Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 24 di mercoledì 21 novembre 2001
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del vicepresidente Fleres


      BASILE,  segretario,  dà  lettura  del  processo verbale della
   seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni, si intende
   approvato.

                                MISSIONI

    PRESIDENTE.  Comunico  che  l'onorevole  Garofalo è in missione
  dal 21 al 25 novembre 2001 per ragioni del suo ufficio.

                                 CONGEDO

     PRESIDENTE. Comunico che il Presidente del Gruppo parlamentare
  Cristiano Democratici ha  chiesto di porre in congedo l'onorevole
  Sebastiano Bona poiché convocato  in  data  odierna  al  TAR. Non
  sorgendo osservazioni, il congedo si intende accordato.

             COMUNICAZIONE RELATIVA A GRUPPI PARLAMENTARI

    PRESIDENTE.   Informo  l'Assemblea  che, facendo  seguito  alla
  comunicazione resa dalla Presidenza nella seduta numero 21 del 13
  novembre  2001  con  riferimento  ai  Gruppi parlamentari Sicilia
  Democratica  e  Misto,  la  situazione  risulta  la  seguente:  A
  decorrere  dal  20  ottobre  2001 i deputati Antonino Amendolia e
  Salvatore  Sanzeri,  già  facenti  parte  del Gruppo Misto, hanno
  aderito al Gruppo parlamentare Sicilia Democratica; il Presidente
  del  Gruppo  medesimo,  onorevole  Carmelo  Lo  Monte  in data 13
  novembre  2001  ne ha accettato l'adesione al gruppo.
       A  decorrere  dal  13  novembre  2001 gli onorevoli Giovanni
  Ferro,   Salvatore   Morinello,   Salvatore   Raiti,  preso  atto
  dell'adesione  degli  onorevoli  Amendolia  e  Sanzeri  al Gruppo
  Sicilia  Democratica, che  ora  si  riconosce  nell'ambito  della
  maggioranza  parlamentare Casa della Libertà, hanno comunicato di
  essersi  dimessi,  con  effetto  immediato,  dallo stesso Gruppo.
       Pertanto, in pari  data,  essi  confluiscono  di  diritto al
  Gruppo Misto fino a nuova diversa dichiarazione.
       L'Assemblea ne prende atto.

         COMUNICAZIONE DI APPOSIZIONE FIRMA AD INTERROGAZIONE

     PRESIDENTE. Informo  l'Assemblea  che,  facendo  seguito  alla
  comunicazione resa dalla  Presidenza  nella  seduta  n.21  del 13
  novembre 2001,  con  riferimento  ai gruppi parlamentari "Sicilia
  Democratica" e "Misto", la situazione risulta la seguente:

       - a decorrere  dal  30  ottobre  2001  i  deputati  Antonino
  Amendolia e Salvatore  Sanzeri,  già  facenti  parte  del  Gruppo
  Misto, hanno  aderito al Gruppo parlamentare Sicilia Democratica;
  il Presidente del Gruppo medesimo, onorevole Carmelo Lo Monte, in
  data 13 novembre 2001 ne ha accettato l'adesione al Gruppo;

       - a decorrere  dal  13 novembre 2001, gli onorevoli Giovanni
  Ferro,  Salvatore   Morinello   e  Salvatore  Raiti,  preso  atto
  dell'adesione degli onorevole  Amendolia  e  Sanzeri al Gruppo di
  Sicilia Democratica,  che  ora  si  riconosce  nell'ambito  della
  maggioranza parlamentare  (Casa  delle Libertà), hanno comunicato
  di essersi dimessi  con  effetto  immediato  dallo stesso Gruppo.
  Pertanto, in pari  data,  essi  confluiscono di diritto al Gruppo
  Misto fino a nuova diversa dichiarazione.

               L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


        SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE "NORME
        FINANZIARIE  URGENTI  E  VARIAZIONI AL BILANCIO DELLA
        REGIONE PER L'ANNO FINANZIARIO 2001." (N. 259/A)

     PRESIDENTE.  Si  passa  al primo punto dell'ordine del giorno:
  Discussione  di  disegni  di  legge.  Si  procede, con il seguito
  dell'esame  del  disegno  di legge n.  259/A "Norme finanziarie e
  variazioni  al  bilancio  della  Regione  per  l'anno finanziario
  2001", posto al n.  1).
       Invito  i  componenti  la  seconda  Commissione  legislativa
  'Bilancio  e  programmazione'  a  prendere  posto  al banco delle
  Commissioni.
       Ricordo  che  nella  precedente  seduta  era  stato  sospeso
  l'esame del disegno di legge dopo l'approvazione dell'articolo 68
  e l'accantonamento degli articoli 69 e 70 e della annesse tabelle
  B)  e  D).
       Riepilogo la situazione riguardante questo disegno di legge:
  gli  articoli  accantonati  ieri  sera  per  essere riformulati o
  comunque approfonditi  sono:  12, 17, 18, 20, 21, 25, 30, 31, 33,
  34, 36, 39,  45,  46,  47,  50,  55, 56, 57, 60, 61, 63, 69 e 70;
  sono  stati  trasferiti  al  disegno  di  legge  numero 185/A gli
  articoli 8  e  19;  sono  stati trasferiti al disegno di legge n.
  185/A  gli  emendamenti 23.3, 23.16, 23.15, 23.15.1, 23.14, 23.6,
  23.10, 35.7.
       Con  l'occasione comunico che gli Uffici hanno predisposto -
  e gliene  sono  grato  -  un blocco articolato di emendamenti che
  sono tutti  quelli  che erano stati accantonati o presentati o su
  cui comunque non si era definito un accordo nella serata di ieri.
       Si riprende con l'esame dell'articolo 12, di cui do lettura:

                                 "Art. 12.
                      Abrogazione e modifiche di norme

          1.  Il  comma  1  dell'articolo 58 della legge regionale 3
       maggio 2001, n. 6, è abrogato.

          2. All'articolo 78 della legge regionale 3 maggio 2001, n.
       6,  la  parola  'interamente'  è  sostituita  con  la  parola
       'prevalentemente'.

          3.  All'articolo  81  della legge regionale 23 marzo 1971,
       n.  7,  le parole '8 unità' sono sostituite con le parole '12
       unità'.

          4. Al  comma  1  dell'articolo  1  della legge regionale 5
       marzo 1979,  n. 14, dopo le parole 'Presidenza della Regione'
       aggiungere le parole 'Per fini istituzionali e'."

       Comunico che sull'articolo 12 è stata presentata la seguente
  riformulazione  del  Governo:  "Le  unità previste sono fino a un
  massimo di 15".
       Pongo  in votazione l'articolo 12, così come riformulato dal
  Governo. Il parere della Commissione?

    CROCE, presidente  della  Commissione e relatore. Favorevole

     PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto;  chi è contrario si
  alzi.

                               (E' approvato)

     PRESIDENTE.  Si  passa  all'esame  dell'articolo 17, di cui do
  lettura:

                                 "Art. 17.

                 Associazione culturale  per la promozione
              delle ricerche teologiche  e sociali di Palermo

          1.  L'Assessore  regionale   per   i   beni  culturali  ed
       ambientali e per la  pubblica  istruzione  è  autorizzato per
       l'esercizio  finanziario  2001   ad   erogare  il  contributo
       straordinario di lire  100 milioni all'Associazione culturale
       per la promozione delle  ricerche  teologiche  e  sociali  di
       Palermo di cui all'articolo 47 della legge regionale 3 maggio
       2001, n. 6."

       Comunico   che   l'articolo   17  è  stato  riformulato  con
  l'emendamento 17.3, del Governo.
       Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    CROCE, presidente  della  Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto;  chi è contrario si
  alzi.

                               (E' approvato)

     CAPODICASA. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA.  Signor  Presidente, io  mi dichiaro pubblicamente
  insoddisfatto del lavoro che abbiamo fatto; pur avendo in qualche
  modo  sgrossato  la  materia, l'esito non mi pare un esito di cui
  possiamo compiacerci. Pertanto la vorrei pregare, se è possibile,
  di  procedere  non  dando  per  scontato che ci sia un accordo su
  tutto, in  modo  tale  da consentire - voglio dire: procedere nel
  senso della  velocità  -  ai  colleghi  e  a noi stessi di potere
  seguire e potere fare qualche intervento.

