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Resoconto d'Aula della Seduta n. 214 di martedì 25 maggio 2004
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   Presidenza del presidente Lo Porto


    BURGARETTA  APARO, segretario, dà lettura del processo  verbale
  della  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si
  intende approvato.

                              Missioni

    PRESIDENTE  Comunico che sono in missione per ragioni del  loro
  ufficio,  gli  onorevoli: Moschetto dal 23 maggio al  26  maggio;
  Orlando il 25 e 26 maggio; Paffumi dal 25 al 27 maggio 2004.
   L'Assemblea ne prende atto.

           Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

    PRESIDENTE   Comunico che sono pervenute  le  risposte  scritte
  alle seguenti interrogazioni:

  - da parte dell'Assessore per i Lavori Pubblici

      N.  507  -  Risanamento del ponte sul torrente  Petrolo  di
      Graniti (ME).
      Firmatario: Lo Monte Carmelo

      N.  1587  -  Interventi per il restauro e la valorizzazione
      della  chiesa San Gaetano alle Grotte, sita in piazza Carlo
      Alberto a Catania.
      Firmatari:  Fleres Salvatore;  Catania  Giuseppe;   Maurici
      Giuseppe

  - da parte dell'Assessore per la Sanità

      N.  1235  - Adozione di un'adeguata pianta organica  presso
      l'AUSL n. 8 di Siracusa.
      Firmatario: De Benedictis Roberto

      N.  1236  -  Notizie  circa l'affidamento  all'esterno  del
      servizio di risonanza magnetica da parte dell'AUSL n. 8  di
      Siracusa.
      Firmatario: De Benedictis Roberto

      N.  1255  - Provvedimenti circa il parziale rimborso  delle
      prestazioni  mediche  in  assistenza  indiretta,  da  parte
      dell'AUSL n. 9 di Trapani.
      Firmatario: Papania Antonino

      N.  1297  - Provvedimenti a tutela dell'Azienda ospedaliera
      'S. Antonio Abate' di Trapani.
      Firmatari:Papania Antonino
      N. 1306 - Provvedimenti circa la delibera dell'AUSL n. 9 di
      Trapani  in  merito  alle  somme  destinate  all'assistenza
      farmaceutica.
      Firmatario: Papania Antonino

      N.  1322  -  Revoca del decreto di trasferimento  di  fondi
      dall'Azienda  ospedaliera  S.  Antonio  Abate  di   Trapani
      all'AUSL n. 6 di Palermo.
      Firmatario: Oddo Camillo

      N.      1422  -  Notizie  in  merito  al  mancato  rispetto
      dell'accordo   relativo   alla   rifunzionalizzazione   del
      Presidio   ospedaliero  di  Avola-Noto  in   provincia   di
      Siracusa.
      Firmatario: De Benedictis Roberto

      N.   1434  -  Notizie  circa  l'attività  di  vigilanza   e
      d'ispezione  a  tutela  della  salute  pubblica  e  per  il
      rispetto delle     direttive  per  l'accreditamento   delle
      strutture sanitarie nella Regione.
      Firmatario: Villari Giovanni

      N.  1443  - Notizie in ordine alla quantificazione  e  alla
      ripartizione  dei  crediti vantati  dalle  Unità  sanitarie
      locali nei confronti della Regione.
      Firmatario: Lo Curto Eleonora

      N.  1476  - Motivi dell'esclusione del centro di talassemia
      di   Trapani  dalla  Rete  regionale  per  la  prevenzione,
      sorveglianza, diagnosi e terapia della talassemia.
      Firmatario: Oddo Camillo

      N.  1484 - Interventi per una migliore regolamentazione nel
      campo dell'inquinamento atmosferico.
      Firmatario: Villari Giovanni

      N.  1499 - Interventi per garantire il corretto ed efficace
      funzionamento della Ausl di Gravina (CT).
      Firmatari:   Fleres       Salvatore;   Catania    Giuseppe;
      Maurici Giuseppe

      N.  1508  -  Provvedimenti  per  il  conferimento  di  beni
      immobili  spettanti  all'Azienda ospedaliera  Sant'Elia  di
      Caltanissetta.
      Firmatario: Barbagallo Giovanni

      N.  1585 - Valutazione delle conseguenze della soppressione
      del  Nucleo  di  vigilanza  presso  il  Servizio  igiene  e
      ambiente nella provincia di Palermo.
      Firmatari: Cracolici Antonino

      N.  1600  -  Motivi  della programmata  allocazione  presso
      l'Ospedale  Cannizzaro di Catania, azienda per  l'emergenza
      di terzo livello, di un'apparecchiatura PET.
      Firmatari:  Villari Giovanni; Speziale Calogero;  Cracolici
      Antonino.

            Annunzio di presentazione di disegni di legge

    PRESIDENTE   Comunico  che  sono stati  presentati  i  seguenti
  disegni di legge:

  - Disciplina delle aree di sosta all'aria aperta per il turismo
    itinerante  (n. 877)
  -d'iniziativa parlamentare
  -presentato dall'onorevole Savarino in data 24 maggio 2004

  - Disposizioni per favorire lo sviluppo della pratica sportiva
   delle persone disabili  (n. 878)
  -d'iniziativa parlamentare
  -presentato dagli onorevoli Savarino, Cintola, Pistorio in data
  24 maggio 2004

  - Istituzione del reddito sociale minimo (Rsm) per combattere la
   disoccupazione e il lavoro  precario   (n. 879)
  -d'iniziativa parlamentare
  -presentato dall'onorevole Miccichè in data 24 maggio 2004

  Annunzio  di  presentazione di disegno di legge e di  contestuale
  invio alla competente Commissione legislativa

    PRESIDENTE   Comunico che è stato presentato  ed  inviato  alla
  competente Commissione legislativa  Attività produttive' (III) il
  seguente disegno di legge:

   - Modifiche all'articolo 9 della legge regionale 7 agosto 1990,
   n. 25, riguardante norme in materia di pesca  (n. 876)
  -d'iniziativa parlamentare
  -presentato dall'onorevole Oddo in data 20 maggio 2004

  Annunzio di invio di disegni di legge alle competenti Commissioni
                             legislative

    PRESIDENTE   Comunico  che sono stati inviati  alle  competenti
  Commissioni legislative i seguenti disegni di legge:

                      AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

      - Norme per la liquidazione dell'Ente acquedotti siciliani e
        interventi organici nel settore delle risorse idriche  (n. 874)
  -d'iniziativa governativa

                 SERVIZI  SOCIALI   E  SANITARI (VI)

      - Istituzione dell'Agenzia regionale del farmaco   (n. 875)
  -d'iniziativa governativa

                   inviati in data 25 maggio 2004

      Comunicazione di richieste di parere pervenute ed assegnate
      alle competenti Commissioni legislative

    PRESIDENTE   Comunico  che  sono  pervenute  dal   Governo   ed
  assegnate  alle Commissioni legislative le seguenti richieste  di
  parere:

                            BILANCIO (II)
                  CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

       Accordo  di  programma  quadro - Promozione  e  diffusione
      dell'arte   contemporanea  e  valorizzazione  di   contesti
      architettonici  ed  urbanistici  nelle  regioni   del   sud
      d'Italia  (n. 288/II-V)
      - pervenuto in data 20 maggio 2004

                     AMBIENTE E  TERRITORIO (IV)

       Commissione  regionale  consultiva  per  gli   autoservizi
      pubblici non di linea  (n. 289/IV)
       - pervenuto in data 20 maggio 2004

         COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI
                   L'ATTIVITA' DELL'UNIONE EUROPEA

       PIC  2000-2006 - Interreg. III B - Archimed -  Adempimenti
      ex art. 16 l.r. n. 6/97  (n. 287/UE)
      -pervenuto in data 20 maggio 2004
  -inviati in data 20 maggio 2004.

      Comunicazione di richiesta di parere pervenuta ed assegnata
      alla competente Commissione legislativa e di parere reso

    PRESIDENTE    Comunico   la  seguente   richiesta   di   parere
  presentata  dal Governo ed assegnata alla Commissione legislativa
  "Servizi sociali e sanitari (VI)":

       Integrazioni  e  modifiche deliberazioni Giunta  regionale
      n. 446/1996  e n. 135/2003 - Azienda ospedaliera Papardo di
      Messina  (n. 286/VI);
      - pervenuto in data 20 maggio 2004;
      - inviato in data 20 maggio 2004;
      - reso in data 20 maggio 2004;
      - trasmesso in data 20 maggio 2004.

                    Comunicazione di pareri resi

    PRESIDENTE   Comunico  che i seguenti pareri  sono  stati  resi
  dalla IV Commissione legislativa  Ambiente e territorio :

    - Piano regionale per la difesa della vegetazione dagli incendi
       - ex l.r. n. 16/96  (n. 272/IV);
  -reso in data 19 maggio 2004

    - Piano forestale regionale - Linee guida (n. 280/IV)
  -reso in data 19 maggio 2004

                  Trasmessi in data 20 maggio 2004.

                     Annunzio di interrogazioni

    PRESIDENTE   Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni:

    -con richiesta di risposta orale

      N. 1705 - Richiesta di inserimento dei rappresentanti della
      professione  di  dietista nelle commissioni  regionali  che
      trattano di alimentazione e nutrizione.
      - Presidente Regione
      - Assessore Sanità
      - Assessore Agricoltura
      Firmatario: Villari Giovanni

      N.  1706  -  Notizie in ordine al mancato  recepimento  del
      Contratto collettivo nazionale di lavoro del settore  della
      forestazione nonchè a proposito della stipula del contratto
      integrativo regionale di lavoro.
      - Assessore Agricoltura
      Firmatari:  Villari Giovanni; Speziale Calogero;  Panarello
      Filippo;  Zago Salvatore; Cracolici Antonino; Oddo Camillo;
      Giannopolo   Domenico;        De    Benedictis     Roberto;
      Capodicasa  Angelo;Crisafulli Vladimiro

      N. 1707 - Richiesta di interventi urgenti per porre termine
      alle  gravi  disfunzioni del sistema postale nel territorio
      del comune di Giarre (CT).
      - Presidente Regione
      - Assessore Turismo
      Firmatario: Villari Giovanni

      N.  1709 - Richiesta di proroga del termine di scadenza per
      la   presentazione   delle   istanze   di   ammissione   ai
      finanziamenti aggiuntivi per la costruzione o
      l'ammodernamento  di  impianti  sportivi  da  parte   delle
      Province regionali e dei Comuni.
      - Presidente Regione
      - Assessore Turismo
      Firmatario: Oddo Camillo

      N.  1710 - Notizie in merito alla rottamazione nei punti di
      approdo         di   Lampedusa   dei   natanti   utilizzati
      dagli   extracomunitari  e  richiesta   d'ispezione   nella
      discarica dell'Isola.
      - Presidente Regione
      - Assessore Territorio
      - Assessore Sanità
      Firmatario: Capodicasa Angelo

      N.  1711  -  Interventi presso il Governo nazionale  perché
      venga  eliminata  ogni  sperequazione  nella  proposta   di
      componimento stragiudiziale del contenzioso legale  avviato
      dai  lavoratori dell'ex Sicilcassa per la riscossione delle
      quote  del  loro Fondo integrativo pensioni e richiesta  di
      proroga  dei  termini  per  l'adesione  alla  proposta   di
      transazione.
      - Presidente Regione
      Firmatari: Cracolici Antonino; Capodicasa Angelo.

   Le  interrogazioni testè annunziate saranno iscritte  all'ordine
  del giorno per essere svolte al loro turno.

    -con richiesta di risposta scritta

      N.   1708   -  Notizie  circa  il  presunto  non   corretto
      comportamento assunto da alcuni insegnanti del Liceo Nicola
      Spedalieri di Catania.
      - Assessore Beni Culturali
      Firmatari:  Fleres  Salvatore;  Catania  Giuseppe;  Maurici
      Giuseppe.

   L'interrogazione   testè  annunziata  è  stata  già  inviata  al
  Governo.

                         Annunzio di mozioni

    PRESIDENTE   Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
  mozioni:

      N.   286    Iniziative  per  l'eliminazione  dei  casi   di
      abbandono      degli   animali  domestici   e   prevenzione
      del  randagismo , degli onorevoli Fleres Salvatore; Catania
      Giuseppe; Maurici Giuseppe; Scoma Francesco;
      Presentata il 20/05/04

      N.  287   Iniziative a sostegno dell'attività dell'AVIS  in
      Sicilia ,   degli   onorevoli  Fleres  Salvatore;   Catania
      Giuseppe; Maurici Giuseppe; Scoma Francesco
      Presentata il 20/05/04

      N.   288    Immediata  revoca  del  decreto  dell'Assessore
      regionale  per  la sanità n. 2465 del 2003  in  materia  di
      assistenza farmaceutica , degli onorevoli Segreto Giuseppe;
      Amendolia Antonino; Nicotra Raffaele; Ferro Giovanni;
      Presentata il 21/05/04

      N.  289    Impegni del Governo della Regione in materia  di
      consorzi  di  garanzia collettiva fidi di primo  e  secondo
      grado previsti dalla legge regionale n. 32 del 2000 , degli
      onorevoli   Barbagallo  Giovanni;  Genovese   Francantonio;
      Guerrieri Sebastiano; Tumino Carmelo; Zangara Andrea.
      Presentata il 21/05/04

   Informo  che  le stesse saranno iscritte all'ordine  del  giorno
  della  seduta  successiva  perchè se  ne  determini  la  data  di
  discussione.

           Comunicazione relativa alla mozione numero 283

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi, in riferimento  alla  mozione
  numero 283 "Regole di comportamento per i candidati alle elezioni
  che  ricoprano cariche di governo e di amministrazione  locale  e
  comunque  di  amministrazione pubblica", approvata dall'Assemblea
  nella  seduta  n.  210  del 12 maggio 2004,  invito  il  deputato
  segretario  a  dare  lettura  della  nota  del  Presidente  della
  Regione,  onorevole Cuffaro, prot. n. 6655 del  19  maggio  2001,
  pervenuta alla Segreteria Generale dell'ARS il 21 maggio 2004.

    BURGARETTA  deputato segretario: "Con riferimento alla  mozione
  numero  283  dell'onorevole  Speziale,  approvata  dall'Assemblea
  regionale  siciliana nella seduta del 12 maggio 2004 n.  210,  si
  porta  a  conoscenza  che lo scrivente,  già  in  osservanza  dei
  principi  discendenti  dall'art.  9,  comma  1,  della  legge  22
  febbraio  2000, n. 28, con nota prot. 1405 del 6 maggio  2004  ha
  provveduto a diramare apposita direttiva, indirizzata a tutti gli
  Assessori  regionali e ai dirigenti generali  tendente  al  pieno
  rispetto  dell'impiego di risorse, personale, mezzi  e  strutture
  della  Pubblica Amministrazione qualora candidati  alle  elezioni
  europee  e  ad  espletare l'attività di vigilanza  nei  confronti
  degli   enti  sottoposti  al  controllo  dei  relativi  rami   di
  amministrazione  regionale per consentire il perseguimento  delle
  medesime finalità".

   Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno  che nel corso della seduta potrà procedersi a  votazioni
  mediante sistema elettronico.

                     57 Anniversario della prima seduta
                     dell'Assemblea regionale siciliana

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, non posso lasciare  inosservata
  la  data  di  oggi  che  è  una data importante  per  l'Assemblea
  regionale siciliana.
   Il  25  maggio  1947,  con  la seduta inaugurale  dell'Assemblea
  regionale   siciliana,  nasceva  la  prima   assise   legislativa
  regionale dell'Italia repubblicana.
   Quel  pomeriggio  di  57  anni fa giungeva  a  maturazione  quel
  fermento  che  aveva scosso profondamente la  Sicilia  fino  alle
  soglie del separatismo.
   Oggi  come allora siamo in una fase costituente della specialità
  siciliana  e  del  nuovo ordinamento federale verso  cui  si  sta
  muovendo l'Italia intera.
   La  macchina  delle  riforme è in pieno  movimento  seppure  tra
  tensioni  e  polemiche  tra i partiti che originano  proprio  dal
  carattere  strategico  che  le  scelte  costituzionali   adottate
  assumeranno per le sorti del Paese.
   Per  quanto riguarda la Sicilia, il processo di revisione  dello
  Statuto   è   in   piena   attività,  e  i  gruppi   parlamentari
  dell'Assemblea  si stanno confrontando in Aula  sulle  differenti
  ipotesi di organizzazione e funzionamento della Regione.
   All'interno di tale vasto e profondo processo riformatore  trova
  accoglienza un ruolo più accentuato della Regione quale  soggetto
  esponenziale  della comunità siciliana e strumento di  promozione
  di uno sviluppo in chiave europea e mediterranea.
   Oggi   la   nostra   Regione  si  appresta,  con  l'allargamento
  dell'Unione   e   la  creazione  dell'area  di   libero   scambio
  euromediterranea,  a  rivestire  un  ruolo  ben  più  consistente
  rispetto  al passato che non può essere riduttivamente  collegato
  solo alla sua felice posizione strategica nel bacino.
   Se  da  un  lato  occorre  evitare  che  l'allargamento  ad  Est
  dell'Europa   sacrifichi  la  sponda  mediterranea  del   vecchio
  Continente,  dall'altro non ha senso parlare  solo  di  ruolo  di
  ponte  commerciale per la Sicilia nell'era di  Internet  e  della
  globalizzazione, epoca in cui gli scambi avvengono in tempo reale
  e su scala mondiale.
   La  Sicilia infatti deve cercare un proprio ruolo partendo dalla
  propria  collocazione in Europa: l'Europa delle Regioni,  che  si
  crea   basandosi  prima  ancora  che  sugli  Stati-nazione  sulle
  regioni, rappresenta l'opportunità da cui deve partire la Sicilia
  nel  guardare  al  Mediterraneo. Regioni come  la  Catalogna,  la
  Baviera,  come la stessa Sicilia, possono rappresentare gli  assi
  di  quello sviluppo diversificato, eppure armonico ed incessante,
  verso cui l'Unione Europea deve tendere.
   Se   guardiamo   al   ruolo  che  oggi  rivestiamo   all'interno
  dell'Unione,  possiamo dire che la Sicilia  ha  sperimentato,  in
  questi  ultimi  tempi, efficaci forme di gestione  di  spesa  dei
  fondi  strutturali. Pur con qualche riserva, si  è  drasticamente
  ridotto  l'assurdo di una Sicilia, con un PIL medio per  abitante
  inferiore al 75% della media dell'Unione, che finiva col perdere,
  a  causa  di una disarmante incapacità di spesa, parte dei  fondi
  già individuati e disponibili. Oggi questo non accade più.
   Ma  soltanto  nel  momento  in  cui indirizzeremo  tutte  queste
  risorse verso la valorizzazione del nostro territorio e verso  la
  creazione  di uno stabile collegamento tra la ricerca scientifica
  ed  il  sistema imprenditoriale, saremo attori protagonisti dello
  sviluppo.
   Si  dovrà  accelerare  la  creazione  di  quelle  infrastrutture
  capaci  di  fare da volano ad un'economia che, ormai, non  è  più
  regionale,  nè nazionale, ma euromediterranea e nella quale  deve
  inserirsi  la  nostra  regione, con il suo  bagaglio  di  risorse
  disponibili  e  ancora  da valorizzare appieno,  come  il  nostro
  patrimonio  culturale  e naturale, perché proprio  attraverso  la
  cultura e la ricerca scientifica potremo dialogare con le  grandi
  aree culturali dell'altra sponda del Mediterraneo.
   Dobbiamo  candidarci,  dunque, a regione protagonista  dell'area
  di  libero scambio, candidatura che non può essere collegata solo
  alla  mera posizione geografica della nostra Isola, ma presuppone
  una  doppia azione: da un lato il rafforzamento del proprio ruolo
  all'interno  dell'Unione, e dall'altro  lo  svolgimento  a  pieno
  titolo  di tutte quelle attribuzioni che la riforma del Titolo  V
  della  Costituzione e l'aggiornamento del nostro Statuto, insieme
  a    un    federalismo   cooperativo   effettivamente   operante,
  conferiscono a una regione autonoma come la Sicilia.


