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Resoconto d'Aula della Seduta n. 235 di martedì 10 agosto 2004
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   Presidenza del vicepresidente Fleres


    BASILE   segretario,  dà  lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo osservazioni,  si  intende
  approvato.

                               Congedo

    PRESIDENTE   Comunico  che  l'onorevole  Miccichè   ha  chiesto
  congedo a partire dal  9   agosto 2004.

   L'Assemblea ne prende atto.

           Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

    PRESIDENTE   Comunico che sono pervenute  le  risposte  scritte
  alle seguenti interrogazioni:

   da parte dell'Assessore per il Turismo

   numero  1698  - Interventi volti a scongiurare il  ripetersi  di
  disservizi  nei  collegamenti marittimi gestiti dalla  SIREMAR  e
  alla riorganizzazione delle procedure burocratiche della stessa.
   Firmatari: Villari Giovanni; Panarello Filippo;

   numero  1707 - Richiesta di interventi urgenti per porre termine
  alle  gravi  disfunzioni del sistema postale nel  territorio  del
  comune di Giarre (CT).
   Firmatari: Villari Giovanni.

   Comunico  che  le  stesse  saranno  pubblicate  in  allegato  al
  resoconto stenografico della seduta odierna.

                     Annunzio di interrogazioni

    PRESIDENTE   Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta:

   n.  1822 - Provvedimenti urgenti per accertare l'esistenza di un
  fiume sotterraneo in via Dilg nel quartiere Cibali di Catania.
   Presidente Regione
   Assessore Famiglia
   Firmatari: Fleres; Catania Giuseppe; Maurici;

   n.  1823  -  Interventi per il potenziamento delle  squadre  dei
  Vigili del Fuoco nel comprensorio del Calatino.
   Firmatario: Fleres; Catania Giuseppe; Maurici.

   Le  interrogazioni  ora annunziate sono  state  già  inviate  al
  Governo.

           Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare

    PRESIDENTE  Comunico che l'onorevole Garozzo, con  nota  del  9
  agosto  2004,  ha  dichiarato,  a  norma  dell'articolo  23   del
  Regolamento interno, di aderire al Gruppo parlamentare  di  Forza
  Italia.
   L'Assemblea ne prende atto.

          Comunicazione di  decreto di assunzione temporanea
                       delle funzioni di Assessore

    PRESIDENTE  Comunico che con decreto presidenziale n.  219  del
  4 agosto 2004, il Presidente della Regione, onorevole Cuffaro, ha
  assunto  ad  interim  le  funzioni  di  Assessore  regionale  per
  l'Agricoltura e le foreste.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno  che nel corso della seduta potrà procedersi a  votazioni
  mediante sistema elettronico.

   Seguito  della  discussione  del  disegno  di  legge  n.   898/A
   Variazioni al bilancio della Regione ed al bilancio dell'Azienda
  delle  foreste  demaniali  della  Regione  siciliana  per  l'anno
  finanziario 2004 - Assestamento


   Presidenza del vicepresidente Fleres


    PRESIDENTE   Si  passa  al  II  punto  all'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede al seguito della discussione del disegno di legge n.
  898/A  «Variazioni  al  bilancio della  Regione  ed  al  bilancio
  dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione siciliana  per
  l'anno finanziario 2004 - Assestamento», iscritto al numero 1).
   Invito i componenti la II Commissione a prendere posto al  banco
  delle Commissioni.
   Onorevoli colleghi, ricordo che l'esame del disegno di legge  si
  era  interrotto  nella  seduta numero  234  del  9  agosto,  dopo
  l'approvazione del passaggio all'esame degli articoli.
   Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:

                            «Articolo 1.
   Misure straordinarie per il pareggio di bilancio delle aziende
         unità sanitarie locali e delle aziende ospedaliere

   1.  L'Amministrazione regionale è tenuta a conseguire  entro  il
  31  dicembre 2006 l'equilibrio economico-finanziario nel  settore
  sanitario  con la progressiva riduzione dei disavanzi a decorrere
  dal presente esercizio.

   2.  Al  ripiano  dei  disavanzi delle  aziende  unità  sanitarie
  locali e delle aziende ospedaliere si provvede annualmente con la
  legge    finanziaria    regionale    sino    al    raggiungimento
  dell'equilibrio economico-finanziario previsto al comma 1.

   3.  Per l'anno 2004 alla copertura del disavanzo dell'assistenza
  farmaceutica convenzionata regionale derivante dalla necessità di
  assicurare la continuità assistenziale si provvede con  la  legge
  finanziaria regionale, con le modalità fissate dal decreto  legge
  24  giugno  2004, n. 156 relativamente alla quota  a  carico  del
  Servizio sanitario nazionale.

   4.   Per  le  medesime  finalità,  per  il  triennio  2004-2006,
  l'ammontare  degli aggregati economici previsti dall'articolo  25
  della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4 e successive modifiche
  ed  integrazioni  non può superare, relativamente  all'assistenza
  ospedaliera  convenzionata  ed alla  specialistica  convenzionata
  esterna,  il tetto di spesa fissato con decreto interassessoriale
  n. 3787 del 13 luglio 2004.

   5.  Nel  medesimo triennio è, altresì, bloccato il  procedimento
  per  l'accreditamento istituzionale di nuove strutture  sanitarie
  con   l'esclusione  delle  strutture  di  riabilitazione   o   di
  lungodegenza  e/o  delle strutture rivolte  ad  attività  per  la
  riabilitazione dei soggetti disabili riconosciuti tali  ai  sensi
  della  legge  5 febbraio 1992, n. 104 nel rispetto  comunque  del
  vincolo  dell'1  per mille dei posti letto per abitante  previsto
  dalla rete ospedaliera regionale.

   6.  E'  fatto divieto alle aziende unità sanitarie locali,  alle
  aziende ospedaliere ed alle strutture in regime di accreditamento
  provvisorio, nonché alle strutture private che a qualunque titolo
  hanno  rapporti con il servizio sanitario regionale di istituire,
  sino  al  31  dicembre  2006, nuove unità  operative  ospedaliere
  complesse, ambulatori e servizi. Possono essere autorizzate nuove
  unità operative semplici purché non si determini aumento di posti
  letto  né  maggiori oneri. Nuove istituzioni di  unità  complesse
  possono essere finanziate dai risparmi di spesa conseguiti con la
  contestuale  soppressione di altre unità operative, ambulatori  e
  servizi  preesistenti  e  nel limite  massimo  del  90%  di  tali
  risparmi.

   7.  Al  fine  di assicurare l'appropriatezza delle  prestazioni,
  con   decreto  dell'Assessore  regionale  per  la  sanità   viene
  determinata  entro  trenta giorni dall'entrata  in  vigore  della
  presente  legge la percentuale di decurtazione da applicare  alla
  remunerazione  dei  D.R.G. (Diagnosys Related Group)  ad  elevato
  rischio    di   inappropriatezza   a   decorrere   dall'esercizio
  finanziario 2004.

   8.   Ferme   restando  le  disposizioni  di  cui  al   comma   4
  dell'articolo 29 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2 per il
  ripiano  definitivo dei disavanzi delle aziende  unità  sanitarie
  locali  e  delle  aziende ospedaliere relativi  all'anno  2003  è
  autorizzata,  per  l'esercizio  finanziario  2004,  la  spesa  di
  460.000 migliaia di euro (UPB 10.2.1.3.2, capitolo 413333).

   9.   L'Assessorato  regionale  della  sanità  è  autorizzato   a
  stipulare  convenzioni con organismi, corpi ed istituzioni  dello
  Stato  finalizzate al controllo delle procedure di spesa di enti,
  organismi  e  società sottoposti a vigilanza  e  controllo  della
  Regione,    nonché   di   soggetti   che   operano   per    conto
  dell'Amministrazione regionale in regime convenzionale.

   10.   Possono   essere   rilasciate  dagli   organi   competenti
  autorizzazioni  sanitarie  per  l'esercizio  di  nuove  strutture
  ambulatoriali  purché  in regime di attività libero-professionali
  non accreditate che, in nessun caso, partecipano al riparto delle
  risorse  finanziarie  destinate  dalle  aziende  unità  sanitarie
  locali alle strutture pre-accreditate.»

    PRESIDENTE   Comunico  che  sono stati  presentati  i  seguenti
  emendamenti:
   dagli onorevoli Confalone, Mercadante, Ardizzone: 1.1, 1.2;
   dagli onorevoli Cracolici, Speziale, Capodicasa: 1.7, 1.5,  1.3,
  1.6, 1.4.

    CAPODICASA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  affinché  non  passi  sotto silenzio,  una manovra  che  è  stata
  ampiamente annunciata dal Governo.
   Del  resto  i  conti della Regione  imploravano una manovra  che
  però non fosse quella che il Governo ci ha ammannito.
   La  misura  del grado  di  improvvisazione di questa  manovra  è
  data   dal  fatto   che   il  disegno  di  legge   pervenuto   in
  Commissione  riguardava l'assestamento  di  bilancio,  senza   le
  variazioni.
   Quindi,  l'assestamento,  come atto dovuto  di  natura  tecnico-
  contabile, non avrebbe meritato  nessun dibattito in Aula se  non
  per  sollevare  qualche   considerazione sull'avanzo  finanziario
  relativo i fondi liberi e vincolati che mostrano ulteriormente la
  patologia  dell'andamento dei conti  nella nostra Regione.
   L'improvvisazione è data dal fatto che il resto della manovra  è
  stata  realizzata  attraverso  gli  emendamenti  presentati   dal
  Governo  in  Commissione, emendamenti che  hanno   imbastito  una
  ipotesi  di  reperimento di risorse per tamponare  la  situazione
  finanziaria ormai fuori controllo,  soprattutto nella sanità.
   Ma  è  del tutto evidente, del resto lo stesso Assessore  lo  ha
  più volte dichiarato, che si tratta di  una manovra insufficiente
  rispetto al fabbisogno.
   A  quanto  mi risulta, l'Assessore aveva proposto in  Giunta  di
  Governo  una manovra equivalente al doppio di quella che oggi  ci
  viene  proposta di 49.446 milioni di euro. Quindi, il Governo  si
  rende  conto  che  attraverso questo intervento non  si  fornisce
  l'idea di un rientro dal deficit.
   Mi  pare che su qualche quotidiano sia stato scritto come alcune
  delle  norme  contenute nella manovra siano  state  suggerite,  o
  meglio,  siano  state  proposte in accoglimento  ai  suggerimenti
  proposti  dalla  Corte  dei conti che, in sede  di  parifica  del
  bilancio,  ha  indicato, tra l'altro, il blocco  delle  leggi  di
  spesa.
   Credo  che  far  passare  per virtuosa una  scelta  che  è  solo
  disastrosa  per  l'economia della Regione richiede  fantasia   da
  parte  dell'Assessore o di qualche cantore delle sorti magnifiche
  e progressive di questo Governo.
   Mi  chiedo, infatti, da qui alla fine dell'anno, come  si  potrà
  legiferare,  senza  il becco di un quattrino nei  fondi  globali,
  per   approvare  qualche  provvedimento  che  sia   di   sostegno
  all'economia o alle categorie che ne hanno bisogno?
     Neanche  in caso di calamità naturale si potrà intervenire  in
  modo serio e corposo
   Ciò  è indicativo della politica di questo Governo.
   Quando  si afferma che si è accolta una indicazione della  Corte
  dei  conti si dice una mezza verità perché, effettivamente, nella
  relazione  di  sintesi  sul  Rendiconto  generale  della  Regione
  siciliana  del  Presidente  dottor  Petrocelli,  relatore  dottor
  Francesco Targia, non solo si legge la raccomandazione di cui  il
  Governo  fa  mostra,  cioè quella di evitare ulteriori  leggi  di
  spesa in una situazione già abbondantemente compromessa dal punto
  di vista finanziario,  ma - ed  è la cosa più importante credo  -
  suggerisce una strategia di attacco al deficit.
   Si  sostiene  che occorrono misure di carattere  organico,  anzi
  volendo  leggere testualmente, la sintesi della relazione riporta
  che:   in  particolare  per  il perseguimento  dell'obiettivo  di
  ricondurre  la  situazione della finanza pubblica ad  un  livello
  sano,  si  indicava fin da allora la necessità, che  va  ribadita
  anche  in  data  odierna,  di procedere al  prosciugamento  della
  tendenza  espansiva  della spesa corrente,  mediante  un  congruo
  ridimensionamento  della stessa, eventualmente  il  blocco  degli
  impegni    di  ulteriori  leggi  di  spesa  fino  alla  soluzione
  dell'attuale  crisi di liquidità ed il completo  riequilibrio  di
  conti di cassa .
     Successivamente  si  aggiunge che:   Per  uscire  dal  circolo
  vizioso  e  dai ripetuti disavanzi derivanti dalla  gestione  del
  bilancio  regionale è ormai divenuta improcrastinabile l'adozione
  di  una  efficace  strategia basata su riforme strutturali  della
  spesa  pubblica  regionale, in quanto solamente un  suo  rigoroso
  contenimento  può  consentire  la  riduzione  del  debito  e   il
  necessario  finanziamento  degli interventi  per  lo  sviluppo  e
  l'occupazione .
   Ritengo  che  l'indicazione sia abbastanza  chiara:  una  misura
  tampone,  quale quella del blocco della legge di  spesa  e  della
  tendenza alla sua espansione, ma soprattutto e in via prioritaria
  una  strategia  di rientro che si fonda su misure  strutturali  e
  quindi  sulle  riforme è ciò che manca a questo  Governo,  perché
  siamo all'ennesima manovra finanziaria.
   Ogni  anno  ormai si ripetono e si rincorrono misure  di  questo
  genere.  In  tutte  le leggi di variazione o  anche  nelle  leggi
  finanziarie  ricorrono misure sempre più minacciose nei  riguardi
  di   apparati  pubblici,  di  settori  dell'amministrazione,  per
  scongiurare  atteggiamenti  virtuosi  da  parte  della   pubblica
  amministrazione. I risultati sono sempre peggiori.
   C'è  quindi qualcosa che ha un carattere strutturale  in  questa
  produzione del deficit che, mi pare...

    PRESIDENTE    L'onorevole   Capodicasa   si   sta    rivolgendo
  soprattutto  al  Governo.  Rispetto  alle  osservazioni  che  sta
  formulando,  probabilmente,  poi sarà  il  caso  che  il  Governo
  appronti una risposta.

    CAPODICASA  L'Assessore avrà qualche  rimpastino' da fare.
   Come  dicevo  prima,  credo che proprio lì vada  sostanzialmente
  concentrata l'attenzione.
   Le  misure  tampone che si rincorrono, di volta in volta,  hanno
  un  solo  effetto: prosciugare le poche risorse che  è  possibile
  mettere in circolo attraverso il bilancio della Regione, tutte  a
  copertura  del  disavanzo annuale del deficit nel  settore  della
  sanità.
   Si  è  a  lungo  parlato di questo vertice che  si  è  tenuto  a
  Palazzo d'Orleans per concertare alcune misure nel settore  della
  sanità,  per bloccare la tendenza al deficit della sanità.  E  se
  questa montagna ha partorito il topolino che ci è stato proposto,
  devo  dire che siamo a corto di una politica, che le misure  sono
  ancora  assolutamente  insufficienti.  L'unica  misura,  peraltro
  ampiamente  derogata, che potrebbe avere una qualche efficacia  -
  ma  anche qui sembrerebbe che stiamo chiudendo la porta quando  i
  buoi  sono  già  scappati  - è quella relativa  al  blocco  delle
  convenzioni  esterne;  è  ampiamente  derogata  per  un   settore
  attualmente  in vertiginosa espansione: parliamo  dei  centri  di
  fisioterapia e di riabilitazione. Chiudiamo la porta  o  facciamo
  finta  di chiudere la porta nei settori maturi, dove peraltro  la
  crescita della convenzionata può essere di proporzioni limitate e
  lasciamo   il  portone  aperto  per  un  settore  in  travolgente
  espansione,  quello della riabilitazione, quasi a  dire  che  poi
  alla  fine, in fondo, quella misura è una misura di facciata  che
  non porterà un effettivo beneficio.
   E  questo  vale  anche  per  tutti gli altri  provvedimenti:  il
  blocco dell'apertura di nuovi servizi nelle strutture sanitarie.
   Io  non  credo  che  il  deficit stia lì,  onorevole  assessore.
  Ripeto, non credo che la natura e la causa del deficit stiano lì.
  Va razionalizzato l'intero sistema perché tutte le misure fino ad
  oggi  messe  in  campo  dal  Governo, ogni  volta  indicate  come
  risolutive  del problema, ad oggi non hanno dato il beneficio  di
  una  virgola rispetto al problema; non lo hanno dato i  ticket  e
  tutte  le  convulsioni che attorno ai ticket  la  maggioranza  ha
  avuto  con  tutte  le  modifiche, le ulteriori  articolazioni,  i
  miglioramenti.  non  lo hanno dato le misure  spauracchio  per  i
  dirigenti generali della AUSL.
   Chiedo  al  Governo che fine ha fatto quella norma che stabiliva
  che  i dirigenti generali, le cui AUSL fossero andate in deficit,
  avessero sforato il tetto di spesa, dovevano essere rimossi.  Per
  piacere, diteci, alla fine, che cosa ne è stato di questa  norma,
  perchè non c'è, in campo normativo, niente di più preoccupante  e
  di  grave che il ridicolo. E noi abbiamo sfiorato il ridicolo, ci
  siamo  ampiamente dentro, perchè un cumulo di norme,  ogni  volta
  sempre  più  drastiche,  draconiane, puntualmente  disattese,  fa
  scadere   l'amministrazione  nella  scarsa  credibilità   e   nel
  ridicolo, come, ad esempio, la norma che prevedeva che i  bilanci
  della AUSL avrebbero dovuto essere sottoposte al preventivo esame
  da  parte  dell'Assessorato  al  bilancio,  oltre  che  da  parte
  dell'assessorato alla sanità, con il risultato che,  proprio  nel
  primo anno di applicazione della norma, le AUSL hanno sforato  di
  350  miliardi di lire con la distrazione - non so quanto complice
  o quanto colpevole - dell'assessorato proprio del  bilancio.
   Ritengo,  quindi, che la strada delle misure  tampone'  non  sia
  più  praticabile. Chiedo al Governo se ha un'idea per  uscire  da
  questo  vicolo cieco che, ormai, brucia migliaia di  miliardi  di
  lire  e che, nel corso di un triennio, ci ha fatto accumulare  un
  deficit  che  si  avvicina  intorno ai  6.500-7.000  miliardi  di
  vecchie lire. Qualcuno si faccia avanti, perchè certo non  lo  fa
  il  Presidente della Regione, non lo fa l'Assessore, il quale non
  so  quanto  sia  in grado di smuovere gli orientamenti  dei  suoi
  colleghi.  Il risultato è però quello che noi giudichiamo.  E  il
  risultato è, devo dire, miserevole.
   Tutto  ciò,  naturalmente, finisce per risucchiare  non  solo  i
  conti  della Regione, ma la credibilità della Regione  in  quanto
  tale,   come  ente   che  promuove  lo  sviluppo.  Pagheremo   le
  conseguenze di tutto ciò: il declassamento che l'agenzia  Moody's
  ha già fatto dei conti della Regione. Credo che tutto ciò costerà
  in  termini  di  credibilità, ma anche in  termini  di  conto  da
  pagare, come servizio del debito.
   Abbiamo  una  estrema limitazione delle spese di investimento  -
  quelle  che fanno le spese in prima istanza di manovre di rientro
  -  con  le  ripercussioni che questo ha sull'economia  siciliana,
  considerato  che, come tutti sappiamo, il bilancio della  Regione
  incide sul prodotto interno lordo della Sicilia per circa  il  20
  per  cento, che non è poca cosa. E' una delle più alte  incidenze
  che  si  hanno nel rapporto tra bilancio della Regione e  PIL  in
  Italia.
     Tutto ciò, quindi, ha una refluenza immediata sulle condizioni
  dello  sviluppo.  Del  resto, parlare di queste  cose  vuol  dire
  parlare al vento, dal momento che questo Governo di tutto si cura
  -  si  curerà  dei precari, si curerà del posticino da  dare,  di
  eleggere  e  nominare comitati e  comitatini , esperti lautamente
  pagati  e tutto il resto - e non si occupa, invece, delle  grandi
  scelte,  ad  esempio, che vengono compiute a livello nazionale  e
  che penalizzano il Mezzogiorno e la Sicilia.
   In   questi  ultimi  tempi,  si  è  registrato  il  caso   dell'
  approvazione del DPEF nazionale con la conseguenza che  non  solo
  il  Mezzogiorno  è sparito, ma la nostra economia  ha  registrato
  degli  effetti che risultano contrario rispetto a quanto  da  noi
  auspicato  e  né i deputati siciliani del Polo né questo  Governo
  pronunciano una parola. Non dicono nulla sui tagli agli incentivi
  alle  imprese  che si profilano o su quelli che  già  sono  stati
  concessi.
   Si  propone  di  diminuire  le tasse in  Italia,  tagliando  gli
  incentivi  per gli investimenti nel Mezzogiorno e nessuno  parla.
  Si  balbetta sulla devolution, e questo, signor Presidente,  dopo
  avere votato favorevolmente, in sede di Conferenza Stato-Regioni,
  il disegno di legge sulla devolution, Poi, pentito, ha dichiarato
  che non era d'accordo perché  la devolution danneggia la Sicilia.
  Adesso,  però,  sembra  che la devolution vada  avanti,  per  cui
  ritengo che serva  qualcosa in più.
   La  manovra ha un carattere provvisorio. Dovremo tornare  quindi
  a  trattare  la materia il prossimo autunno e mi auguro  che,  al
  quel  punto,  lo si faccia con un minimo di profondità,  evitando
  all'Assemblea  regionale,  ma soprattutto  ai  siciliani,  questo
  stillicidio  di  interventi che non hanno alcun   valore  se  non
  quello di mettere qualche pezza ad una situazione già degenerata,
  peraltro, una  pezza posta in modo molto incoerente, perché vi  è
  sempre  le tendenza a derogare da un principio di rigore,  spinti
  dalle mille lobbyes che assediano questo Governo e dalle quali lo
  stesso, amorevolmente, si fa assediare.
   Quindi,  signor  Presidente, volevo  sommariamente,  anche  come
  anticipo  di  ciò  che  sarà proposto in  autunno,  fare  qualche
  considerazione sul disegno di legge propostoci e poi,  nel  corso
  della discussione, sviluppare meglio qualche argomento.

