Presidenza del vicepresidente Fleres
BURGARETTA APARO, segretario, dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
Congedo
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Leontini ha chiesto
congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa alla raccolta di firme per
referendum
PRESIDENTE Comunico che in data 27 settembre 2004 la
segreteria della Commissione per i procedimenti referendari ed
iniziativa legislativa ha raccolto e preso atto della
dichiarazione resa da 27 cittadini, elettori della Regione, di
voler promuovere la raccolta delle firme per la richiesta di
referendum regionale, ex articolo 17 bis dello Statuto, relativa
al testo di legge approvato dall'Assemblea regionale siciliana, a
maggioranza assoluta, in data 5 agosto 2004, recante: Norme per
l'elezione diretta del Presidente della Regione siciliana a
suffragio universale e diretto. Nuove norme per l'elezione
dell'Assemblea regionale siciliana. Disposizioni concernenti
l'elezione dei consigli comunali e provinciali , pubblicato nella
Gazzetta ufficiale della Regione siciliana del 24 settembre 2004,
n. 40.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che è pervenuta la seguente
interrogazione con richiesta di risposta orale:
-N. 1861 - Interventi al fine di rivedere il progetto per il
riadattamento della strada di collegamento Corleone-Marineo
predisposto dall'ANAS.
-Presidente Regione
-Assessore Territorio
-Assessore Beni Culturali
-Firmatario: Ferro Giovanni
L'interrogazione testè annunziata è stata inviata al Governo e
verrà iscritta all'ordine del giorno per essere svolta al proprio
turno.
Comunico che è stata presentata la seguente interrogazione con
richiesta di risposta scritta:
-N. 1862 - Richiesta di ispezione contabile ed amministrativa
presso la Fondazione Teatro Massimo di Palermo.
- Presidente Regione
-Assessore Turismo
-Firmatario: Ferro Giovanni
L'interrogazione testè annunziata è stata inviata al Governo.
Comunicazione di nomina di componente di commissione
PRESIDENTE Comunico che, con decreto n. 405 del 6 ottobre
2004, su designazione del Gruppo parlamentare dell'UDC,
l'onorevole Antonino Dina è stato nominato componente della II
Commissione legislativa permanente Bilancio , in sostituzione
dell'onorevole Cintola, nominato Assessore regionale.
"Il Presidente
Considerato che, a seguito della sua nomina ad Assessore
regionale, l'onorevole Salvatore Cintola è automaticamente
decaduto, ai sensi del comma 2 dell'articolo 37 bis del
Regolamento interno, dalla carica di componente della II
Commissione legislativa permanente "Bilancio";
considerato che occorre procedere alla relativa sostituzione;
vista la designazione del gruppo parlamentare Unione
democraticacristiana e di centro , al quale l'onorevole Salvatore
Cintola appartiene;
visto il Regolamento interno dell'Assemblea,
decreta
l'onorevole Antonino DINA è nominato componente della II
Commissione legislativa permanente Bilancio , in sostituzione
dell'on.le Salvatore Cintola, nominato Assessore regionale.
Il presente decreto sarà comunicato all'Assemblea."
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Seguito della discussione del disegno di legge "Misure
finanziarie urgenti. Assestamento del bilancio della Regione e
del bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione
siciliana per l'anno finanziario 2004" (917/A)
PRESIDENTE Si passa al punto secondo all'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di
legge "Misure finanziarie urgenti. Assestamento del bilancio
della Regione e del bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali
della Regione siciliana per l'anno finanziario 2004" (917/A)
posto al numero 1).
Onorevoli colleghi, poiché la Commissione Bilancio' ha
completato soltanto da pochi minuti l'esame, sia pure informale,
degli emendamenti presentati e gli uffici stanno predisponendo le
copie del relativo fascicolo, come normalmente accade in Aula,
ritengo utile sospendere la seduta per consentire che il lavoro
possa essere ultimato, in modo tale che alla ripresa, prevista
per le ore 19.00, si possa avviare l'esame dell'articolato.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Sull'ordine dei lavori
LIOTTA Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LIOTTA Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono costretto
a rinnovare le perplessità che ieri l'onorevole Ferro, all'inizio
della seduta, aveva esplicitato. Ci troviamo nella situazione
ambigua per cui lei ci ha testè comunicato che è stata attivata
la procedura referendaria sulla legge elettorale, e tuttavia, da
notizie di stampa, che peraltro continuano a susseguirsi in
maniera molto confusa e articolata, apprendiamo che la soluzione
circa l'ipotesi referendaria, l'eventuale stralcio del Titolo II
della legge, non è ancora individuata o, comunque, non ci è dato
conoscerla.
Ieri avevamo chiesto che ci fosse un momento, possibilmente nel
corso della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, in
cui la Presidenza di questa Assemblea riferisse all'Aula sui
possibili percorsi di soluzione di questo problema.
Faccio notare che ogni giorno che passa, stante così le cose, è
un giorno che viene sottratto alla raccolta delle firme e,
quindi, una diminuzione dei diritti democratici di chi ha
proposto il referendum.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, per quanto risulta alla
Presidenza, è stata individuata, con la collaborazione degli
Uffici competenti, di illustri costituzionalisti e del Governo,
una soluzione che, probabilmente, verrà sottoposta all'Aula nelle
prossime ore e che dovrebbe risolvere il problema senza limitare
- lo dicevo ieri nell'intervento svolto a seguito delle
dichiarazioni dell'onorevole Ferro -, né la libertà referendaria
da parte dei cittadini, né il percorso seguito fino a questo
momento dall'Aula, né la prerogativa dell'Aula stessa
relativamente alle competenze che riguardano materie contenute
nella legge cui lei fa riferimento e che, tuttavia, non sono
sottoponibili a referendum.
Dunque, onorevoli colleghi, nelle prossime ore credo che l'Aula
verrà chiamata a pronunziarsi su un'ipotesi che il Governo sta
elaborando e che non appena pronta sarà, ovviamente, posta in
discussione come qualunque altro argomento.
Onorevoli colleghi sospendo la seduta, avvertendo che la stessa
riprenderà alle ore 19.00.
(La seduta, sospesa alle ore 18.04, è ripresa alle ore 19.30)
La seduta è ripresa.
Congedo
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole D'Aquino ha chiesto
congedo per la seduta odierna, per motivi istituzionali.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Seguito della discussione del disegno di legge Misure
finanziarie urgenti. Assestamento del bilancio della
Regione e del bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali
della Regione siciliana per l'anno finanziario 2004 (917/A)
PRESIDENTE Si riprende la discussione del disegno di legge n.
917/A Misure finanziarie urgenti. Assestamento del bilancio
della Regione e del bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali
della Regione siciliana per l'anno finanziario 2004 .
Invito i componenti la II Commissione legislativa permanente
Bilancio' a prendere posto al banco delle Commissioni.
Ricordo che la discussione del disegno di legge si era
interrotta nella seduta n. 240 del 5 ottobre 2004, dopo la
chiusura della discussione generale e l'approvazione del
passaggio all'esame degli articoli.
Invito il deputato segretario a dare lettura dell'articolo 1.
BURGARETTA APARO , segretario:
Articolo 1
Misure straordinarie per il pareggio di bilancio
delle aziende unità sanitarie locali e delle aziende
ospedaliere
1. L'Amministrazione regionale è tenuta a conseguire, entro il 31
dicembre 2006, l'equilibrio economico-finanziario nel settore
sanitario con la progressiva riduzione dei disavanzi a decorrere
dal presente esercizio.
2. Al ripiano dei disavanzi delle aziende unità sanitarie locali
e delle aziende ospedaliere si provvede annualmente con la legge
finanziaria regionale sino al raggiungimento dell'equilibrio
economico-finanziario previsto al comma 1.
3. Per l'anno 2004 alla copertura del disavanzo dell'assistenza
farmaceutica convenzionata regionale derivante dalla necessità di
assicurare la continuità assistenziale si provvede con la legge
finanziaria regionale, con le modalità fissate dal decreto legge
24 giugno 2004, n. 156 relativamente alla quota a carico del
Servizio sanitario nazionale.
4. Per le medesime finalità, per il triennio 2004-2006,
l'ammontare degli aggregati economici previsti dall'articolo 25
della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4 e successive modifiche
ed integrazioni non può superare, relativamente all'assistenza
ospedaliera convenzionata ed alla specialistica
convenzionata esterna, il tetto di spesa fissato con
decreto interassessoriale n. 3787 del 13 luglio 2004.
5. Possono essere rilasciate dagli organi competenti
autorizzazioni sanitarie per l'esercizio di nuove strutture
ambulatoriali purché in regime di attività libero-professionali.
L'autorizzazione non dà diritto ad alcun tipo di accordo
contrattuale ex articolo 8 quinquies del decreto legislativo
30 dicembre 1992, n. 502 e successive modifiche ed integrazioni e
non costituisce titolo giuridico per l'erogazione di prestazioni
a carico del Servizio sanitario nazionale.
6. E' fatto divieto alle aziende unità sanitarie locali, alle
aziende ospedaliere ed alle strutture in regime di accreditamento
provvisorio ed alle strutture sanitarie in regime di
sperimentazione gestionale, nonché alle strutture private che a
qualunque titolo hanno rapporti con il servizio sanitario
regionale di istituire, sino al 31 dicembre 2006, nuove unità
operative complesse, ambulatori e servizi. Possono essere
autorizzate nuove unità operative semplici purché non si
determini aumento di posti letto né maggiori oneri. Nuove
istituzioni di unità complesse possono essere finanziate dai
risparmi di spesa conseguiti con la contestuale soppressione di
altre unità operative, ambulatori e servizi preesistenti e nel
limite massimo del 90% di tali risparmi. Tali nuove strutture
possono essere autorizzate previa verifica di compatibilità
sull'offerta sanitaria dei servizi e delle strutture esistenti
nel bacino di riferimento.
7. Le procedure volte alla emissione dei provvedimenti
autorizzativi per le strutture per nuovi posti letto per post
acuti, riabilitazione e lungo degenza di cui all'articolo 3,
comma 4, della legge 16 novembre 2001, n. 405, sono
temporaneamente sospesi fin tanto che la Regione, sulla scorta di
indirizzi programmatori già stabiliti con la delibera di Giunta
n. 135/2003 provvederà, previo parere vincolante della
Commissione legislativa Servizi sociali e sanitari', alla
specifica programmazione di settore riferita alle strutture
predette.
8. Al fine di assicurare l'appropriatezza delle prestazioni, con
decreto dell'Assessore regionale per la sanità viene determinata,
entro trenta giorni dall'entrata in vigore della presente legge,
la percentuale di decurtazione da applicare alla remunerazione
dei D.R.G. (Diagnosys Related Group) ad elevato rischio di
inappropriatezza, ferma restando la non remunerabilità delle
prestazioni inappropriate.
9. Ferme restando le disposizioni di cui all'articolo 29, comma
4, della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, per il ripiano
definitivo dei disavanzi delle aziende unità sanitarie locali e
delle aziende ospedaliere relativi all'anno 2003 è autorizzata,
per l'esercizio finanziario 2004, la spesa di 460.000 migliaia di
euro (UPB 10.2.1.3.2, capitolo 413333).
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
-dal Governo: 1.1;
-dagli onorevoli Capodicasa, Speziale e Cracolici: 1.3, 1.2 e
1.4;
-dagli onorevoli Villari e Panarello: 1.5.
E' aperta la discussione generale sugli emendamenti.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Assessore, intervengo sugli emendamenti, che recano la firma dei
deputati dei Democratici di sinistra, relativamente all'articolo
1 che è l'articolo chiave, in qualche modo, di questa manovra di
variazione che ha l'obiettivo, da un lato, di ripianare le
perdite e il disavanzo delle Aziende fino al 31 dicembre 2006
senza, però, che questo stesso disavanzo - che sappiamo esserci -
si muove in una logica di riduzione prevista per legge. In altri
termini, con esso affermiamo, in linea di principio, che tutto il
disavanzo che si produrrà da qui al 31 dicembre 2006 sarà coperto
con i fondi propri della Regione. Dall'altro lato, questa è una
misura che si pone l'obiettivo del contenimento con una serie di
strumenti e previsioni legislative che, però, rischiano di
essere, ancora una volta, norme di mera declarazione, di mero
principio, che poco avranno a che fare e che poco risulteranno
incisive, nella reale situazione che si è determinata nel tempo,
ma in particolare in questi ultimi anni, su alcune parti del
disavanzo che si è creato nel sistema sanitario.
Vorrei ricordare all'Assessore per il bilancio che una delle
componenti del disavanzo stesso è la gestione degli oneri, cioè
l'assenza di liquidità che determina una condizione surreale per
cui circa 300 miliardi l'anno delle vecchie lire, che gravano sul
disavanzo del sistema sanitario, sono, in realtà, oneri
finanziari che vengono pagati, sia per la quota interessi che -
cosa assai singolare - per la gestione delle pendenze giudiziarie
a seguito di decreti ingiuntivi emessi nei confronti delle AUSL
stesse.
Quindi, in questa manovra non si ha comunque un elemento di
certezza sulla parte che riguarda i trasferimenti con cadenza
fissa per le Aziende stesse, tale da determinare una delle
ragioni del disavanzo del sistema.
Così come il settore della farmaceutica sul quale - come ho
letto anche stamani - dopo alcune dichiarazioni fatte in questi
giorni con l'obiettivo non ho capito bene se di natura
propagandistica o di natura, come dire, di seria azione sul piano
amministrativo, si è sostenuto tutto e il contrario di tutto: in
primo luogo, soprattutto a seguito del voto che si era consumato
in questa Aula nella precedente sessione in cui abbiamo trattato
parte di questa variazione di bilancio, quando l'Aula approvò,
con un emendamento, l'esenzione per gli ultra sessantacinquenni
dal pagamento dei ticket. Ebbene, il Governo, in questi giorni,
ha prima affermato che intende aumentare la soglia di esenzione
e, contemporaneamente, ha fatto una duplice dichiarazione: da un
lato, l'estensione - anche ai farmaci generici -
dell'introduzione del ticket e, inoltre, il raddoppio del ticket
stesso per i farmaci cosiddetti non generici, per tutti i
farmaci.
Siamo quindi davanti ad una visione un po' contraddittoria,
confermata dalle dichiarazioni rese qualche giorno addietro dal
Presidente della Regione, secondo cui sarebbe volontà del
Governo aumentare l'esenzione rispetto all'attuale soglia di
7.000 euro, secondo la valutazione ISEE.
Credo allora che questo Parlamento non possa che confermare
quanto ha già voluto introdurre con l'emendamento che riguardava
l'esenzione dei sessantacinquenni dal ticket stesso e credo però,
con altrettanta nettezza, che quest'Aula debba mettere un punto
ed evitare il gioco ballerino delle cifre, a differenza di quanto
si stabilisce ogni mese, almeno dal punto di vista dei comunicati
stampa, senza che poi nulla si faccia sul piano amministrativo:
il balletto delle cifre è tale che la cosiddetta soglia di
esenzione, un giorno è 8.000, un altro giorno è 8.500, forse
domani sarà 9.000. Noi riteniamo che debba essere fissata dalla
legge, in maniera tale che tutti i siciliani ne avranno certezza,
fermo restando che, come molti di voi sanno, ritengo che il
ticket sia uno strumento non idoneo ad affrontare il problema
della spesa sanitaria, soprattutto nel settore farmaceutico. Ma
fissare detta soglia con legge, almeno, determina una condizione
di certezza che stabilisce con nettezza che tutti i cittadini
siciliani, al di sotto di una certa cifra, lo ribadisco, fissata
dalla legge e non dalla volubilità, chiamiamola così, che può
determinarsi con l'emanazione di singoli decreti, ebbene, che
tutti i cittadini siciliani, al di sotto di quella soglia,
saranno esenti dal pagamento del ticket stesso.
Con questi emendamenti poniamo dunque due obiettivi: il primo,
di estensione universale per la categoria degli anziani
ultrasessantacinquenni, cioè, così come ha votato l'Aula nel mese
di agosto; il secondo, che individua una congrua fascia di
esenzione, altrimenti cadremmo nel ridicolo, perché questo
Governo si è già accorto che la soglia di esenzione a 7.000 euro
è una cifra iniqua che fa pagare quelli che noi consideriamo
povera gente sul piano reddituale, cioè al di sotto della
cosiddetta soglia minima prevista dalle leggi dello Stato.
Ebbene, per i cittadini che sono al di sotto di quella soglia
minima, abbiamo introdotto con decreto una norma che fa pagar
loro il ticket
Allora si stabilisca che la soglia minima è almeno 10.000 euro
di reddito ISEE - parliamo di 20 milioni delle vecchie lire -,
ciò significa un reddito mediamente al di sotto di un milione e
mezzo al mese per nucleo familiare, reddito che, com'è noto, non
credo possa costituire una fonte di ricchezza media: parliamo,
infatti, di una condizione di forte disagio sociale perché ci
riferiamo a nuclei familiari in cui, con meno di un milione e
mezzo delle vecchie lire al mese, si deve gestire tra l'altro il
pagamento dell'affitto e le condizioni di difficoltà saranno
maggiori se, magari, si hanno anche dei figli da mantenere agli
studi...
Infine, mi riferisco ad uno dei nodi da noi affrontati, nella
consapevolezza che questo testo contenga un passo in avanti
rispetto a quanto era stato proposto con la variazione di
bilancio che il Governo aveva proposto all'Aula, non tenendo
conto della volontà manifestata in questa stessa Aula, ad esempio
sulla vicenda della riabilitativa : ovvero - mi rivolgo ai
colleghi che, forse, non seguendo la materia della sanità, non
conoscono i meccanismi che regolano l'accreditamento o il
preaccreditamento in Sicilia, ebbene, il decreto sul
preaccreditamento varato nel 2002, stabiliva che potevano essere
preaccreditati tutti coloro che operavano fino a quella data e,
inoltre, anche coloro che versavano in regime di indiretta .
C'erano poi due norme cosiddette aperte , una che riguardava
l'oncologia specialistica (che in Sicilia riguardava, o voleva
farlo, la possibilità di estendere il regime di preaccreditamento
anche a una azienda, ad una ditta come quella di Bagheria, cioè
al famigerato Centro oncologico), la seconda che stabiliva che
per il settore della riabilitazione della lungodegenza, il
sistema del preaccreditamento restava aperto nei limiti della
riorganizzazione della rete ospedaliera che, da lì a qualche
settimana, avrebbe dovuto andarsi a realizzare.
Questa norma, oggi qui contenuta, in qualche modo, sospende il
procedimento autorizzativo.
Voglio dire all'Assessore, che il termine sospende vuol dire
che non si danno nuove autorizzazioni e nuovi preaccreditamenti,
poiché le norme in Sicilia non sono importanti per come si
scrivono, ma, soprattutto, per come vengono interpretate Ebbene,
non vorrei che qualcuno, nell'interpretare la norma inserita
dalla Commissione Sanità nel modificare il testo presentato dal
Governo, volesse intendere per autorizzazione le nuove
autorizzazioni, non contemplando coloro che hanno ricevuto le
stesse, anche se non ancora attuate nel regime della nuova rete
ospedaliera, intendendo questi ultimi centri come preaccreditati.
Io credo che, da questo punto di vista, deve essere chiaro
l'intendimento che la Commissione Sanità ha voluto manifestare.
Signor Presidente, onorevole Assessore, ho presentato un
emendamento che spero il Governo, a scanso di equivoci, voglia
approvare in quanto lo stesso chiarisce nettamente la ratio
della norma senza possibilità di difformi interpretazioni. E
cioè, poiché stiamo approvando una norma che ha come obiettivo
il contenimento della spesa, fino al 31 dicembre 2006, sono
sospese incondizionatamente le nuove procedure per
l'autorizzazione e il preaccreditamento: credo che questa norma
faccia anche giustizia rispetto ai tentativi di dare
un'interpretazione estensiva.
