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Resoconto d'Aula della Seduta n. 21 di martedì 13 novembre 2001
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   Presidenza del vicepresidente Fleres


    La seduta è aperta alle ore 19.00.

     BURGARETTA  APARO ,  dà  lettura  del  processo  verbale della
  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni  si intende
  approvato.

                              CONGEDO

     PRESIDENTE.   Comunico  che  l'onorevole   Franco  Catania  ha
  chiesto congedo per la seduta odierna.
       Non   sorgendo   osservazioni,   il   congedo   si   intende
  accordato.

     PRESIDENTE. Avverto, ai sensi dell'articolo  127, comma 9, del
  Regolamento interno, che nel corso  della seduta potrà procedersi
  a votazioni mediante sistema elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                        GIURAMENTO DEL DEPUTATO

                       ONOREVOLE GIUSEPPE FARAONE

     PRESIDENTE.  Si  passa al II punto dell'ordine del giorno, che
  reca:  "Giuramento del deputato onorevole Giuseppe Faraone".
       Comunico  che il Tribunale di Palermo - Prima Sezione civile
  -  con  sentenza  n.  6066/2001,  depositata  il 26 ottobre 2001,
  pervenuta  a  questa  Assemblea  regionale il 31 ottobre 2001, ha
  dichiarato  l'ineleggibilità  dell'onorevole Gaspare Vitrano alla
  carica  di deputato regionale ed ha proclamato eletto in sua vece
  il candidato Giuseppe Faraone.

                     L'Assemblea  ne prende atto

       Avverto  che, dalla data del deposito della citata sentenza,
  decorre il termine di 20 giorni per la presentazione di eventuali
  proteste  o reclami ai sensi dell'articolo 61, terzo comma, della
  legge regionale 20 marzo 1951, n. 29.

                 (L'onorevole FARAONE entra in Aula)

       Poiché  l'onorevole  Faraone è presente in Aula, lo invito a
  prestare  il  giuramento prescritto dall'articolo 5 dello Statuto
  siciliano.
       Dò   lettura   della   formula   di   giuramento   stabilita
  dall'articolo 6 delle norme di attuazione dello Statuto siciliano
  (Decreto  legislativo  del  Capo  provvisorio  dello Stato del 25
  marzo 1947, n. 204):
       "Giuro  di  essere  fedele alla Repubblica Italiana e al suo
  Capo, di osservare lealmente le leggi dello Stato e della Regione
  di  esercitare  con coscienza le funzioni inerenti al mio ufficio
  al  solo  scopo del bene inseparabile dello Stato e della Regione
  siciliana".

  (L'onorevole FARAONE pronuncia a voce alta le parole: "Lo giuro")

       Dichiaro  immesso  l'onorevole  FARAONE  nelle  funzioni  di
  deputato dell'Assemblea regionale siciliana.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


         DETERMINAZIONE DELLA DATA DI DISCUSSIONE DI MOZIONI

        PRESIDENTE.  Si  passa al III punto dell'ordine del giorno:
  "Lettura, ai  sensi  e per gli effetti degli articoli 83, lettera
  d), e 153 del Regolamento interno delle seguenti mozioni:

       - N. 62 "Iniziative per la partecipazione della Regione
  siciliana ai processi decisionali in ambito comunitario", a firma
  degli  onorevoli: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;  Mercadante
  Giovanni; Croce Antonino; Beninati Antonino
       Presentata il 24/10/01;

       -   N.   63   "Costituzione   della   Conferenza  permanente
  Regione-Autonomie   locali",   a  firma  degli  onorevoli  Tumino
  Carmelo;   Incardona  Carmelo;  Vicari  Simona;  Leanza  Edoardo;
  Spampinato Giuseppe; Fratello Onofrio;  Barbagallo Giovanni
       Presentata il 24/10/01;

       -    N.   64   "Sostegno   all'agricoltura   'biologica   ed
  ecocompatile',   a   firma   degli   onorevoli  Orlando  Leoluca;
  Spampinato Giuseppe;  Ortisi Egidio; Barbagallo Giovanni;  Liotta
  Santo;  Speziale  Calogero;  Capodicasa  Angelo;  Ferro Giovanni;
  Raiti Salvatore
          Presentata il 25/10/01

       -  N. 65 "Iniziative per dichiarare lo stato di calamità per
  le  zone  dell'Acese  colpite  dal  recente sisma", a firma degli
  onorevoli  Basile  Giuseppe;  Lo  Monte Carmelo; D'Antoni Sergio;
  Raiti Salvatore
          Presentata il 29/10/01

       -  N. 66 "Interventi a tutela del ruolo e delle attività del
  Banco  Banco  di  Sicilia",  a  firma  degli  onorevoli  Speziale
  Calogero;  Barbagallo Giovanni;  Ortisi Egidio;  Ferro Giovanni
          Presentata il 12/11/01

       - N.  67 "Iniziative urgenti al fine di impedire la svendita
  del   Banco   di  Sicilia",  a  firma  degli  onorevoli  Forgione
  Francesco; Liotta Santo;  Miccichè Calogero; Raiti Salvatore
          Presentata il 13/11/01.

       Ne dò lettura:

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:
              -  il  principio  di   sussidiarietà,   sancito  nei
              Trattati della Comunità europea, è volto a garantire
              che le decisioni prese siano  quanto  più  possibile
              vicine   al   cittadino,    cosicché   l'azione   da
              intraprendere  a livello  comunitario  debba  essere
              giustificata  rispetto alle  possibilità  offerte  a
              livello nazionale, regionale o locale;
              -  tale principio è quindi  strettamente  legato  ai
              principi di proporzionalità e  di necessità, secondo
              cui l'azione dell'Unione non può andare  al di là di
              quanto  è  necessario  per  il  conseguimento  degli
              obiettivi dei trattati;

      CONSIDERATO che:
              - da quando, nel 1992, è  stato  firmato il Trattato
              di Maastricht, si è registrata una crescita notevole
              nella produzione normativa comunitaria  ed  il grado
              di  pervasità del sistema  comunitario  rispetto  ai
              sistemi nazionali si è via via innalzato;
              -  si  assiste  in  tutti   i  Paesi  d'Europa  alla
              richiesta da parte delle Regioni  di potere svolgere
              compiti  più  pregnanti   nell'ambito   dei   poteri
              residuali rimasti in capo agli Stati;
              -  insieme  a ciò si va  sempre  più  affermando  la
              richiesta, sempre delle Regioni, per l'assunzione di
              un  ruolo  più  significativo  sia   in  termini  di
              partecipazione alle fasi  cosiddette 'ascendenti' di
              programmazione  della spesa  dei  fondi  strutturali
              comunitari, sia in termini  di  partecipazione  alle
              scelte   comunitarie    strategiche   di   carattere
              generale,  con aspirazioni crescenti  dal  punto  di
              vista quantitativo e qualitativo;

      ATTESO che:
              - esiste pure un problema  di  parità di trattamento
              tra 'Regioni che sono Stati' e 'Regioni che non sono
              Stati'   e  cioè  tra  aree   economiche   che   per
              popolazione, ricchezza,  dimensione sono equivalenti
              tra loro ma che sono  considerate  diverse  a  causa
              della loro differente connotazione giuridica;
              -  attualmente  infatti  i Trattati riconoscono come
              interlocutori    soltanto   gli   Stati   nazionali,
              indipendentemente dalla loro dimensione e dalla loro
              popolazione;
              -  agli  Stati  nazionali   sono   tuttora  concesse
              prerogative in ordine a scelte strategiche afferenti
              a  taluni  aspetti  della  politica  economica,  con
              particolare riguardo alla  politica  fiscale, sicché
              le  decisioni  assunte  dai  singoli  Stati  per  la
              generalità dei cittadini o  per  l'intero territorio
              nazionale  in  materia fiscale  non  possono  essere
              sindacate   dalla   Commissione   europea   restando
              attratte alla esclusiva competenza statuale;
              - al  contrario  le  'Regioni non Stati' non possono
              beneficiare,  nella  situazione  attuale, di analogo
              trattamento,  neanche se la Costituzione dello Stato
              di   appartenenza   per   ipotesi  attribuisca  loro
              un'identica facoltà;
              - ciò significa, in altri termini, che Paesi-Regioni
              come il Lussemburgo, l'Olanda,  il Belgio, l'Austria
              e l'Irlanda sono abilitati  a  realizzare  politiche
              fiscali  'al  ribasso' rispetto  alle  'Regioni  non
              Stati' dell'Unione europea;
              -  la  Regione  siciliana  è  dotata  di  amplissime
              potestà decisionali,  costituzionalmente  garantite,
              anche  nel campo della  programmazione  economica  e
              fiscale; si tratta di competenze  che  non  le  sono
              state   assegnate  a  caso,  ma   che   sono   state
              conquistate a duro prezzo,  nella consapevolezza che
              esse  avrebbero  potuto   consentire   lo   sviluppo
              dell'economia isolana;

      CONSIDERATO che:
              -  la  Comunità  Europea deve   essere   chiamata  a
              riconoscere  in  sede  di  Trattato  le  prerogative
              costituzionali che ciascuno  Stato  ha  riconosciuto
              alle  proprie  Regioni, perché altrimenti si rischia
              di  svuotare  di  contenuto  le  stesse  riforme che
              vengono   approvate,  non  senza  senza  difficoltà,
              all'interno   di   ciascun   ordinamento   giuridico
              statuale;
              -  va,  pertanto,  data   effettiva  possibilità  di
              partecipare  in  sede   comunitaria  alle  decisioni
              aventi  contenuto  economico,  anche  alle  Regioni,
              ponendole  nelle  stesse   condizioni   degli  Stati
              allorquando per dimensione e  popolazione esse siano
              paragonabili a Stati dell'Unione;
              -  alle  stesse Regioni deve  essere  consentito  di
              assumere decisioni di politica  economica interna in
              misura equivalente a ciò che è in atto concesso agli
              Stati di eguale portata;
              -   non  è  stata  ancora   data   attuazione   alla
              disposizione contenuta all'articolo 158 del Trattato
              Ce, introdotta con le modifiche  di Amsterdam, circa
              il  riconoscimento  di   condizioni  di  particolare
              favore per le Regioni insulari  della  Comunità, che
              soffrono   di   una    situazione    di   svantaggio
              strutturale;
              - l'Unione monetaria europea, se non accompagnata da
              politiche adeguate sul versante degli investimenti e
              su  quello della fiscalità  di  vantaggio,  potrebbe
              implicare effetti differenziati per  le diverse aree
              comunitarie e, in particolare, per quanto riguarda i
              Paesi del Mediterraneo,

                              INVITA IL PRESIDENTE
                       DELL'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

              -   a   porre   in  essere   tutte   le   iniziative
              istituzionali necessarie ed  opportune  affinché  lo
              Stato italiano porti con  forza  all'attenzione  dei
              competenti organismi comunitari  la  questione della
              piena ed immediata attuazione  dell'articolo 158 del
              Trattato Ce;
              -  ad interessare il Governo  statale  affinché  nel
              corso  della  prossima  Conferenza  intergovernativa
              venga  risolto il  problema  dell'equiparazione,  in
              ambito comunitario, delle  grandi  Regioni  d'Europa
              con  gli  Stati aventi  analoga  configurazione  dal
              punto di vista della popolazione  e della dimensione
              geografica, prevedendo forme  di  partecipazione, in
              seno al Consiglio ed alla  Commissione, che facciano
              superare   l'attuale    situazione   di   privilegio
              riconosciuta a questi ultimi rispetto alle prime;
              -  a  dare  mandato  alle  Commissioni  parlamentari
              Attività produttive, Bilancio  e  Ce  dell'Assemblea
              regionale  siciliana,   di  studiare  congiuntamente
              ipotesi normative di attuazione  degli  articoli 20,
              23 e 24 della legge regionale  23  dicembre 2000, n.
              32".(62)

                   L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:
              - la legge Regionale n. 6 del 7 marzo 1997, all'art.
              43, comma 1, prevede l'istituzione della 'Conferenza
              permanente    Regione-Autonomie    locali   per   il
              coordinamento delle  politiche locali nel territorio
              della   Regione   con   compiti   di   informazione,
              consultazione  e   raccordo,   in   relazione   agli
              indirizzi di politica generale del Governo regionale
              che incidono sulle  funzioni  proprie o delegate dei
              comuni e delle provincie';
              - lo  stesso  articolo al comma 2 prevede che 'entro
              90  giorni  dall'entrata  in  vigore  della presente
              legge  il  Presidente della Regione, sentite l'ANCI,
              l'URPS  ed i rappresentanti delle associazioni delle
              autonomie  locali,  emana il regolamento concernente
              la  composizione,  le  competenze  specifiche  ed il
              funzionamento  della Conferenza, previo parere della
              competente  Commissione  legislativa  dell'Assemblea
              regionale siciliana';

      CONSIDERATO che:
              -  ad  oggi   non  risulta  emanato  il  regolamento
              previsto dal  comma  2  dell'art.  43 suddetto e che
              quindi  la Conferenza istituita formalmente, non può
              essere operativa;
              -  si   rende  necessario  prevedere  l'attivazione,
              nell'ambito   della   Conferenza,  di  una  fase  di
              concertazione  partenariale anche per la definizione
              dei progetti integrati regionali (PIR);

      RITENUTO che è di  grande  rilevanza la valorizzazione delle
              Autonomie   locali    sia   per   gli   aspetti   di
              consolidamento della partecipazione democratica, sia
              per    una    più    puntuale    rispondenza   della
              programmazione  regionale  alle esigenze delle varie
              realtà territoriali,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              a provvedere  nei  tempi  più  brevi  ad  emanare il
              regolamento di  cui  al  comma  2 dell'art. 43 della
              citata   legge,   così   da   consentire   la  reale
              costituzione ed operatività della Conferenza stessa.
              (63)

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              - la Sicilia,  grazie alle sue condizioni ambientali
              favorevoli, è tra  le  prime  Regioni nel bacino del
              Mediterraneo e a livello europeo, nell'applicazione,
              con  ottimi  risultati,  delle misure agroambientali
              per la produzione dei prodotti agricoli biologici ed
              ecocompatibili;

              -  ad  un rinnovato interesse dei consumatori per le
              produzioni  biologiche  corrisponde una crescita per
              l'economia della nostra Isola, dove è stato rilevato
              un  incremento  delle  aziende  agricole  che  hanno
              adottato   tecniche   di   produzione  biologica  ed
              integrata;

              - negli ultimi anni è stato possibile assistere allo
              sviluppo  del  settore,  con  positivi  risvolti sul
              piano commerciale ed occupazionale e su quello della
              tutela dell'ambiente, grazie al successo riscontrato
              in Sicilia dal  Regolamento CE 2078 del 1992, che ha
              previsto   una   serie  di  interventi  di  sostegno
              finanziario  alle  aziende  agricole che adottino le
              tecniche di produzione biologica ed integrata;

      RILEVATO che:

              -  alla  fine  del  2000,  concluso  il  periodo del
              Regolamento  CE  2078 del 1992, il Governo regionale
              con  il  Piano  di  sviluppo rurale (PSR) presentato
              dall'Assessorato     regionale    Agricoltura,    ha
              effettuato la ripartizione dei fondi di Agenda 2000,
              destinando  somme  non  sufficienti  a  garantire il
              processo già  avviato  di  sostegno e sviluppo delle
              aziende del settore, con il rischio di un ritorno al
              passato  'chimico',  e  della chiusura definitiva di
              quelle aziende  che non riusciranno ad affrontare le
              spese;

              - una limitazione delle risorse destinate al settore
              agroambientale    non   può   che   produrre   gravi
              ripercussioni  in  un settore ormai agonizzante come
              quello  agricolo,  ed  agrumicolo  in particolare, a
              dispetto   della  conclamata  centralità  del  ruolo
              dell'agricoltura      nell'ambito      dell'economia
              regionale, dichiarata dal Governo attuale;

              -  i  prodotti  biologici 'sani e siciliani' (slogan
              impiegato     dal    marketing    regionale    nelle
              manifestazioni  di settore) rischiano di sparire dai
              mercati nazionali ed esteri;

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              -  a  rafforzare  concretamente  il ruolo strategico
              dell'agricoltura   e  segnatamente  dell'agricoltura
              biologica  per  lo  sviluppo  integrato  delle  aree
              rurali;

              -  ad  intervenire  per  evitare  di  rendere  vana
              l'applicazione  del vecchio programma agroambientale
              e  per far sì che i prodotti biologici siciliani non
              scompaiano dai mercati nazionali ed esteri;

              -  ad  accelerare  tutti  i provvedimenti idonei per
              evitare  di  penalizzare  le  misure che hanno avuto
              successo ed efficacia, a vantaggio degli agricoltori
              e  dell'agricoltura  nel pieno rispetto della tutela
              ambientale;

              -  ad  individuare iniziative volte ad utilizzare il
              massimo  consentito  di  risorse  per  sostenere  il
              maggiore  numero  possibile  di aziende, e ciò anche
              attraverso  la  revisione dei criteri seguiti per la
              ripartizione dei fondi di 'Agenda 2000';

              -  ad  attivare,  nelle  more,  gli  'aiuti di Stato
              aggiuntivi'  previsti   al  punto  16  del  PSR,  ed
              approvati  con  nota  del  Ministero delle Politiche
              agricole   e   forestali  dell'1.3.2001,  così  come
              previsto dall'art.  103  della legge regionale n. 32
              del 2000. (64)

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che i terremoti  di  domenica  28  ottobre  con  un
              magnitudo di 3,8  pari  al sesto/settimo grado della
              scala  Mercalli,  hanno  causato  gravi  danni  alle
              strutture  portanti  di  abitazioni, chiese ed altri
              edifici,  per  l'allargamento  della  fenditura, nel
              sottosuolo, tra le zone di Santa Tecla e Altarello;

      CONSIDERATO che le  scosse  di  terremoto  hanno seminato il
              panico tra la popolazione e hanno sconvolto tutta la
              zona dell'Acese;

      RITENUTO indispensabile   un   immediato   intervento  della
              Protezione  civile   per  riparare  e  prevenire  le
              conseguenze degli eventi sismici,

                      IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE

              a convocare la Giunta  di  Governo  con  la  massima
              urgenza e a porre  in  essere  tutte  le  iniziative
              utili  per   sollecitare   il  Governo  nazionale  a
              dichiarare lo stato di  calamità per le zone colpite
              dal sisma. (65)

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      CONSIDERATO che:

              - la Banca  di  Roma,  gruppo  che  detiene il 62,8%
              delle azioni  del  Banco di Sicilia e, attraverso il
              Banco,   il   75%  circa  delle  azioni  dell'IRFIS,
              impegnata ormai  da  qualche  anno  in una complessa
              ristrutturazione    aziendale    per    tentare   di
              raddrizzare una situazione dei conti poco brillante,
              ha reso  note  le  linee del nuovo piano industriale
              che   riguarda   il   gruppo,   ma   che   interessa
              direttamente anche il Banco di Sicilia;

              - il  piano  prevede  la costituzione di una holding
              'Banca di  Roma' e la fusione per incorporazione del
              Banco di  Sicilia,  che  in  pratica  è  destinato a
              scomparire,  sostituito  da  una  rete  di sportelli
              facenti capo  al  'Nuovo Banco di Sicilia'. Banca di
              Roma acquisirebbe  le azioni di cui sono in possesso
              la Regione  e  la Fondazione attraverso un concambio
              con azioni  (circa  il  2%)  della  holding e alcuni
              posti  nel  Consiglio di amministrazione. Gli assets
              principali del Banco, il patrimonio, il capitale, le
              attività  finanziarie,  verrebbero  assorbite  dalla
              holding;

              - il  Consiglio  di  Amministrazione  del  Banco  di
              Sicilia  è   stato   convocato  il  9  novembre  con
              all'ordine del  giorno  la  nomina  di un advisor in
              vista  della  costituzione  della  holding  Banca di
              Roma, e  nonostante  la richiesta di rinvio avanzata
              dal   Presidente  della  Regione  ha  effettivamente
              nominato, a maggioranza, la società Rothschild quale
              advisor incaricato  di effettuare la valutazione del
              Banco di Sicilia e riferire al prossimo Consiglio di
              Amministrazione convocato per il 29 novembre;

              - la fusione per incorporazione del Banco di Sicilia
              in Banca  di  Roma assesterebbe un colpo mortale non
              solo al  Banco  ma all'intera economia siciliana. Si
              perderebbe uno  dei più antichi e prestigiosi marchi
              bancari  dell'intero  nostro Paese, si perderebbe la
              direzione  strategica  e  il  know-how aziendale che
              verrebbero   spostati   altrove   e   dispersi.   Si
              perderebbero migliaia  di  posti  di  lavoro ad alta
              qualificazione e l'importante funzione di presidio e
              supporto  territoriale  che  il  Banco  ha  comunque
              continuato  a  rappresentare nella realtà siciliana,
              dove è  presente  nel 65% dei Comuni, 'serve' il 92%
              della popolazione  e  vanta  una  quota  di  mercato
              superiore al 30%;

              -  il  piano  industriale  2000/2002  del  Banco  di
              Sicilia  già  individuava le linee di trasformazione
              dell'Istituto,   orientando  l'attività  commerciale
              principalmente  alla  raccolta  gestita;  prevedendo
              aggregazioni  funzionali  e  ridisegno dei processi,
              già in  buona  parte  avvenuti;  basti  pensare alla
              forte riduzione  del numero delle filiali capogruppo
              e alla chiusura di tutte le filiali estere; tuttavia
              quello  stesso   piano  mirava  a  'salvaguardare  e
              valorizzare i  connotati  e  le valenze territoriali
              del   Banco,   conservandone   e   rafforzandone  il
              radicamento    regionale   e   le   sue   proiezioni
              extraregionali' e, per quanto riguarda il personale,
              prevedeva sì la riduzione nel triennio, da 8.403 del
              2000  a   7.663   nel   2002,  ma  attraverso  esodi
              fisiologici,   esodi   incentivati   e  processi  di
              mobilità verso la  Banca di Roma, compensati con 250
              nuove assunzioni;

      RITENUTO che:

              -  il  nuovo piano industriale esaspera e risolve in
              modo del tutto negativo il quadro contraddittorio in
              cui  si  è  trovato  il  Banco  di Sicilia in questi
              ultimi anni,  essendo  una banca di dimensioni medie
              per la quale  non  sono  state  rese  disponibili le
              risorse  necessarie   per   un   salto   di  qualità
              dimensionale,   sfruttando   anche   una   posizione
              geografica ottimale  in  un'area,  come  quella  del
              bacino  del   Mediterraneo,   in  fase  di  profondo
              cambiamento e sviluppo;

