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Resoconto d'Aula della Seduta n. 240 di martedì 05 ottobre 2004
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   Presidenza del vicepresidente Fleres


    PAFFUMI   segretario,  dà lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo osservazioni,  si  intende
  approvato.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                       Sull'ordine dei lavori

    FERRO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FERRO    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   vorrei
  richiamare  l'attenzione della Presidenza e dell'Assemblea  sulla
  necessità,  fermo  restando il programma  dei  lavori  così  come
  disposto,  che  domani  in  un orario utile,  compatibilmente  ai
  lavori  d'Aula, si possa convocare una Conferenza dei  Presidenti
  dei  Gruppi parlamentari per affrontare la questione sulla  legge
  elettorale.
   Vorrei  ricordare  che  in questo momento  decorrono  i  novanta
  giorni  per  la  raccolta delle firme e che il  blocco  da  parte
  dell'Assessorato Enti locali, di fatto, sta impedendo l'esercizio
  democratico previsto dalla legge sul referendum.
   Poiché  tutto  ciò non è da sottovalutare e poiché non  possiamo
  sottostare alle dichiarazioni che, di giorno in giorno,  qualcuno
  fa  sul tema, posto che il pasticcio è stato fatto, credo che  la
  Presidenza, responsabilmente, debba farsi carico di convocare una
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari per  stabilire
  quali  siano le procedure e la prosecuzione dell'iter della legge
  e  del  referendum. Questo a garanzia di tutti, considerato anche
  il  fatto che il Comitato per il referendum sta provvedendo  alla
  stampa del materiale che serve per la raccolta delle firme  e  di
  conseguenza   si   creerebbe  anche  un   danno   economico   non
  indifferente a coloro i quali stanno promuovendo il referendum.

    ACIERNO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ho  ascoltato
  con grande interesse l'intervento del collega, onorevole Ferro, e
  credo  che il tema sia estremamente delicato ed importante,  però
  non  ritengo che si debba convocare una Conferenza dei Presidenti
  dei Gruppi parlamentari bensì, alla luce dei fatti, credo sarebbe
  più  opportuno convocare congiuntamente la I Commissione   Affari
  istituzionali  e la Commissione  speciale per la revisione  dello
  Statuto   regionale,  in  quanto  entrambe  hanno  la  titolarità
  legislativa  sulla materia. Ritengo, infatti, che il quesito  non
  sia  soltanto  un  problema d'Aula, di ordine del  giorno  che  è
  facoltà  della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,
  ma  sia  anche  un   problema di carattere legislativo.  Soltanto
  successivamente  le  decisioni  assunte  dalle  due   Commissioni
  potranno  divenire oggetto di discussione per la  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, giusto  per  rasserenare  gli
  animi,  la  Presidenza ha già avviato una verifica  relativamente
  alla  questione  che è stata posta: non è detto  che  ci  sia  un
  pasticcio  e non è detto, ammesso e non concesso che il pasticcio
  ci sia, che questo sia figlio del comportamento dell'Assemblea.
   C'è  un  problema di interpretazione rispetto a questo argomento
  che   ben  conosciamo  e  quindi è inutile  che  ne  dettagli  il
  perimetro.
   In  queste  ore  si  stanno  svolgendo consultazioni  di  natura
  tecnico-legislative  e tecnico-giuridiche necessarie  per  potere
  poi  pervenire  ad  un'ipotesi che, ripeto, potrebbe  non  essere
  attinente  alle  funzioni  di questo Parlamento,  ma  a  funzioni
  esterne  ad  esso, del Governo o comunque legate a  decisioni  di
  natura interpretativa-amministrativa.
   Pertanto, onorevole Ferro, rassegnerò la sua richiesta e  quella
  dell'onorevole Acierno al Presidente dell'Assemblea che  sarà  in
  sede  domani,  perché  anche alla luce dei  chiarimenti  che  nel
  frattempo  riusciremo  ad  acquisire, si  determinerà  un'ipotesi
  piuttosto  che  un altra  nel  comune  interesse  che  non  venga
  interrotto  l'iter applicativo della legge da una  parte,  e  nel
  contempo che non venga leso il diritto dei cittadini di ricorrere
  allo  strumento referendario qualora quest'ultimo dovesse  essere
  richiesto.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                               Congedi

    PRESIDENTE   Comunico  che  l'onorevole  Miccichè   ha  chiesto
  congedo  per  le  sedute del 5 e del 6 ottobre 2004;  l'onorevole
  D'Aquino per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

                              Missioni

    PRESIDENTE   Comunico  che sono in missione,  per  ragioni  del
  loro   ufficio,  gli  onorevoli  Ortisi  dal  5  al  12  ottobre;
  l'onorevole Genovese dal 19 al 24 ottobre 2004.

   L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di presentazione di disegni di legge

    PRESIDENTE   Comunico  che  sono stati  presentati  i  seguenti
  disegni di legge:

    Bilancio  di  previsione  della Regione  siciliana  per  l'anno
  finanziario  2005  e bilancio pluriennale per il  triennio  2005-
  2007' (n. 923)
   di iniziativa governativa
   presentato  dal Presidente della Regione (Cuffaro)  su  proposta
  dell'Assessore per il bilancio e le finanze (Cintola) in  data  1
  ottobre   2004

    Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2005'  (n.
  924)
   di iniziativa governativa
   presentato  dal Presidente della Regione (Cuffaro)  su  proposta
  dell'Assessore per il bilancio e le finanze (Cintola) in  data  1
  ottobre   2004.

  Annunzio  di  presentazione di disegni di legge e di  contestuale
  invio alle competenti Commissioni legislative

    PRESIDENTE   Comunico  che i seguenti  disegni  di  legge  sono
  stati   presentati   ed   inviati  alle  competenti   Commissioni
  legislative:

                     AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

    Norme  per  l'utilizzazione delle indagini  diagnostiche  negli
  interventi per la conservazione dei beni culturali  (n. 922)
   d'iniziativa parlamentare
   presentato  dagli  onorevoli  Zago, De  Benedictis   in  data  1
  ottobre 2004
   Parere V Commissione

                  CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

    Norme per l'istituzione della scuola superiore di studi per  le
  scienze turistiche  (n. 921)
   d'iniziativa parlamentare
   presentato  dagli onorevoli Ioppolo, Incardona, Neri,  Virzì  in
  data 1 ottobre 2004
   Parere IV Commissione.

                     (Inviati il 4 ottobre 2004)

                    Comunicazione di parere reso

    PRESIDENTE  Comunico che il seguente parere è  stato  reso,  in
  data 29 settembre 2004,  dalla competente Commissione legislativa
  (IV) Ambiente e Territorio:

    Comune  di Carini (PA) - Delibera della Giunta comunale  n.  62
  del  13 aprile 2004 - Richiesta autorizzazione di riserva alloggi
  di cui al DPR n. 1035/72, art. 10' (n. 315/IV)
   inviato in data 30 settembre 2004

                     Annunzio di interrogazioni

    PRESIDENTE    Comunico   che   sono   pervenute   le   seguenti
  interrogazioni:

  con richiesta di risposta orale

   N.  1858 - Interventi per dimezzare la composizione degli uffici
  di  gabinetto  degli assessori regionali e per razionalizzare  la
  spesa  complessiva  per il mantenimento ed  il  funzionamento  di
  organi collegiali e di gestione di enti ed istituzioni regionali.
    Presidente Regione
   Firmatario: Giannopolo Domenico

   N. 1860 - Piano dell'offerta formativa per l'anno 2004.
   Presidente Regione
   Assessore Lavoro
   Firmatario: Turano Girolamo

   Le  interrogazioni  ora annunziate saranno  iscritte  all'ordine
  del giorno per essere svolte al loro turno.

  - con richiesta di risposta scritta

   N.  1857  - Notizie in merito alla presenza di agenti inquinanti
  nella  zona  in cui sorge l'impianto di selezione di      rifiuti
  urbani  'Catanzaro  Costruzioni  s.r.l.'  ad Agrigento.
   Presidente Regione
   Assessore Territorio
   Firmatario: Miccichè Calogero

   N.      1859   -   Interventi  in  alcune   strade   della   III
  Municipalità di Catania.
   Assessore Famiglia
   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

   Le  interrogazioni  ora annunziata sono  state  già  inviate  al
  Governo.

                      Annunzio di interpellanze

    PRESIDENTE   Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
  interpellanze:

   N.  193  - Iniziative, anche di ordine procedurale, relative  al
  piano di gestione dei rifiuti.
   - Presidente Regione
   Firmatari:  Ferro  Giovanni; Orlando Leoluca;  Raiti  Salvatore;
  Miccichè Calogero; Morinello Salvatore

   N.  194 - Azione del Governo per modificare i criteri di accesso
  alla facoltà universitaria di Medicina e Chirurgia.
    Presidente Regione
   Firmatario: Raiti Salvatore

   N.  195  -  Avvio  di  un'indagine  amministrativa  al  fine  di
  accertare  eventuali  responsabilità sui ritardi  e  sui  criteri
  adottati nell'erogazione del buono scuola.
   Presidente Regione
   Assessore Beni Culturali
   Assessore Bilancio
   Firmatario: Raiti Salvatore

   N.  196  - Notizie in ordine alla corposa riduzione, per  l'anno
  scolastico  2004-2005, dei posti di insegnante di sostegno  nella
  provincia di Trapani.
   Presidente Regione
   Assessore Beni Culturali
   Firmatario: Oddo Camillo

   Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il  Governo
  abbia  dichiarato di respingere le interpellanze  o  abbia  fatto
  conoscere  il  giorno in cui intende trattarle, le  interpellanze
  stesse  saranno iscritte all'ordine del giorno per essere  svolte
  al loro turno.

   Comunicazione di elezione di Presidente di Gruppo parlamentare

    PRESIDENTE   Comunico  che  con  nota  dell'1   ottobre   2004,
  pervenuta  alla Segreteria Generale il 2 ottobre 2004 ed  assunta
  dal   Servizio  Lavori  d'Aula  con  protocollo  del  5  ottobre,
  l'onorevole Antonino Dina ha comunicato di essere stato eletto in
  data  1   ottobre 2004 Presidente del Gruppo Parlamentare  Unione
  Democratica Cristiana e di Centro  UDC'.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


         Determinazione della data di discussione di mozione

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi, si  passa  al  punto  secondo
  dell'ordine del giorno: Lettura, ai sensi e per gli effetti degli
  articoli  83,  lettera d), e 153 del Regolamento  interno,  della
  mozione  n. 311 «Iniziative per il riconoscimento dello stato  di
  crisi  del  settore  mangimistico isolano ed  interventi  per  la
  filiera  zootecnica», degli onorevoli Fleres,  Catania  Giuseppe,
  Maurici, Baldari, Turano.

