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Resoconto d'Aula della Seduta n. 210 di mercoledì 12 maggio 2004
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   Presidenza del presidente Lo Porto


    PRESIDENTE  Avverto che del verbale della seduta precedente  si
  darà lettura nella seduta successiva.


   Presidenza del presidente Lo Porto

   Discussione della mozione  numero 283  Regole di comportamento
   per i candidati alle elezioni europee che ricoprano cariche di
                governo e di amministrazione locale

       PRESIDENTE  Si passa al II punto all'ordine del giorno:
   Discussione della mozione  numero 283  Regole di comportamento
   per i candidati alle elezioni europee che ricoprano cariche di
   governo e di amministrazione locale , degli onorevoli Speziale,
                    Barbagallo, Ortisi e Sanzeri.
   Ne do lettura:

                        «L'Assemblea regionale siciliana

           considerata l'imminenza della campagna  elettorale
           per   il   rinnovo   del  Parlamento   Europeo   e
           l'opportunità   di  assicurare  una   competizione
           equilibrata;

           valutata  la necessità di contrastare una  visione
           della  politica  e degli strumenti  amministrativi
           quali  occasioni  d'acquisizione di  posizioni  di
           vantaggio personale;

           considerata,  invece, l'urgenza di  riaffermare  e
           rafforzare  un  rapporto di fiducia  positivo  tra
           istituzioni  e  cittadini  e  di  ristabilire   un
           corretto         rapporto    tra    politica     e
           amministrazione,  tra interesse  generale  ed  uso
           delle risorse pubbliche;

           considerate,   peraltro,   le   ristrettezze   del
           bilancio  regionale e la necessità di un  generale
           contenimento  delle spese attraverso  un  corretto
           uso delle risorse (mezzi, personale e strutture),

                       impegna il Governo della regione

           a  vigilare  perché  quanti  sono  candidati  alle
           elezioni europee, ricoprendo cariche di governo  e
           di  amministrazione locale (province  regionali  e
           comuni),    non   facciano   uso   improprio    ed
           illegittimo  delle funzioni degli uffici  da  loro
           diretti,   delle  strutture,  dei  mezzi   e   del
           personale in dotazione;

           a  vigilare perché non siano usati in alcun  modo,
           mezzi,  uomini  e risorse degli enti  amministrati
           dai  candidati, restituendo macchine e  telefonini
           ed  autosospendendosi dalle funzioni  al  fine  di
           evitare   ogni   confusione  tra   le   iniziative
           d'istituto   e   quelle  prettamente   elettorali,
           evitando  altresì di partecipare nella qualità  di
           assessori,   sindaci,  presidenti   di   Provincia
           regionale  o di Regione a qualsiasi manifestazione
           di   rappresentanza,   relativa   ad   impegni   e
           programmi d'ufficio.»

                              SPEZIALE - BARBAGALLO -  ORTISI
                              - SANZERI

    FORGIONE  Chiedo di apporre la mia firma alla mozione.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare per illustrarla.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor Presidente, onorevoli colleghi, la  ringrazio
  per avere accolto l'invito da me sollecitato questa mattina nella
  Conferenza dei capigruppo di poter svolgere, in tempi rapidi,  la
  discussione  della  mozione presentata dai deputati  della  lista
   Uniti per l'Ulivo  e adesso sottoscritta anche da altri colleghi
  parlamentari del centro-sinistra.
   La  mozione  parte  dal  presupposto che  ormai  si  tende  come
  costante a violare pratiche e prassi consolidate. Noi abbiamo  in
  Italia  una  situazione  anomala:  il  Presidente  del  Consiglio
  ineleggibile  che  si  candida  nelle  liste  per  il  Parlamento
  europeo; l'onorevole Fini, ministro, ineleggibile, che si candida
  per  le  liste  di Alleanza nazionale; la stessa cosa  fanno  gli
  onorevoli Buttiglione e  Bossi. In Sicilia, abbiamo il Presidente
  della Regione e altri cinque o sei assessori che si candidano pur
  essendo  la  loro  carica incompatibile con  quella  di  deputato
  europarlamentare.
     E' invalso quindi un costume che tende a spostare le votazioni
  di  ordine  politico  in  riferimento  al  tipo  di  competizione
  elettorale, avendo un atteggiamento che è già nella natura  delle
  candidature  di  poco  rispetto  nei  confronti  dell'elettorato;
  inganno     sostanzialmente     nei    confronti dell'elettorato.
  Gli  elettori  che  voteranno per l'onorevole  Berlusconi  o  che
  voteranno   per   l'onorevole   Fini   ovvero   per   l'onorevole
  Buttiglione, votano per loro non sapendo però che quel voto va  a
  finire ad altri.
   Qui  si  è  arrivati al punto di teorizzare, come  ha  fatto  il
  Presidente  della Regione che svolge un delicatissimo compito  di
  governo in una realtà  fortemente martoriata come la nostra,  che
  lui  si è candidato perchè il partito glielo ha chiesto. Come  se
  gli  interessi  di  una  parte politica possano  prevalere  sugli
  interessi  di  carattere generale. E tutti  gli  altri  assessori
  candidati hanno nello stesso tempo introdotto lo stesso  costume,
  e  cioè  che  si  candidano in forza di una  richiesta  e  di  un
  servizio  che  debbono rendere al partito di appartenenza   Tutto
  questo sarebbe giusto qualora il Presidente della Regione e   gli
  assessori  in  carica si dimettessero dalla  loro  carica,  e  si
  candidassero al Parlamento europeo. Utilizzare invece  la  carica
  di  Presidente  della  Regione, la carica di assessore  regionale
  per,  in  qualche  modo,  comprimere la  volontà  elettorale  nel
  tentativo   di   guadagnare  consenso   elettorale    in   questo
  particolare momento difficile del Paese e della Sicilia in cui si
  è  registrato il punto di caduta più basso del prestigio e  della
  credibilità delle istituzioni, è inaccettabile.
   Signor Presidente, in questi giorni, si è assistito nel Polo  ad
  uno  scontro  duro tra l'assessore Pagano e l'assessore  Granata:
  Siamo di fronte a ciò che è stato definito giustamente una specie
  di   "Armata  Brancaleone"  in  cui  l'uno  contro  l'altro   con
  l'obiettivo  esclusivo  di utilizzo delle risorse  pubbliche  per
  fare la battaglia elettorale.
   Si  definisce - ripeto - con l'utilizzo delle risorse  pubbliche
  la battaglia elettorale, tutta interna al Polo.
   Questo,  signor  Presidente, una volta si  chiamava  malcostume;
  adesso,   invece,   qualcuno  pensa   che   si   possa   chiamare
  competizione
   Ora,  la  competizione richiede che tutti partano  dallo  stesso
  livello,  che  tutti abbiano le stesse opportunità  e  che  tutti
  concorrano  liberamente, in rapporto all'idea, ai programmi,  non
  in  rapporto  all'utilizzo spregiudicato che si fa della  propria
  funzione e del proprio potere
   Alleanza  Nazionale  ha  deciso  di  mettere  in  campo  i   due
  assessori,  con la stessa logica che per tanti anni la Democrazia
  Cristiana  ha  avuto  per potere, in qualche modo,  attingere  al
  consenso  elettorale. Ora, signor Presidente, questo  rappresenta
  sicuramente  un  elemento  di  degrado  della  vita  politica  ed
  amministrativa della nostra Regione. Il prestigio della Regione è
  ridotto al lumicino.
   Non  so  se  il Presidente della Regione, onorevole Cuffaro,  si
  rende  conto della gravità delle sue affermazioni quando sostiene
  che  si  è candidato per fare un servizio al suo partito  e  che,
  comunque,  anche  se  eletto, resta a fare  il  Presidente  della
  Regione.  A  mio  avviso,  si tenta di introdurre  nel  dibattito
  politico  l'idea che la funzione istituzionale, che  è  primaria,
  possa  essere  piegata ad interessi di parte o in questo  caso  a
  interessi di partito.
   Noi   vogliamo   contestare  questo  comportamento  all'origine,
  perché  lo riteniamo un problema etico, che attiene alla funzione
  etica  della  rappresentanza e che non può essere  sottaciuto  di
  fronte  al Parlamento regionale. Non si può assistere in silenzio
  allo  scontro  in atto nel Governo, in un Governo  che  già,  nel
  corso di questi tre anni, ha segnato il punto di caduta più basso
  della storia del nostro Paese.
   Abbiamo  un  tasso  di inflazione elevatissimo,  un  PIL  che  è
  crollato,  gli  investimenti  sono  crollati,  l'occupazione  che
  recede,    abbiamo    processi   di    degrado,    processi    di
  deindustrializzazione  spaventosi.  E  in  tutto  questo,  taluni
  rappresentanti  del  Governo si preoccupano di  candidarsi  e  di
  farsi  la  guerra l'uno contro l'altro piuttosto  che   governare
  questa fase difficile della nostra Regione.
   Purtroppo,  però  tutto  questo lascerà una  traccia  dopo   Una
  traccia dopo le elezioni, dentro i partiti, tra i partiti, dentro
  questa  competizione  che  finisce con l'essere  un  cannibalismo
  interno,   che  fino  a  quando  riguarda  soltanto   i   diretti
  interessati,  cioè alcuni esponenti del Polo,  noi potremmo  dire
  (come  diceva un mio vecchio dirigente): ci allontaniamo,  quando
  il  sangue  arriva  noi  ci spostiamo.  Ma  siccome  riguarda  la
  Sicilia,  riguarda  l'utilizzo delle risorse della  Sicilia,  noi
  pensiamo, signor Presidente, che il problema debba essere posto.
   Ci  si  può  fare osservare che forse il modo in cui lo  abbiamo
  posto vada  corretto - e noi siamo disposti a correggerlo -, però
  va posto
   Il  Presidente  della Regione, l'onorevole Cuffaro,  l'onorevole
  Granata,  l'onorevole Stancanelli, l'onorevole  Noé,  l'onorevole
  Castiglione, non possono andare nei rispettivi assessorati

