Presidenza del vicepresidente Fleres
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
BURGARETTA APARO, segretario, dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
Missione
PRESIDENTE Informo che il Presidente dell'Assemblea ,
onorevole Lo Porto, è in missione fuori sede, per ragioni
del suo ufficio.
Comunicazione di riassegnazione di disegno di legge alla
competente Commissione
PRESIDENTE Comunico che il seguente disegno di legge è
stato riassegnato alla competente Commissione legislativa
ai sensi degli articoli 62, 65 e 135 del Regolamento
interno:
AMBIENTE E TERRITORIO
(IV)
- Norme per le cooperative edilizie a proprietà indivisa
per il ripianamento delle esposizioni debitorie (890)
- d'iniziativa parlamentare
- riassegnato in data 20 luglio 2004.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le
seguenti interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 1782 - Delucidazioni sulla nomina del 'Commissario per i
mosaici della Villa' del Casale di Piazza Armerina (EN)
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali
Firmatario: Tumino Carmelo
N. 1784 - Nomina urgente del Commissario straordinario
dello IACP di Messina
- Presidente Regione
- Assessore Lavori Pubblici
Firmatario: Panarello Filippo
N. 1785 - Garanzia sui livelli occupazionali e sullo status
dei lavoratori dell'Azienda Terme di Acireale (CT) in corso
di trasformazione in società per azioni
- Assessore Turismo
Firmatari: Villari Giovanni; Speziale Calogero; De
Benedictis Roberto; Zago Salvatore
N. 1786 - Interventi per accertare e individuare le
responsabilità nella conduzione e gestione dell'Istituto
comprensivo statale di Valverde (CT)
- Assessore Beni Culturali
Firmatario: Villari Giovanni
N. 1787 - Verifica delle procedure eseguite
dall'Amministrazione comunale di Giarre (CT) in materia di
personale
- Assessore Famiglia
Firmatario: Villari Giovanni
Le interrogazioni testè annunziate saranno iscritte
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate se seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta scritta:
N. 1781 - Richiesta di indagine amministrativa sulla
gestione dei parcheggi da parte
dell'Amministrazione comunale di Taormina.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia
Firmatario: Genovese Francantonio
N. 1783 - Notizie in merito all'affidamento del servizio di
assistenza tecnica 'Piano di comunicazione - Azione di
informazione e pubblicità del POR Sicilia QCS obiettivo 1
2000-2006' alle imprese 'Innovazioni culturali s.c.a.r.l.'e
'Markingweb s.r.l.' di Caltanissetta.
- Presidente Regione
- Assessore Bilancio
Firmatari: Ferro Giovanni; Raiti Salvatore
N. 1788 - Attivazione del potere sostitutivo regionale per
l'approvazione del Piano regolatore generale del comune di
Trecastagni (CT).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
Firmatario: Barbagallo Giovanni.
Le interrogazioni ora annunziate sono state già inviate al
Governo.
Comunicazione relativa a nuove procedure di registrazione dei
richiedenti le votazioni qualificate
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, circa le nuove procedure di
registrazione dei richiedenti le votazioni qualificate, ribadisco
quanto comunicato nella seduta numero 225 del 20 luglio 2004.
La Segreteria generale, con gli uffici dell'Assemblea, al fine
di rendere più celeri le procedure di registrazione dei
richiedenti le votazioni qualificate, ha provveduto affinchè
fosse opportunamente modificato il software del sistema
elettronico di voto.
Pertanto, nelle ipotesi previste dal Regolamento, in caso di
richiesta di votazioni qualificate, la Presidenza attiverà le
procedure di registrazione e verifica del numero dei richiedenti
servendosi del sistema elettronico di voto.
I deputati richiedenti, dopo avere inserito nell'apposito
terminale la tessera personale di voto, dovranno formalizzare la
richiesta di votazione qualificata premendo uno qualsiasi dei
tasti del sistema di votazione elettronica. L'operazione predetta
potrà effettuarsi esclusivamente nell'arco di tempo intercorrente
tra l'apertura e la chiusura della registrazione disposta dalla
Presidenza.
Il sistema di voto, verificata la congruenza del numero dei
richiedenti con le diverse ipotesi previste dal Regolamento
d'Aula, provvederà alla registrazione dei deputati richiedenti
dando il consenso per le successive operazioni di voto. Per
evitare di vanificare l'efficacia del procedimento, ricordo che è
necessario essere muniti di tessera di voto la cui acquisizione,
per coloro che ne fossero sprovvisti, sarà possibile presso gli
assistenti parlamentari d'Aula al momento dell'ingresso in Aula.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
Seguito della discussione del disegno di legge «Norme per
l'elezione del Presidente della Regione siciliana a suffragio
universale diretto. Nuove norme per l'elezione dell'Assemblea
regionale siciliana. Modifiche ed integrazioni alla legge
regionale 20 marzo 1951, n. 29 e successive modificazioni» (nn.
850-265-338-409-480-498-641-642-660-669-775-779/A)
PRESIDENTE Si passa al punto secondo all'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di
legge «Norme per l'elezione del Presidente della Regione
siciliana a suffragio universale diretto. Nuove norme per
l'elezione dell'Assemblea regionale siciliana. Modifiche ed
integrazioni alla legge regionale 20 marzo 1951, n. 29 e
successive modificazioni» (nn. 850-265-338-409-480-498-641-642-
660-669-775-779/A), posto al numero 1).
Invito i componenti la prima Commissione Affari Istituzionali
e la Commissione speciale per la revisione dello Statuto
regionale a prendere posto al banco delle Commissioni.
Ricordo che l'esame del disegno di legge si era interrotto
nella seduta n. 225 del 20 luglio 2004 dopo la discussione
generale sull'articolo 2 e i relativi emendamenti. Si passa,
pertanto, all'esame degli emendamenti.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
Sull'ordine dei lavori
ACIERNO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
chiedere alla Presidenza, prima di procedere alle votazioni degli
emendamenti all'articolo 2, di comunicare, ove possibile, quali
emendamenti sono stati dichiarati ammissibili, quali no, e quali
sono stati o saranno ritirati da parte dei firmatari. Ciò al fine
di dare all'Aula il quadro completo della situazione, tenuto
conto peraltro che di fatto l'articolo 2 rappresenta tutta la
legge elettorale.
Onde evitare di navigare a vista, se preventivamente potessimo
essere informati su quali emendamenti saranno messi in votazione,
sarebbe cosa opportuna per i lavori d'Aula.
PRESIDENTE Onorevole Acierno, la Presidenza ritiene molto
opportuno il suo intervento, anche perché, trattandosi della
parte più significativa del disegno di legge, è necessario che
l'Aula sia particolarmente attenta alle procedure di voto. La
Presidenza si farà carico di volta in volta di precisare
l'ammissibilità o meno dell'emendamento.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
Riprende la discussione del disegno di legge nn. nn. 850-265-
338-409-480-498-641-642-660-669-775-779/A)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione
l'emendamento 2.11.
Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 2.1.
Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 2.57.
Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Dichiaro decaduto l'emendamento 2.41 per assenza in Aula del
firmatario.
Pongo in votazione l'emendamento 5.5.
Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Onorevoli colleghi, dichiaro improponibili gli emendamenti
2.12, 2.13 e 2.14.
Pongo in votazione l'emendamento 2.15.
Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 2.39.
Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 2.28, di identico contenuto
agli emendamenti 2.2, 2.8, 2.26, 2.42 e 2.40.
FORGIONE Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, credo che siamo in presenza di
uno sfilacciamento della discussione e forse non ci rendiamo
conto di cosa stiamo già votando con questo emendamento.
Ritengo che questo sia il modo peggiore per approvare una
legge elettorale e tutto il Parlamento si sta assumendo una
gravissima responsabilità.
Reputo che sia necessario un attimo di riflessione, e ancora lo
chiedo ai presidenti dei Gruppi parlamentari della maggioranza.
Questo Parlamento si sta assumendo la responsabilità di
cancellare dalla rappresentanza non liste fai da te , liste che
nascono ed esistono nelle province, che durano il tempo di una
stagione e poi, magari in questo Parlamento, trasmigrano da un
gruppo ad un altro, cambiando casacca e cambiando partito, ma si
sta assumendo la responsabilità di cancellare forze politiche
radicate, che hanno una storia, una tradizione, un insediamento.
Parlo per me, altri possono parlare per loro: vi state
assumendo la responsabilità di cancellare il quarto partito
italiano, Rifondazione comunista, dal Parlamento siciliano.
E' questa la vostra responsabilità democratica, lo dico anche
ai presidenti dei Gruppi parlamentari del centro-destra, lo dico
all'UDC che ha una proposta di legge al Parlamento nazionale con
uno sbarramento al 2,5 per cento in un Parlamento che viene
eletto con il sistema uninominale maggioritario.
E lo ripeto a voi: ci si può fermare un attimo a riflettere?
Il clima è questo: ci si dice di stabilire lo sbarramento del 4
per cento come a livello nazionale, ma voi non siete così
sciocchi da non capire che il 4 per cento a livello nazionale
agisce su un sistema elettorale dove i deputati vengono eletti
nei collegi uninominali, tanto è vero che né l'UDC, né il
vecchio CCD, né il CDU, né la Lega hanno preso un solo deputato,
ma hanno gruppi parlamentari di sessanta deputati perché sono
stati eletti con i voti di Alleanza nazionale, di Forza Italia e
dell'intera coalizione.
La Camera, al Parlamento italiano, ha quarantadue gruppi
parlamentari, eppure quelli che hanno superato lo sbarramento
del 4 per cento nello schieramento di centrodestra sono solo due:
Alleanza nazionale e Forza Italia; nello schieramento di
centrosinistra - un gruppo parlamentare comprende i Comunisti
italiani, i Verdi, il SDI che non hanno superato il 4 per cento -
gli unici tre partiti che hanno superato lo sbarramento sono
Rifondazione comunista, DS e la Margherita, perché lì i deputati
vengono eletti nel collegio uninominale dove i voti sono della
coalizione e successivamente si costituisce il gruppo
parlamentare.
Qui, invece, ci proponete un sistema proporzionale dove non c'è
il voto della coalizione, non ci sono i collegi uninominali,
tuttavia cancellate una forza politica reale, così come qualcuno
la voleva cancellare a livello nazionale.
Di questo vi state assumendo la responsabilità E quando ci
proponete di discutere sul 4 per cento, come a livello nazionale,
non se ne può solo discutere. Gli sbarramenti hanno una logica,
c'è uno sbarramento legato ad un sistema elettorale e un altro
legato ad un diverso sistema elettorale.
E, qui, non solo applicate uno sbarramento reale, quello dei
collegi su base provinciale dove una forza media o anche piccola
non ha possibilità di accesso in nessuna provincia che non siano
le due province maggiori, ma escludete già in principio la
possibilità di accesso a partiti come Rifondazione comunista, ma
anche ad altri partiti, ad esempio Nuova Sicilia, Patto per la
Sicilia, ai socialisti, escludete ad alcuni partiti la
possibilità di accedere in province medie e piccole, quali Enna,
Caltanissetta, Ragusa, Siracusa, Trapani, Agrigento. Poi
stabilite lo sbarramento del 5 per cento. Guardate che è un gioco
che può fare anche piacere a qualche partito del centrosinistra
che ha la necessità di cancellare le forze critiche che pure nel
centro-sinistra non ci sono.
So bene che ci sono partiti che possono facilmente fare
alleanze elettorali perché rappresentano logiche localistiche o
perché rappresentano singole individualità e ci sono altri
partiti, proprio perché hanno una caratterizzazione ideologica -
vorrei dirlo anche agli amici del centrodestra -, non possono
farlo, ma rappresentano domande, bisogno ed entità reali che
vivono nella società e che con questo articolo, invece, volete
escludere dal Parlamento.
E' possibile fermarsi a discutere E' vero che le leggi
elettorali vengono esitate dai Parlamenti e non dai governi, ma
mi chiedo se sia possibile approvare una legge elettorale con
soli due rappresentanti al banco del Governo.
Stiamo parlando della legge elettorale, cioè delle regole del
gioco in questa Regione. Se così è, fatela pure questa legge,
però sappiate quello che state facendo, ne siate coscienti tutti:
stiamo facendo la legge elettorale e non c'è il Presidente della
Regione, non c'è il vicepresidente della Regione, manca tutto il
Governo.
Ma di cosa stiamo discutendo, delle variazioni di bilancio? Lì
ci siete tutti perché dovete portare a casa le vostre prebende,
adesso che bisogna stabilire le regole della democrazia non c'è
nessuno. E' una vergogna, questo lascia un segno di immoralità in
questo Parlamento.
Ripeto, lo potete fare, state facendo una legge che stabilisce
che in questo Parlamento entrano cinque partiti.
Non abbiamo nemmeno la dignità di fermarci a discutere, si fa
come fanno gli Ultras: il mio gruppo ha deciso a maggioranza e
non si può discutere . Della maggioranza di un gruppo si impone
il vincolo ed il ricatto su una coalizione per non potere poi
discutere con l'insieme del Parlamento.
Sapete qual è la mia posizione, l'ho esposta ieri, è la più
radicale, i miei emendamenti sono i più radicali di qualunque
altro emendamento del centrosinistra, in quanto ripristinano il
collegio regionale, il proporzionale puro, poiché sono avversi
anche all'elezione diretta del Presidente della Regione.
Come ben sapete siamo l'unico partito, tra centrodestra e
centrosinistra, che ha votato contro il Presidenzialismo perché
la nostra ispirazione è parlamentarista, però ho detto anche di
ragionare sulla riduzione del danno per far sì che questa legge
possa essere vissuta come una legge iniqua ed ingiusta, ma che
può essere utilizzata. Non vi basta nemmeno questo
Pertanto, signor Presidente, credo che si sta assumendo una
responsabilità grave. Ho parlato su questo emendamento che è
quello più radicale, che sopprime il 5 per cento. Vorrei
ascoltare le vostre posizioni sugli altri emendamenti che
graduano la possibilità di uno sbarramento.
Una cosa non si può fare discutendo di legge elettorale: che
non ci sia una volontà di ascolto, che ci sia solo una volontà ed
una vocazione maggioritaria tesa a cancellare, attraverso un
meccanismo istituzionale, realtà, identità, domande e bisogni che
vivono nella società.
Non credo che state elaborando una legge che stimola la
partecipazione, state attuando una legge che incentiva
all'abbandono, alla passivizzazione e, se così sarà, anche
all'astensionismo.
Una cosa è chiara per Rifondazione Comunista: nessuno ci può
costringere al suicidio né al momento dell'elaborazione della
legge, né al momento del voto.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Congedi
PRESIDENTE Comunico che gli onorevoli Granata, Neri, Rotella,
Cristaudo, Castiglione, Cimino e Pagano hanno chiesto congedo
per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Sull'ordine dei lavori
SPEZIALE Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, dopo vari
tentativi, messi in campo anche da lei signor Presidente, per
trovare, come è giusto che sia sulla legge elettorale, un
terreno il più largo possibile dentro il Parlamento e una
convergenza, la più larga possibile, rischiamo di andare avanti
nei lavori d'Aula con una logica di maggioranza contrapposta
all'opposizione sulla legge elettorale.
Penso che questo non sia il modo più utile per valorizzare il
lavoro del Parlamento. Pertanto, mi permetto sommessamente di
sollevare l'esigenza di una sospensione dei lavori e formalmente
chiedo un incontro con i partiti del centrodestra per ripartire
dalla valutazione fatta ieri attorno allo sbarramento, visto che
costituisce l'emendamento centrale, e di sospendere i lavori per
un'ora al fine di avviare questo incontro con il centrodestra per
trovare una mediazione possibile.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, c'è una proposta di
sospensione avanzata dall'onorevole Speziale. Ai sensi del
Regolamento deve intervenire un deputato che si esprima contro
tale proposta.
LEONTINI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEONTINI Signor Presidente, onorevoli colleghi, il disegno di
legge pervenuto in Aula contiene delle soluzioni che non sono
state formulate gratuitamente, esso è stato esaminato in
Commissione e poi trasmesso all'Aula sulla base di una prima
attività di confronto tra i Gruppi parlamentari, tra gli
schieramenti e le coalizioni, tant'è che porta la firma di due
rappresentanti delle coalizioni.
Per quanto riguarda la coalizione del centrodestra - di cui
faccio parte - il disegno di legge è stato firmato
dall'onorevole Infurna, per quanto riguarda la coalizione del
centrosinistra a firmare il disegno di legge è stato un
autorevole rappresentante della coalizione, l'onorevole
Crisafulli.
Abbiamo concordato le soluzioni contenute nel disegno di legge
e le abbiamo trasmesse prima alla Commissione di merito e poi
all'Aula. E se è vero che i titolari del disegno di legge sono
gli onorevoli colleghi che ho citato, è altrettanto vero che alla
base dell'elaborazione del testo del disegno di legge c'era un
accordo di massima; viceversa gli onorevoli Infurna e Crisafulli
non si sarebbero prestati ad apporre la firma a un disegno di
legge astratto e privo di finalità.
SPAMPINATO Non è così.
LEONTINI L'onorevole Spampinato sostiene che era un
canovaccio, una base, una condizione per un prosieguo del
confronto.
SPAMPINATO Non era stato formulato a nome di una coalizione.
LEONTINI Personalmente, non so se nel centrosinistra non c'è
stato un dibattito, ma all'interno del centrodestra c'è stato,
tant'è che le soluzioni che abbiamo inserito nel disegno di legge
rimangono alla base della nostra posizione.
Ieri e questa mattina sono state sollevate argomentazioni prive
di fondamento, perché a modificare il percorso rispetto al
contenuto del disegno di legge non siamo stati noi del
centrodestra, bensì i nostri colleghi del centrosinistra che
hanno chiesto più volte di modificare il percorso. E' legittimo;
infatti, quello strumento serviva come canovaccio per un
confronto.
Però devo puntualizzare che a stravolgere tutte le previsioni
contenute in quel disegno di legge sono stati i colleghi del
centrosinistra, i quali prima si sono prestati a presentare il
disegno di legge in quella stesura, adesso ad ogni pie' sospinto
lo stanno modificando.
Non è la legge del Polo, non è una la legge blindata che sta
mortificando il Parlamento perché porta la firma di uno dei più
autorevoli rappresentanti del centrosinistra.
Tuttavia, ieri, durante l'attività di confronto tra i due
schieramenti, avevamo manifestato la disponibilità anche a
ridurre la clausola di sbarramento dal 5 al 4 per cento; però,
da parte del centrosinistra c'è stato risposto, modificando tutte
le previsioni contenute nel disegno di legge, che la proposta era
invece di segno diverso, che non andava bene, nonostante la pausa
di riflessione di un'ora presa per verificare la praticabilità di
accettare come soluzione la riduzione della percentuale.
Il centrosinistra avanzava successivamente la proposta di
andare ad una soluzione che passasse dal 5 al 2 per cento, e
ancora non va bene; il voto deve essere disgiunto, ma avevamo già
votato l'articolo 1 che è in contrasto con il voto disgiunto; non
va più bene la preferenza che deve essere multipla, addirittura
multipla e di genere, quando noi abbiamo già verificato - e più
volte dichiarato - che la preferenza multipla e di genere,
secondo noi, riveste anche un carattere di incostituzionalità.
Quindi, non è la legge blindata del Polo, è una legge frutto di
una riflessione congiunta che, caso mai, per tatticismi è stata
oggetto di modifiche da parte dei colleghi del centrosinistra.
Abbiamo inteso, in modo aperto e trasparente, consegnare
all'Aula un canovaccio che fosse indicativo delle soluzioni sulle
quali potevamo confrontarci. Da parte dei colleghi del
centrosinistra c'è stato un gioco al tatticismo e alla modifica
esasperata di tutti i contenuti di quella legge ed oggi ci fanno
capire che il confronto non voleva essere aperto, ma piegato alle
esigenze del tatticismo interno.
Pertanto, se ci sono esigenze di tatticismo interno non sono le
nostre e, quindi, non siamo favorevoli ad andare avanti ad
alimentare i tatticismi.
Sin dall'inizio, abbiamo evitato questi tatticismi e abbiamo
voluto un confronto aperto e tale deve rimanere, per questo
siamo contrari all'interruzione.
PRESIDENTE Grazie onorevole Leontini.
