Presidenza del presidente Lo Porto
PAFFUMI segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Congedi
PRESIDENTE Comunico che gli onorevoli Miccichè, Castiglione,
Leontini, Cascio e Maurici hanno chiesto congedo per la seduta
odierna.
Comunico, altresì, che l'onorevole Manzullo ha chiesto congedo
per le sedute dal 27 luglio al 10 agosto 2004.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono pervenute le seguenti risposte
scritte:
- da parte dell'Assessore per la Sanità:
N. 1656 - Interventi presso la Direzione generale della ASL n.
9 di Trapani per il rapido conferimento dei compiti inerenti
all'assegnazione del pediatra di base.
Firmatario: Oddo Camillo;
- da parte dell'Assessore per il Territorio:
N. 1125 - Interventi per risanare la discarica abusiva
individuata nell'area verde nei pressi di Piazza Immacolata a
Giarre (CT).
Firmatari: Fleres Salvatore; Maurici Giuseppe; Catania
Giuseppe;
N. 1247 - Realizzazione, da parte dell'Amministrazione
provinciale di Palermo, del progetto di riqualificazione e
risanamento del litorale costiero fra la foce del fiume Oreto ed
il Comune di Ficarazzi (PA).
Firmatario: Orlando Leoluca;
N. 1261 - Notizie circa le disposizioni che s'intendano
adottare a seguito della nuova ordinanza della Capitaneria di
porto di Palermo per la disciplina degli accosti nel golfo di
Palermo.
Firmatari: Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe;
N. 1267 - Indagine in ordine alla discarica abusiva, con
sospetti rifiuti tossici, nella frazione di Lavinaio (Aci S.
Antonio - Catania).
Firmatario: Fleres Salvatore;
N. 1340 - Notizie circa l'ipotizzato acquisto di azioni del
C.E.O.M. da parte della Regione siciliana.
Firmatario: Barbagallo Giovanni;
N. 1359 - Iniziative per accelerare i lavori di ripristino
della spiaggia di Guidaloca (TP).
Firmatari: Sammartino Bartolomeo.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al
resoconto stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato il seguente
disegno di legge:
Istituzione delle stanze della legalità (n. 901)
- di iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Papania, Ortisi, Manzullo,
Spampinato, Vitrano, Oddo, Fratello in data 26 luglio 2004.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
numero 1793 - Interventi straordinari a sostegno della
cooperativa sociale 'Placido Rizzotto-Libera Terra' per i danni
provocati dall'incendio del 19 luglio 2004.
- Presidente Regione
Firmatari: Cracolici Antonino; Speziale Calogero; Capodicasa
Angelo; Crisafulli Vladimiro; De Benedictis Roberto; Giannopolo
Domenico; Oddo Camillo; Panarello Filippo; Villari Giovanni; Zago
Salvatore;
numero 1794 - Modifica delle procedure per l'elaborazione della
graduatoria relativa al bando POR Sicilia 2000-2006 - Misura
4.06/2003: 'Investimenti aziendali per l'irrobustimento delle
filiere agricole e zootecnica' e revisione della graduatoria
relativa.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
Firmatario: Zago Salvatore.
Le interrogazioni testé annunziate saranno iscritte all'ordine
del giorno per essere svolte al loro turno.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
numero 187 - Iniziative del Governo regionale al fine di
sollecitare il Governo nazionale a potenziare gli strumenti di
contrasto al fenomeno mafioso in provincia di Trapani.
- Presidente Regione
Firmatari: Papania Antonino; Orlando Leoluca.
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il Governo
abbia dichiarato di respingere l'interpellanza o abbia fatto
conoscere il giorno in cui intende trattarla, l'interpellanza
stessa sarà iscritta all'ordine del giorno per essere svolta al
suo turno.
Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE Comunico che, con nota del 22 luglio 2004,
pervenuta alla Segreteria Generale dell'ARS in pari data (ed
assunta con prot. n. 12743 del 23 luglio 2004), l'onorevole
Sergio D'Antoni ha fatto sapere di aderire, con decorrenza 1
agosto 2004, al Gruppo parlamentare Misto.
Avverto, pertanto, che con pari decorrenza l'onorevole D'Antoni
cessa di far parte del Gruppo parlamentare "Sicilia
Democratica .
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di dimissioni da Gruppo parlamentare
PRESIDENTE Comunico che, con nota del 27 luglio 2004,
pervenuta a questa Presidenza in pari data, l'onorevole
Salvatore SANZERI ha reso noto che, con decorrenza 1 agosto
2004, cesserà di far parte del Gruppo parlamentare "Patto per
la Sicilia".
Conseguentemente, con pari decorrenza, lo stesso deputato sarà
iscritto d'ufficio al Gruppo Misto, fino a diversa sua
comunicazione.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE Comunico che, con nota del 27 luglio 2004,
pervenuta a questa Presidenza in pari data, l'onorevole
Giovanni CRISTAUDO ha reso noto di aderire al Gruppo parlamentare
Misto.
Conseguentemente, lo stesso deputato cessa con pari decorrenza
di far parte del Gruppo parlamentare di "Nuova Sicilia .
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di richiesta di mantenimento di Gruppo
parlamentare
PRESIDENTE Comunico che, con nota del 27 luglio 2004,
pervenuta a questa Presidenza in pari data, gli onorevoli
Alberto ACIERNO, Eleonora LO CURTO e Domenico ROTELLA hanno
chiesto, ai sensi dell'articolo 23, comma 3, del Regolamento
interno dell'ARS, la continuità del Gruppo parlamentare
denominato Nuova Sicilia .
La relativa richiesta sarà posta all'ordine del giorno di una
prossima riunione del Consiglio di Presidenza.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa agli ordini del giorno numeri 356 e 375
PRESIDENTE Comunico che in riferimento all'ordine del giorno
n. 356 Campagna promozionale in favore della possibilità di
acquistare i farmaci c.d. generici' , approvato dall'Assemblea
nella seduta n. 179 del 20 dicembre 2003, l'Assessore per la
sanità, con nota prot. n. 1448/GAB, S.T. del 19 luglio 2004,
pervenuta alla Segreteria generale dell'ARS il 22 luglio
successivo (ed assunta con prot. n. 12742/Aula del 23 luglio
2004), ha comunicato, tra l'altro, che sono già stati emanati gli
atti risolutivi delle problematiche evidenziate nell'ordine del
giorno citato.
L'Assemblea ne prende atto.
In riferimento all'ordine del giorno numero 375 Interventi al
fine di fronteggiare il blocco della movimentazione degli animali
ricettivi alla Blue Tongue' , approvato dall'Assemblea nella
seduta n. 190 del 10 marzo 2004, l'Assessore per la sanità, con
nota prot. n. 1449/GAB Segr. Tecn. del 19 luglio 2004,
pervenuta alla Segreteria generale dell'ARS il 22 luglio
successivo (ed assunta con prot. n. 12741/Aula del 23 luglio
2004), ha rappresentato di aver dato seguito all'ordine del
giorno citato.
L'Assemblea ne prende atto.
Informo che il testo integrale delle suddette note sarà
pubblicato in allegato al resoconto stenografico della presente
seduta.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Presidenza del presidente Lo Porto
Seguito della discussione del disegno di legge «Norme per
l'elezione del Presidente della Regione siciliana a suffragio
universale diretto. Nuove norme per l'elezione dell'Assemblea
regionale siciliana. Modifiche ed integrazioni alla legge
regionale 20 marzo 1951, n. 29 e successive modificazioni» (nn.
850-265-338-409-480-498-641-642-660-669-775-779/A)
PRESIDENTE Si passa al punto secondo all'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di
legge «Norme per l'elezione del Presidente della Regione
siciliana a suffragio universale diretto. Nuove norme per
l'elezione dell'Assemblea regionale siciliana. Modifiche ed
integrazioni alla legge regionale 20 marzo 1951, n. 29 e
successive modificazioni» (nn. 850-265-338-409-480-498-641-642-
660-669-775-779/A), posto al numero 1).
