Presidenza del presidente Lo Porto
PRESIDENTE Avverto che del verbale della seduta precedente si
darà lettura nella seduta successiva.
Presidenza del presidente Lo Porto
Discussione della mozione numero 283 Regole di comportamento
per i candidati alle elezioni europee che ricoprano cariche di
governo e di amministrazione locale
PRESIDENTE Si passa al II punto all'ordine del giorno:
Discussione della mozione numero 283 Regole di comportamento
per i candidati alle elezioni europee che ricoprano cariche di
governo e di amministrazione locale , degli onorevoli Speziale,
Barbagallo, Ortisi e Sanzeri.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
considerata l'imminenza della campagna elettorale
per il rinnovo del Parlamento Europeo e
l'opportunità di assicurare una competizione
equilibrata;
valutata la necessità di contrastare una visione
della politica e degli strumenti amministrativi
quali occasioni d'acquisizione di posizioni di
vantaggio personale;
considerata, invece, l'urgenza di riaffermare e
rafforzare un rapporto di fiducia positivo tra
istituzioni e cittadini e di ristabilire un
corretto rapporto tra politica e
amministrazione, tra interesse generale ed uso
delle risorse pubbliche;
considerate, peraltro, le ristrettezze del
bilancio regionale e la necessità di un generale
contenimento delle spese attraverso un corretto
uso delle risorse (mezzi, personale e strutture),
impegna il Governo della regione
a vigilare perché quanti sono candidati alle
elezioni europee, ricoprendo cariche di governo e
di amministrazione locale (province regionali e
comuni), non facciano uso improprio ed
illegittimo delle funzioni degli uffici da loro
diretti, delle strutture, dei mezzi e del
personale in dotazione;
a vigilare perché non siano usati in alcun modo,
mezzi, uomini e risorse degli enti amministrati
dai candidati, restituendo macchine e telefonini
ed autosospendendosi dalle funzioni al fine di
evitare ogni confusione tra le iniziative
d'istituto e quelle prettamente elettorali,
evitando altresì di partecipare nella qualità di
assessori, sindaci, presidenti di Provincia
regionale o di Regione a qualsiasi manifestazione
di rappresentanza, relativa ad impegni e
programmi d'ufficio.»
SPEZIALE - BARBAGALLO - ORTISI
- SANZERI
FORGIONE Chiedo di apporre la mia firma alla mozione.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
SPEZIALE Chiedo di parlare per illustrarla.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, la ringrazio
per avere accolto l'invito da me sollecitato questa mattina nella
Conferenza dei capigruppo di poter svolgere, in tempi rapidi, la
discussione della mozione presentata dai deputati della lista
Uniti per l'Ulivo e adesso sottoscritta anche da altri colleghi
parlamentari del centro-sinistra.
La mozione parte dal presupposto che ormai si tende come
costante a violare pratiche e prassi consolidate. Noi abbiamo in
Italia una situazione anomala: il Presidente del Consiglio
ineleggibile che si candida nelle liste per il Parlamento
europeo; l'onorevole Fini, ministro, ineleggibile, che si candida
per le liste di Alleanza nazionale; la stessa cosa fanno gli
onorevoli Buttiglione e Bossi. In Sicilia, abbiamo il Presidente
della Regione e altri cinque o sei assessori che si candidano pur
essendo la loro carica incompatibile con quella di deputato
europarlamentare.
E' invalso quindi un costume che tende a spostare le votazioni
di ordine politico in riferimento al tipo di competizione
elettorale, avendo un atteggiamento che è già nella natura delle
candidature di poco rispetto nei confronti dell'elettorato;
inganno sostanzialmente nei confronti dell'elettorato.
Gli elettori che voteranno per l'onorevole Berlusconi o che
voteranno per l'onorevole Fini ovvero per l'onorevole
Buttiglione, votano per loro non sapendo però che quel voto va a
finire ad altri.
Qui si è arrivati al punto di teorizzare, come ha fatto il
Presidente della Regione che svolge un delicatissimo compito di
governo in una realtà fortemente martoriata come la nostra, che
lui si è candidato perchè il partito glielo ha chiesto. Come se
gli interessi di una parte politica possano prevalere sugli
interessi di carattere generale. E tutti gli altri assessori
candidati hanno nello stesso tempo introdotto lo stesso costume,
e cioè che si candidano in forza di una richiesta e di un
servizio che debbono rendere al partito di appartenenza Tutto
questo sarebbe giusto qualora il Presidente della Regione e gli
assessori in carica si dimettessero dalla loro carica, e si
candidassero al Parlamento europeo. Utilizzare invece la carica
di Presidente della Regione, la carica di assessore regionale
per, in qualche modo, comprimere la volontà elettorale nel
tentativo di guadagnare consenso elettorale in questo
particolare momento difficile del Paese e della Sicilia in cui si
è registrato il punto di caduta più basso del prestigio e della
credibilità delle istituzioni, è inaccettabile.
Signor Presidente, in questi giorni, si è assistito nel Polo ad
uno scontro duro tra l'assessore Pagano e l'assessore Granata:
Siamo di fronte a ciò che è stato definito giustamente una specie
di "Armata Brancaleone" in cui l'uno contro l'altro con
l'obiettivo esclusivo di utilizzo delle risorse pubbliche per
fare la battaglia elettorale.
Si definisce - ripeto - con l'utilizzo delle risorse pubbliche
la battaglia elettorale, tutta interna al Polo.
Questo, signor Presidente, una volta si chiamava malcostume;
adesso, invece, qualcuno pensa che si possa chiamare
competizione
Ora, la competizione richiede che tutti partano dallo stesso
livello, che tutti abbiano le stesse opportunità e che tutti
concorrano liberamente, in rapporto all'idea, ai programmi, non
in rapporto all'utilizzo spregiudicato che si fa della propria
funzione e del proprio potere
Alleanza Nazionale ha deciso di mettere in campo i due
assessori, con la stessa logica che per tanti anni la Democrazia
Cristiana ha avuto per potere, in qualche modo, attingere al
consenso elettorale. Ora, signor Presidente, questo rappresenta
sicuramente un elemento di degrado della vita politica ed
amministrativa della nostra Regione. Il prestigio della Regione è
ridotto al lumicino.
