Presidenza del presidente Lo Porto
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa e
riprenderà alle ore 15.30.
(La seduta, sospesa alle ore 14.31, è ripresa alle ore 15.58)
PAFFUMI segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta scritta:
N. 1699 - Notizie circa i disservizi degli uffici postali
di Giarre (CT).
- Assessore Famiglia
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe
N. 1700 - Misure per la riapertura del museo antropologico
sito nella frazione Macchia del comune di Giarre (CT).
- Assessore Famiglia
- Assessore Beni Culturali
- Assessore Turismo
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe;
N. 1701 - Richiesta di interventi per la ristrutturazione e
la riapertura della palestra di via Pilo nel comune di
Giarre (CT).
- Assessore Famiglia
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe;
N. 1702 - Misure per la rimozione dei rifiuti e per la
bonifica della via Scianò che collega le frazioni di
Scillichenti e S. Tecla (Acireale).
- Assessore Famiglia
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe;
N. 1703 - Interventi straordinari per il ripristino delle
condizioni minime di sicurezza e transitabilità delle
circonvallazioni (Cristoforo Colombo, Amerigo Vespucci e
Magellano) di Caltagirone (CT).
- Assessore Famiglia
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe;
N. 1704 - Interventi per il risanamento, l'apertura e la
valorizzazione della chiesa del Convento sita in piazza
Macherione a Giarre (CT).
- Assessore Famiglia
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe.
Le interrogazioni ora annunziate sono state già inviate al
Governo.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE Comunico che, in data 19 maggio 2004, è stata
presentata la seguente mozione n. 285 Iniziative per la
soluzione dei disservizi nel recapito della posta nel comune di
Giarre (CT) , degli onorevoli Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;
Maurici Giuseppe; Scoma Francesco.
Invito il deputato segretario a darne lettura:
PAFFUMI, segretario:
«L'Assemblea Regionale Siciliana
premesso che:
il recapito della posta presso il comune di Giarre (CT) pare
avvenga con notevole ritardo, anche per la posta spedita
all'interno dello stesso comune;
i disagi sono tali che molto spesso le cartelle fiscali o
semplici bollette vengono recapitate oltre la data di scadenza
con l'ulteriore aggravio degli oneri per ritardato pagamento;
la causa di questo stato di cose è determinato dal fatto che
il personale impiegato per il recapito della posta viene
rinnovato trimestralmente,
impegna il Governo della regione
ad attivare ogni procedura utile affinchè possa risolversi la
problematica in premessa evidenziata, anche mediante un
intervento presso il Ministero competente.» (285)
PRESIDENTE Avverto che la stessa sarà iscritta all'ordine del
giorno della seduta successiva perchè se ne determini la data di
discussione.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Presidenza del presidente Lo Porto
Seguito della discussione del disegno di legge 'Provvedimenti
urgenti in materia finanziaria' (845.2/A)
PRESIDENTE Si passa al punto secondo dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede al seguito della discussione del disegno di legge
Provvedimenti urgenti in materia finanziaria (n. 845.2/A),
iscritto al numero 1). Ricordo che la discussione del disegno di
legge era stata interrotta nella seduta n. 212 del 19 maggio
2004, in sede di esame dell'articolo 12.
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto al banco
delle commissioni.
Si riprende l'esame degli articoli e dei relativi emendamenti
accantonati nella precedente seduta.
Si procede con l'articolo 1 e con i relativi emendamenti già
comunicati.
Si passa al subemendamento 1.8.1 all'emendamento 1.8. Il parere
della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 1.8 è pertanto superato.
Si passa all'emendamento 1.9 del Governo. Il parere della
Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.10 del Governo. Il parere della
Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.11 del Governo. Il parere della
Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.3. del Governo. Il parere della
Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.5. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.6. del Governo. Il parere della
Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.7. del Governo. Il parere della
Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.1 dell'onorevole Formica. Il parere
della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 1.4. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 1.2 è assorbito.
Pongo in votazione l'articolo 1 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 6.1,
interamente soppressivo dell'articolo.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7.
Si procede con l'emendamento 7.1 del Governo. Il parere della
Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 7 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 8.1.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, così
come concordato in sede di Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, all'emendamento 8.1 dopo la
parola"parere" deve aggiungersi la parola "favorevole".
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, l'emendamento viene
integrato con la parola "favorevole". Non sorgendo
osservazioni così resta stabilito.
Pongo in votazione l'emendamento 8.1 nel testo integrato. Il
parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 8 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
Articolo 9
Piano d'ambito ATO di Trapani
1. Al fine di garantire il migliore equilibrio del piano
d'ambito dell'ATO di Trapani, il Presidente della Regione è
autorizzato a stipulare contratti, conclusi anche ai sensi
dell'articolo 37 bis della legge 11 febbraio 1994, n. 109 e
successive modifiche ed integrazioni, o subentrare in contratti
conclusi o in procedure attivate dal Commissario delegato per
l'emergenza idrica, durante la sua gestione per la realizzazione
di un nuovo impianto di dissalazione di concezione tecnologica
avanzata. Il riparto del costo dell'acqua dissalata fra Regione
ed ATO o società di gestione integrata dovrà tenere conto delle
modalità dell'articolo 3, comma 3, della legge regionale 15
novembre 1982, n. 134, come sostituito dall'articolo 88 della
legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, fino all'entrata a regime
dell'ATO.
2. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2004, la spesa di 100 migliaia di euro,
cui si provvede con parte delle disponibilità dell'UPB 4.2.1.5.2,
capitolo 215704, accantonamento 1001 del bilancio della Regione
per l'esercizio finanziario medesimo.
3. Per gli esercizi finanziari successivi gli oneri sono
determinati ai sensi della lettera g) dell'articolo 3 della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive modifiche ed
integrazioni.
Comunico che sono stati presentati dal Governo gli emendamenti
9.1 e 9.2.
Si passa all'emendamento 9.1. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 9.2.
SPEZIALE Signor Presidente, vorrei rammentare che in sede di
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari era stato
stabilito che il Governo avrebbe presentato un emendamento di
riscrittura.
PRESIDENTE Onorevole Speziale il Governo si è impegnato a
fare una precisazione e non a presentare una riscrittura.
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici.
Intervengo per chiarire che la precisazione si riferisce
all'emendamento 9.2.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi. Intervento
per dichiarare il mio voto contrario sull'articolo 9 e
sull'emendamento 9.2.
Preciso che il mio voto contrario non vuole essere un atto
contro la popolazione di Agrigento o di Caltanissetta, ma
dobbiamo constatare il fallimento della costituzione di questa
politica di costruzione degli Ambiti territoriali ottimali, così
come sono stati formati nella nostra Regione.
Posso qui dichiarare che, a mio avviso, il Servizio idrico
integrato non sarà mai gestito dagli A.T.O. perché, quando si
dovrà cominciare a verificare la pratica attuazione su come deve
essere gestito un Servizio idrico integrato, ci accorgeremo della
impossibilità di procedere con questo tipo di gestione.
Con l'emendamento 9.2 stiamo stabilendo un principio, e cioè
che la differenza di costo dovuta alla definizione della tariffa
attraverso il metodo normalizzato e attraverso il Piano d'ambito
è talmente elevata da non potere essere caricata sulle tasche dei
cittadini.
Quindi, la Regione si fa carico di una parte della tariffa
contravvenendo così alla legge Galli", la cui attuazione
prevedeva che il bilancio doveva essere verificato sulla base
dell'ambito ottimale, ed è quel bilancio che dovrebbe essere
proiettato in termini tariffari e in termini di investimenti nei
prossimi trent'anni.
Qui noi stabiliamo, da un lato, l'ambito e dall'altro lato il
principio che la Regione si carica parte della tariffa. Ma per
quale motivo si deve caricare parte della tariffa per le province
di Agrigento e di Caltanissetta e non anche per le altre province
che invece saranno chiamate a pagare il 100 per cento della
tariffa? Il principio sancito dalla legge Galli prevede la
copertura del 100 per cento del servizio.
Il limite, allora, sta nel fatto che: 1) la definizione degli
ambiti territoriali ottimali è avvenuta su confini politico-
amministrativi; 2) occorre verificare come sono stati fatti
questi piani di gestione, come sono stati fatti i piani di
investimento, come sono stati calcolati gli ammortamenti e,
quindi, come viene fuori la tariffa.
Piuttosto che procedere a fare tutto questo, invece, il Governo
ritiene di dovere intervenire parzialmente, a spizzichi e
bocconi.
Io posso dire che l'approvazione di questo emendamento metterà
nella condizione, le altre province, di richiedere che la Regione
si faccia carico anche della differenza di tariffa che verrebbe
fuori a seguito dell'applicazione del cosiddetto metodo
normalizzato.
Per questo ritengo che bisogna procedere ad una programmazione
di tipo diverso.
Concludo sottolineando un altro punto che è fondamentale ai
fini della discussione.
La gestione della tariffa, degli investimenti affidata ad un
privato sta spostando il livello degli interessi e della
proiezione degli interessi attorno al servizio idrico, dalla
parte pubblica alla parte privata. Il privato non può che agire
dentro determinate logiche, la parte pubblica si fa carico dei
costi sociali.
Qui il Governo ci propone, da un lato, la privatizzazione,
dall'altro lato, invece, il fatto che si fa carico dei costi di
questa privatizzazione. Delle due l'una: o si sceglie l'una,
sapendo di doverne pagare tutte le conseguenze fino in fondo, o
si sceglie un'altra linea che è quella di ripensare al modo come
si stanno attuando questi ATO in Sicilia.
Per questa ragione, poiché sono convinto che questo Parlamento,
se avrà vita, tornerà ad occuparsi del problema in modo serio -
perché saranno le popolazioni ad imporci una revisione di questa
politica - propongo al Governo di pensarci subito sin da adesso,
piuttosto che procedere in questo modo.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
brevemente per un chiarimento agli uffici. La norma così com'è
scritta nell'emendamento 9.2 potrebbe essere interpretata come
forma di incentivo all'impresa; parliamo, comunque, di un
intervento con soldi della Regione sull'erogazione dell'acqua.
Vorrei che ciò fosse chiarito dagli uffici onde evitare che, se
dovesse essere approvata così come è scritta, crei problemi, come
l'impugnativa da parte del Commissario dello Stato.
PRESIDENTE Qual è esattamente la frase a cui si riferisce,
onorevole Acierno?
ACIERNO Quella in cui si dice che la Regione interviene con
51 milioni di euro, circa, a fronte delle tariffe dell'erogazione
dell'acqua. Se lo limitiamo ai soggetti privati, alle persone
fisiche, risolviamo il problema, perché se questo incide anche
sull'erogazione e la fornitura dell'acqua alle imprese ....
PRESIDENTE Lei intende dire di chiarire meglio in sede di
coordinamento formale, onorevole Acierno. Non sorgendo
osservazioni, resta così stabilito.
ODDO Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Signor Presidente, onorevoli colleghi, una prima
osservazione, per quanto concerne i dissalatori, riguarda
l'esperienza siciliana in generale, ma dobbiamo necessariamente
citare alcune esperienze particolari, come quella che vede,
proprio in queste ore, gli operai del dissalatore di Trapani
nuovamente in sciopero.
Costoro accusano problemi serissimi, Assessore, per quanto
concerne l'approvvigionamento idrico di sei, sette, otto comuni.
E' una semplice premessa per fare due brevissime considerazioni.
La prima. Per la verità non si evince molto la strategia per
quanto concerne le questioni del secondo dissalatore della
provincia di Trapani, rispetto anche a com'è strutturato l'ambito
territoriale ottimale; e mi riferisco soprattutto alle risorse.
Credo che anche l'Aula abbia necessità di capire - e tutto
sommato non si tratta di chissà quale aspetto - quale è
strategicamente l'intervento, l'investimento che si fa col
secondo dissalatore per quanto concerne anche l'ubicazione e,
quindi, per quanto concerne la capacità di servire quali e quanti
comuni. Ritengo che sarebbe opportuno sapere ciò prima ancora di
passare alla votazione dell'emendamento 9.2.
La seconda questione riguarda un aspetto che io non ho capito e
non solo lo dico molto schiettamente, ma anzi lo sottolineo.
Non possiamo, secondo me, articolare l'emendamento 9.2 senza
tenere conto degli ATO che sono proprio quelli dove l' 80 o il 75
per cento circa, se non erro - mi correggerà sicuramente
l'assessore Scammacca della Bruca -, è garantito dai dissalatori.
Pertanto, sul costo della produzione rispetto a quello che noi
intendiamo fare- e che io non ripeto in quanto lo hanno già detto
i colleghi ma lo potrei riprendere solo per quanto concerne la
questione del titolo - dobbiamo garantire l'equilibrio economico
gestionale dei piani di ambiti.
E dunque mettiamo a disposizione circa 100 miliardi. Poi
evidentemente il collega Acierno farà alcune precisazioni per
quanto concerne le modalità di erogazione di queste somme, ma non
si capisce come mai ci limitiamo, semplicemente per quanto
concerne gli ATO e l'equilibrio economico gestionale, a due sole
province.
Il collega Giannopolo diceva che non ha niente contro
l'equilibrio economico gestionale di quegli ATO. Ma non si
capisce come mai in una realtà, per esempio come quella di
Trapani - e con questo non voglio fare il rappresentante di
collegio -, proprio partendo dall'esperienza del dissalatore, dal
costo della produzione di quel dissalatore, che è molto elevato e
che sta comportando serie difficoltà per quanto concerne anche
appunto gli operai in sciopero perchè non pagati regolarmente,
noi comunque non facciamo una analisi più appropriata per quanto
concerne l'intervento sull'equilibrio economico gestionale.
Quindi pongo questa considerazione in maniera costruttiva; cioè
dico vediamo se anche in questo invece un ulteriore momento di
riflessione non possa portare ad una scelta più equa, rispetto
anche a quelle che sono le dinamiche degli ATO in Sicilia.
CAPODOCASA Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non
capisco la ratio di questo emendamento; o meglio mi sembra una
superfetazione inutile rispetto al comma 3 dell'articolo 3 della
legge 134. Il comma 3 aveva già stabilito, piaccia o no, che a
decorrere dalla data di attivazione della gestione di sistemi
acquedottistici sovrambito la tariffa relativa alla fornitura
dell'acqua dissalata per le utenze civili - sto citando
testualmente - non può essere superiore a quella applicata dal
soggetto gestore dello stesso sistema per la fornitura
idropotabile all'ingrosso agli Ambiti territoriali ottimali di
pertinenza.
Non continuo a leggere l'articolo perchè credo che sia già
chiaro lo spirito della legge.
La legge vuole garantire il cittadino, sia che viva ad
Agrigento, sia che viva a Trapani, sia che viva a Catania, nel
suo diritto di avere erogata l'acqua a un costo uguale sia che
venga fornita attraverso la produzione industriale - quindi
attraverso il dissalatore - sia che venga fornita attraverso la
captazione e l'adduzione dalle sorgenti, e questo per evitare
sperequazioni. Io non ho nessuna responsabilità del fatto di
essere nato ad Agrigento e perciò, per tal fatto, non posso
essere gravato di un onere aggiuntivo dovuto al fatto che l'acqua
fornita, viene fornita attraverso la dissalazione che comporta un
costo superiore.
Quindi il maggiore costo della dissalazione, dice la legge, va
a carico della Regione. Perché il Governo introduce questa
ulteriore specificazione considerato che la legge-madre è la n.
134 come novellato al terzo comma dell'articolo 88 della legge
4/2003?. Queste cose sono state stabilite appena l'anno scorso:
laddove c'è un maggiore onere dovuto alla dissalazione dell'acqua
la Regione si fa carico della differenza nella tariffazione.
Pertanto mi sembra inutile inserire questa ulteriore specifica,
in quanto farebbe apparire che vi è una sorta di privilegio per i
cittadini di Caltanissetta ed Agrigento, cosa che invece non è,
perché l'articolo verrebbe esattamente a perequare una
sperequazione a loro danno.
La riterrei inutile a meno che l'assessore non ci spieghi che
ci sono ragioni tecniche necessarie per farlo.
Altra cosa è quanto sostenuto dall'onorevole Giannopolo - che
io condivido -, e cioè che questo intervento è dovuto ad una
ripartizione in ATO della Regione siciliana che per la verità
appare incongrua, troppo frammentata; così una provincia è
obbligata ad approvvigionarsi a Gela (che appartiene ad un'altra
provincia) e, quindi, a quel punto si deve fare un intervento che
appare mirato, mentre invece questa differenza tariffaria si
potrebbe spalmare su un ambito territoriale più vasto, non
caricando sulla fiscalità generale un maggiore costo che invece
deve essere caricato sull'utenza, che è una cosa un po'
differente rispetto a quello che andrebbe fatto trattandosi di
tariffa e non di tassa.
Un ultima cosa sull'articolo 9. Non capisco perché con
l'articolo 9 viene attribuita al Presidente della Regione la
competenza a stipulare contratti, anche quelli conclusi ai sensi
dell'articolo 37, e a subentrare a contratti conclusi con
procedure attivate per fare il dissalatore.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. E' comunque
competente il Presidente.
CAPODICASA Sì, assessore Pagano, il Commissario per
l'emergenza idrica ha titolo per farlo, e non c'è bisogno di
alcuna legge che lo precisi dato che i poteri gli derivano già
dalla legge, e le assicuro, assessore, che sono poteri molto
ampi. Si può derogare a tutto salvo che ai principi
dell'ordinamento
Forse mi si vuol dire che a fine anno il Commissario cesserà di
avere competenza perché cesserà l'emergenza idrica? Ma allora le
competenze vanno messe a capo dell'assessore ai lavori pubblici
che ha la competenza per farlo.
