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Resoconto d'Aula della Seduta n. 238 di martedì 21 settembre 2004
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   Presidenza del presidente Lo Porto


    SAVONA  segretario f.f., dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo osservazioni,  si  intende
  approvato.

                               Congedo

    PRESIDENTE   Comunico  che  l'onorevole  D'Aquino   ha  chiesto
  congedo per la presente seduta.
   L'Assemblea ne prende atto.

                              Missioni

    PRESIDENTE   Comunico  che sono in missione,  per  ragioni  del
  loro  ufficio,  gli onorevoli: Fleres, dal 22  al  23  settembre;
  Barbagallo,  dal 23 al 25 settembre; Forgione, dal 29   settembre
  al 4 ottobre 2004.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Annunzio di presentazione di disegno di disegno e di
  contestuale invio alla competente Commissione legislativa

    PRESIDENTE  Comunico che il seguente disegno di legge  è  stato
  presentato   ed   inviato   alla   II   Commissione   legislativa
   Bilancio':

    Misure  finanziarie urgenti ed assestamento del bilancio  della
  Regione e del bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali della
  Regione siciliana per l'anno finanziario 2004' (917)
   d'iniziativa governativa
   presentato  dal  Presidente della Regione (Cuffaro) su  proposta
  dell'Assessore  regionale per il bilancio e le finanze  (Cintola)
  in data 17 settembre 2004
   Parere  I, III, IV, V E VI Commissione
   inviato il 17 settembre 2004.

     Comunicazione di invio di disegno di legge alla competente
                       Commissione legislativa

    PRESIDENTE  Comunico che il seguente disegno di legge  è  stato
  inviato alla  VI Commissione legislativa  Ambiente e Territorio':

      Norme per la partecipazione della regata  Louis Vuitton Cup -
  Act 7 of 32nd America's Cup' (915)
   d'iniziativa governativa
   inviato in data 15 settembre 2004

       Comunicazione di trasmissione di parere alle competenti
                       Commissioni legislative

    PRESIDENTE    Comunico  che  i  seguenti  pareri   sono   stati
  trasmessi, in data 21 settembre 2004, alle competenti Commissioni
  legislative:

   Affari Istituzionali (I)

    IACP  di  Catania  -  Nomina Presidente e vice  presidente  del
  Consiglio di  amministrazione  (n. 313/I)
   pervenuto in data 20 settembre  2004

    Convitto   nazionale   G.  Falcone'  di  Palermo.  Designazione
  componenti del Consiglio di amministrazione  (n. 314/I)
   pervenuto in data 20 settembre  2004

   Ambiente e Territorio (IV)

    Comune  di Carini (Pa) - Delibera della Giunta comunale  n.  62
  del 13.04.04 - Richiesta autorizzazione di riserva alloggi di cui
  al DPR n. 1035/72, art. 10. Richiesta di parere  (n. 315/IV)
   pervenuto in data 20 settembre  2004

   Cultura, Formazione e Lavoro (V)

    Ente  regionale per il diritto allo studio universitario (ERSU)
  di    Palermo.   Designazione   componente   del   consiglio   di
  amministrazione: dott. Mirabile Salvatore  (n. 312/V)
   pervenuto in data 20 settembre  2004.

                    Comunicazione di parere reso

    PRESIDENTE   Comunico che il seguente parere è  stato  reso  in
  data  15  settembre dalla VI Commissione legislativa  Ambiente  e
  Territorio':

   Piano   regionale  dei  trasporti  e  della  mobilità  -   Piani
  attuativi  del  trasporto  stradale,  ferroviario,  marittimo  ed
  aereo'.  Commissione  regionale consultiva  per  gli  autoservizi
  pubblici non di linea  (n. 305/IV)
    reso in data 15 settembre  2004
    trasmesso in data 17 settembre 2004.

                     Annunzio di interrogazioni

    PRESIDENTE    Comunico   che   sono   pervenute   le   seguenti
  interrogazioni:

   con richiesta di risposta orale

   N.  1838 - Verifica della attendibilità delle graduatorie  degli
  insegnanti della provincia di Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali
   Firmatari:  Sammartino  Bartolomeo;  Formica  Santi;   Incardona
  Carmelo

   N.  1839 - Accertamenti sull'applicazione della l.r. n.  17  del
  2001 da parte del Consorzio per le Autostrade siciliane.
   - Presidente Regione
   - Assessore Lavori Pubblici
   Firmatario: Panarello Filippo

   Le  interrogazioni  ora annunziate saranno  iscritte  all'ordine
  del giorno per essere svolte al loro turno.

   - con richiesta di risposta scritta

   N.  1833  -  Notizie relative al bando inerente alla concessione
  per la gestione del Porto di Balestrate pubblicato nella GURS  n.
  34 del 20.8.2004.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo
   - Assessore Territorio
   Firmatari: Ferro Giovanni; Orlando Leoluca

   N.  1834  - Notizie in merito alla mancata erogazione del  buono
  scuola nelle scuole statali.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali
   Firmatario: Tumino Carmelo

   N.  1835  -  Notizie  sulle procedure di  nomina  del  Direttore
  generale  dell'Azienda ospedaliera universitaria 'G. Martino'  di
  Messina.
   - Presidente Regione
   - Assessore Sanità
   Firmatari: Forgione Francesco; Liotta Santo

   N.   1836   -  Notizie  in  merito  al  raddoppio  della   linea
  ferroviaria che collega Palermo ad Agrigento.
   - Assessore Turismo
   Firmatario: Miccichè Calogero

   N.  1837  - Chiarimenti sulle modalità di elezione del  collegio
  dei revisori dei conti nel Comune di Paternò (CT).
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia
   Firmatari: Garofalo Ottavio; Catania Franco; Villari Giovanni

   N.  1840 - Misure per l'eliminazione degli scarichi fognari  nel
  tratto  di  mare antistante la spiaggia di Prataiola ad  Acireale
  (CT).
   - Assessore Famiglia
   - Assessore Territorio
   - Assessore Turismo
   - Assessore Sanità
   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

   N.  1841  -  Interventi  per accelerare la  costruzione  di  una
  scuola materna ed elementare in località Bongiardo del comune  di
  S. Venerina (CT).
   - Assessore Famiglia
   - Assessore Beni Culturali
   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

   N.  1842  -  Misure per accelerare l'assegnazione dei padiglioni
  della zona artigianale di Trepunti nel comune di Giarre (CT).
   - Assessore Cooperazione
   - Assessore Famiglia
   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

   N.  1843 - Misure urgenti per migliorare l'efficienza del pronto
  soccorso  dell'ospedale Santa Marta e Santa  Venera  di  Acireale
  (CT).
   - Assessore Sanità
   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

   N.  1844  - Interventi per garantire la balneabilità del  tratto
  di  mare  antistante il comune di Acicastello e  la  frazione  di
  Acitrezza (CT).
   - Presidente Regione
   -- Assessore Famiglia
   - Assessore Sanità
   - Assessore Turismo
   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

   N.  1845 - Interventi per la riqualificazione dell'area verde di
  Largo Bordighera a Catania.
   - Assessore Famiglia
   - Assessore Sanità
   - Assessore Turismo
   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

   N.   1846  -  Misure  per  garantire  le  condizioni  minime  di
  transitabilità e sicurezza della via Mortara di Acireale (CT).
   - Assessore Famiglia
   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

   N.  1847  -  Interventi  per la celere  adozione  del  piano  di
  riordino del commercio ambulante a Giarre (CT).
   - Assessore Famiglia
   - Assessore Cooperazione
   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

   N.   1848   -  Misure  per  il  completamento  delle  opere   di
  urbanizzazione  delle  case popolari di contrada  San  Lorenzo  a
  Randazzo (CT).
   - Assessore Famiglia
   - Assessore Lavori Pubblici
   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

   N.  1849 - Interventi urgenti per la riqualificazione del  Borgo
  di Santo Pietro a Caltagirone (CT).
   - Assessore Famiglia
   - Assessore Territorio
   Firmatari:   Fleres   Salvatore;   Catania   Giuseppe;   Maurici
  Giuseppe.

   Le  interrogazioni  ora annunziate sono  state  già  inviate  al
  Governo.

                               Mozioni

    PRESIDENTE   Comunico  che sono state presentate,  in  data  21
  settembre 2004, le seguenti mozioni:

   numero  309   Interventi  in favore  del  sistema  economico  ed
  imprenditoriale   della  Sicilia ,  degli   onorevoli   Misuraca,
  Confalone, Mercadante e Baldari.

   numero  310   Misure  da proporre al Consiglio  dei  Ministri  a
  salvaguardia  dell'economia siciliana , degli onorevoli  Formica,
  Dina, Mercadante,  Basile e Infurna.
   Dispongo  che  le  mozioni,  testè annunziate,  conformemente  a
  quanto stabilito dal programma dei lavori comunicato nella seduta
  n. 231 del 4 agosto 2004, siano abbinate alla mozione numero 305,
  iscritta al  punto  terzo dell' ordine  del giorno della presente
  seduta.

   Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno  che nel corso della seduta potrà procedersi a  votazioni
  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Lo Porto


     Discussione sulle tematiche costituzionali di riforma delle
    autonomie regionali all'esame del Parlamento nazionale per la
                  tutela della specialità siciliana

    PRESIDENTE   Si  passa  al  punto II  dell'ordine  del  giorno:
  Discussione  sulle  tematiche  costituzionali  di  riforma  delle
  autonomie  regionali all'esame del Parlamento  nazionale  per  la
  tutela della specialità siciliana.
   Invito  i  componenti la Commissione speciale per  la  revisione
  dello Statuto regionale a prendere posto nell'apposito banco.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                       Sull'ordine dei lavori

    SPEZIALE  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ieri   in
  Commissione  Statuto  é  stato svolto un lavoro  impegnativo   ma
  vorrei suggerire - sempre che  lei e l'Aula siate d'accordo -  un
  diverso  percorso. Essendo un tema di rilievo straordinario   che
  investe   le  funzioni  ed  i  poteri  dello  Statuto  regionale,
  inviterei  ad  una  sospensione della seduta  per  convocare  una
  riunione  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari, per  definire,
  già esiste, e in larga parte lo condivido,  un testo che trovi il
  maggior  consenso possibile. Quindi, ritornare in  Aula  evitando
  così  che  possano esserci differenti punti di vista,  anche  se,
  credo,  tutti  abbiamo  l'interesse di  tutelare  le  prerogative
  dell'istituto autonomistico.

    MISURACA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MISURACA   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  mi  associo
  alla richiesta dell'onorevole Speziale.
   Condivido,  pertanto,  la  sospensione  dei  lavori  d'Aula  per
  convocare una riunione dei Presidenti dei Gruppi parlamentari  al
  fine di predisporre un ordine del giorno condiviso.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, secondo  la  mia
  opinione é prevedibile che non sorgano contrasti.

    PRESIDENTE   Onorevole  Ortisi,  onorevole  Misuraca,  possiamo
  trovare   una   soluzione  che  accontenti  tutti.  Si   potrebbe
  cominciare  il  dibattito  e poi, per la  stesura  materiale  del
  documento  rinviare   alla Conferenza dei Presidenti  dei  Gruppi
  parlamentari.

    FLERES  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  come  avevamo
  concordato  nella  seduta della Commissione Statuto,  -  svoltasi
  ieri  alla  presenza di una delegazione di parlamentari nazionali
  eletti  in  Sicilia -  questa mattina, insieme agli uffici  e  ai
  funzionari  dell'Assemblea  regionale,  abbiamo  predisposto   un
  ordine del giorno che mi sono premurato di inviare, via e-mail  a
  tutti  i  deputati,  perché appunto si  potesse  pervenire,  alla
  seduta di questa sera, con maggiori informazioni.
   Tuttavia,  credo  che la richiesta dell'onorevole  Speziale  sia
  condivisibile  purchè la sospensione che egli chiede  sia  breve,
  proprio  per  consentire all'Aula di potere  poi  sviluppare  più
  accuratamente  i  propri  lavori e magari  argomentare  sui  temi
  dell'Autonomia  in maniera più diffusa subito  dopo  che  ciascun
  capogruppo,  ciascun deputato abbia, in maniera più approfondita,
  letto  l'ordine del giorno che  - posso anticipare per i contatti
  informali  che  ho avuto con i Capigruppo e della  maggioranza  e
  dell'opposizione  -  appare nell'attuale formulazione  largamente
  condiviso sia  pure ciascuno con argomentazioni diverse.
   Pertanto,  condivido la proposta dell'onorevole Speziale  purchè
  la sospensione di approfondimento sia breve.