     PRESIDENTE.   Cercheremo   di  essere  un  po'  più  lenti, ma
  altrettanto efficaci - mi auguro -.
       Si  passa all'esame dell'articolo 18, di cui do lettura:

                                 <Art. 18.
              Modifiche all'articolo 89 della legge regionale
                  3 maggio 2001, n. 6 - Norme urbanistiche

          1. All'articolo 89 della legge regionale 3 maggio 2001, n.
       6 sono  apportate  le  seguenti modifiche:

          a) al  comma  1  dopo le parole 'operativi nazionali' sono
       aggiunte  le  parole  'e/o  leggi  di finanziamento agevolato
       nazionali e comunitarie per gli insediamenti produttivi'.

          b) al  comma  2  dopo  le  parole  'aree artigianali' sono
       aggiunte  le  parole 'gli insediamenti produttivi beneficiari
       di    finanziamenti   POR   Sicilia   2000-2006   e/o   patti
       territoriali,  finanziamenti  comunitari,  legge  n.  488 del
       1992. ricadenti  in  aree ASI sono autorizzati in deroga allo
       strumento urbanistico'.

          c) al  comma  4  dopo le parole 'produttivi comunali' sono
       aggiunte le parole 'e/o in aree ASI.'.>

       L'articolo  18 è stato riscritto con l'emendamento 18.4.R, a
  firma  degli  onorevoli  Croce  e  Formica,  che assorbirebbe gli
  emendamenti  18.2  e  18.3  a  firma degli onorevoli Capodicasa e
  Speziale,  mentre rimane in vita l'emendamento 18.1 a firma degli
  onorevoli Liotta e Miccichè.
       Pongo  in votazione l'emendamento 18.1.  Chi è favorevole si
  alzi, chi è contrario resti seduto.

                          (Non è approvato)

       Onorevole Capodicasa, rimangano gli emendamenti a sua firma.
  Se   l'emendamento   di   riformulazione   è   soddisfacente,  li
  consideriamo ritirati?

     CAPODICASA. Si, li ritiro.

     PRESIDENTE.  L'Assemblea  ne  prende  atto. Pongo in votazione
  l'emendamento  18.4.R  Chi  è  favorevole  resti  seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Pongo  in  votazione  l'articolo  18,  così  come  emendato,
  sostanzialmente  riscritto.  Chi è favorevole resti seduto, chi è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

     ACIERNO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ACIERNO.  Signor Presidente, solo per chiedere alla Presidenza
  che,  se  ci  sono  riformulazioni  degli  articoli  stampati sul
  fascicolo,  sarebbe opportuno farli avere ai parlamentari, perché
  la  sua  lettura  è  sicuramente  ineccepibile però ci sono testi
  complessi  che  bisogna  avere  sott'occhio  per  poterli  meglio
  valutare.

     PRESIDENTE. Onorevole Acierno, gli articoli sono nel blocco di
  ieri,  gli  emendamenti,  anche  se  si  tratta di riscrittura di
  articoli, sono nel blocco che è stato distribuito questa mattina.
       Si passa all'esame dell'articolo 20, di cui do lettura:

                                 <Art. 20.
                        Spese di collaudo pregresse

          1. L'Assessore  regionale per il turismo, le comunicazioni
       ed i trasporti è  autorizzato  a  far  gravare le spese per i
       collaudi  delle opere  di  cui  all'articolo  9  della  legge
       regionale 16 maggio 1978,  n.  8  già  affidati  alla data di
       entrata in  vigore  delle presente legge, sulle disponibilità
       del  capitolo   872806   del   bilancio   della  Regione  per
       l'esercizio finanziario 2001.>

       All'articolo 20 è stato presentato l'emendamento soppressivo
  20.1, a firma degli onorevoli Liotta e Miccichè. E' ritirato?

     LIOTTA. No, non è ritirato.

     PRESIDENTE.  Pongo  in votazione l'emendamento 20.1. Il parere
  del Governo?

     PAGANO, assessore per il Bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

    CROCE, presidente  della  Commissione e relatore. Contrario..

     PRESIDENTE.  Chi  è  favorevole si alzi, chi è contrario resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

       Pongo  in  votazione  l'articolo  20. Chi è favorevole resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'esame dell'articolo 21, di cui do lettura:

                                 <Art. 21.
                               Turismo rurale

          1. L'attività di turismo rurale è inserita tra le attività
       ricettive di cui  all'articolo  3  della  legge  regionale  6
       aprile 1996, n. 27.

          2.  Per  turismo   rurale   si   intende   una   specifica
       articolazione  dell'offerta  ricettiva  turistico  regionale,
       composta  da  un   complesso   di   attività   che  comprende
       ospitalità,  ristorazione,  attività  sportive  e  del  tempo
       libero,  finalizzate   alla   corretta   fruizione  dei  beni
       ambientali e/o culturali del territorio rurale.

          3.  Per lo  svolgimento  dell'attività  non è richiesta da
       parte dell'operatore la qualifica di imprenditore agricolo.

          4. L'attività di turismo rurale va esercitata nel rispetto
       delle seguenti condizioni:

          a) offerta di ospitalità e/o di ristorazione esercitata in
       immobili già esistenti catastati come edifici rurali;

          b) ristorazione  basata  su un'offerta gastronomica tipica
       della  zona  in  cui  l'edificio  è  ubicato,  preparata  con
       l'utilizzazione di  materie prime provenienti, in prevalenza,
       da aziende agricole locali;

          c) dotazione di  arredi  e servizi consoni alle tradizioni
       locali e, in particolare, alla cultura della zona.

          5.  Con   decreto   dell'Assessorato  del  turismo,  delle
       comunicazioni e dei  trasporti  da pubblicarsi nella Gazzetta
       ufficiale  della   Regione   siciliana   si  provvederà  alla
       determinazione dei  requisiti  per  la  classificazione delle
       attività di turismo rurale ai  sensi  della legge regionale 6
       aprile 1996, n. 27.

          6.  Il   dipartimento   regionale  turismo  effettuerà  la
       vigilanza  periodica   delle   strutture   ricettive  di  cui
       all'articolo  3  della   legge  regionale  n.  27  del  1996,
       avvalendosi anche  delle  Aziende  autonome  provinciali  per
       l'incremento turistico territorialmente competenti.

          7. E' abrogato  il  secondo  comma  dell'articolo  6 della
       legge regionale 12 aprile 1967, n. 46.>

       All'articolo   21  sono  stati  presentati  due  emendamenti
  soppressivi:  21.1  a  firma  dell'onorevole  Barbagallo e 21.2 a
  firma degli onorevoli Liotta ed altri.
       Il parere del Governo?

     PAGANO, assessore per il Bilancio e le finanze. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore. Contrario.

     PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione gli emendamenti 21.1 e 21.2,
  che sono  uguali. Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti
  seduto.

                       (Non sono approvati)

       Pongo in votazione l'art.  21  nella sua stesura originaria.
  Chi è favorevole rimanga seduto, chi è contrario si alzi.

                          (E' approvato)

       Si  passa  all'esame  degli  emendamenti-articoli aggiuntivi
  all'articolo 23.

       Onorevoli  colleghi,  comunico  che  sono stati presentati i
  seguenti  emendamenti:
       - dal Governo: 23.17, 23.18, 23.19 e 23.20.
       L'emendamento  23.17  è  improponibile  su questo disegno di
  legge  e  viene trasferito, come emendamento, al disegno di legge
  numero 185.
       Si  passa  all'emendamento  23.18 presentato dal Governo. Il
  parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     CRACOLICI. E' pertinente?

     PRESIDENTE.  E'  pertinente  perché,  se non si approva questa
  disposizione,  ancorché  discussa, come le riferiranno, onorevole
  Cracolici,  non  è possibile utilizzare gli stanziamenti previsti
  da  "Agenda  2000" all'articolo 75, perché c'è un'osservazione di
  natura comunitaria.
       Pongo  in  votazione  l'emendamento  23.18. Chi è favorevole
  resti seduto, chi è contrario si alzi.

                          (E' approvato)

       Si  passa  all'emendamento 23.19, presentato dal Governo. Il
  parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  23.19. Chi è
  favorevole rimanga seduto, chi è contrario si alzi.

