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Resoconto d'Aula della Seduta n. 226 di mercoledì 21 luglio 2004
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   Presidenza del vicepresidente Fleres

   Presidenza del vicepresidente Crisafulli


   BURGARETTA  APARO, segretario, dà lettura del  processo  verbale
  della  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si
  intende approvato.

                              Missione

         PRESIDENTE   Informo che il Presidente dell'Assemblea  ,
      onorevole  Lo Porto, è in missione fuori sede, per  ragioni
      del suo ufficio.

      Comunicazione di riassegnazione di disegno di legge alla
                       competente Commissione

         PRESIDENTE  Comunico che il seguente disegno di legge  è
      stato  riassegnato alla competente Commissione  legislativa
      ai  sensi  degli  articoli 62, 65  e  135  del  Regolamento
      interno:
                                         AMBIENTE   E  TERRITORIO
      (IV)

      -    Norme per le cooperative edilizie a proprietà indivisa
      per il ripianamento delle esposizioni debitorie  (890)
      - d'iniziativa parlamentare
      - riassegnato in data 20 luglio 2004.

                     Annunzio di interrogazioni

         PRESIDENTE   Comunico  che  sono  state  presentate   le
      seguenti interrogazioni con richiesta di risposta orale:

      N. 1782 - Delucidazioni sulla nomina del 'Commissario per i
      mosaici della Villa' del Casale di Piazza Armerina (EN)
      - Presidente Regione
      - Assessore Beni Culturali
      Firmatario: Tumino Carmelo

      N.  1784  -  Nomina  urgente del Commissario  straordinario
      dello IACP di Messina
      - Presidente Regione
      - Assessore Lavori Pubblici
      Firmatario: Panarello Filippo

      N. 1785 - Garanzia sui livelli occupazionali e sullo status
      dei lavoratori dell'Azienda Terme di Acireale (CT) in corso
      di trasformazione in società per azioni
      - Assessore Turismo
      Firmatari:   Villari   Giovanni;  Speziale   Calogero;   De
      Benedictis Roberto; Zago Salvatore

      N.  1786  -  Interventi  per  accertare  e  individuare  le
      responsabilità  nella  conduzione e gestione  dell'Istituto
      comprensivo statale di Valverde (CT)
      - Assessore Beni Culturali
      Firmatario: Villari Giovanni

      N.    1787    -    Verifica   delle   procedure    eseguite
      dall'Amministrazione comunale di Giarre (CT) in materia  di
      personale
      - Assessore Famiglia
      Firmatario: Villari Giovanni

        Le   interrogazioni  testè  annunziate  saranno  iscritte
      all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
        Comunico   che   sono   state  presentate   se   seguenti
      interrogazioni con richiesta di risposta scritta:

      N.  1781  -  Richiesta  di  indagine  amministrativa  sulla
      gestione          dei       parcheggi       da        parte
      dell'Amministrazione comunale di Taormina.
      - Presidente Regione
      - Assessore Famiglia
      Firmatario: Genovese Francantonio

      N. 1783 - Notizie in merito all'affidamento del servizio di
      assistenza  tecnica  'Piano di comunicazione  -  Azione  di
      informazione e pubblicità del POR Sicilia QCS  obiettivo  1
      2000-2006' alle imprese 'Innovazioni culturali s.c.a.r.l.'e
      'Markingweb s.r.l.' di Caltanissetta.
      - Presidente Regione
      - Assessore Bilancio
      Firmatari: Ferro Giovanni; Raiti Salvatore

      N.  1788 - Attivazione del potere sostitutivo regionale per
      l'approvazione del Piano regolatore generale del comune  di
      Trecastagni (CT).
      - Presidente Regione
      - Assessore Territorio
      Firmatario: Barbagallo Giovanni.

   Le  interrogazioni  ora annunziate sono  state  già  inviate  al
  Governo.

    Comunicazione relativa a nuove procedure di registrazione dei
                richiedenti le votazioni qualificate

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, circa le  nuove  procedure  di
  registrazione dei richiedenti le votazioni qualificate, ribadisco
  quanto comunicato nella seduta numero 225 del 20 luglio 2004.
     La Segreteria generale, con gli uffici dell'Assemblea, al fine
  di   rendere  più  celeri  le  procedure  di  registrazione   dei
  richiedenti  le  votazioni qualificate,  ha  provveduto  affinchè
  fosse   opportunamente   modificato  il  software   del   sistema
  elettronico di voto.
   Pertanto,  nelle ipotesi previste dal Regolamento,  in  caso  di
  richiesta  di votazioni qualificate,  la Presidenza  attiverà  le
  procedure  di registrazione e verifica del numero dei richiedenti
  servendosi del sistema elettronico di voto.
   I   deputati  richiedenti,  dopo  avere  inserito  nell'apposito
  terminale la tessera personale di voto, dovranno formalizzare  la
  richiesta  di  votazione qualificata premendo uno  qualsiasi  dei
  tasti del sistema di votazione elettronica. L'operazione predetta
  potrà effettuarsi esclusivamente nell'arco di tempo intercorrente
  tra  l'apertura e la chiusura della registrazione disposta  dalla
  Presidenza.
     Il  sistema di voto, verificata la congruenza del  numero  dei
  richiedenti  con  le  diverse ipotesi  previste  dal  Regolamento
  d'Aula,  provvederà  alla registrazione dei deputati  richiedenti
  dando  il  consenso per le successive operazioni  di   voto.  Per
  evitare di vanificare l'efficacia del procedimento, ricordo che è
  necessario  essere muniti di tessera di voto la cui acquisizione,
  per  coloro che ne fossero sprovvisti, sarà possibile presso  gli
  assistenti parlamentari d'Aula al momento dell'ingresso in Aula.

   Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno  che nel corso della seduta potrà procedersi a  votazioni
  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Fleres

   Presidenza del vicepresidente Crisafulli


      Seguito della discussione del disegno di legge «Norme per
    l'elezione del Presidente della Regione siciliana a suffragio
    universale diretto. Nuove norme per l'elezione dell'Assemblea
      regionale siciliana. Modifiche ed integrazioni alla legge
   regionale 20 marzo 1951, n. 29 e successive modificazioni» (nn.
         850-265-338-409-480-498-641-642-660-669-775-779/A)

     PRESIDENTE  Si passa al punto secondo all'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede  con  il seguito della discussione  del  disegno  di
  legge   «Norme  per  l'elezione  del  Presidente  della   Regione
  siciliana  a  suffragio  universale  diretto.  Nuove  norme   per
  l'elezione  dell'Assemblea  regionale  siciliana.  Modifiche   ed
  integrazioni  alla  legge  regionale  20  marzo  1951,  n.  29  e
  successive  modificazioni»  (nn. 850-265-338-409-480-498-641-642-
  660-669-775-779/A), posto al numero 1).
   Invito  i componenti la prima Commissione  Affari Istituzionali
  e   la  Commissione  speciale  per  la  revisione  dello  Statuto
  regionale a prendere posto al banco delle Commissioni.
   Ricordo  che  l'esame  del disegno di legge  si  era  interrotto
  nella  seduta  n.  225  del 20 luglio 2004  dopo  la  discussione
  generale  sull'articolo  2 e i relativi  emendamenti.  Si  passa,
  pertanto, all'esame degli emendamenti.


   Presidenza del vicepresidente Fleres

   Presidenza del vicepresidente Crisafulli


                       Sull'ordine dei lavori

    ACIERNO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per
  chiedere alla Presidenza, prima di procedere alle votazioni degli
  emendamenti all'articolo  2, di comunicare, ove possibile,  quali
  emendamenti sono stati dichiarati ammissibili, quali no, e  quali
  sono stati o saranno ritirati da parte dei firmatari. Ciò al fine
  di  dare  all'Aula  il quadro completo della  situazione,  tenuto
  conto  peraltro  che di fatto l'articolo 2 rappresenta  tutta  la
  legge elettorale.
   Onde  evitare di navigare a vista, se preventivamente  potessimo
  essere informati su quali emendamenti saranno messi in votazione,
  sarebbe cosa opportuna per i lavori d'Aula.

    PRESIDENTE   Onorevole  Acierno, la Presidenza  ritiene  molto
  opportuno  il  suo  intervento, anche perché,  trattandosi  della
  parte  più  significativa del disegno di legge, è necessario  che
  l'Aula  sia particolarmente attenta  alle procedure di  voto.  La
  Presidenza  si  farà  carico  di  volta  in  volta  di  precisare
  l'ammissibilità o meno dell'emendamento.


   Presidenza del vicepresidente Fleres

   Presidenza del vicepresidente Crisafulli


    Riprende la discussione del disegno di legge nn. nn. 850-265-
             338-409-480-498-641-642-660-669-775-779/A)

   PRESIDENTE.    Onorevoli   colleghi,    pongo    in    votazione
  l'emendamento 2.11.
   Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 2.1.
   Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 2.57.
   Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

   Dichiaro decaduto l'emendamento 2.41 per assenza in Aula del
  firmatario.
   Pongo in votazione l'emendamento 5.5.
   Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

   Onorevoli colleghi, dichiaro improponibili gli emendamenti
  2.12, 2.13 e 2.14.
   Pongo in votazione l'emendamento 2.15.
   Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 2.39.
   Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento 2.28, di identico  contenuto
  agli emendamenti 2.2, 2.8, 2.26, 2.42 e 2.40.

    FORGIONE  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORGIONE   Signor Presidente, credo che siamo  in  presenza  di
  uno  sfilacciamento  della discussione e forse  non  ci  rendiamo
  conto di cosa stiamo già votando con questo emendamento.
   Ritengo  che  questo  sia  il modo peggiore  per  approvare  una
  legge  elettorale  e  tutto il Parlamento si  sta  assumendo  una
  gravissima responsabilità.
   Reputo che sia necessario un attimo di riflessione, e ancora  lo
  chiedo ai presidenti dei Gruppi parlamentari della maggioranza.
   Questo   Parlamento  si  sta  assumendo  la  responsabilità   di
  cancellare dalla rappresentanza non liste  fai da te , liste  che
  nascono  ed esistono nelle province, che durano il tempo  di  una
  stagione  e poi, magari in questo Parlamento, trasmigrano  da  un
  gruppo ad un altro, cambiando casacca e cambiando partito, ma  si
  sta  assumendo  la responsabilità di cancellare  forze  politiche
  radicate, che hanno una storia, una tradizione,  un insediamento.
   Parlo   per  me,  altri  possono  parlare  per  loro:  vi  state
  assumendo  la  responsabilità  di cancellare  il  quarto  partito
  italiano, Rifondazione comunista, dal Parlamento siciliano.
   E'  questa  la vostra responsabilità democratica, lo dico  anche
  ai  presidenti dei Gruppi parlamentari del centro-destra, lo dico
  all'UDC che ha una proposta di legge al Parlamento nazionale  con
  uno  sbarramento  al  2,5 per cento in un  Parlamento  che  viene
  eletto con il sistema uninominale maggioritario.
   E   lo  ripeto a voi:  ci si può fermare un attimo a riflettere?
  Il  clima è questo: ci si dice di stabilire lo sbarramento del  4
  per  cento  come  a  livello nazionale, ma  voi  non  siete  così
  sciocchi  da  non  capire che il 4 per cento a livello  nazionale
  agisce  su  un sistema elettorale dove i deputati vengono  eletti
  nei  collegi  uninominali, tanto è vero  che  né  l'UDC,   né  il
  vecchio  CCD, né il CDU, né la Lega hanno preso un solo deputato,
  ma  hanno  gruppi parlamentari di sessanta deputati  perché  sono
  stati eletti con i voti di Alleanza nazionale, di Forza Italia  e
  dell'intera coalizione.
   La   Camera,  al  Parlamento  italiano,  ha  quarantadue  gruppi
  parlamentari,   eppure quelli che hanno superato  lo  sbarramento
  del 4 per cento nello schieramento di centrodestra sono solo due:
  Alleanza   nazionale  e  Forza  Italia;  nello  schieramento   di
  centrosinistra  -  un gruppo parlamentare comprende  i  Comunisti
  italiani, i Verdi, il SDI che non hanno superato il 4 per cento -
  gli  unici  tre  partiti che hanno superato lo  sbarramento  sono
  Rifondazione comunista, DS e la Margherita, perché lì i  deputati
  vengono  eletti nel collegio uninominale dove i voti  sono  della
  coalizione   e   successivamente   si   costituisce   il   gruppo
  parlamentare.
   Qui, invece, ci proponete un sistema proporzionale dove non  c'è
  il  voto  della  coalizione, non ci sono i  collegi  uninominali,
  tuttavia  cancellate una forza politica reale, così come qualcuno
  la voleva cancellare a livello nazionale.
   Di  questo  vi state assumendo la responsabilità   E  quando  ci
  proponete di discutere sul 4 per cento, come a livello nazionale,
  non  se ne  può solo discutere. Gli sbarramenti hanno una logica,
  c'è  uno  sbarramento legato ad un sistema elettorale e un  altro
  legato ad un diverso sistema elettorale.
   E,  qui,  non solo applicate uno sbarramento reale,  quello  dei
  collegi  su base provinciale dove una forza media o anche piccola
  non  ha possibilità di accesso in nessuna provincia che non siano
  le  due  province  maggiori, ma escludete  già  in  principio  la
  possibilità di accesso a partiti come Rifondazione comunista,  ma
  anche  ad altri partiti, ad esempio Nuova Sicilia, Patto  per  la
  Sicilia,   ai   socialisti,  escludete  ad  alcuni   partiti   la
  possibilità di accedere in province medie e piccole, quali  Enna,
  Caltanissetta,   Ragusa,   Siracusa,  Trapani,   Agrigento.   Poi
  stabilite lo sbarramento del 5 per cento. Guardate che è un gioco
  che  può  fare anche piacere a qualche partito del centrosinistra
  che  ha la necessità di cancellare le forze critiche che pure nel
  centro-sinistra non ci sono.
   So  bene  che  ci  sono  partiti  che  possono  facilmente  fare
  alleanze  elettorali perché rappresentano logiche localistiche  o
  perché  rappresentano  singole  individualità  e  ci  sono  altri
  partiti, proprio perché hanno una caratterizzazione ideologica  -
  vorrei  dirlo anche agli amici del centrodestra -,   non  possono
  farlo,  ma  rappresentano domande, bisogno ed  entità  reali  che
  vivono  nella  società e che con questo articolo, invece,  volete
  escludere dal Parlamento.
   E'  possibile  fermarsi  a  discutere   E'  vero  che  le  leggi
  elettorali vengono esitate dai  Parlamenti e non dai governi,  ma
  mi  chiedo  se  sia possibile approvare una legge elettorale  con
  soli due rappresentanti al banco del Governo.
   Stiamo  parlando della legge elettorale, cioè delle  regole  del
  gioco  in  questa Regione. Se così è, fatela pure  questa  legge,
  però sappiate quello che state facendo, ne siate coscienti tutti:
  stiamo facendo la legge elettorale e non c'è il Presidente  della
  Regione, non c'è il vicepresidente della Regione, manca tutto  il
  Governo.
   Ma  di cosa stiamo discutendo, delle variazioni di bilancio?  Lì
  ci  siete  tutti perché dovete portare a casa le vostre prebende,
  adesso  che bisogna stabilire le regole della democrazia non  c'è
  nessuno. E' una vergogna, questo lascia un segno di immoralità in
  questo Parlamento.
   Ripeto,   lo potete fare, state facendo una legge che stabilisce
  che in questo Parlamento entrano cinque partiti.
   Non  abbiamo nemmeno la dignità di fermarci a discutere,  si  fa
  come  fanno gli Ultras:  il mio gruppo ha deciso a maggioranza  e
  non  si  può discutere . Della maggioranza di un gruppo si impone
  il  vincolo  ed il ricatto su una coalizione per non  potere  poi
  discutere con l'insieme del Parlamento.
   Sapete  qual  è la mia posizione, l'ho esposta ieri,  è  la  più
  radicale,  i  miei emendamenti sono i più radicali  di  qualunque
  altro  emendamento del centrosinistra, in quanto ripristinano  il
  collegio  regionale, il proporzionale puro, poiché  sono  avversi
  anche all'elezione diretta del Presidente della Regione.
   Come  ben  sapete  siamo  l'unico partito,  tra  centrodestra  e
  centrosinistra,  che ha votato contro il Presidenzialismo  perché
  la  nostra ispirazione è parlamentarista, però ho detto anche  di
  ragionare  sulla riduzione del danno per far sì che questa  legge
  possa  essere vissuta come una legge iniqua ed ingiusta,  ma  che
  può essere utilizzata. Non vi basta nemmeno questo
   Pertanto,  signor  Presidente, credo che si  sta  assumendo  una
  responsabilità  grave.  Ho parlato su questo  emendamento  che  è
  quello  più  radicale,  che  sopprime  il  5  per  cento.  Vorrei
  ascoltare  le  vostre  posizioni  sugli  altri  emendamenti   che
  graduano la possibilità di uno sbarramento.
   Una  cosa  non  si può fare discutendo di legge elettorale:  che
  non ci sia una volontà di ascolto, che ci sia solo una volontà ed
  una  vocazione  maggioritaria tesa a  cancellare,  attraverso  un
  meccanismo istituzionale, realtà, identità, domande e bisogni che
  vivono nella società.
   Non  credo  che  state  elaborando  una  legge  che  stimola  la
  partecipazione,   state   attuando  una   legge   che   incentiva
  all'abbandono,  alla  passivizzazione  e,  se  così  sarà,  anche
  all'astensionismo.
   Una  cosa  è chiara per Rifondazione Comunista: nessuno  ci  può
  costringere  al  suicidio  né al momento dell'elaborazione  della
  legge, né al momento del voto.


   Presidenza del vicepresidente Fleres

                               Congedi

    PRESIDENTE  Comunico che gli onorevoli Granata, Neri,  Rotella,
  Cristaudo,  Castiglione, Cimino e Pagano  hanno  chiesto  congedo
  per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Fleres

                       Sull'ordine dei lavori

    SPEZIALE  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  dopo  vari
  tentativi,  messi  in campo anche da lei signor  Presidente,  per
  trovare,   come  è  giusto che sia sulla  legge  elettorale,   un
  terreno  il  più  largo  possibile dentro  il  Parlamento  e  una
  convergenza,  la più larga possibile, rischiamo di andare  avanti
  nei  lavori  d'Aula  con  una logica di maggioranza  contrapposta
  all'opposizione sulla legge elettorale.
   Penso  che  questo non sia il modo più utile per valorizzare  il
  lavoro  del  Parlamento. Pertanto,  mi permetto sommessamente  di
  sollevare  l'esigenza di una sospensione dei lavori e formalmente
  chiedo  un  incontro con i partiti del centrodestra per ripartire
  dalla valutazione fatta ieri attorno allo sbarramento, visto  che
  costituisce l'emendamento centrale, e di sospendere i lavori  per
  un'ora al fine di avviare questo incontro con il centrodestra per
  trovare una mediazione possibile.

    PRESIDENTE    Onorevoli   colleghi,   c'è   una   proposta   di
  sospensione  avanzata  dall'onorevole  Speziale.  Ai  sensi   del
  Regolamento  deve intervenire un deputato che si  esprima  contro
  tale proposta.

    LEONTINI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LEONTINI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il disegno  di
  legge  pervenuto in Aula contiene delle soluzioni  che  non  sono
  state  formulate  gratuitamente,  esso  è  stato  esaminato    in
  Commissione  e  poi trasmesso all'Aula sulla base  di  una  prima
  attività  di  confronto  tra  i  Gruppi  parlamentari,  tra   gli
  schieramenti  e le coalizioni, tant'è che porta la firma  di  due
  rappresentanti delle coalizioni.
   Per  quanto riguarda la coalizione del centrodestra -    di  cui
  faccio   parte   -    il  disegno  di  legge  è   stato   firmato
  dall'onorevole  Infurna, per quanto riguarda  la  coalizione  del
  centrosinistra  a  firmare  il  disegno  di  legge  è  stato   un
  autorevole    rappresentante   della   coalizione,    l'onorevole
  Crisafulli.
   Abbiamo  concordato le soluzioni contenute nel disegno di  legge
  e  le  abbiamo trasmesse prima alla Commissione di merito  e  poi
  all'Aula.  E se è vero che i titolari del disegno di  legge  sono
  gli onorevoli colleghi che ho citato, è altrettanto vero che alla
  base  dell'elaborazione del testo del disegno di legge  c'era  un
  accordo  di massima; viceversa gli onorevoli Infurna e Crisafulli
  non  si  sarebbero prestati ad apporre la firma a un  disegno  di
  legge astratto e privo di finalità.

    SPAMPINATO  Non è così.

    LEONTINI    L'onorevole  Spampinato   sostiene   che   era   un
  canovaccio,  una  base,  una  condizione  per  un  prosieguo  del
  confronto.

    SPAMPINATO  Non era stato formulato a nome di una coalizione.

    LEONTINI  Personalmente, non so se nel centrosinistra  non  c'è
  stato  un  dibattito, ma all'interno del centrodestra c'è  stato,
  tant'è che le soluzioni che abbiamo inserito nel disegno di legge
  rimangono alla base della nostra posizione.
   Ieri  e questa mattina sono state sollevate argomentazioni prive
  di  fondamento,  perché  a  modificare il  percorso  rispetto  al
  contenuto  del  disegno  di  legge  non  siamo  stati   noi   del
  centrodestra,  bensì  i  nostri colleghi del  centrosinistra  che
  hanno  chiesto più volte di modificare il percorso. E' legittimo;
  infatti,  quello  strumento  serviva  come  canovaccio   per   un
  confronto.
   Però  devo  puntualizzare che a stravolgere tutte le  previsioni
  contenute  in  quel disegno di legge sono stati  i  colleghi  del
  centrosinistra,  i quali prima si sono prestati a  presentare  il
  disegno  di legge in quella stesura, adesso ad ogni pie' sospinto
  lo stanno modificando.
   Non  è  la legge del Polo, non è una la legge blindata  che  sta
  mortificando il Parlamento perché porta la firma di uno  dei  più
  autorevoli rappresentanti del centrosinistra.
   Tuttavia,  ieri,  durante l'attività  di  confronto  tra  i  due
  schieramenti,  avevamo  manifestato  la  disponibilità  anche   a
  ridurre  la clausola di sbarramento dal 5 al 4 per cento;   però,
  da parte del centrosinistra c'è stato risposto, modificando tutte
  le previsioni contenute nel disegno di legge, che la proposta era
  invece di segno diverso, che non andava bene, nonostante la pausa
  di riflessione di un'ora presa per verificare la praticabilità di
  accettare come soluzione la riduzione della percentuale.
   Il   centrosinistra  avanzava  successivamente  la  proposta  di
  andare  ad  una soluzione che passasse dal 5 al 2  per  cento,  e
  ancora non va bene; il voto deve essere disgiunto, ma avevamo già
  votato l'articolo 1 che è in contrasto con il voto disgiunto; non
  va  più bene la preferenza che deve essere multipla,  addirittura
  multipla e di genere, quando noi abbiamo già verificato -  e  più
  volte  dichiarato  -   che la preferenza multipla  e  di  genere,
  secondo noi, riveste anche un carattere di incostituzionalità.
   Quindi, non è la legge blindata del Polo, è una legge frutto  di
  una  riflessione congiunta che, caso mai, per tatticismi è  stata
  oggetto di modifiche da parte dei colleghi del centrosinistra.
   Abbiamo   inteso,  in  modo  aperto  e  trasparente,  consegnare
  all'Aula un canovaccio che fosse indicativo delle soluzioni sulle
  quali   potevamo   confrontarci.  Da  parte  dei   colleghi   del
  centrosinistra c'è stato un gioco al tatticismo e  alla  modifica
  esasperata di tutti i contenuti di quella legge ed oggi ci  fanno
  capire che il confronto non voleva essere aperto, ma piegato alle
  esigenze del tatticismo interno.
   Pertanto, se ci sono esigenze di tatticismo interno non sono  le
  nostre  e,  quindi,  non siamo favorevoli  ad  andare  avanti  ad
  alimentare i tatticismi.
   Sin  dall'inizio, abbiamo evitato questi tatticismi   e  abbiamo
  voluto  un  confronto  aperto e tale  deve rimanere,  per  questo
  siamo contrari all'interruzione.