   Presidenza del presidente Lo Porto


    Determinazione della data di discussione della mozione numero
                                 285

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  si  passa   al   II   punto
  dell'ordine  del  giorno: "Lettura ai sensi  e  per  gli  effetti
  dell'art.  83, della mozione n. 285 'Iniziative per la  soluzione
  di  disservizi nel recapito della posta nel comune di Giarre'"  a
  firma degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici e Scoma.

    Ne do lettura:
                     <<l'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   il  recapito  della posta presso il comune di Giarre  (CT)  pare
  avvenga   con  notevole  ritardo,  anche  per  la  posta  spedita
  all'interno dello stesso comune;

   i  disagi  sono  tali  che molto spesso le  cartelle  fiscali  o
  semplici  bollette vengono recapitate oltre la data  di  scadenza
  con l'ulteriore aggravio degli oneri per ritardato pagamento;

   la  causa di questo stato di cose è determinato dal fatto che il
  personale  impiegato per il recapito della posta viene  rinnovato
  trimestralmente,

                  impegna il Governo della Regione

   ad  attivare  ogni procedura utile affinchè possa risolversi  la
  problematica   in   premessa  evidenziata,  anche   mediante   un
  intervento presso il Ministero competente>>. (285)

   Rinvio  dello  svolgimento  di interrogazioni  ed  interpellanze
  della rubrica  Territorio ed ambiente

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  comunico   che   con   nota
  pervenuta  in  data  odierna  l'Assessore  per  il  territorio  e
  l'ambiente   ha   comunicato   che,  per   concomitanti   impegni
  istituzionali, non potrà essere presente alla seduta di oggi.
     Pertanto, lo svolgimento della rubrica è rinviato  a  data  da
  destinarsi.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                       Sull'ordine dei lavori

    ACIERNO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  premesso  il
  rispetto  che  ho  nei  confronti  della  Presidenza  di   questa
  Assemblea e che credo di dimostrare con la quotidianità  del  mio
  lavoro  svolto sia in Aula che in Commissione,  ho, comunque   il
  dovere  di sottoporle un episodio che ritengo estremamente lesivo
  dell'immagine dell'intero Parlamento e di Lei Presidente, di  cui
  conosco lo stile ed il rispetto per le Istituzioni.
   Porto  a  conoscenza  che  un importante organo di  informazione
  le  ha, oggi, attribuito  delle parole che non fanno parte nè del
  suo  vocabolario  nè  della  sua  cultura  politica.  Quindi,  mi
  permetto di intervenire proprio perché stiamo celebrando  il  57
  anniversario della prima seduta di questo Parlamento; ma, ripeto,
  oggi  è stato pubblicato un articolo, che fa riferimento a questa
  data   storica  e  ad  una  sua  intervista  nella   quale   lei,
  giustamente, ricorda tre passaggi per me importantissimi.
   Il  primo, la capacità che ha avuto questo Parlamento di portare
  la  riforma dello Statuto in Aula, in spregio di chiunque,  fuori
  da  questo  Palazzo,  tenta,  ogni giorno,  di  dare  un'immagine
  distorta  del lavoro e dell'impegno che noi mettiamo  nei  lavori
  parlamentari.  Inoltre lei ha ricordato l'importante  riforma  di
  parti del nostro Regolamento che hanno consentito uno snellimento
  delle  procedure di lavoro da parte delle Commissioni legislative
  e  nuove  procedure di legiferazione che nelle stesse Commissioni
  si possono fare.
   Le  hanno  anche chiesto un suo parere sulla riforma elettorale.
  Ed  è lì che in maniera veramente scorretta le attribuiscono  una
  frase che voglio e desidero che lei smentisca, nel momento in cui
  le  fanno  dire - cosa della quale io, ripeto, dubito  fortemente
  che  lei  abbia potuto asserire queste parole - e che riguarda  i
  partiti democraticamente rappresentati in questo Parlamento,  che
  grazie   al   Regolamento   che   riconosce   la   partecipazione
  parlamentare  a  tutti soggetti democraticamente  eletti,  voglio
  ricordarlo  a  me  stesso e ai colleghi, viene previsto  che  due
  parlamentari possono costituire un gruppo.
   Ma  in  questa  legislatura  è stato  fatto  anche  di  più  per
  rispettare  il mandato elettorale dei parlamentari:  infatti,  in
  questa legislatura abbiamo consentito al candidato Presidente del
  centrosinistra  di  svolgere il ruolo di candidato  a  Presidente
  senza  che  facesse  parte  di alcuna   Commissione  legislativa,
  abbiamo,  altresì, consentito la costituzione di gruppi  politici
  parlamentari  dove sono presenti colleghi sia di maggioranza  che
  di opposizione.
   Ma  quando si parla della riforma elettorale, signor Presidente,
  le  viene attribuita la frase secondo cui in questo Parlamento ci
  sarebbero i "tacchini".
     Credo che questo non faccia parte nè della sua cultura nè  del
  suo  vocabolario  politico.  Dobbiamo  riflettere  perchè  se  di
  tacchini si tratta, signor Presidente, basta andare a guardare le
  presenze  sia alle riunioni delle Commissioni che in  Aula  dove,
  molto spesso, proprio grazie a  tacchini  si fanno le leggi.

   Discussione del disegno di legge «Provvedimenti per favorire  la
  ristrutturazione  e  la riqualificazione del trasporto  merci  in
  Sicilia  attraverso  l'uso del trasporto  combinato  strada-mare»
  (700/A).

    PRESIDENTE   Si  passa,  quindi, al IV  punto  dell'ordine  del
  giorno:  Discussione  di  disegni  di  legge.  Si  procede   alla
  discussione del disegno di legge numero 700/A «Provvedimenti  per
  favorire  la ristrutturazione e la riqualificazione del trasporto
  merci in Sicilia attraverso l'uso del trasporto combinato strada-
  mare», posto al numero 1).
   Invito   i  componenti  la  quarta  Commissione   Territorio   e
  ambiente  a prendere posto nell'apposito banco.
   Ha  facoltà  di  parlare  il  relatore  onorevole   Acierno  per
  svolgere la relazione.

    ACIERNO    relatore.  Signor  Presidente  onorevoli   colleghi,
  preliminarmente   desidero  sottolineare   l'estrema   importanza
  attribuita  dalla IV Commissione al disegno di legge n.  700  che
  oggi inizia il suo iter in Aula.
   Il   disegno  di  legge,  infatti,  approvato  all'unanimità  in
  Commissione,  dopo un lungo approfondimento, si inserisce  in  un
  percorso  avviato  con  la  redazione  del  piano  regionale  dei
  trasporti,   il   piano   direttore,   e   proseguito   con    la
  predisposizione  del piano della logistica e del trasporto  delle
  merci  che  affrontando il tema della intermodalità e in  stretta
  connessione  con  i  contenuti di questo  disegno  di  legge.  La
  Commissione è partita da un dato incontrovertibile.
   Attualmente, in Italia, il 64 per cento delle merci  viaggia  su
  gomma,  il  21  per cento su acqua, il 15 per cento su  ferrovia.
  Ogni  anno sulle strade del nostro Paese circolano ben  147  mila
  autotreni  ed  autoarticolati  più  altri  2  milioni  700   mila
  autocarri  che contribuiscono a determinare incidenti (più  di  6
  mila  morti e 300 mila feriti l'anno), rallentamenti del traffico
  e inquinamento.
   Sebbene  i  vantaggi del trasporto marittimo in tema di  impatto
  ambientale    siano    ormai   comunemente    riconosciuti,    la
  movimentazione  delle merci su gomma ha assoluta  prevalenza  con
  conseguenze negative sulla congestione del traffico e sui consumi
  energetici.
   Trasferendo  dal  trasporto terrestre a quello  marittimo  anche
  soltanto  il  20  per cento di quelle merci  che  già  oggi  sono
  considerate  idonee al trasporto via mare, l'attuale  volume  dei
  traffici  di  cabotaggio passerebbe da 2,4 a circa 6  milioni  di
  tonnellate  annue. Sarebbero così sottratti al traffico  stradale
  quasi  240 mila mezzi pesanti l'anno, e presumibilmente 600  mila
  entro  il  2010,  utilizzando  maggiormente  i  27  grandi  porti
  italiani.
   Il  presente disegno di legge, prendendo spunto dalla  necessità
  di  integrare i trasporti nella strategia di sviluppo sostenibile
  individuata dal protocollo di Kyoto e sostenuta nel libro  bianco
  dei   trasporti   della  Commissione  europea,   è   diretto   ad
  incrementare il trasporto marittimo delle merci.
   Il  problema  dei  collegamenti  va  affrontato  in  termini  di
  compatibilità  ambientale  e  di  abbattimento  dei  livelli   di
  pericolosità   attraverso  la  promozione,   l'incentivazione   e
  l'integrazione  tra  i  vari sistemi  di  trasporto  in  modo  da
  trasferire  dalle strade alle 'vie del mare' quote  significative
  di  incremento. Ciò in coerenza con gli indirizzi manifestati  in
  sede comunitaria dalla Commissione  Van Miert  che ha individuato
  tra  le  priorità europee le autostrade del mare e  la  sicurezza
  stradale.
   Con  la  presente  iniziativa legislativa la  Regione,  in  atto
  fortemente penalizzata sia dalla propria posizione di marginalità
  geografica rispetto all'attuale assetto del mercato nazionale  ed
  europeo sia dalle strozzature infrastrutturali in atto esistenti,
  può  procedere  alla  riqualificazione ed  al  potenziamento  del
  sistema  dell'autotrasporto delle merci attraverso  il  trasporto
  combinato strada-mare.
   A  tal fine si intende utilizzare le risorse finanziarie di  cui
  all'articolo  134 della legge 23 dicembre 2000,  n.  388  che  ha
  assegnato  circa  50 milioni di euro all'autotrasporto  merci  in
  Sicilia  ed  il relativo cofinanziamento regionale  recato  dalla
  legge  regionale n. 6 del 2001 pari a circa 20 milioni  di  euro.
  Parallelamente sono in corso di realizzazione gli  interporti  di
  Catania Bicocca e Termini Imerese, nonché la rete degli autoporti
  siciliani.
   L'obiettivo   del  presente  disegno  di  legge  è   quello   di
  realizzare interventi a carattere straordinario, della durata  di
  tre  anni,  per  la  ristrutturazione e la  riqualificazione  del
  trasporto  delle  merci in Sicilia da attuare  unitamente  ad  un
  piano di interventi strutturali e di riqualificazione del sistema
  dell'autotrasporto siciliano.
   Sono  previsti  interventi  finanziari  sotto  forma  di  'bonus
  ambientale',  corrisposto  quale parziale  rimborso  delle  spese
  della  polizza  di imbarco, a favore degli autotrasportatori  che
  imbarchino  autoveicoli commerciali in navi-traghetto di  società
  di  navigazione che svolgono collegamenti marittimi  regolari  in
  partenza  ed  in  arrivo dai porti dell'Isola. Sono  escluse  dal
  bonus  le tratte marittime riguardanti alcune zone della Calabria
  (da  Cittadella del Capo a Trebisacce) per evitare di interferire
  con  le funzioni di servizio pubblico affidate ai traghetti dello
  Stretto di Messina.
   Beneficiano  del   bonus ambientale' le  imprese  stabilite  nel
  territorio dell'Unione europea sia in forma singola che associata
  in  gruppi di imprese, consorzi, associazioni di imprese e gruppi
  europei di interesse economico.
   Danno  diritto al bonus gli imbarchi di mezzi pesanti  di  massa
  complessiva  massima superiore a 12 tonnellate e di  semirimorchi
  per  servizi  marittimi fra i porti della Sicilia e i  porti  del
  territorio  nazionale.  Tale  limite  è  posto  per  evitare  che
  beneficino  del bonus anche i trasporti, relativamente  frequenti
  sulle rotte con la Sicilia, di piccoli autocarri vuoti legati  al
  mercato di seconda mano degli autoveicoli.
   La  presente  iniziativa legislativa definisce,  in  particolare
  agli   articoli   6  all'articolo  10,  il  meccanismo   per   il
  riconoscimento   di   incentivi   economici   da   erogare   agli
  autotrasportatori per incrementare il trasporto combinato strada-
  mare  in  alternativa al tutto-strada, basato sulla compensazione
  dei  costi  esterni  sostenuti  in  termini  di  incidentalità  e
  inquinamento ambientale.
   L'ammontare  del  bonus è commisurato ai risparmi  ottenuti  sui
  costi  esterni  individuati dallo studio  redatto  dalla  Società
  ISTIEE   di  Trieste  secondo  criteri  scientifici  generalmente
  riconosciuti.  Esso si basa sulla differenza tra i costi  esterni
  (inquinamento  acustico ed ambientale, incidenti,  ecc.),  subiti
  dalla  collettività per il trasporto su gomma,  ed  i  costi  del
  viaggio via mare.
   Il  bonus  riflette,  su base media, per  itinerari  di  diverse
  lunghezze,  e  per mezzi di diversa dimensione,  una  prudenziale
  valutazione  monetaria del differenziale fra i costi esterni  che
  sarebbero   sorti  qualora  il  mezzo  pesante  avesse  viaggiato
  solamente  su  strada  ed i costi esterni imputabili  al  viaggio
  dello  stesso  mezzo pesante con il trasporto  combinato  strada-
  mare.
   Il  bonus  è corrisposto periodicamente in base al numero  degli
  automezzi  imbarcati  ed  al  minor  ricorso  dell'infrastruttura
  stradale su una fascia di 400 Km o un suo multiplo. Tale  sistema
  esclude  l'intervento  nel caso in cui il percorso  stradale  non
  effettuato risulti inferiore a 400 km.
   Il  bonus  è suddiviso in una quota fissa e in una parte  premio
  che  dipende  dalle 'soglie percentuali di crescita' rispetto  al
  traffico  dei  periodi  precedenti.  La  finalità  è  quella   di
  incentivare   la  crescita  del  sistema  combinato   strada-mare
  mediante  la  modifica  delle abitudini degli  autotrasportatori,
  consentendo  che,  a  parità di risorse pubbliche  investite,  un
  maggior numero di mezzi si sposti attraverso l'impiego di navi.
   Ciò  è  conforme alle norme comunitarie in materia di  aiuti  di
  Stato ed avvicina il sistema adottato agli strumenti di incentivo
  previsti  dal diritto comunitario. In particolare,  il  testo  ha
  recepito  i  suggerimenti  formulati  dalla  Commissione   Unione
  europea  in via preventiva al fine di evitare eventuali contrasti
  con  il  diritto  comunitario. Il testo  del  disegno  di  legge,
  infatti,  è  stato  predisposto previo costante  contatto  con  i
  funzionari dell'Unione europea e in particolare con la  direzione
  generale Energia e Trasporti.  In particolare, al fine di evitare
  ogni  problema  di  compatibilità con  la  normativa  europea  ed
  accogliendo indicazioni pervenute subito dopo l'approvazione  del
  disegno   di  legge  sono  stati  predisposti  dal  Governo   due
  emendamenti  sui  quali la Commissione non  potrà  che  esprimere
  parere  favorevole.  Il primo, diretto a limitare  l'applicazione
  del  bonus alla piccola e media impresa di autotrasporto al  fine
  di  evitare distorsioni di mercato derivanti dalla concessione di
  incentivi alle grandi imprese di autotrasporto le quali sono  già
  potenzialmente indirizzate ai servizi offerti, alle  società  che
  operano  nel settore del trasporto combinato strada-ferrovia.  Il
  secondo  emendamento  specifica  che  in  ogni  caso  l'intensità
  massima dell'aiuto è pari al 30 per cento del costo totale  della
  tariffa del nolo marittimo, tenendo conto, pertanto, della prassi
  in materia di aiuti in ambito comunitario.
   Per  accedere  al  programma del bonus  ambientale,  le  imprese
  dovranno  presentare  apposita istanza e saranno  ammesse  previa
  verifica  della correttezza dei dati comunicati e  dei  requisiti
  per lo svolgimento dell'attività di autotrasporto.
   Le  norme  di  cui  al presente disegno di legge  consentono  un
  proficuo  utilizzo  dei fondi pubblici e sono proporzionate  agli
  obiettivi  perseguiti dalla Regione. Al termine del  triennio  di
  applicazione del bonus si prevede che il numero di mezzi  pesanti
  trasportati via mare risulterà superiore all'attuale di circa  il
  20 per cento con una conseguente riduzione del traffico veicolare
  su strada.
   Infine,  il  disegno di legge che si sottopone  all'approvazione
  dell'Aula  prevede l'abrogazione degli articoli  21  e  22  della
  legge  regionale n. 32 del 2000, nonché la modifica dell'articolo
  3,  comma  2, lettera d), della legge regionale n. 20  del  2002,
  quest'ultima  diretta  ad  estendere i  benefici  previsti  dalla
  normativa  sul  diritto  allo studio relativamente  ai  trasporti
  anche agli studenti universitari.
   Infine  desidero  sottolineare che la  Commissione  al  fine  di
  accelerare  l'iter  del disegno di legge ha accolto  la  proposta
  della    Commissione   bilancio   riguardante   la   soppressione
  dell'articolo  originariamente  inserito  nel  testo  concernente
  l'impinguamento del capitolo inerente i trasporti marittimi nelle
  isole minori.
   Auspico  in  tal  senso, e qui mi rivolgo al rappresentante  del
  Governo   che   possano    essere   individuati   strumenti   per
  reintrodurre    tale   norma   finanziaria   in    considerazione
  dell'importanza sia dal punto di vista sociale che dal  punto  di
  vista turistico rivestito dai collegamenti per le isole minori.

