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Resoconto d'Aula della Seduta n. 229 di martedì 27 luglio 2004
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   Presidenza del presidente Lo Porto


    PAFFUMI   segretario,  dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo osservazioni,  si  intende
  approvato.

                               Congedi

    PRESIDENTE   Comunico che gli onorevoli Miccichè,  Castiglione,
  Leontini,  Cascio e Maurici hanno chiesto congedo per  la  seduta
  odierna.
     Comunico, altresì, che l'onorevole Manzullo ha chiesto congedo
  per le sedute dal 27 luglio al 10 agosto 2004.
   L'Assemblea ne prende atto.

           Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

    PRESIDENTE   Comunico che sono pervenute le  seguenti  risposte
  scritte:

   -  da parte dell'Assessore per la Sanità:

   N.  1656 - Interventi presso la Direzione generale della ASL  n.
  9  di  Trapani  per  il rapido conferimento dei compiti  inerenti
  all'assegnazione del pediatra di base.
   Firmatario: Oddo Camillo;

   -  da parte dell'Assessore per il Territorio:

   N.   1125   -  Interventi  per  risanare  la  discarica  abusiva
  individuata  nell'area verde nei pressi di  Piazza  Immacolata  a
  Giarre (CT).
   Firmatari:   Fleres  Salvatore;   Maurici   Giuseppe;    Catania
  Giuseppe;

   N.   1247   -   Realizzazione,  da  parte   dell'Amministrazione
  provinciale  di  Palermo,  del  progetto  di  riqualificazione  e
  risanamento del litorale costiero fra la foce del fiume Oreto  ed
  il Comune di Ficarazzi (PA).
   Firmatario: Orlando Leoluca;

   N.   1261  -  Notizie  circa  le  disposizioni  che  s'intendano
  adottare  a  seguito della nuova ordinanza della  Capitaneria  di
  porto  di  Palermo per la disciplina degli accosti nel  golfo  di
  Palermo.
   Firmatari: Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe;

   N.  1267  -  Indagine  in  ordine alla  discarica  abusiva,  con
  sospetti  rifiuti  tossici, nella frazione di  Lavinaio  (Aci  S.
  Antonio - Catania).
   Firmatario: Fleres Salvatore;

   N.  1340  -  Notizie circa l'ipotizzato acquisto di  azioni  del
  C.E.O.M. da parte della Regione siciliana.
   Firmatario: Barbagallo Giovanni;

   N.  1359  -  Iniziative  per accelerare i lavori  di  ripristino
  della spiaggia di Guidaloca (TP).
   Firmatari: Sammartino Bartolomeo.

   Avverto  che  le  stesse  saranno  pubblicate  in  allegato   al
  resoconto stenografico della seduta odierna.
            Annunzio di presentazione di disegno di legge

    PRESIDENTE   Comunico  che  è  stato  presentato  il   seguente
  disegno di legge:

    Istituzione delle stanze della legalità  (n. 901)
   - di iniziativa parlamentare
   presentato   dagli   onorevoli   Papania,   Ortisi,    Manzullo,
  Spampinato, Vitrano, Oddo,    Fratello in data 26 luglio 2004.

                     Annunzio di interrogazioni

    PRESIDENTE   Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

   numero   1793   -  Interventi  straordinari  a  sostegno   della
  cooperativa sociale 'Placido Rizzotto-Libera Terra' per  i  danni
  provocati dall'incendio del 19 luglio 2004.
   - Presidente Regione
   Firmatari:  Cracolici  Antonino; Speziale  Calogero;  Capodicasa
  Angelo;  Crisafulli Vladimiro; De Benedictis Roberto;  Giannopolo
  Domenico; Oddo Camillo; Panarello Filippo; Villari Giovanni; Zago
  Salvatore;

   numero 1794 - Modifica delle procedure per l'elaborazione  della
  graduatoria  relativa  al bando POR Sicilia  2000-2006  -  Misura
  4.06/2003:  'Investimenti  aziendali per  l'irrobustimento  delle
  filiere  agricole  e  zootecnica' e revisione  della  graduatoria
  relativa.
   - Presidente Regione
   - Assessore Agricoltura
   Firmatario: Zago Salvatore.

   Le  interrogazioni testé annunziate saranno iscritte  all'ordine
  del giorno per essere svolte al loro turno.

                      Annunzio di interpellanza

    PRESIDENTE   Comunico  che  è  stata  presentata  la   seguente
  interpellanza:

   numero  187 - Iniziative  del  Governo  regionale  al  fine   di
  sollecitare  il Governo nazionale a potenziare gli  strumenti  di
  contrasto al fenomeno mafioso in provincia di Trapani.
   - Presidente Regione
   Firmatari: Papania Antonino; Orlando Leoluca.

   Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il  Governo
  abbia  dichiarato  di respingere l'interpellanza  o  abbia  fatto
  conoscere  il  giorno in cui intende trattarla,   l'interpellanza
  stessa  sarà iscritta all'ordine del giorno per essere svolta  al
  suo turno.

           Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare

      PRESIDENTE   Comunico che,  con nota  del  22  luglio   2004,
  pervenuta   alla Segreteria Generale dell'ARS  in pari  data  (ed
  assunta  con  prot.  n.  12743 del 23 luglio  2004),  l'onorevole
  Sergio  D'Antoni ha fatto  sapere di aderire,  con decorrenza   1
  agosto  2004,  al Gruppo parlamentare  Misto.

   Avverto,  pertanto, che con pari decorrenza l'onorevole D'Antoni
  cessa    di   far   parte   del  Gruppo  parlamentare    "Sicilia
  Democratica .

    L'Assemblea ne prende atto.

         Comunicazione di dimissioni da Gruppo parlamentare

    PRESIDENTE   Comunico  che,  con  nota  del  27  luglio   2004,
  pervenuta    a  questa  Presidenza  in  pari  data,   l'onorevole
  Salvatore SANZERI   ha reso noto  che,  con decorrenza 1   agosto
  2004,   cesserà  di far parte del Gruppo parlamentare "Patto  per
  la Sicilia".

   Conseguentemente, con pari decorrenza, lo stesso deputato   sarà
  iscritto  d'ufficio   al  Gruppo  Misto,   fino  a  diversa   sua
  comunicazione.

        L'Assemblea ne prende atto.

           Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare

    PRESIDENTE   Comunico  che,  con  nota  del  27  luglio   2004,
  pervenuta    a  questa  Presidenza   in  pari  data,  l'onorevole
  Giovanni CRISTAUDO ha reso noto di aderire al Gruppo parlamentare
  Misto.
   Conseguentemente, lo stesso deputato cessa con  pari  decorrenza
  di far parte  del Gruppo parlamentare  di "Nuova Sicilia .

        L'Assemblea ne prende atto.

        Comunicazione di richiesta di mantenimento di Gruppo
                            parlamentare

    PRESIDENTE   Comunico  che,  con  nota  del  27  luglio   2004,
  pervenuta   a  questa  Presidenza  in pari  data,  gli  onorevoli
  Alberto  ACIERNO,  Eleonora LO CURTO e Domenico  ROTELLA    hanno
  chiesto,  ai  sensi  dell'articolo 23, comma 3,  del  Regolamento
  interno   dell'ARS,   la  continuità  del   Gruppo   parlamentare
  denominato  Nuova Sicilia .

   La  relativa richiesta sarà posta all'ordine del giorno  di  una
  prossima riunione del Consiglio di Presidenza.

        L'Assemblea ne prende atto.

   Comunicazione relativa agli ordini del giorno numeri 356 e 375

    PRESIDENTE  Comunico che in riferimento all'ordine  del  giorno
  n.  356   Campagna  promozionale in favore della  possibilità  di
  acquistare  i  farmaci c.d.  generici' , approvato dall'Assemblea
  nella  seduta  n.  179 del 20 dicembre 2003, l'Assessore  per  la
  sanità,  con nota  prot.  n. 1448/GAB, S.T.  del 19 luglio  2004,
  pervenuta   alla  Segreteria  generale  dell'ARS  il  22   luglio
  successivo  (ed  assunta  con prot. n. 12742/Aula del  23  luglio
  2004), ha comunicato, tra l'altro, che sono già stati emanati gli
  atti  risolutivi delle problematiche evidenziate nell'ordine  del
  giorno citato.

   L'Assemblea ne prende atto.

   In  riferimento all'ordine del giorno numero 375  Interventi  al
  fine di fronteggiare il blocco della movimentazione degli animali
  ricettivi  alla   Blue Tongue' , approvato dall'Assemblea   nella
  seduta  n. 190 del 10 marzo 2004, l'Assessore per la sanità,  con
  nota    prot.  n.  1449/GAB  Segr.  Tecn.  del  19  luglio  2004,
  pervenuta   alla  Segreteria  generale  dell'ARS  il  22   luglio
  successivo   (ed  assunta con prot. n. 12741/Aula del  23  luglio
  2004),    ha  rappresentato di aver dato seguito  all'ordine  del
  giorno citato.

    L'Assemblea ne prende atto.

   Informo  che  il  testo  integrale  delle  suddette  note   sarà
  pubblicato  in allegato al resoconto stenografico della  presente
  seduta.

   Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno  che nel corso della seduta potrà procedersi a  votazioni
  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Lo Porto


   Seguito  della  discussione  del disegno  di  legge  «Norme  per
  l'elezione  del  Presidente della Regione siciliana  a  suffragio
  universale  diretto.  Nuove  norme per l'elezione  dell'Assemblea
  regionale   siciliana.  Modifiche  ed  integrazioni  alla   legge
  regionale  20 marzo 1951, n. 29 e successive modificazioni»  (nn.
  850-265-338-409-480-498-641-642-660-669-775-779/A)

    PRESIDENTE  Si passa al punto secondo all'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede  con  il seguito della discussione  del  disegno  di
  legge   «Norme  per  l'elezione  del  Presidente  della   Regione
  siciliana  a  suffragio  universale  diretto.  Nuove  norme   per
  l'elezione  dell'Assemblea  regionale  siciliana.  Modifiche   ed
  integrazioni  alla  legge  regionale  20  marzo  1951,  n.  29  e
  successive  modificazioni»  (nn. 850-265-338-409-480-498-641-642-
  660-669-775-779/A), posto al numero 1).
   Invito  i componenti la prima Commissione  Affari Istituzionali
  e   la  Commissione  speciale  per  la  revisione  dello  Statuto
  regionale a prendere posto al banco delle Commissioni.
   Ricordo  che  l'esame  del disegno di legge  si  era  interrotto
  nella  seduta n. 226 del 21 luglio 2004, in sede di  esame  degli
  emendamenti all'articolo3.
   Resta da votare l'emendamento 3.4.
   Comunico  che  è  stato  presentato  dagli  onorevoli  Leontini,
  Cintola,  Formica, Acierno e Pistorio l'emendamento aggiuntivo  3
  bis.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor  Presidente,  intervengo  per  rilevare   che
  l'emendamento  aggiuntivo 3 bis, a firma dei  deputati  Leontini,
  Cintola,  Formica  ed  altri, è da considerare  inammissibile  in
  quanto presentato fuori termine.
   Aggiungo  che  in  questa fase - lo ricordo all'Aula  -  possono
  presentare emendamenti solo la Commissione e il Governo..

    PRESIDENTE   Onorevole Speziale, leggo testualmente  l'articolo
  112, comma 7, del Regolamento interno:  I termini di cui ai commi
  precedenti non si applicano alla presentazione di emendamenti  da
  parte   del   Governo   e   della   Commissione   tendenti   alla
  rielaborazione  degli  articoli nonchè degli  emendamenti  e  dei
  subemendamenti presentati .

    PISTORIO  C'è anche la mia firma, signor Presidente.

    FORGIONE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE    Onorevole  Forgione,  l'onorevole   Speziale   ha
  sollevato la questione della irricevibilità di un emendamento che
  non corrisponde ai requisiti del comma 7 dell'articolo 112.

    PISTORIO  Chiedo di parlare.

    CRACOLICI  A che titolo parla?

    PISTORIO  Parlo a nome della  Commissione Statuto.

    CRACOLICI   Lei  non  ha  titolo  per  parlare  a  nome   della
  Commissione competente.

    PISTORIO   Il  disegno di legge in materia  elettorale  prevede
  l'esame  congiunto  da  parte della  prima  Commissione  e  della
  Commissione Statuto.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi, non  apro  un  dibattito,  si
  tratta   di  verificare  l'applicazione  dell'articolo  110   del
  Regolamento che così recita:  I richiami riguardanti l'ordine del
  giorno,  il  Regolamento o la priorità delle votazioni  hanno  la
  precedenza sulle questioni principali. In questi casi non possono
  parlare, dopo la proposta, che un oratore contro ed uno a favore,
  e per non più di dieci minuti ciascuno .

    PANARELLO  Qual è la proposta?

    FORGIONE  L'applicazione del Regolamento.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi, trattandosi  di  richiamo  al
  Regolamento, posso dare la parola ad un deputato a  favore  e  ad
  uno contro.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Pistorio.

    PISTORIO    Signor  Presidente,  se  non   ricordo   male,   la
  competenza  sulla materia elettorale è congiunta da  parte  della
  prima Commissione e della Commissione Statuto.

    ORLANDO    Chiedo   che   si  acquisisca   il   verbale   della
  Commissione.

    PISTORIO   Signor  Presidente, preciso  di  aver  sottoscritto,
  nella   qualità   di   Vicepresidente  facente   funzioni   delle
  Commissione  speciale per la riforma dello Statuto, l'emendamento
  aggiuntivo 3 bis.

     FORGIONE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORGIONE   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo  si
  stiano  consumando atti gravi in quest'Aula. Tutto  può  fare  la
  Presidenza,   tranne   che   determinare   dei   precedenti   che
  rappresentano una violazione del Regolamento.
   Non  c'è  la proposta di dichiarare inammissibile un emendamento
  ma  la  richiesta  di  dire  se questo  emendamento,  secondo  il
  Regolamento,  è  ammissibile  o  meno.  Il  Regolamento,   signor
  Presidente,  lo  ha  letto  lei e  non  credo  che  possa  essere
  interpretata la norma regolamentare, testè letta, nè  che  l'Aula
  si possa pronunciare su quanto è scritto nel Regolamento.
   Vorrei   ricordare,  altresì,  all'onorevole  Pistorio  che   la
  Commissione Statuto solo in fase istruttoria è associata  alla  I
  Commissione  Affari Istituzionali , per quanto riguarda la  legge
  elettorale;  ma la depositaria della legislazione in  materia  di
  riforma elettorale é la I Commissione. E vorrei ricordare inoltre
  all'onorevole Pistorio che anch'io faccio parte della Commissione
  Statuto  e  che  questa  Commissione non  si  riunisce  da  oltre
  quindici giorni perché ha dato priorità alla legge elettorale.
      Quindi,  noi non possiamo creare due precedenti nello  stesso
  tempo:  una  prima  violazione palese del Regolamento  quando  si
  accetta,  in  questa  fase  della discussione  della  legge,  che
  possano  presentare  gli emendamenti i Capigruppo  i  quali   non
  possono  più  farlo;  la  seconda violazione  del  Regolamento  é
  consentire,  senza che venga riunita la Commissione elettorale  e
  anche  la  Commissione Statuto, che il Presidente possa arrogarsi
  il diritto di firmare a nome della Commissione.
     Per  questo, signor Presidente, non mi pronuncio né a  favore,
  né  contro alla proposta dell'onorevole Speziale perché,  qualora
  lo facessi, legittimerei che c'é una proposta.
     Non  c'é  una proposta, c'é solo la richiesta di attenersi  al
  Regolamento  e io le chiedo formalmente di essere il garante  del
  Regolamento

    PRESIDENTE   Onorevole Forgione, ci siamo  compresi  benissimo,
  in  quanto  abbiamo  parlato di richiamo al Regolamento,  non  di
  proposte regolamentari.

    D'AQUINO  assessore per la famiglia, le politiche sociali e  le
  autonomie locali. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    D'AQUINO  assessore per la famiglia, le politiche sociali e  le
  autonomie  locali.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  il
  Governo  su questa  normativa ha cercato di seguire gli  sviluppi
  dell'Aula.  Cinque  autorevoli Capigruppo  hanno  presentato  una
  proposta che merita di essere discussa, pertanto,  il Governo  fa
  proprio l'emendamento aggiuntivo 3 bis.

                         (Proteste in Aula)

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  vorrei  invitare  l'Aula  al
  massimo  di serenità e di senso di responsabilità. C'é stata  una
  posizione  del Governo che, di fatto, é un invito ai presentatori
  di  ritirare  la  loro firma, avendo il Governo  deciso  di  fare
  proprio  l'emendamento.  Se  dobbiamo  continuare  in  un   clima
  costruttivo  di  serenità  abbiamo la possibilità  di  capire  il
  problema   e  di  averlo  risolto  anche  dal  punto   di   vista
  regolamentare. Se c'é bisogno di ulteriori accertamenti io  posso
  concedere una sospensione di cinque minuti.
     Onorevole Cracolici,  ho un interesse soltanto: portare avanti
  un disegno di legge e non di boicottarlo
    CRACOLICI  Anch'io

    PRESIDENTE   Il suo, però,  è un metodo di azione  parlamentare
  che fa pensare ad altro
     A  questo punto delle due l'una: o tentiamo di trovare una via
  di accordo, perché negare al Governo il diritto di presentare ...

    CRACOLICI  Non certo in materia di legge elettorale

    PRESIDENTE   Ma  questo é un fatto politico,  non  é  un  fatto
  regolamentare  Se la maggioranza chiede di riunire la Commissione
  per  farlo  sottoscrivere dalla Commissione,  lei  dirà   che  si
  tratta di legge elettorale

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.
   .
    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor  Presidente, ad inizio di  seduta,   dopo  la
  fase preliminare, lei ha letto un emendamento a firma di deputati
  autorevoli, ma pur sempre di deputati. Le ho fatto osservare  che
  il  Regolamento  non prevede la fattispecie di  presentazione  di
  emendamenti da qualsiasi deputato nella fase in cui già siamo  in
  fase  di  discussione  dell'articolato  se  non  da  parte,   per
  riscrittura,  della commissione e del Governo.
   Lei  ha  letto  l'articolo del Regolamento che, sostanzialmente,
  dava  ragione alla mia tesi. Per cui il problema non è qual è  la
  prerogativa  del  Governo; intanto, evitiamo di stabilire  questo
  precedente perchè se lei lo fa ora, domani per qualsiasi legge in
  fase  già  di  elaborazione del testo a qualsiasi deputato  dovrà
  dare la possibilità di presentare emendamenti.