Invito i componenti la prima Commissione Affari Istituzionali
e la Commissione speciale per la revisione dello Statuto
regionale a prendere posto al banco delle Commissioni.
Ricordo che l'esame del disegno di legge si era interrotto
nella seduta n. 226 del 21 luglio 2004, in sede di esame degli
emendamenti all'articolo3.
Resta da votare l'emendamento 3.4.
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Leontini,
Cintola, Formica, Acierno e Pistorio l'emendamento aggiuntivo 3
bis.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, intervengo per rilevare che
l'emendamento aggiuntivo 3 bis, a firma dei deputati Leontini,
Cintola, Formica ed altri, è da considerare inammissibile in
quanto presentato fuori termine.
Aggiungo che in questa fase - lo ricordo all'Aula - possono
presentare emendamenti solo la Commissione e il Governo..
PRESIDENTE Onorevole Speziale, leggo testualmente l'articolo
112, comma 7, del Regolamento interno: I termini di cui ai commi
precedenti non si applicano alla presentazione di emendamenti da
parte del Governo e della Commissione tendenti alla
rielaborazione degli articoli nonchè degli emendamenti e dei
subemendamenti presentati .
PISTORIO C'è anche la mia firma, signor Presidente.
FORGIONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Onorevole Forgione, l'onorevole Speziale ha
sollevato la questione della irricevibilità di un emendamento che
non corrisponde ai requisiti del comma 7 dell'articolo 112.
PISTORIO Chiedo di parlare.
CRACOLICI A che titolo parla?
PISTORIO Parlo a nome della Commissione Statuto.
CRACOLICI Lei non ha titolo per parlare a nome della
Commissione competente.
PISTORIO Il disegno di legge in materia elettorale prevede
l'esame congiunto da parte della prima Commissione e della
Commissione Statuto.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, non apro un dibattito, si
tratta di verificare l'applicazione dell'articolo 110 del
Regolamento che così recita: I richiami riguardanti l'ordine del
giorno, il Regolamento o la priorità delle votazioni hanno la
precedenza sulle questioni principali. In questi casi non possono
parlare, dopo la proposta, che un oratore contro ed uno a favore,
e per non più di dieci minuti ciascuno .
PANARELLO Qual è la proposta?
FORGIONE L'applicazione del Regolamento.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, trattandosi di richiamo al
Regolamento, posso dare la parola ad un deputato a favore e ad
uno contro.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Pistorio.
PISTORIO Signor Presidente, se non ricordo male, la
competenza sulla materia elettorale è congiunta da parte della
prima Commissione e della Commissione Statuto.
ORLANDO Chiedo che si acquisisca il verbale della
Commissione.
PISTORIO Signor Presidente, preciso di aver sottoscritto,
nella qualità di Vicepresidente facente funzioni delle
Commissione speciale per la riforma dello Statuto, l'emendamento
aggiuntivo 3 bis.
FORGIONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo si
stiano consumando atti gravi in quest'Aula. Tutto può fare la
Presidenza, tranne che determinare dei precedenti che
rappresentano una violazione del Regolamento.
Non c'è la proposta di dichiarare inammissibile un emendamento
ma la richiesta di dire se questo emendamento, secondo il
Regolamento, è ammissibile o meno. Il Regolamento, signor
Presidente, lo ha letto lei e non credo che possa essere
interpretata la norma regolamentare, testè letta, nè che l'Aula
si possa pronunciare su quanto è scritto nel Regolamento.
Vorrei ricordare, altresì, all'onorevole Pistorio che la
Commissione Statuto solo in fase istruttoria è associata alla I
Commissione Affari Istituzionali , per quanto riguarda la legge
elettorale; ma la depositaria della legislazione in materia di
riforma elettorale é la I Commissione. E vorrei ricordare inoltre
all'onorevole Pistorio che anch'io faccio parte della Commissione
Statuto e che questa Commissione non si riunisce da oltre
quindici giorni perché ha dato priorità alla legge elettorale.
Quindi, noi non possiamo creare due precedenti nello stesso
tempo: una prima violazione palese del Regolamento quando si
accetta, in questa fase della discussione della legge, che
possano presentare gli emendamenti i Capigruppo i quali non
possono più farlo; la seconda violazione del Regolamento é
consentire, senza che venga riunita la Commissione elettorale e
anche la Commissione Statuto, che il Presidente possa arrogarsi
il diritto di firmare a nome della Commissione.
Per questo, signor Presidente, non mi pronuncio né a favore,
né contro alla proposta dell'onorevole Speziale perché, qualora
lo facessi, legittimerei che c'é una proposta.
Non c'é una proposta, c'é solo la richiesta di attenersi al
Regolamento e io le chiedo formalmente di essere il garante del
Regolamento
PRESIDENTE Onorevole Forgione, ci siamo compresi benissimo,
in quanto abbiamo parlato di richiamo al Regolamento, non di
proposte regolamentari.
D'AQUINO assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
D'AQUINO assessore per la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il
Governo su questa normativa ha cercato di seguire gli sviluppi
dell'Aula. Cinque autorevoli Capigruppo hanno presentato una
proposta che merita di essere discussa, pertanto, il Governo fa
proprio l'emendamento aggiuntivo 3 bis.
(Proteste in Aula)
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, vorrei invitare l'Aula al
massimo di serenità e di senso di responsabilità. C'é stata una
posizione del Governo che, di fatto, é un invito ai presentatori
di ritirare la loro firma, avendo il Governo deciso di fare
proprio l'emendamento. Se dobbiamo continuare in un clima
costruttivo di serenità abbiamo la possibilità di capire il
problema e di averlo risolto anche dal punto di vista
regolamentare. Se c'é bisogno di ulteriori accertamenti io posso
concedere una sospensione di cinque minuti.
Onorevole Cracolici, ho un interesse soltanto: portare avanti
un disegno di legge e non di boicottarlo
CRACOLICI Anch'io
PRESIDENTE Il suo, però, è un metodo di azione parlamentare
che fa pensare ad altro
A questo punto delle due l'una: o tentiamo di trovare una via
di accordo, perché negare al Governo il diritto di presentare ...
CRACOLICI Non certo in materia di legge elettorale
PRESIDENTE Ma questo é un fatto politico, non é un fatto
regolamentare Se la maggioranza chiede di riunire la Commissione
per farlo sottoscrivere dalla Commissione, lei dirà che si
tratta di legge elettorale
SPEZIALE Chiedo di parlare.
.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, ad inizio di seduta, dopo la
fase preliminare, lei ha letto un emendamento a firma di deputati
autorevoli, ma pur sempre di deputati. Le ho fatto osservare che
il Regolamento non prevede la fattispecie di presentazione di
emendamenti da qualsiasi deputato nella fase in cui già siamo in
fase di discussione dell'articolato se non da parte, per
riscrittura, della commissione e del Governo.
Lei ha letto l'articolo del Regolamento che, sostanzialmente,
dava ragione alla mia tesi. Per cui il problema non è qual è la
prerogativa del Governo; intanto, evitiamo di stabilire questo
precedente perchè se lei lo fa ora, domani per qualsiasi legge in
fase già di elaborazione del testo a qualsiasi deputato dovrà
dare la possibilità di presentare emendamenti.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, ho letto il comma 7 e le ho
dato atto che il rilievo è esatto; il Governo ha appena
dichiarato che fa proprio l'emendamento, è su questo che mi deve
dare una risposta
CRACOLICI . Lei lo deve dichiarare improponibile
SPEZIALE L'emendamento a firma dell'onorevole Cintola e di
altri colleghi in questo momento è carta straccia Non essendo
ricevibile l'emendamento, il Governo non può farlo proprio; il
Governo può presentare un emendamento, anche lo stesso, è nelle
sue prerogative, poi, farò osservare al Governo che in materia
elettorale sarebbe utile che lo stesso evitasse di assumere
provvedimenti di merito, ma questa è un'altra questione.