     PRESIDENTE  Grazie onorevole Leontini.

     CRACOLICI    Chiedo  di  parlare  a  favore   della   proposta
  dell'onorevole Speziale.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CRACOLICI   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che
  la richiesta di sospensione fatta dal collega onorevole Speziale,
  nasca,  innanzitutto,  dall'esigenza  di  non  interrompere,  già
  all'inizio  dell'esame  di questa legge,  quel  filo  di  sottile
  dialogo  che si è cercato in qualche modo - o meglio, in tutti  i
  modi  -  di mantenere, siamo tutti consapevoli di fare una  legge
  elettorale che sia largamente condivisa.
   L'obiettivo  riposto  nella sospensione è  di  approfondire,  di
  consentire  un  ulteriore  momento di riflessione  alla  luce  di
  quanto  dichiarato dal collega Leontini in riferimento  al  fatto
  che il testo è stato esitato dalla Commissione.
   Desidero  dire  al  collega Leontini - anche  in  contrasto  con
  alcuni   colleghi  del  mio  schieramento  politico  che   magari
  propendono  per  la  tesi  che è meglio non  fare  nessuna  legge
  elettorale  e  lasciare alla  cabala  le sorti  del  rinnovo  del
  Parlamento siciliano -  che noi ci siamo battuti, sin dall'inizio
  di questa legislatura, affinché questo Parlamento emani una nuova
  legge  elettorale;   il fatto, quindi, di aver  favorito  che  il
  testo  di tale legge fosse partorito dalla Commissione ed esitato
  per  l'Aula,  nasceva  dall'obiettivo di sottoporre,  finalmente,
  all'esame del Parlamento la riforma elettorale.
   Ciò   non   toglie,   onorevole  Leontini   e   colleghi   della
  maggioranza, che ci sono aspetti di questo testo che ci  lasciano
  perplessi,   compreso  lo  sbarramento  al  5  per   cento,   che
  costituisce una novità e, per la verità, modifica la ratio stessa
  della norma che prevede che invece 80 parlamentari vengano eletti
  in  regime  proporzionale  seppure  nei  Collegi  provinciali  e,
  quindi,  di  fatto,  si ha l'introduzione di uno  sbarramento  di
  Collegio.
   Il  paradosso, onorevole Leontini, è che con questo  sbarramento
  noi   impediremo  anche  l'elezione  di  deputati  di  formazioni
  politiche che raggiungono il quorum previsto nel proprio Collegio
  elettorale.  E'  evidente  che  il meccanismo  di  questo  doppio
  sbarramento, perché così è, finisce per determinare la violazione
  di  un  principio  democratico e cioè un parlamentare  che  viene
  eletto nel proprio Collegio non può essere eletto in ragione  del
  fatto  che  non ha ottenuto una percentuale che gli  consenta  di
  garantire quel principio.
   Credo  che i colleghi della maggioranza hanno l'interesse,  come
  noi,  di  individuare una soluzione che possa, in  qualche  modo,
  favorire  la possibilità che il testo, alla fine, sia  largamente
  condiviso; ecco perché mi appello, ancora una volta, ai  colleghi
  della  maggioranza di accettare - parlo al muro - la  possibilità
  di   un  ulteriore  approfondimento  e  riflessione  al  fine  di
  determinare una soglia di sbarramento che sia accettabile  e  che
  non violi quel principio a cui mi riferivo prima.
   Oltre  tutto, e chiudo, ieri lo stesso collega Leontini, assieme
  ai   colleghi  della  maggioranza,  avevano,  in  qualche   modo,
  ipotizzato una riduzione al 4 per cento o addirittura  al  3  per
  cento della soglia di sbarramento.
   Non  capisco perché questa rigidità questa mattina alla luce del
  fatto che possiamo raggiungere un obiettivo politico che è,  alla
  fine  di  tutto  il  Parlamento,  di  avere  una  legge  che  sia
  maggiormente condivisa.

     PRESIDENTE   Onorevole Cracolici, per la verità,  i  tentativi
  esperiti  per  tentare  di trovare una soluzione  più  ampiamente
  condivisa sono stati tanti. Anche la Presidenza, come lei sa,  ha
  provato  a stabilire un percorso che potesse essere condiviso  da
  una maggioranza più ampia e, tuttavia, non mi pare che questo sia
  stato possibile.
   Pertanto, ai sensi del combinato disposto degli articoli  110  e
  85   del   Regolamento,  pongo  in  votazione  la  richiesta   di
  sospensione avanzata dall'onorevole Speziale.
   Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvata)

    CRACOLICI  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  è  evidente
  che  la condizione di ripetere, a pochi minuti, l'intervento  per
  dichiarazione  di  voto,  dopo aver  sostenuto  la  richiesta  di
  sospensione,  inevitabilmente mi  porterà  a  ripetere  anche  il
  contenuto delle cose che ho detto qualche minuto fa.
   Credo, colleghi, che tutti noi stiamo facendo un errore
   E  lo  dico  innanzitutto alla maggioranza che credo  più  degli
  altri  ha  interesse  a  far sì che questa legge  elettorale  sia
  considerata la legge del Parlamento siciliano.
   E'  evidente   che  il  principio di  maggioranza  sulle  regole
  democratiche  è  valido  fino a un  certo  punto.  E'  anche  una
  concezione   che   addirittura  impedisce   la   possibilità   di
  interrompere qualunque dialogo, costituisce una violazione di  un
  principio  che oggi tocca al centrodestra,  e mi auguro  che  non
  tocchi  mai  al centrosinistra, laddove divenisse maggioranza  di
  questo  Parlamento e giungesse alla determinazione di  realizzare
  una  legge  costruita con l'assenza di qualunque dialogo  con  la
  minoranza.
   Continuo  a pensare che questa soglia di sbarramento, introdotta
  artificiosamente nel testo della legge elettorale, sia sbagliata,
  e  lo è non solo per le ragioni espresse dal collega Forgione, ma
  anche   perché   l'unico  sbarramento  che  esiste  nei   sistemi
  elettorali  vigenti  al momento nel Paese  è  quello  riguardante
  l'elezione della Camera dei Deputati, introdotto a seguito di  un
  referendum,  si  tratta di una legge parzialmente  maggioritaria,
  avendo   introdotto  una  soglia  di  sbarramento   nella   quota
  proporzionale pari al 4 per cento.
   E'  evidente, quindi, che la soglia del 5 per cento è una soglia
  che  inevitabilmente ha l'obiettivo di fotografare una condizione
  politica  con  il celato ma evidente obiettivo di cancellare  dal
  Parlamento  siciliano  formazioni politiche  storiche,  poiché  i
  risultati   sono  abbastanza  storicizzati  per   le   formazioni
  politiche  e hanno una percentuale che può oscillare entro  certi
  limiti.  quello che puo l'elezione diretta del Presidente.
   Ecco,  perché,   credo  che  sia necessario  modificare,  ripeto
  modificare,  la  soglia di sbarramento al fine di  consentire  la
  rappresentanza politica, nel Parlamento siciliano, di  formazioni
  che  abbiano  un  ruolo, un rilievo, non soltanto  regionale,  ma
  anche di tipo nazionale.
   Insisto  su  questa  richiesta,  affinché  la  maggioranza   sia
  consapevole   del   fatto   che  rendere   formazioni   politiche
  extraparlamentari nell'ambito della Regione siciliana non sia  un
  aiuto alla democrazia.
   Ecco,   perché,   ritengo  che  la  parlamentarizzazione   delle
  formazioni politiche sia un valore della democrazia. E, pertanto,
  rinnovo  l'appello  al  centro-destra al  fine  di  verificare  e
  valutare  la soglia possibile nella quale ci si possa riconoscere
  in maniera più larga.
   E'  evidente che, laddove non fosse così, si determinerebbe  una
  condizione  di  difficoltà  nel  procedimento  di  questa   legge
  elettorale.
   Credo  che  ci  siano le condizioni perché la  legge  elettorale
  possa essere fatta serenamente ed anche nell'arco di poche ore.
   Rinnovo  l'appello al centro-destra, ai Capigruppo  del  centro-
  destra ed anche ai soggetti politici del centro-destra,  affinché
  sia   individuata  una  soglia  che  possa  maggiormente   essere
  condivisa dal Parlamento siciliano.
   In   ogni  caso,  annuncio  il  mio  voto  favorevole  a  questo
  emendamento,   laddove   non   si   determinino   condizioni   di
  ripensamento  rispetto alla soglia prevista,  attualmente,  nello
  schema di legge contenuto.

    ORTISI  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   vorrei
  invitarvi a riflettere soltanto per un attimo sulla richiesta  di
  sospensione  di  un'ora, avanzata dall'onorevole Speziale  e  per
  giustificare,  formalmente,  il  mio  intervento   propongo   una
  sospensione di 55 minuti, considerato che abbiamo già  votato  la
  sospensione di un'ora.
   Vi  invito  a  riflettere  sul fatto  che  se  l'opposizione  si
  organizza  con gli strumenti parlamentari, sicuramente varcheremo
  la  soglia  di  un'ora. Se cominciamo a chiedere la verifica  del
  numero legale, evidentemente, di ore ne perdiamo molte di più col
  risultato  che si arriverebbe al paradosso che mentre il  centro-
  destra  fa  auto-ostruzionismo dal punto di vista dei tempi,   il
  centro-sinistra  chiede  soltanto la possibilità  di  riflettere,
  ulteriormente, in ordine alle trattative.
   Lei,  signor Presidente, giustamente, osservava - ed io ne  sono
  testimone diretto - che lei si è  speso, e in misura notevole, in
  prima   persona  per addivenire a conclusioni  condivise,  ma  le
  trattative, per definizione e per etimologia, non finiscono  mai,
  altrimenti, non sarebbero trattative.
   Pertanto,  riformuliamo la richiesta di sospendere i lavori  per
  55 minuti ed invitiamo i colleghi del centro-destra ad addivenire
  a  quanto da noi richiesto perché, diversamente, perderemo  molte
  più ore.

    PRESIDENTE   Onorevole Ortisi, non mi sembra che ci sia  questa
  disponibilità.

    ORTISI  Signor Presidente, faccia parlare una persona a  favore
  ed una contro in merito alla proposta di sospensione dei lavori.

    PRESIDENTE  Onorevole Ortisi, lo farò senz'altro,  vorrei  però
  che  questo  non  diventasse un metodo di conduzione  dei  lavori
  d'Aula.
   Onorevoli  colleghi,  ho la sensazione - anche  se  la  funzione
  che  sto  esercitando, in questo momento, mi impedirebbe di  fare
  questa  considerazione -, ma ripeto ho la sensazione che  ci  sia
  un'Aula determinata e che, tutto quello che può essere   posto in
  essere, che si può verificare sul piano della tattica, dei tempi,
  degli    interventi,   delle   dichiarazioni   di   voto,   serva
  esclusivamente a ritardare di qualche ora o di un giorno  l'esito
  finale di questo disegno di legge.
   Credo   che  anche  questa  sia  una  valutazione  che   ciascun
  deputato e ciascun Gruppo parlamentare debba fare.

    ORTISI   Signor Presidente, il mio intervento era per  favorire
  l'andamento dei lavori.

    PRESIDENTE   Onorevole  Ortisi, vorrei approfittare  della  sua
  richiesta, di buon senso per carità, e per la seconda  ed  ultima
  volta, relativamente a questa procedura,  che non  ripeterò  più,
  concederò la facoltà di parlare ad un deputato a favore e ad  uno
  contro,  dopo  di che, onorevoli colleghi, non seguirò  più  tale
  procedura, perché, spero vi rendiate conto come questa non sia la
  strada giusta da percorrere.
   Ha  chiesto  di  intervenire contro la proposta  di  sospensione
  formulata  dall'onorevole  Ortisi,  l'onorevole  Acierno.  Ne  ha
  facoltà.

    ACIERNO   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  proprio  per
  l'economia dei lavori d'Aula, avendo chiesto, precedentemente, di
  intervenire  per dichiarazione di voto, approfitto e cercherò  di
  spiegare,  in  un  unico intervento, una serie  di  ragioni  che,
  innanzitutto, partono dalla assoluta volontà da parte delle forze
  parlamentari  di  arrivare  in Aula con  il  più  ampio  consenso
  possibile rispetto alla legge elettorale.
   C'è  una  richiesta di un ulteriore tentativo  di  mediazione  e
  tutti   abbiamo   ascoltato  l'appello  del   rappresentante   di
  Rifondazione comunista. Comunque, non è vero, signor  Presidente,
  che  da  parte dei Gruppi di maggioranza non c'è stata la volontà
  di  cercare  di  arrivare  in  Aula  con  il  più  ampio  accordo
  possibile,  ma  la mediazione deve avere anche un limite  perché,
  altrimenti, non si finisce mai di mediare.
   La  maggioranza ha sicuramente la coscienza a posto, in  quanto,
  fino all'ultimo ha tentato di trovare il punto di mediazione;  il
  problema  è  stabilire che cosa si intenda  per  mediazione.  Una
  classica legge fotografia?
   Personalmente,   sono  rappresentante  di  uno  dei   cosiddetti
  partiti minori o di quei partiti che rischierebbero di sparire  a
  causa di questa legge elettorale, eppure, ho sempre sostenuto che
  lo  sbarramento  del  5 per cento rispetto a  una  rappresentanza
  parlamentare,  in considerazione dei votanti in  Sicilia,  è  una
  percentuale   bassa;   l'ho  sempre  detto   e   sostenuto:   una
  rappresentanza parlamentare del 5 per cento corrisponde  a  circa
  120   mila  elettori  in  tutta  la  Sicilia,  non  è  un  numero
  consistente, ma poiché ci siamo innamorati delle percentuali,  ho
  sempre  sostenuto  che  il 5 per cento era  il  minimo  e  lo  ha
  sostenuto  anche Nuova Sicilia senza tenere conto  delle  ragioni
  del proprio partito.
   Non  abbiamo  collaborato a scrivere una  legge  partendo  dalla
  salvaguardia di noi stessi, abbiamo tentato, come sempre facciamo
  nell'attività  legislativa, di cercare di  produrre  la  migliore
  legge e siamo convinti che questa legge ha cose perfettibili,  ma
  là scattano altri meccanismi.
     Se  si  fa  parte  di  una  maggioranza,  non  si  può  sempre
  pretendere  di  avere  tutto ciò che si vorrebbe  avere.  C'è  un
  momento  in  cui  bisogna  anche  accettare  le  regole  di   una
  maggioranza, ma la richiesta di mediazione, a mio avviso, è stata
  posta in termini scorretti, perché fa emergere una non verità che
  vorrei, ulteriormente, ribadire.
     Non  è  vero  che  la  maggioranza ha negato  il  dialogo;  la
  maggioranza, ieri, era  arrivata a proporre uno sbarramento  fino
  al  3 per cento e le è stato risposto che lo sbarramento non deve
  essere  superiore   al  2 per cento. E' lì che  si  è  interrotta
  definitivamente la mediazione, e si è interrotta perché  non  era
  più  mediazione,  signor  Presidente.  Rischiavamo,  infatti,  di
  formulare  una legge che non avrebbe dato agli elettori siciliani
  un modello elettorale, ma avrebbe identificato, praticamente, chi
  veniva eletto e chi no. E questo non era possibile.
   Ma  oggi  si  ritorna  ad un tentativo di mediazione  che  viene
  richiesto attraverso l'interruzione dei lavori. In realtà  è  già
  nell'Aula
   Abbiamo  presentato una serie di emendamenti  che  abbassano  la
  percentuale del 5 per cento partendo dall'1 per cento  e  così  a
  scalare.  Allora, credo che per risolvere i problemi non  ci  sia
  volontà più autorevole di quella dell'Aula che è sovrana.
   Vorrei   ricordare  soprattutto  ai  colleghi  di   Rifondazione
  Comunista  che vero è che forse storicamente con uno  sbarramento
  al  5  per cento rispetto ai loro dati elettorali potrebbero  non
  avere  rappresentanti  in questo Parlamento,  ma  è  anche  vero,
  perché ho sentito le parole dell'onorevole Forgione,  che ci sono
  partiti  con  altrettanta  dignità parlamentare  che  non  avendo
  ottenuto   il   4   per   cento  nazionale  non   hanno   trovato
  rappresentanza nel Parlamento nazionale; ma questo non  ha  fatto
  scattare  il  meccanismo  di  salvaguardia  della  rappresentanza
  parlamentare.

    FORGIONE  Hanno dei collegi, però

    ACIERNO   Onorevole  Forgione, penso  all'onorevole  Di  Pietro
  che,  sicuramente,  non siede nei seggi del Parlamento  nazionale
  perché  il suo partito non ha ottenuto il 4 per cento, pur avendo
  una  sua dignità parlamentare, ma sicuramente non ha chiesto  che
  si  faccia una legge che preveda che l'Italia dei valori abbia il
  diritto di sedere nel Parlamento nazionale.
   E'  il  popolo che sovranamente stabilisce chi ha il diritto  di
  sedere  o  meno  e  noi  abbiamo il  dovere  di  rispettare  tale
  decisioone,  E  lo dico io - che vengo richiamato, ripetutamente,
  dal mio partito - pur essendo assimilato alle forze politiche che
  potrebbero scomparire dal Parlamento siciliano.
   Lo   ripeto,   noi  riteniamo  che,  forse,  senza  bisogno   di
  mediazione  questa  percentuale  del  5  per  cento  sia   errata
  tecnicamente,   perché in Sicilia col 5 per  cento  si  creerebbe
  un'anomalia.
   Un   qualunque  partito  che  compete  a  livello  nazionale   e
  raggiunge  in  ogni  Regione  il  4  per  cento,  ha  diritto   a
  partecipare alle Assemblee del Parlamento nazionale,  in  Sicilia
  ha bisogno del 5 per cento.
   Allora  non  era  una  mediazione quella che  Nuova  Sicilia  ha
  tentato  di  fare in seno alla maggioranza, era semplicemente  un
  ragionamento  logico.  Se  esiste un  paletto  del  4  per  cento
  nazionale, perché in Sicilia c'è l'anomalia del 5 per cento?
   Era  logico  parlare  di un paletto del  4  per  cento  che  non
  avrebbe risolto i problemi di Rifondazione Comunista, ma non  c'è
  stata  data  la  possibilità di discutere del 4  per  cento  che,
  peraltro,  non  vuole essere una limitazione.  Nonostante  questa
  riflessione Nuova Sicilia continuerà a sostenere la  legge  e  la
  sua  maggioranza attestando il voto favorevole sullo  sbarramento
  al 5 per cento.

    PRESIDENTE   Ha chiesto di intervenire a favore della  proposta
  di   sospensione  formulata  dall'onorevole  Ortisi,  l'onorevole
  Speziale. Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  avendo  già
  apprezzato,  nel  corso  della giornata di  ieri,  il  lavoro  di
  mediazione da lei  svolto, la inviterei ad evitare che ci  siano,
  attraverso   il   voto,   ulteriori  contrapposizioni   tra   gli
  schieramenti e a tentare la via del dialogo, evitando che si vada
  a  un  voto.  Faccio  appello, pertanto, alla  sua  autorevolezza
  affinché  sospenda  i  lavori d'Aula  per  il  tempo  necessario,
  mezz'ora  almeno, ed in questo lasso di tempo convochi  i  Gruppi
  parlamentari  al fine di riannodare le fila del dialogo  per  poi
  giungere in Aula con maggiore accordo.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, vorrei che sia la  maggioranza
  che  l'opposizione  ascoltassero ciò che sto per  dire.  Non  c'è
  dubbio  che  dopo la richiesta di sospensione per la quale  si  è
  proceduto  a votazione poc'anzi e dopo l'esito negativo  di  tale
  richiesta,  la  reazione  è  stata  l'iscrizione  a  parlare  per
  dichiarazione di voto di una ventina di deputati.
   E'   una   evidente   reazione  che  mira,  sostanzialmente,   a
  recuperare  il tempo che non è stato concesso con la  sospensione
  di  un'ora.  Non  ci vuole molto a comprendere le  dinamiche  del
  Parlamento, soprattutto per chi questo Parlamento, come molti  di
  noi, lo frequenta da tanto tempo.
   Allora,  onorevole Speziale, come lei sa, potrei  sospendere  la
  seduta  motu proprio e sarei  pure propenso a farlo, a condizione
  che  questa  sospensione  non si sommi alle  venti  richieste  di
  dichiarazioni di voto, perché, in tal caso non favoriremmo,  come
  lei auspicava, una soluzione di mediazione, una soluzione ampia.
   Le  dichiarazioni  di voto hanno senso se determinano  posizioni
  differenti rispetto a quelle assunte dai singoli partiti e dunque
  si possono compiere tutte o meno, in un minuto o in cinque minuti
  sul  piano  di una reciproca convergenza, rispetto ad  un'ipotesi
  che non sia un'ipotesi di  filibustering'.
   Allora,  onorevoli  colleghi,  potrei  porre  in  votazione   la
  proposta  e  procedere;  ci sarebbero,  ovviamente,  altri  venti
  iscritti  a  parlare  per dichiarazioni  di  voto  al  successivo
  emendamento e così via.
   Allora,   qua   il  dato  è  uno  ed  è  metodologico:   se   le
  dichiarazioni  di  voto  non  sono  strumentali,  non  mirano   a
  determinare  un  allungamento dei tempi, che si  sommerebbe  alla
  sospensione, la Presidenza non ha alcuna difficoltà a  sospendere
  per qualche minuto la seduta ed a consentire l'ennesimo tentativo
  di  mediazione, però, onorevoli colleghi, dobbiamo farlo, se così
  deve  essere  fatto, con un  gesto d'onore' rispetto  all'impegno
  che stiamo assumendo.

    ODDO    Signor   Presidente,  rinuncio   ad   intervenire   per
  dichiarazione di voto.

    SANZERI  Anch'io rinuncio, signor Presidente.

    SPAMPINATO  Può esistere l'esigenza di intervenire  anche  dopo
  la sospensione.

    ORTISI   Signor  Presidente, personalmente, voglio  rendere  le
  dichiarazioni di voto.

    PRESIDENTE   Onorevole  Ortisi,   non  ho  detto  che   bisogna
  rinunziare alle dichiarazioni di voto, bensì che le dichiarazioni
  di  voto  possono  essere utilizzate per  dichiarare  il  voto  e
  possono  essere  utilizzate  per creare  ostruzionismo.  Dobbiamo
  intenderci.  Qui stiamo facendo un'operazione di  ricucitura  per
  l'ennesima volta.
   Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per dieci minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 12.22, è ripresa alle ore 13.50)

                Presidenza del Vicepresidente FLERES

                        La seduta è ripresa.

      Seguito della discussione del disegno di legge "orme per
    l'elezione del Presidente della Regione siciliana a suffragio
    universale diretto. Nuove norme per l'elezione dell'Assemblea
      regionale siciliana. Modifiche ed integrazioni alla legge
   regionale 20 marzo 1951, n. 29 e successive modificazioni" (nn.
         850-265-338-409-480-498-641-642-660-669-775-779/A)

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, la riunione dei Presidenti  dei
  Gruppi parlamentari svoltasi per verificare la possibilità di una
  mediazione   che   allargasse  la  base  del   consenso   attorno
  all'articolo  2  e,  più  complessivamente,  attorno  alla  legge
  elettorale,  non  pare  abbia  sortito  l'effetto  desiderato  e,
  pertanto, riprendiamo i lavori dal punto in cui gli stessi  erano
  stati precedentemente sospesi.
   Preciso  frattanto  che  l'onorevole  Cristaudo  è  presente  e,
  dunque, non è da non considerare la sua richiesta di congedo  per
  la seduta odierna.