CRACOLICI Chiedo di parlare a favore della proposta
dell'onorevole Speziale.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
la richiesta di sospensione fatta dal collega onorevole Speziale,
nasca, innanzitutto, dall'esigenza di non interrompere, già
all'inizio dell'esame di questa legge, quel filo di sottile
dialogo che si è cercato in qualche modo - o meglio, in tutti i
modi - di mantenere, siamo tutti consapevoli di fare una legge
elettorale che sia largamente condivisa.
L'obiettivo riposto nella sospensione è di approfondire, di
consentire un ulteriore momento di riflessione alla luce di
quanto dichiarato dal collega Leontini in riferimento al fatto
che il testo è stato esitato dalla Commissione.
Desidero dire al collega Leontini - anche in contrasto con
alcuni colleghi del mio schieramento politico che magari
propendono per la tesi che è meglio non fare nessuna legge
elettorale e lasciare alla cabala le sorti del rinnovo del
Parlamento siciliano - che noi ci siamo battuti, sin dall'inizio
di questa legislatura, affinché questo Parlamento emani una nuova
legge elettorale; il fatto, quindi, di aver favorito che il
testo di tale legge fosse partorito dalla Commissione ed esitato
per l'Aula, nasceva dall'obiettivo di sottoporre, finalmente,
all'esame del Parlamento la riforma elettorale.
Ciò non toglie, onorevole Leontini e colleghi della
maggioranza, che ci sono aspetti di questo testo che ci lasciano
perplessi, compreso lo sbarramento al 5 per cento, che
costituisce una novità e, per la verità, modifica la ratio stessa
della norma che prevede che invece 80 parlamentari vengano eletti
in regime proporzionale seppure nei Collegi provinciali e,
quindi, di fatto, si ha l'introduzione di uno sbarramento di
Collegio.
Il paradosso, onorevole Leontini, è che con questo sbarramento
noi impediremo anche l'elezione di deputati di formazioni
politiche che raggiungono il quorum previsto nel proprio Collegio
elettorale. E' evidente che il meccanismo di questo doppio
sbarramento, perché così è, finisce per determinare la violazione
di un principio democratico e cioè un parlamentare che viene
eletto nel proprio Collegio non può essere eletto in ragione del
fatto che non ha ottenuto una percentuale che gli consenta di
garantire quel principio.
Credo che i colleghi della maggioranza hanno l'interesse, come
noi, di individuare una soluzione che possa, in qualche modo,
favorire la possibilità che il testo, alla fine, sia largamente
condiviso; ecco perché mi appello, ancora una volta, ai colleghi
della maggioranza di accettare - parlo al muro - la possibilità
di un ulteriore approfondimento e riflessione al fine di
determinare una soglia di sbarramento che sia accettabile e che
non violi quel principio a cui mi riferivo prima.
Oltre tutto, e chiudo, ieri lo stesso collega Leontini, assieme
ai colleghi della maggioranza, avevano, in qualche modo,
ipotizzato una riduzione al 4 per cento o addirittura al 3 per
cento della soglia di sbarramento.
Non capisco perché questa rigidità questa mattina alla luce del
fatto che possiamo raggiungere un obiettivo politico che è, alla
fine di tutto il Parlamento, di avere una legge che sia
maggiormente condivisa.
PRESIDENTE Onorevole Cracolici, per la verità, i tentativi
esperiti per tentare di trovare una soluzione più ampiamente
condivisa sono stati tanti. Anche la Presidenza, come lei sa, ha
provato a stabilire un percorso che potesse essere condiviso da
una maggioranza più ampia e, tuttavia, non mi pare che questo sia
stato possibile.
Pertanto, ai sensi del combinato disposto degli articoli 110 e
85 del Regolamento, pongo in votazione la richiesta di
sospensione avanzata dall'onorevole Speziale.
Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvata)
CRACOLICI Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, è evidente
che la condizione di ripetere, a pochi minuti, l'intervento per
dichiarazione di voto, dopo aver sostenuto la richiesta di
sospensione, inevitabilmente mi porterà a ripetere anche il
contenuto delle cose che ho detto qualche minuto fa.
Credo, colleghi, che tutti noi stiamo facendo un errore
E lo dico innanzitutto alla maggioranza che credo più degli
altri ha interesse a far sì che questa legge elettorale sia
considerata la legge del Parlamento siciliano.
E' evidente che il principio di maggioranza sulle regole
democratiche è valido fino a un certo punto. E' anche una
concezione che addirittura impedisce la possibilità di
interrompere qualunque dialogo, costituisce una violazione di un
principio che oggi tocca al centrodestra, e mi auguro che non
tocchi mai al centrosinistra, laddove divenisse maggioranza di
questo Parlamento e giungesse alla determinazione di realizzare
una legge costruita con l'assenza di qualunque dialogo con la
minoranza.
Continuo a pensare che questa soglia di sbarramento, introdotta
artificiosamente nel testo della legge elettorale, sia sbagliata,
e lo è non solo per le ragioni espresse dal collega Forgione, ma
anche perché l'unico sbarramento che esiste nei sistemi
elettorali vigenti al momento nel Paese è quello riguardante
l'elezione della Camera dei Deputati, introdotto a seguito di un
referendum, si tratta di una legge parzialmente maggioritaria,
avendo introdotto una soglia di sbarramento nella quota
proporzionale pari al 4 per cento.
E' evidente, quindi, che la soglia del 5 per cento è una soglia
che inevitabilmente ha l'obiettivo di fotografare una condizione
politica con il celato ma evidente obiettivo di cancellare dal
Parlamento siciliano formazioni politiche storiche, poiché i
risultati sono abbastanza storicizzati per le formazioni
politiche e hanno una percentuale che può oscillare entro certi
limiti. quello che puo l'elezione diretta del Presidente.
Ecco, perché, credo che sia necessario modificare, ripeto
modificare, la soglia di sbarramento al fine di consentire la
rappresentanza politica, nel Parlamento siciliano, di formazioni
che abbiano un ruolo, un rilievo, non soltanto regionale, ma
anche di tipo nazionale.
Insisto su questa richiesta, affinché la maggioranza sia
consapevole del fatto che rendere formazioni politiche
extraparlamentari nell'ambito della Regione siciliana non sia un
aiuto alla democrazia.
Ecco, perché, ritengo che la parlamentarizzazione delle
formazioni politiche sia un valore della democrazia. E, pertanto,
rinnovo l'appello al centro-destra al fine di verificare e
valutare la soglia possibile nella quale ci si possa riconoscere
in maniera più larga.
E' evidente che, laddove non fosse così, si determinerebbe una
condizione di difficoltà nel procedimento di questa legge
elettorale.
Credo che ci siano le condizioni perché la legge elettorale
possa essere fatta serenamente ed anche nell'arco di poche ore.
Rinnovo l'appello al centro-destra, ai Capigruppo del centro-
destra ed anche ai soggetti politici del centro-destra, affinché
sia individuata una soglia che possa maggiormente essere
condivisa dal Parlamento siciliano.
In ogni caso, annuncio il mio voto favorevole a questo
emendamento, laddove non si determinino condizioni di
ripensamento rispetto alla soglia prevista, attualmente, nello
schema di legge contenuto.
ORTISI Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
invitarvi a riflettere soltanto per un attimo sulla richiesta di
sospensione di un'ora, avanzata dall'onorevole Speziale e per
giustificare, formalmente, il mio intervento propongo una
sospensione di 55 minuti, considerato che abbiamo già votato la
sospensione di un'ora.
Vi invito a riflettere sul fatto che se l'opposizione si
organizza con gli strumenti parlamentari, sicuramente varcheremo
la soglia di un'ora. Se cominciamo a chiedere la verifica del
numero legale, evidentemente, di ore ne perdiamo molte di più col
risultato che si arriverebbe al paradosso che mentre il centro-
destra fa auto-ostruzionismo dal punto di vista dei tempi, il
centro-sinistra chiede soltanto la possibilità di riflettere,
ulteriormente, in ordine alle trattative.
Lei, signor Presidente, giustamente, osservava - ed io ne sono
testimone diretto - che lei si è speso, e in misura notevole, in
prima persona per addivenire a conclusioni condivise, ma le
trattative, per definizione e per etimologia, non finiscono mai,
altrimenti, non sarebbero trattative.
Pertanto, riformuliamo la richiesta di sospendere i lavori per
55 minuti ed invitiamo i colleghi del centro-destra ad addivenire
a quanto da noi richiesto perché, diversamente, perderemo molte
più ore.
PRESIDENTE Onorevole Ortisi, non mi sembra che ci sia questa
disponibilità.
ORTISI Signor Presidente, faccia parlare una persona a favore
ed una contro in merito alla proposta di sospensione dei lavori.
PRESIDENTE Onorevole Ortisi, lo farò senz'altro, vorrei però
che questo non diventasse un metodo di conduzione dei lavori
d'Aula.
Onorevoli colleghi, ho la sensazione - anche se la funzione
che sto esercitando, in questo momento, mi impedirebbe di fare
questa considerazione -, ma ripeto ho la sensazione che ci sia
un'Aula determinata e che, tutto quello che può essere posto in
essere, che si può verificare sul piano della tattica, dei tempi,
degli interventi, delle dichiarazioni di voto, serva
esclusivamente a ritardare di qualche ora o di un giorno l'esito
finale di questo disegno di legge.
Credo che anche questa sia una valutazione che ciascun
deputato e ciascun Gruppo parlamentare debba fare.
ORTISI Signor Presidente, il mio intervento era per favorire
l'andamento dei lavori.
PRESIDENTE Onorevole Ortisi, vorrei approfittare della sua
richiesta, di buon senso per carità, e per la seconda ed ultima
volta, relativamente a questa procedura, che non ripeterò più,
concederò la facoltà di parlare ad un deputato a favore e ad uno
contro, dopo di che, onorevoli colleghi, non seguirò più tale
procedura, perché, spero vi rendiate conto come questa non sia la
strada giusta da percorrere.
Ha chiesto di intervenire contro la proposta di sospensione
formulata dall'onorevole Ortisi, l'onorevole Acierno. Ne ha
facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, proprio per
l'economia dei lavori d'Aula, avendo chiesto, precedentemente, di
intervenire per dichiarazione di voto, approfitto e cercherò di
spiegare, in un unico intervento, una serie di ragioni che,
innanzitutto, partono dalla assoluta volontà da parte delle forze
parlamentari di arrivare in Aula con il più ampio consenso
possibile rispetto alla legge elettorale.
C'è una richiesta di un ulteriore tentativo di mediazione e
tutti abbiamo ascoltato l'appello del rappresentante di
Rifondazione comunista. Comunque, non è vero, signor Presidente,
che da parte dei Gruppi di maggioranza non c'è stata la volontà
di cercare di arrivare in Aula con il più ampio accordo
possibile, ma la mediazione deve avere anche un limite perché,
altrimenti, non si finisce mai di mediare.
La maggioranza ha sicuramente la coscienza a posto, in quanto,
fino all'ultimo ha tentato di trovare il punto di mediazione; il
problema è stabilire che cosa si intenda per mediazione. Una
classica legge fotografia?
Personalmente, sono rappresentante di uno dei cosiddetti
partiti minori o di quei partiti che rischierebbero di sparire a
causa di questa legge elettorale, eppure, ho sempre sostenuto che
lo sbarramento del 5 per cento rispetto a una rappresentanza
parlamentare, in considerazione dei votanti in Sicilia, è una
percentuale bassa; l'ho sempre detto e sostenuto: una
rappresentanza parlamentare del 5 per cento corrisponde a circa
120 mila elettori in tutta la Sicilia, non è un numero
consistente, ma poiché ci siamo innamorati delle percentuali, ho
sempre sostenuto che il 5 per cento era il minimo e lo ha
sostenuto anche Nuova Sicilia senza tenere conto delle ragioni
del proprio partito.
Non abbiamo collaborato a scrivere una legge partendo dalla
salvaguardia di noi stessi, abbiamo tentato, come sempre facciamo
nell'attività legislativa, di cercare di produrre la migliore
legge e siamo convinti che questa legge ha cose perfettibili, ma
là scattano altri meccanismi.
Se si fa parte di una maggioranza, non si può sempre
pretendere di avere tutto ciò che si vorrebbe avere. C'è un
momento in cui bisogna anche accettare le regole di una
maggioranza, ma la richiesta di mediazione, a mio avviso, è stata
posta in termini scorretti, perché fa emergere una non verità che
vorrei, ulteriormente, ribadire.
Non è vero che la maggioranza ha negato il dialogo; la
maggioranza, ieri, era arrivata a proporre uno sbarramento fino
al 3 per cento e le è stato risposto che lo sbarramento non deve
essere superiore al 2 per cento. E' lì che si è interrotta
definitivamente la mediazione, e si è interrotta perché non era
più mediazione, signor Presidente. Rischiavamo, infatti, di
formulare una legge che non avrebbe dato agli elettori siciliani
un modello elettorale, ma avrebbe identificato, praticamente, chi
veniva eletto e chi no. E questo non era possibile.
Ma oggi si ritorna ad un tentativo di mediazione che viene
richiesto attraverso l'interruzione dei lavori. In realtà è già
nell'Aula
Abbiamo presentato una serie di emendamenti che abbassano la
percentuale del 5 per cento partendo dall'1 per cento e così a
scalare. Allora, credo che per risolvere i problemi non ci sia
volontà più autorevole di quella dell'Aula che è sovrana.
Vorrei ricordare soprattutto ai colleghi di Rifondazione
Comunista che vero è che forse storicamente con uno sbarramento
al 5 per cento rispetto ai loro dati elettorali potrebbero non
avere rappresentanti in questo Parlamento, ma è anche vero,
perché ho sentito le parole dell'onorevole Forgione, che ci sono
partiti con altrettanta dignità parlamentare che non avendo
ottenuto il 4 per cento nazionale non hanno trovato
rappresentanza nel Parlamento nazionale; ma questo non ha fatto
scattare il meccanismo di salvaguardia della rappresentanza
parlamentare.
FORGIONE Hanno dei collegi, però
ACIERNO Onorevole Forgione, penso all'onorevole Di Pietro
che, sicuramente, non siede nei seggi del Parlamento nazionale
perché il suo partito non ha ottenuto il 4 per cento, pur avendo
una sua dignità parlamentare, ma sicuramente non ha chiesto che
si faccia una legge che preveda che l'Italia dei valori abbia il
diritto di sedere nel Parlamento nazionale.
E' il popolo che sovranamente stabilisce chi ha il diritto di
sedere o meno e noi abbiamo il dovere di rispettare tale
decisioone, E lo dico io - che vengo richiamato, ripetutamente,
dal mio partito - pur essendo assimilato alle forze politiche che
potrebbero scomparire dal Parlamento siciliano.
Lo ripeto, noi riteniamo che, forse, senza bisogno di
mediazione questa percentuale del 5 per cento sia errata
tecnicamente, perché in Sicilia col 5 per cento si creerebbe
un'anomalia.
Un qualunque partito che compete a livello nazionale e
raggiunge in ogni Regione il 4 per cento, ha diritto a
partecipare alle Assemblee del Parlamento nazionale, in Sicilia
ha bisogno del 5 per cento.
Allora non era una mediazione quella che Nuova Sicilia ha
tentato di fare in seno alla maggioranza, era semplicemente un
ragionamento logico. Se esiste un paletto del 4 per cento
nazionale, perché in Sicilia c'è l'anomalia del 5 per cento?
Era logico parlare di un paletto del 4 per cento che non
avrebbe risolto i problemi di Rifondazione Comunista, ma non c'è
stata data la possibilità di discutere del 4 per cento che,
peraltro, non vuole essere una limitazione. Nonostante questa
riflessione Nuova Sicilia continuerà a sostenere la legge e la
sua maggioranza attestando il voto favorevole sullo sbarramento
al 5 per cento.
PRESIDENTE Ha chiesto di intervenire a favore della proposta
di sospensione formulata dall'onorevole Ortisi, l'onorevole
Speziale. Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, avendo già
apprezzato, nel corso della giornata di ieri, il lavoro di
mediazione da lei svolto, la inviterei ad evitare che ci siano,
attraverso il voto, ulteriori contrapposizioni tra gli
schieramenti e a tentare la via del dialogo, evitando che si vada
a un voto. Faccio appello, pertanto, alla sua autorevolezza
affinché sospenda i lavori d'Aula per il tempo necessario,
mezz'ora almeno, ed in questo lasso di tempo convochi i Gruppi
parlamentari al fine di riannodare le fila del dialogo per poi
giungere in Aula con maggiore accordo.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, vorrei che sia la maggioranza
che l'opposizione ascoltassero ciò che sto per dire. Non c'è
dubbio che dopo la richiesta di sospensione per la quale si è
proceduto a votazione poc'anzi e dopo l'esito negativo di tale
richiesta, la reazione è stata l'iscrizione a parlare per
dichiarazione di voto di una ventina di deputati.
E' una evidente reazione che mira, sostanzialmente, a
recuperare il tempo che non è stato concesso con la sospensione
di un'ora. Non ci vuole molto a comprendere le dinamiche del
Parlamento, soprattutto per chi questo Parlamento, come molti di
noi, lo frequenta da tanto tempo.
Allora, onorevole Speziale, come lei sa, potrei sospendere la
seduta motu proprio e sarei pure propenso a farlo, a condizione
che questa sospensione non si sommi alle venti richieste di
dichiarazioni di voto, perché, in tal caso non favoriremmo, come
lei auspicava, una soluzione di mediazione, una soluzione ampia.
Le dichiarazioni di voto hanno senso se determinano posizioni
differenti rispetto a quelle assunte dai singoli partiti e dunque
si possono compiere tutte o meno, in un minuto o in cinque minuti
sul piano di una reciproca convergenza, rispetto ad un'ipotesi
che non sia un'ipotesi di filibustering'.
Allora, onorevoli colleghi, potrei porre in votazione la
proposta e procedere; ci sarebbero, ovviamente, altri venti
iscritti a parlare per dichiarazioni di voto al successivo
emendamento e così via.
Allora, qua il dato è uno ed è metodologico: se le
dichiarazioni di voto non sono strumentali, non mirano a
determinare un allungamento dei tempi, che si sommerebbe alla
sospensione, la Presidenza non ha alcuna difficoltà a sospendere
per qualche minuto la seduta ed a consentire l'ennesimo tentativo
di mediazione, però, onorevoli colleghi, dobbiamo farlo, se così
deve essere fatto, con un gesto d'onore' rispetto all'impegno
che stiamo assumendo.
ODDO Signor Presidente, rinuncio ad intervenire per
dichiarazione di voto.
SANZERI Anch'io rinuncio, signor Presidente.
SPAMPINATO Può esistere l'esigenza di intervenire anche dopo
la sospensione.
ORTISI Signor Presidente, personalmente, voglio rendere le
dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE Onorevole Ortisi, non ho detto che bisogna
rinunziare alle dichiarazioni di voto, bensì che le dichiarazioni
di voto possono essere utilizzate per dichiarare il voto e
possono essere utilizzate per creare ostruzionismo. Dobbiamo
intenderci. Qui stiamo facendo un'operazione di ricucitura per
l'ennesima volta.
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 12.22, è ripresa alle ore 13.50)
Presidenza del Vicepresidente FLERES
La seduta è ripresa.
Seguito della discussione del disegno di legge "orme per
l'elezione del Presidente della Regione siciliana a suffragio
universale diretto. Nuove norme per l'elezione dell'Assemblea
regionale siciliana. Modifiche ed integrazioni alla legge
regionale 20 marzo 1951, n. 29 e successive modificazioni" (nn.
850-265-338-409-480-498-641-642-660-669-775-779/A)
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, la riunione dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari svoltasi per verificare la possibilità di una
mediazione che allargasse la base del consenso attorno
all'articolo 2 e, più complessivamente, attorno alla legge
elettorale, non pare abbia sortito l'effetto desiderato e,
pertanto, riprendiamo i lavori dal punto in cui gli stessi erano
stati precedentemente sospesi.
Preciso frattanto che l'onorevole Cristaudo è presente e,
dunque, non è da non considerare la sua richiesta di congedo per
la seduta odierna.
ORTISI Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi sopravvissuti,
per capire il livello etico e culturale dell'interlocuzione che
in questi giorni si sta dipanando - non dimentichiamolo - in
un'Aula parlamentare, bisognerebbe riflettere, per un attimo
soltanto, su quanto è accaduto stamattina nel tentativo maldestro
di far passare sotto silenzio la gravità dell'accadimento.