Non so se il Presidente della Regione, onorevole Cuffaro, si
rende conto della gravità delle sue affermazioni quando sostiene
che si è candidato per fare un servizio al suo partito e che,
comunque, anche se eletto, resta a fare il Presidente della
Regione. A mio avviso, si tenta di introdurre nel dibattito
politico l'idea che la funzione istituzionale, che è primaria,
possa essere piegata ad interessi di parte o in questo caso a
interessi di partito.
Noi vogliamo contestare questo comportamento all'origine,
perché lo riteniamo un problema etico, che attiene alla funzione
etica della rappresentanza e che non può essere sottaciuto di
fronte al Parlamento regionale. Non si può assistere in silenzio
allo scontro in atto nel Governo, in un Governo che già, nel
corso di questi tre anni, ha segnato il punto di caduta più basso
della storia del nostro Paese.
Abbiamo un tasso di inflazione elevatissimo, un PIL che è
crollato, gli investimenti sono crollati, l'occupazione che
recede, abbiamo processi di degrado, processi di
deindustrializzazione spaventosi. E in tutto questo, taluni
rappresentanti del Governo si preoccupano di candidarsi e di
farsi la guerra l'uno contro l'altro piuttosto che governare
questa fase difficile della nostra Regione.
Purtroppo, però tutto questo lascerà una traccia dopo Una
traccia dopo le elezioni, dentro i partiti, tra i partiti, dentro
questa competizione che finisce con l'essere un cannibalismo
interno, che fino a quando riguarda soltanto i diretti
interessati, cioè alcuni esponenti del Polo, noi potremmo dire
(come diceva un mio vecchio dirigente): ci allontaniamo, quando
il sangue arriva noi ci spostiamo. Ma siccome riguarda la
Sicilia, riguarda l'utilizzo delle risorse della Sicilia, noi
pensiamo, signor Presidente, che il problema debba essere posto.
Ci si può fare osservare che forse il modo in cui lo abbiamo
posto vada corretto - e noi siamo disposti a correggerlo -, però
va posto
Il Presidente della Regione, l'onorevole Cuffaro, l'onorevole
Granata, l'onorevole Stancanelli, l'onorevole Noé, l'onorevole
Castiglione, non possono andare nei rispettivi assessorati
PANARELLO Hai dimenticato l'assessore Cimino
SPEZIALE Anche l'onorevole Cimino. Non possono andare negli
assessorati, non possono svolgere funzione di rappresentanza
istituzionale, perché in questo momento sono i candidati,
rappresentano una parte contro l'altra e, quindi, debbono in
qualche modo esimersi dallo svolgere questa funzione e questo
ruolo. Questo sarebbe il segnale vero da dare se vogliamo
riconquistare fiducia e ridare prestigio alle nostre Istituzioni.
E non concorrere - e chiunque lo voglia fare, noi vogliamo
denunciarlo - a questo pericoloso declino della prestigiosa
funzione istituzionale che riveste la carica di Presidente
della Regione e dell'assessore.
Mi rendo conto che, come dicevo poc'anzi, vi sono pessimi
esempi: Fini, Berlusconi che, pur essendo ineleggibili, si
candidano; pur essendo addirittura ineleggibili, neanche
incompatibili, si candidano
Il timore, forse, della sconfitta elettorale li ha fatti
scendere in campo. Come ho detto, avrei consigliato all'onorevole
Berlusconi, ma anche all'onorevole Cuffaro, di non candidarsi
perché penso che perderanno di più presentandosi direttamente,
penso che perderanno di più perché sono immediatamente più
riconoscibili. E la gente intuisce di chi è la responsabilità del
danno che si è creato in questi tre anni.
Signor Presidente, vado a concludere.
Pongo una questione, e la voglio porre con forza. Essa è di
natura etica e mi appello alla sua alta funzione perché
l'Assemblea regionale possa dotarsi di uno strumento di controllo
attraverso il quale il Presidente della Regione possa
autosospendersi, e non presenzi alle iniziative pubbliche nella
qualità di Presidente della Regione, non utilizzi le automobili
messe a sua disposizione, non utilizzi l'Ufficio di Gabinetto
per tutta la Sicilia. Ovviamente, tale criterio, nella stessa
misura, deve valere per il suo Vice, per tutti gli assessori che
sono in carica e dico di più, Presidente, deve valere anche per
il Presidente della Provincia di Siracusa che abbiamo candidato e
al quale espressamente chiederemo un comportamento conforme al
dettato etico che abbiamo qui sollevato. Scherzare su una
questione così delicata
FORMICA Non scherziamo.
SPEZIALE ... supportare la carenza di proposta politica e di
voto politico mettendo il potere in campo è il massimo
dell'errore che una forza politica della vostra tradizione possa
fare. Anziché presentare proposte, idee, programmi, cercate di
supportare con una funzione di potere il vuoto e la difficoltà
che avrete nella campagna elettorale. E ciò non è legato al fatto
che lì qualche assessore di turno possa spostare qualche
centinaio di voto in ragione della sua pressione clientelare Non
avete saputo spostare consensi sulla base di un'idea, di un
progetto che riguardi la nostra regione. E tutti sappiamo,
vivaddio, insomma, che il modo in cui avete ridotta questa
regione è davvero un modo tragico per i dati che sono sotto gli
occhi di tutti.
Pertanto, signor Presidente, siamo disponibili a modificare il
contenuto della mozione e a correggerlo se fosse necessario, ma
non intendiamo rinunciare ai principi fondamentali enunciati
nella mozione.
