Presidenza del presidente Lo Porto
ACIERNO segretario f.f., dà lettura dei processi verbali
delle sedute numeri 209 e 210 del 12 maggio 2004 che, non
sorgendo osservazioni, si intendono approvati.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati i seguenti
disegni di legge:
- Interventi per l'assistenza personalizzata e la conversione
degli interventi di ristrutturazione abitativa nei centri urbani
per la costituzione di parchi alloggio per anziani (n. 870)
-d'iniziativa parlamentare
-presentato dagli onorevoli Zago, Villari, Giannopolo in data 13
maggio 2004
- Istituzione del Forum regionale dei giovani (n. 871)
-d'iniziativa parlamentare
-presentato dagli onorevoli, Fratello, Sbona, Franchina, Leanza,
Brandana in data 13 maggio 2004
- Variazione al bilancio della Regione siciliana, esercizio 2004
in materia di beni culturali e pubblica istruzione (n. 872)
-d'iniziativa governativa
presentato dal presidente della Regione (Cuffaro) su proposta
dell'Assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione (Granata) in data 13 maggio 2004.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE Comunico che è stata presentata l'interpellanza
numero 180 Notizie sulla emissione di radiazioni
elettromagnetiche ed eventuale collegamento con l'aumento delle
patologie tumorali nella provincia di Agrigento , dell'onorevole
Raiti.
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il Governo
abbia dichiarato se respinge l'interpellanza o abbia fatto
conoscere il giorno in cui intende trattarla, l'interpellanza
stessa sarà iscritta all'ordine del giorno, per essere svolta al
suo turno.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE Comunico che è stata presentata la mozione numero
284 Ritiro della circolare assessoriale n. 1 del 2004 in materia
di condono edilizio di cui all'articolo 32 della legge n. 326 del
20032, degli onorevoli Raiti, Ferro, Miccichè e Morinello.
Avverto che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno della
seduta successiva perché se ne determini la data di discussione.
Informo, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Discussione del disegno di legge «Norme per l'elezione del
Presidente della Regione a suffragio universale diretto. Nuove
norme per l'elezione dell'Assemblea regionale siciliana.
Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 30 marzo 1951, n.
29 e successive modificazioni.» (850-265-338-409-480-498-641-642-
660-669-775-779/A)
Presidenza del presidente Lo Porto
PRESIDENTE Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Discussione dei disegni di legge.
Si procede con il disegno di legge numeri 850-265-338-409-480-
498-641-642-660-669-775-779/A «Norme per l'elezione del
Presidente della Regione a suffragio universale diretto. Nuove
norme per l'elezione dell'Assemblea regionale siciliana.
Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 30 marzo 1951, n.
29 e successive modificazioni», posto al numero 1).
Invito i componenti la prima Commissione Affari
istituzionali a prendere posto nell'apposito banco.
Per richiamo al Regolamento
ACIERNO Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, ai sensi
dell'articolo 101 del Regolamento interno pongo la questione
sospensiva sul disegno di legge concernente l'elezione del
Presidente della Regione e dell'Assemblea regionale. Motivo tale
richiesta, rifacendomi a quanto già sostenuto ieri durante la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, perché in
quest'Aula si è stabilito di rinviare in Commissione il disegno
di legge di riforma dello Statuto.
Vi sarebbe stata una logica procedurale nell'attività
legislativa se, mentre l'Aula discuteva ed approvava la riforma
dello Statuto della Regione siciliana, la stessa Aula avesse
potuto contemporaneamente iniziare l'esame del disegno di legge
di riforma elettorale, per stati di avanzamento rispetto a quanto
veniva fatto sulla riforma dello Statuto.
Ma l'Aula, che è sovrana, ha deciso che lo Statuto deve
ritornare, così com'è stato stabilito, nella Commissione
competente.
Allora diventa complicato poter iniziare la discussione
generale di una legge elettorale, e quindi passare all'esame
degli articoli, non sapendo a quale Carta costituente questa
legge elettorale farà riferimento perché le modifiche dello
Statuto, ancorché ampiamente discusse nei tre anni di lavoro
svolto dalla Commissione Statuto, di fatto non hanno ancora
trovato la loro giusta concretizzazione attraverso il voto
d'Aula.
