Presidenza del vicepresidente Fleres
BASILE, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
MISSIONI
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Garofalo è in missione
dal 21 al 25 novembre 2001 per ragioni del suo ufficio.
CONGEDO
PRESIDENTE. Comunico che il Presidente del Gruppo parlamentare
Cristiano Democratici ha chiesto di porre in congedo l'onorevole
Sebastiano Bona poiché convocato in data odierna al TAR. Non
sorgendo osservazioni, il congedo si intende accordato.
COMUNICAZIONE RELATIVA A GRUPPI PARLAMENTARI
PRESIDENTE. Informo l'Assemblea che, facendo seguito alla
comunicazione resa dalla Presidenza nella seduta numero 21 del 13
novembre 2001 con riferimento ai Gruppi parlamentari Sicilia
Democratica e Misto, la situazione risulta la seguente: A
decorrere dal 20 ottobre 2001 i deputati Antonino Amendolia e
Salvatore Sanzeri, già facenti parte del Gruppo Misto, hanno
aderito al Gruppo parlamentare Sicilia Democratica; il Presidente
del Gruppo medesimo, onorevole Carmelo Lo Monte in data 13
novembre 2001 ne ha accettato l'adesione al gruppo.
A decorrere dal 13 novembre 2001 gli onorevoli Giovanni
Ferro, Salvatore Morinello, Salvatore Raiti, preso atto
dell'adesione degli onorevoli Amendolia e Sanzeri al Gruppo
Sicilia Democratica, che ora si riconosce nell'ambito della
maggioranza parlamentare Casa della Libertà, hanno comunicato di
essersi dimessi, con effetto immediato, dallo stesso Gruppo.
Pertanto, in pari data, essi confluiscono di diritto al
Gruppo Misto fino a nuova diversa dichiarazione.
L'Assemblea ne prende atto.
COMUNICAZIONE DI APPOSIZIONE FIRMA AD INTERROGAZIONE
PRESIDENTE. Informo l'Assemblea che, facendo seguito alla
comunicazione resa dalla Presidenza nella seduta n.21 del 13
novembre 2001, con riferimento ai gruppi parlamentari "Sicilia
Democratica" e "Misto", la situazione risulta la seguente:
- a decorrere dal 30 ottobre 2001 i deputati Antonino
Amendolia e Salvatore Sanzeri, già facenti parte del Gruppo
Misto, hanno aderito al Gruppo parlamentare Sicilia Democratica;
il Presidente del Gruppo medesimo, onorevole Carmelo Lo Monte, in
data 13 novembre 2001 ne ha accettato l'adesione al Gruppo;
- a decorrere dal 13 novembre 2001, gli onorevoli Giovanni
Ferro, Salvatore Morinello e Salvatore Raiti, preso atto
dell'adesione degli onorevole Amendolia e Sanzeri al Gruppo di
Sicilia Democratica, che ora si riconosce nell'ambito della
maggioranza parlamentare (Casa delle Libertà), hanno comunicato
di essersi dimessi con effetto immediato dallo stesso Gruppo.
Pertanto, in pari data, essi confluiscono di diritto al Gruppo
Misto fino a nuova diversa dichiarazione.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Fleres
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE "NORME
FINANZIARIE URGENTI E VARIAZIONI AL BILANCIO DELLA
REGIONE PER L'ANNO FINANZIARIO 2001." (N. 259/A)
PRESIDENTE. Si passa al primo punto dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge. Si procede, con il seguito
dell'esame del disegno di legge n. 259/A "Norme finanziarie e
variazioni al bilancio della Regione per l'anno finanziario
2001", posto al n. 1).
Invito i componenti la seconda Commissione legislativa
'Bilancio e programmazione' a prendere posto al banco delle
Commissioni.
Ricordo che nella precedente seduta era stato sospeso
l'esame del disegno di legge dopo l'approvazione dell'articolo 68
e l'accantonamento degli articoli 69 e 70 e della annesse tabelle
B) e D).
Riepilogo la situazione riguardante questo disegno di legge:
gli articoli accantonati ieri sera per essere riformulati o
comunque approfonditi sono: 12, 17, 18, 20, 21, 25, 30, 31, 33,
34, 36, 39, 45, 46, 47, 50, 55, 56, 57, 60, 61, 63, 69 e 70;
sono stati trasferiti al disegno di legge numero 185/A gli
articoli 8 e 19; sono stati trasferiti al disegno di legge n.
185/A gli emendamenti 23.3, 23.16, 23.15, 23.15.1, 23.14, 23.6,
23.10, 35.7.
Con l'occasione comunico che gli Uffici hanno predisposto -
e gliene sono grato - un blocco articolato di emendamenti che
sono tutti quelli che erano stati accantonati o presentati o su
cui comunque non si era definito un accordo nella serata di ieri.
Si riprende con l'esame dell'articolo 12, di cui do lettura:
"Art. 12.
Abrogazione e modifiche di norme
1. Il comma 1 dell'articolo 58 della legge regionale 3
maggio 2001, n. 6, è abrogato.
2. All'articolo 78 della legge regionale 3 maggio 2001, n.
6, la parola 'interamente' è sostituita con la parola
'prevalentemente'.
3. All'articolo 81 della legge regionale 23 marzo 1971,
n. 7, le parole '8 unità' sono sostituite con le parole '12
unità'.
4. Al comma 1 dell'articolo 1 della legge regionale 5
marzo 1979, n. 14, dopo le parole 'Presidenza della Regione'
aggiungere le parole 'Per fini istituzionali e'."
Comunico che sull'articolo 12 è stata presentata la seguente
riformulazione del Governo: "Le unità previste sono fino a un
massimo di 15".
Pongo in votazione l'articolo 12, così come riformulato dal
Governo. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'articolo 17, di cui do
lettura:
"Art. 17.
Associazione culturale per la promozione
delle ricerche teologiche e sociali di Palermo
1. L'Assessore regionale per i beni culturali ed
ambientali e per la pubblica istruzione è autorizzato per
l'esercizio finanziario 2001 ad erogare il contributo
straordinario di lire 100 milioni all'Associazione culturale
per la promozione delle ricerche teologiche e sociali di
Palermo di cui all'articolo 47 della legge regionale 3 maggio
2001, n. 6."
Comunico che l'articolo 17 è stato riformulato con
l'emendamento 17.3, del Governo.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
CAPODICASA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, io mi dichiaro pubblicamente
insoddisfatto del lavoro che abbiamo fatto; pur avendo in qualche
modo sgrossato la materia, l'esito non mi pare un esito di cui
possiamo compiacerci. Pertanto la vorrei pregare, se è possibile,
di procedere non dando per scontato che ci sia un accordo su
tutto, in modo tale da consentire - voglio dire: procedere nel
senso della velocità - ai colleghi e a noi stessi di potere
seguire e potere fare qualche intervento.
PRESIDENTE. Cercheremo di essere un po' più lenti, ma
altrettanto efficaci - mi auguro -.