Questo Presidente onnivoro, che porta tutto a Palazzo
d'Orleans, che stipula contratti, firma, subentra, non è più il
Presidente della Regione, è un asso piglia tutto che sta
espropriando tutti gli assessorati di tutti i loro poteri
La competenza sull'acqua è dell'Assessore. Solo casualmente
tale carica è rivestita dall'onorevole Cuffaro. Quando non ci
sarà più il Commissario per l'emergenza idrica, la competenza
rimarrà al Presidente della Regione che è lo stesso Cuffaro, ma
fino ad allora la competenza per l'acqua nella Regione siciliana
è dell'Assessore; quindi, andrebbe affidata all'Assessore per i
lavori pubblici che, ripeto, come è noto, ha competenza in
materia.
Pertanto, ritengo veramente impropria la procedura
adottata.
SCAMMACCA DELLA BRUCA, assessore per i lavori pubblici. Chiedo
di parlare per una replica.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SCAMMACCA DELLA BRUCA . assessore per i lavori pubblici.
Signor Presidente, onorevoli colleghi, comincerò dalla fine
dell'intervento dell'onorevole Capodicasa laddove dice di
delegare il sottoscritto, o comunque chiunque ricopra la carica
di assessore per i lavori pubblici, piuttosto che il Presidente
della Regione. Ovviamente non ho nulla da obiettare perché è vero
che la competenza della regimazione delle acque in questa Regione
compete all'Assessorato, quindi, nessun problema in questo senso.
Tuttavia, ciò che mi preme spiegare è che l'articolo 9 si
compone di due parti fondamentali: la prima, che è una previsione
basata sul project financing, vale a dire la possibilità di
attivare procedure in finanza di progetto per l'eventuale
realizzazione di un nuovo dissalatore a Trapani, ...
CAPODICASA Questo lo deve fare lei, Assessore.
SCAMMACCA DELLA BRUCA, assessore per i lavori pubblici. E
siccome potrebbe verificarsi l'ipotesi che il Commissario per
l'emergenza abbia attivato procedure in questo senso, il subentro
è dovuto per legge. Inoltre, ricordo a me stesso, che il
Commissario per l'emergenza non può impegnare risorse della
Regione siciliana ...
CAPODICASA L'abbiamo fatto parecchie volte.
SCAMMACCA DELLA BRUCA, assessore per i lavori pubblici. Non è
esatto, può impegnare le somme per finanziare un'opera. Il
progetto di finanza è una spesa ricorrente che dura dieci o
vent'anni e non esiste alcuna norma che consenta al commissario,
organo statale peraltro, di impegnare le nostre finanze in
un'eventuale spesa di acquisto di acqua dissalata con un
contratto di progetto ...
CAPODICASA Allora si mette in capo all'Assessore per i lavori
pubblici
SCAMMACCA DELLA BRUCA, assessore per i lavori pubblici. Da
questo punto di vista, nessun problema.
Questa è una norma che consente semplicemente di attivare con
rapidità procedure che hanno lo scopo di valutare eventuali
proposte di realizzazione di un nuovo dissalatore in regime di
finanza di progetto.
Per quanto riguarda invece la questione degli equilibri
economici degli ATO, non vi è alcun gravame, a parte i 51 milioni
di euro spalmati in sei anni. E non capisco come ciò possa avere
a che fare con la tariffa che ricade sul cittadino. Anzi, proprio
al fine di evitare ciò - e mi consenta di accettare le critiche
rispetto al fatto che in Sicilia abbiamo troppi ATO, l'ho
dichiarato più volte - visti i tempi ristretti in cui siamo
chiamati ad operare.. Lei sa bene infatti che se noi entro il 31
dicembre di quest'anno non avessimo identificato i gestori degli
ATO, saremmo incorsi in gravissimi rischi in termini di recupero
di fondi europei e probabilmente avremmo vanificato i tentativi
di risolvere i problemi del settore idrico in questa Regione.
Pertanto, si è valutato che la procedura più rapida per
portare i piani di ambito già approvati dagli ATO di Agrigento e
Caltanissetta agli stessi valori di bancabilità, e quindi più o
meno ai tassi di rendimento a breve e a lungo termine, quindi
tassi di appetibilità finanziaria, imprenditoriale e gestionale,
al fine di non scaricare almeno il doppio della tariffa sui
primi sei anni che sono quelli sui quali si fanno i maggiori
investimenti, l'unica maniera - cosa che avrebbe colpito
ingiustamente la popolazione - era quella di fare uno sforzo
finanziario da parte della Regione che consentisse di uniformare
le tariffe di vendita sostanzialmente in tutto il territorio.
Per quanto attiene al famoso articolo 3, della legge 134 del
1988, noi non innoviamo niente, diciamo che lo possiamo erogare
con quelle modalità, perché non è tanto la ripartizione tra la
tariffa fissa di 0,568 euro per metro cubo ed il costo di
produzione della dissalata, quanto la modalità che è prevista
nell'articolo 88 di una possibile costituzione di una società
pubblica che funga da vero e proprio calmiere del mercato. Noi
infatti abbiamo forniture di acqua nella Sicilia occidentale, in
gran parte da Sicilia Acque, quasi al 100 per cento, mentre del
70 per cento è la dissalazione nella Sicilia orientale, in
quanto abbiamo altro tipo di fornitori.
Questo tipo di società, ove lo si volesse - non è obbligatorio
infatti costituirla -, potrebbe fungere da calmiere, nel senso
che sarebbe una società assolutamente pubblica, che dovrebbe
acquistare il prodotto da tutti i produttori, e cioè dal
sovrambito, per intenderci, e distribuire le risorse, in termini
di prezzo e di quantità, per cittadino, ai singoli ATO.
Posto che la politica pur criticabile che tutti insieme nella
precedente legislatura ci siamo trovati a fare, diciamo una
sorta di polverizzazione degli ATO, ha fatto sì che in Sicilia
si abbia un sistema diverso dal resto d'Italia, abbiamo, appunto,
il sovrambito di produzione e l'ambito che è di mera
distribuzione e commercializzazione locale.
Tutte queste cose insieme hanno portato alla necessità di
prevedere uno specifico investimento per Agrigento e
Caltanissetta.
Vorrei ribadire inoltre che c'è stato oggi, nell'ambito di
quella Conferenza dei Capigruppo che ricordava poc'anzi
l'onorevole Speziale, un preciso impegno del Presidente della
Regione - e non vi è motivo per cui io non lo faccia mio -, che
questa è una norma assolutamente limitata al disagio economico
del bilancio dell'ATO di Agrigento e Caltanissetta. Questi ultimi
sono gli unici due che avevano dei parametri tali da farci
prevedere l'assoluta assenza di offerte alla gara per la ricerca
del gestore. Cosa che ci avrebbe creato non poche difficoltà.
Con questo investimento, i dati si allineano a quelli degli
altri ATO, E siccome abbiamo già ricevuto alcune offerte valide
per altri ATO, Enna non so se è stata aggiudicata, ma certo è in
preaggiudicazione. Palermo, l'offerta c'è stata ed altre province
si avviano ad averle. Signor Presidente, questa è la motivazione
per cui si è dovuto intervenire in questo senso. Spero di essere
stato esauriente. La materia non è molto lineare. Sono comunque a
disposizione per ulteriori chiarimenti.
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 9.2 del Governo. Lo pongo
in votazione.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 9 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
Articolo 10
Certificazione della qualità edilizia degli
immobili
1. Nell'ambito della Regione viene istituita la
certificazione della qualità edilizia e abitativa allo
scopo di valorizzare il patrimonio immobiliare
esistente e garantire la sicurezza delle costruzioni e
dei loro complessi.
2. La certificazione della qualità degli immobili,
in tutti i casi in cui ne viene prevista la
utilizzazione, costituisce specifico titolo di
priorità ai fini dell'ammissione alle agevolazioni,
provvidenze e facilitazioni economiche ed
amministrative previste dalle normative vigenti.
3. Per gli edifici esistenti la certificazione va
presentata agli uffici tecnici comunali prima
dell'inizio dei lavori quale attestazione della
qualità statica e impiantistica, geologica e
geotecnica, legale e urbanistica, storica e ambientale
della costruzione nello stato in cui si trova.
4. Con decreto del Presidente della Regione,
adottato su proposta dell'Assessore per il territorio
e l'ambiente, sono definiti i contenuti, le modalità e
i parametri per l'attribuzione del predetto
riconoscimento.
5. Con decreto del Presidente della Regione si
provvede al riconoscimento delle società autorizzate
al rilascio della predetta certificazione. Possono
ottenere il riconoscimento le società operanti nel
territorio dell'Unione europea che abbiano svolto, per
un periodo di almeno cinque anni, analoga attività
ovvero quelle di nuova costituzione che abbiano al
proprio interno soggetti che, per un periodo di almeno
dieci anni, abbiano svolto analoga attività ovvero
attività di certificazione di qualità nel settore
merceologico o abbiano una documentata esperienza nei
settori predetti.
Comunico che è stato presentato l'emendamento soppressivo 10.1,
dell'onorevole Beninati.
BENINATI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI Signor Presidente, intervengo sull'emendamento da me
proposto per chiarire il motivo della sua presentazione.
Certamente esso non è contro la materia, ma desidero che i
colleghi gentilmente ascoltino.
La Commissione, all'unanimità, non certamente a maggioranza, ha
ritenuto che questa non è materia di variazioni o, per meglio
dire, non è stata considerata come un provvedimento urgente dal
punto di vista finanziario; tanto più che esiste in Commissione
un argomento molto simile a questo.
Pertanto, per questo motivo principalmente, ma ve ne sono
anche altri che ci hanno fatto ritenere di dover approfondire
tale norma. Se così non fosse, certamente questa norma creerà
non pochi problemi a tutto il contesto del rilascio di nuove
concessioni edilizie e della situazioni in corso. E non si
capisce perchè si dovrebbe procedere in tale direzione.
In tal modo appensantiremmo ancora di più il privato o chiunque
altro di un qualcosa che non ha alcun presupposto normativo
nazionale; è un presupposto che la Regione Sicilia vuole
inserire, non è una norma del fascicolo del fabbricato perchè
tale non è, è un qualcosa che certamente nasce e andrebbe
chiarito in più articoli. E non si capisce il perchè di tutto
questo.
Qui viene riproposto un emendamento che di sostitutivo non so
cosa abbia, me ne dispiace, ma purtroppo si poteva a questo punto
non far nulla e votare questo. Forse l'emendamento di
riscrittura del Governo cambierà un po' le cose ma certamente non
cambierà la natura dell'articolo 10.
Pertanto, invito il Presidente dell'Assemblea, a far rispettare
le decisioni della Commissione di merito che aveva mandato nei
termini regolamentari il proprio parere su tutti gli
emendamenti, tra cui anche questo, e la stessa aveva invitato la
Commissione Bilancio a non trattarlo. Nonostante ciò, lo ritrovo
qui, lo ritrovo come emendamento 10 ter. Pertanto, annunzio che
in caso di votazione, il mio voto sarà assolutamente contrario.
PRESIDENTE Onorevole Beninati, il suo emendamento è superato
dalla riscrittura del Governo che rende, per la verità, diverso
il concetto, diventa facoltativo. Io mi associo alle sue
perplessità, ma non è mio compito esprimere un'opinione politica
in questo momento. La Commissione però deve spiegarci cosa
intende fare.
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore. Dichiaro
di ritirarlo.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 10.1,
dell'onorevole Beninati. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
Articolo 11
Partecipazione al costo delle prestazioni
sanitarie
1. L'articolo 7 della legge regionale 30 dicembre
2003, n. 21, è così sostituito:
'1. Nell'ambito della Regione le prestazioni
sanitarie sono assoggettate al sistema di
partecipazione al costo da parte degli assistiti.'.
2. Il regime delle esenzioni è basato sul sistema
dell'indicatore della situazione economica equivalente
- ISEE e l'Assessore regionale per la sanità provvede
con proprio decreto a fissare il valore
dell'indicatore della situazione economica equivalente
al di sotto del quale si applica il regime della
esenzione dalla partecipazione al costo delle
prestazioni sanitarie. L'esenzione potrà essere fatta
valere solo previa esibizione di idonea certificazione
ISEE da parte degli aventi diritto.
3. Con il medesimo provvedimento viene fissato
l'importo del ticket per tipologia, per i soggetti
appartenenti a nuclei familiari ISEE superiore al
valore fissato ai sensi del comma che precede.
4. Restano ferme le esenzioni per patologia
previste dalle disposizioni nazionali e regionali
nonché quelle che non rientrano nelle previsioni di
cui al comma 1.
5. Le richieste di prestazioni relative a branche
specialistiche diverse devono essere formulate su
ricette distinte. Ogni ricetta può contenere fino ad
un massimo di otto prestazioni della medesima branca,
con esclusione dei percorsi riabilitativi della
fisiocinesiterapia.
6. I commi 2 e 4 dell'articolo 9 della legge
regionale 26 marzo 2002, n. 2, sono abrogati.
7. Al fine di raggiungere l'autosufficienza
regionale del sangue ed emoderivati, in particolare
per sopperire alla carenza dei periodi critici estivi
ed invernali, l'Assessorato regionale alla sanità, in
coordinamento con i rappresentanti delle associazioni
e/o federazioni più rappresentative operanti in
Sicilia, è autorizzato a promuovere campagne annuali
regionali di formazione e promozione per la donazione
del sangue, cui si provvede a valere sulle
disponibilità dell'UPB 10.2.1.3.2, capitolo 413716.
8. Sono esenti totalmente dalla corresponsione di
una quota ticket per confezione:
- orfani e vedove di guerra e delle missioni
militari di pace all'estero;
- orfani e vedove di vittime di missioni di
volontariato all'estero.
Comunico che è stato presentato l'emendamento 11.1, del
Governo. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDDENTE Si passa all'emendamento 11.2 del Governo.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, capisco lo
sforzo del Governo di mitigare l'autoattribuzione dell'Assessore
al ramo di applicare una tassa - in quanto il ticket è una tassa
-. Cosa che è davvero singolare in quanto a livello nazionale e
nel sistema ordinamentale e tributario l'applicazione delle tasse
e dei tributi è di competenza delle Aule parlamentari, dei
consigli comunali, dei consigli provinciali; invece, in Sicilia,
il Governo vuole applicarei ticket con decreto, nella misura,
nelle modalità e negli importi che più ritiene opportuni.
Adesso il Governo mitiga il tutto dicendo che quel decreto che
fissa l'importo dei ticket, le modalità e via di seguito va
sottoposto al parere della Commissione. E' già un leggero passo
in avanti, ma penso che la misura, l'importo dei ticket, i tipi
di esenzione, e la fascia sociale di riferimento debbano essere
stabiliti da questo Parlamento. E del resto vi è una
contraddizione all'interno dell'articolo perché già nello stesso
sono stabilite alcune esenzioni.
Ritengo dunque che vada tolto completamente il riferimento al
decreto dell'Assessore e si debba lasciare tutto il resto che va
bene. Avere introdotto il criterio dell'ISEE infatti è
sicuramente un passo in avanti, perché quest'ultimo è un
criterio molto più oggettivo e attendibile rispetto alle
cosiddette autodichiarazioni che tanti guasti e tanti problemi,
anche di carattere giudiziario, stanno creando. Per tali motivi,
sono contrario all'emendamento.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 11.2 del Governo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
CAPODICASA Chiedo di parlare sull'articolo 11 nel suo
complesso.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, perché non
passi inosservato il metodo, argomento peraltro introdotto già
dall'onorevole Giannopolo. Si tratta di argomento abbastanza
pesante, ancorché presentato in una forma edulcorata. Un tale
tentativo il Governo l'ha già fatto più volte, per lo meno in
altre due leggi finanziarie, e cioè quello di introdurre la
competenza dell'Assessore regionale per la sanità in riferimento
alla definizione del ticket nel settore della sanità con le
relative esenzioni.
Considero tale operato un vulnus perché, in effetti, qui ha
ragione l'onorevole Giannopolo, si tratta di tassa e le tasse le
dispongono le Assemblee elettive, ai vari livelli. E trattandosi
peraltro di una tassa in un settore delicatissimo quale quello
della sanità la compartecipazione alla spesa che qui si
introduce è una tassa che si inserisce nel servizio sanitario
per quanto concerne l'assistenza farmaceutica, ma anche per
quanto concerne le prestazioni sanitarie, diagnostiche e non.
Questo tipo di intervento avviene in una materia, quella della
salute, che è estremamente delicata e riguarda direttamente il
cittadino.
Allora, capisco la difficoltà del Governo, che dopo avere
sfondato le casse regionali in materia di sanità cerca di porre
un rimedio e lo vuole fare nel modo meno appariscente possibile.
E il modo meno appariscente possibile è quello di farlo nella
stanza dell'Assessore alla sanità, magari con l'assistenza del
suo capo di gabinetto senza che occhi indiscreti vedano e
orecchie indiscrete sentano. E quindi, anzichè farlo in un
parlamento, con un dibattito pubblico laddove si possano evincere
le infauste scelte che in materia vengono fatte, il Governo che
cosa fa? Siccome c'è una volontà ormai definita dalla maggioranza
e del Governo di chiedere - come è avvenuto già in passato - di
soprassedere a questa scelta, il Governo ha già fatto due
tentativi che sono andati a vuoto. Infatti nel corso del
dibattito che si è avuto in Commissione, il Governo si è convinto
dell'errore che stava commettendo. Oggi però insiste e
l'Assessore per il bilancio e le finanze attribuisce a questa
scelta quasi una sorta di valore palingenetico, come se questo
potesse risolvere tutti i problemi finanziari.