    Ne do lettura:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   il  settore  della  filiera zootecnica ha risentito  in  maniera
  fortemente  negativa degli scandali che hanno riguardato  colossi
  come la Cirio e la Parmalat;

   la  preoccupante  diffusione del fenomeno  della  B.S.E.,  della
  Blue  tongue,  dell'afta  epizootica  e  di  altre  malattie,  ha
  determinato  gravi  conseguenze  nel  settore  zootecnico  e  del
  connesso comparto mangimistico siciliano;

   la   macellazione  e  lo  smaltimento  delle  parti  a   rischio
  (cervello,  milza,  midollo  spinale,  ecc)  che  a  seguito  dei
  provvedimenti delle competenti autorità sanitarie debbono  essere
  incenerite,  ha  ulteriormente aumentato i  costi  di  produzione
  degli operatori di settore;

   si  è  registrato un crescente disorientamento  tra  gli  utenti
  privati  delle  mense pubbliche, delle scuole e  degli  ospedali,
  compresi  quelle in cui si garantisce l'uso di carne  certificata
  per qualità e provenienza;

   il  parco  zootecnico isolano si è ridotto, rispetto  agli  anni
  novanta, di una percentuale pari al settanta per cento;

   la  situazione che si è venuta a creare ha inciso sul fallimento
  di  marchi  storici  della mangimistica, con  effetti  disastrosi
  sull'occupazione,

   Considerato che:

   si  è  registrato  un  sostanziale  crollo  dei  consumi  e  dei
  fatturati  ed anche la situazione finanziaria delle  imprese  del
  settore presenta caratteri di notevole preoccupazione;

   nella  zootecnia in genere, e nella sua filiera che  include  la
  produzione di mangimi, il divario Nord-Sud si allarga sempre più;

   in  Sicilia si riscontrano le più marcate penalizzazioni,  anche
  a  fronte  di  una  situazione complessiva che vede  presenti  ed
  operanti nel territorio siciliano, al 22 ottobre 2000, un  numero
  di  aziende di allevamento di bestiame pari ad appena  il  5  per
  cento del totale nazionale;

   i  consumi siciliani di carne vengono soddisfatti per  circa  il
  60 per cento da importazioni;

   la  tendenza  evidenzia un progressivo abbandono  della  pratica
  zootecnica da parte di un gran numero di aziende;

   non   è   più  rinviabile  un  maggior  impegno  economico   per
  sviluppare  il  modello zootecnico della Regione e favorire  così
  l'incremento  delle  produzioni di mangimi ottenuti  da  prodotti
  locali,

                 impegna il Presidente della Regione

   a  definire  un  piano  di misure per sostenere  gli  allevatori
  siciliani e gli operatori del comparto mangimifico;

   ad  adoperarsi perché venga dichiarato ufficialmente  lo  'stato
  di crisi' del settore;

   a  predisporre le risorse finanziarie necessarie al ristoro  del
  settore, con la previsione in particolare di agevolazioni fiscali
  e  linee di credito agevolate (al tasso dell'1,5 per cento,  come
  in   Francia)  per  tutte  le  fasi  della  filiera  (allevatori,
  industrie   di   macellazione,   eccetera)   di   durata   almeno
  quinquennale;

   a   prevedere   con   immediatezza  una   campagna   informativa
  istituzionale  chiara e con esponenti scientifici  credibili  nei
  mezzi di comunicazione e nelle scuole;

   ad    adottare    ogni   provvedimento   necessario    per    la
  riqualificazione del settore zootecnico da carne;

   a  stimolare  il  Governo nazionale perché vengano  disposte  le
  necessarie  agevolazioni  fiscali  (sospensione  dei  termini  di
  pagamento   per   IRPEF,  IRPEG,  IRAP,  IVA)   e   previdenziali
  (versamenti  INPS  ed INAIL) per tutte le singole  componenti  la
  filiera,  tenendo anche in considerazione le perdite  subite  dai
  macellai;

   a  richiedere  al Governo nazionale la riduzione delle  aliquote
  IVA  dal  10 per cento al 4 per cento sui bovini vivi e  relative
  carni, come negli altri Paesi della Comunità.» (311)

   Dispongo   che   la  predetta  mozione  venga   demandata   alla
  Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, perché  se  ne
  determini la data di discussione.

            Rinvio della discussione unificata di mozioni

    PRESIDENTE   Si  passa al punto terzo dell'ordine  del  giorno:
  Discussione unificata delle mozioni:

   n.  305,   Definizione  di  una linea  comune  per  proporre  al
  Consiglio  dei  Ministri  necessarie ed  urgenti  modifiche  alla
  manovra  finanziaria  a  tutela dell'economia  siciliana ,  degli
  onorevoli Speziale, Cracolici, Capodicasa, Crisafulli ed altri;
   n.   309,    Interventi  in  favore  del  sistema  economico   e
  imprenditoriale   della  Sicilia ,  degli   onorevoli   Misuraca,
  Confalone, Mercadante, Baldari e Fleres;
   n.  310,   Misure  da  proporre  al  Consiglio  dei  Ministri  a
  salvaguardia  dell'economia siciliana , degli onorevoli  Formica,
  Mercadante, Dina, Basile e Infurna.
   Onorevoli  colleghi, propongo di svolgere  in  altra  seduta  la
  discussione  delle mozioni numero 305, 309 e 310,  e  di  passare
  subito al quarto punto dell'ordine del giorno.

   Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.

  Discussione del disegno di legge numero 917/A «Misure finanziarie
  urgenti.  Assestamento del bilancio della Regione e del  bilancio
  dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione siciliana  per
  l'anno finanziario 2004».

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, si passa, pertanto,   al  punto
  quarto  dell'ordine del giorno: Discussione del disegno di  legge
  "Misure  finanziarie  urgenti. Assestamento  del  bilancio  della
  Regione e del bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali della
  Regione siciliana per l'anno finanziario 2004" (n. 917/A).
     Invito  i  componenti  la  seconda  Commissione   Bilancio   a
  prendere posto nell'apposito banco.
   Onorevoli   colleghi,  propongo  che  esaurita  la   discussione
  generale  l'Assemblea  consenta ai  deputati  di  depositare  gli
  eventuali  emendamenti al disegno di legge entro  domani  mattina
  alle  ore 11.00. Propongo, altresì, che la Commissione  Bilancio'
  alle   ore  12.00,  informalmente,  si  riunisca  per   prenderne
  visione,  in modo da semplificare  i passaggi successivi,  avendo
  avuto   cura  di  determinare  un'opinione  da  parte  sia  della
  maggioranza  che dell'opposizione, relativamente agli emendamenti
  presentati.
   Ha  facoltà di parlare l'onorevole Savona, vicepresidente  della
  Commissione e relatore del disegno di legge.

    SAVONA   vicepresidente della Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, il disegno di  legge  che  viene
  sottoposto  all'approvazione dell'Aula si compone  essenzialmente
  di  due  parti.  Per una parte esso reca una manovra  finanziaria
  molto   articolata   che  interessa  sostanzialmente   tutte   le
  amministrazioni,  finalizzata  prevalentemente  a   reperire   le
  risorse per coprire il deficit della sanità per il 2003 e per una
  serie  di altre esigenze indifferibili che si sono appalesate  in
  questa  fase  conclusiva dell'esercizio finanziario; per  l'altro
  aspetto  esso reca i contenuti propri della legge di assestamento
  così  come  previsti dalle disposizioni di contabilità  e  con  i
  quali  si  adegua la previsione dell'avanzo finanziario  presunto
  iscritto nel bilancio dell'esercizio finanziario corrente,  sulla
  base delle risultanze della gestione dell'anno 2003 accertate con
  il  rendiconto generale consuntivo della Regione parificato dalla
  Corte dei conti in data  30 giugno 2004.
   Cominciamo   da  questo  aspetto.  Sulla  base  dei   dati   del
  rendiconto parificato, viene contabilizzato un avanzo finanziario
  complessivo pari a 7.249.796.590,74  euro.
   Rispetto   alle  somme  iscritte  nel  bilancio  di  previsione,
  considerati   i   dati  definitivi,  la  previsione   dell'avanzo
  finanziario  relativo  ai fondi non vincolati  viene  ridotta  di
  270.244.053,36   euro   (la  somma  iscritta   ammonta   così   a
  1.795.583,946,64  euro) e la previsione dell'avanzo   finanziario
  relativo   ai   fondi  vincolati viene, invece,  incrementata  di
  504.212.644,10 euro (per cui la previsione  complessiva ammonta a
  5.454.212.644,10 euro).
   Tenendo  conto  di quanto disposto dalla legge di contabilità  e
  dalla  legge  regionale 29  dicembre 2003, n. 21, in ordine  alla
  destinazione dell'avanzo dei fondi non vincolati, con il presente
  disegno  di  legge  si autorizzano  le  variazioni   di  bilancio
  conseguenti al risultato contabile prima illustrato.
   Per  quanto  riguarda  il  bilancio dell'Azienda  delle  foreste
  demaniali  il  maggiore avanzo accertato per il 2003  rispetto  a
  quello  presunto  per lo stesso esercizio è pari a  21.429.988,85
  euro  e  viene  destinato  in quanto a euro   4.014.537,39  quale
  dotazione  finanziaria del  capitolo 2204 per l'utilizzazione  di
  economie  di  spesa  derivanti  da stanziamento  con  vincolo  di
  specifica   destinazione,   mentre   la   differenza,   pari    a
  17.415.451,46 euro è destinato a copertura del minore  contributo
  regionale a pareggio del bilancio di  parte corrente.
   Ma  il testo che viene sottoposto all'Aula contiene, come detto,
  un'ampia   manovra   finanziaria  che  apporta  un  complesso  di
  riduzioni  agli  stanziamenti di diversi  capitoli  del  bilancio
  dell'esercizio   2004    che  aggiunti  alle   maggiori   entrate
  contabilizzate  realizzano  un  risparmio  che  è   destinato  ad
  esigenze di spesa indifferibili  a cominciare dalla copertura dei
  disavanzi 2003  delle  aziende sanitarie  ed ospedaliere  stimati
  in  460  milioni   di  euro  ed alla riduzione di  una  serie  di
  capitoli di entrata iscritti nel bilancio di previsione,  il  cui
  gettito  si  è  rivelato al di sotto delle previsioni stesse. Una
  manovra  complessiva che comporta variazioni  per  un  totale  di
  quasi  770  milioni  di euro. Ma vediamo di cosa  si  tratta  con
  maggiore dettaglio.
   Con  riguardo alla manovra sulle entrate, a parte le  variazioni
  più  direttamente  connesse  con la manovra  di  assestamento   i
  principali contenuti della manovra si possono così sintetizzare:
   maggiori  entrate  per  357  milioni  di  euro  derivanti  dalla
  definizione di pendenze e controversie tributarie;
   maggiori  entrate   per  62,754  milioni  di  euro  connesse  al
  rimborso  da parte dello Stato per la definizione del contenzioso
  finanziario  Stato-Regione (entrate  che  si  aggiungono  ai  672
  milioni di euro già iscritti nel bilancio di previsione 2004);
   minori entrate rispetto alla previsione 2004 per 246 milioni  di
  euro  riferite  prevalentemente ai capitoli relativi  ai  diritti
  connessi  ai  servizi  svolti dalle motorizzazioni,  ai  proventi
  della  vendita  dei  biglietti per l'accesso  ai  musei  ed  alle
  previsioni   di   entrate  derivanti  dai  saldi   attivi   della
  liquidazione degli enti.
   La  manovra  sul  versante della spesa  interessa,  come  detto,
  anzitutto  la  sanità   ed  in  particolare   la   necessità   di
  ripianare   il  deficit 2003.  In  tal  senso provvede l'articolo
  1  del disegno di legge il cui  comma  8  autorizza  le spesa  di
  460.000  migliaia  di  euro  per il ripiano dei  disavanzi  delle
  aziende  sanitarie e delle aziende ospedaliere, relativi all'anno
  2003.
   L'intervento  si  aggiunge  ai  precedenti  già  disposti  dalla
  Regione  per la copertura dei disavanzi relativi agli anni  2000,
  2001 e 2002  con oneri a totale carico del proprio bilancio, così
  come previsto dall'accordo Stato-Regioni dell'8 agosto 2001.
   Il  complesso  di tali interventi può riassumersi  nel  seguente
  prospetto:

