolia e Sanzeri.
SPAMPINATO. Accetta le adesioni il presidente del Gruppo
parlamentare, non il gruppo. Pertanto, non essendo l'onorevole Lo
Monte presidente del gruppo, non è nemmeno competente ad
accettare adesioni allo stesso.
(Proteste e clamori dai banchi di centro e di sinistra)
Presidenza del vicepresidente Fleres
COMUNICAZIONE DI DIMISSIONI DA GRUPPO PARLAMENTARE
PRESIDENTE. Informo che, in data odierna, gli onorevoli Raiti,
Morinello e Ferro, preso atto dell'adesione dei colleghi deputati
di Democrazia Europea alla maggioranza della Casa delle Libertà,
hanno comunicato di essersi dimessi, con effetto immediato, dal
Gruppo parlamentare di Sicilia Democratica, che pertanto -
sostengono gli onorevoli Raiti, Morinello e Ferro - cessa di
esistere.
(Proteste e clamori dai banchi di centro e di sinistra)
Tuttavia, rispetto a questa materia, proprio per la sequenza
delle comunicazioni che la Presidenza ha letto all'Aula, che
nella fattispecie devono essere sottoposte al Consiglio di
Presidenza, dispongo - tenuto conto degli atti che sono stati
prodotti - che il Gruppo Sicilia Democratica non cessa di
esistere, occorrendo una formale delibera in tal senso. In
qualunque caso, l'adesione di due deputati e la dimissione di tre
non altera la composizione del Gruppo, che risulta comunque
composto di cinque deputati, e lo mantiene in vita.
Questo tema, onorevoli colleghi, in questa sede non può
essere affrontato.
Presidenza del vicepresidente Fleres
SULL'ELEZIONE SUPPLETIVA DEL DEPUTATO SEGRETARIO
FERRO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FERRO. Io spero che quello a cui stiamo assistendo stasera in
quest'Aula non sia un film già visto.
Presidente, lei stasera ha dato comunicazione di una serie
di note che sono pervenute alla Presidenza non comunicando, però,
la sequenza con cui queste note sono pervenute.
La prima nota, pervenuta questa mattina alla Presidenza
dell'Assemblea, è quella a firma degli onorevoli Ferro, Morinello
e Raiti, in cui si dava comunicazione che, rispetto alla
richiesta di adesione di due deputati al Gruppo Sicilia
Democratica, il Gruppo non aveva avuto alcun pronunciamento
formale in data odierna e, pertanto, si reiterava la richiesta di
rinvio della nomina dei deputati segretari.
Poc'anzi, prima della votazione, le è stato comunicato con
una nota che gli onorevoli Raiti, Morinello e Ferro, non facendo
parte più del Gruppo Sicilia Democratica, chiedevano, in
sostanza, all'Ufficio di Presidenza di pronunciarsi
sull'esistenza stessa del Gruppo Sicilia Democratica, alla luce
delle dimissioni di tre deputati. A questo lei non ha voluto
rispondere, ha voluto andare avanti per la sua strada.
E' evidente e palese per tutti che si tratta - per quanto mi
riguarda - di un abuso pesante, di un modo di tenere i lavori
dell'Aula che non facilita il rapporto tra maggioranza e
minoranza, anche perché - mi permetto di dire - l'Ufficio di
Presidenza dovrà anche valutare se l'onorevole Basile, eletto
poc'anzi, non sia rappresentante, e, quindi, un rappresentante
eletto, della maggioranza anziché della minoranza. Credo che ci
sia materia per andare oltre.
SPAMPINATO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPAMPINATO.Onorevole Presidente, è la terza volta che mi tocca
intervenire nel giro di pochi minuti. Le avevo chiesto di essere
garante della dignità di questo Parlamento. Purtroppo così non è
stato. Non abbiamo avuto nessuna risposta rispetto a ciò che già
avevamo previsto sarebbe successo. Purtroppo, con il silenzio
della Presidenza, questo è avvenuto.
Credo che siano tre le considerazioni che si debbono fare
per giudicare illegittima la elezione dell'onorevole Basile alla
carica di deputato segretario.
La prima è di ordine morale. Però, permettetemi di evitare
le considerazioni di questa natura, perché sarebbe sufficiente
ricordare i motivi per cui noi siamo qua ad eleggere un deputato
segretario suppletivo per capire come sia illegittima moralmente
l'elezione dell'onorevole Basile.
Le altre considerazioni sono di ordine giuridico. E' stato
eletto deputato segretario il rappresentante di un gruppo che non
esiste. Le dimissioni di tre deputati dal gruppo suddetto avevano
fatto decadere il gruppo. Quindi, noi abbiamo proceduto alla
elezione di un deputato di un gruppo che non esiste.
La terza considerazione - e credo che sia la più grave - è
quella per cui io facevo appello, e lo faccio da neodeputato che
ha piacere di far parte di un Parlamento che abbia dignità, in
maniera tale che la dignità di appartenere a questo Parlamento
sia garantita. E, purtroppo, continuo a vedere che la Presidenza
è insensibile alle considerazioni che faccio in tal senso.
Ritengo tali questioni le più gravi, e nell'ordine in cui le
ho esposte. Pertanto, politicamente non è stata rispettata la
dignità di questo Parlamento. La dignità del Parlamento viene
rispettata rispettando i diritti delle minoranze. E questo non è
accaduto.
Per queste tre ragioni noi chiederemo che il relativo
decreto di nomina dell'onorevole Basile non sia firmato.
PRESIDENTE. Onorevole Spampinato, solo per sottolineare che
non c'è un decreto di nomina, perché la proclamazione è avvenuta
per elezione, a conclusione dello scrutinio.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, al di là delle vicende che hanno
riguardato il Gruppo Sicilia Democratica, voglio sollevare un
problema di carattere regolamentare.
Questa sera noi abbiamo proceduto, in prima fase, a
sostituire l'onorevole D'Andrea. Questi faceva parte dell'
Ufficio di Presidenza in forza di quanto stabilito dal comma 2
dell'articolo 4, che prevede che nella prima fase di insediamento
dell' Ufficio stesso, il Presidente dell'Assemblea espleta i
contatti con tutti i gruppi parlamentari, e in modo proporzionale
ne garantisce la rappresentanza. Questa sera noi avremmo dovuto
sostituire l'onorevole D'Andrea ed eleggere in sua sostituzione
un altro deputato del gruppo a cui era iscritto l'onorevole
D'Andrea. Quindi la sua proclamazione è inficiata all'origine.
Tant'è che lei sa perfettamente che ci sono dei precedenti in
questo senso.
Ora, per evitare di inasprire il conflitto qui in Aula, io
la invito a sospendere la proclamazione, a convocare la
Commissione per il Regolamento e stabilire quali sono i
precedenti in questa materia.
Io ne voglio ricordare uno all'Aula: quello che ha
riguardato l'elezione nel Consiglio di Presidenza del collega
Burgaretta. In quella occasione il presidente dell'Assemblea
onorevole Cristaldi, facendo appello alle norme regolamentari,
essendo l'onorevole Burgaretta di gruppo parlamentare diverso
rispetto a quello del deputato che doveva essere sostituito, non
ha proceduto, per ben due anni, alla sua proclamazione, malgrado
l'insistenza con la quale l'Aula ne chiedeva la proclamazione.
Pertanto, Presidente, io le chiedo, prima di procedere e
prima che in quest'Aula si compiano atti che possono produrre
inasprimenti consistenti nei rapporti tra l'opposizione e la
maggioranza, di sospendere l'Aula, di convocare e di rimettere
alla Commissione per il Regolamento ogni decisione, e di non
procedere alla elezione degli altri due rappresentanti del
Consiglio di Presidenza. Questa è una proposta formale che
intendo avanzare al Presidente.
MORINELLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MORINELLO. Parlo come componente del disciolto Gruppo di
Sicilia Democratica, evidentemente non ci sono sul tappeto
questioni regolamentari, ma anche soprattutto e fondamentalmente
deontologiche.
Il rapporto parlamentare tra maggioranza e minoranza deve
essere sempre tenuto in conto da parte di chi ha una così larga
schiera di deputati che sostengono il Presidente della Regione e
la maggioranza che ha vinto alle ultime elezioni regionali.
Badate, parlo come componente di un disciolto gruppo che ha preso
atto del colpo di mano che i colleghi di Democrazia Europea hanno
compiuto, sulla base certamente di un disegno politico che però
poteva essere bene rappresentato, esplicitato, realizzato, in
forme e modi che tenessero conto di quella deontologia o di quel
regolamento che presiede ai nostri lavori.
Non è possibile che in quest'Aula si consumino così, non
dico impunemente, ma così superficialmente, alla leggera, atti di
arbitrio e di prepotenza, perchè io credo che di questo si
tratti. Democrazia Europea certamente avrà ragioni politiche che
la portano a schierarsi con il centrodestra, però certamente
questo non poteva realizzarsi attraverso l'elezione di un
deputato che è stato eletto nelle liste di Democrazia Europea
come premio per questa scelta politica che poteva, e sicuramente
avrà altro tipo di motivazioni.
Per cui, signor Presidente, abbiamo comunicato da tempo alla
Presidenza dell'Assemblea regionale che la decisione o la
cooptazione fatta dal presidente del gruppo parlamentare
disciolto non aveva alcun valore legittimo in quanto non c'era
stata alcuna delibera di gruppo, perchè all'interno del gruppo
parlamentare non si era mai discusso dell'adesione dei due
deputati che, come lei ha letto prima, hanno chiesto di aderire
al Gruppo di Sicilia Democratica.
Ma non solo, anche informalmente noi eravamo rimasti, con il
capogruppo Lo Monte, di arrivare, data questa divaricazione
politica tra le due diverse componenti, quella di Democrazia
Europea che decide ora di andare a destra e quella dei tre
deputati che hanno sostenuto lo schieramento di centrosinistra,
il candidato alla presidenza Leoluca Orlando, di andare ad uno
scioglimento consensuale. Avevamo così, informalmente, deciso
per evitare che in quest'Aula si potessero determinare queste
situazioni di cui stiamo parlando. Non è stato così.
Evidentemente, frutto di un accordo di maggioranza, si è
arrivati a questo esito che io ritengo non positivo per il clima
che si deve determinare in quest' Aula.
Badate bene, non solo è stata lesa la dignità politica dei
tre deputati che hanno deciso di scrivere quella lettera, che lei
ha letto per ultima ma che avrebbe dovuto, forse, leggere per
prima perchè era prodromica a tutta una serie di conseguenze.
E noi, e lo dico a nome di altri due deputati,
intraprenderemo tutte le azioni a tutela non solo della dignità
politica dei colleghi del disciolto gruppo di Sicilia
Democratica, ma anche aderiremo a tutte quelle azioni di natura
legale, contabile anche alla Corte dei Conti perchè i riflessi di
natura contabile sono evidenti in questa votazione nel caso in
cui la Presidenza decidesse di proclamare l'elezione del deputato
testè eletto.
Lo diciamo così, con molta tranquillità, per cui chiediamo
alla Presidenza di sospendere la proclamazione e di convocare la
Commissione per il Regolamento perchè, nel caso in cui non si
avesse chiara la portata della questione, che è di natura
regolamentare, oltre che deontologica, si possa determinare su
una materia così delicata senza forzature, senza accordi tra
capigruppo della maggioranza che possano premiare l'adesione di
Democrazia Europea alla maggioranza.
Questo lo dico con molta tranquillità, perchè ritengo che in
ogni caso le questioni di principio sul tappeto sono tali da non
permettere che in quest'Aula si consumino accordi di potere,
perchè questo è un accordo di potere che viene consumato
sull'altare delle regole e dei comportamenti.
ORTISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ORTISI. Gli onorevoli colleghi mi scuseranno se mi rivolgo
esclusivamente al Presidente dell'Assemblea. Presidente, ognuno
di noi, nel ruolo che si trova a svolgere nel corso della vita, a
volte discute con se stesso prima che con gli altri di dimensioni
esistenziali che vanno al di là di quello che ci accade attorno.
Lei stasera mi sta consentendo di recuperare una vecchia
convinzione che pensavo fosse tramontata, cioè che la realtà
superi la letteratura; non come qualcuno sosteneva fino a qualche
tempo fa. E quasi mi stavo convincendo che la letteratura superi
la realtà. Ciò perchè mi sono trovato a leggere, qualche tempo fa
quando mi era consentito farlo, in una silloge di racconti di
Borges un brevissimo racconto. Brevissimo
In esso l'autore, sul filo del paradosso, sosteneva che il
vero Cristo era Giuda, non Cristo. Lo sa perchè?
Perchè Gesù Cristo morendo in croce aveva avuto la
soddisfazione, nel corso dei millenni, di essere riconosciuto
come tale, cioè come Redentore. Mentre Giuda, tradendo e
consentendo la crocifissione, non aveva avuto neanche questa
soddisfazione. Quindi il vero Redentore, diceva Borges, era Giuda
che aveva consentito la redenzione con la crocifissione di Gesù e
però, durante i millenni, non aveva avuto neanche la
soddisfazione dell'applauso.
Io credo che se Borges vivesse e frequentasse la nostra
Aula, stasera con la proclamazione dell'onorevole Basile, molto
probabilmente, ritornerebbe indietro e si ispirerebbe alla realtà
e scriverebbe un racconto che intitolerebbe "Dalla cintola in
giù".
Ciò perchè quello a cui abdichiamo, Presidente, con la sua
eventuale proclamazione, è la dignità di ognuno di noi,
esistenziale prima che etica e politica e io la invito a non
tagliare dentro di noi la parte migliore.
Sospenda la proclamazione e abbia rispetto, lei, che
altrimenti perde prestigio in quest'Aula.
Il prestigio non si acquisisce con un numero di voti, non è
stato mai così. Non sarà mai così, fino a quando l'essere sarà
essere umano. Lei perde prestigio piegandosi ad un atto che è
atto solo di parte talebano.
E allora noi la invitiamo a questo, io invito i colleghi
dell'opposizione, nel momento in cui non avvenisse, ad assumere
un atteggiamento forte, non fosse altro che in difesa di qualcuno
che non c'é più.
CRISAFULLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRISAFULLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
quello che sta avvenendo in questa Aula possa creare le
condizioni per un sostanziale clima di invivibilità.
Noi abbiamo proceduto alla votazione solo per un fatto
incidentale, perché purtroppo l'Aula si é privata - per motivi
luttuosi - della presenza dell'onorevole D'Andrea.
La norma regolamentare avrebbe dovuto consentire allo stesso
gruppo a cui era iscritto l'onorevole D'Andrea, di poter eleggere
il sostituto nell'Ufficio di Presidenza.
L'avere proceduto con altro meccanismo e l'avere comunicato
in Aula dopo la votazione che il Gruppo Sicilia Democratica, da
un lato aumentava la sua composizione senza accompagnare la
comunicazione stessa da relativa delibera del gruppo. Le faccio
notare, signor Presidente, che quest'Aula si é trovata a dovere
prendere atto della mancata disponibilità del Gruppo dei
Socialisti Siciliani, nella legislatura scorsa, quando si
trovarono la richiesta dell'onorevole Martino di volere aderire
al loro gruppo e la maggioranza di quel gruppo non deliberò
l'adesione. E pertanto l'onorevole Martino non fu accolto in quel
gruppo parlamentare, perché su due parlamentari entrambi avevano
stabilito che non poteva aderire.
