Presidenza del vicepresidente Fleres
PAFFUMI segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Sull'ordine dei lavori
FERRO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FERRO Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
richiamare l'attenzione della Presidenza e dell'Assemblea sulla
necessità, fermo restando il programma dei lavori così come
disposto, che domani in un orario utile, compatibilmente ai
lavori d'Aula, si possa convocare una Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari per affrontare la questione sulla legge
elettorale.
Vorrei ricordare che in questo momento decorrono i novanta
giorni per la raccolta delle firme e che il blocco da parte
dell'Assessorato Enti locali, di fatto, sta impedendo l'esercizio
democratico previsto dalla legge sul referendum.
Poiché tutto ciò non è da sottovalutare e poiché non possiamo
sottostare alle dichiarazioni che, di giorno in giorno, qualcuno
fa sul tema, posto che il pasticcio è stato fatto, credo che la
Presidenza, responsabilmente, debba farsi carico di convocare una
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari per stabilire
quali siano le procedure e la prosecuzione dell'iter della legge
e del referendum. Questo a garanzia di tutti, considerato anche
il fatto che il Comitato per il referendum sta provvedendo alla
stampa del materiale che serve per la raccolta delle firme e di
conseguenza si creerebbe anche un danno economico non
indifferente a coloro i quali stanno promuovendo il referendum.
ACIERNO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho ascoltato
con grande interesse l'intervento del collega, onorevole Ferro, e
credo che il tema sia estremamente delicato ed importante, però
non ritengo che si debba convocare una Conferenza dei Presidenti
dei Gruppi parlamentari bensì, alla luce dei fatti, credo sarebbe
più opportuno convocare congiuntamente la I Commissione Affari
istituzionali e la Commissione speciale per la revisione dello
Statuto regionale, in quanto entrambe hanno la titolarità
legislativa sulla materia. Ritengo, infatti, che il quesito non
sia soltanto un problema d'Aula, di ordine del giorno che è
facoltà della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,
ma sia anche un problema di carattere legislativo. Soltanto
successivamente le decisioni assunte dalle due Commissioni
potranno divenire oggetto di discussione per la Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, giusto per rasserenare gli
animi, la Presidenza ha già avviato una verifica relativamente
alla questione che è stata posta: non è detto che ci sia un
pasticcio e non è detto, ammesso e non concesso che il pasticcio
ci sia, che questo sia figlio del comportamento dell'Assemblea.
C'è un problema di interpretazione rispetto a questo argomento
che ben conosciamo e quindi è inutile che ne dettagli il
perimetro.
In queste ore si stanno svolgendo consultazioni di natura
tecnico-legislative e tecnico-giuridiche necessarie per potere
poi pervenire ad un'ipotesi che, ripeto, potrebbe non essere
attinente alle funzioni di questo Parlamento, ma a funzioni
esterne ad esso, del Governo o comunque legate a decisioni di
natura interpretativa-amministrativa.
Pertanto, onorevole Ferro, rassegnerò la sua richiesta e quella
dell'onorevole Acierno al Presidente dell'Assemblea che sarà in
sede domani, perché anche alla luce dei chiarimenti che nel
frattempo riusciremo ad acquisire, si determinerà un'ipotesi
piuttosto che un altra nel comune interesse che non venga
interrotto l'iter applicativo della legge da una parte, e nel
contempo che non venga leso il diritto dei cittadini di ricorrere
allo strumento referendario qualora quest'ultimo dovesse essere
richiesto.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Congedi
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Miccichè ha chiesto
congedo per le sedute del 5 e del 6 ottobre 2004; l'onorevole
D'Aquino per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Missioni
PRESIDENTE Comunico che sono in missione, per ragioni del
loro ufficio, gli onorevoli Ortisi dal 5 al 12 ottobre;
l'onorevole Genovese dal 19 al 24 ottobre 2004.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati i seguenti
disegni di legge:
Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2005 e bilancio pluriennale per il triennio 2005-
2007' (n. 923)
di iniziativa governativa
presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) su proposta
dell'Assessore per il bilancio e le finanze (Cintola) in data 1
ottobre 2004
Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2005' (n.
924)
di iniziativa governativa
presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) su proposta
dell'Assessore per il bilancio e le finanze (Cintola) in data 1
ottobre 2004.
Annunzio di presentazione di disegni di legge e di contestuale
invio alle competenti Commissioni legislative
PRESIDENTE Comunico che i seguenti disegni di legge sono
stati presentati ed inviati alle competenti Commissioni
legislative:
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
Norme per l'utilizzazione delle indagini diagnostiche negli
interventi per la conservazione dei beni culturali (n. 922)
d'iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Zago, De Benedictis in data 1
ottobre 2004
Parere V Commissione
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
Norme per l'istituzione della scuola superiore di studi per le
scienze turistiche (n. 921)
d'iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Ioppolo, Incardona, Neri, Virzì in
data 1 ottobre 2004
Parere IV Commissione.
(Inviati il 4 ottobre 2004)
Comunicazione di parere reso
PRESIDENTE Comunico che il seguente parere è stato reso, in
data 29 settembre 2004, dalla competente Commissione legislativa
(IV) Ambiente e Territorio:
Comune di Carini (PA) - Delibera della Giunta comunale n. 62
del 13 aprile 2004 - Richiesta autorizzazione di riserva alloggi
di cui al DPR n. 1035/72, art. 10' (n. 315/IV)
inviato in data 30 settembre 2004
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono pervenute le seguenti
interrogazioni:
con richiesta di risposta orale
N. 1858 - Interventi per dimezzare la composizione degli uffici
di gabinetto degli assessori regionali e per razionalizzare la
spesa complessiva per il mantenimento ed il funzionamento di
organi collegiali e di gestione di enti ed istituzioni regionali.
Presidente Regione
Firmatario: Giannopolo Domenico
N. 1860 - Piano dell'offerta formativa per l'anno 2004.
Presidente Regione
Assessore Lavoro
Firmatario: Turano Girolamo
Le interrogazioni ora annunziate saranno iscritte all'ordine
del giorno per essere svolte al loro turno.
- con richiesta di risposta scritta
N. 1857 - Notizie in merito alla presenza di agenti inquinanti
nella zona in cui sorge l'impianto di selezione di rifiuti
urbani 'Catanzaro Costruzioni s.r.l.' ad Agrigento.
Presidente Regione
Assessore Territorio
Firmatario: Miccichè Calogero
N. 1859 - Interventi in alcune strade della III
Municipalità di Catania.
Assessore Famiglia
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
Le interrogazioni ora annunziata sono state già inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 193 - Iniziative, anche di ordine procedurale, relative al
piano di gestione dei rifiuti.
- Presidente Regione
Firmatari: Ferro Giovanni; Orlando Leoluca; Raiti Salvatore;
Miccichè Calogero; Morinello Salvatore
N. 194 - Azione del Governo per modificare i criteri di accesso
alla facoltà universitaria di Medicina e Chirurgia.
Presidente Regione
Firmatario: Raiti Salvatore
N. 195 - Avvio di un'indagine amministrativa al fine di
accertare eventuali responsabilità sui ritardi e sui criteri
adottati nell'erogazione del buono scuola.
Presidente Regione
Assessore Beni Culturali
Assessore Bilancio
Firmatario: Raiti Salvatore
N. 196 - Notizie in ordine alla corposa riduzione, per l'anno
scolastico 2004-2005, dei posti di insegnante di sostegno nella
provincia di Trapani.
Presidente Regione
Assessore Beni Culturali
Firmatario: Oddo Camillo
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il Governo
abbia dichiarato di respingere le interpellanze o abbia fatto
conoscere il giorno in cui intende trattarle, le interpellanze
stesse saranno iscritte all'ordine del giorno per essere svolte
al loro turno.
Comunicazione di elezione di Presidente di Gruppo parlamentare
PRESIDENTE Comunico che con nota dell'1 ottobre 2004,
pervenuta alla Segreteria Generale il 2 ottobre 2004 ed assunta
dal Servizio Lavori d'Aula con protocollo del 5 ottobre,
l'onorevole Antonino Dina ha comunicato di essere stato eletto in
data 1 ottobre 2004 Presidente del Gruppo Parlamentare Unione
Democratica Cristiana e di Centro UDC'.