Mi auguro che il Governo, che ha annunciato di voler fare una
variazione di bilancio che affronti in qualche modo l'obiettivo
di contenimento della spesa sanitaria, non abbia nulla in
contrario ad una norma che stabilisce chiaramente e nettamente,
lo ripeto, che fino al 31 dicembre 2006 in Sicilia non si
procederà a nuove spese nel sistema sanitario, almeno per quanto
riguarda i nuovi accreditamenti, sia per la riabilitazione che
per la lungodegenza.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Acierno. Ne ha
facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi riferisco
all'emendamento 1.1, a firma del Governo e mi rendo conto della
necessità di contenimento della spesa sanitaria in Sicilia. E
l'articolo 1 è, infatti, un articolo indispensabile per il
contenimento della spesa sanitaria regionale.
L'emendamento 1.1, per quanto mi riguarda, non è inerente alla
materia che stiamo trattando, perché concerne il personale e mi
pare che una prassi ormai consolidata in questo Parlamento, un
fatto anche di etica, abbia inteso evitare di trattare tali
questioni.
Dico questo perché la Regione continua a mantenere aperta una
vicenda di personale sanitario che afferisce alla legge nazionale
che ha chiuso i manicomi ma in Sicilia, nonostante la chiusura
dei ricoveri sia stata, appunto, da tempo applicata, continuano
ad esserci lavoratori di residui manicomiali che non hanno
trovato la giusta collocazione così come previsto dalla legge.
Voglio capire allora la finalità del Governo che interviene con
un emendamento all'articolo 1 in materia di personale. Non
c'entra niente E' per questo che invito l'Esecutivo a ritirare
l'emendamento 1.1 e a reinserirlo, eventualmente, se ne dovesse
trovare la necessità, nella legge finanziaria per l'anno 2005;
oltretutto, intervenire adesso, per un mese e mezzo, mi pare
inutile e pretestuoso. Diversamente, annuncio il mio voto
contrario su questo emendamento.
VILLARI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
VILLARI Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
brevemente, intanto per dichiararmi perfettamente d'accordo con
quanto detto dall'onorevole Cracolici circa la questione che sta
al centro di questo primo punto della legge in esame.
Desidero ribadire che proprio sulla questione che riguarda la
soglia ISEE, per il calcolo della esenzione dei ticket, su cui ho
presentato un emendamento, è stata presentata pure una mozione a
mia firma e di altri colleghi, atto che spero l'Aula esamini nel
più breve tempo possibile.
Intendo, però, far rilevare come la questione assuma un
carattere di estrema delicatezza e tocca interessi diffusi nella
nostra realtà siciliana colpendo, in particolare, la questione
dei ticket, permettetemi di chiamare un balzello che riguarda
soprattutto categorie come i pensionati, le famiglie a basso
reddito che pagano appunto un balzello che veramente non
meritano.
Riteniamo - ed è questo anche il senso della mozione che
qualche settimana fa è stata presentata - che sulla questione
sanitaria, come ho anche letto in un'intervista dell'assessore
alla sanità, analogamente a diverse dichiarazioni rese da altri
colleghi, sia necessaria un'opera di razionalizzazione del
settore al fine di conferire una più efficiente azione
nell'erogazione dei servizi sanitari a livello territoriale.
Ci auguriamo che ci si muova, effettivamente, in questa
direzione e che quelle dichiarazioni non siano, come dire,
sortite del neo-assessore, bensì una ferma volontà, di tutto il
Governo, di procedere appunto nella direzione più volte ribadita.
Per quanto ci riguarda, ritengo che la valutazione dell'Aula,
rispetto agli emendamenti 1.5 ed 1.2 - ma soprattutto per quanto
concerne l'1.5 - debba essere positiva nel momento in cui si
andrà a votare: fissare la soglia ISEE per l'esenzione dei ticket
a 12.000 euro, significa infatti salvaguardare tutte le fasce dei
pensionati e delle famiglie meno abbienti.
Mi auguro pertanto, anche per evitare grandi disagi e
difficoltà che in questo momento stanno subendo centinaia di
migliaia di famiglie siciliane, che l'Aula faccia una scelta
chiara al riguardo.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
più che sugli emendamenti all'articolo 1, sull'articolo 1 e più
in particolare sulle norme che riguardano il servizio di
ospedalità privata.
Premetto che, pur apprezzando gli sforzi del Governo in questo
delicatissimo campo, cercherò di dimostrare che questo
intervento, in considerazione del fatto che si è andati fin
troppo in là in questa materia, perseguendo le finalità della
legge ovvero quello del contenimento della spesa pubblica ed in
particolare il risanamento delle finanze in materia sanitaria,
non è sostanzialmente sufficiente.
Le norme che oggi ci vengono sottoposte prevedono
sostanzialmente una fotografia della situazione attuale. Già è
qualcosa perché fissa il tetto di spesa per il triennio 2004-
2006, così come previsto dal decreto interassessoriale emanato
nel 2004, evita anche la possibilità di procedere ad ulteriori
accreditamenti o pre-accreditamenti e autorizzazioni.
Io credo che tutto ciò non sia sufficiente. E poichè non è
sufficiente, stiamo predisponendo con altri colleghi un apposito
ordine del giorno perché si possa trattare nello specifico questo
tema. Riteniamo, infatti, che bisogna fermarsi e tornare
indietro, non limitarsi soltanto a fotografare e congelare la
situazione attuale.
Per cercare di non sembrare fazioso o demagogo, faccio
riferimento alla relazione annuale del consuntivo dell'Asl 2003
riguardante proprio questo aspetto. E' una relazione che non so
se è stata consegnata a tutti i deputati o soltanto ai deputati
della provincia di Catania.
Parlando di controllo delle prestazioni erogate dalle case di
cura, provvisoriamente accreditate, la relazione dice
testualmente: Peraltro, in materia appare insufficiente per le
considerazioni già a suo tempo rassegnate in due distinte note al
competente dipartimento dell'assessorato, l'intervento delle
Regioni; intervento che si sostanzia in due direttive, l'una del
1997 e l'altra del 2001, le quali nulla dispongono su alcuni
aspetti rilevanti sia sanitari che dei controlli stessi e
soprattutto nulla dispongono in tema di sanzioni, per esempio nei
casi di infrazioni ripetute .
Stiamo parlando di anomalie assolute del sistema C'é stato
evidenziato dal direttore di questa azienda, che pur avendo
sottoposto all'attenzione dell'assessorato importanti problemi
come la determinazione e l'applicazione dei criteri per quanto
riguarda il pre-accreditamento, quindi se applicare
esclusivamente le norme previste dalla legge regionale 39/88 o se
applicare le più restrittive norme previste dalla normativa
nazionale, senza avere avuto mai risposte. Qui, invece, si sta
dicendo che nessuna conseguenza viene posta in essere nel caso in
cui sono evidenziate e perpetrate violazioni a questi criteri.
La stessa relazione continua, entrando nel dettaglio, riferendo
che la verifica sulle prestazioni erogate ha permesso di
accertare, in via definitiva, infrazioni per un importo di
1.762.699,00 euro , e, ancora più nello specifico, quasi mezzo
milione di euro per ricoveri impropri.
Cosa succede quando c'è un ricovero improprio?, Cosa succede
alla Casa di cura preaccreditata, autorizzata che procede a tale
attività? Questo purtroppo non lo sappiamo o, meglio, lo
sappiamo, non succede sostanzialmente nulla E' una condizione
totalmente inaccettabile, perché, e cito sempre la relazione, a
proposito dei requisiti per l'esercizio 2003, contenuti nella
direttiva assessoriale del 23/10/2002, è stato predisposto un
programma di controllo e vigilanza che ha evidenziato diverse
carenze , carenze che sono state comunicate agli uffici preposti
alla specifica materia, come per esempio, alla Provincia, ai
Vigili del fuoco, allo stesso Assessorato regionale alla sanità
per i provvedimenti di competenza.
Ma anche qui, purtroppo, nessuna conseguenza Per quanto
riguarda la dotazione organica, la stessa relazione rileva che
le verifiche hanno evidenziato la permanenza di una diffusa
generalizzata carenza delle figure sanitarie non laureate ; ci
sono studi e tabelle, contenute sempre nella stessa relazione,
dove si arriva ad evidenziare una carenza del personale
infermieristico in ragione del 60 per cento Stiamo parlando di
infermieri, di ostetrici e di vigilanti di infanzia... Ebbene,
per talune categorie professionali, si arriva a non avere, così
come previsto per legge, alcune figure necessarie, per competenza
specifica, come quella dell'anestesista.
Tutto ciò è una situazione che, certamente, non ha come
principale responsabile il Governo attuale o l'assessore da poco
insediato, ma è chiaro che queste sono riflessioni che dovrebbero
portare non soltanto, così come dicevo in premessa, a procedere
ad un congelamento della situazione attuale, perché così facendo,
continueremmo ad avere buchi nella sanità pubblica.
Ecco perché torno a ripetere, e concludo, che abbiamo
predisposto un ordine del giorno che presenteremo nei tempi
necessari, ove chiediamo che venga meno soprattutto questo
sistema, determinando le condizioni per arrivare
all'accreditamento definitivo e affinché venga meno, ugualmente,
la funzione del preaccreditamento che, così come diceva
l'onorevole Cracolici, presenta parecchie lacune. E venga meno,
infine, tutta questa situazione generale che comporta sin troppe
ombre sulla sanità siciliana.
TUMINO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TUMINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima di
entrare nel merito dell'articolo 1, ritengo doveroso sottolineare
delle contraddizioni notevoli presenti in questo disegno di
legge.
All'articolo 19, secondo comma, si precisa che le somme non
impegnate nell'esercizio 2002-2003, che poi rimangono a
disposizione, possono anche servire a far fronte ai pagamenti per
la concessione di contributi dovuti per gli anni successivi al
2003: ci si riferisce all'una tantum sul diritto allo studio.
Bene, per la stessa voce sono stati sottratti dall'apposito
capitolo 20 milioni di euro, come dire che non è stata spesa
tale somma di 20 milioni di euro. E, piuttosto che distribuirli
negli anni successivi, come previsto dall'articolo 19, questi 20
milioni di euro verranno utilizzati per altre voci di spesa.
Questa è una contraddizione pesante perché l'una tantum che si
riferisce agli alunni delle scuole statali era considerata un
fiore all'occhiello da questa Amministrazione che, di fatto, però
non ha saputo impostare neanche la distribuzione delle somme e
alla fine ha tolto anche le somme che erano rimaste.
Un altro elemento straordinariamente contraddittorio riguarda
la formazione professionale: vengono sottratti 6 milioni e 400
mila euro per il finanziamento di corsi di formazione
professionale per laureati e diplomati. Signori, questi corsi
sono stati già banditi, per questi corsi sono state già
presentate le domande e improvvisamente questa Amministrazione si
tira indietro e sottrae i finanziamenti? Questi sono corsi di
formazione per diplomati e laureati che pongono l'orientamento
della formazione verso l'alto; noi li togliamo perché abbiamo da
gestire altre cose, la formazione che non produce formazione e,
invece, in questo caso siamo capaci di tirarli fuori. Questa
norma contiene tale grande contraddizione .
In questo articolo vengono attribuiti 70 milioni di euro per il
risanamento delle aree degradate di Messina. Io avrei curiosità
di capire: 70 milioni di euro sono una enormità Vengono, però,
tolti 6 milioni di euro a favore dell'imprenditoria femminile.
Ciò significa che l'imprenditoria femminile è un sogno, è una
sciocchezza, è qualcosa rispetto alla quale questo Governo ha
fallito in toto perché 6 milioni di euro non sono stati
utilizzati.
Questa norma fa emergere contraddizioni incredibili
dappertutto. Se noi vediamo 150 milioni di euro sottratti dal
fondo per il finanziamento di investimenti finalizzati
all'aumento del rapporto tra il prodotto interno lordo regionale
e prodotto interno lordo nazionale, significa che noi non
puntiamo a far crescere il prodotto interno lordo regionale, non
siamo capaci, per cui ci restano 150 milioni di euro e li
storniamo per utilizzarli nel settore della sanità. Questa è
espressione di un fallimento politico completo
dell'Amministrazione regionale
Ci troviamo inoltre dinanzi a 2 milioni in più per interventi
di pubblica beneficenza e assistenza, perché bisogna dare al
Governo qualche piatto di lenticchie' da distribuire. Bisogna
offrire delle possibilità a qualche assessore.
Noi ci troviamo dinanzi ad una somma di 2 milioni e 800 mila
euro da attribuire all'EAS per la campagna di meccanizzazione
agricola. Ma l'EAS non è già stata messa in liquidazione? L'ente
di sviluppo agricolo non è stato già messo in liquidazione? Noi
ancora attribuiamo 2 milioni e 800 mila euro
Queste contraddizioni, onorevole Assessore per il bilancio e
signor Presidente, mi fanno pensare che questa non è una norma di
risanamento, ma è una norma di contemplazione dell'incapacità di
questa Amministrazione a governare.
Poi, in merito all'articolo 1, e precisamente l'ultimo comma,
vorrei evidenziare cosa lo stesso dica incredibilmente: Per il
ripiano definitivo dei disavanzi delle aziende unitarie sanitarie
locali, 460 milioni di euro . Per il ripiano definitivo
Onorevoli colleghi, mi volete spiegare come si fa a ripianare
in modo definitivo quando tutta la normativa resta in vigore,
quando questa norma che stiamo approvando stasera cristallizza la
situazione attuale in termini di organici, in termini di rapporti
di convenzioni con i privati? Quindi questa norma può non
aggiungere spesa, ma non modifica la politica di spesa attuale
per la sanità. Come si fa a dire che questo è un ripiano
definitivo? Quindi, questo buco noi ce lo ritroveremo tale e
quale, se non addirittura maggiorato nella prossima
finanziaria.
DINA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DINA Signor Presidente, onorevoli colleghi, è stato
sottolineato che l'articolo 1 costituisce sicuramente un
caposaldo forte di questa manovra finanziaria, di questo
assestamento di bilancio. Costituisce una parte importante
perché aggredisce un nodo di spesa strutturale, un deficit che si
è andato via via accumulando, che viene avviato, non solo in
forma enunciativa, in un percorso di soluzione.
Viene tracciato un percorso chiaro ed importante che fissa il
2006 come data di arrivo del pareggio del deficit della
sanità,che è stato quantizzato - per il 2003 - nell'ordine di
460 milioni. Non è vero che non sono introdotti interventi chiari
e specifici in questa direzione; questo si potrebbe pensare se si
facesse una valutazione superficiale degli interventi. La sanità
è un sistema complesso, è un sistema di offerta di servizi ai
cittadini, è un sistema regolato sulla domanda che proviene
dall'utente, quindi non può essere sottratto a questa dinamica.
Non si possono comprimere spese oltre il lecito ed il legittimo
in quanto c'è un sistema di offerta che va mantenuto, non si
possono intraprendere iniziative drastiche e non si possono
intraprendere iniziative demagogiche.
Parte di questi emendamenti hanno questo taglio e cioè quello
della demagogia, del voler far capire che si può offrire tutto a
tutti. Non è così
Se è vero che la salute non ha un prezzo - tutti ci battiamo
per la salute, tutti daremmo tutto per la nostra salute -, è
anche vero che la sanità ha un costo; è un sistema complesso
regolato da dinamiche economiche, per cui fare la scelta di dare
tutto a tutti significherebbe anche sottrarre prestazioni a chi
ne ha più bisogno; significherebbe dirottare le prestazioni in
una direzione non coerente, non efficace, non coerente con gli
obiettivi di salute che ogni azione sanitaria deve proporsi.
Sono state fissate delle iniziative, degli interventi che non
sono i soli, in quanto è un sistema flessibile, fluido, non è un
sistema rigido che può essere irregimentato in regole precise e
stridenti. E' un sistema che ha bisogno di tanti interventi, e
quello di stasera è l'inizio. L'Assessore per la sanità dovrà
farne degli altri, anche in via amministrativa e non credo che si
possa ingessare l'intervento di una amministrazione con
interventi legislativi che cristallizzano, che non rendono
flessibili le risposte rispetto alle domande che vengono dagli
utenti.
Fissare, dunque, il ticket per legge non ha senso; significa
voler determinare dall'alto una regola dirigistica senza tenere
conto delle esigenze del sistema di mantenersi in termini
economici, le esigenze dell'utenza che ha bisogno di maggiore
formazione ed informazione nelle scelte complessive.
Se è vero che il farmaco diventa il nodo vero della spesa, è
pur vero che il ticket è un primo intervento che funziona da
deterrente, ma non è il solo. L'Assessore sarà chiamato ad altri
interventi: ha annunciato una campagna di sensibilizzazione per
gli utenti, ha preannunciato una campagna di sensibilizzazione
dei prescrittori che sono coloro che operano la spesa. I veri
operatori della spesa sono il medico di base, i medici di
famiglia, i pediatri, gli specialisti convenzionati. Su costoro
sicuramente va fatto un intervento forte, intelligente, cercando
di individuare protocolli terapeutici e diagnostici che diano
certezza scientifica, ma nello stesso tempo abbiano
quell'attenzione forte agli aspetti del contenimento della spesa.
Il percorso è lungo e sono convinto che ritornare sul ticket
per legge è un errore ed è un errore che è stato superato con
questo nuovo disegno di legge. Ci eravamo perduti in un momento
di confusione nell'esame del vecchio disegno di legge, con questo
si fa chiarezza nel senso che il ticket deve essere demandato
alle valutazioni dell'Assessore che dovrà anche valutare i
risultati delle scelte fatte. Se la soglia ISEE ha già risposto
in termini di risultato economico va riconsiderata cercando di
innalzarla e in questo modo venire incontro alle fasce meno
abbienti.
Il sistema è complesso e va visto quotidianamente in una
dinamica in progress e, quindi, ritengo che la forma
amministrativa superi ampiamente la scelta legislativa degli
emendamenti.
Per quanto concerne altre scelte fatte, ritengo che siano state
introdotte scelte importanti quale quella di non remunerare più
le prestazioni improprie e le prestazioni inappropriate: E'
questo un invito a chi fa sanità a farlo al più alto livello, a
farlo nel segno della qualità e a farlo nella direzione delle
prestazioni appropriate.
E' una spinta notevole, un segnale forte che viene dato alle
strutture affinché nel raggiungimento della qualità venga anche
privilegiata la prestazione sanitaria appropriata e, quindi, un
risparmio di risorse e un contenimento degli sprechi. Chi non
spreca sarà premiato Questo è un principio importante che viene
raggiunto.
Non mi soffermo sui commi, ce ne sono tanti altri, ma sul comma
7 che è stato votato all'unanimità dalla Commissione Sanità non
mi aspettavo una marcia indietro come si è verificato con
l'emendamento 1.3, perché siamo di fronte a quel dinamismo di cui
parlavamo prima di domanda e offerta.
Ci sono molti territori della nostra Regione che sono
sprovvisti di strutture riabilitative e di strutture di lunga
degenza, il trattamento post acuti in quei territori non esiste;
sarebbe impensabile volere cristallizzare il tutto e dire che
fino al 2006 non si fa niente. La scelta fatta di programmazione
con un documento di programmazione sottoposto al parere
vincolante della VI Commissione ritengo sia il percorso più
intelligente che coniuga nel contempo la risposta alla domanda di
prestazione e il tentativo di evitare sprechi e riproduzioni di
strutture che rappresentano l'offerta.
