Presidenza del vicepresidente Fleres
BASILE segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Congedo
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Miccichè ha chiesto
congedo a partire dal 9 agosto 2004.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono pervenute le risposte scritte
alle seguenti interrogazioni:
da parte dell'Assessore per il Turismo
numero 1698 - Interventi volti a scongiurare il ripetersi di
disservizi nei collegamenti marittimi gestiti dalla SIREMAR e
alla riorganizzazione delle procedure burocratiche della stessa.
Firmatari: Villari Giovanni; Panarello Filippo;
numero 1707 - Richiesta di interventi urgenti per porre termine
alle gravi disfunzioni del sistema postale nel territorio del
comune di Giarre (CT).
Firmatari: Villari Giovanni.
Comunico che le stesse saranno pubblicate in allegato al
resoconto stenografico della seduta odierna.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta scritta:
n. 1822 - Provvedimenti urgenti per accertare l'esistenza di un
fiume sotterraneo in via Dilg nel quartiere Cibali di Catania.
Presidente Regione
Assessore Famiglia
Firmatari: Fleres; Catania Giuseppe; Maurici;
n. 1823 - Interventi per il potenziamento delle squadre dei
Vigili del Fuoco nel comprensorio del Calatino.
Firmatario: Fleres; Catania Giuseppe; Maurici.
Le interrogazioni ora annunziate sono state già inviate al
Governo.
Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Garozzo, con nota del 9
agosto 2004, ha dichiarato, a norma dell'articolo 23 del
Regolamento interno, di aderire al Gruppo parlamentare di Forza
Italia.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di decreto di assunzione temporanea
delle funzioni di Assessore
PRESIDENTE Comunico che con decreto presidenziale n. 219 del
4 agosto 2004, il Presidente della Regione, onorevole Cuffaro, ha
assunto ad interim le funzioni di Assessore regionale per
l'Agricoltura e le foreste.
L'Assemblea ne prende atto.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Seguito della discussione del disegno di legge n. 898/A
Variazioni al bilancio della Regione ed al bilancio dell'Azienda
delle foreste demaniali della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2004 - Assestamento
Presidenza del vicepresidente Fleres
PRESIDENTE Si passa al II punto all'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede al seguito della discussione del disegno di legge n.
898/A «Variazioni al bilancio della Regione ed al bilancio
dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione siciliana per
l'anno finanziario 2004 - Assestamento», iscritto al numero 1).
Invito i componenti la II Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni.
Onorevoli colleghi, ricordo che l'esame del disegno di legge si
era interrotto nella seduta numero 234 del 9 agosto, dopo
l'approvazione del passaggio all'esame degli articoli.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1.
Misure straordinarie per il pareggio di bilancio delle aziende
unità sanitarie locali e delle aziende ospedaliere
1. L'Amministrazione regionale è tenuta a conseguire entro il
31 dicembre 2006 l'equilibrio economico-finanziario nel settore
sanitario con la progressiva riduzione dei disavanzi a decorrere
dal presente esercizio.
2. Al ripiano dei disavanzi delle aziende unità sanitarie
locali e delle aziende ospedaliere si provvede annualmente con la
legge finanziaria regionale sino al raggiungimento
dell'equilibrio economico-finanziario previsto al comma 1.
3. Per l'anno 2004 alla copertura del disavanzo dell'assistenza
farmaceutica convenzionata regionale derivante dalla necessità di
assicurare la continuità assistenziale si provvede con la legge
finanziaria regionale, con le modalità fissate dal decreto legge
24 giugno 2004, n. 156 relativamente alla quota a carico del
Servizio sanitario nazionale.
4. Per le medesime finalità, per il triennio 2004-2006,
l'ammontare degli aggregati economici previsti dall'articolo 25
della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4 e successive modifiche
ed integrazioni non può superare, relativamente all'assistenza
ospedaliera convenzionata ed alla specialistica convenzionata
esterna, il tetto di spesa fissato con decreto interassessoriale
n. 3787 del 13 luglio 2004.
5. Nel medesimo triennio è, altresì, bloccato il procedimento
per l'accreditamento istituzionale di nuove strutture sanitarie
con l'esclusione delle strutture di riabilitazione o di
lungodegenza e/o delle strutture rivolte ad attività per la
riabilitazione dei soggetti disabili riconosciuti tali ai sensi
della legge 5 febbraio 1992, n. 104 nel rispetto comunque del
vincolo dell'1 per mille dei posti letto per abitante previsto
dalla rete ospedaliera regionale.
6. E' fatto divieto alle aziende unità sanitarie locali, alle
aziende ospedaliere ed alle strutture in regime di accreditamento
provvisorio, nonché alle strutture private che a qualunque titolo
hanno rapporti con il servizio sanitario regionale di istituire,
sino al 31 dicembre 2006, nuove unità operative ospedaliere
complesse, ambulatori e servizi. Possono essere autorizzate nuove
unità operative semplici purché non si determini aumento di posti
letto né maggiori oneri. Nuove istituzioni di unità complesse
possono essere finanziate dai risparmi di spesa conseguiti con la
contestuale soppressione di altre unità operative, ambulatori e
servizi preesistenti e nel limite massimo del 90% di tali
risparmi.
7. Al fine di assicurare l'appropriatezza delle prestazioni,
con decreto dell'Assessore regionale per la sanità viene
determinata entro trenta giorni dall'entrata in vigore della
presente legge la percentuale di decurtazione da applicare alla
remunerazione dei D.R.G. (Diagnosys Related Group) ad elevato
rischio di inappropriatezza a decorrere dall'esercizio
finanziario 2004.
8. Ferme restando le disposizioni di cui al comma 4
dell'articolo 29 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2 per il
ripiano definitivo dei disavanzi delle aziende unità sanitarie
locali e delle aziende ospedaliere relativi all'anno 2003 è
autorizzata, per l'esercizio finanziario 2004, la spesa di
460.000 migliaia di euro (UPB 10.2.1.3.2, capitolo 413333).
9. L'Assessorato regionale della sanità è autorizzato a
stipulare convenzioni con organismi, corpi ed istituzioni dello
Stato finalizzate al controllo delle procedure di spesa di enti,
organismi e società sottoposti a vigilanza e controllo della
Regione, nonché di soggetti che operano per conto
dell'Amministrazione regionale in regime convenzionale.
10. Possono essere rilasciate dagli organi competenti
autorizzazioni sanitarie per l'esercizio di nuove strutture
ambulatoriali purché in regime di attività libero-professionali
non accreditate che, in nessun caso, partecipano al riparto delle
risorse finanziarie destinate dalle aziende unità sanitarie
locali alle strutture pre-accreditate.»
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
dagli onorevoli Confalone, Mercadante, Ardizzone: 1.1, 1.2;
dagli onorevoli Cracolici, Speziale, Capodicasa: 1.7, 1.5, 1.3,
1.6, 1.4.
CAPODICASA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
affinché non passi sotto silenzio, una manovra che è stata
ampiamente annunciata dal Governo.
Del resto i conti della Regione imploravano una manovra che
però non fosse quella che il Governo ci ha ammannito.
La misura del grado di improvvisazione di questa manovra è
data dal fatto che il disegno di legge pervenuto in
Commissione riguardava l'assestamento di bilancio, senza le
variazioni.
Quindi, l'assestamento, come atto dovuto di natura tecnico-
contabile, non avrebbe meritato nessun dibattito in Aula se non
per sollevare qualche considerazione sull'avanzo finanziario
relativo i fondi liberi e vincolati che mostrano ulteriormente la
patologia dell'andamento dei conti nella nostra Regione.
L'improvvisazione è data dal fatto che il resto della manovra è
stata realizzata attraverso gli emendamenti presentati dal
Governo in Commissione, emendamenti che hanno imbastito una
ipotesi di reperimento di risorse per tamponare la situazione
finanziaria ormai fuori controllo, soprattutto nella sanità.
Ma è del tutto evidente, del resto lo stesso Assessore lo ha
più volte dichiarato, che si tratta di una manovra insufficiente
rispetto al fabbisogno.
A quanto mi risulta, l'Assessore aveva proposto in Giunta di
Governo una manovra equivalente al doppio di quella che oggi ci
viene proposta di 49.446 milioni di euro. Quindi, il Governo si
rende conto che attraverso questo intervento non si fornisce
l'idea di un rientro dal deficit.
Mi pare che su qualche quotidiano sia stato scritto come alcune
delle norme contenute nella manovra siano state suggerite, o
meglio, siano state proposte in accoglimento ai suggerimenti
proposti dalla Corte dei conti che, in sede di parifica del
bilancio, ha indicato, tra l'altro, il blocco delle leggi di
spesa.
Credo che far passare per virtuosa una scelta che è solo
disastrosa per l'economia della Regione richiede fantasia da
parte dell'Assessore o di qualche cantore delle sorti magnifiche
e progressive di questo Governo.
Mi chiedo, infatti, da qui alla fine dell'anno, come si potrà
legiferare, senza il becco di un quattrino nei fondi globali,
per approvare qualche provvedimento che sia di sostegno
all'economia o alle categorie che ne hanno bisogno?
Neanche in caso di calamità naturale si potrà intervenire in
modo serio e corposo
Ciò è indicativo della politica di questo Governo.
Quando si afferma che si è accolta una indicazione della Corte
dei conti si dice una mezza verità perché, effettivamente, nella
relazione di sintesi sul Rendiconto generale della Regione
siciliana del Presidente dottor Petrocelli, relatore dottor
Francesco Targia, non solo si legge la raccomandazione di cui il
Governo fa mostra, cioè quella di evitare ulteriori leggi di
spesa in una situazione già abbondantemente compromessa dal punto
di vista finanziario, ma - ed è la cosa più importante credo -
suggerisce una strategia di attacco al deficit.
Si sostiene che occorrono misure di carattere organico, anzi
volendo leggere testualmente, la sintesi della relazione riporta
che: in particolare per il perseguimento dell'obiettivo di
ricondurre la situazione della finanza pubblica ad un livello
sano, si indicava fin da allora la necessità, che va ribadita
anche in data odierna, di procedere al prosciugamento della
tendenza espansiva della spesa corrente, mediante un congruo
ridimensionamento della stessa, eventualmente il blocco degli
impegni di ulteriori leggi di spesa fino alla soluzione
dell'attuale crisi di liquidità ed il completo riequilibrio di
conti di cassa .
Successivamente si aggiunge che: Per uscire dal circolo
vizioso e dai ripetuti disavanzi derivanti dalla gestione del
bilancio regionale è ormai divenuta improcrastinabile l'adozione
di una efficace strategia basata su riforme strutturali della
spesa pubblica regionale, in quanto solamente un suo rigoroso
contenimento può consentire la riduzione del debito e il
necessario finanziamento degli interventi per lo sviluppo e
l'occupazione .
Ritengo che l'indicazione sia abbastanza chiara: una misura
tampone, quale quella del blocco della legge di spesa e della
tendenza alla sua espansione, ma soprattutto e in via prioritaria
una strategia di rientro che si fonda su misure strutturali e
quindi sulle riforme è ciò che manca a questo Governo, perché
siamo all'ennesima manovra finanziaria.
Ogni anno ormai si ripetono e si rincorrono misure di questo
genere. In tutte le leggi di variazione o anche nelle leggi
finanziarie ricorrono misure sempre più minacciose nei riguardi
di apparati pubblici, di settori dell'amministrazione, per
scongiurare atteggiamenti virtuosi da parte della pubblica
amministrazione. I risultati sono sempre peggiori.
C'è quindi qualcosa che ha un carattere strutturale in questa
produzione del deficit che, mi pare...
PRESIDENTE L'onorevole Capodicasa si sta rivolgendo
soprattutto al Governo. Rispetto alle osservazioni che sta
formulando, probabilmente, poi sarà il caso che il Governo
appronti una risposta.
CAPODICASA L'Assessore avrà qualche rimpastino' da fare.
Come dicevo prima, credo che proprio lì vada sostanzialmente
concentrata l'attenzione.
Le misure tampone che si rincorrono, di volta in volta, hanno
un solo effetto: prosciugare le poche risorse che è possibile
mettere in circolo attraverso il bilancio della Regione, tutte a
copertura del disavanzo annuale del deficit nel settore della
sanità.
Si è a lungo parlato di questo vertice che si è tenuto a
Palazzo d'Orleans per concertare alcune misure nel settore della
sanità, per bloccare la tendenza al deficit della sanità. E se
questa montagna ha partorito il topolino che ci è stato proposto,
devo dire che siamo a corto di una politica, che le misure sono
ancora assolutamente insufficienti. L'unica misura, peraltro
ampiamente derogata, che potrebbe avere una qualche efficacia -
ma anche qui sembrerebbe che stiamo chiudendo la porta quando i
buoi sono già scappati - è quella relativa al blocco delle
convenzioni esterne; è ampiamente derogata per un settore
attualmente in vertiginosa espansione: parliamo dei centri di
fisioterapia e di riabilitazione. Chiudiamo la porta o facciamo
finta di chiudere la porta nei settori maturi, dove peraltro la
crescita della convenzionata può essere di proporzioni limitate e
lasciamo il portone aperto per un settore in travolgente
espansione, quello della riabilitazione, quasi a dire che poi
alla fine, in fondo, quella misura è una misura di facciata che
non porterà un effettivo beneficio.
E questo vale anche per tutti gli altri provvedimenti: il
blocco dell'apertura di nuovi servizi nelle strutture sanitarie.
Io non credo che il deficit stia lì, onorevole assessore.
Ripeto, non credo che la natura e la causa del deficit stiano lì.
Va razionalizzato l'intero sistema perché tutte le misure fino ad
oggi messe in campo dal Governo, ogni volta indicate come
risolutive del problema, ad oggi non hanno dato il beneficio di
una virgola rispetto al problema; non lo hanno dato i ticket e
tutte le convulsioni che attorno ai ticket la maggioranza ha
avuto con tutte le modifiche, le ulteriori articolazioni, i
miglioramenti. non lo hanno dato le misure spauracchio per i
dirigenti generali della AUSL.
Chiedo al Governo che fine ha fatto quella norma che stabiliva
che i dirigenti generali, le cui AUSL fossero andate in deficit,
avessero sforato il tetto di spesa, dovevano essere rimossi. Per
piacere, diteci, alla fine, che cosa ne è stato di questa norma,
perchè non c'è, in campo normativo, niente di più preoccupante e
di grave che il ridicolo. E noi abbiamo sfiorato il ridicolo, ci
siamo ampiamente dentro, perchè un cumulo di norme, ogni volta
sempre più drastiche, draconiane, puntualmente disattese, fa
scadere l'amministrazione nella scarsa credibilità e nel
ridicolo, come, ad esempio, la norma che prevedeva che i bilanci
della AUSL avrebbero dovuto essere sottoposte al preventivo esame
da parte dell'Assessorato al bilancio, oltre che da parte
dell'assessorato alla sanità, con il risultato che, proprio nel
primo anno di applicazione della norma, le AUSL hanno sforato di
350 miliardi di lire con la distrazione - non so quanto complice
o quanto colpevole - dell'assessorato proprio del bilancio.
Ritengo, quindi, che la strada delle misure tampone' non sia
più praticabile. Chiedo al Governo se ha un'idea per uscire da
questo vicolo cieco che, ormai, brucia migliaia di miliardi di
lire e che, nel corso di un triennio, ci ha fatto accumulare un
deficit che si avvicina intorno ai 6.500-7.000 miliardi di
vecchie lire. Qualcuno si faccia avanti, perchè certo non lo fa
il Presidente della Regione, non lo fa l'Assessore, il quale non
so quanto sia in grado di smuovere gli orientamenti dei suoi
colleghi. Il risultato è però quello che noi giudichiamo. E il
risultato è, devo dire, miserevole.
Tutto ciò, naturalmente, finisce per risucchiare non solo i
conti della Regione, ma la credibilità della Regione in quanto
tale, come ente che promuove lo sviluppo. Pagheremo le
conseguenze di tutto ciò: il declassamento che l'agenzia Moody's
ha già fatto dei conti della Regione. Credo che tutto ciò costerà
in termini di credibilità, ma anche in termini di conto da
pagare, come servizio del debito.
Abbiamo una estrema limitazione delle spese di investimento -
quelle che fanno le spese in prima istanza di manovre di rientro
- con le ripercussioni che questo ha sull'economia siciliana,
considerato che, come tutti sappiamo, il bilancio della Regione
incide sul prodotto interno lordo della Sicilia per circa il 20
per cento, che non è poca cosa. E' una delle più alte incidenze
che si hanno nel rapporto tra bilancio della Regione e PIL in
Italia.
Tutto ciò, quindi, ha una refluenza immediata sulle condizioni
dello sviluppo. Del resto, parlare di queste cose vuol dire
parlare al vento, dal momento che questo Governo di tutto si cura
- si curerà dei precari, si curerà del posticino da dare, di
eleggere e nominare comitati e comitatini , esperti lautamente
pagati e tutto il resto - e non si occupa, invece, delle grandi
scelte, ad esempio, che vengono compiute a livello nazionale e
che penalizzano il Mezzogiorno e la Sicilia.
In questi ultimi tempi, si è registrato il caso dell'
approvazione del DPEF nazionale con la conseguenza che non solo
il Mezzogiorno è sparito, ma la nostra economia ha registrato
degli effetti che risultano contrario rispetto a quanto da noi
auspicato e né i deputati siciliani del Polo né questo Governo
pronunciano una parola. Non dicono nulla sui tagli agli incentivi
alle imprese che si profilano o su quelli che già sono stati
concessi.
Si propone di diminuire le tasse in Italia, tagliando gli
incentivi per gli investimenti nel Mezzogiorno e nessuno parla.
Si balbetta sulla devolution, e questo, signor Presidente, dopo
avere votato favorevolmente, in sede di Conferenza Stato-Regioni,
il disegno di legge sulla devolution, Poi, pentito, ha dichiarato
che non era d'accordo perché la devolution danneggia la Sicilia.
Adesso, però, sembra che la devolution vada avanti, per cui
ritengo che serva qualcosa in più.
La manovra ha un carattere provvisorio. Dovremo tornare quindi
a trattare la materia il prossimo autunno e mi auguro che, al
quel punto, lo si faccia con un minimo di profondità, evitando
all'Assemblea regionale, ma soprattutto ai siciliani, questo
stillicidio di interventi che non hanno alcun valore se non
quello di mettere qualche pezza ad una situazione già degenerata,
peraltro, una pezza posta in modo molto incoerente, perché vi è
sempre le tendenza a derogare da un principio di rigore, spinti
dalle mille lobbyes che assediano questo Governo e dalle quali lo
stesso, amorevolmente, si fa assediare.
Quindi, signor Presidente, volevo sommariamente, anche come
anticipo di ciò che sarà proposto in autunno, fare qualche
considerazione sul disegno di legge propostoci e poi, nel corso
della discussione, sviluppare meglio qualche argomento.
