Presidenza del presidente Lo Porto
PAFFUMI, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Missione
PRESIDENTE Comunico che per ragioni del suo ufficio
l'onorevole Zangara è in missione il giorno 13 ottobre 2004.
L'Assemblea ne prende atto.
Onorevoli colleghi, poiché sono ancora in corso riunioni per
mettere a punto gli emendamenti presentati al disegno di legge
numero 917/A ed individuare la possibilità di una mediazione,
comunico che la seduta è sospesa e riprenderà oggi pomeriggio
alle ore 17.30.
(La seduta sospesa alle ore 10.55, è ripresa alle ore
18.25)
Presidenza del presidente Lo Porto
Commemorazione dell'onorevole Salvatore Massimo Ganci
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, si è spento lo scorso 30
settembre all'età di 82 anni il professore Salvatore Massimo
Ganci, insigne storico siciliano e deputato dell'Assemblea nella
IX legislatura (1981/1986).
Ai familiari, a quanti lo conobbero ed ebbero modo di
apprezzarne le elevate doti di ingegno e la saldezza dei principi
etici, va il cordoglio unanime dell'Assemblea, insieme
all'espressione di sentimenti di compiacimento del Parlamento
siciliano per avere annoverato tra i suoi membri una figura così
significativa nel panorama della cultura siciliana del 900.
Seppure l'attività di deputato di Massimo Ganci abbia
rappresentato una parentesi non ampia nell'arco della lunga ed
intensa esperienza di storico e docente dell'Università di
Palermo, che egli condusse sin dagli anni giovanili, nei cinque
anni trascorsi all'Assemblea regionale egli partecipò ai vari
dibattiti politico-parlamentari con passione e serio impegno di
intellettuale prestato alla politica e indipendente eletto nelle
file del P.C.I., mettendo a frutto le vaste conoscenze che gli
provenivano, oltre che dalla filosofia e dagli studi storici,
anche dagli studi giuridici e dall'esercizio della professione
forense.
Da componente e vicepresidente dell'allora VI Commissione
parlamentare, seppe fornire un contributo qualificato e
autorevole ad una stagione dell'Assemblea caratterizzata da un
fecondo dibattito tra le forze politiche, volto alla costruzione
di un innovativo impianto legislativo in materia di beni
culturali e pubblica istruzione.
Erano gli anni in cui la Regione andava gradualmente attivando
la competenza legislativa primaria prevista dallo Statuto in tali
materie, ponendo mano ad una originale disciplina organizzativa
centrale e periferica dell'Assessorato dei beni culturali ed
ambientali e della pubblica istruzione e varando alcune
importanti leggi di settore sulla promozione culturale, le
attività musicali, l'istruzione materna ed artistica.
Ma l'esperienza di Massimo Ganci, pur testimoniata da un
costante impegno civile, che traspare da molteplici iniziative in
campo pubblicistico, convegnistico, radiotelevisivo, fu
prevalentemente caratterizzata dall'attività di docente ordinario
di storia moderna nella facoltà di Lettere e Filosofia
dell'Università di Palermo e direttore del medesimo istituto,
nonché della rivista Ateneo Palermitano , ed animatore e
protagonista della Società siciliana di storia patria, della
quale fu vicepresidente e, dal 1989 sino alla scomparsa,
presidente, contribuendo a dare dignità intellettuale alla
cultura isolana e palermitana, in specie negli anni
immediatamente successivi alla ricostruzione postbellica
caratterizzati dal faticoso tentativo di rivitalizzazione dei
circuiti culturali.
I contributi scientifici del professore Ganci alla
storiografia italiana, e siciliana in particolare, sono da
considerarsi di tutto rilievo e costituiscono una testimonianza
della ricchezza e vitalità della cultura siciliana del 900.