    RAITI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    RAITI    Signor   Presidente,  onorevole   Governo,   onorevoli
  colleghi, nel ribadire la sostanza dell'intervento dell'onorevole
  Capodicasa,  che  ha tenuto a sottolineare come questa  ulteriore
   manovrina   di assestamento, di fatto, dimostra che  il  Governo
  opera  mettendo delle pezze con cadenza bimestrale o trimestrale,
  senza  avere un disegno strategico complessivo che possa  portare
  al  risanamento  della  Regione e non  entrando  negli  argomenti
  accennati  dall'onorevole Capodicasa, tengo a sottolineare  come,
  di  fatto,  questa  manovra  correttiva   non  faccia  altro  che
  affrontare  -  ancora una volta e  per l'ennesima volta,  seguita
  da  altre  manovre in questa direzione peraltro già preannunciate
  dal Governo per il prossimo ottobre-novembre - il nodo principale
  del  dissesto  di  questo bilancio regionale,  cioè  il  dissesto
  sanitario.
   Non  vi  è  dubbio,  e  lo  dice una parte  della  relazione  di
  accompagnamento  del  disegno di legge, che  la  norma,  i  tagli
  prevedono  di  affrontare un deficit nel 2003 di 460  milioni  di
  euro relativi al deficit della sanità.
   Certo,  andare  a  discutere di una norma che  ponga  rimedio  a
  questo  deficit preannunciato di 460 milioni di euro, almeno  per
  il  2003,  in  un  contesto nel quale non è  stato  approvato  né
  portato  in  Aula  il  DPEF, così come previsto  dalle  leggi  di
  riferimento che prevedono che il DPEF debba essere discusso entro
  il   31   agosto  e  portato  al  30  luglio,  è  una   ulteriore
  dimostrazione  del  fatto che, anche nel merito,  questo  Governo
  procede in maniera quantomeno ondivaga.
   Ma  questa  affermazione  di procedura ondivaga  viene  ribadita
  anche dalla relazione della Corte dei Conti, nella quale si  dice
  espressamente  che  il  deficit nel settore  della  sanità  viene
  affrontato  in maniera non adeguata dal Governo della Regione  e,
  di  fatto, produce, ha prodotto e continua a produrre debiti  che
  rischiano di portare al declassamento il bilancio della  Regione,
  così  come  preannunciato da Moody's e che comunque  incidono  in
  maniera  pesante  nel complesso del bilancio della  Regione.  Che
  dire   di   questa  argomentazione,  se  non  fare  un   escursus
  cronologico per comprendere, assessore Pagano,  come,  procedendo
  in  questa direzione, nonostante le sue manifestazioni  di  buona
  volontà e di rigore annunciate spesso sui giornali e poi di fatto
  smentite da decisioni prese dal Governo nella sua collegialità  e
  da  disegni  di  legge  in questa direzione,  certamente  non  ci
  porteranno  a trovare la soluzione ma a precipitare nel  baratro.
  Mi chiedo il perchè di tutto ciò, assessore Pagano.
   Questa  mattina  sono  arrivato  in  Assemblea  alle  7.30   per
  visionare  tutti  gli  atti  relativi  alla  vicenda  dei  debiti
  prodotti  dalla sanità. Già nel novembre 2002, in questo settore,
  vi  era  un  deficit di 400 milioni di euro. Ricordo un  decreto-
  legge - queste sono le analisi a cui lei dovrebbe far fronte  per
  comprendere che, procedendo in questo modo,  non possiamo trovare
  alcuna  soluzione - che, nell'agosto 2002, il cosiddetto  decreto
  tagliaspese'  dell'assessore  Cittadini,  che  aveva   lo   scopo
  dichiarato  di eliminare il deficit di 400 milioni di euro,  che,
  di  fatto,  fu ritirato - ecco uno degli aspetti del procedimento
  ondivago del Governo - fu rimodulato.
   Quel  decreto tagliaspese che doveva portare alla riduzione  del
  deficit  a  200  milioni di euro, di fatto, portò  invece  ad  un
  incremento   del  deficit  di  250  milioni  di   euro.   Abbiamo
  registrato,  inoltre, un incremento del deficit, soprattutto  nel
  settore della specialistica convenzionata, passata da 215 milioni
  di euro a 250 milioni di euro, con un incremento di 35 milioni di
  euro;  un  incremento delle spese per le case  di  cura,  da  205
  milioni di euro - prima del decreto salvaspese - a 240 milioni di
  euro;  nel  settore  dell'alta specialità, si  è  passati  da  56
  milioni di euro di spesa a 68 milioni di euro.
   Prima  della modifica del decreto tagliaspese del 2002 e durante
  l'attuazione dello stesso, il Presidente della Regione  -  e  gli
  faceva da contraltare il coordinatore regionale di Forza Italia -
  dichiarava che bisognava intervenire nel settore della sanità  in
  maniera  decisiva  e  determinante  per  riportare  tutto  in  un
  contesto virtuoso di risanamento dei conti pubblici - ciò è anche
  affermato  attraverso alcune leggi nazionali  e  dagli  strumenti
  attuativi  regionali  -  e  dichiara  che  ci  sarebbe  stato  un
  controllo  effettivo,  efficace sulla  spesa,  un  controllo  sui
  manager, che avrebbero dovuto rispettare i programmi per i  quali
  erano stati assunti.
   Ricordo  a voi tutti, all'assessore Pagano, al Presidente  della
  Regione  ed  all'assessore Cittadini  che  i  manager  godono  di
  contratti   di   diritto  privato  e  che   sono   vincolati   al
  raggiungimento degli obiettivi.
   L'onorevole  Cuffaro  e  l'onorevole  Miccichè  affermavano  che
  sarebbe   stato   previsto   un   controllo   sull'efficacia    e
  sull'efficienza  e,  per i manager che non avessero  raggiunto  i
  risultati  auspicati  dal contratto, sarebbe  stato  previsto  il
  licenziamento.
   Tutto   ciò  nel  novembre  2002.  Ad  oggi,  agosto  2004,   la
  situazione  è la stessa, se non peggiorata. Quelle verifiche  che
  dovevano  farsi  per legge sulla efficacia della spesa  non  sono
  state  effettuate;  delle  griglie  di  valutazione  sulle  quali
  dovevano  essere  giudicati i manager, che ricordo  sempre  hanno
  contratto  di diritto privato, non se ne ha notizia; i  parametri
  di  riferimento previsti dal patto di stabilità regionale  -  che
  prevedeva  che,  entro l'anno 2003, le aziende  sanitarie  locali
  erano tenute a garantire l'equilibrio economico di bilancio e che
  le  aziende  ospedaliere erano tenute a conseguire  un  utile  di
  almeno l'uno per cento dei ricavi di competenza dell'esercizio  -
  non  sono  stati raggiunti. Nessuno sa che fine abbiano  fatto  i
  riscontri  di  carattere normativo, pare  che  mai  un  direttore
  dell'AUSL  o  delle Aziende ospedaliere sia stato licenziato  per
  inadempimento   agli obblighi contrattuali previsti  dal  proprio
  contratto di diritto privato.
   Ci  troviamo  nuovamente ad affrontare una manovra  tampone  che
  sarà  seguita,  il  prossimo ottobre -  come  già  ha  dichiarato
  l'assessore Pagano - da un'altra manovra tampone, per far  fronte
  a 460 milioni di euro di deficit nel campo della sanità.
   Se   così   fosse,   il   quadro  sarebbe  allarmante   ma   non
  preoccupante; la questione è invece più preoccupante. Si  procede
  in  questo modo, con questi continui inadempimenti e senza alcuna
  volontà politica di affrontare la questione una volta per  tutte,
  in  maniera  tale  da rispettare i parametri  previsti  dal  DPEF
  approvato  l'anno scorso che dovrebbe portare all'equilibrio  del
  bilancio nel 2006.
   Altra  cosa sono, invece, i conti veri, quelli reali  sui  quali
  nessuno   pone   mano   in   maniera   decisiva   e   definitiva.
  L'indebitamento  nel  settore della sanità,  nel  novembre  2003,
  ammontava  a  cifre incredibili e nessuno vi ha  fatto  realmente
  fronte.  Per  quanto  riguarda il settore  delle  case  di  cura,
  ricordo che l'indebitamento della Regione ammontava, nel novembre
  2003,  a 140.832.807; nel settore delle farmacie, l'indebitamento
  ammonta a 506 milioni 961 euro; nei settori convenzionati, a  135
  milioni 450 euro; per quanto riguarda gli istituti finanziari, si
  parla  di  960  milioni di euro; per le  società di fatto,  siamo
  intorno ai 156 milioni di euro; per l'anticipazioni di tesoreria,
  circa 287 milioni di euro.
   Di  fatto, ci troviamo dinnanzi ad un indebitamento complessivo,
  nel  settore  della sanità, che arriva a quasi 2 miliardi  e  200
  milioni di euro. Non è questo, certamente, il modo in cui si  può
  affrontare il problema: una manovra tampone per racimolare soldi,
  togliendoli  dai fondi globali, dalle spese per gli investimenti,
  dai   buoni   scuola   e  via  di  seguito  per   porre   rimedio
  definitivamente alla spesa sanitaria.
   Porre rimedio definitivamente alla spesa sanitaria si può -  non
  solo  si  deve  - ma si può, tenendo presente uno degli  elementi
  fondamentali  sui  quali bisogna al più presto  intervenire,  per
  evitare  che  questo dissesto ci  porti direttamente nel  baratro
  finanziario,  quello suggerito anche dalla Corte dei  conti,  nel
  rendiconto generale nell'esercizio finanzio 2003.
   La   Corte   dei   conti   afferma,   in   maniera   chiara   ed
  inequivocabile,  che, al fine di contenere  la  spesa  sanitaria,
  occorre arrivare ad un equilibrio obbligato tra domanda e offerta
  e  che  ciò  può avvenire attraverso l'imposizione  di  un  tetto
  finanziario alla spesa, non modificabile  a posteriori, così come
  è avvenuto in questi anni.
   La   previsione  di  rimborsi,  in  base  al  fatturato,  lascia
  intendere  il  ritorno al sistema del ripiano  a  piè  di  lista,
  considerato  ormai,  assessore Pagano, tra le cause  dell'attuale
  disavanzo  da  tutti gli esperti del settore. Occorre  procedere,
  invece,  avvalendosi  del  pagamento a  prestazioni,  in  base  a
  tariffe   predefinite  all'interno  dei  tetti   di   spesa   non
  inderogabili.
   Secondo  queste  ipotesi,  sia  i  privati  accreditati  sia  le
  strutture pubbliche non potranno aumentare le prestazioni erogate
  per  ampliare  il margine di guadagno; dovranno rendere,  invece,
  sempre più efficiente la propria organizzazione aumentando  anche
  la qualità del servizio fornito.
   La  scelta  di  garantire alle strutture private accreditate  la
  copertura  totale di quanto fatturato, in precedenza,  invece  di
  ancorare  il  tetto di spesa al numero di spesa, al numero  delle
  prestazioni    erogate,    ha   implicato    lo    stravolgimento
  dell'operazione  di  contenimento  della  spesa  sanitaria  e  ha
  comportato   la   conseguente  necessità,   per   il   2003,   di
  riconsiderare i valori previsti dal DPEF per i relativi aggregati
  di spesa.
   Il  nodo  strutturale, quindi, sta proprio  in  questa  materia,
  nella necessità e obbligatorietà di far sì che possa lievitare la
  spesa  sanitaria  in  maniera inconsulta, non  disciplinata,  che
  porta  al  dissesto  che  oggi dobbiamo  fronteggiare  attraverso
  questa  pezza che, anche se non risolve il problema, è una goccia
  nel  mare  che porterà, continuando in questa direzione  -  senza
  alcuna  strategia e senza la volontà effettiva di chiudere questa
  vicenda, evitando di modificare a posteriori i tetti di spesa, di
  chiudere questa vicenda in maniera positiva per la Regione.
   Così   procedendo,   assessore  Pagano,  le   sue   enunciazioni
  pedagogiche (condivisibili) sui giornali, certamente, non avranno
  alcun  effetto  concreto e, come lei sa bene, il  dissesto  e  il
  baratro  finanziario di questa Regione sono ormai dietro l'angolo
  e  non  potranno essere evitati da misure tampone  che  non  sono
  altro  che   pannicelli caldi  per un malato  ormai  allo  stadio
  terminale.

    CRACOLICI . Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  si  ha  la
  sensazione  di  parlare  al vento, in un dibattito  che  dovrebbe
  vedere,  invece, una straordinaria partecipazione  da  parte  dei
  colleghi  deputati,  del  Governo,  proprio  perché  non   stiamo
  affrontando  una semplice variazione di bilancio, ma una  manovra
  che  ha  -  almeno  questo è nelle intenzioni  -  l'obiettivo  di
  pareggiare il bilancio, nel corso di un triennio, almeno per quel
  che riguarda gli aspetti più deleteri che investono la difficoltà
  di chiudere in pareggio il bilancio della Regione, in particolare
  nel settore della sanità.
   Paradosso  di questa manovra è anche il fatto che si sia  scelto
  di  affrontarla come si trattasse di una partita di calcio,  cioè
  in  due tempi: uno sarà disputato ad agosto e l'altro, forse,  ad
  ottobre.
     Tutto  ciò  nasconde  un  altro aspetto:  in  questo  momento,
  paradossalmente, rischiamo di correre tutti dietro  alla  carota,
  come un coniglio insegue la carota.
   Stiamo parlando del disavanzo della Regione, racchiudendolo,  in
  gran  parte, nella questione sanità. Come sarà dimostrato,  però,
  anche  nel  mese  di  ottobre, se ci sarà una manovra,  siamo  in
  presenza  di  un  disavanzo che ormai investe la  macchina  della
  Regione.
   Quando  si  dice  che  vi  è  un  disavanzo  di  competenza  nel
  bilancio  della Regione di circa un miliardo di euro, si  afferma
  quindi  che  l'intera macchina della Regione  produce  ogni  anno
  debiti.
   Oggi  ci stiamo limitando ad affrontare, forse, ma non ci  credo
  -  e  proverò  a  spiegarne il motivo -  uno  degli  aspetti  che
  certamente  è  quello che più si ripete nel  corso  del  tempo  e
  rispetto  al  quale tutte le iniziative o i provvedimenti  o  gli
  annunci che sono stati fatti, nel corso di questi tre anni, hanno
  prodotto un paradosso: il costo del sistema sanitario, ogni anno,
  aumenta.
   Invito,  intanto, il Governo ad evitare di fare  annunci  perchè
  forse  stando  in  silenzio  si  può  determinare  quantomeno  un
  mantenimento della spesa; perchè più si fanno annunci  o  più  si
  intende  affermare con iniziative legislative o  con  decreti  la
  volontà  di  ridurre  il  costo della sanità,  più  otteniamo  un
  paradosso come è, ad esempio, quello che scaturisce dall'articolo
  1 di questa legge di variazione.
   In cosa consiste il paradosso?
   Siamo  in  presenza di norme che si muovono secondo  una  logica
  declamatoria  poichè  non  riescono  ad  avere  efficacia  e  non
  affrontano  poi i nodi veri che riguardano il costo  del  sistema
  sanitario.  Faccio  un esempio per tutti. Si  dice,  al  comma  5
  dell'articolo  1, che, per il triennio 2004-2006, si  bloccano  i
  nuovi  accreditamenti.  Al di là del fatto che siamo in  presenza
  di  un'affermazione impropria, poiché  la ratio della  norma  non
  prevede  che  sia  il  convenzionamento,  ma  l'accreditamento  e
  l'autorizzazione a svolgere l'attività professionale da parte  di
  chi  decide di fare l'imprenditore e di farlo misurandosi con  il
  mercato.
   Quindi,  da  un  lato,  utilizziamo  il  principio  del   blocco
  dell'accreditamento    affermando    così,    di    fatto,    che
  l'accreditamento  corrisponde  automaticamente  al  sistema   del
  vecchio  convenzionamento; dall'altro lato, si  dice  che  questo
  accreditamento   è   bloccato  salvo   la   lungodegenza   e   la
  riabilitazione  e  l' attività riabilitativa di  cui  alla  legge
  numero 104.
   Voglio qui dire all'Assessore per la sanità e all'Assessore  per
  il  bilancio  i  quali parlano di provvedimenti  che  hanno  come
  obiettivo  di  contenere la spesa: da un conto fatto  in  maniera
  semplicistica  ciò che si prevede con questa norma comporterà  un
  aumento  di  50 milioni di euro l'anno poichè, con la norma  così
  scritta, stiamo autorizzando l'apertura di circa 580 nuovi  posti
  letto   soltanto   nella  riabilitativa,  e   non   parlo   della
  lungodegenza. Allora, se si considera che il D.R.G., ogni  giorno
  di  ricovero nella riabilitazione costa mediamente 230 euro, e se
  si  considera che circa 580 posti letto per 365 giorni  l'anno  a
  280  euro fanno circa 50 milioni di euro, cioè 100 miliardi delle
  vecchie lire, stiamo di fatto realizzando una norma che   è  come
  quella   - lo ricordava il collega Raiti -  del decreto Cittadini
  dell'agosto 2002, cioè una norma che ha come titolo, o aveva come
  titolo  immaginario   decreto tagliaspese , e  sono  aumentate  a
  saldo  di  quel  decreto  di  circa 300  miliardi  le  spese  che
  preesistevano al decreto stesso.
   Con   questa   norma   con  cui  si  dice  di   voler   bloccare
  l'accreditamento  per i prossimi tre anni, stiamo  producendo  il
  risultato  di consentire agli uffici della Regione di autorizzare
  circa 600 nuovi  posti letto. E vorrei ricordare che sono i posti
  letto che non vuole o non può riconvertire il pubblico, nel senso
  che abbiamo fatto la nuova organizzazione della rete ospedaliera,
  abbiamo    tagliato  in  alcuni  casi  posti  letto   per   acuti
  trasformandoli  in posti letto per lungodegenza e riabilitazione.
  Il   risultato   è   che  i  posti  letto  che  dovevano   essere
  riconvertiti,  in parte saranno riconvertiti,  in  parte  si  sta
  decidendo di trasferirli ai privati.
   Vorrei  sapere,  Assessore per la sanità  ed  Assessore  per  il
  bilancio  -   è evidente che la norma non nasce a caso  -  quante
  sono  le  nuove  autorizzazione concesse per  la  nuova  edilizia
  ospedaliera in campo riabilitativo o per gli ampliamenti previsti
  rispetto alle strutture già esistenti.
   Allora,  non  ci prendiamo in giro, voi non state  decidendo  di
  fare una norma-contenimento ma  state continuando a perseguire la
  strada  che  ci  porterà dritti alla rovina del  bilancio  e  dei
  servizi di questa Regione
   Altra  norma, anche qui singolare: si parla di tutte le  aziende
  ospedaliere e anche delle case di cura private. Ma vorrei sapere,
  a  proposito  delle case di cura private alle quali,  in  teoria,
  rimborsiamo    il   D.R.G.:   l'organizzazione,    le    modalità
  organizzative  delle case di cura private non è un  problema  che
  dovrebbe riguardare la Regione, l'effetto finanziario che  ne  ha
  la  Regione. Ad esempio, se una casa di cura privata ha 10  unità
  complesse o ne ha una, è un problema della casa di cura, non è un
  problema  della Regione; cioè, dire con norma che  si  blocca  la
  possibilità  di  nuove unità operative complesse nelle  strutture
  private ex convenzionate, è illogico, fuori dalla grazia di  Dio.
  Però,  cosa altrettanto singolare è che, da un lato, diciamo  che
  si  blocca  la  possibilità di realizzare nuove  unità  complesse
  nelle  aziende ospedaliere, nelle aziende sanitarie e nelle  case
  di cura private e nulla si dice, ad esempio, in tutto quell'altro
  settore  che  ormai  costituisce una parte non  secondaria  della
  spesa   sanitaria  siciliana, le strutture    in  sperimentazione
  gestionale .
   Cosa  succede  al  San Raffaele? Cosa succede  all'ISMETT?  Cosa
  succede  in  tutte  quelle  attività   paraprivate ,  chiamiamole
  così,  o  private del tutto, le quali sono, anche qui,  fuori  da
  qualunque  logica  di  governo e di controllo  nel  rapporto  tra
  macchina regionale e spesa sanitaria?
   La  terza  questione:  non si affronta, anzi  si  fa  una  norma
  assolutamente   declaratoria,   tutto   il   nodo   della   spesa
  farmaceutica   per   la   quale  il   provvedimento   di   legge,
  sostanzialmente, rinvia alla futura finanziaria e  dice:  con  la
  finanziaria vedremo cosa faremo nel campo della farmaceutica.
   Ma  visto che avete voluto scrivere la legge, anche qui la  cosa
  singolare è che ciò che è stato scritto in questa legge si poteva
  fare  perché credo che costituisca ordinaria amministrazione  tra
  macchina regionale e struttura. Sulla spesa farmaceutica nulla si
  dice,  ad esempio, su come contenere l'acquisto dei farmaci,  non
  come  affrontare a valle, così come abbiamo fatto e come  si  sta
  determinando lo sconquasso sociale con il meccanismo dei ticket e
  dell'illogico meccanismo dell'esenzione che abbiamo  individuato;
  esso, di fatto, ha determinato che la povera gente che vive in un
  paesino, che magari vive della propria pensione e che si  ritrova
  con  la  casa di proprietà perché lasciatagli dal padre o  perché
  l'ha  costruita  30,  40  o  50 anni fa,  si  ritrova  ad  essere
  cittadino,  come dire:   ricco per decreto .  Quindi,  delle  due
  l'una:  o voi scegliete una strada di rigore in cui ripartire  le
   lacrime  e  sangue', ovvero state facendo  come  Robin  Hood  al
  contrario:  togliete ai poveri per continuare a dare  ai  ricchi
  Cioè,  voi  togliete  alla povera gente la possibilità  di  avere
  sanità di qualità con la condizione però di costringerli a pagare
  sempre  di  più le prestazioni, e continuate invece  a   favorire
  coloro  che  sono  i  vostri principali interlocutori  in  questa
  vicenda finanziaria nel rapporto bilancio e sanità: cioè tutta la
  struttura cosiddetta  privatistica  che in qualche modo vede  nel
  meccanismo legislativo la possibilità di consolidare ed  ampliare
  i propri interessi.
   Signor  Presidente,  abbiamo presentato  alcuni  emendamenti  in
  riferimento a questa norma, mi auguro che l'Aula, devo dire senza
  illudermi troppo perché questa è un'Aula che ha votato di tutto e
  poi  si  è  rimangiata  individualmente le cose  che  ha  votato,
  compreso  il  meccanismo dei ticket, compreso il  meccanismo  del
  vecchio  accreditamento, cioè compresi  i  meccanismi  che  hanno
  determinato   lo  sconquasso sociale e lo sconquasso  finanziario
  del bilancio della Regione.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole Papania.  Ne  ha
  facoltà.