    ORTISI  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor  Presidente, onorevoli colleghi  sopravvissuti,
  per  capire il livello etico e culturale dell'interlocuzione  che
  in  questi  giorni  si sta dipanando - non dimentichiamolo  -  in
  un'Aula  parlamentare,  bisognerebbe riflettere,  per  un  attimo
  soltanto, su quanto è accaduto stamattina nel tentativo maldestro
  di far passare sotto silenzio la gravità dell'accadimento.
   E'  accaduto,  infatti, che l'onorevole Pistorio, vicepresidente
  del   Gruppo   parlamentare   dell'UDC,   aveva   presentato   un
  emendamento,  il  numero 2.41,  che prevedeva l'eliminazione  del
   listino   e il riverbero nei collegi provinciali del  premio  di
  maggioranza di cui già ieri sera dimostrammo l'inanità.
   E   tant'è,   l'onorevole  Pistorio  proponeva  che  l'ulteriore
  mortificazione  della  rappresentanza territoriale,   convergente
  nel famigerato listino, venisse eliminata.
   Ieri   sera   l'onorevole  Ioppolo,  del  Gruppo   di   Alleanza
  Nazionale,  e  relatore  del  disegno  di  legge,  si  dichiarava
  favorevole   a   tale  emendamento.  Entrambi  i   colleghi   del
  centrodestra  e  di  una  maggioranza che,  giorno  dopo  giorno,
  coniuga  la  mortificazione  dei suoi stessi  rappresentanti  con
  un'arroganza indegna di un Parlamento, erano costretti  parimenti
  ad una forma di autocensura.
   L'onorevole  Pistorio,  infatti,  non  si  presentava  in  Aula,
  determinando la decadenza dell'emendamento da lui stesso firmato,
  mentre  l'onorevole  Ioppolo - devo dedurre -  era  costretto  al
  silenzio   perché,  nonostante  ieri  sera  si  fosse  dichiarato
  favorevole all'emendamento medesimo, stamattina, benché  presente
  in  Aula,  non  faceva  suo l'emendamento, autocensurandosi  allo
  stesso modo.
   Ma  ciò è solo parte, pur indicativa, di quanto sta avvenendo in
  Aula, anche sul piano dello stile.
   Su  richiesta del centrosinistra, si addiveniva ad  un  incontro
  nella  stanza del vicepresidente, onorevole Fleres, e si ponevano
  le  basi  di  discussione,  concludendosi  temporaneamente  sulla
  necessità    che   il   centrodestra   discutesse   ulteriormente
  all'interno su una proposta che si era un po' appalesata  durante
  la  discussione medesima: l'accordo era nel senso che, finita  la
  discussione, i rappresentanti del centrosinistra sarebbero  stati
  chiamati  nella  stanza del Vicepresidente perché si  continuasse
  l'interlocuzione    o,    comunque,   venisse    notificato    ai
  rappresentanti medesimi del centrosinistra che non era  possibile
  un'ulteriore interlocuzione.
   Ebbene,   è   avvenuto  che  il  Presidente  facente   funzione,
  inopinatamente, si è presentato direttamente in Aula  riprendendo
  i  lavori, perché evidentemente i rappresentanti del centrodestra
  hanno    ritenuto   opportuno,   sullo   stile   che    li    sta
  contraddistinguendo in questa fase dei lavori, di saltare la fase
  della  notifica  ai  colleghi  del centrosinistra  (segnatamente,
  appunto,  all'impossibilità  di  un'ulteriore  interlocuzione)  e
  hanno  così  spinto  il  Vicepresidente  a  riprendere  i  lavori
  parlamentari e, solo casualmente, alcuni di noi lo hanno  appreso
  (io,  ad  esempio,  stavo  passando da quest'Aula  per  andare  a
  rifocillarmi e, casualmente, mi sono ritrovato ad assistere  alla
  ripresa dei lavori).
   Ma  voi pensate che questo sia un modo intelligente e rispettoso
  di  andare  avanti,  pur  non discutendo che  le  maggioranze  si
  esprimono in un modo e le minoranze in altro modo?
   Voi  pensate  che su tutti i nodi che verranno  al  pettine,  da
  questo momento in poi, sul ticket, ad esempio, o ancora, sul voto
  confermativo,  sul  voto  di genere  (sul  quale  i  colleghi  di
  centrodestra in questi mesi hanno dato ampie assicurazioni  sulla
  loro  disponibilità  alle  rappresentanze  femminili  incontrate,
  disponibilità   che  invece  trova  soltanto   noi   a   proporre
  emendamenti modificativi, assieme a due rappresentanti femminili,
  onorevoli  Lo Curto e Savarino, a titolo personale)  ebbene,  voi
  pensate che non ritorneremo a fare barricate in quest'Aula?
   Voi  pensate che, così come si arroventerà il dibattito,  questa
  legge, la legge sulle regole, la vostra legge, che quindi  non  è
  sulle  regole,  andrà in porto facilmente? Pensate,  colleghi  di
  centrodestra, che la vostra legge resisterà al prossimo cambio di
  maggioranza?
   Le  leggi,  colleghi, ve lo voglio ricordare,  per  definizione,
  affrontano  il  tempo  medio-lungo,  non  possono  colorarsi  dei
  cromatismi  al  momento  prevalenti:  in  questo  caso,  infatti,
  possono solo chiamarsi leggi per convenzione, ma tali non sono.
   E  voi  pensate che, da questo momento, non chiederemo il numero
  legale, non fosse altro per andare a mangiare? Voi pensate che io
  non  intervenga un secondo per permettere a un altro deputato  di
  centrosinistra    di   rientrare   in   Aula   per    intervenire
  ulteriormente? E voi pensate che, con gli strumenti che il  nuovo
  Regolamento ci consente, non ricominceremo da Poppea?
   E,  comunque,  pensate che non si siano lacerati i  rapporti,  a
  volte  anche  umani,  tra di noi, per la sicumera  con  la  quale
  qualcuno di voi, approfittando del numero, magari non essendo mai
  intervenuto in quest'Aula, essendo veramente anonimo da  tutti  i
  punti di vista, e però, essendo fra quelli che abbassano e alzano
  la mano a comando....

       (L'onorevole Ortisi interrompe autonomamente il proprio
         intervento essendo decorso il tempo regolamentare)

    VIRZI'  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    VIRZI'   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  avevo  chiesto
  di  parlare perché sul piano dell'analisi astratta, com'è  giusto
  che sia,  di questo disegno di legge mi ero permesso, all'interno
  del  mio Gruppo, di dire come una formula di sbarramento al 5 per
  cento  mi  apparisse francamente spropositata: le  leggi  non  si
  fanno  né per gli angeli né per i santi , si fanno per gli uomini
  e   per  le  situazioni  così  come  storicamente  si  vengono  a
  concretizzare.
   Credo  che  la  soglia del 5 per cento avesse un  valore   nella
  storia della Germania di Adenauer del dopoguerra, in cui c'era la
  guerra  fredda, c'era la necessità di impedire la  nascita  nella
  Germania  occidentale del Partito comunista o  la  rinascita  del
  Partito nazionalsocialista.
   Credo  che le condizioni oggettive della Sicilia, nell'anno  del
  Signore  2004,  non ci lascino vedere  saraceni  né  borboni,  né
  mongoli  alle porte che bisogna tenere fuori ad ogni costo  dalla
  rappresentanza parlamentare.
   Mi  permetto anche di dire alla minoranza che non mi  sembra  un
  modo congruo di porsi quello di giocare al rialzo quasi che fosse
  una specie di poker, perchè il 2, il 3 per cento non sono soglie,
  sono  sogliole , sono cose che francamente fanno sorridere e  che
  escono   dalla   logica   non  soltanto   del   principio   della
  rappresentanza    ma    espongono   al    ridicolo,    fino    al
  superfrazionamento  che  abbiamo  potuto  vedere  alle   elezioni
  europee, questa Assemblea che è composta da 90 membri.
   Esporsi  al  ridicolo del partito  no euro  o  del  partito  dei
  pensionati  o del partito sollecitato da motivi particolaristici,
  che  non  voglio  definire  necessariamente  criminali,  come  il
  partito che serve ad ottenere una diga, nell'immediatezza, di  un
  certo  gruppo  di paesi. Tutto rispettabile ma tutto inquadrabile
  nella  logica di uno schieramento più grande, più importante,  in
  un contesto che faccia riferimento all'interesse generale.
   Io  mi  rendo anche conto che ci può essere il grave rischio  di
  fare  una  norma   fotokit   per  mettere  fuori  campo  e  fuori
  discussione  un  partito  di cui tutti,  sostanzialmente,  stiamo
  parlando e per il  quale, tuttavia, si può, a mio avviso, mettere
  in  campo  un  po' di saggezza, fuori dalla logica  dei  blocchi,
  perché  accetto  il  suggerimento in base al  quale  non  bisogna
  governare per l'immediato, ma anche nella prospettiva di ciò  che
  verrà pensando che ci si può ritrovare anche dall'altra parte del
  tavolo.
   Non  mi rassicura e non mi induce a legiferare in un certo  modo
  il fatto di essere, in questo momento, in un partito del 14,5 per
  cento;   ricordo  quando sono stato al 5 per  cento  e  riesco  a
  mettermi  nei panni della controparte, di chi guarda un risultato
  come questo come un obiettivo arduo da raggiungere.
   Allora,  non  mi  pare che il contesto storico  ci  permette  di
  affermare   l'esistenza  di  forze   fai  da  te ,  localistiche,
  provincialistiche o personalistiche o residui di feudi elettorali
  che possano raggiungere in Sicilia la soglia del 4 per cento.
   Il  4 per cento mi sembra un medium dignitoso, accettabile,  che
  apre  una  prospettiva  a  tutti, ha un riferimento  giuridico  a
  livello  nazionale, è sufficiente ad incentivare  la  logica  dei
  blocchi  e  delle grandi alleanze, non taglia le gambe ad  alcuno
  alla partenza, perché già quando parliamo di 4 per cento parliamo
  di un partito che in quest'Aula può raggiungere la soglia dei 3 o
  dei 4 parlamentari.
   Ritengo  che questa sia una forza che ha il diritto  di  vedersi
  riconosciuta  da  tutti la propria presenza in  quest'Aula  e  il
  diritto di fare le leggi di questa Regione.
   Spero  che  non  ci irrigidisca ulteriormente  su  posizioni  di
  barricata,  perché  non credo che, esaurita questa  fase,  l'anno
  prossimo  o  fra  due  anni torneremo sulla  riforma  elettorale;
  questo non mi sembra un passaggio di dettaglio.
   Mi  permetto,  considerato  che ho preso  la  parola  su  questo
  argomento che può sembrare residuale, di rammentare all'Aula  che
  abbiamo  lasciato  in piedi uno dei più grandi buchi  logici  del
   Tatarellum .  Dobbiamo sfuggire  alla logica che  l'impedimento,
  la   morte  o  l'allontanamento  del  Presidente  della  Regione,
  determini la fine del potere legislativo in Sicilia.
   So  che c'è un emendamento che, a titolo personale, mi sento  di
  dire  che condivido assolutamente:  nella massima trasparenza  il
  Presidente  della Regione indica nel listino bloccato  la  figura
  del  vicepresidente. Per quel che mi riguarda, devo  dire  che  è
  triste  copiare il modello americano ma mi sembra che  quando  si
  crea  un  sistema,  un sottosistema bisogna prevedere  anche  gli
  incidenti   che  garantiscano  comunque  del  funzionamento   del
  meccanismo.
   Mi   permetto  di  dire  che  affidare  le  sorti   del   potere
  legislativo  in Sicilia - come diceva qualcuno -  a un  vaso  che
  cade  da  un balcone , a un incidente o in una terra  in  cui  la
  criminalità  ha  colpito  in  alto, decidere  che  la  mafia  può
  sciogliere  con  un  solo  omicidio il Parlamento  siciliano,  mi
  sembra  che ci faccia correre un gravissimo rischio.
   Quando   si   prevede   il  funzionamento   di   un   meccanismo
  istituzionale bisogna pensare anche alle  varie ed eventuali'.  E
  credo  che  ci  sia  un grande buco logico a  cui  bisogna  porre
  rimedio. Sulla base delle due scuole di pensiero, qualcuno  dice:
   il   Parlamento  elegge ,  non  mi  sembra  nello  spirito   del
  presidenzialismo;  si  indica fin dall'inizio,  si  sottopone  al
  vaglio  del  giudizio popolare anche la figura del vicepresidente
  che,   una  volta  sola,  può  sostituire  il  Presidente  eletto
  direttamente dal popolo.
     Credo  che questo sia un aspetto di cui dobbiamo tenere conto,
  nella  speranza che il clima si  svelenisca perché dovrebbe venir
  meno  un  po'  il gioco delle parti, in quanto - mi  permetto  di
  ripetere  -  non  ha senso proporre sbarramenti al  2  per  cento
  perché  non abbiamo semplificato, non abbiamo fermato nessuno  nè
  alcun tipo di spinta centrifuga.
   Credo  che  anche i sindaci di Rifondazione comunista  si  siano
  accorti che con il presidenzialismo si amministra meglio. Bisogna
  semplificare  il  quadro politico, bisogna  tendere  alle  grandi
  aggregazioni che dicono ponderatamente cose che rappresentano  il
  massimo del consenso costruibile politicamente.

     PRESIDENTE   Onorevole Virzì, relativamente  al  tema  da  lei
  posto  della elezione del vicepresidente, abbiamo fatto  compiere
  una  verifica  e  nell'attuale contesto di  riforma  della  legge
  elettorale   quell'emendamento,  purtroppo,   non   può   trovare
  accoglimento perché sarebbe in violazione dello Statuto vigente.
   Pertanto  il tema, che sicuramente è un tema interessante  -  ne
  abbiamo  peraltro dibattuto lungamente in Commissione  Statuto  -
  dovrà trovare ospitalità, se l'Aula lo riterrà opportuno, in quel
  contesto,  cioè  nelle  modifiche  dello  Statuto  della  Regione
  siciliana.

    ORLANDO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

    ORLANDO    Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   faccio
  soltanto  alcune considerazioni brevissime di merito e  altre  di
  metodo.
   In  termini  di  merito,   credo sia evidente  che  la  proposta
  varata dalla Commissione  e che ha dato vita all'articolo 2  sia,
  sostanzialmente, il frutto di una sottovalutazione degli  effetti
  che  si producono sommando l'assegnazione su base provinciale dei
  seggi con lo sbarramento, perché l'assegnazione su base regionale
  dei  seggi  avrebbe  potuto  consentire  una  qualche  forma   di
  sbarramento,  proprio  per consentire  la  presenza  di  soggetti
  politici   presenti  sul  territorio  regionale  e  non  frazioni
  sparpagliate nel territorio regionale.
   Laddove,  però,  si procede all'assegnazione su base provinciale
  e  si  stabilisce uno sbarramento si crea una contraddizione che,
  prima ancora che politica, mi permetto di sollevare questioni  di
  illegittimità  costituzionale rispetto a tale previsione,  perché
  l'affermare  che  un deputato eletto nella base  provinciale,  in
  base  ad  assegnazione avvenuta su base provinciale, poi vede  la
  sua   elezione  annullata  per  la  circostanza  che   in   altre
  circoscrizioni non si è raggiunto quel quorum, oltre a non essere
  previsto da alcuna legislazione al mondo, può essere un vizio  di
  incostituzionalità.
   Infatti  laddove si stabilisce che si assegnano i seggi su  base
  provinciale, applicando questa norma potrebbe verificarsi  che un
  deputato sia eletto a Palermo, un altro a Caltanissetta, un altro
  a  Catania,  ognuno  eletto  in  base  all'assegnazione  su  base
  provinciale,  avendo  conseguito  i  voti  necessari  per  essere
  eletti, un attimo dopo quella elezione viene annullata perché  la
  sua lista nelle altre province  non ha raggiunto il quorum.

    PRESIDENTE   Onorevole Orlando, mi scusi se la  interrompo,  ma
  potrebbe  indurci in errore. Non può accadere in  quanto,  sempre
  che  passi  questo articolo, la lista che non consegue il  numero
  minimo  di voti su base regionale non è scrutinabile di fatto  su
  base  provinciale,  quindi ciò che dice  lei  non  può  accadere.
  Questo sul piano politico, non su quello tecnico.

    ORLANDO   E'  due  volte  più grave,  perché  io,  candidato  a
  Caltanissetta  o  candidato a Palermo,  conseguo   un  numero  di
  consensi  che  lei potrà conoscere dopo che l'ha scrutinato,  non
  può  conoscerli prima e, quindi, sarò un deputato che può  essere
  proclamato  eletto  a  Palermo, ma poi dopo le  informazioni  che
  pervengono,  perché  lo scrutinio non è centralizzato,  onorevole
  Presidente...

    PRESIDENTE   Onorevole  Orlando,  lei  sa  che  i   voti   sono
  attribuiti  prima  alla  lista e poi  al  candidato.  Non  voglio
  assolutamente  interrompere  il suo  sviluppo  logico,  però  non
  voglio indurre in errore né lei, né l'Aula.

    ORLANDO   Signor  Presidente,  la  circostanza  che  lei  abbia
  sentito il bisogno di intervenire conferma ulteriormente che  c'è
  un  serio  dubbio di legittimità. E' una legittimità concettuale,
  non si può rimuovere una illegittimità sostanziale in base ad una
  procedura elettorale.
   Sto  sostenendo la tesi non  che è illegittima la procedura,  ma
  che  è  illegittima  la norma la quale, dopo avere  affermato  il
  principio che l'attribuzione è su base provinciale, aggiunge  che
  quella  attribuzione, ancorché perfezionata, non  è   esecutiva ,
  non  produce  effetti perché non ci sono i risultati negli  altri
  collegi provinciali.
   E'  comunque un tema che avremo modo di sviluppare. Come  dicevo
  prima, c'è l'esigenza di approvare una legge elettorale, prima si
  approva   meglio   è,   perché  poi   la   politica,   la   Corte
  Costituzionale,  il  referendum potranno mettere  nel  nulla  una
  legge che dovesse essere malamente approvata.
     Tornando al tema, poiché in quest'Aula amiamo molto citare gli
  esempi  esteri e lo  sbarramento viene attribuito alla esperienza
  tedesca,  nell'esperienza  tedesca - e  la  Carta  costituzionale
  tedesca   e quella italiana sono sostanzialmente cugine  -  si  è
  previsto  lo  sbarramento, ma opera laddove  il  seggio  non  sia
  scattato  sul territorio, cioè laddove l'onorevole Otto  Schiller
  abbia  ottenuto  -  faccio  un esempio  -  la  sua  elezione  nel
  territorio, poco importa che il suo partito abbia ottenuto o  non
  ottenuto  il 4 per cento, lui è comunque membro del Bundestag,  è
  membro del Parlamento.
     Faccio  questa considerazione non per citare la  Germania,  ma
  per  dire  che  la Germania ha fatto ricorso a questo  meccanismo
  proprio per evitare un possibile vizio di incostituzionalità.  E,
  come  avrete  avuto modo di notare, non faccio  riferimento  alla
  cosiddetta  salvaguardia dei partiti minori,  bensì  al  rispetto
  della  volontà dell'elettore in base allo schema che questa legge
  ha  indicato, che è uno schema di attribuzione dei seggi su  base
  provinciale.
   Non  posso  certamente sottrarmi dal dire che la semplificazione
  non  può  arrivare fino al punto che il quadro politico siciliano
  sia  intenzionalmente costruito in maniera  difforme  dal  quadro
  politico  nazionale, prevedendo la certa fuoriuscita  di  partiti
  presenti  nel  territorio nazionale che  verrebbero  esclusi  per
  effetto di  uno  sbarramento al 5 per cento.
   Non  è  un  dettaglio pensare che in Sicilia si possa verificare
  una  condizione  per la quale un partito presente  al  Parlamento
  nazionale  non  sia  presente al Parlamento  regionale.  Non  sto
  parlando, evidentemente, di un mio partito, ma di un partito  che
  è  fondamentale  ed essenziale alla vita democratica  del  nostro
  Paese.
   Fatta questa premessa, sul piano del metodo prendiamo atto  che,
  nonostante la richiesta di confronto abbia assunto quasi  i  toni
  della supplica sino a rasentare i livelli di dignità - vediamoci,
  incontriamoci,   parliamone  -,   mi  pare  di  comprendere   che
  sostanzialmente  si  va  ad approvare un  disegno  di  legge  che
  prevede  l'assoluta  cancellazione  delle  prospettive  di   pari
  opportunità:   non   è prevista la preferenza di  genere,  non  è
  prevista  la doppia scheda, con la conseguenza che si va incontro
  a quelle anomalie  cui faceva riferimento l'onorevole Virzì.
   E'  vero  che non è prevista   la vicepresidenza nello  Statuto,
  ma è anche vero che noi stiamo  prevedendo con la scheda unica un
  meccanismo  che, sostanzialmente, condizionerà comunque  la  vita
  dell'Assemblea  alla vita del Presidente della  Regione:  le  sue
  dimissioni, il suo abbandono per qualsiasi ragione finiscono  con
  il travolgere l'Assemblea regionale.
   L'unico  modo  per  evitare  questo  effetto  trascinamento   in
  negativo è prevedere comunque forme differenziate di consenso per
  il  Presidente  e per l'Assemblea. Poi, se si fa  con  la  scheda
  unica  o  se si fa con la doppia scheda poco importa,  perché  il
  voto  confermativo  realizza quella che definisco  una  sorta  di
  operazione di risparmio cartaceo; ma politicamente laddove c'è il
  voto  confermativo,  ancorché la scheda sia  unica,  comunque  si
  mantiene  il  principio che vi sono due legittimazioni:  una  per
  l'Assemblea e l'altra per il Presidente.
   Mi  sembra  di  comprendere che c'è la volontà di andare  avanti
  non  prevedendo alcuna norma che stabilisca il segreto del  voto.
  Si  tratta  di una norma fondamentale, che si faccia  almeno  uno
  scrutinio  sulla  base non delle città o delle circoscrizioni  ma
  uno  scrutinio di plesso, per consentire lo scrutinio nell'ambito
  di  un  plesso  scolastico di un numero  più  alto  possibile  di
  consensi, quindi per diminuire la possibilità di controllo.
   Volevo  puntualizzare questi aspetti affermando che  il  cammino
  che  si  sta  intraprendendo non porta sicuramente ad  una  buona
  legge, ma nei confronti di una buona o cattiva legge ci sono  dei
  rimedi ed io ho indicato quali sono: la Corte Costituzionale,  il
  referendum, la possibilità politica di rimediare i guasti di  una
  legge.
   Dal  punto di vista politico, credo che con questo atteggiamento
  del   centrodestra   si  stia  realizzando  una   rottura   della
  possibilità  di  dialogo  all'interno  di  questa  Assemblea.  Le
  conseguenze  sono rimesse alle iniziative che tutti insieme  come
  centrosinistra andremo ad adottare.

    PRESIDENTE  Assenti gli onorevoli Morinello, Oddo, Panarello  e
  Zago, la loro iscrizione a parlare decade.

    DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DE   BENEDICTIS.   Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,
  intervengo  per dichiarazione di voto dicendo subito che  non  mi
  meraviglia   l'atteggiamento  stigmatizzato  da   altri,   questa
  mattina, di chiusura di una maggioranza che ha deciso di fare una
  legge  a proprio uso e consumo. Non mi meraviglia perché a questo
  atteggiamento  siamo  stati, purtroppo,  abituati  e  vi  abbiamo
  assistito  durante il corso di questa legislatura numerose  altre
  volte.
   L'opposto non deve essere confuso con la possibilità di  dialogo
  e  di  mediazione. Si può comunque mantenere un  filo  aperto  di
  discussione  e  di incontro, ma nella realtà essere assolutamente
  rigidi e intransigenti sui propri interessi.
   Si  può dialogare, ma se si dialoga così com'è avvenuto fino  ad
  ora  anteponendo agli interessi di parte il bisogno della propria
  coalizione  e, addirittura, lo scopo della fabbricazione  di  una
  legge  non  già di dotare di uno strumento di interesse generale,
  volto  al  bene comune della collettività e dell'elettorato,   ma
  semplicemente   per   costruire   uno   strumento   di   maggiore
  rafforzamento del proprio potere  e di costruzione del  consenso,
  allora  qualunque discussione la si può portare avanti; replicare
  in numerose altre sedi non ha prospettive di esito positivo, così
  com'è stato.
   Questo  non  mi meraviglia. Dirò, anche a scanso degli  equivoci
  che  si  sono  adombrati intorno al mio Gruppo  quale  è  la  mia
  posizione     personale     intorno     all'argomento     oggetto
  dell'emendamento in discussione.
   Io  sono  nettamente contrario all'introduzione in questa  legge
  della  soglia di sbarramento. Non sono contrario in  assoluto  al
  principio  di determinare strumenti che semplifichino il  sistema
  della  rappresentanza e che possano potenziare le  rappresentanze
  politiche.
   Ma  questi  sono obbiettivi che si raggiungono e  si  perseguono
  con  gli  strumenti della politica, prima che con  gli  strumenti
  della votazione elettorale. Non sono contrario a questa legge, in
  particolare, che già contiene altri elementi di semplificazione e
  di accorpamento.
   Se  noi avessimo lasciato il sistema così com'era, avrebbe avuto
  senso   discutere   di  uno  sbarramento  in  mancanza  di  altri
  strumenti  che presidiano il risultato che vogliamo ottenere.  Ma
  qui  siamo  in  presenza di una legge che già  ha  introdotto  il
  collegio  elettorale  provinciale e  questo  è  stato  ampiamente
  illustrato  nel suo significato, quindi nella sua  difficoltà  di
  accesso  cioè la possibilità da parte di piccole forze di  potere
  contare  sui resti del territorio per eleggere rappresentanze  in
  un  solo  collegio  provinciale. E' già questo un  meccanismo  di
  deterrenza  e di propulsione verso la concentrazione delle  forze
  per il sistema politico. Abbiamo introdotto in questo disegno  di
  legge lo sbarramento di coalizione, quindi un ulteriore strumento
  che  va nella direzione di semplificare il sistema politico e  di
  ridurlo a coalizioni di Governo.
   Dunque,  sarebbe  stato  sufficiente, a mio  avviso,  il  doppio
  meccanismo  per  non  introdurre questo ulteriore  sbarramento  -
  perché di questo si tratta, così è giusto chiamarlo - alle  forze
  di  minoranza,  alle piccole forze che, come è  stato  più  volte
  sottolineato  proprio in quest'Aula, hanno offerto un  contributo
  straordinario  al  dibattito  e  alla  politica  tutta.   Invece,
  paradossalmente,  non  solo  si  sono  introdotti   il   collegio
  provinciale e lo sbarramento di coalizione, non soltanto  abbiamo
  istituito  uno  sbarramento  per  lista  su  base  regionale  che
  confligge,  come è stato poc'anzi illustrato, con la ratio  della
  legge  e  con l'attribuzione dei collegi su base provinciale,  ma
  addirittura stiamo mantenendo, nella stessa legge, il listino che
  è quanto di più assurdo si possa immaginare e che può produrre in
  quest'Aula  alla presenza, alla assenza certamente,  di  deputati
  appartenenti  a  forze  importanti  del  nostro  quadro  politico
  nazionale.
   Questo   la  maggioranza  sta,  deliberatamente,  scegliendo   e
  pilotando   di  fare:  l'assenza  di  deputati  e,   quindi,   di
  rappresentanze  del  corpo elettorale di partiti  che  hanno  una
  importantissima  funzione nel quadro politico  nazionale  ed  una
  presenza nel Parlamento nazionale; al contrario questo Parlamento
  potrà  vedere seduti deputati che non sono stati eletti,  ma  che
  sono  stati  trascinati  da  altri  meccanismi  all'interno   del
  listino.
   E  questo, unito al mantenimento della lista unica, non  elimina
  le  liste  fai da te , anzi si può verificare benissimo  il  caso
  che  talune liste siano artificialmente prodotte o anche  incluse
  dentro una coalizione non già nella speranza di poter eleggere un
  proprio deputato, perché a questo ci può pensare la presenza  nel
  listino  premiando i rappresentanti o i rappresentanti di  talune
  di  queste liste, ma certamente tali liste affolleranno il quadro
  elettorale  perché  col  meccanismo della  lista  unica  e  della
  preferenza automaticamente traslata al candidato Presidente della
  Regione,  esse  costituiranno  un  utile  supporto  per   drenare
  consenso e per esercitare la sola funzione di portatrici di voto.
   Quindi,  il sistema che stiamo andando a definire non  eliminerà
  le  liste   fai da te , non eliminerà la possibilità che deputati
  non eletti dal popolo presenzino in quest'Aula, invece certamente
  introdurrà meccanismi di impossibilità di accesso a deputati  che
  si  sono già impegnati in quest'Aula, per le forze politiche  che
  rappresentano, non è questione di meriti personali.
   Per  questo  motivo dichiaro con fermezza il mio voto favorevole
  all'emendamento soppressivo del comma 5 in questione.

    SANZERI  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SANZERI   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo  che
  l'assenza del Governo la dice lunga sul fatto che una cosa  è  la
  governabilità, altra cosa è l'Assemblea. E, quindi, il volere con
  questo  disegno  di legge vendere il fatto che la  difficoltà  di
  accesso dei partiti minori alla legittimità di essere presenti in
  Assemblea,  testimonia  il  fatto che è  assolutamente  sbagliato
  volere  dire  che  le motivazioni che stanno  mettendo  a  questo
  disegni di legge alcuni paletti per impedire l'accesso ai partiti
  minori è assolutamente errata.
   La governabilità oggi si assicura con i premi di maggioranza,  è
  assicurata  dall'elezione diretta del Presidente; la  legittimità
  di  stare  in  Assemblea  e  di legiferare  è  un'altra  cosa,  è
  completamente separata, e il volere oggi dire che questa legge  è
  motivata dal fatto che c'è bisogno di maggiore governabilità e di
  assicurare  maggiore  governabilità  è  assolutamente  priva   di
  fondamento.
   Credo  che oggi si stia avviando a conclusione  un disegno,  che
  è  quello  di  impedire alla politica di avere legittimità  nella
  assemblea legislativa. Credo che questo segni la riduzione di uno
  spazio di democrazia  che è veramente pesante.
   Il  volere  partorire ad ogni costo una legge che  si  basa  sul
  quoziente provinciale e che, quindi, vede accoppiato a questo  un
  forte  tetto per poter accedere al recupero dei voti e dei seggi:
  credo  che  veramente oggi registriamo grandi fatti negativi,  un
  ritorno  all'indietro  non solo dal punto di  vista  politico  ma
  anche dal punto di vista culturale.
   Non  è  pensabile  che una percentuale del  5  per  cento  possa
  essere  una  percentuale  che favorisca  la  democrazia.  Se  noi
  immaginiamo che cosa significa il 5 per cento  veramente  vediamo
  il  danno  che  oggi possiamo fare nel momento in cui  approviamo
  questa legge con questo sbarramento.
   Cinque  per  cento  significa  5  deputati,  significa  per   il
  Regolamento di quest'Assemblea un Gruppo regolarmente costituito,
  significa  che veramente una forza politica che si  dispiega  sul
  territorio, che raggiunge grandi numeri, che ha la forza  -  così
  come  ha detto qualche altro - di arrivare nelle singole province
  a  conquistarsi il seggio, poi non avrà legittimità politica  per
  poterlo  avere  riconosciuto proprio perchè questa forte,  questa
  grossa  percentuale  di  sbarramento renderà  inutile  il  lavoro
  fatto.
   Allora, credo che veramente dobbiamo riflettere su questo 5  per
  cento. E ritengo che questo Parlamento sino ad ora, in questi tre
  anni,  non ha mai subito arroganze così forti. Non ho mai  visto,
  per  esempio, in questo Parlamento opposizioni così forti; tranne
  in  pochissimi  casi la opposizione ha avuto sempre atteggiamenti
  molto costruttivi.
   Oggi,  con  questo atteggiamento della maggioranza, si  registra
  un  nuovo modo di andare avanti, significa che la maggioranza  ha
  deciso che in questa parte finale della legislatura opposizione e
  maggioranza  non devono più parlare, ma devono andare  fortemente
  ognuno per la propria strada.
   Questo  significa  che l'opposizione cercherà di  difendersi  al
  meglio,  significa  -  ed  è questa la  proposta  che  faccio  al
  centrosinistra - che i diciotto deputati necessari per firmare il
  referendum    devono  farlo, significa  che  c'è  possibilità  di
  ricorrere  alla  Corte  Costituzionale, dobbiamo  ricorrere  alla
  Corte  Costituzionale, significa che segnali politici  importanti
  devono essere dati in quest'Aula  e fuori da quest'Aula.
   Non  è possibile che per una legge così importante non si arrivi
  ad   alcuna   mediazione  possibile.  E  non  c'è  stata   alcuna
  mediazione possibile, checché ne dica l'onorevole Acierno - forse
  lui  è  riuscito   ad  ottenere  la mediazione  sul  listino,  ci
  rendiamo  conto  perché  -, però la legge ha  oggi  assolutamente
  l'impianto con la quale è uscita dalla Commissione.
   Non  c'è  stata alcuna mediazione perché, finora,  non  è  stata
  cambiata  in  Aula  neanche una virgola.  Finiamola,  quindi,  di
  sostenere che c'è stata una mediazione.
   C'è  solo  arroganza, perché è arrogante proporre un'altra  cosa
  quando  viene  fatta  una proposta di mediazione.  Questa  non  è
  mediazione, questa è solo arroganza.
   Credo,  quindi, che se questa è la via che la maggioranza  vuole
  seguire  in questo scorcio di fine legislatura - mi dispiace  per
  alcuni   compagni   di   cordata,   per   alcuni   compagni   del
  centrosinistra, se finora hanno saputo avere atteggiamenti  molto
  costruttivi  con  la  maggioranza - credo che,  veramente,  tutti
  siamo  chiamati  ad assumere un atteggiamento molto  più  rigido,
  molto più ortodosso di come un'opposizione vuole costruire questo
  percorso di fine legislatura.
   Faccio  un appello ai partiti, al PSI, al Patto per la  Sicilia,
  a Nuova Sicilia, di volere appoggiare quanto serve per  abbassare
  la  soglia  di  sbarramento, in quanto  una  cosa  è  una  scelta
  politica, ossia  che un partito faccia alleanze per libera scelta
  politica, una cosa è essere costretti a soggiacere ai più  forti,
  essere  costretti  per potere dire la propria, in  una  Assemblea
  come questa, andare a chiedere posti in lista o quant'altro.
   La  politica si nutre di ideali molto alti. Essa non può  essere
  oggi  ridotta a ciò che questa Assemblea, con il disegno di legge
  all'esame, una volta licenziato, intende portarla.

    PRESIDENTE   E'  iscritto a parlare l'onorevole  Ferro.  Ne  ha
  facoltà.
   Invito,   frattanto,   i  colleghi  ad  attenersi   in   maniera
  scrupolosa  ai  tempi,  anche perché i tempi  del   dibattito  si
  preannunciano lunghi.

    FERRO   Signor  Presidente,  preliminarmente,  sull'ordine  dei
  lavori vorrei capire se la Presidenza intenda disporre una  breve
  pausa, ovvero procedere senza soluzione di continuità.

    ORTISI   La pausa la facciamo chiedendo la verifica del  numero
  legale

    FERRO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo francamente
  dire  che  il clima che si registra nel  dibattito di queste  due
  giornate mi sembra molto kafkiano, nel senso che ciascuno di  noi
  avanza    ragionamenti, osservazioni, proposte  modificative  del
  disegno  di legge, ma non c'è stato fino ad adesso, da  parte  di
  alcuno,  un atteggiamento ostruzionistico.
   Tuttavia,   devo  prendere  atto  che,  dal  susseguirsi   degli
  interventi,  la prevalenza degli stessi è svolta da  parlamentari
  del  centrosinistra, e, salvo qualche rara eccezione, si  segnala
  l'assoluto silenzio dei Presidenti dei gruppi parlamentari  della
  maggioranza.
   Vorrei, quindi, capire che tipo di confronto stiamo conducendo.
   Ci  si  rimprovera, infatti,  da qualche parte che è  possibile,
  nel  corso  del dibattito, cambiare idea, ma  credo che  ciò  sia
  possibile  farlo nel momento in cui ci si ascolti.  Così  come  è
  altrettanto vero che a non cambiare idea sono soltanto i cretini.
   Mi  piacerebbe  avere,  in qualche modo, un  confronto  reale  e
  leale  con la parte di maggioranza di questa Assemblea  che,  nel
  merito, argomentasse le proprie motivazioni, su questo o su  quel
  punto,  a  partire  proprio dal dibattuto sbarramento  al  5  per
  cento.
   Abbiamo  sentito  varie  motivazioni,  compresa  quella  che  si
  richiama al voler impedire la formazione di liste  fai da te   da
  un lato e, inoltre, quella che eviterebbe l'inquinamento mafioso;
  ciascuno  di  noi ha provato a formulare controdeduzioni  in  tal
  senso,  ma  senza  alcuna interlocuzione  dall'altra  parte,  ove
  piuttosto si registra il totale silenzio.
   Non  siamo a fine legislatura e non capisco pertanto le  ragioni
  di  una  dimostrazione di muscoli, a meno che una tale prova  non
  sia riferita a qualcuno che già sa di essere moribondo.
   Ma  c'è di più. Poc'anzi l'onorevole Virzì, che ho ascoltato con
  attenzione, ha posto il tema, sollevato sin dall'inizio di questo
  dibattito    parlamentare   sulla   riforma   elettorale,    cioè
  l'opportunità che il Presidente indichi anche il vicepresidente e
  lei, onorevole Presidente dell'Assemblea, ha risposto - cosa  che
  tutti  sapevamo  -  con  un'osservazione  di  carattere  tecnico-
  giuridico:  nella  sostanza, l'impedimento  dell'indicazione  del
  vicepresidente starebbe nello Statuto vigente.
   Qui  torna  Kafka.  Qualcuno di noi aveva  sollevato  più  volte
  l'opportunità  e la necessità che si affrontasse  prima  il  tema
  dello Statuto e poi il tema della riforma elettorale, ma anche su
  questo il silenzio.
   Pare  che  l'unica  cosa  a  cui  questo  Parlamento  e  la  sua
  maggioranza siano interessati sia l'incrinazione del rapporto  di
  lealtà  reciproca tra maggioranza e opposizione su temi  peraltro
  come la riforma elettorale; la sottrazione di  spazio ai principi
  di  rappresentanza democratica,  osteggiando,  in  qualche  modo,
  spazi  di partecipazione che aiutano, credo, la democrazia ed  un
  Parlamento a funzionare nel migliore dei modi.
   In  tutto  questo,  poi,  si  rinuncia  anche  a  valutare  come
  proposte, come opportunità anche di una legge moderna, il portare
  in  questa  legge  il  tema del voto di  genere;  si  rinuncia  a
  ragionare  con  attenzione  su quello  che  può  essere  un  tema
  importante  per l'intero Paese, cioè quello della segretezza  sul
  voto;  insomma,  in  qualche  modo, tutte  le  argomentazioni  di
  valenza  politica e culturale si sottraggono in questo  dibattito
  perché   non  c'è  confronto,  in  realtà,  tra  maggioranza   ed
  opposizione.
   Mi  riferisco non solo ai partiti della maggioranza, ma anche ai
  singoli  deputati  di questo Parlamento che dovrebbero  avere  un
  sussulto  di dignità e ragionare ognuno con la propria testa,  ma
  non  perché  voglia accattivarmi  la loro  simpatia su  questa  o
  quella  ragione,  bensì  perché credo che sia  mortificante,  per
  questo stesso Parlamento, andare avanti in questo modo.
   Ritengo  siamo  ancora in tempo per migliorare  la  qualità  del
  nostro  dibattito,  e  più  complessivamente  la  qualità   della
  politica,  solo  se  ciascuno  delle  forze  in  campo  decidesse
  effettivamente  di  ragionare,  piuttosto  che  credersi  in   un
  incontro di pugilato.

    ODDO  Chiedo di essere iscritto a parlare per dichiarazione  di
  voto.

    PRESIDENTE   Onorevole  Oddo, ho già  chiuso  le  iscrizioni  a
  parlare.

    FORGIONE   Non  si  può  chiudere l'iscrizione  a  parlare  per
  dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE   Onorevole Forgione, come  lei  sa,  ho  annunziato
  l'apertura della votazione, ho chiesto chi volesse iscriversi per
  intervenire   per  dichiarazione  di  voto  e  ho   chiuso   tale
  iscrizione.

    ORTISI   Ma  per  dichiarazione di voto  non  si  può  chiudere
  l'iscrizione.

    PRESIDENTE   Non è così, onorevole Ortisi, lo abbiamo  ribadito
  di volta in volta. Era iscritto a parlare l'onorevole Spampinato.
  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO   Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  credo  di
  capire  -  dopo  l'intervento  dell'onorevole  Leontini,  che   è
  intervenuto  contro la proposta dell'onorevole  Speziale  di  una
  interruzione  per  cercare  di  aprire  un  dialogo   su   questo
  delicatissimo  tema  -  che vi sia un grave  equivoco  di  fondo,
  all'interno del Parlamento, sul dibattito del disegno di legge in
  trattazione.
   L'equivoco  di  fondo è ritenere che vi sia un  accordo  tra  le
  forze del centrodestra e le forze del centrosinistra, che vi  sia
  stato un accordo in Commissione e che questo accordo continui  ad
  esistere anche adesso che stiamo trattando il disegno di legge in
  Aula.
   L'equivoco può essere nato probabilmente dalla firma che  questo
  disegno  di  legge  porta.  E' firmato,  infatti,   anche  da  un
  autorevolissimo   esponente  del  Partito  dei   Democratici   di
  Sinistra, ma che ha firmato a titolo esclusivamente personale,  e
  quella  firma  non ha mai coinvolto  nessun deputato,  non  posso
  dire dei DS, ma sicuramente del centrosinistra.
   Mi   auguro   che   questo   equivoco   non   sia   oggetto   di
  strumentalizzazione  e,  quindi, serva  a  creare  un  alibi  per
  continuare a motivare l'atteggiamento della maggioranza.
   Non  abbiamo  voluto  questo disegno di  legge   sin  dalla  sua
  presentazione in Commissione, perché erano tanti i temi  che  non
  ci  trovavano d'accordo. Non ci siamo mai sentiti impegnati dalla
  firma dell'onorevole Crisafulli al disegno di legge, ecco perché,
  onorevole  Leontini,  se  si dovesse continuare  a  lavorare   in
  questo  modo  -  anche  se lei dice che ciò non  avverrà,  invece
  avverrà  -  il Parlamento siciliano ne verrà mortificato.  Perché
  così  come è stato per l'articolo 1, si procede soltanto a  colpi
  di  maggioranza,  senza  determinare  un  vero  e  serio  dialogo
  all'interno di tutte le forze presenti in questo Parlamento.
   E'  strano  però  che  questo equivoco  continui  a  persistere.
  L'onorevole  Leontini  avrebbe dovuto  capire  dal  tenore  degli
  interventi,  sin  dall'articolo 1, qual'era  l'atteggiamento  dei
  deputati di centrosinistra.
   L'onorevole  Leontini  si meraviglia di quello  che  è  oggi  il
  tentativo   responsabile,  da  parte   del   centrosinistra,   di
  coinvolgere    tutte   le   forze   politiche   del   Parlamento.
  Personalmente,  invece,  mi meraviglio che si  sia  accorto  solo
  ora, dopo almeno cinquanta interventi, che il centrosinistra  non
  era sicuramente condizionato dalla firma, sull'attuale disegno di
  legge, di un autorevolissimo esponente della nostra coalizione.
   E  mi meraviglia ancora di più, onorevole Leontini, che lei  non
  si  sia  accorto che gli unici interventi del centrodestra  siano
  stati  orientati  ad  avvalorare quanto da noi  sottolineato.  Al
  riguardo, cito l'intervento dell'onorevole Ioppolo, il quale si è
  dichiarato   totalmente  contrario  al  listino  per   tutte   le
  degenerazioni che ne derivano, quali per esempio l'essere  eletti
  senza avere il consenso.
   Ma  ne possono capitare anche di peggiori, per esempio imponendo
  la  presenza  all'interno  della  lista  provinciale  di  chi   è
  candidato nel listino; può capitare che un non eletto nel listino
  prenda  più voti di chi invece verrà eletto nello stesso listino.
  Credo che questa sia una degenerazione assoluta.
   Mi   riferisco   anche   all'intervento  dell'onorevole   Virzì,
  assolutamente  contrario  alla  soglia  di  sbarramento  e,   per
  concludere,  faccio  riferimento  ad  altri  due  interventi  che
  ritengo  significativi, quelli che evidenziano, da  un  punto  di
  vista   giuridico   -  cito  quello  dell'onorevole   Orlando   -
  l'incostituzionalità   di   questa  norma   nel   prevedere   uno
  sbarramento  quando esiste  già nella ripartizione  dei  seggi  a
  livello  provinciale  ed  è totalmente incompatibile  con  quello
  ulteriore  a  livello regionale; e mi riferisco,  inoltre,   all'
  intervento  dell'onorevole Forgione,  apprezzabile dal  punto  di
  vista  politico, nel quale, ancora una volta,  si evidenzia come,
  in  questa maniera, piuttosto che garantire la governabilità e il
  bipolarismo - garantiti anche da altre norme (lo ricordava  anche
  l'onorevole  De  Benedictis)  -,  è  stato  introdotto  anche  lo
  sbarramento di coalizione,  che serve soltanto a ridurre  a  zero
  esperienze politiche rappresentative del nostro Paese.
   Ecco   perché   devo   dichiararmi  necessariamente   favorevole
  all'emendamento  che  stiamo trattando; ecco  perché  ancora  una
  volta - e non mi stancherò di chiederlo durante tutto il corso di
  questo  dibattito  -   chiedo che qualcuno intervenga,  anche  da
  parte  dei deputati di centrodestra, oltre che per avvalorare  le
  tesi da noi proposte, per spiegarci perché tutto questo accade.
   Ancora  nessuno ci spiega il perché della scheda unica,  nessuno
  ci  spiega  a  quale logica risponde,  su quale ragione  si  basa
  l'esigenza  di  prevedere  uno  sbarramento  del  5   per   cento
  all'interno  di una ripartizione dei seggi a livello  provinciale
  che di per sé è già uno sbarramento di fatto. Grazie.

     PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole Forgione. Ne  ha
  facoltà.

    FORGIONE   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  credo  che
  molti di noi saremo costretti a ripeterci.

    PRESIDENTE  Ma non è obbligatorio.