E' accaduto, infatti, che l'onorevole Pistorio, vicepresidente
del Gruppo parlamentare dell'UDC, aveva presentato un
emendamento, il numero 2.41, che prevedeva l'eliminazione del
listino e il riverbero nei collegi provinciali del premio di
maggioranza di cui già ieri sera dimostrammo l'inanità.
E tant'è, l'onorevole Pistorio proponeva che l'ulteriore
mortificazione della rappresentanza territoriale, convergente
nel famigerato listino, venisse eliminata.
Ieri sera l'onorevole Ioppolo, del Gruppo di Alleanza
Nazionale, e relatore del disegno di legge, si dichiarava
favorevole a tale emendamento. Entrambi i colleghi del
centrodestra e di una maggioranza che, giorno dopo giorno,
coniuga la mortificazione dei suoi stessi rappresentanti con
un'arroganza indegna di un Parlamento, erano costretti parimenti
ad una forma di autocensura.
L'onorevole Pistorio, infatti, non si presentava in Aula,
determinando la decadenza dell'emendamento da lui stesso firmato,
mentre l'onorevole Ioppolo - devo dedurre - era costretto al
silenzio perché, nonostante ieri sera si fosse dichiarato
favorevole all'emendamento medesimo, stamattina, benché presente
in Aula, non faceva suo l'emendamento, autocensurandosi allo
stesso modo.
Ma ciò è solo parte, pur indicativa, di quanto sta avvenendo in
Aula, anche sul piano dello stile.
Su richiesta del centrosinistra, si addiveniva ad un incontro
nella stanza del vicepresidente, onorevole Fleres, e si ponevano
le basi di discussione, concludendosi temporaneamente sulla
necessità che il centrodestra discutesse ulteriormente
all'interno su una proposta che si era un po' appalesata durante
la discussione medesima: l'accordo era nel senso che, finita la
discussione, i rappresentanti del centrosinistra sarebbero stati
chiamati nella stanza del Vicepresidente perché si continuasse
l'interlocuzione o, comunque, venisse notificato ai
rappresentanti medesimi del centrosinistra che non era possibile
un'ulteriore interlocuzione.
Ebbene, è avvenuto che il Presidente facente funzione,
inopinatamente, si è presentato direttamente in Aula riprendendo
i lavori, perché evidentemente i rappresentanti del centrodestra
hanno ritenuto opportuno, sullo stile che li sta
contraddistinguendo in questa fase dei lavori, di saltare la fase
della notifica ai colleghi del centrosinistra (segnatamente,
appunto, all'impossibilità di un'ulteriore interlocuzione) e
hanno così spinto il Vicepresidente a riprendere i lavori
parlamentari e, solo casualmente, alcuni di noi lo hanno appreso
(io, ad esempio, stavo passando da quest'Aula per andare a
rifocillarmi e, casualmente, mi sono ritrovato ad assistere alla
ripresa dei lavori).
Ma voi pensate che questo sia un modo intelligente e rispettoso
di andare avanti, pur non discutendo che le maggioranze si
esprimono in un modo e le minoranze in altro modo?
Voi pensate che su tutti i nodi che verranno al pettine, da
questo momento in poi, sul ticket, ad esempio, o ancora, sul voto
confermativo, sul voto di genere (sul quale i colleghi di
centrodestra in questi mesi hanno dato ampie assicurazioni sulla
loro disponibilità alle rappresentanze femminili incontrate,
disponibilità che invece trova soltanto noi a proporre
emendamenti modificativi, assieme a due rappresentanti femminili,
onorevoli Lo Curto e Savarino, a titolo personale) ebbene, voi
pensate che non ritorneremo a fare barricate in quest'Aula?
Voi pensate che, così come si arroventerà il dibattito, questa
legge, la legge sulle regole, la vostra legge, che quindi non è
sulle regole, andrà in porto facilmente? Pensate, colleghi di
centrodestra, che la vostra legge resisterà al prossimo cambio di
maggioranza?
Le leggi, colleghi, ve lo voglio ricordare, per definizione,
affrontano il tempo medio-lungo, non possono colorarsi dei
cromatismi al momento prevalenti: in questo caso, infatti,
possono solo chiamarsi leggi per convenzione, ma tali non sono.
E voi pensate che, da questo momento, non chiederemo il numero
legale, non fosse altro per andare a mangiare? Voi pensate che io
non intervenga un secondo per permettere a un altro deputato di
centrosinistra di rientrare in Aula per intervenire
ulteriormente? E voi pensate che, con gli strumenti che il nuovo
Regolamento ci consente, non ricominceremo da Poppea?
E, comunque, pensate che non si siano lacerati i rapporti, a
volte anche umani, tra di noi, per la sicumera con la quale
qualcuno di voi, approfittando del numero, magari non essendo mai
intervenuto in quest'Aula, essendo veramente anonimo da tutti i
punti di vista, e però, essendo fra quelli che abbassano e alzano
la mano a comando....
(L'onorevole Ortisi interrompe autonomamente il proprio
intervento essendo decorso il tempo regolamentare)
VIRZI' Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
VIRZI' Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo chiesto
di parlare perché sul piano dell'analisi astratta, com'è giusto
che sia, di questo disegno di legge mi ero permesso, all'interno
del mio Gruppo, di dire come una formula di sbarramento al 5 per
cento mi apparisse francamente spropositata: le leggi non si
fanno né per gli angeli né per i santi , si fanno per gli uomini
e per le situazioni così come storicamente si vengono a
concretizzare.
Credo che la soglia del 5 per cento avesse un valore nella
storia della Germania di Adenauer del dopoguerra, in cui c'era la
guerra fredda, c'era la necessità di impedire la nascita nella
Germania occidentale del Partito comunista o la rinascita del
Partito nazionalsocialista.
Credo che le condizioni oggettive della Sicilia, nell'anno del
Signore 2004, non ci lascino vedere saraceni né borboni, né
mongoli alle porte che bisogna tenere fuori ad ogni costo dalla
rappresentanza parlamentare.
Mi permetto anche di dire alla minoranza che non mi sembra un
modo congruo di porsi quello di giocare al rialzo quasi che fosse
una specie di poker, perchè il 2, il 3 per cento non sono soglie,
sono sogliole , sono cose che francamente fanno sorridere e che
escono dalla logica non soltanto del principio della
rappresentanza ma espongono al ridicolo, fino al
superfrazionamento che abbiamo potuto vedere alle elezioni
europee, questa Assemblea che è composta da 90 membri.
Esporsi al ridicolo del partito no euro o del partito dei
pensionati o del partito sollecitato da motivi particolaristici,
che non voglio definire necessariamente criminali, come il
partito che serve ad ottenere una diga, nell'immediatezza, di un
certo gruppo di paesi. Tutto rispettabile ma tutto inquadrabile
nella logica di uno schieramento più grande, più importante, in
un contesto che faccia riferimento all'interesse generale.
Io mi rendo anche conto che ci può essere il grave rischio di
fare una norma fotokit per mettere fuori campo e fuori
discussione un partito di cui tutti, sostanzialmente, stiamo
parlando e per il quale, tuttavia, si può, a mio avviso, mettere
in campo un po' di saggezza, fuori dalla logica dei blocchi,
perché accetto il suggerimento in base al quale non bisogna
governare per l'immediato, ma anche nella prospettiva di ciò che
verrà pensando che ci si può ritrovare anche dall'altra parte del
tavolo.
Non mi rassicura e non mi induce a legiferare in un certo modo
il fatto di essere, in questo momento, in un partito del 14,5 per
cento; ricordo quando sono stato al 5 per cento e riesco a
mettermi nei panni della controparte, di chi guarda un risultato
come questo come un obiettivo arduo da raggiungere.
Allora, non mi pare che il contesto storico ci permette di
affermare l'esistenza di forze fai da te , localistiche,
provincialistiche o personalistiche o residui di feudi elettorali
che possano raggiungere in Sicilia la soglia del 4 per cento.
Il 4 per cento mi sembra un medium dignitoso, accettabile, che
apre una prospettiva a tutti, ha un riferimento giuridico a
livello nazionale, è sufficiente ad incentivare la logica dei
blocchi e delle grandi alleanze, non taglia le gambe ad alcuno
alla partenza, perché già quando parliamo di 4 per cento parliamo
di un partito che in quest'Aula può raggiungere la soglia dei 3 o
dei 4 parlamentari.
Ritengo che questa sia una forza che ha il diritto di vedersi
riconosciuta da tutti la propria presenza in quest'Aula e il
diritto di fare le leggi di questa Regione.
Spero che non ci irrigidisca ulteriormente su posizioni di
barricata, perché non credo che, esaurita questa fase, l'anno
prossimo o fra due anni torneremo sulla riforma elettorale;
questo non mi sembra un passaggio di dettaglio.
Mi permetto, considerato che ho preso la parola su questo
argomento che può sembrare residuale, di rammentare all'Aula che
abbiamo lasciato in piedi uno dei più grandi buchi logici del
Tatarellum . Dobbiamo sfuggire alla logica che l'impedimento,
la morte o l'allontanamento del Presidente della Regione,
determini la fine del potere legislativo in Sicilia.
So che c'è un emendamento che, a titolo personale, mi sento di
dire che condivido assolutamente: nella massima trasparenza il
Presidente della Regione indica nel listino bloccato la figura
del vicepresidente. Per quel che mi riguarda, devo dire che è
triste copiare il modello americano ma mi sembra che quando si
crea un sistema, un sottosistema bisogna prevedere anche gli
incidenti che garantiscano comunque del funzionamento del
meccanismo.
Mi permetto di dire che affidare le sorti del potere
legislativo in Sicilia - come diceva qualcuno - a un vaso che
cade da un balcone , a un incidente o in una terra in cui la
criminalità ha colpito in alto, decidere che la mafia può
sciogliere con un solo omicidio il Parlamento siciliano, mi
sembra che ci faccia correre un gravissimo rischio.
Quando si prevede il funzionamento di un meccanismo
istituzionale bisogna pensare anche alle varie ed eventuali'. E
credo che ci sia un grande buco logico a cui bisogna porre
rimedio. Sulla base delle due scuole di pensiero, qualcuno dice:
il Parlamento elegge , non mi sembra nello spirito del
presidenzialismo; si indica fin dall'inizio, si sottopone al
vaglio del giudizio popolare anche la figura del vicepresidente
che, una volta sola, può sostituire il Presidente eletto
direttamente dal popolo.
Credo che questo sia un aspetto di cui dobbiamo tenere conto,
nella speranza che il clima si svelenisca perché dovrebbe venir
meno un po' il gioco delle parti, in quanto - mi permetto di
ripetere - non ha senso proporre sbarramenti al 2 per cento
perché non abbiamo semplificato, non abbiamo fermato nessuno nè
alcun tipo di spinta centrifuga.
Credo che anche i sindaci di Rifondazione comunista si siano
accorti che con il presidenzialismo si amministra meglio. Bisogna
semplificare il quadro politico, bisogna tendere alle grandi
aggregazioni che dicono ponderatamente cose che rappresentano il
massimo del consenso costruibile politicamente.
PRESIDENTE Onorevole Virzì, relativamente al tema da lei
posto della elezione del vicepresidente, abbiamo fatto compiere
una verifica e nell'attuale contesto di riforma della legge
elettorale quell'emendamento, purtroppo, non può trovare
accoglimento perché sarebbe in violazione dello Statuto vigente.
Pertanto il tema, che sicuramente è un tema interessante - ne
abbiamo peraltro dibattuto lungamente in Commissione Statuto -
dovrà trovare ospitalità, se l'Aula lo riterrà opportuno, in quel
contesto, cioè nelle modifiche dello Statuto della Regione
siciliana.
ORLANDO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORLANDO Signor Presidente, onorevoli colleghi, faccio
soltanto alcune considerazioni brevissime di merito e altre di
metodo.
In termini di merito, credo sia evidente che la proposta
varata dalla Commissione e che ha dato vita all'articolo 2 sia,
sostanzialmente, il frutto di una sottovalutazione degli effetti
che si producono sommando l'assegnazione su base provinciale dei
seggi con lo sbarramento, perché l'assegnazione su base regionale
dei seggi avrebbe potuto consentire una qualche forma di
sbarramento, proprio per consentire la presenza di soggetti
politici presenti sul territorio regionale e non frazioni
sparpagliate nel territorio regionale.
Laddove, però, si procede all'assegnazione su base provinciale
e si stabilisce uno sbarramento si crea una contraddizione che,
prima ancora che politica, mi permetto di sollevare questioni di
illegittimità costituzionale rispetto a tale previsione, perché
l'affermare che un deputato eletto nella base provinciale, in
base ad assegnazione avvenuta su base provinciale, poi vede la
sua elezione annullata per la circostanza che in altre
circoscrizioni non si è raggiunto quel quorum, oltre a non essere
previsto da alcuna legislazione al mondo, può essere un vizio di
incostituzionalità.
Infatti laddove si stabilisce che si assegnano i seggi su base
provinciale, applicando questa norma potrebbe verificarsi che un
deputato sia eletto a Palermo, un altro a Caltanissetta, un altro
a Catania, ognuno eletto in base all'assegnazione su base
provinciale, avendo conseguito i voti necessari per essere
eletti, un attimo dopo quella elezione viene annullata perché la
sua lista nelle altre province non ha raggiunto il quorum.
PRESIDENTE Onorevole Orlando, mi scusi se la interrompo, ma
potrebbe indurci in errore. Non può accadere in quanto, sempre
che passi questo articolo, la lista che non consegue il numero
minimo di voti su base regionale non è scrutinabile di fatto su
base provinciale, quindi ciò che dice lei non può accadere.
Questo sul piano politico, non su quello tecnico.
ORLANDO E' due volte più grave, perché io, candidato a
Caltanissetta o candidato a Palermo, conseguo un numero di
consensi che lei potrà conoscere dopo che l'ha scrutinato, non
può conoscerli prima e, quindi, sarò un deputato che può essere
proclamato eletto a Palermo, ma poi dopo le informazioni che
pervengono, perché lo scrutinio non è centralizzato, onorevole
Presidente...
PRESIDENTE Onorevole Orlando, lei sa che i voti sono
attribuiti prima alla lista e poi al candidato. Non voglio
assolutamente interrompere il suo sviluppo logico, però non
voglio indurre in errore né lei, né l'Aula.
ORLANDO Signor Presidente, la circostanza che lei abbia
sentito il bisogno di intervenire conferma ulteriormente che c'è
un serio dubbio di legittimità. E' una legittimità concettuale,
non si può rimuovere una illegittimità sostanziale in base ad una
procedura elettorale.
Sto sostenendo la tesi non che è illegittima la procedura, ma
che è illegittima la norma la quale, dopo avere affermato il
principio che l'attribuzione è su base provinciale, aggiunge che
quella attribuzione, ancorché perfezionata, non è esecutiva ,
non produce effetti perché non ci sono i risultati negli altri
collegi provinciali.
E' comunque un tema che avremo modo di sviluppare. Come dicevo
prima, c'è l'esigenza di approvare una legge elettorale, prima si
approva meglio è, perché poi la politica, la Corte
Costituzionale, il referendum potranno mettere nel nulla una
legge che dovesse essere malamente approvata.
Tornando al tema, poiché in quest'Aula amiamo molto citare gli
esempi esteri e lo sbarramento viene attribuito alla esperienza
tedesca, nell'esperienza tedesca - e la Carta costituzionale
tedesca e quella italiana sono sostanzialmente cugine - si è
previsto lo sbarramento, ma opera laddove il seggio non sia
scattato sul territorio, cioè laddove l'onorevole Otto Schiller
abbia ottenuto - faccio un esempio - la sua elezione nel
territorio, poco importa che il suo partito abbia ottenuto o non
ottenuto il 4 per cento, lui è comunque membro del Bundestag, è
membro del Parlamento.
Faccio questa considerazione non per citare la Germania, ma
per dire che la Germania ha fatto ricorso a questo meccanismo
proprio per evitare un possibile vizio di incostituzionalità. E,
come avrete avuto modo di notare, non faccio riferimento alla
cosiddetta salvaguardia dei partiti minori, bensì al rispetto
della volontà dell'elettore in base allo schema che questa legge
ha indicato, che è uno schema di attribuzione dei seggi su base
provinciale.
Non posso certamente sottrarmi dal dire che la semplificazione
non può arrivare fino al punto che il quadro politico siciliano
sia intenzionalmente costruito in maniera difforme dal quadro
politico nazionale, prevedendo la certa fuoriuscita di partiti
presenti nel territorio nazionale che verrebbero esclusi per
effetto di uno sbarramento al 5 per cento.
Non è un dettaglio pensare che in Sicilia si possa verificare
una condizione per la quale un partito presente al Parlamento
nazionale non sia presente al Parlamento regionale. Non sto
parlando, evidentemente, di un mio partito, ma di un partito che
è fondamentale ed essenziale alla vita democratica del nostro
Paese.
Fatta questa premessa, sul piano del metodo prendiamo atto che,
nonostante la richiesta di confronto abbia assunto quasi i toni
della supplica sino a rasentare i livelli di dignità - vediamoci,
incontriamoci, parliamone -, mi pare di comprendere che
sostanzialmente si va ad approvare un disegno di legge che
prevede l'assoluta cancellazione delle prospettive di pari
opportunità: non è prevista la preferenza di genere, non è
prevista la doppia scheda, con la conseguenza che si va incontro
a quelle anomalie cui faceva riferimento l'onorevole Virzì.
E' vero che non è prevista la vicepresidenza nello Statuto,
ma è anche vero che noi stiamo prevedendo con la scheda unica un
meccanismo che, sostanzialmente, condizionerà comunque la vita
dell'Assemblea alla vita del Presidente della Regione: le sue
dimissioni, il suo abbandono per qualsiasi ragione finiscono con
il travolgere l'Assemblea regionale.
L'unico modo per evitare questo effetto trascinamento in
negativo è prevedere comunque forme differenziate di consenso per
il Presidente e per l'Assemblea. Poi, se si fa con la scheda
unica o se si fa con la doppia scheda poco importa, perché il
voto confermativo realizza quella che definisco una sorta di
operazione di risparmio cartaceo; ma politicamente laddove c'è il
voto confermativo, ancorché la scheda sia unica, comunque si
mantiene il principio che vi sono due legittimazioni: una per
l'Assemblea e l'altra per il Presidente.
Mi sembra di comprendere che c'è la volontà di andare avanti
non prevedendo alcuna norma che stabilisca il segreto del voto.
Si tratta di una norma fondamentale, che si faccia almeno uno
scrutinio sulla base non delle città o delle circoscrizioni ma
uno scrutinio di plesso, per consentire lo scrutinio nell'ambito
di un plesso scolastico di un numero più alto possibile di
consensi, quindi per diminuire la possibilità di controllo.
Volevo puntualizzare questi aspetti affermando che il cammino
che si sta intraprendendo non porta sicuramente ad una buona
legge, ma nei confronti di una buona o cattiva legge ci sono dei
rimedi ed io ho indicato quali sono: la Corte Costituzionale, il
referendum, la possibilità politica di rimediare i guasti di una
legge.
Dal punto di vista politico, credo che con questo atteggiamento
del centrodestra si stia realizzando una rottura della
possibilità di dialogo all'interno di questa Assemblea. Le
conseguenze sono rimesse alle iniziative che tutti insieme come
centrosinistra andremo ad adottare.
PRESIDENTE Assenti gli onorevoli Morinello, Oddo, Panarello e
Zago, la loro iscrizione a parlare decade.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
intervengo per dichiarazione di voto dicendo subito che non mi
meraviglia l'atteggiamento stigmatizzato da altri, questa
mattina, di chiusura di una maggioranza che ha deciso di fare una
legge a proprio uso e consumo. Non mi meraviglia perché a questo
atteggiamento siamo stati, purtroppo, abituati e vi abbiamo
assistito durante il corso di questa legislatura numerose altre
volte.
L'opposto non deve essere confuso con la possibilità di dialogo
e di mediazione. Si può comunque mantenere un filo aperto di
discussione e di incontro, ma nella realtà essere assolutamente
rigidi e intransigenti sui propri interessi.