Ho voluto esprimere questa mia opinione a nome della lista
Uniti per l'Ulivo , spero che altri colleghi parlamentari
vorranno fare le proprie valutazioni, sono disponibile ad
arrivare ad una risoluzione comune, comunque non rinuncio -
ripeto - ai suoi principi ispiratori.
FORMICA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà. Sono iscritti a parlare gli
onorevoli Raiti, Forgione, Acierno, Pistorio e Micciché. Dichiaro
chiusa le iscrizioni a parlare.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, parto da
alcune considerazioni fatte dal collega Speziale. E vorrei
subito sgombrare il campo dalla possibilità che si possa pensare
che l'essere maggioranza o opposizione alla fine possa
condizionare i comportamenti dei parlamentari in merito ad
argomenti di interesse generale.
Sull'argomento specifico vorrei subito iniziare col dire che
condividiamo larga parte della mozione che è stata presentata e
raccogliamo di buon grado l'appello lanciato dall'onorevole
Speziale e pertanto siamo disponibili a modificarla. Riteniamo
infatti che i principi prospettati nella mozione siano dei
principi largamente condivisibili e pertanto siamo appunto
disponibili a vedere di approvarla unitariamente.
E del resto ove non procedessimo ad una approvazione unitaria
da parte di tutto il Parlamento, maggioranza e opposizione, non
credo che potremmo raggiungere alcuno obiettivo.
Dobbiamo evitare, in questo settore che riguarda le regole, di
procedere con un voto di parte, come se ci fossero in questa
Aula, o comunque nella società, dei soggetti disponibili ad
avallare comportamenti pochi nobili o illeciti ed altri soggetti
che invece sono contrari a questi comportamenti. Non è così,
perchè tutte le forze politiche convengono su alcuni principi di
fondo. Ed è bene che il parlamento detti degli indirizzi, poi la
politica è tenuta a rispettarli.
Pertanto, ritengo che la mozione presentata da Speziale,
Barbagallo, Ortivi e Sanzeri, e cioè dalle forze dell'Ulivo,
possa essere accettata con alcuni correttivi.
Propongo dunque di apportare i seguenti correttivi che sono
solo di buon senso. Il primo periodo della parte motiva riporta:
"impegna il Governo della Regione a vigilare perchè quanti che
sono candidati alla elezioni europee ricoprendo cariche di
governo o di amministrazione locale, province regionali e comuni,
non facciano uso improprio ed illegittimo delle funzioni degli
uffici da loro diretti, delle strutture, dei mezzi e del
personale in dotazione".
Ritenendo il secondo periodo per una parte ultroneo in quanto
già contenuto all'interno del primo periodo, per l'altra parte di
impossibile applicazione. Sarebbe come dire che alla vigilia
delle elezioni e per un periodo lungo di tempo, si priva la
regione Sicilia del governo. Infatti, si chiede
l'autosospensione. Pensate un po' se ci fosse bisogno di una
riunione urgente della Giunta, la Giunta stessa non si potrebbe
riunire perchè i candidati sono autosospesi Per cui, essendo
d'accordo sui principi e concordando in pieno sulle finalità che
si prefigge la mozione, chiediamo alle forze che l'hanno
presentata di votarla in comune fermandoci al primo periodo della
parte che impegna il Governo.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Raiti. Ne ha
facoltà.
RAITI Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo spunto
dalla mozione per offrire un contributo alla discussione, visto
che questi argomenti, così come sono stati posti, riguardano le
regole etiche e comportamentali durante la campagna elettorale
per le Europee. Ritengo che debbano riguardare complessivamente
le regole di comportamento di noi politici nella vita quotidiana,
nell'espletamento del nostro mandato. Apprezzo la disponibilità
del Presidente del Gruppo parlamentare di Alleanza Nazionale. Ho
presentato un ordine del giorno per l'adozione del Codice
europeo di comportamento per gli eletti locali e regionali e le
chiedo, signor Presidente, di poterlo abbinare alla discussione
della mozione.
L'ordine del giorno è stato già depositato. Ritengo che esso
cada a fagiuolo nella nostra discussione in quanto chiede al
Governo e quindi all'Assemblea regionale di adottare i principi
di comportamento stabiliti dal Congresso dei poteri locali
regionali del Consiglio d'Europa.
E' un codice etico-comportamentale che è stato approvato dal
Consiglio suddetto all'unanimità ed è stato trasmesso a tutti i
Gruppi dalla Prefettura di Palermo per prenderne atto. Siccome il
Codice in oggetto riguarda tutti i comportamenti etici e le
espressioni politiche ed istituzionali sia degli enti locali che
regionali e tanto più nella campagna elettorale europea, questo
codice disciplina in maniera analitica tutte le diverse
sfaccettature che si pongono quotidianamente nell'esercizio delle
funzioni istituzionali.
Ritengo, e per tale motivo ho presentato un ordine del giorno
da abbinare a questa mozione, che questo debba essere un
contributo assolutamente utile, che può aiutare a dirimere, una
volta per tutte, le questioni che riguardano il comportamento dei
politici. Esso è, infatti, un codice assolutamente complessivo
che può venire incontro alle esigenze vere, che a quanto pare
sono di tutti, e - ripeto - l'auspicio e l'indicazione dati dal
capogruppo di Alleanza nazionale vanno in questa direzione.
Per tale motivo - riservandomi successivamente di intervenire
analiticamente per discutere e spiegare, ove ve ne fosse bisogno,
il codice europeo che ho allegato all'ordine del giorno a mia
firma - le chiedo, signor Presidente, di collegarlo
immediatamente consentendoci di discuterlo subito, in maniera
che possiamo approvarlo, cosicchè disciplineremo in modo
concreto, fattivo e analitico e secondo le norme comportamentali
europee la materia che stiamo trattando.