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, dichiaro aperta la  discussione
  generale.
     Non  essendoci  alcun deputato iscritto  a  parlare,  dichiaro
  chiusa la discussione generale.
   Pongo in votazione il passaggio agli articoli.

                           (E' approvato)

   Avverto  che  da  questo  momento decorre   il  termine  di  cui
  all'articolo  112,  comma  5,  del Regolamento  interno,  per  la
  presentazione degli  emendamenti.


   Presidenza del presidente Lo Porto


   Discussione  del  disegno di legge «Interventi  urgenti  per  il
  settore  lapideo  e disposizioni per il riequilibrio  del  prezzo
  della  benzina nelle isole minori  (nn. 646 - 763 Stralcio  II  -
  776/A), iscritto al numero 2)».

      PRESIDENTE  Si passa al  disegno di legge "Interventi urgenti
  per  il  settore  lapideo e disposizioni per il riequilibrio  del
  prezzo  della benzina", relatore on. Infurna. Invito i componenti
  la   terza  Commissione  Attività produttive   a  prendere  posto
  nell'apposito banco.
   Invito l'onorevole Infurna a rendere la relazione.

    INFURNA  Mi rimetto al testo della relazione scritta.

    PRESIDENTE   Dichiaro  aperta  la  discussione  generale.   Non
  avendo  alcun  deputato chiesto di parlare,  dichiaro  chiusa  la
  discussione  generale. Pongo in votazione il passaggio  all'esame
  degli articoli.

                           (E' approvato)

   Avverto   che  da  questo  momento decorre  il  termine  di  cui
  all'articolo  112,  comma  5,  del Regolamento  interno,  per  la
  presentazione degli emendamenti.
   Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì  26
  maggio 2004, alle ore 17.30, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto


       I   - Comunicazioni.

  II   - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
  lettera d) e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:

         N. 286   -   "Iniziative per la eliminazione dei casi di
               abbandono  degli animali domestici  e  prevenzione
               del randagismo.

                              FLERES  -  CATANIA G. -  MAURICI  -
                                                            SCOMA

         N. 287    -    "Iniziative   a  sostegno   dell'attività
               dell'AVIS in Sicilia.

                              FLERES  -  CATANIA G. -  MAURICI  -
                                                            SCOMA

         N. 288   -  "Immediata revoca del decreto dell'Assessore
               regionale  per  la  sanità n.  2465  del  2003  in
               materia di assistenza farmaceutica.

                              SEGRETO  -  AMENDOLIA -  NICOTRA  -
                                                            FERRO

         N. 289  -  "Impegni del Governo della Regione in materia
               di  consorzi di garanzia collettiva fidi di  primo
               e  secondo  grado  previsti dalla legge  regionale
               n. 32 del 2000.

                BARBAGALLO  -  GENOVESE  -  GURRIERI  - TUMINO  -
                                                          ZANGARA

       III   -  Discussione dei disegni di legge:

         1)    Provvedimenti per favorire la ristrutturazione e la
             riqualificazione del trasporto merci in Sicilia attraverso l'uso
             del trasporto combinato strada-mare  (n. 700/A) (Seguito)
  2)    Interventi urgenti per il settore lapideo e disposizioni
  per il riequilibrio del    prezzo della benzina nelle isole
  minori  (nn. 646-763 Stralcio II - 776/A) (Seguito)

                  La seduta è tolta alle ore 18.28.

        Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 20.30.

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                      Dott. Giovanni Tomasello

   ALLEGATO

   Risposte scritte ad interrogazioni

   LO  MONTE. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per  i
  lavori pubblici, premesso che:

   il  vecchio  ponte sul torrente Petrolo, lungo la  statale  185,
  nel  territorio comunale di Graniti, provincia di Messina,  versa
  in un grave degrado strutturale;

   il  rischio  per  l'incolumità degli utenti  che  utilizzano  il
  cosiddetto   asse  viario  è  stato  più  volte   paventato   sia
  dall'Ufficio del Genio civile che dalla Prefettura di Messina;

   il  tratto  di  collegamento  in  questione  ricopre  importanza
  primaria  poiché costituisce l'unica possibilità di  collegamento
  tra  i  numerosi  comuni della valle del fiume Alcantara  con  la
  costa e l'autostrada ME-CT;

   su  tale strada transita giornalmente un elevato numero di mezzi
  pesanti,  malgrado  già  da  anni  l'ENAS  abbia  provveduto   al
  restringimento  della  carreggiata allo  scopo  di  obbligare  la
  circolazione a senso unico alternato;

   considerato che:

   l'ufficio  staccato ENAS di Catania, il quale già  dal  mese  di
  marzo  1998  ha comunicato di avere avuto affidato l'incarico  di
  progettazione per la ristrutturazione del ponte de  quo,  non  ha
  ancora  dato seguito agli impegni assunti malgrado i  continui  e
  reiterati solleciti ricevuti dalla Prefettura di Messina,  nonché
  dal sindaco di Graniti;

   di  recente  si  è ingenerata nella popolazione interessata  una
  più  che  comprensibile apprensione che rischia  di  sfociare  in
  protesta  vibrata,  visto,  tra  l'altro,  l'interesse   che   la
  questione ha suscitato sugli organi d'informazione locali;

   ricordato  che l'asse viario in oggetto è l'unico  percorso  che
  offra una via di fuga in condizioni di sicurezza alle popolazioni
  interessate, in caso di eventi calamitosi;

   per sapere:

   quali  iniziative urgenti intendano assumere per il  risanamento
  del ponte, accelerando la definizione degli interventi necessari;

   se  non  ritengano di dovere richiamare l'attenzione del Governo
  nazionale  sul  degrado  strutturale in  cui  versa  il  ponte  e
  chiederne  un  pronto  interessamento per la  salvaguardia  della
  pubblica e privata incolumità delle popolazioni». (507)

   Risposta.   «In  riferimento  all'atto  ispettivo   in   oggetto
  indicato,  si  precisa che la problematica esposta  riguarda  una
  strada  statale,  che,  in quanto tale,  esula  dalle  competenze
  istituzionali  di  questo  Assessorato, rientrando  invece  nelle
  attribuzioni dell'ANAS.
   L'Assessorato dei lavori pubblici, in ogni caso, non avrebbe  la
  possibilità  di intervenire, atteso che il capitolo di  spese  di
  competenza, relativo alle spese pubbliche per le strade  esterne,
  risulta    soppresso   dal   bilancio   regionale   a   decorrere
  dall'esercizio finanziario 1994.
   Tuttavia  lo scrivente ha interessato l'ANAS S.p.A.,  competente
  in  materia, che, con nota del 28 aprile 2004, ha, in merito alla
  questione, riferito quanto segue.
   Il  Ponte  Petrolo,  nella  Strada  Statale  n.  185  di   Sella
  Mandrazzi , è situato su un'ampia fiumara, affluente di  sinistra
  del fiume Alcantara, in territorio del Comune di Graniti.
   L'opera  in questione è formata da cinque campate con  struttura
  d'arco  aventi  ciascuna una luce di 15 mt ed  il  cui  impalcato
  risulta largo 5, 5 mt.
   Le   pile   sono  costituite  da  muratura  a  sacco   rivestite
  esternamente da un parametro in grossi blocchi di pietra lavica.
   Il   ponte   ha   subito,   nel  corso  dei   decenni   passati,
  danneggiamenti   e   cedimenti  con  successivi   interventi   di
  ricostruzione e consolidamento.
   Nella  seconda metà dell'anno '99, a seguito di alcune  anomalie
  strutturali riscontrate, furono istituiti sul ponte il divieto di
  transito per i veicoli di massa a pieno carico superiore a  18  t
  ed il senso unico alternato con limite di velocità di 40 Km/h.
   Sono  stati quindi eseguiti, in somma urgenza, i lavori di messa
  in sicurezza dell'opera d'arte consistenti in:
   ·demolizione e ripristino dello strato corticale in cls ad  alta
  resistenza e ritiro compensato;
  ·sigillatura delle lesioni con resine apossidiche;
  ·sistemazione delle armature;
  ·rinforzo della struttura con guerre di acciaio tipo Djwidag;
  ·ripresa e stilatura della vecchia muratura.
   In  conseguenza dei lavori suddetti, con Ordinanza n. 6  del  26
  gennaio  2000,  il transito sulla opera d'arte de  qua,  dapprima
  limitato ai veicoli di massa a pieno carico inferiore a 18  t,  è
  stato  reso  possibile per tutti i veicoli senza  limitazione  di
  peso,  fermi  restando comunque il senso unico  alternato  ed  il
  limite di velocità di 40 Km/h.
   Ciò  in  quanto  sono  attualmente  collocate,  ai  bordi  della
  carreggiata stradale, le barriere di protezione laterale, di tipo
  New  Jersey,  poste a protezione dei parapetti  in  muratura  che
  saranno  oggetto di ristrutturazione nell'ambito  dei  lavori  di
  completamento   del   consolidamento  e  del   restauro,   nonché
  dell'adeguamento della carreggiata del ponte.
   A  tal  proposito  è in fase di approvazione  progetto  per  gli
  interventi  definitivi  di completamento che  consisteranno,  fra
  l'altro,  l'allargamento della sede viaria di 66 cm  al  fine  di
  consentire il traffico su due carreggiate di larghezza normale  e
  nel rinforzo dei parapetti laterali».

                                  L'Assessore SCAMMACCA DELLA BRUCA

   FLERES  -  CATANIA  G. - MAURICI. - «All'Assessore  per  i  beni
  culturali   ed   ambientali   e  per  la   pubblica   istruzione,
  all'Assessore  per  i  lavori pubblici  e  all'Assessore  per  la
  famiglia,  le  politiche sociali e le autonomie locali,  premesso
  che:

   la  chiesa  di  San Gaetano alle Grotte, sita  in  piazza  Carlo
  Alberto a Catania e consacrata già nel 261, costituisce il  primo
  insediamento cristiano della città di Catania;

   secondo una leggenda si ritiene che sia stata proprio la  chiesa
  di  San  Gaetano alle Grotte a ricevere le spoglie della  giovane
  Agata, non ancora santa patrona della città;

   la  chiesa di San Gaetano alle Grotte, di cui è indiscutibile il
  valore  storico e culturale, necessiterebbe di urgenti lavori  di
  restauro,  al  fine  di  garantire in  primo  luogo  la  solidità
  strutturale e secondariamente la sua valorizzazione;

   per  sapere quali interventi intendano porre in essere  affinché
  si   provveda  alla  messa  in  sicurezza,  al  restauro  e  alla
  valorizzazione  della chiesa di San Gaetano alle Grotte  sita  in
  piazza Carlo Alberto a Catania». (1587)

   Risposta.  «Con riferimento all'interrogazione numero  1587,  si
  rappresenta  che  agli  atti  di questo  Assessorato  risulta  un
  progetto  per  lavori  di ristrutturazione e  manutenzione  della
  Chiesa S. Gaetano alle Grotte e dei locali annessi finanziato con
  D.A.  n.  1134  del 26 ottobre 1990, registrato dalla  Corte  dei
  conti  il 20 giugno 1991, reg. 2, fg. 271, dell'importo  di  lire
  166.818.500.
   La  realizzazione  dell'opera venne affidata all'Amministrazione
  comunale  di  Catania che fu autorizzata a procedere  all'appalto
  dei lavori con nota assessoriale n. 2022 del 10 luglio 1991.
   Le  procedure di gara furono avviate dal Comune, ma  non  furono
  concluse in quanto, con l'entrata in vigore della legge regionale
  sui  lavori  pubblici n. 10 del 1993, fu necessario adeguare  gli
  elaborati progettuali ed il sistema di gara alla nuova normativa;
  tuttavia,  nonostante  i  solleciti  di  questo  Assessorato  per
  avviare  definitivamente  le  procedure  relative  alla  gara  di
  appalto, da concludere entro i termini previsti, non risulta  che
  i lavori siano stati mai aggiudicati.
   Pertanto  le  somme  destinate  all'esecuzione  dell'opera  sono
  state  cancellate dal conto generale del patrimonio della Regione
  siciliana  e  non  risultano  altri lavori  finanziati  né  altre
  successive  richieste  di finanziamento  per  il  restauro  della
  Chiesa in questione.
   Ciò  stante,  è  appena il caso di rilevare che,  ai  sensi  del
  comma  4  dell'articolo 91 della legge regionale 16 aprile  2003,
  numero  4, disposizioni in materia di residui passivi,  le  somme
  già  richieste  di lire 166.818.500 possono essere  riscritte  in
  bilancio,   a   condizione  che  il  progetto  sia  esecutivo   e
  funzionale, anche se in considerazione del lungo lasso  di  tempo
  intercorso,   un  eventuale  aggiornamento  prezzi  del  progetto
  potrebbe    rendere   insufficiente   l'intervento    progettuale
  originario concesso con il D.A. n. 1134 del 26 ottobre 1990.
   Pertanto,   alla   luce   di  quanto  sopra   esposto,   sarebbe
  preferibile  che  il  legale  rappresentante  della   Chiesa   in
  argomento  inoltrasse una nuova richiesta di  finanziamento,  con
  relativo  progetto, presso il Dipartimento regionale LL.PP.,  nel
  successivo  anno  finanziario, ai sensi della circolare  n.  1/02
  Gab. Prot. 259 del 21 febbraio 2002, pubblicata nella GURS del 1
  marzo 2002, n. 10, per un eventuale inserimento nel programma  di
  finanziamento secondo i criteri dettati dalla normativa vigente».