L'avere invece accettato una comunicazione e l'avere subito
dopo comunicato le dimissioni di altri componenti da quel Gruppo
ci pone due problemi: il primo é che il Gruppo non si può
aumentare per comunicazione, il secondo é che mancando il numero
della composizione del Gruppo non si può procedere a insediare il
nuovo componente, perché il Regolamento prevede che deve essere
appartenente al gruppo a cui manca la presenza nell' Ufficio di
Presidenza.
Le vorrei ricordare un altro precedente, che é quello che fa
riferimento alla votazione quando il Parlamento elesse
l'onorevole Burgaretta deputato questore dell' Ufficio di
Presidenza dell'epoca. In quell'occasione il Presidente
Cristaldi, nonostante i voti furono prevalentemente per
l'onorevole Burgaretta, ha creato un precedente - le debbo
ricordare da noi non condiviso, ma comunque precedente é, a
questo punto - che non consentì l'insediamento dell'onorevole
Burgaretta nel Collegio dei Questori; perché non veniva
rispettata la composizione pluralistica del Consiglio di
Presidenza.
Io credo, signor Presidente, che noi non possiamo procedere
all'insediamento dell'eletto nell' Ufficio di Presidenza, perché
altrimenti corriamo il rischio di fare diventare le regole di
questo Parlamento opinabili e pur sempre messe in condizioni di
essere modificate sulla base delle necessità che ha la
maggioranza di turno di questo Parlamento.
Vorrei ricordare che in Parlamento le regole sono lo
strumento della convivenza interna. Se le si piega sulla base dei
bisogni e delle necessità, presumo che si crei una violazione
fondamentale delle regole di convivenza generale.
Peraltro so che sono all'ordine del giorno altri tipi di
elezione. Gradirei capire in base a quale dispositivo si è
ritenuto di mettere all'ordine del giorno le altre elezioni,
atteso che ancora non si capisce se il dispositivo di legge è
riferito alla legislatura in corso o alla legislatura successiva,
poichè manca il contenuto del dispositivo di una norma
transitoria che fa riferimento all'eventuale allargamento fin
dalla legislatura in corso. E' una norma a regime e, pertanto, si
potrebbe creare un conflitto con altre autorità esterne che, in
sede di parifica, potrebbero sollevare eccezione rispetto alle
spese che il Consiglio di Presidenza si troverebbe a sostenere
nel caso in cui si dovesse procedere per l'ampliamento dello
stesso.
Signor Presidente, mi permetto, pertanto, di suggerire che,
prima di procedere, si faccia una sospensione, si convochi la
Commissione per il Regolamento per una valutazione. Altrimenti,
ci vedremo costretti ad incentivare l'iniziativa di contestazione
rispetto alla volontà che ha la maggioranza di imporre una regola
nuova al Parlamento, non essendo prevista dalle norme
regolamentari.
D'ANTONI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ANTONI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato
con grande attenzione invocazioni importanti, morali della
dignità del ruolo di questo Parlamento - tutte cose che mi
destano sempre grande interesse e grande partecipazione - e
quindi condivido i richiami che qui sono stati fatti. La cosa che
non condivido è la conclusione cui si giunge, perchè questi
richiami si rivolgono sempre al proprio senso, non al senso di
tutti.
Perchè siamo giunti a questo punto? Veniamo da una elezione
- il 24 giugno - che ha misurato sul campo tre schieramenti, non
due, tre schieramenti. Ci presentammo in questa Aula dopo quelle
elezioni per garantire ai tre schieramenti la presenza
nell'Ufficio di Presidenza. E per ragioni morali, d'invocazione
di dignità di questo Parlamento, di corrispondenza tra la volontà
popolare e l'espressione di questo Parlamento sarebbe stato
giusto, sin da allora, che il Consiglio di Presidenza avesse al
suo interno anche la rappresentanza delle tre espressioni del
corpo elettorale. Si decise allora, da parte della maggioranza e
della minoranza, di occupare l'intero Ufficio di Presidenza dei
nuovi posti attraverso una distribuzione diversa che non
comprendesse la terza forza che si era misurata alle elezioni.
Quindi, prego tutti i colleghi che hanno fatto questa
invocazione alla dignità, alla moralità, all'importanza del
Regolamento che questa prima questione del rapporto tra
l'espressione elettorale e la garanzia democratica del nostro
Parlamento doveva stare a cuore di tutti - maggioranza e
opposizione - e non a cuore di una parte o di chi si era misurato
fuori dagli schieramenti.
Accertammo in quella occasione e prendemmo atto - lo dissi
da questo podio - che si registrava una violazione di un
principio democratico; ma noi registrammo la volontà e siamo
stati buoni, senza minacciare nulla; registrammo che si sceglieva
un'altra strada. Si sceglieva la strada di garantire un rapporto
diverso che non teneva conto di chi si era misurato da 'terzo'
fino ad un ricorso - a me dispiace che si sia fatto ricorso qui
ad un riferimento letterario - e ricordo all'onorevole Ortisi che
la Margherita si è presentata al popolo siciliano come un unico
Partito e quando è arrivata qui ha costituito due gruppi ed ha
una rappresentanza plurima in questo Ufficio di Presidenza.
Io mi sarei aspettato il contrario, cioè che oggi la
minoranza dicessi qui: recuperiamo quel torto. E la presenza di
Democrazia Europea attraverso il Gruppo di Sicilia Democratica
ripara quel torto Altro che violazione di dignità. Di cosa
parliamo? Parliamo di una questione che non esiste; parliamo del
fatto che chi si è misurato in autonomia in questo rapporto col
popolo siciliano non è qui rappresentato.
Oggi, invece, attraverso l'elezione dell'onorevole Basile e
la sua proclamazione noi registriamo quel tipo di violazione che
si era commesso dopo il 24 giugno e che oggi viene sanata. E
tutta l'Assemblea dovrebbe essere contenta che ciò avvenga perchè
vuol dire che c'è stata una corrispondenza tra l'Assemblea e il
corpo elettorale, e non una sola parte. Dopodiché le questioni
legate al Gruppo Sicilia Democratica nascono da una esigenza che
è nata in questa Aula e che ha portato alla modifica del
Regolamento, che tutti o la maggioranza abbiamo voluto,
attraverso il quale gruppi regolarmente costituiti venissero
considerati per una presenza nell'Ufficio di Presidenza.
Anche allora avemmo un dibattito aspro qui dentro tra chi
sosteneva tale tesi e chi vi si opponeva pure per ragioni sempre
morali. Si ricorre sempre alle grandi ragioni morali quando
bisogna pensare alla moralità degli altri e mai alla propria
La verità è che si arrivò a quella conclusione e si diede
quella possibilità che è prevista dall'altra votazione.
Io non capisco dove sta tutta la questione. E'
regolamentare la questione che qui sottoponete? Non c'è nessuna
violazione. C'è un Ufficio di Presidenza composto da nove
componenti, si sana semmai una violazione precedente. Ci sono
gruppi regolarmente costituiti; voteremo, nell'altra votazione,
per garantire tutti. Noi siamo per il rispetto e per questa
garanzia. Dopodiché, se ad una parte di questa Assemblea non va
bene non si invochi l'universo mondo e la dignità: si dica che
non va bene e basta Registriamo politicamente che non va bene,
come sempre nella vita democratica. E si va avanti. Ma ricorrere
a questi grandi discorsi, questi grandi paroloni per nascondere
cose più banali a me non sembra appropriato.
Ecco perchè penso che non solo l'elezione è regolare, non
solo il Presidente ha fatto bene a proclamare l'elezione
dell'onorevole Basile, ma penso anche sia giusto, nel rispetto
del Regolamento che abbiamo votato, procedere all'elezione di
altri due componenti dell'Ufficio di Presidenza per completare,
attraverso il nuovo Regolamento, questo Ufficio di Presidenza e
così essere coerenti con le cose che questa Assemblea ha deciso e
con le proposte che abbiamo sempre fatto di coerenza tra
l'espressione popolare, la nostra attività e la garanzia di dare
ad esse una importanza adeguata.
Le questioni che si pongono rispetto alle nostre scelte
- noi abbiamo fatto un accordo come Democrazia Europea per le
prossime elezioni amministrative del 25 novembre, non abbiamo
cambiato collocazione, siamo in questa collocazione frutto di un
accordo per fare le elezioni del 25 novembre secondo
l'insegnamento che ci avete dato tutti voi, maggioranza e
minoranza, che bisogna stare schierati nelle elezioni se no non
c'è speranza. E vi abbiamo ascoltato nonostante il fatto che la
nostra convinzione era diversa, e sulla base di questo stiamo
lavorando politicamente perchè le nostre idee si affermino.
Fare di questo un uso strumentale non è dignitoso per la
moralità di chi usa tali strumenti. Ecco perchè io penso sia
giusto procedere nel sentimento e nel sentiero che abbiamo qui
deciso.
ACIERNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato
tutti gli interventi con grande attenzione e posso anche
condividere la questione morale riferita al fatto che ci siamo
trovati tristemente a dovere sostituire un collega che ci ha
lasciato prematuramente; però poi bisogna avere anche la serenità
di tornare con un minimo di cinismo a quella che è la nostra
attività parlamentare.
Ho già avuto modo di affrontare questo argomento da relatore
per la modifica dell'articolo 4 del Regolamento qui in Aula
allorché sostenni che c'è, secondo me, e lo voglio ribadire
stasera proprio a seguito del dibattito che si è aperto, una
errata impostazione nei confronti dell'Ufficio di Presidenza, che
è un organo amministrativo e non politico, che deve essere,
questo sì, rappresentato da tutti i gruppi regolarmente
costituiti in questa Assemblea. E, in tal senso, non me ne
vogliano i colleghi dell'opposizione, la maggioranza si è fatta
immediatamente promotrice della riforma dell'articolo 4 per
sanare quella che era una ingiustizia conclamata dal nostro
Regolamento e, cioè, dare modo a tutti i gruppi regolarmente
costituiti di essere rappresentati in seno all'Ufficio di
Presidenza.
Allora, riguardo all'oggetto di oggi, io credo che, in buona
fede, i relatori che mi hanno preceduto, compreso lo stesso
onorevole D'Antoni - non me ne voglia -, sbagliate
nell'interpretare l'elezione che abbiamo testè effettuato
parlando di gruppi regolarmente costituiti.
La prima parte dell'articolo 4, che regolamenta l'elezione
dell'Ufficio di Presidenza, non si rivolge a nessun gruppo
regolarmente costituito, ma prevede, attraverso il voto
dell'Assemblea, l'elezione di due vicepresidenti, di tre questori
e di tre segretari, che non devono necessariamente appartenere a
questo o a quel gruppo, potevano anche essere iscritti al gruppo
misto, se eletti in prima battuta.
Dopo di che questa maggioranza - però voglio dare merito a
Cesare - e tutta l'Assemblea hanno modificato il Regolamento,
dicendo: completata l'elezione dell'Ufficio di Presidenza, si
verificano i gruppi regolarmente costituiti a quella votazione e
quei gruppi che non sono rappresentati hanno diritto ad essere
rappresentati con un segretario di presidenza.
Allora, credo che nella votazione di oggi non c'è da
sospendere, non c'è da rivedere, non ci voleva un gruppo,
ancorchè Sicilia Democratica sia sciolta o meno, perchè noi
abbiamo eletto un componente dell'Ufficio di Presidenza come da
comma 1 dell'articolo 4.
Diversa adesso è la questione che dobbiano porci a seguito
dell'elezione del collega Basile. Adesso la Presidenza dovrà
procedere al completamento dell'Ufficio di Presidenza. E anche
qui ho sentito dire numeri: 2, 3, 5, 7. Credo che la Presidenza
debba comunicare a questa Aula, in base alle nuove norme
regolamentari modificate dall'Assemblea, quali gruppi, alla luce
dell'avvenuta elezione dell'onorevole Basile, non risultino
adesso rappresentati nell'Ufficio di Presidenza per dare modo a
questi Gruppi di avere il loro rappresentante.
Cari colleghi, ho voluto dire ciò solo perchè molto spesso
ci perdiamo e diamo modo poi alla stampa, e questo non gioca a
favore di nessuno, né alla maggioranza né all'opposizione, di
uscire con dei titoli, immagino già i titoli della cronaca
parlamentare di domani, come se noi qui stessimo, al solito,
brigando per cose inutili. Non è così L'Ufficio di Presidenza è
un organismo essenziale per la vita di questa istituzione.
Allora, io credo che ognuno di noi abbia potuto esprimere la
propria opinione, fermo restando che quando si vota c'è una
maggioranza che vince ed una minoranza che perde, ma nel rispetto
delle regole. E così oggi è stato fatto, può piacere o meno.
Ma nessun gruppo, regolarmente costituito, non sarà
non rappresentato in seno all'Ufficio di Presidenza.
Per questo io le chiedo, signor Presidente, per potere
procedere al prossimo punto dell'ordine del giorno, che prevede
l'allargamento dell'Ufficio di Presidenza, come da modifica del
Regolamento, di comunicare, prima di indìre l'elezione, quali
sono, a questo punto, i gruppi regolarmente costituiti che non
hanno rappresentanza per dare modo a questa Assemblea di eleggere
i loro rappresentanti.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non credo che
possa passare inosservato quanto è accaduto questa sera. E non
credo che bisogna utilizzare termini che si possono richiamare a
forma di diplomazia politica.
E' accaduta una cosa grave, è accaduto che la maggioranza
ritiene che i Regolamenti possono essere interpretati in una
certa maniera come abbiamo visto, nel senso che possono essere
forzati. E il fatto che addirittura si deposita, subito dopo
l'avvenuta votazione, la costituzione del gruppo in senso
formale, è proprio il caso di un imputato reo confesso, cioè di
colui che riconosce di avere commesso realmente in questo caso
una forzatura, in quel caso un reato.
FLERES. Onorevole Oddo, per evitare che lei dica delle
inesattezze volevo soltanto dire che la comunicazione
dell'adesione al Gruppo di Sicilia Democratica degli onorevoli
Sanseri e Amendolia è avvenuta nella seduta n. 19 del 30 ottobre
e nella stessa seduta gli onorevoli Raiti, Ferro e Morinello
hanno comunicato le loro intenzioni. Sia l'una cosa che l'altra,
anche se pervenuta con una nota specifica nella giornata di oggi,
è già accaduta il 30 ottobre. Questo per agevolarle l'intervento
e per evitare, ripeto, di dire delle inesattezze.