PRESIDENTE Onorevole Raiti, non posso accogliere la sua
richiesta; un ordine del giorno va collegato ad un disegno di
legge. Nel caso in specie, potrebbe essere collegato alla
mozione, ai sensi del comma 1 dell'articolo 156 ter del
Regolamento interno. Personalmente, non glielo consiglio perchè,
in questo caso, non si potrebbe svolgere nè dibattere. Le
suggerisco invece, assumendo sin d'ora un impegno nei confronti
dell'Aula, di inserirlo come sostegno alla legge elettorale che
andremo a discutere.
Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
E' iscritto a parlare l'onorevole Forgione. Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, ho chiesto di apporre la firma a
questa mozione, presentata dai partiti del centrosinistra, perchè
stimola la discussione che stiamo svolgendo. E io credo che in
Sicilia, in questa Regione investita dalla questione morale,
avremmo bisogno tutti di una riflessione sulle forme di
moralizzazione della politica, di trasparenza delle elezioni, di
trasparenza dei comportamenti individuali e collettivi, dell'uso
che si fa del potere e delle funzioni pubbliche e delle funzioni
di governo.
Purtroppo, questa discussione si svolge nel clima che stiamo
osservando. Infatti, mentre noi discutiamo di ciò, la gran parte
degli Assessori e il Presidente della Regione sono già impegnati
a fare una campagna elettorale con metodi e sistemi esattamente
opposti a quelli che noi vorremmo in un certo senso non dico
imporre ma almeno indicare con questa nostra mozione.
Una riflessione seria in Sicilia - quella sì ha a che fare con
la questione morale e con le conseguenze concrete poi che si
hanno nel fare politica - andrebbe fatta anche sul costo della
politica.
Sento qui, anche da parte di nostri colleghi deputati che hanno
deciso di essere solo candidati di bandiera, che all'incirca
devono spendere in questa campagna elettorale, soltanto come
candidati di bandiera e quindi non candidati che concorrono
all'elezione, circa 400 milioni di vecchie lire; soltanto per
essere candidati di bandiera. 200 mila euro: è questa la taglia
media che si spende
Io mi chiedo come rientrano questi soldi, quali sono i costi
della politica, come si rientra da questi investimenti svolgendo
semplicemente il ruolo di deputati in modo onesto e corretto o
svolgendo, in modo onesto e corretto, le funzioni di Governo?
Questa riflessione sui costi della politica è l'altra faccia
della questione morale. Come sapete, da qui è nata Tangentopoli,
da qui sono nati fenomeni corruttivi. E questa personalizzazione
esasperata della politica che spinge alla propaganda personale e
alimenta questo circolo vizioso di causa ed effetto.
Le stiamo vedendo già tutti le facce che imbrattano i nostri
muri; non si vedono più i simboli di partito In questo, mi sento
un giovane uomo del 900, quando a confronto c'erano i partiti e
gli ideali; adesso sono solo le facce, le persone, quello che c'è
dietro o davanti a quelle facce e a quelle persone è secondario
vista anche la trasgregazione tra un polo e l'altro, tra un
partito e l'altro. Ma questo ha a che fare con il sistema dei
comportamenti politici.
E, dunque, cominciare come Parlamento a dare una indicazione
di comportamento in questa campagna elettorale, non di fronte ad
un contesto astratto ma in un contesto in cui è candidato il
Presidente della Regione, il Vicepresidente della Regione, buona
parte del Governo, una serie di parlamentari, credo sia un
obbligo, un dovere morale che noi dovremmo avere.
Sarebbe necessario una autoriforma della politica, ma dubito
che la politica sia in grado di autoriformarsi.
Io mi reco nei vari luoghi a teneri i comizi con la mia
macchina e senza autista; ma c'è una sproporzione tra un
presidente di Gruppo parlamentare, che si farà - immagino -
cinquanta comizi in questa campagna elettorale (50, 60 come tutti
noi), che affronta così i costi della sua campagna elettorale e
di quella del suo partito e dell'Assessore che invece si muove
con l'auto blu.
Inviterei questi Assessori, i componenti del Governo e i
Gabinetti dei vari Assessori a riflettere su quanto è successo al
Sindaco di Messina, perché forse se c'è un modo per farlo, e non
perché io mi pongo il problema di un sistema di regole
comportamentali che è vincolato alla politica e che deve uscire
da questo Parlamento, ma io ritengo in questa condizione e dopo
il precedente dell'onorevole Buzzanca a Messina...
D'AQUINO assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Non è onorevole
FORGIONE Non è onorevole - ha ragione - che, di fronte al
precedente del Presidente della Provincia e Sindaco di Messina,e
qualunque cittadino si rivolga ad altre autorità dicendo: "quel
signore va a fare un comizio , quindi per un proprio interesse
politico personale perché va a fare un comizio per essere eletto
deputato e non nella qualità di assessore alla cooperazione o di
assessore ai beni culturali; io credo che di fronte al precedente
del sindaco Buzzanca ci sono anche responsabilità penali
individuali. Non dico che mi metto a fare le querele: io pongo un
problema a questa istituzione.
Io credo che faremmo bene a porre la politica dinanzi ad una
propria scelta di responsabilità e di autoregolamentazione, e
questa cosa non ha a che fare con lo schieramento di maggioranza
o di opposizione ma ha a che fare con un sistema di trasparenza
al quale tutti noi dovremmo essere vincolati e dovremmo
richiamarci.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Acierno. Ne ha
facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, io sono
abituato a discutere dei documenti che vengono sottoposti
all'esame dell'Aula, ma, avendo sentito l'onorevole Speziale, ho
assistito più a un comizio elettorale che non all'illustrazione
di una mozione di cui già stamattina, in sede di Conferenza dei
Presidente dei Gruppi parlamentari, mi ero permesso di indicare
alla Presidenza la inammissibilità e rinnovo le mie motivazione
al riguardo.