              -  il  Banco  di Sicilia ha infatti dimostrato forti
              segni   di  vitalità:  basti  pensare,  restando  al
              rapporto con  la  Regione,  all'acquisizione  a gara
              aperta del servizio  di  tesoreria  o  al  ruolo  di
              'arranger' (con  la  Meril  Lynch)  del programma di
              emissioni obbligatorie GMTN, formulato dalla Regione
              e  premiato  dalla  prestigiosa  rivista  IFR  quale
              migliore programma  GMTN  dell'anno 2000; e possiede
              un potenziale di tutto rilievo, che può essere speso
              per lo  sviluppo  degli  investimenti,  il  sostegno
              delle imprese e dei sistemi locali;

              -  un  momento  decisivo  della  crescita  del Banco
              avrebbe potuto essere rappresentato dalla quotazione
              in  borsa,  pure  ipotizzata nella valutazione degli
              advisors,  che  ha preceduto la cessione delle quote
              di  maggioranza  dal Tesoro alla Banca di Roma e per
              la  quale  la Regione, attraverso il DPEF 2001/2003,
              aveva dichiarato  la  disponibilità  a  dedicare  la
              propria quota societaria;

      CONSIDERATO che:

              -  risulta  estremamente  preoccupante la situazione
              dell'IRFIS, ormai da  molti  mesi confusa e priva di
              chiare indicazioni sul futuro;

              - la Banca  di  Roma  aveva  presentato  un piano di
              ristrutturazione    aziendale   che   prevedeva   la
              trasformazione dell'IRFIS in un'agenzia di sviluppo,
              il  cui   'core   business'  avrebbe  dovuto  essere
              costituito dalla gestione dei fondi regionali;

              -  a  questo  piano  aveva  espresso  formalmente il
              proprio   disaccordo   il   Governo   della  Regione
              (Presidente Capodicasa,  Assessore per il bilancio e
              le finanze Piro),  anche  se  lo  stesso  era  stato
              rivalutato   dal   Governo  Leanza  e  positivamente
              considerato;

              -  il  sistema bancario regionale è stato fortemente
              interessato    dai    processi   di   concentrazione
              intervenuti  a  livello  nazionale e internazionale,
              che hanno  portato  il numero delle aziende con sede
              legale nell'Isola  a  passare dalle 63 del 1996 alle
              47 del 2000, mentre le banche operanti nella Regione
              a fine 2000 erano 70 con 1.641 sportelli;  tutto ciò
              determina   un   sistema  creditizio  i  cui  centri
              decisionali   sono   in  larga  parte  esterni  alla
              Regione;

              - a fine  anno  2000  i  depositi bancari in Sicilia
              ammontavano a  49.808 miliardi, la raccolta bancaria
              ammontava a  70.780  miliardi,  mentre  i  titoli in
              deposito   e   le   gestioni  patrimoniali  bancarie
              ammontavano   a   33.221   miliardi,   gli  impieghi
              ammontavano   a   59.631   miliardi,   il   rapporto
              sofferenze/prestiti    era    del   23%   in   netto
              miglioramento rispetto all'anno precedente, anche in
              conseguenza    di    consistenti    operazioni    di
              cartolarizzazione;

              -   la  struttura  dei  tassi,  mentre  indicava una
              sostanziale omogeneità  per  quanto riguarda i tassi
              passivi, con  quella  nazionale, segnalava ancora un
              notevole differenziale  per  i tassi attivi, un 1,2%
              in più, anche se in discesa sull'anno precedente;

              - anche se i conti economici delle banche registrano
              risultati  soddisfacenti,  crescendo  il  margine di
              interesse, il margine di intermediazione e gli utili
              netti di  esercizio,  va  evidenziato  che il totale
              degli impieghi  in  Sicilia  rappresenta soltanto il
              3,4% degli  impieghi  bancari  nel Paese, a conferma
              della    scarsa   propensione   ad   investire   che
              caratterizza il sistema Sicilia;

      RITENUTO che:

              -  il  sistema  economico  regionale è ancora troppo
              dipendente  dalle condizioni del sistema creditizio.
              Il  rapporto  banca-impresa  è stato fino ad oggi di
              tipo    tradizionale,    dal    momento    che    al
              soddisfacimento  delle  occorrenze finanziarie delle
              imprese si  provvede  tramite il credito ordinario o
              agevolato, mentre  non  hanno  ancora un sufficiente
              grado di sviluppo il ricorso al mercato dei capitali
              e il ricorso alla finanza alternativa;

              -  l'attivazione di nuovi canali finanziari, sia con
              riferimento   al   sistema  delle  imprese  che  con
              riferimento  agli  investimenti degli enti pubblici,
              deve    rappresentare    la    frontiera    avanzata
              dell'intervento pubblico regionale, anche attraverso
              lo sviluppo dei fondi chiusi per la capitalizzazione
              delle  imprese,   favorendo   l'ingresso   di  nuovi
              operatori  privati   anche   attraverso  gli  schemi
              operativi della 'merchant bank';

              - le partecipazioni regionali nel sistema creditizio
              devono essere utilizzate nel quadro di una strategia
              rivolta  alla  crescita  degli  investimenti  e alla
              diversificazione  delle  fonti di approvvigionamento
              dei sistemi locali, sia pubblici che privati;

              -  è necessario superare le divisioni e le ambiguità
              che  si  sono  manifestate  all'interno  del Governo
              regionale  tra i sostenitori dello statu quo e tra i
              presunti  innovatori  disposti  alle  più  avventate
              operazioni finanziarie;

              - ogni operazione  di  acquisizione e dismissione di
              partecipazioni azionarie nel settore creditizio deve
              essere    autorizzata    dall'Assemblea    regionale
              siciliana;

              -  occorre  richiamare  il  rispetto  delle clausole
              sottoscritte col  contratto  di  vendita  del Gruppo
              Mediocredito Centrale, e che espressamente prevedono
              l'impegno 'della  parte  acquirente  ad  attuare  il
              piano industriale  secondo le linee guida presentate
              dal Tesoro in sede  di  offerte  definitive e al non
              apportarvi  variazioni,  con particolare riferimento
              alla  partecipazione   di  controllo  del  Banco  di
              Sicilia,  che   non   siano   state  preventivamente
              concordate  con   il   Tesoro';   'a  valorizzare  i
              connotati  e   le   valenze  regionali  dell'azienda
              bancaria  del   Banco   di   Sicilia,   tra  l'altro
              conservandone il marchio e mantenendo la sede legale
              a Palermo';  ' a non  cedere  a  terzi in tutto o in
              parte l'azienda  del  Mediocredito Centrale, incluse
              le  partecipazioni  di  maggior  rilievo,  senza  il
              gradimento del Tesoro';

              -  le   iniziative   assunte   da   Banca   di  Roma
              costituiscono un  serio  attacco  al  valore  e alla
              consistenza del Banco di Sicilia,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              -  a   non   accettare  piani  industriali  che  non
              prevedano   il   rafforzamento  del  ruolo  e  delle
              attività del  Banco  di  Sicilia e non ne preservino
              l'identità ed il radicamento;

              - a  coinvolgere la fondazione 'Banco di Sicilia' in
              un'azione   comune  di  ottimizzazione  delle  quote
              rispettive  di  partecipazione azionaria, al fine di
              mantenere la funzione strategica ricoperta dal Banco
              di Sicilia nell'Isola;

              -   ad   intervenire   sul   Governo   nazionale   e
              segnatamente  sul Ministro del Tesoro richiedendo il
              rispetto  degli  accordi  sottoscritti  in occasione
              della vendita del Mediocredito Centrale;

              -  a  sollevare  in  tutte  le  sedi  necessarie  il
              conflitto    degli   interessi   per   l'azione   di
              deprivazione del  valore del Banco condotta da banca
              di Roma;

              - a  perseguire gli obiettivi strategici nel settore
              creditizio individuati nel DPEF 2001/2003".(66)

                     L'ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA

      PREMESSO che:

              - in data 27.2.2001, è stato stipulato un Protocollo
              d'intesa tra la  capogruppo  'Banca di Roma S.p.A.',
              il 'Banco di Sicilia S.p.A.', la 'Banca Mediterranea
              S.p.A.',  il  'Mediocredito  Centrale  S.p.A.'  e  i
              sindacati di categoria;

              - nel suddetto  documento venivano ribadite le linee
              guida del Piano industriale, finalizzato al recupero
              e al potenziamento dei livelli di competitività e di
              redditività, attraverso processi di riorganizzazione
              interna alle varie aziende interessate;

              - tali processi si concretizzavano alla mobilità del
              personale con il  pretesto  di potenziare l'attività
              commerciale e perseguire  obiettivi  di efficienza e
              produttività;

              - la Banca di Roma ha operato prevalentemente per la
              razionalizzazione organizzativa e l'efficienza delle
              sue strutture;

              - nel Protocollo, ai punti 2 e 3, si conveniva sulla
              necessità  di  attivare   tavoli  di  confronto  per
              esaminare gli aspetti  sopra  delineati,  a  partire
              dalle problematiche connesse alla mobilità;

              - in base ai contenuti dell'intesa del 27.2.2001, in
              data 12.4.2001 si è  giunti  ad  un  accordo  tra il
              Banco  di  Sicilia   S.p.A.   e   le  organizzazioni
              sindacali;

              - nel succitato accordo  le  parti si impegnavano ad
              attuare   'soluzioni    concordate   (v.   2    cpv.
              dell'Accordo) sulla entità delle risorse da liberare
              ed  anche  sui  tempi,  nel  dichiarato  intento  di
              evitare il ricorso a misure alternative';

              - le parti, al punto 6  dell'accordo, convenivano di
              incontrarsi entro il 15.7.2001 esclusivamente per la
              verifica dei processi di  esodo e per la valutazione
              di eventuali iniziative gestionali da intraprendere;

              considerato che:

              - lo standard operativo  del Banco di Sicilia, negli
              ultimi mesi, ha  raggiunto  livelli di competitività
              ed efficienza attestati,  sulla  base  dei risultati
              economici conseguiti, dagli organismi finanziari più
              qualificati;

              - lo standard economico  del  Banco  di Sicilia si è
              ulteriormente   consolidato,  recuperando  fasce  di
              risparmio  e  di  investimenti  e  ricostituendo  la
              fiducia del mercato finanziario, degli investitori e
              dei risparmiatori;

              - il Banco di  Sicilia  è  oggi  una banca risanata,
              obiettivo raggiunto anche  grazie  agli  sforzi  dei
              lavoratori  che  vi  hanno  contribuito  con  grande
              responsabilità e sacrificio;

              - il raggiungimento di questi risultati ricolloca il
              Banco di Sicilia  nel  sistema  creditizio  italiano
              come grande banca  meridionale, deputata al rilancio
              dell'economia e degli investimenti in Sicilia;

              ritenuto che:

              -  per  il   perseguimento  di  questo  obiettivo  è
              indispensabile che il  Governo  regionale sia capace
              di praticare scelte  miranti  alla  creazione  di un
              sistema finanziario e  creditizio  autonomo, con una
              struttura   finalizzata  al  rilancio  dell'economia
              regionale e meridionale;

              -  le  suddette  scelte  non  sono  più  rinviabili,
              essendo la Regione, essa stessa, azionista del Banco
              di Sicilia;

              rilevato che:

              - la Banca di Roma eludendo la contrattazione tra le
              parti e al di  fuori  degli accordi, sta tentando di
              imporre, unilateralmente,  un  piano industriale che
              danneggia fortemente il  Banco di Sicilia e l'intero
              sistema del credito siciliano;

              -  la  Regione è  stata  di  fatto  estromessa,  dal
              momento che le scelte  sono  state operate a livello
              centrale dalla Banca  d'Italia,  dal  Ministero  del
              Tesoro e dalla Banca di Roma;

              -  in  questo   momento,  il  Governo  regionale  ha
              mostrato tutta la  sua  debolezza,  non riuscendo ad
              incidere  sulle  scelte   della  Banca  di  Roma  ed
              abdicando   così   al   suo   ruolo   di   azionista
              determinante del Banco di Sicilia;

              - è stato  perfino  ventilato  un  possibile  ritiro
              della  Regione  dalla  quota  partecipativa  che  la
              stessa detiene nel Banco di Sicilia S.p.A.;

              -  le  politiche   del   credito  sono  strettamente
              connesse alle potenzialità di sviluppo della Regione
              e vi è un interesse di altre banche extraregionali a
              fare della Sicilia solo  una  terra  di  raccolta di
              risparmi da investire in altri luoghi;

              - la raccolta dei  risparmi siciliani da parte delle
              grandi  banche  del   Nord  accentua  la  dipendenza
              dell'economia della Regione;

              - così facendo, la Regione regalerebbe alla Banca di
              Roma  un   patrimonio   immobiliare   e  finanziario
              rilevante;

              - una fuoriuscita della Regione dalla partecipazione
              del   Banco   significherebbe  un'abdicazione  della
              stessa  ad un preciso  ruolo  che  le  deriva  dallo
              Statuto siciliano in tema di credito,

                      IMPEGNA IL GOVERNO DELLA REGIONE

              - a fermare  l'iniziativa unilaterale della Banca di
              Roma circa l'incorporazione del Banco di Sicilia;

              -  ad  attivare  tutti  gli  strumenti  necessari  a
              garanzia dei livelli occupazionali;

              - ad avviare, con urgenza, un dibattito parlamentare
              sul destino del Banco  di  Sicilia e sulle scelte da
              adottare in materia di credito;

              -  ad  istituire   tempestivamente   un   tavolo  di
              confronto    tra   sindacati,   Regione   siciliana,
              Ministero del Tesoro,  Banca  d'Italia  e  Banca  di
              Roma. (67)

       Onorevoli  colleghi,  propongo  che  la determinazione della
  data di  discussione  delle  mozioni testè lette, venga demandata
  alla Conferenza  dei  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari.
       Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
       Onorevoli  colleghi,  l'onorevole  Speziale  aveva  posto il
  problema della  discussione  in  tempi brevi della mozione numero
  66. Il tema  è stato affrontato e, avendo consultato i Presidenti
  dei Gruppi  parlamentari  e anche in considerazione del fatto che
  il Presidente  della  Regione  si  trova  a  Bruxelles  e rientra
  giovedì sera, la  proposta  che  si  intende  fare  è  quella  di
  svolgere la  discussione  delle  mozioni  riguardanti il Banco di
  Sicilia  martedì   mattina   alle   ore   11.00.
       Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


            ELEZIONE SUPPLETIVA DI UN DEPUTATO SEGRETARIO

     PRESIDENTE. Si  passa  al  IV  punto  dell'ordine  del giorno:
  "Elezione suppletiva di un deputato segretario".

       A  norma  dei  commi  9 e 11 dell'articolo 4 del Regolamento
  interno  dell'Assemblea,  nelle  elezioni  suppletive,  quando si
  debba coprire un solo posto, è eletto chi a primo scrutinio abbia
  raggiunto  la  metà  più  uno dei voti. Se nessun candidato abbia
  riportato la metà  più  uno  dei voti, si procede al ballottaggio
  tra i due  candidati  che  abbiano riportato il maggior numero di
  voti.  A parità di  voti  è eletto o entra in ballottaggio il più
  anziano di età.
       A   norma  dell'articolo  4  bis  del  medesimo  Regolamento
  interno, la votazione si effettua mediante segno preferenziale su
  scheda recante a stampa i nominativi di tutti i deputati.
       Nomino  la  Commissione  di  scrutinio  che risulta composta
  dagli onorevoli: Cintola, Croce e Oddo.

     SPAMPINATO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPAMPINATO. Signor Presidente, nella seduta precedente, ovvero
  circa  mezz'ora  fa,  avevo posto alla Presidenza alcune domande,
  per cercare  anche di capire quali sono le procedure di lavoro di
  questa  Assemblea,  ma  soprattutto  per  cercare  di  capire  le
  procedure che verranno  poste  in  essere rispetto a questo punto
  all'ordine del giorno.  Noi  avevamo  chiesto  una sede formale e
  ristretta: la  Conferenza  dei  Capigruppo.  Non  abbiamo nessuna
  voglia di fare  show,  nè  abbiamo  bisogno di palcoscenici, così
  come era stato  detto  nelle scorse sedute per quanto riguarda il
  problema che vogliamo porre.
       Vogliamo, a  questo  punto,  in considerazione del fatto che
  non ci è stata data la possibilità di intervenire in quella sede,
  porre il problema  e  cioè chiedere che venga tutelata la dignità
  di questo Parlamento.  Un Parlamento democratico che si rispetti,
  e questo  è  un  Parlamento democratico, rispetta i diritti delle
  minoranze.  Noi  andiamo  a  sostituire un deputato segretario di
  minoranza e  chiediamo, formalmente, che venga votato questa sera
  un deputato che rappresenti le minoranze.
       Questa è  la  richiesta  del  Gruppo  di  cui  faccio parte.
  L'accordo già  c'è,  è  chiaro  a  tutti,  l'avremmo  chiesto  in
  Commissione per  il Regolamento, nella Conferenza dei capigruppo,
  non ci è  stata  data la possibilità. Lo chiediamo formalmente in
  questa sede. Noi, a tutela della dignità del Parlamento siciliano
  che si tutela attraverso i diritti delle minoranze, chiediamo che
  venga votato un deputato appartenente alla minoranza.

    VOTAZIONE A  SCRUTINIO  SEGRETO PER L'ELEZIONE SUPPLETIVA DI UN
    DEPUTATO SEGRETARIO

     PRESIDENTE. Dichiaro aperta la votazione per scrutinio segreto
  per  l'elezione  del  deputato  segretario.
       Invito il deputato segretario a procedere all'appello.

         (BURGARETTA APARO, segretario, procede all'appello).

     PRESIDENTE. Dichiaro chiusa  la votazione. Invito la Commissione
  di scrutinio a procedere alle operazioni di scrutinio.

    (La Commissione di  scrutinio procede allo spoglio delle schede)

                        RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito  della votazione per l'elezione
  di un deputato segretario:

       Presenti e votanti .......  79
       Maggioranza ..............  40

        (Proteste e clamori dai banchi di centro e di sinistra)

    (Gli onorevoli Morinello e Spampinato chiedono di parlare sulla
    elezione del deputato  segretario;  il  Presidente prosegue nel
    comunicare il risultato della votazione)

     PRESIDENTE. Hanno riportato voti gli onorevoli:

       Giuseppe Basile ............ 45
       Galletti.................... 25
       Beninati....................  1
       Savarino....................  1
       Lo Monte....................  1
       Paffumi ....................  1

       Schede bianche ...........  5

     CRACOLICI, SPAMPINATO  E  ORTISI. Si fermi, Presidente  Non lo
  proclami

     PRESIDENTE. Risulta eletto l'onorevole Basile Giuseppe.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


           COMUNICAZIONE DI ADESIONE A GRUPPO PARLAMENTARE

     PRESIDENTE.  Informo  che  i  deputati  Antonino  Amendolia  e
  Salvatore Sanzeri, con nota del 30 ottobre 2001, hanno comunicato
  alla   Presidenza   dell'Assemblea  di  aver  aderito  al  Gruppo
  parlamentare Sicilia Democratica.
       Informo  altresì  che  il presidente di Sicilia Democratica,
  onorevole Carmelo  Lo  Monte, in data odierna, ha comunicato alla
  Presidenza  che  il  Gruppo  parlamentare  Sicilia Democratica ha
  accettato l'adesione dei deputati Amendolia e Sanzeri.

     SPAMPINATO.  Accetta  le  adesioni  il  presidente  del Gruppo
  parlamentare, non il gruppo. Pertanto, non essendo l'onorevole Lo
  Monte  presidente   del  gruppo,  non  è  nemmeno  competente  ad
  accettare adesioni allo stesso.

        (Proteste e clamori dai banchi di centro e di sinistra)


   Presidenza del vicepresidente Fleres


          COMUNICAZIONE DI DIMISSIONI DA GRUPPO PARLAMENTARE

     PRESIDENTE. Informo che, in data odierna, gli onorevoli Raiti,
  Morinello e Ferro, preso atto dell'adesione dei colleghi deputati
  di Democrazia  Europea alla maggioranza della Casa delle Libertà,
  hanno comunicato  di  essersi dimessi, con effetto immediato, dal
  Gruppo  parlamentare  di  Sicilia  Democratica,  che  pertanto  -
  sostengono gli  onorevoli  Raiti,  Morinello  e  Ferro - cessa di
  esistere.

        (Proteste e clamori dai banchi di centro e di sinistra)

       Tuttavia, rispetto a questa materia, proprio per la sequenza
  delle comunicazioni  che  la  Presidenza  ha  letto all'Aula, che
  nella  fattispecie  devono  essere  sottoposte  al  Consiglio  di
  Presidenza, dispongo  -  tenuto  conto degli  atti che sono stati
  prodotti - che   il  Gruppo  Sicilia  Democratica  non  cessa  di
  esistere, occorrendo  una  formale  delibera  in  tal  senso.  In
  qualunque caso, l'adesione di due deputati e la dimissione di tre
  non altera  la  composizione  del  Gruppo,  che  risulta comunque
  composto di cinque deputati, e lo mantiene in vita.
       Questo  tema,  onorevoli  colleghi,  in  questa sede non può
  essere affrontato.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


           SULL'ELEZIONE SUPPLETIVA DEL DEPUTATO SEGRETARIO

     FERRO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FERRO.  Io spero che quello a cui stiamo assistendo stasera in
  quest'Aula non  sia un film già visto.
       Presidente, lei  stasera  ha dato comunicazione di una serie
  di note che sono pervenute alla Presidenza non comunicando, però,
  la sequenza con cui queste note sono pervenute.
       La prima nota,  pervenuta  questa  mattina  alla  Presidenza
  dell'Assemblea, è quella a firma degli onorevoli Ferro, Morinello
  e  Raiti,  in  cui  si  dava  comunicazione  che,  rispetto  alla
  richiesta  di  adesione  di   due   deputati  al  Gruppo  Sicilia
  Democratica,  il Gruppo  non  aveva  avuto  alcun  pronunciamento
  formale in data odierna e, pertanto, si reiterava la richiesta di
  rinvio della nomina dei deputati segretari.
       Poc'anzi,  prima  della votazione, le è stato comunicato con
  una nota  che gli onorevoli Raiti, Morinello e Ferro, non facendo
  parte  più  del   Gruppo   Sicilia  Democratica,  chiedevano,  in
  sostanza,   all'Ufficio    di    Presidenza    di    pronunciarsi
  sull'esistenza stessa del  Gruppo  Sicilia Democratica, alla luce
  delle dimissioni di tre deputati.  A  questo  lei  non  ha voluto
  rispondere, ha voluto andare avanti per la sua strada.
       E' evidente e palese per tutti che si tratta - per quanto mi
  riguarda - di  un  abuso  pesante,  di un modo di tenere i lavori
  dell'Aula  che   non  facilita  il  rapporto  tra  maggioranza  e
  minoranza, anche  perché  -  mi  permetto  di dire - l'Ufficio di
  Presidenza  dovrà  anche  valutare  se l'onorevole Basile, eletto
  poc'anzi,  non  sia  rappresentante, e, quindi, un rappresentante
  eletto, della maggioranza anziché  della minoranza.  Credo che ci
  sia materia per andare oltre.

