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Resoconto d'Aula della Seduta n. 213 di giovedì 20 maggio 2004
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   Presidenza del presidente Lo Porto


    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  la  seduta   è   sospesa   e
  riprenderà alle ore 15.30.

    (La seduta, sospesa alle ore 14.31, è ripresa alle ore 15.58)

    PAFFUMI   segretario,  dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo osservazioni,  si  intende
  approvato.

                     Annunzio di interrogazioni

    PRESIDENTE   Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta:

      N.  1699  - Notizie circa i disservizi degli uffici postali
      di Giarre (CT).
      - Assessore Famiglia
      Firmatari:  Fleres  Salvatore;  Catania  Giuseppe;  Maurici
      Giuseppe

      N.  1700 - Misure per la riapertura del museo antropologico
      sito nella frazione Macchia del comune di Giarre (CT).
      - Assessore Famiglia
      - Assessore Beni Culturali
      - Assessore Turismo
      Firmatari:  Fleres  Salvatore;  Catania  Giuseppe;  Maurici
      Giuseppe;

      N. 1701 - Richiesta di interventi per la ristrutturazione e
      la  riapertura  della palestra di via Pilo  nel  comune  di
      Giarre (CT).
      - Assessore Famiglia
      Firmatari:  Fleres  Salvatore;  Catania  Giuseppe;  Maurici
      Giuseppe;

      N.  1702  - Misure per la rimozione dei rifiuti  e  per  la
      bonifica  della  via  Scianò che  collega  le  frazioni  di
      Scillichenti e S. Tecla (Acireale).
      - Assessore Famiglia
      Firmatari:  Fleres  Salvatore;  Catania  Giuseppe;  Maurici
      Giuseppe;

      N.  1703 - Interventi straordinari per il ripristino  delle
      condizioni  minime  di  sicurezza  e  transitabilità  delle
      circonvallazioni  (Cristoforo Colombo, Amerigo  Vespucci  e
      Magellano) di Caltagirone (CT).
      - Assessore Famiglia
      Firmatari:  Fleres  Salvatore;  Catania  Giuseppe;  Maurici
      Giuseppe;

      N.  1704 - Interventi per il risanamento, l'apertura  e  la
      valorizzazione  della chiesa del Convento  sita  in  piazza
      Macherione a Giarre (CT).
      - Assessore Famiglia
      Firmatari:  Fleres  Salvatore;  Catania  Giuseppe;  Maurici
      Giuseppe.

   Le  interrogazioni  ora annunziate sono  state  già  inviate  al
  Governo.

                         Annunzio di mozione

    PRESIDENTE   Comunico che, in data 19  maggio  2004,   è  stata
  presentata  la  seguente  mozione  n.  285   Iniziative  per   la
  soluzione  dei disservizi nel recapito della posta nel comune  di
  Giarre (CT) , degli onorevoli Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;
  Maurici Giuseppe; Scoma Francesco.
   Invito il deputato segretario a darne lettura:

  PAFFUMI, segretario:
                     «L'Assemblea Regionale Siciliana

   premesso che:
   il  recapito della posta presso il comune di Giarre  (CT)  pare
   avvenga  con  notevole  ritardo, anche  per  la  posta  spedita
   all'interno dello stesso comune;
   i  disagi  sono  tali  che molto spesso le cartelle  fiscali  o
   semplici  bollette vengono recapitate oltre la data di scadenza
   con l'ulteriore aggravio degli oneri per ritardato pagamento;
   la  causa  di questo stato di cose è determinato dal fatto  che
   il  personale  impiegato  per  il recapito  della  posta  viene
   rinnovato trimestralmente,

                  impegna il Governo della regione

   ad  attivare ogni procedura utile affinchè possa risolversi  la
   problematica  in  premessa  evidenziata,  anche   mediante   un
   intervento presso il Ministero competente.» (285)

    PRESIDENTE  Avverto che la stessa sarà iscritta all'ordine  del
  giorno della seduta successiva perchè se ne determini la data  di
  discussione.

   Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno  che nel corso della seduta potrà procedersi a  votazioni
  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Lo Porto


    Seguito della discussione del disegno di legge 'Provvedimenti
              urgenti in materia finanziaria' (845.2/A)

    PRESIDENTE  Si passa al punto secondo dell'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede  al seguito della discussione del disegno  di  legge
   Provvedimenti  urgenti  in  materia finanziaria   (n.  845.2/A),
  iscritto al numero 1). Ricordo che la discussione del disegno  di
  legge  era  stata interrotta nella seduta n. 212  del  19  maggio
  2004,  in sede di esame dell'articolo 12.
   Invito i componenti la II Commissione a prendere posto al  banco
  delle commissioni.
   Si  riprende  l'esame degli articoli e dei relativi  emendamenti
  accantonati nella precedente seduta.
   Si  procede  con  l'articolo 1 e con i relativi emendamenti  già
  comunicati.
   Si  passa al subemendamento 1.8.1 all'emendamento 1.8. Il parere
  della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   L'emendamento 1.8 è pertanto superato.
   Si  passa  all'emendamento  1.9 del  Governo.  Il  parere  della
  Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  1.10 del Governo.  Il  parere  della
  Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  1.11 del Governo.  Il  parere  della
  Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  1.3. del Governo.  Il  parere  della
  Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 1.5. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  1.6. del Governo.  Il  parere  della
  Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  1.7. del Governo.  Il  parere  della
  Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 1.1 dell'onorevole Formica. Il  parere
  della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 1.4. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   L'emendamento 1.2 è assorbito.
   Pongo in votazione l'articolo 1 nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6.
   Comunico  che è stato presentato dal Governo l'emendamento  6.1,
  interamente soppressivo dell'articolo.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7.
   Si  procede  con l'emendamento 7.1 del Governo. Il parere  della
  Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 7 nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 8.
   Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 8.1.

     SPEZIALE   Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  così
  come  concordato in sede di Conferenza dei  Presidenti  dei
  Gruppi   parlamentari,   all'emendamento   8.1   dopo    la
  parola"parere" deve aggiungersi la parola "favorevole".

     PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  l'emendamento   viene
  integrato   con  la  parola  "favorevole".   Non   sorgendo
  osservazioni così resta stabilito.
   Pongo  in  votazione l'emendamento 8.1 nel testo  integrato.  Il
  parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 8 nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                              Articolo 9
                    Piano d'ambito ATO di Trapani

   1.  Al  fine  di  garantire  il migliore  equilibrio  del  piano
  d'ambito  dell'ATO  di  Trapani, il Presidente  della  Regione  è
  autorizzato  a  stipulare  contratti,  conclusi  anche  ai  sensi
  dell'articolo  37  bis della legge 11 febbraio  1994,  n.  109  e
  successive  modifiche ed integrazioni, o subentrare in  contratti
  conclusi  o  in procedure attivate dal Commissario  delegato  per
  l'emergenza  idrica, durante la sua gestione per la realizzazione
  di  un  nuovo  impianto di dissalazione di concezione tecnologica
  avanzata.  Il riparto del costo dell'acqua dissalata fra  Regione
  ed  ATO o società di gestione integrata dovrà tenere conto  delle
  modalità  dell'articolo  3, comma 3,  della  legge  regionale  15
  novembre  1982,  n. 134, come sostituito dall'articolo  88  della
  legge  regionale 16 aprile 2003, n. 4, fino all'entrata a  regime
  dell'ATO.

   2.  Per  le  finalità  di  cui al comma  1  è  autorizzata,  per
  l'esercizio finanziario 2004, la spesa di 100 migliaia  di  euro,
  cui si provvede con parte delle disponibilità dell'UPB 4.2.1.5.2,
  capitolo  215704, accantonamento 1001 del bilancio della  Regione
  per l'esercizio finanziario medesimo.

   3.  Per  gli  esercizi  finanziari  successivi  gli  oneri  sono
  determinati ai sensi della lettera g) dell'articolo 3 della legge
  regionale  27  aprile  1999,  n. 10  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni.

   Comunico  che sono stati presentati dal Governo gli  emendamenti
  9.1 e 9.2.
   Si passa all'emendamento 9.1. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 9.2.

    SPEZIALE  Signor Presidente, vorrei rammentare che in  sede  di
  Conferenza  dei  Presidenti  dei Gruppi  parlamentari  era  stato
  stabilito  che  il Governo avrebbe presentato un  emendamento  di
  riscrittura.

    PRESIDENTE   Onorevole Speziale il Governo  si  è  impegnato  a
  fare una precisazione e non a presentare una riscrittura.

    SCAMMACCA  DELLA  BRUCA ,  assessore  per  i  lavori  pubblici.
  Intervengo   per  chiarire  che  la  precisazione  si   riferisce
  all'emendamento 9.2.

    GIANNOPOLO  Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO   Signor Presidente, onorevoli colleghi.  Intervento
  per   dichiarare  il  mio  voto  contrario  sull'articolo   9   e
  sull'emendamento 9.2.
   Preciso  che  il  mio voto contrario non vuole  essere  un  atto
  contro  la  popolazione  di  Agrigento  o  di  Caltanissetta,  ma
  dobbiamo  constatare il fallimento della costituzione  di  questa
  politica di costruzione degli Ambiti territoriali ottimali,  così
  come sono stati formati nella nostra Regione.
   Posso  qui  dichiarare  che, a mio avviso,  il  Servizio  idrico
  integrato  non  sarà mai gestito dagli A.T.O. perché,  quando  si
  dovrà cominciare a verificare la pratica attuazione su come  deve
  essere gestito un Servizio idrico integrato, ci accorgeremo della
  impossibilità di procedere con questo tipo di gestione.
   Con  l'emendamento  9.2 stiamo stabilendo un principio,  e  cioè
  che  la differenza di costo dovuta alla definizione della tariffa
  attraverso il metodo normalizzato e attraverso il Piano  d'ambito
  è talmente elevata da non potere essere caricata sulle tasche dei
  cittadini.
   Quindi,  la  Regione  si fa carico di una  parte  della  tariffa
  contravvenendo  così  alla  legge   Galli",  la  cui   attuazione
  prevedeva  che  il bilancio doveva essere verificato  sulla  base
  dell'ambito  ottimale,  ed è quel bilancio  che  dovrebbe  essere
  proiettato in termini tariffari e in termini di investimenti  nei
  prossimi trent'anni.
   Qui  noi  stabiliamo, da un lato, l'ambito e dall'altro lato  il
  principio  che la Regione si carica parte della tariffa.  Ma  per
  quale motivo si deve caricare parte della tariffa per le province
  di Agrigento e di Caltanissetta e non anche per le altre province
  che  invece  saranno  chiamate a pagare il 100  per  cento  della
  tariffa?  Il  principio sancito dalla legge   Galli   prevede  la
  copertura del 100 per cento del servizio.
   Il  limite,  allora, sta nel fatto che: 1) la definizione  degli
  ambiti  territoriali  ottimali è avvenuta  su  confini  politico-
  amministrativi;  2)  occorre verificare  come  sono  stati  fatti
  questi  piani  di  gestione, come sono stati  fatti  i  piani  di
  investimento,  come  sono  stati calcolati  gli  ammortamenti  e,
  quindi, come viene fuori la tariffa.
   Piuttosto che procedere a fare tutto questo, invece, il  Governo
  ritiene  di  dovere  intervenire  parzialmente,  a  spizzichi   e
  bocconi.
   Io  posso dire che l'approvazione di questo emendamento  metterà
  nella condizione, le altre province, di richiedere che la Regione
  si  faccia carico anche della differenza di tariffa che  verrebbe
  fuori   a   seguito   dell'applicazione  del  cosiddetto   metodo
  normalizzato.
   Per  questo  ritengo che bisogna procedere ad una programmazione
  di tipo diverso.
   Concludo  sottolineando un altro punto  che  è  fondamentale  ai
  fini della discussione.
   La  gestione  della tariffa, degli investimenti affidata  ad  un
  privato  sta  spostando  il  livello  degli  interessi  e   della
  proiezione  degli  interessi attorno al  servizio  idrico,  dalla
  parte  pubblica alla parte privata. Il privato non può che  agire
  dentro  determinate logiche, la parte pubblica si fa  carico  dei
  costi sociali.
   Qui  il  Governo  ci  propone, da un lato,  la  privatizzazione,
  dall'altro lato, invece, il fatto che si fa carico dei  costi  di
  questa  privatizzazione. Delle due l'una:  o  si  sceglie  l'una,
  sapendo  di doverne pagare tutte le conseguenze fino in fondo,  o
  si  sceglie un'altra linea che è quella di ripensare al modo come
  si stanno attuando questi ATO in Sicilia.
   Per  questa ragione, poiché sono convinto che questo Parlamento,
  se  avrà vita, tornerà ad occuparsi del problema in modo serio  -
  perché  saranno le popolazioni ad imporci una revisione di questa
  politica - propongo al Governo di pensarci subito sin da  adesso,
  piuttosto che procedere in questo modo.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  brevemente  per un chiarimento agli uffici. La norma  così  com'è
  scritta  nell'emendamento 9.2 potrebbe essere  interpretata  come
  forma  di  incentivo  all'impresa;  parliamo,  comunque,  di   un
  intervento con soldi della Regione sull'erogazione dell'acqua.
   Vorrei che ciò fosse chiarito dagli uffici onde evitare che,  se
  dovesse essere approvata così come è scritta, crei problemi, come
  l'impugnativa da parte del Commissario dello Stato.

    PRESIDENTE   Qual  è esattamente la frase a cui  si  riferisce,
  onorevole Acierno?

    ACIERNO   Quella in cui si dice che la Regione  interviene  con
  51 milioni di euro, circa, a fronte delle tariffe dell'erogazione
  dell'acqua.  Se  lo limitiamo ai soggetti privati,  alle  persone
  fisiche,  risolviamo il problema, perché se questo  incide  anche
  sull'erogazione e la fornitura dell'acqua alle imprese ....

    PRESIDENTE   Lei  intende dire di chiarire meglio  in  sede  di
  coordinamento   formale,   onorevole   Acierno.   Non    sorgendo
  osservazioni, resta così stabilito.

    ODDO  Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ODDO    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   una   prima
  osservazione,   per  quanto  concerne  i  dissalatori,   riguarda
  l'esperienza  siciliana in generale, ma dobbiamo  necessariamente
  citare  alcune  esperienze particolari,  come  quella  che  vede,
  proprio  in  queste  ore, gli operai del dissalatore  di  Trapani
  nuovamente in sciopero.
   Costoro  accusano  problemi  serissimi,  Assessore,  per  quanto
  concerne l'approvvigionamento idrico di sei, sette, otto  comuni.
  E' una semplice premessa per fare due brevissime considerazioni.
   La  prima.  Per  la verità non si evince molto la strategia  per
  quanto  concerne  le  questioni  del  secondo  dissalatore  della
  provincia di Trapani, rispetto anche a com'è strutturato l'ambito
  territoriale  ottimale; e mi riferisco soprattutto alle  risorse.
  Credo  che  anche  l'Aula abbia necessità di  capire  -  e  tutto
  sommato  non  si  tratta  di  chissà  quale  aspetto  -  quale  è
  strategicamente  l'intervento,  l'investimento  che  si  fa   col
  secondo  dissalatore  per quanto concerne anche  l'ubicazione  e,
  quindi, per quanto concerne la capacità di servire quali e quanti
  comuni. Ritengo che sarebbe opportuno sapere ciò prima ancora  di
  passare alla votazione dell'emendamento 9.2.
   La seconda questione riguarda un aspetto che io non ho capito  e
  non solo lo dico molto schiettamente, ma anzi lo sottolineo.
   Non  possiamo,  secondo me, articolare l'emendamento  9.2  senza
  tenere conto degli ATO che sono proprio quelli dove l' 80 o il 75
  per  cento  circa,  se  non  erro  -  mi  correggerà  sicuramente
  l'assessore Scammacca della Bruca -, è garantito dai dissalatori.
  Pertanto,  sul costo della produzione rispetto a quello  che  noi
  intendiamo fare- e che io non ripeto in quanto lo hanno già detto
  i  colleghi  ma lo potrei riprendere solo per quanto concerne  la
  questione  del titolo - dobbiamo garantire l'equilibrio economico
  gestionale dei piani di ambiti.
   E  dunque  mettiamo  a  disposizione  circa  100  miliardi.  Poi
  evidentemente  il  collega Acierno farà alcune  precisazioni  per
  quanto concerne le modalità di erogazione di queste somme, ma non
  si  capisce  come  mai  ci  limitiamo, semplicemente  per  quanto
  concerne gli ATO e l'equilibrio economico gestionale, a due  sole
  province.
   Il   collega   Giannopolo  diceva  che  non  ha  niente   contro
  l'equilibrio  economico  gestionale di  quegli  ATO.  Ma  non  si
  capisce  come  mai  in  una realtà, per esempio  come  quella  di
  Trapani  -  e  con  questo non voglio fare il  rappresentante  di
  collegio -, proprio partendo dall'esperienza del dissalatore, dal
  costo della produzione di quel dissalatore, che è molto elevato e
  che  sta  comportando serie difficoltà per quanto concerne  anche
  appunto  gli  operai in sciopero perchè non pagati  regolarmente,
  noi  comunque non facciamo una analisi più appropriata per quanto
  concerne l'intervento sull'equilibrio economico gestionale.
   Quindi pongo questa considerazione in maniera costruttiva;  cioè
  dico  vediamo se anche in questo invece un ulteriore  momento  di
  riflessione  non possa portare ad una scelta  più equa,  rispetto
  anche a quelle che sono le dinamiche degli ATO in Sicilia.

    CAPODOCASA  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io  non
  capisco  la  ratio di questo emendamento; o meglio mi sembra  una
  superfetazione inutile rispetto al comma 3 dell'articolo 3  della
  legge  134. Il comma 3 aveva già stabilito, piaccia o no, che   a
  decorrere  dalla  data di attivazione della gestione  di  sistemi
  acquedottistici  sovrambito la tariffa  relativa  alla  fornitura
  dell'acqua   dissalata  per  le  utenze  civili  -  sto   citando
  testualmente  - non può essere superiore a quella  applicata  dal
  soggetto   gestore   dello  stesso  sistema  per   la   fornitura
  idropotabile  all'ingrosso agli Ambiti territoriali  ottimali  di
  pertinenza.
   Non  continuo  a  leggere l'articolo perchè credo  che  sia  già
  chiaro lo spirito della legge.
   La   legge  vuole  garantire  il  cittadino,  sia  che  viva  ad
  Agrigento,  sia che viva a Trapani, sia che viva a  Catania,  nel
  suo  diritto di avere erogata l'acqua a un costo uguale  sia  che
  venga  fornita  attraverso  la produzione  industriale  -  quindi
  attraverso  il dissalatore - sia che venga fornita attraverso  la
  captazione  e  l'adduzione dalle sorgenti, e questo  per  evitare
  sperequazioni.  Io  non ho nessuna responsabilità  del  fatto  di
  essere  nato  ad  Agrigento e perciò, per tal  fatto,  non  posso
  essere gravato di un onere aggiuntivo dovuto al fatto che l'acqua
  fornita, viene fornita attraverso la dissalazione che comporta un
  costo superiore.
   Quindi  il maggiore costo della dissalazione, dice la legge,  va
  a  carico  della  Regione.  Perché il  Governo  introduce  questa
  ulteriore specificazione considerato che la legge-madre è  la  n.
  134  come  novellato al terzo comma dell'articolo 88 della  legge
  4/2003?.  Queste cose sono state stabilite appena l'anno  scorso:
  laddove c'è un maggiore onere dovuto alla dissalazione dell'acqua
  la Regione si fa carico della differenza nella tariffazione.
   Pertanto  mi sembra inutile inserire questa ulteriore specifica,
  in quanto farebbe apparire che vi è una sorta di privilegio per i
  cittadini di Caltanissetta ed Agrigento, cosa che invece  non  è,
  perché   l'articolo   verrebbe  esattamente   a   perequare   una
  sperequazione a loro danno.
   La  riterrei  inutile a meno che l'assessore non ci spieghi  che
  ci sono ragioni tecniche necessarie per farlo.
   Altra  cosa è quanto sostenuto dall'onorevole Giannopolo  -  che
  io  condivido  -, e cioè che questo intervento è  dovuto  ad  una
  ripartizione  in ATO della Regione siciliana che  per  la  verità
  appare  incongrua,  troppo  frammentata;  così  una  provincia  è
  obbligata ad approvvigionarsi a Gela (che appartiene ad  un'altra
  provincia) e, quindi, a quel punto si deve fare un intervento che
  appare  mirato,  mentre  invece questa differenza  tariffaria  si
  potrebbe  spalmare  su  un  ambito territoriale  più  vasto,  non
  caricando  sulla fiscalità generale un maggiore costo che  invece
  deve  essere  caricato  sull'utenza,  che  è  una  cosa  un   po'
  differente  rispetto a quello che andrebbe fatto  trattandosi  di
  tariffa e non di tassa.
   Un   ultima  cosa  sull'articolo  9.  Non  capisco  perché   con
  l'articolo  9  viene attribuita al Presidente  della  Regione  la
  competenza a stipulare contratti, anche quelli conclusi ai  sensi
  dell'articolo  37,  e  a  subentrare  a  contratti  conclusi  con
  procedure attivate per fare il dissalatore.