Si passa all'esame dell'articolo 18, di cui do lettura:
<Art. 18.
Modifiche all'articolo 89 della legge regionale
3 maggio 2001, n. 6 - Norme urbanistiche
1. All'articolo 89 della legge regionale 3 maggio 2001, n.
6 sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1 dopo le parole 'operativi nazionali' sono
aggiunte le parole 'e/o leggi di finanziamento agevolato
nazionali e comunitarie per gli insediamenti produttivi'.
b) al comma 2 dopo le parole 'aree artigianali' sono
aggiunte le parole 'gli insediamenti produttivi beneficiari
di finanziamenti POR Sicilia 2000-2006 e/o patti
territoriali, finanziamenti comunitari, legge n. 488 del
1992. ricadenti in aree ASI sono autorizzati in deroga allo
strumento urbanistico'.
c) al comma 4 dopo le parole 'produttivi comunali' sono
aggiunte le parole 'e/o in aree ASI.'.>
L'articolo 18 è stato riscritto con l'emendamento 18.4.R, a
firma degli onorevoli Croce e Formica, che assorbirebbe gli
emendamenti 18.2 e 18.3 a firma degli onorevoli Capodicasa e
Speziale, mentre rimane in vita l'emendamento 18.1 a firma degli
onorevoli Liotta e Miccichè.
Pongo in votazione l'emendamento 18.1. Chi è favorevole si
alzi, chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Onorevole Capodicasa, rimangano gli emendamenti a sua firma.
Se l'emendamento di riformulazione è soddisfacente, li
consideriamo ritirati?
CAPODICASA. Si, li ritiro.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Pongo in votazione
l'emendamento 18.4.R Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 18, così come emendato,
sostanzialmente riscritto. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
ACIERNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Signor Presidente, solo per chiedere alla Presidenza
che, se ci sono riformulazioni degli articoli stampati sul
fascicolo, sarebbe opportuno farli avere ai parlamentari, perché
la sua lettura è sicuramente ineccepibile però ci sono testi
complessi che bisogna avere sott'occhio per poterli meglio
valutare.
PRESIDENTE. Onorevole Acierno, gli articoli sono nel blocco di
ieri, gli emendamenti, anche se si tratta di riscrittura di
articoli, sono nel blocco che è stato distribuito questa mattina.
Si passa all'esame dell'articolo 20, di cui do lettura:
<Art. 20.
Spese di collaudo pregresse
1. L'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni
ed i trasporti è autorizzato a far gravare le spese per i
collaudi delle opere di cui all'articolo 9 della legge
regionale 16 maggio 1978, n. 8 già affidati alla data di
entrata in vigore delle presente legge, sulle disponibilità
del capitolo 872806 del bilancio della Regione per
l'esercizio finanziario 2001.>
All'articolo 20 è stato presentato l'emendamento soppressivo
20.1, a firma degli onorevoli Liotta e Miccichè. E' ritirato?
LIOTTA. No, non è ritirato.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 20.1. Il parere
del Governo?
PAGANO, assessore per il Bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore. Contrario..
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 20. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 21, di cui do lettura:
<Art. 21.
Turismo rurale
1. L'attività di turismo rurale è inserita tra le attività
ricettive di cui all'articolo 3 della legge regionale 6
aprile 1996, n. 27.
2. Per turismo rurale si intende una specifica
articolazione dell'offerta ricettiva turistico regionale,
composta da un complesso di attività che comprende
ospitalità, ristorazione, attività sportive e del tempo
libero, finalizzate alla corretta fruizione dei beni
ambientali e/o culturali del territorio rurale.
3. Per lo svolgimento dell'attività non è richiesta da
parte dell'operatore la qualifica di imprenditore agricolo.
4. L'attività di turismo rurale va esercitata nel rispetto
delle seguenti condizioni:
a) offerta di ospitalità e/o di ristorazione esercitata in
immobili già esistenti catastati come edifici rurali;
b) ristorazione basata su un'offerta gastronomica tipica
della zona in cui l'edificio è ubicato, preparata con
l'utilizzazione di materie prime provenienti, in prevalenza,
da aziende agricole locali;
c) dotazione di arredi e servizi consoni alle tradizioni
locali e, in particolare, alla cultura della zona.
5. Con decreto dell'Assessorato del turismo, delle
comunicazioni e dei trasporti da pubblicarsi nella Gazzetta
ufficiale della Regione siciliana si provvederà alla
determinazione dei requisiti per la classificazione delle
attività di turismo rurale ai sensi della legge regionale 6
aprile 1996, n. 27.
6. Il dipartimento regionale turismo effettuerà la
vigilanza periodica delle strutture ricettive di cui
all'articolo 3 della legge regionale n. 27 del 1996,
avvalendosi anche delle Aziende autonome provinciali per
l'incremento turistico territorialmente competenti.
7. E' abrogato il secondo comma dell'articolo 6 della
legge regionale 12 aprile 1967, n. 46.>
All'articolo 21 sono stati presentati due emendamenti
soppressivi: 21.1 a firma dell'onorevole Barbagallo e 21.2 a
firma degli onorevoli Liotta ed altri.
Il parere del Governo?
PAGANO, assessore per il Bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Pongo in votazione gli emendamenti 21.1 e 21.2,
che sono uguali. Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti
seduto.
(Non sono approvati)
Pongo in votazione l'art. 21 nella sua stesura originaria.
Chi è favorevole rimanga seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame degli emendamenti-articoli aggiuntivi
all'articolo 23.
Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati i
seguenti emendamenti:
- dal Governo: 23.17, 23.18, 23.19 e 23.20.
L'emendamento 23.17 è improponibile su questo disegno di
legge e viene trasferito, come emendamento, al disegno di legge
numero 185.
Si passa all'emendamento 23.18 presentato dal Governo. Il
parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
CRACOLICI. E' pertinente?
PRESIDENTE. E' pertinente perché, se non si approva questa
disposizione, ancorché discussa, come le riferiranno, onorevole
Cracolici, non è possibile utilizzare gli stanziamenti previsti
da "Agenda 2000" all'articolo 75, perché c'è un'osservazione di
natura comunitaria.
Pongo in votazione l'emendamento 23.18. Chi è favorevole
resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 23.19, presentato dal Governo. Il
parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 23.19. Chi è
favorevole rimanga seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 23.20 presentato dal Governo. Il
parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dal Governo il seguente
emendamento aggiuntivo 23.9.R, di riscrittura dell'emendamento
23.9:
"L'Assessore regionale per gli Enti locali provvede ad
individuare le proprietà degli immobili realizzati su terreni di
pertinenza delle opere salesiane di Sicilia. Con successivo
provvedimento l'Assessore per gli Enti locali provvederà in
ordine alla loro utilizzazione".
Questa disposizione è quella che è emersa dagli orientamenti
della riunione.
CAPODICASA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, ciò che non convince
nell'emendamento è il fatto che demandiamo all'Assessore per gli
Enti locali la definitiva utilizzazione di questi immobili.