ODDO. Signor Presidente, io la conosco, ho avuto il piacere di
lavorare nella Commissione che lei presiedeva, e credo che in
cuor suo condivide quello che sto dicendo. La forzatura
effettivamente è stata commessa. Perché, ancora una volta, si
vuol fare invece la politica dei furbi? Perché questa
maggioranza si vuole sostanzialmente, in questa maniera e in
questa fase della politica siciliana, sempre di più identificare
come una maggioranza che fa le operazioni con una logica di
potere. Punto e basta. Che pone all'attenzione di questa Aula
questioni solo di mera spartizione di poltrone, di accordi
sottobanco. E non può quindi richiamarsi assolutamente a
questioni di schieramento elettorale perché tutti sappiamo cosa è
accaduto in questi giorni legittimamente, e nel rispetto delle
scelte di ognuno, nel senso che evidentemente si è scelto di
stare da una parte.
E quando, evidentemente, si viene qui e si interviene in
maniera direi quasi un po' ridicola, come a dire che i colleghi
che sono intervenuti stanno semplicemente strumentalizzando il
tutto, togliendo di mezzo un argomento vero che è l'argomento che
in questa Aula c'è una maggioranza e c'è una opposizione.
E il richiamo alle questioni di schieramento elettorale
sa di strumentalizzazione invece, perché sappiamo che le scelte
politiche, legittime, rispettabili, sono state assunte. E sono
state assunte in questi giorni, in queste ore, dato che ognuno di
noi segue la politica non solo dalla lettura dei giornali.
E allora, non si può non dire che queste forzature non solo
inaspriscono i rapporti fra maggioranza e opposizione ma
rappresentano per questa Aula, per questa Assemblea, per questo
Parlamento un precedente assolutamente grave che mortifica il
prestigio dell' Aula.
E vedete che chi vuole dire che questo è un modo come
enfatizzare, un modo come strumentalizzare, sappiamo che è in
malafede. E' in malafede perché è evidente a tutti che quanto è
accaduto, a parte il richiamo della questione che può riguardare
il collega D'Andrea, ma la questione vera è che una maggioranza,
che una opposizione si caratterizzano per qualità e soprattutto -
parlando di qualità - si caratterizzano per una sensibilità
politica e anche per il modo come si rapportano, come si vogliono
confrontare in maniera rispettosa, sia dal punto di vista
istituzionale, sia dal punto di vista politico, con
l'opposizione.
Questo sta venendo meno, ma addirittura si pretende che
l'opposizione non venga qui, non intervenga in maniera massiccia
e non protesti seriamente, fino anche alle estreme conseguenze.
E le estreme conseguenze glielo dico, signor Presidente,
quali sono: non sono solo quelle di occupare quest'Aula, ma sono
quelle di portare, forse per la prima volta, in un Tribunale il
deliberato di quest'Aula, perché è impossibile pensare che
stasera possa passare una impostazione del genere, scelte di
questo tipo.
Ed è impossibile pensare che, dinanzi ad una procedura
gestita in quella maniera - guardi, io ho avuto la sventura di
essere scrutatore, ma non voglio sottolineare questo aspetto -
ancora una volta in quel voto c'erano i tratti, gli asterischi, i
piccoli segnali geometrici. Tutto c'era in quel voto
Ancora una volta, questa Sicilia, che voleva realmente, col
voto diretto, avviare una stagione di cambiamento, ripiomba in
quelli che sono i vecchi, logori sistemi che hanno tanto
danneggiato questa terra e ripiomba in una situazione in cui la
maggioranza si distingue solo per questo, perché in questa fase
non stiamo discutendo altro che di questo, e il Governo non si
degna di depositare un disegno di legge che, realmente, potrebbe
occupare veramente l'attenzione dei siciliani e veramente
potrebbe far pensare anche ad un futuro diverso rispetto a quello
che disgraziatamente abbiamo davanti.
Allora, io credo che tutto ciò non significhi né
strumentalizzare, né brigare. Significa che chi spesso declama e
chi spesso si vuole identificare come il moralizzatore della
politica, altro non è che colui che, ancora una volta, questa
sera ha dato la dimostrazione che la 'mercificazione' della
politica è tutta insita nel modo in cui questa maggioranza vuole
governare la Sicilia. E questo è un fatto grave che l'opposizione
deve denunciare e su cui deve andare avanti fino in fondo.
E'impossibile pensare che si possa, ancora una volta, con i
giochetti e con il modo in cui è stata gestita questa vicenda, in
quest'Aula ancora realmente discutere in maniera costruttiva e
guardando ai provvedimenti, alle delibere di quest'Aula con
spirito costruttivo e con spirito sempre più rivolto a quelli che
sono i problemi della Sicilia.
ORLANDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ORLANDO. Signor Presidente, prima di iniziare il mio
intervento devo porle una domanda, devo chiederle se lei ha
proclamato come deputato segretario l'onorevole Basile.
PRESIDENTE. Certamente.
ORLANDO. Mi consentirà, allora, signor Presidente, di
rivolgermi non a lei, ma all'onorevole Basile, essendo stato da
lei proclamato come deputato segretario di questo Parlamento.
Credo sia necessario fermarsi per un momento rispetto a
questa vicenda. Noi abbiamo di fronte ed in gioco l'interesse
della dignità di questo Parlamento che non è prerogativa né della
minoranza, né della maggioranza, ma credo che sia prerogativa di
tutti, in primo luogo, della Presidenza. Ed è per questo che
vorrei raccogliere l'invito che ha fatto l'onorevole D'Antoni di
cercare di cogliere il senso dell'altro e non soltanto di
ragionare secondo il proprio senso, perché se ragionassimo
secondo il nostro senso dovrei ricordare l'intervento
dell'onorevole Acierno che ha ricordato che "così procedendo si
priva un Gruppo, regolarmente costituito, regolarmente eletto e
regolarmente scelto dal corpo elettorale, di una propria presenza
nell'Ufficio di Presidenza".
E basterebbe questo per dire che il nostro senso, il senso
di chi, nella competizione elettorale e in questo Parlamento si
considera da una parte dello schieramento e 'da una parte degli
schieramenti' - per seguire l'indicazione dell'onorevole D'Antoni
- si sta verificando una 'lesione' di questa prerogativa e di
questa previsione regolamentare.
Ma voglio farmi carico del senso degli altri ed è per questo
che credo sia opportuno chiedere all'onorevole Basile, che è
stato proclamato deputato segretario, che si riservi di accettare
questo incarico dando, in tal modo, un segnale che, se andrà a
far parte dell'Ufficio di Presidenza, andrà a far parte
certamente in rappresentanza delle norme regolamentari che tutti
insieme, consensualmente, abbiamo deliberato.
Io lo so che la mia domanda potrà sembrare ingenua, ma a
volte domande ingenue e risposte coerenti possono servire ad
evitare che si continui in un'azione che serve soltanto a
discreditare questo Parlamento.
Lei, onorevole Basile, è ormai deputato segretario; è stato
proclamato deputato segretario; la prego, faccia, anche in
ragione delle considerazioni che altri hanno esposto, sulle
ragioni per le quali siamo qui a scegliere il deputato
segretario, un gesto che certamente appartiene alla sua storia.
Faccia un gesto che dica che si riserva di accettare, potrà
accettare tra un minuto o tra un'ora o tra cinque ore, ma almeno
questa pausa di riflessione sarà un modo per comprendere che in
questo Parlamento non si va a colpi di maggioranza con dubbie
applicazioni del Regolamento, ma si procede certamente nel
rispetto complessivo di tutti, dei singoli e delle maggioranze,
ma anche della minoranza o delle minoranze di quest'Assemblea.
Presidenza del vicepresidente Fleres
CONGEDI
PRESIDENTE. Comunico che dal Presidente del Gruppo
parlamentare di Forza Italia è pervenuta richiesta di congedo per
gli onorevoli Misuraca, Castiglione, Cascio e Leanza Edoardo per
la seduta di oggi.
Non sorgendo osservazioni, i congedi si intendono accordati.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me pare che
vi sia tanto rumore per nulla. Questo lo dico a ragion veduta
perché se non ci fosse stato, come non c'era, quando l'onorevole
Cristaldi non volle, io dico inopinatamente in quella occasione,
insediare l'onorevole Burgaretta, ancorché eletto dall'Assemblea
deputato questore, oggi questo problema non ci sarebbe più.
Perché ci stiamo bagnando, sapendo che con la votazione
susseguente il Gruppo del quale in questo istante si lamenta, a
torto o a ragione, il dubbio interpretativo, l'azione svolta ....
Io voglio dire una cosa, onorevole Spampinato, lei sarà di
prima nomina però io non l'ho interrotta proprio perché so che è
di prima nomina, non è che io perché sono di seconda nomina debbo
accettare un'interruzione che non mi merito e credo di non
meritarmi.
Voglio dire con molta calma e tranquillità: abbiamo fatto
una votazione, abbiamo eletto e proclamato un deputato
segretario, abbiamo fatto, noi, forzando anche la minoranza, un
Regolamento col quale diciamo che tutti i gruppi regolarmente
costituiti hanno diritto di accesso. Cosa c'è di strano se in
questo momento alcuni gruppi sono già stati rappresentati e sono
presenti, altri subito dopo, nel giro di cinque minuti con
un'altra votazione, io sono convinto che l'onorevole Galletti e
l'onorevole di Nuova Sicilia vengono regolarmente eletti e hanno
gli stessi identici diritti di coloro i quali sono stati già
eletti, hanno la stessa identica prerogativa. Nessun diritto
leso, nessuna posizione che possa far venir meno la presenza nel
Consiglio di Presidenza anche al Gruppo a cui appartiene
l'onorevole Galletti.
Io ritengo che non ci sia da contrapporci per cose così
piccole, minute, assurde. Noi abbiamo di fronte altri traguardi.
Io non sono un uomo che dice sempre che è importante il fatto che
la cultura...Ma è cultura quella che non stiamo parlando dei
fatti del Banco di Sicilia che hanno interesse e valenza per
tutto l'intero scacchiere della Regione siciliana?
Ha valenza che non parliamo delle variazioni del bilancio?
Ha valenza che stiamo rinviando ancora un disegno di legge,
il numero 185, che arriva faticosamente in Aula per essere
emendato, sorretto, modificato?
Ha valenza che siamo in procinto di confrontarci seriamente
su fatti eclatanti che interessano la vita della Regione
siciliana e ci stiamo annodando dietro ad un falso problema? C'è
un problema inesistente perché con la seconda votazione non ci
sarà il Gruppo della Margherita che ha perduto un posto nel
Consiglio di Presidenza. Sarà accettato, come da Regolamento,
voluto da questa maggioranza anche in contrapposizione a certe
posizioni assunte dalla minoranza che regolarizza il consiglio di
Presidenza, dà lo spettacolo e lo spaccato di una maggioranza e
di una minoranza che, all'interno del Consiglio di Presidenza,
avranno presenze significative idonee, atte a potere governare
anche l'Assemblea e il Consiglio di Presidenza dell'Assemblea.
A me pare - e lo dico con enorme tranquillità - che dobbiamo
tentare di dividerci il meno possibile, per quello che questa
terra di Sicilia al nostro Parlamento chiede. E non è spettacolo
edificante che su un fatto risibile, di poco contenuto, di poco
significato e di sicuro emendamento a cinque minuti dall'altra
votazione, possa dividersi il Parlamento, quest'Aula che ha di
fronte problemi che ci vedono contrapposti ad uno strapotere
dello Stato con il quale dovremo ancora discutere in termini
forti, unitari, per tentare di non farsi depredare da quello che
è un diritto sacrosanto della Sicilia, e mi riferisco alla
vicenda del Banco di Sicilia della quale abbiamo parlato
stamattina e che quest'Aula deve affrontare subito dopo avere
finito un dibattito che non serve. Non serve nè alla Sicilia, nè
ai siciliani, nè al ruolo dell'Assemblea.
Ma abbiamo veramente tanta energia da spendere su un
segretario che sarà eletto in cinque minuti? Io comprendo i
possibili interventi di chi si sente da quella votazione un
tantino messo da parte; io non comprendo - e qua concludo - che
il tutto venga ricomposto con la votazione susseguente, non
avremmo bisogno nè di dividerci, nè di fare una grande battaglia,
nè di invitare Basile ad avere un problema di coscienza
rifiutando un voto dell'Assemblea che lo ha nominato e Il
Presidente dell'Assemblea che correttamente e legittimamente lo
ha insediato.
CAPODICASA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà
CAPODICASA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
l'intervento dell'onorevole Cintola dia l'esatta misura
dell'imbarazzo con cui egli ha affrontato l'argomento. Non posso
pensare che egli abbia dimenticato così in fretta di aver
protestato energicamente in questa Aula quando il Presidente
dell'Assemblea, onorevole Cristaldi, non proclamò, ancorché
avesse raccolto il maggior numero di voti, l'onorevole Burgaretta
componente del Consiglio di Presidenza. Non lo può avere
dimenticato perchè lui è stato uno dei più accesi parlamentari
che hanno replicato, che hanno minacciato, in quella occasione,
ribadito che si trattava di un abuso e che, proprio perchè un
abuso, richiedeva la massima contrapposizione fino alle estreme
conseguenze - che poi non ci furono - ma le invocò. Io credo che
neanche lei, signor Presidente, possa aver dimenticato quei
momenti. E' stato in questa Aula protagonista come tutti coloro
i quali sono tornati rieletti; si ricorda di sicuro, e in quel
caso lei plaudì alla decisione del Presidente dell'Assemblea, di
non proclamare l'onorevole Burgaretta. Invece oggi si è
affrettato a proclamare eletto l'onorevole Basile, esattamente in
modo radicalmente opposto di come aveva fatto l'onorevole
Presidente dell'Assemblea con il suo assenso.
Signor Presidente, l'onorevole Cintola dice che si tratta di
cose minute, non dividiamoci su queste sciocchezze perchè ci sono
cose più importanti. E, certo, se guardiamo al merito della
questione ha ragione l'onorevole Cintola, di fronte al fatto che
c'è il rischio che ci venga 'scippato' un istituto bancario dalla
competenza territoriale della nostra Regione, può apparire una
cosa di poco conto, io invece la considero grave, e mi meraviglio
del fatto che l'onorevole D'Antoni segua questo indirizzo. Uno
che, da dirigente sindacale di primo piano di questo Paese, delle
questioni di principio, credo, e anche di diritti individuali e
collettivi ne ha fatta una questione, un fondamento della sua
attività di dirigente sindacale.
Non è così, perchè l'atto che lei ha compiuto questa sera,
signor Presidente, porta noi a temere per i diritti nostri, non
per quelli dell'onorevole Galletti, o meglio non solo per quelli
dell'onorevole Galletti. Se domani l'onorevole Crisafulli
dovesse, per qualche ragione, dimettersi dalla carica di
vicepresidente dell'Assemblea - cosa che non farà, posso
garantirlo - mi chiedo quale garanzia abbia il gruppo dei
Democratici di sinistra; ma questo ragionamento potrebbe essere
esteso a tutti gli altri gruppi affinchè vedano riconosciuta la
propria rappresentanza all'interno del Consiglio di Presidenza.
