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Resoconto d'Aula della Seduta n. 241 di mercoledì 06 ottobre 2004
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   Presidenza del vicepresidente Fleres


    BURGARETTA  APARO, segretario, dà lettura del processo  verbale
  della  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si
  intende approvato.

                               Congedo

    PRESIDENTE   Comunico  che  l'onorevole  Leontini  ha   chiesto
  congedo per la seduta odierna.

   L'Assemblea ne prende atto.

          Comunicazione relativa alla raccolta di firme per
                             referendum

    PRESIDENTE   Comunico  che  in  data  27  settembre   2004   la
  segreteria  della Commissione per i procedimenti  referendari  ed
  iniziativa   legislativa  ha  raccolto   e   preso   atto   della
  dichiarazione  resa da 27 cittadini, elettori della  Regione,  di
  voler  promuovere  la raccolta delle firme per  la  richiesta  di
  referendum regionale, ex articolo 17 bis dello Statuto,  relativa
  al testo di legge approvato dall'Assemblea regionale siciliana, a
  maggioranza assoluta, in data 5 agosto 2004, recante:  Norme  per
  l'elezione  diretta  del  Presidente della  Regione  siciliana  a
  suffragio  universale  e  diretto.  Nuove  norme  per  l'elezione
  dell'Assemblea  regionale  siciliana.  Disposizioni   concernenti
  l'elezione dei consigli comunali e provinciali , pubblicato nella
  Gazzetta ufficiale della Regione siciliana del 24 settembre 2004,
  n. 40.

                     Annunzio di interrogazioni

    PRESIDENTE     Comunico   che   è   pervenuta    la    seguente
  interrogazione con richiesta di risposta orale:

      -N. 1861 - Interventi al fine di rivedere il progetto per il
        riadattamento della strada di collegamento Corleone-Marineo
        predisposto dall'ANAS.
  -Presidente Regione
  -Assessore Territorio
  -Assessore Beni Culturali
  -Firmatario: Ferro Giovanni

   L'interrogazione testè annunziata è stata inviata al  Governo  e
  verrà iscritta all'ordine del giorno per essere svolta al proprio
  turno.
   Comunico che è stata presentata la seguente interrogazione   con
  richiesta di risposta scritta:

      -N. 1862 - Richiesta di ispezione contabile ed amministrativa
        presso la Fondazione Teatro Massimo di Palermo.
  - Presidente Regione
  -Assessore Turismo
  -Firmatario: Ferro Giovanni

   L'interrogazione testè annunziata è stata inviata al Governo.

        Comunicazione di nomina di componente di commissione

    PRESIDENTE   Comunico  che, con decreto n. 405  del  6  ottobre
  2004,   su   designazione   del  Gruppo  parlamentare   dell'UDC,
  l'onorevole  Antonino Dina è stato nominato componente  della  II
  Commissione  legislativa permanente  Bilancio ,  in  sostituzione
  dell'onorevole  Cintola, nominato Assessore  regionale.

                           "Il  Presidente

   Considerato  che,  a  seguito  della  sua  nomina  ad  Assessore
  regionale,   l'onorevole  Salvatore  Cintola  è   automaticamente
  decaduto,  ai  sensi  del  comma  2  dell'articolo  37  bis   del
  Regolamento  interno,   dalla carica  di  componente   della   II
  Commissione  legislativa permanente "Bilancio";

   considerato che occorre procedere alla relativa sostituzione;

   vista   la   designazione   del  gruppo   parlamentare    Unione
  democraticacristiana e di centro , al quale l'onorevole Salvatore
  Cintola   appartiene;

   visto il Regolamento interno dell'Assemblea,

                               decreta

   l'onorevole  Antonino  DINA   è  nominato  componente  della  II
  Commissione  legislativa permanente  Bilancio ,  in  sostituzione
  dell'on.le Salvatore Cintola, nominato Assessore  regionale.

   Il presente decreto sarà comunicato all'Assemblea."

   Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.

       Seguito della discussione del disegno di legge "Misure
   finanziarie urgenti. Assestamento del bilancio della Regione e
   del bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione
           siciliana per l'anno finanziario 2004" (917/A)

    PRESIDENTE   Si passa al punto secondo all'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede  con  il seguito della discussione  del  disegno  di
  legge  "Misure  finanziarie  urgenti. Assestamento  del  bilancio
  della Regione e del bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali
  della  Regione  siciliana  per l'anno finanziario  2004"  (917/A)
  posto al numero 1).
   Onorevoli   colleghi,  poiché  la  Commissione    Bilancio'   ha
  completato  soltanto da pochi minuti l'esame, sia pure informale,
  degli emendamenti presentati e gli uffici stanno predisponendo le
  copie  del relativo fascicolo, come normalmente accade  in  Aula,
  ritengo  utile sospendere la seduta per consentire che il  lavoro
  possa  essere  ultimato, in modo tale che alla ripresa,  prevista
  per le ore 19.00, si possa avviare l'esame dell'articolato.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                       Sull'ordine dei lavori

    LIOTTA  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LIOTTA   Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono  costretto
  a rinnovare le perplessità che ieri l'onorevole Ferro, all'inizio
  della  seduta,  aveva esplicitato. Ci troviamo  nella  situazione
  ambigua  per cui lei ci ha testè comunicato che è stata  attivata
  la  procedura referendaria sulla legge elettorale, e tuttavia, da
  notizie  di  stampa,  che peraltro continuano  a  susseguirsi  in
  maniera  molto confusa e articolata, apprendiamo che la soluzione
  circa l'ipotesi referendaria, l'eventuale stralcio del Titolo  II
  della legge, non è ancora individuata o, comunque, non ci è  dato
  conoscerla.
   Ieri avevamo chiesto che ci fosse un momento, possibilmente  nel
  corso della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, in
  cui  la  Presidenza  di questa Assemblea riferisse  all'Aula  sui
  possibili percorsi di soluzione di questo problema.
   Faccio notare che ogni giorno che passa, stante così le cose,  è
  un  giorno  che  viene  sottratto alla raccolta  delle  firme  e,
  quindi,  una  diminuzione  dei  diritti  democratici  di  chi  ha
  proposto il referendum.

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  per  quanto  risulta   alla
  Presidenza,  è  stata  individuata, con la  collaborazione  degli
  Uffici  competenti, di illustri costituzionalisti e del  Governo,
  una soluzione che, probabilmente, verrà sottoposta all'Aula nelle
  prossime  ore e che dovrebbe risolvere il problema senza limitare
  -   lo   dicevo  ieri  nell'intervento  svolto  a  seguito  delle
  dichiarazioni dell'onorevole Ferro -, né la libertà  referendaria
  da  parte  dei  cittadini, né il percorso seguito fino  a  questo
  momento   dall'Aula,   né   la   prerogativa   dell'Aula   stessa
  relativamente  alle competenze che riguardano  materie  contenute
  nella  legge  cui  lei fa riferimento e che, tuttavia,  non  sono
  sottoponibili a referendum.
   Dunque, onorevoli colleghi, nelle prossime ore credo che  l'Aula
  verrà  chiamata a pronunziarsi su un'ipotesi che il  Governo  sta
  elaborando  e  che non appena pronta sarà, ovviamente,  posta  in
  discussione come qualunque altro argomento.
   Onorevoli colleghi sospendo la seduta, avvertendo che la  stessa
  riprenderà alle ore 19.00.

    (La seduta, sospesa alle ore 18.04, è ripresa alle ore 19.30)

   La seduta è ripresa.

                               Congedo

    PRESIDENTE   Comunico  che  l'onorevole  D'Aquino  ha   chiesto
  congedo per la seduta odierna, per motivi istituzionali.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


       Seguito della discussione del disegno di legge  Misure
        finanziarie urgenti. Assestamento del bilancio della
     Regione e del bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali
     della Regione siciliana per l'anno finanziario 2004 (917/A)

    PRESIDENTE  Si riprende la discussione del disegno di legge  n.
  917/A   Misure  finanziarie  urgenti. Assestamento  del  bilancio
  della Regione e del bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali
  della Regione siciliana per l'anno finanziario 2004 .
   Invito  i  componenti  la II Commissione legislativa  permanente
   Bilancio' a prendere posto al banco delle Commissioni.
   Ricordo  che  la  discussione  del  disegno  di  legge  si   era
  interrotta  nella  seduta  n. 240 del 5  ottobre  2004,  dopo  la
  chiusura   della   discussione  generale  e  l'approvazione   del
  passaggio all'esame degli articoli.
   Invito il deputato segretario a dare lettura dell'articolo 1.

    BURGARETTA APARO  , segretario:

                              Articolo 1
          Misure straordinarie per il pareggio di bilancio
        delle aziende unità sanitarie locali e delle aziende
                             ospedaliere

  1. L'Amministrazione regionale è tenuta a conseguire, entro il 31
    dicembre 2006, l'equilibrio economico-finanziario nel settore
    sanitario con la progressiva riduzione dei disavanzi a decorrere
    dal presente esercizio.
  2. Al ripiano dei disavanzi delle aziende unità sanitarie locali
    e delle aziende ospedaliere si provvede annualmente con la legge
    finanziaria regionale sino al raggiungimento dell'equilibrio
    economico-finanziario previsto al comma 1.
  3. Per l'anno 2004 alla copertura del disavanzo dell'assistenza
    farmaceutica convenzionata regionale derivante dalla necessità di
    assicurare la continuità assistenziale si provvede con la legge
    finanziaria regionale, con le modalità fissate dal decreto legge
    24 giugno 2004, n. 156 relativamente alla quota a carico del
    Servizio sanitario nazionale.
  4.  Per  le  medesime finalità, per il triennio  2004-2006,
    l'ammontare degli aggregati economici previsti dall'articolo 25
    della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4 e successive modifiche
    ed integrazioni non può superare, relativamente all'assistenza
    ospedaliera    convenzionata   ed     alla  specialistica
    convenzionata  esterna,  il  tetto  di  spesa fissato  con
    decreto  interassessoriale n. 3787 del 13 luglio 2004.
  5.   Possono  essere  rilasciate  dagli  organi  competenti
    autorizzazioni sanitarie per l'esercizio di nuove strutture
    ambulatoriali purché in regime di  attività libero-professionali.
    L'autorizzazione non dà diritto ad alcun tipo di  accordo
    contrattuale ex articolo  8  quinquies del  decreto  legislativo
    30 dicembre 1992, n. 502 e successive modifiche ed integrazioni e
    non costituisce titolo giuridico per l'erogazione di prestazioni
    a carico del Servizio sanitario nazionale.
  6. E' fatto divieto alle aziende unità sanitarie locali, alle
    aziende ospedaliere ed alle strutture in regime di accreditamento
    provvisorio  ed  alle strutture sanitarie  in  regime  di
    sperimentazione gestionale, nonché alle strutture private che a
    qualunque titolo hanno rapporti con il servizio sanitario
    regionale di istituire, sino al 31 dicembre 2006, nuove unità
    operative complesse, ambulatori e servizi. Possono essere
    autorizzate nuove unità operative semplici purché non  si
    determini aumento di posti letto né maggiori oneri. Nuove
    istituzioni di unità complesse possono essere finanziate dai
    risparmi di spesa conseguiti con la contestuale soppressione di
    altre unità operative, ambulatori e servizi preesistenti e nel
    limite massimo del 90% di tali risparmi. Tali nuove strutture
    possono essere autorizzate previa verifica di compatibilità
    sull'offerta sanitaria dei servizi e delle strutture esistenti
    nel bacino di riferimento.
  7.  Le  procedure  volte alla emissione  dei  provvedimenti
    autorizzativi per le strutture per nuovi posti letto per post
    acuti, riabilitazione e lungo degenza di cui all'articolo 3,
    comma  4,  della  legge 16 novembre 2001,  n.  405,  sono
    temporaneamente sospesi fin tanto che la Regione, sulla scorta di
    indirizzi programmatori già stabiliti con la delibera di Giunta
    n.  135/2003  provvederà, previo parere vincolante  della
    Commissione legislativa  Servizi sociali e sanitari', alla
    specifica programmazione di settore riferita alle strutture
    predette.
  8. Al fine di assicurare l'appropriatezza delle prestazioni, con
    decreto dell'Assessore regionale per la sanità viene determinata,
    entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge,
    la percentuale di decurtazione da applicare alla remunerazione
    dei D.R.G. (Diagnosys Related Group) ad elevato rischio di
    inappropriatezza, ferma restando la non remunerabilità delle
    prestazioni inappropriate.
  9. Ferme restando le disposizioni di cui all'articolo 29, comma
    4, della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, per il ripiano
    definitivo dei disavanzi delle aziende unità sanitarie locali e
    delle aziende ospedaliere relativi all'anno 2003 è autorizzata,
    per l'esercizio finanziario 2004, la spesa di 460.000 migliaia di
    euro (UPB 10.2.1.3.2, capitolo 413333).

    PRESIDENTE   Comunico  che  sono stati  presentati  i  seguenti
  emendamenti:

      -dal Governo: 1.1;
  -dagli onorevoli Capodicasa,  Speziale e Cracolici: 1.3, 1.2 e
  1.4;
  -dagli onorevoli Villari e Panarello: 1.5.

   E' aperta la discussione generale sugli emendamenti.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  onorevole
  Assessore, intervengo sugli emendamenti, che recano la firma  dei
  deputati  dei Democratici di sinistra, relativamente all'articolo
  1  che è l'articolo chiave, in qualche modo, di questa manovra di
  variazione  che  ha  l'obiettivo, da un  lato,  di  ripianare  le
  perdite  e  il  disavanzo delle Aziende fino al 31 dicembre  2006
  senza, però, che questo stesso disavanzo - che sappiamo esserci -
  si  muove in una logica di riduzione prevista per legge. In altri
  termini, con esso affermiamo, in linea di principio, che tutto il
  disavanzo che si produrrà da qui al 31 dicembre 2006 sarà coperto
  con  i fondi propri della Regione. Dall'altro lato, questa è  una
  misura che si pone l'obiettivo del contenimento con una serie  di
  strumenti  e  previsioni  legislative  che,  però,  rischiano  di
  essere,  ancora  una volta, norme di mera declarazione,  di  mero
  principio,  che  poco avranno a che fare e che poco  risulteranno
  incisive, nella reale situazione che si è determinata nel  tempo,
  ma  in  particolare in questi ultimi anni, su  alcune  parti  del
  disavanzo che si è creato nel sistema sanitario.
   Vorrei  ricordare all'Assessore per il bilancio  che  una  delle
  componenti  del disavanzo stesso è la gestione degli oneri,  cioè
  l'assenza di liquidità che determina una condizione surreale  per
  cui circa 300 miliardi l'anno delle vecchie lire, che gravano sul
  disavanzo   del   sistema  sanitario,  sono,  in  realtà,   oneri
  finanziari che vengono pagati, sia per la quota interessi  che  -
  cosa assai singolare - per la gestione delle pendenze giudiziarie
  a  seguito di decreti ingiuntivi emessi nei confronti delle  AUSL
  stesse.
   Quindi,  in  questa manovra non si ha comunque  un  elemento  di
  certezza  sulla  parte che riguarda i trasferimenti  con  cadenza
  fissa  per  le  Aziende  stesse, tale da  determinare  una  delle
  ragioni del disavanzo del sistema.
   Così  come  il settore della farmaceutica sul quale  -  come  ho
  letto  anche stamani - dopo alcune dichiarazioni fatte in  questi
  giorni   con  l'obiettivo  non  ho  capito  bene  se  di   natura
  propagandistica o di natura, come dire, di seria azione sul piano
  amministrativo, si è sostenuto tutto e il contrario di tutto:  in
  primo  luogo, soprattutto a seguito del voto che si era consumato
  in  questa Aula nella precedente sessione in cui abbiamo trattato
  parte  di  questa variazione di bilancio, quando l'Aula  approvò,
  con  un  emendamento, l'esenzione per gli ultra sessantacinquenni
  dal  pagamento dei ticket. Ebbene, il Governo, in questi  giorni,
  ha  prima  affermato che intende aumentare la soglia di esenzione
  e,  contemporaneamente, ha fatto una duplice dichiarazione: da un
  lato,    l'estensione   -   anche   ai   farmaci    generici    -
  dell'introduzione del ticket e, inoltre, il raddoppio del  ticket
  stesso  per  i  farmaci  cosiddetti non  generici,  per  tutti  i
  farmaci.
   Siamo  quindi  davanti  ad una visione un  po'  contraddittoria,
  confermata  dalle dichiarazioni rese qualche giorno addietro  dal
  Presidente  della  Regione,  secondo  cui  sarebbe  volontà   del
  Governo  aumentare  l'esenzione rispetto  all'attuale  soglia  di
  7.000 euro, secondo la valutazione ISEE.
   Credo  allora  che  questo Parlamento non possa  che  confermare
  quanto  ha già voluto introdurre con l'emendamento che riguardava
  l'esenzione dei sessantacinquenni dal ticket stesso e credo però,
  con  altrettanta nettezza, che quest'Aula debba mettere un  punto
  ed evitare il gioco ballerino delle cifre, a differenza di quanto
  si stabilisce ogni mese, almeno dal punto di vista dei comunicati
  stampa,  senza  che poi nulla si faccia sul piano amministrativo:
  il  balletto  delle  cifre  è tale che la  cosiddetta  soglia  di
  esenzione,  un  giorno è 8.000, un altro giorno  è  8.500,  forse
  domani  sarà 9.000. Noi riteniamo che debba essere fissata  dalla
  legge, in maniera tale che tutti i siciliani ne avranno certezza,
  fermo  restando  che,  come molti di voi sanno,  ritengo  che  il
  ticket  sia  uno strumento non idoneo ad affrontare  il  problema
  della  spesa sanitaria, soprattutto nel settore farmaceutico.  Ma
  fissare  detta soglia con legge, almeno, determina una condizione
  di  certezza  che stabilisce con nettezza che tutti  i  cittadini
  siciliani, al di sotto di una certa cifra, lo ribadisco,  fissata
  dalla  legge  e non dalla volubilità, chiamiamola così,  che  può
  determinarsi  con  l'emanazione di singoli decreti,  ebbene,  che
  tutti  i  cittadini  siciliani, al di  sotto  di  quella  soglia,
  saranno esenti dal pagamento del ticket stesso.
   Con  questi emendamenti poniamo dunque due obiettivi: il  primo,
  di   estensione   universale  per  la  categoria  degli   anziani
  ultrasessantacinquenni, cioè, così come ha votato l'Aula nel mese
  di  agosto;   il  secondo, che individua una  congrua  fascia  di
  esenzione,  altrimenti  cadremmo  nel  ridicolo,  perché   questo
  Governo si è già accorto che la soglia di esenzione a 7.000  euro
  è  una  cifra  iniqua che fa pagare quelli che  noi  consideriamo
  povera  gente  sul  piano  reddituale, cioè  al  di  sotto  della
  cosiddetta  soglia  minima  prevista  dalle  leggi  dello  Stato.
  Ebbene,  per  i  cittadini che sono al di sotto di quella  soglia
  minima,  abbiamo introdotto con decreto una norma  che  fa  pagar
  loro il ticket
   Allora  si stabilisca che la soglia minima è almeno 10.000  euro
  di  reddito ISEE - parliamo di 20 milioni delle vecchie  lire  -,
  ciò  significa un reddito mediamente al di sotto di un milione  e
  mezzo al mese per nucleo familiare, reddito che, com'è noto,  non
  credo  possa  costituire una fonte di ricchezza media:  parliamo,
  infatti,  di  una condizione di forte disagio sociale  perché  ci
  riferiamo  a  nuclei familiari in cui, con meno di un  milione  e
  mezzo delle vecchie lire al mese, si deve gestire tra l'altro  il
  pagamento  dell'affitto  e le condizioni  di  difficoltà  saranno
  maggiori  se, magari, si hanno anche dei figli da mantenere  agli
  studi...
   Infine,  mi  riferisco ad uno dei nodi da noi affrontati,  nella
  consapevolezza  che  questo testo contenga  un  passo  in  avanti
  rispetto  a  quanto  era  stato proposto  con  la  variazione  di
  bilancio  che  il  Governo aveva proposto all'Aula,  non  tenendo
  conto della volontà manifestata in questa stessa Aula, ad esempio
  sulla  vicenda  della  riabilitativa : ovvero -   mi  rivolgo  ai
  colleghi  che, forse, non seguendo la materia della  sanità,  non
  conoscono  i   meccanismi  che  regolano  l'accreditamento  o  il
  preaccreditamento   in   Sicilia,   ebbene,   il   decreto    sul
  preaccreditamento varato nel 2002, stabiliva che potevano  essere
  preaccreditati tutti coloro che operavano fino a quella  data  e,
  inoltre, anche coloro che versavano in regime di  indiretta .
   C'erano  poi  due norme cosiddette  aperte , una che  riguardava
  l'oncologia  specialistica (che in Sicilia riguardava,  o  voleva
  farlo, la possibilità di estendere il regime di preaccreditamento
  anche  a una azienda, ad una ditta come quella di Bagheria,  cioè
  al  famigerato  Centro oncologico), la seconda che stabiliva  che
  per  il   settore  della  riabilitazione della  lungodegenza,  il
  sistema  del  preaccreditamento restava aperto nei  limiti  della
  riorganizzazione  della rete ospedaliera che,  da  lì  a  qualche
  settimana, avrebbe dovuto andarsi a realizzare.
   Questa  norma, oggi qui contenuta, in qualche modo, sospende  il
  procedimento autorizzativo.
   Voglio  dire all'Assessore, che il termine  sospende  vuol  dire
  che  non si danno nuove autorizzazioni e nuovi preaccreditamenti,
  poiché  le  norme  in  Sicilia non sono importanti  per  come  si
  scrivono, ma, soprattutto, per come vengono interpretate  Ebbene,
  non  vorrei  che  qualcuno, nell'interpretare la  norma  inserita
  dalla  Commissione Sanità nel modificare il testo presentato  dal
  Governo,   volesse   intendere  per   autorizzazione   le   nuove
  autorizzazioni,  non contemplando coloro che  hanno  ricevuto  le
  stesse,  anche se non ancora attuate nel regime della nuova  rete
  ospedaliera, intendendo questi ultimi centri come preaccreditati.
   Io  credo  che,  da  questo punto di vista, deve  essere  chiaro
  l'intendimento che la Commissione Sanità ha voluto manifestare.
   Signor   Presidente,  onorevole  Assessore,  ho  presentato   un
  emendamento  che  spero il Governo, a scanso di equivoci,  voglia
  approvare  in  quanto  lo stesso chiarisce  nettamente  la  ratio
  della  norma  senza  possibilità di difformi  interpretazioni.  E
  cioè,   poiché stiamo approvando una norma che ha come  obiettivo
  il  contenimento  della  spesa, fino al 31  dicembre  2006,  sono
  sospese    incondizionatamente    le    nuove    procedure    per
  l'autorizzazione e il preaccreditamento: credo che  questa  norma
  faccia   anche   giustizia  rispetto   ai   tentativi   di   dare
  un'interpretazione estensiva.
   Mi  auguro che il Governo, che ha annunciato di voler  fare  una
  variazione  di bilancio che affronti in qualche modo  l'obiettivo
  di  contenimento  della  spesa  sanitaria,  non  abbia  nulla  in
  contrario  ad una norma che stabilisce chiaramente e  nettamente,
  lo  ripeto,  che  fino  al 31 dicembre 2006  in  Sicilia  non  si
  procederà a nuove spese nel sistema sanitario, almeno per  quanto
  riguarda  i  nuovi accreditamenti, sia per la riabilitazione  che
  per la lungodegenza.

