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Resoconto d'Aula della Seduta n. 236 di martedì 14 settembre 2004
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   Presidenza del presidente Lo Porto


      Avviso di convocazione dell'Assemblea regionale siciliana

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  do  lettura  dell'avviso   di
  convocazione  della  presente seduta, pubblicato  nella  Gazzetta
  ufficiale della Regione siciliana del 3 settembre 2004, n. 37:
   «In  esecuzione del combinato disposto degli articoli  11  dello
  Statuto  della  Regione  siciliana e 75 del  Regolamento  interno
  dell'Assemblea  regionale siciliana, l'Assemblea è  convocata  in
  sessione ordinaria per martedì 14 settembre 2004, alle ore 17.30,
  con il seguente ordine del giorno:

   I -   Comunicazioni.

   II-    Autorizzazione   al   Presidente   della   Regione   alla
  pubblicazione, ai sensi e per gli effetti dell'art. 1 della legge
  regionale  23  ottobre 2001, n. 14, con l'omissione  delle  parti
  impugnate,   della   legge  approvata  dall'Assemblea   regionale
  siciliana  nella  seduta del 5 agosto 2004,  recante   Norme  per
  l'elezione  del  Presidente della Regione siciliana  a  suffragio
  universale  e  diretto. Nuove norme per l'elezione dell'Assemblea
  regionale  siciliana.  Disposizioni  concernenti  l'elezione  dei
  consigli  comunali e provinciali . (DDL nn. 850, 265,  338,  409,
  480, 498, 641, 642, 660, 669, 775, 779/A).

   III - Discussione della mozione n. 305  Definizione di una linea
  comune  per  proporre  al  Consiglio dei Ministri  necessarie  ed
  urgenti   modifiche   della   manovra   finanziaria   a    tutela
  dell'economia siciliana .

   IV  -  Discussione del disegno di legge: "Schema di progetto  di
  legge costituzionale da proporre, ai sensi dell'articolo 18 dello
  Statuto,  al  Parlamento, recante 'Modifiche allo  Statuto  della
  Regione'" (nn. 580,472,578,602 e 652/A). (Seguito).

   Il  presente  avviso sarà comunicato all'Assemblea e pubblicato,
  nei  termini  previsti dall'articolo 75 del  Regolamento  interno
  dell'Assemblea regionale, nella Gazzetta Ufficiale della  Regione
  siciliana.

   Palermo, 31 agosto 2004».

   PAFFUMI,  segretario,  dà  lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo osservazioni,  si  intende
  approvato.

                               Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Genovese ha chiesto congedo
  per la seduta di oggi.
   L'Assemblea ne prende atto.

           Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

   PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
  seguenti interrogazioni:

   da parte dell'Assessore per la Famiglia

   numero  1130  «Iniziative in ordine allo stato di degrado  e  di
  abbandono  di via Nervesa della Battaglia (quartiere San  Berillo
  Nuovo), di Catania».
   Firmatari:  Fleres    Salvatore;   Catania   Giuseppe;   Maurici
  Giuseppe

   numero  1198 «Misure per ripristinare le condizioni di sicurezza
  di viale Andrea Doria a Catania».
   Firmatario: Fleres Salvatore

   numero  1449  «Notizie  circa il rilascio di  autorizzazioni  da
  parte  del  Comune  di San Michele di Ganzaria  in  provincia  di
  Catania».
   Firmatari:  Fleres   Salvatore;   Catania   Giuseppe;    Maurici
  Giuseppe

   numero  1481  «Misure  per  il ripristino  delle  condizioni  di
  sicurezza  della scuola elementare di Scillichenti,  frazione  di
  Acireale (CT)».
   Firmatari:  Fleres   Salvatore;   Catania   Giuseppe;    Maurici
  Giuseppe;

   - da parte dell'Assessore per il  Lavoro

   numero  1523  «Interventi  per la  riapertura  dei  termini  per
  l'accreditamento delle sedi formative e orientative nella Regione
  siciliana».
   Firmatario: Tumino Carmelo

   numero  1645  «Richiesta di chiarimenti in merito  al  piano  di
  riforma  del settore della  formazione  professionale predisposto
  dal Governo».
   Firmatario: Gurrieri Sebastiano

   - da parte dell'Assessore per il  Territorio

   numero  1621  «Opportunità  di  un'indagine  sulle  modalità  di
  smaltimento dei rifiuti nelle discariche dei comuni  di  Tripi  e
  Mazzarrà Sant'Andrea (ME)».
   Firmatario: Raiti Salvatore

   numero  1710 «Notizie in merito alla rottamazione nei  punti  di
  approdo    di    Lampedusa   dei   natanti    utilizzati    dagli
  extracomunitari   e   richiesta   d'ispezione   nella   discarica
  dell'Isola».
   Firmatario: Capodicasa Angelo

   - da parte dell'Assessore per il Turismo

   numero 1660 «Notizie circa il pagamento dei contributi destinati
  al  potenziamento  dell'attività sportiva  a  favore  di  società
  sportive, enti di promozione e scuole, previsti dalla l.r.  n.  8
  del 1978».
   Firmatario: Raiti Salvatore

   numero    1731   «Interventi   per   l'ammodernamento   ed    il
  potenziamento  della  tratta ferroviaria  Catania  -  Siracusa  -
  Licata  e  per  l'inclusione del comune di  Scicli  nel  progetto
  Pegasus».
   Firmatario: Zago Salvatore

   numero  1771  «Ulteriori notizie in merito  alla  manifestazione
  denominata  'Summer 2003' e ad altre manifestazioni svoltesi  tra
  il 2002 e il 2003».
   Firmatario: Ferro Giovanni.
   Comunico  che  le  stesse  saranno  pubblicate  in  allegato  al
  resoconto stenografico della seduta odierna.

            Annunzio di presentazione di disegno di legge

   PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente  disegno
  di legge:

   «Norme  per  la  partecipazione della Regione alla realizzazione
  della  regata   Louis Vuitton Cup - Act 7 of 32nd America's  Cup»
  (n. 915)
   di iniziativa governativa
   presentato  dal Presidente della Regione (CUFFARO)  su  proposta
  dell'Assessore  per il turismo, le comunicazioni ed  i  trasporti
  (GRANATA) in data 10 settembre  2004.

   Annunzio di presentazione di disegni di legge e di contestuale
            invio alle competenti Commissioni legislative

   PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono  stati
  presentati  ed inviati, in data 7 settembre 2004, alle competenti
  Commissioni legislative:

                       AFFARI ISTITUZIONALI (I)

    - Norme per la revoca dei presidenti e dei vicepresidenti dei
       consigli comunali e provinciali' (n. 912)
  -d'iniziativa parlamentare
  -presentato dagli onorevoli Ioppolo, Infurna, Neri, Virzì in
  data 11 agosto 2004

                       ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)

    - Interventi finanziari in favore delle piccole e medie imprese'
       (n. 914)
  -d'iniziativa governativa
  -presentato dal Presidente della Regione  (Cuffaro) su proposta
  dell'Assessore per l'industria (Noè)  in data 13 agosto 2004

                       CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

    - Norme per il recupero strutturale e riuso dello stabilimento
        Fornace Penna' in contrada Pisciotto a Scicli (Ragusa)' (n. 911)
  -d'iniziativa parlamentare
  -presentato dagli onorevoli Gurrieri, Barbagallo, Genovese,
  Tumino, Vitrano, Zangara, Crisafulli, D'Antoni, Papania in data
  11 agosto 2004
  -Parere Commissione III

    - Iniziative in materia di ricerca e sviluppo innovativo
       dell'economia regionale per la promozione della cultura
       d'impresa' (n. 913)
  -d'iniziativa parlamentare
  -presentato dagli onorevoli Paffumi, Antinoro, Lo Curto in data
  11 agosto 2004
  -Parere Commissione III.

     Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                       Commissioni legislative

   PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono  stati
  inviati,  in  data 7 settembre 2004, alle competenti  Commissioni
  legislative:

                       CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

    -  Interventi  a  sostegno delle attività dei Conservatori  di
       musica e delle Accademie di belle arti' (n. 910)
         d'iniziativa parlamentare.

                        SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

    -  Norme per l'erogazione di un contributo ai comuni per
       l'assegnazione ai cittadini anziani di apparecchi di
       condizionamento' (n. 909)
  - d'iniziativa parlamentare.

                Comunicazione di richieste di parere

   PRESIDENTE.  Comunico che le seguenti richieste di  parere  sono
  pervenute  dal Governo ed assegnate alla competenti   Commissioni
  legislative:

                      AFFARI ISTITUZIONALI (I)
      - E.A.S. - Nomina commissario liquidatore - Art. 1, comma 2
         legge regionale 31 maggio 2004, n. 9  (n. 309/I)
  -pervenuto in data 13 agosto 2004
  -trasmesso in data 13 agosto 2004

                           AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

      -  Regolamento di definizione dell'assetto organizzativo
         dell'ARPA  (n. 311/IV)
  -  pervenuto in data 2 settembre 2004
  -  trasmesso in data 7 settembre 2004

                           CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

      -   Parere art. 3, comma 3, l.r. 3 ottobre 2002, n. 14  (n.
         310/V)
  - pervenuto in data 3 settembre 2004
  - trasmesso in data 6 settembre 2004.

     Comunicazione di impugnativa da parte del Commissario dello
                                Stato

   PRESIDENTE.  Comunico  che il Commissario  dello  Stato  per  la
  Regione  siciliana con ricorso del 13 agosto 2004 ha impugnato  i
  seguenti  articoli  del  disegno  di  legge  n.  850   Norme  per
  l'elezione  del  Presidente della Regione siciliana  a  suffragio
  universale  e  diretto. Nuove norme per l'elezione dell'Assemblea
  regionale  siciliana.  Disposizioni  concernenti  l'elezione  dei
  consigli   comunali  e  provinciali ,  approvato   dall'Assemblea
  regionale siciliana nella seduta n. 233 del 5 agosto 2004:

   art.  11   e   38  per  violazione degli  artt.  3  e  51  della
  Costituzione;
   art.  16,  commi 2 e 3,   per  violazione  degli artt.  3  e  97
  della Costituzione;
   art.  29,  comma  2,   per  violazione  dell'articolo  23  della
  Costituzione e dell'art. 12 dello Statuto speciale;
   art. 35 per violazione degli artt. 3 e 97 della Costituzione;
   art.  36   per  violazione degli artt.  3   e  9  dello  Statuto
  speciale e 81, quarto comma, della  Costituzione;
   art.  37 per violazione degli articoli 3, 51 e 81, quarto comma,
  della Costituzione.

    Comunicazione di trasmissione del Documento di programmazione
                        economico-finanziaria

   PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione ha  inviato
  in  data 13 agosto 2004 il Documento di programmazione economico-
  finanziaria per gli anni 2005/2007.
   Comunico,  altresì, che è stata inviata copia del  sopra  citato
  documento alla II Commissione in pari data.

    Comunicazione di trasmissione di deliberazioni del Presidente
                            della Regione

   PRESIDENTE.  Comunico  che  il   Presidente  della  Regione   ha
  trasmesso copia delle seguenti deliberazioni, pervenute  in  data
  10 settembre 2004:

   nn. 157-158; 160-165; 171-178 del 5 maggio 2004; nn. 179-191 del
  13  maggio 2004; nn. 192-193 del 19 maggio 2004; nn. 194-205  del
  25 maggio 2004; da nn. 206-210 del 31 maggio 2004;
   nn. 211-219; nn. 225-236 del 23 giugno 2004;
   nn.  237-247; nn. 256-267 del 9 luglio 2004; nn. 268-283 del  29
  luglio 2004;
   nn. 286-287 del 3 agosto 2004; nn. 289-305 del 10 agosto 2004.

    Comunicazione di trasmissione di esposto alla Corte dei conti
            da parte della Provincia regionale di Trapani

   PRESIDENTE.  Comunico che la Provincia regionale di  Trapani  ha
  trasmesso  copia dell'esposto alla Procura regionale della  Corte
  dei conti inerente l'annunciata cessione da parte dell'ESPI della
  quota  azionaria  pubblica  della   Sicilvetro  S.p.A.'  a  socio
  privato, pervenuta in data 13 agosto 2004.

                     Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Invito il deputato segretario a dare lettura  delle
  interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.

   PAFFUMI, segretario:

      -N. 1824 - Notizie a proposito delle irregolarità compiute dal
        sindaco e dalla giunta comunale di Ucria (ME).
  -Presidente Regione
  -Assessore Famiglia
  -Firmatario: Panarello Filippo;

      -N.  1826  -  Iniziative  in ordine alla  grave  situazione
        finanziaria dell'Azienda sanitaria locale n. 9 di Trapani.
  -Presidente Regione
  -Assessore Sanità
  -Firmatario: Papania Antonino;

      -N. 1827 - Motivi del provvedimento di deroga per l'inizio del
        fermo biologico per la marineria di Porto Empedocle (AG) ed
        iniziative per evitare che altre marinerie italiane ed estere
        operino durante il periodo di fermo.
  -Presidente Regione
  -Assessore Industria
  -Firmatario: Papania Antonino;

      -N.   1828   -  Interventi  per  il  coinvolgimento   delle
        istituzioni locali nella cessione del 50 per cento delle quote
        azionarie della 'Sicilvetro' da parte dell'ESPI.
  -Presidente Regione
  -Assessore Industria
  -Firmatario: Papania Antonino;

      -N. 1829 - Notizie in ordine alla soppressione di cattedre degli
        insegnanti di sostegno in provincia di Messina.
  -Presidente Regione
  -Assessore Beni Culturali
  -Firmatario: Ardizzone Giovanni;

      -N.  1830 - Notizie in merito ai tempi di espletamento  del
        concorso a 797 posti bandito dall'Assessorato dei beni culturali
        ed ambientali e per la pubblica istruzione nell'aprile del 2000.
  -Presidente Regione
  -Assessore Beni Culturali
  -Firmatari: Vitrano Gaspare; Ortisi Egidio; Galletti Giuseppe;
  Manzullo Giovanni; Papania Antonino; Spampinato Giuseppe;

      -N.  1832  -  Notizie in ordine al taglio di 145  posti  di
        insegnante di sostegno per l'anno scolastico 2004-2005 nella
        provincia di Trapani.
  -Presidente Regione
  -Assessore Beni Culturali
  -Firmatario: Turano Girolamo.

   PRESIDENTE. Le interrogazioni testè annunziate saranno  iscritte
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
   Invito   il   deputato   segretario   a   dare   lettura   delle
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.

   PAFFUMI, segretario:

      -N.  1825 - Iniziative per garantire che la fruizione delle
        'tratte  sociali' aeree verso le isole minori sia rivolta
        prioritariamente ai residenti e a quanti garantiscono con la loro
        presenza lo svolgimento di servizi essenziali.
  -Assessore Turismo
  -Assessore Sanità
  -Firmatario: Orlando Leoluca

      -N. 1831 - Istituzione del Presidio territoriale di emergenza
        nel comune di Ispica (RG).
  -Presidente Regione
  -Assessore Sanità
  -Firmatario: Gurrieri Sebastiano.

   PRESIDENTE.  Le interrogazioni testé annunziate sono  state  già
  inviate al Governo.

                      Annunzio di interpellanza

   PRESIDENTE.  Invito il deputato segretario a dare lettura  della
  interpellanza presentata.

   PAFFUMI, segretario:

   «All'Assessore per i lavori pubblici, premesso che:

   da  diversi giorni i cittadini e le imprese della città di  Gela
  patiscono un continuo razionamento idrico ;

   la  mancanza d'acqua sta creando disagi non più sopportabili tra
  i  cittadini e sta avendo gravi ripercussioni sull'economia,  con
  possibili conseguenze sull'ordine pubblico;

   considerato che:

   la  mancanza d'acqua è dovuta, oltre che al cattivo stato  della
  conduttura   idrica,   soprattutto  al   mancato   utilizzo   del
  dissalatore che dovrebbe rifornire la zona;

   il dissalatore, dopo aver dissalato l'acqua e quindi averla resa
  disponibile per usi domestici, la rigetta in mare;

   preso atto che:

   il titolare della società Di Vincenzo S.p.A.', che gestisce il V
  modulo  bis  del dissalatore che dovrebbe rifornire  la  zona  di
  Gela, è stato condannato per concorso esterno in associazione  di
  stampo mafioso;

   la  Regione,  dopo  la condanna, ha deciso di  far  interrompere
  l'attività del dissalatore;

   il  dissalatore,  oggi, funziona solo al minimo  tecnico  e  poi
  rigetta nuovamente in mare l'acqua dissalata;

   ritenuto che:

   si  dovrebbe utilizzare l'acqua dissalata per rifornire la  zona
  di Gela, in quanto paradossale che, mentre un'intera città soffre
  la sette,vi sia acqua potabile che viene gettata in mare;

   al  grave  disagio si aggiunge un notevole danno  economico  per
  l'EAS  che  ogni anno spende ingenti somme per l'acqua  rifornita
  dai dissalatori;

   per  conoscere  se  la  Regione intenda attivare  un  intervento
  straordinario ed immediato perché il dissalatore sia affidato  al
  Genio  Civile oppure all'AGIP, che già ne gestisce altri quattro,
  in  modo  da  fronteggiare l'emergenza idrica che sta patendo  la
  zona di Gela». (189)

         (L'interpellante chiede lo svolgimento con urgenza)

   MORINELLO

   PRESIDENTE.  Trascorsi  tre giorni dall'odierno  annunzio  senza
  che  il Governo abbia dichiarato di respingere l'interpellanza  o
  abbia  fatto  conoscere  il  giorno  in  cui  intende  trattarla,
  l'interpellanza stessa sarà iscritta all'ordine  del  giorno  per
  essere svolta al suo turno.

       Comunicazione di decreti di nomina e di preposizione di
                         Assessori regionali

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  do   lettura   del   decreto
  presidenziale  n.  229  del  20  agosto  2004,  pubblicato  nella
  Gazzetta ufficiale della Regione siciliana n. 36 - Parte I -  del
  27  agosto  2004,  relativo alla nomina  di  Assessore  regionale
  dell'onorevole  Innocenzo  Leontini ed  alla  preposizione  dello
  stesso   all'Assessorato  regionale  dell'agricoltura   e   delle
  foreste:

           «Il Presidente della Regione (omissis) decreta:

                             Articolo 1

   In  relazione  alle  premesse l'onorevole Innocenzo  Leontini  è
  nominato  Assessore  regionale  e  ad  esso  viene  conferita  la
  preposizione al ramo di amministrazione dell'agricoltura e  delle
  foreste».

   Do lettura, altresì, che del decreto presidenziale n. 231 del 30
  agosto  2004,  pubblicato nella Gazzetta ufficiale della  Regione
  siciliana  n. 37 - Parte I - del 3 settembre 2004, relativo  alla
  conferma ed alla nomina di Assessori regionali, alla preposizione
  degli stessi agli Assessorati regionali, alla destinazione di  un
  Assessore    regionale   alla   Presidenza   della   Regione    e
  all'attribuzione   all'onorevole   Cascio   delle   funzioni   di
  Vicepresidente:

           «Il Presidente della Regione (omissis) decreta:

                             Articolo 1

   Sono  nominati  Assessori  regionali i  sigg.ri:  on.  Salvatore
  Cintola,  on.  Carmelo  Lo  Monte,  on.  Giovanni  Pistorio,  on.
  Francesco Scoma.
   Sono  confermati  Assessori regionali i sigg.ri:  on.  Francesco
  Cascio,  on.  Michele  Cimino, on. Antonio  D'Aquino,  on.  Fabio
  Granata,  on.  Innocenzo  Leontini, on. Alessandro  Pagano,  ing.
  Mario Parlavecchio, on. Raffaele Stancanelli.

                             Articolo 2

   Gli Assessori come sopra confermati o nominati sono preposti  ai
  seguenti Assessorati regionali:

   onorevole    Innocenzo   Leontini   -   Assessorato    regionale
  dell'agricoltura e delle foreste;
   onorevole  Alessandro Pagano - Assessorato  regionale  dei  beni
  culturali ed ambientali e della pubblica istruzione;
   onorevole Salvatore Cintola - Assessorato regionale del bilancio
  e delle finanze;
   onorevole  Carmelo  Lo  Monte  -  Assessorato  regionale   della
  cooperazione, del commercio, dell'artigianato e della pesca;
   onorevole  Raffaele  Stancanelli - Assessorato  regionale  della
  famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali;
   onorevole    Antonio    D'Aquino   -    Assessorato    regionale
  dell'industria;
   Ing.  Mario  Parlavecchio  - Assessorato  regionale  dei  lavori
  pubblici;
   onorevole  Francesco Scoma - Assessorato regionale  del  lavoro,
  della  previdenza  sociale,  della  formazione  professionale   e
  dell'emigrazione;
   onorevole  Giovanni  Pistorio  -  Assessorato  regionale   della
  sanità;
   onorevole   Francesco   Cascio  -  Assessorato   regionale   del
  territorio e dell'ambiente;
   onorevole  Fabio  Granata - Assessorato regionale  del  turismo,
  delle comunicazioni e dei trasporti.

                             Articolo 3

   È  destinato  alla Presidenza della Regione l'onorevole  Michele
  Cimino,   al  quale  è  delegata  la  trattazione  degli   affari
  ricompresi  nella  competenza  del Dipartimento  regionale  della
  programmazione,  del Dipartimento regionale  del  personale,  dei
  servizi  generali,  di quiescenza, previdenza ed  assistenza  del
  personale, nonché dell'Ufficio speciale controllo P.O.R..

                             Articolo 4

   Le  funzioni  di  Vicepresidente sono  attribuite  all'onorevole
  Assessore  Francesco Cascio che sostituisce il  Presidente  della
  Regione siciliana in caso di assenza o impedimento.

                             Articolo 5

   Il  presente decreto, i cui effetti avranno decorrenza dal primo
  settembre  2004,  sarà trasmesso alla ragioneria  centrale  della
  Presidenza  della  Regione e pubblicato nella Gazzetta  Ufficiale
  della regione siciliana.