Tra i numerosi saggi pubblicati sino agli anni più recenti,
ricordo, in particolare, L'Italia antimoderata , del 1968, opera
davvero originale e documentata di critica dei movimenti politici
italiani, con particolare riferimento al movimento autonomista ed
a quello separatista siciliano degli anni '40 del secolo scorso;
Il caso Crispi , del 1976, opera che contribuì a restituire
alla figura dello statista di Ribera una dimensione scevra da
giudizi sommari; una Storia antologica dell'autonomia
siciliana, del 1980, che, unitamente, alle pubblicazioni
dell'Assemblea per il trentennale dell'autonomia, costituisce
ancor oggi una fonte imprescindibile per una ricerca sugli anni
di fondazione dell'Istituto regionale; In funzione del
presente , del 1988, silloge di studi su figure importanti della
storia del pensiero politico europeo e sulla storiografia
siciliana della seconda metà del 900.
Divulgatore misurato e dalla prosa suggestiva, Massimo Ganci ha
davvero contribuito con i suoi scritti storiografici, ma ancora
più con la sua intensa collaborazione al Giornale di Sicilia ,
al L'Ora , al Mattino di Napoli, al Calendario del popolo di
Milano, e dai microfoni radiofonici della RAI, da cui condusse
per molti anni la trasmissione A proposito di storia , a rendere
più chiara ad un pubblico vasto e poco avvezzo alla critica
storiografica i termini della dialettica tra le idee, i
movimenti, i grandi mutamenti economici e sociali, che hanno
attraversato il XX secolo.
Richiamandosi a Machiavelli, era fermamente convinto che per
comprendere i tempi presenti occorresse coniugare l'esperienza
diretta con la lezione delle cose antiche .
In tal senso la storia è per Ganci la cultura per antonomasia,
che si arricchisce del contributo di altri saperi per assicurare
a strati sempre più vasti della società un pieno riscatto
rispetto alle classi egemoniche.
Nel corso degli anni maturò un interesse crescente per lo
studio delle esperienze di autogoverno, regionalismo e
federalismo del mondo contemporaneo, convinto com'era che le
esperienze di decentramento istituzionale in Europa, come in
America, avessero un denominatore comune nella fuga dal
centralismo burocratico tipico dello stato di stampo ottocentesco
che era sopravvissuto alle due guerre mondiali.
In tale contesto, la prospettiva regionale siciliana,
imperniata sull'affermazione di uno Statuto di natura pattizia
negoziato con lo Stato-apparato, contribuiva ad affermare un
nuovo ideale di unità nazionale, caratterizzato da un marcato
pluralismo istituzionale non a contenuto rivendicazionista, ma
marcatamente democratico e solidarista.
Ad avviso di Ganci, l'Europa delle piccole nazioni come la
Sicilia, la Catalogna, la Scozia, la Baviera, può contribuire
meglio di un'Europa centralizzata ad affermare nel tempo gli
ideali di unità nazionale e sviluppo civile europeo.
Penso che il Parlamento siciliano saprà trarre spunto anche dal
pensiero di intellettuali come Massimo Ganci per instaurare una
nuova stagione autonomistica in cui le Regioni d'Europa siano
protagoniste, salvaguardando i vincoli di solidarietà nazionale
che permeano nel profondo la nostra identità di Italiani.
A quanti lo conobbero, pertanto, e soprattutto ai familiari, le
mie più sincere espressioni di cordoglio.
(Vivi applausi dell'Assemblea)
Sospendo la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 18.35, è ripresa alle ore 19.10)
Presidenza del Vicepresidente Fleres
PRESIDENTE Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9,
del Regolamento interno, che nel corso della seduta potrà
procedersi a votazioni mediante sistema elettronico.
Presidenza del presidente Lo Porto
Seguito della discussione del disegno di legge n. 917/A Misure
finanziarie urgenti. Assestamento del bilancio della Regione e
del bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione
siciliana per l'anno finanziario 2004.
PRESIDENTE Si passa, al punto secondo dell'ordine del
giorno: Discussione di disegni di legge.
Si procede al seguito della discussione del disegno di legge n.
917/A Misure finanziarie urgenti. Assestamento del bilancio
della Regione e del bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali
della Regione siciliana per l'anno finanziario 2004 , posto al n.
1).
Ricordo che la discussione del disegno di legge si era
interrotta nella seduta n. 241 del 6 ottobre 2004, dopo
l'approvazione dell'articolo 20. Ricordo, altresì, che sono stati
accantonati i seguenti articoli: 4, 7, 9, 15, 17 e 19.