Il mio intervento vuole significare un plauso alle scelte fatte
dal Governo con l'articolo 1; ritengo che sia un primo passo
nella via del contenimento della spesa, bisognerà lavorare
seriamente non perdendo di vista, però, che l'utenza ha esigenze
inderogabili.
CAPODICASA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per esprimere alcune considerazioni sull'articolo 1. Per una
parte si tratta di una norma manifesto' sulla scia di quanto ci
ha insegnato o abituato a subire il Governo nell'arco di questi
tre anni: ...l'Amministrazione regionale è tenuta a
conseguire... . Insomma, queste cose si fanno non si scrivono in
una legge, tanto più che quando si scrivono in una legge se poi
vengono disattese, considerato che non è prevista alcuna norma
sanzionatoria, rendono poco credibile la legislazione nel suo
complesso.
Poi, vi sono anche alcune norme condivisibili, nel senso che
aiutano certamente a mettere un freno alla macchina di spesa
della sanità, ma parliamo pur sempre di norme che hanno la
caratteristica di fissare il debito alla data attuale, quindi che
non riescono a recuperare ciò che fino ad oggi è diventato una
specie di testa di ariete di sfondamento della spesa.
Meno trionfalismo, dunque Questo è ciò che voglio suggerire.
Non si tratta di una norma così decisiva, dirimente, quasi
epocale, come la si vuole fare apparire. Si sono inseriti alcuni
elementi, però qui si fissa, al luglio 2004, il tetto di spesa,
ma al luglio 2004 noi sappiamo che ciò che di nefasto, in materia
di spesa sanitaria, doveva avvenire è già avvenuto. Quindi, non
andremo oltre, ma sicuramente rimarremo nel punto dove siamo
arrivati.
Desidero intervenire, anche se brevemente, sull'emendamento 1.1
del Governo perché mi sembra che esso rappresenti già il primo
scivolone del Governo dopo la manifestazione di buone intenzioni
che abbiamo ascoltato più volte.
Mi chiedo, onorevole Assessore, se è proprio necessario per la
piena attuazione - come recita l'emendamento - delle misure per
il contenimento della spesa sanitaria destinare, nel numero
massimo di cinque unità, personale comandato dalle Aziende
Sanitarie Locali ospedaliere al dipartimento.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Io posso
assicurarle che la richiesta non l'ha fatta l'assessore, l'ha
fatta il direttore
PRESIDENTE Onorevole Assessore, per il momento i lavori li
regola la Presidenza. Poi, onorevole Assessore, insieme
all'onorevole Capodicasa, questa conversazione la farete
chiedendo la parola e intervenendo. Onorevole Capodicasa, lei
completi il suo intervento, poi l'assessore chiederà di parlare e
risponderà a lei e agli altri deputati.
CAPODICASA Ho capito dalle primissime battute
dell'interruzione dell'Assessore che si tratta quasi di
un'esigenza tecnica dell'assessorato perché proviene dalla
dottoressa Bitetti e non dall'Assessore.
CRACOLICI Che c'entra la dottoressa Bitetti?
CAPODICASA Questo diceva l'Assessore: la richiesta di avere
questa disponibilità proviene dal Direttore.
PRESIDENTE Onorevole Cracolici, vale per lei la stessa
argomentazione formulata per l'Assessore Cintola.
CAPODICASA ..per cui sembrerebbe che questo possa attenuare la
gravità della richiesta che con questo emendamento si fa. A mio
giudizio no. Vorrei capire, intanto, perché l'Assessore debba
ricorrere a cinque unità esterne, alle ASL che già hanno il
blocco delle assunzioni quindi non servono nelle ASL e vengono,
però, trasferiti all'Assessorato.
Noi abbiamo il dovere di utilizzare il personale che c'è,
riqualificandolo, formandolo se serve, ma questa moda che si è
affermata con questo Governo, da tre anni, di prelevare personale
o personale esterno, quindi dietro altissimi e lauti compensi, o
anche spostandolo all'interno, o ampliando tutti i margini che
dalle precedenti leggi sono stati fissati per quanto attiene
l'utilizzazione del personale, è diventato qualcosa che fa
pensare - io non dico che poi sarà così - fa pensare ad
utilizzazioni clientelari di personale che, magari, non potendo
entrare a far parte dei gabinetti per intasamenti vari, li si
veicola con questo sistema.
Allora, io non riesco ad immaginare che, alla fine, questa
richiesta sia una richiesta trasparente, oggettiva. Non parlo
dell'Assessore per il bilancio, l'Assessore per il bilancio,
però, firma una richiesta e, quindi, deve, anche lui, filtrare
l'Assessore, perché rischia di ingenerare. Questo, però,
onorevole Assessore, può essere un metodo adottato da ogni altro
Assessore il quale dichiara che gli servono perché ha esigenze
particolari e, pertanto, li prende dagli ispettorati agrari.
Non mi pare sia una procedura che possa essere condivisa
dall'Aula almeno per quanto ci riguarda. Per cui riteniamo, così
come, del resto, aveva già fatto l'onorevole Acierno, che se il
Governo avesse l'accortezza di ritirare l'emendamento non
succederebbe nulla.
Io non credo che la politica di contenimento della spesa nella
sanità soffrirà molto se l'Assessore non avrà la possibilità di
attingere al personale delle aziende ospedaliere e delle aziende
sanitarie; mi pare che se si vuole utilizzare personale perché,
magari, quello attualmente disponibile del dipartimento non è
sufficiente, lo si possa fare utilizzando il personale
attualmente a disposizione dell'Assessorato.
IOPPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
IOPPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, affronterò un
aspetto assai limitato tra quelli che l'articolo 1 offre alla
nostra riflessione.
Ho ascoltato, con interesse, gli interventi di tutti i colleghi
anche quelli resi più difficili dall'attività che tutti noi,
purtroppo, qualche volta, svolgiamo in quest'Aula rappresentando
anche un elemento di disordine e di mancanza di serenità nel
seguire i lavori.
L'aspetto particolare che intendo affrontare è quello della
soglia ISEE su cui altri sono intervenuti, specificando ed
osservando che la mia è una posizione del tutto personale, anche
se mi auguro che il mio Gruppo voglia sintonizzarsi sulla stessa
lunghezza d'onda. Spero che lo facciano molti colleghi, che lo
faccia il maggior numero di colleghi possibile perché ho seguito
la vicenda negli ultimi mesi, avevo anche avuto rassicurazioni
formali da parte del precedente Assessore per la sanità il
quale si era, probabilmente, reso conto che la soglia fissata a 7
mila euro era troppo bassa.
Mi sembrava di avere compreso, dalle prime dichiarazioni del
volenteroso assessore Pistorio, che anche egli fosse della stessa
idea. E mi risulta, peraltro, che l'assessore Cittadini l'avesse
anche assicurato alle parti sociali ed ai sindacati che aveva
incontrato. La questione non credo assuma valore politico,
almeno se non nel senso più alto e più nobile delle questioni
politiche, perché lo stesso Gruppo dei Democratici di sinistra
presenta due emendamenti il che, mi pare denoti come non vi sia,
neanche da parte loro una posizione preconcetta o precostituita.
C'è un emendamento il cui primo firmatario è l'onorevole
Capodicasa che intenderebbe la soglia ISEE per l'esenzione a
10.000 euro, un altro emendamento firmato dagli onorevoli Villari
e Panarello che, invece, questo limite vorrebbero estenderlo fino
a 12.000 euro.
A me sembra di potere osservare che la variegata e articolata
spesa sanitaria siciliana è costituita da molteplici voci, a
cominciare da quella spesso assai incontrollata della spesa
farmaceutica o dei lungi ricoveri prima degli interventi
concreti. Bene, che la manovra finanziaria debba basarsi sulla
stabilità di una così bassa soglia per la esenzione ticket mi
sembra, dal punto di vista sociale, politico e istituzionale non
commendevole e non condivisibile da parte nostra.
Peraltro, autorevolissimi istituti centrali dello Stato hanno
fissato la soglia del disagio sociale, della povertà,
nell'introito familiare pari proprio a 12.000 euro annui cioè a
mille euro al mese, mi sembra davvero un controsenso che ai
nuclei familiari così definiti dagli istituti di statistica
centrali si debba, in Sicilia, far pagare il ticket anzi, impedir
loro la esenzione del ticket.
A titolo, quindi, personale, ma ripeto mi auguro con il
conforto e con il consenso di molti colleghi, di tanti colleghi,
io voterò a favore degli emendamenti che sono stati presentati su
questo materia.
FORMICA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
soltanto per precisare, puntualizzare l'intervento che
l'esponente autorevole del mio Gruppo, l'onorevole Ioppolo, ha
appena svolto.
Sull'esenzione dei ticket questa maggioranza ha operato,
conscia e consapevole dell'importanza dell'argomento, dall'anno
scorso a questa parte diversi interventi. Dopo l'ultimo
intervento che è stato fatto nella finanziaria 2003, ci si è
accorti che a causa di quell'intervento sulla compartecipazione
per la spesa sanitaria, si è avuto un aumento della stessa spesa
che è arrivato a limiti certamente non più sopportabili dalle
casse della Regione.
La conseguenza di quella scelta non era un'agevolazione nei
confronti delle categorie più deboli, delle categorie meno
abbienti. La conseguenza di quella scelta era che all'inizio
dell'estate il Governo si è trovato nella quasi certa
obbligatorietà a passare all'indiretta.
Voglio qui far notare ai colleghi - e questo è un punto
centrale della manovra a tutela e a salvaguardia dei più deboli -
che il passaggio all'indiretta, lungi dal danneggiare le
categorie più forti, andrà a danneggiare proprio i pensionati
con il reddito al minimo e proprio le categorie più deboli. E
allora, il Governo è intervenuto una prima volta introducendo
l'esenzione ticket legata al reddito ISEE. Dice bene l'onorevole
Ioppolo che quella soglia di reddito è troppo bassa ed è stata la
maggioranza ad aver sollevato contestualmente all'emissione di
quel provvedimento il problema della quota ISEE.
C'è di più: la VI Commissione già allora e la maggioranza
tutta si è data appuntamento in autunno per rivedere la soglia
ISEE. In sede di approvazione della manovra che riguarda la
sanità, in queste variazioni di bilancio in sede di approvazione
di quell'articolo 1 che è stato interamente riscritto dalla VI
Commissione, la VI Commissione ha approvato a maggioranza un
ordine del giorno che impegna il Governo a valutare dopo gli
ultimi dati relativi al mese di settembre 2004, i risultati di
questi dati e ad innalzare la soglia ISEE almeno fino a 8.400,
8.500 euro, che è una soglia compatibile anche con le proposte
dei sindacati.
Quindi, pieno accordo con la problematica sollevata
dall'onorevole Ioppolo, il quale ha voluto fare tale precisazione
a tutta l'Aula perché è la stessa maggioranza che si è posto il
problema e debbo dire il Governo, quando si è presentato in VI
Commissione, ha chiesto un mese di tempo per vedere i dati
definitivi di settembre.
E' un fatto che sta interessando il Governo e la maggioranza e
a presto il Governo, su input della stessa maggioranza, si
appresterà ad innalzare la soglia ISEE.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Congedi
PRESIDENTE Comunico che gli onorevoli Incardona, Mancuso, Costa,
Pistorio, Infurna e Sammartino hanno chiesto congedo per la seduta
odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Riprende la discussione del disegno di legge n. 917/A
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 1.3, degli onorevoli
Capodicasa, Speziale e Cracolici. Lo pongo in votazione.
CRACOLICI Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Gli onorevoli Capodicasa, Catania, Granata, Misuraca, Ioppolo,
Neri, De Benedictis, Lo Monte e Pagano si associano alla
richiesta)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.3
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 1.3.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole
PRESIDENTE Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 57
Votanti 56
Maggioranza 29
Favorevoli . . . . . . . . . . . . . . . 47
Contrari . . . . . . . . . . . . . . . . . 9
(L'Assemblea approva)
Si passa all'emendamento 1.2, a firma degli onorevoli
Capodicasa, Speziale e Cracolici.
SPEZIALE Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Gli onorevoli Cracolici, Giannopolo, Raiti, Villari, Virzì,
Zago, Tumino e Speziale si associano alla richiesta)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.2.
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 1.2.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 56
Maggioranza 29
Favorevoli 23
Contrari 33
(L'Assemblea non approva)
Si passa all'emendamento 1.5, a firma degli onorevoli Villari
e Panarello.
SPEZIALE Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Si associano alla richiesta gli onorevoli Barbagallo,
Capodicasa, Cascio, De Benedictis, Giannopolo, Lo Curto, Raiti e
Speziale)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.5.
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 1.5.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 57
Maggioranza 29
Favorevoli 25
Contrari 32
(L'Assemblea non approva)
Si passa all'emendamento 1.4.
SPEZIALE Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Si associano alla richiesta gli onorevoli Cracolici,
Giannopolo, Oddo, Raiti, Speziale, Tumino, Villari e Zago)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.4.
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 1.4.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti . . . . . . 59
Maggioranza . . . . . . . . . 30
Favorevoli . . . . . . . . . . . 26
Contrari . . . . . . . . . . . . . 33
(L'Assemblea non approva)
Si passa all'emendamento 1.1 del Governo.
CRACOLICI Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Si associano alla richiesta gli onorevoli Capodicasa, De
Benedictis, Giannopolo, Raiti, Speziale, Tumino, Villari e Zago)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 1.1
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti. . . . . . . . . . . . . . . .58
Votanti. . . . . . . . . . . . . . . . 57
Maggioranza. . . . . . . . . . . . 29
Favorevoli. . . . . . . . . . . . . . 29
Contrari. . . . . . . . . . . . . . . .28
(L'Assemblea approva)
Pongo in votazione l'articolo 1, nel testo risultante.
Richiesta di verifica del numero legale
LIOTTA Chiedo la verifica del numero legale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Capodicasa,
Giannopolo, Raiti e Spampinato)
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per la verifica del numero
legale.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della verifica
PRESIDENTE Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti ..................... 46
L'Assemblea è in numero legale.
Pongo in votazione l'articolo 1, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
Disposizioni per dismissioni e privatizzazioni
1. L'Amministrazione regionale può affidare l'incarico di
Advisor per il complesso delle attività strumentali connesse alla
dismissione del patrimonio immobiliare della Regione, alla
privatizzazione degli enti ed aziende regionali, nonché ad
operazioni finalizzate alla riduzione degli oneri finanziari sul
bilancio regionale.
2. La procedura per l'affidamento dell'incarico di advisor
viene effettuata dal Presidente della Regione e si attiva su
proposta dell'Assessore del ramo di amministrazione competente
per materia, sentito l'Assessore per il bilancio e le finanze.
3. L'affidamento dell'incarico di cui al presente articolo è
disposto, con riferimento alle materie che ne formano oggetto,
tenendo conto dei requisiti di provata affidabilità e capacità.
4. Per le finalità del presente articolo è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2004, la spesa di 100 migliaia di euro.
5. Per gli esercizi finanziari 2005 e 2006 la spesa di cui al
presente articolo, valutata in 100 migliaia di euro per ciascuna
annualità, trova riscontro nel bilancio pluriennale della Regione
2004-2006 (UPB 4.2.1.5.2, accantonamento 1001).
6. Le disposizioni di cui al presente articolo non si applicano
agli enti di cui alla legge regionale 20 gennaio 1999, n. 5.»
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dagli onorevoli Forgione e Liotta
emendamento 2.1 soppressivo dell'articolo;
-dagli onorevoli Acierno e Lo Curto
emendamento 2.2 soppressivo dell'articolo;
-dagli onorevoli Capodicasa e Speziale
emendamento 2.3 soppressivo dell'articolo.
Si passa alla votazione dell'emendamento soppressivo 2.1,
d'identico contenuto agli emendamenti 2.2 e 2.3. Si vota il
mantenimento dell'articolo.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, purtroppo è
una discussione che si ripete. Infatti, come lei sa, il contenuto
di questo articolo era già presente nel testo già esaminato
dall'Aula quando assessore al bilancio era l'assessore Pagano.
Esso riguarda le disposizioni per le dismissioni e le
privatizzazioni. Seppur modificato in Commissione bilancio,
rimane comunque un articolo che affida al Presidente della
Regione un potere eccessivo.
Dopo la legge 5 del '99 che stabiliva le dismissioni degli enti
economici regionali, noi abbiamo affidato ad un Commissario la
gestione, che ha attivato regolarmente le procedure di
dismissione.
Dalle procedure di dismissione abbiamo introitato alcune
centinaia di miliardi senza che questo venisse affidato al
Presidente della Regione.
La norma che qui viene, invece, proposta è quella di affidare
l'individuazione dell'advisor al Presidente della Regione
trascurando una consolidata prassi che ha determinato per le
casse della Regione entrate notevoli, per cui ribadiamo la nostra
contrarietà all'articolo 2 e ne proponiamo quindi la soppressione
perché, come abbiamo detto anche in commissione, non capiamo
quale sia la ratio di tale articolo 2 che sembra soltanto volere
accentrare altri poteri nella persona del Presidente della
Regione. E noi siamo assolutamente contrari e, pertanto,
proponiamo che l'articolo sia soppresso.
NERI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
NERI Signor Presidente, leggendo l'articolo 2 pare di capire
che si voglia perseguire la finalità condivisibile della
dismissione del patrimonio immobiliare; al riguardo, però, non
sappiamo qual è l'esito prevedibile dell'introito per quello che
sono le finanze regionali. In compenso, prevediamo 100 milioni di
euro per ogni esercizio finanziario per l'affidamento degli
incarichi di advisor; mi pare singolare questo modo di procedere,
in assenza di un piano di dismissione che poi giustifichi
l'affidamento dell'incarico in una spesa di fronte a quella che è
una ragionevole certezza di conseguire maggiori introiti.
Pertanto penso, anche qui preciso che parlo a titolo personale,
non avendo titolo per potere parlare a nome dell'intero gruppo,
di potere anticipare il mio voto favorevole a questo emendamento
che mira alla soppressione dell'articolo 2 che prevede, mi pare,
uno strano modi di risanare le finanze regionali anticipando
spese consistenti senza sapere cosa possono significare tali
incarichi sul piano dei costi.
BENINATI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI Signor Presidente, la ringrazio per avermi dato la
parola e ringrazio anche l'assessore che mi ascolta e al quale mi
rivolgo.
Ritengo che l'articolo sia una iniziativa importante che il
Governo si accinge a fare, però devo dire Presidente che al comma
2 credo che forse sia sfuggita qualche parola; ho l'impressione
che manchi qualcosa, non è ben precisato perché la procedura per
l'affidamento dell'incarico viene effettuata dal Presidente; si
tratta forse di un incarico fiduciario? Oppure è un incarico che
segue ad una trattativa? Manca qualcosa? E' una domanda che
faccio.
PRESIDENTE Onorevole Beninati, così com'è scritto sembrerebbe
che spetti al Presidente della Regione attivare la procedura, poi
la procedura segue le disposizioni di legge, evidentemente.
BENINATI E' chiaro, signor Presidente.
ACIERNO Chiedo di parlare
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO La ringrazio, signor Presidente e devo dire che ho
ascoltato con grande interesse l'intervento dell'onorevole
Beninati al quale, però, il Presidente risponde in modo
abbastanza elusivo. Il tema del comma 2, invece, è di natura
profondamente diversa perché la procedura per l'affidamento, che
non si sa ai sensi di quale legge viene effettuata dal Presidente
della Regione, si attiva su proposta dell'assessore del ramo di
amministrazione competente per materia, sentito l'assessore per
il bilancio e le finanze.