Immagino, per esempio, che nel nuovo Statuto venga introdotta
una figura come quella del Vicepresidente della Regione;
diventerebbe una mostruosità avere uno Statuto che prevede, per
esempio, la figura del Vicepresidente della Regione come figura
statutaria e non elettorale, e non ritrovarlo poi nella legge
elettorale. Dovremmo rimettere mano alla legge elettorale.
Pertanto, proprio per dare un significato all'attività
legislativa, sarebbe opportuno, nelle more che la Commissione
Statuto rinvii all'Aula il disegno di legge di modifica dello
Statuto, sospendere la discussione generale del disegno di legge
di riforma elettorale per riprenderla solo dopo che l'Aula avrà
ricominciato l'esame della riforma dello Statuto.
PRESIDENTE Poiché è stata proposta la questione sospensiva,
possono intervenire un deputato a favore ed uno contro.
FORGIONE Chiedo di parlare a favore della proposta.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che la
questione posta dall'onorevole Acierno debba richiamare
quest'Aula ad una riflessione approfondita per evitare una sorta
di schizofrenia istituzionale e di incoerenza, anche
comportamentale, per una Assemblea come la nostra che ha la
pretesa di definirsi, e lo è, un Parlamento.
Io vorrei segnalare al Presidente dell'Assemblea che nel
disegno di legge di riforma dello Statuto sono contenute delle
norme che possono modificare, in modo significativo, il quadro di
riferimento della legge elettorale stessa.
L'onorevole Acierno diceva or ora della possibilità di inserire
la figura del Vicepresidente. Ma io dico di più: nel disegno di
legge di riforma dello Statuto è contenuta una norma, ad esempio,
che non vincola il numero dei parlamentari a novanta, quindi con
lo Statuto modificato potremmo applicare una riforma elettorale
del tipo del Tatarellum' con l'ipotesi di un numero lievemente
elastico di parlamentari.
Insomma, lo Statuto è un quadro di riferimento necessario per
la definizione della legge elettorale.
Non dico che, ipoteticamente, sia possibile pure che lo
Statuto bocci l'elezione diretta del Presidente perché esiste un
altro disegno di legge ed esistono emendamenti in tal senso. Non
possiamo non tenere conto che l'Aula, in modo sovrano, può
decidere di superare l'elezione diretta del Presidente oppure di
dargli un vincolo parlamentare che modifichi il quadro di
riferimento; per esempio, signor Presidente, onorevoli colleghi,
la possibilità di avere un numero elastico di parlamentari
contenuto nel nuovo Statuto - voluto, ricordo, non solo
dall'onorevole Capodicasa ma anche dallo scomparso onorevole
Leanza - per giungere, eventualmente, ad una legge elettorale del
tipo del Tatarellum'.
Accelerare i tempi: tutto si può fare, e quest'Aula è sovrana
nelle sue decisioni. Non mi si dica però che i comportamenti che
stiamo assumendo per la frenesia e la fretta di alcuni Gruppi
parlamentari, ed anche di alcuni parlamentari, danno l'immagine
di questo Parlamento come di un Parlamento che riesce ad avere
una visione coerente ed omogenea.
Approviamo prima la legge elettorale e poi definiamo il quadro
di riferimento statutario nel quale la legge elettorale poi dovrà
essere inserita. A me sembra che la questione posta
dall'onorevole Acierno sia seria e la serietà della questione
posta determina anche la serietà dei comportamenti di questo
Parlamento.
Signor Presidente, fermo restando che l'Aula si è già
pronunciata sul rinvio in Commissione degli emendamenti al
disegno di legge di modifica dello Statuto, vorrei ricordare che
l'Aula non ha rinviato in Commissione il disegno di legge di
riforma dello Statuto per rivederne l'ossatura, ma soltanto per
apprezzare gli emendamenti (lavoro, tra l'altro, che poteva
essere anche svolto dalla Presidenza in sede di valutazione del
disegno di legge arrivato in Aula). Peraltro, la Commissione
Statuto potrebbe svolgere tale lavoro tranquillamente in un
pomeriggio se davvero c'è la volontà di riportare subito in Aula
il disegno di legge.
