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Resoconto d'Aula della Seduta n. 220 di martedì 29 giugno 2004
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   Presidenza del presidente Lo Porto


    PAFFUMI   segretario,  dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo osservazioni,  si  intende
  approvato.

                               Congedi

    PRESIDENTE   Comunico  che  l'onorevole  Manzullo  ha   chiesto
  congedo  per  motivi di salute, per un periodo non  inferiore   a
  trenta giorni.
   Comunico,   altresì,   che   l'onorevole   D'Aquino,   Assessore
  regionale  per la famiglia, le politiche sociali e  le  autonomie
  locali,  per  motivi  istituzionali, ha chiesto  congedo  per  la
  presente seduta.
   L'Assemblea ne prende atto.

           Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

    PRESIDENTE    Comunico   che   sono   pervenute,    da    parte
  dell'Assessore per la sanità, le risposte scritte  alle  seguenti
  interrogazioni:

   n.  1573  - Richiesta di ritiro della circolare dell'Assessorato
  Sanità  n.  1128  del  2004  ovvero individuazione  di  procedure
  semplificare  per il rilascio del certificato di esenzione  dalla
  partecipazione alla spesa sanitaria.
   Firmatari: Forgione Francesco; Liotta Santo;

   n. 1596 - Introduzione del budget per branca specialistica.
   Firmatari: Nicotra Raffaele.

   Avverto  che  le  stesse  saranno  pubblicate  in  allegato   al
  resoconto stenografico della seduta odierna.

            Annunzio di presentazione di disegni di legge

    PRESIDENTE   Comunico  che  sono stati  presentati  i  seguenti
  disegni di legge:

    Norme  per la cartolarizzazione dei crediti di cui all'articolo
  10  della legge regionale 15 maggio 1991, n. 27 e all'articolo 62
  della legge regionale  26 marzo 2002, n. 2  (n. 887)
   d'iniziativa parlamentare
   presentato  dagli onorevoli Oddo, Panarello in  data  24  giugno
  2004

    Disposizioni in materia di mobbing. Misure di sostegno  per  lo
  studio del fenomeno e per la sua prevenzione  (n. 888)
   d'iniziativa parlamentare
   presentato dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici  in
  data 24 giugno 2004.

      Comunicazione di apposizione di firma a disegno di legge

    PRESIDENTE  Comunico che l'onorevole Sbona, in data  23  giugno
  2004,  ha chiesto di apporre la propria firma al disegno di legge
  n.  778  Norme riguardanti il contenimento dei consumi energetici
  e  il  miglioramento degli standard qualitativi delle abitazioni
  degli onorevoli Beninati ed altri.

                     Annunzio di interrogazioni

    PRESIDENTE   Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni:

      -con richiesta di risposta orale

      N.  1746 - Interventi urgenti per l'accertamento dei  danni
      provocati  lo  scorso 17 giugno da una tromba d'aria  nella
      Sicilia  orientale ai fini dei consequenziali provvedimenti
      del Governo nazionale.
      - Presidente Regione
      - Assessore Agricoltura
      Firmatario: Villari Giovanni

      N.  1747 - Delucidazioni sui possibili effetti nocivi sugli
      esseri viventi delle radiazioni non ionizzanti in provincia
      di Ragusa.
      - Presidente Regione
      - Assessore Sanità
      Firmatario: Gurrieri Sebastiano

      N.  1752 - Interventi per rimuovere gli ostacoli che  hanno
      impedito  il  pieno svolgimento dei fini istituzionali  del
      Dipartimento ARPA di Siracusa.
      - Assessore Sanità
      - Assessore Territorio
      Firmatario: De Benedictis Roberto

        Le   interrogazioni  ora  annunziate   saranno   iscritte
      all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

      -con richiesta di risposta scritta

      N.  1748 - Misure urgenti per la riqualificazione della via
      Pitagora nel comune di Acireale (CT).
      - Assessore Famiglia
      Firmatari:  Fleres  Salvatore;  Maurici  Giuseppe;  Catania
      Giuseppe

      N.  1749  -  Misure urgenti per la rimozione e la  bonifica
      delle discariche abusive nel comune di Giarre (CT)
      - Assessore Famiglia
      Firmatari:  Fleres  Salvatore;  Maurici  Giuseppe;  Catania
      Giuseppe

      N.1750  -  Ripristino  del funzionamento  del  servizio  di
      pubblica   illuminazione   in  un   tratto   della   strada
      provinciale 8/III, in territorio di Catania.
      - Assessore Famiglia
      Firmatari:  Fleres  Salvatore;  Catania  Giuseppe;  Maurici
      Giuseppe;

      N.  1751  - Notizie circa i fondi assegnati per la medicina
      penitenziaria.
      - Presidente Regione
      - Assessore Sanità
      Firmatari:  Fleres  Salvatore;  Catania  Giuseppe;  Maurici
      Giuseppe.

   Le  interrogazioni  ora annunziate sono  state  già  inviate  al
  Governo.

                      Annunzio di interpellanza

    PRESIDENTE   Comunico  che  è  stata  presentata  la   seguente
  interpellanza:

      N.  183 - Iniziative al fine di evitare la sospensione,  da
      parte della Tirrenia, della tratta Trapani-Tunisi-Cagliari.
      - Presidente Regione
      - Assessore Turismo
      Firmatario: Oddo Camillo.

   Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il  Governo
  abbia  dichiarato  di respingere l'interpellanza  o  abbia  fatto
  conoscere  il  giorno  in cui intende trattarla,  l'interpellanza
  stessa  sarà iscritta all'ordine del giorno per essere svolte  al
  suo turno.

        Comunicazione di sospensione dalla carica di deputato

    PRESIDENTE   Comunico  che  il  Presidente  del  Consiglio  dei
  Ministri, con proprio decreto del 22 giugno 2004, pervenuto il 29
  giugno   2004,  ha  dichiarato,  ai  sensi  e  per  gli   effetti
  dell'articolo 15, commi 4 bis e 4 ter, della legge n. 55 del 1990
  e  successive  modificazioni,  la sospensione  di  diritto  dalla
  carica   di   deputato  della  Regione  siciliana  dell'onorevole
  Vincenzo Lo Giudice, a decorrere dal 18 marzo 2004.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Avverto   che   successivamente   l'Assemblea   procederà   alla
  temporanea   sostituzione   del   deputato   sospeso   a    norma
  dell'articolo 3 della legge n. 30 del 1994.

        Comunicazione relativa all'interrogazione numero 1636

    PRESIDENTE    Comunico   che   l'iter   dell'interrogazione   a
  risposta  scritta   dell'onorevole  Fleres  ed  altri   n.   1636
   Interventi  urgenti  per la riapertura  della  tratta  di  linea
  ferrata,  ad  uso trasporto merci, che congiunge la  stazione  di
  Bicocca  con  la  zona  industriale di Catania ,   per  la  quale
  l'Assessore per il turismo le comunicazioni ed i trasporti  aveva
  fornito  risposta, annunziata nella seduta n. 218 del  22  giugno
  2004,   è  da  intendersi  concluso  a  seguito  di  delega   del
  Presidente della Regione allo stesso Assessore, formalizzata  con
  nota del 21 giugno 2004, pervenuta alla Segreteria generale il 22
  ed  al Servizio Lavori d'Aula il 23 giugno successivi.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Informo,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno  che nel corso della seduta potrà procedersi a  votazioni
  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Lo Porto


         Determinazione della data di discussione di mozione

    PRESIDENTE   Si  passa  al  II punto  dell'ordine  del  giorno:
  Lettura,  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83,  lettera
  d),  e  153  del  Regolamento interno, della mozione  numero  291
  «Valutazione  dell'operato dell'Ambito  territoriale  ottimale  1
  Palermo nell'affidamento del servizio idrico integrato nell'ATO 1
  Palermo   e   provvedimenti   consequenziali,   degli   onorevoli
  Giannopolo, Cracolici, Speziale e Zago»
   Ne do lettura:

                     «L'Assemblea regionale siciliana

      PREMESSO che:

            l'Ambito   territoriale   ottimale   1   Palermo,
            costituito  ai sensi della legge 4 gennaio  1994,
            n.  36,  come  recepita dall'art.69  della  legge
            regionale  n.10  del 1999, con  bando  pubblicato
            nella  Gazzetta Ufficiale della Comunità  europea
            del  4  ottobre 2003, ha ritenuto di  indire  una
            gara  ad evidenza pubblica per l'affidamento  del
            servizio  idrico integrato nell'A.T.O 1  Palermo,
            avvalendosi   a   tal  uopo  della  deliberazione
            assunta  dall'Assemblea dei sindaci del settembre
            2002,   con  riferimento  al  contesto  normativo
            allora vigente;

            detta  determinazione,  per  l'appunto,  è  stata
            adottata    tralasciando   di   considerare    la
            richiesta,   formulata  dalla   maggioranza   dei
            comuni del medesimo Ambito ed in particolare  dal
            Comune  di  Palermo, di riconsiderare  la  scelta
            effettuata  sulla  modalità  di  affidamento  del
            'Servizio  idrico  integrato'  alla  luce   della
            intervenuta  normativa  di  cui  all'art.113  del
            decreto legislativo 18 agosto 2000, n.267,  Testo
            unico  delle  leggi sull'ordinamento  degli  enti
            locali,  come in ultimo modificato dal comma  234
            della legge 24 dicembre 2003, n. 350;

            la    suddetta   gara,   frattanto   portata    a
            compimento, secondo l'espressa previsione di  cui
            all'art.18  del  bando, si  è  definita  ad  ogni
            effetto  di  legge essendo stata  presentata  una
            sola  offerta rispetto al numero minimo  previsto
            di  'due  o  più offerte valide',  ciò  anche  in
            coerenza  con l'art.5 del D.M. 22 novembre  2001,
            pure richiamato nel bando di gara;