Non mi si dica che con la nuova norma, che abbiamo
introdotto nel Regolamento, verrebbe ricompreso comunque il
Gruppo, infatti verrebbe ricompreso, eventualmente, nella
posizione di componente segretario che, come si sa, non c'entra
nulla con la carica di vicepresidente dell'Assemblea che ci
spetta in quanto uno dei maggiori gruppi presenti in quest'Aula,
quindi con il mandato elettorale riconosciuto.
Vedo affiorare una tentazione. Io credo - e mi rivolgo qui
ai colleghi della opposizione, della minoranza - che dovremmo
riflettere bene, invece, su questa propensione della maggioranza
a forzare i regolamenti, questa propensione alla sopraffazione
attraverso i numeri.
Sono stato un accanito sostenitore della necessità di
arrivare all'uninominale, all'elezione diretta del presidente, a
dare una maggioranza garantita, ampia, al presidente eletto per
potere governare in condizioni di stabilità. Però questo non
vorrei che diventasse una sorta di strumento per prevaricare ad
ogni passaggio d'aula le opposizioni.
Io credo che dovrete rifletterci anche voi per non
oltrepassare il segno perchè, come molti di noi sanno, se non c'è
modus vivendi tra maggioranza ed opposizione in quest'Aula le
tensioni che si possono creare possono anche arrivare a
danneggiare l'attività parlamentare, e quindi anche gli interesse
legittimi, diciamo, che noi rappresentiamo, quelli dei siciliani.
Io mi chiedo perchè è stata fatta la forzatura. Onorevole
Cintola, avete fatto la forzatura e io spero che non pretendiate
anche di prenderci in giro perchè questo sarebbe grave. Il
ragionamento che lei rivolge all'onorevole Galletti, alla
Margherita, all'opposizione quello di dire: "ma in fondo non è
successo niente non doveva essere eletto ora, verrà eletto nella
tornata successiva" può essere benissimo rovesciato. L'onorevole
Basile è stato eletto ora, poteva essere eletto nella tornata
successiva. No Non è così, non l'avete fatto per una semplice
ragione, perchè siccome il Regolamento prevede che il
parlamentare eletto nella seconda tornata, quelli che si
aggiungono, ove dovesse scomparire il gruppo parlamentare di
appartenenza, decade e Democrazia Europea con le prospettive che
si è data di unificazione con il CCD, col Biancofiore non è detto
che duri qui tutta la Legislatura, ecco allora che è meglio
metterlo tra i nuovi.
Siccome all'onorevole Basile mi lega una stima di tantissimo
tempo, di frequentazione e di amicizia, veramente mi è sembrato
strano che egli si fosse prestato ad una operazione di questo
tipo che viola, dico viola, i comportamenti e anche i regolamenti
di quest'Aula.
Il Presidente non ha avuto una svista. L'onorevole
Spampinato, prima che si arrivasse al voto, ha espressamente
detto che chiedeva garanzia alla Presidenza perchè (qui non siamo
nè ciechi nè sordi) si sapeva che si sarebbe arrivati a questa
conclusione. E, giustamente, l'onorevole Spampinato chiedeva
garanzia. Il Presidente non l'ha degnato neanche di una risposta
ed è andato veloce alla votazione sapendo che quella risposta non
poteva darla.
Se il Presidente avesse dato una risposta, noi alla
votazione non saremmo andati perchè i precedenti dicono altra
cosa. E lei sa, onorevole Presidente, che su quel precedente che
si è intestato l'onorevole Cristaldi, sono stato furiosamente
contro e l'ho detto perchè noi abbiamo un diritto formale che è
quello previsto dal Regolamento; l'onorevole Cristaldi ha
sostenuto che c'è un regolamento sostanziale, che quello formale
prevede esattamente quello che lei ha fatto stasera: eleggere il
parlamentare che risultasse ...
PRESIDENTE. Nel frattempo il Regolamento è cambiato ed è
questa una cosa che, purtroppo, in nessuno degli interventi che
si sono susseguiti è stata presa in considerazione. Tuttavia, in
sede di replica, la Presidenza dirà qualche cosa.
CAPODICASA. Il Regolamento è cambiato, ma non per questo
aspetto perchè esso è ancora regolamentato dall'articolo 4.
Siccome, a mio giudizo, l'articolo 4 prevede che il
Presidente esperisce tutti i tentativi per garantire una
rappresentanza proporzionale e poi la rimette al voto, come
abbiamo opinato, nell'occasione precedente c'era una sorta di
contrasto tra la garanzia della rappresentanza proporzionale e
l'esito finale che veniva rimesso ad un voto segreto, in quanto
voto segreto non garantisce esattamente la proporzionalità così
come è avvenuto.
Bene, l'onorevole Cristaldi sostenne che l'interpretazione
del Regolamento là dove si dice che il Presidente esperisce tutti
i tentativi, le opportune iniziative affinchè i gruppi
parlamentari siano rappresentati dall'Ufficio di Presidenza, fra
tutti quei tentativi che il Presidente poteva esperire, c'era
quello anche di non proclamare il parlamentare eletto che però
non era espressione del gruppo parlamentare che, invece, aveva
diritto alla presenza nell' Ufficio di Presidenza.
Allora dichiarò, in pratica, che c'era un diritto
sostanziale che veniva applicato dal Presidente nella garanzia di
un principio affermato nell'articolo 4. Io sono stato contro e
però, alla fine, il Presidente non ha ottemperato alla
proclamazione dell'eletto, in quel caso.
Cosa é cambiato da allora? E' questo che ci preoccupa, é
questa propensione a cambiare le carte in tavola; a modificare
le regole in corso d'opera secondo la convenienza. E' qualcosa
di veramente pesante e grave; c'é un arbitrio che viene
perpetrato, e che oggi avviene su un caso di proporzioni
limitate, ma che noi temiamo invece possa diventare la regola di
questa maggioranza. Non credo infatti che la tesi dell'onorevole
D'Antoni sia condivisibile, perché non potendo appellarsi ai
regolamenti né tanto meno ai precedenti, come succede in questi
casi, l'ha buttata in politica. Siccome c'era il terzo polo, esso
aveva il diritto di essere rappresentato nel Consiglio di
Presidenza. Non é scritto da nessuna parte, onorevole D'Antoni,
noi qui applichiamo il Regolamento, noi qui non stiamo facendo
politica perché l'articolo 4 non parla di espressione del corpo
elettorale, fa unicamente riferimento ai gruppi parlamentari
costituiti e non.
Il fatto che gli elettori siciliani non abbiano dato a
Democrazia Europea come terzo polo la forza sufficiente per
costituirsi da sola in gruppo parlamentare, non é colpa nostra. O
meglio, può essere anche colpa nostra che non vi abbiamo votato,
però alla fine questo non vi dà nessuna garanzia, nessun diritto
a rivendicare.
Quindi, la politica é un'altra cosa. Si può discutere, ci si
convoca, si parla con i gruppi che hanno diritto per via
regolamentare, politicamente noi riterremmo di averne diritto,
poi si discute se c'é una condivisione, si può anche arrivare a
questo risultato. Ma siccome questo non c'é stato, la politica
viene invocata solo per perpetrare un arbitrio e una violazione
regolamentare.
Allora, io la pregherei, signor Presidente, se la scelta
della Presidenza dovesse essere confermata, lei capirà che
l'opposizione non può stare con le mani in mano; il rischio é
che, di passettino in passettino, si vada troppo avanti; e
arriviamo al momento in cui i deputati dell'opposizione per
entrare in quest'Aula forse dovranno chiedere permesso.
E allora, siccome significherebbe correre un serio rischio,
io mi auguro che la Presidenza sospenda, in attesa anche di
consultarsi con il Presidente dell'Assemblea, per convocare il
Consiglio di Presidenza, approfondire la materia, e poi magari
tornare di nuovo in Aula per consumare l'eventuale proclamazione.
Se questo non dovesse avvenire, credo che noi, come
parlamentari dell'opposizione, a tutela del nostro buon diritto,
perché l'opposizione non ha altro strumento per potere svolgere
il suo compito in un'Aula parlamentare se non quello del rispetto
formale delle regole, ancorquando queste regole magari non siano
condivise. Diversamente se vige la nuda e cruda legge dei numeri,
noi non avremo ovviamente alcuna garanzia di potere esercitare il
nostro mandato parlamentare.
E siccome é avvenuto già qualcosa di questo tipo in passato,
noi ci auguriamo, signor Presidente, che non si compia il secondo
passettino in questa direzione perché a quel punto noi dovremo
prenderne atto e trarne le nostre conclusioni.
ROTELLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ROTELLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei ogni
tanto tentare - anche se brevemente - di proiettarmi fuori da
questo Palazzo per pensare, per capire, per cogliere quali sono
le opinioni che vengono consegnate sui lavori di questa
Assemblea.
Ci rendiamo conto che stiamo passando intere ore a discutere
ed a disquisire su fatti che sono già sanciti sul piano
regolamentare, che danno la garanzia a tutti i gruppi
parlamentari di essere giustamente rappresentati - come ci siamo
espressi, attraverso una legge di questa Assemblea - in un
organismo tecnico che deve garantire i lavori ed il buon
andamento dell'Assemblea stessa, mentre fuori da qui si consumano
atti osceni - compreso anche il fatto che sta per essere tagliato
l'esile filo che ci collega ancora con la politica del credito in
Sicilia e mentre abbiamo in giacenza - già approvate dalle
Commissioni - le variazioni di bilancio che devono consegnare al
settore dei trasporti, della formazione, della sanità, alcuni
interventi sostanziali per la vita sociale, economica e politica
di questa Regione, noi stiamo qui a discutere di una vicenda che
tra l'altro - come poco fa ha chiesto l'onorevole Orlando al
Presidente dell'Assemblea regionale siciliana - è già stata
sancita con una proclamazione giusta o sbagliata che possa essere
- poi ognuno trae le sue considerazioni perchè nel gioco
democratico non tutti possiamo essere d'accordo - ed anzichè
procedere velocemente ad onorare l'impegno che abbiamo assunto
attraverso una legge della Regione, perdiamo tempo per dirci se
siamo d'accordo o no su una vicenda che si è già conclusa, che ha
già sortito gli effetti.
Quindi, onorevole Capodicasa, non so quali altre ulteriori
riflessioni la Presidenza di questa Assemblea debba ancora
compiere.
Riferendomi nuovamente al mio amico - l'onorevole giurista
Crisafulli - sulle questioni che ha posto, credo invece che
questa Assemblea debba compiere un atto generoso, di coscienza
chiudendo una partita che si è già protratta fin troppo a lungo
rispetto a quella che può essere la pazienza e la tolleranza di
chi sta fuori da questo Palazzo e ci ascolta, ci vede, ci giudica
ed andare avanti con il completamento per poi occuparci
seriamente dei problemi che dobbiamo discutere in questa
Assemblea, a partire dalla questione del Banco di Sicilia che
merita una risposta - e la merita in fretta -, a partire dalle
questioni delle variazioni di bilancio per poi affrontare
finalmente l'argomento che ci sta particolarmente a cuore.
Vorrei capire quali saranno i tempi entro i quali sarà
approvato il bilancio di questa Assemblea, che è un atto di cui
nessuno parla ma di cui dobbiamo occuparci velocemente ed in
fretta perchè è giusto consegnare a questa Assemblea lo strumento
economico-finanziario per potere programmare il futuro.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non volevo
intervenire ma mi rendo conto che è utile anche fare qualche
riflessione in ordine al dibattito ed alle scelte che qui stasera
sono state compiute.
Ha ragione l'onorevole Rotella quando dice che noi abbiamo
argomenti ben più importanti di cui occuparci e non certamente
dell'Ufficio di Presidenza che ha visto impegnata questa Aula per
diverse sedute con una modifica del Regolamento che noi non
abbiamo condiviso e che abbiamo subìto, ad una modifica di
Regolamento che non interviene sulla sostituzione dei deputati
che purtroppo vengono a mancare ma interviene sulla possibilità
che altri gruppi, regolarmente costituiti, abbiano la loro
rappresentanza.
Il ragionamento che faceva l'onorevole D'Antoni sulla
rappresentanza di Democrazia Europea non è campato in aria. Se
all'inizio ci fosse stata una scelta attraverso la quale la
rappresentanza anche dei gruppi che non avevano i cinque deputati
- ma purtroppo c'era l'ostacolo del Regolamento - poteva essere
accolta da questa Assemblea, Democrazia Europea poteva avere il
proprio rappresentante; Rifondazione Comunista, che non ha meno
diritto di Democrazia Europea, doveva avere il proprio
rappresentante; altri gruppi potevano essere rappresentati.
Qui, invece, si è consumato un passaggio diverso non sulla
base di un clima che consenta a questa Assemblea di produrre, ma
sulla base di chi ritiene di dovere fare azioni di rapporti di
forza che determinino processi politici e accordi fra le varie
componenti all'interno dell'alleanza. Allora, qui c'è una logica
diversa che attiene alla prospettiva, al futuro di questa
Assemblea. Perchè, vedete, quando il sistema non funziona perchè
vengono mortificati i diritti, il rispetto e la dignità di
ciascuna delle componenti delle forze politiche, poi è il sistema
stesso che ne risente; non c'è un problema di maggioranza e di
opposizione, c'è un problema di funzionalità degli organismi e
dell'Aula.
Io credo che l'onorevole Basile poteva essere eletto non con
i voti della sua nuova maggioranza, perchè l'onorevole D'Antoni
ha dichiarato qui stasera che ha fatto un accordo amministrativo,
ma questo è grave perchè significa che l'accordo amministrativo
tiene conto di una serie di realtà che investono anche equilibri
che riguardano questa Aula e anche l'esercizio di una serie di
funzioni amministrative non certamente rilevanti dal punto di
vista politico.
Allora, io credo che quest'Aula debba recuperare
innanzitutto un clima di distensione tra maggioranza e
opposizione e le opposizioni, ma non credo che ci siamo
tantissime altre opposizioni perchè l'accordo amministrativo in
qualche modo ha un risvolto politico. Non mi pare che avere
presidenti di provincia, avere sindaci, fare accordi in grandi
città possa essere considerato un accordo esclusivamente
amministrativo. Ma è nel diritto di chi lo ha fatto perchè non è
che qualcuno può vietare ai gruppi politici di scegliere le
maggioranze che riguardano dinamiche che poi magari si creano
nella società rispetto agli schieramenti, a progetti, a idee di
regioni che ciascuno di noi ha. Questo non viene messo in
discussione. Viene messo in discussione il fatto che l'onorevole
Basile non sia stato eletto in quanto rappresentante di
Democrazia Europea - e questo sarebbe andato bene anche a me -, è
stato eletto sulla base di uno scambio di voti dovuti dalla sua
nuova maggioranza.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Liotta. Ne ha
facoltà.
Onorevoli colleghi, se non ci sono altri iscritti a parlare
io dichiarerei chiuse le iscrizioni a parlare, dopo l'onorevole
Lo Monte.