RAITI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RAITI Signor Presidente, onorevole Governo, onorevoli
colleghi, nel ribadire la sostanza dell'intervento dell'onorevole
Capodicasa, che ha tenuto a sottolineare come questa ulteriore
manovrina di assestamento, di fatto, dimostra che il Governo
opera mettendo delle pezze con cadenza bimestrale o trimestrale,
senza avere un disegno strategico complessivo che possa portare
al risanamento della Regione e non entrando negli argomenti
accennati dall'onorevole Capodicasa, tengo a sottolineare come,
di fatto, questa manovra correttiva non faccia altro che
affrontare - ancora una volta e per l'ennesima volta, seguita
da altre manovre in questa direzione peraltro già preannunciate
dal Governo per il prossimo ottobre-novembre - il nodo principale
del dissesto di questo bilancio regionale, cioè il dissesto
sanitario.
Non vi è dubbio, e lo dice una parte della relazione di
accompagnamento del disegno di legge, che la norma, i tagli
prevedono di affrontare un deficit nel 2003 di 460 milioni di
euro relativi al deficit della sanità.
Certo, andare a discutere di una norma che ponga rimedio a
questo deficit preannunciato di 460 milioni di euro, almeno per
il 2003, in un contesto nel quale non è stato approvato né
portato in Aula il DPEF, così come previsto dalle leggi di
riferimento che prevedono che il DPEF debba essere discusso entro
il 31 agosto e portato al 30 luglio, è una ulteriore
dimostrazione del fatto che, anche nel merito, questo Governo
procede in maniera quantomeno ondivaga.
Ma questa affermazione di procedura ondivaga viene ribadita
anche dalla relazione della Corte dei Conti, nella quale si dice
espressamente che il deficit nel settore della sanità viene
affrontato in maniera non adeguata dal Governo della Regione e,
di fatto, produce, ha prodotto e continua a produrre debiti che
rischiano di portare al declassamento il bilancio della Regione,
così come preannunciato da Moody's e che comunque incidono in
maniera pesante nel complesso del bilancio della Regione. Che
dire di questa argomentazione, se non fare un escursus
cronologico per comprendere, assessore Pagano, come, procedendo
in questa direzione, nonostante le sue manifestazioni di buona
volontà e di rigore annunciate spesso sui giornali e poi di fatto
smentite da decisioni prese dal Governo nella sua collegialità e
da disegni di legge in questa direzione, certamente non ci
porteranno a trovare la soluzione ma a precipitare nel baratro.
Mi chiedo il perchè di tutto ciò, assessore Pagano.
Questa mattina sono arrivato in Assemblea alle 7.30 per
visionare tutti gli atti relativi alla vicenda dei debiti
prodotti dalla sanità. Già nel novembre 2002, in questo settore,
vi era un deficit di 400 milioni di euro. Ricordo un decreto-
legge - queste sono le analisi a cui lei dovrebbe far fronte per
comprendere che, procedendo in questo modo, non possiamo trovare
alcuna soluzione - che, nell'agosto 2002, il cosiddetto decreto
tagliaspese' dell'assessore Cittadini, che aveva lo scopo
dichiarato di eliminare il deficit di 400 milioni di euro, che,
di fatto, fu ritirato - ecco uno degli aspetti del procedimento
ondivago del Governo - fu rimodulato.
Quel decreto tagliaspese che doveva portare alla riduzione del
deficit a 200 milioni di euro, di fatto, portò invece ad un
incremento del deficit di 250 milioni di euro. Abbiamo
registrato, inoltre, un incremento del deficit, soprattutto nel
settore della specialistica convenzionata, passata da 215 milioni
di euro a 250 milioni di euro, con un incremento di 35 milioni di
euro; un incremento delle spese per le case di cura, da 205
milioni di euro - prima del decreto salvaspese - a 240 milioni di
euro; nel settore dell'alta specialità, si è passati da 56
milioni di euro di spesa a 68 milioni di euro.
Prima della modifica del decreto tagliaspese del 2002 e durante
l'attuazione dello stesso, il Presidente della Regione - e gli
faceva da contraltare il coordinatore regionale di Forza Italia -
dichiarava che bisognava intervenire nel settore della sanità in
maniera decisiva e determinante per riportare tutto in un
contesto virtuoso di risanamento dei conti pubblici - ciò è anche
affermato attraverso alcune leggi nazionali e dagli strumenti
attuativi regionali - e dichiara che ci sarebbe stato un
controllo effettivo, efficace sulla spesa, un controllo sui
manager, che avrebbero dovuto rispettare i programmi per i quali
erano stati assunti.
Ricordo a voi tutti, all'assessore Pagano, al Presidente della
Regione ed all'assessore Cittadini che i manager godono di
contratti di diritto privato e che sono vincolati al
raggiungimento degli obiettivi.
L'onorevole Cuffaro e l'onorevole Miccichè affermavano che
sarebbe stato previsto un controllo sull'efficacia e
sull'efficienza e, per i manager che non avessero raggiunto i
risultati auspicati dal contratto, sarebbe stato previsto il
licenziamento.
Tutto ciò nel novembre 2002. Ad oggi, agosto 2004, la
situazione è la stessa, se non peggiorata. Quelle verifiche che
dovevano farsi per legge sulla efficacia della spesa non sono
state effettuate; delle griglie di valutazione sulle quali
dovevano essere giudicati i manager, che ricordo sempre hanno
contratto di diritto privato, non se ne ha notizia; i parametri
di riferimento previsti dal patto di stabilità regionale - che
prevedeva che, entro l'anno 2003, le aziende sanitarie locali
erano tenute a garantire l'equilibrio economico di bilancio e che
le aziende ospedaliere erano tenute a conseguire un utile di
almeno l'uno per cento dei ricavi di competenza dell'esercizio -
non sono stati raggiunti. Nessuno sa che fine abbiano fatto i
riscontri di carattere normativo, pare che mai un direttore
dell'AUSL o delle Aziende ospedaliere sia stato licenziato per
inadempimento agli obblighi contrattuali previsti dal proprio
contratto di diritto privato.
Ci troviamo nuovamente ad affrontare una manovra tampone che
sarà seguita, il prossimo ottobre - come già ha dichiarato
l'assessore Pagano - da un'altra manovra tampone, per far fronte
a 460 milioni di euro di deficit nel campo della sanità.
Se così fosse, il quadro sarebbe allarmante ma non
preoccupante; la questione è invece più preoccupante. Si procede
in questo modo, con questi continui inadempimenti e senza alcuna
volontà politica di affrontare la questione una volta per tutte,
in maniera tale da rispettare i parametri previsti dal DPEF
approvato l'anno scorso che dovrebbe portare all'equilibrio del
bilancio nel 2006.
Altra cosa sono, invece, i conti veri, quelli reali sui quali
nessuno pone mano in maniera decisiva e definitiva.
L'indebitamento nel settore della sanità, nel novembre 2003,
ammontava a cifre incredibili e nessuno vi ha fatto realmente
fronte. Per quanto riguarda il settore delle case di cura,
ricordo che l'indebitamento della Regione ammontava, nel novembre
2003, a 140.832.807; nel settore delle farmacie, l'indebitamento
ammonta a 506 milioni 961 euro; nei settori convenzionati, a 135
milioni 450 euro; per quanto riguarda gli istituti finanziari, si
parla di 960 milioni di euro; per le società di fatto, siamo
intorno ai 156 milioni di euro; per l'anticipazioni di tesoreria,
circa 287 milioni di euro.
Di fatto, ci troviamo dinnanzi ad un indebitamento complessivo,
nel settore della sanità, che arriva a quasi 2 miliardi e 200
milioni di euro. Non è questo, certamente, il modo in cui si può
affrontare il problema: una manovra tampone per racimolare soldi,
togliendoli dai fondi globali, dalle spese per gli investimenti,
dai buoni scuola e via di seguito per porre rimedio
definitivamente alla spesa sanitaria.
Porre rimedio definitivamente alla spesa sanitaria si può - non
solo si deve - ma si può, tenendo presente uno degli elementi
fondamentali sui quali bisogna al più presto intervenire, per
evitare che questo dissesto ci porti direttamente nel baratro
finanziario, quello suggerito anche dalla Corte dei conti, nel
rendiconto generale nell'esercizio finanzio 2003.
La Corte dei conti afferma, in maniera chiara ed
inequivocabile, che, al fine di contenere la spesa sanitaria,
occorre arrivare ad un equilibrio obbligato tra domanda e offerta
e che ciò può avvenire attraverso l'imposizione di un tetto
finanziario alla spesa, non modificabile a posteriori, così come
è avvenuto in questi anni.
La previsione di rimborsi, in base al fatturato, lascia
intendere il ritorno al sistema del ripiano a piè di lista,
considerato ormai, assessore Pagano, tra le cause dell'attuale
disavanzo da tutti gli esperti del settore. Occorre procedere,
invece, avvalendosi del pagamento a prestazioni, in base a
tariffe predefinite all'interno dei tetti di spesa non
inderogabili.
Secondo queste ipotesi, sia i privati accreditati sia le
strutture pubbliche non potranno aumentare le prestazioni erogate
per ampliare il margine di guadagno; dovranno rendere, invece,
sempre più efficiente la propria organizzazione aumentando anche
la qualità del servizio fornito.
La scelta di garantire alle strutture private accreditate la
copertura totale di quanto fatturato, in precedenza, invece di
ancorare il tetto di spesa al numero di spesa, al numero delle
prestazioni erogate, ha implicato lo stravolgimento
dell'operazione di contenimento della spesa sanitaria e ha
comportato la conseguente necessità, per il 2003, di
riconsiderare i valori previsti dal DPEF per i relativi aggregati
di spesa.
Il nodo strutturale, quindi, sta proprio in questa materia,
nella necessità e obbligatorietà di far sì che possa lievitare la
spesa sanitaria in maniera inconsulta, non disciplinata, che
porta al dissesto che oggi dobbiamo fronteggiare attraverso
questa pezza che, anche se non risolve il problema, è una goccia
nel mare che porterà, continuando in questa direzione - senza
alcuna strategia e senza la volontà effettiva di chiudere questa
vicenda, evitando di modificare a posteriori i tetti di spesa, di
chiudere questa vicenda in maniera positiva per la Regione.
Così procedendo, assessore Pagano, le sue enunciazioni
pedagogiche (condivisibili) sui giornali, certamente, non avranno
alcun effetto concreto e, come lei sa bene, il dissesto e il
baratro finanziario di questa Regione sono ormai dietro l'angolo
e non potranno essere evitati da misure tampone che non sono
altro che pannicelli caldi per un malato ormai allo stadio
terminale.
CRACOLICI . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, si ha la
sensazione di parlare al vento, in un dibattito che dovrebbe
vedere, invece, una straordinaria partecipazione da parte dei
colleghi deputati, del Governo, proprio perché non stiamo
affrontando una semplice variazione di bilancio, ma una manovra
che ha - almeno questo è nelle intenzioni - l'obiettivo di
pareggiare il bilancio, nel corso di un triennio, almeno per quel
che riguarda gli aspetti più deleteri che investono la difficoltà
di chiudere in pareggio il bilancio della Regione, in particolare
nel settore della sanità.
Paradosso di questa manovra è anche il fatto che si sia scelto
di affrontarla come si trattasse di una partita di calcio, cioè
in due tempi: uno sarà disputato ad agosto e l'altro, forse, ad
ottobre.
Tutto ciò nasconde un altro aspetto: in questo momento,
paradossalmente, rischiamo di correre tutti dietro alla carota,
come un coniglio insegue la carota.
Stiamo parlando del disavanzo della Regione, racchiudendolo, in
gran parte, nella questione sanità. Come sarà dimostrato, però,
anche nel mese di ottobre, se ci sarà una manovra, siamo in
presenza di un disavanzo che ormai investe la macchina della
Regione.
Quando si dice che vi è un disavanzo di competenza nel
bilancio della Regione di circa un miliardo di euro, si afferma
quindi che l'intera macchina della Regione produce ogni anno
debiti.
Oggi ci stiamo limitando ad affrontare, forse, ma non ci credo
- e proverò a spiegarne il motivo - uno degli aspetti che
certamente è quello che più si ripete nel corso del tempo e
rispetto al quale tutte le iniziative o i provvedimenti o gli
annunci che sono stati fatti, nel corso di questi tre anni, hanno
prodotto un paradosso: il costo del sistema sanitario, ogni anno,
aumenta.
Invito, intanto, il Governo ad evitare di fare annunci perchè
forse stando in silenzio si può determinare quantomeno un
mantenimento della spesa; perchè più si fanno annunci o più si
intende affermare con iniziative legislative o con decreti la
volontà di ridurre il costo della sanità, più otteniamo un
paradosso come è, ad esempio, quello che scaturisce dall'articolo
1 di questa legge di variazione.
In cosa consiste il paradosso?
Siamo in presenza di norme che si muovono secondo una logica
declamatoria poichè non riescono ad avere efficacia e non
affrontano poi i nodi veri che riguardano il costo del sistema
sanitario. Faccio un esempio per tutti. Si dice, al comma 5
dell'articolo 1, che, per il triennio 2004-2006, si bloccano i
nuovi accreditamenti. Al di là del fatto che siamo in presenza
di un'affermazione impropria, poiché la ratio della norma non
prevede che sia il convenzionamento, ma l'accreditamento e
l'autorizzazione a svolgere l'attività professionale da parte di
chi decide di fare l'imprenditore e di farlo misurandosi con il
mercato.
Quindi, da un lato, utilizziamo il principio del blocco
dell'accreditamento affermando così, di fatto, che
l'accreditamento corrisponde automaticamente al sistema del
vecchio convenzionamento; dall'altro lato, si dice che questo
accreditamento è bloccato salvo la lungodegenza e la
riabilitazione e l' attività riabilitativa di cui alla legge
numero 104.
Voglio qui dire all'Assessore per la sanità e all'Assessore per
il bilancio i quali parlano di provvedimenti che hanno come
obiettivo di contenere la spesa: da un conto fatto in maniera
semplicistica ciò che si prevede con questa norma comporterà un
aumento di 50 milioni di euro l'anno poichè, con la norma così
scritta, stiamo autorizzando l'apertura di circa 580 nuovi posti
letto soltanto nella riabilitativa, e non parlo della
lungodegenza. Allora, se si considera che il D.R.G., ogni giorno
di ricovero nella riabilitazione costa mediamente 230 euro, e se
si considera che circa 580 posti letto per 365 giorni l'anno a
280 euro fanno circa 50 milioni di euro, cioè 100 miliardi delle
vecchie lire, stiamo di fatto realizzando una norma che è come
quella - lo ricordava il collega Raiti - del decreto Cittadini
dell'agosto 2002, cioè una norma che ha come titolo, o aveva come
titolo immaginario decreto tagliaspese , e sono aumentate a
saldo di quel decreto di circa 300 miliardi le spese che
preesistevano al decreto stesso.
Con questa norma con cui si dice di voler bloccare
l'accreditamento per i prossimi tre anni, stiamo producendo il
risultato di consentire agli uffici della Regione di autorizzare
circa 600 nuovi posti letto. E vorrei ricordare che sono i posti
letto che non vuole o non può riconvertire il pubblico, nel senso
che abbiamo fatto la nuova organizzazione della rete ospedaliera,
abbiamo tagliato in alcuni casi posti letto per acuti
trasformandoli in posti letto per lungodegenza e riabilitazione.
Il risultato è che i posti letto che dovevano essere
riconvertiti, in parte saranno riconvertiti, in parte si sta
decidendo di trasferirli ai privati.
Vorrei sapere, Assessore per la sanità ed Assessore per il
bilancio - è evidente che la norma non nasce a caso - quante
sono le nuove autorizzazione concesse per la nuova edilizia
ospedaliera in campo riabilitativo o per gli ampliamenti previsti
rispetto alle strutture già esistenti.
Allora, non ci prendiamo in giro, voi non state decidendo di
fare una norma-contenimento ma state continuando a perseguire la
strada che ci porterà dritti alla rovina del bilancio e dei
servizi di questa Regione
Altra norma, anche qui singolare: si parla di tutte le aziende
ospedaliere e anche delle case di cura private. Ma vorrei sapere,
a proposito delle case di cura private alle quali, in teoria,
rimborsiamo il D.R.G.: l'organizzazione, le modalità
organizzative delle case di cura private non è un problema che
dovrebbe riguardare la Regione, l'effetto finanziario che ne ha
la Regione. Ad esempio, se una casa di cura privata ha 10 unità
complesse o ne ha una, è un problema della casa di cura, non è un
problema della Regione; cioè, dire con norma che si blocca la
possibilità di nuove unità operative complesse nelle strutture
private ex convenzionate, è illogico, fuori dalla grazia di Dio.
Però, cosa altrettanto singolare è che, da un lato, diciamo che
si blocca la possibilità di realizzare nuove unità complesse
nelle aziende ospedaliere, nelle aziende sanitarie e nelle case
di cura private e nulla si dice, ad esempio, in tutto quell'altro
settore che ormai costituisce una parte non secondaria della
spesa sanitaria siciliana, le strutture in sperimentazione
gestionale .
Cosa succede al San Raffaele? Cosa succede all'ISMETT? Cosa
succede in tutte quelle attività paraprivate , chiamiamole
così, o private del tutto, le quali sono, anche qui, fuori da
qualunque logica di governo e di controllo nel rapporto tra
macchina regionale e spesa sanitaria?
La terza questione: non si affronta, anzi si fa una norma
assolutamente declaratoria, tutto il nodo della spesa
farmaceutica per la quale il provvedimento di legge,
sostanzialmente, rinvia alla futura finanziaria e dice: con la
finanziaria vedremo cosa faremo nel campo della farmaceutica.
Ma visto che avete voluto scrivere la legge, anche qui la cosa
singolare è che ciò che è stato scritto in questa legge si poteva
fare perché credo che costituisca ordinaria amministrazione tra
macchina regionale e struttura. Sulla spesa farmaceutica nulla si
dice, ad esempio, su come contenere l'acquisto dei farmaci, non
come affrontare a valle, così come abbiamo fatto e come si sta
determinando lo sconquasso sociale con il meccanismo dei ticket e
dell'illogico meccanismo dell'esenzione che abbiamo individuato;
esso, di fatto, ha determinato che la povera gente che vive in un
paesino, che magari vive della propria pensione e che si ritrova
con la casa di proprietà perché lasciatagli dal padre o perché
l'ha costruita 30, 40 o 50 anni fa, si ritrova ad essere
cittadino, come dire: ricco per decreto . Quindi, delle due
l'una: o voi scegliete una strada di rigore in cui ripartire le
lacrime e sangue', ovvero state facendo come Robin Hood al
contrario: togliete ai poveri per continuare a dare ai ricchi
Cioè, voi togliete alla povera gente la possibilità di avere
sanità di qualità con la condizione però di costringerli a pagare
sempre di più le prestazioni, e continuate invece a favorire
coloro che sono i vostri principali interlocutori in questa
vicenda finanziaria nel rapporto bilancio e sanità: cioè tutta la
struttura cosiddetta privatistica che in qualche modo vede nel
meccanismo legislativo la possibilità di consolidare ed ampliare
i propri interessi.
