Presidenza del presidente Lo Porto
BURGARETTA APARO, segretario, dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
Missioni
PRESIDENTE Comunico che sono in missione per ragioni del loro
ufficio, gli onorevoli: Moschetto dal 23 maggio al 26 maggio;
Orlando il 25 e 26 maggio; Paffumi dal 25 al 27 maggio 2004.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono pervenute le risposte scritte
alle seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per i Lavori Pubblici
N. 507 - Risanamento del ponte sul torrente Petrolo di
Graniti (ME).
Firmatario: Lo Monte Carmelo
N. 1587 - Interventi per il restauro e la valorizzazione
della chiesa San Gaetano alle Grotte, sita in piazza Carlo
Alberto a Catania.
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe
- da parte dell'Assessore per la Sanità
N. 1235 - Adozione di un'adeguata pianta organica presso
l'AUSL n. 8 di Siracusa.
Firmatario: De Benedictis Roberto
N. 1236 - Notizie circa l'affidamento all'esterno del
servizio di risonanza magnetica da parte dell'AUSL n. 8 di
Siracusa.
Firmatario: De Benedictis Roberto
N. 1255 - Provvedimenti circa il parziale rimborso delle
prestazioni mediche in assistenza indiretta, da parte
dell'AUSL n. 9 di Trapani.
Firmatario: Papania Antonino
N. 1297 - Provvedimenti a tutela dell'Azienda ospedaliera
'S. Antonio Abate' di Trapani.
Firmatari:Papania Antonino
N. 1306 - Provvedimenti circa la delibera dell'AUSL n. 9 di
Trapani in merito alle somme destinate all'assistenza
farmaceutica.
Firmatario: Papania Antonino
N. 1322 - Revoca del decreto di trasferimento di fondi
dall'Azienda ospedaliera S. Antonio Abate di Trapani
all'AUSL n. 6 di Palermo.
Firmatario: Oddo Camillo
N. 1422 - Notizie in merito al mancato rispetto
dell'accordo relativo alla rifunzionalizzazione del
Presidio ospedaliero di Avola-Noto in provincia di
Siracusa.
Firmatario: De Benedictis Roberto
N. 1434 - Notizie circa l'attività di vigilanza e
d'ispezione a tutela della salute pubblica e per il
rispetto delle direttive per l'accreditamento delle
strutture sanitarie nella Regione.
Firmatario: Villari Giovanni
N. 1443 - Notizie in ordine alla quantificazione e alla
ripartizione dei crediti vantati dalle Unità sanitarie
locali nei confronti della Regione.
Firmatario: Lo Curto Eleonora
N. 1476 - Motivi dell'esclusione del centro di talassemia
di Trapani dalla Rete regionale per la prevenzione,
sorveglianza, diagnosi e terapia della talassemia.
Firmatario: Oddo Camillo
N. 1484 - Interventi per una migliore regolamentazione nel
campo dell'inquinamento atmosferico.
Firmatario: Villari Giovanni
N. 1499 - Interventi per garantire il corretto ed efficace
funzionamento della Ausl di Gravina (CT).
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;
Maurici Giuseppe
N. 1508 - Provvedimenti per il conferimento di beni
immobili spettanti all'Azienda ospedaliera Sant'Elia di
Caltanissetta.
Firmatario: Barbagallo Giovanni
N. 1585 - Valutazione delle conseguenze della soppressione
del Nucleo di vigilanza presso il Servizio igiene e
ambiente nella provincia di Palermo.
Firmatari: Cracolici Antonino
N. 1600 - Motivi della programmata allocazione presso
l'Ospedale Cannizzaro di Catania, azienda per l'emergenza
di terzo livello, di un'apparecchiatura PET.
Firmatari: Villari Giovanni; Speziale Calogero; Cracolici
Antonino.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati i seguenti
disegni di legge:
- Disciplina delle aree di sosta all'aria aperta per il turismo
itinerante (n. 877)
-d'iniziativa parlamentare
-presentato dall'onorevole Savarino in data 24 maggio 2004
- Disposizioni per favorire lo sviluppo della pratica sportiva
delle persone disabili (n. 878)
-d'iniziativa parlamentare
-presentato dagli onorevoli Savarino, Cintola, Pistorio in data
24 maggio 2004
- Istituzione del reddito sociale minimo (Rsm) per combattere la
disoccupazione e il lavoro precario (n. 879)
-d'iniziativa parlamentare
-presentato dall'onorevole Miccichè in data 24 maggio 2004
Annunzio di presentazione di disegno di legge e di contestuale
invio alla competente Commissione legislativa
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato ed inviato alla
competente Commissione legislativa Attività produttive' (III) il
seguente disegno di legge:
- Modifiche all'articolo 9 della legge regionale 7 agosto 1990,
n. 25, riguardante norme in materia di pesca (n. 876)
-d'iniziativa parlamentare
-presentato dall'onorevole Oddo in data 20 maggio 2004
Annunzio di invio di disegni di legge alle competenti Commissioni
legislative
PRESIDENTE Comunico che sono stati inviati alle competenti
Commissioni legislative i seguenti disegni di legge:
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Norme per la liquidazione dell'Ente acquedotti siciliani e
interventi organici nel settore delle risorse idriche (n. 874)
-d'iniziativa governativa
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Istituzione dell'Agenzia regionale del farmaco (n. 875)
-d'iniziativa governativa
inviati in data 25 maggio 2004
Comunicazione di richieste di parere pervenute ed assegnate
alle competenti Commissioni legislative
PRESIDENTE Comunico che sono pervenute dal Governo ed
assegnate alle Commissioni legislative le seguenti richieste di
parere:
BILANCIO (II)
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
Accordo di programma quadro - Promozione e diffusione
dell'arte contemporanea e valorizzazione di contesti
architettonici ed urbanistici nelle regioni del sud
d'Italia (n. 288/II-V)
- pervenuto in data 20 maggio 2004
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
Commissione regionale consultiva per gli autoservizi
pubblici non di linea (n. 289/IV)
- pervenuto in data 20 maggio 2004
COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI
L'ATTIVITA' DELL'UNIONE EUROPEA
PIC 2000-2006 - Interreg. III B - Archimed - Adempimenti
ex art. 16 l.r. n. 6/97 (n. 287/UE)
-pervenuto in data 20 maggio 2004
-inviati in data 20 maggio 2004.
Comunicazione di richiesta di parere pervenuta ed assegnata
alla competente Commissione legislativa e di parere reso
PRESIDENTE Comunico la seguente richiesta di parere
presentata dal Governo ed assegnata alla Commissione legislativa
"Servizi sociali e sanitari (VI)":
Integrazioni e modifiche deliberazioni Giunta regionale
n. 446/1996 e n. 135/2003 - Azienda ospedaliera Papardo di
Messina (n. 286/VI);
- pervenuto in data 20 maggio 2004;
- inviato in data 20 maggio 2004;
- reso in data 20 maggio 2004;
- trasmesso in data 20 maggio 2004.
Comunicazione di pareri resi
PRESIDENTE Comunico che i seguenti pareri sono stati resi
dalla IV Commissione legislativa Ambiente e territorio :
- Piano regionale per la difesa della vegetazione dagli incendi
- ex l.r. n. 16/96 (n. 272/IV);
-reso in data 19 maggio 2004
- Piano forestale regionale - Linee guida (n. 280/IV)
-reso in data 19 maggio 2004
Trasmessi in data 20 maggio 2004.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni:
-con richiesta di risposta orale
N. 1705 - Richiesta di inserimento dei rappresentanti della
professione di dietista nelle commissioni regionali che
trattano di alimentazione e nutrizione.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
- Assessore Agricoltura
Firmatario: Villari Giovanni
N. 1706 - Notizie in ordine al mancato recepimento del
Contratto collettivo nazionale di lavoro del settore della
forestazione nonchè a proposito della stipula del contratto
integrativo regionale di lavoro.
- Assessore Agricoltura
Firmatari: Villari Giovanni; Speziale Calogero; Panarello
Filippo; Zago Salvatore; Cracolici Antonino; Oddo Camillo;
Giannopolo Domenico; De Benedictis Roberto;
Capodicasa Angelo;Crisafulli Vladimiro
N. 1707 - Richiesta di interventi urgenti per porre termine
alle gravi disfunzioni del sistema postale nel territorio
del comune di Giarre (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
Firmatario: Villari Giovanni
N. 1709 - Richiesta di proroga del termine di scadenza per
la presentazione delle istanze di ammissione ai
finanziamenti aggiuntivi per la costruzione o
l'ammodernamento di impianti sportivi da parte delle
Province regionali e dei Comuni.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
Firmatario: Oddo Camillo
N. 1710 - Notizie in merito alla rottamazione nei punti di
approdo di Lampedusa dei natanti utilizzati
dagli extracomunitari e richiesta d'ispezione nella
discarica dell'Isola.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
- Assessore Sanità
Firmatario: Capodicasa Angelo
N. 1711 - Interventi presso il Governo nazionale perché
venga eliminata ogni sperequazione nella proposta di
componimento stragiudiziale del contenzioso legale avviato
dai lavoratori dell'ex Sicilcassa per la riscossione delle
quote del loro Fondo integrativo pensioni e richiesta di
proroga dei termini per l'adesione alla proposta di
transazione.
- Presidente Regione
Firmatari: Cracolici Antonino; Capodicasa Angelo.
Le interrogazioni testè annunziate saranno iscritte all'ordine
del giorno per essere svolte al loro turno.
-con richiesta di risposta scritta
N. 1708 - Notizie circa il presunto non corretto
comportamento assunto da alcuni insegnanti del Liceo Nicola
Spedalieri di Catania.
- Assessore Beni Culturali
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe.
L'interrogazione testè annunziata è stata già inviata al
Governo.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
N. 286 Iniziative per l'eliminazione dei casi di
abbandono degli animali domestici e prevenzione
del randagismo , degli onorevoli Fleres Salvatore; Catania
Giuseppe; Maurici Giuseppe; Scoma Francesco;
Presentata il 20/05/04
N. 287 Iniziative a sostegno dell'attività dell'AVIS in
Sicilia , degli onorevoli Fleres Salvatore; Catania
Giuseppe; Maurici Giuseppe; Scoma Francesco
Presentata il 20/05/04
N. 288 Immediata revoca del decreto dell'Assessore
regionale per la sanità n. 2465 del 2003 in materia di
assistenza farmaceutica , degli onorevoli Segreto Giuseppe;
Amendolia Antonino; Nicotra Raffaele; Ferro Giovanni;
Presentata il 21/05/04
N. 289 Impegni del Governo della Regione in materia di
consorzi di garanzia collettiva fidi di primo e secondo
grado previsti dalla legge regionale n. 32 del 2000 , degli
onorevoli Barbagallo Giovanni; Genovese Francantonio;
Guerrieri Sebastiano; Tumino Carmelo; Zangara Andrea.
Presentata il 21/05/04
Informo che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno
della seduta successiva perchè se ne determini la data di
discussione.
Comunicazione relativa alla mozione numero 283
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, in riferimento alla mozione
numero 283 "Regole di comportamento per i candidati alle elezioni
che ricoprano cariche di governo e di amministrazione locale e
comunque di amministrazione pubblica", approvata dall'Assemblea
nella seduta n. 210 del 12 maggio 2004, invito il deputato
segretario a dare lettura della nota del Presidente della
Regione, onorevole Cuffaro, prot. n. 6655 del 19 maggio 2001,
pervenuta alla Segreteria Generale dell'ARS il 21 maggio 2004.
BURGARETTA deputato segretario: "Con riferimento alla mozione
numero 283 dell'onorevole Speziale, approvata dall'Assemblea
regionale siciliana nella seduta del 12 maggio 2004 n. 210, si
porta a conoscenza che lo scrivente, già in osservanza dei
principi discendenti dall'art. 9, comma 1, della legge 22
febbraio 2000, n. 28, con nota prot. 1405 del 6 maggio 2004 ha
provveduto a diramare apposita direttiva, indirizzata a tutti gli
Assessori regionali e ai dirigenti generali tendente al pieno
rispetto dell'impiego di risorse, personale, mezzi e strutture
della Pubblica Amministrazione qualora candidati alle elezioni
europee e ad espletare l'attività di vigilanza nei confronti
degli enti sottoposti al controllo dei relativi rami di
amministrazione regionale per consentire il perseguimento delle
medesime finalità".
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
57 Anniversario della prima seduta
dell'Assemblea regionale siciliana
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, non posso lasciare inosservata
la data di oggi che è una data importante per l'Assemblea
regionale siciliana.
Il 25 maggio 1947, con la seduta inaugurale dell'Assemblea
regionale siciliana, nasceva la prima assise legislativa
regionale dell'Italia repubblicana.
Quel pomeriggio di 57 anni fa giungeva a maturazione quel
fermento che aveva scosso profondamente la Sicilia fino alle
soglie del separatismo.
Oggi come allora siamo in una fase costituente della specialità
siciliana e del nuovo ordinamento federale verso cui si sta
muovendo l'Italia intera.
La macchina delle riforme è in pieno movimento seppure tra
tensioni e polemiche tra i partiti che originano proprio dal
carattere strategico che le scelte costituzionali adottate
assumeranno per le sorti del Paese.
Per quanto riguarda la Sicilia, il processo di revisione dello
Statuto è in piena attività, e i gruppi parlamentari
dell'Assemblea si stanno confrontando in Aula sulle differenti
ipotesi di organizzazione e funzionamento della Regione.
All'interno di tale vasto e profondo processo riformatore trova
accoglienza un ruolo più accentuato della Regione quale soggetto
esponenziale della comunità siciliana e strumento di promozione
di uno sviluppo in chiave europea e mediterranea.
Oggi la nostra Regione si appresta, con l'allargamento
dell'Unione e la creazione dell'area di libero scambio
euromediterranea, a rivestire un ruolo ben più consistente
rispetto al passato che non può essere riduttivamente collegato
solo alla sua felice posizione strategica nel bacino.
Se da un lato occorre evitare che l'allargamento ad Est
dell'Europa sacrifichi la sponda mediterranea del vecchio
Continente, dall'altro non ha senso parlare solo di ruolo di
ponte commerciale per la Sicilia nell'era di Internet e della
globalizzazione, epoca in cui gli scambi avvengono in tempo reale
e su scala mondiale.
La Sicilia infatti deve cercare un proprio ruolo partendo dalla
propria collocazione in Europa: l'Europa delle Regioni, che si
crea basandosi prima ancora che sugli Stati-nazione sulle
regioni, rappresenta l'opportunità da cui deve partire la Sicilia
nel guardare al Mediterraneo. Regioni come la Catalogna, la
Baviera, come la stessa Sicilia, possono rappresentare gli assi
di quello sviluppo diversificato, eppure armonico ed incessante,
verso cui l'Unione Europea deve tendere.
Se guardiamo al ruolo che oggi rivestiamo all'interno
dell'Unione, possiamo dire che la Sicilia ha sperimentato, in
questi ultimi tempi, efficaci forme di gestione di spesa dei
fondi strutturali. Pur con qualche riserva, si è drasticamente
ridotto l'assurdo di una Sicilia, con un PIL medio per abitante
inferiore al 75% della media dell'Unione, che finiva col perdere,
a causa di una disarmante incapacità di spesa, parte dei fondi
già individuati e disponibili. Oggi questo non accade più.