LIOTTA. Anche io, signor Presidente, ero restio ad
intervenire perchè credo che tutto quello che poteva essere detto
fra l'altro, in merito agli aspetti regolamentari e agli aspetti
politici di questa vicenda, sia stato detto e si possano
aggiungere poche riflessioni; ma anche perchè son convinto che
gli inviti, onorevole Orlando, sia in quella direzione che lei ha
individuato sia nell'altra individuata da altri colleghi,
troveranno un terreno poco fertile.
Il Presidente si è affrettato a proclamare eletto
l'onorevole Basile. Ci ha comunicato poi che altri due
parlamentari erano stati accolti nel gruppo e compensavano in
qualche modo la fuoriuscita dei tre; la procedura adottata è di
quelle che si utilizzano quando non si vuole tornare indietro.
Questa è l'impressione che abbiamo ricavato; non si è trattato
soltanto di un colpo d'Aula spontaneamente adottato dai deputati
della maggioranza ma di un'azione perpetrata a freddo, calcolata,
che ha un preciso scopo di scambio politico. Questo è il
ragionamento. Per questo ero restio ad intervenire e, tuttavia,
alcune cose vanno dette rispetto alla gravità dello strappo che
si sta infliggendo ai rapporti tra la Presidenza e il Parlamento
in quanto istituzioni ma all'interno del Parlamento, nei rapporti
tra la maggioranza e la minoranza, io credo che nessuno abbia
dubbi qua dentro, compresi quelli che questo strappo lo stanno
effettuando. Si tratta di uno strappo gravissimo. Non convincono
le argomentazioni speciose che qui sono state portate
dall'onorevole D'Antoni.
Perchè vede, onorevole D'Antoni, se questo ragionamento
delle rappresentanze e degli schieramenti politici, scesi in
campo nelle elezioni regionali, avesse avuto un fondamento (e non
poteva trovare questo fondamento nel Regolamento, che è calibrato
su altro sistema ovviamente), un fondamento sul piano politico
poteva anche averlo, e allora in fase di modifica regolamentare
avremmo potuto intervenire anche su questo.
Ma, tanto è vero che la sua stessa parte, onorevole
D'Antoni, non ha tenuto in gran conto questa ipotesi, che si è
affrettata ad aprire una stagione acquisti subito all'inizio
della legislatura per portare il numero del suo Gruppo alla
consistenza minima necessaria per costituire un gruppo
regolarmente.
E, a questo proposito, in maniera bonaria, in maniera
sommessa direi, mi consentano i tre colleghi dei comunisti
italiani, di Primavera siciliana e della lista Italia dei valori,
quella operazione sul piano politico non aveva alcun fondamento.
Stasera ne abbiamo la dimostrazione. Non lo diciamo oggi al
microfono per aggiungere sale alla ferita, al vulnus che questa
Assemblea sta infliggendo.
Si può dire, certo che allora è stato un tentativo generoso
di ridurre a due gli schieramenti che erano scesi in campo
tripartiti.
Fu questa allora la giustificazione che questi gruppi
portarono alla loro azione. E, tuttavia, il risultato di oggi,
facilmente prevedibile allora, avrebbe dovuto, allora, dare altro
indirizzo alle vostre scelte e oggi costituire una lezione
importante per voi. Anche se francamente - ripeto - queste cose
accoglietele senza astio alcuno, perchè si tratta semplicemente
di considerazioni a margine dell'intera vicenda.
Vede, signor Presidente, sul piano regolamentare io non
credo che lei non potesse fare quello che ha fatto. Sono convinto
che il Regolamento è talmente ambiguo che consentiva, muovendosi
sul filo del rasoio, anche questa forzatura e, però, altri lo
hanno notato prima di me. Se questa forzature fosse la regola con
la quale intende muoversi questa Assemblea, potrebbe accadere
che, se non per dimissioni dell'onorevole Crisafulli, che
sappiamo essere impossibili, non nel campo delle cose reali; ma,
siccome il futuro non è prevedibile, onorevole Crisafulli,
potremmo trovarci un domani qui a dover fare una sostituzione
analoga a quella che stiamo facendo per l'onorevole D'Andrea e
non necessariamente per l'onorevole Crisafulli ... Le
assicuro, onorevole Crisafulli, che le auguro lunghissima vita.
Ma, in quel caso, se dovessimo adottare gli stessi criteri
che stiamo adottando in questa occasione, eleggendo di volta in
volta, in elezioni suppletive, un solo membro del Consiglio di
Presidenza, potremmo giungere all'assurdo che la maggioranza,
avendone i numeri, costituirebbe l'Ufficio di Presidenza a
sua immagine e somiglianza e non ci sarebbero più rappresentanti
delle minoranze.
Questo è l'altra gravissima violazione, secondo me, sul
piano politico che la Presidenza si è assunta la responsabilità
di compiere questa sera.
L'altra considerazione che mi sento di fare, signor
Presidente, discende dalla lettura dell'articolo 4 del
Regolamento d'Aula.
L'articolo 4 del Regolamento d'Aula dice che il Presidente
deve esperire tutti i tentativi per rappresentare sia la
consistenza numerica, sia anche rispetto ai ruoli nell'Ufficio di
Presidenza, la consistenza dei gruppi parlamentari.
Supponiamo che questo venga fatto nella primissima fase,
quando si assegnano i nove membri di diritto del Consiglio di
Presidenza, a quei gruppi che si sono regolarmente costituiti
nella primissima fase della vita della legislatura.
Bene, ogni elezione suppletiva non può che essere
conseguenziale a quel percorso esperito dal Presidente in
ottemperanza a quanto disposto dal Regolamento. Sarebbe una
gravissima incongruenza che le modalità di elezione suppletiva
consentissero al Presidente di superare poi in negativo il
percorso che egli stesso ha fatto nella prima fase.
Il Regolamento nella parte delle elezioni suppletive quando
dice che, se si elegge un solo candidato, è eletto chi a primo
scrutinio abbia raggiunto la metà più uno dei voti, deve
intendersi in ossequio al comma due dell'articolo 4 del
Regolamento e cioè, nella primissima fase, in caso di
sostituzione di un membro del Consiglio di Presidenza, non può
essere eletto altri che un componente dello stesso gruppo se il
gruppo esiste. Se il gruppo non esiste il Presidente deve
esperire, secondo il comma due dell'articolo 4, ancora una volta
tutti i tentativi per dare rappresentanza ai gruppi regolarmente
costituiti.
E ancora sui gruppi regolarmente costituiti, questa
Assemblea a inizio di Legislatura ha inteso darsi un indirizzo
preciso; ha distinto i gruppi parlamentari di questa Aula in tre
fasce ben distinte.
La prima fascia è quella nella quale trovano posto tutti i
gruppi regolarmente costituiti all'inizio della Legislatura e che
per consistenza numerica riescono ad entrare entro i primi nove
eletti nel Consiglio di Presidenza.
La seconda fascia che ha prerogative profondamente diverse
rispetto alla prima perché decade nel caso in cui il gruppo
venga meno, al contrario della prima fascia; è costituita da quei
gruppi che essendosi costituiti regolarmente all'inizio non
avessero la consistenza numerica di farla inserire entro i primi
nove. Allora si procederebbe ad elezioni suppletive.
Ma vi è una terza fascia della quale non abbiamo parlato. E'
la terza fascia di quei gruppi parlamentari in deroga che, pur
avendo omogeneità politica, pur ottemperando ad alcuni vincoli di
carattere regolamentare, una consistenza diffusa su tutta la
Regione, la rappresentanza a livello nazionale, non hanno
dignità di accedere alla rappresentanza nel Consiglio di
Presidenza.
Questa è stata la sorte di Rifondazione comunista all'inizio
di questa legislatura. E siccome conoscevamo molto bene il
Regolamento in vigore, avremmo potuto, onorevole D'Antoni,
onorevole Lo Monte, anche noi aprire una stagione-acquisti. E non
lo abbiamo fatto.
E' probabile che l'adesione in massa nel vostro gruppo non
sarebbe avvenuta con altrettanto facilità nel gruppo di
Rifondazione comunista. Noi abbiamo qualche filtro in più
rispetto alle omogeneità politiche. Tuttavia debbo notare che,
essendo nelle medesime condizioni, abbiamo assunto indirizzi e
comportamenti politici diversi.
Sapevamo benissimo che il percorso inaugurato in questa
legislatura ci avrebbe portati fuori dal Consiglio di Presidenza.
Anche avendo condotto quella battaglia non ci siamo illusi
neanche per un attimo che questa Assemblea facesse un atto di
giustizia e se doveva allargare, doveva allargare a tutti i
gruppi regolarmente costituiti.
Vi dissi allora di spiegarmi quale fosse la differenza,
sotto il profilo istituzionale, di un gruppo regolarmente
costituito o di un gruppo non omogeneo che è regolarmente
costituito soltanto in forza dell'aver raggiunto il numero minimo
di cinque deputati, e di un gruppo che, avendo ottenuto la deroga
perché non ha voluto perdere la propria identità politica non ha
voluto aprire stagioni di acquisti, siede in questo Parlamento
con un suo progetto politico, con una sua proposta politica.
Non vi è alcuna differenza se non la rappresentanza nel
Consiglio di Presidenza. Non vi è altra prerogativa che distingue
questi gruppi.
Ebbene, questa legislatura è iniziata con un indirizzo sul
piano regolamentare di grande ingiustizia, a mio avviso, sta
proseguendo per quella strada, sono convinto che gli strappi
proseguiranno ancora. Condividiamo la considerazione fatta
dall'onorevole Crisafulli rispetto alla inapplicabilità di quella
modifica regolamentare in questa legislatura ed aggiungiamo una
cosa però: non chiediamo una riflessione da parte della
Presidenza, poniamo qui, formalmente una questione pregiudiziale
rispetto allo svolgimento del prossimo punto all'ordine del
giorno.
Quindi, proprio perché condividiamo l'impostazione data
dall'onorevole Crisafulli a questa questione, signor Presidente,
noi chiediamo che la questione non possa essere messa ai voti in
quest'Aula e, secondo l'articolo 101 del Regolamento, chiediamo
che venga dato seguito a tutte le procedure che riguardano la
questione pregiudiziale.
LEONTINI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LEONTINI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ritengo
che la proclamazione dell'esito della votazione da parte sua sia
stata un atto corretto e fondato sul rispetto del Regolamento.
Non è condivisibile l'argomentare di tutti i colleghi della
minoranza che hanno fatto riferimento ad un dispregio del
Regolamento non considerando che nessuna infrazione al
Regolamento è stata fatta, che, proprio da parte dei colleghi
della minoranza e della opposizione, non si è considerato il
fatto che la composizione dell'Ufficio di Presidenza, fino ad
ora, prima della integrazione, non è suscettibile, non è
valutabile alla stregua della tutela del diritto dei Gruppi di
appartenervi.
Tutto questo lo possiamo fare dopo l'integrazione,
verificando se i Gruppi regolarmente costituiti in base alla loro
consistenza ci sono, quindi, è un problema che dobbiamo porci
dopo questa votazione: verificare quali sono i Gruppi assenti e
garantirli; caso mai, gli interventi dei colleghi nascondono la
propria riluttanza a garantire successivamente questo diritto, ma
è un problema loro non un problema nostro.
La composizione, attualmente, non è valutabile alla stregua
del diritto dei Gruppi di appartenenza, questo giudizio è
esercitabile successivamente, dopo l'integrazione. E' specioso
argomentare circa l'infrazione commessa al Regolamento, quindi,
non c'è né infrazione al Regolamento, né, dal punto di vista
politico-morale, uno strappo.
Colleghi, ma come potete rimproverare uno strappo ad una
maggioranza che, da quando sono iniziate le attività
parlamentari, non ha fatto altro che interloquire
costruttivamente per l'integrazione degli Uffici di Presidenza
delle Commissioni ed il riconoscimento di un diritto alle
minoranze che nessuno, prima di oggi, aveva garantito ed aveva
rispettato per un incremento del numero dei rappresentanti e dei
componenti dell'Ufficio di Presidenza che garantisce e tutela,
soprattutto, le minoranze e le opposizioni.
E c'è oggi la rappresentanza delle opposizioni che parla di
strappo Ma a chi lo rimproverate lo strappo, dopo tutta una
serie di iniziative e di posizioni che non hanno fatto altro che
dimostrare tutto il contrario rispetto a quello che voi stasera
avete rinfacciato?
Caso mai è vero, forse, il contrario. E diceva bene
l'onorevole Cintola che se andassimo a votare subito,
probabilmente, da parte di tutti coloro che sono intervenuti, si
rivelerebbe un atteggiamento in contrasto ed in contraddizione
con i principi che sono stati enunciati, perché se tale ruolo di
garanzia vuole essere esercitato, esercitiamolo alla stregua dei
fatti e vediamo poi se le lacune sono da questa parte o sono
dalla parte di chi si è qui accinto a fare degli interventi di
grande principio, ma che sicuramente denotano un disegno
completamente diverso.
Io non condivido quanto poc'anzi è stato detto dal collega,
onorevole Liotta, l'articolo del Regolamento, comma 9, che fa
riferimento alle modalità di voto nelle elezioni suppletive non
vincola assolutamente la modalità di voto al ripristino della
rappresentanza del medesimo partito.
Non è assolutamente così ed è forzato l'argomentare del
collega, onorevole Liotta, che questo intende affermare.
Il collegamento del comma 9 al comma 2 è un collegamento
artificioso, forzato, assolutamente destituito di fondamento.
La verità è che la composizione dell'Ufficio di Presidenza
fino ad ora risponde al Regolamento e, caso mai, da ora in poi,
per le successive votazioni, signor Presidente, è riconoscibile
il diritto dei singoli gruppi in base alla loro consistenza di
appartenervi ed, in questo caso, va tutelato; lì sarà compito
nostro verificare se questo diritto è stato sancito, è stato
rispettato doverosamente a termini di Regolamento ed anche a
termini di morale politica. Se questo non accadrà, sicuramente
non sarà per responsabilità della maggioranza, ma per
responsabilità di chi, all'interno della minoranza, aveva
disegnato percorsi diversi che non sono di garanzia di posizioni
che meritano di essere garantite e che siamo pronti a dimostrare
verranno garantite.
PRESIDENTE. L'onorevole Lo Monte rinuncia a parlare.
Onorevoli colleghi, consentitemi di intervenire giusto per
precisare alcuni aspetti ed alcune questioni sollevate nel corso
degli interventi.
Intanto, spiace dover considerare da parte della Presidenza
che gran parte degli interventi non hanno tenuto conto di un
dettaglio, se volete, ma di un dettaglio significativo.
Ai fini dell'interpretazione del Regolamento, i fatti
ripetutamente citati, riguardanti la scorsa legislatura, non
hanno assolutamente alcun collegamento con quelli concernenti
questa legislatura, non foss'altro che per una ragione: nel
frattempo il Regolamento è cambiato.
In qualunque caso, la Presidenza, nell'interpretazione che
ha dato del Regolamento e della procedura alla quale si è
attenuta, ha fatto riferimento, così come indicato nella
premessa, nel momento in cui si andava a votare, all'articolo 4
del Regolamento e ai commi 9 e 11 che riguardano le elezioni
suppletive.