    PRESIDENTE  E' iscritto a  parlare l'onorevole Acierno.  Ne  ha
  facoltà.

    ACIERNO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  mi  riferisco
  all'emendamento 1.1, a firma del Governo e mi rendo  conto  della
  necessità  di  contenimento della spesa sanitaria in  Sicilia.  E
  l'articolo  1  è,  infatti,  un articolo  indispensabile  per  il
  contenimento della spesa sanitaria regionale.
   L'emendamento  1.1, per quanto mi riguarda, non è inerente  alla
  materia che stiamo trattando, perché concerne il personale  e  mi
  pare  che  una prassi ormai consolidata in questo Parlamento,  un
  fatto  anche  di  etica, abbia inteso evitare  di  trattare  tali
  questioni.
     Dico questo perché la Regione continua a mantenere aperta  una
  vicenda di personale sanitario che afferisce alla legge nazionale
  che  ha  chiuso i manicomi ma in Sicilia, nonostante la  chiusura
  dei  ricoveri sia stata, appunto, da tempo applicata,  continuano
  ad  esserci  lavoratori  di  residui manicomiali  che  non  hanno
  trovato la giusta collocazione così come previsto dalla legge.
   Voglio capire allora la finalità del Governo che interviene  con
  un  emendamento  all'articolo  1 in  materia  di  personale.  Non
  c'entra  niente   E' per questo che invito l'Esecutivo a ritirare
  l'emendamento 1.1 e a reinserirlo, eventualmente, se  ne  dovesse
  trovare  la  necessità, nella legge finanziaria per l'anno  2005;
  oltretutto,  intervenire adesso, per un mese  e  mezzo,  mi  pare
  inutile  e  pretestuoso.  Diversamente,   annuncio  il  mio  voto
  contrario su questo emendamento.

    VILLARI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    VILLARI   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  intervengo
  brevemente,  intanto per dichiararmi perfettamente d'accordo  con
  quanto detto dall'onorevole Cracolici circa la questione che  sta
  al centro di questo primo punto della legge in esame.
   Desidero  ribadire che proprio sulla questione che  riguarda  la
  soglia ISEE, per il calcolo della esenzione dei ticket, su cui ho
  presentato un emendamento, è stata presentata pure una mozione  a
  mia  firma e di altri colleghi, atto che spero l'Aula esamini nel
  più breve tempo possibile.
   Intendo,  però,  far  rilevare  come  la  questione  assuma   un
  carattere di estrema delicatezza e tocca interessi diffusi  nella
  nostra  realtà siciliana colpendo, in particolare,  la  questione
  dei  ticket, permettetemi di chiamare un  balzello  che  riguarda
  soprattutto  categorie come i pensionati,  le  famiglie  a  basso
  reddito  che  pagano  appunto  un  balzello  che  veramente   non
  meritano.
   Riteniamo  -  ed  è  questo  anche il senso  della  mozione  che
  qualche  settimana  fa è stata presentata - che  sulla  questione
  sanitaria,  come  ho anche letto in un'intervista  dell'assessore
  alla  sanità, analogamente a diverse dichiarazioni rese da  altri
  colleghi,  sia  necessaria  un'opera  di  razionalizzazione   del
  settore   al   fine  di  conferire  una  più  efficiente   azione
  nell'erogazione dei servizi sanitari a livello territoriale.
   Ci   auguriamo  che  ci  si  muova,  effettivamente,  in  questa
  direzione  e  che  quelle dichiarazioni  non  siano,  come  dire,
  sortite  del neo-assessore, bensì una ferma volontà, di tutto  il
  Governo, di procedere appunto nella direzione più volte ribadita.
   Per  quanto  ci riguarda, ritengo che la valutazione  dell'Aula,
  rispetto agli emendamenti 1.5 ed 1.2 - ma soprattutto per  quanto
  concerne  l'1.5  - debba essere positiva nel momento  in  cui  si
  andrà a votare: fissare la soglia ISEE per l'esenzione dei ticket
  a 12.000 euro, significa infatti salvaguardare tutte le fasce dei
  pensionati e delle famiglie meno abbienti.
   Mi   auguro  pertanto,  anche  per  evitare  grandi   disagi   e
  difficoltà  che  in  questo momento stanno subendo  centinaia  di
  migliaia  di  famiglie siciliane, che l'Aula  faccia  una  scelta
  chiara al riguardo.

     SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  più  che sugli emendamenti all'articolo 1, sull'articolo 1 e  più
  in   particolare  sulle  norme  che  riguardano  il  servizio  di
  ospedalità privata.
   Premetto  che, pur apprezzando gli sforzi del Governo in  questo
  delicatissimo   campo,   cercherò  di   dimostrare   che   questo
  intervento,  in  considerazione del fatto che  si  è  andati  fin
  troppo  in  là  in questa materia, perseguendo le finalità  della
  legge  ovvero quello del contenimento della spesa pubblica ed  in
  particolare  il  risanamento delle finanze in materia  sanitaria,
  non è sostanzialmente sufficiente.
   Le   norme   che   oggi   ci   vengono   sottoposte    prevedono
  sostanzialmente una fotografia della  situazione attuale.  Già  è
  qualcosa  perché  fissa il tetto di spesa per il  triennio  2004-
  2006,  così  come previsto dal decreto interassessoriale  emanato
  nel  2004,  evita anche la possibilità di procedere ad  ulteriori
  accreditamenti o pre-accreditamenti e autorizzazioni.
   Io  credo  che  tutto ciò non sia sufficiente. E  poichè  non  è
  sufficiente, stiamo predisponendo con altri colleghi un  apposito
  ordine del giorno perché si possa trattare nello specifico questo
  tema.   Riteniamo,  infatti,  che  bisogna  fermarsi  e   tornare
  indietro,  non  limitarsi soltanto a fotografare e  congelare  la
  situazione attuale.
   Per   cercare  di  non  sembrare  fazioso  o  demagogo,   faccio
  riferimento  alla relazione annuale del consuntivo dell'Asl  2003
  riguardante proprio questo aspetto. E' una relazione che  non  so
  se  è  stata consegnata a tutti i deputati o soltanto ai deputati
  della provincia di Catania.
   Parlando  di controllo delle prestazioni erogate dalle  case  di
  cura,    provvisoriamente   accreditate,   la   relazione    dice
  testualmente:  Peraltro, in materia appare insufficiente  per  le
  considerazioni già a suo tempo rassegnate in due distinte note al
  competente  dipartimento  dell'assessorato,  l'intervento   delle
  Regioni; intervento che si sostanzia in due direttive, l'una  del
  1997  e  l'altra  del 2001, le quali nulla dispongono  su  alcuni
  aspetti  rilevanti  sia  sanitari  che  dei  controlli  stessi  e
  soprattutto nulla dispongono in tema di sanzioni, per esempio nei
  casi di infrazioni ripetute .
   Stiamo  parlando  di  anomalie assolute del sistema   C'é  stato
  evidenziato  dal  direttore di questa  azienda,  che  pur  avendo
  sottoposto  all'attenzione dell'assessorato  importanti  problemi
  come  la  determinazione e l'applicazione dei criteri per  quanto
  riguarda    il    pre-accreditamento,   quindi    se    applicare
  esclusivamente le norme previste dalla legge regionale 39/88 o se
  applicare  le  più  restrittive norme  previste  dalla  normativa
  nazionale,  senza avere avuto mai risposte. Qui, invece,  si  sta
  dicendo che nessuna conseguenza viene posta in essere nel caso in
  cui sono evidenziate e perpetrate violazioni a questi criteri.
   La  stessa relazione continua, entrando nel dettaglio, riferendo
  che   la  verifica  sulle  prestazioni  erogate  ha  permesso  di
  accertare,  in  via  definitiva, infrazioni  per  un  importo  di
  1.762.699,00  euro , e, ancora più nello specifico,  quasi  mezzo
  milione di euro per ricoveri impropri.
   Cosa  succede  quando c'è un ricovero improprio?,  Cosa  succede
  alla Casa di cura preaccreditata,  autorizzata che procede a tale
  attività?  Questo  purtroppo  non  lo  sappiamo  o,  meglio,   lo
  sappiamo,  non  succede sostanzialmente nulla  E' una  condizione
  totalmente  inaccettabile, perché, e cito sempre la relazione,  a
  proposito  dei  requisiti per l'esercizio 2003,  contenuti  nella
  direttiva  assessoriale del 23/10/2002,  è stato  predisposto  un
  programma  di  controllo e vigilanza che ha  evidenziato  diverse
  carenze , carenze che sono state comunicate agli uffici  preposti
  alla  specifica  materia, come per esempio,  alla  Provincia,  ai
  Vigili  del fuoco, allo stesso Assessorato regionale alla  sanità
  per i provvedimenti di competenza.
   Ma   anche  qui,  purtroppo,  nessuna  conseguenza   Per  quanto
  riguarda  la dotazione organica,  la stessa relazione rileva  che
   le  verifiche  hanno evidenziato la permanenza  di  una  diffusa
  generalizzata  carenza delle figure sanitarie non  laureate ;  ci
  sono  studi  e tabelle, contenute sempre nella stessa  relazione,
  dove   si   arriva  ad  evidenziare  una  carenza  del  personale
  infermieristico in ragione del 60 per cento  Stiamo  parlando  di
  infermieri,  di  ostetrici e di vigilanti di infanzia...  Ebbene,
  per  talune categorie professionali, si arriva a non avere,  così
  come previsto per legge, alcune figure necessarie, per competenza
  specifica, come quella dell'anestesista.
   Tutto  ciò  è  una  situazione  che,  certamente,  non  ha  come
  principale responsabile il Governo attuale o l'assessore da  poco
  insediato, ma è chiaro che queste sono riflessioni che dovrebbero
  portare  non soltanto, così come dicevo in premessa, a  procedere
  ad un congelamento della situazione attuale, perché così facendo,
  continueremmo ad avere buchi nella sanità pubblica.
   Ecco   perché   torno  a  ripetere,  e  concludo,  che   abbiamo
  predisposto  un  ordine  del giorno che  presenteremo  nei  tempi
  necessari,  ove  chiediamo  che  venga  meno  soprattutto  questo
  sistema,     determinando    le    condizioni    per     arrivare
  all'accreditamento definitivo e affinché venga meno,  ugualmente,
  la   funzione   del  preaccreditamento  che,  così  come   diceva
  l'onorevole Cracolici,  presenta parecchie lacune. E venga  meno,
  infine, tutta questa situazione generale che comporta sin  troppe
  ombre sulla sanità siciliana.

    TUMINO   Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

    TUMINO     Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  prima  di
  entrare nel merito dell'articolo 1, ritengo doveroso sottolineare
  delle  contraddizioni  notevoli presenti  in  questo  disegno  di
  legge.
   All'articolo  19,  secondo comma, si precisa che  le  somme  non
  impegnate   nell'esercizio  2002-2003,  che   poi   rimangono   a
  disposizione, possono anche servire a far fronte ai pagamenti per
  la  concessione di contributi dovuti  per gli anni successivi  al
  2003:  ci  si  riferisce all'una tantum sul diritto allo  studio.
  Bene,  per  la  stessa  voce sono stati  sottratti  dall'apposito
  capitolo   20  milioni di euro, come dire che non è  stata  spesa
  tale  somma  di 20 milioni di euro. E, piuttosto che distribuirli
  negli anni successivi, come previsto dall'articolo 19, questi  20
  milioni di euro verranno utilizzati per altre voci di spesa.
   Questa  è una contraddizione pesante perché l'una tantum che  si
  riferisce  agli  alunni delle scuole statali era  considerata  un
  fiore all'occhiello da questa Amministrazione che, di fatto, però
  non  ha  saputo impostare neanche la distribuzione delle somme  e
  alla fine ha tolto anche le somme che erano rimaste.
   Un  altro  elemento straordinariamente contraddittorio  riguarda
  la  formazione professionale:  vengono sottratti 6 milioni e  400
  mila   euro   per   il  finanziamento  di  corsi  di   formazione
  professionale  per  laureati e diplomati. Signori,  questi  corsi
  sono  stati  già  banditi,  per  questi  corsi  sono  state   già
  presentate le domande e improvvisamente questa Amministrazione si
  tira  indietro e sottrae i finanziamenti?  Questi sono  corsi  di
  formazione  per  diplomati e laureati che pongono  l'orientamento
  della formazione verso l'alto; noi li togliamo perché abbiamo  da
  gestire  altre cose, la formazione che non produce formazione  e,
  invece,  in  questo  caso siamo capaci di tirarli  fuori.  Questa
  norma contiene tale grande contraddizione .
   In  questo articolo vengono attribuiti 70 milioni di euro per il
  risanamento  delle aree degradate di Messina. Io avrei  curiosità
  di  capire: 70 milioni di euro sono una enormità  Vengono,  però,
  tolti  6  milioni di euro a favore dell'imprenditoria  femminile.
  Ciò  significa che l'imprenditoria femminile è un  sogno,  è  una
  sciocchezza,  è  qualcosa rispetto alla quale questo  Governo  ha
  fallito  in  toto  perché  6  milioni  di  euro  non  sono  stati
  utilizzati.
   Questa    norma    fa   emergere   contraddizioni    incredibili
  dappertutto.  Se  noi vediamo 150 milioni di euro  sottratti  dal
  fondo   per   il   finanziamento  di  investimenti    finalizzati
  all'aumento del rapporto tra il prodotto interno lordo  regionale
  e  prodotto  interno  lordo  nazionale,  significa  che  noi  non
  puntiamo a far crescere il prodotto interno lordo regionale,  non
  siamo  capaci,  per  cui ci restano 150  milioni  di  euro  e  li
  storniamo  per  utilizzarli nel settore della sanità.   Questa  è
  espressione     di     un     fallimento    politico     completo
  dell'Amministrazione regionale
   Ci  troviamo  inoltre dinanzi a 2 milioni in più per  interventi
  di  pubblica  beneficenza e assistenza, perché  bisogna  dare  al
  Governo  qualche   piatto di lenticchie' da distribuire.  Bisogna
  offrire delle possibilità a qualche assessore.
   Noi  ci  troviamo dinanzi ad una somma di 2 milioni e  800  mila
  euro  da  attribuire  all'EAS per la campagna di  meccanizzazione
  agricola. Ma l'EAS non è già stata messa in liquidazione?  L'ente
  di  sviluppo agricolo non è stato già messo in liquidazione?  Noi
  ancora attribuiamo 2 milioni e 800 mila euro
   Queste  contraddizioni, onorevole Assessore per  il  bilancio  e
  signor Presidente, mi fanno pensare che questa non è una norma di
  risanamento, ma è una norma di contemplazione dell'incapacità  di
  questa Amministrazione a governare.
   Poi,  in  merito all'articolo 1, e precisamente l'ultimo  comma,
  vorrei evidenziare cosa lo stesso dica  incredibilmente:  Per  il
  ripiano definitivo dei disavanzi delle aziende unitarie sanitarie
  locali, 460 milioni di euro . Per il ripiano definitivo
   Onorevoli  colleghi, mi volete spiegare come si fa  a  ripianare
  in  modo  definitivo quando tutta la normativa resta  in  vigore,
  quando questa norma che stiamo approvando stasera cristallizza la
  situazione attuale in termini di organici, in termini di rapporti
  di  convenzioni  con  i  privati? Quindi  questa  norma  può  non
  aggiungere  spesa, ma non modifica la politica di  spesa  attuale
  per  la  sanità.   Come  si fa a dire che  questo  è  un  ripiano
  definitivo?   Quindi,  questo buco noi ce lo ritroveremo  tale  e
  quale,     se   non   addirittura   maggiorato   nella   prossima
  finanziaria.

    DINA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DINA    Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   è   stato
  sottolineato   che   l'articolo  1  costituisce  sicuramente   un
  caposaldo   forte  di  questa  manovra  finanziaria,  di   questo
  assestamento  di  bilancio.   Costituisce  una  parte  importante
  perché aggredisce un nodo di spesa strutturale, un deficit che si
  è  andato  via via accumulando, che viene avviato,  non  solo  in
  forma enunciativa, in un percorso di soluzione.
     Viene tracciato un percorso chiaro ed importante che fissa  il
  2006  come   data  di  arrivo  del  pareggio  del  deficit  della
  sanità,che  è  stato quantizzato - per il  2003 - nell'ordine  di
  460 milioni. Non è vero che non sono introdotti interventi chiari
  e specifici in questa direzione; questo si potrebbe pensare se si
  facesse una valutazione superficiale degli interventi. La  sanità
  è  un  sistema complesso, è un sistema di offerta di  servizi  ai
  cittadini,  è  un  sistema regolato sulla  domanda  che  proviene
  dall'utente,  quindi non può essere sottratto a questa  dinamica.
  Non  si  possono comprimere spese oltre il lecito ed il legittimo
  in  quanto  c'è  un sistema di offerta che va mantenuto,  non  si
  possono  intraprendere  iniziative drastiche  e  non  si  possono
  intraprendere iniziative demagogiche.
   Parte  di  questi emendamenti hanno questo taglio e cioè  quello
  della demagogia, del voler far capire che si può offrire tutto  a
  tutti. Non è così
     Se  è  vero che la salute non ha un prezzo - tutti ci battiamo
  per  la  salute, tutti daremmo tutto per la nostra  salute  -,  è
  anche  vero  che  la  sanità ha un costo; è un sistema  complesso
  regolato da dinamiche economiche, per cui fare la scelta di  dare
  tutto  a tutti significherebbe anche sottrarre prestazioni a  chi
  ne  ha  più bisogno; significherebbe dirottare le prestazioni  in
  una  direzione non coerente, non efficace, non coerente  con  gli
  obiettivi di salute che ogni azione sanitaria deve proporsi.
   Sono  state fissate delle iniziative, degli interventi  che  non
  sono i soli, in quanto è un sistema flessibile, fluido, non è  un
  sistema  rigido che può essere irregimentato in regole precise  e
  stridenti.  E'  un sistema che ha bisogno di tanti interventi,  e
  quello  di  stasera è l'inizio. L'Assessore per la  sanità  dovrà
  farne degli altri, anche in via amministrativa e non credo che si
  possa   ingessare   l'intervento  di  una   amministrazione   con
  interventi  legislativi  che  cristallizzano,  che  non   rendono
  flessibili  le  risposte rispetto alle domande che vengono  dagli
  utenti.
   Fissare,  dunque,  il ticket per legge non ha  senso;  significa
  voler  determinare dall'alto una regola dirigistica senza  tenere
  conto  delle  esigenze  del  sistema  di  mantenersi  in  termini
  economici,  le  esigenze dell'utenza che ha bisogno  di  maggiore
  formazione ed informazione nelle scelte complessive.
   Se  è  vero che il farmaco diventa il nodo vero della  spesa,  è
  pur  vero  che  il ticket è un primo intervento che  funziona  da
  deterrente, ma non è il solo. L'Assessore sarà chiamato ad  altri
  interventi:  ha annunciato una campagna di sensibilizzazione  per
  gli  utenti,  ha  preannunciato una campagna di sensibilizzazione
  dei  prescrittori che sono coloro che operano la  spesa.  I  veri
  operatori  della  spesa  sono il medico  di  base,  i  medici  di
  famiglia,  i pediatri, gli specialisti convenzionati. Su  costoro
  sicuramente va fatto un intervento forte, intelligente,  cercando
  di  individuare  protocolli terapeutici e diagnostici  che  diano
  certezza    scientifica,   ma   nello   stesso   tempo    abbiano
  quell'attenzione forte agli aspetti del contenimento della spesa.
   Il  percorso è lungo e  sono convinto che  ritornare sul  ticket
  per  legge  è  un errore ed è un errore che è stato superato  con
  questo  nuovo disegno di legge. Ci eravamo perduti in un  momento
  di confusione nell'esame del vecchio disegno di legge, con questo
  si  fa  chiarezza  nel senso che il ticket deve essere  demandato
  alle  valutazioni  dell'Assessore  che  dovrà  anche  valutare  i
  risultati  delle scelte fatte. Se la soglia ISEE ha già  risposto
  in  termini  di risultato economico va riconsiderata cercando  di
  innalzarla  e  in  questo modo venire incontro  alle  fasce  meno
  abbienti.
   Il  sistema  è  complesso  e  va visto  quotidianamente  in  una
  dinamica   in   progress  e,  quindi,  ritengo   che   la   forma
  amministrativa  superi  ampiamente la  scelta  legislativa  degli
  emendamenti.
   Per  quanto concerne altre scelte fatte, ritengo che siano state
  introdotte  scelte importanti quale quella di non remunerare  più
  le  prestazioni  improprie  e  le prestazioni  inappropriate:  E'
  questo  un invito a chi fa sanità a farlo al più alto livello,  a
  farlo  nel  segno  della qualità e a farlo nella direzione  delle
  prestazioni appropriate.
   E'  una  spinta notevole, un segnale forte che viene  dato  alle
  strutture  affinché nel raggiungimento della qualità venga  anche
  privilegiata la prestazione sanitaria appropriata e,  quindi,  un
  risparmio  di  risorse e un contenimento degli sprechi.  Chi  non
  spreca sarà premiato  Questo è un principio importante che  viene
  raggiunto.
   Non  mi soffermo sui commi, ce ne sono tanti altri, ma sul comma
  7 che è stato votato all'unanimità dalla Commissione  Sanità  non
  mi  aspettavo  una  marcia indietro come  si  è  verificato   con
  l'emendamento 1.3, perché siamo di fronte a quel dinamismo di cui
  parlavamo prima di domanda e offerta.
   Ci   sono   molti  territori  della  nostra  Regione  che   sono
  sprovvisti  di  strutture riabilitative e di strutture  di  lunga
  degenza,  il trattamento post acuti in quei territori non esiste;
  sarebbe  impensabile volere cristallizzare il tutto  e  dire  che
  fino  al 2006 non si fa niente. La scelta fatta di programmazione
  con   un   documento  di  programmazione  sottoposto  al   parere
  vincolante  della  VI  Commissione ritengo sia  il  percorso  più
  intelligente che coniuga nel contempo la risposta alla domanda di
  prestazione  e il tentativo di evitare sprechi e riproduzioni  di
  strutture che rappresentano l'offerta.
   Il  mio intervento vuole significare un plauso alle scelte fatte
  dal  Governo  con l'articolo 1;  ritengo che sia un  primo  passo
  nella  via  del  contenimento  della  spesa,  bisognerà  lavorare
  seriamente non perdendo di vista, però, che l'utenza ha  esigenze
  inderogabili.