    PANARELLO  Hai dimenticato l'assessore Cimino

    SPEZIALE   Anche l'onorevole Cimino. Non possono  andare  negli
  assessorati,  non  possono  svolgere funzione  di  rappresentanza
  istituzionale,  perché  in  questo  momento  sono  i   candidati,
  rappresentano  una  parte contro l'altra e,  quindi,  debbono  in
  qualche  modo  esimersi dallo svolgere questa funzione  e  questo
  ruolo.  Questo  sarebbe  il  segnale vero  da  dare  se  vogliamo
  riconquistare fiducia e ridare prestigio alle nostre Istituzioni.
  E  non  concorrere  -  e chiunque lo voglia  fare,  noi  vogliamo
  denunciarlo  -  a  questo  pericoloso declino  della  prestigiosa
  funzione   istituzionale  che riveste la  carica  di   Presidente
  della Regione  e dell'assessore.
   Mi  rendo  conto  che,  come dicevo poc'anzi,  vi  sono  pessimi
  esempi:  Fini,  Berlusconi  che,  pur  essendo  ineleggibili,  si
  candidano;   pur   essendo  addirittura   ineleggibili,   neanche
  incompatibili, si candidano
   Il  timore,  forse,  della  sconfitta  elettorale  li  ha  fatti
  scendere in campo. Come ho detto, avrei consigliato all'onorevole
  Berlusconi,  ma  anche all'onorevole Cuffaro, di  non  candidarsi
  perché  penso  che perderanno di più presentandosi  direttamente,
  penso   che  perderanno  di  più perché sono  immediatamente  più
  riconoscibili. E la gente intuisce di chi è la responsabilità del
  danno che si è creato in questi tre anni.
   Signor Presidente, vado a concludere.
   Pongo  una  questione, e la voglio porre con forza.  Essa  è  di
  natura   etica  e  mi  appello  alla  sua  alta  funzione  perché
  l'Assemblea regionale possa dotarsi di uno strumento di controllo
  attraverso   il   quale   il  Presidente  della   Regione   possa
  autosospendersi, e non presenzi alle iniziative  pubbliche  nella
  qualità  di  Presidente della Regione, non utilizzi le automobili
  messe  a  sua  disposizione, non utilizzi l'Ufficio di  Gabinetto
  per  tutta  la  Sicilia. Ovviamente, tale criterio, nella  stessa
  misura, deve valere per il suo Vice, per tutti gli assessori  che
  sono  in carica e dico di più, Presidente, deve valere anche  per
  il Presidente della Provincia di Siracusa che abbiamo candidato e
  al  quale  espressamente chiederemo un comportamento conforme  al
  dettato  etico  che  abbiamo  qui  sollevato.  Scherzare  su  una
  questione così  delicata

    FORMICA  Non scherziamo.

    SPEZIALE  ... supportare la carenza di proposta politica  e  di
  voto   politico  mettendo  il  potere  in  campo   è  il  massimo
  dell'errore che una forza politica della vostra tradizione  possa
  fare.  Anziché presentare proposte, idee, programmi,  cercate  di
  supportare  con una funzione di potere il vuoto e  la  difficoltà
  che avrete nella campagna elettorale. E ciò non è legato al fatto
  che   lì  qualche  assessore  di  turno  possa  spostare  qualche
  centinaio di voto in ragione della sua pressione clientelare  Non
  avete  saputo   spostare consensi sulla base di  un'idea,  di  un
  progetto  che  riguardi  la  nostra regione.  E  tutti  sappiamo,
  vivaddio,  insomma,  che  il modo in cui   avete  ridotta  questa
  regione  è davvero un modo tragico per i dati che sono sotto  gli
  occhi di tutti.
     Pertanto, signor Presidente, siamo disponibili a modificare il
  contenuto  della mozione e a correggerlo se fosse necessario,  ma
  non  intendiamo  rinunciare  ai principi  fondamentali  enunciati
  nella mozione.
     Ho  voluto  esprimere questa mia opinione a nome  della  lista
   Uniti  per  l'Ulivo ,  spero  che  altri  colleghi  parlamentari
  vorranno  fare  le  proprie  valutazioni,  sono  disponibile   ad
  arrivare  ad  una risoluzione comune, comunque  non  rinuncio   -
  ripeto - ai  suoi principi ispiratori.