     SPAMPINATO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPAMPINATO.Onorevole Presidente, è la terza volta che mi tocca
  intervenire nel  giro di pochi minuti. Le avevo chiesto di essere
  garante della  dignità di questo Parlamento. Purtroppo così non è
  stato.  Non abbiamo avuto nessuna risposta rispetto a ciò che già
  avevamo  previsto  sarebbe  successo.  Purtroppo, con il silenzio
  della Presidenza, questo è avvenuto.
       Credo  che  siano  tre le considerazioni che si debbono fare
  per giudicare  illegittima la elezione dell'onorevole Basile alla
  carica di  deputato  segretario.
       La prima  è di ordine morale.  Però, permettetemi di evitare
  le  considerazioni  di  questa natura, perché sarebbe sufficiente
  ricordare i motivi  per cui noi siamo qua ad eleggere un deputato
  segretario  suppletivo per capire come sia illegittima moralmente
  l'elezione dell'onorevole Basile.
       Le altre  considerazioni sono di ordine giuridico.  E' stato
  eletto deputato segretario il rappresentante di un gruppo che non
  esiste. Le dimissioni di tre deputati dal gruppo suddetto avevano
  fatto decadere  il  gruppo.  Quindi,  noi  abbiamo proceduto alla
  elezione di un deputato di un gruppo che non esiste.
       La terza considerazione - e credo che  sia  la più grave - è
  quella per cui io facevo appello,  e lo faccio da neodeputato che
  ha piacere di far parte di  un  Parlamento  che abbia dignità, in
  maniera tale che la dignità  di  appartenere  a questo Parlamento
  sia garantita.  E, purtroppo, continuo a vedere che la Presidenza
  è insensibile alle considerazioni che faccio in tal senso.
       Ritengo tali questioni le più gravi, e nell'ordine in cui le
  ho esposte.  Pertanto, politicamente  non  è  stata rispettata la
  dignità di questo Parlamento.  La  dignità  del  Parlamento viene
  rispettata rispettando i diritti delle minoranze.  E questo non è
  accaduto.
       Per  queste  tre  ragioni  noi  chiederemo  che  il relativo
  decreto di nomina dell'onorevole Basile non sia firmato.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Spampinato,  solo per sottolineare che
  non c'è  un decreto di nomina, perché la proclamazione è avvenuta
  per elezione, a conclusione dello scrutinio.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.  Signor Presidente, al di là delle vicende che hanno
  riguardato  il  Gruppo  Sicilia  Democratica, voglio sollevare un
  problema  di  carattere  regolamentare.
       Questa  sera   noi  abbiamo  proceduto,  in  prima  fase,  a
  sostituire  l'onorevole  D'Andrea.   Questi  faceva  parte  dell'
  Ufficio di Presidenza in forza  di  quanto  stabilito dal comma 2
  dell'articolo 4, che prevede che nella prima fase di insediamento
  dell' Ufficio stesso,  il  Presidente  dell'Assemblea  espleta  i
  contatti con tutti i gruppi parlamentari, e in modo proporzionale
  ne garantisce la rappresentanza.  Questa  sera noi avremmo dovuto
  sostituire l'onorevole D'Andrea  ed  eleggere in sua sostituzione
  un  altro deputato del gruppo  a  cui  era  iscritto  l'onorevole
  D'Andrea.  Quindi la  sua  proclamazione è inficiata all'origine.
  Tant'è che lei sa perfettamente  che  ci  sono  dei precedenti in
  questo senso.
       Ora, per evitare di inasprire  il  conflitto qui in Aula, io
  la  invito  a  sospendere   la   proclamazione,  a  convocare  la
  Commissione  per  il  Regolamento   e   stabilire  quali  sono  i
  precedenti in questa materia.
       Io  ne   voglio   ricordare  uno  all'Aula:  quello  che  ha
  riguardato  l'elezione  nel  Consiglio  di Presidenza del collega
  Burgaretta.  In  quella  occasione  il  presidente dell'Assemblea
  onorevole  Cristaldi,  facendo  appello alle norme regolamentari,
  essendo  l'onorevole  Burgaretta  di  gruppo parlamentare diverso
  rispetto a  quello del deputato che doveva essere sostituito, non
  ha proceduto,  per ben due anni, alla sua proclamazione, malgrado
  l'insistenza con la quale l'Aula ne chiedeva la proclamazione.
       Pertanto,  Presidente,  io  le  chiedo, prima di procedere e
  prima  che  in  quest'Aula  si compiano atti che possono produrre
  inasprimenti  consistenti  nei  rapporti  tra  l'opposizione e la
  maggioranza,  di  sospendere  l'Aula, di convocare e di rimettere
  alla  Commissione  per  il  Regolamento  ogni decisione, e di non
  procedere  alla  elezione  degli  altri  due  rappresentanti  del
  Consiglio  di  Presidenza.  Questa  è  una  proposta  formale che
  intendo avanzare al Presidente.

     MORINELLO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MORINELLO.  Parlo  come  componente  del  disciolto  Gruppo di
  Sicilia  Democratica,  evidentemente  non  ci  sono  sul  tappeto
  questioni  regolamentari, ma anche soprattutto e fondamentalmente
  deontologiche.
       Il  rapporto  parlamentare  tra maggioranza e minoranza deve
  essere sempre tenuto  in  conto da parte di chi ha una così larga
  schiera di  deputati che sostengono il Presidente della Regione e
  la maggioranza  che  ha  vinto  alle  ultime  elezioni regionali.
  Badate, parlo come componente di un disciolto gruppo che ha preso
  atto del colpo di mano che i colleghi di Democrazia Europea hanno
  compiuto, sulla  base  certamente di un disegno politico che però
  poteva  essere  bene  rappresentato,  esplicitato, realizzato, in
  forme e modi che  tenessero conto di quella deontologia o di quel
  regolamento che presiede ai nostri lavori.
       Non  è  possibile  che  in quest'Aula si consumino così, non
  dico impunemente, ma così superficialmente, alla leggera, atti di
  arbitrio e  di  prepotenza,  perchè  io  credo  che  di questo si
  tratti.  Democrazia Europea certamente avrà ragioni politiche che
  la portano a schierarsi  con  il  centrodestra,  però  certamente
  questo  non  poteva   realizzarsi  attraverso  l'elezione  di  un
  deputato che è stato eletto  nelle  liste  di  Democrazia Europea
  come premio per questa scelta  politica che poteva, e sicuramente
  avrà altro tipo di motivazioni.
       Per cui, signor Presidente, abbiamo comunicato da tempo alla
  Presidenza   dell'Assemblea  regionale  che  la  decisione  o  la
  cooptazione   fatta   dal   presidente  del  gruppo  parlamentare
  disciolto non  aveva  alcun  valore legittimo in quanto non c'era
  stata alcuna  delibera  di  gruppo, perchè all'interno del gruppo
  parlamentare non  si  era  mai  discusso  dell'adesione  dei  due
  deputati che,  come  lei ha letto prima, hanno chiesto di aderire
  al  Gruppo  di  Sicilia   Democratica.
       Ma non solo, anche informalmente noi eravamo rimasti, con il
  capogruppo  Lo Monte,  di  arrivare,  data  questa  divaricazione
  politica tra le due  diverse  componenti,  quella  di  Democrazia
  Europea  che decide ora di andare  a  destra  e  quella  dei  tre
  deputati che hanno  sostenuto  lo schieramento di centrosinistra,
  il candidato alla presidenza Leoluca  Orlando,  di  andare ad uno
  scioglimento consensuale.  Avevamo  così,  informalmente,  deciso
  per evitare che in  quest'Aula  si  potessero  determinare queste
  situazioni di cui stiamo parlando. Non è stato così.
       Evidentemente, frutto  di  un  accordo  di maggioranza, si è
  arrivati a questo  esito che io ritengo non positivo per il clima
  che si deve determinare in quest' Aula.
       Badate  bene,  non solo è stata lesa la dignità politica dei
  tre deputati che hanno deciso di scrivere quella lettera, che lei
  ha letto  per  ultima  ma  che avrebbe dovuto, forse, leggere per
  prima perchè era prodromica a tutta una serie di conseguenze.
       E  noi,   e   lo   dico   a  nome  di  altri  due  deputati,
  intraprenderemo tutte  le  azioni a tutela non solo della dignità
  politica   dei   colleghi   del   disciolto   gruppo  di  Sicilia
  Democratica, ma  anche  aderiremo a tutte quelle azioni di natura
  legale, contabile anche alla Corte dei Conti perchè i riflessi di
  natura contabile  sono  evidenti  in questa votazione nel caso in
  cui la Presidenza decidesse di proclamare l'elezione del deputato
  testè eletto.
       Lo diciamo così, con  molta  tranquillità, per cui chiediamo
  alla Presidenza di sospendere la  proclamazione e di convocare la
  Commissione per il Regolamento perchè, nel  caso  in  cui  non si
  avesse  chiara  la  portata della  questione,  che  è  di  natura
  regolamentare,  oltre  che  deontologica, si possa determinare su
  una  materia  così  delicata  senza  forzature, senza accordi tra
  capigruppo  della  maggioranza che possano premiare l'adesione di
  Democrazia Europea alla maggioranza.
       Questo lo dico con molta tranquillità, perchè ritengo che in
  ogni caso  le questioni di principio sul tappeto sono tali da non
  permettere  che  in  quest'Aula  si  consumino accordi di potere,
  perchè  questo  è  un  accordo  di  potere  che  viene  consumato
  sull'altare delle regole e dei comportamenti.

     ORTISI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ORTISI.  Gli  onorevoli  colleghi  mi scuseranno se mi rivolgo
  esclusivamente  al Presidente dell'Assemblea.  Presidente, ognuno
  di noi, nel ruolo che si trova a svolgere nel corso della vita, a
  volte discute con se stesso prima che con gli altri di dimensioni
  esistenziali che vanno al di là di quello che ci accade attorno.
       Lei  stasera  mi  sta  consentendo di recuperare una vecchia
  convinzione  che  pensavo  fosse  tramontata,  cioè che la realtà
  superi la letteratura; non come qualcuno sosteneva fino a qualche
  tempo  fa. E quasi mi stavo convincendo che la letteratura superi
  la realtà. Ciò perchè mi sono trovato a leggere, qualche tempo fa
  quando mi  era  consentito  farlo,  in una silloge di racconti di
  Borges un  brevissimo  racconto.  Brevissimo
       In esso  l'autore, sul  filo del paradosso, sosteneva che il
  vero Cristo era Giuda, non Cristo. Lo sa perchè?
       Perchè  Gesù   Cristo   morendo  in  croce  aveva  avuto  la
  soddisfazione,  nel  corso  dei  millenni, di essere riconosciuto
  come  tale,   cioè  come  Redentore.  Mentre  Giuda,  tradendo  e
  consentendo  la  crocifissione,  non  aveva  avuto neanche questa
  soddisfazione. Quindi il vero Redentore, diceva Borges, era Giuda
  che aveva consentito la redenzione con la crocifissione di Gesù e
  però,  durante   i   millenni,   non   aveva   avuto  neanche  la
  soddisfazione dell'applauso.
       Io  credo  che  se  Borges  vivesse e frequentasse la nostra
  Aula,  stasera  con la proclamazione dell'onorevole Basile, molto
  probabilmente, ritornerebbe indietro e si ispirerebbe alla realtà
  e scriverebbe  un  racconto  che  intitolerebbe "Dalla cintola in
  giù".
       Ciò  perchè  quello a cui abdichiamo, Presidente, con la sua
  eventuale   proclamazione,  è   la  dignità  di  ognuno  di  noi,
  esistenziale prima  che  etica  e  politica  e io la invito a non
  tagliare dentro di noi la parte migliore.
       Sospenda   la  proclamazione  e  abbia  rispetto,  lei,  che
  altrimenti perde prestigio in quest'Aula.
       Il prestigio  non si acquisisce con un numero di voti, non è
  stato mai  così.  Non  sarà mai così, fino a quando l'essere sarà
  essere  umano.  Lei  perde  prestigio piegandosi ad un atto che è
  atto solo di parte talebano.
       E allora  noi  la  invitiamo  a questo, io invito i colleghi
  dell'opposizione,  nel  momento in cui non avvenisse, ad assumere
  un atteggiamento forte, non fosse altro che in difesa di qualcuno
  che non c'é più.

     CRISAFULLI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CRISAFULLI.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, credo che
  quello  che   sta  avvenendo  in  questa  Aula  possa  creare  le
  condizioni per un sostanziale clima di invivibilità.
       Noi  abbiamo  proceduto  alla  votazione  solo  per un fatto
  incidentale, perché  purtroppo  l'Aula  si é privata - per motivi
  luttuosi - della presenza dell'onorevole D'Andrea.
       La norma regolamentare avrebbe dovuto consentire allo stesso
  gruppo a cui era iscritto l'onorevole D'Andrea, di poter eleggere
  il sostituto nell'Ufficio di Presidenza.
       L'avere  proceduto con altro meccanismo e l'avere comunicato
  in Aula  dopo  la votazione che il Gruppo Sicilia Democratica, da
  un  lato  aumentava  la  sua  composizione  senza accompagnare la
  comunicazione stessa da  relativa  delibera del gruppo. Le faccio
  notare, signor Presidente, che  quest'Aula  si é trovata a dovere
  prendere  atto  della   mancata   disponibilità  del  Gruppo  dei
  Socialisti  Siciliani,   nella   legislatura  scorsa,  quando  si
  trovarono la richiesta  dell'onorevole  Martino di volere aderire
  al loro gruppo e la  maggioranza  di  quel  gruppo  non  deliberò
  l'adesione. E pertanto l'onorevole Martino non fu accolto in quel
  gruppo parlamentare, perché  su due parlamentari entrambi avevano
  stabilito che non poteva aderire.
       L'avere  invece accettato una comunicazione e l'avere subito
  dopo comunicato  le dimissioni di altri componenti da quel Gruppo
  ci pone due  problemi:  il  primo  é  che  il  Gruppo  non si può
  aumentare per  comunicazione, il secondo é che mancando il numero
  della composizione del Gruppo non si può procedere a insediare il
  nuovo componente, perché  il  Regolamento prevede che deve essere
  appartenente al gruppo a cui  manca  la presenza nell' Ufficio di
  Presidenza.
       Le vorrei ricordare un altro precedente, che é quello che fa
  riferimento   alla   votazione   quando   il   Parlamento  elesse
  l'onorevole   Burgaretta   deputato  questore  dell'  Ufficio  di
  Presidenza   dell'epoca.   In   quell'occasione   il   Presidente
  Cristaldi,   nonostante   i   voti   furono  prevalentemente  per
  l'onorevole Burgaretta,  ha  creato  un  precedente  -  le  debbo
  ricordare da  noi  non  condiviso,  ma  comunque  precedente é, a
  questo  punto  -  che  non consentì l'insediamento dell'onorevole
  Burgaretta   nel   Collegio   dei  Questori;  perché  non  veniva
  rispettata   la   composizione   pluralistica  del  Consiglio  di
  Presidenza.
       Io  credo, signor Presidente, che noi non possiamo procedere
  all'insediamento dell'eletto  nell' Ufficio di Presidenza, perché
  altrimenti corriamo il rischio  di  fare  diventare  le regole di
  questo Parlamento opinabili e  pur  sempre messe in condizioni di
  essere  modificate  sulla   base   delle   necessità  che  ha  la
  maggioranza di turno di questo Parlamento.
       Vorrei  ricordare  che  in  Parlamento  le  regole  sono  lo
  strumento della convivenza interna. Se le si piega sulla base dei
  bisogni e  delle  necessità, presumo  che  si crei una violazione
  fondamentale delle regole di convivenza generale.
       Peraltro  so  che  sono  all'ordine del giorno altri tipi di
  elezione.  Gradirei  capire  in  base  a  quale  dispositivo si è
  ritenuto  di  mettere  all'ordine  del  giorno le altre elezioni,
  atteso che  ancora  non  si  capisce se il dispositivo di legge è
  riferito alla legislatura in corso o alla legislatura successiva,
  poichè   manca   il   contenuto  del  dispositivo  di  una  norma
  transitoria  che  fa  riferimento  all'eventuale allargamento fin
  dalla legislatura in corso. E' una norma a regime e, pertanto, si
  potrebbe creare un conflitto  con  altre autorità esterne che, in
  sede di parifica,  potrebbero  sollevare  eccezione rispetto alle
  spese che il Consiglio  di  Presidenza  si troverebbe a sostenere
  nel caso in cui  si  dovesse  procedere  per  l'ampliamento dello
  stesso.
       Signor  Presidente, mi permetto, pertanto, di suggerire che,
  prima  di  procedere,  si  faccia una sospensione, si convochi la
  Commissione  per  il Regolamento per una valutazione. Altrimenti,
  ci vedremo costretti ad incentivare l'iniziativa di contestazione
  rispetto alla volontà che ha la maggioranza di imporre una regola
  nuova   al   Parlamento,   non   essendo   prevista  dalle  norme
  regolamentari.

     D'ANTONI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     D'ANTONI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato
  con   grande  attenzione  invocazioni  importanti,  morali  della
  dignità  del  ruolo  di  questo  Parlamento  -  tutte cose che mi
  destano  sempre  grande  interesse  e  grande  partecipazione - e
  quindi condivido i richiami che qui sono stati fatti. La cosa che
  non  condivido  è  la  conclusione  cui  si giunge, perchè questi
  richiami  si  rivolgono  sempre al proprio senso, non al senso di
  tutti.
       Perchè  siamo giunti a questo punto? Veniamo da una elezione
  -  il 24 giugno - che ha misurato sul campo tre schieramenti, non
  due, tre schieramenti.  Ci presentammo in questa Aula dopo quelle
  elezioni   per   garantire   ai   tre  schieramenti  la  presenza
  nell'Ufficio  di Presidenza.  E per ragioni morali, d'invocazione
  di dignità di questo Parlamento, di corrispondenza tra la volontà
  popolare  e  l'espressione  di  questo  Parlamento  sarebbe stato
  giusto, sin da allora, che  il  Consiglio di Presidenza avesse al
  suo interno anche  la  rappresentanza  delle  tre espressioni del
  corpo elettorale. Si decise  allora, da parte della maggioranza e
  della minoranza, di  occupare  l'intero Ufficio di Presidenza dei
  nuovi  posti  attraverso   una   distribuzione  diversa  che  non
  comprendesse la terza forza che si era misurata alle elezioni.
       Quindi,  prego tutti  i  colleghi  che  hanno  fatto  questa
  invocazione  alla  dignità,  alla  moralità,  all'importanza  del
  Regolamento  che  questa   prima   questione   del  rapporto  tra
  l'espressione elettorale e  la  garanzia  democratica  del nostro
  Parlamento  doveva  stare  a  cuore  di  tutti  -  maggioranza  e
  opposizione - e non a cuore di una parte o di chi si era misurato
  fuori dagli schieramenti.
       Accertammo  in  quella occasione e prendemmo atto - lo dissi
  da questo  podio  -  che  si  registrava  una  violazione  di  un
  principio democratico;  ma  noi  registrammo  la  volontà e siamo
  stati buoni, senza minacciare nulla; registrammo che si sceglieva
  un'altra strada.  Si sceglieva la strada di garantire un rapporto
  diverso  che  non  teneva conto di chi si era misurato da 'terzo'
  fino  ad  un ricorso - a me dispiace che si sia fatto ricorso qui
  ad un riferimento letterario - e ricordo all'onorevole Ortisi che
  la Margherita si è presentata  al  popolo siciliano come un unico
  Partito e quando è arrivata  qui  ha  costituito due gruppi ed ha
  una rappresentanza plurima in questo Ufficio di Presidenza.
       Io  mi  sarei  aspettato  il  contrario, cioè  che  oggi  la
  minoranza  dicessi  qui: recuperiamo quel torto. E la presenza di
  Democrazia  Europea  attraverso  il Gruppo di Sicilia Democratica
  ripara quel torto  Altro  che  violazione  di  dignità.  Di  cosa
  parliamo?  Parliamo di una questione che non esiste; parliamo del
  fatto che chi si è  misurato  in autonomia in questo rapporto col
  popolo siciliano non è qui rappresentato.
       Oggi, invece, attraverso  l'elezione dell'onorevole Basile e
  la sua proclamazione noi  registriamo quel tipo di violazione che
  si  era  commesso  dopo  il  24 giugno e che oggi viene sanata. E
  tutta l'Assemblea dovrebbe essere contenta che ciò avvenga perchè
  vuol  dire  che c'è stata una corrispondenza tra l'Assemblea e il
  corpo  elettorale, e non una sola parte.  Dopodiché  le questioni
  legate  al Gruppo Sicilia Democratica nascono da una esigenza che
  è  nata  in  questa  Aula  e  che  ha  portato  alla modifica del
  Regolamento,   che   tutti   o  la  maggioranza  abbiamo  voluto,
  attraverso  il  quale  gruppi  regolarmente  costituiti venissero
  considerati per una presenza nell'Ufficio di Presidenza.
       Anche allora avemmo un  dibattito  aspro  qui dentro tra chi
  sosteneva tale tesi e chi vi si opponeva pure  per ragioni sempre
  morali.  Si  ricorre  sempre  alle  grandi  ragioni morali quando
  bisogna pensare alla moralità degli altri e mai alla propria
       La  verità  è  che si arrivò a quella conclusione e si diede
  quella possibilità che è prevista dall'altra votazione.
       Io   non  capisco  dove   sta   tutta   la   questione.   E'
  regolamentare la questione che  qui sottoponete?  Non c'è nessuna
  violazione.  C'è  un  Ufficio  di  Presidenza  composto  da  nove
  componenti,  si  sana  semmai una violazione precedente.  Ci sono
  gruppi regolarmente  costituiti;  voteremo, nell'altra votazione,
  per garantire tutti.  Noi siamo per  il  rispetto  e  per  questa
  garanzia.  Dopodiché, se ad una parte  di questa Assemblea non va
  bene non si invochi l'universo mondo  e  la  dignità: si dica che
  non va bene e basta  Registriamo  politicamente  che non va bene,
  come sempre nella vita democratica. E si va avanti.  Ma ricorrere
  a questi grandi discorsi,  questi  grandi paroloni per nascondere
  cose più banali a me non  sembra  appropriato.
       Ecco perchè penso che non  solo  l'elezione  è regolare, non
  solo  il  Presidente  ha   fatto  bene  a  proclamare  l'elezione
  dell'onorevole Basile, ma penso  anche  sia  giusto, nel rispetto
  del Regolamento che abbiamo  votato,  procedere  all'elezione  di
  altri due componenti dell'Ufficio  di  Presidenza per completare,
  attraverso il nuovo Regolamento,  questo  Ufficio di Presidenza e
  così essere coerenti con le cose che questa Assemblea ha deciso e
  con  le  proposte  che  abbiamo  sempre  fatto  di  coerenza  tra
  l'espressione popolare, la nostra attività  e la garanzia di dare
  ad esse una importanza adeguata.
       Le questioni che  si  pongono  rispetto  alle  nostre scelte
  - noi abbiamo fatto un accordo  come  Democrazia  Europea  per le
  prossime elezioni amministrative del  25  novembre,  non  abbiamo
  cambiato collocazione, siamo in  questa collocazione frutto di un
  accordo  per  fare  le   elezioni   del   25   novembre   secondo
  l'insegnamento  che  ci  avete  dato  tutti  voi,  maggioranza  e
  minoranza, che bisogna stare schierati  nelle  elezioni se no non
  c'è speranza. E vi abbiamo ascoltato  nonostante  il fatto che la
  nostra convinzione era diversa, e sulla  base  di  questo  stiamo
  lavorando politicamente perchè le nostre idee si affermino.
       Fare di questo un  uso  strumentale  non  è dignitoso per la
  moralità di chi usa tali  strumenti.  Ecco  perchè  io  penso sia
  giusto procedere nel sentimento  e  nel  sentiero che abbiamo qui
  deciso.