            di  seguito,  il  giorno 25 marzo  2004,  ben  27
            comuni   dell'Ambito  territoriale   in   parola,
            rappresentanti  oltre  il  75  per  cento   della
            popolazione   dello  stesso  Ambito  (considerato
            l'interesse    primario   di    procedere    alla
            riconsiderazione    delle     scelte     relative
            all'affidamento    del    S.I.I.    alla     luce
            dell'intervenuta  riforma  legislativa  e   preso
            atto   dell'esito  infruttuoso  della  gara   già
            esperita) hanno formalmente richiesto a tal  uopo
            (con  nota assunta al n.497 del protocollo  della
            Segreteria Tecnica Operativa dell'ATO  Palermo  1
            in  pari  data)  un'apposita  convocazione  della
            Conferenza  dei  sindaci, ai sensi  del  comma  8
            dell'art.5   della  convenzione  di  cooperazione
            sottoscritta tra i comuni dell'ATO Palermo 1;

            con  la  stessa  istanza,  i  comuni  dell'ATO  1
            Palermo hanno diffidato la Segreteria dell'ATO  a
            porre   in   essere,  in  mancanza  di  ulteriori
            determinazioni  della  Conferenza  dei   sindaci,
            qualsivoglia  ulteriore  attività  o  adempimento
            relativi alla gara di cui in oggetto;

            in   accoglimento  della  citata  richiesta,   il
            Presidente della Provincia regionale di  Palermo,
            quale    soggetto    responsabile    del     solo
            coordinamento   della  Conferenza   dei   sindaci
            dell'ATO,  organo  invece a  competenza  generale
            della  medesima Autorità, con nota prot. 523  del
            2  aprile 2004, ha disposto la convocazione,  per
            il  giorno  19  aprile 2004, con  un  ordine  del
            giorno riportante i seguenti punti:

            1)  Comunicazioni del Presidente della  Provincia
            sulla  gara  indetta con bando  pubblicato  sulla
            GUCE del 4 ottobre 2003;
            2)   riconsiderazioni   e  determinazioni   sulle
            modalità  di  affidamento  del  Servizio   idrico
            integrato  nell'ATO 1 Palermo tenuto conto  della
            risoluzione  del Parlamento europeo  in  data  11
            marzo  2004 ed in base alla intervenuta normativa
            di cui al nuovo art.113 del TUEL;
            3)    considerazioni   e   determinazioni   sulla
            possibilità    di    revisionare    i     confini
            territoriali  dell'ATO  1 Palermo  e  conseguente
            possibilità di creare sub - ATO;
            4)  presa d'atto dell'esito della gara di cui  al
            punto primo e determinazioni conseguenti;
            5)  pianificazione d'Ambito,  di  cui  alla  nota
            n.1836   del   29  marzo  2004  del  Dipartimento
            regionale alla programmazione;
            6) varie ed eventuali;

            la  Conferenza convocata per il giorno 19  aprile
            2004,  pur  essendo  intervenuto  un  numero   di
            comuni  che rappresentano oltre il 75  per  cento
            della   popolazione  dell'intera   provincia   di
            Palermo,  non si è potuta validamente  costituire
            per  mancanza delle condizioni di cui al comma  5
            dell'art.  5  della Convenzione di  cooperazione,
            che  richiede espressamente, per la  validità  di
            detta    costituzione,    la    presenza    della
            maggioranza    assoluta   degli    enti    locali
            convenzionati,   determinata   sia   in   termini
            numerici che di rappresentanza';

            frattanto,  nonostante l'intervenuta  definizione
            della  gara  e nonostante la richiamata  espressa
            diffida dei sindaci, l'ATO 1 Palermo, con  avviso
            pubblicato  sul  'Giornale  di  Sicilia'  del   5
            giugno   2004,  a  firma  del  Presidente   della
            Provincia  regionale di Palermo, ha  deciso,  con
            autonoma    determinazione,   di    indire    una
            'Procedura  negoziata  aperta  per  l'affidamento
            del   servizio   idrico  integrato   nell'ATO   1
            Palermo';

            tale   determinazione,  come   si   legge   nelle
            premesse dell'avviso, sarebbe da ricondursi  alla
            previsione   di   cui   all'art.18   del    bando
            pubblicato   nella  GUCE  del  4   ottobre   2003
            relativo alla procedura andata deserta, che  così
            testualmente recita: 'Ferma restando  la  facoltà
            per  l'Autorità d'Ambito prevista dall'art.13 del
            D.lg.  17.3.1995  e  s.m.i., la  selezione  degli
            offerenti  verrà effettuata dalla Commissione  di
            cui   al  precedente  articolo  12,  secondo  una
            valutazione  tecnica ed un'altra  economica  solo
            in presenza di due o più offerte valide';

   Considerato che:

            l'art.18  del  bando  di  gara  pubblicato  nella
            GUCE,  prevede  - come mera facoltà dell'Autorità
            d'ambito    e    non    certo    come    autonoma
            determinazione  del Presidente dell'Ambito  -  la
            possibilità di ricorrere al disposto  di  cui  al
            citato art.13 del D.L.vo n. 158 del 1995;

            tuttavia,   nel  caso  di  specie,  il   richiamo
            all'art.  13 citato appare non conducente  perché
            questa  norma fa riferimento alla possibilità  di
            ricorrere   ad  una  procedura  negoziata   senza
            pubblicazione  del 'bando quando in  risposta  ad
            una  procedura  con indizione  di  una  gara  non
            siano  pervenute  offerte appropriate,  semprechè
            le  condizioni  iniziali dell'appalto  non  siano
            modificate sostanzialmente';