                                  L'Assessore SCAMMACCA DELLA BRUCA

   DE BENEDICTIS. - «All'Assessore per la sanità, premesso che:

   l'assistenza   psichiatrica  rappresenta  uno  dei   punti   più
  qualificanti ma delicati di tutto il servizio sanitario  a  causa
  della  situazione  di particolare disagio in  cui  si  trovano  i
  pazienti ed i loro familiari;

   si  riscontra, presso la AUSL n. 8 di Siracusa, la grave carenza
  di   una  chiara  e  definita  dotazione  organica  delle   varie
  strutture,  con  un  progressivo e  continuo  depauperamento  del
  numero degli operatori ed una conseguente funzionalità sempre più
  ridotta dei servizi stessi, come dimostrano:

   a)  i  continui  trasferimenti di personale in altre  strutture,
  che hanno ridotto sempre più l'organico del Servizio Psichiatrico
  di  diagnosi e cura di Siracusa, fino al punto che non può essere
  assicurato il servizio pomeridiano attivo (presenti solo 3  unità
  mediche  più  un  primario al posto di 6  unità  mediche  più  il
  primario, quantità confermate dal decreto dell'Assessore  per  la
  sanità  del  27 maggio 2003 pubblicato sulla GURS  n.  30  del  4
  luglio 2003);

   b)  la  continua  riduzione  di  organico  presso  l'Ambulatorio
  centrale  di  Siracusa (ultimo episodio il trasferimento  di  una
  unità infermieristica, proprio in questi giorni);

   tale  situazione  mortifica  il servizio  pubblico  a  vantaggio
  delle iniziative private convenzionate (proprio di recente  ne  è
  stata  accreditata un'altra nell'area del DSM di  Noto)  e  delle
  iniziative  private che possono essere godute solo da  chi  è  in
  condizioni economiche privilegiate (vedi psicoterapie, interventi
  domiciliari individualizzati etc.);

   essa  è  vieppiù  aggravata da consolidate  e  generali  carenze
  nella restante parte del territorio, ed in particolare:

   a)  nel dipartimento di Noto, dove da anni si manifestano  gravi
  insufficienze nel servizio, anche a causa del numero di operatori
  ridotti al minimo;

   b)  la  cronica carenza di psicologi ed assistenti sociali negli
  ambulatori distrettuali del dipartimento di Siracusa,  mentre  si
  continuano a tenere attivi due servizi psichiatrici di diagnosi e
  cura  nel dipartimento di Lentini piuttosto che uno come previsto
  dalle leggi, con grave dispendio economico e di personale;

   c)  deficit  strutturali nei servizi per la  salute  mentale  in
  tutto l'ambito territoriale dell'AUSL n. 8;

   ulteriore  emergenza  è  aggiunta  dalle  richieste  di   visite
  psichiatriche per il rinnovo del porto d'armi, che  aggravano  il
  carico  di lavoro di una struttura assistenziale già operante  in
  condizioni di assoluta precarietà;

   a  fronte  di tale situazione, la direzione dell'AUSL n.  8  non
  produce sostanziali progressi nella direzione di un inquadramento
  chiaro  e quindi della definizione di una pianta organica  a  cui
  fare riferimento;

   particolarmente  grave,  in  questo  contesto,  è   la   mancata
  approvazione,   da   parte  di  codesto  Assessorato,   dell'Atto
  aziendale e del relativo organigramma, approvazione che  potrebbe
  aprire la strada verso la definizione della pianta organica;

   per sapere:

   cosa   osti,   per  l'Assessorato,  all'approvazione   dell'Atto
  aziendale e del relativo organigramma della AUSL n. 8;

   quali  iniziative  intenda  assumere  perché  l'AUSL  n.  8   di
  Siracusa   pervenga  all'approvazione  di  una  pianta   organica
  adeguata ai fabbisogni dell'utenza;

   se  non  ritenga  opportuno chiedere la revoca, da  parte  della
  dirigenza  dell'AUSL n. 8 di Siracusa, di tutti  i  trasferimenti
  dal servizio di Salute mentale avvenuti nell'ultimo anno;

   se  non  ritenga  opportuno assumere iniziative,  e  quali,  per
  pervenire  alla  chiusura di uno dei due Servizi psichiatrici  di
  diagnosi  e  cura  aperti nel dipartimento di  Lentini  a  favore
  dell'apertura del Centro diurno e del potenziamento dell'attività
  territoriale;

   se  non  ritenga  opportuno assumere iniziative,  e  quali,  per
  pervenire all'istituzione da parte della AUSL n. 8 di Siracusa di
  una   commissione  ad  hoc  per  lo  svolgimento   delle   visite
  psichiatriche per il rilascio del porto d'armi». (1235)

   Risposta.  «Con riferimento all'interrogazione numero  1235,  si
  rappresenta quanto segue.
   Quanto    alla   mancata   approvazione   dell'atto    aziendale
  propedeutico alla definizione della pianta aziendale, si comunica
  che  con nota prot. 2022 del 15 marzo 2003, l'AUSL 8 ha trasmesso
  a questa Amministrazione l'atto aziendale, integrato in relazione
  a  quanto richiesto da questo Assessorato con nota prot.  Sr2-UOB
  2.1/2196 del 25 febbraio 2002 ed Ufficio Speciale n. 212  del  13
  febbraio 2003.
   Dall'esame   degli  atti  pervenuti  il  Dipartimento   FSR   ha
  evidenziato delle irregolarità e proposto modifiche con  nota  n.
  Sr2-UOB 2.1/10663 del 3 novembre 2003.
   Si  resta  in  attesa che l'AUSL 8 proceda ad una  rivisitazione
  dell'atto  de  quo,  in  linea  con quanto  richiesto  da  questo
  Assessorato  con  la su menzionata nota e del  necessario  parere
  tecnico  formulato  dal  Gruppo  di  lavoro  Ufficio  speciale  -
  Ispettorato  regionale  sanitario, all'uopo  costituito,  per  le
  valutazioni inerenti la parte tecnica sanitaria.
   L'acquisizione   del  predetto  parere,  unitamente   a   quello
  formulato dal Dipartimento Ispettorato regionale veterinario, già
  agli   atti   del   Servizio   2 ,  previsti   con   disposizione
  assessoriale, costituiscono un presupposto indispensabile per  la
  definizione del provvedimento finale di verifica della conformità
  dell'atto aziendale con la programmazione nazionale e regionale.
   Con  riferimento alla rideterminazione della pianta organica  si
  rappresenta  che  in  atto l'AUSL numero  8  assicura  i  servizi
  istituzionali con la dotazione organica prevista con delibera  n.
  2140/97,  cui  questa  Amministrazione ha  apposto  il  visto  di
  legittimità con prot. n. IN19/4696 del 26 agosto 1997.
   Le  disposizioni dettate dall'articolo 34, comma 3, della  legge
  27  dicembre 2002, n. 289, provvedono ad individuare le  modalità
  applicative  cui le aziende sanitarie dovranno fare  riferimento,
  per l'individuazione provvisoria della dotazione organica».

                                              L'Assessore CITTADINI

   DE BENEDICTIS. - «All'Assessore per la sanità, premesso che:

   l'Azienda  Unità sanitaria locale n. 8 di Siracusa ha  acquisito
  con  delibera  n.  805 del 14.02.2003, un servizio  di  Risonanza
  magnetica nucleare da effettuarsi tramite unità mobile  presso  i
  presidii  dell'Azienda,  a cura della ditta  Alliance  Diagnostic
  s.r.l. di Roma;

   la  somma occorrente per le sole prestazioni, al netto  di  IVA,
  per sei mesi, è stata quantificata in euro 462.000;

   a   tale  somma  deve  aggiungersi  il  costo  per  il  rapporto
  consulenziale   con  un  medico  radiologo  ed  un   tecnico   di
  radiologia,  rispettivamente quantificati in euro  68.400  ed  in
  euro 36.00 per complessivi 104.000 euro (per sei mesi);

   la  quantificazione come sopra riportata non tiene  conto  delle
  spese  che  deve sostenere direttamente l'AUSL n. 8  relative  al
  materiale di consumo, alle utenze, al personale di accoglienza  e
  all'organizzazione;

   il  costo  complessivo  del servizio,  stimabile  su  proiezione
  annua, è di circa 1.500.000 euro (IVA inclusa);

   il  potenziale massimo di prestazione di RNM della provincia  di
  Siracusa,  calcolato in base al numero di prestazioni  effettuate
  nell'anno 2002 dai Presidii ospedalieri e dai Distretti,  sommato
  a  quello derivante dalle risonanze effettuate dalle Case di cura
  a seguito di ricoveri impropri (DRG019-243) che dovrebbero essere
  teoricamente azzerati al 100%, ammonta a circa 1000 (963);

   pertanto  una singola prestazione di RNM costerebbe  circa  1500
  euro contro i 380 previsti dal tariffario;

   al  fine  di  pareggiare le spese dovrebbero  essere  effettuate
  circa  4000  prestazioni  annue, con un induzione  della  domanda
  incomprensibile  in  termini  di  appropriatezza,  efficacia   ed
  efficienza;

   lo  spropositato  costo d'affitto avrebbe consentito  l'acquisto
  in proprio dell'apparecchiatura a parità di condizione tecniche;

   l'affidamento  di  un  servizio così oneroso  è  avvenuto  senza
  alcuna  gara ad evidenza pubblica, con una rapidità che ha visto,
  in  soli cinque giorni, proporre l'acquisto dell'apparecchiatura,
  giungere l'offerta dell'Alliance Diagnostica s.r.l. ed esitare la
  delibera in questione;

   per sapere:

   se  ritenga giustificato il costo del servizio in rapporto  alle
  dimensioni della domanda;

   quali  siano  state  le procedure seguite per l'affidamento  del
   servizio in oggetto». (1236)

   Risposta.  «Con riferimento all'interrogazione numero  1236,  in
  ordine  all'affidamento sperimentale ad una società  esterna  del
  servizio,  di  risonanza  magnetica  nucleare,  l'Azienda   Unità
  sanitaria Locale n. 8 di Siracusa all'uopo interpellata ha  fatto
  sapere quanto segue.
   Con  deliberazione  n.  805  del  14/0212003.  si  è  provveduto
  all'acquisizione di un servizio di risonanza magnetica  in  forma
  mobile a carattere sperimentale e per la durata di mesi sei.
   L'unità  mobile  di  tale  servizio è stata  allocata  presso  i
  PP.OO.   per   soddisfare  la  richiesta  di   tali   prestazioni
  diagnostiche  sia per i pazienti degenti che per gli  utenti  dei
  vari distretti (Noto, Siracusa, Augusta e Lentini).
   Il  servizio ha avuto inizio giorno 31/03/2003 presso il P.O. di
  Avola, per poi proseguire secondo un calendario prestabilito  nel
  protocollo organizzativo nei mesi a seguire.
   In  merito  alla  urgenza circa l'acquisizione del  servizio  in
  questione  si precisa che questa Azienda, prima dell'Acquisizione
  di  tale  servizio, non era dotata di specifica.  apparecchiatura
  per  gli esami di risonanza magnetica., l'espletamento dei  quali
  avveniva,  per  i  soli  pazienti  ricoverati  presso  i  presidi
  ospedalieri   di   questa   Azienda,  in   centri   appositamente
  convenzionati.
   Gli  utenti  non soggetti a ricovero. diversamente, essendo  nel
  frattempo  cessato  il  precedente  regime  di  erogazione  delle
  prestazioni  in forma indiretta, ai sensi della l.r.  n.  2/2002,
  art.  125, non potevano usufruire di tale importante diagnostica,
  se  non  presso  strutture pubbliche di altra  provincia,  ovvero
  presso strutture private preaccreditate, con liste di attesa, che
  si attestavano, in media attorno agli otto mesi.
   A  tal  riguardo, si fa inoltre presente che nel  territorio  di
  questa AUSL insiste un solo centro già accreditato ai sensi della
  normativa   vigente,   collocato  presso   una   casa   di   cura
  preaccreditata  ubicata ad augusta che, naturalmente  non  poteva
  garantire  l'espletamento dell'accertamento in termini  temporali
  compatibili  con ì percorsi diagnostici praticati  e  accettabili
  dal cittadino utente.
   D'altra   parte,  il  mancato  soddisfacimento   della   domanda
  presente  sull'intero territorio provinciale, non  eliminando  di
  per   sé   il  bisogno,  favoriva  e  implementava  i  cosiddetti
  "atteggiamenti  opportunistici" delle case  di  cura  private  in
  alcune  delle  quali  si  ricorreva con una  certa  frequenza  al
  ricovero  inappropriato, proprio per potere  alla  fine  ottenere
  l'accertamento diagnostico di RMN richiesto in tempi accettabili.
  Su tale delicata tematica sono tuttora in corso indagini da parte
  della  Procura della Repubblica di Siracusa, in ordine alle quali
  questa  Azienda  è stata individuata quale parte  offesa  per  le
  ipotesi di reato individuate dall'A.G. inquirente.
   Basti  pensare,  per  avere coscienza dell'entità  del  fenomeno
  sopra  descritto,  che a seguito di apposito  progetto  obiettivo
  attivato  dall'Attuale Direzione Generale, al fine di quantizzare
  e  contrastare la problematica sopra rappresentata, nel solo anno
  2002,  a seguito dei controlli tecnico-sanitari effettuati  sulle
  case  di  cura private in regime di preaccreditamento dai  medici
  specialisti   dipendenti  dall'azienda,  sono  stati   contestati
  ricoveri palesemente non appropriati per un valore di oltre  Euro
  2.692.000,00.
   Solo  per  completezza  si  riporta  anche  il  seguente  schema
  contabile  da  cui  si  evince  il  risparmio  (valori  in  euro)
  conseguito  dall'Azienda nel 2003 sino  alla  data  del  mese  di
  agosto,  a  seguito della contestazione di ricoveri inappropriati
  (tra  cui i meri esami diagnostici anche di RMN) effettuati dalle
  strutture private.

    Casa di     Fatturato    Ricoveri    Fatturato      Importo
     cura       presentato  contestati    validato     liquidato
              Genn/Agost 03                          Gen./ Giu. 03
  Villa       3.619.850,10   32. 750,36  3.587.099,74   2.875.148,21
  Azzurra
  Villa       1.758.766,07   11.951,59   1.746.814,48   1.326.715,27
  Mauritius                            "
  Villa Rizzo 2.704.103,26   68.719,92   2.635.383,34   2.126.170,28
  Villa Salus 8.083.271.98   1.161.850,1 6.921.421,83   5.493.763,28
                           5
  Santa Lucia 4.234556,93    181.775,80  4.052.781,13   3.431.920,21

  Totali      20.400.548.34  1.457.047,8 18.943.5      15.253.717,25
                           2              00.52