Signor Presidente, se lei non ascolta rischiamo di fare una
seconda legge elettorale, con questo articolo, facendo ridere il
resto della Sicilia che non ha riso per quanto abbiamo fatto con
la legge elettorale. Signor Presidente, mi scusi, le chiedo un
attimo solo di attenzione.
PRESIDENTE Onorevole Acierno, sto ascoltando, voglio dire che
non risiede a me il potere di intervenire ma all'Aula, quindi lei
si deve rivolgere oltre che a me, ovviamente, anche all'Aula.
ACIERNO Io le ho posto un quesito, però lei si è distratto
non per colpa sua. Allora, la procedura per l'affidamento
dell'incarico di advisor viene effettuata dal Presidente della
Regione e si attiva su proposta dell'Assessore del ramo di
amministrazione competente per materia. La domanda che io pongo
alla Presidenza è: quanti advisor stiamo nominando?
Secondo il testo di questo articolo, noi nominiamo un advisor
per ogni Assessorato. Per ogni Assessorato, non credo che questa
era la finalità perché se la somma stanziata è quella di 100 mila
euro, io credo che noi dividendo per il numero degli assessorati
stiamo prevedendo di spendere meno di 10 mila euro di compenso
alla figura dell'advisor. Allora, può essere che questa norma non
è scritta benissimo o sarebbe opportuno che il Governo ci
spiegasse quanti advisor intende nominare o intende avvalersi nel
rispetto di questo articolo 2 prima che si voti l'articolo. Mi
riservo di fare una dichiarazione di voto sull'articolo dopo
avere ascoltato il Governo.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, a parte il fatto che questa norma, è bene ricordarlo,
molti degli articoli che noi stiamo discutendo e votando sono già
stati votati da questa Aula.
ACIERNO Allora come facciamo a rivotare?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. No, non credo
che lei sia così ingenuo da non avere capito quello che ho detto.
Allora io aggiungo invece che intanto questa norma, come ha detto
la Presidenza dell'Assemblea, e ha detto bene, è normata con
norme dello Stato che non possono essere quelle e basta. Quindi
non le ripetiamo che se c'è una legge dello Stato deve essere
attuata. Sull'argomento, il fatto che ci sia già stato un voto
dell'Aula, può non significare nulla ma significa che c'è una
volontà di andare avanti, andiamo avanti per cercare di porre
rimedio a tutte quante le cose che ci siamo detti sia in
Commissione ed anche in riunioni di gruppi e cioè stiamo tentando
di mettere mano ai conti di questa Regione per presentarli in
termini sempre più compatibili con quello che ci siamo impegnati
a fare e cioè arrivare al pareggio del bilancio nel 2006, se è
possibile.
Quindi, questa norma che sarà richiamata da un'altra norma
della finanziaria e consentirà di accedere anche alla società di
scopo in maniera tale da potere accelerare il processo di
valorizzazione dei beni patrimoniali della Regione, ha un senso
che è il senso di andare avanti con norme dello Stato.
Aggiungo, la stessa Commissione ha voluto e preteso che ci
fosse un impegno di spesa, e l'abbiamo messo così come la
Commissione Bilancio ha voluto, ed abbiamo anche in Commissione
Bilancio avuto già un dibattito sull'argomento che ci porta,
maggioranza ed opposizione, su posizioni differenti, ma la
chiarezza della norma nella sua interezza non sta a fare nulla se
non quello che è un obbligo per chi vuole arrivare a soluzioni
che sono nel testo e nella legge. Io credo di avere risposto non
dandole torto, dandole ragione per una parte.
ACIERNO Quanti sono gli advisor?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Possibilmente
non ne faremo neanche uno o ne faremo due, dipenderà dalla
tipologia dei beni da valorizzare. Se facciamo una valorizzazione
per i beni della sanità può essere che cercheremo il luminare
della sanità, poi se vogliamo fare per l'ESA e dire che ci sono
advisor che devono interessarsi dei terreni o delle costruzioni
con terreno potremmo farne tanti anche per una celerità di
intervento accorpando o come già è detto nella stessa legge
quando andiamo più avanti troveremo che per la sanità abbiamo
determinato alcune cose precise dicendo per esempio che noi
vogliamo vedere come possono essere valorizzati gli ospedali
dismessi, dicendo che l'anno 2005 - se ci arriviamo e noi lo
vogliamo - saranno per compensare le perdite nelle ASL; per
l'anno 2006 abbiamo detto che c'è una riserva del 50% che servirà
all'ammodernamento degli ospedali.
In questo istante, quando diamo la norma, dalla norma può
discendere una advisor, tre advisor, quattro, cinque, tanti
quanti è possibile attivarne. E' chiaro che cercheremo di farne
uno solo per avere una visione completa e complessiva del
problema. Ma oggi non mi sento di impegnare il Governo dicendo
che ne faremo uno solo.
Per richiamo al Regolamento
ACIERNO Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, io mi riferisco alla parte del
nostro Regolamento che norma l'ammissibilità degli articoli e
degli emendamenti alla votazione dell'Aula, e mi riferisco
specificatamente a due momenti di questo articolo, avendo sentito
il Governo. Il primo riguarda l'intervento dell'onorevole
Beninati e la sua risposta che viene smentita, sempre con il
massimo rispetto, signor Presidente, dal comma 3 dello stesso
articolo che non si riferisce alla legge nazionale per affidare
l'incarico di advisor, ma prevede invece che l'affidamento
dell'incarico è disposto dal Presidente della Regione con
riferimento alle materie che ne formeranno oggetto tenendo conto
dei requisiti di provata affidabilità e capacità. E così abbiamo
definito, non con una legge, l'incarico di advisor semplicemente
con le sensazioni del Presidente della Regione. Quindi, quanto è
stato risposto all'intervento dell'onorevole Beninati è smentito
dal comma 3 di questa legge. Ciò che continuo a non capire è il
numero degli advisor e le somme che stiamo stanziando e l'urgenza
di dovere dare incarichi da centomila euro a una persona nel 2004
per un lavoro che chiaramente non potrà svolgere. Sarà nominato
utilizzando la famosa norma nazionale di cui nessuno ha traccia,
e per tale incarico intanto per l'anno 2004 a questo signore
daremo centomila euro, dopo di che per il 2004 non potrà fare
niente ma lo avremo pagato; dopo, nel 2005, avremo istituito il
capitolo da centomila euro che non possiamo più quantificare
quanto sarà, ma pensando al numero dei nostri assessorati,
partendo dall'unità base di centomila euro, potremmo trovarci
nella finanziaria del 2005 più di un milione di euro per gli
advisor.
Allora sarebbe opportuno che l'onorevole Cintola, assessore al
Bilancio, ricordasse i suoi interventi a favore del popolo
siciliano e della Sicilia fatti in quest'Aula fino a due mesi fa
da deputato regionale Eviteremmo di spendere inutilmente soldi
per il 2004 visto che è finito ed economizzeremmo una certa
quantità di risorse da qui a dicembre che potremmo rimettere
nel bilancio del 2005 vedendo di allegerire, senza bisogno di
advisor, il costo del bilancio della Regione.
Riprende la discussione del disegno di legge n. 917/A
CAPODICASA Chiedo di parlare per dichiarazione di voto
sull'emendamento 2.3.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, sull'argomento c'è un
emendamento soppressivo a mia firma e quindi non devo spendere
molte parole, e poi mi pare che l'onorevole Speziale abbia già
illustrato nel merito. Però, poiché c'è stata una replica
dell'assessore, volevo dichiararmi assolutamente insoddisfatto
della replica poiché la dichiarazione dell'assessore aggrava
ancor di più la preoccupazione che noi abbiamo.
In sostanza, egli dice che la norma può comportare una
proliferazione di advisor nei vari rami dell'Amministrazione
secondo le esigenze di ogni singolo assessorato. A mio giudizio,
questa dichiarazione contrasta con un principio che
nell'Amministrazione deve essere ineludibile, il principio che
afferma che tutto ciò che concerne il patrimonio va gestito da un
unico assessorato, in quanto c'è un assessorato che ha tale
competenza. Dopodiché dall'Assessorato al patrimonio si può - in
qualità di assessorato che gestisce il patrimonio a cui viene
conferito tutto ciò che è alienabile e non alienabile - decidere
quali sono i beni alienabili e attraverso quell'assessorato,
semmai, vengono avanzate le richieste per un advisor, perché
quest'ultimo non rende un servizio gratuitamente, ogni advisor,
infatti, ha un costo, in quanto svolge un servizio e tra l'altro
si fanno pagare profumatamente
Onorevole Assessore, mi sono già dichiarato contrario
all'advisor e anche se a seguito del dibattito in Commissione
sono state apportate alcune modifiche che condividiamo, in realtà
è proprio questo meccanismo che a mio giudizio non abbisognerebbe
di una norma.
La scelta di un advisor non necessita di una norma, c'è bisogno
di una norma perché si vuole conferire al Presidente della
Regione questa competenza, mentre ogni assessore, singolarmente o
l'Assessore che ha il patrimonio nella disponibilità, attua una
delibera di Giunta e nomina un adivisor. Qui, invece, secondo
ormai un regime presidenzialista, che si vuole imporre a tutti i
costi all'Amministrazione, si sta scegliendo una strada diversa
che è quella di moltiplicare le competenze per conferire maggiore
potestà al Presidente della Regione, il quale, ovviamente,
rispetto a questa procedura finirà per nominare 12 nuovi advisor,
tanti quanti sono gli assessorati nella nostra Regione.
Signor Presidente, ritengo quindi che la replica dell'Assessore
consigli ancora di più di votare contro la norma.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PPRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, onorevole Capodicasa, non vorrei
essere frainteso sull'argomento, per onestà intellettuale.
Non ho detto che dovremmo fare 20 advisor; non ho fatto altro
che esplicitare quanto è già scritto nella legge: la procedura
per l'affidamento dell'incarico di advisor viene effettuata dal
Presidente della Regione e si attiva su proposta dell'Assessore
al ramo competente per materia, sentito l'Assessore per il
bilancio e le finanze'.
Noi come Governo abbiamo deciso, volontariamente, di dare una
valorizzazione seria e compiuta al patrimonio della Regione e
vogliamo, effettivamente, che l'anno 2005 sia l'anno di questa
valorizzazione, considerato che anche nel precedente anno questo
discorso è stato fatto, anche se poi non è stato attivato e
definito; è vero, infatti, che l'anno precedente, nei capitoli
di bilancio vi era in entrata la dismissione di alcune proprietà
della Regione siciliana. Quindi, l'avere previsto l'advisor, in
questi termini, è un fatto di estrema lucidità e trasparenza, non
capisco come il fatto che io abbia aggiunto che possano essere
più di uno, ma può anche essere uno, possa costituire
un'aggravante. A mio avviso, sta soltanto a dimostrare la volontà
del Governo di giungere al compimento dell'opera che si è
prefisso di portare a termine.
Io capisco che l'opposizione dice no perché preferisce
arrivare al prossimo anno con entrate inferiori ed accusarci di
avere fatto un altro buco nel bilancio. Ma chi dice di essere
maggioranza e si esprime come tale non può inseguire il Governo
su un advisor che non verrà pagato dal Governo della Regione, che
non graverà sul bilancio della Regione, ma che si pagherà in
quanto avrà proceduto e si sarà messa in atto la procedura di
valorizzazione e possibile vendita.
Pertanto, a questo punto, non interpreterei negativamente la
norma sugli advisor e mi appellerei invece, ma con molta
tranquillità, onorevole Acierno...
ACIERNO Onorevole Cintola, si dovrebbe appellare all'articolo
77 della finanziaria del 2001 che non le consentirebbe di fare
certe cose
PRESIDENTE Onorevole Assessore, la invito a concludere.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Io sono
contento che il listino da diciotto sia passato a nove. Non è un
caso che io sia contento
PRESIDENTE Pongo in votazione l'articolo 2.
CRACOLICI Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Capodicasa, Granata,
Moschetto, Speziale, Tumino, Zago, Panarello e Spampinato)
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 2
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'articolo 2. Onorevoli colleghi, voglio intanto esplicitare
il significato del voto. Siccome c'è soltanto un emendamento
soppressivo, si vota la conferma dell'articolo 2. Quindi chi vota
a favore, vota a favore del mantenimento dell'articolo 2 e chi
vota contro, vota per la sua abrogazione.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della verifica
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione:
Presenti e votanti 50
Maggioranza 26
Favorevoli 14
Contrari 35
Astenuti 1
(L'Assemblea non approva)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3
Gestione del servizio di riscossione dei tributi in Sicilia
relativa all'anno 2005
1. Al fine di assicurare la continuità del servizio di
riscossione dei tributi in Sicilia, in scadenza al 31 dicembre
2004 e nelle more che nell'ambito nazionale vengano definite le
nuove modalità di gestione, fino al 31 dicembre 2005 il predetto
servizio resta affidato, nei singoli ambiti, alla società
Montepaschi Serit S.p.A., che in atto lo gestisce.
2. Per il servizio svolto dalla Montepaschi Serit S.p.A.
nell'anno 2005 la remunerazione è corrisposta nella misura in
atto vigente, con le modalità previste, per l'anno 2004,
dall'articolo 18, commi 1 e 2, della legge regionale 31 maggio
2004, n. 9.
3. L'onere derivante dalle disposizioni di cui al comma 2 trova
riscontro, per l'esercizio finanziario 2005, nel bilancio
pluriennale della Regione, UPB 4.3.1.5.3, codice 020211».
Comunico che all'articolo 3 è stato presentato dagli onorevoli
Acierno e Lo Curto l'emendamento soppressivo 3.3.
ACIERNO Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 3. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, la seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 21.06, è ripresa alle ore
21.16).
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, si passa all'articolo 4. Ne do
lettura:
«Articolo 4
Modifica all'articolo 1, comma 1,
della legge regionale 16 dicembre 2000, n. 25
1. La disposizione di cui all'articolo 1, comma1, della legge
regionale 16 dicembre 2000, n. 25 e successive modifiche ed
integrazioni non si applica ai comuni ricompresi nel secondo
turno elettorale dell'anno 2000».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti
soppressivi:
-dagli onorevoli Acierno e Lo Curto: emendamento 4.1;
-dagli onorevoli Capodicasa, Speziale e Panarello: emendamento
4.2;
-dall'onorevole Panarello: emendamento 4.3.
Onorevoli colleghi, per un maggiore approfondimento dispongo
l'accantonamento dell'articolo 4 e dei relativi emendamenti. Si
passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Articolo 5
Indennità dei presidenti dei consigli di circoscrizione e dei
consiglieri
1. L'indennità spettante ai presidenti dei consigli di
circoscrizione è ridotta del 50 per cento. Ai consiglieri di
circoscrizione è corrisposta una indennità pari ai 2/3
dell'indennità percepita dai presidenti.
2. Tali disposizioni si applicano a decorrere dal rinnovo di
tali organi successivo alla data di pubblicazione della presente
legge».
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Capodicasa
l'emendamento 5.1.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Sull'ordine dei lavori
ACIERNO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, durante la
discussione sull'articolo 2, ho voluto segnalare alla Presidenza
una incongruenza del testo. L'Aula, per fortuna, ha bocciato
l'articolo 2. Signor Presidente, poiché da alcuni giorni si è
aperto un dibattito all'esterno di questo Palazzo su come
quest'Assemblea abbia approvato la legge elettorale, vorrei
continuare a sollecitare la Presidenza nel momento in cui si
mette in discussione e in votazione un articolo che riguarda le
privatizzazioni di enti, aziende regionali e operazioni
finalizzate alle riduzioni degli oneri finanziari sul bilancio
regionale ed il Governo, nella sua replica, tenta di convincere
quest'Aula che la figura di advisor, procedendo alla dismissione
del patrimonio della Regione, sarebbe intervenuta nel risanamento
del bilancio.
Vorrei ricordare al Presidente dell'Assemblea che è ancora
vigente l'articolo 77 della legge 6/2001 che recita: le risorse
derivanti dai saldi attivi dei bilanci finali di liquidazione
degli enti siciliani quali EMS, ESPI, AZASI, sono versate in
entrata al bilancio della Regione per essere destinate dalla
Giunta regionale a spese di investimento sui territori delle
province nei quali ricadono gli insediamenti produttivi'.
Cosa vuol significare l'articolo 77, argomento questo che
affronteremo in sede di discussione sull'articolo 23 del presente
disegno di legge? Vuol significare che non è vero che con
l'alienazione di beni del patrimonio interveniamo per alleggerire
il bilancio della Regione, in quanto per alcune vicende avremo
una voce di entrata che, immediatamente, diventa un'uscita
obbligata dall'articolo 77. Allora, non possiamo mettere in
votazione norme che vanno in contrasto con altre norme vigenti
perché rischiamo soltanto di creare dei mostri legislativi
Sarebbe opportuno, quindi, che prima di mettere in discussione
ed in votazione un articolo di questa legge, gli Uffici facciano
i dovuti controlli, verifichino se le norme che vengono votate
siano in contrasto con altre norme. Poiché al fatidico articolo 2
si parlava anche degli enti regionali, non era possibile che la
privatizzazione di quegli enti andasse, con il suo ricavato, ad
alleggerire il bilancio.
Signor Presidente, pertanto, non vorrei più sentire dire da un
assessore di questo Governo, che sostengo, che è contento che il
listino è a otto, a nove, a dodici, voltando lo sguardo a cose
che non hanno alcuna attinenza con questa materia.
PRESIDENTE Onorevole Acierno, lei ha chiesto di parlare
sull'ordine dei lavori. La prima parte del suo intervento era
sull'ordine dei lavori, ma adesso la invito a concludere.
ACIERNO Signor Presidente, il mio intervento continua ad
essere sull'ordine dei lavori, visto il precedente intervento
dell'Assessore. Considerato che tento sempre di difendere questa
maggioranza, ma soprattutto l'attività legislativa di questo
Parlamento, al fine di evitare di leggere domani sui giornali che
il Commissario dello Stato, il quale più volte ha sbagliato nei
suoi interventi, ci venga ad insegnare come si legifera e
poiché ritegno che siamo capaci nello svolgere l'attività
legislativa e che i supporti dei nostri uffici siano adeguati,
all'altezza di tutto questo, spero che la Presidenza possa
evitare in futuro che l'onorevole Acierno debba ritornare a
parlare sull'ordine dei lavori o sul richiamo al Regolamento,
perché c'è il rischio che si approvino norme in palese contrasto
con altre vigenti in Sicilia.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
numero 917/A
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 5.1 a firma
dell'onorevole Capodicasa.. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vice presidente della Commissione e relatore. Mi
rimetto all'Aula.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 5, così come risulta emendato. Il
parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Articolo 6
Prosecuzione gestione Villa d'Orleans
1. Gli interventi di cui all'articolo 12 della legge regionale
26 dicembre 2002, n. 23, sono disposti annualmente ai sensi
dell'articolo 3, comma 2, lettera h) della legge regionale 27
aprile 1999, n. 10».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Articolo 7
Ripianamento esposizioni debitorie Enti Fiera
1. L'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze è
autorizzato a prestare garanzia sussidiaria in favore degli
istituti di credito che erogheranno mutui a favore dell'Ente
autonomo Fiera di Palermo e dell'Ente autonomo Fiera di Messina
finalizzati al ripianamento delle proprie esposizioni debitorie
sussistenti alla data del 30 giugno 2004 e comunque per un
importo complessivo massimo pari a 10.000 migliaia di euro.
2. Per le finalità del comma 1 l'Assessorato regionale del
bilancio e delle finanze deve approvare il piano di risanamento
aziendale e il piano di ammortamento del mutuo, verificando ogni
dodici mesi che gli stessi piani siano rispettati.