                          (E' approvato)

       Si  passa  all'emendamento  23.20 presentato dal Governo. Il
  parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Lo  pongo  in  votazione.  Chi è favorevole resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                          (E' approvato)

       Comunico  che  è  stato  presentato  dal Governo il seguente
  emendamento  aggiuntivo  23.9.R,  di riscrittura dell'emendamento
  23.9:
       "L'Assessore  regionale  per  gli  Enti  locali  provvede ad
  individuare  le proprietà degli immobili realizzati su terreni di
  pertinenza  delle  opere  salesiane  di  Sicilia.  Con successivo
  provvedimento  l'Assessore  per  gli  Enti  locali  provvederà in
  ordine  alla  loro  utilizzazione".
       Questa disposizione è quella che è emersa dagli orientamenti
  della riunione.

     CAPODICASA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA.   Signor  Presidente,   ciò   che   non   convince
  nell'emendamento è il fatto  che demandiamo all'Assessore per gli
  Enti  locali la  definitiva  utilizzazione  di  questi  immobili.
  Cioè, se  capisco bene - e vorrei che ci fosse conferma di questo
  - se si è abbandonata l'idea della cessione in proprietà a titolo
  gratuito e si tratta di discutere, invece, di una di una cessione
  in comodato  d'uso,  allora  l'emendamento  può  andare  bene, ma
  soltanto se questo aspetto verrà chiarito.
       La presentazione di questo emendamento significa che abbiamo
  definitivamente  abbandonato l'ipotesi della cessione gratuita in
  proprietà. Se   è  così,  se  abbiamo  abbandonato  questa strada
  possiamo anche approvare l'emendamento.
       L'emendamento, a  mio  parere, esclude qualunque cessione in
  proprietà perché l'Assessore non può cedere immobili che siano di
  proprietà della  Regione  con atto amministrativo (secondo me non
  lo possiamo fare neanche noi per legge), ma, ad ogni modo, questo
  già lo esclude.

     PRESIDENTE.   Onorevole   Capodicasa,   consideriamo   il  suo
  intervento  come  un'interpretazione  autentica dell'emendamento,
  nel senso che  il  significato  che l'Aula desidera dare a questo
  emendamento è che ci  sia  un inventario di questi beni e che sia
  l'Assessore per  gli enti locali successivamente a stabilire cosa
  farne, naturalmente nell'ambito delle sue competenze.

     CAPODICASA.   Dando  questa  interpretazione, credo  si  possa
  procedere.

     SPEZIALE. Chiedo di parlare.

     CAPODICASA. Ne ha facoltà.

     SPEZIALE.  Signor  Presidente, desidererei vederci chiaro. Qui
  si tratta di  aree  su  cui  sono  state costruiti degli immobili
  finanziati con fondi  della  Regione,  in  cui  ci sono chiese ed
  opere annesse  alle  chiese per attività ricreative, scolastiche,
  per le attività  proprie  dei  salesiani.  In  questo momento, di
  fatto, non sono in  uso ai salesiani?  Io vorrei capire qual è la
  questione in  modo  tale  da  poter  intervenire  normativamente.
  Essendo in questo  momento  in  uso  gratuito  ai  salesiani, non
  capisco la ragione per cui si debba provvedere con una norma.

     CRISAFULLI.  Non è sempre così ovunque, onorevole Speziale.

     SPAMPINATO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPAMPINATO.    Signor    Presidente,    onorevoli    colleghi,
  oggettivamente non  riesco  a  comprendere  quale  sia  l'oggetto
  dell'articolo   e   quale   la   finalità   dell'emendamento   in
  discussione. Diamo  delega  all'Assessore  per gli enti locali di
  fare  cosa?   E  rispetto  a  cosa,  sopratutto?  Individuare  le
  proprietà  di  chi?  L'emendamento recita: "L'assessore regionale
  agli enti  locali  provvede  ad  individuare  le  proprietà degli
  immobili realizzati  su  terre  di  pertinenza." La pertinenza in
  diritto civile è  un  qualcosa  di  ben  specificato; è questo il
  valore  che  vogliano  dare  a  questa  norma  di  legge?  Stiamo
  parlando di pertinenze  rispetto a quali beni? Le pertinenze sono
  collegate  ad  un  bene  in  diritto  privato;  qual  è  il  bene
  principale al  quale  sono collegate queste pertinenze? Credo che
  sia   formulato  particolarmente  male  questo  emendamento,  non
  individua con  chiarezza l'oggetto dello stesso e, quindi, chiedo
  ulteriori ragguagli.

     ACIERNO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ACIERNO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo che
  bisognerebbe  accantonare  l'emendamento e riformularlo; infatti,
  nella    sua  attuale  formulazione  stabilisce  che  l'Assessore
  competente deve  determinare chi deve utilizzare questi immobili,
  mentre sappiamo  bene  che  essi  sono  utilizzati dai salesiani.
  Dunque,  approvare   l'emendamento   nella  sua  stesura  attuale
  rischierebbe  soltanto  di  creare  problemi;  potrebbe accadere,
  infatti, che l'Assessore determini una scelta diversa di utilizzo
  dell'immobile.
       Credo che il  senso del proponente di questo emendamento non
  fosse  assolutamente  questo;  chiedo   pertanto  al  Governo  di
  riformularlo in maniera più chiara al fine di esprimere meglio il
  significato che lo stesso vuole avere.
       Mi    permetto    anche,    approfittando   della   presenza
  dell'Assessore al bilancio,  di  cercare di alzare un po' il tono
  di questo disegno  di  legge  che stiamo esaminando.
       Noi dovevamo  varare le variazioni di bilancio, sapevamo che
  c'erano nella rimodulazione a consuntivo, come sempre si fa su un
  bilancio,   delle   voci   importanti   che  andavano  rimodulate
  utilizzando le  economie.  Sembrerebbe, invece, quasi che si stia
  facendo  un   esercizio  di  una  mini  finanziaria  prima  della
  finanziaria.  Allora, cerchiamo  di  dare  più senso a quello che
  stiamo facendo in quest'Aula, anche perché  non vorrei vanificare
  il lavoro del  Governo  e  dell'Assemblea  quando, spero a breve,
  inizieremo l'esame della finanziaria per l'anno 2002.

     FORMICA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORMICA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, intervengo
  brevemente per  offrire  qualche chiarimento all'Aula.
       Ci sono a  Palermo  due  centri dei salesiani, uno a Ragusa,
  uno a Riesi, uno  a  Gela  e  uno  a  Barcellona  che  sono stati
  costruiti più di  trent'anni fa su terreni dei salesiani stessi e
  che fino ad oggi sono stati dati loro in utilizzo.
       Da qualche anno  si  paventa  la  possibilità che la Regione
  possa chiedere  ai salesiani dopo trent'anni un miliardo ciascuno
  per un'opera che è  stato costruita sul loro terreno; questo è un
  problema grave.
       Ciò  che   desidero  porre  all'attenzione  di  tutti  è  la
  necessità di trovare  un  modo  per  trasferire, visto che già il
  comodato ce l'hanno  da più di trent'anni, la proprietà di questi
  istituti,  di   questi   centri   sociali  ai  salesiani  stessi.
  L'emendamento  era  inizialmente  presentato per il trasferimento
  della proprietà.

     SPEZIALE. Con  l'emendamento  in  esame  non  si  ottiene quel
  risultato.

     PRESIDENTE.  Mi   sembra  di  aver  capito  che  l'emendamento
  necessiti    di    un   approfondimento,   quindi   ne   dispongo
  l'accantonamento.
       Si riprende l'emendamento 25.7 in precedenza accantonato.

