Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 211 di giovedì 13 maggio 2004
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del presidente Lo Porto


    ACIERNO   segretario  f.f.,  dà lettura  dei  processi  verbali
  delle  sedute  numeri  209  e 210 del 12  maggio  2004  che,  non
  sorgendo osservazioni, si intendono approvati.

            Annunzio di presentazione di disegni di legge

   PRESIDENTE   Comunico che sono stati presentati i seguenti
  disegni di legge:

      - Interventi per l'assistenza personalizzata e la conversione
        degli interventi di ristrutturazione abitativa nei centri urbani
        per la costituzione di parchi alloggio per anziani  (n. 870)
  -d'iniziativa parlamentare
  -presentato dagli onorevoli Zago, Villari, Giannopolo in data 13
  maggio 2004

      - Istituzione del Forum regionale dei giovani  (n. 871)
  -d'iniziativa parlamentare
  -presentato dagli onorevoli, Fratello, Sbona, Franchina, Leanza,
  Brandana in data 13 maggio 2004

      - Variazione al bilancio della Regione siciliana, esercizio 2004
        in materia di beni culturali e pubblica istruzione  (n. 872)
  -d'iniziativa governativa
    presentato dal presidente della Regione (Cuffaro) su proposta
     dell'Assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
        pubblica istruzione (Granata) in data 13 maggio 2004.

                      Annunzio di interpellanza

    PRESIDENTE   Comunico  che  è stata presentata  l'interpellanza
  numero    180     Notizie   sulla   emissione    di    radiazioni
  elettromagnetiche ed eventuale collegamento con  l'aumento  delle
  patologie  tumorali nella provincia di Agrigento , dell'onorevole
  Raiti.
   Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il  Governo
  abbia  dichiarato  se  respinge  l'interpellanza  o  abbia  fatto
  conoscere  il  giorno  in cui intende trattarla,  l'interpellanza
  stessa sarà iscritta all'ordine del giorno, per essere svolta  al
  suo turno.

                         Annunzio di mozione

    PRESIDENTE   Comunico che è stata presentata la mozione  numero
  284  Ritiro della circolare assessoriale n. 1 del 2004 in materia
  di condono edilizio di cui all'articolo 32 della legge n. 326 del
  20032, degli onorevoli Raiti, Ferro, Miccichè e Morinello.
   Avverto che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno  della
  seduta successiva perché se ne determini la data di discussione.

   Informo,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno  che nel corso della seduta potrà procedersi a  votazioni
  mediante sistema elettronico.

  Discussione  del  disegno  di legge  «Norme  per  l'elezione  del
  Presidente  della Regione a suffragio universale  diretto.  Nuove
  norme   per   l'elezione   dell'Assemblea  regionale   siciliana.
  Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 30 marzo 1951,  n.
  29 e successive modificazioni.» (850-265-338-409-480-498-641-642-
  660-669-775-779/A)


   Presidenza del presidente Lo Porto

    PRESIDENTE   Si  passa  al  punto II  dell'ordine  del  giorno:
  Discussione dei disegni di legge.
     Si procede con il disegno di legge numeri 850-265-338-409-480-
  498-641-642-660-669-775-779/A   «Norme   per    l'elezione    del
  Presidente  della Regione a suffragio universale  diretto.  Nuove
  norme   per   l'elezione   dell'Assemblea  regionale   siciliana.
  Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 30 marzo 1951,  n.
  29 e successive modificazioni», posto al numero 1).
   Invito    i    componenti   la    prima   Commissione     Affari
  istituzionali  a prendere posto nell'apposito banco.

                     Per richiamo al Regolamento

    ACIERNO  Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ai   sensi
  dell'articolo  101  del Regolamento interno  pongo  la  questione
  sospensiva  sul  disegno  di  legge  concernente  l'elezione  del
  Presidente della Regione e dell'Assemblea regionale. Motivo  tale
  richiesta,  rifacendomi a quanto già sostenuto  ieri  durante  la
  Conferenza  dei  Presidenti dei Gruppi  parlamentari,  perché  in
  quest'Aula  si è stabilito di rinviare in Commissione il  disegno
  di legge di riforma dello Statuto.
   Vi   sarebbe   stata   una   logica  procedurale   nell'attività
  legislativa se, mentre l'Aula discuteva ed approvava  la  riforma
  dello  Statuto  della Regione siciliana, la  stessa  Aula  avesse
  potuto  contemporaneamente iniziare l'esame del disegno di  legge
  di riforma elettorale, per stati di avanzamento rispetto a quanto
  veniva fatto sulla riforma dello Statuto.
     Ma  l'Aula,  che  è  sovrana, ha deciso che  lo  Statuto  deve
  ritornare,   così   com'è  stato  stabilito,  nella   Commissione
  competente.
   Allora   diventa   complicato  poter  iniziare  la   discussione
  generale  di  una  legge elettorale, e quindi  passare  all'esame
  degli  articoli,  non  sapendo a quale Carta  costituente  questa
  legge  elettorale  farà  riferimento perché  le  modifiche  dello
  Statuto,  ancorché  ampiamente discusse nei tre  anni  di  lavoro
  svolto  dalla  Commissione Statuto, di  fatto  non  hanno  ancora
  trovato  la  loro  giusta  concretizzazione  attraverso  il  voto
  d'Aula.
   Immagino,  per  esempio, che nel nuovo Statuto venga  introdotta
  una   figura  come  quella  del  Vicepresidente  della   Regione;
  diventerebbe  una mostruosità avere uno Statuto che prevede,  per
  esempio,  la figura del Vicepresidente della Regione come  figura
  statutaria  e non elettorale, e non ritrovarlo poi   nella  legge
  elettorale. Dovremmo rimettere mano alla legge elettorale.
   Pertanto,   proprio   per   dare  un  significato   all'attività
  legislativa,  sarebbe opportuno, nelle more  che  la  Commissione
  Statuto  rinvii  all'Aula il disegno di legge di  modifica  dello
  Statuto, sospendere la discussione generale del disegno di  legge
  di  riforma elettorale per riprenderla solo dopo che l'Aula  avrà
  ricominciato l'esame della riforma dello Statuto.