          Anno 2000              229.500 migliaia di euro
          Anno 2001              508.000 migliaia di euro
          Anno 2002              380.000 migliaia di euro
                                 460.000 migliaia di euro
          Anno 2003

   Alla  misura si accompagna la previsione che entro il  2006   si
  realizzi l'equilibrio finanziario del settore.
   L'articolo  introduce altresì la previsione per cui  al  ripiano
  dei  disavanzi  per  le  prossime  annualità,  ivi  compreso   il
  disavanzo della spesa farmaceutica per il 2004 relativamente alla
  quota  a  carico  del  Servizio  sanitario  nazionale  così  come
  determinata  dal   decreto  legge  24  giugno 2004,  n.  156,  si
  provvede annualmente con la legge finanziaria. Si tratta  come  è
  facile  comprendere di una disposizione che introduce un elemento
  di assoluto rilievo, nella struttura, negli equilibri contabili e
  nei  meccanismi di copertura propri della legge finanziaria, così
  come delineati dall'articolo 3 della legge regionale n. 10/1999 e
  che  dovrà comportare che si accentuino i tratti di rigore  della
  legge  finanziaria  stessa nel momento in cui  nel  suo  contesto
  occorrerà  individuare le risorse per coprire i  disavanzi  della
  sanità.
   Lo   stesso   articolo,   in  deroga  alle   modalità   disposte
  dall'articolo 25 della legge regionale n. 4/2003 che affida ad un
  decreto  adottato  annualmente  dall'Assessore  alla  sanità   di
  concerto  con  l'Assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze  la
  fissazione  degli  aggregati economici e dei  relativi  tetti  di
  spesa per l'anno successivo, stabilisce che per il triennio 2004-
  2006, relativamente all'assistenza  ospedaliera convenzionata  ed
  alla  specialistica  convenzionata  esterna,  i  tetti  di  spesa
  rimangono quelli fissati con il decreto interassessoriale n. 3787
  del 13 luglio 2004.
   Le    procedure   volte   alla   emissione   dei   provvedimenti
  autorizzativi  per  le  strutture  per  nuovi  posti  letto   per
  riabilitazione  e  lungo degenza vengono temporaneamente  sospesi
  fintanto  che  non  si definisca una specifica programmazione  di
  settore.
   Viene  inoltre  prevista  la possibilità  di  autorizzare  nuove
  strutture  ambulatoriali ma senza diritto per queste ad  accedere
  ad  alcun  tipo di accordo contrattuale, ex articolo 8  quinquies
  del  Decreto  Legislativo 19 giugno 1999, n. 229, il  divieto  di
  creazione di nuove strutture comportanti oneri e le modalità  per
  fissare  la  decurtazione  da  applicare  ai  DGR  a  rischio  di
  inappropriatezza.
   Dal  complesso  delle  altre  novità  vanno  segnalate,  per  il
  rilievo  anche  quantitativo che rivestono,  lo  stanziamento  di
  41.803  migliaia  di euro per il fondo trasporti  (Cap.  478104),
  l'autorizzazione per 27.122 migliaia di euro per  le  convenzioni
  INPS  per il pagamento degli assegni di cui all'articolo 1  della
  legge  regionale n. 17/2001. L'articolo 23 del disegno  di  legge
  autorizza  il  trasferimento alla provincia regionale  di  Ragusa
  della  somma  di 58 milioni di euro per le finalità dell'articolo
  77 della legge regionale n. 6/2001 che prevede che i saldi attivi
  derivanti   dalla  liquidazione  degli  enti  regionali   vengano
  destinati   alla  realizzazione  di  opere  infrastrutturali   ed
  interventi  a  sostegno dello sviluppo produttivo  nei  territori
  delle  province  in  cui  ricadono  gli  stabilimenti  dismessi .
  Ulteriori interventi riguardano le spese  per  la  prevenzione ed
  il controllo  degli incendi boschivi per 5.600 migliaia di euro e
  le  spese  per  il  cofinanziamento  regionale  degli  interventi
  comunitari  per 5.000 migliaia di euro. L'articolo 8 del  disegno
  di  legge  prevede una spesa complessiva di 195.855  migliaia  di
  euro,   autorizzandosi  per  lo  scopo  un  limite   di   impegno
  quindicennale  a  decorrere dal 2005 per far  fronte  agli  oneri
  derivanti  dalla  messa  in liquidazione dell'EAS,  ivi  compresi
  quegli  oneri  derivanti  dal  passaggio  degli  invasi  e  degli
  impianti  alla  società Siciliacque oltre che  per  garantire  le
  obbligazioni assunte dall'EAS per l'approvvigionamento di acqua.
   Sempre  sul versante dell'impiego delle risorse, viene  proposta
  una  manovra considerevole riferita alle assegnazioni ex articolo
  38 dello Statuto operate dallo stato con le leggi finanziarie del
  2000 e del 2001.
   Come  si  ricorderà,  l'articolo 4  della  legge  regionale   n.
  20/2003  dopo avere autorizzato l'attualizzazione di tali risorse
  per 892.599 migliaia di euro, dispose che le stesse  confluissero
  in  un  apposito fondo per il finanziamento di investimenti sulla
  base di un apposito piano.
   Sulla  scorta  degli indirizzi e delle priorità  definite  anche
  sulla  scorta  di   successivi interventi  normativi  sono  state
  disposte  diverse autorizzazioni di spesa direttamente sul  fondo
  stesso.
   Quella contenuta nella tabella E annessa al presente disegno  di
  legge,  ammonta a complessivi 149.375 migliaia di  euro  che,  in
  taluni  casi, si associano con definanziamenti dei corrispondenti
  capitoli finanziati con i fondi ordinari della Regione, in  altri
  casi  recano  stanziamenti  aggiuntivi.  Da  segnalare,  in  tale
  ambito,  l'ulteriore  stanziamento di 70 milioni di euro  per  il
  risanamento delle aree degradate di Messina, mentre il contributo
  all'azienda  foreste demaniali per le spese in conto capitale  di
  34  milioni di euro non costituiscono assegnazioni aggiuntive  ma
  una  operazione contabile che pone a carico di tali  fondi  delle
  assegnazioni già disposte dal bilancio.
   Ulteriori   importanti  novità  vengono  introdotte  con   altri
  articoli  del  disegno di legge. Anzitutto  la  disposizione  che
  consente  la  proroga della gestione del servizio di  riscossione
  dei  tributi  fino al 31 dicembre 2005; il servizio scade  il  31
  dicembre  2004 e andrà rinnovato nel quadro di nuove modalità  di
  affidamento  che  sono in via di definizione sul piano  nazionale
  cui dovrà seguire una nuova normativa regionale. Viene introdotta
  una  disciplina  per l'affidamento dell'incarico di  advisor  con
  riferimento   in   particolare  alle   attività   connesse   alla
  dismissione  del  patrimonio regionale, alla  privatizzazione  di
  enti  ed  aziende  regionali ed alle operazioni finalizzate  alla
  riduzione  degli  oneri finanziari sul bilancio regionale;  viene
  riproposto  l'intervento a garanzia dei mutui per il  risanamento
  degli  enti  fiera  di Palermo e Messina per un  importo  massimo
  complessivo  di  10  milioni  di  euro.  In  materia  di   lavori
  socialmente utili viene disposta l'autorizzazione che consente la
  prosecuzione  per  il  2005 degli interventi  finanziari  per  le
  attività  socialmente  utili e per le misure  di  stabilizzazione
  previste  dalla  normativa in vigore; in  materia  di  formazione
  professionale  viene  previsto che, nelle more  dell'approvazione
  della   legge  di  riordino  del  settore,  il  Piano   regionale
  dell'offerta  formativa deve provvedere alla  assegnazione  delle
  attività nei limiti del monte orario del Piano 2004, individuando
  prioritariamente gli enti risultati affidatari in  tale  periodo.
  Alcune  norme  che  intervengono su procedure  concessorie  e  su
  requisiti  urbanistici sono motivate dalla necessità di  attivare
  consistenti  risorse  finanziare  ed  importanti  interventi   di
  sviluppo  collegati  a  misure del POR od a  Patti  territoriali.
  Questi nelle linee generali  i contenuti del disegno di legge che
  si  sottopone all'approvazione dell'Aula. Si tratta di  un  testo
  che  nato  dalla necessità di rivisitare il disegno di  legge  n.
  898/A, ne ha integrato e completato il contenuto finanziario e ne
  ha   arricchito   la   parte  normativa  introducendo   ulteriori
  importanti  disposizioni. Con l'approvazione di questo  testo  si
  completa  la  manovra  finanziaria sul  2004,  mentre  l'avvenuta
  approvazione  da parte dell'Aula del DPEF e la presentazione,  il
  primo  ottobre  da parte del Governo del bilancio  di  previsione
  2005  e della finanziaria ci consente di avviare la fase delicata
  e  politicamente impegnativa della nuova sessione di bilancio che
  anche  quest'anno, ripetendo l'esperienza virtuosa  dello  scorso
  esercizio, siamo impegnati a varare entro i termini previsti.