            nella    fattispecie   che   rileva,   la   norma
            richiamata  non  pare possa trovare  applicazione
            sia  perché  non  si  è  in presenza  di  offerte
            'appropriate',  in quanto alla gara  espletata  è
            stata presentata una sola offerta, sia perché  la
            procedura   di   cui   all'articolo   in   parola
            prevedrebbe,  così come stabilito  al  precedente
            art.12  del  citato D.L.vo n. 158 del  1995,  una
            negoziazione  diretta del soggetto  aggiudicatore
            con i candidati di propria scelta;

            l'avviso  di  gara pubblicato in  data  5  giugno
            2004 determina, invece, l'avvio di un'anomala  ed
            ibrida  procedura  che si definisce  negoziata  e
            nello   stesso   tempo   aperta,   fondendo   due
            differenti sistemi di scelta del contraente,  che
            il  citato articolo 12 distingue per presupposti,
            contenuti e procedura;

            detta      procedura     porta,     di     fatto,
            all'espletamento di una mera trattativa  privata,
            malcelata   da   un'apparente  trasparenza,   che
            condurrà  all'aggiudicazione del  servizio  anche
            in  presenza  di  una  sola  offerta,  così  come
            previsto   dall'art.18,  comma   1,   dell'avviso
            citato;

            per  altro  verso,  la detta procedura  negoziata
            aperta   -   che   si  vorrebbe  effettuare   con
            l'improprio  richiamo  all'art.13  citato  -   si
            appalesa  illegittima  in  quanto  disattende  la
            condizione  di  base  per  la  sua  applicazione,
            ossia   che  non  vengano  mutate  le  condizioni
            iniziali dell'appalto;

            al  riguardo, infatti, va osservato come nel caso
            di  specie sono state sostanzialmente variate  le
            condizioni iniziali dell'appalto, modificando  il
            bando  relativo alla gara in precedenza  indetta,
            in  quanto,  tra  gli  atti  indicati  all'art.10
            dell'avviso  citato, è stato  inserito  un  nuovo
            documento,    denominato   Programma    operativo
            triennale 2004/2007;

            detto  Programma operativo rimodula  radicalmente
            la  previsione  degli  investimenti,  di  cui  al
            Piano   d'ambito   allegato  alla   gara   andata
            deserta,  in conseguenza dei contributi  pubblici
            di  derivazione  comunitaria,  stabilendo,  così,
            una  programmazione temporale e di localizzazione
            degli   interventi  che  varia   in   radice   le
            condizioni     originarie    di     presentazione
            dell'offerta,   proprio  con   riferimento   agli
            investimenti    ed   al   conseguente    sviluppo
            tariffario per la loro copertura;

            peraltro,   detto  documento  di   pianificazione
            operativa  e  finanziaria - in palese  violazione
            dell'art.  2, comma 3 lettera d), e dell'art.  5,
            comma  2  della Convenzione tra i comuni dell'ATO
            -    non    è    stato    sottoposto    all'esame
            dell'assemblea dei sindaci, unico  organo  avente
            nello   specifico   competenza   a   deliberare:'
            ..l'approvazione e l'aggiornamento del  programma
            degli interventi e del piano finanziario ' ;

            la procedura di cui all'art.13 citato, ammesso  e
            non   concesso  che  nella  fattispecie  de   qua
            possano rinvenirsi i presupposti di legge per  la
            sua   applicazione,  necessiterebbe  pur  sempre,
            trattandosi di una mera 'facoltà' della  stazione
            appaltante,    di    un'apposita   autorizzazione
            dell'organo  a  competenza  generale  e,  quindi,
            esclusivamente   della  stessa   Conferenza   dei
            sindaci,  la quale, tenuto conto dell'intervenuta
            normativa  in materia e della specifica richiesta
            della  maggioranza dei sindaci dell'ATO, dovrebbe
            adeguatamente  motivare la scelta da  effettuare,
            valutando    comparativamente    l'avvio    della
            procedura  in  parola  in  relazione  alle  altre
            forme di affidamento del servizio introdotte  dal
            richiamato art.113 del TUEL;

            peraltro, l'arbitrarietà della procedura  avviata
            è    comprovata   dalla   stessa   condotta   del
            Presidente della Provincia regionale di  Palermo,
            il  quale, con nota prot. 523 dell'2 aprile 2004,
            a  sua  stessa firma, ha disposto la convocazione
            della  Conferenza  dei sindaci  -  riconoscendone
            così   la   competenza   -   per   assumere    le
            determinazioni  conseguenti  alla   gara   andata
            deserta  (punti  1  e  4), per  riconsiderare  le
            modalità  di scelta del gestore (punto 2)  e  per
            approvare  la  nuova pianificazione  operativa  e
            finanziaria dell'ambito (punto 5);

            detta   convocazione,  con  l'ordine  del  giorno
            sopra   citato,  evidenzia,  altresì,  la   piena
            consapevolezza  del  Presidente  della  Provincia
            regionale di Palermo a ritenere esaurita di  ogni
            e     qualsivoglia    effetto    giuridico     la
            deliberazione assunta dall'Assemblea dei  sindaci
            nel  settembre 2002, relativa all'indizione della
            gara    andata    deserta,   ed   evidenzia    la
            consapevolezza  della  necessità  di  un'apposita
            determinazione  del  citato  organo,  allo  stato
            inattivo e silente dal settembre 2002;