   Palermo, 30 agosto 2004

   Cuffaro»

    Comunicazione di decadenza di atti ispettivi e politici e di
                         decadenza di firma

   PRESIDENTE.  Comunico che, a seguito della nomina  ad  Assessori
  regionali  degli onorevoli Leontini (DD.PP.Reg. nn.  229  e  231,
  rispettivamente,  del 20  e  del 30 agosto  2004),   Cintola,  Lo
  Monte,  Pistorio e Scoma (D.P.Reg. n.  231/ Area 1  /S.G. del  30
  agosto  2004)  decadono, a norma di Regolamento, i seguenti  atti
  politici e ispettivi:

   Mozioni nn.: 3 - 4 - 6 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 -  15  -
  16 - 17 - 18 - 19 - 20 - 32 - 35 - 36 - 37 - 38 - 39 - 40 - 41  -
  43 - 60 - 118 - 127 - 136 - 154 -  183 - 184 - 204 - 207 - 213  -
  214  - 216 -  219 - 220 - 227 - 231 - 234 - 235 - 246 - 247 - 259
  - 260 - 264 - 267 - 270 - 271 - 272 - 273 - 281 - 282 - 285 - 286
  - 287 - 296 - 297 - 308;
   Interrogazioni nn.: 237- 454 - 508 - 798 - 1038 - 1194 - 1264  -
  1519 - 1580 - 1584 - 1603 - 1695.
   Pertanto, comunico che decadono le firme dagli stessi apposte ai
  seguenti atti politici e ispettivi:
   Mozioni numeri: 49 - 51 - 68 - 69 - 72 - 104 - 112 - 113 - 117 -
  120 - 123 - 144 - 145 - 151 - 153 - 161 - 163 - 168 - 170 - 171 -
  175  - 177 - 178 - 179 - 181 - 182 - 186 - 191 - 192 - 194 -  197
  -   198  - 199 - 200 - 209 - 210 - 212 - 217 - 218 - 221 - 229  -
  256 - 257 - 263 - 295.
   Ordine del giorno numero 430.
   Interpellanza numero 7.
   Interrogazioni numeri 244 -  492 - 19 - 820 - 846 - 847 - 851  -
  885 -  1485 - 1503 - 1791.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunicazione di decadenza dalla carica di deputato segretario

   PRESIDENTE.  Comunico che, a seguito della nomina dell'onorevole
  Francesco Scoma ad Assessore regionale, avvenuta con D.P.Reg.  n.
  231  del  30  agosto 2004, lo stesso, a norma  dell'art.  12  del
  Regolamento  interno,  decade  automaticamente  dalla  carica  di
  Deputato Segretario.
   L'Assemblea ne prende atto.

    Comunicazione di decadenza da cariche politiche a seguito di
                               nomina
                       ad Assessore regionale

   PRESIDENTE.  Comunico che, a seguito della nomina  ad  Assessori
  regionali degli onorevoli: Innocenzo Leontini (DD.PP.Reg. nn. 229
  e 231, rispettivamente del 20 e del  30 agosto 2004),   Salvatore
  Cintola,  Carmelo Lo Monte, Giovanni Pistorio e  Francesco  Scoma
  (D.P. Reg. n. 231 del 30 agosto 2004), ai sensi dell'articolo  37
  bis,  comma  2,  del  Regolamento interno  dell'ARS,  gli  stessi
  decadono:
   l'onorevole  Salvatore Cintola da componente (e conseguentemente
  da  Vicepresidente) della Commissione per la Verifica dei poteri;
  da componente della Commissione per il Regolamento, da componente
  della   Commissione  speciale  per  la  revisione  dello  Statuto
  regionale;   da  componente  della  II  Commissione   legislativa
  permanente  Bilancio ;
   l'onorevole  Innocenzo Leontini da componente della  Commissione
  per  vigilanza sulla biblioteca; da componente della  Commissione
  speciale per la revisione dello Statuto regionale e da componente
  (e   conseguentemente   da  Segretario)  della   II   Commissione
  legislativa permanente  Bilancio ;
   l'onorevole Carmelo Lo Monte da componente della Commissione per
  il  Regolamento  e da componente della I Commissione  legislativa
  permanente  Affari Istituzionali ;
   l'onorevole  Giovanni Pistorio da componente (e conseguentemente
  da  Vicepresidente) della Commissione speciale per  la  revisione
  dello  Statuto  regionale e da componente  della  VI  Commissione
  legislativa permanente  Servizi sociali e sanitari ;
   l'onorevole  Francesco Scoma da componente della  I  Commissione
  legislativa permanente  Affari istituzionali .
   L'Assemblea ne prende atto.

        Comunicazione di designazione di Presidente di Gruppo
                            parlamentare

   PRESIDENTE.  Comunico  che, con nota prot.   0788/Segr.  del  13
  settembre  2004, pervenuta in pari data alla Segreteria  generale
  dell'ARS,  l'onorevole Salvatore Misuraca ha comunicato  che,  in
  data  7  settembre 2004, è stato designato Presidente del  Gruppo
  parlamentare    Forza  Italia   in  sostituzione   dell'onorevole
  Innocenzo Leontini.
   L'Assemblea ne prende atto.

           Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE. Informo altresì che, con nota prot. n. 784/Segr. del
  14  settembre  2004, pervenuta alla Segreteria Generale  in  pari
  data,   l'onorevole  Nicola  Baldari  ha  comunicato   che,   con
  decorrenza  14 settembre 2004, ha aderito al  Gruppo parlamentare
   Forza Italia'.
   Conseguentemente, a decorrere da tale data, lo  stesso  deputato
  cessa di far parte del Gruppo parlamentare  Nuova Sicilia'.
     L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli  colleghi, avverto, ai sensi dell'articolo 127,  comma
  9,  del  Regolamento  interno che nel corso  della  seduta  potrà
  procedersi a votazioni mediante sistema elettronico.

        Autorizzazione   al   Presidente   della   Regione   alla
      pubblicazione,  ai sensi e per gli effetti dell'articolo  1
      della   legge  regionale  23  ottobre  2001,  n.  14,   con
      l'omissione  delle  parti impugnate della  legge  approvata
      dall'Assemblea  regionale  siciliana  nella  seduta  del  5
      agosto  2004, recante  Norme per l'elezione del  Presidente
      della  Regione siciliana a suffragio universale e  diretto.
      Nuove   norme   per  l'elezione  dell'Assemblea   regionale
      siciliana. Disposizioni concernenti l'elezione dei consigli
      comunali e provinciali  (DDL numeri 850 - 265 - 338 - 409 -
      480 - 498 - 641 - 642 - 660 - 669 -775 - 779/A).


   Presidenza del presidente Lo Porto


   PRESIDENTE.  Si passa al secondo punto dell'ordine  del  giorno:
  Autorizzazione al Presidente della Regione alla pubblicazione, ai
  sensi e per gli effetti dell'articolo 1 della legge regionale  23
  ottobre 2001, n. 14, con l'omissione delle parti impugnate  della
  legge  approvata dall'Assemblea regionale siciliana nella  seduta
  del  5  agosto 2004, recante  Norme per l'elezione del Presidente
  della  Regione siciliana a suffragio universale e diretto.  Nuove
  norme   per   l'elezione   dell'Assemblea  regionale   siciliana.
  Disposizioni  concernenti  l'elezione  dei  consigli  comunali  e
  provinciali  (ddl numeri 850 - 265 - 338 - 409 - 480 - 498 -  641
  - 642 - 660 - 669 -775 - 779/A).


   Presidenza del presidente Lo Porto


   Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini del giorno:
   numero  435,  a firma degli onorevoli Orlando, Sanzeri,  Liotta,
  Miccichè, Forgione, Ferro, Raiti, Morinello e Segreto;
   numero  436,  a  firma  degli  onorevoli  Misuraca,  Formica   e
  Savarino;
   numero 437, a firma degli onorevoli Misuraca, Formica e Acierno.
   Ne do lettura:

                   L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   la  promulgazione  di  una  legge  è  atto  di  prerogativa  del
  Presidente della Regione e che è prassi consolidata -  a  seguito
  della  sentenza della Corte Costituzionale del 23 aprile  1985  -
  che  in  caso di impugnativa di parti di detta legge, l'Assemblea
  regionale siciliana può, nell'esercizio delle proprie prerogative
  legislative,  autorizzare il Presidente alla promulgazione  delle
  parti  non  impugnate, determinando la sostanziale rinunzia  alle
  parti impugnate e la cessazione della materia del contendere  nel
  giudizio avanti la Corte Costituzionale;
   la pubblicazione, di cui all'articolo 1 della legge regionale 23
  ottobre   2001,  n.  14  è  adempimento  tecnico  del  Presidente
  meramente  finalizzato  alla conoscenza  da  parte  dei  soggetti
  eventualmente interessati alla richiesta referendaria;
   su  tale  adempimento  tecnico  di  competenza  del  Presidente,
  l'Assemblea  non  ha  alcun titolo ad  intervenire  e  del  tutto
  politicamente  inaccettabile  e  giuridicamente  infondato  è  il
  proposto ordine del giorno inserito per la trattazione nel  corso
  della seduta odierna;
   la pubblicazione nel caso di cui all'art. 1 della già richiamata
  legge  14  è  fattispecie  del  tutto  diversa  da  quella  della
  pubblicazione dell'atto presidenziale di promulgazione  che,  nel
  caso  di  legge  elettorale, per espressa previsione   statutaria
  legislativa,  sarà  necessario ai fini della   esecutività  della
  legge   e  possibile  soltanto  una  volta  esaurito  l'iter   di
  definizione   del   testo   della   legge   con   le   definitive
  determinazioni della Corte Costituzionale e dopo la  celebrazione
  dell'eventuale referendum con voto confermativo;
   ogni   diversa   interpretazione  espone  l'ulteriore   iter   e
  l'eventuale  referendum  a tutte le conseguenze  di  una  incerta
  definizione  della  norma  oggetto  del  voto  confermativo,  con
  evidenti  responsabilità personali e patrimoniali  da  parte  dei
  deputati   che   procedessero  ad  una  illegittima   sostanziale
  abrogazione  di  norme  già approvate  senza  il  rispetto  delle
  procedure regolamentari

                 invita il Presidente dell'Assemblea

   a  dichiarare improponibile l'ordine del giorno che autorizza la
  pubblicazione della legge elettorale approvata il 5 agosto  2004,
  sin   tanto   che  non  intervenga  la  decisione   della   Corte
  Costituzionale  sulla  impugnativa del Commissario  dello  Stato,
  ovvero  sin  tanto che non intervenga una formale abrogazione  da
  parte dell'Assemblea stessa delle parti impugnate;

                 impegna il Presidente della Regione

   a  non  procedere comunque alla pubblicazione della stessa legge
  sin  tanto  che  non  si siano verificate le  condizioni  di  cui
  sopra. (435)

                                      ORLANDO-FORGIONE-FERRO-RAITI
                       MORINELLO-SANZERI-LIOTTA- MICCICHE'-SEGRETO

                   L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che l'Assemblea regionale siciliana nella seduta n. 233
  del  5  agosto 2004 ha approvato la delibera legislativa  recante
  'Norme  per l'elezione del Presidente della Regione  siciliana  a
  suffragio   universale  diretto.  Nuove  norme   per   l'elezione
  dell'Assemblea  regionale  siciliana. Modifiche  ed  integrazioni
  alla   legge   regionale  20  marzo  1951,  n.  29  e  successive
  modificazioni';

   considerato   che  la  citata  delibera  legislativa   è   stata
  impugnata,  in  modo parziale, dal Commissario  dello  Stato  con
  ricorso  proposto  alla  Corte  Costituzionale  e  notificato  al
  Presidente della Regione in data 13 agosto 2004;

          ritenuto    che   occorre  consentire,  in   applicazione
  dell'articolo  1, comma 2 della legge regionale n.  14  del  2001
   Disciplina del referendum ai sensi i all'articolo 17  bis  dello
  Statuto   da parte del Presidente della Regione  la pubblicazione
  immediata della legge , ancorché impugnata dal Commissario  dello
  Stato, al fine di dare l'avvio al decorso del termine di tre mesi
  per  l'eventuale  presentazione  della  richiesta  di  referendum
  confermativo  e  di  accelerare l'iter di  perfezionamento  della
  legge stessa,

                 impegna il Presidente della Regione

   a  pubblicare, con l'omissione delle parti impugnate, ai sensi e
  per gli effetti dell'art.1 della legge regionale 23 ottobre 2001,
  n. 14, la delibera legislativa approvata dall'Assemblea regionale
  siciliana nella seduta n. 233 del 5 agosto  2004, recante   Norme
  per l'elezione del Presidente della Regione siciliana a suffragio
  universale  diretto.  Nuove  norme per l'elezione  dell'Assemblea
  regionale   siciliana.  Modifiche  ed  integrazioni  alla   legge
  regionale  20  marzo  1951,  n. 29 e successive  modificazioni'.
  (436)

   MISURACA - FORMICA - SAVARINO

                   L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che  nella seduta n. 233 del 5 agosto 2004 ha approvato
  la   delibera  legislativa  recante   Norme  per  l'elezione  del
  Presidente   della  Regione  siciliana  a  suffragio   universale
  diretto.  Nuove  norme  per  l'elezione dell'Assemblea  regionale
  siciliana.  Modifiche  ed integrazioni alla  legge  regionale  20
  marzo 1951, n. 29 e successive modificazioni';

   considerato   che  la  citata  delibera  legislativa   è   stata
  impugnata,  in  modo parziale, dal Commissario  dello  Stato  con
  ricorso  proposto  alla  Corte  Costituzionale  e  notificato  al
  Presidente  della Regione in data 13 agosto 2004  e  segnatamente
  riguardo agli articoli 11, 16 commi 2 e 3, 29 comma 2, 35, 36, 37
  e 38;

   ritenuto che occorre salvaguardare la volontà espressa dall'Aula
  in  ordine  alle disposizioni censurate, evitando che l'eventuale
  dichiarazione di cessazione della materia del contendere da parte
  della  Corte  Costituzionale espunga  definitivamente  le  citate
  norme dall'ordinamento giuridico senza che si pervenga nel merito
  ad una pronuncia sulla loro costituzionalità,

                 impegna il Presidente della Regione

   a  presentare un'autonoma iniziativa legislativa per  riproporre
  le  norme censurate dal Commissario dello Stato a conferma  della
  volontà espressa dal legislatore nella seduta n. 233 del 5 agosto
  2004   ed  a  tutela  delle  prerogative  statutarie  dell'organo
  parlamentare. (437)

                             MISURACA - FORMICA -  ACIERNO

   Onorevoli  colleghi, dichiaro improponibile l'ordine del  giorno
  numero  435 e preciso che l'obiettivo dei presentatori può essere
  perseguito   con  lo  strumento  regolamentare  della   questione
  pregiudiziale.


   Presidenza del presidente Lo Porto


   ORLANDO.  Chiedo  di  parlare per una pregiudiziale  sull'ordine
  del giorno numero 436.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   ricordo   che,   a   norma
  dell'articolo 101 del Regolamento, possono parlare due deputati a
  favore  e  due  contro.  Pertanto, sono iscritti  a  parlare  gli
  onorevoli Orlando e Forgione a favore, Formica e Savarino contro.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Orlando per cinque minuti.

   ORLANDO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  il  senso  di
  questa  presa  di  posizione  da  parte  di  alcuni  deputati  di
  quest'Assemblea regionale siciliana, è un tentativo di richiamare
  il  Parlamento regionale sulle norme che regolano l'istituto  del
  referendum nella nostra regione.
   Noi  abbiamo ravvisato - farò un ragionamento legato ad  aspetti
  tecnici  in  quanto  ormai  il  problema  politico  è  fuori   da
  quest'Aula  e  fuori da quest'Aula troverà una  soluzione  e  nei
  rapporti tra i partiti e nella consultazione popolare.
   Quel  che  è  certo è che qui si fa una confusione inaccettabile
  tra l'istituto della  pubblicazione dell'atto di promulgazione  e
  la   pubblicazione di una legge . La pubblicazione  dell'atto  di
  promulgazione è cosa diversa dalla pubblicazione di una legge.
   La   promulgazione,  com'è  noto,  è  atto  di  competenza   del
  Presidente  della  Regione e la promulgazione sostanzialmente,  a
  seguito  della  sentenza  della Corte  costituzionale  del  1985,
  produce  un  effetto  tagliola rispetto alle parti  non  previste
  nella promulgazione.
   Per  giurisprudenza costante della Corte costituzionale,  quando
  il  Presidente della Regione promulga una legge, che in  parte  è
  stata   impugnata,  si  produce  di  fatto  la   cessazione   del
  procedimento  per  le parti che sono oggetto  di  impugnativa  e,
  quindi,  si  procede  alla promulgazione,  ciò  è  condizione  di
  esecutività della legge stessa.
   Questa  è la pubblicazione dell'atto di promulgazione, e siccome
  la  sentenza  del  1985  della Corte costituzionale  prevede  che
  laddove  si  procede  ad una promulgazione parziale,  cioè  delle
  parti  non  impugnate, si procede di fatto alla cessazione  della
  materia  del  contendere con riferimento al ricorso  avanti  alla
  Corte costituzionale, si è voluto chiedere che sia l'Assemblea  a
  dire  al  Presidente  che  può procedere  alla  promulgazione  e,
  quindi, alla chiusura del procedimento legislativo attraverso  la
  promulgazione, che è l'unico atto formale che nella  Costituzione
  repubblicana  e  nello Statuto regionale chiude  il  procedimento
  legislativo. La parte che è promulgata è promulgata, la parte che
  non è promulgata muore.
   Altra  cosa  è  la  pubblicazione, di cui all'articolo  1  della
  legge  regionale  14  del  2001, che  disciplina  l'istituto  del
  referendum. Com'è noto, infatti, lì è previsto espressamente,  al
  punto  3  dell'articolo 1, che il Presidente della  Regione,  per
  competenza  tecnica  del Presidente della Regione,  atto  dovuto,
  pubblica la legge.
   La   legge   ad   oggi  è  solo  e  soltanto  quella   approvata
  dall'Assemblea regionale siciliana nella sua interezza. Pertanto,
  il  Presidente della Regione dovrebbe pubblicare l'intera  legge,
  quindi anche le parti impugnate.
   La  nostra tesi qui esposta e suffragata dalla giurisprudenza  è
  molto semplice: la pubblicazione ai fini della conoscenza, che  è
  cosa  diversa - come dicevo prima - dalla pubblicazione dell'atto
  di  promulgazione,  non produce l'effetto  tagliola  sulle  norme
  impugnate,  con la conseguenza che la pubblicazione  è  parziale,
  può   attivare  il  referendum  col  rischio  che,  se  la  Corte
  costituzionale dopo la pubblicazione parziale dovesse  dichiarare
  legittime   le   norme   che   sono   state   impugnate   avremmo
  sostanzialmente un referendum richiesto ed un secondo  referendum
  che può essere richiesto sulla seconda parte.
   C'è  una differenza sostanziale in termini tecnico-giuridici tra
  la  pubblicazione  di  una  legge per chiedere  il  referendum  e
  pubblicazione dell'atto di promulgazione.
   E'  la  ragione per cui riteniamo che non si possa procedere  in
  alcun modo alla pubblicazione di una legge in maniera parziale  e
  non  si  può procedere alla pubblicazione di una legge in maniera
  totale  -posto  che c'è l'impugnativa -. Allora  occorre  che  il
  Presidente   della  Regione  attenda  la  sentenza  della   Corte
  costituzionale.
   Laddove   questo   non  si  volesse  fare  c'è  una   soluzione:
  l'Assemblea  regionale siciliana -  tecnicamente il  ragionamento
  devo  farlo  completo,  non posso farmi  condizionare  dalle  mie
  valutazione  politiche  -  si  può certamente  procedere  ad  una
  formale  abrogazione delle parti impugnate dal Commissario  dello
  Stato.  E'  soltanto la formale abrogazione delle parti impugnate
  che  produce l'effetto di far caducare quelle norme in quanto  la
  semplice pubblicazione parziale non produce la caducazione  delle
  norme  che  sono  state approvate da questa  Assemblea  regionale
  siciliana.
   Io  credo  che se si va avanti su questa strada, pubblicando  la
  legge,  sia  in  maniera parziale che in maniera  totale,  ci  si
  espone  al  rischio  di  rendere incerto  l'oggetto  del  quesito
  referendario, ci si pone a rischio della possibile esigenza di un
  secondo  referendum,  ci si sottopone infine  al  rischio  di  un
  possibile  conflitto  di attribuzione da  parte  del  Commissario
  dello  Stato. Ragione per cui credo che questo argomento  tecnico
  sia  assolutamente ineccepibile: la votazione di  qualunque  atto
  che  si  faccia su questa legge è un atto politico,  tecnicamente
  non  significa  nulla,  giuridicamente è  infondato,  chi  voterà
  questo  tipo  di atto si assume la responsabilità  politica,  che
  diventa  ovviamente  anche  patrimoniale  essendo  evidente   che
  l'eventuale  celebrazione di un referendum su una legge  che  poi
  deve  essere  nuovamente sottoposta a referendum e  che  non  può
  essere   promulgata,  crea  un  ingorgo  istituzionale   ed   una
  responsabilità personale dei deputati che  la votano.
   Signor  Presidente,  è  questo il senso  dell'intervento,  della
  posizione  che abbiamo assunto con altri parlamentari.  Come  lei
  vede   non   sto  introducendo  nessun  elemento  di  valutazione
  politica,    costituisce invece valutazione  politica  quella  di
  fare una forzatura approvando quest'ordine del giorno.
   Chi  vota  l'ordine  del giorno aderisce  politicamente  ad  una
  forzatura  costituzionale, e quindi deve  assumersi  la  relativa
  responsabilità.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo  invece
  che  l'autorizzazione che si chiede al Parlamento per  consentire
  la pubblicazione della legge non rappresenti altro che il normale
  procedimento di rispetto della volontà dello stesso  che  per  la
  prima volta è riuscito, come aveva fatto e come aveva saputo fare
  in  passato, ad anticipare molte altre regioni e a far funzionare
  lo  Statuto e l'Autonomia regionale siciliana. Un Parlamento  che
  si  è dato una nuova legge elettorale, per altro imposta da norme
  costituzionali che evitano l'onta di mortificare e di  calpestare
  l'Autonomia  siciliana annullando il rischio di andare  a  votare
  con   una  legge  imposta  dall'alto,  che  consente  una  grande
  semplificazione  del  quadro politico e che  evita,  appunto,  la
  frammentazione,  che dà la possibilità, con le pari  opportunità,
  di  intervenire  in  via  legislativa in  modo  molto  innovativo
  essendo  esempio  a  livello nazionale,  per  quanto  riguarda  i
  rilievi mossi dall'onorevole Orlando.
     Faccio  notare  soltanto  che tali  rilievi  attengono  ad  un
  eventuale  pronunciamento  della Corte  costituzionale  e  ad  un
  altrettanto  eventuale  referendum che possa  abrogare  le  norme
  impugnate.
   Ritengo  invece che le norme che andiamo a pubblicare  non  sono
  altro  che  le  norme presentate in Parlamento nella  Commissione
  legislativa  competente  e  che  sono  uscite  dalla  stessa  con
  l'apprezzamento  unanime di gran parte delle forze  politiche  di
  questo Parlamento. Ricordo, ancora una volta, che le leggi non le
  fa  il  Governo,  non  le fa la maggioranza,  ma  soprattutto  in
  materia elettorale, le leggi le fa il Parlamento.
   Non  andare  alla  pubblicazione  di  queste  norme  sarebbe  la
  mortificazione del Parlamento siciliano e della sua Autonomia.

   FORGIONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORGIONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  se  dovessimo
  partire  dall'ultima  affermazione  dell'onorevole  Formica   che
  qualora  non approvassimo quest'ordine del giorno mortificheremmo
  la   volontà  del  Parlamento,  allora  dovremmo  autorizzare  la
  pubblicazione  della  legge con tutti quegli obbrobri,  onorevole
  Formica, che il Commissario dello Stato ha cassato perché,  anche
  quella, è una mortificazione della volontà del Parlamento, avendo
  espresso, il Parlamento, quella volontà nella complessità e nella
  pienezza  dell'articolato  che  invece,  oggi,  noi  non   stiamo
  autorizzando  e non chiediamo di autorizzare nella  pubblicazione
  totale. Ho visto che c'è un ordine del giorno dei presidenti  dei
  gruppi  parlamentari  della maggioranza  con  cui  si  chiede  al
  Presidente della Regione di farsi carico di un disegno  di  legge
  che ripropone quelle parti che io ritengo vergognose.
   Ma  questo è un giudizio politico che il Commissario dello Stato
  ha cancellato.
   Sono  d'accordo  con l'ordine del giorno proposto dall'onorevole
  Orlando,  tant'è che porta anche la mia firma, per  una  semplice
  ragione: non ci troviamo di fronte ad una legge normale, siamo di
  fronte  ad  una legge cosiddetta  rinforzata  e la  votazione  di
  questo  ordine del giorno - sappiatelo - dal centrodestra  e  dal
  centrosinistra non è assolutamente un fatto tecnico, è  un  fatto
  politico ed è un fatto politico perché forza le norme statutarie.
  Di   questo,   signor  Presidente,  anche  lei  dovrebbe   essere
  consapevole. Tant'è vero - lo diceva prima l'onorevole Orlando  -
  che  l'articolo  1  della legge 14 del  2001,  al  comma  3,  che
  regolamenta i referendum, fa riferimento, in questo caso,  quando
  parla di pubblicazione, solo all'articolo 28 dello Statuto e  non
  al  disposto degli articoli  28 e del 29 come normalmente  si  fa
  allorquando  si  lega  la pubblicazione alla  promulgazione,  con
  riferimento alla funzione che viene assegnata al Presidente della
  Regione.
   Perché  fa riferimento soltanto all'articolo 28? Perché  andiamo
  qui  a pubblicare una legge senza numero  Noi diamo il via ad  un
  procedimento  informativo  il  cui  iter  deve  essere  concluso,
  secondo  noi,  anche con il parere della Corte costituzionale.  E
  facendo  riferimento solo all'articolo 28 si fa riferimento  alla
  sospensione  dell'operatività della legge, alla  sospensione  dei
  poteri  di  promulgazione  del  Presidente  fino  all'esito   del
  referendum  popolare o fino all'infruttuoso decorso  dei  termini
  per la richiesta delle procedure della promulgazione.
   Il  mancato richiamo all'articolo 29 dello Statuto trova una sua
  ratio  nella  natura di legge rinforzata ma,  come  vi  renderete
  conto, non stiamo pubblicando le parti non impugnate della  legge
  sulla pesca, bensì stiamo autorizzando le parti non impugnate  di
  una  legge  che  non è numerata, il cui processo è  semplicemente
  informativo nella sua pubblicazione, che deve essere sottoposto a
  referendum  e  che,  comunque,  indipendentemente  dal   percorso
  referendario,  ha un suo percorso che riguarda  il  parere  della
  Corte   Costituzionale.  Stiamo  parlando  dunque   della   legge
  elettorale  il cui procedimento approvativo presuppone,  appunto,
  la sospensione dell'operatività.
   Pertanto  credo  non  sia configurabile un  potere  autonomo  di
  pubblicazione  parziale non essendo il Presidente della  Regione,
  in  questo caso, il responsabile della stessa pubblicazione della
  legge  a  differenza  delle altre leggi - lo  ha  detto  poc'anzi
  l'onorevole Orlando - ma su questo, signor Presidente, anche  lei
  dovrebbe spendere qualche parola.
   Inoltre,  qualora l'Assemblea regionale siciliana  decidesse  di
  non attendere il parere della Corte, ha una sola strada obbligata
  per  evitare  di fare una forzatura che porterà ad una  serie  di
  illegittimità  costituzionali e di pasticci giuridici  e  l'unica
  strada obbligata è riprendere l'iter legislativo, predisporre  un
  disegno  di  legge che abroghi le parti impugnate dal Commissario
  dello  Stato al fine di dare operatività alle parti che rimangono
  in piedi.
   Allora,  signor  Presidente,  vi poniamo  -  e  concludo  -  una
  questione    di   procedura,   una   questione   di   legittimità
  costituzionale.
   E'  indubbio  che  vi  sia  anche una  responsabilità  politica,
  personale  e  patrimoniale  dei deputati.   Perché,  vedete,  noi
  rischiamo  di  fare due referendum, onorevole Savarino,  lei  può
  anche sorridere, ma la Corte costituzionale deve pronunciarsi  su
  una  cosa  che  sta  a  cuore a lei e sta  a  cuore  a  tutte  le
  associazioni  delle donne: per esempio, in questa legge  non  c'è
  più  la  promozione  del  riequilibrio  della  rappresentanza  di
  genere,  quindi  è  una legge che vìola lo  Statuto  e  vìola  la
  Costituzione.
     Forse  non  l'avete notato, dopo l'impugnativa del Commissario
  dello  Stato non c'è più la promozione della differenza di genere
  nel  riequilibrio della rappresentanza. Vi state assumendo quindi
  la  responsabilità  di far pubblicare una legge incostituzionale,
  sulla quale la Corte Costituzionale potrà pronunciarsi anche dopo
  l'avvio  dell'iter referendario e costringerci a  due  referendum
  con   costi   e   oneri  per  la  Regione  e  con  responsabilità
  patrimoniali dirette per i deputati. Questo potrebbe apparire  un
  argomento  strumentale  ed essere utilizzato  come  un  argomento
  strumentale. A noi interessa invece la questione procedurale,  il
  rispetto formale delle norme e la violazione alla quale ci volete
  costringere con un atto politico e non tecnico.

   SAVARINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAVARINO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi  permettevo
  di  sorridere sol perché forse in assenza di argomentazioni  lei,
  facendo leva sull'aspetto patrimoniale della vicenda, pensava  di
  poter sollecitare la nostra sensibilità; tuttavia, credo che  sia
  debole come giustificazione.

   FORGIONE.  Guardi che ne ho parlato soltanto alla fine  del  mio
  intervento, onorevole Savarino.

   SAVARINO.  Ritengo che a parte i precedenti, a parte  la  prassi
  consolidata,  la  prassi giuridica, come  sa  bene  il  professor
  Orlando,  è  un  istituto giuridico. A parte questo  su  cui  non
  voglio  fare leva, certamente c'è la stessa legge istitutiva  del
  referendum in materia che impone l'immediata pubblicazione  della
  legge  sottoposta  a  referendum. Quindi,  anche  per  rispondere
  all'articolo 1 della legge 14 del 2001  Il Presidente deve essere
  autorizzato a pubblicare in maniera immediata la legge  che  deve
  essere  sottoposta all'eventuale richiesta referendaria e  quindi
  al quesito referendario , non può non essere sottoposta a quesito
  referendario  la  legge  con le parti impugnate  dal  Commissario
  dello Stato, ma ovviamente, deve essere sottoposta a richiesta di
  quesito  referendario soltanto quella parte che è pubblicabile  e
  quindi   estrapolata   dalle   singole   contestazioni   che   il
  Commissario,   giustamente,   ha   mosso   innanzi   alla   Corte
  Costituzionale.
     Non entro nel merito dell'ordine del giorno presentato poi dai
  capigruppo   di   maggioranza.  Voglio   dire   sulla   questione
  pregiudiziale  che  anche  giuridicamente  e  tecnicamente  siamo
  contrari,    proprio   perché,   per   rispondere    all'esigenza
  dell'articolo  1 della legge 14 del 2001, abbiamo  l'esigenza  di
  autorizzare    il   Presidente   della   Regione    all'immediata
  pubblicazione  della  legge estrapolando le parti  impugnate  dal
  Commissario che non possono essere pubblicate perché non  possono
  essere  sottoposte a quesito referendario in quanto  soggette  al
  giudizio di costituzionalità da parte della Corte.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione la  questione
  pregiudiziale sollevata dall'onorevole Orlando.  Ricordo che,  ai
  sensi  dell'articolo 101, del Regolamento interno,  la  votazione
  deve avvenire per alzata e seduta.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                          (Non è approvata)


   Presidenza del presidente Lo Porto


   Si  passa  all'ordine del giorno numero 436,  che  autorizza  il
  Presidente  della  Regione  a  pubblicare  la  legge  in  materia
  elettorale, approvata dall'Assemblea regionale il 5 agosto  2004,
  con  l'omissione  delle  disposizioni impugnate  dal  Commissario
  dello Stato.

   ORLANDO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ORLANDO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo si  possa
  affermare  con  questa scelta di procedere all'esame  dell'ordine
  del giorno numero 436 - che ovviamente c'è motivo di pensare e di
  sperare  che possa essere respinto, ma che deve essere votato  -,
  che si sia consumato un errore politico assai grave, e voglio,  a
  nome dell'intero gruppo di Sicilia 2010, dei cinque deputati  che
  lo  compongono,  far  presente  la  gravità  di  quello  che  sta
  accadendo.  Si sta procedendo alla violazione di norme  di  legge
  utilizzando  come  artifizio  politico  un  ordine  del   giorno;
  quest'ordine  del  giorno  ha  soltanto  il  valore  politico  di
  autorizzare la violazione della legge.
     Ho  già cercato di spiegare la differenza fra la pubblicazione
  dell'atto  di  promulgazione  e  la  pubblicazione  a   fine   di
  conoscenza.  L'unica  obiezione che mi  sarei  sentito  di  poter
  accogliere  tecnicamente è quella di avere commesso  l'errore  di
  inviare  la  legge approvata dall'Assemblea al Commissario  dello
  Stato,  perché  l'iter formativo di questa legge  è  soltanto  al
  termine  dell'eventuale referendum. Bisognava, infatti,  in  base
  alla  normativa  vigente,  pubblicare  l'intera  legge  approvata
  dall'Assemblea,  una  volta pubblicata l'intera  legge  approvata
  dall'Assemblea, attendere l'eventuale richiesta di referendum,  e
  nei  cinque  giorni inviarla al Commissario per  il  giudizio  di
  costituzionalità, che è cosa diversa dall'iter formativo  di  una
  legge.
     Avendo inviato gli atti al Commissario dello Stato si è scelta
  una  strada e, scegliendo quella strada, si è condizionati  dalla
  scelta della procedura. La scelta della procedura obbliga  a  non
  pubblicare  questa  legge  se  non  quando  sarà  intervenuta  la
  sentenza   della  Corte  Costituzionale  o  l'eventuale   formale
  abrogazione  di  queste norme impugnate da  parte  dell'Assemblea
  regionale siciliana.
   Tutto  ciò  non  sta accadendo, si sta andando avanti.  Noi  non
  possiamo  che  ribadire  la  nostra  contrarietà  e  siccome  non
  intendiamo  in  alcun modo essere coinvolti in una votazione  che
  riteniamo  improponibile,  dichiaro che  i  deputati  del  Gruppo
  parlamentare  Sicilia 2010 non parteciperanno alla  votazione  di
  questo ordine del giorno.
   Così  facendo,  intendiamo rimettere ai cittadini  siciliani  la
  decisione  di spazzare via questa legge, che è una brutta  legge,
  una  legge  truffa.  E,  come  se non  bastasse,  sottoporremo  a
  referendum sapendo che questo ingorgo istituzionale rischierà  di
  dover  procedere  ad  un  secondo referendum  per  le  parti  che
  eventualmente dovessero essere ritenute alla Corte costituzionale
  legittime.
   Che  si  sia  violato  il principio di correttezza  è  evidente,
  ognuno  si  assume  le  proprie responsabilità.  Per  fortuna  la
  politica  e  il  consenso dei cittadini  daranno  ragione  a  chi
  eventualmente  dovesse  avere  ragione.  Comunque  vada,  avranno
  sempre   ragione   i   cittadini  sia  che   dovessero   decidere
  favorevolmente  l'accoglimento della richiesta referendaria,  sia
  nel caso dovessero respingere la nostra richiesta referendaria.
   Come  vede, signor Presidente, non facciamo appello ai  deputati
  perché  firmino  una richiesta di referendum in quanto  riteniamo
  che   questo   referendum  sarà  un'occasione  straordinariamente
  importante   per   respingere  con  un    no'   ogni   forma   di
  consociativismo all'interno di questa Assemblea e per  respingere
  ogni  forma di mistificazione che induce a presentare  come  atto
  tecnico  quello che è una precisa scelta politica. E tale  scelta
  politica  denunceremo con le nostre poche voci nei prossimi  mesi
  chiedendo, appunto, il referendum.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Miccichè.  Ne  ha
  facoltà.

   MICCICHE'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  che  la
  maggioranza  ed  alcuni amici e compagni dell'opposizione  stiano
  fornendo  un'opportunità storica a quella parte  dell'opposizione
  che  in  modo  volgare e dispregiativo alcuni  organi  di  stampa
  continuano  a  chiamare   cespugli . Ci  stanno  dando  un'ottima
  occasione per fare politica, una palestra politica che  vedrà  la
  Sicilia   nei   prossimi  mesi  protagonista  di   una   campagna
  referendaria per abrogare una legge liberticida, antidemocratica.
  Viene da sorridere quando  sirene politiche  della maggioranza  e
  di  parte  dell'opposizione continuano a dire  che  è  una  legge
  democratica  per  consolidare la democrazia e per  confermare  la
  cosiddetta  stabilità  di  governo.  Viene  da  sorridere  perché
  sappiamo  benissimo che la stabilità di governo non c'è sotto  il
  profilo  politico  ma c'è sotto il profilo numerico,  tant'è  che
  avete  una stragrande maggioranza di deputati al punto che potete
  fare  ciò che volete in quest'Aula, anche se poi questa  legge  è
  stata votata da un'esigua minoranza di questo Parlamento.
   Noi  faremo  di tutto per smentire coloro i quali continuano  in
  maniera  impropria a dire che stanno operando per il  bene  della
  Sicilia; ma i disoccupati siciliani, i lavoratori siciliani,  gli
  emigrati  siciliani, coloro che continuano a  fuggire  da  questa
  Terra  sanno  benissimo  che non fate  gli  interessi  di  questa
  comunità  e  che  avete  approvato una legge  per  garantirvi  la
  prossima  elezione in questo Parlamento. Quindi - come  ha  detto
  l'onorevole  Orlando -  noi usciremo da quest'Aula, non  vogliamo
  essere coinvolti in questa sagra dell'ipocrisia politica.
   In   questi   giorni  ho  ricevuto  da  parte   del   Presidente
  dell'Intergruppo parlamentare, onorevole Fleres, un libricino  in
  cui è riportata la  Carta dei diritti dell'Uomo . Questa  Carta ,
  che conosco molto bene, mi è stato data con tanta enfasi da parte
  dei  rappresentanti della maggioranza e  vi siete prodigati a far
  stampare  con  i soldi della comunità siciliana questo  libricino
  per  farlo leggere ai deputati. Non so se tutti i deputati  hanno
  avuto l'occasione di leggerlo.
     Devo  dire che non è la prima volta che l'onorevole Fleres  si
  prodiga  a  far  stampare la  Carta dei diritti  dell'Uomo ;  pur
  tuttavia, lo invito a leggere attentamente gli articoli 20  e  21
  della  Carta dei diritti dell'Uomo , visto che noi qui in Sicilia
  dovremmo rispettarla, altrimenti non capisco perché mi avete dato
  questo libricino.
   L'articolo  20  recita:   Ogni  individuo  ha  il  diritto  alla
  libertà di riunione e di associazione pacifica .
   L'articolo   21  recita:   Ogni  individuo  ha  il  diritto   di
  partecipare  al  governo del proprio paese, sia direttamente  sia
  attraverso i rappresentanti liberamente scelti .
     Il  comma  3  recita:   La volontà popolare  è  il  fondamento
  dell'autorità  del  governo. Tale volontà  deve  essere  espressa
  attraverso   periodiche  e  veritiere  elezioni,   effettuate   a
  suffragio  universale ed uguale ed a voto segreto o  secondo  una
  procedura equivalente di libera votazione .
   L'apoteosi  dell'ipocrisia si è rappresentata  in  questa  legge
  che   voi  state  autorizzando  a  promulgare   Un'ipocrisia  che
  contrasta  con  queste norme contenute nella  Carta  dei  diritti
  dell'Uomo ,  dove l'espressione democratica con  questa  legge  è
  stata  calpestata. E' stato calpestato il diritto  del  cittadino
  siciliano   di  essere  rappresentato  liberamente   con   libere
  elezioni.
     Questa è una legge liberticida, antidemocratica, una legge che
  effettivamente non spazza via il singolo deputato.
   C'è  qui  qualche rappresentante della pubblica amministrazione,
  della burocrazia di questa Assemblea che - con tanto rispetto nei
  confronti  di  chi  ha scritto un articolo di giornale  in  pieno
  ferragosto  -  in  sostanza ha sostenuto che   finalmente  ci  si
  toglierebbe dai piedi i deputati eletti con un pugno di  voti   .
  Questa  è  una  espressione  volgare che voglio stigmatizzare  in
  maniera  feroce nei confronti dei singoli personaggi che qui  non
  hanno  diritto assolutamente di prendere per il naso  coloro  che
  sono stati eletti democraticamente.
   La  verità  è  che  voi non volete testimoni oculari  in  questa
  Assemblea perché parte della maggioranza e parte dell'opposizione
  continuano  a  fare gli inciuci. Speriamo che ciò  non  sarà  più
  possibile.  Quando  avverrà  si perpetrerà  veramente  un  regime
  antidemocratico  in questa Regione. Noi, però, lo  contrasteremo,
  lo  combatteremo  con il referendum perché daremo  la  parola  ai
  siciliani contro questa legge antidemocratica e liberticida

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole Forgione.  Ne  ha
  facoltà.