    PRESIDENTE   Poiché  è stata proposta la questione  sospensiva,
  possono intervenire un deputato a favore ed uno contro.

    FORGIONE  Chiedo di parlare a favore della proposta.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORGIONE  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  che  la
  questione   posta   dall'onorevole   Acierno   debba   richiamare
  quest'Aula ad una riflessione approfondita per evitare una  sorta
  di    schizofrenia   istituzionale   e   di   incoerenza,   anche
  comportamentale,  per una Assemblea come  la  nostra  che  ha  la
  pretesa di definirsi, e lo è, un Parlamento.
   Io   vorrei  segnalare  al  Presidente  dell'Assemblea  che  nel
  disegno  di  legge di riforma dello Statuto sono contenute  delle
  norme che possono modificare, in modo significativo, il quadro di
  riferimento della legge elettorale stessa.
   L'onorevole Acierno diceva or ora della possibilità di  inserire
  la  figura del Vicepresidente. Ma io dico di più: nel disegno  di
  legge di riforma dello Statuto è contenuta una norma, ad esempio,
  che  non vincola il numero dei parlamentari a novanta, quindi con
  lo  Statuto  modificato potremmo applicare una riforma elettorale
  del  tipo  del  Tatarellum' con l'ipotesi di un numero lievemente
  elastico di parlamentari.
   Insomma,  lo  Statuto è un quadro di riferimento necessario  per
  la definizione della legge elettorale.
     Non  dico  che,  ipoteticamente, sia  possibile  pure  che  lo
  Statuto bocci l'elezione diretta del Presidente perché esiste  un
  altro disegno di legge ed esistono emendamenti in tal senso.  Non
  possiamo  non  tenere  conto che l'Aula,  in  modo  sovrano,  può
  decidere di superare l'elezione diretta del Presidente oppure  di
  dargli  un  vincolo  parlamentare  che  modifichi  il  quadro  di
  riferimento; per esempio, signor Presidente, onorevoli  colleghi,
  la  possibilità  di  avere  un numero  elastico  di  parlamentari
  contenuto  nel  nuovo  Statuto  -  voluto,  ricordo,   non   solo
  dall'onorevole  Capodicasa  ma anche  dallo  scomparso  onorevole
  Leanza - per giungere, eventualmente, ad una legge elettorale del
  tipo del  Tatarellum'.
   Accelerare  i tempi: tutto si può fare, e quest'Aula  è  sovrana
  nelle sue decisioni. Non mi si dica però che i comportamenti  che
  stiamo  assumendo  per la frenesia e la fretta di  alcuni  Gruppi
  parlamentari,  ed anche di alcuni parlamentari, danno  l'immagine
  di  questo Parlamento come di un Parlamento che riesce  ad  avere
  una visione coerente ed omogenea.
     Approviamo prima la legge elettorale e poi definiamo il quadro
  di riferimento statutario nel quale la legge elettorale poi dovrà
  essere   inserita.   A   me  sembra  che   la   questione   posta
  dall'onorevole  Acierno  sia seria e la serietà  della  questione
  posta  determina  anche  la serietà dei comportamenti  di  questo
  Parlamento.
   Signor   Presidente,  fermo  restando  che  l'Aula  si   è   già
  pronunciata  sul  rinvio  in  Commissione  degli  emendamenti  al
  disegno di legge di modifica dello Statuto, vorrei ricordare  che
  l'Aula  non  ha rinviato in Commissione il disegno  di  legge  di
  riforma  dello Statuto per rivederne l'ossatura, ma soltanto  per
  apprezzare  gli  emendamenti (lavoro,  tra  l'altro,  che  poteva
  essere  anche svolto dalla Presidenza in sede di valutazione  del
  disegno  di  legge  arrivato in Aula). Peraltro,  la  Commissione
  Statuto  potrebbe  svolgere  tale lavoro  tranquillamente  in  un
  pomeriggio se davvero c'è la volontà di  riportare subito in Aula
  il disegno di legge.
   E'  chiaro  il  motivo per cui sostengo la questione  sospensiva
  posta  dall'onorevole Acierno, ma è chiaro che quella  sospensiva
  ha  a che fare con la linearità legislativa del nostro Parlamento
  e  non  invece  con  la legittimazione di pressioni  politiche  o
  interne  ai  singoli  partiti che, credo,  ne  offenderebbero  in
  questo caso la linearità dei comportamenti.