A mio avviso, si risolverà ancora una volta tutto in una bolla
di sapone ma intanto avremo penalizzato i nostri cittadini in un
momento così delicato della loro vita, allorquando devono
ricorrere al servizio sanitario con un aggravio di costi che non
tutti si possono permettere.
Va detto che proprio nel settore farmaceutico il decreto
dell'Assessore alla sanità stabilisce che entro il mese di
agosto, una volta esaurito il budget nel settore farmaceutico da
parte delle AUSL, bisogna passare all'assistenza indiretta;
diciamo subito perchè l'Assessore per la sanità lo ha già
dichiarato, che al 30 aprile ben due province, ben due direttori
generali hanno fatto richiesta di anticipare il passaggio
all'indiretta, parliamo dell'AUSL di Trapani e di quella di
Messina. Il budget che doveva essere esaurito entro agosto è già
stato esaurito entro il 30 aprile e solo ragioni di opportunità
elettorale hanno fatto intervenire il Governo per dire no e
disporre di fare la stessa cosa dopo il 13 di giugno.
Probabilmente, la scelta è talmente traumatica e di tale impatto
negativo sulla popolazione che si temono anche i risvolti di
natura elettorale.
Allora, questo ritardo nel prendere atto comporterà un
ulteriore buco nel settore della sanità. Ma vi rendete conto dei
danni che state commettendo e che c'è bisogno di mettere mano al
settore della sanità per coprire il deficit e procedere invece a
riforme strutturali? Cosa che voi invece non fate? Allora,
siccome mi pare che si continua ad insistere su questo argomento,
vale la pena sottolinearlo ed avremo altre occasioni per
ribadirlo.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, credo invece che la norma e gli
emendamenti che abbiamo già approvato vadano esattamente, con
tutto il rispetto, in senso contrario a quanto esposto
dall'onorevole Capodicasa. Intanto perchè non esiste questa
stanza segreta tra un Assessore e il suo Capo di Gabinetto. E
nell'emendamento 11.2 è espressamente scritto ed è stato già
approvato da questa Aula: 'previo parere favorevole della
competente Commissione'. Il che significa che qualunque scelta
sui ticket verrà fatta e proposta dall'Assessore regionale per la
sanità ma dovrà passare al vaglio della competente Commissione
legislativa permanente. Il che vuol dire che non c'è alcuna
stanza segreta ma che i rappresentanti del popolo siciliano
dovranno dare parere favorevole a quella impostazione.
Seconda cosa inesatta. Noi stiamo, con grande sacrificio e
grandi difficoltà, facendo un'opera di vero risanamento del
bilancio della Regione e sappiamo che quando si parla di
risanamento del bilancio il primo argomento di cui si tratta è
sempre quello della sanità e l'articolo 11 del disegno di legge
in esame vuole semplicemente ribadire un concetto: primo, sono i
poveri, le persone che non hanno i mezzi finanziari, i veri
poveri, che verranno esentati dal ticket e non i finti poveri
Quello che attualmente sta succedendo nella Regione siciliana è
che i finti poveri rilasciano certificazioni false dichiarando
di essere non abbienti di modo che non pagano il ticket
aggravando così il costo dei farmaci che ricade sulla spesa
sanitaria della Regione e non permettendo in tal modo ai veri
poveri di usufruire dei farmaci. E questo è il primo significato
dell'articolo 11.
Il secondo è che chi è esente secondo la legge nazionale
rimane tale anche per la normativa regionale.
Credo sia stato fatto un buon lavoro perchè con l'articolo 11
noi garantiremo i farmaci a chi ne ha veramente diritto e in più
otterremo un contenimento complessivo della spesa sanitaria che
grava sul bilancio della Regione.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'articolo 11 nel testo
risultante. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'articolo 12. Ne do lettura.
Articolo 12
Fondazioni - Centri di eccellenza di Catania,
Messina e Palermo
1. La Regione concorre alla formazione del
patrimonio delle fondazioni di cui all'articolo 76,
comma 2, della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4,
mediante l'assegnazione dell'importo di 150 migliaia
di euro per ciascuna fondazione.
2. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata,
per l'esercizio finanziario 2004, la spesa con vincolo
di specifica destinazione di 450 migliaia di euro, cui
si fa fronte con parte delle disponibilità dell'UPB
4.2.1.5.2, capitolo 215704, accantonamento 1001 del
bilancio della Regione siciliana per l'esercizio
finanziario medesimo.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto,
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'articolo 13. Ne do lettura.
Articolo 13
Tetti di spesa
1. All'articolo 25 della legge regionale 16 aprile
2003, n. 4 e successive modifiche ed integrazioni sono
apportate le seguenti modifiche:
a) dopo il comma 1 bis è aggiunto il seguente
comma:
'1 ter. I direttori generali che non rispettano i
tetti di spesa previsti dal comma 1 del presente
articolo possono essere rimossi dall'incarico con
delibera della Giunta regionale, su proposta
dell'Assessore regionale per la Sanità.'.
b) dopo il comma 5 è aggiunto il seguente comma:
'5 bis. Qualsiasi disposizione o atto
amministrativo assessoriale o dirigenziale
dell'Assessorato regionale della sanità che possa
comportare oneri diretti o indiretti a carico del
bilancio della Regione siciliana deve essere
pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione
siciliana e, se con oneri a carico del Fondo
sanitario, deve essere vistato dal dirigente generale
del dipartimento regionale Fondo sanitario, assistenza
sanitaria ed ospedaliera, igiene pubblica.'
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dal Governo: 13.2 e 13.3, di riscrittura dell'articolo;
dall'onorevole Mercadante: 13.1.
-
L'emendamento 13.2 è di riscrittura ed assorbe sia l'articolo
che gli altri emendamenti. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pertanto gli emendamenti 13.1 e 13.2 sono assorbiti.
Si passa all'articolo 14. Ne do lettura.
Articolo 14
Farmacie rurali
1. Per le finalità dell'articolo 27 della legge
regionale 5 gennaio 1999, n. 4, è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2004, la spesa di 200 migliaia
di euro, al cui onere si provvede con parte delle
disponibilità dell'UPB 4.2.1.5.2, capitolo 215704,
accantonamento 1001 del bilancio della Regione per
l'esercizio finanziario medesimo.
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
- dalla Commissione: 14.3, interamente soppressivo
dell'articolo;
- dall'onorevole Beninati: 14.1, 14.2 e 14.5;
- dall'onorevole Ardizzone: 14.4.
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore. Dichiaro
di ritirare l'emendamento 14.3.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 14.5. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 14.1 e 14.2 sono assorbiti.
Si passa all'emendamento 14.4.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 14 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:
Articolo 15
Recupero posizioni creditorie
1. Il Comitato di gestione del fondo di rotazione
dell'E.S.A. è autorizzato a determinare modalità,
termini e procedure di recupero, mediante transazione
a saldo e stralcio di quelle posizioni creditorie che
risultano da oltre dieci anni in stato di sofferenza,
ovvero di difficile o impossibile esigibilità e per le
quali gli originari beneficiari, o i loro aventi
causa, inoltrino apposita richiesta. E' inoltre,
facoltà del Comitato di gestione stabilire quali
partite ammettere a transazione soprattutto con
riferimento alla vetustà di esse. Non sarà possibile
dare luogo a transazioni se non attraverso il recupero
dell'intera sorte capitale, delle spese legali,
eventualmente sostenute dal fondo di rotazione e degli
interessi legali ricalcolati con riferimento al tasso
legale vigente al momento del pagamento. Il debito
potrà essere dilazionato in un massimo di cinque
annualità con un piano di ammortamento calcolato sulla
base del tasso legale di mora vigente.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:
Articolo 16
Adeguamento importi
1. A favore dei destinatari di cui all'articolo 12
della legge regionale 23 maggio 1991, n. 36,
all'articolo 3 della legge regionale 10 ottobre 1994,
n. 35, all'articolo 43 della legge regionale 7 agosto
1997, n. 30 e della legge regionale 28 novembre 2002,
n. 21, che hanno avuto rettificato dall'INPS o
dall'autorità giudiziaria la retribuzione globale
percepita, l'adeguamento degli importi della rendita
decorre dalla data di erogazione della rendita stessa
e viene erogata, nel limite di 100 migliaia di euro, a
valere sulle disponibilità dell'UPB 5.2.1.3.4,
capitolo 244109 del bilancio della Regione per
l'esercizio finanziario 2004.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:
Articolo 17
Modifiche di norme
1. Al comma 1 dell'articolo 21 della legge
regionale 23 dicembre 2002, n. 23 sono soppresse le
parole 'per l'esercizio finanziario 2002'.
2. All'articolo 1 della legge regionale 3 maggio
2001, n. 6, come modificato dal comma 11 dell'articolo
29 della legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, dopo
il comma 5 è aggiunto il seguente:
'6. Il Presidente della Regione è autorizzato a
finanziare un programma di interventi di cui alla
lettera d) del comma 4, per opere di interesse sociale
e infrastrutture primarie, utilizzando le ulteriori
risorse finanziarie assegnate dallo Stato con il comma
148 dell'articolo 4 della legge 24 dicembre 2003, n.
350. Per la definizione del programma di interventi è
costituito apposito comitato tecnico.'
3. Al comma 2 dell'articolo 8 della legge regionale
3 dicembre 2003, n. 20, sopprimere le parole
'diminuito del contributo regionale in conto interessi
attualizzato e'.
4. All'articolo 11 della legge regionale 23
dicembre 2002, n. 23, come modificato dal comma 6
dell'articolo 29 della legge regionale 29 dicembre
2003, n. 21, sono apportate le seguenti modifiche: al
comma 1 le parole '15 milioni di euro' sono sostituite
con le seguenti '45 milioni di euro' ed al comma 4 le
parole 'di cui al comma 4' sono sostituite con le
seguenti: 'di cui ai commi 3 e 4'.
5. Al comma 5 dell'articolo 4 della legge regionale
3 dicembre 2003, n. 20, dopo le parole 'messa in
sicurezza' aggiungere le parole 'nonché, per l'importo
di 30.000 migliaia di euro, per il finanziamento di
iniziative di innovazione tecnologica nel territorio
della Regione nell'ambito degli indirizzi del Quadro
di riferimento strategico finalizzate alla
realizzazione di piattaforme telematiche ed
informatiche'.
6. L'articolo 56 della legge regionale 27 aprile
1999, n. 10, è così modificato: al comma 7 è aggiunta
la seguente lettera: 'g) provvedere a quanto
necessario all'attuazione dell'articolo 78 della legge
regionale 3 maggio 2001, n. 6.' e dopo il comma 7 è
aggiunto il seguente comma: '7 bis. Anche per le
finalità del presente articolo si applica la
disposizione di cui al comma 6 dell'articolo 7 del
decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.'.
7. Al comma 7 dell'articolo 16 della legge
regionale 15 maggio 2000, n. 10 e successive modifiche
ed integrazioni, sono soppresse le parole
'dell'Assessore per il bilancio e le finanze, su
proposta'.
8. All'articolo 33 della legge regionale 25
novembre 2002, n. 20, dopo le parole 'di Trapani' sono
inserite le seguenti parole 'per il conseguimento
delle finalità statutarie e'.
9. All'articolo 4 della legge regionale 31 luglio
2003, n. 10, sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 5 le parole 'a valere sui fondi di cui
all'articolo 46, comma 2, della legge 27 dicembre
2002, n. 289' sono soppresse e le parole 'esercizio
finanziario 2003' sono sostituite con le parole
'esercizio finanziario 2004';
b) dopo il comma 5 è aggiunto il seguente comma: '5
bis. Per le finalità del comma 5 è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2004, la spesa di 2.000
migliaia di euro, cui si provvede con parte delle
disponibilità dell'UPB 4.2.1.5.2, capitolo 215704,
accantonamento 1001 del bilancio della Regione per
l'esercizio finanziario medesimo.'.
10. All'articolo 67 della legge regionale 26 marzo
2002, n. 2, dopo il comma 5 è aggiunto il seguente:
'5 bis. I comuni, le province e gli altri enti
locali possono restare azionisti unici della società
già affidataria del servizio di distribuzione del gas
metano fino alla scadenza della concessione o
dell'affidamento in essere, così come fissata
all'articolo 67 della legge regionale 26 marzo 2002,
n. 2, ed all'art. 86 della legge regionale 13 aprile
2003, n. 4.'.
11. Al comma 4 dell'articolo 16 della legge
regionale 15 maggio 2000, n. 10 e successive modifiche
ed integrazioni le parole 'provvede la Segreteria
Generale' sono sostituite con le parole 'provvede
l'Ufficio del Sovrintendente di Palazzo d'Orleans' e
la parola 'medesima' con 'medesimo'.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che sono stati presentati dal Governo gli emendamenti
17.20, 17.21 e 17.22.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE C'è un emendamento a mia firma e dell'onorevole
Crisafulli, il 17.10, di cui preannuncio il ritiro in quanto la
norma scritta è abbastanza chiara, pensavamo però di renderla
ancora più evidente, tuttavia siccome potrebbe essere
pleonastica, dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, poiché all'articolo 17 sono
stati presentati numerosi emendamenti che possono essere
considerati articoli aggiuntivi e sui quali ci sono diverse
posizioni sia da parte del Governo che da parte della
Commissione, ma anche dei parlamentari, propongo di porre in
votazione l'articolo 17, riservandoci di votare successivamente
gli emendamenti.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, chiedo che
per la votazione dell'articolo 17 si proceda per parti separate,
votando singolarmente ogni comma.
PRESIDENTE Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
Sull'ordine dei lavori
ACIERNO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
giusto perché ero distratto e non ho ascoltato le decisioni della
Presidenza in merito alla votazione dell'articolo 17 e dei
relativi emendamenti.
Nel fascicolo degli emendamenti al disegno di legge n. 845.2/A,
all'articolo 17 vi sono parecchi emendamenti; quando lei dice di
porre ai voti l'articolo 17 cosa intende?
PRESIDENTE Preciso che intendo dire che si porrà in votazione
l'articolo 17 senza gli emendamenti, che vanno considerati
articoli aggiuntivi e che, pertanto, saranno posti in votazione
immediatamente dopo.
Riprende l'esame del disegno di legge 845.2/A
PRESIDENTE L'emendamento 17.10, a firma dell'onorevole
Speziale, è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 17.20, a firma del Governo.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Pongo in votazione il comma 1 dell'articolo
17. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa al comma 2 dell'articolo 17.
CAPODICASA Chiedo di intervenire per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, ove
possibile, invocherei il Governo a non utilizzare più lo
strumento di un articolo unico per modifiche di norme che
concernono più materie.
Nello stesso articolo, infatti, si trovano spesso norme di
carattere meramente tecnico, norme dal contenuto sostanziale e
norme che, invece, necessitano di chiarimenti; per esempio nel
comma 2 dell'articolo 17 ci sono nuove assegnazioni finanziarie.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, questo comma si rende necessario
perché la legge finanziaria per l'anno 2004 è stata approvata da
quest'Assemblea il 20 dicembre dell'anno 2003 prima che il
Parlamento nazionale approvasse la finanziaria nazionale, per cui
avevamo presentato questo emendamento che faceva riferimento al
testo originario della finanziaria approvata con voto finale il
24 dicembre.
PRESIDENTE Pongo in votazione il comma 2 dell'articolo 17.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa al comma 3.
CAPODICASA Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, al comma 3
noi cassiamo le parole "diminuito del contributo regionale in
conto interesse attualizzato e". Ho fatto qualche calcolo: si
tratta di mutui contratti da vari beneficiari nel tempo
pregresso per i quali la legge autorizzava la nuova stipula
garantendo l'intervento della Regione siciliana in una certa
misura, attraverso un procedimento.
In tale procedimento cassiamo "diminuito del contributo
regionale". Abbiamo autorizzato un mutuo; su quel mutuo la
Regione dà un contributo, poi quella vicenda si chiude; se viene
ristipulato un altro mutuo attualizzato e non detraiamo il
contributo dato dalla Regione sul primo mutuo, in pratica diamo
due volte il contributo sullo stesso mutuo.
Credo si tratti di un inutile favore e non c'è sicuramente un
recupero di somme. Se l'Assessore lo spiegasse, gliene sarei
grato perché dalla lettura delle carte ho capito così.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, preannunzio una richiesta di sospensione di cinque
minuti al fine di poter esaminare tecnicamente tutti i commi,
perché alcuni di essi - e quello in esame rientra,
sicuramente, in questa fattispecie - per poter dimostrare come
realmente sono andate le cose.
Il riferimento è la norma che ci consente di estinguere i
mutui, cosiddetti "a tasso agevolato", nei confronti del sistema
bancario siciliano.
Ebbene, calcoli alla mano, ci siamo resi conto che, sia da un
punto di vista tecnico che da un punto di vista contabile, è
più vantaggiosa questa soluzione. Noi adesso chiederemo, come
dicevo, una sospensione ...
CAPODICASA Vantaggiosa per chi?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Per la
Regione, non c'è ombra di dubbio. Chiediamo una sospensione di
cinque minuti.
CINTOLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, ne proporrei l'accantonamento,
visto che si procede per parti separate, se i dubbi richiamati
dall'onorevole Capodicasa si riferiscono solo al comma 3, il
resto si può fare in un' unica soluzione.
Ripeto, se si deve continuare per parti separate, continuiamo e
questo lo accantoniamo in modo tale che ci rimane un solo punto,
oppure qualche altro ancora, che accantoneremo per ritornarci
successivamente.
PRESIDENTE Sono d'accordo. Vorrei ricordare all' assessore
Pagano che se la sospensione serve per verificare i conti, non
bastano cinque minuti e rischia di saltare tutto. Vi invito
pertanto a rispettare l'accordo raggiunto.
Non sorgendo osservazioni, il comma 3 dell'articolo 17 è
accantonato. Si passa al comma 4.
CAPODICASA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi sembra
che al comma 3 manchi la copertura finanziaria, in quanto
aumentiamo la dotazione da 15 milioni di euro a 45 milioni di
euro, senza indicare però a quale capitolo imputiamo tale
maggiore dotazione .
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Emergenza
idrica, articolo 38.
CAPODICASA Ma non c'è la copertura finanziaria; non sono i
fondi dell'articolo 38. Signor Presidente, sia chiaro, a me
interessa che in questa sede venga registrata la nostra
posizione, poi il Governo si assuma le responsabilità delle sue
affermazioni.
PRESIDENTE Non sorgendo osservazioni, dispongo
l'accantonamento del comma 4. Si passa al comma 5. Lo pongo in
votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende il comma 4. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al comma 6.
CAPODOCASA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà,
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, il comma 6
riguarda la materia del sistema informatico regionale. Il
problema è che la sua formulazione non consente, dato il cumulo
di numeri , di capire.
C'è una parte finale, un comma 7 bis, in cui si dice che anche
per le finalità del presente articolo si applica la disposizione
di cui al comma 6 dell'articolo 7 del decreto legislativo 30
marzo 2001 n. 165'. Sono andato a leggere il comma 6
dell'articolo 7 del citato decreto legislativo e non capisco per
quale ragione vi si debba fare riferimento.
Una sola spiegazione mi sono dato: che alla parte finale del
comma di questo articolo del decreto legislativo si dice che si
possono utilizzare professionalità esterne all'Amministrazione. E
qui siamo alle solite .
Vorrei ogni tanto poter dialogare col Presidente Cuffaro che
non viene mai in quest'Aula. Mi farò carico di un piccolo studio
da dedicargli
Da quando l'onorevole Cuffaro è Presidente della Regione, sono
stati introdotte norme che comportano l'istituzione di esperti,
di professionalità esterne, di ricorsi per l'ARAN, per la
qualunque cosa. E' diventato un modo per fare clientela politica
e scambio.
Cassate, dunque, quel riferimento perché non ha alcun valore
dal punto di vista delle competenze del sistema informativo.
Manteniamo l'articolo, fatta eccezione per l'ultimo periodo.
La verità è che tutto ciò è fatto solo per girare intorno
all'argomento.
PRESIDENTE Pongo in votazione il comma 6. Chi è favorevole
resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al comma 7. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole
resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al comma 8.
CAPODICASA Chiedo di parlare,
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Intervengo per dire all'assessore Pagano che con
il comma 8 altro non facciamo che trasformare il contributo
assegnato al Consorzio universitario di Trapani per iniziative a
sostegno di attività formative - quindi per svolgere, per
attuare iniziative formative, specialmente nelle isole minori -
trasformiamo tale contributo per compiti statutari, cioè lo può
usare anche per compiti che non hanno quella finalità.
Snaturiamo, dunque, la finalità della legge precedente; non è
una cosa da poco, allarghiamo le competenze. Prevediamo di non
fare più attività formativa per le isole minori e di usare le
somme per i compiti di gestione.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Mi rimetto
all'Aula.
ODDO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Signor Presidente, volevo specificare l'aspetto che
riguarda le isole minori rispetto alle sofferenze che per ora il
Consorzio ha. Il comma è proprio studiato per superare le
difficoltà economiche che ha il consorzio per quanto concerne la
gestione normale, cioè la normale amministrazione. Quindi
prendiamo quelle somme e le distogliamo dalle finalità che erano
state prima discusse in questa Aula, concepite in un certo modo e
inserite in quel provvedimento.
Quello che dice l'onorevole Capodicasa, e che condivido
pienamente, è che, pur sapendo che questo tipo di intervento
serve a superare le difficoltà del consorzio per la normale
amministrazione, si faccia in modo che comunque non si perda di
vista il discorso dell'intervento, come fu concepito allora,
sulle isole minori.
PRESIDENTE Pongo in votazione il comma 8. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al comma 9. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al comma 10. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al comma 11. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al comma 3 in precedenza accantonato. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 17, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti
recanti articoli aggiuntivi, dopo l'articolo 17:
dal Governo: 17.13, 17.19, 17.14, 17.15, 17.16, 17.17, 17.22
bis, 17.24, 17.26 e 17.27;
dalla Commissione: 17.9;
- dagli onorevoli Crisafulli e Speziale: 17.10;
- dagli onorevoli Giannopolo e Speziale: 17.12;
- dall'onorevole Pistorio: 17.6;
- dagli onorevoli Fleres, Leontini ed altri: 17.8, 17.1;
- dagli onorevoli Lo Monte, Basile ed altri: 17.18;
- dall'onorevole Beninati: 17.5, 17.2, 17.7, 17.4, 17.3;
- dall'onorevole Villari: 17.11;
- dall'onorevole Cracolici: 17.7;
- dagli onorevoli Vitrano ed Ortisi: 17.23;
- dagli onorevoli Oddo, Papania, Acierno e Mercadante: 17.25
bis.
Comunico, altresì, che sono stati presentati i seguenti
subemendamenti:
dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Leontini ed altri:
subemendamento 17.1.1 all'emendamento 17.1;
dal Governo:
subemendamento 17.6 R, di riscrittura dell'emendamento
aggiuntivo 17.6.
L'emendamento 17.10 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 17.13. Il parere della
Commissione?
SAVONA presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 17.14. Il parere della
Commissione?
SAVONA presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 17.19 è improponibile.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 17.12 è assorbito.
Sull'ordine dei lavori
GIANNOPOLO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, chiedo di sapere come si
intende procedere, qual è il criterio che intende proporre
all'Aula per l'esame degli articoli aggiuntivi.
Se il criterio è quello dell'attinenza al testo ......
PRESIDENTE Mi richiami qualcosa che non funziona perché sono
pronto a recepirla.
GIANNOPOLO ... il 17.6, prescindo dal merito che posso anche
condividere, la riscrittura del 17.6, non capisco cosa c'entri
con il testo
PRESIDENTE Onorevole Giannopolo, comprendo che vi possono
essere difficoltà di comunicazione all'interno dei gruppi, ma non
possiamo buttare al vento l' impegno che abbiamo assunto
stamattina, quando abbiamo concordato tante cose, compreso questo
emendamento.
Capisco le sue premure, ma quando si raggiunge un'intesa
politica, mi trovo rafforzato nelle mie decisioni. Se lei pone il
problema non posso che prenderne atto. Ma, ripeto, non stiamo né
improvvisando né forzando alcunché rispetto alla regola della
improponibilità, sicché porrò ai voti il testo di riscrittura.
Riprende l'esame del disegno di legge 845.2/A
PRESIDENTE Si passa all'articolo 17.6.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento di
riscrittura 17.6 R dell'emendamento aggiuntivo 17.6.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa agli emendamenti 17.8, 17.18, 17.5 e 17.2. Li dichiaro
improponibili.
Si passa al subemendamento 17.1. ed al relativo subemendamento
17.1.1. Sono accantonati.
Si passa all'emendamento 17.11. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 17.7 è assorbito.
L'emendamento 17.4 è dichiarato improponibile.
Si passa all'emendamento 17.15, al quale è stato presentato dal
Governo un emendamento di riscrittura 17.15 R.
Sull'ordine dei lavori
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, per consentire
ai deputati di lavorare con serenità, gli uffici hanno
distribuito un fascicolo di emendamenti dove sono ricompresi
anche gli emendamenti di riscrittura. Sarebbe opportuno che
esaurissimo tutti gli emendamenti contenuti nel testo e poi
passassimo ad esaminare il fascicolo a parte perché, viceversa,
continueremo a saltare da un volume ad un altro senza capire più
niente.
Gli uffici hanno predisposto un fascicolo di fuori sacco dal
quale noi preleviamo ogni tanto qualche emendamento.
PRESIDENTE Questo non può accadere.
ACIERNO E' accaduto ora. Lei ha enunciato un emendamento che
fa parte di questo fascicolo perché è di riscrittura. Se le
riscritture sono in questo fascicolo lo esaminiamo interamente.
PRESIDENTE Onorevole Acierno, stiamo facendo questo.
Riprende l'esame del disegno di legge 845.2/A
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici.
Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SCAMMACCA DELLA BRUCA , assessore per i lavori pubblici.
L'emendamento è articolato in quattro punti e riguarda la messa
in liquidazione dell'EAS, potendosi considerare compiuta
l'operazione della trasformazione dello stesso, prevista
dall'articolo 23 della legge 10 del 1999, nel senso che le
attività EAS sovra ambito sono state trasferite alla società
Sicilia Acque col protocollo di data 20 aprile, e, a decorrere
dall'1 settembre 2004, l'Ente può essere posto in liquidazione.
Al comma 2 è previsto che il Presidente della Regione, su
proposta dell'assessore per i lavori pubblici, previa delibera di
Giunta, nomini il commissario liquidatore ed il nuovo collegio
dei revisori dell'EAS in liquidazione.
Al coma 3 prevediamo che, alla data di entrata in vigore della
legge che stiamo esaminando, vengano trasferite alla Regione, al
valore netto contabile, alla data del 20 aprile 2004, che è la
data di sottoscrizione dell'aumento di capitale con sovrapprezzo
da parte del vincitore della gara, le partecipazioni detenute da
EAS, in società per azioni e, quindi, il pacchetto del 20 per
cento di Sicilia Acque. Si prevede, ovviamente, la copertura per
la spesa di 4.150.000 euro.
Poi ci sono due articoli che completano le previsioni già fatte
nell'articolo 37 della legge numero 2 del 2002, rispetto al
personale dell'EAS.
Con queste due norme prevediamo che, nelle more della
definizione delle procedure di liquidazione, è consentito, previa
la concertazione sindacale, ovviamente, il comando di personale
dell'EAS presso l'Amministrazione regionale, con oneri a carico
dell'EAS stesso, avendo la Giunta, recentemente, approvato il
bilancio dell'EAS, con priorità per le esigenze connesse alle
attività proprie dell'assessorato per i lavori pubblici, che è il
controllore dell'EAS ed ovviamente la Presidenza della Regione.
Il comma 5, invece, prevede il caso di potere utilizzare il
personale dell'EAS, in comando presso società di gestione. In
questo caso, poiché le società di gestione hanno contratti,
FEDERGAS Acqua, con remunerazione più bassa, all'EAS resterebbe
in carico la differenza, con ciò determinando un notevole
risparmio sugli oneri di personale dell'EAS.
Sono norme transitorie che vanno esaurendosi man mano che le
attività dell'EAS sono trasferite, da un lato, fisicamente
trasferite a Sicilia Acque e, dall'altro, alle società di
gestione dell'ATO che, a breve, dovrebbero entrare in funzione.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, assessore, intervengo perché,
come lei ben sa, addirittura ho fatto affiggere dei manifesti
giganti contro il sistema di privatizzazione del sistema della
distribuzione idrica.
E' una privatizzazione che colpisce il sistema dello stato
sociale della distribuzione idrica, certamente non lo migliorerà
sotto il profilo tecnico, tant' è che ancora subiamo grandi
carenze, nonostante le piogge di questi ultimi mesi.
Nell'emendamento 17.5 ho potuto notare la completa assenza
della questione relativa al personale. Mentre ne parlava, faceva
accenno all'emendamento 17.15 che ho ricevuto in questo istante e
non ho avuto neanche il tempo di poterlo leggere e, quindi,
capire di che cosa si tratta.
Se questo emendamento aggiuntivo 17.15R, sia un emendamento che
va nella direzione degli accordi sindacali precedentemente
stipulati, addirittura prima dell'ultimo incontro che l'Assessore
ha avuto con le organizzazioni sindacali dell'Ente acquedotto
siciliano.
Non credo di poter dare un giudizio e, tantomeno, credo che i
miei colleghi deputati sappiano di cosa si stia parlando.
Pertanto, signor Presidente, le chiedo di sospendere i lavori
almeno per cinque minuti, in modo che, non soltanto il
sottoscritto ma anche i colleghi, abbiano il tempo di comprendere
sia l'emendamento 17.15 che il 17.15 R.
Le chiedo nuovamente, signor Presidente, di sospendere la
seduta per cinque minuti per dare la possibilità a questi
poveracci deputati' di comprendere prima di votare.
PRESIDENTE Onorevole Miccichè, le sospensioni al punto in cui
siamo...
MICCICHE Signor Presidente, deve dare la possibilità di
leggerlo. La democrazia esiste per questo. Mi faccia capire di
cosa si tratta, non sono un cervello elettronico La pari dignità
deve esserci per tutti
PRESIDENTE Onorevole Miccichè, sta perdendo tempo prezioso ai
fini della lettura del'emendamento che le interessa comprendere.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, comprendo
il perché di questo emendamento, nel senso che essendo stato
posto in liquidazione l'EAS, occorre che qualcuno si sostituisca
ad esso, nel momento in cui partecipava ad S.p.A, in questo caso
Sicilacque, credo, o altri; quindi, occorre liquidare l'EAS e
subentrare nella titolarità delle azioni.
Quindi, grosso modo, condivido, salvo per il richiamo che
andrebbe fatto a tutte le clausole previste dalla legge regionale
n. 5 del 1999, in ordine allo scioglimento della privatizzazione
degli enti; quanto meno auspicherei che il Governo, in questa
sede, ci rassicurasse.
Considerato che è in atto lo scioglimento dell'ente minerario e
la privatizzazione delle quote partecipate dall'ente minerario in
società diverse fra cui anche l'Italkali, colgo l'occasione per
chiedere delucidazioni in proposito sia al Governo che al
Presidente dell'Assemblea.
Poiché ritengo che anche questa possa essere una delle misure
attraverso cui possa passare l'accelerazione, da un lato della
privatizzazione, dello scioglimento di un ente minerario e
dall'altro lato la salvaguardia di diritti occupazionali, di
finalità produttive, di piani industriali e via di seguito,
faccio appello al Governo perché si possa sviluppare, in una sede
parlamentare che possa essere la III Commissione, una discussione
anche attorno alle fasi che stanno per essere determinate e
attraversate dal processo di privatizzazione, di scioglimento
dell'ente minerario.
In questo senso chiedo al Presidente della Regione,
all'assessore per l'industria se fosse possibile avere, anche in
sede di III Commissione, un chiarimento e maggiori informazioni
su ciò che sta avvenendo attorno allo scioglimento ed alla
privatizzazione dell'Ente minerario.
PRESIDENTE Onorevole Giannopolo, la ringrazio e, per quanto
fuori riga, mi associo alla sua richiesta. Onorevole Presidente
della Regione le è stato chiesto di promuovere presso la III
Commissione un dibattito sulle dismissioni, in particolare
sull'Ente Minerario e sull'Italkali.
Si passa all'emendamento 17.15, del Governo. Il parere della
Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
MICCHICHE' Chiede di parlare.
PRESIDENTE Onorevole Micchiché, ha già parlato. Il
Regolamento non prevede che si possa parlare due volte sullo
stesso argomento, quindi, dobbiamo rispettarlo.
MICCICHE' Signor Presidente, poteva concedermi la possibilità
di intervenire per dichiarazione di voto
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 17.16, del Governo. Il
parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 17.9, della Commissione. Il parere del
Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 17.17. Si considera aggiunta alla
firma dell'onorevole Savona quella dell'onorevole Mercadante e di
tutta la Commissione bilancio. Lo pongo in votazione. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 17.3. Lo dichiaro improponibile.
Si passa all'emendamento 17.22.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi,
sull'emendamento 17.22 c'è stata un'ampia discussione in
Commissione Bilancio, la quale ha bocciato questo emendamento del
Governo; tra l'altro ci piacerebbe capire se l'emendamento 17.22
bis è una riscrittura dell'emendaemento 17.22. Se così fosse,
forse, bisognerebbe parlare dell'emendamento 17.22 bis e non del
17.22, che ritengo il Governo voglia accantonare.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, chiedo l'accantonamento dell'emendamento 17.22, in
quanto sta pervenendo un'altra riscrittura.
PRESIDENTE Lo avete già riscritto in sede di riunione e di
accordo? Scusi mi vuole illustrare la ragione?
ACIERNO Se la riscrittura del Governo prevede le parole
avente sede in Sicilia' è già scritto nell'emendamento.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. C'è
un'ulteriore riscrittura che prevede con sede legale in
Sicilia'.
ACIERNO Bene, adesso conosciamo il senso del testo che oltre
a riportare avente sede in Sicilia', riporta avente sede legale
in Sicilia'.
CUFFARO presidente della Regione. La sede del fondo deve
essere in Sicilia. Le imprese che possono utilizzare il fondo
devono investire in Sicilia.
PRESIDENTE Bene, signor Presidente, la invito a riscriverlo,
così da poterlo porre in votazione. Onorevoli colleghi,
l'emendamento 17.22 bis è accantonato.