     ACIERNO.  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Ne ha facoltà.

     ACIERNO.  Signor Presidente,  onorevoli colleghi, ho ascoltato
  tutti  gli  interventi  con   grande  attenzione  e  posso  anche
  condividere la questione morale riferita  al  fatto  che ci siamo
  trovati tristemente a dovere sostituire  un  collega  che  ci  ha
  lasciato prematuramente; però poi bisogna avere anche la serenità
  di tornare con un minimo di cinismo  a  quella  che  è  la nostra
  attività parlamentare.
       Ho già avuto modo di affrontare questo argomento da relatore
  per  la  modifica  dell'articolo  4  del  Regolamento qui in Aula
  allorché  sostenni  che  c'è,  secondo  me,  e lo voglio ribadire
  stasera  proprio  a  seguito  del  dibattito che si è aperto, una
  errata impostazione nei confronti dell'Ufficio di Presidenza, che
  è  un  organo  amministrativo  e  non  politico, che deve essere,
  questo   sì,   rappresentato   da  tutti  i  gruppi  regolarmente
  costituiti  in  questa  Assemblea.  E,  in  tal  senso, non me ne
  vogliano  i  colleghi dell'opposizione, la maggioranza si è fatta
  immediatamente  promotrice  della  riforma  dell'articolo  4  per
  sanare  quella  che  era  una  ingiustizia  conclamata dal nostro
  Regolamento  e,  cioè,  dare  modo  a tutti i gruppi regolarmente
  costituiti   di  essere  rappresentati  in  seno  all'Ufficio  di
  Presidenza.
       Allora, riguardo all'oggetto di oggi, io credo che, in buona
  fede, i relatori  che  mi  hanno  preceduto,  compreso  lo stesso
  onorevole   D'Antoni  -   non   me   ne   voglia   -,   sbagliate
  nell'interpretare   l'elezione   che   abbiamo  testè  effettuato
  parlando  di  gruppi  regolarmente  costituiti.
       La prima  parte  dell'articolo 4, che regolamenta l'elezione
  dell'Ufficio  di Presidenza,  non  si  rivolge  a  nessun  gruppo
  regolarmente  costituito,   ma   prevede,   attraverso   il  voto
  dell'Assemblea, l'elezione di due vicepresidenti, di tre questori
  e di tre  segretari, che non devono necessariamente appartenere a
  questo o a quel  gruppo, potevano anche essere iscritti al gruppo
  misto, se eletti in prima battuta.
       Dopo di che questa  maggioranza  - però voglio dare merito a
  Cesare - e tutta  l'Assemblea  hanno  modificato  il Regolamento,
  dicendo:  completata l'elezione  dell'Ufficio  di  Presidenza, si
  verificano i gruppi regolarmente  costituiti a quella votazione e
  quei gruppi che non sono  rappresentati  hanno  diritto ad essere
  rappresentati con un segretario di presidenza.
       Allora,  credo  che  nella votazione  di  oggi  non  c'è  da
  sospendere,  non  c'è  da rivedere,  non  ci  voleva  un  gruppo,
  ancorchè  Sicilia Democratica sia  sciolta  o  meno,  perchè  noi
  abbiamo eletto un componente  dell'Ufficio  di Presidenza come da
  comma 1 dell'articolo 4.
       Diversa adesso è  la  questione che dobbiano porci a seguito
  dell'elezione del  collega  Basile.  Adesso  la  Presidenza dovrà
  procedere al completamento dell'Ufficio  di  Presidenza.  E anche
  qui ho sentito dire numeri: 2, 3,  5,  7. Credo che la Presidenza
  debba  comunicare  a  questa  Aula,  in  base  alle  nuove  norme
  regolamentari modificate dall'Assemblea,  quali gruppi, alla luce
  dell'avvenuta  elezione   dell'onorevole  Basile,  non  risultino
  adesso rappresentati nell'Ufficio di  Presidenza  per dare modo a
  questi Gruppi di avere il loro rappresentante.
       Cari colleghi, ho voluto dire  ciò  solo perchè molto spesso
  ci perdiamo e diamo modo poi alla  stampa,  e  questo non gioca a
  favore di nessuno, né  alla  maggioranza  né  all'opposizione, di
  uscire  con  dei titoli, immagino  già  i  titoli  della  cronaca
  parlamentare di domani, come se  noi  qui  stessimo,  al  solito,
  brigando per cose inutili. Non è  così  L'Ufficio di Presidenza è
  un organismo essenziale per la vita di questa istituzione.
       Allora, io credo che ognuno di noi abbia potuto esprimere la
  propria  opinione, fermo restando che  quando  si  vota  c'è  una
  maggioranza che vince ed una minoranza che perde, ma nel rispetto
  delle regole. E così oggi è stato fatto, può piacere o meno.
       Ma  nessun   gruppo,   regolarmente   costituito,  non  sarà
  non rappresentato in seno all'Ufficio di Presidenza.
       Per questo io  le  chiedo,  signor  Presidente,  per  potere
  procedere al prossimo  punto  dell'ordine del giorno, che prevede
  l'allargamento dell'Ufficio  di  Presidenza, come da modifica del
  Regolamento, di  comunicare,  prima  di  indìre l'elezione, quali
  sono, a questo punto, i  gruppi  regolarmente  costituiti che non
  hanno rappresentanza per dare modo a questa Assemblea di eleggere
  i loro rappresentanti.

     ODDO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ODDO. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  non  credo  che
  possa passare inosservato quanto è  accaduto  questa  sera. E non
  credo che bisogna utilizzare termini  che si possono richiamare a
  forma di diplomazia politica.
       E' accaduta una cosa  grave,  è  accaduto che la maggioranza
  ritiene che i  Regolamenti  possono  essere  interpretati  in una
  certa maniera come abbiamo visto,  nel  senso  che possono essere
  forzati.  E il fatto che  addirittura  si  deposita, subito  dopo
  l'avvenuta   votazione,  la  costituzione  del  gruppo  in  senso
  formale,  è  proprio il caso di un imputato reo confesso, cioè di
  colui  che  riconosce  di avere commesso realmente in questo caso
  una forzatura, in quel caso un reato.

     FLERES.   Onorevole Oddo,  per  evitare  che  lei  dica  delle
  inesattezze   volevo   soltanto   dire   che   la   comunicazione
  dell'adesione al Gruppo  di  Sicilia  Democratica degli onorevoli
  Sanseri e Amendolia è avvenuta  nella seduta n. 19 del 30 ottobre
  e nella stessa seduta  gli  onorevoli  Raiti,  Ferro  e Morinello
  hanno comunicato le loro intenzioni.  Sia l'una cosa che l'altra,
  anche se pervenuta con una nota specifica nella giornata di oggi,
  è già accaduta il 30  ottobre. Questo per agevolarle l'intervento
  e per evitare, ripeto, di dire delle inesattezze.

     ODDO. Signor Presidente, io la conosco, ho avuto il piacere di
  lavorare nella Commissione che  lei  presiedeva,  e  credo che in
  cuor  suo  condivide  quello   che   sto  dicendo.  La  forzatura
  effettivamente  è  stata  commessa.  Perché, ancora una volta, si
  vuol   fare   invece   la   politica  dei  furbi?  Perché  questa
  maggioranza  si  vuole  sostanzialmente, in  questa  maniera e in
  questa  fase della politica siciliana, sempre di più identificare
  come  una  maggioranza  che  fa  le  operazioni con una logica di
  potere.  Punto  e  basta.  Che pone all'attenzione di questa Aula
  questioni  solo  di  mera  spartizione  di  poltrone,  di accordi
  sottobanco.   E   non  può  quindi  richiamarsi  assolutamente  a
  questioni di schieramento elettorale perché tutti sappiamo cosa è
  accaduto  in  questi  giorni legittimamente, e nel rispetto delle
  scelte  di  ognuno,  nel  senso  che evidentemente si è scelto di
  stare da una parte.
       E  quando,  evidentemente,  si  viene qui e si interviene in
  maniera  direi  quasi un po' ridicola, come a dire che i colleghi
  che  sono  intervenuti  stanno semplicemente strumentalizzando il
  tutto, togliendo di mezzo un argomento vero che è l'argomento che
  in questa Aula c'è una maggioranza e c'è una opposizione.
       E il richiamo  alle  questioni  di  schieramento  elettorale
  sa  di  strumentalizzazione invece, perché sappiamo che le scelte
  politiche,  legittime,  rispettabili, sono state assunte.  E sono
  state assunte in questi giorni, in queste ore, dato che ognuno di
  noi segue la politica non solo dalla lettura dei giornali.
       E allora, non si può  non dire che queste forzature non solo
  inaspriscono  i  rapporti   fra   maggioranza  e  opposizione  ma
  rappresentano per questa  Aula,  per questa Assemblea, per questo
  Parlamento un precedente  assolutamente  grave  che  mortifica il
  prestigio dell' Aula.
       E vedete che chi vuole  dire  che  questo  è  un  modo  come
  enfatizzare, un modo  come  strumentalizzare, sappiamo  che  è in
  malafede. E' in malafede perché  è  evidente a tutti che quanto è
  accaduto, a parte il  richiamo della questione che può riguardare
  il collega D'Andrea, ma  la questione vera è che una maggioranza,
  che una opposizione si caratterizzano per qualità e soprattutto -
  parlando di qualità  -  si  caratterizzano  per  una  sensibilità
  politica e anche per il modo come si rapportano, come si vogliono
  confrontare  in  maniera  rispettosa,  sia  dal  punto  di  vista
  istituzionale,   sia   dal   punto   di   vista   politico,   con
  l'opposizione.
       Questo  sta  venendo  meno,  ma  addirittura si pretende che
  l'opposizione  non venga qui, non intervenga in maniera massiccia
  e non protesti seriamente, fino anche alle estreme conseguenze.
       E le estreme conseguenze  glielo  dico,  signor  Presidente,
  quali  sono: non sono solo quelle di occupare quest'Aula, ma sono
  quelle  di  portare, forse per la prima volta, in un Tribunale il
  deliberato  di  quest'Aula,  perché  è  impossibile  pensare  che
  stasera  possa  passare  una  impostazione  del genere, scelte di
  questo tipo.
       Ed è impossibile  pensare  che,  dinanzi  ad  una  procedura
  gestita in quella maniera -  guardi,  io  ho avuto la sventura di
  essere  scrutatore,  ma  non voglio sottolineare questo aspetto -
  ancora una volta in quel voto c'erano i tratti, gli asterischi, i
  piccoli segnali geometrici. Tutto c'era in quel voto
       Ancora una volta, questa  Sicilia, che voleva realmente, col
  voto diretto, avviare una  stagione  di  cambiamento, ripiomba in
  quelli  che  sono  i  vecchi,  logori  sistemi  che  hanno  tanto
  danneggiato questa terra e ripiomba in  una  situazione in cui la
  maggioranza si distingue solo per  questo,  perché in questa fase
  non stiamo discutendo altro che di  questo, e  il  Governo non si
  degna di depositare un disegno  di legge che, realmente, potrebbe
  occupare  veramente  l'attenzione   dei   siciliani  e  veramente
  potrebbe far pensare anche ad un futuro diverso rispetto a quello
  che disgraziatamente abbiamo davanti.
       Allora,   io   credo   che   tutto  ciò  non  significhi  né
  strumentalizzare,  né brigare. Significa che chi spesso declama e
  chi  spesso  si  vuole  identificare  come il moralizzatore della
  politica,  altro  non  è  che colui che, ancora una volta, questa
  sera  ha  dato  la  dimostrazione  che  la 'mercificazione' della
  politica  è tutta insita nel modo in cui questa maggioranza vuole
  governare la Sicilia. E questo è un fatto grave che l'opposizione
  deve  denunciare  e su cui deve  andare  avanti  fino  in  fondo.
  E'impossibile  pensare che si possa,  ancora  una  volta,  con  i
  giochetti e con il modo in cui è stata gestita questa vicenda, in
  quest'Aula ancora realmente discutere  in  maniera  costruttiva e
  guardando  ai  provvedimenti, alle  delibere  di  quest'Aula  con
  spirito costruttivo e con spirito sempre più rivolto a quelli che
  sono i problemi della Sicilia.

     ORLANDO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ORLANDO.   Signor  Presidente,  prima   di   iniziare  il  mio
  intervento  devo porle una domanda,  devo  chiederle  se  lei  ha
  proclamato come deputato segretario l'onorevole Basile.

     PRESIDENTE. Certamente.

     ORLANDO.   Mi  consentirà,   allora,   signor  Presidente,  di
  rivolgermi non a lei, ma  all'onorevole  Basile, essendo stato da
  lei proclamato come deputato segretario di questo Parlamento.
       Credo sia necessario fermarsi  per  un  momento  rispetto  a
  questa vicenda. Noi abbiamo di  fronte  ed  in  gioco l'interesse
  della dignità di questo Parlamento che non è prerogativa né della
  minoranza, né  della maggioranza, ma credo che sia prerogativa di
  tutti, in primo luogo, della Presidenza.  Ed  è  per  questo  che
  vorrei raccogliere l'invito che  ha fatto l'onorevole D'Antoni di
  cercare  di  cogliere  il senso  dell'altro  e  non  soltanto  di
  ragionare  secondo  il  proprio  senso,  perché  se  ragionassimo
  secondo   il   nostro   senso   dovrei   ricordare   l'intervento
  dell'onorevole Acierno che ha  ricordato  che "così procedendo si
  priva un Gruppo, regolarmente  costituito,  regolarmente eletto e
  regolarmente scelto dal corpo elettorale, di una propria presenza
  nell'Ufficio di Presidenza".
       E basterebbe questo per dire  che  il nostro senso, il senso
  di chi, nella competizione  elettorale  e in questo Parlamento si
  considera da una parte dello  schieramento  e 'da una parte degli
  schieramenti' - per seguire l'indicazione dell'onorevole D'Antoni
  - si sta verificando una  'lesione'  di  questa  prerogativa e di
  questa previsione regolamentare.
       Ma voglio farmi carico del senso degli altri ed è per questo
  che credo sia opportuno  chiedere  all'onorevole  Basile,  che  è
  stato proclamato deputato segretario, che si riservi di accettare
  questo incarico dando, in  tal  modo,  un segnale che, se andrà a
  far  parte   dell'Ufficio   di  Presidenza,  andrà  a  far  parte
  certamente in  rappresentanza delle norme regolamentari che tutti
  insieme, consensualmente, abbiamo deliberato.
       Io lo so che  la  mia  domanda  potrà sembrare ingenua, ma a
  volte domande  ingenue  e  risposte  coerenti  possono servire ad
  evitare  che si  continui  in  un'azione  che  serve  soltanto  a
  discreditare questo Parlamento.
       Lei, onorevole Basile, è  ormai deputato segretario; è stato
  proclamato  deputato  segretario;  la  prego,  faccia,  anche  in
  ragione  delle  considerazioni che  altri  hanno  esposto,  sulle
  ragioni  per  le  quali  siamo   qui   a  scegliere  il  deputato
  segretario, un gesto che  certamente  appartiene alla sua storia.
  Faccia  un gesto che dica che  si  riserva  di  accettare,  potrà
  accettare tra un minuto o tra un'ora  o tra cinque ore, ma almeno
  questa pausa di riflessione sarà un  modo  per comprendere che in
  questo Parlamento non si va a  colpi  di  maggioranza  con dubbie
  applicazioni  del  Regolamento,  ma  si  procede  certamente  nel
  rispetto complessivo di tutti,  dei  singoli e delle maggioranze,
  ma anche della minoranza o delle minoranze di quest'Assemblea.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                              CONGEDI

     PRESIDENTE.   Comunico   che   dal   Presidente   del   Gruppo
  parlamentare di Forza Italia è pervenuta richiesta di congedo per
  gli onorevoli  Misuraca, Castiglione, Cascio e Leanza Edoardo per
  la seduta di oggi.
       Non sorgendo osservazioni, i congedi si intendono accordati.

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me pare che
  vi  sia  tanto  rumore  per nulla. Questo lo dico a ragion veduta
  perché  se non ci fosse stato, come non c'era, quando l'onorevole
  Cristaldi non volle, io  dico inopinatamente in quella occasione,
  insediare l'onorevole  Burgaretta, ancorché eletto dall'Assemblea
  deputato questore, oggi questo problema non ci sarebbe più.
       Perché  ci  stiamo  bagnando,  sapendo  che con la votazione
  susseguente  il  Gruppo del quale in questo istante si lamenta, a
  torto o a ragione, il dubbio interpretativo, l'azione svolta ....
       Io  voglio  dire una cosa, onorevole Spampinato, lei sarà di
  prima  nomina però io non l'ho interrotta proprio perché so che è
  di prima nomina, non è che io perché sono di seconda nomina debbo
  accettare  un'interruzione  che  non  mi  merito  e  credo di non
  meritarmi.
       Voglio  dire  con  molta calma e tranquillità: abbiamo fatto
  una   votazione,   abbiamo   eletto   e  proclamato  un  deputato
  segretario,  abbiamo  fatto, noi, forzando anche la minoranza, un
  Regolamento  col  quale  diciamo  che tutti i gruppi regolarmente
  costituiti  hanno  diritto  di  accesso. Cosa c'è di strano se in
  questo  momento alcuni gruppi sono già stati rappresentati e sono
  presenti,  altri  subito  dopo,  nel  giro  di  cinque minuti con
  un'altra  votazione, io  sono convinto che l'onorevole Galletti e
  l'onorevole  di Nuova Sicilia vengono regolarmente eletti e hanno
  gli  stessi  identici  diritti  di  coloro i quali sono stati già
  eletti,  hanno  la  stessa  identica  prerogativa. Nessun diritto
  leso,  nessuna posizione che possa far venir meno la presenza nel
  Consiglio   di  Presidenza  anche  al  Gruppo  a  cui  appartiene
  l'onorevole Galletti.
       Io  ritengo  che  non  ci  sia da contrapporci per cose così
  piccole, minute, assurde. Noi abbiamo  di fronte altri traguardi.
  Io non sono un uomo che dice sempre che è importante il fatto che
  la  cultura...Ma è cultura quella  che  non  stiamo  parlando dei
  fatti del Banco  di  Sicilia  che  hanno  interesse e valenza per
  tutto l'intero scacchiere della Regione siciliana?
       Ha  valenza che non parliamo delle variazioni del bilancio?
       Ha  valenza che stiamo rinviando ancora un disegno di legge,
  il  numero  185,  che  arriva  faticosamente  in  Aula per essere
  emendato, sorretto, modificato?
       Ha  valenza che siamo in procinto di confrontarci seriamente
  su   fatti  eclatanti  che  interessano  la  vita  della  Regione
  siciliana  e ci stiamo annodando dietro ad un falso problema? C'è
  un  problema  inesistente  perché con la seconda votazione non ci
  sarà  il  Gruppo  della  Margherita  che  ha perduto un posto nel
  Consiglio  di  Presidenza.  Sarà  accettato, come da Regolamento,
  voluto  da  questa  maggioranza anche in contrapposizione a certe
  posizioni assunte dalla minoranza che regolarizza il consiglio di
  Presidenza, dà  lo  spettacolo e lo spaccato di una maggioranza e
  di  una  minoranza  che, all'interno del Consiglio di Presidenza,
  avranno  presenze  significative  idonee, atte a potere governare
  anche l'Assemblea e il Consiglio di Presidenza dell'Assemblea.
       A me pare - e lo dico con enorme tranquillità - che dobbiamo
  tentare di  dividerci  il  meno  possibile, per quello che questa
  terra di Sicilia al nostro Parlamento chiede.  E non è spettacolo
  edificante che  su  un fatto risibile, di poco contenuto, di poco
  significato  e  di  sicuro emendamento a cinque minuti dall'altra
  votazione,  possa  dividersi  il Parlamento, quest'Aula che ha di
  fronte  problemi  che  ci  vedono  contrapposti ad uno strapotere
  dello Stato  con  il  quale  dovremo  ancora discutere in termini
  forti, unitari,  per tentare di non farsi depredare da quello che
  è un  diritto  sacrosanto  della  Sicilia,  e  mi  riferisco alla
  vicenda   del  Banco  di  Sicilia  della  quale  abbiamo  parlato
  stamattina  e  che  quest'Aula  deve affrontare subito dopo avere
  finito un  dibattito che non serve. Non serve nè alla Sicilia, nè
  ai siciliani, nè al ruolo dell'Assemblea.
       Ma  abbiamo  veramente  tanta  energia  da  spendere  su  un
  segretario che  sarà  eletto  in  cinque minuti?  Io comprendo  i
  possibili interventi  di  chi  si  sente  da  quella votazione un
  tantino messo da  parte;  io non comprendo - e qua concludo - che
  il  tutto  venga  ricomposto  con  la  votazione susseguente, non
  avremmo bisogno nè di dividerci, nè di fare una grande battaglia,
  nè  di   invitare  Basile  ad  avere  un  problema  di  coscienza
  rifiutando un  voto  dell'Assemblea  che  lo  ha  nominato  e  Il
  Presidente  dell'Assemblea  che correttamente e legittimamente lo
  ha insediato.