    FORMICA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Ne  ha  facoltà.  Sono  iscritti  a  parlare   gli
  onorevoli Raiti, Forgione, Acierno, Pistorio e Micciché. Dichiaro
  chiusa le iscrizioni  a parlare.

    FORMICA   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  parto   da
  alcune  considerazioni   fatte dal  collega  Speziale.  E  vorrei
  subito  sgombrare il campo dalla possibilità che si possa pensare
  che   l'essere   maggioranza  o  opposizione  alla   fine   possa
  condizionare  i  comportamenti  dei  parlamentari  in  merito  ad
  argomenti di interesse generale.
     Sull'argomento specifico vorrei subito iniziare col  dire  che
  condividiamo  larga parte della mozione che è stata presentata  e
  raccogliamo  di  buon  grado  l'appello  lanciato  dall'onorevole
  Speziale  e pertanto siamo disponibili  a modificarla.  Riteniamo
  infatti  che  i  principi  prospettati nella  mozione  siano  dei
  principi  largamente  condivisibili  e  pertanto  siamo   appunto
  disponibili a vedere di approvarla unitariamente.
     E  del resto ove non procedessimo ad una approvazione unitaria
  da  parte di tutto il Parlamento, maggioranza e opposizione,  non
  credo che potremmo raggiungere alcuno obiettivo.
     Dobbiamo evitare, in questo settore che riguarda le regole, di
  procedere  con  un  voto di parte, come se ci fossero  in  questa
  Aula,  o  comunque  nella  società, dei soggetti  disponibili  ad
  avallare  comportamenti pochi nobili o illeciti ed altri soggetti
  che  invece  sono contrari a questi comportamenti.  Non  è  così,
  perchè tutte le forze politiche convengono su alcuni principi  di
  fondo. Ed è bene che il parlamento detti degli indirizzi, poi  la
  politica è tenuta a rispettarli.
     Pertanto,   ritengo  che  la mozione presentata  da  Speziale,
  Barbagallo,  Ortivi  e  Sanzeri, e cioè dalle  forze  dell'Ulivo,
  possa essere accettata con alcuni correttivi.
     Propongo  dunque di apportare i seguenti correttivi  che  sono
  solo di buon senso. Il primo periodo della parte motiva  riporta:
  "impegna  il Governo della Regione a vigilare perchè  quanti  che
  sono  candidati  alla  elezioni  europee  ricoprendo  cariche  di
  governo o di amministrazione locale, province regionali e comuni,
  non  facciano  uso improprio ed illegittimo delle funzioni  degli
  uffici  da  loro  diretti,  delle  strutture,  dei  mezzi  e  del
  personale in dotazione".
   Ritenendo  il secondo periodo per una parte ultroneo  in  quanto
  già contenuto all'interno del primo periodo, per l'altra parte di
  impossibile  applicazione. Sarebbe come  dire  che  alla  vigilia
  delle  elezioni  e  per un periodo lungo di tempo,  si  priva  la
  regione    Sicilia    del   governo.    Infatti,     si    chiede
  l'autosospensione.  Pensate un po' se ci  fosse  bisogno  di  una
  riunione  urgente della Giunta, la Giunta stessa non si  potrebbe
  riunire  perchè  i candidati sono autosospesi  Per  cui,  essendo
  d'accordo sui principi e concordando in pieno sulle finalità  che
  si   prefigge  la  mozione,  chiediamo  alle  forze  che  l'hanno
  presentata di votarla in comune fermandoci al primo periodo della
  parte che impegna il Governo.

    PRESIDENTE   E'  iscritto a parlare l'onorevole  Raiti.  Ne  ha
  facoltà.

    RAITI   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  prendo  spunto
  dalla  mozione  per offrire un contributo alla discussione, visto
  che  questi argomenti, così come sono stati posti, riguardano  le
  regole  etiche  e comportamentali durante la campagna  elettorale
  per  le  Europee. Ritengo che debbano riguardare complessivamente
  le regole di comportamento di noi politici nella vita quotidiana,
  nell'espletamento del nostro mandato. Apprezzo  la  disponibilità
  del Presidente del Gruppo parlamentare di Alleanza Nazionale.  Ho
  presentato  un  ordine  del  giorno per  l'adozione  del   Codice
  europeo di comportamento per gli eletti locali e regionali   e le
  chiedo,  signor Presidente, di poterlo abbinare alla  discussione
  della mozione.
     L'ordine del giorno è stato già depositato. Ritengo  che  esso
  cada  a  fagiuolo  nella nostra discussione in quanto  chiede  al
  Governo  e quindi all'Assemblea regionale di adottare i  principi
  di  comportamento  stabiliti  dal  Congresso  dei  poteri  locali
  regionali del Consiglio d'Europa.
     E'  un codice etico-comportamentale che è stato approvato  dal
  Consiglio suddetto all'unanimità ed è stato trasmesso a  tutti  i
  Gruppi dalla Prefettura di Palermo per prenderne atto. Siccome il
  Codice  in  oggetto  riguarda tutti i comportamenti  etici  e  le
  espressioni politiche ed istituzionali sia degli enti locali  che
  regionali  e tanto più nella campagna elettorale europea,  questo
  codice   disciplina  in  maniera  analitica  tutte   le   diverse
  sfaccettature che si pongono quotidianamente nell'esercizio delle
  funzioni istituzionali.
   Ritengo,  e  per tale motivo ho presentato un ordine del  giorno
  da  abbinare  a  questa  mozione,  che  questo  debba  essere  un
  contributo  assolutamente utile, che può aiutare a dirimere,  una
  volta per tutte, le questioni che riguardano il comportamento dei
  politici.  Esso è, infatti,  un codice assolutamente  complessivo
  che  può  venire incontro alle esigenze vere, che a  quanto  pare
  sono  di tutti, e - ripeto - l'auspicio e l'indicazione dati  dal
  capogruppo di Alleanza nazionale vanno in questa direzione.
   Per  tale  motivo - riservandomi successivamente di  intervenire
  analiticamente per discutere e spiegare, ove ve ne fosse bisogno,
  il  codice  europeo che ho allegato all'ordine del giorno  a  mia
  firma   -   le   chiedo,   signor   Presidente,   di   collegarlo
  immediatamente  consentendoci  di discuterlo subito,  in  maniera
  che   possiamo  approvarlo,  cosicchè  disciplineremo   in   modo
  concreto,  fattivo e analitico e secondo le norme comportamentali
  europee la materia che stiamo trattando.