Cioè, se capisco bene - e vorrei che ci fosse conferma di questo
- se si è abbandonata l'idea della cessione in proprietà a titolo
gratuito e si tratta di discutere, invece, di una di una cessione
in comodato d'uso, allora l'emendamento può andare bene, ma
soltanto se questo aspetto verrà chiarito.
La presentazione di questo emendamento significa che abbiamo
definitivamente abbandonato l'ipotesi della cessione gratuita in
proprietà. Se è così, se abbiamo abbandonato questa strada
possiamo anche approvare l'emendamento.
L'emendamento, a mio parere, esclude qualunque cessione in
proprietà perché l'Assessore non può cedere immobili che siano di
proprietà della Regione con atto amministrativo (secondo me non
lo possiamo fare neanche noi per legge), ma, ad ogni modo, questo
già lo esclude.
PRESIDENTE. Onorevole Capodicasa, consideriamo il suo
intervento come un'interpretazione autentica dell'emendamento,
nel senso che il significato che l'Aula desidera dare a questo
emendamento è che ci sia un inventario di questi beni e che sia
l'Assessore per gli enti locali successivamente a stabilire cosa
farne, naturalmente nell'ambito delle sue competenze.
CAPODICASA. Dando questa interpretazione, credo si possa
procedere.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
CAPODICASA. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor Presidente, desidererei vederci chiaro. Qui
si tratta di aree su cui sono state costruiti degli immobili
finanziati con fondi della Regione, in cui ci sono chiese ed
opere annesse alle chiese per attività ricreative, scolastiche,
per le attività proprie dei salesiani. In questo momento, di
fatto, non sono in uso ai salesiani? Io vorrei capire qual è la
questione in modo tale da poter intervenire normativamente.
Essendo in questo momento in uso gratuito ai salesiani, non
capisco la ragione per cui si debba provvedere con una norma.
CRISAFULLI. Non è sempre così ovunque, onorevole Speziale.
SPAMPINATO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPAMPINATO. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
oggettivamente non riesco a comprendere quale sia l'oggetto
dell'articolo e quale la finalità dell'emendamento in
discussione. Diamo delega all'Assessore per gli enti locali di
fare cosa? E rispetto a cosa, sopratutto? Individuare le
proprietà di chi? L'emendamento recita: "L'assessore regionale
agli enti locali provvede ad individuare le proprietà degli
immobili realizzati su terre di pertinenza." La pertinenza in
diritto civile è un qualcosa di ben specificato; è questo il
valore che vogliano dare a questa norma di legge? Stiamo
parlando di pertinenze rispetto a quali beni? Le pertinenze sono
collegate ad un bene in diritto privato; qual è il bene
principale al quale sono collegate queste pertinenze? Credo che
sia formulato particolarmente male questo emendamento, non
individua con chiarezza l'oggetto dello stesso e, quindi, chiedo
ulteriori ragguagli.
ACIERNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
bisognerebbe accantonare l'emendamento e riformularlo; infatti,
nella sua attuale formulazione stabilisce che l'Assessore
competente deve determinare chi deve utilizzare questi immobili,
mentre sappiamo bene che essi sono utilizzati dai salesiani.
Dunque, approvare l'emendamento nella sua stesura attuale
rischierebbe soltanto di creare problemi; potrebbe accadere,
infatti, che l'Assessore determini una scelta diversa di utilizzo
dell'immobile.
Credo che il senso del proponente di questo emendamento non
fosse assolutamente questo; chiedo pertanto al Governo di
riformularlo in maniera più chiara al fine di esprimere meglio il
significato che lo stesso vuole avere.
Mi permetto anche, approfittando della presenza
dell'Assessore al bilancio, di cercare di alzare un po' il tono
di questo disegno di legge che stiamo esaminando.
Noi dovevamo varare le variazioni di bilancio, sapevamo che
c'erano nella rimodulazione a consuntivo, come sempre si fa su un
bilancio, delle voci importanti che andavano rimodulate
utilizzando le economie. Sembrerebbe, invece, quasi che si stia
facendo un esercizio di una mini finanziaria prima della
finanziaria. Allora, cerchiamo di dare più senso a quello che
stiamo facendo in quest'Aula, anche perché non vorrei vanificare
il lavoro del Governo e dell'Assemblea quando, spero a breve,
inizieremo l'esame della finanziaria per l'anno 2002.
FORMICA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORMICA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
brevemente per offrire qualche chiarimento all'Aula.
Ci sono a Palermo due centri dei salesiani, uno a Ragusa,
uno a Riesi, uno a Gela e uno a Barcellona che sono stati
costruiti più di trent'anni fa su terreni dei salesiani stessi e
che fino ad oggi sono stati dati loro in utilizzo.
Da qualche anno si paventa la possibilità che la Regione
possa chiedere ai salesiani dopo trent'anni un miliardo ciascuno
per un'opera che è stato costruita sul loro terreno; questo è un
problema grave.
Ciò che desidero porre all'attenzione di tutti è la
necessità di trovare un modo per trasferire, visto che già il
comodato ce l'hanno da più di trent'anni, la proprietà di questi
istituti, di questi centri sociali ai salesiani stessi.
L'emendamento era inizialmente presentato per il trasferimento
della proprietà.
SPEZIALE. Con l'emendamento in esame non si ottiene quel
risultato.
PRESIDENTE. Mi sembra di aver capito che l'emendamento
necessiti di un approfondimento, quindi ne dispongo
l'accantonamento.
Si riprende l'emendamento 25.7 in precedenza accantonato.
CAPODICASA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
all'articolo 25 è un emendamento che a mio avviso grida vendetta
per come è formulato. E', quasi per intero, riferito a un
definanziamento secco di norme che erano contenute nella legge n.
6, la finanziaria 2001, cioè la legge che abbiamo approvato in
quest'Aula non più tardi di sei mesi addietro e che prevedeva
norme di finanziamento di attività varie: fermo biologico e tante
altre.
Il Governo per finanziare le disposizioni contenute in
queste variazioni di bilancio saccheggia ampiamente le norme che
abbiamo approvato sei mesi fa, cioè in corso d'anno, e non perchè
non ci siano impegni di spesa, non ci sia possibilità di
utilizzare quelle somme. Valga per tutti un esempio: vengono
annullati gli stanziamenti per alcune opere di valorizzazione
termale nel comune di Montedoro; viene soppresso il finanziamento
previsto di cinque miliardi. Apprendiamo che il comune ha già
fatto l'appalto, c'è l'impresa che già lavora e noi, a chiusura
di anno, senza preoccuparci degli effetti prodotti dalla legge
approvata sei mesi fa senza preoccuparci delle conseguenze e
senza neanche inserire una norma di salvaguardia che salvi gli
impegni che abbiano già prodotti effetti verso terzi, andiamo a
un definanziamento di quelle norme che comportano una serie di
problemi di ordine sociale e anche amministrativo.
