Presidenza del vicepresidente FLERES
BURGARETTA APARO , segretario, dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
CONGEDO
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Orlando ha chiesto
congedo per oggi, martedì 20 novembre 2001.
Non sorgendo osservazioni, il congedo si intende accordato.
ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
disegni di legge:
- "Disciplina dell'introduzione dell'istituto del reddito
minimo di inserimento" (n. 272)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Lo Monte, Basile Giuseppe,
toni, Raiti, Sanzeri, Amendolia in data 14 novembre 2001
- "Norme per l'istituzione della figura del portavoce dei
sindaci e dell'ufficio stampa presso gli assessorati
regionali. Disposizioni sul trattamento contrattuale dei
giornalisti degli uffici stampa" (n. 273)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Croce
in data 15 novembre 2001
- "Istituzione della commissione regionale per le pari
opportunità tra uomo e donna" (n. 274)
- iniziativa parlamentare
- presentato dall'onorevole Raiti in data 16 novembre 2001
- "Norme per l'installazione di impianti di riciclaggio dei
rifiuti solidi urbani" (n. 275)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Tricoli ed altri in data 19
novembre 2001
COMUNICAZIONE DI INVIO DI DISEGNI DI LEGGE ALLE COMPETENTI
COMMISSIONI LEGISLATIVE
PRESIDENTE. Comunico che sono stati inviati alle competenti
commissioni legislative i seguenti disegni di legge:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- "Norme per l'elezione del Presidente della Regione e
dell'Assemblea regionale siciliana" (n. 265)
- iniziativa parlamentare
- "Norme in materia di cooperazione con i Paesi terzi e di
collaborazione internazionale" (n. 267)
- iniziativa parlamentare
- PARERE V COMMISSIONE
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- "Incentivi fiscali aggiuntivi per gli investimenti in Sicilia
e per l'emersione del lavoro irregolare" (n. 269)
- iniziativa parlamentare
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- "Disciplina degli appalti di lavori, forniture e servizi" (n.
268)
- iniziativa parlamentare
- "Istituzione del fascicolo fabbricato" (n. 270)
- iniziativa parlamentare
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- "Interventi per l'attuazione del diritto allo studio
universitario in Sicilia" (n. 271)
- iniziativa governativa
INVIATI IN DATA 19 NOVEMBRE 2001
COMUNICAZIONE DI RICHIESTE DI PARERI
PRESIDENTE. Comunico che le seguenti richieste di parere,
pervenute dal Governo, sono state assegnate alle competenti
Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- "Trasmissione schema di decreto di determinazione dei criteri
per la valutazione dei titoli nei concorsi interni e per
l'accesso alle qualifiche dirigenziali" (n. 18)
- pervenuto in data 12 novembre 2001
- trasmesso in data 15 novembre 2001
- "Incarico di direttore del Parco archeologico e paesaggistico
della Valle dei Templi di Agrigento" (n. 19)
- pervenuto in data 16 novembre 2001
- trasmesso in data 19 novembre 2001
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- "Legge 5 gennaio 1994, n. 36 - Legge regionale 27 aprile
1999, n. 10 - Variazione degli ambiti territoriali ottimali" (n.
17)
- pervenuto in data 12 novembre 2001
- trasmesso in data 15 novembre 2001
COMUNICAZIONE DI ASSENZE E SOSTITUZIONI ALLE RIUNIONI DELLE
COMMISSIONI LEGISLATIVE
PRESIDENTE. Comunico, ai sensi del comma 4 dell'articolo 69
del Regolamento interno, le assenze e sostituzioni alle riunioni
delle Commissioni legislative per il periodo 11-14 novembre 2001.
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
ASSENZE
Riunione del 13.11.01: BARBAGALLO-GALLETTI-IOPPOLO
" " 14.11.01: LEANZA E.-MOSCHETTO-BARBAGALLO-CRISAFULLI
GALLETTI-IOPPOLO-SAVARINO
BILANCIO (II)
ASSENZE
Riunione del 11.11.01: MANCUSO-PAPANIA
SOSTITUZIONI
Riunione del 13.11.01: SAVONA sostituito da DINA
" " " LEONTINI " " GIAMBRONE
COMUNICAZIONE DI DELIBERAZIONI DELLA GIUNTA REGIONALE
PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione, ai sensi
dell'art. 2, comma 3, della legge regionale 23 dicembre 2000, n.
32, ha trasmesso copia delle seguenti deliberazioni adottate
dalla Giunta regionale: dalla n. 312 alla n. 318, dalla n.
320 alla n. 336, dalla n. 338 alla n. 352, dalla n. 354 alla
n. 357, la n. 432 e la n. 433 dei mesi di luglio, agosto,
settembre e ottobre 2001 adottate dalla Giunta regionale.
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
A) Interrogazioni con richiesta di risposta orale.
N. 313 - Revoca dell'intitolazione a Benito Mussolini,
statista, di una via del comune di Tremestieri etneo (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
***
Spampinato Giuseppe; Villari Giovanni; Liotta Santo; Raiti
Salvatore
----------------
N. 319 - Garanzie di un accettabile livello di prestazioni
sanitarie in provincia di Siracusa.
- Assessore Sanità
***
De Benedictis Roberto
----------------
N. 320 - Liquidazione delle indennità di fermo tecnico ai
pescatori siciliani, per gli anni 1998/1999.
- Presidente Regione
- Assessore Bilancio
- Assessore Cooperazione
***
Villari Giovanni; Panarello Filippo; Oddo Camillo; Morinello
Salvatore; Spampinato Giuseppe; Raiti Salvatore; Speziale
Calogero
----------------
N. 321 - Ispezione presso il Comune di Terrasini (PA).
- Assessore Enti Locali
***
Cracolici Antonino
----------------
N. 322 - Attivazione dei corsi di specializzazione per
insegnanti di sostegno.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali
- Assessore Sanità
***
Villari Giovanni; Giannopolo Domenico; Panarello Filippo
----------------
N. 324 - Iniziative in merito alle procedure per
l'affidamento del servizio di brokeraggio da parte degli
enti regionali.
- Presidente Regione
- Assessore Presidenza
- Assessore Sanità
***
Crisafulli Vladimiro
B) Interrogazioni con richiesta di risposta scritta.
N. 310 - Accertamenti sulle procedure seguite dalla Giunta
del Comune di Acireale per l'approvazione del progetto
'Acireale mare sicuro'.
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
***
Basile Giuseppe
----------------
N. 311 - Iniziative per evitare la chiusura dell'ufficio
postale delle frazioni Vena e Presa, nel comune di
Piedimonte Etneo (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
***
Basile Giuseppe
----------------
N. 312 - Bonifica dell'invaso artificiale di Campofranco
(CL) e notizie circa la sua proprietà.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
- Assessore Industria
- Assessore Territorio
***
Ferro Giovanni
----------------
N. 314 - Rilancio dell'Azienda autonoma delle Terme di
Sciacca.
- Assessore Turismo
***
Giambrone Vincenzo
----------------
N. 315 - Notizie in merito alla riconferma della nomina
del Vicepresidente del Consiglio di amministrazione del
Parco dei Nebrodi.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
***
Beninati Antonino
----------------
N. 316 - Emanazione di una circolare esplicativa sulla
cartolarizzazione dei crediti alle imprese, ai sensi della
legge regionale n. 16 del 2001.
- Presidente Regione
- Assessore Cooperazione
- Assessore Bilancio
***
Basile Giuseppe
----------------
N. 323 - Contenimento e riordino della spesa sanitaria.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
***
Barbagallo Giovanni; Genovese Francantonio; Gurrieri
Sebastiano; Tumino Carmelo; Zangara Andrea
ANNUNZIO DI INTERPELLANZA
N. 11 - Ripristino del servizio territoriale recentemente
interrotto presso l'AUSL n. 4 di Enna.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
***
Crisafulli Vladimiro
ANNUNZIO DI MOZIONI
N. 68 - Iniziative per la valorizzazione e la fruizione
dei beni culturali in Sicilia.
Leanza Nicola; Cintola Salvatore; Pistorio Giovanni;
Savona Riccardo; Mancuso Fabio Maria; Sbona Sebastiano;
Ardizzone Giovanni; Dina Antonino
Presentata il 13/11/01
----------------
N. 69 - Recepimento della legge quadro per la
realizzazione del sistema integrato d'interventi e servizi
sociali.
Leanza Nicola; Cintola Salvatore; Pistorio Giovanni;
Borzacchelli Antonio; Mancuso Fabio Maria; Savarino
Giuseppa; Dina Antonino; Sbona Sebastiano; Fratello Onofrio;
Franchina Giuseppe; Ardizzone Giovanni; Lo Giudice Vincenzo;
Savona Riccardo
Presentata il 13/11/01
----------------
N. 70 - Interventi in merito alla prospettata
incorporazione del Banco di Sicilia nella Banca di Roma.
Formica Santi; Leontini Innocenzo; Lo Monte Carmelo;
Rotella Domenico; Cintola Salvatore; Acierno Alberto;
Tricoli Marzio
Presentata il 13/11/01
----------------
N. 71 - Iniziative per il riconoscimento dello stato di
calamità delle zone dell'Acese (CT) colpite dagli eventi
sismici del 28.10.2001.
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe;
Mercadante Giovanni
Presentata il 14/11/01
----------------
N. 72 - Provvedimenti in favore del sistema della
formazione professionale in Sicilia.
Dina Antonino; Cintola Salvatore; Pistorio Giovanni;
Leanza Vincenzo; Borzacchelli Antonio; Mancuso Fabio Maria;
Savarino Giuseppa; Sbona Sebastiano; Fratello Onofrio;
Franchina Giuseppe; Ardizzone Giovanni
Presentata il 16/11/01
PRESIDENTE. Le mozioni testè annunziate saranno poste
all'ordine del giorno della seduta successiva perchè se ne
determini la data di discussione.
COMUNICAZIONE DI DECADENZA DI FIRMA DA ATTI ISPETTIVI E POLITICI
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito della dichiarazione di
ineleggibilità alla carica di deputato regionale dell'onorevole
Gaspare VITRANO, ne decade la firma dai seguenti atti politici ed
ispettivi:
Mozioni numeri 46 - 47 - 55 - 57 - 58 INTERPELLANZA N. 6
Interpellanza numero 6
Interrogazioni numeri 170 - 179 - 197 - 229 - 235
L'Assemblea ne prende atto.
COMUNICAZIONE DI ADESIONE A GRUPPO PARLAMENTARE
PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 14 novembre 2001,
l'onorevole Giuseppe FARAONE ha dichiarato, a norma dell'art. 23
del Regolamento interno, che intende apparenere al Gruppo
parlamentare 'La Margherita - Democrazia è libertà'.
L'Assemblea ne prende atto.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del
Regolamento interno, che nel corso della seduta potrà procedersi
a votazioni mediante sistema elettronico.
DISCUSSIONE DI DISEGNI DI LEGGE
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Onorevoli colleghi, per consentire la presentazione di
eventuali emendamenti al disegno di legge n. 259/A "Norme
finanziarie urgenti e variazioni al bilancio della Regione per
l'anno finanziario 2001",posto al n.1 del punto in trattazione,
il cui esame era stato sospeso nella precedente seduta dopo
l'approvazione del passaggio all'esame degli articoli, propongo
di procedere all'esame del disegno di legge n. 185-Norme
stralciate/A "Disposizioni sull'ordinamento dell'Amministrazione
regionale", posto al numero 2).
Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Per assenza del Governo, sospendo la seduta avvertendo che
riprenderà alle ore 12.00.
(La seduta, sospesa alle ore 11.37, è ripresa alle ore 12.02)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente FLERES
SULL'ORDINE DEI LAVORI
FORGIONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidende, preliminarmente, essendo anch'io
come lei giornalista, sono colpito dalla morte di una nostra
collega. Le guerre provocano di questi morti, è la prima italiana
non in divisa che è caduta, quindi, non possiamo permetterci di
scherzare su questa guerra.
In riferimento all'ordine dei lavori, a me pare che
l'assenza del Governo e della Commissione pregiudichi i lavori di
questa seduta e non credo che possiamo continuare così.
Tra l'altro vorrei anche porre una questione: dato che
domani i lavori d'Aula verranno sospesi per la presenza del
vicepresidente del Consiglio - forse non sarebbe stata opportuna
un' iniziativa istituzionale alla vigilia della chiusura della
campagna elettorale, con una presenza politicamente così forte
come quella dell'onorevole Fini in questa Assemblea - e che in
questi tre giorni ci sono tutte le iniziative di chiusura della
campagna elettorale di Palermo con i leader, oggi l'onorevole
Fini, dopodomani l'onorevole Bertinotti e così via, o noi
utilizziamo questa giornata oppure credo sia corretto, almeno per
giovedì e venerdi, i due giorni di chiusura che vedranno tutti i
leader dei partiti qui a Palermo, consentire anche ai
parlamentari di essere presenti alle manifestazioni pubbliche
politiche, per evitare che l'Aula sia dimezzata e che le forze
della maggioranza e dell'opposizione non siano in grado di poter
svolgere il proprio lavoro.
Le chiedo, quindi, una cosa: o abbiamo la certezza che
governo garantisca la presenza questa mattina o oggi pomeriggio o
altrimenti sarebbe il caso, attraverso una Conferenza dei
presidenti dei gruppi parlamentari o attraverso una decisione
dell'Ufficio di presidenza, di rinviare alla prossima settimana.
PRESIDENTE. Onorevole Forgione, in linea di massima la
Presidenza ritiene che si debba andare avanti
per tutta la giornata di oggi proprio in funzione delle cose che
lei ha appena detto, cercando di concludere quello che è
possibile nella giornata di oggi, eventualmente prevedendo una
prosecuzione dei lavori anche in ora tarda, pur di definire
quanto è possibile definire, quanto l'Aula consentirà di potere
definire in funzione degli argomenti in discussione.
CAPODICASA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, avrei voluto porre la questione
un po' più avanti, però visto che l'onorevole Forgione l'ha
aperta adesso, vorrei dire anch'io qualcosa.
Capisco benissimo che la Presidenza spinga perché i lavori
parlamentari proseguano, però è prassi costante che in presenza
di turni elettorali ci sia una sospensione dei lavori d'Aula per
consentire ai parlamentari di potere essere presenti laddove si
svolge un importante cimento democratico quale è ù il rinnovo
dei consigli.
Vota un milione e mezzo di elettori in questa tornata, cioè
un terzo, forse anche più, dei cittadini siciliani sono chiamati
al voto e, onestamente, a me sembra perfino insufficiente
l'ipotesi formulata dall'onorevole Forgione di lasciare solo
liberi il giovedì e il venerdì.
Domani comunque la presenza del vicepresidente del Consiglio
all' iniziativa istituzionale che si terrà nel pomeriggio a
Palazzo d'Orleans comporta la sospensione dei lavori d'Aula, però
questa sera, per esempio, c'è l'onorevole Rutelli sia a Palermo
che ad Agrigento e quindi dare la possibilità ad ognuno di noi di
partecipare alle iniziative che si terranno a me non sembra una
cosa disdicevole, tanto più che la consistenza dei i lavori
d'Aula di oggi, per quanti sforzi possiamo fare, non
consentirèdi esaurire l'ordine del giorno.
Le variazione di bilancio sono accompagnate infatti da un
cospicuo numero di emendamenti che comportano una discussione.
Vengo da un incontro con i sindaci, una trentina, una
quarantina di sindaci siciliani, per esempio, che pongono una
questione su cui il Governo dovrà dare una risposta, anche non
indifferente, riguardante la cifra che loro richiedono a
copertura. Lei, signor Presidente, ne sa qualcosa.
Io oggi andrei avanti fino ad una certa ora, se serve,
Presidente, anche sospendendo per la pausa pomeridiana solo per
poco tempo, riprendere alle quindici e chiudere alle
diciannove, in modo tale da evitare di fare tardi e consentire
così in serata ai colleghi parlamentari di andare.
Alla fine i tempi di lavoro sono gli stessi, se comincia
alle diciassette e trenta e conclude alle venti è stessa cosa che
riprendere alle quindici e trenta e concludere alle
diciannove. Il tempo di lavoro è lo stesso.
PRESIDENTE. Onorevole Capodicasa, in linea di massima la
Presidenza è d'accordo su questa ipotesi, nel senso che andiamo
avanti oggi fino a quando è possibile, guadagnamo tempo sulle
cose poste all'ordine del giorno che sono trattabili.
In questa ottica la presidenza stamattina ha chiesto e
ottenuto l'inversione dell'ordine del giorno proprio per
permettere intanto, per esempio, di incardinare la discussione
generale del disegno di legge numero 185/A, dando il termine per
la presentazione degli emendamenti, proprio in direzione di
guadagnare tempo su tutta una serie di passaggi che, mi permetto
dire, sono scontati nella loro formulazione, per andare al
pomeriggio, non a tarda ora, ma diciamo alle sedici e trenta e
continuare fin dove è possibile.
PANARELLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Credo che quello che è successo ieri in Afghanistan
tocchi da vicino tutti noi, signor Presidente e onorevoli
colleghi, anche perchè la giornalista uccisa è siciliana ...
PRESIDENTE. Onorevole Panarello, la capisco benissimo e mi dà
l'occasione anche di intervenire sulla questione che poneva
l'onorevole Forgione e che non era per nulla da sottovalutare.
La Presidenza si era riservata di dire qualcosa in merito
nel pomeriggio, in apertura dei lavori.
Presidenza del vicepresidente FLERES
DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE NUMERO 185/A
PRESIDENTE. Si procede, con l'esame del disegno di legge n.
185-Norme stralciate/A "Disposizioni sull'ordinamento
dell'Amministrazione regionale", posto al n. 2).
Invito i componenti la prima Commissione legislativa
permanente 'Affari istituzionali' a prendere posto al banco delle
Commissioni.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Borzacchelli per svolgere
la relazione.
ARDIZZONE. Presidente della Commissione. In assenza del
relatore, la Commissione si rimette al testo della relazione
scritta.
PRESIDENTE. Avverto che gli emendamenti potranno essere
presentati fino alle ore 17.00 di oggi.
Dichiaro aperta la discussione generale.
MICCICHE'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHE'. Signor Presidente, onorevoli colleghi,onorevole
Assessore, la Commissione ha licenziato questo disegno di legge e
se avessi dovuto relazionare, non avrei potuto farlo, in quanto
avrei dovuto esprimere il mio voto contrario alla proposta ...
PRESIDENTE. Se avesse relazionato lei avrebbe dovuto
farlo ai sensi di quanto stabilito dalla Commissione, poi avrebbe
potuto fare i suoi commenti, ma non in quanto relatore, in quanto
deputato.