E' chiaro il motivo per cui sostengo la questione sospensiva
posta dall'onorevole Acierno, ma è chiaro che quella sospensiva
ha a che fare con la linearità legislativa del nostro Parlamento
e non invece con la legittimazione di pressioni politiche o
interne ai singoli partiti che, credo, ne offenderebbero in
questo caso la linearità dei comportamenti.
VIRZI' Chiedo di parlare contro la proposta.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
VIRZI' Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi sembra che
quest'Aula non debba cominciare fin da adesso a fare dibattiti di
merito; non siamo arrivati all'articolato o alla questione di
merito se si debba o meno affrontare la riforma elettorale.
Mi permetto di dire che politicamente non c'è una grande
fretta. Mi sembra infatti che dalla fine della scorsa legislatura
quest'Aula si sia detta che avere dovuto subire per imposizione
nazionale il Tatarellum' senza che la stessa avesse potuto
esprimersi ed arrivare al compimento di una sua proposta di
riforma elettorale più attagliata alla realtà siciliana, era già
stato un duro colpo.
Si era detto, fra l'altro, ad inizio di legislatura - e sono
passati tre anni - che la necessità più che l'opportunità di fare
la riforma elettorale siciliana era una delle priorità che
quest'Aula si doveva dare.
Vorrei fare un appello al buon senso: non dobbiamo confondere i
piani alti con i rez-de-chaussée della politica. La riforma
elettorale non si va ad innestare su un vuoto legislativo
istituzionale. Noi abbiamo uno Statuto vigente, non possiamo
arrestare il nostro diritto e - mi permetto di dire - non
possiamo rifiutarci di fare il nostro dovere nel dare una
risposta alla specificità necessità di creare una Sicilia
governabile le cui norme siano più chiare, spiegare alla gente,
in maniera chiara, come si vota e su quali basi incardiniamo il
principio della rappresentanza.
Mi permetto di suggerire che non può essere un periodo
ipotetico di secondo o di terzo tipo. Non siamo in nessun modo
facultati ed abilitati a rinviare ciò che per lungo tempo è stato
rinviato nel nome di una riforma dello Statuto che, a tutt'oggi,
rimane sul terreno delle cose futuribili. Noi siamo in vigenza,
certamente, di uno Statuto della Regione; mi permetto anche di
dire che il modo in cui sono state poste alcune questioni di
metodo e di merito è irrituale perché sono state presentate
sotto forma di richiamo al Regolamento.
Non credo che vi siano gli estremi per un richiamo al
Regolamento se non un generalizzato e deprecabile assenteismo di
quest'Aula, una scarsa attenzione. Tuttavia, è irrituale
metterla sul piano del richiamo regolamentare.
Credo che sia assolutamente normale sistemare la tecnica con
cui viene selezionata la classe dirigente siciliana, il modo e le
regole attraverso cui si esprimerà il voto dei siciliani.
Successivamente è automatico che, se approveremo uno Statuto di
natura diversa, anche prevedendo il vicepresidente,
contestualmente all'approvazione dello Statuto che dovrebbe
avvenire - a quanto ci si dice - in tempi brevi cambierà, in
tempi efficaci e reali, anche la legge elettorale, specificandolo
nello Statuto.
Mi permetto anche di dire che non è compito dello Statuto
descrivere minuziosamente la tecnica elettorale. Lo Statuto
vigente si limita - come è giusto che sia lasciando alla
produzione legislativa successiva - a stabilire le cosiddette
linee di vetta, i grandi princìpi, quello della rappresentanza
per provincia.
Mi permetto di dire che anche il numero dei parlamentari
potrebbe non essere citato nello Statuto ed essere lasciato alla
legislazione ordinaria, ma tutto questo non contrasta col fatto
che noi, hic et nunc, possiamo subito entrare nel merito,
incardinare la legge, fermo restando che, se cambiamo i grandi
principi, automaticamente, un minuto dopo, tutta la legislazione
ordinaria in materia elettorale ne risulta fatalmente mutata e il
Parlamento non può che prenderne atto.