Ma soltanto nel momento in cui indirizzeremo tutte queste
risorse verso la valorizzazione del nostro territorio e verso la
creazione di uno stabile collegamento tra la ricerca scientifica
ed il sistema imprenditoriale, saremo attori protagonisti dello
sviluppo.
Si dovrà accelerare la creazione di quelle infrastrutture
capaci di fare da volano ad un'economia che, ormai, non è più
regionale, nè nazionale, ma euromediterranea e nella quale deve
inserirsi la nostra regione, con il suo bagaglio di risorse
disponibili e ancora da valorizzare appieno, come il nostro
patrimonio culturale e naturale, perché proprio attraverso la
cultura e la ricerca scientifica potremo dialogare con le grandi
aree culturali dell'altra sponda del Mediterraneo.
Dobbiamo candidarci, dunque, a regione protagonista dell'area
di libero scambio, candidatura che non può essere collegata solo
alla mera posizione geografica della nostra Isola, ma presuppone
una doppia azione: da un lato il rafforzamento del proprio ruolo
all'interno dell'Unione, e dall'altro lo svolgimento a pieno
titolo di tutte quelle attribuzioni che la riforma del Titolo V
della Costituzione e l'aggiornamento del nostro Statuto, insieme
a un federalismo cooperativo effettivamente operante,
conferiscono a una regione autonoma come la Sicilia.
Presidenza del presidente Lo Porto
Determinazione della data di discussione della mozione numero
285
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, si passa al II punto
dell'ordine del giorno: "Lettura ai sensi e per gli effetti
dell'art. 83, della mozione n. 285 'Iniziative per la soluzione
di disservizi nel recapito della posta nel comune di Giarre'" a
firma degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici e Scoma.
Ne do lettura:
<<l'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
il recapito della posta presso il comune di Giarre (CT) pare
avvenga con notevole ritardo, anche per la posta spedita
all'interno dello stesso comune;
i disagi sono tali che molto spesso le cartelle fiscali o
semplici bollette vengono recapitate oltre la data di scadenza
con l'ulteriore aggravio degli oneri per ritardato pagamento;
la causa di questo stato di cose è determinato dal fatto che il
personale impiegato per il recapito della posta viene rinnovato
trimestralmente,
impegna il Governo della Regione
ad attivare ogni procedura utile affinchè possa risolversi la
problematica in premessa evidenziata, anche mediante un
intervento presso il Ministero competente>>. (285)
Rinvio dello svolgimento di interrogazioni ed interpellanze
della rubrica Territorio ed ambiente
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, comunico che con nota
pervenuta in data odierna l'Assessore per il territorio e
l'ambiente ha comunicato che, per concomitanti impegni
istituzionali, non potrà essere presente alla seduta di oggi.
Pertanto, lo svolgimento della rubrica è rinviato a data da
destinarsi.
Presidenza del presidente Lo Porto
Sull'ordine dei lavori
ACIERNO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, premesso il
rispetto che ho nei confronti della Presidenza di questa
Assemblea e che credo di dimostrare con la quotidianità del mio
lavoro svolto sia in Aula che in Commissione, ho, comunque il
dovere di sottoporle un episodio che ritengo estremamente lesivo
dell'immagine dell'intero Parlamento e di Lei Presidente, di cui
conosco lo stile ed il rispetto per le Istituzioni.
Porto a conoscenza che un importante organo di informazione
le ha, oggi, attribuito delle parole che non fanno parte nè del
suo vocabolario nè della sua cultura politica. Quindi, mi
permetto di intervenire proprio perché stiamo celebrando il 57
anniversario della prima seduta di questo Parlamento; ma, ripeto,
oggi è stato pubblicato un articolo, che fa riferimento a questa
data storica e ad una sua intervista nella quale lei,
giustamente, ricorda tre passaggi per me importantissimi.
Il primo, la capacità che ha avuto questo Parlamento di portare
la riforma dello Statuto in Aula, in spregio di chiunque, fuori
da questo Palazzo, tenta, ogni giorno, di dare un'immagine
distorta del lavoro e dell'impegno che noi mettiamo nei lavori
parlamentari. Inoltre lei ha ricordato l'importante riforma di
parti del nostro Regolamento che hanno consentito uno snellimento
delle procedure di lavoro da parte delle Commissioni legislative
e nuove procedure di legiferazione che nelle stesse Commissioni
si possono fare.
Le hanno anche chiesto un suo parere sulla riforma elettorale.
Ed è lì che in maniera veramente scorretta le attribuiscono una
frase che voglio e desidero che lei smentisca, nel momento in cui
le fanno dire - cosa della quale io, ripeto, dubito fortemente
che lei abbia potuto asserire queste parole - e che riguarda i
partiti democraticamente rappresentati in questo Parlamento, che
grazie al Regolamento che riconosce la partecipazione
parlamentare a tutti soggetti democraticamente eletti, voglio
ricordarlo a me stesso e ai colleghi, viene previsto che due
parlamentari possono costituire un gruppo.
Ma in questa legislatura è stato fatto anche di più per
rispettare il mandato elettorale dei parlamentari: infatti, in
questa legislatura abbiamo consentito al candidato Presidente del
centrosinistra di svolgere il ruolo di candidato a Presidente
senza che facesse parte di alcuna Commissione legislativa,
abbiamo, altresì, consentito la costituzione di gruppi politici
parlamentari dove sono presenti colleghi sia di maggioranza che
di opposizione.
Ma quando si parla della riforma elettorale, signor Presidente,
le viene attribuita la frase secondo cui in questo Parlamento ci
sarebbero i "tacchini".
Credo che questo non faccia parte nè della sua cultura nè del
suo vocabolario politico. Dobbiamo riflettere perchè se di
tacchini si tratta, signor Presidente, basta andare a guardare le
presenze sia alle riunioni delle Commissioni che in Aula dove,
molto spesso, proprio grazie a tacchini si fanno le leggi.
Discussione del disegno di legge «Provvedimenti per favorire la
ristrutturazione e la riqualificazione del trasporto merci in
Sicilia attraverso l'uso del trasporto combinato strada-mare»
(700/A).
PRESIDENTE Si passa, quindi, al IV punto dell'ordine del
giorno: Discussione di disegni di legge. Si procede alla
discussione del disegno di legge numero 700/A «Provvedimenti per
favorire la ristrutturazione e la riqualificazione del trasporto
merci in Sicilia attraverso l'uso del trasporto combinato strada-
mare», posto al numero 1).
Invito i componenti la quarta Commissione Territorio e
ambiente a prendere posto nell'apposito banco.
Ha facoltà di parlare il relatore onorevole Acierno per
svolgere la relazione.
ACIERNO relatore. Signor Presidente onorevoli colleghi,
preliminarmente desidero sottolineare l'estrema importanza
attribuita dalla IV Commissione al disegno di legge n. 700 che
oggi inizia il suo iter in Aula.
Il disegno di legge, infatti, approvato all'unanimità in
Commissione, dopo un lungo approfondimento, si inserisce in un
percorso avviato con la redazione del piano regionale dei
trasporti, il piano direttore, e proseguito con la
predisposizione del piano della logistica e del trasporto delle
merci che affrontando il tema della intermodalità e in stretta
connessione con i contenuti di questo disegno di legge. La
Commissione è partita da un dato incontrovertibile.
Attualmente, in Italia, il 64 per cento delle merci viaggia su
gomma, il 21 per cento su acqua, il 15 per cento su ferrovia.
Ogni anno sulle strade del nostro Paese circolano ben 147 mila
autotreni ed autoarticolati più altri 2 milioni 700 mila
autocarri che contribuiscono a determinare incidenti (più di 6
mila morti e 300 mila feriti l'anno), rallentamenti del traffico
e inquinamento.
Sebbene i vantaggi del trasporto marittimo in tema di impatto
ambientale siano ormai comunemente riconosciuti, la
movimentazione delle merci su gomma ha assoluta prevalenza con
conseguenze negative sulla congestione del traffico e sui consumi
energetici.
Trasferendo dal trasporto terrestre a quello marittimo anche
soltanto il 20 per cento di quelle merci che già oggi sono
considerate idonee al trasporto via mare, l'attuale volume dei
traffici di cabotaggio passerebbe da 2,4 a circa 6 milioni di
tonnellate annue. Sarebbero così sottratti al traffico stradale
quasi 240 mila mezzi pesanti l'anno, e presumibilmente 600 mila
entro il 2010, utilizzando maggiormente i 27 grandi porti
italiani.
Il presente disegno di legge, prendendo spunto dalla necessità
di integrare i trasporti nella strategia di sviluppo sostenibile
individuata dal protocollo di Kyoto e sostenuta nel libro bianco
dei trasporti della Commissione europea, è diretto ad
incrementare il trasporto marittimo delle merci.
Il problema dei collegamenti va affrontato in termini di
compatibilità ambientale e di abbattimento dei livelli di
pericolosità attraverso la promozione, l'incentivazione e
l'integrazione tra i vari sistemi di trasporto in modo da
trasferire dalle strade alle 'vie del mare' quote significative
di incremento. Ciò in coerenza con gli indirizzi manifestati in
sede comunitaria dalla Commissione Van Miert che ha individuato
tra le priorità europee le autostrade del mare e la sicurezza
stradale.
Con la presente iniziativa legislativa la Regione, in atto
fortemente penalizzata sia dalla propria posizione di marginalità
geografica rispetto all'attuale assetto del mercato nazionale ed
europeo sia dalle strozzature infrastrutturali in atto esistenti,
può procedere alla riqualificazione ed al potenziamento del
sistema dell'autotrasporto delle merci attraverso il trasporto
combinato strada-mare.
A tal fine si intende utilizzare le risorse finanziarie di cui
all'articolo 134 della legge 23 dicembre 2000, n. 388 che ha
assegnato circa 50 milioni di euro all'autotrasporto merci in
Sicilia ed il relativo cofinanziamento regionale recato dalla
legge regionale n. 6 del 2001 pari a circa 20 milioni di euro.
Parallelamente sono in corso di realizzazione gli interporti di
Catania Bicocca e Termini Imerese, nonché la rete degli autoporti
siciliani.
L'obiettivo del presente disegno di legge è quello di
realizzare interventi a carattere straordinario, della durata di
tre anni, per la ristrutturazione e la riqualificazione del
trasporto delle merci in Sicilia da attuare unitamente ad un
piano di interventi strutturali e di riqualificazione del sistema
dell'autotrasporto siciliano.
Sono previsti interventi finanziari sotto forma di 'bonus
ambientale', corrisposto quale parziale rimborso delle spese
della polizza di imbarco, a favore degli autotrasportatori che
imbarchino autoveicoli commerciali in navi-traghetto di società
di navigazione che svolgono collegamenti marittimi regolari in
partenza ed in arrivo dai porti dell'Isola. Sono escluse dal
bonus le tratte marittime riguardanti alcune zone della Calabria
(da Cittadella del Capo a Trebisacce) per evitare di interferire
con le funzioni di servizio pubblico affidate ai traghetti dello
Stretto di Messina.
Beneficiano del bonus ambientale' le imprese stabilite nel
territorio dell'Unione europea sia in forma singola che associata
in gruppi di imprese, consorzi, associazioni di imprese e gruppi
europei di interesse economico.
Danno diritto al bonus gli imbarchi di mezzi pesanti di massa
complessiva massima superiore a 12 tonnellate e di semirimorchi
per servizi marittimi fra i porti della Sicilia e i porti del
territorio nazionale. Tale limite è posto per evitare che
beneficino del bonus anche i trasporti, relativamente frequenti
sulle rotte con la Sicilia, di piccoli autocarri vuoti legati al
mercato di seconda mano degli autoveicoli.
La presente iniziativa legislativa definisce, in particolare
agli articoli 6 all'articolo 10, il meccanismo per il
riconoscimento di incentivi economici da erogare agli
autotrasportatori per incrementare il trasporto combinato strada-
mare in alternativa al tutto-strada, basato sulla compensazione
dei costi esterni sostenuti in termini di incidentalità e
inquinamento ambientale.
L'ammontare del bonus è commisurato ai risparmi ottenuti sui
costi esterni individuati dallo studio redatto dalla Società
ISTIEE di Trieste secondo criteri scientifici generalmente
riconosciuti. Esso si basa sulla differenza tra i costi esterni
(inquinamento acustico ed ambientale, incidenti, ecc.), subiti
dalla collettività per il trasporto su gomma, ed i costi del
viaggio via mare.
Il bonus riflette, su base media, per itinerari di diverse
lunghezze, e per mezzi di diversa dimensione, una prudenziale
valutazione monetaria del differenziale fra i costi esterni che
sarebbero sorti qualora il mezzo pesante avesse viaggiato
solamente su strada ed i costi esterni imputabili al viaggio
dello stesso mezzo pesante con il trasporto combinato strada-
mare.
Il bonus è corrisposto periodicamente in base al numero degli
automezzi imbarcati ed al minor ricorso dell'infrastruttura
stradale su una fascia di 400 Km o un suo multiplo. Tale sistema
esclude l'intervento nel caso in cui il percorso stradale non
effettuato risulti inferiore a 400 km.
Il bonus è suddiviso in una quota fissa e in una parte premio
che dipende dalle 'soglie percentuali di crescita' rispetto al
traffico dei periodi precedenti. La finalità è quella di
incentivare la crescita del sistema combinato strada-mare
mediante la modifica delle abitudini degli autotrasportatori,
consentendo che, a parità di risorse pubbliche investite, un
maggior numero di mezzi si sposti attraverso l'impiego di navi.
Ciò è conforme alle norme comunitarie in materia di aiuti di
Stato ed avvicina il sistema adottato agli strumenti di incentivo
previsti dal diritto comunitario. In particolare, il testo ha
recepito i suggerimenti formulati dalla Commissione Unione
europea in via preventiva al fine di evitare eventuali contrasti
con il diritto comunitario. Il testo del disegno di legge,
infatti, è stato predisposto previo costante contatto con i
funzionari dell'Unione europea e in particolare con la direzione
generale Energia e Trasporti. In particolare, al fine di evitare
ogni problema di compatibilità con la normativa europea ed
accogliendo indicazioni pervenute subito dopo l'approvazione del
disegno di legge sono stati predisposti dal Governo due
emendamenti sui quali la Commissione non potrà che esprimere
parere favorevole. Il primo, diretto a limitare l'applicazione
del bonus alla piccola e media impresa di autotrasporto al fine
di evitare distorsioni di mercato derivanti dalla concessione di
incentivi alle grandi imprese di autotrasporto le quali sono già
potenzialmente indirizzate ai servizi offerti, alle società che
operano nel settore del trasporto combinato strada-ferrovia. Il
secondo emendamento specifica che in ogni caso l'intensità
massima dell'aiuto è pari al 30 per cento del costo totale della
tariffa del nolo marittimo, tenendo conto, pertanto, della prassi
in materia di aiuti in ambito comunitario.
Per accedere al programma del bonus ambientale, le imprese
dovranno presentare apposita istanza e saranno ammesse previa
verifica della correttezza dei dati comunicati e dei requisiti
per lo svolgimento dell'attività di autotrasporto.
Le norme di cui al presente disegno di legge consentono un
proficuo utilizzo dei fondi pubblici e sono proporzionate agli
obiettivi perseguiti dalla Regione. Al termine del triennio di
applicazione del bonus si prevede che il numero di mezzi pesanti
trasportati via mare risulterà superiore all'attuale di circa il
20 per cento con una conseguente riduzione del traffico veicolare
su strada.