3. Nelle more che venga erogato il mutuo di cui al comma 1,
l'Assessorato regionale della cooperazione, del commercio,
dell'artigianato e della pesca è autorizzato a concedere all'Ente
autonomo Fiera di Palermo un'anticipazione di 400 migliaia di
euro da restituire al momento dell'erogazione del mutuo e
comunque entro il 31 dicembre 2005».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Forgione e Liotta: emendamento 7.1;
- dagli onorevoli Tumino e Barbagallo: emendaemnto 7.3 e 7.2;
- dall'onorevole Mancuso: emendamento 7.4 e 7.5;
- dagli onorevoli Capodicasa, Speziale e Panarello: emendamento
7.6.
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore. Chiedo
l'accantonamento dell'articolo 7.
PRESIDENTE Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Sull'ordine dei lavori
DINA Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DINA Signor Presidente, ritengo sia utile una sospensione di
cinque minuti per maggiori approfondimenti.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, ci sono due tesi: l'onorevole
Dina chiede una breve sospensione per un approfondimento ed altri
colleghi chiedono il rinvio della seduta.
Allo stato attuale, non credo che ci siano le esigenze per
rinviare la seduta. Se c'è un'esigenza di approfondimento per
qualche questione specifica, non ho alcuna difficoltà a concedere
una breve sospensione dei lavori. Peraltro, ci sono numerosi
articoli che non presentano emendamenti o che presentano
emendamenti di entità relativa. Potremo procedere, intanto, con
gli articoli che non presentano particolari difficoltà, come
l'articolo 8.
SPEZIALE Signor Presidente, per quale motivo è stata
richiesta la sospensione dei lavori?
PRESIDENTE L'onorevole Dina ha chiesto una sospensione perché
il suo Gruppo parlamentare ha bisogno di approfondire una
questione di natura politica.
SPAMPINATO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, personalmente, non sono
contrario a nessuna delle due ipotesi, però, nel caso in cui
stasera si decida di procedere con i lavori, chiedo che venga
seguito l'ordine dell'articolato, perché non si può accettare,
così come è avvenuto in altre occasioni, che determinati articoli
si votino soltanto quando ci sono le condizioni per la
maggioranza. Gli articoli seguono un ordine, chiedo che ci si
attenga a quell'ordine.
PRESIDENTE Come lei sa, onorevole Spampinato, questo può
essere soltanto un auspicio.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
numero 917/A
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Articolo 8
Misure finanziarie - Liquidazione EAS
1. Per far fronte agli oneri derivanti dalla messa in
liquidazione dell'EAS, ivi compresi quelli a carico dell'EAS
derivanti dal passaggio degli invasi e degli impianti alla
società Siciliacque e fino alla piena operatività degli ambiti
territoriali ottimali, nonché per le finalità di cui al comma 2,
l'Assessorato regionale dei lavori pubblici è autorizzato, per
gli anni 2005-2020, ad erogare all'EAS la somma complessiva di
195.855 migliaia di euro.
2. Dall'1 settembre 2004 e fino all'avvio della gestione del
servizio idrico integrato da parte degli ambiti territoriali
ottimali, la Regione garantisce in via solidale le obbligazioni
assunte dall'EAS per l'approvvigionamento di acqua.
3. Per provvedere agli oneri di cui ai commi 1 e 2, pari a
195.855 migliaia di euro, è autorizzato, a decorrere
dall'esercizio finanziario 2005, un limite quindicennale di
impegno di 13.057 migliaia di euro, il cui onere trova riscontro
nel bilancio pluriennale della Regione, UPB 4.2.1.5.2, codice
12.02.01, accantonamento 1001».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
TURANO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE . Onorevoli colleghi, dopo l'intervento
dell'onorevole Turano, sospenderò la seduta per dieci minuti. Ha
facoltà di parlare l'onorevole Turano.
TURANO Signor Presidente, allora mi riservo di intervenire
successivamente. Vorrei capire qual è l'indirizzo dell'Aula, del
Governo e della Presidenza sui lavori di questa sera.
PRESIDENTE Onorevole Turano, attualmente c'è una richiesta
per una breve sospensione dei lavori da parte dell'onorevole
Dina.
TURANO Signor Presidente, l'articolo 4 è stato accantonato?
PRESIDENTE Sì, onorevole Turano, così come l'articolo 7.
TURANO Bene, signor Presidente, un ragionamento sull'articolo
4 va fatto in maniera approfondita, perché altrimenti si dà
origine ad una serie di implicazioni che possono essere
devastanti per il funzionamento degli uffici.
Con l'articolo 4, ad esempio, si determina quello che era stato
stabilito con la legge elettorale a proposito del rinvio
dell'anticipazione della tornata consiliare in alcuni comuni.
Non si entra, però, nel merito dello sbarramento del cinque per
cento. E quindi non si capisce come si voti in questi comuni e se
le liste devono o meno superare lo sbarramento del cinque per
cento.
Queste considerazioni, secondo me, meritano un approfondimento.
FORMICA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, ho apprezzato l'intervento
dell'onorevole Turano ed anche quello del Capogruppo dell'UDC,
onorevole Dina.
Ritengo che queste variazioni di bilancio stiano avendo un
percorso d'Aula del tutto regolare e vorrei dire anche condiviso.
Il fatto che ci siano alcune osservazioni a proposito di taluni
articoli, non inficia il tentativo brillante che sta facendo la
Presidenza di andare avanti sulla linea condivisa.
Nulla toglie, vorrei dire all'onorevole Turano e all'onorevole
Dina, che una volta esitati gli articoli sui quali non ci sono
grandi contenziosi, si possano sospendere i lavori d'Aula per
dieci minuti, per un quarto d'ora, per mezz'ora, per il tempo
che occorre per approfondire gli articoli che sono stati
accantonati.
Inviterei, quindi, i colleghi a prendere atto di questa
situazione propositiva e favorevole e ad andare avanti su quanto
condiviso.
E' ovvio che l'Aula e la Presidenza, nel momento in cui si
affronteranno i problemi relativi agli articoli accantonati,
concederà, su richiesta delle forze politiche interessate, un
congruo termine per approfondire le tematiche in questione.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, su richiesta del Capogruppo
parlamentare dell'UDC, la seduta è sospesa per un quarto d'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 21.30, è ripresa alle ore
22.08)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, considerato che per l'articolo
9 è stato chiesto l'accantonamento, si passa all'articolo 10. Ne
do lettura:
«Articolo 10
Comitato regionale comunicazioni
1. All'articolo 101, comma 3, della legge regionale
26 marzo 2002, n. 2, dopo le parole 'garanzie nella
comunicazione' sono inserite le seguenti 'anche
mediante la stipula di una convenzione sottoscritta
dal Presidente dell'Autorità, dal Segretario
Generale della Regione siciliana, dal Segretario
Generale dell'Assemblea regionale siciliana e dal
Presidente del Comitato, nella quale sono
specificate le funzioni delegate nonché le risorse
assegnate dall'Autorità per provvedere al loro
esercizio, anche sulla base dei contenuti del
protocollo d'intesa sulla piena attuazione della
legge 7 giugno 2000, n. 150.
2. Dopo il comma 3 dell'articolo 101 della legge
regionale 26 marzo 2002, n. 2, sono aggiunti i
seguenti commi:
'3 bis. Entro il 30 settembre di ogni anno, il
Comitato presenta al Presidente della Regione, per
la relativa approvazione, ed all'Autorità, per la
parte relativa alle funzioni ad essa delegate, il
programma di attività per l'anno successivo, con
l'indicazione del relativo fabbisogno finanziario
per l'esercizio delle funzioni medesime.
3 ter. Entro il 31 marzo di ogni anno, il Comitato
presenta al Presidente della Regione, al Presidente
dell'Assemblea regionale siciliana ed all'Autorità,
per quanto riguarda le funzioni dalla stessa
delegate, una relazione conoscitiva sul sistema
delle comunicazioni in ambito regionale, ivi
compreso il settore radiotelevisivo ed editoriale,
nonché sull'attività svolta nell'anno precedente,
con il relativo rendiconto della gestione.
3 quater. Il Comitato rende pubblici attraverso gli
opportuni strumenti informativi e d'intesa con il
Presidente della Regione, il programma di attività e
la relazione conoscitiva sul sistema delle
comunicazioni in ambito regionale e sull'attività
svolta nell'anno precedente.'.
3. Al comma 5 dell'articolo 101 della legge
regionale 26 marzo 2002, n. 2, è aggiunto il
seguente comma:
'5 bis. Per lo svolgimento delle funzioni proprie e
di quelle delegate dall'Autorità per le garanzie
nelle comunicazioni, il Comitato può avvalersi
dell'Ispettorato del Ministero delle Comunicazioni
competente per territorio, ai sensi dell'articolo 3,
comma 5, del decreto legge 30 gennaio 1999, n. 15,
convertito con modifiche dalla legge 29 marzo 1999,
n. 78, ed operare in raccordo con tutti gli organi
periferici dell'Amministrazione statale di cui può
avvalersi l'Autorità nell'esercizio delle sue
funzioni ai sensi della normativa vigente. Il
Comitato, entro i limiti delle risorse assegnate
all'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, a
valere sulle medesime, per provvedere all'esercizio
delle funzioni dalla stessa delegate, può avvalersi
dell'apporto, anche mediante la stipula di apposite
convenzioni, di soggetti ed organismi pubblici o
privati abilitati di riconosciuta indipendenza,
competenza e professionalità nel campo delle
telecomunicazioni, della radiotelevisione e
dell'editoria su carta o elettronica.'>>.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dagli onorevoli Acierno e Lo Curto: 10.3, soppressivo
dell'articolo;
-dall'onorevole Misuraca: 10.1.
Pongo in votazione l'emendamento 10.3. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 10.1. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato il subemendamento 10.1.1.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, questo subemendamento ha
l'obiettivo di far sì che il Comitato regionale per le
comunicazioni abbia una composizione uguale a quelli di tutte le
altre Regioni italiane. Come è noto, il Comitato per le
comunicazioni siciliano è stato istituito su nomina del
Presidente della Regione e del Presidente dell'Assemblea
regionale, facendo venire meno un principio di pluralismo della
rappresentanza in un settore delicato, qual è il settore delle
comunicazioni.
Credo che quest'Aula debba riappropriarsi di una funzione che è
propria del Parlamento, nel definire non soltanto le ragioni di
decadenza dell'attuale organismo, ma anche di prevedere la
possibilità che saranno il Parlamento ed i suoi deputati a
scegliere i futuri componenti del Comitato regionale per le
comunicazioni. Lo ritengo un atto di trasparenza e di garanzia
del massimo pluralismo.
PRESIDENTE Pongo in votazione il subemendamento 10.1.1. Il
parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Contrario.
CRACOLICI Signor Presidente, chiedo che la votazione avvenga
per scrutinio segreto.
PRESIDENTE Onorevole assessore, le osservazioni sollevate
dall'onorevole Cracolici sono esatte perché, in tutte le Regioni,
i CORECOM sono eletti dai rispettivi Consigli regionali; qui,
invece, vi era un'anomalia dovuta al fatto di dover affrontare
una situazione di emergenza - da diverso tempo vigeva una proroga
- e quindi, sostanzialmente, questa disposizione riallinea il
CORECOM a quello delle altre Regioni.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, vorrei comprendere, capire,
ubbidire e non combattere o non combattere ed ubbidire.
Da due anni e mezzo vi è all'ordine del giorno il rinnovo delle
Commissioni legislative dell'Assemblea regionale siciliana. La
prima considerazione che faccio è che ancora ciò non è stato
fatto.
La seconda considerazione riguarda il fatto che si modifica un
testo come questo, presentato dal Governo, accennato in
Commissione e per il quale, soltanto un minuto prima, se ne parli
all'Assessore, a prescindere dal fatto che anche in Commissione
si sia accennato al problema, chiedendogli di dare un giudizio -
questo è un problema che può essere affrontato con un voto da
parte dell'Assemblea, per dare un rappresentante, non si sa bene
con quali criteri, considerato che il voto è limitato a deputati,
a non deputati esterni, a gente che ha una qualificazione.
Si pone quindi il Governo nelle condizioni di dovere prendere
una decisione che è collegiale e che invece dovrebbe riguardare
soltanto il sì o il no dell'Assessore al bilancio che, nella
fattispecie, ha meno competenze. Non c'è niente di male in ciò
che si sta andando a fare, considerato che la branca della quale
mi occupo non è certamente quella.
In questo momento, ritengo che chiedere il parere del Governo,
diventi per me quasi insignificante, perché, a prescindere dalla
risposta data, commetto un errore. Che fare: mi rimetto all'Aula
ogni volta per far sì che la stessa possa votare liberamente?
Io, comunque, ho chiarito i motivi della mia risposta negativa
perché l'esperienza mi porta a dire che gli organismi che
dovevano essere portati a compimento sono stati iscritti
all'ordine del giorno per quasi un anno. Non siamo riusciti a
farne uno.
Mi rimetto all'Aula su tutti gli emendamenti che vengono
presentati come subemendamenti, considerato che non ho avuto la
possibilità di verificarne il contenuto - pur restando in
Assemblea nell'intera giornata di oggi - per rispondere alle
esigenze delle Commissioni, dei deputati, dei capigruppo, sia
quando ci sono che quando non ci sono, per mantenere una linea,
non dico di rigore, ma di precisazione. E dico che, nel momento
in cui si parla di subemendamenti, predisposti in Aula, mi
rimetto alla stessa.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, il Governo si rimette
all'Aula.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stata ritirata la richiesta di votazione per
scrutinio segreto.
Pongo in votazione il subemendamento 10.1.1.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 10, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 11. Ne do lettura:
«Articolo 11
Istituzione della Medaglia d'oro al valore civile
della Regione siciliana'
1. In Sicilia è istituita la Medaglia d'oro al
valore civile della Regione siciliana'. La medaglia
è conferita dal Presidente della Regione ai
familiari dei cittadini residenti in Sicilia
deceduti nel compimento di atti eroici.
2. L'onorificenza prevista al comma 1 può essere
estesa anche ai cittadini non residenti in Sicilia
che siano deceduti nel compimento di atti eroici a
favore del popolo siciliano.
3. In favore dei familiari dei cittadini di cui al
comma 1, individuati secondo le disposizioni di cui
all'articolo 2, comma 2, della legge regionale 13
settembre 1999, n. 20, il Presidente della Regione
è, altresì, autorizzato a concedere una speciale
elargizione fino ad un massimo di 50 migliaia di
euro per nucleo familiare.
4. Per le finalità dei commi 1 e 2 è autorizzata,
per l'esercizio finanziario 2004, la spesa di 50
migliaia di euro.
5. Per le finalità del comma 3 è autorizzata, per
l'esercizio finanziario 2004, la spesa di 150
migliaia di euro.
6. Per gli esercizi finanziari 2005 e 2006, la
spesa di cui ai commi 1 e 2, valutata in 50 migliaia
di euro annui, trova riscontro nel bilancio
pluriennale della Regione 2004-2006 (U.P.B.
4.2.1.5.2 - accantonamento 1001).
7. Per gli esercizi finanziari 2005 e 2006, la
spesa di cui al comma 3, valutata in 150 migliaia di
euro annui, trova riscontro nel bilancio pluriennale
della Regione 2004-2006 (U.P.B. 4.2.1.5.2 -
accantonamento 1001).»
Onorevoli colleghi, vi prego di prendere visione del secondo
fascicolo, quello giallo.
Comunico che è stato presentato l'emendamento 11.1, a firma
degli onorevoli Forgione e Liotta. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 11, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 12. Ne do lettura:
«Articolo 12
Speciale elargizione in favore di familiari di
cittadini siciliani per l'anno 2004
1. A valere sullo stanziamento di cui al comma 5
dell'articolo 11, la speciale elargizione di cui al
comma 3 del medesimo articolo è attribuita, per
l'anno 2004, ai familiari dei cittadini Roberto
Granvillaro, Francesco Salaniti e Antonino
Lanzafame.»
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, lo spirito
dell'articolo 11, che abbiamo appena approvato, vuole essere una
svolta rispetto a quanto è stato fatto in quest'Aula nel corso
degli anni e che, non più tardi di pochi mesi fa, ha visto anche
un acceso dibattito, quando si è trattato di riconoscere le
vittime di incidenti aerei, piuttosto che di altro tipo di
incidenti, alla stregua di quelle che erano le storiche vittime
di mafia, così riconosciute proprio perché quest'Assemblea voleva
dare un preciso segnale al popolo siciliano, davanti agli
efferati delitti che la mafia commetteva e che continua a
commettere ancora oggi ( purtroppo, ieri a Palermo, vi sono state
due vittime di mafia).
L'articolo 11 ha voluto dare una svolta a questo strano metodo
di legiferare, soprattutto in presenza di atti delittuosi, di
gravi lutti. Signor Presidente, la sensazione che si ha, però,
leggendo l'articolo 12, è che il Parlamento decide di istituire
la medaglia d'oro al valor civile, decide che conferendo quella
medaglia d'oro il Presidente della Regione può valutare le
condizioni economiche della famiglia che ha subito questo
gravissimo lutto anche con un contributo economico di sostegno a
quella famiglia. Dopodiché dovremmo approvare l'articolo 12 che,
a questo punto, non riesco più a capire che senso possa avere,
perché, di fatto, non faremmo altro che dire alle persone che
saranno interessare dall'articolo 12 che, pur avendo fatto un
atto eroico, o non gli riconosciamo la medaglia d'oro al valor
civile della Regione oppure gli riconosciamo l'una e l'altra.
Signor Presidente, anche in questo caso, quindi, ritengo
necessaria un'attenta valutazione, da parte della Presidenza,
sulla formulazione dell'articolo 12, che poteva essere inserito
come comma, all'articolo 11, pur non trovando la mia
condivisione, perché legiferare per singole persone è un errore
che continueremo a pagare. E su questo chiedo all'Aula di
riflettere.
Oggi, in un telegiornale trasmesso da un emittente regionale, è
venuto alla luce un fatto accaduto nel comune di Isola delle
Femmine, in provincia di Palermo, riguardante una donna che è
rimasta vedova due anni fa perché il marito è morto annegato
salvando due persone in mare. E questa donna, nel corso del
telegiornale, dichiarava di aver sentito, soltanto pochi giorni
fa, che il Presidente della Regione ha offerto un posto di lavoro
ai familiari del tunisino morto compiendo lo stesso gesto del
marito.
Ed io stasera dovrei approvare una norma scritta per due o tre
persone, dopo che il Parlamento ha istituito la medaglia d'oro al
valor civile, cioè per riconoscere un gesto veramente eroico,
nobile?
Continuiamo, con l'articolo 12, a legiferare per dare questo o
quello?
Abbiamo appena approvato l'istituzione di questa norma; abbiamo
dato modo al Presidente della Regione di valutare i casi e dare
un contributo fino a 50 mila euro che, se parametrato con il
reddito medio di questa Regione, corrisponde ad alcuni anni di
reddito della famiglia media siciliana. Si tratta cioè di un modo
per consentire alle famiglie di questi eroi di sopperire, almeno
in minima parte, al dolore ed al lutto subiti.
Quest'Assemblea, però, con l'articolo 12, ritorna a perseguire
una logica legislativa che non fa onore alla stessa perché
l'eventuale approvazione dell'articolo 12 consentirà domani e
dopodomani di continuare a scrivere norme per singole vicende.
Sarebbe stato più corretto, quindi, che l'Aula avesse bocciato
l'articolo 11, dando una precisa indicazione. L'Assemblea intende
continuare con quel metodo di legiferare per elargire soldi o
posti di lavoro ai familiari di vittime, qualunque esse siano.
