Presidenza del presidente Lo Porto
Avviso di convocazione dell'Assemblea regionale siciliana
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, do lettura dell'avviso di
convocazione della presente seduta, pubblicato nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana del 3 settembre 2004, n. 37:
«In esecuzione del combinato disposto degli articoli 11 dello
Statuto della Regione siciliana e 75 del Regolamento interno
dell'Assemblea regionale siciliana, l'Assemblea è convocata in
sessione ordinaria per martedì 14 settembre 2004, alle ore 17.30,
con il seguente ordine del giorno:
I - Comunicazioni.
II- Autorizzazione al Presidente della Regione alla
pubblicazione, ai sensi e per gli effetti dell'art. 1 della legge
regionale 23 ottobre 2001, n. 14, con l'omissione delle parti
impugnate, della legge approvata dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta del 5 agosto 2004, recante Norme per
l'elezione del Presidente della Regione siciliana a suffragio
universale e diretto. Nuove norme per l'elezione dell'Assemblea
regionale siciliana. Disposizioni concernenti l'elezione dei
consigli comunali e provinciali . (DDL nn. 850, 265, 338, 409,
480, 498, 641, 642, 660, 669, 775, 779/A).
III - Discussione della mozione n. 305 Definizione di una linea
comune per proporre al Consiglio dei Ministri necessarie ed
urgenti modifiche della manovra finanziaria a tutela
dell'economia siciliana .
IV - Discussione del disegno di legge: "Schema di progetto di
legge costituzionale da proporre, ai sensi dell'articolo 18 dello
Statuto, al Parlamento, recante 'Modifiche allo Statuto della
Regione'" (nn. 580,472,578,602 e 652/A). (Seguito).
Il presente avviso sarà comunicato all'Assemblea e pubblicato,
nei termini previsti dall'articolo 75 del Regolamento interno
dell'Assemblea regionale, nella Gazzetta Ufficiale della Regione
siciliana.
Palermo, 31 agosto 2004».
PAFFUMI, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Genovese ha chiesto congedo
per la seduta di oggi.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute le risposte scritte alle
seguenti interrogazioni:
da parte dell'Assessore per la Famiglia
numero 1130 «Iniziative in ordine allo stato di degrado e di
abbandono di via Nervesa della Battaglia (quartiere San Berillo
Nuovo), di Catania».
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe
numero 1198 «Misure per ripristinare le condizioni di sicurezza
di viale Andrea Doria a Catania».
Firmatario: Fleres Salvatore
numero 1449 «Notizie circa il rilascio di autorizzazioni da
parte del Comune di San Michele di Ganzaria in provincia di
Catania».
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe
numero 1481 «Misure per il ripristino delle condizioni di
sicurezza della scuola elementare di Scillichenti, frazione di
Acireale (CT)».
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe;
- da parte dell'Assessore per il Lavoro
numero 1523 «Interventi per la riapertura dei termini per
l'accreditamento delle sedi formative e orientative nella Regione
siciliana».
Firmatario: Tumino Carmelo
numero 1645 «Richiesta di chiarimenti in merito al piano di
riforma del settore della formazione professionale predisposto
dal Governo».
Firmatario: Gurrieri Sebastiano
- da parte dell'Assessore per il Territorio
numero 1621 «Opportunità di un'indagine sulle modalità di
smaltimento dei rifiuti nelle discariche dei comuni di Tripi e
Mazzarrà Sant'Andrea (ME)».
Firmatario: Raiti Salvatore
numero 1710 «Notizie in merito alla rottamazione nei punti di
approdo di Lampedusa dei natanti utilizzati dagli
extracomunitari e richiesta d'ispezione nella discarica
dell'Isola».
Firmatario: Capodicasa Angelo
- da parte dell'Assessore per il Turismo
numero 1660 «Notizie circa il pagamento dei contributi destinati
al potenziamento dell'attività sportiva a favore di società
sportive, enti di promozione e scuole, previsti dalla l.r. n. 8
del 1978».
Firmatario: Raiti Salvatore
numero 1731 «Interventi per l'ammodernamento ed il
potenziamento della tratta ferroviaria Catania - Siracusa -
Licata e per l'inclusione del comune di Scicli nel progetto
Pegasus».
Firmatario: Zago Salvatore
numero 1771 «Ulteriori notizie in merito alla manifestazione
denominata 'Summer 2003' e ad altre manifestazioni svoltesi tra
il 2002 e il 2003».
Firmatario: Ferro Giovanni.
Comunico che le stesse saranno pubblicate in allegato al
resoconto stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato il seguente disegno
di legge:
«Norme per la partecipazione della Regione alla realizzazione
della regata Louis Vuitton Cup - Act 7 of 32nd America's Cup»
(n. 915)
di iniziativa governativa
presentato dal Presidente della Regione (CUFFARO) su proposta
dell'Assessore per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti
(GRANATA) in data 10 settembre 2004.
Annunzio di presentazione di disegni di legge e di contestuale
invio alle competenti Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
presentati ed inviati, in data 7 settembre 2004, alle competenti
Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- Norme per la revoca dei presidenti e dei vicepresidenti dei
consigli comunali e provinciali' (n. 912)
-d'iniziativa parlamentare
-presentato dagli onorevoli Ioppolo, Infurna, Neri, Virzì in
data 11 agosto 2004
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
- Interventi finanziari in favore delle piccole e medie imprese'
(n. 914)
-d'iniziativa governativa
-presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) su proposta
dell'Assessore per l'industria (Noè) in data 13 agosto 2004
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Norme per il recupero strutturale e riuso dello stabilimento
Fornace Penna' in contrada Pisciotto a Scicli (Ragusa)' (n. 911)
-d'iniziativa parlamentare
-presentato dagli onorevoli Gurrieri, Barbagallo, Genovese,
Tumino, Vitrano, Zangara, Crisafulli, D'Antoni, Papania in data
11 agosto 2004
-Parere Commissione III
- Iniziative in materia di ricerca e sviluppo innovativo
dell'economia regionale per la promozione della cultura
d'impresa' (n. 913)
-d'iniziativa parlamentare
-presentato dagli onorevoli Paffumi, Antinoro, Lo Curto in data
11 agosto 2004
-Parere Commissione III.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono stati
inviati, in data 7 settembre 2004, alle competenti Commissioni
legislative:
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Interventi a sostegno delle attività dei Conservatori di
musica e delle Accademie di belle arti' (n. 910)
d'iniziativa parlamentare.
SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)
- Norme per l'erogazione di un contributo ai comuni per
l'assegnazione ai cittadini anziani di apparecchi di
condizionamento' (n. 909)
- d'iniziativa parlamentare.
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE. Comunico che le seguenti richieste di parere sono
pervenute dal Governo ed assegnate alla competenti Commissioni
legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- E.A.S. - Nomina commissario liquidatore - Art. 1, comma 2
legge regionale 31 maggio 2004, n. 9 (n. 309/I)
-pervenuto in data 13 agosto 2004
-trasmesso in data 13 agosto 2004
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- Regolamento di definizione dell'assetto organizzativo
dell'ARPA (n. 311/IV)
- pervenuto in data 2 settembre 2004
- trasmesso in data 7 settembre 2004
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- Parere art. 3, comma 3, l.r. 3 ottobre 2002, n. 14 (n.
310/V)
- pervenuto in data 3 settembre 2004
- trasmesso in data 6 settembre 2004.
Comunicazione di impugnativa da parte del Commissario dello
Stato
PRESIDENTE. Comunico che il Commissario dello Stato per la
Regione siciliana con ricorso del 13 agosto 2004 ha impugnato i
seguenti articoli del disegno di legge n. 850 Norme per
l'elezione del Presidente della Regione siciliana a suffragio
universale e diretto. Nuove norme per l'elezione dell'Assemblea
regionale siciliana. Disposizioni concernenti l'elezione dei
consigli comunali e provinciali , approvato dall'Assemblea
regionale siciliana nella seduta n. 233 del 5 agosto 2004:
art. 11 e 38 per violazione degli artt. 3 e 51 della
Costituzione;
art. 16, commi 2 e 3, per violazione degli artt. 3 e 97
della Costituzione;
art. 29, comma 2, per violazione dell'articolo 23 della
Costituzione e dell'art. 12 dello Statuto speciale;
art. 35 per violazione degli artt. 3 e 97 della Costituzione;
art. 36 per violazione degli artt. 3 e 9 dello Statuto
speciale e 81, quarto comma, della Costituzione;
art. 37 per violazione degli articoli 3, 51 e 81, quarto comma,
della Costituzione.
Comunicazione di trasmissione del Documento di programmazione
economico-finanziaria
PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione ha inviato
in data 13 agosto 2004 il Documento di programmazione economico-
finanziaria per gli anni 2005/2007.
Comunico, altresì, che è stata inviata copia del sopra citato
documento alla II Commissione in pari data.
Comunicazione di trasmissione di deliberazioni del Presidente
della Regione
PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione ha
trasmesso copia delle seguenti deliberazioni, pervenute in data
10 settembre 2004:
nn. 157-158; 160-165; 171-178 del 5 maggio 2004; nn. 179-191 del
13 maggio 2004; nn. 192-193 del 19 maggio 2004; nn. 194-205 del
25 maggio 2004; da nn. 206-210 del 31 maggio 2004;
nn. 211-219; nn. 225-236 del 23 giugno 2004;
nn. 237-247; nn. 256-267 del 9 luglio 2004; nn. 268-283 del 29
luglio 2004;
nn. 286-287 del 3 agosto 2004; nn. 289-305 del 10 agosto 2004.
Comunicazione di trasmissione di esposto alla Corte dei conti
da parte della Provincia regionale di Trapani
PRESIDENTE. Comunico che la Provincia regionale di Trapani ha
trasmesso copia dell'esposto alla Procura regionale della Corte
dei conti inerente l'annunciata cessione da parte dell'ESPI della
quota azionaria pubblica della Sicilvetro S.p.A.' a socio
privato, pervenuta in data 13 agosto 2004.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta orale presentate.
PAFFUMI, segretario:
-N. 1824 - Notizie a proposito delle irregolarità compiute dal
sindaco e dalla giunta comunale di Ucria (ME).
-Presidente Regione
-Assessore Famiglia
-Firmatario: Panarello Filippo;
-N. 1826 - Iniziative in ordine alla grave situazione
finanziaria dell'Azienda sanitaria locale n. 9 di Trapani.
-Presidente Regione
-Assessore Sanità
-Firmatario: Papania Antonino;
-N. 1827 - Motivi del provvedimento di deroga per l'inizio del
fermo biologico per la marineria di Porto Empedocle (AG) ed
iniziative per evitare che altre marinerie italiane ed estere
operino durante il periodo di fermo.
-Presidente Regione
-Assessore Industria
-Firmatario: Papania Antonino;
-N. 1828 - Interventi per il coinvolgimento delle
istituzioni locali nella cessione del 50 per cento delle quote
azionarie della 'Sicilvetro' da parte dell'ESPI.
-Presidente Regione
-Assessore Industria
-Firmatario: Papania Antonino;
-N. 1829 - Notizie in ordine alla soppressione di cattedre degli
insegnanti di sostegno in provincia di Messina.
-Presidente Regione
-Assessore Beni Culturali
-Firmatario: Ardizzone Giovanni;
-N. 1830 - Notizie in merito ai tempi di espletamento del
concorso a 797 posti bandito dall'Assessorato dei beni culturali
ed ambientali e per la pubblica istruzione nell'aprile del 2000.
-Presidente Regione
-Assessore Beni Culturali
-Firmatari: Vitrano Gaspare; Ortisi Egidio; Galletti Giuseppe;
Manzullo Giovanni; Papania Antonino; Spampinato Giuseppe;
-N. 1832 - Notizie in ordine al taglio di 145 posti di
insegnante di sostegno per l'anno scolastico 2004-2005 nella
provincia di Trapani.
-Presidente Regione
-Assessore Beni Culturali
-Firmatario: Turano Girolamo.
PRESIDENTE. Le interrogazioni testè annunziate saranno iscritte
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interrogazioni con richiesta di risposta scritta presentate.
PAFFUMI, segretario:
-N. 1825 - Iniziative per garantire che la fruizione delle
'tratte sociali' aeree verso le isole minori sia rivolta
prioritariamente ai residenti e a quanti garantiscono con la loro
presenza lo svolgimento di servizi essenziali.
-Assessore Turismo
-Assessore Sanità
-Firmatario: Orlando Leoluca
-N. 1831 - Istituzione del Presidio territoriale di emergenza
nel comune di Ispica (RG).
-Presidente Regione
-Assessore Sanità
-Firmatario: Gurrieri Sebastiano.
PRESIDENTE. Le interrogazioni testé annunziate sono state già
inviate al Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE. Invito il deputato segretario a dare lettura della
interpellanza presentata.
PAFFUMI, segretario:
«All'Assessore per i lavori pubblici, premesso che:
da diversi giorni i cittadini e le imprese della città di Gela
patiscono un continuo razionamento idrico ;
la mancanza d'acqua sta creando disagi non più sopportabili tra
i cittadini e sta avendo gravi ripercussioni sull'economia, con
possibili conseguenze sull'ordine pubblico;
considerato che:
la mancanza d'acqua è dovuta, oltre che al cattivo stato della
conduttura idrica, soprattutto al mancato utilizzo del
dissalatore che dovrebbe rifornire la zona;
il dissalatore, dopo aver dissalato l'acqua e quindi averla resa
disponibile per usi domestici, la rigetta in mare;
preso atto che:
il titolare della società Di Vincenzo S.p.A.', che gestisce il V
modulo bis del dissalatore che dovrebbe rifornire la zona di
Gela, è stato condannato per concorso esterno in associazione di
stampo mafioso;
la Regione, dopo la condanna, ha deciso di far interrompere
l'attività del dissalatore;
il dissalatore, oggi, funziona solo al minimo tecnico e poi
rigetta nuovamente in mare l'acqua dissalata;
ritenuto che:
si dovrebbe utilizzare l'acqua dissalata per rifornire la zona
di Gela, in quanto paradossale che, mentre un'intera città soffre
la sette,vi sia acqua potabile che viene gettata in mare;
al grave disagio si aggiunge un notevole danno economico per
l'EAS che ogni anno spende ingenti somme per l'acqua rifornita
dai dissalatori;
per conoscere se la Regione intenda attivare un intervento
straordinario ed immediato perché il dissalatore sia affidato al
Genio Civile oppure all'AGIP, che già ne gestisce altri quattro,
in modo da fronteggiare l'emergenza idrica che sta patendo la
zona di Gela». (189)
(L'interpellante chiede lo svolgimento con urgenza)
MORINELLO
PRESIDENTE. Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza
che il Governo abbia dichiarato di respingere l'interpellanza o
abbia fatto conoscere il giorno in cui intende trattarla,
l'interpellanza stessa sarà iscritta all'ordine del giorno per
essere svolta al suo turno.
Comunicazione di decreti di nomina e di preposizione di
Assessori regionali
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, do lettura del decreto
presidenziale n. 229 del 20 agosto 2004, pubblicato nella
Gazzetta ufficiale della Regione siciliana n. 36 - Parte I - del
27 agosto 2004, relativo alla nomina di Assessore regionale
dell'onorevole Innocenzo Leontini ed alla preposizione dello
stesso all'Assessorato regionale dell'agricoltura e delle
foreste:
«Il Presidente della Regione (omissis) decreta:
Articolo 1
In relazione alle premesse l'onorevole Innocenzo Leontini è
nominato Assessore regionale e ad esso viene conferita la
preposizione al ramo di amministrazione dell'agricoltura e delle
foreste».
Do lettura, altresì, che del decreto presidenziale n. 231 del 30
agosto 2004, pubblicato nella Gazzetta ufficiale della Regione
siciliana n. 37 - Parte I - del 3 settembre 2004, relativo alla
conferma ed alla nomina di Assessori regionali, alla preposizione
degli stessi agli Assessorati regionali, alla destinazione di un
Assessore regionale alla Presidenza della Regione e
all'attribuzione all'onorevole Cascio delle funzioni di
Vicepresidente:
«Il Presidente della Regione (omissis) decreta:
Articolo 1
Sono nominati Assessori regionali i sigg.ri: on. Salvatore
Cintola, on. Carmelo Lo Monte, on. Giovanni Pistorio, on.
Francesco Scoma.
Sono confermati Assessori regionali i sigg.ri: on. Francesco
Cascio, on. Michele Cimino, on. Antonio D'Aquino, on. Fabio
Granata, on. Innocenzo Leontini, on. Alessandro Pagano, ing.
Mario Parlavecchio, on. Raffaele Stancanelli.
Articolo 2
Gli Assessori come sopra confermati o nominati sono preposti ai
seguenti Assessorati regionali:
onorevole Innocenzo Leontini - Assessorato regionale
dell'agricoltura e delle foreste;
onorevole Alessandro Pagano - Assessorato regionale dei beni
culturali ed ambientali e della pubblica istruzione;
onorevole Salvatore Cintola - Assessorato regionale del bilancio
e delle finanze;
onorevole Carmelo Lo Monte - Assessorato regionale della
cooperazione, del commercio, dell'artigianato e della pesca;
onorevole Raffaele Stancanelli - Assessorato regionale della
famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali;
onorevole Antonio D'Aquino - Assessorato regionale
dell'industria;
Ing. Mario Parlavecchio - Assessorato regionale dei lavori
pubblici;
onorevole Francesco Scoma - Assessorato regionale del lavoro,
della previdenza sociale, della formazione professionale e
dell'emigrazione;
onorevole Giovanni Pistorio - Assessorato regionale della
sanità;
onorevole Francesco Cascio - Assessorato regionale del
territorio e dell'ambiente;
onorevole Fabio Granata - Assessorato regionale del turismo,
delle comunicazioni e dei trasporti.
Articolo 3
È destinato alla Presidenza della Regione l'onorevole Michele
Cimino, al quale è delegata la trattazione degli affari
ricompresi nella competenza del Dipartimento regionale della
programmazione, del Dipartimento regionale del personale, dei
servizi generali, di quiescenza, previdenza ed assistenza del
personale, nonché dell'Ufficio speciale controllo P.O.R..
Articolo 4
Le funzioni di Vicepresidente sono attribuite all'onorevole
Assessore Francesco Cascio che sostituisce il Presidente della
Regione siciliana in caso di assenza o impedimento.
Articolo 5
Il presente decreto, i cui effetti avranno decorrenza dal primo
settembre 2004, sarà trasmesso alla ragioneria centrale della
Presidenza della Regione e pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della regione siciliana.