L'Assemblea ne prende atto.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Determinazione della data di discussione di mozione
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, si passa al punto secondo
dell'ordine del giorno: Lettura, ai sensi e per gli effetti degli
articoli 83, lettera d), e 153 del Regolamento interno, della
mozione n. 311 «Iniziative per il riconoscimento dello stato di
crisi del settore mangimistico isolano ed interventi per la
filiera zootecnica», degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe,
Maurici, Baldari, Turano.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
il settore della filiera zootecnica ha risentito in maniera
fortemente negativa degli scandali che hanno riguardato colossi
come la Cirio e la Parmalat;
la preoccupante diffusione del fenomeno della B.S.E., della
Blue tongue, dell'afta epizootica e di altre malattie, ha
determinato gravi conseguenze nel settore zootecnico e del
connesso comparto mangimistico siciliano;
la macellazione e lo smaltimento delle parti a rischio
(cervello, milza, midollo spinale, ecc) che a seguito dei
provvedimenti delle competenti autorità sanitarie debbono essere
incenerite, ha ulteriormente aumentato i costi di produzione
degli operatori di settore;
si è registrato un crescente disorientamento tra gli utenti
privati delle mense pubbliche, delle scuole e degli ospedali,
compresi quelle in cui si garantisce l'uso di carne certificata
per qualità e provenienza;
il parco zootecnico isolano si è ridotto, rispetto agli anni
novanta, di una percentuale pari al settanta per cento;
la situazione che si è venuta a creare ha inciso sul fallimento
di marchi storici della mangimistica, con effetti disastrosi
sull'occupazione,
Considerato che:
si è registrato un sostanziale crollo dei consumi e dei
fatturati ed anche la situazione finanziaria delle imprese del
settore presenta caratteri di notevole preoccupazione;
nella zootecnia in genere, e nella sua filiera che include la
produzione di mangimi, il divario Nord-Sud si allarga sempre più;
in Sicilia si riscontrano le più marcate penalizzazioni, anche
a fronte di una situazione complessiva che vede presenti ed
operanti nel territorio siciliano, al 22 ottobre 2000, un numero
di aziende di allevamento di bestiame pari ad appena il 5 per
cento del totale nazionale;
i consumi siciliani di carne vengono soddisfatti per circa il
60 per cento da importazioni;
la tendenza evidenzia un progressivo abbandono della pratica
zootecnica da parte di un gran numero di aziende;
non è più rinviabile un maggior impegno economico per
sviluppare il modello zootecnico della Regione e favorire così
l'incremento delle produzioni di mangimi ottenuti da prodotti
locali,
impegna il Presidente della Regione
a definire un piano di misure per sostenere gli allevatori
siciliani e gli operatori del comparto mangimifico;
ad adoperarsi perché venga dichiarato ufficialmente lo 'stato
di crisi' del settore;
a predisporre le risorse finanziarie necessarie al ristoro del
settore, con la previsione in particolare di agevolazioni fiscali
e linee di credito agevolate (al tasso dell'1,5 per cento, come
in Francia) per tutte le fasi della filiera (allevatori,
industrie di macellazione, eccetera) di durata almeno
quinquennale;
a prevedere con immediatezza una campagna informativa
istituzionale chiara e con esponenti scientifici credibili nei
mezzi di comunicazione e nelle scuole;
ad adottare ogni provvedimento necessario per la
riqualificazione del settore zootecnico da carne;
a stimolare il Governo nazionale perché vengano disposte le
necessarie agevolazioni fiscali (sospensione dei termini di
pagamento per IRPEF, IRPEG, IRAP, IVA) e previdenziali
(versamenti INPS ed INAIL) per tutte le singole componenti la
filiera, tenendo anche in considerazione le perdite subite dai
macellai;
a richiedere al Governo nazionale la riduzione delle aliquote
IVA dal 10 per cento al 4 per cento sui bovini vivi e relative
carni, come negli altri Paesi della Comunità.» (311)
Dispongo che la predetta mozione venga demandata alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, perché se ne
determini la data di discussione.
Rinvio della discussione unificata di mozioni
PRESIDENTE Si passa al punto terzo dell'ordine del giorno:
Discussione unificata delle mozioni:
n. 305, Definizione di una linea comune per proporre al
Consiglio dei Ministri necessarie ed urgenti modifiche alla
manovra finanziaria a tutela dell'economia siciliana , degli
onorevoli Speziale, Cracolici, Capodicasa, Crisafulli ed altri;
n. 309, Interventi in favore del sistema economico e
imprenditoriale della Sicilia , degli onorevoli Misuraca,
Confalone, Mercadante, Baldari e Fleres;
n. 310, Misure da proporre al Consiglio dei Ministri a
salvaguardia dell'economia siciliana , degli onorevoli Formica,
Mercadante, Dina, Basile e Infurna.
Onorevoli colleghi, propongo di svolgere in altra seduta la
discussione delle mozioni numero 305, 309 e 310, e di passare
subito al quarto punto dell'ordine del giorno.
Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
Discussione del disegno di legge numero 917/A «Misure finanziarie
urgenti. Assestamento del bilancio della Regione e del bilancio
dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione siciliana per
l'anno finanziario 2004».
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, si passa, pertanto, al punto
quarto dell'ordine del giorno: Discussione del disegno di legge
"Misure finanziarie urgenti. Assestamento del bilancio della
Regione e del bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali della
Regione siciliana per l'anno finanziario 2004" (n. 917/A).
Invito i componenti la seconda Commissione Bilancio a
prendere posto nell'apposito banco.
Onorevoli colleghi, propongo che esaurita la discussione
generale l'Assemblea consenta ai deputati di depositare gli
eventuali emendamenti al disegno di legge entro domani mattina
alle ore 11.00. Propongo, altresì, che la Commissione Bilancio'
alle ore 12.00, informalmente, si riunisca per prenderne
visione, in modo da semplificare i passaggi successivi, avendo
avuto cura di determinare un'opinione da parte sia della
maggioranza che dell'opposizione, relativamente agli emendamenti
presentati.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Savona, vicepresidente della
Commissione e relatore del disegno di legge.
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, il disegno di legge che viene
sottoposto all'approvazione dell'Aula si compone essenzialmente
di due parti. Per una parte esso reca una manovra finanziaria
molto articolata che interessa sostanzialmente tutte le
amministrazioni, finalizzata prevalentemente a reperire le
risorse per coprire il deficit della sanità per il 2003 e per una
serie di altre esigenze indifferibili che si sono appalesate in
questa fase conclusiva dell'esercizio finanziario; per l'altro
aspetto esso reca i contenuti propri della legge di assestamento
così come previsti dalle disposizioni di contabilità e con i
quali si adegua la previsione dell'avanzo finanziario presunto
iscritto nel bilancio dell'esercizio finanziario corrente, sulla
base delle risultanze della gestione dell'anno 2003 accertate con
il rendiconto generale consuntivo della Regione parificato dalla
Corte dei conti in data 30 giugno 2004.
Cominciamo da questo aspetto. Sulla base dei dati del
rendiconto parificato, viene contabilizzato un avanzo finanziario
complessivo pari a 7.249.796.590,74 euro.
Rispetto alle somme iscritte nel bilancio di previsione,
considerati i dati definitivi, la previsione dell'avanzo
finanziario relativo ai fondi non vincolati viene ridotta di
270.244.053,36 euro (la somma iscritta ammonta così a
1.795.583,946,64 euro) e la previsione dell'avanzo finanziario
relativo ai fondi vincolati viene, invece, incrementata di
504.212.644,10 euro (per cui la previsione complessiva ammonta a
5.454.212.644,10 euro).
Tenendo conto di quanto disposto dalla legge di contabilità e
dalla legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, in ordine alla
destinazione dell'avanzo dei fondi non vincolati, con il presente
disegno di legge si autorizzano le variazioni di bilancio
conseguenti al risultato contabile prima illustrato.
Per quanto riguarda il bilancio dell'Azienda delle foreste
demaniali il maggiore avanzo accertato per il 2003 rispetto a
quello presunto per lo stesso esercizio è pari a 21.429.988,85
euro e viene destinato in quanto a euro 4.014.537,39 quale
dotazione finanziaria del capitolo 2204 per l'utilizzazione di
economie di spesa derivanti da stanziamento con vincolo di
specifica destinazione, mentre la differenza, pari a
17.415.451,46 euro è destinato a copertura del minore contributo
regionale a pareggio del bilancio di parte corrente.
Ma il testo che viene sottoposto all'Aula contiene, come detto,
un'ampia manovra finanziaria che apporta un complesso di
riduzioni agli stanziamenti di diversi capitoli del bilancio
dell'esercizio 2004 che aggiunti alle maggiori entrate
contabilizzate realizzano un risparmio che è destinato ad
esigenze di spesa indifferibili a cominciare dalla copertura dei
disavanzi 2003 delle aziende sanitarie ed ospedaliere stimati
in 460 milioni di euro ed alla riduzione di una serie di
capitoli di entrata iscritti nel bilancio di previsione, il cui
gettito si è rivelato al di sotto delle previsioni stesse. Una
manovra complessiva che comporta variazioni per un totale di
quasi 770 milioni di euro. Ma vediamo di cosa si tratta con
maggiore dettaglio.