MICCICHE'. Quindi ora mi trovo più a mio agio in questo ruolo.
Non è che il mio voto è contrario in linea di principio, ma in
base alle disposizioni che sono state proposte.
Debbo dire che la Commissione Bilancio quando ha respinto
tutta una serie di articoli del disegno di legge in esame partiva
da posizioni molto motivate. C'erano alcune parti che sono state
respinte per mancanza di copertura finanziaria altre per
improponibilità e per mancanza di chiarezza delle disposizioni di
legge.
La cosa che più mi ha turbato è la leggerezza con la quale
vengono proposti emendamenti che mi pare abbiano sapore
prettamente clientelare, di bassa leva, per esempio, ne cito uno
per tutti in questo momento, riguarda il personale comandato.
Io non dico questo perché il nostro Gruppo in questo caso
sarebbe tagliato fuori da questo emendamento ma per una vera
questione di principio, perché da più parti in modo strumentale,
demagogico si fa appello alla austerità, al senso di
responsabilità, di non fare pasticci, che creano situazioni di
turbamento anche per il personale che è stato inserito
all'interno dei gruppi.
Come si fa a proporre che il personale dell'Amministrazione
regionale, con esclusione dei dirigenti di prima e seconda
fascia, può essere comandato per un termine massimo della
legislatura in corso,a richiesta, presso gli uffici dei
componenti del Consiglio di presidenza dell'Assemblea regionale
siciliana, nel limite di una unità per ogni ufficio?
Cioè sembra che si sia raggiunto quell'accordo, fatto
sostanzialmente a danno della presenza di tutti i gruppi
parlamentari. Cioè si è voluto escludere dal Consiglio di
presidenza Rifondazione Comunista, partito che è rappresentato in
campo nazionale e che ha una percentuale di consenso popolare
superiore al CDU, al CCD, per fare un esempio, a Nuova Sicilia,
a Democrazia Europea.
Certo questi potrebbero dire noi siamo qui, siamo presenti
in questa Assemblea, in questo Parlamento siciliano e quindi non
facciamo riferimento. No Sarebbe troppo comodo dire così,
perché noi non rivendichiamo la spartizione della torta, bensì
che i principi debbono valere per tutti. E non ci possono essere
figli e figliastri.
Allora non siamo contrari perché l'emendamento proposto in
commissione prevede solo che il personale comandato venga
assegnato ai gruppi parlamentari presenti negli uffici di
presidenza, e Rifondazione Comunista non è presente nell'Ufficio
di Presidenza.
Se noi avessimo avuto modo di contrattare avremmo potuto
benissimo barattare con qualche emendamento e, andando in giro,
ad elemosinare l'allargamento e quindi anche la possibilità di
inserire questo personale anche ai gruppi parlamentari.
Nella qualità di componente della Commissione, non ho
presentato alcun emendamento, perché ho votato contro quando è
stato proposto nella prima stesura in commissione, e, a maggior
ragione non l'ho proposto quando la settimana scorsa è stato
presentato per la rivisitazione, sempre in prima commissione.
Dico questo non per perdere tempo, per parlare, ma perché
queste cose poste all'esterno sono un brutto biglietto da visita
della nuova Assemblea.
Di solito, infatti, si è detto che l'Assemblea è un
Parlamento tutto a sé, dove si fanno le leggi di comodo, dove le
leggi si fanno a modo proprio, ad uso e consumo, come nel caso di
ciò che è stato avanzato in questi giorni, di cui si è sentito
parlare attraverso i mezzi di informazione, per cui il Presidente
dell'Assemblea, onorevole Lo Porto, avrebbe completamente
tagliato fuori, falcidiato i più elementari diritti di
partecipazione per le minoranze.
Credo che gli emendamenti presentati al provvedimento in
esame siano un aperitivo e questo è il senso del mio intervento,
signor Presidente, non che, se passassero, sarebbe chissà quale
violazione fondamentale, ma è il principio che deve essere
salvaguardato, il principio del rispetto delle minoranze, quando
questa parità non può essere applicata, credo che bisogna
sacrificarsi.
Non voglio fare facile demagogia, spicciola, magari per
catturare qualche simpatia, ma molti di voi spesso solo a parole
rivendicano il rispetto delle norme. Ma la cosa più grave è che
ci sono poi coloro che invocano il principio del rispetto
reciproco anche mettendo avanti delle questioni di carattere
religioso.
Ricordo, signor Presidente, che qualcuno, in una discussione
politica avuta sempre sul problema di disposizione di legge in
materia di rispetto delle minoranze, ha fatto cenno a valori
cristiani; tutti i valori cristiani si devono rispettare, non
voglio citare la massima del Vangelo in cui Gesù Cristo per
salvaguardare una pecora ne ha lasciato 89 dietro ed ha inseguito
quella smarrita
E' un paragone che sto facendo per dire che le minoranze
bisogna rispettarle, coloro che si trovano svantaggiati bisogna
aiutarli, e allora se si comincia con in disegno di legge n.
185 - questo è il mio ragionamento - a fare discriminazioni, e
non è perché questa discriminazione si basa su principi di
violazione grave, ma è l'inizio e questo tentativo di
discriminazione e di isolamento delle minoranze dobbiamo
bloccarlo, perché altrimenti, al prossimo disegno di legge che
prevede la modifica del nostro Regolamento, ci sarà veramente un
massacro delle garanzie per le minoranze.
Certamente ci sono altre cose molto più gravi che in questo
momento mi riservo di enucleare. Nel momento in cui si andrà
alla discussione degli emendamenti presentati, avrò modo di
dibatterli. Ma mi premeva con questo intervento dire: stiamo
attenti a non cercare di violare i diritti fondamentali dei
gruppi che sono stati legittimamente votati dal popolo siciliano.
Presidenza del vicepresidente FLERES
SULL'ORDINE DEI LAVORI
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, intervento sull'ordine dei
lavori perché se non ricordo male nell'ultima riunione
dell'Assemblea, non sorgendo osservazioni è rimasto stabilito che
stamattina, alle ore 11, avremmo dovuto discutere la mozione
da noi presentata sul Banco di Sicilia e quelle di analogo
contenuto.
Mi è stato riferito (io ero assente dell'Aula) che la
questione è stata già sollevata dall'onorevole Capodicasa e la
Presidenza ha risposto che in questo momento, non essendo
presente il Presidente della Regione, non è possibile procedere
alla discussione della mozione.
Tuttavia, signor Presidente, voglio farLe notare che è
inserita all'ordine del giorno ormai da circa un mese la mozione
presentata dal gruppo dei DS riguardante le modifiche di
indirizzo sulla Tremonti e sulla finanziaria del Governo
nazionale.
Lei sa che il testo è stato già esitato dal Senato, non
vorremmo che la mozione venisse discussa dopo che il Parlamento
nazionale abbia esitato il testo della finanziaria.
Poichè quest'esigenza è stata anche avvertita dal Presidente
dell'Assemblea regionale siciliana, che in una riunione comune
con i parlamentari nazionali e parlamentari regionali aveva
assunto l'impegno di procedere alla proposta di modifiche sul
piano normativo, io, mi permetto di sollevare la richiesta che il
dibattito venga affrontato in tempi rapidi e che si proceda fin
da stamattina, immediatamente, alla discussione sulle modifiche
degli emendamenti della finanziaria nazionale, visto che non si
può discutere sulla mozione sul Banco di Sicilia, alla quale,
anche per ragioni ovvie, assicuriamo una procedura d'urgenza.
Non è possibile che mentre si sta svolgendo un dibattito sulla
finanziaria il cui carattere è fortemente antimeridionale, che
viene denunziato anche da settori lontani da noi, da settori
della Confindustria, l'Assemblea regionale siciliana rimanga
estranea a quel dibattito e non tenti di modificarne in qualche
modo gli orientamenti.
Pertanto,signor Presidente, propongo che si inverta l'ordine
del giorno e si proceda con la discussione sulla mozione, sulla
finanziaria e sulla Tremonti.
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, sull'ordine del giorno abbiamo
già discusso e votato. Relativamente alla questione che lei pone
è vero il percorso che lei ha poc'anzi riassunto. Avevamo
soltanto l'esigenza di consumare un passaggio formale ma
obbligatorio, intendo riferirmi alla lettura, ai sensi del
Regolamento, della terza mozione, presentata sulla questione del
Banco di Sicilia per poterne poi unificare la discussione.
Se lei ricorda avevamo convenuto, essendo a conoscenza di un
prossimo deposito di una mozione da parte dei deputati del
Centro-Destra, di attendere che venisse presentata e poi
annunciata e letta, per poterle discutere congiuntamente.
Pertanto, non è stata innestata una marcia indietro rispetto
a questa volontà, vi è soltanto l'esigenza di consumare un
passaggio nel senso che le ho detto.
SPEZIALE. Presidente, allora lei non ha ascoltato il mio
intervento.
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, l'ho ascoltata, ma pensavo si
riferisse alla questione sul Banco di Sicilia, non alla Tremonti.
SPEZIALE. Signor Presidente, adesso il dibattito si sposterà
alla Camera. Vorrei che fossimo presenti a quel dibattito.
FORGIONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, il chiarimento che lei ha posto
sulle mozioni riguardanti il Banco di Sicilia lascia aperta la
questione dei tempi. Io intervengo sull'ordine dei lavori perchè
se si accoglie la proposta dell'onorevole Speziale per essere
presenti al dibattito sulla finanziaria, a maggior ragione
dovremmo, a quel punto accorpare, alla discussione su quella
mozione anche quelle sul Banco di Sicilia perchè come lei sa i
tempi sono stretti.
Non so se i colleghi della maggioranza di centro-destra
hanno già predisposto la loro mozione, ma non credo che questo
Parlamento possa aspettare i tempi del centro-destra, se ancora
non è pronto; infatti, anche l'impegno che il Parlamento può
assumere per vincolare il Governo della Regione ad un
comportamento sul Banco di Sicilia è legato ai tempi stessi che
si sono dati il Banco di Roma e il Banco di Sicilia per portare a
compimento la loro operazione.
Quindi io credo che non potremmo andare oltre questa
settimana o i primissimi giorni della prossima settimana. Per non
lasciare nell'incertezza con un carattere fumoso l'impegno che il
Parlamento deve prendere sul Banco di Sicilia sarà bene,
pertanto, decidere entro questa seduta la data di discussione
delle mozioni, sennò rischiamo di indire una seduta parlamentare
dopo...
SPEZIALE. Avevamo già deciso che si sarebbe discussa oggi la
mozione del Banco di Sicilia.
FORGIONE. Per quanto mi riguarda possiamo farlo oggi e
dobbiamo farlo oggi, di certo non possiamo andare oltre martedì
della prossima settimana; rischieremmo, altrimenti, di fare una
discussione dopo che la Banca di Roma ha già assunto le sue
decisioni, lasciando nell'impotenza il Governo della Regione
rispetto ai comportamenti da assumere.
PRESIDENTE. Vorrei precisare un aspetto che probabilmente non
è stato sufficientemente chiaro. La mozione del centro-destra,
onorevole Speziale, non commetta il mio stesso errore, è stata
presentata e annunziata oggi; nella seduta pomeridiana, ed era
questo il passaggio formale a cui intendevo riferirmi, verrà
letta ai fini della determinazione della data di discussione e
in quell'occasione potrà essere accorpata alle altre due per la
discussione congiunta, che a questo punto verosimilmente potremmo
fare martedì.
Relativamente all'altra questione, cioè la discussione della
mozione n. 56, l'Assemblea ha già votato l'inversione dell'ordine
del giorno e sta discutendo in questo momento il disegno di legge
n. 185/A - norme stralciate.
In atto, si sta svolgento la discussione generale sul
disegno di legge n. 185/A - Norme stralciate.
ACIERNO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei, pur
sempre con il massimo rispetto nei confronti della Presidenza,
sollevare un problema rispetto agli interventi che ho ascoltato e
che riguardano sostanzialmente l'ordine del giorno di questa
Assemblea. Esso contiene punti che attengono tutti a temi di
rilevanza fondamentale per la vita politica della Regione, per
l'Assemblea, per i siciliani. Abbiamo da discutere le variazioni
di bilancio, abbiamo il disegno di legge n. 185, abbiamo le
mozioni sul Banco di Sicilia, altro problema serissimo, abbiamo
la mozione della opposizione sulla Tremonti che io posso, dalla
mia parte politica, non condividere ma non per questo ritenere di
poca importanza.
E, però, mi permetto, signor Presidente, di ricordare che
l'ultima riunione dei capigruppo aveva stabilito che in questa
settimana, sempre per il rispetto delle cose importanti, che
questa settimana l'Assemblea non sarebbe stata convocata per dare
modo ai politici di fare il proprio dovere nei confronti di
alcuni milioni di siciliani che domenica 25 devono andare ad
esprimere un voto.
FORGIONE. Lo abbiamo già chiesto noi all'inizio
ACIERNO. Io credo che sarebbe dignitoso, visto che leggo sulla
stampa, quella palermitana, che i negozi dovranno stare chiusi,
per dare modo alla gente di andare a votare; figuratevi se in
questa settimana noi dobbiamo restare aperti
Noi abbiamo il diritto e il dovere di essere in mezzo alla
strada per chiudere una importantissima campagna elettorale, e
l'ordine del giorno che abbiamo da discutere, invece, è talmente
importante da non consentirci la serenità di seguire entrambe le
cose.
Noi non potremmo stare qui e lo sappiamo tutti se abbiamo un
minimo di coscienza
Per svolgere questo ordine del giorno, al quale io non
intendo rinunciare - lungi da me l'idea di rinunciare anche a un
solo punto di quell'ordine del giorno -, non credo che questa sia
la settimana adatta a farlo in maniera proficua e serena.
CINTOLA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Onorevole Cintola facciamo una cosa, siccome non
credo che l'Aula abbia interesse a svolgere una discussione
generale sul disegno di legge n. 185 perchè fino ad ora nessun
deputato ha chiesto di parlarne, tranne l'onorevole Miccichè.
Se dobbiamo sviluppare una discussione su altre questioni lo
faremo in un successivo momento.
Se dobbiamo ritornare sulle decisioni già assunte dall'Aula
lo faremo in un secondo momento.
Io dò la parola sulla discussione generale della 185.
CINTOLA. Lei ha dato la parola e non la doveva dare.
PRESIDENTE. Onorevole Cintola, lei sa che quando un deputato
chiede di parlare sull'ordine die lavori bisogna dargli la
parola.
Tuttavia siccome il dibattito si stava sviluppando su altre
questioni allora la Presidenza ritiene di doverlo riportare sui
binari dell'ordine del giorno stesso.
CINTOLA. Chiedo la convocazione della Conferenza dei
Capigruppo perchè nessuno ha già deciso che domani non ci debba
essere seduta d'Aula.
Presidenza del vicepresidente FLERES
RIPRENDE LA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE N.185/A
CRISAFULLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRISAFULLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo sia
necessario richiamare l'attenzione del Parlamento e del Governo
stesso sulle valutazioni fatte dai colleghi anche sull'ordine dei
lavori.
E' probabile, parlo sulla legge, perchè credo sia utile,
atteso che stiamo per varare una legge di riforma che in buona
parte affronta modifiche della legge 10, la legge di riforma
della pubblica amministrazione, è utile che il Parlamento sia
messo nelle condizioni di valutare con serenità l'insieme delle
modifiche.
Avverto un'aria oggettivamente distratta dato che ognuno di
noi ha motivi di pensare agli ultimi scorci della campagna
elettorale.
Presumo sia giusto, utile e doveroso che si faccia il punto
sui metodi procedurali di questi lavori per capire come ci
dobbiamo organizzare. Infatti, una cosa è lavorare ora, oggi per
valutare, predisporre, scrivere emendamenti modificativi del
testo del disegno di legge che viene sottoposto alla valutazione
dell'Aula, altra cosa è pensare che tutto ciò sarà fatto con più
serenità subito dopo lo svolgimento normale, naturale delle
competizioni elettorali.
Ciò non di meno sento il dovere di richiamare al alcune
valutazioni il Parlamento.
Circa un anno e mezzo fa, abbiamo varato una riforma che ha
avuto una portata di grande valore, la riforma della pubblica
Amministrazione della Regione siciliana. Tale riforma ha
finalmente adeguato la Sicilia al resto del Paese e ha
razionalizzato la funzione dell'Amministrazione regionale
rispetto ai compiti prevalentemente di legislazione, di
orientamento che la Regione ha rispetto al territorio siciliano.
Abbiamo concepito una riforma che guardasse molto al
decentramento dei poteri e, con esso, anche al decentramento di
risorse, funzioni, personale e nel contempo all'alleggerimento
del personale attraverso il mantenimento, ancora per due anni,
della legge, varata nel 1962, in vigore per il personale
regionale, una legge che vista con gli occhi di oggi appare in
tutta la sua contraddittorietà, che prevede aree di privilegi, ma
che, comunque, è stato sancito, finirà di vigere il 31.12.2002.
Rispetto a tutto questo si era introdotta la possibilità per
l'Amministrazione regionale di riorganizzare, attraverso una
delegificazione, i servizi, le funzioni, le aree, la possibilità
dell'Amministrazione regionale di introdurre meccanismi di
valutazione di merito che consentivano una maggiore efficienza.
Rispetto a tutto questo vediamo che vengono introdotte norme che
in apparenza non modificano tale filosofia, ma finiscono con
l'introdurre meccanismi che violano le valutazioni e le selezioni
che il legislatore del tempo aveva previsto con quella legge.
Vorrei per tutti citare l'allargamento a tutti i dirigenti -
in possesso di titolo di studio, evidentemente - di potere essere
responsabili degli uffici alla diretta collaborazione degli
Assessori e del Presidente.
Figuratevi se io sono contrario Io sono fra coloro i quali
ritengono che nella macchina amministrativa, nel personale vi
sono risorse nascoste che, opportunamente sollecitate e
valorizzate, sono in grado di dare un aiuto poderoso alla
funzionalità della pubblica amministrazione, e questo a
prescindere dalla qualifica o dalla fascia di riferimento. I
dirigenti per così dire di terza fascia sono i dirigenti al cui
interno risiede personale sicuramente qualificato, di grande
valore che ha contribuito in gran parte a ciò che ha determinato
il raggiungimento degli obiettivi della programmazione.
E tutto questo oggi viene proposto con una modifica, che
allora noi stessi avremmo voluto, ma sulla quale era stato
sollevato un vizio di costituzionalità, per cui si era ritenuta
improponibile, la qualcosa portò il Governo e il Parlamento a non
potere accedere a quella impostazione, tant'è che si preferì
usare un meccanismo che aggirava il problema, consentendo al
personale di mettersi in aspettativa e di potere essere ripreso
con contratto di diritto privato per essere utilizzato nella
funzione.