Si passa all'articolo all'articolo 21. Ne do lettura:
«Art. 21
Interpretazione autentica di norme
1. In attuazione dell'articolo 28 della legge regionale 4
gennaio 2000, n. 4, le spese di gestione di cui all'articolo 48
della legge regionale 23 dicembre 2002, n. 23, si intendono
connesse allo svolgimento di attività in favore
dell'Amministrazione regionale e degli enti pubblici da essa
dipendenti e/o comunque vigilati.
2. Dall'entrata in vigore della presente legge i contributi
previsti dall'articolo 67 della legge regionale 10 dicembre 2001,
n. 21, vengono corrisposti con le modalità di cui all'articolo 23
della legge regionale 23 dicembre 2002, n. 23».
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Acierno e Lo
Curto l'emendamento 21.1.
L'emendamento è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo pertanto in votazione l'articolo 21. Chi è favorevole
resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 22. Ne do lettura:
«Art. 22
Interpretazione autentica degli articoli 57 e 59
della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16
1. Il disposto di cui al comma 1 dell'articolo 57 della legge
regionale 6 aprile 1996, n. 16, è interpretato nel senso che,
nella fase di prima formazione del contingente distrettuale di
cui all'articolo 56, comma 4, lettera b), il contingente è
formato prioritariamente dai lavoratori già in possesso della
qualifica di autobottista, conseguita con precedenti rapporti di
lavoro con l'amministrazione forestale. Per i successivi
aggiornamenti di cui all'articolo 60 della predetta legge, il
precedente lavorativo nella relativa qualifica di addetto alla
guida di autobotti costituisce titolo preferenziale.
2. Il disposto di cui al comma 2 dell'articolo 59 della legge
regionale 6 aprile 1996, n. 16, è interpretato nel senso che il
possesso della relativa qualifica con precedente lavorativo nella
mansione costituisce titolo preferenziale».
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Acierno e Lo
Curto l'emendamento 22.1.
L'emendamento è ritirato.
Pongo pertanto in votazione l'articolo 22. Chi è favorevole
resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 23. Ne do lettura:
«Art. 23
Interventi per lo sviluppo
1. In attuazione dell'articolo 77 della legge regionale 3
maggio 2001, n. 6 e successive modifiche ed integrazioni,
l'Assessore regionale per l'industria provvede, previo parere
della competente commissione legislativa dell'Assemblea regionale
siciliana, a trasferire alla Provincia regionale di Ragusa la
somma di 58.000 migliaia di euro per la realizzazione di opere
infrastrutturali ed interventi a sostegno dello sviluppo
produttivo del territorio.
2. Agli oneri di cui al comma 1 si provvede quanto a 41.317
migliaia di euro con parte delle disponibilità dell'UPB
4.2.2.8.99, capitolo 613935 e quanto a 16.683 migliaia di euro
con le risorse di cui all'articolo 4, comma 3, della legge
regionale 3 dicembre 2003, n. 20».
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Acierno e Lo
Curto l'emendamento 23.1. Dispongo l'accantonamento dell'art. 23
in quanto sta tentandosi una sua rimodulazione.
Con riferimento agli articoli 24 e 25, informo che l'Assessore
al lavoro ha chiesto un po' di tempo per potere approfondire
alcune questioni, anche in considerazione della mole di
emendamenti presentati.
Si passa all'articolo 9 in precedenza accantonato. Ne do
lettura:
«Articolo 9
Consorzi Fidi
1. All'articolo 32 della legge regionale 3 dicembre 2003, n.
20, sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1, secondo periodo, dopo le parole 'per i crediti a
breve termine' sono aggiunte le parole 'e per il credito di
esercizio';
b) alla fine del comma 1 è aggiunto il seguente periodo:
Per le operazioni di credito di esercizio e per quelle a medio
e lungo termine finalizzate ad investimenti, in favore delle
piccole e medie imprese commerciali ed artigianali non è posto
alcun limite quanto alla durata nel tempo e alle modalità di
utilizzo';
c) alla lettera b) del comma 6 le parole pari a 5.000.000 di
euro' sono sostituite con le parole pari a 2.600.000 euro';
d) dopo il comma 6 sono aggiunti i seguenti commi:
'7. Nel caso in cui i Confidi intendono concedere garanzie
oltre l'importo massimo assistito da agevolazioni regionali,
provvedono, per la parte eccedente, mediante separati fondi
rischi costituiti senza il concorso regionale.