     CAPODICASA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  questo
  all'articolo 25 è  un emendamento che a mio avviso grida vendetta
  per come è  formulato.  E',  quasi  per  intero,  riferito  a  un
  definanziamento secco di norme che erano contenute nella legge n.
  6, la finanziaria  2001,  cioè  la legge che abbiamo approvato in
  quest'Aula non più  tardi  di  sei  mesi addietro e che prevedeva
  norme di finanziamento di attività varie: fermo biologico e tante
  altre.
       Il Governo  per  finanziare  le  disposizioni  contenute  in
  queste variazioni  di bilancio saccheggia ampiamente le norme che
  abbiamo approvato sei mesi fa, cioè in corso d'anno, e non perchè
  non  ci siano  impegni  di  spesa,  non  ci  sia  possibilità  di
  utilizzare quelle  somme.  Valga  per  tutti  un esempio: vengono
  annullati gli  stanziamenti  per  alcune  opere di valorizzazione
  termale nel comune di Montedoro; viene soppresso il finanziamento
  previsto di cinque  miliardi.  Apprendiamo  che  il comune ha già
  fatto l'appalto, c'è  l'impresa  che già lavora e noi, a chiusura
  di anno,  senza  preoccuparci  degli effetti prodotti dalla legge
  approvata sei  mesi  fa  senza  preoccuparci  delle conseguenze e
  senza neanche inserire  una  norma  di salvaguardia che salvi gli
  impegni che abbiano  già  prodotti effetti verso terzi, andiamo a
  un definanziamento di  quelle  norme  che comportano una serie di
  problemi di ordine sociale e anche amministrativo.
       Allora, qui facciamo il giuoco delle tre carte o, se volete,
  dei famosi aerei  di  Mussolini:  con  le  stesse  somme, con gli
  stessi soldi prima finanziamo una legge e alcuni provvedimenti, e
  quindi la gente  va  a  casa tranquilla perchè abbiamo finanziato
  quegli interventi;  poi, trascorsi sei mesi, prendiamo quei soldi
  e finanziamo  altri provvedimenti.  Domani saremo tutti contenti,
  i giornali  scriveranno "finanziamenti per queste attività", poi,
  magari, non riuscendo  ad  impegnare  queste  somme entro la fine
  dell'anno, con  la prossima legge finanziaria utilizzeremo queste
  stesse somme per finanziare altre attività.
       Il gioco delle  tre  carte con il bilancio della Regione non
  si può fare   Occorre  un  minimo  di  serietà nella gestione del
  bilancio.
       Io lo dichiaro formalmente, signor Presidente, per quanto mi
  riguarda - con  ciò  interpretando  il  pensiero del mio gruppo e
  spero anche quello di tutta l'opposizione - quando si tratterà di
  leggi  che   comportino   variazioni   di   bilancio,  quando  si
  esamineranno leggi finanziarie o anche leggi di bilancio, noi non
  ci siederemo mai  ad  un tavolo informale per fare la valutazione
  degli emendamenti e degli articoli, perchè noi sappiamo come va a
  finire, è un film  già  visto:  alla  fine  non c'è il necessario
  rigore.
       Un'iniziativa  del  genere,  infatti,  dà  buoni  frutti  se
  ricorrono due condizioni: una è quella di trovarci in presenza di
  un Governo che ha  un'idea  in  testa, che sa dove vuole andare a
  parare  un  progetto,  che  ha  una  qualche  linea  di  politica
  finanziaria;  l'altra  è  che la Presidenza dell'Assemblea faccia
  la sua parte fino in fondo.  Se sono presenti questi due elementi
  ci si può  sedere,  discutere,  sgrossare;  dove  c'è  accordo si
  procede velocemente,  dove  l'accordo  non  c'è  in  Aula  ognuno
  sostiene le proprie tesi.  Ma  se  questo non c'è ...
       Tre giorni fa  la  Corte  dei  Conti  ha  mosso  una critica
  severissima a  proposito  della  legge  finanziaria,  quella  che
  adesso viene  definanziata  con  l'articolo  25,  chiamata  legge
  omnibus. Abbiamo  inserito nel Regolamento dell'Assemblea e anche
  - o prima o  dopo,  adesso non ricordo - con la legge finanziaria
  n.  10 del 1999  norme che avevano lo scopo di mettere un freno a
  questo    andazzo    generale.   Se   lei,   signor   Presidente,
  interpellasse  tutti  i  novanta deputati dell'Assemblea, Governo
  compreso, le direbbero  tutti  che  sono  contro  questo  modo di
  procedere, però,  puntualmente,  ogni volta ci si ricasca. Allora
  una soluzione la  dobbiamo  trovare, perché  alla fine ciò che il
  Governo fa con l'articolo  25,  e  vedo  che  non  si  è  fermato
  soltanto  all'articolo  25,  continua  con emendamenti aggiuntivi
  sempre nella stessa logica, diventa un modo per prenderci in giro
  e prendere in giro la gente. Il bilancio di quest'anno, visto che
  abbiamo contratto ulteriori obbligazioni per 2300 miliardi circa,
  forse lo faremo.  Per  quanto riguarda quello del 2003, posso già
  anticipare che  sarà  molto difficile chiuderlo senza dovere fare
  salti mortali perché  un bilancio, poi, alla fine, va chiuso. Noi
  non potremo pensare di  ricorrere  al mercato, al di là di quanto
  oggi  abbiamo   già  fatto;  questo  è  un  disastro  finanziario
  annunciato, rendetevene conto, rendiamocene conto
       Concludendo, signor  Presidente,  invito  il Governo  a fare
  mente locale su  ciò  che è contenuto nell'articolo 25, perchè lì
  c'è un fatto che  ha  una  sua  conseguenza,  è inutile che lo si
  nasconda; ognuno dà la  lettura  che  vuole,  ma i fatti sono lì.
       Credo che  per  quanto  ci riguarda quell'articolo non possa
  essere accettato e per questo voteremo contro.

     PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento 25.7, a firma
  del Governo.
       Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si riprende  l'esame  dell'emendamento  35.4,  a  firma  del
  Governo.  Lo pongo in votazione.
       Il parere della Commissione?

     CROCE, presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'emendamento 39.1, a firma del Governo. Lo pongo
  in votazione.

     FORGIONE. Chiedo la verifica del numero legale.

    (Si  associano  alla  richiesta gli onorevoli Liotta, Spampinato,
    Speziale, Panarello, Cracolici)


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                       VERIFICA DEL NUMERO LEGALE

     PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini di
  Regolamento,  indìco  la  votazione  per  la  verifica del numero
  legale.
       Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

       Dichiaro chiusa la votazione.

                        RISULTATO DELLA VERIFICA

     PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito della votazione di verifica del
  numero legale: presenti 35.
       L'Assemblea  non  è  in  numero  legale;  pertanto  la  seduta
  è rinviata alle ore 14.30.

     (La seduta, sospesa alle ore 13.25, è ripresa alle ore 14.50)