Infine, il disegno di legge che si sottopone all'approvazione
dell'Aula prevede l'abrogazione degli articoli 21 e 22 della
legge regionale n. 32 del 2000, nonché la modifica dell'articolo
3, comma 2, lettera d), della legge regionale n. 20 del 2002,
quest'ultima diretta ad estendere i benefici previsti dalla
normativa sul diritto allo studio relativamente ai trasporti
anche agli studenti universitari.
Infine desidero sottolineare che la Commissione al fine di
accelerare l'iter del disegno di legge ha accolto la proposta
della Commissione bilancio riguardante la soppressione
dell'articolo originariamente inserito nel testo concernente
l'impinguamento del capitolo inerente i trasporti marittimi nelle
isole minori.
Auspico in tal senso, e qui mi rivolgo al rappresentante del
Governo che possano essere individuati strumenti per
reintrodurre tale norma finanziaria in considerazione
dell'importanza sia dal punto di vista sociale che dal punto di
vista turistico rivestito dai collegamenti per le isole minori.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, dichiaro aperta la discussione
generale.
Non essendoci alcun deputato iscritto a parlare, dichiaro
chiusa la discussione generale.
Pongo in votazione il passaggio agli articoli.
(E' approvato)
Avverto che da questo momento decorre il termine di cui
all'articolo 112, comma 5, del Regolamento interno, per la
presentazione degli emendamenti.
Presidenza del presidente Lo Porto
Discussione del disegno di legge «Interventi urgenti per il
settore lapideo e disposizioni per il riequilibrio del prezzo
della benzina nelle isole minori (nn. 646 - 763 Stralcio II -
776/A), iscritto al numero 2)».
PRESIDENTE Si passa al disegno di legge "Interventi urgenti
per il settore lapideo e disposizioni per il riequilibrio del
prezzo della benzina", relatore on. Infurna. Invito i componenti
la terza Commissione Attività produttive a prendere posto
nell'apposito banco.
Invito l'onorevole Infurna a rendere la relazione.
INFURNA Mi rimetto al testo della relazione scritta.
PRESIDENTE Dichiaro aperta la discussione generale. Non
avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa la
discussione generale. Pongo in votazione il passaggio all'esame
degli articoli.
(E' approvato)
Avverto che da questo momento decorre il termine di cui
all'articolo 112, comma 5, del Regolamento interno, per la
presentazione degli emendamenti.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, mercoledì 26
maggio 2004, alle ore 17.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
I - Comunicazioni.
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d) e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
N. 286 - "Iniziative per la eliminazione dei casi di
abbandono degli animali domestici e prevenzione
del randagismo.
FLERES - CATANIA G. - MAURICI -
SCOMA
N. 287 - "Iniziative a sostegno dell'attività
dell'AVIS in Sicilia.
FLERES - CATANIA G. - MAURICI -
SCOMA
N. 288 - "Immediata revoca del decreto dell'Assessore
regionale per la sanità n. 2465 del 2003 in
materia di assistenza farmaceutica.
SEGRETO - AMENDOLIA - NICOTRA -
FERRO
N. 289 - "Impegni del Governo della Regione in materia
di consorzi di garanzia collettiva fidi di primo
e secondo grado previsti dalla legge regionale
n. 32 del 2000.
BARBAGALLO - GENOVESE - GURRIERI - TUMINO -
ZANGARA
III - Discussione dei disegni di legge:
1) Provvedimenti per favorire la ristrutturazione e la
riqualificazione del trasporto merci in Sicilia attraverso l'uso
del trasporto combinato strada-mare (n. 700/A) (Seguito)
2) Interventi urgenti per il settore lapideo e disposizioni
per il riequilibrio del prezzo della benzina nelle isole
minori (nn. 646-763 Stralcio II - 776/A) (Seguito)
La seduta è tolta alle ore 18.28.
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 20.30.
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott. Giovanni Tomasello
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni
LO MONTE. - «Al Presidente della Regione e all'Assessore per i
lavori pubblici, premesso che:
il vecchio ponte sul torrente Petrolo, lungo la statale 185,
nel territorio comunale di Graniti, provincia di Messina, versa
in un grave degrado strutturale;
il rischio per l'incolumità degli utenti che utilizzano il
cosiddetto asse viario è stato più volte paventato sia
dall'Ufficio del Genio civile che dalla Prefettura di Messina;
il tratto di collegamento in questione ricopre importanza
primaria poiché costituisce l'unica possibilità di collegamento
tra i numerosi comuni della valle del fiume Alcantara con la
costa e l'autostrada ME-CT;
su tale strada transita giornalmente un elevato numero di mezzi
pesanti, malgrado già da anni l'ENAS abbia provveduto al
restringimento della carreggiata allo scopo di obbligare la
circolazione a senso unico alternato;
considerato che:
l'ufficio staccato ENAS di Catania, il quale già dal mese di
marzo 1998 ha comunicato di avere avuto affidato l'incarico di
progettazione per la ristrutturazione del ponte de quo, non ha
ancora dato seguito agli impegni assunti malgrado i continui e
reiterati solleciti ricevuti dalla Prefettura di Messina, nonché
dal sindaco di Graniti;
di recente si è ingenerata nella popolazione interessata una
più che comprensibile apprensione che rischia di sfociare in
protesta vibrata, visto, tra l'altro, l'interesse che la
questione ha suscitato sugli organi d'informazione locali;
ricordato che l'asse viario in oggetto è l'unico percorso che
offra una via di fuga in condizioni di sicurezza alle popolazioni
interessate, in caso di eventi calamitosi;
per sapere:
quali iniziative urgenti intendano assumere per il risanamento
del ponte, accelerando la definizione degli interventi necessari;
se non ritengano di dovere richiamare l'attenzione del Governo
nazionale sul degrado strutturale in cui versa il ponte e
chiederne un pronto interessamento per la salvaguardia della
pubblica e privata incolumità delle popolazioni». (507)
Risposta. «In riferimento all'atto ispettivo in oggetto
indicato, si precisa che la problematica esposta riguarda una
strada statale, che, in quanto tale, esula dalle competenze
istituzionali di questo Assessorato, rientrando invece nelle
attribuzioni dell'ANAS.
L'Assessorato dei lavori pubblici, in ogni caso, non avrebbe la
possibilità di intervenire, atteso che il capitolo di spese di
competenza, relativo alle spese pubbliche per le strade esterne,
risulta soppresso dal bilancio regionale a decorrere
dall'esercizio finanziario 1994.
Tuttavia lo scrivente ha interessato l'ANAS S.p.A., competente
in materia, che, con nota del 28 aprile 2004, ha, in merito alla
questione, riferito quanto segue.
Il Ponte Petrolo, nella Strada Statale n. 185 di Sella
Mandrazzi , è situato su un'ampia fiumara, affluente di sinistra
del fiume Alcantara, in territorio del Comune di Graniti.
L'opera in questione è formata da cinque campate con struttura
d'arco aventi ciascuna una luce di 15 mt ed il cui impalcato
risulta largo 5, 5 mt.
Le pile sono costituite da muratura a sacco rivestite
esternamente da un parametro in grossi blocchi di pietra lavica.
Il ponte ha subito, nel corso dei decenni passati,
danneggiamenti e cedimenti con successivi interventi di
ricostruzione e consolidamento.
Nella seconda metà dell'anno '99, a seguito di alcune anomalie
strutturali riscontrate, furono istituiti sul ponte il divieto di
transito per i veicoli di massa a pieno carico superiore a 18 t
ed il senso unico alternato con limite di velocità di 40 Km/h.
Sono stati quindi eseguiti, in somma urgenza, i lavori di messa
in sicurezza dell'opera d'arte consistenti in:
·demolizione e ripristino dello strato corticale in cls ad alta
resistenza e ritiro compensato;
·sigillatura delle lesioni con resine apossidiche;
·sistemazione delle armature;
·rinforzo della struttura con guerre di acciaio tipo Djwidag;
·ripresa e stilatura della vecchia muratura.
In conseguenza dei lavori suddetti, con Ordinanza n. 6 del 26
gennaio 2000, il transito sulla opera d'arte de qua, dapprima
limitato ai veicoli di massa a pieno carico inferiore a 18 t, è
stato reso possibile per tutti i veicoli senza limitazione di
peso, fermi restando comunque il senso unico alternato ed il
limite di velocità di 40 Km/h.
Ciò in quanto sono attualmente collocate, ai bordi della
carreggiata stradale, le barriere di protezione laterale, di tipo
New Jersey, poste a protezione dei parapetti in muratura che
saranno oggetto di ristrutturazione nell'ambito dei lavori di
completamento del consolidamento e del restauro, nonché
dell'adeguamento della carreggiata del ponte.
A tal proposito è in fase di approvazione progetto per gli
interventi definitivi di completamento che consisteranno, fra
l'altro, l'allargamento della sede viaria di 66 cm al fine di
consentire il traffico su due carreggiate di larghezza normale e
nel rinforzo dei parapetti laterali».
L'Assessore SCAMMACCA DELLA BRUCA
FLERES - CATANIA G. - MAURICI. - «All'Assessore per i beni
culturali ed ambientali e per la pubblica istruzione,
all'Assessore per i lavori pubblici e all'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, premesso
che:
la chiesa di San Gaetano alle Grotte, sita in piazza Carlo
Alberto a Catania e consacrata già nel 261, costituisce il primo
insediamento cristiano della città di Catania;
secondo una leggenda si ritiene che sia stata proprio la chiesa
di San Gaetano alle Grotte a ricevere le spoglie della giovane
Agata, non ancora santa patrona della città;
la chiesa di San Gaetano alle Grotte, di cui è indiscutibile il
valore storico e culturale, necessiterebbe di urgenti lavori di
restauro, al fine di garantire in primo luogo la solidità
strutturale e secondariamente la sua valorizzazione;
per sapere quali interventi intendano porre in essere affinché
si provveda alla messa in sicurezza, al restauro e alla
valorizzazione della chiesa di San Gaetano alle Grotte sita in
piazza Carlo Alberto a Catania». (1587)
Risposta. «Con riferimento all'interrogazione numero 1587, si
rappresenta che agli atti di questo Assessorato risulta un
progetto per lavori di ristrutturazione e manutenzione della
Chiesa S. Gaetano alle Grotte e dei locali annessi finanziato con
D.A. n. 1134 del 26 ottobre 1990, registrato dalla Corte dei
conti il 20 giugno 1991, reg. 2, fg. 271, dell'importo di lire
166.818.500.
La realizzazione dell'opera venne affidata all'Amministrazione
comunale di Catania che fu autorizzata a procedere all'appalto
dei lavori con nota assessoriale n. 2022 del 10 luglio 1991.
Le procedure di gara furono avviate dal Comune, ma non furono
concluse in quanto, con l'entrata in vigore della legge regionale
sui lavori pubblici n. 10 del 1993, fu necessario adeguare gli
elaborati progettuali ed il sistema di gara alla nuova normativa;
tuttavia, nonostante i solleciti di questo Assessorato per
avviare definitivamente le procedure relative alla gara di
appalto, da concludere entro i termini previsti, non risulta che
i lavori siano stati mai aggiudicati.
Pertanto le somme destinate all'esecuzione dell'opera sono
state cancellate dal conto generale del patrimonio della Regione
siciliana e non risultano altri lavori finanziati né altre
successive richieste di finanziamento per il restauro della
Chiesa in questione.
Ciò stante, è appena il caso di rilevare che, ai sensi del
comma 4 dell'articolo 91 della legge regionale 16 aprile 2003,
numero 4, disposizioni in materia di residui passivi, le somme
già richieste di lire 166.818.500 possono essere riscritte in
bilancio, a condizione che il progetto sia esecutivo e
funzionale, anche se in considerazione del lungo lasso di tempo
intercorso, un eventuale aggiornamento prezzi del progetto
potrebbe rendere insufficiente l'intervento progettuale
originario concesso con il D.A. n. 1134 del 26 ottobre 1990.
Pertanto, alla luce di quanto sopra esposto, sarebbe
preferibile che il legale rappresentante della Chiesa in
argomento inoltrasse una nuova richiesta di finanziamento, con
relativo progetto, presso il Dipartimento regionale LL.PP., nel
successivo anno finanziario, ai sensi della circolare n. 1/02
Gab. Prot. 259 del 21 febbraio 2002, pubblicata nella GURS del 1
marzo 2002, n. 10, per un eventuale inserimento nel programma di
finanziamento secondo i criteri dettati dalla normativa vigente».
L'Assessore SCAMMACCA DELLA BRUCA
DE BENEDICTIS. - «All'Assessore per la sanità, premesso che:
l'assistenza psichiatrica rappresenta uno dei punti più
qualificanti ma delicati di tutto il servizio sanitario a causa
della situazione di particolare disagio in cui si trovano i
pazienti ed i loro familiari;
si riscontra, presso la AUSL n. 8 di Siracusa, la grave carenza
di una chiara e definita dotazione organica delle varie
strutture, con un progressivo e continuo depauperamento del
numero degli operatori ed una conseguente funzionalità sempre più
ridotta dei servizi stessi, come dimostrano:
a) i continui trasferimenti di personale in altre strutture,
che hanno ridotto sempre più l'organico del Servizio Psichiatrico
di diagnosi e cura di Siracusa, fino al punto che non può essere
assicurato il servizio pomeridiano attivo (presenti solo 3 unità
mediche più un primario al posto di 6 unità mediche più il
primario, quantità confermate dal decreto dell'Assessore per la
sanità del 27 maggio 2003 pubblicato sulla GURS n. 30 del 4
luglio 2003);
b) la continua riduzione di organico presso l'Ambulatorio
centrale di Siracusa (ultimo episodio il trasferimento di una
unità infermieristica, proprio in questi giorni);
tale situazione mortifica il servizio pubblico a vantaggio
delle iniziative private convenzionate (proprio di recente ne è
stata accreditata un'altra nell'area del DSM di Noto) e delle
iniziative private che possono essere godute solo da chi è in
condizioni economiche privilegiate (vedi psicoterapie, interventi
domiciliari individualizzati etc.);
essa è vieppiù aggravata da consolidate e generali carenze
nella restante parte del territorio, ed in particolare:
a) nel dipartimento di Noto, dove da anni si manifestano gravi
insufficienze nel servizio, anche a causa del numero di operatori
ridotti al minimo;
b) la cronica carenza di psicologi ed assistenti sociali negli
ambulatori distrettuali del dipartimento di Siracusa, mentre si
continuano a tenere attivi due servizi psichiatrici di diagnosi e
cura nel dipartimento di Lentini piuttosto che uno come previsto
dalle leggi, con grave dispendio economico e di personale;
c) deficit strutturali nei servizi per la salute mentale in
tutto l'ambito territoriale dell'AUSL n. 8;
ulteriore emergenza è aggiunta dalle richieste di visite
psichiatriche per il rinnovo del porto d'armi, che aggravano il
carico di lavoro di una struttura assistenziale già operante in
condizioni di assoluta precarietà;
a fronte di tale situazione, la direzione dell'AUSL n. 8 non
produce sostanziali progressi nella direzione di un inquadramento
chiaro e quindi della definizione di una pianta organica a cui
fare riferimento;
particolarmente grave, in questo contesto, è la mancata
approvazione, da parte di codesto Assessorato, dell'Atto
aziendale e del relativo organigramma, approvazione che potrebbe
aprire la strada verso la definizione della pianta organica;
per sapere:
cosa osti, per l'Assessorato, all'approvazione dell'Atto
aziendale e del relativo organigramma della AUSL n. 8;
quali iniziative intenda assumere perché l'AUSL n. 8 di
Siracusa pervenga all'approvazione di una pianta organica
adeguata ai fabbisogni dell'utenza;
se non ritenga opportuno chiedere la revoca, da parte della
dirigenza dell'AUSL n. 8 di Siracusa, di tutti i trasferimenti
dal servizio di Salute mentale avvenuti nell'ultimo anno;
se non ritenga opportuno assumere iniziative, e quali, per
pervenire alla chiusura di uno dei due Servizi psichiatrici di
diagnosi e cura aperti nel dipartimento di Lentini a favore
dell'apertura del Centro diurno e del potenziamento dell'attività
territoriale;
se non ritenga opportuno assumere iniziative, e quali, per
pervenire all'istituzione da parte della AUSL n. 8 di Siracusa di
una commissione ad hoc per lo svolgimento delle visite
psichiatriche per il rilascio del porto d'armi». (1235)
Risposta. «Con riferimento all'interrogazione numero 1235, si
rappresenta quanto segue.