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, dichiaro aperta la  discussione
  generale.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Acierno. Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  entrerò  meno
  nel merito dopo la relazione del vicepresidente della Commissione
  onorevole  Savona e tenterò di fare un ragionamento di più  ampio
  respiro rispetto, invece, alla procedura legislativa.
   Ritengo  importante che quest'Assemblea, anche alla  luce  delle
  cose  che  stanno accadendo -  mi riferisco a questi disguidi,  a
  ciò che si legge a proposito di una legge varata, pubblicata, che
  non  può  essere  pubblicata, di un Commissario dello  Stato  che
  entra  nel  merito, con apprezzamenti che un po' sono  di  ordine
  costituzionale e un po' sono di ordine politico  -  mi  pare  che
  sempre di più purtroppo - lo dico con grande amarezza - lo sforzo
  che  si compie nelle stanze delle Commissioni legislative  ed  in
  quest'Aula viene,  a volte, viene vanificato da una comunicazione
  frettolosa  e  difettosa ma anche da un momento legislativo  che,
  purtroppo,  spesso  e volentieri, è frettoloso  e  difettoso.  Mi
  riferisco a questo che chiamiamo antico, anche se antico  non  è,
  metodo  delle  manovre  delle leggi finanziarie  che,  di  fatto,
  stanno  esautorando  la vera e propria attività  legislativa  dei
  parlamenti.
   E   dico   ciò   non  soltanto  per  l'esperienza  maturata   in
  quest'Aula,  ma  anche alla luce dell'esperienza  maturata  negli
  otto  anni  di  carica a deputato nazionale. I parlamenti,  nelle
  democrazie parlamentari, sono nati per dar modo ai rappresentanti
  del  popolo sovrano di trasformare in norme di legge le  esigenze
  del  popolo.  Strumenti  come questo  costituiscono  una  manovra
  finanziaria, di fatto, una mini legge finanziaria del  2005,  con
  la  pretesa  da  parte  di alcuni Assessori  di  scrivere,  nelle
  tabelle  dei loro Assessorati, cifre a più zeri che ritengono  di
  poter spendere nell'arco di 20 giorni.
   Credo  che  ci voglia una presa di coscienza da parte  di  tutti
  per  tornare ad un metodo legislativo un po' più sano e  coerente
  con quello che intendiamo fare.
     Il  mandato  ci  impone di agevolare i processi  economici  in
  questa Terra e di ridurre i costi del bilancio della Regione.
   Questa  manovra     comincia il suo iter finale  all'inizio  del
  mese  di ottobre. Dovremmo già discutere la legge finanziaria   e
  il bilancio dell'anno 2005, invece, siamo ancora nella fase della
  discussione generale di quella che doveva essere una verifica  da
  svolgersi dopo i primi sei mesi di quest'anno.
   Annuncio, con grande serenità e senza volere fare polemiche  con
  nessuno  -, e ancora meno con il Governo che continuo a sostenere
  con  convinzione - che presenterò emendamenti soppressivi del  90
  per   cento   degli   articoli  di  questo  disegno   di   legge,
  precisamente, di tutte le spese previste nelle tabelle allegate a
  questo articolo.
     Ritengo di agevolare così la stesura del bilancio del 2005 per
  quanto  attiene alle entrate,  poiché penso sia inutile  spendere
  centinaia di milioni di euro in un mese, appesantendo tra un mese
  le entrate del bilancio del 2005.
   E'  questo  il metodo che adotterò, a nome del Gruppo  di  Nuova
  Sicilia  che continuo, per fortuna, a rappresentare,  in  assenza
  dell'onorevole Rotella, nell'attività emendativa, nella  riunione
  informale e nel dibattito in Aula su tutti gli articoli di questo
  disegno di legge.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole  Capodicasa.  Ne
  ha facoltà.

    CAPODICASA     Signor    Presidente,    onorevoli    colleghi,
  preliminarmente,   intendo  pronunciarmi  a  favore   della   sua
  proposta.  Ritengo  che si tratti di una procedura  corretta  dal
  momento  che,  come ha ricordato anche il relatore di  minoranza,
  prima  la  Commissione  Bilancio e poi  l'Aula  affronteranno  un
  impegnativo  iter  parlamentare che prevede l'esame  della  legge
  finanziaria  e del bilancio, dopo l'approvazione del bilancio  di
  assestamento e del DPEF.
   Riteniamo  opportuno, viste anche le ambiziose  intenzioni   del
  nuovo Assessore al Bilancio,  proporci delle manovre organiche in
  materia  di  rientro dal deficit e di contenimento  delle  spese,
  affinché  l'operazione venga compiuta in un ambito di organicità,
  quale la legge finanziaria può rappresentare.
   Detto   questo,   vorrei  esporre  soltanto  alcune   brevissime
  considerazioni su questo disegno di legge. Questo testo  è  stato
  riproposto  dopo  che  l'Aula, con alcune votazioni  a  scrutinio
  segreto,  ha bocciato alcuni articoli della precedente manovra  -
  mi  riferisco al disegno di legge n. 898/A - prima delle  vacanze
  estive, contribuendo così ad affossare quel disegno di legge  che
  nel testo approvato dall'Aula lasciava tutti insoddisfatti per il
  merito  di  alcuni  articoli che quella manovra conteneva,  forse
  anche per il metodo che era stato adottato per l'approvazione, in
  sede di singole Commissioni.
   Non  è  da  sottacere  che, alla base  di  tutto,  vi  fosse  un
  evidente nervosismo, tra i parlamentari della maggioranza, legato
  all'imminente rimpasto di Governo.
   La  presentazione  del disegno di legge, sia  pure  depurato  di
  alcune  norme  che  erano  apparse  più  scandalose,  ma  con  la
  riproposizione di altre norme che, nel complesso, sono state  qui
  riportate,  ci fanno comprendere in che modo agisca  il  Governo:
  non prevede elementi nuovi rispetto al passato.
   Il  vecchio  disegno  di legge portava la  firma  dell'onorevole
  Pagano   mentre   questo  disegno  di  legge   porta   la   firma
  dell'onorevole Cintola. Ci troviamo, comunque, sempre all'interno
  della stessa logica, una logica approssimativa di approccio  alle
  questioni della crisi finanziaria della Regione, fatta di  misure
  tampone,  con  evidenti  contraddizioni al  suo  interno  perché,
  piaccia  o  no,  anche  questo disegno  di  legge,  nonostante  i
  ripetuti  allarmi,  ivi compreso l'ultimo  apparso  sui  giornali
  lanciato  dall'Agenzia Moody's, che minaccia  l'abbassamento  del
  rating alla Regione siciliana.
   Costituiscono   ancora  premio,  nell'impostazione   di   questo
  Governo,  alcune misure volte a premiare qua e là qualche  gruppo
  di   potere  o  di  pressione  o  esigenze,  pure  legittime,  ma
  affrontate sempre con un'ottica assistenziale e non con un'ottica
  riformatrice.
   Con  questo sistema, non andremo molto lontano; basti  vedere  i
  dati: è l'ispirazione del modo di concepire la spesa che difetta.
   Se  guardiamo già alle cifre dell'assestamento, notiamo che, per
  esempio,   continuano   a  rimanere  alte  le  cifre  dell'avanzo
  finanziario  relativo  ai  fondi  vincolati;  crescono,   perfino
  rispetto alle stesse previsioni, perché, ovviamente, spendere  in
  quel  settore  è  molto  più complicato. Vi  sono,  infatti,  dei
  vincoli di destinazione e la spesa non è  libera . Bisogna  porsi
  degli  obiettivi, seguire alcune indicazioni ed alcune norme.  Ed
  ecco, allora, che la macchina s'inceppa.
   L'avanzo  finanziario relativo ai fondi non  vincolati,  invece,
  rispetto   alla  previsioni,  subisce  una  riduzione  abbastanza
  considerevole:  viene  ridotto a circa 270  milioni  di  euro.  E
  questo  é già indicativo della  malattia  che corrode la macchina
  amministrativa ed anche la capacità di spesa di questo Governo  e
  di questa maggioranza.
   Non   andiamo   fino  in  fondo  nell'utilizzo  delle   risorse,
  soprattutto delle risorse trasferite da parte dello  Stato  e  di
  altre  fonti  di  finanziamento  esterne  e,  ovviamente,  questo
  comporta  che  gli  avanzi abbiano simili  connotati,  così  come
  riportato nella manovra.
   Ma  il  punto più cospicuo della manovra è quello relativo  alla
  sanità. In fondo, questa manovra, sostanzialmente, viene compiuta
  da  noi  per  compensare  il  deficit che  le  Aziende  sanitarie
  siciliane hanno accumulato nel 2003. Parliamo di una stima di 460
  milioni  di  euro, non so se queste cifre siano effettive  o  non
  siano  stimate per difetto ma, in ogni caso, parliamo  sempre  di
  qualcosa  di corposo, di sostanzioso. Sono spie di un'idea  della
  gestione del bilancio delle risorse della Regione che ci  mettono
  di fronte a un quadro assai deprimente.
     Ne  abbiamo già parlato la settimana scorsa, in sede di  esame
  del DPEF, ma torneremo a parlarne in sede di esame del disegno di
  legge  finanziaria  e  di  bilancio. Si tratta,  quindi,  di  una
  manovra  che, in totale, comporta variazioni per 770  milioni  di
  euro,   superiore   a  quella  che  era  stata   prevista   prima
  dell'estate,  con  alcune particolarità che, a  nostro  giudizio,
  segnalano  dei problemi. Mi riferisco, innanzitutto, alle  minori
  entrate  rispetto alla previsione per il 2004, per un importo  di
  246  milioni  di  euro, riferite a capitoli relativi  ai  diritti
  connessi ai servizi svolti dalla Motorizzazione; ai proventi  per
  la  vendita dei biglietti per l'accesso ai musei; alle previsioni
  di  entrata  derivanti dai saldi attivi della liquidazione  degli
  enti.
   Parliamo  di  cose  per le quali sarebbe stato,  tutto  sommato,
  semplice  prevedere, non dico l'esatta misura delle  entrate  ma,
  comunque, un'approssimazione all'esatta misura delle entrate.
   Se  questo  non è avvenuto, se la previsione non si è dimostrata
  corretta, ciò è dovuto, probabilmente, al fatto che, alla base di
  quella   previsione,  vi  era  l'intenzione  di  gonfiare  alcuni
  capitoli di entrata per bilanciare le uscite.
   L'onorevole Pagano era sempre reattivo quando, più volte  ed  in
  più occasioni, abbiamo denunciato il metodo usato per stendere le
  previsioni di bilancio. In verità, ogni volta, ogni anno, i fatti
  ci hanno dato ragione.
      Ciò   è   avvenuto,  ad  esempio,  per  quanto  riguarda   la
  liquidazione  degli enti, ove, addirittura, alcuni  esercizi  fa,
  vennero previste in entrata alcune centinaia di miliardi -  credo
  300  miliardi  se non vado errato, forse anche  di  più  -  dalle
  dismissioni  dell'EAS. In questa manovra, invece, è prevista  una
  somma in uscita per la liquidazione dell'EAS.
   Due  esercizi  fa,  quindi, secondo il Governo,  la  dismissione
  dell'EAS  costituiva - non so con quanta improntitudine  o  anche
  con  dolo  -  un'entrata, mentre oggi, per la stessa fattispecie,
  viene  previsto  un onere a carico della Regione  che  si  aggira
  intorno a 195.855 migliaia di euro.

