Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 22 di martedì 20 novembre 2001
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del vicepresidente FLERES


     BURGARETTA APARO , segretario, dà lettura del processo verbale
  della  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si
  intende approvato.

                              CONGEDO

     PRESIDENTE.   Comunico  che  l'onorevole  Orlando  ha  chiesto
  congedo per oggi, martedì 20 novembre 2001.
       Non sorgendo osservazioni, il congedo si intende accordato.

                 ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE

     PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  stati  presentati i seguenti
  disegni di legge:

      -  "Disciplina  dell'introduzione  dell'istituto  del reddito
      minimo di inserimento" (n. 272)
      - iniziativa parlamentare
      -  presentato  dagli  onorevoli  Lo  Monte,  Basile Giuseppe,
          toni, Raiti, Sanzeri, Amendolia in data 14 novembre 2001

      - "Norme  per  l'istituzione  della  figura del portavoce dei
      sindaci   e   dell'ufficio   stampa  presso  gli  assessorati
      regionali.  Disposizioni  sul  trattamento  contrattuale  dei
      giornalisti degli uffici stampa" (n. 273)
      - iniziativa parlamentare
      -  presentato dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Croce
      in data 15 novembre 2001

      -  "Istituzione  della  commissione  regionale  per  le  pari
      opportunità tra uomo e donna" (n. 274)
      - iniziativa parlamentare
      - presentato dall'onorevole Raiti in data 16 novembre 2001

      -  "Norme  per l'installazione di impianti di riciclaggio dei
      rifiuti solidi urbani" (n. 275)
      - iniziativa parlamentare
      -  presentato  dagli  onorevoli  Tricoli  ed altri in data 19
      novembre 2001

        COMUNICAZIONE DI INVIO DI DISEGNI DI LEGGE ALLE COMPETENTI
        COMMISSIONI LEGISLATIVE

     PRESIDENTE. Comunico che sono stati inviati   alle  competenti
  commissioni legislative i seguenti disegni di legge:

                        AFFARI ISTITUZIONALI (I)

    -  "Norme  per   l'elezione  del  Presidente  della  Regione  e
  dell'Assemblea regionale siciliana" (n. 265)
    - iniziativa parlamentare

    - "Norme in materia  di  cooperazione  con  i  Paesi terzi e di
  collaborazione internazionale" (n. 267)
    - iniziativa parlamentare
      - PARERE V COMMISSIONE

                       ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

    - "Incentivi fiscali aggiuntivi per gli investimenti in Sicilia
  e per l'emersione del lavoro irregolare" (n. 269)
    - iniziativa parlamentare

                       AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

    - "Disciplina degli appalti di lavori, forniture e servizi" (n.
  268)
    - iniziativa parlamentare

    - "Istituzione del fascicolo fabbricato" (n. 270)
    - iniziativa parlamentare

                    CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

    -  "Interventi   per   l'attuazione  del  diritto  allo  studio
  universitario in Sicilia" (n. 271)
    - iniziativa governativa

                     INVIATI IN DATA 19 NOVEMBRE 2001

                   COMUNICAZIONE DI RICHIESTE DI PARERI

     PRESIDENTE.  Comunico  che  le  seguenti  richieste di parere,
  pervenute  dal  Governo,  sono  state  assegnate  alle competenti
  Commissioni legislative:

                        AFFARI ISTITUZIONALI (I)

    - "Trasmissione schema di decreto di determinazione dei criteri
  per  la  valutazione  dei  titoli  nei  concorsi  interni  e  per
  l'accesso alle qualifiche  dirigenziali"  (n.  18)
    - pervenuto in data 12 novembre 2001
    - trasmesso in data 15 novembre 2001

    - "Incarico di direttore del Parco archeologico e paesaggistico
  della Valle dei Templi di Agrigento" (n.  19)
    - pervenuto in data 16 novembre 2001
    - trasmesso in data 19 novembre 2001

                       AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

    - "Legge 5 gennaio  1994,  n.  36  -  Legge regionale 27 aprile
  1999, n.  10 - Variazione degli ambiti territoriali ottimali" (n.
  17)
    - pervenuto in data 12 novembre 2001
    - trasmesso in data 15 novembre 2001

    COMUNICAZIONE  DI  ASSENZE  E  SOSTITUZIONI ALLE RIUNIONI DELLE
    COMMISSIONI LEGISLATIVE

     PRESIDENTE.  Comunico, ai  sensi  del comma 4 dell'articolo 69
  del Regolamento interno,  le assenze e sostituzioni alle riunioni
  delle Commissioni legislative per il periodo 11-14 novembre 2001.

                        AFFARI ISTITUZIONALI (I)

  ASSENZE
  Riunione del 13.11.01: BARBAGALLO-GALLETTI-IOPPOLO
      "     "  14.11.01: LEANZA E.-MOSCHETTO-BARBAGALLO-CRISAFULLI
                         GALLETTI-IOPPOLO-SAVARINO

                              BILANCIO (II)

  ASSENZE
  Riunione del 11.11.01: MANCUSO-PAPANIA

  SOSTITUZIONI
  Riunione del 13.11.01: SAVONA   sostituito da DINA
      "     "      "     LEONTINI     "       " GIAMBRONE

         COMUNICAZIONE DI DELIBERAZIONI DELLA GIUNTA REGIONALE

     PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione, ai sensi
  dell'art. 2, comma 3,  della legge regionale 23 dicembre 2000, n.
  32, ha  trasmesso  copia  delle  seguenti  deliberazioni adottate
  dalla Giunta regionale:  dalla  n.  312  alla  n.  318,  dalla n.
  320 alla n.  336, dalla  n.  338 alla n.  352, dalla n.  354 alla
  n.  357, la n.  432  e  la  n.  433  dei  mesi di luglio, agosto,
  settembre e ottobre 2001 adottate dalla Giunta regionale.

                         ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

    A) Interrogazioni con richiesta di risposta orale.

            N. 313 - Revoca  dell'intitolazione  a  Benito  Mussolini,
          statista, di una via del comune di Tremestieri etneo (CT).
            - Presidente Regione
            - Assessore Enti Locali
            ***
          Spampinato Giuseppe; Villari Giovanni; Liotta  Santo;  Raiti
          Salvatore

                                ----------------

            N. 319 - Garanzie di un accettabile livello di prestazioni
          sanitarie in provincia di Siracusa.
            - Assessore Sanità
            ***
          De Benedictis Roberto

                                ----------------

            N. 320 - Liquidazione delle indennità di fermo tecnico  ai
          pescatori siciliani, per gli anni 1998/1999.
            - Presidente Regione
            - Assessore Bilancio
            - Assessore Cooperazione
            ***
          Villari Giovanni; Panarello Filippo; Oddo Camillo; Morinello
          Salvatore; Spampinato Giuseppe;  Raiti  Salvatore;  Speziale
          Calogero

                                ----------------

            N. 321 - Ispezione presso il Comune di Terrasini (PA).
            - Assessore Enti Locali
            ***
          Cracolici Antonino

                                ----------------

            N. 322 - Attivazione dei  corsi  di  specializzazione  per
          insegnanti di sostegno.
            - Presidente Regione
            - Assessore Beni Culturali
            - Assessore Sanità
            ***
          Villari Giovanni; Giannopolo Domenico; Panarello Filippo

                                ----------------

            N.    324  -  Iniziative  in  merito  alle  procedure  per
          l'affidamento del servizio di  brokeraggio  da  parte  degli
          enti regionali.
            - Presidente Regione
            - Assessore Presidenza
            - Assessore Sanità
            ***
          Crisafulli Vladimiro

    B) Interrogazioni con richiesta di risposta scritta.

            N. 310 - Accertamenti sulle procedure seguite dalla Giunta
          del Comune  di  Acireale  per  l'approvazione  del  progetto
          'Acireale mare sicuro'.
            - Presidente Regione
            - Assessore Enti Locali
            ***
          Basile Giuseppe

                                ----------------

            N. 311 - Iniziative per evitare la  chiusura  dell'ufficio
          postale    delle  frazioni  Vena  e  Presa,  nel  comune  di
          Piedimonte Etneo (CT).
            - Presidente Regione
            - Assessore Turismo
            ***
          Basile Giuseppe

                                ----------------

            N. 312 - Bonifica dell'invaso artificiale  di  Campofranco
          (CL) e notizie circa la sua proprietà.
            - Presidente Regione
            - Assessore Sanità
            - Assessore Industria
            - Assessore Territorio
            ***
          Ferro Giovanni

                                ----------------

            N. 314 - Rilancio dell'Azienda  autonoma  delle  Terme  di
          Sciacca.
            - Assessore Turismo
            ***
          Giambrone Vincenzo

                                ----------------

            N. 315 - Notizie in merito alla  riconferma  della  nomina
          del Vicepresidente  del  Consiglio  di  amministrazione  del
          Parco dei Nebrodi.
            - Presidente Regione
            - Assessore Territorio
            ***
          Beninati Antonino

                                ----------------

            N. 316 - Emanazione di  una  circolare  esplicativa  sulla
          cartolarizzazione dei crediti alle imprese, ai  sensi  della
          legge regionale n. 16 del 2001.
            - Presidente Regione
            - Assessore Cooperazione
            - Assessore Bilancio
            ***
          Basile Giuseppe

                                ----------------

            N. 323 - Contenimento e riordino della spesa sanitaria.
            - Presidente Regione
            - Assessore Sanità
            ***
          Barbagallo      Giovanni;  Genovese  Francantonio;  Gurrieri
          Sebastiano; Tumino Carmelo; Zangara Andrea

                         ANNUNZIO DI INTERPELLANZA

    N. 11 - Ripristino del servizio territoriale recentemente
            interrotto presso l'AUSL n. 4 di Enna.
            - Presidente Regione
            - Assessore Sanità
            ***
          Crisafulli Vladimiro

                         ANNUNZIO DI MOZIONI

            N. 68 - Iniziative per la valorizzazione  e  la  fruizione
          dei beni culturali in Sicilia.
            Leanza   Nicola;  Cintola  Salvatore;  Pistorio  Giovanni;
          Savona Riccardo;  Mancuso  Fabio  Maria;  Sbona  Sebastiano;
          Ardizzone Giovanni; Dina Antonino

          Presentata il 13/11/01

                                ----------------

            N. 69 - Recepimento della legge quadro per la
          realizzazione del sistema integrato d'interventi  e  servizi
          sociali.
            Leanza   Nicola;  Cintola  Salvatore;  Pistorio  Giovanni;
          Borzacchelli      Antonio;  Mancuso  Fabio  Maria;  Savarino
          Giuseppa; Dina Antonino; Sbona Sebastiano; Fratello Onofrio;
          Franchina Giuseppe; Ardizzone Giovanni; Lo Giudice Vincenzo;
          Savona Riccardo

          Presentata il 13/11/01

                                ----------------

            N. 70 - Interventi in merito alla prospettata
          incorporazione del Banco di Sicilia nella Banca di Roma.
            Formica  Santi;  Leontini  Innocenzo;  Lo  Monte  Carmelo;
          Rotella    Domenico;  Cintola  Salvatore;  Acierno  Alberto;
          Tricoli Marzio

          Presentata il 13/11/01

                                ----------------

            N. 71 - Iniziative per il riconoscimento  dello  stato  di
          calamità delle zone dell'Acese  (CT)  colpite  dagli  eventi
          sismici del 28.10.2001.
            Fleres  Salvatore;  Catania  Giuseppe;  Maurici  Giuseppe;
          Mercadante Giovanni

          Presentata il 14/11/01

                                ----------------

            N.   72  -  Provvedimenti  in  favore  del  sistema  della
          formazione professionale in Sicilia.
            Dina   Antonino;  Cintola  Salvatore;  Pistorio  Giovanni;
          Leanza Vincenzo; Borzacchelli Antonio; Mancuso Fabio  Maria;
          Savarino   Giuseppa;  Sbona  Sebastiano;  Fratello  Onofrio;
          Franchina Giuseppe; Ardizzone Giovanni

          Presentata il 16/11/01

     PRESIDENTE.  Le   mozioni   testè   annunziate  saranno  poste
  all'ordine  del giorno  della  seduta  successiva  perchè  se  ne
  determini la data di discussione.

    COMUNICAZIONE DI DECADENZA DI FIRMA DA ATTI ISPETTIVI E POLITICI

     PRESIDENTE.  Comunico  che,  a  seguito della dichiarazione di
  ineleggibilità alla  carica  di deputato regionale dell'onorevole
  Gaspare VITRANO, ne decade la firma dai seguenti atti politici ed
  ispettivi:
    Mozioni numeri  46 -  47  -  55  - 57 - 58 INTERPELLANZA N. 6
    Interpellanza numero 6
    Interrogazioni numeri 170 - 179 - 197 - 229 - 235
    L'Assemblea ne prende atto.

            COMUNICAZIONE DI ADESIONE A GRUPPO PARLAMENTARE

     PRESIDENTE. Comunico che,  con  nota  del  14  novembre  2001,
  l'onorevole Giuseppe FARAONE ha dichiarato, a norma dell'art.  23
  del  Regolamento   interno,  che  intende  apparenere  al  Gruppo
  parlamentare 'La Margherita - Democrazia è libertà'.
     L'Assemblea ne prende atto.
       Avverto,  ai  sensi   dell'articolo   127,   comma   9,  del
  Regolamento interno, che  nel corso della seduta potrà procedersi
  a votazioni mediante sistema elettronico.

                      DISCUSSIONE DI DISEGNI DI LEGGE

     PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  II  dell'ordine del giorno:
  Discussione di disegni di legge.
       Onorevoli  colleghi,  per  consentire  la  presentazione  di
  eventuali  emendamenti  al  disegno  di  legge  n.  259/A  "Norme
  finanziarie urgenti e variazioni al  bilancio  della  Regione per
  l'anno finanziario 2001",posto al  n.1  del punto in trattazione,
  il  cui esame era stato  sospeso  nella  precedente  seduta  dopo
  l'approvazione del passaggio  all'esame  degli articoli, propongo
  di  procedere  all'esame   del  disegno  di  legge  n.  185-Norme
  stralciate/A  "Disposizioni sull'ordinamento dell'Amministrazione
  regionale", posto al numero 2).
       Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
       Per assenza del Governo, sospendo  la  seduta avvertendo che
  riprenderà alle ore 12.00.

    (La seduta, sospesa alle  ore 11.37, è ripresa alle ore 12.02)

    La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente FLERES


                         SULL'ORDINE DEI LAVORI

     FORGIONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE.  Signor Presidende, preliminarmente, essendo anch'io
  come lei giornalista, sono  colpito  dalla  morte  di  una nostra
  collega. Le guerre provocano di questi morti, è la prima italiana
  non in divisa che  è  caduta, quindi, non possiamo permetterci di
  scherzare su questa guerra.
        In  riferimento  all'ordine   dei   lavori, a me  pare  che
  l'assenza del Governo e della Commissione pregiudichi i lavori di
  questa seduta e non credo che possiamo continuare così.
       Tra l'altro vorrei  anche  porre  una  questione:  dato  che
  domani i lavori d'Aula  verranno  sospesi  per  la  presenza  del
  vicepresidente del Consiglio -  forse non sarebbe stata opportuna
  un' iniziativa istituzionale  alla  vigilia  della chiusura della
  campagna elettorale, con  una  presenza  politicamente così forte
  come quella dell'onorevole Fini  in  questa  Assemblea - e che in
  questi tre giorni ci  sono  tutte le iniziative di chiusura della
  campagna elettorale di  Palermo  con  i  leader, oggi l'onorevole
  Fini,  dopodomani  l'onorevole   Bertinotti  e  così  via, o  noi
  utilizziamo questa giornata oppure credo sia corretto, almeno per
  giovedì e venerdi, i due  giorni di chiusura che vedranno tutti i
  leader  dei  partiti   qui   a   Palermo,   consentire  anche  ai
  parlamentari di  essere  presenti  alle  manifestazioni pubbliche
  politiche, per evitare che  l'Aula  sia  dimezzata e che le forze
  della maggioranza e dell'opposizione  non siano in grado di poter
  svolgere  il proprio lavoro.
       Le chiedo, quindi, una  cosa:  o  abbiamo  la  certezza  che
  governo garantisca la presenza questa mattina o oggi pomeriggio o
  altrimenti  sarebbe  il   caso,  attraverso  una  Conferenza  dei
  presidenti dei gruppi  parlamentari  o  attraverso  una decisione
  dell'Ufficio di presidenza, di rinviare alla prossima settimana.

     PRESIDENTE.   Onorevole  Forgione,  in  linea  di  massima  la
  Presidenza ritiene che si debba andare avanti
  per tutta la  giornata di oggi proprio in funzione delle cose che
  lei  ha  appena  detto,  cercando  di  concludere  quello  che  è
  possibile nella giornata  di  oggi,  eventualmente prevedendo una
  prosecuzione dei lavori anche  in  ora  tarda,  pur  di  definire
  quanto è possibile  definire,  quanto l'Aula consentirà di potere
  definire in funzione degli argomenti in discussione.

     CAPODICASA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA. Signor Presidente, avrei voluto porre la questione
  un po' più  avanti,  però  visto  che  l'onorevole  Forgione l'ha
  aperta adesso, vorrei dire anch'io qualcosa.
       Capisco benissimo  che la Presidenza spinga perché  i lavori
  parlamentari proseguano,  però  è prassi costante che in presenza
  di turni  elettorali ci sia una sospensione dei lavori d'Aula per
  consentire ai  parlamentari  di potere essere presenti laddove si
  svolge un importante cimento  democratico  quale è ù   il rinnovo
  dei consigli.
       Vota un milione e  mezzo di elettori in questa tornata, cioè
  un terzo, forse anche più, dei cittadini  siciliani sono chiamati
  al  voto  e,  onestamente,  a  me  sembra  perfino  insufficiente
  l'ipotesi formulata  dall'onorevole  Forgione  di  lasciare  solo
  liberi il giovedì e  il  venerdì.
       Domani comunque la presenza del vicepresidente del Consiglio
  all' iniziativa istituzionale  che  si  terrà  nel  pomeriggio  a
  Palazzo d'Orleans comporta la sospensione dei lavori d'Aula, però
  questa sera, per esempio,  c'è  l'onorevole Rutelli sia a Palermo
  che ad Agrigento e quindi dare la possibilità ad ognuno di noi di
  partecipare alle iniziative che  si  terranno a me non sembra una
  cosa disdicevole, tanto più  che  la  consistenza  dei  i  lavori
  d'Aula  di  oggi,   per   quanti   sforzi   possiamo   fare,  non
  consentirèdi  esaurire l'ordine  del  giorno.
       Le variazione di  bilancio  sono  accompagnate infatti da un
  cospicuo numero di  emendamenti  che comportano una discussione.
       Vengo  da un incontro  con  i  sindaci,  una  trentina,  una
  quarantina di sindaci  siciliani,  per  esempio,  che pongono una
  questione su cui il  Governo  dovrà  dare una risposta, anche non
  indifferente,  riguardante  la   cifra   che  loro  richiedono  a
  copertura. Lei, signor Presidente, ne sa qualcosa.
       Io oggi andrei avanti  fino  ad  una  certa  ora,  se serve,
  Presidente, anche sospendendo  per  la pausa pomeridiana solo per
  poco   tempo,  riprendere   alle   quindici   e   chiudere   alle
  diciannove, in modo tale  da  evitare  di fare tardi e consentire
  così in serata ai colleghi parlamentari di andare.
       Alla fine i tempi  di  lavoro  sono  gli stessi, se comincia
  alle diciassette e trenta e conclude alle venti è stessa cosa che
  riprendere   alle   quindici   e   trenta   e   concludere   alle
  diciannove. Il tempo di lavoro è lo stesso.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Capodicasa,  in  linea  di  massima la
  Presidenza è  d'accordo  su questa ipotesi, nel senso che andiamo
  avanti oggi fino a  quando  è  possibile,  guadagnamo tempo sulle
  cose poste all'ordine del  giorno   che sono trattabili.
       In questa ottica  la  presidenza  stamattina  ha  chiesto  e
  ottenuto  l'inversione   dell'ordine   del   giorno  proprio  per
  permettere intanto, per  esempio,  di  incardinare la discussione
  generale del disegno  di legge numero 185/A, dando il termine per
  la presentazione  degli  emendamenti,  proprio  in  direzione  di
  guadagnare tempo su  tutta una serie di passaggi che, mi permetto
  dire, sono  scontati  nella  loro  formulazione,  per  andare  al
  pomeriggio, non a tarda  ora,  ma  diciamo alle sedici e trenta e
  continuare fin dove è possibile.

     PANARELLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PANARELLO. Credo che quello che è successo ieri in Afghanistan
  tocchi  da  vicino  tutti  noi,  signor  Presidente  e  onorevoli
  colleghi, anche perchè la giornalista uccisa è siciliana ...

     PRESIDENTE.  Onorevole Panarello, la capisco benissimo e mi dà
  l'occasione  anche  di  intervenire  sulla  questione  che poneva
  l'onorevole Forgione e che non era per nulla da sottovalutare.
       La Presidenza si  era  riservata di dire qualcosa in merito
  nel pomeriggio, in apertura dei lavori.


   Presidenza del vicepresidente FLERES


                 DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE NUMERO 185/A

     PRESIDENTE. Si procede, con  l'esame  del  disegno di legge n.
  185-Norme     stralciate/A     "Disposizioni     sull'ordinamento
  dell'Amministrazione regionale", posto al n. 2).
       Invito  i   componenti   la  prima  Commissione  legislativa
  permanente 'Affari istituzionali' a prendere posto al banco delle
  Commissioni.
       Ha  facoltà di parlare l'onorevole Borzacchelli per svolgere
  la relazione.

     ARDIZZONE.   Presidente  della  Commissione.  In  assenza  del
  relatore, la Commissione  si  rimette  al  testo  della relazione
  scritta.

     PRESIDENTE.   Avverto  che  gli  emendamenti  potranno  essere
  presentati fino alle ore 17.00 di oggi.