    PAPANIA    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   non   mi
  dilungherò molto in questo intervento, anche perché per la  parte
  relativa  alla  sanità, credo che le cose che il  centro-sinistra
  dice siano ormai fin troppo risapute.
   A  me sembra, rispetto a questo, di dovere soltanto sottolineare
  come non ci sia certamente da scandalizzarsi se un Governo o  una
  parte  politica  o  una coalizione decidono  di  privilegiare  la
  sanità  privata  rispetto a quella pubblica, però  è  chiaro  che
  chiunque  governi, che chiunque decida di assumere  un  indirizzo
  piuttosto  che  un  altro deve avere chiaro che  l'indirizzo  che
  assume deve essere coerente con le cose che vuole fare.
   Intendo  dire  che  a me sembra che il problema  classico  della
  sanità sia  quello di fare confusione tra l'utilizzo della sanità
  pubblica e l'utilizzo della sanità privata.
   Se  cioè  si propende per continuare ad approvare in   tutte  le
  sedi  delle  AUSL  comunità  terapeutiche   assistite,  residenze
  sanitarie, centri per portatori di morbo di Alzheimer,  qualsiasi
  altra  attività convenzionata a favore dei malati, può darsi  che
  ci possano essere delle convenienze, persino delle convenienze di
  bilancio.  Ma è chiaro che questo non è compatibile con l'offerta
  di  una  sanità  pubblica  di qualità  che  in  modo  altrettanto
  efficace  potrebbe fornire risposte ai cittadini.
   E'  necessario, quindi,  a mio  modo di vedere  per  uscire   da
  questo circolo e da questa confusione aver chiaro qual è il  tipo
  di  assetto,  il  tipo  di governo della sanità  che  la  Regione
  siciliana  vuole fare. Finchè si rimarrà in bilico tra le  teorie
  di  Cittadini  e quelle di Cuffaro,  credo che la  Sicilia   avrà
  poca  probabilità di recuperare il deficit di sanità  a  tutti  i
  livelli.
   A  me  sembra  che l'assessore Pagano, ancora una  volta,  abbia
  cercato  con  questa  proposta di  assestamento  di  bilancio  di
  fornire un quadro piuttosto chiaro delle difficoltà in cui  versa
  la  Regione siciliana.  Difficoltà che a mio modo di vedere  sono
  strutturali  e sono ben al di là anche del deficit sanitario  che
  viene  sottolineato come se fosse l'unico problema della  Regione
  siciliana.
   Io  penso  alla manovra unica che aveva proposto  Pagano  e  che
  evidentemente  non ha incontrato il favore del  governo  nel  suo
  complesso.  E penso a come questo, ancora una volta, attraversato
  dalla  necessità  di tagliare in modo una tantum alcuni  capitoli
  non  affronti  in  modo  strutturale il deficit  di  bilancio  di
  competenza che ha  la Regione siciliana.
   Vedete,  a me ha fatto persino  tenerezza l'affermazione secondo
  la quale nel bilancio che complessivamente risente per competenza
  di  un deficit di 900  milioni di Euro  ci sarebbero previsti 700
  milioni  di  Euro per copertura e 200 milioni di Euro  per  nuove
  necessità.  Queste nuove necessità che poi riguardano  quasi  del
  tutto  la  spesa corrente coincidono con alcune poste di bilancio
  che,  di  anno  in  anno,  compaiono nel bilancio  della  Regione
  siciliana e che evidentemente hanno necessità, da parte di tutti,
  di essere affrontati  in modo strutturale, severo, definitivo.
   Mi  riferisco  al  fatto che se tra i 2100 milioni  di  Euro  ci
  sono,  come in effetti ci sono, ancora una volta le spese  per  i
  precari,   ancora   una  volta  le  spese   per   la   formazione
  professionale  non comprese nel primo decreto di finanziamento  e
  tante altre spese simili, evidentemente, l'intersecazione tra  il
  deficit di bilancio e la necessità di nuova spesa corrente  forma
  un  flusso  finanziario assolutamente negativo  per  il  bilancio
  della Regione.
   Vorrei  inoltre ricordare a tutti, e quindi anche  all'assessore
  al bilancio, che la parte di spesa in conto capitale  o in  conto
  investimenti   del bilancio della Regione risente in modo forzato
  della  presenza  fra  le  poste   di  bilancio,  delle  spese  di
  formazione professionale inserite come spesa di investimento;  il
  che  aiuta certamente  a rispettare gli equilibri di bilancio ma,
  in  qualche modo, nasconde delle difficoltà strutturali che  pure
  esistono nel bilancio della Regione.
   L'atteggiamento  di  Pagano è certamente  un  atteggiamento  che
  vorrebbe  indurre  a  trovare  le  soluzioni  strutturali  e  c'è
  probabilmente  un rifiuto complessivo, un rifiuto complessivo  da
  parte  dell'Aula,  da parte di tutte le forze  politiche.  E  qui
  intendo in questo, a nome della Margherita, fare anche una  lieve
  autocritica,  c'è una qualche difficoltà ad  immaginare  come  si
  possa  intervenire   in  modo  strutturale   nel  bilancio  della
  Regione.
   Questo  è  un  problema che certamente si dovrà  porre  in  modo
  maggiore  chi governa, perché è chi governa che deve  fornire  le
  soluzioni  per  riuscire  ad  avere  un  bilancio  della  Regione
  apprezzabile; tuttavia, è un problema che ci dobbiamo porre anche
  noi del centrosinistra al fine di avere proposte alternative  che
  possano fornire  un quadro  finanziario in grado di competere con
  i mercati di oggi.
   E'  proprio  di  oggi, assessore Pagano, la notizia  che  non  è
  certo  che  la  Sicilia  rimarrà  nell'obiettivo  uno.  E  vorrei
  ricordare  ai  miei colleghi che ciò avviene  non  certo  per  un
  motivo molto semplice.
   Oggi  non  si guarda più al prodotto interno lordo, che riguarda
  il  singolo  cittadino,  ma  si  guarda  alla  media  del  potere
  d'acquisto  standard. Se andassimo a calcolare, come  in  effetti
  hanno  fatto anche gli uffici della Regione, il potere d'acquisto
  standard  ci  renderemmo conto di quanto questo vada gradualmente
  diminuendo  all'interno  della Regione  siciliana  e  quanto  sia
  difficile  conciliare  questo  con l'immaginare  un  aumento  del
  prodotto interno lordo riferito al singolo cittadino.
   Questo  in  un'epoca in cui finanziariamente  aumenta  l'utilità
  marginale  decrescente, cioè nel corso degli  anni  tutti  quanti
  abbiamo  fatto in modo che i cittadini siciliani aumentassero  la
  propria   necessità  di  sostentamento  delle   famiglie,   anche
  attraverso  la crescita endemica delle necessità di ogni  singola
  famiglia,  ed oggi non si è più nelle condizioni di corrispondere
  a   questa   che   è   stata    definita:   l'utilità   marginale
  decrescente .
   Sembrano  temi  d'accademia ma io credo che se  non  si  rientra
  dentro  anche  la  capacità di immaginare i  processi  economici,
  sotto  il  profilo  culturale,  difficilmente  si  riusciranno  a
  ritrovare  equilibri  di bilancio che in questo  momento  non  ci
  sono.
   In  Commissione  Bilancio la proposta dell'assessore  Pagano  ha
  avuto vita non difficile perché è una proposta in larga parte  di
  tagli  e  perché  non  c'è la volontà, da parte  di  nessuno,  di
  intervenire  in  modo più definitivo rispetto al  bilancio  della
  Regione.
   Credo  che una riflessione più ampia, anche in sede politica,  e
  in  riferimento all'attività culturale, dovrebbe essere fatta  da
  parte  di tutte le forze politiche. Non si possono fare stancanti
  commissioni  che spesso tendono soltanto a mettere in discussione
  un rigo di un emendamento. Sarebbe necessario approfondire meglio
  le  questioni,  avere sedi più adeguate all'interno  delle  quali
  esaminare  davvero  questo  bilancio di  competenza,  ed  il  suo
  futuro,   altrimenti  il  rischio  che  la  Sicilia,  a   livello
  internazionale, sia poco considerata aumenterà.
   Non  è  soltanto un problema che ci daranno le agenzie di rating
  un  livello  inferiore. Il problema è che il rischio lo  corriamo
  tutti  perché  mi  sembra che nessuno di  noi  sia  in  grado  di
  immaginare  processi di investimento di un certo tipo e  processi
  che superino le emergenze.
   Quasi tutti ci attorcigliamo intorno al singolo emendamento,  al
  singolo articolo, e probabilmente alla singola esigenza.
   Mi  soffermo  soltanto  su  due questioni:  l'Ente  fiera  e  il
  problema dei beni culturali.
   Io   ho   visto  con  quale  passione  l'onorevole  Acierno   in
  Commissione  ha  prima combattuto il mutuo da  riferire  all'Ente
  fiera  e  come,  successivamente, è ritornato indietro  sui  suoi
  passi   proponendo   emendamenti  che  andassero   a   correzione
  dell'articolo principale del Governo per renderli, diciamo  così,
  più  commestibili, per utilizzare un termine, probabilmente,  non
  del tutto adeguato.
   E'  uno  dei pochi casi al mondo, io credo, in cui un  Ente  che
  dipende  da  un Ente pubblico riesce a configurare  un  debito  e
  questo debito deve essere coperto da un mutuo che viene garantito
  allo stesso soggetto che finanzia l'attività dell'ente.
   Vi  sono  poi  necessità che superano persino questa  concezione
  del  tutto evidente ma rispetto a questo alla quale credo che  il
  Governo   una   riflessione  la  debba  fare.  Ci  sono   pagine,
  probabilmente non belle, che sono state scritte nel passato anche
  recente,   ci  sono  pagine  che,  probabilmente,  è   necessario
  chiudere.  Io  spero  tuttavia che  questo  punto  sia  un  punto
  definitivo dopo il quale si vada a capo.
   C'è  stato  poi l'articolo, che riguardava i beni  culturali  ed
  Arte  Vita, che in Commissione era stato esaminato e rispetto  al
  quale,  poi  ne parlerò quando sarà il momento degli  emendamenti
  che  sono  stati presentati dal Governo, vi erano state  opinioni
  diverse,  io  ne avevo rappresentata una, l'onorevole  Fleres  ne
  aveva  rappresentata  un'altra,  ma  l'articolo   che  era  stato
  approvato  in  Commissione, noi non ce lo ritroviamo  nel  testo.
  Saremo adesso costretti a discutere sui due emendamenti che  sono
  stati  proposti.  Io credo che questo non sia  un  buon  modo  di
  legiferare.  Qualunque sia il parere esitato  dalla  Commissione,
  anche  un  parere che evidentemente contrario alla mia  opinione,
  credo  che  questo  emendamento si sarebbe dovuto  ritrovare  nel
  testo. Cosa che non ho trovato.
   Si  sarà  trattato di un refuso, magari di un malinteso,  ma  lo
  voglio  far  notare perché probabilmente sarebbe  necessario  che
  anche  i lavori della Commissione si svolgessero con più tempo  a
  disposizione  e  quindi con una maggiore lucidità nell'esame  dei
  provvedimenti e nella loro definitiva stesura per l'Aula.
   Penso  che  quello che dicono gli imprenditori in questi  giorni
  deve essere all'attenzione di tutti e soprattutto, come credo  lo
  sia,  dell'assessore  Pagano: bisogna affrontare  di  meno  sulle
  emergenze,  bisogna  puntare di più  sulle  innovazioni  e  sulla
  capacità  di  investimento. E' questo, secondo me, il  discrimine
  tra  un  modo  di  fare politica e un altro, non  nell'essere  di
  centrosinistra  o  nell'essere  di centrodestra,  ma  nell'essere
  capaci di immaginare che la Sicilia così com'è non può continuare
  e che quindi bisogna cambiarla, cambiando per primi noi.

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  a  questo  punto   possiamo
  passare  alla votazione degli emendamenti. Comunico  che  con  la
  votazione   sull'emendamento  1.1   risulteranno   preclusi   gli
  emendamenti  1.7  e 1.5. La Presidenza ha voluto  annunziarlo  in
  modo tale che così l'Aula si regoli di conseguenza.

    CAPODICASA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA   Volevo  preliminarmente chiedere  alla  Presidenza
  come intende regolarsi con una prassi che ormai si sta sempre  di
  più affermando e cioè che gli assessori presentano, apponendo  la
  propria   firma,  emendamenti  come  se  fossero  degli  ordinari
  parlamentari.  Il  Governo  in  quest'Aula  è  uno  e  si  chiama
  onorevole  Pagano,  perché  stiamo  trattando  della  manovra  di
  variazione di bilancio

    PRESIDENTE   Onorevole  Capodicasa,  stavo  per  dirle  proprio
  questo. Per la Presidenza gli emendamenti ammissibili sono quelli
  sottoscritti  dall'assessore al bilancio o dal  Presidente  della
  Regione.

    LIOTTA  Chiedo la verifica del numero legale.

    PRESIDENTE   Onorevole  Liotta,  i  richiedenti  sono  soltanto
  quattro.

    LIOTTA   I  richiedenti sono cinque.  Il sistema di rilevazione
  automatica non ha funzionato, ma i richiedenti sono cinque..

    PRESIDENTE   Onorevole Liotta, io ne ho visto uno  nel  sistema
  elettronico,  quattro in Aula. La verifica del numero  legale  la
  richiederete sull'emendamento successivo.

    LIOTTA   Signor Presidente, ma se non funziona, il problema  si
  verificherà anche al prossimo emendamento.

    PRESIDENTE   Se si accende per uno, vuol dire  che  il  sistema
  funziona.

    LIOTTA    Ma la volontà dei cinque deputati è stata  chiara  di
  chiedere la verifica del numero legale.

    PRESIDENTE   Di  quattro, onorevole Liotta. Entro  la  chiusura
  della verifica di quattro.
   Pongo in votazione l'emendamento 1.1. Il parere del Governo?

    PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Contrario.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                          (Non è approvato)

    CRACOLICI  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor  Presidente,  questo  emendamento  si   pone
  l'obiettivo  esattamente  contrario all'1.1  perché  quest'ultimo
  aveva  l' obiettivo di ulteriori deroghe.  L'emendamento  1.5  si
  pone  l'obiettivo  di consentire, dato che  si  sta  facendo  una
  manovra  che  ha come obiettivo il risanamento del  bilancio  del
  triennio  2004-2006  di bloccare, in questo triennio,  tutti  gli
  accreditamenti,   non  derogando  per  la   lungodegenza   e   la
  riabilitativa  che,  come  ho  già  detto  nel  mio   intervento,
  costituiranno un ulteriore aggravio di almeno 100 miliardi  delle
  vecchie lire nel bilancio della Regione.
   Credo  si  tratti di un atto di serietà, di rigore  e  anche  di
  giustizia: o si bloccano gli accreditamenti per tutti coloro  che
  vogliono  entrare  nel  sistema  dell'accreditamento  o  non   si
  bloccano  per  nessuno.  Mi pare assolutamente  illogico  che  si
  faccia  una  norma  di  blocco che, però, fa  salvi  alcuni  che,
  sappiamo, hanno già fatto istanza. E allora, delle due l'una: non
  ci  prendiamo  in giro perchè questo non si chiama   blocco',  ma
  risponde a logiche clientelari. Mi auguro che l'Assemblea faccia,
  per  davvero, una manovra di rigore, consentendo il blocco totale
  nel triennio di tutti gli accreditamenti.

    ANTINORO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ANTINORO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, io,  non  per
  aprire  un dibattito con l'onorevole Cracolici,  ma avendo  anche
  esperienza  sul  piano professionale circa la  natura  di  queste
  strutture  che noi andiamo ad escludere dal blocco,  volevo  solo
  puntualizzare  alcune argomentazioni. Fin dalla rete  ospedaliera
  del 1996, poi l'ultima dell'attuale Governo, in diverse strutture
  pubbliche,  che  sono  sempre quelle da guardare  con  occhio  di
  particolare  riguardo, ma dicevo in diverse strutture  pubbliche,
  era  stata  individuata dal Governo, nonchè dalla VI Commissione,
  che  ha  approvato quella rete ospedaliera, che alcune  strutture
  ospedaliere,  oggi  in  parziale uso  per  non  dire  in  disuso,
  venissero riconvertite.
   Questa  riconversione, nonostante i direttori generali  avessero
  potuto  attuarla,  non è stata mai possibile.  Ne  cito  una  per
  tutte:  nel  famoso  ospedale  Enrico Albanese',  ovvero  Ospizio
  marino,  come  dir si voglia, situato a Palermo  è  difficilmente
  realizzabile un'operazione di questo tipo, non fosse altro per il
  vincolo sottoposto dalla Sovrintendenza. Non mi sembra la  giusta
  soluzione  penalizzare  i  cittadini  siciliani  non  avendo   le
  strutture adeguate dal punto di vista riabilitativo -  e  chi  vi
  parla  è  uno  certamente  esperto  nella  materia  -  pone   una
  condizione  di  assoluto  disagio e  noi  oggi  abbiamo  pazienti
  costretti ad emigrare continuamente. Pertanto, fermo restando che
  questo  emendamento, onorevole Cracolici, già era stato  bocciato
  in  Commissione  Sanità,  poi è stato riproposto  in  Commissione
  Bilancio,  credo che la ragionevolezza di tutti, compresa  quella
  dell'opposizione  dovrebbe venire a galla, non  fosse  altro  per
  consentire ai cittadini siciliani di avere un adeguato numero  di
  posti  letto di riabilitazione, siano essi pubblici,  siano  essi
  privati, e, comunque, strutture di qualità che fino ad oggi  sono
  mancate,  Demagogicamente dovere andare contro qualcosa significa
  bloccare   tutto.   E   siccome  bloccare  tutto   è   certamente
  penalizzante  per  i  cittadini  siciliani,  io  faccio   appello
  all'Aula  affinchè  l'emendamento dell'onorevole Cracolici  venga
  bocciato.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor Presidente, questa è una delle norme  che  il
  Governo  presenta perché -  ci dice -  bisogna fare delle  misure
  straordinarie   per  il  pareggio  del  bilancio  delle   Aziende
  sanitarie locali e delle Aziende ospedaliere. Tuttavia, poi, essa
  introduce norme di deroga rispetto al principio.
     Ora,  se  ci  trovassimo di fronte ad una  vicenda  ordinaria,
  avrebbero  ragione quanti sostengono che sarebbe utile  mantenere
  l'esclusione  dei  centri di lungodegenza  o  di  riabilitazione.
  Siccome  il  provvedimento è di carattere  straordinario,  perchè
  tende  a limitare la spesa sanitaria, noi pensiamo che il Governo
  debba  darsi  delle  priorità. Non può, da una  parte,  dire:  io
  voglio  tagliare  e,  dall'altra, stimolare la  spesa  sanitaria,
  soprattutto in direzione dei settori privati   Infatti quando  si
  dice:  noi  vogliamo  rispettare  il  decreto  della  Bindi,  che
  riguarda l'1 per  mille dei posti letto per abitante previsto per
  la  rete ospedaliera regionale a fine riabilitativi, non si tiene
  conto   che  una  oculata  politica  di  programmazione  dovrebbe
  gradualmente   procedere  alla  riconversione   delle   strutture
  ospedaliere  pubbliche e, solo dopo avere favorito ed incentivato
  questo    processo,   eventualmente,   si   potrebbe    ricorrere
  all'accreditamento di quelli privati.
   Qui  si  è  sostenuta una strana teoria che dice:   siccome  non
  siamo  riusciti  a riconvertire gli ospedali pubblici,   dobbiamo
  immediatamente   procedere  all'accreditamento  delle   strutture
  private .
   Rimane, quindi, aperta la strada della spesa sanitaria a  favore
  delle  strutture  private anche nel settore della riabilitazione.
  Pertanto,   non  riusciamo  a capire quale  sia   la  scelta  del
  Governo
   Se  il  Governo  dice  che è necessario  fare  dei  tagli,   per
  riequilibrare  il  bilancio fino al 2006,  allora  si  attui  una
  politica  rigorosa di tagli senza che vi sia  un  vantaggio   per
  alcuno.
   In  questo  caso il Governo dice:  Voglio attuare  una  politica
  rigorosa di tagli. Per quanto riguarda, invece, la riabilitazione
  e  la  lunga degenza, voglio permettere nuovi accreditamenti  nei
  confronti delle strutture private .
   A   noi   sembra  una  scelta  sbagliata  e  vorremmo,   invece,
  suggerire al Governo un  processo graduale, e cioè, a regime,  si
  introduca  una  norma che permetta gradualmente la  riconversione
  delle strutture pubbliche, finalizzate alla lunga degenza e  alla
  riabilitazione;  dopo  che si saranno attuate  queste  politiche,
  potremmo  valutare se  è stato raggiunto l'obiettivo  dell'1  per
  mille previsto dal decreto Bindi ed in quel caso non sarebbe  più
  necessario accreditare altre strutture private.
   In  caso contrario, dopo un anno di attenta politica finalizzata
  a  valorizzare  le  strutture pubbliche, se  non  si  raggiungerà
  l'obiettivo,  potremmo valutare - eventualmente  -  l'ipotesi  di
  deroga e di accreditamento nei confronti di strutture private.
   Ecco  perché  invito i colleghi ad approvare  l'emendamento  1.5
  proposto da me, dall'onorevole Cracolici e da altri deputati  del
  Gruppo dei DS.

    ACIERNO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà

    ACIERNO   Signor   Presidente,   onorevoli  colleghi,  ero  già
  convinto  della bontà dell'emendamento 1.5 ma, dopo  l'intervento
  dell'onorevole Speziale, mi sono ulteriormente convinto del fatto
  che voterò favorevolmente.
   Tuttavia,  intervengo per dire al Governo qualcosa in merito  ai
  tagli previsti sulla sanità.
   Signor  Presidente,  gradirei che il  Governo  mi  seguisse  con
  attenzione.

    PRESIDENTE  Onorevole Acierno, il Governo  sta esaminando   gli
  atti  di  cui  ci stiamo occupando che, come lei sa,  sono  molto
  complessi. Pertanto, sospendo la seduta.

   (La seduta,   sospesa alle ore 12.03, è ripresa alle ore 12.37)

   La seduta è ripresa.
   Onorevoli  colleghi,  la  seduta era  stata  sospesa  nel  corso
  dell'intervento dell'onorevole Acierno.
   Invito,  pertanto,  l'onorevole  Acierno  a  concludere  il  suo
  intervento.