Non si tratta di un fatto personale. Cerchiamo davvero di
cambiare le regole. Non é possibile pensare di continuare a fare
politica, in questa terra, in questo modo, redigendo articoli di
legge che interessano questo o quello. Non serve, non é su questo
che gli elettori ci premiano. E' esattamente il contrario.
Cominciamo a cambiare. Assumiamoci la responsabilità. Ve lo
chiedo con il cuore perché so che, quando si parla di queste
cose, affrontiamo problemi di lutto e non é il denaro che risolve
il problema del lutto di una famiglia o della perdita di una
persona cara. E non é con questo tipo di leggi che aiutiamo le
famiglie dei siciliani.
PRESIDENTE Vorrei ricordare ai colleghi che, su questa
vicenda, la Commissione Bilancio e Finanze aveva stabilito di
votare l'articolo 11 che prevede l'istituzione della medaglia
d'oro al valore civile della Regione siciliana e, con articolo
separato, di chiudere una serie di vicende che erano a conoscenza
- e sono a conoscenza - dell'opinione pubblica, oltre che di
quest'Assemblea, per evitare di compiere atti di ingiustizia
relativamente a soggetti che avevano vissuto situazioni analoghe
e per le quali l'Assemblea non era intervenuta.
Vorrei chiedere, invece, al Governo notizie in merito a due
emendamenti presentati all'articolo 12, precisamente il 12.3.1 e
il 12.4, della medesima fattispecie. Uno prevede la stessa
metodologia individuata nell'articolo 12; l'altro l'ulteriore
estensione ad alcuni soggetti - che sono le vittime di Avola -
dei benefici previsti per la legge antimafia, cosa che la
Commissione - come forse l'Assessore ricorderà - aveva escluso,
proprio per evitare di dilatare la vicenda assunzioni, etc.
Onorevole assessore, dal momento che i due emendamenti sono di
simile contenuto ma contengono queste modifiche, la Presidenza
desidera sapere quale dei due intende mantenere: se il 12.4,
riguardante solo i 50 mila euro o il 12.3.1.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Dichiaro di
ritirare il subemendamento 12.3.1.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che viene mantenuto l'emendamento 12.4.
Comunico che é stato presentato l'emendamento 12.2, a firma
degli onorevoli Acierno e Lo Curto, soppressivo dell'articolo 12.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Contrario.
RAITI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RAITI Signor Presidente, onorevoli colleghi, non posso fare a
meno di associarmi a quanto appena detto dall'onorevole Acierno.
Credo che sia stata approvata una norma meritevole di
approvazione, alla quale ho dato il mio voto favorevole,
riguardante l'istituzione della medaglia d'oro al valore civile
della Regione siciliana. Mi pare sia una norma onnicomprensiva
che, tra l'altro, é un precetto astratto, generale, così come si
conviene a qualsiasi norma di legge. Andare ora ad affrontare,
con l'articolo 12, una questione che si ripete con cadenza
costante, purtroppo ogni volta che andiamo a fare norme di
carattere finanziario, e si ripete, in maniera individuale, cioè
a dire, realizzando norme fotografie , ora su quel soggetto ora
su quell'altro, ebbene, credo che non sia assolutamente
opportuno.
Chiaramente, sono certo che le persone o i familiari delle
persone decedute a cui l'articolo si rivolge hanno subìto un
grave lutto in corrispondenza di un atto eroico e meritevole di
attenzione, ma se così è, ciò dobbiamo farlo valere nell'articolo
precedente, non possiamo fare norme fotografie su singoli
soggetti e, ancor di più, non possiamo pensare di limitare il
dolore della perdita di familiari, con provvedimenti ad hoc.
Oltretutto, questa maglia così aperta lascia una finestra
assolutamente incontrollabile, perché così facendo, daremmo un
riconoscimento a coloro i quali hanno uno sponsor politico ben
preciso, trascurando la condizione che, analogamente, su oltre 5
milioni di abitanti siciliani, certamente, ci saranno altre
centinaia di persone che si trovano nella stessa situazione e,
solo perché oggi non hanno un sostegno politico di questo o quel
partito, o di questo o quel deputato, non potranno avere ristoro.
Ritengo che il Parlamento sia un organo sovrano, ma deve
emanare norme generali ed astratte ed in base a queste, chiunque
ne abbia diritto, presenta l'istanza e verrà trattato allo stesso
modo: la legge deve essere uguale per tutti
Così facendo, invece, facciamo un'offesa a questi stessi
princìpi (ma oramai ci sono abituato) ma facciamo un'offesa anche
alla nostra intelligenza
Tra l'altro, non capisco dove si voglia arrivare seguendo
questo principio... già mi arriva un emendamento che riferisce i
termini di un'elargizione a eredi di soggetti morti nel 1968,
quasi quando io non ero nato... Ed ancora, al riguardo, vi
ricordo che è accaduto proprio in questi giorni un fatto
gravissimo a Palermo, circostanza in cui un signore, solo perché
ha urtato di striscio una macchina, è stato picchiato a sangue e
ucciso, lasciando una moglie e 4 figli sul lastrico... Allora,
penso proprio che dovremmo approvare una norma che preveda anche
il risarcimento ai figli di questo signore... Se la legge è tale,
questa deve essere uguale per tutti e questa norma, così fatta,
mi pare che non vada in questa direzione, pertanto ritengo che
quest'Aula dovrà bocciarla.
NERI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
NERI Signor Presidente, onorevoli colleghi, il blocco degli
emendamenti è diventato un'elencazione di nomi che dovrebbero
beneficiare di questa norma
L'onorevole Raiti che mi ha preceduto giusto adesso, a
conclusione del suo intervento, ha detto che la norma di legge
deve essere generale ed astratta. Io credo che faremmo un grande
servizio a questo Parlamento, ed ai siciliani che rappresentiamo,
se cominciassimo a prendere l'abitudine di non fare sempre e
comunque leggi omnibus e, soprattutto, se cominciassimo a
ritenere che le leggi debbono avere una loro rigorosità
intrinseca, cioè debbono almeno avere la parvenza di leggi, per
poi essere proposte ai nostri concittadini e dagli stessi
rispettati.
Una norma di legge che si limiti ad elencare i nomi di colore
che dovrebbero beneficiare di alcune provvidenze all'uopo
previste - non entro nel merito degli atti che hanno determinato
queste scelte, anche se per esempio, a proposito dei fatti del
'68, conservo personalmente un certo tipo di ricordo, per cui
sarebbe anche interessante sentire illustrare i relativi
emendamenti per sapere come stanno esattamente le cose -
discutendo ulteriori emendamenti che sono la semplice aggiunta di
altri nominativi, è un'offesa al Parlamento, ma soprattutto ai
siciliani, perché non credo sia questo un modo degno di
legiferare.
Sono conseguentemente a favore della soppressione dell'intero
articolo.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'articolo 12.2. Il parere del
Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 12.3. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 12.4 del Governo. Il parere
della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, avverto che la copertura finanziaria sarà
data in sede tecnica.
L'emendamento 12.1 decade per assenza del presentatore.
Pongo in votazione l'articolo 12, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 13. Ne do lettura:
«Articolo 13
Istituzione della Medaglia d'oro al valore
sportivo della Regione siciliana'
1. In Sicilia è istituita la Medaglia d'oro al valore sportivo
della Regione siciliana'. La medaglia è conferita dal Presidente
della Regione ai cittadini residenti in Sicilia che ottengono
primati sportivi a livello internazionale».
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
solo per fare notare che un articolo così formulato escluderebbe
l'ipotesi, che tra l'altro si è già verificata, che un atleta
residente in Sicilia e vincitore di medaglia d'oro alle Olimpiadi
possa ottenere tale riconoscimento.
Sicuramente, questo articolo è stato pensato da un non
sportivo . Onorevole Raiti, non avevo dubbi che l'avesse pensato
lei...
Chiedo quindi che sia riformulato perché il termine primato
identifica qualcosa di specifico che, chiaramente, escluderebbe,
torno a ripetere, una serie di fattispecie, per esempio le
giocatrici di pallanuoto che hanno vinto la medaglia d'oro alle
olimpiadi, ma che non hanno ottenuto un primato.
Ribadisco pertanto che l'articolo in esame vada riformulato.
PRESIDENTE Onorevole Spampinato, in sede di coordinamento,
resta inteso che la parola primato deve intendersi risultato ,
nel senso più ampio del termine. Così resta stabilito.
Comunico che è stato presentato il subemendamento 13.2. Lo
pongo in votazione. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 13.1. Il parere della
Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 13.3. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 13, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 14. Ne do lettura:
«Art. 14
Recupero del centro storico di Palermo
1. L'articolo 124, comma 4, della legge regionale
1 settembre 1993, n. 25, è sostituito dal seguente:
'4. Le opere relative agli interventi che dovranno
essere realizzati dal Comune per il recupero del
centro storico di Palermo, sono dichiarate di
pubblica utilità, indifferibili ed urgenti. Alle
espropriazioni previste dalla presente legge si
applicano le norme del Titolo II della legge 2
ottobre 1971, n. 865 e riguardo alla determinazione
delle indennità:
a) per le aree libere, quelle di cui ai commi 1, 2,
3 e 4 dell'articolo 5 bis del decreto legge 11
luglio 1992, n. 333, convertito con modificazioni
dalla legge 8 agosto 1992, n. 359;
b) per i fabbricati, quelle di cui al comma 3
dell'articolo 13 della legge 15 gennaio 1885, n.
2892. In mancanza di coacervo dei fitti, l'indennità
è determinata sulla media tra il valore venale del
fabbricato ed il coacervo della rendita catastale,
rivalutata, dell'ultimo decennio;
c) per le aree sulle quali insistono ruderi, quelle
di cui ai commi 1 e 2 dell'articolo 5 bis del
decreto legge 11 luglio 1992, n. 333, convertito con
modificazioni dalla legge 8 agosto 1992, n. 359,
sostituendo al reddito dominicale rivalutato il
coacervo della rendita catastale, rivalutata,
dell'ultimo decennio».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 15. Ne do lettura:
«Art. 15
Patto territoriale Isole Eolie
1. Ai fini della realizzazione delle iniziative
previste dal Patto territoriale delle Isole Eolie,
le opere previste e finanziate dal Patto, alla data
di entrata in vigore della presente legge, possono
essere realizzate anche in deroga al Piano
territoriale paesistico e alle norme urbanistiche
vigenti.
2. Sulla deroga si esprime un'apposita conferenza
dei servizi, composta dall'Assessorato regionale del
territorio e dell'ambiente e dall'Assessorato
regionale dei beni culturali ed ambientali e della
pubblica istruzione, che si riunisce presso
l'Assessorato regionale del territorio e
dell'ambiente su richiesta del sindaco del comune
nel cui territorio ricade l'opera. Il parere
favorevole reso dalla conferenza dei servizi è
immediatamente esecutivo e costituisce deroga al
Piano territoriale paesistico e variante allo
strumento urbanistico vigente».
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi chiedo
se questo articolo sia uno scherzo o la formulazione di una norma
che dovrebbe diventare legge della nostra Regione. Con questo
articolo, stiamo legiferando dando la possibilità di andare
contro legge, autorizzando cioè a commettere abusi all'interno
delle isole Eolie.
Credo che se le previsioni di un Patto territoriale non siano
rispettose delle norme urbanistiche vigenti o, ancora peggio, del
Piano territoriale paesaggistico, non possono venire alla luce,
soprattutto in un ambiente come quello delle isole Eolie, di
particolare pregio paesaggistico e di valore turistico.
Spero che sia una clamorosa svista e mi auguro che questo
Parlamento non approvi mai una norma di questo genere.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, sottoscrivo
l'emendamento presentato dal collega Liotta e pongo un problema a
quest'Aula. Noi abbiamo fatto norme di accelerazione rispetto
alla farraginosità degli strumenti urbanistici che, molto spesso,
proprio per la lunghezza delle procedure di approvazione,
determinano una condizione di blocco dello sviluppo del
territorio.
Qui stiamo parlando di un'isola e di un piano paesistico i cui
vincoli - non le destinazioni - attengono a considerazioni di
ordine naturalistico, archeologico e monumentale.
Che vuol dire autorizzare che le opere e gli interventi
realizzati con un patto territoriale vanno in deroga al piano
paesistico? Oltretutto, ho avuto modo di dirlo anche in
Commissione, guardate che qui state capovolgendo una procedura
che qualunque cittadino bloccherà al TAR, perché quando il
Consiglio comunale approva una variante, deve pur esserci la
possibilità di avviare il procedimento di opposizione
all'eventuale variante medesima.
Se, invece, qui si prevede che il Consiglio comunale, alla fine
della procedura, attraverso l'istituzione della Conferenza di
servizi, dà una sorta di voto confermativo, è evidente che
neghiamo un principio fondamentale che è il diritto del cittadino
che, magari avendo subìto l'esproprio della propria area o a
seguito di una modificazione dell'assetto urbanistico e
paesistico, ha la facoltà di potersi opporre: ma tale opposizione
sarebbe valutata dallo stesso organo che approva, nella
fattispecie, l'assessorato regionale al territorio.
Allora, onorevoli colleghi, chiedo all'Aula di evitare
l'approvazione di questa norma schifezza che costituisce,
altresì, un pericoloso precedente rispetto a vincoli che non sono
di natura urbanistica ma che attengono a vincoli di natura
paesistica che, mi permetto di dire, sono qualcosa di più
rilevante e interessante, anche sul piano della tutela e del
rispetto dei nostri beni monumentali e naturali.
BENINATI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo su
questo emendamento perché la IV Commissione - purtroppo, non ho
portato i resoconti e i verbali - ha tenuto su questo argomento
un'audizione di un insieme di figure che, effettivamente, hanno
posto alcuni problemi.
Preliminarmente, bisogna dire di cosa stiamo parlando. Il Patto
territoriale delle isole Eolie, come buona parte dei Patti, è
stato finanziato antecedentemente all'entrata in vigore del Piano
paesistico.
In particolare, il Patto delle isole Eolie, basta vedere le
date - chiunque ricorda cosa sono i patti territoriali - è nato
nel '97.
Detto questo, è importante, perché altrimenti non si capisce
perché alcuni interventi si trovano in zone che certamente oggi
creano delle difficoltà al Patto stesso di poter concludersi.
E proprio questo è uno dei motivi per cui si cerca di
intervenire con questa norma, perché il piano paesistico delle
Isole Eolie è stato approvato - se non ricordo male - nel marzo
del 2001, pertanto, quando di fatto il Patto era già partito.
E allora, forse non tanti sanno che il Patto prevedeva e
prevede circa 71 opere, per un finanziamento complessivo di 100
miliardi.
Bene, ormai è più di un anno, due per l'esattezza, che c'è una
situazione di impasse su 41 opere di queste 70 e l'impasse
consiste principalmente nel fatto che alcune di queste opere - e
preciso non si tratta di esproprio -, anzi che la stragrande
maggioranza di quelle che sono oggi in predicato sono opere
private che ricadono su terreni privati; ciononostante, e questo
è importante, l'Assessorato, a seguito dell'audizione in
Commissione - in particolare l'assessore Granata che inizialmente
aveva delle perplessità sull'argomento - si è reso conto che
effettivamente questi dubbi andavano superati e, nell'agosto del
2004, ha convocato una riunione dell'Osservatorio regionale dei
beni culturali in cui si è posto questo problema.
Ebbene, in quell'occasione, di queste 41 opere per le quali, in
effetti, la Sovrintendenza di Messina ha dovuto sospendere le
procedure perché in alcuni casi, chi per un verso, chi per un
altro, ricadevano in zone che avevano delle difficoltà ai fini
della possibilità di costruire e di edificare, ebbene, dicevo,
già su 23 di queste opere l'Osservatorio regionale ha dato parere
favorevole.
Restano ancora oggi in predicato 16 o 17 opere. A questo punto,
in quell'occasione, anche a seguito di un'audizione che ho
chiesto ufficiosamente, tra gli altri, insieme al collega
Ardizzone, ho posto questo problema alla presenza dell'assessore
Pagano: effettivamente, insieme al sindaco di Lipari e alla
Sovrintendenza di Messina, tengo a precisarlo, nell'audizione in
Commissione è emerso, secondo quanto dichiarato ufficialmente, ci
sono gli atti che lo riportano, che di queste 15 o 16 opere
ancora sotto osservazione, ce n'è un numero significativo, circa
7-8, che potrebbero anch'esse essere compatibili.
E allora, alla luce di questo, ritengo che siccome l'intervento
economico del Patto su queste 16 o 17 opere è di circa 30-35
miliardi - quasi un terzo del Patto - bisogna qui decidere che
su questo problema queste opere, effettivamente il 50 per cento,
circa 7, ricadono in delle aree così chiamate di mantenimento
che non sono, come qualcuno pensa, zone di tutela, zone di
inedificabilità assoluta, bensì sono quelle aree cuscinetto
che, sinceramente, non sono normate chiaramente nel Piano. Tutto
ciò è stato dichiarato nell'audizione, nell'incontro con
l'assessore e quindi c'è, effettivamente, una situazione che
limitatamente a circa 6-7 interventi, può essere superata con una
norma di legge, se lo si vuole.
Allora, a questo punto, questa norma non è nata perché si vuole
sanare tutto, non è così: ve lo ripeto, di queste 41 opere
rimaste per due anni ferme alla Sovrintendenza di Messina, 23
circa hanno già superato questo problema perché l'Osservatorio
regionale ha espresso parere favorevole; ne restano quindi circa
15 o 16, di queste, per tutte quelle che ricadono nell'area di
tutela assoluta, nessuno sta discutendo, né si vuole intervenire
in quelle aree, ma ci sono un numero di 6 o 7 ulteriori
interventi che ricadono in delle zone così chiamate cuscinetto ,
zone di mantenimento che, se con norma si vuole superare questo
problema, è l'unico modo per farlo, perché è ovvio che non si può
attendere una variante al Piano paesistico, in quanto
passerebbero circa due o tre anni per prepararlo
Considerato che il Patto - forse non tanti sanno - prevede la
chiusura delle opere nel mese di marzo del 2005, alla luce di
tutto questo, congiuntamente all'approvazione di questa norma,
che, oltretutto lo rammento a tutti, qualora qualcuno non lo
avesse letto bene, non c'è nessuna autorizzazione per legge, c'è
solo una autorizzazione a svolgere determinati procedimenti,
fermo restando che i due Assessorati, in Conferenza dei servizi,
valuteranno questi singoli progetti.
Non c'è una certezza, però si tratta di dare una possibilità,
l'ultima a questi progetti, così come ha fatto l'Osservatorio che
ha espresso parere favorevole su circa 23 progetti. I progetti
possono quindi essere messi in discussione e, nel caso, inserirli
nel finanziamento, mi sembra molto chiaro, non c'è un obbligo che
tali opere debbano diventare d'ufficio opere in deroga o in
variante.
Semplicemente accadrà che, se la Conferenza che si attiva
presso i due Assessorati, esprime parere favorevole,
automaticamente, queste opere vanno in deroga al piano -
viceversa, non avrebbe senso - e in variante allo strumento
perché è anche una norma in materia di urbanistica.
Quindi questa norma si limita semplicemente a quanto detto e,
anzi, suggerisco all'assessore Pagano una proposta che forse può
semplificare l'intervento che sto per fare: si potrebbe inserire
una modifica dove si dice che gli interventi di cui si tratta
sono limitati alle zone di mantenimento, e questo è un primo
appunto, così facendo si tolgono i sette interventi previsti
nelle aree di tutela per le quali nessuno vuole autorizzare che
vengano fatti, e quindi si potrebbe completare il dettato
normativo inserendo la previsione che il sindaco senta
preliminarmente il parere del Consiglio comunale.