    Dichiaro aperta la discussione generale.

     MICCICHE'. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MICCICHE'.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,onorevole
  Assessore, la Commissione ha licenziato questo disegno di legge e
  se avessi dovuto relazionare,  non  avrei potuto farlo, in quanto
  avrei dovuto esprimere il mio voto contrario alla proposta ...

     PRESIDENTE.   Se  avesse  relazionato   lei   avrebbe   dovuto
  farlo ai sensi di quanto stabilito dalla Commissione, poi avrebbe
  potuto fare i suoi commenti, ma non in quanto relatore, in quanto
  deputato.

     MICCICHE'. Quindi ora mi trovo più a mio agio in questo ruolo.
  Non è che il mio voto è contrario in linea  di  principio,  ma in
  base alle disposizioni che sono state proposte.
       Debbo dire  che  la  Commissione Bilancio quando ha respinto
  tutta una serie di articoli del disegno di legge in esame partiva
  da posizioni molto motivate.  C'erano alcune parti che sono state
  respinte  per  mancanza   di   copertura  finanziaria  altre  per
  improponibilità e per mancanza di chiarezza delle disposizioni di
  legge.
       La cosa che più mi  ha  turbato è la leggerezza con la quale
  vengono  proposti  emendamenti   che   mi   pare  abbiano  sapore
  prettamente clientelare, di bassa  leva, per esempio, ne cito uno
  per tutti in questo  momento, riguarda il personale comandato.
       Io non dico questo  perché  il  nostro Gruppo in questo caso
  sarebbe tagliato fuori da  questo  emendamento  ma  per  una vera
  questione di principio, perché  da più parti in modo strumentale,
  demagogico  si  fa   appello   alla   austerità,   al   senso  di
  responsabilità, di non  fare  pasticci,  che creano situazioni di
  turbamento  anche  per   il   personale   che  è  stato  inserito
  all'interno dei gruppi.
       Come si fa  a proporre che il personale dell'Amministrazione
  regionale,  con esclusione  dei  dirigenti  di  prima  e  seconda
  fascia,  può  essere  comandato  per  un  termine  massimo  della
  legislatura  in  corso,a   richiesta,   presso   gli  uffici  dei
  componenti del  Consiglio  di presidenza dell'Assemblea regionale
  siciliana, nel limite di una unità per ogni ufficio?
       Cioè  sembra  che  si  sia  raggiunto  quell'accordo,  fatto
  sostanzialmente  a  danno   della  presenza  di  tutti  i  gruppi
  parlamentari.   Cioè si  è  voluto  escludere  dal  Consiglio  di
  presidenza Rifondazione Comunista, partito che è rappresentato in
  campo nazionale e che  ha  una  percentuale  di consenso popolare
  superiore al CDU, al CCD,  per  fare un esempio, a Nuova Sicilia,
  a Democrazia Europea.
       Certo questi potrebbero  dire  noi siamo qui, siamo presenti
  in questa Assemblea, in  questo Parlamento siciliano e quindi non
  facciamo  riferimento.  No   Sarebbe  troppo  comodo  dire  così,
  perché noi non  rivendichiamo  la  spartizione della torta, bensì
  che i principi debbono valere per tutti.  E non ci possono essere
  figli e figliastri.
       Allora non siamo  contrari perché  l'emendamento proposto in
  commissione  prevede  solo   che  il  personale  comandato  venga
  assegnato  ai  gruppi   parlamentari  presenti  negli  uffici  di
  presidenza, e Rifondazione  Comunista non è presente nell'Ufficio
  di Presidenza.
       Se noi avessimo  avuto  modo  di  contrattare avremmo potuto
  benissimo barattare con  qualche  emendamento e, andando in giro,
  ad elemosinare l'allargamento  e  quindi  anche la possibilità di
  inserire questo personale  anche ai gruppi parlamentari.
       Nella  qualità  di  componente  della  Commissione,  non  ho
  presentato alcun emendamento,  perché  ho  votato contro quando è
  stato proposto nella prima  stesura  in commissione, e, a maggior
  ragione non l'ho proposto  quando  la  settimana  scorsa  è stato
  presentato per la rivisitazione, sempre in prima commissione.
       Dico  questo  non  per perdere tempo, per parlare, ma perché
  queste cose poste all'esterno sono  un brutto biglietto da visita
  della   nuova   Assemblea.
       Di  solito,  infatti,  si  è  detto  che  l'Assemblea  è  un
  Parlamento tutto a sé, dove  si fanno le leggi di comodo, dove le
  leggi si fanno a modo proprio, ad uso e consumo, come nel caso di
  ciò che è stato avanzato  in  questi  giorni, di cui si è sentito
  parlare attraverso i mezzi di informazione, per cui il Presidente
  dell'Assemblea,  onorevole   Lo   Porto,   avrebbe  completamente
  tagliato  fuori,  falcidiato   i   più   elementari   diritti  di
  partecipazione per le minoranze.
       Credo che gli  emendamenti  presentati  al  provvedimento in
  esame siano un aperitivo e  questo è il senso del mio intervento,
  signor Presidente, non  che,  se passassero, sarebbe chissà quale
  violazione  fondamentale, ma  è  il  principio  che  deve  essere
  salvaguardato, il  principio del rispetto delle minoranze, quando
  questa  parità  non  può  essere  applicata,  credo  che  bisogna
  sacrificarsi.
       Non  voglio  fare  facile  demagogia,  spicciola, magari per
  catturare qualche simpatia, ma molti di voi  spesso solo a parole
  rivendicano il rispetto delle norme.  Ma  la cosa più grave è che
  ci  sono  poi coloro  che  invocano  il  principio  del  rispetto
  reciproco anche mettendo  avanti  delle  questioni  di  carattere
  religioso.
       Ricordo, signor Presidente, che qualcuno, in una discussione
  politica avuta sempre sul  problema  di  disposizione di legge in
  materia di rispetto delle  minoranze, ha  fatto  cenno  a  valori
  cristiani;  tutti i  valori  cristiani  si devono rispettare, non
  voglio citare la massima  del  Vangelo  in  cui  Gesù  Cristo per
  salvaguardare una pecora ne ha lasciato 89 dietro ed ha inseguito
  quella smarrita
       E'  un  paragone  che  sto facendo per dire che le minoranze
  bisogna  rispettarle,  coloro che si trovano svantaggiati bisogna
  aiutarli, e allora se si  comincia  con  in  disegno  di legge n.
  185 - questo è il  mio  ragionamento  - a fare discriminazioni, e
  non  è perché questa  discriminazione  si  basa  su  principi  di
  violazione  grave,  ma   è   l'inizio   e   questo  tentativo  di
  discriminazione  e   di   isolamento   delle  minoranze  dobbiamo
  bloccarlo, perché altrimenti,  al  prossimo  disegno di legge che
  prevede la modifica del  nostro Regolamento, ci sarà veramente un
  massacro delle garanzie  per  le  minoranze.
       Certamente ci sono altre  cose molto più gravi che in questo
  momento mi riservo di  enucleare.  Nel  momento  in  cui si andrà
  alla  discussione degli  emendamenti  presentati,  avrò  modo  di
  dibatterli.  Ma mi  premeva  con  questo intervento dire:  stiamo
  attenti a non cercare  di  violare  i  diritti  fondamentali  dei
  gruppi che sono stati legittimamente votati dal popolo siciliano.


   Presidenza del vicepresidente FLERES


                        SULL'ORDINE DEI LAVORI

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.   Signor   Presidente,  intervento  sull'ordine  dei
  lavori  perché   se   non   ricordo   male  nell'ultima  riunione
  dell'Assemblea, non sorgendo osservazioni è rimasto stabilito che
  stamattina, alle ore  11,  avremmo  dovuto  discutere  la mozione
  da noi presentata sul  Banco  di  Sicilia  e  quelle  di  analogo
  contenuto.
       Mi  è stato riferito  (io  ero  assente  dell'Aula)  che  la
  questione è stata  già  sollevata  dall'onorevole Capodicasa e la
  Presidenza  ha  risposto  che  in  questo  momento,  non  essendo
  presente il Presidente  della  Regione, non è possibile procedere
  alla discussione  della  mozione.
       Tuttavia,  signor Presidente,  voglio  farLe  notare  che  è
  inserita all'ordine del giorno  ormai da circa un mese la mozione
  presentata  dal  gruppo   dei  DS  riguardante  le  modifiche  di
  indirizzo  sulla  Tremonti   e   sulla  finanziaria  del  Governo
  nazionale.
       Lei sa che il testo  è  stato  già  esitato  dal Senato, non
  vorremmo che la mozione  venisse  discussa dopo che il Parlamento
  nazionale  abbia esitato  il  testo  della  finanziaria.
       Poichè quest'esigenza è stata anche avvertita dal Presidente
  dell'Assemblea regionale siciliana,  che  in  una riunione comune
  con  i parlamentari  nazionali  e  parlamentari  regionali  aveva
  assunto l'impegno di  procedere  alla  proposta  di modifiche sul
  piano normativo, io, mi permetto di sollevare la richiesta che il
  dibattito venga affrontato in  tempi  rapidi e che si proceda fin
  da stamattina,  immediatamente, alla  discussione sulle modifiche
  degli emendamenti della  finanziaria  nazionale, visto che non si
  può discutere sulla mozione  sul  Banco  di  Sicilia, alla quale,
  anche per ragioni  ovvie,  assicuriamo  una  procedura d'urgenza.
  Non è possibile che  mentre  si  sta svolgendo un dibattito sulla
  finanziaria il cui  carattere  è  fortemente antimeridionale, che
  viene denunziato anche da  settori  lontani  da  noi,  da settori
  della  Confindustria,  l'Assemblea  regionale  siciliana  rimanga
  estranea a quel dibattito  e  non tenti di modificarne in qualche
  modo gli orientamenti.
       Pertanto,signor Presidente, propongo che si inverta l'ordine
  del giorno e si  proceda  con la discussione sulla mozione, sulla
  finanziaria e sulla Tremonti.

     PRESIDENTE. Onorevole Speziale, sull'ordine del giorno abbiamo
  già discusso  e votato. Relativamente alla questione che lei pone
  è  vero  il percorso  che  lei  ha  poc'anzi  riassunto.  Avevamo
  soltanto  l'esigenza  di   consumare   un  passaggio  formale  ma
  obbligatorio,  intendo  riferirmi  alla  lettura,  ai  sensi  del
  Regolamento, della terza  mozione, presentata sulla questione del
  Banco di Sicilia per  poterne  poi  unificare la discussione.
       Se lei ricorda avevamo convenuto, essendo a conoscenza di un
  prossimo  deposito di una  mozione  da  parte  dei  deputati  del
  Centro-Destra,  di  attendere   che   venisse  presentata  e  poi
  annunciata e letta, per poterle discutere congiuntamente.
       Pertanto, non è stata innestata una marcia indietro rispetto
  a  questa  volontà,  vi  è soltanto l'esigenza  di  consumare  un
  passaggio nel senso che le ho detto.

     SPEZIALE.  Presidente, allora lei  non  ha  ascoltato  il  mio
  intervento.

     PRESIDENTE. Onorevole Speziale, l'ho  ascoltata, ma pensavo si
  riferisse alla questione sul Banco di Sicilia, non alla Tremonti.

     SPEZIALE. Signor Presidente, adesso  il  dibattito si sposterà
  alla Camera.  Vorrei che fossimo presenti a quel dibattito.

     FORGIONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE. Signor  Presidente,  il chiarimento che lei ha posto
  sulle mozioni  riguardanti  il  Banco di Sicilia lascia aperta la
  questione dei  tempi. Io intervengo sull'ordine dei lavori perchè
  se si  accoglie  la  proposta  dell'onorevole Speziale per essere
  presenti  al  dibattito  sulla  finanziaria,  a  maggior  ragione
  dovremmo, a quel  punto  accorpare, alla  discussione  su  quella
  mozione anche quelle  sul  Banco  di Sicilia perchè come lei sa i
  tempi sono stretti.
       Non so  se  i  colleghi  della  maggioranza di centro-destra
  hanno già predisposto  la  loro  mozione, ma non credo che questo
  Parlamento possa aspettare i  tempi  del centro-destra, se ancora
  non è pronto; infatti, anche  l'impegno  che  il  Parlamento  può
  assumere  per  vincolare  il   Governo   della   Regione   ad  un
  comportamento sul Banco di Sicilia è  legato  ai tempi stessi che
  si sono dati il Banco di Roma e il Banco di Sicilia per portare a
  compimento la loro operazione.
       Quindi  io  credo  che  non  potremmo  andare  oltre  questa
  settimana o i primissimi giorni della prossima settimana. Per non
  lasciare nell'incertezza con un carattere fumoso l'impegno che il
  Parlamento  deve  prendere  sul   Banco  di  Sicilia  sarà  bene,
  pertanto, decidere entro questa  seduta  la  data  di discussione
  delle mozioni, sennò rischiamo  di indire una seduta parlamentare
  dopo...

     SPEZIALE. Avevamo già deciso che  si  sarebbe discussa oggi la
  mozione del Banco di Sicilia.

     FORGIONE.  Per  quanto  mi  riguarda  possiamo  farlo  oggi  e
  dobbiamo farlo  oggi,  di certo non possiamo andare oltre martedì
  della prossima settimana; rischieremmo,  altrimenti,  di fare una
  discussione dopo che la Banca di  Roma  ha  già  assunto  le  sue
  decisioni, lasciando  nell'impotenza  il  Governo  della  Regione
  rispetto ai comportamenti da assumere.

     PRESIDENTE.  Vorrei precisare un aspetto che probabilmente non
  è  stato  sufficientemente  chiaro. La mozione del centro-destra,
  onorevole Speziale, non  commetta  il  mio stesso errore, è stata
  presentata e  annunziata  oggi;  nella seduta pomeridiana, ed era
  questo il passaggio formale  a  cui  intendevo  riferirmi,  verrà
  letta ai fini della determinazione  della  data  di discussione e
  in quell'occasione potrà essere accorpata alle altre  due  per la
  discussione congiunta, che a questo punto verosimilmente potremmo
  fare martedì.
       Relativamente all'altra questione, cioè la discussione della
  mozione n. 56, l'Assemblea ha già votato l'inversione dell'ordine
  del giorno e sta discutendo in questo momento il disegno di legge
  n. 185/A - norme stralciate.
       In  atto,  si sta  svolgento  la  discussione  generale  sul
  disegno di legge n. 185/A - Norme stralciate.

     ACIERNO.  Chiedo  di  parlare  sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ACIERNO.  Signor Presidente,  onorevoli  colleghi, vorrei, pur
  sempre con il massimo  rispetto  nei  confronti della Presidenza,
  sollevare un problema rispetto agli interventi che ho ascoltato e
  che  riguardano sostanzialmente l'ordine  del  giorno  di  questa
  Assemblea.  Esso contiene punti che  attengono  tutti  a  temi di
  rilevanza fondamentale per la  vita  politica  della Regione, per
  l'Assemblea, per i siciliani.  Abbiamo da discutere le variazioni
  di  bilancio, abbiamo il disegno di  legge  n.  185,  abbiamo  le
  mozioni sul Banco di  Sicilia,  altro problema serissimo, abbiamo
  la mozione della opposizione sulla  Tremonti  che io posso, dalla
  mia parte politica, non condividere ma non per questo ritenere di
  poca importanza.
       E, però, mi  permetto,  signor  Presidente, di ricordare che
  l'ultima riunione  dei  capigruppo  aveva stabilito che in questa
  settimana,  sempre per il  rispetto  delle  cose  importanti, che
  questa settimana l'Assemblea non sarebbe stata convocata per dare
  modo  ai politici di fare il  proprio  dovere  nei  confronti  di
  alcuni milioni di siciliani che  domenica  25  devono  andare  ad
  esprimere un voto.

     FORGIONE. Lo abbiamo già chiesto noi all'inizio

     ACIERNO. Io credo che sarebbe dignitoso, visto che leggo sulla
  stampa, quella palermitana, che i  negozi  dovranno stare chiusi,
  per dare modo alla gente di  andare  a  votare;  figuratevi se in
  questa settimana noi dobbiamo restare aperti
       Noi abbiamo il diritto e il  dovere  di essere in mezzo alla
  strada per chiudere  una  importantissima  campagna elettorale, e
  l'ordine del giorno che abbiamo  da discutere, invece, è talmente
  importante da non consentirci la  serenità di seguire entrambe le
  cose.
       Noi non potremmo stare qui e lo sappiamo tutti se abbiamo un
  minimo di coscienza
       Per  svolgere  questo ordine del  giorno, al  quale  io  non
  intendo rinunciare - lungi da me  l'idea di rinunciare anche a un
  solo punto di quell'ordine del giorno -, non credo che questa sia
  la settimana adatta a farlo in maniera proficua e serena.

     CINTOLA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Onorevole  Cintola  facciamo una cosa, siccome non
  credo che  l'Aula  abbia  interesse  a  svolgere  una discussione
  generale sul disegno  di  legge  n. 185 perchè fino ad ora nessun
  deputato ha chiesto di  parlarne,  tranne  l'onorevole  Miccichè.
  Se  dobbiamo  sviluppare  una discussione su altre  questioni  lo
  faremo in un successivo momento.
       Se dobbiamo ritornare  sulle decisioni già assunte dall'Aula
  lo  faremo  in  un  secondo   momento.
       Io  dò  la parola  sulla  discussione  generale  della  185.

     CINTOLA. Lei ha dato la parola e non la doveva dare.

     PRESIDENTE. Onorevole Cintola, lei sa  che  quando un deputato
  chiede  di  parlare sull'ordine  die  lavori  bisogna  dargli  la
  parola.
       Tuttavia siccome il dibattito  si stava sviluppando su altre
  questioni allora la Presidenza  ritiene  di doverlo riportare sui
  binari dell'ordine del giorno stesso.

     CINTOLA.   Chiedo   la   convocazione   della  Conferenza  dei
  Capigruppo perchè nessuno  ha  già deciso che domani non ci debba
  essere seduta d'Aula.