Palermo, 30 agosto 2004
Cuffaro»
Comunicazione di decadenza di atti ispettivi e politici e di
decadenza di firma
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito della nomina ad Assessori
regionali degli onorevoli Leontini (DD.PP.Reg. nn. 229 e 231,
rispettivamente, del 20 e del 30 agosto 2004), Cintola, Lo
Monte, Pistorio e Scoma (D.P.Reg. n. 231/ Area 1 /S.G. del 30
agosto 2004) decadono, a norma di Regolamento, i seguenti atti
politici e ispettivi:
Mozioni nn.: 3 - 4 - 6 - 8 - 9 - 10 - 11 - 12 - 13 - 14 - 15 -
16 - 17 - 18 - 19 - 20 - 32 - 35 - 36 - 37 - 38 - 39 - 40 - 41 -
43 - 60 - 118 - 127 - 136 - 154 - 183 - 184 - 204 - 207 - 213 -
214 - 216 - 219 - 220 - 227 - 231 - 234 - 235 - 246 - 247 - 259
- 260 - 264 - 267 - 270 - 271 - 272 - 273 - 281 - 282 - 285 - 286
- 287 - 296 - 297 - 308;
Interrogazioni nn.: 237- 454 - 508 - 798 - 1038 - 1194 - 1264 -
1519 - 1580 - 1584 - 1603 - 1695.
Pertanto, comunico che decadono le firme dagli stessi apposte ai
seguenti atti politici e ispettivi:
Mozioni numeri: 49 - 51 - 68 - 69 - 72 - 104 - 112 - 113 - 117 -
120 - 123 - 144 - 145 - 151 - 153 - 161 - 163 - 168 - 170 - 171 -
175 - 177 - 178 - 179 - 181 - 182 - 186 - 191 - 192 - 194 - 197
- 198 - 199 - 200 - 209 - 210 - 212 - 217 - 218 - 221 - 229 -
256 - 257 - 263 - 295.
Ordine del giorno numero 430.
Interpellanza numero 7.
Interrogazioni numeri 244 - 492 - 19 - 820 - 846 - 847 - 851 -
885 - 1485 - 1503 - 1791.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di decadenza dalla carica di deputato segretario
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito della nomina dell'onorevole
Francesco Scoma ad Assessore regionale, avvenuta con D.P.Reg. n.
231 del 30 agosto 2004, lo stesso, a norma dell'art. 12 del
Regolamento interno, decade automaticamente dalla carica di
Deputato Segretario.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di decadenza da cariche politiche a seguito di
nomina
ad Assessore regionale
PRESIDENTE. Comunico che, a seguito della nomina ad Assessori
regionali degli onorevoli: Innocenzo Leontini (DD.PP.Reg. nn. 229
e 231, rispettivamente del 20 e del 30 agosto 2004), Salvatore
Cintola, Carmelo Lo Monte, Giovanni Pistorio e Francesco Scoma
(D.P. Reg. n. 231 del 30 agosto 2004), ai sensi dell'articolo 37
bis, comma 2, del Regolamento interno dell'ARS, gli stessi
decadono:
l'onorevole Salvatore Cintola da componente (e conseguentemente
da Vicepresidente) della Commissione per la Verifica dei poteri;
da componente della Commissione per il Regolamento, da componente
della Commissione speciale per la revisione dello Statuto
regionale; da componente della II Commissione legislativa
permanente Bilancio ;
l'onorevole Innocenzo Leontini da componente della Commissione
per vigilanza sulla biblioteca; da componente della Commissione
speciale per la revisione dello Statuto regionale e da componente
(e conseguentemente da Segretario) della II Commissione
legislativa permanente Bilancio ;
l'onorevole Carmelo Lo Monte da componente della Commissione per
il Regolamento e da componente della I Commissione legislativa
permanente Affari Istituzionali ;
l'onorevole Giovanni Pistorio da componente (e conseguentemente
da Vicepresidente) della Commissione speciale per la revisione
dello Statuto regionale e da componente della VI Commissione
legislativa permanente Servizi sociali e sanitari ;
l'onorevole Francesco Scoma da componente della I Commissione
legislativa permanente Affari istituzionali .
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di designazione di Presidente di Gruppo
parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che, con nota prot. 0788/Segr. del 13
settembre 2004, pervenuta in pari data alla Segreteria generale
dell'ARS, l'onorevole Salvatore Misuraca ha comunicato che, in
data 7 settembre 2004, è stato designato Presidente del Gruppo
parlamentare Forza Italia in sostituzione dell'onorevole
Innocenzo Leontini.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Informo altresì che, con nota prot. n. 784/Segr. del
14 settembre 2004, pervenuta alla Segreteria Generale in pari
data, l'onorevole Nicola Baldari ha comunicato che, con
decorrenza 14 settembre 2004, ha aderito al Gruppo parlamentare
Forza Italia'.
Conseguentemente, a decorrere da tale data, lo stesso deputato
cessa di far parte del Gruppo parlamentare Nuova Sicilia'.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma
9, del Regolamento interno che nel corso della seduta potrà
procedersi a votazioni mediante sistema elettronico.
Autorizzazione al Presidente della Regione alla
pubblicazione, ai sensi e per gli effetti dell'articolo 1
della legge regionale 23 ottobre 2001, n. 14, con
l'omissione delle parti impugnate della legge approvata
dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta del 5
agosto 2004, recante Norme per l'elezione del Presidente
della Regione siciliana a suffragio universale e diretto.
Nuove norme per l'elezione dell'Assemblea regionale
siciliana. Disposizioni concernenti l'elezione dei consigli
comunali e provinciali (DDL numeri 850 - 265 - 338 - 409 -
480 - 498 - 641 - 642 - 660 - 669 -775 - 779/A).
Presidenza del presidente Lo Porto
PRESIDENTE. Si passa al secondo punto dell'ordine del giorno:
Autorizzazione al Presidente della Regione alla pubblicazione, ai
sensi e per gli effetti dell'articolo 1 della legge regionale 23
ottobre 2001, n. 14, con l'omissione delle parti impugnate della
legge approvata dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta
del 5 agosto 2004, recante Norme per l'elezione del Presidente
della Regione siciliana a suffragio universale e diretto. Nuove
norme per l'elezione dell'Assemblea regionale siciliana.
Disposizioni concernenti l'elezione dei consigli comunali e
provinciali (ddl numeri 850 - 265 - 338 - 409 - 480 - 498 - 641
- 642 - 660 - 669 -775 - 779/A).
Presidenza del presidente Lo Porto
Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini del giorno:
numero 435, a firma degli onorevoli Orlando, Sanzeri, Liotta,
Miccichè, Forgione, Ferro, Raiti, Morinello e Segreto;
numero 436, a firma degli onorevoli Misuraca, Formica e
Savarino;
numero 437, a firma degli onorevoli Misuraca, Formica e Acierno.
Ne do lettura:
L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la promulgazione di una legge è atto di prerogativa del
Presidente della Regione e che è prassi consolidata - a seguito
della sentenza della Corte Costituzionale del 23 aprile 1985 -
che in caso di impugnativa di parti di detta legge, l'Assemblea
regionale siciliana può, nell'esercizio delle proprie prerogative
legislative, autorizzare il Presidente alla promulgazione delle
parti non impugnate, determinando la sostanziale rinunzia alle
parti impugnate e la cessazione della materia del contendere nel
giudizio avanti la Corte Costituzionale;
la pubblicazione, di cui all'articolo 1 della legge regionale 23
ottobre 2001, n. 14 è adempimento tecnico del Presidente
meramente finalizzato alla conoscenza da parte dei soggetti
eventualmente interessati alla richiesta referendaria;
su tale adempimento tecnico di competenza del Presidente,
l'Assemblea non ha alcun titolo ad intervenire e del tutto
politicamente inaccettabile e giuridicamente infondato è il
proposto ordine del giorno inserito per la trattazione nel corso
della seduta odierna;
la pubblicazione nel caso di cui all'art. 1 della già richiamata
legge 14 è fattispecie del tutto diversa da quella della
pubblicazione dell'atto presidenziale di promulgazione che, nel
caso di legge elettorale, per espressa previsione statutaria
legislativa, sarà necessario ai fini della esecutività della
legge e possibile soltanto una volta esaurito l'iter di
definizione del testo della legge con le definitive
determinazioni della Corte Costituzionale e dopo la celebrazione
dell'eventuale referendum con voto confermativo;
ogni diversa interpretazione espone l'ulteriore iter e
l'eventuale referendum a tutte le conseguenze di una incerta
definizione della norma oggetto del voto confermativo, con
evidenti responsabilità personali e patrimoniali da parte dei
deputati che procedessero ad una illegittima sostanziale
abrogazione di norme già approvate senza il rispetto delle
procedure regolamentari
invita il Presidente dell'Assemblea
a dichiarare improponibile l'ordine del giorno che autorizza la
pubblicazione della legge elettorale approvata il 5 agosto 2004,
sin tanto che non intervenga la decisione della Corte
Costituzionale sulla impugnativa del Commissario dello Stato,
ovvero sin tanto che non intervenga una formale abrogazione da
parte dell'Assemblea stessa delle parti impugnate;
impegna il Presidente della Regione
a non procedere comunque alla pubblicazione della stessa legge
sin tanto che non si siano verificate le condizioni di cui
sopra. (435)
ORLANDO-FORGIONE-FERRO-RAITI
MORINELLO-SANZERI-LIOTTA- MICCICHE'-SEGRETO
L'Assemblea regionale siciliana
premesso che l'Assemblea regionale siciliana nella seduta n. 233
del 5 agosto 2004 ha approvato la delibera legislativa recante
'Norme per l'elezione del Presidente della Regione siciliana a
suffragio universale diretto. Nuove norme per l'elezione
dell'Assemblea regionale siciliana. Modifiche ed integrazioni
alla legge regionale 20 marzo 1951, n. 29 e successive
modificazioni';
considerato che la citata delibera legislativa è stata
impugnata, in modo parziale, dal Commissario dello Stato con
ricorso proposto alla Corte Costituzionale e notificato al
Presidente della Regione in data 13 agosto 2004;
ritenuto che occorre consentire, in applicazione
dell'articolo 1, comma 2 della legge regionale n. 14 del 2001
Disciplina del referendum ai sensi i all'articolo 17 bis dello
Statuto da parte del Presidente della Regione la pubblicazione
immediata della legge , ancorché impugnata dal Commissario dello
Stato, al fine di dare l'avvio al decorso del termine di tre mesi
per l'eventuale presentazione della richiesta di referendum
confermativo e di accelerare l'iter di perfezionamento della
legge stessa,
impegna il Presidente della Regione
a pubblicare, con l'omissione delle parti impugnate, ai sensi e
per gli effetti dell'art.1 della legge regionale 23 ottobre 2001,
n. 14, la delibera legislativa approvata dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta n. 233 del 5 agosto 2004, recante Norme
per l'elezione del Presidente della Regione siciliana a suffragio
universale diretto. Nuove norme per l'elezione dell'Assemblea
regionale siciliana. Modifiche ed integrazioni alla legge
regionale 20 marzo 1951, n. 29 e successive modificazioni'.
(436)
MISURACA - FORMICA - SAVARINO
L'Assemblea regionale siciliana
premesso che nella seduta n. 233 del 5 agosto 2004 ha approvato
la delibera legislativa recante Norme per l'elezione del
Presidente della Regione siciliana a suffragio universale
diretto. Nuove norme per l'elezione dell'Assemblea regionale
siciliana. Modifiche ed integrazioni alla legge regionale 20
marzo 1951, n. 29 e successive modificazioni';
considerato che la citata delibera legislativa è stata
impugnata, in modo parziale, dal Commissario dello Stato con
ricorso proposto alla Corte Costituzionale e notificato al
Presidente della Regione in data 13 agosto 2004 e segnatamente
riguardo agli articoli 11, 16 commi 2 e 3, 29 comma 2, 35, 36, 37
e 38;
ritenuto che occorre salvaguardare la volontà espressa dall'Aula
in ordine alle disposizioni censurate, evitando che l'eventuale
dichiarazione di cessazione della materia del contendere da parte
della Corte Costituzionale espunga definitivamente le citate
norme dall'ordinamento giuridico senza che si pervenga nel merito
ad una pronuncia sulla loro costituzionalità,
impegna il Presidente della Regione
a presentare un'autonoma iniziativa legislativa per riproporre
le norme censurate dal Commissario dello Stato a conferma della
volontà espressa dal legislatore nella seduta n. 233 del 5 agosto
2004 ed a tutela delle prerogative statutarie dell'organo
parlamentare. (437)
MISURACA - FORMICA - ACIERNO
Onorevoli colleghi, dichiaro improponibile l'ordine del giorno
numero 435 e preciso che l'obiettivo dei presentatori può essere
perseguito con lo strumento regolamentare della questione
pregiudiziale.
Presidenza del presidente Lo Porto
ORLANDO. Chiedo di parlare per una pregiudiziale sull'ordine
del giorno numero 436.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ricordo che, a norma
dell'articolo 101 del Regolamento, possono parlare due deputati a
favore e due contro. Pertanto, sono iscritti a parlare gli
onorevoli Orlando e Forgione a favore, Formica e Savarino contro.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Orlando per cinque minuti.
ORLANDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, il senso di
questa presa di posizione da parte di alcuni deputati di
quest'Assemblea regionale siciliana, è un tentativo di richiamare
il Parlamento regionale sulle norme che regolano l'istituto del
referendum nella nostra regione.
Noi abbiamo ravvisato - farò un ragionamento legato ad aspetti
tecnici in quanto ormai il problema politico è fuori da
quest'Aula e fuori da quest'Aula troverà una soluzione e nei
rapporti tra i partiti e nella consultazione popolare.
Quel che è certo è che qui si fa una confusione inaccettabile
tra l'istituto della pubblicazione dell'atto di promulgazione e
la pubblicazione di una legge . La pubblicazione dell'atto di
promulgazione è cosa diversa dalla pubblicazione di una legge.
La promulgazione, com'è noto, è atto di competenza del
Presidente della Regione e la promulgazione sostanzialmente, a
seguito della sentenza della Corte costituzionale del 1985,
produce un effetto tagliola rispetto alle parti non previste
nella promulgazione.
Per giurisprudenza costante della Corte costituzionale, quando
il Presidente della Regione promulga una legge, che in parte è
stata impugnata, si produce di fatto la cessazione del
procedimento per le parti che sono oggetto di impugnativa e,
quindi, si procede alla promulgazione, ciò è condizione di
esecutività della legge stessa.
Questa è la pubblicazione dell'atto di promulgazione, e siccome
la sentenza del 1985 della Corte costituzionale prevede che
laddove si procede ad una promulgazione parziale, cioè delle
parti non impugnate, si procede di fatto alla cessazione della
materia del contendere con riferimento al ricorso avanti alla
Corte costituzionale, si è voluto chiedere che sia l'Assemblea a
dire al Presidente che può procedere alla promulgazione e,
quindi, alla chiusura del procedimento legislativo attraverso la
promulgazione, che è l'unico atto formale che nella Costituzione
repubblicana e nello Statuto regionale chiude il procedimento
legislativo. La parte che è promulgata è promulgata, la parte che
non è promulgata muore.
Altra cosa è la pubblicazione, di cui all'articolo 1 della
legge regionale 14 del 2001, che disciplina l'istituto del
referendum. Com'è noto, infatti, lì è previsto espressamente, al
punto 3 dell'articolo 1, che il Presidente della Regione, per
competenza tecnica del Presidente della Regione, atto dovuto,
pubblica la legge.
La legge ad oggi è solo e soltanto quella approvata
dall'Assemblea regionale siciliana nella sua interezza. Pertanto,
il Presidente della Regione dovrebbe pubblicare l'intera legge,
quindi anche le parti impugnate.
La nostra tesi qui esposta e suffragata dalla giurisprudenza è
molto semplice: la pubblicazione ai fini della conoscenza, che è
cosa diversa - come dicevo prima - dalla pubblicazione dell'atto
di promulgazione, non produce l'effetto tagliola sulle norme
impugnate, con la conseguenza che la pubblicazione è parziale,
può attivare il referendum col rischio che, se la Corte
costituzionale dopo la pubblicazione parziale dovesse dichiarare
legittime le norme che sono state impugnate avremmo
sostanzialmente un referendum richiesto ed un secondo referendum
che può essere richiesto sulla seconda parte.
C'è una differenza sostanziale in termini tecnico-giuridici tra
la pubblicazione di una legge per chiedere il referendum e
pubblicazione dell'atto di promulgazione.
E' la ragione per cui riteniamo che non si possa procedere in
alcun modo alla pubblicazione di una legge in maniera parziale e
non si può procedere alla pubblicazione di una legge in maniera
totale -posto che c'è l'impugnativa -. Allora occorre che il
Presidente della Regione attenda la sentenza della Corte
costituzionale.
Laddove questo non si volesse fare c'è una soluzione:
l'Assemblea regionale siciliana - tecnicamente il ragionamento
devo farlo completo, non posso farmi condizionare dalle mie
valutazione politiche - si può certamente procedere ad una
formale abrogazione delle parti impugnate dal Commissario dello
Stato. E' soltanto la formale abrogazione delle parti impugnate
che produce l'effetto di far caducare quelle norme in quanto la
semplice pubblicazione parziale non produce la caducazione delle
norme che sono state approvate da questa Assemblea regionale
siciliana.
Io credo che se si va avanti su questa strada, pubblicando la
legge, sia in maniera parziale che in maniera totale, ci si
espone al rischio di rendere incerto l'oggetto del quesito
referendario, ci si pone a rischio della possibile esigenza di un
secondo referendum, ci si sottopone infine al rischio di un
possibile conflitto di attribuzione da parte del Commissario
dello Stato. Ragione per cui credo che questo argomento tecnico
sia assolutamente ineccepibile: la votazione di qualunque atto
che si faccia su questa legge è un atto politico, tecnicamente
non significa nulla, giuridicamente è infondato, chi voterà
questo tipo di atto si assume la responsabilità politica, che
diventa ovviamente anche patrimoniale essendo evidente che
l'eventuale celebrazione di un referendum su una legge che poi
deve essere nuovamente sottoposta a referendum e che non può
essere promulgata, crea un ingorgo istituzionale ed una
responsabilità personale dei deputati che la votano.
Signor Presidente, è questo il senso dell'intervento, della
posizione che abbiamo assunto con altri parlamentari. Come lei
vede non sto introducendo nessun elemento di valutazione
politica, costituisce invece valutazione politica quella di
fare una forzatura approvando quest'ordine del giorno.
Chi vota l'ordine del giorno aderisce politicamente ad una
forzatura costituzionale, e quindi deve assumersi la relativa
responsabilità.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo invece
che l'autorizzazione che si chiede al Parlamento per consentire
la pubblicazione della legge non rappresenti altro che il normale
procedimento di rispetto della volontà dello stesso che per la
prima volta è riuscito, come aveva fatto e come aveva saputo fare
in passato, ad anticipare molte altre regioni e a far funzionare
lo Statuto e l'Autonomia regionale siciliana. Un Parlamento che
si è dato una nuova legge elettorale, per altro imposta da norme
costituzionali che evitano l'onta di mortificare e di calpestare
l'Autonomia siciliana annullando il rischio di andare a votare
con una legge imposta dall'alto, che consente una grande
semplificazione del quadro politico e che evita, appunto, la
frammentazione, che dà la possibilità, con le pari opportunità,
di intervenire in via legislativa in modo molto innovativo
essendo esempio a livello nazionale, per quanto riguarda i
rilievi mossi dall'onorevole Orlando.