    PRESIDENTE   Onorevole Speziale, ho letto il comma 7  e  le  ho
  dato  atto  che  il  rilievo  è esatto;   il  Governo  ha  appena
  dichiarato che fa proprio l'emendamento, è su questo che mi  deve
  dare una risposta

    CRACOLICI . Lei lo deve dichiarare improponibile

    SPEZIALE    L'emendamento a firma dell'onorevole Cintola  e  di
  altri  colleghi in questo momento è carta straccia   Non  essendo
  ricevibile  l'emendamento, il Governo non può farlo  proprio;  il
  Governo  può presentare un emendamento, anche lo stesso, è  nelle
  sue  prerogative, poi, farò osservare al Governo che  in  materia
  elettorale  sarebbe  utile  che lo stesso  evitasse  di  assumere
  provvedimenti di merito, ma questa è un'altra questione.
   In   questo   momento   all'esame  dell'Aula   non   c'è   alcun
  emendamento, non essendoci alcun  emendamento il Governo non  può
  far proprio un emendamento inesistente
   Signor   Presidente   -  ripeto  -  lei  dichiara   irricevibile
  l'emendamento, dopodichè se il Governo chiede la sospensione  dei
  lavori si sospendono i lavori e  presenta l'emendamento.

    CINTOLA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA   Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi stupisco  e
  mi  rammarico  in  quanto comprendo che si possa  fare  tutto  in
  quest'Aula,  ma  non  possiamo  assolutamente  andare  contro   i
  regolamenti   e  non  si  può  fare  che  una  minoranza   voglia
  pervicacemente diventare  maggioranza senza voti,  questo  non  è
  possibile
    Una cosa è certa: questa legge la facciamo

    PANARELLO  Però rispettando le regole

    CINTOLA    Rispettando   le  regole   ed   anche   voi   dovete
  rispettarle
   L'emendamento,  con  la firma del Presidente  della  Commissione
  (lo avete dimenticato questo, forse anche qualcuno dei funzionari
  lo  ha  dimenticato), onorevole Pistorio, era  valido  ancor  più
  perché  accompagnata dalla firma di altri quattro capigruppo  che
  hanno  inteso firmare per dire che una maggioranza  è  su  quelle
  posizioni.
   Voglio ancora aggiungere che se fosse solo ed esclusivamente  un
  motivo  serio  di  vulnus del Regolamento, allora  in  cambio  di
  pensare   che  le  vostre  divisioni  interne  debbano   ricadere
  sull'Aula e sulla Sicilia vi dico no, perché  nel momento in  cui
  il  Governo l'ha fatto proprio, voi non avreste potuto  e  dovuto
  aggiungere   nulla,   in   quanto  il  Regolamento   recita   che
  quell'emendamento,  fatto proprio dal Governo,  è  materia  ormai
  d'Aula,  è materia sulla quale si possono chiedere le 24 ore  per
  approfondimenti, per i subemendamenti per tutto il resto.
   Ma  il  tema  non è questo. Ci avete annunziato una cagnara,  ci
  avete  annunziato  il  fatto che dovete  fare  l'opposizione  per
  l'opposizione,   fatela  è nei vostri diritti  ma  consentendo  i
  lavori  d'Aula  nei  limiti del Regolamento  stesso;  altrimenti,
  signor  Presidente,  noi vorremmo portare avanti  un  disegno  di
  legge   che  non discuta di unità che avete trovato sul  due  per
  cento,  perché  sul tre non riuscivate a trovare,  che  dica  che
  questa  è la legge dell'impero e del controimpero con una onorata
  firma che è quella di Vladimiro Crisafulli, cioè di non avere più
  elementi  per  parlare  sol perché  stiamo  tentando  di  portare
  avanti  una  legge  che ha connotati di novità,  di  libertà,  di
  democrazia  e  non  di liste fai da te, alle quali  ultime  si  è
  ridotto pure chi, in tempi diversi, pensava di essere il re delle
  due Sicilie o il monarca assoluto della città di Palermo: è stato
  sonoramente  sconfitto dagli elettori con ottocentomila  voti  di
  distacco tra Cuffaro e Orlando.
   Allora,  non  andiamo in termini politici,  andiamo  in  termini
  statutari: avete fatto una osservazione, ci poteva essere qualche
  dubbio,  ma  è  stato superato dal Governo che ha  fatto  proprio
  l'emendamento. Adesso lavoriamo, incontriamoci non con i  muscoli
  tesi,  ma  anche con la possibilità di modificare, di migliorare,
  di azzerare, di  annullare anche determinate condizioni se queste
  condizioni  in  Aula  verranno  accolte  e  portate  avanti.   Ma
  l'opposizione per l'opposizione a cosa serve?  A fare vedere  che
  siete  uniti  e a fare vedere i muscoli? Ma nella realtà,  quando
  dovete fare una proposta, l'unità dov'è?
   Quando  abbiamo fatto la proposta del tre per cento  ce  l'avete
  sbattuta  in  faccia dicendo che non vi serviva   Quando  abbiamo
  fatto  alcune eccezioni perché qualche partito con una sua storia
  a   livello  nazionale  avesse  un  percorso  diverso,  le  avete
  bocciate, questa è la verità  Subito dopo avete capito  che...  e
  ci  avete portato nelle condizioni di fare il nostro dovere e  di
  tentare  ancora  in  Aula,  con le  votazioni  segrete,  con  gli
  incontri, con gli scontri, ma sulle cose da fare non sulle parole
  da dire.
   Ecco  perché   invito il Presidente dell'Assemblea,  che  adesso
  non  ha  più neppure lui potere perché nel momento stesso che  il
  Governo   dichiara   di  voler  fare  proprio  l'emendamento   il
  Regolamento  ci  consente  di  continuare  i  nostri  lavori,  di
  procedere con la votazione dell'ultimo l'emendamento all'articolo
  3.   Poi  si  procederà  all'esame  dell'emendamento  aggiuntivo,
  trascorse  le  24 ore si procederà all'esame dei  subemendamenti,
  tutti gli scontri possibili, però,  sulle cose da fare.
   Il   tentativo   che  avevate  portato  avanti  sull'emendamento
  firmato  dai  quattro  capigruppo  e  non  dal  Governo  o  dalla
  Commissione   vi è fallito per due motivi: perché quello  che  ha
  detto  l'onorevole  Pistorio è giusto,  perché  è  Presidente  di
  quella  Commissione  e, quindi, a maggioranza  può  firmare.  Ma,
  qualora  ci  fossero dubbi, il Governo interviene  per  un  fatto
  tecnico,  perché non ci sia una strozzatura nel dibattito  perché
  noi  non  interveniamo sulla legge elettorale ma concediamo  alla
  democratica valutazione dell'Aula la possibilità di affrontare il
  tema e di discuterlo, di approvare e di bocciare, e di rendere al
  Presidente  dell'Assemblea la facoltà,  letto  l'emendamento,  di
  poterlo dichiarare, in tutto o in parte, inammissibile.
     Pertanto, Signor Presidente, il fatto di doverci ancora andare
  a  fare  incontri o scontri, ritengo che sul piano  regolamentare
  sia  ormai  inutile, sia superato. Abbiamo il  diritto-dovere  di
  procedere con l'esame del disegno di legge. E se dobbiamo restare
  fino al 15 agosto - l'annunciamo  sin d'ora - ci resteremo, ma la
  legge la faremo

    ORTISI  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei invitare
  a un momento di riflessione serena. Non voglio fare un intervento
   comizietto .   C'é  una svista di ortografia delle  procedure  e
  cioè  alcuni  capigruppo hanno presentato un maxi emendamento.  A
  nulla  vale  il  fatto che, in maniera posticcia,  un  Presidente
  facente  funzione della Commissione Statuto aggiunga la  sua  per
  rendere  valido  il maxi emendamento. Né ad alcunché  vale  -  lo
  diceva  l'onorevole Speziale -  il fatto che il Governo lo faccia
  suo,  perché può farlo suo in un momento successivo - ed é questa
  la    contraddizione    -     alla    manifesta    irricevibilità
  dell'emendamento medesimo.
     Dunque,  per  non intralciare i lavori d'Aula, nel  corso  dei
  quali spero che la maggioranza e l'opposizione si scontreranno in
  maniera  civile e democratica su un piano di sana dialettica,  la
  mia  proposta  è  che, visto l'errore di procedura,  si  dichiari
  l'emendamento irricevibile  e, un secondo dopo, si riproponga  il
  medesimo secondo correttezza procedurale.
   A  mio  avviso, ci sbrigheremmo prima, dal punto di vista  anche
  dei   tempi.  Isoliamo  i  comportamenti  eccessivi  dall'una   e
  dall'altra   parte,  perdiamo  meno  tempo   e,   soprattutto   -
  considerato  che non finiremo di lavorare stasera, abbiamo  altri
  due  anni di lavoro -  non laceriamo il tessuto dei rapporti, non
  solo istituzionali, ma anche umani.

    PRESIDENTE   Onorevole  Ortisi, con  la  lettura  del  comma  7
  dell'articolo 110, avevamo già detto che l'emendamento, così come
  proposto, non era ammissibile. Tant'é che l'onorevole Pistorio ha
  sostenuto l'opportunità di farlo proprio come Commissione  ed  il
  Governo ha fatto altrettanto.
   Condivido,  però, la sua osservazione che un testo  formale,  ci
  voglia  e  che, quindi, quello che non é ricevibile sia  ritirato
  dai firmatari.