   Presidenza del vicepresidente FLERES


         RIPRENDE LA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE N.185/A

     CRISAFULLI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CRISAFULLI.  Signor Presidente,  onorevoli colleghi, credo sia
  necessario richiamare l'attenzione del  Parlamento  e del Governo
  stesso sulle valutazioni fatte dai colleghi anche sull'ordine dei
  lavori.
       E' probabile, parlo sulla  legge,  perchè  credo  sia utile,
  atteso che stiamo per varare una  legge  di  riforma che in buona
  parte affronta modifiche della legge  10,  la  legge  di  riforma
  della pubblica amministrazione, è  utile  che  il  Parlamento sia
  messo nelle condizioni di  valutare  con serenità l'insieme delle
  modifiche.
       Avverto un'aria oggettivamente distratta  dato che ognuno di
  noi  ha  motivi di pensare  agli  ultimi  scorci  della  campagna
  elettorale.
       Presumo sia giusto, utile e  doveroso che si faccia il punto
  sui  metodi  procedurali di questi  lavori  per  capire  come  ci
  dobbiamo organizzare. Infatti, una cosa  è lavorare ora, oggi per
  valutare,  predisporre,  scrivere  emendamenti  modificativi  del
  testo del disegno di legge  che viene sottoposto alla valutazione
  dell'Aula, altra cosa è pensare che  tutto ciò sarà fatto con più
  serenità  subito  dopo lo  svolgimento  normale,  naturale  delle
  competizioni elettorali.
       Ciò non di meno sento il  dovere  di  richiamare  al  alcune
  valutazioni il Parlamento.
       Circa un anno e mezzo fa,  abbiamo varato una riforma che ha
  avuto una portata di grande  valore,  la  riforma  della pubblica
  Amministrazione  della  Regione   siciliana.   Tale   riforma  ha
  finalmente  adeguato  la  Sicilia  al   resto   del  Paese  e  ha
  razionalizzato   la   funzione   dell'Amministrazione   regionale
  rispetto  ai  compiti   prevalentemente   di   legislazione,   di
  orientamento che la Regione  ha rispetto al territorio siciliano.
  Abbiamo   concepito   una  riforma   che   guardasse   molto   al
  decentramento dei poteri e, con  esso,  anche al decentramento di
  risorse, funzioni, personale  e  nel  contempo all'alleggerimento
  del personale attraverso il  mantenimento,  ancora  per due anni,
  della  legge,  varata  nel  1962,  in  vigore  per  il  personale
  regionale, una legge che vista con  gli  occhi  di oggi appare in
  tutta la sua contraddittorietà, che prevede aree di privilegi, ma
  che, comunque, è stato sancito, finirà di vigere il 31.12.2002.
       Rispetto a tutto questo si era introdotta la possibilità per
  l'Amministrazione  regionale   di riorganizzare,  attraverso  una
  delegificazione, i servizi, le  funzioni, le aree, la possibilità
  dell'Amministrazione  regionale   di   introdurre  meccanismi  di
  valutazione di merito  che  consentivano una maggiore efficienza.
  Rispetto a tutto questo vediamo  che vengono introdotte norme che
  in apparenza non modificano  tale  filosofia,  ma  finiscono  con
  l'introdurre meccanismi che violano le valutazioni e le selezioni
  che il legislatore del tempo  aveva  previsto  con  quella legge.
       Vorrei per tutti citare l'allargamento a tutti i dirigenti -
  in possesso di titolo di studio, evidentemente - di potere essere
  responsabili  degli  uffici  alla  diretta  collaborazione  degli
  Assessori e del Presidente.
       Figuratevi se io sono contrario  Io  sono fra coloro i quali
  ritengono che nella macchina  amministrativa,  nel  personale  vi
  sono  risorse  nascoste   che,   opportunamente   sollecitate   e
  valorizzate,  sono  in  grado di  dare  un  aiuto  poderoso  alla
  funzionalità  della  pubblica   amministrazione,   e   questo   a
  prescindere dalla qualifica o  dalla  fascia  di  riferimento.  I
  dirigenti per così dire di terza  fascia  sono i dirigenti al cui
  interno  risiede personale  sicuramente  qualificato,  di  grande
  valore che ha contribuito in gran  parte a ciò che ha determinato
  il raggiungimento degli obiettivi  della programmazione.
       E tutto questo oggi viene  proposto  con  una  modifica, che
  allora  noi  stessi avremmo voluto,  ma  sulla  quale  era  stato
  sollevato un vizio di costituzionalità,  per  cui si era ritenuta
  improponibile, la qualcosa portò il Governo e il Parlamento a non
  potere accedere a quella  impostazione,  tant'è  che  si  preferì
  usare un meccanismo che  aggirava  il  problema,  consentendo  al
  personale di mettersi in aspettativa  e  di potere essere ripreso
  con contratto di diritto  privato  per  essere  utilizzato  nella
  funzione.
       Tutto ciò viene oggi solennizzato, non so se per raggiungere
  l'obiettivo o se per fare bella figura - questo non l'ho capito -
  ma se dovesse essere la seconda  ipotesi  debbo dire che l'inizio
  della legislatura, dal punto  di  vista dell'attività legislativa
  non è positivo in quanto corriamo il rischio di affrontare non le
  scelte che vogliamo fare e che  possiamo  fare,  ma di affrontare
  attività legislative in modo  tale  che  comunque  l'effetto  sia
  positivo, anche se nella sostanza poi non si può procedere perchè
  interverrebbero altri organi dello Stato a definire la questione.
       Io so che anche su questo c'è un dibattito e che sicuramente
  non  può  essere  affrontato  e  risolto  facendo  finta  che non
  riguardi il Parlamento regionale:  i  referendum, la presenza del
  Commissario  dello  Stato  o del  Commissario  di  Governo  e  la
  decisione di non mandare o mandare  i testi varati dall'Aula alla
  valutazione del Commissario. Non si  può  appartenere a un organo
  che  tecnicamente può assumersi  la  responsabilità,  e  che  può
  modificare,  se  fa  una   scelta  anziché  un'altra,  la  natura
  dell'istituto dell'autonomia della Regione siciliana.
       Io so che lei, Presidente, la  pensa  come me; vorrei, però,
  essere  rassicurato  che  tutti  riteniamo  che  vada  difeso  un
  principio costituzionale che non può essere messo in discussione,
  utilizzando la possibilità di impedire che  su un testo di questo
  genere si possa evitare  il  pronunciamento  dell'autorità  dello
  Stato.
       Mi pare che, comunque, su questo sia utile, e le rivolgo una
  formale  richiesta  al  riguardo,  che  se  ci  dovessero  essere
  modifiche della prassi legata all'applicazione costituzionale che
  sia il Parlamento ad  assumerne  la definitiva valutazione perchè
  diversamente si si vulnererebbe  il  principio  di  autonomia del
  nostro Parlamento.
       Nel  contempo  vorrei dire che vedo una forzatura nel testo,
  laddove individua d'ufficio il  numero  dei  servizi  che debbono
  essere previsti come strutture  intermedie in tutto il territorio
  della Regione siciliana.
       Signor Presidente, io sono convinto che una cosa è prevedere
  tutto questo per Regolamento e adeguare per Regolamento il numero
  sulla base dei bisogni oggettivi per la pubblica Amministrazione,
  altra cosa è scrivere in una legge dove il numero delle strutture
  intermedie deve essere definito.
       Questo, nei fatti, condiziona  il  decentramento dei poteri.
  Infatti, se decidiamo che il numero  è  questo  e  a  quel numero
  devono  corrispondere  poteri   e   funzioni,   sarà   complicato
  decentrare poteri e funzioni, cosa  che invece nella legge veniva
  previsto come capacità modulare  sulla  base  dei  bisogni, delle
  necessità;  è consentito definire  il  numero  dei servizi, delle
  aree e delle strutture intermedie.  Le  faccio un esempio banale,
  ma che può essere un  elemento  significativo.  Noi  non  abbiamo
  discusso  in  quest'Aula  come   dovrà   essere  il  Servizio  di
  protezione  civile  in Sicilia,  quante  strutture  debbono  fare
  riferimento   a  quel  servizio,   se   deve   avere   proiezione
  territoriale,     provinciale,     interprovinciale,    comunale,
  intercomunale. Tutto ciò non è disegnato nella legge volutamente,
  per consentire al Governo di elaborare  sulla base di un apposito
  regolamento acquisito, una serie  di  altri  servizi  che possono
  essere decentrati.
       I  colleghi  probabilmente non hanno fino in fondo acquisito
  la  conoscenza  della  pubblica  amministrazione, ma noi siamo la
  Regione  che ha un servizio,  per  esempio,  per  decidere  quali
  strumenti musicali finanziare alle  bande municipali. E' evidente
  che quest'ultimo è uno di quei  servizi  che può benissimo essere
  decentrato, con  possibilità di  utilizzazione  di  risorse  alle
  Amministrazioni territoriali della Sicilia e che pertanto non c'è
  più bisogno di mantenerlo in  vita;  si  potrebbero utilizzare il
  personale, i telefoni, la struttura  in  generale, per mettere in
  Condizione la macchina di funzionare con più leggerezza.
       Tutto ciò mi fa capire che  si  vuole  blindare  un percorso
  che, invece, nella sua filosofia  originaria, era un percorso più
  elastico, che si adeguava in maniera  plastica  a  ciò  che  deve
  essere  il disegno di  modificazione,  sempre  più  veloce, della
  capacità  amministrativa  della   Regione   rispetto  ai  bisogni
  complessivi.
       E invece cosa ha acquisito? Ha  acquisito  il  fatto che una
  serie di funzioni dobbiamo cederle ai comuni, alle province?
       Dovevamo fare la Conferenza "Regioni e autonomie locali" per
  elencare tutto ciò che  doveva essere ceduto alle amministrazioni
  territoriali,  mantenendo  il  numero  predeterminato;  corriamo,
  invece,  il rischio che  tutto  ciò  venga  vanificato.  Esprimo,
  pertanto, una preoccupazione ed un dissenso rispetto a tutto ciò.
       Finalmente,  invece,  vedo inserito  un  meccanismo  che  si
  sarebbe   dovuto    istituire    anch'esso    per    regolamento.
  (Personalmente, non capisco perché  si  preferisca  la  legge  ai
  regolamenti, è diventato incomprensibile come la Regione legiferi
  su tutto quanto pur se avevamo  fatto  uno sforzo per evitare che
  si  legiferi anche su questioni  di  questo  genere.)  La  Giunta
  avrebbe  potuto disciplinare la  materia  dei  controlli  interni
  attraverso  regolamento,  dopo  avere   acquisito   il  parere  e
  definito  con decreto del  Presidente  della  Regione. E  persino
  laddove il regolamento doveva definire aree e servizi si è deciso
  di farlo, secondo questo disegno  di legge, addirittura per legge
  e per decreto del presidente della  Regione. Se deve essere così,
  mi auguro che coloro i quali lo hanno proposto abbiano chiaro che
  il regolamento aveva quantomeno il parere della commissione, così
  era concepito.  Decidere per  decreto,  senza  che  il Parlamento
  fosse messo nelle condizioni di capire  quali  sono i servizi che
  vengono soppressi e quelli che  vengono  mantenuti, quali sono le
  scelte di decentramento, quali sono  le  scelte  che  rimangono a
  disposizione della macchina  amministrativa  regionale, credo che
  imponga  alla  Commissione affari  istituzionali  di  averne  una
  conoscenza  preventiva, a meno che  non  si  vuole  decidere  che
  questo Parlamento è qui solo per fare  bella  mostra  di sé e non
  per  occuparsi  della  riforma   complessiva  dei  poteri,  delle
  funzioni, della strutturazione che la macchina della Regione ha a
  disposizione.  Mi auguro che  tutto  questo  venga  risolto nella
  valutazione che il Governo farà,  valutazione e che  ci  metta in
  condizione  di potere avere  una  valutazione  più  serena  delle
  preoccupazioni che mi sto permettendo di manifestare.
       Sono  convinto   che  aiuti  anche  questo  Governo  il  non
  imbarcarsi in una  strada  che  pensi  alla  modifica della legge
  numero 10, non al funzionamento della  legge  n. 10, attraverso i
  regolamenti,  ma  ad  una  modifica  delle  procedure  attraverso
  singoli provvedimenti legislativi  per pezzi, pezzettini, piccole
  questioni. Tutto ciò vanificherebbe  anche  la stessa possibilità
  di questo Governo di  potersi  intestare un'azione riformatrice e
  di decentramento, perché  avrebbe già consentito in questo testo,
  che  appare  non   eccessivamente   modificativo,  di  introdurre
  meccanismi   che  bloccano   un   processo   riformatore,   anche
  involontariamente.
       Pertanto,  mi  permetto   di   sottoporre  alla  valutazione
  dell'Aula, del Governo e della stessa Commissione la necessità di
  fare una riflessione.  Avremo modo  di  poterla  fare, quelle che
  verranno  saranno  sicuramente giornate  in  cui  sarà  pressoché
  complicato lavorare sulla valutazione  di eventuali emendamenti e
  dunque  domani  ritornare  in  Aula. Però, questo  consente  alla
  Commissione e al Governo una  riflessione  comune, se è possibile
  evitare  che si introducano  meccanismi  che  nei  fatti  anziché
  aiutare rallentano il processo riformatore.
       Sulle  altre   questioni   credo   che   il  testo  non  sia
  un testo assolutamente  inaccettabile,  introduce  dei meccanismi
  anche di velocizzazione, di controlli,  per queste cose noi siamo
  fortemente convinti dei suoi  aspetti  positivi,  ma  se  dovesse
  mantenersi  così  com'è  corre  il  rischio  di  non  aiutare  il
  funzionamento  della Regione,  della  macchina  amministrativa  e
  pertanto saremmo in posizione di contrarietà rispetto al varo del
  disegno di legge.
       Noi presenteremo, signor  Presidente, alcuni emendamenti che
  riteniamo  possano  essere  valutati  positivamente,  almeno  dal
  nostro punto di vista, e quindi accoglibili in modo da mettere in
  condizione il Parlamento di varare un  testo che non sia in netto
  contrasto e in netta difformità con  tutta  un'opera di riforme e
  di innovazione che è stata portata avanti in quest'anno.

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, ho avuto un
  timore  in questi incontri d'Aula ed  è  un  timore  che  diventa
  sempre più fondato, perché  da un  lato  si invoca lo scollamento
  dell'Assemblea  dal  Governo;   da   un   altro   lato   c'è  chi
  puntualmente, aritmeticamente scrive quali  sono  le  ore d'Aula,
  quali disegni di legge vengono approvati  e  quanti;  da un altro
  lato  si  opina se il Governo  ha  presentato  disegni  di  legge
  portanti ed importanti e se  invece  i  deputati hanno presentato
  corposi, numerosi disegni di legge che  il  Governo stesso non ha
  ad oggi presentato.  Ma nessuno si  accorge che quest'Aula si sta
  svuotando di qualsivoglia significato,  dignità ed onore. Perché?
  Perché  noi operiamo rinvii immotivati  perché  si va in  Cina, o
  altri rinvii immotivati perché  ci sono le elezioni.
       E' veramente necessario andare a fare i galoppini politici o
  i  dirigenti  politici  nei propri  partiti  perché  ci  sono  le
  elezioni?
       Nessuno si accorge che invece l'impalcatura totale del ruolo
  dell'Assemblea la stiamo crocifiggendo  noi  stessi  con i nostri
  atteggiamenti? Da un lato si  incominciano  le  riunioni alle ore
  undici,  poi si rinviano alle ore diciassette,  poi  si  rinviano
  perché   c'è,  giustamente,  il   congresso  dei  Democratici  di
  Sinistra,  ma  si  anticipa  ventiquattrore  prima  dello  stesso
  congresso per chiudere l'Aula, perché  i disegni di legge vengono
  portati  stancamente  in Aula, perché  non  c'è  una  volontà  di
  collegamento tra l'Aula e, non il  Governo  e  la maggioranza, ma
  gli interessi reali della Sicilia  e  dei  siciliani.
       E ora ci sono le variazioni  di  bilancio?  Sì,  un inghippo
  per tentare di inserire più o meno  facilmente  uno  o  due o tre
  emendamenti che possono e debbono  favorire non so quali consensi
  elettorali. Per  cui,  attenzione,   non  andiamo  avanti  perché
  altrimenti  che "puntini, puntini,  puntini".  Ma  il  ruolo  che
  abbiamo non è questo, è il ruolo  di andare oltre.
       Ho ascoltato l'intervento  dell'onorevole  Crisafulli  e  mi
  sono rammaricato a pensare a quante volte la prima Commissione ha
  esaminato il disegno di legge 185,  a  quante  volte  la seduta è
  andata deserta per mancanza di deputati per raggiungere il numero
  legale, a quante riunioni e  quanti  aggettivi  e sostantivi sono
  stati usati all'interno di  quella  Commissione, per quanto tempo
  la Commissione bilancio - della quale  faccio parte - ha rinviato
  la  copertura  finanziaria di questo  disegno  di  legge  e  come
  stamattina stancamente arriviamo in  Aula con una predisposizione
  precisa e puntuale:  oggi  facciamo qualche cosa, incardiniamo il
  disegno di legge, poi siccome  ancora  non sappiamo le variazioni
  di  bilancio  come le dobbiamo  fare,  perché  abbiamo  fatto  le
  variazioni di bilancio in Aula, per  esempio, dei comuni minori o
  minoritari non ci siamo occupati,  ora  ci accorgiamo che mancano
  42 miliardi ai comuni;  e andiamo  a firmare un emendamento di 42
  miliardi senza sapere da dove andiamo  a prelevare i 42 miliardi,
  presentiamo 20 miliardi per la formazione  e non sappiamo da dove
  piglieremo quei 20 miliardi, presentiamo altri 20 miliardi per il
  gommato  e non sappiamo  dove  prendere  quegli  altri  miliardi;
  l'importante è che a tutti i  proprietari  di  autobus diciamo di
  non  preoccuparsi  perchè noi stiamo facendo  una  battaglia  per
  l'aumento di venti miliardi;  a quelli  che detengono determinate
  leve  sulla  formazione,  sulla  quale è necessario -  e  lo  sto
  dicendo  ora  -  fare  una  bella   commissione  d'inchiesta  per
  comprenderne le finalità, gli sprechi ignobili e innominabili nel
  settore  di questa cosiddetta programmazione indegna  -  come  la
  chiamo io - di andare a guardare ancora  più approfonditamente se
  possiamo cominciare a dire alle gente: più venti,  più venti, più
  venti; e poi ci lamentiamo che il complesso totale del bilancio e
  delle  necessità  della  Regione non  trovano  reperibilità,  non
  trovano  liquidità,  non  trovano la possibilità,  da  parte  del
  Governo, di avere le necessarie risorse finanziarie.
       E, allora, all'Assemblea e ad ognuno di noi compete un altro
  compito, a  mio  avviso:  noi  siamo stipendiati dai contribuenti
  siciliani alla  stregua  di  come  i  contribuenti  italiani,  in
  genere, finanziano  e  stipendiano  i  Senatori della Repubblica.
  Però lì  si  cominciano le sedute, onorevole Presidente, alle ore
  otto del mattino  e  puntualmente  alle  otto e un minuto si è in
  Aula, si è  in Commissione; si lavora con tempi determinati e con
  la certezza di  portare avanti i lavori, senza tenere conto delle
  incombenze  cosiddette  anche  "elettorali"; le Commissioni hanno
  tempi precettati  e  momenti di inizio e di chiusura programmati,
  cioè lavorano.  Noi,  invece,  lavoriamo  per  i  rinvii, con una
  strisciante volontà  di  esserci  per  non  produrre, di muoverci
  perchè gli  altri  capiscano  che  abbiamo  un  potere  che forse
  pensiamo  di   non  avere  più  perchè  non  abbiamo  eletto  gli
  assessori, perchè  stiamo cercando, all'interno di ognuno di noi,
  di comprendere qual  è  il  ruolo,  il  potere,  la  funzione, la
  finalità  per   la   quale  prendiamo  la  parola,  cerchiamo  di
  intervenire,   di  non  precettare  i  tempi,  disinteressandoci,
  facendo così, degli interessi reali della Sicilia.
       Io a questo giuoco non ci sto  Non ci sto come deputato, non
  ci  sto  come Presidente del secondo Gruppo in quest'Aula, non ci
  sto non perchè debbo difendere il Presidente-governatore Cuffaro,
  la sua maggioranza  e il suo Governo, ma perchè intendo difendere
  gli interessi della Sicilia, che non hanno nè colore politico, nè
  appartenenza, hanno la  necessità di avere una voce reale, vera e
  valida che  possa tentare di chiudere la stagione delle speranze,
  delle felicità e  dei  sorrisi,  che ho visto pronunziare a tanti
  presidenti della  Regione  che, poi, alla fine hanno concluso con
  il lasciare  tutto  com'era,  lasciando  lo squallore di speranze
  aperte e di delusioni tremende.
       Signor  Presidente  dell'Assemblea,  io quando le dico che è
  necessario  continuare i lavori oggi e che se l'Aula vuole andare
  a  fare  anche  un  dovere  civico,  che  è  quello  di  andare a
  rappresentare nelle  piazze,  io  dico  che  questo può avvenire,
  onorevole  Presidente,  precettiamo,  se  è  possibile,  con  una
  Conferenza  dei   presidenti  dei  Gruppi  parlamentari  ciò  che
  dobbiamo fare  nella  serata  di oggi, stabilendo anche la seduta
  notturna e chiudiamo, bocciando o approvando.
       Perchè mi sembra assurdo che il disegno di legge numero 185,
  per esempio,  del quale stiamo parlando, sia stato in Commissione
  non visionato, ma  sbrindellato  in  tutte le sue parti, cioè che
  abbia avuto  la  possibilità della maggiore conoscenza possibile,
  che il disegno  di  legge sia stato in Commissione Bilancio fermo
  per più di un  mese  e  ha  dato la possibilità, a chi voleva, di
  esprimerne  concettualità, incontri, collaborazionismi vari e non
  comprendo perché  non  si  possa trovare - stipendiati d'oro come
  siamo e lo  sottolineo  -,  perché  oggi  non si possa completare
  l'iter totale per  le  variazioni  di  bilancio  e  trovare, se è
  possibile, l'incontro anche per gli emendamenti alla legge numero
  185, da poter esaminare o in seduta notturna o domani mattina con
  un'Aula che sia  presente  a  fare  il suo dovere.
       Non è compito  mio,  Presidente,  a  volte penso che non sia
  neppure suo, stabilire  se ci saranno o no i numeri per votare le
  leggi, perché  questo è compito e responsabilità di ogni deputato
  che  sa  che   ha  il  dovere  di  essere  presente,  di  firmare
  singolarmente,  non  cumulativamente ma singolarmente, e prestare
  la propria opera  a  difesa  non di questo o quel governo, non di
  questa o quella  maggioranza,  ma  di  quelli  che  sono  i reali
  interessi della Sicilia.  Per  cui  noi,  nel  momento in cui - e
  concludo - riteniamo importante o meno importante la legge numero
  185, riteniamo  importanti  o  meno  importanti  le variazioni di
  bilancio, riteniamo  importante  o  meno  importante discutere la
  mozione che possa  consentire  al  Banco  di  Sicilia  di avere i
  presupposti dei  suoi  diritti  sacrosanti  riconosciuti  e  così
  sull'altra mozione, sulla fiscalità parliamo, ci parliamo addosso
  ma la verità  è una sola, che vogliamo fare sempre quello che non
  è all'ordine del giorno perché  così non avvenga che definiamo né
  quello che è  all'ordine del giorno né  quello del quale si vuole
  discutere per  lanciare un messaggio a qualcuno, ascoltando anche
  il singolo oratore  che  dice: io la mia battaglia l'ho fatta, io
  del Banco di  Sicilia  ne  ho  parlato,  io volevo che si facesse
  prima, che  vuoi,  c'è  un'Aula  attenta,  disattenta, ci sono le
  elezioni ...  Non  c'è  nulla,  signor Presidente dell'Assemblea,
  onorevoli colleghi, che  non  sia il dovere di stare in Aula e di
  fare il proprio  dovere  fino  in  fondo,  in  raccordo  con  gli
  interessi della Sicilia,  altrimenti non so di cosa avremo di che
  parlare.
       Io ritengo che con la nuova legge, che dà i poteri che dà al
  Presidente della  Regione,  che  gli ha dato una maggioranza come
  quella che la  Sicilia  ha  tributato  a quel Governo ed a questa
  configurazione politica  che  ad oggi si intesta la realizzazione
  del potere dentro  la  Regione,  con i soldi di 'Agenda 2000' non
  avremo  alibi  nessuno  se  non  avremo  creato  per  la  Sicilia
  l'interesse reale  del  dire  forte e senza possibilità di essere
  smentiti che in questi cinque anni o si fa la Sicilia o si muore.
  Ed io non  credo  che  l'Assemblea  si stia muovendo sotto questo
  tipo di impulso  e  di  intenzionalità.
       Io  ritengo  che  ci  siano  troppi  trasversalismi,  troppi
  complessi di inferiorità rispetto alle leggi che abbiamo voluto e
  che ci hanno  consentito  di essere presenti in questi banchi con
  listini e  senza  listini,  ritengo  che, senza volere con questo
  assurgere né  a  Catone  né  a  Censore di nessuno, che se non ci
  diamo una buona  svolta  noi  stessi credo che noi avremo assieme
  agli altri  poi contribuito, dai banchi della maggioranza o delle
  minoranze,  avremo  contribuito  notevolmente  allo sfascio della
  Sicilia.  Io ritengo  che  questo non ce lo possiamo consentire e
  ritengo   quindi,   signor   Presidente,   di   poter  concludere
  invitandola fortemente  a  dire  che,  non  appena sarà finita la
  discussione generale sul disegno di legge in questione, ci sia la
  necessità di  una  riunione,  una  Conferenza  dei presidenti dei
  Gruppi parlamentari  che  possa  determinare la continuazione dei
  lavori nei tempi  e  nei  modi che possano essere favorevoli alle
  esigenze "politiche"  -  tra  virgolette  -  ma  alle esigenze di
  essere servitori dello Stato, servitori di una Sicilia depredata,
  di una Sicilia  che  non  ha  più  a  chi  rivolgersi  per  avere
  riconosciuti i propri  diritti e la speranza di essere ancora una
  Regione che vuole  vivere  in  Europa  e  che non vuole essere la
  Cenerentola d'Italia.