Signor Presidente, abbiamo presentato alcuni emendamenti in
riferimento a questa norma, mi auguro che l'Aula, devo dire senza
illudermi troppo perché questa è un'Aula che ha votato di tutto e
poi si è rimangiata individualmente le cose che ha votato,
compreso il meccanismo dei ticket, compreso il meccanismo del
vecchio accreditamento, cioè compresi i meccanismi che hanno
determinato lo sconquasso sociale e lo sconquasso finanziario
del bilancio della Regione.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Papania. Ne ha
facoltà.
PAPANIA Signor Presidente, onorevoli colleghi, non mi
dilungherò molto in questo intervento, anche perché per la parte
relativa alla sanità, credo che le cose che il centro-sinistra
dice siano ormai fin troppo risapute.
A me sembra, rispetto a questo, di dovere soltanto sottolineare
come non ci sia certamente da scandalizzarsi se un Governo o una
parte politica o una coalizione decidono di privilegiare la
sanità privata rispetto a quella pubblica, però è chiaro che
chiunque governi, che chiunque decida di assumere un indirizzo
piuttosto che un altro deve avere chiaro che l'indirizzo che
assume deve essere coerente con le cose che vuole fare.
Intendo dire che a me sembra che il problema classico della
sanità sia quello di fare confusione tra l'utilizzo della sanità
pubblica e l'utilizzo della sanità privata.
Se cioè si propende per continuare ad approvare in tutte le
sedi delle AUSL comunità terapeutiche assistite, residenze
sanitarie, centri per portatori di morbo di Alzheimer, qualsiasi
altra attività convenzionata a favore dei malati, può darsi che
ci possano essere delle convenienze, persino delle convenienze di
bilancio. Ma è chiaro che questo non è compatibile con l'offerta
di una sanità pubblica di qualità che in modo altrettanto
efficace potrebbe fornire risposte ai cittadini.
E' necessario, quindi, a mio modo di vedere per uscire da
questo circolo e da questa confusione aver chiaro qual è il tipo
di assetto, il tipo di governo della sanità che la Regione
siciliana vuole fare. Finchè si rimarrà in bilico tra le teorie
di Cittadini e quelle di Cuffaro, credo che la Sicilia avrà
poca probabilità di recuperare il deficit di sanità a tutti i
livelli.
A me sembra che l'assessore Pagano, ancora una volta, abbia
cercato con questa proposta di assestamento di bilancio di
fornire un quadro piuttosto chiaro delle difficoltà in cui versa
la Regione siciliana. Difficoltà che a mio modo di vedere sono
strutturali e sono ben al di là anche del deficit sanitario che
viene sottolineato come se fosse l'unico problema della Regione
siciliana.
Io penso alla manovra unica che aveva proposto Pagano e che
evidentemente non ha incontrato il favore del governo nel suo
complesso. E penso a come questo, ancora una volta, attraversato
dalla necessità di tagliare in modo una tantum alcuni capitoli
non affronti in modo strutturale il deficit di bilancio di
competenza che ha la Regione siciliana.
Vedete, a me ha fatto persino tenerezza l'affermazione secondo
la quale nel bilancio che complessivamente risente per competenza
di un deficit di 900 milioni di Euro ci sarebbero previsti 700
milioni di Euro per copertura e 200 milioni di Euro per nuove
necessità. Queste nuove necessità che poi riguardano quasi del
tutto la spesa corrente coincidono con alcune poste di bilancio
che, di anno in anno, compaiono nel bilancio della Regione
siciliana e che evidentemente hanno necessità, da parte di tutti,
di essere affrontati in modo strutturale, severo, definitivo.
Mi riferisco al fatto che se tra i 2100 milioni di Euro ci
sono, come in effetti ci sono, ancora una volta le spese per i
precari, ancora una volta le spese per la formazione
professionale non comprese nel primo decreto di finanziamento e
tante altre spese simili, evidentemente, l'intersecazione tra il
deficit di bilancio e la necessità di nuova spesa corrente forma
un flusso finanziario assolutamente negativo per il bilancio
della Regione.
Vorrei inoltre ricordare a tutti, e quindi anche all'assessore
al bilancio, che la parte di spesa in conto capitale o in conto
investimenti del bilancio della Regione risente in modo forzato
della presenza fra le poste di bilancio, delle spese di
formazione professionale inserite come spesa di investimento; il
che aiuta certamente a rispettare gli equilibri di bilancio ma,
in qualche modo, nasconde delle difficoltà strutturali che pure
esistono nel bilancio della Regione.
L'atteggiamento di Pagano è certamente un atteggiamento che
vorrebbe indurre a trovare le soluzioni strutturali e c'è
probabilmente un rifiuto complessivo, un rifiuto complessivo da
parte dell'Aula, da parte di tutte le forze politiche. E qui
intendo in questo, a nome della Margherita, fare anche una lieve
autocritica, c'è una qualche difficoltà ad immaginare come si
possa intervenire in modo strutturale nel bilancio della
Regione.
Questo è un problema che certamente si dovrà porre in modo
maggiore chi governa, perché è chi governa che deve fornire le
soluzioni per riuscire ad avere un bilancio della Regione
apprezzabile; tuttavia, è un problema che ci dobbiamo porre anche
noi del centrosinistra al fine di avere proposte alternative che
possano fornire un quadro finanziario in grado di competere con
i mercati di oggi.
E' proprio di oggi, assessore Pagano, la notizia che non è
certo che la Sicilia rimarrà nell'obiettivo uno. E vorrei
ricordare ai miei colleghi che ciò avviene non certo per un
motivo molto semplice.
Oggi non si guarda più al prodotto interno lordo, che riguarda
il singolo cittadino, ma si guarda alla media del potere
d'acquisto standard. Se andassimo a calcolare, come in effetti
hanno fatto anche gli uffici della Regione, il potere d'acquisto
standard ci renderemmo conto di quanto questo vada gradualmente
diminuendo all'interno della Regione siciliana e quanto sia
difficile conciliare questo con l'immaginare un aumento del
prodotto interno lordo riferito al singolo cittadino.
Questo in un'epoca in cui finanziariamente aumenta l'utilità
marginale decrescente, cioè nel corso degli anni tutti quanti
abbiamo fatto in modo che i cittadini siciliani aumentassero la
propria necessità di sostentamento delle famiglie, anche
attraverso la crescita endemica delle necessità di ogni singola
famiglia, ed oggi non si è più nelle condizioni di corrispondere
a questa che è stata definita: l'utilità marginale
decrescente .
Sembrano temi d'accademia ma io credo che se non si rientra
dentro anche la capacità di immaginare i processi economici,
sotto il profilo culturale, difficilmente si riusciranno a
ritrovare equilibri di bilancio che in questo momento non ci
sono.
In Commissione Bilancio la proposta dell'assessore Pagano ha
avuto vita non difficile perché è una proposta in larga parte di
tagli e perché non c'è la volontà, da parte di nessuno, di
intervenire in modo più definitivo rispetto al bilancio della
Regione.
Credo che una riflessione più ampia, anche in sede politica, e
in riferimento all'attività culturale, dovrebbe essere fatta da
parte di tutte le forze politiche. Non si possono fare stancanti
commissioni che spesso tendono soltanto a mettere in discussione
un rigo di un emendamento. Sarebbe necessario approfondire meglio
le questioni, avere sedi più adeguate all'interno delle quali
esaminare davvero questo bilancio di competenza, ed il suo
futuro, altrimenti il rischio che la Sicilia, a livello
internazionale, sia poco considerata aumenterà.
Non è soltanto un problema che ci daranno le agenzie di rating
un livello inferiore. Il problema è che il rischio lo corriamo
tutti perché mi sembra che nessuno di noi sia in grado di
immaginare processi di investimento di un certo tipo e processi
che superino le emergenze.
Quasi tutti ci attorcigliamo intorno al singolo emendamento, al
singolo articolo, e probabilmente alla singola esigenza.
Mi soffermo soltanto su due questioni: l'Ente fiera e il
problema dei beni culturali.
Io ho visto con quale passione l'onorevole Acierno in
Commissione ha prima combattuto il mutuo da riferire all'Ente
fiera e come, successivamente, è ritornato indietro sui suoi
passi proponendo emendamenti che andassero a correzione
dell'articolo principale del Governo per renderli, diciamo così,
più commestibili, per utilizzare un termine, probabilmente, non
del tutto adeguato.
E' uno dei pochi casi al mondo, io credo, in cui un Ente che
dipende da un Ente pubblico riesce a configurare un debito e
questo debito deve essere coperto da un mutuo che viene garantito
allo stesso soggetto che finanzia l'attività dell'ente.
Vi sono poi necessità che superano persino questa concezione
del tutto evidente ma rispetto a questo alla quale credo che il
Governo una riflessione la debba fare. Ci sono pagine,
probabilmente non belle, che sono state scritte nel passato anche
recente, ci sono pagine che, probabilmente, è necessario
chiudere. Io spero tuttavia che questo punto sia un punto
definitivo dopo il quale si vada a capo.
C'è stato poi l'articolo, che riguardava i beni culturali ed
Arte Vita, che in Commissione era stato esaminato e rispetto al
quale, poi ne parlerò quando sarà il momento degli emendamenti
che sono stati presentati dal Governo, vi erano state opinioni
diverse, io ne avevo rappresentata una, l'onorevole Fleres ne
aveva rappresentata un'altra, ma l'articolo che era stato
approvato in Commissione, noi non ce lo ritroviamo nel testo.
Saremo adesso costretti a discutere sui due emendamenti che sono
stati proposti. Io credo che questo non sia un buon modo di
legiferare. Qualunque sia il parere esitato dalla Commissione,
anche un parere che evidentemente contrario alla mia opinione,
credo che questo emendamento si sarebbe dovuto ritrovare nel
testo. Cosa che non ho trovato.
Si sarà trattato di un refuso, magari di un malinteso, ma lo
voglio far notare perché probabilmente sarebbe necessario che
anche i lavori della Commissione si svolgessero con più tempo a
disposizione e quindi con una maggiore lucidità nell'esame dei
provvedimenti e nella loro definitiva stesura per l'Aula.
Penso che quello che dicono gli imprenditori in questi giorni
deve essere all'attenzione di tutti e soprattutto, come credo lo
sia, dell'assessore Pagano: bisogna affrontare di meno sulle
emergenze, bisogna puntare di più sulle innovazioni e sulla
capacità di investimento. E' questo, secondo me, il discrimine
tra un modo di fare politica e un altro, non nell'essere di
centrosinistra o nell'essere di centrodestra, ma nell'essere
capaci di immaginare che la Sicilia così com'è non può continuare
e che quindi bisogna cambiarla, cambiando per primi noi.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, a questo punto possiamo
passare alla votazione degli emendamenti. Comunico che con la
votazione sull'emendamento 1.1 risulteranno preclusi gli
emendamenti 1.7 e 1.5. La Presidenza ha voluto annunziarlo in
modo tale che così l'Aula si regoli di conseguenza.
CAPODICASA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Volevo preliminarmente chiedere alla Presidenza
come intende regolarsi con una prassi che ormai si sta sempre di
più affermando e cioè che gli assessori presentano, apponendo la
propria firma, emendamenti come se fossero degli ordinari
parlamentari. Il Governo in quest'Aula è uno e si chiama
onorevole Pagano, perché stiamo trattando della manovra di
variazione di bilancio
PRESIDENTE Onorevole Capodicasa, stavo per dirle proprio
questo. Per la Presidenza gli emendamenti ammissibili sono quelli
sottoscritti dall'assessore al bilancio o dal Presidente della
Regione.
LIOTTA Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE Onorevole Liotta, i richiedenti sono soltanto
quattro.
LIOTTA I richiedenti sono cinque. Il sistema di rilevazione
automatica non ha funzionato, ma i richiedenti sono cinque..
PRESIDENTE Onorevole Liotta, io ne ho visto uno nel sistema
elettronico, quattro in Aula. La verifica del numero legale la
richiederete sull'emendamento successivo.
LIOTTA Signor Presidente, ma se non funziona, il problema si
verificherà anche al prossimo emendamento.
PRESIDENTE Se si accende per uno, vuol dire che il sistema
funziona.
LIOTTA Ma la volontà dei cinque deputati è stata chiara di
chiedere la verifica del numero legale.
PRESIDENTE Di quattro, onorevole Liotta. Entro la chiusura
della verifica di quattro.
Pongo in votazione l'emendamento 1.1. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
CRACOLICI Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, questo emendamento si pone
l'obiettivo esattamente contrario all'1.1 perché quest'ultimo
aveva l' obiettivo di ulteriori deroghe. L'emendamento 1.5 si
pone l'obiettivo di consentire, dato che si sta facendo una
manovra che ha come obiettivo il risanamento del bilancio del
triennio 2004-2006 di bloccare, in questo triennio, tutti gli
accreditamenti, non derogando per la lungodegenza e la
riabilitativa che, come ho già detto nel mio intervento,
costituiranno un ulteriore aggravio di almeno 100 miliardi delle
vecchie lire nel bilancio della Regione.
Credo si tratti di un atto di serietà, di rigore e anche di
giustizia: o si bloccano gli accreditamenti per tutti coloro che
vogliono entrare nel sistema dell'accreditamento o non si
bloccano per nessuno. Mi pare assolutamente illogico che si
faccia una norma di blocco che, però, fa salvi alcuni che,
sappiamo, hanno già fatto istanza. E allora, delle due l'una: non
ci prendiamo in giro perchè questo non si chiama blocco', ma
risponde a logiche clientelari. Mi auguro che l'Assemblea faccia,
per davvero, una manovra di rigore, consentendo il blocco totale
nel triennio di tutti gli accreditamenti.
ANTINORO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ANTINORO Signor Presidente, onorevoli colleghi, io, non per
aprire un dibattito con l'onorevole Cracolici, ma avendo anche
esperienza sul piano professionale circa la natura di queste
strutture che noi andiamo ad escludere dal blocco, volevo solo
puntualizzare alcune argomentazioni. Fin dalla rete ospedaliera
del 1996, poi l'ultima dell'attuale Governo, in diverse strutture
pubbliche, che sono sempre quelle da guardare con occhio di
particolare riguardo, ma dicevo in diverse strutture pubbliche,
era stata individuata dal Governo, nonchè dalla VI Commissione,
che ha approvato quella rete ospedaliera, che alcune strutture
ospedaliere, oggi in parziale uso per non dire in disuso,
venissero riconvertite.
Questa riconversione, nonostante i direttori generali avessero
potuto attuarla, non è stata mai possibile. Ne cito una per
tutte: nel famoso ospedale Enrico Albanese', ovvero Ospizio
marino, come dir si voglia, situato a Palermo è difficilmente
realizzabile un'operazione di questo tipo, non fosse altro per il
vincolo sottoposto dalla Sovrintendenza. Non mi sembra la giusta
soluzione penalizzare i cittadini siciliani non avendo le
strutture adeguate dal punto di vista riabilitativo - e chi vi
parla è uno certamente esperto nella materia - pone una
condizione di assoluto disagio e noi oggi abbiamo pazienti
costretti ad emigrare continuamente. Pertanto, fermo restando che
questo emendamento, onorevole Cracolici, già era stato bocciato
in Commissione Sanità, poi è stato riproposto in Commissione
Bilancio, credo che la ragionevolezza di tutti, compresa quella
dell'opposizione dovrebbe venire a galla, non fosse altro per
consentire ai cittadini siciliani di avere un adeguato numero di
posti letto di riabilitazione, siano essi pubblici, siano essi
privati, e, comunque, strutture di qualità che fino ad oggi sono
mancate, Demagogicamente dovere andare contro qualcosa significa
bloccare tutto. E siccome bloccare tutto è certamente
penalizzante per i cittadini siciliani, io faccio appello
all'Aula affinchè l'emendamento dell'onorevole Cracolici venga
bocciato.
SPEZIALE Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, questa è una delle norme che il
Governo presenta perché - ci dice - bisogna fare delle misure
straordinarie per il pareggio del bilancio delle Aziende
sanitarie locali e delle Aziende ospedaliere. Tuttavia, poi, essa
introduce norme di deroga rispetto al principio.
Ora, se ci trovassimo di fronte ad una vicenda ordinaria,
avrebbero ragione quanti sostengono che sarebbe utile mantenere
l'esclusione dei centri di lungodegenza o di riabilitazione.
Siccome il provvedimento è di carattere straordinario, perchè
tende a limitare la spesa sanitaria, noi pensiamo che il Governo
debba darsi delle priorità. Non può, da una parte, dire: io
voglio tagliare e, dall'altra, stimolare la spesa sanitaria,
soprattutto in direzione dei settori privati Infatti quando si
dice: noi vogliamo rispettare il decreto della Bindi, che
riguarda l'1 per mille dei posti letto per abitante previsto per
la rete ospedaliera regionale a fine riabilitativi, non si tiene
conto che una oculata politica di programmazione dovrebbe
gradualmente procedere alla riconversione delle strutture
ospedaliere pubbliche e, solo dopo avere favorito ed incentivato
questo processo, eventualmente, si potrebbe ricorrere
all'accreditamento di quelli privati.
Qui si è sostenuta una strana teoria che dice: siccome non
siamo riusciti a riconvertire gli ospedali pubblici, dobbiamo
immediatamente procedere all'accreditamento delle strutture
private .
Rimane, quindi, aperta la strada della spesa sanitaria a favore
delle strutture private anche nel settore della riabilitazione.
Pertanto, non riusciamo a capire quale sia la scelta del
Governo
Se il Governo dice che è necessario fare dei tagli, per
riequilibrare il bilancio fino al 2006, allora si attui una
politica rigorosa di tagli senza che vi sia un vantaggio per
alcuno.
In questo caso il Governo dice: Voglio attuare una politica
rigorosa di tagli. Per quanto riguarda, invece, la riabilitazione
e la lunga degenza, voglio permettere nuovi accreditamenti nei
confronti delle strutture private .
A noi sembra una scelta sbagliata e vorremmo, invece,
suggerire al Governo un processo graduale, e cioè, a regime, si
introduca una norma che permetta gradualmente la riconversione
delle strutture pubbliche, finalizzate alla lunga degenza e alla
riabilitazione; dopo che si saranno attuate queste politiche,
potremmo valutare se è stato raggiunto l'obiettivo dell'1 per
mille previsto dal decreto Bindi ed in quel caso non sarebbe più
necessario accreditare altre strutture private.
In caso contrario, dopo un anno di attenta politica finalizzata
a valorizzare le strutture pubbliche, se non si raggiungerà
l'obiettivo, potremmo valutare - eventualmente - l'ipotesi di
deroga e di accreditamento nei confronti di strutture private.
Ecco perché invito i colleghi ad approvare l'emendamento 1.5
proposto da me, dall'onorevole Cracolici e da altri deputati del
Gruppo dei DS.
ACIERNO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, ero già
convinto della bontà dell'emendamento 1.5 ma, dopo l'intervento
dell'onorevole Speziale, mi sono ulteriormente convinto del fatto
che voterò favorevolmente.
Tuttavia, intervengo per dire al Governo qualcosa in merito ai
tagli previsti sulla sanità.
Signor Presidente, gradirei che il Governo mi seguisse con
attenzione.