La mozione impegna il Governo della Regione a vigilare. Poiché,
come a tutti è noto, tra i candidati c'è anche il Presidente
della Regione che rappresenta il Governo della Regione, nella
richiesta che fanno i presentatori vorrei capire come,
restituendo macchine, telefonini ed auto e sospendendosi dalle
funzioni, nel momento in cui il Presidente della Regione si
dovesse mai autosospendere a seguito della richiesta avanzata dai
presentatori di questa mozione, chi può vigilare
Dunque, così come sostenevo, questa mozione così formulata è
inammissibile, ma nel merito, signor Presidente, è
politicamente mediocre perché, secondo i presentatori, ribadire
qualcosa che è già regolamentato dalla legge. E mi fa piacere
che l'onorevole Forgione ha citato il caso che ha visto
coinvolto il sindaco di Messina per avere utilizzato la macchina
di rappresentanza per recarsi al suo matrimonio e non per una
campagna elettorale ...
PRESIDENTE Onorevole Acierno, a questo punto ho il dovere di
precisare: la Cassazione ha annullato la sentenza
ACIERNO No Io sto citando un caso eclatante ed infatti stavo
proseguendo ...
FORMICA E' giornalistico
ACIERNO Non è giornalistico, perché intanto in una prima fase
è stato sospeso, quindi, onorevole Formica, non è un caso
giornalistico, ma è l'esempio per cui ...
FORMICA Cinque a favore e uno contro...
ACIERNO ... Onorevole Formica, prima che lei mi interrompesse
stavo per dire che, invece, anche in quel caso il sindaco di
Messina, che in un primo momento sembrava aver violato la legge,
è risultato che non ha violato la legge. E così come quando un
uomo di Governo si reca come rappresentante del Governo ad un
convegno, ma in quel momento è un angelo perché gli angeli non
hanno sesso e non esistono politici senza paternità.
Io però le vorrei dire,onorevole Speziale, perché lei si
accalora spesso sulle questioni morali, che non capisco come sia
stato possibile che durante le elezioni europee del 1999, che
guarda caso c'era un Governo guidato dall'onorevole Capodicasa e
c'era un membro del Governo Capodicasa candidato alle europee, il
sindaco di Catania dell'area dell'Ulivo candidato alle europee,
il sindaco di Palermo dell'area dell'Ulivo candidato alle
europee, non avete mai posta la questione morale sull'utilizzo
delle funzioni, dei mezzi e dei telefonini
Io, a differenza sua che fa perdere tempo inutile, spesso e
volentieri, per fare propaganda - peraltro, la storia ci insegna
che con questa propaganda, per fortuna, non vincete mai perché la
gente è stanca di sentire cose inutili - vorrei soltanto
ricordare all'onorevole Speziale che un assessore candidato o non
candidato o un presidente di Provincia candidato o non candidato,
se usa i mezzi e gli strumenti che ha per quel ruolo per altre
cose è soggetto alla legge. Inoltre, signor Presidente, noi non
abbiamo potestà legislativa sulla legge elettorale per il rinnovo
del Parlamento europeo, quindi anche questa mozione sarebbe una
mozione di indirizzo, indirizzata ad un soggetto che, se dovesse
passare il testo così formulato non potrebbe garantire, quindi
verrebbe meno anche ad un impegno votato da questo Parlamento.
Pertanto, signor Presidente, poiché l'onorevole Speziale ha
già annunciato emendamenti a questo testo, forse sarebbe il caso
che sospendessimo la discussione su una mozione basata su un
errore normativo perché verrebbe meno il soggetto che dovrebbe
essere preposto a vigilare quanto impegnato in questa Aula.
PRESIDENTE Per quanto riguarda quest'ultima proposta, voglio
ricordare all'onorevole Acierno e a tutti i colleghi qui presenti
che questa mattina quando, in sede di Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari, avevamo deciso di mettere al primo punto
dell'ordine del giorno la discussione di tale mozione, avevamo
anche stabilito una linea di condotta che non vedo fin qui
adottata.1 Avevamo stabilito, poiché è argomento largamente
condiviso che pone determinate questioni di principio etico, non
essendo, peraltro, una proposta di legge ma soltanto una mozione
di indirizzo, un modo di rendere largamente condivisa la mozione
stessa con degli aggiustamenti che ancora alla Presidenza non
sono pervenuti.
Quindi, vi sono due strade che possiamo percorrere: quella
indicata dall'onorevole Acierno di sospendere nel tentativo di
trovare un accordo su un testo condiviso, o accogliere la
richiesta dell'onorevole Formica di votare la prima parte,
oppure, nel caso che i presentatori insistano per l'intero
testo, mi permetto di integrare l'opinione dell'onorevole Formica
di votare per parti separate.
Se c'è una preferenza per la prima soluzione rispetto all'altra
non ho alcuna difficoltà a sospendere; se invece si preferisce la
seconda opzione naturalmente sarebbe il metodo più veloce per
arrivare alla conclusione.
E' iscritto a parlare l'onorevole Pistorio. Ne ha facoltà.
PISTORIO Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho la
sensazione che la condivisione sugli aspetti generali della
vicenda permanga, probabilmente è stata questa la valutazione
espressa stamattina. Non mi sembrano del tutto chiari i contenuti
di questo atto ed a mio avviso non sono del tutto infondati i
rilievi dell'onorevole Acierno circa la contraddittorietà logica
di questo documento.
Questo documento ha elementi intrinsechi di contraddittorietà
logica. Se poi ad essi aggiungiamo la speculazione retorica
dell'onorevole Speziale che ha aggiunto opinioni squisitamente
politiche, si è lasciato andare in valutazioni sul piano della
capacità programmatica del Governo, ha quindi definito un
intervento di puro contenuto polemico che diventa gratuito nella
sostanza in alcune sue riflessioni, ho la sensazione chiara che
noi dobbiamo per un attimo sospendere perchè rischiamo di non
cogliere concretamente in modo opportuno il senso di questa
iniziativa se vogliamo, nella sostanza, ribadire i concetti e i
principi che già la legislazione riconosce. Infatti, il tema
dell'utilizzo dei mezzi e beni della pubblica amministrazione è
regolamentato dalla legge, tutto quello che ne può discendere in
termini di responsabilità amministrativa ed anche penale è,
ovviamente, estraneo alla competenza di questa Assemblea. E' del
tutto incongruo impegnare il Governo della Regione ad
autosospendere i propri membri impegnati in campagna elettorale,
ci rimane una pura polemica politica.