Allora, qui facciamo il giuoco delle tre carte o, se volete,
dei famosi aerei di Mussolini: con le stesse somme, con gli
stessi soldi prima finanziamo una legge e alcuni provvedimenti, e
quindi la gente va a casa tranquilla perchè abbiamo finanziato
quegli interventi; poi, trascorsi sei mesi, prendiamo quei soldi
e finanziamo altri provvedimenti. Domani saremo tutti contenti,
i giornali scriveranno "finanziamenti per queste attività", poi,
magari, non riuscendo ad impegnare queste somme entro la fine
dell'anno, con la prossima legge finanziaria utilizzeremo queste
stesse somme per finanziare altre attività.
Il gioco delle tre carte con il bilancio della Regione non
si può fare Occorre un minimo di serietà nella gestione del
bilancio.
Io lo dichiaro formalmente, signor Presidente, per quanto mi
riguarda - con ciò interpretando il pensiero del mio gruppo e
spero anche quello di tutta l'opposizione - quando si tratterà di
leggi che comportino variazioni di bilancio, quando si
esamineranno leggi finanziarie o anche leggi di bilancio, noi non
ci siederemo mai ad un tavolo informale per fare la valutazione
degli emendamenti e degli articoli, perchè noi sappiamo come va a
finire, è un film già visto: alla fine non c'è il necessario
rigore.
Un'iniziativa del genere, infatti, dà buoni frutti se
ricorrono due condizioni: una è quella di trovarci in presenza di
un Governo che ha un'idea in testa, che sa dove vuole andare a
parare un progetto, che ha una qualche linea di politica
finanziaria; l'altra è che la Presidenza dell'Assemblea faccia
la sua parte fino in fondo. Se sono presenti questi due elementi
ci si può sedere, discutere, sgrossare; dove c'è accordo si
procede velocemente, dove l'accordo non c'è in Aula ognuno
sostiene le proprie tesi. Ma se questo non c'è ...
Tre giorni fa la Corte dei Conti ha mosso una critica
severissima a proposito della legge finanziaria, quella che
adesso viene definanziata con l'articolo 25, chiamata legge
omnibus. Abbiamo inserito nel Regolamento dell'Assemblea e anche
- o prima o dopo, adesso non ricordo - con la legge finanziaria
n. 10 del 1999 norme che avevano lo scopo di mettere un freno a
questo andazzo generale. Se lei, signor Presidente,
interpellasse tutti i novanta deputati dell'Assemblea, Governo
compreso, le direbbero tutti che sono contro questo modo di
procedere, però, puntualmente, ogni volta ci si ricasca. Allora
una soluzione la dobbiamo trovare, perché alla fine ciò che il
Governo fa con l'articolo 25, e vedo che non si è fermato
soltanto all'articolo 25, continua con emendamenti aggiuntivi
sempre nella stessa logica, diventa un modo per prenderci in giro
e prendere in giro la gente. Il bilancio di quest'anno, visto che
abbiamo contratto ulteriori obbligazioni per 2300 miliardi circa,
forse lo faremo. Per quanto riguarda quello del 2003, posso già
anticipare che sarà molto difficile chiuderlo senza dovere fare
salti mortali perché un bilancio, poi, alla fine, va chiuso. Noi
non potremo pensare di ricorrere al mercato, al di là di quanto
oggi abbiamo già fatto; questo è un disastro finanziario
annunciato, rendetevene conto, rendiamocene conto
Concludendo, signor Presidente, invito il Governo a fare
mente locale su ciò che è contenuto nell'articolo 25, perchè lì
c'è un fatto che ha una sua conseguenza, è inutile che lo si
nasconda; ognuno dà la lettura che vuole, ma i fatti sono lì.
Credo che per quanto ci riguarda quell'articolo non possa
essere accettato e per questo voteremo contro.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 25.7, a firma
del Governo.
Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'emendamento 35.4, a firma del
Governo. Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 39.1, a firma del Governo. Lo pongo
in votazione.
FORGIONE. Chiedo la verifica del numero legale.
(Si associano alla richiesta gli onorevoli Liotta, Spampinato,
Speziale, Panarello, Cracolici)
Presidenza del vicepresidente Fleres
VERIFICA DEL NUMERO LEGALE
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per la verifica del numero
legale.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VERIFICA
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione di verifica del
numero legale: presenti 35.
L'Assemblea non è in numero legale; pertanto la seduta
è rinviata alle ore 14.30.
(La seduta, sospesa alle ore 13.25, è ripresa alle ore 14.50)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Fleres
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PAGANO, assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, la polemica che è scoppiata
poc'anzi e la sospensione che è stata chiesta dall'opposizione a
seguito delle difficoltà che sono intervenute hanno fatto sì che
il Governo prendesse la decisione di intervenire per una
dichiarazione che ovviamente non vuole avere un tono polemico,
ma che invece va ad innescare un ragionamento positivo quale
quello che l'Aula in maniera costruttiva oggi ha voluto
significare.
Il Governo deve far presente, in questo momento, che la
manovra attivata in questi giorni ha avuto un peso complessivo in
termini di maggiori entrate pari a 235 miliardi; lo riteniamo un
dato significativo, certamente in controtendenza rispetto al dato
dell'anno scorso che ha visto, nello stesso periodo, a proposito
delle variazioni di bilancio, una manovra complessiva di 926
miliardi; naturalmente stiamo parlando di nuove entrate come
nuove entrate sono i 235 miliardi di quest'anno.
Questi elementi, apparentemente aridi, in verità sono molto
importanti a dimostrare e significare che il Governo ha voluto
compiere un atto di fermezza nell' arrestare i flussi dinamici
negativi che finora si erano visti e si erano succeduti in
quest'Aula.
Naturalmente anche altre risorse finanziarie sono state
oggetto di manovre finanziarie, ma trattasi di compensazioni che
ovviamente devono avvenire all'interno di quel normale
spostamento di natura finanziaria che si verifica spesso quando
certi capitoli non vengono completamente utilizzati.
Il Governo quindi ha voluto dare una traccia, un segnale
completamente diverso rispetto al passato; alcuni episodi,
apparentemente di poca consistenza ma di grande profilo da un
punto di vista politico, lo hanno dimostrato ampiamente.
Tengo, infatti, a ricordare che in Commissione il Governo ha
chiesto - a fronte di una manovra compensativa, alla fine di una
giornata anche abbastanza lunga, che si è conclusa alle 3.00 di
notte - di operare dei tagli su alcuni settori che lasciavano
perplessi circa il normale utilizzo degli stessi: mi riferivo in
quell'occasione al settore dei trasporti e al settore della
formazione.
Il segnale coraggioso, di 20 miliardi per ciascuna di queste
voci, in realtà aveva proprio un significato di inversione di
tendenza, a volere dire non soltanto all'Aula, non soltanto agli
addetti ai lavori, ma all'opinione pubblica tutta che c'era
finalmente un'inversione di tendenza.