    PAGANO   assessore  per il bilancio e le finanze.  E'  comunque
  competente il Presidente.

    CAPODICASA    Sì,   assessore  Pagano,   il   Commissario   per
  l'emergenza  idrica  ha titolo per farlo, e non  c'è  bisogno  di
  alcuna  legge  che lo precisi dato che i poteri gli derivano  già
  dalla  legge,  e  le assicuro, assessore, che sono  poteri  molto
  ampi.   Si   può   derogare  a  tutto  salvo  che   ai   principi
  dell'ordinamento
   Forse mi si vuol dire che a fine anno il Commissario cesserà  di
  avere competenza perché cesserà l'emergenza idrica? Ma allora  le
  competenze  vanno messe a capo dell'assessore ai lavori  pubblici
  che ha la competenza per farlo.
   Questo   Presidente  onnivoro,  che  porta   tutto   a   Palazzo
  d'Orleans, che stipula contratti, firma, subentra, non è  più  il
  Presidente  della  Regione,  è  un  asso  piglia  tutto  che  sta
  espropriando tutti gli assessorati di tutti i loro poteri
   La  competenza  sull'acqua  è dell'Assessore.  Solo  casualmente
  tale  carica  è rivestita dall'onorevole Cuffaro. Quando  non  ci
  sarà  più  il  Commissario per l'emergenza idrica, la  competenza
  rimarrà  al Presidente della Regione che è lo stesso Cuffaro,  ma
  fino  ad allora la competenza per l'acqua nella Regione siciliana
  è  dell'Assessore; quindi, andrebbe affidata all'Assessore per  i
  lavori  pubblici  che, ripeto,  come è  noto,  ha  competenza  in
  materia.
      Pertanto,  ritengo  veramente  impropria  la  procedura
      adottata.

    SCAMMACCA DELLA BRUCA, assessore per i lavori pubblici.  Chiedo
  di parlare per una replica.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SCAMMACCA  DELLA  BRUCA .  assessore  per  i  lavori  pubblici.
  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi,   comincerò  dalla  fine
  dell'intervento   dell'onorevole  Capodicasa  laddove   dice   di
  delegare  il sottoscritto, o comunque chiunque ricopra la  carica
  di  assessore per i lavori pubblici, piuttosto che il  Presidente
  della Regione. Ovviamente non ho nulla da obiettare perché è vero
  che la competenza della regimazione delle acque in questa Regione
  compete all'Assessorato, quindi, nessun problema in questo senso.
   Tuttavia,  ciò  che  mi preme spiegare è  che  l'articolo  9  si
  compone di due parti fondamentali: la prima, che è una previsione
  basata  sul  project financing, vale a dire   la  possibilità  di
  attivare   procedure  in  finanza  di  progetto  per  l'eventuale
  realizzazione di un nuovo dissalatore a Trapani, ...

    CAPODICASA  Questo lo deve fare lei, Assessore.

    SCAMMACCA  DELLA  BRUCA, assessore per  i  lavori  pubblici.  E
  siccome   potrebbe verificarsi l'ipotesi che il  Commissario  per
  l'emergenza abbia attivato procedure in questo senso, il subentro
  è  dovuto  per  legge.  Inoltre, ricordo  a  me  stesso,  che  il
  Commissario  per  l'emergenza  non può  impegnare  risorse  della
  Regione siciliana ...

    CAPODICASA  L'abbiamo fatto parecchie volte.

    SCAMMACCA DELLA BRUCA, assessore per i lavori pubblici.  Non  è
  esatto,  può  impegnare  le  somme per  finanziare  un'opera.  Il
  progetto  di  finanza è una spesa ricorrente  che  dura  dieci  o
  vent'anni  e non esiste alcuna norma che consenta al commissario,
  organo  statale  peraltro,  di impegnare  le  nostre  finanze  in
  un'eventuale  spesa  di  acquisto  di  acqua  dissalata  con   un
  contratto di progetto ...

    CAPODICASA  Allora si mette in capo all'Assessore per i  lavori
  pubblici

    SCAMMACCA  DELLA  BRUCA, assessore per i  lavori  pubblici.  Da
  questo punto di vista, nessun problema.
   Questa  è  una norma che consente semplicemente di attivare  con
  rapidità  procedure  che  hanno lo scopo  di  valutare  eventuali
  proposte  di realizzazione di un nuovo dissalatore in  regime  di
  finanza di progetto.
   Per   quanto  riguarda  invece  la  questione  degli   equilibri
  economici degli ATO, non vi è alcun gravame, a parte i 51 milioni
  di euro spalmati in sei anni. E non capisco come  ciò possa avere
  a che fare con la tariffa che ricade sul cittadino. Anzi, proprio
  al  fine  di evitare ciò - e mi consenta di accettare le critiche
  rispetto  al  fatto  che  in  Sicilia abbiamo  troppi  ATO,  l'ho
  dichiarato  più  volte - visti i  tempi ristretti  in  cui  siamo
  chiamati ad operare.. Lei sa bene infatti  che se noi entro il 31
  dicembre di quest'anno non avessimo identificato i gestori  degli
  ATO,  saremmo incorsi in gravissimi rischi in termini di recupero
  di  fondi  europei e probabilmente avremmo vanificato i tentativi
  di risolvere i problemi del settore idrico in questa Regione.
   Pertanto,   si  è  valutato  che la  procedura  più  rapida  per
  portare i piani di ambito già approvati dagli ATO di Agrigento  e
  Caltanissetta agli stessi valori di bancabilità, e quindi  più  o
  meno  ai  tassi  di rendimento a breve e a lungo termine,  quindi
  tassi  di appetibilità finanziaria, imprenditoriale e gestionale,
  al  fine  di  non scaricare almeno il  doppio della  tariffa  sui
  primi  sei  anni  che sono quelli sui quali si fanno  i  maggiori
  investimenti,   l'unica  maniera  -  cosa  che  avrebbe   colpito
  ingiustamente  la  popolazione - era quella di  fare  uno  sforzo
  finanziario da parte della Regione che consentisse di  uniformare
  le tariffe di vendita  sostanzialmente in tutto il territorio.
   Per  quanto  attiene al famoso articolo 3, della legge  134  del
  1988,  noi non innoviamo niente, diciamo che lo possiamo  erogare
  con  quelle modalità, perché non è tanto la ripartizione  tra  la
  tariffa  fissa  di  0,568 euro per metro  cubo  ed  il  costo  di
  produzione  della dissalata, quanto la modalità  che  è  prevista
  nell'articolo  88 di una possibile costituzione  di  una  società
  pubblica  che  funga da vero e proprio calmiere del mercato.  Noi
  infatti abbiamo forniture di acqua nella Sicilia occidentale,  in
  gran  parte da Sicilia Acque, quasi al 100 per cento, mentre  del
  70  per  cento   è la dissalazione  nella Sicilia  orientale,  in
  quanto abbiamo altro tipo di fornitori.
   Questo  tipo di società, ove lo si volesse -  non è obbligatorio
  infatti  costituirla -, potrebbe fungere da calmiere,  nel  senso
  che  sarebbe  una  società assolutamente pubblica,  che  dovrebbe
  acquistare  il  prodotto  da  tutti  i  produttori,  e  cioè  dal
  sovrambito, per intenderci, e distribuire le risorse, in  termini
  di prezzo e di quantità, per cittadino, ai singoli ATO.
   Posto  che  la politica pur criticabile che tutti insieme  nella
  precedente  legislatura  ci siamo trovati  a  fare,  diciamo  una
  sorta  di  polverizzazione degli ATO, ha fatto sì che in  Sicilia
  si abbia un sistema diverso dal resto d'Italia, abbiamo, appunto,
  il   sovrambito  di  produzione  e  l'ambito  che   è   di   mera
  distribuzione e commercializzazione locale.
   Tutte  queste  cose  insieme  hanno portato  alla  necessità  di
  prevedere   uno    specifico   investimento   per   Agrigento   e
  Caltanissetta.
   Vorrei  ribadire  inoltre  che c'è stato  oggi,  nell'ambito  di
  quella   Conferenza   dei  Capigruppo  che   ricordava   poc'anzi
  l'onorevole  Speziale, un preciso impegno  del  Presidente  della
  Regione - e  non vi è motivo per cui io non lo faccia mio -,  che
  questa  è  una norma assolutamente limitata al disagio  economico
  del bilancio dell'ATO di Agrigento e Caltanissetta. Questi ultimi
  sono   gli  unici  due che avevano dei parametri  tali  da  farci
  prevedere l'assoluta assenza di offerte alla gara per la  ricerca
  del gestore. Cosa che ci avrebbe creato non poche difficoltà.
   Con  questo  investimento, i dati si allineano  a  quelli  degli
  altri  ATO, E siccome abbiamo già ricevuto alcune offerte  valide
  per altri ATO,  Enna non so se è stata aggiudicata, ma certo è in
  preaggiudicazione. Palermo, l'offerta c'è stata ed altre province
  si  avviano ad averle. Signor Presidente, questa è la motivazione
  per cui si è dovuto intervenire in questo senso.  Spero di essere
  stato esauriente. La materia non è molto lineare. Sono comunque a
  disposizione per ulteriori chiarimenti.

    PRESIDENTE  Si passa all'emendamento 9.2 del Governo. Lo  pongo
  in votazione.
   Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                         (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 9 nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                         (E' approvato)

   Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                               Articolo 10
             Certificazione della qualità edilizia degli
                              immobili

         1.  Nell'ambito  della Regione  viene  istituita  la
      certificazione della qualità edilizia e abitativa  allo
      scopo   di   valorizzare   il  patrimonio   immobiliare
      esistente e garantire la sicurezza delle costruzioni  e
      dei loro complessi.

         2.  La  certificazione della qualità degli immobili,
      in   tutti   i  casi  in  cui  ne  viene  prevista   la
      utilizzazione,   costituisce   specifico   titolo    di
      priorità  ai  fini  dell'ammissione alle  agevolazioni,
      provvidenze     e    facilitazioni    economiche     ed
      amministrative previste dalle normative vigenti.

         3.  Per  gli edifici esistenti la certificazione  va
      presentata   agli   uffici   tecnici   comunali   prima
      dell'inizio   dei   lavori  quale  attestazione   della
      qualità   statica   e   impiantistica,   geologica    e
      geotecnica, legale e urbanistica, storica e  ambientale
      della costruzione nello stato in cui si trova.

         4.   Con   decreto  del  Presidente  della  Regione,
      adottato  su proposta dell'Assessore per il  territorio
      e  l'ambiente, sono definiti i contenuti, le modalità e
      i    parametri   per   l'attribuzione   del    predetto
      riconoscimento.

         5.  Con  decreto  del Presidente  della  Regione  si
      provvede  al  riconoscimento delle società  autorizzate
      al  rilascio  della  predetta  certificazione.  Possono
      ottenere  il  riconoscimento le  società  operanti  nel
      territorio dell'Unione europea che abbiano svolto,  per
      un  periodo  di  almeno cinque anni,  analoga  attività
      ovvero  quelle  di nuova costituzione  che  abbiano  al
      proprio interno soggetti che, per un periodo di  almeno
      dieci  anni,  abbiano  svolto analoga  attività  ovvero
      attività  di  certificazione  di  qualità  nel  settore
      merceologico  o abbiano una documentata esperienza  nei
      settori predetti.

   Comunico che è stato presentato l'emendamento soppressivo  10.1,
  dell'onorevole Beninati.

     BENINATI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BENINATI  Signor Presidente, intervengo sull'emendamento da  me
  proposto   per   chiarire  il  motivo  della  sua  presentazione.
  Certamente  esso  non  è contro la materia,  ma  desidero  che  i
  colleghi gentilmente ascoltino.
   La  Commissione, all'unanimità, non certamente a maggioranza, ha
  ritenuto  che questa non è materia di  variazioni o,  per  meglio
  dire, non è stata considerata  come un provvedimento urgente  dal
  punto  di vista finanziario; tanto più che esiste  in Commissione
  un argomento molto simile  a questo.
   Pertanto,   per questo  motivo  principalmente, ma  ve  ne  sono
  anche  altri  che  ci hanno fatto ritenere di dover  approfondire
  tale  norma.  Se così non fosse, certamente  questa norma  creerà
  non  pochi  problemi a tutto il contesto del  rilascio  di  nuove
  concessioni  edilizie  e della situazioni  in  corso.  E  non  si
  capisce  perchè si dovrebbe procedere in tale direzione.
   In  tal modo appensantiremmo ancora di più il privato o chiunque
  altro  di  un  qualcosa  che non ha alcun  presupposto  normativo
  nazionale;  è  un  presupposto  che  la  Regione  Sicilia   vuole
  inserire,  non  è  una norma del fascicolo del fabbricato  perchè
  tale  non  è,  è  un  qualcosa che certamente  nasce  e  andrebbe
  chiarito  in  più articoli. E non si capisce il perchè  di  tutto
  questo.
   Qui   viene riproposto un emendamento che di sostitutivo non  so
  cosa abbia, me ne dispiace, ma purtroppo si poteva a questo punto
  non   far   nulla   e  votare  questo.  Forse  l'emendamento   di
  riscrittura del Governo cambierà un po' le cose ma certamente non
  cambierà la natura dell'articolo 10.
   Pertanto,  invito il Presidente dell'Assemblea, a far rispettare
  le  decisioni  della Commissione di merito che aveva mandato  nei
  termini   regolamentari   il  proprio   parere   su   tutti   gli
  emendamenti, tra cui anche questo, e la stessa aveva invitato  la
  Commissione Bilancio a non trattarlo. Nonostante ciò, lo  ritrovo
  qui,  lo ritrovo come emendamento 10 ter. Pertanto, annunzio  che
  in caso di votazione, il mio voto sarà assolutamente contrario.

    PRESIDENTE  Onorevole Beninati, il suo emendamento  è  superato
  dalla  riscrittura del Governo che rende, per la verità,  diverso
  il   concetto,  diventa  facoltativo.  Io  mi  associo  alle  sue
  perplessità, ma non è mio compito esprimere un'opinione  politica
  in  questo  momento.  La  Commissione però  deve  spiegarci  cosa
  intende fare.

    SAVONA   vicepresidente della Commissione e relatore.  Dichiaro
  di ritirarlo.

    PRESIDENTE     Pongo   in   votazione    l'emendamento    10.1,
  dell'onorevole  Beninati. Chi è favorevole resti  seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:

                              Articolo 11
              Partecipazione al costo delle prestazioni
                              sanitarie

         1.  L'articolo 7 della legge regionale  30  dicembre
         2003, n. 21, è così sostituito:

         '1.   Nell'ambito  della  Regione   le   prestazioni
      sanitarie    sono   assoggettate    al    sistema    di
      partecipazione al costo da parte degli assistiti.'.

         2.  Il  regime delle esenzioni è basato sul  sistema
      dell'indicatore della situazione economica  equivalente
      -  ISEE  e l'Assessore regionale per la sanità provvede
      con    proprio    decreto   a   fissare    il    valore
      dell'indicatore della situazione economica  equivalente
      al  di  sotto  del  quale si applica  il  regime  della
      esenzione   dalla   partecipazione   al   costo   delle
      prestazioni  sanitarie. L'esenzione potrà essere  fatta
      valere  solo previa esibizione di idonea certificazione
      ISEE da parte degli aventi diritto.

         3.  Con  il  medesimo  provvedimento  viene  fissato
      l'importo  del  ticket per tipologia,  per  i  soggetti
      appartenenti  a  nuclei  familiari  ISEE  superiore  al
      valore fissato ai sensi del comma che precede.

         4.   Restano   ferme  le  esenzioni  per   patologia
      previste   dalle  disposizioni  nazionali  e  regionali
      nonché  quelle  che non rientrano nelle  previsioni  di
      cui al comma 1.

         5.  Le  richieste di prestazioni relative a  branche
      specialistiche  diverse  devono  essere  formulate   su
      ricette  distinte. Ogni ricetta può contenere  fino  ad
      un  massimo di otto prestazioni della medesima  branca,
      con   esclusione   dei  percorsi  riabilitativi   della
      fisiocinesiterapia.

         6.  I  commi  2  e  4 dell'articolo  9  della  legge
         regionale 26 marzo 2002, n. 2, sono abrogati.

         7.   Al   fine   di   raggiungere  l'autosufficienza
      regionale  del  sangue ed emoderivati,  in  particolare
      per  sopperire alla carenza dei periodi critici  estivi
      ed  invernali, l'Assessorato regionale alla sanità,  in
      coordinamento  con i rappresentanti delle  associazioni
      e/o   federazioni  più  rappresentative   operanti   in
      Sicilia,  è  autorizzato a promuovere campagne  annuali
      regionali  di formazione e promozione per la  donazione
      del   sangue,   cui   si  provvede   a   valere   sulle
      disponibilità dell'UPB 10.2.1.3.2, capitolo 413716.

         8.  Sono  esenti totalmente dalla corresponsione  di
         una quota ticket per confezione:

         -  orfani  e  vedove  di  guerra  e  delle  missioni
         militari di pace all'estero;

         -   orfani  e  vedove  di  vittime  di  missioni  di
         volontariato all'estero.

   Comunico  che  è   stato  presentato  l'emendamento  11.1,   del
  Governo. Il parere della Commissione?

     SAVONA   vicepresidente  della Commissione  e  relatore.
    Favorevole.

  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
  contrario si alzi.

                          (E' approvato)

    PRESIDDENTE  Si passa all'emendamento 11.2 del Governo.

    GIANNOPOLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  capisco  lo
  sforzo  del Governo di mitigare l'autoattribuzione dell'Assessore
  al  ramo di applicare una tassa - in quanto il ticket è una tassa
  -.  Cosa che è davvero singolare in quanto a livello nazionale  e
  nel sistema ordinamentale e tributario l'applicazione delle tasse
  e  dei  tributi  è  di  competenza delle Aule  parlamentari,  dei
  consigli  comunali, dei consigli provinciali; invece, in Sicilia,
  il  Governo   vuole applicarei ticket con decreto, nella  misura,
  nelle modalità e  negli importi che più ritiene opportuni.
   Adesso  il Governo mitiga il tutto dicendo che quel decreto  che
  fissa  l'importo  dei ticket, le modalità e  via  di  seguito  va
  sottoposto  al parere della Commissione. E' già un leggero  passo
  in  avanti, ma penso che la  misura, l'importo dei ticket, i tipi
  di  esenzione, e la fascia sociale di riferimento debbano  essere
  stabiliti   da  questo  Parlamento.  E  del  resto   vi   è   una
  contraddizione all'interno dell'articolo perché già nello  stesso
  sono stabilite  alcune esenzioni.
   Ritengo  dunque  che vada tolto completamente il riferimento  al
  decreto dell'Assessore e si debba lasciare tutto il resto che  va
  bene.   Avere   introdotto  il  criterio  dell'ISEE   infatti   è
  sicuramente  un  passo  in  avanti,   perché  quest'ultimo  è  un
  criterio   molto  più  oggettivo  e  attendibile  rispetto   alle
  cosiddette  autodichiarazioni che tanti guasti e tanti  problemi,
  anche  di carattere giudiziario, stanno creando. Per tali motivi,
  sono contrario all'emendamento.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 11.2 del  Governo.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    CAPODICASA   Chiedo  di  parlare  sull'articolo  11   nel   suo
  complesso.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  perché  non
  passi  inosservato il metodo, argomento peraltro  introdotto  già
  dall'onorevole  Giannopolo.  Si tratta  di  argomento  abbastanza
  pesante,  ancorché  presentato in una forma edulcorata.  Un  tale
  tentativo  il Governo l'ha già fatto più volte, per  lo  meno  in
  altre  due  leggi  finanziarie, e cioè quello  di  introdurre  la
  competenza  dell'Assessore regionale per la sanità in riferimento
  alla  definizione  del ticket nel settore della  sanità   con  le
  relative esenzioni.
   Considero  tale  operato un vulnus perché, in  effetti,  qui  ha
  ragione l'onorevole Giannopolo,  si tratta di tassa e le tasse le
  dispongono  le Assemblee elettive, ai vari livelli. E trattandosi
  peraltro  di  una tassa in un settore delicatissimo quale  quello
  della  sanità   la  compartecipazione  alla  spesa  che  qui   si
  introduce   è una tassa che si inserisce  nel servizio  sanitario
  per  quanto  concerne  l'assistenza farmaceutica,  ma  anche  per
  quanto concerne le prestazioni sanitarie, diagnostiche e non.
     Questo tipo di intervento avviene in una materia, quella della
  salute,  che  è estremamente delicata e riguarda direttamente  il
  cittadino.
     Allora,  capisco  la difficoltà del Governo,  che  dopo  avere
  sfondato  le casse regionali in materia di sanità cerca di  porre
  un  rimedio e lo vuole fare nel modo meno appariscente possibile.
  E  il  modo  meno appariscente possibile è quello di farlo  nella
  stanza  dell'Assessore alla sanità, magari con  l'assistenza  del
  suo  capo  di  gabinetto  senza che  occhi  indiscreti  vedano  e
  orecchie  indiscrete  sentano. E quindi,   anzichè  farlo  in  un
  parlamento, con un dibattito pubblico laddove si possano evincere
  le  infauste scelte che in materia vengono fatte, il Governo  che
  cosa fa? Siccome c'è una volontà ormai definita dalla maggioranza
  e  del Governo di chiedere - come è avvenuto già in passato -  di
  soprassedere  a  questa scelta,  il  Governo ha  già   fatto  due
  tentativi  che  sono  andati  a  vuoto.  Infatti  nel  corso  del
  dibattito che si è avuto in Commissione, il Governo si è convinto
  dell'errore   che  stava  commettendo.  Oggi   però   insiste   e
  l'Assessore  per  il bilancio e le finanze attribuisce  a  questa
  scelta  quasi una sorta di valore palingenetico, come  se  questo
  potesse risolvere tutti i problemi finanziari.
     A mio avviso, si risolverà ancora una volta tutto in una bolla
  di sapone ma intanto  avremo penalizzato i nostri cittadini in un
  momento  così  delicato  della  loro  vita,  allorquando   devono
  ricorrere al servizio sanitario con un aggravio di costi che  non
  tutti si possono permettere.
   Va  detto  che  proprio  nel settore  farmaceutico   il  decreto
  dell'Assessore  alla  sanità stabilisce  che  entro  il  mese  di
  agosto, una volta esaurito il budget nel settore farmaceutico  da
  parte  delle  AUSL,  bisogna  passare  all'assistenza  indiretta;
  diciamo  subito  perchè  l'Assessore per  la  sanità  lo  ha  già
  dichiarato, che al 30 aprile ben due province, ben due  direttori
  generali   hanno  fatto  richiesta  di  anticipare  il  passaggio
  all'indiretta,  parliamo dell'AUSL di  Trapani  e  di  quella  di
  Messina. Il budget che doveva essere esaurito entro agosto è  già
  stato  esaurito entro il 30 aprile e solo ragioni di  opportunità
  elettorale  hanno  fatto intervenire il Governo  per  dire  no  e
  disporre   di  fare  la  stessa  cosa  dopo  il  13  di   giugno.
  Probabilmente, la scelta è talmente traumatica e di tale  impatto
  negativo  sulla  popolazione che si temono anche  i  risvolti  di
  natura elettorale.
   Allora,   questo  ritardo  nel  prendere  atto   comporterà   un
  ulteriore buco nel settore della sanità. Ma vi rendete conto  dei
  danni che state commettendo e che c'è bisogno di mettere mano  al
  settore della sanità per coprire il deficit e procedere invece  a
  riforme  strutturali?  Cosa  che voi  invece  non  fate?  Allora,
  siccome mi pare che si continua ad insistere su questo argomento,
  vale  la  pena  sottolinearlo  ed   avremo  altre  occasioni  per
  ribadirlo.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor Presidente, credo invece che la  norma  e  gli
  emendamenti  che  abbiamo già approvato vadano  esattamente,  con
  tutto   il   rispetto,  in  senso  contrario  a  quanto   esposto
  dall'onorevole  Capodicasa.  Intanto  perchè  non  esiste  questa
  stanza  segreta  tra un Assessore e il suo Capo di  Gabinetto.  E
  nell'emendamento  11.2 è espressamente scritto  ed  è  stato  già
  approvato  da  questa  Aula:  'previo  parere  favorevole   della
  competente  Commissione'. Il che significa che  qualunque  scelta
  sui ticket verrà fatta e proposta dall'Assessore regionale per la
  sanità  ma  dovrà passare al vaglio della competente  Commissione
  legislativa  permanente.  Il che vuol dire  che  non  c'è  alcuna
  stanza  segreta  ma  che i rappresentanti  del  popolo  siciliano
  dovranno dare parere favorevole a quella impostazione.
   Seconda  cosa  inesatta.  Noi stiamo, con  grande  sacrificio  e
  grandi  difficoltà,  facendo un'opera  di  vero  risanamento  del
  bilancio  della  Regione   e sappiamo  che  quando  si  parla  di
  risanamento  del bilancio il primo argomento di cui si  tratta  è
  sempre quello della sanità  e l'articolo 11 del disegno di  legge
  in esame vuole semplicemente ribadire un concetto: primo,  sono i
  poveri,  le  persone  che non hanno i mezzi  finanziari,  i  veri
  poveri,  che  verranno esentati dal ticket e non i finti  poveri
  Quello  che attualmente sta succedendo nella Regione siciliana  è
  che  i  finti poveri rilasciano certificazioni false  dichiarando
  di  essere  non  abbienti  di modo  che   non  pagano  il  ticket
  aggravando  così  il  costo dei farmaci che  ricade  sulla  spesa
  sanitaria  della Regione e non permettendo in tal  modo  ai  veri
  poveri  di usufruire dei farmaci. E questo è il primo significato
  dell'articolo 11.
     Il  secondo  è  che  chi è esente secondo la  legge  nazionale
  rimane tale anche per la normativa regionale.
     Credo sia stato fatto un buon lavoro perchè con l'articolo  11
  noi  garantiremo i farmaci a chi ne ha veramente diritto e in più
  otterremo  un contenimento complessivo della spesa sanitaria  che
  grava sul bilancio della Regione.

    PRESIDENTE   Pongo  in  votazione  l'articolo  11   nel   testo
  risultante.  Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE  Si passa all'articolo 12.  Ne do lettura.

                              Articolo 12
            Fondazioni - Centri di eccellenza di Catania,
                          Messina e Palermo

         1.   La   Regione   concorre  alla  formazione   del
      patrimonio  delle  fondazioni di cui  all'articolo  76,
      comma  2, della legge regionale 16 aprile 2003,  n.  4,
      mediante  l'assegnazione dell'importo di  150  migliaia
      di euro per ciascuna fondazione.

         2.  Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata,
      per  l'esercizio finanziario 2004, la spesa con vincolo
      di  specifica destinazione di 450 migliaia di euro, cui
      si  fa  fronte  con parte delle disponibilità  dell'UPB
      4.2.1.5.2,  capitolo  215704, accantonamento  1001  del
      bilancio   della  Regione  siciliana  per   l'esercizio
      finanziario medesimo.

      Lo  pongo in votazione. Chi è favorevole resti  seduto,
    chi è contrario si alzi.

                      (E' approvato)

     PRESIDENTE  Si passa all'articolo 13. Ne do lettura.

                                     Articolo 13
                                 Tetti di spesa

         1.  All'articolo 25 della legge regionale 16  aprile
      2003, n. 4 e successive modifiche ed integrazioni  sono
      apportate le seguenti modifiche:

         a)  dopo  il  comma  1  bis è aggiunto  il  seguente
         comma:

         '1  ter.  I direttori generali che non rispettano  i
      tetti  di  spesa  previsti dal  comma  1  del  presente
      articolo  possono  essere  rimossi  dall'incarico   con
      delibera    della   Giunta   regionale,   su   proposta
      dell'Assessore regionale per la Sanità.'.

         b) dopo il comma 5 è aggiunto il seguente comma:

         '5    bis.    Qualsiasi    disposizione    o    atto
      amministrativo     assessoriale     o      dirigenziale
      dell'Assessorato  regionale  della  sanità  che   possa
      comportare  oneri  diretti o  indiretti  a  carico  del
      bilancio   della   Regione   siciliana   deve    essere
      pubblicato  sulla  Gazzetta  Ufficiale  della   Regione
      siciliana   e,  se  con  oneri  a  carico   del   Fondo
      sanitario,  deve essere vistato dal dirigente  generale
      del  dipartimento regionale Fondo sanitario, assistenza
      sanitaria ed ospedaliera, igiene pubblica.'

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   dal Governo: 13.2 e 13.3, di riscrittura dell'articolo;
   dall'onorevole Mercadante: 13.1.
        -
   L'emendamento  13.2 è di riscrittura ed assorbe  sia  l'articolo
  che  gli  altri  emendamenti.  Lo  pongo  in  votazione.  Chi   è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pertanto gli emendamenti 13.1 e 13.2 sono assorbiti.

   Si passa all'articolo 14. Ne do lettura.

                              Articolo 14
                          Farmacie rurali

         1.  Per  le  finalità dell'articolo 27  della  legge
      regionale  5  gennaio 1999, n. 4,  è  autorizzata,  per
      l'esercizio finanziario 2004, la spesa di 200  migliaia
      di  euro,  al  cui  onere si provvede con  parte  delle
      disponibilità  dell'UPB  4.2.1.5.2,  capitolo   215704,
      accantonamento  1001  del bilancio  della  Regione  per
      l'esercizio finanziario medesimo.

    PRESIDENTE   Comunico  che  sono stati  presentati  i  seguenti
  emendamenti:

        -   dalla   Commissione:  14.3,  interamente  soppressivo
      dell'articolo;
        - dall'onorevole Beninati: 14.1, 14.2 e 14.5;
        - dall'onorevole Ardizzone:  14.4.

    SAVONA   vicepresidente della  Commissione e relatore. Dichiaro
  di ritirare l'emendamento 14.3.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
     Pongo in votazione l'emendamento 14.5. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Gli emendamenti 14.1 e 14.2 sono assorbiti.
   Si passa all'emendamento 14.4.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 14 nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:

                             Articolo 15
                    Recupero posizioni creditorie

         1.  Il  Comitato di gestione del fondo di  rotazione
      dell'E.S.A.  è  autorizzato  a  determinare   modalità,
      termini  e  procedure di recupero, mediante transazione
      a  saldo e stralcio di quelle posizioni creditorie  che
      risultano  da oltre dieci anni in stato di  sofferenza,
      ovvero di difficile o impossibile esigibilità e per  le
      quali  gli  originari  beneficiari,  o  i  loro  aventi
      causa,   inoltrino  apposita  richiesta.  E'   inoltre,
      facoltà  del  Comitato  di  gestione  stabilire   quali
      partite   ammettere  a  transazione   soprattutto   con
      riferimento  alla vetustà di esse. Non  sarà  possibile
      dare  luogo a transazioni se non attraverso il recupero
      dell'intera   sorte  capitale,  delle   spese   legali,
      eventualmente sostenute dal fondo di rotazione e  degli
      interessi legali ricalcolati con riferimento  al  tasso
      legale  vigente  al  momento del pagamento.  Il  debito
      potrà  essere  dilazionato  in  un  massimo  di  cinque
      annualità con un piano di ammortamento calcolato  sulla
      base del tasso legale di mora vigente.

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:

                             Articolo 16
                         Adeguamento importi

         1.  A favore dei destinatari di cui all'articolo  12
      della   legge   regionale  23  maggio  1991,   n.   36,
      all'articolo  3 della legge regionale 10 ottobre  1994,
      n.  35,  all'articolo 43 della legge regionale 7 agosto
      1997,  n. 30 e della legge regionale 28 novembre  2002,
      n.   21,  che  hanno  avuto  rettificato  dall'INPS   o
      dall'autorità   giudiziaria  la  retribuzione   globale
      percepita,  l'adeguamento degli importi  della  rendita
      decorre  dalla data di erogazione della rendita  stessa
      e  viene erogata, nel limite di 100 migliaia di euro, a
      valere    sulle   disponibilità   dell'UPB   5.2.1.3.4,
      capitolo   244109  del  bilancio  della   Regione   per
      l'esercizio finanziario 2004.

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:

                              Articolo 17
                             Modifiche di norme

         1.   Al   comma  1  dell'articolo  21  della   legge
      regionale  23  dicembre 2002, n. 23 sono  soppresse  le
      parole 'per l'esercizio finanziario 2002'.

         2.  All'articolo  1 della legge regionale  3  maggio
      2001,  n. 6, come modificato dal comma 11 dell'articolo
      29  della legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, dopo
      il comma 5 è aggiunto il seguente:

         '6.  Il  Presidente della Regione  è  autorizzato  a
      finanziare  un  programma di  interventi  di  cui  alla
      lettera  d) del comma 4, per opere di interesse sociale
      e  infrastrutture  primarie, utilizzando  le  ulteriori
      risorse finanziarie assegnate dallo Stato con il  comma
      148  dell'articolo 4 della legge 24 dicembre  2003,  n.
      350.  Per la definizione del programma di interventi  è
      costituito apposito comitato tecnico.'

         3.  Al comma 2 dell'articolo 8 della legge regionale
      3   dicembre   2003,  n.  20,  sopprimere   le   parole
      'diminuito del contributo regionale in conto  interessi
      attualizzato e'.

         4.   All'articolo  11  della  legge   regionale   23
      dicembre  2002,  n.  23, come modificato  dal  comma  6
      dell'articolo  29  della legge  regionale  29  dicembre
      2003,  n. 21, sono apportate le seguenti modifiche:  al
      comma  1 le parole '15 milioni di euro' sono sostituite
      con  le seguenti '45 milioni di euro' ed al comma 4  le
      parole  'di  cui  al  comma 4' sono sostituite  con  le
      seguenti: 'di cui ai commi 3 e 4'.

         5.  Al comma 5 dell'articolo 4 della legge regionale
      3  dicembre  2003,  n.  20, dopo le  parole  'messa  in
      sicurezza' aggiungere le parole 'nonché, per  l'importo
      di  30.000  migliaia di euro, per il  finanziamento  di
      iniziative  di  innovazione tecnologica nel  territorio
      della  Regione nell'ambito degli indirizzi  del  Quadro
      di     riferimento    strategico    finalizzate    alla
      realizzazione    di    piattaforme    telematiche    ed
      informatiche'.

         6.  L'articolo  56 della legge regionale  27  aprile
      1999,  n.  10, è così modificato: al comma 7 è aggiunta
      la   seguente   lettera:  'g)   provvedere   a   quanto
      necessario all'attuazione dell'articolo 78 della  legge
      regionale  3 maggio 2001, n. 6.' e dopo il  comma  7  è
      aggiunto  il  seguente  comma: '7  bis.  Anche  per  le
      finalità   del   presente  articolo   si   applica   la
      disposizione  di  cui  al comma 6 dell'articolo  7  del
      decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.'.

         7.   Al   comma  7  dell'articolo  16  della   legge
      regionale  15 maggio 2000, n. 10 e successive modifiche
      ed    integrazioni,    sono   soppresse    le    parole
      'dell'Assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze,  su
      proposta'.

         8.   All'articolo  33  della  legge   regionale   25
      novembre 2002, n. 20, dopo le parole 'di Trapani'  sono
      inserite  le  seguenti  parole  'per  il  conseguimento
      delle finalità statutarie e'.

         9.  All'articolo 4 della legge regionale  31  luglio
         2003, n. 10, sono apportate le seguenti modifiche:

         a)  al comma 5 le parole 'a valere sui fondi di  cui
      all'articolo  46,  comma  2, della  legge  27  dicembre
      2002,  n.  289'  sono soppresse e le parole  'esercizio
      finanziario  2003'  sono  sostituite  con   le   parole
      'esercizio finanziario 2004';

         b)  dopo il comma 5 è aggiunto il seguente comma: '5
      bis.  Per  le  finalità del comma 5 è autorizzata,  per
      l'esercizio  finanziario  2004,  la  spesa   di   2.000
      migliaia  di  euro,  cui si provvede  con  parte  delle
      disponibilità  dell'UPB  4.2.1.5.2,  capitolo   215704,
      accantonamento  1001  del bilancio  della  Regione  per
      l'esercizio finanziario medesimo.'.

         10.  All'articolo 67 della legge regionale 26  marzo
         2002, n. 2, dopo il comma 5 è aggiunto il seguente:

         '5  bis.  I  comuni, le province e  gli  altri  enti
      locali  possono restare azionisti unici  della  società
      già  affidataria del servizio di distribuzione del  gas
      metano   fino   alla  scadenza  della   concessione   o
      dell'affidamento   in   essere,   così   come   fissata
      all'articolo  67 della legge regionale 26  marzo  2002,
      n.  2,  ed all'art. 86 della legge regionale 13  aprile
      2003, n. 4.'.

         11.   Al  comma  4  dell'articolo  16  della   legge
      regionale  15 maggio 2000, n. 10 e successive modifiche
      ed  integrazioni  le  parole  'provvede  la  Segreteria
      Generale'  sono  sostituite  con  le  parole  'provvede
      l'Ufficio  del Sovrintendente di Palazzo  d'Orleans'  e
      la parola 'medesima' con 'medesimo'.

  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Comunico  che sono stati presentati dal Governo gli  emendamenti
  17.20, 17.21 e  17.22.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   C'è  un  emendamento a mia  firma  e  dell'onorevole
  Crisafulli, il 17.10, di cui preannuncio il ritiro in  quanto  la
  norma  scritta  è abbastanza chiara, pensavamo però  di  renderla
  ancora   più   evidente,   tuttavia   siccome   potrebbe   essere
  pleonastica, dichiaro di ritirarlo.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, poiché  all'articolo  17  sono
  stati   presentati  numerosi  emendamenti  che   possono   essere
  considerati  articoli  aggiuntivi e sui  quali  ci  sono  diverse
  posizioni   sia  da  parte  del  Governo  che  da  parte    della
  Commissione,  ma  anche dei parlamentari, propongo  di  porre  in
  votazione  l'articolo 17, riservandoci di votare  successivamente
  gli emendamenti.

    CAPODICASA  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  chiedo  che
  per  la votazione dell'articolo 17 si proceda per parti separate,
  votando singolarmente ogni comma.

    PRESIDENTE  Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.

                       Sull'ordine dei lavori

    ACIERNO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  giusto perché ero distratto e non ho ascoltato le decisioni della
  Presidenza  in  merito  alla votazione  dell'articolo  17  e  dei
  relativi emendamenti.
   Nel  fascicolo degli emendamenti al disegno di legge n. 845.2/A,
  all'articolo 17 vi sono parecchi emendamenti; quando lei dice  di
  porre ai voti l'articolo 17 cosa intende?

    PRESIDENTE  Preciso che intendo dire che si porrà in  votazione
  l'articolo  17  senza  gli  emendamenti,  che  vanno  considerati
  articoli  aggiuntivi e che, pertanto, saranno  posti in votazione
  immediatamente dopo.

            Riprende l'esame del disegno di legge 845.2/A

    PRESIDENTE   L'emendamento  17.10,   a   firma   dell'onorevole
  Speziale, è  ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 17.20, a firma del Governo.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                         (E' approvato)

     PRESIDENTE   Pongo in votazione il comma 1 dell'articolo
    17.  Chi  è  favorevole resti seduto, chi è contrario  si
    alzi.

                         (E' approvato)

     PRESIDENTE  Si passa al comma 2 dell'articolo 17.

     CAPODICASA  Chiedo di intervenire per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA    Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   ove
  possibile,  invocherei  il  Governo  a  non  utilizzare  più   lo
  strumento  di  un  articolo  unico per  modifiche  di  norme  che
  concernono più materie.
   Nello  stesso  articolo,  infatti, si trovano  spesso  norme  di
  carattere  meramente tecnico, norme dal contenuto  sostanziale  e
  norme  che,  invece, necessitano di chiarimenti; per esempio  nel
  comma 2 dell'articolo 17 ci sono nuove assegnazioni finanziarie.

    PAGANO   assessore  per il bilancio e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PAGANO   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, questo comma si rende  necessario
  perché la legge finanziaria per l'anno 2004 è stata approvata  da
  quest'Assemblea  il  20  dicembre dell'anno  2003  prima  che  il
  Parlamento nazionale approvasse la finanziaria nazionale, per cui
  avevamo  presentato questo emendamento che faceva riferimento  al
  testo originario della finanziaria  approvata con voto finale  il
  24 dicembre.

    PRESIDENTE   Pongo  in votazione il comma 2  dell'articolo  17.
  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE  Si passa al comma 3.

    CAPODICASA  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA  Signor Presidente, onorevoli colleghi, al  comma  3
  noi  cassiamo  le parole "diminuito del contributo  regionale  in
  conto  interesse  attualizzato e". Ho fatto qualche  calcolo:  si
  tratta  di  mutui   contratti  da  vari  beneficiari  nel   tempo
  pregresso  per  i  quali  la legge autorizzava la  nuova  stipula
  garantendo  l'intervento della Regione  siciliana  in  una  certa
  misura, attraverso un procedimento.
   In   tale   procedimento  cassiamo  "diminuito  del   contributo
  regionale".  Abbiamo  autorizzato un  mutuo;  su  quel  mutuo  la
  Regione dà un contributo, poi quella vicenda si chiude; se  viene
  ristipulato  un  altro  mutuo attualizzato  e  non  detraiamo  il
  contributo dato dalla Regione sul primo mutuo,  in pratica  diamo
  due volte il contributo sullo stesso mutuo.
   Credo  si  tratti di un inutile favore e non c'è sicuramente  un
  recupero  di  somme. Se l'Assessore  lo spiegasse,  gliene  sarei
  grato  perché dalla lettura delle carte ho capito così.