Detto questo, preciso che la Sovrintendenza è già insita
nell'assessorato, soprattutto per quanto riguarda le
Sovrintendenze di Messina, e non lo dico per pura invenzione, ma
perché è stata fatta una audizione dalla Commissione su questi
interventi ove è emerso parere favorevole.
Purtroppo, questo impedimento normativo crea tale problema.
Quanto vi ho detto si trova negli atti della Commissione, non li
invento, e sono atti riconducibili a verbali; quindi
l'Assessorato è titolato a coinvolgere la Sovrintendenza negli
incontri e nelle Conferenze di servizi.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, desidero ricordarvi che gli
interventi sono per dichiarazioni di voto e pertanto vi invito
ad attenervi ai cinque minuti previsti dal Regolamento.
RAITI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RAITI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RAITI Signor Presidente, onorevoli rappresentanti del
Governo, onorevoli colleghi, intendo esprimere brevemente il mio
voto contrario a questo articolo, perché capisco le ragioni
espresse dall'onorevole Beninati in questa sede - e tra l'altro
sono state oggetto di discussione nella IV Commissione - però
voglio porre all'attenzione un fatto.
Noi qui ci muoviamo nell'ambito delle Isole Eolie, patrimonio
dell'Unesco, patrimonio che ha un valore ambientale inestimabile
ed è considerato tale perché sono isole che, appunto, hanno
caratteristiche uniche al mondo e il cui stato di conservazione
ambientale è fondamentale per rimanere patrimonio dell'umanità.
Una norma che va in questa direzione, pur comprendendo le
esigenze di uno sviluppo armonico del territorio, cioè la
possibilità di creare servizi agli utenti ed ai turisti, pur
comprendendo queste esigenze assolutamente importanti, credo che
non possa affrontare la problematica in tale modo, andando in
deroga al piano paesistico in maniera così generica e, tra
l'altro, in deroga a qualsiasi altra normativa. Ciò potrebbe
indurre a provocare una lesione incommensurabile al patrimonio
ambientale che, certamente, consentirà l'utilizzazione degli
investimenti che oggi è possibile impiegare, ma è solo una
panacea immediata, con danni ad effetti nel medio e lungo
termine, certamente assai più rilevanti per il benessere rispetto
ai risultati che potrebbero portare gli investimenti oggi.
Pertanto, inviterei a riflettere approfonditamente su questo
tema, perché già i Patti territoriali e tutti gli strumenti di
concertazione che prevedono investimenti sul territorio,
includono delle deroghe ai limiti stabiliti dai piani regolatori
generali e dagli strumenti urbanistici.
Andare a stabilire ulteriori deroghe, significa concedere mano
libera per il deturpamento del patrimonio e la nostra memoria in
Sicilia non deve andare lontano per trovare le colline del
disonore o, comunque, le colate di cemento che, di fatto, creano
danno per decine, se non per centinaia di anni, che le
generazioni successive dovranno affrontare con il senno del poi
ed è un fatto difficile da rimediare.
Per questo motivo, vi invito a riflettere e a votare contro
questo articolo.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso
che questo articolo possa essere considerato qualcosa che, in
realtà, non fa altro che aggiungersi a quel rosario di deroghe,
di eccezioni e di sostanziali violazioni legittimate che già
questo Parlamento ha compiuto in numerose altre occasioni,
legiferando per eliminare e superare quei divieti che in altre
forme la normativa imponeva.
Ed è del tutto evidente - grazie anche all'intervento
dell'onorevole Beninati - che si può fare anche a meno di questo
articolo per raggiungere gli obiettivi che ci si vuole
prefiggere.
Perché se il piano territoriale paesistico non consente, come è
stato detto, la realizzazione degli interventi del PIT - anche
quando questi interventi fossero in realtà non sconvolgenti e
sottolineo anche quando non lo fossero, perché in ogni caso
questo Parlamento non è messo nelle condizioni di valutarne la
portata - la soluzione è data dalla modifica del Piano
territoriale paesistico e non nel superarlo con una legge che è
offensiva sia per il piano territoriale paesistico che per la
ratio della legge stessa.
Ma, in realtà, questa proposta non tende a superare soltanto il
Piano territoriale paesistico, bensì pure le norme urbanistiche
vigenti e che lo erano prima della presentazione dei progetti del
PIT.
Quindi, da questo punto di vista, la distinzione che ha fatto
l'onorevole Beninati e la spiegazione dallo stesso fornita in
ordine alla successione cronologica degli eventi non regge
assolutamente
Si vogliono superare, con una legge, le norme urbanistiche
vigenti. Sarebbe un ennesimo scempio, oltre che urbanistico e
ambientale, anche della normativa, scempio al quale questa
Assemblea si presterebbe.
Per questo motivo, chiedo che si abbia un sussulto di dignità e
si eviti di continuare su una strada che già troppe volte è stata
percorsa nel favorire la illegalità, perché anziché avere come
principio di riferimento, come bussola ferma, il rispetto della
legge, qualunque essa sia e a qualunque costo, non costruiamo
altro che in ogni occasione e per ogni provvedimento legislativo
deroghe per superare le leggi prestabilite
E' un modo che non possiamo assolutamente condividere e per il
quale esprimiamo ed anticipiamo il nostro voto assolutamente
contrario.
ARDIZZONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ARDIZZONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'intervento
e l'excursus svolto dall'onorevole Beninati dovrebbe essere già
esaustivo se ci fosse stata un po' di attenzione da parte
dell'Aula.
Se si fa individualmente appello alla propria coscienza e
all'intuizione, probabilmente, potremmo essere in qualche modo
deviati nell'esprimere il nostro voto. E ne spiego i motivi. Mi
piace ribadire alcune date che l'onorevole Beninati ha messo in
evidenza e che dovrebbero essere oggetto di maggiore attenzione
da parte dell'Aula e cioè il patto territoriale approvato nel
1999. Che significa? Che i privati insieme al pubblico, perché in
queste 72 opere ci sono opere pubbliche - lo diceva l'onorevole
Bennati - il privato insieme al pubblico decidono e, quindi, il
territorio decide quale opere servivano allo sviluppo di quel
territorio.
Nel 2001 interviene il piano paesistico, in itinere c'è il
piano regolatore, ci sono numerosissime conferenze, audizioni, la
Sovrintendenza la pensa in un modo e vi posso dire - possiamo
anche prendere gli atti, i verbali della IV Commissione - che la
Sovrintendenza esprime parere favorevole per quello che riguarda
le opere inserite nelle cosiddette aree di mantenimento . Su
questo bisogna essere chiaro, perché nessuno vuole edificare
nelle zone sottoposte a tutela vulcanologia. Debbo dire che il
Governo si è attivato - primo l'Assessore Granata, perchè non
dirlo - tra mille difficoltà....
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. State parlando di un argomento inesistente perché
l'accordo è chiuso.
ARDIZZONE No, onorevole Granata, scusi, tra mille
difficoltà, tra mille incomprensioni ed allora quali opere
rimarrebbero fuori? Le opere inserite in quella zona che
l'onorevole Beninati ha definito zona cuscinetto . Cioè in
questa zona si può edificare o non si può edificare?
Noi con questa norma non stiamo dicendo, onorevoli colleghi,
che autorizziamo all'edificazione in quelle zone, noi diciamo che
si faccia un conferenza di servizi e decida la conferenza dei
servizi.
Il Presidente della IV Commissione ha indicato la strada,
inseriamo nel primo comma che la Conferenza dei servizi e
l'autorizzazione possono riguardare le opere inserite nelle
fasce, nelle zone definite di mantenimento perché ripeto, nessuno
vuole edificare nelle zone sottoposte al massimo della tutela e
soprattutto nelle zone vulcanologiche, questo significherebbe
praticamente che gran parte del piano del patto territoriale
verrebbe finanziato.
C'era il rischio, si diceva, che le somme dovessero essere
restituite; per fortuna grazie all'impegno dell'Assessorato ai
beni culturali prima e dopo il rimpasto il rischio è stato
scongiurato, è un ulteriore sforzo, ma ribadisco e ripeto: poiché
non c'è questa comunione di intenti o questa comunione di vedute
tra l'Assessorato ai beni culturali e la Sovrintendenza che è
favorevole - lo dico perchè ho partecipato alle numerosissime
riunioni - che la sovrintendenza è favorevole ad autorizzare ed
ha espresso parere già favorevole perché si edifichi nelle
cosiddette zone di mantenimento , quindi quest'Aula non fa altro
che rinviare alla Conferenza dei servizi.
Con questo inciso, per tutela di tutti, per tutela dell'Aula,
per tutela dei siciliani, per tutela soprattutto dei cittadini
delle isole Eolie che sono i primi a non volere edificazione
selvaggia, con l'inciso suggerito dal Presidente della IV
Commissione, cioè che queste deroghe possono riguardare solo le
opere inserite nelle fasce di mantenimento, il mio parere
certamente è favorevole.
FORMICA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, più volte in questa Aula, ma
anche nelle varie Commissioni, ci siamo lamentati del fatto che
qui siamo abituati da un lato ad alzare la voce oltre misura sul
fatto che la burocrazia in Sicilia blocchi gli investimenti,
dall'altro lato alziamo la voce anche altre volte per puntare il
dito sul fatto che spesso i vincoli non vengono rispettati e che
spesso si assiste allo scempio delle nostre coste e della nostra
terra.
Sul fatto specifico non vi è dubbio che ci sono in ballo grossi
investimenti e noi dobbiamo in ogni modo cercare di salvaguardare
questi investimenti, perché sono denari che arrivano da fondi
nazionali e fondi comunitari e, soprattutto, vanno nel senso
delle linee guida dello sviluppo siciliano che si incentrano
soprattutto sul turismo.
Ma per una volta che un assessorato è intervenuto attivamente
sul problema e ha sentito l'esigenza di convocare gli
amministratori locali e i soggetti interessati proprio con una
Conferenza dei servizi ante litteram, di fatto anticipando la
Conferenza dei servizi e, quindi, ragionando con i soggetti
interessati per risolvere il problema, e in virtù di ciò si è
arrivati ad approvare la quasi totalità dei progetti interessati
e quindi 21 su 26, io ritengo che o sulla proposta in itinere
si introducano dei paletti importanti che prevedono l'espressione
del consiglio comunale, che prevedono che l'assessorato che è
titolare della tutela paesaggistica delle isole Eolie abbia la
potestà del potere di veto oppure, visto che alla fine e grazie
al lavoro svolto dall'assessorato ai beni culturali sulla vicenda
specifica si è quasi approvato il 90 per cento dei progetti
interessati, io ritengo che alla fine di questa norma non ci sia
un gran bisogno.
PANARELLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PANARELLO Signor Presidente, al di là delle ottime intenzioni
che sicuramente muovono il collega Beninati e il collega
Ardizzone, io vorrei ricordare che la maggiore prospettiva di
sviluppo per le isole Eolie è la salvaguardia dello straordinario
patrimonio paesaggistico che esse rappresentano.
CAPODICASA Sono patrimonio dell'umanità.
PANARELLO Mi ha preceduto onorevole Capodicasa.
Vorrei sommessamente ricordare a tutti i colleghi parlamentari,
e in particolare ai colleghi della provincia di Messina, che le
Eolie sono patrimonio dell'umanità e sotto la tutela dell'UNESCO
che, com'è noto, è attentissima - l'UNESCO è un'organizzazione
attenta alla tutela del paesaggio - quindi vorrei evitare,
perché sono sicuro che né l'onorevole Ardizzone né l'onorevole
Beninati vogliono questo, che si introduca una norma che
derogando dal piano paesistico determini un danno per le isole
Eolie piuttosto che la possibilità di completare il paino
territoriale.
Mi dispiace che non c'è l'assessore Pagano, non capisco perché
si sia allontanato proprio in questo frangente Ritengo che,
come ha fatto in altre occasioni l'assessorato dei beni
culturali, che si è intestato una battaglia che consentisse di
mantenere tale riconoscimento alle Eolie attraverso norme e
vincoli adeguati, anche l'attuale Assessore, che in atto si è
sottratto a questa discussione, dovrebbe per primo suggerire
che avvenga in un contesto che non dia la sensazione che il
Parlamento siciliano attraverso una deroga al vincolo paesistico
possa danneggiare le isole Eolie al di la delle intenzioni.
Ecco perché penso che la strada da perseguire e raggiungere
gli ottimi obiettivi di cui hanno parlato alcuni colleghi sia
quella di verificare, dal punto di vista amministrativo, la
possibilità - come si è fatto in precedenza - di completare le
opere che è possibile completare senza introdurre questa
pericolosissima deroga al piano paesistico, che - ripeto -
nell'interesse delle Eolie è bene evitare.
BARBAGALLO . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BARBAGALLO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non
aggiungo molte altre considerazioni perché la vicenda mi sembra
molto chiara.
Le argomentazioni addotte dai colleghi dell'opposizione sono
facilmente comprensibili. Sono preoccupato, invece, per uno stile
che potrebbe diventare anche una regola per quest'Assemblea.
Tutti concordano sul fatto che il nostro territorio, in
particolare quello delle Eolie, rappresenta una straordinaria
occasione di sviluppo se tutelato e salvaguardato.
Andando avanti con questo criterio una qualsiasi conferenza di
servizi può superare e derogare alle norme urbanistiche. Io non
credo che una conferenza di servizi possa dire di costruire un
palazzo sull'Isola Bella o sui templi di Agrigento o sull'Etna.
Non mi pare che sia lo strumento idoneo. Le regole o vanno
rispettate perchè c'è una cultura della legalità della quale
siamo tutti convinti, sia il centrodestra sia il centrosinistra,
oppure si insinuano dubbi su progetti che certamente non sono -
dal mio punto di vista - iniziative positive per le isole Eolie.
Andare a derogare su un complesso così importante mi sembra un
errore. D'altra parte, noi stiamo facendo una norma contabile,
questa è una norma estranea alla materia che stiamo trattando.
Per quale motivo il Governo deve inserirla subito senza un
approfondimento? Io non so se questi progetti la Soprintendenza
li ha approvati tutti o ne ha bocciato uno. Anche se ne avesse
bocciato uno solo, se uno solo fosse una palazzina di cinque o
sei piani noi commetteremmo qui questa sera un delitto nei
confronti del territorio delle Eolie.
Io credo che nessuno dei colleghi di Messina possa consentire
questo scempio.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, io dico, con
tutto il rispetto per i colleghi di Messina, che poiché a turno
ciascuno ha ricordato che le Isole Eolie sono patrimonio
dell'umanità credo sia più consono ricondurlo ad un fatto quanto
meno regionale e non ad un problema dei deputati e colleghi
eletti nella provincia di Messina.
Ciò detto, quello che mi è poco chiaro da parte degli
interventi, soprattutto che sono venuti dai banchi del
centrosinistra, è che mi piacerà ascoltare quello che diranno
quando si passerà all'articolo 17 che recita interventi
produttivi in verde agricolo , dove si chiedono una sere di
deroghe e dove il centrosinistra, in Commissione Bilancio , ha
voluto ed ha insistito affinché, in deroga agli strumenti
urbanistici, si potessero realizzare insediamenti produttivi ed
industriali anche al limite dei confini delle città.
Quindi, ci vuole coerenza nella vita. La verità è che noi
trasformiamo l'attività politica in una sorta di processo: serve
a questo allora non lo faccio . Stiamo scherzando? Qualcuno di
voi ha avuto modo nella vita viaggiando di visitare arcipelaghi
di altri continenti?
Io ho avuto la fortuna, nei miei 45 anni di vita, di andare
una volta......
FORMICA Stiamo parlando di 21 progetti approvati su 26
ACIERNO Io sto parlando a favore dell'articolo, onorevole
Formica.
Io ho avuto la fortuna di atterrare nell'aeroporto
internazionale dell'arcipelago delle Maldive, nell'oceano
Indiano, che é riconosciuto come bene dell'umanità perché già si
pensa che questo arcipelago nell'arco dei prossimi cinquant'anni,
a causa dell'innalzamento del mare, potrebbe scomparire. Eppure
quello che noi riteniamo essere Terzo Mondo ha avuto
l'intuizione di utilizzare un momento naturale, preservandolo ma
consentendo gli insediamenti turistici, la possibilità che da
Palermo si atterri in un atollo, che con l'idrovolante si possa
andare da un atollo all'altro, che ci siano i motoscafi, che ci
siano gli approdi.
Voi conoscete la situazione delle isole Eolie? Ve lo dice una
persona che, pur non essendo stato eletto nella provincia di
Messina, ha una famiglia che é nata a Lipari. Per me le Eolie
sono la mia seconda casa ed ho trascorso ognuna delle mie 45
estati, mai persa una, alle isole Eolie fin da quando la luce
elettrica era un bene solo per Lipari. Ricordo che nell'isola di
Vulcano, quando io avevo sei, sette anni, negli anni 60, la sera
si usciva con le torce e nelle case private chi aveva avuto la
fortuna di mettere un motore diesel di una barca dismessa aveva
la luce a 12 volts; e nonostante io sia nato nel 1960 alle
isole Eolie, nell'isola di Vulcano, noi avevamo il frigorifero a
gas che era rimasto a mio padre dai tempi di guerra.
Sapete cosa sono le Eolie e quante occasioni sono state perse
alle Eolie? Da poco l'isola di Salina ha avuto un porto turistico
degno di tale nome, cosa che, ancora, a Lipari non si riesce a
fare, rinunciando a sviluppo e ad economia. Ma una cosa non
capisco, in nessuno degli interventi che ho ascoltato: un patto
territoriale é una scelta di un'Amministrazione comunale, non é
che é una cosa che piove dall'alto, che é arrivato qualcuno con
quell'aereo che non atterrerà mai alle Eolie.
Perché pensare di fare un aeroporto alle Eolie Mai e poi mai
Alle Maldive, alle Galapagos, in tutti gli arcipelaghi del mondo
arrivano aerei da tutti i paesi del mondo Possiamo mai pensare
di fare una pista d'atterraggio alle isole Eolie? Lungi da noi
perché noi preserviamo l'ambiente
Conoscete la situazione degli scarichi urbani nell'arcipelago
delle Eolie? Ne avete idea prima di parlare di cosa significhi la
salvaguardia dell'ambiente delle Eolie ? Non avete idea
La verità é che vi fermate al vostro convincimento frenando
sviluppo ed economia Sapete fare solo questo e basta Allora,
dico anche in questa occasione andate al bar, fate altre cose,
lasciate che le Eolie possano continuare a sperare di avere un
futuro migliore di quello che non siamo stati capaci di dargli
fino ad oggi.
Noi siamo bravi a fare le riserve e i parchi. Andate a parlare
con gli usticesi che hanno una bellissima riserva naturale ma
non hanno un porto che possa consentire alle barche di attraccare
- perché stiamo parlando di isole e per andare in un'isola o si
va via mare o via cielo - e noi non siamo stati capaci di dare i
porti alle nostre isole minori E voglio dirvi, le vicende legate
al traghetto che porta la gente da Sicilia all'isola di
Lampedusa: vi ricordate questa estate? Tre giorni di cattivo
tempo e il traghetto non era in condizione di attraccare.
Dobbiamo smetterla Dobbiamo fare crescere l'economia di questa
terra, salvaguardando prima gli uomini e poi il resto.
TURANO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TURANO Signor Presidente, questa é l'ora dell'isola dei
famosi che non é la nostra isola. L'ora dell'isola bloccata
Con assoluta franchezza confesso che non conosco la situazione
delle isole Eolie, però il ragionamento che ho sentito fare
all'onorevole Beninati e ad altri colleghi mi ha convinto. Mi ha
convinto perché è un ragionamento intrigante.