   Presidenza del presidente Lo Porto


     Discussione sulle tematiche costituzionali di riforma delle
    autonomie regionali all'esame del Parlamento nazionale per la
                  tutela della specialità siciliana

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, dichiaro aperta la  discussione
  generale   sulle  tematiche  costituzionali  di   riforma   delle
  autonomie  regionali all'esame del Parlamento  nazionale  per  la
  tutela della specialità siciliana

    GURRIERI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GURRIERI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  deciso  di
  leggere  queste mie brevi riflessioni che ho scritto  per  essere
  quanto più essenziale e sintetico possibile ma anche per non dire
  parole  in  libertà e con l'intento di lasciare agli atti  queste
  righe,  soprattutto dopo avere assistito ieri all'incontro  della
  Commissione  Statuto,  con  i pochissimi  parlamentari  nazionali
  eletti in Sicilia, che non hanno disertato la riunione e di avere
  assistito  alla  grande superficialità con cui alcuni  di  questi
  parlamentari hanno liquidato l'intera questione.
   Le   istituzioni  del  nostro  Paese  stanno  attraversando  una
  delicatissima fase storica caratterizzata da un presunto processo
  riformatore, in buona sostanza determinato però dall'esigenza  di
  adeguare  i vecchi ordinamenti alle nuove esigenze della  società
  ma  per una certa parte funzionali a garantire i poteri forti  e,
  soprattutto, le aree forti di questo Paese.
     Anche  la  nostra Regione sta facendo e ha fatto la sua  parte
  come  dimostrato dal complesso lavoro di revisione dello  Statuto
  ed  è  proprio  per l'ampiezza della discussione sviluppatasi  in
  Commissione Statuto, anche in rapporto al progetto di  legge  sul
  federalismo, che oggi torna alla Camera dei Deputati  per  essere
  esaminato nel suo articolato.
   Era  stato già deciso dalla Commissione Statuto di procedere  ad
  un  incontro  con  tutti  i parlamentari eletti  in  Sicilia  per
  esaminare   il  rapporto  tra  Autonomia  regionale   e   riforma
  costituzionale  sul federalismo.
   E'  stato desolante, per non dire altro, dover prendere atto che
  solamente  otto  parlamentari, sugli ottanta  invitati,  si  sono
  presentati  all'incontro con la Commissione su  una  questione  -
  come  quella dell'Autonomia regionale e delle sue risorse  -  che
  sembra giunta ad un punto cruciale.
   Oggi  con  il progetto leghista sul federalismo che, ricordiamo,
  ha  allarmato  anche  il Presidente della Repubblica  Ciampi,  la
  posta  in  gioco  è  altissima per tutto il Mezzogiorno,  per  la
  Sicilia e la sua Autonomia speciale in particolare.
   La  stima fatta dall'Assessorato regionale del bilancio - se non
  vado  errato  -  prima della nomina del nuovo Assessore,  riporta
  uno  scarto  di  circa 5 miliardi di euro tra  ciò  che  verrebbe
  sottratto  alle casse regionali: circa 10 miliardi di  lire,  per
  quanto riguarda la sanità; 7 miliardi di euro per quanto riguarda
  i  problemi  della  scuola,  e non consideriamo  i  miliardi  che
  verranno  a gravare sulle casse della Regione per quanto riguarda
  la gestione della polizia locale.
   Si  apre  uno scenario di  economia di guerra' al cui  confronto
  l'attuale crisi finanziaria della Regione siciliana finirebbe per
  impallidire  con  tutte le conseguenze sul  piano  del  conflitto
  sociale  e  della recessione economica. Tuttavia,  rischi  ancora
  maggiori  sono  presenti  nelle disposizioni  che  attraverso  lo
  Stato,  il  Senato  delle  regioni e i  suoi  poteri  sostitutivi
  finirebbero  per  rappresentare  un  vero  e  proprio   attentato
  all'autonomia   regionale,   nonostante   quanto   affermano    i
  parlamentari del centrodestra presenti all'incontro di ieri,  per
  i quali l'autonomia non è a rischio.
   Su  questi  rischi,  e  concludo,  sono state  pronunziate  ieri
  parole  forti dal Presidente dell'Assemblea, onorevole Lo  Porto,
  il  quale   ha  parlato  letteralmente di rischio  effettivo  per
  l'autonomia  e le finanze della Regione, un rischio concreto  che
  ridurrebbe  l'autonomia a brandelli, con  tutte le ingerenze  che
  la riforma consente attraverso i cosiddetti poteri sostitutivi.
   Sul  Senato  federale si è pronunciato oggi anche il  Presidente
  della  Regione Cuffaro, il quale pensa di rivolgersi alla società
  civile -  una vera e propria dichiarazione di fallimento politico
  -   e  questo sarebbe veramente oltre che un'offesa alla  Regione
  Sicilia  uno  sfregio  nei confronti della  memoria  di  un  uomo
  politico  di  grande  levatura  e di  grande  competenza  che  ha
  lavorato  molto  su  questo  Statuto,  mi  riferisco  soprattutto
  all'onorevole  Vincenzo Leanza che ci ha  lasciati,  e  che  fino
  all'ultimo  si  è  impegnato  a garantire  e  ad  ammodernare  le
  prerogative dell'autonomia regionale.
   Cari  colleghi,  le parole forti del Presidente  Lo  Porto,  del
  Vicepresidente Fleres non esorcizzano, comunque, il  rischio  che
  incombe sulla nostra Regione, soprattutto perché non può sfuggire
  a  nessuno  che  la  maggioranza politica, che  vuole  varare  la
  riforma  costituzionale, è la stessa maggioranza di  centrodestra
  che   governa   questa   Regione.  Desta,  inoltre,   grandissima
  preoccupazione l'assenza di quasi tutti i parlamentari  nazionali
  eletti in Sicilia all'incontro di ieri, perché conferma il tacito
  ricatto politico sui collegi e candidature che possono bloccare o
  comunque  condizionare pesantemente il dispiegarsi  di  un'azione
  comune  di  tutte  le forze politiche siciliane in  difesa  delle
  autonomie locali e delle risorse delle regioni.
   Non  solo, a questo punto non si può più sentir ripetere  ancora
  in  modo  sempre meno convinto che l'omogeneità politica ai  vari
  livelli  avrebbe  prodotto prodigiosi effetti a  vantaggio  della
  Sicilia,  ma  bisogna  smetterla  anche  con  il  vezzo  di   una
  maggioranza  che   se la canta e se la suona'  facendo  tutto  da
  sola,  una maggioranza politica che fa anche l'opposizione  a  sè
  stessa.
   E'  necessario  pensare alle parole e ai fatti, e  questo  è  un
  invito  forte  rivolto soprattutto alla maggioranza ad  avvalersi
  una   volta  tanto   delle  omogeneità  politiche  non  per  fare
  propaganda, ma per difendere i diritti della nostra Regione e per
  sensibilizzare  il  Parlamento nazionale  ed  in  particolare  il
  Presidente della Camera dei Deputati, l'onorevole Casini.
   Spesse volte, gli esponenti di questo partito si vantano che  la
  Sicilia  è  stata  sempre determinante per la   realizzazione  di
  risultati  importanti.  Quindi, penso che  l'Assemblea  regionale
  debba fare uno sforzo ulteriore di sintesi, anche costituendo una
  delegazione  -    aggregandosi alle richieste che, proprio  oggi,
  sono  state  avanzate da una parte della maggioranza   oltre  che
  dall'opposizione  -  con la scrittura di  un ordine  del  giorno,
  fatto  pervenire  al Presidente della Camera con la richiesta  di
  una  sospensione, di un ulteriore momento di riflessione per  non
  penalizzare  questa Regione che già ha, nel proprio  ambito,  dei
  problemi quasi irreversibili.

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  sospendo  la   seduta   per
  consentire   una  breve  riunione  dei  Presidenti   dei   Gruppi
  parlamentari  al  fine  di  pervenire  all'approvazione   di   un
  documento unico.
   Avverto che la seduta  riprenderà  alle ore 19.00.

   (La seduta,  sospesa alle ore 18.20, è ripresa alle ore 19.32)

   La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi, si riprende  l'esame  del  II
  punto   dell'ordine  del  giorno:  Discussione  sulle   tematiche
  costituzionali di riforma delle autonomie regionali all'esame del
  Parlamento nazionale per la tutela della specialità siciliana.
   Comunico  che è stato presentato l'ordine del giorno numero  440
   Ulteriore   mandato   al  Presidente  dell'ARS   per   opportuni
  interventi,  in raccordo con il Presidente della Regione,  presso
  la   deputazione  siciliana  al  Parlamento  nazionale   per   la
  salvaguardia  delle prerogative autonomistiche siciliane ,  degli
  onorevoli Fleres, Speziale, Misuraca,  Formica, Gurrieri, Ortisi,
  Sbona, Garofalo, Savarino e Segreto.
   Ne do lettura:

                     L'Assemblea regionale siciliana

   Considerato che:

   alla  Camera  dei  Deputati è in corso l'esame  del  disegno  di
  legge  n.  4862/A,  recante modificazioni  alla  parte  II  della
  Costituzione,   che,  se  approvato  nell'attuale   formulazione,
  introdurrebbe  forti limitazioni all'autonomia  delle  Regioni  a
  statuto  speciale e delle Province autonome di Trento e  Bolzano,
  così   come   sottolineato  e  stigmatizzato,  con   dovizia   di
  argomentazioni, nel documento sottoscritto a Trieste il 3  agosto
  2004,  dai  Presidenti delle Assemblee parlamentari dei  suddetti
  enti;

   Visto:

   il  proprio ordine del giorno n. 414, approvato nella seduta  n.
  235 del 10 agosto 2004, con il quale, nel fare proprie le ragioni
  storico-politiche  e  socio-economiche  addotte   nel   succitato
  documento  a tutela delle specialità, si dà mandato al Presidente
  dell'Assemblea di promuovere, in raccordo con il Presidente della
  Regione,  ogni  opportuna iniziativa diretta a  salvaguardare  la
  storica specialità dell'Autonomia siciliana;

   preso atto

   degli   elementi   emersi  nel  corso   della   riunione   della
  Commissione speciale per la revisione dello Statuto, tenutasi  il
  20 settembre 2004 alla presenza dei parlamentari nazionali eletti
  in  Sicilia, appositamente convocata al fine di  mettere a  fuoco
  le    problematiche   relative   ai   contenuti   della   riforma
  costituzionale,  con particolare riferimento  alla  tutela  delle
  prerogative delle Regioni speciali e delle Province autonome;

   valutata

   l'esigenza   che  la  massima istituzione rappresentativa  della
  Sicilia,  pur  nella  diversità dei giudizi assunta  dalle  varie
  forze  politiche  sul disegno di legge di riforma costituzionale,
  esprima  una posizione condivisa a salvaguardia delle prerogative
  autonomistiche della Regione siciliana,

      approva l'operato del Presidente dell'Assemblea e gli  dà
                          ulteriore mandato

   ad  intervenire,  in raccordo con il Presidente  della  Regione,
  presso  la deputazione siciliana al Parlamento nazionale affinchè
  la  stessa,  nell'interesse  superiore  dell'Autonomia  siciliana
  inquadrata nell'ambito più complessivo dell'ordinamento regionale
  differenziato sancito dalla Costituzione, operi sulla base  delle
  seguenti linee-guida:

   1)  riaffermazione del principio di natura pattizia nei rapporti
  tra  lo  Stato  e  le  Autonomie speciali, mediante  la  garanzia
  procedimentale che gli Statuti speciali possono essere modificati
  soltanto  dopo che si sia attuata una effettiva  intesa   fra  le
  due dimensioni, anche attraverso un voto d'Aula;

   2)   anche  nel  caso  di  realizzazione  del  principio   della
   contestualità   elettiva   fra  Senato  federale   e   Assemblee
  regionali,  rispetto  della  potestà  decisionale  esclusiva   in
  materia elettorale propria della Regione siciliana;

   3)  attuazione del federalismo fiscale in modo equo e  solidale,
  assicurando  che  il  livello delle prestazioni  pubbliche  nelle
  realtà  meno  favorite, come quella isolana, non solo  non  venga
  penalizzato,  ma, al contrario, venga rapportato a  quello  delle
  zone più avvantaggiate del Paese;

   4)   esclusione  di  qualsivoglia  controllo  di   merito  sulla
  legislazione  delle Regioni a statuto speciale e  delle  Province
  autonome,  anche in considerazione del ruolo peculiare che  nella
  Regione  siciliana  riveste, in qualità  di  organo  di  garanzia
  costituzionale,  il  Commissario dello Stato,  come  sottolineato
  nell'ordine del giorno n. 22 approvato dall'ARS nella  seduta  n.
  26 del 29 novembre 2001 e come peraltro evidenziato dalla recente
  giurisprudenza  della  Corte Costituzionale,  relativamente  alla
  Regione siciliana;

   5)  previsione di una clausola di salvaguardia, analoga a quella
  di  cui  all'articolo  10 della legge costituzionale  n.  3/2001,
  secondo  la  quale  le  modifiche costituzionali  in  discussione
  trovano  applicazione  per  le Regioni  speciali  e  le  Province
  autonome  esclusivamente nel caso in cui esse stabiliscano  forme
  di autonomia più ampia.