Tutto ciò viene oggi solennizzato, non so se per raggiungere
l'obiettivo o se per fare bella figura - questo non l'ho capito -
ma se dovesse essere la seconda ipotesi debbo dire che l'inizio
della legislatura, dal punto di vista dell'attività legislativa
non è positivo in quanto corriamo il rischio di affrontare non le
scelte che vogliamo fare e che possiamo fare, ma di affrontare
attività legislative in modo tale che comunque l'effetto sia
positivo, anche se nella sostanza poi non si può procedere perchè
interverrebbero altri organi dello Stato a definire la questione.
Io so che anche su questo c'è un dibattito e che sicuramente
non può essere affrontato e risolto facendo finta che non
riguardi il Parlamento regionale: i referendum, la presenza del
Commissario dello Stato o del Commissario di Governo e la
decisione di non mandare o mandare i testi varati dall'Aula alla
valutazione del Commissario. Non si può appartenere a un organo
che tecnicamente può assumersi la responsabilità, e che può
modificare, se fa una scelta anziché un'altra, la natura
dell'istituto dell'autonomia della Regione siciliana.
Io so che lei, Presidente, la pensa come me; vorrei, però,
essere rassicurato che tutti riteniamo che vada difeso un
principio costituzionale che non può essere messo in discussione,
utilizzando la possibilità di impedire che su un testo di questo
genere si possa evitare il pronunciamento dell'autorità dello
Stato.
Mi pare che, comunque, su questo sia utile, e le rivolgo una
formale richiesta al riguardo, che se ci dovessero essere
modifiche della prassi legata all'applicazione costituzionale che
sia il Parlamento ad assumerne la definitiva valutazione perchè
diversamente si si vulnererebbe il principio di autonomia del
nostro Parlamento.
Nel contempo vorrei dire che vedo una forzatura nel testo,
laddove individua d'ufficio il numero dei servizi che debbono
essere previsti come strutture intermedie in tutto il territorio
della Regione siciliana.
Signor Presidente, io sono convinto che una cosa è prevedere
tutto questo per Regolamento e adeguare per Regolamento il numero
sulla base dei bisogni oggettivi per la pubblica Amministrazione,
altra cosa è scrivere in una legge dove il numero delle strutture
intermedie deve essere definito.
Questo, nei fatti, condiziona il decentramento dei poteri.
Infatti, se decidiamo che il numero è questo e a quel numero
devono corrispondere poteri e funzioni, sarà complicato
decentrare poteri e funzioni, cosa che invece nella legge veniva
previsto come capacità modulare sulla base dei bisogni, delle
necessità; è consentito definire il numero dei servizi, delle
aree e delle strutture intermedie. Le faccio un esempio banale,
ma che può essere un elemento significativo. Noi non abbiamo
discusso in quest'Aula come dovrà essere il Servizio di
protezione civile in Sicilia, quante strutture debbono fare
riferimento a quel servizio, se deve avere proiezione
territoriale, provinciale, interprovinciale, comunale,
intercomunale. Tutto ciò non è disegnato nella legge volutamente,
per consentire al Governo di elaborare sulla base di un apposito
regolamento acquisito, una serie di altri servizi che possono
essere decentrati.
I colleghi probabilmente non hanno fino in fondo acquisito
la conoscenza della pubblica amministrazione, ma noi siamo la
Regione che ha un servizio, per esempio, per decidere quali
strumenti musicali finanziare alle bande municipali. E' evidente
che quest'ultimo è uno di quei servizi che può benissimo essere
decentrato, con possibilità di utilizzazione di risorse alle
Amministrazioni territoriali della Sicilia e che pertanto non c'è
più bisogno di mantenerlo in vita; si potrebbero utilizzare il
personale, i telefoni, la struttura in generale, per mettere in
Condizione la macchina di funzionare con più leggerezza.
Tutto ciò mi fa capire che si vuole blindare un percorso
che, invece, nella sua filosofia originaria, era un percorso più
elastico, che si adeguava in maniera plastica a ciò che deve
essere il disegno di modificazione, sempre più veloce, della
capacità amministrativa della Regione rispetto ai bisogni
complessivi.
E invece cosa ha acquisito? Ha acquisito il fatto che una
serie di funzioni dobbiamo cederle ai comuni, alle province?
Dovevamo fare la Conferenza "Regioni e autonomie locali" per
elencare tutto ciò che doveva essere ceduto alle amministrazioni
territoriali, mantenendo il numero predeterminato; corriamo,
invece, il rischio che tutto ciò venga vanificato. Esprimo,
pertanto, una preoccupazione ed un dissenso rispetto a tutto ciò.
Finalmente, invece, vedo inserito un meccanismo che si
sarebbe dovuto istituire anch'esso per regolamento.
(Personalmente, non capisco perché si preferisca la legge ai
regolamenti, è diventato incomprensibile come la Regione legiferi
su tutto quanto pur se avevamo fatto uno sforzo per evitare che
si legiferi anche su questioni di questo genere.) La Giunta
avrebbe potuto disciplinare la materia dei controlli interni
attraverso regolamento, dopo avere acquisito il parere e
definito con decreto del Presidente della Regione. E persino
laddove il regolamento doveva definire aree e servizi si è deciso
di farlo, secondo questo disegno di legge, addirittura per legge
e per decreto del presidente della Regione. Se deve essere così,
mi auguro che coloro i quali lo hanno proposto abbiano chiaro che
il regolamento aveva quantomeno il parere della commissione, così
era concepito. Decidere per decreto, senza che il Parlamento
fosse messo nelle condizioni di capire quali sono i servizi che
vengono soppressi e quelli che vengono mantenuti, quali sono le
scelte di decentramento, quali sono le scelte che rimangono a
disposizione della macchina amministrativa regionale, credo che
imponga alla Commissione affari istituzionali di averne una
conoscenza preventiva, a meno che non si vuole decidere che
questo Parlamento è qui solo per fare bella mostra di sé e non
per occuparsi della riforma complessiva dei poteri, delle
funzioni, della strutturazione che la macchina della Regione ha a
disposizione. Mi auguro che tutto questo venga risolto nella
valutazione che il Governo farà, valutazione e che ci metta in
condizione di potere avere una valutazione più serena delle
preoccupazioni che mi sto permettendo di manifestare.
Sono convinto che aiuti anche questo Governo il non
imbarcarsi in una strada che pensi alla modifica della legge
numero 10, non al funzionamento della legge n. 10, attraverso i
regolamenti, ma ad una modifica delle procedure attraverso
singoli provvedimenti legislativi per pezzi, pezzettini, piccole
questioni. Tutto ciò vanificherebbe anche la stessa possibilità
di questo Governo di potersi intestare un'azione riformatrice e
di decentramento, perché avrebbe già consentito in questo testo,
che appare non eccessivamente modificativo, di introdurre
meccanismi che bloccano un processo riformatore, anche
involontariamente.
Pertanto, mi permetto di sottoporre alla valutazione
dell'Aula, del Governo e della stessa Commissione la necessità di
fare una riflessione. Avremo modo di poterla fare, quelle che
verranno saranno sicuramente giornate in cui sarà pressoché
complicato lavorare sulla valutazione di eventuali emendamenti e
dunque domani ritornare in Aula. Però, questo consente alla
Commissione e al Governo una riflessione comune, se è possibile
evitare che si introducano meccanismi che nei fatti anziché
aiutare rallentano il processo riformatore.
Sulle altre questioni credo che il testo non sia
un testo assolutamente inaccettabile, introduce dei meccanismi
anche di velocizzazione, di controlli, per queste cose noi siamo
fortemente convinti dei suoi aspetti positivi, ma se dovesse
mantenersi così com'è corre il rischio di non aiutare il
funzionamento della Regione, della macchina amministrativa e
pertanto saremmo in posizione di contrarietà rispetto al varo del
disegno di legge.
Noi presenteremo, signor Presidente, alcuni emendamenti che
riteniamo possano essere valutati positivamente, almeno dal
nostro punto di vista, e quindi accoglibili in modo da mettere in
condizione il Parlamento di varare un testo che non sia in netto
contrasto e in netta difformità con tutta un'opera di riforme e
di innovazione che è stata portata avanti in quest'anno.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, ho avuto un
timore in questi incontri d'Aula ed è un timore che diventa
sempre più fondato, perché da un lato si invoca lo scollamento
dell'Assemblea dal Governo; da un altro lato c'è chi
puntualmente, aritmeticamente scrive quali sono le ore d'Aula,
quali disegni di legge vengono approvati e quanti; da un altro
lato si opina se il Governo ha presentato disegni di legge
portanti ed importanti e se invece i deputati hanno presentato
corposi, numerosi disegni di legge che il Governo stesso non ha
ad oggi presentato. Ma nessuno si accorge che quest'Aula si sta
svuotando di qualsivoglia significato, dignità ed onore. Perché?
Perché noi operiamo rinvii immotivati perché si va in Cina, o
altri rinvii immotivati perché ci sono le elezioni.
E' veramente necessario andare a fare i galoppini politici o
i dirigenti politici nei propri partiti perché ci sono le
elezioni?
Nessuno si accorge che invece l'impalcatura totale del ruolo
dell'Assemblea la stiamo crocifiggendo noi stessi con i nostri
atteggiamenti? Da un lato si incominciano le riunioni alle ore
undici, poi si rinviano alle ore diciassette, poi si rinviano
perché c'è, giustamente, il congresso dei Democratici di
Sinistra, ma si anticipa ventiquattrore prima dello stesso
congresso per chiudere l'Aula, perché i disegni di legge vengono
portati stancamente in Aula, perché non c'è una volontà di
collegamento tra l'Aula e, non il Governo e la maggioranza, ma
gli interessi reali della Sicilia e dei siciliani.
E ora ci sono le variazioni di bilancio? Sì, un inghippo
per tentare di inserire più o meno facilmente uno o due o tre
emendamenti che possono e debbono favorire non so quali consensi
elettorali. Per cui, attenzione, non andiamo avanti perché
altrimenti che "puntini, puntini, puntini". Ma il ruolo che
abbiamo non è questo, è il ruolo di andare oltre.
Ho ascoltato l'intervento dell'onorevole Crisafulli e mi
sono rammaricato a pensare a quante volte la prima Commissione ha
esaminato il disegno di legge 185, a quante volte la seduta è
andata deserta per mancanza di deputati per raggiungere il numero
legale, a quante riunioni e quanti aggettivi e sostantivi sono
stati usati all'interno di quella Commissione, per quanto tempo
la Commissione bilancio - della quale faccio parte - ha rinviato
la copertura finanziaria di questo disegno di legge e come
stamattina stancamente arriviamo in Aula con una predisposizione
precisa e puntuale: oggi facciamo qualche cosa, incardiniamo il
disegno di legge, poi siccome ancora non sappiamo le variazioni
di bilancio come le dobbiamo fare, perché abbiamo fatto le
variazioni di bilancio in Aula, per esempio, dei comuni minori o
minoritari non ci siamo occupati, ora ci accorgiamo che mancano
42 miliardi ai comuni; e andiamo a firmare un emendamento di 42
miliardi senza sapere da dove andiamo a prelevare i 42 miliardi,
presentiamo 20 miliardi per la formazione e non sappiamo da dove
piglieremo quei 20 miliardi, presentiamo altri 20 miliardi per il
gommato e non sappiamo dove prendere quegli altri miliardi;
l'importante è che a tutti i proprietari di autobus diciamo di
non preoccuparsi perchè noi stiamo facendo una battaglia per
l'aumento di venti miliardi; a quelli che detengono determinate
leve sulla formazione, sulla quale è necessario - e lo sto
dicendo ora - fare una bella commissione d'inchiesta per
comprenderne le finalità, gli sprechi ignobili e innominabili nel
settore di questa cosiddetta programmazione indegna - come la
chiamo io - di andare a guardare ancora più approfonditamente se
possiamo cominciare a dire alle gente: più venti, più venti, più
venti; e poi ci lamentiamo che il complesso totale del bilancio e
delle necessità della Regione non trovano reperibilità, non
trovano liquidità, non trovano la possibilità, da parte del
Governo, di avere le necessarie risorse finanziarie.
E, allora, all'Assemblea e ad ognuno di noi compete un altro
compito, a mio avviso: noi siamo stipendiati dai contribuenti
siciliani alla stregua di come i contribuenti italiani, in
genere, finanziano e stipendiano i Senatori della Repubblica.
Però lì si cominciano le sedute, onorevole Presidente, alle ore
otto del mattino e puntualmente alle otto e un minuto si è in
Aula, si è in Commissione; si lavora con tempi determinati e con
la certezza di portare avanti i lavori, senza tenere conto delle
incombenze cosiddette anche "elettorali"; le Commissioni hanno
tempi precettati e momenti di inizio e di chiusura programmati,
cioè lavorano. Noi, invece, lavoriamo per i rinvii, con una
strisciante volontà di esserci per non produrre, di muoverci
perchè gli altri capiscano che abbiamo un potere che forse
pensiamo di non avere più perchè non abbiamo eletto gli
assessori, perchè stiamo cercando, all'interno di ognuno di noi,
di comprendere qual è il ruolo, il potere, la funzione, la
finalità per la quale prendiamo la parola, cerchiamo di
intervenire, di non precettare i tempi, disinteressandoci,
facendo così, degli interessi reali della Sicilia.
Io a questo giuoco non ci sto Non ci sto come deputato, non
ci sto come Presidente del secondo Gruppo in quest'Aula, non ci
sto non perchè debbo difendere il Presidente-governatore Cuffaro,
la sua maggioranza e il suo Governo, ma perchè intendo difendere
gli interessi della Sicilia, che non hanno nè colore politico, nè
appartenenza, hanno la necessità di avere una voce reale, vera e
valida che possa tentare di chiudere la stagione delle speranze,
delle felicità e dei sorrisi, che ho visto pronunziare a tanti
presidenti della Regione che, poi, alla fine hanno concluso con
il lasciare tutto com'era, lasciando lo squallore di speranze
aperte e di delusioni tremende.
Signor Presidente dell'Assemblea, io quando le dico che è
necessario continuare i lavori oggi e che se l'Aula vuole andare
a fare anche un dovere civico, che è quello di andare a
rappresentare nelle piazze, io dico che questo può avvenire,
onorevole Presidente, precettiamo, se è possibile, con una
Conferenza dei presidenti dei Gruppi parlamentari ciò che
dobbiamo fare nella serata di oggi, stabilendo anche la seduta
notturna e chiudiamo, bocciando o approvando.
Perchè mi sembra assurdo che il disegno di legge numero 185,
per esempio, del quale stiamo parlando, sia stato in Commissione
non visionato, ma sbrindellato in tutte le sue parti, cioè che
abbia avuto la possibilità della maggiore conoscenza possibile,
che il disegno di legge sia stato in Commissione Bilancio fermo
per più di un mese e ha dato la possibilità, a chi voleva, di
esprimerne concettualità, incontri, collaborazionismi vari e non
comprendo perché non si possa trovare - stipendiati d'oro come
siamo e lo sottolineo -, perché oggi non si possa completare
l'iter totale per le variazioni di bilancio e trovare, se è
possibile, l'incontro anche per gli emendamenti alla legge numero
185, da poter esaminare o in seduta notturna o domani mattina con
un'Aula che sia presente a fare il suo dovere.
Non è compito mio, Presidente, a volte penso che non sia
neppure suo, stabilire se ci saranno o no i numeri per votare le
leggi, perché questo è compito e responsabilità di ogni deputato
che sa che ha il dovere di essere presente, di firmare
singolarmente, non cumulativamente ma singolarmente, e prestare
la propria opera a difesa non di questo o quel governo, non di
questa o quella maggioranza, ma di quelli che sono i reali
interessi della Sicilia. Per cui noi, nel momento in cui - e
concludo - riteniamo importante o meno importante la legge numero
185, riteniamo importanti o meno importanti le variazioni di
bilancio, riteniamo importante o meno importante discutere la
mozione che possa consentire al Banco di Sicilia di avere i
presupposti dei suoi diritti sacrosanti riconosciuti e così
sull'altra mozione, sulla fiscalità parliamo, ci parliamo addosso
ma la verità è una sola, che vogliamo fare sempre quello che non
è all'ordine del giorno perché così non avvenga che definiamo né
quello che è all'ordine del giorno né quello del quale si vuole
discutere per lanciare un messaggio a qualcuno, ascoltando anche
il singolo oratore che dice: io la mia battaglia l'ho fatta, io
del Banco di Sicilia ne ho parlato, io volevo che si facesse
prima, che vuoi, c'è un'Aula attenta, disattenta, ci sono le
elezioni ... Non c'è nulla, signor Presidente dell'Assemblea,
onorevoli colleghi, che non sia il dovere di stare in Aula e di
fare il proprio dovere fino in fondo, in raccordo con gli
interessi della Sicilia, altrimenti non so di cosa avremo di che
parlare.
Io ritengo che con la nuova legge, che dà i poteri che dà al
Presidente della Regione, che gli ha dato una maggioranza come
quella che la Sicilia ha tributato a quel Governo ed a questa
configurazione politica che ad oggi si intesta la realizzazione
del potere dentro la Regione, con i soldi di 'Agenda 2000' non
avremo alibi nessuno se non avremo creato per la Sicilia
l'interesse reale del dire forte e senza possibilità di essere
smentiti che in questi cinque anni o si fa la Sicilia o si muore.
Ed io non credo che l'Assemblea si stia muovendo sotto questo
tipo di impulso e di intenzionalità.
Io ritengo che ci siano troppi trasversalismi, troppi
complessi di inferiorità rispetto alle leggi che abbiamo voluto e
che ci hanno consentito di essere presenti in questi banchi con
listini e senza listini, ritengo che, senza volere con questo
assurgere né a Catone né a Censore di nessuno, che se non ci
diamo una buona svolta noi stessi credo che noi avremo assieme
agli altri poi contribuito, dai banchi della maggioranza o delle
minoranze, avremo contribuito notevolmente allo sfascio della
Sicilia. Io ritengo che questo non ce lo possiamo consentire e
ritengo quindi, signor Presidente, di poter concludere
invitandola fortemente a dire che, non appena sarà finita la
discussione generale sul disegno di legge in questione, ci sia la
necessità di una riunione, una Conferenza dei presidenti dei
Gruppi parlamentari che possa determinare la continuazione dei
lavori nei tempi e nei modi che possano essere favorevoli alle
esigenze "politiche" - tra virgolette - ma alle esigenze di
essere servitori dello Stato, servitori di una Sicilia depredata,
di una Sicilia che non ha più a chi rivolgersi per avere
riconosciuti i propri diritti e la speranza di essere ancora una
Regione che vuole vivere in Europa e che non vuole essere la
Cenerentola d'Italia.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cintola.