   FORGIONE.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo  usato
  in questi mesi tutti gli argomenti per provare a sollevare questa
  Assemblea da un sonno della ragione democratica -  così  potremmo
  definirlo  -  nel  quale è piombata nella discussione  di  questa
  legge,   nella  discussione  scissa  da  ogni  valore,  idealità,
  concetto, riferimento democratico in tema di riforme.
     Abbiamo  usato tutti gli argomenti ed è difficile trovarne  di
  nuovi. Ciò che stiamo facendo in questo momento è di consumare un
  atto  di  valore politico straordinario del quale  credo  ognuno,
  singolo  deputato  e forza politica, debba assumersi  le  proprie
  responsabilità.   Lo   dico   soprattutto    ai    partici    del
  centrosinistra, alla Margherita che rimarrà in Aula votando forse
  no,  ai  Democratici di Sinistra che daranno un voto  favorevole.
  Potevate  cogliere  l'occasione, amici  del  centrosinistra,  del
  parere  del Commissario dello Stato per riaprire un confronto  su
  una legge indecente e vergognosa dal punto di vista democratico e
  potevate  cogliere l'occasione, amici della Margherita e colleghi
  dei  Democratici  di sinistra, per riaprire una  comunicazione  a
  sinistra  che  si  è  interrotta  e  che  segna  il  livello  più
  drammatico   e   basso  dei  rapporti  nella   coalizione   delle
  opposizioni.
     Avete  scelto la strada del consociativismo con questo Governo
  e  questa maggioranza. Vorrei chiedere agli onorevoli Speziale  e
  Cracolici  quanti  dei loro emendamenti sono stati  approvati  in
  questa  legge  che voi vi accingete a sostenere anche  nella  sua
  pubblicazione. Quante delle vostre richieste, tranne il  collegio
  provinciale,  sono  state accolte. Nulla   Il  Commissario  dello
  Stato  ha  pure cancellato la parte dell'articolo 16 che riguarda
  il riequilibrio della rappresentanza, quella parte che rispondeva
  all'articolo  3 del nostro Statuto ed al principio costituzionale
  della  promozione attraverso la legge elettorale del riequilibrio
  della  rappresentanza di genere nelle istituzioni. Neanche quella
  che  è  stata  una  battaglia unificante - tranne il listino,  la
  riservina  indiana  che  vi  è  stata  concessa  -  di  tutto  il
  centrosinistra ed oggi contenuta in questa legge sulla quale  voi
  date con questo ordine del giorno un parere favorevole.
     E'  chiaro,  onorevoli colleghi, che a questo punto  è  meglio
  aprire un dibattito di massa sulla democrazia e la rappresentanza
  in  Sicilia. Per questo chi pensava di zittirci in quest'Aula  ha
  fatto  male  i  propri  conti.  Noi  lavoreremo  subito  per   il
  referendum  e  non lo faremo chiedendo il voto dei  deputati,  lo
  faremo raccogliendo migliaia di firme, comune per comune.
   Rispetto  a  questo referendum, amici dei DS e della Margherita,
  non basta uscire da quest'Aula tra dieci minuti con un ordine del
  giorno  approvato,  dovrete  dire  pubblicamente  nelle  prossime
  settimane come vi schierate e con chi state.
     E a qualche esponente dei Democratici di sinistra che dice che
  noi  nei  prossimi mesi vogliamo distrarci dalla  opposizione  al
  Presidente   Cuffaro  per  parlare di  legge  elettorale,  mentre
  invece la priorità è la lotta al Presidente Cuffaro, noi diciamo,
  anche rispetto a questo referendum,   vediamo chi sta con Cuffaro
  e  chi  sta  contro Cuffaro . Anzi, noi faremo di più:  noi  come
  Rifondazione Comunista lanceremo, per quanto riguarda  il  nostro
  partito, una petizione popolare per sollevare al Presidente della
  Repubblica  Ciampi  una  questione  democratica  drammatica   che
  riguarda  le istituzioni siciliane:  la permanenza nella funzione
  di  Presidente  di una persona che secondo i magistrati  -  e  su
  questo  c'è una richiesta di rinvio a giudizio, unico libero  tra
  17  imputati  in  galera - continua  a fare il  Presidente  della
  Regione  nonostante,  secondo i magistrati,  abbia  favorito  non
  qualcuno genericamente ma  Cosa nostra ; legheremo cioè  il  tema
  della democrazia al tema della lotta alla mafia e della questione
  morale  in  Sicilia,  e  allora, cari amici  del  centrosinistra,
  vedremo chi starà con Cuffaro e chi starà  contro Cuffaro
   Per  quanto riguarda le obiezioni del segretario dei Democratici
  di  sinistra, onorevole Cracolici, il quale sostiene che  con  il
  Tatarellum in Sicilia ha vinto il centrodestra, vorrei  ricordare
  che  la  Toscana,  l'Umbria,  le  Marche,  l'Emilia  Romagna,  la
  Campania,  la Basilicata con il Tatarellum hanno dato governi  di
  centrosinistra e il consenso non si guadagna con leggi elettorali
  che provano a rigenerare il potere di questo o quel deputato e di
  questo o quel pezzo di ceto politico, ma conquistando il consenso
  nella società.
   Credo  che  nel momento di massima crisi morale del  Governo  di
  centrodestra  in Sicilia, peggiore o migliore regalo,  secondo  i
  punti  di  vista,  la parte maggioritaria del centrosinistra  non
  poteva fare a questa destra. Infatti, gli ha consegnato una legge
  che  rigenera  il  suo potere, gli ha consegnato  una  legge  che
  mortifica  la rappresentanza di genere e la presenza delle  donne
  nelle  istituzioni, gli ha consegnato una legge  che  abbatte  la
  democrazia   e  la  rappresentanza   della  società  civile   nel
  Parlamento siciliano.
     La  democrazia  con questa legge in Sicilia è più  povera,  il
  Presidente  della  Regione è più forte  ed  è  più  forte  questo
  Presidente  della Regione così ferito nella sua tenuta  morale  e
  democratica.
   Io  non  so  se  noi  siamo  cespugli', Signor Presidente,  come
  qualcuno ci definisce; essendo in Sicilia preferisco pensarmi  un
  pezzo  di  quella  macchia  mediterranea  che  nessuno  può  fare
  seccare,  che  si  espande naturalmente e che nel  referendum  ne
  misureremo anche la forza nella società siciliana.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ardizzone.  Ne  ha
  facoltà.

   ARDIZZONE.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   l'ultimo
  intervento, a mio avviso al di sopra delle righe e fuori  tema  -
  mi   sia   consentito  di  dire  -  mi  induce   a  fare   alcune
  considerazioni  che  non solo sono di ordine tecnico,  così  come
  volevo, ma anche di ordine politico.
     Devo dire che ho apprezzato il primo intervento dell'onorevole
  Orlando quando adduceva motivazioni di ordine tecnico e giuridico
  dal  suo  punto  di  vista, quando faceva la  differenza  fra  la
  immediata  pubblicazione  e  la promulgazione.  Tutto  opinabile,
  tutto  discutibile in diritto e lo sa perfettamente il professore
  Leoluca  Orlando,  lo  sa  il relatore  della  legge  l'onorevole
  Ioppolo. Non mi ha convinto quando ha cercato di forzare per dare
  una  copertura  giuridica,  il secondo  intervento  che  è  stato
  l'intervento politico.
      Onorevole  Orlando,  lei  parte  da  un  giusto  assunto:  la
  pubblicazione  e la promulgazione sono cose diverse;  lei,  però,
  nel secondo intervento ha forzato quelli che sono i termini della
  legge  14 del 2001, che al secondo comma dell'articolo 1,  in  un
  inciso, fa espresso riferimento all'articolo 28 dello Statuto. Il
  suo  assunto non può essere frutto di una svista, ma è frutto  di
  un ragionamento politico che io non posso condividere.
   L'articolo  28  dello  Statuto  prevede  espressamente  che   il
  Presidente  della  Regione entro tre giorni  invii  la  legge  al
  Commissario  dello  Stato perchè decida se  vi  sono  profili  di
  incostituzionalità  o  meno.  Per questo  non  condivido  il  suo
  ragionamento che parte da un giusto assunto giuridico  sul  quale
  possiamo  discutere all'infinito, ma arriva ad  una  conclusione,
  obiettivamente  non condivisibile, dato che lei dimentica,  o  fa
  finta  di  dimenticare,  ciò  che  è  scritto  al  secondo  comma
  dell'articolo 1 della legge numero 14 del 2001.
   Tutto   si   gioca  su  questo  piccolo  inciso   sul   rispetto
  dell'articolo  28,  perché  c'è la perfetta  analogia,  onorevole
  Orlando,  tra la pubblicazione e la promulgazione.
     Lei  ha  citato  -  e  ritengo che non  sia  stato  sbadato  -
  probabilmente  la  sentenza della Corte  Costituzionale  mediana,
  quella  che sta tra il 1981 e il 1996; non ha citato la  sentenza
  del  1996  in cui si dice con la massima chiarezza che è  compito
  dell'Assemblea  autorizzare  il  Presidente  alla   promulgazione
  parziale.   In questo caso noi possiamo per analogia,  poichè  lo
  prescrive  la disposizione  dell'articolo  17 bis dello  Statuto,
  che  ha   -  mi  rivolgo al professore di diritto pubblico  e  di
  diritto  costituzionale quale lei è, onorevole  Orlando  -  rango
  costituzionale. Infatti, ricordo a me stesso che si tratta  della
  prima  legge approvata da quest'Aula da sottoporre alla procedura
  del referendum confermativo.
   Onorevole  Forgione,  noi  non  abbiamo  paura  del  referendum,
  sappiamo  perfettamente che ci troviamo dinanzi ad un  referendum
  confermativo.  Non  giocheremo  sul  discorso  del   quorum,   di
  raggiungere  il 50 per cento o meno anche perchè non è  previsto:
  basta  un  voto  valido  in più perchè la legge  sia  promulgata.
  Chiedete  ai siciliani se hanno gradito - e sapete che  lo  hanno
  gradito - lo sbarramento del 5 per cento.
   Dovete  partire  da un presupposto ed in questo  sta  il  merito
  della  maggioranza, in questo sta il merito del  Governo  Cuffaro
  nell'aver assecondato questa legge ed averla esitata in tempi non
  sospetti,  due anni prima della chiusura della legislatura:  così
  si  dà  la possibilità  ai partiti - questa sì onorevole Forgione
  è democrazia  - di organizzarsi.
     Non  stiamo  esitando una legge dell'ultima ora: è  una  legge
  innovativa, non è una legge della Toscana, onorevole Forgione. Si
  può discutere del 5, del 3, del 2 per cento, è stato stabilito il
  5   per  cento  con  tante  sofferenze  anche  all'interno  della
  Commissione.  Ne  sono testimoni l'onorevole Ortisi,  l'onorevole
  Spampinato e tutti coloro dell'opposizione che erano presenti  in
  Commissione. Con tante sofferenze abbiamo discusso sul 3 o sul  5
  per cento. Una soglia di sbarramento è stata posta.
   Io  le dico, onorevole Forgione,  che affronteremo a testa alta,
  con   convinzione e sfideremo chiunque. Potremmo  chiedere  anche
  noi  il  referendum confermativo perchè questa è una legge ottima
  che ha voluto questa maggioranza e senza alcuna presunzione è una
  legge che vogliono i siciliani.

   PRESIDENTE.  E' iscritto a parlare l'onorevole D'Antoni.  Ne  ha
  facoltà.

   D'ANTONI.  Signor Presidente, intervengo soltanto per annunciare
  che mi asterrò dalla votazione sull'ordine del giorno proposto in
  quanto  ritengo che siamo in presenza di una serie di errori  che
  la  maggioranza di questa Assemblea sta commettendo e con  questo
  ulteriore atto sia avvia a commetterne un altro.
   Io  pensavo - l'ho sempre sostenuto all'inizio di questa vicenda
  -  che  sarebbe stato giusto approvare prima lo Statuto e poi  la
  legge  elettorale per avere un sistema equilibrato tra l'elezione
  diretta,  il ruolo del Parlamento, il modo in cui si eleggono  le
  rappresentanze.
   Purtroppo,  si  é  voluto capovolgere tutto questo,  non  si  sa
  quando  lo Statuto verrà discusso e approvato da quest'Assemblea,
  perché ormai l'interesse si é perduto e,  quindi, saremo indietro
  rispetto  a  tutte le altre Regioni. Avremo una legge  elettorale
  sbagliata che ha al proprio interno alcune palesi contraddizioni,
  senza  però un punto di riferimento, una cornice cioè lo Statuto;
  dunque navigheremo a vista.
     Questo  é  un grande errore che l'Assemblea sta commettendo  e
  continua a farlo nonostante le bacchettate del Commissario  dello
  Stato che intervengono proprio perché non c'é lo Statuto e quindi
  non  c'é  la  cornice. E nonostante questo - e c'era un'ulteriore
  occasione  attraverso  uno  stop di quest'Assemblea  -  si  vuole
  procedere  lo  stesso, si procederà, s'investirà  il  popolo,  si
  faranno   queste   valutazioni  che,   a   mio   giudizio,   sono
  assolutamente sbagliate.

      (Durante l'intervento dell'onorevole D'Antoni l'onorevole
                   Miccichè espone uno striscione)

   MICCICHE'. No alla legge truffa

   PRESIDENTE.  Onorevole  Miccichè,  la  richiamo  all'ordine.  Si
  allontani dal banco della Presidenza.
     Onorevole  Miccichè,  la  espello  dall'Aula   Gli  assistenti
  parlamentari sono invitati a darne  esecuzione.
   Onorevole D'Antoni,  continui il suo intervento.

   D'ANTONI.  Dicevo  che avendo fatto l'errore  di  approvare  una
  legge  elettorale  senza  lo  Statuto  si  é  poi  incorso  nella
  sostanziale bocciatura di parti importanti della legge  da  parte
  del  Commissario  dello Stato.  Credo che questo confermi  quanti
  avevano in quest'Aula sostenuto l'errore commesso.
     Per  questa  ragione  ritengo  sia  sostanzialmente  sbagliato
  procedere; bisognava darsi un attimo di tregua, riflettere  bene,
  fare  in  modo che la rappresentanza, la democrazia, il  rapporto
  tra  l'elezione  diretta  e  il  Parlamento  fosse  garantito  da
  quest'Assemblea. Purtroppo, questo non é avvenuto: si va avanti e
  si sbaglia.
   Ahimè,   stiamo  verificando  nel  dibattito  nazionale   quanto
  interesse ci sia a trovare un punto di riferimento di regole  che
  valgono  per tutti e c'è uno sforzo autentico per cercare  queste
  regole   che   valgano   per   tutti  in   quest'Assemblea   che,
  tradizionalmente,  ha sempre favorito l'incontro.  Noi  siamo  in
  presenza,  invece, di atteggiamenti testardi, duri  che  vogliono
  proseguire su un percorso sbagliato.
   Bisogna  fare  lo Statuto: prima si fa e meglio é.  La  legge  -
  insisto - é assolutamente sbagliata. All'onorevole Ardizzone  che
  ha  queste certezze, dico che  una legge proporzionale che ha  al
  suo  interno  tre  correttivi  non  esiste  al  mondo   Le  leggi
  proporzionali hanno un solo correttivo: o il premio di coalizione
  o lo sbarramento.
     In questa legge c'é il premio di coalizione, lo sbarramento  e
  il  listino cioè tre premi  E' meglio una legge maggioritaria che
  non   una  proporzionale  corretta  in  questo  modo.  Qui  siamo
  all'esaltazione   del  maggioritario  usando  la   proporzionale;
  quindi,  un  mostro  dal  punto  di  vista  della  rappresentanza
  giuridica.
   Per  questa  ragione mi asterrò nella votazione dell'ordine  del
  giorno   perché   ritengo  che  é  stato   commesso   un   errore
  nell'approvare  la  legge alla quale ho votato  contro,  é  stato
  fatto  un  errore nel non riformare lo Statuto.  Si  continua  in
  questo errore nel promulgare una legge in queste condizioni e con
  questa impostazione che priverà i siciliani di una rappresentanza
  adeguata e forte come i siciliani meritano.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole  Ortisi.  Ne  ha
  facoltà.

    ORTISI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  pochi  minuti,
  anche   perchè  abbiamo  svolto  le  argomentazioni  sulla  legge
  elettorale durante il travagliato iter della medesima.
    Intervengo  soltanto  per affermare che il  Governo  Cuffaro  e
  questa  maggioranza  invera  il  detto  che   il  mondo  va  alla
  rovescia .  Da  una  parte,  in  questi  giorni  apprendiamo  che
  l'onorevole  Cintola  - auguri assessore -  propone  all'Aula  di
  partecipare  alla  formulazione del bilancio e  mi  pare  che  in
  questo,  al  di  là della buona volontà, non vada nel  senso  più
  giusto  della capacità di interpretare il ruolo di un  assessore,
  in quanto il bilancio è l'atto fondamentale di indirizzo politico-
  programmatico  di  una amministrazione, di  una  maggioranza,  ed
  allora in questo caso mi pare che debba essere espressione  della
  maggioranza.   Dall'altra,   quando   occorrerebbe   davvero   un
  atteggiamento bipartisan di partecipazione dell'Assemblea  intera
  questo Governo e questa maggioranza si blindano e, come nel  caso
  della  legge  elettorale,  votano senza  far  partecipare  quella
  opposizione  che mi pare non abbia espresso, durante il  percorso
  di  esame  della  legge elettorale, atteggiamenti  eccessivamente
  preclusivi.
  Allora,  veramente il mondo va alla rovescia: quando ci  vorrebbe
  una  partecipazione generale perchè si scrivono le regole  ci  si
  blinda da parte della maggioranza; quando ci si dovrebbe blindare
  per esprimere un indirizzo politico-programmatico, ci si apre.
   Noi  non vogliamo parlare delle escrescenze sonoramente bocciate
  dal  Commissario  dello  Stato ed ora  pervicacemente  riproposte
  dalla  maggioranza, né voglio argomentare in ordine a quello  che
  già  l'onorevole  D'Antoni ha bene espresso, cioè all'opportunità
  che  prima  si  esaminasse lo Statuto e poi la legge  elettorale.
  Tanto  più  che  questa  legge elettorale  non  raggiunge  i  due
  obiettivi  fondamentali che si propone:  da  una  parte  vorrebbe
  eliminare  le liste fai da te ma non le elimina. Non  le  elimina
  poiché nei comuni - lo abbiamo già detto - basta per esempio  che
  l'onorevole  Neri,  recentemente eletto  a  sindaco  di  Lentini,
  presenti una  lista per Neri  ed è molto probabile che la   lista
  per  Neri   ottenga  il  9  per  cento,  mentre  il  partito   di
  appartenenza  forse  non raggiungerebbe il 5 per cento.  Per  cui
  questa legge elettorale non raggiunge l'obiettivo di eliminare le
  liste  fai da te , come mi conferma l'onorevole Neri.
   Dall'altra  parte,  onorevoli colleghi, proprio  nel  merito  la
  storia  d'Italia è fatta di intelligenze molto spesso appartenute
  a  quelli  che noi chiamiamo  cespugli . Chi dimentica La  Malfa,
  Spadolini,  Malagodi?  Con questa legge noi,  probabilmente,  non
  avremmo  avuto questi personaggi. Invece, nel novero  dei  grandi
  partiti   tante  imbecillità  facilmente  si  nascondono,   tante
  debolezze.
   Io  non  dico  che sia una legge liberticida, ma certamente  non
  raggiunge nessuno degli obiettivi che molto spesso il relatore  e
  tantissimi colleghi del centrodestra volevano raggiungere.
   Noi   della   Margherita,  nonostante   abbiamo   espresso   una
  compartecipazione  all'esame  della  legge,  non  abbiamo   avuto
  accolto  niente, neppure un subemendamento che possa far  sentire
  questa legge anche come  la nostra.
   Ci  avete bocciato la doppia scheda, ci avete bocciato  il  voto
  confermativo,  avete  combinato un pastrocchio  sull'applicazione
  delle  cosiddette  pari opportunità, perché  voi  volete  che  si
  pubblichi  la  legge  così  come è passata.  Sull'argomento  pari
  opportunità  siamo in presenza di un cul-de-sac che non  realizza
  concretamente il principio costituzionale, perchè il  Commissario
  dello Stato si è tirato tutto dietro.
     Eppure,  onorevoli  colleghi, questa sarebbe  l'occasione  per
  ripensare,   per  esempio,  alla  omogeneizzazione  dei   sistemi
  elettorali.  E'  assurdo che non sia passata  neanche  la  nostra
  proposta  di  approfittare dell'occasione per   fare  sì  che  si
  votasse alle regionali, alle provinciali ed alle comunali con  il
  medesimo  sistema  elettorale, non avete voluto  neanche  questo,
  pervicacemente  disposti in maniera manichea ad  identificare  il
  male  con  l'opposizione  ed  il  bene  con  il  vostro  voto  di
  quarantanove    deputati,   stasera  che   non   sarete   neanche
  quarantanove
   Davanti  a tale atteggiamento pervicace, nonostante riconosciamo
  che  l'esercizio della democrazia permetta ad una maggioranza  di
  essere  tale  e  ad una minoranza di comportarsi di  conseguenza,
  preannunciamo  il  nostro  voto  contrario,  perché   non   avete
  rispettato  lo  spirito  bipartisan che  aveva  rappresentato  un
  ottimo  inizio  della stagione delle riforme,  con  la  legge  n.
  1/2004 sulla democrazia referendaria.
   Avete  fatto male, colleghi della maggioranza: avete  perso  una
  grande occasione.

   PRESIDENTE.  È  iscritto  a  parlare l'onorevole  Raiti.  Ne  ha
  facoltà.

   RAITI.   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   onorevoli
  rappresentanti  del  Governo,  il mio  intervento  vuole  partire
  innanzi   tutto  da  un  assunto,  apprezzare  l'intervento   del
  Capogruppo  della  Margherita, onorevole Ortisi,  intervento  nel
  corso  del  quale, ancora una volta, ha confermato che il  Gruppo
  che   rappresenta,   dopo  una  lunga  riflessione   svolta   nel
  centrosinistra, mantiene e tiene dritta la barra nel cercare  non
  solo  di  confermare l'unità del centrosinistra, ma  evidenziando
  altresì  -  insieme  a  noi  di Italia  dei  valori,  dei  Verdi,
  dell'intero  Gruppo  di  Sicilia  2010  -  quelle  che  sono   le
  condizioni e i presupposti assolutamente negativi di questa legge
  condotta, in tutti i modi,  con un fare inspiegabile dal punto di
  vista non solo del bon ton politico, ma di prassi legislativa.
   Si  è sempre detto che le regole sono di tutti e da tutti devono
  essere votate con uno schieramento il più ampio possibile, ma qui
  tutto   questo  è  stato  ripetutamente  violato:  il  richiamato
  principio,  che è prassi consuetudinaria, non solo in Italia,  ma
  in  tutti i Paesi del mondo, anche in quelli che di democrazia ne
  masticano  poco, è stato in quest'Assemblea più volte  violato  e
  continua  oggi ad esserlo con una procedura che è, per quanto  ci
  riguarda,  assolutamente illegittima. Perché  se  è  vera,  com'è
  vera,  una parte del ragionamento fatto dall'onorevole Ardizzone,
  nella  sua  qualità di Presidente della Commissione, allo  stesso
  modo,  non  può dimenticarsi che questo disegno di legge  riveste
  una   procedura  giuridica  assolutamente  diversa  dalle   leggi
  ordinarie.
   E'   vero   che   non   si  tratta  di  un  disegno   di   legge
  costituzionale,  ma il suo iter di approvazione è  diverso  dalle
  leggi ordinarie, perché sappiamo tutti che tale provvedimento non
  potrà   essere   promulgato   perché   soggetto   al   referendum
  confermativo  -  e  non  abrogativo -  fattispecie  assolutamente
  diversa,  con  un  regime  giuridico  assolutamente  diverso  che
  comporta che la pubblicazione ha solamente valore notificale,  di
  portare cioè a conoscenza il cittadino che dovrà esser chiamato a
  giudicare; e ciò avverrà soprattutto in un momento in cui  questo
  provvedimento è approvato da una minima maggioranza,  quarantotto
  voti, tre voti superiori appena al minimo indispensabile.
   Il  cittadino deve sapere, nel momento in cui viene chiamato con
  il referendum, così come noi  lo chiameremo, su quale legge dovrà
  pronunciarsi.
     Con  la procedura che voi oggi, con la protervia e l'arroganza
  che  continuate  ad  avere, state mettendo in  atto,  faremmo  un
  referendum  su  una  norma incerta, perché sappiamo  che  fino  a
  quando non raccoglieremo le firme nei prossimi novanta giorni, il
  cittadino non saprà se questa normativa sarà definitiva o  se  la
  Corte  costituzionale la modificherà o se sarà  infine  abrogata:
  già  solo questa è un'aberrazione di diritto per chi ha un minimo
  di   nozioni  giuridiche,  non  certo  per  chi  è  laureato   in
  giurisprudenza,  purtroppo,  continuate  su  questa  strada,  una
  strada  scoscesa, una strada che porta a masticare ed  a  rompere
  qualsiasi  paletto  di  natura  regolamentare  e  di  legittimità
  parlamentare ed istituzionale.
   E,  quindi,  dicevo, per tutte queste motivazioni, non  possiamo
  accettare ancora una volta questo modo di procedere.
   Badate  bene, colleghi della maggioranza, fautori e  sostenitori
  della  tesi che questa legge è una buona legge perché prevede  lo
  sbarramento del 5%: le cose che ci preoccupano non sono di  certo
  tali  aspetti,  perché i processi politici non si fanno  con  gli
  sbarramenti ma si governano e le soluzioni si trovano  attraverso
  la  politica; lo sbarramento è l'ultima delle questioni, anche se
  importante  per noi piccoli e  giovani  partiti,  ma  è  l'ultima
  delle  questioni di questo provvedimento che, lo  ribadisco,  noi
  contestiamo fortemente.
   L'aspetto    assolutamente    fondamentale    che    contestiamo
  principalmente,  dal  nostro  punto  di  vista,  è   che   questa
  Assemblea, con questo disegno di legge, diventerà e conterà  meno
  di  un Consiglio comunale. Avete mortificato l'autonomia speciale
  che  questa Assemblea e i siciliani hanno conquistato  nel  1947,
  perché  un'Assemblea che viene legata in maniera inscindibile  ad
  un  qualsiasi  Presidente e che si scioglie a suo piacimento,  in
  qualsiasi   momento,  va  proprio  in  questa   direzione:   sarà
  un'Assemblea  che  vale  meno  di  un  Consiglio  comunale,   non
  rivestendo  più il ruolo parlamentare, né i parlamentari  avranno
  le prerogative che tutti quanti noi riteniamo di avere, quelle di
  essere riconosciuti al pari dei Senatori.
   Questo  è  un  vulnus grave che con questo provvedimento  -  che
  spiegheremo ai cittadini - state introducendo.
   Concludo  ribadendo che, per tali motivi, apprezzando lo  sforzo
  del Gruppo de La Margherita, mi auguro che anche i Democratici di
  sinistra  assumano una posizione responsabile che  va,  non  solo
  nella  direzione  di  non rompere l'unità del centrosinistra,  ma
  anche  nella direzione di condannare, con forza, questo  modo  di
  procedere, non solo nel merito, ma anche nel metodo.
   Per  le  motivazioni appena svolte, di carattere  pregiudiziale,
  il  Gruppo di Italia dei valori e di Sicilia 2010 non parteciperà
  al  voto in maniera decisa; purtroppo,  non è la prima volta  che
  accade, mi auguro che sarà l'ultima.