    FORMICA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORMICA   Signor Presidente, onorevoli colleghi, noi  riteniamo
  che  in  materia elettorale la forma é anche sostanza.  Prendiamo
  atto  del  rilievo che viene posto dai colleghi  in  merito  alle
  prescrizioni  del  Regolamento.  Anche  se,  come  firmatari   di
  quell'emendamento ritenevamo che bastasse la firma del Presidente
  della  Commissione,  tuttavia, rendendoci conto  che  si  tratta,
  appunto,  di  materia  elettorale e che  vogliamo,  come  sempre,
  rispettare  alla  lettera anche le sfumature  del  Regolamento  -
  perché   non  vi  é  dubbio  che  si  tratti  di  una   sfumatura
  regolamentare  -, ma forti di un rispetto di queste  regole,  noi
  riteniamo di dovere ritirare le nostre firme, prendendo atto  del
  fatto  che  il  Governo  ha manifestato l'intenzione  di  firmare
  questo  emendamento  e,  quindi, immettere  nella  procedura  dei
  lavori  d'Aula  il  pieno  rispetto del  Regolamento,  così  come
  richiesto dagli onorevoli  colleghi.

    PRESIDENTE    L'emendamento   aggiuntivo   3   bis,   è   stato
  sottoscritto dal Governo.
      Si  passa all'emendamento 3.4 a firma degli onorevoli  Ortisi
  ed altri. Lo pongo in votazione.

    ORTISI  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intanto  mi
  sembra irrituale non solo quello che è avvenuto ma anche il fatto
  che  un  maxi emendamento ci porti a ventiquattro ore  senza  che
  nessuno  di  noi  lo  abbia  materialmente,  e  quindi  questo  è
  indicativo  di un malessere dell'Aula, il che annulla anche  ogni
  possibilità  di ragionamento anche in ordine a questo emendamento
  che noi abbiamo presentato.
     Se  avessimo  letto il maxi emendamento avremmo  potuto  anche
  trovarvici  una  indicazione riferita al nostro emendamento  3.4.
  Tuttavia,  cercheremo  lo stesso di fare un  ragionamento  perché
  resti  alla storia, anzi alla geografia, perché questo Parlamento
  ormai è fuori dalla storia:  è dentro la geografica partitica.
   Credo  che questa potesse essere l'ultima possibilità di tentare
  una  legge  bipartisan  perché -  l'abbiamo  detto  in  parecchie
  occasioni,  le  leggi  di  sistema  devono  essere  bipartisan  -
  prevedeva  che il voto confermativo, pur su una scheda unica,  in
  parte  trovasse un compromesso fra coloro che erano per la doppia
  scheda e coloro che erano per la scheda unica.
   Fra  l'altro, a nostro avviso,  avrebbe sanato la contraddizione
  che  si è manifestata con l'articolo 1, laddove si parla di  voto
  diretto  nei  confronti del Presidente della  Regione  e  che  la
  scheda unica impedisce di praticare.
     L'emendamento  in  questione   avrebbe  sanato  questo  vulnus
  costituzionale, perché avrebbe consentito un voto diretto. Perché
  il voto confermativo nei confronti del candidato Presidente della
  Regione  e  del  listino,  della lista regionale  che  a  lui  si
  collega, avrebbe consentito l'espressione mirata. Cioè l'elettore
  avrebbe così direttamente detto:  non voto soltanto una lista  ed
  eventualmente  un deputato su scala provinciale,  ma  do  il  mio
  assenso al candidato fondamentale in un impianto presidenzialista
  che è il candidato Presidente della Regione .
     Questo non lo si vuole. E' l'ultimo appiglio per consentire un
  prosieguo  dei lavori che non laceri il tessuto. L'abbiamo  detto
  in parecchie occasioni, forse siamo scemi, forse siamo idealisti,
  probabilmente siamo l'uno e l'altro, però crediamo che  due  anni
  ulteriori di lavori meritino una certa attenzione.
     Non  faccio l'intervento politico del collega Cintola,  perché
  sarebbe  molto facile dire che andare così diretti e  in  maniera
  arrogante,   sì,   questa  volta  sana  le   contraddizioni   del
  centrodestra.  Perché  io personalmente,  collega  Cintola,  come
  deputato,  non come deputato di centrosinistra o di centrodestra,
  non  accetterei  mai di essere etero-diretto, e qui  è  aleggiato
  fino  ad un minuto fà e probabilmente leggerà anche da qui  a  24
  ore  il  fantasma che la legge possa continuare o non  continuare
  perché non si decide nel centrodestra in quest'Aula, ma fuori  da
  quest'Aula. Per cui eventualmente i problemi dei rapporti interni
  noi li possiamo porre al centrodestra, non il contrario
     Allora,  abbiate almeno la decenza di coprire con un velo  che
  nasconda ciò che sta accadendo in quest'Aula. Anziché accusare il
  centrosinistra,  cerchiamo di recuperare un  rapporto  dialettico
  buono che porti al rispetto reciproco.