E devo dire che c'è stata massima soddisfazione in questo
senso, perché la Commissione tutta, quel giorno, con grande
responsabilità, è venuta dietro a questo ragionamento,
addirittura rilanciando il discorso fatto dal Governo e operando
anch'essa delle scelte forti, anche in termini di dichiarazioni e
che sono avvenute da parte di tutti, non soltanto da parte dei
capigruppo della maggioranza ma anche da parte di capigruppo
dell'opposizione, a volere significare che qualcosa stava per
cambiare finalmente nel Parlamento siciliano.
Tutto ciò naturalmente non avveniva per caso, ma anzi in
maniera assolutamente scientifica, in quanto tutti intuiscono
perfettamente che si è sull'orlo del baratro.
Lo dicono tutti, non soltanto gli addetti ai lavori e
soltanto l'opinione pubblica, ma soprattutto la massima autorità
in materia, la Corte dei Conti, che, dall'alto della sua
autorevolezza, ha confermato, non più tardi del 16 novembre
scorso, tutto ciò che tutti noi sappiamo.
Un giudizio quello della Corte dei Conti forte, di grande
autorevolezza e che non può essere disatteso, perché non è più
il momento di operare in maniera irresponsabile; tengo inoltre a
ricordare che qui ciascuno di noi rappresenta un elettorato,
rappresenta una parte di popolo e complessivamente rappresentiamo
quindi il popolo siciliano nella sua interezza.
Oggi, però, è accaduto qualcosa che ci ha lasciato stupiti,
perplessi, da un certo punto di vista disgustati. In Aula sono
arrivati emendamenti, che definire irresponsabili - e lo dico
assumendomi le mie responsabilità in toto - è dire poco.
E certo hanno ragione quanti hanno affermato che da un punto
di vista pedagogico tutto ciò non è un buon esempio nei
confronti, non soltanto dell'opinione pubblica e dei mass media,
che domani riprenderanno tutto ciò, ma, anche e soprattutto, nei
confronti dei giovani deputati - giovani lo dico in termini di
anzianità rispetto a coloro che hanno più legislature - che
guardano, a mo' di esempio, ma anche con ammirazione e spirito di
emuilazione, quanti sono preposti a ricoprire le più autorevoli
figure del Parlamento.
Emendamenti che non hanno inficiato la manovra nel suo
complesso, per un semplice motivo, perché erano di profilo
quantitativo numerico e finanziario, di importo limitato e basso,
quindi, da questo punto di vista non importanti; non hanno
inficiato la manovra dal punto di vista finanziario, però, da un
punto di vista culturale, ne hanno inficiato la validità, per cui
oggi, questo Parlamento, si ritrova a dover discutere ed ad
operare un contraddittorio che non è di profitto.
Il processo di risanamento, cui noi tutti ci rifacciamo,
è nell'interesse complessivo, perché non penso che possa
appartenere a una sola parte della Regione o a una sola parte del
panorama politico, perché il progetto di risanamento riguarda
tutti. Noi lavoriamo in una logica futura, siamo qui per dare
alle generazioni future il nostro contributo, ed è chiaro che
quando si parla di risanamento il tutto non è da vedere da un
puno di vista contabile, e che quindi appartiene solo a
qualcuno, ma che deve necessariamente coinvolgere tutto e tutti.
Il processo di risanamento, dicevo, è lungo, come in ogni
fase di ricostruzione, ma in questo caso le parole della Corte
dei Conti tuonano in maniera ancora più inesorabile, giacché,
cito testualmente la Corte, 'le future politiche di bilancio
dovranno essere adottate in funzione dell'obiettivo del
conseguimento di solide posizioni finanziarie entro l'orizzonte
temporale di medio periodo'.
Ci viene detto, quindi, in maniera chiara, che non possiamo
aspettare venti anni per un risanamento, ma si parla di medio
periodo, che da che mondo è mondo, significano cinque anni, nella
peggiore delle ipotesi.
Ma è evidente anche che la credibilità di un processo di
risanamento richiede una rigorosa determinazione delle priorità
degli interventi correttivi, affinché il raggiungimento di una
solida situazione finanziaria non diventi un obiettivo che si
sposta nel tempo.
Allora, noi sappiamo tutti che la fase del risanamento deve
avvenire in tempi che certamente non attengono al breve periodo,
ma non possiamo consentirci, a nessun livello, un progetto e un
processo di risanamento che sia spostato nei decenni.
Ed è chiaro che quando la Corte dei conti parla, non parla
con riferimento soltanto al Governo, che sia chiaro L'autorevole
Corte ha una funzione di controllo nei confronti di tutti.
E cito la conclusione fatta dalla stessa:
"Dopo anni di disattenzione o di disinteresse - e sottolineo
di disinteresse - il compito è indubbiamente arduo, ma il suo
sollecito adempimento dovrebbe richiedere il massimo impegno del
nuovo Governo e della nuova Assemblea Regionale, ove non si
voglia isolare la Sicilia dall'Europa o da un mondo in cui la
globalizzazione dei mercati richiede una maggiore e più rapida
mobilità di persone e di cose."
Allora qui non ci stiamo riferendo, o meglio, la Corte, non
si sta riferendo soltanto al Governo; nessuno può immaginare che
a fare fronte, a fare argine, a fare il Quintino Sella della
situazione possa essere soltanto un componente del Governo: il
giudizio è riferito nella sua interezza a tutta l'Assemblea. E
hanno ragione quando oggi, con grande sfogo, hanno espresso
perplessità, dubbi, per non dire critiche, a chi evidentemente
interpreta male questo ruolo.
Non tocca a me fare il censore, me ne guarderei bene e mi
scuso anticipatamente se i toni dovessero assumere una rilevanza
diversa rispetto a quello che vuole essere il messaggio che il
Governo vuole dare, però, abbiamo l'esigenza di chiedere a tutti,
ed in particolare ai capigruppo - e ripeto, mi scuso
anticipatamente se qualche passaggio dovesse dare l'impressione
di una critica, ma quanto detto vuole essere finalizzato
esclusivamente a costruire un percorso nuovo, innovativo,
rivoluzionario -, dicevo bisogna richiedere ai capigruppo "in
primis" di evitare cattivi esempi che possono generare tensioni,
che possono generare percorsi pedagogici negativi. Chiediamo ai
presidenti delle Commissioni ed ai presidenti dell'Assemblea di
avere il massimo rigore, cosa che abbiamo potuto osservare
durante le giornate di lavoro in Assemblea e in Commissione.
E chiediamo, infine, a tutti una nuova cultura politica ed
un nuovo modo di impostare le cose che non attiene al
ragionamento del singolo, ma che attiene ad un ragionamento di
bene comune a cui noi tutti siamo necessariamente deputati e non
soltanto per definizione.
Visto il clima estremamente costruttivo che sto percependo,
vorrei dire che, dopo questa manovra finanziaria che, di fatto, è
già ultimata, il Governo si impegna affinché episodi del genere
non accadano più.