   PRESIDENTE.  È  iscritto a parlare l'onorevole Speziale.  Ne  ha
  facoltà.

   SPEZIALE.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  è  un  fatto
  assolutamente strano che, su una procedura che riveste un  valore
  tecnico,  si  apra  un  dibattito che riproponga  nel  merito  il
  provvedimento già approvato dall'Aula.
   Stasera  stiamo  approvando, in base ad una prassi  consolidata,
  l'autorizzazione  al  Presidente della  Regione  alla  pubblicare
  della   legge.  Per  quanto  mi  riguarda,  siccome  tale  solita
  procedura  si  è sovraccaricata - o si tenta di  farlo  -  di  un
  significato politico, voglio fare alcune considerazioni.
   La  prima  è  che  si tratta di una prassi tecnica:  la  mancata
  autorizzazione  dell'ordine  del  giorno  produrrebbe   un   solo
  effetto,   quello  che  il  Presidente  della  Regione   potrebbe
  pubblicare  la  legge,  così come esitata  dall'Aula,  con  tutte
  quelle  norme che sono state contestate proprio da noi  in  Aula,
  perché non avevano un profilo di costituzionalità.
   Considero  un errore, da parte di diversi partiti,  avere  avuto
  un approccio strategico sbagliato sulla legge elettorale.
   La discussione, a mio avviso, non era se fare una buona legge  o
  meno:  c'è  stato  chi  ha pensato che qui dentro  la  legge  non
  andasse  fatta,  che  la  Regione siciliana  non  avrebbe  dovuto
  dotarsi di una sua prerogativa statutaria...
   L'approccio  strategico sbagliato ha riguardato, in particolare,
  i  partiti  cosiddetti minori, che anziché  imboccare  la  strada
  ragionevole  del  dialogo, hanno utilizzato gli  strumenti  della
  contrapposizione pensando, alla fine, che si sarebbe  votato  con
  il  Tatarellum.   Dietro  la posizione presentata  dall'onorevole
  Orlando  e  dagli  altri  colleghi, dobbiamo  dirlo  con  estrema
  chiarezza,  secondo  cui  occorre  evitare  di  fare  regali   al
  centrodestra,  ebbene, se non si votasse  con  questa  legge,  in
  Sicilia,  non  voteremmo neppure con un'altra legge  migliore  di
  questa: il rinnovo avverrebbe infatti col sistema del Tatarellum.
   E   voglio  ricordare  all'onorevole  Forgione  e  all'onorevole
  Orlando,  che regali alla destra, noi, non ne vogliamo fare.  Non
  vogliamo  di  certo regalare 20 deputati, sottratti  al  giudizio
  elettorale;   non  vogliamo  cancellare  intere  province   dalla
  rappresentanza parlamentare; non vogliamo neppure, nel  modo  più
  assoluto - vogliamo dirlo con estrema chiarezza - permettere  che
  si  adotti  un  provvedimento  che determini  la  possibilità  di
  portare a 120 il numero di parlamentari.
   Tutti questi regali, insperati da parte della destra...

   FORGIONE.  Non  è  vero, col Tatarellum quanti  ce  ne  sono  di
  deputati in quest'Aula? Sono 90  Perché deve dire 120

   SPEZIALE.  Onorevole Forgione, abbia la bontà  di  non  gridare,
  120 parlamentari sarebbe la possibilità prevista dal Tatarellum.
   Dicevo, l'approccio strategico è stato sbagliato, perché con  un
  retropensiero  si  sarebbe voluto votare col Tatarellum.  Abbiamo
  condotto  una  battaglia  di merito. In  tale  stessa  battaglia,
  mentre  gli altri stavano a guardare, abbiamo proposto la  doppia
  scheda,   il   voto  di  genere,  abbiamo  fatto   tutte   queste
  battaglie...

   FORGIONE. Le ha vinte tutte, onorevole Speziale

   SPEZIALE.  ...e  abbiamo contestato qui in  Aula  i  profili  di
  incostituzionalità  di norme che sono state introdotte  in  corso
  d'opera e che il Commissario dello Stato, anche sulla base  degli
  argomenti da noi addotti in quest'Aula, ha impugnato.
   Quali  sono  le  norme  impugnate dal Commissario  dello  Stato,
  onorevole  Orlando?  Abbiamo per la prima volta  in  Sicilia,  in
  questo testo, nella sua prima parte, la possibilità di eleggere 8
  parlamentari in cui c'è l'alternanza uomo-donna. Tale  previsione
  non  c'è in nessun'altra norma in Italia. Nel Tatarellum non  c'è
  infatti   la  possibilità  che  le  donne  possano  accedere   al
  Parlamento regionale già nella fase iniziale.
   In  questa  legge, c'è la possibilità di attribuire i collegi  a
  livello  provinciale, stabilendo un principio costituzionale  che
  la rappresentanza parlamentare è collegata al territorio.
   Ecco  perché  noi avremmo aspettato e ci saremmo aspettati  che,
  nel  merito, si approfondisse il dialogo all'interno delle  forze
  del centrosinistra.
   Avere  annunciato  il  ricorso al  referendum,  ancor  prima  di
  sentire cosa pensavamo noi che del centrosinistra siamo una larga
  parte,  siamo  una parte notevole ed importante,  ebbene,  averlo
  deciso senza consultarsi preventivamente, è stato ed è un errore.
  Perché  è un errore, come ho detto all'onorevole Orlando  in  più
  dibattiti  parlamentari  sulla  legge  elettorale,  fare   questo
  regalo.   Sapete  bene  infatti  che  se  si  sposta  in  Sicilia
  l'attenzione sul referendum sulla legge elettorale,  si  commette
  un  errore  tattico e strategico da parte del centrosinistra  che
  potrebbe  regalare  la  bandiera  del  processo  di  riforme   al
  centrodestra,   cosa   che,   in   larga   parte,    risulterebbe
  incomprensibile da parte dei siciliani.
   E'  un  referendum  che,  come tutti sanno,  posto  così  e  nei
  termini  di  una  discussione che riguarda lo sbarramento  -  che
  sottintende in realtà il ritorno al Tatarellum - regalerebbe alla
  destra una vittoria sicura. E noi regali non possiamo farne
   Ecco perché abbiamo valutato, svolgendo delle considerazioni  di
  merito,  e  riteniamo  che  il testo, così  com'è  stato  epurato
  dall'impugnativa  del Commissario dello Stato, non  è  certamente
  quello che avremmo voluto, ma è sicuramente migliore rispetto  al
  sistema  Tatarellum  col quale si voterebbe  in  assenza  di  una
  legge.
   Sulla  base  di  queste considerazioni, alla luce del  tentativo
  che  taluni  hanno  inteso sviluppare una polemica  politica  nei
  nostri   confronti,  abbiamo  deciso  di  votare  favorevolmente.
  Votiamo  favorevolmente  perché la  legge  venga  pubblicata,  lo
  ripetiamo, è un fatto assolutamente tecnico, sebbene qualcuno  lo
  abbia  voluto   sovraccaricare , a  posteriori,  di  connotazioni
  politiche, per impedirne, così, anche la pubblicazione.
   E   votiamo   favorevolmente,  anche  sulla  base  di   un'altra
  considerazione: gli stessi che vogliono promuovere il referendum,
  possono farlo solo se, ovviamente, la legge è pubblicata,  perché
  viceversa,  il  referendum non può promuoversi. Quindi,  chiunque
  ritenga di utilizzare lo strumento referendario dopo che la legge
  è  pubblicata,  lo  utilizzi  pure,  noi  decideremo  secondo  le
  indicazioni  di  partito.  Non  so  al  riguardo  cosa  farà   la
  Margherita:  stasera ho sentito l'onorevole Ortisi dichiarare  un
  voto  contrario  del  Gruppo  cui  appartiene,  non  so  se   sul
  referendum  manterrà la stessa posizione...  lo  chiedo  soltanto
  perché  le  due  questioni  si legano  secondo  una  coerenza  di
  comportamenti che la gente pubblicamente dovrà apprezzare.
   Pertanto,  a  nome del Gruppo parlamentare dei  DS,  esprimo  il
  voto favorevole all'ordine del giorno.

   PRESIDENTE.  È iscritto a parlare l'onorevole Cracolici.  Ne  ha
  facoltà.

   CRACOLICI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non   c'è
  dubbio  che il dibattito che si è sviluppato e il lavoro faticoso
  e  difficile, rispetto a questo testo di legge, stanno producendo
  una condizione un po' surreale: siamo chiamati a valutare con  un
  ordine  del  giorno,  la  possibilità  di  pubblicare  una  legge
  depurata - uso proprio tale temine -  da quelle norme che  alcuni
  di  noi  hanno  definito  schifezze. E  il  paradosso  di  questa
  discussione  è  il seguente: se il Commissario  dello  Stato  non
  avesse  impugnato le norme, lo ripeto, considerate  schifezze  da
  una  parte  di  questo Parlamento, oggi non  saremmo  in  Aula  a
  discutere  ancora  del testo della legge elettorale.  Lo  stesso,
  infatti,  sarebbe  già pubblicato, risultando attivato  tutto  il
  dibattito  sul  referendum o meno; ma ho la  sensazione  che  per
  questa Aula, almeno in una parte, sarebbe stato preferibile avere
  una  legge pubblicata per intero, incluse le norme che sono state
  oggetto di una dura battaglia dentro questo stesso Parlamento.
   Allora,  la  ragione  per la quale votiamo  oggi  favorevolmente
  all'ordine  del giorno, è una ragione che, in qualche modo,  vede
  premiata   la   battaglia  politica,  condotta  soprattutto   dai
  Democratici  di  sinistra, in riferimento a  quel  famoso   maxi-
  emendamento ,  che poi è stato oggetto, appunto, dell'impugnativa
  del Commissario dello Stato.
   Insomma, noi siamo oggi qui perché un organo terzo, rispetto  al
  Parlamento,   ha   bocciato  l'arroganza  e   l'ignoranza   della
  maggioranza    di   quest'Aula   che,   violando   anche    norme
  regolamentari,  ha  tentato  di  imporre  previsioni  palesemente
  incostituzionali. Ma allora di cosa stiamo discutendo, se non  di
  un ordine del giorno che consente di riproporre all'esame, con la
  procedura  prevista - cioè i famosi novanta giorni, l'eventualità
  che   i   cittadini  sottoscrivano  una  proposta  di  referendum
  confermativo... - un testo che, comunque, si presenta con un  suo
  equilibro.
   E  questa  non  è  la  legge  Cuffaro-Cracolici,  voglio  essere
  chiaro,  mi  rivolgo  all'onorevole  Forgione,  che  un  po'   da
  giocoliere  di  propaganda, da qualche ora, si sta divertendo  ad
  usare  tale espressione: questa è non la legge dei DS, non  è  la
  legge  che penso il centrosinistra avrebbe fatto, se fosse  stato
  maggioranza in quest'Aula.
   Non  è la legge che avremmo voluto  Noi avremmo voluto una legge
  con  la  doppia  scheda, avremmo voluto una legge che  vincolasse
  maggiormente il rapporto di genere e, quindi, anche  le  modalità
  elettive per la preferenza di genere; è una legge in cui pensiamo
  che la soglia di sbarramento, utile, allo stesso tempo, così come
  abbiamo  proposto in quest'Aula - devo dire non con  il  conforto
  dei   nostri  amici  e  compagni  del  centrosinistra  -  andasse
  affiancata  anche con la possibilità di prevedere il  diritto  di
  tribuna  per  le formazioni che non raggiungevano  appunto  detta
  soglia. Insomma, in definitiva, avremmo voluto un'altra legge
     Ma  non  c'è dubbio che siamo chiamati comunque a valutare  un
  dato. Abbiamo votato con una legge transitoria che rischia,  come
  tutte  le  norme transitorie, di diventare permanente e  cioè  il
  famoso  Tatarellum,  una legge che non ha premiato,  diciamo,  la
  rappresentanza e, soprattutto, che ha messo in discussione alcuni
  princìpi cardine, ad esempio, quello che il Parlamento è composto
  da  un  numero  fisso di parlamentari. E non è il  solo  dato  da
  valutare:  si  pensi  ancora  che il provvedimento  all'esame  ha
  introdotto e modificato, riducendolo, un aspetto di quella  legge
  che prevedeva appunto la possibilità di avere il 20 per cento  di
  premio,  sul  rapporto dei 90 deputati, per  la  maggioranza  che
  vinceva  le elezioni (e vi ricordo che ero tra quelli che pensava
  che,  addirittura,  il listino non dovesse  più  esserci,  ma  il
  premio di maggioranza andasse piuttosto ripartito sulla base  dei
  collegi provinciali, a favore delle formazioni vincenti).
   Insomma,  è  una legge che consideriamo, rispetto al Tatarellum,
  non  la nostra legge, ma una legge sicuramente migliore. È questo
  il punto
   Allora,  onorevoli colleghi, il voto che oggi diamo  è  un  voto
  sicuramente  tecnico, cioè legato solamente alla possibilità  che
  venga  pubblicata  quella parte di legge che, pur  non  condivisa
  nella  sua  totalità, comunque, non presenta al  suo  interno  le
  enormi schifezze tanto contestate.
   Ma,  allo  stesso  tempo, diciamo pure che il  referendum  è  un
  diritto  previsto dalle norme costituzionali che sono proprie  di
  questa  procedura: istituto referendario, rispetto al  quale  non
  abbiamo  certamente  timore di valutare  e  di  misurarci  in  un
  confronto  con  l'opinione pubblica e con la  società  siciliana,
  affinché  la legge sia in qualche modo votata anche dagli  stessi
  siciliani.
   Certamente,  però,  una cosa non possiamo evitare:  far  passare
  cioè  il  messaggio  che  bisogna  ricorrere  al  referendum  per
  abrogare  questa legge, come se dietro la porta ci  sia  già  una
  legge  con  la  doppia scheda, con la preferenza di  genere,  con
  tutte le cose migliori del mondo che stanno nei nostri sogni,  ma
  non   ancora  in  nessun  testo  di  legge  approvato  da  questo
  Parlamento
   E'  questo  il senso per il quale, ognuno di noi, si  assume  le
  proprie responsabilità rispetto alle proprie parti politiche.
   Con  coerenza, riteniamo che oggi sanciamo un risultato  ed  una
  sconfitta  della  maggioranza che ha  tentato  di  fare  l'enorme
  schifezza  in  quella legge elettorale, dopo  di  che  vedremo  i
  cittadini  che  cosa  penseranno.  Ci  misureremo  laicamente   e
  liberamente  nel  confronto con i cittadini siciliani,  convinti,
  come  siamo,  e  concludo, signor Presidente, che  quest'Aula  ha
  ancora   tempo  per  apportare  quelle  modifiche   che   possono
  migliorare il testo della legge.
      Pertanto   anche  in  questa  direzione  ci   apprestiamo   a
  presentare, nelle prossime ore, un disegno di legge che  contiene
  le  norme  per le quali ci siamo battuti in quest'Aula,  con  gli
  emendamenti presentati al testo originario della Commissione.
   Sfidiamo  dunque il Parlamento siciliano, anche  nei  90  giorni
  che  ci  distanziano  dalla procedura di indizione  di  eventuale
  referendum,  a  determinare  quegli  elementi  modificativi   che
  possano meglio presentarsi agli occhi dei siciliani ed avere così
  una  legge moderna, che garantisca le maggioranze e le minoranze,
  ma  soprattutto, a difesa della rappresentanza di tutto il popolo
  siciliano.

   PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Spampinato.  Ne  ha
  facoltà.

   SPAMPINATO.   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   credo
  preliminarmente che, fin troppo celermente e forse anche  con  un
  eccesso  di  semplicità,  si siano archiviate  le  considerazioni
  fatte dall'onorevole Orlando, considerazioni non politiche, bensì
  giuridiche e pregiudiziali che hanno avviato questo dibattito.
   Devo  dire onestamente che non ho sentito nessuna considerazione
  contraria alle motivazioni addotte dall'onorevole Orlando. Quanto
  detto  dall'onorevole  Formica,  ha  inteso  ribadire,  solamente
  politicamente,  il perché il centrodestra vuole questa  legge:  e
  devo   dire   che  alcune  considerazioni  che  ho  sentito   con
  particolare  attenzione sono state svolte  invece  dall'onorevole
  Savarino  che ha fatto riferimento alla legge n. 14 del  2001  e,
  ancora meglio, l'onorevole Ardizzone che devo dire mi ha convinto
  quando,  citando  il  terzo comma dell'articolo  2  della  citata
  legge,   faceva  riferimento  a  ciò  che  prevede  lo   Statuto,
  all'articolo  28.  Ebbene, devo dire che  le  considerazioni  che
  sostengono  che  effettivamente  non  si  doveva  procedere   con
  l'immediata   pubblicazione,  così  come  esposto  dall'onorevole
  Orlando e come anch'io avevo pensato, sono convincenti ma non  mi
  fanno  venir   meno la considerazione principale,  ovvero  quella
  della  diversità  sostanziale tra pubblicazione e  promulgazione,
  per  cui  l'iter  che stiamo ponendo in essere è  sostanzialmente
  viziato ab origine.
   Un'altra  considerazione pregiudiziale che mi permetto di  fare,
  e  sulla  quale  mi farebbe piacere che l'attuale Assessore  agli
  enti  locali  potesse rispondermi, è se sia possibile  procedere,
  con  un  voto  semplice, ad integrare una  procedura  per  cui  è
  richiesta una maggioranza qualificata.
   Anche  questa  è una domanda a cui darei una risposta  negativa,
  ma  che  aspetta  comunque una replica  dagli  organi  tecnici  o
  politico-istituzionali.
   Dal  punto di vista politico, personalmente - ed è forse  questa
  la  differenza tra i deputati della Margherita ed i colleghi  del
  Gruppo  dei  Democratici  di Sinistra  -  attribuisco  un  valore
  diverso  a  questo  ordine del giorno. Non si  tratta,  onorevole
  Speziale, almeno secondo noi, soltanto di un procedimento tecnico
  per pervenire alla pubblicazione della legge.
   Questo ordine del giorno ha sicuramente un valore politico...

                          (brusio in Aula)

    e,  tra l'altro, mi permetto di dire che esiste una sostanziale
  incompatibilità  politica  tra l'ordine  del  giorno  che  stiamo
  discutendo e quello successivamente presentato.
   L'incompatibilità politica tra i due ordini del  giorno,  signor
  Presidente, dipende da una diversa scelta di fondo.
   Perché,  con questo ordine del giorno che andremo ad  approvare,
  dando  eventualmente il Parlamento parere favorevole,   anche  la
  maggioranza e il Governo rinunciano alle parti che il Commissario
  dello Stato ha impugnato.

   PRESIDENTE. Onorevole Spampinato, la prego di concludere il  suo
  intervento.