    PAGANO   assessore   per il bilancio e le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PAGANO   assessore   per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  preannunzio una richiesta di sospensione  di  cinque
  minuti  al  fine di poter esaminare tecnicamente tutti  i  commi,
  perché    alcuni   di  essi  -   e  quello  in  esame    rientra,
  sicuramente,  in  questa fattispecie - per poter dimostrare  come
  realmente sono andate le cose.
   Il  riferimento  è  la  norma che ci consente  di  estinguere  i
  mutui,  cosiddetti "a tasso agevolato", nei confronti del sistema
  bancario siciliano.
   Ebbene,  calcoli alla mano, ci siamo resi conto che, sia  da  un
  punto  di  vista tecnico che da un punto di vista  contabile,   è
  più  vantaggiosa  questa soluzione. Noi adesso  chiederemo,  come
  dicevo, una sospensione ...

    CAPODICASA  Vantaggiosa per chi?

    PAGANO   assessore  per  il bilancio  e  le  finanze.   Per  la
  Regione,  non  c'è ombra di dubbio. Chiediamo una sospensione  di
  cinque minuti.

    CINTOLA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA   Signor  Presidente,  ne  proporrei  l'accantonamento,
  visto  che  si procede per parti separate, se i dubbi  richiamati
  dall'onorevole  Capodicasa si riferiscono solo al  comma  3,   il
  resto si può fare in un' unica soluzione.
   Ripeto, se si deve continuare per parti separate, continuiamo  e
  questo  lo accantoniamo in modo tale che ci rimane un solo punto,
  oppure  qualche altro ancora, che  accantoneremo  per  ritornarci
  successivamente.

    PRESIDENTE   Sono  d'accordo. Vorrei ricordare  all'  assessore
  Pagano  che se la sospensione serve per verificare i conti,   non
  bastano  cinque  minuti  e rischia di saltare  tutto.  Vi  invito
  pertanto a rispettare l'accordo raggiunto.
   Non  sorgendo  osservazioni,  il  comma  3  dell'articolo  17  è
  accantonato. Si passa al comma 4.

    CAPODICASA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  mi  sembra
  che  al  comma  3   manchi  la copertura finanziaria,  in  quanto
  aumentiamo  la  dotazione da 15 milioni di euro a 45  milioni  di
  euro,  senza  indicare  però  a  quale  capitolo  imputiamo  tale
  maggiore dotazione .

    PAGANO   assessore  per  il bilancio e  le  finanze.  Emergenza
  idrica, articolo 38.

    CAPODICASA   Ma non c'è la copertura finanziaria;  non  sono  i
  fondi  dell'articolo  38. Signor Presidente,  sia  chiaro,  a  me
  interessa   che  in  questa  sede  venga  registrata  la   nostra
  posizione,  poi il Governo si assuma le responsabilità delle  sue
  affermazioni.

    PRESIDENTE      Non     sorgendo     osservazioni,     dispongo
  l'accantonamento del comma 4.  Si passa al comma 5. Lo  pongo  in
  votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  riprende  il  comma  4.  Lo  pongo  in  votazione.    Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa al comma 6.

    CAPODOCASA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà,

    CAPODICASA  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il  comma  6
  riguarda  la  materia  del  sistema  informatico  regionale.   Il
  problema è che la sua formulazione non consente, dato il   cumulo
  di numeri , di capire.
   C'è  una parte finale, un comma 7 bis, in cui si dice che  anche
  per  le finalità del presente articolo si applica la disposizione
  di  cui  al  comma 6 dell'articolo 7 del decreto  legislativo  30
  marzo   2001  n.  165'.  Sono  andato  a  leggere  il   comma   6
  dell'articolo 7 del citato decreto legislativo e non capisco  per
  quale ragione  vi si debba fare riferimento.
   Una  sola  spiegazione mi sono dato: che alla parte  finale  del
  comma  di questo articolo del decreto legislativo si dice che  si
  possono utilizzare professionalità esterne all'Amministrazione. E
  qui siamo alle solite .
   Vorrei  ogni  tanto poter dialogare col Presidente  Cuffaro  che
  non  viene mai in quest'Aula. Mi farò carico di un piccolo studio
  da dedicargli
   Da  quando l'onorevole Cuffaro è  Presidente della Regione, sono
  stati  introdotte norme che comportano l'istituzione di  esperti,
  di   professionalità  esterne, di ricorsi  per  l'ARAN,   per  la
  qualunque cosa. E' diventato un modo per fare clientela  politica
  e scambio.
   Cassate,  dunque, quel riferimento perché non  ha  alcun  valore
  dal  punto  di  vista  delle competenze del sistema  informativo.
  Manteniamo l'articolo, fatta eccezione per l'ultimo periodo.
   La  verità  è  che  tutto ciò è fatto solo per   girare  intorno
  all'argomento.

    PRESIDENTE   Pongo in votazione il comma 6.  Chi  è  favorevole
  resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  al comma 7. Lo pongo in votazione.  Chi è  favorevole
  resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa al comma 8.

    CAPODICASA  Chiedo di parlare,

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA  Intervengo per dire all'assessore  Pagano  che  con
  il   comma  8  altro non facciamo che  trasformare il  contributo
  assegnato al Consorzio universitario di Trapani per iniziative  a
  sostegno  di  attività  formative -   quindi  per  svolgere,  per
  attuare iniziative formative,  specialmente nelle isole minori  -
  trasformiamo tale contributo per compiti statutari, cioè  lo  può
  usare  anche per compiti che non hanno quella finalità.
   Snaturiamo,  dunque, la finalità della legge precedente;  non  è
  una   cosa da poco, allarghiamo le competenze. Prevediamo di  non
  fare  più  attività formativa per le isole minori e  di usare  le
  somme  per i compiti di gestione.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    PAGANO   assessore  per il bilancio e le  finanze.  Mi  rimetto
  all'Aula.

    ODDO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ODDO   Signor  Presidente,  volevo  specificare  l'aspetto  che
  riguarda le isole minori rispetto alle sofferenze che per ora  il
  Consorzio  ha.  Il  comma  è  proprio studiato  per  superare  le
  difficoltà economiche che ha il consorzio  per quanto concerne la
  gestione   normale,  cioè  la  normale  amministrazione.   Quindi
  prendiamo quelle somme e le distogliamo dalle finalità che  erano
  state prima discusse in questa Aula, concepite in un certo modo e
  inserite  in quel provvedimento.
     Quello  che  dice  l'onorevole  Capodicasa,  e  che  condivido
  pienamente,  è  che,  pur sapendo che questo tipo  di  intervento
  serve  a  superare  le difficoltà del consorzio  per  la  normale
  amministrazione, si faccia  in modo che comunque non si perda  di
  vista  il  discorso  dell'intervento,  come fu concepito  allora,
  sulle isole minori.

    PRESIDENTE   Pongo  in votazione il comma 8. Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  al  comma 9. Lo pongo in votazione. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  al comma 10. Lo pongo in votazione. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  al comma 11. Lo pongo in votazione. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa  al  comma 3 in precedenza accantonato.  Lo  pongo  in
  votazione.  Chi  è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 17, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Comunico  che  sono  stati  presentati  i  seguenti  emendamenti
  recanti articoli aggiuntivi, dopo l'articolo 17:

   dal  Governo:  17.13, 17.19, 17.14, 17.15, 17.16, 17.17,   17.22
  bis, 17.24, 17.26 e 17.27;
   dalla Commissione: 17.9;
   -    dagli onorevoli Crisafulli e Speziale: 17.10;
   -    dagli onorevoli Giannopolo e Speziale: 17.12;
   -    dall'onorevole Pistorio: 17.6;
   -    dagli onorevoli Fleres, Leontini ed altri: 17.8, 17.1;
   -    dagli onorevoli Lo Monte, Basile ed altri: 17.18;
   -    dall'onorevole Beninati: 17.5, 17.2, 17.7, 17.4, 17.3;
   -    dall'onorevole Villari: 17.11;
   -    dall'onorevole Cracolici: 17.7;
   -    dagli onorevoli Vitrano ed Ortisi: 17.23;
   -    dagli onorevoli Oddo, Papania, Acierno e Mercadante:  17.25
  bis.

   Comunico,   altresì,  che  sono  stati  presentati  i   seguenti
  subemendamenti:

   dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Leontini ed altri:
   subemendamento 17.1.1 all'emendamento 17.1;
   dal Governo:
   subemendamento   17.6   R,   di   riscrittura   dell'emendamento
  aggiuntivo 17.6.

   L'emendamento 17.10 è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo   in  votazione  l'emendamento  17.13.  Il  parere   della
  Commissione?

    SAVONA  presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo   in  votazione  l'emendamento  17.14.  Il  parere   della
  Commissione?

    SAVONA  presidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   L'emendamento 17.19 è improponibile.
   L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 17.12 è assorbito.

                       Sull'ordine dei lavori

    GIANNOPOLO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO   Signor  Presidente,  chiedo  di  sapere  come   si
  intende  procedere,  qual  è  il criterio  che  intende  proporre
  all'Aula per l'esame degli articoli aggiuntivi.
    Se il criterio è quello dell'attinenza al testo ......

    PRESIDENTE  Mi richiami qualcosa che non funziona  perché  sono
  pronto a recepirla.

    GIANNOPOLO  ... il 17.6, prescindo dal merito che  posso  anche
  condividere,  la riscrittura del 17.6, non capisco  cosa  c'entri
  con il testo

    PRESIDENTE   Onorevole  Giannopolo, comprendo  che  vi  possono
  essere difficoltà di comunicazione all'interno dei gruppi, ma non
  possiamo  buttare  al  vento  l'  impegno  che  abbiamo   assunto
  stamattina, quando abbiamo concordato tante cose, compreso questo
  emendamento.
     Capisco  le  sue  premure, ma quando  si  raggiunge  un'intesa
  politica, mi trovo rafforzato nelle mie decisioni. Se lei pone il
  problema non posso che prenderne atto. Ma, ripeto, non stiamo  né
  improvvisando  né  forzando alcunché rispetto alla  regola  della
  improponibilità, sicché  porrò ai voti il testo  di riscrittura.

            Riprende l'esame del disegno di legge 845.2/A

    PRESIDENTE  Si passa all'articolo 17.6.
   Comunico  che  è  stato presentato dal Governo l'emendamento  di
  riscrittura 17.6 R dell'emendamento aggiuntivo 17.6.
   Lo  pongo  in votazione.  Chi è favorevole resti seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si  passa agli emendamenti 17.8, 17.18, 17.5 e 17.2. Li dichiaro
  improponibili.
   Si  passa  al subemendamento 17.1. ed al relativo subemendamento
  17.1.1.  Sono accantonati.
   Si passa all'emendamento 17.11. Lo pongo in votazione.
    Il parere del Governo?

    PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE     Chi è favorevole resti seduto, chi  è  contrario
  si alzi.

                           (E' approvato)

   L'emendamento 17.7 è assorbito.
   L'emendamento 17.4 è dichiarato improponibile.
   Si  passa all'emendamento 17.15, al quale è stato presentato dal
  Governo un emendamento  di riscrittura 17.15 R.

                            Sull'ordine dei lavori

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, per consentire
  ai   deputati   di  lavorare  con  serenità,  gli  uffici   hanno
  distribuito  un  fascicolo di emendamenti  dove  sono  ricompresi
  anche  gli  emendamenti  di riscrittura.  Sarebbe  opportuno  che
  esaurissimo  tutti  gli emendamenti contenuti  nel  testo  e  poi
  passassimo  ad esaminare il fascicolo a parte perché,  viceversa,
  continueremo a saltare da un volume ad un altro senza capire  più
  niente.
     Gli  uffici hanno predisposto un fascicolo di fuori sacco  dal
  quale noi preleviamo ogni tanto qualche emendamento.

    PRESIDENTE  Questo non può accadere.

    ACIERNO   E' accaduto ora. Lei ha enunciato un emendamento  che
  fa  parte  di  questo  fascicolo perché è di riscrittura.  Se  le
  riscritture sono in questo fascicolo lo esaminiamo interamente.

    PRESIDENTE  Onorevole Acierno, stiamo facendo questo.

   Riprende l'esame del disegno di legge 845.2/A

    SCAMMACCA  DELLA  BRUCA ,  assessore  per  i  lavori  pubblici.
  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SCAMMACCA  DELLA  BRUCA ,  assessore  per  i  lavori  pubblici.
  L'emendamento è articolato in quattro punti e riguarda  la  messa
  in   liquidazione   dell'EAS,  potendosi   considerare   compiuta
  l'operazione   della   trasformazione  dello   stesso,   prevista
  dall'articolo  23  della  legge 10 del 1999,  nel  senso  che  le
  attività  EAS  sovra  ambito sono state trasferite  alla  società
  Sicilia  Acque col protocollo di data 20 aprile, e,  a  decorrere
  dall'1 settembre 2004, l'Ente può essere posto in liquidazione.
   Al  comma  2  è  previsto che il Presidente  della  Regione,  su
  proposta dell'assessore per i lavori pubblici, previa delibera di
  Giunta,  nomini  il commissario liquidatore ed il nuovo  collegio
  dei revisori dell'EAS in liquidazione.
   Al  coma 3 prevediamo che, alla data di entrata in vigore  della
  legge che stiamo esaminando, vengano trasferite alla Regione,  al
  valore  netto contabile, alla data del 20 aprile 2004, che  è  la
  data  di sottoscrizione dell'aumento di capitale con sovrapprezzo
  da  parte del vincitore della gara, le partecipazioni detenute da
  EAS,  in  società per azioni e, quindi, il pacchetto del  20  per
  cento di Sicilia Acque. Si prevede, ovviamente, la copertura  per
  la spesa di 4.150.000 euro.
   Poi  ci sono due articoli che completano le previsioni già fatte
  nell'articolo  37  della legge numero  2 del  2002,  rispetto  al
  personale dell'EAS.
   Con   queste   due  norme  prevediamo  che,  nelle  more   della
  definizione delle procedure di liquidazione, è consentito, previa
  la  concertazione sindacale, ovviamente, il comando di  personale
  dell'EAS  presso l'Amministrazione regionale, con oneri a  carico
  dell'EAS  stesso,  avendo la Giunta, recentemente,  approvato  il
  bilancio  dell'EAS,  con priorità per le esigenze  connesse  alle
  attività proprie dell'assessorato per i lavori pubblici, che è il
  controllore dell'EAS ed ovviamente la Presidenza della Regione.
   Il  comma  5,  invece, prevede il caso di potere  utilizzare  il
  personale  dell'EAS, in comando presso società  di  gestione.  In
  questo  caso,  poiché  le  società di gestione  hanno  contratti,
  FEDERGAS  Acqua, con remunerazione più bassa, all'EAS  resterebbe
  in  carico  la  differenza,  con  ciò  determinando  un  notevole
  risparmio sugli oneri di personale dell'EAS.
   Sono  norme  transitorie che vanno esaurendosi man mano  che  le
  attività  dell'EAS  sono  trasferite,  da  un  lato,  fisicamente
  trasferite  a  Sicilia  Acque  e,  dall'altro,  alle  società  di
  gestione dell'ATO che, a breve, dovrebbero entrare in funzione.

    MICCICHE'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'   Signor  Presidente, assessore,  intervengo  perché,
  come  lei  ben  sa, addirittura ho fatto affiggere dei  manifesti
  giganti  contro il sistema di privatizzazione del  sistema  della
  distribuzione idrica.
   E'  una  privatizzazione  che colpisce il  sistema  dello  stato
  sociale della distribuzione idrica, certamente non  lo migliorerà
  sotto  il  profilo  tecnico, tant' è che  ancora  subiamo  grandi
  carenze,  nonostante le piogge di questi ultimi mesi.
   Nell'emendamento  17.5  ho  potuto notare  la  completa  assenza
  della  questione relativa al personale. Mentre ne parlava, faceva
  accenno all'emendamento 17.15 che ho ricevuto in questo istante e
  non  ho  avuto  neanche il tempo di poterlo  leggere  e,  quindi,
  capire di che cosa si tratta.
   Se  questo emendamento aggiuntivo 17.15R, sia un emendamento che
  va   nella  direzione  degli  accordi  sindacali  precedentemente
  stipulati, addirittura prima dell'ultimo incontro che l'Assessore
  ha  avuto  con  le organizzazioni sindacali dell'Ente  acquedotto
  siciliano.
   Non  credo di poter dare un giudizio e, tantomeno, credo  che  i
  miei  colleghi  deputati  sappiano di   cosa  si  stia  parlando.
  Pertanto,  signor  Presidente, le chiedo di sospendere  i  lavori
  almeno   per  cinque  minuti,  in  modo  che,  non  soltanto   il
  sottoscritto ma anche i colleghi, abbiano il tempo di comprendere
  sia l'emendamento 17.15 che il 17.15 R.
   Le  chiedo  nuovamente,  signor  Presidente,  di  sospendere  la
  seduta  per  cinque  minuti  per dare  la  possibilità  a  questi
   poveracci deputati' di comprendere prima di votare.

    PRESIDENTE  Onorevole Miccichè, le sospensioni al punto in  cui
  siamo...

    MICCICHE   Signor  Presidente,  deve  dare  la  possibilità  di
  leggerlo.  La democrazia esiste per questo. Mi faccia  capire  di
  cosa si tratta, non sono un cervello elettronico  La pari dignità
  deve esserci per tutti

    PRESIDENTE  Onorevole Miccichè, sta perdendo tempo prezioso  ai
  fini della lettura del'emendamento che le interessa comprendere.

    GIANNOPOLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  comprendo
  il  perché  di  questo emendamento, nel senso che  essendo  stato
  posto  in liquidazione l'EAS, occorre che qualcuno si sostituisca
  ad  esso, nel momento in cui partecipava ad S.p.A, in questo caso
  Sicilacque,  credo, o altri; quindi, occorre  liquidare  l'EAS  e
  subentrare nella titolarità delle azioni.
   Quindi,  grosso  modo,  condivido, salvo  per  il  richiamo  che
  andrebbe fatto a tutte le clausole previste dalla legge regionale
  n.  5 del 1999, in ordine allo scioglimento della privatizzazione
  degli  enti;  quanto meno auspicherei che il Governo,  in  questa
  sede, ci rassicurasse.
   Considerato che è in atto lo scioglimento dell'ente minerario  e
  la privatizzazione delle quote partecipate dall'ente minerario in
  società  diverse fra cui anche l'Italkali, colgo l'occasione  per
  chiedere  delucidazioni  in  proposito  sia  al  Governo  che  al
  Presidente dell'Assemblea.
   Poiché  ritengo che anche questa possa essere una  delle  misure
  attraverso  cui possa passare l'accelerazione, da un  lato  della
  privatizzazione,  dello  scioglimento  di  un  ente  minerario  e
  dall'altro  lato  la  salvaguardia di diritti  occupazionali,  di
  finalità  produttive,  di piani industriali  e  via  di  seguito,
  faccio appello al Governo perché si possa sviluppare, in una sede
  parlamentare che possa essere la III Commissione, una discussione
  anche  attorno  alle  fasi che stanno per  essere  determinate  e
  attraversate  dal  processo di privatizzazione,  di  scioglimento
  dell'ente minerario.
   In   questo   senso   chiedo   al  Presidente   della   Regione,
  all'assessore per l'industria se fosse possibile avere, anche  in
  sede  di  III Commissione, un chiarimento e maggiori informazioni
  su  ciò  che  sta  avvenendo attorno allo  scioglimento  ed  alla
  privatizzazione dell'Ente minerario.

    PRESIDENTE   Onorevole Giannopolo, la ringrazio e,  per  quanto
  fuori  riga, mi associo alla sua richiesta. Onorevole  Presidente
  della  Regione  le è stato chiesto di promuovere  presso  la  III
  Commissione   un  dibattito  sulle  dismissioni,  in  particolare
  sull'Ente Minerario e sull'Italkali.
   Si  passa  all'emendamento 17.15, del Governo. Il  parere  della
  Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.
                           (E' approvato)

    MICCHICHE'  Chiede di parlare.

    PRESIDENTE    Onorevole   Micchiché,   ha   già   parlato.   Il
  Regolamento  non  prevede che si possa parlare  due  volte  sullo
  stesso argomento, quindi, dobbiamo rispettarlo.

    MICCICHE'   Signor Presidente, poteva concedermi la possibilità
  di intervenire per dichiarazione di voto

    PRESIDENTE   Si  passa all'emendamento 17.16, del  Governo.  Il
  parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 17.9, della Commissione. Il parere del
  Governo?

    PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento  17.17. Si  considera  aggiunta  alla
  firma dell'onorevole Savona quella dell'onorevole Mercadante e di
  tutta  la  Commissione bilancio. Lo pongo  in  votazione.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 17.3. Lo dichiaro improponibile.
   Si passa all'emendamento 17.22.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO      Signor     Presidente,     onorevoli     colleghi,
  sull'emendamento   17.22  c'è  stata  un'ampia   discussione   in
  Commissione Bilancio, la quale ha bocciato questo emendamento del
  Governo; tra l'altro ci piacerebbe capire se l'emendamento  17.22
  bis  è  una  riscrittura dell'emendaemento 17.22. Se così  fosse,
  forse, bisognerebbe parlare dell'emendamento 17.22 bis e non  del
  17.22, che ritengo il Governo voglia accantonare.

    PAGANO   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.   Signor
  Presidente,  chiedo l'accantonamento dell'emendamento  17.22,  in
  quanto sta pervenendo un'altra riscrittura.

    PRESIDENTE   Lo avete già riscritto in sede di  riunione  e  di
  accordo? Scusi mi vuole illustrare la ragione?

    ACIERNO   Se  la  riscrittura del  Governo  prevede  le  parole
   avente sede in Sicilia' è già scritto nell'emendamento.

    PAGANO    assessore  per  il  bilancio  e   le   finanze.   C'è
  un'ulteriore  riscrittura  che  prevede   con  sede   legale   in
  Sicilia'.

    ACIERNO   Bene, adesso conosciamo il senso del testo che  oltre
  a riportare  avente sede in Sicilia', riporta  avente sede legale
  in Sicilia'.

    CUFFARO   presidente  della Regione. La  sede  del  fondo  deve
  essere  in  Sicilia. Le imprese che possono utilizzare  il  fondo
  devono investire in Sicilia.

    PRESIDENTE   Bene, signor Presidente, la invito a  riscriverlo,
  così   da   poterlo  porre  in  votazione.  Onorevoli   colleghi,
  l'emendamento 17.22 bis è accantonato.
   Si passa all'emendamento 17.23. Lo dichiaro improponibile.
   Si passa all'emendamento 17.24. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 17.25 bis, del Governo.

    CUFFARO   presidente  della  Regione.  Chiedo  di  parlare  per
  illustrarlo.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CUFFARO   presidente della Regione. Signor Presidente,  avevamo
  parlato  di  questa  norma  e  il Governo  aveva  detto  che  era
  disponibile a riproporla. Per la verità, il Governo ha svolto  un
  approfondimento: esiste una scadenza, per cui o approviamo questa
  norma  entro  il  30  maggio oppure non la si può  più  proporre.
  Poiché tutti eravamo convinti della giustezza di questa norma, in
  quanto consente agli agricoltori, che lo riterranno opportuno, di
  poter attivare un processo di regolarizzazione dei vigneti che in
  questo  momento sono abusivi, si era detto 'facciamolo dopo'  per
  motivi  che tutti condividevamo, purtroppo, dopo non si  può  più
  fare.   Tra  l'altro  la  norma  è  stata  firmata  da  tutti   i
  parlamentari, quindi, non ha neanche valenza politica, partitica,
  perché  condivisa da tutti e firmata da tutti, ed  essendoci  una
  scadenza  che, purtroppo, non consentirebbe ai vigneti  siciliani
  di poter essere regolarizzati, il Governo la ripropone.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 17.26. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 17.27. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 17.1 e al subemendamento  17.1.1,  in
  precedenza accantonati.

    CRACOLICI   Signor  Presidente, vorrei che  l'onorevole  Fleres
  illustrasse l'emendamento.

    FLERES  Chiedo di parlare per illustrarlo.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES  Signor Presidente, onorevoli colleghi, si tratta di  un
  errore  che riguarda un'iscrizione, tra i fondi in economia,  che
  non  doveva essere compiuta. Questo è un modo per recuperare  una
  somma,  peraltro obbligatoria, perché riguarda una partecipazione
  della Regione ad un Consorzio nazionale dell'artigianato.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi, con  il  chiarimento  offerto
  dall'onorevole  Fleres,  pongo  in  votazione  il  subemendamento
  17.1.1. Il parere del Governo?

    PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE   Si  passa  all'emendamento  17.1.  Il  parere  del
  Governo?

    PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE  Si passa all'emendamento 17.22 ter.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   intanto,
  vorrei  precisare che non esistono più le aziende siciliane,  non
  hanno  più sede in Sicilia, né legale, né fisica, né quant'altro.
  Per  quanto  attiene  a questo emendamento mi  chiedevo  a  quali
  entrate  si  riferiscano   le  ulteriori  entrate  derivanti  dai
  dividendi'. La Presidenza, potrebbe chiarirmi il significato?

    PRESIDENTE   Probabilmente, rispetto a quelle  già  scritte  in
  bilancio.

    ACIERNO    Le  ulteriori entrate versate nel  bilancio  2004  e
  2005'?  Quindi,  già  conosciamo le entrate  e  i  dividendi  del
  bilancio 2005?

    PRESIDENTE  Ma certo, del bilancio di previsione sì.

    ACIERNO   E'  una  buona  notizia, noi  prevediamo  il  futuro
  Signor  Presidente, quello che mi preme dire è che, oramai,  è  a
  tutti  noto  che stiamo parlando di dividendi che proverranno  da
  una  manovra  di  modifica dello statuto dell'IRFIS  che  porterà
  falsi  utili,  in  quanto non si tratta di utili derivanti  dalla
  gestione  dell'IRFIS, ma da fondi non spesi che  diventano  utili
  con  una  manovra  statutaria che darà più del 60  per  cento  di
  questo dividendo a Capitalia e la restante parte alla Regione.
   In  definitiva:  se  oggi  abbiamo cento  miliardi  da  dividere
  all'IRFIS,  significa  che  non  avremo  più  cento  miliardi  da
  impiegare,  perché  a  tutti  è noto che  Capitalia  ha  un'altra
  società di medio credito che si chiama Medio Credito centrale  ed
  è  quella la società che fa lavorare per il Medio Credito  perché
  non  è partecipata dalla Regione, mentre tiene stagnante l'IRFIS.
  Allora   accade  che  la  liquidità  dell'IRFIS,  anziché  essere
  utilizzata per fare lavorare l'IRFIS, viene trasformata in  utili
  che  vengono poi divisi. In tutto questo, cosa fa la Regione?  La
  Regione  realizza un'operazione di alta finanza  perché  con  gli
  utili  finti dell'IRFIS, che sono soldi che andrebbero  impiegati
  nella  Regione  e non portati a Roma, a Capitalia,  compra  fondi
  mobiliari  chiusi  promossi da Capitalia; quindi,  di  fatto,  si
  tolgono  soldi all'IRFIS per darli a Capitalia, così come avviene
  per la quota della Regione.
   Vorrei  capire  perché,  anziché  attuare  tutti  questi  grandi
  stratagemmi,  non facciamo subito una proposta di  concambio  con
  Capitalia;   perché  la  nostra  partecipazione  all'interno   di
  Capitalia è talmente marginale e a rischio.
   Capitalia  non  è un'azienda bancaria solida che  garantisce  la
  nostra  quota di partecipazione, è un'azienda che ogni giorno,  e
  sempre  di  più,  finisce  nelle pagine della  cronaca  economica
  italiana con avvisi di garanzia, con gestioni folli, mi riferisco
  a Cirio, Parmalat , eccetera.
   Chiedo  al  Presidente della Regione di attivarsi per  cedere  a
  Capitalia,   con   un'operazione   di   concambio,   la    nostra
  partecipazione ridicola all'interno di Capitalia, che non produce
  alcun  effetto  benefico, in modo da poter  riacquisire  l'intera
  titolarità  dell'IRFIS, che è un istituto di medio  credito,  del
  quale  si può modificare lo statuto, ovviamente, non per levargli
  soldi.
   Dobbiamo  tenere conto che questi fondi servono  per  l'attività
  di  promozione  e  di  sviluppo  in  Sicilia  e  per  le  aziende
  siciliane;  ritengo  che  questa  operazione  di  prendere  soldi
  dall'IRFIS per darli a Capitalia, in prima battuta, e ridarglieli
  nei  fondi  chiusi promossi dalla stessa azienda di credito,  sia
  insensata.
   Penso  d'avere compreso bene questa norma e mi auguro di  averla
  spiegata  nel  migliore dei modi ai miei colleghi perché  ritengo
  che questa norma non si possa approvare.
   La   Commissione  Bilancio  aveva  già  bocciato  questa  norma.
  Sarebbe  sicuramente  meglio  che  il  Governo  ritirasse  questo
  emendamento.

    PRESIDENTE   Onorevole  Acierno desidero  ricordarle  che  lei,
  probabilmente, è fra coloro che hanno approvato il bilancio  2004
  dove è inserita la previsione di 10 mila euro come provento delle
  partecipazioni regionali

    ACIERNO   Signor  Presidente, era altra cosa.  Questi,  invece,
  sono altri fondi chiusi di Capitalia.

    CUFFARO  presidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CUFFARO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto  di
  intervenire  perché  ritengo opportuno  chiarire  il  significato
  della norma.
   L'onorevole  Acierno, in buona fede, ha fatto  un  discorso  che
  credo questo Parlamento debba affrontare nel futuro.
   La  possibilità che la Regione siciliana esca da  Capitalia  non
  può  essere certamente affrontata in una battuta su una norma per
  la  costituzione di un fondo chiuso; mi sembrerebbe assolutamente
  ingeneroso nei confronti di 8.500 dipendenti del Banco di Sicilia
  che  fanno  parte  di  Capitalia, e  non  ritengo  che  si  possa
  discutere  dell'uscita  della  Regione  siciliana  dal  Banco  di
  Sicilia e da Capitalia in questa maniera.
   Credo  che sia assolutamente fuori luogo parlare di una Merchand
  Bank,  oppure  di una Medio credito. E' una ipotesi  di  politica
  creditizia  di  cui credo sia giusto l'Assemblea  si  occupi,  se
  vogliamo  fare  un dibattito in tal senso, ma non  certamente  in
  questa sede.
   Spiego  il  significato della norma. Il Banco  di  Sicilia  ogni
  anno,  negli ultimi quattro anni, ha realizzato utili. Gli  utili
  del  Banco  di  Sicilia vanno a risanare le perdite di  Capitalia
  perché  adesso  siamo  a  tutti  gli  effetti  uno  dei  soci  di
  Capitalia.
   L'IRFIS ha prodotto degli utili, poiché la Regione siciliana  ha
  una  percentuale  sugli  stessi utili del  29  o  32  per  cento,
  possiamo  decidere  di  prendere quegli utili  che  costituiscono
  entrate per il bilancio della Regione; il restante 70 per cento è
  la  quota  spettante al Banco di Roma. Con questa norma,  invece,
  stiamo  dicendo  che  prendiamo  l'intero  importo  degli   utili
  dell'IRFIS (il 30 per cento della Regione e il 70 per  cento  del
  Banco  di  Roma) e li mettiamo a disposizione di un fondo  chiuso
  per gli investimenti delle imprese siciliane.
   Stiamo  facendo  questo. Non riesco a capire  cosa  voglia  dire
  l'onorevole Acierno.
   Vogliamo  tenere 30 milioni di euro, perché questo  è  l'importo
  del  dividendo, invece di prendere 10 milioni, tenere tutti i  30
  milioni di euro a disposizione di una ipotesi di fondo chiuso che
  venga  utilizzato dalle imprese siciliane? Se lo  vogliamo  fare,
  dobbiamo  fare  questo; se non lo vogliamo fare, prendendo  i  10
  milioni  di  dividendo  faremo delle  giornate  forestali;  anche
  quello si può fare  Onorevole Acierno decidiamo.

    MICCICHE'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Con  le precisazioni offerte dal Presidente  della
  Regione   posso  dare  la  parola,  per  dichiarazione  di   voto
  sull'emendamento 17.22, agli onorevoli Capodicasa e Acierno.

    MICCICHE'  Avevo chiesto di intervenire precedentemente.

    PRESIDENTE   Ne  ha  facoltà.  Si  attenga  ai  cinque  minuti,
  considerando che stiamo trattando l'emendamento 17.22.

    MICCICHE'  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che  le
  distanze   tra   me   e  l'onorevole  Acierno   siano   abissali,
  politicamente e ideologicamente, ma ritengo che quanto ho  udito,
  pochi secondi fa, meriti attenzione.
   Le  cose  dette dall'onorevole Acierno sono interessanti  perché
  credo  sia  una persona informata, competente in materia,  e  per
  tantissime ragioni, per motivi che non sto qui a spiegare, non ho
  motivo  di dubitare delle cose che ha affermato, anche perché  le
  ha  dette  in  una maniera così precisa, convinta e  tecnicamente
  preparata,  da mettere in difficoltà il Presidente della  Regione
  nella sua replica.
   Infatti,  non mi pare che siano state date risposte  esaurienti,
  alle   perplessità,  alle  critiche  forti  mosse  dall'onorevole
  Acierno,  che in questo momento faccio mie, non per accodarmi  in
  maniera  strumentale  e   facilona',  ma  perché  c'è  stato   un
  intervento  preciso e puntuale ed anche perché  quanto  affermato
  dall'onorevole  Acierno,  mi  pare,  di  averlo   già   detto   e
  sottoscritto,  qualche anno addietro, quando abbiamo  affrontato,
  in  Aula,  l'argomento sul Banco di Sicilia  e  su  tutte  quelle
  questioni  che hanno visto una parte dell'opposizione  abbastanza
  critica.
   Ricordo  di  avere  presentato all'onorevole Presidente  diverse
  interrogazioni al riguardo, ed ancora aspetto risposta; mi  rendo
  conto  che quanto detto dall'onorevole Acierno non trova risposte
  puntuali da parte del Presidente.
   Sono state mosse alcune critiche al Presidente di Capitalia,  il
  signor  Geronzi,  che non mi pare brilli, in questo  momento,  di
  grande trasparenza; sta rischiando di portare il nostro Istituto,
  tradizionalmente  storico,  in un abisso,  nonostante  gli  utili
  maggiori che il Banco di Sicilia ha avuto grazie allo sforzo  dei
  dirigenti  regionali del Banco di Sicilia, i quali hanno  cercato
  di sollevare l'Istituto dalle sacche in cui si era cacciato negli
  anni precedenti.
   Mi  pare  che  questi  ultimi utili che il Banco  di  Sicilia  è
  riuscito  a recuperare, anzi ad avanzare in modo positivo,  siano
  fondi  che vanno fuori dalla Sicilia e questo, signor Presidente,
  è  un  grave  danno  nei confronti di tutti i  siciliani,  perché
  l'utile  che  il  Banco  di  Sicilia  è  riuscito  a  racimolare,
  nell'ultimo  periodo, sta finendo nel vortice di  Capitalia,  del
  Banco  di Roma, dove i fatti degli ultimi mesi ci dimostrano  che
  la  gestione  Geronzi, è una gestione alquanto  discutibile  alla
  quale  la  Regione,  con i suoi precedenti  impegni  legislativi,
  credo  abbia  dato  molto  credito, credito  che,  purtroppo,  ci
  porterà ad una situazione di insolvenza.
   Di  conseguenza,  faccio appello anche  ai  colleghi  di  votare
  contro   l'emendamento  in  questione,  qualora  le  cose   dette
  dall'onorevole Acierno abbiano un fondamento, e credo lo abbiano,
  per cui mi associo e voto contro questo emendamento.

    CAPODICASA  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ha  ragione
  l'onorevole  Cuffaro quando afferma che la materia relativa  alla
  partecipazione  della  Regione in  aziende  di  credito  ed  alla
  politica  creditizia della Regione non può essere  affrontata  di
   sguincio'   in   un'occasione   importante   come   questa   ma,
  sicuramente, non finalizzata ad approfondire questo argomento.
     E,  tuttavia, varrebbe la pena farlo al più presto perché  io,
  ad  esempio,  che sono stato un sostenitore della  partecipazione
  della  Regione  nelle  aziende di credito  e  mantenimento  della
  quota,  nonché  di  tutte  le  operazioni  successive,  oggi,   a
  prescindere  dalle  vicende  Parmalat,  Cirio  o  delle   squadre
  calcistiche della Lazio o della Roma, proprio dal punto di  vista
  di  una  strategia nel settore del credito da parte della Regione
  siciliana, sono dell'idea che bisognerebbe ripensare la materia.
   E  diciamo  che,  nel  ripensamento della materia,  non  escludo
  neppure  che  si  possa  arrivare ad un recesso  da  parte  della
  Regione: per mantenere investite nel settore alcune centinaia  di
  miliardi delle vecchie lire deve pur esserci un ritorno per  fini
  pubblici che, a mio avviso, oggi non c'è più
   Il  nostro peso nel settore è assai marginale e mi pare che  non
  siamo   assolutamente  in  grado  di  influenzare  le   strategie
  aziendali della Holding Capitalia.
   Allora,  se  non abbiamo il peso sufficiente per incidere  nelle
  strategie di Capitalia, in favore della Sicilia, mi chiedo  quale
  sia il senso della nostra presenza.
   Bisognerebbe,  pertanto, che il Presidente della Regione  -  che
  ha  titolo a rappresentarci nella holding - illustri quali  siano
  le  strategie che la Regione vuole mantenere nel settore affinché
  l'Assemblea ne discuta.
   E,  intanto, mi soffermo piuttosto sull'emendamento,  visto  che
  c'è  una  bella  differenza tra le cose affermate  dall'onorevole
  Acierno e quanto dice il Presidente della Regione
   C'è   pure  una  bella  differenza   tra  quanto  affermato  dal
  Presidente  della  Regione  e  la lettera  dell'emendamento  che,
  appunto,  così  come recita, non rispecchia le sue dichiarazioni.
  In  primo  luogo, nella dichiarazione del Presidente  sembrerebbe
  che  l'intero utile dell'IRFIS - ciò che deriva dai dividendi per
  la  Regione,  ma  anche  dai dividendi per Capitalia  -  dovrebbe
  essere  investito in un fondo chiuso emesso dalla stessa Azienda.
  A  parte il fatto che, come Regione, non possiamo legiferare  per
  imporre ad un'azienda privata di investire in un fondo chiuso

    CUFFARO    presidente  della  Regione.   Per  quelle   che   lo
  vogliono

    CAPODICASA   Per  quelle che lo vogliono  Quel  famoso  70  per
  cento  di  Capitalia,  derivante dai dividendi  IRFIS,  non  sarà
  investito nel fondo chiuso
   Ora,  io  non  sto discutendo quanto lei dice, quanto  piuttosto
  del  fatto  che  l'emendamento non prevede ciò  che  lei  afferma
  perché, recita testualmente,  le ulteriori entrate derivanti  dai
  dividendi  delle  partecipazioni  della  Regione  in  Aziende  di
  credito  versate  nel bilancio della Regione  ;  quindi,  sono  i
  nostri   soldi,  utilizzati  per  la  sottoscrizione   di   quote
  minoritarie di fondi mobiliari di tipo chiuso.

    CUFFARO    presidente  della  Regione.  Stiamo  prevedendo   di
  investire i nostri soldi in questo fondo perché, ovviamente,  non
  possiamo  certo decidere delle altrui disponibilità  finanziarie
  Ma è chiaro che questo fondo è costituito dalle nostre somme e da
  quelle   di  altre  realtà  economiche.   Altrimenti,   come   si
  costituirebbe  un  fondo,  in quanto tale,  con  le  nostre  sole
  disponibilità?

    CAPODOCASA  I fondi chiusi esistono perché vi sono aziende  che
  decidono   di  porli  sul  mercato,  si  tratta  di  un  prodotto
  finanziario.

    PRESIDENTE   Onorevole  Capodicasa,  forse  non  è  chiaro   il
  concetto che la norma in esame prevede l'adesione di Capitalia

    CAPODICASA   Si  capisce, ma qui non è  detto.  Possiamo  porre
  allora  una condizione: che questa norma ha vigore solamente  nel
  caso in cui sia il nostro partner...

    CUFFARO   presidente della Regione. E' scritto chiaramente.  Le
  somme   versate  sono  utilizzate  per  sottoscrizioni  di  quote
  minoritarie. E' chiaro che figurano quote di maggioranza messe da
  Capitalia.  La  nostra  è la quota minoritaria  dentro  il  fondo
  chiuso, quote minoritarie di fondi mobiliari di tipo chiuso.