   FLERES  -  SPEZIALE - ORTISI - SEGRETO - GURRIERI -  MISURACA  -
  FORMICA - SBONA - GAROFALO

    PRESIDENTE    E' iscritto a parlare l'onorevole Fleres.  Ne  ha
  facoltà.

    FLERES   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  come  ho  già
  avuto  modo  di  dire nel mio precedente, breve,  intervento,  il
  lavoro   che   è   stato  svolto  in  questi   giorni   è   stato
  particolarmente proficuo ma, devo dire, ha soprattutto registrato
  -    sia    pure   nella   diversità   di   opinione    derivante
  dall'appartenenza  di  ciascun  deputato   -   una   condivisione
  relativamente all'obiettivo che si intende raggiungere con questo
  ordine  del  giorno.  L'obiettivo è  quello  della  difesa  delle
  prerogative  autonomistiche che ci sono proprie in virtù  di  uno
  Statuto,   quello   vigente,  che  è   parte   integrante   della
  Costituzione   ed  è  datato  1946  e  alla  cui  stesura   hanno
  contribuito illustri uomini politici con il consenso di tutto  il
  popolo siciliano che ha registrato anche vittime in difesa  della
  autonomia; vittime che vanno onorate per il loro sacrificio da un
  dibattito   adeguato,  sia  in   questa  sede  che   nelle   aule
  parlamentari del Senato e della Camera.
   Come  ho  avuto  modo  di  dire  in  altre  circostanze,  non  è
  possibile cancellare con un colpo di penna anni di storia, non  è
  possibile  cancellare con un colpo di penna o con un emendamento,
  magari  studiato in maniera approssimativa da chi non conosce  la
  storia  della nostra Regione, cancellare dicevo, anni ed anni  di
  autonomia.
   Abbiamo intercettato, mi auguro tempestivamente, l'attività  che
  si  stava  svolgendo al Senato e alla Camera e  d'accordo  con  i
  Presidenti  delle  Assemblee elettive  delle  Regioni  a  statuto
  speciale  abbiamo  attivato una serie  di  iniziative  miranti  a
  salvaguardare   le   prerogative   autonomistiche   vigenti   nel
  territorio  nazionale  e  devo dire che  l'assenso  assolutamente
  trasversale  che  abbiamo registrato nel nostro  Parlamento,  nel
  momento  stesso  in  cui  abbiamo avviato  questa  discussione  a
  seguito  della  mia comunicazione in Aula nella scorsa  seduta  e
  della Conferenza dei capigruppo che il Presidente dell'Assemblea,
  molto  opportunamente e altrettanto tempestivamente ha  promosso,
  devo  dire  che  l'assenso trasversale che abbiamo registrato  in
  Sicilia lo si è registrato in tutte le Regioni a statuto speciale
  nonostante  la  loro  configurazione politica  sia  completamente
  diversa.
   Questo  significa che alle autonomie speciali ci teniamo  tutti.
  Io  non credo che ci sia un solo siciliano che non abbia a  cuore
  l'autonomia della Sicilia, non credo che ci sia un solo siciliano
  che  possa ritenere che l'autonomia nel suo insieme, sia pure con
  le  mille  lacune legate spesso al tradimento che la  Sicilia  ha
  ricevuto da parte dello Stato non abbia tratto dei vantaggi dalla
  sua  autonomia, dalle sue prerogative, dalla specialità  del  suo
  statuto,  dai poteri che gli derivano dalle competenze  esclusive
  che la Regione ha in alcune materie.
   Allora,  signor  Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che  la
  seduta  di questa sera abbia un valore estremamente significativo
  per la storia di questo Parlamento. E' una seduta nella quale  il
  Parlamento stesso, auspico nella totalità, mi auguro che ci  sia,
  che  si  raggiunga anche alla luce del lavoro che è stato svolto,
  questo  Parlamento  riconferma quanto è stato  detto  negli  anni
  immediatamente  successivi alla seconda  guerra  mondiale,  negli
  anni  della lotta autonomistica e ribadisca la propria volontà  e
  la  volontà dei siciliani di mantenere le proprie prerogative sia
  pure  in  un  quadro di riforma costituzionale e certamente  sono
  convinto migliorerà la fisionomia dello Stato, migliorerà il  suo
  funzionamento, consentirà una maggiore stabilità,  permetterà  un
  miglior  uso  delle risorse di cui il Paese dispone e consentirà,
  altresì,  una  migliore ripartizione, una più  equa  ripartizione
  delle  risorse  stesse tra le diverse aree geografiche  ma  anche
  relativamente  agli  investimenti  sociali,  alla  politica,   al
  welfare e agli investimenti strutturali.
   Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, non  voglio  dilungarmi
  molto perché credo che su questo tema sia giusto intervenire, sia
  giusto   esprimere  le  proprie  ragioni,  ma  sia  anche  giusto
  consentire  ai  colleghi di esprimere le loro e in  questo  senso
  ringrazio lei, signor Presidente, ringrazio i colleghi di tutti i
  gruppi parlamentari, per l'atteggiamento che ciascuno ha mostrato
  nei  confronti di questo argomento perché in tutte  le  fasi  del
  dibattito,  sia quando è stato sollevato il problema con  il  mio
  intervento  nella  scorsa seduta e poi con quello  dell'onorevole
  Ortisi  e  dell'onorevole  Capodicasa, con  la  sua  convocazione
  tempestiva  della Conferenza dei capigruppo, con le  riunioni  di
  questa  mattina e anche con quest'ultima che ha messo a punto  il
  testo  dell'ordine del giorno, credo che questo Parlamento  abbia
  dimostrato grande maturità e grande senso delle istituzioni oltre
  che un fortissimo attaccamento a quelle che sono state le ragioni
  storiche,  economiche  e  sociali che hanno  prodotto  la  nostra
  autonomia  regionale  e  a  quelle che sono  le  attuali  ragioni
  sociali,  economiche, storiche, strutturali,  infrastrutturali  e
  politiche che determinano la richiesta di mantenimento di  queste
  prerogative autonomistiche.
   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  non  ho   altro   da
  aggiungere,  mi  auguro  soltanto che  all'attenzione  di  questo
  Parlamento,  relativamente al tema che abbiano appena illustrato,
  corrisponda  un'altrettanta attenzione da  parte  del  Parlamento
  nazionale  e  soprattutto da parte di quei  deputati  e  senatori
  che, eletti in Sicilia, hanno, a mio avviso il preciso dovere  di
  rispettare, così come noi stiamo facendo, la storia e la  cronaca
  della Sicilia.
   Le  ragioni  di  questo  Parlamento, le ragioni  dei  siciliani,
  anche  al  di  sopra  di quelle che possono essere  le  posizioni
  culturali e ideologiche a cui ciascuno di loro intende rifarsi  e
  si   rifà  nell'azione  politica  e  quotidiana,  questa  riforma
  costituzionale non è una legge qualunque, non è una legge che può
  vedere   divisioni  di  carattere  intellettuale,  di   carattere
  culturale,  di  carattere  ideologico,  ma  semmai  soltanto   di
  carattere   ideale  e  poiché  gli   ideali  autonomistici   sono
  assolutamente conclamati nella nostra Regione, credo  che  questa
  nostra volontà che è materializzata, esplicitata nell'ordine  del
  giorno  e   nei  suoi  contenuti  sia   assolutamente  accettata,
  condivisa e sostenuta da chi a Montecitorio e a Palazzo Madama in
  questi giorni dovrà prenderla in considerazione e trasformarla in
  atti del Parlamento nazionale.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole  Ortisi.  Ne  ha
  facoltà.

    ORTISI    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   vorrei
  osservare,  prima  di  cominciare il mio  breve  intervento,  che
  nell'accordo  dei Capigruppo, era previsto anche che  al  secondo
  capoverso  che  comincia  visto il proprio  ordine  del  giorno ,
  venisse  tolta  la  congiunzione   anche   in  raccordo  con   il
  Presidente della Regione, su proposta dell'onorevole Acierno.
   Probabilmente è saltato nella correzione, mi sembra  esatto  nei
  confronti del collega che se ne tenga conto.

    FLERES  E' stato cassato.

    ORTISI  E' un refuso. Negli anni  40 del secondo secolo  avanti
  Cristo, Catone buttò nell'Aula del senato il frutto del fico, non
  solo  per  aggiungere  Carthago delenda est  ma  per  un  sotteso
  culturale  di  lunga  data, per dimostrare  quanto  vicina  fosse
  Cartagine di allora a Roma.
   Questo  deve  servire  sul piano che, con l'onorevole  Misuraca,
  chiamiamo  verticale, nella giustificazione della specialità  del
  nostro  Statuto, ad avvallare la nostra richiesta di  specificità
  della  nostra  storia e della nostra terra. Non  c'é  dubbio  che
  adesso che la storia ripassa dal
  Mediterraneo, mai osservazione di 2150 anni fa fu  più  giusta  e
  azzeccata.
   Onorevoli    colleghi,   a   differenza   di   qualche    nostro
  rappresentante  nazionale che ieri ci invitava al senso  pratico,
  pragmatico,  alla prassi parlamentare, al confronto concreto  sul
  territorio,  noi  riteniamo  che la dimensione  fondamentale  del
  dibattito  che  si sta sviluppando, non solo in  Sicilia,  ma  in
  tutta  Italia, sulla riforma della Costituzione, sia  soprattutto
  teorica  e, in questo senso, ben si appella il presidente Cuffaro
  alla   società   civile  quando  dice  che   dobbiamo   investire
  dell'argomento il territorio intero.