PRESIDENTE Onorevole Acierno, il Governo sta esaminando gli
atti di cui ci stiamo occupando che, come lei sa, sono molto
complessi. Pertanto, sospendo la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 12.03, è ripresa alle ore 12.37)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, la seduta era stata sospesa nel corso
dell'intervento dell'onorevole Acierno.
Invito, pertanto, l'onorevole Acierno a concludere il suo
intervento.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, tentando di
riallacciarmi a quanto mezz'ora fa stavo dicendo, credo che
l'emendamento 1.5, al quale chiedo di apporre la mia firma, non
solo merita di essere approvato, ma preannuncio la presentazione
di un ordine del giorno che impegna il Governo rispetto alla
politica dei tagli della sanità, che personalmente sento di
condividere. Però, al di là degli interventi necessari e
traumatici, perché comunque bisogna fare anche i conti con la
cassa, sarebbe opportuno che su questa materia ci sia una legge
organica che riveda tale impianto.
Onorevole assessore Pagano, lei ha l'ingrato compito di
passare per colui il quale arriva e toglie; noi, invece, non
siamo abituati a togliere, come qualcuno vuole far credere e,
soprattutto, togliere ai poveri per dare ai ricchi. Però,
dobbiamo anche ammettere che abbiamo trovato una situazione in
cui, per quanto riguarda per esempio gli accreditamenti, negli
anni passati non c'è stato alcun criterio.
Io ho presentato nei mesi scorsi un disegno di legge che, di
fatto, vuole essere una sorta di piano regolatore delle aziende
private accreditate e, quindi, una sorta di piano regolatore che
stabilisce i bacini di utenza e che segua dei criteri logici per
cui, a seconda del tipo di prestazione, per accreditare
un'azienda bisogna stabilire il bacino di utenza minimo. Ciò al
fine di evitare l'inflazione e l'aggressione da parte di una
politica scellerata, che sicuramente non appartiene a questo
Governo, che consiste nel dire tanti sì pur non avendo le
risorse finanziarie.
Tuttavia, onorevole assessore, preannuncio la presentazione di
un ordine del giorno con cui si invita il Governo, al di là della
misura dei tagli che approveremo con l'articolo 1 per quanto
attiene la sanità e alla cristallizzazione per il prossimo
triennio non solo degli accreditamenti ma anche dei D.R.G., a
tenere presente che la Regione che ha accreditato aziende private
non può improvvisamente dire a queste ultime che i costi per il
prossimo triennio sono cristallizzati.
Io credo che i D.R.G. dovranno prevedere - ed è questo l'invito
che si rivolge nell'ordine del giorno - che venga tenuto in
considerazione, quanto meno, l'adeguamento ISTAT. Non so quanto
serva mettere in condizioni le strutture sanitarie private - mi
riferisco anche agli specialisti accreditati - di fallire, perché
stiamo parlando proprio di questo. Oltre i ritardi che
l'Amministrazione pubblica ha nel pagare le prestazioni, se noi
pensiamo che per i prossimi tre anni chiederemo - come sempre
facciamo - l'adeguamento delle apparecchiature, il personale e
quant'altro, poi pensiamo di dovere pagare le prestazioni allo
stesso prezzo fra tre anni a quello di oggi? Io credo che sia
improponibile, non solo, ma rischiamo tra qualche mese di dovere
ritornare sull'argomento. Dunque, è preferibile, in una vera
politica di ristrutturazione, analizzare tutti i fatti e
prevenirli per tempo.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Congedi
PRESIDENTE Comunico che i rispettivi Presidenti dei Gruppi
parlamentari chiedono che vengano considerati in congedo gli
onorevoli Mancuso, Catania Giuseppe, Giambrone, Vicari, Ioppolo e
Stancanelli.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Riprende il seguito della discussione del
disegno di legge 898/A
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, è indispensabile un chiarimento
sull'argomento che è stato finora trattato, non fosse altro
perché ha destato l'interesse e l'attenzione dei più. Quindi, è
ovvio che il Governo deve necessariamente dire la propria su
questo argomento, non può, su specifiche richieste, dare per
scontato.
Condivido l'impostazione complessiva che è stata data e ritengo
doveroso, non solo istituzionalmente ma anche personalmente, dare
dei chiarimenti. Anche perché l'argomento, una volta per tutte,
penso venga ad essere inquadrato in una logica, non soltanto
economico-finanziaria, ma anche di tipo sanitario. E penso che se
il chiarimento verrà dato, supportato come sarò, sicuramente
dall'assessore Cittadini che è qui presente, alla fine dirimerà
il tutto ed eviterà qualsiasi tipo di querelle non solo presente,
ma anche futura.
Il tema in discussione è la riduzione della spesa sanitaria.
Sappiamo bene che questo articolo è stato voluto dal Governo
perché fin troppe volte, in passato, abbiamo assistito a episodi
di sforamento.
Il Governo si era preoccupato di mantenere un certo budget, di
stabilire un certo tetto di spesa che, però, per diverse
motivazioni tra le più diverse, perché il decreto veniva
cambiato, perché il TAR con sentenze diverse andava in
contraddizione con quanto era stato espresso dal Governo, per
motivazioni tra le più diverse
SPEZIALE Il Governo doveva soltanto dire se era favorevole
o contrario
PRESIDENTE Onorevole speziale, poiché le dichiarazioni di
voto, in buona sostanza, si sono poi rivelate degli interventi di
merito, il Governo ha chiesto di potere sviluppare una breve
argomentazione sul parere relativo all'emendamento.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Sarò
brevissimo signor Presidente e,comunque, non penso che
l'onorevole Speziale abbia timore delle mie parole, spero di non
cogliere in lui questo tipo di preoccupazione.
Poichè la premessa che ho già fatto è più che sufficiente per
capire la ratio, la motivazione sul perché nasce questo articolo,
entro nel vivo della vicenda. L'emendamento che è stato
presentato dalle sinistre, che da un certo punto di vista
potrebbe essere rubricato all'interno di un contenimento delle
spese, in linea di principio può trovare il pieno sostegno da
parte del Governo, perché è chiaro che tutto ciò che contiene la
spesa rientra tra le mission che in questo momento il Governo ha
come prioritarie.
Certamente, noi teniamo al risanamento e questo emendamento va
in questa direzione. Ma, ahimé, noi dobbiamo tenere conto di
molti altri fattori, non soltanto questo: dobbiamo ricordare che
la riabilitazione è prevista da una legge, la legge Bindi del
1996, che prescrive che noi dobbiamo stare all'interno di una
percentuale dell'1 per mille dei posti letto. Questa percentuale
non è stata raggiunta. Attenzione: raggiungere questa percentuale
non significa creare spreco, ma significa creare efficienza.
Infatti, è noto che con le tecniche del D.R.G. il paziente viene
immediatamente dimissionato subito dopo l'intervento - e sappiamo
che oggi sono interventi che una volta venivano compiuti con
durate non indifferenti e che oggi, invece, vedono, la dimissione
del paziente nell'arco di poche ore, massimo di pochi giorni -.
Allora, è chiaro che un processo di riabilitazione risulta
assolutamente indispensabile e in tutto questo la Regione
Siciliana è carente. E' chiaro che riempire questo vuoto
significa procedere all'interno di un livello essenziale di
assistenza nella garanzia della sanità minima, ma nello stesso
tempo anche nella razionalizzazione dei costi. Dunque, dobbiamo
raggiungere l'1 per mille.
E' chiaro, quindi, che per quanto possa essere meritorio
l'intervento dell'opposizione, non può che essere inquadrato in
considerazione di quello che ho appena detto, e cioè che c'è un
aspetto sanitario e che il Governo, da questo punto di vista, è
assolutamente disponibile a dialogare ma, nello stesso tempo, non
è disposto a prendere iniziative di parte, lo dimostra il fatto
che ha dato parere contrario ad un emendamento presentato dalla
maggioranza, l'emendamento 1.1, che mirava esattamente ad
ampliare i tetti di spesa.
Il Governo, invece, oggi dice che il budget è stato stabilito,
non può essere sconfinato è stato detto anche in tempi non
sospetti, perchè è stato stabilito il 31 dicembre dell'anno
scorso, a doppia firma dall'assessore Cittadini e Pagano, è stato
già stabilito questo budget e non può assolutamente essere
sforato e, così come noi non consentiamo in questa fase storica,
fra sei mesi, fra un anno, risanato il bilancio, possiamo dire
tutto e il contrario di tutto, ma in questa fase storica non
possiamo dare parere favorevole, ma in contraltare non possiamo
che dire a coloro che hanno proposto l'emendamento 1.5 che
dobbiamo raggiungere un minimo di cornice economico-finanziaria,
che è quella che ha stabilito il Governo con l'emendamento appena
citato al comma 4.
Io penso in questo di essere stato abbastanza chiaro e
preannuncio il voto contrario del Governo non solo
all'emendamento 1.5, ma anche all'emendamento 1.7 e, poichè
seguono la stessa logica, anche a tutti gli altri emendamenti
all'articolo 1.
CITTADINI, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CITTADINI assessore per la sanità. Signor Presidente, avevo
chiesto di parlare prima dell'intervento dell'onorevole Pagano,
il quale, in realtà, ha esposto ampiamente il problema.
Vorrei dire due sole cose: La prima , che dei 2.400 posti di
riabilitazione 1.900 sono già inclusi e finanziati interamente
all'interno della rete ospedaliera, pubblica e privata. Di
conseguenza, il problema sarebbe di portare a compimento, entro
cinque anni, così prevede il Piano sanitario nazionale, cioè
entro il 2008, i 2.400 posti. Esistono già delle richieste ma,
per la maggior parte, sono richieste di day hospital o di
attività ambulatoriali. Queste, naturalmente, devono rientrare
negli aggregati di spesa della specialistica convenzionata e
dell'ospedalità privata o pubblica e, di conseguenza, non ci
sarebbe in alcun caso aumento di spesa.
Un dato, infine, che mi preme far rilevare è il seguente: si
dice nell'articolo che è bloccato il procedimento di
accreditamento istituzionale . Vorrei chiarire che
l'accreditamento istituzionale non è altro che la sostituzione
con la circolare 890 della vecchia autorizzazione. Dunque,
dobbiamo dire che è bloccato il convenzionamento con il sistema
sanitario nazionale, che è cosa ben diversa dall'accreditamento
che non può e non deve essere bloccato.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.5.
SPEZIALE Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto
(Gli onorevoli Cracolici, De Benedictis, Ferro, Giannopolo,
Orlando, Papania, Raiti e Zago si associano alla richiesta)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.5
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione segreta dell'emendamento 1.5.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme
il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione:
Presenti e votanti 55
Maggioranza 28
Favorevoli 36
Contrari 19
(L'Assemblea approva)
L'emendamento 1.7 è superato.
Si passa all'emendamento 1.3, degli onorevoli Cracolici ed
altri. Lo pongo in votazione.
CRACOLICI Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
emendamento si pone, in un elemento di ingiustizia generale,
di fare giustizia sul fatto che se si blocca la possibilità di
istituire nuove unità complesse, e vale per il pubblico ed
anche per il privato, si vuole estendere questo principio anche
alle strutture che sono in fase di sperimentazione gestionale,
quindi, di estenderlo a tutti coloro che gravitano nel settore
sanitario pubblico.
PISTORIO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PISTORIO Signor Presidente, ho la sensazione che la
trascrizione degli Uffici non sia stata, forse per la fase
caotica della giornata di giovedì, felice. L'indicazione che
adesso ha riportato l'onorevole Cracolici corrisponde alla
volontà emersa in VI Commissione, e cioè che la istituzione
delle nuove unità operative complesse fosse non consentita se
non in alcune condizioni particolari: quando vi fosse
soppressione di altre precedenti, in tutte le strutture
pubbliche accreditate anche per le sperimentazioni gestionali.
Pertanto, ritengo che il Governo debba fare proprio questo
emendamento, in quanto era in linea con la volontà della
Commissione. Se così non fosse, preannuncio il mio voto
favorevole all'emendamento.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, in verità, ricordo perfettamente che quando ne
abbiamo discusso in Commissione abbiamo trovato una intesa
assoluta, tant'è che l'articolo è stato riscritto esattamente
nei termini in cui lo stiamo leggendo nel comma base.
Il Governo si rimette all'Aula.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 1.2, degli onorevoli Confalone
ed altri. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 1.6 a firma degli onorevoli Cracolici,
Speziale ed altri. Lo pongo in votazione.
CRACOLICI Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, il comma 9
si propone di affidare a società di certificazione o di controllo
dei bilanci delle aziende i bilanci delle aziende stesse; vorrei
però capire, onorevole Assessore. Noi abbiamo nominato qualche
tempo fa un dirigente superiore della Regione siciliana,
pagandolo anche abbastanza bene, la dottoressa Bitetti, per
gestire la questione del rapporto assessorato della Sanità-
aziende sanitarie anche sul piano finanziario. Mi fate capire
perché dobbiamo ulteriormente spendere risorse per affidare a
soggetti esterni il controllo delle aziende quando voi avete uno
strumento chiaro e inequivocabile? Fissate i tetti, i direttori
che non li rispettano vanno rimossi. Mi pare che la legge sia
abbastanza chiara da questo punto di vista.
Qui state facendo una norma per nuove spese verso società di
controllo generico e, oltretutto, controllo affidato alla
dottoressa Bitetti per la funzione che gli avete assegnato.
Chiedo, quindi, al Governo di valutare il parere favorevole a
questo emendamento.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, questo emendamento è frutto di un lavoro di
Commissione molto intenso - i proponenti non mi ricordo chi sono
stati, furono un paio, sicuramente l'onorevole Moschetto e anche
qualcun altro - e se ricordo bene, perché io sto sposando le tesi
della Commissione, c'era un atto di indirizzo che risale ad un
anno e mezzo fa della stessa Commissione votato all'unanimità
che prevedeva esattamente le cose che sono state introdotte in
questo articolo. Al che, quando io ho visto l'atto indirizzo e
poi ho visto l'emendamento presentato da Moschetto ed altri io
non ho fatto altro che accettare. Dunque, il parere del Governo
è contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 1.6.
CRACOLICI Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Ai fini del sistema elettronico, la richiesta risulta
appoggiata dagli onorevoli: Capodicasa, Cimino, De
Benedictis, Ferro, Giannopolo, Orlando, Papania, Speziale e
Vitrano.)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.6
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione segreta dell'emendamento 1.6.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il pulsante
verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme
il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 57
Maggioranza 29
Favorevoli 38
Contrari 18
Astenuto 1
(L'Assemblea approva)
Pongo in votazione l'emendamento 1.4. Il parere della
Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
CRACOLICI Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Gli onorevoli Capodicasa, Ferro, Giannopolo, Orlando,
Papania, Speziale, Vitrano e Zago si associano alla
richiesta).
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO Assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, è indispensabile che si comprenda come l'effetto di
questo articolo sarebbe devastante.
(Brusio in Aula)
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, l'emendamento 1.4 affronta un
problema molto delicato che attiene all'esenzione del pagamento
dei ticket. Il Governo intende argomentare la sua posizione.
Sarebbe, pertanto, opportuno che l'Aula stesse attenta e
comprendesse le ragioni del Governo.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, il mio intervento non vuol essere
altro che una precisazione.
Ricordo ai colleghi - visto anche il clima caotico che c'è in
questo momento - che l'eventuale approvazione dell'emendamento
1.4 farebbe completamente saltare i conti della sanità; quindi,
altro che manovra Se ad oggi abbiamo nella sanità un deficit di
460 milioni di euro, è scontato quello che potrebbe accadere a
seguito dell'approvazione di questo emendamento.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.4
PRESIDENTE Indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 1.4.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 56
Maggioranza 29
Favorevoli 32
Contrari 24
(L'Assemblea approva)
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, il Governo chiede una breve
sospensione dei lavori. Non sorgendo osservazioni, la seduta è
sospesa e riprenderà alle ore 13.30.
(La seduta, sospesa alle ore 13.02, è ripresa alle ore 13.38)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, comunico che l'articolo 1 è accantonato.
Propongo di proseguire con gli articoli che non presentano
emendamento o sui quali non ci sono motivi di contrasto.
Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
Art. 2.
Disposizioni per dismissioni e privatizzazioni
1. L'Amministrazione regionale può affidare l'incarico di
Advisor per il complesso delle attività strumentali connesse alla
dismissione del patrimonio immobiliare della Regione, alla
privatizzazione degli enti ed aziende regionali, nonché ad
operazioni finalizzate alla riduzione degli oneri sul bilancio
regionale.
2. La procedura per l'affidamento dell'incarico di Advisor
viene effettuata dal Presidente della Regione e si attiva su
proposta dell'Assessore del ramo di amministrazione competente
per materia, sentito l'Assessore per il bilancio e le finanze.
3. L'affidamento dell'incarico di cui al presente articolo è
disposto, con riferimento alle materie che ne formano oggetto,
tenendo conto dei requisiti di provata affidabilità e capacità.
Comunico che l'articolo 2 è accantonato.
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3.
Consorzio fidi
All'articolo 32 della legge regionale 3 dicembre 2003, n. 20,
sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1, secondo periodo, dopo le parole 'per i crediti a
breve termine' sono aggiunte le parole 'e per il credito di
esercizio';
b) dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:
'1bis. Per le operazioni di credito di esercizio e per quelle a
medio e lungo termine finalizzate ad investimenti, in favore
delle piccole e medie imprese commerciali ed artigianali non è
posto alcun limite quanto alla durata nel tempo e alle modalità
di utilizzo';
c) al comma 6, lettera b), sostituire le parole 'pari a
5.000.000 di euro' con le parole 'pari a 2.600.000 euro';
d) dopo il comma 6 sono aggiunti i seguenti commi:
'7. Nel caso in cui i Confidi intendono concedere garanzie
oltre l'importo massimo assistito da agevolazioni regionali,
provvedono, per la parte eccedente, mediante separati fondi
rischi costituiti senza il concorso regionale.
8. Per la prestazione di garanzie alle piccole e medie imprese
associate operanti anche al di fuori del territorio regionale, i
Confidi costituiscono appositi fondi rischi senza l'intervento
delle agevolazioni regionali.'»
Preciso che alla lettera b), comma 1, bisogna sostituire
l'inciso dopo il comma 1 è aggiunto il seguente con alla fine
del comma 1, è aggiunto il seguente periodo .
Comunico che all'articolo 3 è stato presentato l'emendamento
3.1 a firma dell'onorevole Zangaro, che dichiaro decaduto per
assenza dall'Aula del firmatario.
Pongo in votazione l'articolo 3 con la modifica predetta.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4.
Misure finanziarie - Liquidazione EAS
1. Per far fronte agli oneri derivanti dalla messa in
liquidazione dell'EAS, ivi compresi quelli a carico dell'EAS
derivanti dal passaggio degli invasi e degli impianti alla
società Siciliacque e fino alla piena operatività degli ambiti
territoriali ottimali, nonché per le finalità di cui al
successivo comma 2, l'Assessorato regionale dei lavori pubblici è
autorizzato, per gli anni 2005-2020, ad erogare all'EAS la somma
complessiva di 195.855 migliaia di euro.