   SPAMPINATO. C'è quindi una sostanziale incompatibilità  politica
  tra i due ordini del giorno: credo che  questo ordine del giorno,
  se  l'Assemblea  lo  approverà,  sia  quanto  meno  politicamente
  inconciliabile  con  l'altro presentato successivamente,  con  il
  quale  si  chiede  un  impegno del Governo  a  presentare  in  un
  autonomo   disegno  di  legge  le  stesse  norme  impugnate   dal
  Commissario dello Stato.
   Onorevole  Speziale, non credo che il termine  di  paragone  sia
  tra  questa  legge  e  il  Tatarellum; c'era  la  possibilità  di
  procedere  -  abbiamo  altri due anni di legislatura  -   con  un
  percorso  semplice che non avrebbe prodotto nemmeno il referendum
  in  un'atmosfera condivisa - il dibattito di quest'estate è stato
  incentivato  dalla richiesta fatta dall'assessore Cintola  di  un
  coinvolgimento delle minoranze per quanto riguarda il risanamento
  finanziario  -  io  credo che non ci sia tema  più  consono  dove
  cercare un coinvolgimento reale e concreto, se non  quello  della
  riforma  elettorale;  quindi, la via  alternativa  sarebbe  stata
  quella  di ricominciare daccapo, di procedere d'intesa  tutto  il
  Parlamento, se è vero che si vuole aprire questa nuova stagione -
  e  concludo - non con l'approvazione di questo ordine del giorno,
  ma  azzerando tutto e procedendo con un nuovo autonomo disegno di
  legge che veda un coinvolgimento vero e reale.
     Ecco  perché, nonostante siano state espunte le parti  oggetto
  dell'impugnativa  e  quindi da noi contestate fortemente,  questa
  continua  a  non  essere la nostra legge, nessuna delle  proposte
  avanzate dai deputati della Margherita è stata accolta in  questo
  disegno di legge, ed è per questo che noi non possiamo che votare
  contro questo ordine del giorno.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'ordine del giorno numero  436,
  a firma degli onorevoli Misuraca, Formica e  Savarino.
    Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)


   Presidenza del presidente Lo Porto


   Si  passa  all'ordine  del  giorno numero  437,  a  firma  degli
  onorevoli  Misuraca, Formica e Acierno, che impegna il Presidente
  della   Regione  a  riproporre  le  disposizioni  impugnate   dal
  Commissario dello Stato in un'autonoma iniziativa legislativa.
   Lo pongo in votazione.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.  Signor Presidente, credo che per le  stesse  ragioni
  per  le  quali  lei  ha dichiarato improponibile,  suggerendo  la
  procedura  dell'aggancio per motivi pregiudiziali all'ordine  del
  giorno  iscritto all'ordine del giorno - scusate il bisticcio  di
  parole  -  anche questo ordine del giorno che non si aggancia  ad
  alcunchè  non possa essere dichiarato proponibile da parte  della
  Presidenza,  anzi,  eventualmente, debba  essere  trasformato  in
  mozione,  iscritto  all'ordine del  giorno  come  qualunque  atto
  presentato  in  Aula  e valutato successivamente,   quando  verrà
  iscritto all'ordine del giorno dell'Aula stessa.

   PRESIDENTE.  Onorevole Cracolici, le ricordo che  non  ho  usato
  questa procedura, io ho trasformato...

   CRACOLICI.  No,  lei  poco  fa  ha dichiarato  improponibile  un
  ordine del giorno.

   PRESIDENTE.  Infatti, trasformandolo in questione pregiudiziale.
  Non  ho alcuna difficoltà; però riprendiamo un iter che mi sembra
  troppo scontato e troppo ovvio.

   CRACOLICI.   Mi   scusi,   signor   Presidente,   non    è   più
  pregiudiziale.

   PRESIDENTE. E' pregiudiziale al fatto che i firmatari  ritengono
  importante   impegnare  il  Presidente  all'autonoma   iniziativa
  legislativa per riproporre le norme censurate.

   CRACOLICI.  Ho  capito,  ma  non  è  una  pregiudiziale,  signor
  Presidente.  Sarebbe  stata  una pregiudiziale   se  fosse  stato
  approvato il testo dell'onorevole Orlando.

   PRESIDENTE.  Scusi,  non  ci  siamo compresi.  La  pregiudiziale
  riguarda  la  facoltà o meno del presentatore  di  avvalersi  del
  diritto di improcedibilità da parte del Presidente. Io questo non
  l'ho fatto prima e non lo faccio neanche ora. Devo però procedere
  sulla questione pregiudiziale, se lei la pone.

   CRACOLICI.  Ma  la pregiudiziale a che, signor  Presidente?  Noi
  abbiamo votato un ordine del giorno con il quale si autorizza  il
  Presidente della Regione a pubblicare la legge elettorale,  fatte
  salve le norme impugnate. Abbiamo finito di votare, adesso c'è un
  altro  ordine  del giorno che affronta un altro  tema  e  non  si
  aggancia a nulla anche perchè abbiamo già votato.
   Allora,   delle  due  l'una:  o  lei  invita  i   proponenti   a
  trasformarlo in mozione che sarà iscritta all'ordine  del  giorno
  di  apposita seduta o quest'ordine del giorno,  visto che abbiamo
  già  chiuso  la  parte che è iscritta all'ordine  del  giorno  di
  questa seduta, non si aggancia a nulla.
   Vorrei  fosse  chiaro  che,  dal  punto  di  vista  procedurale,
  quest'ordine  del  giorno non può essere trattato  nel  corso  di
  questa seduta.

   FORMICA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FORMICA.  Signor  Presidente, i motivi che  ci  hanno  spinto  a
  presentare  questo ulteriore ordine del giorno  discendono  dalla
  considerazione  che comunque  le norme che sono  state  impugnate
  dal   Commissario  dello  Stato,  che  riguardano  i  temi  dell'
  incompatibilità e dell' ineleggibilità, certamente  meritano  una
  riflessione  attenta  da  parte  del  Parlamento  e  quindi   una
  valutazione.  Non si possono lasciare così, dato che  sarebbe  un
  vero  vulnus  ad  una corretta regolamentazione  del  diritto  di
  elettorato passivo e attivo.
   Pur  tuttavia,  almeno  come presentatore,  se  ci  sono  motivi
  ostativi all'esame dell'ordine del giorno, sarei favorevole a che
  sia accolto dal Governo come raccomandazione.

   PRESIDENTE.  Sospendo la seduta per due minuti  per  consultarmi
  con i presentatori.

    (La seduta, sospesa alle ore 20.38 è ripresa alle ore 20.40)

   La seduta è ripresa.

   CASCIO,  assessore per il territorio e l'ambiente. A nome del
  Governo, dichiaro di accettare l'ordine del giorno numero 437
  come raccomandazione.

   Sulla riforma istituzionale all'esame del Parlamento nazionale


   Presidenza del presidente Lo Porto


   FLERES.  Chiedo di parlare, ai sensi dell'articolo 83, comma  2,
  del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FLERES.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ho  chiesto  di
  parlare  per comunicare all'Aula una questione che ritengo sia di
  fondamentale importanza.
   Come  saprete, è in discussione alla Camera il testo di modifica
  costituzionale. Nei giorni scorsi, i Presidenti delle  Regioni  e
  delle  Province autonome ed i Presidenti delle Assemblee elettive
  delle  Regioni  e delle Province autonome si sono incontrati  per
  valutare  il  contenuto  del testo in atto  in  discussione  alla
  Camera ed in quella circostanza hanno preso atto di una diffusa e
  forte  preoccupazione  relativamente  ai  contenuti  delle  parti
  riguardanti  il mantenimento delle prerogative autonomistiche  da
  parte delle Regioni e delle province autonome.
      In  particolare,  onorevoli  colleghi,  si  é  registrato  il
  tentativo di far venir meno, attraverso il contenuto del  disegno
  di  legge in discussione alla Camera, parti significative  legate
  ai   poteri   autonomistici  con  particolare  riferimento   alle
  questioni   che   riguardano   non  soltanto   la   contestualità
  dell'elezione del Senato federale con l'elezione delle  Assemblee
  elettive  delle  Regioni e delle Province autonome,  ma  anche  e
  soprattutto  le  questioni  legate  alle  cosiddette   competenze
  esclusive,   in  quanto  il  testo  in  discussione  alla  Camera
  introdurrebbe  il  principio dell'interesse nazionale  il  quale,
  non essendo sufficientemente delineato,  rischierebbe di incidere
  su  qualsiasi argomento, compresi gli argomenti per  i  quali  le
  Regioni e le Province autonome hanno competenza esclusiva.
     Relativamente  a  questo rischio i Presidenti  delle  Regioni,
  delle  Assemblee elettive delle Regioni speciali e delle Province
  di Trento e Bolzano hanno predisposto un ordine del giorno ed  un
  pacchetto   di  cinque  emendamenti  che  hanno  sottoscritto   e
  consegnato  al Ministro delle Riforme, senatore Calderoli,  e  al
  Ministro delle Regioni, senatore Enrico La Loggia.
     Nel  corso  dell'incontro  che i Presidenti  hanno  avuto  con
  questi  autorevoli  membri del Governo, per  la  verità  é  stata
  registrata  una  disponibilità di entrambi a tenere  conto  delle
  osservazioni formulate e ad accoglierle, sia pure non in toto  ma
  in  gran  parte,  soprattutto le questioni  a  cui  facevo  prima
  riferimento  e,  tuttavia, onorevoli colleghi, mi sono  permesso,
  alla  fine di questo incontro istituzionale, di fare pervenire  a
  ciascuno  di  voi  ed  anche a ciascuno dei deputati  e  senatori
  eletti nella circoscrizione della Sicilia occidentale e orientale
  il  testo  dell'ordine  del  giorno presentato  e  quello   degli
  emendamenti   presentati  dai  presidenti,   per   chiedere   una
  particolare  attenzione  rispetto  all'andamento  del   dibattito
  parlamentare,   proprio  per  far sì  che  l'impegno  di  massima
  formulato dai membri del Governo non venisse travolto dal  lavoro
  parlamentare a tutto danno dei poteri autonomistici delle Regioni
  e  delle  Province in questione ed in particolare  della  Sicilia
  che,   rispetto alle altre,  é sicuramente la più grossa ma anche
  quella  che  ha  una maggiore tradizione storica, peraltro  è  il
  primo  Statuto approvato e poi inserito nella Costituzione.
   Mi  permetto,  dunque,  onorevoli  colleghi,  di  richiamare  la
  vostra  attenzione rispetto a questi passaggi; si  sta  scrivendo
  una riforma costituzionale che potrebbe ridurre o addirittura far
  venir meno le nostre prerogative autonomistiche.
     Credo  che  quasi sessant'anni di storia ed il  sacrificio  di
  decine e decine di nostri concittadini, negli anni '40 e '50, non
  possa  essere  cancellato  con  un  colpo  di  penna  o  con   un
  emendamento, magari non sufficientemente ponderato, da  parte  di
  una Commissione parlamentare, da parte di un singolo deputato,  o
  da  parte  di chi, assolutamente non a conoscenza di  quelli  che
  sono  stati i fatti che hanno prodotto le autonomie speciali  nel
  tempo,  la nostra, fino alle ultime, il Friuli-Venezia Giulia,  e
  che  dunque  non  hanno  forse la consapevolezza  di  quello  che
  significa  il fare venire meno le prerogative autonomistiche  con
  tanta fatica conquistate.
   Mi  scuserete  per  questo richiamo però  mi  rendo  conto  che,
  talvolta, il lavoro che svolgiamo quotidianamente  ci  travolge e
  ci  distrae da fatti importanti come questo che, credo, meriti il
  massimo dell'attenzione.
   Un'ultima  notazione,  e  concludo,  sempre  su  iniziativa  dei
  Presidenti  delle  Regioni  e delle  Province  autonome  e  delle
  Assemblee  elettiva,  si sta promuovendo, signor  Presidente,  un
  incontro  con  tutti i deputati nazionale ed  i  senatori  eletti
  nelle  cinque regioni e nelle due province per far sì che  questa
  iniziativa, che è stata già posta a conoscenza del Governo, possa
  godere   del   supporto,   del   contributo,   dell'ausilio   dei
  parlamentari   nazionale   eletti  nelle   regioni   e   province
  interessate.
   Credo  che  ciascuno,  per la propria parte  politica,  dovrebbe
  farsi parte diligente a che questo incontro si tenga ed abbia  il
  risultato che noi tutti, credo, auspichiamo, cioè quello  di  una
  difesa  non  acritica,  ma storicamente supportata  della  nostra
  storia  e  dei valori autonomistici ai quali ciascuno di  noi  si
  àncora nella propria iniziativa legislativa.

   ORTISI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Ne  ha  facoltà. Ricordo che i tempi  regolamentari
  per questi interventi prevedono soltanto cinque minuti.

   ORTISI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, parlerò soltanto
  un   minuto  per  esprimere  da  parte  del  nostro  partito   la
  condivisione  assoluta a quanto propone l'onorevole Fleres,  anzi
  per  rafforzare quello che anche lei, signor Presidente ha  avuto
  occasione  di  esprimere,  in  altra  sede  che  non   fosse   il
  Parlamento, meritoriamente e per invitarla ad indire una sessione
  straordinaria  dedicata esplicitamente a questo argomento.  Credo
  infatti  che,  anche alla luce delle modifiche del  rapporto  tra
  Esecutivo  e  Legislativo,  ancor più  questo   Parlamento  debba
  interessarsi ai fenomeni di media-lunga durata e che, quindi, sia
  legittimato,    anzi   debba   essere   stimolato    a   trattare
  fondamentalmente  questo  tipo di  argomenti,  in  quanto  questo
  nobilita  le  funzioni specifiche dell'Aula. Pertanto apprezziamo
  l'iniziativa  dell'onorevole Fleres e la  invitiamo,  Presidente,
  tramite  un intervento comune ed una riunione dei capigruppo,  ad
  indire  una sessione straordinaria ed  immediata - tanto più  che
  non possiamo fare leggi di spesa da qui alla fine dell'anno - per
  discutere   di  un  argomento  che  coinvolga  anche   i   nostri
  rappresentanti  nazionali e che ci veda  tutti  insieme  uniti  a
  difendere  le  prerogative conquistate nel corso del  tempo,  nel
  corso della storia e a non retrocedere, anzi ad apprezzare che le
  regioni  a  statuto  ordinario avanzino,  ma che  noi  si  avanzi
  ulteriormente per le prerogative che ci toccano storicamente.

   PRESIDENTE.  Grazie,  onorevole  Ortisi.  Raccolgo  l'invito   e
  richiamo  l'Assemblea sul  fatto che  si tratta di  un  tema  che
  dobbiamo  sollevare  in  seno al dibattito  sulla  riforma  dello
  Statuto,  che  è all'ordine del giorno dell'Aula.  Sarà  in  quel
  contesto che possiamo pensare ad un documento allegato.

   CAPODICASA. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CAPODICASA  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  accolgo  di
  buon  grado  l'annuncio  che la Presidente  ha  fatto  in  questo
  momento sull'accelerazione dell'iter parlamentare del disegno  di
  legge  sullo  Statuto.  Considerato che ormai  è  all'ordine  del
  giorno  da  parecchi mesi non si giustificano,  a  mio  giudizio,
  ulteriori  dilazioni.   Quindi,  sarà  compito  della  Presidenza
  dell'Assemblea,  in  occasione della Conferenza  dei  capigruppo,
  provvedere a fissare il calendario per i lavori d'Aula.
   Però,  le  notizie che ci forniva adesso l'onorevole  Fleres  ci
  sembrano,  anche  per  ciò che è a nostra  conoscenza,   tali  da
  indurci  ad  assumere  delle iniziative maggiormente  tempestive,
  perchè   il  dibattito  parlamentare  a  livello  nazionale   sta
  procedendo speditamente.
      C'è   stata  una  riunione  dei  partiti  della  maggioranza,
  conclusasi  proprio a fine  della settimana scorsa,  nella  quale
  sono  state assunte delle decisioni; successivamente il  Ministro
  per  le  Riforme  istituzionali ha incontrato i Presidenti  delle
  Regioni e con loro ha discusso e contrattato alcuni elementi  che
  debbono far parte del disegno di legge.
   Se  il pericolo c'è - e qualche rischio lo stiamo correndo  -  è
  un  pericolo  imminente, ragion per la quale, signor  Presidente,
  essendo  io  rimasto, dopo l'elevazione agli  altari  governativi
  dell'onorevole Pistorio, l'unico membro ufficiale dell'Ufficio di
  Presidenza  della Commissione Statuto, mi ero già  riproposto  la
  convocazione  della commissione stessa in tempi  rapidissimi  per
  esaminare proprio la documentazione proveniente dalla Camera  dei
  Deputati  al fine di assumere,  come Commissione,  una posizione.
  Ritengo  non  sufficiente che ogni partito, ogni  forza  politica
  intervenga sull'omologa rappresentanza nazionale; qui bisogna far
  pesare   l'Assemblea  regionale  nel  suo  complesso,  in  quanto
  istituto, in quanto istituzione.
   Allora,  vale  la pena, noi per esempio come Gruppo parlamentare
  avevamo pensato alla presentazione di una mozione che comportasse
  un  voto d'Aula e che, pertanto,  forti del voto d'Aula,   ci  si
  presentasse  di  fronte  agli  organi  istituzionali  e  politici
  parlamentari  nazionali che stanno discutendo di  questa  materia
  per fare valere le nostre ragioni.
   Bisogna  trovare un modo che, oltre alle vie di natura politica,
  faccia  pesare  scelte  e  decisioni di carattere  istituzionali,
  essendo il passaggio d'Aula, per quanto accelerato, comunque  non
  imminente.
   Forse,  varrà  la  pena, dunque, di far valere  una  discussione
  preliminare di merito nella Commissione Statuto...

   FLERES.  Noi abbiamo già votato un ordine del giorno  in  questo
  senso, l'Assemblea non è rimasta inerte.

   CAPODICASA.  La  proposta che sto facendo è di procedere  con  i
  testi  che  sono  già  all'esame  dell'Aula  stessa,  quindi  con
  maggiore cognizione di causa saremo in grado di intervenire e  di
  dire,  in quanto Commissione che rappresenta il Parlamento.
   Poi,   ad  adiuvandum,  se  il  Parlamento  vorrà,   nella   sua
  autonomia,  esprimersi con atti formali,  abbiamo pensato ad  una
  mozione,  ma si può elaborare una relazione che verrà  presentata
  dalla Commissione sulla quale poi si  esprima il Parlamento.
   Mi  pare secondario lo strumento, è importante però che  ci  sia
  un pronunciamento d'Aula,   forte del quale la Commissione od una
  rappresentanza  dell'Assemblea regionale si  presenti  a  Roma  e
  discuta nel merito le questioni che ci riguardano.
   Pertanto,  signor Presidente, chiederei, non dico  un  esplicito
  pronunciamento   ma  che  comunque  la  Presidenza   preveda   la
  possibilità di una tempestiva riunione della Commissione  Statuto
  per   poter  esaminare  la  documentazione  e  poi  fornire  alla
  Presidenza  ed  all'Aula eventuali pareri e punti  di  vista  per
  assumere decisioni conseguenti.

   PRESIDENTE.  Onorevole Capodicasa, ripeto  -  dato  che  l'avevo
  detto  ancora prima che lei intervenisse - che l'Assemblea    non
  solo  è  sensibile al richiamo dell'onorevole Fleres, ma si  farà
  parte diligente per accelerare l'iter della legge.


   Presidenza del presidente Lo Porto


           Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare

   PRESIDENTE.  Comunico  che  gli onorevoli  Amendolia  e  Nicotra
  hanno chiesto di aderire al Gruppo parlamentare  Nuova Sicilia'.
   Colgo   l'occasione  per  dichiarare  che   questo   metodo   di
  trasmigrazione  continua di deputati da un Gruppo  all'altro,  al
  solo  fine  di consentire vantaggi e la costituzione  di  Gruppo,
  deve  finire e poiché so bene che nel Regolamento il tema   viene
  richiamato,   dichiaro che  domani,  nel corso della   Conferenza
  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari, chiederò che si riunisca
  la  Commissione  del  Regolamento per affrontare  definitivamente
  questo tema.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                       Sull'ordine dei lavori

    ACIERNO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ACIERNO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  condivido  e
  sottoscrivo  ognuna delle parole che lei ha pronunciato  dopo  la
  lettura  di questa comunicazione. Mi permetto, semplicemente,  di
  ricordare  al Presidente dell'Assemblea, garante del  Regolamento
  dell'Assemblea, che per aderire ad un Gruppo parlamentare non  si
  può  mandare una lettera al Presidente dell'Assemblea, ma bisogna
  avanzare  richiesta  al  Gruppo, il quale deve  prima  deliberare
  l'ingresso  dei  deputati  nel Gruppo  stesso,  dopo  di  che  il
  Presidente   del  Gruppo  parlamentare  comunica  al   Presidente
  dell'Assemblea che in quel Gruppo sono transitati dei deputati.
   La  prego pertanto, signor Presidente, di non prendere  atto  di
  quella  lettera  che  non ha alcun valore  e  nessun  deputato  è
  entrato,  ad  oggi,  nel  Gruppo parlamentare  di  Nuova  Sicilia
  all'Assemblea regionale siciliana.

   PRESIDENTE.  Grazie onorevole Acierno, capisco  che  il  tema  è
  importante ma è capace anche di sollevare la mia ironia,  non  il
  suo  argomentare,  ma la tematica in genere,  perché  in  effetti
  tutti  sorridiamo in questo momento e ne avremo le  nostre  buone
  ragioni.
   Vede,  io non posso impedire a nessuno di scrivermi una lettera;
  l'ho solo comunicata e la conservo.

   ACIERNO.  Signor  Presidente, nel momento  in  cui  lei  fa  una
  comunicazione in Aula e viene messa a verbale, di fatto è come se
  oggi due deputati fossero entrati nel gruppo di  Nuova Sicilia'.
   In  realtà  il  Gruppo  di Nuova Sicilia  non  ha  avuto  alcuna
  richiesta  di ingresso né ha deliberato ingresso al  Gruppo,  per
  cui  lei  deve,  secondo  me, proprio per  rispettare  il  nostro
  Regolamento, prendere atto di una comunicazione...

   PRESIDENTE. Io non ho preso atto di niente, non l'ho  dichiarato
  e non lo dichiaro...

   ACIERNO. Ah ecco, l'importante è questo. Grazie, Presidente.

   PRESIDENTE. Onorevole Acierno mi dia atto, però, che ho  qualche
  difficoltà di capire,  considerato che la stampa pubblica notizie
  così  incoerenti rispetto alla sua legittima pretesa di avere  un
  ruolo  come Gruppo di Nuova Sicilia, che alla fine viene  davvero
  da ridere di fronte ad una cosa del genere.