                Presidenza del Vicepresidente Fleres

   Noi  ci  permettiamo  di aggiungere anche che  il  dibattito  va
  esteso  anche  alle  teste pensanti , agli ambienti universitari,
  in  particolare  e  poi, agli enti locali.  Apprendiamo  che,  su
  proposta della  Margherita , il Consiglio provinciale di  Trapani
  ha  approvato  oggi  - è bipartisan, perché è di  maggioranza  di
  centro-destra  - su proposta del nostro partito,  un  ordine  del
  giorno sollecitativo in questo senso.
   Se  ognuno di noi, sul nostro territorio si facesse promotore di
  interventi   di   questo  tipo,  probabilmente,   in   un   mondo
  globalizzato, in cui la periferia culturale, in particolare,  non
  esiste   più,   in    cui   tutto  è  centro,    potremmo   avere
  sollecitazioni  e  suggerimenti che, magari,  non  ci  aspettiamo
  dalla  pretesa  di  rappresentare, dall'alto del  nostro  titolo,
  chissà  quali  pensieri  ed  elevatezze  culturali  che,  spesso,
  nell'uomo della strada ritroviamo, altrettanto se non in modo più
  elevato, consistenti.
   Io  direi di estenderlo alle scuole, che la Regione finanzia, al
  fine  di rinsaldare nei giovani, frequentatori di esse, il  senso
  di  appartenenza; non scordiamoci quanti soldi distribuiamo  alle
  scuole,  per  esempio, per insegnare il dialetto  che  sembra  la
  panacea  dell'identità culturale, magari non sapendo,  poi,  come
  insegnarlo.
   Però,  i  soldi  li diamo, quale occasione migliore  di  questa,
  perché  le  scuole  che ricevono finanziamenti, intervengano  sul
  dibattito, sulla specialità del nostro Statuto.
   Diciamolo  alle  scuole a cui diamo i soldi  che  non  li  diamo
  perché l'onorevole Ortisi è amico del dirigente scolastico, a cui
  promette  il  finanziamento di un corso di dialettologia,  tenuto
  dall'imbecille di turno del suo territorio.
   Coinvolgiamole,   ben   dice  il  presidente   Cuffaro   e   noi
  aggiungiamo, agli enti locali, alle scuole, a tutte quelle realtà
  che  usufruiscono  di  aiuti economici dell'amministrazione,  per
  affermare   il   senso  dell'identità  siciliana,   tante   volte
  sbandierata in convegni e in competizioni elettorali.
   Penso   alle   innumerevoli   associazioni,   dalla   Fondazione
   Federico II , alle associazioni che intrattengono rapporti con i
  nostri  emigranti, tanto profumatamente pagate, agli enti lirici,
  alle  bande  musicali  che girano il mondo a  portare  le  nostre
  canzoni e le musiche siciliane.
   Costringiamole  a  esprimere opinioni  sull'argomento,  a  tutti
  quelli che viaggiano per nome, per conto, per spesa della Regione
  siciliana, perché ne deriva una mobilitazione vera a difesa di un
  diritto  e  di una prospettiva perché, colleghi, il  problema  in
  questo  momento  è  la confusione, che molti  deputati  nazionali
  fanno, fra la dimensione del diritto e la dimensione del fatto.
     Se  ne  derivava  la chiarezza di questa confusione  già  ieri
  pomeriggio   durante  l'interlocuzione  con  i  nostri   colleghi
  deputati  nazionali,  i  quali alla fine finivano  per  affermare
  verità  apodittiche  favorevoli o contrarie  alla  riforma  della
  Costituzione,   ma   apodittiche,   cioè   non   bisognevoli   di
  dimostrazione ma dall'alto calate a favore o contro posizioni che
  hanno   un   senso  nel  panorama  nazionale  ma  che  non   sono
  finalizzabili ai motivi per i quali avevamo chiesto l'incontro.
   La  necessità, invece, oggi è che in maniera bipartisan,  almeno
  fra  noi,  si  stabilisca un clima di avallo  di  documenti  come
  quello dell'ordine del giorno che abbiamo cofirmato  anche in  un
  clima  di  disinteresse generale, anche fra quelli che dovrebbero
  essere  addetti ai lavori ed io non entrerò nel merito dei  costi
  finanziari della riforma perché rischierei anch'io di entrare  in
  questa fase del dibattito, nelle verità parziali, nelle verità di
  parte.
   Vorrei,  brevemente,  intrattenere l'uditorio  sulla  specialità
  che  non  è  dovuta  soltanto a motivi  che  qualche  volta  sono
  anacronistici ed anche retorici - motivi di altri tempi risalenti
  agli anni '40 - ma al ruolo che la Sicilia si appresta a svolgere
  dopo il 31 dicembre 2010 perché la Sicilia si ritroverà al centro
  delle  quattro sponde del Mediterraneo ed avrà bisogno di  poteri
  particolari   per   svolgere  un  ruolo  al  quale   è   chiamata
  dall'interesse nazionale e  - consentitemi - anche dall'interesse
  europeo.
   Dobbiamo  accrescere, e lo prevediamo nella riforma  del  nostro
  Statuto,  le  competenze  della Regione siciliana  in  ordine  ai
  rapporti  con gli altri Stati almeno fra quelli delle sponde  del
  Mediterraneo,  altro  che  limitazione delle  nostre  specialità;
  questo   mi  permette  di  entrare  sul  discorso  dell'interesse
  nazionale.
   Qui   non   va  espresso  l'interesse  nazionale  come  concetto
  fondamentale,  come la principale di un discorso  sintatticamente
  complesso,  per  applicare il principio di sussidiarietà  bisogna
  esprimere una litòte nel senso che bisogna negare il contrario.
   Dobbiamo  fare in modo che dai nostri deputati - se è  possibile
  -  a livello nazionale sia affermato il concetto di sussidiarietà
  facendo riferimento alla Sicilia e attribuendo alla Sicilia  come
  Regione a Statuto speciale tutti i poteri, i massimi poteri,  che
  un  compromesso intelligente consente con la formulazione  purché
  essi non entrino in contrasto con l'interesse nazionale.
   Ecco  la  litòte  che ci permette di affermare  il  concetto  di
  sussidiarietà e di confermare la specialità del nostro Statuto.
   Per  caso   - dicevo ieri in conferenza congiunta con i colleghi
  deputati  nazionali  -  si  è  verificato  uno  strano  caso   di
  eterogenesi dei fini.
   L'interesse  nazionale,  nella  formulazione  dei  colleghi   di
  Alleanza  Nazionale, storicamente è nato per contrastare  pretese
  parasecessionistiche  della Lega nord. Quindi,  è  subentrato  il
  concetto di interesse nazionale perché tendeva ad equilibrare  ed
  a  parare  ma l'obiettivo - che in buona fede i colleghi deputati
  di   Alleanza  Nazionale  si  proponevano   oggi  dal  corso  del
  dibattito  in  Aula  e nel territorio - è un obiettivo  diventato
  secondario.  Esso finisce per punire la specialità degli  statuti
  perché  la  Lega si è attrezzata in altra maniera per  svicolare,
  rispetto  a  questa  diga che i colleghi  di  Alleanza  nazionale
  ponevano    in   buona   fede   per   contrapporsi   alle    mire
  parasecessionistiche della Lega.
   Per  cui  l'eterogenesi dei fini ha fatto in modo che ad  essere
  danneggiata  non  è più la parte Nord e ricca del  Paese,  ma  la
  parte  Sud ed in particolare la Sicilia, con lo Statuto  speciale
  non   raggiunge   l'obiettivo  per  cui  l'iniziativa  era  stata
  intrapresa.
   Consentitemi   l'ultima  osservazione,   colleghi.   Il   Senato
  federale  e  la  contestualità della  scadenza  elettorale  -  ne
  parlavamo fino a poco fa alla Conferenza dei Capigruppo -  non  è
  un  muro  invalicabile. Abbiamo firmato un ordine del giorno  che
  poi  nella  formulazione del Presidente Fleres ci ha visti  tutti
  d'accordo, ma noi dobbiamo fare ognuno all'interno del partito di
  appartenenza  una grande battaglia, perché la concatenazione,  la
  contestualità     elettorale    diventi     una     contestualità
  rappresentativa, alla maniera americana.
   E'  importante che i territori vengano sempre rappresentati,  il
  Senato  federale veda la costanza della rappresentanza,  che  poi
  questo  debba  avvenire per forza, perché siano  eletti  tutti  i
  membri  del  Senato federale alla stessa maniera e  nello  stesso
  giorno,  perché questo permette ad altri - saremmo etero diretti,
  si  scioglie il Parlamento nazionale - di intervenire  in  ordine
  alla  tempistica  delle elezioni anche nelle  regioni  a  Statuto
  speciale,  a  noi non va bene, questo argomento va  approfondito,
  ulteriormente  sviscerato e poi presentato perché  la  specialità
  del  nostro Statuto permetta non soltanto il merito, ma anche  la
  tempistica di tipo elettorale diversificata rispetto al resto.
   Sono  importanti  non  le  persone  che  ci  rappresentano,   ma
  l'organo che viene rappresentato e la funzione che svolge.
   Noi  accettiamo  quest'ordine del giorno alla  cui  formulazione
  abbiamo  partecipato,  anche se siamo convinti  che  potremo  con
  un'azione  comune ottenere di più, magari approfondendo  come  ha
  fatto  meritoriamente  l'onorevole  Spampinato  l'argomento   nel
  merito  ed  ognuno,  non  solo nel partito,  ma  anche  nell'area
  culturale di appartenenza vada ad approfondire, prima che finisca
  la seconda lettura alla Camera. Recuperare il senso e l'indirizzo
  della  nostra  specialità, riconfermare  ancor  più  spinto  post
  dictum - diciamo che sono  dispiaciuto dell'assenza del Governo -
  peccato   Abbiamo scritto con tanta buona volontà, abbiamo  tolto
  la  congiunzione anche , abbiamo voluto far partecipare ai nostri
  lavori il Governo ed il suo rappresentante; abbiamo tolto anche -
  forse dovevamo scrivere escluso - ma diamo un buon esempio.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole  Spampinato.  Ne
  ha facoltà. Comunico di aver apposto la firma alla mozione numero
  309.
   Onorevoli  colleghi,  propongo di modificare  il  programma  dei
  lavori  in precedenza approvato, nel senso di fissare la prossima
  seduta   per   mercoledì  29  settembre  2004.  In  tale   seduta
  l'Assemblea   discuterà   le  mozioni   inerenti   alla   manovra
  finanziaria  del Governo nazionale ed esaminerà il  Documento  di
  programmazione economico-finanziaria (DPEF).
   Nella  successiva  seduta, che resta fissata per  il  5  ottobre
  2004,  inizierà  la discussione del disegno di legge  numero  917
  recante   Assestamento  del  bilancio  della  Regione  e   misure
  urgenti'.
   Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
    E' iscritto a parlare l'onorevole Spampinato. Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  desidero
  iniziare  il  mio  intervento ringraziando, in  maniera  sentita,
  l'onorevole Fleres per l'iniziativa assunta, motivo per cui siamo
  qui oggi presenti.
   Con  attenzione,  onorevole  Fleres,  seguiamo  il  suo  impegno
  istituzionale,   nella   qualità   di   Vicepresidente    vicario
  dell'Assemblea regionale siciliana, nelle competenti sedi dove si
  discutono  le riforme istituzionali: in tal senso, la ringraziamo
  per   le   sue   continue  rendicontanzioni  di  tali  interventi
  istituzionali.  Il ringraziamento di oggi, in particolare,  è  di
  vero cuore, perché si è sollevato un problema fondamentale per la
  stessa nostra Autonomia.
   Signor  Presidente,  lei riferiva i termini dell'intercettazione
  dell'attività parlamentare, intercettazione che è  giunta  in  un
  momento in cui ancora si può intervenire affinché non vi sia  una
  lesione grave delle prerogative della nostra Autonomia.
   Rivolgo  un  ringraziamento anche all'onorevole  Ortisi  per  la
  citazione  e  a  tutti  coloro che hanno  reso  possibile  questo
  dibattito  che  dà pure un senso alla nostra presenza  in  questa
  Assemblea.
   Spesso  io sono molto critico perché considero sorda quest'Aula,
  ma  quando si tratta di temi istituzionali - non è la prima volta
  -  c'è la possibilità, e meno male, di poter discutere e anche di
  poter far sentire le proprie ragioni, di ascoltarle e talvolta di
  condividerle,  non frustrando quindi la voglia di poter  dare  un
  positivo apporto ai lavori di questa Assemblea.
   Credo  che, in qualche modo, tutti coloro che sono stati da  lei
  coinvolti   -   mi  rivolgo  a  lei,  onorevole  Fleres,   nonché
  all'onorevole presidente Lo Porto - hanno svolto la loro funzione
  seguendo questi princìpi.
   Grave  attentato  alle  prerogative  autonomistiche:  credo  sia
  questo  il  tema  di cui stiamo parlando oggi. E voglio  partire,
  cercando  di  entrare un po' nel merito della nostra  iniziativa,
  proprio    dall'articolo   di   chiusura   di   questa   proposta
  costituzionale, l'articolo 43, esattamente il comma quindici, che
  prevede   l'automatica  applicazione  delle  norme   di   riforma
  costituzionale anche alle regioni a statuto speciale, fin  quando
  non   vengano  approvate  le  relative  modifiche  degli  statuti
  medesimi.
   In  altri  termini, se questa legge costituzionale venisse  così
  applicata,  potremmo  vederci  -  ora  farò  qualche  esempio   -
   derubati  della nostra Autonomia, sol perché, così come potrebbe
  accadere, questa riforma costituzionale entra in vigore prima del
  nuovo Statuto regionale.
   Sapete  che  spesso in questa Aula, in riferimento al  tema  sul
  controllo  delle  leggi regionali, mi sono  espresso  in  maniera
  chiara contro l'ipotesi di un sindacato successivo - il controllo
  del Commissario dello Stato - perché reputavo e reputo che vi sia
  una  forma di autonomia maggiore, così come oggi prevista per  le
  regioni ordinarie.
   Però  devo  dire  che  se non fosse esistito,  e  noi  l'abbiamo
  applicato,  il  famoso articolo 10, in riferimento  al  Titolo  V
  della  Costituzione,  che  dava la possibilità  alle  regioni  di
  decidere  quelle che sono le forme che considerano più  estensive
  della propria autonomia - le riforme previste dal Titolo V - oggi
  non avremmo potuto svolgere ed esercitare la nostra autonomia.
   Noi  abbiamo  discusso e votato un ordine del  giorno  dove,  in
  maniera motivata,  si è ritenuto che vi sia una maggiore forma di
  autonomia nel continuare a prevedere  il controllo preventivo del
  Commissario dello Stato.
   Se  non  ci  fosse uno stesso articolo, che noi richiediamo  con
  questo ordine del giorno, anche nel dibattuto disegno di legge di
  modifica costituzionale, la nostra Autonomia non potrebbe  essere
  esercitata. E, per esempio, avremmo in Sicilia anche un controllo
  di merito, cosa che non si è mai verificata in nessuna regione  a
  Statuto     speciale,    nemmeno    nelle    regioni    ordinarie
  sostanzialmente; ricordo, infatti, che una delle differenziazioni
  principali  tra regioni ordinarie e regioni speciali era  proprio
  che il controllo sulla legge regionale non potesse mai essere  di
  merito.
   Ebbene,  se  oggi  non ci fosse quest'articolo che  salvaguardia
  le   prerogative   dell'autonomia   che  rivendichiamo,   e   che
  probabilmente  è  il fulcro delle nostre richieste,  avremmo,  lo
  ribadisco,   un  controllo  di merito, cosa  mai  successa  nella
  storia delle autonomie di nessuna regione speciale.
   Controllo   di   merito  che  significa  lesione  dell'interesse
  nazionale, significa opportunità di fare entrare o meno in vigore
  una  legge regionale, esercizio che sarà fatto dal Governo a  cui
  spetta l'impugnativa.
   Nell'esperienza regionale, anche di quelle ordinarie, non  vi  è
  mai   stata   una   impugnativa  per  violazione   dell'interesse
  nazionale, mai una violazione per vizio di merito, e  ciò  non  è
  avvenuto per un motivo fondamentale: risulterebbe particolarmente
  complesso, infatti, identificare ciò che può essere un  vizio  di
  merito, essendo sin troppo lasciato alla discrezionalità  di  chi
  dovrebbe  decidere; dunque, opportunamente, non si  è  mai  fatto
  ricorso a questo tipo di impugnativa.
   Ciò  premesso, ecco dimostrato perché  è più che utile la nostra
  richiesta  avanzata  con  questo ordine  del  giorno  per  quanto
  riguarda l'introduzione delle norme di salvaguardia.
   Diceva  benissimo  l'onorevole Ortisi,  abbiamo  tanto  discusso
  rispetto alla contestualità elettiva e abbiamo approvato un testo
  in  cui  si  fa  riferimento principalmente alla  nostra  potestà
  esclusiva.  Noi abbiamo cercato di evidenziare che, a prescindere
  dalle  decisioni della Costituente nazionale, intendiamo ribadire
  che prevarrebbe comunque la nostra autonomia nella determinazione
  della  durata di una legislatura. Mi riferisco al principio della
  contestualità   elettiva   che  significa   non   solo   elezione
  contestuale   di  Senato  federale  e  Assemblea  regionale,   ma
  determina  altresì lo scioglimento dell'Assemblea  regionale  nel
  caso  di  contestuale  scioglimento  del  Senato  federale;   ciò
  significa  pure  che  se,  per  caso,  l'Assemblea  regionale  si
  sciogliesse  quando manca ancora un anno dallo  scioglimento  del
  Senato  federale,  si  rinnoverebbe esclusivamente  per  un  anno
  perché,  appunto,  con  lo  scioglimento  successivo  del  Senato
  federale,  ci  sarebbe  anche  l'ulteriore  contestuale  elezione
  dell'Assemblea regionale.
   Ecco  perché noi chiediamo che sia approvato questo  ordine  del
  giorno, affinché venga ribadita l'esigenza di poter rappresentare
  la  Regione  siciliana nel Senato federale,  secondo  un  sistema
  tipico  come  quello  del Senato americano,  organo  quest'ultimo
  rinnovato man mano che avviene il ricambio dei vari governatori.
   Nell'avviarmi   a   concludere,  riprendo   sostanzialmente   le
  considerazioni  iniziali,  facendo però  un  riferimento  un  po'
  generale  rispetto a questa riforma costituzionale, non  entrando
  quindi  nel merito dei temi su cui si sta dibattendo,   anche  in
  maniera  accesa,  alla  Camera  dei Deputati:  desidero  svolgere
  piuttosto  una  considerazione che forse  potrebbe  essere  anche
  oggetto  di  un  ulteriore approfondimento  di  questa  Assemblea
  rispetto allo stesso significato di Senato federale.
   Ci  è  stato  spiegato, infatti, che non funzionava  il  sistema
  attuale,   il  bicameralismo  perfetto,  e  che  era   necessario
  pervenire  ad  un riparto delle competenze tra Camera  e  Senato,
  determinando  un  bilanciamento e una camera  di  rappresentanza,
  anche a tutela degli interessi locali.
   Ritengo  che ciò abbia determinato uno sbilanciamento  a  favore
  della Camera dei Deputati. Infatti, se andiamo a controllare,  da
  una  parte,  le competenze attribuite alla Camera e,  dall'altra,
  quelle   attribuite   al   Senato  federale,   risultano   essere
  sicuramente  più  importanti le materie  contenute  nell'articolo
  117,  comma 2, attribuite appunto alla Camera, rispetto al novero
  delle  competenze  del  Senato  federale,  di  cui  al  comma   3
  dell'articolo 117.
   Ma  ancor  di  più,  c'è  da  ricordare  la  possibilità  di  un
  intervento  del  Governo,  previsto  esclusivamente  per   quanto
  riguarda  le eventuali impugnative, da parte della Camera,  delle
  leggi deliberate dal Senato federale. Tale istituto, invece,  non
  è   previsto,  reciprocamente,  per  quanto  concerne  le   leggi
  approvate dalla Camera dei Deputati.
   Credo  che  questo  abbia  determinato e  determini,  anche  con
  riferimento   agli  organismi  territoriali  che  devono   essere
  tutelati  dal  Senato federale, una disparità di trattamento  che
  dovrebbe essere corretta.

    PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole Speziale.  Ne  ha
  facoltà.

    SPEZIALE      Signor     Presidente,    onorevoli     colleghi,
  preliminarmente   voglio  esprimere  il  mio  apprezzamento   per
  l'iniziativa  sia  del Presidente dell'Assemblea  che  di  quella
  dell'onorevole   Fleres  che,  forse,  vede  impegnata   un   po'
  tardivamente  l'Assemblea  regionale  su  un  tema   di   rilievo
  straordinario  quale quello della riforma della Costituzione  del
  nostro Paese.
   Si  tratta  di  una riforma che si doveva porre in essere  forse
  con  ben  altro  clima,  ben altro impegno,  che  avrebbe  dovuto
  interessare strati consistenti dell'opinione pubblica del  nostro
  Paese.
   Invece,  la  predetta  riforma,  così  com'è  stata  presentata,
  sembra  essere stata elaborata  all'interno di riunioni   di  una
  coalizione politica che  ha tentato forzatamente di difenderne  i
  contenuti.
   Risulta essere evidente in questi giorni, nel dibattito  che  si
  sta  svolgendo  alla Camera, che i contenuti non sono  facilmente
  accettati sia da parte di vasti strati dell'opinione pubblica che
  della stessa maggioranza.
   Ritengo  che una riforma istituzionale avrebbe avuto bisogno  di
  ben  altro profilo di intervento da parte dei partiti. Spesso  ci
  viene  contestato  che  anche noi abbiamo proceduto  a  colpi  di
  maggioranza a fare una riforma del Titolo V della Costituzione. A
  tal  proposito  voglio ricordare, a quanti  obiettano,  che  quel
  testo  era  stato  concordato  in Commissione  bicamerale  e  che
  proprio  su  quel  testo  si è espresso  un  voto  da  parte  del
  Parlamento nazionale.
   Si  sta  procedendo, adesso, non in maniera organica  e,  seppur
  con  qualche tentativo di introdurre correttivi rispetto al testo
  presentato,  c'è una sollevazione oggettiva nel Paese.
   Il  fatto  che i presidenti delle regioni, sia di centrosinistra
  che  di centrodestra, hanno contestato all'origine la natura  del
  provvedimento, il fatto stesso che il 3 agosto i presidenti delle
  regioni a statuto speciale hanno dovuto presentare un ordine  del
  giorno  nel  quale  contestavano alla radice i provvedimenti  che
  riguardano  la  limitazione dei poteri delle  regioni  a  statuto
  speciale,  danno  il segno che si sta procedendo  confusamente  a
  livello  nazionale  e che si tratta di una riforma  che  tende  a
  privilegiare  nel  nuovo  disegno  della  Costituzione   italiana
  soltanto una parte del Paese.
   La  riforma  della  Costituzione che va sotto  il  titolo  della
  devolution comporta non solo costi aggiuntivi per le casse  dello
  Stato,  ma potrebbe comportare, come è stato denunciato  oggi  su
  autorevoli quotidiani insigni professori universitari,  un  onere
  aggiuntivo  a carico del bilancio della regione siciliana  per  5
  miliardi di euro.
   Ci  troviamo,  quindi,  di fronte  ad  una  manovra  che  ha  un
  carattere  sconsiderato che tende a limitare  i  poteri  speciali
  dell'Autonomia  regionale  e  che, contemporaneamente,   tende  a
  peggiorare  le  condizioni - già gravi - di dissesto  finanziario
  della nostra Regione.
   In  questo  contesto, dobbiamo operare per  trovare  un  terreno
  fertile  al  fine  di  introdurre modifiche  al  testo  di  legge
  presentato  all'esame  del Parlamento. L'ordine  del  giorno  che
  stiamo  approvando, da lei elaborato, onorevole Presidente Fleres
  -  ordine  del giorno sul quale c'è anche la mia firma  -   è  un
  documento che riassume positivamente una posizione dell'Assemblea
  regionale  siciliana: ci possono essere punti di  vista  diversi,
  tuttavia vogliamo riaffermare, in questa sede, il nostro impegno,
  quello    del   Parlamento  regionale,  a  cercare  di   incidere
  positivamente  e  modificare  il  taglio  dell'orientamento   del
  Governo nazionale.
   Onorevoli  colleghi,  considero un fatto  positivo  la  riunione
  svoltasi  ieri, convocata dal Presidente Lo Porto in  Commissione
  Statuto  al  fine  di aprire un'interlocuzione con i parlamentari
  nazionali  eletti  in Sicilia, così come mi  auguro  lo  sia   la
  riunione  che  si  svolgerà  domani a  Roma  con  i  parlamentari
  nazionali. Considero anche questa un'iniziativa positiva da parte
  del  Presidente dell'Assemblea, tuttavia dobbiamo registrare  che
  la  non  presenza al dibattito in Commissione Statuto di numerosi
  deputati evidenzia il poco peso dell'Assemblea regionale, come se
  venisse  trascurata la sua funzione primaria anche  dagli  stessi
  parlamentari   che   dovrebbero  rappresentarla   al   Parlamento
  nazionale.
   Il  dibattito  insomma si è svolto sotto tono ed i  parlamentari
  nazionali  eletti  in Sicilia non intendono  sottrarsi  al  gioco
  politico   di   appartenenza   agli   schieramenti,   antepongono
  l'appartenenza  alle logiche di schieramento  anziché  anteporre,
  come  spesso è stato fatto, gli interessi della Sicilia  rispetto
  agli interessi degli schieramenti.
   Noi  stiamo  facendo un tentativo sobrio e mi auguro che  questo
  possa in qualche modo determinare una modifica degli orientamenti
  da  parte  degli  schieramenti nazionali, in  particolare   dello
  schieramento  a  cui fa capo in questo momento la modifica  della
  Costituzione  del  nostro  Paese. C'è  un  dibattito  aperto  nel
  Parlamento  e  nel  Paese. Personalmente mi  iscrivo  tra  quanti
  ritengono che dopo questa prima fase  sarebbe utile  rinviare  il
  dibattito alla Costituente, arrivare al 2006 ed eleggere  assieme
  al  Parlamento  nazionale  una  Costituente  che  possa  davvero,
  attraverso  la  costituente  legittimata  da  un  voto  popolare,
  rimettere mano ad una revisione dell'impianto costituzionale  del
  nostro  Paese;  se dovessero ancora andare avanti  in  modo  così
  frettoloso io penso che i danni sarebbero irrimediabili.
   Signor  Presidente,  ci troviamo ad operare in  un  contesto  in
  cui  si  tende  a  ridurre  il potere  autonomista  della  nostra
  Regione.  Si può discutere se l'Autonomia regionale  è  stata  un
  bene  o  un  male  per  la  nostra  Regione  e  tuttavia   voglio
  ricordare,  da  convinto autonomista, ai nostri colleghi  che  il
  Parlamento regionale e la sua autonomia determinò una capacità di
  contrattazione   della   Regione  nei   confronti   dello   Stato
  definendone  il  rapporto pattizzio, ed è bene  un  prezioso  che
  dobbiamo saper salvaguardare, arricchire e valorizzare anche  con
  i nostri comportamenti,  tuttavia ritengo che ancora le autonomie
  speciali, in particolare l'Autonomia regionale possa svolgere una
  grande  funzione  dentro  l'impianto  costituzionale  del  nostro
  Paese.
   Non  c'è quindi la difesa di un privilegio, c'è la difesa di  un
  interesse  oggettivo;  ecco  perché  condividiamo  il  fatto  che
  devono  rimanere  prerogative  statutarie  nei  confronti   della
  Regione  siciliana  e  del  Parlamento  regionale,  ecco   perché
  malgrado  non   condividiamo la ratio  contenuta  nel  testo  del
  disegno  di  legge  presentato al Parlamento  nazionale,  abbiamo
  condiviso,  nel  senso  che  abbiamo firmato,  il  secondo  punto
  relativo alla contestualità elettiva.
   Che  significa  contestualità elettiva?  Vuol  dire  che  se  si
  dovesse  sciogliere  per  una crisi  il  Parlamento  nazionale  e
  dovesse  intervenire  dunque  lo  scioglimento  del  Senato,   il
  Parlamento regionale, eletto dopo un anno, seguirebbe  la  stessa
  sorte  del  Parlamento nazionale? Che significa  determinare  una
  condizione  di assoluta instabilità? Che significa assicurare  al
  Presidente  della  Repubblica la possibilità di procedere,  oltre
  che  allo  scioglimento delle due Camere, anche  al contemporaneo
  scioglimento  di  tutti i Consigli regionali  del  nostro  Paese,
  sulla   base   di  un  potere  che  viene  trasferito,   appunto,
  direttamente  al  Capo  dello Stato?   Qualcuno,  ahimè,  avrebbe
  voluto  trasferirlo  anche  al  Capo dell'Esecutivo,  modificando
  profondamente la natura democratica  dell'ordinamento degli  enti
  locali.
   Queste e molte altre cose non ci convincono nell'impianto  della
  riforma,  e credo che abbiamo il dovere di intervenire per tempo.
     Signor Presidente, condivido l'ordine del giorno, in tutti gli
  aspetti che abbiamo già discusso nella Conferenza dei Capigruppo,
  lo  condivido,  soprattutto,  nella parte in cui si  tengono   in
  vita  le  prerogative statutarie che permettono i  controlli  del
  Commissario dello Stato.
       Ricordo  che  questa  Assemblea  regionale,   è  stata   già
  impegnata  su questo dibattito all'inizio della legislatura;  noi
  ci  siamo  iscritti fra quelli che sostenevano che il Commissario
  dello   Stato  era  di  maggiore  garanzia  nei  confronti  della
  procedura  sui controlli per le regioni a statuto ordinario  che,
  come   tutti  sanno,  sono  sottoposte  a  controllo   da   parte
  dell'Esecutivo,  per  cui  molte volte i  controlli  anziché  nel
  merito sono anche controlli ideologici.
   Voglio  citare  un esempio: la Regione Toscana  si  è  data  uno
  Statuto in cui ha previsto le coppie di fatto. Lo Statuto è stato
  sottoposto a controllo di merito da parte dell'Esecutivo, che  lo
  rinvia  alla Consulta aprendo uno scontro di natura ideologica  e
  non  di  merito,  disconoscendo, quindi,  l'autonomia  di  quella
  regione
   Ecco  perché   ritengo  che  noi dobbiamo  mantenere  le  nostre
  prerogative,  e  ritengo che la figura, in questo  contesto,  del
  Commissario  dello  Stato,  così come  previsto  nell'ordine  del
  giorno  numero  22  approvato  dall'Assemblea  regionale  il   29
  novembre,  preservi le prerogative dello Statuto regionale,  ecco
  perché lo abbiamo riproposto nell'odierno  ordine del giorno.
   Così  come  abbiamo  fatto  bene a richiamare  l'art.  10  della
  legge  numero 3 di riforma costituzionale che permette  si  possa
  intervenire  soltanto quando si ampliano i poteri da parte  della
  regione, mentre il testo che è all'esame del Parlamento in questo
  momento  prevede anche la possibilità di interventi limitativi  o
  addirittura, in caso di inadempienze,  anche sostitutivi da parte
  del Governo e da parte del Parlamento nazionale.
   Sono  queste  le  ragioni che ci hanno spinto  a  dare  un  voto
  unitario e che ci vedono  in questa iniziativa. Domani sera - per
  quanto  ci riguarda, per la parte politica che noi rappresentiamo
  -  solleciteremo i nostri deputati affinché ognuno si assuma fino
  in  fondo  la responsabilità che anche nella sede del  Parlamento
  nazionale  ci sia un orientamento conforme all'ordine del  giorno
  che stiamo votando. Noi faremo tutti i passi dovuti nei confronti
  dei deputati - purtroppo sono pochi, se fossero di più, in questo
  caso,  sarebbe stato meglio - diessini eletti in Sicilia affinchè
  partecipino   principalmente  a  tutte  le  fasi  di  discussione
  dell'Aula  e  si  impegnino  a  dare esecuzione  all'orientamento
  assunto dall'Assemblea regionale siciliana.
   Signor  Presidente, la nostra rappresentanza politica conta  nel
  Parlamento nazionale cinque o sei deputati, il centrodestra ne ha
  una settantina. Se da parte dei colleghi del centrodestra e se da
  parte  dei Gruppi parlamentari presenti in quest'Aula,  e  se  da
  parte  di autorevoli rappresentanti anche nell'ambito del Governo
  siciliano, ci fosse lo stesso orientamento -   cioè quello in cui
  i    Gruppi    parlamentari   regionali    potessero     incidere
  sull'orientamento dei parlamentari siciliani eletti al Parlamento
  nazionale -  aprendo con loro una discussione e chiedendo loro di
  adeguare  i  comportamenti  all'ordine  del  giorno  che  abbiamo
  approvato    stasera,   potremmo   raggiungere    un    risultato
  straordinario.
   Ciò  proprio  perché  il  voto  dei  parlamentari  siciliani   è
  decisivo  ai fini di  determinare  un orientamento del Parlamento
  nazionale.
   Se  si  vuole  fare  sul  serio, e noi lo  vogliamo,  attraverso
  l'ordine  del  giorno che abbiamo sottoscritto,  lo  dimostreremo
  nelle  prossime ore, è possibile modificare l'orientamento che  è
  presente in questo momento al Parlamento nazionale.
   Se   invece   i  parlamentari  della  maggioranza,  dopo   avere
  approvato a Palermo questo ordine del giorno, si piegheranno agli
  interessi  di  schieramento, agli interessi di  governo,  anziché
  agli   interessi   della  Sicilia,  avremo  una  brutta   riforma
  costituzionale,  una riforma costituzionale che limita  i  poteri
  dell'autonomia regionale, che limita fortemente le risorse  della
  nostra  Regione e, soprattutto, avremmo assistito -  lo  dico  ai
  Presidenti del Gruppo parlamentare  di Forza Italia e di Alleanza
  nazionale  - ad una discussione di farsa e non ad una discussione
  vera.