    VIRZI'  Chiedo di parlare contro la proposta.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    VIRZI'   Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi  sembra  che
  quest'Aula non debba cominciare fin da adesso a fare dibattiti di
  merito;  non  siamo arrivati all'articolato o alla  questione  di
  merito se si debba o meno affrontare la riforma elettorale.
   Mi  permetto  di  dire che politicamente   non  c'è  una  grande
  fretta. Mi sembra infatti che dalla fine della scorsa legislatura
  quest'Aula  si sia detta che avere dovuto subire per  imposizione
  nazionale  il   Tatarellum' senza che  la  stessa  avesse  potuto
  esprimersi  ed  arrivare al compimento di  una  sua  proposta  di
  riforma elettorale più attagliata alla realtà siciliana, era  già
  stato un duro colpo.
   Si  era  detto, fra l'altro, ad inizio di legislatura -  e  sono
  passati tre anni - che la necessità più che l'opportunità di fare
  la  riforma  elettorale  siciliana era  una  delle  priorità  che
  quest'Aula si doveva dare.
   Vorrei fare un appello al buon senso: non dobbiamo confondere  i
  piani  alti  con  i  rez-de-chaussée della politica.  La  riforma
  elettorale  non  si  va  ad  innestare su  un  vuoto  legislativo
  istituzionale.  Noi  abbiamo uno Statuto  vigente,  non  possiamo
  arrestare  il  nostro  diritto e - mi  permetto  di  dire  -  non
  possiamo  rifiutarci  di  fare il  nostro  dovere  nel  dare  una
  risposta  alla  specificità  necessità  di  creare  una   Sicilia
  governabile  le cui norme siano più chiare, spiegare alla  gente,
  in maniera chiara,  come si vota e su quali basi  incardiniamo il
  principio della rappresentanza.
   Mi   permetto  di  suggerire  che  non  può  essere  un  periodo
  ipotetico  di secondo o di terzo tipo. Non siamo in  nessun  modo
  facultati ed abilitati a rinviare ciò che per lungo tempo è stato
  rinviato  nel nome di una riforma dello Statuto che, a tutt'oggi,
  rimane  sul terreno delle cose futuribili. Noi siamo in  vigenza,
  certamente,  di uno Statuto della Regione; mi permetto  anche  di
  dire  che  il  modo in cui sono state poste alcune  questioni  di
  metodo  e  di  merito  è irrituale perché sono  state  presentate
  sotto forma di richiamo al Regolamento.
   Non  credo  che  vi  siano  gli  estremi  per  un  richiamo   al
  Regolamento se non un generalizzato e deprecabile assenteismo  di
  quest'Aula,   una  scarsa  attenzione.  Tuttavia,   è   irrituale
  metterla sul piano del richiamo regolamentare.
   Credo  che  sia assolutamente normale sistemare la  tecnica  con
  cui viene selezionata la classe dirigente siciliana, il modo e le
  regole  attraverso  cui  si  esprimerà  il  voto  dei  siciliani.
  Successivamente è automatico che, se approveremo uno  Statuto  di
  natura    diversa,    anche   prevedendo    il    vicepresidente,
  contestualmente  all'approvazione  dello  Statuto  che   dovrebbe
  avvenire  -  a  quanto ci si dice - in tempi brevi cambierà,   in
  tempi efficaci e reali, anche la legge elettorale, specificandolo
  nello Statuto.
   Mi  permetto  anche  di  dire che non è  compito  dello  Statuto
  descrivere  minuziosamente  la  tecnica  elettorale.  Lo  Statuto
  vigente  si  limita  -  come  è giusto  che  sia  lasciando  alla
  produzione  legislativa  successiva - a stabilire  le  cosiddette
  linee  di  vetta, i grandi princìpi, quello della  rappresentanza
  per provincia.
   Mi  permetto  di  dire  che  anche il  numero  dei  parlamentari
  potrebbe non essere citato nello Statuto ed essere lasciato  alla
  legislazione ordinaria, ma tutto questo non contrasta  col  fatto
  che  noi,   hic  et  nunc, possiamo subito  entrare  nel  merito,
  incardinare  la legge, fermo restando che, se cambiamo  i  grandi
  principi,  automaticamente, un minuto dopo, tutta la legislazione
  ordinaria in materia elettorale ne risulta fatalmente mutata e il
  Parlamento non può che prenderne atto.
   Quindi,  in  nome  di  ciò che potrebbe accadere  domani,  dire:
   fermiamo  subito  ciò che potremmo e dovremmo  fare  oggi ,   mi
  sembra francamente poco logico.