    FORGIONE   Non è obbligatorio, ma quando non c'è peggior  sordo
  di  chi non vuole sentire, è bene provarci e riprovarci e noi  ci
  proviamo e ci riproviamo.
   Ci  sarà  un momento nel quale qualche dubbio vi può venire,  ci
  sarà  un  momento  nel  quale, anche nella  maggioranza,  non  si
  ragionerà più con le logiche da curva sud dello stadio, ma  sulla
  materia   che   stiamo   affrontando:   l'organizzazione    della
  rappresentanza  e,  quindi,  della democrazia  in  questa  nostra
  Regione.
   Tante  cose sono state dette. Credo che si stia prefigurando  un
  quadro  nel  quale  ormai questa è la legge della  maggioranza  e
  ritengo che non ci debbano essere alibi rispetto a questo  fatto:
  non   si   possono  fornire   alibi  alla  scelta  che   si   sta
  prefigurando.
   Capisco  che  ci sono state forze anche nel centrosinistra  che,
  nell'esigenza di dotare il Parlamento di una legge  elettorale  -
  esigenza  discutibile,  ma comprensibile -  hanno  consentito  in
  Commissione di esitare un testo.
   Noi   non  abbiamo  condiviso  quel  comportamento,  lo  abbiamo
  denunciato   perché   le  mediazioni  possibili   si   fanno   in
  Commissione. Si possono fare anche nell'Aula parlamentare, quando
  nella  stessa  prevale  la  logica del ragionamento,  prevale  la
  capacità  di  ascolto, prevale il criterio della  ricerca,  com'è
  giusto  che  sia  in una materia così delicata qual  è  la  legge
  elettorale,  e  quindi  le regole del gioco,  della  ricerca  del
  massimo consenso.
   Quando,  invece, di fronte a queste logiche e a questa  esigenza
  si afferma la politica degli ultras della curva sud, l'Aula non è
  il luogo della mediazione, non è il luogo del confronto.
   Non  ho mai condiviso, in otto anni di incarico parlamentare  in
  quest'Aula,  l'idea  del  rifiuto  addirittura  a  discutere,   a
  sospendere per provare a ragionare.
   E  mi  sembra  strano,  tra  l'altro,  che  tra  gli  ultras  in
  quest'Aula  ci siano anche  rappresentanti di quei  partiti  che,
  invece,  a  livello  nazionale si presentano come  partiti  della
  moderazione,  che ricercano in materia elettorale e istituzionale
  il  confronto  con le opposizioni, penso all'UDC, che  a  livello
  nazionale  ha depositato un disegno di legge con uno  sbarramento
  al   2,5  per  cento,  parliamo  dell'ultimo  disegno  di   legge
  depositato, credo, dall'onorevole Buttiglione.
   A  livello  nazionale il 2,5 per cento, dove è più  distante  il
  rapporto  tra i rappresentanti ed i rappresentati;  qui,  in  una
  Regione  dove  dovrebbe  esserci un legame  più  diretto  con  il
  territorio, invece, si vuole cancellare assolutamente ogni  forma
  di  legame  sociale  tra i bisogni, le domande  che  vengono  dal
  territorio e la politica e la rappresentanza.
   Personalmente  non  lo capisco, è una schizofrenia  che  non  si
  capisce se non per la vocazione che sottende e cioè una vocazione
  autoritaria.  Ma lo capisco che alcuni esponenti del centrodestra
  vogliano cancellare alcune voci critiche, ma costoro devono anche
  sapere  che  le  voci critiche si possono certo  esprimere  nella
  società  prima  che  nelle istituzioni; di questo  si  tratta  e,
  pertanto, vi inviterei a riflettere.
   Ho  ascoltato prima l'onorevole Virzì, che ha detto cose di buon
  senso;  voi  qui  vi  state  facendo carico  di  giungere  ad  un
  Parlamento  con 4 o, al massimo, 5 partiti e pensate  che  questo
  Parlamento sia rappresentativo della società siciliana?
   Non   solo,   ci   sono   emendamenti,  presentati   anche   dal
  centrosinistra,  che  puntano  a  mettere  uno   sbarramento   di
  coalizione al 10 per cento, vale a dire che puoi essere inglobato
  in  una  coalizione che nel momento in cui tu accetti di  starci,
  alla fine ti può anche espellere, non ti da la rappresentanza.
   Ma  cosa deve fare non un partito piccolo, un partito medio?  Lo
  chiedo al centrodestra.
   Quando   si  nega  la  rappresentanza  già  quando  si   sceglie
  l'elezione  su  base  provinciale, ne parlava  prima  l'onorevole
  Orlando,  si sceglie il meccanismo di assegnazione dei  seggi  su
  base  provinciale? Perfetto. E, allora, dato che quel  meccanismo
  già  presuppone  uno sbarramento altissimo per i  partiti  medio-
  piccoli, non si stabilisca  nessun altro sbarramento.
   Voi  non  potete  scegliere l'assegnazione  dei  seggi  su  base
  provinciale  e  lo sbarramento su base regionale,  ma  non  solo,
  inserire  successivamente lo sbarramento su base  regionale  che,
  anche  laddove  su base provinciale è possibile  l'accesso  nelle
  province  grandi,  viene automaticamente negato perché  inserisce
  una  soglia  del  5  per  cento  che,  di  fatto,  cancella  ogni
  possibilità.
   Vi  invito ancora a riflettere. Possiamo ancora ragionare su una
  gradazione della soglia di sbarramento? Lo dico anche alle  forze
  medio-piccole del centrodestra.
   Guardate,  noi  abbiamo  detto che le leggi  elettorali  non  le
  fanno  le maggioranze di governo, ma vorrei andare oltre, non  si
  fanno  nemmeno in una stretta logica dei poli, perché  da  questo
  sbarramento   vengono  cancellate  forze  che  stanno   sia   nel
  centrodestra   che   nel  centrosinistra;   forze   che   possono
  raggiungere centomila voti, vengono cancellate.
   Capisco  che  ci può essere un interesse specifico  delle  forze
  maggiori  ad  occupare anche quei seggi che vengono  negati  alle
  forze  minori,  ma  qui non state facendo l'organizzazione  della
  rappresentanza parlamentare e della democrazia in questa Regione,
  state  facendo solo un golpe istituzionale che cancella la  reale
  rappresentanza  di  questo Parlamento e vi  state  assumendo  una
  responsabilità in più.
   Non  so  quale  sarà  il  comportamento  del  centrosinistra  al
  momento  del  voto finale su questo articolo, ma  so  che  nessun
  comportamento  del centrosinistra, che si sta  battendo  per  una
  legge più equa in tutte le sue componenti , piccole e grandi, non
  può  essere un comportamento che ratifica e avalla quello che voi
  state facendo.

                       Sull'ordine dei lavori

    SEGRETO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SEGRETO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci  accingiamo
  a  votare  una legge che è fortemente penalizzante per i  piccoli
  partiti.  Premetto che il mio partito fa parte della maggioranza,
  e  ne  ha  fatto  parte in modo leale senza  avere  nessun  ruolo
  istituzionale nel governo.
   Pur  non  di  meno, vi invito a riconsiderare questo sbarramento
  del  5  per  cento che penalizzerebbe una forza socialista  dalla
  storia centenaria.
   Credo  che  sulla  legge elettorale, che  rappresenta  la  legge
  forse  più  importante che voteremo perché detta  le  regole  del
  gioco,  occorrerebbe  certamente non far valere  la  forza  della
  maggioranza, non far valere la legge dei numeri, ma far valere la
  legge della ragione.
   Riteniamo,  cioè, che su questa legge debba esserci la  maggiore
  convergenza  possibile con il coinvolgimento  anche  delle  forze
  dell'opposizione.
   Reputiamo,  pertanto,  che  lo  sbarramento  del  5  per   cento
  rappresenta  un  fatto  iniquo,  per  cui  ritengo  necessario  -
  ritenendo che sarebbe equo uno sbarramento al  3 per cento,  come
  si  auspica e come viene anche accettato dal centrosinistra,  che
  certamente voterebbe uno sbarramento al 3 per cento - un  momento
  di ulteriore riflessione, in considerazione del fatto, e questa è
  la  ragione  per  la quale ho chiesto di parlare  sull'ordine  ai
  lavori,  che  l'Aula dovrebbe essere la  più completa  possibile,
  molti deputati dono al ristorante.
   Ritengo,   quindi,   utile  un   momento  di  riflessione,   con
  un'ulteriore  sospensione al pomeriggio.

    PRESIDENTE   Non  credo  che  ci  siano  gli  spazi   per   una
  sospensione, almeno a giudicare dal numero dei deputati presenti,
  tuttavia la ringrazio.


   Presidenza del vicepresidente Fleres

   Presidenza del vicepresidente Crisafulli


    Riprende la discussione del disegno di legge nn. 850-265-338-
                            409-480-498-
                      641-642-660-669-775-779/A

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi, si  procede  alle  votazioni.
  Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti 2.28, 2.2, 2.8,
  2.26, 2.42 e 2.40, di identico contenuto.

    Votazione per scrutinio segreto degli emendamenti 2.28, 2.2,
                       2.8, 2.26, 2.42 e 2.40

     CRACOLICI   Chiedo  che  la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

    PRESIDENTE  Ricordo che i richiedenti la votazione a  scrutinio
  segreto, così come ho detto nella comunicazione iniziale,  devono
  pigiare un tasto qualunque.

      (Gli onorevoli Ferro, Oddo, Panarello, Orlando, Segreto,
     Ortisi, Spampinato e  Ioppolo si associano alla richiesta)

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indìco   la  votazione   per   scrutinio   segreto
  sull'emendamento 2.28 e sugli emendamenti 2.2, 2.8, 2.26, 2.42  e
  2.40, di identico contenuto.

    PRESIDENTE   ...Il numero c'è, i nove sono  stati  raggiunti  e
  pertanto la votazione segreta è accolta. Si votano congiuntamente
  gli  emendamenti  2.28, 2.2, 2.8, 2.26, 2.42 e 2.40 che recitano:
   Il quinto capoverso è soppresso'.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  66
   Maggioranza         34
   Favorevoli          28
   Contrari            37
   Astenuti             1

                      (L'Assemblea non approva)


   Presidenza del vicepresidente Fleres

   Presidenza del vicepresidente Crisafulli


                       Sull'ordine dei lavori

    ACIERNO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO    Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   vorrei
  sottoporre  all'attenzione  della Presidenza  quanto  succede  in
  occasione di voto segreto in caso di astensione dal voto.  Coloro
  che  desiderano astenersi, pur nella segretezza del voto,  vedono
  apparire  il  voto  di astensione che ha  un  colore  diverso,  e
  ritengo  che  ciò sia errato, in quanto se il voto è  segreto,  è
  segreto per chi vota a favore, per chi vota contro e per  chi  si
  astiene.

    PRESIDENTE    Onorevole  Acierno,  non  è   così,   il   nostro
  Regolamento  prevede che l'astensione sia palese sostanzialmente,
  tant'è  che  anche durante una votazione segreta il deputato  che
  intende   astenersi  può  fare  la  dichiarazione  di   voto   di
  astensione.


   Presidenza del vicepresidente Fleres

   Presidenza del vicepresidente Crisafulli


    Riprende la discussione del disegno di legge nn. 850-265-338-
                409-480-498-641-642-660-669-775-779/A

    PRESIDENTE   Si  passa  all'emendamento  2.23.  Lo   pongo   in
  votazione. Il parere della Commissione?

    ARDIZZONE  presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    D'AQUINO  assessore  per la famiglia , le politiche  sociali  e
  le autonomie locali. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 2.51.

    FORGIONE  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORGIONE   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ritengo  che
  questo  emendamento  che  propone  un'ulteriore  riduzione  dello
  sbarramento   sia   un  emendamento  positivo  perché   raccoglie
  un'esigenza politica dichiarata in quest'Aula, cioè l'esigenza di
  inserire  comunque una clausola di sbarramento su base  regionale
  che,  tra  l'altro, agisca in un meccanismo, di cui  abbiamo  più
  volte  discusso oggi, ieri, nel corso del dibattito  sulla  legge
  elettorale, in Commissione, nel corso di Conferenze stampa, che è
  quello della base provinciale.
   In  effetti,  questo  emendamento sarebbe  superfluo  perché  la
  soglia   di  sbarramento  su  base  regionale  è  già  ampiamente
  superata, ed è quello che voi non volete capire, o meglio capite,
  ma  non  vi interessa. Essa è, infatti, già superata dalla soglia
  altissima  di  sbarramento  nelle province  minori,  purtuttavia,
  raccoglie  l'esigenza che su base regionale bisogna avere  almeno
  l'1 per cento. La lista personale dell'onorevole Pinco Pallino in
  provincia  di Palermo non può essere presentata perché  la  lista
  dell'onorevole Pinco Pallino, comunque, a livello regionale,  non
  può   superare  e  raggiungere  l'1  per  cento.  In  ogni  caso,
  un'esigenza  di  sbarramento c'è, un'esigenza  di  moralizzazione
  rispetto  alle  liste   fai da te' esiste,   quindi,   credo  che
  questo  emendamento  abbia  di  per  sé  un  carattere  positivo.
  L'obiezione è che la soglia di sbarramento è molto bassa: l'1 per
  cento.
   Vedete,  il mio partito che, comunque, supera l'1 per  cento  in
  tutte  le  competizioni  qui in Sicilia, da  quelle  politiche  a
  quelle  europee a quelle regionali, non può fare un  ragionamento
  egoistico  dicendo che poiché è un partito che supera sicuramente
  tale  soglia,  per più del doppio, può puntare a  cancellare  con
  questa  logica  le  forze minori che più affini   e  concorrenti.
  Infatti,  o  si  è per la rappresentanza politica e  parlamentare
  sempre  e  comunque,  oppure non lo si  è.  Noi  di  Rifondazione
  comunista  abbiamo più volte rimarcato che siamo per  un  sistema
  proporzionale serio, perché il Parlamento non può che  essere  lo
  specchio della società.
   Per  tutte queste ragioni, sostegno questo emendamento, al quale
  chiedo di apporre la mia firma, e invito anche gli altri colleghi
  a riflettere sulle ragioni che ho appena esposto.

    PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole Panarello. Ne  ha
  facoltà.

    PANARELLO      Signor    Presidente,    onorevoli     colleghi,
  l'emendamento   che stiamo per votare segnala la  propensione  di
  una  parte  dell'Assemblea a contrastare questa ipotesi contenuta
  nell'articolo che prevede lo sbarramento al 5 per cento.
   Altri  miei colleghi hanno qui sottolineato la necessità che  su
  un  punto così delicato si possa votare attraverso un dialogo tra
  maggioranza  e  minoranza. Una legge elettorale  condivisa  dalla
  stragrande  maggioranza degli elettori  viene  sottratta  ad  una
  richiesta  di  referendum  da parte di  deputati  regionali;  ciò
  segnala  un tratto ed uno stile di questo Parlamento,  che  credo
  non  debba  essere smarrito, e cioè l'idea che su  questioni  che
  attengono  la rappresentanza politica ci debba essere la  ricerca
  di un concorso tra la stragrande maggioranza dei deputati.
   Considero   incomprensibile   la   chiusura   da   parte   della
  maggioranza su tale tema, né  considero convincenti gli argomenti
  utilizzati stamattina dal Presidente Leontini.
   In  Commissione, al di là dei sottoscrittori, non c'è stata  una
  convergenza   tra   i   partiti  della   maggioranza   e   quelli
  dell'opposizione. Tutti coloro che hanno partecipato sono persone
  autorevoli, a partire da quelli che hanno firmato, ma è  evidente
  che la discussione sviluppatasi nel corso di queste settimane,  a
  cominciare  dal  confronto d'Aula, segnali che  su  questo  punto
  esiste una forte divaricazione tra maggioranza e opposizione  che
  sarebbe   utile,  nell'interesse  del  Parlamento,   tentare   di
  attenuare.
   Proprio  per  queste considerazioni, rinnovo,  anche  attraverso
  questa  dichiarazione di voto, l'appello a tutti  i  colleghi  al
  fine  di  operare per giungere ad un punto di incontro su  questa
  questione,  in modo da superare positivamente, non  soltanto  nel
  rapporto  interno tra maggioranza e opposizione,  ma  soprattutto
  nel  rapporto  tra  il Parlamento e la società siciliana,  questo
  dato che oggi ci vede fortemente in contrasto.

    PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne  ha
  facoltà.

    CRACOLICI   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  è  evidente
  che  questo  emendamento fa parte di quella tecnica  parlamentare
  che  cerca  di  partire  dal  punto più  lontano  per  provare  a
  costruire quei presupposti per i quali ciò che viene, in  qualche
  modo, negato nel corso di un dibattito o di una votazione, possa,
  eventualmente,  determinare condizioni di maggior approfondimento
  dell'intero Parlamento durante l'esame del disegno di legge.
   Vorrei  ribadire  ciò che ho affermato poc'anzi:  il  Parlamento
  siciliano ha interesse a fare una legge elettorale che  abbia  la
  più larga condivisione possibile alle condizioni date.
   Abbiamo  presentato un emendamento che eliminava  la  soglia  di
  sbarramento, il Parlamento non lo ha votato e ne prendiamo  atto,
  riteniamo  che la soglia di sbarramento contenuta nel  testo,  di
  fatto, neghi la partecipazione democratica non alla presentazione
  di  liste, ma alla cancellazione di formazioni politiche, il  cui
  valore è riconosciuto nell'intero territorio nazionale.
   Pertanto,  ancora  una  volta, chiedo ai  colleghi  del  centro-
  destra  di evitare di far fare una figura  barbina' alla Sicilia,
  perché  è evidente che la notizia di questa legge elettorale  non
  sarà  il  meccanismo  che avremo scelto,  ma  sarà  il  riverbero
  nazionale  su  un punto di cancellazione di formazioni  politiche
  storiche e consolidate.
   Credo  che  occorra trovare un punto di equilibrio  accettabile,
  che potrebbe essere la misura del 3 per cento, fermo restando che
  ci   eravamo  proposti  per  la  cancellazione  della  soglia  di
  sbarramento  regionale poiché, di fatto, esiste  uno  sbarramento
  nei singoli Collegi provinciali.
   Consideriamo   questa  una  volontà  che  si   può   manifestare
  determinando  una  condizione d'Aula, sia oggi  nell'approvazione
  dell'iter  della  legge,  sia nella  gestione  futura  anche  dei
  rapporti politici, che affermi il riconoscimento reciproco; non è
  disconoscendoci reciprocamente che facciamo fare un passo  avanti
  alla nostra democrazia
   Credo  che  i  colleghi,  che  forse  in  questo  momento   sono
  infatuati  dalla  logica  dei numeri, debbano  far  prevalere  il
  ragionamento   politico,   perché   siamo   un   Parlamento   che
  rappresenta  i  siciliani,  ma anche  in  nome  di  una  funzione
  politica generale che ognuno di noi rappresenta.
   E,  pertanto,  credo  che  la  possibilità  che  ancora  abbiamo
  dinanzi,  visto  che  il  traguardo  del  3  per  cento  previsto
  dall'emendamento   in  questione  è  raggiungibile   fra   5,   6
  emendamenti,    possa   consentire,   laddove   la    maggioranza
  determinasse  una  volontà a valutare  questa  ipotesi  e  questa
  proposta,  anche  di accelerare i lavori d'Aula  e  di  approvare
  questa  legge  elettorale in un tempo assai  ragionevole  per  la
  qualità della vita di noi tutti.
   E'  evidente  che  se  così non fosse l'iter   dell'approvazione
  della  legge  avrà un percorso molto più accidentato.  Mi  auguro
  che   prevalga  il  senso  di  responsabilità.  Mi  rivolgo  alle
  formazioni   politiche   presenti  in   quest'Aula,   ai   Gruppi
  parlamentari che rappresentano partiti di rilievo nazionale:  non
  abbiamo  interesse a cancellare partiti, a cancellare  luoghi  di
  democrazia nella nostra Isola. Credo che questo sia un  interesse
  di  tutti,  e  tutti  dobbiamo concorrere a  far  sì  che  questo
  risultato si raggiunga.
   Ribadisco,   quindi,   ai   colleghi   della   maggioranza,   in
  particolare, che potrebbe esserci un punto di approdo mediato tra
  la  proposta  del cinque e la proposta della cancellazione  dello
  sbarramento,  rappresentato dalla soglia del tre per  cento,  che
  costituirebbe, comunque, una soglia accettabile dentro  la  quale
  ogni  formazione  politica potrebbe condurre una  battaglia;  poi
  saranno  i  siciliani, con il loro consenso,  a  dire  se  quella
  soglia la supereranno o meno.

    PRESIDENTE   E'  iscritto a parlare  l'onorevole  Oddo.  Ne  ha
  facoltà.

    ODDO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  non mi è  chiaro
  il  calcolo  ingegneristico dal punto di  vista  elettorale   che
  porta  i colleghi della maggioranza a questi niet, punto e basta.
  Non  lo  so  e  non  voglio  addentrarmi  in  questa  particolare
  riflessione.
   Penso  però che anche buona parte dei colleghi della maggioranza
  ritengano che ci troviamo dinanzi ad una forzatura. Non so,  poi,
  quali   siano   gli  accordi,  possibilmente,  le  garanzie,   le
  assicurazioni,  che  forze  maggiori  possano   offrire  a  forze
  minori.
   Ma  il  punto è quello: la politica siciliana non ha bisogno  di
  vivere  una  fase  ulteriore di tensione, di fibrillazione  e  di
  scontro.  Credo  che  avrebbe bisogno di  rispetto  reciproco   e
  soprattutto  di  ragionare  su come, obiettivamente,  operare  un
  ulteriore  passo  avanti per quanto concerne la razionalizzazione
  del quadro politico complessivo, senza comunque introdurre odiose
  mortificazioni nei confronti di forze politiche che  hanno  anche
  una  rappresentatività nazionale e radici storiche  assolutamente
  indubbie.
   Quindi,  non voglio assolutamente soffermarmi su altri  aspetti,
  considero    questo   emendamento    non   convincente    perché,
  obiettivamente, l'uno per cento non produce uno sforzo per quanto
  concerne  la razionalizzazione vera del sistema politico.
     Ma  considero, al contempo, l'atteggiamento dei colleghi della
  maggioranza  incomprensibile perché non dovremmo pensare soltanto
  ad  un  percorso  legislativo il più  maturo  possibile,  il  più
  cosciente  possibile,  il  più  responsabile  possibile,  il  più
  comprensibile,  soprattutto  per  quanto  concerne  i   cittadini
  siciliani,  ma  dovremmo  pensare alla  politica   siciliana  con
  estrema  onestà  intellettuale, senza scadere nei personalismi  e
  ponendoci  un  problema vero, cioè quello che  tutto  sommato  la
  soglia   del tre per cento potrebbe permettere di fare  un  passo
  avanti,    sull'onda    anche    dell'esperienza    maturata    e
  dell'affacciarsi  qua e là delle liste  fai da  te'  e  di  altri
  cosiddetti  pericoli', e comunque permetterebbe anche  di  tenere
  presente  che il quadro politico siciliano  porta  in sé,   quale
  espressione della volontà dei cittadini elettori, forze politiche
  che  hanno, a mio avviso, tutte le condizioni per pretendere   di
  essere rappresentate.
   Allora,  vedete non esiste nella storia italiana  -  non  voglio
  prendere  ad  esempio  la  storia  d'Europa  o  mondiale   -   un
  precedente,  tranne la vicenda molto complessa e per certi  versi
  diversa,  della   legge  truffa',  in  cui  leggi  importanti  e,
  soprattutto, leggi elettorali non vengano sottoposte  a lunghe ed
  estenuanti mediazioni.
   Mi  ha  colpito  moltissimo, voglio dirlo in  poche  parole,  il
  fatto  che fra le tesi dei colleghi della maggioranza ce  ne  sia
  una  che non comprendo. E   pensare che fra ieri e alcuni  giorni
  addietro eravamo nelle condizioni di raggiungere un equilibrio ed
  un accordo, però, a quanto pare  non avete colto il momento.
   Vi  rendete  conto  che  tutto ciò, obiettivamente,  lascia  non
  soltanto  l'amaro in bocca, ma denota anche una cultura  politica
  che  -  mi  sia permesso, senza offesa -  non fa i conti  con  il
  travaglio  intellettuale,  politico,  culturale  che  ogni  forza
  politica, ogni schieramento vive al proprio interno.
   Questo   denota  anche  un'insensibilità  dal  punto  di   vista
  istituzionale.   Non  coglie  il  significato   di   momenti   di
  discussione ed anche di convinzioni, più o meno profonde, che  si
  possono, evidentemente, nel corso della discussione, maturare.  E
  questo  è  grave   E' assai grave  Offende la dignità  di  questo
  Parlamento.
   Lo  dico  ai  colleghi  del  centro-destra  che  so  che,  tutto
  sommato, pensano che invece quel punto di equilibrio sia serio  e
  che,  comunque, permetterebbe anche alla Sicilia, da questo punto
  di  vista,  di  affrontare non soltanto il dibattito parlamentare
  sulla legge elettorale, ma anche ciò che avverrà successivamente.
   Vedete,  non  è  una forma di ricatto quando  si  dice:   saremo
  costretti  ad  abbandonare  l'Aula,  a  distinguerci,  a  firmare
  referendum,  a fare quello...', ma a chi serve? In  questa  fase,
  questo  clima  serve al centro-destra che sta  governando  questa
  Regione? Ritengo di no
   Serve  realisticamente a fare maturare meglio  e  razionalizzare
  il quadro politico siciliano? Penso, ancora di no, perché è ovvio
  che quel 5 per cento si presenta odioso e tutti noi sappiamo cosa
  produrrà, e non è una questione di simpatia. Non mi pare che  sia
  questo il problema, non mi pare che la questione sia riferita  ad
  un collega, anziché ad un altro
   Credo  che  sia  un  problema  serio  quello  di  assumerci   la
  responsabilità, sia maggioranza che opposizione, di produrre  uno
  sforzo ulteriore.
   Signor  Presidente,  mi permetta di dire  che  trovo  strano  il
  fatto che il Presidente Fleres apra i lavori d'Aula, sapendo bene
  che   c'è  una  discussione  in  corso,  forse,  sapeva  già   la
  conclusione   di   quella  riunione,   e   questo   ritengo   sia
  comprensibile,  per certi versi, ma non lo  è  il  fatto  di  non
  tenere conto che, comunque, in queste ore, questo sforzo potrebbe
  portare  benefici  alla  Sicilia, sicuramente  non  danni  e  non
  ripercussioni  per quanto concerne il clima che si  respirerà  in
  quest'Aula da qui alla scadenza di questa legislatura.  E'  ovvio
  che  lo influenzerà e, soprattutto, mette in campo anche un'altra
  questione molto più seria di quanto pensiamo, il fatto che se non
  ci  sarà un riconoscimento ed un rispetto reciproco fra le  forze
  della   maggioranza   e  dell'opposizione,   quella   democrazia,
  indubbiamente, non è matura; è indubbiamente molto  fragile,  più
  fragile  di  quanto possiamo pensare. Non credo  che  i  colleghi
  della maggioranza vogliano questo.
   In  questo momento - voglio ulteriormente illudermi - credo  che
  ci   sia   qualcuno  che  stia  riflettendo;  lasciamo  stare   i
  tatticismi,   le   tattiche  della  cosiddetta   fase   dell'Aula
  parlamentare, penso che i colleghi stiano riflettendo.
     So  bene e voglio, ancora una volta, da questo punto di vista,
  lanciare  un  appello, che in realtà è più un  auspicio,  che  in
  queste  ore,  signor Presidente, anche su sua determinazione,  si
  sospenda  questa  Aula  per  pochi  minuti  nuovamente,  non   ha
  importanza, perché quando si fanno sforzi che servono soprattutto
  a questa Isola, e servono,  soprattutto, alla democrazia ed ad un
  quadro  politico più sereno,  credo che non sia  una  perdita  di
  tempo.
   Certo,  quando un deputato rientra in Aula dopo una  sospensione
  di  10  minuti,  come lei ha detto,  e si vede cancellato,  forse
  avrebbe potuto fare anche un richiamo al Regolamento, ma  non  lo
  ha  fatto,  non  lo  facciamo, non vogliamo  fare  ostruzionismo,
  vogliamo  dialogare  serenamente e  chiudere  questa  discussione
  importante,   seria,  anche  per  le  prospettive   sulla   legge
  elettorale, in un clima dove passi realmente il concetto  che  su
  queste scelte, se non ampiamente condivise, i guasti saranno seri
  e  saranno, anche, secondo me, a giudizio degli elettori,  forse,
  più condannabili di quanto voi possiate pensare.