8. Per la prestazione di garanzie alle piccole e medie imprese
associate operanti anche al di fuori del territorio regionale, i
Confidi costituiscono appositi fondi rischi senza l'intervento
delle agevolazioni regionali.'».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dagli onorevoli Acierno e Lo Curto: 9.1, soppressivo
dell'articolo;
dall'onorevole Mancuso: 9.2;
dall'onorevole Oddo: 9.3; 26.22;
dagli onorevoli Oddo e Panarello: 9.4;
dagli onorevoli Oddo, Speziale, Zago ed altri: 31.50;
dagli onorevoli Speziale, Zago e Panarello: 31.37, recante
articolo aggiuntivo.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, prendo atto di quanto ci comunica,
relativamente alla circostanza che i problemi sull'articolo 9
sono superati. Prima di pronunciarmi sull'eventuale ritiro
dell'emendamento soppressivo, tuttavia, vorrei sentire il Governo
affinché illustri all'Aula la risoluzione dei problemi legati
all'art. 9: ciò mi consentirebbe di ritirare serenamente
l'emendamento soppressivo a mia firma.
PRESIDENTE Posso farlo io se preferisce, onorevole Acierno,
perché mi è stata annunciata la soluzione. In queste ore, come
tutti i colleghi sanno, mi sono dedicato a verificare le ipotesi
di soluzione che facilitassero i lavori dell'Aula.
Sull'articolo 9, sostanzialmente, ci sarebbe l'assenso sugli
emendamenti 9.3 e 9.4, di identico contenuto all'emendamento
26.22. I successivi emendamenti sono aggiuntivi.
PRESIDENTE Onorevole Acierno, ritira i suoi emendamenti?
ACIERNO Li ritiro.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
CAPODICASA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
capire la ratio di questa scelta, ovvero quella di spostare gli
emendamenti all'esame degli articoli aggiuntivi, considerato
infatti che vi sono emendamenti attinenti al testo.
PRESIDENTE Onorevole Capodicasa, sulle modifiche alla legge
n. 32, c'è un grosso pacchetto di emendamenti, tutti
modificativi, su cui concentreremo complessivamente l'intera
manovra, compreso l'articolo 99 della legge n. 32.
Gli emendamenti 9.1 e 9.2 sono ritirati. L'Assemblea ne prende
atto.
Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti 9.3 e 9.4, di
identico contenuto. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(Sono approvati)
Pongo in votazione l'emendamento 26.22. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 9, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Dispongo che i restanti emendamenti, recando articoli
aggiuntivi, siano esaminati successivamente.
Sull'ordine dei lavori
DINA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DINA Signor Presidente, onorevoli colleghi, la proposta del
gruppo dell'UDC è di proseguire domani con l'esame degli articoli
accantonati.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, voglio
essere molto chiaro, mi sembra che non si vogliano rinviare i
lavori per stanchezza, bensì a motivo di una serie di nodi che
riguardano le variazioni di bilancio, concernenti, altresì, gli
eventuali atti connessi.
Credo, per utilità di tutti, che se vogliamo raggiungere un
risultato celere e considerato che domani è una giornata
particolare - essendo giovedì e, potenzialmente, giorno di
rientro di buona parte dei parlamentari fuori sede - suggerirei
all'onorevole Dina di valutare la possibilità di riprendere
l'esame del disegno di legge nella seduta di martedì, anche
perché, probabilmente, questi giorni potrebbero aiutare la
maggioranza, ma mi auguro l'intera Aula, a dipanare gli elementi
di difficoltà che ostacolano il prosieguo dell'esame.
La mia proposta è pertanto di rinviare la seduta a martedì
prossimo.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, vorrei dire che per gli articoli
17 e 19 - ancorché hanno qualche emendamento, ma non sono
troppi - essendo anche presente l'assessore per il territorio e
l'ambiente, potremmo benissimo esaminarli questa sera.