     PRESIDENTE.  Grazie  onorevole  Cintola.
       Ai sensi dell'articolo 100 del Regolamento interno, dichiaro
  chiuse le iscrizioni a parlare.
       E' iscritto a parlare l'onorevole Oddo. Ne ha facoltà.

     ODDO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, brevissimamente,
  per    la    verità   impiegherò   poco   nell'esprimere   alcune
  considerazioni  che,  sinceramente,  mi sovvenivano ascoltando il
  collega Cintola. Perché, sinceramente, non ho capito se parlava a
  nome dell'opposizione  o  a  nome  della  maggioranza.  Perché  è
  evidente che  in  quest'Aula  il primo dovere della maggioranza è
  quello di garantire  non  solo  i numeri, ma anche la fattibilità
  degli stessi lavori  ed  in più è evidente che la distrazione del
  Governo, che sta  tenendo una Giunta, rispetto ad un'Aula che sta
  trattando anche  argomenti  delicati,  come  il  disegno di legge
  numero 185 -  io  non  voglio  aggiungere niente alle cose che ha
  detto l'onorevole  Crisafulli,  che  condivido  quasi del tutto e
  quindi non vado  e  non entro nelle questioni relative al disegno
  di   legge   numero   185,   però   quest'Aula   sta   discutendo
  dell'ordinamento degli  uffici  più  delicati  della Regione dopo
  l'elezione diretta, non sta discutendo di un disegno di legge che
  evidentemente può  avere  anche  importanza relativa. Eppure c'è,
  sì, un  rappresentante,  l'esimio  assessore per gli Enti locali,
  che ci sta  onorando,  da  questo  punto  di  vista,  con  la sua
  presenza, ma  fondamentalmente  il  Governo in questo momento sta
  tenendo Giunta, quindi  ritiene  che anche la presenza in Aula su
  un argomento  di  questo  tipo  è  semplicemente  un  problema di
  tattica  parlamentare,  cioè gestisce la Presidenza evidentemente
  in maniera più  o  meno  furba,  vediamo  come  dobbiamo aprire e
  chiudere le  discussioni  generali  e  vediamo come andiamo poi a
  porci il  problema  se  facciamo  le  riunioni dei presidenti dei
  Gruppi parlamentari.
       A sentire il collega Cintola sembra che  il  problema  della
  mancata convocazione  dei  presidenti dei Gruppi parlamentari sia
  quasi   un   problema   dell'opposizione,   perché   anche  nelle
  precedenti sedute  la  mancata  convocazione  delle  riunioni dei
  presidenti dei  Gruppi  parlamentari  mi  pare  che sia stata una
  scelta della  maggioranza  -  non  dico  della Presidenza, per la
  verità - e mi pare che ci sia qualcosa che non va.
       Sono stanco  un  po'  di  sentire  i  sermoni dell'onorevole
  Cintola,  io  gli  voglio  bene,  lo  stimo,  lo  rispetto,  però
  l'appello ad  essere  servitori  deve  essere fatto soprattutto a
  questo Governo  che  ha ricevuto il voto dei cittadini siciliani.
  Facciano realmente  il  loro  dovere,  non  lo  stanno facendo  E
  siccome non  lo stanno facendo, e qualcuno lo dice, evidentemente
  passiamo a che cosa? All'opposizione sorda e strumentale?
       La verità è che ci troviamo dinanzi ad  una  fase  difficile
  dove sulle variazioni di bilancio la maggioranza  non  riesce  ad
  avere  una  linea  unitaria. E allora c'è bisogno  anche  qui  di
  prendere tempo.  Allora  smettiamola di parlare di lavori d'Aula,
  del prestigio  di  quest'Aula  che  va  scemando,  del  fatto che
  evidentemente quest'Aula,  rispetto ai siciliani, ha il dovere di
  essere un'Aula fatta di servitori; smettiamola di dire cose tanto
  ovvie  quanto  utili  a  coprire  solo  responsabilità  politiche
  enormi.
       Perché poi, quando entreremo nelle questioni - e ho concluso
  - che  riguardano anche le variazioni di bilancio, scopriremo che
  c'è l'assessore  Cimino  che  scrive  all'assessore al bilancio e
  dice: mi stai togliendo i soldi, non capisci una mazza - scusando
  l'espressione -  perché sulla questione della pesca io ho bisogno
  di risorse, tu  mi  stai togliendo tutte le risorse, non solo per
  quello che ho fatto, per il decreto relativo alle imbarcazioni di
  massima lunghezza pari  a 24 metri, ma anche per ciò che dovremmo
  fare per il piano di recupero delle risorse ittiche, per il piano
  di recupero delle  risorse  acquatiche, che è fermo a Bruxelles e
  nessuno sa niente. Domani manifesteranno le marinerie siciliane e
  questo Governo non  sa  che  dire, perché  non  sa nemmeno cosa a
  Bruxelles sta  accadendo  rispetto  al  piano  di  recupero delle
  risorse ittiche,  al  175,  per intenderci, della legge numero 32
  del 2000 e  al  170 della medesima; non lo sa. Forse farà qualche
  telefonata per avere  le  ultime  e  per sentirsi dire che non ci
  siamo, perché  ancora non c'è assolutamente, da parte anche degli
  uffici  di   Bruxelles,   una   predisposizione  per  tentare  di
  convincersi che si  sta cambiando rotta, che si fanno realmente i
  piani di recupero  e  non  si  inventano  le  relazioni,  non  si
  inventano le  tabelle,  che  evidentemente  poi  fanno  anche  da
  raccordo, dal punto  di vista statistico e non solo, e quindi dal
  punto di  vista  scientifico, alle relazioni stesse.
       E' questo  il  dato  di  fatto,  ma  chiaramente comprendete
  meglio di me  che  stiamo  parlando  solo di un esempio, potremmo
  citare altri  motivi.  E,  guardate,  la  lettera  dell'assessore
  Cimino alla  terza  Commissione,  che  si  riunisce e vota contro
  quella  variazione,   quel   punto,  è  una  lettera  non  di  un
  oppositore, ma  di  un  oppositore  incallito,  di uno abbastanza
  deciso, determinato,  perchè  la  critica  è feroce nei confronti
  dell'assessore al  bilancio,  sotto  tutti  i punti di vista, sia
  sotto l'aspetto  che  riguarda anche la mancanza di conoscenza di
  aspetti seri  che  riguardano  l'economia  siciliana, e quindi il
  funzionamento della  macchina  Regione,  sia  sotto l'aspetto che
  riguarda già  i  provvedimenti assunti da parte dell'Assessorato.
       Allora, a che gioco giochiamo? Giochiamo a un gioco preciso,
  che è quello di coprire responsabilità che sono chiaramente della
  maggioranza e del  Governo  assente,  di  un  Governo  che non ha
  prodotto atti significativi,  che  non  ha  -  e  non  me lo sono
  inventato io  - depositato un disegno di legge significativo, che
  sul disegno  di  legge  numero  185,  che  parla evidentemente un
  linguaggio   delicatissimo,   che   ristruttura   un   po'  tutto
  l'ordinamento, Presidenza,  strutture  intermedie e tutto ciò che
  contiene quel disegno  di legge, il Governo è assente e non sente
  nemmeno la  necessità  di relazionare, non solo fa relazionare la
  Commissione, ma  non  sente la necessità di aprire la discussione
  dicendo: così  voglio  organizzare  il  profilo del nuovo Governo
  dopo l'elezione  diretta,  dopo  la  modifica  costituzionale che
  abbiamo fatto. Vedete  che questo è grave  E noi non possiamo far
  finta di  niente,  non  possiamo  sentire  interventi  che  quasi
  vogliono dimostrare  che invece questa maggioranza gode di ottima
  salute, è in  grado  di  far andare l'Aula spedita, vuole fare il
  confronto con l'opposizione ...

     CAPODICASA. A chi la racconta? Il Governo non c'è

     ODDO.  Appunto,  siccome  il  Governo  per  giunta  è in fuga,
  registro  che il Governo è in fuga, mi scuso con i colleghi se mi
  sono distratto un po' e sono andato sicuramente fuori dall'ordine
  del giorno, ma,  caro  Presidente,  mi pare che lei ha permesso a
  tanti e  soprattutto ad alcuni di intervenire completamente fuori
  dalla discussione generale del disegno di legge numero 185, tanto
  che l'onorevole  Cintola  ha  permesso  poi,  dato  che lei stava
  chiudendo la  discussione  generale, di continuare questa bella e
  interessante discussione e questo confronto, che credo che, tutto
  sommato, serva a chiarirci le idee.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Spampinato. Ne
  ha facoltà.

     SPAMPINATO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi limiterò
  brevissimamente a parlare sull'oggetto dell'ordine del giorno, il
  disegno di  legge numero 185, Chiedendo a lei, signor Presidente,
  ed  al   Presidente   della  prima  Commissione,  la  Commissione
  competente, di essere rassicurato rispetto ai modi e ai termini a
  cui si arriverà all'approvazione di questo disegno di legge.
       Poco fa l'onorevole Crisafulli faceva riferimento ad un'area
  oggettivamente  distratta  dell'Assemblea regionale, credo che un
  disegno di  legge  di  questa  importanza  non abbia necessità di
  distrazione   da   parte   dell'Assemblea,   ma   di  particolare
  attenzione.
       Io,  devo  dire, ho  vissuto  un'esperienza  sostanzialmente
  negativa  all'esordio  dell'attività  parlamentare e mi riferisco
  alle modifiche del Regolamento, laddove degli emendamenti che non
  avevano nessuna caratteristica politica, ma che volevano soltanto
  dare  un   apporto   produttivo  alla  leggibilità  dello  stesso
  Regolamento,  all'interpretazione  dello stesso Regolamento, sono
  stati cassati  esclusivamente perché provenienti dalle file delle
  minoranze.  Io mi  auguro  che  in questo, così come in tutti gli
  altri disegni  di  legge, soprattutto quelli che hanno un rilievo
  particolare, così come  questo  disegno  di  legge  ha - si parla
  sempre di  riordino della pubblica amministrazione siciliana - si
  possa dibattere  politicamente  in maniera molto più serena.
       Ecco perché, una  volta presentati gli emendamenti alla fine
  della discussione generale, io chiederei che lo stesso disegno di
  legge torni in Commissione, alla presenza del Governo, per potere
  avere la possibilità di discutere in modo più approfondito, e non
  con il  semplice  parere  sicuramente  negativo  del  relatore di
  maggioranza, gli emendamenti qua presentati.
       Qualche  collega  poco  fa  faceva  riferimento alla mancata
  relazione  da parte del Governo e alla mancata relazione da parte
  dello  stesso  componente, onorevole relatore, della Commissione.
  Vorrei, appunto,  un  dibattito più approfondito perchè, leggendo
  invece la relazione  che  anticipa lo stesso disegno di legge, io
  credo di notare alcune contraddizioni tra la relazione e il testo
  di legge.  Faccio  alcuni  esempi:  l'articolo 2, dove si dispone
  che gli  uffici di diretta collaborazione con il Presidente della
  Regione e  degli  Assessori  regionali  possono  essere  retti da
  dirigenti di qualsiasi  fascia  muniti di laurea e in possesso di
  adeguata  professionalità,  questa adeguata professionalità viene
  modificata con  una diversa dizione dell'articolato laddove si fa
  riferimento a 'necessaria esperienza e professionalità'. Io credo
  che bisognerebbe  dare qualche indicazione meno soggettiva ad una
  disposizione di legge così importante.
       Mi riferisco  ancora  all'articolo  5, dove appunto, facendo
  leva su un principio sicuramente giusto della deregolamentazione,
  il relatore estensore fa riferimento ad una 'moderata percentuale
  di incarichi  dirigenziali  che  si  possono  affidare  ai  ruoli
  regionali',   quando   poi   nell'articolato   questa   'moderata
  percentuale' sostanzialmente  viene raddoppiata; non credo che il
  raddoppio sia  una  'moderata percentuale'. Anche qui ritengo che
  sia un  problema politico, bisogna capire se procedere attraverso
  l'affidamento all'esterno di incarichi professionali o procedere,
  altresì,   mediante   la   valorizzazione  delle  professionalità
  interne.
       Ci  sono  tanti  altri  argomenti  che  saranno  oggetto  di
  emendamenti  e concludo ribadendo la mia richiesta che il disegno
  di  legge  venga  rinviato  di  nuovo  alla  Commissione  per  un
  approfondito dibattito alla presenza del Governo.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha
  facoltà.

     FORMICA.   Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi,  io  ho
  ascoltato attentamente  quanto sostenuto dagli altri colleghi che
  mi hanno preceduto e  in tutti c'è più o meno il richiamo forte a
  salvaguardare quelli  che  sono gli interessi della Sicilia. Ora,
  non vi è  dubbio,  e sfido chiunque a trovare un eletto che viene
  qui a sostenere  che  non sta portando avanti gli interessi degli
  elettori.
       Molte delle problematiche avanzate attengono sostanzialmente
  a quelli che  sono i problemi che quest'Aula, questo Parlamento e
  soprattutto questo  Governo hanno ereditato; noi siamo i nani sui
  giganti del passato.
       Non vi è  dubbio  che  c'è  un problema di raccordo nuovo su
  quello che  deve essere l'assetto istituzionale della nuova forma
  di governo, le  competenze  che  a  questa forma nuova di governo
  devono essere attribuite  e  il  nuovo  ruolo  che  si  deve dare
  l'Aula. Non vi è dubbio, altresì, che le variazioni di bilancio -
  mi riferisco  all'ordine  dei  lavori  che  abbiamo  in  corso  -
  assumono un  rilievo fondamentale per gli interessi di tutti, del
  cittadino  e   della  macchina  governativa,  degli  uffici,  del
  funzionamento della Regione,  ma non si può venire a dire che c'è
  una volontà di  fermare tutto, quando invece anche sul disegno di
  legge numero 185  speditamente  si  è  portato in Aula. Nè si può
  andare a  puntare l'indice sulla mancanza di questa o quell'altra
  risorsa, per i  comuni,  per  i pescatori, per la formazione, per
  tutti i  comparti  della  Regione siciliana, ma tutti sappiamo, e
  dovremmo avere  il  coraggio di ammetterlo, onorevole Capodicasa,
  quanto dicevo un  attimo  fà  e  cioè  che  noi  veniamo oggi sui
  problemi enormi  che ereditiamo dal passato, da tutto il passato,
  onorevole Capodicasa.  Perchè,  se oggi noi abbiamo la difficoltà
  in capo  all'assessore al Bilancio di poter redigere il bilancio,
  il prossimo  bilancio  della Regione siciliana, non è un problema
  che si è venuto a creare un mese fà o sei mesi fà o un anno fà, è
  un problema che ci trasciniamo, e lei lo sa meglio di tutti ...

     SPEZIALE. Un anno fà, perchè con il Governo Capodicasa abbiamo
  risanato anche i suoi conti

     FORMICA.   Si,  avevate   risanato  tutto, tanto  è  vero  che
  l'assessore al  Bilancio  si  trova  oggi a dover fare quadrare i
  conti su una  scopertura  di bilancio, a bocce ferme, ad oggi, di
  4.800 miliardi e,  se  non  ci  fosse  stata da parte del Governo
  Berlusconi la  possibilità  di  concedere un mutuo a carico dello
  Stato di  1.500  miliardi  più  le  altre  provvidenze che questo
  Governo nella  contrattazione con il Governo nazionale è riuscito
  ad ottenere per  circa  800  e  più  miliardi, noi non saremmo in
  grado, come tutti sappiamo, di redigere il prossimo bilancio.
       Quindi bandiamo un po' l'ipocrisia che ci contraddistingue e
  che io posso  capire perchè fa parte dell'attività politica, ma a
  tutto c'è un limite.
       Venire oggi a  sostenere  che i problemi che abbiamo davanti
  sono problemi che si  sono  creati ora, o comunque al massimo sei
  mesi fà, è assurdo  e  ipocrita  e  non  dà  la  fotografia della
  realtà.  L'appello che faccio un po' a tutti i colleghi, ma anche
  alla Presidenza ed  al  Governo, è che noi oggi abbiamo un ordine
  del giorno  che  comprende  l'incardinamento del disegno di legge
  numero 185  che  riguarda  norme sul nuovo assetto della macchina
  dell'Amministrazione regionale,  e  sotto l'aspetto del Governo e
  sotto   l'aspetto   dell'Assemblea,   discutiamolo, dopo  di  che
  affrontiamo le variazioni  di  bilancio e entro domani si vada ad
  esitare ciò che  è necessario, nei limiti che il bilancio attuale
  consente, senza  fare  'voli  pindarici', senza inventarci nulla,
  senza tentare  di  fare  demagogie  elettorali,  perchè purtroppo
  siamo sotto elezioni,  ma  la  verità  è  quella:  non si possono
  andare a fare  richiami  in nome e per conto del popolo siciliano
  quando tutti, alla  fine,  sappiamo  che  non  è così perchè sono
  richiami  in   nome   del   popolo  siciliano  che  vanno  poi  a
  salvaguardare interessi  più o meno leciti - ci mancherebbe altro
  - che sono  coerenti  con  il mandato politico, ma non si può non
  tener conto di quella che è la realtà.

     PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  assessore
  d'Aquino per la replica.

     D'AQUINO,  assessore per gli enti locali.  Signor  Presidente,
  onorevoli colleghi, brevemente, perchè io credo che, al contrario
  di  quanto   qualche   collega   deputato  ha  espresso  nel  suo
  intervento,  la  prima  Commissione  e  la  Commissione  Bilancio
  abbiano vivisezionato questo disegno di legge e abbiano apportato
  numerose variazioni,  forse  anche  qualcuna in senso contrario a
  quello che il  collega  ha detto, ritengo che questo sia un fatto
  tecnico.
       Questo  disegno  di  legge  è  nato  essenzialmente  con  la
  prerogativa di  adeguare  e  migliorare  quella che è la macchina
  amministrativa e  quindi  completarla con l'inserimento di alcuni
  meccanismi, come  il comitato di controllo dei dipartimenti, come
  il meccanismo dei controlli interni in seno alla Presidenza ed in
  seno agli Assessorati,  quindi  ritengo  che siano essenzialmente
  dei fatti tecnici.
       L'unica  norma  o  articolo  in  cui  forse  noi  per  legge
  determiniamo il numero delle aree e dei servizi, e quindi andiamo
  contro  quelli  che  erano  stati o che sono gli intendimenti del
  Governo di evitare  legiferazioni,  andando incontro piuttosto ad
  una regolamentazione diversa, è  quella  appunto delle aree e dei
  servizi;  tuttavia si è  dovuto  aumentare il numero delle aree e
  dei servizi e credo che  non  sia  un controsenso che poi le aree
  ed i servizi nei  numeri  stabiliti  dalla  norma  debbano essere
  stabilite dal Governo.
       Credo che tutti gli altri  siano dei fatti tecnici su cui si
  è ampiamente discusso.  Anche  la  norma  che  riguarda i capi di
  gabinetto costituisce un  fatto  importante  perché  cerchiamo di
  utilizzare delle  professionalità  che  sono presenti all'interno
  del parco aziendale della Regione e che fino a questo momento non
  possono essere utilizzate.   Credo  che  con  la  discussione che
  faremo sugli emendamenti andremo  al  più  presto  ad  esitare un
  disegno  di legge che  non  rappresenta  un  fatto  politico,  ma
  rappresenta un  proseguimento dell'organizzazione tecnica e della
  riorganizzazione  delle   strutture   della  Presidenza  e  degli
  Assessorati.

     PRESIDENTE.   Dichiaro chiusa la discussione  generale.  Pongo
  in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
       Chi è favorevole  resti seduto; chi è contrario  si alzi.

                            (E' approvato)

       Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata ad oggi, martedì 20
  novembre 2001, alle ore 16.30, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente FLERES


      I - COMUNICAZIONI

     II - LETTURA AI   SENSI  E  PER  GLI   EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
          LETTERA D) E 153,  DEL  REGOLAMENTO  INTERNO,  DELLE MOZIONI
          NN. 68, 69, 70, 71, 72.

    III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1) 'Norme finanziarie  urgenti  e variazioni al bilancio della
          Regione per l'anno finanziario 2001'. (n. 259/A) (seguito)

          Relatore: onorevole Croce

       2) 'Disposizioni  sull'ordinamento dell'Amministrazione regio-
          nale'. (n. 185 - Norme stralciate/A) (seguito)

          Relatore: onorevole Borzacchelli

     IV - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

      N. 56 - Iniziative  per  modificare  gli indirizzi economici
              seguiti dal Governo nazionale.

              (10 ottobre 2001)

                                       SPEZIALE - CAPODICASA -
                                       CRISAFULLI - CRACOLICI -
                                       DE BENEDICTIS - GIANNOPOLO -
                                       ODDO - PANARELLO - VILLARI -
                                       ZAGO

      V - DISCUSSIONE UNIFICATA DELLE MOZIONI:

      N. 66 - Interventi a  tutela  del ruolo e delle attività del
              Banco di Sicilia.

              (12 novembre 2001)
                                  SPEZIALE - BARBAGALLO - ORTISI -
                                  FERRO

      N. 67 - Iniziative urgenti al  fine  di impedire la svendita
              del Banco di Sicilia.

              (13 novembre 2001)

                                    FORGIONE - LIOTTA - MICCICHE'-
                                    RAITI

     La seduta è tolta alle ore 13.35.

     Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 15.50


   Presidenza del vicepresidente FLERES


     BURGARETTA APARO , segretario, dà lettura del processo verbale
  della  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si
  intende approvato.

                              CONGEDO

     PRESIDENTE.   Comunico  che  l'onorevole  Orlando  ha  chiesto
  congedo per oggi, martedì 20 novembre 2001.
       Non sorgendo osservazioni, il congedo si intende accordato.

                 ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE

     PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  stati  presentati i seguenti
  disegni di legge:

      -  "Disciplina  dell'introduzione  dell'istituto  del reddito
      minimo di inserimento" (n. 272)
      - iniziativa parlamentare
      -  presentato  dagli  onorevoli  Lo  Monte,  Basile Giuseppe,
          toni, Raiti, Sanzeri, Amendolia in data 14 novembre 2001

      - "Norme  per  l'istituzione  della  figura del portavoce dei
      sindaci   e   dell'ufficio   stampa  presso  gli  assessorati
      regionali.  Disposizioni  sul  trattamento  contrattuale  dei
      giornalisti degli uffici stampa" (n. 273)
      - iniziativa parlamentare
      -  presentato dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Croce
      in data 15 novembre 2001

      -  "Istituzione  della  commissione  regionale  per  le  pari
      opportunità tra uomo e donna" (n. 274)
      - iniziativa parlamentare
      - presentato dall'onorevole Raiti in data 16 novembre 2001

      -  "Norme  per l'installazione di impianti di riciclaggio dei
      rifiuti solidi urbani" (n. 275)
      - iniziativa parlamentare
      -  presentato  dagli  onorevoli  Tricoli  ed altri in data 19
      novembre 2001

        COMUNICAZIONE DI INVIO DI DISEGNI DI LEGGE ALLE COMPETENTI
        COMMISSIONI LEGISLATIVE

     PRESIDENTE. Comunico che sono stati inviati   alle  competenti
  commissioni legislative i seguenti disegni di legge:

                        AFFARI ISTITUZIONALI (I)

    -  "Norme  per   l'elezione  del  Presidente  della  Regione  e
  dell'Assemblea regionale siciliana" (n. 265)
    - iniziativa parlamentare

    - "Norme in materia  di  cooperazione  con  i  Paesi terzi e di
  collaborazione internazionale" (n. 267)
    - iniziativa parlamentare
      - PARERE V COMMISSIONE

                       ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

    - "Incentivi fiscali aggiuntivi per gli investimenti in Sicilia
  e per l'emersione del lavoro irregolare" (n. 269)
    - iniziativa parlamentare

                       AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

    - "Disciplina degli appalti di lavori, forniture e servizi" (n.
  268)
    - iniziativa parlamentare

    - "Istituzione del fascicolo fabbricato" (n. 270)
    - iniziativa parlamentare

                    CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

    -  "Interventi   per   l'attuazione  del  diritto  allo  studio
  universitario in Sicilia" (n. 271)
    - iniziativa governativa

                     INVIATI IN DATA 19 NOVEMBRE 2001

                   COMUNICAZIONE DI RICHIESTE DI PARERI

     PRESIDENTE.  Comunico  che  le  seguenti  richieste di parere,
  pervenute  dal  Governo,  sono  state  assegnate  alle competenti
  Commissioni legislative:

                        AFFARI ISTITUZIONALI (I)

    - "Trasmissione schema di decreto di determinazione dei criteri
  per  la  valutazione  dei  titoli  nei  concorsi  interni  e  per
  l'accesso alle qualifiche  dirigenziali"  (n.  18)
    - pervenuto in data 12 novembre 2001
    - trasmesso in data 15 novembre 2001

    - "Incarico di direttore del Parco archeologico e paesaggistico
  della Valle dei Templi di Agrigento" (n.  19)
    - pervenuto in data 16 novembre 2001
    - trasmesso in data 19 novembre 2001

                       AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

    - "Legge 5 gennaio  1994,  n.  36  -  Legge regionale 27 aprile
  1999, n.  10 - Variazione degli ambiti territoriali ottimali" (n.
  17)
    - pervenuto in data 12 novembre 2001
    - trasmesso in data 15 novembre 2001

    COMUNICAZIONE  DI  ASSENZE  E  SOSTITUZIONI ALLE RIUNIONI DELLE
    COMMISSIONI LEGISLATIVE

     PRESIDENTE.  Comunico, ai  sensi  del comma 4 dell'articolo 69
  del Regolamento interno,  le assenze e sostituzioni alle riunioni
  delle Commissioni legislative per il periodo 11-14 novembre 2001.

                        AFFARI ISTITUZIONALI (I)

  ASSENZE
  Riunione del 13.11.01: BARBAGALLO-GALLETTI-IOPPOLO
      "     "  14.11.01: LEANZA E.-MOSCHETTO-BARBAGALLO-CRISAFULLI
                         GALLETTI-IOPPOLO-SAVARINO

                              BILANCIO (II)

  ASSENZE
  Riunione del 11.11.01: MANCUSO-PAPANIA

  SOSTITUZIONI
  Riunione del 13.11.01: SAVONA   sostituito da DINA
      "     "      "     LEONTINI     "       " GIAMBRONE

         COMUNICAZIONE DI DELIBERAZIONI DELLA GIUNTA REGIONALE

     PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione, ai sensi
  dell'art. 2, comma 3,  della legge regionale 23 dicembre 2000, n.
  32, ha  trasmesso  copia  delle  seguenti  deliberazioni adottate
  dalla Giunta regionale:  dalla  n.  312  alla  n.  318,  dalla n.
  320 alla n.  336, dalla  n.  338 alla n.  352, dalla n.  354 alla
  n.  357, la n.  432  e  la  n.  433  dei  mesi di luglio, agosto,
  settembre e ottobre 2001 adottate dalla Giunta regionale.

                         ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

    A) Interrogazioni con richiesta di risposta orale.

            N. 313 - Revoca  dell'intitolazione  a  Benito  Mussolini,
          statista, di una via del comune di Tremestieri etneo (CT).
            - Presidente Regione
            - Assessore Enti Locali
            ***
          Spampinato Giuseppe; Villari Giovanni; Liotta  Santo;  Raiti
          Salvatore

                                ----------------

            N. 319 - Garanzie di un accettabile livello di prestazioni
          sanitarie in provincia di Siracusa.
            - Assessore Sanità
            ***
          De Benedictis Roberto

                                ----------------

            N. 320 - Liquidazione delle indennità di fermo tecnico  ai
          pescatori siciliani, per gli anni 1998/1999.
            - Presidente Regione
            - Assessore Bilancio
            - Assessore Cooperazione
            ***
          Villari Giovanni; Panarello Filippo; Oddo Camillo; Morinello
          Salvatore; Spampinato Giuseppe;  Raiti  Salvatore;  Speziale
          Calogero

                                ----------------

            N. 321 - Ispezione presso il Comune di Terrasini (PA).
            - Assessore Enti Locali
            ***
          Cracolici Antonino

                                ----------------

            N. 322 - Attivazione dei  corsi  di  specializzazione  per
          insegnanti di sostegno.
            - Presidente Regione
            - Assessore Beni Culturali
            - Assessore Sanità
            ***
          Villari Giovanni; Giannopolo Domenico; Panarello Filippo

                                ----------------

            N.    324  -  Iniziative  in  merito  alle  procedure  per
          l'affidamento del servizio di  brokeraggio  da  parte  degli
          enti regionali.
            - Presidente Regione
            - Assessore Presidenza
            - Assessore Sanità
            ***
          Crisafulli Vladimiro

    B) Interrogazioni con richiesta di risposta scritta.

            N. 310 - Accertamenti sulle procedure seguite dalla Giunta
          del Comune  di  Acireale  per  l'approvazione  del  progetto
          'Acireale mare sicuro'.
            - Presidente Regione
            - Assessore Enti Locali
            ***
          Basile Giuseppe

                                ----------------

            N. 311 - Iniziative per evitare la  chiusura  dell'ufficio
          postale    delle  frazioni  Vena  e  Presa,  nel  comune  di
          Piedimonte Etneo (CT).
            - Presidente Regione
            - Assessore Turismo
            ***
          Basile Giuseppe

                                ----------------

            N. 312 - Bonifica dell'invaso artificiale  di  Campofranco
          (CL) e notizie circa la sua proprietà.
            - Presidente Regione
            - Assessore Sanità
            - Assessore Industria
            - Assessore Territorio
            ***
          Ferro Giovanni

                                ----------------

            N. 314 - Rilancio dell'Azienda  autonoma  delle  Terme  di
          Sciacca.
            - Assessore Turismo
            ***
          Giambrone Vincenzo

                                ----------------

            N. 315 - Notizie in merito alla  riconferma  della  nomina
          del Vicepresidente  del  Consiglio  di  amministrazione  del
          Parco dei Nebrodi.
            - Presidente Regione
            - Assessore Territorio
            ***
          Beninati Antonino

                                ----------------

            N. 316 - Emanazione di  una  circolare  esplicativa  sulla
          cartolarizzazione dei crediti alle imprese, ai  sensi  della
          legge regionale n. 16 del 2001.
            - Presidente Regione
            - Assessore Cooperazione
            - Assessore Bilancio
            ***
          Basile Giuseppe

                                ----------------

            N. 323 - Contenimento e riordino della spesa sanitaria.
            - Presidente Regione
            - Assessore Sanità
            ***
          Barbagallo      Giovanni;  Genovese  Francantonio;  Gurrieri
          Sebastiano; Tumino Carmelo; Zangara Andrea

                         ANNUNZIO DI INTERPELLANZA

    N. 11 - Ripristino del servizio territoriale recentemente
            interrotto presso l'AUSL n. 4 di Enna.
            - Presidente Regione
            - Assessore Sanità
            ***
          Crisafulli Vladimiro

                         ANNUNZIO DI MOZIONI

            N. 68 - Iniziative per la valorizzazione  e  la  fruizione
          dei beni culturali in Sicilia.
            Leanza   Nicola;  Cintola  Salvatore;  Pistorio  Giovanni;
          Savona Riccardo;  Mancuso  Fabio  Maria;  Sbona  Sebastiano;
          Ardizzone Giovanni; Dina Antonino

          Presentata il 13/11/01

                                ----------------

            N. 69 - Recepimento della legge quadro per la
          realizzazione del sistema integrato d'interventi  e  servizi
          sociali.
            Leanza   Nicola;  Cintola  Salvatore;  Pistorio  Giovanni;
          Borzacchelli      Antonio;  Mancuso  Fabio  Maria;  Savarino
          Giuseppa; Dina Antonino; Sbona Sebastiano; Fratello Onofrio;
          Franchina Giuseppe; Ardizzone Giovanni; Lo Giudice Vincenzo;
          Savona Riccardo

          Presentata il 13/11/01

                                ----------------

            N. 70 - Interventi in merito alla prospettata
          incorporazione del Banco di Sicilia nella Banca di Roma.
            Formica  Santi;  Leontini  Innocenzo;  Lo  Monte  Carmelo;
          Rotella    Domenico;  Cintola  Salvatore;  Acierno  Alberto;
          Tricoli Marzio

          Presentata il 13/11/01

                                ----------------

            N. 71 - Iniziative per il riconoscimento  dello  stato  di
          calamità delle zone dell'Acese  (CT)  colpite  dagli  eventi
          sismici del 28.10.2001.
            Fleres  Salvatore;  Catania  Giuseppe;  Maurici  Giuseppe;
          Mercadante Giovanni

          Presentata il 14/11/01

                                ----------------

            N.   72  -  Provvedimenti  in  favore  del  sistema  della
          formazione professionale in Sicilia.
            Dina   Antonino;  Cintola  Salvatore;  Pistorio  Giovanni;
          Leanza Vincenzo; Borzacchelli Antonio; Mancuso Fabio  Maria;
          Savarino   Giuseppa;  Sbona  Sebastiano;  Fratello  Onofrio;
          Franchina Giuseppe; Ardizzone Giovanni

          Presentata il 16/11/01

     PRESIDENTE.  Le   mozioni   testè   annunziate  saranno  poste
  all'ordine  del giorno  della  seduta  successiva  perchè  se  ne
  determini la data di discussione.

    COMUNICAZIONE DI DECADENZA DI FIRMA DA ATTI ISPETTIVI E POLITICI

     PRESIDENTE.  Comunico  che,  a  seguito della dichiarazione di
  ineleggibilità alla  carica  di deputato regionale dell'onorevole
  Gaspare VITRANO, ne decade la firma dai seguenti atti politici ed
  ispettivi:
    Mozioni numeri  46 -  47  -  55  - 57 - 58 INTERPELLANZA N. 6
    Interpellanza numero 6
    Interrogazioni numeri 170 - 179 - 197 - 229 - 235
    L'Assemblea ne prende atto.

            COMUNICAZIONE DI ADESIONE A GRUPPO PARLAMENTARE

     PRESIDENTE. Comunico che,  con  nota  del  14  novembre  2001,
  l'onorevole Giuseppe FARAONE ha dichiarato, a norma dell'art.  23
  del  Regolamento   interno,  che  intende  apparenere  al  Gruppo
  parlamentare 'La Margherita - Democrazia è libertà'.
     L'Assemblea ne prende atto.
       Avverto,  ai  sensi   dell'articolo   127,   comma   9,  del
  Regolamento interno, che  nel corso della seduta potrà procedersi
  a votazioni mediante sistema elettronico.

                      DISCUSSIONE DI DISEGNI DI LEGGE

     PRESIDENTE.  Si  passa  al  punto  II  dell'ordine del giorno:
  Discussione di disegni di legge.
       Onorevoli  colleghi,  per  consentire  la  presentazione  di
  eventuali  emendamenti  al  disegno  di  legge  n.  259/A  "Norme
  finanziarie urgenti e variazioni al  bilancio  della  Regione per
  l'anno finanziario 2001",posto al  n.1  del punto in trattazione,
  il  cui esame era stato  sospeso  nella  precedente  seduta  dopo
  l'approvazione del passaggio  all'esame  degli articoli, propongo
  di  procedere  all'esame   del  disegno  di  legge  n.  185-Norme
  stralciate/A  "Disposizioni sull'ordinamento dell'Amministrazione
  regionale", posto al numero 2).
       Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
       Per assenza del Governo, sospendo  la  seduta avvertendo che
  riprenderà alle ore 12.00.

    (La seduta, sospesa alle  ore 11.37, è ripresa alle ore 12.02)

    La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente FLERES


                         SULL'ORDINE DEI LAVORI

     FORGIONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE.  Signor Presidende, preliminarmente, essendo anch'io
  come lei giornalista, sono  colpito  dalla  morte  di  una nostra
  collega. Le guerre provocano di questi morti, è la prima italiana
  non in divisa che  è  caduta, quindi, non possiamo permetterci di
  scherzare su questa guerra.
        In  riferimento  all'ordine   dei   lavori, a me  pare  che
  l'assenza del Governo e della Commissione pregiudichi i lavori di
  questa seduta e non credo che possiamo continuare così.
       Tra l'altro vorrei  anche  porre  una  questione:  dato  che
  domani i lavori d'Aula  verranno  sospesi  per  la  presenza  del
  vicepresidente del Consiglio -  forse non sarebbe stata opportuna
  un' iniziativa istituzionale  alla  vigilia  della chiusura della
  campagna elettorale, con  una  presenza  politicamente così forte
  come quella dell'onorevole Fini  in  questa  Assemblea - e che in
  questi tre giorni ci  sono  tutte le iniziative di chiusura della
  campagna elettorale di  Palermo  con  i  leader, oggi l'onorevole
  Fini,  dopodomani  l'onorevole   Bertinotti  e  così  via, o  noi
  utilizziamo questa giornata oppure credo sia corretto, almeno per
  giovedì e venerdi, i due  giorni di chiusura che vedranno tutti i
  leader  dei  partiti   qui   a   Palermo,   consentire  anche  ai
  parlamentari di  essere  presenti  alle  manifestazioni pubbliche
  politiche, per evitare che  l'Aula  sia  dimezzata e che le forze
  della maggioranza e dell'opposizione  non siano in grado di poter
  svolgere  il proprio lavoro.
       Le chiedo, quindi, una  cosa:  o  abbiamo  la  certezza  che
  governo garantisca la presenza questa mattina o oggi pomeriggio o
  altrimenti  sarebbe  il   caso,  attraverso  una  Conferenza  dei
  presidenti dei gruppi  parlamentari  o  attraverso  una decisione
  dell'Ufficio di presidenza, di rinviare alla prossima settimana.

     PRESIDENTE.   Onorevole  Forgione,  in  linea  di  massima  la
  Presidenza ritiene che si debba andare avanti
  per tutta la  giornata di oggi proprio in funzione delle cose che
  lei  ha  appena  detto,  cercando  di  concludere  quello  che  è
  possibile nella giornata  di  oggi,  eventualmente prevedendo una
  prosecuzione dei lavori anche  in  ora  tarda,  pur  di  definire
  quanto è possibile  definire,  quanto l'Aula consentirà di potere
  definire in funzione degli argomenti in discussione.

     CAPODICASA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA. Signor Presidente, avrei voluto porre la questione
  un po' più  avanti,  però  visto  che  l'onorevole  Forgione l'ha
  aperta adesso, vorrei dire anch'io qualcosa.
       Capisco benissimo  che la Presidenza spinga perché  i lavori
  parlamentari proseguano,  però  è prassi costante che in presenza
  di turni  elettorali ci sia una sospensione dei lavori d'Aula per
  consentire ai  parlamentari  di potere essere presenti laddove si
  svolge un importante cimento  democratico  quale è ù   il rinnovo
  dei consigli.
       Vota un milione e  mezzo di elettori in questa tornata, cioè
  un terzo, forse anche più, dei cittadini  siciliani sono chiamati
  al  voto  e,  onestamente,  a  me  sembra  perfino  insufficiente
  l'ipotesi formulata  dall'onorevole  Forgione  di  lasciare  solo
  liberi il giovedì e  il  venerdì.
       Domani comunque la presenza del vicepresidente del Consiglio
  all' iniziativa istituzionale  che  si  terrà  nel  pomeriggio  a
  Palazzo d'Orleans comporta la sospensione dei lavori d'Aula, però
  questa sera, per esempio,  c'è  l'onorevole Rutelli sia a Palermo
  che ad Agrigento e quindi dare la possibilità ad ognuno di noi di
  partecipare alle iniziative che  si  terranno a me non sembra una
  cosa disdicevole, tanto più  che  la  consistenza  dei  i  lavori
  d'Aula  di  oggi,   per   quanti   sforzi   possiamo   fare,  non
  consentirèdi  esaurire l'ordine  del  giorno.
       Le variazione di  bilancio  sono  accompagnate infatti da un
  cospicuo numero di  emendamenti  che comportano una discussione.
       Vengo  da un incontro  con  i  sindaci,  una  trentina,  una
  quarantina di sindaci  siciliani,  per  esempio,  che pongono una
  questione su cui il  Governo  dovrà  dare una risposta, anche non
  indifferente,  riguardante  la   cifra   che  loro  richiedono  a
  copertura. Lei, signor Presidente, ne sa qualcosa.
       Io oggi andrei avanti  fino  ad  una  certa  ora,  se serve,
  Presidente, anche sospendendo  per  la pausa pomeridiana solo per
  poco   tempo,  riprendere   alle   quindici   e   chiudere   alle
  diciannove, in modo tale  da  evitare  di fare tardi e consentire
  così in serata ai colleghi parlamentari di andare.
       Alla fine i tempi  di  lavoro  sono  gli stessi, se comincia
  alle diciassette e trenta e conclude alle venti è stessa cosa che
  riprendere   alle   quindici   e   trenta   e   concludere   alle
  diciannove. Il tempo di lavoro è lo stesso.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Capodicasa,  in  linea  di  massima la
  Presidenza è  d'accordo  su questa ipotesi, nel senso che andiamo
  avanti oggi fino a  quando  è  possibile,  guadagnamo tempo sulle
  cose poste all'ordine del  giorno   che sono trattabili.
       In questa ottica  la  presidenza  stamattina  ha  chiesto  e
  ottenuto  l'inversione   dell'ordine   del   giorno  proprio  per
  permettere intanto, per  esempio,  di  incardinare la discussione
  generale del disegno  di legge numero 185/A, dando il termine per
  la presentazione  degli  emendamenti,  proprio  in  direzione  di
  guadagnare tempo su  tutta una serie di passaggi che, mi permetto
  dire, sono  scontati  nella  loro  formulazione,  per  andare  al
  pomeriggio, non a tarda  ora,  ma  diciamo alle sedici e trenta e
  continuare fin dove è possibile.

     PANARELLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PANARELLO. Credo che quello che è successo ieri in Afghanistan
  tocchi  da  vicino  tutti  noi,  signor  Presidente  e  onorevoli
  colleghi, anche perchè la giornalista uccisa è siciliana ...

     PRESIDENTE.  Onorevole Panarello, la capisco benissimo e mi dà
  l'occasione  anche  di  intervenire  sulla  questione  che poneva
  l'onorevole Forgione e che non era per nulla da sottovalutare.
       La Presidenza si  era  riservata di dire qualcosa in merito
  nel pomeriggio, in apertura dei lavori.


   Presidenza del vicepresidente FLERES


                 DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE NUMERO 185/A

     PRESIDENTE. Si procede, con  l'esame  del  disegno di legge n.
  185-Norme     stralciate/A     "Disposizioni     sull'ordinamento
  dell'Amministrazione regionale", posto al n. 2).
       Invito  i   componenti   la  prima  Commissione  legislativa
  permanente 'Affari istituzionali' a prendere posto al banco delle
  Commissioni.
       Ha  facoltà di parlare l'onorevole Borzacchelli per svolgere
  la relazione.

     ARDIZZONE.   Presidente  della  Commissione.  In  assenza  del
  relatore, la Commissione  si  rimette  al  testo  della relazione
  scritta.

     PRESIDENTE.   Avverto  che  gli  emendamenti  potranno  essere
  presentati fino alle ore 17.00 di oggi.