     CAPODICASA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà

     CAPODICASA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, credo che
  l'intervento   dell'onorevole   Cintola   dia   l'esatta   misura
  dell'imbarazzo  con cui egli ha affrontato l'argomento. Non posso
  pensare  che egli  abbia  dimenticato  così  in  fretta  di  aver
  protestato energicamente  in  questa  Aula  quando  il Presidente
  dell'Assemblea,   onorevole  Cristaldi,  non  proclamò,  ancorché
  avesse raccolto il maggior numero di voti, l'onorevole Burgaretta
  componente  del   Consiglio  di  Presidenza.  Non  lo  può  avere
  dimenticato perchè lui  è  stato  uno dei più accesi parlamentari
  che hanno  replicato,  che hanno minacciato, in quella occasione,
  ribadito che si trattava  di  un  abuso  e che, proprio perchè un
  abuso, richiedeva  la  massima contrapposizione fino alle estreme
  conseguenze - che poi non  ci furono - ma le invocò. Io credo che
  neanche lei,  signor  Presidente,  possa  aver  dimenticato  quei
  momenti.  E' stato  in questa Aula protagonista come tutti coloro
  i quali sono tornati  rieletti;  si  ricorda di sicuro, e in quel
  caso lei  plaudì alla decisione del Presidente dell'Assemblea, di
  non  proclamare   l'onorevole   Burgaretta.   Invece  oggi  si  è
  affrettato a proclamare eletto l'onorevole Basile, esattamente in
  modo  radicalmente   opposto  di  come  aveva  fatto  l'onorevole
  Presidente dell'Assemblea con il suo assenso.
       Signor Presidente, l'onorevole Cintola dice che si tratta di
  cose minute, non dividiamoci su queste sciocchezze perchè ci sono
  cose più  importanti.  E,  certo,  se  guardiamo  al merito della
  questione ha  ragione l'onorevole Cintola, di fronte al fatto che
  c'è il rischio che ci venga 'scippato' un istituto bancario dalla
  competenza territoriale  della  nostra  Regione, può apparire una
  cosa di poco conto, io invece la considero grave, e mi meraviglio
  del fatto  che  l'onorevole  D'Antoni segua questo indirizzo. Uno
  che, da dirigente sindacale di primo piano di questo Paese, delle
  questioni di principio,  credo,  e anche di diritti individuali e
  collettivi ne ha  fatta  una  questione,  un fondamento della sua
  attività di dirigente sindacale.
       Non è così,  perchè  l'atto che lei ha compiuto questa sera,
  signor Presidente, porta  noi  a temere per i diritti nostri, non
  per quelli dell'onorevole  Galletti, o meglio non solo per quelli
  dell'onorevole   Galletti.   Se   domani  l'onorevole  Crisafulli
  dovesse,  per   qualche   ragione,  dimettersi  dalla  carica  di
  vicepresidente  dell'Assemblea   -   cosa  che  non  farà,  posso
  garantirlo  - mi  chiedo  quale  garanzia  abbia  il  gruppo  dei
  Democratici di  sinistra;  ma questo ragionamento potrebbe essere
  esteso a tutti  gli  altri gruppi affinchè vedano riconosciuta la
  propria rappresentanza all'interno del Consiglio di Presidenza.
       Non  mi  si  dica  che  con  la  nuova  norma,  che  abbiamo
  introdotto  nel  Regolamento,  verrebbe  ricompreso  comunque  il
  Gruppo,   infatti   verrebbe   ricompreso,  eventualmente,  nella
  posizione di  componente  segretario che, come si sa, non c'entra
  nulla  con  la  carica  di  vicepresidente  dell'Assemblea che ci
  spetta in  quanto uno dei maggiori gruppi presenti in quest'Aula,
  quindi con il mandato elettorale riconosciuto.
       Vedo affiorare  una  tentazione. Io credo - e mi rivolgo qui
  ai  colleghi  della  opposizione,  della minoranza - che dovremmo
  riflettere  bene, invece, su questa propensione della maggioranza
  a  forzare  i  regolamenti, questa propensione alla sopraffazione
  attraverso i numeri.
       Sono  stato  un  accanito  sostenitore  della  necessità  di
  arrivare  all'uninominale, all'elezione diretta del presidente, a
  dare  una  maggioranza garantita, ampia, al presidente eletto per
  potere  governare  in  condizioni  di stabilità.  Però questo non
  vorrei che  diventasse  una sorta di strumento per prevaricare ad
  ogni passaggio d'aula le opposizioni.
       Io  credo  che   dovrete   rifletterci  anche  voi  per  non
  oltrepassare il segno perchè, come molti di noi sanno, se non c'è
  modus  vivendi  tra  maggioranza  ed opposizione in quest'Aula le
  tensioni   che   si  possono  creare  possono  anche  arrivare  a
  danneggiare l'attività parlamentare, e quindi anche gli interesse
  legittimi, diciamo, che noi rappresentiamo, quelli dei siciliani.
       Io mi  chiedo  perchè è stata fatta la forzatura.  Onorevole
  Cintola, avete  fatto la forzatura e io spero che non pretendiate
  anche di  prenderci  in  giro  perchè  questo  sarebbe  grave. Il
  ragionamento   che   lei  rivolge  all'onorevole  Galletti,  alla
  Margherita, all'opposizione  quello  di  dire: "ma in fondo non è
  successo niente  non doveva essere eletto ora, verrà eletto nella
  tornata successiva" può essere benissimo rovesciato.  L'onorevole
  Basile è  stato  eletto  ora,  poteva essere eletto nella tornata
  successiva.  No   Non  è così, non l'avete fatto per una semplice
  ragione,   perchè   siccome   il   Regolamento   prevede  che  il
  parlamentare   eletto   nella  seconda  tornata,  quelli  che  si
  aggiungono,  ove  dovesse  scomparire  il  gruppo parlamentare di
  appartenenza,  decade e Democrazia Europea con le prospettive che
  si è data di unificazione con il CCD, col Biancofiore non è detto
  che duri  qui  tutta  la  Legislatura,  ecco  allora che è meglio
  metterlo tra i nuovi.
       Siccome all'onorevole Basile mi lega una stima di tantissimo
  tempo, di  frequentazione  e di amicizia, veramente mi è sembrato
  strano che  egli  si  fosse  prestato ad una operazione di questo
  tipo che viola, dico viola, i comportamenti e anche i regolamenti
  di quest'Aula.
       Il   Presidente   non   ha  avuto  una  svista.  L'onorevole
  Spampinato,  prima  che  si  arrivasse  al voto, ha espressamente
  detto che chiedeva garanzia alla Presidenza perchè (qui non siamo
  nè  ciechi  nè  sordi) si sapeva che si sarebbe arrivati a questa
  conclusione. E, giustamente,  l'onorevole   Spampinato   chiedeva
  garanzia. Il Presidente non l'ha degnato neanche  di una risposta
  ed è andato veloce alla votazione sapendo che quella risposta non
  poteva darla.
       Se  il  Presidente  avesse  dato  una  risposta,   noi  alla
  votazione  non  saremmo andati perchè i precedenti  dicono  altra
  cosa. E lei  sa, onorevole Presidente, che su quel precedente che
  si  è  intestato  l'onorevole  Cristaldi, sono stato furiosamente
  contro e  l'ho  detto perchè noi abbiamo un diritto formale che è
  quello   previsto   dal  Regolamento;  l'onorevole  Cristaldi  ha
  sostenuto  che c'è un regolamento sostanziale, che quello formale
  prevede esattamente quello che lei ha fatto stasera:  eleggere il
  parlamentare che risultasse ...

     PRESIDENTE.   Nel  frattempo  il Regolamento è cambiato  ed  è
  questa una cosa  che,  purtroppo, in nessuno degli interventi che
  si sono susseguiti è stata presa in considerazione.  Tuttavia, in
  sede di replica, la Presidenza dirà qualche cosa.

     CAPODICASA.  Il  Regolamento  è  cambiato, ma non  per  questo
  aspetto perchè esso è ancora regolamentato dall'articolo 4.
       Siccome,  a   mio  giudizo,  l'articolo  4  prevede  che  il
  Presidente   esperisce   tutti  i  tentativi  per  garantire  una
  rappresentanza  proporzionale  e  poi  la  rimette  al voto, come
  abbiamo  opinato,  nell'occasione  precedente  c'era una sorta di
  contrasto  tra  la  garanzia della rappresentanza proporzionale e
  l'esito finale che  veniva  rimesso ad un voto segreto, in quanto
  voto segreto  non  garantisce esattamente la proporzionalità così
  come è avvenuto.
       Bene, l'onorevole Cristaldi sostenne  che  l'interpretazione
  del Regolamento là dove si dice che il Presidente esperisce tutti
  i   tentativi,   le  opportune  iniziative  affinchè   i   gruppi
  parlamentari siano rappresentati dall'Ufficio di  Presidenza, fra
  tutti  quei  tentativi che il Presidente poteva  esperire,  c'era
  quello anche di non proclamare il parlamentare  eletto  che  però
  non  era espressione del gruppo parlamentare che,  invece,  aveva
  diritto alla presenza nell' Ufficio di Presidenza.
       Allora  dichiarò,   in   pratica,   che   c'era  un  diritto
  sostanziale che veniva applicato dal Presidente nella garanzia di
  un principio affermato  nell'articolo  4.  Io sono stato contro e
  però,  alla   fine,   il   Presidente  non  ha  ottemperato  alla
  proclamazione dell'eletto, in quel caso.
       Cosa é  cambiato  da  allora?  E' questo che ci preoccupa, é
  questa propensione  a  cambiare le carte in tavola;  a modificare
  le regole  in  corso d'opera secondo la convenienza.  E' qualcosa
  di  veramente   pesante  e  grave;  c'é  un  arbitrio  che  viene
  perpetrato,  e  che  oggi  avviene  su  un  caso  di  proporzioni
  limitate, ma  che noi temiamo invece possa diventare la regola di
  questa maggioranza.  Non credo infatti che la tesi dell'onorevole
  D'Antoni sia  condivisibile,  perché  non  potendo  appellarsi ai
  regolamenti né  tanto  meno ai precedenti, come succede in questi
  casi, l'ha buttata in politica. Siccome c'era il terzo polo, esso
  aveva  il  diritto  di  essere  rappresentato  nel  Consiglio  di
  Presidenza.  Non é  scritto da nessuna parte, onorevole D'Antoni,
  noi qui applichiamo  il  Regolamento,  noi qui non stiamo facendo
  politica perché  l'articolo  4 non parla di espressione del corpo
  elettorale, fa  unicamente  riferimento  ai  gruppi  parlamentari
  costituiti e non.
       Il  fatto  che  gli  elettori  siciliani  non abbiano dato a
  Democrazia  Europea  come  terzo  polo  la  forza sufficiente per
  costituirsi da sola in gruppo parlamentare, non é colpa nostra. O
  meglio, può  essere anche colpa nostra che non vi abbiamo votato,
  però  alla fine questo non vi dà nessuna garanzia, nessun diritto
  a rivendicare.
       Quindi, la politica é un'altra cosa. Si può discutere, ci si
  convoca,  si  parla  con  i  gruppi  che  hanno  diritto  per via
  regolamentare,  politicamente  noi  riterremmo di averne diritto,
  poi si discute se  c'é  una condivisione, si può anche arrivare a
  questo risultato.  Ma  siccome  questo non c'é stato, la politica
  viene invocata solo  per  perpetrare un arbitrio e una violazione
  regolamentare.
       Allora, io  la  pregherei,  signor  Presidente, se la scelta
  della  Presidenza  dovesse  essere  confermata,  lei  capirà  che
  l'opposizione non  può  stare  con le mani in mano;  il rischio é
  che, di  passettino  in  passettino,  si  vada  troppo  avanti; e
  arriviamo  al  momento  in  cui  i  deputati dell'opposizione per
  entrare in quest'Aula forse dovranno chiedere permesso.
       E  allora, siccome significherebbe correre un serio rischio,
  io  mi  auguro  che  la  Presidenza  sospenda, in attesa anche di
  consultarsi con  il  Presidente  dell'Assemblea, per convocare il
  Consiglio di  Presidenza,  approfondire  la materia, e poi magari
  tornare di nuovo in Aula per consumare l'eventuale proclamazione.
       Se   questo  non  dovesse  avvenire,  credo  che  noi,  come
  parlamentari  dell'opposizione, a tutela del nostro buon diritto,
  perché  l'opposizione  non ha altro strumento per potere svolgere
  il suo compito in un'Aula parlamentare se non quello del rispetto
  formale  delle regole, ancorquando queste regole magari non siano
  condivise. Diversamente se vige la nuda e cruda legge dei numeri,
  noi non avremo ovviamente alcuna garanzia di potere esercitare il
  nostro mandato parlamentare.
       E siccome é avvenuto già qualcosa di questo tipo in passato,
  noi ci auguriamo, signor Presidente, che non si compia il secondo
  passettino in  questa  direzione perché  a quel punto noi dovremo
  prenderne atto e trarne le nostre conclusioni.

     ROTELLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ROTELLA.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, vorrei ogni
  tanto  tentare  -  anche  se brevemente - di proiettarmi fuori da
  questo  Palazzo  per pensare, per capire, per cogliere quali sono
  le   opinioni   che  vengono  consegnate  sui  lavori  di  questa
  Assemblea.
       Ci rendiamo conto che stiamo passando intere ore a discutere
  ed  a  disquisire  su  fatti  che  sono  già  sanciti  sul  piano
  regolamentare,  che   danno   la   garanzia   a  tutti  i  gruppi
  parlamentari di  essere giustamente rappresentati - come ci siamo
  espressi, attraverso una  legge  di  questa  Assemblea  -  in  un
  organismo  tecnico  che  deve  garantire  i  lavori  ed  il  buon
  andamento dell'Assemblea stessa, mentre fuori da qui si consumano
  atti osceni - compreso anche il fatto che sta per essere tagliato
  l'esile filo che ci collega ancora con la politica del credito in
  Sicilia e mentre  abbiamo  in  giacenza  -  già  approvate  dalle
  Commissioni - le  variazioni di bilancio che devono consegnare al
  settore dei  trasporti,  della  formazione,  della sanità, alcuni
  interventi sostanziali  per la vita sociale, economica e politica
  di questa Regione, noi  stiamo qui a discutere di una vicenda che
  tra l'altro -  come  poco  fa  ha  chiesto l'onorevole Orlando al
  Presidente dell'Assemblea  regionale  siciliana  -  è  già  stata
  sancita con una proclamazione giusta o sbagliata che possa essere
  -  poi  ognuno  trae  le  sue  considerazioni  perchè  nel  gioco
  democratico non  tutti  possiamo  essere  d'accordo  - ed anzichè
  procedere velocemente  ad  onorare  l'impegno che abbiamo assunto
  attraverso una legge  della  Regione, perdiamo tempo per dirci se
  siamo d'accordo o no su una vicenda che si è già conclusa, che ha
  già sortito gli effetti.
       Quindi,  onorevole  Capodicasa, non so quali altre ulteriori
  riflessioni  la  Presidenza  di  questa  Assemblea  debba  ancora
  compiere.
       Riferendomi  nuovamente  al mio amico - l'onorevole giurista
  Crisafulli -  sulle  questioni  che  ha  posto,  credo invece che
  questa  Assemblea  debba  compiere un atto generoso, di coscienza
  chiudendo una  partita  che si è già protratta fin troppo a lungo
  rispetto a  quella  che può essere la pazienza e la tolleranza di
  chi sta fuori da questo Palazzo e ci ascolta, ci vede, ci giudica
  ed   andare   avanti  con  il  completamento  per  poi  occuparci
  seriamente   dei   problemi  che  dobbiamo  discutere  in  questa
  Assemblea, a  partire  dalla  questione  del Banco di Sicilia che
  merita una risposta  -  e  la merita in fretta -, a partire dalle
  questioni   delle  variazioni  di  bilancio  per  poi  affrontare
  finalmente l'argomento che ci sta particolarmente a cuore.
       Vorrei capire  quali  saranno  i  tempi  entro  i quali sarà
  approvato il  bilancio  di questa Assemblea, che è un atto di cui
  nessuno parla  ma  di  cui  dobbiamo  occuparci velocemente ed in
  fretta perchè è giusto consegnare a questa Assemblea lo strumento
  economico-finanziario per potere programmare il futuro.

     BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BARBAGALLO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non volevo
  intervenire  ma  mi  rendo  conto  che è utile anche fare qualche
  riflessione in ordine al dibattito ed alle scelte che qui stasera
  sono state compiute.
       Ha  ragione  l'onorevole Rotella quando dice che noi abbiamo
  argomenti  ben  più  importanti di cui occuparci e non certamente
  dell'Ufficio di Presidenza che ha visto impegnata questa Aula per
  diverse  sedute  con  una  modifica  del  Regolamento che noi non
  abbiamo  condiviso  e  che  abbiamo  subìto,  ad  una modifica di
  Regolamento  che  non  interviene sulla sostituzione dei deputati
  che  purtroppo  vengono a mancare ma interviene sulla possibilità
  che  altri  gruppi,  regolarmente  costituiti,  abbiano  la  loro
  rappresentanza.
       Il   ragionamento  che  faceva  l'onorevole  D'Antoni  sulla
  rappresentanza  di  Democrazia  Europea non è campato in aria. Se
  all'inizio  ci  fosse  stata  una  scelta  attraverso la quale la
  rappresentanza anche dei gruppi che non avevano i cinque deputati
  -  ma  purtroppo c'era l'ostacolo del Regolamento - poteva essere
  accolta  da  questa Assemblea, Democrazia Europea poteva avere il
  proprio rappresentante;  Rifondazione Comunista,  che non ha meno
  diritto  di  Democrazia  Europea,   doveva   avere   il   proprio
  rappresentante; altri gruppi potevano essere rappresentati.
       Qui, invece,  si  è consumato un passaggio diverso non sulla
  base di  un clima che consenta a questa Assemblea di produrre, ma
  sulla base  di  chi  ritiene di dovere fare azioni di rapporti di
  forza che  determinino  processi  politici e accordi fra le varie
  componenti all'interno dell'alleanza.  Allora, qui c'è una logica
  diversa  che  attiene  alla  prospettiva,  al  futuro  di  questa
  Assemblea.  Perchè, vedete, quando il sistema non funziona perchè
  vengono  mortificati  i diritti, il  rispetto  e  la  dignità  di
  ciascuna delle componenti delle forze politiche, poi è il sistema
  stesso che ne risente;  non c'è  un  problema di maggioranza e di
  opposizione, c'è un problema  di  funzionalità  degli organismi e
  dell'Aula.
       Io credo che l'onorevole Basile poteva essere eletto non con
  i  voti  della sua nuova maggioranza, perchè l'onorevole D'Antoni
  ha dichiarato qui stasera che ha fatto un accordo amministrativo,
  ma  questo  è grave perchè significa che l'accordo amministrativo
  tiene conto  di una serie di realtà che investono anche equilibri
  che riguardano questa  Aula  e  anche l'esercizio di una serie di
  funzioni amministrative  non  certamente  rilevanti  dal punto di
  vista politico.
       Allora,   io   credo   che   quest'Aula   debba   recuperare
  innanzitutto  un  clima  di   distensione   tra   maggioranza   e
  opposizione  e  le  opposizioni,  ma   non  credo  che  ci  siamo
  tantissime altre opposizioni  perchè  l'accordo amministrativo in
  qualche  modo ha un risvolto politico.  Non  mi  pare  che  avere
  presidenti di provincia, avere  sindaci,  fare  accordi in grandi
  città  possa  essere   considerato   un   accordo  esclusivamente
  amministrativo.  Ma è nel diritto di chi lo ha fatto perchè non è
  che  qualcuno può vietare ai  gruppi  politici  di  scegliere  le
  maggioranze che riguardano dinamiche  che  poi  magari  si creano
  nella società rispetto agli schieramenti,  a  progetti, a idee di
  regioni  che  ciascuno  di noi ha.  Questo  non  viene  messo  in
  discussione.  Viene messo in discussione il fatto che l'onorevole
  Basile  non  sia  stato   eletto   in  quanto  rappresentante  di
  Democrazia Europea - e questo sarebbe andato bene anche a me -, è
  stato eletto sulla base di uno  scambio  di voti dovuti dalla sua
  nuova maggioranza.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Liotta.  Ne ha
  facoltà.
       Onorevoli colleghi, se non ci  sono altri iscritti a parlare
  io dichiarerei chiuse le  iscrizioni  a parlare, dopo l'onorevole
  Lo Monte.