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Come  garanzia
  sussidiaria.

    CAPODICASA   Si tratta di un limite di impegno quindicennale  e
  sono  sussidiarie  e non solidali, ma questo comporta  sempre  un
  onere a carico della Regione siciliana.

    CINTOLA   assessore per il bilancio e le finanze. Se l'EAS  non
  paga.

    CAPODICASA   Se  l'EAS non paga. Non è una  cosa  assolutamente
  scontata, come lei sa, onorevole Assessore. In ogni caso,  vorrei
  far notare il contrasto tra l'avere previsto alcune centinaia  di
  miliardi  di  lire  in  entrata dalla  dismissione  e  il  dovere
  impegnare fondi della Regione per la liquidazione.
   Ciò  dimostra  che, in questi anni, si sono fatti i capitomboli;
  non  c'è  stata una vera manovra rigorosa, seria che, ovviamente,
  non  pretendesse  di  sanare  il deficit  in  un  solo  esercizio
  finanziario  ma che diluisse su una base strategica  il  recupero
  del deficit in alcune annualità. Nulla di tutto questo. Bene.
   E'  cambiato  l'Assessore. Abbiamo un nuovo Assessore.  Vorremmo
  vederlo però alla prova. Se dobbiamo dire che  il buon giorno  si
  vede dal mattino ...
   Anche se l'Assessore Cintola afferma di non portare pena per  le
  proposte che qui sono contenute, perché lui è subentrato dopo che
  il  disegno  di  legge era stato varato dalla  Giunta,  tuttavia,
  porta la sua firma questo disegno di legge.
   La  manovra più cospicua è riferita alla sanità. L'articolo 1  è
  quello che dovrebbe segnare uno spartiacque. Nonostante il nostro
  apprezzamento per alcuni sforzi contenuti nel predetto  articolo,
  va  sottolineato che parliamo comunque di  misure che  non  hanno
  nessun  obiettivo di recupero del deficit della sanità, ma mirano
  solo a congelare il debito 2004.
   Credo  che  il relatore di maggioranza lo abbia detto  a  chiare
  parole. Nella sua relazione - della quale sto prendendo visione -
  è  previsto che  i tetti di spesa rimangono quelli fissati con il
  decreto  interassessoriale,  n. 3787 del 13 luglio 2004 .  Il  13
  luglio abbiamo fissato, quindi, dei tetti nella sanità. Si tratta
  di  tetti che altro non fanno se non registrare il livello  della
  spesa per aggregati del 13 luglio 2004, quindi, da questo momento
  in  poi,  non  spenderemo di più rispetto a quanto abbiamo  speso
  fino  ad  oggi. I livelli di spesa fino ad oggi raggiunti,  però,
  continueranno ad essere raggiungibili; come pensiamo, dunque,  di
  aggredire questo deficit?
   L'articolo  1  non  lo fa perché congela al momento  attuale  il
  livello  di  spesa;  non ci dice però come si possa  gradualmente
  tornare  indietro. Vero è che, al comma 1, vi è la previsione  di
  un  rientro  ove  si  dice:   Fa  obbligo  che  l'Amministrazione
  regionale  è  tenuta  a  conseguire entro  il  31  dicembre  2006
  l'equilibrio economico finanziario nel settore sanitario .
   Questo obbligo però non si sostanzia né in sanzioni a carico  di
  chi  non  le  rispetta né, tanto meno, prevede che  tale  obbligo
  debba  essere  conseguito con alcuni ben precisi  ed  individuati
  passaggi e misure poiché tutte le misure comprese sono misure che
  registrano  e  fotografano  la situazione  attuale,  senza  alcun
  miglioramento.
   Per  quanto  riguarda  poi  l'articolo  38,   credo  che,  nella
  relazione  di  maggioranza,  vi sia  una  precisa  ammissione  di
  responsabilità. Considerato che ho poco tempo a disposizione, non
  mi soffermo molto.
   Onorevole  Assessore, la prego di leggerla perché se  uno  legge
  bene  le carte, solitamente, si da per scontato che le carte  non
  le legga nessuno.
   Il  Presidente  della Regione può dire, quindi, delle  cose  che
  risultano  contrastanti con ciò che egli   stesso  ha  scritto  e
  sottoscritto con il DPEF.
   La  stessa cosa avviene con la relazione di maggioranza, ove  si
  dice,  ad  un certo punto, che i fondi dell'articolo 38 associano
  gli  appostamenti positivi con definanziamenti dei corrispondenti
  capitoli finanziati con i fondi ordinari della Regione.
   Ciò  vuol  dire che definanziamo, in termini semplici,  togliamo
  soldi   stanziati   in   un  capitolo  di   bilancio   ordinario,
  sostituendoli con i fondi di cui all'articolo 38.
   Se  qualcuno  pensa  che  una  simile  operazione  possa  essere
  considerata  virtuosa,  vorrei che ciò fosse  dimostrato  perché,
  oltre  a costituire una violazione costituzionale, come più volte
  abbiamo  detto, dal punto di vista dello sviluppo, dal  punto  di
  vista    dell'incremento   del   PIL,   dal   punto   di    vista
  dell'occupazione e del lavoro, non abbiamo aggiunto una lira.
   Ecco  perché  poi,  dopo tre anni e mezzo di  Agenda  2000,  non
  abbiamo  un occupato in più e registriamo una crescita dello  0,3
  per cento.
   Evidentemente,  i  fondi di Agenda 2000  sono  stati  utilizzati
  alla  stessa stregua, sostituendo la spesa ordinaria con la spesa
  che  dovrebbe  essere invece addizionale, aggiuntiva,  così  come
  quella dell'articolo 38.
   Il  risultato è che stiamo dilapidando risorse importanti per lo
  sviluppo  della nostra Regione, soltanto per coprire  il  deficit
  del  bilancio  ordinario che avete accumulato nell'arco  di  tre,
  quattro anni e che oggi rischia di portarci alla bancarotta.
   La  stessa cosa vale per l'Azienda Foreste, disattendendo, e  lo
  dimostreremo  con le carte, una precisa disposizione  dell'Europa
  che vuole che non si utilizzino i fondi di Agenda 2000 per pagare
  gli  stipendi  dei  forestali, mentre invece  questo  Governo  lo
  continua a fare. Questi sono fondi che andranno a finire lì.
   Non  c'è ovviamente alcuna ragione tecnica. Quello che succederà
  è  che, tra qualche anno, quando l'Europa non ci accorderà questa
  spesa,  la stessa graverà - non sarà arrestato nessuno, in galera
  non  ci andrà nessuno - sul bilancio della Regione perché non  ci
  saranno rimborsati.
   Il  risultato è che ci stiamo indebitando, a futura memoria, per
  coloro che ci succederanno.
   Di  ciò che riguarda gli enti fiera e le altre misure contenute,
  che  comportano  una spesa ed impegni di bilancio,  parleremo  in
  seguito.
   Ho  sforato  abbondantemente il tempo  a  mia  disposizione.  Mi
  fermo qui. Ho voluto solo dare l'idea della nostra opposizione  a
  questo   disegno  di  legge  che,  attraverso  gli   emendamenti,
  renderemo più esplicita.

    PRESIDENTE   E'  iscritto a parlare  l'onorevole  Dina.  Ne  ha
  facoltà.