    PRESIDENTE    Onorevoli   colleghi,   poichè   l'argomento   in
  discussione  riveste particolare importanza, darò  la  parola  ai
  deputati  che  lo richiedono purchè il numero delle iscrizioni  a
  parlare non sia eccessivo.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   sono
  d'accordo  che   sia una forzatura da parte nostra richiedere  la
  parola  rispetto  ad  un argomento, che però voglio  dire,  molto
  frettolosamene,  nell'ultima occasione  l'Aula  aveva  esaminato.
  Convengo  sul fatto che l'Aula debba il più possibile richiamarsi
  alle regole e lei, che ne è il garante, deve farle rispettare.
     Pertanto  do  atto che inizialmente ha dato un'interpretazione
  corretta  del  Regolamento. Ha impedito una prova  di  forza  dei
  colleghi  della  maggioranza  che,  attraverso  la  logica  della
  rappresentanza  della  maggioranza e  dei  numeri,  volevano  far
  passare un emendamento in palese violazione del Regolamento.  Sta
  tutto qui anche il significato della legge, signor Presidente.
   Cos'è   questa   legge?  Questa  legge  è  il  tentativo   della
  maggioranza  di  mostrare  i muscoli senza  voler  dialogare,  di
  determinare   un  vulnus  non  regolamentare  ma  politico   alla
  dialettica, ai rapporti dialettici interni al Parlamento, e  fino
  al  punto che cinque deputati della maggioranza pensano di  poter
  proporre  un emendamento interamente sostitutivo del  disegno  di
  legge  e poi costringono il Governo - con il quale io avevo avuto
  modo  di  parlare e che mi aveva rassicurato sul  fatto  che  non
  aveva  alcuna intenzione di presentare maxiemendamenti - a  farlo
  proprio.
   Il  Governo, fino a questo momento, aveva assunto una  posizione
  corretta.  Questa  è  una  legge d'Aula  ed  è  l'Aula  che  deve
  esaminarla, modificarla ed approvarla: il Governo deve  limitarsi
  ad  assumere  un atteggiamento neutrale rispetto  al  merito  del
  provvedimento.
   Stasera  in  quest'Aula  si  è verificato  un  fatto  unico  nei
  Parlamenti  e nei Consigli regionali, un fatto che non  ha  alcun
  precedente,   e  cioè  che  il  Governo  ha  fatto   proprio   un
  maxiemendamento in materia di legge elettorale.
   Ribadisco: è un fatto gravissimo
   Su  questo  episodio  voglio  precisare  qui  in  Aula  che  noi
  costruiremo,  giustamente, una denuncia politica all'esterno  nel
  Paese, perché non possiamo assolutamente tollerare che sulla base
  di  una  visione del Governo di potere predisporre una  legge  di
  convenienza per i partiti maggiori del centrodestra e del Governo
  stesso si possa fare una legge.
   Signor  Presidente, non so perché il Governo  abbia  voluto  far
  proprio  l'emendamento presentato dai colleghi della maggioranza,
  non  ne  conosco il testo in quanto ci verrà ridistribuito  nelle
  prossime  ore.  Vorrei chiedere però al Governo di  ripensare  al
  proprio orientamento; vorrei chiedere se, in presenza di numerosi
  subemendamenti presentati all'emendamento del Governo,  si  abbia
  l'intenzione  di  superare l'ostacolo  ponendo  la  questione  di
  fiducia.
   Signor  Presidente, qui oggi stiamo sfiorando una  logica  folle
  che  viola  qualsiasi  prassi  dei  Parlamenti  nazionali  e  dei
  Consigli regionali.
   In  tutte  le altre regioni, dalla Campania alla Toscana,  si  è
  tentato  un approccio il più largo e condiviso possibile. Proprio
  nella  regione  Toscana,  che  si  è  già  dotata  di  una  legge
  elettorale,  si  è  cercato giustamente di  approvare  una  legge
  condivisa dalla stragrande maggioranza dei consiglieri regionali.
   Invece  qui  ci troviamo di fronte ad una maggioranza,  avallata
  dal Governo, che in virtù di un principio di maggioranza tenta di
  avallare  una  legge  di  convenienza  stabilendo  un  precedente
  pericoloso.
   Se  alle  prossime elezioni il centrodestra perde,  ci  sarà  un
  Governo  di  centrosinistra che si farà una legge elettorale  che
  gli conviene, e così via di seguito. Assisteremmo allo spettacolo
  impietoso di una legge elettorale ogni tre, cinque anni.  Sarebbe
  un fatto gravissimo
   Ed  è  per  questo  che non riesco a comprendere l'atteggiamento
  assunto dal Governo.
   Non  comprendo  l'atteggiamento dei colleghi della  maggioranza,
  non  comprendo  l'atteggiamento dei Capigruppo della  maggioranza
  che avrebbero dovuto lavorare non mostrando i muscoli, ma con  il
  dialogo,  cercando di determinare convergenze ampie  sulla  legge
  elettorale. Tuttavia, ciò, non è stato possibile.
   Questo  impone  a noi, forze di opposizione, di  attrezzarci  in
  modo adeguato.
   Leggeremo  il  maxiemendamento  presentato  dal  Governo  e   se
  dovesse   contenere   norme   che  cancellano   il   diritto   di
  rappresentanza  di pari accesso, dell'alternanza  uomo-donna  nel
  listino, se dovesse cancellare la presenza femminile nelle liste,
  sconvolgendo   l'impianto  originario  del  disegno   di   legge,
  ovviamente,  da  parte  nostra ci sarà una netta  opposizione  in
  quest'Aula, perché non possiamo fare leggi oscurantiste che vanno
  indietro rispetto allo spirito della Costituzione italiana.
   Proprio   per   questo   -   ribadisco   -   non   ho   compreso
  l'atteggiamento  assunto  dal Governo  di  apporre  la  firma  al
  maxiemendamento.
   Chiedo  formalmente al Governo di ritirare la firma  consentendo
  così che il dialogo tra i Gruppi parlamentari possa continuare in
  modo  da  varare una legge che sia condivisa dalla maggioranza  e
  dalla stragrande maggioranza dei parlamentari.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO     Signor    Presidente,    onorevoli     colleghi,
  considerando la procedura atipica dei lavori di questa  Assemblea
  regionale   -   un   andamento   un   po'   isterico,   eccessive
  accelerazioni,   brusche  frenate  e,  spesso,  repentine   marce
  indietro -  inizio registrando proprio una marcia indietro  e  ne
  spiegherò  il  perché, se i colleghi me ne danno la  possibilità,
  senza  approfittare del tempo a disposizione sull'emendamento  in
  discussione, facendo riferimento all'intervento che  concluse  il
  dibattito sull'articolo 1.
   L'ultimo  intervento fu quello dell'onorevole Acierno, il  quale
  faceva  presente che, avendo votato l'articolo 1, si era previsto
  per  l'elezione  del Presidente un voto diretto.  Quindi,  signor
  Presidente, è cambiata l'angolazione del disegno di legge, ed  io
  auspico  l'attenzione sia del Governo che della  Commissione,  ma
  ritengo   necessario  che  lei  replichi  alle  cose   dette   in
  quest'Aula, proprio prendendo spunto da questo mio intervento.
   L'onorevole  Acierno sollevava l'eccezione secondo  cui  l'avere
  votato  una norma che prevede il voto diretto per l'elezione  del
  Presidente  della Regione fosse incompatibile con  l'articolo  al
  nostro esame. Ma se consideriamo l'eccezione tipica, quella  cioè
  dell'articolo 48 della Costituzione - che credo anche l'estensore
  di  questo disegno di legge abbia fatta propria - per cui il voto
  diretto  evita il voto per delega, quindi per far venir meno  una
  prassi esistente, contenuta anche nello Statuto Albertino, allora
  credo  che  l'eccezione dell'onorevole Acierno,  in  effetti,  si
  possa  superare,  quindi  che vi sia compatibilità  tra  il  voto
  diretto e la norma che ci apprestiamo a votare.
   Ritengo  di essere stato utile al Governo superando un'eccezione
  fatta,  anche  se  non riproposta, dall'onorevole  Acierno.  Voto
  diretto,   dunque,   significa  voto  che   si   deve   esprimere
  personalmente, e non attraverso una delega.
   Intendo dare un aiuto alla Commissione - la quale forse  non  ne
  ha  bisogno  -  e al Governo per rilevare che, con il  ruolo  che
  interpretiamo  in qualità di opposizione, cerchiamo  di  dare  il
  nostro contributo affinché si possa - saremo idealisti  -  creare
  la  migliore  delle leggi. Credo, inoltre, sia dignitoso  per  il
  Parlamento  che  una  eccezione  posta  in  essere  da  qualsiasi
  deputato,  meriti  una  risposta, meriti di essere  attenzionata,
  perché  è  triste  che spesso alle eccezioni avanzate  o  nessuno
  risponde  o,  a volte, si esprime un laconico voto  contrario,  e
  cioè il parere sfavorevole del Governo e della Commissione.
   Per  quanto riguarda l'emendamento da noi proposto ribadisco che
  riteniamo  l'articolo in esame, così come formulato, in contrasto
  -  per  quanto  riguarda la libertà del voto - con l'articolo  48
  della Costituzione. L'elettore, in questa maniera, non avrebbe la
  possibilità  di esprimere liberamente il proprio voto  in  quanto
  condizionato  a dover esprimere una preferenza per  un  candidato
  alla Presidenza della Regione.
   In  questi  giorni, signor Presidente, ho avuto modo di  leggere
  che  c'è  una  ricerca della regione Toscana  o  Umbria,  se  non
  sbaglio  -  comunque di una regione cosiddetta   rossa'  -  nella
  quale  è  stato evidenziato come l'80 per cento dei voti espressi
  nella  lista  provinciale,  che  automaticamente  va  alla  lista
  regionale   e  quindi  al  Presidente,  viene  dato  in   maniera
  inconsapevole. L'elettore è convinto di non aver dato il  voto  a
  nessuno dei candidati Presidenti.
   Noi,   oltre  a  volere  un  voto  libero,  vogliamo   un   voto
  consapevole, signor Presidente. So che molti colleghi deputati la
  pensano  come  me  e  quindi credo sia necessario  un  minimo  di
  riflessione e, soprattutto, un attimo di attenzione. La  restante
  percentuale  è  suddivisa tra coloro i quali  sono  costretti  ad
  esprimere un voto, consapevoli che il loro voto andrà ad uno  dei
  candidati, ma non lo segnano perchè non condividono nessuna delle
  candidature. Soltanto una percentuale minima è data da  coloro  i
  quali  sono consapevoli di votare un Presidente votando  soltanto
  la lista regionale.
   E'  chiaro  che la migliore soluzione per avere un  voto  libero
  sarebbe  stata  la  doppia scheda, ma noi  non  ne  facciamo  una
  questione  di  bandiera: doppia scheda o unica scheda.  Riteniamo
  però  che introducendo questo semplicissimo  non , si possa dare,
  nella legge elettorale, la possibilità agli elettori siciliani di
  formulare  un voto libero. Per queste ragioni dichiaro di  votare
  favorevolmente all'emendamento da me presentato, e gradirei avere
  anche  una  risposta  dal  Governo, il  quale  si  è  assunto  la
  responsabilità politica di questa legge.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor Presidente, quanto lei ha  appena  precisato
  contraddice il modo in cui si è aperta la seduta odierna.
   Non capisco, nel momento in cui eravamo in fase di votazione  di
  un  emendamento,  perchè  lei  ha aperto  l'Aula  comunicando  la
  presentazione  di  un maxi o mini emendamento -  non  si  conosce
  ancora  il  testo  -  presentato  da  colleghi  deputati  e   poi
  addirittura fatto proprio dal Governo...
   Quindi, mi permetto di ricordarle, signor Presidente,

    PRESIDENTE   Forse  ha ragione sui tempi, onorevole  Cracolici,
  perché    potevo   darne   comunicazione   dopo   la    votazione
  dell'emendamento.  L'ho  fatto  prima  per  concedere  i  termini
  regolamentari;  le ricordo che di solito questa è  una  richiesta
  dell'opposizione.

    CRACOLICI   Signor Presidente, tornando all'emendamento  3.4  -
  perché sulle altre questioni ci sarà da discutere non solo dentro
  ma  anche  fuori  dall'Aula - voglio confermare il  mio  giudizio
  positivo e chiedo di aggiungere la mia firma.
   Capisco  che  quest'Aula  è  sorda a  qualunque  discussione  di
  merito,  ma  voglio  ricordare che  siamo in una  situazione  che
  appare  persino paradossale: qualunque elettore che  si  reca  al
  seggio  elettorale  ha diverse possibilità di voto,  compreso  il
  fatto di astenersi nel voto, non soltanto dal voto.
   Noi stiamo costruendo - ma per la verità era già preesistente  -
  un  sistema  nel  quale  l'elettore che si  reca  al  seggio  può
  astenersi  dal  votare  una  lista al Parlamento  siciliano,  può
  astenersi dal votare un candidato al Parlamento siciliano, ma non
  può astenersi dal votare il Presidente anche se non lo vota.
   Abbiamo  quindi  una  condizione nella quale all'elettore  viene
  negato  un  principio e un diritto sacrosanto:  l'astensione  nel
  voto;  ci può essere un elettore che rispetta le opzioni proposte
  dalle coalizioni dei candidati a Presidente della Regione, ma non
  si  riconosce in nessuno dei candidati stessi ed a quel punto  si
  vede comunque costretto a votarne uno, chiunque esso sia.
   La  proposta  che con questo emendamento viene fatta  non  è  la
  doppia  scheda  ma  il  voto confermativo, ovvero  il  fatto  che
  l'elettore  che  si reca al seggio abbia nella stessa  scheda  la
  possibilità di esprimere i due voti non solo in maniera disgiunta
  ma  dichiarando  in maniera manifesta l'intenzione  di  voto  sul
  candidato  a  Presidente,  anche  perchè  voglio  ricordare   che
  l'introduzione dell'elezione diretta del Presidente della Regione
  costituisce la principale novità istituzionale avvenuta dal  2001
  in poi.
   Ecco   perchè  riconoscere  la  libertà  nel  voto  del  singolo
  elettore, attraverso il voto confermativo, costituisce un atto di
  trasparenza anche del voto stesso.
   Per  questa ragione - non sto facendo ostruzionismo o usando  il
  tempo  per  parlare d'altro - credo che sia opportuno che  l'Aula
  prenda in considerazione questo emendamento.
   Annuncio  che  chiederò - e spero che i miei colleghi  appoggino
  la   mia   richiesta   -  la  votazione  per  scrutinio   segreto
  sull'emendamento   3.4,  in  maniera  tale   che   l'Aula   possa
  liberamente esprimersi riconoscendo, attraverso questa norma,  il
  fatto che l'elettore che vuole votare un deputato possa astenersi
  dall'esprimere il voto per il Presidente qualora i candidati  non
  rispondano ai requisiti o ai criteri da lui richiesti.
   Pertanto voterò a favore dell'emendamento 3.4, a cui - ripeto  -
  chiedo di apporre la firma, in quanto è uno di quegli emendamenti
  che  considero strategico e importante per qualificare in maniera
  innovativa  la legge che stiamo varando, sempre che riusciremo  a
  vararla,  dal  momento che qualche dubbio, per  come  è  iniziata
  questa seduta, devo dire che comincio ad averlo.
   Non  so  se  la  vera intenzione era quella di non  fare  alcuna
  legge elettorale - probabilmente sì - ma ho l'impressione che  ci
  stiamo incartando tutti in questa direzione.
   Intanto  siamo  all'emendamento 3.4, mi  auguro  che  su  questo
  punto l'Aula possa esprimersi con libertà e giudizio.