Con riguardo alla manovra sulle entrate, a parte le variazioni
più direttamente connesse con la manovra di assestamento i
principali contenuti della manovra si possono così sintetizzare:
maggiori entrate per 357 milioni di euro derivanti dalla
definizione di pendenze e controversie tributarie;
maggiori entrate per 62,754 milioni di euro connesse al
rimborso da parte dello Stato per la definizione del contenzioso
finanziario Stato-Regione (entrate che si aggiungono ai 672
milioni di euro già iscritti nel bilancio di previsione 2004);
minori entrate rispetto alla previsione 2004 per 246 milioni di
euro riferite prevalentemente ai capitoli relativi ai diritti
connessi ai servizi svolti dalle motorizzazioni, ai proventi
della vendita dei biglietti per l'accesso ai musei ed alle
previsioni di entrate derivanti dai saldi attivi della
liquidazione degli enti.
La manovra sul versante della spesa interessa, come detto,
anzitutto la sanità ed in particolare la necessità di
ripianare il deficit 2003. In tal senso provvede l'articolo
1 del disegno di legge il cui comma 8 autorizza le spesa di
460.000 migliaia di euro per il ripiano dei disavanzi delle
aziende sanitarie e delle aziende ospedaliere, relativi all'anno
2003.
L'intervento si aggiunge ai precedenti già disposti dalla
Regione per la copertura dei disavanzi relativi agli anni 2000,
2001 e 2002 con oneri a totale carico del proprio bilancio, così
come previsto dall'accordo Stato-Regioni dell'8 agosto 2001.
Il complesso di tali interventi può riassumersi nel seguente
prospetto:
Anno 2000 229.500 migliaia di euro
Anno 2001 508.000 migliaia di euro
Anno 2002 380.000 migliaia di euro
460.000 migliaia di euro
Anno 2003
Alla misura si accompagna la previsione che entro il 2006 si
realizzi l'equilibrio finanziario del settore.
L'articolo introduce altresì la previsione per cui al ripiano
dei disavanzi per le prossime annualità, ivi compreso il
disavanzo della spesa farmaceutica per il 2004 relativamente alla
quota a carico del Servizio sanitario nazionale così come
determinata dal decreto legge 24 giugno 2004, n. 156, si
provvede annualmente con la legge finanziaria. Si tratta come è
facile comprendere di una disposizione che introduce un elemento
di assoluto rilievo, nella struttura, negli equilibri contabili e
nei meccanismi di copertura propri della legge finanziaria, così
come delineati dall'articolo 3 della legge regionale n. 10/1999 e
che dovrà comportare che si accentuino i tratti di rigore della
legge finanziaria stessa nel momento in cui nel suo contesto
occorrerà individuare le risorse per coprire i disavanzi della
sanità.
Lo stesso articolo, in deroga alle modalità disposte
dall'articolo 25 della legge regionale n. 4/2003 che affida ad un
decreto adottato annualmente dall'Assessore alla sanità di
concerto con l'Assessore per il bilancio e le finanze la
fissazione degli aggregati economici e dei relativi tetti di
spesa per l'anno successivo, stabilisce che per il triennio 2004-
2006, relativamente all'assistenza ospedaliera convenzionata ed
alla specialistica convenzionata esterna, i tetti di spesa
rimangono quelli fissati con il decreto interassessoriale n. 3787
del 13 luglio 2004.
Le procedure volte alla emissione dei provvedimenti
autorizzativi per le strutture per nuovi posti letto per
riabilitazione e lungo degenza vengono temporaneamente sospesi
fintanto che non si definisca una specifica programmazione di
settore.
Viene inoltre prevista la possibilità di autorizzare nuove
strutture ambulatoriali ma senza diritto per queste ad accedere
ad alcun tipo di accordo contrattuale, ex articolo 8 quinquies
del Decreto Legislativo 19 giugno 1999, n. 229, il divieto di
creazione di nuove strutture comportanti oneri e le modalità per
fissare la decurtazione da applicare ai DGR a rischio di
inappropriatezza.
Dal complesso delle altre novità vanno segnalate, per il
rilievo anche quantitativo che rivestono, lo stanziamento di
41.803 migliaia di euro per il fondo trasporti (Cap. 478104),
l'autorizzazione per 27.122 migliaia di euro per le convenzioni
INPS per il pagamento degli assegni di cui all'articolo 1 della
legge regionale n. 17/2001. L'articolo 23 del disegno di legge
autorizza il trasferimento alla provincia regionale di Ragusa
della somma di 58 milioni di euro per le finalità dell'articolo
77 della legge regionale n. 6/2001 che prevede che i saldi attivi
derivanti dalla liquidazione degli enti regionali vengano
destinati alla realizzazione di opere infrastrutturali ed
interventi a sostegno dello sviluppo produttivo nei territori
delle province in cui ricadono gli stabilimenti dismessi .
Ulteriori interventi riguardano le spese per la prevenzione ed
il controllo degli incendi boschivi per 5.600 migliaia di euro e
le spese per il cofinanziamento regionale degli interventi
comunitari per 5.000 migliaia di euro. L'articolo 8 del disegno
di legge prevede una spesa complessiva di 195.855 migliaia di
euro, autorizzandosi per lo scopo un limite di impegno
quindicennale a decorrere dal 2005 per far fronte agli oneri
derivanti dalla messa in liquidazione dell'EAS, ivi compresi
quegli oneri derivanti dal passaggio degli invasi e degli
impianti alla società Siciliacque oltre che per garantire le
obbligazioni assunte dall'EAS per l'approvvigionamento di acqua.
Sempre sul versante dell'impiego delle risorse, viene proposta
una manovra considerevole riferita alle assegnazioni ex articolo
38 dello Statuto operate dallo stato con le leggi finanziarie del
2000 e del 2001.
Come si ricorderà, l'articolo 4 della legge regionale n.
20/2003 dopo avere autorizzato l'attualizzazione di tali risorse
per 892.599 migliaia di euro, dispose che le stesse confluissero
in un apposito fondo per il finanziamento di investimenti sulla
base di un apposito piano.
Sulla scorta degli indirizzi e delle priorità definite anche
sulla scorta di successivi interventi normativi sono state
disposte diverse autorizzazioni di spesa direttamente sul fondo
stesso.
Quella contenuta nella tabella E annessa al presente disegno di
legge, ammonta a complessivi 149.375 migliaia di euro che, in
taluni casi, si associano con definanziamenti dei corrispondenti
capitoli finanziati con i fondi ordinari della Regione, in altri
casi recano stanziamenti aggiuntivi. Da segnalare, in tale
ambito, l'ulteriore stanziamento di 70 milioni di euro per il
risanamento delle aree degradate di Messina, mentre il contributo
all'azienda foreste demaniali per le spese in conto capitale di
34 milioni di euro non costituiscono assegnazioni aggiuntive ma
una operazione contabile che pone a carico di tali fondi delle
assegnazioni già disposte dal bilancio.
Ulteriori importanti novità vengono introdotte con altri
articoli del disegno di legge. Anzitutto la disposizione che
consente la proroga della gestione del servizio di riscossione
dei tributi fino al 31 dicembre 2005; il servizio scade il 31
dicembre 2004 e andrà rinnovato nel quadro di nuove modalità di
affidamento che sono in via di definizione sul piano nazionale
cui dovrà seguire una nuova normativa regionale. Viene introdotta
una disciplina per l'affidamento dell'incarico di advisor con
riferimento in particolare alle attività connesse alla
dismissione del patrimonio regionale, alla privatizzazione di
enti ed aziende regionali ed alle operazioni finalizzate alla
riduzione degli oneri finanziari sul bilancio regionale; viene
riproposto l'intervento a garanzia dei mutui per il risanamento
degli enti fiera di Palermo e Messina per un importo massimo
complessivo di 10 milioni di euro. In materia di lavori
socialmente utili viene disposta l'autorizzazione che consente la
prosecuzione per il 2005 degli interventi finanziari per le
attività socialmente utili e per le misure di stabilizzazione
previste dalla normativa in vigore; in materia di formazione
professionale viene previsto che, nelle more dell'approvazione
della legge di riordino del settore, il Piano regionale
dell'offerta formativa deve provvedere alla assegnazione delle
attività nei limiti del monte orario del Piano 2004, individuando
prioritariamente gli enti risultati affidatari in tale periodo.
Alcune norme che intervengono su procedure concessorie e su
requisiti urbanistici sono motivate dalla necessità di attivare
consistenti risorse finanziare ed importanti interventi di
sviluppo collegati a misure del POR od a Patti territoriali.
Questi nelle linee generali i contenuti del disegno di legge che
si sottopone all'approvazione dell'Aula. Si tratta di un testo
che nato dalla necessità di rivisitare il disegno di legge n.