    CAPODICASA   Capitalia ha già dei fondi  chiusi  che  non  sono
  ovviamente  costituiti  con  gli utili  dell'Irfis.  Allora,  noi
  andremmo  ad acquistare una quota minoritaria in quei  fondi  che
  già  esistono   Ma Capitalia, il 70 per cento dei dividendi,  non
  andrà   certo   ad   investirlo  nel  fondo  chiuso,   piuttosto,
  utilizzandolo nel proprio bilancio.
   Signor  Presidente, lo ribadisco, non sto discutendo l'eventuale
  bontà  dell'operazione. Sto discutendo del fatto che ciò  che  il
  Presidente  illustra  all'Aula  non  è  contenuto  nella  lettera
  dell'emendamento.  Allora, stante l'importanza della  previsione,
  decidiamo di discutere e rifletterci ulteriormente.
   Tra  l'altro,  l'onorevole  Acierno  rende  un'affermazione  che
  meriterebbe  una risposta, quando sostiene che tali  plusvalenze,
  questi  dividendi,  sono  dovuti al  fatto  che  l'Irfis  non  fa
  impieghi  in Sicilia. Ed io credo che non sia possibile accettare
  che  vi  siano  dividendi perché Capitalia sposta su Mediocredito
  Centrale  tutte  le  operazioni che hanno una  certa  importanza,
  lasciando invece l'Irfis a bagnomaria.
   Ecco  allora  che  nascono i dividendi perché i fondi  rimangono
  inutilizzati  E in quanto inutilizzati diventano dividendi  e  li
  investiamo  poi  in un fondo chiuso dove figura  Capitalia  e  la
  quota  minoritaria  della Regione... E' il  gioco  delle  scatole
  cinesi
   Lo sviluppo economico non viene certo da ciò perché, per come  è
  congegnato  il  meccanismo, una lira in più di  investimento  non
  c'è   Varrebbe  la  pena di dire a Capitalia  di  far  funzionare
  l'IRFIS,  che  faccia un po' di concorrenza anche a  Mediocredito
  Centrale  Non ci saranno dividendi, ma avremo almeno lo  sviluppo
  economico della Regione
   Se  l'operazione  vuole essere virtuosa, non facciamoci  mettere
  nel  sacco  da  gente  che muove le leve  decisionali  e  che  ha
  competenza  in  materia, di sicuro, superiore a  tutti  i  nostri
  possibili consulenti finanziari. Sull'operazione, se vale la pena
  farla,  è meglio rifletterci. Fatta così, è come dice l'onorevole
  Acierno.
   Se  la vogliamo migliorare, è possibile pervenire a quanto ci ha
  proposto in Aula il Presidente della Regione.

    ACIERNO   Chiedo  di parlare sull'emendamento aggiuntivo  17.22
  quater.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO    Signor   Presidente,  onorevole   Presidente   della
  Regione,  onorevoli  colleghi, ho  chiarissima  la  lucidità  del
  Presidente   della   Regione   nel   voler   evitare    che    si
   disperdano questi dividendi dell'IRFIS, dei quali, purtroppo,  è
  chiaro che non sono utili di gestione.
   So  bene  che  non  possiamo fermare questa vergognosa  modifica
  dello  Statuto  dell'IRFIS. Capitalia, avendo la maggioranza,  ha
  convocato  una assemblea straordinaria dell'IRFIS per modificarne
  lo  Statuto,  al  fine  di  trasformare  i  fondi  per  l'impiego
  inutilizzati in utili.
   E'  questo il primo passaggio contro il quale, purtroppo, avendo
  una quota minoritaria, non possiamo far niente
   Ed  allora,  giustamente,  il  Presidente  della  Regione  si  è
  preoccupato di evitare che questi dividendi vergognosi  vadano  a
  finire  nel   pozzo senza fondo  del bilancio della Regione:  per
  far  ciò, intende vincolarli per la loro natura storica e,  cioè,
  per  fini  di  sviluppo, perché il Mediocredito IRFIS  serviva  a
  questo.
   Però,  non dobbiamo dimenticare che, a fronte dei 30 milioni  di
  euro  che deriveranno da questa vergognosa modifica dello Statuto
  fatta  da  Capitalia  - a scapito della Sicilia  e  dell'economia
  isolana  - 70 milioni di euro saranno le disponibilità trasferite
  a Roma. Capitalia, cioè, sta venendo a prendersi settanta milioni
  di  euro  siciliani  per trasferirli nel suo bilancio  romano:  e
  questa è una vera porcheria
   Allora,  siccome questa è una vergognosa porcheria che Capitalia
  commette nei confronti dell'economia siciliana, quando prevediamo
  che gli utili che ci deriveranno da questa manovra li andiamo  ad
  investire  in  fondi  chiusi  promossi  dalla  stessa  Capitalia,
  presidente Cuffaro, mi consenta...

    CUFFARO   presidente  della Regione.  A  favore  delle  imprese
  siciliane

    ACIERNO   Onorevole  Presidente  della  Regione,  mi  consenta,
  perché  non  prevediamo di farlo genericamente  su  fondi  chiusi
  promossi  da  aziende  di  credito?  Perché  necessariamente   da
  Capitalia?
   E'  per  questo  motivo che ho presentato un subemendamento  che
  cassa  la  parola   stesse   e, quindi,  mantiene,  in  generale,
  l'espressione   promossi  da aziende di credito :  voglio  essere
  libero di scegliere che i soldi che vergognosamente ci sta  dando
  Capitalia  - rubandoci circa ottanta milioni di euro  -  possiamo
  andarli ad investire con gente più seria
   Capitalia,  infatti, è la stessa società di credito che  non  ha
  ancora rinegoziato i mutui con la Regione
   Ma  come,  partecipiamo al capitale di Capitalia  ed  è  proprio
  l'unica azienda di credito che non ancora rinegoziato i mutui con
  la Regione, con un aggravio di costi sul bilancio della Regione?
   Ed  allora,  onorevole Presidente Cuffaro, conosco  l'importanza
  di  questo  dibattito e il dovere che lei ha di vincolare  questi
  soldi:  in  quanto a noi, abbiamo l'obbligo di non  dare  più  un
  centesimo a Capitalia e a questi individui

   (L'onorevole Capodicasa, con una stretta di mano, si congratula
                      con l'onorevole Acierno)

    CRACOLICI  Chiedo di parlare,

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che  le
  questioni  poste  dall'onorevole Acierno  non  siano  banali.  Ma
  voglio porre un problema ancora più di fondo.
   La    Regione   siciliana,   che   siede   nel   Consiglio    di
  amministrazione, fa parte di Capitalia: il suo ruolo, pur essendo
  minoritario,  non  è  certo di un soggetto economico,  ma  di  un
  soggetto istituzionale, che sta in quel Consiglio anche in  virtù
  di  un'operazione finanziaria fatta nel corso degli anni e che ha
  trasferito  un patrimonio che la Regione deteneva  nel  Banco  di
  Sicilia,  conferendolo appunto al gruppo Capitalia, e quindi,  in
  quanto tale, divenendone socia.
   Credo  che  l'intento  che ci si pone con questo  emendamento  -
  ovvero  quello  di favorire la possibilità che  i  fondi  chiusi,
  emessi  dagli operatori finanziari, vengano utilizzati anche  per
  quei  soggetti imprenditoriali che investono in Sicilia - sia  un
  preciso compito politico che spetta alla Regione siciliana ed  al
  suo consigliere di amministrazione in Capitalia.
   Altrimenti,  non capisco qual è il ruolo della Regione,  se  non
  quello  di  trovare  strumenti che tutelino  la  possibilità  che
  alcuni   prodotti  finanziari  abbiano  un  impiego   certo   nel
  territorio siciliano, ovvero per i soggetti economici che operano
  nel territorio siciliano.
   L'intento  della  norma  è  quindi,  come  dire,  condiviso.  Mi
  permetto,  però,  di  dire che è l'intento  stesso  che  dovrebbe
  perseguire il Presidente della Regione, pure nella sua qualità di
  amministratore di Capitalia.
   Ma  che  c'entra, invece, ciò che questo emendamento si propone?
  Cioè  che  gli  utili  dei dividendi, provenienti  da  Capitalia,
  vengono  sempre  reinvestiti  sui fondi  chiusi,  promossi  dalla
  stessa  Capitalia, e, quindi, limitare ad essi la possibilità  di
  essere  utilizzati  a  favore degli operatori  che  investono  in
  Sicilia.
   Mi  permetto di dire, signor Presidente, che i fondi chiusi,  in
  quanto tali, dovrebbero consentire anche alle imprese che operano
  in  Sicilia di poter essere utilizzati per capitalizzare le  loro
  società.
   E'   un'operazione   questa   che,   paradossalmente,    libera
  Capitalia.,  in quanto gruppo finanziario, da una politica  verso
  il Mezzogiorno e la Sicilia: perché, infatti, è la Regione che si
  sostituisce  a  Capitalia, introducendo  incentivi  per  favorire
  l'uso di fondi chiusi per capitalizzare le società che operano in
  Sicilia.
   Mi  sembra  che  l'intento che persegue questo  emendamento,  in
  realtà,  si  contraddica  con  quello  che  è  poi  il  risultato
  dell'emendamento stesso, cioè che noi limitiamo,  ed  in  qualche
  modo  liberiamo, il gruppo Capitalia da una gestione  finanziaria
  in rapporto con la Sicilia.
   Ecco  perché,  onorevole Presidente della Regione  -  ne  stiamo
  parlando con molta serenità, non c'è un partito preso - al di  là
  delle  sue  spiegazioni,  credo che,  però,  le  ragioni  da  lei
  illustrate  -  e che io condivido - portino proprio  a  dire  che
  tutto   dobbiamo  fare,  tranne  che  vincolare  solo  ai   fondi
  provenienti dai dividendi di Capitalia la sottoscrizione di quote
  minoritarie  per  le  società che operano per l'utilizzazione  di
  questi  fondi verso la capitalizzazione di tali società  operanti
  in Sicilia.
   Questo  è  un compito istituzionale di Capitalia, di cui  lei  è
  uno  dei membri del Consiglio di amministrazione. Credo, infatti,
  che a ciò serva il suo ruolo all'interno di quel gruppo.

    RAITI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    RAITI   Signor Presidente, onorevole Presidente della  Regione,
  onorevoli  colleghi,  consentitemi di esprimere  il  mio  disagio
  nell'affrontare  una  discussione su  quanto  accaduto  circa  la
  cessione  del  Banco  di  Sicilia  a  Capitalia:  non  posso  che
  registrare,   un   po'   con  amarezza,   che   quanto   espresso
  dall'onorevole Acierno (il suo ragionamento, sotto certi punti di
  vista,  è accettabile, anzi da sottoscrivere) purtroppo, è  stato
  fatto 'con il morto in casa', come si suole dire.
   Quello  stesso  ragionamento è stato uno dei  presupposti  della
  mia forte battaglia, fatta quando si discuteva della cessione del
  Banco di Sicilia a Capitalia.
   E,   se  non  ricordo  male,  sono  stato  l'unico  deputato  di
  quest'Assemblea che votò contro, appunto perché abbiamo  svenduto
  allora  un  patrimonio regionale, costatoci migliaia di  miliardi
  per  risanarlo  in occasione della cessione della  Sicilcassa  al
  Banco di Sicilia.
   Quando  il  Banco di Sicilia funzionava, producendo  utili  che,
  ancora  oggi,  continua  a produrre, è stato  ceduto  in  maniera
  impropria, con il consenso trasversale di ampie forze  di  questo
  Parlamento e solo oggi, purtroppo, con amarezza, registriamo  che
  le   preoccupazioni   da  me  espresse  -  tant'è   che   definii
  quell'operazione  uno "scandalo nazionale"  per  la  sua  portata
  finanziaria  - ebbene, solo oggi molti colleghi si accorgono  che
  avevo ragione.
   Detto  questo,  ciò che mi ha indotto ad intervenire  nuovamente
  per esprimere il mio voto assolutamente contrario all'emendamento
  oggi  proposto  dal  Governo  - che  non  può  prescindere  dalle
  valutazioni fatte a suo tempo - va ad esplicarsi nel  fatto  che,
  nella sostanza, l'operazione che oggi andremmo a compiere non  fa
  altro  che  vincolare  fondi, che sono  già  utili  della  nostra
  Regione, in fondi mobiliari gestiti dalla stessa Capitalia.
   E  quindi,  sostanzialmente, quando già la Regione può  ricevere
  dividendi da parte dell'IRFIS - e sono somme che scaturiscono  da
  un utile di gestione di titolarità della Regione - non capisco il
  motivo  per  cui  li  dovrebbe vincolare in fondi  gestiti  dalla
  stessa  Capitalia che ne rimane detentrice. Vero  è  che  poi  si
  danno in disponibilità per investimenti ad imprese siciliane, ma,
  come  è  stato  più  volte accennato, questo  è  già  un  compito
  istituzionale dell'IRFIS e di Capitalia in quanto,  tra  l'altro,
  come  Regione, siamo pure soci dell'Istituto e, in  quanto  tali,
  avremmo  dovuto  fare in modo che Capitalia avesse  investito  le
  risorse, mettendole appunto a disposizione del territorio.
   Con   questa   operazione  non  facciamo  altro  che   vincolare
  ulteriormente  in  una  gestione propria di  Capitalia  la  quale
  percepirà  altri  utili della nostra terra o, quanto  meno,  avrà
  liquidità di cassa per colmare nell'immediato debiti o scoperture
  per  impieghi  gestiti  per altre cause  e  in  altre  parti  del
  territorio nazionale.
   Quindi,  ciò considerato, l'operazione ci pare una doppia  beffa
  rispetto a quanto accaduto già due anni fa, quando abbiamo  messo
  in svendita  il Banco di Sicilia.
   Oggi  il Governo della Regione tenta di fare una doppia beffa  a
  danno  delle nostre imprese, a danno dell'economia della Sicilia,
  sempre  a  vantaggio di settori privati che a tutt'altro tendono,
  tranne  che a perseguire l'interesse della nostra terra,  come  è
  stato  più  volte  dimostrato  e come  poi  -  tra  l'altro  -  è
  fisiologico  sia in un'economia di mercato in cui  i  privati  si
  muovono  giustamente  per  raggiungere  utili  di  esercizio   e,
  certamente,  quegli  stessi  utili  li  realizzano  come   meglio
  ritengono, senza scopi sociali né interessi particolari verso  la
  nostra terra.
   Per  questo  motivo, ritengo che la norma in esame debba  essere
  assolutamente avversata e auspicherei pertanto che il  Presidente
  della Regione la ritirasse.

    PRESIDENTE   Ha  facoltà  di  replicare  il  Presidente   della
  Regione.

    CUFFARO  presidente della Regione. Signor Presidente,  apprezzo
  il   dibattito   scaturito  in  Aula  intorno  a  questa   norma,
  condividendo molte delle ragioni espresse.
   Il  tema,  per  quel  che  mi riguarda,  è  di  gran  lunga  più
  semplice,  anche  se  devo  dire  che  possiamo  fare  di  tutto:
  l'onorevole Cracolici ci ricorda qual è la mission di una  banca,
  che  sappiamo tutti del resto, non abbiamo certo bisogno di  fare
  un  dibattito  in Aula; che Capitalia debba fare investimenti  in
  Sicilia, dovrebbe farli a prescindere che ci fossimo noi o  meno;
  è una banca e fa mercato.
   Però,  vorrei  ricordare a questo Parlamento  che  l'anomalia  -
  unica  in Italia - sta nel fatto che è una istituzione,  come  la
  Regione,  a stare dentro la banca, è un'anomalia che non  abbiamo
  fatto noi, piuttosto ereditato.
   Vorrei  ricordare soltanto che stiamo parlando di  tutte  queste
  strutture, di una partecipazione assolutamente minoritaria  della
  Regione,   minoritaria   nel  Banco   di   Sicilia,   minoritaria
  nell'Irfis, minoritaria in Capitalia.
   Onorevole Cracolici, alle banche le regole dentro i consigli  di
  amministrazione le detta la maggioranza. Se il Banco  di  Roma  o
  Capitalia decidono di prendere i soldi, di modificare lo statuto,
  nonostante le nostre proteste, le assicuro che queste contano ben
  poco dentro il sistema del mercato finanziario.
   Noi  stiamo  tentando una  operazione non  semplice  che  ho  il
  dovere di porre all'attenzione del Parlamento,  operazione che si
  potrebbe  prestare ad equivoci, ma vi assicuro che, per quel  che
  mi  riguarda,  se  il  Parlamento decidesse che  non  la  giudica
  cristallina,  richiamarei l'attenzione dei deputati  sullo  scopo
  perseguito  dal  Governo nel fare questa norma: il  tentativo  di
  evitare  di  prendersi  un  minimo di dividendi  e  piuttosto  di
  lasciare le risorse perché siano utilizzate dalle nostre  imprese
  -  è inutile che vi dica che le nostre imprese lo hanno richiesto
  - per potere essere utilizzate in fondi chiusi.
   E'  questo  lo  scopo.  Adesso, giustamente,  qualcuno  pone  il
  problema e dice ma perché dobbiamo farlo con Capitalia? Perché il
  fondo   chiuso  di  Capitalia  -  dice  giustamente   l'onorevole
  Capodicasa  - esiste già. Noi stiamo partecipando a questo  fondo
  chiuso, con i soldi che prendiamo dall'IRFIS e stiamo dicendo che
  la  nostra partecipazione è vincolata al fatto che devono  essere
  utilizzate  le  risorse per le società che fanno investimenti  in
  Sicilia, stiamo dicendo questo.
   Non  vogliamo  fare una partecipazione ad un  fondo  chiuso?  Il
  Parlamento  può  decidere  di non farla.  Ci  prendiamo  i  dieci
  milioni  di euro di dividendi e arricchiremo il nostro  bilancio
  Non so che cosa servirà alle nostre imprese
   Vogliamo  partecipare invece ad un fondo chiuso  per  consentire
  alle  nostre imprese, e ad altre che decideranno di investire  in
  Sicilia,  di  poter utilizzare questi fondi chiusi? Questo  è  un
  meccanismo.  Ma  perché  farlo  con Capitalia?  Perché,  intanto,
  Capitalia ha già il fondo chiuso. Possiamo farlo anche con  altre
  banche,  certamente.  Ne possiamo fare tanti  altri.  Non  è  che
  dobbiamo  fare  per forza questo. Noi ne abbiamo già  fatto  uno.
  Questo Parlamento ha già fatto un fondo chiuso.
   Mi  dispiace  che non siano presenti i partecipanti,  quando  un
  anno  e mezzo fa lo approvò il Parlamento, partecipai anch'io  ad
  una  riunione nazionale di Confindustria: l'onorevole  Bassolino,
  presidente della regione Campania, annunciò che avrebbe fatto nei
  prossimi  tre mesi il fondo chiuso, come se fosse una notizia  di
  straordinaria importanza, e lo era davvero.
   Questo  Parlamento  l'aveva già fatto da  un  anno   Perché  non
  dobbiamo  riconoscere  a  noi stessi  la  bontà  delle  cose  che
  facciamo e abbiamo l'intuito di fare?
   Questo  fondo  chiuso funziona, ne stiamo facendo un  altro.  Lo
  vogliamo fare: qui c'è la norma. Non lo vogliamo fare? Oppure  lo
  vogliamo  rinviare per farlo con una legge con la quale reperiamo
  i soldi necessari, ci impiegheremo un anno, lo faremo dopo.
   Stiamo parlando di questo, nient'altro che questo.
   Io  sono dell'idea che siccome c'è un fondo, c'è Capitalia - che
  bene  o  male,  comunque vede la compartecipazione della  Regione
  siciliana,  anche  se anomalia è - conviene parteciparci  e  dare
  anche questa occasione ad altre imprese.
   In  quanto  al  ragionamento su quello che svolge  Capitalia  in
  Sicilia, possiamo farlo. Molte delle cose dette le condivido,  ma
  non  mi  pare  che  l'argomento circa  il  fondo  chiuso  sia  un
  ragionamento se uscire o meno da Capitalia.
   Alcune  cose  che sono state dette le condivido.  Possiamo  pure
  fare  un  dibattito  d'Aula, decidere se  rimanerci,  se  uscire,
  possiamo   decidere   tutto  quello  che  vogliamo,   ma   questo
  Parlamento,  appena  due  anni fa,  ha  scelto  di  stare  dentro
  Capitalia  vincolando il Governo in tal senso. E  se  il  Governo
  potesse  o  dovesse scegliere di fare cose diverse, è stato  così
  previsto  nella legge, dobbiamo tornare in Aula e reinvestire  il
  Parlamento di una decisione diversa.
   Questo  è  quello  che  ha  scelto il Parlamento  e  noi  stiamo
  tentando  di  portare avanti tale decisione. Questo  è  un  fondo
  chiuso,  è  un'occasione. Se vogliamo farlo, lo facciamo;  se  il
  Parlamento  decide di non farlo, non mi strapperò  le  vesti   Ma
  credo che sarebbe davvero un'occasione mancata per le imprese.

    PRESIDENTE   Onorevole  Capodicasa,  la  replica  del   Governo
  chiude una discussione. Al suo intervento avrebbe dovuto pensarci
  prima della replica del Presidente.

    CRACOLICI  Dopo che ha parlato il Presidente della Regione,  si
  può intervenire sulle comunicazioni...