    PRESIDENTE   Pongo in votazione la richiesta  pregiudiziale  di
  sospensiva.

    FORGIONE  Chiedo la verifica del numero legale.

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, ai sensi dell'articolo  85  del
  Regolamento  interno comunico che la verifica del  numero  legale
  non  può  essere chiesta in occasione di votazioni per  alzata  e
  seduta.
   Pertanto, pongo in votazione la richiesta di sospensiva.  Chi  è
  favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.

                          (Non è approvata)

                       Sull'ordine dei lavori

    ACIERNO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO  Signor Presidente, chiedo che i lavori d'Aula  vengano
  sospesi   fino   all'arrivo  dei  rappresentanti   del   Governo.
  Trattandosi  di  una legge ordinaria, credo che la  presenza  del
  Governo sia indispensabile.

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.

       (La seduta sospesa alle ore 11.07,  è ripresa alle ore
                               11.10)

   La seduta è ripresa.

    ACIERNO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  approfittando
  della  presenza  in  Aula dell'Assessore per  il  bilancio  e  le
  finanze,  chiedo il prelievo del disegno di legge numero  845.2/A
   Provvedimenti urgenti in materia finanziaria , posto  al  numero
  2)  del II punto dell'ordine del giorno, solo per incardinare  il
  disegno  di  legge  e  dare  modo  di  fissare  i  tempi  per  la
  presentazione  degli  emendamenti,  così  che  quest'Aula   possa
  esitarlo, la settimana prossima, per tornare poi alla discussione
  generale del disegno di legge in materia di riforma elettorale.

    PAGANO   assessore  per il bilancio e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PAGANO   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.   Signor
  Presidente,  nel prendere  atto della  volontà di  un  componente
  della   maggioranza,   mi  rivolgo  a  tutta  l'Aula  perché   la
  problematica  è  certamente  di interesse  comune  in  quanto  il
  disegno di legge numero 845.2/A "Provvedimenti urgenti in materia
  finanziaria"  assume  rilevanza notevole giacché  contiene  degli
  aspetti che sono certamente di importanza generale.
   Quindi,  prendendo  spunto  dalla  dichiarazione  dell'onorevole
  Acierno, si chiede all'Assemblea di procedere così come  è  stato
  illustrato,  in  quanto il Governo condivide  pienamente  che  si
  incardini  il disegno di legge e si prosegua con gli altri  punti
  posti all'ordine del giorno.

    CINTOLA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  colgo   la
  proposta  del Governo per dire che bisogna incardinare subito  il
  disegno di legge in materia finanziaria con l'impegno che,  nella
  stessa mattinata, venga incardinato anche il disegno di legge  in
  materia elettorale. Questa è la determinazione assunta in sede di
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari  e che non  può
  essere rinviata.
   Siccome  ci rendiamo conto dell'urgenza che rivestono  le  norme
  in  materia finanziaria e della prevalenza richiesta,   chiediamo
  all'Assemblea di incardinare, subito dopo,  il disegno  di  legge
  in materia elettorale.
   Io  aspetto  il  Governo e non qualcuno che  un  po'  sta  nella
  maggioranza,  un po' all'opposizione.

    FORGIONE  Chi è maggioranza e chi è opposizione?

    PRESIDENTE  Questa non è una discussione generale in cui  tutti
  possono  intervenire,  si tratta di una richiesta  di  inversione
  dell'ordine  del  giorno.  Poiché  l'inversione  dell'ordine  del
  giorno  -  ha ragione l'onorevole Cintola - ha un senso,  si  può
  votare   a  favore  solamente  nell'ottica  del  rispetto   della
  decisione assunta dai Presidenti dei Gruppi parlamentari.  Questa
  posizione rimane ferma e identica a quella della Presidenza.
   Si  può  proporre l'inversione dell'ordine del giorno  al  fine,
  puramente  e  semplicemente, di incardinare il disegno  di  legge
  «Provvedimenti urgenti in materia finanziaria», a  patto  che  si
  prosegua  subito dopo con la discussione del disegno di legge  in
  materia elettorale.
   Non sorgendo osservazioni, dispongo nel senso richiesto.

       Discussione del disegno di legge «Provvedimenti urgenti
                  in materia finanziaria» (845.2/A)


   Presidenza del presidente Lo Porto

    PRESIDENTE   Si  passa alla discussione del  disegno  di  legge
  numero  845.2/A  «Provvedimenti urgenti in  materia  finanziaria»
  posto al numero 2) del II punto dell'ordine del giorno.
   Invito  i  componenti la II Commissione,  Bilancio',  a prendere
  posto nel relativo banco.
   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Savona  per  svolgere  la
  relazione.