Quindi, in nome di ciò che potrebbe accadere domani, dire:
fermiamo subito ciò che potremmo e dovremmo fare oggi , mi
sembra francamente poco logico.
PRESIDENTE Pongo in votazione la richiesta pregiudiziale di
sospensiva.
FORGIONE Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, ai sensi dell'articolo 85 del
Regolamento interno comunico che la verifica del numero legale
non può essere chiesta in occasione di votazioni per alzata e
seduta.
Pertanto, pongo in votazione la richiesta di sospensiva. Chi è
favorevole si alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvata)
Sull'ordine dei lavori
ACIERNO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, chiedo che i lavori d'Aula vengano
sospesi fino all'arrivo dei rappresentanti del Governo.
Trattandosi di una legge ordinaria, credo che la presenza del
Governo sia indispensabile.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta sospesa alle ore 11.07, è ripresa alle ore
11.10)
La seduta è ripresa.
ACIERNO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, approfittando
della presenza in Aula dell'Assessore per il bilancio e le
finanze, chiedo il prelievo del disegno di legge numero 845.2/A
Provvedimenti urgenti in materia finanziaria , posto al numero
2) del II punto dell'ordine del giorno, solo per incardinare il
disegno di legge e dare modo di fissare i tempi per la
presentazione degli emendamenti, così che quest'Aula possa
esitarlo, la settimana prossima, per tornare poi alla discussione
generale del disegno di legge in materia di riforma elettorale.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, nel prendere atto della volontà di un componente
della maggioranza, mi rivolgo a tutta l'Aula perché la
problematica è certamente di interesse comune in quanto il
disegno di legge numero 845.2/A "Provvedimenti urgenti in materia
finanziaria" assume rilevanza notevole giacché contiene degli
aspetti che sono certamente di importanza generale.
Quindi, prendendo spunto dalla dichiarazione dell'onorevole
Acierno, si chiede all'Assemblea di procedere così come è stato
illustrato, in quanto il Governo condivide pienamente che si
incardini il disegno di legge e si prosegua con gli altri punti
posti all'ordine del giorno.
CINTOLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, colgo la
proposta del Governo per dire che bisogna incardinare subito il
disegno di legge in materia finanziaria con l'impegno che, nella
stessa mattinata, venga incardinato anche il disegno di legge in
materia elettorale. Questa è la determinazione assunta in sede di
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari e che non può
essere rinviata.
Siccome ci rendiamo conto dell'urgenza che rivestono le norme
in materia finanziaria e della prevalenza richiesta, chiediamo
all'Assemblea di incardinare, subito dopo, il disegno di legge
in materia elettorale.
Io aspetto il Governo e non qualcuno che un po' sta nella
maggioranza, un po' all'opposizione.
FORGIONE Chi è maggioranza e chi è opposizione?
PRESIDENTE Questa non è una discussione generale in cui tutti
possono intervenire, si tratta di una richiesta di inversione
dell'ordine del giorno. Poiché l'inversione dell'ordine del
giorno - ha ragione l'onorevole Cintola - ha un senso, si può
votare a favore solamente nell'ottica del rispetto della
decisione assunta dai Presidenti dei Gruppi parlamentari. Questa
posizione rimane ferma e identica a quella della Presidenza.
Si può proporre l'inversione dell'ordine del giorno al fine,
puramente e semplicemente, di incardinare il disegno di legge
«Provvedimenti urgenti in materia finanziaria», a patto che si
prosegua subito dopo con la discussione del disegno di legge in
materia elettorale.
Non sorgendo osservazioni, dispongo nel senso richiesto.
Discussione del disegno di legge «Provvedimenti urgenti
in materia finanziaria» (845.2/A)
Presidenza del presidente Lo Porto
PRESIDENTE Si passa alla discussione del disegno di legge
numero 845.2/A «Provvedimenti urgenti in materia finanziaria»
posto al numero 2) del II punto dell'ordine del giorno.
Invito i componenti la II Commissione, Bilancio', a prendere
posto nel relativo banco.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Savona per svolgere la
relazione.