In questo momento all'esame dell'Aula non c'è alcun
emendamento, non essendoci alcun emendamento il Governo non può
far proprio un emendamento inesistente
Signor Presidente - ripeto - lei dichiara irricevibile
l'emendamento, dopodichè se il Governo chiede la sospensione dei
lavori si sospendono i lavori e presenta l'emendamento.
CINTOLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi stupisco e
mi rammarico in quanto comprendo che si possa fare tutto in
quest'Aula, ma non possiamo assolutamente andare contro i
regolamenti e non si può fare che una minoranza voglia
pervicacemente diventare maggioranza senza voti, questo non è
possibile
Una cosa è certa: questa legge la facciamo
PANARELLO Però rispettando le regole
CINTOLA Rispettando le regole ed anche voi dovete
rispettarle
L'emendamento, con la firma del Presidente della Commissione
(lo avete dimenticato questo, forse anche qualcuno dei funzionari
lo ha dimenticato), onorevole Pistorio, era valido ancor più
perché accompagnata dalla firma di altri quattro capigruppo che
hanno inteso firmare per dire che una maggioranza è su quelle
posizioni.
Voglio ancora aggiungere che se fosse solo ed esclusivamente un
motivo serio di vulnus del Regolamento, allora in cambio di
pensare che le vostre divisioni interne debbano ricadere
sull'Aula e sulla Sicilia vi dico no, perché nel momento in cui
il Governo l'ha fatto proprio, voi non avreste potuto e dovuto
aggiungere nulla, in quanto il Regolamento recita che
quell'emendamento, fatto proprio dal Governo, è materia ormai
d'Aula, è materia sulla quale si possono chiedere le 24 ore per
approfondimenti, per i subemendamenti per tutto il resto.
Ma il tema non è questo. Ci avete annunziato una cagnara, ci
avete annunziato il fatto che dovete fare l'opposizione per
l'opposizione, fatela è nei vostri diritti ma consentendo i
lavori d'Aula nei limiti del Regolamento stesso; altrimenti,
signor Presidente, noi vorremmo portare avanti un disegno di
legge che non discuta di unità che avete trovato sul due per
cento, perché sul tre non riuscivate a trovare, che dica che
questa è la legge dell'impero e del controimpero con una onorata
firma che è quella di Vladimiro Crisafulli, cioè di non avere più
elementi per parlare sol perché stiamo tentando di portare
avanti una legge che ha connotati di novità, di libertà, di
democrazia e non di liste fai da te, alle quali ultime si è
ridotto pure chi, in tempi diversi, pensava di essere il re delle
due Sicilie o il monarca assoluto della città di Palermo: è stato
sonoramente sconfitto dagli elettori con ottocentomila voti di
distacco tra Cuffaro e Orlando.
Allora, non andiamo in termini politici, andiamo in termini
statutari: avete fatto una osservazione, ci poteva essere qualche
dubbio, ma è stato superato dal Governo che ha fatto proprio
l'emendamento. Adesso lavoriamo, incontriamoci non con i muscoli
tesi, ma anche con la possibilità di modificare, di migliorare,
di azzerare, di annullare anche determinate condizioni se queste
condizioni in Aula verranno accolte e portate avanti. Ma
l'opposizione per l'opposizione a cosa serve? A fare vedere che
siete uniti e a fare vedere i muscoli? Ma nella realtà, quando
dovete fare una proposta, l'unità dov'è?
Quando abbiamo fatto la proposta del tre per cento ce l'avete
sbattuta in faccia dicendo che non vi serviva Quando abbiamo
fatto alcune eccezioni perché qualche partito con una sua storia
a livello nazionale avesse un percorso diverso, le avete
bocciate, questa è la verità Subito dopo avete capito che... e
ci avete portato nelle condizioni di fare il nostro dovere e di
tentare ancora in Aula, con le votazioni segrete, con gli
incontri, con gli scontri, ma sulle cose da fare non sulle parole
da dire.
Ecco perché invito il Presidente dell'Assemblea, che adesso
non ha più neppure lui potere perché nel momento stesso che il
Governo dichiara di voler fare proprio l'emendamento il
Regolamento ci consente di continuare i nostri lavori, di
procedere con la votazione dell'ultimo l'emendamento all'articolo
3. Poi si procederà all'esame dell'emendamento aggiuntivo,
trascorse le 24 ore si procederà all'esame dei subemendamenti,
tutti gli scontri possibili, però, sulle cose da fare.
Il tentativo che avevate portato avanti sull'emendamento
firmato dai quattro capigruppo e non dal Governo o dalla
Commissione vi è fallito per due motivi: perché quello che ha
detto l'onorevole Pistorio è giusto, perché è Presidente di
quella Commissione e, quindi, a maggioranza può firmare. Ma,
qualora ci fossero dubbi, il Governo interviene per un fatto
tecnico, perché non ci sia una strozzatura nel dibattito perché
noi non interveniamo sulla legge elettorale ma concediamo alla
democratica valutazione dell'Aula la possibilità di affrontare il
tema e di discuterlo, di approvare e di bocciare, e di rendere al
Presidente dell'Assemblea la facoltà, letto l'emendamento, di
poterlo dichiarare, in tutto o in parte, inammissibile.
Pertanto, Signor Presidente, il fatto di doverci ancora andare
a fare incontri o scontri, ritengo che sul piano regolamentare
sia ormai inutile, sia superato. Abbiamo il diritto-dovere di
procedere con l'esame del disegno di legge. E se dobbiamo restare
fino al 15 agosto - l'annunciamo sin d'ora - ci resteremo, ma la
legge la faremo
ORTISI Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei invitare
a un momento di riflessione serena. Non voglio fare un intervento
comizietto . C'é una svista di ortografia delle procedure e
cioè alcuni capigruppo hanno presentato un maxi emendamento. A
nulla vale il fatto che, in maniera posticcia, un Presidente
facente funzione della Commissione Statuto aggiunga la sua per
rendere valido il maxi emendamento. Né ad alcunché vale - lo
diceva l'onorevole Speziale - il fatto che il Governo lo faccia
suo, perché può farlo suo in un momento successivo - ed é questa
la contraddizione - alla manifesta irricevibilità
dell'emendamento medesimo.
Dunque, per non intralciare i lavori d'Aula, nel corso dei
quali spero che la maggioranza e l'opposizione si scontreranno in
maniera civile e democratica su un piano di sana dialettica, la
mia proposta è che, visto l'errore di procedura, si dichiari
l'emendamento irricevibile e, un secondo dopo, si riproponga il
medesimo secondo correttezza procedurale.
A mio avviso, ci sbrigheremmo prima, dal punto di vista anche
dei tempi. Isoliamo i comportamenti eccessivi dall'una e
dall'altra parte, perdiamo meno tempo e, soprattutto -
considerato che non finiremo di lavorare stasera, abbiamo altri
due anni di lavoro - non laceriamo il tessuto dei rapporti, non
solo istituzionali, ma anche umani.
PRESIDENTE Onorevole Ortisi, con la lettura del comma 7
dell'articolo 110, avevamo già detto che l'emendamento, così come
proposto, non era ammissibile. Tant'é che l'onorevole Pistorio ha
sostenuto l'opportunità di farlo proprio come Commissione ed il
Governo ha fatto altrettanto.
Condivido, però, la sua osservazione che un testo formale, ci
voglia e che, quindi, quello che non é ricevibile sia ritirato
dai firmatari.
FORMICA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi riteniamo
che in materia elettorale la forma é anche sostanza. Prendiamo
atto del rilievo che viene posto dai colleghi in merito alle
prescrizioni del Regolamento. Anche se, come firmatari di
quell'emendamento ritenevamo che bastasse la firma del Presidente
della Commissione, tuttavia, rendendoci conto che si tratta,
appunto, di materia elettorale e che vogliamo, come sempre,
rispettare alla lettera anche le sfumature del Regolamento -
perché non vi é dubbio che si tratti di una sfumatura
regolamentare -, ma forti di un rispetto di queste regole, noi
riteniamo di dovere ritirare le nostre firme, prendendo atto del
fatto che il Governo ha manifestato l'intenzione di firmare
questo emendamento e, quindi, immettere nella procedura dei
lavori d'Aula il pieno rispetto del Regolamento, così come
richiesto dagli onorevoli colleghi.