    SAVONA   vicepresidente della Commissione e relatore. Onorevoli
  colleghi,  il  disegno di legge che si sottopone all'approvazione
  dell'Aula  contiene  una serie di disposizioni  aventi  rilevanti
  refluenze   finanziarie,   che  il   Governo,   unitamente   alla
  Commissione  Bilancio,  ha  valutato  necessario  fare   giungere
  all'approvazione in tempi rapidi anticipando anche i tempi  della
  tradizionale  manovra di variazioni che segue  ordinariamente  la
  chiusura  del  rendiconto 2003 ed il giudizio di  parifica  della
  Corte dei Conti.
   Il  testo  licenziato dalla Commissione nella  sostanza  ricalca
  l'originaria   proposta   del  Governo  con   alcune   importanti
  modifiche,  che hanno riguardato anzitutto la sanità,  introdotte
  con  appositi  emendamenti del Governo sui quali  la  Commissione
  bilancio  ha  preventivamente richiesto  anche  il  parere  della
  Commissione di merito.
   Il   testo  dunque,  pur  prospettando  interventi  in   diversi
  settori,  mantiene la sua valenza eminentemente finanziaria,  con
  una manovra che introduce rilevanti elementi di razionalizzazione
  e di attivazione di risorse in settori strategici.
   Vediamo  brevemente  alcuni  di  tali  contenuti.  L'articolo  1
  contiene  aggiustamenti  quantitativi  generalmente  di   importo
  contenuto a taluni stanziamenti già autorizzati con la  legge  di
  bilancio  o  con  le  tabelle della finanziaria;  in  materia  di
  riscossione   viene  introdotta  una  disposizione  che   prevede
  l'applicazione  anche  per  il 2004,  in  conformità  con  quanto
  disposto  per lo Stato con la finanziaria di quest'anno  (per  il
  2003  avevamo  già  legiferato  adeguandoci  in  tal  senso   con
  l'articolo  7  della  legge regionale  n.  20/2003),  del  regime
  transitorio  che prevede il sistema di remunerazione  forfettaria
  per  i  concessionari  della riscossione; vengono  poi  prorogati
  alcuni  termini  connessi  con  la  definizione  agevolata  delle
  violazioni delle tasse sulle concessioni regionali che era  stata
  disciplinata con la finanziaria regionale del 2003.
   Viene disposta un'autorizzazione di spesa in favore dell'ARAN  e
  ne  viene  modificato il regime dei comandi del  personale  nella
  fase  di  avvio  della  propria attività;  si  razionalizzano  le
  modalità operative dell'ARPA per migliorarne la funzionalità e si
  autorizza  la  Regione  a partecipare al capitale  della  società
  Studiare  sviluppo  per  promuovere  l'Agenzia  per  la  coesione
  economica delle regioni del Mediterraneo, le cui finalità sono di
  ricerca  e  di  assistenza  per  le problematiche  connesse  allo
  sviluppo.
   Sul  versante  della  emergenza idrica  vengono  introdotte  due
  importanti  disposizioni;  l'articolo  9  del  disegno  di  legge
  autorizza il Presidente della Regione, con riferimento  al  piano
  d'ambito dell'ATO di Trapani, a stipulare contratti anche secondo
  la disciplina concernente la promozione privata di concessione di
  opere  pubbliche,  per la realizzazione di un nuovo  impianto  di
  dissalazione "di concezione tecnologica avanzata"; con il comma 4
  dell'articolo 17 viene incrementato da 15 a 45 milioni di euro lo
  stanziamento  previsto dall'articolo 11 della legge regionale  n.
  23/2002  per le finalità delle ordinanze in materia di  emergenza
  idrica, la cui copertura finanziaria per il 2004 rimane a  carico
  delle disponibilità rivenienti dall'attualizzazione delle risorse
  di  cui  all'articolo  38  dello  Statuto,  secondo  le  modalità
  disciplinate dall'articolo 4 della legge regionale n. 20/2003.
   Una  ulteriore quota di 30 milioni di euro delle risorse di  cui
  all'articolo  38  dello  Statuto  viene  destinata,   nell'ambito
  dell'apposito piano la cui adozione è di competenza della  Giunta
  di   governo,  al  finanziamento  di  iniziative  di  innovazione
  tecnologica.
   Sono   poi   disciplinate   le   modalità   operative   per   la
  utilizzazione  delle ulteriori assegnazioni operate  dallo  Stato
  per  25  milioni di euro con il comma 148 dell'articolo  4  della
  finanziaria nazionale di quest'anno, che vengono finalizzate alla
  realizzazione di un programma di  "opere di interesse  sociale  e
  di infrastrutture primarie".
   Molte  e rilevanti sono le altre disposizioni introdotte  e  tra
  di   esse   vanno  sottolineate  quelle  riguardanti  la  sanità.
  Anzitutto la nuova disciplina sulle modalità di partecipazione al
  costo   delle   prestazioni;  un  intervento  che   si   appalesa
  indispensabile anche alla luce della insostenibile dinamica della
  spesa  farmaceutica, che contribuisce in maniera decisiva  ad  un
  trend  della  spesa sanitaria che è oggi il fattore  di  maggiore
  preoccupazione e di maggiore squilibrio dei conti regionali.
   Una  ulteriore disposizione prevede l'attivazione, ad iniziativa
  dell'Assessore per la sanità, di una procedura che può portare ad
  un  provvedimento  della  Giunta  di  governo  di  rimozione  dei
  direttori generali che non rispettino i tetti di spesa previsti e
  disciplinati dall'articolo 25 della legge regionale numero 4/2003
  e  l'obbligo  di  pubblicare nella Gazzetta  ufficiale  qualsiasi
  disposizione  o  atto amministrativo assessoriale o  dirigenziale
  dell'Assessorato della sanità che possa comportare oneri  diretti
  o indiretti a carico del bilancio della Regione.
   Vengono  stanziati  450  mila  euro quale  partecipazione  della
  Regione  alla formazione del patrimonio delle fondazioni previste
  in  relazione alla definizione dei progetti gestionali dei Centri
  di  eccellenza di Catania, Messina e Palermo; ulteriori 200  mila
  euro vengono destinati alle finalità dell'articolo 27 della legge
  regionale  numero  4/1999  che  prevede  la  erogazione  di   una
  indennità di residenza in favore dei titolari di farmacie  rurali
  aventi sede nelle isole minori.
   Un   testo,  dunque,  che  contiene  importanti  discipline   di
  razionalizzazione   e  di  attivazione   di   risorse,   la   cui
  approvazione   costituisce  un  ulteriore  qualificante   momento
  dell'attività legislativa dell'Assemblea.