    ACIERNO   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  tentando  di
  riallacciarmi  a  quanto  mezz'ora fa stavo  dicendo,  credo  che
  l'emendamento 1.5, al quale chiedo di apporre la mia  firma,  non
  solo  merita di essere approvato, ma preannuncio la presentazione
  di  un  ordine  del giorno che  impegna il Governo rispetto  alla
  politica  dei  tagli  della sanità, che personalmente   sento  di
  condividere.  Però,  al  di  là  degli  interventi  necessari   e
  traumatici,  perché comunque bisogna fare anche i  conti  con  la
  cassa,  sarebbe opportuno che su questa materia ci sia una  legge
  organica che riveda tale impianto.
     Onorevole  assessore  Pagano,  lei  ha  l'ingrato  compito  di
  passare  per  colui il quale arriva e toglie;  noi, invece,   non
  siamo  abituati  a togliere, come qualcuno vuole far  credere  e,
  soprattutto,  togliere  ai  poveri  per  dare  ai  ricchi.  Però,
  dobbiamo  anche ammettere che abbiamo trovato una  situazione  in
  cui,  per  quanto riguarda per esempio gli accreditamenti,  negli
  anni passati non c'è stato alcun criterio.
   Io  ho  presentato nei mesi scorsi un disegno di legge  che,  di
  fatto,  vuole essere una sorta di piano regolatore delle  aziende
  private accreditate e, quindi, una sorta di piano regolatore  che
  stabilisce i bacini di utenza e che segua dei criteri logici  per
  cui,   a   seconda  del  tipo  di  prestazione,  per  accreditare
  un'azienda bisogna stabilire il bacino di utenza minimo.  Ciò  al
  fine  di  evitare l'inflazione e l'aggressione da  parte  di  una
  politica  scellerata,  che sicuramente non  appartiene  a  questo
  Governo,   che  consiste nel dire tanti  sì  pur  non  avendo  le
  risorse finanziarie.
   Tuttavia, onorevole assessore,  preannuncio la presentazione  di
  un ordine del giorno con cui si invita il Governo, al di là della
  misura  dei  tagli che approveremo con l'articolo  1  per  quanto
  attiene  la  sanità   e alla cristallizzazione  per  il  prossimo
  triennio   non solo degli accreditamenti ma anche dei  D.R.G.,  a
  tenere presente che la Regione che ha accreditato aziende private
  non  può improvvisamente dire a queste ultime che i costi per  il
  prossimo triennio sono cristallizzati.
   Io  credo che i D.R.G. dovranno prevedere - ed è questo l'invito
  che  si  rivolge  nell'ordine del giorno - che  venga  tenuto  in
  considerazione, quanto meno, l'adeguamento ISTAT. Non  so  quanto
  serva mettere in condizioni le strutture sanitarie private  -  mi
  riferisco anche agli specialisti accreditati - di fallire, perché
  stiamo   parlando  proprio  di  questo.  Oltre  i   ritardi   che
  l'Amministrazione pubblica ha nel pagare le prestazioni,  se  noi
  pensiamo  che  per i prossimi tre anni chiederemo -  come  sempre
  facciamo  -  l'adeguamento delle apparecchiature, il personale  e
  quant'altro,  poi  pensiamo di dovere pagare le prestazioni  allo
  stesso  prezzo  fra tre anni a quello di oggi? Io credo  che  sia
  improponibile, non solo, ma rischiamo tra qualche mese di  dovere
  ritornare  sull'argomento.  Dunque, è preferibile,  in  una  vera
  politica  di  ristrutturazione,  analizzare  tutti  i   fatti   e
  prevenirli per tempo.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                               Congedi

    PRESIDENTE   Comunico  che i rispettivi Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari  chiedono  che vengano considerati  in  congedo  gli
  onorevoli Mancuso, Catania Giuseppe, Giambrone, Vicari, Ioppolo e
  Stancanelli.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                 Riprende il seguito della discussione del
                           disegno di legge 898/A

    PAGANO   assessore  per il bilancio e le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PAGANO   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, è indispensabile un  chiarimento
  sull'argomento  che  è  stato finora trattato,  non  fosse  altro
  perché  ha destato l'interesse e l'attenzione dei più. Quindi,  è
  ovvio  che  il  Governo deve necessariamente dire la  propria  su
  questo  argomento,  non può, su specifiche  richieste,  dare  per
  scontato.
   Condivido l'impostazione complessiva che è stata data e  ritengo
  doveroso, non solo istituzionalmente ma anche personalmente, dare
  dei  chiarimenti. Anche perché  l'argomento, una volta per tutte,
  penso  venga  ad  essere inquadrato in una logica,  non  soltanto
  economico-finanziaria, ma anche di tipo sanitario. E penso che se
  il  chiarimento  verrà  dato, supportato come  sarò,  sicuramente
  dall'assessore Cittadini che è qui presente, alla  fine  dirimerà
  il tutto ed eviterà qualsiasi tipo di querelle non solo presente,
  ma anche futura.
   Il  tema  in  discussione è la riduzione della spesa  sanitaria.
  Sappiamo  bene  che  questo articolo è stato voluto  dal  Governo
  perché  fin troppe volte, in passato, abbiamo assistito a episodi
  di sforamento.
     Il Governo si era preoccupato di mantenere un certo budget, di
  stabilire  un  certo  tetto  di spesa  che,  però,  per   diverse
  motivazioni  tra  le  più  diverse,  perché  il  decreto   veniva
  cambiato,   perché  il  TAR  con  sentenze  diverse   andava   in
  contraddizione  con quanto era stato espresso  dal  Governo,  per
  motivazioni tra le più diverse

    SPEZIALE    Il  Governo doveva soltanto dire se era  favorevole
  o contrario

    PRESIDENTE   Onorevole  speziale, poiché  le  dichiarazioni  di
  voto, in buona sostanza, si sono poi rivelate degli interventi di
  merito,  il  Governo  ha chiesto di potere sviluppare  una  breve
  argomentazione sul parere relativo all'emendamento.

    PAGANO    assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.   Sarò
  brevissimo   signor   Presidente  e,comunque,   non   penso   che
  l'onorevole Speziale abbia timore delle mie parole, spero di  non
  cogliere in lui questo tipo di preoccupazione.
     Poichè  la premessa che ho già fatto è più che sufficiente per
  capire la ratio, la motivazione sul perché nasce questo articolo,
  entro   nel  vivo  della  vicenda.  L'emendamento  che  è   stato
  presentato  dalle  sinistre,  che da  un  certo  punto  di  vista
  potrebbe  essere  rubricato all'interno di un contenimento  delle
  spese,  in  linea di principio può trovare il pieno  sostegno  da
  parte del Governo, perché  è chiaro che tutto ciò che contiene la
  spesa rientra tra le mission che in questo momento il Governo  ha
  come prioritarie.
   Certamente,  noi teniamo al risanamento e questo emendamento  va
  in  questa  direzione. Ma, ahimé, noi dobbiamo  tenere  conto  di
  molti altri fattori, non soltanto questo: dobbiamo ricordare  che
  la  riabilitazione è prevista da una legge, la  legge  Bindi  del
  1996,  che  prescrive che noi dobbiamo stare all'interno  di  una
  percentuale  dell'1 per mille dei posti letto. Questa percentuale
  non è stata raggiunta. Attenzione: raggiungere questa percentuale
  non  significa  creare  spreco, ma significa  creare  efficienza.
  Infatti,  è noto che con le tecniche del D.R.G. il paziente viene
  immediatamente dimissionato subito dopo l'intervento - e sappiamo
  che  oggi  sono  interventi che una volta venivano  compiuti  con
  durate non indifferenti e che oggi, invece, vedono, la dimissione
  del paziente nell'arco di poche ore, massimo di pochi giorni -.
     Allora,  è  chiaro che un processo di riabilitazione   risulta
  assolutamente  indispensabile   e  in  tutto  questo  la  Regione
  Siciliana  è  carente.  E'  chiaro  che  riempire  questo   vuoto
  significa  procedere  all'interno di un   livello  essenziale  di
  assistenza  nella garanzia della sanità minima, ma  nello  stesso
  tempo  anche nella razionalizzazione dei costi. Dunque,  dobbiamo
  raggiungere l'1 per mille.
     E'  chiaro,  quindi,  che per quanto  possa  essere  meritorio
  l'intervento  dell'opposizione, non può che essere inquadrato  in
  considerazione di quello che ho appena detto, e cioè che  c'è  un
  aspetto  sanitario e che il Governo, da questo punto di vista,  è
  assolutamente disponibile a dialogare ma, nello stesso tempo, non
  è  disposto a prendere iniziative di parte, lo dimostra il  fatto
  che  ha dato parere contrario ad un emendamento presentato  dalla
  maggioranza,   l'emendamento  1.1,  che  mirava  esattamente   ad
  ampliare i tetti di spesa.
     Il Governo, invece, oggi dice che il budget è stato stabilito,
  non  può  essere  sconfinato è stato detto  anche  in  tempi  non
  sospetti,  perchè  è  stato stabilito il  31  dicembre  dell'anno
  scorso, a doppia firma dall'assessore Cittadini e Pagano, è stato
  già  stabilito  questo  budget  e non  può  assolutamente  essere
  sforato  e, così come noi non consentiamo in questa fase storica,
  fra  sei  mesi, fra un anno, risanato il bilancio, possiamo  dire
  tutto  e  il  contrario di tutto, ma in questa fase  storica  non
  possiamo  dare parere favorevole,  ma in contraltare non possiamo
  che  dire  a  coloro  che  hanno proposto l'emendamento  1.5  che
  dobbiamo raggiungere un  minimo di cornice economico-finanziaria,
  che è quella che ha stabilito il Governo con l'emendamento appena
  citato al comma 4.
   Io  penso  in  questo  di  essere  stato  abbastanza  chiaro   e
  preannuncio   il   voto   contrario   del   Governo   non    solo
  all'emendamento  1.5,  ma  anche all'emendamento  1.7  e,  poichè
  seguono  la  stessa  logica, anche a tutti gli altri  emendamenti
  all'articolo 1.

   CITTADINI, assessore per la sanità. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CITTADINI   assessore per la sanità. Signor  Presidente,  avevo
  chiesto  di parlare prima dell'intervento dell'onorevole  Pagano,
  il quale, in realtà, ha esposto ampiamente il problema.
     Vorrei dire due sole cose: La prima , che dei 2.400 posti   di
  riabilitazione  1.900  sono già inclusi e finanziati  interamente
  all'interno  della  rete  ospedaliera,  pubblica  e  privata.  Di
  conseguenza,  il problema sarebbe di portare a compimento,  entro
  cinque  anni,   così prevede  il Piano sanitario nazionale,  cioè
  entro  il  2008, i 2.400 posti. Esistono già delle richieste  ma,
  per  la  maggior  parte,  sono richieste di  day  hospital  o  di
  attività  ambulatoriali. Queste, naturalmente,  devono  rientrare
  negli  aggregati  di  spesa della specialistica  convenzionata  e
  dell'ospedalità  privata o pubblica e,  di  conseguenza,  non  ci
  sarebbe in alcun caso aumento di spesa.
     Un  dato, infine, che mi preme far rilevare è il seguente:  si
  dice   nell'articolo   che   è  bloccato   il   procedimento   di
  accreditamento     istituzionale .    Vorrei     chiarire     che
  l'accreditamento  istituzionale non è altro che  la  sostituzione
  con  la  circolare  890  della  vecchia  autorizzazione.  Dunque,
  dobbiamo  dire che è bloccato il convenzionamento con il  sistema
  sanitario  nazionale, che è cosa ben diversa  dall'accreditamento
  che non può e non deve essere bloccato.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.5.

    SPEZIALE    Chiedo  che la votazione  avvenga   per  scrutinio
  segreto

   (Gli  onorevoli  Cracolici,  De Benedictis,  Ferro,  Giannopolo,
  Orlando, Papania, Raiti e Zago si associano alla richiesta)

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.5

    PRESIDENTE   Essendo  la richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,  indìco  la votazione segreta dell'emendamento  1.5.
  Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene  preme
  il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE  Proclamo l'esito della votazione:

   Presenti e votanti  55
   Maggioranza         28
   Favorevoli          36
   Contrari            19

                        (L'Assemblea approva)

     L'emendamento  1.7 è superato.
     Si  passa  all'emendamento 1.3, degli onorevoli  Cracolici  ed
   altri. Lo pongo in votazione.

      CRACOLICI  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

      PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

      CRACOLICI    Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  questo
   emendamento  si  pone,  in un elemento di ingiustizia  generale,
   di  fare giustizia sul fatto che se si blocca la possibilità  di
   istituire  nuove  unità complesse,  e vale per  il  pubblico  ed
   anche  per il privato, si vuole estendere questo principio anche
   alle  strutture che sono in fase di sperimentazione  gestionale,
   quindi,  di estenderlo a tutti coloro che gravitano nel  settore
   sanitario pubblico.

      PISTORIO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

      PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

      PISTORIO   Signor  Presidente,  ho  la  sensazione   che   la
   trascrizione  degli  Uffici non sia stata,  forse  per  la  fase
   caotica  della  giornata di giovedì, felice.  L'indicazione  che
   adesso  ha  riportato  l'onorevole  Cracolici  corrisponde  alla
   volontà  emersa  in  VI Commissione, e cioè che  la  istituzione
   delle  nuove unità operative complesse  fosse non consentita  se
   non   in   alcune  condizioni  particolari:  quando   vi   fosse
   soppressione   di  altre  precedenti,  in  tutte  le   strutture
   pubbliche accreditate anche per le sperimentazioni gestionali.
       Pertanto,  ritengo che il Governo debba fare proprio  questo
   emendamento,  in  quanto  era  in linea  con  la  volontà  della
   Commissione.  Se  così  non  fosse,  preannuncio  il  mio   voto
   favorevole all'emendamento.

      PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    PAGANO   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  in  verità,  ricordo  perfettamente  che  quando  ne
  abbiamo  discusso  in  Commissione  abbiamo  trovato  una  intesa
  assoluta,  tant'è   che l'articolo è stato riscritto  esattamente
  nei termini in cui lo stiamo leggendo nel comma base.
    Il Governo si rimette all'Aula.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'emendamento 1.2, degli onorevoli Confalone
  ed altri. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente  della   Commissione   e   relatore.
  Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE   Lo  pongo in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                          (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 1.6 a firma degli onorevoli Cracolici,
  Speziale ed altri. Lo pongo in votazione.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  ne ha facoltà.

    CRACOLICI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, il  comma  9
  si propone di affidare a società di certificazione o di controllo
  dei bilanci delle aziende i bilanci delle aziende stesse;  vorrei
  però  capire,  onorevole Assessore. Noi abbiamo nominato  qualche
  tempo   fa   un  dirigente  superiore  della  Regione  siciliana,
  pagandolo  anche  abbastanza  bene, la  dottoressa  Bitetti,  per
  gestire  la  questione  del  rapporto assessorato  della  Sanità-
  aziende  sanitarie anche sul piano finanziario.  Mi  fate  capire
  perché  dobbiamo ulteriormente spendere risorse  per  affidare  a
  soggetti esterni il controllo delle aziende quando voi avete  uno
  strumento  chiaro e inequivocabile? Fissate i tetti, i  direttori
  che  non  li rispettano vanno rimossi. Mi pare che la  legge  sia
  abbastanza chiara da questo punto di vista.
     Qui  state facendo una norma per nuove spese verso società  di
  controllo   generico  e,  oltretutto,  controllo  affidato   alla
  dottoressa  Bitetti  per  la funzione che  gli  avete  assegnato.
  Chiedo,  quindi,  al Governo di valutare il parere  favorevole  a
  questo emendamento.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    PAGANO   assessore  per  il bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  questo  emendamento  è  frutto  di   un  lavoro   di
  Commissione molto intenso - i proponenti non mi ricordo chi  sono
  stati, furono un paio, sicuramente l'onorevole Moschetto e  anche
  qualcun altro - e se ricordo bene, perché io sto sposando le tesi
  della  Commissione, c'era un atto di indirizzo che risale  ad  un
  anno  e  mezzo  fa  della stessa Commissione votato all'unanimità
  che  prevedeva  esattamente le cose che sono state introdotte  in
  questo  articolo. Al che, quando io ho visto l'atto  indirizzo  e
  poi  ho  visto l'emendamento presentato da Moschetto ed altri  io
  non  ho fatto altro che accettare.  Dunque, il parere del Governo
  è contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

       SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore.
  Contrario.
    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 1.6.

    CRACOLICI   Chiedo  che  la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

        (Ai  fini  del sistema elettronico, la richiesta  risulta
      appoggiata   dagli   onorevoli:  Capodicasa,   Cimino,   De
      Benedictis, Ferro, Giannopolo, Orlando, Papania, Speziale e
      Vitrano.)

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.6

    PRESIDENTE   Essendo  la richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,  indìco  la votazione segreta dell'emendamento  1.6.
  Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il  pulsante
  verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene  preme
  il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  57
   Maggioranza         29
   Favorevoli          38
   Contrari            18
   Astenuto            1

                        (L'Assemblea approva)

      Pongo  in  votazione  l'emendamento  1.4.  Il  parere   della
  Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    CRACOLICI   Chiedo  che  la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

        (Gli  onorevoli Capodicasa,  Ferro, Giannopolo,  Orlando,
      Papania,  Speziale,  Vitrano  e  Zago  si  associano   alla
      richiesta).

    PAGANO   assessore  per il bilancio e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PAGANO   Assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.   Signor
  Presidente,  è indispensabile che si comprenda come l'effetto  di
  questo articolo sarebbe devastante.

                          (Brusio in Aula)

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, l'emendamento 1.4 affronta  un
  problema  molto delicato che attiene all'esenzione del  pagamento
  dei  ticket.  Il  Governo intende argomentare la  sua  posizione.
  Sarebbe,   pertanto,  opportuno  che  l'Aula  stesse  attenta   e
  comprendesse le ragioni del Governo.

      PAGANO   assessore per il bilancio e le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PAGANO   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, il mio intervento non vuol essere
  altro che una precisazione.
   Ricordo  ai colleghi - visto anche il clima caotico che  c'è  in
  questo  momento  -  che l'eventuale approvazione dell'emendamento
  1.4  farebbe completamente saltare i conti della sanità;  quindi,
  altro che manovra  Se ad oggi abbiamo nella sanità un deficit  di
  460  milioni di euro, è scontato quello che potrebbe  accadere  a
  seguito dell'approvazione di questo emendamento.

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.4

    PRESIDENTE    Indìco   la  votazione  per   scrutinio   segreto
  dell'emendamento 1.4.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  56
   Maggioranza         29
   Favorevoli          32
   Contrari            24

                        (L'Assemblea approva)

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, il Governo  chiede  una  breve
  sospensione  dei lavori. Non sorgendo osservazioni, la  seduta  è
  sospesa  e riprenderà alle ore 13.30.

    (La seduta, sospesa alle ore 13.02, è ripresa alle ore 13.38)

   La seduta è ripresa.

   Onorevoli colleghi, comunico che l'articolo 1 è accantonato.
   Propongo  di  proseguire  con gli articoli  che  non  presentano
  emendamento o sui quali non ci sono motivi di contrasto.
   Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                               Art. 2.
           Disposizioni per dismissioni e privatizzazioni

   1.   L'Amministrazione  regionale  può  affidare  l'incarico  di
  Advisor per il complesso delle attività strumentali connesse alla
  dismissione  del  patrimonio  immobiliare  della  Regione,   alla
  privatizzazione  degli  enti  ed  aziende  regionali,  nonché  ad
  operazioni  finalizzate alla riduzione degli oneri  sul  bilancio
  regionale.

   2.  La  procedura  per  l'affidamento dell'incarico  di  Advisor
  viene  effettuata dal Presidente della Regione  e  si  attiva  su
  proposta  dell'Assessore  del ramo di amministrazione  competente
  per materia, sentito l'Assessore per il bilancio e le finanze.

   3.  L'affidamento  dell'incarico di cui al presente  articolo  è
  disposto,  con  riferimento alle materie che ne formano  oggetto,
  tenendo conto dei requisiti di provata affidabilità e capacità.

   Comunico che l'articolo 2 è accantonato.
   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                            «Articolo 3.
                           Consorzio fidi

   All'articolo  32 della legge regionale 3 dicembre 2003,  n.  20,
  sono apportate le seguenti modifiche:

   a) al comma 1, secondo periodo, dopo le parole 'per i crediti  a
  breve  termine'  sono aggiunte le parole 'e  per  il  credito  di
  esercizio';

   b) dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:

   '1bis. Per le operazioni di credito di esercizio e per quelle  a
  medio  e  lungo  termine finalizzate ad investimenti,  in  favore
  delle  piccole e medie imprese commerciali ed artigianali  non  è
  posto  alcun limite quanto alla durata nel tempo e alle  modalità
  di utilizzo';

   c)  al  comma  6,  lettera  b), sostituire  le  parole  'pari  a
  5.000.000 di euro' con le parole 'pari a 2.600.000 euro';

   d) dopo il comma 6 sono aggiunti i seguenti commi:

   '7.  Nel  caso  in  cui i Confidi intendono  concedere  garanzie
  oltre  l'importo  massimo  assistito da  agevolazioni  regionali,
  provvedono,  per  la  parte eccedente,  mediante  separati  fondi
  rischi costituiti senza il concorso regionale.

   8.  Per  la prestazione di garanzie alle piccole e medie imprese
  associate operanti anche al di fuori del territorio regionale,  i
  Confidi  costituiscono appositi fondi rischi  senza  l'intervento
  delle agevolazioni regionali.'»

   Preciso  che  alla  lettera  b),  comma  1,  bisogna  sostituire
  l'inciso  dopo il comma 1 è aggiunto il seguente  con  alla  fine
  del comma 1, è aggiunto il seguente periodo .
   Comunico  che  all'articolo 3 è stato  presentato  l'emendamento
  3.1  a  firma  dell'onorevole Zangaro, che dichiaro decaduto  per
  assenza dall'Aula del firmatario.
   Pongo in votazione l'articolo 3 con la modifica predetta.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                            «Articolo 4.
                Misure finanziarie - Liquidazione EAS

   1.   Per  far  fronte  agli  oneri  derivanti  dalla  messa   in
  liquidazione  dell'EAS,  ivi compresi quelli  a  carico  dell'EAS
  derivanti  dal  passaggio  degli invasi  e  degli  impianti  alla
  società  Siciliacque e fino alla piena operatività  degli  ambiti
  territoriali  ottimali,  nonché  per  le  finalità  di   cui   al
  successivo comma 2, l'Assessorato regionale dei lavori pubblici è
  autorizzato, per gli anni 2005-2020, ad erogare all'EAS la  somma
  complessiva di 195.855 migliaia di euro.