898/A, ne ha integrato e completato il contenuto finanziario e ne
ha arricchito la parte normativa introducendo ulteriori
importanti disposizioni. Con l'approvazione di questo testo si
completa la manovra finanziaria sul 2004, mentre l'avvenuta
approvazione da parte dell'Aula del DPEF e la presentazione, il
primo ottobre da parte del Governo del bilancio di previsione
2005 e della finanziaria ci consente di avviare la fase delicata
e politicamente impegnativa della nuova sessione di bilancio che
anche quest'anno, ripetendo l'esperienza virtuosa dello scorso
esercizio, siamo impegnati a varare entro i termini previsti.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, dichiaro aperta la discussione
generale.
E' iscritto a parlare l'onorevole Acierno. Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, entrerò meno
nel merito dopo la relazione del vicepresidente della Commissione
onorevole Savona e tenterò di fare un ragionamento di più ampio
respiro rispetto, invece, alla procedura legislativa.
Ritengo importante che quest'Assemblea, anche alla luce delle
cose che stanno accadendo - mi riferisco a questi disguidi, a
ciò che si legge a proposito di una legge varata, pubblicata, che
non può essere pubblicata, di un Commissario dello Stato che
entra nel merito, con apprezzamenti che un po' sono di ordine
costituzionale e un po' sono di ordine politico - mi pare che
sempre di più purtroppo - lo dico con grande amarezza - lo sforzo
che si compie nelle stanze delle Commissioni legislative ed in
quest'Aula viene, a volte, viene vanificato da una comunicazione
frettolosa e difettosa ma anche da un momento legislativo che,
purtroppo, spesso e volentieri, è frettoloso e difettoso. Mi
riferisco a questo che chiamiamo antico, anche se antico non è,
metodo delle manovre delle leggi finanziarie che, di fatto,
stanno esautorando la vera e propria attività legislativa dei
parlamenti.
E dico ciò non soltanto per l'esperienza maturata in
quest'Aula, ma anche alla luce dell'esperienza maturata negli
otto anni di carica a deputato nazionale. I parlamenti, nelle
democrazie parlamentari, sono nati per dar modo ai rappresentanti
del popolo sovrano di trasformare in norme di legge le esigenze
del popolo. Strumenti come questo costituiscono una manovra
finanziaria, di fatto, una mini legge finanziaria del 2005, con
la pretesa da parte di alcuni Assessori di scrivere, nelle
tabelle dei loro Assessorati, cifre a più zeri che ritengono di
poter spendere nell'arco di 20 giorni.
Credo che ci voglia una presa di coscienza da parte di tutti
per tornare ad un metodo legislativo un po' più sano e coerente
con quello che intendiamo fare.
Il mandato ci impone di agevolare i processi economici in
questa Terra e di ridurre i costi del bilancio della Regione.
Questa manovra comincia il suo iter finale all'inizio del
mese di ottobre. Dovremmo già discutere la legge finanziaria e
il bilancio dell'anno 2005, invece, siamo ancora nella fase della
discussione generale di quella che doveva essere una verifica da
svolgersi dopo i primi sei mesi di quest'anno.
Annuncio, con grande serenità e senza volere fare polemiche con
nessuno -, e ancora meno con il Governo che continuo a sostenere
con convinzione - che presenterò emendamenti soppressivi del 90
per cento degli articoli di questo disegno di legge,
precisamente, di tutte le spese previste nelle tabelle allegate a
questo articolo.
Ritengo di agevolare così la stesura del bilancio del 2005 per
quanto attiene alle entrate, poiché penso sia inutile spendere
centinaia di milioni di euro in un mese, appesantendo tra un mese
le entrate del bilancio del 2005.
E' questo il metodo che adotterò, a nome del Gruppo di Nuova
Sicilia che continuo, per fortuna, a rappresentare, in assenza
dell'onorevole Rotella, nell'attività emendativa, nella riunione
informale e nel dibattito in Aula su tutti gli articoli di questo
disegno di legge.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Capodicasa. Ne
ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi,
preliminarmente, intendo pronunciarmi a favore della sua
proposta. Ritengo che si tratti di una procedura corretta dal
momento che, come ha ricordato anche il relatore di minoranza,
prima la Commissione Bilancio e poi l'Aula affronteranno un
impegnativo iter parlamentare che prevede l'esame della legge
finanziaria e del bilancio, dopo l'approvazione del bilancio di
assestamento e del DPEF.
Riteniamo opportuno, viste anche le ambiziose intenzioni del
nuovo Assessore al Bilancio, proporci delle manovre organiche in
materia di rientro dal deficit e di contenimento delle spese,
affinché l'operazione venga compiuta in un ambito di organicità,
quale la legge finanziaria può rappresentare.
Detto questo, vorrei esporre soltanto alcune brevissime
considerazioni su questo disegno di legge. Questo testo è stato
riproposto dopo che l'Aula, con alcune votazioni a scrutinio
segreto, ha bocciato alcuni articoli della precedente manovra -
mi riferisco al disegno di legge n. 898/A - prima delle vacanze
estive, contribuendo così ad affossare quel disegno di legge che
nel testo approvato dall'Aula lasciava tutti insoddisfatti per il
merito di alcuni articoli che quella manovra conteneva, forse
anche per il metodo che era stato adottato per l'approvazione, in
sede di singole Commissioni.
Non è da sottacere che, alla base di tutto, vi fosse un
evidente nervosismo, tra i parlamentari della maggioranza, legato
all'imminente rimpasto di Governo.
La presentazione del disegno di legge, sia pure depurato di
alcune norme che erano apparse più scandalose, ma con la
riproposizione di altre norme che, nel complesso, sono state qui
riportate, ci fanno comprendere in che modo agisca il Governo:
non prevede elementi nuovi rispetto al passato.
Il vecchio disegno di legge portava la firma dell'onorevole
Pagano mentre questo disegno di legge porta la firma
dell'onorevole Cintola. Ci troviamo, comunque, sempre all'interno
della stessa logica, una logica approssimativa di approccio alle
questioni della crisi finanziaria della Regione, fatta di misure
tampone, con evidenti contraddizioni al suo interno perché,
piaccia o no, anche questo disegno di legge, nonostante i
ripetuti allarmi, ivi compreso l'ultimo apparso sui giornali
lanciato dall'Agenzia Moody's, che minaccia l'abbassamento del
rating alla Regione siciliana.
Costituiscono ancora premio, nell'impostazione di questo
Governo, alcune misure volte a premiare qua e là qualche gruppo
di potere o di pressione o esigenze, pure legittime, ma
affrontate sempre con un'ottica assistenziale e non con un'ottica
riformatrice.
Con questo sistema, non andremo molto lontano; basti vedere i
dati: è l'ispirazione del modo di concepire la spesa che difetta.
Se guardiamo già alle cifre dell'assestamento, notiamo che, per
esempio, continuano a rimanere alte le cifre dell'avanzo
finanziario relativo ai fondi vincolati; crescono, perfino
rispetto alle stesse previsioni, perché, ovviamente, spendere in
quel settore è molto più complicato. Vi sono, infatti, dei
vincoli di destinazione e la spesa non è libera . Bisogna porsi
degli obiettivi, seguire alcune indicazioni ed alcune norme. Ed
ecco, allora, che la macchina s'inceppa.
L'avanzo finanziario relativo ai fondi non vincolati, invece,
rispetto alla previsioni, subisce una riduzione abbastanza
considerevole: viene ridotto a circa 270 milioni di euro. E
questo é già indicativo della malattia che corrode la macchina
amministrativa ed anche la capacità di spesa di questo Governo e
di questa maggioranza.
Non andiamo fino in fondo nell'utilizzo delle risorse,
soprattutto delle risorse trasferite da parte dello Stato e di
altre fonti di finanziamento esterne e, ovviamente, questo
comporta che gli avanzi abbiano simili connotati, così come
riportato nella manovra.
Ma il punto più cospicuo della manovra è quello relativo alla
sanità. In fondo, questa manovra, sostanzialmente, viene compiuta
da noi per compensare il deficit che le Aziende sanitarie
siciliane hanno accumulato nel 2003. Parliamo di una stima di 460
milioni di euro, non so se queste cifre siano effettive o non
siano stimate per difetto ma, in ogni caso, parliamo sempre di
qualcosa di corposo, di sostanzioso. Sono spie di un'idea della
gestione del bilancio delle risorse della Regione che ci mettono
di fronte a un quadro assai deprimente.
Ne abbiamo già parlato la settimana scorsa, in sede di esame
del DPEF, ma torneremo a parlarne in sede di esame del disegno di
legge finanziaria e di bilancio. Si tratta, quindi, di una
manovra che, in totale, comporta variazioni per 770 milioni di
euro, superiore a quella che era stata prevista prima
dell'estate, con alcune particolarità che, a nostro giudizio,
segnalano dei problemi. Mi riferisco, innanzitutto, alle minori
entrate rispetto alla previsione per il 2004, per un importo di
246 milioni di euro, riferite a capitoli relativi ai diritti
connessi ai servizi svolti dalla Motorizzazione; ai proventi per
la vendita dei biglietti per l'accesso ai musei; alle previsioni
di entrata derivanti dai saldi attivi della liquidazione degli
enti.