   Ritenuto che:

            tale  illegittima ed arbitraria determinazione  è
            ancor  di  più grave rilievo in quanto  porta  di
            fatto  alla  privatizzazione del servizio  idrico
            nell'ATO  1  Palermo e ciò, allo  stato,  con  un
            unico sicuro effetto: l'aumento delle tariffe;

            detta    arbitraria   determinazione   interviene
            proprio  in un momento in cui il quadro normativo
            nazionale offre modalità di gestione dei  servizi
            pubblici  alternativi alla concessione  a  terzi,
            imponendo  conseguentemente ai competenti  organi
            di    ponderare   e   scegliere   con    adeguata
            motivazione  tra  le nuove modalità  di  gestione
            dei servizi pubblici e ciò specie nel caso di  un
            servizio  essenziale qual è quello  correlato  ad
            un bene pubblico come l'acqua;

            in  tal  senso,  l'illogica citata determinazione
            assume  rilievi  di estrema gravità  intervenendo
            in   un  momento  in  cui  lo  stesso  Parlamento
            europeo,  nella  seduta dell'11  marzo  2004,  ha
            respinto,  in  sede  di  esame  del  così   detto
            'rapporto   Miller'  sulle  'Strategie   per   il
            mercato    interno    -   priorità    2003-2006',
            l'emendamento  che  prevedeva di  accogliere  con
            favore    le    proposte   di    continuare    la
            liberalizzazione    segnatamente    al    settore
            dell'acqua'    ed    ha,    invece,     approvato
            l'emendamento  di altro tenore testuale,  secondo
            il   quale   'essendo  l'acqua  un  bene   comune
            dell'umanità,  si ritiene che la  gestione  delle
            risorse  idriche  non  debba essere  assoggettata
            alle  norme  interne del mercato, privatizzato  e
            liberalizzato';

            la  stessa  Corte dei conti, Sezione di controllo
            per   la   Regione  siciliana,  nella   relazione
            sull'esito   del   controllo   sull'attività   di
            gestione  dell'Ufficio del  Commissario  delegato
            per  l'emergenza  idrica nella Regione  siciliana
            non  ha  mancato  di rimarcare la necessità  che,
            proprio  in  tema di privatizzazione dei  servizi
            pubblici    ed    alla    luce   dell'intervenuta
            normativa,  concordata in  sede  comunitaria,  si
            debba  considerare  che:'  ..i  recenti  scandali
            delle società private, sia negli stati Uniti  che
            in  Europa, e in particolare in Italia,  inducono
            a  riflettere attentamente su quale debba  essere
            il  giusto punto di contemperamento tra interesse
            economico   e  perseguimento  dell'efficienza   e
            mantenimento  nella  mano  pubblica  di   settori
            pubblici  essenziali  aventi  rilevanza   sociale
            prioritaria',

                    impegna il Presidente della Regione

            anche  nella sua qualità di Commissario  delegato
            per  l'emergenza idrica e ciò anche,  per  quanto
            di  sua competenza, ai fini e per gli effetti dei
            poteri attribuitigli con l'O.P.C.M. n.3299 del  3
            luglio 2003;

            1)  a  diffidare  l'ATO  1 Palermo  a  provvedere
            all'immediata  revoca della 'Procedura  negoziata
            aperta  per  l'affidamento  del  servizio  idrico
            integrato',  di  cui  all'avviso  pubblicato  nel
            'Giornale di Sicilia' del 5 giugno 2004, a  firma
            del  Presidente  della  Provincia  regionale   di
            Palermo;

            2)  a  disporre  la convocazione immediata  della
            Conferenza dei sindaci dell'ATO 1 Palermo  perché
            la   stessa  si  determini  sull'affidamento  del
            servizio     idrico    integrato    alla     luce
            dell'intervenuta normativa in materia di  servizi
            pubblici   locali,  contenuta  nell'art.113   del
            Testo  unico  delle leggi sull'ordinamento  degli
            enti  locali,  come  modificato  dall'art.14  del
            D.L.  30 agosto 2003, n. 269, convertito in legge
            24  novembre 2003, n. 326, e dal comma 234  della
            legge 24 dicembre 2003, n.350;

            3)     a     disporre    un'apposita    ispezione
            amministrativa  per  accertare  e  verificare  la
            correttezza  dell'operato dell'ATO 1  Palermo  in
            ordine  ai  fatti  riportati nella  parte  motiva
            della presente mozione».

                           GIANNOPOLO - CRACOLICI - SPEZIALE - ZAGO

   Dispongo  che  la  mozione  sia demandata  alla  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari perché ne determini la data di
  discussione.