Signor Presidente, io vorrei ricordare che è consolidata la
tradizione ed anche l'insofferenza di chi sta dall'altra parte
sulla sovraesposizione mediatica, per esempio, di chi ha cariche
istituzionali in campagna elettorale ed è il centrosinistra o
meglio la sinistra, spero che gli amici del centro abbiano in
questo un po' più di moderazione e di prudenza a questa
tradizione di gridare allo scandalo, quando queste iniziative
vengono assunte da esponenti della controparte per dimenticare o
non vedere quando le sovraesposizioni, l'utilizzo assolutamente
irrituale di mezzi, beni ed iniziative della pubblica
amministrazione è fatto da propri membri.
Io non voglio ricordare addirittura le 'comparse' televisive
in programmi di varietà di autorevolissimi esponenti, come il
capo del Governo che era dello stesso partito dell'onorevole
Speziale, perchè queste debolezze e queste tentazioni colpiscono
tutti nel momento in cui vi è questa opportunità.
Allora, se il tema è quello che l'Assemblea regionale vuole
ribadire la piena vigenza di norme esistenti e ricondurre i
comportamenti dei candidati al rispetto di questi, è tautologico
ed ultroneo ma può esser detto; tutto il resto è una banale
polemica politica e ribadisco la mozione non mi pare che colga
nel segno quando impegna il Governo ad autosospendere se stesso.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Miccichè. Non
essendo presente in Aula, lo dichiaro decaduto.
E' iscritto a parlare l'onorevole Barbagallo. Ne ha facoltà.
BARBAGALLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono
consapevole del fatto che la mozione non può sortire impegni che
vadano al di là di una applicazione rigorosa della normativa in
materia; mi preoccupa, però, l'atteggiamento di chi, affermando
che le debolezze sul piano del rispetto della legalità nella
nostra Regione possono appartenere a soggetti di schieramenti
diversi, si pone in una condizione di assuefazione che non
dovrebbe avere alcun cedimento e alcuna distrazione da parte di
qualsiasi soggetto istituzionale.
La mozione in discussione si pone come obiettivo un richiamo
nei confronti di chi avendo una serie di mezzi e di strumenti a
disposizione può utilizzarli anche per ottenere consensi, quindi
in una situazione di disparità rispetto ad altri candidati che
non ricoprono cariche istituzionali.
Ritengo sia opportuno, anche per il distacco che i cittadini
avvertono nei confronti di una politica che sta diventando sempre
più autoreferenziale, ricca di presunzione e di arroganza, un
atteggiamento di sobrietà, di prudenza, di cautela rispetto ad
una campagna elettorale difficile.
Certamente, si tratta più di un fatto culturale, di etica, di
mentalità, di costume; lo stile di chi si presenta in campagna
elettorale con un ruolo istituzionale di prima linea dovrebbe
essere quello di una maggiore cautela nelle manifestazione
esterne, poiché le istituzioni rappresentano tutti i cittadini e
i partiti, invece, pezzi della società.
Sono convinto che si possa trovare l'equilibrio in questa
mozione anche modificandola. Potremmo riscrivere la seconda parte
della mozione, che potrebbe essere ripetitiva rispetto ad una
indicazione di massima di richiamo ad un maggiore rigore nei
propri comportamenti; penso che l'Assemblea avrebbe non solo il
diritto di esprimere una posizione di vigilanza e di controllo,
ma il dovere.
A me dispiace che questa Assemblea, in questi ultimi tempi, sia
abbastanza distratta anche rispetto ai fatti legislativi. La
stessa partecipazione a questo dibattito è estremamente limitata.
Ritengo che il nostro primo senso del dovere sia quello di
lavorare e di operare laddove siamo stati chiamati. Il fatto che
non ci sia grande partecipazione anche su provvedimenti
legislativi la dice lunga su come viene percepita la politica; in
Sicilia più che altrove non è più percepita come impegno per gli
interessi generali. Questo mi preoccupa. La deriva verso una
politica che diventa sempre più una politica di scambio al più
basso livello è una deriva che dovrebbe preoccupare tutti.
La mozione oggetto della discussione vuole essere solo il
richiamo a fare un salto di qualità sul piano dei comportamenti
istituzionali e anche sul piano dei comportamenti politici.
Siamo disponibili ad accogliere eventuali modifiche, ma mi
auguro che alla fine ci sia un consenso attorno alla esigenza di
una maggiore non solo cautela, ma anche ad un supplemento di
rigore e di intransigenza che in Sicilia è estremamente
importante.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, ritengo che le argomentazioni
affrontate in quest'Aula sulla mozione siano state tutte puntuali
e molto condivise, però devo richiamarvi anche ad un dovere di
rispetto del Parlamento.
Questa mozione non può avere alcun valore cogente trattandosi
di mozione; ritengo che qualora si intenda promuovere una
normativa che disciplini questa scottante e delicata materia si
debba proporre una norma vera e propria da inserire nel disegno
di legge di riforma dello Statuto che è ancora all'ordine del
giorno di quest'Aula o se preferite in subordine in ordine al
dibattito e al contenuto della legge elettorale anch'essa
all'ordine del giorno.
Se si vuole trasformare una semplice mozione che ha soltanto un
valore di indirizzo in norma cogente, vi avverto che questo è
improponibile, assolutamente pretestuoso rispetto - come qualcuno
del resto ha detto - all'interesse, anche se legittimo, di
ciascuno di noi di esprimere posizioni propagandistiche.
Anche dal punto di vista della ricevibilità - qualcuno lo ha
sollevato - trattandosi di mozione naturalmente non mi sono
potuto o voluto avvalere del diritto-dovere che ho di giudicare
il merito di un documento perchè esso attiene più ai processi
legislativi che ai processi di indirizzo.