Parliamo di cose per le quali sarebbe stato, tutto sommato,
semplice prevedere, non dico l'esatta misura delle entrate ma,
comunque, un'approssimazione all'esatta misura delle entrate.
Se questo non è avvenuto, se la previsione non si è dimostrata
corretta, ciò è dovuto, probabilmente, al fatto che, alla base di
quella previsione, vi era l'intenzione di gonfiare alcuni
capitoli di entrata per bilanciare le uscite.
L'onorevole Pagano era sempre reattivo quando, più volte ed in
più occasioni, abbiamo denunciato il metodo usato per stendere le
previsioni di bilancio. In verità, ogni volta, ogni anno, i fatti
ci hanno dato ragione.
Ciò è avvenuto, ad esempio, per quanto riguarda la
liquidazione degli enti, ove, addirittura, alcuni esercizi fa,
vennero previste in entrata alcune centinaia di miliardi - credo
300 miliardi se non vado errato, forse anche di più - dalle
dismissioni dell'EAS. In questa manovra, invece, è prevista una
somma in uscita per la liquidazione dell'EAS.
Due esercizi fa, quindi, secondo il Governo, la dismissione
dell'EAS costituiva - non so con quanta improntitudine o anche
con dolo - un'entrata, mentre oggi, per la stessa fattispecie,
viene previsto un onere a carico della Regione che si aggira
intorno a 195.855 migliaia di euro.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Come garanzia
sussidiaria.
CAPODICASA Si tratta di un limite di impegno quindicennale e
sono sussidiarie e non solidali, ma questo comporta sempre un
onere a carico della Regione siciliana.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Se l'EAS non
paga.
CAPODICASA Se l'EAS non paga. Non è una cosa assolutamente
scontata, come lei sa, onorevole Assessore. In ogni caso, vorrei
far notare il contrasto tra l'avere previsto alcune centinaia di
miliardi di lire in entrata dalla dismissione e il dovere
impegnare fondi della Regione per la liquidazione.
Ciò dimostra che, in questi anni, si sono fatti i capitomboli;
non c'è stata una vera manovra rigorosa, seria che, ovviamente,
non pretendesse di sanare il deficit in un solo esercizio
finanziario ma che diluisse su una base strategica il recupero
del deficit in alcune annualità. Nulla di tutto questo. Bene.
E' cambiato l'Assessore. Abbiamo un nuovo Assessore. Vorremmo
vederlo però alla prova. Se dobbiamo dire che il buon giorno si
vede dal mattino ...
Anche se l'Assessore Cintola afferma di non portare pena per le
proposte che qui sono contenute, perché lui è subentrato dopo che
il disegno di legge era stato varato dalla Giunta, tuttavia,
porta la sua firma questo disegno di legge.
La manovra più cospicua è riferita alla sanità. L'articolo 1 è
quello che dovrebbe segnare uno spartiacque. Nonostante il nostro
apprezzamento per alcuni sforzi contenuti nel predetto articolo,
va sottolineato che parliamo comunque di misure che non hanno
nessun obiettivo di recupero del deficit della sanità, ma mirano
solo a congelare il debito 2004.
Credo che il relatore di maggioranza lo abbia detto a chiare
parole. Nella sua relazione - della quale sto prendendo visione -
è previsto che i tetti di spesa rimangono quelli fissati con il
decreto interassessoriale, n. 3787 del 13 luglio 2004 . Il 13
luglio abbiamo fissato, quindi, dei tetti nella sanità. Si tratta
di tetti che altro non fanno se non registrare il livello della
spesa per aggregati del 13 luglio 2004, quindi, da questo momento
in poi, non spenderemo di più rispetto a quanto abbiamo speso
fino ad oggi. I livelli di spesa fino ad oggi raggiunti, però,
continueranno ad essere raggiungibili; come pensiamo, dunque, di
aggredire questo deficit?
L'articolo 1 non lo fa perché congela al momento attuale il
livello di spesa; non ci dice però come si possa gradualmente
tornare indietro. Vero è che, al comma 1, vi è la previsione di
un rientro ove si dice: Fa obbligo che l'Amministrazione
regionale è tenuta a conseguire entro il 31 dicembre 2006
l'equilibrio economico finanziario nel settore sanitario .
Questo obbligo però non si sostanzia né in sanzioni a carico di
chi non le rispetta né, tanto meno, prevede che tale obbligo
debba essere conseguito con alcuni ben precisi ed individuati
passaggi e misure poiché tutte le misure comprese sono misure che
registrano e fotografano la situazione attuale, senza alcun
miglioramento.
Per quanto riguarda poi l'articolo 38, credo che, nella
relazione di maggioranza, vi sia una precisa ammissione di
responsabilità. Considerato che ho poco tempo a disposizione, non
mi soffermo molto.
Onorevole Assessore, la prego di leggerla perché se uno legge
bene le carte, solitamente, si da per scontato che le carte non
le legga nessuno.
Il Presidente della Regione può dire, quindi, delle cose che
risultano contrastanti con ciò che egli stesso ha scritto e
sottoscritto con il DPEF.
La stessa cosa avviene con la relazione di maggioranza, ove si
dice, ad un certo punto, che i fondi dell'articolo 38 associano
gli appostamenti positivi con definanziamenti dei corrispondenti
capitoli finanziati con i fondi ordinari della Regione.
Ciò vuol dire che definanziamo, in termini semplici, togliamo
soldi stanziati in un capitolo di bilancio ordinario,
sostituendoli con i fondi di cui all'articolo 38.
Se qualcuno pensa che una simile operazione possa essere
considerata virtuosa, vorrei che ciò fosse dimostrato perché,
oltre a costituire una violazione costituzionale, come più volte
abbiamo detto, dal punto di vista dello sviluppo, dal punto di
vista dell'incremento del PIL, dal punto di vista
dell'occupazione e del lavoro, non abbiamo aggiunto una lira.
Ecco perché poi, dopo tre anni e mezzo di Agenda 2000, non
abbiamo un occupato in più e registriamo una crescita dello 0,3
per cento.
Evidentemente, i fondi di Agenda 2000 sono stati utilizzati
alla stessa stregua, sostituendo la spesa ordinaria con la spesa
che dovrebbe essere invece addizionale, aggiuntiva, così come
quella dell'articolo 38.
Il risultato è che stiamo dilapidando risorse importanti per lo
sviluppo della nostra Regione, soltanto per coprire il deficit
del bilancio ordinario che avete accumulato nell'arco di tre,
quattro anni e che oggi rischia di portarci alla bancarotta.
La stessa cosa vale per l'Azienda Foreste, disattendendo, e lo
dimostreremo con le carte, una precisa disposizione dell'Europa
che vuole che non si utilizzino i fondi di Agenda 2000 per pagare
gli stipendi dei forestali, mentre invece questo Governo lo
continua a fare. Questi sono fondi che andranno a finire lì.
Non c'è ovviamente alcuna ragione tecnica. Quello che succederà
è che, tra qualche anno, quando l'Europa non ci accorderà questa
spesa, la stessa graverà - non sarà arrestato nessuno, in galera
non ci andrà nessuno - sul bilancio della Regione perché non ci
saranno rimborsati.
Il risultato è che ci stiamo indebitando, a futura memoria, per
coloro che ci succederanno.
Di ciò che riguarda gli enti fiera e le altre misure contenute,
che comportano una spesa ed impegni di bilancio, parleremo in
seguito.
Ho sforato abbondantemente il tempo a mia disposizione. Mi
fermo qui. Ho voluto solo dare l'idea della nostra opposizione a
questo disegno di legge che, attraverso gli emendamenti,
renderemo più esplicita.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Dina. Ne ha
facoltà.
DINA Signor Presidente, onorevoli colleghi, il disegno di
legge in discussione, cioè il numero 917, è una riproposizione
del disegno di legge numero 898 ma, in molte parti, è sicuramente
cambiato. E' stato, infatti, privato di quelle norme maturate,
sicuramente, in un contesto di confusione che appesantivano il
bilancio regionale in tema di sanità. E' stato privato di una
parte che non era qualificante.
Tenuto conto che in materia di ticket si rendono necessari
alcuni approfondimenti, occorre una riflessione seria da parte
dell'Assessorato volta a valutare, alla luce di dati oggettivi,
qual è stato il reale impatto del ticket, in che misura ha
inciso, per quella che era la valutazione se è già indicata. E,
pertanto, le dichiarazioni dell'Assessore hanno consentito anche
alla Commissione Sanità di non inserire più questa norma, nella
consapevolezza che l'Assessorato, già è stato annunciato più di
una volta anche nelle nuove norme inserite nella finanziaria,
provvederà in merito.