2. Dall'1 settembre 2004 e fino all'avvio della gestione del
servizio idrico integrato da parte degli ambiti territoriali
ottimali, la Regione garantisce in via solidale le obbligazioni
assunte dall'EAS per l'approvvigionamento di acqua.
3. Per provvedere agli oneri di cui ai commi 1 e 2, pari a
195.855 migliaia di euro, è autorizzato, a decorrere
dall'esercizio finanziario 2005, un limite quindicennale di
impegno di 13.057 migliaia di euro, il cui onere trova riscontro
nel bilancio pluriennale della Regione, UPB 4.2.1.5.2, codice
12.02.01, accantonamento 1001.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Articolo 5.
Comitato regionale comunicazioni
1. All'articolo 101, comma 3, della legge regionale 26 marzo
2002, n. 2, dopo le parole 'garanzie nella comunicazione' sono
inserite le seguenti 'anche mediante la stipula di una
convenzione sottoscritta dal Presidente dell'Autorità, dal
Segretario Generale della Regione siciliana, dal Segretario
Generale dell'Assemblea regionale siciliana e dal Presidente del
Comitato, nella quale sono specificate le funzioni delegate
nonché le risorse assegnate dall'Autorità per provvedere al loro
esercizio, anche sulla base dei contenuti del protocollo d'intesa
sulla piena attuazione della legge 7 giugno 2000, n. 150.
2. Dopo il comma 3 dell'articolo 101 della legge regionale 26
marzo 2002, n. 2, sono aggiunti i seguenti commi:
'3 bis. Entro il 30 settembre di ogni anno, il Comitato
presenta al Presidente della Regione, per la relativa
approvazione, ed all'Autorità, per la parte relativa alle
funzioni ad essa delegate, il programma di attività per l'anno
successivo, con l'indicazione del relativo fabbisogno finanziario
per l'esercizio delle funzioni medesime.
3 ter. Entro il 31 marzo di ogni anno, il Comitato presenta al
Presidente della Regione, al Presidente dell'Assemblea regionale
siciliana ed all'Autorità, per quanto riguarda le funzioni dalla
stessa delegate, una relazione conoscitiva sul sistema delle
comunicazioni in ambito regionale, ivi compreso il settore
radiotelevisivo ed editoriale, nonché sull'attività svolta
nell'anno precedente, con il relativo rendiconto della gestione.
3 quater. Il Comitato rende pubblici attraverso gli opportuni
strumenti informativi e d'intesa con il Presidente della Regione,
il programma di attività e la relazione conoscitiva sul sistema
delle comunicazioni in ambito regionale e sull'attività svolta
nell'anno precedente.'.
3. Al comma 5 dell'articolo 101 della legge regionale 26 marzo
2002, n. 2, è aggiunto il seguente comma:
'5 bis. Per lo svolgimento delle funzioni proprie e di quelle
delegate dall'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, il
Comitato può avvalersi dell'Ispettorato del Ministero delle
Comunicazioni competente per territorio, ai sensi dell'articolo
3, comma 5, del decreto legge 30 gennaio 1999, n. 15, convertito
con modifiche dalla legge 29 marzo 1999, n. 78, ed operare in
raccordo con tutti gli organi periferici dell'Amministrazione
statale di cui può avvalersi l'Autorità nell'esercizio delle sue
funzioni ai sensi della normativa vigente. Il Comitato, entro i
limiti delle risorse assegnate all'Autorità per le Garanzie nelle
Comunicazioni, a valere sulle medesime, per provvedere
all'esercizio delle funzioni dalla stessa delegate, può avvalersi
dell'apporto, anche mediante la stipula di apposite convenzioni,
di soggetti ed organismi pubblici o privati di riconosciuta
indipendenza, competenza e professionalità nel campo delle
telecomunicazioni, della radiotelevisione e dell'editoria su
carta o elettronica.'.
Comunico che all'articolo 5 è stato presentato l'emendamento
5.1 a firma degli onorevoli Cracolici ed altri. Lo dichiaro
decaduto per assenza dall'Aula dei firmatari.
Pongo in votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Articolo 6.
Istituzione del fondo in favore dei familiari di deceduti per
atti eroici
1. A decorrere dall'esercizio finanziario 2005 è istituito nel
bilancio della Regione un fondo in favore dei familiari dei
cittadini residenti in Sicilia deceduti nel compimento di atti
eroici la cui quantificazione è operata ai sensi dell'articolo 3
della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10, lettera g) e
successive modifiche ed integrazioni ed alla cui regolamentazione
si provvede con decreto dell'Assessore regionale per la famiglia
e le politiche sociali.
2. Nelle more dell'istituzione e regolamentazione del fondo di
cui al comma 1 si estendono in favore dei familiari del cittadino
gelese Roberto Granvillano, deceduto eroicamente il 4 luglio 2004
nel compimento di un atto di salvataggio, i benefici di cui agli
articoli 2, 3 e 4 della legge regionale 13 settembre 1999, n. 20.
3. Per le finalità del comma 2 è autorizzata, per l'esercizio
finanziario 2004, la spesa di 100 migliaia di euro, di cui 75
migliaia per le finalità dell'articolo 2 della legge regionale 13
settembre 1999, n. 20, 10 migliaia per le finalità dell'articolo
3 e 15 migliaia per le finalità dell'articolo 4 della medesima
legge regionale. All'onere di 100 migliaia di euro per
l'esercizio finanziario 2004 si provvede con parte della
disponibilità dell'UPB 4.2.1.5.2, capitolo 215704, accantonamento
1001.
4. Per gli esercizi finanziari 2005 e 2006 la spesa, valutata
in 40 migliaia di euro per ciascun anno, di cui 10 migliaia per
le finalità dell'articolo 3 della legge regionale 13 settembre
1999, n. 20 e 30 migliaia per le finalità dell'articolo 4 della
medesima legge regionale, trova riscontro nel bilancio
pluriennale della Regione, UPB 4.2.1.5.2, codice 12.02.01,
accantonamento 1001.»
Comunico che all'articolo 6 sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
-dall'onorevole Acierno:
emendamento 6.1, sostitutivo dell'intero articolo;
-dagli onorevoli Mancuso, Fleres, Tumino:
emendamento 6.2.
Pongo in votazione l'emendamento 6.1. Il parere del
Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pertanto, dichiaro superato l'emendamento 6.2.
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Articolo 7.
Recupero del centro storico di Palermo
L'articolo 124, comma 4, della legge regionale 1 settembre
1993, n. 25, è sostituito dal seguente:
'4. Le opere relative agli interventi che dovranno essere
realizzati dal Comune per il recupero del centro storico di
Palermo, sono dichiarate di pubblica utilità, indifferibili ed
urgenti. Alle espropriazioni previste dalla presente legge si
applicano le norme del Titolo II della legge 2 ottobre 1971, n.
865 e riguardo alla determinazione delle indennità:
a) per le aree libere, quelle di cui ai commi 1, 2, 3 e 4
dell'articolo 5 bis del decreto legge 11 luglio 1992, n. 333,
convertito con modificazioni dalla legge 8 agosto 1992, n. 359;
b) per i fabbricati, quelle di cui al comma 3 dell'articolo 13
della legge 15 gennaio 1885, n. 2892. In mancanza di coacervo dei
fitti, l'indennità è determinata sulla media tra il valore venale
del fabbricato ed il coacervo della rendita catastale,
rivalutata, dell'ultimo decennio;
c) per le aree sulle quali insistono ruderi, quelle di cui ai
commi 1 e 2 dell'articolo 5 bis del decreto legge 11 luglio 1992,
n. 333, convertito con modificazioni dalla legge 8 agosto 1992,
n. 359, sostituendo al reddito dominicale rivalutato il coacervo
della rendita catastale, rivalutata, dell'ultimo decennio.'.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Articolo 8.
Programmi annuali opere pubbliche
1. L'Assessore regionale per i lavori pubblici è autorizzato,
per l'esercizio finanziario 2004, ad impegnare sugli stanziamenti
di competenza dell'UPB 6.2.2.6.3, capitolo 672003, le somme
relative all'esecuzione delle opere ricomprese nei programmi
annuali di spesa dell'esercizio 2003, per il quale sia stato
adottato dall'organo competente, entro il 31 dicembre 2003, il
provvedimento di aggiudicazione a seguito dell'espletamento delle
procedure di gara.
2. Per le finalità di cui al comma 1 gli enti interessati
presentano istanza entro trenta giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Articolo 9.
Interventi produttivi in verde agricolo
1. Sono esclusi dai limiti di cui all'articolo 139, comma 65,
della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, gli opifici e gli
impianti utilmente inseriti nella graduatoria di cui al bando
misura 4.09 del POR Sicilia 2000-2006.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Articolo 10.
Personale del Corpo forestale dello Stato in servizio in Sicilia
1. Per le finalità di cui all'articolo 4 della legge 6 febbraio
2004, n. 36, come modificato dal comma 3 dell'articolo 1 della
legge 27 marzo 2004, n. 77, il dipartimento regionale delle
foreste è autorizzato ad assumere il personale del Corpo
forestale dello Stato in servizio in Sicilia ed in transito alla
Regione a seguito del completamento della procedura di
trasferimento disciplinata dal citato articolo 4, nei limiti
delle unità corrispondenti ad una spesa equivalente alle risorse
finanziarie assegnate alla Regione ai sensi dei commi 7 e 8 del
medesimo articolo 4.
2. Al personale di cui al comma 1, trasferito
nell'amministrazione regionale, continuano ad applicarsi gli
istituti giuridici ed economici ed il trattamento di quiescenza
dell'amministrazione di provenienza.»
Comunico che all'articolo 10 sono stati presentati gli
emendamenti aggiuntivi 10.1 e 10.2 a firma degli onorevoli
Cracolici, Speziale e Capodicasa.
CRACOLICI Signor Presidente, gli emendamenti non sono
relativi all'articolo 10.
PRESIDENTE Sì, onorevole Cracolici, gli emendamenti 10.1 e
10.2 vengono accantonati. Pongo in votazione l'articolo 10. Chi
è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
«Articolo 11.
Interventi per il diritto allo studio
1. L'Assessorato regionale dei beni culturali ed ambientali e
della pubblica istruzione è autorizzato ad erogare i contributi
previsti dagli articoli 3 e 6 della legge regionale 3 ottobre
2002, n. 14 e successive modifiche ed integrazioni sulla
competenza dell'esercizio finanziario successivo all'anno
scolastico di riferimento.
2. Le somme impegnate nell'esercizio finanziario 2003 per le
finalità di cui agli articoli 3 e 6 della legge regionale 3
ottobre 2002, n. 14 e successive modifiche ed integrazioni
possono essere utilizzate, altresì, per far fronte ai pagamenti
relativi alla concessione dei contributi dovuti anche per gli
anni successivi al 2004.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
«Articolo 12.
Obbligazioni pregresse
1. Al fine di far fronte alle istanze presentate nel corso
dell'anno 2003 ai sensi della legge regionale 19 agosto 1999, n.
16 e successive modifiche ed integrazioni e del conseguente
avviso pubblico approvato con decreto assessoriale 14 luglio 2003
è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2004, la spesa di 421
migliaia di euro (UPB 8.2.2.6.99, capitolo 743301).
2. Per consentire il soddisfacimento di obbligazioni assunte
dalla Regione siciliana nei confronti del Comune di Calatafimi
Segesta per la realizzazione del parco urbano 'Cappuccini' è
autorizzata, per l'esercizio finanziario 2004, la spesa di 369
migliaia di euro (UPB 11.2.2.6.3, capitolo 842028).»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:
«Articolo 13.
Interpretazione autentica di norme
1. In attuazione dell'articolo 28 della legge regionale 4
gennaio 2000, n. 4, le spese di gestione di cui all'articolo 48
della legge regionale 23 dicembre 2002, n. 23, si intendono
connesse allo svolgimento di attività in favore
dell'Amministrazione regionale e degli enti pubblici da essa
dipendenti e/o comunque vigilati.
2. Dall'entrata in vigore della presente legge i contributi
previsti dall'articolo 67 della legge regionale 10 dicembre 2001,
n. 21, vengono corrisposti con le modalità di cui all'articolo 23
della legge regionale 23 dicembre 2002, n. 23.»
Comunico che all'articolo 13 è stato presentato l'emendamento
13.1 a firma degli onorevoli Cracolici, Speziale e Capodicasa.
CRACOLICI Signor Presidente, l'emendamento è di identico
contenuto all'emendamento 10.1.
PRESIDENTE L'emendamento 13.1 è accantonato.
Pongo in votazione l'articolo 13. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:
«Articolo 14.
Abrogazione e modifica di norme
1. Al comma 24 dell'articolo 1 della legge regionale 8 luglio
1977, n. 47 e successive modifiche ed integrazioni le parole ' 1
gennaio 2005' sono sostituite con le parole '1 gennaio 2006'.
2. Al comma 1 dell'articolo 7 della legge regionale 31 maggio
2004, n. 9, dopo le parole 'uffici regionali' aggiungere le
seguenti parole 'nonché per ulteriori oneri autorizzati con
delibera della giunta regionale'.
3. Al comma 1 dell'articolo 55 della legge regionale 3 maggio
2001, n. 6 e successive modifiche ed integrazioni, dopo le parole
'gestione delle relative spese' sono aggiunte le seguenti 'Sono,
altresì, effettuate con decreto del dirigente generale del
dipartimento bilancio e tesoro, su proposta dei competenti
dirigenti generali o di altri dirigenti responsabili, le
variazioni compensative fra capitoli di spesa concernenti
retribuzioni ed altri assegni al personale, in servizio con
contratto a tempo determinato o indeterminato, o in quiescenza,
della Regione.'.
4. La lettera d) del comma 1 dell'articolo 36 della legge
regionale 17 marzo 2000, n. 8 e successive modifiche ed
integrazioni è abrogata.
5. Il comma 4 dell'articolo 16 della legge regionale 15 maggio
2000, n. 10 è sostituito dal seguente:
'4. All'acquisto, manutenzione, riparazione delle
apparecchiature anche di tipo informatico necessarie al
funzionamento della segreteria generale, degli uffici alle
dirette dipendenze del Presidente della Regione e della sede di
Catania della Presidenza della Regione, oltre che all'acquisto
dei programmi e dei materiali di consumo relativi alle
apparecchiature medesime provvede l'ufficio del sovrintendente di
Palazzo d'Orleans, mentre per le missioni del personale che
presta servizio presso gli stessi uffici e presso l'ufficio
legislativo e legale provvede la segreteria generale.'.
6. Al comma 1 dell'articolo 34 della legge regionale 26 marzo
2002, n. 2, le parole 'fino all'esercizio successivo' sono
sostituite dalle parole 'per i tre anni successivi'.
7. Al comma 2 dell'articolo 6 della legge regionale 29 dicembre
2003, n. 21, le parole 'entro il 30 giugno 2004' sono sostituite
con le parole 'entro il 30 ottobre 2004' ed al successivo comma 4
le parole 'entro il 31 dicembre 2002' sono sostituite con le
parole 'entro il 31 dicembre 2003'.
8. Al comma 7 dell'articolo 12 della legge regionale 1
settembre 1997, n. 33, sono soppresse le parole 'per una sola
volta'.
9. Al comma 3 dell'articolo 30 della legge regionale 3 dicembre
2003, n. 20, dopo le parole 'n. 412' aggiungere le parole 'e ogni
attività post contatore'.
10. Al comma 1 dell'articolo 53 della legge regionale 3
dicembre 2003, n. 20, dopo la parola '(LIDU)' sono soppresse le
parole 'aderente alla Federation internazionale des droits de
l'homme'.
11. Alla fine del comma 1 dell'articolo 17 della legge
regionale 16 aprile 2003, n. 4 le parole 'entro novanta giorni
dall'entrata in vigore della presente legge' sono sostituite con
le parole 'entro il 28 febbraio 2005'.
12. Al comma 2 dell'articolo 23 della legge regionale 3 maggio
2001, n. 6 le parole 'L'Assessore regionale per i beni culturali
ed ambientali e la pubblica istruzione è autorizzato ad
acquisire' sono sostituite dalle parole 'L'Assemblea regionale
siciliana acquisisce'.
13. La disposizione contenuta alla lettera f) del comma 2
dell'articolo 2 della legge regionale 22 dicembre 1999, n. 28 è
estesa a tutte le piccole e medie industrie con stabilimenti ed
impianti fissi ubicati nel territorio della Regione.»
Comunico che all'articolo 14 sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
-dagli onorevoli Ardizzone e Beninati:
emendamento 14.15;
-dagli onorevoli Lo Monte, Basile ed altri:
emendamento 14.11;
-dall'onorevole Savona:
emendamento 14.17.
Si passa all'emendamento 14.15. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti
seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Dichiaro l'emendamento 14.11 improponibile.
Si passa all'emendamento 14.17. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione.
Richiesta di verifica del numero legale
FERRO Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE I richiedenti sono quattro, pertanto la verifica
del numero legale non è appoggiata a termini di Regolamento.
Pongo in votazione l'emendamento 14.17. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 14, nel testo risultante.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Richiesta di verifica del numero legale
FERRO Chiedo la verifica del numero legale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Morinello, Orlando,
Raiti e Speziale)
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per la verifica del numero
legale.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della verifica
PRESIDENTE Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 31
L'Assemblea non è in numero legale; pertanto la seduta è
rinviata di un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 13.46, è ripresa alle ore 15.07)
La seduta è ripresa
Presidenza del vicepresidente Fleres
Onorevoli colleghi, in considerazione del fatto che è in corso
una riunione della Giunta regionale, sospendo nuovamente la
seduta, avvertendo che riprenderà alle ore 16.00.
(La seduta, sospesa alle ore 15.08, è ripresa alle ore 16.28)
La seduta è ripresa
Presidenza del vicepresidente Fleres
Onorevoli colleghi, anche per consentire all'Assessore al
bilancio di essere presente durante la trattazione delle parti di
sua competenza, la presidenza intende avanzare una proposta.
Considerato che sono stati presentati numerosi ordini del giorno,
per semplificarne la trattazione - salvo che qualcuno dei
deputati proponenti non intenda chiedere la votazione espressa e
posto che il Governo sia d'accordo - potrebbero essere tutti
accettati come raccomandazione.
Ripeto, salvo che qualcuno non chieda una espressa votazione su
ordini del giorno specifici e, a tal proposito, anticipo che
sugli ordini del giorno n. 414 e n. 415, a firma del
sottoscritto, per le questioni che affrontano (uno riguarda i
poteri autonomistici rispetto alla legislazione nazionale in
itinere e l'altro l'abolizione del reato di tortura), mi
permetterò di richiedere il voto dell'Aula.
Prego inoltre gli Uffici di annotare che il sottoscritto appone
la firma anche sugli ordini del giorno numeri 412 e 413.
Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini del
giorno:
-n. 412 Garanzia in ordine alle prospettive occupazionali del
personale delle Terme di Acireale (CT) , degli onorevoli
Moschetto, Villari, Ioppolo, Basile, Spampinato ed altri;
-n. 413 Salvaguardia dell'occupazione e dell'apparato
industriale della COEM, azienda di Catania , degli onorevoli
Villari, Raiti, Leanza Nicola, Spampinato ed altri;
-n. 414 Salvaguardia della specialità delle Regioni ad
autonomie differenziate , degli onorevoli Fleres, Catania
Giuseppe ed altri;
-n. 415 Interventi presso il Parlamento nazionale al fine di
procedere all'esame dei disegni di legge relativi
all'introduzione del reato di tortura nel nostro ordinamento ,
degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Turano ed altri;
-n. 416 Misure per la concessione dello stato di calamità
naturale per i territori del Calatino colpiti dal nubifragio del
28 luglio 200 , degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, ed
altri;
-n. 417 Proroga termini presentazione progetti per gli
interventi di riparazione degli edifici danneggiati dagli eventi
sismici del 27-29 ottobre 2002 e successivi in provincia di
Catania, istituzione di un Tavolo tecnico per la determina
delle direttive tecniche , degli onorevoli Fleres, Catania
Giuseppe, ed altri;
-n. 418 Iniziative per l'eliminazione dei casi di abbandono
degli animali domestici e prevenzione del randagismo , degli
onorevoli Fleres, Catania Giuseppe ed altri;
-n. 419 Iniziative a sostegno dell'attività dell'AVIS della
Sicilia , degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe ed altri;
-n. 420 Interventi per il ripristino dello stato dell'Oasi del
Simeto e della riserva del Fiumefreddo , degli onorevoli Fleres,
Catania Giuseppe, Savarino ed altri;
-n. 421 Iniziative per la realizzazione degli asili nido negli
uffici e nelle aziende , degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe
ed altri;
-n. 422 Interventi per la sistemazione di Via Sgroppillo a
Catania , degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe ed altri;
-n. 423 Interventi per intensificare i controlli e per ridurre
la dispersione scolastica , degli onorevoli Fleres, Catania
Giuseppe ed altri;
-n. 424 Misure contro la sfruttamento del lavoro minorile ,
degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe ed altri;
-n. 425 Iniziative in favore delle piccole e medie imprese
(PMI) del Catanese , degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe ed
altri;
-n. 426 Iniziative per la soluzione dei disservizi nel recapito
della posta nel Comune di Giarre , degli onorevoli Fleres,
Catania Giuseppe ed altri;
-n. 427 Iniziative al fine di dichiarare lo stato di calamità
naturale nei comuni della provincia di Catania colpiti dal
nubifragio dello scorso mese di giugno , degli onorevoli Fleres,
Catania Giuseppe ed altri;
-n. 428 Iniziative al fine di monitorare i risultati delle
indagini svolte all'interno delle scuole , degli onorevoli
Fleres, Catania Giuseppe ed altri;
-n. 429 Iniziative riguardanti la realizzazione dei lavori
relativi al collegamento ad uso metropolitano del passato
ferroviario Palermo - aeroporto di Punta Raisi , degli onorevoli
Savarino, Cintola, Speziale, Papania, Turano, Acanto ed altri;
-n. 430 Riconsiderazione del tetto di esenzione dal pagamento
del ticket in materia sanitaria , degli onorevoli Savarino e Lo
Monte;
-n. 431 Riconoscimento del pregresso servizio d'insegnamento in
scuole regionali del personale docente non di ruolo , degli
onorevoli Fleres, Turano ed altri;
-n. 432 Candidatura della città di Mazara del Vallo a nuova
sede della Commissione generale Pesca del Mediterraneo (CGPM) ,
degli onorevoli Turano, Lo Curto, Infurna e Oddo;
-n. 433 Adeguamento dei DRG all'indice annuale ISTAT ,
dell'onorevole Acierno.
PRESIDENTE Dichiaro, nella qualità di deputato, di apporre
la mia firma agli ordini del giorno numero 412 e numero 413.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Sull'ordine dei lavori
FERRO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FERRO Signor Presidente, onorevoli colleghi, comprendo
l'esigenza posta dalla Presidenza di procedere con l'approvazione
degli ordini del giorno, al di là della formula che veniva qui
suggerita. Credo però che, per rispetto verso l'Assemblea, la
presidenza debba comunicarci per quale ragione l'Assessore Pagano
non é presente in Aula.
Risulterebbe che, in questo momento, c'é in corso una
conferenza stampa di presentazione del DPEF a settembre, cosa che
sa tanto di farsa, considerato che oggi il Governo é risultato
sconfitto in Aula per ben tre volte, su tre emendamenti distinti
presentati dall'opposizione.
Vorrei che si chiarissero le ragioni per cui la presidenza
chiede questa variazione dell'ordine dei lavori, e questo perché
credo che sia un atto di rispetto nei confronti del Parlamento
che attende da circa due ore che il Governo giunga in Aula.
PRESIDENTE Onorevole Ferro, lei ha ragione. Poc'anzi il
rinvio dell'Aula é stato dovuto alla concomitanza con una
riunione di Giunta, e l'Assessore, che era presente a tale
riunione, è stato poi trattenuto per una conferenza stampa per
l'illustrazione del DPEF.
La Presidenza constata che adesso l'Assessore Pagano é giunto
in Aula.
SAVARINO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SAVARINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato
un ordine del giorno che riguarda una tematica importante
riguardante la materia sanitaria.
Sono disposta a ritirarlo se l'Assessore Pagano - il quale so
che sta rielaborando l'articolo 5 dopo l'approvazione
dell'emendamento sui ticket sanitari - si impegna a rivedere il
tetto di 7.000,00 euro previsto per i ticket, che,
obiettivamente, al di là di ogni facile demagogia - peraltro
estranea al mio stile, considerato che non mi piacciono le
strumentalizzazioni politiche, e si è visto -, nei fatti risulta
essere eccessivamente alto, nel senso che, per esempio,
l'anziano proprietario anche di una sola casa (come normalmente
anzi spesso succede dopo trent'anni di lavoro) deve pagare il
ticket, seppur titolare di una pensione minima.
Rivolgo, pertanto il seguente appello all'onorevole Assessore:
se, nel rivedere l'articolo 5 potesse impegnarsi a modificare il
tetto del ticket, compatibilmente con le misure che, ovviamente,
sono state prese in materia sanitaria per il contenimento della
spesa. Se potesse, quindi, con le esigenze legittime di contenere
la spesa sanitaria, rivedere comunque il tetto dell'esenzione
del ticket per tutelare e garantire le fasce deboli, così come è
nella ratio della legge istitutiva dei ticket stessi, sono
disposta a ritirare l'ordine del giorno.
Presidenza del vicepresidente Fleres
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato l'ordine del
giorno n. 434 «Tutela della specialità delle regioni ad autonomia
differenziata», degli onorevoli Raiti ed altri.
Onorevole Savarino, poiché credo che questo argomento debba
essere trattato successivamente, alla luce della risposta
dell'Assessore, se l'Aula concorda potremo considerare accettati
come raccomandazione tutti gli ordini del giorno ad eccezione
degli ordini del giorno numeri 414, 434, 415, 432, 429 e 430.
Comunico che l'ordine del giorno numero 434 va votato
congiuntamente all'ordine del giorno numero 414, essendo di
analogo contenuto. Esso riguarda la legislazione nazionale in
materia di autonomia e di riforma della costituzione di
autonomie. Pertanto, pongo congiuntamente in votazione gli ordini
del giorno numeri 434 e 414. Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Sono approvati)
Si passa all'ordine del giorno numero 415 che riguarda
l'introduzione del reato di tortura nella legislazione italiana.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'ordine del giorno numero 429, a firma
dell'onorevole Savona ed altri.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, resta sospeso l'ordine del giorno numero
430 per le motivazioni che abbiamo ascoltato dall'onorevole
Savarino.
TURANO Chiedo di parlare sull'ordine del giorno numero 432.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TURANO Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa mattina
è stato presentato un ordine del giorno tendente ad individuare,
la città di Mazara del Vallo come sede siciliana della
Commissione europea della pesca.
Atteso che l'ordine del giorno in questione non è stato
distribuito, vorrei sapere se la Presidenza l'ha ricevuto. Credo
che sul punto dovremmo, comunque, fare esprimere l'Assemblea
regionale, essendo Mazara del Vallo l'unica città siciliana in
grado di competere con l'Isola di Malta, con Venezia e con altre
città per l'assegnazione di tale importantissimo ruolo.
PRESIDENTE Prego gli uffici di volere distribuire l'ordine
del giorno e comunque su questo argomento leggo la parte
impegnativa che così recita: impegna il Governo della Regione a
sostenere presso il Governo nazionale la candidatura di Mazara
del Vallo quale nuova sede della Commissione europea della pesca
nel Mediterraneo.
Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 432. Il parere
del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Presidenza del vicepresidente Fleres
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
numero 898/A
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, stavamo procedendo al voto
finale sull'articolo 14 quando c'è stata la richiesta di verifica
del numero legale. Pertanto, pongo in votazione l'articolo 14.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2, in precedenza accantonato.
CRACOLICI Perché avevate sospeso sull'articolo 2?
PRESIDENTE Onorevole Cracolici, avevamo sospeso l'articolo 2
perché mancavano i presentatori. La presidenza era stata
informata che su questo articolo c'era una richiesta di
intervento, si voleva argomentare, se non è così ...
CRACOLICI Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, il
contenuto dell'emendamento 2.1 è chiaro; esso, infatti, si pone
l'obiettivo di cancellare l'articolo 2, ritenendo che, per quanto
riguarda le disposizioni per le dismissioni delle
privatizzazioni, già esistono le norme; oltretutto abbiamo
conferito un incarico, ad esempio per le aziende ex ESPI, le
aziende a partecipazione regionale, che sta avviando, pur con la
lentezza che questo processo sta avendo, una serie di
privatizzazioni, così come per la dismissione dell'eventuale
patrimonio della Regione. Credo, infatti, che sia propedeutico, a
qualunque valutazione da parte di qualsiasi advisor, conoscere
l'orientamento del Governo, eventualmente, su ciò che vuole
dismettere e su ciò che non vuole dismettere, prima ancora di
definire attraverso un advisor come collocare questi Enti nel
mercato delle dismissioni. Quindi, ritengo questa norma, in
questa fase, assolutamente in contrasto con un procedimento di
trasparenza che deve investire il Parlamento, in quanto parliamo
di beni di proprietà della Regione.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, forse c'è stata una dimenticanza
da parte sua. Dovremmo dare il voto finale sull'articolo 1,
soltanto dopo si potrà procedere con l'articolo 2.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, ha ragione, ma in questo
momento abbiamo posto in discussione l'articolo 2 risalendo a
tutti gli articoli che erano stati accantonati.
SPEZIALE Scusi, signor Presidente, le chiedo espressamente
che si proceda, intanto, alla votazione dell'articolo 1 .
PRESIDENTE Onorevole colleghi, l'onorevole Speziale ci chiede
di riprendere l'articolo 1 ancora da votare. Stavamo discutendo
l'articolo 2 e i relativi emendamenti, ma l'onorevole Speziale ci
chiede di chiudere l'esame dell'articolo 1 procedendo alla
relativa votazione. Comunico che all'articolo 1 sono stati
presentati, dal Governo, gli emendamenti aggiuntivi 1.9 e 1.10.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, chiedo l'accantonamento dell'articolo 1 e dei
relativi emendamenti per continuare la discussione sull'articolo
2 esattamente come prima programmato.
PRESIDENTE Il Governo intende riscrivere l'articolo 1.
L'articolo 1 si intende accantonato.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Sull'ordine dei lavori
SPEZIALE Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, mi appello alla sua saggezza
affinchè si eviti che il Regolamento venga sistematicamente
violato da parte del Governo e affinchè lei non acconsenta a
queste palesi violazioni.
Siamo all'articolo 1; eravamo in fase di votazione finale
dell'articolo 1 ed avevo chiesto che si procedesse in tal senso.
Non si può accantonare l'articolo 1, perché la discussione
sull'articolo 1, con l'ultimo comma approvato, si è esaurita.
A questo punto non è possibile neanche da parte del Governo una
riscrittura dell'articolo 1. Il Governo, fra l'altro, presenta
degli emendamenti. Bisogna ricordare al Governo che non c'è
alcuna norma del Regolamento che gli permette di presentare
emendamenti aggiuntivi a qualsiasi articolo. Eventualmente, il
Governo poteva limitarsi ad una riscrittura degli emendamenti
presentati e siccome sono stati tutti valutati ed esaminati,
approvati o respinti dall'Aula, signor Presidente, le chiedo
espressamente che si riproponga il voto finale sull'articolo 1 ed
eviterei, da parte della Presidenza dell'Assemblea, di non
garantire la regolarità dei lavori d'Aula, soprattutto in
conformità a quanto previsto dal Regolamento. Se il Governo non
lo sa - vorrei ricordarglielo -, non può presentare emendamenti
aggiuntivi all'articolo 1; la materia è stata già trattata,
discussa e l'Aula si è già espressa.
Presidenza del vicepresidente Fleres
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, pongo in votazione l'articolo
1, nel testo risultante.
Il parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Poiché all'articolo 2 risulta
presentato soltanto un emendamento interamente soppressivo si
procede alla votazione sul mantenimento dell'articolo 2.
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 2
SPEZIALE Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Cracolici, D'Antoni,
ferro, Morinello, Orlando, Raiti, Villari e Zago)
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, intervengo per spiegare l'articolo 2 che
prevede la possibilità della nomina di un advisor che abbiamo,
tra l'altro, inserito nel documento di Programmazione economica e
finanziaria per la dismissione e la valorizzazione dei beni
della Regione, beni che la Regione, oggi, in Giunta ha approvato
come censimento e quindi vorremmo attivare. Questo articolo ci
permette, appunto, di farlo più velocemente e più concretamente,
vendendo quello che c'è da vendere, valorizzando quello che c'è
da valorizzare.
Quindi, l'articolo 2 vuole testualmente far questo. Volevo
dirlo ai colleghi perché ci si rendesse conto dell'iniziativa che
propone il Governo.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà, in deroga al Regolamento anche
perché abbiamo consentito al Presidente della Regione di
precisare.
SPEZIALE Signor Presidente, se parla il Presidente della
Regione in deroga posso parlare pure io.
PRESIDENTE Ha ragione, onorevole Speziale, ma sa, siccome il
clima dell'Aula merita atteggiamenti rasserenanti
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Presidente
della Regione dovrebbe limitarsi ad esprimere un parere
favorevole o contrario, non dovrebbe intervenire in deroga al
Regolamento.
Il comma 2 recita: la procedura per l'affidamento
dell'incarico di advisor, viene effettuata dal Presidente della
Regione e si attiva su proposta dell'Assessore competente per
materia, sentito l'Assessore per il bilancio e le finanze .
Vorrei ricordare al Presidente della Regione, che da tanti anni è
uomo di Governo, che con la legge numero 5 del 1999, abbiamo
fatto una legge sulle dismissioni e che durante la fase del
Governo di centrosinistra, le dismissioni ebbero una
accelerazione, furono valutate, ovviamente, prima di essere messe
sul mercato e con risultati straordinari. Da quando, poi, c'è il
Governo di centrodestra, questo processo è stato fortemente
rallentato.
Qual è la ragione per cui, in quel momento, non era necessaria
quella norma ed adesso, invece, essa si rende necessaria, visto
che si sono compiuti atti che hanno permesso di introitare, alla
Regione ed al bilancio regionale, centinaia di miliardi con le
dismissioni dalla Corvo alla Insicem di Ragusa?
Qual è la ragione per cui ora, invece, è necessaria una norma
specifica per la nomina dell'advisor e non risulta necessario
utilizzare, invece, gli strumenti ordinari che furono utilizzati
allora senza gravare sul bilancio della Regione con ulteriori
spese, per potere procedere alla dismissione di enti
fondamentali, a partire dalla Corvo, all'Ente Minerario
Siciliano, all'Insicem, all'AZASI ed a tante altre aziende?
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
sull'articolo 2.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 60
Maggioranza 31
Favorevoli 34
Contrari 26
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
SPEZIALE Signor Presidente c'è stata una irregolarità. E'
stato espresso il voto per un Assessore assente.
PRESIDENTE Non è così, onorevole Speziale. Facciamo una
verifica, ma non mi pare che sia successo quanto lei afferma.
Comunque, onorevole Speziale, è assolutamente ininfluente.
SPEZIALE E' un problema etico, signor Presidente.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, lei ha ragione La Presidenza
non si è accorta di quanto è accaduto, in qualunque caso è
assolutamente ininfluente rispetto all'esito della votazione.
Vorrei invitare i colleghi ad evitare queste spiacevoli furbizie.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, si ripete la votazione per
scrutinio segreto dell'articolo 2.
Indìco la votazione per scrutinio segreto.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 59
Maggioranza 30
Favorevoli 35
Contrari 24
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
Comunico che gli emendamenti 1.9 ed 1.10 sono considerati
aggiuntivi. Intanto, volevo informare l'Aula che gli emendamenti
aggiuntivi si trovano a partire dalla pagina 28 del fascicolo.
Dico ciò per consentire ai colleghi di poter seguire meglio i
lavori dell'Aula.
Sostanzialmente, a parte gli articoli non votati che riguardano
le tabelle, restano da votare gli emendamenti aggiuntivi e,
naturalmente, l'articolo 15 che è riepilogativo, con le relative
tabelle.
Sull'ordine dei lavori
SPEZIALE Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, le chiedo scusa, non vorrei
richiamarla ad una corretta interpretazione del Regolamento, che
lei certamente conosce meglio di me, ma mi rendo conto che
l'atteggiamento confuso del Governo, anche nei confronti della
conoscenza del Regolamento d'Aula, potrebbe provocare qualche
strafalcione.
Non c'è alcuna norma del Regolamento che prevede, in questa
fase, che il Governo possa presentare emendamenti aggiuntivi.
Ripeto, non c'è alcuna norma
Il Regolamento, sulla base dell'articolo 112, prevede una
deroga soltanto in caso di riscrittura di emendamenti, non può
presentare emendamenti aggiuntivi; dico questo affinchè, una
volta per tutte si stabilisca qul è il comportamento corretto per
l'Aula.
Gli emendamenti del Governo, seppure presentati dalla Giunta,
in questo momento, non possono trovare ingresso in Aula.
Pertanto, lei che ha dichiarato già gli emendamenti 1.9 e 1.10,
del Governo, come aggiuntivi, deve dichiararli inammissibili, in
questa fase.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, intanto gli emendamenti erano
stati presentati prima che votassimo sia l'articolo 2 che
l'articolo 1 e, tuttavia, il comma 7 dell'articolo 112 consente
al Governo di presentare emendamenti di riscrittura o di
rielaborazione degli articoli, degli emendamenti e dei
subemendamenti.
Possiamo formalizzare questo passaggio attraverso il rispetto
di una procedura letterale prevista dal comma 7 dell'articolo
112, ma lei comprende che si tratta soltanto di formalizzare
un'ipotesi già formalizzata con la presentazione degli
emendamenti: se adesso il Governo chiedesse di riscrivere uno
qualunque degli emendamenti presentati, inserendo nei medesimi i
due emendamenti che ha già presentato, si metterebbe in regola.