    Dichiaro aperta la discussione generale.

     MICCICHE'. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MICCICHE'.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,onorevole
  Assessore, la Commissione ha licenziato questo disegno di legge e
  se avessi dovuto relazionare,  non  avrei potuto farlo, in quanto
  avrei dovuto esprimere il mio voto contrario alla proposta ...

     PRESIDENTE.   Se  avesse  relazionato   lei   avrebbe   dovuto
  farlo ai sensi di quanto stabilito dalla Commissione, poi avrebbe
  potuto fare i suoi commenti, ma non in quanto relatore, in quanto
  deputato.

     MICCICHE'. Quindi ora mi trovo più a mio agio in questo ruolo.
  Non è che il mio voto è contrario in linea  di  principio,  ma in
  base alle disposizioni che sono state proposte.
       Debbo dire  che  la  Commissione Bilancio quando ha respinto
  tutta una serie di articoli del disegno di legge in esame partiva
  da posizioni molto motivate.  C'erano alcune parti che sono state
  respinte  per  mancanza   di   copertura  finanziaria  altre  per
  improponibilità e per mancanza di chiarezza delle disposizioni di
  legge.
       La cosa che più mi  ha  turbato è la leggerezza con la quale
  vengono  proposti  emendamenti   che   mi   pare  abbiano  sapore
  prettamente clientelare, di bassa  leva, per esempio, ne cito uno
  per tutti in questo  momento, riguarda il personale comandato.
       Io non dico questo  perché  il  nostro Gruppo in questo caso
  sarebbe tagliato fuori da  questo  emendamento  ma  per  una vera
  questione di principio, perché  da più parti in modo strumentale,
  demagogico  si  fa   appello   alla   austerità,   al   senso  di
  responsabilità, di non  fare  pasticci,  che creano situazioni di
  turbamento  anche  per   il   personale   che  è  stato  inserito
  all'interno dei gruppi.
       Come si fa  a proporre che il personale dell'Amministrazione
  regionale,  con esclusione  dei  dirigenti  di  prima  e  seconda
  fascia,  può  essere  comandato  per  un  termine  massimo  della
  legislatura  in  corso,a   richiesta,   presso   gli  uffici  dei
  componenti del  Consiglio  di presidenza dell'Assemblea regionale
  siciliana, nel limite di una unità per ogni ufficio?
       Cioè  sembra  che  si  sia  raggiunto  quell'accordo,  fatto
  sostanzialmente  a  danno   della  presenza  di  tutti  i  gruppi
  parlamentari.   Cioè si  è  voluto  escludere  dal  Consiglio  di
  presidenza Rifondazione Comunista, partito che è rappresentato in
  campo nazionale e che  ha  una  percentuale  di consenso popolare
  superiore al CDU, al CCD,  per  fare un esempio, a Nuova Sicilia,
  a Democrazia Europea.
       Certo questi potrebbero  dire  noi siamo qui, siamo presenti
  in questa Assemblea, in  questo Parlamento siciliano e quindi non
  facciamo  riferimento.  No   Sarebbe  troppo  comodo  dire  così,
  perché noi non  rivendichiamo  la  spartizione della torta, bensì
  che i principi debbono valere per tutti.  E non ci possono essere
  figli e figliastri.
       Allora non siamo  contrari perché  l'emendamento proposto in
  commissione  prevede  solo   che  il  personale  comandato  venga
  assegnato  ai  gruppi   parlamentari  presenti  negli  uffici  di
  presidenza, e Rifondazione  Comunista non è presente nell'Ufficio
  di Presidenza.
       Se noi avessimo  avuto  modo  di  contrattare avremmo potuto
  benissimo barattare con  qualche  emendamento e, andando in giro,
  ad elemosinare l'allargamento  e  quindi  anche la possibilità di
  inserire questo personale  anche ai gruppi parlamentari.
       Nella  qualità  di  componente  della  Commissione,  non  ho
  presentato alcun emendamento,  perché  ho  votato contro quando è
  stato proposto nella prima  stesura  in commissione, e, a maggior
  ragione non l'ho proposto  quando  la  settimana  scorsa  è stato
  presentato per la rivisitazione, sempre in prima commissione.
       Dico  questo  non  per perdere tempo, per parlare, ma perché
  queste cose poste all'esterno sono  un brutto biglietto da visita
  della   nuova   Assemblea.
       Di  solito,  infatti,  si  è  detto  che  l'Assemblea  è  un
  Parlamento tutto a sé, dove  si fanno le leggi di comodo, dove le
  leggi si fanno a modo proprio, ad uso e consumo, come nel caso di
  ciò che è stato avanzato  in  questi  giorni, di cui si è sentito
  parlare attraverso i mezzi di informazione, per cui il Presidente
  dell'Assemblea,  onorevole   Lo   Porto,   avrebbe  completamente
  tagliato  fuori,  falcidiato   i   più   elementari   diritti  di
  partecipazione per le minoranze.
       Credo che gli  emendamenti  presentati  al  provvedimento in
  esame siano un aperitivo e  questo è il senso del mio intervento,
  signor Presidente, non  che,  se passassero, sarebbe chissà quale
  violazione  fondamentale, ma  è  il  principio  che  deve  essere
  salvaguardato, il  principio del rispetto delle minoranze, quando
  questa  parità  non  può  essere  applicata,  credo  che  bisogna
  sacrificarsi.
       Non  voglio  fare  facile  demagogia,  spicciola, magari per
  catturare qualche simpatia, ma molti di voi  spesso solo a parole
  rivendicano il rispetto delle norme.  Ma  la cosa più grave è che
  ci  sono  poi coloro  che  invocano  il  principio  del  rispetto
  reciproco anche mettendo  avanti  delle  questioni  di  carattere
  religioso.
       Ricordo, signor Presidente, che qualcuno, in una discussione
  politica avuta sempre sul  problema  di  disposizione di legge in
  materia di rispetto delle  minoranze, ha  fatto  cenno  a  valori
  cristiani;  tutti i  valori  cristiani  si devono rispettare, non
  voglio citare la massima  del  Vangelo  in  cui  Gesù  Cristo per
  salvaguardare una pecora ne ha lasciato 89 dietro ed ha inseguito
  quella smarrita
       E'  un  paragone  che  sto facendo per dire che le minoranze
  bisogna  rispettarle,  coloro che si trovano svantaggiati bisogna
  aiutarli, e allora se si  comincia  con  in  disegno  di legge n.
  185 - questo è il  mio  ragionamento  - a fare discriminazioni, e
  non  è perché questa  discriminazione  si  basa  su  principi  di
  violazione  grave,  ma   è   l'inizio   e   questo  tentativo  di
  discriminazione  e   di   isolamento   delle  minoranze  dobbiamo
  bloccarlo, perché altrimenti,  al  prossimo  disegno di legge che
  prevede la modifica del  nostro Regolamento, ci sarà veramente un
  massacro delle garanzie  per  le  minoranze.
       Certamente ci sono altre  cose molto più gravi che in questo
  momento mi riservo di  enucleare.  Nel  momento  in  cui si andrà
  alla  discussione degli  emendamenti  presentati,  avrò  modo  di
  dibatterli.  Ma mi  premeva  con  questo intervento dire:  stiamo
  attenti a non cercare  di  violare  i  diritti  fondamentali  dei
  gruppi che sono stati legittimamente votati dal popolo siciliano.


   Presidenza del vicepresidente FLERES


                        SULL'ORDINE DEI LAVORI

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.   Signor   Presidente,  intervento  sull'ordine  dei
  lavori  perché   se   non   ricordo   male  nell'ultima  riunione
  dell'Assemblea, non sorgendo osservazioni è rimasto stabilito che
  stamattina, alle ore  11,  avremmo  dovuto  discutere  la mozione
  da noi presentata sul  Banco  di  Sicilia  e  quelle  di  analogo
  contenuto.
       Mi  è stato riferito  (io  ero  assente  dell'Aula)  che  la
  questione è stata  già  sollevata  dall'onorevole Capodicasa e la
  Presidenza  ha  risposto  che  in  questo  momento,  non  essendo
  presente il Presidente  della  Regione, non è possibile procedere
  alla discussione  della  mozione.
       Tuttavia,  signor Presidente,  voglio  farLe  notare  che  è
  inserita all'ordine del giorno  ormai da circa un mese la mozione
  presentata  dal  gruppo   dei  DS  riguardante  le  modifiche  di
  indirizzo  sulla  Tremonti   e   sulla  finanziaria  del  Governo
  nazionale.
       Lei sa che il testo  è  stato  già  esitato  dal Senato, non
  vorremmo che la mozione  venisse  discussa dopo che il Parlamento
  nazionale  abbia esitato  il  testo  della  finanziaria.
       Poichè quest'esigenza è stata anche avvertita dal Presidente
  dell'Assemblea regionale siciliana,  che  in  una riunione comune
  con  i parlamentari  nazionali  e  parlamentari  regionali  aveva
  assunto l'impegno di  procedere  alla  proposta  di modifiche sul
  piano normativo, io, mi permetto di sollevare la richiesta che il
  dibattito venga affrontato in  tempi  rapidi e che si proceda fin
  da stamattina,  immediatamente, alla  discussione sulle modifiche
  degli emendamenti della  finanziaria  nazionale, visto che non si
  può discutere sulla mozione  sul  Banco  di  Sicilia, alla quale,
  anche per ragioni  ovvie,  assicuriamo  una  procedura d'urgenza.
  Non è possibile che  mentre  si  sta svolgendo un dibattito sulla
  finanziaria il cui  carattere  è  fortemente antimeridionale, che
  viene denunziato anche da  settori  lontani  da  noi,  da settori
  della  Confindustria,  l'Assemblea  regionale  siciliana  rimanga
  estranea a quel dibattito  e  non tenti di modificarne in qualche
  modo gli orientamenti.
       Pertanto,signor Presidente, propongo che si inverta l'ordine
  del giorno e si  proceda  con la discussione sulla mozione, sulla
  finanziaria e sulla Tremonti.

     PRESIDENTE. Onorevole Speziale, sull'ordine del giorno abbiamo
  già discusso  e votato. Relativamente alla questione che lei pone
  è  vero  il percorso  che  lei  ha  poc'anzi  riassunto.  Avevamo
  soltanto  l'esigenza  di   consumare   un  passaggio  formale  ma
  obbligatorio,  intendo  riferirmi  alla  lettura,  ai  sensi  del
  Regolamento, della terza  mozione, presentata sulla questione del
  Banco di Sicilia per  poterne  poi  unificare la discussione.
       Se lei ricorda avevamo convenuto, essendo a conoscenza di un
  prossimo  deposito di una  mozione  da  parte  dei  deputati  del
  Centro-Destra,  di  attendere   che   venisse  presentata  e  poi
  annunciata e letta, per poterle discutere congiuntamente.
       Pertanto, non è stata innestata una marcia indietro rispetto
  a  questa  volontà,  vi  è soltanto l'esigenza  di  consumare  un
  passaggio nel senso che le ho detto.

     SPEZIALE.  Presidente, allora lei  non  ha  ascoltato  il  mio
  intervento.

     PRESIDENTE. Onorevole Speziale, l'ho  ascoltata, ma pensavo si
  riferisse alla questione sul Banco di Sicilia, non alla Tremonti.

     SPEZIALE. Signor Presidente, adesso  il  dibattito si sposterà
  alla Camera.  Vorrei che fossimo presenti a quel dibattito.

     FORGIONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE. Signor  Presidente,  il chiarimento che lei ha posto
  sulle mozioni  riguardanti  il  Banco di Sicilia lascia aperta la
  questione dei  tempi. Io intervengo sull'ordine dei lavori perchè
  se si  accoglie  la  proposta  dell'onorevole Speziale per essere
  presenti  al  dibattito  sulla  finanziaria,  a  maggior  ragione
  dovremmo, a quel  punto  accorpare, alla  discussione  su  quella
  mozione anche quelle  sul  Banco  di Sicilia perchè come lei sa i
  tempi sono stretti.
       Non so  se  i  colleghi  della  maggioranza di centro-destra
  hanno già predisposto  la  loro  mozione, ma non credo che questo
  Parlamento possa aspettare i  tempi  del centro-destra, se ancora
  non è pronto; infatti, anche  l'impegno  che  il  Parlamento  può
  assumere  per  vincolare  il   Governo   della   Regione   ad  un
  comportamento sul Banco di Sicilia è  legato  ai tempi stessi che
  si sono dati il Banco di Roma e il Banco di Sicilia per portare a
  compimento la loro operazione.
       Quindi  io  credo  che  non  potremmo  andare  oltre  questa
  settimana o i primissimi giorni della prossima settimana. Per non
  lasciare nell'incertezza con un carattere fumoso l'impegno che il
  Parlamento  deve  prendere  sul   Banco  di  Sicilia  sarà  bene,
  pertanto, decidere entro questa  seduta  la  data  di discussione
  delle mozioni, sennò rischiamo  di indire una seduta parlamentare
  dopo...

     SPEZIALE. Avevamo già deciso che  si  sarebbe discussa oggi la
  mozione del Banco di Sicilia.

     FORGIONE.  Per  quanto  mi  riguarda  possiamo  farlo  oggi  e
  dobbiamo farlo  oggi,  di certo non possiamo andare oltre martedì
  della prossima settimana; rischieremmo,  altrimenti,  di fare una
  discussione dopo che la Banca di  Roma  ha  già  assunto  le  sue
  decisioni, lasciando  nell'impotenza  il  Governo  della  Regione
  rispetto ai comportamenti da assumere.

     PRESIDENTE.  Vorrei precisare un aspetto che probabilmente non
  è  stato  sufficientemente  chiaro. La mozione del centro-destra,
  onorevole Speziale, non  commetta  il  mio stesso errore, è stata
  presentata e  annunziata  oggi;  nella seduta pomeridiana, ed era
  questo il passaggio formale  a  cui  intendevo  riferirmi,  verrà
  letta ai fini della determinazione  della  data  di discussione e
  in quell'occasione potrà essere accorpata alle altre  due  per la
  discussione congiunta, che a questo punto verosimilmente potremmo
  fare martedì.
       Relativamente all'altra questione, cioè la discussione della
  mozione n. 56, l'Assemblea ha già votato l'inversione dell'ordine
  del giorno e sta discutendo in questo momento il disegno di legge
  n. 185/A - norme stralciate.
       In  atto,  si sta  svolgento  la  discussione  generale  sul
  disegno di legge n. 185/A - Norme stralciate.

     ACIERNO.  Chiedo  di  parlare  sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ACIERNO.  Signor Presidente,  onorevoli  colleghi, vorrei, pur
  sempre con il massimo  rispetto  nei  confronti della Presidenza,
  sollevare un problema rispetto agli interventi che ho ascoltato e
  che  riguardano sostanzialmente l'ordine  del  giorno  di  questa
  Assemblea.  Esso contiene punti che  attengono  tutti  a  temi di
  rilevanza fondamentale per la  vita  politica  della Regione, per
  l'Assemblea, per i siciliani.  Abbiamo da discutere le variazioni
  di  bilancio, abbiamo il disegno di  legge  n.  185,  abbiamo  le
  mozioni sul Banco di  Sicilia,  altro problema serissimo, abbiamo
  la mozione della opposizione sulla  Tremonti  che io posso, dalla
  mia parte politica, non condividere ma non per questo ritenere di
  poca importanza.
       E, però, mi  permetto,  signor  Presidente, di ricordare che
  l'ultima riunione  dei  capigruppo  aveva stabilito che in questa
  settimana,  sempre per il  rispetto  delle  cose  importanti, che
  questa settimana l'Assemblea non sarebbe stata convocata per dare
  modo  ai politici di fare il  proprio  dovere  nei  confronti  di
  alcuni milioni di siciliani che  domenica  25  devono  andare  ad
  esprimere un voto.

     FORGIONE. Lo abbiamo già chiesto noi all'inizio

     ACIERNO. Io credo che sarebbe dignitoso, visto che leggo sulla
  stampa, quella palermitana, che i  negozi  dovranno stare chiusi,
  per dare modo alla gente di  andare  a  votare;  figuratevi se in
  questa settimana noi dobbiamo restare aperti
       Noi abbiamo il diritto e il  dovere  di essere in mezzo alla
  strada per chiudere  una  importantissima  campagna elettorale, e
  l'ordine del giorno che abbiamo  da discutere, invece, è talmente
  importante da non consentirci la  serenità di seguire entrambe le
  cose.
       Noi non potremmo stare qui e lo sappiamo tutti se abbiamo un
  minimo di coscienza
       Per  svolgere  questo ordine del  giorno, al  quale  io  non
  intendo rinunciare - lungi da me  l'idea di rinunciare anche a un
  solo punto di quell'ordine del giorno -, non credo che questa sia
  la settimana adatta a farlo in maniera proficua e serena.

     CINTOLA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Onorevole  Cintola  facciamo una cosa, siccome non
  credo che  l'Aula  abbia  interesse  a  svolgere  una discussione
  generale sul disegno  di  legge  n. 185 perchè fino ad ora nessun
  deputato ha chiesto di  parlarne,  tranne  l'onorevole  Miccichè.
  Se  dobbiamo  sviluppare  una discussione su altre  questioni  lo
  faremo in un successivo momento.
       Se dobbiamo ritornare  sulle decisioni già assunte dall'Aula
  lo  faremo  in  un  secondo   momento.
       Io  dò  la parola  sulla  discussione  generale  della  185.

     CINTOLA. Lei ha dato la parola e non la doveva dare.

     PRESIDENTE. Onorevole Cintola, lei sa  che  quando un deputato
  chiede  di  parlare sull'ordine  die  lavori  bisogna  dargli  la
  parola.
       Tuttavia siccome il dibattito  si stava sviluppando su altre
  questioni allora la Presidenza  ritiene  di doverlo riportare sui
  binari dell'ordine del giorno stesso.

     CINTOLA.   Chiedo   la   convocazione   della  Conferenza  dei
  Capigruppo perchè nessuno  ha  già deciso che domani non ci debba
  essere seduta d'Aula.