   ACIERNO.  Signor Presidente, io più di lei perché io rappresento
  ancora il Gruppo di Nuova Sicilia.

   PRESIDENTE.  Comunico  che  la  Conferenza  dei  Presidenti  dei
  Gruppi   parlamentari  è  convocata  per  domani,  mercoledì   15
  settembre  2004, alle ore 11.00, per stabilire il  programma  dei
  lavori.
     La  seduta  è rinviata a domani, mercoledì 15 settembre  2004,
  alle ore 17.30, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto


       I   - Comunicazioni.

       II   - Discussione della mozione numero 305 «Definizione di una
         linea comune per proporre al Consiglio dei Ministri necessarie
         ed urgenti  modifiche  della  manovra  finanziaria  a  tutela
         dell'economia siciliana», degli onorevoli Speziale, Cracolici,
         Capodicasa,  Crisafulli, De Benedictis, Giannopolo,  Oddo,
         Panarello, Villari e Zago.
  III   -  Discussione del disegno di legge:
            «Schema  di  progetto di legge costituzionale  da
            proporre,   ai  sensi  dell'articolo   18   dello
            Statuto,   al   Parlamento   nazionale,   recante
             Modifiche  allo  Statuto della  Regione.'»  (nn.
            580-472-578-602-652/A) (Seguito)

                  La seduta è tolta alle ore 21.00.

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                      Dott. Giovanni Tomasello

   ALLEGATO

   Risposte scritte ad interrogazioni

   FLERES  -  CATANIA G. - MAURICI. - «All'Assessore per  gli  enti
  locali e all'Assessore per i lavori pubblici, premesso che:

   -  in  via  Nervesa della Battaglia si trovano  numerosi  plessi
  condominiali;

   -  gli  inquilini  degli edifici in questione versano  una  rata
  mensile all'ISTICA, l'Istituto preposto all'amministrazione degli
  stessi immobili;

   -  nonostante l'ammontare e la disponibilità delle quote versate
  sembra  che  la  pulizia  delle strade  interne  e  delle  aiuole
  realizzate dall'ISTICA sia effettuata saltuariamente e, comunque,
  solo  dietro  appositi  reclami,  senza  rispettare,  quindi,  la
  periodicità precipua degli interventi di manutenzione ordinaria;

   -  nella  via  in  oggetto  lo stato di  degrado  e  consolidato
  abbandono  delle  strutture comuni e delle aree verdi  è  davvero
  preoccupante;

   -   gli  alberi  presenti  negli  spazi  verdi  necessitano   di
  interventi di manutenzione urgente che ne scongiurino la  caduta,
  evento già verificatosi in passato;

   -  sembra vi sia in atto una controversia legale fra l'ISTICA  e
  il Comune di Catania, relativa alla ripartizione delle competenze
  sulle aiuole e sulle strade interne;

   per sapere:

   quali  provvedimenti si intendano porre in essere  per  dirimere
  la controversia esistente fra l'ISTICA e il Comune di Catania;

   quali  provvedimenti si intendano porre in essere per verificare
  se  l'ISTICA abbia adempiuto ai fini istituzionali per i quali  è
  stata istituita;

   quali  interventi urgenti si intendano porre in essere  al  fine
  di  riqualificare  gli  spazi verdi e gli arredi  urbani  di  via
  Nervesa della Battaglia». (1130)

   Risposta.  «I  quesiti  posti con l'interrogazione  numero  1130
  sono relativi a:
   quali  provvedimenti si intendano porre in essere per verificare
  se  l'Istica abbia adempiuto ai fini istituzionali per i quali  è
  stata istituita;
   quali  interventi urgenti si intendano porre in essere  al  fine
  di  riqualificare gli spazi a verde e gli arredi  urbani  di  via
  Nervesa della Battaglia;
   quali  provvedimenti si intendano porre in essere  per  dirimere
  una eventuale controversia esistente fra l'Istica ed il Comune di
  Catania.
   Riguardo  ai  predetti  quesiti  si  osserva  che  i  primi  due
  riguardano  problemi  di  natura  strettamente  politica  la  cui
  soluzione  attiene  esclusivamente agli  organi  di  governo  del
  Comune  di  Catania. Al momento, comunque, al  riguardo  nulla  è
  previsto.  Infatti  il  Comune di Catania  non  ha  in  programma
  interventi  relativi alla via Nervosa della Battaglia  in  quanto
  l'area non rientra nel programma triennale 2003-2006 delle  opere
  pubbliche.
   In  ordine invece alla presunta controversia fra l'Istica ed  il
  Comune  di  Catania sulla manutenzione delle strade ed aiuole  di
  via Nervosa della Battaglia, si sottolinea come le vicende fra  i
  due  enti  sono state da sempre complesse. Per maggiore chiarezza
  sulla  questione, si allega una relazione predisposta dal  Comune
  di Catania intitolata  Piano di risanamento del rione San berillo
  in  Catania  -  Excursus  storico e  normativo   nella  quale  si
  riassumono le vicende che hanno coinvolto i due enti dal punto di
  vista legale nell'ultimo cinquantennio.
   In  ultimo,  si  rappresenta che in atto non è  pendente  alcuna
  causa  civile tendente alla risoluzione della controversia  sulla
  gestione delle aiuole nel sito che interessa».

                                         L'Assessore  D'AQUINO


   FLERES -. «All'Assessore la famiglia, le politiche sociali e  le
  autonomie  locali  e  all'Assessore  per  i  beni  culturali   ed
  ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:

   -  in  viale Andrea Doria è situato uno degli ingressi  pedonali
  della cittadella universitaria;

   -  nonostante  la  presenza di un semaforo  e  di  un  passaggio
  pedonale proprio in coincidenza con l'ingresso citato, tale punto
  risulta  essere particolarmente pericoloso sia per i  pedoni  che
  per gli automobilisti;

   -  in prossimità dell'ingresso della cittadella, infatti, non  è
  difficile  imbattersi in motociclisti che invadono  il  passaggio
  pedonale  per attraversare l'intera carreggiata o in  pedoni  che
  attraversano  la  stessa  lontani dalle strisce  e  dai  semafori
  appositi;

   -  il rischio di incidenti è aggravato dalla presenza di arbusti
  all'interno  dello  spartitraffico della stessa  circonvallazione
  che  rende  difficoltoso avvistare i numerosi pedoni  intenti  ad
  attraversare,   soprattutto   in  prossimità   della   cittadella
  universitaria, in luoghi diversi da quelli attrezzati;

   -   in   viale  Andrea  Doria  i  limiti  di  velocità   vengono
  costantemente violati;

   per  sapere  quali interventi si intendano porre in  essere  per
  garantire  il rispetto delle fondamentali norme del codice  della
  strada  nel  viale Andrea Doria, con particolare  riferimento  al
  tratto  antistante  i  due  ingressi  pedonali  della  cittadella
  universitaria». (1198)

   Risposta. «I quesiti posti con l'interrogazione numero 1198,  si
  comunica che la zona segnalata risuta presidiata da personale  di
  Polizia  municipale  di  Catania,  con  turni  fissi  giornalieri
  07.00/21.00,  e  da agenti operanti presso le  garitte  poste  al
  Tondo  Gioeni ed alle intersezioni con le vie Galermo, Sebastiano
  Catania, San Nullo e Pacinotti.
   In  atto,  per eliminare i pericoli derivanti dalle intersezioni
  a  raso,  l'amministrazione comunale di Catania ha  in  corso  un
  programma di realizzazione di sistemi di rotatorie, misure per la
  moderazione  del traffico e l'attraversamento dei  pedoni.  Nelle
  more,  comunque, il Corpo di polizia municipale ha  rafforzato  i
  servizi  di  Polizia  stradale per il  rispetto  delle  norme  di
  comportamento previste dal Codice della strada».

                                          L'Assessore D'AQUINO


   FLERES  -  CATANIA  G.  -  MAURICI.  -  «All'Assessore  per   la
  famiglia,  le  politiche sociali e le autonomie locali,  premesso
  che:

   presso il comune di San Michele di Ganzaria, per l'utilizzo  del
  suolo   pubblico,  è  necessaria  la  preventiva   autorizzazione
  dell'ufficio comunale competente;

   per  il  rilascio  della predetta autorizzazione  l'utente  deve
  versare un corrispettivo equivalente alla superficie ed ai giorni
  di utilizzo del sito;

   gli  uffici  dell'amministrazione comunale  di  San  Michele  di
  Ganzaria  interessati  al rilascio delle autorizzazioni  ed  alla
  riscossione  delle  tasse  relative  alle  stesse,  espressamente
  interpellati  in  materia, forniscono dati e riferimenti  diversi
  tra   loro  rispetto  alle  concessioni  rilasciate  negli   anni
  2002/2003;

   quel  che  è  peggio è che tali richieste vengono formulate  dal
  gruppo  consiliare  Casa  delle Libertà'  allorquando  lo  stesso
  richiede analoga concessione versando, a differenza di altri,  il
  relativo corrispettivo;

   per sapere:

   quali  iniziative  intenda intraprendere al fine  di  verificare
  quanto in premessa esposto;

   se   non   intenda  procedere  ad  un'immediata  ispezione   per
  verificare  quali  concessioni siano  state  rilasciate  e  quale
  corrispettivo sia stato incassato». (1449)

   Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero  1449,  si
  rassegna quanto segue.
   Nel  comune  di  S.Michele di Ganzaria le occupazioni  di  suolo
  pubblico  e l'applicazione della relativa tassa sono disciplinate
  da apposito regolamento approvato con deliberazione consiliare 25
  ottobre 1994, n. 70.
   In  particolare,  l'articolo 3 stabilisce che per  occupare  gli
  spazi e le aree pubbliche è necessario presentare formale istanza
  all'amministrazione  comunale,  mentre  gli  articoli   4   e   5
  disciplinano   le  modalità  per  il  rilascio   della   relativa
  autorizzazione,  previo  nulla osta della  polizia  municipale  e
  dell'UTC.
   Rilasciata   l'autorizzazione,  ne  viene   data   comunicazione
  all'Ufficio  tributi  affinché provveda  a  riscuotere  l'importo
  dovuto.
   Anche   in   caso  di  manifestazioni  culturali,   sportive   o
  religiose, viene seguito l'iter appena descritto.
   Quando  invece  si  tratta  di  occupazioni  di  spazi  ed  aree
  pubbliche  di  brevissima durata, come  accade  per  i  venditori
  ambulanti  in occasione di feste ed altro, gli stessi, una  volta
  occupato  lo  spazio pubblico, versano il relativo  importo  agli
  agenti   di  polizia  municipale  incaricati  della  riscossione,
  ottenendone regolare quietanza.
   Pertanto,  quanto  affermato dal gruppo consiliare   Casa  delle
  Libertà   circa  la  diversità  dei  dati  forniti  dagli  uffici
  comunali è da imputare proprio alla motivazione di cui sopra. Per
  quanto  riguarda, invece, l'aver versato, a differenza di  altri,
  la  somma  riferita  ad  una occupazione di  suolo  pubblico,  si
  precisa   che   ciò   avviene   regolarmente   poiché   ad   ogni
  autorizzazione  rilasciata  consegue  il  pagamento  della  tassa
  dovuta».

                                         L'Assessore D'AQUINO


   FLERES  -  CATANIA  G.  -  MAURICI.  -  «All'Assessore  per   la
  famiglia,  le  politiche sociali e le autonomie locali,  premesso
  che:

   -  alla  riapertura  del plesso scolastico di  via  Calvario,  a
  Scillichenti, è stato riscontrato il distacco di pezzi d'intonaco
  da vari punti del soffitto;

   -  già  prima  della  pausa natalizia, i genitori  degli  alunni
  avevano lamentato infiltrazioni d'acqua e macchie di d'umidità;

   -  i  funzionari tecnici del Comune hanno provveduto a  redigere
  una  relazione  tecnica nella quale si evince che  la  guaina  di
  copertura del terrazzo della struttura presenta lesioni;

   -  per  la  gravità dei danni riscontrati e per evitare  inutili
  pericoli,  le  lezioni  della scuola di Scillichenti  sono  state
  sospese, in attesa di mettere in sicurezza la struttura;

   per  sapere quali provvedimenti si intendano porre in essere per
  ripristinare   le  condizioni  di  sicurezza  della   scuola   di
  Scillichenti,  sita in via Calvario, con particolare  riferimento
  al rifacimento della guaina di copertura della struttura». (1481)

   Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero  1481,  si
  comunica  che  il  Comune di Acireale ha provveduto  ad  eseguire
  tutti gli interventi necessari per ripristinare le condizioni  di
  sicurezza  della scuola elementare di Schillichenti sita  in  via
  Calvario.
   In   particolare  i  lavori  hanno  interessato   la   rimozione
  dell'intonaco      esterno      e     successivo      ripristino,
  l'impermeabilizzazione  della terrazza  di  copertura  e  diversi
  interventi di manutenzione ordinaria all'interno della  struttura
  scolastica.
   Dopo  l'esecuzione degli interventi sopra descritti,  la  scuola
  ha ripreso la normale attività didattica».

                                         L'Assessore D'AQUINO


   TUMINO.  -«Al  Presidente della Regione e all'Assessore  per  il
  lavoro,  la  previdenza  sociale, la formazione  professionale  e
  l'emigrazione, premesso che:

   con  decreto  del 30 aprile 2003 l'Assessore per il  lavoro,  la
  previdenza  sociale, la formazione professionale e  l'emigrazione
  ha  dettato  norme per l'accreditamento delle sedi  formative  ed
  orientative nella Regione;

   l'accreditamento  costituisce  requisito  obbligatorio  per   la
  proposta  e la realizzazione di interventi di orientamento  e  di
  formazione;

   l'art.  9 dell'Allegato A di cui all'art. 2 dello stesso decreto
  prevede  che  gli organismi che intendono presentare  domanda  di
  accreditamento   devono  farlo  tramite  internet   seguendo   la
  procedura  di  registrazione on-line e che il  completamento  con
  esito  positivo  della procedura è condizione indispensabile  per
  procedere alla presentazione della domanda in formato cartaceo;

   il  termine  ultimo  per  la  presentazione  delle  istanze  era
  fissato per il 16 giugno 2003;

   considerato che:

   per  più  giorni precedenti il 16 giugno non è stato  possibile,
  per difetto dei dispositivi telematici, trasmettere le istanze;

   a  seguito  di  ciò, molti organismi privati  e  pubblici  hanno
  presentato  soltanto la documentazione cartacea in  tempo  utile,
  restando  tuttavia  esclusi dal novero degli enti  potenzialmente
  accreditabili;

   tale  situazione  riguarda anche enti pubblici,  quali  il  CNR,
  alcuni  IPSIA ed altre scuole, il cui patrimonio di strutture  in
  termini  di  aule, laboratori, dotazioni strumentali,  competenze
  professionali è sicuramente di altissimo livello, determinando di
  fatto  un impoverimento delle opportunità formative che la nostra
  Regione può proporre ai cittadini;

   per sapere:

   se   il   Governo  abbia  valutato  il  problema,   se   intenda
  intervenire e in che modo;

   se   le  ragioni  suesposte  non  determinino  la  necessità  di
  riaprire i termini quantomeno per consentire agli enti che  hanno
  presentato  soltanto la documentazione cartacea di  regolarizzare
  la  situazione  e di essere ammessi alla valutazione  dei  propri
  requisiti». (1523)

   Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero  1523,  si
  rappresenta che questa Amministrazione si è impegnata a  rivedere
  i  termini  procedurali  e temporali relativi  all'accreditamento
  delle  sedi formative ed orientative nella Regione con  l'intento
  di  garantire  una favorevole riapertura verso gli Enti  pubblici
  comunque  dotati di un patrimonio strutturale e professionale  di
  apprezzabile valore.
   Le  ultime  determinazioni dell'Assessore regionale al  bilancio
  in  ordine  ai  tagli da apportare al bilancio regionale  per  la
  definizione  dell'assestamento hanno  imposto  dei  sacrifici  di
  spesa  a  tutti  gli Assessorati ed, in particolare,  per  questa
  Amministrazione,  tra l'altro, è stata disposta  una  sospensione
  della  riapertura dei termini dell'accreditamento, sottoposta  al
  vaglio  dell'Assemblea regionale siciliana  nel  mese  di  luglio
  u.s..
   Alla   luce   di   quanto  sopra,  è  evidente   la   momentanea
  impossibilità per questo Assessorato di riproporre,  allo  stato,
  ulteriori  schemi  procedurali nei  termini  di  cui  sopra,  pur
  rappresentando il pieno impegno ad attivarsi presso le competenti
  strutture  istituzionali  non  appena  i  saranno  appianate   le
  difficoltà di spesa a carico del bilancio regionale».

                                  L'Assessore  STANCANELLI


   GURRIERI. -«Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  il
  lavoro,  la  previdenza  sociale e la  formazione  professionale,
  premesso che:

   da  tempo  la  formazione professionale in  Sicilia  soffre  una
  crisi   profonda   di  identità  e  di  efficienza,   determinata
  soprattutto dall'incertezza del quadro normativo e delle  risorse
  destinate;

   i  ritardi  con  cui vengono erogate le risorse producono  gravi
  difficoltà  nella predisposizione dei programmi  formativi  e  si
  riflettono  pesantemente  sulla stessa motivazione  professionale
  degli insegnanti;

   la  crisi  della  formazione  professionale  si  riflette  assai
  negativamente  sulle  prospettive  di  sviluppo  economico  della
  Regione  e  interferisce  pesantemente  con  il  principio  della
  formazione garantita dallo Stato ai giovani e con i programmi  di
  formazione permanente e di riqualificazione;

   dal  1998  i dipendenti della formazione attendono gli arretrati
  contrattuali fin qui maturati;

   considerato che:

   sono  stati  tentati in questi anni diversi disegni  di  riforma
  dell'intero settore, sistematicamente abortiti per varie cause;

   non è più oltre rinviabile una riforma complessiva del settore;

   sono  state rese note le linee del piano di riforma del  Governo
  regionale,  che  prevede l'assorbimento degli attuali  dipendenti
  dei  vari enti della formazione professionale operanti in Sicilia
  da parte di una società mista;

   il  piano  predisposto  dal Governo sembrerebbe  lasciare  fuori
  dalla  stabilizzazione  tutti  gli insegnanti  che  non  avessero
  ricevuto  un  incarico a tempo indeterminato  alla  data  del  31
  dicembre 2002;

   il  piano prevederebbe che sarà la nuova società mista a inviare
  di  volta  in  volta il personale necessario  agli  enti  per  lo
  svolgimento dei corsi di formazione;

   scarso  spazio appare riservato alla specificazione di  validità
  europea  dei  titoli  rilasciati da  questa  nuova  struttura  di
  formazione;

   a  tutt'oggi  non sono stati erogati gli arretrati contrattuali,
  nonostante sia stato più volte annunciato dal Governo l'imminente
  pagamento;

   per sapere:

   gli  intendimenti del Governo in merito alla stabilizzazione dei
  docenti  della  formazione  professionale  non  in  possesso   di
  incarico a tempo indeterminato, anche se hanno svolto uno  o  più
  anni di servizio;

   gli  intendimenti del Governo circa l'inevitabile incremento del
  pendolarismo  e  della  precarietà  di  sede  dei  docenti  della
  formazione  professionale  se  venisse  adottata  la  scelta   di
  intestare alla società mista la competenza sulla destinazione  di
  sede   dei   docenti  stessi,  ridotti  al  rango  di  insegnanti
  girovaghi;

   gli  intendimenti del Governo circa la necessità di ottenere per
  i  diplomi rilasciati dalla formazione professionale siciliana la
  certificazione europea;

   gli  intendimenti  del  Governo  circa  lo  stato  giuridico   e
  l'assetto  retributivo  in rapporto alla funzione  docente,  così
  come è considerata dallo Stato e nelle altre regioni;

   quando  e  in  che  forma  l'Assessorato  regionale  del  lavoro
  erogherà  ai  lavoratori  in questione  le  spettanze  maturate».
  (1645)

   Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero  1645,  si
  rappresenta che questa Amministrazione ha predisposto un  disegno
  di  legge  finalizzato ad una riforma organica del settore  della
  formazione professionale elaborato sulla base di proposte  frutto
  di incontri tenuti nel corso del semestre precedente con le parti
  interessate.
   Lo  stesso,  non appena definito in raccordo con i  soggetti  in
  parola e nel rispetto delle innovazioni legislative introdotte in
  materia   di   lavoro,  è  stato  presentato  ed  esitato   dalla
  Commissione Lavoro all'ARS e, da ultimo, è stato approvato  dalla
  Giunta regionale per il successivo passaggio in Aula.
   Sarà  cura,  pertanto,  di codesto Assessorato  sollecitare  uno
  spedito  esame in Aula, tenuto conto delle immediate esigenze  di
  riforma  del  settore, ben note anche all'onorevole interrogante,
  manifestando al contempo l'impegno a fornire risposte puntuali ad
  eventuali  perplessità od osservazioni che  lo  stesso  intenderà
  formulare  in  relazione  al  testo  legislativo  definitivamente
  approvato».
                                       L'Assessore STANCANELLI