   2.  Dall'1   settembre 2004 e fino all'avvio della gestione  del
  servizio  idrico  integrato  da parte degli  ambiti  territoriali
  ottimali,  la  Regione garantisce in via solidale le obbligazioni
  assunte dall'EAS per l'approvvigionamento di acqua.

   3.  Per  provvedere agli oneri di cui ai commi 1  e  2,  pari  a
  195.855   migliaia   di   euro,  è   autorizzato,   a   decorrere
  dall'esercizio  finanziario  2005,  un  limite  quindicennale  di
  impegno  di 13.057 migliaia di euro, il cui onere trova riscontro
  nel  bilancio  pluriennale della Regione, UPB  4.2.1.5.2,  codice
  12.02.01, accantonamento 1001.»

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                            «Articolo 5.
                  Comitato regionale comunicazioni

   1.  All'articolo  101, comma 3, della legge regionale  26  marzo
  2002,  n.  2, dopo le parole 'garanzie nella comunicazione'  sono
  inserite   le  seguenti  'anche  mediante  la  stipula   di   una
  convenzione   sottoscritta  dal  Presidente  dell'Autorità,   dal
  Segretario  Generale  della  Regione  siciliana,  dal  Segretario
  Generale dell'Assemblea regionale siciliana e dal Presidente  del
  Comitato,  nella  quale  sono specificate  le  funzioni  delegate
  nonché le risorse assegnate dall'Autorità per provvedere al  loro
  esercizio, anche sulla base dei contenuti del protocollo d'intesa
  sulla piena attuazione della legge 7 giugno 2000, n. 150.

   2.  Dopo  il comma 3 dell'articolo 101 della legge regionale  26
  marzo 2002, n. 2, sono aggiunti i seguenti commi:

   '3  bis.  Entro  il  30  settembre di  ogni  anno,  il  Comitato
  presenta   al   Presidente  della  Regione,   per   la   relativa
  approvazione,  ed  all'Autorità,  per  la  parte  relativa   alle
  funzioni  ad essa delegate, il programma di attività  per  l'anno
  successivo, con l'indicazione del relativo fabbisogno finanziario
  per l'esercizio delle funzioni medesime.

   3  ter. Entro il 31 marzo di ogni anno, il Comitato presenta  al
  Presidente della Regione, al Presidente dell'Assemblea  regionale
  siciliana ed all'Autorità, per quanto riguarda le funzioni  dalla
  stessa  delegate,  una relazione conoscitiva  sul  sistema  delle
  comunicazioni  in  ambito  regionale,  ivi  compreso  il  settore
  radiotelevisivo   ed  editoriale,  nonché  sull'attività   svolta
  nell'anno precedente, con il relativo rendiconto della gestione.

   3  quater.  Il Comitato rende pubblici attraverso gli  opportuni
  strumenti informativi e d'intesa con il Presidente della Regione,
  il  programma di attività e la relazione conoscitiva sul  sistema
  delle  comunicazioni  in ambito regionale e sull'attività  svolta
  nell'anno precedente.'.

   3.  Al  comma 5 dell'articolo 101 della legge regionale 26 marzo
  2002, n. 2, è aggiunto il seguente comma:

   '5  bis.  Per lo svolgimento delle funzioni proprie e di  quelle
  delegate  dall'Autorità per le garanzie nelle  comunicazioni,  il
  Comitato  può  avvalersi  dell'Ispettorato  del  Ministero  delle
  Comunicazioni  competente per territorio, ai sensi  dell'articolo
  3,  comma 5, del decreto legge 30 gennaio 1999, n. 15, convertito
  con  modifiche  dalla legge 29 marzo 1999, n. 78, ed  operare  in
  raccordo  con  tutti  gli organi periferici  dell'Amministrazione
  statale di cui può avvalersi l'Autorità nell'esercizio delle  sue
  funzioni ai sensi della normativa vigente. Il Comitato,  entro  i
  limiti delle risorse assegnate all'Autorità per le Garanzie nelle
  Comunicazioni,   a   valere   sulle  medesime,   per   provvedere
  all'esercizio delle funzioni dalla stessa delegate, può avvalersi
  dell'apporto, anche mediante la stipula di apposite  convenzioni,
  di  soggetti  ed  organismi pubblici o  privati  di  riconosciuta
  indipendenza,  competenza  e  professionalità  nel  campo   delle
  telecomunicazioni,  della  radiotelevisione  e  dell'editoria  su
  carta o elettronica.'.

   Comunico  che  all'articolo 5 è stato  presentato  l'emendamento
  5.1  a  firma  degli  onorevoli Cracolici ed altri.  Lo  dichiaro
  decaduto per assenza dall'Aula dei firmatari.
   Pongo  in votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                            «Articolo 6.
    Istituzione del fondo in favore dei familiari di deceduti per
                             atti eroici

   1.  A decorrere dall'esercizio finanziario 2005 è istituito  nel
  bilancio  della  Regione  un fondo in favore  dei  familiari  dei
  cittadini  residenti in Sicilia deceduti nel compimento  di  atti
  eroici la cui quantificazione è operata ai sensi dell'articolo  3
  della  legge  regionale  27 aprile 1999,  n.  10,  lettera  g)  e
  successive modifiche ed integrazioni ed alla cui regolamentazione
  si  provvede con decreto dell'Assessore regionale per la famiglia
  e le politiche sociali.

   2.  Nelle more dell'istituzione e regolamentazione del fondo  di
  cui al comma 1 si estendono in favore dei familiari del cittadino
  gelese Roberto Granvillano, deceduto eroicamente il 4 luglio 2004
  nel  compimento di un atto di salvataggio, i benefici di cui agli
  articoli 2, 3 e 4 della legge regionale 13 settembre 1999, n. 20.

   3.  Per  le  finalità del comma 2 è autorizzata, per l'esercizio
  finanziario  2004, la spesa di 100 migliaia di euro,  di  cui  75
  migliaia per le finalità dell'articolo 2 della legge regionale 13
  settembre  1999, n. 20, 10 migliaia per le finalità dell'articolo
  3  e  15  migliaia per le finalità dell'articolo 4 della medesima
  legge   regionale.  All'onere  di  100  migliaia  di   euro   per
  l'esercizio   finanziario  2004  si  provvede  con  parte   della
  disponibilità dell'UPB 4.2.1.5.2, capitolo 215704, accantonamento
  1001.

   4.  Per  gli esercizi finanziari 2005 e 2006 la spesa,  valutata
  in  40 migliaia di euro per ciascun anno, di cui 10 migliaia  per
  le  finalità  dell'articolo 3 della legge regionale 13  settembre
  1999,  n. 20 e 30 migliaia per le finalità dell'articolo 4  della
  medesima   legge   regionale,  trova   riscontro   nel   bilancio
  pluriennale  della  Regione,  UPB  4.2.1.5.2,  codice   12.02.01,
  accantonamento 1001.»

   Comunico  che all'articolo 6 sono stati  presentati  i  seguenti
  emendamenti:

   -dall'onorevole Acierno:
   emendamento 6.1, sostitutivo dell'intero articolo;

   -dagli onorevoli Mancuso, Fleres, Tumino:
   emendamento 6.2.

  Pongo  in  votazione l'emendamento 6.1.  Il  parere  del
  Governo?

    PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pertanto, dichiaro superato l'emendamento 6.2.
   Si passa all'articolo 7. Ne do  lettura:

                            «Articolo 7.
               Recupero del centro storico di Palermo

   L'articolo  124,  comma  4, della legge regionale  1   settembre
  1993, n. 25, è sostituito dal seguente:

   '4.  Le  opere  relative  agli interventi  che  dovranno  essere
  realizzati  dal  Comune  per il recupero del  centro  storico  di
  Palermo,  sono  dichiarate di pubblica utilità, indifferibili  ed
  urgenti.  Alle  espropriazioni previste dalla presente  legge  si
  applicano le norme del Titolo II della legge 2 ottobre  1971,  n.
  865 e riguardo alla determinazione delle indennità:

   a)  per  le  aree libere, quelle di cui ai commi 1,  2,  3  e  4
  dell'articolo  5 bis del decreto legge 11 luglio  1992,  n.  333,
  convertito con modificazioni dalla legge 8 agosto 1992, n. 359;

   b)  per i fabbricati, quelle di cui al comma 3 dell'articolo  13
  della legge 15 gennaio 1885, n. 2892. In mancanza di coacervo dei
  fitti, l'indennità è determinata sulla media tra il valore venale
  del   fabbricato   ed   il  coacervo  della  rendita   catastale,
  rivalutata, dell'ultimo decennio;

   c)  per  le aree sulle quali insistono ruderi, quelle di cui  ai
  commi 1 e 2 dell'articolo 5 bis del decreto legge 11 luglio 1992,
  n.  333, convertito con modificazioni dalla legge 8 agosto  1992,
  n.  359, sostituendo al reddito dominicale rivalutato il coacervo
  della rendita catastale, rivalutata, dell'ultimo decennio.'.

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                            «Articolo 8.
                  Programmi annuali opere pubbliche

   1.  L'Assessore  regionale per i lavori pubblici è  autorizzato,
  per l'esercizio finanziario 2004, ad impegnare sugli stanziamenti
  di  competenza  dell'UPB  6.2.2.6.3, capitolo  672003,  le  somme
  relative  all'esecuzione  delle opere  ricomprese  nei  programmi
  annuali  di  spesa dell'esercizio 2003, per il  quale  sia  stato
  adottato  dall'organo competente, entro il 31 dicembre  2003,  il
  provvedimento di aggiudicazione a seguito dell'espletamento delle
  procedure di gara.

   2.  Per  le  finalità  di cui al comma 1  gli  enti  interessati
  presentano  istanza entro trenta giorni dalla data di entrata  in
  vigore della presente legge.»
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                            «Articolo 9.
               Interventi produttivi in verde agricolo

   1.  Sono  esclusi dai limiti di cui all'articolo 139, comma  65,
  della  legge  regionale 16 aprile 2003, n. 4, gli opifici  e  gli
  impianti  utilmente inseriti nella graduatoria di  cui  al  bando
  misura 4.09 del POR Sicilia 2000-2006.»

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

  Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                            «Articolo 10.
  Personale del Corpo forestale dello Stato in servizio in Sicilia

   1.  Per le finalità di cui all'articolo 4 della legge 6 febbraio
  2004,  n. 36, come modificato dal comma 3 dell'articolo  1  della
  legge  27  marzo  2004,  n. 77, il dipartimento  regionale  delle
  foreste  è  autorizzato  ad  assumere  il  personale  del   Corpo
  forestale dello Stato in servizio in Sicilia ed in transito  alla
  Regione   a   seguito  del  completamento  della   procedura   di
  trasferimento  disciplinata dal citato  articolo  4,  nei  limiti
  delle  unità corrispondenti ad una spesa equivalente alle risorse
  finanziarie assegnate alla Regione ai sensi dei commi 7 e  8  del
  medesimo articolo 4.

   2.    Al    personale   di   cui   al   comma   1,    trasferito
  nell'amministrazione  regionale,  continuano  ad  applicarsi  gli
  istituti  giuridici ed economici ed il trattamento di  quiescenza
  dell'amministrazione di provenienza.»

   Comunico   che   all'articolo  10  sono  stati  presentati   gli
  emendamenti  aggiuntivi  10.1  e 10.2  a  firma  degli  onorevoli
  Cracolici, Speziale e Capodicasa.

    CRACOLICI    Signor  Presidente,  gli  emendamenti   non   sono
  relativi all'articolo  10.

    PRESIDENTE   Sì,  onorevole Cracolici, gli emendamenti  10.1  e
  10.2 vengono accantonati. Pongo in  votazione  l'articolo 10. Chi
  è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:

                            «Articolo 11.
                Interventi per il diritto allo studio

   1.  L'Assessorato regionale dei beni culturali ed  ambientali  e
  della  pubblica istruzione è autorizzato ad erogare i  contributi
  previsti  dagli  articoli 3 e 6 della legge regionale  3  ottobre
  2002,   n.  14  e  successive  modifiche  ed  integrazioni  sulla
  competenza   dell'esercizio   finanziario   successivo   all'anno
  scolastico di riferimento.

   2.  Le  somme impegnate nell'esercizio finanziario 2003  per  le
  finalità  di  cui  agli articoli 3 e 6 della  legge  regionale  3
  ottobre  2002,  n.  14  e  successive modifiche  ed  integrazioni
  possono  essere utilizzate, altresì, per far fronte ai  pagamenti
  relativi  alla  concessione dei contributi dovuti anche  per  gli
  anni successivi al 2004.»

   Lo  pongo  in votazione.  Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:

                            «Articolo 12.
                       Obbligazioni pregresse

   1.  Al  fine  di  far fronte alle istanze presentate  nel  corso
  dell'anno 2003 ai sensi della legge regionale 19 agosto 1999,  n.
  16  e  successive  modifiche ed integrazioni  e  del  conseguente
  avviso pubblico approvato con decreto assessoriale 14 luglio 2003
  è  autorizzata, per l'esercizio finanziario 2004, la spesa di 421
  migliaia di euro (UPB 8.2.2.6.99, capitolo 743301).

   2.  Per  consentire  il soddisfacimento di obbligazioni  assunte
  dalla  Regione  siciliana nei confronti del Comune di  Calatafimi
  Segesta  per  la  realizzazione del parco urbano  'Cappuccini'  è
  autorizzata,  per l'esercizio finanziario 2004, la spesa  di  369
  migliaia di euro (UPB 11.2.2.6.3, capitolo 842028).»

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:

                            «Articolo 13.
                 Interpretazione autentica di norme

   1.  In  attuazione  dell'articolo 28  della  legge  regionale  4
  gennaio  2000, n. 4, le spese di gestione di cui all'articolo  48
  della  legge  regionale 23 dicembre 2002,  n.  23,  si  intendono
  connesse    allo    svolgimento    di    attività    in    favore
  dell'Amministrazione  regionale e degli  enti  pubblici  da  essa
  dipendenti e/o comunque vigilati.

   2.  Dall'entrata  in  vigore della presente legge  i  contributi
  previsti dall'articolo 67 della legge regionale 10 dicembre 2001,
  n. 21, vengono corrisposti con le modalità di cui all'articolo 23
  della legge regionale 23 dicembre 2002, n. 23.»

   Comunico  che  all'articolo 13 è stato presentato  l'emendamento
  13.1 a firma degli onorevoli Cracolici, Speziale e Capodicasa.

    CRACOLICI   Signor  Presidente,  l'emendamento  è  di  identico
  contenuto all'emendamento 10.1.

    PRESIDENTE  L'emendamento 13.1 è accantonato.
   Pongo  in  votazione  l'articolo  13.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:

                            «Articolo 14.
                   Abrogazione e modifica di norme

   1.  Al  comma 24 dell'articolo 1 della legge regionale 8  luglio
  1977, n. 47 e successive modifiche ed integrazioni le parole  ' 1
  gennaio 2005' sono sostituite con le parole '1 gennaio 2006'.

   2.  Al  comma 1 dell'articolo 7 della legge regionale 31  maggio
  2004,  n.  9,  dopo  le parole 'uffici regionali'  aggiungere  le
  seguenti  parole  'nonché  per ulteriori  oneri  autorizzati  con
  delibera della giunta regionale'.

   3.  Al  comma 1 dell'articolo 55 della legge regionale 3  maggio
  2001, n. 6 e successive modifiche ed integrazioni, dopo le parole
  'gestione delle relative spese' sono aggiunte le seguenti  'Sono,
  altresì,  effettuate  con  decreto  del  dirigente  generale  del
  dipartimento  bilancio  e  tesoro,  su  proposta  dei  competenti
  dirigenti   generali  o  di  altri  dirigenti  responsabili,   le
  variazioni   compensative  fra  capitoli  di  spesa   concernenti
  retribuzioni  ed  altri  assegni al personale,  in  servizio  con
  contratto  a  tempo determinato o indeterminato, o in quiescenza,
  della Regione.'.

   4.  La  lettera  d)  del comma 1 dell'articolo  36  della  legge
  regionale  17  marzo  2000,  n.  8  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni è abrogata.

   5.  Il  comma 4 dell'articolo 16 della legge regionale 15 maggio
  2000, n. 10 è sostituito dal seguente:

   '4.     All'acquisto,     manutenzione,    riparazione     delle
  apparecchiature   anche   di  tipo  informatico   necessarie   al
  funzionamento  della  segreteria  generale,  degli  uffici   alle
  dirette  dipendenze del Presidente della Regione e della sede  di
  Catania  della  Presidenza della Regione, oltre che  all'acquisto
  dei   programmi   e  dei  materiali  di  consumo  relativi   alle
  apparecchiature medesime provvede l'ufficio del sovrintendente di
  Palazzo  d'Orleans,  mentre  per le missioni  del  personale  che
  presta  servizio  presso  gli stessi uffici  e  presso  l'ufficio
  legislativo e legale provvede la segreteria generale.'.

   6.  Al  comma 1 dell'articolo 34 della legge regionale 26  marzo
  2002,  n.  2,  le  parole  'fino all'esercizio  successivo'  sono
  sostituite dalle parole 'per i tre anni successivi'.

   7.  Al comma 2 dell'articolo 6 della legge regionale 29 dicembre
  2003,  n. 21, le parole 'entro il 30 giugno 2004' sono sostituite
  con le parole 'entro il 30 ottobre 2004' ed al successivo comma 4
  le  parole  'entro  il 31 dicembre 2002' sono sostituite  con  le
  parole 'entro il 31 dicembre 2003'.

   8.  Al  comma  7  dell'articolo  12  della  legge  regionale   1
  settembre  1997, n. 33, sono soppresse le parole  'per  una  sola
  volta'.

   9.  Al comma 3 dell'articolo 30 della legge regionale 3 dicembre
  2003, n. 20, dopo le parole 'n. 412' aggiungere le parole 'e ogni
  attività post contatore'.

   10.  Al  comma  1  dell'articolo  53  della  legge  regionale  3
  dicembre  2003, n. 20, dopo la parola '(LIDU)' sono soppresse  le
  parole  'aderente alla Federation internazionale  des  droits  de
  l'homme'.

   11.   Alla  fine  del  comma  1  dell'articolo  17  della  legge
  regionale  16  aprile 2003, n. 4 le parole 'entro novanta  giorni
  dall'entrata in vigore della presente legge' sono sostituite  con
  le parole 'entro il 28 febbraio 2005'.

   12.  Al  comma 2 dell'articolo 23 della legge regionale 3 maggio
  2001,  n. 6 le parole 'L'Assessore regionale per i beni culturali
  ed   ambientali  e  la  pubblica  istruzione  è  autorizzato   ad
  acquisire'  sono  sostituite dalle parole 'L'Assemblea  regionale
  siciliana acquisisce'.

   13.  La  disposizione  contenuta alla lettera  f)  del  comma  2
  dell'articolo 2 della legge regionale 22 dicembre 1999, n.  28  è
  estesa  a tutte le piccole e medie industrie con stabilimenti  ed
  impianti fissi ubicati nel territorio della Regione.»

   Comunico  che all'articolo 14 sono stati presentati  i  seguenti
  emendamenti:

   -dagli onorevoli Ardizzone e Beninati:
   emendamento 14.15;

   -dagli onorevoli Lo Monte, Basile ed altri:
   emendamento 14.11;

   -dall'onorevole Savona:
   emendamento 14.17.

   Si passa all'emendamento 14.15. Il parere del Governo?

    PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione e relatore.
   Contrario.

      PRESIDENTE   Lo  pongo in votazione. Chi  è  contrario  resti
  seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

   Dichiaro l'emendamento  14.11 improponibile.
   Si passa all'emendamento  14.17.  Il parere del Governo?

    PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

     PRESIDENTE  Lo pongo in votazione.

               Richiesta di verifica del numero legale

    FERRO  Chiedo la verifica del numero legale.

    PRESIDENTE   I richiedenti sono quattro, pertanto  la  verifica
  del numero legale non è appoggiata a termini di Regolamento.
   Pongo  in votazione l'emendamento 14.17. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 14, nel testo risultante.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


               Richiesta di verifica del numero legale

    FERRO  Chiedo la verifica del numero legale.

   (Alla richiesta si associano gli onorevoli Morinello, Orlando,
                          Raiti e Speziale)

    PRESIDENTE   Essendo  la richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,  indìco  la  votazione per la  verifica  del  numero
  legale.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della verifica

    PRESIDENTE  Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti            31

   L'Assemblea  non  è  in  numero legale;  pertanto  la  seduta  è
  rinviata di un'ora.

    (La seduta, sospesa alle ore 13.46, è ripresa alle ore 15.07)

   La seduta è ripresa


   Presidenza del vicepresidente Fleres


   Onorevoli colleghi, in considerazione del fatto che è  in  corso
  una  riunione  della  Giunta regionale,  sospendo  nuovamente  la
  seduta, avvertendo che riprenderà alle ore 16.00.