    CAPODICASA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  per  esprimere  alcune considerazioni sull'articolo  1.  Per  una
  parte si tratta di una  norma manifesto' sulla scia di quanto  ci
  ha  insegnato o abituato a subire il Governo nell'arco di  questi
  tre   anni:    ...l'Amministrazione   regionale   è   tenuta    a
  conseguire... .  Insomma, queste cose si fanno non si scrivono in
  una  legge, tanto più che quando si scrivono in una legge se  poi
  vengono  disattese, considerato che non è prevista  alcuna  norma
  sanzionatoria,  rendono poco credibile la  legislazione  nel  suo
  complesso.
   Poi,  vi  sono anche alcune norme condivisibili, nel  senso  che
  aiutano  certamente  a mettere un freno alla  macchina  di  spesa
  della  sanità,  ma  parliamo pur sempre di  norme  che  hanno  la
  caratteristica di fissare il debito alla data attuale, quindi che
  non  riescono a recuperare ciò che fino ad oggi è  diventato  una
  specie di testa di ariete di sfondamento della spesa.
   Meno trionfalismo, dunque  Questo è ciò che voglio suggerire.
     Non  si  tratta  di una norma così decisiva, dirimente,  quasi
  epocale, come la si vuole fare apparire. Si sono inseriti  alcuni
  elementi,  però qui si fissa, al luglio 2004, il tetto di  spesa,
  ma al luglio 2004 noi sappiamo che ciò che di nefasto, in materia
  di  spesa sanitaria, doveva avvenire è già avvenuto. Quindi,  non
  andremo  oltre,  ma sicuramente rimarremo nel  punto  dove  siamo
  arrivati.
   Desidero intervenire, anche se brevemente, sull'emendamento  1.1
  del  Governo perché mi sembra che esso rappresenti già  il  primo
  scivolone  del Governo dopo la manifestazione di buone intenzioni
  che abbiamo ascoltato più volte.
   Mi  chiedo, onorevole Assessore, se è proprio necessario per  la
  piena  attuazione - come recita l'emendamento - delle misure  per
  il  contenimento  della  spesa sanitaria  destinare,  nel  numero
  massimo  di  cinque  unità,  personale  comandato  dalle  Aziende
  Sanitarie Locali ospedaliere al dipartimento.

    CINTOLA   assessore  per il bilancio e  le  finanze.  Io  posso
  assicurarle  che  la richiesta non l'ha fatta  l'assessore,  l'ha
  fatta il direttore

    PRESIDENTE   Onorevole Assessore, per il momento  i  lavori  li
  regola   la   Presidenza.  Poi,  onorevole   Assessore,   insieme
  all'onorevole   Capodicasa,  questa   conversazione   la   farete
  chiedendo  la  parola e intervenendo. Onorevole  Capodicasa,  lei
  completi il suo intervento, poi l'assessore chiederà di parlare e
  risponderà a lei e agli altri deputati.

    CAPODICASA      Ho    capito    dalle    primissime     battute
  dell'interruzione   dell'Assessore  che  si   tratta   quasi   di
  un'esigenza   tecnica  dell'assessorato  perché  proviene   dalla
  dottoressa Bitetti e non dall'Assessore.

    CRACOLICI  Che c'entra la  dottoressa Bitetti?

    CAPODICASA   Questo diceva l'Assessore: la richiesta  di  avere
  questa disponibilità proviene dal Direttore.

    PRESIDENTE   Onorevole  Cracolici,  vale  per  lei  la   stessa
  argomentazione formulata per l'Assessore Cintola.

    CAPODICASA ..per cui sembrerebbe che questo possa attenuare  la
  gravità della richiesta che con questo emendamento si fa.  A  mio
  giudizio  no.  Vorrei capire, intanto,  perché l'Assessore  debba
  ricorrere  a  cinque unità esterne, alle ASL  che  già  hanno  il
  blocco delle assunzioni  quindi non servono nelle ASL  e vengono,
  però, trasferiti all'Assessorato.
   Noi  abbiamo  il  dovere  di utilizzare il  personale  che  c'è,
  riqualificandolo, formandolo se serve, ma questa moda  che  si  è
  affermata con questo Governo, da tre anni, di prelevare personale
  o  personale esterno, quindi dietro altissimi e lauti compensi, o
  anche  spostandolo all'interno, o ampliando tutti i  margini  che
  dalle  precedenti  leggi sono stati fissati  per  quanto  attiene
  l'utilizzazione  del  personale,  è  diventato  qualcosa  che  fa
  pensare  -  io  non  dico  che poi sarà  così  -  fa  pensare  ad
  utilizzazioni clientelari di personale che, magari,  non  potendo
  entrare  a  far parte dei gabinetti per intasamenti vari,  li  si
  veicola con questo sistema.
   Allora,  io  non  riesco ad immaginare che,  alla  fine,  questa
  richiesta  sia  una richiesta trasparente, oggettiva.  Non  parlo
  dell'Assessore  per  il bilancio, l'Assessore  per  il  bilancio,
  però,  firma una richiesta  e, quindi, deve, anche lui,  filtrare
  l'Assessore,   perché  rischia  di  ingenerare.   Questo,   però,
  onorevole Assessore, può essere un metodo adottato da ogni  altro
  Assessore il quale dichiara che gli  servono perché ha   esigenze
  particolari e, pertanto,   li prende dagli ispettorati agrari.
   Non  mi  pare  sia  una  procedura che  possa  essere  condivisa
  dall'Aula almeno per quanto ci riguarda. Per cui riteniamo,  così
  come,  del resto, aveva già fatto l'onorevole Acierno, che se  il
  Governo   avesse  l'accortezza  di  ritirare  l'emendamento   non
  succederebbe nulla.
   Io  non credo che la politica di contenimento della spesa  nella
  sanità  soffrirà molto se l'Assessore non avrà la possibilità  di
  attingere al personale delle aziende ospedaliere e delle  aziende
  sanitarie;  mi pare che se si vuole utilizzare personale  perché,
  magari,  quello  attualmente disponibile del dipartimento  non  è
  sufficiente,   lo   si  possa  fare  utilizzando   il   personale
  attualmente a disposizione dell'Assessorato.

    IOPPOLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    IOPPOLO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, affronterò  un
  aspetto  assai limitato tra quelli che l'articolo  1  offre  alla
  nostra riflessione.
   Ho  ascoltato, con interesse, gli interventi di tutti i colleghi
  anche  quelli  resi più difficili dall'attività  che  tutti  noi,
  purtroppo,  qualche volta, svolgiamo in quest'Aula rappresentando
  anche  un  elemento di disordine e di mancanza  di  serenità  nel
  seguire i lavori.
   L'aspetto  particolare  che intendo affrontare  è  quello  della
  soglia  ISEE  su  cui  altri  sono intervenuti,  specificando  ed
  osservando che la  mia è una posizione del tutto personale, anche
  se  mi auguro che il mio Gruppo voglia sintonizzarsi sulla stessa
  lunghezza  d'onda. Spero che lo facciano molti colleghi,  che  lo
  faccia  il maggior numero di colleghi possibile perché ho seguito
  la  vicenda  negli ultimi mesi, avevo anche avuto  rassicurazioni
  formali  da  parte del precedente Assessore per  la    sanità  il
  quale si era, probabilmente, reso conto che la soglia fissata a 7
  mila euro era troppo bassa.
   Mi  sembrava  di  avere compreso, dalle prime dichiarazioni  del
  volenteroso assessore Pistorio, che anche egli fosse della stessa
  idea.  E mi risulta, peraltro, che l'assessore Cittadini l'avesse
  anche  assicurato  alle parti sociali ed ai sindacati  che  aveva
  incontrato.  La   questione  non credo  assuma  valore  politico,
  almeno  se  non  nel senso più alto e più nobile delle  questioni
  politiche,  perché lo stesso Gruppo dei Democratici  di  sinistra
  presenta due emendamenti il che, mi pare denoti come non vi  sia,
  neanche  da parte loro una posizione preconcetta o precostituita.
  C'è   un  emendamento  il  cui  primo  firmatario  è  l'onorevole
  Capodicasa  che  intenderebbe la soglia ISEE per   l'esenzione  a
  10.000 euro, un altro emendamento firmato dagli onorevoli Villari
  e Panarello che, invece, questo limite vorrebbero estenderlo fino
  a 12.000 euro.
   A  me  sembra di potere osservare che la variegata e  articolata
  spesa  sanitaria  siciliana è costituita da  molteplici  voci,  a
  cominciare  da  quella  spesso assai  incontrollata  della  spesa
  farmaceutica   o  dei  lungi  ricoveri  prima  degli   interventi
  concreti.  Bene, che la manovra finanziaria debba  basarsi  sulla
  stabilità  di  una così bassa soglia per la esenzione  ticket  mi
  sembra, dal punto di vista sociale, politico e istituzionale  non
  commendevole e non condivisibile da parte nostra.
   Peraltro,  autorevolissimi istituti centrali dello  Stato  hanno
  fissato   la   soglia   del  disagio  sociale,   della   povertà,
  nell'introito  familiare pari proprio a 12.000 euro annui cioè  a
  mille  euro  al  mese, mi sembra davvero un  controsenso  che  ai
  nuclei  familiari  così  definiti dagli  istituti  di  statistica
  centrali si debba, in Sicilia, far pagare il ticket anzi, impedir
  loro la esenzione del ticket.
   A  titolo,  quindi,  personale, ma  ripeto  mi   auguro  con  il
  conforto  e con il consenso di molti colleghi, di tanti colleghi,
  io voterò a favore degli emendamenti che sono stati presentati su
  questo materia.

    FORMICA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORMICA   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  intervengo
  soltanto   per   precisare,   puntualizzare   l'intervento    che
  l'esponente   autorevole del mio Gruppo, l'onorevole Ioppolo,  ha
  appena svolto.
   Sull'esenzione  dei  ticket  questa  maggioranza   ha   operato,
  conscia  e  consapevole dell'importanza dell'argomento, dall'anno
  scorso   a   questa  parte  diversi  interventi.  Dopo   l'ultimo
  intervento  che è stato fatto nella finanziaria  2003,  ci  si  è
  accorti  che  a causa di quell'intervento sulla compartecipazione
  per  la spesa sanitaria, si è avuto un aumento della stessa spesa
  che  è  arrivato  a limiti certamente non più sopportabili  dalle
  casse della Regione.
   La  conseguenza  di  quella scelta non era  un'agevolazione  nei
  confronti  delle  categorie  più  deboli,  delle  categorie  meno
  abbienti.  La  conseguenza di quella scelta  era  che  all'inizio
  dell'estate   il   Governo  si  è  trovato  nella   quasi   certa
  obbligatorietà a passare all'indiretta.
     Voglio  qui  far  notare ai colleghi -  e questo  è  un  punto
  centrale della manovra a tutela e a salvaguardia dei più deboli -
  che   il  passaggio  all'indiretta,  lungi  dal  danneggiare   le
  categorie  più forti, andrà a danneggiare proprio   i  pensionati
  con  il  reddito al minimo e proprio le categorie più  deboli.  E
  allora,  il  Governo  è intervenuto una prima volta  introducendo
  l'esenzione  ticket legata al reddito ISEE. Dice bene l'onorevole
  Ioppolo che quella soglia di reddito è troppo bassa ed è stata la
  maggioranza  ad  aver sollevato contestualmente all'emissione  di
  quel provvedimento il problema della quota ISEE.
     C'è  di  più:  la VI Commissione già allora e  la  maggioranza
  tutta  si  è data appuntamento in autunno per rivedere la  soglia
  ISEE.  In  sede  di approvazione della manovra  che  riguarda  la
  sanità,  in queste variazioni di bilancio in sede di approvazione
  di  quell'articolo 1 che è stato interamente riscritto  dalla  VI
  Commissione,  la  VI Commissione ha approvato  a  maggioranza  un
  ordine  del  giorno  che impegna il Governo a valutare  dopo  gli
  ultimi  dati  relativi al mese di settembre 2004, i risultati  di
  questi  dati e ad innalzare la soglia ISEE almeno fino  a  8.400,
  8.500  euro,  che è una soglia compatibile anche con le  proposte
  dei sindacati.
   Quindi,    pieno   accordo   con   la   problematica   sollevata
  dall'onorevole Ioppolo, il quale ha voluto fare tale precisazione
  a  tutta l'Aula perché è la stessa maggioranza che si è posto  il
  problema  e debbo dire il Governo, quando si è presentato  in  VI
  Commissione,  ha  chiesto  un mese di tempo  per  vedere  i  dati
  definitivi di settembre.
   E'  un fatto che sta interessando il Governo e la maggioranza  e
  a  presto  il  Governo,  su input della  stessa  maggioranza,  si
  appresterà ad innalzare la soglia ISEE.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                               Congedi

    PRESIDENTE  Comunico  che gli onorevoli Incardona, Mancuso, Costa,
  Pistorio, Infurna e Sammartino  hanno chiesto congedo per la seduta
  odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


        Riprende la discussione del disegno di legge n. 917/A

    PRESIDENTE   Si  passa  all'emendamento  1.3,  degli  onorevoli
  Capodicasa, Speziale e Cracolici.  Lo pongo in votazione.

    CRACOLICI   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

   (Gli  onorevoli Capodicasa, Catania, Granata, Misuraca, Ioppolo,
  Neri,  De  Benedictis,  Lo  Monte  e  Pagano  si  associano  alla
  richiesta)

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.3

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indìco   la  votazione   per   scrutinio   segreto
  dell'emendamento 1.3.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze.  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole

    PRESIDENTE  Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti              57
   Votanti               56
   Maggioranza           29
   Favorevoli . . . . . . . . . . . . . . .    47
   Contrari . . . . . . . . . . . . . . . . .   9

                        (L'Assemblea approva)

   Si   passa   all'emendamento  1.2,  a  firma   degli   onorevoli
  Capodicasa, Speziale e Cracolici.

    SPEZIALE   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  segreto.

   (Gli  onorevoli  Cracolici, Giannopolo, Raiti,  Villari,  Virzì,
  Zago, Tumino e Speziale si associano alla richiesta)

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.2.

    PRESIDENTE   Essendo  la richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,    indìco   la  votazione  per   scrutinio   segreto
  dell'emendamento 1.2.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Contrario.

    PRESIDENTE  Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  56
   Maggioranza         29
   Favorevoli          23
   Contrari            33

                      (L'Assemblea non approva)

    Si  passa all'emendamento 1.5,  a firma degli onorevoli Villari
  e Panarello.

    SPEZIALE   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

   (Si   associano   alla   richiesta  gli  onorevoli   Barbagallo,
  Capodicasa, Cascio, De Benedictis, Giannopolo, Lo Curto, Raiti  e
  Speziale)

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.5.

    PRESIDENTE   Essendo  la richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indìco   la  votazione   per   scrutinio   segreto
  dell'emendamento 1.5.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Contrario.

    PRESIDENTE  Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  57
   Maggioranza         29
   Favorevoli          25
   Contrari            32

                      (L'Assemblea non approva)

   Si passa all'emendamento 1.4.

    SPEZIALE   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  segreto.

   (Si   associano   alla   richiesta  gli   onorevoli   Cracolici,
  Giannopolo, Oddo, Raiti, Speziale, Tumino, Villari e Zago)

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.4.

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indìco   la  votazione   per   scrutinio   segreto
  dell'emendamento 1.4.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Contrario.

    PRESIDENTE  Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti . . . . . .    59
   Maggioranza . . . . . . . . .     30
   Favorevoli . . . . . . . . . . .     26
   Contrari . . . . . . . . . . . . .     33

                      (L'Assemblea non approva)

   Si passa all'emendamento 1.1 del Governo.

    CRACOLICI   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

   (Si  associano  alla  richiesta  gli  onorevoli  Capodicasa,  De
  Benedictis, Giannopolo, Raiti, Speziale, Tumino, Villari e Zago)

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.1

    PRESIDENTE   Essendo  la richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE  Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti. . . . . . . . . . . . . . . .58
   Votanti. . . . . . . . . . . . . . . . 57
   Maggioranza. . . . . . . . . . . .     29
   Favorevoli. . . . . . . . . . . . . .  29
   Contrari. . . . . . . . . . . . . . . .28

                        (L'Assemblea approva)

   Pongo in votazione l'articolo 1,  nel testo risultante.

               Richiesta di verifica del numero legale

    LIOTTA  Chiedo la verifica del numero legale.

       (Alla richiesta si associano gli onorevoli Capodicasa,
                  Giannopolo, Raiti  e Spampinato)

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,  indìco  la  votazione per la  verifica  del  numero
  legale.
   Dichiaro aperta la votazione.
                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.
                      Risultato della verifica

    PRESIDENTE  Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti ..................... 46

   L'Assemblea è in numero legale.

   Pongo  in  votazione l'articolo 1, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                             «Articolo 2
           Disposizioni per dismissioni e privatizzazioni

   1.   L'Amministrazione  regionale  può  affidare  l'incarico  di
  Advisor per il complesso delle attività strumentali connesse alla
  dismissione  del  patrimonio  immobiliare  della  Regione,   alla
  privatizzazione  degli  enti  ed  aziende  regionali,  nonché  ad
  operazioni finalizzate alla riduzione degli oneri finanziari  sul
  bilancio regionale.
   2.  La  procedura  per  l'affidamento dell'incarico  di  advisor
  viene  effettuata dal Presidente della Regione  e  si  attiva  su
  proposta  dell'Assessore  del ramo di amministrazione  competente
  per materia, sentito l'Assessore per il bilancio e le finanze.
   3.  L'affidamento  dell'incarico di cui al presente  articolo  è
  disposto,  con  riferimento alle materie che ne formano  oggetto,
  tenendo conto dei requisiti di provata affidabilità e capacità.
   4.  Per  le  finalità del presente articolo è  autorizzata,  per
  l'esercizio finanziario 2004, la spesa di 100 migliaia di euro.
   5.  Per  gli esercizi finanziari 2005 e 2006 la spesa di cui  al
  presente  articolo, valutata in 100 migliaia di euro per ciascuna
  annualità, trova riscontro nel bilancio pluriennale della Regione
  2004-2006 (UPB 4.2.1.5.2, accantonamento 1001).
   6.  Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano
  agli enti di cui alla legge regionale 20 gennaio 1999, n. 5.»

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -dagli onorevoli Forgione e Liotta
   emendamento 2.1 soppressivo dell'articolo;

   -dagli onorevoli Acierno e Lo Curto
   emendamento 2.2 soppressivo dell'articolo;

   -dagli onorevoli Capodicasa e Speziale
   emendamento 2.3 soppressivo dell'articolo.

   Si   passa  alla  votazione  dell'emendamento  soppressivo  2.1,
  d'identico  contenuto agli emendamenti 2.2  e  2.3.  Si  vota  il
  mantenimento dell'articolo.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  purtroppo  è
  una discussione che si ripete. Infatti, come lei sa, il contenuto
  di  questo  articolo  era già presente nel  testo  già  esaminato
  dall'Aula quando assessore al bilancio era l'assessore Pagano.
   Esso   riguarda  le  disposizioni  per  le  dismissioni   e   le
  privatizzazioni.  Seppur  modificato  in  Commissione   bilancio,
  rimane  comunque  un  articolo che  affida  al  Presidente  della
  Regione un potere eccessivo.
   Dopo  la legge 5 del '99 che stabiliva le dismissioni degli enti
  economici  regionali, noi abbiamo affidato ad un  Commissario  la
  gestione,   che  ha  attivato  regolarmente  le   procedure    di
  dismissione.
     Dalle  procedure  di  dismissione  abbiamo  introitato  alcune
  centinaia  di  miliardi  senza che  questo  venisse  affidato  al
  Presidente della Regione.
   La  norma  che qui viene, invece, proposta è quella di  affidare
  l'individuazione   dell'advisor  al  Presidente   della   Regione
  trascurando  una  consolidata prassi che ha  determinato  per  le
  casse della Regione entrate notevoli, per cui ribadiamo la nostra
  contrarietà all'articolo 2 e ne proponiamo quindi la soppressione
  perché,  come  abbiamo  detto anche in commissione,  non  capiamo
  quale sia  la ratio di tale articolo 2 che sembra soltanto volere
  accentrare  altri  poteri  nella  persona  del  Presidente  della
  Regione.   E  noi  siamo  assolutamente  contrari  e,   pertanto,
  proponiamo che l'articolo sia soppresso.

    NERI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    NERI   Signor  Presidente, leggendo l'articolo 2 pare di capire
  che   si  voglia  perseguire  la  finalità  condivisibile   della
  dismissione del patrimonio immobiliare;  al riguardo, però,   non
  sappiamo qual è l'esito prevedibile dell'introito  per quello che
  sono le finanze regionali. In compenso, prevediamo 100 milioni di
  euro  per  ogni  esercizio  finanziario per  l'affidamento  degli
  incarichi di advisor; mi pare singolare questo modo di procedere,
  in  assenza  di  un  piano  di dismissione  che  poi  giustifichi
  l'affidamento dell'incarico in una spesa di fronte a quella che è
  una   ragionevole  certezza  di  conseguire  maggiori   introiti.
  Pertanto  penso, anche qui preciso che parlo a titolo  personale,
  non  avendo titolo per potere parlare a nome dell'intero  gruppo,
  di  potere anticipare il mio voto favorevole a questo emendamento
  che  mira alla soppressione dell'articolo 2 che prevede, mi pare,
  uno  strano  modi  di  risanare le finanze regionali  anticipando
  spese  consistenti  senza sapere cosa  possono  significare  tali
  incarichi sul piano dei costi.

    BENINATI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BENINATI   Signor Presidente, la ringrazio per avermi  dato  la
  parola e ringrazio anche l'assessore che mi ascolta e al quale mi
  rivolgo.
   Ritengo  che  l'articolo sia una iniziativa  importante  che  il
  Governo si accinge a fare, però devo dire Presidente che al comma
  2  credo  che forse sia sfuggita qualche parola; ho l'impressione
  che manchi qualcosa, non è ben precisato  perché la procedura per
  l'affidamento dell'incarico viene effettuata dal Presidente;   si
  tratta forse di un incarico fiduciario? Oppure è un incarico  che
  segue  ad  una  trattativa? Manca qualcosa? E'  una  domanda  che
  faccio.

    PRESIDENTE  Onorevole Beninati, così com'è scritto  sembrerebbe
  che spetti al Presidente della Regione attivare la procedura, poi
  la procedura segue le disposizioni di legge,  evidentemente.

    BENINATI  E' chiaro, signor  Presidente.

    ACIERNO  Chiedo di parlare

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   La ringrazio, signor Presidente e devo  dire  che  ho
  ascoltato   con   grande  interesse  l'intervento  dell'onorevole
  Beninati  al  quale,  però,  il  Presidente  risponde   in   modo
  abbastanza  elusivo.  Il tema del comma 2, invece,  è  di  natura
  profondamente diversa perché la procedura per l'affidamento,  che
  non si sa ai sensi di quale legge viene effettuata dal Presidente
  della Regione,  si attiva su proposta  dell'assessore del ramo di
  amministrazione  competente per materia, sentito l'assessore  per
  il bilancio e le finanze.
   Signor  Presidente,  se lei non ascolta rischiamo  di  fare  una
  seconda legge elettorale, con questo articolo, facendo ridere  il
  resto della Sicilia che non ha riso per quanto abbiamo fatto  con
  la  legge  elettorale. Signor Presidente, mi scusi, le chiedo  un
  attimo solo di attenzione.