    La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


     PAGANO, assessore per il bilancio  e  le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PAGANO,    assessore per il bilancio  e  le  finanze.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, la  polemica  che  è  scoppiata
  poc'anzi e la sospensione che  è stata chiesta dall'opposizione a
  seguito delle difficoltà che sono intervenute  hanno fatto sì che
  il  Governo  prendesse  la   decisione  di  intervenire  per  una
  dichiarazione che  ovviamente non  vuole  avere un tono polemico,
  ma  che  invece  va  ad  innescare un ragionamento positivo quale
  quello   che   l'Aula  in  maniera  costruttiva  oggi  ha  voluto
  significare.
       Il Governo deve far  presente,  in  questo  momento,  che la
  manovra attivata in questi giorni ha avuto un peso complessivo in
  termini di maggiori entrate pari a 235 miliardi;  lo riteniamo un
  dato significativo, certamente in controtendenza rispetto al dato
  dell'anno scorso che ha visto, nello  stesso periodo, a proposito
  delle variazioni di bilancio,  una  manovra  complessiva  di  926
  miliardi;  naturalmente stiamo parlando  di  nuove  entrate  come
  nuove entrate sono i 235 miliardi di quest'anno.
       Questi elementi, apparentemente aridi, in  verità sono molto
  importanti a dimostrare e significare  che  il  Governo ha voluto
  compiere un atto di fermezza  nell'  arrestare  i flussi dinamici
  negativi  che  finora si erano visti  e  si  erano  succeduti  in
  quest'Aula.
       Naturalmente  anche altre  risorse  finanziarie  sono  state
  oggetto di manovre finanziarie, ma  trattasi di compensazioni che
  ovviamente   devono  avvenire   all'interno   di   quel   normale
  spostamento di natura finanziaria  che  si verifica spesso quando
  certi capitoli non vengono completamente utilizzati.
       Il Governo quindi ha  voluto  dare  una  traccia, un segnale
  completamente  diverso  rispetto  al  passato;   alcuni  episodi,
  apparentemente  di poca consistenza ma di grande  profilo  da  un
  punto di vista politico, lo hanno dimostrato ampiamente.
       Tengo, infatti, a ricordare che in Commissione il Governo ha
  chiesto - a fronte di una manovra compensativa, alla  fine di una
  giornata anche abbastanza lunga, che si è conclusa  alle  3.00 di
  notte  - di operare dei tagli su alcuni  settori  che  lasciavano
  perplessi circa il normale utilizzo degli stessi:  mi riferivo in
  quell'occasione  al  settore  dei trasporti e  al  settore  della
  formazione.
       Il segnale coraggioso, di 20 miliardi per ciascuna di queste
  voci,  in realtà aveva proprio un significato  di  inversione  di
  tendenza, a volere dire non soltanto all'Aula,  non soltanto agli
  addetti  ai  lavori,  ma all'opinione pubblica  tutta  che  c'era
  finalmente un'inversione di tendenza.
       E devo  dire  che  c'è stata massima soddisfazione in questo
  senso,  perché   la Commissione tutta, quel  giorno,  con  grande
  responsabilità,   è   venuta   dietro  a   questo   ragionamento,
  addirittura rilanciando il discorso fatto dal  Governo e operando
  anch'essa delle scelte forti, anche in termini di dichiarazioni e
  che sono avvenute da parte di tutti, non soltanto  da  parte  dei
  capigruppo  della  maggioranza ma anche da  parte  di  capigruppo
  dell'opposizione,  a volere significare che  qualcosa  stava  per
  cambiare finalmente nel Parlamento siciliano.
       Tutto ciò  naturalmente  non  avveniva  per caso, ma anzi in
  maniera  assolutamente  scientifica, in quanto  tutti  intuiscono
  perfettamente che si è sull'orlo del baratro.
       Lo  dicono  tutti,  non  soltanto gli addetti  ai  lavori  e
  soltanto l'opinione pubblica, ma soprattutto la  massima autorità
  in  materia, la  Corte  dei  Conti, che,    dall'alto  della  sua
  autorevolezza,  ha  confermato,  non più tardi  del  16  novembre
  scorso,  tutto  ciò  che tutti noi sappiamo.
       Un giudizio quello della Corte dei Conti  forte,  di  grande
  autorevolezza e che non può essere disatteso, perché  non  è  più
  il momento di operare in maniera irresponsabile;  tengo inoltre a
  ricordare  che  qui ciascuno di noi  rappresenta  un  elettorato,
  rappresenta una parte di popolo e complessivamente rappresentiamo
  quindi il popolo siciliano nella sua interezza.
       Oggi, però,  è accaduto qualcosa che ci ha lasciato stupiti,
  perplessi, da un certo punto di vista disgustati.  In  Aula  sono
  arrivati  emendamenti, che definire irresponsabili -  e  lo  dico
  assumendomi le mie responsabilità in toto - è dire poco.
       E certo hanno ragione quanti hanno affermato che da un punto
  di  vista  pedagogico  tutto  ciò  non  è  un  buon  esempio  nei
  confronti, non  soltanto dell'opinione pubblica e dei mass media,
  che domani  riprenderanno tutto ciò, ma, anche e soprattutto, nei
  confronti dei giovani  deputati  -  giovani lo dico in termini di
  anzianità rispetto  a  coloro  che  hanno  più  legislature - che
  guardano, a mo' di esempio, ma anche con ammirazione e spirito di
  emuilazione, quanti sono preposti a ricoprire  le  più autorevoli
  figure del Parlamento.
       Emendamenti che  non  hanno  inficiato  la  manovra  nel suo
  complesso, per  un  semplice  motivo,  perché  erano  di  profilo
  quantitativo numerico e finanziario, di importo limitato e basso,
  quindi,  da  questo  punto  di vista non  importanti;  non  hanno
  inficiato la manovra dal punto di vista finanziario,  però, da un
  punto di vista culturale, ne hanno inficiato la validità, per cui
  oggi,  questo  Parlamento,  si ritrova a dover  discutere  ed  ad
  operare un contraddittorio che non è di profitto.
       Il  processo  di risanamento, cui noi  tutti  ci rifacciamo,
  è  nell'interesse  complessivo,  perché   non   penso  che  possa
  appartenere a una sola parte della Regione o a una sola parte del
  panorama politico, perché  il progetto  di  risanamento  riguarda
  tutti.  Noi lavoriamo in una logica futura, siamo  qui  per  dare
  alle  generazioni future il nostro contributo, ed  è  chiaro  che
  quando  si parla di risanamento il tutto non è da  vedere  da  un
  puno  di  vista  contabile,  e  che  quindi  appartiene   solo  a
  qualcuno, ma che deve necessariamente coinvolgere tutto e tutti.
       Il processo di risanamento, dicevo, è lungo,  come  in  ogni
  fase di ricostruzione, ma in questo caso le  parole  della  Corte
  dei  Conti  tuonano in maniera ancora  più  inesorabile, giacché,
  cito testualmente  la  Corte, 'le future  politiche  di  bilancio
  dovranno   essere   adottate  in  funzione   dell'obiettivo   del
  conseguimento di solide posizioni finanziarie  entro  l'orizzonte
  temporale di medio periodo'.
       Ci viene detto, quindi, in maniera chiara,  che non possiamo
  aspettare  venti anni per un risanamento, ma si  parla  di  medio
  periodo, che da che mondo è mondo, significano cinque anni, nella
  peggiore delle ipotesi.
       Ma è evidente  anche  che  la  credibilità di un processo di
  risanamento  richiede  una rigorosa determinazione delle priorità
  degli  interventi  correttivi, affinché  il raggiungimento di una
  solida situazione  finanziaria  non  diventi  un obiettivo che si
  sposta nel tempo.
       Allora, noi sappiamo tutti che la fase  del risanamento deve
  avvenire in tempi che certamente non attengono  al breve periodo,
  ma non possiamo consentirci, a nessun livello, un  progetto  e un
  processo di risanamento che sia spostato nei decenni.
       Ed  è  chiaro che quando la Corte dei conti parla, non parla
  con riferimento soltanto al Governo, che sia chiaro  L'autorevole
  Corte ha una funzione di controllo nei confronti di tutti.
       E cito  la  conclusione  fatta  dalla  stessa:
       "Dopo anni di disattenzione o di disinteresse - e sottolineo
  di disinteresse  -  il  compito  è indubbiamente arduo, ma il suo
  sollecito  adempimento dovrebbe richiedere il massimo impegno del
  nuovo Governo  e  della  nuova  Assemblea  Regionale,  ove non si
  voglia isolare  la  Sicilia  dall'Europa  o da un mondo in cui la
  globalizzazione  dei  mercati  richiede una maggiore e più rapida
  mobilità di persone e di cose."
       Allora qui non ci  stiamo riferendo, o meglio, la Corte, non
  si sta  riferendo soltanto al Governo; nessuno può immaginare che
  a fare  fronte,  a  fare  argine,  a fare il Quintino Sella della
  situazione possa essere soltanto un componente  del  Governo:  il
  giudizio è riferito nella sua interezza a  tutta  l'Assemblea.  E
  hanno  ragione  quando  oggi, con grande  sfogo,  hanno  espresso
  perplessità, dubbi, per non dire critiche,  a  chi  evidentemente
  interpreta male questo ruolo.
       Non tocca a me fare il censore, me ne guarderei  bene  e  mi
  scuso anticipatamente se i toni dovessero  assumere una rilevanza
  diversa rispetto a quello che vuole essere il  messaggio  che  il
  Governo vuole dare, però, abbiamo l'esigenza di chiedere a tutti,
  ed   in  particolare  ai  capigruppo  -  e   ripeto,   mi   scuso
  anticipatamente se qualche passaggio dovesse  dare  l'impressione
  di  una  critica,  ma  quanto  detto   vuole  essere  finalizzato
  esclusivamente  a  costruire  un  percorso   nuovo,   innovativo,
  rivoluzionario  -, dicevo bisogna richiedere  ai  capigruppo  "in
  primis" di evitare cattivi esempi che  possono generare tensioni,
  che possono generare percorsi pedagogici  negativi.  Chiediamo ai
  presidenti delle Commissioni ed ai  presidenti  dell'Assemblea di
  avere  il  massimo  rigore,  cosa che  abbiamo  potuto  osservare
  durante le giornate di lavoro in Assemblea e  in  Commissione.
       E chiediamo, infine,  a  tutti una nuova cultura politica ed
  un  nuovo  modo  di  impostare  le  cose  che   non   attiene  al
  ragionamento del singolo, ma che attiene ad  un  ragionamento  di
  bene comune a cui noi tutti siamo necessariamente  deputati e non
  soltanto per definizione.
       Visto il  clima estremamente costruttivo che sto percependo,
  vorrei dire che, dopo questa manovra finanziaria che, di fatto, è
  già ultimata, il Governo si impegna affinché  episodi  del genere
  non accadano più.
       Certamente ci sarà, d'ora  in  avanti, su casi come quelli a
  cui abbiamo assistito, espressamente il parere negativo. In altre
  parole,  tutto  quello   che   poteva  servire  come elemento  di
  mediazione....