         Votazione per scrutino segreto dell'emendamento 3.4

    CRACOLICI   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

   (Alla  richiesta  si  associano  gli  onorevoli  De  Benedictis,
  Ferro,  Granata,  Oddo,  Orlando, Ortisi,  Panarello,  Papania  e
  Spampinato)

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indìco   la   votazione   per   scrutino   segreto
  dell'emendamento 3.4.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

   (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti                        e                        votanti
  .................................................................
  ..................  67
   Maggioranza                                    34
   Favorevoli                                     28
   Contrari
  .................................................................
  ................................. 39

                      (L'Assemblea non approva)

    PRESIDENTE   Pongo  in  votazione  l'articolo  3,   nel   testo
  risultante.
    Chi è favorevole resti seduto; chi é contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Avverto  che  da  questo  momento  decorre  il  termine  fissato
  dall'articolo  112,  comma  5, del  Regolamento  interno  per  la
  presentazione degli emendamenti.

            Comunicazione relativa a Gruppo parlamentare

    PRESIDENTE   Comunico  che con nota  inviata  in  data  odierna
  dall'onorevole Baldari alla Presidenza dell'Assemblea, lo  stesso
  dichiara  di  aderire  alla richiesta di  continuità  del  Gruppo
  parlamentare   Nuova  Sicilia , ai  sensi  dell'articolo  23  del
  Regolamento interno.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                       Sull'ordine dei lavori

    SPEZIALE  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE  Signor Presidente, ho letto velocemente il testo  del
  maxi-emendamento  presentato dal Governo, e  vorrei  invitare  la
  Presidenza a valutarlo attentamente in quanto contiene norme  già
  approvate dall'Aula.

    PRESIDENTE  La seduta é rinviata a domani, mercoledì 28  luglio
  2004, alle ore 17.30 con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto


   I -  Comunicazioni.

   II - Discussione dei disegni di legge:
    Norme  per l'elezione del Presidente della Regione siciliana  a
  suffragio   universale  diretto.  Nuove  norme   per   l'elezione
  dell'Assemblea  regionale  siciliana. Modifiche  ed  integrazioni
  alla   legge   regionale  20  marzo  1951,  n.  29  e  successive
  modificazioni.  (nn. 850-265-338-409-480-498-641-642-660-669-775-
  779/A) (Seguito);

   Schema  di  progetto di legge costituzionale  da  proporre,  ai
  sensi  dell'articolo  18 dello Statuto, al Parlamento  nazionale,
  recante  Modifiche allo Statuto della Regione'. (nn. 580-472-578-
  602-652/A) (Seguito).

                  La seduta è tolta alle ore 20.25

        Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 22.40

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                      Dott. Giovanni Tomasello

   ALLEGATO

   Risposte scritte ad interrogazioni

   ODDO.  -   All'Assessore per la sanità, premesso che  nell'isola
  di  Pantelleria è stata clamorosamente denunziata l'impossibilità
  di  assegnare  il pediatra di base ai bambini nati  negli  ultimi
  mesi;

   tale   impossibilità  dipenderebbe  dal  collocamento  a  riposo
  dell'impiegata della ASL 9 di Trapani addetta a tali procedure;

   tale  situazione  perdura già da qualche mese e  che  i  neonati
  senza pediatra sarebbero già una trentina;

   l'ufficio per le relazioni con il pubblico dell'ASL trapanese  è
  stato messo al corrente di tale disfunzione;

   per sapere:

   se  non  ritenga opportuno verificare le ragioni che in una  ASL
  siciliana  possono determinare il protrarsi per un periodo  tanto
  lungo  di  situazioni di disagio che, per chi vive  nelle  isole,
  diventano ancora più gravi;

   se   non  valuti  necessario  intervenire  presso  la  Direzione
  generale  della  ASL 9 di Trapani per la rapida assegnazione  del
  compito   precedentemente  svolto  dall'impiegata  collocata   in
  pensione ad uno degli impiegati in servizio. (1656)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.   Con  riferimento  alla interrogazione  numero  1656,
  l'Azienda  sanitaria locale n. 9 di Trapani ha fatto sapere  che,
  pur  nella  precaria  condizione di personale amministrativo  del
  Distretto  sanitario di Pantelleria, da ascrivere  essenzialmente
  al blocco delle assunzioni di tale tipologia di personale imposto
  dalla  legge  finanziaria per l'anno in corso, ha  provveduto  ad
  assegnare  altro  operatore al disbrigo delle  mansioni  relative
  alla  scelta  e revoca del medico generico e pediatra  di  libera
  scelta.
   Altresì,   si   è  provveduto  a  contestare  la  responsabilità
  dell'accaduto al direttore del Distretto di Pantelleria.
   Tanto in evasione all'atto ispettivo.

   L'Assessore CITTADINI

   FLERES  -  MAURICI - CATANIA G. - Al Presidente  della  Regione,
  all'Assessore  per  gli  enti  locali  e  all'Assessore  per   il
  territorio e l'ambiente, premesso che:

   -  nell'estesa  area  verde nei pressi di  Piazza  Immacolata  è
  stato riversato un enorme quantitativo di cenere vulcanica;

   -   il   deposito  sembra  sia  stato  effettuato  dalle   ditte
  specializzate  che  hanno provveduto alla rimozione  della  terra
  vulcanica nel territorio di Giarre;

   - la cenere vulcanica ha effetti devastanti sulla
   vegetazione esistente;

   -  oltre  ai  detriti vulcanici, nel polmone verde in questione,
  sono  stati  rinvenuti  rifiuti di ogni genere,  compresi  quelli
  altamente nocivi quali rottami, lastre di eternit e batterie  per
  auto;

   considerato che:

   -  la  stessa  Piazza  Immacolata è in  condizioni  di  assoluto
  degrado,   come   ampiamente   confermato   dallo   stato   della
  pavimentazione,  ormai  dissestata  dall'incontrollato   avanzare
  della vegetazione;

   -  ulteriori  discariche abusive sono state rinvenute,  altresì,
  nei  pressi di via Lisi e lungo alcune strade di campagna,  nelle
  località di S. Maria e S. Giovanni Montebello;

   -  in  particolare  nei  pressi del  torrente  Macchia  è  stata
  individuata  un'altra  discarica abusiva che,  più  delle  altre,
  rischia  di  inquinare  non semplicemente il  corso  fluviale  in
  questione, ma anche le falde acquifere;

   per sapere:

   -   quali  provvedimenti  si  intendano  porre  in  essere   per
  bonificare  l'area  verde  localizzata  nei  pressi   di   Piazza
  Immacolata, salvaguardandone il delicato equilibrio ambientale;

   -  se  le  ditte specializzate che hanno effettuato il  deposito
  della  cenere  vulcanica nella suddetta area verde,  siano  state
  preventivamente  autorizzate  e,  se  si,  quale  autorità  abbia
  concesso l'autorizzazione. (1125)

  Risposta.  Con riferimento alla interrogazione numero 1125, si
  rappresenta che il Comune di Giarre ha disposto lo smaltimento
  della sabbia vulcanica tramite ditte specializzate e che la
  stessa è stata conferita dalle ditte nell'area adiacente la
  piazza Immacolata e il torrente Macchia, giusta autorizzazione
  del sindaco pro tempore.
  Il materiale vulcanico così depositato e ripulito da materiale
  solido o inorganico è stato quindi spianato e successivamente
  ricoperto da uno strato di terra vegetale, in modo da
  ripristinare lo stato dei luoghi originari e nel rispetto
  dell'impatto ambientale.