Si può dialogare, ma se si dialoga così com'è avvenuto fino ad
ora anteponendo agli interessi di parte il bisogno della propria
coalizione e, addirittura, lo scopo della fabbricazione di una
legge non già di dotare di uno strumento di interesse generale,
volto al bene comune della collettività e dell'elettorato, ma
semplicemente per costruire uno strumento di maggiore
rafforzamento del proprio potere e di costruzione del consenso,
allora qualunque discussione la si può portare avanti; replicare
in numerose altre sedi non ha prospettive di esito positivo, così
com'è stato.
Questo non mi meraviglia. Dirò, anche a scanso degli equivoci
che si sono adombrati intorno al mio Gruppo quale è la mia
posizione personale intorno all'argomento oggetto
dell'emendamento in discussione.
Io sono nettamente contrario all'introduzione in questa legge
della soglia di sbarramento. Non sono contrario in assoluto al
principio di determinare strumenti che semplifichino il sistema
della rappresentanza e che possano potenziare le rappresentanze
politiche.
Ma questi sono obbiettivi che si raggiungono e si perseguono
con gli strumenti della politica, prima che con gli strumenti
della votazione elettorale. Non sono contrario a questa legge, in
particolare, che già contiene altri elementi di semplificazione e
di accorpamento.
Se noi avessimo lasciato il sistema così com'era, avrebbe avuto
senso discutere di uno sbarramento in mancanza di altri
strumenti che presidiano il risultato che vogliamo ottenere. Ma
qui siamo in presenza di una legge che già ha introdotto il
collegio elettorale provinciale e questo è stato ampiamente
illustrato nel suo significato, quindi nella sua difficoltà di
accesso cioè la possibilità da parte di piccole forze di potere
contare sui resti del territorio per eleggere rappresentanze in
un solo collegio provinciale. E' già questo un meccanismo di
deterrenza e di propulsione verso la concentrazione delle forze
per il sistema politico. Abbiamo introdotto in questo disegno di
legge lo sbarramento di coalizione, quindi un ulteriore strumento
che va nella direzione di semplificare il sistema politico e di
ridurlo a coalizioni di Governo.
Dunque, sarebbe stato sufficiente, a mio avviso, il doppio
meccanismo per non introdurre questo ulteriore sbarramento -
perché di questo si tratta, così è giusto chiamarlo - alle forze
di minoranza, alle piccole forze che, come è stato più volte
sottolineato proprio in quest'Aula, hanno offerto un contributo
straordinario al dibattito e alla politica tutta. Invece,
paradossalmente, non solo si sono introdotti il collegio
provinciale e lo sbarramento di coalizione, non soltanto abbiamo
istituito uno sbarramento per lista su base regionale che
confligge, come è stato poc'anzi illustrato, con la ratio della
legge e con l'attribuzione dei collegi su base provinciale, ma
addirittura stiamo mantenendo, nella stessa legge, il listino che
è quanto di più assurdo si possa immaginare e che può produrre in
quest'Aula alla presenza, alla assenza certamente, di deputati
appartenenti a forze importanti del nostro quadro politico
nazionale.
Questo la maggioranza sta, deliberatamente, scegliendo e
pilotando di fare: l'assenza di deputati e, quindi, di
rappresentanze del corpo elettorale di partiti che hanno una
importantissima funzione nel quadro politico nazionale ed una
presenza nel Parlamento nazionale; al contrario questo Parlamento
potrà vedere seduti deputati che non sono stati eletti, ma che
sono stati trascinati da altri meccanismi all'interno del
listino.
E questo, unito al mantenimento della lista unica, non elimina
le liste fai da te , anzi si può verificare benissimo il caso
che talune liste siano artificialmente prodotte o anche incluse
dentro una coalizione non già nella speranza di poter eleggere un
proprio deputato, perché a questo ci può pensare la presenza nel
listino premiando i rappresentanti o i rappresentanti di talune
di queste liste, ma certamente tali liste affolleranno il quadro
elettorale perché col meccanismo della lista unica e della
preferenza automaticamente traslata al candidato Presidente della
Regione, esse costituiranno un utile supporto per drenare
consenso e per esercitare la sola funzione di portatrici di voto.
Quindi, il sistema che stiamo andando a definire non eliminerà
le liste fai da te , non eliminerà la possibilità che deputati
non eletti dal popolo presenzino in quest'Aula, invece certamente
introdurrà meccanismi di impossibilità di accesso a deputati che
si sono già impegnati in quest'Aula, per le forze politiche che
rappresentano, non è questione di meriti personali.
Per questo motivo dichiaro con fermezza il mio voto favorevole
all'emendamento soppressivo del comma 5 in questione.
SANZERI Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SANZERI Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
l'assenza del Governo la dice lunga sul fatto che una cosa è la
governabilità, altra cosa è l'Assemblea. E, quindi, il volere con
questo disegno di legge vendere il fatto che la difficoltà di
accesso dei partiti minori alla legittimità di essere presenti in
Assemblea, testimonia il fatto che è assolutamente sbagliato
volere dire che le motivazioni che stanno mettendo a questo
disegni di legge alcuni paletti per impedire l'accesso ai partiti
minori è assolutamente errata.
La governabilità oggi si assicura con i premi di maggioranza, è
assicurata dall'elezione diretta del Presidente; la legittimità
di stare in Assemblea e di legiferare è un'altra cosa, è
completamente separata, e il volere oggi dire che questa legge è
motivata dal fatto che c'è bisogno di maggiore governabilità e di
assicurare maggiore governabilità è assolutamente priva di
fondamento.
Credo che oggi si stia avviando a conclusione un disegno, che
è quello di impedire alla politica di avere legittimità nella
assemblea legislativa. Credo che questo segni la riduzione di uno
spazio di democrazia che è veramente pesante.
Il volere partorire ad ogni costo una legge che si basa sul
quoziente provinciale e che, quindi, vede accoppiato a questo un
forte tetto per poter accedere al recupero dei voti e dei seggi:
credo che veramente oggi registriamo grandi fatti negativi, un
ritorno all'indietro non solo dal punto di vista politico ma
anche dal punto di vista culturale.
Non è pensabile che una percentuale del 5 per cento possa
essere una percentuale che favorisca la democrazia. Se noi
immaginiamo che cosa significa il 5 per cento veramente vediamo
il danno che oggi possiamo fare nel momento in cui approviamo
questa legge con questo sbarramento.
Cinque per cento significa 5 deputati, significa per il
Regolamento di quest'Assemblea un Gruppo regolarmente costituito,
significa che veramente una forza politica che si dispiega sul
territorio, che raggiunge grandi numeri, che ha la forza - così
come ha detto qualche altro - di arrivare nelle singole province
a conquistarsi il seggio, poi non avrà legittimità politica per
poterlo avere riconosciuto proprio perchè questa forte, questa
grossa percentuale di sbarramento renderà inutile il lavoro
fatto.
Allora, credo che veramente dobbiamo riflettere su questo 5 per
cento. E ritengo che questo Parlamento sino ad ora, in questi tre
anni, non ha mai subito arroganze così forti. Non ho mai visto,
per esempio, in questo Parlamento opposizioni così forti; tranne
in pochissimi casi la opposizione ha avuto sempre atteggiamenti
molto costruttivi.
Oggi, con questo atteggiamento della maggioranza, si registra
un nuovo modo di andare avanti, significa che la maggioranza ha
deciso che in questa parte finale della legislatura opposizione e
maggioranza non devono più parlare, ma devono andare fortemente
ognuno per la propria strada.
Questo significa che l'opposizione cercherà di difendersi al
meglio, significa - ed è questa la proposta che faccio al
centrosinistra - che i diciotto deputati necessari per firmare il
referendum devono farlo, significa che c'è possibilità di
ricorrere alla Corte Costituzionale, dobbiamo ricorrere alla
Corte Costituzionale, significa che segnali politici importanti
devono essere dati in quest'Aula e fuori da quest'Aula.
Non è possibile che per una legge così importante non si arrivi
ad alcuna mediazione possibile. E non c'è stata alcuna
mediazione possibile, checché ne dica l'onorevole Acierno - forse
lui è riuscito ad ottenere la mediazione sul listino, ci
rendiamo conto perché -, però la legge ha oggi assolutamente
l'impianto con la quale è uscita dalla Commissione.
Non c'è stata alcuna mediazione perché, finora, non è stata
cambiata in Aula neanche una virgola. Finiamola, quindi, di
sostenere che c'è stata una mediazione.
C'è solo arroganza, perché è arrogante proporre un'altra cosa
quando viene fatta una proposta di mediazione. Questa non è
mediazione, questa è solo arroganza.
Credo, quindi, che se questa è la via che la maggioranza vuole
seguire in questo scorcio di fine legislatura - mi dispiace per
alcuni compagni di cordata, per alcuni compagni del
centrosinistra, se finora hanno saputo avere atteggiamenti molto
costruttivi con la maggioranza - credo che, veramente, tutti
siamo chiamati ad assumere un atteggiamento molto più rigido,
molto più ortodosso di come un'opposizione vuole costruire questo
percorso di fine legislatura.
Faccio un appello ai partiti, al PSI, al Patto per la Sicilia,
a Nuova Sicilia, di volere appoggiare quanto serve per abbassare
la soglia di sbarramento, in quanto una cosa è una scelta
politica, ossia che un partito faccia alleanze per libera scelta
politica, una cosa è essere costretti a soggiacere ai più forti,
essere costretti per potere dire la propria, in una Assemblea
come questa, andare a chiedere posti in lista o quant'altro.
La politica si nutre di ideali molto alti. Essa non può essere
oggi ridotta a ciò che questa Assemblea, con il disegno di legge
all'esame, una volta licenziato, intende portarla.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Ferro. Ne ha
facoltà.
Invito, frattanto, i colleghi ad attenersi in maniera
scrupolosa ai tempi, anche perché i tempi del dibattito si
preannunciano lunghi.
FERRO Signor Presidente, preliminarmente, sull'ordine dei
lavori vorrei capire se la Presidenza intenda disporre una breve
pausa, ovvero procedere senza soluzione di continuità.
ORTISI La pausa la facciamo chiedendo la verifica del numero
legale
FERRO Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo francamente
dire che il clima che si registra nel dibattito di queste due
giornate mi sembra molto kafkiano, nel senso che ciascuno di noi
avanza ragionamenti, osservazioni, proposte modificative del
disegno di legge, ma non c'è stato fino ad adesso, da parte di
alcuno, un atteggiamento ostruzionistico.
Tuttavia, devo prendere atto che, dal susseguirsi degli
interventi, la prevalenza degli stessi è svolta da parlamentari
del centrosinistra, e, salvo qualche rara eccezione, si segnala
l'assoluto silenzio dei Presidenti dei gruppi parlamentari della
maggioranza.
Vorrei, quindi, capire che tipo di confronto stiamo conducendo.
Ci si rimprovera, infatti, da qualche parte che è possibile,
nel corso del dibattito, cambiare idea, ma credo che ciò sia
possibile farlo nel momento in cui ci si ascolti. Così come è
altrettanto vero che a non cambiare idea sono soltanto i cretini.
Mi piacerebbe avere, in qualche modo, un confronto reale e
leale con la parte di maggioranza di questa Assemblea che, nel
merito, argomentasse le proprie motivazioni, su questo o su quel
punto, a partire proprio dal dibattuto sbarramento al 5 per
cento.
Abbiamo sentito varie motivazioni, compresa quella che si
richiama al voler impedire la formazione di liste fai da te da
un lato e, inoltre, quella che eviterebbe l'inquinamento mafioso;
ciascuno di noi ha provato a formulare controdeduzioni in tal
senso, ma senza alcuna interlocuzione dall'altra parte, ove
piuttosto si registra il totale silenzio.
Non siamo a fine legislatura e non capisco pertanto le ragioni
di una dimostrazione di muscoli, a meno che una tale prova non
sia riferita a qualcuno che già sa di essere moribondo.
Ma c'è di più. Poc'anzi l'onorevole Virzì, che ho ascoltato con
attenzione, ha posto il tema, sollevato sin dall'inizio di questo
dibattito parlamentare sulla riforma elettorale, cioè
l'opportunità che il Presidente indichi anche il vicepresidente e
lei, onorevole Presidente dell'Assemblea, ha risposto - cosa che
tutti sapevamo - con un'osservazione di carattere tecnico-
giuridico: nella sostanza, l'impedimento dell'indicazione del
vicepresidente starebbe nello Statuto vigente.
Qui torna Kafka. Qualcuno di noi aveva sollevato più volte
l'opportunità e la necessità che si affrontasse prima il tema
dello Statuto e poi il tema della riforma elettorale, ma anche su
questo il silenzio.
Pare che l'unica cosa a cui questo Parlamento e la sua
maggioranza siano interessati sia l'incrinazione del rapporto di
lealtà reciproca tra maggioranza e opposizione su temi peraltro
come la riforma elettorale; la sottrazione di spazio ai principi
di rappresentanza democratica, osteggiando, in qualche modo,
spazi di partecipazione che aiutano, credo, la democrazia ed un
Parlamento a funzionare nel migliore dei modi.
In tutto questo, poi, si rinuncia anche a valutare come
proposte, come opportunità anche di una legge moderna, il portare
in questa legge il tema del voto di genere; si rinuncia a
ragionare con attenzione su quello che può essere un tema
importante per l'intero Paese, cioè quello della segretezza sul
voto; insomma, in qualche modo, tutte le argomentazioni di
valenza politica e culturale si sottraggono in questo dibattito
perché non c'è confronto, in realtà, tra maggioranza ed
opposizione.
Mi riferisco non solo ai partiti della maggioranza, ma anche ai
singoli deputati di questo Parlamento che dovrebbero avere un
sussulto di dignità e ragionare ognuno con la propria testa, ma
non perché voglia accattivarmi la loro simpatia su questa o
quella ragione, bensì perché credo che sia mortificante, per
questo stesso Parlamento, andare avanti in questo modo.
Ritengo siamo ancora in tempo per migliorare la qualità del
nostro dibattito, e più complessivamente la qualità della
politica, solo se ciascuno delle forze in campo decidesse
effettivamente di ragionare, piuttosto che credersi in un
incontro di pugilato.
ODDO Chiedo di essere iscritto a parlare per dichiarazione di
voto.
PRESIDENTE Onorevole Oddo, ho già chiuso le iscrizioni a
parlare.
FORGIONE Non si può chiudere l'iscrizione a parlare per
dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Onorevole Forgione, come lei sa, ho annunziato
l'apertura della votazione, ho chiesto chi volesse iscriversi per
intervenire per dichiarazione di voto e ho chiuso tale
iscrizione.
ORTISI Ma per dichiarazione di voto non si può chiudere
l'iscrizione.
PRESIDENTE Non è così, onorevole Ortisi, lo abbiamo ribadito
di volta in volta. Era iscritto a parlare l'onorevole Spampinato.
Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo di
capire - dopo l'intervento dell'onorevole Leontini, che è
intervenuto contro la proposta dell'onorevole Speziale di una
interruzione per cercare di aprire un dialogo su questo
delicatissimo tema - che vi sia un grave equivoco di fondo,
all'interno del Parlamento, sul dibattito del disegno di legge in
trattazione.
L'equivoco di fondo è ritenere che vi sia un accordo tra le
forze del centrodestra e le forze del centrosinistra, che vi sia
stato un accordo in Commissione e che questo accordo continui ad
esistere anche adesso che stiamo trattando il disegno di legge in
Aula.
L'equivoco può essere nato probabilmente dalla firma che questo
disegno di legge porta. E' firmato, infatti, anche da un
autorevolissimo esponente del Partito dei Democratici di
Sinistra, ma che ha firmato a titolo esclusivamente personale, e
quella firma non ha mai coinvolto nessun deputato, non posso
dire dei DS, ma sicuramente del centrosinistra.
Mi auguro che questo equivoco non sia oggetto di
strumentalizzazione e, quindi, serva a creare un alibi per
continuare a motivare l'atteggiamento della maggioranza.
Non abbiamo voluto questo disegno di legge sin dalla sua
presentazione in Commissione, perché erano tanti i temi che non
ci trovavano d'accordo. Non ci siamo mai sentiti impegnati dalla
firma dell'onorevole Crisafulli al disegno di legge, ecco perché,
onorevole Leontini, se si dovesse continuare a lavorare in
questo modo - anche se lei dice che ciò non avverrà, invece
avverrà - il Parlamento siciliano ne verrà mortificato. Perché
così come è stato per l'articolo 1, si procede soltanto a colpi
di maggioranza, senza determinare un vero e serio dialogo
all'interno di tutte le forze presenti in questo Parlamento.
E' strano però che questo equivoco continui a persistere.
L'onorevole Leontini avrebbe dovuto capire dal tenore degli
interventi, sin dall'articolo 1, qual'era l'atteggiamento dei
deputati di centrosinistra.
L'onorevole Leontini si meraviglia di quello che è oggi il
tentativo responsabile, da parte del centrosinistra, di
coinvolgere tutte le forze politiche del Parlamento.
Personalmente, invece, mi meraviglio che si sia accorto solo
ora, dopo almeno cinquanta interventi, che il centrosinistra non
era sicuramente condizionato dalla firma, sull'attuale disegno di
legge, di un autorevolissimo esponente della nostra coalizione.
E mi meraviglia ancora di più, onorevole Leontini, che lei non
si sia accorto che gli unici interventi del centrodestra siano
stati orientati ad avvalorare quanto da noi sottolineato. Al
riguardo, cito l'intervento dell'onorevole Ioppolo, il quale si è
dichiarato totalmente contrario al listino per tutte le
degenerazioni che ne derivano, quali per esempio l'essere eletti
senza avere il consenso.
Ma ne possono capitare anche di peggiori, per esempio imponendo
la presenza all'interno della lista provinciale di chi è
candidato nel listino; può capitare che un non eletto nel listino
prenda più voti di chi invece verrà eletto nello stesso listino.
Credo che questa sia una degenerazione assoluta.
Mi riferisco anche all'intervento dell'onorevole Virzì,
assolutamente contrario alla soglia di sbarramento e, per
concludere, faccio riferimento ad altri due interventi che
ritengo significativi, quelli che evidenziano, da un punto di
vista giuridico - cito quello dell'onorevole Orlando -
l'incostituzionalità di questa norma nel prevedere uno
sbarramento quando esiste già nella ripartizione dei seggi a
livello provinciale ed è totalmente incompatibile con quello
ulteriore a livello regionale; e mi riferisco, inoltre, all'
intervento dell'onorevole Forgione, apprezzabile dal punto di
vista politico, nel quale, ancora una volta, si evidenzia come,
in questa maniera, piuttosto che garantire la governabilità e il
bipolarismo - garantiti anche da altre norme (lo ricordava anche
l'onorevole De Benedictis) -, è stato introdotto anche lo
sbarramento di coalizione, che serve soltanto a ridurre a zero
esperienze politiche rappresentative del nostro Paese.
Ecco perché devo dichiararmi necessariamente favorevole
all'emendamento che stiamo trattando; ecco perché ancora una
volta - e non mi stancherò di chiederlo durante tutto il corso di
questo dibattito - chiedo che qualcuno intervenga, anche da
parte dei deputati di centrodestra, oltre che per avvalorare le
tesi da noi proposte, per spiegarci perché tutto questo accade.
Ancora nessuno ci spiega il perché della scheda unica, nessuno
ci spiega a quale logica risponde, su quale ragione si basa
l'esigenza di prevedere uno sbarramento del 5 per cento
all'interno di una ripartizione dei seggi a livello provinciale
che di per sé è già uno sbarramento di fatto. Grazie.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Forgione. Ne ha
facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
molti di noi saremo costretti a ripeterci.
PRESIDENTE Ma non è obbligatorio.
FORGIONE Non è obbligatorio, ma quando non c'è peggior sordo
di chi non vuole sentire, è bene provarci e riprovarci e noi ci
proviamo e ci riproviamo.
Ci sarà un momento nel quale qualche dubbio vi può venire, ci
sarà un momento nel quale, anche nella maggioranza, non si
ragionerà più con le logiche da curva sud dello stadio, ma sulla
materia che stiamo affrontando: l'organizzazione della
rappresentanza e, quindi, della democrazia in questa nostra
Regione.
Tante cose sono state dette. Credo che si stia prefigurando un
quadro nel quale ormai questa è la legge della maggioranza e
ritengo che non ci debbano essere alibi rispetto a questo fatto:
non si possono fornire alibi alla scelta che si sta
prefigurando.