     LIOTTA. A cosa si riferisce? A quale caso?

     PAGANO, assessore regionale  per  il  Bilancio  e  le Finanze.
  Ho parlato in generale, è un ragionamento generale.

     LIOTTA.  Il  Governo  si  impegna,  in  generale,  a  che  non
  succedano più certe cose.....

     PAGANO, assessore regionale  per  il  Bilancio  e  le Finanze.
  No, il  Governo  sta dicendo un'altra cosa, onorevole Liotta.  Io
  mi auguravo di potere avere un ragionamento costruttivo ed invece
  vedo, percepisco  una  critica  che  certamente non accetto e che
  rilancio al mittente.
       Il Governo vuole dire che, se qualche cosa è stata tollerata
  perché attiene alla  logica della mediazione, alla luce di quello
  che è accaduto e alla  luce  di  quello  che  è stato detto dalla
  Corte dei conti, certamente non accadrà più, anche se ciò dovesse
  servire alla mediazione.  Voglio dire questo e  spero  di  essere
  stato chiaro.

     PRESIDENTE. Ci  sono colleghi che desiderano intervenire sulle
  comunicazioni del Governo?

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

                   (Proteste dai banchi di sinistra)

     CINTOLA. Io chiedo  di  parlare  perché sono stato chiamato in
  causa.

    FORGIONE. Siamo  in sede di votazione, non può avere la facoltà
  di parlare.

     PRESIDENTE.  Se un Presidente di gruppo parlamentare chiede di
  intervenire  dopo le comunicazioni del Governo, mi pare opportuno
  lasciarlo  intervenire  in  quanto può essere utile all'andamento
  dei lavori.

     CINTOLA. Io chiedo di  parlare  perché  sono stato chiamato in
  causa e quindi ho il  diritto  e  una  precedenza  a  parlare per
  Regolamento. Mi ha chiamato in  causa il Governo, io faccio parte
  dei capigruppo di questa  Assemblea, sono stato chiamato al senso
  di responsabilità dal Governo ed intendo rispondere al Governo.
       Io ritengo equo a valido  il  discorso del Governo e ritengo
  che il  Governo oggi ed in questa stessa manovra abbia presentato
  elementi non  solo di novità, ma anche di attenzione particolare.
  Infatti, al  di  là  delle  piccole  cose  che  ci sono, e voglio
  ricordare a  tutti  coloro  i  quali  come me sono stati presenti
  anche  nella  precedente legislatura, si sono sempre verificate a
  livello di  vertice,  come dicevo mentre pranzavo oggi con alcuni
  colleghi. Oggi forse  l'intervento è stato più a pioggia, ma si è
  verificato sempre  nel  passato e, pertanto, il grido di dolore e
  di scandalo  personalmente  non  lo  ritrovo e non intendo essere
  accomunato a  chi vuole gridare allo scandalo.  Questa manovra di
  scandaloso non  ha  nulla, anzi ha accorpato per certi fatti, che
  significativamente   possono   giovare   alla   Sicilia  nel  suo
  complesso, e io  che  non sono mai stato tenero con il Presidenti
  dell'Assemblea  intendo  ufficialmente  dire grazie al Presidente
  Fleres  perché   non   si   è   fatto  portatore  di  mediazioni,
  assolutamente no, ma di rigore, perché è stato capace di chiudere
  e   chiudere   negativamente   istanze  che  venivano  più  dalla
  maggioranza     che     dall'opposizione.    Pertanto,    intendo
  riconoscergli non  solo  un ruolo fattivo e costruttivo, ma anche
  sulla strada delle cose  che la Corte dei Conti ha detto e per le
  quali cose sia i capigruppo che l'Assemblea che il Governo, nella
  sua interezza,  non  possono  non  tenerne  conto.  Se io ricordo
  tante volte è successo..

     CAPODICASA.  Onorevole  Cintola, se deve parlare sino a quando
  arrivano  i  deputati  per  raggiungere  il  numero  legale, deve
  parlare ancora a lungo.

     CINTOLA.  Presidente  Capodicasa, le  posso dire con chiarezza
  che questa  volta  non sto cercando di prendere tempo.
       Intendo  quindi  ribadire  che  storture  ce ne sono ancora,
  Assessore Pagano,  però  i  gridi  di allarme da soli non bastano
  anzi preoccupano  a  volte  più  di  quanto la realtà non sia già
  drammatica perché  o  ci  sono  i  gridi  di  allarme,  onorevole
  Assessore Pagano...

     FORGIONE.  Signor  Presidente, a norma di Regolamento, in sede
  di votazione,

     SPEZIALE. Siamo in sede di votazione

    per quanti minuti si può parlare?

     PRESIDENTE.  Onorevole  Forgione,   non   siamo   in  sede  di
  votazione. Sulla comunicazione del Governo l'onorevole Cintola ha
  chiesto di  parlare.  Ovviamente  non parlerà un'ora, sta facendo
  una breve  comunicazione  a conclusione della quale la Presidenza
  ritiene che  dovrà rinviare l'Aula di almeno altri trenta minuti.
  Onorevole Forgione,  non  è  che  le cose importanti le dice solo
  lei,  certe  volte  le  dicono  anche  gli  altri,  allora  lasci
  completare l'onorevole  Cintola  e  poi  le ho già detto che cosa
  farà la Presidenza. Onorevole Cintola, concluda rapidamente.

     CINTOLA. Lo farò velocemente e questo per dare una certezza ai
  colleghi  dell'opposizione,  per  dare  la  certezza  agli  amici
  dell'opposizione  che  il  Regolamento è valido per tutti, per le
  opposizioni   quando  vogliono  fare  le  opposizioni  e  per  la
  maggioranza  quando  si vuole applicare il Regolamento per potere
  esprimere,  come  in  questo  caso,  una  compiuta valutazione di
  quanto  sta  avvenendo  in  quest'Aula  e di quanto è avvenuto in
  commissione  Bilancio  dove,  fino alle 3,30 del mattino, abbiamo
  discusso e  definito il testo che è arrivato in Aula. Non eravamo
  soli,  abbiamo  discusso,  avremmo  pure  potuto  fare  cose  non
  digeribili  per  l'Assemblea, ma  non  le  abbiamo  fatte  contro
  l'Assemblea  o  in  dispregio del Regolamento e della valutazione
  che la commissione Bilancio ha dato a questa manovra finanziaria.
       Quello  che  non  capisco,  invece,  è  che abbiamo tentato,
  perdendo  tempo,  ed  io  non ero tra quelli che volevano perdere
  tempo ieri sera, io e il mio gruppo volevamo andare avanti, ma la
  mediazione ed  il  tentativo di mediare è venuto fuori dall'Aula,
  abbiamo  avuto  degli  incontri  fino  a  mezzanotte,  stamattina
  abbiamo   prodotto   ulteriore   lavoro,  abbiamo, con  l'apporto
  costruttivo della  minoranza,  non  mi  vergogno  di quello che è
  stato  l'incontro  con  la  minoranza  di questa mattina, abbiamo
  cassato tante  e  tante  cose  e  questo - ripeto - con l'apporto
  valido  e  costruttivo  della  minoranza.  E  non  capisco perché
  arrivati in  Aula  ci  siamo  vergognati  di  un  lavoro  serio e
  produttivo che avevamo fatto insieme e per il quale non comprendo
  né  la  richiesta  del  numero legale, né  perché  si voglia fare
  ostruzionismo,   quando   su   molti   articoli   abbiamo   detto
  congiuntamente sì,  su  altri  ci  sono  state  distanze forti ed
  ataviche e  su quelle credo sia necessario l'approfondimento e la
  guerra in  Aula, ma  sulle  cose  sulle  quali abbiamo concordato
  proprio  il  rispetto  del valore dell'autonomia e dell'Assemblea
  ritengo che  si debba andare avanti senza creare ostruzionismi di
  sorta.