    PRESIDENTE  Onorevole Acierno, sto ascoltando, voglio dire  che
  non risiede a me il potere di intervenire ma all'Aula, quindi lei
  si deve rivolgere oltre che a me, ovviamente, anche all'Aula.

    ACIERNO   Io  le ho posto un quesito, però lei si  è  distratto
  non  per  colpa  sua.  Allora,  la  procedura  per  l'affidamento
  dell'incarico  di  advisor viene effettuata dal Presidente  della
  Regione  e  si  attiva  su proposta dell'Assessore  del  ramo  di
  amministrazione competente per materia. La domanda che  io  pongo
  alla Presidenza è: quanti advisor stiamo nominando?
     Secondo il testo di questo articolo, noi nominiamo un  advisor
  per  ogni Assessorato. Per ogni Assessorato, non credo che questa
  era la finalità perché se la somma stanziata è quella di 100 mila
  euro,  io credo che noi dividendo per il numero degli assessorati
  stiamo  prevedendo di spendere meno di 10 mila euro  di  compenso
  alla figura dell'advisor. Allora, può essere che questa norma non
  è  scritta  benissimo  o  sarebbe opportuno  che  il  Governo  ci
  spiegasse quanti advisor intende nominare o intende avvalersi nel
  rispetto  di  questo articolo 2 prima che si voti l'articolo.  Mi
  riservo  di  fare  una dichiarazione di voto  sull'articolo  dopo
  avere ascoltato il Governo.

    CINTOLA   assessore  per il bilancio e le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, a parte il fatto che questa norma, è bene ricordarlo,
  molti degli articoli che noi stiamo discutendo e votando sono già
  stati votati da questa Aula.

    ACIERNO  Allora come facciamo a rivotare?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. No, non  credo
  che lei sia così ingenuo da non avere capito quello che ho detto.
  Allora io aggiungo invece che intanto questa norma, come ha detto
  la  Presidenza  dell'Assemblea, e ha detto bene,  è  normata  con
  norme  dello Stato che non possono essere quelle e basta.  Quindi
  non  le  ripetiamo che se c'è una legge dello Stato  deve  essere
  attuata.  Sull'argomento, il fatto che ci sia già stato  un  voto
  dell'Aula,  può non significare nulla ma significa  che  c'è  una
  volontà  di  andare avanti, andiamo avanti per cercare  di  porre
  rimedio  a  tutte  quante  le cose che  ci  siamo  detti  sia  in
  Commissione ed anche in riunioni di gruppi e cioè stiamo tentando
  di  mettere  mano ai conti di questa Regione per  presentarli  in
  termini  sempre più compatibili con quello che ci siamo impegnati
  a  fare e cioè arrivare al pareggio del bilancio nel 2006,  se  è
  possibile.
   Quindi,  questa  norma  che sarà richiamata  da  un'altra  norma
  della finanziaria e consentirà di accedere anche alla società  di
  scopo  in  maniera  tale  da  potere accelerare  il  processo  di
  valorizzazione dei beni patrimoniali della Regione, ha  un  senso
  che è il senso di andare avanti con norme dello Stato.
   Aggiungo,  la  stessa Commissione ha voluto  e  preteso  che  ci
  fosse  un  impegno  di  spesa, e l'abbiamo  messo  così  come  la
  Commissione  Bilancio ha voluto, ed abbiamo anche in  Commissione
  Bilancio  avuto  già un dibattito sull'argomento  che  ci  porta,
  maggioranza  ed  opposizione,  su  posizioni  differenti,  ma  la
  chiarezza della norma nella sua interezza non sta a fare nulla se
  non  quello  che è un obbligo per chi vuole arrivare a  soluzioni
  che  sono nel testo e nella legge. Io credo di avere risposto non
  dandole torto, dandole ragione per una parte.

    ACIERNO  Quanti sono gli advisor?

    CINTOLA   assessore per il bilancio e le finanze. Possibilmente
  non  ne  faremo  neanche uno o ne faremo  due,  dipenderà   dalla
  tipologia dei beni da valorizzare. Se facciamo una valorizzazione
  per  i  beni  della sanità può essere che cercheremo il  luminare
  della  sanità, poi se vogliamo fare per l'ESA e dire che ci  sono
  advisor  che  devono interessarsi dei terreni o delle costruzioni
  con  terreno  potremmo  farne tanti anche  per  una  celerità  di
  intervento  accorpando  o  come già è detto  nella  stessa  legge
  quando  andiamo  più avanti troveremo che per la  sanità  abbiamo
  determinato  alcune  cose precise dicendo  per  esempio  che  noi
  vogliamo  vedere  come  possono essere valorizzati  gli  ospedali
  dismessi,  dicendo  che l'anno 2005 - se ci arriviamo  e  noi  lo
  vogliamo  -  saranno  per compensare le perdite  nelle  ASL;  per
  l'anno 2006 abbiamo detto che c'è una riserva del 50% che servirà
  all'ammodernamento degli ospedali.
   In  questo  istante,  quando diamo la  norma,  dalla  norma  può
  discendere  una  advisor,  tre advisor,  quattro,  cinque,  tanti
  quanti  è possibile attivarne. E' chiaro che cercheremo di  farne
  uno  solo  per  avere  una  visione completa  e  complessiva  del
  problema.  Ma  oggi non mi sento di impegnare il Governo  dicendo
  che ne faremo uno solo.

                     Per richiamo al Regolamento

    ACIERNO  Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor  Presidente, io mi riferisco  alla  parte  del
  nostro  Regolamento che norma l'ammissibilità  degli  articoli  e
  degli  emendamenti  alla  votazione  dell'Aula,  e  mi  riferisco
  specificatamente a due momenti di questo articolo, avendo sentito
  il   Governo.  Il  primo  riguarda  l'intervento   dell'onorevole
  Beninati  e  la  sua risposta che viene smentita, sempre  con  il
  massimo  rispetto, signor Presidente,  dal  comma 3 dello  stesso
  articolo  che non si riferisce alla legge nazionale per  affidare
  l'incarico  di  advisor,  ma  prevede  invece  che  l'affidamento
  dell'incarico  è  disposto  dal  Presidente  della  Regione   con
  riferimento alle materie che ne formeranno oggetto tenendo  conto
  dei  requisiti di provata affidabilità e capacità. E così abbiamo
  definito,  non con una legge, l'incarico di advisor semplicemente
  con le sensazioni del Presidente della Regione. Quindi, quanto  è
  stato  risposto all'intervento dell'onorevole Beninati è smentito
  dal  comma 3 di questa legge. Ciò che continuo a non capire è  il
  numero degli advisor e le somme che stiamo stanziando e l'urgenza
  di dovere dare incarichi da centomila euro a una persona nel 2004
  per  un lavoro che chiaramente non potrà svolgere. Sarà  nominato
  utilizzando la famosa norma nazionale di cui nessuno ha  traccia,
  e  per  tale  incarico intanto per l'anno 2004 a  questo  signore
  daremo  centomila euro, dopo di che per il 2004  non  potrà  fare
  niente  ma lo avremo pagato; dopo, nel 2005, avremo istituito  il
  capitolo  da  centomila  euro che non possiamo  più  quantificare
  quanto  sarà,  ma  pensando  al numero  dei  nostri  assessorati,
  partendo  dall'unità  base di centomila euro,  potremmo  trovarci
  nella  finanziaria del 2005 più di un milione  di  euro  per  gli
  advisor.
   Allora  sarebbe opportuno che l'onorevole Cintola, assessore  al
  Bilancio,  ricordasse  i  suoi interventi  a  favore  del  popolo
  siciliano e della Sicilia fatti in quest'Aula fino a due mesi  fa
  da  deputato regionale  Eviteremmo  di spendere inutilmente soldi
  per  il  2004  visto che è finito  ed economizzeremmo  una  certa
  quantità  di  risorse  da qui a dicembre che potremmo   rimettere
  nel  bilancio  del 2005 vedendo di allegerire, senza  bisogno  di
  advisor, il costo del bilancio della Regione.

        Riprende la discussione del disegno di legge n. 917/A

    CAPODICASA   Chiedo  di  parlare  per  dichiarazione  di   voto
  sull'emendamento 2.3.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA    Signor   Presidente,   sull'argomento   c'è    un
  emendamento  soppressivo a mia firma e quindi non  devo  spendere
  molte  parole, e poi mi pare che l'onorevole Speziale  abbia  già
  illustrato  nel  merito.  Però,  poiché  c'è  stata  una  replica
  dell'assessore,  volevo  dichiararmi assolutamente  insoddisfatto
  della  replica  poiché  la dichiarazione  dell'assessore  aggrava
  ancor di più la preoccupazione che noi abbiamo.
   In   sostanza,  egli  dice  che  la  norma  può  comportare  una
  proliferazione  di  advisor  nei vari  rami  dell'Amministrazione
  secondo  le esigenze di ogni singolo assessorato. A mio giudizio,
  questa    dichiarazione   contrasta   con   un   principio    che
  nell'Amministrazione deve essere ineludibile,  il  principio  che
  afferma che tutto ciò che concerne il patrimonio va gestito da un
  unico  assessorato,  in  quanto c'è un assessorato  che  ha  tale
  competenza. Dopodiché dall'Assessorato al patrimonio si può -  in
  qualità  di  assessorato che gestisce il patrimonio a  cui  viene
  conferito tutto ciò che è alienabile e non alienabile -  decidere
  quali  sono  i  beni  alienabili e attraverso  quell'assessorato,
  semmai,  vengono  avanzate le richieste per  un  advisor,  perché
  quest'ultimo  non rende un servizio gratuitamente, ogni  advisor,
  infatti, ha un costo, in quanto svolge un servizio e tra  l'altro
  si fanno pagare profumatamente
   Onorevole   Assessore,   mi   sono  già   dichiarato   contrario
  all'advisor  e  anche se a seguito del dibattito  in  Commissione
  sono state apportate alcune modifiche che condividiamo, in realtà
  è proprio questo meccanismo che a mio giudizio non abbisognerebbe
  di una norma.
   La  scelta di un advisor non necessita di una norma, c'è bisogno
  di  una  norma  perché  si vuole conferire  al  Presidente  della
  Regione questa competenza, mentre ogni assessore, singolarmente o
  l'Assessore che ha il patrimonio nella disponibilità,  attua  una
  delibera  di  Giunta e nomina un adivisor. Qui,  invece,  secondo
  ormai un regime presidenzialista, che si vuole imporre a tutti  i
  costi  all'Amministrazione, si sta scegliendo una strada  diversa
  che è quella di moltiplicare le competenze per conferire maggiore
  potestà  al  Presidente  della  Regione,  il  quale,  ovviamente,
  rispetto a questa procedura finirà per nominare 12 nuovi advisor,
  tanti quanti sono gli assessorati nella nostra Regione.
   Signor  Presidente, ritengo quindi che la replica dell'Assessore
  consigli ancora di più di votare contro la norma.

    CINTOLA   assessore  per il bilancio e le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

    PPRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, onorevole Capodicasa, non  vorrei
  essere frainteso sull'argomento, per onestà intellettuale.
   Non  ho  detto che dovremmo fare 20 advisor; non ho fatto  altro
  che  esplicitare quanto è già scritto nella legge:  la  procedura
  per  l'affidamento dell'incarico di advisor viene effettuata  dal
  Presidente  della Regione e si attiva su proposta  dell'Assessore
  al  ramo  competente  per  materia, sentito  l'Assessore  per  il
  bilancio e le finanze'.
   Noi  come  Governo abbiamo deciso, volontariamente, di dare  una
  valorizzazione  seria e compiuta al patrimonio  della  Regione  e
  vogliamo,  effettivamente, che l'anno 2005 sia l'anno  di  questa
  valorizzazione, considerato che anche nel precedente anno  questo
  discorso  è  stato  fatto, anche se poi non è  stato  attivato  e
  definito;  è vero, infatti, che  l'anno precedente, nei  capitoli
  di  bilancio vi era in entrata la dismissione di alcune proprietà
  della  Regione siciliana. Quindi, l'avere previsto l'advisor,  in
  questi termini, è un fatto di estrema lucidità e trasparenza, non
  capisco  come  il fatto che io abbia aggiunto che possano  essere
  più   di   uno,  ma  può  anche  essere  uno,  possa   costituire
  un'aggravante. A mio avviso, sta soltanto a dimostrare la volontà
  del  Governo  di  giungere  al compimento  dell'opera  che  si  è
  prefisso di portare a termine.
   Io   capisco   che  l'opposizione  dice  no  perché   preferisce
  arrivare  al prossimo anno con entrate inferiori ed accusarci  di
  avere  fatto  un altro buco nel bilancio. Ma chi dice  di  essere
  maggioranza e si esprime come tale non può inseguire  il  Governo
  su un advisor che non verrà pagato dal Governo della Regione, che
  non  graverà  sul bilancio della Regione, ma che  si  pagherà  in
  quanto  avrà  proceduto e si sarà messa in atto la  procedura  di
  valorizzazione e possibile vendita.
   Pertanto,  a  questo punto, non interpreterei  negativamente  la
  norma  sugli  advisor  e  mi  appellerei  invece,  ma  con  molta
  tranquillità, onorevole Acierno...

    ACIERNO   Onorevole Cintola, si dovrebbe appellare all'articolo
  77  della finanziaria del 2001 che non le consentirebbe  di  fare
  certe cose

    PRESIDENTE  Onorevole Assessore, la invito a concludere.

    CINTOLA   assessore  per il bilancio  e  le  finanze.  Io  sono
  contento che il listino da diciotto sia passato a nove. Non è  un
  caso che io sia contento

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'articolo 2.

    CRACOLICI   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

  (Alla richiesta si associano gli onorevoli Capodicasa,  Granata,
     Moschetto, Speziale, Tumino, Zago, Panarello e Spampinato)

           Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 2

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indìco   la  votazione   per   scrutinio   segreto
  dell'articolo  2. Onorevoli colleghi, voglio intanto  esplicitare
  il  significato  del  voto. Siccome c'è soltanto  un  emendamento
  soppressivo, si vota la conferma dell'articolo 2. Quindi chi vota
  a  favore, vota a favore del mantenimento dell'articolo 2  e  chi
  vota contro, vota per la sua abrogazione.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della verifica

    PRESIDENTE  Proclamo l'esito della votazione:

   Presenti e votanti 50
   Maggioranza        26
   Favorevoli         14
   Contrari           35
   Astenuti             1

                      (L'Assemblea non approva)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                             «Articolo 3
     Gestione del servizio di riscossione dei tributi in Sicilia
                       relativa all'anno 2005

   1.  Al   fine   di assicurare  la  continuità del   servizio  di
  riscossione  dei tributi in Sicilia, in scadenza al  31  dicembre
  2004  e nelle more che nell'ambito nazionale vengano definite  le
  nuove  modalità di gestione, fino al 31 dicembre 2005 il predetto
  servizio  resta  affidato,  nei  singoli  ambiti,  alla   società
  Montepaschi Serit S.p.A., che in atto lo gestisce.
   2.  Per  il  servizio  svolto  dalla  Montepaschi  Serit  S.p.A.
  nell'anno  2005  la remunerazione è corrisposta nella  misura  in
  atto   vigente,  con  le  modalità  previste,  per  l'anno  2004,
  dall'articolo  18, commi 1 e 2, della legge regionale  31  maggio
  2004, n. 9.
   3.  L'onere derivante dalle disposizioni di cui al comma 2 trova
  riscontro,   per  l'esercizio  finanziario  2005,  nel   bilancio
  pluriennale della Regione, UPB 4.3.1.5.3, codice 020211».

   Comunico  che all'articolo 3 è stato presentato dagli  onorevoli
  Acierno e Lo Curto l'emendamento soppressivo 3.3.

    ACIERNO  Dichiaro di ritirarlo.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per cinque minuti.

       (La seduta, sospesa alle ore 21.06, è ripresa alle ore
                               21.16).

   La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, si passa all'articolo 4. Ne  do
  lettura:

                             «Articolo 4
                  Modifica all'articolo 1, comma 1,
            della legge regionale 16 dicembre 2000, n. 25

   1.  La  disposizione di cui all'articolo 1, comma1, della  legge
  regionale  16  dicembre  2000, n. 25 e  successive  modifiche  ed
  integrazioni  non  si  applica ai comuni ricompresi  nel  secondo
  turno elettorale dell'anno 2000».

   Comunico  che  sono  stati  presentati  i  seguenti  emendamenti
  soppressivi:

   -dagli onorevoli Acierno e Lo Curto: emendamento 4.1;
  -dagli onorevoli Capodicasa, Speziale e Panarello: emendamento
  4.2;
  -dall'onorevole Panarello: emendamento 4.3.

   Onorevoli  colleghi,  per  un maggiore approfondimento  dispongo
  l'accantonamento dell'articolo 4 e dei relativi  emendamenti.  Si
  passa all'articolo 5. Ne do lettura:

                             «Articolo 5
    Indennità dei presidenti dei consigli di circoscrizione e dei
                             consiglieri

   1.   L'indennità  spettante  ai  presidenti  dei   consigli   di
  circoscrizione  è  ridotta del 50 per cento.  Ai  consiglieri  di
  circoscrizione   è  corrisposta  una  indennità   pari   ai   2/3
  dell'indennità percepita dai presidenti.
   2.  Tali  disposizioni si applicano a decorrere dal  rinnovo  di
  tali  organi successivo alla data di pubblicazione della presente
  legge».

   Comunico   che  è  stato  presentato  dall'onorevole  Capodicasa
  l'emendamento 5.1.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                       Sull'ordine dei lavori

    ACIERNO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  durante  la
  discussione sull'articolo 2, ho voluto segnalare alla  Presidenza
  una  incongruenza  del  testo. L'Aula, per fortuna,  ha  bocciato
  l'articolo  2. Signor Presidente, poiché da alcuni  giorni  si  è
  aperto  un  dibattito  all'esterno  di  questo  Palazzo  su  come
  quest'Assemblea  abbia  approvato la  legge  elettorale,   vorrei
  continuare  a  sollecitare la Presidenza nel momento  in  cui  si
  mette  in discussione e in votazione un articolo che riguarda  le
  privatizzazioni   di   enti,  aziende  regionali   e   operazioni
  finalizzate  alle riduzioni degli oneri finanziari  sul  bilancio
  regionale  ed il Governo, nella sua replica, tenta di  convincere
  quest'Aula  che la figura di advisor, procedendo alla dismissione
  del patrimonio della Regione, sarebbe intervenuta nel risanamento
  del bilancio.
   Vorrei  ricordare  al  Presidente dell'Assemblea  che  è  ancora
  vigente  l'articolo 77 della legge 6/2001 che recita:  le risorse
  derivanti  dai  saldi attivi dei bilanci finali di   liquidazione
  degli  enti  siciliani quali EMS, ESPI, AZASI,  sono  versate  in
  entrata  al  bilancio  della Regione per essere  destinate  dalla
  Giunta  regionale  a  spese di investimento sui  territori  delle
  province nei quali ricadono gli insediamenti produttivi'.
   Cosa  vuol  significare  l'articolo  77,  argomento  questo  che
  affronteremo in sede di discussione sull'articolo 23 del presente
  disegno  di  legge?   Vuol significare che non  è  vero  che  con
  l'alienazione di beni del patrimonio interveniamo per alleggerire
  il  bilancio  della Regione, in quanto per alcune vicende  avremo
  una  voce  di  entrata  che,  immediatamente,  diventa  un'uscita
  obbligata  dall'articolo  77. Allora,  non  possiamo  mettere  in
  votazione  norme che vanno in contrasto con altre  norme  vigenti
  perché rischiamo soltanto di creare dei mostri legislativi
   Sarebbe  opportuno, quindi, che prima di mettere in  discussione
  ed  in votazione un articolo di questa legge, gli Uffici facciano
  i  dovuti  controlli, verifichino se le norme che vengono  votate
  siano in contrasto con altre norme. Poiché al fatidico articolo 2
  si  parlava anche degli enti regionali, non era possibile che  la
  privatizzazione di quegli enti andasse, con il suo  ricavato,  ad
  alleggerire il bilancio.
   Signor Presidente, pertanto, non vorrei più sentire dire  da  un
  assessore di questo Governo, che sostengo, che è contento che  il
  listino  è a otto, a nove, a dodici, voltando lo sguardo  a  cose
  che non hanno alcuna attinenza con questa materia.

    PRESIDENTE   Onorevole  Acierno,  lei  ha  chiesto  di  parlare
  sull'ordine  dei  lavori. La prima parte del suo  intervento  era
  sull'ordine dei lavori, ma adesso la invito a concludere.

    ACIERNO   Signor  Presidente, il  mio  intervento  continua  ad
  essere  sull'ordine  dei lavori, visto il  precedente  intervento
  dell'Assessore. Considerato che  tento sempre di difendere questa
  maggioranza,  ma  soprattutto l'attività  legislativa  di  questo
  Parlamento, al fine di evitare di leggere domani sui giornali che
  il  Commissario dello Stato, il quale più volte ha sbagliato  nei
  suoi  interventi,   ci venga ad insegnare   come  si  legifera  e
  poiché   ritegno  che  siamo  capaci  nello  svolgere  l'attività
  legislativa  e  che i supporti dei nostri uffici siano  adeguati,
  all'altezza  di  tutto  questo, spero  che  la  Presidenza  possa
  evitare  in  futuro  che l'onorevole Acierno  debba  ritornare  a
  parlare  sull'ordine  dei lavori o sul richiamo  al  Regolamento,
  perché c'è il rischio che  si approvino norme in palese contrasto
  con altre vigenti in Sicilia.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
                            numero 917/A

    PRESIDENTE   Pongo  in  votazione  l'emendamento  5.1  a  firma
  dell'onorevole Capodicasa.. Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA   vice  presidente  della  Commissione  e  relatore.  Mi
  rimetto all'Aula.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 5, così come risulta emendato.  Il
  parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:

                             «Articolo 6
                Prosecuzione gestione Villa d'Orleans

   1.  Gli  interventi di cui all'articolo 12 della legge regionale
  26  dicembre  2002,  n.  23, sono disposti annualmente  ai  sensi
  dell'articolo  3,  comma 2, lettera h) della legge  regionale  27
  aprile 1999, n. 10».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                             «Articolo 7
            Ripianamento esposizioni debitorie Enti Fiera

   1.  L'Assessorato  regionale  del bilancio  e  delle  finanze  è
  autorizzato  a  prestare  garanzia sussidiaria  in  favore  degli
  istituti  di  credito che erogheranno mutui  a  favore  dell'Ente
  autonomo  Fiera di Palermo e dell'Ente autonomo Fiera di  Messina
  finalizzati  al ripianamento delle proprie esposizioni  debitorie
  sussistenti  alla  data  del 30 giugno 2004  e  comunque  per  un
  importo complessivo massimo pari a 10.000 migliaia di euro.
   2.  Per  le  finalità  del comma 1 l'Assessorato  regionale  del
  bilancio  e  delle finanze deve approvare il piano di risanamento
  aziendale e il piano di ammortamento del mutuo, verificando  ogni
  dodici mesi che gli stessi piani siano rispettati.
   3.  Nelle  more che venga erogato il mutuo di cui  al  comma  1,
  l'Assessorato   regionale  della  cooperazione,  del   commercio,
  dell'artigianato e della pesca è autorizzato a concedere all'Ente
  autonomo  Fiera  di Palermo un'anticipazione di 400  migliaia  di
  euro  da  restituire  al  momento  dell'erogazione  del  mutuo  e
  comunque entro il 31 dicembre 2005».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   - dagli onorevoli Forgione e Liotta: emendamento 7.1;
   - dagli onorevoli Tumino e Barbagallo: emendaemnto 7.3 e 7.2;
   - dall'onorevole Mancuso: emendamento 7.4 e 7.5;
   -  dagli onorevoli Capodicasa, Speziale e Panarello: emendamento
  7.6.