     LIOTTA.   Anche   io,   signor   Presidente,   ero  restio  ad
  intervenire perchè credo che tutto quello che poteva essere detto
  fra l'altro, in merito agli  aspetti regolamentari e agli aspetti
  politici  di  questa  vicenda,  sia  stato  detto  e  si  possano
  aggiungere poche riflessioni;  ma  anche  perchè son convinto che
  gli inviti, onorevole Orlando, sia in quella direzione che lei ha
  individuato  sia  nell'altra   individuata   da  altri  colleghi,
  troveranno un terreno poco fertile.
       Il  Presidente   si   è   affrettato   a  proclamare  eletto
  l'onorevole  Basile.  Ci  ha   comunicato   poi   che  altri  due
  parlamentari erano stati accolti  nel  gruppo  e  compensavano in
  qualche modo la fuoriuscita dei tre;  la  procedura adottata è di
  quelle che si utilizzano quando  non  si  vuole tornare indietro.
  Questa è l'impressione che abbiamo  ricavato;  non  si è trattato
  soltanto di un colpo  d'Aula spontaneamente adottato dai deputati
  della maggioranza ma di un'azione perpetrata a freddo, calcolata,
  che  ha  un  preciso  scopo di  scambio  politico.  Questo  è  il
  ragionamento.  Per questo ero  restio ad intervenire e, tuttavia,
  alcune cose vanno dette rispetto  alla  gravità dello strappo che
  si sta infliggendo ai rapporti tra  la Presidenza e il Parlamento
  in quanto istituzioni ma all'interno del Parlamento, nei rapporti
  tra la maggioranza e la minoranza,  io  credo  che  nessuno abbia
  dubbi qua  dentro,  compresi  quelli che questo strappo lo stanno
  effettuando. Si tratta di uno strappo gravissimo.  Non convincono
  le   argomentazioni   speciose   che   qui   sono  state  portate
  dall'onorevole D'Antoni.
       Perchè vede,  onorevole  D'Antoni,  se  questo  ragionamento
  delle rappresentanze  e  degli  schieramenti  politici,  scesi in
  campo nelle elezioni regionali, avesse avuto un fondamento (e non
  poteva trovare questo fondamento nel Regolamento, che è calibrato
  su altro sistema  ovviamente), un  fondamento  sul piano politico
  poteva anche averlo,  e  allora in fase di modifica regolamentare
  avremmo potuto intervenire  anche  su questo.
       Ma,  tanto  è  vero  che  la  sua  stessa  parte,  onorevole
  D'Antoni, non ha tenuto  in  gran  conto questa ipotesi, che si è
  affrettata ad  aprire  una  stagione  acquisti  subito all'inizio
  della legislatura per  portare  il  numero  del  suo  Gruppo alla
  consistenza  minima   necessaria   per   costituire   un   gruppo
  regolarmente.
       E, a  questo  proposito,  in  maniera  bonaria,  in  maniera
  sommessa direi,  mi  consentano  i  tre  colleghi  dei  comunisti
  italiani, di Primavera siciliana e della lista Italia dei valori,
  quella operazione  sul piano politico non aveva alcun fondamento.
  Stasera ne  abbiamo  la  dimostrazione.  Non  lo  diciamo oggi al
  microfono per  aggiungere  sale alla ferita, al vulnus che questa
  Assemblea sta infliggendo.
       Si può  dire, certo che allora è stato un tentativo generoso
  di ridurre  a  due  gli  schieramenti  che  erano  scesi in campo
  tripartiti.
       Fu  questa  allora  la  giustificazione  che  questi  gruppi
  portarono alla  loro  azione.  E, tuttavia, il risultato di oggi,
  facilmente prevedibile allora, avrebbe dovuto, allora, dare altro
  indirizzo alle  vostre  scelte  e  oggi  costituire  una  lezione
  importante per  voi.  Anche se francamente - ripeto - queste cose
  accoglietele  senza  astio alcuno, perchè si tratta semplicemente
  di considerazioni a margine dell'intera vicenda.
       Vede,  signor  Presidente,  sul  piano  regolamentare io non
  credo che lei non potesse fare quello che ha fatto. Sono convinto
  che il  Regolamento è talmente ambiguo che consentiva, muovendosi
  sul filo  del  rasoio,  anche  questa forzatura e, però, altri lo
  hanno notato prima di me. Se questa forzature fosse la regola con
  la  quale  intende  muoversi  questa Assemblea, potrebbe accadere
  che, se non  per  dimissioni  dell'onorevole     Crisafulli,  che
  sappiamo essere impossibili,  non nel campo delle cose reali; ma,
  siccome  il  futuro  non  è  prevedibile,  onorevole  Crisafulli,
  potremmo trovarci un  domani  qui  a  dover fare una sostituzione
  analoga a quella  che  stiamo  facendo per l'onorevole D'Andrea e
  non  necessariamente   per   l'onorevole      Crisafulli  ...  Le
  assicuro, onorevole Crisafulli, che le auguro lunghissima vita.
       Ma, in quel  caso,  se dovessimo adottare gli stessi criteri
  che stiamo adottando  in  questa occasione, eleggendo di volta in
  volta, in elezioni  suppletive,  un  solo membro del Consiglio di
  Presidenza, potremmo  giungere  all'assurdo  che  la maggioranza,
  avendone i numeri,  costituirebbe       l'Ufficio di Presidenza a
  sua immagine e  somiglianza e non ci sarebbero più rappresentanti
  delle minoranze.
       Questo  è  l'altra  gravissima  violazione,  secondo me, sul
  piano politico che  la  Presidenza si è assunta la responsabilità
  di compiere questa sera.
       L'altra   considerazione   che  mi  sento  di  fare,  signor
  Presidente,  discende   dalla   lettura   dell'articolo   4   del
  Regolamento d'Aula.
       L'articolo 4  del  Regolamento d'Aula dice che il Presidente
  deve  esperire   tutti  i  tentativi  per  rappresentare  sia  la
  consistenza numerica, sia anche rispetto ai ruoli nell'Ufficio di
  Presidenza, la consistenza dei gruppi parlamentari.
       Supponiamo  che  questo  venga  fatto nella primissima fase,
  quando si  assegnano  i  nove  membri di diritto del Consiglio di
  Presidenza, a  quei  gruppi  che si sono regolarmente  costituiti
  nella primissima fase della vita della legislatura.
       Bene,  ogni   elezione   suppletiva   non   può  che  essere
  conseguenziale  a   quel  percorso  esperito  dal  Presidente  in
  ottemperanza a  quanto  disposto  dal  Regolamento.  Sarebbe  una
  gravissima incongruenza  che  le  modalità di elezione suppletiva
  consentissero  al Presidente  di  superare  poi  in  negativo  il
  percorso che egli stesso ha fatto nella prima fase.
       Il Regolamento  nella parte delle elezioni suppletive quando
  dice che, se si  elegge  un  solo candidato, è eletto chi a primo
  scrutinio  abbia  raggiunto  la  metà  più  uno  dei  voti,  deve
  intendersi  in  ossequio   al   comma  due  dell'articolo  4  del
  Regolamento  e  cioè,   nella   primissima   fase,  in   caso  di
  sostituzione di un  membro  del  Consiglio di Presidenza, non può
  essere eletto altri  che  un componente dello stesso gruppo se il
  gruppo esiste.  Se  il  gruppo  non  esiste  il  Presidente  deve
  esperire, secondo il  comma due dell'articolo 4, ancora una volta
  tutti i tentativi  per dare rappresentanza ai gruppi regolarmente
  costituiti.
       E   ancora   sui   gruppi  regolarmente  costituiti,  questa
  Assemblea a inizio  di  Legislatura  ha inteso darsi un indirizzo
  preciso; ha distinto  i gruppi parlamentari di questa Aula in tre
  fasce ben distinte.
       La prima fascia  è  quella nella quale trovano posto tutti i
  gruppi regolarmente costituiti all'inizio della Legislatura e che
  per consistenza numerica  riescono  ad entrare entro i primi nove
  eletti nel Consiglio  di  Presidenza.
       La seconda  fascia  che ha prerogative profondamente diverse
  rispetto alla prima  perché  decade  nel  caso  in  cui il gruppo
  venga meno, al contrario della prima fascia; è costituita da quei
  gruppi  che  essendosi  costituiti  regolarmente  all'inizio  non
  avessero la consistenza  numerica di farla inserire entro i primi
  nove.  Allora si procederebbe ad elezioni suppletive.
       Ma vi è una terza fascia della quale non abbiamo parlato. E'
  la terza fascia  di  quei gruppi parlamentari in deroga che,  pur
  avendo omogeneità politica, pur ottemperando ad alcuni vincoli di
  carattere regolamentare,  una  consistenza  diffusa  su  tutta la
  Regione, la  rappresentanza  a  livello  nazionale,    non  hanno
  dignità  di   accedere   alla  rappresentanza  nel  Consiglio  di
  Presidenza.
       Questa è stata la sorte di Rifondazione comunista all'inizio
  di questa  legislatura.  E  siccome  conoscevamo  molto  bene  il
  Regolamento   in   vigore, avremmo  potuto,  onorevole  D'Antoni,
  onorevole Lo Monte, anche noi aprire una stagione-acquisti. E non
  lo abbiamo fatto.
       E' probabile che  l'adesione  in massa nel vostro gruppo non
  sarebbe  avvenuta   con   altrettanto   facilità  nel  gruppo  di
  Rifondazione  comunista.   Noi  abbiamo  qualche  filtro  in  più
  rispetto alle  omogeneità  politiche.  Tuttavia debbo notare che,
  essendo nelle  medesime  condizioni,  abbiamo assunto indirizzi e
  comportamenti politici diversi.
       Sapevamo benissimo  che  il  percorso  inaugurato  in questa
  legislatura ci avrebbe portati fuori dal Consiglio di Presidenza.
  Anche avendo  condotto  quella  battaglia  non  ci  siamo  illusi
  neanche per un  attimo  che  questa  Assemblea facesse un atto di
  giustizia e se  doveva  allargare,  doveva  allargare  a  tutti i
  gruppi regolarmente costituiti.
       Vi dissi allora  di  spiegarmi  quale fosse   la differenza,
  sotto  il   profilo  istituzionale,  di  un  gruppo  regolarmente
  costituito  o di  un  gruppo  non  omogeneo  che  è  regolarmente
  costituito soltanto in forza dell'aver raggiunto il numero minimo
  di cinque deputati, e di un gruppo che, avendo ottenuto la deroga
  perché non ha  voluto perdere la propria identità politica non ha
  voluto aprire stagioni  di  acquisti,  siede in questo Parlamento
  con un suo progetto politico, con una sua proposta politica.
       Non vi è  alcuna  differenza  se  non  la rappresentanza nel
  Consiglio di Presidenza. Non vi è altra prerogativa che distingue
  questi gruppi.
       Ebbene, questa  legislatura  è iniziata con un indirizzo sul
  piano regolamentare di  grande  ingiustizia,  a  mio  avviso, sta
  proseguendo per quella  strada,  sono  convinto  che  gli strappi
  proseguiranno   ancora.   Condividiamo  la  considerazione  fatta
  dall'onorevole Crisafulli rispetto alla inapplicabilità di quella
  modifica regolamentare  in  questa legislatura ed aggiungiamo una
  cosa  però:  non   chiediamo   una  riflessione  da  parte  della
  Presidenza, poniamo  qui, formalmente una questione pregiudiziale
  rispetto allo  svolgimento  del  prossimo  punto  all'ordine  del
  giorno.
       Quindi,  proprio  perché  condividiamo  l'impostazione  data
  dall'onorevole Crisafulli  a questa questione, signor Presidente,
  noi chiediamo che la  questione non possa essere messa ai voti in
  quest'Aula e,  secondo  l'articolo 101 del Regolamento, chiediamo
  che venga dato  seguito  a  tutte  le procedure che riguardano la
  questione pregiudiziale.

     LEONTINI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LEONTINI. Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, io ritengo
  che la proclamazione  dell'esito della votazione da parte sua sia
  stata un atto  corretto  e  fondato sul rispetto del Regolamento.
  Non è condivisibile  l'argomentare  di  tutti  i  colleghi  della
  minoranza  che  hanno  fatto  riferimento  ad  un  dispregio  del
  Regolamento  non   considerando   che   nessuna   infrazione   al
  Regolamento è stata  fatta,  che,  proprio  da parte dei colleghi
  della minoranza e  della  opposizione,  non  si  è considerato il
  fatto che la  composizione  dell'Ufficio  di  Presidenza, fino ad
  ora,  prima  della   integrazione,  non  è  suscettibile,  non  è
  valutabile alla stregua  della  tutela  del diritto dei Gruppi di
  appartenervi.
       Tutto  questo   lo   possiamo   fare   dopo  l'integrazione,
  verificando se i Gruppi regolarmente costituiti in base alla loro
  consistenza ci sono,  quindi,  è  un  problema che dobbiamo porci
  dopo questa votazione:  verificare  quali sono i Gruppi assenti e
  garantirli;  caso mai,  gli interventi dei colleghi nascondono la
  propria riluttanza a garantire successivamente questo diritto, ma
  è un problema loro non un problema nostro.
       La composizione,  attualmente, non è valutabile alla stregua
  del  diritto  dei  Gruppi  di  appartenenza,  questo  giudizio  è
  esercitabile  successivamente,  dopo  l'integrazione. E' specioso
  argomentare circa  l'infrazione  commessa al Regolamento, quindi,
  non c'è né  infrazione  al  Regolamento,  né, dal  punto di vista
  politico-morale, uno strappo.
       Colleghi, ma come  potete  rimproverare  uno  strappo ad una
  maggioranza  che,   da   quando   sono   iniziate   le   attività
  parlamentari,   non    ha    fatto    altro    che   interloquire
  costruttivamente per  l'integrazione  degli  Uffici di Presidenza
  delle  Commissioni  ed  il  riconoscimento  di  un  diritto  alle
  minoranze che nessuno,  prima  di  oggi, aveva garantito ed aveva
  rispettato per un  incremento del numero dei rappresentanti e dei
  componenti dell'Ufficio  di  Presidenza  che garantisce e tutela,
  soprattutto, le minoranze e le opposizioni.
       E c'è oggi  la rappresentanza delle opposizioni che parla di
  strappo  Ma a  chi  lo  rimproverate  lo  strappo, dopo tutta una
  serie  di iniziative e di posizioni che non hanno fatto altro che
  dimostrare  tutto  il contrario rispetto a quello che voi stasera
  avete rinfacciato?
       Caso  mai  è  vero,  forse,  il  contrario.  E  diceva  bene
  l'onorevole  Cintola   che   se   andassimo   a   votare  subito,
  probabilmente, da parte  di tutti coloro che sono intervenuti, si
  rivelerebbe un  atteggiamento  in  contrasto ed in contraddizione
  con i principi che  sono stati enunciati, perché se tale ruolo di
  garanzia  vuole essere esercitato, esercitiamolo alla stregua dei
  fatti e  vediamo  poi  se  le  lacune sono da questa parte o sono
  dalla parte  di  chi  si è qui accinto a fare degli interventi di
  grande   principio,   ma  che  sicuramente  denotano  un  disegno
  completamente diverso.
       Io non condivido  quanto poc'anzi è stato detto dal collega,
  onorevole Liotta, l'articolo  del  Regolamento,  comma  9, che fa
  riferimento alle modalità  di  voto nelle elezioni suppletive non
  vincola assolutamente la  modalità  di  voto  al ripristino della
  rappresentanza del medesimo partito.
       Non è assolutamente  così  ed  è  forzato  l'argomentare del
  collega, onorevole Liotta, che questo intende affermare.
       Il collegamento del comma  9  al  comma  2 è un collegamento
  artificioso, forzato, assolutamente destituito di fondamento.
       La verità è  che  la composizione dell'Ufficio di Presidenza
  fino ad ora risponde al  Regolamento  e, caso mai, da ora in poi,
  per le  successive  votazioni, signor Presidente, è riconoscibile
  il diritto dei singoli  gruppi  in  base alla loro consistenza di
  appartenervi ed, in  questo  caso,  va  tutelato; lì sarà compito
  nostro verificare se  questo  diritto  è  stato  sancito, è stato
  rispettato doverosamente a  termini  di  Regolamento  ed  anche a
  termini di morale  politica.  Se  questo non accadrà, sicuramente
  non  sarà   per   responsabilità   della   maggioranza,   ma  per
  responsabilità  di   chi,   all'interno  della  minoranza,  aveva
  disegnato percorsi diversi  che non sono di garanzia di posizioni
  che meritano di  essere garantite e che siamo pronti a dimostrare
  verranno garantite.

     PRESIDENTE. L'onorevole Lo Monte rinuncia a parlare.
       Onorevoli colleghi,  consentitemi  di intervenire giusto per
  precisare alcuni aspetti  ed alcune questioni sollevate nel corso
  degli interventi.
       Intanto, spiace  dover considerare da parte della Presidenza
  che gran parte degli  interventi  non  hanno  tenuto  conto di un
  dettaglio, se volete,  ma  di  un dettaglio significativo.
       Ai  fini   dell'interpretazione  del  Regolamento,  i  fatti
  ripetutamente citati,  riguardanti  la  scorsa  legislatura,  non
  hanno assolutamente  alcun  collegamento  con  quelli concernenti
  questa legislatura, non  foss'altro  che  per  una  ragione:  nel
  frattempo il Regolamento è cambiato.
       In qualunque  caso,  la Presidenza, nell'interpretazione che
  ha dato del  Regolamento  e  della  procedura  alla  quale  si  è
  attenuta,  ha   fatto   riferimento,  così  come  indicato  nella
  premessa, nel momento  in  cui si andava a votare, all'articolo 4
  del Regolamento e ai  commi  9  e  11  che riguardano le elezioni
  suppletive.
       Poiché tutti noi  abbiamo  una copia del Regolamento, io non
  lo  rileggo  nemmeno   perché   la   procedura  seguita  è  stata
  esattamente conforme al dettato regolamentare.

     CAPODICASA. Come la mette con l'interpretazione Cristaldi?

     PRESIDENTE. L'onorevole Cristaldi  non sapeva che un anno dopo
  sarebbe stato modificato il Regolamento, onorevole Capodicasa

     CAPODICASA. Non  c'entra  niente  la  modifica  regolamentare,
  questa parte non è stata modificata.

     PRESIDENTE. Onorevoli  colleghi,  dato  che  a  conclusione di
  questo dibattito non si  è pervenuti ad una soluzione diversa, io
  metto in discussione  il  quinto  punto  all'ordine  del  giorno:
  Elezione dei deputati  segretari  ai sensi dell'articolo 4, comma
  6, del Regolamento interno.

        LIOTTA. E' stata  posta la questione pregiudiziale ai sensi
  dell'articolo 101 del Regolamento.

     PRESIDENTE. Onorevole Liotta,  vada  al  microfono  ed esponga
  meglio il problema.

     LIOTTA. Signor Presidente,  l'articolo  101 dice che prima che
  si inizi la discussione  su  qualsiasi  argomento,  prima  che si
  introduca qualsiasi argomento  all'ordine  del giorno, può essere
  posta, dal singolo  deputato,  una questione pregiudiziale. Sulla
  questione pregiudiziale sono  ammessi  due  interventi a favore e
  due contro, dopodichè si pronuncia l'Aula.

     PRESIDENTE. Onorevole Liotta, qual è la questione che lei pone
  all'Aula?

     LIOTTA.  Ho  detto   nel   mio  intervento  che,  condividendo
  l'impostazione data  dall'onorevole Crisafulli e ritenendo quindi
  che la modifica  regolamentare  non  fosse  applicabile da questa
  legislatura, ponevo  questa  come condizione pregiudiziale perchè
  non venisse  trattato  il  punto  quinto  all'ordine  del giorno.
  Dopodichè quest'Aula può ritenere che le mie considerazioni siano
  del tutto campate in aria e votare altrimenti.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     VICARI. Stiamo intervenendo sulla questione pregiudiziale?

     PRESIDENTE. Onorevole Vicari, stiamo cercando di capire qual è
  il problema che pongono i gruppi dell'opposizione.

     SPEZIALE. Signor  Presidente,  avendo  sollevato una questione
  regolamentare, di   applicazione   regolamentare,   e  avendo  il
  Presidente  dell'Assemblea  palesemente  violato  il Regolamento,
  finalizzandolo soltanto a  favorire una parte del Parlamento, con
  la propensione a violare ulteriormente i regolamenti, non potendo
  tollerare questo  comportamento,  il  Centro sinistra abbandona i
  lavori parlamentari.

     PRESIDENTE. Onorevole  Liotta,  desidero sottolineare il fatto
  che  il  richiamo   al   Regolamento  da  lei  testè  annunziato,
  riferendosi all'articolo 101, riguarda la discussione dei disegni
  di legge.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


               ELEZIONE DI DEPUTATI SEGRETARI AI SENSI
          DELL'ARTICOLO 4, COMMA 6, DEL REGOLAMENTO INTERNO

       Si passa, pertanto,  al  punto  V  dell'ordine  del  giorno:
  Elezione  di  Deputati   segretari   ai   sensi   del   comma   6
  dell'articolo 4 del Regolamento interno.
       A  norma  dei   commi   sei  e  sette  dell'articolo  4  del
  Regolamento  interno  dell'Assemblea  "Quando,  a  seguito  delle
  votazioni, di cui al  comma  uno del presente articolo, uno o più
  gruppi di cui al comma precedente non risultino rappresentati, si
  procede all'elezione di un corrispondente numero di Segretari che
  ha luogo in  una  successiva  seduta,  nella  data  stabilita dal
  Presidente dell'Assemblea.
       Ciascun  deputato   può   scrivere   sulla  scheda  un  solo
  nominativo. Sono eletti  coloro  che,  essendo iscritti ai gruppi
  non rappresentati di cui  al comma 6, ottengono il maggior numero
  di voti limitatamente ad uno per ciascuno dei suddetti gruppi".
       A  norma   dell'articolo  4  bis  del  medesimo  Regolamento
  interno, la votazione si effettua mediante segno preferenziale su
  schede recanti a stampa i nominativi di tutti i deputati.
       Comunico, pertanto, che   ai fini della presente elezione, i
  Gruppi che hanno  titolo  ad essere rappresentati nell'Ufficio di
  Presidenza, ai sensi del comma 5 dell'articolo 4 del Regolamento,
  sono i seguenti: Margherita con Rutelli e Nuova Sicilia.
       Scelgo la Commissione di scrutinio, che risulta composta dai
  deputati CROCE, MANCUSO, AMENDOLIA.
       Dichiaro aperta la votazione per scrutinio
       segreto per l'elezione di Deputati segretari.
       Invito il deputato segretario a procedere all'appello.

         (BURGARETTA APARO, segretario, procede all'appello).

     PRESIDENTE. Dichiaro chiusa  la votazione. Invito la Commissione
  di scrutinio a procedere alle operazioni di scrutinio.

    (La Commissione di  scrutinio procede allo spoglio delle schede)

                       RISULTATO DELLA VOTAZIONE

     PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione:
              Presenti e votanti     48

    Hanno ottenuto voti i deputati:

              Paffumi                32
              Galletti                9
              Baldari                 1
              Sanzeri                 1
              Cintola                 1
              D'Antoni                1
              Schede bianche          3

    Avendo i  deputati  Paffumi  e  Galletti  riportato  il maggior
    numero di voti, li proclamo eletti deputati segretari.

     FORMICA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORMICA.  Signor  Presidente  io  la  invito  a rileggere bene
  l'articolo 4  del Regolamento.  Io intervengo per richiamarla sul
  fatto  che   l'articolo   4   senza   ombra   di  dubbio  prevede
  l'assegnazione di  un  seggio  nel  Consiglio  di Presidenza come
  segretario al gruppo di Alleanza Nazionale.
       Non vi  è  ombra  di  dubbio  che  è  testuale ciò che detta
  l'articolo 4. Quindi  io  la invito formalmente, mi auguro che si
  sia  trattato  di  una  dimenticanza,  a  rivedere  quanto  detta
  l'articolo 4 e  a  concedere  nella  prossima  seduta  una  nuova
  votazione per consentire  ad  Alleanza Nazionale di avere ciò che
  le spetta in base alla norma regolamentare.

     PRESIDENTE.    Onorevoli   colleghi,   la   questione   merita
  sicuramente un  approfondimento  e, non  appena  lo  stesso  sarà
  compiuto, sarò nelle  condizioni di potere accogliere o meno - lo
  farà il Presidente  dell'Assemblea  - la ipotesi che lei ha testé
  formulato.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


    DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI  LEGGE  "NORME FINANZIARIE URGENTI E
    VARIAZIONI AL BILANCIO  DELLA  REGIONE  PER  L'ANNO FINANZIARIO
    2001", NUMERO 259/A.