    DINA   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  il  disegno  di
  legge  in  discussione, cioè il numero 917, è una  riproposizione
  del disegno di legge numero 898 ma, in molte parti, è sicuramente
  cambiato.  E'  stato, infatti, privato di quelle norme  maturate,
  sicuramente,  in  un contesto di confusione che appesantivano  il
  bilancio  regionale in tema di sanità. E' stato  privato  di  una
  parte che non era qualificante.
   Tenuto  conto  che  in  materia di ticket si  rendono  necessari
  alcuni  approfondimenti, occorre una riflessione seria  da  parte
  dell'Assessorato volta a valutare, alla luce di  dati  oggettivi,
  qual  è  stato  il reale impatto del ticket, in  che  misura   ha
  inciso,  per quella che era la valutazione se è già indicata.  E,
  pertanto, le dichiarazioni dell'Assessore hanno consentito  anche
  alla  Commissione Sanità di non inserire più questa norma,  nella
  consapevolezza che l'Assessorato,  già è stato annunciato più  di
  una  volta  anche  nelle nuove norme inserite nella  finanziaria,
  provvederà in merito.
   Siamo  in  presenza  di un disegno di legge che,  dal  punto  di
  vista   tecnico-finanziario,  non  fa  altro  che   adeguare   la
  previsione dell'avanzo inserito nell'esercizio corrente alla luce
  delle risultanze del consuntivo.
   A  questo  si  aggiunge una manovra finanziaria di  limatura  di
  capitoli, di abbattimento di alcune spese con l'individuazione di
  risorse  che vengono appostate in maniera mirata, come si  evince
  dall'articolo 1, dove viene introdotto il principio del  pareggio
  di bilancio in campo sanitario da realizzarsi entro il 2006.
   Questo  è un principio importante che sicuramente aggredisce  un
  nodo  strutturale del nostro deficit, e lo aggredisce in  maniera
  diretta con un contenimento e con una enunciazione di principio.
   E'  chiaro che le leggi finanziarie di per se stesse non possono
  chiaramente mirare al risanamento sic et simpliciter  se  non  si
  pongono  in  essere altri interventi che inquadrino le  questioni
  fondamentali, i veri nodi della spesa, e la sanità sicuramente  è
  uno  di questi nodi. Ecco perché bisognerà intervenire in maniera
  puntuale  con  altri  provvedimenti, questo  è  un  provvedimento
  importante ma non è il solo.
   E'  importante  l'indicazione della  volontà  di  pareggiare  il
  deficit  di bilancio, che non sarà più riprodotto ma che anzi  si
  mira  a  contenere.  E vorrei a tal proposito  ricordare  che  in
  Commissione  Sanità si è raggiunta l'unanimità su quasi  tutti  i
  commi dell'articolo 1.
   Quanto     rappresentato    dall'onorevole    Capodicasa     sui
  macroaaggregati mira semplicemente a contenere i tetti  di  spesa
  della specialistica convenzionata per quanto riguarda le case  di
  cura,  quindi le prestazioni di convenzionata esterna; gli  altri
  macroaggregati  non vengono minimamente presi in  considerazione.
  E'  stato  fissato  un tetto di spesa che dà la possibilità  alle
  strutture che già operano di raggiungere buoni livelli di qualità
  in  quanto la conoscenza di un livello di spesa stabile nel tempo
  -   e   quindi   noto   fino   al  2006   -   potrà   determinare
  quell'ammodernamento  e  quegli interventi  che  rappresenteranno
  sicuramente  un passo avanti in tema di qualità nella  erogazione
  delle prestazioni.
   Per  quanto riguarda, invece, l'articolo 2, le dismissioni e  le
  privatizzazioni  avviano un altro processo  di  risanamento  che,
  come  si  evince  dalla bozza già distribuita,  verrà  affrontato
  anche in sede di finanziaria.
   Ritengo  che  ci sono degli interventi di sviluppo previsti  dal
  disegno  di  legge  in esame che meritano di essere  evidenziati;
  l'articolo  15,  per esempio, che, in attuazione della  legge  6,
  consente  alla  provincia  di Ragusa  di  operare  un  importante
  intervento infrastrutturale già concertato.
   Novità  importante  è data dal fatto che la provincia  regionale
  diventerà  un collegamento forte di canalizzazione delle  istanze
  che verranno dal territorio.
   Importanti   sono   anche  l'articolo  10,   che   prevede   uno
  snellimento  specifico  negli  interventi  produttivi  in   verde
  agricolo,  e  l'articolo 8 che definisce il recupero  del  centro
  storico e le necessarie espropriazioni.
   Quindi  siamo  di fronte ad un disegno di legge che  non  ha  la
  pretesa di risanare il bilancio della nostra regione, ma che mira
  a  contemperare questi aspetti con gli aspetti di  interventi  di
  sviluppo che sono nello stesso compresi.
   Sono  convinto  che gli interventi in materia  finanziaria,  sia
  quelli  settoriali - come questo dell'assestamento di bilancio  -
  sia  quello  più  complessivo  della  finanziaria,  non  potranno
  determinare  un  cambio di tendenza radicale. Però  si  avvia  un
  processo che dovrà passare attraverso i nodi strutturali  di  cui
  parlavamo  prima: la riforma della formazione professionale,  gli
  interventi sui trasporti, sui forestali e quant'altro. Sono tanti
  temi che il Governo avrà la capacità di affrontare in maniera più
  razionale, programmatica e quindi ritengo che su queste sfide  si
  valuterà l'operato del Governo e della maggioranza.

    PRESIDENTE   Grazie, onorevole Dina, e congratulazioni  per  la
  sua recente nomina a Presidente del Gruppo parlamentare UDC.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha facoltà.

    FORMICA   Signor Presidente, onorevoli colleghi la  manovra  di
  variazione di bilancio che ci apprestiamo a varare in Aula  è  un
  correttivo che si impone a fronte della situazione economica  che
  tutti  conosciamo  nella quale versa la nostra  Regione.  E'  una
  manovra importante che tende a rimettere in sesto la spesa  della
  Regione,  ma  che  contestualmente  si  insinua  in  quel   solco
  programmatorio  che  da  sempre è  stato  richiesto  da  tutti  i
  deputati  di quest'Aula come principio cardine che deve  ispirare
  l'azione  di  qualsiasi  governo. Solo  attraverso  una  corretta
  programmazione  ed  un'altrettanta voglia di  delegificare  o  di
  semplificare l'azione amministrativa della Regione si  riesce  da
  un   lato  a  massimizzare  gli  investimenti  della  Regione   e
  dall'altro lato a far sì che si riduca il deficit di bilancio.
   I   punti  salienti  che  mi  preme  notare  in  questa  manovra
  sostanzialmente sono dati dall'articolo 1, la norma che  riguarda
  la sanità, che - come tutti sappiamo - rappresenta il deficit più
  grosso  nel bilancio della Regione. Basti pensare che su 14  mila
  miliardi  che  rappresentano il bilancio  dell'Assessorato  della
  Sanità  noi contribuiamo per il 42 per cento e cioè per  circa  6
  mila  e 500 miliardi. Non vi è chi non capisca che qualsiasi  non
  controllo  di  tale  quantità di denaro va a  creare  un  deficit
  notevole.
   Con  l'articolo  1  si è cominciato a porre un  tetto  di  spesa
  forte  nella spesa delle AUSL, prevedendo che tale tetto non  può
  essere  sforato fino al 31 dicembre 2006, lasciando  intatti  gli
  aggregati  economici così come sono oggi, e quindi impedendo  che
  ci siano ulteriori spese.
   Ma   fatto   ancor  più  importante  per  quanto   riguarda   il
  proliferare  di  nuove strutture, sia in ambito  ospedaliero  che
  extraospedaliero, privato o convenzionato, è stato  previsto  che
  non  possono  essere  istituiti nuovi soggetti  di  spesa,  nuove
  strutture complesse: non possono cioè essere prese decisioni  che
  comportano uno sforamento della spesa.
   Altro  aspetto importante dell'articolo 1 è quello che  riguarda
  la  programmazione dei nuovi investimenti per quanto  riguarda  i
  posti letto della riabilitazione, i quali vengono bloccati fino a
  quando  l'Assessorato regionale della Sanità non  programmerà  la
  dislocazione territoriale degli stessi, avuto conto  anche  della
  ripartizione  provinciale. E questo è in linea con  quanto  si  è
  sempre  sostenuto, e cioè che è necessaria una programmazione,  e
  non  soltanto per tagliare le spese - perché in un comparto  come
  la  sanità  non  si  può parlare soltanto di  tagli,  essendo  un
  settore cruciale che dà servizi importanti alla cittadinanza - ma
  anche  per dare migliori servizi evitando di sprecare le  risorse
  che ci sono in impieghi che aumentano invece i disservizi.
   Quindi,  da  questo punto di vista è un lavoro positivo  che  si
  incanala  nella  giusta direzione,  così  come  tutti  gli  altri
  articoli  che  riguardano  la  semplificazione  normativa  e   la
   sburocratizzazione' di procedure che, spesso, hanno impedito  in
  passato  di spendere correttamente i fondi della Comunità Europea
  e  i  fondi delle leggi nazionali rimasti incagliati per  cavilli
  burocratici  che, non si capisce perché, ancora nel 2004,  oserei
  dire  nel  2005, ci ostiniamo a mantenere in piedi  come  a  fare
  karakiri;  da un lato lamentiamo che non riusciamo a  spendere  i
  fondi, dall'altro lato manteniamo in piedi procedure e norme  che
  spesso sono la causa e l'impedimento vero e reale all'utilizzo di
  questi fondi.
   Chi  ha  a cuore lo sviluppo vero della nostra Regione  non  può
  non plaudire a queste misure.
   Per  il resto sono norme snelle, non appesantite da altre  spese
  e,  quindi, ritengo che si tratta di un primo intervento  che  va
  nel  giusto  senso e che sia da approvare e che,  certamente,  ha
  l'appoggio di Alleanza Nazionale.

    PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole Misuraca.  Ne  ha
  facoltà.