   PRESIDENTE.  E'  iscritto a parlare l'onorevole Acierno.  Ne  ha
  facoltà.

   ACIERNO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non v'è  dubbio
  che  il  tema  è  assolutamente di  vitale  importanza,  degno  e
  meritevole di una assoluta attenzione e consapevolezza  da  parte
  di  questo Parlamento, soprattutto da parte di un Parlamento che,
  primo  fra  tutti,  è  riuscito a scrivere il  senso  politico  e
  sociale  del concetto di autonomia. E non v'è dubbio  che  questa
  autonomia, ogni qualvolta viene messa nelle mani di terzi, assume
  un  connotato diverso da quello che noi e i nostri padri  avevano
  immaginato.
   Nel  rispetto  delle  istituzioni, il Parlamento  si  accinge  a
  scrivere  la modifica della nostra Costituzione, circostanza  che
  personalmente  ritengo un atto dovuto nei  confronti  del  popolo
  italiano e, quindi, anche del popolo siciliano, perché la  nostra
  Carta  costituente, per quanto nobile e alta,  sicuramente,  deve
  vedere  un  suo   ammodernamento  rispetto alle  mutate  esigenze
  della  società  civile  italiana.  Ed  è  quindi  un  dovere  del
  Parlamento  nazionale quello di procedere ad una seria  rilettura
  della  nostra  Carta costituente, fatti salvi quei  princìpi  che
  furono  pagati  anche  col  sangue in  terra  di  Sicilia  e  che
  portarono  l'isola  ad  assumere il rango di  Regione  a  Statuto
  speciale.
     Intendo  tuttavia soffermarmi, molto brevemente, su  due  temi
  che  ho  sostenuto in quest'Aula sin dai primi giorni  di  questa
  legislatura, sin da quando votai contro l'ordine del  giorno  che
  questa   Assemblea  deliberò  a  maggioranza  sulla  figura   del
  Commissario dello Stato.
   Tale  figura,  ripresentata oggi in questo  ordine  del  giorno,
  meritevole  di ogni rispetto, ma che inficia la nostra autonomia,
  come  ho  avuto  modo  di rilevare in più occasioni,  non  ultimo
  quello  sulla  legge  elettorale, che ha riguardato  non   se  si
  trattasse  di una buona o una cattiva legge: nella sua  relazione
  introduttiva  si  riferiva alle diatribe  politiche  avvenute  in
  Aula,  il  Commissario dello Stato non può e non  deve  esprimere
  giudizi di ordine politico: ciò è dato alla politica. Lui  doveva
  esercitare  il  ruolo di notaio nei confronti del rispetto  della
  Costituzione, ma mai entrare nel merito delle nostre prerogative
   L'altro  tema che ritengo importante è quello della costituzione
  di  questo  Senato  federale e della  strana  convivenza  che  il
  legislatore  nazionale ha pensato di dare a tale istituzione  con
  quella dei Consigli regionali e del Parlamento siciliano, come se
  la  devolution,  le  deleghe legislative e  la  nostra  autonomia
  fossero improvvisamente venute meno.
   Su  questo,  pur guardando con grande interesse -  personalmente
  ero  componente della Camera dei Deputati quando si tentò con  la
   Bicamerale , presieduta dall'onorevole D'Alema, di riscrivere la
  nostra  Costituzione  -  presentai un emendamento  che  prevedeva
  l'istituzione  di  un Senato delle Regioni per  uscire  fuori  da
  questo sistema bicamerale ormai vecchio, che spesso e volentieri,
  anziché accelerare i processi, così come era previsto dai  nostri
  Padri  costituenti, ossia una Camera più specifica per  avere  un
  occhio  in  più  rispetto alle leggi che si andavano  a  formare,
  purtroppo con la decadenza dei tempi si trasformò in un ulteriore
  giogo  dal  quale  filtrare  interessi  di  pochi  rispetto  agli
  interessi dei molti, ma si tratta di un Senato delle regioni.
   Un  Senato federale invece è un'importante innovazione,  ma  non
  dobbiamo cedere però al piattismo come se tutti fossimo la stessa
  cosa.
     Mi  chiedevo, infatti, se il legislatore avesse  previsto,  in
  caso di anticipato scioglimento di una legislatura nazionale,  le
  sorti  di  questo  Senato  federale;  segue  quelle  dell'attuale
  Senato,  cioé viene sciolto anticipatamente o rimane in piedi?  E
  in  caso di una crisi politica nazionale vengono coinvolte  tutte
  le Regioni?
     Non  immagino neanche i costi di un'operazione di questo tipo,
  ma  penso  maggiormente con terrore alla differenza  dei  sistemi
  elettivi.
   Ogni   regione  ormai  si  può  dotare  di  una  propria   legge
  elettorale e anche questa sarebbe una grave sconfitta  perché  la
  verità   è  che  dovremmo  tendere  all'uniformità  dei   sistemi
  elettorali,  sarebbe  paradossale fare  una  campagna  elettorale
  contestuale   con  un  sistema  proporzionale   ed   un   sistema
  maggioritario. Veramente la gente comincerebbe a non  capire  più
  niente
   Quindi,  al  di  là  di singoli temi che in qualche  maniera  ci
  potrebbero preoccupare, credo che abbiamo il dovere, come  classe
  politica,  di  incidere  rispetto a delle scelte  che  potrebbero
  essere fatte di fretta ed alla fine essere fatte male.
     E  lo dico perché pochi giorni fa abbiamo dovuto approvare  un
  ordine del giorno che dava mandato al Presidente della Regione di
  promulgare la legge elettorale epurata dalle parti contestate dal
  Commissario  dello Stato, il quale citava -come  se  noi  non  lo
  avessimo gridato in quest'Aula -che c'erano troppi contrasti  tra
  la legge elettorale e l'attuale Statuto della Regione siciliana.
   Tante  forze politiche di destra e di sinistra ebbero a chiedere
  in  quest'Aula   Perché la fretta di fare  una  legge  elettorale
  prima di mettere mano alla riforma dello Statuto? .
   E  con  questo punto di domanda, signor Presidente, concludo  il
  mio  intervento,  sottolineando che sia  io  che  l'onorevole  Lo
  Curto,  stasera presenti in Aula, continuiamo a rappresentare  il
  Gruppo parlamentare  Nuova Sicilia , unica forza politica oggi  a
  forte caratterizzazione regionale.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole Ioppolo.  Ne  ha
  facoltà.