A differenza di quanto testé proposto, infatti, non sarei per
un lungo rinvio dei lavori: mi appello all'Aula stessa,
ricordando ai colleghi che abbiamo in Commissione sia l'esame del
bilancio che della finanziaria; ritengo allora che il ritardo
dell'approvazione del disegno di legge, seppur ampia, con lo
scontro, con la normale dialettica politica, che dir si voglia,
comporta una perdita di tempo, senza poter giungere alla
definizione delle variazioni del bilancio e della finanziaria.
Ulteriori rinvii non permettono di potere intervenire con quella
dovizia di particolari con la quale si vuole procedere in Aula
nella stesura di una finanziaria che rappresenta una possibilità
di sviluppo, nella sua equità e nel suo rigore.
Propongo, quindi, di non fermarci, signor Presidente ed
onorevoli colleghi, anche perché non vorrei che il rinvio dei
lavori fosse contrabbandato , come qualcuno dice, per vedere una
partita di calcio dell'Italia, anziché fare il nostro dovere nei
confronti della comunità siciliana.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, mi sembra che la proposta di
mediazione dell'onorevole assessore, se non sorgono difficoltà,
possa essere accolta. Ritengo infatti che dovremmo approfittare
della presenza dell'assessore al territorio per affrontare gli
articoli di sua competenza, ed esattamente il numero 15, 17 e
19.
FERRO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FERRO Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che è
un po' singolare che oggi ci si venga a fare fretta, tanto più in
considerazione del fatto che, da due giorni, i deputati
albergano in questo Palazzo, in attesa che si dirimano dei nodi
che, per quanto rispettabili, francamente, sarebbe anche
interessante conoscerli nel dettaglio.
Posta questa premessa e al di là delle partite di calcio
(l'unica partita che in questo momento si sta giocando
all'interno della maggioranza riguarda proprio le variazioni di
bilancio), mi pare, se intuisco bene, con una rapida lettura
dell'articolo 17, che lo stesso non è proprio un articolo che non
comporti problemi, perché dall'opificio ai palazzi si può fare
tutto
Pertanto se vogliamo proseguire nei lavori, eviterei di mettere
a fuoco articoli che, in qualche modo, a prescindere da ciò che
può riferire l'assessore al bilancio, con tutto il rispetto,
forse comportano qualche problema.
Credo che proprio l'articolo 17, per salute dell'Aula, sia uno
di quegli articoli che forse necessita di un momento di
meditazione ulteriore e che quindi si possa, da questo punto di
vista, rinviare alla seduta successiva. Se c'è poi qualche
articolo che possiamo fare sin d'adesso, nulla osta a esaminarlo.
Intendo tuttavia precisare che, però, è da due giorni che
l'Assemblea è convocata e che nulla si è fatto, non certo per
demerito della stessa Assemblea.
PRESIDENTE Onorevole Assessore, mi sembra di capire che
sull'articolo 19 non ci sarebbero difficoltà, sugli altri
articoli, ribadisco che sarebbe il caso di ascoltare l'opinione
dell'assessore al territorio.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, soltanto per riepilogare,
desidero aver chiarito se l'articolo 17 rimane accantonato.
PRESIDENTE L'articolo 17 è accantonato ed ascolteremo, al
momento opportuno, l'assessore al territorio.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi pare quanto
meno irrituale che si affronti per stralci l'argomento all'ordine
del giorno, approfittando dell'occasionale presenza di un membro
del Governo, ancorché qualificato.
La mia osservazione viene radicalizzata da quanto detto
dall'assessore Cintola che porta ad adiuvandum questo discorso
sul quale certo non facciamo una bella figura, sulla partita o
meno, forse è meglio lasciar perdere queste cose...
PRESIDENTE Onorevole Ortisi, parlavamo di partita politica...
ORTISI Signor Presidente, possiamo trovare un accordo ed
utilizzare il tempo necessario per esaminare l'articolo 19, ma
non possiamo dire che lo si esamina perché è presente
l'Assessore al ramo.
Credo che non facciamo una bella figura, né il Governo né il
Parlamento. Sarebbe più utile assicurare la presenza costante di
tutti gli Assessori, anziché costringerci a bivaccare
nell'affrontare gli argomenti che, nel merito, riguardano tutte
le rubriche.