    PRESIDENTE   Onorevole  Raiti,  non  posso  accogliere  la  sua
  richiesta;  un  ordine del giorno va collegato ad un  disegno  di
  legge.  Nel  caso  in  specie,  potrebbe  essere  collegato  alla
  mozione,  ai  sensi  del  comma  1  dell'articolo  156  ter   del
  Regolamento interno. Personalmente, non glielo consiglio  perchè,
  in  questo  caso,  non  si  potrebbe svolgere  nè  dibattere.  Le
  suggerisco  invece, assumendo sin d'ora un impegno nei  confronti
  dell'Aula,  di inserirlo come sostegno alla legge elettorale  che
  andremo a discutere.
   Non sorgendo osservazioni,   resta così stabilito.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Forgione. Ne ha facoltà.

    FORGIONE  Signor Presidente, ho chiesto di apporre la  firma  a
  questa mozione, presentata dai partiti del centrosinistra, perchè
  stimola  la discussione che stiamo svolgendo. E io credo  che  in
  Sicilia,  in  questa  Regione investita dalla  questione  morale,
  avremmo   bisogno  tutti  di  una  riflessione  sulle  forme   di
  moralizzazione della politica, di trasparenza delle elezioni,  di
  trasparenza dei comportamenti individuali e collettivi,  dell'uso
  che  si fa del potere e delle funzioni pubbliche e delle funzioni
  di governo.
   Purtroppo,  questa discussione si svolge nel  clima  che  stiamo
  osservando. Infatti, mentre noi discutiamo di ciò, la gran  parte
  degli  Assessori e il Presidente della Regione sono già impegnati
  a  fare  una campagna elettorale con metodi e sistemi esattamente
  opposti  a  quelli che noi vorremmo in un certo  senso  non  dico
  imporre ma almeno indicare con questa nostra mozione.
   Una  riflessione seria in Sicilia - quella sì ha a che fare  con
  la  questione  morale e con le conseguenze concrete  poi  che  si
  hanno  nel  fare politica - andrebbe fatta anche sul costo  della
  politica.
   Sento  qui, anche da parte di nostri colleghi deputati che hanno
  deciso  di  essere  solo candidati di bandiera,  che  all'incirca
  devono  spendere  in  questa campagna elettorale,  soltanto  come
  candidati  di  bandiera  e  quindi non candidati  che  concorrono
  all'elezione,  circa 400 milioni di vecchie  lire;  soltanto  per
  essere  candidati di bandiera. 200 mila euro:  è questa la taglia
  media che si spende
   Io  mi  chiedo come rientrano questi soldi, quali sono  i  costi
  della  politica, come si rientra da questi investimenti svolgendo
  semplicemente il ruolo di deputati in modo onesto  e  corretto  o
  svolgendo, in modo onesto e corretto, le funzioni di Governo?
     Questa  riflessione sui costi della politica è l'altra  faccia
  della  questione morale. Come sapete, da qui è nata Tangentopoli,
  da  qui sono nati fenomeni corruttivi. E questa personalizzazione
  esasperata della politica che spinge alla propaganda personale  e
  alimenta questo circolo vizioso di causa ed effetto.
   Le  stiamo  vedendo già tutti le facce che imbrattano  i  nostri
  muri; non si vedono più i simboli di partito  In questo, mi sento
  un giovane uomo del  900, quando a confronto c'erano i partiti  e
  gli ideali; adesso sono solo le facce, le persone, quello che c'è
  dietro  o  davanti a quelle facce e a quelle persone è secondario
  vista  anche  la  trasgregazione tra un polo e  l'altro,  tra  un
  partito  e  l'altro. Ma questo ha a che fare con il  sistema  dei
  comportamenti politici.
     E,  dunque,  cominciare come Parlamento a dare una indicazione
  di  comportamento in questa campagna elettorale, non di fronte ad
  un  contesto  astratto ma in un contesto in cui  è  candidato  il
  Presidente della Regione, il Vicepresidente della Regione,  buona
  parte  del  Governo, una serie di parlamentari,  credo   sia   un
  obbligo, un dovere morale che noi dovremmo avere.
   Sarebbe  necessario  una autoriforma della politica,  ma  dubito
  che la politica sia in grado di autoriformarsi.
   Io  mi  reco  nei  vari  luoghi a teneri i  comizi  con  la  mia
  macchina  e  senza  autista;   ma c'è  una  sproporzione  tra  un
  presidente  di  Gruppo parlamentare, che si  farà  -  immagino  -
  cinquanta comizi in questa campagna elettorale (50, 60 come tutti
  noi),  che affronta così i costi della sua campagna elettorale  e
  di  quella del suo partito e dell'Assessore che invece  si  muove
  con l'auto blu.
   Inviterei  questi  Assessori,  i  componenti  del  Governo  e  i
  Gabinetti dei vari Assessori a riflettere su quanto è successo al
  Sindaco di Messina, perché forse se c'è un modo per farlo,  e non
  perché   io  mi  pongo  il  problema  di  un  sistema  di  regole
  comportamentali che è vincolato alla politica e che  deve  uscire
  da  questo Parlamento, ma io ritengo in questa condizione e  dopo
  il precedente dell'onorevole Buzzanca a Messina...

    D'AQUINO  assessore per la famiglia, le politiche sociali e  le
  autonomie locali. Non è onorevole

    FORGIONE   Non  è onorevole - ha ragione - che,  di  fronte  al
  precedente del Presidente della Provincia e Sindaco di  Messina,e
  qualunque  cittadino si rivolga ad altre autorità dicendo:  "quel
  signore  va  a fare un comizio , quindi per un proprio  interesse
  politico personale perché va a fare un comizio per essere  eletto
  deputato e non nella qualità di assessore alla cooperazione o  di
  assessore ai beni culturali; io credo che di fronte al precedente
  del   sindaco  Buzzanca  ci  sono  anche  responsabilità   penali
  individuali. Non dico che mi metto a fare le querele: io pongo un
  problema  a questa istituzione.
   Io  credo  che faremmo bene a porre la politica dinanzi  ad  una
  propria  scelta  di  responsabilità e di autoregolamentazione,  e
  questa  cosa non ha a che fare con lo schieramento di maggioranza
  o  di  opposizione ma ha a che fare con un sistema di trasparenza
  al   quale   tutti  noi  dovremmo  essere  vincolati  e  dovremmo
  richiamarci.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole Acierno.  Ne  ha
  facoltà.