                              L'Assessore PARLAVECCHIO

   ORLANDO. -  Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  il
  territorio e l'ambiente, premesso che:

   con   avanzo  di   amministrazione  del 1997,  l'Amministrazione
  provinciale di Palermo ha finanziato, per l'importo  di  circa  5
  miliardi  di lire, un progetto per interventi di risanamento  del
  litorale marino compreso fra la foce del fiume Oreto ed il comune
  di  Ficarazzi,  il  cui  progetto  esecutivo  è  stato  approvato
  nell'aprile del 1998;

   con  una  successiva Conferenza di servizi del giugno 1998,  cui
  hanno preso parte anche rappresentanti dell'Assessorato regionale
  territorio  e  ambiente,  sono stati  acquisiti  tutti  i  pareri
  necessari e si è rimandato ad una delibera del Consiglio comunale
  di  Palermo  per  la  verifica della  conformità  agli  strumenti
  urbanistici;
   tale   delibera  del  Consiglio  comunale  di  Palermo  è  stata
  adottata  il  29  settembre 1999 e con essa il progetto  è  stato
  approvato  'ai sensi delle norme di attuazione della variante  di
  adeguamento approvata con D.A. Territorio e Ambiente  598/1996  e
  in  conformità  all'art.  22  delle  norme  di  attuazione  della
  Variante generale adottata con delibera 45/1997';

   nonostante  siano stati esperiti tutti i passi  formali  per  il
  concreto avvio dell'opera, da parte della Provincia regionale  di
  Palermo  non è stata bandita la relativa gara d'appalto, restando
  inutilizzate le somme già destinate;

   considerato  che  il progetto ha un'alta valenza  sociale  oltre
  che   ambientale  poichè  comporterebbe  sia  il   recupero   del
  territorio che la sua destinazione alla vocazione naturale  della
  fruizione balneare e a supporto delle residue attività  di  pesca
  con la realizzazione di opere sia fisse che mobili-stagionali;

   per    sapere    se   non   ritengano   di   dover   sollecitare
  l'Amministrazione  provinciale di  Palermo  a  dar  seguito  alle
  delibere  già  assunte  per  la  realizzazione  del  progetto  di
  riqualificazione e risanamento del litorale costiero fra la  foce
  del  fiume Oreto ed il Comune di Ficarazzi e, qualora questa  non
  intenda  farlo, a chiarirne i motivi e a destinare le  somme  già
  impegnate ad altre attività di uguale valenza sociale. (1247)

   Risposta.  Con riferimento alla interrogazione numero  1247,  si
  rappresenta    che,   con   istanza   del   13   gennaio    2004,
  l'Amministrazione  provinciale  di  Palermo   ha   reiterato   la
  precedente  richiesta di concessione risalente al 1998,  fino  ad
  oggi sospesa per il mancato interesse della stessa.
   L'Amministrazione    in   questione    ha    presentato    nuova
  documentazione  tecnica  relativa ai  tratti  della  via  Messina
  Marine compresi:
   tra  la  Colonna  dell'Immacolata ed il Lido  Trieste,  per  una
  superficie di mq. 27.774;
   tra  la  via  Ferrari Orsi e la via Albricci, per una superficie
  di mq. 12.670;
   per  lo specchio acque prospiciente a quest'ultima area, per una
  superficie di mq. 302.
   In  relazione  alla  nuova istanza sono  state  già  avviate  le
  procedure  all'evidenza pubblica in ottemperanza  all'articolo  7
  della legge regionale 4 del 2003.
   Nella  riunione  tenutasi  presso la  Capitaneria  di  Porto  di
  Palermo in data 4 febbraio 2004, l'Amministrazione provinciale ha
  chiarito  che  è proprio intendimento affidare la gestione  delle
  attrezzature,  delle  strutture e degli eventuali  arredi  mobili
  previsti nel progetto, a società a partecipazione pubblica tra le
  quali  vi  è la Società  Palermo Energia S.p.A. , gruppo operante
  sul    territorio   della   provincia   di   Palermo    di    cui
  l'Amministrazione provinciale detiene il 51 per cento.
   Inoltre,  con  nota  prot. 32013 del 12 marzo  2004,  la  stessa
  Amministrazione  ha chiarito che la manutenzione  ordinaria  sarà
  effettuata  dalla  stessa Società, mentre,  per  la  manutenzione
  straordinaria  delle  strutture  balneari,  verrà   inserita   in
  bilancio la somma necessaria allo scopo.
   Infine,  tenuto  conto  del fatto che una parte  dell'intervento
  prevede  la demolizione/dismissione di alcuni manufatti  ed  aree
  attualmente  in  concessione a terzi che vi  esercitano  regolare
  attività commerciale (anche se con scadenza il 31 dicembre  2003)
  l'Amministrazione  provinciale  ha  comunicato  di   avere   dato
  opportune   indicazioni   ai  professionisti   incaricati   della
  progettazione per apportare le modifiche necessarie  al  fine  di
  stralciare le stesse aree che, pertanto, potranno essere  oggetto
  di un futuro intervento.

                                    L'Assessore   Parlavecchio

   CATANIA  G.  -  MAURICI-.  All'Assessore  per  il  territorio  e
  l'ambiente, premesso che:
   -  il golfo di Mondello durante la stagione estiva è frequentato
  da  un elevato numero di unità da diporto che vi stazionano anche
  per  lunghi  periodi,  al  di  fuori della  zona  riservata  alla
  balneazione ma comunque nella zona interna del golfo;

   -   tutti   i  natanti  dovrebbero  sottostare  alle  stringenti
  normative vigenti in tema di sicurezza, dotazioni, ed a verifiche
  continue sui motori, secondo le norme comunitarie;

   considerato che:

   -  la  nuova  ordinanza n. 84/2003 a partire dal 31 luglio  2003
  vieta  l'ormeggio, l'ancoraggio e lo stazionamento  di  tutte  le
  unità  da  diporto ad una distanza inferiore a  circa  700  metri
  dalla costa;

   -  le  piccole imbarcazioni ad una tale distanza a seconda delle
  condizioni del mare potrebbero avere problemi;

   per sapere:

   -  se  sia lecito da parte della Capitaneria di porto di Palermo
  emettere  un'ordinanza così restrittiva che distrugge  l'economia
  della  nautica da diporto e che certamente non fa venir  meno  il
  principale  motivo che ha fatto emettere l'ordinanza sopraddetta,
  cioè la salvaguardia ambientale del golfo di Mondello;

   -  se invece non sia più corretto operare controlli più rigidi a
  tutti  i  motori  marini  e  dare  nello  stesso  tempo  a  tutti
  l'opportunità di stazionare a 350 mt dalla costa usufruendo di un
  bene comune che è il golfo di Mondello. (1261)

          (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)

   Risposta.  Con riferimento alla interrogazione numero  1261,  si
  rappresenta  che  il  potere  di  ordinanza,  discendente   dagli
  articoli 30 e 81 C.N. del relativo regolamento, è attribuito,  in
  via esclusiva, al Capo del Compartimento marittimo.
   Tuttavia,  dalle premesse dell'ordinanza in esame si evince  che
  la stessa è stata adottata sia per ragioni di carattere igienico-
  sanitario-ambientale, legate al rilascio di sostanze oleose  che,
  in  dipendenza di vento e corrente possono raggiungere la  fascia
  di  balneazione,  sia per motivi di sicurezza e regolarità  della
  navigazione,  ivi  compresa l'esigenza di  garantire  l'efficacia
  delle operazioni di soccorso in ipotesi di urgenza a mare.
   Poiché   tali   aspetti   rientrano  nell'esclusiva   competenza
  dell'Autorità marittima, ne consegue che nessuna valutazione  può
  essere   operata   nel   merito  del  provvedimento   da   questo
  Assessorato.

                                       L'Assessore PARLAVECCHIO

   FLERES. -  Al Presidente della Regione, premesso che:

   in  località  Lavinaio è stata rinvenuta una  discarica  abusiva
  sotterranea situata all'interno di una proprietà privata,  in  un
  terreno attiguo al campo sportivo;

   l'individuazione   dell'area  in   oggetto,   proprio   per   le
  caratteristiche  peculiari della stessa, è stata  possibile  solo
  perchè vi si è originato un incendio di vaste proporzioni;
   all'interno  della  discarica,  inoltre,  sono  stati  rinvenuti
  fusti di rifiuti industriale di dubbia provenienza;

   a  distanza di svariati giorni dallo scoppio dell'incendio nella
  frazione  di  Lavinaio l'aria permane irrespirabile,  circostanza
  che  alimenta  i  sospetti sulla presenza  di  materiale  tossico
  all'interno della discarica;

   per sapere:

   quali  provvedimenti si intendano porre in essere per  accertare
  l'eventuale  presenza  di  rifiuti  tossici  nella  discarica  in
  oggetto;

   quali  provvedimenti si intendano porre in essere per verificare
  l'eventuale  presenza  di  ulteriori  discariche  abusive   nelle
  frazioni  di Aci S. Antonio, considerato che nella zona insistono
  consistenti insediamenti industriali;

   se   non   si   ritenga  inoltre  di  dover  disporre   apposita
  ispezione. (1267)

           (L'interrogante chiede risposta  con urgenza).

   Risposta.  Con riferimento alla interrogazione numero  1267,  si
  rappresenta quanto segue.
   Il  Comune di Aci Sant'Antonio ha emesso le ordinanze numero  56
  del 28 agosto 2003 e numero 90 del 24 settembre 2003 con le quali
  veniva  imposto ai legittimi proprietari dei terreni in questione
  di  provvedere  entro  dieci giorni alla  rimozione  dei  rifiuti
  illecitamente depositati.
   Parimenti,  questo Assessorato solleciterà, in tempi  brevi,  il
  Comune  di  Aci  Sant'Antonio affinché venga  ottemperato  quanto
  disposto dalle ordinanze suddette.