Quanto alla mancata approvazione dell'atto aziendale
propedeutico alla definizione della pianta aziendale, si comunica
che con nota prot. 2022 del 15 marzo 2003, l'AUSL 8 ha trasmesso
a questa Amministrazione l'atto aziendale, integrato in relazione
a quanto richiesto da questo Assessorato con nota prot. Sr2-UOB
2.1/2196 del 25 febbraio 2002 ed Ufficio Speciale n. 212 del 13
febbraio 2003.
Dall'esame degli atti pervenuti il Dipartimento FSR ha
evidenziato delle irregolarità e proposto modifiche con nota n.
Sr2-UOB 2.1/10663 del 3 novembre 2003.
Si resta in attesa che l'AUSL 8 proceda ad una rivisitazione
dell'atto de quo, in linea con quanto richiesto da questo
Assessorato con la su menzionata nota e del necessario parere
tecnico formulato dal Gruppo di lavoro Ufficio speciale -
Ispettorato regionale sanitario, all'uopo costituito, per le
valutazioni inerenti la parte tecnica sanitaria.
L'acquisizione del predetto parere, unitamente a quello
formulato dal Dipartimento Ispettorato regionale veterinario, già
agli atti del Servizio 2 , previsti con disposizione
assessoriale, costituiscono un presupposto indispensabile per la
definizione del provvedimento finale di verifica della conformità
dell'atto aziendale con la programmazione nazionale e regionale.
Con riferimento alla rideterminazione della pianta organica si
rappresenta che in atto l'AUSL numero 8 assicura i servizi
istituzionali con la dotazione organica prevista con delibera n.
2140/97, cui questa Amministrazione ha apposto il visto di
legittimità con prot. n. IN19/4696 del 26 agosto 1997.
Le disposizioni dettate dall'articolo 34, comma 3, della legge
27 dicembre 2002, n. 289, provvedono ad individuare le modalità
applicative cui le aziende sanitarie dovranno fare riferimento,
per l'individuazione provvisoria della dotazione organica».
L'Assessore CITTADINI
DE BENEDICTIS. - «All'Assessore per la sanità, premesso che:
l'Azienda Unità sanitaria locale n. 8 di Siracusa ha acquisito
con delibera n. 805 del 14.02.2003, un servizio di Risonanza
magnetica nucleare da effettuarsi tramite unità mobile presso i
presidii dell'Azienda, a cura della ditta Alliance Diagnostic
s.r.l. di Roma;
la somma occorrente per le sole prestazioni, al netto di IVA,
per sei mesi, è stata quantificata in euro 462.000;
a tale somma deve aggiungersi il costo per il rapporto
consulenziale con un medico radiologo ed un tecnico di
radiologia, rispettivamente quantificati in euro 68.400 ed in
euro 36.00 per complessivi 104.000 euro (per sei mesi);
la quantificazione come sopra riportata non tiene conto delle
spese che deve sostenere direttamente l'AUSL n. 8 relative al
materiale di consumo, alle utenze, al personale di accoglienza e
all'organizzazione;
il costo complessivo del servizio, stimabile su proiezione
annua, è di circa 1.500.000 euro (IVA inclusa);
il potenziale massimo di prestazione di RNM della provincia di
Siracusa, calcolato in base al numero di prestazioni effettuate
nell'anno 2002 dai Presidii ospedalieri e dai Distretti, sommato
a quello derivante dalle risonanze effettuate dalle Case di cura
a seguito di ricoveri impropri (DRG019-243) che dovrebbero essere
teoricamente azzerati al 100%, ammonta a circa 1000 (963);
pertanto una singola prestazione di RNM costerebbe circa 1500
euro contro i 380 previsti dal tariffario;
al fine di pareggiare le spese dovrebbero essere effettuate
circa 4000 prestazioni annue, con un induzione della domanda
incomprensibile in termini di appropriatezza, efficacia ed
efficienza;
lo spropositato costo d'affitto avrebbe consentito l'acquisto
in proprio dell'apparecchiatura a parità di condizione tecniche;
l'affidamento di un servizio così oneroso è avvenuto senza
alcuna gara ad evidenza pubblica, con una rapidità che ha visto,
in soli cinque giorni, proporre l'acquisto dell'apparecchiatura,
giungere l'offerta dell'Alliance Diagnostica s.r.l. ed esitare la
delibera in questione;
per sapere:
se ritenga giustificato il costo del servizio in rapporto alle
dimensioni della domanda;
quali siano state le procedure seguite per l'affidamento del
servizio in oggetto». (1236)
Risposta. «Con riferimento all'interrogazione numero 1236, in
ordine all'affidamento sperimentale ad una società esterna del
servizio, di risonanza magnetica nucleare, l'Azienda Unità
sanitaria Locale n. 8 di Siracusa all'uopo interpellata ha fatto
sapere quanto segue.
Con deliberazione n. 805 del 14/0212003. si è provveduto
all'acquisizione di un servizio di risonanza magnetica in forma
mobile a carattere sperimentale e per la durata di mesi sei.
L'unità mobile di tale servizio è stata allocata presso i
PP.OO. per soddisfare la richiesta di tali prestazioni
diagnostiche sia per i pazienti degenti che per gli utenti dei
vari distretti (Noto, Siracusa, Augusta e Lentini).
Il servizio ha avuto inizio giorno 31/03/2003 presso il P.O. di
Avola, per poi proseguire secondo un calendario prestabilito nel
protocollo organizzativo nei mesi a seguire.
In merito alla urgenza circa l'acquisizione del servizio in
questione si precisa che questa Azienda, prima dell'Acquisizione
di tale servizio, non era dotata di specifica. apparecchiatura
per gli esami di risonanza magnetica., l'espletamento dei quali
avveniva, per i soli pazienti ricoverati presso i presidi
ospedalieri di questa Azienda, in centri appositamente
convenzionati.
Gli utenti non soggetti a ricovero. diversamente, essendo nel
frattempo cessato il precedente regime di erogazione delle
prestazioni in forma indiretta, ai sensi della l.r. n. 2/2002,
art. 125, non potevano usufruire di tale importante diagnostica,
se non presso strutture pubbliche di altra provincia, ovvero
presso strutture private preaccreditate, con liste di attesa, che
si attestavano, in media attorno agli otto mesi.
A tal riguardo, si fa inoltre presente che nel territorio di
questa AUSL insiste un solo centro già accreditato ai sensi della
normativa vigente, collocato presso una casa di cura
preaccreditata ubicata ad augusta che, naturalmente non poteva
garantire l'espletamento dell'accertamento in termini temporali
compatibili con ì percorsi diagnostici praticati e accettabili
dal cittadino utente.
D'altra parte, il mancato soddisfacimento della domanda
presente sull'intero territorio provinciale, non eliminando di
per sé il bisogno, favoriva e implementava i cosiddetti
"atteggiamenti opportunistici" delle case di cura private in
alcune delle quali si ricorreva con una certa frequenza al
ricovero inappropriato, proprio per potere alla fine ottenere
l'accertamento diagnostico di RMN richiesto in tempi accettabili.
Su tale delicata tematica sono tuttora in corso indagini da parte
della Procura della Repubblica di Siracusa, in ordine alle quali
questa Azienda è stata individuata quale parte offesa per le
ipotesi di reato individuate dall'A.G. inquirente.
Basti pensare, per avere coscienza dell'entità del fenomeno
sopra descritto, che a seguito di apposito progetto obiettivo
attivato dall'Attuale Direzione Generale, al fine di quantizzare
e contrastare la problematica sopra rappresentata, nel solo anno
2002, a seguito dei controlli tecnico-sanitari effettuati sulle
case di cura private in regime di preaccreditamento dai medici
specialisti dipendenti dall'azienda, sono stati contestati
ricoveri palesemente non appropriati per un valore di oltre Euro
2.692.000,00.
Solo per completezza si riporta anche il seguente schema
contabile da cui si evince il risparmio (valori in euro)
conseguito dall'Azienda nel 2003 sino alla data del mese di
agosto, a seguito della contestazione di ricoveri inappropriati
(tra cui i meri esami diagnostici anche di RMN) effettuati dalle
strutture private.
Casa di Fatturato Ricoveri Fatturato Importo
cura presentato contestati validato liquidato
Genn/Agost 03 Gen./ Giu. 03
Villa 3.619.850,10 32. 750,36 3.587.099,74 2.875.148,21
Azzurra
Villa 1.758.766,07 11.951,59 1.746.814,48 1.326.715,27
Mauritius "
Villa Rizzo 2.704.103,26 68.719,92 2.635.383,34 2.126.170,28
Villa Salus 8.083.271.98 1.161.850,1 6.921.421,83 5.493.763,28
5
Santa Lucia 4.234556,93 181.775,80 4.052.781,13 3.431.920,21
Totali 20.400.548.34 1.457.047,8 18.943.5 15.253.717,25
2 00.52
Quindi l'urgenza di acquisire tale servizio era dettata solo e
semplicemente dall'esigenza impellente e irrinunciabile, per un
servizio di sanità pubblica, di garantire a tutta la popolazione
della provincia la effettiva e pronta disponibilità di tale
metodica diagnostica, peraltro prevista nei LEA e contestualmente
dare soluzioni immediate, senza le forzature sopra menzionate,
per potere accedere ad una metodica diagnostica divenuta oramai
indispensabile per diversi protocolli diagnostico-terapeutici,
tanto nella pratica ambulatoriale che in costanza di ricovero.
Pertanto, in mancanza di soggetti preaccreditati in numero
sufficiente nel territorio provinciale e, ritenuto che l'impianto
di una Risonanza Magnetica Nucleare in forma fissa, oltre ai
tempi medio-lunghi occorrenti, in qualsiasi presidio o distretto
allocata, non avrebbe certamente risolto dal punto di vista
logistico i disagi degli utenti della. provincia che, di fatto,
avrebbero dovuto continuare a spostarsi per usufruire di tale
prestazione e, considerato che gli esami di Risonanza magnetica
Nucleare, a differenza di quelli TAC, non rivestono quasi mai
carattere di estrema urgenza e quindi possono essere in generale
concentrati in una seduta settimanale, in funzione delle esigenze
del singolo presidio ospedaliero o ambito distrettuale, si è
provveduto ad acquisire un servizio di risonanza magnetica
Nucleare, da effettuarsi tramite Unità Mobile, secondo il
calendario e le postazioni specificate nel protocollo operativo.
Tale scelta. operativa comporta accanto a quelli già decritti il
raggiungimento di alcuni aspetti positivi che possono
essenzialmente riassumersi nei punti di seguito
specificati:vengono evitati ai pazienti, spesso afflitti da gravi
patologie, i disagi e i rischi connessi con il trasporto presso
una struttura lontana dal proprio domicilio o addirittura esterna
all'ambito provinciale di Siracusa.
Si riducono rendendoli compatibili con le necessità dei
percorsi diagnostico - terapeutici intrapresi in regime
assistenziale alternativo al ricovero in ospedale (ambulatoriale,
day hospital), i tempi di attesa per l'effettuazione
dell'accertamento di RMN; la qualità degli esami viene elevata in
termini sostanziali; le procedure diagnostiche. nei casi che lo
richiedono, possono essere eseguite alla presenza e sotto la
guida diretta dei medici specialisti del reparto o del Medico di
Medicina generale richiedente la prestazione, che conoscono molto
bene il paziente interessato sia dal punto di vista clinico che
anamnestico;
si arricchisce la professionalità del personale sia medico che
paramedico, che dopo qualche tempo acquisisce l'esperienza
necessaria per raggiungere una completa autonomia operativa e
refertativa, rendendo possibile per l'eventuale proseguo
l'utilizzo dello stesso, con rinuncia del personale medico e
tecnico messo a disposizione in questa prima fase dalla società
che gestisce il servizio, e quindi con il risparmio degli oneri
economici attualmente sostenuti per l' impiego di tali
professionalità, rimanendo a carico della AUSL solo ed
esclusivamente gli oneri economici derivante dal canone della
tecnologia utilizzata;
Si eleva il livello di qualità del servizio reso al bacino di
utenza, contribuendo a far progredire questa azienda in termini
sia di immagine che di competitività con produzione senza dubbio
alcuno, di concreti risultati sotto tutti gli aspetti.
Oltre alle superiori motivazioni riguardanti i bisogni,
l'offerta prestazionale, le liste di attesa "percorsi
alternativi" verificati, che stanno alla base delle decisioni che
hanno spinto questa Direzione Aziendale a procedere celermente
all'acquisizione del servizio di risonanza magnetica, occorre
altresì porre l'accento sulle motivazioni di carattere economico,
che anche se non in materia esclusiva, in quanto una azienda
sanitaria pubblica ha come missione primaria quella di garantire
prestazioni sanitarie ai cittadini-utenti, devono comunque
caratterizzare l'attività economicogestionale di una Azienda
Sanitaria.
Infatti occorre considerare che a fronte dell'acquisizione di
tale servizio comportante in termini economici un impegno
complessivo di 713.700,00 per l'intero periodo di valenza del
servizio sperimentale (mesi sei) è già in atto un notevolissimo
abbattimento dei ricoveri inappropriati superiormente
quantizzati, che ha già permesso il recupero delle spese
sostenute per l'acquisizione del servizio.
Accanto a queste considerazioni occorre altresì mettere in
evidenza che l'avvio di un servizio o di un qualsivoglia scelta
di politica sanitaria. comporta l'attesa di un rendimento o di un
utile che può essere desunto direttamente come risparmio
immediato in termini di assistenza ospedaliera pubblica privata,
ma che deve senz'altro tenere conto anche. della notevole
riduzione dei costi sociali legate alle assenze dei posti di
lavoro del personale che assiste i malati o le persone bisognose
di essere accompagnate per l'effettuazione degli accertamenti
diagnostici.