Faccio notare soltanto che tali rilievi attengono ad un
eventuale pronunciamento della Corte costituzionale e ad un
altrettanto eventuale referendum che possa abrogare le norme
impugnate.
Ritengo invece che le norme che andiamo a pubblicare non sono
altro che le norme presentate in Parlamento nella Commissione
legislativa competente e che sono uscite dalla stessa con
l'apprezzamento unanime di gran parte delle forze politiche di
questo Parlamento. Ricordo, ancora una volta, che le leggi non le
fa il Governo, non le fa la maggioranza, ma soprattutto in
materia elettorale, le leggi le fa il Parlamento.
Non andare alla pubblicazione di queste norme sarebbe la
mortificazione del Parlamento siciliano e della sua Autonomia.
FORGIONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, se dovessimo
partire dall'ultima affermazione dell'onorevole Formica che
qualora non approvassimo quest'ordine del giorno mortificheremmo
la volontà del Parlamento, allora dovremmo autorizzare la
pubblicazione della legge con tutti quegli obbrobri, onorevole
Formica, che il Commissario dello Stato ha cassato perché, anche
quella, è una mortificazione della volontà del Parlamento, avendo
espresso, il Parlamento, quella volontà nella complessità e nella
pienezza dell'articolato che invece, oggi, noi non stiamo
autorizzando e non chiediamo di autorizzare nella pubblicazione
totale. Ho visto che c'è un ordine del giorno dei presidenti dei
gruppi parlamentari della maggioranza con cui si chiede al
Presidente della Regione di farsi carico di un disegno di legge
che ripropone quelle parti che io ritengo vergognose.
Ma questo è un giudizio politico che il Commissario dello Stato
ha cancellato.
Sono d'accordo con l'ordine del giorno proposto dall'onorevole
Orlando, tant'è che porta anche la mia firma, per una semplice
ragione: non ci troviamo di fronte ad una legge normale, siamo di
fronte ad una legge cosiddetta rinforzata e la votazione di
questo ordine del giorno - sappiatelo - dal centrodestra e dal
centrosinistra non è assolutamente un fatto tecnico, è un fatto
politico ed è un fatto politico perché forza le norme statutarie.
Di questo, signor Presidente, anche lei dovrebbe essere
consapevole. Tant'è vero - lo diceva prima l'onorevole Orlando -
che l'articolo 1 della legge 14 del 2001, al comma 3, che
regolamenta i referendum, fa riferimento, in questo caso, quando
parla di pubblicazione, solo all'articolo 28 dello Statuto e non
al disposto degli articoli 28 e del 29 come normalmente si fa
allorquando si lega la pubblicazione alla promulgazione, con
riferimento alla funzione che viene assegnata al Presidente della
Regione.
Perché fa riferimento soltanto all'articolo 28? Perché andiamo
qui a pubblicare una legge senza numero Noi diamo il via ad un
procedimento informativo il cui iter deve essere concluso,
secondo noi, anche con il parere della Corte costituzionale. E
facendo riferimento solo all'articolo 28 si fa riferimento alla
sospensione dell'operatività della legge, alla sospensione dei
poteri di promulgazione del Presidente fino all'esito del
referendum popolare o fino all'infruttuoso decorso dei termini
per la richiesta delle procedure della promulgazione.
Il mancato richiamo all'articolo 29 dello Statuto trova una sua
ratio nella natura di legge rinforzata ma, come vi renderete
conto, non stiamo pubblicando le parti non impugnate della legge
sulla pesca, bensì stiamo autorizzando le parti non impugnate di
una legge che non è numerata, il cui processo è semplicemente
informativo nella sua pubblicazione, che deve essere sottoposto a
referendum e che, comunque, indipendentemente dal percorso
referendario, ha un suo percorso che riguarda il parere della
Corte Costituzionale. Stiamo parlando dunque della legge
elettorale il cui procedimento approvativo presuppone, appunto,
la sospensione dell'operatività.
Pertanto credo non sia configurabile un potere autonomo di
pubblicazione parziale non essendo il Presidente della Regione,
in questo caso, il responsabile della stessa pubblicazione della
legge a differenza delle altre leggi - lo ha detto poc'anzi
l'onorevole Orlando - ma su questo, signor Presidente, anche lei
dovrebbe spendere qualche parola.
Inoltre, qualora l'Assemblea regionale siciliana decidesse di
non attendere il parere della Corte, ha una sola strada obbligata
per evitare di fare una forzatura che porterà ad una serie di
illegittimità costituzionali e di pasticci giuridici e l'unica
strada obbligata è riprendere l'iter legislativo, predisporre un
disegno di legge che abroghi le parti impugnate dal Commissario
dello Stato al fine di dare operatività alle parti che rimangono
in piedi.
Allora, signor Presidente, vi poniamo - e concludo - una
questione di procedura, una questione di legittimità
costituzionale.
E' indubbio che vi sia anche una responsabilità politica,
personale e patrimoniale dei deputati. Perché, vedete, noi
rischiamo di fare due referendum, onorevole Savarino, lei può
anche sorridere, ma la Corte costituzionale deve pronunciarsi su
una cosa che sta a cuore a lei e sta a cuore a tutte le
associazioni delle donne: per esempio, in questa legge non c'è
più la promozione del riequilibrio della rappresentanza di
genere, quindi è una legge che vìola lo Statuto e vìola la
Costituzione.
Forse non l'avete notato, dopo l'impugnativa del Commissario
dello Stato non c'è più la promozione della differenza di genere
nel riequilibrio della rappresentanza. Vi state assumendo quindi
la responsabilità di far pubblicare una legge incostituzionale,
sulla quale la Corte Costituzionale potrà pronunciarsi anche dopo
l'avvio dell'iter referendario e costringerci a due referendum
con costi e oneri per la Regione e con responsabilità
patrimoniali dirette per i deputati. Questo potrebbe apparire un
argomento strumentale ed essere utilizzato come un argomento
strumentale. A noi interessa invece la questione procedurale, il
rispetto formale delle norme e la violazione alla quale ci volete
costringere con un atto politico e non tecnico.
SAVARINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAVARINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi permettevo
di sorridere sol perché forse in assenza di argomentazioni lei,
facendo leva sull'aspetto patrimoniale della vicenda, pensava di
poter sollecitare la nostra sensibilità; tuttavia, credo che sia
debole come giustificazione.
FORGIONE. Guardi che ne ho parlato soltanto alla fine del mio
intervento, onorevole Savarino.
SAVARINO. Ritengo che a parte i precedenti, a parte la prassi
consolidata, la prassi giuridica, come sa bene il professor
Orlando, è un istituto giuridico. A parte questo su cui non
voglio fare leva, certamente c'è la stessa legge istitutiva del
referendum in materia che impone l'immediata pubblicazione della
legge sottoposta a referendum. Quindi, anche per rispondere
all'articolo 1 della legge 14 del 2001 Il Presidente deve essere
autorizzato a pubblicare in maniera immediata la legge che deve
essere sottoposta all'eventuale richiesta referendaria e quindi
al quesito referendario , non può non essere sottoposta a quesito
referendario la legge con le parti impugnate dal Commissario
dello Stato, ma ovviamente, deve essere sottoposta a richiesta di
quesito referendario soltanto quella parte che è pubblicabile e
quindi estrapolata dalle singole contestazioni che il
Commissario, giustamente, ha mosso innanzi alla Corte
Costituzionale.
Non entro nel merito dell'ordine del giorno presentato poi dai
capigruppo di maggioranza. Voglio dire sulla questione
pregiudiziale che anche giuridicamente e tecnicamente siamo
contrari, proprio perché, per rispondere all'esigenza
dell'articolo 1 della legge 14 del 2001, abbiamo l'esigenza di
autorizzare il Presidente della Regione all'immediata
pubblicazione della legge estrapolando le parti impugnate dal
Commissario che non possono essere pubblicate perché non possono
essere sottoposte a quesito referendario in quanto soggette al
giudizio di costituzionalità da parte della Corte.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, pongo in votazione la questione
pregiudiziale sollevata dall'onorevole Orlando. Ricordo che, ai
sensi dell'articolo 101, del Regolamento interno, la votazione
deve avvenire per alzata e seduta.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(Non è approvata)
Presidenza del presidente Lo Porto
Si passa all'ordine del giorno numero 436, che autorizza il
Presidente della Regione a pubblicare la legge in materia
elettorale, approvata dall'Assemblea regionale il 5 agosto 2004,
con l'omissione delle disposizioni impugnate dal Commissario
dello Stato.
ORLANDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ORLANDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo si possa
affermare con questa scelta di procedere all'esame dell'ordine
del giorno numero 436 - che ovviamente c'è motivo di pensare e di
sperare che possa essere respinto, ma che deve essere votato -,
che si sia consumato un errore politico assai grave, e voglio, a
nome dell'intero gruppo di Sicilia 2010, dei cinque deputati che
lo compongono, far presente la gravità di quello che sta
accadendo. Si sta procedendo alla violazione di norme di legge
utilizzando come artifizio politico un ordine del giorno;
quest'ordine del giorno ha soltanto il valore politico di
autorizzare la violazione della legge.
Ho già cercato di spiegare la differenza fra la pubblicazione
dell'atto di promulgazione e la pubblicazione a fine di
conoscenza. L'unica obiezione che mi sarei sentito di poter
accogliere tecnicamente è quella di avere commesso l'errore di
inviare la legge approvata dall'Assemblea al Commissario dello
Stato, perché l'iter formativo di questa legge è soltanto al
termine dell'eventuale referendum. Bisognava, infatti, in base
alla normativa vigente, pubblicare l'intera legge approvata
dall'Assemblea, una volta pubblicata l'intera legge approvata
dall'Assemblea, attendere l'eventuale richiesta di referendum, e
nei cinque giorni inviarla al Commissario per il giudizio di
costituzionalità, che è cosa diversa dall'iter formativo di una
legge.
Avendo inviato gli atti al Commissario dello Stato si è scelta
una strada e, scegliendo quella strada, si è condizionati dalla
scelta della procedura. La scelta della procedura obbliga a non
pubblicare questa legge se non quando sarà intervenuta la
sentenza della Corte Costituzionale o l'eventuale formale
abrogazione di queste norme impugnate da parte dell'Assemblea
regionale siciliana.
Tutto ciò non sta accadendo, si sta andando avanti. Noi non
possiamo che ribadire la nostra contrarietà e siccome non
intendiamo in alcun modo essere coinvolti in una votazione che
riteniamo improponibile, dichiaro che i deputati del Gruppo
parlamentare Sicilia 2010 non parteciperanno alla votazione di
questo ordine del giorno.
Così facendo, intendiamo rimettere ai cittadini siciliani la
decisione di spazzare via questa legge, che è una brutta legge,
una legge truffa. E, come se non bastasse, sottoporremo a
referendum sapendo che questo ingorgo istituzionale rischierà di
dover procedere ad un secondo referendum per le parti che
eventualmente dovessero essere ritenute alla Corte costituzionale
legittime.
Che si sia violato il principio di correttezza è evidente,
ognuno si assume le proprie responsabilità. Per fortuna la
politica e il consenso dei cittadini daranno ragione a chi
eventualmente dovesse avere ragione. Comunque vada, avranno
sempre ragione i cittadini sia che dovessero decidere
favorevolmente l'accoglimento della richiesta referendaria, sia
nel caso dovessero respingere la nostra richiesta referendaria.
Come vede, signor Presidente, non facciamo appello ai deputati
perché firmino una richiesta di referendum in quanto riteniamo
che questo referendum sarà un'occasione straordinariamente
importante per respingere con un no' ogni forma di
consociativismo all'interno di questa Assemblea e per respingere
ogni forma di mistificazione che induce a presentare come atto
tecnico quello che è una precisa scelta politica. E tale scelta
politica denunceremo con le nostre poche voci nei prossimi mesi
chiedendo, appunto, il referendum.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Miccichè. Ne ha
facoltà.
MICCICHE'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che la
maggioranza ed alcuni amici e compagni dell'opposizione stiano
fornendo un'opportunità storica a quella parte dell'opposizione
che in modo volgare e dispregiativo alcuni organi di stampa
continuano a chiamare cespugli . Ci stanno dando un'ottima
occasione per fare politica, una palestra politica che vedrà la
Sicilia nei prossimi mesi protagonista di una campagna
referendaria per abrogare una legge liberticida, antidemocratica.
Viene da sorridere quando sirene politiche della maggioranza e
di parte dell'opposizione continuano a dire che è una legge
democratica per consolidare la democrazia e per confermare la
cosiddetta stabilità di governo. Viene da sorridere perché
sappiamo benissimo che la stabilità di governo non c'è sotto il
profilo politico ma c'è sotto il profilo numerico, tant'è che
avete una stragrande maggioranza di deputati al punto che potete
fare ciò che volete in quest'Aula, anche se poi questa legge è
stata votata da un'esigua minoranza di questo Parlamento.
Noi faremo di tutto per smentire coloro i quali continuano in
maniera impropria a dire che stanno operando per il bene della
Sicilia; ma i disoccupati siciliani, i lavoratori siciliani, gli
emigrati siciliani, coloro che continuano a fuggire da questa
Terra sanno benissimo che non fate gli interessi di questa
comunità e che avete approvato una legge per garantirvi la
prossima elezione in questo Parlamento. Quindi - come ha detto
l'onorevole Orlando - noi usciremo da quest'Aula, non vogliamo
essere coinvolti in questa sagra dell'ipocrisia politica.
In questi giorni ho ricevuto da parte del Presidente
dell'Intergruppo parlamentare, onorevole Fleres, un libricino in
cui è riportata la Carta dei diritti dell'Uomo . Questa Carta ,
che conosco molto bene, mi è stato data con tanta enfasi da parte
dei rappresentanti della maggioranza e vi siete prodigati a far
stampare con i soldi della comunità siciliana questo libricino
per farlo leggere ai deputati. Non so se tutti i deputati hanno
avuto l'occasione di leggerlo.
Devo dire che non è la prima volta che l'onorevole Fleres si
prodiga a far stampare la Carta dei diritti dell'Uomo ; pur
tuttavia, lo invito a leggere attentamente gli articoli 20 e 21
della Carta dei diritti dell'Uomo , visto che noi qui in Sicilia
dovremmo rispettarla, altrimenti non capisco perché mi avete dato
questo libricino.
L'articolo 20 recita: Ogni individuo ha il diritto alla
libertà di riunione e di associazione pacifica .
L'articolo 21 recita: Ogni individuo ha il diritto di
partecipare al governo del proprio paese, sia direttamente sia
attraverso i rappresentanti liberamente scelti .
Il comma 3 recita: La volontà popolare è il fondamento
dell'autorità del governo. Tale volontà deve essere espressa
attraverso periodiche e veritiere elezioni, effettuate a
suffragio universale ed uguale ed a voto segreto o secondo una
procedura equivalente di libera votazione .
L'apoteosi dell'ipocrisia si è rappresentata in questa legge
che voi state autorizzando a promulgare Un'ipocrisia che
contrasta con queste norme contenute nella Carta dei diritti
dell'Uomo , dove l'espressione democratica con questa legge è
stata calpestata. E' stato calpestato il diritto del cittadino
siciliano di essere rappresentato liberamente con libere
elezioni.
Questa è una legge liberticida, antidemocratica, una legge che
effettivamente non spazza via il singolo deputato.
C'è qui qualche rappresentante della pubblica amministrazione,
della burocrazia di questa Assemblea che - con tanto rispetto nei
confronti di chi ha scritto un articolo di giornale in pieno
ferragosto - in sostanza ha sostenuto che finalmente ci si
toglierebbe dai piedi i deputati eletti con un pugno di voti .
Questa è una espressione volgare che voglio stigmatizzare in
maniera feroce nei confronti dei singoli personaggi che qui non
hanno diritto assolutamente di prendere per il naso coloro che
sono stati eletti democraticamente.
La verità è che voi non volete testimoni oculari in questa
Assemblea perché parte della maggioranza e parte dell'opposizione
continuano a fare gli inciuci. Speriamo che ciò non sarà più
possibile. Quando avverrà si perpetrerà veramente un regime
antidemocratico in questa Regione. Noi, però, lo contrasteremo,
lo combatteremo con il referendum perché daremo la parola ai
siciliani contro questa legge antidemocratica e liberticida
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Forgione. Ne ha
facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo usato
in questi mesi tutti gli argomenti per provare a sollevare questa
Assemblea da un sonno della ragione democratica - così potremmo
definirlo - nel quale è piombata nella discussione di questa
legge, nella discussione scissa da ogni valore, idealità,
concetto, riferimento democratico in tema di riforme.
Abbiamo usato tutti gli argomenti ed è difficile trovarne di
nuovi. Ciò che stiamo facendo in questo momento è di consumare un
atto di valore politico straordinario del quale credo ognuno,
singolo deputato e forza politica, debba assumersi le proprie
responsabilità. Lo dico soprattutto ai partici del
centrosinistra, alla Margherita che rimarrà in Aula votando forse
no, ai Democratici di Sinistra che daranno un voto favorevole.
Potevate cogliere l'occasione, amici del centrosinistra, del
parere del Commissario dello Stato per riaprire un confronto su
una legge indecente e vergognosa dal punto di vista democratico e
potevate cogliere l'occasione, amici della Margherita e colleghi
dei Democratici di sinistra, per riaprire una comunicazione a
sinistra che si è interrotta e che segna il livello più
drammatico e basso dei rapporti nella coalizione delle
opposizioni.
Avete scelto la strada del consociativismo con questo Governo
e questa maggioranza. Vorrei chiedere agli onorevoli Speziale e
Cracolici quanti dei loro emendamenti sono stati approvati in
questa legge che voi vi accingete a sostenere anche nella sua
pubblicazione. Quante delle vostre richieste, tranne il collegio
provinciale, sono state accolte. Nulla Il Commissario dello
Stato ha pure cancellato la parte dell'articolo 16 che riguarda
il riequilibrio della rappresentanza, quella parte che rispondeva
all'articolo 3 del nostro Statuto ed al principio costituzionale
della promozione attraverso la legge elettorale del riequilibrio
della rappresentanza di genere nelle istituzioni. Neanche quella
che è stata una battaglia unificante - tranne il listino, la
riservina indiana che vi è stata concessa - di tutto il
centrosinistra ed oggi contenuta in questa legge sulla quale voi
date con questo ordine del giorno un parere favorevole.
E' chiaro, onorevoli colleghi, che a questo punto è meglio
aprire un dibattito di massa sulla democrazia e la rappresentanza
in Sicilia. Per questo chi pensava di zittirci in quest'Aula ha
fatto male i propri conti. Noi lavoreremo subito per il
referendum e non lo faremo chiedendo il voto dei deputati, lo
faremo raccogliendo migliaia di firme, comune per comune.