PRESIDENTE L'emendamento aggiuntivo 3 bis, è stato
sottoscritto dal Governo.
Si passa all'emendamento 3.4 a firma degli onorevoli Ortisi
ed altri. Lo pongo in votazione.
ORTISI Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, intanto mi
sembra irrituale non solo quello che è avvenuto ma anche il fatto
che un maxi emendamento ci porti a ventiquattro ore senza che
nessuno di noi lo abbia materialmente, e quindi questo è
indicativo di un malessere dell'Aula, il che annulla anche ogni
possibilità di ragionamento anche in ordine a questo emendamento
che noi abbiamo presentato.
Se avessimo letto il maxi emendamento avremmo potuto anche
trovarvici una indicazione riferita al nostro emendamento 3.4.
Tuttavia, cercheremo lo stesso di fare un ragionamento perché
resti alla storia, anzi alla geografia, perché questo Parlamento
ormai è fuori dalla storia: è dentro la geografica partitica.
Credo che questa potesse essere l'ultima possibilità di tentare
una legge bipartisan perché - l'abbiamo detto in parecchie
occasioni, le leggi di sistema devono essere bipartisan -
prevedeva che il voto confermativo, pur su una scheda unica, in
parte trovasse un compromesso fra coloro che erano per la doppia
scheda e coloro che erano per la scheda unica.
Fra l'altro, a nostro avviso, avrebbe sanato la contraddizione
che si è manifestata con l'articolo 1, laddove si parla di voto
diretto nei confronti del Presidente della Regione e che la
scheda unica impedisce di praticare.
L'emendamento in questione avrebbe sanato questo vulnus
costituzionale, perché avrebbe consentito un voto diretto. Perché
il voto confermativo nei confronti del candidato Presidente della
Regione e del listino, della lista regionale che a lui si
collega, avrebbe consentito l'espressione mirata. Cioè l'elettore
avrebbe così direttamente detto: non voto soltanto una lista ed
eventualmente un deputato su scala provinciale, ma do il mio
assenso al candidato fondamentale in un impianto presidenzialista
che è il candidato Presidente della Regione .
Questo non lo si vuole. E' l'ultimo appiglio per consentire un
prosieguo dei lavori che non laceri il tessuto. L'abbiamo detto
in parecchie occasioni, forse siamo scemi, forse siamo idealisti,
probabilmente siamo l'uno e l'altro, però crediamo che due anni
ulteriori di lavori meritino una certa attenzione.
Non faccio l'intervento politico del collega Cintola, perché
sarebbe molto facile dire che andare così diretti e in maniera
arrogante, sì, questa volta sana le contraddizioni del
centrodestra. Perché io personalmente, collega Cintola, come
deputato, non come deputato di centrosinistra o di centrodestra,
non accetterei mai di essere etero-diretto, e qui è aleggiato
fino ad un minuto fà e probabilmente leggerà anche da qui a 24
ore il fantasma che la legge possa continuare o non continuare
perché non si decide nel centrodestra in quest'Aula, ma fuori da
quest'Aula. Per cui eventualmente i problemi dei rapporti interni
noi li possiamo porre al centrodestra, non il contrario
Allora, abbiate almeno la decenza di coprire con un velo che
nasconda ciò che sta accadendo in quest'Aula. Anziché accusare il
centrosinistra, cerchiamo di recuperare un rapporto dialettico
buono che porti al rispetto reciproco.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, poichè l'argomento in
discussione riveste particolare importanza, darò la parola ai
deputati che lo richiedono purchè il numero delle iscrizioni a
parlare non sia eccessivo.
SPEZIALE Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono
d'accordo che sia una forzatura da parte nostra richiedere la
parola rispetto ad un argomento, che però voglio dire, molto
frettolosamene, nell'ultima occasione l'Aula aveva esaminato.
Convengo sul fatto che l'Aula debba il più possibile richiamarsi
alle regole e lei, che ne è il garante, deve farle rispettare.
Pertanto do atto che inizialmente ha dato un'interpretazione
corretta del Regolamento. Ha impedito una prova di forza dei
colleghi della maggioranza che, attraverso la logica della
rappresentanza della maggioranza e dei numeri, volevano far
passare un emendamento in palese violazione del Regolamento. Sta
tutto qui anche il significato della legge, signor Presidente.
Cos'è questa legge? Questa legge è il tentativo della
maggioranza di mostrare i muscoli senza voler dialogare, di
determinare un vulnus non regolamentare ma politico alla
dialettica, ai rapporti dialettici interni al Parlamento, e fino
al punto che cinque deputati della maggioranza pensano di poter
proporre un emendamento interamente sostitutivo del disegno di
legge e poi costringono il Governo - con il quale io avevo avuto
modo di parlare e che mi aveva rassicurato sul fatto che non
aveva alcuna intenzione di presentare maxiemendamenti - a farlo
proprio.
Il Governo, fino a questo momento, aveva assunto una posizione
corretta. Questa è una legge d'Aula ed è l'Aula che deve
esaminarla, modificarla ed approvarla: il Governo deve limitarsi
ad assumere un atteggiamento neutrale rispetto al merito del
provvedimento.
Stasera in quest'Aula si è verificato un fatto unico nei
Parlamenti e nei Consigli regionali, un fatto che non ha alcun
precedente, e cioè che il Governo ha fatto proprio un
maxiemendamento in materia di legge elettorale.
Ribadisco: è un fatto gravissimo
Su questo episodio voglio precisare qui in Aula che noi
costruiremo, giustamente, una denuncia politica all'esterno nel
Paese, perché non possiamo assolutamente tollerare che sulla base
di una visione del Governo di potere predisporre una legge di
convenienza per i partiti maggiori del centrodestra e del Governo
stesso si possa fare una legge.
Signor Presidente, non so perché il Governo abbia voluto far
proprio l'emendamento presentato dai colleghi della maggioranza,
non ne conosco il testo in quanto ci verrà ridistribuito nelle
prossime ore. Vorrei chiedere però al Governo di ripensare al
proprio orientamento; vorrei chiedere se, in presenza di numerosi
subemendamenti presentati all'emendamento del Governo, si abbia
l'intenzione di superare l'ostacolo ponendo la questione di
fiducia.
Signor Presidente, qui oggi stiamo sfiorando una logica folle
che viola qualsiasi prassi dei Parlamenti nazionali e dei
Consigli regionali.
In tutte le altre regioni, dalla Campania alla Toscana, si è
tentato un approccio il più largo e condiviso possibile. Proprio
nella regione Toscana, che si è già dotata di una legge
elettorale, si è cercato giustamente di approvare una legge
condivisa dalla stragrande maggioranza dei consiglieri regionali.
Invece qui ci troviamo di fronte ad una maggioranza, avallata
dal Governo, che in virtù di un principio di maggioranza tenta di
avallare una legge di convenienza stabilendo un precedente
pericoloso.
Se alle prossime elezioni il centrodestra perde, ci sarà un
Governo di centrosinistra che si farà una legge elettorale che
gli conviene, e così via di seguito. Assisteremmo allo spettacolo
impietoso di una legge elettorale ogni tre, cinque anni. Sarebbe
un fatto gravissimo
Ed è per questo che non riesco a comprendere l'atteggiamento
assunto dal Governo.
Non comprendo l'atteggiamento dei colleghi della maggioranza,
non comprendo l'atteggiamento dei Capigruppo della maggioranza
che avrebbero dovuto lavorare non mostrando i muscoli, ma con il
dialogo, cercando di determinare convergenze ampie sulla legge
elettorale. Tuttavia, ciò, non è stato possibile.
Questo impone a noi, forze di opposizione, di attrezzarci in
modo adeguato.