    IOPPOLO   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  anch'io  mi
  atterrò  ai tempi che sono stati utilizzati dagli interventi  dei
  colleghi e anche da lei, signor Presidente, che siete intervenuti
  stasera  in  un dibattito che rappresenta uno scoglio  sul  quale
  prima  o  poi  si doveva arrivare, poiché il tema  delle  riforme
  costituzionali  ormai,  già  da  qualche  anno,  agita  il  mondo
  politico e il sistema nel suo complesso.
   Dobbiamo   soltanto   rilevare   che   questo   Parlamento,    e
  complessivamente  la  politica  siciliana,  giunge  con   qualche
  ritardo,   non  soltanto  temporale,  cronologico  al   dibattito
  medesimo, e rischiamo di apparire - eppure è forse un rischio che
  dobbiamo  correre - rivendicazionisti, costretti a rincorrere  un
  argomento  e  un  tema  anche con qualche  ritardo  di  carattere
  culturale.
   Il  tema  è  di  fondamentale importanza, è molto  delicato.  Si
  intrecciano  in  esso  ragioni  di carattere  costituzionale,  di
  carattere giuridico, di carattere storico, di carattere  politico
  e  vorrei trattare proprio questi ultimi aspetti in questi minuti
  del mio intervento.
   Dal  punto  di  vista  giuridico e  costituzionale,  l'intreccio
  delle norme, ed anche degli interessi, é assai fitto. Quello  che
  il Parlamento nazionale sta facendo, cari colleghi, non sfugge  a
  nessuno  di  voi;  si  tratta  sostanzialmente  di  riformare  83
  articoli su 139, quanti sono quelli della Costituzione, ossia  la
  parte   che  riguarda  l'ordinamento  e  l'organizzazione   della
  Repubblica,  cioè  dello Stato, disegnando un  nuovo  sistema  di
  rapporti con le Regioni e con le autonomie, senza che questo tipo
  di   intervento  sia  stato  argomentato,  motivato,   ragionato,
  discusso, condiviso con le Regioni e con le autonomie.
   Pertanto,  perché parlavo di uno scoglio sul quale prima  a  poi
  bisognava  giungere,  perché  così come  alcuni  di  noi  avevano
  paventato da qualche tempo, la Sicilia perde terreno e  lo  perde
  sul   piano  dell'autonomia,  sul  piano  giuridico,  sul   piano
  costituzionale  e  - possiamo paventarlo - lo perderà  anche  sul
  piano della propria configurazione di Regione a Statuto speciale.
   Per  carità, non dobbiamo apparire rivendicazionisti  e  nemmeno
  come i difensori strenui di qualcosa che nel tempo non sempre  ha
  funzionato bene. Quante volte ci siamo sentiti dire, anche da noi
  stessi,  l'espressione  che l'Autonomia speciale  spesso  per  la
  Sicilia  é  stata  più  una palla al piede,  un  freno  che  non,
  viceversa,  un impulso, uno stimolo, uno strumento da  utilizzare
  per conquistare nuove frontiere e nuovi obiettivi.
   Lo  abbiamo  sentito  dire e spesso lo  abbiamo  detto,  qualche
  volta  lo  abbiamo  detto a ragione e qualche  volta  lo  abbiamo
  detto,  magari,  forzando  e  stressando  l'argomento,  ma   devo
  rilevare  che  anche se l'Autonomia non é stata utilizzata  dalle
  classe  dirigenti  che ci hanno preceduto - e forse  anche  dalla
  nostra  in tempi molto più recenti - come meglio si poteva  fare,
  perdere comunque la nostra specificità non credo sia un obiettivo
  da perseguire e da raggiungere.
   Ecco  gli  argomenti  di carattere più politico  che  di   altra
  natura.  Dovremmo  trovare  noi, nelle  nostre  istituzioni,  nel
  Parlamento  e  nel Governo regionale, la forza e la  capacità  di
  colmare  i  vuoti che abbiamo dovuto registrare e di  trovare  la
  voglia di andare avanti, ma per fare questo, signor Presidente  e
  cari  colleghi - pochi in verità presenti in aula, durante questo
  dibattito -, ci vuole una profonda riforma della politica,  ancor
  prima delle Istituzioni.
   Perché  come  forse  ho  avuto modo di  dire  in  qualche  altra
  occasione,  nessuna  Carta  costituzionale,  nessuna  Istituzione
  funziona veramente bene se alle spalle non vi é una politica  che
  sappia  rappresentare le esigenze autentiche, genuine,  vere  del
  popolo   che  rappresenta,  delle  comunità  che  quella   classe
  dirigente e politica é chiamata a rappresentare.
   Certamente,  dobbiamo  registrare come  deludenti  questi  primi
  passi,  questi primi lodevoli tentativi, meno lodevoli le assenze
  massicce,  per  investire  dell'argomento  tutta  la  deputazione
  nazionale, senza nessuna esclusione e senza nessuna eccezione.
   Il  problema non è soltanto quello di difendere ciò  che  esiste
  sulla  carta,  il  problema è di guardare  nella  prospettiva  di
  costruire  una  nuova autonomia che sia però  davvero  capace  di
  contrapporsi  a  politiche che spesso penalizzano il  Mezzogiorno
  d'Italia  e  la  Sicilia  in particolare ed  inoltre  che  sappia
  davvero disegnare nuovi destini per le regioni meridionali  -  e,
  ripeto,  la Sicilia in particolare.
   Fermo  restando,  signor  Presidente e  colleghi  dell'Assemblea
  regionale siciliana, che la devoluzione non può essere affrontata
  con  disinvoltura, con leggerezza, con eccessiva celerità  perché
  vi  sono materie di competenza statale difficilmente trasferibili
  e    che    non   si   prestano   neanche   ad   essere   pensate
   intellettivamente  trasferite alle regioni.
   Personalmente,  alcune  materie  sono  e  devono   rimanere   di
  competenza  statale,  di competenza nazionale.  Ma  come  si  può
  pensare  alla  devoluzione in materia sanitaria,  in  materia  di
  sicurezza,  in materia di organizzazione delle forze  dell'ordine
  sul territorio nazionale, in materia di istruzione scolastica  ed
  universitaria?
       Di  questo passo potremmo arrivare persino a ventuno sistemi
  penali  con  differenze  di sanzioni e  persino  di  principi  di
  antigiuridicità, potrebbe non essere considerato antigiuridico in
  Piemonte ciò che lo è in Sicilia o in Trentino o in Calabria.
     Vi  sono  materie  che  devono, invece, essere  lasciate  alle
  competenze  della Regione ed in maniera autonoma  e  speciale  di
  talune Regioni, ecco quel terreno che, come Sicilia, rischiamo di
  perdere;   per   esempio   il   settore   dei   beni   culturali,
  dell'ambiente,  del  paesaggio, e  tutte  le  altre  materie  che
  certamente si prestano ad essere governate e gestite, lo dico  in
  positivo, da una specificità che è la summa della nostra  storia,
  della nostra tradizione, della nostra cultura, della capacità  di
  essere popolo su un territorio.
   Credo  che ci sia bisogno di molto equilibrio e anche  di  molta
  sensibilità  politica e che non si possono sempre piegare  queste
  esigenze e necessità alle esigenze politiche.
   Non  posso,  personalmente,  che salutare  assai  favorevolmente
  l'ordine   del   giorno  che  è  stato  proposto   all'attenzione
  dell'Assemblea regionale siciliana -  che peraltro reca le  firme
  di  tutti  i  presidenti  dei  gruppi parlamentari,  di  Alleanza
  nazionale  per  quel che mi riguarda -, ma credo che  quello  che
  lei,  signor Presidente, lamentava qualche tempo fa in  occasione
  del  mancato  più diffuso dibattito in ordine alla riforma  dello
  Statuto  siciliano ritengo che debba essere lanciato  come  grido
  d'allarme anche in questa occasione.
   Ritengo  che  ognuno  di  noi, i nostri gruppi  parlamentari,  i
  nostri  partiti  di  riferimento debbano  sapere  promuovere  sul
  territorio siciliano un serio e proficuo dibattito,  instaurando,
  se   necessario,  un  contenzioso  costruttivo  con  la  politica
  nazionale,  con il Governo nazionale, con la maggioranza  che  lo
  sostiene  al  fine di giungere al migliore risultato possibile  e
  per  non  vedere  riformati 83 articoli  della  Costituzione  con
  questo  modo  di  procedere e con la successiva, già  annunciata,
  rivisitazione   non   soltanto   della   seconda   parte    della
  Costituzione, ma anche del titolo V di cui è già in corso d'esame
  una ulteriore modifica.
   Credo  che  questa Assemblea regionale siciliana  debba  giocare
  pienamente  il  suo  ruolo di Parlamento dei siciliani,  che  non
  possa lasciar passare quasi sotto silenzio ciò che sta avvenendo,
  perché credo che non faremmo, in tal caso, un buon servigio  alla
  gente che presumiamo di rappresentare,  che è la stessa che ci ha
  onorato della sua fiducia e che tanta speranza nutriva e continua
  a  nutrire  per  le  sorti della Regione siciliana  e  delle  sue
  Istituzioni.

    PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole Micciché.  Ne  ha
  facoltà.