   Quindi  l'urgenza di acquisire tale servizio era dettata solo  e
  semplicemente dall'esigenza impellente e irrinunciabile,  per  un
  servizio  di sanità pubblica, di garantire a tutta la popolazione
  della  provincia  la  effettiva e pronta  disponibilità  di  tale
  metodica diagnostica, peraltro prevista nei LEA e contestualmente
  dare  soluzioni  immediate, senza le forzature sopra  menzionate,
  per  potere accedere ad una metodica diagnostica divenuta  oramai
  indispensabile  per  diversi protocolli  diagnostico-terapeutici,
  tanto nella pratica ambulatoriale che in costanza di ricovero.
   Pertanto,  in  mancanza  di  soggetti preaccreditati  in  numero
  sufficiente nel territorio provinciale e, ritenuto che l'impianto
  di  una  Risonanza Magnetica Nucleare in forma  fissa,  oltre  ai
  tempi  medio-lunghi occorrenti, in qualsiasi presidio o distretto
  allocata,  non  avrebbe certamente risolto  dal  punto  di  vista
  logistico  i disagi degli utenti della. provincia che, di  fatto,
  avrebbero  dovuto  continuare a spostarsi per usufruire  di  tale
  prestazione  e, considerato che gli esami di Risonanza  magnetica
  Nucleare,  a  differenza di quelli TAC, non rivestono  quasi  mai
  carattere di estrema urgenza e quindi possono essere in  generale
  concentrati in una seduta settimanale, in funzione delle esigenze
  del  singolo  presidio ospedaliero o ambito  distrettuale,  si  è
  provveduto  ad  acquisire  un  servizio  di  risonanza  magnetica
  Nucleare,  da  effettuarsi  tramite  Unità  Mobile,  secondo   il
  calendario  e le postazioni specificate nel protocollo operativo.
  Tale scelta. operativa comporta accanto a quelli già decritti  il
  raggiungimento   di   alcuni   aspetti   positivi   che   possono
  essenzialmente     riassumersi    nei    punti     di     seguito
  specificati:vengono evitati ai pazienti, spesso afflitti da gravi
  patologie,  i disagi e i rischi connessi con il trasporto  presso
  una struttura lontana dal proprio domicilio o addirittura esterna
  all'ambito provinciale di Siracusa.
   Si   riducono  rendendoli  compatibili  con  le  necessità   dei
  percorsi   diagnostico   -  terapeutici  intrapresi   in   regime
  assistenziale alternativo al ricovero in ospedale (ambulatoriale,
  day   hospital),   i   tempi   di  attesa   per   l'effettuazione
  dell'accertamento di RMN; la qualità degli esami viene elevata in
  termini sostanziali; le procedure diagnostiche. nei casi  che  lo
  richiedono,  possono  essere eseguite alla presenza  e  sotto  la
  guida diretta dei medici specialisti del reparto o del Medico  di
  Medicina generale richiedente la prestazione, che conoscono molto
  bene  il paziente interessato sia dal punto di vista clinico  che
  anamnestico;
   si  arricchisce la professionalità del personale sia medico  che
  paramedico,   che  dopo  qualche  tempo  acquisisce  l'esperienza
  necessaria  per  raggiungere una completa autonomia  operativa  e
  refertativa,   rendendo   possibile  per   l'eventuale   proseguo
  l'utilizzo  dello  stesso, con rinuncia del  personale  medico  e
  tecnico  messo a disposizione in questa prima fase dalla  società
  che  gestisce il servizio, e quindi con il risparmio degli  oneri
  economici   attualmente  sostenuti  per  l'   impiego   di   tali
  professionalità,   rimanendo  a  carico  della   AUSL   solo   ed
  esclusivamente  gli oneri economici derivante  dal  canone  della
  tecnologia utilizzata;
   Si  eleva  il livello di qualità del servizio reso al bacino  di
  utenza,  contribuendo a far progredire questa azienda in  termini
  sia  di immagine che di competitività con produzione senza dubbio
  alcuno, di concreti risultati sotto tutti gli aspetti.
   Oltre   alle   superiori  motivazioni  riguardanti  i   bisogni,
  l'offerta   prestazionale,   le   liste   di   attesa   "percorsi
  alternativi" verificati, che stanno alla base delle decisioni che
  hanno  spinto  questa Direzione Aziendale a procedere  celermente
  all'acquisizione  del  servizio di risonanza  magnetica,  occorre
  altresì porre l'accento sulle motivazioni di carattere economico,
  che  anche  se  non in materia esclusiva, in quanto  una  azienda
  sanitaria  pubblica ha come missione primaria quella di garantire
  prestazioni   sanitarie  ai  cittadini-utenti,  devono   comunque
  caratterizzare  l'attività  economicogestionale  di  una  Azienda
  Sanitaria.
   Infatti  occorre  considerare che a fronte dell'acquisizione  di
  tale   servizio  comportante  in  termini  economici  un  impegno
  complessivo  di   713.700,00 per l'intero periodo di valenza  del
  servizio  sperimentale (mesi sei) è già in atto un  notevolissimo
  abbattimento    dei    ricoveri    inappropriati    superiormente
  quantizzati,  che  ha  già  permesso  il  recupero  delle   spese
  sostenute per l'acquisizione del servizio.
   Accanto  a  queste  considerazioni occorre  altresì  mettere  in
  evidenza  che l'avvio di un servizio o di un qualsivoglia  scelta
  di politica sanitaria. comporta l'attesa di un rendimento o di un
  utile   che   può  essere  desunto  direttamente  come  risparmio
  immediato in termini di assistenza ospedaliera pubblica  privata,
  ma  che  deve  senz'altro  tenere  conto  anche.  della  notevole
  riduzione  dei  costi sociali legate alle assenze  dei  posti  di
  lavoro  del personale che assiste i malati o le persone bisognose
  di  essere  accompagnate per l'effettuazione  degli  accertamenti
  diagnostici.
   Quindi  l'essere  passati  da  una  condizione  di  offerta  del
  servizio  soddisfatta,nella migliore delle  ipotesi  in  sei-otto
  mesi.   in  una  sola  struttura  preaccreditata  provinciale   o
  addirittura in strutture al di fuori dell'ambito provinciale , ad
  un'offerta  prestazionale  capillarmente  diffusa  su  tutto   il
  territorio   provinciale,  quasi  a  domicilio  del  paziente   e
  facilmente accessibile, ha senza dubbio abbattuto i costi sociali
  sostenuti prima dell'avvio dello stesso.
   In   merito  all'onere  economico  si  chiarisce  che   con   la
  deliberazione n  805 questa Azienda ha provveduto ad acquisire un
  servizio   di   diagnostica  per  immagini  -RMN,  body,neuro   e
  osteoarticolare,  articolato su cinque  giornate  settimanali  in
  cinque  diversi  ambiti territoriali e per  un  numero  di  20-25
  prestazioni  per ciascuna delle cinque giornate,  per  un  totale
  complessivo massimo di 125 prestazioni settimanali.
   A  fronte  di  tale pacchetto prestazionale questa Azienda  deve
  corrispondere  un onere economico complessivo per ciascuna  delle
  26 settimane di cui si compone il semestre di sperimentazione del
  servizio in questione, così articolato:
   Euro  19.250,00/settimana per il pagamento del canone di affitto
  della tecnologia utilizzata.
   Euro  870,00  giornaliere  per  i  compensi  professionali   del
  radiologo (  570,00) e del tecnico (  300,00).
   Moltiplicando  i superiori oneri per il periodo di effettuazione
  si  ottengono  i  conti  economici complessivi  come  di  seguito
  specificati
   Euro  19.250,00/settimana  x  n  26  settimane  =     500.500,00
  (oneri per il canone)
   Euro  870,00/giorno  x  n   5 giorni  x  n   26  settimane  =
  113.100,00  (oneri  per  rapporto consulenziale)  che  sommano
  616.600,00 ai quali vanno ad aggiungersi i costi per i versamenti
  dell'IVA  sugli oneri sostenuti per il pagamento  del  canone  di
  affitto  del  mezzo  pari  a    100,100,  per  un  totale  finale
  complessivo di IVA di   713,700,00.
   Il  servizio , già al terzo mese di attività e quindi a  seguito
  di  applicazione  sul  campo,  ha  dimostrato  un  buon  impianto
  organizzativo  complessivo al quale, cosa ancora più  importante,
  ha   fatto   riscontro   l'elevato   gradimento   dei   cittadini
  "disabituati"  ad ottenere il soddisfacimento dei propri  bisogni
  in maniera così efficiente e celere.
   Nell'atto deliberativo e anche nel contratto di affidamento  del
  servizio mancano i nominativi dei medici radiologi e dei  tecnici
  ,  esistendo di converso per l'Alliance come unico obbligo quello
  di  impiegare personale tecnico con esperienza specifica (di  cui
  l'Azienda risulta ancora sprovvista ) e per la AUSL 8 il diritto-
  dovere di verificare tali requisiti professionali.
   A  tali  condizioni di utilizzo delle prestazioni  consulenziali
  dei  professionisti e del personale tecnico utilizzato  ci  si  è
  fino   ad  oggi  attenuti,  avendo  la  Alliance  preventivamente
  trasmesso  i  nominativi e i curricula del personale  utilizzato,
  mettendo quindi l'Azienda, di volta in volta, nelle condizioni di
  avere   l'esatta   conoscenza  delle  professionalità   impiegate
  nell'espletamento del servizio.
   D'altronde,   c'è   da   precisare  in  merito.   alla   mancata
  individuazione dei nominativi del personale utilizzato  nell'atto
  deliberativo  e  nel contratto di affidamento del  servizio,  che
  anche  questa e stata una scelta pensata e ponderata, soprattutto
  alla luce delle difficoltà attualmente esistenti sul mercato  del
  lavoro,   relativamente  alla  disponibilità  di  professionalità
  specifiche  quali sono quelle del medico radiologo  in  generale,
  dello  specialista  in  RMN  in particolare  e  dei  tecnici  con
  esperienza specifica maturata.
   L'adozione  di  un  sistema di utilizzo del personale  a  "liste
  nominative aperte" senza "blocchi" deliberativi di sorta  in  fin
  dei  conti,  pur  permettendo  alla Alliance  che  gestisce  tale
  servizio in numerosi ambiti regionali, nazionali e sovranazionali
  l'utilizzo  di  personale.  nei diversi  ambiti  in  maniera  più
  "flessibile" non abbassa certamente il livello di professionalità
  del personale impiegato nel servizio nel nostro territorio, sulla
  verifica  del  quale  l'azienda  ha  provveduto  e  provvederà  a
  effettuare apposite verifiche.
   .Nei  primi due mesi di attività del servizio, se si esclude  la
  prima settimana di avvio, si è avuto un utilizzo prossimo al 100%
  delle  prestazioni  disponibili.  Di  converso  all'art.  9   del
  contratto   di   affidamento  del  servizio  è   stata   prevista
  un'ulteriore  caduta,  inerente  l'abbattimento  dei   costi   da
  sostenere  ed  ha  riguardato  la  prima  settimana  di  attività
  (abbattimento  del  50%  dei costi sostenuti  per  il  canone  di
  affitto   della   tecnologia)  che  notoriamente  nell'avvio   di
  qualsivoglia  progettualità o servizio è la più  difficile,  vuoi
  per  carenza organizzative interne, vuoi soprattutto per  carenze
  di tipo promozionale e/o comunicativo
   Occorre,  altresì,  precisare che  il  dato  di  utilizzo  delle
  prestazioni, che si attesta approssimativamente al 100% non e  un
  dato  "indotto"  bensì  un  dato  reale,  rappresentato  cioè  da
  prestazioni   appropriate  effettuate  a  seguito   di   verifica
  propedeutica   da   parte"  di  apposita  personale   medico   di
  corrispondenza alle Linee Guida della Regione Sicilia in  materia
  di effettuazione di prestazione di RMN in regime ambulatoriale.'.
   Per   quanto  concerne  il  punto  riguardante  la  propedeutica
  analisi   di   mercato   che  potesse   consentire   il   ricorso
  all'affidamento   in  via  sperimentale,  la   stessa   è   stata
  effettuata,  come  si  evidenzia dalla relazione  del  Consulente
  aziendale   che   ha  tenuto  in  prevalente  considerazione   le
  specifiche  peculiarità tecniche del servizio che  poteva  essere
  garantito dall'Alliance Diagnostica. La stessa società risulta al
  pari  potere garantire in uno alle caratteristiche tecniche delle
  attrezzature     utilizzate    di    fondamentale     importanza,
  contestualmente   un   assetto   organizzativo   logistico    già
  positivamente sperimentato da numerose altre Aziende sanitarie
   Peraltro,  nella predetta relazione si evidenzia.  la  necessità
  di  un  avvio  sperimentale del servizio di durata limitata  allo
  scopo  di  poter  esaminare scrupolosamente tutte  le  criticità,
  tenendo   conto  anche  della  assoluta  assenza  di   esperienza
  specifica in ambito aziendale.
   Si  rileva  opportunamente anche il vantaggio di tale  forma  di
  affidamento,   temporalmente   limitato,   che   ha    consentito
  all'Azienda  la  valutazione  dei risultati  conseguiti  sia,  in
  termini di soddisfacimento dell'utenza che in termini di benefici
  economici,  al fine di determinarne in caso di esito positivo  il
  proseguo   attivando  le  ulteriori  procedure  di   scelta   del
  contraente,  che  solo alla luce dell'esperienza  attualmente  in
  corso  potrà  prevedere in maniera compiuta gli  aspetti  tecnici
  organizzativi,   finanziari   e  le  prestazioni   effettivamente
  rispondenti   ai  reali  bisogni  di  salute  dell'utenza   della
  Provincia».

                                              L'Assessore CITTADINI

   PAPANIA.  -«Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  sanità, premesso che:

   nella  Provincia  di Trapani non vi è un sufficiente  numero  di
  centri  convenzionati per la riabilitazione di soggetti  disabili
  gravi;

   la  legge  n.  88  del  1980 prevede il rimborso  in  assistenza
  indiretta delle prestazioni mediche entro 60 giorni;

   nei   piccoli  centri  non  vi  sono  centri  convenzionati   ma
  autorizzati dall'ASL;

   la  ASL  n.  9 di Trapani ha liquidato il 50 per cento  per  gli
  anni  2001-2002 a coloro che hanno fatto richiesta ai sensi della
  legge regionale n. 88 del 1980, disattendendo ciò che prevede  la
  norma ovvero l'erogazione dell'intero importo entro 60 giorni;

   la  legge regionale n. 88 del 1980 è stata abrogata il 30 giugno
  2002, e non prima;

   considerato che:

   la  ASL  in  questione penalizza i cittadini che si  trovano  in
  stato  di disagio e residenti nei comuni dove non vi sono  centri
  convenzionati;

   i  malati  cronici  gravi non sempre hanno la  disponibilità  di
  spostarsi da un comune all'altro;

   a  tutti i cittadini deve essere data la possibilità di curarsi,
  così come previsto dal SSN;

   l'incidenza del costo di trasporto non è rimborsabile;

   si  è  diffusa la notizia che è intenzione dell'attuale manager,
  dott.  Fulvio Manno, di recuperare le somme erogate dal  1999  ad
  oggi;

   per  sapere  quali  provvedimenti si intendano  adottare  perchè
  vengano  eliminati  tali  atti di discriminazione  tra  cittadini
  disabili, a tutela dei più elementari ed inalienabili diritti dei
  cittadini». (1255)

   Risposta.  «Con riferimento all'interrogazione numero  1255,  il
  Dipartimento FSR tramite il dirigente del Servizio n. 9 di questo
  Assessorato all'uopo interpellato, con nota prot. n. 3143 dell'11
  dicembre  2003  acquisita al prot. 2829 il 29  dicembre  2003  di
  questo Ufficio, ha fatto sapere quanto segue.
   L'ASL  9  di  Trapani,  nel  provvedere  alla  liquidazione  dei
  rimborsi  di prestazioni in assistenza indiretta (ovviamente  nei
  casi  previsti),  ha  rispettato le  previsioni  dell'articolo  8
  septies del D.l.vo 229/99.
   Per   quanto   riguarda   i   disagi  segnalati   nella   stessa
  interrogazione  per  i  cittadini  residenti  nei  comuni   prima
  mancanti  di centri convenzionati, si ribadisce che dal 1  luglio
  2002 e cioè con l'abolizione dell'assistenza indiretta i predetti
  cittadini  possono  fruire delle prestazioni,  prima  erogate  in
  forma indiretta, presso i medesimi centri che fino alla data  del
  30 giugno 2002 erogavano prestazioni in regime di indiretta e che
  a partire dal 1 luglio 2002 risultino in regola con le previsioni
  del D.A. 890 del 17 giugno 2002».

                                              L'Assessore CITTADINI

   PAPANIA.-  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  sanità, premesso che:

   con decreto n. 1414 del 23.7.2003 del Dirigente del Servizio  4
  dell'Assessorato   regionale  Sanità   viene   utilizzato   parte
  dell'avanzo  di  amministrazione  dell'Azienda  ospedaliera   'S.
  Antonio Abate' di Trapani, accantonato ai sensi dell'articolo  1,
  comma  35,  della  legge 23 dicembre 1996,  n.  662  ('Misure  di
  razionalizzazione della finanza pubblica') per un importo di euro
  7.746.853,49  (lire  15.000.000.000), che  l'Azienda  ospedaliera
  dovrà trasferire alla gestione stralcio dell'Azienda USL n. 6  di
  Palermo, in gravissima crisi finanziaria;

   all'Azienda   ospedaliera   'S.  Antonio   Abate'   di   Trapani
  sull'importo  residuo di euro 11.340.315,19 (lire 21.957.912.024)
  sarà  trattenuta  dall'Assessorato Sanità un'ulteriore  somma  di
  euro 667.077,36 in sede di attribuzione delle quote per cassa  di
  parte corrente;

   considerato che:

   tale  iniziativa  finirà con il determinare gravi  ricadute  sul
  territorio  di  competenza  dell'Azienda  ospedaliera  'S.Antonio
  Abate';

   la  normativa  attualmente in vigore penalizza  pesantemente  le
  aziende  che  hanno  amministrato con senso di  responsabilità  e
  oculatezza, tenendo in considerazione l'interesse generale  della
  collettività;

   per sapere:

   quali   iniziative   intendano   adottare   per   bloccare    il
  provvedimento  in  questione  del     Dirigente  dell'Assessorato
  Sanità;

   se   non  ritengano  opportuno  intervenire  presso  il  Governo
  nazionale  perché  venga  modificata  la  norma  che,  di  fatto,
  privilegia l'inefficienza all'efficienza». (1297)

   Risposta.  «Con riferimento all'interrogazione numero  1297,  si
  rappresenta quanto segue.
   Con  decreto  del  dirigente generale del  FSR  n.  2268  del  5
  dicembre  2003  sono stati determinati i disavanzi residui  delle
  gestioni  stralcio a tutto il 31 dicembre 1994 delle Aziende  USL
  della Sicilia che ammontano a euro 72.141.828,00.
   Con  lo stesso decreto sono stati individuati gli avanzi che  le
  aziende  ospedaliere dovevano versare nelle contabilità  stralcio
  delle Aziende USL nel corso dell'esercizio 2003, stabilendo che i
  versamenti  dovevano  essere rateizzati  i  6  mensilità  per  un
  importo  complessivo di euro 27.663.061,45; inoltre rilevato  che
  l'Azienda ospedaliera S. Antonio Abate di Trapani al 31  dicembre
  2000  presentava un avanzo di amministrazione notevole,  è  stato
  previsto che la stessa doveva trasferire all'ASL 6 di Palermo  la
  somma di euro 7.746.853,49.
   Con  nota 29/Ris del 14 ottobre 2003 il direttore generale della
  predetta  Azienda ospedaliera ha fatto presente  che  l'immediato
  prelievo di cassa della somma come sopra indicata, avrebbe  messo
  in  crisi  la  liquidità dell'Azienda, per cui si è  ritenuto  di
  rateizzare  anche  la suddetta somma in 6 rate  mensili  di  euro
  1.291.142,25  da  gennaio a giugno 2004. Infine,  con  lo  stesso
  quesito  è stato stabilito che la copertura sull'intero disavanzo
  delle  gestioni stralcio dell'Azienda USL sarà erogata non appena
  perverranno le somme da parte del Ministero dell'economia.
   In  conclusione, l'emanazione del decreto in questione  è  stata
  determinata dall'esigenza di coprire i disavanzi  delle  gestioni
  stralcio delle AUSL».

                                              L'Assessore CITTADINI

   PAPANIA.  «Al  Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  sanità, premesso che l'Amministrazione dell'AUSL n. 9 con proprio
  provvedimento  n.  2198  del  3/7/2003  (con  oggetto:   bilancio
  economico   di   previsione)   ha  destinato   per   l'assistenza
  farmaceutica  convenzionata  per l'intero  anno  2003,  la  somma
  vincolata  di  euro 75.301.040/47, in linea con  quanto  disposto
  dall'Assessorato  per  la sanità con nota  prot.  4/Dip/4216  del
  29.5.2003;

   ritenuto che da una proiezione fatta dalla stessa AUSL n.  9  in
  base alla media della spesa farmaceutica effettuata nei primi sei
  mesi del 2003, la somma occorrente per l'intero anno ammonterebbe
  a euro 96.000.000/00;

   considerato che:

   la  grave  crisi  di  liquidità avrà  conseguenze  negative  sui
  cittadini  della Provincia di Trapani, ai quali a  partire  dalla
  seconda  metà del mese di ottobre (ad oggi unico caso in Sicilia)
  non verrà più garantita l'assistenza farmaceutica;

   in   mancanza  di  iniziative  urgenti  da  parte  del   Governo
  regionale,  si  verrà  a  determinare un  grave  pregiudizio  dei
  criteri  di  equità  nei  confronti  dei  cittadini  delle  altre
  province della Regione;

   per  sapere  quali provvedimenti intenda adottare per  risolvere
  al più presto la gravissima situazione che si è venuta a creare».
  (1306)

   Risposta.  «Con riferimento all'interrogazione numero  1306,  si
  rappresenta  che l'assegnazione che è stata fatta all'AUSL  9  di
  Trapani  risulta  da una ripartizione improntata  a  principi  di
  equità,  rispetto alle altre Aziende e comunque sulla base  delle
  risorse  disponibili sul FSR. La quantificazione di 96.000.000,00
  di  euro specificata dall'onorevole interrogante, quale possibile
  fabbisogno per l'anno 2003 da parte dell'AUSL 9 di Trapani non  è
  confermata  dalla  stessa, che è tenuta  ad  adottare  misure  di
  contenimento specifiche. L'invocazione dei provvedimenti urgenti,
  infine,  deve intendersi esclusivamente rivolta alle facoltà  del
  Governo, nell'ambito della disponibilità finanziaria regionale».