A ben guardare, in effetti, onorevole Speziale, la seconda
parte del suo documento attiene ad una funzione che è già
ricoperta ai sensi di legge in modo tassativo dagli organi
tutori; giustamente ci si è riferiti, sia pure non puntualmente
rispetto alle tappe dei tre giudizi, il processo Buzzanca, perchè
la norma è prevista e devono farla rispettare non i singoli
deputati e meno ancora il Presidente dell'Assemblea, la deve fare
rispettare la Procura, la deve fare rispettare il Comando dei
carabinieri, della polizia. Laddove c'è una violazione di legge è
così.
Qualcuno ha detto giustamente che non si mette a fare querele.
Onorevole Forgiane, mi riferisco a lei, ma è molto peggio
rifiutarsi di fare le querele e riporre il tutto nelle mani di
un Parlamento astrattamente concepito o di un povero Presidente
che non può mai esercitare le funzioni che intendereste
demandargli Meglio la querela a quel punto di una illusione
infantile, di credere che un parlamento o una personalità di
questo Parlamento o meglio ancora un Presidente della Regione
debba ammantarsi del diritto-dovere dell'autosospensione. A quel
punto, meglio la querela Anche perchè le leggi esistono per
essere rispettate e gli organi tutori esistono perchè le facciano
rispettare e vengano essi stessi rispettati.
Ed allora, onorevole Speziale, se questa seconda parte - che
presenta, secondo il mio modesto punto di vista, questa debolezza
concettuale - viene cassata, il discorso è diverso. Si tratta,
nella prima parte, di un indirizzo abbastanza largamente
condiviso e io lo metto immediatamente ai voti, se invece
insistete naturalmente dovrò accettare la proposta di una
divisione per parti separate.
MICCICHE' Avevo chiesto di parlare.
PRESIDENTE Onorevole Miccichè, lei può parlare quanto vuole,
però deve dimostrare di avere rispetto di se stesso e del
Parlamento. Lei era assente ed è stato dichiarato decaduto. Non
sarò io a impedirle di intervenire - è molto utile la sua
opinione in questo Parlamento - e io non le toglierò mai la
parola che lei giustamente chiede spesso: ma se ha rispetto di se
stesso e del Parlamento deve essere presente nel momento in cui
decide di parlare. Ora è dichiarato decaduto ed è ridicolo che io
le dia la parola
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, accolgo le sue motivazioni,
anche lo spirito con le quali le ha formulate all'Aula, perchè mi
rendo conto che il secondo capoverso della parte impegnativa
della mozione si può eliminare.
Per quanto riguarda il primo capoverso, mi è stato suggerito di
togliere sia il termine improprio' che il termine illegittimo';
anche questo è stato suggerito da diversi colleghi ed io sono
perfettamente d'accordo, quindi posso in tal senso presentare
apposito emendamento.
Relativamente allo spirito di carattere polemico con il quale
qualcuno ha voluto intendere il mio intervento - lo voglio
ricordare in particolare al collega Pistorio -, in questo momento
in giro per la Sicilia ci sono decine di uomini degli uffici di
gabinetto ad aprire sedi elettorali per i partiti di maggioranza.
Dopo di che, lei non mi costringa a caricare i toni della
polemica, non mi faccia andare oltre, le posso assicurare che ho
avvertito questa esigenza e che un modo per vigilare sarebbe per
esempio quello di dire che nessuno degli Uffici di gabinetto può
essere autorizzato in missione ad andare in giro per la Sicilia
durante la fase della campagna elettorale.
PISTORIO Proceda con la querela, è un'affermazione gratuita
SPEZIALE No, non procedo con querele, vorrei evitare
polemiche, ma l'onorevole Pistorio ha affermato che
nell'intervento da me svolto c'era un carattere strumentale,
finalizzato alla campagna elettorale, in quanto - a suo avviso -
volevo mettere in cattiva luce gli uomini di Governo.
Io non mi sono spinto a tanto, ho dato un giudizio sul
Governo, ma non mi sono spinto oltre. Ripeto, non voglio entrare
in polemica, però se l'onorevole Pistorio la sollecita, posso
rassicurare lui ed il Parlamento regionale che di atti di
controllo ne possiamo fare decine; abbiamo il dovere di farlo
Per quanto riguarda l'invito a sporgere querele, onorevole
Pistorio, in vita mia non ho mai querelato nessuno; io faccio il
deputato, svolgo la funzione di parlamentare e chiedo che si
attivino gli strumenti propri dell'azione amministrativa perché
si eserciti il controllo. Ho il dovere di sollecitarli, non ho il
dovere di andare alla Procura della Repubblica, perché lo
strumento di controllo è proprio dell'attività parlamentare,
quindi se l'abbiamo sollecitato con la mozione, siamo dentro le
prerogative parlamentari, siamo dentro la possibilità che lo
strumento della vigilanza possa essere attivato.
Non mi pare quindi che ci sia un elemento polemico nei
confronti di chicchessia, ma solo il rispetto di norme che già
esistono e che comunque richiederebbero una maggiore attenzione
da parte del Presidente.
Ho terminato, signor Presidente, chiedo scusa a lei e
all'onorevole Pistorio se - secondo lui - siamo andati fuori
dalle righe, ma convengo con la puntuale precisazione della
Presidenza di cassare la seconda parte della mozione e di
eliminare i termini improprio ed illegittimo'.
PRESIDENTE Ringrazio l'onorevole Speziale per il suo
contributo di chiarezza e di semplificazione, tuttavia voglio
ricordare ai colleghi - e all'onorevole Speziale, naturalmente,
che ne è portavoce - che hanno suggerito l'eliminazione dei
termini improprio ed illegittimo' che tale elisione aggrava il
quadro, non lo migliora.