Capisco che ci sono state forze anche nel centrosinistra che,
nell'esigenza di dotare il Parlamento di una legge elettorale -
esigenza discutibile, ma comprensibile - hanno consentito in
Commissione di esitare un testo.
Noi non abbiamo condiviso quel comportamento, lo abbiamo
denunciato perché le mediazioni possibili si fanno in
Commissione. Si possono fare anche nell'Aula parlamentare, quando
nella stessa prevale la logica del ragionamento, prevale la
capacità di ascolto, prevale il criterio della ricerca, com'è
giusto che sia in una materia così delicata qual è la legge
elettorale, e quindi le regole del gioco, della ricerca del
massimo consenso.
Quando, invece, di fronte a queste logiche e a questa esigenza
si afferma la politica degli ultras della curva sud, l'Aula non è
il luogo della mediazione, non è il luogo del confronto.
Non ho mai condiviso, in otto anni di incarico parlamentare in
quest'Aula, l'idea del rifiuto addirittura a discutere, a
sospendere per provare a ragionare.
E mi sembra strano, tra l'altro, che tra gli ultras in
quest'Aula ci siano anche rappresentanti di quei partiti che,
invece, a livello nazionale si presentano come partiti della
moderazione, che ricercano in materia elettorale e istituzionale
il confronto con le opposizioni, penso all'UDC, che a livello
nazionale ha depositato un disegno di legge con uno sbarramento
al 2,5 per cento, parliamo dell'ultimo disegno di legge
depositato, credo, dall'onorevole Buttiglione.
A livello nazionale il 2,5 per cento, dove è più distante il
rapporto tra i rappresentanti ed i rappresentati; qui, in una
Regione dove dovrebbe esserci un legame più diretto con il
territorio, invece, si vuole cancellare assolutamente ogni forma
di legame sociale tra i bisogni, le domande che vengono dal
territorio e la politica e la rappresentanza.
Personalmente non lo capisco, è una schizofrenia che non si
capisce se non per la vocazione che sottende e cioè una vocazione
autoritaria. Ma lo capisco che alcuni esponenti del centrodestra
vogliano cancellare alcune voci critiche, ma costoro devono anche
sapere che le voci critiche si possono certo esprimere nella
società prima che nelle istituzioni; di questo si tratta e,
pertanto, vi inviterei a riflettere.
Ho ascoltato prima l'onorevole Virzì, che ha detto cose di buon
senso; voi qui vi state facendo carico di giungere ad un
Parlamento con 4 o, al massimo, 5 partiti e pensate che questo
Parlamento sia rappresentativo della società siciliana?
Non solo, ci sono emendamenti, presentati anche dal
centrosinistra, che puntano a mettere uno sbarramento di
coalizione al 10 per cento, vale a dire che puoi essere inglobato
in una coalizione che nel momento in cui tu accetti di starci,
alla fine ti può anche espellere, non ti da la rappresentanza.
Ma cosa deve fare non un partito piccolo, un partito medio? Lo
chiedo al centrodestra.
Quando si nega la rappresentanza già quando si sceglie
l'elezione su base provinciale, ne parlava prima l'onorevole
Orlando, si sceglie il meccanismo di assegnazione dei seggi su
base provinciale? Perfetto. E, allora, dato che quel meccanismo
già presuppone uno sbarramento altissimo per i partiti medio-
piccoli, non si stabilisca nessun altro sbarramento.
Voi non potete scegliere l'assegnazione dei seggi su base
provinciale e lo sbarramento su base regionale, ma non solo,
inserire successivamente lo sbarramento su base regionale che,
anche laddove su base provinciale è possibile l'accesso nelle
province grandi, viene automaticamente negato perché inserisce
una soglia del 5 per cento che, di fatto, cancella ogni
possibilità.
Vi invito ancora a riflettere. Possiamo ancora ragionare su una
gradazione della soglia di sbarramento? Lo dico anche alle forze
medio-piccole del centrodestra.
Guardate, noi abbiamo detto che le leggi elettorali non le
fanno le maggioranze di governo, ma vorrei andare oltre, non si
fanno nemmeno in una stretta logica dei poli, perché da questo
sbarramento vengono cancellate forze che stanno sia nel
centrodestra che nel centrosinistra; forze che possono
raggiungere centomila voti, vengono cancellate.
Capisco che ci può essere un interesse specifico delle forze
maggiori ad occupare anche quei seggi che vengono negati alle
forze minori, ma qui non state facendo l'organizzazione della
rappresentanza parlamentare e della democrazia in questa Regione,
state facendo solo un golpe istituzionale che cancella la reale
rappresentanza di questo Parlamento e vi state assumendo una
responsabilità in più.
Non so quale sarà il comportamento del centrosinistra al
momento del voto finale su questo articolo, ma so che nessun
comportamento del centrosinistra, che si sta battendo per una
legge più equa in tutte le sue componenti , piccole e grandi, non
può essere un comportamento che ratifica e avalla quello che voi
state facendo.
Sull'ordine dei lavori
SEGRETO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SEGRETO Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci accingiamo
a votare una legge che è fortemente penalizzante per i piccoli
partiti. Premetto che il mio partito fa parte della maggioranza,
e ne ha fatto parte in modo leale senza avere nessun ruolo
istituzionale nel governo.
Pur non di meno, vi invito a riconsiderare questo sbarramento
del 5 per cento che penalizzerebbe una forza socialista dalla
storia centenaria.
Credo che sulla legge elettorale, che rappresenta la legge
forse più importante che voteremo perché detta le regole del
gioco, occorrerebbe certamente non far valere la forza della
maggioranza, non far valere la legge dei numeri, ma far valere la
legge della ragione.
Riteniamo, cioè, che su questa legge debba esserci la maggiore
convergenza possibile con il coinvolgimento anche delle forze
dell'opposizione.
Reputiamo, pertanto, che lo sbarramento del 5 per cento
rappresenta un fatto iniquo, per cui ritengo necessario -
ritenendo che sarebbe equo uno sbarramento al 3 per cento, come
si auspica e come viene anche accettato dal centrosinistra, che
certamente voterebbe uno sbarramento al 3 per cento - un momento
di ulteriore riflessione, in considerazione del fatto, e questa è
la ragione per la quale ho chiesto di parlare sull'ordine ai
lavori, che l'Aula dovrebbe essere la più completa possibile,
molti deputati dono al ristorante.
Ritengo, quindi, utile un momento di riflessione, con
un'ulteriore sospensione al pomeriggio.
PRESIDENTE Non credo che ci siano gli spazi per una
sospensione, almeno a giudicare dal numero dei deputati presenti,
tuttavia la ringrazio.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
Riprende la discussione del disegno di legge nn. 850-265-338-
409-480-498-
641-642-660-669-775-779/A
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, si procede alle votazioni.
Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti 2.28, 2.2, 2.8,
2.26, 2.42 e 2.40, di identico contenuto.
Votazione per scrutinio segreto degli emendamenti 2.28, 2.2,
2.8, 2.26, 2.42 e 2.40
CRACOLICI Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
PRESIDENTE Ricordo che i richiedenti la votazione a scrutinio
segreto, così come ho detto nella comunicazione iniziale, devono
pigiare un tasto qualunque.
(Gli onorevoli Ferro, Oddo, Panarello, Orlando, Segreto,
Ortisi, Spampinato e Ioppolo si associano alla richiesta)
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
sull'emendamento 2.28 e sugli emendamenti 2.2, 2.8, 2.26, 2.42 e
2.40, di identico contenuto.
PRESIDENTE ...Il numero c'è, i nove sono stati raggiunti e
pertanto la votazione segreta è accolta. Si votano congiuntamente
gli emendamenti 2.28, 2.2, 2.8, 2.26, 2.42 e 2.40 che recitano:
Il quinto capoverso è soppresso'.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 66
Maggioranza 34
Favorevoli 28
Contrari 37
Astenuti 1
(L'Assemblea non approva)
Presidenza del vicepresidente Fleres
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
Sull'ordine dei lavori
ACIERNO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
sottoporre all'attenzione della Presidenza quanto succede in
occasione di voto segreto in caso di astensione dal voto. Coloro
che desiderano astenersi, pur nella segretezza del voto, vedono
apparire il voto di astensione che ha un colore diverso, e
ritengo che ciò sia errato, in quanto se il voto è segreto, è
segreto per chi vota a favore, per chi vota contro e per chi si
astiene.
PRESIDENTE Onorevole Acierno, non è così, il nostro
Regolamento prevede che l'astensione sia palese sostanzialmente,
tant'è che anche durante una votazione segreta il deputato che
intende astenersi può fare la dichiarazione di voto di
astensione.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
Riprende la discussione del disegno di legge nn. 850-265-338-
409-480-498-641-642-660-669-775-779/A
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 2.23. Lo pongo in
votazione. Il parere della Commissione?
ARDIZZONE presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
D'AQUINO assessore per la famiglia , le politiche sociali e
le autonomie locali. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.51.
FORGIONE Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che
questo emendamento che propone un'ulteriore riduzione dello
sbarramento sia un emendamento positivo perché raccoglie
un'esigenza politica dichiarata in quest'Aula, cioè l'esigenza di
inserire comunque una clausola di sbarramento su base regionale
che, tra l'altro, agisca in un meccanismo, di cui abbiamo più
volte discusso oggi, ieri, nel corso del dibattito sulla legge
elettorale, in Commissione, nel corso di Conferenze stampa, che è
quello della base provinciale.
In effetti, questo emendamento sarebbe superfluo perché la
soglia di sbarramento su base regionale è già ampiamente
superata, ed è quello che voi non volete capire, o meglio capite,
ma non vi interessa. Essa è, infatti, già superata dalla soglia
altissima di sbarramento nelle province minori, purtuttavia,
raccoglie l'esigenza che su base regionale bisogna avere almeno
l'1 per cento. La lista personale dell'onorevole Pinco Pallino in
provincia di Palermo non può essere presentata perché la lista
dell'onorevole Pinco Pallino, comunque, a livello regionale, non
può superare e raggiungere l'1 per cento. In ogni caso,
un'esigenza di sbarramento c'è, un'esigenza di moralizzazione
rispetto alle liste fai da te' esiste, quindi, credo che
questo emendamento abbia di per sé un carattere positivo.
L'obiezione è che la soglia di sbarramento è molto bassa: l'1 per
cento.
Vedete, il mio partito che, comunque, supera l'1 per cento in
tutte le competizioni qui in Sicilia, da quelle politiche a
quelle europee a quelle regionali, non può fare un ragionamento
egoistico dicendo che poiché è un partito che supera sicuramente
tale soglia, per più del doppio, può puntare a cancellare con
questa logica le forze minori che più affini e concorrenti.
Infatti, o si è per la rappresentanza politica e parlamentare
sempre e comunque, oppure non lo si è. Noi di Rifondazione
comunista abbiamo più volte rimarcato che siamo per un sistema
proporzionale serio, perché il Parlamento non può che essere lo
specchio della società.
Per tutte queste ragioni, sostegno questo emendamento, al quale
chiedo di apporre la mia firma, e invito anche gli altri colleghi
a riflettere sulle ragioni che ho appena esposto.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Panarello. Ne ha
facoltà.
PANARELLO Signor Presidente, onorevoli colleghi,
l'emendamento che stiamo per votare segnala la propensione di
una parte dell'Assemblea a contrastare questa ipotesi contenuta
nell'articolo che prevede lo sbarramento al 5 per cento.
Altri miei colleghi hanno qui sottolineato la necessità che su
un punto così delicato si possa votare attraverso un dialogo tra
maggioranza e minoranza. Una legge elettorale condivisa dalla
stragrande maggioranza degli elettori viene sottratta ad una
richiesta di referendum da parte di deputati regionali; ciò
segnala un tratto ed uno stile di questo Parlamento, che credo
non debba essere smarrito, e cioè l'idea che su questioni che
attengono la rappresentanza politica ci debba essere la ricerca
di un concorso tra la stragrande maggioranza dei deputati.
Considero incomprensibile la chiusura da parte della
maggioranza su tale tema, né considero convincenti gli argomenti
utilizzati stamattina dal Presidente Leontini.
In Commissione, al di là dei sottoscrittori, non c'è stata una
convergenza tra i partiti della maggioranza e quelli
dell'opposizione. Tutti coloro che hanno partecipato sono persone
autorevoli, a partire da quelli che hanno firmato, ma è evidente
che la discussione sviluppatasi nel corso di queste settimane, a
cominciare dal confronto d'Aula, segnali che su questo punto
esiste una forte divaricazione tra maggioranza e opposizione che
sarebbe utile, nell'interesse del Parlamento, tentare di
attenuare.
Proprio per queste considerazioni, rinnovo, anche attraverso
questa dichiarazione di voto, l'appello a tutti i colleghi al
fine di operare per giungere ad un punto di incontro su questa
questione, in modo da superare positivamente, non soltanto nel
rapporto interno tra maggioranza e opposizione, ma soprattutto
nel rapporto tra il Parlamento e la società siciliana, questo
dato che oggi ci vede fortemente in contrasto.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, è evidente
che questo emendamento fa parte di quella tecnica parlamentare
che cerca di partire dal punto più lontano per provare a
costruire quei presupposti per i quali ciò che viene, in qualche
modo, negato nel corso di un dibattito o di una votazione, possa,
eventualmente, determinare condizioni di maggior approfondimento
dell'intero Parlamento durante l'esame del disegno di legge.
Vorrei ribadire ciò che ho affermato poc'anzi: il Parlamento
siciliano ha interesse a fare una legge elettorale che abbia la
più larga condivisione possibile alle condizioni date.
Abbiamo presentato un emendamento che eliminava la soglia di
sbarramento, il Parlamento non lo ha votato e ne prendiamo atto,
riteniamo che la soglia di sbarramento contenuta nel testo, di
fatto, neghi la partecipazione democratica non alla presentazione
di liste, ma alla cancellazione di formazioni politiche, il cui
valore è riconosciuto nell'intero territorio nazionale.
Pertanto, ancora una volta, chiedo ai colleghi del centro-
destra di evitare di far fare una figura barbina' alla Sicilia,
perché è evidente che la notizia di questa legge elettorale non
sarà il meccanismo che avremo scelto, ma sarà il riverbero
nazionale su un punto di cancellazione di formazioni politiche
storiche e consolidate.
Credo che occorra trovare un punto di equilibrio accettabile,
che potrebbe essere la misura del 3 per cento, fermo restando che
ci eravamo proposti per la cancellazione della soglia di
sbarramento regionale poiché, di fatto, esiste uno sbarramento
nei singoli Collegi provinciali.
Consideriamo questa una volontà che si può manifestare
determinando una condizione d'Aula, sia oggi nell'approvazione
dell'iter della legge, sia nella gestione futura anche dei
rapporti politici, che affermi il riconoscimento reciproco; non è
disconoscendoci reciprocamente che facciamo fare un passo avanti
alla nostra democrazia
Credo che i colleghi, che forse in questo momento sono
infatuati dalla logica dei numeri, debbano far prevalere il
ragionamento politico, perché siamo un Parlamento che
rappresenta i siciliani, ma anche in nome di una funzione
politica generale che ognuno di noi rappresenta.
E, pertanto, credo che la possibilità che ancora abbiamo
dinanzi, visto che il traguardo del 3 per cento previsto
dall'emendamento in questione è raggiungibile fra 5, 6
emendamenti, possa consentire, laddove la maggioranza
determinasse una volontà a valutare questa ipotesi e questa
proposta, anche di accelerare i lavori d'Aula e di approvare
questa legge elettorale in un tempo assai ragionevole per la
qualità della vita di noi tutti.
E' evidente che se così non fosse l'iter dell'approvazione
della legge avrà un percorso molto più accidentato. Mi auguro
che prevalga il senso di responsabilità. Mi rivolgo alle
formazioni politiche presenti in quest'Aula, ai Gruppi
parlamentari che rappresentano partiti di rilievo nazionale: non
abbiamo interesse a cancellare partiti, a cancellare luoghi di
democrazia nella nostra Isola. Credo che questo sia un interesse
di tutti, e tutti dobbiamo concorrere a far sì che questo
risultato si raggiunga.
Ribadisco, quindi, ai colleghi della maggioranza, in
particolare, che potrebbe esserci un punto di approdo mediato tra
la proposta del cinque e la proposta della cancellazione dello
sbarramento, rappresentato dalla soglia del tre per cento, che
costituirebbe, comunque, una soglia accettabile dentro la quale
ogni formazione politica potrebbe condurre una battaglia; poi
saranno i siciliani, con il loro consenso, a dire se quella
soglia la supereranno o meno.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Oddo. Ne ha
facoltà.
ODDO Signor Presidente, onorevoli colleghi, non mi è chiaro
il calcolo ingegneristico dal punto di vista elettorale che
porta i colleghi della maggioranza a questi niet, punto e basta.
Non lo so e non voglio addentrarmi in questa particolare
riflessione.
Penso però che anche buona parte dei colleghi della maggioranza
ritengano che ci troviamo dinanzi ad una forzatura. Non so, poi,
quali siano gli accordi, possibilmente, le garanzie, le
assicurazioni, che forze maggiori possano offrire a forze
minori.
Ma il punto è quello: la politica siciliana non ha bisogno di
vivere una fase ulteriore di tensione, di fibrillazione e di
scontro. Credo che avrebbe bisogno di rispetto reciproco e
soprattutto di ragionare su come, obiettivamente, operare un
ulteriore passo avanti per quanto concerne la razionalizzazione
del quadro politico complessivo, senza comunque introdurre odiose
mortificazioni nei confronti di forze politiche che hanno anche
una rappresentatività nazionale e radici storiche assolutamente
indubbie.
Quindi, non voglio assolutamente soffermarmi su altri aspetti,
considero questo emendamento non convincente perché,
obiettivamente, l'uno per cento non produce uno sforzo per quanto
concerne la razionalizzazione vera del sistema politico.
Ma considero, al contempo, l'atteggiamento dei colleghi della
maggioranza incomprensibile perché non dovremmo pensare soltanto
ad un percorso legislativo il più maturo possibile, il più
cosciente possibile, il più responsabile possibile, il più
comprensibile, soprattutto per quanto concerne i cittadini
siciliani, ma dovremmo pensare alla politica siciliana con
estrema onestà intellettuale, senza scadere nei personalismi e
ponendoci un problema vero, cioè quello che tutto sommato la
soglia del tre per cento potrebbe permettere di fare un passo
avanti, sull'onda anche dell'esperienza maturata e
dell'affacciarsi qua e là delle liste fai da te' e di altri
cosiddetti pericoli', e comunque permetterebbe anche di tenere
presente che il quadro politico siciliano porta in sé, quale
espressione della volontà dei cittadini elettori, forze politiche
che hanno, a mio avviso, tutte le condizioni per pretendere di
essere rappresentate.
Allora, vedete non esiste nella storia italiana - non voglio
prendere ad esempio la storia d'Europa o mondiale - un
precedente, tranne la vicenda molto complessa e per certi versi
diversa, della legge truffa', in cui leggi importanti e,
soprattutto, leggi elettorali non vengano sottoposte a lunghe ed
estenuanti mediazioni.
Mi ha colpito moltissimo, voglio dirlo in poche parole, il
fatto che fra le tesi dei colleghi della maggioranza ce ne sia
una che non comprendo. E pensare che fra ieri e alcuni giorni
addietro eravamo nelle condizioni di raggiungere un equilibrio ed
un accordo, però, a quanto pare non avete colto il momento.
Vi rendete conto che tutto ciò, obiettivamente, lascia non
soltanto l'amaro in bocca, ma denota anche una cultura politica
che - mi sia permesso, senza offesa - non fa i conti con il
travaglio intellettuale, politico, culturale che ogni forza
politica, ogni schieramento vive al proprio interno.
Questo denota anche un'insensibilità dal punto di vista
istituzionale. Non coglie il significato di momenti di
discussione ed anche di convinzioni, più o meno profonde, che si
possono, evidentemente, nel corso della discussione, maturare. E
questo è grave E' assai grave Offende la dignità di questo
Parlamento.
Lo dico ai colleghi del centro-destra che so che, tutto
sommato, pensano che invece quel punto di equilibrio sia serio e
che, comunque, permetterebbe anche alla Sicilia, da questo punto
di vista, di affrontare non soltanto il dibattito parlamentare
sulla legge elettorale, ma anche ciò che avverrà successivamente.