    PRESIDENTE   Non  si tratta di comunicazioni;  abbiamo  chiesto
  una replica e, dopo di essa, non sono ammessi più interventi.  Se
  dobbiamo avere un minimo di rispetto reciproco dovete capire  che
  ci  sono  delle  regole  da  rispettare  e  con  la  replica  del
  Presidente della Regione si chiudono le dichiarazioni di  voto  e
  la   discussione   sugli  emendamenti.   Io   non   negherò   mai
  all'onorevole    Capodicasa   di   parlare,   ma    rispettiamoci
  reciprocamente, per cortesia

    CAPODICASA   Chiedo  di  parlare  per  dichiarazione  di  voto.
  Signor  Presidente, a lume della mia memoria io penso  di  essere
  nei limiti del Regolamento nel chiedere la dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PISTORIO .. a lettera di Regolamento

    CAPODICASA ..  a lettera... non mi permetto di  contraddire  il
  Presidente in modo così frontale

    PISTORIO    Sono  felice,  ma  vige  un  regime  speciale   per
  l'onorevole  Capodicasa.  Non è la prima  volta  che  l'onorevole
  Capodicasa parla out of records.

    CAPODICASA   Onorevole  Pistorio,  visto  che  lei   sottolinea
  l'aspetto, le dico che ho diritto alla dichiarazione di voto  non
  a  lume  di  mia memoria ma alla lettera di Regolamento.  Allora,
  affermo  di più: se la lettera di Regolamento non mi consente  di
  fare la dichiarazione di voto, io mi siedo e non la faccio.
   Signor  Presidente, credo che l'argomento abbia suscitato questo
  interesse perché è veramente importante l'occasione di  avere  il
  Presidente  della  Regione  in Aula su  un  argomento  di  questa
  importanza. La materia ci suggerisce anche di andare un po' oltre
  il  convenuto  -  non il Regolamento - che era quello  di  andare
  veloci sul disegno di legge, per fare qualche puntualizzazione.
   Le   ultime  dichiarazioni  del  Presidente  che  modificano  le
  dichiarazioni   iniziali,  vanno,  però,  sempre   nella   stessa
  direzione:   si fissano le intenzioni della Regione non  solo  di
  impiegare  i dividendi che spettano alla Regione ma anche  quelli
  di Capitalia.

   CUFFARO   presidente della Regione. Capitalia ci mette  80
  milioni.

    CAPODICASA   Ho  capito, Presidente  Ma con questo  emendamento
  noi non impegniamo Capitalia ad utilizzare quei dividendi per  le
  finalità  che la Regione intende, invece, perseguire  con  questo
  emendamento.  Noi  impegnano solo la nostra  quota  in  un  fondo
  chiuso  già  esistente o da costituire, ma io  credo  sia  quello
  esistente  perché si parla di sottoscrivere quote minoritarie  di
  fondi di tipo chiuso. Questo cosa significa?
   Significa,   in  sostanza,  che  Capitalia  rimane   libera   di
  utilizzare i propri fondi, magari per consentire alla  Roma  e  a
  Sensi di iscrivere la squadra all'UEFA per il prossimo campionato
  e così via.

    CRACOLICI   Onorevole Capodicasa, Sensi pagherà  il  presidente
  del Palermo con i soldi della Regione

    CAPODICASA   Allora, magari possiamo chiudere un  occhio  se  è
  così   Ma  di sicuro non impegnerà Capitalia per le note ragioni,
  perché Capitalia è una holding che agisce sulle basi delle regole
  del mercato e del codice civile e non può essere vincolata da una
  norma della Regione siciliana.
   Io  dico di più: eliminare l'aggettivo 'stesse' dall'emendamento
  'stesse   aziende   di   credito',  che  sembrerebbe   soddisfare
  l'onorevole  Acierno  in  parte, a mio giudizio  complica  perché
  significa  che  libera  ancora di  più  Capitalia.  Infatti,   se
  andiamo a sottoscrivere un fondo chiuso della Montepaschi, perché
  Capitalia  dovrebbe  portare i suoi soldi  nel  fondo  chiuso  di
  Montepaschi?
   Andrà  ad  utilizzarli per altre finalità. Se la finalità,  come
  dice  il  Presidente  Cuffaro, è non solo  di  impegnare  noi  ad
  investire  nel  fondo chiuso, ma anche Capitalia  per  la  quota,
  qualora   fossero  portati  ad  un'altra  banca,  Capitalia   non
  verrebbe.  Non  è  già  impegnata a investire  nel  fondo  chiuso
  ancorché  la  Regione  lo faccia, tanto  meno  è  interessata  o,
  comunque, disponibile o obbligata su un fondo chiuso di  un'altra
  banca.
   Quindi,  ci  rifletterei  un momento,   Presidente.  C'è  questa
  urgenza?  A meno che lei non decida di andare a Strasburgo,  dopo
  dovremmo continuare a lavorare. E' molto difficile che con questo
  emendamento si blocchi questa operazione che Capitalia vuole fare
  con la modifica dello statuto dell'IRFIS. Se poi il Presidente ci
  garantisce  che  ciò  avviene,  mettiamo  per  tranquillità   del
  Parlamento una clausola che dica che l'operazione si fa  solo  se
  Capitalia investe anche la sua quota.

    CUFFARO    presidente   della   Regione.   Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi, preciso che al primo comma  va  inserita  la
  clausola   a condizione che il partner partecipi al fondo  chiuso
  con una propria quota .

    PRESIDENTE   Con l'integrazione formulata dal Presidente  della
  Regione, pongo in votazione l'emendamento 17.22 quater.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                      (E' approvato)

    Comunico  che  sono  stati presentati i  seguenti  ordini
  del giorno:

   n.  376   Iniziative  per  la migliore realizzazione  del  Ponte
  sullo Stretto di Messina , degli onorevoli Zago, Crisafulli, Oddo
  e  Villari;

   n.   382    Interventi   da  intraprendere   a   seguito   della
  dichiarazione  di  illegittimità  dell'articolo  6  della   legge
  regionale  n.  2/2002, degli onorevoli Fleres, Catania  Giuseppe,
  Maurici e Scoma;

   n.  389  Predisposizione di un piano energetico ed ambulatoriale
  regionale ,  degli  onorevoli Villari, Leanza Nicola,  Panarello,
  Ioppolo, Liotta, Barbagallo ed altri;

   n.  391   Inserimento nel piano economico previsto dall'articolo
  51  del  disegno di legge di modifica dello Statuto di misure  di
  sostegno  del  comparto  metalmeccanico  per  la  produzione  dei
  sistemi  di  trasporto  pubblici  e  ferroviari ,  dell'onorevole
  Miccichè;

   n.  392  Iniziative, anche di natura economica, in favore  della
  cooperativa  edilizia   Piano verde' ,  degli  onorevoli  Savona,
  Antinoro e Dina;

   n.  393   Adozione del Codice europeo di comportamento  per  gli
  eletti   locali  e  regionali ,  degli  onorevoli  Raiti,  Ferro,
  Miccichè e Morinello:

   n.  394   Istituzione del servizio di farmacia  nelle  strutture
  sanitarie  private che esercitano attività di ricovero e  terapie
  equipollenti   alle   strutture   pubbliche ,   degli   onorevoli
  Spampinato, Ortisi, Raiti e Papania.

   n.  395  Iniziative per la soluzione dei disservizi nel recapito
  della  posta  nel  comunc  di Giarre ,  degli  onorevoli  Fleres,
  Catania Giuseppe, Maurici;

   n.  396   Interventi  per l'esatta determinazione  dell'attività
  cantieristica  navale e di rimessaggio , degli onorevoli  Fleres,
  Catania Giuseppe, Maurici;

   n.  397  Iniziative in favore delle piccole e medie imprese  del
  Catanese , degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici;

   n.  399   Interventi  per  impedire frodi  commerciali  e  danni
  all'agricoltura a seguito delle recenti direttive in  materia  di
  succhi  di  frutta ,  degli onorevoli Fleres,  Catania  Giuseppe,
  Maurici, Mercadante, Beninati, Scoma e Leontini;

   n.  400   Interventi per intensificare i controlli e per ridurre
  la  dispersione  scolastica ,  degli  onorevoli  Fleres,  Catania
  Giuseppe, Maurici;

   n.  401   Interventi per la sistemazione della Via Sgroppillo  a
  Catania , degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici;

   n.  402   Iniziative per la realizzazione di  asili  nido  negli
  uffici   e  nelle  aziende ,  degli  onorevoli  Fleres,   Catania
  Giuseppe, Maurici;

   n.  403  Interventi per il ripristino dello stato dell'Oasi  del
  Simeto  e  della riserva del fiume Fiumefreddo , degli  onorevoli
  Fleres, Catania Giuseppe, Maurici;

   n.  404   Proroga dei termini di presentazione dei progetti  per
  gli  interventi  di  riparazione degli edifici danneggiati  dagli
  eventi  sismici del 27-29 ottobre 2002 e successivi in  provincia
  di   Catania;   istituzione  di  un   tavolo  tecnico'   per   la
  determinazione delle direttive tecniche , degli onorevoli  Fleres
  e Raiti;

   n.   405    Istituzione   della  Unità  di   terapia   intensiva
  respiratoria (UTIR) presso l'Azienda Ospedaliera  Cannizzaro'  di
  Catania , degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici;

   n.  406   Iniziative a sostegno dell'attività delle  Avis  della
  Sicilia , degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici;

   n.  407   Iniziative per l'eliminazione dei  casi  di  abbandono
  degli  animali  domestici e prevenzione  del  randagismo ,  degli
  onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici;

   n.  408   Deroga  al  piano paesistico  delle  isole  Eolie  per
  interventi  previsti dal patto territoriale Isole Eolie ,   degli
  onorevoli Beninati e Ardizzone.

    FRANCHINA   Dichiaro  di apporre la mia  firma  all'ordine  del
  giorno numero 392.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

    PAGANO   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.   Signor
  Presidente, per quanto attiene agli ordini del giorno numeri 393,
  376,   382   e  389  il  Governo  dichiara  di  accettarli   come
  raccomandazione.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa, pertanto, all'ordine del giorno numero 391. Il parere
  del Governo?

    PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    MICCICHE'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'   Ho  notato  che, inizialmente,  l'assessore  Pagano
  aveva  dato  parere favorevole, ma poi, in modo prevenuto,  senza
  leggere attentamente, ha dato parere contrario.

    PAGANO   assessore  per il bilancio e le finanze.   No,  quando
  l'ho letto ho dato parere contrario.

    MICCICHE'   Lei, onorevole  Assessore,  come fa  a  dichiararsi
  contrario  senza avere avuto la possibilità neanche di  leggerlo.
  Sicuramente  ha  visto il nome di Miccichè e ha  dato  un  parere
  negativo.
   Credo  che  per  leggerlo  ci  sia  bisogno  almeno  di  qualche
  secondo. Mi pare che la sua posizione sia molto contraddittoria.
   In   merito  alla  questione  della  Keller  e  dell'IMESI,   il
  Presidente della Regione ha preso l'impegno con gli stessi operai
  e  le  loro  organizzazioni sindacali di inserire, nel  fondo  di
  solidarietà,  il  contributo  per le infrastrutture  nel  settore
  industriale.
   Ma  in  questa sede quell'impegno si sta disattendendo.  Ritengo
  che la mia proposta sia abbastanza fattibile.
   Non  si tratta di dare aiuti alle singole aziende, ma di aiutare
  l'intero   settore  industriale  metalmeccanico   competitivo   e
  funzionale, favorendo così anche il settore dei trasporti.
   L'Assessore  regionale  per il turismo,  le  comunicazioni  e  i
  trasporti, onorevole Cascio, ha recentemente fatto riferimento al
  rilancio  dei trasporti, soprattutto ferroviari. Noi non possiamo
  pensare  di  rilanciare il comparto dei trasporti pubblici  senza
  incrementare le infrastrutture.
   Gli   operai   delle   industrie   che   operano   nel   settore
  metalmeccanico, proprio in questi giorni, sono stati protagonisti
  di  manifestazioni popolari per la difesa del posto di  lavoro  e
  per il mantenimento dell'attività produttiva.
   Con  l'ordine  del  giorno da me proposto  questa  Assemblea  ha
  l'opportunità di dare seguito all'impegno assunto dal  Presidente
  della   Regione   durante  gli  incontri  con  le  organizzazioni
  sindacali  che rappresentavano le istanze sia degli operai  della
  Keller  che  dell'IMESI e cioè di utilizzare  il  fondo  previsto
  dall'articolo  38  dello Statuto anche nell'ambito  dell'attività
  industriale.
   Preannuncio  di avere presentato, sullo stesso argomento,  anche
  un emendamento al disegno di legge di riforma dello Statuto.
   L'ordine  del giorno a mia firma costituisce una raccomandazione
  e  un  impegno  per  un  futuro provvedimento  legislativo  sulla
  materia.
   Ritengo  che  sia  importante che  gli  operai  della  Keller  e
  dell'IMESI  conoscano la posizione del Governo che in  quest'Aula
  sta votando contro l'ordine del giorno.
   Non  dovete  lamentarvi quando gli operai  occupano  le  piazze,
  assediano  l'Assemblea, assediano Palazzo d'Orleans  perché  sono
  stanchi di essere presi in giro da questo Governo.
   Questa è la verità.
   Signor  Presidente  della  Regione, lei  si  troverà  ancora  di
  fronte  i  lavoratori della Keller e dell'IMESI e non l'Assessore
  Pagano.

    PRESIDENTE   Dichiaro improponibile l'ordine del giorno  numero
  391 perché comporta spesa.
   Inoltre,  dichiaro  estranei  alla materia  in  discussione  gli
  ordini del giorno numeri 394 e 395.
   Pongo  in  votazione  l'ordine del  giorno  numero  392.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Per   quanto  riguarda  tutti  gli  altri  ordini  del   giorno,
  dispongo il rinvio dell'esame.

   Si passa all'articolo 18. Ne do lettura.

                              Articolo 18

       1.  La  presente legge sarà pubblicata nella  Gazzetta
  ufficiale della Regione siciliana.

       2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla  e
  di farla osservare come legge della Regione.

       Lo  pongo  in   votazione.   Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo   in   votazione  la  delega  alla   Presidenza   per   il
  coordinamento  formale  del testo del  disegno  di  legge  numero
  845.2/A. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvata)

                               Congedi

    PRESIDENTE   Comunico che hanno chiesto congedo gli  onorevoli:
  Leontini,  Vicari,  Castiglione, Moschetto,  Rotella,  Cristaudo,
  Virzì, Sammartino, Ioppolo, Incardona, Infurna.
   L'Assemblea ne prende atto.

    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
     Provvedimenti urgenti in materia finanziaria (845.2/A).

    PRESIDENTE  Indìco la votazione finale per scrutinio   nominale
  del  disegno di legge numero 845.2/A: Provvedimenti urgenti  in
  materia finanziaria.


   Presidenza del presidente Lo Porto


   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE  Proclamo l'esito della votazione:

   Presenti e votanti     41
   Maggioranza            21
   Favorevoli             31
   Contrari                8
   Astenuti                2

                        (L'Assemblea approva)


   Presidenza del presidente Lo Porto


                       Sull'ordine dei lavori

    TURANO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    TURANO   Signor Presidente, intervengo per chiedere  che  nella
  prossima  seduta  si discuta il disegno di legge  numeri  646-763
  Stralcio II- 776/A, sul settore lapideo.

    PRESIDENTE   L'ordine  del  giorno  è  stato  stabilito   dalla
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari. Lei mi  chiede
  di  inserire  il  disegno di legge sul sistema lapideo,  io  sono
  d'accordo ed è già in coda.

   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a martedì,  25  maggio
  2004 alle ore 17.30, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto


       I   - Comunicazioni.

  II   - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
  lettera d),  e 153 del Regolamento interno,  della mozione:

       numero  285 <<Iniziative per la soluzione dei disservizi nel
       recapito  della  posta nel comune di Giarre (CT)>>,  Fleres,
       Catania G.,  Maurici e Scoma;

       III   -  Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della
         rubrica   Territorio e ambiente

       IV   - Discussione dei disegni di legge:

         1)   <<Provvedimenti per favorire la ristrutturazione e la
             riqualificazione del trasporto merci in Sicilia attraverso l'uso
             del trasporto combinato strada-mare>> ( 700/A);
  2)   <<Interventi urgenti per  il settore lapideo e disposizioni
  per il riequilibrio del    prezzo della benzina nelle isole
  minori>> (646-763 Stralcio II - 776/A).

                  La seduta è tolta alle ore 18.55

       (Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 21.55)

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                      Dott. Giovanni Tomasello

                  SEDUTA N. 213 DEL 20 MAGGIO 2004

                              ALLEGATO:

            EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA

  DISEGNO  DI  LEGGE  PROVVEDIMENTI URGENTI IN MATERIA FINANZIARIA
  (N. 845.2/A)

    -All'articolo 1

   Emendamento 1.8.1

  L'emendamento 1.8 è sostituito dal seguente:

  Al  comma  2  dell'articolo 1 la lettera f) è sostituita  dalla
  seguente:

   f)   Il  contributo  previsto  nella  tabella  H  della  legge
  regionale  29  dicembre 2003, n. 21, UPB  9.2.1.3.99,  capitolo
  373722, per l'Istituto per la dottrina e l'informazione sociale
  per   le   finalità  istituzionali  è  ridotto,  nell'esercizio
  finanziario 2004, di 50 migliaia di euro.

   Emendamento 1.9

  1. All'articolo 1 aggiungere la seguente lettera:

   r) U.P.B. 4.2.1.3.2 (capitolo 213301) + 1.500.

  2.  Al  comma  4  dell'articolo 1 sostituire le  parole   4.810
  migliaia di euro  con le parole   6.310 migliaia di euro .

   Emendamento 1.10

                                Art.

   Variazioni agli stati di previsione dell'entrata e della spesa
                         del bilancio dell'A

       zienda delle foreste demaniali della Regione siciliana

  Negli  stati  di  previsione dell'entrata  e  della  spesa  del
  bilancio  dell'Azienda  delle foreste demaniali  della  Regione
  siciliana  per l'esercizio finanziario 2004 sono introdotte  le
  seguenti variazioni in miglia di euro:

  U.P.B. 0.0.1.5.1 (capitolo entrata 1101) + 1.500

  U.P.B. 0.0.1.1.1 (capitolo spesa 1150) + 2.000

  U.P.B. 0.0.1.3.3 (capitolo spesa 1119) - 500

   Emendamento 1.11

  Alla  lettera d) del comma 1 sostituire   - 132  con   - 1.132
  e alla lettera h) sostituire  +1.000  con   +2.000 .

   Emendamento 1.3

  Al comma 1 aggiungere la seguente lettera:

   UPB    3.2.1.3.5 , capitolo 183720, +  100

       UPB    4.2.1.5.2 , capitolo 215704, -   100 accantonamento
  1001

   Emendamento 1.5

  Al comma 1 aggiungere la seguente lettera:

    r)  UPB    9.2.1.3.5 , capitolo 373313, +  200 .

  Al comma 4 aggiungere + 200 all'importo indicato.

   Emendamento 1.6

  Al comma 1 aggiungere la seguente lettera:

     UPB    3.2.1.3.3 , capitolo 183740, +  5.000

      UPB    4.2.1.5.2 , capitolo 215704, -   5.000 .

   Emendamento 1.7

  Al comma 1 aggiungere:

   UPB 11.3.1.3.1, capitolo 446514    - 160

   UPB 11.3.1.1.2, capitolo 446510      +  30

   UPB 11.3.1.1.2, capitolo 446506     + 100

   UPB 11.3.2.6.88, capitolo 846001   +   30

   Emendamento 1.1

  Al comma 1 aggiungere:

                                                              UPB
  Previsione di competenza

  (in migliaia di euro)

     9.4.1.1.4    Ufficio speciale per il Polo museale

                                        di                Catania
  155

     9.4.2.6.4    Ufficio speciale per il Polo museale

                                        di                Catania
  120

  2.   Nello  stato di previsione della spesa del bilancio  della
  Regione  siciliana per l'esercizio finanziario 2004,  approvato
  con  legge  regionale 29 dicembre 2003, n. 22, sono  introdotte
  le seguenti  variazioni in migliaia di euro:

                  UPB                                    Capitolo
  Variazione

                 9.2.1.2.2                                 372514
  +      60

                 9.2.1.3.2                                 372523
  -     207

                                                           372535
  -       88

                 9.3.1.1.4                                 376530
  -     175

                                                           376545
  -     100

                  9.3.1.3.4                                376541
  +    100

                  9.3.2.6.3                                776401
  -    100

                 9.4.1.1.3                                 380531
  +     30

                                                           380527
  +   100

                                                           380534
  +     10

                                                           380533
  +     30

                  9.4.2.6.3                                780003
  +     65

   Emendamento 1.4

  Al comma 2 aggiungere la seguente lettera:

  g)  UPB 9.3.1.3.6, capitolo 377318  +  516 per le iniziative di
  celebrazione del primo centenario dell'avvio delle attività del
  Teatro Biondo .