Rispetto a questo referendum, amici dei DS e della Margherita,
non basta uscire da quest'Aula tra dieci minuti con un ordine del
giorno approvato, dovrete dire pubblicamente nelle prossime
settimane come vi schierate e con chi state.
E a qualche esponente dei Democratici di sinistra che dice che
noi nei prossimi mesi vogliamo distrarci dalla opposizione al
Presidente Cuffaro per parlare di legge elettorale, mentre
invece la priorità è la lotta al Presidente Cuffaro, noi diciamo,
anche rispetto a questo referendum, vediamo chi sta con Cuffaro
e chi sta contro Cuffaro . Anzi, noi faremo di più: noi come
Rifondazione Comunista lanceremo, per quanto riguarda il nostro
partito, una petizione popolare per sollevare al Presidente della
Repubblica Ciampi una questione democratica drammatica che
riguarda le istituzioni siciliane: la permanenza nella funzione
di Presidente di una persona che secondo i magistrati - e su
questo c'è una richiesta di rinvio a giudizio, unico libero tra
17 imputati in galera - continua a fare il Presidente della
Regione nonostante, secondo i magistrati, abbia favorito non
qualcuno genericamente ma Cosa nostra ; legheremo cioè il tema
della democrazia al tema della lotta alla mafia e della questione
morale in Sicilia, e allora, cari amici del centrosinistra,
vedremo chi starà con Cuffaro e chi starà contro Cuffaro
Per quanto riguarda le obiezioni del segretario dei Democratici
di sinistra, onorevole Cracolici, il quale sostiene che con il
Tatarellum in Sicilia ha vinto il centrodestra, vorrei ricordare
che la Toscana, l'Umbria, le Marche, l'Emilia Romagna, la
Campania, la Basilicata con il Tatarellum hanno dato governi di
centrosinistra e il consenso non si guadagna con leggi elettorali
che provano a rigenerare il potere di questo o quel deputato e di
questo o quel pezzo di ceto politico, ma conquistando il consenso
nella società.
Credo che nel momento di massima crisi morale del Governo di
centrodestra in Sicilia, peggiore o migliore regalo, secondo i
punti di vista, la parte maggioritaria del centrosinistra non
poteva fare a questa destra. Infatti, gli ha consegnato una legge
che rigenera il suo potere, gli ha consegnato una legge che
mortifica la rappresentanza di genere e la presenza delle donne
nelle istituzioni, gli ha consegnato una legge che abbatte la
democrazia e la rappresentanza della società civile nel
Parlamento siciliano.
La democrazia con questa legge in Sicilia è più povera, il
Presidente della Regione è più forte ed è più forte questo
Presidente della Regione così ferito nella sua tenuta morale e
democratica.
Io non so se noi siamo cespugli', Signor Presidente, come
qualcuno ci definisce; essendo in Sicilia preferisco pensarmi un
pezzo di quella macchia mediterranea che nessuno può fare
seccare, che si espande naturalmente e che nel referendum ne
misureremo anche la forza nella società siciliana.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ardizzone. Ne ha
facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'ultimo
intervento, a mio avviso al di sopra delle righe e fuori tema -
mi sia consentito di dire - mi induce a fare alcune
considerazioni che non solo sono di ordine tecnico, così come
volevo, ma anche di ordine politico.
Devo dire che ho apprezzato il primo intervento dell'onorevole
Orlando quando adduceva motivazioni di ordine tecnico e giuridico
dal suo punto di vista, quando faceva la differenza fra la
immediata pubblicazione e la promulgazione. Tutto opinabile,
tutto discutibile in diritto e lo sa perfettamente il professore
Leoluca Orlando, lo sa il relatore della legge l'onorevole
Ioppolo. Non mi ha convinto quando ha cercato di forzare per dare
una copertura giuridica, il secondo intervento che è stato
l'intervento politico.
Onorevole Orlando, lei parte da un giusto assunto: la
pubblicazione e la promulgazione sono cose diverse; lei, però,
nel secondo intervento ha forzato quelli che sono i termini della
legge 14 del 2001, che al secondo comma dell'articolo 1, in un
inciso, fa espresso riferimento all'articolo 28 dello Statuto. Il
suo assunto non può essere frutto di una svista, ma è frutto di
un ragionamento politico che io non posso condividere.
L'articolo 28 dello Statuto prevede espressamente che il
Presidente della Regione entro tre giorni invii la legge al
Commissario dello Stato perchè decida se vi sono profili di
incostituzionalità o meno. Per questo non condivido il suo
ragionamento che parte da un giusto assunto giuridico sul quale
possiamo discutere all'infinito, ma arriva ad una conclusione,
obiettivamente non condivisibile, dato che lei dimentica, o fa
finta di dimenticare, ciò che è scritto al secondo comma
dell'articolo 1 della legge numero 14 del 2001.
Tutto si gioca su questo piccolo inciso sul rispetto
dell'articolo 28, perché c'è la perfetta analogia, onorevole
Orlando, tra la pubblicazione e la promulgazione.
Lei ha citato - e ritengo che non sia stato sbadato -
probabilmente la sentenza della Corte Costituzionale mediana,
quella che sta tra il 1981 e il 1996; non ha citato la sentenza
del 1996 in cui si dice con la massima chiarezza che è compito
dell'Assemblea autorizzare il Presidente alla promulgazione
parziale. In questo caso noi possiamo per analogia, poichè lo
prescrive la disposizione dell'articolo 17 bis dello Statuto,
che ha - mi rivolgo al professore di diritto pubblico e di
diritto costituzionale quale lei è, onorevole Orlando - rango
costituzionale. Infatti, ricordo a me stesso che si tratta della
prima legge approvata da quest'Aula da sottoporre alla procedura
del referendum confermativo.
Onorevole Forgione, noi non abbiamo paura del referendum,
sappiamo perfettamente che ci troviamo dinanzi ad un referendum
confermativo. Non giocheremo sul discorso del quorum, di
raggiungere il 50 per cento o meno anche perchè non è previsto:
basta un voto valido in più perchè la legge sia promulgata.
Chiedete ai siciliani se hanno gradito - e sapete che lo hanno
gradito - lo sbarramento del 5 per cento.
Dovete partire da un presupposto ed in questo sta il merito
della maggioranza, in questo sta il merito del Governo Cuffaro
nell'aver assecondato questa legge ed averla esitata in tempi non
sospetti, due anni prima della chiusura della legislatura: così
si dà la possibilità ai partiti - questa sì onorevole Forgione
è democrazia - di organizzarsi.
Non stiamo esitando una legge dell'ultima ora: è una legge
innovativa, non è una legge della Toscana, onorevole Forgione. Si
può discutere del 5, del 3, del 2 per cento, è stato stabilito il
5 per cento con tante sofferenze anche all'interno della
Commissione. Ne sono testimoni l'onorevole Ortisi, l'onorevole
Spampinato e tutti coloro dell'opposizione che erano presenti in
Commissione. Con tante sofferenze abbiamo discusso sul 3 o sul 5
per cento. Una soglia di sbarramento è stata posta.
Io le dico, onorevole Forgione, che affronteremo a testa alta,
con convinzione e sfideremo chiunque. Potremmo chiedere anche
noi il referendum confermativo perchè questa è una legge ottima
che ha voluto questa maggioranza e senza alcuna presunzione è una
legge che vogliono i siciliani.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole D'Antoni. Ne ha
facoltà.
D'ANTONI. Signor Presidente, intervengo soltanto per annunciare
che mi asterrò dalla votazione sull'ordine del giorno proposto in
quanto ritengo che siamo in presenza di una serie di errori che
la maggioranza di questa Assemblea sta commettendo e con questo
ulteriore atto sia avvia a commetterne un altro.
Io pensavo - l'ho sempre sostenuto all'inizio di questa vicenda
- che sarebbe stato giusto approvare prima lo Statuto e poi la
legge elettorale per avere un sistema equilibrato tra l'elezione
diretta, il ruolo del Parlamento, il modo in cui si eleggono le
rappresentanze.
Purtroppo, si é voluto capovolgere tutto questo, non si sa
quando lo Statuto verrà discusso e approvato da quest'Assemblea,
perché ormai l'interesse si é perduto e, quindi, saremo indietro
rispetto a tutte le altre Regioni. Avremo una legge elettorale
sbagliata che ha al proprio interno alcune palesi contraddizioni,
senza però un punto di riferimento, una cornice cioè lo Statuto;
dunque navigheremo a vista.
Questo é un grande errore che l'Assemblea sta commettendo e
continua a farlo nonostante le bacchettate del Commissario dello
Stato che intervengono proprio perché non c'é lo Statuto e quindi
non c'é la cornice. E nonostante questo - e c'era un'ulteriore
occasione attraverso uno stop di quest'Assemblea - si vuole
procedere lo stesso, si procederà, s'investirà il popolo, si
faranno queste valutazioni che, a mio giudizio, sono
assolutamente sbagliate.
(Durante l'intervento dell'onorevole D'Antoni l'onorevole
Miccichè espone uno striscione)
MICCICHE'. No alla legge truffa
PRESIDENTE. Onorevole Miccichè, la richiamo all'ordine. Si
allontani dal banco della Presidenza.
Onorevole Miccichè, la espello dall'Aula Gli assistenti
parlamentari sono invitati a darne esecuzione.
Onorevole D'Antoni, continui il suo intervento.
D'ANTONI. Dicevo che avendo fatto l'errore di approvare una
legge elettorale senza lo Statuto si é poi incorso nella
sostanziale bocciatura di parti importanti della legge da parte
del Commissario dello Stato. Credo che questo confermi quanti
avevano in quest'Aula sostenuto l'errore commesso.
Per questa ragione ritengo sia sostanzialmente sbagliato
procedere; bisognava darsi un attimo di tregua, riflettere bene,
fare in modo che la rappresentanza, la democrazia, il rapporto
tra l'elezione diretta e il Parlamento fosse garantito da
quest'Assemblea. Purtroppo, questo non é avvenuto: si va avanti e
si sbaglia.
Ahimè, stiamo verificando nel dibattito nazionale quanto
interesse ci sia a trovare un punto di riferimento di regole che
valgono per tutti e c'è uno sforzo autentico per cercare queste
regole che valgano per tutti in quest'Assemblea che,
tradizionalmente, ha sempre favorito l'incontro. Noi siamo in
presenza, invece, di atteggiamenti testardi, duri che vogliono
proseguire su un percorso sbagliato.
Bisogna fare lo Statuto: prima si fa e meglio é. La legge -
insisto - é assolutamente sbagliata. All'onorevole Ardizzone che
ha queste certezze, dico che una legge proporzionale che ha al
suo interno tre correttivi non esiste al mondo Le leggi
proporzionali hanno un solo correttivo: o il premio di coalizione
o lo sbarramento.
In questa legge c'é il premio di coalizione, lo sbarramento e
il listino cioè tre premi E' meglio una legge maggioritaria che
non una proporzionale corretta in questo modo. Qui siamo
all'esaltazione del maggioritario usando la proporzionale;
quindi, un mostro dal punto di vista della rappresentanza
giuridica.
Per questa ragione mi asterrò nella votazione dell'ordine del
giorno perché ritengo che é stato commesso un errore
nell'approvare la legge alla quale ho votato contro, é stato
fatto un errore nel non riformare lo Statuto. Si continua in
questo errore nel promulgare una legge in queste condizioni e con
questa impostazione che priverà i siciliani di una rappresentanza
adeguata e forte come i siciliani meritano.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Ortisi. Ne ha
facoltà.
ORTISI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, pochi minuti,
anche perchè abbiamo svolto le argomentazioni sulla legge
elettorale durante il travagliato iter della medesima.
Intervengo soltanto per affermare che il Governo Cuffaro e
questa maggioranza invera il detto che il mondo va alla
rovescia . Da una parte, in questi giorni apprendiamo che
l'onorevole Cintola - auguri assessore - propone all'Aula di
partecipare alla formulazione del bilancio e mi pare che in
questo, al di là della buona volontà, non vada nel senso più
giusto della capacità di interpretare il ruolo di un assessore,
in quanto il bilancio è l'atto fondamentale di indirizzo politico-
programmatico di una amministrazione, di una maggioranza, ed
allora in questo caso mi pare che debba essere espressione della
maggioranza. Dall'altra, quando occorrerebbe davvero un
atteggiamento bipartisan di partecipazione dell'Assemblea intera
questo Governo e questa maggioranza si blindano e, come nel caso
della legge elettorale, votano senza far partecipare quella
opposizione che mi pare non abbia espresso, durante il percorso
di esame della legge elettorale, atteggiamenti eccessivamente
preclusivi.
Allora, veramente il mondo va alla rovescia: quando ci vorrebbe
una partecipazione generale perchè si scrivono le regole ci si
blinda da parte della maggioranza; quando ci si dovrebbe blindare
per esprimere un indirizzo politico-programmatico, ci si apre.
Noi non vogliamo parlare delle escrescenze sonoramente bocciate
dal Commissario dello Stato ed ora pervicacemente riproposte
dalla maggioranza, né voglio argomentare in ordine a quello che
già l'onorevole D'Antoni ha bene espresso, cioè all'opportunità
che prima si esaminasse lo Statuto e poi la legge elettorale.
Tanto più che questa legge elettorale non raggiunge i due
obiettivi fondamentali che si propone: da una parte vorrebbe
eliminare le liste fai da te ma non le elimina. Non le elimina
poiché nei comuni - lo abbiamo già detto - basta per esempio che
l'onorevole Neri, recentemente eletto a sindaco di Lentini,
presenti una lista per Neri ed è molto probabile che la lista
per Neri ottenga il 9 per cento, mentre il partito di
appartenenza forse non raggiungerebbe il 5 per cento. Per cui
questa legge elettorale non raggiunge l'obiettivo di eliminare le
liste fai da te , come mi conferma l'onorevole Neri.
Dall'altra parte, onorevoli colleghi, proprio nel merito la
storia d'Italia è fatta di intelligenze molto spesso appartenute
a quelli che noi chiamiamo cespugli . Chi dimentica La Malfa,
Spadolini, Malagodi? Con questa legge noi, probabilmente, non
avremmo avuto questi personaggi. Invece, nel novero dei grandi
partiti tante imbecillità facilmente si nascondono, tante
debolezze.
Io non dico che sia una legge liberticida, ma certamente non
raggiunge nessuno degli obiettivi che molto spesso il relatore e
tantissimi colleghi del centrodestra volevano raggiungere.
Noi della Margherita, nonostante abbiamo espresso una
compartecipazione all'esame della legge, non abbiamo avuto
accolto niente, neppure un subemendamento che possa far sentire
questa legge anche come la nostra.
Ci avete bocciato la doppia scheda, ci avete bocciato il voto
confermativo, avete combinato un pastrocchio sull'applicazione
delle cosiddette pari opportunità, perché voi volete che si
pubblichi la legge così come è passata. Sull'argomento pari
opportunità siamo in presenza di un cul-de-sac che non realizza
concretamente il principio costituzionale, perchè il Commissario
dello Stato si è tirato tutto dietro.
Eppure, onorevoli colleghi, questa sarebbe l'occasione per
ripensare, per esempio, alla omogeneizzazione dei sistemi
elettorali. E' assurdo che non sia passata neanche la nostra
proposta di approfittare dell'occasione per fare sì che si
votasse alle regionali, alle provinciali ed alle comunali con il
medesimo sistema elettorale, non avete voluto neanche questo,
pervicacemente disposti in maniera manichea ad identificare il
male con l'opposizione ed il bene con il vostro voto di
quarantanove deputati, stasera che non sarete neanche
quarantanove
Davanti a tale atteggiamento pervicace, nonostante riconosciamo
che l'esercizio della democrazia permetta ad una maggioranza di
essere tale e ad una minoranza di comportarsi di conseguenza,
preannunciamo il nostro voto contrario, perché non avete
rispettato lo spirito bipartisan che aveva rappresentato un
ottimo inizio della stagione delle riforme, con la legge n.
1/2004 sulla democrazia referendaria.
Avete fatto male, colleghi della maggioranza: avete perso una
grande occasione.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Raiti. Ne ha
facoltà.
RAITI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevoli
rappresentanti del Governo, il mio intervento vuole partire
innanzi tutto da un assunto, apprezzare l'intervento del
Capogruppo della Margherita, onorevole Ortisi, intervento nel
corso del quale, ancora una volta, ha confermato che il Gruppo
che rappresenta, dopo una lunga riflessione svolta nel
centrosinistra, mantiene e tiene dritta la barra nel cercare non
solo di confermare l'unità del centrosinistra, ma evidenziando
altresì - insieme a noi di Italia dei valori, dei Verdi,
dell'intero Gruppo di Sicilia 2010 - quelle che sono le
condizioni e i presupposti assolutamente negativi di questa legge
condotta, in tutti i modi, con un fare inspiegabile dal punto di
vista non solo del bon ton politico, ma di prassi legislativa.
Si è sempre detto che le regole sono di tutti e da tutti devono
essere votate con uno schieramento il più ampio possibile, ma qui
tutto questo è stato ripetutamente violato: il richiamato
principio, che è prassi consuetudinaria, non solo in Italia, ma
in tutti i Paesi del mondo, anche in quelli che di democrazia ne
masticano poco, è stato in quest'Assemblea più volte violato e
continua oggi ad esserlo con una procedura che è, per quanto ci
riguarda, assolutamente illegittima. Perché se è vera, com'è
vera, una parte del ragionamento fatto dall'onorevole Ardizzone,
nella sua qualità di Presidente della Commissione, allo stesso
modo, non può dimenticarsi che questo disegno di legge riveste
una procedura giuridica assolutamente diversa dalle leggi
ordinarie.
E' vero che non si tratta di un disegno di legge
costituzionale, ma il suo iter di approvazione è diverso dalle
leggi ordinarie, perché sappiamo tutti che tale provvedimento non
potrà essere promulgato perché soggetto al referendum
confermativo - e non abrogativo - fattispecie assolutamente
diversa, con un regime giuridico assolutamente diverso che
comporta che la pubblicazione ha solamente valore notificale, di
portare cioè a conoscenza il cittadino che dovrà esser chiamato a
giudicare; e ciò avverrà soprattutto in un momento in cui questo
provvedimento è approvato da una minima maggioranza, quarantotto
voti, tre voti superiori appena al minimo indispensabile.
Il cittadino deve sapere, nel momento in cui viene chiamato con
il referendum, così come noi lo chiameremo, su quale legge dovrà
pronunciarsi.
Con la procedura che voi oggi, con la protervia e l'arroganza
che continuate ad avere, state mettendo in atto, faremmo un
referendum su una norma incerta, perché sappiamo che fino a
quando non raccoglieremo le firme nei prossimi novanta giorni, il
cittadino non saprà se questa normativa sarà definitiva o se la
Corte costituzionale la modificherà o se sarà infine abrogata:
già solo questa è un'aberrazione di diritto per chi ha un minimo
di nozioni giuridiche, non certo per chi è laureato in
giurisprudenza, purtroppo, continuate su questa strada, una
strada scoscesa, una strada che porta a masticare ed a rompere
qualsiasi paletto di natura regolamentare e di legittimità
parlamentare ed istituzionale.