    (La seduta, sospesa alle ore 15.08, è ripresa alle ore 16.28)

   La seduta è ripresa


   Presidenza del vicepresidente Fleres


   Onorevoli  colleghi,  anche  per  consentire  all'Assessore   al
  bilancio di essere presente durante la trattazione delle parti di
  sua  competenza,  la  presidenza intende avanzare  una  proposta.
  Considerato che sono stati presentati numerosi ordini del giorno,
  per  semplificarne  la  trattazione  -  salvo  che  qualcuno  dei
  deputati proponenti non intenda chiedere la votazione espressa  e
  posto  che  il  Governo sia d'accordo - potrebbero  essere  tutti
  accettati come raccomandazione.
   Ripeto, salvo che qualcuno non chieda una espressa votazione  su
  ordini  del  giorno  specifici e, a tal proposito,  anticipo  che
  sugli   ordini  del  giorno  n.  414  e  n.  415,  a  firma   del
  sottoscritto,  per le questioni che affrontano  (uno  riguarda  i
  poteri  autonomistici  rispetto alla  legislazione  nazionale  in
  itinere  e  l'altro  l'abolizione  del  reato  di  tortura),   mi
  permetterò di richiedere il voto dell'Aula.
   Prego  inoltre gli Uffici di annotare che il sottoscritto appone
  la firma anche sugli ordini del giorno numeri 412 e 413.
   Comunico  che  sono  stati  presentati  i  seguenti  ordini  del
  giorno:

   -n.  412  Garanzia in ordine alle prospettive occupazionali  del
  personale   delle  Terme  di  Acireale  (CT) ,  degli   onorevoli
  Moschetto, Villari, Ioppolo, Basile, Spampinato ed altri;

   -n.   413    Salvaguardia   dell'occupazione   e   dell'apparato
  industriale  della  COEM,  azienda di Catania ,  degli  onorevoli
  Villari, Raiti, Leanza Nicola, Spampinato ed altri;

   -n.   414   Salvaguardia  della  specialità  delle  Regioni   ad
  autonomie   differenziate ,  degli  onorevoli   Fleres,   Catania
  Giuseppe ed altri;

   -n.  415   Interventi presso il Parlamento nazionale al fine  di
  procedere    all'esame   dei   disegni    di    legge    relativi
  all'introduzione  del  reato di tortura nel nostro  ordinamento ,
  degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Turano ed altri;

   -n.  416   Misure  per la concessione dello  stato  di  calamità
  naturale per i territori del Calatino colpiti dal nubifragio  del
  28  luglio  200 ,  degli onorevoli Fleres, Catania  Giuseppe,  ed
  altri;

   -n.   417   Proroga  termini  presentazione  progetti  per   gli
  interventi di riparazione degli edifici danneggiati dagli  eventi
  sismici  del  27-29  ottobre 2002 e successivi  in  provincia  di
  Catania,  istituzione  di un  Tavolo tecnico   per  la  determina
  delle   direttive  tecniche ,  degli  onorevoli  Fleres,  Catania
  Giuseppe, ed altri;

   -n.  418   Iniziative per l'eliminazione dei casi  di  abbandono
  degli  animali  domestici e prevenzione  del  randagismo ,  degli
  onorevoli Fleres, Catania Giuseppe ed altri;

   -n.  419   Iniziative a sostegno dell'attività  dell'AVIS  della
  Sicilia , degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe ed altri;

   -n.  420  Interventi per il ripristino dello stato dell'Oasi del
  Simeto  e della riserva del Fiumefreddo , degli onorevoli Fleres,
  Catania Giuseppe, Savarino  ed altri;

   -n.  421  Iniziative per la realizzazione degli asili nido negli
  uffici e nelle aziende , degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe
  ed altri;

   -n.  422   Interventi per la sistemazione di  Via  Sgroppillo  a
  Catania , degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe ed altri;

   -n.  423  Interventi per intensificare i controlli e per ridurre
  la  dispersione  scolastica ,  degli  onorevoli  Fleres,  Catania
  Giuseppe ed altri;

   -n.  424   Misure  contro la sfruttamento del lavoro  minorile ,
  degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe ed altri;

   -n.  425   Iniziative in favore delle piccole  e  medie  imprese
  (PMI) del Catanese , degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe  ed
  altri;

   -n. 426  Iniziative per la soluzione dei disservizi nel recapito
  della  posta  nel  Comune  di Giarre ,  degli  onorevoli  Fleres,
  Catania Giuseppe ed altri;

   -n.  427   Iniziative al fine di dichiarare lo stato di calamità
  naturale  nei  comuni  della provincia  di  Catania  colpiti  dal
  nubifragio dello scorso mese di giugno , degli onorevoli  Fleres,
  Catania Giuseppe ed altri;

   -n.  428   Iniziative al fine di monitorare  i  risultati  delle
  indagini  svolte  all'interno  delle  scuole ,   degli  onorevoli
  Fleres, Catania Giuseppe ed altri;

   -n.  429   Iniziative  riguardanti la realizzazione  dei  lavori
  relativi  al  collegamento  ad  uso  metropolitano  del   passato
  ferroviario Palermo - aeroporto di Punta Raisi , degli  onorevoli
  Savarino, Cintola, Speziale, Papania, Turano, Acanto ed altri;

   -n.  430   Riconsiderazione del tetto di esenzione dal pagamento
  del  ticket in materia sanitaria , degli onorevoli Savarino e  Lo
  Monte;

   -n. 431  Riconoscimento del pregresso servizio d'insegnamento in
  scuole  regionali  del personale docente non di  ruolo ,    degli
  onorevoli Fleres, Turano ed altri;

   -n.  432    Candidatura della città di Mazara del Vallo a  nuova
  sede della Commissione generale Pesca del Mediterraneo (CGPM)   ,
  degli onorevoli  Turano, Lo Curto, Infurna e Oddo;

   -n.   433    Adeguamento  dei  DRG  all'indice  annuale  ISTAT ,
  dell'onorevole Acierno.

    PRESIDENTE   Dichiaro, nella qualità di deputato,   di  apporre
  la mia firma agli ordini del giorno numero 412  e numero 413.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                       Sull'ordine dei lavori

    FERRO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FERRO    Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   comprendo
  l'esigenza posta dalla Presidenza di procedere con l'approvazione
  degli  ordini del giorno, al di là della formula che  veniva  qui
  suggerita.  Credo  però che, per rispetto verso  l'Assemblea,  la
  presidenza debba comunicarci per quale ragione l'Assessore Pagano
  non é presente in Aula.
   Risulterebbe   che,  in  questo  momento,  c'é  in   corso   una
  conferenza stampa di presentazione del DPEF a settembre, cosa che
  sa  tanto  di farsa, considerato che oggi il Governo é  risultato
  sconfitto in Aula per ben tre volte, su tre emendamenti  distinti
  presentati dall'opposizione.
   Vorrei  che  si  chiarissero le ragioni per  cui  la  presidenza
  chiede  questa variazione dell'ordine dei lavori, e questo perché
  credo  che  sia un atto di rispetto nei confronti del  Parlamento
  che attende da circa due ore che il Governo giunga in Aula.

    PRESIDENTE   Onorevole  Ferro,  lei  ha  ragione.  Poc'anzi  il
  rinvio  dell'Aula  é  stato  dovuto  alla  concomitanza  con  una
  riunione  di  Giunta,  e l'Assessore, che  era  presente  a  tale
  riunione,  è stato poi trattenuto per una conferenza  stampa  per
  l'illustrazione del DPEF.
   La  Presidenza constata che adesso l'Assessore Pagano  é  giunto
  in Aula.

    SAVARINO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SAVARINO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato
  un  ordine  del  giorno  che  riguarda  una  tematica  importante
  riguardante la materia sanitaria.
   Sono  disposta a ritirarlo se l'Assessore Pagano - il  quale  so
  che   sta   rielaborando   l'articolo   5   dopo   l'approvazione
  dell'emendamento sui ticket sanitari - si impegna a  rivedere  il
  tetto   di   7.000,00   euro  previsto  per   i   ticket,    che,
  obiettivamente,  al  di là di ogni facile demagogia   -  peraltro
  estranea  al  mio  stile, considerato che  non  mi  piacciono  le
  strumentalizzazioni politiche,  e si è visto -, nei fatti risulta
  essere   eccessivamente  alto,  nel  senso  che,   per   esempio,
  l'anziano  proprietario anche di  una sola casa (come normalmente
  anzi   spesso succede dopo trent'anni di lavoro) deve  pagare  il
  ticket, seppur titolare di una  pensione minima.
   Rivolgo,  pertanto il seguente appello all'onorevole  Assessore:
  se, nel rivedere l'articolo 5 potesse impegnarsi a modificare  il
  tetto  del ticket, compatibilmente con le misure che, ovviamente,
  sono  state prese in materia sanitaria per il contenimento  della
  spesa. Se potesse, quindi, con le esigenze legittime di contenere
  la  spesa  sanitaria, rivedere comunque  il tetto  dell'esenzione
  del ticket per tutelare e garantire le fasce deboli, così come  è
  nella  ratio  della  legge  istitutiva dei  ticket  stessi,  sono
  disposta a ritirare l'ordine del giorno.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


    PRESIDENTE   Comunico  che  è  stato  presentato  l'ordine  del
  giorno n. 434 «Tutela della specialità delle regioni ad autonomia
  differenziata», degli onorevoli Raiti ed altri.
   Onorevole  Savarino,  poiché credo che  questo  argomento  debba
  essere   trattato  successivamente,  alla  luce  della   risposta
  dell'Assessore, se l'Aula concorda potremo considerare  accettati
  come  raccomandazione tutti gli ordini del  giorno  ad  eccezione
  degli ordini del giorno numeri 414, 434, 415, 432, 429 e 430.
   Comunico   che  l'ordine  del  giorno  numero  434   va   votato
  congiuntamente  all'ordine  del giorno  numero  414,  essendo  di
  analogo  contenuto.  Esso riguarda la legislazione  nazionale  in
  materia   di  autonomia  e  di  riforma  della  costituzione   di
  autonomie. Pertanto, pongo congiuntamente in votazione gli ordini
  del giorno numeri 434 e 414. Il parere del Governo?

    PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                          (Sono approvati)

   Si passa all'ordine del giorno numero 415 che riguarda
  l'introduzione del reato di tortura nella legislazione italiana.
   Il parere del Governo?

    PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'ordine del giorno numero 429, a firma
  dell'onorevole Savona ed altri.
   Il parere del Governo?

    PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, resta sospeso l'ordine  del  giorno  numero
  430  per  le  motivazioni  che abbiamo  ascoltato  dall'onorevole
  Savarino.

    TURANO  Chiedo di parlare sull'ordine del giorno numero 432.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    TURANO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa  mattina
  è  stato presentato un ordine del giorno tendente ad individuare,
  la   città  di  Mazara  del  Vallo   come  sede  siciliana  della
  Commissione europea della pesca.
   Atteso  che  l'ordine  del  giorno  in  questione  non  è  stato
  distribuito, vorrei sapere se la Presidenza l'ha ricevuto.  Credo
  che  sul  punto  dovremmo, comunque, fare  esprimere  l'Assemblea
  regionale,  essendo Mazara del Vallo l'unica città  siciliana  in
  grado  di competere con l'Isola di Malta, con Venezia e con altre
  città per l'assegnazione di tale importantissimo ruolo.

    PRESIDENTE   Prego  gli uffici di volere  distribuire  l'ordine
  del  giorno  e  comunque  su  questo  argomento  leggo  la  parte
  impegnativa che così recita:  impegna il Governo della Regione  a
  sostenere  presso il Governo nazionale la candidatura  di  Mazara
  del  Vallo quale nuova sede della Commissione europea della pesca
  nel Mediterraneo.
   Pongo  in  votazione l'ordine del giorno numero 432.  Il  parere
  del Governo?

    PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)


   Presidenza del vicepresidente Fleres


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
                            numero 898/A

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi, stavamo  procedendo  al  voto
  finale sull'articolo 14 quando c'è stata la richiesta di verifica
  del  numero  legale. Pertanto, pongo in votazione l'articolo  14.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2, in precedenza accantonato.

    CRACOLICI   Perché avevate sospeso sull'articolo 2?

    PRESIDENTE   Onorevole Cracolici, avevamo sospeso l'articolo  2
  perché   mancavano  i  presentatori.  La  presidenza  era   stata
  informata   che  su  questo  articolo  c'era  una  richiesta   di
  intervento, si voleva argomentare,  se non è così ...

    CRACOLICI   Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI     Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   il
  contenuto dell'emendamento 2.1 è chiaro; esso, infatti,  si  pone
  l'obiettivo di cancellare l'articolo 2, ritenendo che, per quanto
  riguarda    le    disposizioni   per   le    dismissioni    delle
  privatizzazioni,  già   esistono  le  norme;  oltretutto  abbiamo
  conferito  un  incarico, ad esempio per le aziende  ex  ESPI,  le
  aziende a partecipazione regionale, che sta avviando, pur con  la
  lentezza   che   questo  processo  sta  avendo,  una   serie   di
  privatizzazioni,  così  come  per la  dismissione  dell'eventuale
  patrimonio della Regione. Credo, infatti, che sia propedeutico, a
  qualunque  valutazione da parte di qualsiasi  advisor,  conoscere
  l'orientamento  del  Governo, eventualmente,  su  ciò  che  vuole
  dismettere  e  su ciò che non vuole dismettere, prima  ancora  di
  definire  attraverso un advisor come collocare  questi  Enti  nel
  mercato  delle  dismissioni. Quindi,  ritengo  questa  norma,  in
  questa  fase,  assolutamente in contrasto con un procedimento  di
  trasparenza che deve investire il Parlamento, in quanto  parliamo
  di beni di proprietà della Regione.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor Presidente, forse c'è stata una  dimenticanza
  da  parte  sua.  Dovremmo  dare il voto finale  sull'articolo  1,
  soltanto dopo si potrà procedere con l'articolo 2.

    PRESIDENTE   Onorevole  Speziale,  ha  ragione,  ma  in  questo
  momento  abbiamo posto in discussione l'articolo  2  risalendo  a
  tutti gli articoli che erano stati accantonati.

    SPEZIALE   Scusi,  signor Presidente, le  chiedo  espressamente
  che si proceda, intanto, alla votazione dell'articolo 1 .

    PRESIDENTE  Onorevole colleghi, l'onorevole Speziale ci  chiede
  di  riprendere l'articolo 1 ancora da votare. Stavamo  discutendo
  l'articolo 2 e i relativi emendamenti, ma l'onorevole Speziale ci
  chiede  di  chiudere  l'esame  dell'articolo  1  procedendo  alla
  relativa  votazione.  Comunico  che  all'articolo  1  sono  stati
  presentati, dal Governo, gli emendamenti aggiuntivi 1.9 e 1.10.

    PAGANO   assessore  per il bilancio e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PAGANO   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.   Signor
  Presidente,  chiedo  l'accantonamento   dell'articolo  1  e   dei
  relativi  emendamenti per continuare la discussione sull'articolo
  2 esattamente come prima programmato.

    PRESIDENTE    Il  Governo  intende  riscrivere  l'articolo   1.
  L'articolo 1 si intende accantonato.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                       Sull'ordine dei lavori

    SPEZIALE  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor  Presidente, mi  appello  alla  sua  saggezza
  affinchè  si  eviti  che  il Regolamento  venga  sistematicamente
  violato  da  parte del Governo e affinchè lei non   acconsenta  a
  queste palesi violazioni.
   Siamo  all'articolo  1;  eravamo in  fase  di  votazione  finale
  dell'articolo 1 ed avevo chiesto che si procedesse in tal  senso.
  Non  si  può  accantonare  l'articolo 1,  perché  la  discussione
  sull'articolo 1, con l'ultimo comma approvato, si è esaurita.
   A  questo punto non è possibile neanche da parte del Governo una
  riscrittura  dell'articolo 1. Il Governo, fra  l'altro,  presenta
  degli  emendamenti.  Bisogna ricordare al  Governo  che  non  c'è
  alcuna  norma  del  Regolamento che gli  permette  di  presentare
  emendamenti  aggiuntivi a qualsiasi articolo.  Eventualmente,  il
  Governo  poteva  limitarsi ad una riscrittura  degli  emendamenti
  presentati  e  siccome  sono stati tutti valutati  ed  esaminati,
  approvati  o  respinti  dall'Aula, signor Presidente,  le  chiedo
  espressamente che si riproponga il voto finale sull'articolo 1 ed
  eviterei,  da  parte  della  Presidenza  dell'Assemblea,  di  non
  garantire  la  regolarità  dei  lavori  d'Aula,  soprattutto   in
  conformità  a quanto previsto dal Regolamento. Se il Governo  non
  lo  sa  - vorrei ricordarglielo -, non può presentare emendamenti
  aggiuntivi  all'articolo  1; la materia  è  stata  già  trattata,
  discussa e l'Aula si è già espressa.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, pongo in votazione  l'articolo
  1, nel testo risultante.
   Il parere del Governo?

    PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si   passa   all'articolo  2.  Poiché  all'articolo  2   risulta
  presentato  soltanto  un emendamento interamente  soppressivo  si
  procede alla votazione sul mantenimento dell'articolo 2.

           Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 2

    SPEZIALE   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  segreto.

   (Alla richiesta si associano gli onorevoli Cracolici, D'Antoni,
          ferro, Morinello, Orlando, Raiti, Villari e Zago)

    CUFFARO  presidente della Regione. Chiedo di parlare

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CUFFARO    presidente   della   Regione.   Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi,  intervengo per spiegare  l'articolo  2  che
  prevede  la  possibilità della nomina di un advisor che  abbiamo,
  tra l'altro, inserito nel documento di Programmazione economica e
  finanziaria   per  la  dismissione e la valorizzazione  dei  beni
  della  Regione, beni che la Regione, oggi, in Giunta ha approvato
  come  censimento e quindi vorremmo attivare. Questo  articolo  ci
  permette,  appunto, di farlo più velocemente e più concretamente,
  vendendo quello che c'è da vendere, valorizzando quello  che  c'è
  da valorizzare.
   Quindi,  l'articolo  2  vuole testualmente  far  questo.  Volevo
  dirlo ai colleghi perché ci si rendesse conto dell'iniziativa che
  propone il Governo.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Ne  ha  facoltà, in deroga  al  Regolamento  anche
  perché   abbiamo  consentito  al  Presidente  della  Regione   di
  precisare.

    SPEZIALE   Signor  Presidente, se  parla  il  Presidente  della
  Regione in deroga posso parlare pure io.

    PRESIDENTE  Ha ragione, onorevole Speziale, ma sa,  siccome  il
  clima dell'Aula merita atteggiamenti rasserenanti

    SPEZIALE   Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Presidente
  della   Regione  dovrebbe  limitarsi  ad  esprimere   un   parere
  favorevole  o  contrario, non dovrebbe intervenire in  deroga  al
  Regolamento.
   Il   comma   2   recita:    la   procedura   per   l'affidamento
  dell'incarico  di advisor, viene effettuata dal Presidente  della
  Regione  e  si  attiva su proposta dell'Assessore competente  per
  materia,  sentito  l'Assessore per il  bilancio  e  le  finanze .
  Vorrei ricordare al Presidente della Regione, che da tanti anni è
  uomo  di  Governo,  che con la legge numero 5 del 1999,   abbiamo
  fatto  una  legge  sulle dismissioni e che durante  la  fase  del
  Governo   di   centrosinistra,   le   dismissioni   ebbero    una
  accelerazione, furono valutate, ovviamente, prima di essere messe
  sul mercato  e con risultati straordinari. Da quando, poi, c'è il
  Governo  di  centrodestra,  questo processo  è  stato  fortemente
  rallentato.
   Qual  è  la ragione per cui, in quel momento, non era necessaria
  quella  norma ed adesso, invece, essa si rende necessaria,  visto
  che  si sono compiuti atti che hanno permesso di introitare, alla
  Regione  ed al bilancio regionale, centinaia di miliardi  con  le
  dismissioni dalla Corvo alla Insicem di Ragusa?
   Qual  è  la ragione per cui ora, invece, è necessaria una  norma
  specifica  per  la nomina dell'advisor  e non risulta  necessario
  utilizzare, invece, gli strumenti ordinari che furono  utilizzati
  allora  senza  gravare sul bilancio della Regione  con  ulteriori
  spese,   per   potere   procedere  alla   dismissione   di   enti
  fondamentali,   a   partire  dalla  Corvo,   all'Ente   Minerario
  Siciliano, all'Insicem, all'AZASI ed a tante altre aziende?

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indìco   la  votazione   per   scrutinio   segreto
  sull'articolo 2.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  60
   Maggioranza         31
   Favorevoli          34
   Contrari            26
   Astenuti              0

                        (L'Assemblea approva)

    SPEZIALE   Signor  Presidente c'è stata  una  irregolarità.  E'
  stato espresso il voto per un Assessore assente.

    PRESIDENTE   Non  è  così,  onorevole  Speziale.  Facciamo  una
  verifica,  ma  non mi pare che sia successo quanto  lei  afferma.
  Comunque, onorevole Speziale, è assolutamente ininfluente.

    SPEZIALE  E' un problema etico, signor Presidente.

    PRESIDENTE   Onorevole Speziale, lei ha ragione  La  Presidenza
  non  si  è  accorta  di quanto è accaduto, in  qualunque  caso  è
  assolutamente  ininfluente  rispetto all'esito  della  votazione.
  Vorrei invitare i colleghi ad evitare queste spiacevoli furbizie.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, si ripete  la  votazione   per
  scrutinio segreto dell'articolo 2.
   Indìco la votazione per scrutinio segreto.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  59
   Maggioranza         30
   Favorevoli          35
   Contrari            24
   Astenuti              0

                        (L'Assemblea approva)

   Comunico  che  gli  emendamenti 1.9 ed   1.10  sono  considerati
  aggiuntivi.  Intanto, volevo informare l'Aula che gli emendamenti
  aggiuntivi  si  trovano a partire dalla pagina 28 del  fascicolo.
  Dico  ciò  per consentire ai colleghi di poter seguire  meglio  i
  lavori dell'Aula.
   Sostanzialmente, a parte gli articoli non votati che  riguardano
  le  tabelle,  restano  da  votare gli emendamenti  aggiuntivi  e,
  naturalmente, l'articolo 15 che è riepilogativo, con le  relative
  tabelle.
                       Sull'ordine dei lavori

    SPEZIALE   Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor  Presidente,  le  chiedo  scusa,  non  vorrei
  richiamarla ad una corretta interpretazione del Regolamento,  che
  lei  certamente  conosce meglio di me,  ma mi  rendo  conto   che
  l'atteggiamento  confuso  del Governo, anche nei confronti  della
  conoscenza  del  Regolamento d'Aula, potrebbe  provocare  qualche
  strafalcione.
   Non  c'è  alcuna  norma del Regolamento che prevede,  in  questa
  fase,  che  il  Governo possa presentare emendamenti  aggiuntivi.
  Ripeto, non c'è alcuna norma
   Il  Regolamento,  sulla  base  dell'articolo  112,  prevede  una
  deroga  soltanto in caso di riscrittura di emendamenti,  non  può
  presentare  emendamenti  aggiuntivi; dico  questo  affinchè,  una
  volta per tutte si stabilisca qul è il comportamento corretto per
  l'Aula.
   Gli  emendamenti del Governo, seppure presentati  dalla  Giunta,
  in questo momento, non possono trovare ingresso in Aula.
   Pertanto, lei che ha dichiarato già gli emendamenti 1.9 e  1.10,
  del Governo, come aggiuntivi, deve dichiararli inammissibili,  in
  questa fase.

    PRESIDENTE   Onorevole Speziale, intanto gli emendamenti  erano
  stati  presentati  prima  che  votassimo  sia  l'articolo  2  che
  l'articolo 1 e, tuttavia,  il comma 7 dell'articolo 112  consente
  al   Governo  di  presentare  emendamenti  di  riscrittura  o  di
  rielaborazione   degli   articoli,  degli   emendamenti   e   dei
  subemendamenti.
   Possiamo  formalizzare questo passaggio attraverso  il  rispetto
  di  una  procedura letterale prevista dal comma  7  dell'articolo
  112,  ma  lei  comprende che si tratta soltanto  di  formalizzare
  un'ipotesi   già   formalizzata  con   la   presentazione   degli
  emendamenti:  se  adesso il Governo chiedesse di  riscrivere  uno
  qualunque degli emendamenti presentati, inserendo nei medesimi  i
  due emendamenti che ha già presentato, si metterebbe in regola.
   Pertanto,  se dobbiamo compiere un passaggio di natura  formale,
  compiamo  un  passaggio di natura formale, sapendo  però  che  si
  tratta di questo.  L'osservazione che solleva la Presidenza  mira
  esclusivamente  ad  accelerare ed  a  semplificare  le  procedure
  d'Aula.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor  Presidente,  voglio  leggerle  il  comma   7
  dell'articolo 112:  i termini di cui ai commi precedenti  non  si
  applicano alla presentazione di emendamenti da parte del  Governo
  e  della  Commissione tendenti alla rielaborazione  di  articoli,
  nonché degli emendamenti e dei subemendamenti presentati .
   Considerato  che  abbiamo chiuso l'articolo 1,  non  c'è  alcuna
  rielaborazione  di  emendamenti.  C'è il tentativo  maldestro  da
  parte del Governo...