Siamo in presenza di un disegno di legge che, dal punto di
vista tecnico-finanziario, non fa altro che adeguare la
previsione dell'avanzo inserito nell'esercizio corrente alla luce
delle risultanze del consuntivo.
A questo si aggiunge una manovra finanziaria di limatura di
capitoli, di abbattimento di alcune spese con l'individuazione di
risorse che vengono appostate in maniera mirata, come si evince
dall'articolo 1, dove viene introdotto il principio del pareggio
di bilancio in campo sanitario da realizzarsi entro il 2006.
Questo è un principio importante che sicuramente aggredisce un
nodo strutturale del nostro deficit, e lo aggredisce in maniera
diretta con un contenimento e con una enunciazione di principio.
E' chiaro che le leggi finanziarie di per se stesse non possono
chiaramente mirare al risanamento sic et simpliciter se non si
pongono in essere altri interventi che inquadrino le questioni
fondamentali, i veri nodi della spesa, e la sanità sicuramente è
uno di questi nodi. Ecco perché bisognerà intervenire in maniera
puntuale con altri provvedimenti, questo è un provvedimento
importante ma non è il solo.
E' importante l'indicazione della volontà di pareggiare il
deficit di bilancio, che non sarà più riprodotto ma che anzi si
mira a contenere. E vorrei a tal proposito ricordare che in
Commissione Sanità si è raggiunta l'unanimità su quasi tutti i
commi dell'articolo 1.
Quanto rappresentato dall'onorevole Capodicasa sui
macroaaggregati mira semplicemente a contenere i tetti di spesa
della specialistica convenzionata per quanto riguarda le case di
cura, quindi le prestazioni di convenzionata esterna; gli altri
macroaggregati non vengono minimamente presi in considerazione.
E' stato fissato un tetto di spesa che dà la possibilità alle
strutture che già operano di raggiungere buoni livelli di qualità
in quanto la conoscenza di un livello di spesa stabile nel tempo
- e quindi noto fino al 2006 - potrà determinare
quell'ammodernamento e quegli interventi che rappresenteranno
sicuramente un passo avanti in tema di qualità nella erogazione
delle prestazioni.
Per quanto riguarda, invece, l'articolo 2, le dismissioni e le
privatizzazioni avviano un altro processo di risanamento che,
come si evince dalla bozza già distribuita, verrà affrontato
anche in sede di finanziaria.
Ritengo che ci sono degli interventi di sviluppo previsti dal
disegno di legge in esame che meritano di essere evidenziati;
l'articolo 15, per esempio, che, in attuazione della legge 6,
consente alla provincia di Ragusa di operare un importante
intervento infrastrutturale già concertato.
Novità importante è data dal fatto che la provincia regionale
diventerà un collegamento forte di canalizzazione delle istanze
che verranno dal territorio.
Importanti sono anche l'articolo 10, che prevede uno
snellimento specifico negli interventi produttivi in verde
agricolo, e l'articolo 8 che definisce il recupero del centro
storico e le necessarie espropriazioni.
Quindi siamo di fronte ad un disegno di legge che non ha la
pretesa di risanare il bilancio della nostra regione, ma che mira
a contemperare questi aspetti con gli aspetti di interventi di
sviluppo che sono nello stesso compresi.
Sono convinto che gli interventi in materia finanziaria, sia
quelli settoriali - come questo dell'assestamento di bilancio -
sia quello più complessivo della finanziaria, non potranno
determinare un cambio di tendenza radicale. Però si avvia un
processo che dovrà passare attraverso i nodi strutturali di cui
parlavamo prima: la riforma della formazione professionale, gli
interventi sui trasporti, sui forestali e quant'altro. Sono tanti
temi che il Governo avrà la capacità di affrontare in maniera più
razionale, programmatica e quindi ritengo che su queste sfide si
valuterà l'operato del Governo e della maggioranza.
PRESIDENTE Grazie, onorevole Dina, e congratulazioni per la
sua recente nomina a Presidente del Gruppo parlamentare UDC.
E' iscritto a parlare l'onorevole Formica. Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi la manovra di
variazione di bilancio che ci apprestiamo a varare in Aula è un
correttivo che si impone a fronte della situazione economica che
tutti conosciamo nella quale versa la nostra Regione. E' una
manovra importante che tende a rimettere in sesto la spesa della
Regione, ma che contestualmente si insinua in quel solco
programmatorio che da sempre è stato richiesto da tutti i
deputati di quest'Aula come principio cardine che deve ispirare
l'azione di qualsiasi governo. Solo attraverso una corretta
programmazione ed un'altrettanta voglia di delegificare o di
semplificare l'azione amministrativa della Regione si riesce da
un lato a massimizzare gli investimenti della Regione e
dall'altro lato a far sì che si riduca il deficit di bilancio.
I punti salienti che mi preme notare in questa manovra
sostanzialmente sono dati dall'articolo 1, la norma che riguarda
la sanità, che - come tutti sappiamo - rappresenta il deficit più
grosso nel bilancio della Regione. Basti pensare che su 14 mila
miliardi che rappresentano il bilancio dell'Assessorato della
Sanità noi contribuiamo per il 42 per cento e cioè per circa 6
mila e 500 miliardi. Non vi è chi non capisca che qualsiasi non
controllo di tale quantità di denaro va a creare un deficit
notevole.
Con l'articolo 1 si è cominciato a porre un tetto di spesa
forte nella spesa delle AUSL, prevedendo che tale tetto non può
essere sforato fino al 31 dicembre 2006, lasciando intatti gli
aggregati economici così come sono oggi, e quindi impedendo che
ci siano ulteriori spese.
Ma fatto ancor più importante per quanto riguarda il
proliferare di nuove strutture, sia in ambito ospedaliero che
extraospedaliero, privato o convenzionato, è stato previsto che
non possono essere istituiti nuovi soggetti di spesa, nuove
strutture complesse: non possono cioè essere prese decisioni che
comportano uno sforamento della spesa.
Altro aspetto importante dell'articolo 1 è quello che riguarda
la programmazione dei nuovi investimenti per quanto riguarda i
posti letto della riabilitazione, i quali vengono bloccati fino a
quando l'Assessorato regionale della Sanità non programmerà la
dislocazione territoriale degli stessi, avuto conto anche della
ripartizione provinciale. E questo è in linea con quanto si è
sempre sostenuto, e cioè che è necessaria una programmazione, e
non soltanto per tagliare le spese - perché in un comparto come
la sanità non si può parlare soltanto di tagli, essendo un
settore cruciale che dà servizi importanti alla cittadinanza - ma
anche per dare migliori servizi evitando di sprecare le risorse
che ci sono in impieghi che aumentano invece i disservizi.
Quindi, da questo punto di vista è un lavoro positivo che si
incanala nella giusta direzione, così come tutti gli altri
articoli che riguardano la semplificazione normativa e la
sburocratizzazione' di procedure che, spesso, hanno impedito in
passato di spendere correttamente i fondi della Comunità Europea
e i fondi delle leggi nazionali rimasti incagliati per cavilli
burocratici che, non si capisce perché, ancora nel 2004, oserei
dire nel 2005, ci ostiniamo a mantenere in piedi come a fare
karakiri; da un lato lamentiamo che non riusciamo a spendere i
fondi, dall'altro lato manteniamo in piedi procedure e norme che
spesso sono la causa e l'impedimento vero e reale all'utilizzo di
questi fondi.
Chi ha a cuore lo sviluppo vero della nostra Regione non può
non plaudire a queste misure.
Per il resto sono norme snelle, non appesantite da altre spese
e, quindi, ritengo che si tratta di un primo intervento che va
nel giusto senso e che sia da approvare e che, certamente, ha
l'appoggio di Alleanza Nazionale.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Misuraca. Ne ha
facoltà.
MISURACA Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono note le
vicende che hanno determinato uno slittamento dei tempi
dell'esame, da parte di questa Aula, del disegno di legge n.
898/A di assestamento di bilancio; oggi, dopo l'esame della II
Commissione, il Parlamento è chiamato a valutare, appunto, la
manovra proposta dal disegno di legge n. 917.
Prima di entrare nel merito ritengo utile argomentare e
motivare l'adesione del Gruppo di Forza Italia al provvedimento
in esame, con la consapevolezza che questa manovra interpreta e
soddisfa completamente la strategia del rigore coniugato con lo
sviluppo, trattandosi, appunto, di una manovra che è
funzionalmente collegata con il DPEF e con la prossima
finanziaria 2005 in una visione armonica e coerente con i
macrobiettivi della politica della nostra Regione.
A giudicare da alcune prese di posizione, tanto a livello
nazionale - con riferimento allo schema di finanziaria - quanto a
livello regionale - con riguardo al DPEF e all'assestamento di
bilancio - viene a galla una certa difficoltà di analisi politica
delle opposizioni a cogliere gli effetti del rigore coniugati con
lo sviluppo.