   Presidenza del presidente Lo Porto


   Seguito  della  discussione  del disegno  di  legge   Norme  per
  l'elezione  del  Presidente della Regione siciliana  a  suffragio
  universale  diretto.  Nuove  norme per l'elezione  dell'Assemblea
  regionale   siciliana.  Modifiche  ed  integrazioni  alla   legge
  regionale  20 marzo 1951, n. 29 e successive modificazioni   (nn.
  850-265-338-409-480-498-641-642-660-669-775-779/A- Seguito)

     PRESIDENTE   Si passa al terzo punto dell'ordine  del  giorno:
  Discussione dei disegni di legge:


   Presidenza del presidente Lo Porto


    Si  procede al seguito della discussione del disegno  di  legge
   Norme  per  l'elezione del Presidente della Regione siciliana  a
  suffragio   universale  diretto.  Nuove  norme   per   l'elezione
  dell'Assemblea  regionale  siciliana. Modifiche  ed  integrazioni
  alla   legge   regionale  20  marzo  1951,  n.  29  e  successive
  modificazioni   (NN. 850-265-338-409-480-498-641-642-660-669-775-
  779/A-)
    Invito i componenti la  I Commissione "Affari istituzionali"  e
  la  Commissione speciale per la revisione dello Statuto regionale
  a prendere posto al banco delle commissioni.
      Ricordo  che  l'esame del disegno di legge si era  interrotto
  nella  seduta n. 217 del 17 giugno 2004, dopo l'approvazione  del
  passaggio all'esame degli articoli.

    Dichiaro   chiuso   il  termine  per  la  presentazione   degli
  emendamenti, che era stato  fissato per la giornata di oggi.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                     Per richiamo al Regolamento

     ACIERNO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ACIERNO   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  intervengo
  per  un  richiamo al Regolamento avendo appreso dagli  organi  di
  informazione  che  l'Ufficio  di  Presidenza  ha  finalmente,   e
  sottolineo  finalmente,  deliberato le sanzioni  per  i  deputati
  assenti  ai  lavori d'Aula, e quindi prendo atto con  piacere  di
  questa decisione.
    Mi  corre,  però, l'obbligo, ancora una volta, di   sollecitare
  il  Presidente  dell'Assemblea, in ottemperanza a quanto  sancito
  dal  Regolamento  interno,  di  dare  rappresentanza  in  seno  a
  quell'organismo  al  Gruppo di Nuova Sicilia  che,  a  norma  del
  nostro    Regolamento   interno,   è   regolarmente    costituito
  dall'inizio  della  legislatura e continua a  non  avere  un  suo
  rappresentante.  Ciò rende complicato avere e  potere  esercitare
  un   diritto   e  sentirselo  negato  senza  alcuna  motivazione.
  Aggiungo,  e credo di  parlare a nome di tutti i colleghi,  dalla
  estrema  sinistra  all'estrema  destra,  che  chi  è  preposto  a
  sanzionare  le  assenze ha anche il dovere di iniziare  i  lavori
  all'ora prefissata e non con notevole ritardo.

    PRESIDENTE   Onorevole  Acierno, per  quanto  riguarda  la  sua
  prima  richiesta lei sa che l'Ufficio di Presidenza ha già  dato,
  risposta   attraverso  le  modifiche  approvate  al   Regolamento
  interno, su  sua stessa proposta

    ACIERNO    Il  Consiglio  di  Presidenza  non  ha  titolo   per
  discutere sul Regolamento.

    PRESIDENTE  Per quanto riguarda le sanzioni che abbiamo  deciso
  di  applicare per le assenze, naturalmente ciò  non può  avvenire
  all'inizio  della seduta, e lei che  ha avuto una sia  pur  breve
  esperienza   al  Parlamento  nazionale   sa  bene  che   per   la
  rilevazione  delle  presenze  dei  deputati  in  Aula   si   deve
  necessariamente fare riferimento alle votazioni, mentre  non  può
  essere  sufficiente  la firma apposta dal deputato  sull'apposito
  foglio, ad inizio di seduta.
      Ciò   sarà   applicato  indipendentemente  dalla   puntualità
  dell'inizio della seduta.


   Presidenza del presidente Lo Porto


  Riprende la discussione del disegno di legge numeri 850-265-338-
                409-480-498-641-642-660-669-775-779/A

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE     Signor  Presidente,  chiedo  di  intervenire   per
  illustrare  gli  emendamenti che,  a  nome  del  mio  Gruppo,  ho
  presentato   all'articolo  1,  che  è  fondamentale  per   potere
  stabilire  il  tipo  di legge che noi vogliamo approvare.  Chiedo
  altresì  che  gli  Uffici forniscano   ai deputati  il  fascicolo
  degli emendamenti presentati.
   Diversamente,  se  gli emendamenti non dovessero  essere  pronti
  per  la  distribuzione in  Aula,  chiederei, prima di  proseguire
  nella  discussione,  una brevissima sospensione   per  permettere
  agli  Uffici  di  fornire ai deputati il testo degli  emendamenti
  all'articolo 1.
     In  caso  contrario potrei anche procedere ad  illustrare  gli
  emendamenti a mia firma.

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  si   può   procedere   alla
  discussione sull'articolo 1.

    SPEZIALE    Signor  Presidente,  è  ovvio  che  la  discussione
  sull'articolo  1  deve  tenere  conto  anche  degli   emendamenti
  presentati,  e  che ciascun deputato  si orienta non  solo  sulla
  base  dei propri emendamenti - che già conosce -, ma anche  sulla
  base degli emendamenti presentati  dagli altri colleghi.

    PRESIDENTE   Il fascicolo non è disponibile in quanto  poc'anzi
  ho  dichiarato  chiuso   il termine per  la  presentazione  degli
  emendamenti.