   Presidenza del vicepresidente Fleres

   Presidenza del vicepresidente Crisafulli


                               Congedo

    PRESIDENTE   Comunico  che  l'onorevole  Savarino  ha   chiesto
  congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Fleres

   Presidenza del vicepresidente Crisafulli


    Riprende la discussione del disegno  dilegge nn. 850-265-338-
               409-480-498-641-642-660-669-775-779/A)

   PRESIDENTE.  E'  iscritto  a parlare l'onorevole  Ferro.  Ne  ha
  facoltà.

    FERRO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  non  so  se  in
  questo dibattito, oggi, ci stiamo ripetendo o meno, ma credo  che
  un dibattito serva per permettere a ciascuno di noi di riflettere
  meglio,  opportunamente, su quello che è giusto fare, considerato
  che  stiamo  parlando di una legge che non riguarda una  parte  o
  un'altra,  ma  riguarda  il  sistema  delle  regole  del   futuro
  Parlamento siciliano.
   Credo   che   a   monte   occorra   fare   una   considerazione:
  un'istituzione  vive finché è garantito il confronto  democratico
  tra  le  forze  in  campo, tra forze che rappresentano  fette  di
  elettorato  e  quindi  di  consenso  in  questa  Regione,   tutte
  finalizzate a rendere il Parlamento rappresentativo della  realtà
  di  riferimento, nella fattispecie quella siciliana che  è  molto
  complessa, e quindi in qualche modo facendo a meno, io credo,  di
  un clima da resa dei conti, in un senso o nell'altro, che mi pare
  fino   a  questo  momento  prevalere  nel  dibattito  che  stiamo
  svolgendo.
   Non  credo  che  gli  interventi che qui si  stanno  susseguendo
  determinino un atteggiamento ostruzionistico, ma un atteggiamento
  viceversa  che  è  di  provare, in qualche modo,  ad  ascoltarci;
  eppure, vedo che c'è un'Aula che non si ascolta, che continua  ad
  andare  avanti indifferentemente, al di là di ragionamenti validi
  che qui possono essere portati.
   Il  tema  di  fondo  che ci dovremmo porre è come  garantire  la
  partecipazione  democratica all'interno delle istituzioni;  molti
  hanno  detto evitando le liste  fai da te', evitando fenomeni  di
  inquinamento. Ebbene, siamo davvero convinti che uno  sbarramento
  al 5 per cento evita tutto questo?
   Io   credo   che  l'unica  cosa  che  evita  è  che   le   forze
  rappresentative  nel  panorama politico del  Paese  e  che  hanno
  legittimità  democratica siano cancellate, in un'operazione,  che
  credo non giovi né al centro-destra, né al centro-sinistra.
   Mi  sono  sforzato in queste ore di ragionare sul perché,  sulle
  ragioni  che  ci  hanno portato a tutto questo e  francamente  in
  termini di ragionamento politico non riesco a trovarne una.
   Allora,  mi chiedo: è possibile che questo Parlamento  e  questa
  Assemblea  sia così degradata da fare una legge che  sia  più  un
  golpe  che non invece un provvedimento per consentire che  questa
  Regione possa essere governata?
   Potremmo  discutere di tanti provvedimenti approvati  in  questi
  anni, in questa sessione assembleare  e di quali benefici o danni
  abbiano  prodotto per la Regione, ma credo che  questa  legge  in
  modo  particolare possa rappresentare il danno più  grave  perché
  non  è  una  legge di spesa in un senso o nell'altro, non  è  una
  legge  che favorisce questo o quest'altro, è una legge in qualche
  modo  che riscrive le regole di partecipazione democratica  nelle
  istituzioni e che quindi nel momento in cui quelle forze  che  si
  vedono   cancellate   a   colpi  di   maggioranza   non   avranno
  rappresentanza istituzionale, avranno credo il dovere e l'obbligo
  di  organizzarsi nella società, a prescindere dalla loro presenza
  parlamentare,  ma  è chiaro che tutto questo  inficerà  anche  la
  serenità  di  un  dibattito e di un confronto, perché  quando  un
  dibattito  non  si può svolgere all'interno delle  istituzioni  è
  inevitabile che si svolga all'esterno delle istituzioni, anzi  in
  conflitto a quel punto con le istituzioni rappresentate.
   Questo ragionamento pacato e breve dovrebbe ulteriormente  farci
  riflettere;  c'è necessità di una pausa non tecnica,  ma  di  una
  pausa  di  riflessione  mentre ragioniamo in  quest'Aula,  non  è
  possibile  diversamente.  Mi auguro che  i  novanta  deputati  di
  questo  Parlamento o la maggioranza di essi portino  il  cervello
  all'ammasso.

    PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole D'Antoni.  Ne  ha
  facoltà.

    D'ANTONI . Signor Presidente, onorevoli colleghi ieri sera,  al
  termine  del  mio  intervento, lei ha detto che  mi  illudevo  se
  pensavo di convincere qualcuno della maggioranza a cambiare idea.
  Io  le ho risposto che in politica per cambiare la realtà bisogna
  illudersi,   altrimenti  non  bisognerebbe  mai  fare   battaglie
  politiche nella presunzione che nulla cambi.
   Ora  proverò a convincere lei, non l'Assemblea che è  disattenta
  -  può essere che mi illuda ancora una volta - portando alla  sua
  attenzione qualche argomento che mi sembra degno di essere tenuto
  in considerazione.
   Prima  questione. Il Tatarellum, nel momento in cui fu varato  a
  livello  nazionale, aveva una sua logica interna, un suo percorso
  interno,  favoriva, attraverso l'elezione diretta del  Presidente
  della Regione, un'aggregazione che lo sostenesse con un premio di
  maggioranza: la divisione dei seggi a livello regionale e nessuno
  sbarramento.
   Per  quale motivo il ministro Tatarella ha fatto quella proposta
  che  poi  è  stata approvata dal Parlamento nazionale? Perché  in
  quella proposta vi era un certo equilibrio; perchè nel momento in
  cui  si  dà ad un Presidente della Regione un potere così alto  -
  cioé  quello  di  sciogliere il Parlamento  nel  momento  in  cui
  decidesse  di  dimettersi - in cambio di  questo  potere  gli  si
  favoriva  la coalizione di sostegno ma si consentiva  alle  forze
  che  lo  sostengono  di  potere esprimersi  in  termini  tali  da
  favorire  la  rappresentanza  democratica.  Per  questa   ragione
  Tatarella,  che  era  considerata una  persona  al  di  là  degli
  schieramenti  politici,  tanto che veniva  chiamato  il  ministro
  dell'armonia  -  e a me fa specie che qui gli amici  di  Alleanza
  Nazionale  se ne siano dimenticati - si intestò questa posizione,
  una  posizione  cioè che aveva un bilanciamento al  suo  interno,
  bilanciava   l'elezione   diretta  e  la   coalizione   con   due
  compensazioni:  la divisione dei seggi a livello regionale  e  la
  non  presenza  di  nessuno sbarramento,  considerato  che  questo
  bilancia esattamente quell'equilibrio.
   Non  è  possibile  eleggere  direttamente  il  Presidente  della
  Regione   e  poi,  contemporaneamente,  fare  altre  due   azioni
  maggioritarie per cancellare la rappresentanza politica, perché a
  quel  punto si verticalizza e basta. Si illudono gli elettori  di
  dargli  una  rappresentanza maggiore perché eleggono direttamente
  il loro Presidente, ma allo stesso momento li si priva della loro
  rappresentanza  se  questo  non viene compensato.  E  per  questo
  motivo  Tatarella ha previsto di compensarlo in maniera  tale  da
  determinare  un  rapporto tra l'elezione diretta,  il  premio  di
  maggioranza,  la divisione a livello regionale e la  presenza  di
  nessun  sbarramento, in maniera tale che ogni forza  che  volesse
  esprimersi nella rappresentanza si esprimesse purché - diceva  lo
  stesso   Tatarella  -  si  accorpasse;  e  pose  poi  un  piccolo
  sbarramento alle forze che non si coalizzavano che era il  3  per
  cento.
   Questo  equilibrio, che ogni regione italiana ha seguito  e  sta
  seguendo, leggetevi tutti i testi delle leggi di tutte le regioni
  italiane.

    FORGIONE  Non sanno leggere.

    D'ANTONI . .  leggeteli tutti i testi, nessuno escluso. Ma  che
  vi  succede  per  questa  specialità siciliana?  Siccome  abbiamo
  questa  autonomia  e questa specialità, bisogna  fare  per  forza
  stupidaggini? Ma a cosa posta questo ragionamento?  E'  possibile
  che  considerato  che noi siamo depositari di  questa  autonomia,
  necessariamente dobbiamo fare delle cose che non funzionano?
   Signor   Presidente,   al   fine  di   convincerla   delle   mie
  motivazioni, vorrei chiederle se da quando esiste lo  sbarramento
  nazionale sono diminuiti o aumentati i partiti nel nostro Paese.
   Sono  aumentati, signor Presidente, perché non è lo  sbarramento
  che crea questa condizione di presenza o di non presenza, ma è la
  politica  che  crea tutto ciò, e mi stupisco nel sentire  qui  da
  questo scranno che dobbiamo impedire le liste  fai da te . Vorrei
  ricordare  che la gran parte dei parlamentari presenti in  questa
  Assemblea è qui grazie alla presentazione di liste  fai  da  te ,
  che  altro  non sono che la scomposizione di partiti  operata  in
  maniera  tale  da  ottenere il massimo del risultato  elettorale,
  considerato che bisogna far vincere il Presidente: è questa è  la
  condizione, e basta guardare il risultato del 2001 per rendersene
  conto.
   Ed  allora  perché ci prendiamo in giro? Cos'è questa ipocrisia?
  Lo  sbarramento  non  fa diminuire il numero dei  partiti,  bensì
  incentiva  i  ricatti nelle coalizioni, è soltanto  un  segno  di
  debolezza  delle forze maggiori che pensano così  di  poter  fare
  l'asso  pigliatutto  e squilibrano la rappresentanza  in  termini
  reali  perché - insisto - il Parlamento nazionale, nel votare  il
  Tatarellum, ebbe questa capacità, questo equilibrio.  Qui  invece
  la  rappresentanza  si vuole squilibrare principalmente  con  tre
  cose: la suddivisione dei seggi a livello provinciale, che è  già
  uno  sbarramento,  uno  sbarramento a  livello  regionale  e  uno
  sbarramento  col  premio  di  maggioranza.  Questa  non   è   una
  democrazia, è una barriera
   Vi  rendete conto di cosa dobbiamo presentare al nostro  popolo?
  Vi  rendete  conto  di quale sia il livello di autoreferenzialità
  delle  forze  politiche nel timore che ne nascano  altre,  ma  ne
  nasceranno  sicuramente,  perché si  otterrà  esattamente  questo
  risultato.
   Allora, il problema è che si dia alla Sicilia la possibilità  di
  valutare   il   rapporto  che  c'è  tra  questa   tendenza   alla
  verticalizzazione   della   democrazia,   alla   mancanza   della
  rappresentanza  col  patrimonio storico di questa  Sicilia  e  di
  questa  Italia.  E mi riferisco a quanti oggi -  democristiani  -
  fanno  la  battaglia  per riportare il proporzionale  in  Italia,
  quanti  fanno  questa  battaglia in questo momento  indicano  nel
  Tatarellum  il  loro modello, il quale prevede  un  bilanciamento
  della  rappresentanza,  e  non  in  questa  legge  siciliana  che
  squilibra  la  rappresentanza e provoca una lesione palese  della
  democrazia nella nostra terra.

    PRESIDENTE   Pongo  in  votazione  l'emendamento  2.51.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                          (Non è approvato)

              Presidenza del Vicepresidente CRISAFULLI

    PRESIDENTE  Si passa all'emendamento 2.52.

    FORGIONE  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORGIONE   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  qui  non  si
  sta parlando di 4 condomini, ma di circa 55.000 voti, che per  un
  partito  grande  come  il  suo  -  che  non  è  quello  di  prima
  ovviamente, l'ha detto lei stesso - possono sembrare 4  condomini
  ma in effetti è una rappresentanza reale.
   Vorrei  ricordare che la passata legge elettorale  ha  garantito
  per  50 anni democrazia e rappresentanza a livello nazionale, con
  un  proporzionale puro, senza sbarramento, con il solo  quoziente
  che  faceva  scattare poi l'attribuzione dei seggi.  Ricordiamolo
  questo,  perché  ormai siamo tutti ubriachi  di  maggioritario  e
  spesso non sappiamo neanche di cosa parliamo, non abbiamo più  il
  gusto della ricerca, della memoria storica.
   Quella legge, con il proporzionale puro, ha garantito per  circa
  cinquant'anni  non  più di sette, otto partiti  in  Italia  e  li
  possiamo addirittura nominare, se lei vuole, onorevole Virzì:  la
  Democrazia   Cristiana,   il  Partito   Comunista,   il   Partito
  Socialista,   il   Movimento   Sociale   Italiano,   il   Partito
  Repubblicano,  il Partito Socialdemocratico, il Partito  Liberale
  e,  solo dopo il '76, il Partito di Unità proletaria e il Partito
  Radicale.  Fate  il conto e vedete, con un sistema  proporzionale
  puro, quanti partiti esistevano nel nostro Paese, garantendo  una
  rappresentatività democratica ed una dialettica; e devo dire  che
  le  ricorrenti  crisi  di  Governo non erano  certo  dovute  alla
  presenza  di questi partiti, bensì alla scomposizione interna  al
  partito  Stato, al partito di maggioranza relativa, erano  dovute
  ai  rapporti  interni  alle  correnti  del  vecchio  partito,  ai
  rapporti tra quel partito e la coalizione.
   Ma  ormai non esiste più nemmeno la memoria storica, e da quando
  c'è  il  sistema  maggioritario uninominale con i  collegi  -  ne
  parlava poco fa l'onorevole D'Antoni - i Gruppi parlamentari  che
  accedono  al  finanziamento  pubblico  dei  partiti  nel   nostro
  Parlamento sono oltre 40.
   E   così  l'onorevole  Sgarbi  si  inventa  il   Partito   della
  bellezza   col quale non ha preso alcun voto, vigente il  sistema
  proporzionale, ma ha rimediato a tale inconveniente  sommando  ai
  suoi i voti di altri tre deputati che si presentavano nella lista
  della  Casa delle libertà, riuscendo ad ottenere il finanziamento
  pubblico avendo così costituito un gruppo parlamentare. E come se
  non  bastasse ottine anche il finanziamento per il suo  giornale,
  perché  essendo  gruppo parlamentare ha diritto al  finanziamento
  della stampa di partito.
   Vogliamo  parlare  di  questo, in  modo  sereno  e  democratico,
  invece che dire cose senza senso?

   VIRZI'. Lo PSIUP è scomparso con oltre 700 mila voti.

   FORGIONE.  Lo PSIUP è scomparso con oltre 700 mila  voti  perchè
  quel   proporzionale  comunque  imponeva  l'assegnazione  di   un
  quoziente per avere diritto alla ripartizione.

   VIRZI'. Quindi uno sbarramento c'era

   FORGIONE. Si, ma di questo non ne vogliamo parlare perché,  dato
  che  c'è  il  maggioritario  abbiamo  la  stabilità,  abbiamo   i
  presidenti eletti dal popolo. E dico questo perché, per  esempio,
  l'1,5 per cento era la soglia minima - in quel vecchio sistema  -
  per poter accedere all'assegnazione dei seggi avendo superato  lo
  sbarramento del quoziente.
   Credo  che  noi  dobbiamo ancora riflettere, abbiamo  tempo  per
  farlo,  e  ci  sono  altri emendamenti che danno  una  gradazione
  diversa a questa soglia di sbarramento.
   Vorrei  dire qualcosa in più agli amici dell'UDC, agli amici  di
  Alleanza  Nazionale: come è possibile che a livello nazionale  si
  apre   addirittura  una  polemica  politica  sul   carattere   di
  moderazione  che  deve avere una coalizione,  sulla  capacità  di
  dialogo  tra  la  coalizione di maggioranza e  la  coalizione  di
  opposizione.  Non a caso la condizione per riaprire anche  questa
  capacità di moderazione che la politica dovrebbe recuperare e  la
  riapertura di un dibattito sul sistema elettorale, che a  livello
  nazionale  proprio l'UDC vuole proporzionale con  sbarramento  al
  2,5 per cento. E qui, invece, nel corso dei numerosi incontri che
  si  sono  succeduti, formali e informali, alla fine cosa si  dice
  soltanto che c'è un equilibrio interno che non può essere rotto.
   Ma  una legge elettorale - cari colleghi della maggioranza -  si
  fa  sulla base degli equilibri interni di coalizione o sulla base
  di un'esigenza complessiva, che è quella di assicurare stabilità?
   Esiste  già  una legge, che io non condivido ma che già  esiste,
  che  è quella che prevede l'elezione diretta del Presidente della
  Regione  -  il quale non può nemmeno essere sfiduciato  -  e  che
  assicura  rappresentanza, potere di controllo  e  legame  tra  il
  Parlamento ed il Governo, con una forma di governo che è già, per
  una sua parte, extraparlamentare, in quanto componenti del nostro
  Governo regionale non sono deputati.
   Quindi  abbiamo già affermato un altro principio,  il  principio
  del governo che può essere anche extraparlamentare. E rispetto  a
  questo  è chiaro che il Parlamento deve avere una funzione  ampia
  di  rappresentatività sociale e di rappresentatività politica. Ma
  non  per  questo si espellono dalle Istituzioni le forze critiche
  che vivono nella società.
   Io    più   volte,   intervenendo   nella   scorsa   legislatura
  sull'elezione diretta del Presidente della Regione ed anche sulla
  passata   legge   elettorale  -  ed  allora   noi   utilizzavamo,
  parafrasando  il  Tatarellum, lo Stancanellum perché  l'assessore
  Stancanelli aveva raggiunto una mediazione con un sbarramento  al
  2  per cento, se non ricordo male - precisando che non c'è nessun
  politico  più  avverso  alle mie idee  di  Le  Pen,  un  fascista
  francese, razzista, il peggiore che ci può essere, affermavo  che
  è  vergognoso  che  con il 18 per cento dei  voti  non  entri  in
  Parlamento,  perché così si esclude dalla dialettica  democratica
  il  18  per cento del popolo; poi è compito della sinistra, della
  cultura  democratica combattere le idee di Le Pen e  prosciugarne
  il  consenso. Ma è una violazione della democrazia e dei  diritti
  di   quel   18  per  cento  del  popolo  francese,  negargli   la
  rappresentanza.
   Allora  -  se  ricordate - Le Pen con quasi il 18 per  cento  di
  consensi non entrò in Parlamento.
   Questo  presupporrebbe un confronto politico sereno sulle  forme
  della  rappresentanza,  sul rapporto tra i  rappresentanti  ed  i
  rappresentati.  Ed  invece  qui si mira  a  tutelare  un  piccolo
  orticello  procedendo  a carro armato , affermando una logica  da
  principio di maggioranza.
   Io  non ho mai sentito dire che il Tatarellum fu votato anche da
  Rifondazione  comunista,  e  ricordo  che  portava  la  firma  di
  Pinuccio  Tatarella,  cioè uno dei leader storici  del  Movimento
  sociale  italiano. Il Mattarellum, la legge con cui si  è  votato
  poi a livello nazionale portava la firma di Mattarella, D'Alema e
  Lucio  Magri,  capogruppo di Rifodazione  comunista,  cioè  leggi
  sempre  costruite sul largo consenso, perché le regole del  gioco
  valgono per tutti.
   Qui  invece vi state assumendo una responsabilità come se questo
  fosse  insignificante anche rispetto alla credibilità del  futuro
  Parlamento che verrà eletto con questo nuovo sistema.
   Io  credo che sia una responsabilità di troppo quella di cui  vi
  state facendo carico.

    PRESIDENTE   Pongo  in  votazione  l'emendamento  2.52.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    FORGIONE  Chiedo la riprova della votazione.

    PRESIDENTE   Onorevole Forgione l'esito del voto  è  già  stato
  comunicato.  Trascorsi  quatto  minuti  dal  momento  in  cui  ho
  cominciato a presiedere questa seduta, ero turbato dalla mancanza
  di  polemiche  con  esponenti della  sinistra.  Adesso  sono  più
  tranquillo: si è ristabilito il clima usuale.
   Si passa agli emendamenti 2.53 e 2.3 di identico contenuto.