    PRESIDENTE   Dichiaro aperta la discussione generale.


   Presidenza del presidente Lo Porto

                      Sull'ordine dei lavori

    CAPODICASA  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA     Signor    Presidente,    onorevoli     colleghi,
  considerato   che  il  problema che aveva posto  il  Governo  era
  quello  di incardinare il disegno di legge, chiederei se non  sia
  il  caso  di chiudere, con la relazione al disegno di  legge,  la
  discussione  generale  per svolgerla in un altro  momento.  Oggi,
  infatti,  il  disegno  di  legge di  riforma  elettorale  riveste
  particolare  attenzione. Il rischio vero - e lo dico  perché  sia
  chiaro  il mio pensiero - è che la discussione generale su questo
  disegno di legge occuperà almeno cinque ore.

    PRESIDENTE   Onorevole Capodicasa, lei ha  ragione.  Non  è  la
  prima  volta  che accade che quando si decide di  incardinare  un
  disegno  di  legge  e di limitarsi soltanto a  questo,  si  suole
  chiudere    subito   la   discussione   generale   per    passare
  successivamente alla discussione degli articoli, che è  una  fase
  in  cui  la  Presidenza non ha mai limitato i  tempi  permettendo
  sempre una discussione generale vera e propria.  Se è così, siamo
  d'accordo.
   Pertanto,  onorevoli  colleghi,  non  avendo  altri  chiesto  di
  parlare,  dichiaro  chiusa la discussione  generale  e  pongo  in
  votazione il passaggio all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Avverto  che  da  questo  momento  decorre  il  termine  di  cui
  all'articolo  112,  comma  5,  del Regolamento  interno,  per  la
  presentazione degli emendamenti.


   Presidenza del presidente Lo Porto

    Discussione  del disegno di legge «Norme  per  l'elezione
  del    Presidente  della  Regione  siciliana  a   suffragio
  universale    diretto.   Nuove   norme    per    l'elezione
  dell'Assemblea   regionale   siciliana.     Modifiche    ed
  integrazioni alla legge regionale 30 marzo 1951,  n.  29  e
  successive  modificazioni.»   (850-265-338-409-480-498-461-
  642-660-669-775-779)

    PRESIDENTE  Si passa pertanto alla discussione del  disegno  di
  legge    numeri   850-265-338-409-480-498-461-642-660-669-775-779
  «Norme  per  l'elezione del Presidente della Regione siciliana  a
  suffragio   universale  diretto.  Nuove  norme   per   l'elezione
  dell'Assemblea  regionale  siciliana. Modifiche  ed  integrazioni
  alla   legge   regionale  30  marzo  1951,  n.  29  e  successive
  modificazioni»,  posto al numero 1) del primo  punto  dell'ordine
  del giorno.
   Invito  i componenti la I  Commissione,   Affari Istituzionali',
  a prendere posto nel relativo banco.
   In  assenza  del relatore, ha facoltà di parlare  il  Presidente
  della   Commissione,  onorevole  Ardizzone,   per   svolgere   la
  relazione.