Ai sensi dell'articolo 100 del Regolamento interno, dichiaro
chiuse le iscrizioni a parlare.
E' iscritto a parlare l'onorevole Oddo. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, brevissimamente,
per la verità impiegherò poco nell'esprimere alcune
considerazioni che, sinceramente, mi sovvenivano ascoltando il
collega Cintola. Perché, sinceramente, non ho capito se parlava a
nome dell'opposizione o a nome della maggioranza. Perché è
evidente che in quest'Aula il primo dovere della maggioranza è
quello di garantire non solo i numeri, ma anche la fattibilità
degli stessi lavori ed in più è evidente che la distrazione del
Governo, che sta tenendo una Giunta, rispetto ad un'Aula che sta
trattando anche argomenti delicati, come il disegno di legge
numero 185 - io non voglio aggiungere niente alle cose che ha
detto l'onorevole Crisafulli, che condivido quasi del tutto e
quindi non vado e non entro nelle questioni relative al disegno
di legge numero 185, però quest'Aula sta discutendo
dell'ordinamento degli uffici più delicati della Regione dopo
l'elezione diretta, non sta discutendo di un disegno di legge che
evidentemente può avere anche importanza relativa. Eppure c'è,
sì, un rappresentante, l'esimio assessore per gli Enti locali,
che ci sta onorando, da questo punto di vista, con la sua
presenza, ma fondamentalmente il Governo in questo momento sta
tenendo Giunta, quindi ritiene che anche la presenza in Aula su
un argomento di questo tipo è semplicemente un problema di
tattica parlamentare, cioè gestisce la Presidenza evidentemente
in maniera più o meno furba, vediamo come dobbiamo aprire e
chiudere le discussioni generali e vediamo come andiamo poi a
porci il problema se facciamo le riunioni dei presidenti dei
Gruppi parlamentari.
A sentire il collega Cintola sembra che il problema della
mancata convocazione dei presidenti dei Gruppi parlamentari sia
quasi un problema dell'opposizione, perché anche nelle
precedenti sedute la mancata convocazione delle riunioni dei
presidenti dei Gruppi parlamentari mi pare che sia stata una
scelta della maggioranza - non dico della Presidenza, per la
verità - e mi pare che ci sia qualcosa che non va.
Sono stanco un po' di sentire i sermoni dell'onorevole
Cintola, io gli voglio bene, lo stimo, lo rispetto, però
l'appello ad essere servitori deve essere fatto soprattutto a
questo Governo che ha ricevuto il voto dei cittadini siciliani.
Facciano realmente il loro dovere, non lo stanno facendo E
siccome non lo stanno facendo, e qualcuno lo dice, evidentemente
passiamo a che cosa? All'opposizione sorda e strumentale?
La verità è che ci troviamo dinanzi ad una fase difficile
dove sulle variazioni di bilancio la maggioranza non riesce ad
avere una linea unitaria. E allora c'è bisogno anche qui di
prendere tempo. Allora smettiamola di parlare di lavori d'Aula,
del prestigio di quest'Aula che va scemando, del fatto che
evidentemente quest'Aula, rispetto ai siciliani, ha il dovere di
essere un'Aula fatta di servitori; smettiamola di dire cose tanto
ovvie quanto utili a coprire solo responsabilità politiche
enormi.
Perché poi, quando entreremo nelle questioni - e ho concluso
- che riguardano anche le variazioni di bilancio, scopriremo che
c'è l'assessore Cimino che scrive all'assessore al bilancio e
dice: mi stai togliendo i soldi, non capisci una mazza - scusando
l'espressione - perché sulla questione della pesca io ho bisogno
di risorse, tu mi stai togliendo tutte le risorse, non solo per
quello che ho fatto, per il decreto relativo alle imbarcazioni di
massima lunghezza pari a 24 metri, ma anche per ciò che dovremmo
fare per il piano di recupero delle risorse ittiche, per il piano
di recupero delle risorse acquatiche, che è fermo a Bruxelles e
nessuno sa niente. Domani manifesteranno le marinerie siciliane e
questo Governo non sa che dire, perché non sa nemmeno cosa a
Bruxelles sta accadendo rispetto al piano di recupero delle
risorse ittiche, al 175, per intenderci, della legge numero 32
del 2000 e al 170 della medesima; non lo sa. Forse farà qualche
telefonata per avere le ultime e per sentirsi dire che non ci
siamo, perché ancora non c'è assolutamente, da parte anche degli
uffici di Bruxelles, una predisposizione per tentare di
convincersi che si sta cambiando rotta, che si fanno realmente i
piani di recupero e non si inventano le relazioni, non si
inventano le tabelle, che evidentemente poi fanno anche da
raccordo, dal punto di vista statistico e non solo, e quindi dal
punto di vista scientifico, alle relazioni stesse.
E' questo il dato di fatto, ma chiaramente comprendete
meglio di me che stiamo parlando solo di un esempio, potremmo
citare altri motivi. E, guardate, la lettera dell'assessore
Cimino alla terza Commissione, che si riunisce e vota contro
quella variazione, quel punto, è una lettera non di un
oppositore, ma di un oppositore incallito, di uno abbastanza
deciso, determinato, perchè la critica è feroce nei confronti
dell'assessore al bilancio, sotto tutti i punti di vista, sia
sotto l'aspetto che riguarda anche la mancanza di conoscenza di
aspetti seri che riguardano l'economia siciliana, e quindi il
funzionamento della macchina Regione, sia sotto l'aspetto che
riguarda già i provvedimenti assunti da parte dell'Assessorato.
Allora, a che gioco giochiamo? Giochiamo a un gioco preciso,
che è quello di coprire responsabilità che sono chiaramente della
maggioranza e del Governo assente, di un Governo che non ha
prodotto atti significativi, che non ha - e non me lo sono
inventato io - depositato un disegno di legge significativo, che
sul disegno di legge numero 185, che parla evidentemente un
linguaggio delicatissimo, che ristruttura un po' tutto
l'ordinamento, Presidenza, strutture intermedie e tutto ciò che
contiene quel disegno di legge, il Governo è assente e non sente
nemmeno la necessità di relazionare, non solo fa relazionare la
Commissione, ma non sente la necessità di aprire la discussione
dicendo: così voglio organizzare il profilo del nuovo Governo
dopo l'elezione diretta, dopo la modifica costituzionale che
abbiamo fatto. Vedete che questo è grave E noi non possiamo far
finta di niente, non possiamo sentire interventi che quasi
vogliono dimostrare che invece questa maggioranza gode di ottima
salute, è in grado di far andare l'Aula spedita, vuole fare il
confronto con l'opposizione ...
CAPODICASA. A chi la racconta? Il Governo non c'è
ODDO. Appunto, siccome il Governo per giunta è in fuga,
registro che il Governo è in fuga, mi scuso con i colleghi se mi
sono distratto un po' e sono andato sicuramente fuori dall'ordine
del giorno, ma, caro Presidente, mi pare che lei ha permesso a
tanti e soprattutto ad alcuni di intervenire completamente fuori
dalla discussione generale del disegno di legge numero 185, tanto
che l'onorevole Cintola ha permesso poi, dato che lei stava
chiudendo la discussione generale, di continuare questa bella e
interessante discussione e questo confronto, che credo che, tutto
sommato, serva a chiarirci le idee.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Spampinato. Ne
ha facoltà.
SPAMPINATO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi limiterò
brevissimamente a parlare sull'oggetto dell'ordine del giorno, il
disegno di legge numero 185, Chiedendo a lei, signor Presidente,
ed al Presidente della prima Commissione, la Commissione
competente, di essere rassicurato rispetto ai modi e ai termini a
cui si arriverà all'approvazione di questo disegno di legge.
Poco fa l'onorevole Crisafulli faceva riferimento ad un'area
oggettivamente distratta dell'Assemblea regionale, credo che un
disegno di legge di questa importanza non abbia necessità di
distrazione da parte dell'Assemblea, ma di particolare
attenzione.
Io, devo dire, ho vissuto un'esperienza sostanzialmente
negativa all'esordio dell'attività parlamentare e mi riferisco
alle modifiche del Regolamento, laddove degli emendamenti che non
avevano nessuna caratteristica politica, ma che volevano soltanto
dare un apporto produttivo alla leggibilità dello stesso
Regolamento, all'interpretazione dello stesso Regolamento, sono
stati cassati esclusivamente perché provenienti dalle file delle
minoranze. Io mi auguro che in questo, così come in tutti gli
altri disegni di legge, soprattutto quelli che hanno un rilievo
particolare, così come questo disegno di legge ha - si parla
sempre di riordino della pubblica amministrazione siciliana - si
possa dibattere politicamente in maniera molto più serena.
Ecco perché, una volta presentati gli emendamenti alla fine
della discussione generale, io chiederei che lo stesso disegno di
legge torni in Commissione, alla presenza del Governo, per potere
avere la possibilità di discutere in modo più approfondito, e non
con il semplice parere sicuramente negativo del relatore di
maggioranza, gli emendamenti qua presentati.
Qualche collega poco fa faceva riferimento alla mancata
relazione da parte del Governo e alla mancata relazione da parte
dello stesso componente, onorevole relatore, della Commissione.
Vorrei, appunto, un dibattito più approfondito perchè, leggendo
invece la relazione che anticipa lo stesso disegno di legge, io
credo di notare alcune contraddizioni tra la relazione e il testo
di legge. Faccio alcuni esempi: l'articolo 2, dove si dispone
che gli uffici di diretta collaborazione con il Presidente della
Regione e degli Assessori regionali possono essere retti da
dirigenti di qualsiasi fascia muniti di laurea e in possesso di
adeguata professionalità, questa adeguata professionalità viene
modificata con una diversa dizione dell'articolato laddove si fa
riferimento a 'necessaria esperienza e professionalità'. Io credo
che bisognerebbe dare qualche indicazione meno soggettiva ad una
disposizione di legge così importante.
Mi riferisco ancora all'articolo 5, dove appunto, facendo
leva su un principio sicuramente giusto della deregolamentazione,
il relatore estensore fa riferimento ad una 'moderata percentuale
di incarichi dirigenziali che si possono affidare ai ruoli
regionali', quando poi nell'articolato questa 'moderata
percentuale' sostanzialmente viene raddoppiata; non credo che il
raddoppio sia una 'moderata percentuale'. Anche qui ritengo che
sia un problema politico, bisogna capire se procedere attraverso
l'affidamento all'esterno di incarichi professionali o procedere,
altresì, mediante la valorizzazione delle professionalità
interne.
Ci sono tanti altri argomenti che saranno oggetto di
emendamenti e concludo ribadendo la mia richiesta che il disegno
di legge venga rinviato di nuovo alla Commissione per un
approfondito dibattito alla presenza del Governo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha
facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho
ascoltato attentamente quanto sostenuto dagli altri colleghi che
mi hanno preceduto e in tutti c'è più o meno il richiamo forte a
salvaguardare quelli che sono gli interessi della Sicilia. Ora,
non vi è dubbio, e sfido chiunque a trovare un eletto che viene
qui a sostenere che non sta portando avanti gli interessi degli
elettori.
Molte delle problematiche avanzate attengono sostanzialmente
a quelli che sono i problemi che quest'Aula, questo Parlamento e
soprattutto questo Governo hanno ereditato; noi siamo i nani sui
giganti del passato.
Non vi è dubbio che c'è un problema di raccordo nuovo su
quello che deve essere l'assetto istituzionale della nuova forma
di governo, le competenze che a questa forma nuova di governo
devono essere attribuite e il nuovo ruolo che si deve dare
l'Aula. Non vi è dubbio, altresì, che le variazioni di bilancio -
mi riferisco all'ordine dei lavori che abbiamo in corso -
assumono un rilievo fondamentale per gli interessi di tutti, del
cittadino e della macchina governativa, degli uffici, del
funzionamento della Regione, ma non si può venire a dire che c'è
una volontà di fermare tutto, quando invece anche sul disegno di
legge numero 185 speditamente si è portato in Aula. Nè si può
andare a puntare l'indice sulla mancanza di questa o quell'altra
risorsa, per i comuni, per i pescatori, per la formazione, per
tutti i comparti della Regione siciliana, ma tutti sappiamo, e
dovremmo avere il coraggio di ammetterlo, onorevole Capodicasa,
quanto dicevo un attimo fà e cioè che noi veniamo oggi sui
problemi enormi che ereditiamo dal passato, da tutto il passato,
onorevole Capodicasa. Perchè, se oggi noi abbiamo la difficoltà
in capo all'assessore al Bilancio di poter redigere il bilancio,
il prossimo bilancio della Regione siciliana, non è un problema
che si è venuto a creare un mese fà o sei mesi fà o un anno fà, è
un problema che ci trasciniamo, e lei lo sa meglio di tutti ...
SPEZIALE. Un anno fà, perchè con il Governo Capodicasa abbiamo
risanato anche i suoi conti
FORMICA. Si, avevate risanato tutto, tanto è vero che
l'assessore al Bilancio si trova oggi a dover fare quadrare i
conti su una scopertura di bilancio, a bocce ferme, ad oggi, di
4.800 miliardi e, se non ci fosse stata da parte del Governo
Berlusconi la possibilità di concedere un mutuo a carico dello
Stato di 1.500 miliardi più le altre provvidenze che questo
Governo nella contrattazione con il Governo nazionale è riuscito
ad ottenere per circa 800 e più miliardi, noi non saremmo in
grado, come tutti sappiamo, di redigere il prossimo bilancio.
Quindi bandiamo un po' l'ipocrisia che ci contraddistingue e
che io posso capire perchè fa parte dell'attività politica, ma a
tutto c'è un limite.
Venire oggi a sostenere che i problemi che abbiamo davanti
sono problemi che si sono creati ora, o comunque al massimo sei
mesi fà, è assurdo e ipocrita e non dà la fotografia della
realtà. L'appello che faccio un po' a tutti i colleghi, ma anche
alla Presidenza ed al Governo, è che noi oggi abbiamo un ordine
del giorno che comprende l'incardinamento del disegno di legge
numero 185 che riguarda norme sul nuovo assetto della macchina
dell'Amministrazione regionale, e sotto l'aspetto del Governo e
sotto l'aspetto dell'Assemblea, discutiamolo, dopo di che
affrontiamo le variazioni di bilancio e entro domani si vada ad
esitare ciò che è necessario, nei limiti che il bilancio attuale
consente, senza fare 'voli pindarici', senza inventarci nulla,
senza tentare di fare demagogie elettorali, perchè purtroppo
siamo sotto elezioni, ma la verità è quella: non si possono
andare a fare richiami in nome e per conto del popolo siciliano
quando tutti, alla fine, sappiamo che non è così perchè sono
richiami in nome del popolo siciliano che vanno poi a
salvaguardare interessi più o meno leciti - ci mancherebbe altro
- che sono coerenti con il mandato politico, ma non si può non
tener conto di quella che è la realtà.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole assessore
d'Aquino per la replica.
D'AQUINO, assessore per gli enti locali. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, brevemente, perchè io credo che, al contrario
di quanto qualche collega deputato ha espresso nel suo
intervento, la prima Commissione e la Commissione Bilancio
abbiano vivisezionato questo disegno di legge e abbiano apportato
numerose variazioni, forse anche qualcuna in senso contrario a
quello che il collega ha detto, ritengo che questo sia un fatto
tecnico.
Questo disegno di legge è nato essenzialmente con la
prerogativa di adeguare e migliorare quella che è la macchina
amministrativa e quindi completarla con l'inserimento di alcuni
meccanismi, come il comitato di controllo dei dipartimenti, come
il meccanismo dei controlli interni in seno alla Presidenza ed in
seno agli Assessorati, quindi ritengo che siano essenzialmente
dei fatti tecnici.
L'unica norma o articolo in cui forse noi per legge
determiniamo il numero delle aree e dei servizi, e quindi andiamo
contro quelli che erano stati o che sono gli intendimenti del
Governo di evitare legiferazioni, andando incontro piuttosto ad
una regolamentazione diversa, è quella appunto delle aree e dei
servizi; tuttavia si è dovuto aumentare il numero delle aree e
dei servizi e credo che non sia un controsenso che poi le aree
ed i servizi nei numeri stabiliti dalla norma debbano essere
stabilite dal Governo.
Credo che tutti gli altri siano dei fatti tecnici su cui si
è ampiamente discusso. Anche la norma che riguarda i capi di
gabinetto costituisce un fatto importante perché cerchiamo di
utilizzare delle professionalità che sono presenti all'interno
del parco aziendale della Regione e che fino a questo momento non
possono essere utilizzate. Credo che con la discussione che
faremo sugli emendamenti andremo al più presto ad esitare un
disegno di legge che non rappresenta un fatto politico, ma
rappresenta un proseguimento dell'organizzazione tecnica e della
riorganizzazione delle strutture della Presidenza e degli
Assessorati.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Pongo
in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata ad oggi, martedì 20
novembre 2001, alle ore 16.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente FLERES
I - COMUNICAZIONI
II - LETTURA AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D) E 153, DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI
NN. 68, 69, 70, 71, 72.
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) 'Norme finanziarie urgenti e variazioni al bilancio della
Regione per l'anno finanziario 2001'. (n. 259/A) (seguito)
Relatore: onorevole Croce
2) 'Disposizioni sull'ordinamento dell'Amministrazione regio-
nale'. (n. 185 - Norme stralciate/A) (seguito)
Relatore: onorevole Borzacchelli
IV - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 56 - Iniziative per modificare gli indirizzi economici
seguiti dal Governo nazionale.
(10 ottobre 2001)
SPEZIALE - CAPODICASA -
CRISAFULLI - CRACOLICI -
DE BENEDICTIS - GIANNOPOLO -
ODDO - PANARELLO - VILLARI -
ZAGO
V - DISCUSSIONE UNIFICATA DELLE MOZIONI:
N. 66 - Interventi a tutela del ruolo e delle attività del
Banco di Sicilia.
(12 novembre 2001)
SPEZIALE - BARBAGALLO - ORTISI -
FERRO
N. 67 - Iniziative urgenti al fine di impedire la svendita
del Banco di Sicilia.
(13 novembre 2001)
FORGIONE - LIOTTA - MICCICHE'-
RAITI
La seduta è tolta alle ore 13.35.
Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 15.50
Presidenza del vicepresidente FLERES
BURGARETTA APARO , segretario, dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
CONGEDO
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Orlando ha chiesto
congedo per oggi, martedì 20 novembre 2001.