   Presidenza del vicepresidente FLERES


         RIPRENDE LA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE N.185/A

     CRISAFULLI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CRISAFULLI.  Signor Presidente,  onorevoli colleghi, credo sia
  necessario richiamare l'attenzione del  Parlamento  e del Governo
  stesso sulle valutazioni fatte dai colleghi anche sull'ordine dei
  lavori.
       E' probabile, parlo sulla  legge,  perchè  credo  sia utile,
  atteso che stiamo per varare una  legge  di  riforma che in buona
  parte affronta modifiche della legge  10,  la  legge  di  riforma
  della pubblica amministrazione, è  utile  che  il  Parlamento sia
  messo nelle condizioni di  valutare  con serenità l'insieme delle
  modifiche.
       Avverto un'aria oggettivamente distratta  dato che ognuno di
  noi  ha  motivi di pensare  agli  ultimi  scorci  della  campagna
  elettorale.
       Presumo sia giusto, utile e  doveroso che si faccia il punto
  sui  metodi  procedurali di questi  lavori  per  capire  come  ci
  dobbiamo organizzare. Infatti, una cosa  è lavorare ora, oggi per
  valutare,  predisporre,  scrivere  emendamenti  modificativi  del
  testo del disegno di legge  che viene sottoposto alla valutazione
  dell'Aula, altra cosa è pensare che  tutto ciò sarà fatto con più
  serenità  subito  dopo lo  svolgimento  normale,  naturale  delle
  competizioni elettorali.
       Ciò non di meno sento il  dovere  di  richiamare  al  alcune
  valutazioni il Parlamento.
       Circa un anno e mezzo fa,  abbiamo varato una riforma che ha
  avuto una portata di grande  valore,  la  riforma  della pubblica
  Amministrazione  della  Regione   siciliana.   Tale   riforma  ha
  finalmente  adeguato  la  Sicilia  al   resto   del  Paese  e  ha
  razionalizzato   la   funzione   dell'Amministrazione   regionale
  rispetto  ai  compiti   prevalentemente   di   legislazione,   di
  orientamento che la Regione  ha rispetto al territorio siciliano.
  Abbiamo   concepito   una  riforma   che   guardasse   molto   al
  decentramento dei poteri e, con  esso,  anche al decentramento di
  risorse, funzioni, personale  e  nel  contempo all'alleggerimento
  del personale attraverso il  mantenimento,  ancora  per due anni,
  della  legge,  varata  nel  1962,  in  vigore  per  il  personale
  regionale, una legge che vista con  gli  occhi  di oggi appare in
  tutta la sua contraddittorietà, che prevede aree di privilegi, ma
  che, comunque, è stato sancito, finirà di vigere il 31.12.2002.
       Rispetto a tutto questo si era introdotta la possibilità per
  l'Amministrazione  regionale   di riorganizzare,  attraverso  una
  delegificazione, i servizi, le  funzioni, le aree, la possibilità
  dell'Amministrazione  regionale   di   introdurre  meccanismi  di
  valutazione di merito  che  consentivano una maggiore efficienza.
  Rispetto a tutto questo vediamo  che vengono introdotte norme che
  in apparenza non modificano  tale  filosofia,  ma  finiscono  con
  l'introdurre meccanismi che violano le valutazioni e le selezioni
  che il legislatore del tempo  aveva  previsto  con  quella legge.
       Vorrei per tutti citare l'allargamento a tutti i dirigenti -
  in possesso di titolo di studio, evidentemente - di potere essere
  responsabili  degli  uffici  alla  diretta  collaborazione  degli
  Assessori e del Presidente.
       Figuratevi se io sono contrario  Io  sono fra coloro i quali
  ritengono che nella macchina  amministrativa,  nel  personale  vi
  sono  risorse  nascoste   che,   opportunamente   sollecitate   e
  valorizzate,  sono  in  grado di  dare  un  aiuto  poderoso  alla
  funzionalità  della  pubblica   amministrazione,   e   questo   a
  prescindere dalla qualifica o  dalla  fascia  di  riferimento.  I
  dirigenti per così dire di terza  fascia  sono i dirigenti al cui
  interno  risiede personale  sicuramente  qualificato,  di  grande
  valore che ha contribuito in gran  parte a ciò che ha determinato
  il raggiungimento degli obiettivi  della programmazione.
       E tutto questo oggi viene  proposto  con  una  modifica, che
  allora  noi  stessi avremmo voluto,  ma  sulla  quale  era  stato
  sollevato un vizio di costituzionalità,  per  cui si era ritenuta
  improponibile, la qualcosa portò il Governo e il Parlamento a non
  potere accedere a quella  impostazione,  tant'è  che  si  preferì
  usare un meccanismo che  aggirava  il  problema,  consentendo  al
  personale di mettersi in aspettativa  e  di potere essere ripreso
  con contratto di diritto  privato  per  essere  utilizzato  nella
  funzione.
       Tutto ciò viene oggi solennizzato, non so se per raggiungere
  l'obiettivo o se per fare bella figura - questo non l'ho capito -
  ma se dovesse essere la seconda  ipotesi  debbo dire che l'inizio
  della legislatura, dal punto  di  vista dell'attività legislativa
  non è positivo in quanto corriamo il rischio di affrontare non le
  scelte che vogliamo fare e che  possiamo  fare,  ma di affrontare
  attività legislative in modo  tale  che  comunque  l'effetto  sia
  positivo, anche se nella sostanza poi non si può procedere perchè
  interverrebbero altri organi dello Stato a definire la questione.
       Io so che anche su questo c'è un dibattito e che sicuramente
  non  può  essere  affrontato  e  risolto  facendo  finta  che non
  riguardi il Parlamento regionale:  i  referendum, la presenza del
  Commissario  dello  Stato  o del  Commissario  di  Governo  e  la
  decisione di non mandare o mandare  i testi varati dall'Aula alla
  valutazione del Commissario. Non si  può  appartenere a un organo
  che  tecnicamente può assumersi  la  responsabilità,  e  che  può
  modificare,  se  fa  una   scelta  anziché  un'altra,  la  natura
  dell'istituto dell'autonomia della Regione siciliana.
       Io so che lei, Presidente, la  pensa  come me; vorrei, però,
  essere  rassicurato  che  tutti  riteniamo  che  vada  difeso  un
  principio costituzionale che non può essere messo in discussione,
  utilizzando la possibilità di impedire che  su un testo di questo
  genere si possa evitare  il  pronunciamento  dell'autorità  dello
  Stato.
       Mi pare che, comunque, su questo sia utile, e le rivolgo una
  formale  richiesta  al  riguardo,  che  se  ci  dovessero  essere
  modifiche della prassi legata all'applicazione costituzionale che
  sia il Parlamento ad  assumerne  la definitiva valutazione perchè
  diversamente si si vulnererebbe  il  principio  di  autonomia del
  nostro Parlamento.
       Nel  contempo  vorrei dire che vedo una forzatura nel testo,
  laddove individua d'ufficio il  numero  dei  servizi  che debbono
  essere previsti come strutture  intermedie in tutto il territorio
  della Regione siciliana.
       Signor Presidente, io sono convinto che una cosa è prevedere
  tutto questo per Regolamento e adeguare per Regolamento il numero
  sulla base dei bisogni oggettivi per la pubblica Amministrazione,
  altra cosa è scrivere in una legge dove il numero delle strutture
  intermedie deve essere definito.
       Questo, nei fatti, condiziona  il  decentramento dei poteri.
  Infatti, se decidiamo che il numero  è  questo  e  a  quel numero
  devono  corrispondere  poteri   e   funzioni,   sarà   complicato
  decentrare poteri e funzioni, cosa  che invece nella legge veniva
  previsto come capacità modulare  sulla  base  dei  bisogni, delle
  necessità;  è consentito definire  il  numero  dei servizi, delle
  aree e delle strutture intermedie.  Le  faccio un esempio banale,
  ma che può essere un  elemento  significativo.  Noi  non  abbiamo
  discusso  in  quest'Aula  come   dovrà   essere  il  Servizio  di
  protezione  civile  in Sicilia,  quante  strutture  debbono  fare
  riferimento   a  quel  servizio,   se   deve   avere   proiezione
  territoriale,     provinciale,     interprovinciale,    comunale,
  intercomunale. Tutto ciò non è disegnato nella legge volutamente,
  per consentire al Governo di elaborare  sulla base di un apposito
  regolamento acquisito, una serie  di  altri  servizi  che possono
  essere decentrati.
       I  colleghi  probabilmente non hanno fino in fondo acquisito
  la  conoscenza  della  pubblica  amministrazione, ma noi siamo la
  Regione  che ha un servizio,  per  esempio,  per  decidere  quali
  strumenti musicali finanziare alle  bande municipali. E' evidente
  che quest'ultimo è uno di quei  servizi  che può benissimo essere
  decentrato, con  possibilità di  utilizzazione  di  risorse  alle
  Amministrazioni territoriali della Sicilia e che pertanto non c'è
  più bisogno di mantenerlo in  vita;  si  potrebbero utilizzare il
  personale, i telefoni, la struttura  in  generale, per mettere in
  Condizione la macchina di funzionare con più leggerezza.
       Tutto ciò mi fa capire che  si  vuole  blindare  un percorso
  che, invece, nella sua filosofia  originaria, era un percorso più
  elastico, che si adeguava in maniera  plastica  a  ciò  che  deve
  essere  il disegno di  modificazione,  sempre  più  veloce, della
  capacità  amministrativa  della   Regione   rispetto  ai  bisogni
  complessivi.
       E invece cosa ha acquisito? Ha  acquisito  il  fatto che una
  serie di funzioni dobbiamo cederle ai comuni, alle province?
       Dovevamo fare la Conferenza "Regioni e autonomie locali" per
  elencare tutto ciò che  doveva essere ceduto alle amministrazioni
  territoriali,  mantenendo  il  numero  predeterminato;  corriamo,
  invece,  il rischio che  tutto  ciò  venga  vanificato.  Esprimo,
  pertanto, una preoccupazione ed un dissenso rispetto a tutto ciò.
       Finalmente,  invece,  vedo inserito  un  meccanismo  che  si
  sarebbe   dovuto    istituire    anch'esso    per    regolamento.
  (Personalmente, non capisco perché  si  preferisca  la  legge  ai
  regolamenti, è diventato incomprensibile come la Regione legiferi
  su tutto quanto pur se avevamo  fatto  uno sforzo per evitare che
  si  legiferi anche su questioni  di  questo  genere.)  La  Giunta
  avrebbe  potuto disciplinare la  materia  dei  controlli  interni
  attraverso  regolamento,  dopo  avere   acquisito   il  parere  e
  definito  con decreto del  Presidente  della  Regione. E  persino
  laddove il regolamento doveva definire aree e servizi si è deciso
  di farlo, secondo questo disegno  di legge, addirittura per legge
  e per decreto del presidente della  Regione. Se deve essere così,
  mi auguro che coloro i quali lo hanno proposto abbiano chiaro che
  il regolamento aveva quantomeno il parere della commissione, così
  era concepito.  Decidere per  decreto,  senza  che  il Parlamento
  fosse messo nelle condizioni di capire  quali  sono i servizi che
  vengono soppressi e quelli che  vengono  mantenuti, quali sono le
  scelte di decentramento, quali sono  le  scelte  che  rimangono a
  disposizione della macchina  amministrativa  regionale, credo che
  imponga  alla  Commissione affari  istituzionali  di  averne  una
  conoscenza  preventiva, a meno che  non  si  vuole  decidere  che
  questo Parlamento è qui solo per fare  bella  mostra  di sé e non
  per  occuparsi  della  riforma   complessiva  dei  poteri,  delle
  funzioni, della strutturazione che la macchina della Regione ha a
  disposizione.  Mi auguro che  tutto  questo  venga  risolto nella
  valutazione che il Governo farà,  valutazione e che  ci  metta in
  condizione  di potere avere  una  valutazione  più  serena  delle
  preoccupazioni che mi sto permettendo di manifestare.
       Sono  convinto   che  aiuti  anche  questo  Governo  il  non
  imbarcarsi in una  strada  che  pensi  alla  modifica della legge
  numero 10, non al funzionamento della  legge  n. 10, attraverso i
  regolamenti,  ma  ad  una  modifica  delle  procedure  attraverso
  singoli provvedimenti legislativi  per pezzi, pezzettini, piccole
  questioni. Tutto ciò vanificherebbe  anche  la stessa possibilità
  di questo Governo di  potersi  intestare un'azione riformatrice e
  di decentramento, perché  avrebbe già consentito in questo testo,
  che  appare  non   eccessivamente   modificativo,  di  introdurre
  meccanismi   che  bloccano   un   processo   riformatore,   anche
  involontariamente.
       Pertanto,  mi  permetto   di   sottoporre  alla  valutazione
  dell'Aula, del Governo e della stessa Commissione la necessità di
  fare una riflessione.  Avremo modo  di  poterla  fare, quelle che
  verranno  saranno  sicuramente giornate  in  cui  sarà  pressoché
  complicato lavorare sulla valutazione  di eventuali emendamenti e
  dunque  domani  ritornare  in  Aula. Però, questo  consente  alla
  Commissione e al Governo una  riflessione  comune, se è possibile
  evitare  che si introducano  meccanismi  che  nei  fatti  anziché
  aiutare rallentano il processo riformatore.
       Sulle  altre   questioni   credo   che   il  testo  non  sia
  un testo assolutamente  inaccettabile,  introduce  dei meccanismi
  anche di velocizzazione, di controlli,  per queste cose noi siamo
  fortemente convinti dei suoi  aspetti  positivi,  ma  se  dovesse
  mantenersi  così  com'è  corre  il  rischio  di  non  aiutare  il
  funzionamento  della Regione,  della  macchina  amministrativa  e
  pertanto saremmo in posizione di contrarietà rispetto al varo del
  disegno di legge.
       Noi presenteremo, signor  Presidente, alcuni emendamenti che
  riteniamo  possano  essere  valutati  positivamente,  almeno  dal
  nostro punto di vista, e quindi accoglibili in modo da mettere in
  condizione il Parlamento di varare un  testo che non sia in netto
  contrasto e in netta difformità con  tutta  un'opera di riforme e
  di innovazione che è stata portata avanti in quest'anno.

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, ho avuto un
  timore  in questi incontri d'Aula ed  è  un  timore  che  diventa
  sempre più fondato, perché  da un  lato  si invoca lo scollamento
  dell'Assemblea  dal  Governo;   da   un   altro   lato   c'è  chi
  puntualmente, aritmeticamente scrive quali  sono  le  ore d'Aula,
  quali disegni di legge vengono approvati  e  quanti;  da un altro
  lato  si  opina se il Governo  ha  presentato  disegni  di  legge
  portanti ed importanti e se  invece  i  deputati hanno presentato
  corposi, numerosi disegni di legge che  il  Governo stesso non ha
  ad oggi presentato.  Ma nessuno si  accorge che quest'Aula si sta
  svuotando di qualsivoglia significato,  dignità ed onore. Perché?
  Perché  noi operiamo rinvii immotivati  perché  si va in  Cina, o
  altri rinvii immotivati perché  ci sono le elezioni.
       E' veramente necessario andare a fare i galoppini politici o
  i  dirigenti  politici  nei propri  partiti  perché  ci  sono  le
  elezioni?
       Nessuno si accorge che invece l'impalcatura totale del ruolo
  dell'Assemblea la stiamo crocifiggendo  noi  stessi  con i nostri
  atteggiamenti? Da un lato si  incominciano  le  riunioni alle ore
  undici,  poi si rinviano alle ore diciassette,  poi  si  rinviano
  perché   c'è,  giustamente,  il   congresso  dei  Democratici  di
  Sinistra,  ma  si  anticipa  ventiquattrore  prima  dello  stesso
  congresso per chiudere l'Aula, perché  i disegni di legge vengono
  portati  stancamente  in Aula, perché  non  c'è  una  volontà  di
  collegamento tra l'Aula e, non il  Governo  e  la maggioranza, ma
  gli interessi reali della Sicilia  e  dei  siciliani.
       E ora ci sono le variazioni  di  bilancio?  Sì,  un inghippo
  per tentare di inserire più o meno  facilmente  uno  o  due o tre
  emendamenti che possono e debbono  favorire non so quali consensi
  elettorali. Per  cui,  attenzione,   non  andiamo  avanti  perché
  altrimenti  che "puntini, puntini,  puntini".  Ma  il  ruolo  che
  abbiamo non è questo, è il ruolo  di andare oltre.
       Ho ascoltato l'intervento  dell'onorevole  Crisafulli  e  mi
  sono rammaricato a pensare a quante volte la prima Commissione ha
  esaminato il disegno di legge 185,  a  quante  volte  la seduta è
  andata deserta per mancanza di deputati per raggiungere il numero
  legale, a quante riunioni e  quanti  aggettivi  e sostantivi sono
  stati usati all'interno di  quella  Commissione, per quanto tempo
  la Commissione bilancio - della quale  faccio parte - ha rinviato
  la  copertura  finanziaria di questo  disegno  di  legge  e  come
  stamattina stancamente arriviamo in  Aula con una predisposizione
  precisa e puntuale:  oggi  facciamo qualche cosa, incardiniamo il
  disegno di legge, poi siccome  ancora  non sappiamo le variazioni
  di  bilancio  come le dobbiamo  fare,  perché  abbiamo  fatto  le
  variazioni di bilancio in Aula, per  esempio, dei comuni minori o
  minoritari non ci siamo occupati,  ora  ci accorgiamo che mancano
  42 miliardi ai comuni;  e andiamo  a firmare un emendamento di 42
  miliardi senza sapere da dove andiamo  a prelevare i 42 miliardi,
  presentiamo 20 miliardi per la formazione  e non sappiamo da dove
  piglieremo quei 20 miliardi, presentiamo altri 20 miliardi per il
  gommato  e non sappiamo  dove  prendere  quegli  altri  miliardi;
  l'importante è che a tutti i  proprietari  di  autobus diciamo di
  non  preoccuparsi  perchè noi stiamo facendo  una  battaglia  per
  l'aumento di venti miliardi;  a quelli  che detengono determinate
  leve  sulla  formazione,  sulla  quale è necessario -  e  lo  sto
  dicendo  ora  -  fare  una  bella   commissione  d'inchiesta  per
  comprenderne le finalità, gli sprechi ignobili e innominabili nel
  settore  di questa cosiddetta programmazione indegna  -  come  la
  chiamo io - di andare a guardare ancora  più approfonditamente se
  possiamo cominciare a dire alle gente: più venti,  più venti, più
  venti; e poi ci lamentiamo che il complesso totale del bilancio e
  delle  necessità  della  Regione non  trovano  reperibilità,  non
  trovano  liquidità,  non  trovano la possibilità,  da  parte  del
  Governo, di avere le necessarie risorse finanziarie.
       E, allora, all'Assemblea e ad ognuno di noi compete un altro
  compito, a  mio  avviso:  noi  siamo stipendiati dai contribuenti
  siciliani alla  stregua  di  come  i  contribuenti  italiani,  in
  genere, finanziano  e  stipendiano  i  Senatori della Repubblica.
  Però lì  si  cominciano le sedute, onorevole Presidente, alle ore
  otto del mattino  e  puntualmente  alle  otto e un minuto si è in
  Aula, si è  in Commissione; si lavora con tempi determinati e con
  la certezza di  portare avanti i lavori, senza tenere conto delle
  incombenze  cosiddette  anche  "elettorali"; le Commissioni hanno
  tempi precettati  e  momenti di inizio e di chiusura programmati,
  cioè lavorano.  Noi,  invece,  lavoriamo  per  i  rinvii, con una
  strisciante volontà  di  esserci  per  non  produrre, di muoverci
  perchè gli  altri  capiscano  che  abbiamo  un  potere  che forse
  pensiamo  di   non  avere  più  perchè  non  abbiamo  eletto  gli
  assessori, perchè  stiamo cercando, all'interno di ognuno di noi,
  di comprendere qual  è  il  ruolo,  il  potere,  la  funzione, la
  finalità  per   la   quale  prendiamo  la  parola,  cerchiamo  di
  intervenire,   di  non  precettare  i  tempi,  disinteressandoci,
  facendo così, degli interessi reali della Sicilia.
       Io a questo giuoco non ci sto  Non ci sto come deputato, non
  ci  sto  come Presidente del secondo Gruppo in quest'Aula, non ci
  sto non perchè debbo difendere il Presidente-governatore Cuffaro,
  la sua maggioranza  e il suo Governo, ma perchè intendo difendere
  gli interessi della Sicilia, che non hanno nè colore politico, nè
  appartenenza, hanno la  necessità di avere una voce reale, vera e
  valida che  possa tentare di chiudere la stagione delle speranze,
  delle felicità e  dei  sorrisi,  che ho visto pronunziare a tanti
  presidenti della  Regione  che, poi, alla fine hanno concluso con
  il lasciare  tutto  com'era,  lasciando  lo squallore di speranze
  aperte e di delusioni tremende.
       Signor  Presidente  dell'Assemblea,  io quando le dico che è
  necessario  continuare i lavori oggi e che se l'Aula vuole andare
  a  fare  anche  un  dovere  civico,  che  è  quello  di  andare a
  rappresentare nelle  piazze,  io  dico  che  questo può avvenire,
  onorevole  Presidente,  precettiamo,  se  è  possibile,  con  una
  Conferenza  dei   presidenti  dei  Gruppi  parlamentari  ciò  che
  dobbiamo fare  nella  serata  di oggi, stabilendo anche la seduta
  notturna e chiudiamo, bocciando o approvando.
       Perchè mi sembra assurdo che il disegno di legge numero 185,
  per esempio,  del quale stiamo parlando, sia stato in Commissione
  non visionato, ma  sbrindellato  in  tutte le sue parti, cioè che
  abbia avuto  la  possibilità della maggiore conoscenza possibile,
  che il disegno  di  legge sia stato in Commissione Bilancio fermo
  per più di un  mese  e  ha  dato la possibilità, a chi voleva, di
  esprimerne  concettualità, incontri, collaborazionismi vari e non
  comprendo perché  non  si  possa trovare - stipendiati d'oro come
  siamo e lo  sottolineo  -,  perché  oggi  non si possa completare
  l'iter totale per  le  variazioni  di  bilancio  e  trovare, se è
  possibile, l'incontro anche per gli emendamenti alla legge numero
  185, da poter esaminare o in seduta notturna o domani mattina con
  un'Aula che sia  presente  a  fare  il suo dovere.
       Non è compito  mio,  Presidente,  a  volte penso che non sia
  neppure suo, stabilire  se ci saranno o no i numeri per votare le
  leggi, perché  questo è compito e responsabilità di ogni deputato
  che  sa  che   ha  il  dovere  di  essere  presente,  di  firmare
  singolarmente,  non  cumulativamente ma singolarmente, e prestare
  la propria opera  a  difesa  non di questo o quel governo, non di
  questa o quella  maggioranza,  ma  di  quelli  che  sono  i reali
  interessi della Sicilia.  Per  cui  noi,  nel  momento in cui - e
  concludo - riteniamo importante o meno importante la legge numero
  185, riteniamo  importanti  o  meno  importanti  le variazioni di
  bilancio, riteniamo  importante  o  meno  importante discutere la
  mozione che possa  consentire  al  Banco  di  Sicilia  di avere i
  presupposti dei  suoi  diritti  sacrosanti  riconosciuti  e  così
  sull'altra mozione, sulla fiscalità parliamo, ci parliamo addosso
  ma la verità  è una sola, che vogliamo fare sempre quello che non
  è all'ordine del giorno perché  così non avvenga che definiamo né
  quello che è  all'ordine del giorno né  quello del quale si vuole
  discutere per  lanciare un messaggio a qualcuno, ascoltando anche
  il singolo oratore  che  dice: io la mia battaglia l'ho fatta, io
  del Banco di  Sicilia  ne  ho  parlato,  io volevo che si facesse
  prima, che  vuoi,  c'è  un'Aula  attenta,  disattenta, ci sono le
  elezioni ...  Non  c'è  nulla,  signor Presidente dell'Assemblea,
  onorevoli colleghi, che  non  sia il dovere di stare in Aula e di
  fare il proprio  dovere  fino  in  fondo,  in  raccordo  con  gli
  interessi della Sicilia,  altrimenti non so di cosa avremo di che
  parlare.
       Io ritengo che con la nuova legge, che dà i poteri che dà al
  Presidente della  Regione,  che  gli ha dato una maggioranza come
  quella che la  Sicilia  ha  tributato  a quel Governo ed a questa
  configurazione politica  che  ad oggi si intesta la realizzazione
  del potere dentro  la  Regione,  con i soldi di 'Agenda 2000' non
  avremo  alibi  nessuno  se  non  avremo  creato  per  la  Sicilia
  l'interesse reale  del  dire  forte e senza possibilità di essere
  smentiti che in questi cinque anni o si fa la Sicilia o si muore.
  Ed io non  credo  che  l'Assemblea  si stia muovendo sotto questo
  tipo di impulso  e  di  intenzionalità.
       Io  ritengo  che  ci  siano  troppi  trasversalismi,  troppi
  complessi di inferiorità rispetto alle leggi che abbiamo voluto e
  che ci hanno  consentito  di essere presenti in questi banchi con
  listini e  senza  listini,  ritengo  che, senza volere con questo
  assurgere né  a  Catone  né  a  Censore di nessuno, che se non ci
  diamo una buona  svolta  noi  stessi credo che noi avremo assieme
  agli altri  poi contribuito, dai banchi della maggioranza o delle
  minoranze,  avremo  contribuito  notevolmente  allo sfascio della
  Sicilia.  Io ritengo  che  questo non ce lo possiamo consentire e
  ritengo   quindi,   signor   Presidente,   di   poter  concludere
  invitandola fortemente  a  dire  che,  non  appena sarà finita la
  discussione generale sul disegno di legge in questione, ci sia la
  necessità di  una  riunione,  una  Conferenza  dei presidenti dei
  Gruppi parlamentari  che  possa  determinare la continuazione dei
  lavori nei tempi  e  nei  modi che possano essere favorevoli alle
  esigenze "politiche"  -  tra  virgolette  -  ma  alle esigenze di
  essere servitori dello Stato, servitori di una Sicilia depredata,
  di una Sicilia  che  non  ha  più  a  chi  rivolgersi  per  avere
  riconosciuti i propri  diritti e la speranza di essere ancora una
  Regione che vuole  vivere  in  Europa  e  che non vuole essere la
  Cenerentola d'Italia.