    ACIERNO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   io   sono
  abituato   a  discutere  dei  documenti  che  vengono  sottoposti
  all'esame dell'Aula, ma, avendo sentito l'onorevole Speziale,  ho
  assistito  più  a un comizio elettorale che non all'illustrazione
  di  una mozione di cui già stamattina, in sede di  Conferenza dei
  Presidente  dei Gruppi parlamentari, mi ero permesso di  indicare
  alla  Presidenza la inammissibilità e rinnovo le mie  motivazione
  al riguardo.
   La  mozione impegna il Governo della Regione a vigilare. Poiché,
  come  a  tutti  è noto, tra i candidati c'è anche  il  Presidente
  della  Regione  che rappresenta il Governo della  Regione,  nella
  richiesta   che   fanno  i  presentatori  vorrei   capire   come,
  restituendo  macchine, telefonini ed auto e  sospendendosi  dalle
  funzioni,  nel  momento  in cui il Presidente  della  Regione  si
  dovesse mai autosospendere a seguito della richiesta avanzata dai
  presentatori di questa mozione, chi può vigilare
   Dunque,  così  come sostenevo, questa mozione così  formulata  è
  inammissibile,   ma   nel   merito,   signor    Presidente,     è
  politicamente mediocre perché,  secondo i presentatori,  ribadire
  qualcosa  che  è già regolamentato dalla legge. E mi  fa  piacere
  che  l'onorevole  Forgione  ha  citato  il  caso   che  ha  visto
  coinvolto il sindaco di Messina per avere utilizzato la  macchina
  di  rappresentanza  per recarsi  al suo matrimonio e non  per una
  campagna elettorale ...

    PRESIDENTE  Onorevole Acierno, a questo punto ho il  dovere  di
  precisare: la Cassazione ha annullato la sentenza

    ACIERNO  No  Io sto citando un caso eclatante ed infatti  stavo
  proseguendo ...

    FORMICA  E' giornalistico

    ACIERNO  Non è giornalistico, perché intanto in una prima  fase
  è  stato  sospeso,  quindi, onorevole  Formica,  non  è  un  caso
  giornalistico, ma è l'esempio per cui ...

    FORMICA  Cinque a favore e uno contro...

    ACIERNO   ... Onorevole Formica, prima che lei mi interrompesse
  stavo  per  dire che, invece, anche in quel caso  il  sindaco  di
  Messina, che in un primo momento sembrava aver violato la  legge,
  è  risultato che non ha violato la legge. E così come  quando  un
  uomo  di  Governo si reca come rappresentante del Governo  ad  un
  convegno,  ma in quel momento è un angelo perché gli  angeli  non
  hanno sesso e non esistono politici senza paternità.
   Io  però  le  vorrei  dire,onorevole  Speziale,  perché  lei  si
  accalora spesso sulle questioni morali, che non capisco come  sia
  stato  possibile che durante le elezioni europee  del  1999,  che
  guarda caso c'era un Governo guidato dall'onorevole Capodicasa  e
  c'era un membro del Governo Capodicasa candidato alle europee, il
  sindaco  di Catania dell'area dell'Ulivo candidato alle  europee,
  il   sindaco  di  Palermo  dell'area  dell'Ulivo  candidato  alle
  europee,  non  avete mai posta la questione morale  sull'utilizzo
  delle funzioni, dei mezzi  e dei telefonini
   Io,  a  differenza  sua che fa perdere tempo inutile,  spesso  e
  volentieri, per fare  propaganda - peraltro, la storia ci insegna
  che con questa propaganda, per fortuna, non vincete mai perché la
  gente  è  stanca  di  sentire  cose  inutili  -  vorrei  soltanto
  ricordare all'onorevole Speziale che un assessore candidato o non
  candidato o un presidente di Provincia candidato o non candidato,
  se  usa  i mezzi e gli strumenti che ha per quel ruolo per  altre
  cose  è soggetto alla legge. Inoltre, signor Presidente, noi  non
  abbiamo potestà legislativa sulla legge elettorale per il rinnovo
  del  Parlamento europeo, quindi anche questa mozione sarebbe  una
  mozione  di indirizzo, indirizzata ad un soggetto che, se dovesse
  passare  il  testo così formulato non potrebbe garantire,  quindi
  verrebbe meno anche ad un impegno votato da questo Parlamento.
     Pertanto,  signor Presidente, poiché l'onorevole  Speziale  ha
  già  annunciato emendamenti a questo testo, forse sarebbe il caso
  che  sospendessimo  la discussione su una mozione  basata  su  un
  errore  normativo perché verrebbe meno il soggetto  che  dovrebbe
  essere preposto a vigilare quanto impegnato in questa Aula.

    PRESIDENTE   Per quanto riguarda quest'ultima proposta,  voglio
  ricordare all'onorevole Acierno e a tutti i colleghi qui presenti
  che  questa  mattina quando, in sede di Conferenza dei Presidenti
  dei Gruppi parlamentari, avevamo deciso di mettere al primo punto
  dell'ordine  del giorno  la discussione di tale mozione,  avevamo
  anche  stabilito  una  linea di condotta che  non  vedo  fin  qui
  adottata.1  Avevamo  stabilito, poiché  è  argomento   largamente
  condiviso  che pone determinate questioni di principio etico, non
  essendo, peraltro, una proposta di legge ma soltanto una  mozione
   di indirizzo,  un modo di rendere largamente condivisa la mozione
  stessa  con  degli aggiustamenti che ancora alla Presidenza   non
  sono pervenuti.
   Quindi,  vi  sono  due  strade che possiamo  percorrere:  quella
  indicata  dall'onorevole Acierno di sospendere nel  tentativo  di
  trovare  un  accordo  su  un testo condiviso,  o   accogliere  la
  richiesta  dell'onorevole  Formica  di  votare  la  prima  parte,
  oppure,   nel  caso  che  i presentatori insistano  per  l'intero
  testo, mi permetto di integrare l'opinione dell'onorevole Formica
  di votare per parti separate.
   Se  c'è una preferenza per la prima soluzione rispetto all'altra
  non ho alcuna difficoltà a sospendere; se invece si preferisce la
  seconda  opzione naturalmente sarebbe il metodo  più  veloce  per
  arrivare alla conclusione.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Pistorio. Ne ha facoltà.