Non sorgendo osservazioni, il congedo si intende accordato.
ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
disegni di legge:
- "Disciplina dell'introduzione dell'istituto del reddito
minimo di inserimento" (n. 272)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Lo Monte, Basile Giuseppe,
toni, Raiti, Sanzeri, Amendolia in data 14 novembre 2001
- "Norme per l'istituzione della figura del portavoce dei
sindaci e dell'ufficio stampa presso gli assessorati
regionali. Disposizioni sul trattamento contrattuale dei
giornalisti degli uffici stampa" (n. 273)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Croce
in data 15 novembre 2001
- "Istituzione della commissione regionale per le pari
opportunità tra uomo e donna" (n. 274)
- iniziativa parlamentare
- presentato dall'onorevole Raiti in data 16 novembre 2001
- "Norme per l'installazione di impianti di riciclaggio dei
rifiuti solidi urbani" (n. 275)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Tricoli ed altri in data 19
novembre 2001
COMUNICAZIONE DI INVIO DI DISEGNI DI LEGGE ALLE COMPETENTI
COMMISSIONI LEGISLATIVE
PRESIDENTE. Comunico che sono stati inviati alle competenti
commissioni legislative i seguenti disegni di legge:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- "Norme per l'elezione del Presidente della Regione e
dell'Assemblea regionale siciliana" (n. 265)
- iniziativa parlamentare
- "Norme in materia di cooperazione con i Paesi terzi e di
collaborazione internazionale" (n. 267)
- iniziativa parlamentare
- PARERE V COMMISSIONE
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- "Incentivi fiscali aggiuntivi per gli investimenti in Sicilia
e per l'emersione del lavoro irregolare" (n. 269)
- iniziativa parlamentare
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- "Disciplina degli appalti di lavori, forniture e servizi" (n.
268)
- iniziativa parlamentare
- "Istituzione del fascicolo fabbricato" (n. 270)
- iniziativa parlamentare
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- "Interventi per l'attuazione del diritto allo studio
universitario in Sicilia" (n. 271)
- iniziativa governativa
INVIATI IN DATA 19 NOVEMBRE 2001
COMUNICAZIONE DI RICHIESTE DI PARERI
PRESIDENTE. Comunico che le seguenti richieste di parere,
pervenute dal Governo, sono state assegnate alle competenti
Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- "Trasmissione schema di decreto di determinazione dei criteri
per la valutazione dei titoli nei concorsi interni e per
l'accesso alle qualifiche dirigenziali" (n. 18)
- pervenuto in data 12 novembre 2001
- trasmesso in data 15 novembre 2001
- "Incarico di direttore del Parco archeologico e paesaggistico
della Valle dei Templi di Agrigento" (n. 19)
- pervenuto in data 16 novembre 2001
- trasmesso in data 19 novembre 2001
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- "Legge 5 gennaio 1994, n. 36 - Legge regionale 27 aprile
1999, n. 10 - Variazione degli ambiti territoriali ottimali" (n.
17)
- pervenuto in data 12 novembre 2001
- trasmesso in data 15 novembre 2001
COMUNICAZIONE DI ASSENZE E SOSTITUZIONI ALLE RIUNIONI DELLE
COMMISSIONI LEGISLATIVE
PRESIDENTE. Comunico, ai sensi del comma 4 dell'articolo 69
del Regolamento interno, le assenze e sostituzioni alle riunioni
delle Commissioni legislative per il periodo 11-14 novembre 2001.
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
ASSENZE
Riunione del 13.11.01: BARBAGALLO-GALLETTI-IOPPOLO
" " 14.11.01: LEANZA E.-MOSCHETTO-BARBAGALLO-CRISAFULLI
GALLETTI-IOPPOLO-SAVARINO
BILANCIO (II)
ASSENZE
Riunione del 11.11.01: MANCUSO-PAPANIA
SOSTITUZIONI
Riunione del 13.11.01: SAVONA sostituito da DINA
" " " LEONTINI " " GIAMBRONE
COMUNICAZIONE DI DELIBERAZIONI DELLA GIUNTA REGIONALE
PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione, ai sensi
dell'art. 2, comma 3, della legge regionale 23 dicembre 2000, n.
32, ha trasmesso copia delle seguenti deliberazioni adottate
dalla Giunta regionale: dalla n. 312 alla n. 318, dalla n.
320 alla n. 336, dalla n. 338 alla n. 352, dalla n. 354 alla
n. 357, la n. 432 e la n. 433 dei mesi di luglio, agosto,
settembre e ottobre 2001 adottate dalla Giunta regionale.
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
A) Interrogazioni con richiesta di risposta orale.
N. 313 - Revoca dell'intitolazione a Benito Mussolini,
statista, di una via del comune di Tremestieri etneo (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
***
Spampinato Giuseppe; Villari Giovanni; Liotta Santo; Raiti
Salvatore
----------------
N. 319 - Garanzie di un accettabile livello di prestazioni
sanitarie in provincia di Siracusa.
- Assessore Sanità
***
De Benedictis Roberto
----------------
N. 320 - Liquidazione delle indennità di fermo tecnico ai
pescatori siciliani, per gli anni 1998/1999.
- Presidente Regione
- Assessore Bilancio
- Assessore Cooperazione
***
Villari Giovanni; Panarello Filippo; Oddo Camillo; Morinello
Salvatore; Spampinato Giuseppe; Raiti Salvatore; Speziale
Calogero
----------------
N. 321 - Ispezione presso il Comune di Terrasini (PA).
- Assessore Enti Locali
***
Cracolici Antonino
----------------
N. 322 - Attivazione dei corsi di specializzazione per
insegnanti di sostegno.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali
- Assessore Sanità
***
Villari Giovanni; Giannopolo Domenico; Panarello Filippo
----------------
N. 324 - Iniziative in merito alle procedure per
l'affidamento del servizio di brokeraggio da parte degli
enti regionali.
- Presidente Regione
- Assessore Presidenza
- Assessore Sanità
***
Crisafulli Vladimiro
B) Interrogazioni con richiesta di risposta scritta.
N. 310 - Accertamenti sulle procedure seguite dalla Giunta
del Comune di Acireale per l'approvazione del progetto
'Acireale mare sicuro'.
- Presidente Regione
- Assessore Enti Locali
***
Basile Giuseppe
----------------
N. 311 - Iniziative per evitare la chiusura dell'ufficio
postale delle frazioni Vena e Presa, nel comune di
Piedimonte Etneo (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
***
Basile Giuseppe
----------------
N. 312 - Bonifica dell'invaso artificiale di Campofranco
(CL) e notizie circa la sua proprietà.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
- Assessore Industria
- Assessore Territorio
***
Ferro Giovanni
----------------
N. 314 - Rilancio dell'Azienda autonoma delle Terme di
Sciacca.
- Assessore Turismo
***
Giambrone Vincenzo
----------------
N. 315 - Notizie in merito alla riconferma della nomina
del Vicepresidente del Consiglio di amministrazione del
Parco dei Nebrodi.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
***
Beninati Antonino
----------------
N. 316 - Emanazione di una circolare esplicativa sulla
cartolarizzazione dei crediti alle imprese, ai sensi della
legge regionale n. 16 del 2001.
- Presidente Regione
- Assessore Cooperazione
- Assessore Bilancio
***
Basile Giuseppe
----------------
N. 323 - Contenimento e riordino della spesa sanitaria.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
***
Barbagallo Giovanni; Genovese Francantonio; Gurrieri
Sebastiano; Tumino Carmelo; Zangara Andrea
ANNUNZIO DI INTERPELLANZA
N. 11 - Ripristino del servizio territoriale recentemente
interrotto presso l'AUSL n. 4 di Enna.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
***
Crisafulli Vladimiro
ANNUNZIO DI MOZIONI
N. 68 - Iniziative per la valorizzazione e la fruizione
dei beni culturali in Sicilia.
Leanza Nicola; Cintola Salvatore; Pistorio Giovanni;
Savona Riccardo; Mancuso Fabio Maria; Sbona Sebastiano;
Ardizzone Giovanni; Dina Antonino
Presentata il 13/11/01
----------------
N. 69 - Recepimento della legge quadro per la
realizzazione del sistema integrato d'interventi e servizi
sociali.
Leanza Nicola; Cintola Salvatore; Pistorio Giovanni;
Borzacchelli Antonio; Mancuso Fabio Maria; Savarino
Giuseppa; Dina Antonino; Sbona Sebastiano; Fratello Onofrio;
Franchina Giuseppe; Ardizzone Giovanni; Lo Giudice Vincenzo;
Savona Riccardo
Presentata il 13/11/01
----------------
N. 70 - Interventi in merito alla prospettata
incorporazione del Banco di Sicilia nella Banca di Roma.
Formica Santi; Leontini Innocenzo; Lo Monte Carmelo;
Rotella Domenico; Cintola Salvatore; Acierno Alberto;
Tricoli Marzio
Presentata il 13/11/01
----------------
N. 71 - Iniziative per il riconoscimento dello stato di
calamità delle zone dell'Acese (CT) colpite dagli eventi
sismici del 28.10.2001.
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe;
Mercadante Giovanni
Presentata il 14/11/01
----------------
N. 72 - Provvedimenti in favore del sistema della
formazione professionale in Sicilia.
Dina Antonino; Cintola Salvatore; Pistorio Giovanni;
Leanza Vincenzo; Borzacchelli Antonio; Mancuso Fabio Maria;
Savarino Giuseppa; Sbona Sebastiano; Fratello Onofrio;
Franchina Giuseppe; Ardizzone Giovanni
Presentata il 16/11/01
PRESIDENTE. Le mozioni testè annunziate saranno poste
all'ordine del giorno della seduta successiva perchè se ne
determini la data di discussione.
COMUNICAZIONE DI DECADENZA DI FIRMA DA ATTI ISPETTIVI E POLITICI
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito della dichiarazione di
ineleggibilità alla carica di deputato regionale dell'onorevole
Gaspare VITRANO, ne decade la firma dai seguenti atti politici ed
ispettivi:
Mozioni numeri 46 - 47 - 55 - 57 - 58 INTERPELLANZA N. 6
Interpellanza numero 6
Interrogazioni numeri 170 - 179 - 197 - 229 - 235
L'Assemblea ne prende atto.
COMUNICAZIONE DI ADESIONE A GRUPPO PARLAMENTARE
PRESIDENTE. Comunico che, con nota del 14 novembre 2001,
l'onorevole Giuseppe FARAONE ha dichiarato, a norma dell'art. 23
del Regolamento interno, che intende apparenere al Gruppo
parlamentare 'La Margherita - Democrazia è libertà'.
L'Assemblea ne prende atto.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del
Regolamento interno, che nel corso della seduta potrà procedersi
a votazioni mediante sistema elettronico.
DISCUSSIONE DI DISEGNI DI LEGGE
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Onorevoli colleghi, per consentire la presentazione di
eventuali emendamenti al disegno di legge n. 259/A "Norme
finanziarie urgenti e variazioni al bilancio della Regione per
l'anno finanziario 2001",posto al n.1 del punto in trattazione,
il cui esame era stato sospeso nella precedente seduta dopo
l'approvazione del passaggio all'esame degli articoli, propongo
di procedere all'esame del disegno di legge n. 185-Norme
stralciate/A "Disposizioni sull'ordinamento dell'Amministrazione
regionale", posto al numero 2).
Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Per assenza del Governo, sospendo la seduta avvertendo che
riprenderà alle ore 12.00.
(La seduta, sospesa alle ore 11.37, è ripresa alle ore 12.02)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente FLERES
SULL'ORDINE DEI LAVORI
FORGIONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidende, preliminarmente, essendo anch'io
come lei giornalista, sono colpito dalla morte di una nostra
collega. Le guerre provocano di questi morti, è la prima italiana
non in divisa che è caduta, quindi, non possiamo permetterci di
scherzare su questa guerra.
In riferimento all'ordine dei lavori, a me pare che
l'assenza del Governo e della Commissione pregiudichi i lavori di
questa seduta e non credo che possiamo continuare così.
Tra l'altro vorrei anche porre una questione: dato che
domani i lavori d'Aula verranno sospesi per la presenza del
vicepresidente del Consiglio - forse non sarebbe stata opportuna
un' iniziativa istituzionale alla vigilia della chiusura della
campagna elettorale, con una presenza politicamente così forte
come quella dell'onorevole Fini in questa Assemblea - e che in
questi tre giorni ci sono tutte le iniziative di chiusura della
campagna elettorale di Palermo con i leader, oggi l'onorevole
Fini, dopodomani l'onorevole Bertinotti e così via, o noi
utilizziamo questa giornata oppure credo sia corretto, almeno per
giovedì e venerdi, i due giorni di chiusura che vedranno tutti i
leader dei partiti qui a Palermo, consentire anche ai
parlamentari di essere presenti alle manifestazioni pubbliche
politiche, per evitare che l'Aula sia dimezzata e che le forze
della maggioranza e dell'opposizione non siano in grado di poter
svolgere il proprio lavoro.
Le chiedo, quindi, una cosa: o abbiamo la certezza che
governo garantisca la presenza questa mattina o oggi pomeriggio o
altrimenti sarebbe il caso, attraverso una Conferenza dei
presidenti dei gruppi parlamentari o attraverso una decisione
dell'Ufficio di presidenza, di rinviare alla prossima settimana.
PRESIDENTE. Onorevole Forgione, in linea di massima la
Presidenza ritiene che si debba andare avanti
per tutta la giornata di oggi proprio in funzione delle cose che
lei ha appena detto, cercando di concludere quello che è
possibile nella giornata di oggi, eventualmente prevedendo una
prosecuzione dei lavori anche in ora tarda, pur di definire
quanto è possibile definire, quanto l'Aula consentirà di potere
definire in funzione degli argomenti in discussione.
CAPODICASA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, avrei voluto porre la questione
un po' più avanti, però visto che l'onorevole Forgione l'ha
aperta adesso, vorrei dire anch'io qualcosa.
Capisco benissimo che la Presidenza spinga perché i lavori
parlamentari proseguano, però è prassi costante che in presenza
di turni elettorali ci sia una sospensione dei lavori d'Aula per
consentire ai parlamentari di potere essere presenti laddove si
svolge un importante cimento democratico quale è ù il rinnovo
dei consigli.
Vota un milione e mezzo di elettori in questa tornata, cioè
un terzo, forse anche più, dei cittadini siciliani sono chiamati
al voto e, onestamente, a me sembra perfino insufficiente
l'ipotesi formulata dall'onorevole Forgione di lasciare solo
liberi il giovedì e il venerdì.
Domani comunque la presenza del vicepresidente del Consiglio
all' iniziativa istituzionale che si terrà nel pomeriggio a
Palazzo d'Orleans comporta la sospensione dei lavori d'Aula, però
questa sera, per esempio, c'è l'onorevole Rutelli sia a Palermo
che ad Agrigento e quindi dare la possibilità ad ognuno di noi di
partecipare alle iniziative che si terranno a me non sembra una
cosa disdicevole, tanto più che la consistenza dei i lavori
d'Aula di oggi, per quanti sforzi possiamo fare, non
consentirèdi esaurire l'ordine del giorno.
Le variazione di bilancio sono accompagnate infatti da un
cospicuo numero di emendamenti che comportano una discussione.
Vengo da un incontro con i sindaci, una trentina, una
quarantina di sindaci siciliani, per esempio, che pongono una
questione su cui il Governo dovrà dare una risposta, anche non
indifferente, riguardante la cifra che loro richiedono a
copertura. Lei, signor Presidente, ne sa qualcosa.
Io oggi andrei avanti fino ad una certa ora, se serve,
Presidente, anche sospendendo per la pausa pomeridiana solo per
poco tempo, riprendere alle quindici e chiudere alle
diciannove, in modo tale da evitare di fare tardi e consentire
così in serata ai colleghi parlamentari di andare.
Alla fine i tempi di lavoro sono gli stessi, se comincia
alle diciassette e trenta e conclude alle venti è stessa cosa che
riprendere alle quindici e trenta e concludere alle
diciannove. Il tempo di lavoro è lo stesso.
PRESIDENTE. Onorevole Capodicasa, in linea di massima la
Presidenza è d'accordo su questa ipotesi, nel senso che andiamo
avanti oggi fino a quando è possibile, guadagnamo tempo sulle
cose poste all'ordine del giorno che sono trattabili.
In questa ottica la presidenza stamattina ha chiesto e
ottenuto l'inversione dell'ordine del giorno proprio per
permettere intanto, per esempio, di incardinare la discussione
generale del disegno di legge numero 185/A, dando il termine per
la presentazione degli emendamenti, proprio in direzione di
guadagnare tempo su tutta una serie di passaggi che, mi permetto
dire, sono scontati nella loro formulazione, per andare al
pomeriggio, non a tarda ora, ma diciamo alle sedici e trenta e
continuare fin dove è possibile.
PANARELLO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PANARELLO. Credo che quello che è successo ieri in Afghanistan
tocchi da vicino tutti noi, signor Presidente e onorevoli
colleghi, anche perchè la giornalista uccisa è siciliana ...
PRESIDENTE. Onorevole Panarello, la capisco benissimo e mi dà
l'occasione anche di intervenire sulla questione che poneva
l'onorevole Forgione e che non era per nulla da sottovalutare.
La Presidenza si era riservata di dire qualcosa in merito
nel pomeriggio, in apertura dei lavori.
Presidenza del vicepresidente FLERES
DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE NUMERO 185/A
PRESIDENTE. Si procede, con l'esame del disegno di legge n.
185-Norme stralciate/A "Disposizioni sull'ordinamento
dell'Amministrazione regionale", posto al n. 2).
Invito i componenti la prima Commissione legislativa
permanente 'Affari istituzionali' a prendere posto al banco delle
Commissioni.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Borzacchelli per svolgere
la relazione.
ARDIZZONE. Presidente della Commissione. In assenza del
relatore, la Commissione si rimette al testo della relazione
scritta.
PRESIDENTE. Avverto che gli emendamenti potranno essere
presentati fino alle ore 17.00 di oggi.
Dichiaro aperta la discussione generale.
MICCICHE'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHE'. Signor Presidente, onorevoli colleghi,onorevole
Assessore, la Commissione ha licenziato questo disegno di legge e
se avessi dovuto relazionare, non avrei potuto farlo, in quanto
avrei dovuto esprimere il mio voto contrario alla proposta ...
PRESIDENTE. Se avesse relazionato lei avrebbe dovuto
farlo ai sensi di quanto stabilito dalla Commissione, poi avrebbe
potuto fare i suoi commenti, ma non in quanto relatore, in quanto
deputato.
MICCICHE'. Quindi ora mi trovo più a mio agio in questo ruolo.