     PRESIDENTE.  Grazie  onorevole  Cintola.
       Ai sensi dell'articolo 100 del Regolamento interno, dichiaro
  chiuse le iscrizioni a parlare.
       E' iscritto a parlare l'onorevole Oddo. Ne ha facoltà.

     ODDO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, brevissimamente,
  per    la    verità   impiegherò   poco   nell'esprimere   alcune
  considerazioni  che,  sinceramente,  mi sovvenivano ascoltando il
  collega Cintola. Perché, sinceramente, non ho capito se parlava a
  nome dell'opposizione  o  a  nome  della  maggioranza.  Perché  è
  evidente che  in  quest'Aula  il primo dovere della maggioranza è
  quello di garantire  non  solo  i numeri, ma anche la fattibilità
  degli stessi lavori  ed  in più è evidente che la distrazione del
  Governo, che sta  tenendo una Giunta, rispetto ad un'Aula che sta
  trattando anche  argomenti  delicati,  come  il  disegno di legge
  numero 185 -  io  non  voglio  aggiungere niente alle cose che ha
  detto l'onorevole  Crisafulli,  che  condivido  quasi del tutto e
  quindi non vado  e  non entro nelle questioni relative al disegno
  di   legge   numero   185,   però   quest'Aula   sta   discutendo
  dell'ordinamento degli  uffici  più  delicati  della Regione dopo
  l'elezione diretta, non sta discutendo di un disegno di legge che
  evidentemente può  avere  anche  importanza relativa. Eppure c'è,
  sì, un  rappresentante,  l'esimio  assessore per gli Enti locali,
  che ci sta  onorando,  da  questo  punto  di  vista,  con  la sua
  presenza, ma  fondamentalmente  il  Governo in questo momento sta
  tenendo Giunta, quindi  ritiene  che anche la presenza in Aula su
  un argomento  di  questo  tipo  è  semplicemente  un  problema di
  tattica  parlamentare,  cioè gestisce la Presidenza evidentemente
  in maniera più  o  meno  furba,  vediamo  come  dobbiamo aprire e
  chiudere le  discussioni  generali  e  vediamo come andiamo poi a
  porci il  problema  se  facciamo  le  riunioni dei presidenti dei
  Gruppi parlamentari.
       A sentire il collega Cintola sembra che  il  problema  della
  mancata convocazione  dei  presidenti dei Gruppi parlamentari sia
  quasi   un   problema   dell'opposizione,   perché   anche  nelle
  precedenti sedute  la  mancata  convocazione  delle  riunioni dei
  presidenti dei  Gruppi  parlamentari  mi  pare  che sia stata una
  scelta della  maggioranza  -  non  dico  della Presidenza, per la
  verità - e mi pare che ci sia qualcosa che non va.
       Sono stanco  un  po'  di  sentire  i  sermoni dell'onorevole
  Cintola,  io  gli  voglio  bene,  lo  stimo,  lo  rispetto,  però
  l'appello ad  essere  servitori  deve  essere fatto soprattutto a
  questo Governo  che  ha ricevuto il voto dei cittadini siciliani.
  Facciano realmente  il  loro  dovere,  non  lo  stanno facendo  E
  siccome non  lo stanno facendo, e qualcuno lo dice, evidentemente
  passiamo a che cosa? All'opposizione sorda e strumentale?
       La verità è che ci troviamo dinanzi ad  una  fase  difficile
  dove sulle variazioni di bilancio la maggioranza  non  riesce  ad
  avere  una  linea  unitaria. E allora c'è bisogno  anche  qui  di
  prendere tempo.  Allora  smettiamola di parlare di lavori d'Aula,
  del prestigio  di  quest'Aula  che  va  scemando,  del  fatto che
  evidentemente quest'Aula,  rispetto ai siciliani, ha il dovere di
  essere un'Aula fatta di servitori; smettiamola di dire cose tanto
  ovvie  quanto  utili  a  coprire  solo  responsabilità  politiche
  enormi.
       Perché poi, quando entreremo nelle questioni - e ho concluso
  - che  riguardano anche le variazioni di bilancio, scopriremo che
  c'è l'assessore  Cimino  che  scrive  all'assessore al bilancio e
  dice: mi stai togliendo i soldi, non capisci una mazza - scusando
  l'espressione -  perché sulla questione della pesca io ho bisogno
  di risorse, tu  mi  stai togliendo tutte le risorse, non solo per
  quello che ho fatto, per il decreto relativo alle imbarcazioni di
  massima lunghezza pari  a 24 metri, ma anche per ciò che dovremmo
  fare per il piano di recupero delle risorse ittiche, per il piano
  di recupero delle  risorse  acquatiche, che è fermo a Bruxelles e
  nessuno sa niente. Domani manifesteranno le marinerie siciliane e
  questo Governo non  sa  che  dire, perché  non  sa nemmeno cosa a
  Bruxelles sta  accadendo  rispetto  al  piano  di  recupero delle
  risorse ittiche,  al  175,  per intenderci, della legge numero 32
  del 2000 e  al  170 della medesima; non lo sa. Forse farà qualche
  telefonata per avere  le  ultime  e  per sentirsi dire che non ci
  siamo, perché  ancora non c'è assolutamente, da parte anche degli
  uffici  di   Bruxelles,   una   predisposizione  per  tentare  di
  convincersi che si  sta cambiando rotta, che si fanno realmente i
  piani di recupero  e  non  si  inventano  le  relazioni,  non  si
  inventano le  tabelle,  che  evidentemente  poi  fanno  anche  da
  raccordo, dal punto  di vista statistico e non solo, e quindi dal
  punto di  vista  scientifico, alle relazioni stesse.
       E' questo  il  dato  di  fatto,  ma  chiaramente comprendete
  meglio di me  che  stiamo  parlando  solo di un esempio, potremmo
  citare altri  motivi.  E,  guardate,  la  lettera  dell'assessore
  Cimino alla  terza  Commissione,  che  si  riunisce e vota contro
  quella  variazione,   quel   punto,  è  una  lettera  non  di  un
  oppositore, ma  di  un  oppositore  incallito,  di uno abbastanza
  deciso, determinato,  perchè  la  critica  è feroce nei confronti
  dell'assessore al  bilancio,  sotto  tutti  i punti di vista, sia
  sotto l'aspetto  che  riguarda anche la mancanza di conoscenza di
  aspetti seri  che  riguardano  l'economia  siciliana, e quindi il
  funzionamento della  macchina  Regione,  sia  sotto l'aspetto che
  riguarda già  i  provvedimenti assunti da parte dell'Assessorato.
       Allora, a che gioco giochiamo? Giochiamo a un gioco preciso,
  che è quello di coprire responsabilità che sono chiaramente della
  maggioranza e del  Governo  assente,  di  un  Governo  che non ha
  prodotto atti significativi,  che  non  ha  -  e  non  me lo sono
  inventato io  - depositato un disegno di legge significativo, che
  sul disegno  di  legge  numero  185,  che  parla evidentemente un
  linguaggio   delicatissimo,   che   ristruttura   un   po'  tutto
  l'ordinamento, Presidenza,  strutture  intermedie e tutto ciò che
  contiene quel disegno  di legge, il Governo è assente e non sente
  nemmeno la  necessità  di relazionare, non solo fa relazionare la
  Commissione, ma  non  sente la necessità di aprire la discussione
  dicendo: così  voglio  organizzare  il  profilo del nuovo Governo
  dopo l'elezione  diretta,  dopo  la  modifica  costituzionale che
  abbiamo fatto. Vedete  che questo è grave  E noi non possiamo far
  finta di  niente,  non  possiamo  sentire  interventi  che  quasi
  vogliono dimostrare  che invece questa maggioranza gode di ottima
  salute, è in  grado  di  far andare l'Aula spedita, vuole fare il
  confronto con l'opposizione ...

     CAPODICASA. A chi la racconta? Il Governo non c'è

     ODDO.  Appunto,  siccome  il  Governo  per  giunta  è in fuga,
  registro  che il Governo è in fuga, mi scuso con i colleghi se mi
  sono distratto un po' e sono andato sicuramente fuori dall'ordine
  del giorno, ma,  caro  Presidente,  mi pare che lei ha permesso a
  tanti e  soprattutto ad alcuni di intervenire completamente fuori
  dalla discussione generale del disegno di legge numero 185, tanto
  che l'onorevole  Cintola  ha  permesso  poi,  dato  che lei stava
  chiudendo la  discussione  generale, di continuare questa bella e
  interessante discussione e questo confronto, che credo che, tutto
  sommato, serva a chiarirci le idee.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Spampinato. Ne
  ha facoltà.

     SPAMPINATO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi limiterò
  brevissimamente a parlare sull'oggetto dell'ordine del giorno, il
  disegno di  legge numero 185, Chiedendo a lei, signor Presidente,
  ed  al   Presidente   della  prima  Commissione,  la  Commissione
  competente, di essere rassicurato rispetto ai modi e ai termini a
  cui si arriverà all'approvazione di questo disegno di legge.
       Poco fa l'onorevole Crisafulli faceva riferimento ad un'area
  oggettivamente  distratta  dell'Assemblea regionale, credo che un
  disegno di  legge  di  questa  importanza  non abbia necessità di
  distrazione   da   parte   dell'Assemblea,   ma   di  particolare
  attenzione.
       Io,  devo  dire, ho  vissuto  un'esperienza  sostanzialmente
  negativa  all'esordio  dell'attività  parlamentare e mi riferisco
  alle modifiche del Regolamento, laddove degli emendamenti che non
  avevano nessuna caratteristica politica, ma che volevano soltanto
  dare  un   apporto   produttivo  alla  leggibilità  dello  stesso
  Regolamento,  all'interpretazione  dello stesso Regolamento, sono
  stati cassati  esclusivamente perché provenienti dalle file delle
  minoranze.  Io mi  auguro  che  in questo, così come in tutti gli
  altri disegni  di  legge, soprattutto quelli che hanno un rilievo
  particolare, così come  questo  disegno  di  legge  ha - si parla
  sempre di  riordino della pubblica amministrazione siciliana - si
  possa dibattere  politicamente  in maniera molto più serena.
       Ecco perché, una  volta presentati gli emendamenti alla fine
  della discussione generale, io chiederei che lo stesso disegno di
  legge torni in Commissione, alla presenza del Governo, per potere
  avere la possibilità di discutere in modo più approfondito, e non
  con il  semplice  parere  sicuramente  negativo  del  relatore di
  maggioranza, gli emendamenti qua presentati.
       Qualche  collega  poco  fa  faceva  riferimento alla mancata
  relazione  da parte del Governo e alla mancata relazione da parte
  dello  stesso  componente, onorevole relatore, della Commissione.
  Vorrei, appunto,  un  dibattito più approfondito perchè, leggendo
  invece la relazione  che  anticipa lo stesso disegno di legge, io
  credo di notare alcune contraddizioni tra la relazione e il testo
  di legge.  Faccio  alcuni  esempi:  l'articolo 2, dove si dispone
  che gli  uffici di diretta collaborazione con il Presidente della
  Regione e  degli  Assessori  regionali  possono  essere  retti da
  dirigenti di qualsiasi  fascia  muniti di laurea e in possesso di
  adeguata  professionalità,  questa adeguata professionalità viene
  modificata con  una diversa dizione dell'articolato laddove si fa
  riferimento a 'necessaria esperienza e professionalità'. Io credo
  che bisognerebbe  dare qualche indicazione meno soggettiva ad una
  disposizione di legge così importante.
       Mi riferisco  ancora  all'articolo  5, dove appunto, facendo
  leva su un principio sicuramente giusto della deregolamentazione,
  il relatore estensore fa riferimento ad una 'moderata percentuale
  di incarichi  dirigenziali  che  si  possono  affidare  ai  ruoli
  regionali',   quando   poi   nell'articolato   questa   'moderata
  percentuale' sostanzialmente  viene raddoppiata; non credo che il
  raddoppio sia  una  'moderata percentuale'. Anche qui ritengo che
  sia un  problema politico, bisogna capire se procedere attraverso
  l'affidamento all'esterno di incarichi professionali o procedere,
  altresì,   mediante   la   valorizzazione  delle  professionalità
  interne.
       Ci  sono  tanti  altri  argomenti  che  saranno  oggetto  di
  emendamenti  e concludo ribadendo la mia richiesta che il disegno
  di  legge  venga  rinviato  di  nuovo  alla  Commissione  per  un
  approfondito dibattito alla presenza del Governo.

     PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha
  facoltà.

     FORMICA.   Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi,  io  ho
  ascoltato attentamente  quanto sostenuto dagli altri colleghi che
  mi hanno preceduto e  in tutti c'è più o meno il richiamo forte a
  salvaguardare quelli  che  sono gli interessi della Sicilia. Ora,
  non vi è  dubbio,  e sfido chiunque a trovare un eletto che viene
  qui a sostenere  che  non sta portando avanti gli interessi degli
  elettori.
       Molte delle problematiche avanzate attengono sostanzialmente
  a quelli che  sono i problemi che quest'Aula, questo Parlamento e
  soprattutto questo  Governo hanno ereditato; noi siamo i nani sui
  giganti del passato.
       Non vi è  dubbio  che  c'è  un problema di raccordo nuovo su
  quello che  deve essere l'assetto istituzionale della nuova forma
  di governo, le  competenze  che  a  questa forma nuova di governo
  devono essere attribuite  e  il  nuovo  ruolo  che  si  deve dare
  l'Aula. Non vi è dubbio, altresì, che le variazioni di bilancio -
  mi riferisco  all'ordine  dei  lavori  che  abbiamo  in  corso  -
  assumono un  rilievo fondamentale per gli interessi di tutti, del
  cittadino  e   della  macchina  governativa,  degli  uffici,  del
  funzionamento della Regione,  ma non si può venire a dire che c'è
  una volontà di  fermare tutto, quando invece anche sul disegno di
  legge numero 185  speditamente  si  è  portato in Aula. Nè si può
  andare a  puntare l'indice sulla mancanza di questa o quell'altra
  risorsa, per i  comuni,  per  i pescatori, per la formazione, per
  tutti i  comparti  della  Regione siciliana, ma tutti sappiamo, e
  dovremmo avere  il  coraggio di ammetterlo, onorevole Capodicasa,
  quanto dicevo un  attimo  fà  e  cioè  che  noi  veniamo oggi sui
  problemi enormi  che ereditiamo dal passato, da tutto il passato,
  onorevole Capodicasa.  Perchè,  se oggi noi abbiamo la difficoltà
  in capo  all'assessore al Bilancio di poter redigere il bilancio,
  il prossimo  bilancio  della Regione siciliana, non è un problema
  che si è venuto a creare un mese fà o sei mesi fà o un anno fà, è
  un problema che ci trasciniamo, e lei lo sa meglio di tutti ...

     SPEZIALE. Un anno fà, perchè con il Governo Capodicasa abbiamo
  risanato anche i suoi conti

     FORMICA.   Si,  avevate   risanato  tutto, tanto  è  vero  che
  l'assessore al  Bilancio  si  trova  oggi a dover fare quadrare i
  conti su una  scopertura  di bilancio, a bocce ferme, ad oggi, di
  4.800 miliardi e,  se  non  ci  fosse  stata da parte del Governo
  Berlusconi la  possibilità  di  concedere un mutuo a carico dello
  Stato di  1.500  miliardi  più  le  altre  provvidenze che questo
  Governo nella  contrattazione con il Governo nazionale è riuscito
  ad ottenere per  circa  800  e  più  miliardi, noi non saremmo in
  grado, come tutti sappiamo, di redigere il prossimo bilancio.
       Quindi bandiamo un po' l'ipocrisia che ci contraddistingue e
  che io posso  capire perchè fa parte dell'attività politica, ma a
  tutto c'è un limite.
       Venire oggi a  sostenere  che i problemi che abbiamo davanti
  sono problemi che si  sono  creati ora, o comunque al massimo sei
  mesi fà, è assurdo  e  ipocrita  e  non  dà  la  fotografia della
  realtà.  L'appello che faccio un po' a tutti i colleghi, ma anche
  alla Presidenza ed  al  Governo, è che noi oggi abbiamo un ordine
  del giorno  che  comprende  l'incardinamento del disegno di legge
  numero 185  che  riguarda  norme sul nuovo assetto della macchina
  dell'Amministrazione regionale,  e  sotto l'aspetto del Governo e
  sotto   l'aspetto   dell'Assemblea,   discutiamolo, dopo  di  che
  affrontiamo le variazioni  di  bilancio e entro domani si vada ad
  esitare ciò che  è necessario, nei limiti che il bilancio attuale
  consente, senza  fare  'voli  pindarici', senza inventarci nulla,
  senza tentare  di  fare  demagogie  elettorali,  perchè purtroppo
  siamo sotto elezioni,  ma  la  verità  è  quella:  non si possono
  andare a fare  richiami  in nome e per conto del popolo siciliano
  quando tutti, alla  fine,  sappiamo  che  non  è così perchè sono
  richiami  in   nome   del   popolo  siciliano  che  vanno  poi  a
  salvaguardare interessi  più o meno leciti - ci mancherebbe altro
  - che sono  coerenti  con  il mandato politico, ma non si può non
  tener conto di quella che è la realtà.

     PRESIDENTE.   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  assessore
  d'Aquino per la replica.

     D'AQUINO,  assessore per gli enti locali.  Signor  Presidente,
  onorevoli colleghi, brevemente, perchè io credo che, al contrario
  di  quanto   qualche   collega   deputato  ha  espresso  nel  suo
  intervento,  la  prima  Commissione  e  la  Commissione  Bilancio
  abbiano vivisezionato questo disegno di legge e abbiano apportato
  numerose variazioni,  forse  anche  qualcuna in senso contrario a
  quello che il  collega  ha detto, ritengo che questo sia un fatto
  tecnico.
       Questo  disegno  di  legge  è  nato  essenzialmente  con  la
  prerogativa di  adeguare  e  migliorare  quella che è la macchina
  amministrativa e  quindi  completarla con l'inserimento di alcuni
  meccanismi, come  il comitato di controllo dei dipartimenti, come
  il meccanismo dei controlli interni in seno alla Presidenza ed in
  seno agli Assessorati,  quindi  ritengo  che siano essenzialmente
  dei fatti tecnici.
       L'unica  norma  o  articolo  in  cui  forse  noi  per  legge
  determiniamo il numero delle aree e dei servizi, e quindi andiamo
  contro  quelli  che  erano  stati o che sono gli intendimenti del
  Governo di evitare  legiferazioni,  andando incontro piuttosto ad
  una regolamentazione diversa, è  quella  appunto delle aree e dei
  servizi;  tuttavia si è  dovuto  aumentare il numero delle aree e
  dei servizi e credo che  non  sia  un controsenso che poi le aree
  ed i servizi nei  numeri  stabiliti  dalla  norma  debbano essere
  stabilite dal Governo.
       Credo che tutti gli altri  siano dei fatti tecnici su cui si
  è ampiamente discusso.  Anche  la  norma  che  riguarda i capi di
  gabinetto costituisce un  fatto  importante  perché  cerchiamo di
  utilizzare delle  professionalità  che  sono presenti all'interno
  del parco aziendale della Regione e che fino a questo momento non
  possono essere utilizzate.   Credo  che  con  la  discussione che
  faremo sugli emendamenti andremo  al  più  presto  ad  esitare un
  disegno  di legge che  non  rappresenta  un  fatto  politico,  ma
  rappresenta un  proseguimento dell'organizzazione tecnica e della
  riorganizzazione  delle   strutture   della  Presidenza  e  degli
  Assessorati.

     PRESIDENTE.   Dichiaro chiusa la discussione  generale.  Pongo
  in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
       Chi è favorevole  resti seduto; chi è contrario  si alzi.

                            (E' approvato)

       Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata ad oggi, martedì 20
  novembre 2001, alle ore 16.30, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente FLERES


      I - COMUNICAZIONI

     II - LETTURA AI   SENSI  E  PER  GLI   EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
          LETTERA D) E 153,  DEL  REGOLAMENTO  INTERNO,  DELLE MOZIONI
          NN. 68, 69, 70, 71, 72.

    III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1) 'Norme finanziarie  urgenti  e variazioni al bilancio della
          Regione per l'anno finanziario 2001'. (n. 259/A) (seguito)

          Relatore: onorevole Croce

       2) 'Disposizioni  sull'ordinamento dell'Amministrazione regio-
          nale'. (n. 185 - Norme stralciate/A) (seguito)

          Relatore: onorevole Borzacchelli

     IV - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

      N. 56 - Iniziative  per  modificare  gli indirizzi economici
              seguiti dal Governo nazionale.

              (10 ottobre 2001)

                                       SPEZIALE - CAPODICASA -
                                       CRISAFULLI - CRACOLICI -
                                       DE BENEDICTIS - GIANNOPOLO -
                                       ODDO - PANARELLO - VILLARI -
                                       ZAGO

      V - DISCUSSIONE UNIFICATA DELLE MOZIONI:

      N. 66 - Interventi a  tutela  del ruolo e delle attività del
              Banco di Sicilia.

              (12 novembre 2001)
                                  SPEZIALE - BARBAGALLO - ORTISI -
                                  FERRO

      N. 67 - Iniziative urgenti al  fine  di impedire la svendita
              del Banco di Sicilia.

              (13 novembre 2001)

                                    FORGIONE - LIOTTA - MICCICHE'-
                                    RAITI

     La seduta è tolta alle ore 13.35.

     Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 15.50