    MISURACA  Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono  note  le
  vicende   che  hanno  determinato  uno  slittamento   dei   tempi
  dell'esame,  da  parte di questa Aula, del disegno  di  legge  n.
  898/A  di  assestamento di bilancio; oggi, dopo l'esame della  II
  Commissione,  il  Parlamento è chiamato a valutare,  appunto,  la
  manovra proposta dal disegno di legge n. 917.
   Prima  di  entrare  nel  merito  ritengo  utile  argomentare   e
  motivare  l'adesione del Gruppo di Forza Italia al  provvedimento
  in  esame, con la consapevolezza che questa manovra interpreta  e
  soddisfa completamente la strategia del rigore coniugato  con  lo
  sviluppo,   trattandosi,  appunto,   di   una   manovra   che   è
  funzionalmente   collegata  con  il  DPEF  e  con   la   prossima
  finanziaria  2005  in  una  visione armonica  e  coerente  con  i
  macrobiettivi della politica della nostra Regione.
   A  giudicare  da  alcune  prese di posizione,  tanto  a  livello
  nazionale - con riferimento allo schema di finanziaria - quanto a
  livello  regionale  - con riguardo al DPEF e all'assestamento  di
  bilancio - viene a galla una certa difficoltà di analisi politica
  delle opposizioni a cogliere gli effetti del rigore coniugati con
  lo sviluppo.
   Non  volendo ascrivere alla malafede dei colleghi che  mi  hanno
  preceduto,   questo   insistere   sull'idea   dei   tagli    devo
  necessariamente ricondurlo ad un deficit di analisi politica.  E'
  per questi motivi che desidero ribadire alcune considerazioni che
  mi  auguro  possano presto divenire patrimonio comune  di  questa
  Aula.
   E'  evidente  che  una persistente differenza  negativa  tra  le
  entrate   e  le  uscite  provoca,  in  apparenza  soltanto,   una
  difficoltà  di chiusura del bilancio, ma in realtà determina  una
  situazione molto più grave poiché sottrae risorse alla crescita e
  allo  sviluppo economico. Un problema questo che si  accentua  in
  Sicilia  dove  la spesa pubblica non trova mai compensazione  nei
  flussi di spesa privata.
   Come  se  tutto  questo non bastasse, il quadro diventa  davvero
  perturbato  quando l'azione di risanamento dei conti,  invece  di
  puntare  ad  una limitazione delle spese, risulta solo  orientato
  alla ricerca di nuove entrate da immettere a copertura dei conti.
   Il  risultato ultimo è che il drenaggio di risorse  che  vengono
  sottratte  allo sviluppo diventa davvero insostenibile e  protrae
  nel  tempo  i  suoi effetti nefasti colpendo anche le incolpevoli
  generazioni  future. E' questa - come tenterò di argomentare  nel
  corso  del  mio intervento - la strada scelta con la  manovra  di
  assestamento di bilancio.
   Su  questa  chiave di lettura, circa l'opportunità di  ricercare
  il  rigore  della  spesa, in realtà non ci potrebbero  e  non  ci
  dovrebbero  essere  differenze di analisi politica;  purtroppo  i
  fatti dimostrano che la frattura è qualche volta ideologica,  nel
  senso che il  partito della spesa  è sempre in agguato.
   Nei  giorni scorsi su uno dei principali quotidiani, il Corriere
  della Sera, si è svolto un dibattito aperto, acceso, tra un  noto
  opinionista,  il professore Angelo Panebianco, ed  il  Presidente
  del Consiglio; il tema riguardava la riduzione della spesa ed  il
  conseguente utilizzo delle risorse così recuperate per ridurre le
  tasse.
   Ora  a  me sembra, cari colleghi dell'opposizione, che l'abitino
  realizzato  con  le  argomentazioni del prof. Panebianco  risulti
  fatto   proprio   su  misura  per  voi.  Le  sinistre,   infatti,
  interpretano  per  definizione il  partito  della  spesa ,  nella
  erronea quanto infondata convinzione che la funzione del soggetto
  pubblico  sia quella di interferire in ogni momento  della  vita,
  dalla culla alla tomba, come ebbe a dire un vostro ideologo.
   Dare  un  euro  ad un'impresa attraverso un contributo  o  darlo
  attraverso  una riduzione di pari importo delle tasse  sembra,  a
  prima  vista,  un'operazione neutra per l'erario. In  realtà,  si
  tratta   di   un   percorso  completamente  diverso,   che   vede
  l'assegnazione  dei contributi risultare molto più  lenta,  molto
  più  distorsiva e, principalmente, molto più costosa dell'analogo
  taglio delle tasse.
   Sarebbe,  quindi, ora che si mettessero da parte certe posizioni
  economicamente   insostenibili  e  politicamente   obsolete   per
  ricercare, pur nelle diversità, almeno un pizzico di coerenza, di
  corretta analisi dei fatti.
   Se  poi  le misure individuate e proposte dalla maggioranza  non
  trovano  il  gradimento delle opposizioni, nulla  da  ridire,  ma
  smettiamola di coprire il sole con la rete quando l'evidenza  non
  lascia spazio all'ingegneria politica.
   Passando  al  merito della manovra presentata, desidero  muovere
  dei  temi della Sanità: è nota la dimensione e la complessità del
  problema,  ed  è noto altresì che gli spazi di manovra  risultano
  piuttosto  angusti  in  considerazione del fatto  che  l'infelice
  scelta  di un Governo di centrosinistra ha scaricato sul bilancio
  della  Regione  una quota troppo alta della spesa,  ma  anche  in
  considerazione del fatto che alcuni importanti capitoli di spesa,
  come  i  contratti di lavoro del settore e la spesa  farmaceutica
  vengono  decisi  fuori  dalla  Sicilia  pur  lasciandone  qui   i
  conseguenti oneri.
   Nella  manovra  di  assestamento passano, tuttavia,  almeno  due
  importanti   principi  evidenziati  anche  dai   colleghi   della
  maggioranza  che mi hanno preceduto: la fissazione  di  una  data
  certa  per  il  conseguimento di un equilibrio finanziario  e  la
  scelta di individuare nella legge finanziaria la sede tecnica per
  il ripiano dei disavanzi.
   Si  avvia  così  un  percorso virtuoso destinato  a  mettere  al
  riparo il bilancio della Regione dal pericolo di nuovi disavanzi.
   Va  doverosamente osservato che la spesa sanitaria, prima che un
  problema  di  bilancio, rappresenta un importante  snodo  per  la
  qualità della vita dei siciliani.
   E'  per  questo che il Gruppo di Forza Italia guarda con  favore
  alla  scelta,  ad  esempio, di consentire  la  nascita  di  nuove
  strutture   ambulatoriali   in   regime   di   attività   libero-
  professionali, così salvaguardando la possibilità di far crescere
  la  qualità  dell'offerta  sanitaria  senza,  peraltro,  arrecare
  pregiudizio all'erario pubblico.
   Mi  piace  sottolineare,  poi,  che  l'intervento  previsto  per
  assicurare all'Ente Fiera del Mediterraneo la garanzia sul  mutuo
  da  parte  della  Regione,  segue e non  precede  un  sostanziale
  programma di risanamento e sviluppo.
   L'azione  costante e rigorosa del Commissario ha,  infatti,  già
  permesso  di  eliminare  debiti  -  e  lo  dico  ai  colleghi  di
  maggioranza  e di opposizione - per circa 2 milioni  e  mezzo  di
  euro,   senza  trascurare,  allo  stesso  tempo,  una   strategia
  aggressiva  per il riposizionamento imprenditoriale  della  Fiera
  del Mediterraneo.
   E'  con  soddisfazione che registro, pur nel difficile contesto,
  la  prima semestrale di bilancio attiva della Fiera fin dal 1996.
  Passando poi a considerare la questione dei Confidi inserita  nel
  disegno  di  legge che stiamo trattando e, più  in  generale,  la
  questione  dell'accesso  al  credito  da  parte  delle   imprese,
  desidero  sottolineare l'opportunità e l'utilità di introdurre  -
  come  si  fa  con  l'articolo 5 - misure  idonee  a  migliore  la
  funzionalità  dei  Consorzi  di  garanzia  collettiva  dei   fidi
  estendendone,  al contempo, l'operatività ad importanti  segmenti
  dell'economia   imprenditoriale  siciliana,  quali  rappresentano
  commercianti ed artigiani.
   Resta,  tuttavia,  alta  la  nostra  attenzione  sul  tema   più
  generale  del  credito. L'avvicinarsi di  Basilea 2000 ,  con  la
  conseguente introduzione dei rating, non rappresenta  infatti  un
  buon  viatico per le piccole e medie imprese siciliane, afflitte,
  il più delle volte, da gravi problemi di sottocapitalizzazione.
   Già  in  sede  di dibattito la scorsa settimana sul DPEF,  avevo
  posto all'attenzione dell'Aula le valutazioni del Gruppo di Forza
  Italia su questi delicati meccanismi. A monte di qualsiasi  altra
  ipotesi  di  intervento collocherei, infatti,  l'introduzione  di
  misure  concrete  per innescare un processo di ricapitalizzazione
  delle  imprese  locali;  dopo  di che  si  potranno  esaminare  e
  fronteggiare gli altri problemi di rapporto delle imprese con  il
  mondo delle banche.
   Come  ho  sottolineato  anche in sede di approvazione  del  DPEF
  2005,  credo  che compito primario della politica sia  quello  di
  promuovere e favorire il confronto tra le parti.
   Non  è più tempo di braccio di ferro tra banche ed imprese,  non
  serve arroccarsi sulle posizioni note e consolidate.
   In  questa direzione può essere risolutiva l'azione del  Governo
  e  del  Parlamento. Qui mi limito a sottolineare  che  le  nostre
  imprese  sono il più delle volte sottocapitalizzate  ed  affidano
  esclusivamente  al credito bancario il finanziamento  della  loro
  attività.  Peraltro  verso,  le banche  indugiano  ancora  in  un
  modello  di  erogazione dei crediti più sensibile al  sistema  di
  garanzie   che   non   alle  prospettive  di  redditività   degli
  investimenti da finanziare.
   E'  d'obbligo tuttavia guardare alle questioni sul  tappeto  con
  concretezza e, se serve, anche con spirito autocritico.
   Innanzitutto  non lesino al mio Gruppo e all'intera  maggioranza
  una  critica  sulla  riduzione di circa 16 milioni  di  euro  dei
  contributi   ai  fondi  partecipativi  utili  alle  imprese   per
  contrastare il fenomeno della sottocapitalizzazione. Si tratta di
  una misura che va in controtendenza rispetto ai nostri propositi,
  ma si tratta però di una misura, spero, a tempo con effetti molto
  contenuti  per le imprese, limitata a questo scorcio di esercizio
  e che ci impegniamo a riconsiderare in sede di finanziaria.
   Si  fa  poi un gran parlare dei Confidi. A queste strutture  noi
  attribuiamo una funzione centrale. Non si può tacere però  che  i
  fidi  erogati  con  l'intervento  dei  Consorzi  non  raggiungono
  neanche   lo  0,50%  dei  prestiti  totali  erogati  dal  sistema
  bancario.  Dobbiamo  quindi  interrogarci  sulla  validità  della
  formula della garanzia collettiva. Se, come pensiamo noi di Forza
  Italia,  lo  strumento  dei  Confidi  è  quello  giusto,  occorre
  immaginare  misure  ed  iniziative per dotare  i  Confidi  di  un
  congruo  fondo  rischi e metterli comunque  nelle  condizioni  di
  incidere  realmente sulla erogazione del credito  bancario  nella
  nostra Isola.
   Tra  le  iniziative di portata strategica del  provvedimento  in
  esame,  rientra di diritto la scelta di uno o più Advisor per  la
  valorizzazione  del  patrimonio immobiliare  della  Regione,  per
  proseguire   la  privatizzazione  degli  enti  e  delle   aziende
  regionali  e  per  la individuazione di strumenti  della  finanza
  innovativa  che  diano  corpo ad un  bilancio  moderno,  agile  e
  rappresentativo. In questo senso fortemente auspichiamo che tutti
  i Dipartimenti regionali conseguano, entro il primo gennaio 2006,
  l'importante  obiettivo  di  adottare la  contabilità  economico-
  patrimoniale in aggiunta alla contabilità finanziaria; si tratta,
  senza   ombra   di   smentita,  di  una  misura   rilevante   per
  l'introduzione  di  un  moderno  piano  dei  conti  nella  nostra
  Regione.
   Ma,  tornando  alla  figura dell'Advisor, desidero  sottolineare
  come  un  apporto di qualificate professionalità esterne sia  del
  tutto  coerente con la linea del rigore nello sviluppo.  Mettere,
  ad  esempio,  a  reddito  il patrimonio della  Regione  consente,
  infatti,  di  liberare risorse aggiuntive per lo  sviluppo  e  di
  mettere  fine  alla odiata prassi di considerare  quasi  come  un
  inutile  orpello  i beni della collettività che, invece,  proprio
  perchè  tali,  devono  essere finalizzati al  soddisfacimento  di
  quella stessa collettività
   Il  Gruppo  di  Forza  Italia  considera,  inoltre,  di  valenza
  strategica   l'introduzione  di  misure   per   velocizzare   gli
  interventi  di  recupero nel centro storico di  Palermo  e  -  mi
  rivolgo  ai  colleghi eletti in provincia di Palermo -  indicando
  che  al  di  là  del  fatto che si tratta del più  grande  centro
  storico  d'Italia ed al di là del fatto che la città paga  ancora
  oggi  la infelice scelta di appesantire con misure anacronistiche
  il  recupero del centro storico palermitano, la misura si ascrive
  appunto  a  quei  principi  di semplificazione  e  velocizzazione
  procedurali che rappresentano la missione di Forza Italia.
   Desidero  poi  richiamare, a nome del mio Gruppo,  la  questione
  dell'impiego  dei  fondi ex articolo 38;  è  appena  il  caso  di
  ricordare che il senso della misura statutaria dell'articolo 38 è
  quello di apportare fondi aggiuntivi per favorire il recupero del
  ritardo  dello sviluppo della Sicilia rispetto alle  altre  parti
  del  Paese;  e  ciò attraverso il finanziamento di infrastrutture
  pubbliche.
   Il  fabbisogno  da  colmare è talmente  grande  da  imporre  una
  scelta  ragionata  e politicamente condivisa  delle  priorità  di
  intervento.   Proseguire  sulla  strada  del   finanziamento   di
  iniziative a stralcio rischia, invece, anche a prescindere  dalla
  valutazione delle singole iniziative, un impiego non  felice  dei
  fondi ed un loro uso non coerente con le priorità da individuare.
   D'altra  parte,  come  è emerso anche nel  dibattito  sul  DPEF,
  l'investimento     in     infrastrutture     pubbliche     riduce
  significativamente il gap della Regione. Ricordo che una puntuale
  stima  di fonte confindustriale quantifica in almeno 25 posti  di
  lavori  la  ricaduta immediata di ogni milione di euro  investito
  nelle opere pubbliche. E voglio sottolineare che qui si parla  di
  lavoro reale
   Per  la  individuazione delle priorità è  l'intero  Governo  che
  deve  dare  indicazioni,  assumendosi la responsabilità  politica
  delle proprie scelte.
   Si  impone,  quindi, che la giunta di governo si riappropri  del
  diritto-dovere  di stilare un piano per la definitiva  fissazione
  delle modalità di utilizzo dei fondi ex articolo 38.
   In  definitiva, la manovra che viene sottoposta  al  vaglio  del
  Parlamento  siciliano risolve alcuni importanti temi  e  pone  le
  premesse per affrontare in sedi diverse altri temi.
   Si  tratta  comunque di un provvedimento di portata  strategica,
  che  avvia  nei  fatti il risanamento del bilancio della  Regione
  senza  pregiudizio  alcuno  per il  livello  dei  servizi  per  i
  cittadini.
   Forza  Italia punta con determinazione al risanamento dei  conti
  con  una  logica  che  persegue  la  fine  degli  sperperi  e  la
  disponibilità di risorse aggiuntive per lo sviluppo.
   Proseguendo  il  percorso virtuoso, avviato con  il  DPEF  2005,
  chiediamo  oggi  a  quest'Aula di collocare un  altro  importante
  tassello  del  mosaico che dovrà comporre il  nuovo  corso  della
  Sicilia; a questo seguirà presto la più articolata manovra  della
  legge  finanziaria, ma andiamo comunque avanti  con  una  manovra
  integrata, nella quale ogni iniziativa si riconduce e si lega con
  il filo rosso del percorso virtuoso e finalizzato.
   Nell'annunciare il voto favorevole del Gruppo di  Forza  Italia,
  auspico  la  convergenza  delle forze alleate,  e  non  senza  un
  pizzico  di  ottimismo,  spero  che  anche  l'opposizione   possa
  risultare,   nelle  differenze  dei  ruoli,   attenta   ai   temi
  sostanziali della manovra senza indulgere nella politica  a  tiro
  breve e a corto respiro.
   Concludo   con   una  notazione  di  merito:   la   manovra   di
  assestamento comporta una riduzione di spesa a carico di  diversi
  capitoli  di  bilancio  per circa 574 milioni  di  euro,  cui  si
  aggiungono maggiori entrate per 174 milioni di euro. In complesso
  si tratta di una manovra, onorevole Assessore, come lei qui ci ha
  rappresentato,  di  747 milioni di euro, che  permette  prima  di
  tutto  la  copertura  del disavanzo della sanità  per  quasi  900
  miliardi di vecchie lire.
   Tuttavia,  la  scelta  di coprire il disavanzo  con  il  ricorso
  quasi  esclusivo alla riduzione di altre spese e non  invece  con
  l'ostinata  ricerca di nuove entrate, rappresenta, da  parte  del
  suo  Governo,  un segno eloquente del nuovo corso della  politica
  regionale,  sottolinea una maggiore attenzione per  l'economia  e
  non  penalizza  le  generazioni future. Ogni  euro  sottratto  ai
  contribuenti  per risanare il deficit di bilancio è  un  euro  in
  meno da destinare allo sviluppo.
   Concluderei, signor Presidente, onorevoli colleghi, dicendo  che
  ogni  euro  in  meno  per  lo sviluppo  rappresenta  un  pedaggio
  inaccettabile per l'economia ed il futuro di quest'Isola.
   A  nome  del  Gruppo parlamentare che rappresento  ribadisco  il
  voto favorevole al disegno di legge.