    PRESIDENTE  Onorevole Speziale, le chiedo scusa. Siamo  stanchi
  e,  quindi, è giusto aiutarci reciprocamente. Il comma 7  recita:
   tendenti   alla  rielaborazione  degli  articoli  nonché   degli
  emendamenti e dei subemendamenti presentati .
   Per  questo facevo riferimento anche ai  subemendamenti. Ripeto,
  trattasi,  in  entrambi i casi, di emendamenti  presentati  prima
  della chiusura della discussione  e del voto.

    SPEZIALE  Non è così, signor Presidente.

    PRESIDENTE   Sì,  è così, e comunque ci sono ancora  tutti  gli
  emendamenti   aggiuntivi  per  cui   si   tratta    soltanto   di
  semplificare i lavori, onorevole Speziale.
   E'  un  discorso  di  natura meramente formale.   Se  adesso  il
  Governo  chiedesse alla Presidenza la sospensione dei lavori  per
  due minuti, al fine di rielaborare uno di questi emendamenti,  la
  Presidenza dovrebbe accogliere tale la richiesta.
   Pertanto,  dobbiamo  decidere se intendiamo  darvi  seguito,   e
  personalmente sono d'accordo con lei dal punto di vista meramente
  formale,   se,  viceversa,  passiamo  alla  sostanza  dei  fatti,
  significa  che,  in  questa  formulazione,  possiamo  votare  gli
  emendamenti perché alla fine il risultato sarebbe identico.

    SPEZIALE   Signor  Presidente, la  fattispecie  a  cui  lei  fa
  riferimento è un'altra.
   Il  Governo  o  i  deputati hanno presentato  emendamenti  prima
  dell'approvazione dell'articolo, in questo caso dell'articolo  1,
  il  Governo  può  riscrivere gli emendamenti  già  presentati   a
  conclusione della discussione generale.
   Non  siamo  in questa fattispecie. Il Governo in questo  momento
  non  ha  titolo per presentare emendamenti, fra l'altro,  essendo
  già  in trattazione la materia, visto che si tenta di stravolgere
  l'emendamento  del  Gruppo parlamentare dei  DS,  che  riguardava
  l'esenzione del ticket per gli ultra sessantacinquenni.
   Signor  Presidente,  non possiamo, attraverso  marchingegni  non
  previsti  dal  Regolamento, stralciare norme che sono  state  già
  approvate  dall'Aula,  né  il Governo può  utilizzare  le  pieghe
  regolamentari, che non gli danno alcun titolo, per stralciare una
  norma già approvata dall'Aula che riguarda, appunto,  l'esenzione
  del ticket per  chi ha più di 65 anni.
   Norma  che  si  tenta di correggere con subemendamenti  che,  in
  questa  fase, non possono avere accesso in Aula come  emendamenti
  rielaborati  o  come  emendamenti assestanti,  né  come  articoli
  aggiuntivi.

    PRESIDENTE   Onorevole  Speziale, la  Presidenza  non  può  che
  ribadire  quanto ha già detto: la fattispecie prevista dal  comma
  7,  dell'articolo 112, consente al Governo, in qualunque momento,
  di   rielaborare   e  riscrivere  emendamenti  e   subemendamenti
  presentati, ed anche articoli.
   Se  il Governo si inserisse, come ritengo che farà, nel caso  in
  cui    ritiene  di  dovere  insistere  in  uno  qualunque   degli
  emendamenti presentati dallo stesso, il problema si porrebbe.
   Per  tale motivo,  onorevole Speziale, mi sono permesso di  dire
  che  dobbiamo  decidere  se  seguire un  comportamento  meramente
  formale  o,  invece,  più  concretamente sostanziale  rispetto  a
  questo tema, non cambia molto rispetto ai contenuti.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che
  stiamo  lavorando forzando pesantemente il Regolamento ed  è  ciò
  che è avvenuto in questo Parlamento, in questa sessione.
   Sono  stati annunciate e poi rinviate norme che lei,  in  questo
  momento,  ha  assunto  come emendamenti  aggiuntivi,  emendamenti
  presentati  qualche  minuto  fa dal  Governo  rispetto  al  testo
  approvato  dall'Aula  che  fissa, in maniera  inequivoca,  alcuni
  princìpi,  come  quello che per i prossimi tre anni  non  si  può
  procedere  a  nuovi accreditamenti e si presenta  un  emendamento
  che,  di  fatto, conferma la deroga che era stata  cancellata  da
  questo Parlamento.
   Questa  è  violazione del Regolamento di quest'Aula,  così  come
  non  può  essere  derogata  una norma introdotta  per  legge  che
  stabilisce   l'esenzione   per   gli   ultra   sessantacinquenni,
  attraverso un artificio lessicale che viola il princìpio con  cui
  si  è  manifestata la volontà, chiara ed inequivoca, da parte  di
  questo Parlamento.
   Qui  dobbiamo  capire  cosa si intende per  rielaborazione,  per
  riscrittura,  se non il fatto che si può riscrivere  ciò  che  si
  sta,  in  corso d'opera, valutando e non invece riscrivere  testi
  che  sono stati espressi con una volontà chiara ed inequivoca  da
  parte dell'Aula.
   L'Aula  ha  voluto eliminare la deroga dei nuovi  accreditamenti
  ed    ha    voluto   introdurre   l'esenzione   per   gli   ultra
  sessantacinquenni;  vorrei  che  fosse  chiaro  di  cosa   stiamo
  parlando perché qualunque meccanismo di furbizia, a questo punto,
  che viola anche il buon senso regolamentare, non può reintrodurre
  ciò  che  il  Parlamento  ha votato qualche  ora  fa,  con   voto
  segreto,  ed  in  maniera  chiara con un voto  d'Aula  abbastanza
  esteso.
   Io  la  prego,  quindi,  signor Presidente,  di  consentire  che
  quest'Aula  proceda  con  la  massima  serenità,  non   compiendo
  forzature  che,  evidentemente, avrebbero soltanto  lo  scopo  di
  rendere   ridicolo  il  lavoro  dei  parlamentari:  in  qualunque
  momento,  infatti,  se  passasse questo principio,  il  voto  dei
  parlamentari  non  sarebbe più libero perché quello  stesso  voto
  potrebbe  essere  smentito  da  una  iniziativa  unilaterale  del
  Governo,  che si richiama a non so quali princìpi di  maggioranza
  per smentire un voto precedentemente espresso.
   Quindi la prego, signor Presidente, lei in questo momento ha  la
  responsabilità  di  impedire  che in  quest'Aula  si  produca  un
  misfatto  regolamentare che diventi anche prassi che, in  qualche
  modo, potrà incidere nei lavori parlamentari futuri.

   PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, onorevoli membri  del  Governo,
  il  comma 7 dell'articolo 112 si interpreta nel senso che abbiamo
  già  illustrato  poc'anzi, interpretazione su  cui  non  ci  sono
  dubbi.
   Il  problema  è piuttosto un altro, cioè che ancora  il  Governo
  non ha richiesto alla Presidenza di presentare una riformulazione
  o,  comunque, un emendamento relativo ad altre questioni in  atto
  sospese.
   Ed  allora,  poiché al momento dobbiamo ancora discutere  alcuni
  emendamenti   aggiuntivi  riguardanti   altra   materia   e,   in
  particolare,  gli  emendamenti dal  numero  14.1  a  seguire,  la
  Presidenza è orientata a sospendere per qualche minuto la  seduta
  al  fine  di  consentire un approfondimento; una cosa è  tuttavia
  certa,  cioè  l'interpretazione riferita al comma 7 dell'articolo
  112,  sulla  quale,  anche  con  il  conforto  degli  Uffici,  la
  Presidenza  non  ha  alcun dubbio che la  strada  intrapresa  sia
  quella corretta.
   Pertanto,  non  sorgendo osservazioni, la seduta è  sospesa  per
  quindici minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 17.00, è ripresa alle ore 17.43)

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE.   Comunico  all'Aula  che  la  Presidenza   dichiara
  improponibili  i  seguenti emendamenti: 14.3, 14.4,  14.5,  14.9,
  14.10.
      L'emendamento  1.9  è  altresì  improponibile  in  quanto  si
  riferisce a materia sulla quale l'Assemblea si è già pronunziata.
   Relativamente    agli  altri  emendamenti  la  Presidenza    sta
  compiendo gli accertamenti necessari.
   Si passa all'emendamento 14.1.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo  chiesto
  al   Governo  di  verificare  l'emendamento  aggiuntivo   da   me
  presentato  che recita testualmente  L'Articolo 2  del  comma  59
  della  legge  662/96 viene applicato anche agli  alloggi  facenti
  parte  del  demanio  regionale ai fini  della  loro  cessione  in
  proprietà .
   La   questione  si  pone  in    questi  termini:  con  la  legge
  nazionale,  lo Stato ha stabilito di cedere tutti gli alloggi  di
  edilizia  economica e popolare, costruiti con   fondi  nazionali,
  anche quando questi si trovavano in presenza di fatti riguardanti
  abusi  edilizi  con  una  procedura - io vorrei  che  il  Governo
  ascoltasse    almeno  l'Assessore  Pagano  -   che  stabiliva  il
  trasferimento  della proprietà agli inquilini e che  gli  stessi,
  in  deroga  alle  norma sull'abusivismo, possano  se  interessati
  presentare  istanza  di  sanatoria;   sulla  base  dell'eventuale
  ammissibilità dell'istanza medesima, si quantifica il tutto, cioè
  l'immobile,  compreso  l'abuso,  e  successivamente   al   parere
  dell'ufficio  tecnico erariale,  viene venduto all'inquilino  con
  un introito da parte della Regione.
   Io  ho  calcolato, per quanto riguarda la mia provincia, che  in
  questa    fattispecie   ricadono    circa   200   alloggi     che
  permetterebbero  in  Sicilia, proiettandolo su  scala  regionale,
  circa  2.000  alloggi, con la possibilità di un introito  per  la
  Regione siciliana di circa 60 miliardi di lire.
   Avevo  chiesto  al  Governo di verificarlo  -   l'ho  verificato
  direttamente  io  con gli uffici - per cui chiedo  che  la  norma
  venga approvata.

    PRESIDENTE   L'emendamento 14.1  è' accantonato.
     Si passa all'emendamento 14.2  .

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi è stato presentato  dal  Governo
  il   subemendamento  14.2.1. che così recita:   nel  terzo  comma
  sostituire  le  parole   il contributo' a  giugno  2005'  con  le
  parole   un'anticipazione di 400 migliaia di euro  da  restituire
  entro il 31 dicembre 2005'.
   In  buona  sostanza,  dal regime di contribuzione  si  passa  ad
  un'anticipazione.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  esprimo  il
  mio   parere  contrario a questo emendamento  perché  sebbene  si
  modifichi  il contributo in anticipazione di prestito,  anche  se
  ciò  è  singolare, la Regione diventerebbe  un istituto che eroga
  prestiti, circostanza  inedita da questo punto di vista.
   Ne  prendo  atto, vedremo se e quanti enti potranno accedere  al
  sistema  dei  prestiti regionali, cioè la  diretta erogazione  da
  parte  della  Regione  di   un prestito:  voglio  capire  poi  il
  meccanismo   eventuale  in  caso  di  mancata  restituzione   del
  prestito, quale sanzione  infatti si  determinerebbe? Se ci  sono
  meccanismi ipotecari, di male in peggio
   In  ogni caso,  credo che ci sia un problema di fondo che non  è
  tanto l'autorizzazione al mutuo per ripianare le perdite prodotte
  da  una  gestione  disastrosa della  Fiera  del  Mediterraneo  di
  Palermo;  non è un caso peraltro, che uno degli enti, dove  si  è
  aperta qualche vicenda di natura contabile e giudiziaria.
   Io  credo  che  questo  emendamento si  propone,  di  fatto,  la
  copertura   di    una   gestione  disastrosa   dell'Ente   Fiera,
  autorizzando  un  mutuo che, materialmente  pagherà  la  Regione,
  perché  la  gestione economica della Fiera continua ad essere  in
  perdita, non profilandosi uno sviluppo economico.
   Ritengo  che  occorra   affrontare  il  problema  al  contrario,
  mettere  cioè  mano  istituendo  un Consiglio di  amministrazione
  dell'Ente  che  sia  in grado di proporre un  piano  aziendale  e
  industriale di sviluppo economico e, solo entro questa strategia,
  affrontare il tema del risanamento.
     Qui,  invece   stiamo ripianando perdite  che  si  manterranno
  anche per il futuro.
   Esprimo  pertanto  il mio parere contrario,  preannunziando   la
  richiesta  di  voto  segreto rispetto a  questo  emendamento:  mi
  auguro  che  l'Aula sappia ben comprendere cosa si sta proponendo
  con l'emendamento del collega Acierno.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, poiché  l'onorevole  Cracolici
  ha chiesto il voto segreto, preciso che nel caso in cui l'Aula si
  pronunci favorevolmente  non si potrebbero compiere dichiarazioni
  di voto, se non per dichiarare l'astensione.
   Ha  facoltà di parlare l'onorevole Acierno per dichiarazione  di
  voto.

    ACIERNO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo  che
  l'onorevole   Cracolici  abbia  sbagliato  il   tiro    nel   suo
  intervento,  perché  dalle  sue parole  non  c'è  dubbio  che  si
  riconosce  una sorta di livore nei confronti dell'ex  commissario
  dell'Ente  Fiera  del  Mediterraneo  ma,  di  fatto,  non   vuole
  affrontare,   un  tema che è quello degli Enti  Fiera  Palermo  e
  Messina, un problema non  dell'ultima o della penultima gestione,
  bensì  una vicenda  che la Regione, organo di controllo  di  tali
  due  Enti -  non dobbiamo dimenticare che l'Assessorato regionale
  per  la   cooperazione esercita il controllo -  non ha mai voluto
  seriamente affrontare.
   Personalmente  ad  inizio di questa legislatura,  ho  presentato
  due  interrogazioni  che non volevano colpire  alcuno,  piuttosto
  basandomi  sulla problematica degli Enti Fiera, che ancora  oggi,
  ritengo  siano occasione di potenziale sviluppo economico.  Basti
  ricordare  i  manifesti della Fiera del Mediterraneo  degli  anni
  '60, che la promuovevano come la Campionaria di questa regione al
  centro  del Mediterraneo (e parliamo di 40 anni fa) ma, di fatto,
  nella  realtà della storia di questi enti, la Regione non ha  mai
  voluto  avanzare nessun tipo di intervento strutturale,  mettendo
  così   di  volta in volta, la testa sotto la sabbia e utilizzando
  lo    strumento,    dalla   fine   dell'ultimo    Consiglio    di
  amministrazione,  della  nomina  di   una   serie   infinita   di
  commissari  straordinari  per la privatizzazione, in  particolare
  dell'Ente Fiera del Mediterraneo.
   La  Regione,  che  firmava i decreti di  nomina  dei  commissari
  straordinari per la privatizzazione degli enti, non ha mai badato
  alla circostanza che, di fatto, quei commissari straordinari  non
  promuovevano  nessun  atto  volto  all'effettiva  privatizzazione
  dell'Ente.
   Ma,    onorevole   Cracolici,   nonostante    lei    oggi    sia
  dell'opposizione,   non deve   dimenticare i momenti  in  cui  il
  centrosinistra  ha  avuto  anche lui  i  sui  momenti  di  gloria
  nominando    un   commissario  straordinario   alla   Fiera   del
  Mediterraneo, per intenderci colui che, per esempio, inventò  uno
  strumento  favoloso  ,  il  Ciem , quanto di  peggio  si  potesse
  allora pensare perchè,  così  non aveva fatto altro che creare il
  clone dell'ente Fiera del Mediterraneo con ulteriori  costi, e si
  approvò una norma perversa che prevedeva che le perdite di questa
  società,  partecipata dall'Ente Fiera del Mediterraneo, venissero
  ripianate dalla Fiera del Mediterraneo.
   Concludo  affermando  che  i  due  emendamenti  presentati   dal
  Governo  in  Commissione bilancio non sono  stati   formulati  in
  maniera  chiara  perché  in  uno  si  faceva  riferimento  ad  un
  contributo  straordinario a fondo perduto, -   ed  era  veramente
  eclatante porla in questi termini - , l'altro invece sosteneva le
  motivazioni   per  dare  modo  agli  enti  fiera  di  una   reale
  ricapitalizzazione,    assumendosi    così    la    Regione    la
  responsabilità delle garanzie sussidiarie per il mutuo,  o per  i
  mutui dato che ci si riferiva ai  due enti fiera.
   Nell'emendamento  a  mia  firma,  il  14.2,  se  lo   si   legge
  attentamente, l'Assessorato regionale per il  bilancio  non  solo
  verifica  preliminarmente il Piano di risanamento e il  Piano  di
  ammortamento  del mutuo, ma nomina un  commissario  straordinario
  che   si   deve   occupare  -  affiancando  o  il  consiglio   di
  amministrazione   o  il  commissario  straordinario   -     della
  gestione  ordinaria e della privatizzazione  fino a  quando  quel
  Piano di risanamento non verrà attuato.
   Inoltre,  con  il mio emendamento ho modificato   il  senso  del
  contributo  straordinario a fondo perduto in  un  contributo  che
  risolve immediatamente il problema del  pagamento degli stipendi,
  poiché  i due enti attualmente non sono nelle condizioni  di  far
  fronte a questo impegno, trasformando, dicevo,  il contributo  in
  conto  capitale  in un vero e proprio prestito che  dovrà  essere
  restituito  dato  che   entra  a  far  parte  di  quel  Piano  di
  risanamento che la Regione stessa controlla.
   L'Assessore  Pagano  con il proprio sub emendamento  propone  la
  trasformazione da un contributo a fondo perduto alla restituzione
  dello  stesso,  entro un anno,  non tenendo conto che  tutto  ciò
  grava su un soggetto che non dispone più di mezzi finanziari.  La
  previsione di un rientro in sei semestralità era stata  posta  in
  essere per evitare quello che l'opposizione oggi dice:  cioè  che
  la  Regione  elargisce soldi alla Fiera del Mediterraneo  sapendo
  che quest'ultima non potrà restituirli.
   Probabilmente,  così   si  rischia  di  non  vedere   restituite
  quelle somme.
   Inviterei  il  Governo  a  ritirare  il  subemendamento  14.2.1,
  augurandomi che l'Aula abbia la sensibilità di capire che non v'è
  alcuna  intenzione  di  salvare alcuno, anche perché  ho  sentito
  parlare  di Procura. Se ci sono estremi da Procura non  è  questa
  norma che li risolve poiché gli atti già prodotti restano tali.
   Noi  dobbiamo assumerci la responsabilità politica di  risolvere
  il problema degli enti  fiera e, partendo dalla cristallizzazione
  dell'indebitamento, invito il Governo a portare in Aula, in tempi
  brevi,   un  disegno  di  legge   per  il  riordino  del  sistema
  fieristico. Ciò sarebbe  più interessante e difendibile.

    PRESIDENTE   Il  Governo  intende  ritirare  il  subemendamento
  14.2.1?

    PAGANO   assessore  per il bilancio e le finanze.  Dichiaro  di
  ritirarlo.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa  all'emendamento  14.2. Lo  pongo  in  votazione.  Il
      parere del Governo?

    PAGANO  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole..

    CRACOLICI   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

          (Gli onorevoli Crisfulli, D'Antoni, Ferro, Raiti,
         Speziale, Zago, Orlando, Giannopolo, appoggiano la
                             richiesta)

      Votazione  per   scrutinio segreto dell'emendamento 14.2

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indìco   la  votazione   per   scrutinio   segreto
  sull'emendamento 14.2.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

              Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  a  scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  61
   Maggioranza         31
   Favorevoli          28
   Contrari            32
   Astenuti              1

                      (L'Assemblea non approva)

    PRESIDENTE   Si  riprendono gli emendamenti  10.1  e  10.2,  in
  precedenza accantonati.

        Onorevoli  colleghi,  la seduta  è  sospesa  per  qualche
      minuto.

    (La seduta, sospesa alle ore 18,03, è ripresa alle ore 18.25)

   La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  i  Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari   della  maggioranza  hanno  richiesto   una   breve
  sospensione  per  poter  effettuare una  verifica  rispetto  alle
  materie sin qui affrontate ed alle soluzioni individuate,   anche
  con  riferimento agli effetti finanziari degli articoli  e  degli
  emendamenti votati.
   Pertanto la seduta è sospesa e riprenderà alle ore 19.00.

    (La seduta, sospesa alle ore 18.26, è ripresa alle ore 19.25)

   La seduta è ripresa.