Vedete, non è una forma di ricatto quando si dice: saremo
costretti ad abbandonare l'Aula, a distinguerci, a firmare
referendum, a fare quello...', ma a chi serve? In questa fase,
questo clima serve al centro-destra che sta governando questa
Regione? Ritengo di no
Serve realisticamente a fare maturare meglio e razionalizzare
il quadro politico siciliano? Penso, ancora di no, perché è ovvio
che quel 5 per cento si presenta odioso e tutti noi sappiamo cosa
produrrà, e non è una questione di simpatia. Non mi pare che sia
questo il problema, non mi pare che la questione sia riferita ad
un collega, anziché ad un altro
Credo che sia un problema serio quello di assumerci la
responsabilità, sia maggioranza che opposizione, di produrre uno
sforzo ulteriore.
Signor Presidente, mi permetta di dire che trovo strano il
fatto che il Presidente Fleres apra i lavori d'Aula, sapendo bene
che c'è una discussione in corso, forse, sapeva già la
conclusione di quella riunione, e questo ritengo sia
comprensibile, per certi versi, ma non lo è il fatto di non
tenere conto che, comunque, in queste ore, questo sforzo potrebbe
portare benefici alla Sicilia, sicuramente non danni e non
ripercussioni per quanto concerne il clima che si respirerà in
quest'Aula da qui alla scadenza di questa legislatura. E' ovvio
che lo influenzerà e, soprattutto, mette in campo anche un'altra
questione molto più seria di quanto pensiamo, il fatto che se non
ci sarà un riconoscimento ed un rispetto reciproco fra le forze
della maggioranza e dell'opposizione, quella democrazia,
indubbiamente, non è matura; è indubbiamente molto fragile, più
fragile di quanto possiamo pensare. Non credo che i colleghi
della maggioranza vogliano questo.
In questo momento - voglio ulteriormente illudermi - credo che
ci sia qualcuno che stia riflettendo; lasciamo stare i
tatticismi, le tattiche della cosiddetta fase dell'Aula
parlamentare, penso che i colleghi stiano riflettendo.
So bene e voglio, ancora una volta, da questo punto di vista,
lanciare un appello, che in realtà è più un auspicio, che in
queste ore, signor Presidente, anche su sua determinazione, si
sospenda questa Aula per pochi minuti nuovamente, non ha
importanza, perché quando si fanno sforzi che servono soprattutto
a questa Isola, e servono, soprattutto, alla democrazia ed ad un
quadro politico più sereno, credo che non sia una perdita di
tempo.
Certo, quando un deputato rientra in Aula dopo una sospensione
di 10 minuti, come lei ha detto, e si vede cancellato, forse
avrebbe potuto fare anche un richiamo al Regolamento, ma non lo
ha fatto, non lo facciamo, non vogliamo fare ostruzionismo,
vogliamo dialogare serenamente e chiudere questa discussione
importante, seria, anche per le prospettive sulla legge
elettorale, in un clima dove passi realmente il concetto che su
queste scelte, se non ampiamente condivise, i guasti saranno seri
e saranno, anche, secondo me, a giudizio degli elettori, forse,
più condannabili di quanto voi possiate pensare.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
Congedo
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Savarino ha chiesto
congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
Riprende la discussione del disegno dilegge nn. 850-265-338-
409-480-498-641-642-660-669-775-779/A)
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ferro. Ne ha
facoltà.
FERRO Signor Presidente, onorevoli colleghi, non so se in
questo dibattito, oggi, ci stiamo ripetendo o meno, ma credo che
un dibattito serva per permettere a ciascuno di noi di riflettere
meglio, opportunamente, su quello che è giusto fare, considerato
che stiamo parlando di una legge che non riguarda una parte o
un'altra, ma riguarda il sistema delle regole del futuro
Parlamento siciliano.
Credo che a monte occorra fare una considerazione:
un'istituzione vive finché è garantito il confronto democratico
tra le forze in campo, tra forze che rappresentano fette di
elettorato e quindi di consenso in questa Regione, tutte
finalizzate a rendere il Parlamento rappresentativo della realtà
di riferimento, nella fattispecie quella siciliana che è molto
complessa, e quindi in qualche modo facendo a meno, io credo, di
un clima da resa dei conti, in un senso o nell'altro, che mi pare
fino a questo momento prevalere nel dibattito che stiamo
svolgendo.
Non credo che gli interventi che qui si stanno susseguendo
determinino un atteggiamento ostruzionistico, ma un atteggiamento
viceversa che è di provare, in qualche modo, ad ascoltarci;
eppure, vedo che c'è un'Aula che non si ascolta, che continua ad
andare avanti indifferentemente, al di là di ragionamenti validi
che qui possono essere portati.
Il tema di fondo che ci dovremmo porre è come garantire la
partecipazione democratica all'interno delle istituzioni; molti
hanno detto evitando le liste fai da te', evitando fenomeni di
inquinamento. Ebbene, siamo davvero convinti che uno sbarramento
al 5 per cento evita tutto questo?
Io credo che l'unica cosa che evita è che le forze
rappresentative nel panorama politico del Paese e che hanno
legittimità democratica siano cancellate, in un'operazione, che
credo non giovi né al centro-destra, né al centro-sinistra.
Mi sono sforzato in queste ore di ragionare sul perché, sulle
ragioni che ci hanno portato a tutto questo e francamente in
termini di ragionamento politico non riesco a trovarne una.
Allora, mi chiedo: è possibile che questo Parlamento e questa
Assemblea sia così degradata da fare una legge che sia più un
golpe che non invece un provvedimento per consentire che questa
Regione possa essere governata?
Potremmo discutere di tanti provvedimenti approvati in questi
anni, in questa sessione assembleare e di quali benefici o danni
abbiano prodotto per la Regione, ma credo che questa legge in
modo particolare possa rappresentare il danno più grave perché
non è una legge di spesa in un senso o nell'altro, non è una
legge che favorisce questo o quest'altro, è una legge in qualche
modo che riscrive le regole di partecipazione democratica nelle
istituzioni e che quindi nel momento in cui quelle forze che si
vedono cancellate a colpi di maggioranza non avranno
rappresentanza istituzionale, avranno credo il dovere e l'obbligo
di organizzarsi nella società, a prescindere dalla loro presenza
parlamentare, ma è chiaro che tutto questo inficerà anche la
serenità di un dibattito e di un confronto, perché quando un
dibattito non si può svolgere all'interno delle istituzioni è
inevitabile che si svolga all'esterno delle istituzioni, anzi in
conflitto a quel punto con le istituzioni rappresentate.
Questo ragionamento pacato e breve dovrebbe ulteriormente farci
riflettere; c'è necessità di una pausa non tecnica, ma di una
pausa di riflessione mentre ragioniamo in quest'Aula, non è
possibile diversamente. Mi auguro che i novanta deputati di
questo Parlamento o la maggioranza di essi portino il cervello
all'ammasso.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole D'Antoni. Ne ha
facoltà.
D'ANTONI . Signor Presidente, onorevoli colleghi ieri sera, al
termine del mio intervento, lei ha detto che mi illudevo se
pensavo di convincere qualcuno della maggioranza a cambiare idea.
Io le ho risposto che in politica per cambiare la realtà bisogna
illudersi, altrimenti non bisognerebbe mai fare battaglie
politiche nella presunzione che nulla cambi.
Ora proverò a convincere lei, non l'Assemblea che è disattenta
- può essere che mi illuda ancora una volta - portando alla sua
attenzione qualche argomento che mi sembra degno di essere tenuto
in considerazione.
Prima questione. Il Tatarellum, nel momento in cui fu varato a
livello nazionale, aveva una sua logica interna, un suo percorso
interno, favoriva, attraverso l'elezione diretta del Presidente
della Regione, un'aggregazione che lo sostenesse con un premio di
maggioranza: la divisione dei seggi a livello regionale e nessuno
sbarramento.
Per quale motivo il ministro Tatarella ha fatto quella proposta
che poi è stata approvata dal Parlamento nazionale? Perché in
quella proposta vi era un certo equilibrio; perchè nel momento in
cui si dà ad un Presidente della Regione un potere così alto -
cioé quello di sciogliere il Parlamento nel momento in cui
decidesse di dimettersi - in cambio di questo potere gli si
favoriva la coalizione di sostegno ma si consentiva alle forze
che lo sostengono di potere esprimersi in termini tali da
favorire la rappresentanza democratica. Per questa ragione
Tatarella, che era considerata una persona al di là degli
schieramenti politici, tanto che veniva chiamato il ministro
dell'armonia - e a me fa specie che qui gli amici di Alleanza
Nazionale se ne siano dimenticati - si intestò questa posizione,
una posizione cioè che aveva un bilanciamento al suo interno,
bilanciava l'elezione diretta e la coalizione con due
compensazioni: la divisione dei seggi a livello regionale e la
non presenza di nessuno sbarramento, considerato che questo
bilancia esattamente quell'equilibrio.
Non è possibile eleggere direttamente il Presidente della
Regione e poi, contemporaneamente, fare altre due azioni
maggioritarie per cancellare la rappresentanza politica, perché a
quel punto si verticalizza e basta. Si illudono gli elettori di
dargli una rappresentanza maggiore perché eleggono direttamente
il loro Presidente, ma allo stesso momento li si priva della loro
rappresentanza se questo non viene compensato. E per questo
motivo Tatarella ha previsto di compensarlo in maniera tale da
determinare un rapporto tra l'elezione diretta, il premio di
maggioranza, la divisione a livello regionale e la presenza di
nessun sbarramento, in maniera tale che ogni forza che volesse
esprimersi nella rappresentanza si esprimesse purché - diceva lo
stesso Tatarella - si accorpasse; e pose poi un piccolo
sbarramento alle forze che non si coalizzavano che era il 3 per
cento.
Questo equilibrio, che ogni regione italiana ha seguito e sta
seguendo, leggetevi tutti i testi delle leggi di tutte le regioni
italiane.
FORGIONE Non sanno leggere.
D'ANTONI . . leggeteli tutti i testi, nessuno escluso. Ma che
vi succede per questa specialità siciliana? Siccome abbiamo
questa autonomia e questa specialità, bisogna fare per forza
stupidaggini? Ma a cosa posta questo ragionamento? E' possibile
che considerato che noi siamo depositari di questa autonomia,
necessariamente dobbiamo fare delle cose che non funzionano?
Signor Presidente, al fine di convincerla delle mie
motivazioni, vorrei chiederle se da quando esiste lo sbarramento
nazionale sono diminuiti o aumentati i partiti nel nostro Paese.
Sono aumentati, signor Presidente, perché non è lo sbarramento
che crea questa condizione di presenza o di non presenza, ma è la
politica che crea tutto ciò, e mi stupisco nel sentire qui da
questo scranno che dobbiamo impedire le liste fai da te . Vorrei
ricordare che la gran parte dei parlamentari presenti in questa
Assemblea è qui grazie alla presentazione di liste fai da te ,
che altro non sono che la scomposizione di partiti operata in
maniera tale da ottenere il massimo del risultato elettorale,
considerato che bisogna far vincere il Presidente: è questa è la
condizione, e basta guardare il risultato del 2001 per rendersene
conto.
Ed allora perché ci prendiamo in giro? Cos'è questa ipocrisia?
Lo sbarramento non fa diminuire il numero dei partiti, bensì
incentiva i ricatti nelle coalizioni, è soltanto un segno di
debolezza delle forze maggiori che pensano così di poter fare
l'asso pigliatutto e squilibrano la rappresentanza in termini
reali perché - insisto - il Parlamento nazionale, nel votare il
Tatarellum, ebbe questa capacità, questo equilibrio. Qui invece
la rappresentanza si vuole squilibrare principalmente con tre
cose: la suddivisione dei seggi a livello provinciale, che è già
uno sbarramento, uno sbarramento a livello regionale e uno
sbarramento col premio di maggioranza. Questa non è una
democrazia, è una barriera
Vi rendete conto di cosa dobbiamo presentare al nostro popolo?
Vi rendete conto di quale sia il livello di autoreferenzialità
delle forze politiche nel timore che ne nascano altre, ma ne
nasceranno sicuramente, perché si otterrà esattamente questo
risultato.
Allora, il problema è che si dia alla Sicilia la possibilità di
valutare il rapporto che c'è tra questa tendenza alla
verticalizzazione della democrazia, alla mancanza della
rappresentanza col patrimonio storico di questa Sicilia e di
questa Italia. E mi riferisco a quanti oggi - democristiani -
fanno la battaglia per riportare il proporzionale in Italia,
quanti fanno questa battaglia in questo momento indicano nel
Tatarellum il loro modello, il quale prevede un bilanciamento
della rappresentanza, e non in questa legge siciliana che
squilibra la rappresentanza e provoca una lesione palese della
democrazia nella nostra terra.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 2.51. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Presidenza del Vicepresidente CRISAFULLI
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 2.52.
FORGIONE Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, qui non si
sta parlando di 4 condomini, ma di circa 55.000 voti, che per un
partito grande come il suo - che non è quello di prima
ovviamente, l'ha detto lei stesso - possono sembrare 4 condomini
ma in effetti è una rappresentanza reale.
Vorrei ricordare che la passata legge elettorale ha garantito
per 50 anni democrazia e rappresentanza a livello nazionale, con
un proporzionale puro, senza sbarramento, con il solo quoziente
che faceva scattare poi l'attribuzione dei seggi. Ricordiamolo
questo, perché ormai siamo tutti ubriachi di maggioritario e
spesso non sappiamo neanche di cosa parliamo, non abbiamo più il
gusto della ricerca, della memoria storica.
Quella legge, con il proporzionale puro, ha garantito per circa
cinquant'anni non più di sette, otto partiti in Italia e li
possiamo addirittura nominare, se lei vuole, onorevole Virzì: la
Democrazia Cristiana, il Partito Comunista, il Partito
Socialista, il Movimento Sociale Italiano, il Partito
Repubblicano, il Partito Socialdemocratico, il Partito Liberale
e, solo dopo il '76, il Partito di Unità proletaria e il Partito
Radicale. Fate il conto e vedete, con un sistema proporzionale
puro, quanti partiti esistevano nel nostro Paese, garantendo una
rappresentatività democratica ed una dialettica; e devo dire che
le ricorrenti crisi di Governo non erano certo dovute alla
presenza di questi partiti, bensì alla scomposizione interna al
partito Stato, al partito di maggioranza relativa, erano dovute
ai rapporti interni alle correnti del vecchio partito, ai
rapporti tra quel partito e la coalizione.
Ma ormai non esiste più nemmeno la memoria storica, e da quando
c'è il sistema maggioritario uninominale con i collegi - ne
parlava poco fa l'onorevole D'Antoni - i Gruppi parlamentari che
accedono al finanziamento pubblico dei partiti nel nostro
Parlamento sono oltre 40.
E così l'onorevole Sgarbi si inventa il Partito della
bellezza col quale non ha preso alcun voto, vigente il sistema
proporzionale, ma ha rimediato a tale inconveniente sommando ai
suoi i voti di altri tre deputati che si presentavano nella lista
della Casa delle libertà, riuscendo ad ottenere il finanziamento
pubblico avendo così costituito un gruppo parlamentare. E come se
non bastasse ottine anche il finanziamento per il suo giornale,
perché essendo gruppo parlamentare ha diritto al finanziamento
della stampa di partito.
Vogliamo parlare di questo, in modo sereno e democratico,
invece che dire cose senza senso?
VIRZI'. Lo PSIUP è scomparso con oltre 700 mila voti.
FORGIONE. Lo PSIUP è scomparso con oltre 700 mila voti perchè
quel proporzionale comunque imponeva l'assegnazione di un
quoziente per avere diritto alla ripartizione.
VIRZI'. Quindi uno sbarramento c'era
FORGIONE. Si, ma di questo non ne vogliamo parlare perché, dato
che c'è il maggioritario abbiamo la stabilità, abbiamo i
presidenti eletti dal popolo. E dico questo perché, per esempio,
l'1,5 per cento era la soglia minima - in quel vecchio sistema -
per poter accedere all'assegnazione dei seggi avendo superato lo
sbarramento del quoziente.
Credo che noi dobbiamo ancora riflettere, abbiamo tempo per
farlo, e ci sono altri emendamenti che danno una gradazione
diversa a questa soglia di sbarramento.
Vorrei dire qualcosa in più agli amici dell'UDC, agli amici di
Alleanza Nazionale: come è possibile che a livello nazionale si
apre addirittura una polemica politica sul carattere di
moderazione che deve avere una coalizione, sulla capacità di
dialogo tra la coalizione di maggioranza e la coalizione di
opposizione. Non a caso la condizione per riaprire anche questa
capacità di moderazione che la politica dovrebbe recuperare e la
riapertura di un dibattito sul sistema elettorale, che a livello
nazionale proprio l'UDC vuole proporzionale con sbarramento al
2,5 per cento. E qui, invece, nel corso dei numerosi incontri che
si sono succeduti, formali e informali, alla fine cosa si dice
soltanto che c'è un equilibrio interno che non può essere rotto.
Ma una legge elettorale - cari colleghi della maggioranza - si
fa sulla base degli equilibri interni di coalizione o sulla base
di un'esigenza complessiva, che è quella di assicurare stabilità?
Esiste già una legge, che io non condivido ma che già esiste,
che è quella che prevede l'elezione diretta del Presidente della
Regione - il quale non può nemmeno essere sfiduciato - e che
assicura rappresentanza, potere di controllo e legame tra il
Parlamento ed il Governo, con una forma di governo che è già, per
una sua parte, extraparlamentare, in quanto componenti del nostro
Governo regionale non sono deputati.
Quindi abbiamo già affermato un altro principio, il principio
del governo che può essere anche extraparlamentare. E rispetto a
questo è chiaro che il Parlamento deve avere una funzione ampia
di rappresentatività sociale e di rappresentatività politica. Ma
non per questo si espellono dalle Istituzioni le forze critiche
che vivono nella società.
Io più volte, intervenendo nella scorsa legislatura
sull'elezione diretta del Presidente della Regione ed anche sulla
passata legge elettorale - ed allora noi utilizzavamo,
parafrasando il Tatarellum, lo Stancanellum perché l'assessore
Stancanelli aveva raggiunto una mediazione con un sbarramento al
2 per cento, se non ricordo male - precisando che non c'è nessun
politico più avverso alle mie idee di Le Pen, un fascista
francese, razzista, il peggiore che ci può essere, affermavo che
è vergognoso che con il 18 per cento dei voti non entri in
Parlamento, perché così si esclude dalla dialettica democratica
il 18 per cento del popolo; poi è compito della sinistra, della
cultura democratica combattere le idee di Le Pen e prosciugarne
il consenso. Ma è una violazione della democrazia e dei diritti
di quel 18 per cento del popolo francese, negargli la
rappresentanza.
Allora - se ricordate - Le Pen con quasi il 18 per cento di
consensi non entrò in Parlamento.
Questo presupporrebbe un confronto politico sereno sulle forme
della rappresentanza, sul rapporto tra i rappresentanti ed i
rappresentati. Ed invece qui si mira a tutelare un piccolo
orticello procedendo a carro armato , affermando una logica da
principio di maggioranza.
Io non ho mai sentito dire che il Tatarellum fu votato anche da
Rifondazione comunista, e ricordo che portava la firma di
Pinuccio Tatarella, cioè uno dei leader storici del Movimento
sociale italiano. Il Mattarellum, la legge con cui si è votato
poi a livello nazionale portava la firma di Mattarella, D'Alema e
Lucio Magri, capogruppo di Rifodazione comunista, cioè leggi
sempre costruite sul largo consenso, perché le regole del gioco
valgono per tutti.
Qui invece vi state assumendo una responsabilità come se questo
fosse insignificante anche rispetto alla credibilità del futuro
Parlamento che verrà eletto con questo nuovo sistema.
Io credo che sia una responsabilità di troppo quella di cui vi
state facendo carico.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 2.52. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
FORGIONE Chiedo la riprova della votazione.
PRESIDENTE Onorevole Forgione l'esito del voto è già stato
comunicato. Trascorsi quatto minuti dal momento in cui ho
cominciato a presiedere questa seduta, ero turbato dalla mancanza
di polemiche con esponenti della sinistra. Adesso sono più
tranquillo: si è ristabilito il clima usuale.