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore. Onorevoli
colleghi, il disegno di legge che si sottopone all'approvazione
dell'Aula contiene una serie di disposizioni aventi rilevanti
refluenze finanziarie, che il Governo, unitamente alla
Commissione Bilancio, ha valutato necessario fare giungere
all'approvazione in tempi rapidi anticipando anche i tempi della
tradizionale manovra di variazioni che segue ordinariamente la
chiusura del rendiconto 2003 ed il giudizio di parifica della
Corte dei Conti.
Il testo licenziato dalla Commissione nella sostanza ricalca
l'originaria proposta del Governo con alcune importanti
modifiche, che hanno riguardato anzitutto la sanità, introdotte
con appositi emendamenti del Governo sui quali la Commissione
bilancio ha preventivamente richiesto anche il parere della
Commissione di merito.
Il testo dunque, pur prospettando interventi in diversi
settori, mantiene la sua valenza eminentemente finanziaria, con
una manovra che introduce rilevanti elementi di razionalizzazione
e di attivazione di risorse in settori strategici.
Vediamo brevemente alcuni di tali contenuti. L'articolo 1
contiene aggiustamenti quantitativi generalmente di importo
contenuto a taluni stanziamenti già autorizzati con la legge di
bilancio o con le tabelle della finanziaria; in materia di
riscossione viene introdotta una disposizione che prevede
l'applicazione anche per il 2004, in conformità con quanto
disposto per lo Stato con la finanziaria di quest'anno (per il
2003 avevamo già legiferato adeguandoci in tal senso con
l'articolo 7 della legge regionale n. 20/2003), del regime
transitorio che prevede il sistema di remunerazione forfettaria
per i concessionari della riscossione; vengono poi prorogati
alcuni termini connessi con la definizione agevolata delle
violazioni delle tasse sulle concessioni regionali che era stata
disciplinata con la finanziaria regionale del 2003.
Viene disposta un'autorizzazione di spesa in favore dell'ARAN e
ne viene modificato il regime dei comandi del personale nella
fase di avvio della propria attività; si razionalizzano le
modalità operative dell'ARPA per migliorarne la funzionalità e si
autorizza la Regione a partecipare al capitale della società
Studiare sviluppo per promuovere l'Agenzia per la coesione
economica delle regioni del Mediterraneo, le cui finalità sono di
ricerca e di assistenza per le problematiche connesse allo
sviluppo.
Sul versante della emergenza idrica vengono introdotte due
importanti disposizioni; l'articolo 9 del disegno di legge
autorizza il Presidente della Regione, con riferimento al piano
d'ambito dell'ATO di Trapani, a stipulare contratti anche secondo
la disciplina concernente la promozione privata di concessione di
opere pubbliche, per la realizzazione di un nuovo impianto di
dissalazione "di concezione tecnologica avanzata"; con il comma 4
dell'articolo 17 viene incrementato da 15 a 45 milioni di euro lo
stanziamento previsto dall'articolo 11 della legge regionale n.
23/2002 per le finalità delle ordinanze in materia di emergenza
idrica, la cui copertura finanziaria per il 2004 rimane a carico
delle disponibilità rivenienti dall'attualizzazione delle risorse
di cui all'articolo 38 dello Statuto, secondo le modalità
disciplinate dall'articolo 4 della legge regionale n. 20/2003.
Una ulteriore quota di 30 milioni di euro delle risorse di cui
all'articolo 38 dello Statuto viene destinata, nell'ambito
dell'apposito piano la cui adozione è di competenza della Giunta
di governo, al finanziamento di iniziative di innovazione
tecnologica.
Sono poi disciplinate le modalità operative per la
utilizzazione delle ulteriori assegnazioni operate dallo Stato
per 25 milioni di euro con il comma 148 dell'articolo 4 della
finanziaria nazionale di quest'anno, che vengono finalizzate alla
realizzazione di un programma di "opere di interesse sociale e
di infrastrutture primarie".
Molte e rilevanti sono le altre disposizioni introdotte e tra
di esse vanno sottolineate quelle riguardanti la sanità.