    PISTORIO   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,   io  ho  la
  sensazione  che  la  condivisione sugli  aspetti  generali  della
  vicenda  permanga,  probabilmente è stata questa  la  valutazione
  espressa stamattina. Non mi sembrano del tutto chiari i contenuti
  di  questo  atto ed a mio avviso non sono  del tutto infondati  i
  rilievi dell'onorevole Acierno circa la contraddittorietà  logica
  di questo documento.
   Questo  documento  ha elementi intrinsechi di  contraddittorietà
  logica.  Se  poi  ad  essi aggiungiamo la  speculazione  retorica
  dell'onorevole  Speziale che ha aggiunto  opinioni  squisitamente
  politiche,  si è lasciato andare in valutazioni sul  piano  della
  capacità  programmatica  del  Governo,  ha  quindi  definito   un
  intervento di puro contenuto polemico che diventa gratuito  nella
  sostanza  in alcune sue riflessioni, ho la sensazione chiara  che
  noi  dobbiamo  per un attimo sospendere perchè rischiamo  di  non
  cogliere  concretamente  in modo opportuno  il  senso  di  questa
  iniziativa se vogliamo, nella sostanza, ribadire i concetti  e  i
  principi  che  già la legislazione riconosce. Infatti,   il  tema
  dell'utilizzo  dei mezzi e beni della pubblica amministrazione  è
  regolamentato dalla legge, tutto quello che ne può discendere  in
  termini  di  responsabilità amministrativa  ed  anche  penale  è,
  ovviamente, estraneo alla competenza di questa Assemblea. E'  del
  tutto   incongruo   impegnare  il  Governo   della   Regione   ad
  autosospendere i propri membri impegnati in campagna  elettorale,
  ci rimane una pura polemica politica.
   Signor  Presidente,  io vorrei ricordare che  è  consolidata  la
  tradizione  ed  anche l'insofferenza di chi sta dall'altra  parte
  sulla  sovraesposizione mediatica, per esempio, di chi ha cariche
  istituzionali  in  campagna elettorale ed è il  centrosinistra  o
  meglio  la  sinistra, spero che gli amici del centro  abbiano  in
  questo  un  po'   più  di  moderazione e di  prudenza   a  questa
  tradizione  di  gridare allo scandalo, quando  queste  iniziative
  vengono assunte da esponenti della controparte per dimenticare  o
  non  vedere  quando le sovraesposizioni, l'utilizzo assolutamente
  irrituale   di   mezzi,   beni  ed  iniziative   della   pubblica
  amministrazione è fatto da propri membri.
   Io  non  voglio ricordare addirittura  le 'comparse'  televisive
  in  programmi di varietà di autorevolissimi esponenti,   come  il
  capo  del  Governo  che  era dello stesso partito  dell'onorevole
  Speziale,  perchè queste debolezze e queste tentazioni colpiscono
  tutti nel momento in cui vi è questa opportunità.
   Allora,  se  il  tema è quello che l'Assemblea  regionale  vuole
  ribadire  la  piena  vigenza di norme esistenti  e  ricondurre  i
  comportamenti dei candidati al rispetto di questi, è  tautologico
  ed  ultroneo  ma  può esser detto; tutto il resto  è  una  banale
  polemica  politica e ribadisco la mozione non mi pare  che  colga
  nel segno quando impegna il Governo ad autosospendere se stesso.

    PRESIDENTE   E'  iscritto a parlare l'onorevole  Miccichè.  Non
  essendo presente in Aula, lo dichiaro decaduto.
    E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha facoltà.

    BARBAGALLO    Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   sono
  consapevole del fatto che la mozione non può sortire impegni  che
  vadano  al di là di una applicazione rigorosa della normativa  in
  materia;  mi preoccupa, però, l'atteggiamento di chi,  affermando
  che  le  debolezze  sul piano del rispetto della  legalità  nella
  nostra  Regione  possono appartenere a soggetti  di  schieramenti
  diversi,  si  pone  in  una condizione di  assuefazione  che  non
  dovrebbe avere alcun cedimento e alcuna  distrazione da parte  di
  qualsiasi soggetto istituzionale.
   La  mozione  in discussione si pone come obiettivo  un  richiamo
  nei  confronti di chi avendo una serie di mezzi e di strumenti  a
  disposizione può utilizzarli anche per ottenere consensi,  quindi
  in  una  situazione di disparità rispetto ad altri candidati  che
  non ricoprono cariche istituzionali.
   Ritengo   sia  opportuno, anche per il distacco che i  cittadini
  avvertono nei confronti di una politica che sta diventando sempre
  più  autoreferenziale, ricca di presunzione e  di  arroganza,  un
  atteggiamento  di sobrietà, di prudenza, di cautela  rispetto  ad
  una campagna elettorale difficile.
   Certamente,  si tratta più di un fatto culturale, di  etica,  di
  mentalità,  di costume; lo stile di chi si presenta  in  campagna
  elettorale  con  un ruolo istituzionale di prima  linea  dovrebbe
  essere  quello  di  una  maggiore  cautela  nelle  manifestazione
  esterne, poiché le istituzioni rappresentano tutti i cittadini  e
  i partiti, invece, pezzi della società.
   Sono  convinto  che  si  possa trovare  l'equilibrio  in  questa
  mozione anche modificandola. Potremmo riscrivere la seconda parte
  della  mozione,  che potrebbe essere ripetitiva rispetto  ad  una
  indicazione  di  massima di richiamo ad un  maggiore  rigore  nei
  propri  comportamenti; penso che l'Assemblea avrebbe non solo  il
  diritto  di  esprimere una posizione di vigilanza e di controllo,
  ma il dovere.
   A  me dispiace che questa Assemblea, in questi ultimi tempi, sia
  abbastanza  distratta  anche rispetto ai  fatti  legislativi.  La
  stessa partecipazione a questo dibattito è estremamente limitata.
   Ritengo  che  il  nostro primo senso del dovere  sia  quello  di
  lavorare e di operare laddove siamo stati chiamati. Il fatto  che
  non   ci   sia   grande  partecipazione  anche  su  provvedimenti
  legislativi la dice lunga su come viene percepita la politica; in
  Sicilia più che altrove non è più percepita come impegno per  gli
  interessi  generali.  Questo mi preoccupa. La  deriva  verso  una
  politica  che diventa sempre più una politica di scambio  al  più
  basso livello è una deriva che dovrebbe preoccupare tutti.
   La  mozione  oggetto  della discussione  vuole  essere  solo  il
  richiamo  a  fare un salto di qualità sul piano dei comportamenti
  istituzionali e anche sul piano dei comportamenti politici.
   Siamo  disponibili  ad  accogliere eventuali  modifiche,  ma  mi
  auguro che alla fine ci sia un consenso attorno alla esigenza  di
  una  maggiore  non  solo cautela, ma anche ad un  supplemento  di
  rigore   e   di  intransigenza  che  in  Sicilia  è  estremamente
  importante.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, ritengo che le  argomentazioni
  affrontate in quest'Aula sulla mozione siano state tutte puntuali
  e  molto  condivise, però devo richiamarvi anche ad un dovere  di
  rispetto del Parlamento.
     Questa  mozione non può avere alcun valore cogente trattandosi
  di  mozione;  ritengo  che  qualora  si  intenda  promuovere  una
  normativa  che disciplini questa scottante e delicata materia  si
  debba  proporre una norma vera e propria da inserire nel  disegno
  di  legge  di  riforma dello Statuto che è ancora all'ordine  del
  giorno  di  quest'Aula o se preferite  in subordine in ordine  al
  dibattito   e  al  contenuto  della  legge  elettorale  anch'essa
  all'ordine del giorno.
   Se  si vuole trasformare una semplice mozione che ha soltanto un
  valore  di  indirizzo in norma cogente, vi avverto che  questo  è
  improponibile, assolutamente pretestuoso rispetto - come qualcuno
  del  resto  ha  detto  - all'interesse, anche  se  legittimo,  di
  ciascuno di noi di esprimere posizioni propagandistiche.
   Anche  dal  punto di vista della ricevibilità - qualcuno  lo  ha
  sollevato  -  trattandosi  di mozione naturalmente  non  mi  sono
  potuto  o  voluto avvalere del diritto-dovere che ho di giudicare
  il  merito  di un documento perchè esso attiene  più ai  processi
  legislativi che ai processi di indirizzo.
   A  ben  guardare,  in  effetti, onorevole Speziale,  la  seconda
  parte  del  suo  documento attiene ad  una  funzione  che  è  già
  ricoperta  ai  sensi  di  legge  in modo tassativo  dagli  organi
  tutori;  giustamente ci si è  riferiti, sia pure non puntualmente
  rispetto alle tappe dei tre giudizi, il processo Buzzanca, perchè
  la  norma  è  prevista e devono farla rispettare  non  i  singoli
  deputati e meno ancora il Presidente dell'Assemblea, la deve fare
  rispettare  la  Procura, la deve fare rispettare il  Comando  dei
  carabinieri, della polizia. Laddove c'è una violazione di legge è
  così.
   Qualcuno  ha detto giustamente che  non si mette a fare querele.
  Onorevole  Forgiane,  mi  riferisco a lei,   ma  è  molto  peggio
  rifiutarsi  di fare le querele e riporre il tutto nelle  mani  di
  un  Parlamento astrattamente concepito o di un povero  Presidente
  che   non   può  mai  esercitare  le  funzioni  che  intendereste
  demandargli   Meglio  la querela a quel punto  di  una  illusione
  infantile,  di  credere che un parlamento o  una  personalità  di
  questo  Parlamento  o meglio ancora un Presidente  della  Regione
  debba ammantarsi del diritto-dovere dell'autosospensione.  A quel
  punto,  meglio  la  querela  Anche perchè le leggi  esistono  per
  essere rispettate e gli organi tutori esistono perchè le facciano
  rispettare e vengano essi stessi rispettati.
   Ed  allora, onorevole Speziale, se  questa seconda parte  -  che
  presenta, secondo il mio modesto punto di vista, questa debolezza
  concettuale  - viene cassata, il discorso è diverso.  Si  tratta,
  nella   prima  parte,  di  un  indirizzo  abbastanza   largamente
  condiviso  e  io  lo  metto immediatamente  ai  voti,  se  invece
  insistete  naturalmente  dovrò  accettare  la  proposta  di   una
  divisione per parti separate.