Quindi l'essere passati da una condizione di offerta del
servizio soddisfatta,nella migliore delle ipotesi in sei-otto
mesi. in una sola struttura preaccreditata provinciale o
addirittura in strutture al di fuori dell'ambito provinciale , ad
un'offerta prestazionale capillarmente diffusa su tutto il
territorio provinciale, quasi a domicilio del paziente e
facilmente accessibile, ha senza dubbio abbattuto i costi sociali
sostenuti prima dell'avvio dello stesso.
In merito all'onere economico si chiarisce che con la
deliberazione n 805 questa Azienda ha provveduto ad acquisire un
servizio di diagnostica per immagini -RMN, body,neuro e
osteoarticolare, articolato su cinque giornate settimanali in
cinque diversi ambiti territoriali e per un numero di 20-25
prestazioni per ciascuna delle cinque giornate, per un totale
complessivo massimo di 125 prestazioni settimanali.
A fronte di tale pacchetto prestazionale questa Azienda deve
corrispondere un onere economico complessivo per ciascuna delle
26 settimane di cui si compone il semestre di sperimentazione del
servizio in questione, così articolato:
Euro 19.250,00/settimana per il pagamento del canone di affitto
della tecnologia utilizzata.
Euro 870,00 giornaliere per i compensi professionali del
radiologo ( 570,00) e del tecnico ( 300,00).
Moltiplicando i superiori oneri per il periodo di effettuazione
si ottengono i conti economici complessivi come di seguito
specificati
Euro 19.250,00/settimana x n 26 settimane = 500.500,00
(oneri per il canone)
Euro 870,00/giorno x n 5 giorni x n 26 settimane =
113.100,00 (oneri per rapporto consulenziale) che sommano
616.600,00 ai quali vanno ad aggiungersi i costi per i versamenti
dell'IVA sugli oneri sostenuti per il pagamento del canone di
affitto del mezzo pari a 100,100, per un totale finale
complessivo di IVA di 713,700,00.
Il servizio , già al terzo mese di attività e quindi a seguito
di applicazione sul campo, ha dimostrato un buon impianto
organizzativo complessivo al quale, cosa ancora più importante,
ha fatto riscontro l'elevato gradimento dei cittadini
"disabituati" ad ottenere il soddisfacimento dei propri bisogni
in maniera così efficiente e celere.
Nell'atto deliberativo e anche nel contratto di affidamento del
servizio mancano i nominativi dei medici radiologi e dei tecnici
, esistendo di converso per l'Alliance come unico obbligo quello
di impiegare personale tecnico con esperienza specifica (di cui
l'Azienda risulta ancora sprovvista ) e per la AUSL 8 il diritto-
dovere di verificare tali requisiti professionali.
A tali condizioni di utilizzo delle prestazioni consulenziali
dei professionisti e del personale tecnico utilizzato ci si è
fino ad oggi attenuti, avendo la Alliance preventivamente
trasmesso i nominativi e i curricula del personale utilizzato,
mettendo quindi l'Azienda, di volta in volta, nelle condizioni di
avere l'esatta conoscenza delle professionalità impiegate
nell'espletamento del servizio.
D'altronde, c'è da precisare in merito. alla mancata
individuazione dei nominativi del personale utilizzato nell'atto
deliberativo e nel contratto di affidamento del servizio, che
anche questa e stata una scelta pensata e ponderata, soprattutto
alla luce delle difficoltà attualmente esistenti sul mercato del
lavoro, relativamente alla disponibilità di professionalità
specifiche quali sono quelle del medico radiologo in generale,
dello specialista in RMN in particolare e dei tecnici con
esperienza specifica maturata.
L'adozione di un sistema di utilizzo del personale a "liste
nominative aperte" senza "blocchi" deliberativi di sorta in fin
dei conti, pur permettendo alla Alliance che gestisce tale
servizio in numerosi ambiti regionali, nazionali e sovranazionali
l'utilizzo di personale. nei diversi ambiti in maniera più
"flessibile" non abbassa certamente il livello di professionalità
del personale impiegato nel servizio nel nostro territorio, sulla
verifica del quale l'azienda ha provveduto e provvederà a
effettuare apposite verifiche.
.Nei primi due mesi di attività del servizio, se si esclude la
prima settimana di avvio, si è avuto un utilizzo prossimo al 100%
delle prestazioni disponibili. Di converso all'art. 9 del
contratto di affidamento del servizio è stata prevista
un'ulteriore caduta, inerente l'abbattimento dei costi da
sostenere ed ha riguardato la prima settimana di attività
(abbattimento del 50% dei costi sostenuti per il canone di
affitto della tecnologia) che notoriamente nell'avvio di
qualsivoglia progettualità o servizio è la più difficile, vuoi
per carenza organizzative interne, vuoi soprattutto per carenze
di tipo promozionale e/o comunicativo
Occorre, altresì, precisare che il dato di utilizzo delle
prestazioni, che si attesta approssimativamente al 100% non e un
dato "indotto" bensì un dato reale, rappresentato cioè da
prestazioni appropriate effettuate a seguito di verifica
propedeutica da parte" di apposita personale medico di
corrispondenza alle Linee Guida della Regione Sicilia in materia
di effettuazione di prestazione di RMN in regime ambulatoriale.'.
Per quanto concerne il punto riguardante la propedeutica
analisi di mercato che potesse consentire il ricorso
all'affidamento in via sperimentale, la stessa è stata
effettuata, come si evidenzia dalla relazione del Consulente
aziendale che ha tenuto in prevalente considerazione le
specifiche peculiarità tecniche del servizio che poteva essere
garantito dall'Alliance Diagnostica. La stessa società risulta al
pari potere garantire in uno alle caratteristiche tecniche delle
attrezzature utilizzate di fondamentale importanza,
contestualmente un assetto organizzativo logistico già
positivamente sperimentato da numerose altre Aziende sanitarie
Peraltro, nella predetta relazione si evidenzia. la necessità
di un avvio sperimentale del servizio di durata limitata allo
scopo di poter esaminare scrupolosamente tutte le criticità,
tenendo conto anche della assoluta assenza di esperienza
specifica in ambito aziendale.
Si rileva opportunamente anche il vantaggio di tale forma di
affidamento, temporalmente limitato, che ha consentito
all'Azienda la valutazione dei risultati conseguiti sia, in
termini di soddisfacimento dell'utenza che in termini di benefici
economici, al fine di determinarne in caso di esito positivo il
proseguo attivando le ulteriori procedure di scelta del
contraente, che solo alla luce dell'esperienza attualmente in
corso potrà prevedere in maniera compiuta gli aspetti tecnici
organizzativi, finanziari e le prestazioni effettivamente
rispondenti ai reali bisogni di salute dell'utenza della
Provincia».
L'Assessore CITTADINI
PAPANIA. -«Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che:
nella Provincia di Trapani non vi è un sufficiente numero di
centri convenzionati per la riabilitazione di soggetti disabili
gravi;
la legge n. 88 del 1980 prevede il rimborso in assistenza
indiretta delle prestazioni mediche entro 60 giorni;
nei piccoli centri non vi sono centri convenzionati ma
autorizzati dall'ASL;
la ASL n. 9 di Trapani ha liquidato il 50 per cento per gli
anni 2001-2002 a coloro che hanno fatto richiesta ai sensi della
legge regionale n. 88 del 1980, disattendendo ciò che prevede la
norma ovvero l'erogazione dell'intero importo entro 60 giorni;
la legge regionale n. 88 del 1980 è stata abrogata il 30 giugno
2002, e non prima;
considerato che:
la ASL in questione penalizza i cittadini che si trovano in
stato di disagio e residenti nei comuni dove non vi sono centri
convenzionati;
i malati cronici gravi non sempre hanno la disponibilità di
spostarsi da un comune all'altro;
a tutti i cittadini deve essere data la possibilità di curarsi,
così come previsto dal SSN;
l'incidenza del costo di trasporto non è rimborsabile;
si è diffusa la notizia che è intenzione dell'attuale manager,
dott. Fulvio Manno, di recuperare le somme erogate dal 1999 ad
oggi;
per sapere quali provvedimenti si intendano adottare perchè
vengano eliminati tali atti di discriminazione tra cittadini
disabili, a tutela dei più elementari ed inalienabili diritti dei
cittadini». (1255)
Risposta. «Con riferimento all'interrogazione numero 1255, il
Dipartimento FSR tramite il dirigente del Servizio n. 9 di questo
Assessorato all'uopo interpellato, con nota prot. n. 3143 dell'11
dicembre 2003 acquisita al prot. 2829 il 29 dicembre 2003 di
questo Ufficio, ha fatto sapere quanto segue.
L'ASL 9 di Trapani, nel provvedere alla liquidazione dei
rimborsi di prestazioni in assistenza indiretta (ovviamente nei
casi previsti), ha rispettato le previsioni dell'articolo 8
septies del D.l.vo 229/99.
Per quanto riguarda i disagi segnalati nella stessa
interrogazione per i cittadini residenti nei comuni prima
mancanti di centri convenzionati, si ribadisce che dal 1 luglio
2002 e cioè con l'abolizione dell'assistenza indiretta i predetti
cittadini possono fruire delle prestazioni, prima erogate in
forma indiretta, presso i medesimi centri che fino alla data del
30 giugno 2002 erogavano prestazioni in regime di indiretta e che
a partire dal 1 luglio 2002 risultino in regola con le previsioni
del D.A. 890 del 17 giugno 2002».
L'Assessore CITTADINI
PAPANIA.- «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che:
con decreto n. 1414 del 23.7.2003 del Dirigente del Servizio 4
dell'Assessorato regionale Sanità viene utilizzato parte
dell'avanzo di amministrazione dell'Azienda ospedaliera 'S.
Antonio Abate' di Trapani, accantonato ai sensi dell'articolo 1,
comma 35, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 ('Misure di
razionalizzazione della finanza pubblica') per un importo di euro
7.746.853,49 (lire 15.000.000.000), che l'Azienda ospedaliera
dovrà trasferire alla gestione stralcio dell'Azienda USL n. 6 di
Palermo, in gravissima crisi finanziaria;
all'Azienda ospedaliera 'S. Antonio Abate' di Trapani
sull'importo residuo di euro 11.340.315,19 (lire 21.957.912.024)
sarà trattenuta dall'Assessorato Sanità un'ulteriore somma di
euro 667.077,36 in sede di attribuzione delle quote per cassa di
parte corrente;
considerato che:
tale iniziativa finirà con il determinare gravi ricadute sul
territorio di competenza dell'Azienda ospedaliera 'S.Antonio
Abate';
la normativa attualmente in vigore penalizza pesantemente le
aziende che hanno amministrato con senso di responsabilità e
oculatezza, tenendo in considerazione l'interesse generale della
collettività;
per sapere:
quali iniziative intendano adottare per bloccare il
provvedimento in questione del Dirigente dell'Assessorato
Sanità;
se non ritengano opportuno intervenire presso il Governo
nazionale perché venga modificata la norma che, di fatto,
privilegia l'inefficienza all'efficienza». (1297)
Risposta. «Con riferimento all'interrogazione numero 1297, si
rappresenta quanto segue.
Con decreto del dirigente generale del FSR n. 2268 del 5
dicembre 2003 sono stati determinati i disavanzi residui delle
gestioni stralcio a tutto il 31 dicembre 1994 delle Aziende USL
della Sicilia che ammontano a euro 72.141.828,00.
Con lo stesso decreto sono stati individuati gli avanzi che le
aziende ospedaliere dovevano versare nelle contabilità stralcio
delle Aziende USL nel corso dell'esercizio 2003, stabilendo che i
versamenti dovevano essere rateizzati i 6 mensilità per un
importo complessivo di euro 27.663.061,45; inoltre rilevato che
l'Azienda ospedaliera S. Antonio Abate di Trapani al 31 dicembre
2000 presentava un avanzo di amministrazione notevole, è stato
previsto che la stessa doveva trasferire all'ASL 6 di Palermo la
somma di euro 7.746.853,49.
Con nota 29/Ris del 14 ottobre 2003 il direttore generale della
predetta Azienda ospedaliera ha fatto presente che l'immediato
prelievo di cassa della somma come sopra indicata, avrebbe messo
in crisi la liquidità dell'Azienda, per cui si è ritenuto di
rateizzare anche la suddetta somma in 6 rate mensili di euro
1.291.142,25 da gennaio a giugno 2004. Infine, con lo stesso
quesito è stato stabilito che la copertura sull'intero disavanzo
delle gestioni stralcio dell'Azienda USL sarà erogata non appena
perverranno le somme da parte del Ministero dell'economia.
In conclusione, l'emanazione del decreto in questione è stata
determinata dall'esigenza di coprire i disavanzi delle gestioni
stralcio delle AUSL».
L'Assessore CITTADINI
PAPANIA. «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che l'Amministrazione dell'AUSL n. 9 con proprio
provvedimento n. 2198 del 3/7/2003 (con oggetto: bilancio
economico di previsione) ha destinato per l'assistenza
farmaceutica convenzionata per l'intero anno 2003, la somma
vincolata di euro 75.301.040/47, in linea con quanto disposto
dall'Assessorato per la sanità con nota prot. 4/Dip/4216 del
29.5.2003;
ritenuto che da una proiezione fatta dalla stessa AUSL n. 9 in
base alla media della spesa farmaceutica effettuata nei primi sei
mesi del 2003, la somma occorrente per l'intero anno ammonterebbe
a euro 96.000.000/00;
considerato che:
la grave crisi di liquidità avrà conseguenze negative sui
cittadini della Provincia di Trapani, ai quali a partire dalla
seconda metà del mese di ottobre (ad oggi unico caso in Sicilia)
non verrà più garantita l'assistenza farmaceutica;
in mancanza di iniziative urgenti da parte del Governo
regionale, si verrà a determinare un grave pregiudizio dei
criteri di equità nei confronti dei cittadini delle altre
province della Regione;
per sapere quali provvedimenti intenda adottare per risolvere
al più presto la gravissima situazione che si è venuta a creare».
(1306)
Risposta. «Con riferimento all'interrogazione numero 1306, si
rappresenta che l'assegnazione che è stata fatta all'AUSL 9 di
Trapani risulta da una ripartizione improntata a principi di
equità, rispetto alle altre Aziende e comunque sulla base delle
risorse disponibili sul FSR. La quantificazione di 96.000.000,00
di euro specificata dall'onorevole interrogante, quale possibile
fabbisogno per l'anno 2003 da parte dell'AUSL 9 di Trapani non è
confermata dalla stessa, che è tenuta ad adottare misure di
contenimento specifiche. L'invocazione dei provvedimenti urgenti,
infine, deve intendersi esclusivamente rivolta alle facoltà del
Governo, nell'ambito della disponibilità finanziaria regionale».