                               CONGEDI

     PRESIDENTE.  Comunico  che sono pervenute richieste di congedo
  per gli onorevoli: Beninati, Franco Catania, Misuraca e Vicari.
       Non  sorgendo osservazioni i congedi si intendono accordati.

                    PER UN RICHIAMO AL REGOLAMENTO

     ACIERNO. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ACIERNO.  Prima  che  lei sospendesse la seduta, verificata la
  mancanza  del  numero legale, avevo chiesto di intervenire per un
  richiamo  al Regolamento. Lei non mi ha dato la parola sostenendo
  che eravamo  in  sede  di  votazione.  Non  so  a quale parte del
  Regolamento,  con  il  massimo  rispetto, lei si riferisse perché
  nessuna votazione c'era, era stata soltanto richiesta la verifica
  del numero legale secondo, in maniera assolutamente ineccepibile,
  l'articolo 85  del  nostro  Regolamento  il  quale  non parla - e
  nemmeno il  successivo articolo 86 - in nessuno dei suoi commi di
  votazione.  Per questo motivo, sempre con il massimo rispetto, le
  contesto il  fatto  di non avermi dato la parola, che, qualora ci
  fosse stata  una  qualunque  votazione, aveva tutto il diritto di
  negarmi. Ma la votazione non c'era.
       Ho  ascoltato  con  attenzione  l'intervento  dell'assessore
  Pagano che  credo  più  che  una  ricerca  di tempo o di deputati
  voleva   essere,  invece,  anche  se  in  maniera  informale,  un
  importante messaggio  da  dare a questa Assemblea, perché non c'è
  dubbio  che  la  maggioranza  deve assumersi la responsabilità di
  maggioranza,  ma  credo  che  in egual misura l'opposizione debba
  fare altrettanto.
       La manovra di assestamento del bilancio non  è  una  partita
  politica e lo è ancor meno quando noi sappiamo che, al di  là  di
  alcune prebende,  che  io  per  primo  ho  contestato proprio nel
  metodo,  però noi abbiamo delle vicende importanti che riguardano
  importanti   comparti   dell'economia   di  questa  terra.  Ed  è
  probabilmente   sbagliato;   anzi,   come   componente  della  IV
  commissione  ho  avuto  modo di sottolinearlo allorquando abbiamo
  espresso  i  pareri  di  competenza  della  IV  (per  esempio, in
  riferimento  alla  vicenda  dell'autotrasporto  su gomma, dove il
  bilancio della  Regione  prevedeva  un  capitolo  di  spesa di 50
  miliardi  e  la  variazione  di bilancio prevedeva un'aggiunta in
  quel capitolo di 280 miliardi). Era certo un fatto, e cioè che la
  previsione  di  bilancio  era  sbagliata,  ma  era clamorosamente
  sbagliata    Perchè   una   variazione   serve   a   fare  quegli
  aggiustamenti   rispetto  ad  un  consuntivo;  quando  invece  un
  capitolo   di   spesa   così   importante   viene  quadruplicato,
  quintuplicato,  vuol  dire  che  c'era  di  fatto un'impostazione
  sbagliata sul  bilancio.  Ma  questo tipo di errori o comunque di
  disattenzioni,  certamente  non  saranno  ripetuti  nel  prossimo
  bilancio di questa Assemblea.
       Il  fatto  importante  che  è  successo  oggi  in quest'Aula
  riguarda appunto, nelle  more del giusto ruolo che maggioranza ed
  opposizione debbono avere sempre in un'Aula parlamentare a difesa
  degli elettori, è stato il fatto che c'è stato un ampio dibattito
  tra maggioranza  ed  opposizioni  fuori dai verbali: c'è stata la
  volontà di  stare  tutti  attorno  ad  un tavolo per dirimere una
  serie di problematiche legate alle variazioni di bilancio. Ma con
  un   lavoro   già  ampiamente  svolto  dai  componenti  della  II
  commissione  legislativa   Poi  potrà anche succedere l'incidente
  della richiesta di numero legale. E a questo punto voglio tornare
  al mio richiamo al Regolamento.
       L'articolo  85  al primo comma così recita: "1. Nelle sedute
  dell'Assemblea   il   numero   legale   è   presunto".  Questo  è
  chiaramente  uno strumento a difesa della politica di maggioranza
  e di  opposizione;  è  presunto  anche  se dovrebbe essere sempre
  garantito, soprattutto  quando  si legifera, ma è presunto perchè
  bisogna avere  la  possibilità di non fare incidere i rapporti di
  maggioranza ed  opposizione  a  scapito  dei  siciliani  ed è per
  questo che il legislatore a suo tempo ha voluto iniziare il primo
  comma dell'articolo 85 proprio sancendo la presunzione del numero
  legale.
       Ho sentito  alla  ripresa  dei  lavori che si è chiesta alla
  Presidenza la rimessa  in votazione non so di che e per questo le
  pongo  la  questione  regolamentare  signor Presidente, perchè in
  quest'Aula troppo spesso il Regolamento viene invocato per essere
  regolarmente  violato. Noi non abbiamo in corso alcuna votazione,
  infatti l'articolo 87 del nostro Regolamento dice "Se l'Assemblea
  non è  in  numero legale, il Presidente può rinviare la seduta ad
  altra ora  dello  stesso  giorno  con  un intervallo di tempo non
  minore   di  un'ora,  oppure  toglierla".  Nella  fattispecie  la
  Presidenza, apprezzata la mancanza del numero legale, ha rinviato
  di  un'ora  la seduta.  Continua l'articolo 87:  "In quest'ultimo
  caso  l'Assemblea si intende senz'altro convocata per il prossimo
  giorno non festivo, all'ora medesima ...

    PRESIDENTE.  Onorevole  Acierno,  poichè  lei  fa  richiamo  al
  Regolamento, le comunico che lei aveva cinque minuti di tempo per
  parlare; poichè  ha  parlato  per  sei  minuti,  sono costretto a
  toglierle la parola.

                               CONGEDI

    PRESIDENTE.  Comunico  che  sono pervenute richieste di congedo
  per oggi  per  gli  onorevoli Fratello, Turano e Granata.
       Non sorgendo osservazioni, i congedi si intendono approvato.