La prospettiva di un'isola passa dallo sviluppo della stessa,
nessuno qui è un criminale che vuole cementificare le isole Eolie
che appartengono all'umanità, ma proprio perché appartengono
all'umanità devono essere godute dall'umanità.
Io piuttosto, nell'affermare il mio voto contrario, faccio
rilevare che non si può procedere a spizzichi e bocconi perché si
può in un certo modo pilotare l'investimento in un'isola come la
Sicilia, o in una parte di isola, in relazione a piani che
talvolta sono devastanti. Su questo l'Assemblea dovrebbe
intervenire. Facciamo un ragionamento serio, facciamo un
ragionamento rilevante su come tutelare le coste, non si può
permettere che alcune zone siano bloccate per sempre - penso al
piano paesaggistico dell'ambito 1 di Trapani o dell'ambito 2 -
dove ci sono Comuni che non possono fare più nulla rispetto ad
altre porzioni di territorio e dove si può fare tutto e il
contrario di tutto.
Non è questo il criterio che dobbiamo utilizzare per
pianificare la tutela della nostra risorsa, la tutela del nostro
turismo. Noi siamo qui per dire che non ci sono interventi che
stravolgono l'assetto paesaggistico delle isole Eolie, almeno
così sembra, e se così non fosse c'è la Sovrintendenza che è
legittimata a dire cosa si può fare e cosa non si può fare.
Però, non si può consentire di bloccare un'intera zona senza
poter dir nulla o non si può consentire di bloccare un'intera
provincia mentre in altre province si può fare tutto e il
contrario di tutto.
Allora, traggo spunto da questo sia per affermare il mio voto
favorevole all'articolo in discussione, sia per invitare
l'Assemblea a fare un ragionamento organico sulla tutela delle
coste. Se dobbiamo nelle more arrivare a mettere un vincolo che
riguardi tutta la Sicilia perché su questo non si vuole bloccare
tutta la Sicilia, si vuole cristallizare nell'arco di un mese,
capire dove si può intervenire e dove non si può intervenire, se
continuiamo a fossilizzare zone come quelle della provincia di
Trapani, dove sono stati approvati ambiti che mortificano comuni
anche dell'entroterra senza poter concludere nulla, chiaramente
non procediamo in maniera organica e io mi chiedo che vantaggio
ne possa avere un turista a farsi una passeggiata e vedere che
non si può far nulla in una zona e si può fare tutto in un'altra
zona.
Faccio appello al Governo, all'Assessore per il territorio,
all'Assessore per i beni culturali a fare questo affinché questa
legislatura faccia un atto importante che pianifichi la
situazione dello sviluppo siciliano.
PRESIDENTE Onorevole Turano, mi sembra evidente che una
qualsiasi disposizione di tutela deve guardare i diversi aspetti
che la disposizione stessa presenta. Sarebbe un paradosso se noi
tutelassimo un territorio e non tutelassimo gli abitanti di
questo territorio, impedendo loro di poterlo fruire.
Certo, tutto questo ragionamento sarebbe stato più opportuno se
si fosse sviluppato in una sede tecnica e cioè nella Commissione
competente, che è la IV Commissione, ma dall'intervento
dell'onorevole Beninati mi sembra di avere capito che questo è
accaduto in parte.
Adesso, al di là degli interventi di carattere politico che
sono stati sviluppati, siamo nelle condizioni di doverci
pronunciare sugli emendamenti e sul testo.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento
aggiuntivo 15.1.1. Noi dovremmo procedere in questo modo: c'è
prima un emendamento soppressivo che va posto in votazione;
superato l'emendamento soppressivo, nel caso in cui fosse
bocciato, dovremmo discutere l'emendamento 15.1.1 e poi
l'articolo.
La proposta della Presidenza è che rispetto a questo argomento,
anche per le argomentazioni che sono state sviluppate - e in
questo senso l'onorevole Beninati, che è Presidente della
Commissione, può darci una mano d'aiuto - la proposta della
Presidenza è quella di verificare la possibilità di una
riformulazione di questo articolo che tenga conto delle
osservazioni che sono state formulate dai diversi interventi, ma
tenga pure conto dell'esigenza di sviluppo di un territorio sulla
base di uno strumento, che è il patto territoriale, che è uno
strumento operativo e che anzi ha già operato così come molti
hanno detto.
Pertanto, se esistono le condizioni per una riscrittura di
questo articolo che tenga conto delle osservazioni, e questo
desidero saperlo e dal proponente, l'onorevole Beninati, e dal
Governo, e allora accantoniamo l'articolo per una sua
riscrittura, altrimenti procediamo con la votazione degli
emendamenti così come enunciato.
BENINATI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI Signor Presidente, onorevoli colleghi, resto
perplesso. Forse non mi sono spiegato bene. Pur tuttavia, il suo
invito è certamente per evitare che si riformulino scritture poco
chiare. Quindi, la Presidenza sostiene che si accantoni
l'articolo per riscriverlo a seguito di quello che in effetti il
Governo ha anche presentato, che alla fine erano le indicazioni
di limitare ad una zona - ma questo era sottointeso - e
migliorare la riscrittura di questo articolo. E' ovvio che in
merito alla proposta di soppressione non posso fare nulla; posso
riscrivere solo le parti su cui si è discusso. Chiaramente se il
Governo è d'accordo.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
PAGANO assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. Signor Presidente, l'argomento che è stato
sollevato dall'onorevole Beninati, in verità è stato oggetto,
come è stato spiegato anche poc'anzi, di una conferenza di
servizi presso l'Assessorato, perché il tema è prettamente
paesistico.
Il ragionamento è interessante e penso valga la pena di
essere messo in aperta discussione al fine di trovare una maniera
per risolvere il problema che oggettivamente ha una ricaduta
economica.
Se è stato compreso bene il problema, il patto comprende
qualcosa come cento miliardi di vecchie lire. E' stato delineato
in maniera chiara, per cui sono state escluse certamente le opere
che insistevano in aree ovviamente off limits non previste dal
piano paesistico e di conseguenza queste sono state tutte
cancellate. Quindi, garantisco, da questo punto di vista, che il
rispetto e l'ambiente è stato totale. Il problema nasce solo ed
esclusivamente per sei opere che sono a cavallo tra la zona
edificabile e la zona che invece non lo è, quella vulcanica,
quella che viene chiamata in gergo zona di mantenimento M.A.
cioè una vera e propria zona cuscinetto.
In questo caso, sono sei opere produttive che potrebbero
produrre una buona e sana economia, perché sono tutte opere
turistiche, strutture ricettive che darebbero un beneficio, un
ristoro non indifferente all'economia delle isole che necessita
di posti letto. Perché è noto che c'è un'esigenza a seguito di
una richiesta di domanda turistica non indifferente.
Per cui il ragionamento che è venuto fuori, attraverso la
conferenza dei servizi, è stata quella, dopo avere salvato il
patto, di salvare anche queste sei opere che complessivamente
dovrebbero avere un totale di circa trecento posti letto, quindi
non cose eclatanti. Stiamo parlando di un'economia veramente a
misura d'uomo.
La zona in oggetto, in verità, non dovrebbe essere attaccabile
perché il legislatore non ha previsto questo tipo di fattispecie
né esistono casistiche in giurisprudenza. Di fatto, per la prima
volta ci troviamo a dover interpretare qualcosa che, a lume di
logica e secondo quello che dovrebbe essere la normale
interpretazione delle persone di buon senso, dovrebbero essere
salvate, ma in verità non esiste l'appiglio giuridico.
Vi dico subito che, in verità, l'appiglio giuridico c'è perché
il codice Urbani, che è stato riformulato poco tempo fa dal
ministro omonino e che è stato giudicato da tutti un'opera di
grande valore, anche dall'opposizione - tanto è vero che, se
avete visto, non c'è stato nessun tipo di contestazione, è
passato quasi inosservato - prevede che ogni quattro anni ci sia
la possibilità di mettere mano nei piani paesistici.
In verità, i quattro anni sono passati e si potrebbe mettere
mano su questo tipo di intervento, però è giusto che si sappia
che passeranno molti mesi prima che questa cosa accada.
Qui il Parlamento oggi deve decidere. Premesso che su questo si
può intervenire sotto un profilo amministrativo e premesso che
c'è la possibilità anche di intervenire sotto il profilo
legislativo e sbloccarli subito, oggi il Parlamento deve decidere
che tipo di scelta fare sapendo che da un subemendamento che è
stato da me presentato i casi non potranno essere discussi nella
loro interezza ma soltanto caso per caso.
Quindi, in una conferenza dei servizi articolatissima dove c'è
tutto il mondo, tutti devono dare un giudizio sulle singole opere
che sono sei.
Questo è il dato.
Il Parlamento, a questo punto, decida se vuole farlo in maniera
celere cercando di dare uno sviluppo non indifferente
all'economia e sapendo che tutti sono salvaguardati e, nello
stesso tempo, viene salvaguardato l'ambiente oppure se bisogna
aspettare i tempi che potrebbero essere i tempi della pubblica
amministrazione, quindi tra un anno, fra due.
Questo è l'elemento su cui bisogna muoversi, non è una scelta
politica, penso che sia un'opzione di carattere sociale su cui
evidentemente ognuno deve operare secondo coscienza.
PRESIDENTE Onorevole Pagano, la domanda era un po' più
articolata. Ci sono i margini per una riscrittura dell'articolo
15 così da tenere conto delle osservazioni formulate?
PAGANO assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione. Sono disponibile con l'opposizione - visto
che c'è un emendamento di segno contrario - a fare un discorso di
buon senso con il proponente. Penso che ci siano le condizioni se
riusciamo a fare una buona mediazione.
PRESIDENTE Dispongo l'accantonamento dell'articolo 15.
Si passa all'articolo 16. Ne do lettura:
«Articolo 16
Programmi annuali opere pubbliche
1. L'Assessore regionale per i lavori pubblici è autorizzato,
per l'esercizio finanziario 2004, ad impegnare sugli stanziamenti
di competenza dell'UPB 6.2.2.6.3, capitolo 672003, le somme
relative all'esecuzione delle opere ricomprese nei programmi
annuali di spesa dell'esercizio 2003, per le quali sia stato
adottato dall'organo competente, entro il 31 dicembre 2003, il
provvedimento di aggiudicazione a seguito dell'espletamento delle
procedure di gara.
2. Per le finalità di cui al comma 1 gli enti interessati
presentano istanza entro trenta giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti.
-dagli onorevoli Acierno e lo Curto
emendamento 16.2, soppressivo;
-dagli onorevoli Sbona, Acanto e Basile
emendamento 16.3.
SBONA Ritiro l'emendamento 16.3.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 16. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 17. Ne do lettura:
«Articolo 17
Interventi produttivi in verde agricolo
1. Sono esclusi dai limiti di cui all'articolo 139, comma 65,
della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, gli opifici e gli
impianti utilmente inseriti nella graduatoria di cui al bando
misura 4.09 del POR Sicilia 2000-2006».
Dispongo l'accantonamento dell'articolo 17 e dei relativi
emendamenti.
Si passa all'articolo 18. Ne do lettura:
«Articolo 18
Personale del Corpo forestale dello Stato in
servizio in Sicilia
1. Per le finalità di cui all'articolo 4 della legge 6 febbraio
2004, n. 36, come modificato dal comma 3 dell'articolo 1 della
legge 27 marzo 2004, n. 77, il dipartimento regionale delle
foreste è autorizzato ad assumere il personale del Corpo
forestale dello Stato in servizio in Sicilia ed in transito alla
Regione a seguito del completamento della procedura di
trasferimento disciplinata dal citato articolo 4, nei limiti
delle unità corrispondenti ad una spesa equivalente alle risorse
finanziarie assegnate alla Regione ai sensi dei commi 7 e 8
dell'articolo 4.
2. Al personale di cui al comma 1, trasferito
nell'Amministrazione regionale, continuano ad applicarsi gli
istituti giuridici ed economici ed il trattamento di quiescenza
dell'amministrazione di provenienza».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 19. Ne do lettura:
«Articolo 19
Interventi per il diritto allo studio
1. L'Assessorato regionale dei beni culturali ed ambientali e
della pubblica istruzione è autorizzato ad erogare i contributi
previsti dagli articoli 3 e 6 della legge regionale 3 ottobre
2002, n. 14 e successive modifiche ed integrazioni sulla
competenza dell'esercizio finanziario successivo alla chiusura
dell'anno scolastico di riferimento.
2. Le somme impegnate negli esercizi finanziari 2002 e 2003 per
le finalità di cui agli articoli 3 e 6 della legge regionale 3
ottobre 2002, n. 14 e successive modifiche ed integrazioni
possono essere utilizzate, altresì, per far fronte ai pagamenti
relativi alla concessione dei contributi dovuti anche per gli
anni successivi al 2003».
Dispongo l'accantonamento dell'articolo 19 e dei relativi
emendamenti.
Si passa all'articolo 20. Ne do lettura:
«Articolo 20
Obbligazioni pregresse
1. Al fine di far fronte alle istanze presentate nel corso
dell'anno 2003 ai sensi della legge regionale 19 agosto 1999, n.
16 e successive modifiche ed integrazioni e del conseguente
avviso pubblico approvato con decreto assessoriale 14 luglio 2003
è autorizzata, per l'esercizio finanziario 2004, la spesa di 421
migliaia di euro (UPB 8.2.2.6.99, capitolo 743301).
2. Per consentire il soddisfacimento di obbligazioni assunte
dalla Regione siciliana nei confronti del Comune di Calatafimi
Segesta per la realizzazione del parco urbano 'Cappuccini' è
autorizzata, per l'esercizio finanziario 2004, la spesa di 369
migliaia di euro (UPB 11.2.2.6.3, capitolo 842028)».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 12 ottobre
2004, alle ore 17.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Fleres
I - Comunicazioni.
II - Discussione dei disegni di legge:
1) "Misure finanziarie urgenti. Assestamento del bilancio della
Regione e del bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali
della Regione siciliana per l'anno finanziario 2004." (917/A)
(Seguito)
2) "Schema di progetto di legge costituzionale da proporre, ai
sensi dell'articolo 18 dello Statuto, al Parlamento nazionale,
recante Modifiche allo Statuto della Regione.'" (nn. 580-472-578-
602-652/A) (Seguito).
III - Discussione unificata delle mozioni:
N. 305 - "Definizione di una linea comune per proporre
al Consiglio dei Ministri necessarie ed urgenti
modifiche della manovra finanziaria a tutela
dell'economia siciliana", degli onorevoli
Speziale, Cracolici, Capodicasa, Crisafulli, De
Benedictis, Giannopolo, Oddo, Panarello,
Villari, Zago;
N. 309 - "Interventi in favore del sistema economico e
imprenditoriale della Sicilia", degli onorevoli
Misuraca, Confalone, Mercadante, Baldari,
Fleres;
N. 310 - "Misure da proporre al Consiglio dei Ministri
a salvaguardia dell'economia siciliana", degli
onorevoli Formica, Mercadante, Dina, Basile,
Infurna, Sbona.
IV - Elezione delle Commissioni legislative permanenti e della
Commissione per l'esame delle questioni concernenti l'attività
dell'Unione Europea.
La seduta è tolta alle ore 23.35
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 02.10
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott. Giovanni Tomasello
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XIII LEGISLATURA
SEDUTA N. 241 DEL 6 OTTOBRE 2004
ALLEGATO:
EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE N. 917/A MISURE FINANZIARIE URGENTI.
ASSESTAMENTO DEL BILANCIO DELLA REGIONE E DEL BILANCIO
DELL'AZIENDA DELLE FORESTE DEMANIALI DELLA REGIONE SICILIANA PER
L'ANNO FINANZIARIO 2004.
-All'articolo 1:
Emendamento 1.1:
E' aggiunto il seguente comma:
10. Per la piena attuazione delle misure per il contenimento
della spesa sanitaria, presso il Dipartimento fondo sanitario,
assistenza sanitaria ed ospedaliera - igiene pubblica può
essere comandato personale delle aziende unità sanitarie locali
e delle aziende ospedaliere nel numero massimo di cinque unità.
Gli oneri per il trattamento principale ed accessorio, fisso e
variabile, restano a carico degli enti di provenienza.'
Emendamento 1.3:
Al comma 7 sostituire le parole da fin tanto che la Regione
' a predette' con le parole fino al 31 dicembre 2006.'
-All'articolo 2:
Emendamenti 2.1 e 2.3:
L'articolo 2 è soppresso.
-All'articolo 5:
Emendamento 5.1:
Dopo il comma 1 aggiungere il seguente:
1 bis. Con apposito provvedimento del Presidente della
Regione, su proposta dell'Assessore regionale della famiglia,
delle politiche sociale e delle autonomie locali, possono
essere rimodulate in ribasso le indennità degli amministratori
locali, dei consiglieri comunali e provinciali nonché dei
consulenti di sindaci e presidenti delle province.
-All'articolo 10:
Emendamento 10.1:
Al comma 2, alla fine del comma 3 ter, aggiungere il seguente
periodo:
Il Comitato, entro il 31 marzo di ogni anno, presenta al
Presidente della Regione, al Presidente dell'Assemblea
regionale ed all'Autorità una relazione conoscitiva sulla
diffusione e l'accesso dei cittadini siciliani alla stampa
quotidiana e periodica di larga diffusione con una analisi
comparativa con le altre regioni italiane e con l'indicazione
di proposte e misure per superare il divario tra la Sicilia e
la media nazionale nella diffusione di giornali quotidiani e
periodici.
Subemendamento 10.1.1 all'emendamento 10.1:
I componenti del Comitato regionale comunicazioni di nomina
del Presidente della Regione e del Presidente dell'ARS
decadono a decorrere dal 31 dicembre 2004. Verranno eletti con
voto limitato a 1 dall'ARS.
-All'articolo 11:
Emendamento 11.1:
Aggiungere il seguente comma:
2 bis. L'onorificenza prevista al comma 1 può essere conferita
anche a quei cittadini che abbiano compiuto atti eroici a
favore del popolo siciliano senza essere deceduti. In questa
fattispecie non si applicano i benefici di cui al successivo
comma 3.
-All'articolo 12:
Emendamento 12.3:
Aggiungere il seguente comma:
Il Presidente della Regione è altresì autorizzato a concedere
la speciale elargizione, pari a quanto previsto al comma 3, al
sig. Giudice Domenico.
Emendamento 12.4:
Dopo il comma 1 è aggiunto il seguente comma:
1 bis - In favore dei due figli del bracciante agricolo
Scibilia Giuseppe deceduto in seguito ai fatti dei 2 dicembre
1968 avvenuti nella città di Avola in provincia di Siracusa il
Presidente della Regione è altresì autorizzato a concedere una
speciale elargizione fino al massimo di 50 migliaia di euro per
ciascun figlio.
-All'articolo 13:
Emendamento 13.1:
Aggiungere i seguenti commi:
2. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata per
l'esercizio finanziario 2004, la spesa di 25 migliaia di euro,
cui si fa fronte con parte delle disponibilità dell'UPB
1.1.1.5.2, capitolo 100306.
3. Per gli esercizi finanziari 2005 e 2006, la spesa di cui al
comma 1, valutata in 25 migliaia di euro annui, trova riscontro
nel bilancio pluriennale della Regione 2004-2006, UPB
4.2.1.5.2, accantonamento 1001.
Emendamento 13.2:
Al comma 1 dell'articolo 13 dopo la parola cittadini
inserire le seguenti nati o .