                                         L'Assessore PARLAVECCHIO

   BARBAGALLO  -. Al  Presidente della Regione e all'Assessore  per
  il territorio e l'ambiente, premesso che:

   -  il  CEOM  (Centro Oceanologico mediterraneo)  è  una  società
  consortile  per azioni costituita nel 1988 da AGIP  ed  ESPI  nel
  quadro   di  un  vasto  programma  di  collaborazione  a  livello
  regionale con l'obiettivo di realizzare in Sicilia un centro  per
  lo sviluppo di scienza tecnologia del mare;

   -  tale assetto societario è nel tempo mutato con l'ingresso  di
  nuovi  soci  quali  due società controllate  dall'ENI,  TECNOMARE
  S.p.A.   e   SNAMPROGETTI  S.p.A.,   in   una   prima   fase,   e
  successivamente del Parco scientifico e tecnologico della Sicilia
  (PSTS) che ha rilevato la quota azionaria dell'ESPI, attualmente,
  oltre il 90% delle azioni è sotto il controllo dell'ENI;

   -  il Centro presso cui prestano servizio circa quindici addetti
  con  competenze  tecniche più il personale amministrativo,  opera
  nell'attività   di   ricerca  finalizzata  all'esplorazione,   la
  valorizzazione e lo sfruttamento a fini industriali delle  acque,
  dei fondali e del sottofondo del mare; in tale ambito il CEOM  ha
  sviluppato  nuove tecnologie per rilievi oceanografici,  attività
  di sorveglianza e monitoraggio ambientale, attività di analisi di
  laboratorio,  metodi per la maricoltura, sistemi di  raccolta  ed
  elaborazione dei dati raccolti;

   -  in collaborazione con altri enti di ricerca e con imprese, il
  CEOM  ha  avviato  numerosi progetti di ricerca  e  recupero  del
  patrimonio     archeologico    sommerso    che     ha     portato
  all'identificazione  di  una nave del X  secolo  nelle  acque  di
  Favignana;

   -  attualmente il Centro sta attraversando una grave  situazione
  di incertezza derivante innanzitutto dalla perdurante vacatio del
  ruolo  del presidente del consiglio di amministrazione nonchè  di
  un consigliere la cui nomina spetta al PSTS; inoltre, l'Assemblea
  degli   azionisti  ha  deliberato,  in  data  11   aprile   2003,
  l'abbattimento del capitale sociale da oltre 6 milioni di euro  a
  circa 900.000 euro a seguito delle ingenti perdite registrate nel
  periodo 1996-2002;

   -   dal  2002,  l'ENI,  socio  di  maggioranza,  ha  manifestato
  chiaramente  la  propria  volontà di non mantenere  il  controllo
  della  società  poichè  fuori  dal  proprio  'core  business'  e,
  pertanto,  non fornisce alcun impulso al rilancio del Centro,  ma
  anzi spinge per la cessione delle proprie quote all'ARPA Sicilia,
  cui  potrebbe  interessare,  nell'attuale  fase  di  avvio  delle
  proprie   attività,  il  monitoraggio  dell'ambiente   marino   e
  costiero;

   -  in  tal  senso,  il  Direttore dell'ARPA avrebbe  manifestato
  l'interesse all'acquisizione di quote del CEOM;

   per  sapere  l'orientamento  del  Governo  regionale  in  ordine
  all'ipotizzato  acquisto delle azioni CEOM e,  più  in  generale,
  circa  il  destino  del Centro, il cui contributo  scientifico  è
  patrimonio senz'altro da salvaguardare. (1340)

   Risposta.  Con riferimento alla interrogazione numero  1340,  si
  rappresenta   quanto   l'ARPA,   consapevole   dell'alto   valore
  scientifico delle ricerche in ambito marino-territoriale e  delle
  azioni di recupero del patrimonio archeologico subacqueo condotte
  in  passato  dal  CEOM, ha inteso avvalersi della professionalità
  della  Società in oggetto per la realizzazione di uno  studio  di
  progettazione di un sistema informativo territoriale destinato  a
  gestire   in   modo  intuitivo  ed  interattivo  le  informazioni
  cartografiche e descrittive acquisite nell'ambito delle  attività
  di monitoraggio delle acque.
   La  commissione  in questione, conferita ai sensi  dell'articolo
  14 della legge regionale 10 del 1999, rappresenta ad oggi l'unico
  rapporto  tra  ARPA Sicilia e CEOM, mai avviato  sin  dalla  data
  della sua costituzione.
   In    considerazione   del   riconosciuto   valore   scientifico
  dell'attività  del  CEOM, l'Agenzia regionale per  la  protezione
  dell'ambiente   nutre   in  realtà  un   certo   interesse   alla
  partecipazione azionaria nella Società de qua.
   Tuttavia  i  ritardi  nella  definizione  del  proprio   assetto
  organizzativo,  dovuti  ai  lunghi  tempi  di  approvazione   del
  regolamento, hanno causato una certa difficoltà nella valutazione
  di tale obiettivo.

                                              L'Assessore
                                            PARLAVECCHIO

   SAMMARTINO  -.Al  Presidente della Regione e all'Assessore  per
  il territorio e l'ambiente, premesso che:

   -  da  alcuni  mesi  la Provincia di Trapani sta  realizzando  i
  lavori  di  costruzione  del raddoppio di un  ponte-viadotto  che
  permette il raggiungimento, attraverso la Baia di Guidaloca,  del
  paesino  di  Scopello, rinomata stazione balneare e frazione  del
  Comune di Castellammare del Golfo in provincia di Trapani;

   -   l'esecuzione   dei   lavori  ha   richiesto   l'obbligatoria
  autorizzazione da parte del Genio Civile così come previsto dalla
  legge in caso di realizzazione di opere e manufatti in cemento ad
  una distanza inferiore ai 150 metri dal mare;

   -   il   cantiere  di  lavoro  non  risulta  impiantato  secondo
  un'impostazione  volta  a  tutelare  effettivamente   la   vicina
  spiaggia  da fenomeni d'inquinamento e danneggiamento  materiale,
  in quanto è ubicato sul letto di un fiumiciattolo quasi del tutto
  prosciugato durante l'estate, ma sempre capace di convogliare  le
  acque  dalle  colline circostanti la Baia di Guidaloca  verso  lo
  sbocco a mare;

   -  le  piogge  di settembre e dei primi giorni di ottobre  hanno
  trascinato una quantità enorme di materiali di risulta, terra  ed
  altro dal letto del fiume, attraverso il cantiere dei lavori,  in
  seno alla spiaggia di Guidaloca;

   -   la   spiaggia   di  Guidaloca,  principale  attrattiva   del
  territorio  della  costa trapanese insieme  alla  vicina  riserva
  dello  Zingaro, risulta essere seriamente danneggiata  nella  sua
  conformazione  e  forse  anche sotto  il  profilo  della  salubre
  balneazione, al punto che almeno un terzo della stessa spiaggia è
  letteralmente  scomparso  insieme  alle  tonnellate  di  terra  e
  materiale  di risulta mosse dal cantiere dei lavori e  trascinato
  dalle piogge a mare;

   per sapere:

   -  quali  provvedimenti  intenda adottare l'Assessore  regionale
  per il territorio e l'ambiente affinché venga garantito per tempo
  il ripristino delle condizioni naturali in cui si trovava la Baia
  di  Guidaloca prima dell'inizio dei lavori attualmente  in  corso
  per il raddoppio del viadotto;

   -  se  l'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente  non
  ritenga  di adoperarsi con estrema urgenza affinché la  Provincia
  di   Trapani  operi  da  subito  l'accelerazione  dei  lavori  di
  ripristino della spiaggia di Guidaloca nei tempi necessari a  non
  compromettere  l'inizio e il naturale svolgimento della  prossima
  stagione balneare. (1359)

            (L'interrogante chiede risposta  con urgenza)

   Risposta.  Con riferimento alla interrogazione numero  1359,  si
  rappresenta   che   i  lavori  relativi  al   progetto   per   la
  realizzazione del ponte sul torrente Guidaloca sulla SP San  Vito
  -  Scodello sono stati autorizzati in deroga secondo le procedure
  previste dall'articolo 89, commi 10 e 11 della l.r. 6/2001 ed  in
  variante  nei termini dell'articolo 7 della l.r. 65/81 così  come
  integrato  dall'articolo 10 della legge regionale 40/95,  con  D.
  Dir. Numero 1305 del 27 dicembre 2002.
   La  Capitaneria di Porto di Trapani ha evidenziato che alla data
  del  12 maggio 2004 la costruzione del ponte era ultimata  ed  il
  relativo  cantiere in via di smantellamento. Inoltre, la spiaggia
  non  ha  subito  riduzioni di consistenza  e  gli  effetti  delle
  erosioni  provocate dalle precipitazioni autunnali  ed  invernali
  appaiono  scomparsi: in particolare risulta essersi riformato  il
  naturale sbarramento in ciottolame alla foce del torrente.
   Pertanto non si ravvisa pregiudizio per le attività balneari  né
  necessità di opere di ripristino per l'arenile in oggetto.

                                              L'Assessore
                                            PARLAVECCHIO