L'Assessore CITTADINI
ODDO. - «All'Assessore per la sanità, premesso che:
con decreto del dirigente del Servizio IV dell'Assessorato
della Sanità della Regione siciliana, n. 1414 del 23.7.2003, è
stato disposto il trasferimento di euro 7.746.853,49 (Lire 15
miliardi) dall'Azienda ospedaliera 'S. Antonio Abate' di Trapani
in favore della gestione stralcio dell'Azienda AUSL n. 6 di
Palermo, in quanto quest'ultima non è nelle condizioni di far
fronte alle obbligazioni nei confronti dei terzi;
l'avanzo d'amministrazione dell'Azienda ospedaliera 'S. Antonio
Abate' non dimostra affatto la sua prosperità, ma una difficoltà
a spendere i soldi, in quanto la struttura pubblica deve aspirare
al pareggio di bilancio e non alla creazione di un surplus che
potrebbe andare bene per un'azienda privata;
la situazione trapanese risulta carente di servizi importanti,
che con la decurtazione dei fondi d'amministrazione non potranno
mai essere garantiti;
lo storno di questi fondi avrà gravi ripercussioni nei
confronti dell'Azienda ospedaliera 'S. Antonio Abate' di Trapani,
in quanto il venir meno di una così cospicua somma impedirà il
potenziamento dei reparti e l'acquisto di nuove apparecchiature
per il nosocomio trapanese, con grave nocumento per la tutela
della salute dei cittadini utenti;
la decisione in questione risulta arbitraria in quanto non è
stata analizzata la realtà trapanese;
per sapere se intenda intervenire per la revoca del suddetto
decreto al fine di evitare seri disagi ai cittadini utenti e
trovare una soluzione più equa che tenga conto, nell'operare
simili interventi relativi ad avanzi di amministrazione, delle
effettive esigenze dei bacini di utenza ancora oggi privi delle
apparecchiature e strutture necessarie ed indispensabili per
garantire il diritto alla salute». (1322)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1322, si
rappresenta quanto segue.
Con decreto del dirigente generale del FSR n. 2268 del 5
dicembre 2003 sono stati determinati i disavanzi residui delle
gestioni stralcio a tutto il 31 dicembre 1994 delle Aziende USL
della Sicilia che ammontano a euro 72.141.828,00.
Con lo stesso decreto sono stati individuati gli avanzi che le
aziende ospedaliere dovevano versare nelle contabilità stralcio
delle Aziende USL nel corso dell'esercizio 2003, stabilendo che i
versamenti dovevano essere rateizzati i 6 mensilità per un
importo complessivo di euro 27.663.061,45; inoltre rilevato che
l'Azienda ospedaliera S. Antonio Abate di Trapani al 31 dicembre
2000 presentava un avanzo di amministrazione notevole, è stato
previsto che la stessa doveva trasferire all'ASL 6 di Palermo la
somma di euro 7.746.853,49.
Con nota 29/Ris del 14 ottobre 2003 il direttore generale della
predetta Azienda ospedaliera ha fatto presente che l'immediato
prelievo di cassa della somma come sopra indicata, avrebbe messo
in crisi la liquidità dell'Azienda, per cui si è ritenuto di
rateizzare anche la suddetta somma in 6 rate mensili di euro
1.291.142,25 da gennaio a giugno 2004. Infine, con lo stesso
quesito è stato stabilito che la copertura sull'intero disavanzo
delle gestioni stralcio dell'Azienda USL sarà erogata non appena
perverranno le somme da parte del Ministero dell'economia.
In conclusione, l'emanazione del decreto in questione è stata
determinata dall'esigenza di coprire i disavanzi delle gestioni
stralcio delle AUSL».
L'Assessore CITTADINI
DE BENEDICTIS. - «All'Assessore per la sanità, premesso che:
in data 2 settembre 2002, presso l'Assessorato regionale della
sanità, alla presenza del Prefetto di Siracusa, venne raggiunto
un accordo per la rifunzionalizzazione del Presidio ospedaliero
di Avola-Noto, in provincia di Siracusa;
tale documento fu concordato, sotto l'impulso e l'egida del
Ministro per le Pari Opportunità, on.le S. Prestigiacomo,
partecipe dell'incontro, fra la S.V., la dirigenza dell'ASL 8 di
Siracusa e tutti i sindaci del territorio interessato, nonché le
parti sociali e le rappresentanze politiche locali tutte; tale
accordo prevedeva, fra l'altro:
a) il raggiungimento di una dotazione di posti letto per acuti
in numero di 156 nell'ospedale di Avola e 120 in quello di Noto,
per complessivi 276 posti letto per acuti nell'intero presidio ,
oltre 32 posti letto per riabilitazione e 16 posti letto per
lungodegenza a Noto, per un totale di 324 posti letto in tutto;
b) l'istituzione, presso l'ospedale di Avola, dei seguenti
nuovi reparti: cardiologia con U.T.I.C. rianimazione, oncologia
medica, nefrologia ed emodialisi, urologia, chirurgia oncologica,
nonché dei nuovi servizi di anatomia patologica, TAC;
c) la situazione, presso l'ospedale di Noto, di 32 posti letto
per riabilitazione e 16 posti letto per lungodegenza;
il piano di rimodulazione della rete ospedaliera, approvato con
decreto dell'Assessore per la sanità del 27 maggio 2003,
stabilisce per il presidio ospedaliero di Avola-Noto 252 posti
letto per acuti (6 dei quali per rianimazione;
in conseguenza del succitato decreto, la riorganizzazione del
presidio ospedaliero di Avola-Noto, disposta dal Direttore
generale dell'ASL 8 di Siracusa, prevede un numero di 252 posti
letto per acuti (148 ad Avola e 104 a Noto);
considerato che:
la situazione venutasi pertanto a determinare contraddice le
intese raggiunte con l'accordo del 2 settembre 2002 almeno per i
seguenti motivi:
a) il numero complessivo dei posti letto previsti, pari a 252,
è inferiore a quello concordato, cioè 276;
b) le scadenze allora annunciate per l'attuazione dell'accordo
del 2 settembre 2002 risultano per la gran parte non rispettate,
né si ha alcuna certezza sui tempi entro cui il piano sarà
attuato;
c) a distanza di oltre un anno, in particolare, devono ancora
istituirsi ad Avola i previsti nuovi reparti di cardiologia con
UTIC, rianimazione, oncologia medica, nefrologia ed emodialisi,
urologia, chirurgia oncologica, nonché i nuovi servizi di
anatomia patologica e TAC, ed a Noto i previsti posti letto per
rianimazione e lungodegenza, circostanza che determina il
sostanziale depauperamento della struttura ospedaliera in
questione, disfunzioni e carenze nei servizi sanitari offerti ai
cittadini del distretto interessato;
riguardo a tutto ciò, attraverso i mezzi di informazione
locali, sono state espresse gravi preoccupazioni da parte di
molte rappresentanze politiche, sociali ed istituzionali del
territorio, fra le quali il Vescovo di Noto ed il Sindaco di
Avola, quest'ultimo presidente della Conferenza dei sindaci della
zona sud per la sanità nella provincia di Siracusa, ma anche
pesanti contestazioni all'operato del direttore dell'ASL 8 da
parte del sottosegretario ai Beni culturali, on. S. Bono,
cittadino di Avola, al quale ha replicato lo stesso direttore
dell'ASL 8 affermando, secondo quanto riportato dalla stampa, che
tali attacchi sarebbero il riflesso del mancato accoglimento di
imprecisate richieste pervenutegli dalla parte politica;
ritenuto che quanto sopra riportato, oltre che costituire un
momento di gravissima crisi dell'offerta sanitaria pubblica nella
zona sud della provincia di Siracusa, configuri un quadro di
profondo degrado nella gestione del nostro sistema sanitario e
della sottesa competizione con il settore privato (che, come Ella
ben sa, vede nella provincia richiamata direttamente interessato
più di un autorevole esponente politico del centrodestra),
iscrivendosi in una manifesta di volontà di riduzione in Sicilia
dell'ospedalità pubblica in favore di quella privata, il cui
peso, secondo il decreto 27 maggio 2003, passa dall'attuale 15,9
per cento al 18,7 per cento, a fronte di una riduzione di quello
pubblico dall'84,1 per cento all'81,3 per cento e particolarmente
nella provincia di Siracusa, come dimostrano due circostanze
direttamente desumibili dallo stesso decreto:
a) la presenza delle strutture private nella provincia di
Siracusa assume la percentuale rilevantissima del 24,4 per cento,
di poco inferiore soltanto a quella delle grandi aree
metropolitane di Palermo (24,8 per cento), Catania (26,1 per
cento) e Messina (27,8 per cento) e di gran lunga superi ore a
quella delle altre province siciliane quali Ragusa (5,3 per
cento), Agrigento (10,2 per cento), Caltanissetta (9,9 per
cento), Trapani (10,6 per cento);
b) a differenza di quanto accade nelle province di Catania,
Palermo, Messina, Agrigento, Trapani, Ragusa, dove rimane
costante o diminuisce la quota di ospedalità privata rispetto al
totale dei posti letto, nella provincia di Siracusa il decreto
stabilisce un aumento pari a circa il 9 per cento del peso
percentuale dei posti letto che saranno gestiti dalle case di
cura private;
per sapere:
quali siano le ragioni per le quali il decreto del 27 maggio
2003 non ha rispettato, in termini di posti letto, l'accordo del
2 settembre 2002 citato in premessa;
quali siano le ragioni che hanno fin qui portato alla
sostanziale disattesa dell'accordo in termini di istituzione dei
previsti nuovi reparti e servizi;
quali siano le iniziative che Ella ha adottato o intende
adottare per addivenire a quanto stabilito nell'accordo medesimo
ed entro quali tempi vi sarà data comunque completa attuazione;
quali siano le ragioni per le quali il decreto del 27 maggio
2003 ha stabilito, nella provincia di Siracusa, un aumento
percentuale dei posti letto nelle case di cura private superiore
al dato di quasi tutte le altre province siciliane». (1422)
Risposta. «Con riferimento all'interrogazione numero 1422, si
rappresenta quanto segue.
Con DGR 135/2003 il Governo regionale ha proceduto al riassetto
della rete ospedaliera e con successivo decreto 810 del 23 maggio
2003, pubblicato nella GURS del 4 luglio 2003, si è data
attuazione a detta delibera, che ha portato, come risulta
chiaramente a pag. 56 - quadro Provincia SR - i p.l. del Presidio
Avola-Noto da 309 a 342, quindi in numero superiore a quanto
stabilito nella riunione del 2 settembre 2002 (276)
Per quanto concerne le unità operative complesse delle
discipline che dovranno essere presenti all'interno del Presidio
di Avola-Noto, si resta in attesa della proposta che il direttore
generale di Siracusa farà nell'atto aziendale, coerentemente alla
legge finanziaria dello Stato e della Regione. Per quanto
concerne i p.l. delle case di cura private, come risulta
chiaramente dal citato quadro, si è avuta una riduzione dei p.l.
per acuti passati da 349 a 326, con una riduzione pari al 9,3 per
cento ed un aumento nella disciplina di medicina fisica e
riabilitativa, così come è avvenuto per il settore pubblico,
attesa la grave carenza dei p.l. per tali discipline e per la
lungo-degenza medica in tutto il territorio regionale».
L'Assessore CITTADINI
VILLARI. - «All'Assessore per la sanità, premesso che con suo
decreto del 17 giugno 2002 recante Direttive per
l'accreditamento istituzionale delle strutture sanitarie nella
Regione siciliana', in accordo a quanto indicato dall'OMS,
individuava il miglioramento della qualità dell'assistenza quale
fondamento della politica sanitaria per l'accreditamento;
osservato che in quel decreto, nell'allegato 1 - parte 5, ove
si definiscono i requisiti organizzativi strutturali tecnologici
specifici per studi odontoiatrici privati, all'art. 6, comma 2,
lettera a) è posto particolare accento sulle pratiche di
sterilizzazione (non a caso riportato in grassetto) da effettuare
nell'apposito locale dove sono eseguite le prestazioni
professionali e successivamente, all'art. 7, si individuano
requisiti specifici per i locali adibiti a studio odontoiatrico
atti a garantire la massima igiene;
ricordato che la mancata osservanza delle norme sopra indicate
può determinare situazioni di facile contagio per malattie
infettive anche di notevole gravità, e ciò non soltanto nel campo
dell'odontoiatria ma nella stragrande maggioranza degli studi
medici;
per sapere attraverso quali strutture e uffici, con quale
periodicità e con quali esiti viene assicurata l'attività di
vigilanza e d'ispezione a tutela della salute pubblica, per il
rispetto delle norme sopra ricordate e a conferma dei dati
necessari all'accreditamento». (1434)
Risposta. «Con riferimento all'interrogazione numero 1434 si
rappresenta che l'accertamento del possesso e della verifica del
mantenimento dei requisiti, per le autorizzazioni sanitarie, è
effettuato dall'Azienda USL, ed in particolare dal Settore Igiene
pubblica oggi Dipartimento di prevenzione, Servizio Igiene degli
ambienti di vita e, ove previsto, dal Servizio medicina di base,
così come precisa l'articolo 3 del decreto assessoriale 17 aprile
2003».
L'Assessore CITTADINI
LO CURTO. - «All'Assessore per la sanità, premesso che:
in data 28 ottobre 2003 il Presidente della Regione, alla
presenza dell'Assessore regionale per la sanità e del Prefetto di
Trapani, si è impegnato nei confronti del Presidente della
Federfarma di Trapani ad assegnare alla ASL 9 di Trapani i fondi
necessari per il pagamento di quattro mensilità (marzo, aprile,
maggio e giugno 2003) entro il 30 novembre 2003;
l'ASL 9 di Trapani ha presentato da tempo l'istanza
all'Assessorato regionale della sanità per l'erogazione delle
somme necessarie al predetto pagamento fornendo tutta la relativa
documentazione probatoria;
giusta nota prot. 1144 del 29 ottobre 2003, indirizzata agli
Assessori per la sanità e per il bilancio e le finanze, la ASL 9
ha stigmatizzato l'impossibilità di fare fronte ai pagamenti nei
confronti dei farmacisti nonché degli specialisti convenzionati e
delle strutture di riabilitazione non potendo disporre dello
smobilizzo del credito che la stessa ASL 9 vanta nei confronti
della Regione e dello Stato a titolo dei disavanzi autorizzati
per gli anni 2001 e precedenti, ammontante complessivamente ad
euro 102.016.674,46;
considerato che:
l'Assessorato regionale della sanità sino alla data odierna non
ha ancora adottato gli atti di propria competenza per consentire
alla ASL 9 di Trapani di smobilizzare il credito ammontante
complessivamente ad euro 102.016.674,46, e cioè non ha provveduto
alla quantificazione del disavanzo effettivo per ciascun
esercizio finanziario di tutte le Aziende sanitarie della Regione
Sicilia ed alla successiva ripartizione delle somme alle stesse,
inadempimento questo verosimilmente ascrivibile al collocamento
in pensione dei funzionari preposti, aggravato anche dall'assenza
del Direttore regionale del Dipartimento alla Sanità non ancora
sostituito;
il provvedimento di ripartizione testé enunciato consentirà
all'Assessorato regionale bilancio e finanze di attivare le
procedure relative all'individuazione delle fonti di
finanziamento per il ripiano dei disavanzi autorizzati;
rilevato che:
il mancato accredito delle somme comporta notevoli disservizi
al normale andamento dell'attività gestionale dell'Azienda
sanitaria di Trapani, la quale non è in condizione di fare fronte
alle proprie obbligazioni nei confronti delle categorie
convenzionate;
i normali flussi finanziari del Fondo sanitario nazionale
garantiscono solamente il pagamento delle competenze al personale
dipendente, quelle relative alla medicina convenzionata e alla
continuità assistenziale, nonché agli oneri di legge riflessi;
per sapere:
se l'Assessorato regionale della sanità intenda provvedere, ed
entro quale termine, ad adottare il provvedimento di
quantificazione del disavanzo effettivo per ciascun esercizio
finanziario di tutte le Aziende sanitarie della regione ed alla
successiva ripartizione delle somme alle stesse, e ciò con
particolare riferimento alla ASL 9 di Trapani;
quali provvedimenti intenda adottare per rendere più spedita la
procedura di accredito delle somme spettanti alle Aziende
sanitarie locali;
quali provvedimenti intenda adottare l'Assessorato della sanità
per coprire i vuoti in organico a livello di dirigenti e
direttore regionale creatisi al proprio interno, onde garantire
la necessaria interlocuzione tra Assessorato stesso ed Aziende
sanitarie;
quali provvedimenti intenda adottare per rivedere i criteri di
ripartizione dei fondi di bilancio tra Aziende ospedaliere ed
Aziende territoriali, atteso che queste ultime sopportano
funzioni di spesa di gran lunga superiori a quelle delle Aziende
ospedaliere, le quali solitamente maturano avanzi di
amministrazione utilizzati a favore di altre ASI; a tale riguardo
si cita il caso degli avanzi di amministrazione dell'Azienda
ospedaliera Sant'Antonio di Trapani stornati per coprire i
deficit di altre Aziende sanitarie ed in particolare della ASL 6
di Palermo». (1443)
Risposta. «Con riferimento all'interrogazione numero 1443, si
rappresenta quanto segue.