E, quindi, dicevo, per tutte queste motivazioni, non possiamo
accettare ancora una volta questo modo di procedere.
Badate bene, colleghi della maggioranza, fautori e sostenitori
della tesi che questa legge è una buona legge perché prevede lo
sbarramento del 5%: le cose che ci preoccupano non sono di certo
tali aspetti, perché i processi politici non si fanno con gli
sbarramenti ma si governano e le soluzioni si trovano attraverso
la politica; lo sbarramento è l'ultima delle questioni, anche se
importante per noi piccoli e giovani partiti, ma è l'ultima
delle questioni di questo provvedimento che, lo ribadisco, noi
contestiamo fortemente.
L'aspetto assolutamente fondamentale che contestiamo
principalmente, dal nostro punto di vista, è che questa
Assemblea, con questo disegno di legge, diventerà e conterà meno
di un Consiglio comunale. Avete mortificato l'autonomia speciale
che questa Assemblea e i siciliani hanno conquistato nel 1947,
perché un'Assemblea che viene legata in maniera inscindibile ad
un qualsiasi Presidente e che si scioglie a suo piacimento, in
qualsiasi momento, va proprio in questa direzione: sarà
un'Assemblea che vale meno di un Consiglio comunale, non
rivestendo più il ruolo parlamentare, né i parlamentari avranno
le prerogative che tutti quanti noi riteniamo di avere, quelle di
essere riconosciuti al pari dei Senatori.
Questo è un vulnus grave che con questo provvedimento - che
spiegheremo ai cittadini - state introducendo.
Concludo ribadendo che, per tali motivi, apprezzando lo sforzo
del Gruppo de La Margherita, mi auguro che anche i Democratici di
sinistra assumano una posizione responsabile che va, non solo
nella direzione di non rompere l'unità del centrosinistra, ma
anche nella direzione di condannare, con forza, questo modo di
procedere, non solo nel merito, ma anche nel metodo.
Per le motivazioni appena svolte, di carattere pregiudiziale,
il Gruppo di Italia dei valori e di Sicilia 2010 non parteciperà
al voto in maniera decisa; purtroppo, non è la prima volta che
accade, mi auguro che sarà l'ultima.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Speziale. Ne ha
facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, è un fatto
assolutamente strano che, su una procedura che riveste un valore
tecnico, si apra un dibattito che riproponga nel merito il
provvedimento già approvato dall'Aula.
Stasera stiamo approvando, in base ad una prassi consolidata,
l'autorizzazione al Presidente della Regione alla pubblicare
della legge. Per quanto mi riguarda, siccome tale solita
procedura si è sovraccaricata - o si tenta di farlo - di un
significato politico, voglio fare alcune considerazioni.
La prima è che si tratta di una prassi tecnica: la mancata
autorizzazione dell'ordine del giorno produrrebbe un solo
effetto, quello che il Presidente della Regione potrebbe
pubblicare la legge, così come esitata dall'Aula, con tutte
quelle norme che sono state contestate proprio da noi in Aula,
perché non avevano un profilo di costituzionalità.
Considero un errore, da parte di diversi partiti, avere avuto
un approccio strategico sbagliato sulla legge elettorale.
La discussione, a mio avviso, non era se fare una buona legge o
meno: c'è stato chi ha pensato che qui dentro la legge non
andasse fatta, che la Regione siciliana non avrebbe dovuto
dotarsi di una sua prerogativa statutaria...
L'approccio strategico sbagliato ha riguardato, in particolare,
i partiti cosiddetti minori, che anziché imboccare la strada
ragionevole del dialogo, hanno utilizzato gli strumenti della
contrapposizione pensando, alla fine, che si sarebbe votato con
il Tatarellum. Dietro la posizione presentata dall'onorevole
Orlando e dagli altri colleghi, dobbiamo dirlo con estrema
chiarezza, secondo cui occorre evitare di fare regali al
centrodestra, ebbene, se non si votasse con questa legge, in
Sicilia, non voteremmo neppure con un'altra legge migliore di
questa: il rinnovo avverrebbe infatti col sistema del Tatarellum.
E voglio ricordare all'onorevole Forgione e all'onorevole
Orlando, che regali alla destra, noi, non ne vogliamo fare. Non
vogliamo di certo regalare 20 deputati, sottratti al giudizio
elettorale; non vogliamo cancellare intere province dalla
rappresentanza parlamentare; non vogliamo neppure, nel modo più
assoluto - vogliamo dirlo con estrema chiarezza - permettere che
si adotti un provvedimento che determini la possibilità di
portare a 120 il numero di parlamentari.
Tutti questi regali, insperati da parte della destra...
FORGIONE. Non è vero, col Tatarellum quanti ce ne sono di
deputati in quest'Aula? Sono 90 Perché deve dire 120
SPEZIALE. Onorevole Forgione, abbia la bontà di non gridare,
120 parlamentari sarebbe la possibilità prevista dal Tatarellum.
Dicevo, l'approccio strategico è stato sbagliato, perché con un
retropensiero si sarebbe voluto votare col Tatarellum. Abbiamo
condotto una battaglia di merito. In tale stessa battaglia,
mentre gli altri stavano a guardare, abbiamo proposto la doppia
scheda, il voto di genere, abbiamo fatto tutte queste
battaglie...
FORGIONE. Le ha vinte tutte, onorevole Speziale
SPEZIALE. ...e abbiamo contestato qui in Aula i profili di
incostituzionalità di norme che sono state introdotte in corso
d'opera e che il Commissario dello Stato, anche sulla base degli
argomenti da noi addotti in quest'Aula, ha impugnato.
Quali sono le norme impugnate dal Commissario dello Stato,
onorevole Orlando? Abbiamo per la prima volta in Sicilia, in
questo testo, nella sua prima parte, la possibilità di eleggere 8
parlamentari in cui c'è l'alternanza uomo-donna. Tale previsione
non c'è in nessun'altra norma in Italia. Nel Tatarellum non c'è
infatti la possibilità che le donne possano accedere al
Parlamento regionale già nella fase iniziale.
In questa legge, c'è la possibilità di attribuire i collegi a
livello provinciale, stabilendo un principio costituzionale che
la rappresentanza parlamentare è collegata al territorio.
Ecco perché noi avremmo aspettato e ci saremmo aspettati che,
nel merito, si approfondisse il dialogo all'interno delle forze
del centrosinistra.
Avere annunciato il ricorso al referendum, ancor prima di
sentire cosa pensavamo noi che del centrosinistra siamo una larga
parte, siamo una parte notevole ed importante, ebbene, averlo
deciso senza consultarsi preventivamente, è stato ed è un errore.
Perché è un errore, come ho detto all'onorevole Orlando in più
dibattiti parlamentari sulla legge elettorale, fare questo
regalo. Sapete bene infatti che se si sposta in Sicilia
l'attenzione sul referendum sulla legge elettorale, si commette
un errore tattico e strategico da parte del centrosinistra che
potrebbe regalare la bandiera del processo di riforme al
centrodestra, cosa che, in larga parte, risulterebbe
incomprensibile da parte dei siciliani.
E' un referendum che, come tutti sanno, posto così e nei
termini di una discussione che riguarda lo sbarramento - che
sottintende in realtà il ritorno al Tatarellum - regalerebbe alla
destra una vittoria sicura. E noi regali non possiamo farne
Ecco perché abbiamo valutato, svolgendo delle considerazioni di
merito, e riteniamo che il testo, così com'è stato epurato
dall'impugnativa del Commissario dello Stato, non è certamente
quello che avremmo voluto, ma è sicuramente migliore rispetto al
sistema Tatarellum col quale si voterebbe in assenza di una
legge.
Sulla base di queste considerazioni, alla luce del tentativo
che taluni hanno inteso sviluppare una polemica politica nei
nostri confronti, abbiamo deciso di votare favorevolmente.
Votiamo favorevolmente perché la legge venga pubblicata, lo
ripetiamo, è un fatto assolutamente tecnico, sebbene qualcuno lo
abbia voluto sovraccaricare , a posteriori, di connotazioni
politiche, per impedirne, così, anche la pubblicazione.
E votiamo favorevolmente, anche sulla base di un'altra
considerazione: gli stessi che vogliono promuovere il referendum,
possono farlo solo se, ovviamente, la legge è pubblicata, perché
viceversa, il referendum non può promuoversi. Quindi, chiunque
ritenga di utilizzare lo strumento referendario dopo che la legge
è pubblicata, lo utilizzi pure, noi decideremo secondo le
indicazioni di partito. Non so al riguardo cosa farà la
Margherita: stasera ho sentito l'onorevole Ortisi dichiarare un
voto contrario del Gruppo cui appartiene, non so se sul
referendum manterrà la stessa posizione... lo chiedo soltanto
perché le due questioni si legano secondo una coerenza di
comportamenti che la gente pubblicamente dovrà apprezzare.
Pertanto, a nome del Gruppo parlamentare dei DS, esprimo il
voto favorevole all'ordine del giorno.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Cracolici. Ne ha
facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non c'è
dubbio che il dibattito che si è sviluppato e il lavoro faticoso
e difficile, rispetto a questo testo di legge, stanno producendo
una condizione un po' surreale: siamo chiamati a valutare con un
ordine del giorno, la possibilità di pubblicare una legge
depurata - uso proprio tale temine - da quelle norme che alcuni
di noi hanno definito schifezze. E il paradosso di questa
discussione è il seguente: se il Commissario dello Stato non
avesse impugnato le norme, lo ripeto, considerate schifezze da
una parte di questo Parlamento, oggi non saremmo in Aula a
discutere ancora del testo della legge elettorale. Lo stesso,
infatti, sarebbe già pubblicato, risultando attivato tutto il
dibattito sul referendum o meno; ma ho la sensazione che per
questa Aula, almeno in una parte, sarebbe stato preferibile avere
una legge pubblicata per intero, incluse le norme che sono state
oggetto di una dura battaglia dentro questo stesso Parlamento.
Allora, la ragione per la quale votiamo oggi favorevolmente
all'ordine del giorno, è una ragione che, in qualche modo, vede
premiata la battaglia politica, condotta soprattutto dai
Democratici di sinistra, in riferimento a quel famoso maxi-
emendamento , che poi è stato oggetto, appunto, dell'impugnativa
del Commissario dello Stato.
Insomma, noi siamo oggi qui perché un organo terzo, rispetto al
Parlamento, ha bocciato l'arroganza e l'ignoranza della
maggioranza di quest'Aula che, violando anche norme
regolamentari, ha tentato di imporre previsioni palesemente
incostituzionali. Ma allora di cosa stiamo discutendo, se non di
un ordine del giorno che consente di riproporre all'esame, con la
procedura prevista - cioè i famosi novanta giorni, l'eventualità
che i cittadini sottoscrivano una proposta di referendum
confermativo... - un testo che, comunque, si presenta con un suo
equilibro.
E questa non è la legge Cuffaro-Cracolici, voglio essere
chiaro, mi rivolgo all'onorevole Forgione, che un po' da
giocoliere di propaganda, da qualche ora, si sta divertendo ad
usare tale espressione: questa è non la legge dei DS, non è la
legge che penso il centrosinistra avrebbe fatto, se fosse stato
maggioranza in quest'Aula.
Non è la legge che avremmo voluto Noi avremmo voluto una legge
con la doppia scheda, avremmo voluto una legge che vincolasse
maggiormente il rapporto di genere e, quindi, anche le modalità
elettive per la preferenza di genere; è una legge in cui pensiamo
che la soglia di sbarramento, utile, allo stesso tempo, così come
abbiamo proposto in quest'Aula - devo dire non con il conforto
dei nostri amici e compagni del centrosinistra - andasse
affiancata anche con la possibilità di prevedere il diritto di
tribuna per le formazioni che non raggiungevano appunto detta
soglia. Insomma, in definitiva, avremmo voluto un'altra legge
Ma non c'è dubbio che siamo chiamati comunque a valutare un
dato. Abbiamo votato con una legge transitoria che rischia, come
tutte le norme transitorie, di diventare permanente e cioè il
famoso Tatarellum, una legge che non ha premiato, diciamo, la
rappresentanza e, soprattutto, che ha messo in discussione alcuni
princìpi cardine, ad esempio, quello che il Parlamento è composto
da un numero fisso di parlamentari. E non è il solo dato da
valutare: si pensi ancora che il provvedimento all'esame ha
introdotto e modificato, riducendolo, un aspetto di quella legge
che prevedeva appunto la possibilità di avere il 20 per cento di
premio, sul rapporto dei 90 deputati, per la maggioranza che
vinceva le elezioni (e vi ricordo che ero tra quelli che pensava
che, addirittura, il listino non dovesse più esserci, ma il
premio di maggioranza andasse piuttosto ripartito sulla base dei
collegi provinciali, a favore delle formazioni vincenti).
Insomma, è una legge che consideriamo, rispetto al Tatarellum,
non la nostra legge, ma una legge sicuramente migliore. È questo
il punto
Allora, onorevoli colleghi, il voto che oggi diamo è un voto
sicuramente tecnico, cioè legato solamente alla possibilità che
venga pubblicata quella parte di legge che, pur non condivisa
nella sua totalità, comunque, non presenta al suo interno le
enormi schifezze tanto contestate.
Ma, allo stesso tempo, diciamo pure che il referendum è un
diritto previsto dalle norme costituzionali che sono proprie di
questa procedura: istituto referendario, rispetto al quale non
abbiamo certamente timore di valutare e di misurarci in un
confronto con l'opinione pubblica e con la società siciliana,
affinché la legge sia in qualche modo votata anche dagli stessi
siciliani.
Certamente, però, una cosa non possiamo evitare: far passare
cioè il messaggio che bisogna ricorrere al referendum per
abrogare questa legge, come se dietro la porta ci sia già una
legge con la doppia scheda, con la preferenza di genere, con
tutte le cose migliori del mondo che stanno nei nostri sogni, ma
non ancora in nessun testo di legge approvato da questo
Parlamento
E' questo il senso per il quale, ognuno di noi, si assume le
proprie responsabilità rispetto alle proprie parti politiche.
Con coerenza, riteniamo che oggi sanciamo un risultato ed una
sconfitta della maggioranza che ha tentato di fare l'enorme
schifezza in quella legge elettorale, dopo di che vedremo i
cittadini che cosa penseranno. Ci misureremo laicamente e
liberamente nel confronto con i cittadini siciliani, convinti,
come siamo, e concludo, signor Presidente, che quest'Aula ha
ancora tempo per apportare quelle modifiche che possono
migliorare il testo della legge.
Pertanto anche in questa direzione ci apprestiamo a
presentare, nelle prossime ore, un disegno di legge che contiene
le norme per le quali ci siamo battuti in quest'Aula, con gli
emendamenti presentati al testo originario della Commissione.
Sfidiamo dunque il Parlamento siciliano, anche nei 90 giorni
che ci distanziano dalla procedura di indizione di eventuale
referendum, a determinare quegli elementi modificativi che
possano meglio presentarsi agli occhi dei siciliani ed avere così
una legge moderna, che garantisca le maggioranze e le minoranze,
ma soprattutto, a difesa della rappresentanza di tutto il popolo
siciliano.
PRESIDENTE. È iscritto a parlare l'onorevole Spampinato. Ne ha
facoltà.
SPAMPINATO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo
preliminarmente che, fin troppo celermente e forse anche con un
eccesso di semplicità, si siano archiviate le considerazioni
fatte dall'onorevole Orlando, considerazioni non politiche, bensì
giuridiche e pregiudiziali che hanno avviato questo dibattito.
Devo dire onestamente che non ho sentito nessuna considerazione
contraria alle motivazioni addotte dall'onorevole Orlando. Quanto
detto dall'onorevole Formica, ha inteso ribadire, solamente
politicamente, il perché il centrodestra vuole questa legge: e
devo dire che alcune considerazioni che ho sentito con
particolare attenzione sono state svolte invece dall'onorevole
Savarino che ha fatto riferimento alla legge n. 14 del 2001 e,
ancora meglio, l'onorevole Ardizzone che devo dire mi ha convinto
quando, citando il terzo comma dell'articolo 2 della citata
legge, faceva riferimento a ciò che prevede lo Statuto,
all'articolo 28. Ebbene, devo dire che le considerazioni che
sostengono che effettivamente non si doveva procedere con
l'immediata pubblicazione, così come esposto dall'onorevole
Orlando e come anch'io avevo pensato, sono convincenti ma non mi
fanno venir meno la considerazione principale, ovvero quella
della diversità sostanziale tra pubblicazione e promulgazione,
per cui l'iter che stiamo ponendo in essere è sostanzialmente
viziato ab origine.
Un'altra considerazione pregiudiziale che mi permetto di fare,
e sulla quale mi farebbe piacere che l'attuale Assessore agli
enti locali potesse rispondermi, è se sia possibile procedere,
con un voto semplice, ad integrare una procedura per cui è
richiesta una maggioranza qualificata.
Anche questa è una domanda a cui darei una risposta negativa,
ma che aspetta comunque una replica dagli organi tecnici o
politico-istituzionali.
Dal punto di vista politico, personalmente - ed è forse questa
la differenza tra i deputati della Margherita ed i colleghi del
Gruppo dei Democratici di Sinistra - attribuisco un valore
diverso a questo ordine del giorno. Non si tratta, onorevole
Speziale, almeno secondo noi, soltanto di un procedimento tecnico
per pervenire alla pubblicazione della legge.
Questo ordine del giorno ha sicuramente un valore politico...
(brusio in Aula)
e, tra l'altro, mi permetto di dire che esiste una sostanziale
incompatibilità politica tra l'ordine del giorno che stiamo
discutendo e quello successivamente presentato.
L'incompatibilità politica tra i due ordini del giorno, signor
Presidente, dipende da una diversa scelta di fondo.
Perché, con questo ordine del giorno che andremo ad approvare,
dando eventualmente il Parlamento parere favorevole, anche la
maggioranza e il Governo rinunciano alle parti che il Commissario
dello Stato ha impugnato.
PRESIDENTE. Onorevole Spampinato, la prego di concludere il suo
intervento.
SPAMPINATO. C'è quindi una sostanziale incompatibilità politica
tra i due ordini del giorno: credo che questo ordine del giorno,
se l'Assemblea lo approverà, sia quanto meno politicamente
inconciliabile con l'altro presentato successivamente, con il
quale si chiede un impegno del Governo a presentare in un
autonomo disegno di legge le stesse norme impugnate dal
Commissario dello Stato.