    SPEZIALE   Signor Presidente, chiedo formalmente la sospensione
  dei  lavori  d'Aula per un tempo ragionevole per permettere  agli
  uffici  di  predisporre il fascicolo degli emendamenti   relativi
  almeno   all'articolo  1  per   iniziare  così   la   discussione
  sull'articolo  1  con  gli  emendamenti  già  noti  a   tutti   i
  parlamentari.

    PRESIDENTE    L'onorevole   Liotta   appoggia    la    proposta
  dell'onorevole Speziale.
   Non sorgendo osservazioni resta così stabilito.
   Pertanto,  onorevoli colleghi, la seduta è  rinviata  a  domani,
  mercoledì  30 giugno 2004, alle ore 17.30 con il seguente  ordine
  del giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto


       I   - Affidamento temporaneo delle funzioni di deputato regionale
         supplente a seguito della sospensione dell'onorevole Vincenzo Lo
         Giudice dalla carica di deputato regionale (articolo 3 della
         legge n. 30/1994)
      II   - Comunicazioni
     III   -  Discussione dei disegni di legge:

         1)  Norme per l'elezione del Presidente della Regione siciliana a
             suffragio  universale  diretto.  Nuove  norme  per l'elezione
             dell'Assemblea regionale siciliana. Modifiche ed integrazioni
             alla   legge  regionale  30  marzo  1951, n. 29 e  successive
             modificazioni.  (nn. 850-265-338-409-480-498-641-642-660-669-
             775-779/A) (Seguito)
         2)  Schema di progetto di  legge  costituzionale da   proporre ai
             sensi dell'articolo 18  dello Statuto al Parlamento nazionale
             recante  Modifiche allo Statuto della Regione'. (580-472-578-
             602-652/A) (Seguito).

       IV   - Votazione finale del disegno di legge:

         - Disciplina dell'esercizio dell'attività di ottico  (n. 287/A)

                  La seduta è tolta alle ore 18.48.

   ALLEGATO

   Risposte scritte ad interrogazioni

   FORGIONE   -   LIOTTA.  -  «Al  Presidente   della   Regione   e
  all'Assessore per la sanità, premesso che:

   l'applicazione  della  circolare riguarda la  maggioranza  della
  popolazione  e  ha  già  determinato situazioni  di  caos  per  i
  cittadini e gli operatori della sanità;

   il  Presidente  della Regione, alla luce di ciò, ha  annunciato,
  così  come  emerso  nei  giorni scorsi  dalla  stampa,  di  voler
  rivedere  la circolare e provvedere all'istituzione di un  tavolo
  tecnico;

   ad  oggi  le  disposizioni  fissate  nella  circolare  rimangono
  vigenti e ciò continua a determinare confusione e disorientamento
  tra tutti quei soggetti interessati dal provvedimento;

   per sapere:

   se  non  ritengano urgente provvedere al ritiro della  circolare
  1128  del  2004 e se, in caso contrario, non ritengano necessario
  prevedere procedure più semplificate;

   se,  contestualmente  alla formulazione del  provvedimento,  sia
  stato  stimato  il  numero di cittadini  e  di  nuclei  familiari
  interessati dalla autocertificazione;

   se,  per la categoria di cittadini con reddito inferiore a 36000
  euro,   prevedere   2   distinti  moduli  di   autocertificazione
  rispettivamente  per la farmaceutica e per la  specialistica  non
  rappresenti  un'inutile duplicazione oltre che un dannoso  spreco
  di  risorse per le casse delle AUSL cui è demandata la stampa dei
  modelli in carta autoricalcante;

   se  non  ritengano più opportuno demandare gli adempimenti  agli
  uffici  comunali e di circoscrizione dotati di sistemi anagrafici
  informatizzati allo scopo di:

   adempiere  ai  controlli  di  legge  verificando  da  subito  la
  veridicità della composizione dei nuclei familiari e trasmettendo
  per via telematica i relativi dati alle agenzie delle entrate per
  le   ulteriori  verifiche,  trattandosi  di  attestazione   della
  situazione reddituale;

   non  penalizzare i cittadini residenti nei comuni che  non  sono
  sede di distretto;

   non   sovraccaricare  le  AUSL  e  i  distretti  di  adempimenti
  collegati  alla  situazione reddituale di così  notevole  impatto
  data la numerosità degli interessati;

   se  la  complessità del meccanismo fissato nella  circolare  non
  costituisca  un intollerabile rischio di caos e paralisi  per  le
  altre  attività  delle  aziende sanitarie  e  dei  distretti  più
  direttamente collegate alle loro finalità istituzionali». (1573)

   Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero  1573,  si
  rappresenta quanto segue.
   Con  la  legge  regionale  numero 9 del  31  maggio  2004  si  è
  provveduto,  all'articolo 29, a dare una diversa regolamentazione
  al sistema di partecipazione al costo delle prestazioni sanitarie
  sia farmaceutiche che specialistiche da parte degli assistiti.
   Il  regime delle esenzioni è adesso basato sull'indicatore della
  Situazione economica equivalente del richiedente, con riferimento
  al nucleo familiare (ISEE).
   In  attuazione  del  sopraccitato articolo della  su  richiamata
  legge  regionale,  l'Assessore  regionale  per  la  sanità  dovrà
  fissare  con proprio decreto il valore dell'indicatore  ISEE,  al
  disotto  del  quale  si applica il regime delle  esenzioni  della
  partecipazione   al  costo  delle  prestazioni  farmaceutiche   e
  specialistiche.
   Il   cittadino  che  vuole  certificare  il  proprio  ISEE  deve
  compilare  la  dichiarazione  sostitutiva  unica  con  la   quale
  fornisce  informazioni  sulla  composizione  del  proprio  nucleo
  familiare,  sui redditi ed il patrimonio di tutta la famiglia  ai
  comuni  o  ai Centri di assistenza fiscale (CAF) o alle  sedi  ed
  agenzie INPS presenti sul territorio.
   L'Ente  che  riceve la dichiarazione rilascia gratuitamente  una
  certificazione  contenente  le informazioni  della  dichiarazione
  sostitutiva, che ha validità 12 mesi dalla data di rilascio.
   L'esenzione sarà comprovata dal Medico prescrittore  che,  visto
  il  valore  ISEE  dell'assistito, dovrà farne  all'interno  della
  ricetta   del   SSN   la  casella  R,  scrivendo   accanto   alla
  stessa, ISEE .
   Restano   ferme  le  esenzioni  per  patologia  previste   dalle
  disposizioni nazionali e regionali.
   Tanto in evasione a quanto richiesto.»

                                                        L'Assessore
                            CITTADINI

   NICOTRA. - «Al Presidente della Regione ed all'Assessore per  la
  sanità, premesso che:

   il  decreto legislativo n. 502 del 30 dicembre 1992 afferma  che
  il  Servizio  sanitario nazionale assicura livelli essenziali  ed
  uniformi  di assistenza ed equità nell'accesso all'assistenza  ed
  alle cure;

   la  legge del 23 dicembre 1996, n. 662, all'articolo 1, comma 32
  stabilisce che le regioni individuano le quantità e le  tipologie
  di   prestazioni  sanitarie  che  possono  essere  erogate  nelle
  strutture pubbliche e in quelle private;

   la  legge del 27 dicembre 1997, n. 449, art. 32, comma 8 prevede
  che  le  regioni individuano per gruppi di istituzioni sanitarie,
  cioè  per  tutta la convenzionata esterna o, meglio  ancora,  per
  branca,  i limiti massimi annuali di spesa che il Fondo sanitario
  può sostenere;

   vista  la fase di stallo che sta vivendo la questione legata  al
  rapporto  economico-giuridico tra la Regione Sicilia e  gli  enti
  convenzionati esterni;

   considerato  che giorno 18 c.m. si dovrebbe tenere un  incontro,
  alla  presenza delle parti interessate, con all'ordine del giorno
  il  problema  legato  all'assegnazione del budget  per  gli  enti
  convenzionati esterni;

   ritenuto che:

   dal  complesso  delle norme citate si evince l'esistenza  di  un
  preciso  indirizzo del legislatore atto a far valere  i  seguenti
  principi:

   -  introduzione  del  budget per branca e  non  del  budget  per
  struttura;

   -  piano  annuale  preventivo di spesa che  deve  riguardare  il
  comparto della specialistica nel suo complesso e non per  singole
  strutture;

   -  porre  i  convenzionati esterni in una posizione  egualitaria
  di fronte alla legge;

   per  sapere  quale posizione intenda assumere il  Governo  della
  Regione  in merito alla questione relativa al budget per  branca,
  argomento che dovrebbe essere discusso nella riunione tecnica  di
  giorno 18 c.m.». (1596)

   Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero  1596,  si
  rappresenta quanto segue.
   In  data 20 maggio 2004, è stata convocata dal Presidente  della
  Regione  un'apposita  riunione del tavolo tecnico  per  discutere
  relativamente  alle  proposte di modifica dei  provvedimenti  che
  regolano   la   materia,  a  seguito  della  quale   sono   stati
  concordemente approvati i seguenti punti:
   1) definizione  di budget per branca come sommatoria dei  budget
        delle singole strutture, determinati secondo quanto previsto nel
        D.A. 7 novembre 2002;
  2) compensazione all'interno della branca;
  3) compensazione interbranche;
  4) applicazione dell'extrabudget previsto per il 2002 anche nel
  2003 e nel 2004;
  5) slittamento di dodici mesi dei termini di adeguamento ai
  requisiti organizzativi per l'accreditamento;
  6) determinazione del budget per la lettura R all'interno del
  budget complessivo dell'Azienda unità sanitaria locale.

   Al   fine   di  dare  attuazione  alle  risultanze  dei   lavori
  effettuati dal tavolo tecnico ed alle determinazioni assunte  nel
  corso della riunione sopra citata, il sottoscritto ha con propria
  nota invitato i dirigenti interessati (Dirigente generale del  FS
  e Dirigente preposto all'Ufficio speciale) a provvedere, ciascuno
  per  la  parte di propria competenza, a porre in essere gli  atti
  consequenziali,  ciascuno  per la parte  di  propria  competenza,
  dandone comunicazione ai Dirigenti generali delle AA.UU.SS.LL..».

                                                        L'Assessore
                                             CITTADINI