Se leggete il testo se non facciano un uso improprio ed
illegittimo' ha un senso; ma se omettiamo questo riferimento e
vietiamo qualunque uso delle strutture, dei mezzi e del
personale non si tratta più di una mozione ma di un massacro
della credibilità delle Istituzioni
SPAMPINATO Chiedo di parlare sulla proposta emendativa.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, proprio sotto questo aspetto
avevo colto l'illogicità della proposta di cassare le parole
improprio e illegittimo'. Ecco perché avevo chiesto la parola,
lei mi ha anticipato.
Proporrei, pertanto, all'Assemblea di cassare esclusivamente la
parola illegittimo', perché, così come evidenziato dal
dibattito, è una vicenda che riguarda altri poteri.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel ribadire
che anche la votazione per parti separate o avere cassato la
seconda parte non risolve il problema di base, a questo punto
vorrei chiedere ai presentatori: perché limitare questo atto di
indirizzo o di etica politica solo ai candidati delle elezioni
europee e non estenderlo a qualunque competizione elettorale?
Perché non potremmo, in prossimità di ogni appuntamento
elettorale, fare una mozione di indirizzo? Sarebbe ridicolo...
In più, non capisco perché dovremmo limitarlo a chi ha cariche
di Governo e di amministrazione locale, e non, per esempio- me
ne viene uno a caso - estenderlo anche ai rettori delle
università? Infatti, un rettore di università, che è candidato in
una campagna elettorale, può determinare il voto in un esame, se
vuole, promuovendo migliaia di studenti che sono già elettori.
Ed, allora, se lei mi consente, estendiamolo anche ai rettori
delle università che non devono poter utilizzare mezzi e
funzioni.
Signor Presidente, stiamo scrivendo una pagina talmente
ridicola che voglio nuovamente invitare l'onorevole Speziale, che
già si è convinto a togliere la seconda parte, a convincersi a
togliere pure la prima parte e a passare a cose più importanti.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, vi invito a recedere, perché
se ci siamo spiegati ed abbiamo approfondito il concetto, con le
modifiche proposte, andiamo al voto e prendiamo coscienza di
cosa stiamo facendo: un atto di indirizzo affinché tutti coloro
che detengono una carica pubblica e che nello stesso tempo sono
candidati si autolimitino. E' solo questo che stiamo facendo con
la prima parte.
PISTORIO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PISTORIO Signor Presidente, comprendo la sua esigenza di
regolare in modo civile questa discussione, ma lei non può non
notare che tra di noi c'è chi tenta una soluzione nel rispetto di
quell' indicazione, e chi tenta di ascrivere a sé un vantaggio
polemico che, anche in campagna elettorale, non è possibile.
Ribadisco che le richieste dell'onorevole Speziale sono
estranee alle competenze di questa Assemblea e sono espressione
di puro terrorismo generalizzato, per le quali la sua
responsabilità politica e personale lo dovrebbe indurre a fare,
nelle sedi opportune, giuste indicazioni. L'onorevole Speziale,
che è molto abile, sa che la traccia mediatica di un'accusa come
questa ha più valore della sua sostanza giuridica.
Per il resto, siamo d'accordo perché l'uso improprio e
illegittimo sia ribadito, ed è anche vero che se invece di
amministrazioni locali' mettessimo amministrazioni pubbliche'
avremmo esteso il campo nel novero anche di quelle possibilità
che ha evocato l'onorevole Acierno.
Chiedo, quindi, che venga messo non locali' ma
amministrazioni pubbliche'.
PRESIDENTE E' nel suo diritto proporre emendamenti.
In relazione alle proposte formulate dagli stessi presentatori
della mozione e dagli altri oratori intervenuti, propongo che
la parte dispositiva della mozione numero 283 sia così emendata:
«il primo periodo viene così riformulato: a vigilare perché
quanti sono candidati alle elezioni ricoprendo cariche di
governo e di amministrazione locale e comunque di amministrazione
pubblica non facciano uso improprio degli uffici da loro diretti,
delle strutture, dei mezzi e del personale in dotazione ;
il secondo periodo è abrogato».
Non sorgendo osservazioni, pongo in votazione la mozione nel
testo risultante dalla proposta emendativa. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Presidenza del presidente Lo Porto
Sull'ordine dei lavori
FORMICA Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, intervengo per chiedere, se
possibile, in considerazione del fatto che il Presidente della I
Commissione legislativa è presente in Aula, di procedere
questa sera con la relazione che accompagna il disegno di legge
riguardante la legge elettorale, iscritto al numero 1) del terzo
punto dell'ordine del giorno.
PRESIDENTE Chiedo che su questa proposta si pronuncino i
Presidenti dei Gruppi parlamentari.
Onorevoli colleghi, considerato che la maggioranza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari non è favorevole a proseguire
i lavori, rinvio la seduta a domani, giovedì 13 maggio 2004, alle
ore 10.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
I - Comunicazioni.
II - Discussione dei disegni di legge:
1) Norme per l'elezione del Presidente della Regione siciliana a
suffragio universale diretto. Nuove norme per l'elezione
dell'Assemblea regionale siciliana. Modifiche ed integrazioni
alla legge regionale 30 marzo 1951, n. 29 e successive
modificazioni. (nn. 850-265-338-409-480-498-641-642-660-669-775-
779/A);
2) Provvedimenti urgenti in materia finanziaria (n. 845.2/A);
3) Interventi urgenti per il settore lapideo e disposizioni per
il riequilibrio del prezzo della benzina nelle isole minori (nn.
646-763 Stralcio II - 776/A);
4) Modifiche ed integrazioni alla normativa regionale in
materia di appalti. Disposizioni concernenti l'attività degli
uffici del Genio civile e la prevenzione del rischio sismico
(nn. 771-774/A);
5) Provvedimenti per favorire la ristrutturazione e la
riqualificazione del trasporto merci in Sicilia attraverso l'uso
del trasporto combinato strada-mare (n. 700/A).
La seduta è tolta alle ore 20.15
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 23.00
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott. Giovanni Tomasello
1ata