Sulla base della certificazione del disavanzo al 31 dicembre
2001, presentata dall'Azienda USL n. 9 di Trapani, pari a euro
102.016.674, 47, questa Amministrazione ha provveduto, con DDS n.
02540 del 30 dicembre 2002, ad assumere il limite annuale di
impegno di euro 10.201.667,45.
Successivamente con l'approvazione della delibera relativa al
conto consuntivo 2001 di detta Azienda, il disavanzo al 31
dicembre 2001 è stato rideterminato in euro 67.619.914,90
comprensivo dei debiti fuori bilancio e depurato dei crediti
vantati nei confronti dello Stato.
Pertanto si è provveduto ai sensi del combinato disposto del
comma 2 dell'articolo 3 della legge regionale 9 agosto 2002, n.
10, dell'articolo 28 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4 e
dell'articolo 16 della legge regionale 8 settembre 2003, n. 13,
alla ricapitalizzazione relativa al disavanzo del solo anno 2001
e pertanto ad erogare una somma pari a euro 52.956.479,33. Ciò è
avvenuto con DDS n. 2371 del 19 dicembre 2003, trasmesso
all'Azienda con nota prot. 4/Dip/8923 del 29 dicembre 2003.
Contestualmente, con DDS n. 2474 del 30 dicembre 2003 è stato
disposto il limite annuale di impegno di euro 1.820.000,00 (euro
1.466.343,56 per sorte capitale ed euro 353.656,44 per quota
interessi) a valere sui disavanzi al 31 dicembre 2000, pari a
complessivi euro 14.663.435,57 (differenza tra 67.619.914,90 e
52.956.479,33)».
L'Assessore CITTADINI
ODDO. - «All'Assessore per la sanità, premesso che:
con decreto assessoriale del 4 novembre 2003 è stata istituita
in Sicilia la Rete regionale per la prevenzione, la sorveglianza,
la diagnosi e la terapia della talassemia;
a Trapani opera da oltre 18 anni il Servizio di cura e
prevenzione della talassemia istituito presso l'Azienda
Ospedaliera Sant'Antonio Abate' con decreto assessoriale del 14
dicembre 1985;
tale struttura è in piena efficienza e può dimostrare con dati
di fatto la sua capacità d'intervento nei confronti della
malattia in questione e standard qualitativi di alto livello;
nel progetto della Rete regionale è stato previsto un nuovo
servizio di talassemia presso l'Ospedale San Biagio' di Marsala,
dove tuttavia non esiste una struttura già avviata come nel caso
dell'Azienda Ospedaliera di Trapani;
la filosofia generale della nuova Rete regionale è quella di
creare un sistema di centri in grado d'intervenire su tutto il
territorio siciliano in maniera capillare ed efficace;
per sapere quali motivazioni tecniche e scientifiche abbiano
portato all'esclusione del Centro di talassemia di Trapani dalla
Rete regionale suddetta e quali iniziative intenda intraprendere
per inserire la struttura operante presso l'Ospedale Sant'Antonio
Abate di Trapani all'interno della Rete medesima». (1476)
Risposta. «Con riferimento all'interrogazione numero 1476, si
rappresenta che con decreto dell'Assessore regionale per la
sanità n. 2727 del 30 gennaio 2004, l'Unità operativa di
pediatria dell'Azienda sanitaria ospedaliera Sant'Antonio Abate
di Trapani è stata inserita nella rete regionale per la
prevenzione, la sorveglianza, la diagnosi e la terapia della
talassemia, implementando in tal modo specifiche forme di tutela
ai pazienti affetti da talassemia in Sicilia».
L'Assessore CITTADINI
Villari. -«All'Assessore per il territorio e l'ambiente ed
all'Assessore per la sanità, premesso che:
- nel campo dell'inquinamento atmosferico la
regolamentazione è affidata a varie norme ed in particolare al
D.P.R. n. 203 del 1988;
- nella Regione siciliana i limiti di emissione vengono fissati
dalle Commissioni provinciali per la tutela dell'ambiente;
- la CPTA (Commissione Provinciale Tutela Ambiente) di Catania
ha provveduto a fissare i limiti di emissione dichiarati dalle
aziende, anche se più restrittivi di quelli previsti dal Decreto
ministeriale 12 luglio 1990, partendo dal presupposto che le
tecnologie di abbattimento delle emissioni evolvono con un chiaro
guadagno per l'ambiente e che la normativa prevede l'obbligo di
utilizzare la migliore tecnologia possibile;
visto che:
- il DPR 203 del 1988, che regola la materia, all'art. 11
prevede che le prescrizioni dell'autorizzazione possono essere
modificate in seguito all'evoluzione della migliore tecnologia
disponibile, nonché all'evoluzione ambientale ed il successivo
art. 14 prevede espressamente che tali disposizioni si applicano
anche agli impianti esistenti;
- alla luce di queste due chiarissime disposizioni è evidente
che è un errore adagiarsi pedissequamente sul DM citato (che
fotografa la situazione di ben 14 anni fa) e che, anzi, alla luce
di queste norme, sarebbe opportuno rivedere periodicamente i
limiti assegnati; rispetto a quanto dichiarato dall'impresa, non
vi può essere un peggioramento, anche temporaneo, delle emissioni
mentre assegnare i limiti del DM 12 luglio 1990 significherebbe
autorizzarla a un peggioramento costante delle emissioni;
osservato, ancora, che:
- la Regione, nel Decreto 18 aprile 2001 (art. 7) ha
tralasciato di considerare che esistono norme del Trattato
istitutivo dell'U.E., direttive ed anche discipline nazionali che
inducono a rivedere periodicamente i limiti fissati al fine di
procedere verso un miglioramento della qualità dell'aria;
- gli articoli 174 e seguenti del Trattato impongono agli Stati
membri di attenersi tanto al principio di precauzione quanto a
quello di prevenzione;
- la direttiva 96/62/CE ed il decreto di recepimento (D.Lgs 4
agosto 1999, n.351) impongono di mantenere la qualità dell'aria
esistente, laddove è buona, e migliorarla negli altri casi (art.
1, lett. d) nonché di preservare la migliore qualità dell'aria
ambiente compatibile con lo sviluppo sostenibile anche nelle zone
con livelli inferiori ai valori limite (art. 9);
rilevato che:
- alla luce di quanto sopra, l'art. 7 del citato decreto
regionale appare illegittimo; è giurisprudenza costante della
Corte di Giustizia, dalla sentenza Maerleasing (CGCE 1990) in
poi, che tutti gli operatori debbano interpretare la normativa
nel senso di rendere il testo in esame compatibile e conforme sia
al Trattato sia alle direttive comunitarie;
- appare, quindi, corretto applicare il principio della
migliore tecnologia disponibile e non l'art. 7 del decreto 18
aprile 2001 al fine di evitare di violare sia il principio di
prevenzione che quello di miglioramento della qualità dell'aria;
considerato che:
- nel concreto, la Provincia regionale di Catania ha contestato
alla CPTA i criteri seguiti per l'assegnazione dei limiti alle
emissioni in quanto sarebbero difformi da quelli del DM 12 luglio
1990 e che tale intervento della Provincia di Catania avrebbe
ritardato i tempi delle pratiche in esame e, in generale, il
lavoro della CPTA;
- altri e più gravi ritardi potrebbero verificarsi se le
imprese che hanno ottenuto l'autorizzazione con i precedenti
criteri facessero rilevare la disparità di trattamento e, quindi,
chiedessero un riesame della propria posizione;
per sapere:
- se non ritengano urgente la revoca dell'art. 7 del decreto 18
aprile 2001, sia per migliorare la qualità dell'ambiente sia per
evitare procedure d'infrazione da parte della UE;
- quali iniziative di sostegno a favore delle CPTA intendano
attivare per applicare in maniera puntuale il criterio della
migliore tecnologia disponibile, anche considerando che in taluni
casi bisognerà cominciare ad applicare la normativa
dell'autorizzazione integrata IPPC e che ciò comporterà il
necessario aggiornamento delle procedure;
- quale sia lo stato del censimento delle emissioni che le
Province sono tenute ad effettuare;
- quali e quanti controlli sia amministrativi che tecnici siano
stati effettuati negli ultimi due anni in Sicilia;
se, quali e quante indagini epidemiologiche siano state
effettuate per verificare eventuali collegamenti tra qualità
dell'aria e lo stato di salute delle popolazioni esposte». (1484)
Risposta. «Con riferimento all'interrogazione numero 1484, si
fa presente, per la parte di competenza di questo Assessorato,
quanto segue.
Per quanto attiene gli aspetti di monitoraggio e prevenzione
sul territorio, anche in relazione ai possibili effetti sanitari
richiamati dall'interrogante si evidenzia ancora che, ai sensi
della normativa di cui all'articolo 7 del D.lgs.vo 229/99 ed in
conformità alle indicazioni del vigente Piano sanitario
regionale, con circolare 1045 del 21 marzo 2001 sono state
impartite direttive sul funzionamento dei Dipartimenti di
prevenzione delle Aziende USL cui compete la tutela della salute
collettiva in ambienti di vita anche con riferimento agli effetti
sanitari degli inquinanti ambientali . A tal fine il Dipartimento
di prevenzione può usufruire dello specifico finanziamento allo
stesso destinato ammontante al 5 per cento della quota capitale
del Fondo sanitario regionale.
Tanto in evasione all'atto ispettivo».
L'Assessore
CITTADINI
FLERES - CATANIA G. - MAURICI. -«Al Presidente della Regione e
all'Assessore per la sanità, premesso che:
- da fonti di stampa si apprende che l'AUSL di Gravina non
riesce a soddisfare le giornaliere richieste degli utenti entro
gli orari di apertura degli uffici;
- tale situazione è avvalorata dalla circostanza che chiunque
abbia necessità di ottenere una qualsiasi attestazione dalla
predetta struttura sia costretto a firmare su un foglio al fine
di dare un ordine cronologico alle richieste;
- l'elenco in questione, oltretutto, verrebbe ritirato dagli
impiegati dell'AUSL entro e non oltre le ore 8.30, costringendo i
cittadini che necessitano di una qualsiasi certificazione ad
improponibili code notturne o nelle prime ore della giornata;
- tale sistema sarebbe attuato poiché le richieste di
certificazione e documentazione avanzate ogni giorno agli uffici
dell'AUSL di Gravina eccederebbero di gran lunga quelle
materialmente espletabili dagli stessi impiegati;
per sapere:
se gli uffici dell'AUSL di Gravina siano dotati degli adeguati
supporti informatici, tecnici e scientifici e se dispongano di un
numero di impiegati dimensionato all'utenza da servire;
quali provvedimenti urgenti si intendano porre in essere
affinché l'AUSL di Gravina sia messa in condizione di fornire un
servizio efficiente che eviti gli enormi disagi attualmente
subiti dagli utenti;
quale ente o autorità avrebbe dovuto provvedere a garantire che
l'AUSL di Gravina riuscisse a svolge re regolarmente le proprie
funzioni;
se non ritengano inoltre di provvedere ad un'apposita ispezione
per verificare la corretta gestione degli uffici dell'AUSL di
Gravina». (1499)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione numero 1499,
l'AUSL n. 3 di Catania all'uopo interpellata, ha rappresentato
quanto segue.
Le lamentate carenze presso strutture del Distretto di Gravina,
riprese da una segnalazione di un utente pubblicata su La
Sicilia , sono riferite all'Ufficio Protesi, Presidi ed Ausili
distrettuali.
Gran parte dei disagi deriva dal cattico funzionamento del
sistema informatico installato per la gestione centralizzata
delle suddette forniture. Infatti la connessione dei moduli del
software dedicati alla gestione protesi ed alla gestione presidi
ed ausili hanno presentato sin dall'avvio difficoltà operative
fra cui il blocco del sistema stesso, quando eccessivamente
impegnato per gli stessi procedimenti, da altri distretti
sanitari.
In ragione di ciò, si sono avviate le procedure per creare
altri moduli aggiuntivi da dedicare all'espletamento delle
pratiche riguardanti celiaci, antidecubito, insufficienza renale
dando nel contempo incarico per costituire la relativa banca
dati. Quest'ultima, insieme alla operatività del sistema, sarà
disponibile entro il mese di aprile 2004.
Incide altresì sul lento smaltimento delle pratiche, la cronica
carenza di personale in un Distretto con una popolazione di
167.000 abitanti, ove nel 2003 sono state espletate oltre 26.000
pratiche per il rilascio di protesi, presidi ed ausili, con una
media di più di cento al giorno. Tale problema non è
nell'immediato facilmente risolvibile, se non depauperando altre
strutture egualmente necessitanti di forze lavorative, poiché il
reclutamento dall'esterno già dall'anno scorso ed, almeno per
tutto il 2004, è impedito dalla normativa statale e regionale che
ha disposto il blocco delle assunzioni.
Tanto in evasione all'atto ispettivo».
L'Assessore
CITTADINI
BARBAGALLO. - «All'Assessore per la sanità, premesso che:
a seguito della istituzione dell'Azienda sanitaria n. 2 e
dell'Azienda ospedaliera S. Elia di Caltanissetta si è proceduto
alla ripartizione dei beni immobili tra le due Aziende;
l'Azienda ospedaliera S. Elia, successivamente agli atti di
conferimento dei beni, ha impugnato davanti al TAR il
provvedimento con il quale si attribuiva all'Azienda sanitaria n.