Anzitutto la nuova disciplina sulle modalità di partecipazione al
costo delle prestazioni; un intervento che si appalesa
indispensabile anche alla luce della insostenibile dinamica della
spesa farmaceutica, che contribuisce in maniera decisiva ad un
trend della spesa sanitaria che è oggi il fattore di maggiore
preoccupazione e di maggiore squilibrio dei conti regionali.
Una ulteriore disposizione prevede l'attivazione, ad iniziativa
dell'Assessore per la sanità, di una procedura che può portare ad
un provvedimento della Giunta di governo di rimozione dei
direttori generali che non rispettino i tetti di spesa previsti e
disciplinati dall'articolo 25 della legge regionale numero 4/2003
e l'obbligo di pubblicare nella Gazzetta ufficiale qualsiasi
disposizione o atto amministrativo assessoriale o dirigenziale
dell'Assessorato della sanità che possa comportare oneri diretti
o indiretti a carico del bilancio della Regione.
Vengono stanziati 450 mila euro quale partecipazione della
Regione alla formazione del patrimonio delle fondazioni previste
in relazione alla definizione dei progetti gestionali dei Centri
di eccellenza di Catania, Messina e Palermo; ulteriori 200 mila
euro vengono destinati alle finalità dell'articolo 27 della legge
regionale numero 4/1999 che prevede la erogazione di una
indennità di residenza in favore dei titolari di farmacie rurali
aventi sede nelle isole minori.
Un testo, dunque, che contiene importanti discipline di
razionalizzazione e di attivazione di risorse, la cui
approvazione costituisce un ulteriore qualificante momento
dell'attività legislativa dell'Assemblea.
PRESIDENTE Dichiaro aperta la discussione generale.
Presidenza del presidente Lo Porto
Sull'ordine dei lavori
CAPODICASA Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi,
considerato che il problema che aveva posto il Governo era
quello di incardinare il disegno di legge, chiederei se non sia
il caso di chiudere, con la relazione al disegno di legge, la
discussione generale per svolgerla in un altro momento. Oggi,
infatti, il disegno di legge di riforma elettorale riveste
particolare attenzione. Il rischio vero - e lo dico perché sia
chiaro il mio pensiero - è che la discussione generale su questo
disegno di legge occuperà almeno cinque ore.
PRESIDENTE Onorevole Capodicasa, lei ha ragione. Non è la
prima volta che accade che quando si decide di incardinare un
disegno di legge e di limitarsi soltanto a questo, si suole
chiudere subito la discussione generale per passare
successivamente alla discussione degli articoli, che è una fase
in cui la Presidenza non ha mai limitato i tempi permettendo
sempre una discussione generale vera e propria. Se è così, siamo
d'accordo.
Pertanto, onorevoli colleghi, non avendo altri chiesto di
parlare, dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in
votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Avverto che da questo momento decorre il termine di cui
all'articolo 112, comma 5, del Regolamento interno, per la
presentazione degli emendamenti.
Presidenza del presidente Lo Porto
Discussione del disegno di legge «Norme per l'elezione
del Presidente della Regione siciliana a suffragio
universale diretto. Nuove norme per l'elezione
dell'Assemblea regionale siciliana. Modifiche ed
integrazioni alla legge regionale 30 marzo 1951, n. 29 e
successive modificazioni.» (850-265-338-409-480-498-461-
642-660-669-775-779)
PRESIDENTE Si passa pertanto alla discussione del disegno di
legge numeri 850-265-338-409-480-498-461-642-660-669-775-779
«Norme per l'elezione del Presidente della Regione siciliana a
suffragio universale diretto. Nuove norme per l'elezione
dell'Assemblea regionale siciliana. Modifiche ed integrazioni
alla legge regionale 30 marzo 1951, n. 29 e successive
modificazioni», posto al numero 1) del primo punto dell'ordine
del giorno.
Invito i componenti la I Commissione, Affari Istituzionali',
a prendere posto nel relativo banco.
In assenza del relatore, ha facoltà di parlare il Presidente
della Commissione, onorevole Ardizzone, per svolgere la
relazione.