Leggeremo il maxiemendamento presentato dal Governo e se
dovesse contenere norme che cancellano il diritto di
rappresentanza di pari accesso, dell'alternanza uomo-donna nel
listino, se dovesse cancellare la presenza femminile nelle liste,
sconvolgendo l'impianto originario del disegno di legge,
ovviamente, da parte nostra ci sarà una netta opposizione in
quest'Aula, perché non possiamo fare leggi oscurantiste che vanno
indietro rispetto allo spirito della Costituzione italiana.
Proprio per questo - ribadisco - non ho compreso
l'atteggiamento assunto dal Governo di apporre la firma al
maxiemendamento.
Chiedo formalmente al Governo di ritirare la firma consentendo
così che il dialogo tra i Gruppi parlamentari possa continuare in
modo da varare una legge che sia condivisa dalla maggioranza e
dalla stragrande maggioranza dei parlamentari.
SPAMPINATO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi,
considerando la procedura atipica dei lavori di questa Assemblea
regionale - un andamento un po' isterico, eccessive
accelerazioni, brusche frenate e, spesso, repentine marce
indietro - inizio registrando proprio una marcia indietro e ne
spiegherò il perché, se i colleghi me ne danno la possibilità,
senza approfittare del tempo a disposizione sull'emendamento in
discussione, facendo riferimento all'intervento che concluse il
dibattito sull'articolo 1.
L'ultimo intervento fu quello dell'onorevole Acierno, il quale
faceva presente che, avendo votato l'articolo 1, si era previsto
per l'elezione del Presidente un voto diretto. Quindi, signor
Presidente, è cambiata l'angolazione del disegno di legge, ed io
auspico l'attenzione sia del Governo che della Commissione, ma
ritengo necessario che lei replichi alle cose dette in
quest'Aula, proprio prendendo spunto da questo mio intervento.
L'onorevole Acierno sollevava l'eccezione secondo cui l'avere
votato una norma che prevede il voto diretto per l'elezione del
Presidente della Regione fosse incompatibile con l'articolo al
nostro esame. Ma se consideriamo l'eccezione tipica, quella cioè
dell'articolo 48 della Costituzione - che credo anche l'estensore
di questo disegno di legge abbia fatta propria - per cui il voto
diretto evita il voto per delega, quindi per far venir meno una
prassi esistente, contenuta anche nello Statuto Albertino, allora
credo che l'eccezione dell'onorevole Acierno, in effetti, si
possa superare, quindi che vi sia compatibilità tra il voto
diretto e la norma che ci apprestiamo a votare.
Ritengo di essere stato utile al Governo superando un'eccezione
fatta, anche se non riproposta, dall'onorevole Acierno. Voto
diretto, dunque, significa voto che si deve esprimere
personalmente, e non attraverso una delega.
Intendo dare un aiuto alla Commissione - la quale forse non ne
ha bisogno - e al Governo per rilevare che, con il ruolo che
interpretiamo in qualità di opposizione, cerchiamo di dare il
nostro contributo affinché si possa - saremo idealisti - creare
la migliore delle leggi. Credo, inoltre, sia dignitoso per il
Parlamento che una eccezione posta in essere da qualsiasi
deputato, meriti una risposta, meriti di essere attenzionata,
perché è triste che spesso alle eccezioni avanzate o nessuno
risponde o, a volte, si esprime un laconico voto contrario, e
cioè il parere sfavorevole del Governo e della Commissione.
Per quanto riguarda l'emendamento da noi proposto ribadisco che
riteniamo l'articolo in esame, così come formulato, in contrasto
- per quanto riguarda la libertà del voto - con l'articolo 48
della Costituzione. L'elettore, in questa maniera, non avrebbe la
possibilità di esprimere liberamente il proprio voto in quanto
condizionato a dover esprimere una preferenza per un candidato
alla Presidenza della Regione.
In questi giorni, signor Presidente, ho avuto modo di leggere
che c'è una ricerca della regione Toscana o Umbria, se non
sbaglio - comunque di una regione cosiddetta rossa' - nella
quale è stato evidenziato come l'80 per cento dei voti espressi
nella lista provinciale, che automaticamente va alla lista
regionale e quindi al Presidente, viene dato in maniera
inconsapevole. L'elettore è convinto di non aver dato il voto a
nessuno dei candidati Presidenti.
Noi, oltre a volere un voto libero, vogliamo un voto
consapevole, signor Presidente. So che molti colleghi deputati la
pensano come me e quindi credo sia necessario un minimo di
riflessione e, soprattutto, un attimo di attenzione. La restante
percentuale è suddivisa tra coloro i quali sono costretti ad
esprimere un voto, consapevoli che il loro voto andrà ad uno dei
candidati, ma non lo segnano perchè non condividono nessuna delle
candidature. Soltanto una percentuale minima è data da coloro i
quali sono consapevoli di votare un Presidente votando soltanto
la lista regionale.
E' chiaro che la migliore soluzione per avere un voto libero
sarebbe stata la doppia scheda, ma noi non ne facciamo una
questione di bandiera: doppia scheda o unica scheda. Riteniamo
però che introducendo questo semplicissimo non , si possa dare,
nella legge elettorale, la possibilità agli elettori siciliani di
formulare un voto libero. Per queste ragioni dichiaro di votare
favorevolmente all'emendamento da me presentato, e gradirei avere
anche una risposta dal Governo, il quale si è assunto la
responsabilità politica di questa legge.
CRACOLICI Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, quanto lei ha appena precisato
contraddice il modo in cui si è aperta la seduta odierna.
Non capisco, nel momento in cui eravamo in fase di votazione di
un emendamento, perchè lei ha aperto l'Aula comunicando la
presentazione di un maxi o mini emendamento - non si conosce
ancora il testo - presentato da colleghi deputati e poi
addirittura fatto proprio dal Governo...
Quindi, mi permetto di ricordarle, signor Presidente,
PRESIDENTE Forse ha ragione sui tempi, onorevole Cracolici,
perché potevo darne comunicazione dopo la votazione
dell'emendamento. L'ho fatto prima per concedere i termini
regolamentari; le ricordo che di solito questa è una richiesta
dell'opposizione.
CRACOLICI Signor Presidente, tornando all'emendamento 3.4 -
perché sulle altre questioni ci sarà da discutere non solo dentro
ma anche fuori dall'Aula - voglio confermare il mio giudizio
positivo e chiedo di aggiungere la mia firma.
Capisco che quest'Aula è sorda a qualunque discussione di
merito, ma voglio ricordare che siamo in una situazione che
appare persino paradossale: qualunque elettore che si reca al
seggio elettorale ha diverse possibilità di voto, compreso il
fatto di astenersi nel voto, non soltanto dal voto.
Noi stiamo costruendo - ma per la verità era già preesistente -
un sistema nel quale l'elettore che si reca al seggio può
astenersi dal votare una lista al Parlamento siciliano, può
astenersi dal votare un candidato al Parlamento siciliano, ma non
può astenersi dal votare il Presidente anche se non lo vota.
Abbiamo quindi una condizione nella quale all'elettore viene
negato un principio e un diritto sacrosanto: l'astensione nel
voto; ci può essere un elettore che rispetta le opzioni proposte
dalle coalizioni dei candidati a Presidente della Regione, ma non
si riconosce in nessuno dei candidati stessi ed a quel punto si
vede comunque costretto a votarne uno, chiunque esso sia.
La proposta che con questo emendamento viene fatta non è la
doppia scheda ma il voto confermativo, ovvero il fatto che
l'elettore che si reca al seggio abbia nella stessa scheda la
possibilità di esprimere i due voti non solo in maniera disgiunta
ma dichiarando in maniera manifesta l'intenzione di voto sul
candidato a Presidente, anche perchè voglio ricordare che
l'introduzione dell'elezione diretta del Presidente della Regione
costituisce la principale novità istituzionale avvenuta dal 2001
in poi.
Ecco perchè riconoscere la libertà nel voto del singolo
elettore, attraverso il voto confermativo, costituisce un atto di
trasparenza anche del voto stesso.