                                              L'Assessore CITTADINI

   ODDO. - «All'Assessore per la sanità, premesso che:

   con  decreto  del  dirigente  del Servizio  IV  dell'Assessorato
  della  Sanità  della Regione siciliana, n. 1414 del 23.7.2003,  è
  stato  disposto  il trasferimento di euro 7.746.853,49  (Lire  15
  miliardi) dall'Azienda ospedaliera 'S. Antonio Abate' di  Trapani
  in  favore  della gestione stralcio dell'Azienda  AUSL  n.  6  di
  Palermo,  in  quanto quest'ultima non è nelle condizioni  di  far
  fronte alle obbligazioni nei confronti dei terzi;

   l'avanzo d'amministrazione dell'Azienda ospedaliera 'S.  Antonio
  Abate'  non dimostra affatto la sua prosperità, ma una difficoltà
  a spendere i soldi, in quanto la struttura pubblica deve aspirare
  al  pareggio  di bilancio e non alla creazione di un surplus  che
  potrebbe andare bene per un'azienda privata;

   la  situazione trapanese risulta carente di servizi  importanti,
  che  con la decurtazione dei fondi d'amministrazione non potranno
  mai essere garantiti;

   lo   storno  di  questi  fondi  avrà  gravi  ripercussioni   nei
  confronti dell'Azienda ospedaliera 'S. Antonio Abate' di Trapani,
  in  quanto  il venir meno di una così cospicua somma impedirà  il
  potenziamento  dei reparti e l'acquisto di nuove  apparecchiature
  per  il  nosocomio trapanese, con grave nocumento per  la  tutela
  della salute dei cittadini utenti;

   la  decisione  in questione risulta arbitraria in quanto  non  è
  stata analizzata la realtà trapanese;

   per  sapere  se intenda intervenire per la revoca  del  suddetto
  decreto  al  fine  di evitare seri disagi ai cittadini  utenti  e
  trovare  una  soluzione  più equa che tenga  conto,  nell'operare
  simili  interventi  relativi ad avanzi di amministrazione,  delle
  effettive  esigenze dei bacini di utenza ancora oggi privi  delle
  apparecchiature  e   strutture necessarie  ed indispensabili  per
  garantire il diritto alla salute». (1322)

   Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero  1322,  si
  rappresenta quanto segue.
   Con  decreto  del  dirigente generale del  FSR  n.  2268  del  5
  dicembre  2003  sono stati determinati i disavanzi residui  delle
  gestioni  stralcio a tutto il 31 dicembre 1994 delle Aziende  USL
  della Sicilia che ammontano a euro 72.141.828,00.
   Con  lo stesso decreto sono stati individuati gli avanzi che  le
  aziende  ospedaliere dovevano versare nelle contabilità  stralcio
  delle Aziende USL nel corso dell'esercizio 2003, stabilendo che i
  versamenti  dovevano  essere rateizzati  i  6  mensilità  per  un
  importo  complessivo di euro 27.663.061,45; inoltre rilevato  che
  l'Azienda ospedaliera S. Antonio Abate di Trapani al 31  dicembre
  2000  presentava un avanzo di amministrazione notevole,  è  stato
  previsto che la stessa doveva trasferire all'ASL 6 di Palermo  la
  somma di euro 7.746.853,49.
   Con  nota 29/Ris del 14 ottobre 2003 il direttore generale della
  predetta  Azienda ospedaliera ha fatto presente  che  l'immediato
  prelievo di cassa della somma come sopra indicata, avrebbe  messo
  in  crisi  la  liquidità dell'Azienda, per cui si è  ritenuto  di
  rateizzare  anche  la suddetta somma in 6 rate  mensili  di  euro
  1.291.142,25  da  gennaio a giugno 2004. Infine,  con  lo  stesso
  quesito  è stato stabilito che la copertura sull'intero disavanzo
  delle  gestioni stralcio dell'Azienda USL sarà erogata non appena
  perverranno le somme da parte del Ministero dell'economia.
   In  conclusione, l'emanazione del decreto in questione  è  stata
  determinata  dall'esigenza di coprire i disavanzi delle  gestioni
  stralcio delle AUSL».

                                              L'Assessore CITTADINI

   DE BENEDICTIS. - «All'Assessore per la sanità, premesso che:

   in  data 2 settembre 2002, presso l'Assessorato regionale  della
  sanità,  alla presenza del Prefetto di Siracusa, venne  raggiunto
  un  accordo  per la rifunzionalizzazione del Presidio ospedaliero
  di Avola-Noto, in provincia di Siracusa;

   tale  documento  fu concordato, sotto l'impulso  e  l'egida  del
  Ministro   per  le  Pari  Opportunità,  on.le  S.  Prestigiacomo,
  partecipe dell'incontro, fra la S.V., la dirigenza dell'ASL 8  di
  Siracusa e tutti i sindaci del territorio interessato, nonché  le
  parti  sociali e le rappresentanze politiche locali  tutte;  tale
  accordo prevedeva, fra l'altro:
   a)  il  raggiungimento di una dotazione di posti letto per acuti
  in  numero di 156 nell'ospedale di Avola e 120 in quello di Noto,
  per complessivi 276 posti letto per acuti nell'intero presidio  ,
  oltre  32  posti  letto per riabilitazione e 16 posti  letto  per
  lungodegenza a Noto, per un totale di 324 posti letto in tutto;
   b)  l'istituzione,  presso l'ospedale  di  Avola,  dei  seguenti
  nuovi  reparti: cardiologia con U.T.I.C. rianimazione,  oncologia
  medica, nefrologia ed emodialisi, urologia, chirurgia oncologica,
  nonché dei nuovi servizi di anatomia patologica, TAC;
   c)  la  situazione, presso l'ospedale di Noto, di 32 posti letto
  per riabilitazione e 16 posti letto per lungodegenza;

   il  piano di rimodulazione della rete ospedaliera, approvato con
  decreto  dell'Assessore  per  la  sanità  del  27  maggio   2003,
  stabilisce  per il presidio ospedaliero di Avola-Noto  252  posti
  letto per acuti (6 dei quali per rianimazione;

   in  conseguenza  del succitato decreto, la riorganizzazione  del
  presidio   ospedaliero  di  Avola-Noto,  disposta  dal  Direttore
  generale  dell'ASL 8 di Siracusa, prevede un numero di 252  posti
  letto per acuti (148 ad Avola e 104 a Noto);

   considerato che:

   la  situazione  venutasi pertanto a determinare  contraddice  le
  intese raggiunte con l'accordo del 2 settembre 2002 almeno per  i
  seguenti motivi:
   a)  il numero complessivo dei posti letto previsti, pari a  252,
  è inferiore a quello concordato, cioè 276;
   b)  le  scadenze allora annunciate per l'attuazione dell'accordo
  del  2 settembre 2002 risultano per la gran parte non rispettate,
  né  si  ha  alcuna  certezza sui tempi entro cui  il  piano  sarà
  attuato;
   c)  a  distanza di oltre un anno, in particolare, devono  ancora
  istituirsi  ad Avola i previsti nuovi reparti di cardiologia  con
  UTIC,  rianimazione, oncologia medica, nefrologia ed  emodialisi,
  urologia,  chirurgia  oncologica,  nonché  i  nuovi  servizi   di
  anatomia  patologica e TAC, ed a Noto i previsti posti letto  per
  rianimazione   e  lungodegenza,  circostanza  che  determina   il
  sostanziale   depauperamento  della  struttura   ospedaliera   in
  questione, disfunzioni e carenze nei servizi sanitari offerti  ai
  cittadini del distretto interessato;

   riguardo  a  tutto  ciò,  attraverso  i  mezzi  di  informazione
  locali,  sono  state espresse gravi preoccupazioni  da  parte  di
  molte  rappresentanze  politiche, sociali  ed  istituzionali  del
  territorio,  fra  le quali il Vescovo di Noto ed  il  Sindaco  di
  Avola, quest'ultimo presidente della Conferenza dei sindaci della
  zona  sud  per  la sanità nella provincia di Siracusa,  ma  anche
  pesanti  contestazioni all'operato del direttore  dell'ASL  8  da
  parte  del  sottosegretario  ai  Beni  culturali,  on.  S.  Bono,
  cittadino  di  Avola, al quale ha replicato lo  stesso  direttore
  dell'ASL 8 affermando, secondo quanto riportato dalla stampa, che
  tali  attacchi sarebbero il riflesso del mancato accoglimento  di
  imprecisate richieste pervenutegli dalla parte politica;

   ritenuto  che  quanto sopra riportato, oltre che  costituire  un
  momento di gravissima crisi dell'offerta sanitaria pubblica nella
  zona  sud  della provincia di Siracusa, configuri  un  quadro  di
  profondo  degrado nella gestione del nostro sistema  sanitario  e
  della sottesa competizione con il settore privato (che, come Ella
  ben  sa, vede nella provincia richiamata direttamente interessato
  più  di  un  autorevole  esponente  politico  del  centrodestra),
  iscrivendosi in una manifesta di volontà di riduzione in  Sicilia
  dell'ospedalità  pubblica in favore di  quella  privata,  il  cui
  peso, secondo il decreto 27 maggio 2003, passa dall'attuale  15,9
  per  cento al 18,7 per cento, a fronte di una riduzione di quello
  pubblico dall'84,1 per cento all'81,3 per cento e particolarmente
  nella  provincia  di  Siracusa, come dimostrano  due  circostanze
  direttamente desumibili dallo stesso decreto:
   a)  la  presenza  delle  strutture private  nella  provincia  di
  Siracusa assume la percentuale rilevantissima del 24,4 per cento,
  di   poco   inferiore  soltanto  a  quella  delle   grandi   aree
  metropolitane  di  Palermo (24,8 per cento),  Catania  (26,1  per
  cento)  e Messina (27,8 per cento) e di gran lunga superi  ore  a
  quella  delle  altre  province siciliane quali  Ragusa  (5,3  per
  cento),  Agrigento  (10,2  per  cento),  Caltanissetta  (9,9  per
  cento), Trapani (10,6 per cento);
   b)  a  differenza  di quanto accade nelle province  di  Catania,
  Palermo,   Messina,  Agrigento,  Trapani,  Ragusa,  dove   rimane
  costante o diminuisce la quota di ospedalità privata rispetto  al
  totale  dei  posti letto, nella provincia di Siracusa il  decreto
  stabilisce  un  aumento pari a circa il  9  per  cento  del  peso
  percentuale  dei posti letto che saranno gestiti  dalle  case  di
  cura private;

   per sapere:

   quali  siano  le ragioni per le quali il decreto del  27  maggio
  2003 non ha rispettato, in termini di posti letto, l'accordo  del
  2 settembre 2002 citato in premessa;

   quali   siano  le  ragioni  che  hanno  fin  qui  portato   alla
  sostanziale disattesa dell'accordo in termini di istituzione  dei
  previsti nuovi reparti e servizi;

   quali  siano  le  iniziative  che Ella  ha  adottato  o  intende
  adottare  per addivenire a quanto stabilito nell'accordo medesimo
  ed entro quali tempi vi sarà data comunque completa attuazione;

   quali  siano  le ragioni per le quali il decreto del  27  maggio
  2003  ha  stabilito,  nella provincia  di  Siracusa,  un  aumento
  percentuale dei posti letto nelle case di cura private  superiore
  al dato di quasi tutte le altre province siciliane». (1422)

   Risposta.  «Con riferimento all'interrogazione numero  1422,  si
  rappresenta quanto segue.
   Con  DGR 135/2003 il Governo regionale ha proceduto al riassetto
  della rete ospedaliera e con successivo decreto 810 del 23 maggio
  2003,  pubblicato  nella  GURS del  4  luglio  2003,  si  è  data
  attuazione  a  detta  delibera,  che  ha  portato,  come  risulta
  chiaramente a pag. 56 - quadro Provincia SR - i p.l. del Presidio
  Avola-Noto  da  309  a 342, quindi in numero superiore  a  quanto
  stabilito nella riunione del 2 settembre 2002 (276)
   Per   quanto   concerne  le  unità  operative  complesse   delle
  discipline che dovranno essere presenti all'interno del  Presidio
  di Avola-Noto, si resta in attesa della proposta che il direttore
  generale di Siracusa farà nell'atto aziendale, coerentemente alla
  legge  finanziaria  dello  Stato  e  della  Regione.  Per  quanto
  concerne  i  p.l.  delle  case  di  cura  private,  come  risulta
  chiaramente dal citato quadro, si è avuta una riduzione dei  p.l.
  per acuti passati da 349 a 326, con una riduzione pari al 9,3 per
  cento  ed  un  aumento  nella disciplina  di  medicina  fisica  e
  riabilitativa,  così  come è avvenuto per  il  settore  pubblico,
  attesa  la grave carenza dei p.l. per tali discipline  e  per  la
  lungo-degenza medica in tutto il territorio regionale».

                                              L'Assessore CITTADINI

   VILLARI.  - «All'Assessore per la sanità, premesso che  con  suo
  decreto    del   17   giugno   2002   recante    Direttive    per
  l'accreditamento  istituzionale delle strutture  sanitarie  nella
  Regione  siciliana',  in  accordo  a  quanto  indicato  dall'OMS,
  individuava il miglioramento della qualità dell'assistenza  quale
  fondamento della politica sanitaria per l'accreditamento;

   osservato  che in quel decreto, nell'allegato 1 - parte  5,  ove
  si  definiscono i requisiti organizzativi strutturali tecnologici
  specifici per studi odontoiatrici privati, all'art. 6,  comma  2,
  lettera  a)  è  posto  particolare  accento  sulle  pratiche   di
  sterilizzazione (non a caso riportato in grassetto) da effettuare
  nell'apposito   locale   dove  sono   eseguite   le   prestazioni
  professionali  e  successivamente,  all'art.  7,  si  individuano
  requisiti  specifici per i locali adibiti a studio  odontoiatrico
  atti a garantire la massima igiene;

   ricordato  che la mancata osservanza delle norme sopra  indicate
  può  determinare  situazioni  di  facile  contagio  per  malattie
  infettive anche di notevole gravità, e ciò non soltanto nel campo
  dell'odontoiatria  ma  nella stragrande maggioranza  degli  studi
  medici;

   per  sapere  attraverso  quali strutture  e  uffici,  con  quale
  periodicità  e  con  quali esiti viene assicurata  l'attività  di
  vigilanza  e d'ispezione a tutela della salute pubblica,  per  il
  rispetto  delle  norme  sopra ricordate e  a  conferma  dei  dati
  necessari all'accreditamento». (1434)

   Risposta.  «Con  riferimento all'interrogazione numero  1434  si
  rappresenta che l'accertamento del possesso e della verifica  del
  mantenimento  dei requisiti, per le autorizzazioni  sanitarie,  è
  effettuato dall'Azienda USL, ed in particolare dal Settore Igiene
  pubblica oggi Dipartimento di prevenzione, Servizio Igiene  degli
  ambienti di vita e, ove previsto, dal Servizio medicina di  base,
  così come precisa l'articolo 3 del decreto assessoriale 17 aprile
  2003».