Poiché tutti noi abbiamo una copia del Regolamento, io non
lo rileggo nemmeno perché la procedura seguita è stata
esattamente conforme al dettato regolamentare.
CAPODICASA. Come la mette con l'interpretazione Cristaldi?
PRESIDENTE. L'onorevole Cristaldi non sapeva che un anno dopo
sarebbe stato modificato il Regolamento, onorevole Capodicasa
CAPODICASA. Non c'entra niente la modifica regolamentare,
questa parte non è stata modificata.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, dato che a conclusione di
questo dibattito non si è pervenuti ad una soluzione diversa, io
metto in discussione il quinto punto all'ordine del giorno:
Elezione dei deputati segretari ai sensi dell'articolo 4, comma
6, del Regolamento interno.
LIOTTA. E' stata posta la questione pregiudiziale ai sensi
dell'articolo 101 del Regolamento.
PRESIDENTE. Onorevole Liotta, vada al microfono ed esponga
meglio il problema.
LIOTTA. Signor Presidente, l'articolo 101 dice che prima che
si inizi la discussione su qualsiasi argomento, prima che si
introduca qualsiasi argomento all'ordine del giorno, può essere
posta, dal singolo deputato, una questione pregiudiziale. Sulla
questione pregiudiziale sono ammessi due interventi a favore e
due contro, dopodichè si pronuncia l'Aula.
PRESIDENTE. Onorevole Liotta, qual è la questione che lei pone
all'Aula?
LIOTTA. Ho detto nel mio intervento che, condividendo
l'impostazione data dall'onorevole Crisafulli e ritenendo quindi
che la modifica regolamentare non fosse applicabile da questa
legislatura, ponevo questa come condizione pregiudiziale perchè
non venisse trattato il punto quinto all'ordine del giorno.
Dopodichè quest'Aula può ritenere che le mie considerazioni siano
del tutto campate in aria e votare altrimenti.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VICARI. Stiamo intervenendo sulla questione pregiudiziale?
PRESIDENTE. Onorevole Vicari, stiamo cercando di capire qual è
il problema che pongono i gruppi dell'opposizione.
SPEZIALE. Signor Presidente, avendo sollevato una questione
regolamentare, di applicazione regolamentare, e avendo il
Presidente dell'Assemblea palesemente violato il Regolamento,
finalizzandolo soltanto a favorire una parte del Parlamento, con
la propensione a violare ulteriormente i regolamenti, non potendo
tollerare questo comportamento, il Centro sinistra abbandona i
lavori parlamentari.
PRESIDENTE. Onorevole Liotta, desidero sottolineare il fatto
che il richiamo al Regolamento da lei testè annunziato,
riferendosi all'articolo 101, riguarda la discussione dei disegni
di legge.
Presidenza del vicepresidente Fleres
ELEZIONE DI DEPUTATI SEGRETARI AI SENSI
DELL'ARTICOLO 4, COMMA 6, DEL REGOLAMENTO INTERNO
Si passa, pertanto, al punto V dell'ordine del giorno:
Elezione di Deputati segretari ai sensi del comma 6
dell'articolo 4 del Regolamento interno.
A norma dei commi sei e sette dell'articolo 4 del
Regolamento interno dell'Assemblea "Quando, a seguito delle
votazioni, di cui al comma uno del presente articolo, uno o più
gruppi di cui al comma precedente non risultino rappresentati, si
procede all'elezione di un corrispondente numero di Segretari che
ha luogo in una successiva seduta, nella data stabilita dal
Presidente dell'Assemblea.
Ciascun deputato può scrivere sulla scheda un solo
nominativo. Sono eletti coloro che, essendo iscritti ai gruppi
non rappresentati di cui al comma 6, ottengono il maggior numero
di voti limitatamente ad uno per ciascuno dei suddetti gruppi".
A norma dell'articolo 4 bis del medesimo Regolamento
interno, la votazione si effettua mediante segno preferenziale su
schede recanti a stampa i nominativi di tutti i deputati.
Comunico, pertanto, che ai fini della presente elezione, i
Gruppi che hanno titolo ad essere rappresentati nell'Ufficio di
Presidenza, ai sensi del comma 5 dell'articolo 4 del Regolamento,
sono i seguenti: Margherita con Rutelli e Nuova Sicilia.
Scelgo la Commissione di scrutinio, che risulta composta dai
deputati CROCE, MANCUSO, AMENDOLIA.
Dichiaro aperta la votazione per scrutinio
segreto per l'elezione di Deputati segretari.
Invito il deputato segretario a procedere all'appello.
(BURGARETTA APARO, segretario, procede all'appello).
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la votazione. Invito la Commissione
di scrutinio a procedere alle operazioni di scrutinio.
(La Commissione di scrutinio procede allo spoglio delle schede)
RISULTATO DELLA VOTAZIONE
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:
Presenti e votanti 48
Hanno ottenuto voti i deputati:
Paffumi 32
Galletti 9
Baldari 1
Sanzeri 1
Cintola 1
D'Antoni 1
Schede bianche 3
Avendo i deputati Paffumi e Galletti riportato il maggior
numero di voti, li proclamo eletti deputati segretari.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente io la invito a rileggere bene
l'articolo 4 del Regolamento. Io intervengo per richiamarla sul
fatto che l'articolo 4 senza ombra di dubbio prevede
l'assegnazione di un seggio nel Consiglio di Presidenza come
segretario al gruppo di Alleanza Nazionale.
Non vi è ombra di dubbio che è testuale ciò che detta
l'articolo 4. Quindi io la invito formalmente, mi auguro che si
sia trattato di una dimenticanza, a rivedere quanto detta
l'articolo 4 e a concedere nella prossima seduta una nuova
votazione per consentire ad Alleanza Nazionale di avere ciò che
le spetta in base alla norma regolamentare.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la questione merita
sicuramente un approfondimento e, non appena lo stesso sarà
compiuto, sarò nelle condizioni di potere accogliere o meno - lo
farà il Presidente dell'Assemblea - la ipotesi che lei ha testé
formulato.
Presidenza del vicepresidente Fleres
DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE "NORME FINANZIARIE URGENTI E
VARIAZIONI AL BILANCIO DELLA REGIONE PER L'ANNO FINANZIARIO
2001", NUMERO 259/A.
PRESIDENTE. Si passa al VI punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge e segnatamente del disegno di
legge numero 259/A 'Norme finanziarie urgenti e variazioni al
bilancio della Regione per l'anno finanziario 2001' posto al
numero 1).
Invito i componenti la Commissione legislativa "Bilancio e
programmazione" a prendere posto al banco delle commissioni.
LIOTTA. Chiedo di parlare per una questione pregiudiziale ai
sensi dell'articolo 101 del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
LIOTTA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, naturalmente
avremmo posto la questione pregiudiziale rispetto alla
trattazione di questo disegno di legge comunque, anche se non si
fossero verificate le vicende appena trascorse. Però credo che
sia utile tornare un attimo rispetto alla sua interpretazione del
Regolamento perchè, anche su una questione minore, tutto sommato,
anche se quest'Aula avesse affrontato la questione pregiudiziale
sul secondo punto all'ordine del giorno, io non dubito che
l'esito di quella vicenda sarebbe stato esattamente lo stesso di
quello che poi si è verificato, forse con un quarto d'ora di
ritardo, ma a volte è meglio perdere un quarto d'ora piuttosto
che produrre delle forzature rispetto al Regolamento che possono
avere refluenze nei futuri lavori di quest'Aula.
Io la inviterei, Signor Presidente, ad ascoltarmi perchè già
nel precedente intervento abbiamo avuto delle difficoltà di
comunicazione proprio perchè non mi aveva ascoltato.
L'articolo 101 del Regolamento interno recita: "Prima che
abbia inizio la discussione generale ..." - e in questo senso si
può intendere che la discussione generale si riferisca ad un
disegno legge, perchè noi, per prassi, abitualmente parliamo di
apertura della discussione generale quando si ha a che fare con
la trattazione di un disegno di legge - "... un deputato può
proporre la questione pregiudiziale, cioè che l'argomento ..." -
non il disegno di legge - "... non debba discutersi, e la
questione sospensiva, cioè che la discussione o deliberazione
debba rinviarsi.". Poi, più in là ancora, al terzo comma recita:
"Non può procedersi oltre nella discussione o deliberazione se la
domanda non venga respinta dall'Assemblea con votazione ..." e
così via.
Non vi è in questa formulazione dell'articolo 101 alcunché
che possa in qualche modo avallare l'interpretazione fornita dal
Presidente. D'altra parte, Signor Presidente, la questione
pregiudiziale ...
PRESIDENTE. Può leggere pure il comma 4 dell'articolo 101?
LIOTTA. che "... non sono ammesse in occasione della
discussione di uno o più emendamenti".
PRESIDENTE. Che notoriamente si presentano in fatti diversi
dai disegni di legge.
LIOTTA. Certamente. Questo specifica che, nel caso in cui la
questione pregiudiziale venisse posta su emendamenti al disegno
di legge, essa non è posta. Ma attenzione, però, che non vale
l'inverso, cioè questo non significa che può essere posta solo su
disegni di legge.
PRESIDENTE. Questa è un'interpretazione.
LIOTTA. Può essere posta su disegni di legge.
PRESIDENTE. Su tutto quello che è emendabile, mozioni, ordini
del giorno, disegni di legge ...
LIOTTA. Se noi ci avventuriamo nel campo dell'interpretazione,
lei è il Presidente e l'interpretazione del Presidente è quella
che vale.
PRESIDENTE. Lei sa che io non ho mai interpretato in senso
autoritario la funzione di Presidente. Voglio soltanto sostenere
la tesi...
LIOTTA. No, io non pretendo di saperne più del Presidente. Mi
sforzo, però, di fare qualche considerazione di buon senso. Io
penso che quest'Aula, oltre a trattare disegni di legge, tratta
altre materie che hanno come esito una determinazione dell'Aula e
che attengono a questioni regolamentari, questioni
amministrative, questioni non strettamente pertinenti ai disegni
di legge. E in ciascuna di tali questioni può rilevarsi un vizio
che impedisca all'Aula di trattare l'argomento, appunto come dice
il Regolamento, e non il disegno di legge. Perché dice
l'argomento? Perché non specifica il disegno di legge? Proprio
perché il Regolamento che, secondo me, in questo caso è
informato da buon senso, vuole lasciare ampie le materie di cui
si occupa l'articolo 101.
A mio avviso, signor Presidente, è stata fatta una
forzatura. Ovviamente non si sarebbe modificato il percorso di
quest'Aula. E tuttavia, siccome per il futuro può ancora porsi il
problema e personalmente non voglio che in qualche modo
l'interpretazione di un singolo deputato debba prevalere rispetto
all'interpretazione - non può peraltro prevalere rispetto
all'interpretazione del Presidente - le chiedo formalmente
sull'interpretazione di questa norma regolamentare, alla prima
occasione della riunione della Commissione per il Regolamento, di
verificare quale debba essere l'interpretazione. Perché non è
neutra rispetto ai futuri lavori d'Aula.
Venendo, invece, al merito della richiesta di intervento che
le ho fatto, rispetto al disegno di legge numero 259 sulle
variazioni di bilancio, dovrebbero essere giunte in Presidenza
sicuramente una lettera, da parte del mio Gruppo, a mia firma, ma
ho conoscenza almeno di un'altra lettera di identico contenuto,
del Gruppo dei Popolari, per quanto mi consta.
Ebbene, signor Presidente, credo che in questo caso mai
questione pregiudiziale fu più appropriata rispetto alla
trattazione di un disegno di legge. Vediamo di comprendere che
cosa è accaduto in Commissione bilancio rispetto ai lavori di
istruzione di questo disegno di legge. E' accaduto che ci siamo
trovati in una prima fase con un disegno di legge che prevedeva
alcune materie urgenti di assestamento di bilancio, alcune di
queste sono state stralciate perché l'Aula ha ritenuto che vi
fossero delle scadenze alle quali dare delle risposte, perché vi
erano dei bisogni sociali che venivano espressi in quel periodo e
alcune di queste materie sono state stralciate e portate all'Aula
con estrema urgenza. Ci siamo trovati d'accordo tutti su quelle
materie e credo che sia stata una scelta corretta, peraltro,
anche sotto il profilo procedurale.
Il disegno di legge di variazioni di bilancio, a quel punto,
conteneva, nella formulazione che gli aveva dato il Governo,
alcune materie di stretta pertinenza finanziaria, alcune norme di
stretta pertinenza finanziaria, alcune emergenze alle quali si
doveva dare risposte e si poteva dare risposte solo attraverso
variazioni di bilancio e cioè il fondo sanitario, il fondo per i
trasporti, la formazione professionale.
Quando la discussione sul disegno di legge in Commissione è
già avviata, il Governo si presenta con un pacchetto di una
cinquantina di emendamenti, contenenti le materie più disparate;
certo, tutte materie urgenti da affrontare, tutte materie
importantissime da affrontare. E non è che possiamo lasciare gli
uccellini del Presidente senza becchime per gli uccelli; quegli
uccellini, peraltro, mi meraviglio del fatto che non siano ancora
morti di cirrosi epatica, perché con i milioni che spendiamo -
già altre volte abbiamo avuto occasione di dirlo - caviale e
champagne potrebbero mangiare. Noi spendiamo un miliardo l'anno
circa per tenere, in una condizione peraltro criticabile sotto il
profilo anche animalista, quel parco.
Materie urgentissime, materie che andavano, signor
Presidente, dall'assunzione - andavano, perché poi alcune di
queste cose, molto poche in realtà, sono state eliminate dal
disegno di legge - andavano da norme agrituristiche
all'assunzione di personale di coniugi superstiti o orfani di
dipendenti deceduti per cause di servizio; le materie più
disparate come il riordino degli uffici di diretta collaborazione
del Presidente, i comandi e quanto altro in un primo momento
queste materie ...
PRESIDENTE. Onorevole Liotta, La volevo invitare a concludere
anche perché per la pregiudiziale, Lei sa, ha cinque minuti,
sono già trascorsi nove minuti.
PRESIDENTE. In fretta, Presidente. La sostanza è questa: quel
disegno di legge è stato snaturato dalla manovra suppletiva del
Governo, che lo ha infarcito con una serie di norme sostanziali
di spesa che non avevano acquisito alcun parere da parte delle
Commissioni di merito, con ciò alterando il corretto iter
procedurale di un disegno di legge. Due considerazioni soltanto:
le Commissione di merito vengono scavalcate e la mancata
acquisizione del parere della Commissione di merito, a nostro
avviso, costituisce materia pregiudiziale perché non possa essere
trattato il disegno di legge in questa sede.
Abbiamo chiesto con lettera al Presidente dell'Assemblea che
venissero eliminate dal disegno di legge tutte quelle materie che
non avevano acquisito parere dalle Commissioni di merito; non
abbiamo avuto riscontro oggi. E' per questo che poniamo la
questione pregiudiziale. Peraltro, Presidente, abbiamo chiesto in
quelle lettere...
PRESIDENTE. Questa volta l'ho capito, onorevole Liotta.