Si passa all'emendamento 17.23. Lo dichiaro improponibile.
Si passa all'emendamento 17.24. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 17.25 bis, del Governo.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare per
illustrarlo.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente, avevamo
parlato di questa norma e il Governo aveva detto che era
disponibile a riproporla. Per la verità, il Governo ha svolto un
approfondimento: esiste una scadenza, per cui o approviamo questa
norma entro il 30 maggio oppure non la si può più proporre.
Poiché tutti eravamo convinti della giustezza di questa norma, in
quanto consente agli agricoltori, che lo riterranno opportuno, di
poter attivare un processo di regolarizzazione dei vigneti che in
questo momento sono abusivi, si era detto 'facciamolo dopo' per
motivi che tutti condividevamo, purtroppo, dopo non si può più
fare. Tra l'altro la norma è stata firmata da tutti i
parlamentari, quindi, non ha neanche valenza politica, partitica,
perché condivisa da tutti e firmata da tutti, ed essendoci una
scadenza che, purtroppo, non consentirebbe ai vigneti siciliani
di poter essere regolarizzati, il Governo la ripropone.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 17.26. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 17.27. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 17.1 e al subemendamento 17.1.1, in
precedenza accantonati.
CRACOLICI Signor Presidente, vorrei che l'onorevole Fleres
illustrasse l'emendamento.
FLERES Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, si tratta di un
errore che riguarda un'iscrizione, tra i fondi in economia, che
non doveva essere compiuta. Questo è un modo per recuperare una
somma, peraltro obbligatoria, perché riguarda una partecipazione
della Regione ad un Consorzio nazionale dell'artigianato.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, con il chiarimento offerto
dall'onorevole Fleres, pongo in votazione il subemendamento
17.1.1. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 17.1. Il parere del
Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 17.22 ter.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto,
vorrei precisare che non esistono più le aziende siciliane, non
hanno più sede in Sicilia, né legale, né fisica, né quant'altro.
Per quanto attiene a questo emendamento mi chiedevo a quali
entrate si riferiscano le ulteriori entrate derivanti dai
dividendi'. La Presidenza, potrebbe chiarirmi il significato?
PRESIDENTE Probabilmente, rispetto a quelle già scritte in
bilancio.
ACIERNO Le ulteriori entrate versate nel bilancio 2004 e
2005'? Quindi, già conosciamo le entrate e i dividendi del
bilancio 2005?
PRESIDENTE Ma certo, del bilancio di previsione sì.
ACIERNO E' una buona notizia, noi prevediamo il futuro
Signor Presidente, quello che mi preme dire è che, oramai, è a
tutti noto che stiamo parlando di dividendi che proverranno da
una manovra di modifica dello statuto dell'IRFIS che porterà
falsi utili, in quanto non si tratta di utili derivanti dalla
gestione dell'IRFIS, ma da fondi non spesi che diventano utili
con una manovra statutaria che darà più del 60 per cento di
questo dividendo a Capitalia e la restante parte alla Regione.
In definitiva: se oggi abbiamo cento miliardi da dividere
all'IRFIS, significa che non avremo più cento miliardi da
impiegare, perché a tutti è noto che Capitalia ha un'altra
società di medio credito che si chiama Medio Credito centrale ed
è quella la società che fa lavorare per il Medio Credito perché
non è partecipata dalla Regione, mentre tiene stagnante l'IRFIS.
Allora accade che la liquidità dell'IRFIS, anziché essere
utilizzata per fare lavorare l'IRFIS, viene trasformata in utili
che vengono poi divisi. In tutto questo, cosa fa la Regione? La
Regione realizza un'operazione di alta finanza perché con gli
utili finti dell'IRFIS, che sono soldi che andrebbero impiegati
nella Regione e non portati a Roma, a Capitalia, compra fondi
mobiliari chiusi promossi da Capitalia; quindi, di fatto, si
tolgono soldi all'IRFIS per darli a Capitalia, così come avviene
per la quota della Regione.
Vorrei capire perché, anziché attuare tutti questi grandi
stratagemmi, non facciamo subito una proposta di concambio con
Capitalia; perché la nostra partecipazione all'interno di
Capitalia è talmente marginale e a rischio.
Capitalia non è un'azienda bancaria solida che garantisce la
nostra quota di partecipazione, è un'azienda che ogni giorno, e
sempre di più, finisce nelle pagine della cronaca economica
italiana con avvisi di garanzia, con gestioni folli, mi riferisco
a Cirio, Parmalat , eccetera.
Chiedo al Presidente della Regione di attivarsi per cedere a
Capitalia, con un'operazione di concambio, la nostra
partecipazione ridicola all'interno di Capitalia, che non produce
alcun effetto benefico, in modo da poter riacquisire l'intera
titolarità dell'IRFIS, che è un istituto di medio credito, del
quale si può modificare lo statuto, ovviamente, non per levargli
soldi.
Dobbiamo tenere conto che questi fondi servono per l'attività
di promozione e di sviluppo in Sicilia e per le aziende
siciliane; ritengo che questa operazione di prendere soldi
dall'IRFIS per darli a Capitalia, in prima battuta, e ridarglieli
nei fondi chiusi promossi dalla stessa azienda di credito, sia
insensata.
Penso d'avere compreso bene questa norma e mi auguro di averla
spiegata nel migliore dei modi ai miei colleghi perché ritengo
che questa norma non si possa approvare.
La Commissione Bilancio aveva già bocciato questa norma.
Sarebbe sicuramente meglio che il Governo ritirasse questo
emendamento.
PRESIDENTE Onorevole Acierno desidero ricordarle che lei,
probabilmente, è fra coloro che hanno approvato il bilancio 2004
dove è inserita la previsione di 10 mila euro come provento delle
partecipazioni regionali
ACIERNO Signor Presidente, era altra cosa. Questi, invece,
sono altri fondi chiusi di Capitalia.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
intervenire perché ritengo opportuno chiarire il significato
della norma.
L'onorevole Acierno, in buona fede, ha fatto un discorso che
credo questo Parlamento debba affrontare nel futuro.
La possibilità che la Regione siciliana esca da Capitalia non
può essere certamente affrontata in una battuta su una norma per
la costituzione di un fondo chiuso; mi sembrerebbe assolutamente
ingeneroso nei confronti di 8.500 dipendenti del Banco di Sicilia
che fanno parte di Capitalia, e non ritengo che si possa
discutere dell'uscita della Regione siciliana dal Banco di
Sicilia e da Capitalia in questa maniera.
Credo che sia assolutamente fuori luogo parlare di una Merchand
Bank, oppure di una Medio credito. E' una ipotesi di politica
creditizia di cui credo sia giusto l'Assemblea si occupi, se
vogliamo fare un dibattito in tal senso, ma non certamente in
questa sede.
Spiego il significato della norma. Il Banco di Sicilia ogni
anno, negli ultimi quattro anni, ha realizzato utili. Gli utili
del Banco di Sicilia vanno a risanare le perdite di Capitalia
perché adesso siamo a tutti gli effetti uno dei soci di
Capitalia.
L'IRFIS ha prodotto degli utili, poiché la Regione siciliana ha
una percentuale sugli stessi utili del 29 o 32 per cento,
possiamo decidere di prendere quegli utili che costituiscono
entrate per il bilancio della Regione; il restante 70 per cento è
la quota spettante al Banco di Roma. Con questa norma, invece,
stiamo dicendo che prendiamo l'intero importo degli utili
dell'IRFIS (il 30 per cento della Regione e il 70 per cento del
Banco di Roma) e li mettiamo a disposizione di un fondo chiuso
per gli investimenti delle imprese siciliane.
Stiamo facendo questo. Non riesco a capire cosa voglia dire
l'onorevole Acierno.
Vogliamo tenere 30 milioni di euro, perché questo è l'importo
del dividendo, invece di prendere 10 milioni, tenere tutti i 30
milioni di euro a disposizione di una ipotesi di fondo chiuso che
venga utilizzato dalle imprese siciliane? Se lo vogliamo fare,
dobbiamo fare questo; se non lo vogliamo fare, prendendo i 10
milioni di dividendo faremo delle giornate forestali; anche
quello si può fare Onorevole Acierno decidiamo.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Con le precisazioni offerte dal Presidente della
Regione posso dare la parola, per dichiarazione di voto
sull'emendamento 17.22, agli onorevoli Capodicasa e Acierno.
MICCICHE' Avevo chiesto di intervenire precedentemente.
PRESIDENTE Ne ha facoltà. Si attenga ai cinque minuti,
considerando che stiamo trattando l'emendamento 17.22.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che le
distanze tra me e l'onorevole Acierno siano abissali,
politicamente e ideologicamente, ma ritengo che quanto ho udito,
pochi secondi fa, meriti attenzione.
Le cose dette dall'onorevole Acierno sono interessanti perché
credo sia una persona informata, competente in materia, e per
tantissime ragioni, per motivi che non sto qui a spiegare, non ho
motivo di dubitare delle cose che ha affermato, anche perché le
ha dette in una maniera così precisa, convinta e tecnicamente
preparata, da mettere in difficoltà il Presidente della Regione
nella sua replica.
Infatti, non mi pare che siano state date risposte esaurienti,
alle perplessità, alle critiche forti mosse dall'onorevole
Acierno, che in questo momento faccio mie, non per accodarmi in
maniera strumentale e facilona', ma perché c'è stato un
intervento preciso e puntuale ed anche perché quanto affermato
dall'onorevole Acierno, mi pare, di averlo già detto e
sottoscritto, qualche anno addietro, quando abbiamo affrontato,
in Aula, l'argomento sul Banco di Sicilia e su tutte quelle
questioni che hanno visto una parte dell'opposizione abbastanza
critica.
Ricordo di avere presentato all'onorevole Presidente diverse
interrogazioni al riguardo, ed ancora aspetto risposta; mi rendo
conto che quanto detto dall'onorevole Acierno non trova risposte
puntuali da parte del Presidente.
Sono state mosse alcune critiche al Presidente di Capitalia, il
signor Geronzi, che non mi pare brilli, in questo momento, di
grande trasparenza; sta rischiando di portare il nostro Istituto,
tradizionalmente storico, in un abisso, nonostante gli utili
maggiori che il Banco di Sicilia ha avuto grazie allo sforzo dei
dirigenti regionali del Banco di Sicilia, i quali hanno cercato
di sollevare l'Istituto dalle sacche in cui si era cacciato negli
anni precedenti.
Mi pare che questi ultimi utili che il Banco di Sicilia è
riuscito a recuperare, anzi ad avanzare in modo positivo, siano
fondi che vanno fuori dalla Sicilia e questo, signor Presidente,
è un grave danno nei confronti di tutti i siciliani, perché
l'utile che il Banco di Sicilia è riuscito a racimolare,
nell'ultimo periodo, sta finendo nel vortice di Capitalia, del
Banco di Roma, dove i fatti degli ultimi mesi ci dimostrano che
la gestione Geronzi, è una gestione alquanto discutibile alla
quale la Regione, con i suoi precedenti impegni legislativi,
credo abbia dato molto credito, credito che, purtroppo, ci
porterà ad una situazione di insolvenza.
Di conseguenza, faccio appello anche ai colleghi di votare
contro l'emendamento in questione, qualora le cose dette
dall'onorevole Acierno abbiano un fondamento, e credo lo abbiano,
per cui mi associo e voto contro questo emendamento.
CAPODICASA Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, ha ragione
l'onorevole Cuffaro quando afferma che la materia relativa alla
partecipazione della Regione in aziende di credito ed alla
politica creditizia della Regione non può essere affrontata di
sguincio' in un'occasione importante come questa ma,
sicuramente, non finalizzata ad approfondire questo argomento.
E, tuttavia, varrebbe la pena farlo al più presto perché io,
ad esempio, che sono stato un sostenitore della partecipazione
della Regione nelle aziende di credito e mantenimento della
quota, nonché di tutte le operazioni successive, oggi, a
prescindere dalle vicende Parmalat, Cirio o delle squadre
calcistiche della Lazio o della Roma, proprio dal punto di vista
di una strategia nel settore del credito da parte della Regione
siciliana, sono dell'idea che bisognerebbe ripensare la materia.
E diciamo che, nel ripensamento della materia, non escludo
neppure che si possa arrivare ad un recesso da parte della
Regione: per mantenere investite nel settore alcune centinaia di
miliardi delle vecchie lire deve pur esserci un ritorno per fini
pubblici che, a mio avviso, oggi non c'è più
Il nostro peso nel settore è assai marginale e mi pare che non
siamo assolutamente in grado di influenzare le strategie
aziendali della Holding Capitalia.
Allora, se non abbiamo il peso sufficiente per incidere nelle
strategie di Capitalia, in favore della Sicilia, mi chiedo quale
sia il senso della nostra presenza.
Bisognerebbe, pertanto, che il Presidente della Regione - che
ha titolo a rappresentarci nella holding - illustri quali siano
le strategie che la Regione vuole mantenere nel settore affinché
l'Assemblea ne discuta.
E, intanto, mi soffermo piuttosto sull'emendamento, visto che
c'è una bella differenza tra le cose affermate dall'onorevole
Acierno e quanto dice il Presidente della Regione
C'è pure una bella differenza tra quanto affermato dal
Presidente della Regione e la lettera dell'emendamento che,
appunto, così come recita, non rispecchia le sue dichiarazioni.
In primo luogo, nella dichiarazione del Presidente sembrerebbe
che l'intero utile dell'IRFIS - ciò che deriva dai dividendi per
la Regione, ma anche dai dividendi per Capitalia - dovrebbe
essere investito in un fondo chiuso emesso dalla stessa Azienda.
A parte il fatto che, come Regione, non possiamo legiferare per
imporre ad un'azienda privata di investire in un fondo chiuso
CUFFARO presidente della Regione. Per quelle che lo
vogliono
CAPODICASA Per quelle che lo vogliono Quel famoso 70 per
cento di Capitalia, derivante dai dividendi IRFIS, non sarà
investito nel fondo chiuso
Ora, io non sto discutendo quanto lei dice, quanto piuttosto
del fatto che l'emendamento non prevede ciò che lei afferma
perché, recita testualmente, le ulteriori entrate derivanti dai
dividendi delle partecipazioni della Regione in Aziende di
credito versate nel bilancio della Regione ; quindi, sono i
nostri soldi, utilizzati per la sottoscrizione di quote
minoritarie di fondi mobiliari di tipo chiuso.
CUFFARO presidente della Regione. Stiamo prevedendo di
investire i nostri soldi in questo fondo perché, ovviamente, non
possiamo certo decidere delle altrui disponibilità finanziarie
Ma è chiaro che questo fondo è costituito dalle nostre somme e da
quelle di altre realtà economiche. Altrimenti, come si
costituirebbe un fondo, in quanto tale, con le nostre sole
disponibilità?
CAPODOCASA I fondi chiusi esistono perché vi sono aziende che
decidono di porli sul mercato, si tratta di un prodotto
finanziario.
PRESIDENTE Onorevole Capodicasa, forse non è chiaro il
concetto che la norma in esame prevede l'adesione di Capitalia
CAPODICASA Si capisce, ma qui non è detto. Possiamo porre
allora una condizione: che questa norma ha vigore solamente nel
caso in cui sia il nostro partner...
CUFFARO presidente della Regione. E' scritto chiaramente. Le
somme versate sono utilizzate per sottoscrizioni di quote
minoritarie. E' chiaro che figurano quote di maggioranza messe da
Capitalia. La nostra è la quota minoritaria dentro il fondo
chiuso, quote minoritarie di fondi mobiliari di tipo chiuso.
CAPODICASA Capitalia ha già dei fondi chiusi che non sono
ovviamente costituiti con gli utili dell'Irfis. Allora, noi
andremmo ad acquistare una quota minoritaria in quei fondi che
già esistono Ma Capitalia, il 70 per cento dei dividendi, non
andrà certo ad investirlo nel fondo chiuso, piuttosto,
utilizzandolo nel proprio bilancio.
Signor Presidente, lo ribadisco, non sto discutendo l'eventuale
bontà dell'operazione. Sto discutendo del fatto che ciò che il
Presidente illustra all'Aula non è contenuto nella lettera
dell'emendamento. Allora, stante l'importanza della previsione,
decidiamo di discutere e rifletterci ulteriormente.
Tra l'altro, l'onorevole Acierno rende un'affermazione che
meriterebbe una risposta, quando sostiene che tali plusvalenze,
questi dividendi, sono dovuti al fatto che l'Irfis non fa
impieghi in Sicilia. Ed io credo che non sia possibile accettare
che vi siano dividendi perché Capitalia sposta su Mediocredito
Centrale tutte le operazioni che hanno una certa importanza,
lasciando invece l'Irfis a bagnomaria.
Ecco allora che nascono i dividendi perché i fondi rimangono
inutilizzati E in quanto inutilizzati diventano dividendi e li
investiamo poi in un fondo chiuso dove figura Capitalia e la
quota minoritaria della Regione... E' il gioco delle scatole
cinesi
Lo sviluppo economico non viene certo da ciò perché, per come è
congegnato il meccanismo, una lira in più di investimento non
c'è Varrebbe la pena di dire a Capitalia di far funzionare
l'IRFIS, che faccia un po' di concorrenza anche a Mediocredito
Centrale Non ci saranno dividendi, ma avremo almeno lo sviluppo
economico della Regione
Se l'operazione vuole essere virtuosa, non facciamoci mettere
nel sacco da gente che muove le leve decisionali e che ha
competenza in materia, di sicuro, superiore a tutti i nostri
possibili consulenti finanziari. Sull'operazione, se vale la pena
farla, è meglio rifletterci. Fatta così, è come dice l'onorevole
Acierno.