    SAVONA   vicepresidente della Commissione  e  relatore.  Chiedo
  l'accantonamento dell'articolo 7.

    PRESIDENTE  Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                       Sull'ordine dei lavori

    DINA  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DINA   Signor Presidente, ritengo sia utile una sospensione  di
  cinque minuti per maggiori approfondimenti.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, ci sono due tesi:  l'onorevole
  Dina chiede una breve sospensione per un approfondimento ed altri
  colleghi chiedono il rinvio della seduta.
   Allo  stato  attuale,  non credo che ci siano  le  esigenze  per
  rinviare  la  seduta.  Se c'è un'esigenza di approfondimento  per
  qualche questione specifica, non ho alcuna difficoltà a concedere
  una  breve  sospensione dei lavori. Peraltro,  ci  sono  numerosi
  articoli   che  non  presentano  emendamenti  o  che   presentano
  emendamenti  di entità relativa. Potremo procedere, intanto,  con
  gli  articoli  che  non presentano particolari  difficoltà,  come
  l'articolo 8.

    SPEZIALE    Signor  Presidente,  per  quale  motivo   è   stata
  richiesta la sospensione dei lavori?

    PRESIDENTE  L'onorevole Dina ha chiesto una sospensione  perché
  il  suo  Gruppo  parlamentare  ha  bisogno  di  approfondire  una
  questione di natura politica.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO    Signor   Presidente,  personalmente,   non   sono
  contrario  a  nessuna delle due ipotesi, però, nel  caso  in  cui
  stasera  si  decida di procedere con i lavori, chiedo  che  venga
  seguito  l'ordine dell'articolato, perché non si  può  accettare,
  così come è avvenuto in altre occasioni, che determinati articoli
  si   votino  soltanto  quando  ci  sono  le  condizioni  per   la
  maggioranza.  Gli articoli seguono un ordine, chiedo  che  ci  si
  attenga a quell'ordine.

    PRESIDENTE   Come  lei  sa, onorevole  Spampinato,  questo  può
  essere soltanto un auspicio.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
                            numero 917/A

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                             «Articolo 8
                Misure finanziarie - Liquidazione EAS

   1.   Per  far  fronte  agli  oneri  derivanti  dalla  messa   in
  liquidazione  dell'EAS,  ivi compresi quelli  a  carico  dell'EAS
  derivanti  dal  passaggio  degli invasi  e  degli  impianti  alla
  società  Siciliacque e fino alla piena operatività  degli  ambiti
  territoriali ottimali, nonché per le finalità di cui al  comma 2,
  l'Assessorato  regionale dei lavori pubblici è  autorizzato,  per
  gli  anni  2005-2020, ad erogare all'EAS la somma complessiva  di
  195.855 migliaia di euro.
   2.  Dall'1   settembre 2004 e fino all'avvio della gestione  del
  servizio  idrico  integrato  da parte degli  ambiti  territoriali
  ottimali,  la  Regione garantisce in via solidale le obbligazioni
  assunte dall'EAS per l'approvvigionamento di acqua.
   3.  Per  provvedere agli oneri di cui ai commi 1  e  2,  pari  a
  195.855   migliaia   di   euro,  è   autorizzato,   a   decorrere
  dall'esercizio  finanziario  2005,  un  limite  quindicennale  di
  impegno  di 13.057 migliaia di euro, il cui onere trova riscontro
  nel  bilancio  pluriennale della Regione, UPB  4.2.1.5.2,  codice
  12.02.01, accantonamento 1001».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    TURANO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE .    Onorevoli    colleghi,    dopo     l'intervento
  dell'onorevole Turano, sospenderò la seduta per dieci minuti.  Ha
  facoltà di parlare l'onorevole Turano.

    TURANO   Signor  Presidente, allora mi riservo  di  intervenire
  successivamente. Vorrei capire qual è l'indirizzo dell'Aula,  del
  Governo e della Presidenza sui lavori di questa sera.

    PRESIDENTE   Onorevole Turano, attualmente  c'è  una  richiesta
  per  una  breve  sospensione dei lavori da parte   dell'onorevole
  Dina.

    TURANO  Signor Presidente, l'articolo 4 è stato accantonato?

    PRESIDENTE  Sì, onorevole Turano, così come l'articolo 7.

    TURANO   Bene, signor Presidente, un ragionamento sull'articolo
  4  va  fatto  in  maniera approfondita, perché altrimenti  si  dà
  origine   ad  una  serie  di  implicazioni  che  possono   essere
  devastanti per il funzionamento degli uffici.
   Con  l'articolo 4, ad esempio, si determina quello che era stato
  stabilito  con  la  legge  elettorale  a  proposito  del   rinvio
  dell'anticipazione  della tornata consiliare  in  alcuni  comuni.
  Non  si entra, però, nel merito dello sbarramento del cinque  per
  cento. E quindi non si capisce come si voti in questi comuni e se
  le  liste  devono o meno superare lo sbarramento del  cinque  per
  cento.
   Queste considerazioni, secondo me, meritano un approfondimento.

    FORMICA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORMICA    Signor   Presidente,  ho   apprezzato   l'intervento
  dell'onorevole  Turano ed anche quello del  Capogruppo  dell'UDC,
  onorevole Dina.
   Ritengo  che  queste  variazioni di bilancio  stiano  avendo  un
  percorso d'Aula del tutto regolare e vorrei dire anche condiviso.
   Il  fatto che ci siano alcune osservazioni a proposito di taluni
  articoli,  non inficia il tentativo brillante che sta facendo  la
  Presidenza di andare avanti sulla linea condivisa.
   Nulla  toglie,  vorrei dire all'onorevole Turano e all'onorevole
  Dina,  che una volta esitati gli articoli sui quali non  ci  sono
  grandi  contenziosi, si possano sospendere i  lavori  d'Aula  per
  dieci  minuti,  per un quarto d'ora, per mezz'ora, per  il  tempo
  che   occorre  per  approfondire  gli  articoli  che  sono  stati
  accantonati.
   Inviterei,  quindi,  i  colleghi  a  prendere  atto  di   questa
  situazione propositiva e favorevole e ad andare avanti su  quanto
  condiviso.
   E'  ovvio  che  l'Aula e la Presidenza, nel momento  in  cui  si
  affronteranno  i  problemi  relativi agli  articoli  accantonati,
  concederà,  su  richiesta delle forze politiche  interessate,  un
  congruo termine per approfondire le tematiche in questione.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi, su richiesta  del  Capogruppo
  parlamentare dell'UDC, la seduta è sospesa per un quarto d'ora.

       (La seduta, sospesa alle ore 21.30, è ripresa alle ore
                               22.08)

  La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, considerato che per  l'articolo
  9  è stato chiesto l'accantonamento, si passa all'articolo 10. Ne
  do lettura:

                            «Articolo 10
                  Comitato regionale comunicazioni

         1.  All'articolo 101, comma 3, della legge regionale
        26  marzo 2002, n. 2, dopo le parole 'garanzie  nella
        comunicazione'  sono  inserite  le  seguenti   'anche
        mediante  la  stipula di una convenzione sottoscritta
        dal    Presidente   dell'Autorità,   dal   Segretario
        Generale  della  Regione  siciliana,  dal  Segretario
        Generale  dell'Assemblea regionale  siciliana  e  dal
        Presidente    del   Comitato,   nella   quale    sono
        specificate  le funzioni delegate nonché  le  risorse
        assegnate  dall'Autorità  per  provvedere   al   loro
        esercizio,   anche  sulla  base  dei  contenuti   del
        protocollo  d'intesa  sulla  piena  attuazione  della
        legge 7 giugno 2000, n. 150.
         2.  Dopo  il  comma 3 dell'articolo 101 della  legge
        regionale  26  marzo  2002, n.  2,  sono  aggiunti  i
        seguenti commi:
         '3  bis.  Entro  il 30 settembre di  ogni  anno,  il
        Comitato  presenta al Presidente della  Regione,  per
        la  relativa  approvazione, ed all'Autorità,  per  la
        parte  relativa  alle funzioni ad essa  delegate,  il
        programma  di  attività  per l'anno  successivo,  con
        l'indicazione  del  relativo  fabbisogno  finanziario
        per l'esercizio delle funzioni medesime.
         3  ter.  Entro il 31 marzo di ogni anno, il Comitato
        presenta  al Presidente della Regione, al  Presidente
        dell'Assemblea  regionale siciliana ed  all'Autorità,
        per   quanto   riguarda  le  funzioni  dalla   stessa
        delegate,  una  relazione  conoscitiva  sul   sistema
        delle   comunicazioni   in  ambito   regionale,   ivi
        compreso  il  settore radiotelevisivo ed  editoriale,
        nonché  sull'attività  svolta  nell'anno  precedente,
        con il relativo rendiconto della gestione.
         3  quater. Il Comitato rende pubblici attraverso gli
        opportuni  strumenti informativi e  d'intesa  con  il
        Presidente della Regione, il programma di attività  e
        la    relazione   conoscitiva   sul   sistema   delle
        comunicazioni  in  ambito regionale  e  sull'attività
        svolta nell'anno precedente.'.
         3.   Al   comma  5  dell'articolo  101  della  legge
        regionale  26  marzo  2002,  n.  2,  è  aggiunto   il
        seguente comma:
         '5 bis. Per lo svolgimento delle funzioni proprie  e
        di  quelle  delegate dall'Autorità  per  le  garanzie
        nelle   comunicazioni,  il  Comitato  può   avvalersi
        dell'Ispettorato  del Ministero  delle  Comunicazioni
        competente per territorio, ai sensi dell'articolo  3,
        comma  5, del decreto legge 30 gennaio 1999,  n.  15,
        convertito  con modifiche dalla legge 29 marzo  1999,
        n.  78,  ed operare in raccordo con tutti gli  organi
        periferici  dell'Amministrazione statale di  cui  può
        avvalersi   l'Autorità   nell'esercizio   delle   sue
        funzioni   ai  sensi  della  normativa  vigente.   Il
        Comitato,  entro  i  limiti delle  risorse  assegnate
        all'Autorità  per le Garanzie nelle Comunicazioni,  a
        valere  sulle  medesime, per provvedere all'esercizio
        delle  funzioni dalla stessa delegate, può  avvalersi
        dell'apporto, anche mediante la stipula  di  apposite
        convenzioni,  di  soggetti ed  organismi  pubblici  o
        privati   abilitati  di  riconosciuta   indipendenza,
        competenza   e   professionalità  nel   campo   delle
        telecomunicazioni,    della    radiotelevisione     e
        dell'editoria su carta o elettronica.'>>.
   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

        -dagli  onorevoli  Acierno  e Lo Curto:  10.3,  soppressivo
          dell'articolo;
  -dall'onorevole Misuraca: 10.1.

   Pongo in votazione l'emendamento 10.3. Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Contrario.

    PRESIDENTE  Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 10.1. Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Comunico che è stato presentato il subemendamento 10.1.1.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI    Signor  Presidente,  questo   subemendamento   ha
  l'obiettivo  di  far  sì  che  il  Comitato  regionale   per   le
  comunicazioni  abbia una composizione uguale a quelli di tutte le
  altre  Regioni  italiane.  Come  è  noto,  il  Comitato  per   le
  comunicazioni   siciliano  è  stato  istituito  su   nomina   del
  Presidente   della   Regione  e  del  Presidente   dell'Assemblea
  regionale,  facendo venire meno un principio di pluralismo  della
  rappresentanza  in un settore delicato, qual è il  settore  delle
  comunicazioni.
   Credo che quest'Aula debba riappropriarsi di una funzione che  è
  propria  del Parlamento, nel definire non soltanto le ragioni  di
  decadenza  dell'attuale  organismo,  ma  anche  di  prevedere  la
  possibilità  che  saranno il Parlamento  ed  i  suoi  deputati  a
  scegliere  i  futuri  componenti del Comitato  regionale  per  le
  comunicazioni. Lo ritengo un atto di trasparenza  e  di  garanzia
  del massimo pluralismo.

    PRESIDENTE   Pongo  in votazione il subemendamento  10.1.1.  Il
  parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

       SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore.
  Contrario.

    CRACOLICI  Signor Presidente, chiedo che la votazione  avvenga
  per scrutinio segreto.

    PRESIDENTE   Onorevole  assessore,  le  osservazioni  sollevate
  dall'onorevole Cracolici sono esatte perché, in tutte le Regioni,
  i  CORECOM  sono  eletti dai rispettivi Consigli regionali;  qui,
  invece,  vi  era un'anomalia dovuta al fatto di dover  affrontare
  una situazione di emergenza - da diverso tempo vigeva una proroga
  -  e  quindi,  sostanzialmente, questa disposizione riallinea  il
  CORECOM a quello delle altre Regioni.

    CINTOLA   assessore per il bilancio e le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA   assessore  per  il bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  vorrei  comprendere,   capire,
  ubbidire e non combattere o non combattere ed ubbidire.
   Da  due anni e mezzo vi è all'ordine del giorno il rinnovo delle
  Commissioni  legislative dell'Assemblea regionale  siciliana.  La
  prima  considerazione che faccio è che ancora  ciò  non  è  stato
  fatto.
   La  seconda considerazione riguarda il fatto che si modifica  un
  testo   come  questo,   presentato  dal  Governo,  accennato   in
  Commissione e per il quale, soltanto un minuto prima, se ne parli
  all'Assessore,  a prescindere dal fatto che anche in  Commissione
  si sia accennato al problema, chiedendogli di dare un giudizio  -
  questo  è  un problema che può essere affrontato con un  voto  da
  parte dell'Assemblea, per dare un rappresentante, non si sa  bene
  con quali criteri, considerato che il voto è limitato a deputati,
  a non deputati esterni, a gente che ha una qualificazione.
   Si  pone  quindi il Governo nelle condizioni di dovere  prendere
  una  decisione che è collegiale e che invece dovrebbe  riguardare
  soltanto  il  sì  o il no dell'Assessore al bilancio  che,  nella
  fattispecie,  ha meno competenze. Non c'è niente di male  in  ciò
  che  si sta andando a fare, considerato che la branca della quale
  mi occupo non è certamente quella.
   In  questo momento, ritengo che chiedere il parere del  Governo,
  diventi per me quasi insignificante, perché, a prescindere  dalla
  risposta data, commetto un errore. Che fare: mi rimetto  all'Aula
  ogni  volta  per far sì che la stessa possa votare liberamente?
   Io,  comunque, ho chiarito i motivi della mia risposta  negativa
  perché  l'esperienza  mi  porta a  dire  che  gli  organismi  che
  dovevano   essere  portati  a  compimento  sono  stati   iscritti
  all'ordine  del  giorno per quasi un anno. Non siamo  riusciti  a
  farne uno.
   Mi  rimetto  all'Aula  su  tutti  gli  emendamenti  che  vengono
  presentati come subemendamenti, considerato che non ho  avuto  la
  possibilità  di  verificarne  il  contenuto  -  pur  restando  in
  Assemblea  nell'intera  giornata di oggi -  per  rispondere  alle
  esigenze  delle  Commissioni, dei deputati, dei  capigruppo,  sia
  quando  ci sono che quando non ci sono, per mantenere una  linea,
  non  dico di rigore, ma di precisazione. E dico che, nel  momento
  in  cui  si  parla di subemendamenti, predisposti   in  Aula,  mi
  rimetto alla stessa.

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  il   Governo   si   rimette
  all'Aula.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico  che  è  stata ritirata la richiesta di  votazione  per
  scrutinio segreto.
   Pongo in votazione il subemendamento 10.1.1.
   Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 10, nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:

                            «Articolo 11
          Istituzione della  Medaglia d'oro al valore  civile
        della Regione siciliana'

         1.  In  Sicilia  è istituita la  Medaglia  d'oro  al
        valore  civile della Regione siciliana'. La  medaglia
        è   conferita   dal  Presidente  della   Regione   ai
        familiari   dei   cittadini  residenti   in   Sicilia
        deceduti nel compimento di atti eroici.
         2.  L'onorificenza prevista al comma  1  può  essere
        estesa  anche ai cittadini non residenti  in  Sicilia
        che  siano deceduti nel compimento di atti  eroici  a
        favore del popolo siciliano.
         3.  In favore dei familiari dei cittadini di cui  al
        comma  1, individuati secondo le disposizioni di  cui
        all'articolo  2,  comma 2, della legge  regionale  13
        settembre  1999, n. 20, il Presidente  della  Regione
        è,  altresì,  autorizzato a  concedere  una  speciale
        elargizione  fino  ad un massimo di  50  migliaia  di
        euro per nucleo familiare.
         4.  Per  le  finalità dei commi 1 e 2 è autorizzata,
        per  l'esercizio finanziario 2004,  la  spesa  di  50
        migliaia di euro.
         5.  Per le finalità del comma 3 è autorizzata,   per
        l'esercizio  finanziario  2004,  la  spesa   di   150
        migliaia di euro.
         6.  Per  gli  esercizi finanziari 2005  e  2006,  la
        spesa  di cui ai commi 1 e 2, valutata in 50 migliaia
        di   euro   annui,  trova  riscontro   nel   bilancio
        pluriennale    della   Regione   2004-2006    (U.P.B.
        4.2.1.5.2 - accantonamento 1001).
         7.  Per  gli  esercizi finanziari 2005  e  2006,  la
        spesa di cui al comma 3, valutata in 150 migliaia  di
        euro  annui, trova riscontro nel bilancio pluriennale
        della   Regione   2004-2006   (U.P.B.   4.2.1.5.2   -
        accantonamento 1001).»

   Onorevoli  colleghi,  vi prego di prendere visione  del  secondo
  fascicolo, quello giallo.
   Comunico  che  è stato presentato l'emendamento 11.1,  a  firma
  degli  onorevoli  Forgione e Liotta. Lo pongo  in  votazione.  Il
  parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                            (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 11, nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                             (E' approvato)

   Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:

                            «Articolo 12
           Speciale elargizione  in favore di familiari di
                 cittadini siciliani per l'anno 2004

         1.  A  valere sullo stanziamento di cui al  comma  5
        dell'articolo 11, la speciale elargizione di  cui  al
        comma  3  del  medesimo articolo è  attribuita,   per
        l'anno  2004,  ai  familiari  dei  cittadini  Roberto
        Granvillaro,    Francesco   Salaniti    e    Antonino
        Lanzafame.»

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  lo  spirito
  dell'articolo 11, che abbiamo appena approvato, vuole essere  una
  svolta  rispetto a quanto è stato fatto in quest'Aula  nel  corso
  degli  anni e che, non più tardi di pochi mesi fa, ha visto anche
  un  acceso  dibattito,  quando si è trattato  di  riconoscere  le
  vittime  di  incidenti  aerei, piuttosto che  di  altro  tipo  di
  incidenti,  alla stregua di quelle che erano le storiche  vittime
  di mafia, così riconosciute proprio perché quest'Assemblea voleva
  dare  un  preciso  segnale  al  popolo  siciliano,  davanti  agli
  efferati  delitti  che  la mafia commetteva   e  che  continua  a
  commettere ancora oggi ( purtroppo, ieri a Palermo, vi sono state
  due vittime di mafia).
   L'articolo  11 ha voluto dare una svolta a questo strano  metodo
  di  legiferare,  soprattutto in presenza di atti  delittuosi,  di
  gravi  lutti. Signor Presidente, la sensazione che si  ha,  però,
  leggendo  l'articolo 12, è che il Parlamento decide di  istituire
  la  medaglia d'oro al valor civile, decide che conferendo  quella
  medaglia  d'oro  il  Presidente della  Regione  può  valutare  le
  condizioni  economiche  della  famiglia  che  ha  subito   questo
  gravissimo lutto anche con un contributo economico di sostegno  a
  quella famiglia. Dopodiché dovremmo approvare l'articolo 12  che,
  a  questo  punto, non riesco più a capire che senso possa  avere,
  perché,  di  fatto, non faremmo altro che dire alle  persone  che
  saranno  interessare dall'articolo 12 che, pur  avendo  fatto  un
  atto  eroico, o non gli riconosciamo la medaglia d'oro  al  valor
  civile della Regione oppure gli riconosciamo l'una e l'altra.
   Signor   Presidente,  anche  in  questo  caso,  quindi,  ritengo
  necessaria  un'attenta  valutazione, da parte  della  Presidenza,
  sulla  formulazione dell'articolo 12, che poteva essere  inserito
  come   comma,   all'articolo  11,  pur  non   trovando   la   mia
  condivisione, perché legiferare per singole persone è  un  errore
  che  continueremo  a  pagare.  E su  questo  chiedo  all'Aula  di
  riflettere.
   Oggi, in un telegiornale trasmesso da un emittente regionale,  è
  venuto  alla  luce un fatto accaduto nel comune  di  Isola  delle
  Femmine,  in  provincia di Palermo, riguardante una donna  che  è
  rimasta  vedova  due anni fa perché il marito  è  morto  annegato
  salvando  due  persone  in mare. E questa donna,  nel  corso  del
  telegiornale, dichiarava di aver sentito, soltanto  pochi  giorni
  fa, che il Presidente della Regione ha offerto un posto di lavoro
  ai  familiari  del tunisino morto compiendo lo stesso  gesto  del
  marito.
   Ed  io stasera dovrei approvare una norma scritta per due o  tre
  persone, dopo che il Parlamento ha istituito la medaglia d'oro al
  valor  civile,  cioè per riconoscere  un gesto veramente  eroico,
  nobile?
   Continuiamo, con l'articolo 12, a legiferare per dare  questo  o
  quello?
   Abbiamo  appena approvato l'istituzione di questa norma; abbiamo
  dato  modo al Presidente della Regione di valutare i casi e  dare
  un  contributo  fino  a 50 mila euro che, se parametrato  con  il
  reddito  medio di questa Regione, corrisponde ad alcuni  anni  di
  reddito della famiglia media siciliana. Si tratta cioè di un modo
  per  consentire alle famiglie di questi eroi di sopperire, almeno
  in minima parte, al dolore ed al lutto subiti.
   Quest'Assemblea, però, con l'articolo 12, ritorna  a  perseguire
  una  logica  legislativa  che non fa  onore  alla  stessa  perché
  l'eventuale  approvazione dell'articolo 12  consentirà  domani  e
  dopodomani di continuare a scrivere norme per singole vicende.
   Sarebbe  stato più corretto, quindi, che l'Aula avesse  bocciato
  l'articolo 11, dando una precisa indicazione. L'Assemblea intende
  continuare  con  quel metodo di legiferare per elargire  soldi  o
  posti di lavoro ai familiari di vittime, qualunque esse siano.
   Non  si  tratta  di  un  fatto personale. Cerchiamo  davvero  di
  cambiare le regole. Non é possibile pensare di continuare a  fare
  politica, in questa terra, in questo modo, redigendo articoli  di
  legge che interessano questo o quello. Non serve, non é su questo
  che  gli  elettori  ci  premiano. E'  esattamente  il  contrario.
  Cominciamo  a  cambiare.  Assumiamoci la  responsabilità.  Ve  lo
  chiedo  con  il  cuore perché so che, quando si parla  di  queste
  cose, affrontiamo problemi di lutto e non é il denaro che risolve
  il  problema  del lutto di una famiglia  o della perdita  di  una
  persona  cara. E non é con questo tipo di leggi che  aiutiamo  le
  famiglie dei siciliani.