    ARDIZZONE   presidente  della Commissione.  Signor  Presidente,
  onorevoli colleghi, arriviamo a discutere questo disegno di legge
  dopo  un  tour  de force che si è svolto in Prima  Commissione  e
  nella  Commissione  Statuto  ed abbiamo  pensato  di  esitare  un
  disegno  di  legge  che  fosse la sintesi, quanto  più  possibile
  oggettiva,  delle istanze, delle indicazioni che  provenivano  da
  parte dei vari Gruppi.
   Il  disegno di legge fondamentalmente rimodula, riscrive  quello
  che è stato fino ad ora il testo base, cioè la legge regionale 30
  marzo 1951, numero 29. Sono stati individuati alcuni princìpi: io
  sono  stato il primo a dire che il disegno di legge, comunque,  è
  perfettibile, vista la valenza e la portata dello stesso.
   La  ripartizione  di seggi su base provinciale nella  misura  di
  ottanta  seggi con recupero di resti su base provinciale,  è  uno
  dei  princìpi  fondamentali; mantenimento del  listino;  elezione
  diretta  del  Presidente  della Regione, perché  nell'esitare  un
  disegno  di legge si è tenuto chiaramente conto delle indicazioni
  forti  che  provengono  prima  che dalla  parte  politica,  dalla
  società e dalla Sicilia, in particolare.
   Mi  rendo conto che la previsione e la soglia di sbarramento  al
  cinque  per cento ha creato qualche malumore - non sta a me  dire
  se giustificato o meno - certamente risponde ad una logica, che è
  quella  di  garantire il minor frazionamento  in  Aula  dei  vari
  partiti.
   C'era  una  forma di sbarramento: ricordo per tutti l'intervento
  dell'onorevole  Liotta, che ha svolto in Commissione  in  maniera
  articolata  ed  esplicativa, dal suo punto di vista, il  concetto
  del  mantenimento del  collegio unico regionale  rimediando  alla
  possibilità   di   sbarramento   con   altri   accorgimenti.   Ma
  l'accorgimento  che  era  previsto dall'articolo  7  della  legge
  numero  43/1995 non conseguiva nessun effetto pratico, perché  se
  noi  badiamo a quella possibilità, cioè avere uno sbarramento del
  3  per  cento,  ed il collegamento con altre liste  prevedeva  la
  possibilità - così come è stato - di superare quel limite  del  3
  per cento, in pratica si è verificato che diciotto diversi gruppi
  di   liste  hanno  conseguito  almeno  un  seggio  nell'Assemblea
  regionale  e fra questi diciotto, nove hanno ottenuto  una  cifra
  elettorale  regionale inferiore a 75 mila voti. Praticamente  era
  un  espediente,   era  come se la soglia di  sbarramento  non  ci
  fosse.
   Quindi,  il principio di introdurre una soglia di sbarramento  -
  io  dico  del 5 per cento, perché così è il testo proposto  dalla
  Commissione  -  (alcuni dicono il 3 per cento ed  hanno  le  loro
  ragioni)  comunque  era  contenuto  nella  legislazione  vigente,
  quindi nulla di nuovo.
   Anche  il  mantenimento  del  listino  è  stato  oggetto  di  un
  complesso  ed approfondito dibattito e c'è chi era a favore,  c'è
  chi  era  contro.  Riporto la sintesi  che  si  è  sviluppata  in
  Commissione:  un  listino di nove persone fino al  raggiungimento
  della  quota  di  54  deputati e, nel caso in  cui  si  superasse
  questa  soglia,  i rimanenti seggi - e questa è stata  una  delle
  modifiche  su  cui dobbiamo riflettere - vanno ripartiti  tra  le
  forze di opposizione per garantire, secondo alcuni - anche questo
  è un principio legittimo - quella proporzionalità del 60 e 40 per
  cento  che  va  ripartita fra maggioranza ed opposizione.  Questi
  sono  sostanzialmente  i  principi fondamentali  contenuti  nella
  legge.
   Discostandomi  anche da quello che è il mio ruolo di  Presidente
  della  Commissione,  avendo avocato la  relazione  al  posto  del
  relatore onorevole Ioppolo, una riflessione ed una considerazione
  di  ordine  politico la voglio fare: ho detto e dichiarato  anche
  alla  stampa  che  noi  non  esitiamo  questa  legge  perché  c'è
  un'accelerata,  che possa provenire dall'interno  o  dall'esterno
  dell'Assemblea, perché, comunque, questa è una legge che  entrerà
  in  vigore  non prima di cinque, sei mesi; noi non agiamo  perché
  c'è  lo spauracchio di elezioni anticipate, perché si mettono  in
  moto  meccanismi  - ed io penso alla gran parte dei  parlamentari
  questo sarà sfuggito - dalla promulgazione definitiva che avviene
  dopo  i tre mesi dalla pubblicazione alla richiesta di referendum
  confermativo,  per  cui, comunque, non è una legge  che  potrebbe
  entrare  in  vigore  realisticamente prima di cinque,  sei  mesi;
  quindi, nessuno spauracchio di elezioni anticipate.
   Non  so  chi interveniva discutendo in ordine alla richiesta  di
  sospensiva,  e  non  per accattivarmi la simpatia  dell'onorevole
  Acierno, perché poneva un problema di ordine politico che  ha  un
  suo  fondamento  -  e lo abbiamo pure discusso in  Commissione  -
  anch'io dico che, comunque, la legge è perfettibile.
   Nella  richiesta di sospensiva, l'onorevole Acierno  diceva  che
  era  necessario, dal suo punto di vista,  esitare uno Statuto  in
  cui   si  introduca  la  possibilità  dell'elezione  diretta  del
  presidente   della  Regione  indipendentemente  dall'introduzione
  della  figura del vicepresidente della Regione e che l'Assemblea,
  comunque, non sia sciolta in caso di dimissioni o quant'altro,  -
  così  come  attualmente  è  previsto -  ,  e  quindi  uniformarsi
  necessariamente,  per il principio della gerarchia  delle  fonti,
  allo Statuto.
   Certamente  questo   è un principio, ma nulla toglie,  onorevole
  Acierno, che  dal punto di vista giuridico quanto si è detto  sia
  perfettibile;  di  contro,   nulla impedisce   che  si  esiti  un
  disegno  di  legge  di  riforma  elettorale  per  rinviare,  dopo
  l'approvazione dello Statuto, ad una sua successiva modifica.  Ma
  in  questo momento siamo  già governati e regolamentati   da  uno
  Statuto.  Poi, realisticamente, il nuovo Statuto - per i passaggi
  che  occorreranno  in Aula, e maggiormente  per  i  passaggi  che
  saranno  necessari  nel Parlamento nazionale  -   credo  che  non
  vedrà la luce se non  fra  qualche anno.
   Quindi  ripeto, è un disegno di legge perfettibile, è un disegno
  di   legge  che  necessita  della  condivisione,  certamente  non
  unanime,  ma  quanto più ampia possibile dei Gruppi  parlamentari
  perché -  e faccio un'ulteriore riflessione politica - non stiamo
  scrivendo  una  legge di questa o di quella  maggioranza,  ma  la
  legge  che dovrà governare e disciplinare le modalità di elezione
  e  di  rappresentanza  e dei partiti e del popolo  siciliano,  in
  quanto  dietro i partiti c'è il popolo siciliano.