Certamente ci sarà, d'ora in avanti, su casi come quelli a
cui abbiamo assistito, espressamente il parere negativo. In altre
parole, tutto quello che poteva servire come elemento di
mediazione....
LIOTTA. A cosa si riferisce? A quale caso?
PAGANO, assessore regionale per il Bilancio e le Finanze.
Ho parlato in generale, è un ragionamento generale.
LIOTTA. Il Governo si impegna, in generale, a che non
succedano più certe cose.....
PAGANO, assessore regionale per il Bilancio e le Finanze.
No, il Governo sta dicendo un'altra cosa, onorevole Liotta. Io
mi auguravo di potere avere un ragionamento costruttivo ed invece
vedo, percepisco una critica che certamente non accetto e che
rilancio al mittente.
Il Governo vuole dire che, se qualche cosa è stata tollerata
perché attiene alla logica della mediazione, alla luce di quello
che è accaduto e alla luce di quello che è stato detto dalla
Corte dei conti, certamente non accadrà più, anche se ciò dovesse
servire alla mediazione. Voglio dire questo e spero di essere
stato chiaro.
PRESIDENTE. Ci sono colleghi che desiderano intervenire sulle
comunicazioni del Governo?
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
(Proteste dai banchi di sinistra)
CINTOLA. Io chiedo di parlare perché sono stato chiamato in
causa.
FORGIONE. Siamo in sede di votazione, non può avere la facoltà
di parlare.
PRESIDENTE. Se un Presidente di gruppo parlamentare chiede di
intervenire dopo le comunicazioni del Governo, mi pare opportuno
lasciarlo intervenire in quanto può essere utile all'andamento
dei lavori.
CINTOLA. Io chiedo di parlare perché sono stato chiamato in
causa e quindi ho il diritto e una precedenza a parlare per
Regolamento. Mi ha chiamato in causa il Governo, io faccio parte
dei capigruppo di questa Assemblea, sono stato chiamato al senso
di responsabilità dal Governo ed intendo rispondere al Governo.
Io ritengo equo a valido il discorso del Governo e ritengo
che il Governo oggi ed in questa stessa manovra abbia presentato
elementi non solo di novità, ma anche di attenzione particolare.
Infatti, al di là delle piccole cose che ci sono, e voglio
ricordare a tutti coloro i quali come me sono stati presenti
anche nella precedente legislatura, si sono sempre verificate a
livello di vertice, come dicevo mentre pranzavo oggi con alcuni
colleghi. Oggi forse l'intervento è stato più a pioggia, ma si è
verificato sempre nel passato e, pertanto, il grido di dolore e
di scandalo personalmente non lo ritrovo e non intendo essere
accomunato a chi vuole gridare allo scandalo. Questa manovra di
scandaloso non ha nulla, anzi ha accorpato per certi fatti, che
significativamente possono giovare alla Sicilia nel suo
complesso, e io che non sono mai stato tenero con il Presidenti
dell'Assemblea intendo ufficialmente dire grazie al Presidente
Fleres perché non si è fatto portatore di mediazioni,
assolutamente no, ma di rigore, perché è stato capace di chiudere
e chiudere negativamente istanze che venivano più dalla
maggioranza che dall'opposizione. Pertanto, intendo
riconoscergli non solo un ruolo fattivo e costruttivo, ma anche
sulla strada delle cose che la Corte dei Conti ha detto e per le
quali cose sia i capigruppo che l'Assemblea che il Governo, nella
sua interezza, non possono non tenerne conto. Se io ricordo
tante volte è successo..
CAPODICASA. Onorevole Cintola, se deve parlare sino a quando
arrivano i deputati per raggiungere il numero legale, deve
parlare ancora a lungo.
CINTOLA. Presidente Capodicasa, le posso dire con chiarezza
che questa volta non sto cercando di prendere tempo.
Intendo quindi ribadire che storture ce ne sono ancora,
Assessore Pagano, però i gridi di allarme da soli non bastano
anzi preoccupano a volte più di quanto la realtà non sia già
drammatica perché o ci sono i gridi di allarme, onorevole
Assessore Pagano...
FORGIONE. Signor Presidente, a norma di Regolamento, in sede
di votazione,
SPEZIALE. Siamo in sede di votazione
per quanti minuti si può parlare?
PRESIDENTE. Onorevole Forgione, non siamo in sede di
votazione. Sulla comunicazione del Governo l'onorevole Cintola ha
chiesto di parlare. Ovviamente non parlerà un'ora, sta facendo
una breve comunicazione a conclusione della quale la Presidenza
ritiene che dovrà rinviare l'Aula di almeno altri trenta minuti.
Onorevole Forgione, non è che le cose importanti le dice solo
lei, certe volte le dicono anche gli altri, allora lasci
completare l'onorevole Cintola e poi le ho già detto che cosa
farà la Presidenza. Onorevole Cintola, concluda rapidamente.
CINTOLA. Lo farò velocemente e questo per dare una certezza ai
colleghi dell'opposizione, per dare la certezza agli amici
dell'opposizione che il Regolamento è valido per tutti, per le
opposizioni quando vogliono fare le opposizioni e per la
maggioranza quando si vuole applicare il Regolamento per potere
esprimere, come in questo caso, una compiuta valutazione di
quanto sta avvenendo in quest'Aula e di quanto è avvenuto in
commissione Bilancio dove, fino alle 3,30 del mattino, abbiamo
discusso e definito il testo che è arrivato in Aula. Non eravamo
soli, abbiamo discusso, avremmo pure potuto fare cose non
digeribili per l'Assemblea, ma non le abbiamo fatte contro
l'Assemblea o in dispregio del Regolamento e della valutazione
che la commissione Bilancio ha dato a questa manovra finanziaria.
Quello che non capisco, invece, è che abbiamo tentato,
perdendo tempo, ed io non ero tra quelli che volevano perdere
tempo ieri sera, io e il mio gruppo volevamo andare avanti, ma la
mediazione ed il tentativo di mediare è venuto fuori dall'Aula,
abbiamo avuto degli incontri fino a mezzanotte, stamattina
abbiamo prodotto ulteriore lavoro, abbiamo, con l'apporto
costruttivo della minoranza, non mi vergogno di quello che è
stato l'incontro con la minoranza di questa mattina, abbiamo
cassato tante e tante cose e questo - ripeto - con l'apporto
valido e costruttivo della minoranza. E non capisco perché
arrivati in Aula ci siamo vergognati di un lavoro serio e
produttivo che avevamo fatto insieme e per il quale non comprendo
né la richiesta del numero legale, né perché si voglia fare
ostruzionismo, quando su molti articoli abbiamo detto
congiuntamente sì, su altri ci sono state distanze forti ed
ataviche e su quelle credo sia necessario l'approfondimento e la
guerra in Aula, ma sulle cose sulle quali abbiamo concordato
proprio il rispetto del valore dell'autonomia e dell'Assemblea
ritengo che si debba andare avanti senza creare ostruzionismi di
sorta.