ARDIZZONE presidente della Commissione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, arriviamo a discutere questo disegno di legge
dopo un tour de force che si è svolto in Prima Commissione e
nella Commissione Statuto ed abbiamo pensato di esitare un
disegno di legge che fosse la sintesi, quanto più possibile
oggettiva, delle istanze, delle indicazioni che provenivano da
parte dei vari Gruppi.
Il disegno di legge fondamentalmente rimodula, riscrive quello
che è stato fino ad ora il testo base, cioè la legge regionale 30
marzo 1951, numero 29. Sono stati individuati alcuni princìpi: io
sono stato il primo a dire che il disegno di legge, comunque, è
perfettibile, vista la valenza e la portata dello stesso.
La ripartizione di seggi su base provinciale nella misura di
ottanta seggi con recupero di resti su base provinciale, è uno
dei princìpi fondamentali; mantenimento del listino; elezione
diretta del Presidente della Regione, perché nell'esitare un
disegno di legge si è tenuto chiaramente conto delle indicazioni
forti che provengono prima che dalla parte politica, dalla
società e dalla Sicilia, in particolare.
Mi rendo conto che la previsione e la soglia di sbarramento al
cinque per cento ha creato qualche malumore - non sta a me dire
se giustificato o meno - certamente risponde ad una logica, che è
quella di garantire il minor frazionamento in Aula dei vari
partiti.
C'era una forma di sbarramento: ricordo per tutti l'intervento
dell'onorevole Liotta, che ha svolto in Commissione in maniera
articolata ed esplicativa, dal suo punto di vista, il concetto
del mantenimento del collegio unico regionale rimediando alla
possibilità di sbarramento con altri accorgimenti. Ma
l'accorgimento che era previsto dall'articolo 7 della legge
numero 43/1995 non conseguiva nessun effetto pratico, perché se
noi badiamo a quella possibilità, cioè avere uno sbarramento del
3 per cento, ed il collegamento con altre liste prevedeva la
possibilità - così come è stato - di superare quel limite del 3
per cento, in pratica si è verificato che diciotto diversi gruppi
di liste hanno conseguito almeno un seggio nell'Assemblea
regionale e fra questi diciotto, nove hanno ottenuto una cifra
elettorale regionale inferiore a 75 mila voti. Praticamente era
un espediente, era come se la soglia di sbarramento non ci
fosse.
Quindi, il principio di introdurre una soglia di sbarramento -
io dico del 5 per cento, perché così è il testo proposto dalla
Commissione - (alcuni dicono il 3 per cento ed hanno le loro
ragioni) comunque era contenuto nella legislazione vigente,
quindi nulla di nuovo.
Anche il mantenimento del listino è stato oggetto di un
complesso ed approfondito dibattito e c'è chi era a favore, c'è
chi era contro. Riporto la sintesi che si è sviluppata in
Commissione: un listino di nove persone fino al raggiungimento
della quota di 54 deputati e, nel caso in cui si superasse
questa soglia, i rimanenti seggi - e questa è stata una delle
modifiche su cui dobbiamo riflettere - vanno ripartiti tra le
forze di opposizione per garantire, secondo alcuni - anche questo
è un principio legittimo - quella proporzionalità del 60 e 40 per
cento che va ripartita fra maggioranza ed opposizione. Questi
sono sostanzialmente i principi fondamentali contenuti nella
legge.
Discostandomi anche da quello che è il mio ruolo di Presidente
della Commissione, avendo avocato la relazione al posto del
relatore onorevole Ioppolo, una riflessione ed una considerazione
di ordine politico la voglio fare: ho detto e dichiarato anche
alla stampa che noi non esitiamo questa legge perché c'è
un'accelerata, che possa provenire dall'interno o dall'esterno
dell'Assemblea, perché, comunque, questa è una legge che entrerà
in vigore non prima di cinque, sei mesi; noi non agiamo perché
c'è lo spauracchio di elezioni anticipate, perché si mettono in
moto meccanismi - ed io penso alla gran parte dei parlamentari
questo sarà sfuggito - dalla promulgazione definitiva che avviene
dopo i tre mesi dalla pubblicazione alla richiesta di referendum
confermativo, per cui, comunque, non è una legge che potrebbe
entrare in vigore realisticamente prima di cinque, sei mesi;
quindi, nessuno spauracchio di elezioni anticipate.