        PRESIDENTE. Si  passa  al  VI punto dell'ordine del giorno:
  Discussione di  disegni  di  legge  e segnatamente del disegno di
  legge numero  259/A  'Norme  finanziarie  urgenti e variazioni al
  bilancio della  Regione  per  l'anno  finanziario  2001' posto al
  numero  1).
       Invito  i  componenti la Commissione legislativa "Bilancio e
  programmazione" a prendere posto al banco delle commissioni.

     LIOTTA.  Chiedo  di parlare per una questione pregiudiziale ai
  sensi dell'articolo 101 del Regolamento interno.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     LIOTTA.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, naturalmente
  avremmo   posto   la   questione   pregiudiziale   rispetto  alla
  trattazione di  questo disegno di legge comunque, anche se non si
  fossero verificate  le  vicende appena trascorse. Però  credo che
  sia utile tornare un attimo rispetto alla sua interpretazione del
  Regolamento perchè, anche su una questione minore, tutto sommato,
  anche  se quest'Aula avesse affrontato la questione pregiudiziale
  sul  secondo  punto  all'ordine  del  giorno,  io  non dubito che
  l'esito  di quella vicenda sarebbe stato esattamente lo stesso di
  quello  che  poi  si  è  verificato, forse con un quarto d'ora di
  ritardo,  ma  a  volte è meglio perdere un quarto d'ora piuttosto
  che  produrre delle forzature rispetto al Regolamento che possono
  avere refluenze nei futuri lavori di quest'Aula.
       Io la inviterei, Signor Presidente, ad ascoltarmi perchè già
  nel  precedente  intervento  abbiamo  avuto  delle  difficoltà di
  comunicazione proprio perchè non mi aveva ascoltato.
       L'articolo  101  del  Regolamento interno recita: "Prima che
  abbia  inizio la discussione generale ..." - e in questo senso si
  può  intendere  che  la  discussione  generale si riferisca ad un
  disegno  legge,  perchè noi, per prassi, abitualmente parliamo di
  apertura  della  discussione generale quando si ha a che fare con
  la  trattazione  di  un  disegno  di legge - "... un deputato può
  proporre  la questione pregiudiziale, cioè che l'argomento ..." -
  non  il  disegno  di  legge  -  "...  non  debba discutersi, e la
  questione  sospensiva,  cioè  che  la discussione o deliberazione
  debba  rinviarsi.". Poi, più in là ancora, al terzo comma recita:
  "Non può procedersi oltre nella discussione o deliberazione se la
  domanda  non  venga  respinta dall'Assemblea con votazione ..." e
  così via.
       Non vi  è  in questa formulazione dell'articolo 101 alcunché
  che possa  in qualche modo avallare l'interpretazione fornita dal
  Presidente.   D'altra  parte,  Signor  Presidente,  la  questione
  pregiudiziale ...

     PRESIDENTE. Può leggere pure il comma 4 dell'articolo 101?

     LIOTTA.   che   "...  non  sono  ammesse  in  occasione  della
  discussione di uno o più emendamenti".

     PRESIDENTE.  Che  notoriamente  si presentano in fatti diversi
  dai disegni di legge.

     LIOTTA.  Certamente.  Questo specifica che, nel caso in cui la
  questione  pregiudiziale  venisse posta su emendamenti al disegno
  di  legge,  essa  non  è posta. Ma attenzione, però, che non vale
  l'inverso, cioè questo non significa che può essere posta solo su
  disegni di legge.

     PRESIDENTE. Questa è un'interpretazione.

     LIOTTA. Può essere posta su disegni di legge.

     PRESIDENTE. Su  tutto quello che è emendabile, mozioni, ordini
  del giorno, disegni di legge ...

     LIOTTA. Se noi ci avventuriamo nel campo dell'interpretazione,
  lei è  il  Presidente e l'interpretazione del Presidente è quella
  che vale.

     PRESIDENTE. Lei  sa  che  io  non ho mai interpretato in senso
  autoritario  la funzione di Presidente. Voglio soltanto sostenere
  la tesi...

     LIOTTA. No,  io non pretendo di saperne più del Presidente. Mi
  sforzo, però,  di  fare  qualche considerazione di buon senso. Io
  penso che  quest'Aula,  oltre a trattare disegni di legge, tratta
  altre materie che hanno come esito una determinazione dell'Aula e
  che    attengono    a    questioni    regolamentari,    questioni
  amministrative,  questioni non strettamente pertinenti ai disegni
  di  legge. E in ciascuna di tali questioni può rilevarsi un vizio
  che impedisca all'Aula di trattare l'argomento, appunto come dice
  il   Regolamento,   e  non  il  disegno  di  legge.  Perché  dice
  l'argomento?  Perché  non specifica il disegno di legge?  Proprio
  perché   il  Regolamento  che,  secondo  me,  in  questo  caso  è
  informato  da  buon senso, vuole lasciare ampie le materie di cui
  si occupa l'articolo 101.
       A  mio   avviso,   signor  Presidente,  è  stata  fatta  una
  forzatura. Ovviamente  non  si  sarebbe modificato il percorso di
  quest'Aula. E tuttavia, siccome per il futuro può ancora porsi il
  problema  e   personalmente   non  voglio  che  in  qualche  modo
  l'interpretazione di un singolo deputato debba prevalere rispetto
  all'interpretazione -  non   può   peraltro   prevalere  rispetto
  all'interpretazione   del   Presidente -  le  chiedo  formalmente
  sull'interpretazione  di  questa  norma regolamentare, alla prima
  occasione della riunione della Commissione per il Regolamento, di
  verificare quale  debba  essere  l'interpretazione.  Perché non è
  neutra rispetto ai futuri lavori d'Aula.
       Venendo, invece, al merito della richiesta di intervento che
  le  ho  fatto,  rispetto  al  disegno  di  legge numero 259 sulle
  variazioni  di  bilancio,  dovrebbero essere giunte in Presidenza
  sicuramente una lettera, da parte del mio Gruppo, a mia firma, ma
  ho  conoscenza  almeno di un'altra lettera di identico contenuto,
  del Gruppo dei Popolari, per quanto mi consta.
       Ebbene,  signor  Presidente,  credo  che  in questo caso mai
  questione   pregiudiziale   fu   più  appropriata  rispetto  alla
  trattazione  di  un  disegno di legge. Vediamo di comprendere che
  cosa  è  accaduto  in  Commissione bilancio rispetto ai lavori di
  istruzione  di  questo disegno di legge. E' accaduto che ci siamo
  trovati  in  una prima fase con un disegno di legge che prevedeva
  alcune  materie  urgenti  di  assestamento di bilancio, alcune di
  queste  sono  state  stralciate  perché l'Aula ha ritenuto che vi
  fossero  delle scadenze alle quali dare delle risposte, perché vi
  erano dei bisogni sociali che venivano espressi in quel periodo e
  alcune di queste materie sono state stralciate e portate all'Aula
  con  estrema  urgenza. Ci siamo trovati d'accordo tutti su quelle
  materie  e  credo  che  sia  stata una scelta corretta, peraltro,
  anche sotto il profilo procedurale.
       Il disegno di legge di variazioni di bilancio, a quel punto,
  conteneva,  nella  formulazione  che  gli  aveva dato il Governo,
  alcune materie di stretta pertinenza finanziaria, alcune norme di
  stretta  pertinenza  finanziaria,  alcune emergenze alle quali si
  doveva  dare  risposte  e si poteva dare risposte solo attraverso
  variazioni  di bilancio e cioè il fondo sanitario, il fondo per i
  trasporti, la formazione professionale.
       Quando la  discussione sul disegno di legge in Commissione è
  già avviata, il  Governo  si  presenta  con  un  pacchetto di una
  cinquantina di  emendamenti, contenenti le materie più disparate;
  certo,  tutte   materie  urgenti  da  affrontare,  tutte  materie
  importantissime da  affrontare. E non è che possiamo lasciare gli
  uccellini del  Presidente  senza becchime per gli uccelli; quegli
  uccellini, peraltro, mi meraviglio del fatto che non siano ancora
  morti  di  cirrosi  epatica, perché con i milioni che spendiamo -
  già  altre  volte  abbiamo  avuto  occasione di dirlo - caviale e
  champagne  potrebbero mangiare.  Noi spendiamo un miliardo l'anno
  circa per tenere, in una condizione peraltro criticabile sotto il
  profilo anche animalista, quel parco.
       Materie   urgentissime,   materie   che   andavano,   signor
  Presidente, dall'assunzione  -  andavano,    perché poi alcune di
  queste cose,  molto  poche  in  realtà, sono  state eliminate dal
  disegno   di   legge   -   andavano   da   norme   agrituristiche
  all'assunzione  di  personale  di  coniugi superstiti o orfani di
  dipendenti  deceduti  per  cause  di  servizio;  le  materie  più
  disparate come il riordino degli uffici di diretta collaborazione
  del  Presidente,  i  comandi  e  quanto altro in un primo momento
  queste materie ...

     PRESIDENTE. Onorevole  Liotta, La volevo invitare a concludere
  anche perché per  la  pregiudiziale,  Lei  sa,  ha cinque minuti,
  sono già trascorsi nove minuti.

     PRESIDENTE. In fretta,  Presidente. La sostanza è questa: quel
  disegno di legge  è  stato snaturato dalla manovra suppletiva del
  Governo,  che  lo ha infarcito con una serie di norme sostanziali
  di  spesa  che  non avevano acquisito alcun parere da parte delle
  Commissioni  di  merito,  con  ciò  alterando  il  corretto  iter
  procedurale  di un disegno di legge. Due considerazioni soltanto:
  le   Commissione  di  merito  vengono  scavalcate  e  la  mancata
  acquisizione  del  parere  della  Commissione di merito, a nostro
  avviso, costituisce materia pregiudiziale perché non possa essere
  trattato  il disegno di legge in questa sede.
       Abbiamo chiesto con lettera al Presidente dell'Assemblea che
  venissero eliminate dal disegno di legge tutte quelle materie che
  non  avevano  acquisito  parere  dalle Commissioni di merito; non
  abbiamo  avuto  riscontro  oggi.  E'  per  questo  che poniamo la
  questione pregiudiziale. Peraltro, Presidente, abbiamo chiesto in
  quelle lettere...

     PRESIDENTE. Questa volta l'ho capito, onorevole Liotta.

     LIOTTA. Bene. Allora, questo  è  il tema. Fra l'altro siamo ad
  inizio  legislatura e se dessimo un indirizzo diverso rispetto al
  passato,  perché  io  so  bene che nel passato simili infarciture
  sono  già  state  fatte,  e tuttavia, se dessimo questo indirizzo
  all'inizio   della  legislatura,  eviteremmo  il  rischio  ed  il
  pericolo  di dover procedere per leggi omnibus anziché  per leggi
  organiche,  che  in  qualche  modo  nella  trasparenza aiutano il
  processo legislativo. Senza dire nulla poi del fatto che le leggi
  omnibus  sono  il  luogo  dell'incontro  degli scambi di cortesia
  trasversali   sugli   emendamenti   che  debbono  passare  e  gli
  emendamenti   invece  non  debbono  passare.  Sono  pratiche  che
  snaturano   il  corretto  iter  parlamentare  e  per  ciò  stesso
  chiediamo alla Presidenza di eliminare dal disegno di legge, così
  come  è  stato  fatto con grande rigidità, tutte quelle norme che
  non avessero acquisito il parere delle Commissioni di merito.

     PRESIDENTE. Il Regolamento  prevede  che  in caso di questione
  pregiudiziale  ci  sia   la   possibilità  per  due  deputati  di
  intervenire  a  favore  e  per  due  deputati (fino ad un massimo
  ovviamente  di due deputati) di intervenire contro.  C'è qualcuno
  che intende intervenire?

     MICCICHE'. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MICCICHE'. Io ho poco da aggiungere alle dichiarazioni del mio
  collega compagno Santo  Liotta, ma, poiché  si deve rispettare la
  norma di due interventi a favore e di due contrari, io intervengo
  naturalmente  a  favore  e  aggiungo,  magari  per evitare chissà
  qualcuno  si  fosse  otturato  le  orecchie,  nel  senso  che  le
  dichiarazioni poste dal collega e compagno Liotta, secondo il mio
  parere sono molto fondate. Perché, poco fa, nel portare avanti il
  disegno  del 'gioco delle tre carte' per le elezioni a Segretario
  del  componente  di  Sicilia  Democratica  si  è  fatto  cenno al
  rispetto  del  Regolamento.  Lei,  signor Presidente, ha rilevato
  che  rispetta in modo preciso, puntuale il Regolamento; lei ha il
  compito di fare rispettare le regole e quindi il Regolamento.  Io
  spero che la Signoria Vostra si legga nuovamente il Regolamento e
  che  le pregiudiziali poste dal compagno Liotta siano ben chiare,
  visto  che Lei in questo momento assume un ruolo super partes (mi
  pare che Lei abbia detto questo).
       E  poi  faccio  appello  alla  Signoria Vostra: io ho sempre
  sentito  parlare  di  Lei  come  deputato  ligio  alla  legge, al
  rispetto delle minoranze, è stato una persona liberaldemocratica,
  io  spero  che  il ruolo che in questo momento lei riveste sia la
  continuità  di  quello  che lei ha fatto in questi ultimi anni in
  questa  Assemblea.  Non lo sto dicendo per attirarmi le simpatie,
  ma per un dato di fatto che da cittadino, da siciliano, in questi
  anni  ho  seguito i lavori di questa Assemblea. Spero che lei non
  abbia  cambiato  posizione, visto  che  oggi  occupa,  in  questo
  momento, il più alto scanno di questa Assemblea.

     PRESIDENTE.   Grazie   onorevole   Miccichè,  anche   per  gli
  apprezzamenti   nei    miei    confronti.    Non   abbia   dubbi,
  l'atteggiamento di  questa  Presidenza  sul  piano  squisitamente
  istituzionale e mio  personale  sarà sempre coerente e rispettoso
  di quelli che sono i  valori  ai  quali  mi  sono  sempre rifatto
  nell'esercizio  della  mia   attività  politica, ma  anche  nello
  svolgersi della mia vita privata.

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Intende parlare a favore o contro?

     CINTOLA.  Contro.  Cioè un contro ragionato però, che dovrebbe
  potere  anche - io mi auguro - far si che l'onorevole Liotta, che
  è  un  attento osservatore e debbo dire che per cinque anni non è
  rimasto  solo  in  Aula  ,  c'è  sempre  stato sia in Aula che in
  Commissione  Bilancio  e  quindi sa esattamente, e lui l'ha detto
  per onestà intellettuale che io gli riconosco, che anche in altre
  occasioni  e  con  tutti  i  governi, dobbiamo dire, di qualsiasi
  formula,  nelle  variazioni  di  bilancio si è sempre sfondato un
  certo  tetto  che  ha  consentito  anche di largheggiare su altri
  aspetti che non erano strettamente legati al bilancio stesso.
       Questo non significa che  questa  è una prova che debba fare
  continuare  l'Assemblea  a non fare disegni di legge a se stanti,
  che hanno una loro caratura, senza dovere poi rincorrere le varie
  norme  in  leggi  omnibus.  Ed  è  un  fatto  del  quale ci siamo
  lamentati,   onorevole   Liotta,  sia  lei  che  io  anche  nella
  precedente   legislatura,  tant'è  che  ora  abbiamo  bisogno  di
  ricercare  i  testi unici in maniera tale da accorpare le materie
  per legge.
       Allora io voglio dire  una  cosa  con  molta tranquillità al
  Presidente:  io  sono contrario, ma ritengo che, quando andremo a
  presentare gli emendamenti, quando andremo a vedere gli articoli,
  quando andremo a vedere compiutamente ogni singolo articolo, ogni
  singolo  testo,  ogni singolo modo di porsi all'interno di queste
  variazioni   di   bilancio,   c'è   la  possibilità  di  dire  la
  proponibilità  e l'improponibilità di alcuni emendamenti; laddove
  ci  fossero  e  se ci sono, io ritengo, che sia la Presidenza che
  l'Aula  possano  tenere  conto delle osservazioni che ha espresso
  l'onorevole  Liotta  e  quanti altri accanto all'onorevole Liotta
  dovessero formulare un parere favorevole.
       Così  come  riteniamo che, data l'urgenza della materia, noi
  se   non  esaminiamo  le  variazioni  di  bilancio  non  possiamo
  esaminare la finanziaria, non possiamo esaminare il bilancio, che
  deve potere essere approvato entro il 31 dicembre, elezioni o non
  elezioni  permettendo,  perchè  guai  a  ricorrere  all'esercizio
  provvisorio.
       E siccome ci  sono  elezioni,  congressi,  rinvii spesso non
  motivati, cosa di cui  ci  siamo  lamentati, anche per il ritardo
  dall'ultima riunione di Assemblea a quella che abbiamo svolto qui
  in Aula, se poi tengo conto anche di chi ha fatto sul giornale la
  statistica di quanti minuti  siamo stati in Aula, di quante leggi
  sono state fatte, di  quanti rinvii sono stati chiesti, di quante
  parole a vuoto riusciamo pure a dire, di quanto non ci carichiamo
  fino  in  fondo, al di la delle parole e dei reali problemi della
  Sicilia,  noi  riteniamo, signor Presidente e onorevoli colleghi,
  che  il  testo  delle  variazioni  di  bilancio  che  sono  state
  formulate  in  Commissione  Bilancio,  che  hanno avuto anche una
  larghissima maggioranza nell'approvarlo con una qualche votazione
  contraria,  che  era  contraria quasi per posizione piuttosto che
  per  una  volontà di entrare negativamente nel merito, consentano
  all'Aula  stasera  di  fare  la  discussione generale, di dare il
  tempo per gli emendamenti e di andare in Aula nel più breve tempo
  possibile, perché  possa svolgersi quel dibattito costruttivo, di
  eliminazione,  di  modifiche,  di  integrazione  al  testo  delle
  variazioni di bilancio ed alla verifica degli emendamenti.
       Questo  lo  ricordo al Presidente della seconda Commissione,
  che  è stato solerte nel condurre i lavori, quando abbiamo tenuto
  conto  di  tutte  quante  le  proposizioni  fatte  dalle  singole
  Commissioni di merito, che sono pervenute in tempo, questa volta,
  alla  Commissione  Bilancio  e  di  cui abbiamo fatto, nei limiti
  delle disponibilità di bilancio, una grande messe di accettazione
  affinché  queste  variazioni  di bilancio possano essere non solo
  del  Governo  ma  intanto  delle Commissioni e quindi dell'intera
  Assemblea.
       Mi  pare  un  fatto assai democratico entro il quale, signor
  Presidente,  lei ha la facoltà, che gli proviene dal Regolamento,
  di  rendere  improponibili  o  di cassare quegli articoli che non
  trovassero  una  legittimità rispetto a quanto l'onorevole Liotta
  ha  detto  che  si  è verificato nel corso dell'esame dei singoli
  articoli.
       Quindi è un intervento contrario ed una richiesta che faccio
  all'onorevole  Liotta  di  ritirare la pregiudiziale e di evitare
  che  ci sia ancora in Aula un discorso che non consente di andare
  ai  fatti, che la gente ci chiede e, se continueremo a parlare su
  ciò  non  sarebbe  utile, anche perché le spese, le variazioni di
  bilancio ogni giorno che passa, considerato che debbono essere in
  ogni caso impegnate entro il 31 dicembre, è come se le variazioni
  di   bilancio   non   riusciranno   neppure  ad  avere  una  loro
  applicabilità entro il 31 dicembre.
       Ecco   perché  una  salvaguardia  forte,  che  è  quella  di
  dichiarare  l'improponibilità  sulla  illegittimità,  laddove  ci
  fosse  e  venisse  riscontrata di articolo in articolo, onorevole
  Liotta,  si  può  ottenere  se  il  Presidente  dell'Assemblea si
  impegna  a  guardarle  con quell'attenzione che lei ha espresso e
  che  da quel punto di vista può essere condivisa, però dall'altro
  ci  deve dare lo spazio di andare avanti per definire la manovra,
  almeno questa sera per quanto riguarda la discussione generale, e
  consentire poi ai singoli deputati di presentare gli emendamenti.

     BARBAGALLO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole
  Cintola  ha  ribadito  cose  serie  che lui stesso ha avanzato in
  Commissione  e,  tuttavia,  ricorda  sempre  che noi siamo in una
  legislatura  che  doveva  essere  considerata  di  svolta.
       Io  non  ricordo, onorevole Cintola, che nelle variazioni di
  bilancio  si  sia  mai approfittato, come si sta approfittando in
  questa  occasione,  per  fare  un  disegno  di  legge  con  norme
  sostanziali che non riguardano minimamente la materia contabile.
       L'abbiamo fatto nelle finanziarie, l'abbiamo fatto con altri
  strumenti  legislativi  che  si  prestavano meglio a queste leggi
  omnibus,  che  in qualche caso rappresentano una dequalificazione
  non  solo  della  spesa  ma  anche della qualità della produzione
  legislativa di un'Assemblea.
       Le  variazioni  di  bilancio  erano  arrivate,  prima  della
  seconda  modifica da parte del Governo, con quattro provvedimenti
  essenziali che riguardano anche diritti sacrosanti dei cittadini:
  diritto  alla mobilità, diritto alla salute, perché comprendevano
  l'integrazione  del  fondo sanitario di 350 miliardi,  e io spero
  che  questa  Aula  abbia  la  possibilità di fare una riflessione
  sullo  sfondamento  della  spesa  sanitaria,  che  quest'anno  si
  prevede di circa mille miliardi, perché per effetto della ...

     PRESIDENTE.   Onorevole   Barbagallo,   poichè   ci   sarà  la
  discussione generale, la volevo pregare di andare alla sostanza.