Non volendo ascrivere alla malafede dei colleghi che mi hanno
preceduto, questo insistere sull'idea dei tagli devo
necessariamente ricondurlo ad un deficit di analisi politica. E'
per questi motivi che desidero ribadire alcune considerazioni che
mi auguro possano presto divenire patrimonio comune di questa
Aula.
E' evidente che una persistente differenza negativa tra le
entrate e le uscite provoca, in apparenza soltanto, una
difficoltà di chiusura del bilancio, ma in realtà determina una
situazione molto più grave poiché sottrae risorse alla crescita e
allo sviluppo economico. Un problema questo che si accentua in
Sicilia dove la spesa pubblica non trova mai compensazione nei
flussi di spesa privata.
Come se tutto questo non bastasse, il quadro diventa davvero
perturbato quando l'azione di risanamento dei conti, invece di
puntare ad una limitazione delle spese, risulta solo orientato
alla ricerca di nuove entrate da immettere a copertura dei conti.
Il risultato ultimo è che il drenaggio di risorse che vengono
sottratte allo sviluppo diventa davvero insostenibile e protrae
nel tempo i suoi effetti nefasti colpendo anche le incolpevoli
generazioni future. E' questa - come tenterò di argomentare nel
corso del mio intervento - la strada scelta con la manovra di
assestamento di bilancio.
Su questa chiave di lettura, circa l'opportunità di ricercare
il rigore della spesa, in realtà non ci potrebbero e non ci
dovrebbero essere differenze di analisi politica; purtroppo i
fatti dimostrano che la frattura è qualche volta ideologica, nel
senso che il partito della spesa è sempre in agguato.
Nei giorni scorsi su uno dei principali quotidiani, il Corriere
della Sera, si è svolto un dibattito aperto, acceso, tra un noto
opinionista, il professore Angelo Panebianco, ed il Presidente
del Consiglio; il tema riguardava la riduzione della spesa ed il
conseguente utilizzo delle risorse così recuperate per ridurre le
tasse.
Ora a me sembra, cari colleghi dell'opposizione, che l'abitino
realizzato con le argomentazioni del prof. Panebianco risulti
fatto proprio su misura per voi. Le sinistre, infatti,
interpretano per definizione il partito della spesa , nella
erronea quanto infondata convinzione che la funzione del soggetto
pubblico sia quella di interferire in ogni momento della vita,
dalla culla alla tomba, come ebbe a dire un vostro ideologo.
Dare un euro ad un'impresa attraverso un contributo o darlo
attraverso una riduzione di pari importo delle tasse sembra, a
prima vista, un'operazione neutra per l'erario. In realtà, si
tratta di un percorso completamente diverso, che vede
l'assegnazione dei contributi risultare molto più lenta, molto
più distorsiva e, principalmente, molto più costosa dell'analogo
taglio delle tasse.
Sarebbe, quindi, ora che si mettessero da parte certe posizioni
economicamente insostenibili e politicamente obsolete per
ricercare, pur nelle diversità, almeno un pizzico di coerenza, di
corretta analisi dei fatti.
Se poi le misure individuate e proposte dalla maggioranza non
trovano il gradimento delle opposizioni, nulla da ridire, ma
smettiamola di coprire il sole con la rete quando l'evidenza non
lascia spazio all'ingegneria politica.
Passando al merito della manovra presentata, desidero muovere
dei temi della Sanità: è nota la dimensione e la complessità del
problema, ed è noto altresì che gli spazi di manovra risultano
piuttosto angusti in considerazione del fatto che l'infelice
scelta di un Governo di centrosinistra ha scaricato sul bilancio
della Regione una quota troppo alta della spesa, ma anche in
considerazione del fatto che alcuni importanti capitoli di spesa,
come i contratti di lavoro del settore e la spesa farmaceutica
vengono decisi fuori dalla Sicilia pur lasciandone qui i
conseguenti oneri.
Nella manovra di assestamento passano, tuttavia, almeno due
importanti principi evidenziati anche dai colleghi della
maggioranza che mi hanno preceduto: la fissazione di una data
certa per il conseguimento di un equilibrio finanziario e la
scelta di individuare nella legge finanziaria la sede tecnica per
il ripiano dei disavanzi.
Si avvia così un percorso virtuoso destinato a mettere al
riparo il bilancio della Regione dal pericolo di nuovi disavanzi.
Va doverosamente osservato che la spesa sanitaria, prima che un
problema di bilancio, rappresenta un importante snodo per la
qualità della vita dei siciliani.
E' per questo che il Gruppo di Forza Italia guarda con favore
alla scelta, ad esempio, di consentire la nascita di nuove
strutture ambulatoriali in regime di attività libero-
professionali, così salvaguardando la possibilità di far crescere
la qualità dell'offerta sanitaria senza, peraltro, arrecare
pregiudizio all'erario pubblico.
Mi piace sottolineare, poi, che l'intervento previsto per
assicurare all'Ente Fiera del Mediterraneo la garanzia sul mutuo
da parte della Regione, segue e non precede un sostanziale
programma di risanamento e sviluppo.
L'azione costante e rigorosa del Commissario ha, infatti, già
permesso di eliminare debiti - e lo dico ai colleghi di
maggioranza e di opposizione - per circa 2 milioni e mezzo di
euro, senza trascurare, allo stesso tempo, una strategia
aggressiva per il riposizionamento imprenditoriale della Fiera
del Mediterraneo.
E' con soddisfazione che registro, pur nel difficile contesto,
la prima semestrale di bilancio attiva della Fiera fin dal 1996.
Passando poi a considerare la questione dei Confidi inserita nel
disegno di legge che stiamo trattando e, più in generale, la
questione dell'accesso al credito da parte delle imprese,
desidero sottolineare l'opportunità e l'utilità di introdurre -
come si fa con l'articolo 5 - misure idonee a migliore la
funzionalità dei Consorzi di garanzia collettiva dei fidi
estendendone, al contempo, l'operatività ad importanti segmenti
dell'economia imprenditoriale siciliana, quali rappresentano
commercianti ed artigiani.
Resta, tuttavia, alta la nostra attenzione sul tema più
generale del credito. L'avvicinarsi di Basilea 2000 , con la
conseguente introduzione dei rating, non rappresenta infatti un
buon viatico per le piccole e medie imprese siciliane, afflitte,
il più delle volte, da gravi problemi di sottocapitalizzazione.
Già in sede di dibattito la scorsa settimana sul DPEF, avevo
posto all'attenzione dell'Aula le valutazioni del Gruppo di Forza
Italia su questi delicati meccanismi. A monte di qualsiasi altra
ipotesi di intervento collocherei, infatti, l'introduzione di
misure concrete per innescare un processo di ricapitalizzazione
delle imprese locali; dopo di che si potranno esaminare e
fronteggiare gli altri problemi di rapporto delle imprese con il
mondo delle banche.
Come ho sottolineato anche in sede di approvazione del DPEF
2005, credo che compito primario della politica sia quello di
promuovere e favorire il confronto tra le parti.
Non è più tempo di braccio di ferro tra banche ed imprese, non
serve arroccarsi sulle posizioni note e consolidate.
In questa direzione può essere risolutiva l'azione del Governo
e del Parlamento. Qui mi limito a sottolineare che le nostre
imprese sono il più delle volte sottocapitalizzate ed affidano
esclusivamente al credito bancario il finanziamento della loro
attività. Peraltro verso, le banche indugiano ancora in un
modello di erogazione dei crediti più sensibile al sistema di
garanzie che non alle prospettive di redditività degli
investimenti da finanziare.
E' d'obbligo tuttavia guardare alle questioni sul tappeto con
concretezza e, se serve, anche con spirito autocritico.
Innanzitutto non lesino al mio Gruppo e all'intera maggioranza
una critica sulla riduzione di circa 16 milioni di euro dei
contributi ai fondi partecipativi utili alle imprese per
contrastare il fenomeno della sottocapitalizzazione. Si tratta di
una misura che va in controtendenza rispetto ai nostri propositi,
ma si tratta però di una misura, spero, a tempo con effetti molto
contenuti per le imprese, limitata a questo scorcio di esercizio
e che ci impegniamo a riconsiderare in sede di finanziaria.
Si fa poi un gran parlare dei Confidi. A queste strutture noi
attribuiamo una funzione centrale. Non si può tacere però che i
fidi erogati con l'intervento dei Consorzi non raggiungono
neanche lo 0,50% dei prestiti totali erogati dal sistema
bancario. Dobbiamo quindi interrogarci sulla validità della
formula della garanzia collettiva. Se, come pensiamo noi di Forza
Italia, lo strumento dei Confidi è quello giusto, occorre
immaginare misure ed iniziative per dotare i Confidi di un
congruo fondo rischi e metterli comunque nelle condizioni di
incidere realmente sulla erogazione del credito bancario nella
nostra Isola.