Non è che il mio voto è contrario in linea di principio, ma in
base alle disposizioni che sono state proposte.
Debbo dire che la Commissione Bilancio quando ha respinto
tutta una serie di articoli del disegno di legge in esame partiva
da posizioni molto motivate. C'erano alcune parti che sono state
respinte per mancanza di copertura finanziaria altre per
improponibilità e per mancanza di chiarezza delle disposizioni di
legge.
La cosa che più mi ha turbato è la leggerezza con la quale
vengono proposti emendamenti che mi pare abbiano sapore
prettamente clientelare, di bassa leva, per esempio, ne cito uno
per tutti in questo momento, riguarda il personale comandato.
Io non dico questo perché il nostro Gruppo in questo caso
sarebbe tagliato fuori da questo emendamento ma per una vera
questione di principio, perché da più parti in modo strumentale,
demagogico si fa appello alla austerità, al senso di
responsabilità, di non fare pasticci, che creano situazioni di
turbamento anche per il personale che è stato inserito
all'interno dei gruppi.
Come si fa a proporre che il personale dell'Amministrazione
regionale, con esclusione dei dirigenti di prima e seconda
fascia, può essere comandato per un termine massimo della
legislatura in corso,a richiesta, presso gli uffici dei
componenti del Consiglio di presidenza dell'Assemblea regionale
siciliana, nel limite di una unità per ogni ufficio?
Cioè sembra che si sia raggiunto quell'accordo, fatto
sostanzialmente a danno della presenza di tutti i gruppi
parlamentari. Cioè si è voluto escludere dal Consiglio di
presidenza Rifondazione Comunista, partito che è rappresentato in
campo nazionale e che ha una percentuale di consenso popolare
superiore al CDU, al CCD, per fare un esempio, a Nuova Sicilia,
a Democrazia Europea.
Certo questi potrebbero dire noi siamo qui, siamo presenti
in questa Assemblea, in questo Parlamento siciliano e quindi non
facciamo riferimento. No Sarebbe troppo comodo dire così,
perché noi non rivendichiamo la spartizione della torta, bensì
che i principi debbono valere per tutti. E non ci possono essere
figli e figliastri.
Allora non siamo contrari perché l'emendamento proposto in
commissione prevede solo che il personale comandato venga
assegnato ai gruppi parlamentari presenti negli uffici di
presidenza, e Rifondazione Comunista non è presente nell'Ufficio
di Presidenza.
Se noi avessimo avuto modo di contrattare avremmo potuto
benissimo barattare con qualche emendamento e, andando in giro,
ad elemosinare l'allargamento e quindi anche la possibilità di
inserire questo personale anche ai gruppi parlamentari.
Nella qualità di componente della Commissione, non ho
presentato alcun emendamento, perché ho votato contro quando è
stato proposto nella prima stesura in commissione, e, a maggior
ragione non l'ho proposto quando la settimana scorsa è stato
presentato per la rivisitazione, sempre in prima commissione.
Dico questo non per perdere tempo, per parlare, ma perché
queste cose poste all'esterno sono un brutto biglietto da visita
della nuova Assemblea.
Di solito, infatti, si è detto che l'Assemblea è un
Parlamento tutto a sé, dove si fanno le leggi di comodo, dove le
leggi si fanno a modo proprio, ad uso e consumo, come nel caso di
ciò che è stato avanzato in questi giorni, di cui si è sentito
parlare attraverso i mezzi di informazione, per cui il Presidente
dell'Assemblea, onorevole Lo Porto, avrebbe completamente
tagliato fuori, falcidiato i più elementari diritti di
partecipazione per le minoranze.
Credo che gli emendamenti presentati al provvedimento in
esame siano un aperitivo e questo è il senso del mio intervento,
signor Presidente, non che, se passassero, sarebbe chissà quale
violazione fondamentale, ma è il principio che deve essere
salvaguardato, il principio del rispetto delle minoranze, quando
questa parità non può essere applicata, credo che bisogna
sacrificarsi.
Non voglio fare facile demagogia, spicciola, magari per
catturare qualche simpatia, ma molti di voi spesso solo a parole
rivendicano il rispetto delle norme. Ma la cosa più grave è che
ci sono poi coloro che invocano il principio del rispetto
reciproco anche mettendo avanti delle questioni di carattere
religioso.
Ricordo, signor Presidente, che qualcuno, in una discussione
politica avuta sempre sul problema di disposizione di legge in
materia di rispetto delle minoranze, ha fatto cenno a valori
cristiani; tutti i valori cristiani si devono rispettare, non
voglio citare la massima del Vangelo in cui Gesù Cristo per
salvaguardare una pecora ne ha lasciato 89 dietro ed ha inseguito
quella smarrita
E' un paragone che sto facendo per dire che le minoranze
bisogna rispettarle, coloro che si trovano svantaggiati bisogna
aiutarli, e allora se si comincia con in disegno di legge n.
185 - questo è il mio ragionamento - a fare discriminazioni, e
non è perché questa discriminazione si basa su principi di
violazione grave, ma è l'inizio e questo tentativo di
discriminazione e di isolamento delle minoranze dobbiamo
bloccarlo, perché altrimenti, al prossimo disegno di legge che
prevede la modifica del nostro Regolamento, ci sarà veramente un
massacro delle garanzie per le minoranze.
Certamente ci sono altre cose molto più gravi che in questo
momento mi riservo di enucleare. Nel momento in cui si andrà
alla discussione degli emendamenti presentati, avrò modo di
dibatterli. Ma mi premeva con questo intervento dire: stiamo
attenti a non cercare di violare i diritti fondamentali dei
gruppi che sono stati legittimamente votati dal popolo siciliano.
Presidenza del vicepresidente FLERES
SULL'ORDINE DEI LAVORI
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, intervento sull'ordine dei
lavori perché se non ricordo male nell'ultima riunione
dell'Assemblea, non sorgendo osservazioni è rimasto stabilito che
stamattina, alle ore 11, avremmo dovuto discutere la mozione
da noi presentata sul Banco di Sicilia e quelle di analogo
contenuto.
Mi è stato riferito (io ero assente dell'Aula) che la
questione è stata già sollevata dall'onorevole Capodicasa e la
Presidenza ha risposto che in questo momento, non essendo
presente il Presidente della Regione, non è possibile procedere
alla discussione della mozione.
Tuttavia, signor Presidente, voglio farLe notare che è
inserita all'ordine del giorno ormai da circa un mese la mozione
presentata dal gruppo dei DS riguardante le modifiche di
indirizzo sulla Tremonti e sulla finanziaria del Governo
nazionale.
Lei sa che il testo è stato già esitato dal Senato, non
vorremmo che la mozione venisse discussa dopo che il Parlamento
nazionale abbia esitato il testo della finanziaria.
Poichè quest'esigenza è stata anche avvertita dal Presidente
dell'Assemblea regionale siciliana, che in una riunione comune
con i parlamentari nazionali e parlamentari regionali aveva
assunto l'impegno di procedere alla proposta di modifiche sul
piano normativo, io, mi permetto di sollevare la richiesta che il
dibattito venga affrontato in tempi rapidi e che si proceda fin
da stamattina, immediatamente, alla discussione sulle modifiche
degli emendamenti della finanziaria nazionale, visto che non si
può discutere sulla mozione sul Banco di Sicilia, alla quale,
anche per ragioni ovvie, assicuriamo una procedura d'urgenza.
Non è possibile che mentre si sta svolgendo un dibattito sulla
finanziaria il cui carattere è fortemente antimeridionale, che
viene denunziato anche da settori lontani da noi, da settori
della Confindustria, l'Assemblea regionale siciliana rimanga
estranea a quel dibattito e non tenti di modificarne in qualche
modo gli orientamenti.
Pertanto,signor Presidente, propongo che si inverta l'ordine
del giorno e si proceda con la discussione sulla mozione, sulla
finanziaria e sulla Tremonti.
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, sull'ordine del giorno abbiamo
già discusso e votato. Relativamente alla questione che lei pone
è vero il percorso che lei ha poc'anzi riassunto. Avevamo
soltanto l'esigenza di consumare un passaggio formale ma
obbligatorio, intendo riferirmi alla lettura, ai sensi del
Regolamento, della terza mozione, presentata sulla questione del
Banco di Sicilia per poterne poi unificare la discussione.
Se lei ricorda avevamo convenuto, essendo a conoscenza di un
prossimo deposito di una mozione da parte dei deputati del
Centro-Destra, di attendere che venisse presentata e poi
annunciata e letta, per poterle discutere congiuntamente.
Pertanto, non è stata innestata una marcia indietro rispetto
a questa volontà, vi è soltanto l'esigenza di consumare un
passaggio nel senso che le ho detto.
SPEZIALE. Presidente, allora lei non ha ascoltato il mio
intervento.
PRESIDENTE. Onorevole Speziale, l'ho ascoltata, ma pensavo si
riferisse alla questione sul Banco di Sicilia, non alla Tremonti.
SPEZIALE. Signor Presidente, adesso il dibattito si sposterà
alla Camera. Vorrei che fossimo presenti a quel dibattito.
FORGIONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, il chiarimento che lei ha posto
sulle mozioni riguardanti il Banco di Sicilia lascia aperta la
questione dei tempi. Io intervengo sull'ordine dei lavori perchè
se si accoglie la proposta dell'onorevole Speziale per essere
presenti al dibattito sulla finanziaria, a maggior ragione
dovremmo, a quel punto accorpare, alla discussione su quella
mozione anche quelle sul Banco di Sicilia perchè come lei sa i
tempi sono stretti.
Non so se i colleghi della maggioranza di centro-destra
hanno già predisposto la loro mozione, ma non credo che questo
Parlamento possa aspettare i tempi del centro-destra, se ancora
non è pronto; infatti, anche l'impegno che il Parlamento può
assumere per vincolare il Governo della Regione ad un
comportamento sul Banco di Sicilia è legato ai tempi stessi che
si sono dati il Banco di Roma e il Banco di Sicilia per portare a
compimento la loro operazione.
Quindi io credo che non potremmo andare oltre questa
settimana o i primissimi giorni della prossima settimana. Per non
lasciare nell'incertezza con un carattere fumoso l'impegno che il
Parlamento deve prendere sul Banco di Sicilia sarà bene,
pertanto, decidere entro questa seduta la data di discussione
delle mozioni, sennò rischiamo di indire una seduta parlamentare
dopo...
SPEZIALE. Avevamo già deciso che si sarebbe discussa oggi la
mozione del Banco di Sicilia.
FORGIONE. Per quanto mi riguarda possiamo farlo oggi e
dobbiamo farlo oggi, di certo non possiamo andare oltre martedì
della prossima settimana; rischieremmo, altrimenti, di fare una
discussione dopo che la Banca di Roma ha già assunto le sue
decisioni, lasciando nell'impotenza il Governo della Regione
rispetto ai comportamenti da assumere.
PRESIDENTE. Vorrei precisare un aspetto che probabilmente non
è stato sufficientemente chiaro. La mozione del centro-destra,
onorevole Speziale, non commetta il mio stesso errore, è stata
presentata e annunziata oggi; nella seduta pomeridiana, ed era
questo il passaggio formale a cui intendevo riferirmi, verrà
letta ai fini della determinazione della data di discussione e
in quell'occasione potrà essere accorpata alle altre due per la
discussione congiunta, che a questo punto verosimilmente potremmo
fare martedì.
Relativamente all'altra questione, cioè la discussione della
mozione n. 56, l'Assemblea ha già votato l'inversione dell'ordine
del giorno e sta discutendo in questo momento il disegno di legge
n. 185/A - norme stralciate.
In atto, si sta svolgento la discussione generale sul
disegno di legge n. 185/A - Norme stralciate.
ACIERNO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei, pur
sempre con il massimo rispetto nei confronti della Presidenza,
sollevare un problema rispetto agli interventi che ho ascoltato e
che riguardano sostanzialmente l'ordine del giorno di questa
Assemblea. Esso contiene punti che attengono tutti a temi di
rilevanza fondamentale per la vita politica della Regione, per
l'Assemblea, per i siciliani. Abbiamo da discutere le variazioni
di bilancio, abbiamo il disegno di legge n. 185, abbiamo le
mozioni sul Banco di Sicilia, altro problema serissimo, abbiamo
la mozione della opposizione sulla Tremonti che io posso, dalla
mia parte politica, non condividere ma non per questo ritenere di
poca importanza.
E, però, mi permetto, signor Presidente, di ricordare che
l'ultima riunione dei capigruppo aveva stabilito che in questa
settimana, sempre per il rispetto delle cose importanti, che
questa settimana l'Assemblea non sarebbe stata convocata per dare
modo ai politici di fare il proprio dovere nei confronti di
alcuni milioni di siciliani che domenica 25 devono andare ad
esprimere un voto.
FORGIONE. Lo abbiamo già chiesto noi all'inizio
ACIERNO. Io credo che sarebbe dignitoso, visto che leggo sulla
stampa, quella palermitana, che i negozi dovranno stare chiusi,
per dare modo alla gente di andare a votare; figuratevi se in
questa settimana noi dobbiamo restare aperti
Noi abbiamo il diritto e il dovere di essere in mezzo alla
strada per chiudere una importantissima campagna elettorale, e
l'ordine del giorno che abbiamo da discutere, invece, è talmente
importante da non consentirci la serenità di seguire entrambe le
cose.
Noi non potremmo stare qui e lo sappiamo tutti se abbiamo un
minimo di coscienza
Per svolgere questo ordine del giorno, al quale io non
intendo rinunciare - lungi da me l'idea di rinunciare anche a un
solo punto di quell'ordine del giorno -, non credo che questa sia
la settimana adatta a farlo in maniera proficua e serena.
CINTOLA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Onorevole Cintola facciamo una cosa, siccome non
credo che l'Aula abbia interesse a svolgere una discussione
generale sul disegno di legge n. 185 perchè fino ad ora nessun
deputato ha chiesto di parlarne, tranne l'onorevole Miccichè.
Se dobbiamo sviluppare una discussione su altre questioni lo
faremo in un successivo momento.
Se dobbiamo ritornare sulle decisioni già assunte dall'Aula
lo faremo in un secondo momento.
Io dò la parola sulla discussione generale della 185.
CINTOLA. Lei ha dato la parola e non la doveva dare.
PRESIDENTE. Onorevole Cintola, lei sa che quando un deputato
chiede di parlare sull'ordine die lavori bisogna dargli la
parola.
Tuttavia siccome il dibattito si stava sviluppando su altre
questioni allora la Presidenza ritiene di doverlo riportare sui
binari dell'ordine del giorno stesso.
CINTOLA. Chiedo la convocazione della Conferenza dei
Capigruppo perchè nessuno ha già deciso che domani non ci debba
essere seduta d'Aula.
Presidenza del vicepresidente FLERES
RIPRENDE LA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE N.185/A
CRISAFULLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRISAFULLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo sia
necessario richiamare l'attenzione del Parlamento e del Governo
stesso sulle valutazioni fatte dai colleghi anche sull'ordine dei
lavori.
E' probabile, parlo sulla legge, perchè credo sia utile,
atteso che stiamo per varare una legge di riforma che in buona
parte affronta modifiche della legge 10, la legge di riforma
della pubblica amministrazione, è utile che il Parlamento sia
messo nelle condizioni di valutare con serenità l'insieme delle
modifiche.
Avverto un'aria oggettivamente distratta dato che ognuno di
noi ha motivi di pensare agli ultimi scorci della campagna
elettorale.
Presumo sia giusto, utile e doveroso che si faccia il punto
sui metodi procedurali di questi lavori per capire come ci
dobbiamo organizzare. Infatti, una cosa è lavorare ora, oggi per
valutare, predisporre, scrivere emendamenti modificativi del
testo del disegno di legge che viene sottoposto alla valutazione
dell'Aula, altra cosa è pensare che tutto ciò sarà fatto con più
serenità subito dopo lo svolgimento normale, naturale delle
competizioni elettorali.
Ciò non di meno sento il dovere di richiamare al alcune
valutazioni il Parlamento.
Circa un anno e mezzo fa, abbiamo varato una riforma che ha
avuto una portata di grande valore, la riforma della pubblica
Amministrazione della Regione siciliana. Tale riforma ha
finalmente adeguato la Sicilia al resto del Paese e ha
razionalizzato la funzione dell'Amministrazione regionale
rispetto ai compiti prevalentemente di legislazione, di
orientamento che la Regione ha rispetto al territorio siciliano.
Abbiamo concepito una riforma che guardasse molto al
decentramento dei poteri e, con esso, anche al decentramento di
risorse, funzioni, personale e nel contempo all'alleggerimento
del personale attraverso il mantenimento, ancora per due anni,
della legge, varata nel 1962, in vigore per il personale
regionale, una legge che vista con gli occhi di oggi appare in
tutta la sua contraddittorietà, che prevede aree di privilegi, ma
che, comunque, è stato sancito, finirà di vigere il 31.12.2002.
Rispetto a tutto questo si era introdotta la possibilità per
l'Amministrazione regionale di riorganizzare, attraverso una
delegificazione, i servizi, le funzioni, le aree, la possibilità
dell'Amministrazione regionale di introdurre meccanismi di
valutazione di merito che consentivano una maggiore efficienza.
Rispetto a tutto questo vediamo che vengono introdotte norme che
in apparenza non modificano tale filosofia, ma finiscono con
l'introdurre meccanismi che violano le valutazioni e le selezioni
che il legislatore del tempo aveva previsto con quella legge.
Vorrei per tutti citare l'allargamento a tutti i dirigenti -
in possesso di titolo di studio, evidentemente - di potere essere
responsabili degli uffici alla diretta collaborazione degli
Assessori e del Presidente.
Figuratevi se io sono contrario Io sono fra coloro i quali
ritengono che nella macchina amministrativa, nel personale vi
sono risorse nascoste che, opportunamente sollecitate e
valorizzate, sono in grado di dare un aiuto poderoso alla
funzionalità della pubblica amministrazione, e questo a
prescindere dalla qualifica o dalla fascia di riferimento. I
dirigenti per così dire di terza fascia sono i dirigenti al cui
interno risiede personale sicuramente qualificato, di grande
valore che ha contribuito in gran parte a ciò che ha determinato
il raggiungimento degli obiettivi della programmazione.
E tutto questo oggi viene proposto con una modifica, che
allora noi stessi avremmo voluto, ma sulla quale era stato
sollevato un vizio di costituzionalità, per cui si era ritenuta
improponibile, la qualcosa portò il Governo e il Parlamento a non
potere accedere a quella impostazione, tant'è che si preferì
usare un meccanismo che aggirava il problema, consentendo al
personale di mettersi in aspettativa e di potere essere ripreso
con contratto di diritto privato per essere utilizzato nella
funzione.