    PRESIDENTE  Dichiaro aperta la discussione generale.


   Presidenza del presidente Lo Porto

                       Sull'ordine dei lavori

    ACIERNO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  vorrei che  la
  Presidenza  ci  indicasse,  anche per  la  legge  elettorale,  il
  termine per la presentazione degli emendamenti.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, avverto che da questo  momento
  decorre il termine per la presentazione degli emendamenti.
     Rinvio,  pertanto, la  seduta  a mercoledì,  19  maggio  2004,
  alle ore 17.30, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto


       I   - Comunicazioni.
  II   - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
  lettera d) e 153 del Regolamento interno, della  mozione:

        N. 284 -    Ritiro della circolare assessoriale n. 1  del
                 2004  in  materia  di condono  edilizio  di  cui
                 all'articolo  32 della legge n. 326  del  2003 ,
                 degli   onorevoli  Raiti,  Ferro,   Micciché   e
                 Morinello.

       III   -  Discussione dei disegni di legge:

        1)  Provvedimenti urgenti in materia finanziaria  (n. 845.2/A)
            (Seguito)
  2)  Norme per l'elezione del Presidente della Regione siciliana a
  suffragio universale diretto. Nuove norme per l'elezione
  dell'Assemblea regionale siciliana. Modifiche ed integrazioni
  alla legge regionale 30 marzo 1951, n. 29 e successive
  modificazioni.  (nn. 850-265-338-409-480-498-641-642-660-669-775-
  779/A) (Seguito)
  3)  Interventi urgenti per il settore lapideo e disposizioni per
  il riequilibrio del    prezzo della benzina nelle isole minori
  (nn. 646-763 Stralcio II - 776/A)
  4)  Modifiche ed integrazioni alla normativa regionale in materia
  di appalti. Disposizioni concernenti l'attività degli uffici del
  Genio civile e la prevenzione del rischio sismico  (nn. 771-
  774/A)
  5)  Provvedimenti per favorire la ristrutturazione e la
  riqualificazione del trasporto merci in Sicilia attraverso l'uso
  del trasporto combinato strada-mare  (n. 700/A)

                  La seduta è tolta alle ore 11.33

        Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 15.15

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                      Dott. Giovanni Tomasello