CONGEDI
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute richieste di congedo
per gli onorevoli: Beninati, Franco Catania, Misuraca e Vicari.
Non sorgendo osservazioni i congedi si intendono accordati.
PER UN RICHIAMO AL REGOLAMENTO
ACIERNO. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Prima che lei sospendesse la seduta, verificata la
mancanza del numero legale, avevo chiesto di intervenire per un
richiamo al Regolamento. Lei non mi ha dato la parola sostenendo
che eravamo in sede di votazione. Non so a quale parte del
Regolamento, con il massimo rispetto, lei si riferisse perché
nessuna votazione c'era, era stata soltanto richiesta la verifica
del numero legale secondo, in maniera assolutamente ineccepibile,
l'articolo 85 del nostro Regolamento il quale non parla - e
nemmeno il successivo articolo 86 - in nessuno dei suoi commi di
votazione. Per questo motivo, sempre con il massimo rispetto, le
contesto il fatto di non avermi dato la parola, che, qualora ci
fosse stata una qualunque votazione, aveva tutto il diritto di
negarmi. Ma la votazione non c'era.
Ho ascoltato con attenzione l'intervento dell'assessore
Pagano che credo più che una ricerca di tempo o di deputati
voleva essere, invece, anche se in maniera informale, un
importante messaggio da dare a questa Assemblea, perché non c'è
dubbio che la maggioranza deve assumersi la responsabilità di
maggioranza, ma credo che in egual misura l'opposizione debba
fare altrettanto.
La manovra di assestamento del bilancio non è una partita
politica e lo è ancor meno quando noi sappiamo che, al di là di
alcune prebende, che io per primo ho contestato proprio nel
metodo, però noi abbiamo delle vicende importanti che riguardano
importanti comparti dell'economia di questa terra. Ed è
probabilmente sbagliato; anzi, come componente della IV
commissione ho avuto modo di sottolinearlo allorquando abbiamo
espresso i pareri di competenza della IV (per esempio, in
riferimento alla vicenda dell'autotrasporto su gomma, dove il
bilancio della Regione prevedeva un capitolo di spesa di 50
miliardi e la variazione di bilancio prevedeva un'aggiunta in
quel capitolo di 280 miliardi). Era certo un fatto, e cioè che la
previsione di bilancio era sbagliata, ma era clamorosamente
sbagliata Perchè una variazione serve a fare quegli
aggiustamenti rispetto ad un consuntivo; quando invece un
capitolo di spesa così importante viene quadruplicato,
quintuplicato, vuol dire che c'era di fatto un'impostazione
sbagliata sul bilancio. Ma questo tipo di errori o comunque di
disattenzioni, certamente non saranno ripetuti nel prossimo
bilancio di questa Assemblea.
Il fatto importante che è successo oggi in quest'Aula
riguarda appunto, nelle more del giusto ruolo che maggioranza ed
opposizione debbono avere sempre in un'Aula parlamentare a difesa
degli elettori, è stato il fatto che c'è stato un ampio dibattito
tra maggioranza ed opposizioni fuori dai verbali: c'è stata la
volontà di stare tutti attorno ad un tavolo per dirimere una
serie di problematiche legate alle variazioni di bilancio. Ma con
un lavoro già ampiamente svolto dai componenti della II
commissione legislativa Poi potrà anche succedere l'incidente
della richiesta di numero legale. E a questo punto voglio tornare
al mio richiamo al Regolamento.
L'articolo 85 al primo comma così recita: "1. Nelle sedute
dell'Assemblea il numero legale è presunto". Questo è
chiaramente uno strumento a difesa della politica di maggioranza
e di opposizione; è presunto anche se dovrebbe essere sempre
garantito, soprattutto quando si legifera, ma è presunto perchè
bisogna avere la possibilità di non fare incidere i rapporti di
maggioranza ed opposizione a scapito dei siciliani ed è per
questo che il legislatore a suo tempo ha voluto iniziare il primo
comma dell'articolo 85 proprio sancendo la presunzione del numero
legale.
Ho sentito alla ripresa dei lavori che si è chiesta alla
Presidenza la rimessa in votazione non so di che e per questo le
pongo la questione regolamentare signor Presidente, perchè in
quest'Aula troppo spesso il Regolamento viene invocato per essere
regolarmente violato. Noi non abbiamo in corso alcuna votazione,
infatti l'articolo 87 del nostro Regolamento dice "Se l'Assemblea
non è in numero legale, il Presidente può rinviare la seduta ad
altra ora dello stesso giorno con un intervallo di tempo non
minore di un'ora, oppure toglierla". Nella fattispecie la
Presidenza, apprezzata la mancanza del numero legale, ha rinviato
di un'ora la seduta. Continua l'articolo 87: "In quest'ultimo
caso l'Assemblea si intende senz'altro convocata per il prossimo
giorno non festivo, all'ora medesima ...
PRESIDENTE. Onorevole Acierno, poichè lei fa richiamo al
Regolamento, le comunico che lei aveva cinque minuti di tempo per
parlare; poichè ha parlato per sei minuti, sono costretto a
toglierle la parola.
CONGEDI
PRESIDENTE. Comunico che sono pervenute richieste di congedo
per oggi per gli onorevoli Fratello, Turano e Granata.
Non sorgendo osservazioni, i congedi si intendono approvato.
FORGIONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FORGIONE. Signor Presidente, mi pare che il numero massimo
dei congedi è stato raggiunto. Il numero legale è basso e quindi
possiamo confrontarci anche politicamente.
Onestamente, intervengo solo per respingere integralmente le
dichiarazioni dell'Assessore Pagano.
Lo posso fare, signor Presidente e onorevoli colleghi,
perchè lei, come tutti i deputati, non ha trovato un solo
emendamento firmato dai componenti del Gruppo parlamentare di
Rifondazione che preveda una spesa. Nessun emendamento che
preveda un assalto alla diligenza, nessun emendamento che
presupponga una trattativa con il Governo per giungere ad una
scelta consociativa, come tante volte questa Assemblea ha potuto
vedere nel corso della sua storia.
L'Assessore Pagano, signor Presidente, dovrebbe quindi dire
chiaramente a chi si riferisce, dire chiaramente chi assale la
sua diligenza, la diligenza del suo bilancio.
Lei sa bene, signor Presidente, che il mio Gruppo
parlamentare ha indirizzato una lettera alla Presidenza
dell'Assemblea per chiedere di applicare rigorosamente il
Regolamento che prevede come incompatibili tutte le materie non
attinenti la legge trattata, cioè quella scelta che noi abbiamo
fatto proprio per evitare le leggi omnibus e gli assalti alla
diligenza.
Poiché l'assalto, onorevole Pagano, è venuto quasi tutto
dalla sua maggioranza e, comunque, non un solo emendamento di
spesa è venuto da Rifondazione Comunista, lei non può venire qui
a farci una lezioncina invitando, solo ora, l'Assemblea al senso
di responsabilità, né può venire qui a dire a questa Aula che
d'ora in poi si cambierà registro.