    Votazione per scrutinio segreto degli emendamenti 2.53 e 2.3

    FERRO  Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

   (Alla richiesta si associano gli onorevoli Cracolici, Orlando,
      D'Antoni, Sanzeri, Ortisi, Spampinato, Speziale e Raiti)

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,  indìco  la  votazione per scrutinio  segreto  degli
  emendamenti 2.53 e 2.3.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  64
   Maggioranza         33
   Favorevoli          23
   Contrari            41

                      (L'Assemblea non approva)

                Presidenza del vicepresidente Fleres

    PRESIDENTE  Si passa all'emendamento 2.54.

   FORGIONE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   FORGIONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  che  su
  questo   emendamento  si  possa  avviare  una  riflessione   che,
  ovviamente,  ormai  è  utile solo per  la  storia,  anzi  per  le
  cronache parlamentari, la storia è molto più impegnativa.  Ma  su
  questo emendamento e sulla percentuale del due e mezzo per  cento
  credo che si possa sviluppare una seria riflessione.
   Il  due  e  mezzo  per  cento  è già una  percentuale  alta  per
  contrastare  le  liste  fai da te . Voi signori  onorevoli  della
  maggioranza  potete  anche  dire che l'emendamento  precedente  -
  l'uno per cento, l'uno e mezzo per cento, il due per cento - sono
  emendamenti  ostruzionistici'  dal vostro punto di vista, ma  già
  il   2,5   per  cento  di  sbarramento  regionale  è  una  soglia
  significativa,  lo ripeto è la soglia che l'UDC  ha  messo  nello
  sbarramento  a  livello nazionale. Vi vorrei  segnalare  che  con
  questa  soglia  di  sbarramento, per esempio,  parlando  del  mio
  schieramento  politico,  in  occasione  delle  passate   elezioni
  regionali  non  avrebbero  partecipato alla  redistribuzione  dei
  seggi   alcuni  partiti come Italia dei valori,  il  Partito  dei
  comunisti  italiani, i Verdi, Primavera siciliana  e  per  ultimo
  Rifondazione comunista che ha preso il 2,4 per cento; cioè, nella
  coalizione  che  ha sostenuto l'onorevole Orlando come  candidato
  alla presidenza della regione, sarebbero rimasti rappresentati in
  Parlamento  solo  i Democratici di sinistra e la  Margherita,  ed
  anche  lo  SDI,  cioè con il 2,5 per cento si sarebbe  cancellata
  tutta  l'articolazione. E ciò per dire che stiamo  discutendo  di
  una soglia che è una soglia alta di sbarramento, è una soglia che
  di  fatto interviene sulle liste civette, ammesso che il problema
  delle liste civette fosse questo, il 2,5 per cento che agisce  su
  base  regionale quando già su base provinciale c'è lo sbarramento
  di cui abbiamo parlato per le province minori.
   Credo  che  al riguardo potremmo trovare un punto di  mediazione
  condivisibile,   perchè   questa  legge   non   venga   percepita
  all'esterno e non venga denunciata all'esterno come una legge  di
  una  maggioranza  arrogante con pretese  di  autosufficienza,  ed
  invece  voi  che  non  volete ascoltare  più  non  avete  neanche
  interesse  a  che questa legge venga vissuta come una  legge  del
  Parlamento,  anzi avete un solo interesse a questo punto:  tenere
  unito per vincoli interni il vostro Polo e presentare sulla legge
  elettorale una prova di forza che però si sta dimostrando per voi
  stessi  una prova di debolezza. L'unico amaro in bocca che rimane
  è  che questa prova di forza e insieme di debolezza che voi state
  operando  negherà la rappresentanza e spazi democratici  a  parti
  significative del popolo siciliano.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 2.54.

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 2.54

    FORGIONE   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  nominale.

    BENINATI   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  segreto.

    (Alla richiesta si associano gli onorevoli Giambrone, Catania
  Giuseppe, Incardona, Infurna, Ioppolo, Leanza Nicola, Sammartino
                             e Segreto)

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indìco   la  votazione   per   scrutinio   segreto
  dell'emendamento 2.54.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  70
   Maggioranza         36
   Favorevoli          31
   Contrari            39

                      (L'Assemblea non approva)

    PRESIDENTE   Si  prende  atto  che  gli  onorevoli  Forgione  e
  Nicotra hanno partecipato alla votazione.
   Pongo  in  votazione l'emendamento 2.4. Chi  è  contrario  resti
  seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

   Pongo  congiuntamente in votazione gli emendamenti 2.45  e  2.54
  bis di identico contenuto.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE   Credo  di  aver capito che  la  maggioranza  vuole
  rihiedere  la  votazione per scrutinio segreto, però  l'onorevole
  Speziale  aveva  chiesto  di parlare  prima  di  tale  richiesta,
  pertanto ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor  Presidente, insieme a me  hanno  chiesto  di
  parlare  almeno altri sette deputati appartenenti al  mio  stesso
  Gruppo parlamentare.

    PRESIDENTE   Onorevole  Speziale,  preciso  che  potrei   anche
  toglierle  la  parola in quanto in presenza di una  richiesta  di
  votazione a scrutinio segreto le dichiarazioni di voto  non  sono
  ammesse. Tuttavia, siccome lei ha chiesto la parola prima di tale
  richiesta,  e poichè in Aula si è instaurato un clima disponibile
  ed aperto   .

    SPEZIALE    Signor  Presidente,  la  maggioranza   adesso   sta
  superando ogni limite di sopportabilità, perchè con le dita negli
  occhi    non   possiamo   discutere.   Utilizzando   marchingegni
  regolamentari che tendono a strozzare il dibattito e il confronto
  non  si  approva una legge elettorale. La maggioranza - ripeto  -
  non  può  pensare  che  la regola di porre le  dita  negli  occhi
  all'opposizione  sia  una regola con la quale  si  costruisce  la
  legge  elettorale.  Non  può  neppure  pensare  che,  utilizzando
  marchingegni  regolamentari,  si possa  strozzare  il  dibattito,
  impedire  il confronto e rifiutarsi di riannodare le fila  di  un
  dialogo sulla legge elettorale.
   Non  si tratta di una legge ordinaria. Si tratta della madre  di
  tutte  le  leggi,  che  dovrà segnare per  i  prossimi  anni  una
  modalità di selezione della classe dirigente.
   Siccome   c'è   l'onorevole  Cintola  che  si  agita   in   modo
  particolare, desidero rivolgermi ai deputati dell'UDC. Ho qui una
  tabella  e,  sulla base della stessa, se si dovesse applicare  lo
  sbarramento del 5% a tutte le regioni d'Italia, l'UDC non sarebbe
  presente in ben 16 regioni  Invito i colleghi della maggioranza a
  non agitarsi particolarmente perchè, se il tentativo è quello  di
  sfidarci, possiamo accettare pure il terreno della sfida,  se  il
  terreno è questo.
   Ripeto,  l'onorevole  Cintola non sarebbe deputato,  consigliere
  regionale  nella fattispecie, assieme a tanti altri,  in  ben  16
  regioni.
   Utilizzare  soltanto  in Sicilia lo strumento  dell'innalzamento
  al  5%,  solo perchè c'è una forza politica - l'UDC - che  ha  un
  particolare radicamento nella nostra Regione e far valere  questo
  principio,   lo   consideriamo   assolutamente   sbagliato.    Lo
  consideriamo  sbagliato - e lo vogliamo dire  in  modo  chiaro  -
  perchè, sulla base delle modalità di attribuzione dei seggi, si è
  parlato  molto tra di noi su una questione: se doveva esservi  il
  collegio unico regionale o il collegio provinciale.
   I   colleghi   sanno  che  ho  sostenuto  in   tutte   le   sedi
  l'inapplicabilità  del  collegio unico regionale,  in  forza  del
  fatto   che   avremmo  dovuto  rifare  una  legge   in   presenza
  dell'articolo  3  dello Statuto, che è una norma  costituzionale,
  che non può derogare al numero di 90 parlamentari.
   Abbiamo  spiegato a quelli del centrosinistra che  quella  legge
  non  si  poteva applicare, visto che il Tatarellum  prevedeva  un
  allargamento  del  numero  dei  parlamentari  fino  a  120,   per
  riequilibrare i rapporti di forza.
   Ma  non  abbiamo,  quindi,  voluto fare  una  legge  che  doveva
  servire  a  penalizzare forze politiche rappresentative.  Abbiamo
  voluto  fare una legge perchè volevamo riattribuire all'Assemblea
  regionale  una  prerogativa statutaria: cioè  che  il  Parlamento
  regionale  potesse dotarsi di una legge elettorale,  evitando  un
  tentativo  in  corso  da parte di un parlamentare  autorevole  di
  Forza Italia, del senatore Schifani, che tentava di spogliare  il
  Parlamento regionale di questa prerogativa, tant'è vero che aveva
  presentato  un  emendamento alla devolution  per  potere  fare  e
  applicare in Sicilia, a regime, il Tatarellum.
   Noi  ci siamo battuti quindi perchè la Sicilia si dotasse di una
  legge, ma la legge dev'essere equilibrata.
   Ripeto ai colleghi dell'UDC, ma lo ripeto anche ai colleghi  che
  hanno  sfiorato  la  soglia del 5% nella loro  storia:  siamo  in
  presenza  di  una  forza politica, rappresentativa  nel  panorama
  politico  italiano, che è di gran lunga più forte di altre  forze
  politiche e ha un radicamento superiore alla stessa UDC.
   Nelle   ultime  elezioni  europee,  Rifondazione  comunista   ha
  ottenuto il 6,1%; l'UDC ha registrato il 5,9%.
   Pensare che dobbiamo approvare stasera un disegno di legge  che,
  in  questo  caso, avrebbe carattere penalizzante  perché  non  si
  aggancia  a  nessun  criterio, il cui  risultato  finale  sarebbe
  quello  di  cancellare  una  forza politica  rappresentativa  per
  rispondere  a  una  legittima  esigenza  e  cioè  di  evitare  la
  formazione  di  liste fai da te, lo riteniamo un errore.  E'  per
  questo  che, nel corso di questi due giorni, abbiamo avviato  una
  discussione con il centrodestra.
   Avete  dalla  vostra  parte la forza  dei  numeri  e,  tuttavia,
  pensiamo che commettereste un errore gravissimo in quest'Aula, se
  si  pensasse  -  così come state facendo - che, in  forza  di  un
  principio di maggioranza, si faccia una legge elettorale.
   Questo  avrebbe  una  ricaduta,  sull'attività  del  Parlamento,
  costantemente. Dev'essere chiaro: costantemente, a partire  dalle
  prossime leggi che riguardano le norme finanziarie.
   Avevamo  concordato, di fatto, con i partiti  del  centrodestra,
  uno  sbarramento  che  poteva raggiungere la  soglia  del  3  per
  cento...

    PRESIDENTE  Onorevole Speziale, la invito a concludere.

    SPEZIALE   Sto  parlando sulla legge  elettorale  e  parlo  per
  quanto voglio.

    PRESIDENTE  No, onorevole Speziale, purtroppo, non é come  dice
  lei.

    SPEZIALE  E' come dico io, signor Presidente.

    PRESIDENTE  Onorevole Speziale, ripeto, non é come dice lei.

    SPEZIALE    Signor   presidente,   mi   citi   l'articolo   del
  Regolamento...

    PRESIDENTE   Onorevole  Speziale,  se  lei  sta   tentando   di
  determinare  un  clima di tensione in Aula o nei confronti  della
  presidenza, si sta sbagliando.

                        (Proteste dall'Aula)

    FORGIONE  C'è già.

    ORTISI  Abbandoniamo l'Aula.

    ODDO  Signor Presidente, lei sta cercando lo scontro.

    ORTISI  Gli permetta di concludere l'intervento.

    SPEZIALE  Signor Presidente, ripeto, parlo quanto voglio.

    PRESIDENTE   Onorevole Speziale, lei parla  fino  a  quando  ha
  tempo per parlare, secondo il Regolamento.

    SPEZIALE   Signor  Presidente, secondo il  Regolamento,  ho  un
  tempo illimitato.

    PRESIDENTE  Allora, io le tolgo la parola, onorevole Speziale.

    ORTISI   Signor  presidente, non  crei  un  incidente  per  due
  minuti.

    PRESIDENTE  Onorevole Ortisi, l'onorevole Speziale  ha  parlato
  per otto minuti e mezzo.

    ORTISI  Non é vero, signor Presidente.

    PRESIDENTE   Onorevole  Ortisi, lei sa  con  quanta  tolleranza
  questa presidenza ha tenuto i lavori d'Aula.

    ODDO  Ma quale tolleranza?

    PRESIDENTE   ...senza  limitare,  in  alcun  modo,  l'andamento
  della  discussione,  però l'onorevole Speziale  non  può  dire  a
  questa  presidenza, quello che non é previsto nel  Regolamento  e
  non può rivolgersi alla presidenza col tono con cui si é rivolto.
   Onorevole   Ortisi,   c'é  una  richiesta   di   voto   segreto.
  L'onorevole Speziale si era iscritto prima a parlare,  prima  che
  la richiesta di voto segreto fosse formalizzata.
   A  questo  punto, onorevole Speziale, può rapidamente concludere
  il suo intervento, dopo di che si passa alla votazione.

    SPEZIALE    Signor  Presidente,  avendo  rispetto   della   sua
  conoscenza del Regolamento, vorrei ricordarle, o delle due l'una,
  o  lei mi dà la parola e io utilizzo il tempo necessario previsto
  dal  Regolamento  e  in materia di legge elettorale  lei  sa  che
  questo tempo é illimitato...

    PRESIDENTE    Onorevole  Speziale,  il  tempo   é   illimitato,
  relativamente    alla   discussione   generale.    Se    dobbiamo
  strumentalizzare persino il Regolamento, non andiamo  da  nessuna
  parte. La prego, comunque, di volere concludere rapidamente,  per
  passare al voto.

    SPEZIALE   Mi  impressiona  che  proprio  lei,  che  é  persona
  ragionevole ed al quale ho dato atto in questi giorni, nella fase
  in cui facevo lo sforzo massimo per tentare una mediazione con il
  centrodestra,   abbia interrotto in modo così  virulento  il  mio
  intervento,  creando lei stesso, involontariamente  immagino,  un
  clima di inasprimento dei rapporti d'Aula.
   Tuttavia,  voglio  continuare  nel  mio  ragionamento  e  vorrei
  evitare  che  domani sulla  stampa si legga che in Sicilia  si  é
  fatta   una  legge  elettorale  in  virtù  di  un  principio   di
  maggioranza.  Le leggi elettorali si fanno con il  contributo  di
  tutti  i  parlamentari, della maggioranza e dell'opposizione.  Le
  leggi  elettorali devono essere leggi elettorali equilibrate  che
  devono  tenere conto di esigenze varie. Non ho detto  che  devono
  essere   fatte   leggi   elettorali  che   hanno   il   carattere
  dell'unanimità.
   Tuttavia,  lo  sforzo  di una maggioranza dev'essere  quello  di
  cercare il più ampio consenso per potere portare a compimento  la
  legge elettorale.
   Ho  l'impressione  che  si stia tentando  una  forzatura  dietro
  l'altra.  Non  ne comprendo la ragione, cosa nasconde,  e  volevo
  ricordare  ai colleghi della maggioranza che ieri, in  Assemblea,
  vi è stato un incontro tra il centrosinistra ed il centrodesta  -
  così lo ridò alla stampa - che è stato sospeso in una fase in cui
  si era concentrata l'attenzione sullo sbarramento - con l'ipotesi
  che voi sapete nella legge del 5%.
   Abbiamo sottoposto ad una discussione una serie di argomenti  ed
  a  noi  era  sembrato di cogliere che, da parte dei colleghi  del
  centrodestra, ci fosse una disponibilità a rivisitare  la  soglia
  di  sbarramento  del 5%. Ci siamo lasciati dicendo  che  ciascuno
  avrebbe  nuovamente  verificato nei propri gruppi  la  soglia  di
  sbarramento e, comunque, che la soglia di sbarramento si  sarebbe
  determinata tra il 3 e il 4%.
   Dopo  l'incontro  con  i  partiti minori  del  centrosinistra  e
  l'incontro  dei  gruppi di maggioranza, siamo tornati  al  tavolo
  dell'incontro con i partiti del centrodestra e abbiamo fatto  una
  proposta  che  era  quella, insieme  ad  altre  due  -  del  voto
  confermativo e del voto di genere - di portare lo sbarramento  al
  2%.
   Il Polo ci ha risposto che questa era una provocazione.
   Mi  rendo  conto  -  lo dico pubblicamente  -  che,  in  realtà,
  tentavamo di spostare più in basso la soglia.
   Dopo  l'incontro  abbiamo  tentato  di  trovare  un  terreno  di
  mediazione sulla proposta del Polo dell'ipotesi di sbarramento al
  3%.  Abbiamo  tentato  un'ipotesi  di  accordo  sulla  soglia  di
  sbarramento al 3%. Abbiamo detto che se si trovava un'ipotesi  di
  accordo al 3%. Il 90% dei parlamentari del centrosinistra avrebbe
  votato   per  lo  sbarramento  al  3%  -  adesso  faccio   questo
  ragionamento   perché  in  questo  momento  si   sta   discutendo
  dell'emendamento riguardante il tetto del 3% -  e  abbiamo  anche
  detto  che sull'articolo 2  - che di fatto sostanzia la struttura
  della  legge - avremmo dato un voto di astensione, lavorando  per
  stemperare il più possibile un clima di inutile contrapposizione.
  Noi siamo ancora dentro questa posizione.
   Signor  Presidente, lo ripeto, noi siamo perché  questi  impegni
  li  vogliamo rispettare. Noi vogliamo, ancora una volta,  evitare
  che,   attraverso   un  voto  d'Aula,  si  possa   sancire   oggi
  l'annullamento   dello   sbarramento   al   3%   perché    questo
  comprometterebbe  seriamente l'evolversi dell'approvazione  della
  legge e, quindi, mi permetto di dire che, anziché sostenere colpi
  di voto segreto, che sono assolutamente   inutili perché comunque
  hanno  un ritorno, vi chiediamo ancora una volta e per l'ennesima
  volta un tentativo di logica e ragionevole mediazione che risolva
  i  problemi all'interno del centrosinistra o che risolva problemi
  interni al centrodestra e vi chiediamo quindi di non procedere al
  voto  segreto,  di  sospendere, ancora per un attimo,  su  questo
  argomento.
   Il  tentativo lo faccio, dopodiché qualcuno può dire  che  vuole
  utilizzare  i  muscoli   siamo di più ed  in  forza  dei  muscoli
  vogliamo imporre, comunque, la nostra forza , non in forza di  un
  ragionamento. Potete farlo.
   Dovete  sapere,  però,  che  questo atto  che  vi  apprestate  a
  compiere  questa  sera  non  sarà privo  di  conseguenze   Dovete
  assumervi la responsabilità.
   Quando  si  governa e quando si é maggioranza, proprio  in  quel
  momento,  bisogna contemplare il più possibile anche le  esigenze
  degli altri.
   Se,  invece, si agisce in forza di una inutile contrapposizione,
  voi   dovete  sapere che questo atto, in quest'Aula,  avrà  delle
  gravi  conseguenze. Non vi è nessuna minaccia. Vi è  soltanto  il
  tentativo di far discutere chi rifiuta di farlo. Utilizzeremo gli
  strumenti  regolamentari perchè riteniamo che bisogna  portare  a
  ragionevole composizione la vicenda.
   Signor   Presidente,  ancora  una  volta,  in  virtù   del   mio
  ragionamento, mi permetto di chiederle una sospensione dei lavori
  d'Aula  poichè  siamo arrivati ad un punto  -  che  riteniamo  di
  svolta  -  della  legge, un punto in cui la mediazione  è  ancora
  possibile. In questo modo, sarà esperito l'ultimo tentativo.

    PRESIDENTE   Onorevole Speziale, come  lei  sa,  più  volte  ho
  accolto una richiesta di sospensione, laddove mi sono reso  conto
  che  ciò  poteva  servire a stemperare i toni e a  ricercare  una
  soluzione  possibile. In questo momento, onorevole Speziale,  non
  sono  nella  stessa  determinazione perchè  dopo  due  giorni  di
  verifiche  costanti rispetto a questo tema, in direzione  di  una
  mediazione che non è stata possibile.

           Votazione per scrutinio segreto di emendamenti

    PRESIDENTE  Pongo  quindi in votazione gli emendamenti  2.45  e
  2.54 bis con scrutinio segreto.

    FORMICA    Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  segreto.

    (Alla richiesta si associano gli onorevoli Acierno, Confalone,
   Giambrone, Incardona, Infurna, Ioppolo, Moschetto e Sammartino)

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,  indìco  la  votazione per scrutinio  segreto  degli
  emendamenti 2.45 e 2.54.bis, di identico contenuto.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  72
   Maggioranza         37
   Favorevoli          33
   Contrari            39
                         (Non sono approvati)


   Presidenza del vicepresidente Fleres

   Presidenza del vicepresidente Crisafulli


                       Sull'ordine dei lavori

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  i  colleghi
  avranno  visto l'esito del voto: l'Aula sostanzialmente è  divisa
  in  due: 33 e 39. Ovviamente, i colleghi capiranno che non  è  in
  forza - noi deputati dell'opposizione saremo una ventina in tutto
  V   e  che  quindi  i  problemi  non  attraversano  soltanto   la
  maggioranza e la minoranza. E' un problema che riguarda  l'intera
  Aula.
   Approvare  una legge a colpi di voto segreto e con un Parlamento
  spaccato  è  una  cosa  che non vorremmo  evitare  nel  modo  più
  assoluto  perchè  potremmo anche decidere atti di  allontanamento
  dall'Aula, mancanza di numero legale. Tutto questo paralizzerebbe
  la legge.
   Al  gruppo  dirigente del centrodestra consiglio di pervenire  a
  più  miti  consigli per evitare che vi possano essere  situazioni
  come quella registratasi durante la votazione: 39 contro 33.
   Signor   Presidente,   chiedo   ai   colleghi   capigruppo   del
  centrodestra di fermarci un attimo per valutare qual è in  questo
  momento  lo  stato  dell'arte in Aula,  evitare  contrapposizioni
  ulteriori.
   Signor  Presidente, scusi se insisto in modo tenace per  tentare
  il  più possibile una mediazione, capisco che lei non ha margini,
  ma  sulla base di quel risultato, signor Presidente, si assuma la
  responsabilità,  perché si é votato un emendamento  che  é  stato
  approvato non dalla maggioranza dei componenti dell'Aula ma da 39
  parlamentari.  Non  c'é  neanche la  maggioranza  dei  componenti
  d'Aula che, ovviamente, fa 46; 39 parlamentari contro 33 che  non
  sempre esprimono interamente la volontà dell'Aula.
     Signor  Presidente, mi rendo conto che é un momento  delicato,
  che  i  suoi  margini  sono ristretti e  che  lei  deve  comunque
  adoperarsi  per  tentare  una soluzione  possibile,  pertanto  le
  chiedo  di sospendere l'Aula motu proprio, sulla base di una  sua
  iniziativa,  e convocare subito la Conferenza dei presidenti  dei
  Gruppi parlamentari.

    BARBAGALLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BARBAGALLO  Signor Presidente, credo che gli argomenti  portati
  in  quest'Aula  dall'onorevole Speziale non siano  di  parte,  ma
  siano  argomenti  di equilibrio e di senso politico.  Pensare  di
  approvare  questa legge con 4 o 5 voti di maggioranza  credo  che
  significhi non fare un patto di fine legislatura per la  Sicilia,
  ma  significa  creare  in quest'Aula un clima  che  difficilmente
  potrà produrre provvedimenti legislativi di qualità.
   Pertanto  sono perché l'Aula venga rinviata. Siamo molto  legati
  al  rispetto  e  al  senso delle istituzioni e  non  abbiamo  mai
  abbandonato l'Aula in questi tre anni. Qualora dovesse continuare
  questo   atteggiamento  da   parte  del  centrodestra,   noi   ci
  atteggeremmo,  concordandolo con tutti  gli  altri  deputati  del
  centrosinistra,  in maniera adeguata rispetto a un  comportamento
  che  non  é  un  comportamento politico, é  un  comportamento  di
  arroganza, un comportamento di prevaricazione, che non  aiuta  la
  civiltà di questa Assemblea e della nostra terra.
   Mi auguro che vi sia un ripensamento da  parte di tutti.