2 l'ex Presidio ospedaliero Dubini;
l'Azienda ospedaliera S. Elia rivendica la titolarità del bene
sia perché originariamente di proprietà dell'ex Ente ospedaliero
sia perché prevalentemente utilizzato per i servizi ospedalieri
di propria competenza;
premesso ancora che:
su tale ricorso il giudizio è ancora pendente;
l'Azienda S. Elia ha richiesto, inoltre, la proprietà degli
immobili dell'ex ente ospedaliero Vittorio Emanuele di
Caltanissetta, poiché facente parte della stessa struttura poi
trasformatasi in Ospedale S. Elia, nonché del complesso
dell'Ospedale Castelnuovo di S. Caterina Villermosa, in quanto
ospitante una divisione dell'Ospedale S. Elia;
l'Azienda sanitaria n. 2 ha sempre opposto un netto rifiuto
alla cessione di tali immobili;
l'Assessorato della Sanità ha disposto un accertamento
ispettivo per la soluzione della controversia;
considerato che:
gli esiti dell'ispezione, contenuti nella relazione depositata
nel giugno 2003, sono nettamente a favore delle richieste
avanzate dal S. Elia, in virtù dell'applicazione rigorosa dei
criteri dettati dal D.A. 28 aprile 1995 per l'individuazione dei
beni da trasferire;
secondo l'accertamento ispettivo, i plessi ospedalieri Vittorio
Emanuele, Dubini e Castelnuovo risulterebbero essere componenti
di un'unica struttura denominata Ente ospedaliero 'Vittorio
Emanuele, Isolamento e Dubini' trasformata, nel tempo, in
Ospedale S. Elia;
l'Ufficio legale e legislativo della Regione, con parere
depositato il 25/11/2003, ha dato sostanzialmente ragione alla
Azienda ospedaliera S. Elia, affermando, tra l'altro, che 'si
potrebbe proporre al Presidente della Regione l'annullamento in
parte qua e le correlate modifiche dei decreti presidenziali di
trasferimento già emanati';
per sapere:
i motivi per i quali, nonostante gli inequivocabili esiti
dell'accertamento ispettivo condotto e il parere favorevole
dell'Ufficio legislativo e legale, non sia stato ancora adottato
alcun provvedimento finalizzato al conferimento dei beni immobili
spettanti all'Azienda ospedaliera S. Elia di Caltanissetta».
(1508)
Risposta. « Con riferimento all'interrogazione numero 1508, si
rappresenta quanto segue. Si precisa preliminarmente che
l'accertamento ispettivo - finalizzato a dirimere la controversia
insorta fra l'Azienda Ospedaliera "S. Elia" di Caltanissetta e la
corrispondente Azienda territoriale in ordine al conferimento del
patrimonio immobiliare - è stato disposto direttamente
dall'onorevole Presidente della Regione che, con D.P. n.
22/Serv.I/U.O. 1/S.G. del 10/02/2003, ha nominato il dottor
Angelo Greco per l'espletamento del predetto incarico, conclusosi
sostanzialmente e sinteticamente a sostegno della tesi
dell'Azienda Ospedaliera, nel senso che - sebbene l'attribuzione
dei beni patrimoniali era stata operata sulla scorta di concordi
atti formali tra le parti - erano stati disattesi i criteri della
originaria provenienza e della prevalenza del soggetto
utilizzatore delle strutture, dettati dal D. Ass. Sanità del
28/04/1995. La sussistenza poi di atti programmatori posti in
essere dalla GRG concernenti la riconversione dei presidi -
oggetto della controversia - in strutture a carattere
territoriale, nonché i conseguenti interventi finanziari già
disposti per tale finalità, hanno indotto quest'Amministrazione
ad approfondire la questione chiedendo l'avviso dell'Ufficio
Legislativo e Legale in ordine sia alla fattispecie rappresentata
sia alla possibilità di una diversa legittima attribuzione
patrimoniale alle Aziende interessate.
L'organo legale, demandando al Dipartimento R.F.S. di questo
Assessorato l'accertamento dell'effettiva corretta attribuzione,
ha ipotizzato una proposta all' onorevole Presidente della
Regione per l'annullamento in parte qua dei decreti di
trasferimento , in via di autotutela a condizione che ricorra
anche il pubblico interesse all'esercizio di tale potere di
autotutela.
Premesso quanto precede, quest'Amministrazione preso atto degli
esiti dell'indagine ispettiva e considerate le determinazioni
assunte con delibera n. 446/96 (atto sovraordinato rispetto al
decreto Assessoriale del 28/04/1995), con la quale la GRG ha
disposto la ridestinazione funzionale degli ex presidi contesi a
servizi territoriali, ha ritenuto l'attribuzione patrimoniale
effettuata in armonia agli indirizzi di programmazione sanitaria
regionale. Inoltre, non ravvisando elementi riconducibili al
superiore interesse pubblico in una diversa attribuzione
patrimoniale, ha rimesso con Assessoriale prot. n. 12 del
7/01/2004 ogni definitiva valutazione in ordine alla problematica
di cui è questione, all' onorevole Presidente della Regione,
istituzionalmente competente, ai sensi del citalo D.A. - Sanità
28/04/1995, alla risoluzione di conflitti relativi alla
titolarità del patrimonio delle Aziende Sanitarie - per le
determinazioni che lo stesso vorrà assumere e delle quali, a
tutt'oggi si è in attesa».
L'Assessore CITTADINI
CRACOLICI. - «All'assessore per la sanità, premesso che:
l'ASL n. 6 ha provveduto dal 1 gennaio c.a., con la motivazione
di riorganizzare il personale di vigilanza del Dipartimento di
prevenzione nella nuova unità operativa di vigilanza e ispezione
- istituita con atto aziendale -, ad eliminare il nucleo di
vigilanza presso il Servizio igiene degli ambienti di vita dello
stesso Dipartimento, nucleo che esercitava il controllo sui piani
di lavoro per la dismissione dell'amianto nella provincia di
Palermo;
da oltre due mesi nessuna struttura di vigilanza esercita
tempestivamente alcuna attività di controllo, poiché la decisione
di trasferire la vigilanza alla competenza dei distretti
sanitari, gravemente deficitari di personale addetto alla
vigilanza, comporta ritardi che rischiano di vanificare ogni
attività di controllo stesso. La continua riorganizzazione
formale dei pochi addetti alla vigilanza sembra sortire l'effetto
di svilire l'attività di controllo sul territorio, come se vi
fosse la volontà di ridurre l'impatto della vigilanza;
in atto il dipartimento di prevenzione e l'area di igiene e
sanità pubblica sono diretti dalla stessa persona, dott. Vito Di
Blasi, contrariamente a quanto stabilito dalla direttiva 1045 del
2001 emessa dall'Assessorato, e lo stesso è gravato da
procedimenti giudiziari per atti relativi all'esercizio delle sue
funzioni;
per sapere:
se non ritenga che si stiano, nei fatti, determinando
comportamenti omissivi che pregiudicano il necessario controllo
con gravi pericoli per la salute pubblica rispetto alle modalità
di dismissione di amianto;
se non ritenga di separare la funzione di capo dipartimento da
quella di capo della struttura complessa di provenienza,
distinguendo ruolo e funzioni tra capo dipartimento e capo area;
se non vi siano ragioni di opportunità e di prudenza che
consiglierebbero il trasferimento ad altro incarico del dottor Di
Blasi, considerati i procedimenti giudiziari che lo riguardano
con capi d'accusa relativi alla funzione di responsabile
dell'igiene pubblica della ASL 6». (1585)
Risposta. «Con riferimento all'interrogazione numero 1585
l'AU5L n. 6 di Palermo, all'uopo interpellata, ha rappresentato
quanto segue:
1. L'istituzione dell'Unità operativa di Vigilanza e Ispezione
dell'Area Dipartimentale di Igiene e Sanità Pubblica è a
tutt'oggi sottoposta alle valutazioni di questo Assessorato
presso il quale è in corso l'approvazione dell'Atto Aziendale di
cui alle delibere n. 576 e n. 577 del 19.02.04;
2. La proposta di istituire l'Unità Operativa di Vigilanza e
Ispezione e stata avanzata dai Direttori dell'Area Dipartimentale
di Igiene e sanità Pubblica. A seguito di specifiche e
rappresentate esigenze pervenute all'Area sopracitata dalle
organizzazioni sindacali rappresentative della categoria dei
Tecnici della Prevenzione Ambientale e dei Luoghi di Lavoro
addetti alla vigilanza sui territorio. Tale specifica esigenza
rispondeva anche alla realizzazione di quanto proposto da questo
Assessorato con Circolare n. 1045 del 21.03.01;
3. L'organizzazione di tale Unità Operativa si compone di un
nucleo di vigilanza presso il Servizio Dipartimentale Igiene
degli Alimenti e Nutrizione e un nucleo di vigilanza presso il
Servizio Dipartimentale Igiene degli Ambienti di Vita a livello
centrale e di nuclei di vigilanza a livello distrettuale. Tra
l'altro nella citata relazione n.42\SAN dei 2002, veniva
contestualmente richiesto l'aumento dell'organico riferito ai
Tecnici della Prevenzione Ambientaledei Luoghi di Lavoro a cento
unità;
4. Dall'estate 2003 ad oggi le attività di vigilanza hanno
registrato un aumento delle prestazioni nell'ordine dei 30%
riferito allo stesso periodo stagionale dell'anno precedente, e
gli interventi di vigilanza a tutela della salute pubblica,
effettuati congiuntamente al Corpo di Polizia Urbana del Comune
di Palermo, sono stati spesso riportati dalla stampa. A tutti i
nuclei di vigilanza. È stata assegnata un'auto di servizio onde
rendere più pronta l'azione di vigilanza e controllo sul
territorio. Precedentemente dall'attivazione dell'Azienda USL 6,
gli addetti alla vigilanza per i compiti di istituto utilizzavano
il mezzo proprio;
5. Il Dipartimento di Prevenzione è diretto da un Dirigente
Responsabile scelto e nominato dal Direttore Generale tra i
direttori responsabili delle Aree Dipartimentali di Sanità
Pubblica, Tutela Salute e Sicurezza dei Lavoratori e Sanità
Pubblico. Veterinaria. Lo stesso Dirigente, dopo avere
sottoscritto un contratto quinquennale, rimane titolare del posto
di Direttore di Area Dipartimentale, fermo restando che, per tale
periodo, dovrà essere sostituito da altro Dirigente della stessa
Area; tosi stabilisce la legge che regolamenta la nomina del
Direttore Del Dipartimento. In atto lo scrivente, in attesa che
venga approvato l'atto aziendale, è stato temporaneamente
identificato Responsabile del Dipartimento di Prevenzione e tale
incarico non è stato formalizzato con la sottoscrizione di un
contratto quinquennale;
6. Senza volere entrare nel merito dei procedimenti giudiziari, a
cui il dottor De Blasi è stato sottoposto, gli stessi hanno
sempre inerito l'abuso di ufficio e si sono conclusi con
l'assoluzione con formula piena perché i fatti non sussistono.
L'unico procedimento giudiziario, a cui in atto quest'ultimo è
stato sottoposto, riguarda la problematica ONAMA, per il reato di
cui all'art. n. 323 c.p. congiuntamente al vertice aziendale del
tempo.
7. Fermo restando che l'identificazione del Direttore del
Dipartimento di Prevenzione è provvedimento .fiduciario, ancorché
motivato, relativamente alle rappresentate ragioni di opportunità
e di prudenza che consiglierebbero il trasferimento ad altro
incarico del dottor De Blasi, di cui all'interrogazione in
oggetto, qui di seguito, per ogni opportuna valutazione,
testualmente si riporta il disposto della Sezione Controversie di
lavoro del Tribunale di Palermo, procedimento n. 2470 anno 2002
Ruolo Generale con il quale, in data 25.06.02, è stato accolto il
reclamo avanzato dallo stesso alla Azienda n. 6 di Palermo, in
quanto con delibera n. 5306 del 18.09.01 il suddetto era stato
sospeso dall'incarico: "....neppure sembra di poter far rientrare
la sospensione in oggetto nella previsione dell'art. 3 della
legge 97 del 2001 il quale prevede il trasferimento del pubblico
dipendente ad un ufficio diverso con attribuzione di funzioni
corrispondenti per inquadramento, mansioni e prospettive di
carriera a quelle svolte in precedenza nel caso in cui a suo
carico sia stato disposto il giudizio per alcuni dei delitti
previsti dagli artt. n.314 primo comma, 317, 318, 319, 319 ter e
320 c.p. Ed invero, nel caso in specie, risulta dagli atti che
non sia stato disposto il giudizio nei confronti del De Blasi
che, comunque, risulta indagato per reati diversi da quelli
previsti dalla norma P.Q.M. accoglie il reclamo e ordina
all'Azienda USL 6 di Palermo di reintegrare De Blasi Vito
nell'incarico ricoperto. ».
L'Assessore CITTADINI
VILLARI - SPEZIALE - CRACOLICI. - «All'Assessore per la sanità,
premesso che nella città di Catania sono state individuate 4
aziende ospedaliere, ognuna con caratteristiche e tipologia di
prestazioni ben differenziate: azienda di riferimento nazionale e
di alta specialità (Garibaldi), azienda universitaria
(Policlinico), azienda per emergenza di terzo livello
(Cannizzaro), azienda per triennio di formazione universitaria
(Vittorio Emanuele);
ricordato che un plesso (S.Luigi-S.Currò) dell'ospedale
Garibaldi è individuato dal piano sanitario regionale come polo
oncologico di terzo livello e che il suo prossimo trasferimento
nel nuovo ospedale Garibaldi di Nesima, unitamente alla maggiore
disponibilità di posti letto, di apparecchiature di ultimissima
generazione (RM e T.C) e di due acceleratori lineari, lo
renderanno ancora più efficace per sostenere le richieste
dell'utenza oncologica;
ricordato, altresì, che presso l'ospedale Cannizzaro è stato
previsto uno dei poli per l'emergenza e che per tali ragioni lì
gravitano le specialità dell'emergenza (neurochirurgia, centro
ustioni, base eliportuale, 118 eccetera);
rilevato che una richiesta di'acquisto di un'attrezzatura PET
(attrezzatura di innovativa metodica diagnostica in grado di
individuare in un unico esame del body la presenza di patologie
tumorali) è stata perfezionata dall'azienda ospedaliera
Cannizzaro e sarebbe giunta già in fase conclusiva con la
prossima posa in opera;
considerato l'impegno di spesa che richiede l'acquisto e il
funzionamento di una macchina così importante, sia dal punto di
vista diagnostico e assistenziale, sia dal punto di vista
economico;
per sapere:
a quale logica programmatoria risponda l'allocazione, presso un
ospedale votato all'emergenza (Cannizzaro), di un'attrezzatura
tanto sofisticata e di quasi esclusivo uso oncologico, per il cui
funzionamento è necessario un servizio di medicina nucleare
(presente invece nell'ospedale Garibaldi), con le strutture ed il
personale in grado di non far correre il rischio di
sottoutilizzazione e di trattare con la dovuta professionalità la
somministrazione ai pazienti di sostanze radioattive isotopiche;
se non ritenga coerente con la programmazione sanitaria
regionale l'acquisto e l'allocazione di questa apparecchiatura
presso l'ARNAS Garibaldi di Catania per le motivazioni sopra
richiamate». (1600)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione numero 1600 si fa
presente che, pur condividendo in linea di massima l'oggetto
dell'interrogazione, l'assegnazione della PET presso l'Ospedale
Cannizzaro era stata già deliberata nel marzo 2000 sui fondi POR
e che in funzione già da due anni l'Azienda Cannizzaro aveva
approntato i locali ed iniziato l'iter di installazione
dell'apparecchiatura di cui sopra.
Alla data odierna sia la PET che il ciclotrone per la
produzione dei radiofarmaci necessari sono state già installate e
collaudate, ed hanno ottenuto tutte le autorizzazioni richieste,
l'attività clinica è già iniziata lunedì 3 maggio».
L'Assessore CITTADINI