Pertanto, se dobbiamo compiere un passaggio di natura formale,
compiamo un passaggio di natura formale, sapendo però che si
tratta di questo. L'osservazione che solleva la Presidenza mira
esclusivamente ad accelerare ed a semplificare le procedure
d'Aula.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, voglio leggerle il comma 7
dell'articolo 112: i termini di cui ai commi precedenti non si
applicano alla presentazione di emendamenti da parte del Governo
e della Commissione tendenti alla rielaborazione di articoli,
nonché degli emendamenti e dei subemendamenti presentati .
Considerato che abbiamo chiuso l'articolo 1, non c'è alcuna
rielaborazione di emendamenti. C'è il tentativo maldestro da
parte del Governo...
PRESIDENTE Onorevole Speziale, le chiedo scusa. Siamo stanchi
e, quindi, è giusto aiutarci reciprocamente. Il comma 7 recita:
tendenti alla rielaborazione degli articoli nonché degli
emendamenti e dei subemendamenti presentati .
Per questo facevo riferimento anche ai subemendamenti. Ripeto,
trattasi, in entrambi i casi, di emendamenti presentati prima
della chiusura della discussione e del voto.
SPEZIALE Non è così, signor Presidente.
PRESIDENTE Sì, è così, e comunque ci sono ancora tutti gli
emendamenti aggiuntivi per cui si tratta soltanto di
semplificare i lavori, onorevole Speziale.
E' un discorso di natura meramente formale. Se adesso il
Governo chiedesse alla Presidenza la sospensione dei lavori per
due minuti, al fine di rielaborare uno di questi emendamenti, la
Presidenza dovrebbe accogliere tale la richiesta.
Pertanto, dobbiamo decidere se intendiamo darvi seguito, e
personalmente sono d'accordo con lei dal punto di vista meramente
formale, se, viceversa, passiamo alla sostanza dei fatti,
significa che, in questa formulazione, possiamo votare gli
emendamenti perché alla fine il risultato sarebbe identico.
SPEZIALE Signor Presidente, la fattispecie a cui lei fa
riferimento è un'altra.
Il Governo o i deputati hanno presentato emendamenti prima
dell'approvazione dell'articolo, in questo caso dell'articolo 1,
il Governo può riscrivere gli emendamenti già presentati a
conclusione della discussione generale.
Non siamo in questa fattispecie. Il Governo in questo momento
non ha titolo per presentare emendamenti, fra l'altro, essendo
già in trattazione la materia, visto che si tenta di stravolgere
l'emendamento del Gruppo parlamentare dei DS, che riguardava
l'esenzione del ticket per gli ultra sessantacinquenni.
Signor Presidente, non possiamo, attraverso marchingegni non
previsti dal Regolamento, stralciare norme che sono state già
approvate dall'Aula, né il Governo può utilizzare le pieghe
regolamentari, che non gli danno alcun titolo, per stralciare una
norma già approvata dall'Aula che riguarda, appunto, l'esenzione
del ticket per chi ha più di 65 anni.
Norma che si tenta di correggere con subemendamenti che, in
questa fase, non possono avere accesso in Aula come emendamenti
rielaborati o come emendamenti assestanti, né come articoli
aggiuntivi.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, la Presidenza non può che
ribadire quanto ha già detto: la fattispecie prevista dal comma
7, dell'articolo 112, consente al Governo, in qualunque momento,
di rielaborare e riscrivere emendamenti e subemendamenti
presentati, ed anche articoli.
Se il Governo si inserisse, come ritengo che farà, nel caso in
cui ritiene di dovere insistere in uno qualunque degli
emendamenti presentati dallo stesso, il problema si porrebbe.
Per tale motivo, onorevole Speziale, mi sono permesso di dire
che dobbiamo decidere se seguire un comportamento meramente
formale o, invece, più concretamente sostanziale rispetto a
questo tema, non cambia molto rispetto ai contenuti.
CRACOLICI Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
stiamo lavorando forzando pesantemente il Regolamento ed è ciò
che è avvenuto in questo Parlamento, in questa sessione.
Sono stati annunciate e poi rinviate norme che lei, in questo
momento, ha assunto come emendamenti aggiuntivi, emendamenti
presentati qualche minuto fa dal Governo rispetto al testo
approvato dall'Aula che fissa, in maniera inequivoca, alcuni
princìpi, come quello che per i prossimi tre anni non si può
procedere a nuovi accreditamenti e si presenta un emendamento
che, di fatto, conferma la deroga che era stata cancellata da
questo Parlamento.
Questa è violazione del Regolamento di quest'Aula, così come
non può essere derogata una norma introdotta per legge che
stabilisce l'esenzione per gli ultra sessantacinquenni,
attraverso un artificio lessicale che viola il princìpio con cui
si è manifestata la volontà, chiara ed inequivoca, da parte di
questo Parlamento.
Qui dobbiamo capire cosa si intende per rielaborazione, per
riscrittura, se non il fatto che si può riscrivere ciò che si
sta, in corso d'opera, valutando e non invece riscrivere testi
che sono stati espressi con una volontà chiara ed inequivoca da
parte dell'Aula.
L'Aula ha voluto eliminare la deroga dei nuovi accreditamenti
ed ha voluto introdurre l'esenzione per gli ultra
sessantacinquenni; vorrei che fosse chiaro di cosa stiamo
parlando perché qualunque meccanismo di furbizia, a questo punto,
che viola anche il buon senso regolamentare, non può reintrodurre
ciò che il Parlamento ha votato qualche ora fa, con voto
segreto, ed in maniera chiara con un voto d'Aula abbastanza
esteso.
Io la prego, quindi, signor Presidente, di consentire che
quest'Aula proceda con la massima serenità, non compiendo
forzature che, evidentemente, avrebbero soltanto lo scopo di
rendere ridicolo il lavoro dei parlamentari: in qualunque
momento, infatti, se passasse questo principio, il voto dei
parlamentari non sarebbe più libero perché quello stesso voto
potrebbe essere smentito da una iniziativa unilaterale del
Governo, che si richiama a non so quali princìpi di maggioranza
per smentire un voto precedentemente espresso.
Quindi la prego, signor Presidente, lei in questo momento ha la
responsabilità di impedire che in quest'Aula si produca un
misfatto regolamentare che diventi anche prassi che, in qualche
modo, potrà incidere nei lavori parlamentari futuri.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, onorevoli membri del Governo,
il comma 7 dell'articolo 112 si interpreta nel senso che abbiamo
già illustrato poc'anzi, interpretazione su cui non ci sono
dubbi.
Il problema è piuttosto un altro, cioè che ancora il Governo
non ha richiesto alla Presidenza di presentare una riformulazione
o, comunque, un emendamento relativo ad altre questioni in atto
sospese.
Ed allora, poiché al momento dobbiamo ancora discutere alcuni
emendamenti aggiuntivi riguardanti altra materia e, in
particolare, gli emendamenti dal numero 14.1 a seguire, la
Presidenza è orientata a sospendere per qualche minuto la seduta
al fine di consentire un approfondimento; una cosa è tuttavia
certa, cioè l'interpretazione riferita al comma 7 dell'articolo
112, sulla quale, anche con il conforto degli Uffici, la
Presidenza non ha alcun dubbio che la strada intrapresa sia
quella corretta.
Pertanto, non sorgendo osservazioni, la seduta è sospesa per
quindici minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 17.00, è ripresa alle ore 17.43)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Comunico all'Aula che la Presidenza dichiara
improponibili i seguenti emendamenti: 14.3, 14.4, 14.5, 14.9,
14.10.
L'emendamento 1.9 è altresì improponibile in quanto si
riferisce a materia sulla quale l'Assemblea si è già pronunziata.
Relativamente agli altri emendamenti la Presidenza sta
compiendo gli accertamenti necessari.
Si passa all'emendamento 14.1.
SPEZIALE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo chiesto
al Governo di verificare l'emendamento aggiuntivo da me
presentato che recita testualmente L'Articolo 2 del comma 59
della legge 662/96 viene applicato anche agli alloggi facenti
parte del demanio regionale ai fini della loro cessione in
proprietà .
La questione si pone in questi termini: con la legge
nazionale, lo Stato ha stabilito di cedere tutti gli alloggi di
edilizia economica e popolare, costruiti con fondi nazionali,
anche quando questi si trovavano in presenza di fatti riguardanti
abusi edilizi con una procedura - io vorrei che il Governo
ascoltasse almeno l'Assessore Pagano - che stabiliva il
trasferimento della proprietà agli inquilini e che gli stessi,
in deroga alle norma sull'abusivismo, possano se interessati
presentare istanza di sanatoria; sulla base dell'eventuale
ammissibilità dell'istanza medesima, si quantifica il tutto, cioè
l'immobile, compreso l'abuso, e successivamente al parere
dell'ufficio tecnico erariale, viene venduto all'inquilino con
un introito da parte della Regione.
Io ho calcolato, per quanto riguarda la mia provincia, che in
questa fattispecie ricadono circa 200 alloggi che
permetterebbero in Sicilia, proiettandolo su scala regionale,
circa 2.000 alloggi, con la possibilità di un introito per la
Regione siciliana di circa 60 miliardi di lire.
Avevo chiesto al Governo di verificarlo - l'ho verificato
direttamente io con gli uffici - per cui chiedo che la norma
venga approvata.
PRESIDENTE L'emendamento 14.1 è' accantonato.
Si passa all'emendamento 14.2 .
PRESIDENTE Onorevoli colleghi è stato presentato dal Governo
il subemendamento 14.2.1. che così recita: nel terzo comma
sostituire le parole il contributo' a giugno 2005' con le
parole un'anticipazione di 400 migliaia di euro da restituire
entro il 31 dicembre 2005'.
In buona sostanza, dal regime di contribuzione si passa ad
un'anticipazione.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, esprimo il
mio parere contrario a questo emendamento perché sebbene si
modifichi il contributo in anticipazione di prestito, anche se
ciò è singolare, la Regione diventerebbe un istituto che eroga
prestiti, circostanza inedita da questo punto di vista.
Ne prendo atto, vedremo se e quanti enti potranno accedere al
sistema dei prestiti regionali, cioè la diretta erogazione da
parte della Regione di un prestito: voglio capire poi il
meccanismo eventuale in caso di mancata restituzione del
prestito, quale sanzione infatti si determinerebbe? Se ci sono
meccanismi ipotecari, di male in peggio
In ogni caso, credo che ci sia un problema di fondo che non è
tanto l'autorizzazione al mutuo per ripianare le perdite prodotte
da una gestione disastrosa della Fiera del Mediterraneo di
Palermo; non è un caso peraltro, che uno degli enti, dove si è
aperta qualche vicenda di natura contabile e giudiziaria.
Io credo che questo emendamento si propone, di fatto, la
copertura di una gestione disastrosa dell'Ente Fiera,
autorizzando un mutuo che, materialmente pagherà la Regione,
perché la gestione economica della Fiera continua ad essere in
perdita, non profilandosi uno sviluppo economico.
Ritengo che occorra affrontare il problema al contrario,
mettere cioè mano istituendo un Consiglio di amministrazione
dell'Ente che sia in grado di proporre un piano aziendale e
industriale di sviluppo economico e, solo entro questa strategia,
affrontare il tema del risanamento.
Qui, invece stiamo ripianando perdite che si manterranno
anche per il futuro.
Esprimo pertanto il mio parere contrario, preannunziando la
richiesta di voto segreto rispetto a questo emendamento: mi
auguro che l'Aula sappia ben comprendere cosa si sta proponendo
con l'emendamento del collega Acierno.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, poiché l'onorevole Cracolici
ha chiesto il voto segreto, preciso che nel caso in cui l'Aula si
pronunci favorevolmente non si potrebbero compiere dichiarazioni
di voto, se non per dichiarare l'astensione.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Acierno per dichiarazione di
voto.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
l'onorevole Cracolici abbia sbagliato il tiro nel suo
intervento, perché dalle sue parole non c'è dubbio che si
riconosce una sorta di livore nei confronti dell'ex commissario
dell'Ente Fiera del Mediterraneo ma, di fatto, non vuole
affrontare, un tema che è quello degli Enti Fiera Palermo e
Messina, un problema non dell'ultima o della penultima gestione,
bensì una vicenda che la Regione, organo di controllo di tali
due Enti - non dobbiamo dimenticare che l'Assessorato regionale
per la cooperazione esercita il controllo - non ha mai voluto
seriamente affrontare.
Personalmente ad inizio di questa legislatura, ho presentato
due interrogazioni che non volevano colpire alcuno, piuttosto
basandomi sulla problematica degli Enti Fiera, che ancora oggi,
ritengo siano occasione di potenziale sviluppo economico. Basti
ricordare i manifesti della Fiera del Mediterraneo degli anni
'60, che la promuovevano come la Campionaria di questa regione al
centro del Mediterraneo (e parliamo di 40 anni fa) ma, di fatto,
nella realtà della storia di questi enti, la Regione non ha mai
voluto avanzare nessun tipo di intervento strutturale, mettendo
così di volta in volta, la testa sotto la sabbia e utilizzando
lo strumento, dalla fine dell'ultimo Consiglio di
amministrazione, della nomina di una serie infinita di
commissari straordinari per la privatizzazione, in particolare
dell'Ente Fiera del Mediterraneo.
La Regione, che firmava i decreti di nomina dei commissari
straordinari per la privatizzazione degli enti, non ha mai badato
alla circostanza che, di fatto, quei commissari straordinari non
promuovevano nessun atto volto all'effettiva privatizzazione
dell'Ente.
Ma, onorevole Cracolici, nonostante lei oggi sia
dell'opposizione, non deve dimenticare i momenti in cui il
centrosinistra ha avuto anche lui i sui momenti di gloria
nominando un commissario straordinario alla Fiera del
Mediterraneo, per intenderci colui che, per esempio, inventò uno
strumento favoloso , il Ciem , quanto di peggio si potesse
allora pensare perchè, così non aveva fatto altro che creare il
clone dell'ente Fiera del Mediterraneo con ulteriori costi, e si
approvò una norma perversa che prevedeva che le perdite di questa
società, partecipata dall'Ente Fiera del Mediterraneo, venissero
ripianate dalla Fiera del Mediterraneo.
Concludo affermando che i due emendamenti presentati dal
Governo in Commissione bilancio non sono stati formulati in
maniera chiara perché in uno si faceva riferimento ad un
contributo straordinario a fondo perduto, - ed era veramente
eclatante porla in questi termini - , l'altro invece sosteneva le
motivazioni per dare modo agli enti fiera di una reale
ricapitalizzazione, assumendosi così la Regione la
responsabilità delle garanzie sussidiarie per il mutuo, o per i
mutui dato che ci si riferiva ai due enti fiera.
Nell'emendamento a mia firma, il 14.2, se lo si legge
attentamente, l'Assessorato regionale per il bilancio non solo
verifica preliminarmente il Piano di risanamento e il Piano di
ammortamento del mutuo, ma nomina un commissario straordinario
che si deve occupare - affiancando o il consiglio di
amministrazione o il commissario straordinario - della
gestione ordinaria e della privatizzazione fino a quando quel
Piano di risanamento non verrà attuato.
Inoltre, con il mio emendamento ho modificato il senso del
contributo straordinario a fondo perduto in un contributo che
risolve immediatamente il problema del pagamento degli stipendi,
poiché i due enti attualmente non sono nelle condizioni di far
fronte a questo impegno, trasformando, dicevo, il contributo in
conto capitale in un vero e proprio prestito che dovrà essere
restituito dato che entra a far parte di quel Piano di
risanamento che la Regione stessa controlla.
L'Assessore Pagano con il proprio sub emendamento propone la
trasformazione da un contributo a fondo perduto alla restituzione
dello stesso, entro un anno, non tenendo conto che tutto ciò
grava su un soggetto che non dispone più di mezzi finanziari. La
previsione di un rientro in sei semestralità era stata posta in
essere per evitare quello che l'opposizione oggi dice: cioè che
la Regione elargisce soldi alla Fiera del Mediterraneo sapendo
che quest'ultima non potrà restituirli.
Probabilmente, così si rischia di non vedere restituite
quelle somme.
Inviterei il Governo a ritirare il subemendamento 14.2.1,
augurandomi che l'Aula abbia la sensibilità di capire che non v'è
alcuna intenzione di salvare alcuno, anche perché ho sentito
parlare di Procura. Se ci sono estremi da Procura non è questa
norma che li risolve poiché gli atti già prodotti restano tali.
Noi dobbiamo assumerci la responsabilità politica di risolvere
il problema degli enti fiera e, partendo dalla cristallizzazione
dell'indebitamento, invito il Governo a portare in Aula, in tempi
brevi, un disegno di legge per il riordino del sistema
fieristico. Ciò sarebbe più interessante e difendibile.
PRESIDENTE Il Governo intende ritirare il subemendamento
14.2.1?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Dichiaro di
ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 14.2. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole..
CRACOLICI Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Gli onorevoli Crisfulli, D'Antoni, Ferro, Raiti,
Speziale, Zago, Orlando, Giannopolo, appoggiano la
richiesta)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 14.2
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
sull'emendamento 14.2.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione a scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 61
Maggioranza 31
Favorevoli 28
Contrari 32
Astenuti 1
(L'Assemblea non approva)
PRESIDENTE Si riprendono gli emendamenti 10.1 e 10.2, in
precedenza accantonati.
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per qualche
minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 18,03, è ripresa alle ore 18.25)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, i Presidenti dei Gruppi
parlamentari della maggioranza hanno richiesto una breve
sospensione per poter effettuare una verifica rispetto alle
materie sin qui affrontate ed alle soluzioni individuate, anche
con riferimento agli effetti finanziari degli articoli e degli
emendamenti votati.
Pertanto la seduta è sospesa e riprenderà alle ore 19.00.
(La seduta, sospesa alle ore 18.26, è ripresa alle ore 19.25)
La seduta è ripresa.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, vorrei sottolineare il grande senso di
responsabilità nei confronti delle istituzioni e soprattutto il
grande rispetto per questo Parlamento - rispetto che non mi ha
mai fatto minimamente pensare se rimanere qui o andare al
Parlamento europeo -, senso di responsabilità e rispetto anche
nei confronti dei siciliani, che mi hanno indotto a non fare una
scelta diversa che avrebbe determinato, per la prima volta, lo
scioglimento del più antico e prestigioso Parlamento europeo.
Proprio richiamando il rispetto per questo Parlamento, signor
Presidente, il Governo da me presieduto sente oggi il dovere di
chiederle di rimandare in Commissione questo disegno di legge che
pure abbiamo voluto con grande forza, una manovra finanziaria
rigorosa così come rigoroso è stato il Governo nel tentare di
riequilibrare soprattutto i conti della sanità.
Una manovra rigorosa ma giusta, perchè solidale, perchè non c'è
in questa manovra nessuna intenzione, come è chiaro e come si
evince, di farne pagare il costo ai servizi sociali della
Sicilia, di farlo pagare alle scuole, di farlo pagare a quei
servizi che noi riteniamo sia giusto far crescere e difendere.