LIOTTA. Bene. Allora, questo è il tema. Fra l'altro siamo ad
inizio legislatura e se dessimo un indirizzo diverso rispetto al
passato, perché io so bene che nel passato simili infarciture
sono già state fatte, e tuttavia, se dessimo questo indirizzo
all'inizio della legislatura, eviteremmo il rischio ed il
pericolo di dover procedere per leggi omnibus anziché per leggi
organiche, che in qualche modo nella trasparenza aiutano il
processo legislativo. Senza dire nulla poi del fatto che le leggi
omnibus sono il luogo dell'incontro degli scambi di cortesia
trasversali sugli emendamenti che debbono passare e gli
emendamenti invece non debbono passare. Sono pratiche che
snaturano il corretto iter parlamentare e per ciò stesso
chiediamo alla Presidenza di eliminare dal disegno di legge, così
come è stato fatto con grande rigidità, tutte quelle norme che
non avessero acquisito il parere delle Commissioni di merito.
PRESIDENTE. Il Regolamento prevede che in caso di questione
pregiudiziale ci sia la possibilità per due deputati di
intervenire a favore e per due deputati (fino ad un massimo
ovviamente di due deputati) di intervenire contro. C'è qualcuno
che intende intervenire?
MICCICHE'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHE'. Io ho poco da aggiungere alle dichiarazioni del mio
collega compagno Santo Liotta, ma, poiché si deve rispettare la
norma di due interventi a favore e di due contrari, io intervengo
naturalmente a favore e aggiungo, magari per evitare chissà
qualcuno si fosse otturato le orecchie, nel senso che le
dichiarazioni poste dal collega e compagno Liotta, secondo il mio
parere sono molto fondate. Perché, poco fa, nel portare avanti il
disegno del 'gioco delle tre carte' per le elezioni a Segretario
del componente di Sicilia Democratica si è fatto cenno al
rispetto del Regolamento. Lei, signor Presidente, ha rilevato
che rispetta in modo preciso, puntuale il Regolamento; lei ha il
compito di fare rispettare le regole e quindi il Regolamento. Io
spero che la Signoria Vostra si legga nuovamente il Regolamento e
che le pregiudiziali poste dal compagno Liotta siano ben chiare,
visto che Lei in questo momento assume un ruolo super partes (mi
pare che Lei abbia detto questo).
E poi faccio appello alla Signoria Vostra: io ho sempre
sentito parlare di Lei come deputato ligio alla legge, al
rispetto delle minoranze, è stato una persona liberaldemocratica,
io spero che il ruolo che in questo momento lei riveste sia la
continuità di quello che lei ha fatto in questi ultimi anni in
questa Assemblea. Non lo sto dicendo per attirarmi le simpatie,
ma per un dato di fatto che da cittadino, da siciliano, in questi
anni ho seguito i lavori di questa Assemblea. Spero che lei non
abbia cambiato posizione, visto che oggi occupa, in questo
momento, il più alto scanno di questa Assemblea.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Miccichè, anche per gli
apprezzamenti nei miei confronti. Non abbia dubbi,
l'atteggiamento di questa Presidenza sul piano squisitamente
istituzionale e mio personale sarà sempre coerente e rispettoso
di quelli che sono i valori ai quali mi sono sempre rifatto
nell'esercizio della mia attività politica, ma anche nello
svolgersi della mia vita privata.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Intende parlare a favore o contro?
CINTOLA. Contro. Cioè un contro ragionato però, che dovrebbe
potere anche - io mi auguro - far si che l'onorevole Liotta, che
è un attento osservatore e debbo dire che per cinque anni non è
rimasto solo in Aula , c'è sempre stato sia in Aula che in
Commissione Bilancio e quindi sa esattamente, e lui l'ha detto
per onestà intellettuale che io gli riconosco, che anche in altre
occasioni e con tutti i governi, dobbiamo dire, di qualsiasi
formula, nelle variazioni di bilancio si è sempre sfondato un
certo tetto che ha consentito anche di largheggiare su altri
aspetti che non erano strettamente legati al bilancio stesso.
Questo non significa che questa è una prova che debba fare
continuare l'Assemblea a non fare disegni di legge a se stanti,
che hanno una loro caratura, senza dovere poi rincorrere le varie
norme in leggi omnibus. Ed è un fatto del quale ci siamo
lamentati, onorevole Liotta, sia lei che io anche nella
precedente legislatura, tant'è che ora abbiamo bisogno di
ricercare i testi unici in maniera tale da accorpare le materie
per legge.
Allora io voglio dire una cosa con molta tranquillità al
Presidente: io sono contrario, ma ritengo che, quando andremo a
presentare gli emendamenti, quando andremo a vedere gli articoli,
quando andremo a vedere compiutamente ogni singolo articolo, ogni
singolo testo, ogni singolo modo di porsi all'interno di queste
variazioni di bilancio, c'è la possibilità di dire la
proponibilità e l'improponibilità di alcuni emendamenti; laddove
ci fossero e se ci sono, io ritengo, che sia la Presidenza che
l'Aula possano tenere conto delle osservazioni che ha espresso
l'onorevole Liotta e quanti altri accanto all'onorevole Liotta
dovessero formulare un parere favorevole.
Così come riteniamo che, data l'urgenza della materia, noi
se non esaminiamo le variazioni di bilancio non possiamo
esaminare la finanziaria, non possiamo esaminare il bilancio, che
deve potere essere approvato entro il 31 dicembre, elezioni o non
elezioni permettendo, perchè guai a ricorrere all'esercizio
provvisorio.
E siccome ci sono elezioni, congressi, rinvii spesso non
motivati, cosa di cui ci siamo lamentati, anche per il ritardo
dall'ultima riunione di Assemblea a quella che abbiamo svolto qui
in Aula, se poi tengo conto anche di chi ha fatto sul giornale la
statistica di quanti minuti siamo stati in Aula, di quante leggi
sono state fatte, di quanti rinvii sono stati chiesti, di quante
parole a vuoto riusciamo pure a dire, di quanto non ci carichiamo
fino in fondo, al di la delle parole e dei reali problemi della
Sicilia, noi riteniamo, signor Presidente e onorevoli colleghi,
che il testo delle variazioni di bilancio che sono state
formulate in Commissione Bilancio, che hanno avuto anche una
larghissima maggioranza nell'approvarlo con una qualche votazione
contraria, che era contraria quasi per posizione piuttosto che
per una volontà di entrare negativamente nel merito, consentano
all'Aula stasera di fare la discussione generale, di dare il
tempo per gli emendamenti e di andare in Aula nel più breve tempo
possibile, perché possa svolgersi quel dibattito costruttivo, di
eliminazione, di modifiche, di integrazione al testo delle
variazioni di bilancio ed alla verifica degli emendamenti.
Questo lo ricordo al Presidente della seconda Commissione,
che è stato solerte nel condurre i lavori, quando abbiamo tenuto
conto di tutte quante le proposizioni fatte dalle singole
Commissioni di merito, che sono pervenute in tempo, questa volta,
alla Commissione Bilancio e di cui abbiamo fatto, nei limiti
delle disponibilità di bilancio, una grande messe di accettazione
affinché queste variazioni di bilancio possano essere non solo
del Governo ma intanto delle Commissioni e quindi dell'intera
Assemblea.
Mi pare un fatto assai democratico entro il quale, signor
Presidente, lei ha la facoltà, che gli proviene dal Regolamento,
di rendere improponibili o di cassare quegli articoli che non
trovassero una legittimità rispetto a quanto l'onorevole Liotta
ha detto che si è verificato nel corso dell'esame dei singoli
articoli.
Quindi è un intervento contrario ed una richiesta che faccio
all'onorevole Liotta di ritirare la pregiudiziale e di evitare
che ci sia ancora in Aula un discorso che non consente di andare
ai fatti, che la gente ci chiede e, se continueremo a parlare su
ciò non sarebbe utile, anche perché le spese, le variazioni di
bilancio ogni giorno che passa, considerato che debbono essere in
ogni caso impegnate entro il 31 dicembre, è come se le variazioni
di bilancio non riusciranno neppure ad avere una loro
applicabilità entro il 31 dicembre.
Ecco perché una salvaguardia forte, che è quella di
dichiarare l'improponibilità sulla illegittimità, laddove ci
fosse e venisse riscontrata di articolo in articolo, onorevole
Liotta, si può ottenere se il Presidente dell'Assemblea si
impegna a guardarle con quell'attenzione che lei ha espresso e
che da quel punto di vista può essere condivisa, però dall'altro
ci deve dare lo spazio di andare avanti per definire la manovra,
almeno questa sera per quanto riguarda la discussione generale, e
consentire poi ai singoli deputati di presentare gli emendamenti.
BARBAGALLO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole
Cintola ha ribadito cose serie che lui stesso ha avanzato in
Commissione e, tuttavia, ricorda sempre che noi siamo in una
legislatura che doveva essere considerata di svolta.
Io non ricordo, onorevole Cintola, che nelle variazioni di
bilancio si sia mai approfittato, come si sta approfittando in
questa occasione, per fare un disegno di legge con norme
sostanziali che non riguardano minimamente la materia contabile.
L'abbiamo fatto nelle finanziarie, l'abbiamo fatto con altri
strumenti legislativi che si prestavano meglio a queste leggi
omnibus, che in qualche caso rappresentano una dequalificazione
non solo della spesa ma anche della qualità della produzione
legislativa di un'Assemblea.
Le variazioni di bilancio erano arrivate, prima della
seconda modifica da parte del Governo, con quattro provvedimenti
essenziali che riguardano anche diritti sacrosanti dei cittadini:
diritto alla mobilità, diritto alla salute, perché comprendevano
l'integrazione del fondo sanitario di 350 miliardi, e io spero
che questa Aula abbia la possibilità di fare una riflessione
sullo sfondamento della spesa sanitaria, che quest'anno si
prevede di circa mille miliardi, perché per effetto della ...
PRESIDENTE. Onorevole Barbagallo, poichè ci sarà la
discussione generale, la volevo pregare di andare alla sostanza.
BARBAGALLO. Il ragionamento serve per motivare la lettera che
io ho fatto al Presidente Lo Porto. Io ho detto al Presidente che
qualsiasi Governo ha l'interesse a dare risposte sul piano
legislativo e quindi a produrre provvedimenti. Nel momento in
cui nelle variazioni di bilancio vengono inserite materie che
riguardano singoli comuni, materie che riguardano associazioni
sportive che già ricevono i contributi dalla legge 8 per circa
400 milioni, materie che riguardano aspetti particolari che non
attengono certamente alla strategia di una Assemblea e che non
rispondono agli interessi generali della nostra comunità, si pone
un problema della razionalizzazione della spesa ma si pone anche
un problema di decoro e di buon senso, per cui la eliminazione di
tutte quelle materie, come diceva l'onorevole Liotta, che non
sono state apprezzate dalle commissioni di merito, ha un valore
regolamentare ma anche un valore politico, un valore di rispetto
anche del buon senso e del decoro di questa Assemblea. Perché, se
noi cominciamo con le variazioni di bilancio ad operare in una
logica di scambi e di patteggiamenti di piccoli provvedimenti che
riguardano singole questioni dei vari deputati di diversi gruppi,
questa Assemblea si muoverà non in una logica di profilo alto che
riguarda le riforme, ma in una logica continua di scambi e di
equilibri che si raggiungono in Commissione tra i diversi
componenti della Commissione stessa.
Allora noi abbiamo posto un problema iniziale,
pregiudiziale, come diceva l'onorevole Liotta, dicendo al
Presidente dell'Assemblea: elimina tu queste norme, perché già,
se tu non le elimini e non le dichiari improponibili, violi tu
stesso il Regolamento, perché, per Regolamento, prima devono
essere esaminati dalla Commissione di merito e non possono essere
scavalcati, altrimenti li eliminiamo e facciamo solo una super
commissione, che è la commissione finanza, che tratta sia il
merito che gli aspetti di bilancio e gli aspetti contabili.
Ci sono problemi anche di rispetto di questione elementare
che voi tutti colleghi conoscete. Io sono d'accordo per la
pregiudiziale e sono qui a discutere perché vorrei una risposta
del Presidente dell'Assemblea, perché ci potrebbe essere anche
una risposta positiva. Tutti gli emendamenti, tutte le proposte
che sono state inserite e che non rispondono rigorosamente ad una
interpretazione del Regolamento su una materia che è
squisitamente contabile, verranno dichiarati improponibili,
altrimenti dovremmo votare con un ostruzionismo, con una
presentazione di tantissimi emendamenti soppressivi, aggiuntivi e
modificativi. Perché io vorrei capire per quale motivo un
deputato si deve portare 500 milioni nel paese X ed un altro non
se ne deve portare cinquecento per l'altra associazione. Siamo
ad una logica che certamente non valorizza e non qualifica il
ruolo di ciascun deputato.
Io sono a favore della pregiudiziale; qualora ovviamente il
Presidente non accogliesse questa pregiudiziale, dato che non
possiamo chiedere il numero legale perché si vota per alzata e
seduta, anche se noi eravamo in una condizione di poterlo
chiedere perché siamo presenti in cinque deputati, parteciperemo
alla discussione generale.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Barbagallo. Non essendoci altri
iscritti a parlare, pongo in votazione la pregiudiziale
dell'onorevole Liotta, mirante a sospendere la trattazione del
disegno di legge per trasmettere alle commissioni di merito le
parti che necessitano di un parere delle medesime.
Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole si alzi.
(Non è approvata)
PRESIDENTE. Invito il relatore, onorevole Croce, a svolgere
la relazione al disegno di legge.
CROCE, presidente della Commissione e relatore. Io questa sera
mi trovo in difficoltà, proprio in un dilemma se intervenire o se
rimettermi al testo. Mi rimetto al testo, sì, ma voglio
semplicemente fare una considerazione che riprende quanto detto
dai nostri amici e colleghi che hanno svolto la pregiudiziale
quando si parla dell'iter del disegno di legge. Mi preme proprio
sottolineare che l'iter di questo disegno di legge si è snodato
nel rispetto delle regole parlamentari e questo ci tenevo a dirlo
anche perché i pareri delle commissioni legislative, onorevole
Presidente, come ha detto anche l'onorevole Cintola, di merito,
sono stati vagliati con particolare cura, indicazioni che sono
state tenute ben presenti pur nei limiti - e lei lo sa, onorevole
Liotta - di stabilità fissata dai vincoli finanziari. Quindi,
quando si dice che la Commissione ha disatteso o addirittura ha
calpestato, come l 'onorevole Liotta sostiene, io dico che non è
vero. Il percorso è stato chiaro, legittimo. E' stato un
percorso fra il Governo e la Commissione Finanze che ha prodotto
un buon lavoro, che è questo disegno di legge che questa sera noi
qui abbiamo iniziato a discutere. E stiamo parlando di cose
importanti, di cose serie perchè i grossi problemi come i piccoli
problemi vanno affrontati; e allora questo disegno di legge - e
chiudo, perchè ci sarà la possibilità in seguito di poter
intervenire - contiene atti importanti e sono talmente importanti
che abbiamo l'obbligo questa sera di andare avanti perchè tutto
quello che contiene qui è legale ed è stato fatto in maniera
trasparente; quindi le parti politiche che sostengono questo
Governo assumono responsabilità, quindi siamo qui a continuare i
lavori.