Si passa agli emendamenti 2.53 e 2.3 di identico contenuto.
Votazione per scrutinio segreto degli emendamenti 2.53 e 2.3
FERRO Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Cracolici, Orlando,
D'Antoni, Sanzeri, Ortisi, Spampinato, Speziale e Raiti)
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto degli
emendamenti 2.53 e 2.3.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 64
Maggioranza 33
Favorevoli 23
Contrari 41
(L'Assemblea non approva)
Presidenza del vicepresidente Fleres
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 2.54.
FORGIONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che su
questo emendamento si possa avviare una riflessione che,
ovviamente, ormai è utile solo per la storia, anzi per le
cronache parlamentari, la storia è molto più impegnativa. Ma su
questo emendamento e sulla percentuale del due e mezzo per cento
credo che si possa sviluppare una seria riflessione.
Il due e mezzo per cento è già una percentuale alta per
contrastare le liste fai da te . Voi signori onorevoli della
maggioranza potete anche dire che l'emendamento precedente -
l'uno per cento, l'uno e mezzo per cento, il due per cento - sono
emendamenti ostruzionistici' dal vostro punto di vista, ma già
il 2,5 per cento di sbarramento regionale è una soglia
significativa, lo ripeto è la soglia che l'UDC ha messo nello
sbarramento a livello nazionale. Vi vorrei segnalare che con
questa soglia di sbarramento, per esempio, parlando del mio
schieramento politico, in occasione delle passate elezioni
regionali non avrebbero partecipato alla redistribuzione dei
seggi alcuni partiti come Italia dei valori, il Partito dei
comunisti italiani, i Verdi, Primavera siciliana e per ultimo
Rifondazione comunista che ha preso il 2,4 per cento; cioè, nella
coalizione che ha sostenuto l'onorevole Orlando come candidato
alla presidenza della regione, sarebbero rimasti rappresentati in
Parlamento solo i Democratici di sinistra e la Margherita, ed
anche lo SDI, cioè con il 2,5 per cento si sarebbe cancellata
tutta l'articolazione. E ciò per dire che stiamo discutendo di
una soglia che è una soglia alta di sbarramento, è una soglia che
di fatto interviene sulle liste civette, ammesso che il problema
delle liste civette fosse questo, il 2,5 per cento che agisce su
base regionale quando già su base provinciale c'è lo sbarramento
di cui abbiamo parlato per le province minori.
Credo che al riguardo potremmo trovare un punto di mediazione
condivisibile, perchè questa legge non venga percepita
all'esterno e non venga denunciata all'esterno come una legge di
una maggioranza arrogante con pretese di autosufficienza, ed
invece voi che non volete ascoltare più non avete neanche
interesse a che questa legge venga vissuta come una legge del
Parlamento, anzi avete un solo interesse a questo punto: tenere
unito per vincoli interni il vostro Polo e presentare sulla legge
elettorale una prova di forza che però si sta dimostrando per voi
stessi una prova di debolezza. L'unico amaro in bocca che rimane
è che questa prova di forza e insieme di debolezza che voi state
operando negherà la rappresentanza e spazi democratici a parti
significative del popolo siciliano.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 2.54.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2.54
FORGIONE Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
nominale.
BENINATI Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Giambrone, Catania
Giuseppe, Incardona, Infurna, Ioppolo, Leanza Nicola, Sammartino
e Segreto)
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 2.54.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 70
Maggioranza 36
Favorevoli 31
Contrari 39
(L'Assemblea non approva)
PRESIDENTE Si prende atto che gli onorevoli Forgione e
Nicotra hanno partecipato alla votazione.
Pongo in votazione l'emendamento 2.4. Chi è contrario resti
seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti 2.45 e 2.54
bis di identico contenuto.
SPEZIALE Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Credo di aver capito che la maggioranza vuole
rihiedere la votazione per scrutinio segreto, però l'onorevole
Speziale aveva chiesto di parlare prima di tale richiesta,
pertanto ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, insieme a me hanno chiesto di
parlare almeno altri sette deputati appartenenti al mio stesso
Gruppo parlamentare.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, preciso che potrei anche
toglierle la parola in quanto in presenza di una richiesta di
votazione a scrutinio segreto le dichiarazioni di voto non sono
ammesse. Tuttavia, siccome lei ha chiesto la parola prima di tale
richiesta, e poichè in Aula si è instaurato un clima disponibile
ed aperto .
SPEZIALE Signor Presidente, la maggioranza adesso sta
superando ogni limite di sopportabilità, perchè con le dita negli
occhi non possiamo discutere. Utilizzando marchingegni
regolamentari che tendono a strozzare il dibattito e il confronto
non si approva una legge elettorale. La maggioranza - ripeto -
non può pensare che la regola di porre le dita negli occhi
all'opposizione sia una regola con la quale si costruisce la
legge elettorale. Non può neppure pensare che, utilizzando
marchingegni regolamentari, si possa strozzare il dibattito,
impedire il confronto e rifiutarsi di riannodare le fila di un
dialogo sulla legge elettorale.
Non si tratta di una legge ordinaria. Si tratta della madre di
tutte le leggi, che dovrà segnare per i prossimi anni una
modalità di selezione della classe dirigente.
Siccome c'è l'onorevole Cintola che si agita in modo
particolare, desidero rivolgermi ai deputati dell'UDC. Ho qui una
tabella e, sulla base della stessa, se si dovesse applicare lo
sbarramento del 5% a tutte le regioni d'Italia, l'UDC non sarebbe
presente in ben 16 regioni Invito i colleghi della maggioranza a
non agitarsi particolarmente perchè, se il tentativo è quello di
sfidarci, possiamo accettare pure il terreno della sfida, se il
terreno è questo.
Ripeto, l'onorevole Cintola non sarebbe deputato, consigliere
regionale nella fattispecie, assieme a tanti altri, in ben 16
regioni.
Utilizzare soltanto in Sicilia lo strumento dell'innalzamento
al 5%, solo perchè c'è una forza politica - l'UDC - che ha un
particolare radicamento nella nostra Regione e far valere questo
principio, lo consideriamo assolutamente sbagliato. Lo
consideriamo sbagliato - e lo vogliamo dire in modo chiaro -
perchè, sulla base delle modalità di attribuzione dei seggi, si è
parlato molto tra di noi su una questione: se doveva esservi il
collegio unico regionale o il collegio provinciale.
I colleghi sanno che ho sostenuto in tutte le sedi
l'inapplicabilità del collegio unico regionale, in forza del
fatto che avremmo dovuto rifare una legge in presenza
dell'articolo 3 dello Statuto, che è una norma costituzionale,
che non può derogare al numero di 90 parlamentari.
Abbiamo spiegato a quelli del centrosinistra che quella legge
non si poteva applicare, visto che il Tatarellum prevedeva un
allargamento del numero dei parlamentari fino a 120, per
riequilibrare i rapporti di forza.
Ma non abbiamo, quindi, voluto fare una legge che doveva
servire a penalizzare forze politiche rappresentative. Abbiamo
voluto fare una legge perchè volevamo riattribuire all'Assemblea
regionale una prerogativa statutaria: cioè che il Parlamento
regionale potesse dotarsi di una legge elettorale, evitando un
tentativo in corso da parte di un parlamentare autorevole di
Forza Italia, del senatore Schifani, che tentava di spogliare il
Parlamento regionale di questa prerogativa, tant'è vero che aveva
presentato un emendamento alla devolution per potere fare e
applicare in Sicilia, a regime, il Tatarellum.
Noi ci siamo battuti quindi perchè la Sicilia si dotasse di una
legge, ma la legge dev'essere equilibrata.
Ripeto ai colleghi dell'UDC, ma lo ripeto anche ai colleghi che
hanno sfiorato la soglia del 5% nella loro storia: siamo in
presenza di una forza politica, rappresentativa nel panorama
politico italiano, che è di gran lunga più forte di altre forze
politiche e ha un radicamento superiore alla stessa UDC.
Nelle ultime elezioni europee, Rifondazione comunista ha
ottenuto il 6,1%; l'UDC ha registrato il 5,9%.
Pensare che dobbiamo approvare stasera un disegno di legge che,
in questo caso, avrebbe carattere penalizzante perché non si
aggancia a nessun criterio, il cui risultato finale sarebbe
quello di cancellare una forza politica rappresentativa per
rispondere a una legittima esigenza e cioè di evitare la
formazione di liste fai da te, lo riteniamo un errore. E' per
questo che, nel corso di questi due giorni, abbiamo avviato una
discussione con il centrodestra.
Avete dalla vostra parte la forza dei numeri e, tuttavia,
pensiamo che commettereste un errore gravissimo in quest'Aula, se
si pensasse - così come state facendo - che, in forza di un
principio di maggioranza, si faccia una legge elettorale.
Questo avrebbe una ricaduta, sull'attività del Parlamento,
costantemente. Dev'essere chiaro: costantemente, a partire dalle
prossime leggi che riguardano le norme finanziarie.
Avevamo concordato, di fatto, con i partiti del centrodestra,
uno sbarramento che poteva raggiungere la soglia del 3 per
cento...
PRESIDENTE Onorevole Speziale, la invito a concludere.
SPEZIALE Sto parlando sulla legge elettorale e parlo per
quanto voglio.
PRESIDENTE No, onorevole Speziale, purtroppo, non é come dice
lei.
SPEZIALE E' come dico io, signor Presidente.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, ripeto, non é come dice lei.
SPEZIALE Signor presidente, mi citi l'articolo del
Regolamento...
PRESIDENTE Onorevole Speziale, se lei sta tentando di
determinare un clima di tensione in Aula o nei confronti della
presidenza, si sta sbagliando.
(Proteste dall'Aula)
FORGIONE C'è già.
ORTISI Abbandoniamo l'Aula.
ODDO Signor Presidente, lei sta cercando lo scontro.
ORTISI Gli permetta di concludere l'intervento.
SPEZIALE Signor Presidente, ripeto, parlo quanto voglio.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, lei parla fino a quando ha
tempo per parlare, secondo il Regolamento.
SPEZIALE Signor Presidente, secondo il Regolamento, ho un
tempo illimitato.
PRESIDENTE Allora, io le tolgo la parola, onorevole Speziale.
ORTISI Signor presidente, non crei un incidente per due
minuti.
PRESIDENTE Onorevole Ortisi, l'onorevole Speziale ha parlato
per otto minuti e mezzo.
ORTISI Non é vero, signor Presidente.
PRESIDENTE Onorevole Ortisi, lei sa con quanta tolleranza
questa presidenza ha tenuto i lavori d'Aula.
ODDO Ma quale tolleranza?
PRESIDENTE ...senza limitare, in alcun modo, l'andamento
della discussione, però l'onorevole Speziale non può dire a
questa presidenza, quello che non é previsto nel Regolamento e
non può rivolgersi alla presidenza col tono con cui si é rivolto.
Onorevole Ortisi, c'é una richiesta di voto segreto.
L'onorevole Speziale si era iscritto prima a parlare, prima che
la richiesta di voto segreto fosse formalizzata.
A questo punto, onorevole Speziale, può rapidamente concludere
il suo intervento, dopo di che si passa alla votazione.
SPEZIALE Signor Presidente, avendo rispetto della sua
conoscenza del Regolamento, vorrei ricordarle, o delle due l'una,
o lei mi dà la parola e io utilizzo il tempo necessario previsto
dal Regolamento e in materia di legge elettorale lei sa che
questo tempo é illimitato...
PRESIDENTE Onorevole Speziale, il tempo é illimitato,
relativamente alla discussione generale. Se dobbiamo
strumentalizzare persino il Regolamento, non andiamo da nessuna
parte. La prego, comunque, di volere concludere rapidamente, per
passare al voto.
SPEZIALE Mi impressiona che proprio lei, che é persona
ragionevole ed al quale ho dato atto in questi giorni, nella fase
in cui facevo lo sforzo massimo per tentare una mediazione con il
centrodestra, abbia interrotto in modo così virulento il mio
intervento, creando lei stesso, involontariamente immagino, un
clima di inasprimento dei rapporti d'Aula.
Tuttavia, voglio continuare nel mio ragionamento e vorrei
evitare che domani sulla stampa si legga che in Sicilia si é
fatta una legge elettorale in virtù di un principio di
maggioranza. Le leggi elettorali si fanno con il contributo di
tutti i parlamentari, della maggioranza e dell'opposizione. Le
leggi elettorali devono essere leggi elettorali equilibrate che
devono tenere conto di esigenze varie. Non ho detto che devono
essere fatte leggi elettorali che hanno il carattere
dell'unanimità.
Tuttavia, lo sforzo di una maggioranza dev'essere quello di
cercare il più ampio consenso per potere portare a compimento la
legge elettorale.
Ho l'impressione che si stia tentando una forzatura dietro
l'altra. Non ne comprendo la ragione, cosa nasconde, e volevo
ricordare ai colleghi della maggioranza che ieri, in Assemblea,
vi è stato un incontro tra il centrosinistra ed il centrodesta -
così lo ridò alla stampa - che è stato sospeso in una fase in cui
si era concentrata l'attenzione sullo sbarramento - con l'ipotesi
che voi sapete nella legge del 5%.
Abbiamo sottoposto ad una discussione una serie di argomenti ed
a noi era sembrato di cogliere che, da parte dei colleghi del
centrodestra, ci fosse una disponibilità a rivisitare la soglia
di sbarramento del 5%. Ci siamo lasciati dicendo che ciascuno
avrebbe nuovamente verificato nei propri gruppi la soglia di
sbarramento e, comunque, che la soglia di sbarramento si sarebbe
determinata tra il 3 e il 4%.
Dopo l'incontro con i partiti minori del centrosinistra e
l'incontro dei gruppi di maggioranza, siamo tornati al tavolo
dell'incontro con i partiti del centrodestra e abbiamo fatto una
proposta che era quella, insieme ad altre due - del voto
confermativo e del voto di genere - di portare lo sbarramento al
2%.
Il Polo ci ha risposto che questa era una provocazione.
Mi rendo conto - lo dico pubblicamente - che, in realtà,
tentavamo di spostare più in basso la soglia.
Dopo l'incontro abbiamo tentato di trovare un terreno di
mediazione sulla proposta del Polo dell'ipotesi di sbarramento al
3%. Abbiamo tentato un'ipotesi di accordo sulla soglia di
sbarramento al 3%. Abbiamo detto che se si trovava un'ipotesi di
accordo al 3%. Il 90% dei parlamentari del centrosinistra avrebbe
votato per lo sbarramento al 3% - adesso faccio questo
ragionamento perché in questo momento si sta discutendo
dell'emendamento riguardante il tetto del 3% - e abbiamo anche
detto che sull'articolo 2 - che di fatto sostanzia la struttura
della legge - avremmo dato un voto di astensione, lavorando per
stemperare il più possibile un clima di inutile contrapposizione.
Noi siamo ancora dentro questa posizione.
Signor Presidente, lo ripeto, noi siamo perché questi impegni
li vogliamo rispettare. Noi vogliamo, ancora una volta, evitare
che, attraverso un voto d'Aula, si possa sancire oggi
l'annullamento dello sbarramento al 3% perché questo
comprometterebbe seriamente l'evolversi dell'approvazione della
legge e, quindi, mi permetto di dire che, anziché sostenere colpi
di voto segreto, che sono assolutamente inutili perché comunque
hanno un ritorno, vi chiediamo ancora una volta e per l'ennesima
volta un tentativo di logica e ragionevole mediazione che risolva
i problemi all'interno del centrosinistra o che risolva problemi
interni al centrodestra e vi chiediamo quindi di non procedere al
voto segreto, di sospendere, ancora per un attimo, su questo
argomento.
Il tentativo lo faccio, dopodiché qualcuno può dire che vuole
utilizzare i muscoli siamo di più ed in forza dei muscoli
vogliamo imporre, comunque, la nostra forza , non in forza di un
ragionamento. Potete farlo.
Dovete sapere, però, che questo atto che vi apprestate a
compiere questa sera non sarà privo di conseguenze Dovete
assumervi la responsabilità.
Quando si governa e quando si é maggioranza, proprio in quel
momento, bisogna contemplare il più possibile anche le esigenze
degli altri.
Se, invece, si agisce in forza di una inutile contrapposizione,
voi dovete sapere che questo atto, in quest'Aula, avrà delle
gravi conseguenze. Non vi è nessuna minaccia. Vi è soltanto il
tentativo di far discutere chi rifiuta di farlo. Utilizzeremo gli
strumenti regolamentari perchè riteniamo che bisogna portare a
ragionevole composizione la vicenda.
Signor Presidente, ancora una volta, in virtù del mio
ragionamento, mi permetto di chiederle una sospensione dei lavori
d'Aula poichè siamo arrivati ad un punto - che riteniamo di
svolta - della legge, un punto in cui la mediazione è ancora
possibile. In questo modo, sarà esperito l'ultimo tentativo.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, come lei sa, più volte ho
accolto una richiesta di sospensione, laddove mi sono reso conto
che ciò poteva servire a stemperare i toni e a ricercare una
soluzione possibile. In questo momento, onorevole Speziale, non
sono nella stessa determinazione perchè dopo due giorni di
verifiche costanti rispetto a questo tema, in direzione di una
mediazione che non è stata possibile.
Votazione per scrutinio segreto di emendamenti
PRESIDENTE Pongo quindi in votazione gli emendamenti 2.45 e
2.54 bis con scrutinio segreto.
FORMICA Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Acierno, Confalone,
Giambrone, Incardona, Infurna, Ioppolo, Moschetto e Sammartino)
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto degli
emendamenti 2.45 e 2.54.bis, di identico contenuto.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 72
Maggioranza 37
Favorevoli 33
Contrari 39
(Non sono approvati)
Presidenza del vicepresidente Fleres
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
Sull'ordine dei lavori
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, i colleghi
avranno visto l'esito del voto: l'Aula sostanzialmente è divisa
in due: 33 e 39. Ovviamente, i colleghi capiranno che non è in
forza - noi deputati dell'opposizione saremo una ventina in tutto
V e che quindi i problemi non attraversano soltanto la
maggioranza e la minoranza. E' un problema che riguarda l'intera
Aula.
Approvare una legge a colpi di voto segreto e con un Parlamento
spaccato è una cosa che non vorremmo evitare nel modo più
assoluto perchè potremmo anche decidere atti di allontanamento
dall'Aula, mancanza di numero legale. Tutto questo paralizzerebbe
la legge.
Al gruppo dirigente del centrodestra consiglio di pervenire a
più miti consigli per evitare che vi possano essere situazioni
come quella registratasi durante la votazione: 39 contro 33.
Signor Presidente, chiedo ai colleghi capigruppo del
centrodestra di fermarci un attimo per valutare qual è in questo
momento lo stato dell'arte in Aula, evitare contrapposizioni
ulteriori.
Signor Presidente, scusi se insisto in modo tenace per tentare
il più possibile una mediazione, capisco che lei non ha margini,
ma sulla base di quel risultato, signor Presidente, si assuma la
responsabilità, perché si é votato un emendamento che é stato
approvato non dalla maggioranza dei componenti dell'Aula ma da 39
parlamentari. Non c'é neanche la maggioranza dei componenti
d'Aula che, ovviamente, fa 46; 39 parlamentari contro 33 che non
sempre esprimono interamente la volontà dell'Aula.
Signor Presidente, mi rendo conto che é un momento delicato,
che i suoi margini sono ristretti e che lei deve comunque
adoperarsi per tentare una soluzione possibile, pertanto le
chiedo di sospendere l'Aula motu proprio, sulla base di una sua
iniziativa, e convocare subito la Conferenza dei presidenti dei
Gruppi parlamentari.
BARBAGALLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BARBAGALLO Signor Presidente, credo che gli argomenti portati
in quest'Aula dall'onorevole Speziale non siano di parte, ma
siano argomenti di equilibrio e di senso politico. Pensare di
approvare questa legge con 4 o 5 voti di maggioranza credo che
significhi non fare un patto di fine legislatura per la Sicilia,
ma significa creare in quest'Aula un clima che difficilmente
potrà produrre provvedimenti legislativi di qualità.