Tra le iniziative di portata strategica del provvedimento in
esame, rientra di diritto la scelta di uno o più Advisor per la
valorizzazione del patrimonio immobiliare della Regione, per
proseguire la privatizzazione degli enti e delle aziende
regionali e per la individuazione di strumenti della finanza
innovativa che diano corpo ad un bilancio moderno, agile e
rappresentativo. In questo senso fortemente auspichiamo che tutti
i Dipartimenti regionali conseguano, entro il primo gennaio 2006,
l'importante obiettivo di adottare la contabilità economico-
patrimoniale in aggiunta alla contabilità finanziaria; si tratta,
senza ombra di smentita, di una misura rilevante per
l'introduzione di un moderno piano dei conti nella nostra
Regione.
Ma, tornando alla figura dell'Advisor, desidero sottolineare
come un apporto di qualificate professionalità esterne sia del
tutto coerente con la linea del rigore nello sviluppo. Mettere,
ad esempio, a reddito il patrimonio della Regione consente,
infatti, di liberare risorse aggiuntive per lo sviluppo e di
mettere fine alla odiata prassi di considerare quasi come un
inutile orpello i beni della collettività che, invece, proprio
perchè tali, devono essere finalizzati al soddisfacimento di
quella stessa collettività
Il Gruppo di Forza Italia considera, inoltre, di valenza
strategica l'introduzione di misure per velocizzare gli
interventi di recupero nel centro storico di Palermo e - mi
rivolgo ai colleghi eletti in provincia di Palermo - indicando
che al di là del fatto che si tratta del più grande centro
storico d'Italia ed al di là del fatto che la città paga ancora
oggi la infelice scelta di appesantire con misure anacronistiche
il recupero del centro storico palermitano, la misura si ascrive
appunto a quei principi di semplificazione e velocizzazione
procedurali che rappresentano la missione di Forza Italia.
Desidero poi richiamare, a nome del mio Gruppo, la questione
dell'impiego dei fondi ex articolo 38; è appena il caso di
ricordare che il senso della misura statutaria dell'articolo 38 è
quello di apportare fondi aggiuntivi per favorire il recupero del
ritardo dello sviluppo della Sicilia rispetto alle altre parti
del Paese; e ciò attraverso il finanziamento di infrastrutture
pubbliche.
Il fabbisogno da colmare è talmente grande da imporre una
scelta ragionata e politicamente condivisa delle priorità di
intervento. Proseguire sulla strada del finanziamento di
iniziative a stralcio rischia, invece, anche a prescindere dalla
valutazione delle singole iniziative, un impiego non felice dei
fondi ed un loro uso non coerente con le priorità da individuare.
D'altra parte, come è emerso anche nel dibattito sul DPEF,
l'investimento in infrastrutture pubbliche riduce
significativamente il gap della Regione. Ricordo che una puntuale
stima di fonte confindustriale quantifica in almeno 25 posti di
lavori la ricaduta immediata di ogni milione di euro investito
nelle opere pubbliche. E voglio sottolineare che qui si parla di
lavoro reale
Per la individuazione delle priorità è l'intero Governo che
deve dare indicazioni, assumendosi la responsabilità politica
delle proprie scelte.
Si impone, quindi, che la giunta di governo si riappropri del
diritto-dovere di stilare un piano per la definitiva fissazione
delle modalità di utilizzo dei fondi ex articolo 38.
In definitiva, la manovra che viene sottoposta al vaglio del
Parlamento siciliano risolve alcuni importanti temi e pone le
premesse per affrontare in sedi diverse altri temi.
Si tratta comunque di un provvedimento di portata strategica,
che avvia nei fatti il risanamento del bilancio della Regione
senza pregiudizio alcuno per il livello dei servizi per i
cittadini.
Forza Italia punta con determinazione al risanamento dei conti
con una logica che persegue la fine degli sperperi e la
disponibilità di risorse aggiuntive per lo sviluppo.
Proseguendo il percorso virtuoso, avviato con il DPEF 2005,
chiediamo oggi a quest'Aula di collocare un altro importante
tassello del mosaico che dovrà comporre il nuovo corso della
Sicilia; a questo seguirà presto la più articolata manovra della
legge finanziaria, ma andiamo comunque avanti con una manovra
integrata, nella quale ogni iniziativa si riconduce e si lega con
il filo rosso del percorso virtuoso e finalizzato.
Nell'annunciare il voto favorevole del Gruppo di Forza Italia,
auspico la convergenza delle forze alleate, e non senza un
pizzico di ottimismo, spero che anche l'opposizione possa
risultare, nelle differenze dei ruoli, attenta ai temi
sostanziali della manovra senza indulgere nella politica a tiro
breve e a corto respiro.
Concludo con una notazione di merito: la manovra di
assestamento comporta una riduzione di spesa a carico di diversi
capitoli di bilancio per circa 574 milioni di euro, cui si
aggiungono maggiori entrate per 174 milioni di euro. In complesso
si tratta di una manovra, onorevole Assessore, come lei qui ci ha
rappresentato, di 747 milioni di euro, che permette prima di
tutto la copertura del disavanzo della sanità per quasi 900
miliardi di vecchie lire.
Tuttavia, la scelta di coprire il disavanzo con il ricorso
quasi esclusivo alla riduzione di altre spese e non invece con
l'ostinata ricerca di nuove entrate, rappresenta, da parte del
suo Governo, un segno eloquente del nuovo corso della politica
regionale, sottolinea una maggiore attenzione per l'economia e
non penalizza le generazioni future. Ogni euro sottratto ai
contribuenti per risanare il deficit di bilancio è un euro in
meno da destinare allo sviluppo.
Concluderei, signor Presidente, onorevoli colleghi, dicendo che
ogni euro in meno per lo sviluppo rappresenta un pedaggio
inaccettabile per l'economia ed il futuro di quest'Isola.
A nome del Gruppo parlamentare che rappresento ribadisco il
voto favorevole al disegno di legge.
TUMINO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Onorevole Tumino, le iscrizioni a parlare si sono
chiuse dopo il primo intervento; tuttavia se vuole potrà
intervenire in sede di discussione dell'articolo 1.
TUMINO Interverrò domani in sede di discussione dell'articolo
1.
PRESIDENTE Non avendo alcun altro deputato chiesto di
parlare, pongo in votazione il passaggio all'esame degli articoli
del disegno di legge n. 917/A.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunicazione di apposizione di firma alla mozione n. 310
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, comunico che l'onorevole
Sebastiano Sbona ha chiesto di apporre la propria firma alla
mozione n. 310 Misure da proporre al Consiglio dei Ministri a
salvaguardia dell'economia siciliana .
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Riprende la discussione del disegno di legge n. 917/A
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, comunico che è stato
presentato l'ordine del giorno numero 442 Possibilità, anche per
il Comune di Acicatena, di acquisizione di una quota azionaria
nella costituenda Società per azioni dell'Azienda termale di
Acireale , degli onorevoli Nicotra, Segreto, Amendolia, Basile e
Lo Curto.
Comunico altresì che l'onorevole Nicola Leanza ed il
sottoscritto vi hanno apposto la firma.
L'Assemblea ne prende atto.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, confermo che il termine per la
presentazione degli emendamenti è fissato per la giornata di
domani alle ore 11.00 e che alle ore 12.00 si terrà una riunione
informale della II Commissione per un preventivo esame degli
emendamenti.
La seduta è pertanto rinviata a domani, mercoledì 6 ottobre
2004, alle ore 17.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Fleres
I - Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) Misure finanziarie urgenti. Assestamento del bilancio della
Regione e del bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali della
Regione siciliana per l'anno finanziario 2004. (n. 917/A)
(Seguito)
2) Schema di progetto di legge costituzionale da proporre, ai
sensi dell'articolo 18 dello Statuto, al Parlamento nazionale,
recante Modifiche allo Statuto della Regione.' (nn. 580-472-578-
602-652/A) (Seguito)
III - Discussione unificata delle mozioni:
N. 305 "Definizione di una linea comune per proporre al
Consiglio dei Ministri necessarie ed urgenti modifiche della
manovra finanziaria a tutela dell'economia siciliana", degli
onorevoli Speziale, Cracolici, Capodicasa, Crisafulli, De
Benedictis, Giannopolo, Oddo, Panarello, Villari, Zago;
N. 309 "Interventi in favore del sistema economico e
imprenditoriale della Sicilia", degli onorevoli Misuraca,
Confalone, Mercadante, Baldari, Fleres;
N. 310 "Misure da proporre al Consiglio dei Ministri a
salvaguardia dell'economia siciliana", degli onorevoli Formica,
Mercadante, Dina, Basile, Infurna, Sbona.
IV - Elezione delle Commissioni legislative permanenti e della
commissione per l'esame delle questioni concernenti l'attività
dell'Unione Europea.
La seduta è tolta alle ore 19.30.
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 21.30
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott. Giovanni Tomasello