Se la vogliamo migliorare, è possibile pervenire a quanto ci ha
proposto in Aula il Presidente della Regione.
ACIERNO Chiedo di parlare sull'emendamento aggiuntivo 17.22
quater.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevole Presidente della
Regione, onorevoli colleghi, ho chiarissima la lucidità del
Presidente della Regione nel voler evitare che si
disperdano questi dividendi dell'IRFIS, dei quali, purtroppo, è
chiaro che non sono utili di gestione.
So bene che non possiamo fermare questa vergognosa modifica
dello Statuto dell'IRFIS. Capitalia, avendo la maggioranza, ha
convocato una assemblea straordinaria dell'IRFIS per modificarne
lo Statuto, al fine di trasformare i fondi per l'impiego
inutilizzati in utili.
E' questo il primo passaggio contro il quale, purtroppo, avendo
una quota minoritaria, non possiamo far niente
Ed allora, giustamente, il Presidente della Regione si è
preoccupato di evitare che questi dividendi vergognosi vadano a
finire nel pozzo senza fondo del bilancio della Regione: per
far ciò, intende vincolarli per la loro natura storica e, cioè,
per fini di sviluppo, perché il Mediocredito IRFIS serviva a
questo.
Però, non dobbiamo dimenticare che, a fronte dei 30 milioni di
euro che deriveranno da questa vergognosa modifica dello Statuto
fatta da Capitalia - a scapito della Sicilia e dell'economia
isolana - 70 milioni di euro saranno le disponibilità trasferite
a Roma. Capitalia, cioè, sta venendo a prendersi settanta milioni
di euro siciliani per trasferirli nel suo bilancio romano: e
questa è una vera porcheria
Allora, siccome questa è una vergognosa porcheria che Capitalia
commette nei confronti dell'economia siciliana, quando prevediamo
che gli utili che ci deriveranno da questa manovra li andiamo ad
investire in fondi chiusi promossi dalla stessa Capitalia,
presidente Cuffaro, mi consenta...
CUFFARO presidente della Regione. A favore delle imprese
siciliane
ACIERNO Onorevole Presidente della Regione, mi consenta,
perché non prevediamo di farlo genericamente su fondi chiusi
promossi da aziende di credito? Perché necessariamente da
Capitalia?
E' per questo motivo che ho presentato un subemendamento che
cassa la parola stesse e, quindi, mantiene, in generale,
l'espressione promossi da aziende di credito : voglio essere
libero di scegliere che i soldi che vergognosamente ci sta dando
Capitalia - rubandoci circa ottanta milioni di euro - possiamo
andarli ad investire con gente più seria
Capitalia, infatti, è la stessa società di credito che non ha
ancora rinegoziato i mutui con la Regione
Ma come, partecipiamo al capitale di Capitalia ed è proprio
l'unica azienda di credito che non ancora rinegoziato i mutui con
la Regione, con un aggravio di costi sul bilancio della Regione?
Ed allora, onorevole Presidente Cuffaro, conosco l'importanza
di questo dibattito e il dovere che lei ha di vincolare questi
soldi: in quanto a noi, abbiamo l'obbligo di non dare più un
centesimo a Capitalia e a questi individui
(L'onorevole Capodicasa, con una stretta di mano, si congratula
con l'onorevole Acierno)
CRACOLICI Chiedo di parlare,
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che le
questioni poste dall'onorevole Acierno non siano banali. Ma
voglio porre un problema ancora più di fondo.
La Regione siciliana, che siede nel Consiglio di
amministrazione, fa parte di Capitalia: il suo ruolo, pur essendo
minoritario, non è certo di un soggetto economico, ma di un
soggetto istituzionale, che sta in quel Consiglio anche in virtù
di un'operazione finanziaria fatta nel corso degli anni e che ha
trasferito un patrimonio che la Regione deteneva nel Banco di
Sicilia, conferendolo appunto al gruppo Capitalia, e quindi, in
quanto tale, divenendone socia.
Credo che l'intento che ci si pone con questo emendamento -
ovvero quello di favorire la possibilità che i fondi chiusi,
emessi dagli operatori finanziari, vengano utilizzati anche per
quei soggetti imprenditoriali che investono in Sicilia - sia un
preciso compito politico che spetta alla Regione siciliana ed al
suo consigliere di amministrazione in Capitalia.
Altrimenti, non capisco qual è il ruolo della Regione, se non
quello di trovare strumenti che tutelino la possibilità che
alcuni prodotti finanziari abbiano un impiego certo nel
territorio siciliano, ovvero per i soggetti economici che operano
nel territorio siciliano.
L'intento della norma è quindi, come dire, condiviso. Mi
permetto, però, di dire che è l'intento stesso che dovrebbe
perseguire il Presidente della Regione, pure nella sua qualità di
amministratore di Capitalia.
Ma che c'entra, invece, ciò che questo emendamento si propone?
Cioè che gli utili dei dividendi, provenienti da Capitalia,
vengono sempre reinvestiti sui fondi chiusi, promossi dalla
stessa Capitalia, e, quindi, limitare ad essi la possibilità di
essere utilizzati a favore degli operatori che investono in
Sicilia.
Mi permetto di dire, signor Presidente, che i fondi chiusi, in
quanto tali, dovrebbero consentire anche alle imprese che operano
in Sicilia di poter essere utilizzati per capitalizzare le loro
società.
E' un'operazione questa che, paradossalmente, libera
Capitalia., in quanto gruppo finanziario, da una politica verso
il Mezzogiorno e la Sicilia: perché, infatti, è la Regione che si
sostituisce a Capitalia, introducendo incentivi per favorire
l'uso di fondi chiusi per capitalizzare le società che operano in
Sicilia.
Mi sembra che l'intento che persegue questo emendamento, in
realtà, si contraddica con quello che è poi il risultato
dell'emendamento stesso, cioè che noi limitiamo, ed in qualche
modo liberiamo, il gruppo Capitalia da una gestione finanziaria
in rapporto con la Sicilia.
Ecco perché, onorevole Presidente della Regione - ne stiamo
parlando con molta serenità, non c'è un partito preso - al di là
delle sue spiegazioni, credo che, però, le ragioni da lei
illustrate - e che io condivido - portino proprio a dire che
tutto dobbiamo fare, tranne che vincolare solo ai fondi
provenienti dai dividendi di Capitalia la sottoscrizione di quote
minoritarie per le società che operano per l'utilizzazione di
questi fondi verso la capitalizzazione di tali società operanti
in Sicilia.
Questo è un compito istituzionale di Capitalia, di cui lei è
uno dei membri del Consiglio di amministrazione. Credo, infatti,
che a ciò serva il suo ruolo all'interno di quel gruppo.
RAITI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RAITI Signor Presidente, onorevole Presidente della Regione,
onorevoli colleghi, consentitemi di esprimere il mio disagio
nell'affrontare una discussione su quanto accaduto circa la
cessione del Banco di Sicilia a Capitalia: non posso che
registrare, un po' con amarezza, che quanto espresso
dall'onorevole Acierno (il suo ragionamento, sotto certi punti di
vista, è accettabile, anzi da sottoscrivere) purtroppo, è stato
fatto 'con il morto in casa', come si suole dire.
Quello stesso ragionamento è stato uno dei presupposti della
mia forte battaglia, fatta quando si discuteva della cessione del
Banco di Sicilia a Capitalia.
E, se non ricordo male, sono stato l'unico deputato di
quest'Assemblea che votò contro, appunto perché abbiamo svenduto
allora un patrimonio regionale, costatoci migliaia di miliardi
per risanarlo in occasione della cessione della Sicilcassa al
Banco di Sicilia.
Quando il Banco di Sicilia funzionava, producendo utili che,
ancora oggi, continua a produrre, è stato ceduto in maniera
impropria, con il consenso trasversale di ampie forze di questo
Parlamento e solo oggi, purtroppo, con amarezza, registriamo che
le preoccupazioni da me espresse - tant'è che definii
quell'operazione uno "scandalo nazionale" per la sua portata
finanziaria - ebbene, solo oggi molti colleghi si accorgono che
avevo ragione.
Detto questo, ciò che mi ha indotto ad intervenire nuovamente
per esprimere il mio voto assolutamente contrario all'emendamento
oggi proposto dal Governo - che non può prescindere dalle
valutazioni fatte a suo tempo - va ad esplicarsi nel fatto che,
nella sostanza, l'operazione che oggi andremmo a compiere non fa
altro che vincolare fondi, che sono già utili della nostra
Regione, in fondi mobiliari gestiti dalla stessa Capitalia.
E quindi, sostanzialmente, quando già la Regione può ricevere
dividendi da parte dell'IRFIS - e sono somme che scaturiscono da
un utile di gestione di titolarità della Regione - non capisco il
motivo per cui li dovrebbe vincolare in fondi gestiti dalla
stessa Capitalia che ne rimane detentrice. Vero è che poi si
danno in disponibilità per investimenti ad imprese siciliane, ma,
come è stato più volte accennato, questo è già un compito
istituzionale dell'IRFIS e di Capitalia in quanto, tra l'altro,
come Regione, siamo pure soci dell'Istituto e, in quanto tali,
avremmo dovuto fare in modo che Capitalia avesse investito le
risorse, mettendole appunto a disposizione del territorio.
Con questa operazione non facciamo altro che vincolare
ulteriormente in una gestione propria di Capitalia la quale
percepirà altri utili della nostra terra o, quanto meno, avrà
liquidità di cassa per colmare nell'immediato debiti o scoperture
per impieghi gestiti per altre cause e in altre parti del
territorio nazionale.
Quindi, ciò considerato, l'operazione ci pare una doppia beffa
rispetto a quanto accaduto già due anni fa, quando abbiamo messo
in svendita il Banco di Sicilia.
Oggi il Governo della Regione tenta di fare una doppia beffa a
danno delle nostre imprese, a danno dell'economia della Sicilia,
sempre a vantaggio di settori privati che a tutt'altro tendono,
tranne che a perseguire l'interesse della nostra terra, come è
stato più volte dimostrato e come poi - tra l'altro - è
fisiologico sia in un'economia di mercato in cui i privati si
muovono giustamente per raggiungere utili di esercizio e,
certamente, quegli stessi utili li realizzano come meglio
ritengono, senza scopi sociali né interessi particolari verso la
nostra terra.
Per questo motivo, ritengo che la norma in esame debba essere
assolutamente avversata e auspicherei pertanto che il Presidente
della Regione la ritirasse.
PRESIDENTE Ha facoltà di replicare il Presidente della
Regione.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente, apprezzo
il dibattito scaturito in Aula intorno a questa norma,
condividendo molte delle ragioni espresse.
Il tema, per quel che mi riguarda, è di gran lunga più
semplice, anche se devo dire che possiamo fare di tutto:
l'onorevole Cracolici ci ricorda qual è la mission di una banca,
che sappiamo tutti del resto, non abbiamo certo bisogno di fare
un dibattito in Aula; che Capitalia debba fare investimenti in
Sicilia, dovrebbe farli a prescindere che ci fossimo noi o meno;
è una banca e fa mercato.
Però, vorrei ricordare a questo Parlamento che l'anomalia -
unica in Italia - sta nel fatto che è una istituzione, come la
Regione, a stare dentro la banca, è un'anomalia che non abbiamo
fatto noi, piuttosto ereditato.
Vorrei ricordare soltanto che stiamo parlando di tutte queste
strutture, di una partecipazione assolutamente minoritaria della
Regione, minoritaria nel Banco di Sicilia, minoritaria
nell'Irfis, minoritaria in Capitalia.
Onorevole Cracolici, alle banche le regole dentro i consigli di
amministrazione le detta la maggioranza. Se il Banco di Roma o
Capitalia decidono di prendere i soldi, di modificare lo statuto,
nonostante le nostre proteste, le assicuro che queste contano ben
poco dentro il sistema del mercato finanziario.
Noi stiamo tentando una operazione non semplice che ho il
dovere di porre all'attenzione del Parlamento, operazione che si
potrebbe prestare ad equivoci, ma vi assicuro che, per quel che
mi riguarda, se il Parlamento decidesse che non la giudica
cristallina, richiamarei l'attenzione dei deputati sullo scopo
perseguito dal Governo nel fare questa norma: il tentativo di
evitare di prendersi un minimo di dividendi e piuttosto di
lasciare le risorse perché siano utilizzate dalle nostre imprese
- è inutile che vi dica che le nostre imprese lo hanno richiesto
- per potere essere utilizzate in fondi chiusi.
E' questo lo scopo. Adesso, giustamente, qualcuno pone il
problema e dice ma perché dobbiamo farlo con Capitalia? Perché il
fondo chiuso di Capitalia - dice giustamente l'onorevole
Capodicasa - esiste già. Noi stiamo partecipando a questo fondo
chiuso, con i soldi che prendiamo dall'IRFIS e stiamo dicendo che
la nostra partecipazione è vincolata al fatto che devono essere
utilizzate le risorse per le società che fanno investimenti in
Sicilia, stiamo dicendo questo.
Non vogliamo fare una partecipazione ad un fondo chiuso? Il
Parlamento può decidere di non farla. Ci prendiamo i dieci
milioni di euro di dividendi e arricchiremo il nostro bilancio
Non so che cosa servirà alle nostre imprese
Vogliamo partecipare invece ad un fondo chiuso per consentire
alle nostre imprese, e ad altre che decideranno di investire in
Sicilia, di poter utilizzare questi fondi chiusi? Questo è un
meccanismo. Ma perché farlo con Capitalia? Perché, intanto,
Capitalia ha già il fondo chiuso. Possiamo farlo anche con altre
banche, certamente. Ne possiamo fare tanti altri. Non è che
dobbiamo fare per forza questo. Noi ne abbiamo già fatto uno.
Questo Parlamento ha già fatto un fondo chiuso.
Mi dispiace che non siano presenti i partecipanti, quando un
anno e mezzo fa lo approvò il Parlamento, partecipai anch'io ad
una riunione nazionale di Confindustria: l'onorevole Bassolino,
presidente della regione Campania, annunciò che avrebbe fatto nei
prossimi tre mesi il fondo chiuso, come se fosse una notizia di
straordinaria importanza, e lo era davvero.
Questo Parlamento l'aveva già fatto da un anno Perché non
dobbiamo riconoscere a noi stessi la bontà delle cose che
facciamo e abbiamo l'intuito di fare?
Questo fondo chiuso funziona, ne stiamo facendo un altro. Lo
vogliamo fare: qui c'è la norma. Non lo vogliamo fare? Oppure lo
vogliamo rinviare per farlo con una legge con la quale reperiamo
i soldi necessari, ci impiegheremo un anno, lo faremo dopo.
Stiamo parlando di questo, nient'altro che questo.
Io sono dell'idea che siccome c'è un fondo, c'è Capitalia - che
bene o male, comunque vede la compartecipazione della Regione
siciliana, anche se anomalia è - conviene parteciparci e dare
anche questa occasione ad altre imprese.
In quanto al ragionamento su quello che svolge Capitalia in
Sicilia, possiamo farlo. Molte delle cose dette le condivido, ma
non mi pare che l'argomento circa il fondo chiuso sia un
ragionamento se uscire o meno da Capitalia.
Alcune cose che sono state dette le condivido. Possiamo pure
fare un dibattito d'Aula, decidere se rimanerci, se uscire,
possiamo decidere tutto quello che vogliamo, ma questo
Parlamento, appena due anni fa, ha scelto di stare dentro
Capitalia vincolando il Governo in tal senso. E se il Governo
potesse o dovesse scegliere di fare cose diverse, è stato così
previsto nella legge, dobbiamo tornare in Aula e reinvestire il
Parlamento di una decisione diversa.
Questo è quello che ha scelto il Parlamento e noi stiamo
tentando di portare avanti tale decisione. Questo è un fondo
chiuso, è un'occasione. Se vogliamo farlo, lo facciamo; se il
Parlamento decide di non farlo, non mi strapperò le vesti Ma
credo che sarebbe davvero un'occasione mancata per le imprese.
PRESIDENTE Onorevole Capodicasa, la replica del Governo
chiude una discussione. Al suo intervento avrebbe dovuto pensarci
prima della replica del Presidente.
CRACOLICI Dopo che ha parlato il Presidente della Regione, si
può intervenire sulle comunicazioni...
PRESIDENTE Non si tratta di comunicazioni; abbiamo chiesto
una replica e, dopo di essa, non sono ammessi più interventi. Se
dobbiamo avere un minimo di rispetto reciproco dovete capire che
ci sono delle regole da rispettare e con la replica del
Presidente della Regione si chiudono le dichiarazioni di voto e
la discussione sugli emendamenti. Io non negherò mai
all'onorevole Capodicasa di parlare, ma rispettiamoci
reciprocamente, per cortesia
CAPODICASA Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
Signor Presidente, a lume della mia memoria io penso di essere
nei limiti del Regolamento nel chiedere la dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PISTORIO .. a lettera di Regolamento
CAPODICASA .. a lettera... non mi permetto di contraddire il
Presidente in modo così frontale
PISTORIO Sono felice, ma vige un regime speciale per
l'onorevole Capodicasa. Non è la prima volta che l'onorevole
Capodicasa parla out of records.