Pertanto sono perché l'Aula venga rinviata. Siamo molto legati
al rispetto e al senso delle istituzioni e non abbiamo mai
abbandonato l'Aula in questi tre anni. Qualora dovesse continuare
questo atteggiamento da parte del centrodestra, noi ci
atteggeremmo, concordandolo con tutti gli altri deputati del
centrosinistra, in maniera adeguata rispetto a un comportamento
che non é un comportamento politico, é un comportamento di
arroganza, un comportamento di prevaricazione, che non aiuta la
civiltà di questa Assemblea e della nostra terra.
Mi auguro che vi sia un ripensamento da parte di tutti.
FORGIONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, vedo dalle
facce anche di tanti colleghi della maggioranza che forse un
elemento di dubbio comincia a sorgere, un elemento di dubbio su
quello che si sta facendo con un Parlamento spaccato
sostanzialmente a metà; e senza una reale maggioranza su un punto
delicato, che é quello della rappresentanza: con solo 4 voti di
differenza si stanno cancellando circa 10 partiti tra
centrodestra e centrosinistra.
Questo é un problema della democrazia. Io avrei capito un voto
del 70 per cento contro il 30 per cento, ma 4 voti di differenza
in materia di legge elettorale significa che questa non diventa
più neanche la legge della maggioranza, diventa la legge della
maggioranza della maggioranza
Solo ora comincio a vedere il turbamento su alcuni volti della
stessa maggioranza e ne prendo atto positivamente. Ogni elemento
di dubbio é positivo in questa condizione. Ma se ogni elemento di
dubbio é positivo in questa condizione, onorevole Presidente, é
più che legittimo chiedere una pausa di riflessione.
Ritengo che qualora si decidesse di andare avanti, e lo dico
anche ai colleghi del centrosinistra, non potrebbe che andare
avanti soltanto la maggioranza dei 39, perché noi, nessuna forza
del centrosinistra che in questa giornata, fino ad oggi, ha
ricevuto solo dinieghi su tutto, con la propria presenza può
avallare, anche istituzionalmente, e legittimare con la propria
presenza, anche istituzionalmente, quello che sta diventando un
golpe di minoranza, perché 39 deputati su 90 hanno cancellato
dalla rappresentanza forze politiche reali di questa Regione.
E allora, qualora la maggioranza decidesse di continuare con un
atteggiamento di autosufficienza, chiedo ai partiti del
centrosinistra di non ratificare con la presenza in quest'Aula
quello che si sta facendo, in modo che sia esplicito agli occhi
della Sicilia e delle forze democratiche del centrodestra e del
centrosinistra, ma anche agli occhi del Paese - che mi pare sia
in questo momento attraversato da problemi tali che questo
elemento non aiuta neanche alla ricostruzione di una serenità
interna ai partiti del Polo - quello che si sta consumando qui in
quest'Aula.
Pertanto, signor Presidente, propongo due cose: una sospensione
per sederci di nuovo tutti a riflettere e, qualora la
maggioranza riaffermasse qui un principio di autosufficienza,
chiedo a tutti i partiti, a tutti i gruppi parlamentari e ai
parlamentari del centrosinistra di non legittimare con la loro
presenza questa operazione che offende la dignità del nostro
Parlamento.
SEGRETO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SEGRETO Signor Presidente, onorevoli colleghi, i risultati
della votazione sull'emendamento invitano ad una serena
riflessione: se la minoranza avesse scelto di abbandonare l'Aula
certamente questa legge non sarebbe passata.
Allora ripeto ancora una volta come ho detto in precedenza, che
dal momento che stiamo votando la più importante legge di questo
Parlamento, è necessario veramente che ci sia un momento di
ulteriore riflessione, altrimenti non potremo assicurare la
nostra presenza in Aula.
LEONTINI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEONTINI Signor Presidente, onorevoli colleghi, le votazioni
testè espletate sono state precedute da interventi che hanno
evidenziato un diverso modo di intendere i contenuti degli
emendamenti sottoposti a votazione.
Abbiamo più volte ricostruito la vicenda del confronto e delle
trattative tra i due schieramenti dell'Aula per addivenire a
soluzioni concordate, abbiamo anche ripetuto oggi che alle
disponibilità avanzate da parte nostra era stata opposta da parte
dello schieramento del centrosinistra ieri una rigida posizione
che si articolava nei tre aspetti: la riduzione della clausola di
sbarramento del 2%, la preferenza multipla di genere e il voto
disgiunto. Su questo la possibilità di una continuazione del
confronto si è interrotta.
Abbiamo votato, anche i termini della sollecitazione in Aula
fornita fino a poc'anzi sono stati ormai definitivamente superati
dalle votazioni esperite; tutti gli emendamenti che ci troviamo
ad esaminare da questo momento in poi non hanno nulla a che
vedere con i termini della trattativa e con le questioni che i
colleghi della minoranza, fino ad un momento fa, hanno opposto
come fondamentali: il collega Forgione ha parlato della
percentuale riguardante il suo partito che a questo punto sarebbe
stata mortificata, penalizzata, altri colleghi hanno parlato di
tutela delle regole democratiche.
Tutto questo, ora, dopo le votazioni esperite, non ha più
senso. Fermarci per una pausa di riflessione non è altro che una
proposta strumentale per cercare di fermare la legge.
Perché, probabilmente, se io fossi dalla parte dei colleghi del
centrosinistra, non rimarrebbe residua soluzione e risorsa se non
quella, appunto, di fermare la legge, ma non perché i contenuti
siano riconducibili ad una materia che è oggetto di
approfondimento e di confronto, bensì perché nessuno degli
emendamenti che esamineremo oggi è tale da poterci fare
recuperare sui problemi che hanno rappresentato motivo di
divisione. Sono tutti argomenti, infatti, che riguardano altra
materia.
Fermarci, pertanto, non avrebbe alcun senso
Tutte le questioni per le quali i colleghi, fino ad un momento
addietro, chiedevano di fermarci per svolgere una riflessione
riguardavano infatti la riduzione della clausola di sbarramento.
Ora ci sono altre questioni. Fermarsi, lo ribadisco, non
avrebbe senso. Anzi, siccome le altre questioni fanno parte di un
articolato che è stato già concordato dai diversi schieramenti,
qualsiasi lamentazione inalberata, riguardante l'infrazione delle
regole democratiche e del confronto, è destituita di fondamento e
strumentale perché, appunto, si tratta di soluzioni concordate.
Caso mai, se divisioni c'erano, queste riguardavano, in
definitiva, soltanto la riduzione della clausola di sbarramento.
Esaurito il dibattito sulla stessa clausola, non rimane altro che
proseguire stante che tutti gli altri emendamenti riguardano
altra materia.
Insisto pertanto nel proseguire i lavori per votare quindi
l'articolo 2, consegnando così ai Siciliani la legge di riforma
elettorale.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, sulla proposta di sospensione
dei lavori dell'onorevole Speziale, è possibile intervenire,
alternativamente, a favore o contro la proposta medesima.
ORTISI Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Onorevole Ortisi, prima del suo intervento
sull'ordine dei lavori, c'è la richiesta dell'onorevole Speziale
che ha sollecitato un'ulteriore sospensione dei lavori.
ORTISI Signor Presidente, ha permesso a tutti gli altri
colleghi di intervenire sull'ordine dei lavori...
PRESIDENTE Onorevole Ortisi, è già intervenuto l'onorevole
Leontini, contrario alla sospensione, e l'onorevole Segreto,
relativamente all'ordine dei lavori, dichiarando che abbandonava
l'Aula.
A questo punto, credo che sia molto più produttivo per
l'andamento dei lavori porre ai voti la richiesta di sospensione
formulata dall'onorevole Speziale. Se l'Aula deciderà di
proseguire, lei potrà intervenire...
ORTISI Signor Presidente, chiedo di parlare a favore della
richiesta di sospensione formulata dall'onorevole Speziale.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò
brevissimo, sperando anche di essere caustico. Ricorderete che ho
fatto riferimento ad una presunta relazione fra Naomi Campbell e
l'assessore Cimino...: la mia opinione è che il centrosinistra,
abituato a ragionare dal cognome del collega Capogruppo dell'UDC
in su, abbandoni l'Aula...
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, vi invito a prendere posto...
ORTISI Dicevo, siccome, a differenza del collega capogruppo
dell'UDC siamo abituati a ragionare dal suo cognome in su,
ebbene, credo che questa Aula non consenta più tale esercizio e
che quindi dobbiamo uscire, lasciando piuttosto a chi utilizza le
emozioni - dal cognome del collega in giù - di continuare ad
esercitare tali prerogative. Quest'Aula è diventata un
immondezzaio, da questo punto di vista, perché non consente
l'esercizio dell'intelligenza e la pratica della dignità di
ognuno di noi
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, mi pare che l'Aula sia
abbondantemente distratta. Se è così, la Presidenza non ha
nessuna difficoltà a sospendere i lavori, però, sarebbe più
opportuno che sia l'Aula stessa a determinarsi in tal senso.
Pongo pertanto in votazione la proposta dell'onorevole
Speziale.
Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvata)
(I deputati dei Gruppi parlamentari dei Democratici di
sinistra , della Margherita per l'Ulivo, della Margherita
Democrazia è Libertà, di Rifondazione Comunista, di Sicilia
2010, del Nuovo PSI, dei Riformisti e Liberaldemocratici -
Patto per la Sicilia, abbandonano l'Aula)
FORGIONE Guardate che Aula piena per esitare la legge
elettorale Guardate
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, la Presidenza ha rispetto
delle decisioni politiche di ciascuno e, tuttavia, deve poter
continuare i propri lavori.
Si passa all'emendamento 2.43. Lo pongo in votazione. Chi è
contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.44. Lo pongo in votazione. Chi è
contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.16. Lo pongo in votazione. Chi è
contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.37. Lo pongo in votazione. Chi è
contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.47. Lo pongo in votazione. Chi è
contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.55. Lo pongo in votazione. Chi è
contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Gli emendamenti 2.17 e 2.46 decadono per assenza
dall'Aula dei firmatari.
Sull'ordine dei lavori
CRISAFULLI Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRISAFULLI Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
sia giunto il momento in cui, superato il dato della
contrapposizione e della frizione sulla soglia di sbarramento,
sia utile che il Parlamento trovi un filo conduttore per potere
lavorare insieme tra i diversi schieramenti.
Mi permetto di rivolgermi ai colleghi della maggioranza, oltre
che a lei, signor Presidente, rilevando che, probabilmente, è
utile una pausa che aiuti il Parlamento a ricomporre un
ragionamento complessivo, rispetto alla necessità di varare la
legge elettorale per il rinnovo dell'Assemblea regionale
siciliana.
Nel frattempo, dall'ultima richiesta ad ora, credo siano stati
approvati tutti gli emendamenti sugli sbarramenti, pertanto,
ritengo utile, a questo punto, che si sospendano i lavori per
evitare che questa contrapposizione porti ad un clima di
incomprensioni, anche rispetto al prosieguo dei lavori medesimi.
Mi permetto di richiamare la vostra attenzione, in particolare
i miei colleghi capigruppo della maggioranza, e i colleghi
parlamentari tutti della maggioranza medesima, pure rivolgendomi
a lei, signor Presidente, ritenendo utile che la Presidenza
assolva ad una funzione che tenga conto anche del clima di
difficoltà in cui versa l'Aula in questo momento.
PRESIDENTE Onorevole Crisafulli, con grande rammarico, non
posso accogliere la sua richiesta. Come lei sa, in questi
giorni, ripetutamente, sono stato artefice di sospensioni, di
incontri formali o meno, sempre con l'obiettivo di individuare
una mediazione possibile, che accelerasse i lavori d'Aula, così
da individuare una ipotesi normativa, frutto di un'ampia
convergenza.
Un minuto fa, tuttavia, l'Aula si è già pronunziata ed ha
votato il prosieguo dei lavori, bocciando così la richiesta di
sospensione avanzata dall'onorevole Speziale. Non è ipotizzabile
che, a distanza di un minuto, l'Aula si determini in maniera
diversa e, pertanto, non posso accogliere la sua richiesta.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
Onorevoli colleghi, per assenza dall'Aula dei firmatari,
decadono gli emendamenti: 2.18, 2.48, 2.49, 2.56, 2.36, 2.9, 2.6,
2.19, 2.34, 2.20 e 2.35.
Dichiaro preclusi gli emendamenti 2.7, 2.21 e 2.33.
Per assenza dall'Aula dei firmatari, decadono inoltre gli
emendamenti: 2.3, 2.50, 2.22, 2.29, 2.30, 2.31. 2.32, 2.55 bis,
2.24 e 2.27.
Pongo in votazione l'articolo 2.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta, avvertendo che
riprenderà alle ore 17.15.
(La seduta, sospesa alle ore 16.45, è ripresa alle ore
17.50)
La seduta é ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per esigenze di omogeneità,
propongo il prelievo dell'articolo 12.
Non sorgendo osservazioni, si procede in tal senso.
Ne do lettura:
«Articolo 12
1. Dopo l'articolo 59 della legge regionale 20 marzo 1951, n.
29, e successive modifiche ed integrazioni, è inserito il
seguente:
'Articolo 59 bis
Casi di elezioni plurime degli stessi candidati
1. Quando uno stesso candidato risulti eletto sia in una lista
regionale, sia in una lista provinciale, prevale sempre
l'elezione nella lista regionale'».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dagli onorevoli Raiti, Ferro, Morinello, Miccichè:
emendamento 12.1, soppressivo dell'articolo;
-dall'onorevole Pistorio:
emendamento 12.3, soppressivo dell'articolo;
-dagli onorevoli Barbagallo e Tumino:
emendamento 12.4, soppressivo dell'articolo.
SPAMPINATO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPAMPINATO. Signor Presidente, vorrei chiedere ai pochissimi
colleghi deputati presenti, considerato l'oggetto dell'articolo
12 - a parte l'onorevole Antinoro che ne ha chiesto il prelievo
- se si rendono conto che forse é eccessivo procedere con sette
deputati presenti in Aula.
Non c'é la possibilità di chiedere il numero legale, quindi,
se lei, signor Presidente, lo reputasse opportuno, considerata
anche l'importanza della legge, chiederei una sospensione per
dare la possibilità ai deputati di ascoltare il richiamo della
campanella e, quindi, di arrivare all'interno del Palazzo.
BALDARI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
BALDARI. Signor Presidente, prendo la parola brevemente per
esprimere la mia posizione concorde con la volontà della
Presidenza di andare avanti con i lavori, anche perché il testo
dell'articolo 12 sarebbe dovuto essere inserito nell'articolo 2.
PRESIDENTE. Pongo congiuntamente in votazione gli
emendamenti 12.3, 12,4 e 12.1. di identico contenuto.
Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non sono approvati)
Pongo in votazione l'articolo 12.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3.
1. Dopo l'articolo 1 bis della legge regionale 20 marzo
1951, n. 29, e successive modifiche ed integrazioni, è
inserito il seguente:
'Art. 1 ter. - Collegamento fra le liste regionali ed i
gruppi di liste provinciali - 1. La presentazione di
ciascuna lista regionale deve, a pena di nullità, essere
accompagnata dalla dichiarazione di collegamento con almeno
un gruppo di liste validamente presentate con il medesimo
contrassegno in non meno di cinque collegi elettorali
provinciali.
2. Più gruppi di liste concorrenti nei collegi
provinciali possono coalizzarsi in ambito regionale per
esprimere un candidato comune alla carica di Presidente
della Regione, che è il capolista di una comune lista
regionale. Il legame che intercorre tra i diversi gruppi di
liste provinciali e la comune lista regionale è esplicitato
attraverso reciproche dichiarazioni di collegamento, che
sono valide soltanto se concordanti.
3. Quando l'elettore ometta di votare per una lista
regionale, il voto validamente espresso per una lista
provinciale si intende espresso anche a favore della lista
regionale che risulta collegata con la lista provinciale
votata.»
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dagli onorevoli Raiti, Ferro, Morinello, Miccichè:
emendamenti 3.6 e 3.8, soppressivi dell'articolo;
-dagli onorevoli Barbagallo e Tumino:
emendamento 3.20, soppressivo dell'articolo;
-dall'onorevole Pistorio:
emendamento 3.16, interamente sostitutivo;
-dagli onorevoli Forgione e Liotta:
emendamenti 3.1; 3.2; 3.3;
-dagli onorevoli Ferro, Morinello, Miccichè:
emendamenti 3.10; 3.9; 2.25;
-dagli onorevoli Morinello, Ferro, Raiti:
emendamenti 3.14; 3.15; 3.11; 3.12; 3.7; 3.13;
-dagli onorevoli, Ortisi, Papania, Manzullo ed altri:
emendamenti 3.5; 3.4.
Onorevoli colleghi, dichiaro preclusi gli emendamenti 3.6,
3.8, 3.20, 3.16 e 2.25.
Si passa all'emendamento 3.1.
FORGIONE. Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. La richiesta non risulta appoggiata a termini di
Regolamento.
Pongo in votazione l'emendamento 3.1.
Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Dichiaro preclusi gli emendamenti 3.14, 3.10, 3.15, 3.11,
3.12 e 3.2.
Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti 3.9, 3.3,
3.5, 3.7 e 3.13, di identico contenuto.
Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non sono approvati)
Si passa all'emendamento 3.4.
Richiesta di verifica del numero legale
FORGIONE. Chiedo la verifica del numero legale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Oddo, Papania,
Spampinato, Raiti)
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per la verifica del numero
legale.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della verifica
PRESIDENTE Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 33
Comunico che gli onorevoli Cintola, Infurna, Leontini e
Incardona sono presenti, anche se il sistema elettronico non ha
rilevato la presenza.
L'Assemblea non è in numero legale; pertanto la seduta è
rinviata di un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore18.00, è ripresa alle ore 19.25)
PRESIDENTE La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
Sull'ordine dei lavori
CRISAFULLI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRISAFULLI Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto
d'intervenire sull'ordine dei lavori nel tentativo di favorire
una ripresa complessiva dell'attività legislativa che metta in
condizione l'Aula di varare, nel più breve tempo possibile, la
riforma del testo elettorale.
Su questo obiettivo si stanno impegnando non solo l'Aula ma
anche le forze politiche che in Aula trovano rappresentanza.
In relazione a questa necessità ed ai passaggi che si sono
consumati, avendo già votato l'articolo 2 e parte dell'articolo
3, ritengo necessario - se non necessario, utile - che i lavori
d'Aula, questa sera, possano essere sospesi per riprendere domani
mattina. Ciò consentirebbe ai gruppi parlamentari ed ai partiti
di riflettere e di riorganizzare i lavori in vista della ripresa
dell'attività legislativa.
Mi permetto di avanzare questa ipotesi ai colleghi ed alla
presidenza dell'Assemblea, convinto che abbiamo tutti, a questo
punto, l'interesse di snellire le procedure per cercare di
ricomporre il clima interno ai lavori parlamentari e varare,
quindi, la legge nel più breve tempo possibile.
Confido nell'atteggiamento della Presidenza e dei colleghi e mi
permetto di insistere nella richiesta di un rinvio dei lavori
d'Aula a domani mattina - solito orario - e poi la Presidenza si
determinerà di conseguenza.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, c'é una proposta
dell'onorevole Crisafulli che mira a verificare la possibilità di
una ulteriore mediazione rispetto ai passaggi successivi della
legge.
Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE Comunico che è stata presentata la mozione n.
307 Iniziative presso il Ministro per le Infrastrutture in
relazione alle opere connesse all'ipotesi progettuale del Ponte
sullo stretto di Messina , degli onorevoli Bennati, Fleres,
Formica e Sbona.
Avverto che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno della
seduta successiva, perché se ne determini la data di discussione.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a domani, giovedì 22
luglio 2004, alle ore 10.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Fleres
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
I - Comunicazioni.
II - Discussione dei disegni di legge:
1) Norme per l'elezione del Presidente della Regione siciliana a
suffragio universale diretto. Nuove norme per l'elezione
dell'Assemblea regionale siciliana. Modifiche ed integrazioni
alla legge regionale 20 marzo 1951, n. 29 e successive
modificazioni. (nn. 850-265-338-409-480-498-641-642-660-669-
775-779/A) (Seguito)
2) Schema di progetto di legge costituzionale da proporre, ai
sensi dell'articolo 18 dello Statuto, al Parlamento nazionale,
recante Modifiche allo Statuto della Regione'. (nn. 580-472
578-602-652/A) (Seguito).
La seduta è tolta alle ore 19.30.
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 21.00