    PRESIDENTE   Vorrei  ricordare  ai  colleghi  che,  su   questa
  vicenda,  la  Commissione Bilancio e Finanze aveva  stabilito  di
  votare  l'articolo  11 che prevede l'istituzione  della  medaglia
  d'oro  al  valore civile della Regione siciliana e, con  articolo
  separato, di chiudere una serie di vicende che erano a conoscenza
  -  e  sono  a conoscenza - dell'opinione pubblica, oltre  che  di
  quest'Assemblea,  per  evitare di compiere  atti  di  ingiustizia
  relativamente a soggetti che avevano vissuto situazioni  analoghe
  e per le quali l'Assemblea non era intervenuta.
   Vorrei  chiedere, invece, al Governo notizie  in  merito  a  due
  emendamenti presentati all'articolo 12, precisamente il 12.3.1  e
  il  12.4,  della  medesima fattispecie.  Uno  prevede  la  stessa
  metodologia  individuata  nell'articolo 12;  l'altro  l'ulteriore
  estensione  ad alcuni soggetti - che sono le vittime di  Avola  -
  dei  benefici  previsti  per  la legge  antimafia,  cosa  che  la
  Commissione  - come forse l'Assessore ricorderà - aveva  escluso,
  proprio per evitare di dilatare la vicenda assunzioni, etc.
   Onorevole assessore, dal momento che i due emendamenti  sono  di
  simile  contenuto ma contengono queste modifiche,  la  Presidenza
  desidera  sapere  quale dei due intende mantenere:  se  il  12.4,
  riguardante solo i 50 mila euro o il 12.3.1.

    CINTOLA   assessore per il bilancio e le finanze.  Dichiaro  di
  ritirare il subemendamento 12.3.1.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico che viene mantenuto l'emendamento 12.4.
   Comunico  che  é stato presentato l'emendamento  12.2,  a  firma
  degli onorevoli Acierno e Lo Curto, soppressivo dell'articolo 12.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Contrario.

    RAITI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    RAITI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non posso fare  a
  meno  di associarmi a quanto appena detto dall'onorevole Acierno.
  Credo   che   sia   stata  approvata  una  norma  meritevole   di
  approvazione,  alla  quale   ho  dato  il  mio  voto  favorevole,
  riguardante  l'istituzione della medaglia d'oro al valore  civile
  della  Regione  siciliana. Mi pare sia una norma  onnicomprensiva
  che,  tra l'altro, é un precetto astratto, generale, così come si
  conviene  a  qualsiasi norma di legge. Andare ora ad  affrontare,
  con  l'articolo  12,  una questione che  si  ripete  con  cadenza
  costante,  purtroppo  ogni volta che  andiamo  a  fare  norme  di
  carattere finanziario, e si ripete, in maniera individuale,  cioè
  a  dire, realizzando  norme fotografie , ora su quel soggetto ora
  su   quell'altro,   ebbene,  credo  che  non  sia   assolutamente
  opportuno.
   Chiaramente,  sono  certo che le persone  o  i  familiari  delle
  persone  decedute  a cui l'articolo si rivolge  hanno  subìto  un
  grave  lutto in corrispondenza di un atto eroico e meritevole  di
  attenzione, ma se così è, ciò dobbiamo farlo valere nell'articolo
  precedente,  non  possiamo  fare  norme  fotografie   su  singoli
  soggetti  e,  ancor di più, non possiamo pensare di  limitare  il
  dolore della perdita di familiari, con provvedimenti ad hoc.
   Oltretutto,  questa  maglia  così  aperta  lascia  una  finestra
  assolutamente  incontrollabile, perché così facendo,  daremmo  un
  riconoscimento  a coloro i quali hanno uno sponsor  politico  ben
  preciso, trascurando la condizione che, analogamente,  su oltre 5
  milioni  di  abitanti  siciliani, certamente,  ci  saranno  altre
  centinaia  di  persone che si trovano nella stessa situazione  e,
  solo  perché oggi non hanno un sostegno politico di questo o quel
  partito, o di questo o quel deputato, non potranno avere ristoro.
   Ritengo  che  il  Parlamento  sia un  organo  sovrano,  ma  deve
  emanare  norme generali ed astratte ed in base a queste, chiunque
  ne abbia diritto, presenta l'istanza e verrà trattato allo stesso
  modo: la legge deve essere uguale per tutti
   Così   facendo,  invece,  facciamo  un'offesa  a  questi  stessi
  princìpi (ma oramai ci sono abituato) ma facciamo un'offesa anche
  alla nostra intelligenza
   Tra  l'altro,  non  capisco  dove si  voglia  arrivare  seguendo
  questo principio... già mi arriva un emendamento che  riferisce i
  termini  di  un'elargizione a eredi di soggetti morti  nel  1968,
  quasi  quando  io  non  ero nato... Ed ancora,  al  riguardo,  vi
  ricordo  che  è  accaduto  proprio  in  questi  giorni  un  fatto
  gravissimo a Palermo, circostanza in cui un signore, solo  perché
  ha urtato di striscio una macchina, è stato picchiato a sangue  e
  ucciso,  lasciando  una moglie e 4 figli sul lastrico...  Allora,
  penso  proprio che dovremmo approvare una norma che preveda anche
  il risarcimento ai figli di questo signore... Se la legge è tale,
  questa  deve essere uguale per tutti e questa norma, così  fatta,
  mi  pare  che non vada in questa direzione, pertanto ritengo  che
  quest'Aula dovrà bocciarla.

    NERI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    NERI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, il  blocco  degli
  emendamenti  è  diventato un'elencazione di nomi  che  dovrebbero
  beneficiare di questa norma
   L'onorevole  Raiti  che  mi  ha  preceduto  giusto   adesso,   a
  conclusione  del suo intervento, ha detto che la norma  di  legge
  deve  essere generale ed astratta. Io credo che faremmo un grande
  servizio a questo Parlamento, ed ai siciliani che rappresentiamo,
  se  cominciassimo  a prendere l'abitudine di non  fare  sempre  e
  comunque  leggi  omnibus  e,  soprattutto,  se  cominciassimo   a
  ritenere   che  le  leggi  debbono  avere  una  loro   rigorosità
  intrinseca, cioè debbono almeno avere la parvenza di  leggi,  per
  poi  essere  proposte  ai  nostri concittadini   e  dagli  stessi
  rispettati.
   Una  norma  di legge che si limiti ad elencare i nomi di  colore
  che   dovrebbero  beneficiare  di  alcune  provvidenze   all'uopo
  previste  - non entro nel merito degli atti che hanno determinato
  queste  scelte, anche se per esempio, a proposito dei  fatti  del
  '68,  conservo  personalmente un certo tipo di ricordo,  per  cui
  sarebbe   anche  interessante  sentire  illustrare   i   relativi
  emendamenti  per  sapere  come  stanno  esattamente  le  cose   -
  discutendo ulteriori emendamenti che sono la semplice aggiunta di
  altri  nominativi, è un'offesa al Parlamento, ma  soprattutto  ai
  siciliani,  perché  non  credo  sia  questo  un  modo  degno   di
  legiferare.
   Sono  conseguentemente  a favore della soppressione  dell'intero
  articolo.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'articolo 12.2. Il  parere  del
  Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 12.3. Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 12.4 del Governo.  Il  parere
  della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, avverto che la copertura  finanziaria  sarà
  data in sede tecnica.
   L'emendamento 12.1 decade per assenza del presentatore.
   Pongo  in votazione l'articolo 12, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:

                            «Articolo 13
             Istituzione  della   Medaglia  d'oro  al  valore
        sportivo della Regione siciliana'

         1. In Sicilia è istituita la  Medaglia d'oro al valore sportivo
        della Regione siciliana'. La medaglia è conferita dal Presidente
        della Regione ai cittadini residenti in Sicilia che ottengono
        primati sportivi a livello internazionale».

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  solo  per fare notare che un articolo così formulato escluderebbe
  l'ipotesi,  che tra l'altro si è già verificata,  che  un  atleta
  residente in Sicilia e vincitore di medaglia d'oro alle Olimpiadi
  possa ottenere tale riconoscimento.
   Sicuramente,  questo  articolo  è  stato  pensato  da  un    non
  sportivo . Onorevole Raiti, non avevo dubbi che l'avesse  pensato
  lei...
   Chiedo  quindi  che sia riformulato perché il termine   primato
  identifica  qualcosa di specifico che, chiaramente, escluderebbe,
  torno  a  ripetere,  una  serie di fattispecie,  per  esempio  le
  giocatrici  di pallanuoto che hanno vinto la medaglia d'oro  alle
  olimpiadi, ma che non hanno ottenuto un primato.
   Ribadisco pertanto che l'articolo in esame vada riformulato.

    PRESIDENTE   Onorevole  Spampinato, in sede  di  coordinamento,
  resta inteso che la parola  primato  deve intendersi  risultato ,
  nel senso più ampio del termine. Così resta stabilito.
   Comunico  che  è  stato  presentato il subemendamento  13.2.  Lo
  pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo   in   votazione  l'emendamento  13.1.  Il  parere   della
  Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 13.3. Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 13, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:

                              «Art. 14
               Recupero del centro storico di Palermo

         1.  L'articolo  124, comma 4, della legge  regionale
        1  settembre 1993, n. 25, è sostituito dal seguente:
         '4.  Le  opere relative agli interventi che dovranno
        essere  realizzati  dal Comune per  il  recupero  del
        centro   storico  di  Palermo,  sono  dichiarate   di
        pubblica  utilità,  indifferibili  ed  urgenti.  Alle
        espropriazioni  previste  dalla  presente  legge   si
        applicano  le  norme  del Titolo  II  della  legge  2
        ottobre  1971,  n. 865 e riguardo alla determinazione
        delle indennità:
         a)  per le aree libere, quelle di cui ai commi 1, 2,
        3  e  4  dell'articolo  5 bis del  decreto  legge  11
        luglio  1992,  n.  333, convertito con  modificazioni
        dalla legge 8 agosto 1992, n. 359;
         b)  per  i  fabbricati, quelle di  cui  al  comma  3
        dell'articolo  13  della legge 15  gennaio  1885,  n.
        2892.  In mancanza di coacervo dei fitti, l'indennità
        è  determinata sulla media tra il valore  venale  del
        fabbricato  ed  il coacervo della rendita  catastale,
        rivalutata, dell'ultimo decennio;
         c)  per le aree sulle quali insistono ruderi, quelle
        di  cui  ai  commi  1  e 2 dell'articolo  5  bis  del
        decreto legge 11 luglio 1992, n. 333, convertito  con
        modificazioni  dalla  legge 8 agosto  1992,  n.  359,
        sostituendo  al  reddito  dominicale  rivalutato   il
        coacervo   della   rendita   catastale,   rivalutata,
        dell'ultimo decennio».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:

                              «Art. 15
                   Patto territoriale Isole Eolie

         1.  Ai  fini  della  realizzazione delle  iniziative
        previste  dal  Patto territoriale delle Isole  Eolie,
        le  opere previste e finanziate dal Patto, alla  data
        di  entrata  in vigore della presente legge,  possono
        essere   realizzate   anche  in   deroga   al   Piano
        territoriale  paesistico  e alle  norme  urbanistiche
        vigenti.

         2.  Sulla  deroga si esprime un'apposita  conferenza
        dei  servizi, composta dall'Assessorato regionale del
        territorio   e   dell'ambiente   e   dall'Assessorato
        regionale  dei beni culturali ed ambientali  e  della
        pubblica   istruzione,   che   si   riunisce   presso
        l'Assessorato    regionale    del    territorio     e
        dell'ambiente  su  richiesta del sindaco  del  comune
        nel   cui   territorio  ricade  l'opera.  Il   parere
        favorevole  reso  dalla  conferenza  dei  servizi   è
        immediatamente  esecutivo  e  costituisce  deroga  al
        Piano   territoriale  paesistico  e   variante   allo
        strumento urbanistico vigente».

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  mi  chiedo
  se questo articolo sia uno scherzo o la formulazione di una norma
  che  dovrebbe  diventare legge della nostra Regione.  Con  questo
  articolo,  stiamo  legiferando dando  la  possibilità  di  andare
  contro  legge,  autorizzando cioè a commettere abusi  all'interno
  delle isole Eolie.
   Credo  che  se le previsioni di un Patto territoriale non  siano
  rispettose delle norme urbanistiche vigenti o, ancora peggio, del
  Piano  territoriale paesaggistico, non possono venire alla  luce,
  soprattutto  in  un ambiente come quello delle  isole  Eolie,  di
  particolare pregio paesaggistico e di valore turistico.
   Spero  che  sia  una  clamorosa svista e mi  auguro  che  questo
  Parlamento non approvi mai una norma di questo genere.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  sottoscrivo
  l'emendamento presentato dal collega Liotta e pongo un problema a
  quest'Aula.  Noi  abbiamo fatto norme di  accelerazione  rispetto
  alla farraginosità degli strumenti urbanistici che, molto spesso,
  proprio   per  la  lunghezza  delle  procedure  di  approvazione,
  determinano   una  condizione  di  blocco  dello   sviluppo   del
  territorio.
   Qui  stiamo parlando di un'isola e di un piano paesistico i  cui
  vincoli  -  non  le destinazioni - attengono a considerazioni  di
  ordine naturalistico, archeologico e monumentale.
   Che  vuol  dire  autorizzare  che  le  opere  e  gli  interventi
  realizzati  con  un patto territoriale vanno in deroga  al  piano
  paesistico?  Oltretutto,  ho  avuto  modo  di  dirlo   anche   in
  Commissione,  guardate che qui state capovolgendo  una  procedura
  che  qualunque  cittadino  bloccherà al  TAR,  perché  quando  il
  Consiglio  comunale  approva una variante, deve  pur  esserci  la
  possibilità   di   avviare   il   procedimento   di   opposizione
  all'eventuale variante medesima.
   Se,  invece, qui si prevede che il Consiglio comunale, alla fine
  della  procedura,  attraverso l'istituzione della  Conferenza  di
  servizi,  dà  una  sorta  di voto confermativo,  è  evidente  che
  neghiamo un principio fondamentale che è il diritto del cittadino
  che,  magari  avendo subìto l'esproprio della propria  area  o  a
  seguito   di   una  modificazione  dell'assetto   urbanistico   e
  paesistico, ha la facoltà di potersi opporre: ma tale opposizione
  sarebbe   valutata  dallo  stesso  organo  che   approva,   nella
  fattispecie, l'assessorato regionale al territorio.
   Allora,   onorevoli   colleghi,  chiedo  all'Aula   di   evitare
  l'approvazione  di  questa  norma   schifezza   che  costituisce,
  altresì, un pericoloso precedente rispetto a vincoli che non sono
  di  natura  urbanistica  ma che attengono  a  vincoli  di  natura
  paesistica  che,  mi  permetto di  dire,  sono  qualcosa  di  più
  rilevante  e  interessante, anche sul piano della  tutela  e  del
  rispetto dei nostri beni monumentali e naturali.

    BENINATI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

    BENINATI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  su
  questo  emendamento perché la IV Commissione - purtroppo, non  ho
  portato  i  resoconti e i verbali - ha tenuto su questo argomento
  un'audizione  di un insieme di figure che, effettivamente,  hanno
  posto alcuni problemi.
   Preliminarmente, bisogna dire di cosa stiamo parlando. Il  Patto
  territoriale  delle isole Eolie, come buona parte  dei  Patti,  è
  stato finanziato antecedentemente all'entrata in vigore del Piano
  paesistico.
   In  particolare,  il Patto delle isole Eolie,  basta  vedere  le
  date  - chiunque ricorda cosa sono i patti territoriali - è  nato
  nel '97.
   Detto  questo,  è importante, perché altrimenti non  si  capisce
  perché  alcuni interventi si trovano in zone che certamente  oggi
  creano delle difficoltà al Patto stesso di poter concludersi.
   E  proprio  questo  è  uno  dei  motivi  per  cui  si  cerca  di
  intervenire  con  questa norma, perché il piano paesistico  delle
  Isole  Eolie è stato approvato - se non ricordo male - nel  marzo
  del 2001, pertanto, quando di fatto il Patto era già partito.
   E  allora,  forse  non  tanti sanno che  il  Patto  prevedeva  e
  prevede circa 71 opere, per un finanziamento complessivo  di  100
  miliardi.
   Bene,  ormai è più di un anno, due per l'esattezza, che c'è  una
  situazione  di  impasse  su 41 opere di  queste  70  e  l'impasse
  consiste principalmente nel fatto  che alcune di queste opere - e
  preciso  non  si tratta di esproprio  -, anzi che  la  stragrande
  maggioranza  di  quelle  che sono oggi in  predicato  sono  opere
  private che ricadono su terreni privati; ciononostante, e  questo
  è   importante,   l'Assessorato,  a  seguito  dell'audizione   in
  Commissione - in particolare l'assessore Granata che inizialmente
  aveva  delle  perplessità sull'argomento - si è  reso  conto  che
  effettivamente questi dubbi andavano superati e, nell'agosto  del
  2004,  ha convocato una riunione dell'Osservatorio regionale  dei
  beni culturali in cui si è posto questo problema.
   Ebbene, in quell'occasione, di queste 41 opere per le quali,  in
  effetti,  la  Sovrintendenza di Messina ha dovuto  sospendere  le
  procedure  perché in alcuni casi, chi per un verso,  chi  per  un
  altro,  ricadevano in zone che avevano delle difficoltà  ai  fini
  della  possibilità di costruire e di edificare,  ebbene,  dicevo,
  già su 23 di queste opere l'Osservatorio regionale ha dato parere
  favorevole.
   Restano ancora oggi in predicato 16 o 17 opere. A questo  punto,
  in  quell'occasione,  anche  a seguito  di  un'audizione  che  ho
  chiesto   ufficiosamente,  tra  gli  altri,  insieme  al  collega
  Ardizzone,  ho posto questo problema alla presenza dell'assessore
  Pagano:  effettivamente,  insieme al sindaco  di  Lipari  e  alla
  Sovrintendenza di Messina, tengo a precisarlo, nell'audizione  in
  Commissione è emerso, secondo quanto dichiarato ufficialmente, ci
  sono  gli  atti  che lo riportano, che di queste 15  o  16  opere
  ancora sotto osservazione, ce n'è un numero significativo,  circa
  7-8, che potrebbero anch'esse essere compatibili.
   E  allora, alla luce di questo, ritengo che siccome l'intervento
  economico  del  Patto su queste 16 o 17 opere è  di  circa  30-35
  miliardi -  quasi un terzo del Patto -  bisogna qui decidere  che
  su  questo problema queste opere, effettivamente il 50 per cento,
  circa  7,  ricadono in delle aree così chiamate di  mantenimento
  che  non  sono,  come  qualcuno pensa, zone di  tutela,  zone  di
  inedificabilità  assoluta, bensì sono quelle  aree    cuscinetto
  che,  sinceramente, non sono normate chiaramente nel Piano. Tutto
  ciò   è   stato  dichiarato  nell'audizione,  nell'incontro   con
  l'assessore  e  quindi c'è, effettivamente,  una  situazione  che
  limitatamente a circa 6-7 interventi, può essere superata con una
  norma di legge, se lo si vuole.
   Allora, a questo punto, questa norma non è nata perché si  vuole
  sanare  tutto,  non  è così: ve lo ripeto,  di  queste  41  opere
  rimaste  per  due anni ferme alla Sovrintendenza di  Messina,  23
  circa  hanno  già superato questo problema perché  l'Osservatorio
  regionale ha espresso parere favorevole; ne restano quindi  circa
  15  o  16, di queste, per tutte quelle che ricadono nell'area  di
  tutela  assoluta, nessuno sta discutendo, né si vuole intervenire
  in  quelle  aree,  ma  ci  sono un numero  di  6  o  7  ulteriori
  interventi che ricadono in delle zone così chiamate  cuscinetto ,
  zone  di mantenimento che, se con norma si vuole superare  questo
  problema, è l'unico modo per farlo, perché è ovvio che non si può
  attendere   una   variante  al  Piano   paesistico,   in   quanto
  passerebbero circa due o tre anni per prepararlo
   Considerato  che il Patto - forse non tanti sanno -  prevede  la
  chiusura  delle opere nel mese di marzo del 2005,  alla  luce  di
  tutto  questo,  congiuntamente all'approvazione di questa  norma,
  che,   oltretutto  lo rammento a tutti, qualora qualcuno  non  lo
  avesse letto bene, non c'è nessuna autorizzazione per legge,  c'è
  solo  una  autorizzazione  a  svolgere determinati  procedimenti,
  fermo  restando che i due Assessorati, in Conferenza dei servizi,
  valuteranno questi singoli progetti.
   Non  c'è  una  certezza, però si tratta di dare una possibilità,
  l'ultima a questi progetti, così come ha fatto l'Osservatorio che
  ha  espresso parere favorevole su circa 23 progetti.  I  progetti
  possono quindi essere messi in discussione e, nel caso, inserirli
  nel finanziamento, mi sembra molto chiaro, non c'è un obbligo che
  tali  opere  debbano diventare d'ufficio opere  in  deroga  o  in
  variante.
   Semplicemente  accadrà  che,  se la  Conferenza  che  si  attiva
  presso    i   due   Assessorati,   esprime   parere   favorevole,
  automaticamente,  queste  opere  vanno  in  deroga  al  piano   -
  viceversa,  non  avrebbe  senso - e in  variante  allo  strumento
  perché è anche una norma in materia di urbanistica.
   Quindi  questa norma si limita semplicemente a quanto  detto  e,
  anzi, suggerisco all'assessore Pagano una proposta che forse  può
  semplificare l'intervento che sto per fare: si potrebbe  inserire
  una  modifica  dove si dice che gli interventi di cui  si  tratta
  sono  limitati  alle zone di mantenimento, e questo  è  un  primo
  appunto,  così  facendo  si tolgono i sette  interventi  previsti
  nelle  aree di tutela per le quali nessuno vuole autorizzare  che
  vengano  fatti,  e  quindi  si  potrebbe  completare  il  dettato
  normativo    inserendo  la  previsione  che  il   sindaco   senta
  preliminarmente il parere del Consiglio comunale.
   Detto  questo,  preciso  che  la  Sovrintendenza  è  già  insita
  nell'assessorato,   soprattutto   per   quanto   riguarda      le
  Sovrintendenze di Messina, e non lo dico per pura invenzione,  ma
  perché   è stata fatta una audizione dalla Commissione su  questi
  interventi ove è emerso parere  favorevole.
   Purtroppo,  questo  impedimento normativo  crea  tale  problema.
  Quanto vi ho detto si trova negli atti della Commissione, non  li
  invento,   e   sono   atti  riconducibili   a   verbali;   quindi
  l'Assessorato  è  titolato a coinvolgere la Sovrintendenza  negli
  incontri e nelle Conferenze di servizi.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, desidero  ricordarvi  che  gli
  interventi sono per dichiarazioni di voto e pertanto  vi   invito
  ad attenervi ai cinque minuti previsti dal Regolamento.