    TUMINO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Onorevole Tumino, le iscrizioni a parlare  si  sono
  chiuse  dopo  il  primo  intervento;  tuttavia  se  vuole   potrà
  intervenire in sede di discussione dell'articolo 1.

    TUMINO   Interverrò domani in sede di discussione dell'articolo
  1.

    PRESIDENTE   Non  avendo  alcun  altro  deputato   chiesto   di
  parlare, pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli
  del disegno di legge n. 917/A.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

      Comunicazione di apposizione di firma alla mozione n. 310

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  comunico  che   l'onorevole
  Sebastiano  Sbona  ha chiesto di apporre la  propria  firma  alla
  mozione  n.  310  Misure da proporre al Consiglio dei Ministri  a
  salvaguardia dell'economia siciliana .
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


        Riprende la discussione del disegno di legge n. 917/A

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,   comunico   che   è   stato
  presentato l'ordine del giorno numero 442  Possibilità, anche per
  il  Comune  di Acicatena, di acquisizione di una quota  azionaria
  nella  costituenda  Società per azioni  dell'Azienda  termale  di
  Acireale , degli onorevoli Nicotra, Segreto, Amendolia, Basile  e
  Lo Curto.
   Comunico   altresì   che  l'onorevole  Nicola   Leanza   ed   il
  sottoscritto vi hanno apposto la firma.
  L'Assemblea ne prende atto.
  Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

   CINTOLA   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.
  Favorevole.

   PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

   SAVONA   vicepresidente della Commissione  e  relatore.
  Favorevole.

   PRESIDENTE   Chi  è  favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Onorevoli   colleghi,   confermo   che   il   termine   per   la
  presentazione  degli emendamenti è fissato  per  la  giornata  di
  domani  alle ore 11.00 e che alle ore 12.00 si terrà una riunione
  informale  della  II  Commissione per un preventivo  esame  degli
  emendamenti.
   La  seduta  è  pertanto rinviata a domani, mercoledì  6  ottobre
  2004, alle ore 17.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Fleres


   I - Comunicazioni

   II - Discussione dei disegni di legge:

   1)   Misure finanziarie urgenti. Assestamento del bilancio della
  Regione e del bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali della
  Regione  siciliana  per  l'anno  finanziario  2004.   (n.  917/A)
  (Seguito)

   2)   Schema di progetto di legge costituzionale da proporre,  ai
  sensi  dell'articolo  18 dello Statuto, al Parlamento  nazionale,
  recante  Modifiche allo Statuto della Regione.'  (nn. 580-472-578-
  602-652/A) (Seguito)

   III - Discussione unificata delle mozioni:

   N.  305  "Definizione  di  una  linea  comune  per  proporre  al
  Consiglio  dei  Ministri  necessarie ed urgenti  modifiche  della
  manovra  finanziaria  a  tutela dell'economia  siciliana",  degli
  onorevoli   Speziale,  Cracolici,  Capodicasa,   Crisafulli,   De
  Benedictis, Giannopolo, Oddo, Panarello, Villari, Zago;

   N.   309   "Interventi  in  favore  del  sistema   economico   e
  imprenditoriale   della  Sicilia",  degli   onorevoli   Misuraca,
  Confalone, Mercadante, Baldari, Fleres;

   N.  310  "Misure  da  proporre  al  Consiglio  dei  Ministri   a
  salvaguardia  dell'economia siciliana", degli onorevoli  Formica,
  Mercadante, Dina, Basile, Infurna, Sbona.

   IV  -  Elezione delle Commissioni legislative permanenti e della
  commissione  per  l'esame delle questioni concernenti  l'attività
  dell'Unione Europea.

                  La seduta è tolta alle ore 19.30.

        Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 21.30

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                      Dott. Giovanni Tomasello