CAPODICASA Onorevole Pistorio, visto che lei sottolinea
l'aspetto, le dico che ho diritto alla dichiarazione di voto non
a lume di mia memoria ma alla lettera di Regolamento. Allora,
affermo di più: se la lettera di Regolamento non mi consente di
fare la dichiarazione di voto, io mi siedo e non la faccio.
Signor Presidente, credo che l'argomento abbia suscitato questo
interesse perché è veramente importante l'occasione di avere il
Presidente della Regione in Aula su un argomento di questa
importanza. La materia ci suggerisce anche di andare un po' oltre
il convenuto - non il Regolamento - che era quello di andare
veloci sul disegno di legge, per fare qualche puntualizzazione.
Le ultime dichiarazioni del Presidente che modificano le
dichiarazioni iniziali, vanno, però, sempre nella stessa
direzione: si fissano le intenzioni della Regione non solo di
impiegare i dividendi che spettano alla Regione ma anche quelli
di Capitalia.
CUFFARO presidente della Regione. Capitalia ci mette 80
milioni.
CAPODICASA Ho capito, Presidente Ma con questo emendamento
noi non impegniamo Capitalia ad utilizzare quei dividendi per le
finalità che la Regione intende, invece, perseguire con questo
emendamento. Noi impegnano solo la nostra quota in un fondo
chiuso già esistente o da costituire, ma io credo sia quello
esistente perché si parla di sottoscrivere quote minoritarie di
fondi di tipo chiuso. Questo cosa significa?
Significa, in sostanza, che Capitalia rimane libera di
utilizzare i propri fondi, magari per consentire alla Roma e a
Sensi di iscrivere la squadra all'UEFA per il prossimo campionato
e così via.
CRACOLICI Onorevole Capodicasa, Sensi pagherà il presidente
del Palermo con i soldi della Regione
CAPODICASA Allora, magari possiamo chiudere un occhio se è
così Ma di sicuro non impegnerà Capitalia per le note ragioni,
perché Capitalia è una holding che agisce sulle basi delle regole
del mercato e del codice civile e non può essere vincolata da una
norma della Regione siciliana.
Io dico di più: eliminare l'aggettivo 'stesse' dall'emendamento
'stesse aziende di credito', che sembrerebbe soddisfare
l'onorevole Acierno in parte, a mio giudizio complica perché
significa che libera ancora di più Capitalia. Infatti, se
andiamo a sottoscrivere un fondo chiuso della Montepaschi, perché
Capitalia dovrebbe portare i suoi soldi nel fondo chiuso di
Montepaschi?
Andrà ad utilizzarli per altre finalità. Se la finalità, come
dice il Presidente Cuffaro, è non solo di impegnare noi ad
investire nel fondo chiuso, ma anche Capitalia per la quota,
qualora fossero portati ad un'altra banca, Capitalia non
verrebbe. Non è già impegnata a investire nel fondo chiuso
ancorché la Regione lo faccia, tanto meno è interessata o,
comunque, disponibile o obbligata su un fondo chiuso di un'altra
banca.
Quindi, ci rifletterei un momento, Presidente. C'è questa
urgenza? A meno che lei non decida di andare a Strasburgo, dopo
dovremmo continuare a lavorare. E' molto difficile che con questo
emendamento si blocchi questa operazione che Capitalia vuole fare
con la modifica dello statuto dell'IRFIS. Se poi il Presidente ci
garantisce che ciò avviene, mettiamo per tranquillità del
Parlamento una clausola che dica che l'operazione si fa solo se
Capitalia investe anche la sua quota.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, preciso che al primo comma va inserita la
clausola a condizione che il partner partecipi al fondo chiuso
con una propria quota .
PRESIDENTE Con l'integrazione formulata dal Presidente della
Regione, pongo in votazione l'emendamento 17.22 quater.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini
del giorno:
n. 376 Iniziative per la migliore realizzazione del Ponte
sullo Stretto di Messina , degli onorevoli Zago, Crisafulli, Oddo
e Villari;
n. 382 Interventi da intraprendere a seguito della
dichiarazione di illegittimità dell'articolo 6 della legge
regionale n. 2/2002, degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe,
Maurici e Scoma;
n. 389 Predisposizione di un piano energetico ed ambulatoriale
regionale , degli onorevoli Villari, Leanza Nicola, Panarello,
Ioppolo, Liotta, Barbagallo ed altri;
n. 391 Inserimento nel piano economico previsto dall'articolo
51 del disegno di legge di modifica dello Statuto di misure di
sostegno del comparto metalmeccanico per la produzione dei
sistemi di trasporto pubblici e ferroviari , dell'onorevole
Miccichè;
n. 392 Iniziative, anche di natura economica, in favore della
cooperativa edilizia Piano verde' , degli onorevoli Savona,
Antinoro e Dina;
n. 393 Adozione del Codice europeo di comportamento per gli
eletti locali e regionali , degli onorevoli Raiti, Ferro,
Miccichè e Morinello:
n. 394 Istituzione del servizio di farmacia nelle strutture
sanitarie private che esercitano attività di ricovero e terapie
equipollenti alle strutture pubbliche , degli onorevoli
Spampinato, Ortisi, Raiti e Papania.
n. 395 Iniziative per la soluzione dei disservizi nel recapito
della posta nel comunc di Giarre , degli onorevoli Fleres,
Catania Giuseppe, Maurici;
n. 396 Interventi per l'esatta determinazione dell'attività
cantieristica navale e di rimessaggio , degli onorevoli Fleres,
Catania Giuseppe, Maurici;
n. 397 Iniziative in favore delle piccole e medie imprese del
Catanese , degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici;
n. 399 Interventi per impedire frodi commerciali e danni
all'agricoltura a seguito delle recenti direttive in materia di
succhi di frutta , degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe,
Maurici, Mercadante, Beninati, Scoma e Leontini;
n. 400 Interventi per intensificare i controlli e per ridurre
la dispersione scolastica , degli onorevoli Fleres, Catania
Giuseppe, Maurici;
n. 401 Interventi per la sistemazione della Via Sgroppillo a
Catania , degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici;
n. 402 Iniziative per la realizzazione di asili nido negli
uffici e nelle aziende , degli onorevoli Fleres, Catania
Giuseppe, Maurici;
n. 403 Interventi per il ripristino dello stato dell'Oasi del
Simeto e della riserva del fiume Fiumefreddo , degli onorevoli
Fleres, Catania Giuseppe, Maurici;
n. 404 Proroga dei termini di presentazione dei progetti per
gli interventi di riparazione degli edifici danneggiati dagli
eventi sismici del 27-29 ottobre 2002 e successivi in provincia
di Catania; istituzione di un tavolo tecnico' per la
determinazione delle direttive tecniche , degli onorevoli Fleres
e Raiti;
n. 405 Istituzione della Unità di terapia intensiva
respiratoria (UTIR) presso l'Azienda Ospedaliera Cannizzaro' di
Catania , degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici;
n. 406 Iniziative a sostegno dell'attività delle Avis della
Sicilia , degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici;
n. 407 Iniziative per l'eliminazione dei casi di abbandono
degli animali domestici e prevenzione del randagismo , degli
onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici;
n. 408 Deroga al piano paesistico delle isole Eolie per
interventi previsti dal patto territoriale Isole Eolie , degli
onorevoli Beninati e Ardizzone.
FRANCHINA Dichiaro di apporre la mia firma all'ordine del
giorno numero 392.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, per quanto attiene agli ordini del giorno numeri 393,
376, 382 e 389 il Governo dichiara di accettarli come
raccomandazione.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa, pertanto, all'ordine del giorno numero 391. Il parere
del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Ho notato che, inizialmente, l'assessore Pagano
aveva dato parere favorevole, ma poi, in modo prevenuto, senza
leggere attentamente, ha dato parere contrario.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. No, quando
l'ho letto ho dato parere contrario.
MICCICHE' Lei, onorevole Assessore, come fa a dichiararsi
contrario senza avere avuto la possibilità neanche di leggerlo.
Sicuramente ha visto il nome di Miccichè e ha dato un parere
negativo.
Credo che per leggerlo ci sia bisogno almeno di qualche
secondo. Mi pare che la sua posizione sia molto contraddittoria.
In merito alla questione della Keller e dell'IMESI, il
Presidente della Regione ha preso l'impegno con gli stessi operai
e le loro organizzazioni sindacali di inserire, nel fondo di
solidarietà, il contributo per le infrastrutture nel settore
industriale.
Ma in questa sede quell'impegno si sta disattendendo. Ritengo
che la mia proposta sia abbastanza fattibile.
Non si tratta di dare aiuti alle singole aziende, ma di aiutare
l'intero settore industriale metalmeccanico competitivo e
funzionale, favorendo così anche il settore dei trasporti.
L'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni e i
trasporti, onorevole Cascio, ha recentemente fatto riferimento al
rilancio dei trasporti, soprattutto ferroviari. Noi non possiamo
pensare di rilanciare il comparto dei trasporti pubblici senza
incrementare le infrastrutture.
Gli operai delle industrie che operano nel settore
metalmeccanico, proprio in questi giorni, sono stati protagonisti
di manifestazioni popolari per la difesa del posto di lavoro e
per il mantenimento dell'attività produttiva.
Con l'ordine del giorno da me proposto questa Assemblea ha
l'opportunità di dare seguito all'impegno assunto dal Presidente
della Regione durante gli incontri con le organizzazioni
sindacali che rappresentavano le istanze sia degli operai della
Keller che dell'IMESI e cioè di utilizzare il fondo previsto
dall'articolo 38 dello Statuto anche nell'ambito dell'attività
industriale.
Preannuncio di avere presentato, sullo stesso argomento, anche
un emendamento al disegno di legge di riforma dello Statuto.
L'ordine del giorno a mia firma costituisce una raccomandazione
e un impegno per un futuro provvedimento legislativo sulla
materia.
Ritengo che sia importante che gli operai della Keller e
dell'IMESI conoscano la posizione del Governo che in quest'Aula
sta votando contro l'ordine del giorno.
Non dovete lamentarvi quando gli operai occupano le piazze,
assediano l'Assemblea, assediano Palazzo d'Orleans perché sono
stanchi di essere presi in giro da questo Governo.
Questa è la verità.
Signor Presidente della Regione, lei si troverà ancora di
fronte i lavoratori della Keller e dell'IMESI e non l'Assessore
Pagano.
PRESIDENTE Dichiaro improponibile l'ordine del giorno numero
391 perché comporta spesa.
Inoltre, dichiaro estranei alla materia in discussione gli
ordini del giorno numeri 394 e 395.
Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 392. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Per quanto riguarda tutti gli altri ordini del giorno,
dispongo il rinvio dell'esame.
Si passa all'articolo 18. Ne do lettura.
Articolo 18
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e
di farla osservare come legge della Regione.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione la delega alla Presidenza per il
coordinamento formale del testo del disegno di legge numero
845.2/A. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Congedi
PRESIDENTE Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli:
Leontini, Vicari, Castiglione, Moschetto, Rotella, Cristaudo,
Virzì, Sammartino, Ioppolo, Incardona, Infurna.
L'Assemblea ne prende atto.
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
Provvedimenti urgenti in materia finanziaria (845.2/A).
PRESIDENTE Indìco la votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge numero 845.2/A: Provvedimenti urgenti in
materia finanziaria.
Presidenza del presidente Lo Porto
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione:
Presenti e votanti 41
Maggioranza 21
Favorevoli 31
Contrari 8
Astenuti 2
(L'Assemblea approva)
Presidenza del presidente Lo Porto
Sull'ordine dei lavori
TURANO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TURANO Signor Presidente, intervengo per chiedere che nella
prossima seduta si discuta il disegno di legge numeri 646-763
Stralcio II- 776/A, sul settore lapideo.
PRESIDENTE L'ordine del giorno è stato stabilito dalla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari. Lei mi chiede
di inserire il disegno di legge sul sistema lapideo, io sono
d'accordo ed è già in coda.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 25 maggio
2004 alle ore 17.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
I - Comunicazioni.
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d), e 153 del Regolamento interno, della mozione:
numero 285 <<Iniziative per la soluzione dei disservizi nel
recapito della posta nel comune di Giarre (CT)>>, Fleres,
Catania G., Maurici e Scoma;
III - Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della
rubrica Territorio e ambiente
IV - Discussione dei disegni di legge:
1) <<Provvedimenti per favorire la ristrutturazione e la
riqualificazione del trasporto merci in Sicilia attraverso l'uso
del trasporto combinato strada-mare>> ( 700/A);
2) <<Interventi urgenti per il settore lapideo e disposizioni
per il riequilibrio del prezzo della benzina nelle isole
minori>> (646-763 Stralcio II - 776/A).
La seduta è tolta alle ore 18.55
(Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 21.55)
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott. Giovanni Tomasello
SEDUTA N. 213 DEL 20 MAGGIO 2004
ALLEGATO:
EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE PROVVEDIMENTI URGENTI IN MATERIA FINANZIARIA
(N. 845.2/A)
-All'articolo 1
Emendamento 1.8.1
L'emendamento 1.8 è sostituito dal seguente:
Al comma 2 dell'articolo 1 la lettera f) è sostituita dalla
seguente:
f) Il contributo previsto nella tabella H della legge
regionale 29 dicembre 2003, n. 21, UPB 9.2.1.3.99, capitolo
373722, per l'Istituto per la dottrina e l'informazione sociale
per le finalità istituzionali è ridotto, nell'esercizio
finanziario 2004, di 50 migliaia di euro.
Emendamento 1.9
1. All'articolo 1 aggiungere la seguente lettera:
r) U.P.B. 4.2.1.3.2 (capitolo 213301) + 1.500.
2. Al comma 4 dell'articolo 1 sostituire le parole 4.810
migliaia di euro con le parole 6.310 migliaia di euro .
Emendamento 1.10
Art.
Variazioni agli stati di previsione dell'entrata e della spesa
del bilancio dell'A
zienda delle foreste demaniali della Regione siciliana
Negli stati di previsione dell'entrata e della spesa del
bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione
siciliana per l'esercizio finanziario 2004 sono introdotte le
seguenti variazioni in miglia di euro:
U.P.B. 0.0.1.5.1 (capitolo entrata 1101) + 1.500
U.P.B. 0.0.1.1.1 (capitolo spesa 1150) + 2.000
U.P.B. 0.0.1.3.3 (capitolo spesa 1119) - 500
Emendamento 1.11
Alla lettera d) del comma 1 sostituire - 132 con - 1.132
e alla lettera h) sostituire +1.000 con +2.000 .
Emendamento 1.3
Al comma 1 aggiungere la seguente lettera:
UPB 3.2.1.3.5 , capitolo 183720, + 100
UPB 4.2.1.5.2 , capitolo 215704, - 100 accantonamento
1001
Emendamento 1.5
Al comma 1 aggiungere la seguente lettera:
r) UPB 9.2.1.3.5 , capitolo 373313, + 200 .
Al comma 4 aggiungere + 200 all'importo indicato.
Emendamento 1.6
Al comma 1 aggiungere la seguente lettera:
UPB 3.2.1.3.3 , capitolo 183740, + 5.000
UPB 4.2.1.5.2 , capitolo 215704, - 5.000 .
Emendamento 1.7
Al comma 1 aggiungere:
UPB 11.3.1.3.1, capitolo 446514 - 160
UPB 11.3.1.1.2, capitolo 446510 + 30
UPB 11.3.1.1.2, capitolo 446506 + 100
UPB 11.3.2.6.88, capitolo 846001 + 30
Emendamento 1.1
Al comma 1 aggiungere:
UPB
Previsione di competenza
(in migliaia di euro)
9.4.1.1.4 Ufficio speciale per il Polo museale
di Catania
155
9.4.2.6.4 Ufficio speciale per il Polo museale
di Catania
120
2. Nello stato di previsione della spesa del bilancio della
Regione siciliana per l'esercizio finanziario 2004, approvato
con legge regionale 29 dicembre 2003, n. 22, sono introdotte
le seguenti variazioni in migliaia di euro:
UPB Capitolo
Variazione
9.2.1.2.2 372514
+ 60
9.2.1.3.2 372523
- 207
372535
- 88
9.3.1.1.4 376530
- 175
376545
- 100
9.3.1.3.4 376541
+ 100
9.3.2.6.3 776401
- 100
9.4.1.1.3 380531
+ 30
380527
+ 100
380534
+ 10
380533
+ 30
9.4.2.6.3 780003
+ 65
Emendamento 1.4
Al comma 2 aggiungere la seguente lettera:
g) UPB 9.3.1.3.6, capitolo 377318 + 516 per le iniziative di
celebrazione del primo centenario dell'avvio delle attività del
Teatro Biondo .
Al comma 4 aggiungere + 516 all'importo indicato.
-All'articolo 6
Emendamento 6.1
L'articolo 6 è soppresso
-All'articolo 7
Emendamento 7.1
Al comma 1 sostituire le parole 600 migliaia di euro con le
parole 1.500 migliaia di euro .
Il comma 2 è abrogato.
-All'articolo 8
Emendamento 8.1
Al comma 1 dopo le parole territorio e dell'ambiente
aggiungere le seguenti parole previo parere favorevole della
Commissione competente.
-All'articolo 9
Emendamento 9.1
Al comma 1 dopo le parole tecnologia avanzata aggiungere il
seguente periodo: Le proposte relative alla realizzazione del
nuovo impianto mediante project financing anziché nei termini
stabiliti dal comma 1 dell'articolo 37 bis della legge 11
febbraio 1994, n. 109, e successive modifiche ed integrazioni,
come recepito in Sicilia dalla legge regionale 2 agosto 2002,
n. 7 e della legge regionale 19 maggio 2003, n. 7, vanno
presentate entro il termine fissato nell'avviso indicativo di
cui al comma 2 bis del medesimo articolo .