   RAITI  -.  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  il
  territorio e l'ambiente, premesso che:

   da  qualche anno sono attive discariche nei comuni messinesi  di
  Tripi  e  Mazzarrà Sant'Andrea nelle quali confluiscono i rifiuti
  solidi,  non  solidi e spesso anche tossici di vari comuni  della
  provincia, Messina compresa;

   l'ubicazione  delle suddette discariche ha già  creato  problemi
  di  inquinamento delle falde acquifere della piana dei comuni  di
  Falcone, Furnari e Terme Vigliatore;

   la  discarica  di  Mazzarrà, collocata a  ridosso  del  torrente
  omonimo,  sfociante nel territorio di Terme Vigliatore e  da  cui
  attinge  le proprie risorse idriche potabili la popolosa frazione
  di  Vigliatore,  rischia di aggravare la già  pesante  situazione
  ecologica;

   mezzi  pesanti  percorrono quotidianamente a velocità  sostenuta
  in  andata  e ritorno la statale 113 per depositare nei  predetti
  siti  montagne  di spazzatura proveniente da diversi  comuni  del
  messinese, in ore di intenso traffico automobilistico;

   l'operazione di autorizzazione allo stoccaggio e di appalto  del
  trasporto  non  risulta  trasparente e le  discariche  potrebbero
  essere oggetto di interessi illegali e malavitosi;

   i  cittadini hanno cercato di denunciare con tutti gli strumenti
  possibili  le  carenti e precarie condizioni  di  stoccaggio  dei
  rifiuti, che potrebbero essere trattati con tecniche più sicure e
  con una ridotta produzione di residui dannosi;

   l'insensata   gestione  del  territorio  da  parte   di   alcune
  amministrazioni  comunali potrebbe provocare  un  serio  disastro
  ambientale  in zone che meritano una destinazione d'uso  diversa,
  considerata la bellezza naturale dei luoghi;

   per sapere:

   quali    provvedimenti    urgenti   intendano    adottare    per
  l'individuazione di una soluzione di tali problematiche;

   se      non    ritengano    opportuno    avviare un'approfondita
  indagine  al  fine  di  tutelare la salute pubblica  evitando  la
  costruzione  di ulteriori discariche abusive e per verificare  le
  modalità di smaltimento dei rifiuti nella zona;

   se  non  intendano  avviare  un opportuno  esame  globale  della
  tematica  al  fine di avviare nuove procedure di smaltimento  dei
  rifiuti  in  linea con le più avanzate tecniche  di  riciclaggio,
  bloccando un fenomeno che potrebbe, in breve, avere più  gravi  e
  irrisolvibili  conseguenze  per la salute  dei  cittadini  e  per
  l'ambiente circostante». (1621)

   Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero  1621,  si
  rappresenta quanto segue.
   La  discarica del Comune di Tripi è stata utilizzata fino al  25
  ottobre  2003 con provvedimento del Prefetto di Messina  n.  2418
  del  9  ottobre  2003, ai sensi dell'art. 13 del D.L.vo  22/97  e
  dell'art.  5  dell'ordinanza di Protezione civile  del  Ministero
  dell'Interno  n. 2983 del 31 maggio 19999 e successive  modifiche
  ed integrazioni.
   Con  nota prot. n. 7356 del 24 ottobre 2003, il capo settore del
  Comune  di  Tripi ha comunicato al Prefetto che la discarica  non
  può  più  essere  utilizzata  in  quanto  satura,  chiedendo  nel
  contempo  l'autorizzazione allo smaltimento  dei  propri  rifiuti
  presso un altro Comune.
   A  seguito  di ciò, con ordinanza del Prefetto di Messina  prot.
  n.  2474  del 24 ottobre 2003 e successive, il Comune di Tripi  è
  stato autorizzato a scaricare i propri rifiuti nella discarica di
  Mazzarrà.
   In  atto  il Comune di Tripi è autorizzato a scaricare i rifiuti
  fino  al  30 giugno 2004 (ordinanza prot. n. 3060 del  26  maggio
  2004).
   In  ordine alla discarica di Mazzarrà si riferisce che anch'essa
  è  regolarmente  autorizzata con ordinanza prefettizia  prot.  n.
  3031 del 26 maggio 2004, fino al 30 giugno 2004.
   Detta  ordinanza è stata emanata previo parere favorevole emesso
  dalla AUSL n. 5 e dal Gruppo di Valutazione del Prefetto.
   L'attività   di   controllo  viene  demandata   alla   provincia
  regionale competente, ai sensi dell'articolo 20 del D.L.vo 22/97.
   Per  quanto  riguarda  le nuove procedure  di  smaltimento,  con
  ordinanza  commissariale n. 1116 del 18  dicembre  2002  è  stato
  adottato  il  Piano di gestione dei rifiuti con la previsione  di
  impianti  di compostaggio ed impianti di selezione della frazione
  secca proveniente dalla raccolta differenziata».

                                       L'Assessore PARLAVECCHIO


   CAPODICASA.  -  «Al Presidente della Regione, all'Assessore  per
  il  territorio  e  l'ambiente  e  all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso  che nell'isola di Lampedusa esiste un'unica  discarica,
  in  contrada  Alaimo, gestita dal Comune e non  abilitata  per  i
  rifiuti speciali;

   considerato  che tra i rifiuti speciali sono considerati  quelli
  derivanti   dalla   rottamazione  di  natanti  (come,   peraltro,
  riscontrabile in un recente bando per gara d'appalto indetta  dal
  Ministero  degli  Interni per il trasferimento e la  rottamazione
  delle barche);

   visto  che  risulta stanziato 1 milione di euro per  l'emergenza
  clandestini  a Lampedusa con il quale è possibile organizzare  un
  servizio di rimozione dei natanti usati dagli extracomunitari;

   osservato  che,  invece, tali natanti sono stati  rottamati  nei
  punti  di  approdo,  trasformandosi in  rifiuti  speciali,  senza
  alcuna preoccupazione circa i rischi di inquinamento e senza  che
  sia  chiaro  che  fine abbiano fatto gli oli,  le  batterie  e  i
  motori;

   rilevato  che  i pezzi rottamati sono depositati  da  circa  tre
  mesi  presso  la  discarica  di  Lampedusa,  nonostante  il  loro
  carattere speciale e la non abilitazione della discarica comunale
  per tale genere di rifiuti;

   per sapere:

   chi abbia autorizzato la rottamazione delle barche a mare;

   se  la  discarica  di Lampedusa possa ritenersi  idonea  per  lo
  stoccaggio anche di rifiuti speciali;

   se     non    ritengano   necessario   disporre   immediatamente
  un'ispezione   per  le  necessarie  verifiche  sanitarie   e   di
  sicurezza;

   quali  ragioni  impediscano di usare  i  fondi  per  l'emergenza
  clandestini  per  la rimozione e il trasferimento  in  discariche
  autorizzate   per   i   rifiuti  speciali  delle   barche   degli
  extracomunitari approdate a Lampedusa». (1710)

   Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero  1710,  si
  rappresenta  che il Comune di Lampedusa ha comunicato,  con  nota
  del 16 giugno 2004, quanto segue.
   Non  sono state rottamate barche o natanti extracomunitari ma  è
  stata eseguita un'opera di disinquinamento del Porto di Lampedusa
  ove detti natanti, spesso fatiscenti, erano affondati costituendo
  pericolo d'inquinamento ambientale e per la navigazione.
   Con  provvedimento del Procuratore della Repubblica di Agrigento
  n.  3707/02/44 del 15 dicembre 2003 è stata disposta la rimozione
  dei  predetti relitti e la loro sistemazione su un'area  comunale
  indicata  dal sindaco, in attesa della loro distruzione  a  mezzo
  ditta  idonea  e conseguente conferimento in centri  di  raccolta
  autorizzata per lo smaltimento di rifiuti speciali pericolosi.
   Con  lo  stesso  provvedimento, per l'esecuzione del  lavoro  di
  bonifica  dello specchio acqueo del Porto e relativo conferimento
  dei relitti delle imbarcazioni in area comunale, è stata delegata
  la  Guardia costiera di Lampedusa, autorizzata ad avvalersi della
  Ditta La Terza Margherita.
   Con  ordinanza  sindacale n. 2141 del 30  dicembre  2003  veniva
  individuata  quale  zona  di deposito  provvisorio  dei  suddetti
  relitti  un'area comunale posta all'interno della  discarica  dei
  rifiuti  solidi urbani del Comune di Lampedusa e Linosa, sita  in
  contrada Taccio Vecchio. I suddetti relitti saranno conferiti  in
  centri   autorizzati  mediante  l'impiego  di  parte  dei   fondi
  straordinari stanziati ai sensi dell'articolo 4, comma 239, della
  legge  n.  350 del 24 dicembre 2003. Detti fondi non  sono  stati
  ancora  accreditati  al Comune di Lampedusa e  Linosa  poiché  il
  Ministero  dell'Interno  ha  chiesto che  il  Consiglio  comunale
  approvasse apposito programma di impiego di detti contributi.  Il
  programma  è stato approvato dal Consiglio comunale nella  seduta
  del  29  maggio  2004 con deliberazione numero 10, ove  risultano
  impegnati i fondi necessari».

                                       L'Assessore PARLAVECCHIO


   RAITI  -.  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  il
  turismo, le comunicazioni e i trasporti, premesso che:

   le  società  sportive,  gli  enti  di  promozione  e  le  scuole
  svolgono  l'attività  sportiva grazie ai contributi  che  vengono
  erogati  dall'Assessorato regionale del Turismo  ai  sensi  delle
  leggi regionali nn. 18 del 1986, 31 del 1984 e 8 del 1978;

   è   stato   decretato  il  piano  di  riparto   dei   contributi
  dell'attività sportiva per la stagione 1999/2000 con  il  decreto
  dell'Assessore  regionale  per  il  turismo  4337/X/TUR  del   29
  dicembre 2000;

   il  perdurare  dei ritardi nell'erogazione dei  contributi  crea
  gravi   danni   dal   punto   di   vista   economico,   per   via
  dell'esposizione finanziaria pregressa, oltre che notevoli disagi
  nella programmazione di nuova attività sportiva;

   ritenuto che l'iter di assegnazione dei contributi di cui  sopra
  necessita di tempi più brevi, al fine di permettere un più sereno
  svolgimento  ed  una  più agevole programmazione  delle  attività
  sportive;

   per  sapere  se  intendano procedere al sollecito pagamento  dei
  contributi arretrati dovuti ed, allo stesso tempo, provvedere per
  il  futuro allo snellimento dell'iter burocratico delle richieste
  di contributo». (1660)

   Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero  1660,  si
  fa presente quanto segue.
   Come  è  noto  alla  S.V., il comma 13 dell'articolo  129  della
  legge  regionale  26  marzo 2002, n. 2, ha notevolmente  snellito
  l'iter  amministrativo riguardante la liquidazione dei contributi
  spettanti alle associazioni sportive e, in relazione a  ciò,  non
  si  sono  registrati  ritardi nella liquidazione  dei  contributi
  riferiti alle stagioni sportive 2000-2001, 2001-2002, 2002-2003.
   Con    riferimento    alla   questione   posta    dall'onorevole
  interrogante,  riguardante  la  stagione  sportiva  1999-2000  si
  precisa  che  l'iter  amministrativo della liquidazione  è  stato
  alquanto   complesso  e  comportava  altresì   da   parte   delle
  associazioni sportive anche la produzione di documenti fiscali.
   Si  precisa,  infine  che  il 65 per  cento  delle  associazioni
  sportive  hanno  già ricevuto le somme loro spettanti  e  che  il
  restante 35 per cento le riceverà entro il corrente anno».

                                            L'Assessore CASCIO


   ZAGO  -.  «All'Assessore per il turismo, le  comunicazioni  e  i
  trasporti  e  all'Assessore per i beni culturali ed ambientali  e
  per la pubblica istruzione, visto che:

   il  preliminare  del  progetto Pegasus  della  Rete  ferroviaria
  italiana,  finalizzato alla riqualificazione e valorizzazione  di
  alcune  stazioni, con buone ricadute sui centri  interessati  sia
  per i servizi messi a disposizione di attività turistiche,sia per
  il recupero di percorsi e tratte fin qui sottoutilizzate;

   Trenitalia,  società operativa di RFI, intende promuovere  brevi
  itinerari  turistici con locomotive e carrozze d'epoca,  come  si
  evince dalla sua pubblicazione 'In viaggio con treni d'epoca - 18
  itinerari turistici attraverso l'Italia', fra i quali propone  in
  Sicilia il giro della Magna Grecia e dell'età barocca da Siracusa
  a Ragusa Ibla;

   visto  il  progetto 'un treno per il Barocco della Val di  Noto'
  che  'Cittadinanzattiva',  sezione di Modica,  ha  presentato  ai
  cittadini  ed ai rappresentanti dei comuni del comprensorio  alla
  presenza   di   un  funzionario  della  Direzione  regionale   di
  Trenitalia   e   che   potrebbe  rappresentare   una   spinta   a
  riqualificare  la  tratta ed a migliorare  l'offerta  dei  comuni
  della   Val   di  Noto,  avvicinando  nel  contempo  i  cittadini
  all'utilizzo del treno come mezzo di trasporto;

   ricordato  che  il comune di Scicli si trova nel circuito  della
  Val  di  Noto  e,  per  i  suoi monumenti, è  stato  riconosciuto
  dall'UNESCO,  insieme ad altri sette comuni  (Catania,  Militello
  Val  di  Catania, Caltagirone, Noto, Palazzolo Acreide, Modica  e
  Ragusa), patrimonio dell'Umanità;

   osservato  che  Scicli insieme ai comuni della  Val  di  Noto  è
  servita e collegata fin dal 1891 dalla tratta ferroviaria Catania
  - Siracusa - Licata, tratta che in questi ultimi venti anni non è
  stata  né  ristrutturata né potenziata per essere resa  realmente
  alternativa al trasporto gommato;

   ricordato,   altresì,  che  alcuni  locali   abbandonati   della
  stazione  ferroviaria di Scicli sono stati  ceduti  alla  società
  Metropolis S.p.A. per adibirli ad uffici al servizio della città,
  e lo scalo merci adiacente a parcheggio per autobus ed auto per i
  visitatori, mentre altri locali sono stati riservati  dalla  rete
  ferroviaria italiana a proprio utilizzo;

   preso   atto,   con   rammarico,  nonostante  quanto   predetto,
  dell'esclusione  di  Scicli dal programma di  riqualificazione  e
  riutilizzo del sito progettato dalla Rete ferroviaria italiana;

   per sapere:

   se  non  ritengano  di invitare la Rete ferroviaria  italiana  a
  tenere  conto  degli  interventi che a vario  titolo  sono  stati
  avanzati   a   livello  locale,  provinciale  e  regionale,   per
  l'ammodernamento e il potenziamento della tratta  ferroviaria  in
  oggetto;

   a  rivedere  il preliminare del progetto Pegasus, tenendo  conto
  di   tutte  le  realtà  locali  esistenti  anche  alla  luce  dei
  riconoscimenti dell'UNESCO e delle incentivazioni messe in  opera
  dalle  amministrazioni locali per favorire una presenza turistica
  diffusa nei propri territori;

   ad inserire la stazione di Scicli nel progetto Pegasus». (1731)

   Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1731,  con
  la    quale   la   S.V.   Onorevole   richiede   interventi   per
  l'ammodernamento  ed  il potenziamento della  tratta  ferroviaria
  Catania-Siracusa-Licata, la competente  struttura  della  società
  RFI,   opportunamente   interpellata,   ha   rappresentato    che
  l'itinerario ferroviario in questione è al momento interessato da
  un  progetto di velocizzazione della tratta Catania-Siracusa,  da
  uno  studio  di  fattibilità per quanto  riguarda  la  successiva
  tratta   Siracusa-Gela,   mentre  nulla   è   previsto   per   il
  potenziamento del segmento successivo fino a Licata.
   Nello  specifico,  il  progetto di velocizzazione  della  tratta
  Catania-Siracusa,  a  carico della Legge Obiettivo  dello  Stato,
  consiste  in  interventi  mirati  al  miglioramento  dell'attuale
  tracciato  con  l'ampliamento dei raggi  di  curvatura  e  alcune
  rettifiche dello stesso.
   Al  momento  il Dipartimento regionale dei trasporti  ha  curato
  tutta   la   fase   istruttoria   dell'iter   procedimentale   di
  approvazione del progetto stesso, per la definizione della  quale
  si  è  in  attesa  che  il competente Assessorato  regionale  del
  territorio definisca il procedimento di valutazione di incidenza.
   Dopo  tale adempimento sarà possibile inviare tutto il carteggio
  progettuale al CIPE per il relativo pronunciamento.
   La   tratta  Siracusa-Ragusa-Gela  è,  invece,  oggetto  di  uno
  specifico   studio   di  fattibilità  redatto   dalla   Direzione
  compartimentale  infrastruttura di RFI nel  2003  ed  inviato  ai
  Ministeri competenti nel gennaio 2004 per la relativa istruttoria
  al fine di consentirne l'approvazione da parte del CIPE:
   Tale   studio   consiste   nella  velocizzazione   della   linea
  ferroviaria in questione ed ha l'obiettivo di offrire un  livello
  di servizio competitivo rispetto al trasporto pubblico su gomma.
   Esso prevede due ipotesi di intervento:
   la  prima,  d  portata limitata, presuppone  interventi  di  non
  elevata  complessità relativi principalmente a  rettifiche  nella
  zona interessata al fine di migliorarne i raggi di curvatura;
   la  seconda,  di  più vasta portata, individua due  varianti  di
  tracciato.  La  prima da Genisi a Comiso di  circa  15  Km  e  la
  seconda  nella  zona  di Noto di circa  6  Km  con  lo  scopo  di
  eliminare le ridotte sagome delle gallerie presenti.
   Ambedue  le  ipotesi  progettuali  contemplano  il  collegamento
  dell'infrastruttura ferroviaria con il porto di Pozzallo.
   Sarà,  comunque,  il CIPE a valutare, sulla base  delle  risorse
  disponibili e di altre indicazioni socio-economiche, quale  delle
  due soluzioni progettuali risulti opportuno adottare.
   Per   quanto   riguarda,   invece,   la   richiesta   da   parte
  dell'onorevole  interrogante di una  rivisitazione  del  progetto
  Pegasus,  al  fine di inserirne la stazione di Scicli,  anche  in
  questo  caso  è stata interpellata la struttura competente  della
  società  RFI, la quale ha evidenziato che la stazione di  Scicli,
  pur se inserita in un contesto di notevole pregio, non presenta i
  requisiti che possano legittimare un suo inserimento nel progetto
  in questione.
   Pur  tuttavia,  lo  stesso impianto sarà inserito  in  un  piano
  triennale  di  up-grading,  con  altre  stazioni  che  hanno   le
  caratteristiche  di  quella  siciliana,  che  prevede  interventi
  specifici    sui   fabbricati,   sui   luoghi   di    attesa    e
  sull'accessibilità».

                                               L'Assessore CASCIO


   FERRO  -.  «All'Assessore per il turismo, le comunicazioni  e  i
  trasporti, premesso che:

   in  data 5/2/2004 lo scrivente ha presentato l'interrogazione n.
  1525 dal titolo 'Notizie in merito alla manifestazione denominata
  Summer 2003';

   con  prot.  n.  1906 del 30/03/04 è pervenuta  risposta  scritta
  alla predetta interrogazione;

   considerato che la risposta non ha chiarito tutti i dubbi e  che
  ne solleva ulteriori;

   rilevato  che  nella risposta non è evidenziato con  sufficiente
  chiarezza quale sia stato il ruolo del sig. Fabio Lannino e quale
  sia stato il suo compenso;

   per sapere:

   il  prezzo  per  singolo  evento delle seguenti  manifestazioni:
  Sonica  2002, Mtv Live, Omnitel Tour, Club Culture, Zelig e  Joan
  Armatrading;

   se  la manifestazione indicata nella risposta all'interrogazione
  prima   citata  e  definita  'Mtv  Live'  sia  la  manifestazione
  conosciuta come Coca-cola Mtv Tour;

   per  quali  motivi  nella risposta non  sia  stata  indicata  la
  manifestazione denominata 'Womad' e i costi di quell'evento;

   il compenso del sig. Fabio Lannino». (1771)

   Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero  1771,  si
  fa presente quanto segue.
   Il   costo   erogato   per  le  manifestazioni   di   cui   alla
  interrogazione de qua è il seguente:
   - Sonica   2002   euro  60.000,00,  Iva  inclusa;  trattasi   di
  sponsorizzazione per i concerti di carmen Consoli e  Alex  Britti
  per i quali è stato praticato un prezzo politico, rispettivamente
  di  euro  15,00 e 12,00 per l'acquisto del singolo  biglietto  di
  entrata: l'evento è stato organizzato da Musica e Suoni di Nuccio
  La Ferita di Catania;
   - Club  Culture  euro 18.000,00 (rassegna di musica  chill  out,
  tenutasi  presso l'isola di Lampedusa in tre serate  differenti);
  l'evento  è stato organizzato da Associazione Musica di  Maurilio
  Prestia di Palermo;
   - Zelig     euro   100.000,00,   Iva   inclusa;   trattasi    di
  sponsorizzazione  per  le  tre  tappe  organizzative  del   tour:
  Palermo, Agrigento e Messina, organizzato da Il Sestante di  Enzo
  Bellavia di Agrigento;
   -Joan  Armatrading euro 10.000,00, sponsorizzazione per la tappa
  di Palermo, organizzato dalla EAR di Fabio Lannino;
   -Mtv  Live ha fatto parte del piano promozionale Summer Festival
  in  Sicily ed ha garantito spot televisivi sull'emittente stessa,
  un piano di ampia visibilità di affissione regionale, una diretta
  televisiva  di  oltre  tre ore. L'evento è coprodotto  da  MTV  e
  Coccola;
   Omnitel  Tour, gestito dall'emittente telefonica RTL  102.5  non
  ha comportato alcun onere a carico del Festival, ciononostante la
  visibilità del Summer Festival è stata ampiamente garantita dalla
  stessa  emittente  radiofonica in quanto  partner  ufficiale  del
  Festival.
   Per  quanto  concerne la manifestazione  Womad ,  la  stessa  ha
  fatto  parte  delle  iniziative direttamente promosse  da  questo
  Assessorato per un costo pari ad euro 200.000,00, Iva inclusa.
   Si  precisa infine che come già rappresentato con la nota  prot.
  n.  1906 del 30 marzo 2004, il sig. Fabio Lannino, amministratore
  pro  tempore  della  EAR  s.r.l., con sede  in  Palermo,  non  ha
  rivestito  alcun  incarico  all'interno  di  questo  Ufficio   di
  Gabinetto  e,  pertanto, non ha percepito, per tali  fini,  alcun
  compenso.
   Il  Lannino  ha  curato la realizzazione  del  progetto  di  che
  trattasi  e  non anche di altre manifestazioni che non  siano  di
  competenza della società che rappresenta.
   Si  precisa altresì che la società del Lannino ha percepito  per
  l'organizzazione  della  più volte citata  manifestazione  -  che
  ricordiamo  ha prodotto circa 200 spettacoli in oltre 150  comuni
  della  Sicilia  -  un  compenso  pari  ad  euro  120.000,00,  Iva
  inclusa».

                                              L'Assessore CASCIO