Per questa ragione - non sto facendo ostruzionismo o usando il
tempo per parlare d'altro - credo che sia opportuno che l'Aula
prenda in considerazione questo emendamento.
Annuncio che chiederò - e spero che i miei colleghi appoggino
la mia richiesta - la votazione per scrutinio segreto
sull'emendamento 3.4, in maniera tale che l'Aula possa
liberamente esprimersi riconoscendo, attraverso questa norma, il
fatto che l'elettore che vuole votare un deputato possa astenersi
dall'esprimere il voto per il Presidente qualora i candidati non
rispondano ai requisiti o ai criteri da lui richiesti.
Pertanto voterò a favore dell'emendamento 3.4, a cui - ripeto -
chiedo di apporre la firma, in quanto è uno di quegli emendamenti
che considero strategico e importante per qualificare in maniera
innovativa la legge che stiamo varando, sempre che riusciremo a
vararla, dal momento che qualche dubbio, per come è iniziata
questa seduta, devo dire che comincio ad averlo.
Non so se la vera intenzione era quella di non fare alcuna
legge elettorale - probabilmente sì - ma ho l'impressione che ci
stiamo incartando tutti in questa direzione.
Intanto siamo all'emendamento 3.4, mi auguro che su questo
punto l'Aula possa esprimersi con libertà e giudizio.
Votazione per scrutino segreto dell'emendamento 3.4
CRACOLICI Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli De Benedictis,
Ferro, Granata, Oddo, Orlando, Ortisi, Panarello, Papania e
Spampinato)
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutino segreto
dell'emendamento 3.4.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti
.................................................................
.................. 67
Maggioranza 34
Favorevoli 28
Contrari
.................................................................
................................. 39
(L'Assemblea non approva)
PRESIDENTE Pongo in votazione l'articolo 3, nel testo
risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi é contrario si alzi.
(E' approvato)
Avverto che da questo momento decorre il termine fissato
dall'articolo 112, comma 5, del Regolamento interno per la
presentazione degli emendamenti.
Comunicazione relativa a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE Comunico che con nota inviata in data odierna
dall'onorevole Baldari alla Presidenza dell'Assemblea, lo stesso
dichiara di aderire alla richiesta di continuità del Gruppo
parlamentare Nuova Sicilia , ai sensi dell'articolo 23 del
Regolamento interno.
Presidenza del presidente Lo Porto
Sull'ordine dei lavori
SPEZIALE Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, ho letto velocemente il testo del
maxi-emendamento presentato dal Governo, e vorrei invitare la
Presidenza a valutarlo attentamente in quanto contiene norme già
approvate dall'Aula.
PRESIDENTE La seduta é rinviata a domani, mercoledì 28 luglio
2004, alle ore 17.30 con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
I - Comunicazioni.
II - Discussione dei disegni di legge:
Norme per l'elezione del Presidente della Regione siciliana a
suffragio universale diretto. Nuove norme per l'elezione
dell'Assemblea regionale siciliana. Modifiche ed integrazioni
alla legge regionale 20 marzo 1951, n. 29 e successive
modificazioni. (nn. 850-265-338-409-480-498-641-642-660-669-775-
779/A) (Seguito);
Schema di progetto di legge costituzionale da proporre, ai
sensi dell'articolo 18 dello Statuto, al Parlamento nazionale,
recante Modifiche allo Statuto della Regione'. (nn. 580-472-578-
602-652/A) (Seguito).
La seduta è tolta alle ore 20.25
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 22.40
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott. Giovanni Tomasello
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni
ODDO. - All'Assessore per la sanità, premesso che nell'isola
di Pantelleria è stata clamorosamente denunziata l'impossibilità
di assegnare il pediatra di base ai bambini nati negli ultimi
mesi;
tale impossibilità dipenderebbe dal collocamento a riposo
dell'impiegata della ASL 9 di Trapani addetta a tali procedure;
tale situazione perdura già da qualche mese e che i neonati
senza pediatra sarebbero già una trentina;
l'ufficio per le relazioni con il pubblico dell'ASL trapanese è
stato messo al corrente di tale disfunzione;
per sapere:
se non ritenga opportuno verificare le ragioni che in una ASL
siciliana possono determinare il protrarsi per un periodo tanto
lungo di situazioni di disagio che, per chi vive nelle isole,
diventano ancora più gravi;
se non valuti necessario intervenire presso la Direzione
generale della ASL 9 di Trapani per la rapida assegnazione del
compito precedentemente svolto dall'impiegata collocata in
pensione ad uno degli impiegati in servizio. (1656)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. Con riferimento alla interrogazione numero 1656,
l'Azienda sanitaria locale n. 9 di Trapani ha fatto sapere che,
pur nella precaria condizione di personale amministrativo del
Distretto sanitario di Pantelleria, da ascrivere essenzialmente
al blocco delle assunzioni di tale tipologia di personale imposto
dalla legge finanziaria per l'anno in corso, ha provveduto ad
assegnare altro operatore al disbrigo delle mansioni relative
alla scelta e revoca del medico generico e pediatra di libera
scelta.
Altresì, si è provveduto a contestare la responsabilità
dell'accaduto al direttore del Distretto di Pantelleria.
Tanto in evasione all'atto ispettivo.
L'Assessore CITTADINI
FLERES - MAURICI - CATANIA G. - Al Presidente della Regione,
all'Assessore per gli enti locali e all'Assessore per il
territorio e l'ambiente, premesso che:
- nell'estesa area verde nei pressi di Piazza Immacolata è
stato riversato un enorme quantitativo di cenere vulcanica;
- il deposito sembra sia stato effettuato dalle ditte
specializzate che hanno provveduto alla rimozione della terra
vulcanica nel territorio di Giarre;
- la cenere vulcanica ha effetti devastanti sulla
vegetazione esistente;
- oltre ai detriti vulcanici, nel polmone verde in questione,
sono stati rinvenuti rifiuti di ogni genere, compresi quelli
altamente nocivi quali rottami, lastre di eternit e batterie per
auto;
considerato che:
- la stessa Piazza Immacolata è in condizioni di assoluto
degrado, come ampiamente confermato dallo stato della
pavimentazione, ormai dissestata dall'incontrollato avanzare
della vegetazione;
- ulteriori discariche abusive sono state rinvenute, altresì,
nei pressi di via Lisi e lungo alcune strade di campagna, nelle
località di S. Maria e S. Giovanni Montebello;
- in particolare nei pressi del torrente Macchia è stata
individuata un'altra discarica abusiva che, più delle altre,
rischia di inquinare non semplicemente il corso fluviale in
questione, ma anche le falde acquifere;
per sapere:
- quali provvedimenti si intendano porre in essere per
bonificare l'area verde localizzata nei pressi di Piazza
Immacolata, salvaguardandone il delicato equilibrio ambientale;
- se le ditte specializzate che hanno effettuato il deposito
della cenere vulcanica nella suddetta area verde, siano state
preventivamente autorizzate e, se si, quale autorità abbia
concesso l'autorizzazione. (1125)
Risposta. Con riferimento alla interrogazione numero 1125, si
rappresenta che il Comune di Giarre ha disposto lo smaltimento
della sabbia vulcanica tramite ditte specializzate e che la
stessa è stata conferita dalle ditte nell'area adiacente la
piazza Immacolata e il torrente Macchia, giusta autorizzazione
del sindaco pro tempore.
Il materiale vulcanico così depositato e ripulito da materiale
solido o inorganico è stato quindi spianato e successivamente
ricoperto da uno strato di terra vegetale, in modo da
ripristinare lo stato dei luoghi originari e nel rispetto
dell'impatto ambientale.