Non so chi interveniva discutendo in ordine alla richiesta di
sospensiva, e non per accattivarmi la simpatia dell'onorevole
Acierno, perché poneva un problema di ordine politico che ha un
suo fondamento - e lo abbiamo pure discusso in Commissione -
anch'io dico che, comunque, la legge è perfettibile.
Nella richiesta di sospensiva, l'onorevole Acierno diceva che
era necessario, dal suo punto di vista, esitare uno Statuto in
cui si introduca la possibilità dell'elezione diretta del
presidente della Regione indipendentemente dall'introduzione
della figura del vicepresidente della Regione e che l'Assemblea,
comunque, non sia sciolta in caso di dimissioni o quant'altro, -
così come attualmente è previsto - , e quindi uniformarsi
necessariamente, per il principio della gerarchia delle fonti,
allo Statuto.
Certamente questo è un principio, ma nulla toglie, onorevole
Acierno, che dal punto di vista giuridico quanto si è detto sia
perfettibile; di contro, nulla impedisce che si esiti un
disegno di legge di riforma elettorale per rinviare, dopo
l'approvazione dello Statuto, ad una sua successiva modifica. Ma
in questo momento siamo già governati e regolamentati da uno
Statuto. Poi, realisticamente, il nuovo Statuto - per i passaggi
che occorreranno in Aula, e maggiormente per i passaggi che
saranno necessari nel Parlamento nazionale - credo che non
vedrà la luce se non fra qualche anno.
Quindi ripeto, è un disegno di legge perfettibile, è un disegno
di legge che necessita della condivisione, certamente non
unanime, ma quanto più ampia possibile dei Gruppi parlamentari
perché - e faccio un'ulteriore riflessione politica - non stiamo
scrivendo una legge di questa o di quella maggioranza, ma la
legge che dovrà governare e disciplinare le modalità di elezione
e di rappresentanza e dei partiti e del popolo siciliano, in
quanto dietro i partiti c'è il popolo siciliano.
PRESIDENTE Dichiaro aperta la discussione generale.
Presidenza del presidente Lo Porto
Sull'ordine dei lavori
ACIERNO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei che la
Presidenza ci indicasse, anche per la legge elettorale, il
termine per la presentazione degli emendamenti.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, avverto che da questo momento
decorre il termine per la presentazione degli emendamenti.
Rinvio, pertanto, la seduta a mercoledì, 19 maggio 2004,
alle ore 17.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
I - Comunicazioni.
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d) e 153 del Regolamento interno, della mozione:
N. 284 - Ritiro della circolare assessoriale n. 1 del
2004 in materia di condono edilizio di cui
all'articolo 32 della legge n. 326 del 2003 ,
degli onorevoli Raiti, Ferro, Micciché e
Morinello.
III - Discussione dei disegni di legge:
1) Provvedimenti urgenti in materia finanziaria (n. 845.2/A)
(Seguito)
2) Norme per l'elezione del Presidente della Regione siciliana a
suffragio universale diretto. Nuove norme per l'elezione
dell'Assemblea regionale siciliana. Modifiche ed integrazioni
alla legge regionale 30 marzo 1951, n. 29 e successive
modificazioni. (nn. 850-265-338-409-480-498-641-642-660-669-775-
779/A) (Seguito)
3) Interventi urgenti per il settore lapideo e disposizioni per
il riequilibrio del prezzo della benzina nelle isole minori
(nn. 646-763 Stralcio II - 776/A)
4) Modifiche ed integrazioni alla normativa regionale in materia
di appalti. Disposizioni concernenti l'attività degli uffici del
Genio civile e la prevenzione del rischio sismico (nn. 771-
774/A)
5) Provvedimenti per favorire la ristrutturazione e la
riqualificazione del trasporto merci in Sicilia attraverso l'uso
del trasporto combinato strada-mare (n. 700/A)
La seduta è tolta alle ore 11.33
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 15.15
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott. Giovanni Tomasello