    RAITI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    RAITI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    RAITI    Signor   Presidente,  onorevoli   rappresentanti   del
  Governo, onorevoli colleghi, intendo esprimere brevemente  il mio
  voto  contrario  a  questo articolo, perché  capisco  le  ragioni
  espresse  dall'onorevole Beninati in questa sede - e tra  l'altro
  sono  state  oggetto di discussione nella IV Commissione  -  però
  voglio porre all'attenzione un fatto.
   Noi  qui  ci  muoviamo nell'ambito delle Isole Eolie, patrimonio
  dell'Unesco,  patrimonio che ha un valore ambientale inestimabile
  ed  è  considerato  tale perché sono isole  che,  appunto,  hanno
  caratteristiche  uniche al mondo e il cui stato di  conservazione
  ambientale è fondamentale per rimanere patrimonio dell'umanità.
   Una  norma  che  va  in  questa direzione, pur  comprendendo  le
  esigenze  di  uno  sviluppo  armonico  del  territorio,  cioè  la
  possibilità  di  creare servizi agli utenti ed  ai  turisti,  pur
  comprendendo queste esigenze assolutamente importanti, credo  che
  non  possa  affrontare la problematica in tale modo, andando   in
  deroga  al  piano  paesistico in maniera  così  generica  e,  tra
  l'altro,  in  deroga  a qualsiasi altra normativa.  Ciò  potrebbe
  indurre  a  provocare una lesione incommensurabile al  patrimonio
  ambientale  che,  certamente,  consentirà  l'utilizzazione  degli
  investimenti  che  oggi  è possibile impiegare,  ma  è  solo  una
  panacea  immediata,  con  danni ad  effetti  nel  medio  e  lungo
  termine, certamente assai più rilevanti per il benessere rispetto
  ai risultati che potrebbero portare gli investimenti oggi.
   Pertanto,  inviterei  a riflettere approfonditamente  su  questo
  tema,  perché  già i Patti territoriali e tutti gli strumenti  di
  concertazione   che   prevedono  investimenti   sul   territorio,
  includono  delle deroghe ai limiti stabiliti dai piani regolatori
  generali e dagli strumenti urbanistici.
   Andare  a stabilire ulteriori deroghe, significa concedere  mano
  libera per il deturpamento del patrimonio e la nostra memoria  in
  Sicilia  non  deve  andare lontano per trovare  le   colline  del
  disonore  o, comunque, le colate di cemento che, di fatto, creano
  danno  per  decine,  se  non  per  centinaia  di  anni,  che   le
  generazioni successive dovranno affrontare con il senno  del  poi
  ed è un fatto difficile da rimediare.
   Per  questo  motivo, vi invito a riflettere e  a  votare  contro
  questo articolo.

    DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DE  BENEDICTIS.  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  penso
  che  questo  articolo possa essere considerato qualcosa  che,  in
  realtà,  non fa altro che aggiungersi a quel rosario di  deroghe,
  di  eccezioni  e  di sostanziali violazioni legittimate  che  già
  questo  Parlamento  ha  compiuto  in  numerose  altre  occasioni,
  legiferando  per eliminare e superare quei divieti che  in  altre
  forme la normativa imponeva.
   Ed   è   del   tutto  evidente  -  grazie  anche  all'intervento
  dell'onorevole Beninati - che si può fare anche a meno di  questo
  articolo   per  raggiungere  gli  obiettivi  che  ci   si   vuole
  prefiggere.
   Perché se il piano territoriale paesistico non consente, come  è
  stato  detto, la realizzazione degli interventi del PIT  -  anche
  quando  questi  interventi fossero in realtà non sconvolgenti   e
  sottolineo  anche  quando non lo fossero,  perché  in  ogni  caso
  questo  Parlamento non è messo nelle condizioni di  valutarne  la
  portata   -  la  soluzione  è  data  dalla  modifica  del   Piano
  territoriale paesistico e non nel superarlo con una legge  che  è
  offensiva  sia per il piano territoriale paesistico  che  per  la
  ratio della legge stessa.
   Ma, in realtà, questa proposta non tende a superare soltanto  il
  Piano  territoriale paesistico, bensì pure le norme  urbanistiche
  vigenti e che lo erano prima della presentazione dei progetti del
  PIT.
   Quindi,  da questo punto di vista, la distinzione che  ha  fatto
  l'onorevole  Beninati e la spiegazione dallo stesso  fornita   in
  ordine  alla  successione  cronologica  degli  eventi  non  regge
  assolutamente
   Si  vogliono  superare,  con una legge,  le  norme  urbanistiche
  vigenti.  Sarebbe  un ennesimo scempio, oltre che  urbanistico  e
  ambientale,  anche  della  normativa,  scempio  al  quale  questa
  Assemblea si presterebbe.
   Per questo motivo, chiedo che si abbia un sussulto di dignità  e
  si eviti di continuare su una strada che già troppe volte è stata
  percorsa  nel  favorire la illegalità, perché anziché avere  come
  principio  di riferimento, come bussola ferma, il rispetto  della
  legge,  qualunque essa sia e a qualunque costo,   non  costruiamo
  altro  che in ogni occasione e per ogni provvedimento legislativo
  deroghe per superare le leggi prestabilite
   E'  un modo che non possiamo assolutamente condividere e per  il
  quale  esprimiamo  ed  anticipiamo il nostro  voto  assolutamente
  contrario.

    ARDIZZONE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ARDIZZONE   Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'intervento
  e  l'excursus svolto dall'onorevole Beninati dovrebbe essere  già
  esaustivo  se  ci  fosse  stata un po'  di  attenzione  da  parte
  dell'Aula.
   Se  si   fa  individualmente appello alla  propria  coscienza  e
  all'intuizione,  probabilmente, potremmo essere in  qualche  modo
  deviati nell'esprimere il nostro voto. E ne spiego i motivi.   Mi
  piace  ribadire alcune date che l'onorevole Beninati ha messo  in
  evidenza  e  che dovrebbero essere oggetto di maggiore attenzione
  da  parte  dell'Aula e cioè il patto territoriale  approvato  nel
  1999. Che significa? Che i privati insieme al pubblico, perché in
  queste  72  opere ci sono opere pubbliche - lo diceva l'onorevole
  Bennati  - il privato insieme al pubblico decidono e, quindi,  il
  territorio  decide quale opere  servivano allo sviluppo  di  quel
  territorio.
   Nel  2001  interviene il piano paesistico,  in  itinere  c'è  il
  piano regolatore, ci sono numerosissime conferenze, audizioni, la
  Sovrintendenza  la pensa in un modo e vi posso  dire  -  possiamo
  anche prendere gli atti, i verbali della IV Commissione - che  la
  Sovrintendenza esprime parere favorevole per quello che  riguarda
  le  opere  inserite  nelle cosiddette  aree di mantenimento .  Su
  questo  bisogna  essere  chiaro, perché nessuno  vuole  edificare
  nelle  zone sottoposte a tutela vulcanologia. Debbo dire  che  il
  Governo  si  è attivato - primo l'Assessore Granata,  perchè  non
  dirlo - tra mille difficoltà....

    GRANATA   assessore  per  il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti.  State  parlando  di un argomento  inesistente  perché
  l'accordo è chiuso.

    ARDIZZONE     No,   onorevole   Granata,   scusi,   tra   mille
  difficoltà,  tra  mille  incomprensioni  ed  allora  quali  opere
  rimarrebbero  fuori?  Le  opere  inserite  in  quella  zona   che
  l'onorevole  Beninati  ha  definito  zona  cuscinetto .  Cioè  in
  questa zona si può edificare o non si può edificare?
   Noi  con  questa  norma non stiamo dicendo, onorevoli  colleghi,
  che autorizziamo all'edificazione in quelle zone, noi diciamo che
  si  faccia  un conferenza di servizi e  decida la conferenza  dei
  servizi.
   Il  Presidente  della  IV  Commissione ha  indicato  la  strada,
  inseriamo  nel  primo  comma  che la  Conferenza  dei  servizi  e
  l'autorizzazione  possono  riguardare  le  opere  inserite  nelle
  fasce, nelle zone definite di mantenimento perché ripeto, nessuno
  vuole  edificare nelle zone sottoposte al massimo della tutela  e
  soprattutto  nelle  zone  vulcanologiche, questo  significherebbe
  praticamente  che  gran  parte del piano del  patto  territoriale
  verrebbe finanziato.
   C'era  il  rischio,  si  diceva, che le somme  dovessero  essere
  restituite;  per  fortuna grazie all'impegno dell'Assessorato  ai
  beni  culturali  prima  e dopo il rimpasto  il  rischio  è  stato
  scongiurato, è un ulteriore sforzo, ma ribadisco e ripeto: poiché
  non  c'è questa comunione di intenti o questa comunione di vedute
  tra  l'Assessorato  ai beni culturali e la Sovrintendenza  che  è
  favorevole  -  lo  dico perchè ho partecipato alle  numerosissime
  riunioni  - che la sovrintendenza è favorevole ad autorizzare  ed
  ha  espresso  parere  già  favorevole perché  si  edifichi  nelle
  cosiddette  zone di mantenimento , quindi quest'Aula non fa altro
  che rinviare alla Conferenza dei servizi.
   Con  questo  inciso, per tutela di tutti, per tutela  dell'Aula,
  per  tutela  dei siciliani, per tutela soprattutto dei  cittadini
  delle  isole  Eolie  che sono i primi a non  volere  edificazione
  selvaggia,  con  l'inciso  suggerito  dal  Presidente  della   IV
  Commissione, cioè che queste deroghe possono riguardare  solo  le
  opere  inserite  nelle  fasce  di  mantenimento,  il  mio  parere
  certamente è favorevole.

    FORMICA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORMICA   Signor  Presidente, più volte  in  questa  Aula,  ma
  anche  nelle varie Commissioni, ci siamo lamentati del fatto  che
  qui  siamo abituati da un lato ad alzare la voce oltre misura sul
  fatto  che  la  burocrazia in Sicilia blocchi  gli  investimenti,
  dall'altro lato alziamo la voce anche altre  volte per puntare il
  dito sul fatto che spesso i vincoli  non vengono rispettati e che
  spesso  si assiste allo scempio delle nostre coste e della nostra
  terra.
   Sul  fatto specifico non vi è dubbio che ci sono in ballo grossi
  investimenti e noi dobbiamo in ogni modo cercare di salvaguardare
  questi  investimenti, perché sono denari che  arrivano  da  fondi
  nazionali  e  fondi comunitari e, soprattutto,  vanno  nel  senso
  delle  linee  guida  dello sviluppo siciliano che  si  incentrano
  soprattutto sul turismo.
   Ma  per una volta  che un assessorato  è intervenuto attivamente
  sul   problema   e  ha  sentito  l'esigenza  di  convocare    gli
  amministratori locali e i soggetti interessati proprio   con  una
  Conferenza  dei  servizi ante litteram, di fatto  anticipando  la
  Conferenza  dei  servizi  e, quindi, ragionando  con  i  soggetti
  interessati  per risolvere il problema, e in virtù di  ciò  si  è
  arrivati  ad approvare la quasi totalità dei progetti interessati
  e  quindi  21 su 26, io ritengo  che o  sulla proposta in itinere
  si introducano dei paletti importanti che prevedono l'espressione
  del  consiglio comunale, che prevedono  che l'assessorato  che  è
  titolare  della tutela paesaggistica delle isole Eolie  abbia  la
  potestà del potere di veto oppure,  visto che alla fine e  grazie
  al lavoro svolto dall'assessorato ai beni culturali sulla vicenda
  specifica  si  è  quasi approvato il 90 per  cento  dei  progetti
  interessati, io ritengo che alla fine di questa norma non ci  sia
  un gran bisogno.

    PANARELLO   Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PANARELLO  Signor Presidente, al di là delle ottime  intenzioni
  che   sicuramente  muovono  il  collega  Beninati  e  il  collega
  Ardizzone,  io  vorrei ricordare che la maggiore  prospettiva  di
  sviluppo per le isole Eolie è la salvaguardia dello straordinario
  patrimonio paesaggistico che esse rappresentano.

    CAPODICASA  Sono patrimonio dell'umanità.

    PANARELLO  Mi ha preceduto onorevole Capodicasa.
   Vorrei  sommessamente ricordare a tutti i colleghi parlamentari,
  e  in particolare ai colleghi della provincia di Messina, che  le
  Eolie  sono patrimonio dell'umanità e sotto la tutela dell'UNESCO
  che,  com'è noto,  è attentissima -  l'UNESCO è un'organizzazione
  attenta  alla  tutela  del paesaggio -   quindi  vorrei  evitare,
  perché  sono  sicuro che né l'onorevole  Ardizzone né l'onorevole
  Beninati  vogliono  questo,  che  si  introduca  una  norma   che
  derogando dal piano paesistico  determini un danno per  le  isole
  Eolie  piuttosto  che  la  possibilità  di  completare  il  paino
  territoriale.
   Mi  dispiace che non c'è l'assessore Pagano, non capisco  perché
  si  sia  allontanato  proprio in questo frangente   Ritengo  che,
  come   ha  fatto   in  altre  occasioni  l'assessorato  dei  beni
  culturali,  che  si è intestato una battaglia che consentisse  di
  mantenere  tale  riconoscimento alle Eolie   attraverso  norme  e
  vincoli  adeguati,  anche l'attuale Assessore, che in atto  si  è
  sottratto  a  questa discussione,  dovrebbe per primo   suggerire
  che  avvenga  in  un contesto che non dia la sensazione   che  il
  Parlamento  siciliano attraverso una deroga al vincolo paesistico
  possa danneggiare le isole Eolie al di la delle intenzioni.
   Ecco  perché  penso che la strada da perseguire e   raggiungere
  gli  ottimi  obiettivi di cui hanno parlato alcuni  colleghi  sia
  quella  di  verificare,  dal punto di  vista  amministrativo,  la
  possibilità  -  come si è fatto in precedenza - di completare  le
  opere   che  è  possibile  completare  senza  introdurre   questa
  pericolosissima  deroga  al  piano paesistico,  che  -  ripeto  -
  nell'interesse delle Eolie è bene evitare.

    BARBAGALLO . Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   BARBAGALLO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io   non
  aggiungo  molte altre considerazioni perché la vicenda mi  sembra
  molto chiara.
     Le  argomentazioni addotte dai colleghi dell'opposizione  sono
  facilmente comprensibili. Sono preoccupato, invece, per uno stile
  che potrebbe diventare anche una regola per quest'Assemblea.
     Tutti  concordano  sul  fatto che  il  nostro  territorio,  in
  particolare  quello  delle Eolie, rappresenta  una  straordinaria
  occasione di sviluppo se tutelato e salvaguardato.
   Andando  avanti con questo criterio una qualsiasi conferenza  di
  servizi può superare e derogare alle norme urbanistiche.  Io  non
  credo  che  una conferenza di servizi possa dire di costruire  un
  palazzo  sull'Isola Bella o sui templi di Agrigento o  sull'Etna.
  Non  mi  pare  che  sia lo strumento idoneo. Le  regole  o  vanno
  rispettate  perchè  c'è una cultura della  legalità  della  quale
  siamo  tutti convinti, sia il centrodestra sia il centrosinistra,
  oppure  si insinuano dubbi su progetti che certamente non sono  -
  dal mio punto di vista - iniziative positive per le isole Eolie.
   Andare  a derogare su un complesso così importante mi sembra  un
  errore.  D'altra  parte, noi stiamo facendo una norma  contabile,
  questa  è  una norma estranea alla materia che stiamo  trattando.
  Per  quale  motivo  il Governo  deve inserirla  subito  senza  un
  approfondimento?  Io non so se questi progetti la  Soprintendenza
  li  ha  approvati tutti o ne ha bocciato uno. Anche se ne  avesse
  bocciato  uno solo, se uno solo fosse una palazzina di  cinque  o
  sei  piani  noi  commetteremmo qui questa  sera  un  delitto  nei
  confronti del territorio delle Eolie.
   Io  credo  che nessuno dei colleghi di Messina possa  consentire
  questo scempio.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  dico,  con
  tutto  il rispetto per i colleghi di Messina, che poiché a  turno
  ciascuno   ha  ricordato  che  le  Isole  Eolie  sono  patrimonio
  dell'umanità credo sia più consono ricondurlo ad un fatto  quanto
  meno  regionale  e  non ad un problema dei  deputati  e  colleghi
  eletti nella provincia di Messina.
   Ciò   detto,  quello  che  mi  è  poco  chiaro  da  parte  degli
  interventi,   soprattutto  che  sono  venuti   dai   banchi   del
  centrosinistra,  è  che mi piacerà ascoltare quello  che  diranno
  quando   si   passerà  all'articolo  17  che  recita   interventi
  produttivi  in  verde  agricolo , dove si chiedono  una  sere  di
  deroghe  e dove il centrosinistra, in Commissione  Bilancio ,  ha
  voluto  ed  ha  insistito  affinché,  in  deroga  agli  strumenti
  urbanistici,  si potessero realizzare insediamenti produttivi  ed
  industriali anche al limite dei confini delle città.
   Quindi,  ci  vuole  coerenza nella vita. La  verità  è  che  noi
  trasformiamo l'attività politica in una sorta di processo:  serve
  a  questo allora non lo faccio .  Stiamo scherzando? Qualcuno  di
  voi  ha  avuto modo nella vita viaggiando di visitare arcipelaghi
  di altri continenti?
     Io  ho  avuto la fortuna, nei miei 45 anni di vita, di  andare
  una volta......

    FORMICA  Stiamo parlando di 21 progetti approvati su 26

    ACIERNO   Io  sto  parlando a favore  dell'articolo,  onorevole
  Formica.
      Io   ho   avuto   la  fortuna  di  atterrare   nell'aeroporto
  internazionale   dell'arcipelago   delle   Maldive,   nell'oceano
  Indiano, che é riconosciuto come bene dell'umanità perché già  si
  pensa che questo arcipelago nell'arco dei prossimi cinquant'anni,
  a  causa dell'innalzamento del mare, potrebbe scomparire.  Eppure
  quello   che  noi  riteniamo  essere   Terzo  Mondo    ha   avuto
  l'intuizione di utilizzare un momento naturale, preservandolo  ma
  consentendo  gli  insediamenti turistici, la possibilità  che  da
  Palermo  si atterri in un atollo, che con l'idrovolante si  possa
  andare  da un atollo all'altro, che ci siano i motoscafi, che  ci
  siano gli approdi.
     Voi conoscete la situazione delle isole Eolie? Ve lo dice  una
  persona  che,  pur  non essendo stato eletto nella  provincia  di
  Messina,  ha  una famiglia che é nata a Lipari. Per me  le  Eolie
  sono  la  mia  seconda casa ed ho trascorso ognuna delle  mie  45
  estati,  mai  persa una, alle isole Eolie fin da quando  la  luce
  elettrica era un bene solo per Lipari. Ricordo che  nell'isola di
  Vulcano, quando io avevo sei, sette anni, negli anni 60, la  sera
  si  usciva con le torce e nelle case private chi aveva  avuto  la
  fortuna  di mettere un motore diesel di una barca dismessa  aveva
  la  luce  a  12 volts;  e nonostante io sia nato nel  1960   alle
  isole Eolie, nell'isola di Vulcano, noi avevamo il frigorifero  a
  gas che era rimasto a   mio padre dai tempi di guerra.
     Sapete cosa sono le Eolie e quante occasioni sono state  perse
  alle Eolie? Da poco l'isola di Salina ha avuto un porto turistico
  degno  di  tale nome, cosa che, ancora, a Lipari non si riesce  a
  fare,  rinunciando  a sviluppo e ad economia.  Ma  una  cosa  non
  capisco,  in nessuno degli interventi che ho ascoltato: un  patto
  territoriale é una scelta di un'Amministrazione comunale,  non  é
  che  é una cosa che piove dall'alto, che é arrivato qualcuno  con
  quell'aereo che non atterrerà mai alle Eolie.
   Perché pensare di  fare un aeroporto alle Eolie  Mai e poi  mai
  Alle  Maldive, alle Galapagos, in tutti gli arcipelaghi del mondo
  arrivano  aerei da tutti i paesi del mondo  Possiamo mai  pensare
  di  fare una pista d'atterraggio alle isole Eolie?  Lungi da  noi
  perché noi preserviamo l'ambiente
     Conoscete  la situazione degli scarichi urbani nell'arcipelago
  delle Eolie? Ne avete idea prima di parlare di cosa significhi la
   salvaguardia dell'ambiente delle Eolie ? Non  avete idea
   La  verità  é  che  vi fermate al vostro convincimento  frenando
  sviluppo  ed  economia  Sapete fare solo questo e basta   Allora,
  dico  anche  in questa occasione andate al bar, fate altre  cose,
  lasciate  che le Eolie possano continuare a sperare di  avere  un
  futuro  migliore di quello che non siamo stati capaci  di  dargli
  fino ad oggi.
     Noi siamo bravi a fare le riserve e i parchi. Andate a parlare
  con  gli  usticesi che hanno una bellissima riserva  naturale  ma
  non hanno un porto che possa consentire alle barche di attraccare
  -  perché stiamo parlando di isole e per andare in un'isola o  si
  va via mare o via cielo - e noi non siamo stati capaci di dare  i
  porti alle nostre isole minori  E voglio dirvi, le vicende legate
  al   traghetto  che  porta  la  gente  da  Sicilia  all'isola  di
  Lampedusa:  vi  ricordate questa estate? Tre  giorni  di  cattivo
  tempo  e  il  traghetto  non  era in  condizione  di  attraccare.
  Dobbiamo  smetterla  Dobbiamo fare crescere l'economia di  questa
  terra, salvaguardando prima gli uomini e poi il resto.