Lo dica all'onorevole Cintola, lo dica all'onorevole
Formica, lo dica al Capogruppo del suo partito, lo dica ai
Capigruppo di tutti questi partiti - non ne ricordo i nomi perché
cambiano in continuazione -. Lo dica a loro che hanno proposto
emendamenti che vanno dal finanziamento delle impalcature per la
ristrutturazione delle facciate, al rifacimento degli organi, al
Parco d'Orléans, cioè a tutta una serie di emendamenti fatti su
misura clientelare per alimentare interessi particolari e
localistici.
Queste cose le possiamo dire perché anche i ciechi possono
vedere quello che c'è in quel bloccone degli emendamenti, possono
vedere quello che c'è, leggere le firme di quei deputati e capire
come queste variazioni di bilancio non servono a razionalizzare
la spesa, non servono nemmeno a dare una risposta alle
indicazioni che sono venute dalla Corte dei Conti ma, semmai,
servono a dare quel segnale negativo che lei stesso qui ha voluto
denunciare.
Evitateci almeno, onorevoli colleghi della maggioranza,
evitate voi l'indignazione silenziosa che si traduce nel sostegno
a ciò che sta facendo il Governo e l'Assessore ci eviti una
lezioncina morale, essendo stata la sua maggioranza, essendo
stati gli uffici degli assessorati del suo Governo a proporre una
serie di cose che solo in parte stamattina siamo riusciti a
bloccare.
Per essere onesti qui non c'è nessuno scambio e nessun
invito alla mediazione e alla moderazione.
Il Governo faccia il Governo. Benissimo
Ragioniamo almeno su come togliere le cose più
macroscopiche, gli obbrobri più macroscopici che ancora ci sono
in questo disegno di legge, ma nessun patteggiamento Ritengo, e
siamo ancora all'inizio - lo dico soprattutto ai deputati che
sono stati eletti in questa legislatura - che se partiamo così
con le variazioni di bilancio, tra un mese, quando dovremo
discutere la finanziaria e il bilancio di questa Regione, altro
che assalto alla diligenza, ci saranno le bande armate della
politica e della non politica, in questa Aula, a condizionare
questo Governo. E, in queste ore, abbiamo avuto la
dimostrazione che questo Governo, aldilà della predichetta
dell'Assessore Pagano, non è impermeabile a tutte le pressioni e
alle spinte clientelari, localistiche e particolari presenti in
questa Regione.
Le sue dichiarazioni e la sua reprimenda, onorevole
Assessore, io la rimando al mittente, consapevole del
comportamento coerente di Rifondazione Comunista, a partire dalla
pregiudiziale che ha posto in questa Aula all'inizio della
discussione e dal comportamento tenuto non proponendo un solo
emendamento di spesa in nome del quale avremmo dovuto avviare una
trattativa con lei e con la sua maggioranza.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, l'Aula è sospesa per trenta
minuti. Riprenderà alle ore 16.00.
(La seduta, sospesa alle ore 15.25, è ripresa alle ore 16.15)
La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, dopo la comunicazione dell'Assessore
Pagano e dopo gli interventi sulla comunicazione dell'onorevole
Pagano, dell'onorevole Forgione e, per richiamo al regolamento,
dell'onorevole Acierno, noi dobbiamo tornare alla questione che
ha provocato la richiesta di verifica del numero legale.
Pongo, quindi, in votazione l'emendamento 39.1, a firma del
Governo.
SPEZIALE. Chiedo la verifica del numero legale.
(Si associano alla richiesta gli onorevoli Forgione, Liotta,
Panarello e Oddo)
Presidenza del vicepresidente Fleres
VERIFICA DEL NUMERO LEGALE
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per la verifica del numero
legale.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VERIFICA
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della votazione di verifica del
numero legale: presenti 34.
L'Assemblea non è in numero legale.
PER RICHIAMO AL REGOLAMENTO
ACIERNO. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sempre in
riferimento all'appena applicato articolo 85 sulla verifica del
numero legale, il comma 1 dell'articolo 86 recita che per
verificare se l'Assemblea sia in numero legale si fa uso del
procedimento elettronico di voto. In caso di difetto dei relativi
dispositivi si procede per appello nominale.
Desidero rammentare a questa Presidenza, che spesso fa
riferimento al Regolamento del Senato della Repubblica e della
Camera dei Deputati, che ci sono precedenti nella passata
legislatura nazionale, anzi, ci sono parecchi precedenti in cui
la verifica del numero legale, ancorché fatta con il
procedimento di sistema elettronico, esattamente come è avvenuto
nella seduta di oggi pomeriggio, ha computato ai fini del numero
legale i deputati presenti in aula che non risultavano però nel
sistema elettronico.
Io credo che ciò sia accaduto oggi in quest'Assemblea.
Rispetto alle caselle che ho visto illuminate nel tabellone
elettronico c'erano almeno altri venti parlamentari presenti in
Aula, ancorché non risultassero nel tabellone elettronico, ma la
presenza fisica nell'Aula dell'Assemblea regionale siciliana ci
può tranquillamente far dire che il numero legale ci fosse.
Suppongo, sempre in riferimento all'articolo 86, comma 1,
che ci sia stato un mancato funzionamento del sistema
elettronico, quindi il comma 1 dello stesso articolo obbliga la
Presidenza a procedere all'appello nominale, tenendo conto dei
deputati che erano presenti in Aula al momento della votazione.
Ciò detto le chiedo di non togliere la seduta.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, onorevole Acierno, il sistema
elettronico ha funzionato perfettamente; esprimere il voto o la
presenza non è obbligatorio, attiene alla volontà di ciascun
deputato.
Nel nostro sistema di calcolo, oltre ai voti espressi
attraverso l'utilizzo del tesserino elettronico, si tiene conto
dei deputati che hanno richiesto la verifica del numero legale, i
quali vengono considerati presenti ancorché non dovessero
esprimere il loro voto attraverso il sistema elettronico.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a mercoledì 28
novembre 2001, alle ore 10.30 con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Fleres
I - COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) "Norme finanziarie urgenti e variazioni al bilancio della
Regione per l'anno finanziario 2001". (n. 259/A) (Seguito)
Relatore: onorevole Croce
2) "Disposizioni sull'ordinamento dell'Amministrazione
regionale". (n. 185 - Norme stralciate/A) (Seguito)
Relatore: onorevole Borzacchelli
III - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 56 - Iniziative per modificare gli indirizzi economici
seguiti dal Governo nazionale.
(10 ottobre 2001)
SPEZIALE - CAPODICASA -
CRISAFULLI - CRACOLICI -
DE BENEDICTIS - GIANNOPOLO -
ODDO - PANARELLO - VILLARI -
ZAGO
La seduta è tolta alle ore 16.25
Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 18.20