  Al comma 4 aggiungere + 516 all'importo indicato.

    -All'articolo 6

   Emendamento 6.1

  L'articolo 6 è soppresso

    -All'articolo 7

   Emendamento 7.1

  Al comma 1 sostituire  le parole   600 migliaia di euro  con le
  parole   1.500 migliaia di euro .

  Il comma 2 è abrogato.

    -All'articolo 8

   Emendamento 8.1

  Al   comma  1  dopo  le  parole   territorio  e  dell'ambiente
  aggiungere  le seguenti parole  previo parere favorevole  della
  Commissione competente.

    -All'articolo 9

   Emendamento 9.1

  Al  comma 1 dopo le parole  tecnologia avanzata  aggiungere  il
  seguente periodo:  Le proposte relative alla realizzazione  del
  nuovo  impianto mediante project financing anziché nei  termini
  stabiliti  dal  comma 1 dell'articolo 37 bis  della  legge   11
  febbraio  1994, n. 109, e successive modifiche ed integrazioni,
  come  recepito in Sicilia dalla legge regionale 2 agosto  2002,
  n.  7  e  della  legge regionale 19 maggio 2003,  n.  7,  vanno
  presentate  entro il termine fissato nell'avviso indicativo  di
  cui al comma 2 bis del medesimo articolo .

   Emendamento 9.2

  Dopo l'articolo 9 aggiungere il seguente:

   Art.     -  1.  Al  fine di garantire l'equilibrio  economico-
  gestionale   dei  Piani  di  ambito  approvati   dagli   Ambiti
  territoriali  ottimali  (ATO) delle  province  di  Agrigento  e
  Caltanissetta, istituiti ai sensi della legge 5  gennaio  1994,
  n.  36, nella fase di prima applicazione del sistema tariffario
  e  per un periodo massimo di 6 anni, a decorrere  dalla data di
  affidamento   della  gestione  dei  relativi   servizi   idrici
  integrati,   la   differenza  tra  la  tariffa   che   consente
  l'equilibrio  economico  del  piano  d'ambito  e   la   tariffa
  derivante dall'applicazione del metodo normalizzato di  cui  al
  Decreto  ministeriale.  1 agosto 1996,  entrambe  previste  nei
  rispettivi  piani d'ambito, al netto delle riduzioni tariffarie
  derivanti  dall'affidamento del servizio  idrico  integrato  da
  parte degli ATO in questione, è a carico della Regione che  può
  erogarla anche con le modalità di cui all'articolo 3, comma  3,
  della  legge regionale 15 novembre 1982, n. 134 come sostituito
  dall'articolo 88 della legge regionale 16 aprile 2003,  n. 4.

  2. Per le finalità del comma 1 è autorizzata per gli anni 2005-
  2010 la spesa complessiva di 51.200 migliaia di euro.

  3.  Gli  oneri  di  cui  al  comma 2 ricadenti  negli  esercizi
  finanziari  2005  e  2006, pari a 8.534 migliaia  di  euro  per
  ciascun  esercizio  trovano riscontro nel bilancio  pluriennale
  della     Regione    U.P.B.   4.2.1.5.2.,   codice    12.02.01,
  accantonamento 1001.

  4.  Per  gli esercizi finanziari successivi l'onere di  cui  al
  comma  1  è  determinato ai sensi dell'articolo 3, lettera  g),
  della  legge  regionale  27 aprile 1999,  n.  10  e  successive
  modifiche ed integrazioni .

    -All'articolo 10

   Emendamento 10.1

  Sopprimere l'articolo 10.

    -All'articolo 11

   Emendamento 11.1

  Al  comma  4  le parole  nonché quelle che non rientrano  nelle
  previsioni di cui al comma 1  sono soppresse.

   Emendamento 11.2

  Al  comma  3  dopo  le  parole  viene  fissato   aggiungere  le
  seguenti  parole   previo  parere favorevole  della  competente
  Commissione .

  Il comma 8 è soppresso.

    -All'articolo 13

   Emendamento 13. R

  All'articolo 25 della legge regionale 16 aprile 2003,  n.  4  e
  successive modifiche e integrazioni sono apportate le  seguenti
  modifiche:

  Dopo il comma 5 sono aggiunti i seguenti commi:

   5  bis.  Qualsiasi provvedimento dirigenziale dell'Assessorato
  regionale della sanità che comporta oneri diretti o indiretti a
  carico   del  bilancio  della  Regione  siciliana  deve  essere
  pubblicato  sulla Gazzetta Ufficiale della Regione  e,  se  con
  oneri  a  carico del Fondo sanitario, deve essere  vistato  dal
  Dirigente  generale del Dipartimento regionale Fondo sanitario,
  Assistenza  sanitaria ed ospedaliera, Igiene pubblica  al  fine
  dell'attestazione di compatibilità finanziaria.

   5  ter.  Le  disposizioni di cui al comma 5 bis  si  applicano
  anche  ai  provvedimenti  che vengono  adottati  dai  direttori
  generali  delle aziende sanitarie ed ospedaliere in  attuazione
  delle previsioni di cui all'articolo 34 della legge n. 449  del
  1997.

    -All'articolo 14

   Emendamento 14.5

  Al  comma 1 dell'articolo 14 sostituire le parole  200 migliaia
  di  euro  con le parole  400 migliaia di euro  ed aggiungere il
  seguente comma:

   2. Una parte delle disponibilità di cui al comma 1 fino ad  un
  massimo  di 350 migliaia di euro può essere utilizzata per  far
  fronte  ad  oneri pregressi relativi all'esercizio  finanziario
  2003.

   Emendamento 14.4

  I   presìdi   farmaceutici  di  emergenza   (P.F.E.)   di   cui
  all'articolo  33  della legge regionale 16 aprile  2003,  n.  4
  possono  essere  istituiti nelle località  disagiate,  distanti
  almeno  tre  chilometri della farmacia  più  vicina,  prive  di
  assistenza  farmaceutica ove è venuto a mancare il  servizio  a
  causa  del  trasferimento  della farmacia  rurale  prevista  in
  pianta  organica  in  altro  centro  abitato  ricompreso  nella
  medesima sede farmaceutica.

    -All'articolo 17

   Emendamento 17.20

  Al  comma  2,  dopo la parola   utilizzando      aggiungere  la
  parola   altresì    e dopo  le parole  n. 350    aggiungere  le
  parole    per  le quali non si applica il comma 5 del  presente
  articolo

    -Articoli aggiuntivi all'articolo 17

   Emendamento 17.13

  Aggiungere il seguente articolo:

   Art  - 1. Estensione dell'articolo 2 della legge regionale  n.
  20  del  1999 ai familiari dell'agente della Polizia  di  Stato
  Agostino  Antonino - 1. Ai familiari dell'agente della  Polizia
  di  Stato Agostino Antonino ucciso a Palermo, a Villagrazia  di
  Carini,  il 5 agosto 1989, riconosciuto vittima del dovere  con
  decreto  del capo della Polizia n. 559/D/3911/SG del  19  marzo
  1982,  si applicano i benefici economici di cui all'articolo  2
  della  legge  regionale 13 settembre 1999, n. 20  e  successive
  modifiche ed integrazioni.

  2.  I benefici economici di cui al comma 1 sono cumulabili  con
  identiche    provvidenze   previste    da    altre    Pubbliche
  Amministrazioni sulla scorta delle medesime circostanze.

  3.  Per  le  finalità di cui ai commi  1 e 2  è autorizzata  la
  spesa  di   euro  77.468,53 sul capitolo 183720  della  rubrica
  Assessorato  della famiglia, delle politiche  sociali  e  delle
  autonomie locali.

   Emendamento 17.14

  Aggiungere il seguente articolo:

   Art.   - 1. Le disposizioni di cui al comma 4 dell'articolo  1
  della   legge   regionale  31  agosto  1998,  n.  16,   trovano
  applicazione  nel  biennio 2004-2005 e  la  relativa  copertura
  finanziaria  deve essere assicurata dall'ESA entro  l'esercizio
  finanziario 2005.

  2.  Per  le  finalità  di  cui  al  comma  1  si  provvede  per
  l'esercizio  finanziario  2004 con  le  disponibilità  dell'UPB
  2.3.2.6.5,  capitolo 546403 e per l'esercizio finanziario  2005
  ai  sensi  della lettera h) del comma 2 dell'articolo  3  della
  legge regionale 27 aprile 1999, n. 10.

   Emendamento 17.6 R

    1. L'efficacia dei vincoli di destinazione di cui all'articolo 71
       della  legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, e preordinati
       all'espropriazione delle aree ricadenti nell'ambito dei piani
       regolatori e dei nuclei di sviluppo industriale dei Consorzi ASI
       di cui alla legge 1/84 già decaduti per decorrenza di termini è
       prorogata sino al 31 dicembre 2007.

  2. Qualora l'efficacia dei vincoli di cui al comma 1 decada entro
  il 31 dicembre 2007, la stessa è prorogata fino alla predetta
  data.
  3. Le espropriazioni necessarie per attuare interventi coperti in
  tutto o in parte da finanziamenti pubblici o comunitari,
  convenzionati tra i rispettivi Consorzi ASI e gli enti o soggetti
  proponenti, sono a carico di questi ultimi.
  4. Le proroghe di cui al presente articolo comportano e
  costituiscono corrispondente dichiarazione di pubblica utilità a
  norma dell'articolo 12 e seguenti del DPR 8 giugno 2001, n. 327.

   Submendamento  17.1.1

  All'emendamento 17.1 aggiungere il seguente comma:

  All'onere  di  cui  al comma precedente si provvede  con  parte
  della   disponibilità  dell'UPB  4.2.1.5.2   capitolo   215704,
  accantonamento  1001 del bilancio della Regione  siciliana  per
  l'esercizio finanziario medesimo.

   Emendamento 17.1

  Aggiungere il seguente articolo:

   Art.   - 1.  Per le finalità di cui all'articolo 3 della legge
  regionale  9 giugno 1994, n. 27, così come modificato dall'art.
  63, comma 16, della  legge regionale 2 dicembre 2002, n. 23, al
  fine di far fronte alle attività realizzate nel corso dell'anno
  2003, è autorizzata la spesa di 150 migliaia di euro, eliminati
  per economia alla  chiusura dell'esercizio 2003 .

   Emendamento 17.11

  Aggiungere il seguente articolo:

   Art.     - 1. Il termine previsto dall'articolo 5 della  legge
  regionale  3  novembre  1994, n. 43 e successive  modifiche  ed
  integrazioni  è prorogato fino al 31 dicembre 2005 .

   Emendamento 17.15 R

                                Art.

        Misure urgenti per l'Ente Acquedotti siciliani (EAS)

  1. A seguito della costituzione della società mista  Siciliacque
    s.p.a. , in attuazione dell'articolo 23 della legge regionale 27
    aprile  1999, n. 10 e successive modifiche e integrazioni,  a
    decorrere dal 1  settembre 2004 l'Ente Acquedotti siciliani (EAS)
    è posto in liquidazione.
  2. Il Presidente della Regione, su proposta dell'Assessore
  regionale per i lavori pubblici, previa delibera della Giunta
  regionale, nomina un commissario liquidatore e il nuovo collegio
  dei revisori dell'EAS in liquidazione.
  3. Alla data di entrata in vigore della presente legge sono
  trasferite alla Regione, al valore di netto patrimoniale alla
  data del 20 aprile 2004, le partecipazioni dell'EAS detenute in
  società per azioni. I diritti corporativi inerenti le azioni
  trasferite sono esercitate dall'Assessore regionale per i lavori
  pubblici su delega del Presidente della Regione. Per le finalità
  del presente comma è autorizzata per l'esercizio finanziario 2004
  la spesa di 4.150 migliaia di euro, cui si fa fronte con parte
  delle disponibilità dell'UPB 4.2.1.5, capitolo 215704,
  accantonamento 1001 del bilancio della Regione.
  4. Nel rispetto delle esigenze di funzionalità dell'EAS, anche ai
  fini delle consegne di impianti e di gestioni di reti idriche
  alla società Siciliacque e/o agli Ambiti Territoriali Ottimali
  (ATO) e/o alle società di gestione del servizio idrico integrato,
  nelle more della definizione delle procedure di liquidazione
  dell'Ente, è consentito, previa concertazione sindacale, il
  comando di personale dello stesso Ente presso l'Amministrazione
  regionale, con oneri a carico dell'EAS, con priorità per le
  esigenze connesse alle attività proprie dell'Assessorato
  regionale dei lavori pubblici e della Presidenza della Regione.
  5. Le società di cui all'articolo 23, comma 2 quater, della legge
  regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive modifiche e
  integrazioni possono utilizzare, previa contrattazione sindacale,
  in posizione di comando, il personale dell'EAS; in tal caso l'EAS
  corrisponderà l'integrazione economica necessaria ad assicurare
  il mantenimento del trattamento goduto dal personale rispetto a
  quello contrattuale di categoria applicato dalle medesime
  Società.

   Emendamento 17.16

  Aggiungere il seguente articolo:

   Art.     Rifinanziamento dell'articolo 2 della legge regionale
  10  ottobre  1994, n. 37, riguardante provvedimenti  in  favore
  delle  cooperative  agricole  -  1.  Per  le  finalità  di  cui
  all'articolo 2 della legge regionale 10 ottobre 1994, n.  37  e
  successive  modifiche ed integrazioni , è autorizzata,  per  il
  triennio  2004-2006, l'ulteriore spesa nel  limite  massimo  di
  23.000  migliaia  di euro, di cui 3.000 migliaia  di  euro  per
  l'esercizio  finanziario 2004 e 10.000  migliaia  di  euro  per
  ciascuno degli esercizi finanziari 2005 e 2006.

    2.  All'onere di cui al comma 1, per l'esercizio  finanziario
  2004,  si  provvede  con  parte  delle  disponibilità  dell'UPB
  4.2.1.5.2,  capitolo 215704, accantonamento 1001  del  bilancio
  della  Regione  per l'esercizio finanziario medesimo.  Per  gli
  esercizi  finanziari  2005  e  2006  la  relativa  spesa  trova
  riscontro nel bilancio pluriennale della Regione UPB 4.2.1.5.2,
  codice 120201, accantonamento 1001.

   Emendamento 17.9

  Aggiungere il seguente articolo:

   Art.     -  1. In deroga alle procedure di riparto di  cui  al
  comma  1   dell'articolo 4 della legge   regionale  23  gennaio
  1998, n. 3,  l'assessore regionale per il lavoro, la previdenza
  sociale,   la   formazione  professionale  e  l'emigrazione   è
  autorizzato  a finanziare, nell'anno 2004, l'istituzione  e  la
  gestione  diretta  di cantieri di lavoro in favore  dei  comuni
  dell'Isola destinatari della sperimentazione del reddito minimo
  d'inserimento, ai sensi del decreto legislativo 18 giugno 1998,
  n. 327, a cui è venuto a cessare il relativo finanziamento alla
  data di entrata in vigore della presente legge ovvero che venga
  a cessare nell'esercizio finanziario in corso.

  2.   Per   gli  interventi  di  cui  al  comma  1  non  trovano
  applicazione le disposizioni di cui ai commi 2 e 4, lettere  a)
  e c), dell'articolo 4 della legge regionale 23 gennaio 1998, n.
  3.

  3.  Gli interventi di cui al presente articolo sono rivolti  ai
  soggetti  disoccupati   o inoccupati già fruitori  del  reddito
  minimo d'inserimento.

  4. Per le finalità del presente articolo è autorizzata la spesa
  di   3.000  migliaia  di  euro,  cui  si  fa  fronte   con   le
  disponibilità    dell'UPB    4.2.1.5.2,    capitolo     215704,
  accantonamento 1001, del bilancio della Regione  siciliana  per
  l'esercizio finanziario 2004 .

   Emendamento 17.17

  Aggiungere il seguente articolo:

   Art.     -  1.  Per il completamento degli interventi  di  cui
  all'articolo  134  della  legge  23  dicembre  2000,  n.   388,
  l'Assessorato regionale del turismo, delle comunicazioni e  dei
  trasporti  è autorizzato ad utilizzare, ai sensi del  comma  14
  dell'articolo  45  della  legge 23  dicembre  1998,  n.  448  e
  successive   modifiche  ed  integrazioni,  quota  parte   delle
  economie,  comprensive del relativo cofinanziamento  regionale,
  realizzate a valere sulle assegnazioni di cui all'articolo  133
  della  medesima  legge 23 dicembre 2000, n. 388,  limitatamente
  all'importo di 75.000 migliaia di euro.

   Emendamento 17.24

  1.  Il  fondo  di cui al comma 2 dell'articolo 13  della  legge
  regionale  10  dicembre 2001, n. 21 e successive  modifiche  ed
  integrazioni  può essere utilizzato nel caso di maggiori  oneri
  discendenti dall'istituzione con legge di Uffici regionali.

  2.  Per  le  finalità  di cui al comma  1  è  autorizzata,  per
  l'esercizio finanziario 2004,  la spesa di 500 migliaia di euro
  cui  si  provvede  con  parte  delle disponibilità  dell'U.P.B.
  4.2.1.5.2. capitolo 215704 accantonamento 1001.

   Emendamento 17.25 bis

  Art   Regolarizzazione delle superfici vitate impiantate
  irregolarmente

  1.  I  vigneti impiantati o reimpiantati irregolarmente  dall'1
  settembre   1993   fino  al  31  agosto  1998  possono   essere
  regolarizzati,  su  domanda  del  conduttore,  ai   sensi   del
  Regolamento CE 1493/99 articolo 2, paragrafi 3, 4,  5  e  6,  a
  condizione  che  sia  stata  presentata  la  dichiarazione   di
  superfici   vitate   di   cui  all'articolo   1   del   decreto
  ministeriale 26 luglio 2000.

  2.   1   soggetti  ammessi  alla  regolarizzazione   ai   sensi
  dell'articolo  2,  paragrafo 3, lettera a) del  Regolamento  CE
  1493/99  devono  versare una somma pari a  258  euro  per  ogni
  ettaro di superficie interessata alla regolarizzazione.

  3.   I   soggetti  ammessi  alla  regolarizzazione   ai   sensi
  dell'articolo  2,  paragrafo 3, lettera c) del  Regolamento  CE
  1493/99 devono versare una somma pari a:

   a) 1,000 euro per ettaro se l'impianto, in relazione ai vitigni
     utilizzati, è idoneo esclusivamente per la produzione di vini da
     tavola;

  b) 2.500 euro per ettaro se l'impianto, in relazione ai vitigni
  utilizzati, è idoneo alla produzione di vini a DOC o a  IGT.
  4.  Per  i  vigneti  impiantati  o reimpiantati  irregolarmente
  anteriormente all'1 settembre 1993 non si applicano le sanzioni
  di cui ai commi precedenti e gli stessi, a condizione che siano
  iscritti allo schedario viticolo attraverso la dichiarazione di
  superfici vitate di cui all'articolo 1 del decreto ministeriale
  26 luglio 2000, sono considerati a tutti gli effetti regolari.

   Emendamento 17.26

  Art   Modifiche all'articolo 13 della legge regionale 16 aprile
  2003, n. 4  riguardanti regie trazzere

  1.  Al comma 4 dell'articolo 13 della legge regionale 16 aprile
  2003, n. 4  le parole "entro il 30 giugno 2003" sono sostituite
  dalle parole "entro il 30 giugno 2006".

  2. Sono fatte salve le istanze già presentate, anche dopo il 30
  giugno 2003.

   Emendamento 17.27

  La  spesa  autorizzata dall'articolo 31, comma 8,  della  legge
  regionale   29  dicembre  2003,  n.  21,  tabella  I    (U.P.B.
  8.3.1.3.2.  capitolo 348105) può essere altresì utilizzata  per
  il  pagamento  delle  misure  di  accompagnamento  sociale  per
  l'interruzione  temporanea dell'attività di pesca  verificatasi
  negli esercizi precedenti.

   Emendamento 17.22 QUATER

     1.  Le  ulteriori  entrate  derivanti  dai  dividendi  delle
       partecipazioni della Regione in aziende di credito versate nel
       bilancio della Regione negli esercizi finanziari 2004 e 2005 sono
       utilizzate per la sottoscrizione di quote minoritarie di fondi
       mobiliari di tipo chiuso promossi dalle stesse aziende di credito
       o da enti pubblici economici per l'investimento nel capitale di
       imprese che investono in Sicilia e che, in relazione al settore
       in cui operano, presentano prospettive di sviluppo, a condizione
       che il partner partecipi al fondo chiuso con una propria quota.
  2. Con decreto del Presidente della Regione, su proposta
  dell'Assessore regionale per il bilancio e le finanze, previa
  deliberazione della Giunta regionale, sono stabilite le modalità
  per l'attuazione del presente articolo.