    TURANO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    TURANO   Signor  Presidente,  questa  é  l'ora  dell'isola  dei
  famosi che non é la nostra isola. L'ora dell'isola bloccata
     Con assoluta franchezza confesso che non conosco la situazione
  delle  isole  Eolie,  però il ragionamento che  ho  sentito  fare
  all'onorevole Beninati e ad altri colleghi mi ha convinto.  Mi ha
  convinto perché è un ragionamento intrigante.
     La  prospettiva di un'isola passa dallo sviluppo della stessa,
  nessuno qui è un criminale che vuole cementificare le isole Eolie
  che  appartengono  all'umanità, ma  proprio  perché  appartengono
  all'umanità devono essere godute dall'umanità.
     Io  piuttosto,  nell'affermare il mio voto  contrario,  faccio
  rilevare che non si può procedere a spizzichi e bocconi perché si
  può in un certo modo pilotare l'investimento in un'isola come  la
  Sicilia,  o  in  una  parte di isola, in relazione  a  piani  che
  talvolta   sono   devastanti.  Su  questo  l'Assemblea   dovrebbe
  intervenire.   Facciamo  un  ragionamento  serio,   facciamo   un
  ragionamento  rilevante su come tutelare le  coste,  non  si  può
  permettere che alcune zone siano bloccate per sempre -  penso  al
  piano  paesaggistico dell'ambito 1 di Trapani o dell'ambito  2  -
  dove  ci  sono Comuni che non possono fare più nulla rispetto  ad
  altre  porzioni  di  territorio e dove si può  fare  tutto  e  il
  contrario di tutto.
      Non  è  questo  il  criterio  che  dobbiamo  utilizzare   per
  pianificare la tutela della nostra risorsa, la tutela del  nostro
  turismo.  Noi  siamo qui per dire che non ci sono interventi  che
  stravolgono  l'assetto paesaggistico delle  isole  Eolie,  almeno
  così  sembra,  e  se così non fosse c'è la Sovrintendenza  che  è
  legittimata a dire cosa si può fare e cosa non si può fare.
     Però,  non si può consentire di bloccare un'intera zona  senza
  poter  dir  nulla  o non si può consentire di bloccare  un'intera
  provincia  mentre  in  altre province si  può  fare  tutto  e  il
  contrario di tutto.
     Allora, traggo spunto da questo sia per affermare il mio  voto
  favorevole   all'articolo  in  discussione,  sia   per   invitare
  l'Assemblea  a fare un ragionamento organico sulla  tutela  delle
  coste.  Se dobbiamo nelle more arrivare a mettere un vincolo  che
  riguardi  tutta la Sicilia perché su questo non si vuole bloccare
  tutta  la  Sicilia, si vuole cristallizare nell'arco di un  mese,
  capire dove si  può intervenire e dove non si può intervenire, se
  continuiamo  a fossilizzare zone come quelle della  provincia  di
  Trapani, dove sono stati approvati ambiti che mortificano  comuni
  anche  dell'entroterra senza poter concludere nulla,  chiaramente
  non  procediamo in maniera organica e io mi chiedo che  vantaggio
  ne  possa  avere un turista a farsi una passeggiata e vedere  che
  non  si può far nulla in una zona e si può fare tutto in un'altra
  zona.
     Faccio  appello al Governo, all'Assessore per  il  territorio,
  all'Assessore per i beni culturali a fare questo affinché  questa
  legislatura   faccia  un  atto  importante  che   pianifichi   la
  situazione dello sviluppo siciliano.

    PRESIDENTE   Onorevole  Turano,  mi  sembra  evidente  che  una
  qualsiasi disposizione di tutela deve guardare i diversi  aspetti
  che  la disposizione stessa presenta. Sarebbe un paradosso se noi
  tutelassimo  un  territorio  e non tutelassimo  gli  abitanti  di
  questo territorio, impedendo loro di poterlo fruire.
   Certo, tutto questo ragionamento sarebbe stato più opportuno  se
  si fosse sviluppato in una sede tecnica e cioè nella  Commissione
  competente,   che   è  la  IV  Commissione,  ma   dall'intervento
  dell'onorevole Beninati mi sembra di avere capito  che  questo  è
  accaduto  in parte.
   Adesso,  al  di  là degli interventi di carattere  politico  che
  sono   stati  sviluppati,  siamo  nelle  condizioni  di   doverci
  pronunciare sugli emendamenti e sul testo.
   Comunico  che  è  stato  presentato  dal  Governo  l'emendamento
  aggiuntivo  15.1.1. Noi dovremmo procedere in  questo  modo:  c'è
  prima  un  emendamento  soppressivo che va  posto  in  votazione;
  superato  l'emendamento  soppressivo,  nel  caso  in  cui   fosse
  bocciato,   dovremmo  discutere  l'emendamento   15.1.1   e   poi
  l'articolo.
   La  proposta della Presidenza è che rispetto a questo argomento,
  anche  per  le argomentazioni che sono state sviluppate  -  e  in
  questo  senso  l'onorevole  Beninati,  che  è  Presidente   della
  Commissione,  può  darci una mano d'aiuto  -  la  proposta  della
  Presidenza  è  quella  di  verificare  la  possibilità   di   una
  riformulazione   di  questo  articolo  che  tenga   conto   delle
  osservazioni che sono state formulate dai diversi interventi,  ma
  tenga pure conto dell'esigenza di sviluppo di un territorio sulla
  base  di  uno strumento, che è il patto territoriale, che  è  uno
  strumento  operativo e che anzi ha già operato  così  come  molti
  hanno detto.
   Pertanto,  se  esistono  le condizioni per  una  riscrittura  di
  questo  articolo  che  tenga conto delle osservazioni,  e  questo
  desidero  saperlo e dal proponente, l'onorevole Beninati,  e  dal
  Governo,   e   allora  accantoniamo  l'articolo   per   una   sua
  riscrittura,   altrimenti  procediamo  con  la  votazione   degli
  emendamenti così come enunciato.

    BENINATI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BENINATI    Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   resto
  perplesso. Forse non mi sono spiegato bene. Pur tuttavia, il  suo
  invito è certamente per evitare che si riformulino scritture poco
  chiare.   Quindi,  la  Presidenza  sostiene  che  si    accantoni
  l'articolo per riscriverlo a seguito di quello che in effetti  il
  Governo  ha  anche presentato, che alla fine erano le indicazioni
  di  limitare  ad  una  zona  -  ma questo  era  sottointeso  -  e
  migliorare  la riscrittura di questo articolo. E'  ovvio  che  in
  merito alla proposta di soppressione  non posso fare nulla; posso
  riscrivere solo le parti su cui si è discusso. Chiaramente se  il
  Governo è d'accordo.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    PAGANO  assessore per i beni culturali ed ambientali e per  la
  pubblica istruzione. Signor Presidente, l'argomento che  è  stato
  sollevato  dall'onorevole Beninati, in verità  è  stato  oggetto,
  come  è  stato  spiegato anche poc'anzi,  di  una  conferenza  di
  servizi  presso  l'Assessorato,  perché  il  tema  è  prettamente
  paesistico.
     Il  ragionamento  è interessante  e penso  valga  la  pena  di
  essere messo in aperta discussione al fine di trovare una maniera
  per  risolvere  il problema  che oggettivamente ha  una  ricaduta
  economica.
     Se  è  stato  compreso bene il problema,  il  patto  comprende
  qualcosa  come cento miliardi di vecchie lire. E' stato delineato
  in maniera chiara, per cui sono state escluse certamente le opere
  che  insistevano in aree ovviamente off limits non  previste  dal
  piano  paesistico  e  di  conseguenza  queste  sono  state  tutte
  cancellate. Quindi, garantisco, da questo punto di vista, che  il
  rispetto e l'ambiente è stato totale. Il problema nasce  solo  ed
  esclusivamente  per  sei opere che sono a  cavallo  tra  la  zona
  edificabile  e  la  zona che invece non lo è,  quella  vulcanica,
  quella  che  viene chiamata in gergo  zona di mantenimento  M.A.
  cioè una vera e propria zona  cuscinetto.
   In  questo  caso,  sono  sei  opere  produttive  che  potrebbero
  produrre  una  buona  e sana economia, perché  sono  tutte  opere
  turistiche,  strutture ricettive  che darebbero un beneficio,  un
  ristoro  non indifferente all'economia delle isole che  necessita
  di  posti  letto. Perché è noto che c'è un'esigenza a seguito  di
  una richiesta di domanda turistica non indifferente.
     Per  cui  il  ragionamento che è venuto fuori,  attraverso  la
  conferenza  dei  servizi, è stata quella, dopo avere  salvato  il
  patto,  di  salvare  anche queste sei opere che  complessivamente
  dovrebbero avere un totale di circa trecento posti letto,  quindi
  non  cose  eclatanti. Stiamo parlando di un'economia veramente  a
  misura d'uomo.
   La  zona  in oggetto, in verità, non dovrebbe essere attaccabile
  perché  il legislatore non ha previsto questo tipo di fattispecie
  né  esistono casistiche in giurisprudenza. Di fatto, per la prima
  volta  ci troviamo a dover interpretare qualcosa che, a  lume  di
  logica   e   secondo  quello  che  dovrebbe  essere  la   normale
  interpretazione  delle persone di buon senso,  dovrebbero  essere
  salvate, ma in verità non esiste l'appiglio giuridico.
   Vi  dico subito che, in verità, l'appiglio giuridico c'è  perché
  il  codice  Urbani,  che è stato riformulato poco  tempo  fa  dal
  ministro  omonino  e che è stato giudicato da tutti  un'opera  di
  grande  valore,  anche dall'opposizione - tanto è  vero  che,  se
  avete  visto,  non  c'è  stato nessun tipo  di  contestazione,  è
  passato quasi inosservato - prevede che ogni quattro anni ci  sia
  la possibilità di mettere mano nei piani paesistici.
   In  verità,   i quattro anni sono passati e si potrebbe  mettere
  mano  su  questo tipo di intervento, però è giusto che si  sappia
  che passeranno molti mesi prima che questa cosa accada.
   Qui il Parlamento oggi deve decidere. Premesso che su questo  si
  può  intervenire sotto un profilo amministrativo e  premesso  che
  c'è   la  possibilità  anche  di  intervenire  sotto  il  profilo
  legislativo e sbloccarli subito, oggi il Parlamento deve decidere
  che  tipo di scelta fare sapendo che da un subemendamento  che  è
  stato  da me presentato i casi non potranno essere discussi nella
  loro interezza ma soltanto caso per caso.
   Quindi,  in una conferenza dei servizi articolatissima dove  c'è
  tutto il mondo, tutti devono dare un giudizio sulle singole opere
  che sono sei.
   Questo è il dato.
   Il  Parlamento, a questo punto, decida se vuole farlo in maniera
  celere   cercando   di   dare  uno  sviluppo   non   indifferente
  all'economia   e  sapendo che tutti sono salvaguardati  e,  nello
  stesso  tempo, viene salvaguardato l'ambiente oppure  se  bisogna
  aspettare  i  tempi che potrebbero essere i tempi della  pubblica
  amministrazione, quindi tra un anno, fra due.
   Questo  è  l'elemento su cui bisogna muoversi, non è una  scelta
  politica,  penso che sia un'opzione di carattere sociale  su  cui
  evidentemente ognuno deve operare secondo coscienza.

    PRESIDENTE   Onorevole  Pagano,  la  domanda  era  un  po'  più
  articolata.  Ci sono i margini per una riscrittura  dell'articolo
  15 così da tenere conto delle osservazioni formulate?

    PAGANO  assessore per i beni culturali ed ambientali e  per  la
  pubblica istruzione. Sono disponibile con l'opposizione  -  visto
  che c'è un emendamento di segno contrario - a fare un discorso di
  buon senso con il proponente. Penso che ci siano le condizioni se
  riusciamo a fare una buona mediazione.

    PRESIDENTE  Dispongo l'accantonamento dell'articolo 15.
   Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:

                            «Articolo 16
                  Programmi annuali opere pubbliche

   1.  L'Assessore  regionale per i lavori pubblici è  autorizzato,
  per l'esercizio finanziario 2004, ad impegnare sugli stanziamenti
  di  competenza  dell'UPB  6.2.2.6.3, capitolo  672003,  le  somme
  relative  all'esecuzione  delle opere  ricomprese  nei  programmi
  annuali  di  spesa dell'esercizio 2003, per le  quali  sia  stato
  adottato  dall'organo competente, entro il 31 dicembre  2003,  il
  provvedimento di aggiudicazione a seguito dell'espletamento delle
  procedure di gara.
   2.  Per  le  finalità  di cui al comma 1  gli  enti  interessati
  presentano  istanza entro trenta giorni dalla data di entrata  in
  vigore della presente legge».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti.
   -dagli onorevoli Acierno e lo Curto
   emendamento 16.2, soppressivo;

   -dagli onorevoli Sbona, Acanto e Basile
   emendamento 16.3.

    SBONA  Ritiro l'emendamento 16.3.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione  l'articolo  16.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

  Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:

                            «Articolo 17
               Interventi produttivi in verde agricolo

   1.  Sono  esclusi dai limiti di cui all'articolo 139, comma  65,
  della  legge  regionale 16 aprile 2003, n. 4, gli opifici  e  gli
  impianti  utilmente inseriti nella graduatoria di  cui  al  bando
  misura 4.09 del POR Sicilia 2000-2006».

   Dispongo l'accantonamento dell'articolo 17 e dei relativi
  emendamenti.

  Si passa all'articolo 18. Ne do lettura:

                            «Articolo 18
            Personale del Corpo forestale dello Stato in
                         servizio in Sicilia

   1.  Per le finalità di cui all'articolo 4 della legge 6 febbraio
  2004,  n. 36, come modificato dal comma 3 dell'articolo  1  della
  legge  27  marzo  2004,  n. 77, il dipartimento  regionale  delle
  foreste  è  autorizzato  ad  assumere  il  personale  del   Corpo
  forestale dello Stato in servizio in Sicilia ed in transito  alla
  Regione   a   seguito  del  completamento  della   procedura   di
  trasferimento  disciplinata dal citato  articolo  4,  nei  limiti
  delle  unità corrispondenti ad una spesa equivalente alle risorse
  finanziarie  assegnate alla Regione ai sensi  dei  commi  7  e  8
  dell'articolo 4.
   2.    Al    personale   di   cui   al   comma   1,    trasferito
  nell'Amministrazione  regionale,  continuano  ad  applicarsi  gli
  istituti  giuridici ed economici ed il trattamento di  quiescenza
  dell'amministrazione di provenienza».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:

                            «Articolo 19
                Interventi per il diritto allo studio

   1.  L'Assessorato regionale dei beni culturali ed  ambientali  e
  della  pubblica istruzione è autorizzato ad erogare i  contributi
  previsti  dagli  articoli 3 e 6 della legge regionale  3  ottobre
  2002,   n.  14  e  successive  modifiche  ed  integrazioni  sulla
  competenza  dell'esercizio finanziario successivo  alla  chiusura
  dell'anno scolastico di riferimento.
   2.  Le somme impegnate negli esercizi finanziari 2002 e 2003 per
  le  finalità  di cui agli articoli 3 e 6 della legge regionale  3
  ottobre  2002,  n.  14  e  successive modifiche  ed  integrazioni
  possono  essere utilizzate, altresì, per far fronte ai  pagamenti
  relativi  alla  concessione dei contributi dovuti anche  per  gli
  anni successivi al 2003».

   Dispongo   l'accantonamento  dell'articolo  19  e  dei  relativi
  emendamenti.
   Si passa all'articolo 20. Ne do lettura:

                            «Articolo 20
                       Obbligazioni pregresse

   1.  Al  fine  di  far fronte alle istanze presentate  nel  corso
  dell'anno 2003 ai sensi della legge regionale 19 agosto 1999,  n.
  16  e  successive  modifiche ed integrazioni  e  del  conseguente
  avviso pubblico approvato con decreto assessoriale 14 luglio 2003
  è  autorizzata, per l'esercizio finanziario 2004, la spesa di 421
  migliaia di euro (UPB 8.2.2.6.99, capitolo 743301).
   2.  Per  consentire  il soddisfacimento di obbligazioni  assunte
  dalla  Regione  siciliana nei confronti del Comune di  Calatafimi
  Segesta  per  la  realizzazione del parco urbano  'Cappuccini'  è
  autorizzata,  per l'esercizio finanziario 2004, la spesa  di  369
  migliaia di euro (UPB 11.2.2.6.3, capitolo 842028)».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata  a martedì, 12  ottobre
  2004, alle ore 17.30, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Fleres


        I   - Comunicazioni.

       II   - Discussione dei disegni di legge:

         1) "Misure finanziarie urgenti. Assestamento del bilancio della
             Regione e del bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali
             della Regione siciliana per l'anno finanziario 2004." (917/A)
             (Seguito)
           2) "Schema di progetto di legge costituzionale da proporre, ai
           sensi dell'articolo 18 dello Statuto, al Parlamento nazionale,
           recante  Modifiche allo Statuto della Regione.'" (nn. 580-472-578-
           602-652/A) (Seguito).

       III   -  Discussione unificata delle mozioni:
         N. 305 -  "Definizione di una linea comune per  proporre
                 al  Consiglio dei Ministri necessarie ed urgenti
                 modifiche  della  manovra finanziaria  a  tutela
                 dell'economia   siciliana",   degli    onorevoli
                 Speziale, Cracolici, Capodicasa, Crisafulli,  De
                 Benedictis,   Giannopolo,   Oddo,     Panarello,
                 Villari, Zago;

         N. 309 -  "Interventi in favore del sistema economico  e
                 imprenditoriale della Sicilia", degli  onorevoli
                 Misuraca,   Confalone,   Mercadante,    Baldari,
                 Fleres;

         N. 310 -  "Misure  da proporre al Consiglio dei Ministri
                 a  salvaguardia dell'economia siciliana",  degli
                 onorevoli  Formica,  Mercadante,  Dina,  Basile,
                 Infurna, Sbona.

       IV   - Elezione delle Commissioni legislative permanenti e della
         Commissione per l'esame delle questioni concernenti l'attività
         dell'Unione Europea.

                  La seduta è tolta alle ore 23.35

        Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 02.10

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                      Dott. Giovanni Tomasello

                    ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
                          XIII LEGISLATURA

                  SEDUTA N. 241 DEL 6 OTTOBRE 2004

                              ALLEGATO:

            EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA

  DISEGNO   DI   LEGGE   N.  917/A   MISURE  FINANZIARIE   URGENTI.
  ASSESTAMENTO   DEL  BILANCIO  DELLA  REGIONE   E   DEL   BILANCIO
  DELL'AZIENDA DELLE FORESTE DEMANIALI DELLA REGIONE SICILIANA  PER
  L'ANNO FINANZIARIO 2004.

    -All'articolo 1:

   Emendamento 1.1:

  E' aggiunto il seguente comma:

   10.  Per  la piena attuazione delle misure per il contenimento
  della  spesa sanitaria, presso il Dipartimento fondo sanitario,
  assistenza  sanitaria  ed ospedaliera  -  igiene  pubblica  può
  essere comandato personale delle aziende unità sanitarie locali
  e delle aziende ospedaliere nel numero massimo di cinque unità.
  Gli oneri per il trattamento principale ed accessorio, fisso  e
  variabile, restano a carico degli enti di provenienza.'

   Emendamento 1.3:

  Al  comma 7 sostituire  le parole  da  fin tanto che la Regione
   ' a  predette' con le parole  fino al 31 dicembre 2006.'

    -All'articolo 2:

   Emendamenti 2.1 e 2.3:

  L'articolo 2 è soppresso.

    -All'articolo 5:

   Emendamento 5.1:

  Dopo il comma 1 aggiungere il seguente:

   1   bis.  Con  apposito  provvedimento  del  Presidente  della
  Regione,  su proposta dell'Assessore regionale della  famiglia,
  delle  politiche  sociale  e  delle autonomie  locali,  possono
  essere  rimodulate in ribasso le indennità degli amministratori
  locali,  dei  consiglieri  comunali e  provinciali  nonché  dei
  consulenti di sindaci e presidenti delle province.

    -All'articolo 10:

   Emendamento 10.1:

  Al  comma  2, alla fine del comma 3 ter, aggiungere il seguente
  periodo:

   Il  Comitato,  entro  il 31 marzo di ogni  anno,  presenta  al
  Presidente   della   Regione,   al  Presidente   dell'Assemblea
  regionale  ed  all'Autorità  una  relazione  conoscitiva  sulla
  diffusione  e  l'accesso dei cittadini  siciliani  alla  stampa
  quotidiana  e  periodica di larga diffusione  con  una  analisi
  comparativa  con le altre regioni italiane e con  l'indicazione
  di  proposte e misure per superare il divario tra la Sicilia  e
  la  media  nazionale nella diffusione di giornali quotidiani  e
  periodici.

   Subemendamento 10.1.1 all'emendamento 10.1:

   I  componenti del Comitato regionale comunicazioni  di  nomina
  del   Presidente  della  Regione  e  del  Presidente   dell'ARS
  decadono a decorrere dal 31 dicembre 2004. Verranno eletti  con
  voto limitato a 1 dall'ARS.

    -All'articolo 11:

   Emendamento 11.1:

  Aggiungere il seguente comma:

   2 bis. L'onorificenza prevista al comma 1 può essere conferita
  anche  a  quei  cittadini che abbiano compiuto  atti  eroici  a
  favore  del popolo siciliano senza essere deceduti.  In  questa
  fattispecie  non si applicano i benefici di cui  al  successivo
  comma 3.

    -All'articolo 12:

   Emendamento 12.3:

  Aggiungere il seguente comma:

   Il  Presidente della Regione è altresì autorizzato a concedere
  la  speciale elargizione, pari a quanto previsto al comma 3, al
  sig. Giudice Domenico.

   Emendamento 12.4:

  Dopo il comma 1 è aggiunto il seguente comma:

   1  bis  -  In  favore  dei due figli del  bracciante  agricolo
  Scibilia  Giuseppe deceduto in seguito ai fatti dei 2  dicembre
  1968 avvenuti nella città di Avola in provincia di Siracusa  il
  Presidente della Regione  è altresì autorizzato a concedere una
  speciale elargizione fino al massimo di 50 migliaia di euro per
  ciascun figlio.

    -All'articolo 13:

   Emendamento 13.1:

  Aggiungere i seguenti commi:

   2.  Per  le  finalità  di cui al comma  1  è  autorizzata  per
  l'esercizio finanziario 2004, la spesa di 25 migliaia di  euro,
  cui  si  fa  fronte  con  parte  delle  disponibilità  dell'UPB
  1.1.1.5.2, capitolo 100306.

  3.  Per gli esercizi finanziari 2005 e 2006, la spesa di cui al
  comma 1, valutata in 25 migliaia di euro annui, trova riscontro
  nel   bilancio   pluriennale  della  Regione   2004-2006,   UPB
  4.2.1.5.2, accantonamento 1001.

   Emendamento 13.2:

  Al  comma  1  dell'articolo  13  dopo  la  parola    cittadini
  inserire le seguenti   nati o .