Onorevole Speziale, non credo che il termine di paragone sia
tra questa legge e il Tatarellum; c'era la possibilità di
procedere - abbiamo altri due anni di legislatura - con un
percorso semplice che non avrebbe prodotto nemmeno il referendum
in un'atmosfera condivisa - il dibattito di quest'estate è stato
incentivato dalla richiesta fatta dall'assessore Cintola di un
coinvolgimento delle minoranze per quanto riguarda il risanamento
finanziario - io credo che non ci sia tema più consono dove
cercare un coinvolgimento reale e concreto, se non quello della
riforma elettorale; quindi, la via alternativa sarebbe stata
quella di ricominciare daccapo, di procedere d'intesa tutto il
Parlamento, se è vero che si vuole aprire questa nuova stagione -
e concludo - non con l'approvazione di questo ordine del giorno,
ma azzerando tutto e procedendo con un nuovo autonomo disegno di
legge che veda un coinvolgimento vero e reale.
Ecco perché, nonostante siano state espunte le parti oggetto
dell'impugnativa e quindi da noi contestate fortemente, questa
continua a non essere la nostra legge, nessuna delle proposte
avanzate dai deputati della Margherita è stata accolta in questo
disegno di legge, ed è per questo che noi non possiamo che votare
contro questo ordine del giorno.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 436,
a firma degli onorevoli Misuraca, Formica e Savarino.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Lo Porto
Si passa all'ordine del giorno numero 437, a firma degli
onorevoli Misuraca, Formica e Acierno, che impegna il Presidente
della Regione a riproporre le disposizioni impugnate dal
Commissario dello Stato in un'autonoma iniziativa legislativa.
Lo pongo in votazione.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, credo che per le stesse ragioni
per le quali lei ha dichiarato improponibile, suggerendo la
procedura dell'aggancio per motivi pregiudiziali all'ordine del
giorno iscritto all'ordine del giorno - scusate il bisticcio di
parole - anche questo ordine del giorno che non si aggancia ad
alcunchè non possa essere dichiarato proponibile da parte della
Presidenza, anzi, eventualmente, debba essere trasformato in
mozione, iscritto all'ordine del giorno come qualunque atto
presentato in Aula e valutato successivamente, quando verrà
iscritto all'ordine del giorno dell'Aula stessa.
PRESIDENTE. Onorevole Cracolici, le ricordo che non ho usato
questa procedura, io ho trasformato...
CRACOLICI. No, lei poco fa ha dichiarato improponibile un
ordine del giorno.
PRESIDENTE. Infatti, trasformandolo in questione pregiudiziale.
Non ho alcuna difficoltà; però riprendiamo un iter che mi sembra
troppo scontato e troppo ovvio.
CRACOLICI. Mi scusi, signor Presidente, non è più
pregiudiziale.
PRESIDENTE. E' pregiudiziale al fatto che i firmatari ritengono
importante impegnare il Presidente all'autonoma iniziativa
legislativa per riproporre le norme censurate.
CRACOLICI. Ho capito, ma non è una pregiudiziale, signor
Presidente. Sarebbe stata una pregiudiziale se fosse stato
approvato il testo dell'onorevole Orlando.
PRESIDENTE. Scusi, non ci siamo compresi. La pregiudiziale
riguarda la facoltà o meno del presentatore di avvalersi del
diritto di improcedibilità da parte del Presidente. Io questo non
l'ho fatto prima e non lo faccio neanche ora. Devo però procedere
sulla questione pregiudiziale, se lei la pone.
CRACOLICI. Ma la pregiudiziale a che, signor Presidente? Noi
abbiamo votato un ordine del giorno con il quale si autorizza il
Presidente della Regione a pubblicare la legge elettorale, fatte
salve le norme impugnate. Abbiamo finito di votare, adesso c'è un
altro ordine del giorno che affronta un altro tema e non si
aggancia a nulla anche perchè abbiamo già votato.
Allora, delle due l'una: o lei invita i proponenti a
trasformarlo in mozione che sarà iscritta all'ordine del giorno
di apposita seduta o quest'ordine del giorno, visto che abbiamo
già chiuso la parte che è iscritta all'ordine del giorno di
questa seduta, non si aggancia a nulla.
Vorrei fosse chiaro che, dal punto di vista procedurale,
quest'ordine del giorno non può essere trattato nel corso di
questa seduta.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, i motivi che ci hanno spinto a
presentare questo ulteriore ordine del giorno discendono dalla
considerazione che comunque le norme che sono state impugnate
dal Commissario dello Stato, che riguardano i temi dell'
incompatibilità e dell' ineleggibilità, certamente meritano una
riflessione attenta da parte del Parlamento e quindi una
valutazione. Non si possono lasciare così, dato che sarebbe un
vero vulnus ad una corretta regolamentazione del diritto di
elettorato passivo e attivo.
Pur tuttavia, almeno come presentatore, se ci sono motivi
ostativi all'esame dell'ordine del giorno, sarei favorevole a che
sia accolto dal Governo come raccomandazione.
PRESIDENTE. Sospendo la seduta per due minuti per consultarmi
con i presentatori.
(La seduta, sospesa alle ore 20.38 è ripresa alle ore 20.40)
La seduta è ripresa.
CASCIO, assessore per il territorio e l'ambiente. A nome del
Governo, dichiaro di accettare l'ordine del giorno numero 437
come raccomandazione.
Sulla riforma istituzionale all'esame del Parlamento nazionale
Presidenza del presidente Lo Porto
FLERES. Chiedo di parlare, ai sensi dell'articolo 83, comma 2,
del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
parlare per comunicare all'Aula una questione che ritengo sia di
fondamentale importanza.
Come saprete, è in discussione alla Camera il testo di modifica
costituzionale. Nei giorni scorsi, i Presidenti delle Regioni e
delle Province autonome ed i Presidenti delle Assemblee elettive
delle Regioni e delle Province autonome si sono incontrati per
valutare il contenuto del testo in atto in discussione alla
Camera ed in quella circostanza hanno preso atto di una diffusa e
forte preoccupazione relativamente ai contenuti delle parti
riguardanti il mantenimento delle prerogative autonomistiche da
parte delle Regioni e delle province autonome.
In particolare, onorevoli colleghi, si é registrato il
tentativo di far venir meno, attraverso il contenuto del disegno
di legge in discussione alla Camera, parti significative legate
ai poteri autonomistici con particolare riferimento alle
questioni che riguardano non soltanto la contestualità
dell'elezione del Senato federale con l'elezione delle Assemblee
elettive delle Regioni e delle Province autonome, ma anche e
soprattutto le questioni legate alle cosiddette competenze
esclusive, in quanto il testo in discussione alla Camera
introdurrebbe il principio dell'interesse nazionale il quale,
non essendo sufficientemente delineato, rischierebbe di incidere
su qualsiasi argomento, compresi gli argomenti per i quali le
Regioni e le Province autonome hanno competenza esclusiva.
Relativamente a questo rischio i Presidenti delle Regioni,
delle Assemblee elettive delle Regioni speciali e delle Province
di Trento e Bolzano hanno predisposto un ordine del giorno ed un
pacchetto di cinque emendamenti che hanno sottoscritto e
consegnato al Ministro delle Riforme, senatore Calderoli, e al
Ministro delle Regioni, senatore Enrico La Loggia.
Nel corso dell'incontro che i Presidenti hanno avuto con
questi autorevoli membri del Governo, per la verità é stata
registrata una disponibilità di entrambi a tenere conto delle
osservazioni formulate e ad accoglierle, sia pure non in toto ma
in gran parte, soprattutto le questioni a cui facevo prima
riferimento e, tuttavia, onorevoli colleghi, mi sono permesso,
alla fine di questo incontro istituzionale, di fare pervenire a
ciascuno di voi ed anche a ciascuno dei deputati e senatori
eletti nella circoscrizione della Sicilia occidentale e orientale
il testo dell'ordine del giorno presentato e quello degli
emendamenti presentati dai presidenti, per chiedere una
particolare attenzione rispetto all'andamento del dibattito
parlamentare, proprio per far sì che l'impegno di massima
formulato dai membri del Governo non venisse travolto dal lavoro
parlamentare a tutto danno dei poteri autonomistici delle Regioni
e delle Province in questione ed in particolare della Sicilia
che, rispetto alle altre, é sicuramente la più grossa ma anche
quella che ha una maggiore tradizione storica, peraltro è il
primo Statuto approvato e poi inserito nella Costituzione.
Mi permetto, dunque, onorevoli colleghi, di richiamare la
vostra attenzione rispetto a questi passaggi; si sta scrivendo
una riforma costituzionale che potrebbe ridurre o addirittura far
venir meno le nostre prerogative autonomistiche.
Credo che quasi sessant'anni di storia ed il sacrificio di
decine e decine di nostri concittadini, negli anni '40 e '50, non
possa essere cancellato con un colpo di penna o con un
emendamento, magari non sufficientemente ponderato, da parte di
una Commissione parlamentare, da parte di un singolo deputato, o
da parte di chi, assolutamente non a conoscenza di quelli che
sono stati i fatti che hanno prodotto le autonomie speciali nel
tempo, la nostra, fino alle ultime, il Friuli-Venezia Giulia, e
che dunque non hanno forse la consapevolezza di quello che
significa il fare venire meno le prerogative autonomistiche con
tanta fatica conquistate.
Mi scuserete per questo richiamo però mi rendo conto che,
talvolta, il lavoro che svolgiamo quotidianamente ci travolge e
ci distrae da fatti importanti come questo che, credo, meriti il
massimo dell'attenzione.
Un'ultima notazione, e concludo, sempre su iniziativa dei
Presidenti delle Regioni e delle Province autonome e delle
Assemblee elettiva, si sta promuovendo, signor Presidente, un
incontro con tutti i deputati nazionale ed i senatori eletti
nelle cinque regioni e nelle due province per far sì che questa
iniziativa, che è stata già posta a conoscenza del Governo, possa
godere del supporto, del contributo, dell'ausilio dei
parlamentari nazionale eletti nelle regioni e province
interessate.
Credo che ciascuno, per la propria parte politica, dovrebbe
farsi parte diligente a che questo incontro si tenga ed abbia il
risultato che noi tutti, credo, auspichiamo, cioè quello di una
difesa non acritica, ma storicamente supportata della nostra
storia e dei valori autonomistici ai quali ciascuno di noi si
àncora nella propria iniziativa legislativa.
ORTISI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà. Ricordo che i tempi regolamentari
per questi interventi prevedono soltanto cinque minuti.
ORTISI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, parlerò soltanto
un minuto per esprimere da parte del nostro partito la
condivisione assoluta a quanto propone l'onorevole Fleres, anzi
per rafforzare quello che anche lei, signor Presidente ha avuto
occasione di esprimere, in altra sede che non fosse il
Parlamento, meritoriamente e per invitarla ad indire una sessione
straordinaria dedicata esplicitamente a questo argomento. Credo
infatti che, anche alla luce delle modifiche del rapporto tra
Esecutivo e Legislativo, ancor più questo Parlamento debba
interessarsi ai fenomeni di media-lunga durata e che, quindi, sia
legittimato, anzi debba essere stimolato a trattare
fondamentalmente questo tipo di argomenti, in quanto questo
nobilita le funzioni specifiche dell'Aula. Pertanto apprezziamo
l'iniziativa dell'onorevole Fleres e la invitiamo, Presidente,
tramite un intervento comune ed una riunione dei capigruppo, ad
indire una sessione straordinaria ed immediata - tanto più che
non possiamo fare leggi di spesa da qui alla fine dell'anno - per
discutere di un argomento che coinvolga anche i nostri
rappresentanti nazionali e che ci veda tutti insieme uniti a
difendere le prerogative conquistate nel corso del tempo, nel
corso della storia e a non retrocedere, anzi ad apprezzare che le
regioni a statuto ordinario avanzino, ma che noi si avanzi
ulteriormente per le prerogative che ci toccano storicamente.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Ortisi. Raccolgo l'invito e
richiamo l'Assemblea sul fatto che si tratta di un tema che
dobbiamo sollevare in seno al dibattito sulla riforma dello
Statuto, che è all'ordine del giorno dell'Aula. Sarà in quel
contesto che possiamo pensare ad un documento allegato.
CAPODICASA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, accolgo di
buon grado l'annuncio che la Presidente ha fatto in questo
momento sull'accelerazione dell'iter parlamentare del disegno di
legge sullo Statuto. Considerato che ormai è all'ordine del
giorno da parecchi mesi non si giustificano, a mio giudizio,
ulteriori dilazioni. Quindi, sarà compito della Presidenza
dell'Assemblea, in occasione della Conferenza dei capigruppo,
provvedere a fissare il calendario per i lavori d'Aula.
Però, le notizie che ci forniva adesso l'onorevole Fleres ci
sembrano, anche per ciò che è a nostra conoscenza, tali da
indurci ad assumere delle iniziative maggiormente tempestive,
perchè il dibattito parlamentare a livello nazionale sta
procedendo speditamente.
C'è stata una riunione dei partiti della maggioranza,
conclusasi proprio a fine della settimana scorsa, nella quale
sono state assunte delle decisioni; successivamente il Ministro
per le Riforme istituzionali ha incontrato i Presidenti delle
Regioni e con loro ha discusso e contrattato alcuni elementi che
debbono far parte del disegno di legge.
Se il pericolo c'è - e qualche rischio lo stiamo correndo - è
un pericolo imminente, ragion per la quale, signor Presidente,
essendo io rimasto, dopo l'elevazione agli altari governativi
dell'onorevole Pistorio, l'unico membro ufficiale dell'Ufficio di
Presidenza della Commissione Statuto, mi ero già riproposto la
convocazione della commissione stessa in tempi rapidissimi per
esaminare proprio la documentazione proveniente dalla Camera dei
Deputati al fine di assumere, come Commissione, una posizione.
Ritengo non sufficiente che ogni partito, ogni forza politica
intervenga sull'omologa rappresentanza nazionale; qui bisogna far
pesare l'Assemblea regionale nel suo complesso, in quanto
istituto, in quanto istituzione.
Allora, vale la pena, noi per esempio come Gruppo parlamentare
avevamo pensato alla presentazione di una mozione che comportasse
un voto d'Aula e che, pertanto, forti del voto d'Aula, ci si
presentasse di fronte agli organi istituzionali e politici
parlamentari nazionali che stanno discutendo di questa materia
per fare valere le nostre ragioni.
Bisogna trovare un modo che, oltre alle vie di natura politica,
faccia pesare scelte e decisioni di carattere istituzionali,
essendo il passaggio d'Aula, per quanto accelerato, comunque non
imminente.
Forse, varrà la pena, dunque, di far valere una discussione
preliminare di merito nella Commissione Statuto...
FLERES. Noi abbiamo già votato un ordine del giorno in questo
senso, l'Assemblea non è rimasta inerte.
CAPODICASA. La proposta che sto facendo è di procedere con i
testi che sono già all'esame dell'Aula stessa, quindi con
maggiore cognizione di causa saremo in grado di intervenire e di
dire, in quanto Commissione che rappresenta il Parlamento.
Poi, ad adiuvandum, se il Parlamento vorrà, nella sua
autonomia, esprimersi con atti formali, abbiamo pensato ad una
mozione, ma si può elaborare una relazione che verrà presentata
dalla Commissione sulla quale poi si esprima il Parlamento.
Mi pare secondario lo strumento, è importante però che ci sia
un pronunciamento d'Aula, forte del quale la Commissione od una
rappresentanza dell'Assemblea regionale si presenti a Roma e
discuta nel merito le questioni che ci riguardano.
Pertanto, signor Presidente, chiederei, non dico un esplicito
pronunciamento ma che comunque la Presidenza preveda la
possibilità di una tempestiva riunione della Commissione Statuto
per poter esaminare la documentazione e poi fornire alla
Presidenza ed all'Aula eventuali pareri e punti di vista per
assumere decisioni conseguenti.
PRESIDENTE. Onorevole Capodicasa, ripeto - dato che l'avevo
detto ancora prima che lei intervenisse - che l'Assemblea non
solo è sensibile al richiamo dell'onorevole Fleres, ma si farà
parte diligente per accelerare l'iter della legge.
Presidenza del presidente Lo Porto
Comunicazione di adesione a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Amendolia e Nicotra
hanno chiesto di aderire al Gruppo parlamentare Nuova Sicilia'.
Colgo l'occasione per dichiarare che questo metodo di
trasmigrazione continua di deputati da un Gruppo all'altro, al
solo fine di consentire vantaggi e la costituzione di Gruppo,
deve finire e poiché so bene che nel Regolamento il tema viene
richiamato, dichiaro che domani, nel corso della Conferenza
dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, chiederò che si riunisca
la Commissione del Regolamento per affrontare definitivamente
questo tema.
Presidenza del presidente Lo Porto
Sull'ordine dei lavori
ACIERNO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido e
sottoscrivo ognuna delle parole che lei ha pronunciato dopo la
lettura di questa comunicazione. Mi permetto, semplicemente, di
ricordare al Presidente dell'Assemblea, garante del Regolamento
dell'Assemblea, che per aderire ad un Gruppo parlamentare non si
può mandare una lettera al Presidente dell'Assemblea, ma bisogna
avanzare richiesta al Gruppo, il quale deve prima deliberare
l'ingresso dei deputati nel Gruppo stesso, dopo di che il
Presidente del Gruppo parlamentare comunica al Presidente
dell'Assemblea che in quel Gruppo sono transitati dei deputati.
La prego pertanto, signor Presidente, di non prendere atto di
quella lettera che non ha alcun valore e nessun deputato è
entrato, ad oggi, nel Gruppo parlamentare di Nuova Sicilia
all'Assemblea regionale siciliana.
PRESIDENTE. Grazie onorevole Acierno, capisco che il tema è
importante ma è capace anche di sollevare la mia ironia, non il
suo argomentare, ma la tematica in genere, perché in effetti
tutti sorridiamo in questo momento e ne avremo le nostre buone
ragioni.
Vede, io non posso impedire a nessuno di scrivermi una lettera;
l'ho solo comunicata e la conservo.
ACIERNO. Signor Presidente, nel momento in cui lei fa una
comunicazione in Aula e viene messa a verbale, di fatto è come se
oggi due deputati fossero entrati nel gruppo di Nuova Sicilia'.
In realtà il Gruppo di Nuova Sicilia non ha avuto alcuna
richiesta di ingresso né ha deliberato ingresso al Gruppo, per
cui lei deve, secondo me, proprio per rispettare il nostro
Regolamento, prendere atto di una comunicazione...
PRESIDENTE. Io non ho preso atto di niente, non l'ho dichiarato
e non lo dichiaro...
ACIERNO. Ah ecco, l'importante è questo. Grazie, Presidente.
PRESIDENTE. Onorevole Acierno mi dia atto, però, che ho qualche
difficoltà di capire, considerato che la stampa pubblica notizie
così incoerenti rispetto alla sua legittima pretesa di avere un
ruolo come Gruppo di Nuova Sicilia, che alla fine viene davvero
da ridere di fronte ad una cosa del genere.
ACIERNO. Signor Presidente, io più di lei perché io rappresento
ancora il Gruppo di Nuova Sicilia.