Emendamento 9.2
Dopo l'articolo 9 aggiungere il seguente:
Art. - 1. Al fine di garantire l'equilibrio economico-
gestionale dei Piani di ambito approvati dagli Ambiti
territoriali ottimali (ATO) delle province di Agrigento e
Caltanissetta, istituiti ai sensi della legge 5 gennaio 1994,
n. 36, nella fase di prima applicazione del sistema tariffario
e per un periodo massimo di 6 anni, a decorrere dalla data di
affidamento della gestione dei relativi servizi idrici
integrati, la differenza tra la tariffa che consente
l'equilibrio economico del piano d'ambito e la tariffa
derivante dall'applicazione del metodo normalizzato di cui al
Decreto ministeriale. 1 agosto 1996, entrambe previste nei
rispettivi piani d'ambito, al netto delle riduzioni tariffarie
derivanti dall'affidamento del servizio idrico integrato da
parte degli ATO in questione, è a carico della Regione che può
erogarla anche con le modalità di cui all'articolo 3, comma 3,
della legge regionale 15 novembre 1982, n. 134 come sostituito
dall'articolo 88 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4.
2. Per le finalità del comma 1 è autorizzata per gli anni 2005-
2010 la spesa complessiva di 51.200 migliaia di euro.
3. Gli oneri di cui al comma 2 ricadenti negli esercizi
finanziari 2005 e 2006, pari a 8.534 migliaia di euro per
ciascun esercizio trovano riscontro nel bilancio pluriennale
della Regione U.P.B. 4.2.1.5.2., codice 12.02.01,
accantonamento 1001.
4. Per gli esercizi finanziari successivi l'onere di cui al
comma 1 è determinato ai sensi dell'articolo 3, lettera g),
della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive
modifiche ed integrazioni .
-All'articolo 10
Emendamento 10.1
Sopprimere l'articolo 10.
-All'articolo 11
Emendamento 11.1
Al comma 4 le parole nonché quelle che non rientrano nelle
previsioni di cui al comma 1 sono soppresse.
Emendamento 11.2
Al comma 3 dopo le parole viene fissato aggiungere le
seguenti parole previo parere favorevole della competente
Commissione .
Il comma 8 è soppresso.
-All'articolo 13
Emendamento 13. R
All'articolo 25 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4 e
successive modifiche e integrazioni sono apportate le seguenti
modifiche:
Dopo il comma 5 sono aggiunti i seguenti commi:
5 bis. Qualsiasi provvedimento dirigenziale dell'Assessorato
regionale della sanità che comporta oneri diretti o indiretti a
carico del bilancio della Regione siciliana deve essere
pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione e, se con
oneri a carico del Fondo sanitario, deve essere vistato dal
Dirigente generale del Dipartimento regionale Fondo sanitario,
Assistenza sanitaria ed ospedaliera, Igiene pubblica al fine
dell'attestazione di compatibilità finanziaria.
5 ter. Le disposizioni di cui al comma 5 bis si applicano
anche ai provvedimenti che vengono adottati dai direttori
generali delle aziende sanitarie ed ospedaliere in attuazione
delle previsioni di cui all'articolo 34 della legge n. 449 del
1997.
-All'articolo 14
Emendamento 14.5
Al comma 1 dell'articolo 14 sostituire le parole 200 migliaia
di euro con le parole 400 migliaia di euro ed aggiungere il
seguente comma:
2. Una parte delle disponibilità di cui al comma 1 fino ad un
massimo di 350 migliaia di euro può essere utilizzata per far
fronte ad oneri pregressi relativi all'esercizio finanziario
2003.
Emendamento 14.4
I presìdi farmaceutici di emergenza (P.F.E.) di cui
all'articolo 33 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4
possono essere istituiti nelle località disagiate, distanti
almeno tre chilometri della farmacia più vicina, prive di
assistenza farmaceutica ove è venuto a mancare il servizio a
causa del trasferimento della farmacia rurale prevista in
pianta organica in altro centro abitato ricompreso nella
medesima sede farmaceutica.
-All'articolo 17
Emendamento 17.20
Al comma 2, dopo la parola utilizzando aggiungere la
parola altresì e dopo le parole n. 350 aggiungere le
parole per le quali non si applica il comma 5 del presente
articolo
-Articoli aggiuntivi all'articolo 17
Emendamento 17.13
Aggiungere il seguente articolo:
Art - 1. Estensione dell'articolo 2 della legge regionale n.
20 del 1999 ai familiari dell'agente della Polizia di Stato
Agostino Antonino - 1. Ai familiari dell'agente della Polizia
di Stato Agostino Antonino ucciso a Palermo, a Villagrazia di
Carini, il 5 agosto 1989, riconosciuto vittima del dovere con
decreto del capo della Polizia n. 559/D/3911/SG del 19 marzo
1982, si applicano i benefici economici di cui all'articolo 2
della legge regionale 13 settembre 1999, n. 20 e successive
modifiche ed integrazioni.
2. I benefici economici di cui al comma 1 sono cumulabili con
identiche provvidenze previste da altre Pubbliche
Amministrazioni sulla scorta delle medesime circostanze.
3. Per le finalità di cui ai commi 1 e 2 è autorizzata la
spesa di euro 77.468,53 sul capitolo 183720 della rubrica
Assessorato della famiglia, delle politiche sociali e delle
autonomie locali.
Emendamento 17.14
Aggiungere il seguente articolo:
Art. - 1. Le disposizioni di cui al comma 4 dell'articolo 1
della legge regionale 31 agosto 1998, n. 16, trovano
applicazione nel biennio 2004-2005 e la relativa copertura
finanziaria deve essere assicurata dall'ESA entro l'esercizio
finanziario 2005.
2. Per le finalità di cui al comma 1 si provvede per
l'esercizio finanziario 2004 con le disponibilità dell'UPB
2.3.2.6.5, capitolo 546403 e per l'esercizio finanziario 2005
ai sensi della lettera h) del comma 2 dell'articolo 3 della
legge regionale 27 aprile 1999, n. 10.
Emendamento 17.6 R
1. L'efficacia dei vincoli di destinazione di cui all'articolo 71
della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, e preordinati
all'espropriazione delle aree ricadenti nell'ambito dei piani
regolatori e dei nuclei di sviluppo industriale dei Consorzi ASI
di cui alla legge 1/84 già decaduti per decorrenza di termini è
prorogata sino al 31 dicembre 2007.
2. Qualora l'efficacia dei vincoli di cui al comma 1 decada entro
il 31 dicembre 2007, la stessa è prorogata fino alla predetta
data.
3. Le espropriazioni necessarie per attuare interventi coperti in
tutto o in parte da finanziamenti pubblici o comunitari,
convenzionati tra i rispettivi Consorzi ASI e gli enti o soggetti
proponenti, sono a carico di questi ultimi.
4. Le proroghe di cui al presente articolo comportano e
costituiscono corrispondente dichiarazione di pubblica utilità a
norma dell'articolo 12 e seguenti del DPR 8 giugno 2001, n. 327.
Submendamento 17.1.1
All'emendamento 17.1 aggiungere il seguente comma:
All'onere di cui al comma precedente si provvede con parte
della disponibilità dell'UPB 4.2.1.5.2 capitolo 215704,
accantonamento 1001 del bilancio della Regione siciliana per
l'esercizio finanziario medesimo.
Emendamento 17.1
Aggiungere il seguente articolo:
Art. - 1. Per le finalità di cui all'articolo 3 della legge
regionale 9 giugno 1994, n. 27, così come modificato dall'art.
63, comma 16, della legge regionale 2 dicembre 2002, n. 23, al
fine di far fronte alle attività realizzate nel corso dell'anno
2003, è autorizzata la spesa di 150 migliaia di euro, eliminati
per economia alla chiusura dell'esercizio 2003 .
Emendamento 17.11
Aggiungere il seguente articolo:
Art. - 1. Il termine previsto dall'articolo 5 della legge
regionale 3 novembre 1994, n. 43 e successive modifiche ed
integrazioni è prorogato fino al 31 dicembre 2005 .
Emendamento 17.15 R
Art.
Misure urgenti per l'Ente Acquedotti siciliani (EAS)
1. A seguito della costituzione della società mista Siciliacque
s.p.a. , in attuazione dell'articolo 23 della legge regionale 27
aprile 1999, n. 10 e successive modifiche e integrazioni, a
decorrere dal 1 settembre 2004 l'Ente Acquedotti siciliani (EAS)
è posto in liquidazione.
2. Il Presidente della Regione, su proposta dell'Assessore
regionale per i lavori pubblici, previa delibera della Giunta
regionale, nomina un commissario liquidatore e il nuovo collegio
dei revisori dell'EAS in liquidazione.
3. Alla data di entrata in vigore della presente legge sono
trasferite alla Regione, al valore di netto patrimoniale alla
data del 20 aprile 2004, le partecipazioni dell'EAS detenute in
società per azioni. I diritti corporativi inerenti le azioni
trasferite sono esercitate dall'Assessore regionale per i lavori
pubblici su delega del Presidente della Regione. Per le finalità
del presente comma è autorizzata per l'esercizio finanziario 2004
la spesa di 4.150 migliaia di euro, cui si fa fronte con parte
delle disponibilità dell'UPB 4.2.1.5, capitolo 215704,
accantonamento 1001 del bilancio della Regione.
4. Nel rispetto delle esigenze di funzionalità dell'EAS, anche ai
fini delle consegne di impianti e di gestioni di reti idriche
alla società Siciliacque e/o agli Ambiti Territoriali Ottimali
(ATO) e/o alle società di gestione del servizio idrico integrato,
nelle more della definizione delle procedure di liquidazione
dell'Ente, è consentito, previa concertazione sindacale, il
comando di personale dello stesso Ente presso l'Amministrazione
regionale, con oneri a carico dell'EAS, con priorità per le
esigenze connesse alle attività proprie dell'Assessorato
regionale dei lavori pubblici e della Presidenza della Regione.
5. Le società di cui all'articolo 23, comma 2 quater, della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive modifiche e
integrazioni possono utilizzare, previa contrattazione sindacale,
in posizione di comando, il personale dell'EAS; in tal caso l'EAS
corrisponderà l'integrazione economica necessaria ad assicurare
il mantenimento del trattamento goduto dal personale rispetto a
quello contrattuale di categoria applicato dalle medesime
Società.
Emendamento 17.16
Aggiungere il seguente articolo:
Art. Rifinanziamento dell'articolo 2 della legge regionale
10 ottobre 1994, n. 37, riguardante provvedimenti in favore
delle cooperative agricole - 1. Per le finalità di cui
all'articolo 2 della legge regionale 10 ottobre 1994, n. 37 e
successive modifiche ed integrazioni , è autorizzata, per il
triennio 2004-2006, l'ulteriore spesa nel limite massimo di
23.000 migliaia di euro, di cui 3.000 migliaia di euro per
l'esercizio finanziario 2004 e 10.000 migliaia di euro per
ciascuno degli esercizi finanziari 2005 e 2006.
2. All'onere di cui al comma 1, per l'esercizio finanziario
2004, si provvede con parte delle disponibilità dell'UPB
4.2.1.5.2, capitolo 215704, accantonamento 1001 del bilancio
della Regione per l'esercizio finanziario medesimo. Per gli
esercizi finanziari 2005 e 2006 la relativa spesa trova
riscontro nel bilancio pluriennale della Regione UPB 4.2.1.5.2,
codice 120201, accantonamento 1001.
Emendamento 17.9
Aggiungere il seguente articolo:
Art. - 1. In deroga alle procedure di riparto di cui al
comma 1 dell'articolo 4 della legge regionale 23 gennaio
1998, n. 3, l'assessore regionale per il lavoro, la previdenza
sociale, la formazione professionale e l'emigrazione è
autorizzato a finanziare, nell'anno 2004, l'istituzione e la
gestione diretta di cantieri di lavoro in favore dei comuni
dell'Isola destinatari della sperimentazione del reddito minimo
d'inserimento, ai sensi del decreto legislativo 18 giugno 1998,
n. 327, a cui è venuto a cessare il relativo finanziamento alla
data di entrata in vigore della presente legge ovvero che venga
a cessare nell'esercizio finanziario in corso.
2. Per gli interventi di cui al comma 1 non trovano
applicazione le disposizioni di cui ai commi 2 e 4, lettere a)
e c), dell'articolo 4 della legge regionale 23 gennaio 1998, n.
3.
3. Gli interventi di cui al presente articolo sono rivolti ai
soggetti disoccupati o inoccupati già fruitori del reddito
minimo d'inserimento.
4. Per le finalità del presente articolo è autorizzata la spesa
di 3.000 migliaia di euro, cui si fa fronte con le
disponibilità dell'UPB 4.2.1.5.2, capitolo 215704,
accantonamento 1001, del bilancio della Regione siciliana per
l'esercizio finanziario 2004 .
Emendamento 17.17
Aggiungere il seguente articolo:
Art. - 1. Per il completamento degli interventi di cui
all'articolo 134 della legge 23 dicembre 2000, n. 388,
l'Assessorato regionale del turismo, delle comunicazioni e dei
trasporti è autorizzato ad utilizzare, ai sensi del comma 14
dell'articolo 45 della legge 23 dicembre 1998, n. 448 e
successive modifiche ed integrazioni, quota parte delle
economie, comprensive del relativo cofinanziamento regionale,
realizzate a valere sulle assegnazioni di cui all'articolo 133
della medesima legge 23 dicembre 2000, n. 388, limitatamente
all'importo di 75.000 migliaia di euro.
Emendamento 17.24
1. Il fondo di cui al comma 2 dell'articolo 13 della legge
regionale 10 dicembre 2001, n. 21 e successive modifiche ed
integrazioni può essere utilizzato nel caso di maggiori oneri
discendenti dall'istituzione con legge di Uffici regionali.
2. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2004, la spesa di 500 migliaia di euro
cui si provvede con parte delle disponibilità dell'U.P.B.
4.2.1.5.2. capitolo 215704 accantonamento 1001.
Emendamento 17.25 bis
Art Regolarizzazione delle superfici vitate impiantate
irregolarmente
1. I vigneti impiantati o reimpiantati irregolarmente dall'1
settembre 1993 fino al 31 agosto 1998 possono essere
regolarizzati, su domanda del conduttore, ai sensi del
Regolamento CE 1493/99 articolo 2, paragrafi 3, 4, 5 e 6, a
condizione che sia stata presentata la dichiarazione di
superfici vitate di cui all'articolo 1 del decreto
ministeriale 26 luglio 2000.
2. 1 soggetti ammessi alla regolarizzazione ai sensi
dell'articolo 2, paragrafo 3, lettera a) del Regolamento CE
1493/99 devono versare una somma pari a 258 euro per ogni
ettaro di superficie interessata alla regolarizzazione.
3. I soggetti ammessi alla regolarizzazione ai sensi
dell'articolo 2, paragrafo 3, lettera c) del Regolamento CE
1493/99 devono versare una somma pari a:
a) 1,000 euro per ettaro se l'impianto, in relazione ai vitigni
utilizzati, è idoneo esclusivamente per la produzione di vini da
tavola;
b) 2.500 euro per ettaro se l'impianto, in relazione ai vitigni
utilizzati, è idoneo alla produzione di vini a DOC o a IGT.
4. Per i vigneti impiantati o reimpiantati irregolarmente
anteriormente all'1 settembre 1993 non si applicano le sanzioni
di cui ai commi precedenti e gli stessi, a condizione che siano
iscritti allo schedario viticolo attraverso la dichiarazione di
superfici vitate di cui all'articolo 1 del decreto ministeriale
26 luglio 2000, sono considerati a tutti gli effetti regolari.
Emendamento 17.26
Art Modifiche all'articolo 13 della legge regionale 16 aprile
2003, n. 4 riguardanti regie trazzere
1. Al comma 4 dell'articolo 13 della legge regionale 16 aprile
2003, n. 4 le parole "entro il 30 giugno 2003" sono sostituite
dalle parole "entro il 30 giugno 2006".
2. Sono fatte salve le istanze già presentate, anche dopo il 30
giugno 2003.
Emendamento 17.27
La spesa autorizzata dall'articolo 31, comma 8, della legge
regionale 29 dicembre 2003, n. 21, tabella I (U.P.B.
8.3.1.3.2. capitolo 348105) può essere altresì utilizzata per
il pagamento delle misure di accompagnamento sociale per
l'interruzione temporanea dell'attività di pesca verificatasi
negli esercizi precedenti.
Emendamento 17.22 QUATER
1. Le ulteriori entrate derivanti dai dividendi delle
partecipazioni della Regione in aziende di credito versate nel
bilancio della Regione negli esercizi finanziari 2004 e 2005 sono
utilizzate per la sottoscrizione di quote minoritarie di fondi
mobiliari di tipo chiuso promossi dalle stesse aziende di credito
o da enti pubblici economici per l'investimento nel capitale di
imprese che investono in Sicilia e che, in relazione al settore
in cui operano, presentano prospettive di sviluppo, a condizione
che il partner partecipi al fondo chiuso con una propria quota.
2. Con decreto del Presidente della Regione, su proposta
dell'Assessore regionale per il bilancio e le finanze, previa
deliberazione della Giunta regionale, sono stabilite le modalità
per l'attuazione del presente articolo.