Tutto ciò viene oggi solennizzato, non so se per raggiungere
l'obiettivo o se per fare bella figura - questo non l'ho capito -
ma se dovesse essere la seconda ipotesi debbo dire che l'inizio
della legislatura, dal punto di vista dell'attività legislativa
non è positivo in quanto corriamo il rischio di affrontare non le
scelte che vogliamo fare e che possiamo fare, ma di affrontare
attività legislative in modo tale che comunque l'effetto sia
positivo, anche se nella sostanza poi non si può procedere perchè
interverrebbero altri organi dello Stato a definire la questione.
Io so che anche su questo c'è un dibattito e che sicuramente
non può essere affrontato e risolto facendo finta che non
riguardi il Parlamento regionale: i referendum, la presenza del
Commissario dello Stato o del Commissario di Governo e la
decisione di non mandare o mandare i testi varati dall'Aula alla
valutazione del Commissario. Non si può appartenere a un organo
che tecnicamente può assumersi la responsabilità, e che può
modificare, se fa una scelta anziché un'altra, la natura
dell'istituto dell'autonomia della Regione siciliana.
Io so che lei, Presidente, la pensa come me; vorrei, però,
essere rassicurato che tutti riteniamo che vada difeso un
principio costituzionale che non può essere messo in discussione,
utilizzando la possibilità di impedire che su un testo di questo
genere si possa evitare il pronunciamento dell'autorità dello
Stato.
Mi pare che, comunque, su questo sia utile, e le rivolgo una
formale richiesta al riguardo, che se ci dovessero essere
modifiche della prassi legata all'applicazione costituzionale che
sia il Parlamento ad assumerne la definitiva valutazione perchè
diversamente si si vulnererebbe il principio di autonomia del
nostro Parlamento.
Nel contempo vorrei dire che vedo una forzatura nel testo,
laddove individua d'ufficio il numero dei servizi che debbono
essere previsti come strutture intermedie in tutto il territorio
della Regione siciliana.
Signor Presidente, io sono convinto che una cosa è prevedere
tutto questo per Regolamento e adeguare per Regolamento il numero
sulla base dei bisogni oggettivi per la pubblica Amministrazione,
altra cosa è scrivere in una legge dove il numero delle strutture
intermedie deve essere definito.
Questo, nei fatti, condiziona il decentramento dei poteri.
Infatti, se decidiamo che il numero è questo e a quel numero
devono corrispondere poteri e funzioni, sarà complicato
decentrare poteri e funzioni, cosa che invece nella legge veniva
previsto come capacità modulare sulla base dei bisogni, delle
necessità; è consentito definire il numero dei servizi, delle
aree e delle strutture intermedie. Le faccio un esempio banale,
ma che può essere un elemento significativo. Noi non abbiamo
discusso in quest'Aula come dovrà essere il Servizio di
protezione civile in Sicilia, quante strutture debbono fare
riferimento a quel servizio, se deve avere proiezione
territoriale, provinciale, interprovinciale, comunale,
intercomunale. Tutto ciò non è disegnato nella legge volutamente,
per consentire al Governo di elaborare sulla base di un apposito
regolamento acquisito, una serie di altri servizi che possono
essere decentrati.
I colleghi probabilmente non hanno fino in fondo acquisito
la conoscenza della pubblica amministrazione, ma noi siamo la
Regione che ha un servizio, per esempio, per decidere quali
strumenti musicali finanziare alle bande municipali. E' evidente
che quest'ultimo è uno di quei servizi che può benissimo essere
decentrato, con possibilità di utilizzazione di risorse alle
Amministrazioni territoriali della Sicilia e che pertanto non c'è
più bisogno di mantenerlo in vita; si potrebbero utilizzare il
personale, i telefoni, la struttura in generale, per mettere in
Condizione la macchina di funzionare con più leggerezza.
Tutto ciò mi fa capire che si vuole blindare un percorso
che, invece, nella sua filosofia originaria, era un percorso più
elastico, che si adeguava in maniera plastica a ciò che deve
essere il disegno di modificazione, sempre più veloce, della
capacità amministrativa della Regione rispetto ai bisogni
complessivi.
E invece cosa ha acquisito? Ha acquisito il fatto che una
serie di funzioni dobbiamo cederle ai comuni, alle province?
Dovevamo fare la Conferenza "Regioni e autonomie locali" per
elencare tutto ciò che doveva essere ceduto alle amministrazioni
territoriali, mantenendo il numero predeterminato; corriamo,
invece, il rischio che tutto ciò venga vanificato. Esprimo,
pertanto, una preoccupazione ed un dissenso rispetto a tutto ciò.
Finalmente, invece, vedo inserito un meccanismo che si
sarebbe dovuto istituire anch'esso per regolamento.
(Personalmente, non capisco perché si preferisca la legge ai
regolamenti, è diventato incomprensibile come la Regione legiferi
su tutto quanto pur se avevamo fatto uno sforzo per evitare che
si legiferi anche su questioni di questo genere.) La Giunta
avrebbe potuto disciplinare la materia dei controlli interni
attraverso regolamento, dopo avere acquisito il parere e
definito con decreto del Presidente della Regione. E persino
laddove il regolamento doveva definire aree e servizi si è deciso
di farlo, secondo questo disegno di legge, addirittura per legge
e per decreto del presidente della Regione. Se deve essere così,
mi auguro che coloro i quali lo hanno proposto abbiano chiaro che
il regolamento aveva quantomeno il parere della commissione, così
era concepito. Decidere per decreto, senza che il Parlamento
fosse messo nelle condizioni di capire quali sono i servizi che
vengono soppressi e quelli che vengono mantenuti, quali sono le
scelte di decentramento, quali sono le scelte che rimangono a
disposizione della macchina amministrativa regionale, credo che
imponga alla Commissione affari istituzionali di averne una
conoscenza preventiva, a meno che non si vuole decidere che
questo Parlamento è qui solo per fare bella mostra di sé e non
per occuparsi della riforma complessiva dei poteri, delle
funzioni, della strutturazione che la macchina della Regione ha a
disposizione. Mi auguro che tutto questo venga risolto nella
valutazione che il Governo farà, valutazione e che ci metta in
condizione di potere avere una valutazione più serena delle
preoccupazioni che mi sto permettendo di manifestare.
Sono convinto che aiuti anche questo Governo il non
imbarcarsi in una strada che pensi alla modifica della legge
numero 10, non al funzionamento della legge n. 10, attraverso i
regolamenti, ma ad una modifica delle procedure attraverso
singoli provvedimenti legislativi per pezzi, pezzettini, piccole
questioni. Tutto ciò vanificherebbe anche la stessa possibilità
di questo Governo di potersi intestare un'azione riformatrice e
di decentramento, perché avrebbe già consentito in questo testo,
che appare non eccessivamente modificativo, di introdurre
meccanismi che bloccano un processo riformatore, anche
involontariamente.
Pertanto, mi permetto di sottoporre alla valutazione
dell'Aula, del Governo e della stessa Commissione la necessità di
fare una riflessione. Avremo modo di poterla fare, quelle che
verranno saranno sicuramente giornate in cui sarà pressoché
complicato lavorare sulla valutazione di eventuali emendamenti e
dunque domani ritornare in Aula. Però, questo consente alla
Commissione e al Governo una riflessione comune, se è possibile
evitare che si introducano meccanismi che nei fatti anziché
aiutare rallentano il processo riformatore.
Sulle altre questioni credo che il testo non sia
un testo assolutamente inaccettabile, introduce dei meccanismi
anche di velocizzazione, di controlli, per queste cose noi siamo
fortemente convinti dei suoi aspetti positivi, ma se dovesse
mantenersi così com'è corre il rischio di non aiutare il
funzionamento della Regione, della macchina amministrativa e
pertanto saremmo in posizione di contrarietà rispetto al varo del
disegno di legge.
Noi presenteremo, signor Presidente, alcuni emendamenti che
riteniamo possano essere valutati positivamente, almeno dal
nostro punto di vista, e quindi accoglibili in modo da mettere in
condizione il Parlamento di varare un testo che non sia in netto
contrasto e in netta difformità con tutta un'opera di riforme e
di innovazione che è stata portata avanti in quest'anno.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, ho avuto un
timore in questi incontri d'Aula ed è un timore che diventa
sempre più fondato, perché da un lato si invoca lo scollamento
dell'Assemblea dal Governo; da un altro lato c'è chi
puntualmente, aritmeticamente scrive quali sono le ore d'Aula,
quali disegni di legge vengono approvati e quanti; da un altro
lato si opina se il Governo ha presentato disegni di legge
portanti ed importanti e se invece i deputati hanno presentato
corposi, numerosi disegni di legge che il Governo stesso non ha
ad oggi presentato. Ma nessuno si accorge che quest'Aula si sta
svuotando di qualsivoglia significato, dignità ed onore. Perché?
Perché noi operiamo rinvii immotivati perché si va in Cina, o
altri rinvii immotivati perché ci sono le elezioni.
E' veramente necessario andare a fare i galoppini politici o
i dirigenti politici nei propri partiti perché ci sono le
elezioni?
Nessuno si accorge che invece l'impalcatura totale del ruolo
dell'Assemblea la stiamo crocifiggendo noi stessi con i nostri
atteggiamenti? Da un lato si incominciano le riunioni alle ore
undici, poi si rinviano alle ore diciassette, poi si rinviano
perché c'è, giustamente, il congresso dei Democratici di
Sinistra, ma si anticipa ventiquattrore prima dello stesso
congresso per chiudere l'Aula, perché i disegni di legge vengono
portati stancamente in Aula, perché non c'è una volontà di
collegamento tra l'Aula e, non il Governo e la maggioranza, ma
gli interessi reali della Sicilia e dei siciliani.
E ora ci sono le variazioni di bilancio? Sì, un inghippo
per tentare di inserire più o meno facilmente uno o due o tre
emendamenti che possono e debbono favorire non so quali consensi
elettorali. Per cui, attenzione, non andiamo avanti perché
altrimenti che "puntini, puntini, puntini". Ma il ruolo che
abbiamo non è questo, è il ruolo di andare oltre.
Ho ascoltato l'intervento dell'onorevole Crisafulli e mi
sono rammaricato a pensare a quante volte la prima Commissione ha
esaminato il disegno di legge 185, a quante volte la seduta è
andata deserta per mancanza di deputati per raggiungere il numero
legale, a quante riunioni e quanti aggettivi e sostantivi sono
stati usati all'interno di quella Commissione, per quanto tempo
la Commissione bilancio - della quale faccio parte - ha rinviato
la copertura finanziaria di questo disegno di legge e come
stamattina stancamente arriviamo in Aula con una predisposizione
precisa e puntuale: oggi facciamo qualche cosa, incardiniamo il
disegno di legge, poi siccome ancora non sappiamo le variazioni
di bilancio come le dobbiamo fare, perché abbiamo fatto le
variazioni di bilancio in Aula, per esempio, dei comuni minori o
minoritari non ci siamo occupati, ora ci accorgiamo che mancano
42 miliardi ai comuni; e andiamo a firmare un emendamento di 42
miliardi senza sapere da dove andiamo a prelevare i 42 miliardi,
presentiamo 20 miliardi per la formazione e non sappiamo da dove
piglieremo quei 20 miliardi, presentiamo altri 20 miliardi per il
gommato e non sappiamo dove prendere quegli altri miliardi;
l'importante è che a tutti i proprietari di autobus diciamo di
non preoccuparsi perchè noi stiamo facendo una battaglia per
l'aumento di venti miliardi; a quelli che detengono determinate
leve sulla formazione, sulla quale è necessario - e lo sto
dicendo ora - fare una bella commissione d'inchiesta per
comprenderne le finalità, gli sprechi ignobili e innominabili nel
settore di questa cosiddetta programmazione indegna - come la
chiamo io - di andare a guardare ancora più approfonditamente se
possiamo cominciare a dire alle gente: più venti, più venti, più
venti; e poi ci lamentiamo che il complesso totale del bilancio e
delle necessità della Regione non trovano reperibilità, non
trovano liquidità, non trovano la possibilità, da parte del
Governo, di avere le necessarie risorse finanziarie.
E, allora, all'Assemblea e ad ognuno di noi compete un altro
compito, a mio avviso: noi siamo stipendiati dai contribuenti
siciliani alla stregua di come i contribuenti italiani, in
genere, finanziano e stipendiano i Senatori della Repubblica.
Però lì si cominciano le sedute, onorevole Presidente, alle ore
otto del mattino e puntualmente alle otto e un minuto si è in
Aula, si è in Commissione; si lavora con tempi determinati e con
la certezza di portare avanti i lavori, senza tenere conto delle
incombenze cosiddette anche "elettorali"; le Commissioni hanno
tempi precettati e momenti di inizio e di chiusura programmati,
cioè lavorano. Noi, invece, lavoriamo per i rinvii, con una
strisciante volontà di esserci per non produrre, di muoverci
perchè gli altri capiscano che abbiamo un potere che forse
pensiamo di non avere più perchè non abbiamo eletto gli
assessori, perchè stiamo cercando, all'interno di ognuno di noi,
di comprendere qual è il ruolo, il potere, la funzione, la
finalità per la quale prendiamo la parola, cerchiamo di
intervenire, di non precettare i tempi, disinteressandoci,
facendo così, degli interessi reali della Sicilia.
Io a questo giuoco non ci sto Non ci sto come deputato, non
ci sto come Presidente del secondo Gruppo in quest'Aula, non ci
sto non perchè debbo difendere il Presidente-governatore Cuffaro,
la sua maggioranza e il suo Governo, ma perchè intendo difendere
gli interessi della Sicilia, che non hanno nè colore politico, nè
appartenenza, hanno la necessità di avere una voce reale, vera e
valida che possa tentare di chiudere la stagione delle speranze,
delle felicità e dei sorrisi, che ho visto pronunziare a tanti
presidenti della Regione che, poi, alla fine hanno concluso con
il lasciare tutto com'era, lasciando lo squallore di speranze
aperte e di delusioni tremende.
Signor Presidente dell'Assemblea, io quando le dico che è
necessario continuare i lavori oggi e che se l'Aula vuole andare
a fare anche un dovere civico, che è quello di andare a
rappresentare nelle piazze, io dico che questo può avvenire,
onorevole Presidente, precettiamo, se è possibile, con una
Conferenza dei presidenti dei Gruppi parlamentari ciò che
dobbiamo fare nella serata di oggi, stabilendo anche la seduta
notturna e chiudiamo, bocciando o approvando.
Perchè mi sembra assurdo che il disegno di legge numero 185,
per esempio, del quale stiamo parlando, sia stato in Commissione
non visionato, ma sbrindellato in tutte le sue parti, cioè che
abbia avuto la possibilità della maggiore conoscenza possibile,
che il disegno di legge sia stato in Commissione Bilancio fermo
per più di un mese e ha dato la possibilità, a chi voleva, di
esprimerne concettualità, incontri, collaborazionismi vari e non
comprendo perché non si possa trovare - stipendiati d'oro come
siamo e lo sottolineo -, perché oggi non si possa completare
l'iter totale per le variazioni di bilancio e trovare, se è
possibile, l'incontro anche per gli emendamenti alla legge numero
185, da poter esaminare o in seduta notturna o domani mattina con
un'Aula che sia presente a fare il suo dovere.
Non è compito mio, Presidente, a volte penso che non sia
neppure suo, stabilire se ci saranno o no i numeri per votare le
leggi, perché questo è compito e responsabilità di ogni deputato
che sa che ha il dovere di essere presente, di firmare
singolarmente, non cumulativamente ma singolarmente, e prestare
la propria opera a difesa non di questo o quel governo, non di
questa o quella maggioranza, ma di quelli che sono i reali
interessi della Sicilia. Per cui noi, nel momento in cui - e
concludo - riteniamo importante o meno importante la legge numero
185, riteniamo importanti o meno importanti le variazioni di
bilancio, riteniamo importante o meno importante discutere la
mozione che possa consentire al Banco di Sicilia di avere i
presupposti dei suoi diritti sacrosanti riconosciuti e così
sull'altra mozione, sulla fiscalità parliamo, ci parliamo addosso
ma la verità è una sola, che vogliamo fare sempre quello che non
è all'ordine del giorno perché così non avvenga che definiamo né
quello che è all'ordine del giorno né quello del quale si vuole
discutere per lanciare un messaggio a qualcuno, ascoltando anche
il singolo oratore che dice: io la mia battaglia l'ho fatta, io
del Banco di Sicilia ne ho parlato, io volevo che si facesse
prima, che vuoi, c'è un'Aula attenta, disattenta, ci sono le
elezioni ... Non c'è nulla, signor Presidente dell'Assemblea,
onorevoli colleghi, che non sia il dovere di stare in Aula e di
fare il proprio dovere fino in fondo, in raccordo con gli
interessi della Sicilia, altrimenti non so di cosa avremo di che
parlare.
Io ritengo che con la nuova legge, che dà i poteri che dà al
Presidente della Regione, che gli ha dato una maggioranza come
quella che la Sicilia ha tributato a quel Governo ed a questa
configurazione politica che ad oggi si intesta la realizzazione
del potere dentro la Regione, con i soldi di 'Agenda 2000' non
avremo alibi nessuno se non avremo creato per la Sicilia
l'interesse reale del dire forte e senza possibilità di essere
smentiti che in questi cinque anni o si fa la Sicilia o si muore.
Ed io non credo che l'Assemblea si stia muovendo sotto questo
tipo di impulso e di intenzionalità.
Io ritengo che ci siano troppi trasversalismi, troppi
complessi di inferiorità rispetto alle leggi che abbiamo voluto e
che ci hanno consentito di essere presenti in questi banchi con
listini e senza listini, ritengo che, senza volere con questo
assurgere né a Catone né a Censore di nessuno, che se non ci
diamo una buona svolta noi stessi credo che noi avremo assieme
agli altri poi contribuito, dai banchi della maggioranza o delle
minoranze, avremo contribuito notevolmente allo sfascio della
Sicilia. Io ritengo che questo non ce lo possiamo consentire e
ritengo quindi, signor Presidente, di poter concludere
invitandola fortemente a dire che, non appena sarà finita la
discussione generale sul disegno di legge in questione, ci sia la
necessità di una riunione, una Conferenza dei presidenti dei
Gruppi parlamentari che possa determinare la continuazione dei
lavori nei tempi e nei modi che possano essere favorevoli alle
esigenze "politiche" - tra virgolette - ma alle esigenze di
essere servitori dello Stato, servitori di una Sicilia depredata,
di una Sicilia che non ha più a chi rivolgersi per avere
riconosciuti i propri diritti e la speranza di essere ancora una
Regione che vuole vivere in Europa e che non vuole essere la
Cenerentola d'Italia.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Cintola.