Riteniamo che questa manovra proposta dal Governo, che aveva come
obiettivo quello di riequilibrare i conti, soprattutto quelli
della sanità, che come tutti voi sapete sono il vero problema del
nostro bilancio - ma non solo del nostro bensì di tutti quelli
delle altre regioni d'Italia - non ha raggiunto l'obiettivo che
si era prefissata, perchè la sanità è un problema seppure non
solo nostro.
Noi abbiamo avuto il coraggio di affrontarlo con determinazione
ed in tal senso abbiamo spesso chiesto ai siciliani di seguirci
in alcuni sacrifici; ma i sacrifici che abbiamo chiesto, abbiamo
scelto di chiederli soprattutto a coloro che ritenevamo potessero
in qualche modo affrontarli.
Quello che è venuto fuori questa sera, durante l'iter
legislativo di questa manovra si deve anche ad alcune decisioni
che hanno stravolto, prima ancora di quanto stiamo registrando
adesso - che è già grave - la manovra economica in sé. Ma prima
ancora della manovra economica è stato stravolto lo spirito e la
filosofia delle scelte che questo Governo ha portato avanti
chiedendo sacrifici ai siciliani: da qui è passato il principio
di far pagare un costo aggiuntivo per la sanità siciliana a
coloro che, non avendo 64 anni o 65 anni, hanno un famiglia
numerosa ed un reddito bassissimo, piuttosto che farlo pagare a
quelli che hanno superato i 65 anni e che sono miliardari.
Il Governo non può permettersi questo, prima ancora che come
manovra economica e finanziaria, come scelta di governo, come
filosofia delle cose che stiamo portando avanti.
Onorevole Presidente, io credo che la politica debba intendersi
come il dovere di concorrere e di contribuire alla ricerca del
bene comune, al raggiungimento di un progetto di bene comune e mi
rifiuto di pensare che dentro la politica, per quelli che
concorrono alla ricerca di un bene comune, ci possa essere chi
lavora per cercarlo e chi lavora, invece, per far sì che questo
non si realizzi. Capisco che si possa lavorare con percorsi
diversi, con scelte diverse, ma è indubbio che, essendo la
politica la ricerca di un progetto di bene comune, tutte le forze
devono lavorare per raggiungere tale obiettivo.
Oggi, in quest'Aula, ciò non si è verificato perché c'è chi ha
lavorato per non farci raggiungere tale obiettivo e costoro sono
parte di questo Parlamento, siano essi di opposizione che di
maggioranza, perché il risultato del voto di alcune norme
coinvolge il Parlamento sia nella minoranza che nella
maggioranza.
Allora, è proprio per grande senso di responsabilità, ma
soprattutto l'alta opinione ed il rispetto che ho di questo
Parlamento che credo non sia utile portare avanti questa manovra,
soprattutto perché verrebbero fuori norme che, probabilmente, non
solo non sono quelle che il Governo ha voluto proporre come
iniziative per raggiungere dei risultati, ma forse non sono
neanche quelle che pensano alcuni di coloro che comunque hanno
contribuito a stravolgerle.
Ed è proprio perché penso di interpretare, con questa opinione
e questo senso di rispetto per il Parlamento, anche la volontà
dei singoli parlamentari che chiedo, signor Presidente, il rinvio
di questo disegno di legge in Commissione, al fine di
ridiscuterlo e di avviare alcune riflessioni che consentano di
approvare una manovra finanziariamente utile alla Regione, ma
soprattutto utile a dare risposte certe e solidali ai tanti
cittadini siciliani che si aspettano da questo Parlamento delle
leggi giuste, che risolvano i problemi della collettività
siciliana.
Quindi, signor Presidente, è certamente non con grande
entusiasmo che il Governo rinuncia, almeno per il momento, a
questa manovra finanziaria; non è certamente con entusiasmo
perché sappiamo che alcuni dei problemi che abbiamo affrontato,
purtroppo, rischiano di aggravarsi nei prossimi giorni, problemi
che sicuramente l'approvazione della manovra avrebbe consentito
di risolvere, disponendo delle risorse di compartecipazione alla
spesa sanitaria dello Stato che, in questo momento, avrebbero
aiutato le nostre casse, soprattutto quelle delle A.U.S.L.
Crediamo, però, che rimandare di qualche mese questa manovra e
le risposte che la gente si aspettava da questa, sia meno dannoso
che approvare una manovra che peggiorerebbe la filosofia
complessiva della stessa.
Quindi, signor Presidente, le rinnovo la richiesta di rinvio in
Commissione della manovra finanziaria per le dovute riflessioni
e le chiedo, altresì, sempre per grande senso di responsabilità,
di riconvocare la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari per anticipare la ripresa dei lavori di questo
Parlamento. Credo che sia necessario farlo perché, oggi più che
mai, è importante tornare in questo Parlamento per approvare la
manovra del Governo.
(Applausi dai banchi della Destra)
PRESIDENTE. Onorevole Presidente della Regione, ai sensi
dell'articolo 121 quater del Regolamento interno,l'Assemblea
decide per alzata e seduta sulla richiesta di rinvio del disegno
di legge in Commissione.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, ai sensi del Regolamento
interno non c'è dibattito.
CRISAFULLI Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, ripeto non è previsto né
dibattito, né dichiarazione di voto.
ORTISI Onorevole Presidente, così non migliora la
situazione
PRESIDENTE Pongo in votazione il rinvio in Commissione del
disegno di legge numero 898/A. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del vicepresidente Fleres
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge «
Approvazione del rendiconto generale dell'Amministrazione della
Regione e dell'Azienda delle foreste demaniali, per l'esercizio
finanziario 2003» (897/A)
PRESIDENTE Si passa al terzo punto dell'ordine del giorno:
Votazione finale del disegno di legge numero 897/A «Approvazione
del rendiconto generale dell'Amministrazione della Regione e
dell'Azienda delle foreste demaniali, per l'esercizio finanziario
2003».
Indìco la votazione per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 44
Maggioranza 23
Favorevoli 44
(L'Assemblea approva)
Presidenza del vicepresidente Fleres
Sull'ordine dei lavori
SPEZIALE Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, le
dichiarazioni rese dal Presidente della Regione, per la natura
delle stesse e per l'atto che ha coinvolto direttamente lo
stesso Presidente, segnano una delle pagine più oscure della
storia del Parlamento siciliano.
Le cose dette dal Presidente della Regione, che sottintendono
in realtà un disprezzo nei confronti del Parlamento regionale che
aveva commesso un peccato di lesa maestà, in quanto sulla base di
un libero confronto e di un libero dibattito, si era orientato
affinché alcune norme contenute nell'articolo 1 del disegno di
legge venissero modificate, ad un certo punto, in corso d'opera
ed in fase avanzata dell'esame del disegno di legge, il Governo,
immotivatamente, ne chiede il rinvio in Commissione.
PAGANO assessore per il bilancio e le finanze. Non devi dire
queste cose
SPEZIALE Assessore Pagano non può essere lei a decidere cosa
si deve fare in questo Parlamento. Lei è uno dei novanta
parlamentari che un po' di danno a questa Regione lo ha
procurato, visto come ha diretto l'Assessorato al bilancio
Ritornando al mio discorso, preciso che le motivazioni addotte
dal Presidente della Regione, per un ritorno del disegno di legge
in Commissione, sono un'accusa nei confronti del Parlamento.
Desidero però ricordare al Presidente della Regione che questo
Parlamento ha alto il senso della sua funzione, un grande senso
di responsabilità ed ha operato con queste finalità.
Tra le norme approvate dal Parlamento esiste una norma di
contenimento della spesa che riguardava la riabilitazione e la
lungodegenza che il Governo voleva sforare, invece, il Parlamento
ha posto un limite. Così come per quanto riguarda la norma
legata all'esenzione dei ticket rimane aperto il dibattito, ci
sono due impostazioni generali, due visioni; il Parlamento, e non
la sua minoranza, ha inteso approvare una norma modificativa
dell'orientamento del Governo.
Il Presidente della Regione ha fornito motivazioni politiche e
siccome è la prima volta che il Presidente comunica di voler fare
una manovra finanziaria e poi non la porta avanti e, di fatto,
accusa il Parlamento di irresponsabilità solo perché il
Parlamento ha assunto un orientamento diverso rispetto alla
manovra del Governo, questo non può passare inosservato
all'interno del Parlamento regionale.
Pertanto, signor Presidente, poiché ciò è prova che dietro la
posizione del Governo si nasconde, in realtà, la volontà di
eliminare la manovra e di impedire, con la chiusura della
sessione, che il Parlamento possa portare a compimento una
manovra nella libertà dell'esercizio delle sue funzioni, le
chiedo, per prima cosa, di non rinviare la sessione e di
applicare quanto previsto dall'articolo 98 quater del
Regolamento, che stabilisce che le sessioni sono bimestrali.
Le voglio ricordare, signor Presidente, che questa sessione è
iniziata il primo luglio e quindi si potrebbe chiudere il primo
settembre e che l'articolo 121 quater stabilisce all'ultimo
comma che, quando viene richiesto il rinvio in Commissione,
trascorsi quindici giorni, il disegno di legge viene riscritto
per i lavori d'Aula. Fra l'altro, c'é una ragione in più per non
chiudere la sessione ed è che probabilmente il Commissario dello
Stato potrebbe impugnare alcune norme della legge elettorale e
noi dovremmo tornare qui per approvare l'ordine del giorno.
Pertanto, le propongo, signor Presidente, trovandoci di fronte
a questa condizione, un fattivo calendario dei lavori: si diano
quindici giorni alla Commissione per discutere le norme che non
sono state esitate dal Parlamento, cioè tutte le norme che
rimangono, si ritorni prima della chiusura della sessione in Aula
e si affronti il disegno di legge; in Commissione si mandi il
testo, questa può esaminarne le parti non ancora esaminate
dall'Aula, ma non può entrare nel merito delle norme già
approvate dall'Aula, la cui volontà, una volta manifestata, non
può essere più messa in discussione .
Signor Presidente, nulla osta che ci possa essere un elemento
correttivo sulle norme da esaminare, da parte del Governo, ma si
rispetti il Regolamento, si rispettino i tempi previsti dal
Regolamento e sopratutto si abbia più rispetto per la volontà del
Parlamento. Ci opponiamo al rinvio del disegno di legge in
Commissione, così come il Governo chiede, e qualora venisse
votato per alzata e seduta - siete maggioranza e quindi il rinvio
sarà approvato - , che siano però previsti i quindici giorni
previsti dal Regolamento, esattamente ai sensi del quarto comma
dell'articolo 121 quater e che si riporti entro la fine del mese
il testo in Aula per l'esame e la relativa da parte del
Parlamento regionale.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, poiché la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlametnari ha già stabilito la data di
chiusura della sessione...
CRISTAFULLI. Ho chiesto di parlare.
PRESIDENTE. Su che cosa deve parlare, onorevole Crisafulli?
CRISAFULLI. Sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Onorevole Crisafulli, non ci sono più lavori.
Pertanto dichiaro chiusa la sessione estiva ed avverto che i
deputati saranno convocati a domicilio.
La seduta è tolta alle ore 19.45
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 20.45
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott. Giovanni Tomasello
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni
VILLARI - PANARELLO. - «All' Assessore per il turismo, le
comunicazioni e i trasporti, premesso che l'approssimarsi della
stagione estiva rende più che mai necessario un servizio di
trasporto da e per le isole minori efficiente e sicuro;
osservato che più volte sono stati denunziati disservizi della
SIREMAR quali:
a) pagamento anticipato del biglietto che dovrebbe valere come
prenotazione e che impegna il viaggiatore a presentarsi al
momento della partenza, ma che non garantisce l'imbarco (con
gravi problemi per chi è costretto a pernottare una sera in più e
senza alcuna prenotazione alberghiera);
b) pagamento del supplemento per nave veloce (da due ore ad una
sulla tratta Lipari-Milazzo) senza che ad esso corrisponda alcun
vantaggio effettivo (sono stati registrati tempi di navigazione
sulla stessa tratta di due ore e mezza ) e senza alcun rimborso;
per sapere:
quali iniziative intenda assumere affinché simili o altri
disguidi non abbiano più a ripetersi;
se non intenda procedere con la Siremar alla verifica della
qualità dei servizi offerti e suggerire opportune forme di
riorganizzazione delle procedure burocratiche fin qui seguite,
secondo i codici europei a tutela dei viaggiatori» (1698).
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1698, gli
onorevoli interroganti lamentano alcuni disservizi della SIREMAR,
società che gestisce i collegamenti marittimi da e per le isole
minori (in particolar modo, il pagamento anticipato del
biglietto, che non garantisce l'imbarco, ed il pagamento di un
supplemento per la nave veloce che, comunque, impiega lo stesso
tempo di navigazione di un normale traghetto), ed al contempo
chiedono di conoscere le iniziative che si possano intraprendere
per mettere fine a tali inefficienze e se si intenda procedere
alla verifica della qualità dei servizi offerti dalla stessa
società di navigazione.
Innanzitutto pare opportuno precisare che la fattispecie
lamentata dagli interroganti sull'emissione dei titoli di
viaggio, ivi compreso il livello della qualità dei servizi, è in
atto di esclusiva competenza della società SIREMAR, esercente il
trasporto marittimo statale con le isole minori della Sicilia,
sotto il controllo e la vigilanza del Ministero delle
infrastrutture e dei trasporti.
Quanto sopra in forza di un'apposita convenzione stipulata tra
i due soggetti citati, che chiama la Regione siciliana ad
esprimere un mero parere sul Programma di esercizio, malgrado
l'innovazione del Titolo quinto della Costituzione e l'emanazione
del decreto legislativo 11 settembre 2000, n. 296, che
attribuisce alla Sicilia competenze esclusive in materia di
trasporto pubblico locale.
In ogni caso, il Dipartimento trasporti ha segnalato alla
Direzione generale per la navigazione ed il trasporto marittimo
interno del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti la
necessità di rendere efficiente l'intero sistema, con l'adozione
di opportuni provvedimenti.
Il Ministero ha rappresentato, come in altri casi analoghi, che
per l'ammodernamento del parco mezzi la SIREMAR poteva
provvedere soltanto a conclusione del procedimento di infrazione,
avviato dalla Comunità Europea, per presunta violazione del
regolamento comunitario n. 3577/95, in ordine al divieto di
aiuti di stato sul cabotaggio marittimo.
Infatti, a conclusione del procedimento citato, in data 28
ottobre 2003 presso il Ministero è stata presentata la variante
al Piano di esercizio 2000-2004 della società Tirrenia e delle
consociate che svolgono servizi regionali, tra le quali anche la
SIREMAR, che ha previsto l'immissione di tre nuovi aliscafi sul
settore Eolie e la sostituzione dei due traghetti, con mezzi
analoghi, più moderni e confortevoli.
La sostituzione dovrebbe avvenire entro marzo 2005».
L'Assessore
CASCIO
VILLARI. - « Al Presidente della Regione e all'Assessore per
il turismo, le comunicazioni e i trasporti, premesso che in data
22 aprile c.a. il Consiglio comunale di Giarre ha votato un
ordine del giorno che interviene sulle gravi disfunzioni del
sistema postale nel territorio comunale;
visto che il disservizio si protrae da parecchio tempo e che
una missiva da una porta all'altra dello stesso comune perviene
al destinatario con almeno otto giorni di ritardo;
rilevato che i cittadini ricevono cartelle fiscali a termine
scaduto, con i conseguenti carichi di mora;
ritenuto che una delle cause più verosimile dei disservizi sia
il ricambio dei postini assunti precariamente con scadenza
trimestrale;
per sapere se non ritengano urgente intervenire presso le
autorità responsabili delle Poste Italiane Spa a livello
provinciale e regionale affinchè provvedano ad eliminare gli
inconvenienti denunziati restituendo al servizio postale
l'efficienza dovuta in una qualunque comunità del terzo
millennio». (1707)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1707,
l'onorevole interrogante ha evidenziato la presenza di alcuni
disservizi che impediscono lo svolgimento regolare del sistema
postale nel comune di Giarre, a causa del ricambio dei postini
assunti precariamente con scadenza trimestrale.
A tale proposito si evidenzia che tale servizio non rientra tra
le competenze assegnate a questo Assessorato, pur non di meno lo
scrivente si è adoperato presso le Poste Italiane SpA, come tra
l'altro richiesto, per avere notizie circa la disfunzione
segnalata e per sollecitare eventuali interventi al fine di porre
termine all'inconveniente citato.
Le Poste Italiane SpA hanno comunicato che, effettivamente, il
servizio di recapito nel territorio del comune di Giarre viene
svolto da personale assunto con contratto di lavoro a tempo
determinato, nelle more del perfezionamento del processo di
perequazione del personale sul territorio, che l'Azienda sta
attuando secondo modalità, per quanto possibile, condivise con il
personale interessato.
Per ovviare ai disguidi che talvolta si è avuto occasione di
registrare nella località suindicata e, quindi, assicurare
regolarità al servizio, senza ricorrere, nei limiti di una
comprensibile ragionevolezza, a traumatici spostamenti di
personale, è comunque in fase di definizione un apposito piano
finalizzato all'individuazione di interventi operativi mirati,
idonei a riequilibrare la situazione».
L'Assessore
CASCIO
ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI AL DISEGNO DI LEGGE N. 898/A
-All'articolo 1:
Emendamento 1.5:
Al comma 5 sono soppresse le parole da con l'esclusione
fino alla fine del comma.
Emendamento 1.3:
Al comma 6 dopo le parole alle strutture in regime di
accreditamento provvisorio aggiungere le parole e le
strutture sanitarie in regime di sperimentazione gestionale, .
Emendamento 1.6:
Il comma 9 è soppresso.
Emendamento 1.4:
Aggiungere il seguente comma:
Sono esenti dal pagamento del ticket sui farmaci e sulle
prestazioni diagnostiche i cittadini di età superiore a 65 anni
compresi.
-All'articolo 6:
Emendamento 6.1:
Sostituire l'articolo con il seguente:
Art. 6. - Istituzione della Medaglia d'oro al valore civile
della Regione siciliana' - 1. In Sicilia è istituita la Medaglia
d'oro al valore civile della Regione siciliana'. La medaglia è
conferita dal Presidente della Regione ai familiari dei cittadini
residenti in Sicilia deceduti nel compimento di atti eroici.
2. L'onorificenza prevista al comma 1 può essere estesa anche ai
cittadini non residenti in Sicilia che siano deceduti nel
compimento di atti eroici a favore del popolo siciliano.
3. Per le finalità dei commi 1 e 2 è autorizzata, per l'esercizio
finanziario 2004, la spesa di 50 migliaia di euro.
-All'articolo 14:
Emendamento 14.17:
Aggiungere il seguente comma:
Al comma 1 dell'articolo 51 della legge regionale 3 dicembre
2003, n. 20, dopo le parole di Palermo', aggiungere le parole
della Fondazione Orchestra sinfonica siciliana' e dopo le
parole rispettiva al comma 1 dell'articolo 51 della legge
regionale 3 dicembre 2003, n. 20, dopo le parole di mente a
3.000 migliaia di euro' aggiungere le parole a 2.000 migliaia
di euro'.