Questo è quanto dovevo dire a lei, Presidente dell'Assemblea
e a tutti voi.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi relativamente alla questione
posta con la pregiudiziale dall'onorevole Liotta, e poi ripresa
anche dal Presidente Croce, al di là di quello che è l'esito
della votazione riguardante la pregiudiziale stessa non c'è
dubbio che la Presidenza, a prescindere dalla pregiudiziale e
dalle sollecitazioni, comunque si sarebbe mossa nella direzione
auspicata, cioè della valutazione della accoglibilità di articoli
ed emendamenti relativamente a quella che è la filosofia della
legge così come previsto dal Regolamento.
Questo mi sentivo di dire proprio per consentire all'Aula di
andare avanti con maggiore serenità.
E' aperta la discussione generale.
Per regolare i lavori, onorevoli colleghi, anche perchè non
siamo moltissimi, se potessimo indicare subito gli iscritti a
parlare in modo tale da chiudere la discussione generale al più
presto, sarebbe una cosa auspicabile anche per avere rispetto nei
nostri stessi confronti, ogni tanto non guasta.
Resta inteso, che per quanto riguarda la presentazione degli
emendamenti la Presidenza è dell'avviso - anche data l'ora tarda
- di dare tempo fino a domani mattina a mezzogiorno per la
presentazione appunto degli emendamenti.
Pertanto, ancorchè conclusa la discussione generale e
ancorchè votato il passaggio all'esame degli articoli, comunque
ci sarà tempo fino a domani alle dodici per per la presentazione
degli emendamenti.
BARBAGALLO. Onorevole Presidente, questa sua precisazione è
utile perchè abbiamo la possibilità di lavorare e di leggere
attentamente queste variazioni di bilancio che - come dicevo in
occasione della pregiudiziale - vede onorevole Presidente Croce,
lei è stato uno che in commissione ha auspicato e ha invitato la
maggioranza a fare dei passi in direzione di un rispetto puntuale
del regolamento.
C'è stata una riunione della maggioranza, come lei ricorderà
e si è sospesa la commissione proprio perchè erano arrivati in
commissione emendamenti proposti in gran parte dal Governo, e
quindi da assessori che non so cosa temono rispetto alla proficua
continuazione dei lavori di questa Assemblea.
Ho la sensazione che qualcuno cerchi soltanto di portare il
risultato a casa subito, perchè pensa ad una finanziaria e a un
bilancio che verranno esaminati da questa Aula con grande
ritardo. Non c'è dubbio infatti che, non avendo presentato ancora
nè la finanziaria nè il bilancio, andremo all'esercizio
provvisorio; allora qualcuno ha detto: approfittiamo delle
variazioni di bilancio, vediamo di ottenere qualche piccolo
risultato per qualche amico che conosco nella mia città o che
rappresenta questo ente teatrale, questa associazione o questo
gruppo così io gli dico che ho fatto una cosa utile all'Assemblea
perchè sono venuto lì per dare questo tipo di risposta non per
fare riforme per il bene di tutta la Regione.
E allora qualcuno ha avuto la fretta di appesantire questo
provvedimento con cose obiettivamente singolari, che poi io sono
convinto, il buon senso, la competenza del Presidente
dell'Assemblea rileverà al di là delle nostre valutazioni...
Intanto il provvedimento è stato portato per la prima volta
in Commissione Bilancio a stralci, perchè alcune cose sono state
ritenute più emergenti di altre e quindi abbiamo dovuto fare
prima il provvedimento sulla forestale, poi il provvedimento che
riguardava la proroga delle LSU e poi altre cose che ci
accingiamo a fare la prossima settimana esaurendo questa sera la
discussione generale.
Intanto questa è una logica sbagliata perchè non dà la
possibilità dell'organicità di un intervento in materia
finanziaria, e la materia finanziaria è la materia più delicata
di questa legislatura proprio per le difficoltà complessive che
la nostra Regione ha di bilancio, di liquidità, di indebitamento,
di una serie di valori che dobbiamo tenere presenti ogni qual
volta legiferiamo.
C'erano, come dicevo nel mio intervento in corso di
pregiudiziale, alcune cose dovute, che riguardano la
presentazione del piano, ad esempio, della formazione
professionale che c'è stato richiesto dai Sindacati
unitariamente. Piano che ancora non è stato attivato ed emanato
mentre l'anno scorso già era stato fatto il decreto sulla legge
24. (Mi riferisco certamente alla formazione professionale della
legge 24 non a quella del Fondo sociale europeo.) C'erano
difficoltà economiche che riguardavano la formazione
professionale. In sede di commissione, che è durata fino alle tre
di notte, qualcuno ha avuto il buon senso per far quadrare i
numeri su una serie di interventi polverizzati, irrilevanti dal
punto di vista dell'interesse generale, di togliere 20 miliardi
alla formazione professionale. Ci hanno richiamato con lettera di
questa mattina le tre Confederazioni sindacali per sottolinearci
che i soldi tolti alla formazione professionale potrebbero
determinare la mancata emanazione del piano di formazione
professionale riguardante la legge 24. Ora io esaminerò, sulla
base anche del tempo che il Presidente mi ha dato, se questi 20
miliardi sono stati tolti per far quadrare i numeri, gli
equilibri tra le varie proposte e le pressioni che c'erano
all'interno della Commissione.
Sono stati tolti altri 20 miliardi al settore dei trasporti
non considerando che il settore dei trasporti non riceve una lira
dal primo gennaio. E abbiamo avuto sulla stampa rilievi, in gran
parte dovuti al settore dei trasporti privati, dimenticando
invece che il sistema dei trasporti è un sistema completo che
riguarda aziende pubbliche e aziende private perchè su quel fondo
attingono nove aziende municipalizzate più la funivia di
Taormina, più altre piccole aziende che riguardano le nostre
isole. Pertanto, quello è un fondo che riguarda l'intero sistema
delle aziende pubbliche e private. Un sistema che ha dovuto
anticipare in palese violazione della legge 68 tutte le risorse,
perchè la legge 68 prevede che il pagamento nel settore trasporti
avvenga con rate trimestralmente anticipate. Questo comporta un
aggravio di spesa per le aziende che hanno dovuto nel frattempo
pagare gli stipendi ai lavoratori con le anticipazioni bancarie e
molte aziende, da qualche mese, hanno sospeso gli stipendi a
qualcuna delle aziende che rappresenta i settemila
autoferrotranvieri presenti nell'Isola.
Allora c'è un problema di logica, di progetto complessivo,
di idea di Regione, di idea che abbiamo noi di sviluppo, perchè
togliendo i soldi ai trasporti o finanziandoli in ritardo
certamente danneggiamo la vivibilità delle città e facciamo
pagare più oneri ai comuni che, fino a quando non avranno avuto
(come sarà poi nel 2003 con il contratto di servizio) lo scorporo
delle aziende municipalizzate, dovranno coprire i disavanzi delle
aziende con fondi che sono fondi pubblici e quindi di tutti i
cittadini. Si è fatta questa operazione togliendo altri venti
miliardi per inserire piccole questioni che riguardano alcuni
deputati che avrebbero posto dei veti in commissione se non
fossero stati approvati gli emendamenti che hanno proposto.
Allora qui c'è una logica che attiene anche alla qualità della
politica e delle relazioni fra i vari soggetti di opposizione e
di maggioranza che è quella di discutere sulla base di contenuti
programmatici che consentono un confronto serio, perchè nel
momento in cui io debbo rincorrere i colleghi dicendo che non si
fa quella cosa nel suo comune, apro una faida in una provincia,
in un territorio cercando di mettere un parlamentare contro un
altro parlamentare.
Per cui noi troviamo gli emendamenti, ad esempio, per il
teatro di Palermo e non troviamo gli emendamenti per il teatro di
Catania; troviamo gli emendamenti per la società sportiva di
Palermo e non troviamo gli emendamenti per nessun'altra società
sportiva di altre zone della Sicilia. Cioè siamo nella logica di
un collante che si basa soprattutto su uno scambio a bassissimo
livello di confronto fra i diversi parlamentari.
Allora, o questo Governo viene in Aula per dire: 'In questa
legislatura voglio portare queste priorità', ed avanza una
proposta politica di un patto sociale per la Sicilia, che tiene
conto anche delle altre organizzazioni che vivono fuori da questa
Aula ed è in grado di fare un grande patto con le associazioni
sindacali, con le associazioni imprenditoriali, con il mondo
della cultura, coinvolge i mondi vitali e chiama i siciliani a
fare un salto di qualità sul piano della politica, oppure noi
avremo una legislatura che si gioca tutta sul terreno dello
scontro mirato a chi è più bravo nel cercare di costruirsi una
maggioranza e quindi: sta zitto che il tuo emendamento è passato.
Credo che ci sarà prima o poi un sussulto d'orgoglio, anche
perchè quest'Aula è composta da deputati che hanno grande
esperienza, di grande profilo, anche deputati che non avevano mai
fatto i parlamentari, ma che hanno svolto un ruolo estremamente
significativo nelle politiche di sviluppo del nostro Paese.
Spero che questi deputati, quelli che hanno strumenti di
conoscenza maggiore, quelli che vengono eletti a prescindere dal
voto clientelare o dal voto di scambio, abbiano un sussulto di
orgoglio per dire che questa Regione è qui per legiferare, per
fare provvedimenti di risposta esauriente negli interessi
generali di tutta la Regione.
Non so se ci sarà questa svolta o se si farà questo passo,
ma noi dobbiamo cambiare registro, perchè se non si cambia
registro, anche pochi dell'opposizione riescono a creare
all'interno di questa Assemblea una condizione che non farà
produrre legislativamente la nostra Regione, non farà avanzare il
processo di crescita della nostra popolazione.
Penso che una discussione generale fatta sulle variazioni di
bilancio a questa data, quando la gente sta chiudendo o sta
ritardando i pagamenti, quando tanti settori produttivi languono
proprio per i ritardi di questa Assemblea, è una discussione
sterile, così come è una discussione sterile, una discussione che
vede presenti solo una decina di deputati su un provvedimento
estremamente importante, perchè le opposizioni hanno fatto una
scelta e se ne sono andate, perchè non condividevano una
forzatura sul piano regolamentare. Ma quelli della maggioranza se
ne sono andati subito, non appena hanno incassato il risultato
delle poltrone dell'Ufficio di Presidenza, perchè non hanno
nessun interesse a parlare dei cittadini, della Sicilia, su un
provvedimento come le variazioni, che riguarda settori e
categorie diversi.
Quindi, c'è un problema di ruolo, ma c'è un problema anche
di responsabilità, di serietà del parlamentare, che deve stare in
Aula per attivare un confronto positivo, virtuoso che faccia
veramente ritornare la Regione siciliana a fare politica.
Non mi dilungo anche perchè parlare in un'Aula con la
presenza di appena dieci deputati su novanta certamente non è
esaltante. Faremo la nostra parte con gli emendamenti che
presenteremo entro mezzogiorno di domani, ma faccio un appello
alla responsabilità della maggioranza, perchè si sta creando una
condizione particolare in questa Aula ed in Italia, nel Paese: ci
siete solo voi L'opposizione non può vincere Quindi, se
qualcuno pensa di rinnovare il sistema dall'interno, che dia
segnali sul piano anche dei comportamenti e dello stile politico;
se qualcuno pensa che essendosi intruppato nella maggioranza gli
basta ricevere i voti perchè la legittimazione dell'approvazione
del programma poi esaurisce anche la qualità della risposta
amministrativa, venga qui a dirlo, ma non mi parlate di
rinnovatori che passano nella maggioranza per aumentare il
livello della qualità del Governo, qui c'è una risposta
assolutamente inadeguata rispetto alle sfide presenti purtroppo
nella realtà isolana.
PRESIDENTE. Dichiaro chiuse le iscrizioni a parlare.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, debbo esprimere un rammarico, ed
è il rammarico per il fatto che larga parte dell'opposizione è
assente in questo contesto. Ed è un rammarico forte perché
questo tipo di leggi hanno il diritto-dovere di essere dibattute
con maggioranze compiute e opposizioni attente.
Io capisco l'onorevole Barbagallo quando dice che è
difficile parlare in un'Aula con pochi deputati. E questo lo
comprendo, ma dico di più. A me pare che sia più forte la
mancanza dell'opposizione perché quanto meno la maggioranza ha un
testo di disegno di legge presentato dal Governo che sostiene, ha
dibattuto ed ha lavorato in Commissione Bilancio fino alle ore
piccole, siamo arrivati anche alle ore 3.15 di notte per cercare
di ottenere il meglio e il più, con errori o con omissioni, con
largheggiamenti che possono essere anche amputati in questo
stesso contesto nel quale noi ci troviamo. Rimando alla
discussione degli articoli e degli emendamenti gli interventi che
ritengo possano essere precisi e puntuali.
Oggi dichiaro l'insoddisfazione ed il rammarico per la
mancanza di larga parte delle minoranze perché, per quello che
poteva essere un banale incidente d'Aula, si sottraggono ad un
dibattito di questo genere tenendo conto, tra l'altro, che
dovremo rinviare, non solo di 24 ore ma anche di più, perché c'è
un Congresso nazionale e quindi i tempi di approvazione si
allontaneranno fino alla prossima settimana, anche se io sono
dell'avviso che anche nella corrente settimana si potrebbe
tentare uno sforzo perché le variazioni di bilancio possano
trovare luce entro la corrente settimana.
PRESIDENTE. Non essendoci altri iscritti a parlare pongo in
votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del vicepresidente Fleres
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì 20
novembre 2001, alle ore 11.00 con il seguente ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II- DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) 'Norme finanziarie urgenti e variazioni al bilancio della
Regione per l'anno finanziario 2001' (N. 259/A) (seguito)
Relatore: onorevole Croce
2) 'Disposizioni sull'ordinamento dell'Amministrazione regio-
nale' (N. 185-Norme stralciate/A)
Relatore: onorevole Borzacchelli
III - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 56 - Iniziative per modificare gli indirizzi economici
seguiti dal Governo nazionale.
SPEZIALE - CAPODICASA -
CRISAFULLI - CRACOLICI -
DE BENEDICTIS - GIANNOPOLO -
ODDO - PANARELLO - VILLARI -
ZAGO
IV - DISCUSSIONE UNIFICATA DELLE MOZIONI:
N. 66 - Interventi a tutela del ruolo e delle attività del
Banco di Sicilia.
Speziale Calogero; Barbagallo Giovanni; Ortisi Egidio;
Ferro Giovanni.
N. 67 - Iniziative urgenti al fine di impedire la svendita del
Banco di Sicilia.
Forgione Francesco; Liotta Santo; Miccichè Calogero; Raiti
Salvatore.
La seduta è tolta alle ore 23.21.
(Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 00.45)