    MICCICHE'  Avevo chiesto di parlare.

    PRESIDENTE   Onorevole Miccichè, lei può parlare quanto  vuole,
  però  deve  dimostrare  di avere rispetto  di  se  stesso  e  del
  Parlamento.  Lei era assente ed è stato dichiarato decaduto.  Non
  sarò  io  a  impedirle  di intervenire - è  molto  utile  la  sua
  opinione  in  questo  Parlamento - e io non le  toglierò  mai  la
  parola che lei giustamente chiede spesso: ma se ha rispetto di se
  stesso  e del Parlamento deve essere presente nel momento in  cui
  decide di parlare. Ora è dichiarato decaduto ed è ridicolo che io
  le dia la parola

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor  Presidente,   accolgo  le  sue  motivazioni,
  anche lo spirito con le quali le ha formulate all'Aula, perchè mi
  rendo  conto  che  il secondo capoverso della  parte  impegnativa
  della mozione si può eliminare.
   Per quanto riguarda il primo capoverso, mi è stato suggerito  di
  togliere sia il termine  improprio' che il termine  illegittimo';
  anche  questo è stato suggerito da diversi colleghi  ed  io  sono
  perfettamente  d'accordo, quindi posso in  tal  senso  presentare
  apposito emendamento.
   Relativamente allo spirito di carattere polemico  con  il  quale
  qualcuno  ha  voluto  intendere il mio  intervento  -  lo  voglio
  ricordare in particolare al collega Pistorio -, in questo momento
  in  giro per la Sicilia ci sono decine di uomini degli uffici  di
  gabinetto ad aprire sedi elettorali per i partiti di maggioranza.
  Dopo  di  che,  lei  non  mi costringa a caricare  i  toni  della
  polemica, non mi faccia andare oltre, le posso assicurare che  ho
  avvertito questa esigenza e che un modo per vigilare sarebbe  per
  esempio quello di dire che nessuno degli Uffici di gabinetto  può
  essere  autorizzato in missione ad andare  in giro per la Sicilia
  durante la fase della campagna elettorale.

    PISTORIO  Proceda con la querela, è un'affermazione gratuita

    SPEZIALE    No,   non  procedo  con  querele,  vorrei   evitare
  polemiche,   ma    l'onorevole   Pistorio   ha   affermato    che
  nell'intervento  da  me  svolto c'era un  carattere  strumentale,
  finalizzato alla campagna elettorale, in quanto - a suo avviso  -
  volevo mettere in cattiva luce gli uomini di Governo.
     Io  non  mi  sono  spinto a tanto, ho  dato  un  giudizio  sul
  Governo, ma non mi sono spinto oltre. Ripeto, non voglio  entrare
  in  polemica,  però se l'onorevole Pistorio la  sollecita,  posso
  rassicurare  lui  ed  il  Parlamento regionale  che  di  atti  di
  controllo ne possiamo fare decine; abbiamo il dovere di farlo
   Per  quanto  riguarda  l'invito a  sporgere  querele,  onorevole
  Pistorio,  in vita mia non ho mai querelato nessuno; io faccio il
  deputato,  svolgo la funzione di parlamentare  e  chiedo  che  si
  attivino  gli strumenti propri dell'azione amministrativa  perché
  si eserciti il controllo. Ho il dovere di sollecitarli, non ho il
  dovere  di  andare  alla  Procura  della  Repubblica,  perché  lo
  strumento  di  controllo  è  proprio dell'attività  parlamentare,
  quindi  se l'abbiamo sollecitato con la mozione, siamo dentro  le
  prerogative  parlamentari, siamo dentro  la  possibilità  che  lo
  strumento della vigilanza possa essere attivato.
   Non  mi  pare  quindi  che  ci  sia  un  elemento  polemico  nei
  confronti  di chicchessia, ma solo il rispetto di norme  che  già
  esistono  e  che comunque richiederebbero una maggiore attenzione
  da parte del Presidente.
   Ho   terminato,  signor  Presidente,  chiedo  scusa  a   lei   e
  all'onorevole Pistorio se -  secondo lui -   siamo  andati  fuori
  dalle  righe,   ma   convengo con la puntuale precisazione  della
  Presidenza  di  cassare  la  seconda parte  della  mozione  e  di
  eliminare i termini  improprio  ed illegittimo'.