                                              L'Assessore CITTADINI

   LO CURTO. - «All'Assessore per la sanità, premesso che:

   in  data  28  ottobre  2003 il Presidente  della  Regione,  alla
  presenza dell'Assessore regionale per la sanità e del Prefetto di
  Trapani,  si  è  impegnato  nei confronti  del  Presidente  della
  Federfarma di Trapani ad assegnare alla ASL 9 di Trapani i  fondi
  necessari  per il pagamento di quattro mensilità (marzo,  aprile,
  maggio e giugno 2003) entro il 30 novembre 2003;

   l'ASL   9   di   Trapani  ha  presentato  da   tempo   l'istanza
  all'Assessorato  regionale della sanità  per  l'erogazione  delle
  somme necessarie al predetto pagamento fornendo tutta la relativa
  documentazione probatoria;

   giusta  nota  prot. 1144 del 29 ottobre 2003,  indirizzata  agli
  Assessori per la sanità e per il bilancio e le finanze, la ASL  9
  ha  stigmatizzato l'impossibilità di fare fronte ai pagamenti nei
  confronti dei farmacisti nonché degli specialisti convenzionati e
  delle  strutture  di  riabilitazione non potendo  disporre  dello
  smobilizzo  del credito che la stessa ASL 9 vanta  nei  confronti
  della  Regione  e dello Stato a titolo dei disavanzi  autorizzati
  per  gli  anni 2001 e precedenti, ammontante complessivamente  ad
  euro 102.016.674,46;

   considerato che:

   l'Assessorato regionale della sanità sino alla data odierna  non
  ha  ancora adottato gli atti di propria competenza per consentire
  alla  ASL  9  di  Trapani di smobilizzare il  credito  ammontante
  complessivamente ad euro 102.016.674,46, e cioè non ha provveduto
  alla   quantificazione  del  disavanzo  effettivo   per   ciascun
  esercizio finanziario di tutte le Aziende sanitarie della Regione
  Sicilia  ed alla successiva ripartizione delle somme alle stesse,
  inadempimento  questo verosimilmente ascrivibile al  collocamento
  in pensione dei funzionari preposti, aggravato anche dall'assenza
  del  Direttore regionale del Dipartimento alla Sanità non  ancora
  sostituito;

   il  provvedimento  di  ripartizione testé  enunciato  consentirà
  all'Assessorato  regionale bilancio  e  finanze  di  attivare  le
  procedure    relative   all'individuazione   delle    fonti    di
  finanziamento per il ripiano dei disavanzi autorizzati;

   rilevato che:

   il  mancato  accredito delle somme comporta notevoli  disservizi
  al   normale   andamento  dell'attività  gestionale  dell'Azienda
  sanitaria di Trapani, la quale non è in condizione di fare fronte
  alle   proprie   obbligazioni  nei  confronti   delle   categorie
  convenzionate;

   i  normali  flussi  finanziari  del  Fondo  sanitario  nazionale
  garantiscono solamente il pagamento delle competenze al personale
  dipendente,  quelle relative alla medicina convenzionata  e  alla
  continuità assistenziale, nonché agli oneri di legge riflessi;

   per sapere:

   se  l'Assessorato regionale della sanità intenda provvedere,  ed
  entro   quale   termine,   ad  adottare   il   provvedimento   di
  quantificazione  del  disavanzo effettivo per  ciascun  esercizio
  finanziario di tutte le Aziende sanitarie della regione  ed  alla
  successiva  ripartizione  delle somme  alle  stesse,  e  ciò  con
  particolare riferimento alla ASL 9 di Trapani;

   quali provvedimenti intenda adottare per rendere più spedita  la
  procedura  di  accredito  delle  somme  spettanti  alle   Aziende
  sanitarie locali;

   quali  provvedimenti intenda adottare l'Assessorato della sanità
  per  coprire  i  vuoti  in  organico a  livello  di  dirigenti  e
  direttore  regionale creatisi al proprio interno, onde  garantire
  la  necessaria interlocuzione tra Assessorato stesso  ed  Aziende
  sanitarie;

   quali  provvedimenti intenda adottare per rivedere i criteri  di
  ripartizione  dei  fondi di bilancio tra Aziende  ospedaliere  ed
  Aziende   territoriali,  atteso  che  queste  ultime   sopportano
  funzioni di spesa di gran lunga superiori a quelle delle  Aziende
  ospedaliere,   le   quali   solitamente   maturano   avanzi    di
  amministrazione utilizzati a favore di altre ASI; a tale riguardo
  si  cita  il  caso  degli avanzi di amministrazione  dell'Azienda
  ospedaliera  Sant'Antonio  di  Trapani  stornati  per  coprire  i
  deficit di altre Aziende sanitarie ed in particolare della ASL  6
  di Palermo». (1443)

   Risposta.  «Con riferimento all'interrogazione numero  1443,  si
  rappresenta quanto segue.
   Sulla  base  della certificazione del disavanzo al  31  dicembre
  2001,  presentata dall'Azienda USL n. 9 di Trapani, pari  a  euro
  102.016.674, 47, questa Amministrazione ha provveduto, con DDS n.
  02540  del  30  dicembre 2002, ad assumere il limite  annuale  di
  impegno di euro 10.201.667,45.
   Successivamente  con l'approvazione della delibera  relativa  al
  conto  consuntivo  2001  di detta Azienda,  il  disavanzo  al  31
  dicembre   2001  è  stato  rideterminato  in  euro  67.619.914,90
  comprensivo  dei  debiti fuori bilancio e  depurato  dei  crediti
  vantati nei confronti dello Stato.
   Pertanto  si  è provveduto ai sensi del combinato  disposto  del
  comma  2 dell'articolo 3 della legge regionale 9 agosto 2002,  n.
  10, dell'articolo 28 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4 e
  dell'articolo 16 della legge regionale 8 settembre 2003,  n.  13,
  alla  ricapitalizzazione relativa al disavanzo del solo anno 2001
  e  pertanto ad erogare una somma pari a euro 52.956.479,33. Ciò è
  avvenuto  con  DDS  n.  2371  del  19  dicembre  2003,  trasmesso
  all'Azienda con nota prot. 4/Dip/8923 del 29 dicembre 2003.
   Contestualmente, con DDS n. 2474 del 30 dicembre  2003  è  stato
  disposto il limite annuale di impegno di euro 1.820.000,00  (euro
  1.466.343,56  per  sorte capitale ed euro  353.656,44  per  quota
  interessi)  a  valere sui disavanzi al 31 dicembre 2000,  pari  a
  complessivi  euro 14.663.435,57 (differenza tra  67.619.914,90  e
  52.956.479,33)».

                                              L'Assessore CITTADINI

   ODDO. - «All'Assessore per la sanità, premesso che:

   con  decreto assessoriale del 4 novembre 2003 è stata  istituita
  in Sicilia la Rete regionale per la prevenzione, la sorveglianza,
  la diagnosi e la terapia della talassemia;

   a  Trapani  opera  da  oltre  18 anni  il  Servizio  di  cura  e
  prevenzione   della   talassemia   istituito   presso   l'Azienda
  Ospedaliera Sant'Antonio Abate' con decreto assessoriale  del  14
  dicembre 1985;

   tale  struttura è in piena efficienza e può dimostrare con  dati
  di  fatto  la  sua  capacità  d'intervento  nei  confronti  della
  malattia in questione e standard qualitativi di alto livello;

   nel  progetto  della Rete regionale è stato  previsto  un  nuovo
  servizio  di talassemia presso l'Ospedale San Biagio' di Marsala,
  dove  tuttavia non esiste una struttura già avviata come nel caso
  dell'Azienda Ospedaliera di Trapani;

   la  filosofia generale della nuova Rete regionale  è  quella  di
  creare  un sistema di centri in grado d'intervenire su  tutto  il
  territorio siciliano in maniera capillare ed efficace;

   per  sapere  quali  motivazioni tecniche e scientifiche  abbiano
  portato all'esclusione del Centro di talassemia di Trapani  dalla
  Rete  regionale suddetta e quali iniziative intenda intraprendere
  per inserire la struttura operante presso l'Ospedale Sant'Antonio
  Abate di Trapani all'interno della Rete medesima». (1476)

   Risposta.  «Con riferimento all'interrogazione numero  1476,  si
  rappresenta  che  con  decreto dell'Assessore  regionale  per  la
  sanità  n.  2727  del  30  gennaio  2004,  l'Unità  operativa  di
  pediatria  dell'Azienda sanitaria ospedaliera Sant'Antonio  Abate
  di   Trapani  è  stata  inserita  nella  rete  regionale  per  la
  prevenzione,  la  sorveglianza, la diagnosi e  la  terapia  della
  talassemia, implementando in tal modo specifiche forme di  tutela
  ai pazienti affetti da talassemia in Sicilia».

                                              L'Assessore CITTADINI

   Villari.  -«All'Assessore  per il  territorio  e  l'ambiente  ed
  all'Assessore per la sanità, premesso che:

   -    nel    campo     dell'inquinamento      atmosferico      la
  regolamentazione  è affidata a varie norme ed in  particolare  al
  D.P.R. n. 203 del 1988;

   -  nella Regione siciliana i limiti di emissione vengono fissati
  dalle Commissioni provinciali per la tutela dell'ambiente;

   -  la  CPTA (Commissione Provinciale Tutela Ambiente) di Catania
  ha  provveduto  a fissare i limiti di emissione dichiarati  dalle
  aziende, anche se più restrittivi di quelli previsti dal  Decreto
  ministeriale  12  luglio 1990, partendo dal  presupposto  che  le
  tecnologie di abbattimento delle emissioni evolvono con un chiaro
  guadagno  per l'ambiente e che la normativa prevede l'obbligo  di
  utilizzare la migliore tecnologia possibile;

   visto che:

   -  il  DPR  203  del  1988, che regola la materia,  all'art.  11
  prevede  che  le prescrizioni dell'autorizzazione possono  essere
  modificate  in  seguito all'evoluzione della migliore  tecnologia
  disponibile,  nonché all'evoluzione ambientale ed  il  successivo
  art.  14 prevede espressamente che tali disposizioni si applicano
  anche agli impianti esistenti;

   -  alla  luce di queste due chiarissime disposizioni è  evidente
  che  è  un  errore adagiarsi pedissequamente sul DM  citato  (che
  fotografa la situazione di ben 14 anni fa) e che, anzi, alla luce
  di  queste  norme,  sarebbe opportuno rivedere  periodicamente  i
  limiti assegnati; rispetto a quanto dichiarato dall'impresa,  non
  vi può essere un peggioramento, anche temporaneo, delle emissioni
  mentre  assegnare i limiti del DM 12 luglio 1990  significherebbe
  autorizzarla a un peggioramento costante delle emissioni;

   osservato, ancora, che:

   -   la  Regione,  nel  Decreto  18  aprile  2001  (art.  7)   ha
  tralasciato  di  considerare  che  esistono  norme  del  Trattato
  istitutivo dell'U.E., direttive ed anche discipline nazionali che
  inducono  a rivedere periodicamente i limiti fissati al  fine  di
  procedere verso un miglioramento della qualità dell'aria;

   -  gli articoli 174 e seguenti del Trattato impongono agli Stati
  membri  di attenersi tanto al principio di precauzione  quanto  a
  quello di prevenzione;

   -  la  direttiva 96/62/CE ed il decreto di recepimento (D.Lgs  4
  agosto  1999, n.351) impongono di mantenere la qualità  dell'aria
  esistente, laddove è buona, e migliorarla negli altri casi  (art.
  1,  lett.  d) nonché di preservare la migliore qualità  dell'aria
  ambiente compatibile con lo sviluppo sostenibile anche nelle zone
  con livelli inferiori ai valori limite (art. 9);

   rilevato che:

   -  alla  luce  di  quanto sopra, l'art.  7  del  citato  decreto
  regionale  appare  illegittimo; è giurisprudenza  costante  della
  Corte  di  Giustizia, dalla sentenza Maerleasing (CGCE  1990)  in
  poi,  che  tutti gli operatori debbano interpretare la  normativa
  nel senso di rendere il testo in esame compatibile e conforme sia
  al Trattato sia alle direttive comunitarie;

   -   appare,  quindi,  corretto  applicare  il  principio   della
  migliore  tecnologia disponibile e non l'art. 7  del  decreto  18
  aprile  2001  al fine di evitare di violare sia il  principio  di
  prevenzione che quello di miglioramento della qualità dell'aria;

   considerato che:

   -  nel concreto, la Provincia regionale di Catania ha contestato
  alla  CPTA  i criteri seguiti per l'assegnazione dei limiti  alle
  emissioni in quanto sarebbero difformi da quelli del DM 12 luglio
  1990  e  che  tale intervento della Provincia di Catania  avrebbe
  ritardato  i  tempi delle pratiche in esame e,  in  generale,  il
  lavoro della CPTA;

   -  altri  e  più  gravi  ritardi potrebbero  verificarsi  se  le
  imprese  che  hanno ottenuto l'autorizzazione  con  i  precedenti
  criteri facessero rilevare la disparità di trattamento e, quindi,
  chiedessero un riesame della propria posizione;

   per sapere:

   -  se non ritengano urgente la revoca dell'art. 7 del decreto 18
  aprile 2001, sia per migliorare la qualità dell'ambiente sia  per
  evitare procedure d'infrazione da parte della UE;

   -  quali  iniziative di sostegno a favore delle  CPTA  intendano
  attivare  per  applicare in maniera puntuale  il  criterio  della
  migliore tecnologia disponibile, anche considerando che in taluni
  casi    bisognerà   cominciare   ad   applicare   la    normativa
  dell'autorizzazione  integrata  IPPC  e  che  ciò  comporterà  il
  necessario aggiornamento delle procedure;

   -  quale  sia  lo  stato del censimento delle emissioni  che  le
  Province sono tenute ad effettuare;

   -  quali e quanti controlli sia amministrativi che tecnici siano
  stati effettuati negli ultimi due anni in Sicilia;

   se,   quali  e  quante  indagini  epidemiologiche  siano   state
  effettuate  per  verificare eventuali  collegamenti  tra  qualità
  dell'aria e lo stato di salute delle popolazioni esposte». (1484)

   Risposta.  «Con riferimento all'interrogazione numero  1484,  si
  fa  presente,  per la parte di competenza di questo  Assessorato,
  quanto segue.
   Per  quanto  attiene gli aspetti di monitoraggio  e  prevenzione
  sul  territorio, anche in relazione ai possibili effetti sanitari
  richiamati  dall'interrogante si evidenzia ancora che,  ai  sensi
  della  normativa di cui all'articolo 7 del D.lgs.vo 229/99 ed  in
  conformità   alle   indicazioni  del  vigente   Piano   sanitario
  regionale,  con  circolare  1045 del 21  marzo  2001  sono  state
  impartite   direttive  sul  funzionamento  dei  Dipartimenti   di
  prevenzione delle Aziende USL cui compete la  tutela della salute
  collettiva in ambienti di vita anche con riferimento agli effetti
  sanitari degli inquinanti ambientali . A tal fine il Dipartimento
  di  prevenzione può usufruire dello specifico finanziamento  allo
  stesso  destinato ammontante al 5 per cento della quota  capitale
  del Fondo sanitario regionale.
   Tanto in evasione all'atto ispettivo».

                                                 L'Assessore
                                               CITTADINI

   FLERES  - CATANIA G. - MAURICI. -«Al Presidente della Regione  e
  all'Assessore per la sanità, premesso che:

   -  da  fonti  di  stampa si apprende che l'AUSL di  Gravina  non
  riesce  a soddisfare le giornaliere richieste degli utenti  entro
  gli orari di apertura degli uffici;

   -  tale  situazione è avvalorata dalla circostanza che  chiunque
  abbia  necessità  di  ottenere una qualsiasi  attestazione  dalla
  predetta struttura sia costretto a firmare su un foglio  al  fine
  di dare un ordine cronologico alle richieste;

   -  l'elenco  in  questione, oltretutto, verrebbe ritirato  dagli
  impiegati dell'AUSL entro e non oltre le ore 8.30, costringendo i
  cittadini  che  necessitano  di una qualsiasi  certificazione  ad
  improponibili code notturne o nelle prime ore della giornata;

   -   tale   sistema  sarebbe  attuato  poiché  le  richieste   di
  certificazione e documentazione avanzate ogni giorno agli  uffici
  dell'AUSL   di   Gravina  eccederebbero  di  gran  lunga   quelle
  materialmente espletabili dagli stessi impiegati;

   per sapere:
   se  gli  uffici dell'AUSL di Gravina siano dotati degli adeguati
  supporti informatici, tecnici e scientifici e se dispongano di un
  numero di impiegati dimensionato all'utenza da servire;
   quali   provvedimenti  urgenti  si  intendano  porre  in  essere
  affinché l'AUSL di Gravina sia messa in condizione di fornire  un
  servizio  efficiente  che  eviti gli  enormi  disagi  attualmente
  subiti dagli utenti;
   quale ente o autorità avrebbe dovuto provvedere a garantire  che
  l'AUSL  di Gravina riuscisse a svolge re regolarmente le  proprie
  funzioni;
   se  non ritengano inoltre di provvedere ad un'apposita ispezione
  per  verificare  la corretta gestione degli uffici  dell'AUSL  di
  Gravina». (1499)

   Risposta.   «In  riferimento  all'interrogazione  numero   1499,
  l'AUSL  n.  3  di Catania all'uopo interpellata, ha rappresentato
  quanto segue.
   Le  lamentate carenze presso strutture del Distretto di Gravina,
  riprese  da  una  segnalazione di un  utente  pubblicata  su   La
  Sicilia ,  sono riferite all'Ufficio Protesi, Presidi  ed  Ausili
  distrettuali.
   Gran  parte  dei  disagi  deriva dal cattico  funzionamento  del
  sistema  informatico  installato per  la  gestione  centralizzata
  delle  suddette forniture. Infatti la connessione dei moduli  del
  software dedicati alla gestione protesi ed alla gestione  presidi
  ed  ausili  hanno presentato sin dall'avvio difficoltà  operative
  fra  cui  il  blocco  del  sistema stesso, quando  eccessivamente
  impegnato   per  gli  stessi  procedimenti,  da  altri  distretti
  sanitari.
   In  ragione  di  ciò,  si sono avviate le procedure  per  creare
  altri   moduli  aggiuntivi  da  dedicare  all'espletamento  delle
  pratiche riguardanti celiaci, antidecubito, insufficienza  renale
  dando  nel  contempo incarico per costituire  la  relativa  banca
  dati.  Quest'ultima, insieme alla operatività del  sistema,  sarà
  disponibile entro il mese di aprile 2004.
   Incide  altresì sul lento smaltimento delle pratiche, la cronica
  carenza  di  personale  in un Distretto con  una  popolazione  di
  167.000 abitanti, ove nel 2003 sono state espletate oltre  26.000
  pratiche per il rilascio di protesi, presidi ed ausili,  con  una
  media   di  più  di  cento  al  giorno.  Tale  problema   non   è
  nell'immediato facilmente risolvibile, se non depauperando  altre
  strutture egualmente necessitanti di forze lavorative, poiché  il
  reclutamento  dall'esterno già dall'anno scorso  ed,  almeno  per
  tutto il 2004, è impedito dalla normativa statale e regionale che
  ha disposto il blocco delle assunzioni.
   Tanto in evasione all'atto ispettivo».
                                                 L'Assessore
                                               CITTADINI