     BARBAGALLO.  Il ragionamento serve per motivare la lettera che
  io ho fatto al Presidente Lo Porto. Io ho detto al Presidente che
  qualsiasi  Governo  ha  l'interesse  a  dare  risposte  sul piano
  legislativo  e  quindi  a produrre provvedimenti.  Nel momento in
  cui  nelle  variazioni  di  bilancio vengono inserite materie che
  riguardano  singoli  comuni,  materie che riguardano associazioni
  sportive  che  già  ricevono i contributi dalla legge 8 per circa
  400  milioni,  materie che riguardano aspetti particolari che non
  attengono  certamente  alla  strategia di una Assemblea e che non
  rispondono agli interessi generali della nostra comunità, si pone
  un  problema della razionalizzazione della spesa ma si pone anche
  un problema di decoro e di buon senso, per cui la eliminazione di
  tutte  quelle  materie,  come  diceva l'onorevole Liotta, che non
  sono  state  apprezzate dalle commissioni di merito, ha un valore
  regolamentare  ma anche un valore politico, un valore di rispetto
  anche del buon senso e del decoro di questa Assemblea. Perché, se
  noi  cominciamo  con  le variazioni di bilancio ad operare in una
  logica di scambi e di patteggiamenti di piccoli provvedimenti che
  riguardano singole questioni dei vari deputati di diversi gruppi,
  questa Assemblea si muoverà non in una logica di profilo alto che
  riguarda  le  riforme,  ma  in una logica continua di scambi e di
  equilibri  che  si  raggiungono  in  Commissione  tra  i  diversi
  componenti della Commissione stessa.
       Allora   noi   abbiamo   posto    un    problema   iniziale,
  pregiudiziale,  come  diceva  l'onorevole   Liotta,   dicendo  al
  Presidente  dell'Assemblea:  elimina tu queste norme, perché già,
  se  tu  non  le elimini e non le dichiari improponibili, violi tu
  stesso  il  Regolamento,  perché,  per  Regolamento, prima devono
  essere esaminati dalla Commissione di merito e non possono essere
  scavalcati,  altrimenti  li  eliminiamo e facciamo solo una super
  commissione,  che  è  la  commissione  finanza, che tratta sia il
  merito che gli aspetti di bilancio e gli aspetti contabili.
       Ci sono problemi anche di  rispetto  di questione elementare
  che  voi  tutti colleghi conoscete.  Io  sono  d'accordo  per  la
  pregiudiziale e sono qui a discutere  perché  vorrei una risposta
  del Presidente dell'Assemblea, perché ci  potrebbe  essere  anche
  una risposta positiva. Tutti gli  emendamenti,  tutte le proposte
  che sono state inserite e che non rispondono rigorosamente ad una
  interpretazione   del   Regolamento   su  una   materia   che   è
  squisitamente  contabile,   verranno   dichiarati  improponibili,
  altrimenti  dovremmo  votare  con  un   ostruzionismo,   con  una
  presentazione di tantissimi emendamenti soppressivi, aggiuntivi e
  modificativi.  Perché  io  vorrei  capire  per  quale  motivo  un
  deputato  si deve portare 500 milioni nel paese X ed un altro non
  se  ne  deve portare cinquecento per l'altra associazione.  Siamo
  ad  una  logica  che  certamente non valorizza e non qualifica il
  ruolo di ciascun deputato.
       Io  sono a favore della pregiudiziale; qualora ovviamente il
  Presidente  non  accogliesse  questa  pregiudiziale, dato che non
  possiamo  chiedere  il  numero legale perché si vota per alzata e
  seduta,  anche  se  noi  eravamo  in  una  condizione  di poterlo
  chiedere  perché siamo presenti in cinque deputati, parteciperemo
  alla discussione generale.

     PRESIDENTE. Grazie onorevole Barbagallo.  Non  essendoci altri
  iscritti  a  parlare,  pongo  in   votazione   la   pregiudiziale
  dell'onorevole Liotta, mirante a sospendere  la  trattazione  del
  disegno di legge per trasmettere alle  commissioni  di  merito le
  parti che necessitano di un parere delle medesime.
       Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole si alzi.

                           (Non è approvata)

        PRESIDENTE. Invito il relatore, onorevole Croce, a svolgere
  la relazione al disegno di legge.

     CROCE, presidente della Commissione e relatore. Io questa sera
  mi trovo in difficoltà, proprio in un dilemma se intervenire o se
  rimettermi  al  testo.   Mi  rimetto  al   testo, sì,  ma  voglio
  semplicemente fare una considerazione  che  riprende quanto detto
  dai nostri amici e colleghi che  hanno  svolto  la  pregiudiziale
  quando si parla dell'iter del disegno di  legge. Mi preme proprio
  sottolineare che l'iter di questo disegno di  legge  si è snodato
  nel rispetto delle regole parlamentari e questo ci tenevo a dirlo
  anche perché i pareri delle  commissioni  legislative,  onorevole
  Presidente, come ha detto anche  l'onorevole  Cintola, di merito,
  sono stati vagliati con particolare  cura,  indicazioni  che sono
  state tenute ben presenti pur nei limiti - e lei lo sa, onorevole
  Liotta  -  di  stabilità  fissata dai vincoli finanziari. Quindi,
  quando  si  dice che la Commissione ha disatteso o addirittura ha
  calpestato,  come l 'onorevole Liotta sostiene, io dico che non è
  vero.  Il  percorso  è  stato  chiaro,  legittimo.  E'  stato  un
  percorso  fra il Governo e la Commissione Finanze che ha prodotto
  un buon lavoro, che è questo disegno di legge che questa sera noi
  qui  abbiamo  iniziato  a  discutere.  E  stiamo parlando di cose
  importanti, di cose serie perchè i grossi problemi come i piccoli
  problemi  vanno affrontati;  e allora questo disegno di legge - e
  chiudo,  perchè  ci  sarà  la  possibilità  in  seguito  di poter
  intervenire - contiene atti importanti e sono talmente importanti
  che  abbiamo  l'obbligo questa sera di andare avanti perchè tutto
  quello  che  contiene  qui  è  legale ed è stato fatto in maniera
  trasparente;  quindi  le  parti  politiche  che sostengono questo
  Governo  assumono responsabilità, quindi siamo qui a continuare i
  lavori.
       Questo è quanto dovevo dire a lei, Presidente dell'Assemblea
  e a tutti voi.

     PRESIDENTE. Onorevoli  colleghi   relativamente alla questione
  posta con la  pregiudiziale dall'onorevole  Liotta, e poi ripresa
  anche dal Presidente Croce, al  di  là  di  quello  che è l'esito
  della  votazione riguardante  la  pregiudiziale  stessa  non  c'è
  dubbio che la  Presidenza,  a  prescindere  dalla pregiudiziale e
  dalle sollecitazioni, comunque  si  sarebbe mossa nella direzione
  auspicata, cioè della valutazione della accoglibilità di articoli
  ed emendamenti relativamente a  quella  che  è la filosofia della
  legge  così come  previsto  dal  Regolamento.
       Questo mi sentivo di dire proprio per consentire all'Aula di
  andare avanti con maggiore serenità.
       E' aperta la discussione generale.
       Per regolare  i lavori, onorevoli colleghi, anche perchè non
  siamo moltissimi,  se  potessimo  indicare  subito gli iscritti a
  parlare in modo  tale  da chiudere la discussione generale al più
  presto, sarebbe una cosa auspicabile anche per avere rispetto nei
  nostri stessi confronti, ogni tanto non guasta.
       Resta inteso, che per quanto riguarda la presentazione degli
  emendamenti la  Presidenza è dell'avviso - anche data l'ora tarda
  - di dare  tempo  fino  a  domani  mattina  a  mezzogiorno per la
  presentazione   appunto  degli  emendamenti.
       Pertanto,   ancorchè  conclusa  la  discussione  generale  e
  ancorchè  votato  il passaggio all'esame degli articoli, comunque
  ci sarà tempo  fino a domani alle dodici per per la presentazione
  degli emendamenti.

     BARBAGALLO.  Onorevole  Presidente,  questa sua precisazione è
  utile perchè  abbiamo  la  possibilità  di  lavorare e di leggere
  attentamente queste  variazioni  di bilancio che - come dicevo in
  occasione  della pregiudiziale - vede onorevole Presidente Croce,
  lei è stato  uno che in commissione ha auspicato e ha invitato la
  maggioranza a fare dei passi in direzione di un rispetto puntuale
  del regolamento.
       C'è stata una riunione della maggioranza, come lei ricorderà
  e si è  sospesa  la  commissione proprio perchè erano arrivati in
  commissione emendamenti proposti  in  gran  parte  dal Governo, e
  quindi da assessori che non so cosa temono rispetto alla proficua
  continuazione dei lavori di questa Assemblea.
       Ho la  sensazione che qualcuno cerchi soltanto di portare il
  risultato a casa  subito, perchè  pensa ad una finanziaria e a un
  bilancio  che  verranno  esaminati  da  questa  Aula  con  grande
  ritardo. Non c'è dubbio infatti che, non avendo presentato ancora
  nè   la   finanziaria   nè  il  bilancio,  andremo  all'esercizio
  provvisorio;   allora  qualcuno  ha  detto:  approfittiamo  delle
  variazioni  di  bilancio,  vediamo  di  ottenere  qualche piccolo
  risultato per qualche  amico  che  conosco  nella mia città o che
  rappresenta  questo  ente  teatrale, questa associazione o questo
  gruppo così io gli dico che ho fatto una cosa utile all'Assemblea
  perchè sono venuto  lì  per  dare questo tipo di risposta non per
  fare riforme per il bene di tutta la Regione.
       E allora qualcuno ha  avuto  la fretta di appesantire questo
  provvedimento con cose  obiettivamente singolari, che poi io sono
  convinto,  il  buon   senso,   la   competenza   del   Presidente
  dell'Assemblea rileverà al di là delle nostre valutazioni...
       Intanto il  provvedimento è stato portato per la prima volta
  in Commissione  Bilancio a stralci, perchè alcune cose sono state
  ritenute più  emergenti  di  altre  e  quindi abbiamo dovuto fare
  prima il  provvedimento sulla forestale, poi il provvedimento che
  riguardava  la  proroga  delle  LSU  e  poi  altre  cose  che  ci
  accingiamo a  fare la prossima settimana esaurendo questa sera la
  discussione generale.
       Intanto questa  è  una  logica  sbagliata  perchè  non dà la
  possibilità   dell'organicità   di   un   intervento  in  materia
  finanziaria, e  la  materia finanziaria è la materia più delicata
  di questa  legislatura  proprio per le difficoltà complessive che
  la nostra Regione ha di bilancio, di liquidità, di indebitamento,
  di una serie  di  valori  che  dobbiamo tenere presenti ogni qual
  volta legiferiamo.
       C'erano,  come   dicevo  nel  mio  intervento  in  corso  di
  pregiudiziale,    alcune   cose   dovute,   che   riguardano   la
  presentazione   del   piano,   ad   esempio,   della   formazione
  professionale    che    c'è   stato   richiesto   dai   Sindacati
  unitariamente. Piano  che  ancora non è stato attivato ed emanato
  mentre l'anno scorso  già  era stato fatto il decreto sulla legge
  24. (Mi  riferisco certamente alla formazione professionale della
  legge  24  non  a  quella  del  Fondo  sociale  europeo.) C'erano
  difficoltà    economiche    che    riguardavano   la   formazione
  professionale. In sede di commissione, che è durata fino alle tre
  di notte, qualcuno  ha  avuto  il  buon  senso per far quadrare i
  numeri su  una  serie di interventi polverizzati, irrilevanti dal
  punto di  vista  dell'interesse generale, di togliere 20 miliardi
  alla formazione professionale. Ci hanno richiamato con lettera di
  questa  mattina le tre Confederazioni sindacali per sottolinearci
  che  i  soldi  tolti  alla  formazione  professionale  potrebbero
  determinare   la  mancata  emanazione  del  piano  di  formazione
  professionale riguardante  la  legge  24. Ora io esaminerò, sulla
  base anche del  tempo  che il Presidente mi ha dato, se questi 20
  miliardi  sono  stati  tolti  per  far  quadrare  i  numeri,  gli
  equilibri tra  le  varie  proposte  e  le  pressioni  che c'erano
  all'interno della Commissione.
       Sono stati tolti  altri 20 miliardi al settore dei trasporti
  non considerando che il settore dei trasporti non riceve una lira
  dal primo gennaio.  E abbiamo avuto sulla stampa rilievi, in gran
  parte  dovuti  al  settore  dei  trasporti  privati, dimenticando
  invece che il  sistema  dei  trasporti  è un sistema completo che
  riguarda aziende pubbliche e aziende private perchè su quel fondo
  attingono   nove   aziende  municipalizzate  più  la  funivia  di
  Taormina, più  altre  piccole  aziende  che  riguardano le nostre
  isole. Pertanto, quello  è un fondo che riguarda l'intero sistema
  delle aziende  pubbliche  e  private.  Un  sistema  che ha dovuto
  anticipare in  palese violazione della legge 68 tutte le risorse,
  perchè la legge 68 prevede che il pagamento nel settore trasporti
  avvenga  con  rate trimestralmente anticipate. Questo comporta un
  aggravio di spesa  per  le aziende che hanno dovuto nel frattempo
  pagare gli stipendi ai lavoratori con le anticipazioni bancarie e
  molte aziende, da  qualche  mese, hanno  sospeso  gli  stipendi a
  qualcuna    delle    aziende    che   rappresenta   i   settemila
  autoferrotranvieri presenti nell'Isola.
       Allora c'è un  problema  di logica, di progetto complessivo,
  di idea di Regione,  di  idea che abbiamo noi di sviluppo, perchè
  togliendo  i  soldi  ai  trasporti  o  finanziandoli  in  ritardo
  certamente danneggiamo  la  vivibilità  delle  città  e  facciamo
  pagare più oneri ai  comuni  che, fino a quando non avranno avuto
  (come sarà poi nel 2003 con il contratto di servizio) lo scorporo
  delle aziende municipalizzate, dovranno coprire i disavanzi delle
  aziende con fondi  che  sono  fondi  pubblici e quindi di tutti i
  cittadini. Si  è  fatta  questa  operazione togliendo altri venti
  miliardi  per  inserire  piccole  questioni che riguardano alcuni
  deputati che  avrebbero  posto  dei  veti  in  commissione se non
  fossero  stati  approvati  gli  emendamenti  che  hanno proposto.
  Allora qui c'è  una  logica  che attiene anche alla qualità della
  politica e delle  relazioni  fra i vari soggetti di opposizione e
  di maggioranza che  è quella di discutere sulla base di contenuti
  programmatici  che  consentono  un  confronto  serio,  perchè nel
  momento in cui  io debbo rincorrere i colleghi dicendo che non si
  fa quella cosa  nel  suo comune, apro una faida in una provincia,
  in un  territorio  cercando  di mettere un parlamentare contro un
  altro parlamentare.
       Per cui noi troviamo gli  emendamenti,  ad  esempio,  per il
  teatro di Palermo e non troviamo gli emendamenti per il teatro di
  Catania; troviamo gli emendamenti  per  la  società  sportiva  di
  Palermo e non troviamo  gli  emendamenti per nessun'altra società
  sportiva di altre  zone della Sicilia. Cioè siamo nella logica di
  un collante che  si  basa soprattutto su uno scambio a bassissimo
  livello di confronto fra i diversi parlamentari.
       Allora, o questo Governo viene  in Aula per dire: 'In questa
  legislatura  voglio  portare  queste   priorità', ed  avanza  una
  proposta politica di un patto  sociale  per la Sicilia, che tiene
  conto anche delle altre organizzazioni che vivono fuori da questa
  Aula ed è in grado di fare  un  grande  patto con le associazioni
  sindacali,  con le associazioni  imprenditoriali,  con  il  mondo
  della cultura, coinvolge  i  mondi  vitali e chiama i siciliani a
  fare un salto  di  qualità  sul  piano della politica, oppure noi
  avremo una  legislatura  che  si  gioca  tutta  sul terreno dello
  scontro  mirato  a  chi è più bravo nel cercare di costruirsi una
  maggioranza e quindi: sta zitto che il tuo emendamento è passato.
       Credo che ci sarà prima  o poi un sussulto d'orgoglio, anche
  perchè  quest'Aula  è  composta  da  deputati  che  hanno  grande
  esperienza, di grande profilo, anche deputati che non avevano mai
  fatto i  parlamentari,  ma che hanno svolto un ruolo estremamente
  significativo nelle politiche di sviluppo del nostro Paese.
       Spero che questi deputati,  quelli  che  hanno  strumenti di
  conoscenza maggiore, quelli che vengono eletti a prescindere dal
  voto clientelare o dal voto  di  scambio,  abbiano un sussulto di
  orgoglio per dire  che  questa  Regione è qui per legiferare, per
  fare   provvedimenti   di  risposta  esauriente  negli  interessi
  generali di tutta la Regione.
       Non so se ci sarà questa svolta  o  se si farà questo passo,
  ma  noi  dobbiamo cambiare registro,  perchè  se  non  si  cambia
  registro, anche  pochi   dell'opposizione   riescono   a   creare
  all'interno  di questa Assemblea  una  condizione  che  non  farà
  produrre legislativamente la nostra Regione, non farà avanzare il
  processo di crescita della nostra popolazione.
       Penso che una discussione generale fatta sulle variazioni di
  bilancio a questa data, quando  la  gente  sta  chiudendo  o  sta
  ritardando i pagamenti, quando  tanti settori produttivi languono
  proprio per i ritardi di  questa  Assemblea,  è  una  discussione
  sterile, così come è una discussione sterile, una discussione che
  vede presenti solo una decina  di  deputati  su  un provvedimento
  estremamente importante, perchè le  opposizioni  hanno  fatto una
  scelta  e  se  ne  sono  andate,  perchè  non  condividevano  una
  forzatura sul piano regolamentare. Ma quelli della maggioranza se
  ne sono  andati  subito,  non appena hanno incassato il risultato
  delle  poltrone  dell'Ufficio  di  Presidenza,  perchè  non hanno
  nessun interesse  a  parlare  dei cittadini, della Sicilia, su un
  provvedimento   come   le  variazioni,  che  riguarda  settori  e
  categorie diversi.
       Quindi, c'è un  problema  di ruolo, ma c'è un problema anche
  di responsabilità, di serietà del parlamentare, che deve stare in
  Aula per  attivare  un  confronto  positivo,  virtuoso che faccia
  veramente ritornare la Regione siciliana a fare politica.
       Non  mi  dilungo anche perchè  parlare  in  un'Aula  con  la
  presenza di appena dieci deputati  su  novanta  certamente  non è
  esaltante.  Faremo  la  nostra  parte  con  gli  emendamenti  che
  presenteremo entro mezzogiorno di  domani,  ma  faccio un appello
  alla responsabilità della maggioranza,  perchè si sta creando una
  condizione particolare in questa Aula ed in Italia, nel Paese: ci
  siete  solo  voi   L'opposizione  non  può  vincere   Quindi,  se
  qualcuno pensa  di  rinnovare  il  sistema  dall'interno, che dia
  segnali sul piano anche dei comportamenti e dello stile politico;
  se qualcuno  pensa che essendosi intruppato nella maggioranza gli
  basta  ricevere i voti perchè la legittimazione dell'approvazione
  del programma  poi  esaurisce  anche  la  qualità  della risposta
  amministrativa,  venga   qui  a  dirlo,  ma  non  mi  parlate  di
  rinnovatori  che  passano  nella  maggioranza  per  aumentare  il
  livello  della   qualità   del  Governo,  qui  c'è  una  risposta
  assolutamente  inadeguata  rispetto alle sfide presenti purtroppo
  nella realtà isolana.

     PRESIDENTE. Dichiaro chiuse le iscrizioni a parlare.

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA.  Signor  Presidente, debbo esprimere un rammarico, ed
  è il rammarico  per  il  fatto che larga parte dell'opposizione è
  assente in  questo  contesto.  Ed  è  un  rammarico  forte perché
  questo tipo  di leggi hanno il diritto-dovere di essere dibattute
  con maggioranze compiute e opposizioni attente.
       Io   capisco   l'onorevole  Barbagallo  quando  dice  che  è
  difficile parlare  in  un'Aula  con  pochi  deputati. E questo lo
  comprendo, ma dico  di  più.  A  me  pare  che  sia  più forte la
  mancanza dell'opposizione perché quanto meno la maggioranza ha un
  testo di disegno di legge presentato dal Governo che sostiene, ha
  dibattuto ed  ha  lavorato  in Commissione Bilancio fino alle ore
  piccole, siamo arrivati  anche alle ore 3.15 di notte per cercare
  di ottenere il  meglio  e il più, con errori o con omissioni, con
  largheggiamenti  che  possono  essere  anche  amputati  in questo
  stesso  contesto   nel   quale  noi  ci  troviamo.  Rimando  alla
  discussione degli articoli e degli emendamenti gli interventi che
  ritengo possano essere precisi e puntuali.
       Oggi  dichiaro  l'insoddisfazione  ed  il  rammarico  per la
  mancanza  di  larga  parte delle minoranze perché, per quello che
  poteva  essere  un  banale incidente d'Aula, si sottraggono ad un
  dibattito  di  questo  genere  tenendo  conto,  tra  l'altro, che
  dovremo  rinviare, non solo di 24 ore ma anche di più, perché c'è
  un  Congresso  nazionale  e  quindi  i  tempi  di approvazione si
  allontaneranno  fino  alla  prossima  settimana, anche se io sono
  dell'avviso  che  anche  nella  corrente  settimana  si  potrebbe
  tentare  uno  sforzo  perché  le  variazioni  di bilancio possano
  trovare luce entro la corrente settimana.

     PRESIDENTE.  Non  essendoci  altri iscritti a parlare pongo in
  votazione il passaggio all'esame degli articoli.
       Chi è favorevole rimanga seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)


   Presidenza del vicepresidente Fleres


       Onorevoli  colleghi,  la  seduta  è  rinviata  a  martedì 20
  novembre 2001, alle ore 11.00 con il seguente ordine del giorno:

      I - COMUNICAZIONI

     II- DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1) 'Norme finanziarie  urgenti  e variazioni al bilancio della
          Regione per l'anno finanziario 2001' (N. 259/A) (seguito)

          Relatore: onorevole Croce

       2) 'Disposizioni  sull'ordinamento dell'Amministrazione regio-
          nale' (N. 185-Norme stralciate/A)

          Relatore: onorevole Borzacchelli

    III - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

      N. 56 - Iniziative  per  modificare  gli indirizzi economici
              seguiti dal Governo nazionale.

                                       SPEZIALE - CAPODICASA -
                                       CRISAFULLI - CRACOLICI -
                                       DE BENEDICTIS - GIANNOPOLO -
                                       ODDO - PANARELLO - VILLARI -
                                       ZAGO

     IV - DISCUSSIONE UNIFICATA DELLE MOZIONI:

       N. 66 - Interventi  a  tutela  del  ruolo e delle attività del
          Banco di Sicilia.

          Speziale  Calogero;  Barbagallo  Giovanni;  Ortisi  Egidio;
          Ferro Giovanni.

       N. 67 - Iniziative urgenti al fine di impedire la svendita del
          Banco di Sicilia.

          Forgione  Francesco; Liotta Santo; Miccichè Calogero; Raiti
          Salvatore.

         La seduta è tolta alle ore 23.21.

        (Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 00.45)