    FORGIONE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORGIONE   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  vedo  dalle
  facce  anche  di tanti colleghi della maggioranza  che  forse  un
  elemento  di dubbio comincia a sorgere, un elemento di dubbio  su
  quello   che   si   sta   facendo  con  un  Parlamento   spaccato
  sostanzialmente a metà; e senza una reale maggioranza su un punto
  delicato, che é quello della rappresentanza: con solo 4  voti  di
  differenza    si   stanno  cancellando  circa  10   partiti   tra
  centrodestra e centrosinistra.
   Questo  é un problema della democrazia. Io avrei capito un  voto
  del  70 per cento contro il 30 per cento, ma 4 voti di differenza
  in  materia di legge elettorale significa che questa non  diventa
  più  neanche  la legge della maggioranza, diventa la legge  della
  maggioranza della maggioranza
   Solo  ora comincio a vedere il turbamento su alcuni volti  della
  stessa  maggioranza e ne prendo atto positivamente. Ogni elemento
  di dubbio é positivo in questa condizione. Ma se ogni elemento di
  dubbio  é positivo in questa condizione, onorevole Presidente,  é
  più che legittimo chiedere una pausa di riflessione.
   Ritengo  che qualora si decidesse di andare avanti,  e  lo  dico
  anche  ai  colleghi del centrosinistra,  non potrebbe che  andare
  avanti soltanto la maggioranza dei 39, perché noi, nessuna  forza
  del  centrosinistra  che in questa giornata,  fino  ad  oggi,  ha
  ricevuto  solo  dinieghi su tutto, con la  propria  presenza  può
  avallare,  anche istituzionalmente, e legittimare con la  propria
  presenza,  anche istituzionalmente, quello che sta diventando  un
  golpe  di  minoranza, perché 39 deputati su 90  hanno  cancellato
  dalla rappresentanza forze politiche reali di questa Regione.
   E  allora, qualora la maggioranza decidesse di continuare con un
  atteggiamento   di  autosufficienza,  chiedo   ai   partiti   del
  centrosinistra  di non ratificare con la presenza  in  quest'Aula
  quello  che si sta facendo, in modo che sia esplicito agli  occhi
  della  Sicilia e delle forze democratiche del centrodestra e  del
  centrosinistra, ma anche agli occhi del Paese - che mi  pare  sia
  in  questo  momento  attraversato da  problemi  tali  che  questo
  elemento  non  aiuta neanche alla ricostruzione di  una  serenità
  interna ai partiti del Polo - quello che si sta consumando qui in
  quest'Aula.
   Pertanto,  signor Presidente, propongo due cose: una sospensione
  per   sederci  di  nuovo  tutti  a  riflettere   e,  qualora   la
  maggioranza  riaffermasse  qui un principio  di  autosufficienza,
  chiedo  a  tutti  i partiti, a tutti i gruppi parlamentari  e  ai
  parlamentari del centrosinistra di non legittimare  con  la  loro
  presenza  questa  operazione che offende la  dignità  del  nostro
  Parlamento.

    SEGRETO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SEGRETO   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  i  risultati
  della   votazione  sull'emendamento  invitano  ad   una    serena
  riflessione: se la minoranza avesse scelto di abbandonare  l'Aula
  certamente questa legge non sarebbe passata.
   Allora ripeto ancora una volta come ho detto in precedenza,  che
  dal  momento che stiamo votando la più importante legge di questo
  Parlamento,  è  necessario veramente che ci  sia  un  momento  di
  ulteriore  riflessione,   altrimenti non  potremo  assicurare  la
  nostra presenza in Aula.

     LEONTINI  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     LEONTINI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, le  votazioni
  testè  espletate  sono  state precedute da interventi  che  hanno
  evidenziato  un  diverso  modo  di intendere  i  contenuti  degli
  emendamenti sottoposti a votazione.
   Abbiamo  più volte ricostruito la vicenda del confronto e  delle
  trattative  tra  i  due schieramenti dell'Aula per  addivenire  a
  soluzioni   concordate,  abbiamo anche  ripetuto  oggi  che  alle
  disponibilità avanzate da parte nostra era stata opposta da parte
  dello  schieramento del centrosinistra ieri una rigida  posizione
  che si articolava nei tre aspetti: la riduzione della clausola di
  sbarramento del 2%, la preferenza multipla di genere  e  il  voto
  disgiunto.  Su  questo  la possibilità di una  continuazione  del
  confronto si è interrotta.
   Abbiamo  votato,  anche i termini della sollecitazione  in  Aula
  fornita fino a poc'anzi sono stati ormai definitivamente superati
  dalle  votazioni esperite; tutti gli emendamenti che ci  troviamo
  ad  esaminare  da  questo momento in poi non hanno  nulla  a  che
  vedere  con i termini della trattativa e con le questioni  che  i
  colleghi  della minoranza, fino ad un momento fa,  hanno  opposto
  come   fondamentali:  il  collega  Forgione  ha   parlato   della
  percentuale riguardante il suo partito che a questo punto sarebbe
  stata  mortificata, penalizzata, altri colleghi hanno parlato  di
  tutela delle regole democratiche.
   Tutto  questo,  ora,  dopo le votazioni  esperite,  non  ha  più
  senso. Fermarci per una pausa di riflessione non è altro che  una
  proposta strumentale per cercare di fermare la legge.
   Perché, probabilmente, se io fossi dalla parte dei colleghi  del
  centrosinistra, non rimarrebbe residua soluzione e risorsa se non
  quella,  appunto, di fermare la legge, ma non perché i  contenuti
  siano   riconducibili  ad  una  materia    che   è   oggetto   di
  approfondimento  e  di  confronto,  bensì  perché  nessuno  degli
  emendamenti   che  esamineremo  oggi  è  tale  da  poterci   fare
  recuperare  sui  problemi  che  hanno  rappresentato  motivo   di
  divisione.  Sono  tutti argomenti, infatti, che riguardano  altra
  materia.
   Fermarci, pertanto, non avrebbe alcun senso
   Tutte  le questioni per le quali i colleghi, fino ad un  momento
  addietro,  chiedevano  di fermarci per svolgere  una  riflessione
  riguardavano infatti la riduzione della clausola di sbarramento.
     Ora  ci  sono  altre questioni. Fermarsi,  lo  ribadisco,  non
  avrebbe senso. Anzi, siccome le altre questioni fanno parte di un
  articolato  che è stato già concordato dai diversi  schieramenti,
  qualsiasi lamentazione inalberata, riguardante l'infrazione delle
  regole democratiche e del confronto, è destituita di fondamento e
  strumentale perché, appunto, si tratta di soluzioni concordate.
   Caso   mai,  se  divisioni  c'erano,  queste  riguardavano,   in
  definitiva,  soltanto la riduzione della clausola di sbarramento.
  Esaurito il dibattito sulla stessa clausola, non rimane altro che
  proseguire  stante  che  tutti gli altri  emendamenti  riguardano
  altra materia.
   Insisto  pertanto  nel  proseguire i lavori  per  votare  quindi
  l'articolo  2, consegnando così ai Siciliani la legge di  riforma
  elettorale.

     PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, sulla proposta di  sospensione
  dei  lavori  dell'onorevole Speziale,  è  possibile  intervenire,
  alternativamente, a favore o contro la proposta medesima.

    ORTISI  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE    Onorevole  Ortisi,  prima  del  suo   intervento
  sull'ordine dei lavori, c'è la richiesta dell'onorevole  Speziale
  che ha sollecitato un'ulteriore sospensione dei lavori.

    ORTISI   Signor  Presidente, ha  permesso  a  tutti  gli  altri
  colleghi di intervenire sull'ordine dei lavori...

    PRESIDENTE   Onorevole  Ortisi, è già  intervenuto  l'onorevole
  Leontini,  contrario  alla sospensione,  e  l'onorevole  Segreto,
  relativamente all'ordine dei lavori, dichiarando che  abbandonava
  l'Aula.
   A   questo  punto,  credo  che  sia  molto  più  produttivo  per
  l'andamento  dei lavori porre ai voti la richiesta di sospensione
  formulata   dall'onorevole  Speziale.  Se  l'Aula   deciderà   di
  proseguire, lei potrà intervenire...

    ORTISI   Signor Presidente, chiedo di parlare  a  favore  della
  richiesta di sospensione formulata dall'onorevole Speziale.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI     Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    sarò
  brevissimo, sperando anche di essere caustico. Ricorderete che ho
  fatto riferimento ad una presunta relazione fra Naomi Campbell  e
  l'assessore  Cimino...: la mia opinione è che il  centrosinistra,
  abituato  a ragionare dal cognome del collega Capogruppo dell'UDC
  in su, abbandoni l'Aula...

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, vi invito a prendere posto...

    ORTISI   Dicevo,  siccome, a differenza del collega  capogruppo
  dell'UDC  siamo  abituati a ragionare  dal  suo  cognome  in  su,
  ebbene,  credo che questa Aula non consenta più tale esercizio  e
  che quindi dobbiamo uscire, lasciando piuttosto a chi utilizza le
  emozioni  -  dal  cognome del collega in giù - di  continuare  ad
  esercitare   tali   prerogative.  Quest'Aula   è   diventata   un
  immondezzaio,  da  questo  punto di vista,  perché  non  consente
  l'esercizio  dell'intelligenza e  la  pratica  della  dignità  di
  ognuno di noi

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  mi  pare  che   l'Aula   sia
  abbondantemente  distratta.  Se è  così,  la  Presidenza  non  ha
  nessuna  difficoltà  a  sospendere i lavori,  però,  sarebbe  più
  opportuno che sia l'Aula stessa a determinarsi in tal senso.
   Pongo   pertanto   in   votazione  la  proposta   dell'onorevole
  Speziale.
   Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvata)

        (I  deputati  dei Gruppi parlamentari dei Democratici  di
      sinistra  ,  della Margherita per l'Ulivo, della Margherita
      Democrazia è Libertà, di Rifondazione Comunista, di Sicilia
      2010, del Nuovo PSI, dei Riformisti e Liberaldemocratici  -
      Patto per la Sicilia, abbandonano l'Aula)

     FORGIONE   Guardate  che  Aula  piena  per  esitare  la  legge
  elettorale  Guardate

     PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi, la  Presidenza  ha  rispetto
  delle  decisioni  politiche di ciascuno e, tuttavia,  deve  poter
  continuare i propri lavori.
   Si  passa  all'emendamento 2.43.  Lo pongo in votazione.  Chi  è
  contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 2.44.  Lo pongo in votazione.  Chi  è
  contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 2.16.  Lo pongo in votazione.  Chi  è
  contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 2.37.  Lo pongo in votazione.  Chi  è
  contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 2.47.  Lo pongo in votazione.  Chi  è
  contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento 2.55.  Lo pongo in votazione.  Chi  è
  contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

    PRESIDENTE   Gli emendamenti 2.17 e 2.46 decadono  per  assenza
  dall'Aula dei firmatari.

                       Sull'ordine dei lavori

    CRISAFULLI  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRISAFULLI   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che
  sia   giunto   il  momento  in  cui,   superato  il  dato   della
  contrapposizione  e della frizione sulla soglia  di  sbarramento,
  sia  utile che il Parlamento trovi un filo conduttore per  potere
  lavorare insieme tra i diversi schieramenti.
   Mi  permetto di rivolgermi ai colleghi della maggioranza,  oltre
  che   a  lei, signor Presidente, rilevando che, probabilmente,  è
  utile  una  pausa  che  aiuti  il  Parlamento  a  ricomporre   un
  ragionamento  complessivo, rispetto alla necessità di  varare  la
  legge    elettorale  per  il  rinnovo  dell'Assemblea   regionale
  siciliana.
   Nel  frattempo, dall'ultima richiesta ad ora, credo siano  stati
  approvati   tutti  gli  emendamenti sugli sbarramenti,  pertanto,
  ritengo  utile, a questo punto, che si sospendano  i  lavori  per
  evitare  che  questa  contrapposizione  porti  ad  un  clima   di
  incomprensioni, anche rispetto al  prosieguo dei lavori medesimi.
   Mi  permetto  di richiamare la vostra attenzione, in particolare
  i  miei  colleghi  capigruppo  della maggioranza,  e  i  colleghi
  parlamentari  tutti della maggioranza medesima, pure rivolgendomi
  a  lei,  signor  Presidente, ritenendo utile  che  la  Presidenza
  assolva  ad  una funzione  che tenga conto anche  del  clima   di
  difficoltà in cui versa l'Aula in questo momento.

     PRESIDENTE   Onorevole  Crisafulli, con grande rammarico,  non
  posso  accogliere  la  sua richiesta.  Come  lei  sa,  in  questi
  giorni,  ripetutamente, sono stato artefice  di  sospensioni,  di
  incontri  formali o meno, sempre con l'obiettivo  di  individuare
  una  mediazione possibile, che accelerasse i lavori d'Aula,  così
  da   individuare  una  ipotesi  normativa,  frutto  di   un'ampia
  convergenza.
   Un  minuto  fa,  tuttavia, l'Aula si è  già  pronunziata  ed  ha
  votato  il  prosieguo dei lavori, bocciando così la richiesta  di
  sospensione  avanzata dall'onorevole Speziale. Non è ipotizzabile
  che,  a  distanza  di un minuto, l'Aula si determini  in  maniera
  diversa e, pertanto, non posso accogliere la sua richiesta.


   Presidenza del vicepresidente Fleres

   Presidenza del vicepresidente Crisafulli


   Onorevoli   colleghi,  per  assenza  dall'Aula  dei   firmatari,
  decadono gli emendamenti: 2.18, 2.48, 2.49, 2.56, 2.36, 2.9, 2.6,
  2.19, 2.34, 2.20 e 2.35.
   Dichiaro preclusi gli emendamenti 2.7, 2.21 e 2.33.
   Per  assenza  dall'Aula  dei  firmatari,  decadono  inoltre  gli
  emendamenti: 2.3, 2.50, 2.22, 2.29, 2.30, 2.31. 2.32,  2.55  bis,
  2.24 e 2.27.
   Pongo in votazione l'articolo 2.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Onorevoli   colleghi,   sospendo  la  seduta,   avvertendo   che
  riprenderà alle ore 17.15.

       (La seduta, sospesa alle ore 16.45, è ripresa alle ore
                               17.50)

                        La seduta é ripresa.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi, per  esigenze  di  omogeneità,
  propongo il prelievo dell'articolo 12.
   Non sorgendo osservazioni, si procede in tal senso.
   Ne do lettura:
                            «Articolo 12

   1.  Dopo  l'articolo 59 della legge regionale 20 marzo 1951,  n.
  29,  e  successive  modifiche  ed  integrazioni,  è  inserito  il
  seguente:

                          'Articolo 59 bis
           Casi di elezioni plurime degli stessi candidati

   1. Quando  uno stesso candidato risulti eletto sia in una  lista
      regionale,  sia  in  una  lista provinciale,  prevale  sempre
      l'elezione nella lista regionale'».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -dagli onorevoli Raiti, Ferro, Morinello, Miccichè:
   emendamento 12.1, soppressivo dell'articolo;

   -dall'onorevole Pistorio:
   emendamento 12.3, soppressivo dell'articolo;

   -dagli onorevoli Barbagallo e Tumino:
   emendamento 12.4, soppressivo dell'articolo.

   SPAMPINATO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPAMPINATO.  Signor  Presidente, vorrei chiedere  ai  pochissimi
  colleghi  deputati presenti, considerato  l'oggetto dell'articolo
  12  -  a parte l'onorevole Antinoro che ne ha chiesto il prelievo
  -  se  si rendono conto che forse é eccessivo procedere con sette
  deputati presenti in Aula.
   Non  c'é  la possibilità di chiedere il numero legale,   quindi,
  se  lei,  signor Presidente,  lo reputasse opportuno, considerata
  anche  l'importanza della legge, chiederei una   sospensione  per
  dare  la  possibilità ai deputati di ascoltare il richiamo  della
  campanella e, quindi, di arrivare all'interno del Palazzo.

   BALDARI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   BALDARI.  Signor  Presidente, prendo la  parola  brevemente  per
  esprimere  la  mia  posizione  concorde   con  la  volontà  della
  Presidenza di andare avanti con i lavori, anche perché  il  testo
  dell'articolo 12 sarebbe dovuto essere inserito nell'articolo 2.

   PRESIDENTE.    Pongo   congiuntamente    in   votazione    gli
  emendamenti 12.3, 12,4 e 12.1. di identico contenuto.
   Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                        (Non sono  approvati)

   Pongo in votazione l'articolo 12.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                             «Articolo 3.

    1.  Dopo l'articolo 1 bis della legge regionale 20  marzo
  1951,  n.  29,  e  successive modifiche ed integrazioni,  è
  inserito il seguente:

    'Art. 1 ter. - Collegamento fra le liste regionali  ed  i
  gruppi  di  liste  provinciali -  1.  La  presentazione  di
  ciascuna  lista  regionale deve, a pena di nullità,  essere
  accompagnata dalla dichiarazione di collegamento con almeno
  un  gruppo di liste validamente presentate con il  medesimo
  contrassegno  in  non  meno  di cinque  collegi  elettorali
  provinciali.

    2.   Più   gruppi  di  liste  concorrenti   nei   collegi
  provinciali  possono  coalizzarsi in ambito  regionale  per
  esprimere  un  candidato comune alla carica  di  Presidente
  della  Regione,  che  è il capolista di  una  comune  lista
  regionale. Il legame che intercorre tra i diversi gruppi di
  liste provinciali e la comune lista regionale è esplicitato
  attraverso  reciproche dichiarazioni di  collegamento,  che
  sono valide soltanto se concordanti.

    3.  Quando  l'elettore  ometta di votare  per  una  lista
  regionale,  il  voto  validamente espresso  per  una  lista
  provinciale si intende espresso anche a favore della  lista
  regionale  che  risulta collegata con la lista  provinciale
  votata.»

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -dagli onorevoli Raiti, Ferro, Morinello, Miccichè:
   emendamenti 3.6 e 3.8, soppressivi dell'articolo;

   -dagli onorevoli Barbagallo e Tumino:
   emendamento 3.20, soppressivo dell'articolo;

   -dall'onorevole Pistorio:
   emendamento 3.16, interamente sostitutivo;

   -dagli onorevoli Forgione e Liotta:
   emendamenti 3.1; 3.2; 3.3;

   -dagli onorevoli Ferro, Morinello, Miccichè:
   emendamenti 3.10; 3.9; 2.25;

   -dagli onorevoli Morinello, Ferro, Raiti:
   emendamenti  3.14; 3.15; 3.11; 3.12; 3.7; 3.13;

   -dagli onorevoli, Ortisi, Papania, Manzullo ed altri:
   emendamenti  3.5; 3.4.

   Onorevoli  colleghi,  dichiaro preclusi gli  emendamenti  3.6,
  3.8, 3.20, 3.16 e 2.25.

   Si passa all'emendamento 3.1.

   FORGIONE. Chiedo la verifica del numero legale.

   PRESIDENTE. La richiesta non risulta appoggiata a  termini  di
  Regolamento.
   Pongo in votazione l'emendamento 3.1.
   Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

   Dichiaro  preclusi gli emendamenti 3.14, 3.10,   3.15,   3.11,
  3.12 e 3.2.
   Pongo  congiuntamente in votazione gli emendamenti  3.9,  3.3,
  3.5, 3.7 e 3.13, di identico contenuto.
   Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                        (Non sono approvati)

   Si passa all'emendamento 3.4.

               Richiesta di verifica del numero legale

   FORGIONE. Chiedo la verifica del numero legale.

     (Alla richiesta si associano gli onorevoli   Oddo, Papania,
                         Spampinato, Raiti)

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,  indìco  la  votazione per la  verifica  del  numero
  legale.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della verifica

    PRESIDENTE  Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti            33

   Comunico  che  gli  onorevoli  Cintola,  Infurna,  Leontini  e
  Incardona sono presenti, anche se il sistema elettronico non ha
  rilevato la presenza.
   L'Assemblea  non  è  in  numero legale;  pertanto  la  seduta  è
  rinviata di un'ora.

    (La seduta, sospesa alle ore18.00, è ripresa alle ore 19.25)

    PRESIDENTE  La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Fleres

   Presidenza del vicepresidente Crisafulli


                       Sull'ordine dei lavori

    CRISAFULLI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRISAFULLI  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ho  chiesto
  d'intervenire  sull'ordine dei lavori nel tentativo  di  favorire
  una  ripresa complessiva dell'attività legislativa che  metta  in
  condizione  l'Aula di varare, nel più breve tempo  possibile,  la
  riforma del testo elettorale.
   Su  questo  obiettivo si stanno impegnando non  solo  l'Aula  ma
  anche le forze politiche che in Aula trovano rappresentanza.
   In  relazione  a  questa necessità ed ai passaggi  che  si  sono
  consumati,  avendo già votato l'articolo 2 e parte  dell'articolo
  3,  ritengo necessario - se non necessario, utile - che i  lavori
  d'Aula, questa sera, possano essere sospesi per riprendere domani
  mattina.  Ciò consentirebbe ai gruppi parlamentari ed ai  partiti
  di  riflettere e di riorganizzare i lavori in vista della ripresa
  dell'attività legislativa.
   Mi  permetto  di  avanzare questa ipotesi ai  colleghi  ed  alla
  presidenza dell'Assemblea, convinto che abbiamo tutti,  a  questo
  punto,  l'interesse  di  snellire le  procedure  per  cercare  di
  ricomporre  il  clima  interno ai lavori parlamentari  e  varare,
  quindi, la legge nel più breve tempo possibile.
   Confido nell'atteggiamento della Presidenza e dei colleghi e  mi
  permetto  di  insistere nella richiesta di un rinvio  dei  lavori
  d'Aula a domani mattina - solito orario - e poi la Presidenza  si
  determinerà di conseguenza.

    PRESIDENTE     Onorevoli    colleghi,    c'é    una    proposta
  dell'onorevole Crisafulli che mira a verificare la possibilità di
  una  ulteriore  mediazione rispetto ai passaggi successivi  della
  legge.
   Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.

                         Annunzio di mozione

    PRESIDENTE   Comunico  che  è stata presentata  la  mozione  n.
  307   Iniziative  presso il Ministro per  le  Infrastrutture   in
  relazione  alle opere connesse all'ipotesi progettuale del  Ponte
  sullo  stretto  di  Messina ,  degli onorevoli  Bennati,  Fleres,
  Formica e Sbona.
   Avverto che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno  della
  seduta successiva, perché se ne determini la data di discussione.

   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a domani,  giovedì  22
  luglio 2004, alle ore 10.30, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Fleres

   Presidenza del vicepresidente Crisafulli


       I   - Comunicazioni.

       II   - Discussione dei disegni di legge:

         1)  Norme per l'elezione del Presidente della Regione siciliana a
             suffragio   universale  diretto.   Nuove norme per l'elezione
             dell'Assemblea regionale siciliana. Modifiche ed integrazioni
             alla   legge  regionale  20   marzo 1951, n. 29 e  successive
             modificazioni.  (nn. 850-265-338-409-480-498-641-642-660-669-
             775-779/A) (Seguito)
         2)  Schema di progetto di legge costituzionale  da   proporre, ai
             sensi dell'articolo 18 dello Statuto, al Parlamento nazionale,
             recante  Modifiche allo Statuto della Regione'.  (nn. 580-472
             578-602-652/A) (Seguito).

                  La seduta è tolta alle ore 19.30.

        Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 21.00