     FORGIONE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     FORGIONE.  Signor  Presidente,  mi  pare che il numero massimo
  dei congedi  è stato raggiunto. Il numero legale è basso e quindi
  possiamo confrontarci anche politicamente.
       Onestamente, intervengo solo per respingere integralmente le
  dichiarazioni dell'Assessore Pagano.
       Lo  posso  fare,  signor  Presidente  e  onorevoli colleghi,
  perchè lei, come  tutti  i  deputati,  non  ha  trovato  un  solo
  emendamento firmato  dai  componenti  del  Gruppo parlamentare di
  Rifondazione  che  preveda  una  spesa.  Nessun  emendamento  che
  preveda   un  assalto  alla  diligenza,  nessun  emendamento  che
  presupponga una  trattativa  con  il  Governo per giungere ad una
  scelta  consociativa, come tante volte questa Assemblea ha potuto
  vedere nel corso della sua storia.
       L'Assessore Pagano,  signor Presidente, dovrebbe quindi dire
  chiaramente a chi si  riferisce,  dire  chiaramente chi assale la
  sua diligenza, la diligenza del suo bilancio.
       Lei   sa   bene,   signor  Presidente,  che  il  mio  Gruppo
  parlamentare   ha   indirizzato   una   lettera  alla  Presidenza
  dell'Assemblea   per   chiedere  di  applicare  rigorosamente  il
  Regolamento  che  prevede come incompatibili tutte le materie non
  attinenti la  legge  trattata, cioè quella scelta che noi abbiamo
  fatto proprio  per  evitare  le  leggi omnibus e gli assalti alla
  diligenza.
       Poiché  l'assalto,  onorevole  Pagano,  è venuto quasi tutto
  dalla sua maggioranza  e,  comunque,  non  un solo emendamento di
  spesa è venuto  da Rifondazione Comunista, lei non può venire qui
  a farci  una lezioncina invitando, solo ora, l'Assemblea al senso
  di responsabilità,  né  può  venire  qui a dire a questa Aula che
  d'ora in poi si cambierà registro.
       Lo  dica   all'onorevole   Cintola,  lo  dica  all'onorevole
  Formica, lo dica  al  Capogruppo  del  suo  partito,  lo  dica ai
  Capigruppo di tutti questi partiti - non ne ricordo i nomi perché
  cambiano in  continuazione -. Lo dica  a  loro che hanno proposto
  emendamenti  che vanno dal finanziamento delle impalcature per la
  ristrutturazione  delle facciate, al rifacimento degli organi, al
  Parco d'Orléans,  cioè  a tutta una serie di emendamenti fatti su
  misura   clientelare   per  alimentare  interessi  particolari  e
  localistici.
       Queste  cose  le possiamo dire perché anche i ciechi possono
  vedere quello che c'è in quel bloccone degli emendamenti, possono
  vedere quello che c'è, leggere le firme di quei deputati e capire
  come  queste  variazioni di bilancio non servono a razionalizzare
  la   spesa,   non  servono  nemmeno  a  dare  una  risposta  alle
  indicazioni che sono  venute  dalla  Corte  dei Conti ma, semmai,
  servono a dare quel segnale negativo che lei stesso qui ha voluto
  denunciare.
       Evitateci  almeno,  onorevoli  colleghi  della  maggioranza,
  evitate voi l'indignazione silenziosa che si traduce nel sostegno
  a ciò  che  sta  facendo  il  Governo  e l'Assessore ci eviti una
  lezioncina  morale,  essendo  stata  la  sua maggioranza, essendo
  stati gli uffici degli assessorati del suo Governo a proporre una
  serie di  cose  che  solo  in  parte  stamattina siamo riusciti a
  bloccare.
       Per  essere  onesti  qui  non  c'è  nessuno scambio e nessun
  invito  alla  mediazione e alla moderazione.
       Il Governo  faccia il Governo.  Benissimo
       Ragioniamo   almeno   su   come   togliere   le   cose   più
  macroscopiche, gli  obbrobri  più macroscopici che ancora ci sono
  in questo  disegno di legge, ma nessun patteggiamento  Ritengo, e
  siamo ancora  all'inizio  -  lo  dico soprattutto ai deputati che
  sono stati  eletti  in  questa legislatura - che se partiamo così
  con le  variazioni  di  bilancio,  tra  un  mese, quando  dovremo
  discutere la  finanziaria  e il bilancio di questa Regione, altro
  che assalto  alla  diligenza,  ci  saranno  le bande armate della
  politica e  della  non  politica, in  questa Aula, a condizionare
  questo   Governo.   E,   in   queste   ore,   abbiamo   avuto  la
  dimostrazione   che  questo  Governo,  aldilà  della  predichetta
  dell'Assessore Pagano,  non è impermeabile a tutte le pressioni e
  alle  spinte  clientelari, localistiche e particolari presenti in
  questa Regione.
       Le   sue   dichiarazioni  e  la  sua  reprimenda,  onorevole
  Assessore,  io   la   rimando   al   mittente,  consapevole   del
  comportamento coerente di Rifondazione Comunista, a partire dalla
  pregiudiziale  che  ha  posto  in  questa  Aula  all'inizio della
  discussione  e  dal  comportamento  tenuto non proponendo un solo
  emendamento di spesa in nome del quale avremmo dovuto avviare una
  trattativa con lei e con la sua maggioranza.

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  l'Aula è sospesa per trenta
  minuti. Riprenderà alle ore 16.00.

     (La seduta, sospesa alle ore 15.25, è ripresa alle ore 16.15)

      La seduta è ripresa.
       Onorevoli  colleghi,  dopo  la  comunicazione dell'Assessore
  Pagano  e  dopo gli interventi sulla comunicazione dell'onorevole
  Pagano,  dell'onorevole  Forgione e, per richiamo al regolamento,
  dell'onorevole  Acierno,  noi dobbiamo tornare alla questione che
  ha  provocato  la  richiesta  di verifica del numero legale.
       Pongo,  quindi, in votazione l'emendamento 39.1, a firma del
  Governo.

     SPEZIALE. Chiedo la verifica del numero legale.

    (Si  associano  alla  richiesta  gli  onorevoli Forgione, Liotta,
    Panarello e Oddo)


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                       VERIFICA DEL NUMERO LEGALE

     PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini di
  Regolamento,  indìco  la  votazione  per  la  verifica del numero
  legale.
       Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

       Dichiaro chiusa la votazione.

                        RISULTATO DELLA VERIFICA

     PRESIDENTE.  Proclamo  l'esito della votazione di verifica del
  numero legale: presenti 34.
       L'Assemblea non è in numero legale.

                       PER RICHIAMO AL REGOLAMENTO

     ACIERNO. Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ACIERNO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  sempre in
  riferimento  all'appena  applicato articolo 85 sulla verifica del
  numero  legale, il  comma  1  dell'articolo  86  recita  che  per
  verificare se l'Assemblea  sia  in  numero  legale  si fa uso del
  procedimento elettronico di voto. In caso di difetto dei relativi
  dispositivi si procede per appello nominale.
       Desidero  rammentare  a  questa  Presidenza, che  spesso  fa
  riferimento al  Regolamento  del  Senato della Repubblica e della
  Camera  dei  Deputati,  che  ci  sono  precedenti  nella  passata
  legislatura nazionale, anzi, ci sono parecchi  precedenti  in cui
  la   verifica   del  numero  legale,  ancorché   fatta   con   il
  procedimento di sistema elettronico, esattamente come  è avvenuto
  nella seduta di oggi pomeriggio, ha computato ai  fini del numero
  legale i deputati presenti in aula che non  risultavano  però nel
  sistema elettronico.
       Io credo  che  ciò  sia  accaduto  oggi  in quest'Assemblea.
  Rispetto alle  caselle  che  ho  visto  illuminate  nel tabellone
  elettronico c'erano  almeno  altri venti parlamentari presenti in
  Aula, ancorché  non risultassero nel tabellone elettronico, ma la
  presenza  fisica  nell'Aula dell'Assemblea regionale siciliana ci
  può tranquillamente far dire che il numero legale ci fosse.
       Suppongo, sempre  in  riferimento  all'articolo 86, comma 1,
  che  ci   sia   stato   un   mancato  funzionamento  del  sistema
  elettronico, quindi il  comma  1 dello stesso articolo obbliga la
  Presidenza a  procedere  all'appello  nominale, tenendo conto dei
  deputati che erano  presenti  in Aula al momento della votazione.
     Ciò detto le chiedo di non togliere la seduta.

     PRESIDENTE.  Onorevoli colleghi, onorevole Acierno, il sistema
  elettronico ha  funzionato perfettamente;  esprimere il voto o la
  presenza non  è  obbligatorio,  attiene  alla  volontà di ciascun
  deputato.
       Nel nostro  sistema  di  calcolo,  oltre  ai  voti  espressi
  attraverso l'utilizzo  del tesserino  elettronico, si tiene conto
  dei deputati che hanno richiesto la verifica del numero legale, i
  quali   vengono   considerati  presenti  ancorché  non  dovessero
  esprimere il loro voto attraverso il sistema elettronico.
       Onorevoli colleghi,  la  seduta  è  rinviata  a mercoledì 28
  novembre 2001, alle ore 10.30 con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Fleres


      I - COMUNICAZIONI

     II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1) "Norme  finanziarie  urgenti e variazioni al bilancio della
          Regione per l'anno finanziario 2001". (n. 259/A) (Seguito)

          Relatore: onorevole Croce

       2) "Disposizioni     sull'ordinamento     dell'Amministrazione
          regionale". (n. 185 - Norme stralciate/A) (Seguito)

          Relatore: onorevole Borzacchelli

    III - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

      N. 56 - Iniziative  per  modificare  gli indirizzi economici
              seguiti dal Governo nazionale.

              (10 ottobre 2001)

                                       SPEZIALE - CAPODICASA -
                                       CRISAFULLI - CRACOLICI -
                                       DE BENEDICTIS - GIANNOPOLO -
                                       ODDO - PANARELLO - VILLARI -
                                       ZAGO

      La seduta è tolta alle ore 16.25

      Licenziato dal Servizio Resoconti alle ore 18.20