L'Assessore PARLAVECCHIO
ORLANDO. - Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
territorio e l'ambiente, premesso che:
con avanzo di amministrazione del 1997, l'Amministrazione
provinciale di Palermo ha finanziato, per l'importo di circa 5
miliardi di lire, un progetto per interventi di risanamento del
litorale marino compreso fra la foce del fiume Oreto ed il comune
di Ficarazzi, il cui progetto esecutivo è stato approvato
nell'aprile del 1998;
con una successiva Conferenza di servizi del giugno 1998, cui
hanno preso parte anche rappresentanti dell'Assessorato regionale
territorio e ambiente, sono stati acquisiti tutti i pareri
necessari e si è rimandato ad una delibera del Consiglio comunale
di Palermo per la verifica della conformità agli strumenti
urbanistici;
tale delibera del Consiglio comunale di Palermo è stata
adottata il 29 settembre 1999 e con essa il progetto è stato
approvato 'ai sensi delle norme di attuazione della variante di
adeguamento approvata con D.A. Territorio e Ambiente 598/1996 e
in conformità all'art. 22 delle norme di attuazione della
Variante generale adottata con delibera 45/1997';
nonostante siano stati esperiti tutti i passi formali per il
concreto avvio dell'opera, da parte della Provincia regionale di
Palermo non è stata bandita la relativa gara d'appalto, restando
inutilizzate le somme già destinate;
considerato che il progetto ha un'alta valenza sociale oltre
che ambientale poichè comporterebbe sia il recupero del
territorio che la sua destinazione alla vocazione naturale della
fruizione balneare e a supporto delle residue attività di pesca
con la realizzazione di opere sia fisse che mobili-stagionali;
per sapere se non ritengano di dover sollecitare
l'Amministrazione provinciale di Palermo a dar seguito alle
delibere già assunte per la realizzazione del progetto di
riqualificazione e risanamento del litorale costiero fra la foce
del fiume Oreto ed il Comune di Ficarazzi e, qualora questa non
intenda farlo, a chiarirne i motivi e a destinare le somme già
impegnate ad altre attività di uguale valenza sociale. (1247)
Risposta. Con riferimento alla interrogazione numero 1247, si
rappresenta che, con istanza del 13 gennaio 2004,
l'Amministrazione provinciale di Palermo ha reiterato la
precedente richiesta di concessione risalente al 1998, fino ad
oggi sospesa per il mancato interesse della stessa.
L'Amministrazione in questione ha presentato nuova
documentazione tecnica relativa ai tratti della via Messina
Marine compresi:
tra la Colonna dell'Immacolata ed il Lido Trieste, per una
superficie di mq. 27.774;
tra la via Ferrari Orsi e la via Albricci, per una superficie
di mq. 12.670;
per lo specchio acque prospiciente a quest'ultima area, per una
superficie di mq. 302.
In relazione alla nuova istanza sono state già avviate le
procedure all'evidenza pubblica in ottemperanza all'articolo 7
della legge regionale 4 del 2003.
Nella riunione tenutasi presso la Capitaneria di Porto di
Palermo in data 4 febbraio 2004, l'Amministrazione provinciale ha
chiarito che è proprio intendimento affidare la gestione delle
attrezzature, delle strutture e degli eventuali arredi mobili
previsti nel progetto, a società a partecipazione pubblica tra le
quali vi è la Società Palermo Energia S.p.A. , gruppo operante
sul territorio della provincia di Palermo di cui
l'Amministrazione provinciale detiene il 51 per cento.
Inoltre, con nota prot. 32013 del 12 marzo 2004, la stessa
Amministrazione ha chiarito che la manutenzione ordinaria sarà
effettuata dalla stessa Società, mentre, per la manutenzione
straordinaria delle strutture balneari, verrà inserita in
bilancio la somma necessaria allo scopo.
Infine, tenuto conto del fatto che una parte dell'intervento
prevede la demolizione/dismissione di alcuni manufatti ed aree
attualmente in concessione a terzi che vi esercitano regolare
attività commerciale (anche se con scadenza il 31 dicembre 2003)
l'Amministrazione provinciale ha comunicato di avere dato
opportune indicazioni ai professionisti incaricati della
progettazione per apportare le modifiche necessarie al fine di
stralciare le stesse aree che, pertanto, potranno essere oggetto
di un futuro intervento.
L'Assessore Parlavecchio
CATANIA G. - MAURICI-. All'Assessore per il territorio e
l'ambiente, premesso che:
- il golfo di Mondello durante la stagione estiva è frequentato
da un elevato numero di unità da diporto che vi stazionano anche
per lunghi periodi, al di fuori della zona riservata alla
balneazione ma comunque nella zona interna del golfo;
- tutti i natanti dovrebbero sottostare alle stringenti
normative vigenti in tema di sicurezza, dotazioni, ed a verifiche
continue sui motori, secondo le norme comunitarie;
considerato che:
- la nuova ordinanza n. 84/2003 a partire dal 31 luglio 2003
vieta l'ormeggio, l'ancoraggio e lo stazionamento di tutte le
unità da diporto ad una distanza inferiore a circa 700 metri
dalla costa;
- le piccole imbarcazioni ad una tale distanza a seconda delle
condizioni del mare potrebbero avere problemi;
per sapere:
- se sia lecito da parte della Capitaneria di porto di Palermo
emettere un'ordinanza così restrittiva che distrugge l'economia
della nautica da diporto e che certamente non fa venir meno il
principale motivo che ha fatto emettere l'ordinanza sopraddetta,
cioè la salvaguardia ambientale del golfo di Mondello;
- se invece non sia più corretto operare controlli più rigidi a
tutti i motori marini e dare nello stesso tempo a tutti
l'opportunità di stazionare a 350 mt dalla costa usufruendo di un
bene comune che è il golfo di Mondello. (1261)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
Risposta. Con riferimento alla interrogazione numero 1261, si
rappresenta che il potere di ordinanza, discendente dagli
articoli 30 e 81 C.N. del relativo regolamento, è attribuito, in
via esclusiva, al Capo del Compartimento marittimo.
Tuttavia, dalle premesse dell'ordinanza in esame si evince che
la stessa è stata adottata sia per ragioni di carattere igienico-
sanitario-ambientale, legate al rilascio di sostanze oleose che,
in dipendenza di vento e corrente possono raggiungere la fascia
di balneazione, sia per motivi di sicurezza e regolarità della
navigazione, ivi compresa l'esigenza di garantire l'efficacia
delle operazioni di soccorso in ipotesi di urgenza a mare.
Poiché tali aspetti rientrano nell'esclusiva competenza
dell'Autorità marittima, ne consegue che nessuna valutazione può
essere operata nel merito del provvedimento da questo
Assessorato.
L'Assessore PARLAVECCHIO
FLERES. - Al Presidente della Regione, premesso che:
in località Lavinaio è stata rinvenuta una discarica abusiva
sotterranea situata all'interno di una proprietà privata, in un
terreno attiguo al campo sportivo;
l'individuazione dell'area in oggetto, proprio per le
caratteristiche peculiari della stessa, è stata possibile solo
perchè vi si è originato un incendio di vaste proporzioni;
all'interno della discarica, inoltre, sono stati rinvenuti
fusti di rifiuti industriale di dubbia provenienza;
a distanza di svariati giorni dallo scoppio dell'incendio nella
frazione di Lavinaio l'aria permane irrespirabile, circostanza
che alimenta i sospetti sulla presenza di materiale tossico
all'interno della discarica;
per sapere:
quali provvedimenti si intendano porre in essere per accertare
l'eventuale presenza di rifiuti tossici nella discarica in
oggetto;
quali provvedimenti si intendano porre in essere per verificare
l'eventuale presenza di ulteriori discariche abusive nelle
frazioni di Aci S. Antonio, considerato che nella zona insistono
consistenti insediamenti industriali;
se non si ritenga inoltre di dover disporre apposita
ispezione. (1267)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza).
Risposta. Con riferimento alla interrogazione numero 1267, si
rappresenta quanto segue.
Il Comune di Aci Sant'Antonio ha emesso le ordinanze numero 56
del 28 agosto 2003 e numero 90 del 24 settembre 2003 con le quali
veniva imposto ai legittimi proprietari dei terreni in questione
di provvedere entro dieci giorni alla rimozione dei rifiuti
illecitamente depositati.
Parimenti, questo Assessorato solleciterà, in tempi brevi, il
Comune di Aci Sant'Antonio affinché venga ottemperato quanto
disposto dalle ordinanze suddette.