    MICCICHE'   Signor Presidente, onorevoli colleghi, come  Gruppo
  parlamentare  Sicilia 2010 - i cui componenti di  questo  Gruppo,
  come   tutti   sapete,  fanno  parte  di  diversi  partiti    del
  centrosinistra,   quali  Italia  dei  Valori,  Verdi,   Comunisti
  Italiani,  Primavera Siciliana - abbiamo deciso  di  non  firmare
  questo ordine del giorno per una serie di ragioni che sono  state
  già   espresse  in  alcuni  comunicati  stampa,  ma  che   vorrei
  brevemente esporre affermando soprattutto che non si tratta di un
  atto  di  scortesia, di poca educazione politica  nei  confronti,
  qualcuno  potrebbe  dire,  di chi ha  sollecitato  e  ha  portato
  avanti,  in  questi due giorni, il dibattito prima in Commissione
  Statuto ed ora qui in Aula.
   Ripeto,  non  è  una  questione di  maleducazione  politica  non
  rispondere   all'appello  quando  non   si   condividono   alcune
  impostazioni. L'approccio che si è dato, a nostro  avviso,  è  un
  approccio  sbagliato, una critica verso un disegno  di  legge  di
  riforma  costituzionale  che  a  nostro  avviso  va  espresso  in
  un'altra  maniera,  non in una maniera di  lamento  o  di  totale
  ipocrisia, di forte ipocrisia, di grande ipocrisia politica.
   Perché dico che c'è ipocrisia su questo atteggiamento? Perché  è
  come il cane che si morde la coda, dopo avere provocato dei danni
  oggi  si  chiede  un ripensamento a chi in campo  nazionale  -  i
  partiti  a  cui  facciamo riferimento - ha  criticato  aspramente
  questo  disegno  di  legge di riforma costituzionale,  ha  votato
  contro,  sia  in  Commissione che al Senato, su questa  bozza  di
  riforma che il Governo sta portando avanti.
   Ho  sentito  delle  lamentele molto  discutibili;  come  si  può
  affermare  una  critica  e poi, sotto il  profilo  politico,  non
  incidere sui propri riferimenti politici nazionali? I 61 deputati
  della  Casa  delle  Libertà  siciliana dovrebbero  sollevarsi  in
  maniera  forte e decisiva contro questa bozza, ma  non  lo  hanno
  fatto.
   Abbiamo  visto delle posizioni, come si suol dire  con un  colpo
  al  cerchio e un colpo alla botte', da parte del Ministro per gli
  affari  regionali, onorevole La Loggia, ma non mi pare che  abbia
  brillato per la sua totale opposizione.
   Proprio  il  Ministro  La Loggia dovrebbe essere  un  oppositore
  estremo  di  questa legge, anche perché metterebbe in discussione
  l'articolo 38 dello Statuto, il cui estensore è stato proprio  il
  padre  dell'attuale ministro La Loggia, l'onorevole  Giuseppe  La
  Loggia  che  fu Presidente di questa Assemblea negli anni  '50  e
  '60.
   Pensate,  quindi,  con quale forza avrebbe  dovuto  incidere  il
  ministro  La  Loggia; invece, il figlio fa registrare  un  totale
  accodamento,  segue  con  estrema  delicatezza  per  evitare   di
   disturbare  il  manovratore ,  che,  in  questo  caso,   sono  i
  componenti della Lega Nord che stanno incidendo in modo  negativo
  sull'assetto futuro della nostra Costituzione.
   La  Costituzione non è un oracolo, ma certamente non è  un  tabù
  da   superare:   non   è  nè  l'uno  né  l'altro.   Sono   regole
  costituzionali che si diedero i Padri costituenti subito dopo  la
  seconda  guerra mondiale, dopo che l'Italia si era  liberata  dal
  giogo  della  dittatura, e che hanno espresso la più  alta  forma
  democratica  mai conosciuta nei paesi democratici. Credo  infatti
  che  la  Costituzione  italiana sia la  più  emancipata,  la  più
  avanzata  d'Europa. Ma, come le cose di questo mondo,  le  regole
  scritte spesso non sono attuate.
   Quanti   articoli   della   Costituzione   sanciscono   principi
  inviolabili, ma che poi sono disattesi quasi quotidianamente pure
  dalla  stessa rappresentanza istituzionale, ai vari livelli,  dal
  Capo dello Stato ai consiglieri comunali.
   Per  quanto  riguarda  il  Capo dello Stato  mi  riferisco  alla
  guerra  in Iraq, perché egli avrebbe dovuto impedire che i nostri
  soldati  andassero in Iraq a fare il gioco degli Stati Uniti  (in
  prima  persona  del Presidente Bush), avrebbe  dovuto  opporsi  a
  quella   logica   in   quanto,  secondo   l'articolo   11   della
  Costituzione,  l'Italia ripudia la guerra e non può intromettersi
  negli affari degli altri Paesi.
   Ebbene,  anche  questa  è una violazione che  il  Parlamento  ha
  votato in quanto c'è una maggioranza che ha voluto la guerra.  Ma
  il  Presidente  poteva  rifiutare questa prerogativa  voluta  dal
  Parlamento.
   Così  come  un  altro  articolo della  Costituzione  afferma  il
  principio  che  l'Italia è fondata sul lavoro, ma  in  Italia  la
  disoccupazione, specialmente nel Mezzogiorno, la fa  da  padrona.
  Così, ripeto, altri articoli della Costituzione sono violati,  ma
  questo non significa che ora, visto che il tabù è stato superato,
  bisognerà massacrare la Costituzione; quindi, bisogna tagliare le
  gambe a questo principio.
   Per  tornare  a ciò che ci riguarda, devo precisare  che  non  è
  assolutamente ammissibile che oggi qualcuno venga qui a dire  che
  è  necessario fermarsi e rivedere lo Statuto in considerazione di
  questa  riforma costituzionale che sta prendendo piede e, quindi,
  la bozza dello Statuto che è  iscritta al terzo punto dell'ordine
  del  giorno  della  seduta  di oggi è  ferma  perché  c'è  questa
  situazione  che sta diventando urgente in quanto la  Lega  pressa
  affinchè   questa   riforma   diventi   al   più   presto   legge
  costituzionale.
   Quindi,  prima  della  riforma elettorale,  veniva  la  modifica
  dello  Statuto.  Dovevamo fermarci un attimo,  anche  perché  non
  condividiamo  la forma elettorale che si darà con questa  riforma
  costituzionale  al  Senato delle regioni,  il  cosiddetto  Senato
  federale.
   Allora,  per quale ragione ci permettiamo di criticare, di  dare
  suggerimenti  per salvaguardare il principio di  eleggibilità  di
  molti  siciliani nel Parlamento delle regioni e, poi, per  quanto
  riguarda   l'Assemblea  regionale  siciliana  si  fa  una   legge
  elettorale regionale che è una vergogna, una truffa per il popolo
  siciliano?
   Perché,  prima  di  decidere, non ci si fermava?   Quante  volte
  l'ho  detto anche qui dalla tribuna, ho chiesto più volte a tutti
  i  deputati,  specialmente a coloro che  hanno  votato  la  legge
  elettorale, di fermarsi e vedere di inquadrare tutto il  contesto
  generale invece di andare avanti.
   Ora  ci  troviamo con uno Statuto che non può non  prevedere  le
  norme  elettorali di recente approvate dal momento che lo Statuto
  avrebbe dovuto precedere la legge elettorale.
   Questo  Statuto non può andare avanti dato che ora  ci  sarà  la
  legge  costituzionale che sta compiendo passi più veloci,  quindi
  ci troveremo in una situazione di grande confusione, una sorta di
  torre   di   Babele   non  solo  sotto  il  profilo   elettorale,
  completamente diverso da come è configurato lo Statuto e da  come
  è  stato  impostato inizialmente; così anche per lo  Statuto  nei
  confronti della riforma costituzionale.
   E'  una  situazione che, purtroppo, si è avvitata su se  stessa,
  da  attribuirsi a responsabilità di questa maggioranza e anche  -
  devo dire purtroppo - di parte dell'opposizione di centrosinistra
  che ha voluto seguire il Governo su questa strada.
   Oggi  ci troviamo avvitati - ripeto - in una situazione, secondo
  me,  senza  via d'uscita se non si rimette tutto nelle  mani  dei
  cittadini siciliani per dire no alla riforma elettorale, per dire
  no  a questa riforma che, alla fine, è stata l'apripista verso la
  confusione  istituzionale  qui  in  Sicilia.  E  il   quadro   si
  completerà  nel  momento  in  cui il Governo  voterà  la  riforma
  costituzionale.
   Non  è  tanto  il  discorso di riaffermare  il  principio  della
  specificità  e  dell'autonomia siciliana che  bisogna  difendere.
  Qualcuno ha detto giustamente che, a volte, l'autonomia  è  stata
  una  palla al piede per lo sviluppo. Ma non è l'autonomia  in  sè
  che  ha  frenato lo sviluppo della Sicilia, sono stati gli uomini
  che  hanno  gestito la Sicilia ad avere frenato  lo  sviluppo  di
  questa regione.
   Infatti,  se andiamo non molto lontano in Europa, ad esempio  in
  Spagna, la Catalogna era una regione fino a 20, 30 anni fa  molto
  arretrata,  mentre oggi si può dire che ha uno sviluppo  sociale,
  economico e industriale veramente di grandi proporzioni.
   E   questo  è  avvenuto  grazie  al  regionalismo,  grazie  alla
  specificità ed all'autonomia di quella regione ed i frutti, sotto
  il  profilo economico e sociale, crescono a vista d'occhio: basta
  andare  a Barcellona per capire lo sviluppo che sta vivendo  quel
  territorio.
   Abbiamo  molte affinità con quella regione, il Presidente  della
  Catalogna  ci  ha detto che siamo uguali, abbiamo  la  storia  in
  comune,  abbiamo  fatto  un  percorso   storico  assieme  con  la
  Sicilia,  e  noi ne siamo orgogliosi, come loro del resto;  però,
  ahimè, le condizioni economiche e sociali della Sicilia non  sono
  purtroppo come quelle della Catalogna.
   Non  è  l'autonomia,  quindi, che frena lo  sviluppo,  sono  gli
  uomini,  la politica sbagliata, la politica che fa gli  interessi
  di  pochi a danno di molti. Questo è il vero guaio, la vera palla
  al piede della nostra autonomia.
   Cambierebbe   molto  se  la  Sicilia  non  fosse  ad   autonomia
  speciale,  se  fosse  a statuto ordinario? Cosa  cambierebbe?  Ci
  sarebbe  meno  burocrazia, ma lo sviluppo della  regione  sarebbe
  tale  e  quale,  probabilmente ci sarebbero meno impiegati,  meno
  dipendenti  che  vivrebbero di stipendio.  Ma  non  è  questo  lo
  sviluppo,  non è quello di predicare l'assistenzialismo,  neanche
  questo.
   Vorrei  fare un ragionamento molto più politico, che si  collega
  con  la prospettiva di un cambiamento quasi culturale  del nostro
  modo di agire e di fare politica.
   Qui  si  fa  politica non guardando alla Sicilia  ma  a  chi  ci
  dirige.  Tutti  siamo  espressione di una ideologia  politica  di
  partito,   però   basta  prestare  attenzione  agli   organi   di
  informazione per accorgerci di quanta eccessiva  importanza viene
  data,  ad  esempio,  alle  dimissioni  dell'onorevole  Gianfranco
  Micciché.
   Il  problema fondamentale non dev'essere quello dell'assetto  di
  potere.  Non  credo che importi tanto ai siciliani se l'onorevole
  Micciché non sarà più il leader di Forza Italia. Non ritengo  che
  sia un dramma, è solo un problema di partito.
   Ho  voluto  fare questo esempio per dimostrare  che  è  solo  un
  problema di forma e non di contenuti.
   Ho  letto l'ordine del giorno che lei, signor Presidente, mi  ha
  fatto  pervenire,  dei consigli regionali di  Friuli  di  Venezia
  Giulia, Sardegna, Trentino Alto Adige e Valle d'Aosta e credo che
  i  contenuti  di quell'ordine del giorno siano più condivisibili,
  vanno  più sul concreto e c'è meno enfasi politica. Probabilmente
  i  colleghi  delle  altre  regioni a statuto  speciale  sono  più
  incisivi.

    PRESIDENTE    Onorevoli colleghi, ho scritto  io  entrambi  gli
  ordini del giorno.

    MICCICHE'  Onorevole Presidente, a questo punto credo  che  lei
  abbia una doppia personalità.
   Comunque  ritengo che l'ordine del giorno delle altre regioni  a
  statuto speciale abbia contenuti più condivisibili.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole Formica.  Ne  ha
  facoltà.

    FORMICA   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  brevissimamente in quanto per il resto mi rifaccio  al  brillante
  intervento dell'onorevole Ioppolo.
   Voglio  preliminarmente  apprezzare  il  fatto  che  in  maniera
  condivisa quest'Aula, nei momenti opportuni, si ritrova sempre al
  di  là  dell'appartenenza politica. Anche stavolta,  infatti,  ha
  saputo  ritrovare  la  necessaria compattezza  per  esprimere  un
  ordine del giorno che arriva puntuale e preciso, intervenendo nel
  dibattito che si svolge a livello nazionale.
   Ritengo  opportuno precisare che non è la prima volta, da  parte
  del  Governo  nazionale o comunque dello Stato, che  si  pone  in
  essere in tentativo di comprimere l'autonomia ottenuta dai nostri
  Padri costituenti nel 1947.
   Abbiamo assistito nel corso degli anni, già nei primi anni  '50,
  all'abolizione   di   alcune  prerogative  che   erano   previste
  nell'allora Carta autonomistica siciliana, mi riferisco  all'Alta
  Corte e di esempi ne potrei fare altri. Quindi nulla di nuovo c'è
  sotto  il sole se non un tentativo costante da parte dello  Stato
  centrale  di comprimere, di eliminare parti importanti e fondanti
  del nostro Statuto.
   A  questo riguardo devo comunque dire che quanto sta avvenendo a
  livello  nazionale  non  è  un fatto che  appartiene  all'attuale
  maggioranza, ma è una discussione che parte da lontano e  che  ha
  visto  un primo vulnus portato a termine sul finire della passata
  legislatura, laddove veramente con un colpo di maggioranza e  con
  soli  4 voti di differenza la passata maggioranza, la maggioranza
  dell'Ulivo  ha  fatto  una riforma della Costituzione  eliminando
  alcuni riferimenti fondamentali dalla nostra Carta costituzionale
  come  l'interesse  nazionale, addirittura  aprendo  la  strada  a
  quella  che  era  interpretata come un'autonomia, un  federalismo
  multivelox  a velocità differenziata tra le regioni  che  portava
  alla disgregazione dello Stato.
   Noi  riteniamo che il documento che oggi in maniera  unitaria  è
  stato  portato all'attenzione di questo Parlamento, racchiude  in
  sè  con  il necessario equilibrio le esigenze che tutte le  forze
  politiche  presenti in questo Parlamento ritengono indispensabili
  a salvaguardia della nostra autonomia,  intervenendo puntualmente
  nel  corso  del dibattito che, a livello nazionale,  sta  appunto
  prendendo le mosse ed entrando veramente nel vivo per la  riforma
  della Costituzione.


   Presidenza del presidente Lo Porto


    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'ordine del giorno numero  440.
  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)


   Presidenza del presidente Lo Porto


   Onorevoli  colleghi,  la  seduta  è  rinviata  a  mercoledì   29
  settembre 2004, alle ore 17.30, col seguente ordine del giorno:

       I   - Comunicazioni.

       II   - Discussione unificata delle mozioni:
         numero 305   -Definizione  di  una  linea   comune   per
                 proporre al Consiglio dei Ministri necessarie ed
                 urgenti  modifiche della manovra  finanziaria  a
                 tutela dell'economia siciliana,  degli onorevoli
                 Speziale, Cracolici, Capodicasa, Crisafulli,  De
                 Benedictis, Giannopolo, Oddo, Panarello, Villari
                 e Zago.

         numero 309  -Interventi in favore del sistema  economico
                 e    imprenditoriale   della   Sicilia,    degli
                 onorevoli   Misuraca,   Confalone,   Mercadante,
                 Baldari e Fleres.

         numero 310   -Misure   da  proporre  al  Consiglio   dei
                 Ministri     a     salvaguardia    dell'economia
                 siciliana,  degli onorevoli Formica, Mercadante,
                 Dina, Basile e Infurna.

       III         -  Discussione del Documento di programmazione
         economico- finanziaria per gli anni  2005-2007.
  IV   - Discussione del disegno di legge:

         - Schema di progetto di legge costituzionale da proporre, ai
           sensi dell'articolo 18 dello Statuto, al Parlamento nazionale,
           recante  Modifiche allo Statuto della Regione.'(nn. 580-472-578-
           602-652/A) (Seguito).

                  La seduta è tolta alle ore 21.07.


                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                      Dott. Giovanni Tomasello