    PRESIDENTE    Ringrazio  l'onorevole  Speziale   per   il   suo
  contributo  di  chiarezza e di semplificazione,  tuttavia  voglio
  ricordare  ai colleghi  - e all'onorevole Speziale, naturalmente,
  che  ne  è  portavoce -  che hanno suggerito l'eliminazione   dei
  termini   improprio ed illegittimo' che tale elisione aggrava  il
  quadro, non lo migliora.
     Se  leggete  il  testo  se non facciano un  uso  improprio  ed
  illegittimo'  ha un senso;  ma se omettiamo questo riferimento  e
  vietiamo  qualunque  uso   delle  strutture,  dei  mezzi  e   del
  personale   non si tratta più di  una mozione ma di  un  massacro
  della credibilità delle Istituzioni

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare sulla proposta emendativa.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO   Signor  Presidente, proprio sotto  questo  aspetto
  avevo  colto  l'illogicità della proposta di  cassare  le  parole
   improprio  e illegittimo'. Ecco perché avevo chiesto la  parola,
  lei mi ha anticipato.
   Proporrei, pertanto, all'Assemblea di cassare esclusivamente  la
  parola    illegittimo',  perché,   così  come   evidenziato   dal
  dibattito,  è una vicenda che riguarda altri poteri.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  nel  ribadire
  che  anche  la  votazione per parti separate o avere  cassato  la
  seconda  parte non risolve il problema di base,  a  questo  punto
  vorrei  chiedere ai presentatori: perché limitare questo atto  di
  indirizzo  o  di etica politica solo ai candidati delle  elezioni
  europee  e  non  estenderlo a qualunque competizione  elettorale?
  Perché   non   potremmo,  in  prossimità  di  ogni   appuntamento
  elettorale,  fare una mozione di indirizzo? Sarebbe ridicolo...
   In  più,  non capisco perché dovremmo limitarlo a chi ha cariche
  di  Governo e di amministrazione locale, e non, per esempio-   me
  ne  viene  uno  a  caso  -  estenderlo  anche  ai  rettori  delle
  università? Infatti, un rettore di università, che è candidato in
  una campagna elettorale, può determinare il voto in un esame,  se
  vuole, promuovendo migliaia di studenti che sono già elettori.
     Ed,  allora, se lei mi consente, estendiamolo anche ai rettori
  delle  università  che  non  devono  poter  utilizzare  mezzi   e
  funzioni.
   Signor   Presidente,  stiamo  scrivendo  una   pagina   talmente
  ridicola che voglio nuovamente invitare l'onorevole Speziale, che
  già  si è convinto a togliere la seconda parte, a convincersi   a
  togliere pure la prima parte e a passare a cose più importanti.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, vi invito a  recedere,  perché
  se  ci siamo spiegati ed abbiamo approfondito il concetto, con le
  modifiche  proposte,   andiamo al voto e prendiamo  coscienza  di
  cosa  stiamo facendo:  un atto di indirizzo affinché tutti coloro
  che  detengono una carica pubblica e che nello stesso tempo  sono
  candidati si autolimitino. E' solo questo che stiamo facendo  con
  la prima parte.

    PISTORIO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PISTORIO   Signor  Presidente, comprendo  la  sua  esigenza  di
  regolare  in modo civile questa discussione, ma lei non  può  non
  notare che tra di noi c'è chi tenta una soluzione nel rispetto di
  quell'  indicazione, e chi tenta di ascrivere a sé  un  vantaggio
  polemico che, anche in campagna elettorale, non è possibile.
   Ribadisco   che   le  richieste  dell'onorevole  Speziale   sono
  estranee  alle competenze di questa Assemblea e sono  espressione
  di   puro   terrorismo  generalizzato,  per  le  quali   la   sua
  responsabilità politica e personale lo dovrebbe indurre  a  fare,
  nelle  sedi opportune, giuste indicazioni. L'onorevole  Speziale,
  che  è molto abile, sa che la traccia mediatica di un'accusa come
  questa ha più valore della sua sostanza giuridica.
   Per   il  resto,  siamo  d'accordo  perché  l'uso  improprio   e
  illegittimo  sia  ribadito, ed è anche  vero  che  se  invece  di
   amministrazioni  locali' mettessimo  amministrazioni  pubbliche'
  avremmo  esteso  il campo nel novero anche di quelle  possibilità
  che ha evocato l'onorevole Acierno.
   Chiedo,    quindi,   che   venga   messo   non     locali'    ma
   amministrazioni pubbliche'.

    PRESIDENTE  E' nel suo diritto proporre emendamenti.
   In  relazione  alle proposte formulate dagli stessi presentatori
  della  mozione e dagli altri oratori intervenuti,  propongo   che
  la parte dispositiva della mozione numero  283 sia così emendata:

   «il  primo  periodo viene così riformulato:   a vigilare  perché
  quanti  sono  candidati  alle  elezioni  ricoprendo  cariche   di
  governo e di amministrazione locale e comunque di amministrazione
  pubblica non facciano uso improprio degli uffici da loro diretti,
  delle strutture, dei mezzi  e del personale in dotazione ;
   il secondo periodo è abrogato».

     Non  sorgendo osservazioni, pongo in votazione la mozione  nel
  testo  risultante  dalla proposta emendativa.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvata)


   Presidenza del presidente Lo Porto

                       Sull'ordine dei lavori

    FORMICA  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORMICA    Signor  Presidente,  intervengo  per  chiedere,   se
  possibile, in considerazione del fatto che  il Presidente della I
  Commissione  legislativa  è presente   in  Aula,   di   procedere
  questa sera  con la relazione che accompagna il disegno di  legge
  riguardante la legge elettorale,  iscritto al numero 1) del terzo
  punto dell'ordine del giorno.

    PRESIDENTE   Chiedo  che  su questa proposta  si  pronuncino  i
  Presidenti dei Gruppi parlamentari.
   Onorevoli   colleghi,  considerato  che   la   maggioranza   dei
  Presidenti  dei Gruppi parlamentari non è favorevole a proseguire
  i lavori, rinvio la seduta a domani, giovedì 13 maggio 2004, alle
  ore 10.30, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto

       I   - Comunicazioni.
  II   - Discussione dei disegni di legge:

        1)  Norme per l'elezione del Presidente della Regione siciliana a
            suffragio universale diretto. Nuove norme per l'elezione
            dell'Assemblea regionale siciliana. Modifiche ed integrazioni
            alla legge regionale 30 marzo 1951, n. 29 e successive
            modificazioni.  (nn. 850-265-338-409-480-498-641-642-660-669-775-
            779/A);
  2)  Provvedimenti urgenti in materia finanziaria  (n. 845.2/A);
  3)  Interventi urgenti per il settore lapideo e disposizioni per
  il riequilibrio del prezzo della benzina nelle isole minori  (nn.
  646-763 Stralcio II - 776/A);
  4)   Modifiche ed integrazioni alla normativa regionale in
  materia di appalti. Disposizioni concernenti l'attività degli
  uffici del Genio civile e la prevenzione del rischio sismico
  (nn. 771-774/A);
  5)  Provvedimenti per favorire la ristrutturazione e la
  riqualificazione del trasporto merci in Sicilia attraverso l'uso
  del trasporto combinato strada-mare  (n. 700/A).

                  La seduta è tolta alle ore 20.15

        Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 23.00

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                      Dott. Giovanni Tomasello


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