Ai sensi dell'articolo 100 del Regolamento interno, dichiaro
chiuse le iscrizioni a parlare.
E' iscritto a parlare l'onorevole Oddo. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, brevissimamente,
per la verità impiegherò poco nell'esprimere alcune
considerazioni che, sinceramente, mi sovvenivano ascoltando il
collega Cintola. Perché, sinceramente, non ho capito se parlava a
nome dell'opposizione o a nome della maggioranza. Perché è
evidente che in quest'Aula il primo dovere della maggioranza è
quello di garantire non solo i numeri, ma anche la fattibilità
degli stessi lavori ed in più è evidente che la distrazione del
Governo, che sta tenendo una Giunta, rispetto ad un'Aula che sta
trattando anche argomenti delicati, come il disegno di legge
numero 185 - io non voglio aggiungere niente alle cose che ha
detto l'onorevole Crisafulli, che condivido quasi del tutto e
quindi non vado e non entro nelle questioni relative al disegno
di legge numero 185, però quest'Aula sta discutendo
dell'ordinamento degli uffici più delicati della Regione dopo
l'elezione diretta, non sta discutendo di un disegno di legge che
evidentemente può avere anche importanza relativa. Eppure c'è,
sì, un rappresentante, l'esimio assessore per gli Enti locali,
che ci sta onorando, da questo punto di vista, con la sua
presenza, ma fondamentalmente il Governo in questo momento sta
tenendo Giunta, quindi ritiene che anche la presenza in Aula su
un argomento di questo tipo è semplicemente un problema di
tattica parlamentare, cioè gestisce la Presidenza evidentemente
in maniera più o meno furba, vediamo come dobbiamo aprire e
chiudere le discussioni generali e vediamo come andiamo poi a
porci il problema se facciamo le riunioni dei presidenti dei
Gruppi parlamentari.
A sentire il collega Cintola sembra che il problema della
mancata convocazione dei presidenti dei Gruppi parlamentari sia
quasi un problema dell'opposizione, perché anche nelle
precedenti sedute la mancata convocazione delle riunioni dei
presidenti dei Gruppi parlamentari mi pare che sia stata una
scelta della maggioranza - non dico della Presidenza, per la
verità - e mi pare che ci sia qualcosa che non va.
Sono stanco un po' di sentire i sermoni dell'onorevole
Cintola, io gli voglio bene, lo stimo, lo rispetto, però
l'appello ad essere servitori deve essere fatto soprattutto a
questo Governo che ha ricevuto il voto dei cittadini siciliani.
Facciano realmente il loro dovere, non lo stanno facendo E
siccome non lo stanno facendo, e qualcuno lo dice, evidentemente
passiamo a che cosa? All'opposizione sorda e strumentale?
La verità è che ci troviamo dinanzi ad una fase difficile
dove sulle variazioni di bilancio la maggioranza non riesce ad
avere una linea unitaria. E allora c'è bisogno anche qui di
prendere tempo. Allora smettiamola di parlare di lavori d'Aula,
del prestigio di quest'Aula che va scemando, del fatto che
evidentemente quest'Aula, rispetto ai siciliani, ha il dovere di
essere un'Aula fatta di servitori; smettiamola di dire cose tanto
ovvie quanto utili a coprire solo responsabilità politiche
enormi.
Perché poi, quando entreremo nelle questioni - e ho concluso
- che riguardano anche le variazioni di bilancio, scopriremo che
c'è l'assessore Cimino che scrive all'assessore al bilancio e
dice: mi stai togliendo i soldi, non capisci una mazza - scusando
l'espressione - perché sulla questione della pesca io ho bisogno
di risorse, tu mi stai togliendo tutte le risorse, non solo per
quello che ho fatto, per il decreto relativo alle imbarcazioni di
massima lunghezza pari a 24 metri, ma anche per ciò che dovremmo
fare per il piano di recupero delle risorse ittiche, per il piano
di recupero delle risorse acquatiche, che è fermo a Bruxelles e
nessuno sa niente. Domani manifesteranno le marinerie siciliane e
questo Governo non sa che dire, perché non sa nemmeno cosa a
Bruxelles sta accadendo rispetto al piano di recupero delle
risorse ittiche, al 175, per intenderci, della legge numero 32
del 2000 e al 170 della medesima; non lo sa. Forse farà qualche
telefonata per avere le ultime e per sentirsi dire che non ci
siamo, perché ancora non c'è assolutamente, da parte anche degli
uffici di Bruxelles, una predisposizione per tentare di
convincersi che si sta cambiando rotta, che si fanno realmente i
piani di recupero e non si inventano le relazioni, non si
inventano le tabelle, che evidentemente poi fanno anche da
raccordo, dal punto di vista statistico e non solo, e quindi dal
punto di vista scientifico, alle relazioni stesse.
E' questo il dato di fatto, ma chiaramente comprendete
meglio di me che stiamo parlando solo di un esempio, potremmo
citare altri motivi. E, guardate, la lettera dell'assessore
Cimino alla terza Commissione, che si riunisce e vota contro
quella variazione, quel punto, è una lettera non di un
oppositore, ma di un oppositore incallito, di uno abbastanza
deciso, determinato, perchè la critica è feroce nei confronti
dell'assessore al bilancio, sotto tutti i punti di vista, sia
sotto l'aspetto che riguarda anche la mancanza di conoscenza di
aspetti seri che riguardano l'economia siciliana, e quindi il
funzionamento della macchina Regione, sia sotto l'aspetto che
riguarda già i provvedimenti assunti da parte dell'Assessorato.
Allora, a che gioco giochiamo? Giochiamo a un gioco preciso,
che è quello di coprire responsabilità che sono chiaramente della
maggioranza e del Governo assente, di un Governo che non ha
prodotto atti significativi, che non ha - e non me lo sono
inventato io - depositato un disegno di legge significativo, che
sul disegno di legge numero 185, che parla evidentemente un
linguaggio delicatissimo, che ristruttura un po' tutto
l'ordinamento, Presidenza, strutture intermedie e tutto ciò che
contiene quel disegno di legge, il Governo è assente e non sente
nemmeno la necessità di relazionare, non solo fa relazionare la
Commissione, ma non sente la necessità di aprire la discussione
dicendo: così voglio organizzare il profilo del nuovo Governo
dopo l'elezione diretta, dopo la modifica costituzionale che
abbiamo fatto. Vedete che questo è grave E noi non possiamo far
finta di niente, non possiamo sentire interventi che quasi
vogliono dimostrare che invece questa maggioranza gode di ottima
salute, è in grado di far andare l'Aula spedita, vuole fare il
confronto con l'opposizione ...
CAPODICASA. A chi la racconta? Il Governo non c'è
ODDO. Appunto, siccome il Governo per giunta è in fuga,
registro che il Governo è in fuga, mi scuso con i colleghi se mi
sono distratto un po' e sono andato sicuramente fuori dall'ordine
del giorno, ma, caro Presidente, mi pare che lei ha permesso a
tanti e soprattutto ad alcuni di intervenire completamente fuori
dalla discussione generale del disegno di legge numero 185, tanto
che l'onorevole Cintola ha permesso poi, dato che lei stava
chiudendo la discussione generale, di continuare questa bella e
interessante discussione e questo confronto, che credo che, tutto
sommato, serva a chiarirci le idee.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Spampinato. Ne
ha facoltà.
SPAMPINATO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi limiterò
brevissimamente a parlare sull'oggetto dell'ordine del giorno, il
disegno di legge numero 185, Chiedendo a lei, signor Presidente,
ed al Presidente della prima Commissione, la Commissione
competente, di essere rassicurato rispetto ai modi e ai termini a
cui si arriverà all'approvazione di questo disegno di legge.
Poco fa l'onorevole Crisafulli faceva riferimento ad un'area
oggettivamente distratta dell'Assemblea regionale, credo che un
disegno di legge di questa importanza non abbia necessità di
distrazione da parte dell'Assemblea, ma di particolare
attenzione.
Io, devo dire, ho vissuto un'esperienza sostanzialmente
negativa all'esordio dell'attività parlamentare e mi riferisco
alle modifiche del Regolamento, laddove degli emendamenti che non
avevano nessuna caratteristica politica, ma che volevano soltanto
dare un apporto produttivo alla leggibilità dello stesso
Regolamento, all'interpretazione dello stesso Regolamento, sono
stati cassati esclusivamente perché provenienti dalle file delle
minoranze. Io mi auguro che in questo, così come in tutti gli
altri disegni di legge, soprattutto quelli che hanno un rilievo
particolare, così come questo disegno di legge ha - si parla
sempre di riordino della pubblica amministrazione siciliana - si
possa dibattere politicamente in maniera molto più serena.
Ecco perché, una volta presentati gli emendamenti alla fine
della discussione generale, io chiederei che lo stesso disegno di
legge torni in Commissione, alla presenza del Governo, per potere
avere la possibilità di discutere in modo più approfondito, e non
con il semplice parere sicuramente negativo del relatore di
maggioranza, gli emendamenti qua presentati.
Qualche collega poco fa faceva riferimento alla mancata
relazione da parte del Governo e alla mancata relazione da parte
dello stesso componente, onorevole relatore, della Commissione.
Vorrei, appunto, un dibattito più approfondito perchè, leggendo
invece la relazione che anticipa lo stesso disegno di legge, io
credo di notare alcune contraddizioni tra la relazione e il testo
di legge. Faccio alcuni esempi: l'articolo 2, dove si dispone
che gli uffici di diretta collaborazione con il Presidente della
Regione e degli Assessori regionali possono essere retti da
dirigenti di qualsiasi fascia muniti di laurea e in possesso di
adeguata professionalità, questa adeguata professionalità viene
modificata con una diversa dizione dell'articolato laddove si fa
riferimento a 'necessaria esperienza e professionalità'. Io credo
che bisognerebbe dare qualche indicazione meno soggettiva ad una
disposizione di legge così importante.
Mi riferisco ancora all'articolo 5, dove appunto, facendo
leva su un principio sicuramente giusto della deregolamentazione,
il relatore estensore fa riferimento ad una 'moderata percentuale
di incarichi dirigenziali che si possono affidare ai ruoli
regionali', quando poi nell'articolato questa 'moderata
percentuale' sostanzialmente viene raddoppiata; non credo che il
raddoppio sia una 'moderata percentuale'. Anche qui ritengo che
sia un problema politico, bisogna capire se procedere attraverso
l'affidamento all'esterno di incarichi professionali o procedere,
altresì, mediante la valorizzazione delle professionalità
interne.
Ci sono tanti altri argomenti che saranno oggetto di
emendamenti e concludo ribadendo la mia richiesta che il disegno
di legge venga rinviato di nuovo alla Commissione per un
approfondito dibattito alla presenza del Governo.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha
facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ho
ascoltato attentamente quanto sostenuto dagli altri colleghi che
mi hanno preceduto e in tutti c'è più o meno il richiamo forte a
salvaguardare quelli che sono gli interessi della Sicilia. Ora,
non vi è dubbio, e sfido chiunque a trovare un eletto che viene
qui a sostenere che non sta portando avanti gli interessi degli
elettori.
Molte delle problematiche avanzate attengono sostanzialmente
a quelli che sono i problemi che quest'Aula, questo Parlamento e
soprattutto questo Governo hanno ereditato; noi siamo i nani sui
giganti del passato.
Non vi è dubbio che c'è un problema di raccordo nuovo su
quello che deve essere l'assetto istituzionale della nuova forma
di governo, le competenze che a questa forma nuova di governo
devono essere attribuite e il nuovo ruolo che si deve dare
l'Aula. Non vi è dubbio, altresì, che le variazioni di bilancio -
mi riferisco all'ordine dei lavori che abbiamo in corso -
assumono un rilievo fondamentale per gli interessi di tutti, del
cittadino e della macchina governativa, degli uffici, del
funzionamento della Regione, ma non si può venire a dire che c'è
una volontà di fermare tutto, quando invece anche sul disegno di
legge numero 185 speditamente si è portato in Aula. Nè si può
andare a puntare l'indice sulla mancanza di questa o quell'altra
risorsa, per i comuni, per i pescatori, per la formazione, per
tutti i comparti della Regione siciliana, ma tutti sappiamo, e
dovremmo avere il coraggio di ammetterlo, onorevole Capodicasa,
quanto dicevo un attimo fà e cioè che noi veniamo oggi sui
problemi enormi che ereditiamo dal passato, da tutto il passato,
onorevole Capodicasa. Perchè, se oggi noi abbiamo la difficoltà
in capo all'assessore al Bilancio di poter redigere il bilancio,
il prossimo bilancio della Regione siciliana, non è un problema
che si è venuto a creare un mese fà o sei mesi fà o un anno fà, è
un problema che ci trasciniamo, e lei lo sa meglio di tutti ...
SPEZIALE. Un anno fà, perchè con il Governo Capodicasa abbiamo
risanato anche i suoi conti
FORMICA. Si, avevate risanato tutto, tanto è vero che
l'assessore al Bilancio si trova oggi a dover fare quadrare i
conti su una scopertura di bilancio, a bocce ferme, ad oggi, di
4.800 miliardi e, se non ci fosse stata da parte del Governo
Berlusconi la possibilità di concedere un mutuo a carico dello
Stato di 1.500 miliardi più le altre provvidenze che questo
Governo nella contrattazione con il Governo nazionale è riuscito
ad ottenere per circa 800 e più miliardi, noi non saremmo in
grado, come tutti sappiamo, di redigere il prossimo bilancio.
Quindi bandiamo un po' l'ipocrisia che ci contraddistingue e
che io posso capire perchè fa parte dell'attività politica, ma a
tutto c'è un limite.
Venire oggi a sostenere che i problemi che abbiamo davanti
sono problemi che si sono creati ora, o comunque al massimo sei
mesi fà, è assurdo e ipocrita e non dà la fotografia della
realtà. L'appello che faccio un po' a tutti i colleghi, ma anche
alla Presidenza ed al Governo, è che noi oggi abbiamo un ordine
del giorno che comprende l'incardinamento del disegno di legge
numero 185 che riguarda norme sul nuovo assetto della macchina
dell'Amministrazione regionale, e sotto l'aspetto del Governo e
sotto l'aspetto dell'Assemblea, discutiamolo, dopo di che
affrontiamo le variazioni di bilancio e entro domani si vada ad
esitare ciò che è necessario, nei limiti che il bilancio attuale
consente, senza fare 'voli pindarici', senza inventarci nulla,
senza tentare di fare demagogie elettorali, perchè purtroppo
siamo sotto elezioni, ma la verità è quella: non si possono
andare a fare richiami in nome e per conto del popolo siciliano
quando tutti, alla fine, sappiamo che non è così perchè sono
richiami in nome del popolo siciliano che vanno poi a
salvaguardare interessi più o meno leciti - ci mancherebbe altro
- che sono coerenti con il mandato politico, ma non si può non
tener conto di quella che è la realtà.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare l'onorevole assessore
d'Aquino per la replica.
D'AQUINO, assessore per gli enti locali. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, brevemente, perchè io credo che, al contrario
di quanto qualche collega deputato ha espresso nel suo
intervento, la prima Commissione e la Commissione Bilancio
abbiano vivisezionato questo disegno di legge e abbiano apportato
numerose variazioni, forse anche qualcuna in senso contrario a
quello che il collega ha detto, ritengo che questo sia un fatto
tecnico.
Questo disegno di legge è nato essenzialmente con la
prerogativa di adeguare e migliorare quella che è la macchina
amministrativa e quindi completarla con l'inserimento di alcuni
meccanismi, come il comitato di controllo dei dipartimenti, come
il meccanismo dei controlli interni in seno alla Presidenza ed in
seno agli Assessorati, quindi ritengo che siano essenzialmente
dei fatti tecnici.
L'unica norma o articolo in cui forse noi per legge
determiniamo il numero delle aree e dei servizi, e quindi andiamo
contro quelli che erano stati o che sono gli intendimenti del
Governo di evitare legiferazioni, andando incontro piuttosto ad
una regolamentazione diversa, è quella appunto delle aree e dei
servizi; tuttavia si è dovuto aumentare il numero delle aree e
dei servizi e credo che non sia un controsenso che poi le aree
ed i servizi nei numeri stabiliti dalla norma debbano essere
stabilite dal Governo.
Credo che tutti gli altri siano dei fatti tecnici su cui si
è ampiamente discusso. Anche la norma che riguarda i capi di
gabinetto costituisce un fatto importante perché cerchiamo di
utilizzare delle professionalità che sono presenti all'interno
del parco aziendale della Regione e che fino a questo momento non
possono essere utilizzate. Credo che con la discussione che
faremo sugli emendamenti andremo al più presto ad esitare un
disegno di legge che non rappresenta un fatto politico, ma
rappresenta un proseguimento dell'organizzazione tecnica e della
riorganizzazione delle strutture della Presidenza e degli
Assessorati.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione generale. Pongo
in votazione il passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata ad oggi, martedì 20
novembre 2001, alle ore 16.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente FLERES
I - COMUNICAZIONI
II - LETTURA AI SENSI E PER GLI EFFETTI DEGLI ARTICOLI 83,
LETTERA D) E 153, DEL REGOLAMENTO INTERNO, DELLE MOZIONI
NN. 68, 69, 70, 71, 72.
III - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) 'Norme finanziarie urgenti e variazioni al bilancio della
Regione per l'anno finanziario 2001'. (n. 259/A) (seguito)
Relatore: onorevole Croce
2) 'Disposizioni sull'ordinamento dell'Amministrazione regio-
nale'. (n. 185 - Norme stralciate/A) (seguito)
Relatore: onorevole Borzacchelli
IV - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 56 - Iniziative per modificare gli indirizzi economici
seguiti dal Governo nazionale.
(10 ottobre 2001)
SPEZIALE - CAPODICASA -
CRISAFULLI - CRACOLICI -
DE BENEDICTIS - GIANNOPOLO -
ODDO - PANARELLO - VILLARI -
ZAGO
V - DISCUSSIONE UNIFICATA DELLE MOZIONI:
N. 66 - Interventi a tutela del ruolo e delle attività del
Banco di Sicilia.
(12 novembre 2001)
SPEZIALE - BARBAGALLO - ORTISI -
FERRO
N. 67 - Iniziative urgenti al fine di impedire la svendita
del Banco di Sicilia.
(13 novembre 2001)
FORGIONE - LIOTTA - MICCICHE'-
RAITI
La seduta è tolta alle ore 13.35.
Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 15.50