PRESIDENTE. Comunico che la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari è convocata per domani, mercoledì 15
settembre 2004, alle ore 11.00, per stabilire il programma dei
lavori.
La seduta è rinviata a domani, mercoledì 15 settembre 2004,
alle ore 17.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
I - Comunicazioni.
II - Discussione della mozione numero 305 «Definizione di una
linea comune per proporre al Consiglio dei Ministri necessarie
ed urgenti modifiche della manovra finanziaria a tutela
dell'economia siciliana», degli onorevoli Speziale, Cracolici,
Capodicasa, Crisafulli, De Benedictis, Giannopolo, Oddo,
Panarello, Villari e Zago.
III - Discussione del disegno di legge:
«Schema di progetto di legge costituzionale da
proporre, ai sensi dell'articolo 18 dello
Statuto, al Parlamento nazionale, recante
Modifiche allo Statuto della Regione.'» (nn.
580-472-578-602-652/A) (Seguito)
La seduta è tolta alle ore 21.00.
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott. Giovanni Tomasello
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni
FLERES - CATANIA G. - MAURICI. - «All'Assessore per gli enti
locali e all'Assessore per i lavori pubblici, premesso che:
- in via Nervesa della Battaglia si trovano numerosi plessi
condominiali;
- gli inquilini degli edifici in questione versano una rata
mensile all'ISTICA, l'Istituto preposto all'amministrazione degli
stessi immobili;
- nonostante l'ammontare e la disponibilità delle quote versate
sembra che la pulizia delle strade interne e delle aiuole
realizzate dall'ISTICA sia effettuata saltuariamente e, comunque,
solo dietro appositi reclami, senza rispettare, quindi, la
periodicità precipua degli interventi di manutenzione ordinaria;
- nella via in oggetto lo stato di degrado e consolidato
abbandono delle strutture comuni e delle aree verdi è davvero
preoccupante;
- gli alberi presenti negli spazi verdi necessitano di
interventi di manutenzione urgente che ne scongiurino la caduta,
evento già verificatosi in passato;
- sembra vi sia in atto una controversia legale fra l'ISTICA e
il Comune di Catania, relativa alla ripartizione delle competenze
sulle aiuole e sulle strade interne;
per sapere:
quali provvedimenti si intendano porre in essere per dirimere
la controversia esistente fra l'ISTICA e il Comune di Catania;
quali provvedimenti si intendano porre in essere per verificare
se l'ISTICA abbia adempiuto ai fini istituzionali per i quali è
stata istituita;
quali interventi urgenti si intendano porre in essere al fine
di riqualificare gli spazi verdi e gli arredi urbani di via
Nervesa della Battaglia». (1130)
Risposta. «I quesiti posti con l'interrogazione numero 1130
sono relativi a:
quali provvedimenti si intendano porre in essere per verificare
se l'Istica abbia adempiuto ai fini istituzionali per i quali è
stata istituita;
quali interventi urgenti si intendano porre in essere al fine
di riqualificare gli spazi a verde e gli arredi urbani di via
Nervesa della Battaglia;
quali provvedimenti si intendano porre in essere per dirimere
una eventuale controversia esistente fra l'Istica ed il Comune di
Catania.
Riguardo ai predetti quesiti si osserva che i primi due
riguardano problemi di natura strettamente politica la cui
soluzione attiene esclusivamente agli organi di governo del
Comune di Catania. Al momento, comunque, al riguardo nulla è
previsto. Infatti il Comune di Catania non ha in programma
interventi relativi alla via Nervosa della Battaglia in quanto
l'area non rientra nel programma triennale 2003-2006 delle opere
pubbliche.
In ordine invece alla presunta controversia fra l'Istica ed il
Comune di Catania sulla manutenzione delle strade ed aiuole di
via Nervosa della Battaglia, si sottolinea come le vicende fra i
due enti sono state da sempre complesse. Per maggiore chiarezza
sulla questione, si allega una relazione predisposta dal Comune
di Catania intitolata Piano di risanamento del rione San berillo
in Catania - Excursus storico e normativo nella quale si
riassumono le vicende che hanno coinvolto i due enti dal punto di
vista legale nell'ultimo cinquantennio.
In ultimo, si rappresenta che in atto non è pendente alcuna
causa civile tendente alla risoluzione della controversia sulla
gestione delle aiuole nel sito che interessa».
L'Assessore D'AQUINO
FLERES -. «All'Assessore la famiglia, le politiche sociali e le
autonomie locali e all'Assessore per i beni culturali ed
ambientali e per la pubblica istruzione, premesso che:
- in viale Andrea Doria è situato uno degli ingressi pedonali
della cittadella universitaria;
- nonostante la presenza di un semaforo e di un passaggio
pedonale proprio in coincidenza con l'ingresso citato, tale punto
risulta essere particolarmente pericoloso sia per i pedoni che
per gli automobilisti;
- in prossimità dell'ingresso della cittadella, infatti, non è
difficile imbattersi in motociclisti che invadono il passaggio
pedonale per attraversare l'intera carreggiata o in pedoni che
attraversano la stessa lontani dalle strisce e dai semafori
appositi;
- il rischio di incidenti è aggravato dalla presenza di arbusti
all'interno dello spartitraffico della stessa circonvallazione
che rende difficoltoso avvistare i numerosi pedoni intenti ad
attraversare, soprattutto in prossimità della cittadella
universitaria, in luoghi diversi da quelli attrezzati;
- in viale Andrea Doria i limiti di velocità vengono
costantemente violati;
per sapere quali interventi si intendano porre in essere per
garantire il rispetto delle fondamentali norme del codice della
strada nel viale Andrea Doria, con particolare riferimento al
tratto antistante i due ingressi pedonali della cittadella
universitaria». (1198)
Risposta. «I quesiti posti con l'interrogazione numero 1198, si
comunica che la zona segnalata risuta presidiata da personale di
Polizia municipale di Catania, con turni fissi giornalieri
07.00/21.00, e da agenti operanti presso le garitte poste al
Tondo Gioeni ed alle intersezioni con le vie Galermo, Sebastiano
Catania, San Nullo e Pacinotti.
In atto, per eliminare i pericoli derivanti dalle intersezioni
a raso, l'amministrazione comunale di Catania ha in corso un
programma di realizzazione di sistemi di rotatorie, misure per la
moderazione del traffico e l'attraversamento dei pedoni. Nelle
more, comunque, il Corpo di polizia municipale ha rafforzato i
servizi di Polizia stradale per il rispetto delle norme di
comportamento previste dal Codice della strada».
L'Assessore D'AQUINO
FLERES - CATANIA G. - MAURICI. - «All'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, premesso
che:
presso il comune di San Michele di Ganzaria, per l'utilizzo del
suolo pubblico, è necessaria la preventiva autorizzazione
dell'ufficio comunale competente;
per il rilascio della predetta autorizzazione l'utente deve
versare un corrispettivo equivalente alla superficie ed ai giorni
di utilizzo del sito;
gli uffici dell'amministrazione comunale di San Michele di
Ganzaria interessati al rilascio delle autorizzazioni ed alla
riscossione delle tasse relative alle stesse, espressamente
interpellati in materia, forniscono dati e riferimenti diversi
tra loro rispetto alle concessioni rilasciate negli anni
2002/2003;
quel che è peggio è che tali richieste vengono formulate dal
gruppo consiliare Casa delle Libertà' allorquando lo stesso
richiede analoga concessione versando, a differenza di altri, il
relativo corrispettivo;
per sapere:
quali iniziative intenda intraprendere al fine di verificare
quanto in premessa esposto;
se non intenda procedere ad un'immediata ispezione per
verificare quali concessioni siano state rilasciate e quale
corrispettivo sia stato incassato». (1449)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1449, si
rassegna quanto segue.
Nel comune di S.Michele di Ganzaria le occupazioni di suolo
pubblico e l'applicazione della relativa tassa sono disciplinate
da apposito regolamento approvato con deliberazione consiliare 25
ottobre 1994, n. 70.
In particolare, l'articolo 3 stabilisce che per occupare gli
spazi e le aree pubbliche è necessario presentare formale istanza
all'amministrazione comunale, mentre gli articoli 4 e 5
disciplinano le modalità per il rilascio della relativa
autorizzazione, previo nulla osta della polizia municipale e
dell'UTC.
Rilasciata l'autorizzazione, ne viene data comunicazione
all'Ufficio tributi affinché provveda a riscuotere l'importo
dovuto.
Anche in caso di manifestazioni culturali, sportive o
religiose, viene seguito l'iter appena descritto.
Quando invece si tratta di occupazioni di spazi ed aree
pubbliche di brevissima durata, come accade per i venditori
ambulanti in occasione di feste ed altro, gli stessi, una volta
occupato lo spazio pubblico, versano il relativo importo agli
agenti di polizia municipale incaricati della riscossione,
ottenendone regolare quietanza.
Pertanto, quanto affermato dal gruppo consiliare Casa delle
Libertà circa la diversità dei dati forniti dagli uffici
comunali è da imputare proprio alla motivazione di cui sopra. Per
quanto riguarda, invece, l'aver versato, a differenza di altri,
la somma riferita ad una occupazione di suolo pubblico, si
precisa che ciò avviene regolarmente poiché ad ogni
autorizzazione rilasciata consegue il pagamento della tassa
dovuta».
L'Assessore D'AQUINO
FLERES - CATANIA G. - MAURICI. - «All'Assessore per la
famiglia, le politiche sociali e le autonomie locali, premesso
che:
- alla riapertura del plesso scolastico di via Calvario, a
Scillichenti, è stato riscontrato il distacco di pezzi d'intonaco
da vari punti del soffitto;
- già prima della pausa natalizia, i genitori degli alunni
avevano lamentato infiltrazioni d'acqua e macchie di d'umidità;
- i funzionari tecnici del Comune hanno provveduto a redigere
una relazione tecnica nella quale si evince che la guaina di
copertura del terrazzo della struttura presenta lesioni;
- per la gravità dei danni riscontrati e per evitare inutili
pericoli, le lezioni della scuola di Scillichenti sono state
sospese, in attesa di mettere in sicurezza la struttura;
per sapere quali provvedimenti si intendano porre in essere per
ripristinare le condizioni di sicurezza della scuola di
Scillichenti, sita in via Calvario, con particolare riferimento
al rifacimento della guaina di copertura della struttura». (1481)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1481, si
comunica che il Comune di Acireale ha provveduto ad eseguire
tutti gli interventi necessari per ripristinare le condizioni di
sicurezza della scuola elementare di Schillichenti sita in via
Calvario.
In particolare i lavori hanno interessato la rimozione
dell'intonaco esterno e successivo ripristino,
l'impermeabilizzazione della terrazza di copertura e diversi
interventi di manutenzione ordinaria all'interno della struttura
scolastica.
Dopo l'esecuzione degli interventi sopra descritti, la scuola
ha ripreso la normale attività didattica».
L'Assessore D'AQUINO
TUMINO. -«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
lavoro, la previdenza sociale, la formazione professionale e
l'emigrazione, premesso che:
con decreto del 30 aprile 2003 l'Assessore per il lavoro, la
previdenza sociale, la formazione professionale e l'emigrazione
ha dettato norme per l'accreditamento delle sedi formative ed
orientative nella Regione;
l'accreditamento costituisce requisito obbligatorio per la
proposta e la realizzazione di interventi di orientamento e di
formazione;
l'art. 9 dell'Allegato A di cui all'art. 2 dello stesso decreto
prevede che gli organismi che intendono presentare domanda di
accreditamento devono farlo tramite internet seguendo la
procedura di registrazione on-line e che il completamento con
esito positivo della procedura è condizione indispensabile per
procedere alla presentazione della domanda in formato cartaceo;
il termine ultimo per la presentazione delle istanze era
fissato per il 16 giugno 2003;
considerato che:
per più giorni precedenti il 16 giugno non è stato possibile,
per difetto dei dispositivi telematici, trasmettere le istanze;
a seguito di ciò, molti organismi privati e pubblici hanno
presentato soltanto la documentazione cartacea in tempo utile,
restando tuttavia esclusi dal novero degli enti potenzialmente
accreditabili;
tale situazione riguarda anche enti pubblici, quali il CNR,
alcuni IPSIA ed altre scuole, il cui patrimonio di strutture in
termini di aule, laboratori, dotazioni strumentali, competenze
professionali è sicuramente di altissimo livello, determinando di
fatto un impoverimento delle opportunità formative che la nostra
Regione può proporre ai cittadini;
per sapere:
se il Governo abbia valutato il problema, se intenda
intervenire e in che modo;
se le ragioni suesposte non determinino la necessità di
riaprire i termini quantomeno per consentire agli enti che hanno
presentato soltanto la documentazione cartacea di regolarizzare
la situazione e di essere ammessi alla valutazione dei propri
requisiti». (1523)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1523, si
rappresenta che questa Amministrazione si è impegnata a rivedere
i termini procedurali e temporali relativi all'accreditamento
delle sedi formative ed orientative nella Regione con l'intento
di garantire una favorevole riapertura verso gli Enti pubblici
comunque dotati di un patrimonio strutturale e professionale di
apprezzabile valore.
Le ultime determinazioni dell'Assessore regionale al bilancio
in ordine ai tagli da apportare al bilancio regionale per la
definizione dell'assestamento hanno imposto dei sacrifici di
spesa a tutti gli Assessorati ed, in particolare, per questa
Amministrazione, tra l'altro, è stata disposta una sospensione
della riapertura dei termini dell'accreditamento, sottoposta al
vaglio dell'Assemblea regionale siciliana nel mese di luglio
u.s..
Alla luce di quanto sopra, è evidente la momentanea
impossibilità per questo Assessorato di riproporre, allo stato,
ulteriori schemi procedurali nei termini di cui sopra, pur
rappresentando il pieno impegno ad attivarsi presso le competenti
strutture istituzionali non appena i saranno appianate le
difficoltà di spesa a carico del bilancio regionale».
L'Assessore STANCANELLI
GURRIERI. -«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
lavoro, la previdenza sociale e la formazione professionale,
premesso che:
da tempo la formazione professionale in Sicilia soffre una
crisi profonda di identità e di efficienza, determinata
soprattutto dall'incertezza del quadro normativo e delle risorse
destinate;
i ritardi con cui vengono erogate le risorse producono gravi
difficoltà nella predisposizione dei programmi formativi e si
riflettono pesantemente sulla stessa motivazione professionale
degli insegnanti;
la crisi della formazione professionale si riflette assai
negativamente sulle prospettive di sviluppo economico della
Regione e interferisce pesantemente con il principio della
formazione garantita dallo Stato ai giovani e con i programmi di
formazione permanente e di riqualificazione;
dal 1998 i dipendenti della formazione attendono gli arretrati
contrattuali fin qui maturati;
considerato che:
sono stati tentati in questi anni diversi disegni di riforma
dell'intero settore, sistematicamente abortiti per varie cause;
non è più oltre rinviabile una riforma complessiva del settore;
sono state rese note le linee del piano di riforma del Governo
regionale, che prevede l'assorbimento degli attuali dipendenti
dei vari enti della formazione professionale operanti in Sicilia
da parte di una società mista;
il piano predisposto dal Governo sembrerebbe lasciare fuori
dalla stabilizzazione tutti gli insegnanti che non avessero
ricevuto un incarico a tempo indeterminato alla data del 31
dicembre 2002;
il piano prevederebbe che sarà la nuova società mista a inviare
di volta in volta il personale necessario agli enti per lo
svolgimento dei corsi di formazione;
scarso spazio appare riservato alla specificazione di validità
europea dei titoli rilasciati da questa nuova struttura di
formazione;
a tutt'oggi non sono stati erogati gli arretrati contrattuali,
nonostante sia stato più volte annunciato dal Governo l'imminente
pagamento;
per sapere:
gli intendimenti del Governo in merito alla stabilizzazione dei
docenti della formazione professionale non in possesso di
incarico a tempo indeterminato, anche se hanno svolto uno o più
anni di servizio;
gli intendimenti del Governo circa l'inevitabile incremento del
pendolarismo e della precarietà di sede dei docenti della
formazione professionale se venisse adottata la scelta di
intestare alla società mista la competenza sulla destinazione di
sede dei docenti stessi, ridotti al rango di insegnanti
girovaghi;
gli intendimenti del Governo circa la necessità di ottenere per
i diplomi rilasciati dalla formazione professionale siciliana la
certificazione europea;
gli intendimenti del Governo circa lo stato giuridico e
l'assetto retributivo in rapporto alla funzione docente, così
come è considerata dallo Stato e nelle altre regioni;
quando e in che forma l'Assessorato regionale del lavoro
erogherà ai lavoratori in questione le spettanze maturate».
(1645)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1645, si
rappresenta che questa Amministrazione ha predisposto un disegno
di legge finalizzato ad una riforma organica del settore della
formazione professionale elaborato sulla base di proposte frutto
di incontri tenuti nel corso del semestre precedente con le parti
interessate.
Lo stesso, non appena definito in raccordo con i soggetti in
parola e nel rispetto delle innovazioni legislative introdotte in
materia di lavoro, è stato presentato ed esitato dalla
Commissione Lavoro all'ARS e, da ultimo, è stato approvato dalla
Giunta regionale per il successivo passaggio in Aula.
Sarà cura, pertanto, di codesto Assessorato sollecitare uno
spedito esame in Aula, tenuto conto delle immediate esigenze di
riforma del settore, ben note anche all'onorevole interrogante,
manifestando al contempo l'impegno a fornire risposte puntuali ad
eventuali perplessità od osservazioni che lo stesso intenderà
formulare in relazione al testo legislativo definitivamente
approvato».
L'Assessore STANCANELLI
RAITI -. «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
territorio e l'ambiente, premesso che:
da qualche anno sono attive discariche nei comuni messinesi di
Tripi e Mazzarrà Sant'Andrea nelle quali confluiscono i rifiuti
solidi, non solidi e spesso anche tossici di vari comuni della
provincia, Messina compresa;
l'ubicazione delle suddette discariche ha già creato problemi
di inquinamento delle falde acquifere della piana dei comuni di
Falcone, Furnari e Terme Vigliatore;
la discarica di Mazzarrà, collocata a ridosso del torrente
omonimo, sfociante nel territorio di Terme Vigliatore e da cui
attinge le proprie risorse idriche potabili la popolosa frazione
di Vigliatore, rischia di aggravare la già pesante situazione
ecologica;
mezzi pesanti percorrono quotidianamente a velocità sostenuta
in andata e ritorno la statale 113 per depositare nei predetti
siti montagne di spazzatura proveniente da diversi comuni del
messinese, in ore di intenso traffico automobilistico;
l'operazione di autorizzazione allo stoccaggio e di appalto del
trasporto non risulta trasparente e le discariche potrebbero
essere oggetto di interessi illegali e malavitosi;
i cittadini hanno cercato di denunciare con tutti gli strumenti
possibili le carenti e precarie condizioni di stoccaggio dei
rifiuti, che potrebbero essere trattati con tecniche più sicure e
con una ridotta produzione di residui dannosi;
l'insensata gestione del territorio da parte di alcune
amministrazioni comunali potrebbe provocare un serio disastro
ambientale in zone che meritano una destinazione d'uso diversa,
considerata la bellezza naturale dei luoghi;
per sapere:
quali provvedimenti urgenti intendano adottare per
l'individuazione di una soluzione di tali problematiche;
se non ritengano opportuno avviare un'approfondita
indagine al fine di tutelare la salute pubblica evitando la
costruzione di ulteriori discariche abusive e per verificare le
modalità di smaltimento dei rifiuti nella zona;
se non intendano avviare un opportuno esame globale della
tematica al fine di avviare nuove procedure di smaltimento dei
rifiuti in linea con le più avanzate tecniche di riciclaggio,
bloccando un fenomeno che potrebbe, in breve, avere più gravi e
irrisolvibili conseguenze per la salute dei cittadini e per
l'ambiente circostante». (1621)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1621, si
rappresenta quanto segue.