L'Assessore PARLAVECCHIO
BARBAGALLO -. Al Presidente della Regione e all'Assessore per
il territorio e l'ambiente, premesso che:
- il CEOM (Centro Oceanologico mediterraneo) è una società
consortile per azioni costituita nel 1988 da AGIP ed ESPI nel
quadro di un vasto programma di collaborazione a livello
regionale con l'obiettivo di realizzare in Sicilia un centro per
lo sviluppo di scienza tecnologia del mare;
- tale assetto societario è nel tempo mutato con l'ingresso di
nuovi soci quali due società controllate dall'ENI, TECNOMARE
S.p.A. e SNAMPROGETTI S.p.A., in una prima fase, e
successivamente del Parco scientifico e tecnologico della Sicilia
(PSTS) che ha rilevato la quota azionaria dell'ESPI, attualmente,
oltre il 90% delle azioni è sotto il controllo dell'ENI;
- il Centro presso cui prestano servizio circa quindici addetti
con competenze tecniche più il personale amministrativo, opera
nell'attività di ricerca finalizzata all'esplorazione, la
valorizzazione e lo sfruttamento a fini industriali delle acque,
dei fondali e del sottofondo del mare; in tale ambito il CEOM ha
sviluppato nuove tecnologie per rilievi oceanografici, attività
di sorveglianza e monitoraggio ambientale, attività di analisi di
laboratorio, metodi per la maricoltura, sistemi di raccolta ed
elaborazione dei dati raccolti;
- in collaborazione con altri enti di ricerca e con imprese, il
CEOM ha avviato numerosi progetti di ricerca e recupero del
patrimonio archeologico sommerso che ha portato
all'identificazione di una nave del X secolo nelle acque di
Favignana;
- attualmente il Centro sta attraversando una grave situazione
di incertezza derivante innanzitutto dalla perdurante vacatio del
ruolo del presidente del consiglio di amministrazione nonchè di
un consigliere la cui nomina spetta al PSTS; inoltre, l'Assemblea
degli azionisti ha deliberato, in data 11 aprile 2003,
l'abbattimento del capitale sociale da oltre 6 milioni di euro a
circa 900.000 euro a seguito delle ingenti perdite registrate nel
periodo 1996-2002;
- dal 2002, l'ENI, socio di maggioranza, ha manifestato
chiaramente la propria volontà di non mantenere il controllo
della società poichè fuori dal proprio 'core business' e,
pertanto, non fornisce alcun impulso al rilancio del Centro, ma
anzi spinge per la cessione delle proprie quote all'ARPA Sicilia,
cui potrebbe interessare, nell'attuale fase di avvio delle
proprie attività, il monitoraggio dell'ambiente marino e
costiero;
- in tal senso, il Direttore dell'ARPA avrebbe manifestato
l'interesse all'acquisizione di quote del CEOM;
per sapere l'orientamento del Governo regionale in ordine
all'ipotizzato acquisto delle azioni CEOM e, più in generale,
circa il destino del Centro, il cui contributo scientifico è
patrimonio senz'altro da salvaguardare. (1340)
Risposta. Con riferimento alla interrogazione numero 1340, si
rappresenta quanto l'ARPA, consapevole dell'alto valore
scientifico delle ricerche in ambito marino-territoriale e delle
azioni di recupero del patrimonio archeologico subacqueo condotte
in passato dal CEOM, ha inteso avvalersi della professionalità
della Società in oggetto per la realizzazione di uno studio di
progettazione di un sistema informativo territoriale destinato a
gestire in modo intuitivo ed interattivo le informazioni
cartografiche e descrittive acquisite nell'ambito delle attività
di monitoraggio delle acque.
La commissione in questione, conferita ai sensi dell'articolo
14 della legge regionale 10 del 1999, rappresenta ad oggi l'unico
rapporto tra ARPA Sicilia e CEOM, mai avviato sin dalla data
della sua costituzione.
In considerazione del riconosciuto valore scientifico
dell'attività del CEOM, l'Agenzia regionale per la protezione
dell'ambiente nutre in realtà un certo interesse alla
partecipazione azionaria nella Società de qua.
Tuttavia i ritardi nella definizione del proprio assetto
organizzativo, dovuti ai lunghi tempi di approvazione del
regolamento, hanno causato una certa difficoltà nella valutazione
di tale obiettivo.
L'Assessore
PARLAVECCHIO
SAMMARTINO -.Al Presidente della Regione e all'Assessore per
il territorio e l'ambiente, premesso che:
- da alcuni mesi la Provincia di Trapani sta realizzando i
lavori di costruzione del raddoppio di un ponte-viadotto che
permette il raggiungimento, attraverso la Baia di Guidaloca, del
paesino di Scopello, rinomata stazione balneare e frazione del
Comune di Castellammare del Golfo in provincia di Trapani;
- l'esecuzione dei lavori ha richiesto l'obbligatoria
autorizzazione da parte del Genio Civile così come previsto dalla
legge in caso di realizzazione di opere e manufatti in cemento ad
una distanza inferiore ai 150 metri dal mare;
- il cantiere di lavoro non risulta impiantato secondo
un'impostazione volta a tutelare effettivamente la vicina
spiaggia da fenomeni d'inquinamento e danneggiamento materiale,
in quanto è ubicato sul letto di un fiumiciattolo quasi del tutto
prosciugato durante l'estate, ma sempre capace di convogliare le
acque dalle colline circostanti la Baia di Guidaloca verso lo
sbocco a mare;
- le piogge di settembre e dei primi giorni di ottobre hanno
trascinato una quantità enorme di materiali di risulta, terra ed
altro dal letto del fiume, attraverso il cantiere dei lavori, in
seno alla spiaggia di Guidaloca;
- la spiaggia di Guidaloca, principale attrattiva del
territorio della costa trapanese insieme alla vicina riserva
dello Zingaro, risulta essere seriamente danneggiata nella sua
conformazione e forse anche sotto il profilo della salubre
balneazione, al punto che almeno un terzo della stessa spiaggia è
letteralmente scomparso insieme alle tonnellate di terra e
materiale di risulta mosse dal cantiere dei lavori e trascinato
dalle piogge a mare;
per sapere:
- quali provvedimenti intenda adottare l'Assessore regionale
per il territorio e l'ambiente affinché venga garantito per tempo
il ripristino delle condizioni naturali in cui si trovava la Baia
di Guidaloca prima dell'inizio dei lavori attualmente in corso
per il raddoppio del viadotto;
- se l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente non
ritenga di adoperarsi con estrema urgenza affinché la Provincia
di Trapani operi da subito l'accelerazione dei lavori di
ripristino della spiaggia di Guidaloca nei tempi necessari a non
compromettere l'inizio e il naturale svolgimento della prossima
stagione balneare. (1359)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
Risposta. Con riferimento alla interrogazione numero 1359, si
rappresenta che i lavori relativi al progetto per la
realizzazione del ponte sul torrente Guidaloca sulla SP San Vito
- Scodello sono stati autorizzati in deroga secondo le procedure
previste dall'articolo 89, commi 10 e 11 della l.r. 6/2001 ed in
variante nei termini dell'articolo 7 della l.r. 65/81 così come
integrato dall'articolo 10 della legge regionale 40/95, con D.
Dir. Numero 1305 del 27 dicembre 2002.
La Capitaneria di Porto di Trapani ha evidenziato che alla data
del 12 maggio 2004 la costruzione del ponte era ultimata ed il
relativo cantiere in via di smantellamento. Inoltre, la spiaggia
non ha subito riduzioni di consistenza e gli effetti delle
erosioni provocate dalle precipitazioni autunnali ed invernali
appaiono scomparsi: in particolare risulta essersi riformato il
naturale sbarramento in ciottolame alla foce del torrente.
Pertanto non si ravvisa pregiudizio per le attività balneari né
necessità di opere di ripristino per l'arenile in oggetto.
L'Assessore
PARLAVECCHIO