    CUFFARO  presidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CUFFARO    presidente   della   Regione.   Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi,  vorrei  sottolineare  il  grande  senso  di
  responsabilità  nei confronti delle istituzioni e soprattutto  il
  grande  rispetto per questo Parlamento - rispetto che non  mi  ha
  mai  fatto  minimamente  pensare se  rimanere  qui  o  andare  al
  Parlamento  europeo -, senso di responsabilità e  rispetto  anche
  nei  confronti dei siciliani, che mi hanno indotto a non fare una
  scelta  diversa che avrebbe determinato, per la prima  volta,  lo
  scioglimento del più antico e prestigioso Parlamento europeo.
   Proprio  richiamando il rispetto per questo  Parlamento,  signor
  Presidente, il Governo da me presieduto sente oggi il  dovere  di
  chiederle di rimandare in Commissione questo disegno di legge che
  pure  abbiamo  voluto  con grande forza, una manovra  finanziaria
  rigorosa  così  come rigoroso è stato il Governo nel  tentare  di
  riequilibrare soprattutto i conti della sanità.
   Una  manovra rigorosa ma giusta, perchè solidale, perchè non c'è
  in  questa  manovra nessuna intenzione, come è chiaro e  come  si
  evince,  di  farne  pagare  il costo  ai  servizi  sociali  della
  Sicilia,  di  farlo pagare alle scuole, di farlo  pagare  a  quei
  servizi  che  noi riteniamo sia giusto far crescere e  difendere.
  Riteniamo che questa manovra proposta dal Governo, che aveva come
  obiettivo  quello  di riequilibrare i conti,  soprattutto  quelli
  della sanità, che come tutti voi sapete sono il vero problema del
  nostro  bilancio - ma non solo del nostro bensì di  tutti  quelli
  delle  altre regioni d'Italia - non ha raggiunto l'obiettivo  che
  si  era  prefissata, perchè la sanità è un problema  seppure  non
  solo nostro.
   Noi  abbiamo avuto il coraggio di affrontarlo con determinazione
  ed  in  tal senso abbiamo spesso chiesto ai siciliani di seguirci
  in  alcuni sacrifici; ma i sacrifici che abbiamo chiesto, abbiamo
  scelto di chiederli soprattutto a coloro che ritenevamo potessero
  in qualche modo affrontarli.
   Quello   che   è  venuto  fuori  questa  sera,  durante   l'iter
  legislativo  di questa manovra si deve anche ad alcune  decisioni
  che  hanno  stravolto, prima ancora di quanto stiamo  registrando
  adesso - che è già grave  - la manovra economica in sé. Ma  prima
  ancora della manovra economica è stato stravolto lo spirito e  la
  filosofia  delle  scelte  che questo Governo  ha  portato  avanti
  chiedendo  sacrifici ai siciliani: da qui è passato il  principio
  di  far  pagare  un  costo aggiuntivo per la sanità  siciliana  a
  coloro  che,  non  avendo 64 anni o 65 anni,  hanno  un  famiglia
  numerosa  ed un reddito bassissimo, piuttosto che farlo pagare  a
  quelli che hanno superato i 65 anni e che sono miliardari.
   Il  Governo  non può permettersi questo, prima ancora  che  come
  manovra  economica e finanziaria, come scelta  di  governo,  come
  filosofia delle cose che stiamo portando avanti.
   Onorevole  Presidente, io credo che la politica debba intendersi
  come  il  dovere di concorrere e di contribuire alla ricerca  del
  bene comune, al raggiungimento di un progetto di bene comune e mi
  rifiuto  di  pensare  che  dentro la  politica,  per  quelli  che
  concorrono  alla ricerca di un bene comune, ci possa  essere  chi
  lavora  per cercarlo e chi lavora, invece, per far sì che  questo
  non  si  realizzi.  Capisco che si possa  lavorare  con  percorsi
  diversi,  con  scelte  diverse, ma è  indubbio  che,  essendo  la
  politica la ricerca di un progetto di bene comune, tutte le forze
  devono lavorare per raggiungere tale obiettivo.
   Oggi,  in quest'Aula, ciò non si è verificato perché c'è chi  ha
  lavorato per non farci raggiungere tale obiettivo e costoro  sono
  parte  di  questo  Parlamento, siano essi di opposizione  che  di
  maggioranza,  perché  il  risultato  del  voto  di  alcune  norme
  coinvolge   il   Parlamento  sia  nella   minoranza   che   nella
  maggioranza.
   Allora,  è  proprio  per  grande  senso  di  responsabilità,  ma
  soprattutto  l'alta  opinione ed il rispetto  che  ho  di  questo
  Parlamento che credo non sia utile portare avanti questa manovra,
  soprattutto perché verrebbero fuori norme che, probabilmente, non
  solo  non  sono  quelle  che il Governo ha voluto  proporre  come
  iniziative  per  raggiungere dei risultati,  ma  forse  non  sono
  neanche  quelle  che pensano alcuni di coloro che comunque  hanno
  contribuito a stravolgerle.
   Ed  è  proprio perché penso di interpretare, con questa opinione
  e  questo  senso di rispetto per il Parlamento, anche la  volontà
  dei singoli parlamentari che chiedo, signor Presidente, il rinvio
  di   questo  disegno  di  legge  in  Commissione,  al   fine   di
  ridiscuterlo  e di avviare alcune riflessioni che  consentano  di
  approvare  una  manovra finanziariamente utile alla  Regione,  ma
  soprattutto  utile  a  dare risposte certe e  solidali  ai  tanti
  cittadini  siciliani che si aspettano da questo Parlamento  delle
  leggi   giuste,  che  risolvano  i  problemi  della  collettività
  siciliana.
   Quindi,   signor  Presidente,  è  certamente  non   con   grande
  entusiasmo  che  il Governo rinuncia, almeno per  il  momento,  a
  questa  manovra  finanziaria;  non è  certamente  con  entusiasmo
  perché  sappiamo che alcuni dei problemi che abbiamo  affrontato,
  purtroppo, rischiano di aggravarsi nei prossimi giorni,  problemi
  che  sicuramente l'approvazione della manovra  avrebbe consentito
  di  risolvere, disponendo delle risorse di compartecipazione alla
  spesa  sanitaria  dello Stato che, in questo  momento,  avrebbero
  aiutato le nostre casse, soprattutto quelle delle A.U.S.L.
   Crediamo,  però, che rimandare di qualche mese questa manovra  e
  le risposte che la gente si aspettava da questa, sia meno dannoso
  che   approvare  una  manovra  che  peggiorerebbe  la   filosofia
  complessiva della stessa.
   Quindi, signor Presidente, le rinnovo la richiesta di rinvio  in
  Commissione  della manovra finanziaria per le dovute  riflessioni
  e  le chiedo, altresì, sempre per grande senso di responsabilità,
  di   riconvocare   la  Conferenza  dei  Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari  per   anticipare la ripresa dei  lavori  di  questo
  Parlamento. Credo che sia necessario farlo perché, oggi  più  che
  mai,  è importante tornare in questo Parlamento per approvare  la
  manovra del Governo.

                 (Applausi dai banchi della Destra)

   PRESIDENTE.  Onorevole  Presidente  della  Regione,   ai   sensi
  dell'articolo  121  quater  del  Regolamento  interno,l'Assemblea
  decide  per alzata e seduta sulla richiesta di rinvio del disegno
  di legge in Commissione.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  ai  sensi  del   Regolamento
  interno non c'è dibattito.

    CRISAFULLI  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi, ripeto  non  è  previsto  né
  dibattito, né dichiarazione di voto.

    ORTISI     Onorevole   Presidente,   così   non   migliora   la
  situazione

    PRESIDENTE    Pongo in votazione il rinvio in  Commissione  del
  disegno di legge numero 898/A. Chi è favorevole resti seduto; chi
  è contrario si alzi.

                           (E' approvato)


   Presidenza del vicepresidente Fleres


   Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge «
   Approvazione del rendiconto generale dell'Amministrazione della
   Regione e dell'Azienda delle foreste demaniali, per l'esercizio
                      finanziario 2003» (897/A)

    PRESIDENTE   Si  passa al terzo punto dell'ordine  del  giorno:
  Votazione  finale del disegno di legge numero 897/A «Approvazione
  del  rendiconto  generale dell'Amministrazione  della  Regione  e
  dell'Azienda delle foreste demaniali, per l'esercizio finanziario
  2003».
   Indìco la votazione per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  44
   Maggioranza         23
   Favorevoli          44

                        (L'Assemblea approva)


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                       Sull'ordine dei lavori

    SPEZIALE  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE     Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    le
  dichiarazioni  rese dal Presidente della Regione, per  la  natura
  delle  stesse  e  per  l'atto che ha coinvolto  direttamente   lo
  stesso  Presidente,  segnano una delle pagine  più  oscure  della
  storia del Parlamento siciliano.
   Le  cose  dette  dal Presidente della Regione, che sottintendono
  in realtà un disprezzo nei confronti del Parlamento regionale che
  aveva commesso un peccato di lesa maestà, in quanto sulla base di
  un  libero  confronto e di un libero dibattito, si era  orientato
  affinché  alcune norme contenute nell'articolo 1 del  disegno  di
  legge  venissero modificate, ad un certo punto, in corso  d'opera
  ed  in fase avanzata dell'esame del disegno di legge, il Governo,
  immotivatamente, ne chiede il rinvio in Commissione.

    PAGANO   assessore per il bilancio e le finanze. Non devi  dire
  queste cose

    SPEZIALE   Assessore Pagano non può essere lei a decidere  cosa
  si  deve  fare  in  questo Parlamento.  Lei  è  uno  dei  novanta
  parlamentari  che  un  po'  di  danno  a  questa  Regione  lo  ha
  procurato,  visto come ha diretto l'Assessorato al bilancio
   Ritornando  al mio discorso, preciso che le motivazioni  addotte
  dal Presidente della Regione, per un ritorno del disegno di legge
  in Commissione, sono un'accusa nei confronti del Parlamento.
   Desidero  però ricordare al Presidente della Regione che  questo
  Parlamento  ha alto il senso della sua funzione, un grande  senso
  di responsabilità ed ha operato con queste finalità.
   Tra  le  norme  approvate dal Parlamento  esiste  una  norma  di
  contenimento  della spesa che riguardava la riabilitazione  e  la
  lungodegenza che il Governo voleva sforare, invece, il Parlamento
  ha  posto  un  limite. Così come  per quanto  riguarda  la  norma
  legata  all'esenzione dei ticket  rimane aperto il dibattito,  ci
  sono due impostazioni generali, due visioni; il Parlamento, e non
  la  sua  minoranza,  ha inteso approvare una  norma  modificativa
  dell'orientamento del Governo.
   Il  Presidente della Regione ha fornito motivazioni politiche  e
  siccome è la prima volta che il Presidente comunica di voler fare
  una  manovra finanziaria  e poi  non la porta avanti e, di fatto,
  accusa   il  Parlamento   di  irresponsabilità  solo  perché   il
  Parlamento  ha  assunto  un orientamento  diverso  rispetto  alla
  manovra   del   Governo,  questo  non  può  passare   inosservato
  all'interno del  Parlamento regionale.
   Pertanto,  signor Presidente, poiché ciò è prova che  dietro  la
  posizione  del  Governo  si nasconde, in realtà,  la  volontà  di
  eliminare  la  manovra  e  di impedire,  con  la  chiusura  della
  sessione,  che  il  Parlamento possa  portare  a  compimento  una
  manovra  nella  libertà dell'esercizio delle  sue   funzioni,  le
  chiedo,  per  prima  cosa,  di non  rinviare  la  sessione  e  di
  applicare   quanto   previsto   dall'articolo   98   quater   del
  Regolamento, che stabilisce che le sessioni sono bimestrali.
   Le  voglio  ricordare, signor Presidente, che questa sessione  è
  iniziata  il primo luglio e quindi si potrebbe chiudere il  primo
  settembre  e  che  l'articolo 121 quater  stabilisce   all'ultimo
  comma  che,  quando  viene richiesto il  rinvio  in  Commissione,
  trascorsi  quindici giorni, il disegno di legge  viene  riscritto
  per  i lavori d'Aula. Fra l'altro, c'é una ragione in più per non
  chiudere la sessione ed è che probabilmente il Commissario  dello
  Stato  potrebbe impugnare alcune norme della legge  elettorale  e
  noi dovremmo tornare qui per approvare l'ordine del giorno.
   Pertanto,  le propongo, signor Presidente, trovandoci di  fronte
  a  questa condizione, un fattivo calendario dei lavori: si  diano
  quindici giorni alla Commissione per discutere le norme  che  non
  sono  state  esitate  dal Parlamento, cioè  tutte  le  norme  che
  rimangono, si ritorni prima della chiusura della sessione in Aula
  e  si  affronti il disegno di legge; in Commissione si  mandi  il
  testo,  questa  può  esaminarne le parti   non  ancora  esaminate
  dall'Aula,  ma   non  può  entrare nel merito  delle  norme   già
  approvate  dall'Aula, la cui volontà, una volta manifestata,  non
  può essere più messa in discussione .
   Signor  Presidente, nulla osta  che ci possa essere un  elemento
  correttivo sulle norme da esaminare, da parte del Governo, ma  si
  rispetti  il  Regolamento, si rispettino  i  tempi  previsti  dal
  Regolamento e sopratutto si abbia più rispetto per la volontà del
  Parlamento.  Ci  opponiamo al rinvio  del  disegno  di  legge  in
  Commissione,   così  come il Governo chiede,  e  qualora  venisse
  votato per alzata e seduta - siete maggioranza e quindi il rinvio
  sarà  approvato  - ,  che siano però previsti i  quindici  giorni
  previsti  dal Regolamento, esattamente ai sensi del quarto  comma
  dell'articolo 121 quater e che si riporti entro la fine del  mese
  il  testo  in  Aula  per  l'esame e  la  relativa  da  parte  del
  Parlamento regionale.

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  poiché  la  Conferenza   dei
  Presidenti  dei Gruppi parlametnari ha già stabilito la  data  di
  chiusura della sessione...

   CRISTAFULLI. Ho chiesto di parlare.

   PRESIDENTE. Su che cosa deve parlare, onorevole Crisafulli?

   CRISAFULLI. Sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Crisafulli,  non  ci  sono  più  lavori.
  Pertanto  dichiaro chiusa la sessione estiva  ed  avverto  che  i
  deputati saranno convocati a domicilio.

                  La seduta è tolta alle ore 19.45
        Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 20.45

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                      Dott. Giovanni Tomasello

  ALLEGATO

   Risposte scritte ad interrogazioni

   VILLARI  -  PANARELLO.  - «All' Assessore  per  il  turismo,  le
  comunicazioni  e i trasporti, premesso che l'approssimarsi  della
  stagione  estiva  rende  più che mai necessario  un  servizio  di
  trasporto da e per le isole minori efficiente e sicuro;

   osservato  che più volte sono stati denunziati disservizi  della
  SIREMAR quali:

   a)  pagamento anticipato del biglietto che dovrebbe valere  come
  prenotazione  e  che  impegna  il viaggiatore  a  presentarsi  al
  momento  della  partenza,  ma che non garantisce  l'imbarco  (con
  gravi problemi per chi è costretto a pernottare una sera in più e
  senza alcuna prenotazione alberghiera);

   b)  pagamento del supplemento per nave veloce (da due ore ad una
  sulla  tratta Lipari-Milazzo) senza che ad esso corrisponda alcun
  vantaggio  effettivo (sono stati registrati tempi di  navigazione
  sulla stessa tratta di due ore e mezza ) e senza alcun rimborso;

   per sapere:

   quali  iniziative  intenda  assumere  affinché  simili  o  altri
  disguidi non abbiano più a ripetersi;

   se  non  intenda  procedere con la Siremar alla  verifica  della
  qualità  dei  servizi  offerti  e suggerire  opportune  forme  di
  riorganizzazione  delle procedure burocratiche fin  qui  seguite,
  secondo i codici europei a tutela dei viaggiatori» (1698).

   Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1698,  gli
  onorevoli interroganti lamentano alcuni disservizi della SIREMAR,
  società  che gestisce i collegamenti marittimi da e per le  isole
  minori   (in   particolar  modo,  il  pagamento  anticipato   del
  biglietto,  che non garantisce l'imbarco, ed il pagamento  di  un
  supplemento per la nave veloce che, comunque, impiega  lo  stesso
  tempo  di  navigazione di un normale traghetto), ed  al  contempo
  chiedono  di conoscere le iniziative che si possano intraprendere
  per  mettere  fine a tali inefficienze e se si intenda  procedere
  alla  verifica  della  qualità dei servizi offerti  dalla  stessa
  società di navigazione.
   Innanzitutto   pare  opportuno  precisare  che  la   fattispecie
  lamentata   dagli  interroganti  sull'emissione  dei  titoli   di
  viaggio, ivi compreso il livello della qualità dei servizi, è  in
  atto di esclusiva competenza della società SIREMAR, esercente  il
  trasporto  marittimo statale con le isole minori  della  Sicilia,
  sotto   il   controllo  e  la  vigilanza  del   Ministero   delle
  infrastrutture e dei trasporti.
   Quanto  sopra in forza di un'apposita convenzione stipulata  tra
  i  due  soggetti  citati,  che chiama  la  Regione  siciliana  ad
  esprimere  un  mero  parere sul Programma di esercizio,  malgrado
  l'innovazione del Titolo quinto della Costituzione e l'emanazione
  del   decreto  legislativo  11  settembre  2000,  n.   296,   che
  attribuisce  alla  Sicilia competenze  esclusive  in  materia  di
  trasporto pubblico locale.
   In  ogni  caso,  il  Dipartimento trasporti  ha  segnalato  alla
  Direzione  generale per la navigazione ed il trasporto  marittimo
  interno  del  Ministero delle infrastrutture e dei  trasporti  la
  necessità  di rendere efficiente l'intero sistema, con l'adozione
  di opportuni provvedimenti.
   Il  Ministero ha rappresentato, come in altri casi analoghi, che
  per   l'ammodernamento  del  parco  mezzi   la   SIREMAR   poteva
  provvedere soltanto a conclusione del procedimento di infrazione,
  avviato  dalla  Comunità  Europea, per  presunta  violazione  del
  regolamento  comunitario  n. 3577/95, in  ordine  al  divieto  di
   aiuti di stato  sul cabotaggio marittimo.
   Infatti,  a  conclusione del procedimento  citato,  in  data  28
  ottobre  2003 presso il Ministero è stata presentata la  variante
  al  Piano di esercizio 2000-2004 della società Tirrenia  e  delle
  consociate che svolgono servizi regionali, tra le quali anche  la
  SIREMAR,  che ha previsto l'immissione di tre nuovi aliscafi  sul
  settore  Eolie  e  la sostituzione dei due traghetti,  con  mezzi
  analoghi, più moderni e confortevoli.
   La sostituzione dovrebbe avvenire entro marzo 2005».

                                                  L'Assessore
                                                CASCIO

     VILLARI. - « Al Presidente  della Regione  e all'Assessore per
  il  turismo, le comunicazioni e i trasporti, premesso che in data
  22  aprile  c.a.  il Consiglio comunale di Giarre  ha  votato  un
  ordine  del  giorno  che interviene sulle gravi  disfunzioni  del
  sistema postale nel territorio comunale;

   visto  che  il disservizio si protrae da parecchio tempo  e  che
  una  missiva da una porta all'altra dello stesso comune  perviene
  al destinatario con almeno otto giorni di ritardo;

   rilevato  che  i cittadini ricevono cartelle fiscali  a  termine
  scaduto, con i conseguenti carichi di mora;

   ritenuto  che una delle cause più verosimile dei disservizi  sia
  il  ricambio  dei  postini  assunti  precariamente  con  scadenza
  trimestrale;

   per  sapere  se  non  ritengano urgente  intervenire  presso  le
  autorità   responsabili  delle  Poste  Italiane  Spa  a   livello
  provinciale  e  regionale affinchè provvedano  ad  eliminare  gli
  inconvenienti   denunziati  restituendo   al   servizio   postale
  l'efficienza   dovuta  in  una  qualunque  comunità   del   terzo
  millennio». (1707)

   Risposta.  «Con  riferimento  alla interrogazione  numero  1707,
  l'onorevole  interrogante ha evidenziato la  presenza  di  alcuni
  disservizi  che impediscono lo svolgimento regolare  del  sistema
  postale  nel  comune di Giarre, a causa del ricambio dei  postini
  assunti precariamente con scadenza trimestrale.
   A  tale proposito si evidenzia che tale servizio non rientra tra
  le  competenze assegnate a questo Assessorato, pur non di meno lo
  scrivente si è adoperato presso le Poste Italiane SpA,  come  tra
  l'altro   richiesto,  per  avere  notizie  circa  la  disfunzione
  segnalata e per sollecitare eventuali interventi al fine di porre
  termine all'inconveniente citato.
   Le  Poste Italiane SpA hanno comunicato che, effettivamente,  il
  servizio  di  recapito nel territorio del comune di Giarre  viene
  svolto  da  personale assunto con contratto  di  lavoro  a  tempo
  determinato,  nelle  more  del perfezionamento  del  processo  di
  perequazione  del  personale sul territorio,  che  l'Azienda  sta
  attuando secondo modalità, per quanto possibile, condivise con il
  personale interessato.
   Per  ovviare  ai disguidi che talvolta si è avuto  occasione  di
  registrare   nella  località  suindicata  e,  quindi,  assicurare
  regolarità  al  servizio,  senza ricorrere,  nei  limiti  di  una
  comprensibile   ragionevolezza,  a  traumatici   spostamenti   di
  personale,  è  comunque in fase di definizione un apposito  piano
  finalizzato  all'individuazione di interventi  operativi  mirati,
  idonei a riequilibrare la situazione».

                                                  L'Assessore
                                                CASCIO

   ALLEGATO EMENDAMENTI APPROVATI AL DISEGNO DI LEGGE N. 898/A

    -All'articolo 1:

   Emendamento 1.5:

  Al  comma  5  sono  soppresse le parole da   con  l'esclusione
  fino alla fine del comma.

   Emendamento 1.3:

  Al  comma  6  dopo  le  parole   alle strutture  in  regime  di
  accreditamento  provvisorio   aggiungere  le  parole     e   le
  strutture sanitarie in regime di sperimentazione gestionale, .

   Emendamento 1.6:

  Il comma 9 è soppresso.

   Emendamento 1.4:

  Aggiungere il seguente comma:

   Sono  esenti  dal  pagamento del ticket sui  farmaci  e  sulle
  prestazioni diagnostiche i cittadini di età superiore a 65 anni
  compresi.

    -All'articolo 6:

   Emendamento 6.1:

  Sostituire l'articolo con il seguente:
   Art.  6.  -  Istituzione della  Medaglia d'oro al valore  civile
  della Regione siciliana' - 1. In Sicilia è istituita la  Medaglia
  d'oro  al  valore civile della Regione siciliana'. La medaglia  è
  conferita dal Presidente della Regione ai familiari dei cittadini
  residenti in Sicilia deceduti nel compimento di atti eroici.
  2.  L'onorificenza prevista al comma 1 può essere estesa anche ai
  cittadini  non  residenti  in  Sicilia  che  siano  deceduti  nel
  compimento di atti eroici a favore del popolo siciliano.
  3. Per le finalità dei commi 1 e 2 è autorizzata, per l'esercizio
  finanziario 2004, la spesa di 50 migliaia di euro.

    -All'articolo 14:

   Emendamento 14.17:

  Aggiungere il seguente comma:

  Al  comma  1 dell'articolo 51 della legge regionale 3  dicembre
  2003,  n. 20, dopo le parole  di Palermo', aggiungere le parole
   della  Fondazione  Orchestra sinfonica siciliana'  e  dopo  le
  parole   rispettiva  al comma 1 dell'articolo  51  della  legge
  regionale  3 dicembre 2003, n. 20, dopo le parole  di  mente  a
  3.000  migliaia di euro' aggiungere le parole  a 2.000 migliaia
  di euro'.