La discarica del Comune di Tripi è stata utilizzata fino al 25
ottobre 2003 con provvedimento del Prefetto di Messina n. 2418
del 9 ottobre 2003, ai sensi dell'art. 13 del D.L.vo 22/97 e
dell'art. 5 dell'ordinanza di Protezione civile del Ministero
dell'Interno n. 2983 del 31 maggio 19999 e successive modifiche
ed integrazioni.
Con nota prot. n. 7356 del 24 ottobre 2003, il capo settore del
Comune di Tripi ha comunicato al Prefetto che la discarica non
può più essere utilizzata in quanto satura, chiedendo nel
contempo l'autorizzazione allo smaltimento dei propri rifiuti
presso un altro Comune.
A seguito di ciò, con ordinanza del Prefetto di Messina prot.
n. 2474 del 24 ottobre 2003 e successive, il Comune di Tripi è
stato autorizzato a scaricare i propri rifiuti nella discarica di
Mazzarrà.
In atto il Comune di Tripi è autorizzato a scaricare i rifiuti
fino al 30 giugno 2004 (ordinanza prot. n. 3060 del 26 maggio
2004).
In ordine alla discarica di Mazzarrà si riferisce che anch'essa
è regolarmente autorizzata con ordinanza prefettizia prot. n.
3031 del 26 maggio 2004, fino al 30 giugno 2004.
Detta ordinanza è stata emanata previo parere favorevole emesso
dalla AUSL n. 5 e dal Gruppo di Valutazione del Prefetto.
L'attività di controllo viene demandata alla provincia
regionale competente, ai sensi dell'articolo 20 del D.L.vo 22/97.
Per quanto riguarda le nuove procedure di smaltimento, con
ordinanza commissariale n. 1116 del 18 dicembre 2002 è stato
adottato il Piano di gestione dei rifiuti con la previsione di
impianti di compostaggio ed impianti di selezione della frazione
secca proveniente dalla raccolta differenziata».
L'Assessore PARLAVECCHIO
CAPODICASA. - «Al Presidente della Regione, all'Assessore per
il territorio e l'ambiente e all'Assessore per la sanità,
premesso che nell'isola di Lampedusa esiste un'unica discarica,
in contrada Alaimo, gestita dal Comune e non abilitata per i
rifiuti speciali;
considerato che tra i rifiuti speciali sono considerati quelli
derivanti dalla rottamazione di natanti (come, peraltro,
riscontrabile in un recente bando per gara d'appalto indetta dal
Ministero degli Interni per il trasferimento e la rottamazione
delle barche);
visto che risulta stanziato 1 milione di euro per l'emergenza
clandestini a Lampedusa con il quale è possibile organizzare un
servizio di rimozione dei natanti usati dagli extracomunitari;
osservato che, invece, tali natanti sono stati rottamati nei
punti di approdo, trasformandosi in rifiuti speciali, senza
alcuna preoccupazione circa i rischi di inquinamento e senza che
sia chiaro che fine abbiano fatto gli oli, le batterie e i
motori;
rilevato che i pezzi rottamati sono depositati da circa tre
mesi presso la discarica di Lampedusa, nonostante il loro
carattere speciale e la non abilitazione della discarica comunale
per tale genere di rifiuti;
per sapere:
chi abbia autorizzato la rottamazione delle barche a mare;
se la discarica di Lampedusa possa ritenersi idonea per lo
stoccaggio anche di rifiuti speciali;
se non ritengano necessario disporre immediatamente
un'ispezione per le necessarie verifiche sanitarie e di
sicurezza;
quali ragioni impediscano di usare i fondi per l'emergenza
clandestini per la rimozione e il trasferimento in discariche
autorizzate per i rifiuti speciali delle barche degli
extracomunitari approdate a Lampedusa». (1710)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1710, si
rappresenta che il Comune di Lampedusa ha comunicato, con nota
del 16 giugno 2004, quanto segue.
Non sono state rottamate barche o natanti extracomunitari ma è
stata eseguita un'opera di disinquinamento del Porto di Lampedusa
ove detti natanti, spesso fatiscenti, erano affondati costituendo
pericolo d'inquinamento ambientale e per la navigazione.
Con provvedimento del Procuratore della Repubblica di Agrigento
n. 3707/02/44 del 15 dicembre 2003 è stata disposta la rimozione
dei predetti relitti e la loro sistemazione su un'area comunale
indicata dal sindaco, in attesa della loro distruzione a mezzo
ditta idonea e conseguente conferimento in centri di raccolta
autorizzata per lo smaltimento di rifiuti speciali pericolosi.
Con lo stesso provvedimento, per l'esecuzione del lavoro di
bonifica dello specchio acqueo del Porto e relativo conferimento
dei relitti delle imbarcazioni in area comunale, è stata delegata
la Guardia costiera di Lampedusa, autorizzata ad avvalersi della
Ditta La Terza Margherita.
Con ordinanza sindacale n. 2141 del 30 dicembre 2003 veniva
individuata quale zona di deposito provvisorio dei suddetti
relitti un'area comunale posta all'interno della discarica dei
rifiuti solidi urbani del Comune di Lampedusa e Linosa, sita in
contrada Taccio Vecchio. I suddetti relitti saranno conferiti in
centri autorizzati mediante l'impiego di parte dei fondi
straordinari stanziati ai sensi dell'articolo 4, comma 239, della
legge n. 350 del 24 dicembre 2003. Detti fondi non sono stati
ancora accreditati al Comune di Lampedusa e Linosa poiché il
Ministero dell'Interno ha chiesto che il Consiglio comunale
approvasse apposito programma di impiego di detti contributi. Il
programma è stato approvato dal Consiglio comunale nella seduta
del 29 maggio 2004 con deliberazione numero 10, ove risultano
impegnati i fondi necessari».
L'Assessore PARLAVECCHIO
RAITI -. «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
turismo, le comunicazioni e i trasporti, premesso che:
le società sportive, gli enti di promozione e le scuole
svolgono l'attività sportiva grazie ai contributi che vengono
erogati dall'Assessorato regionale del Turismo ai sensi delle
leggi regionali nn. 18 del 1986, 31 del 1984 e 8 del 1978;
è stato decretato il piano di riparto dei contributi
dell'attività sportiva per la stagione 1999/2000 con il decreto
dell'Assessore regionale per il turismo 4337/X/TUR del 29
dicembre 2000;
il perdurare dei ritardi nell'erogazione dei contributi crea
gravi danni dal punto di vista economico, per via
dell'esposizione finanziaria pregressa, oltre che notevoli disagi
nella programmazione di nuova attività sportiva;
ritenuto che l'iter di assegnazione dei contributi di cui sopra
necessita di tempi più brevi, al fine di permettere un più sereno
svolgimento ed una più agevole programmazione delle attività
sportive;
per sapere se intendano procedere al sollecito pagamento dei
contributi arretrati dovuti ed, allo stesso tempo, provvedere per
il futuro allo snellimento dell'iter burocratico delle richieste
di contributo». (1660)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1660, si
fa presente quanto segue.
Come è noto alla S.V., il comma 13 dell'articolo 129 della
legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, ha notevolmente snellito
l'iter amministrativo riguardante la liquidazione dei contributi
spettanti alle associazioni sportive e, in relazione a ciò, non
si sono registrati ritardi nella liquidazione dei contributi
riferiti alle stagioni sportive 2000-2001, 2001-2002, 2002-2003.
Con riferimento alla questione posta dall'onorevole
interrogante, riguardante la stagione sportiva 1999-2000 si
precisa che l'iter amministrativo della liquidazione è stato
alquanto complesso e comportava altresì da parte delle
associazioni sportive anche la produzione di documenti fiscali.
Si precisa, infine che il 65 per cento delle associazioni
sportive hanno già ricevuto le somme loro spettanti e che il
restante 35 per cento le riceverà entro il corrente anno».
L'Assessore CASCIO
ZAGO -. «All'Assessore per il turismo, le comunicazioni e i
trasporti e all'Assessore per i beni culturali ed ambientali e
per la pubblica istruzione, visto che:
il preliminare del progetto Pegasus della Rete ferroviaria
italiana, finalizzato alla riqualificazione e valorizzazione di
alcune stazioni, con buone ricadute sui centri interessati sia
per i servizi messi a disposizione di attività turistiche,sia per
il recupero di percorsi e tratte fin qui sottoutilizzate;
Trenitalia, società operativa di RFI, intende promuovere brevi
itinerari turistici con locomotive e carrozze d'epoca, come si
evince dalla sua pubblicazione 'In viaggio con treni d'epoca - 18
itinerari turistici attraverso l'Italia', fra i quali propone in
Sicilia il giro della Magna Grecia e dell'età barocca da Siracusa
a Ragusa Ibla;
visto il progetto 'un treno per il Barocco della Val di Noto'
che 'Cittadinanzattiva', sezione di Modica, ha presentato ai
cittadini ed ai rappresentanti dei comuni del comprensorio alla
presenza di un funzionario della Direzione regionale di
Trenitalia e che potrebbe rappresentare una spinta a
riqualificare la tratta ed a migliorare l'offerta dei comuni
della Val di Noto, avvicinando nel contempo i cittadini
all'utilizzo del treno come mezzo di trasporto;
ricordato che il comune di Scicli si trova nel circuito della
Val di Noto e, per i suoi monumenti, è stato riconosciuto
dall'UNESCO, insieme ad altri sette comuni (Catania, Militello
Val di Catania, Caltagirone, Noto, Palazzolo Acreide, Modica e
Ragusa), patrimonio dell'Umanità;
osservato che Scicli insieme ai comuni della Val di Noto è
servita e collegata fin dal 1891 dalla tratta ferroviaria Catania
- Siracusa - Licata, tratta che in questi ultimi venti anni non è
stata né ristrutturata né potenziata per essere resa realmente
alternativa al trasporto gommato;
ricordato, altresì, che alcuni locali abbandonati della
stazione ferroviaria di Scicli sono stati ceduti alla società
Metropolis S.p.A. per adibirli ad uffici al servizio della città,
e lo scalo merci adiacente a parcheggio per autobus ed auto per i
visitatori, mentre altri locali sono stati riservati dalla rete
ferroviaria italiana a proprio utilizzo;
preso atto, con rammarico, nonostante quanto predetto,
dell'esclusione di Scicli dal programma di riqualificazione e
riutilizzo del sito progettato dalla Rete ferroviaria italiana;
per sapere:
se non ritengano di invitare la Rete ferroviaria italiana a
tenere conto degli interventi che a vario titolo sono stati
avanzati a livello locale, provinciale e regionale, per
l'ammodernamento e il potenziamento della tratta ferroviaria in
oggetto;
a rivedere il preliminare del progetto Pegasus, tenendo conto
di tutte le realtà locali esistenti anche alla luce dei
riconoscimenti dell'UNESCO e delle incentivazioni messe in opera
dalle amministrazioni locali per favorire una presenza turistica
diffusa nei propri territori;
ad inserire la stazione di Scicli nel progetto Pegasus». (1731)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1731, con
la quale la S.V. Onorevole richiede interventi per
l'ammodernamento ed il potenziamento della tratta ferroviaria
Catania-Siracusa-Licata, la competente struttura della società
RFI, opportunamente interpellata, ha rappresentato che
l'itinerario ferroviario in questione è al momento interessato da
un progetto di velocizzazione della tratta Catania-Siracusa, da
uno studio di fattibilità per quanto riguarda la successiva
tratta Siracusa-Gela, mentre nulla è previsto per il
potenziamento del segmento successivo fino a Licata.
Nello specifico, il progetto di velocizzazione della tratta
Catania-Siracusa, a carico della Legge Obiettivo dello Stato,
consiste in interventi mirati al miglioramento dell'attuale
tracciato con l'ampliamento dei raggi di curvatura e alcune
rettifiche dello stesso.
Al momento il Dipartimento regionale dei trasporti ha curato
tutta la fase istruttoria dell'iter procedimentale di
approvazione del progetto stesso, per la definizione della quale
si è in attesa che il competente Assessorato regionale del
territorio definisca il procedimento di valutazione di incidenza.
Dopo tale adempimento sarà possibile inviare tutto il carteggio
progettuale al CIPE per il relativo pronunciamento.
La tratta Siracusa-Ragusa-Gela è, invece, oggetto di uno
specifico studio di fattibilità redatto dalla Direzione
compartimentale infrastruttura di RFI nel 2003 ed inviato ai
Ministeri competenti nel gennaio 2004 per la relativa istruttoria
al fine di consentirne l'approvazione da parte del CIPE:
Tale studio consiste nella velocizzazione della linea
ferroviaria in questione ed ha l'obiettivo di offrire un livello
di servizio competitivo rispetto al trasporto pubblico su gomma.
Esso prevede due ipotesi di intervento:
la prima, d portata limitata, presuppone interventi di non
elevata complessità relativi principalmente a rettifiche nella
zona interessata al fine di migliorarne i raggi di curvatura;
la seconda, di più vasta portata, individua due varianti di
tracciato. La prima da Genisi a Comiso di circa 15 Km e la
seconda nella zona di Noto di circa 6 Km con lo scopo di
eliminare le ridotte sagome delle gallerie presenti.
Ambedue le ipotesi progettuali contemplano il collegamento
dell'infrastruttura ferroviaria con il porto di Pozzallo.
Sarà, comunque, il CIPE a valutare, sulla base delle risorse
disponibili e di altre indicazioni socio-economiche, quale delle
due soluzioni progettuali risulti opportuno adottare.
Per quanto riguarda, invece, la richiesta da parte
dell'onorevole interrogante di una rivisitazione del progetto
Pegasus, al fine di inserirne la stazione di Scicli, anche in
questo caso è stata interpellata la struttura competente della
società RFI, la quale ha evidenziato che la stazione di Scicli,
pur se inserita in un contesto di notevole pregio, non presenta i
requisiti che possano legittimare un suo inserimento nel progetto
in questione.
Pur tuttavia, lo stesso impianto sarà inserito in un piano
triennale di up-grading, con altre stazioni che hanno le
caratteristiche di quella siciliana, che prevede interventi
specifici sui fabbricati, sui luoghi di attesa e
sull'accessibilità».
L'Assessore CASCIO
FERRO -. «All'Assessore per il turismo, le comunicazioni e i
trasporti, premesso che:
in data 5/2/2004 lo scrivente ha presentato l'interrogazione n.
1525 dal titolo 'Notizie in merito alla manifestazione denominata
Summer 2003';
con prot. n. 1906 del 30/03/04 è pervenuta risposta scritta
alla predetta interrogazione;
considerato che la risposta non ha chiarito tutti i dubbi e che
ne solleva ulteriori;
rilevato che nella risposta non è evidenziato con sufficiente
chiarezza quale sia stato il ruolo del sig. Fabio Lannino e quale
sia stato il suo compenso;
per sapere:
il prezzo per singolo evento delle seguenti manifestazioni:
Sonica 2002, Mtv Live, Omnitel Tour, Club Culture, Zelig e Joan
Armatrading;
se la manifestazione indicata nella risposta all'interrogazione
prima citata e definita 'Mtv Live' sia la manifestazione
conosciuta come Coca-cola Mtv Tour;
per quali motivi nella risposta non sia stata indicata la
manifestazione denominata 'Womad' e i costi di quell'evento;
il compenso del sig. Fabio Lannino». (1771)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1771, si
fa presente quanto segue.
Il costo erogato per le manifestazioni di cui alla
interrogazione de qua è il seguente:
- Sonica 2002 euro 60.000,00, Iva inclusa; trattasi di
sponsorizzazione per i concerti di carmen Consoli e Alex Britti
per i quali è stato praticato un prezzo politico, rispettivamente
di euro 15,00 e 12,00 per l'acquisto del singolo biglietto di
entrata: l'evento è stato organizzato da Musica e Suoni di Nuccio
La Ferita di Catania;
- Club Culture euro 18.000,00 (rassegna di musica chill out,
tenutasi presso l'isola di Lampedusa in tre serate differenti);
l'evento è stato organizzato da Associazione Musica di Maurilio
Prestia di Palermo;
- Zelig euro 100.000,00, Iva inclusa; trattasi di
sponsorizzazione per le tre tappe organizzative del tour:
Palermo, Agrigento e Messina, organizzato da Il Sestante di Enzo
Bellavia di Agrigento;
-Joan Armatrading euro 10.000,00, sponsorizzazione per la tappa
di Palermo, organizzato dalla EAR di Fabio Lannino;
-Mtv Live ha fatto parte del piano promozionale Summer Festival
in Sicily ed ha garantito spot televisivi sull'emittente stessa,
un piano di ampia visibilità di affissione regionale, una diretta
televisiva di oltre tre ore. L'evento è coprodotto da MTV e
Coccola;
Omnitel Tour, gestito dall'emittente telefonica RTL 102.5 non
ha comportato alcun onere a carico del Festival, ciononostante la
visibilità del Summer Festival è stata ampiamente garantita dalla
stessa emittente radiofonica in quanto partner ufficiale del
Festival.
Per quanto concerne la manifestazione Womad , la stessa ha
fatto parte delle iniziative direttamente promosse da questo
Assessorato per un costo pari ad euro 200.000,00, Iva inclusa.
Si precisa infine che come già rappresentato con la nota prot.
n. 1906 del 30 marzo 2004, il sig. Fabio Lannino, amministratore
pro tempore della EAR s.r.l., con sede in Palermo, non ha
rivestito alcun incarico all'interno di questo Ufficio di
Gabinetto e, pertanto, non ha percepito, per tali fini, alcun
compenso.
Il Lannino ha curato la realizzazione del progetto di che
trattasi e non anche di altre manifestazioni che non siano di
competenza della società che rappresenta.
Si precisa altresì che la società del Lannino ha percepito per
l'organizzazione della più volte citata manifestazione - che
ricordiamo ha prodotto circa 200 spettacoli in oltre 150 comuni
della Sicilia - un compenso pari ad euro 120.000,00, Iva
inclusa».
L'Assessore CASCIO