   BARBAGALLO. - «All'Assessore per la sanità, premesso che:

   a  seguito  della  istituzione dell'Azienda  sanitaria  n.  2  e
  dell'Azienda ospedaliera S. Elia di Caltanissetta si è  proceduto
  alla ripartizione dei beni immobili tra le due Aziende;

   l'Azienda  ospedaliera  S. Elia, successivamente  agli  atti  di
  conferimento   dei  beni,  ha  impugnato  davanti   al   TAR   il
  provvedimento con il quale si attribuiva all'Azienda sanitaria n.
  2 l'ex Presidio ospedaliero Dubini;

   l'Azienda ospedaliera S. Elia rivendica la titolarità  del  bene
  sia  perché originariamente di proprietà dell'ex Ente ospedaliero
  sia  perché  prevalentemente utilizzato per i servizi ospedalieri
  di propria competenza;

   premesso ancora che:

   su tale ricorso il giudizio è ancora pendente;

   l'Azienda  S.  Elia  ha richiesto, inoltre, la  proprietà  degli
  immobili   dell'ex   ente  ospedaliero   Vittorio   Emanuele   di
  Caltanissetta,  poiché facente parte della stessa  struttura  poi
  trasformatasi   in  Ospedale  S.  Elia,  nonché   del   complesso
  dell'Ospedale  Castelnuovo di S. Caterina Villermosa,  in  quanto
  ospitante una divisione dell'Ospedale S. Elia;

   l'Azienda  sanitaria  n. 2 ha sempre opposto  un  netto  rifiuto
  alla cessione di tali immobili;

   l'Assessorato   della   Sanità  ha  disposto   un   accertamento
  ispettivo per la soluzione della controversia;

   considerato che:

   gli  esiti  dell'ispezione, contenuti nella relazione depositata
  nel  giugno  2003,  sono  nettamente  a  favore  delle  richieste
  avanzate  dal  S. Elia, in virtù dell'applicazione  rigorosa  dei
  criteri dettati dal D.A. 28 aprile 1995 per l'individuazione  dei
  beni da trasferire;

   secondo  l'accertamento ispettivo, i plessi ospedalieri Vittorio
  Emanuele,  Dubini e Castelnuovo risulterebbero essere  componenti
  di  un'unica  struttura  denominata  Ente  ospedaliero  'Vittorio
  Emanuele,  Isolamento  e  Dubini'  trasformata,  nel  tempo,   in
  Ospedale S. Elia;

   l'Ufficio  legale  e  legislativo  della  Regione,  con   parere
  depositato  il 25/11/2003, ha dato sostanzialmente  ragione  alla
  Azienda  ospedaliera S. Elia, affermando, tra  l'altro,  che  'si
  potrebbe  proporre al Presidente della Regione l'annullamento  in
  parte  qua e le correlate modifiche dei decreti presidenziali  di
  trasferimento già emanati';

   per sapere:

   i  motivi  per  i  quali,  nonostante gli  inequivocabili  esiti
  dell'accertamento  ispettivo  condotto  e  il  parere  favorevole
  dell'Ufficio legislativo e legale, non sia stato ancora  adottato
  alcun provvedimento finalizzato al conferimento dei beni immobili
  spettanti  all'Azienda  ospedaliera S.  Elia  di  Caltanissetta».
  (1508)

   Risposta. « Con riferimento all'interrogazione numero  1508,  si
  rappresenta   quanto   segue.  Si  precisa  preliminarmente   che
  l'accertamento ispettivo - finalizzato a dirimere la controversia
  insorta fra l'Azienda Ospedaliera "S. Elia" di Caltanissetta e la
  corrispondente Azienda territoriale in ordine al conferimento del
  patrimonio   immobiliare   -   è  stato   disposto   direttamente
  dall'onorevole  Presidente  della  Regione  che,  con   D.P.   n.
  22/Serv.I/U.O.  1/S.G.  del 10/02/2003,  ha  nominato  il  dottor
  Angelo Greco per l'espletamento del predetto incarico, conclusosi
  sostanzialmente   e   sinteticamente  a   sostegno   della   tesi
  dell'Azienda  Ospedaliera, nel senso che - sebbene l'attribuzione
  dei  beni patrimoniali era stata operata sulla scorta di concordi
  atti formali tra le parti - erano stati disattesi i criteri della
  originaria   provenienza   e  della   prevalenza   del   soggetto
  utilizzatore  delle  strutture, dettati dal D.  Ass.  Sanità  del
  28/04/1995.  La  sussistenza poi di atti programmatori  posti  in
  essere  dalla  GRG  concernenti la riconversione  dei  presidi  -
  oggetto   della   controversia  -  in   strutture   a   carattere
  territoriale,  nonché  i  conseguenti interventi  finanziari  già
  disposti  per  tale finalità, hanno indotto quest'Amministrazione
  ad  approfondire  la  questione chiedendo  l'avviso  dell'Ufficio
  Legislativo e Legale in ordine sia alla fattispecie rappresentata
  sia  alla  possibilità  di  una  diversa  legittima  attribuzione
  patrimoniale alle Aziende interessate.
   L'organo  legale,  demandando al Dipartimento R.F.S.  di  questo
  Assessorato  l'accertamento dell'effettiva corretta attribuzione,
  ha  ipotizzato  una  proposta  all'  onorevole  Presidente  della
  Regione   per  l'annullamento  in  parte  qua  dei   decreti   di
  trasferimento  ,  in via di autotutela a condizione  che  ricorra
  anche  il  pubblico  interesse all'esercizio di  tale  potere  di
  autotutela.
   Premesso quanto precede, quest'Amministrazione preso atto  degli
  esiti  dell'indagine  ispettiva e considerate  le  determinazioni
  assunte  con  delibera n. 446/96 (atto sovraordinato rispetto  al
  decreto  Assessoriale del 28/04/1995), con la  quale  la  GRG  ha
  disposto la ridestinazione funzionale degli ex presidi contesi  a
  servizi  territoriali,  ha  ritenuto l'attribuzione  patrimoniale
  effettuata in armonia agli indirizzi di programmazione  sanitaria
  regionale.  Inoltre,  non  ravvisando elementi  riconducibili  al
  superiore   interesse   pubblico  in  una  diversa   attribuzione
  patrimoniale,  ha  rimesso  con  Assessoriale  prot.  n.  12  del
  7/01/2004 ogni definitiva valutazione in ordine alla problematica
  di  cui  è  questione, all' onorevole Presidente  della  Regione,
  istituzionalmente competente, ai sensi del citalo D.A.  -  Sanità
  28/04/1995,   alla   risoluzione  di  conflitti   relativi   alla
  titolarità  del  patrimonio  delle Aziende  Sanitarie  -  per  le
  determinazioni  che lo stesso vorrà assumere  e  delle  quali,  a
  tutt'oggi si è in attesa».

                                              L'Assessore CITTADINI

   CRACOLICI. - «All'assessore per la sanità, premesso che:

   l'ASL  n. 6 ha provveduto dal 1 gennaio c.a., con la motivazione
  di  riorganizzare il personale di vigilanza del  Dipartimento  di
  prevenzione nella nuova unità operativa di vigilanza e  ispezione
  -  istituita  con  atto aziendale -, ad eliminare  il  nucleo  di
  vigilanza presso il Servizio igiene degli ambienti di vita  dello
  stesso Dipartimento, nucleo che esercitava il controllo sui piani
  di  lavoro  per  la dismissione dell'amianto nella  provincia  di
  Palermo;

   da  oltre  due  mesi  nessuna struttura  di  vigilanza  esercita
  tempestivamente alcuna attività di controllo, poiché la decisione
  di   trasferire  la  vigilanza  alla  competenza  dei   distretti
  sanitari,   gravemente  deficitari  di  personale  addetto   alla
  vigilanza,  comporta  ritardi che rischiano  di  vanificare  ogni
  attività   di  controllo  stesso.  La  continua  riorganizzazione
  formale dei pochi addetti alla vigilanza sembra sortire l'effetto
  di  svilire  l'attività di controllo sul territorio, come  se  vi
  fosse la volontà di ridurre l'impatto della vigilanza;

   in  atto  il  dipartimento di prevenzione e l'area di  igiene  e
  sanità pubblica sono diretti dalla stessa persona, dott. Vito  Di
  Blasi, contrariamente a quanto stabilito dalla direttiva 1045 del
  2001   emessa  dall'Assessorato,  e  lo  stesso  è   gravato   da
  procedimenti giudiziari per atti relativi all'esercizio delle sue
  funzioni;

   per sapere:

   se   non   ritenga  che  si  stiano,  nei  fatti,   determinando
  comportamenti  omissivi che pregiudicano il necessario  controllo
  con  gravi pericoli per la salute pubblica rispetto alle modalità
  di dismissione di amianto;

   se  non ritenga di separare la funzione di capo dipartimento  da
  quella   di   capo  della  struttura  complessa  di  provenienza,
  distinguendo ruolo e funzioni tra capo dipartimento e capo area;

   se  non  vi  siano  ragioni di opportunità  e  di  prudenza  che
  consiglierebbero il trasferimento ad altro incarico del dottor Di
  Blasi,  considerati i procedimenti giudiziari che  lo  riguardano
  con   capi   d'accusa  relativi  alla  funzione  di  responsabile
  dell'igiene pubblica della ASL 6». (1585)

   Risposta.   «Con  riferimento  all'interrogazione  numero   1585
  l'AU5L  n.  6 di Palermo, all'uopo interpellata, ha rappresentato
  quanto segue:
  1.  L'istituzione dell'Unità operativa di Vigilanza  e  Ispezione
    dell'Area  Dipartimentale  di Igiene  e  Sanità  Pubblica  è  a
    tutt'oggi  sottoposta  alle valutazioni di  questo  Assessorato
    presso il quale è in corso l'approvazione dell'Atto Aziendale di
    cui alle delibere n. 576 e n. 577 del 19.02.04;
  2. La proposta di istituire l'Unità Operativa di Vigilanza e
  Ispezione e stata avanzata dai Direttori dell'Area Dipartimentale
  di Igiene e sanità Pubblica. A seguito di specifiche e
  rappresentate esigenze pervenute all'Area sopracitata dalle
  organizzazioni sindacali rappresentative della categoria dei
  Tecnici della Prevenzione Ambientale e dei Luoghi di Lavoro
  addetti alla vigilanza sui territorio. Tale specifica esigenza
  rispondeva anche alla realizzazione di quanto proposto da questo
  Assessorato con Circolare n. 1045 del 21.03.01;
  3. L'organizzazione di tale Unità Operativa si compone di un
  nucleo di vigilanza presso il Servizio Dipartimentale Igiene
  degli Alimenti e Nutrizione e un nucleo di vigilanza presso il
  Servizio Dipartimentale Igiene degli Ambienti di Vita a livello
  centrale e di nuclei di vigilanza a livello distrettuale. Tra
  l'altro nella citata relazione n.42\SAN dei 2002, veniva
  contestualmente richiesto l'aumento  dell'organico riferito ai
  Tecnici della Prevenzione Ambientaledei Luoghi di Lavoro a cento
  unità;
  4. Dall'estate 2003 ad oggi le attività di vigilanza hanno
  registrato un aumento delle  prestazioni nell'ordine dei 30%
  riferito allo stesso periodo stagionale dell'anno precedente, e
  gli interventi di vigilanza a tutela della salute pubblica,
  effettuati congiuntamente al Corpo di Polizia Urbana del Comune
  di Palermo, sono stati spesso riportati dalla stampa. A tutti i
  nuclei di vigilanza. È stata assegnata un'auto di servizio onde
  rendere più pronta l'azione di vigilanza e controllo sul
  territorio. Precedentemente dall'attivazione dell'Azienda USL 6,
  gli addetti alla vigilanza per i compiti di istituto utilizzavano
  il mezzo proprio;
  5. Il Dipartimento di Prevenzione è diretto da un Dirigente
  Responsabile scelto e nominato dal Direttore Generale tra i
  direttori responsabili delle Aree Dipartimentali di Sanità
  Pubblica, Tutela Salute e Sicurezza dei Lavoratori e Sanità
  Pubblico. Veterinaria. Lo stesso Dirigente, dopo avere
  sottoscritto un contratto quinquennale, rimane titolare del posto
  di Direttore di Area Dipartimentale, fermo restando che, per tale
  periodo, dovrà essere sostituito da altro Dirigente della stessa
  Area; tosi stabilisce la legge che regolamenta la nomina del
  Direttore Del Dipartimento. In atto lo scrivente, in attesa che
  venga approvato l'atto aziendale, è stato temporaneamente
  identificato Responsabile del Dipartimento di Prevenzione e tale
  incarico non è stato formalizzato con la sottoscrizione di un
  contratto quinquennale;
  6. Senza volere entrare nel merito dei procedimenti giudiziari, a
  cui il dottor De Blasi è stato sottoposto, gli stessi hanno
  sempre inerito l'abuso di ufficio e si sono conclusi con
  l'assoluzione con formula piena perché i fatti non sussistono.
  L'unico procedimento giudiziario, a cui in atto quest'ultimo è
  stato sottoposto, riguarda la problematica ONAMA, per il reato di
  cui all'art. n. 323 c.p. congiuntamente al vertice aziendale del
  tempo.
  7. Fermo restando che l'identificazione del Direttore del
  Dipartimento di Prevenzione è provvedimento .fiduciario, ancorché
  motivato, relativamente alle rappresentate ragioni di opportunità
  e di prudenza che consiglierebbero il trasferimento ad altro
  incarico del dottor De Blasi, di cui all'interrogazione in
  oggetto, qui di seguito, per ogni opportuna valutazione,
  testualmente si riporta il disposto della Sezione Controversie di
  lavoro del Tribunale di Palermo, procedimento n. 2470 anno 2002
  Ruolo Generale con il quale, in data 25.06.02, è stato accolto il
  reclamo avanzato dallo stesso alla Azienda n. 6 di Palermo, in
  quanto con delibera n. 5306 del 18.09.01 il suddetto era stato
  sospeso dall'incarico: "....neppure sembra di poter far rientrare
  la sospensione in oggetto nella previsione dell'art. 3 della
  legge 97 del 2001 il quale prevede il trasferimento del pubblico
  dipendente ad un ufficio diverso con attribuzione di funzioni
  corrispondenti per inquadramento, mansioni e prospettive di
  carriera a quelle svolte in precedenza nel caso in cui a suo
  carico sia stato disposto il giudizio per alcuni dei delitti
  previsti dagli artt. n.314 primo comma, 317, 318, 319, 319 ter e
  320 c.p. Ed invero, nel caso in specie, risulta dagli atti che
  non sia stato disposto il giudizio nei confronti del De Blasi
  che, comunque, risulta indagato per reati diversi da quelli
  previsti dalla norma P.Q.M. accoglie il reclamo e ordina
  all'Azienda USL 6 di Palermo di reintegrare De Blasi Vito
  nell'incarico ricoperto. ».

                                              L'Assessore CITTADINI

   VILLARI  - SPEZIALE - CRACOLICI. - «All'Assessore per la sanità,
  premesso  che  nella  città di Catania sono state  individuate  4
  aziende  ospedaliere, ognuna con caratteristiche e  tipologia  di
  prestazioni ben differenziate: azienda di riferimento nazionale e
  di    alta    specialità   (Garibaldi),   azienda   universitaria
  (Policlinico),   azienda   per   emergenza   di   terzo   livello
  (Cannizzaro),  azienda  per triennio di formazione  universitaria
  (Vittorio Emanuele);

   ricordato   che   un   plesso  (S.Luigi-S.Currò)   dell'ospedale
  Garibaldi  è individuato dal piano sanitario regionale come  polo
  oncologico  di  terzo livello e che il suo prossimo trasferimento
  nel  nuovo ospedale Garibaldi di Nesima, unitamente alla maggiore
  disponibilità  di posti letto, di apparecchiature di  ultimissima
  generazione  (RM  e  T.C)  e  di  due  acceleratori  lineari,  lo
  renderanno  ancora  più  efficace  per  sostenere  le   richieste
  dell'utenza oncologica;

   ricordato,  altresì, che presso l'ospedale  Cannizzaro  è  stato
  previsto  uno dei poli per l'emergenza e che per tali ragioni  lì
  gravitano  le  specialità dell'emergenza (neurochirurgia,  centro
  ustioni, base eliportuale, 118 eccetera);

   rilevato  che  una richiesta di'acquisto di un'attrezzatura  PET
  (attrezzatura  di  innovativa metodica diagnostica  in  grado  di
  individuare  in un unico esame del body la presenza di  patologie
  tumorali)   è   stata   perfezionata   dall'azienda   ospedaliera
  Cannizzaro  e  sarebbe  giunta già  in  fase  conclusiva  con  la
  prossima posa in opera;

   considerato  l'impegno  di spesa che richiede  l'acquisto  e  il
  funzionamento di una macchina così importante, sia dal  punto  di
  vista  diagnostico  e  assistenziale,  sia  dal  punto  di  vista
  economico;

   per sapere:

   a  quale logica programmatoria risponda l'allocazione, presso un
  ospedale  votato  all'emergenza (Cannizzaro), di  un'attrezzatura
  tanto sofisticata e di quasi esclusivo uso oncologico, per il cui
  funzionamento  è  necessario  un servizio  di  medicina  nucleare
  (presente invece nell'ospedale Garibaldi), con le strutture ed il
  personale   in   grado  di  non  far  correre   il   rischio   di
  sottoutilizzazione e di trattare con la dovuta professionalità la
  somministrazione ai pazienti di sostanze radioattive isotopiche;

   se   non   ritenga  coerente  con  la  programmazione  sanitaria
  regionale  l'acquisto  e l'allocazione di questa  apparecchiatura
  presso  l'ARNAS  Garibaldi di Catania per  le  motivazioni  sopra
  richiamate». (1600)

   Risposta. «In riferimento all'interrogazione numero 1600  si  fa
  presente  che,  pur  condividendo in linea di  massima  l'oggetto
  dell'interrogazione, l'assegnazione della PET  presso  l'Ospedale
  Cannizzaro era stata già deliberata nel marzo 2000 sui fondi  POR
  e  che  in  funzione già da due anni l'Azienda  Cannizzaro  aveva
  approntato   i   locali  ed  iniziato  l'iter  di   installazione
  dell'apparecchiatura di cui sopra.
   Alla  data  odierna  sia  la  PET  che  il  ciclotrone  per   la
  produzione dei radiofarmaci necessari sono state già installate e
  collaudate, ed hanno ottenuto tutte le autorizzazioni  richieste,
  l'attività clinica è già iniziata lunedì 3 maggio».

                                              L'Assessore CITTADINI