Non possiamo aspettare che, per caso, venga in Aula un
Assessore che ci degna della sua presenza e si affronti così
l'argomento che riguarda il ramo della sua Amministrazione. Non
credo sia molto conducente. Mi permetto di dire ciò perché
questo ci farà risparmiare molto più tempo rispetto ad un
prosieguo che, se impostato in tal guisa, porterebbe l'Aula a
situazioni di fibrillazione che nessuno vuole. Penso che nessuno
abbia questo obiettivo.
Suggerisco, pertanto, di passare all'esame dell'articolo 19,
ed affrontare gli altri articoli quando ci comunicherete di aver
trovato un accordo interno, pur labile. Diversamente, aspetteremo
che un altro Assessore si trovi per caso a passare e ci inviterà
ad esaminare l'articolo che lo riguarda...
Riprende la discussione del disegno di legge n. 917/A
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, si riprende l'esame
dell'articolo 19, in precedenza accantonato. Comunico che sono
stati presentati i seguenti emendamenti:
dal Governo: 19.1;
dagli onorevoli Giannopolo, Villari e Speziale: 19.2;
Pongo in votazione l'emendamento 19.1 del Governo. Il parere
della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore .
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 19.3.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per illustrare l'emendamento 19.2 che sostanzialmente attribuisce
ai Comuni il compito di istruire ed erogare l'assegno una tantum
a favore degli studenti che frequentano le scuole pubbliche
statali.
Questo emendamento riguarda il diritto allo studio così come
l'articolo 6 della legge 14 si occupa della tutela del diritto
allo studio.
Allo stato attuale, la normativa sulla scuola dell'obbligo
disciplina anche la materia concernente il trasporto degli alunni
delle scuole medie superiori, con l'articolo 10 e l'articolo 6
della legge n. 1 del 1979, che come è notorio, era norma generale
di riforma e di attribuzione di competenze. Quindi, l'avere
trasferito alle scuole il carico riguardante l'erogazione
dell'assegno una tantum ritengo sia una cosa che si possa anche
fare, però dobbiamo essere conseguenti in tutto, e cioè dobbiamo
dire che alle autonomie scolastiche assegniamo il compito di
tutelare il diritto allo studio: e quindi i trasporti, la
refezione, i buoni libro e quant'altro è inerente alla materia
della tutela del diritto allo studio. Dovremmo in pratica fare
una legge di riforma che cassi la legge n. 1/79 trasferendo il
tutto alle scuole.
Però non si sta parlando di operare in questo senso, si parla
di un diritto universale - tant'è che l'assegno una tantum viene
attribuito a soggetti bisognosi che non hanno un reddito ISEE
superiore a 10.000 euro - ed è quindi materia che riguarda il
diritto di cittadinanza, cosi come è da intendersi il diritto
allo studio.
L'avere insistito su questa linea fino ad ora ha provocato solo
grandi e gravi ritardi nell'erogazione dell'assegno una tantum.
Ma c'è di più: l'assessore ha concluso di recente un accordo con
le associazioni dei presidi e dei direttori didattici con il
quale viene attribuito un euro per ogni pratica. Per garantire
l'istruzione di queste pratiche da parte delle scuole spenderemo
223.000 euro, cioè stiamo sottraendo 450 milioni delle vecchie
lire dall'ammontare complessivo delle risorse finanziarie che
spettano agli studenti.
A me sembra che questa sia un'operazione tutta a perdere,
contraddittoria. Ritengo comunque che si possa anche fare, però
dobbiamo avere il coraggio di abrogare la legge 1/79 che è ancora
la norma generale, la norma-madre su cui fino ad ora si è
costruita una politica di tutela del diritto allo studio. Ecco
perché io propongo questo emendamento che serve anche a fare
chiarezza oltre che a stabilire tempi e procedure più snelle per
l'erogazione dell'assegno una tantum alle famiglie bisognose.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, stranamente non
mi trovo d'accordo con il mio amico, onorevole Giannopolo,
sull'argomento specifico. Infatti, proprio a fronte del fatto che
le segreterie degli istituti scolastici sono state gratificate da
questo accordo, credo che nella fase di erogazione relativa
all'accordo per il lavoro per il quale già sono pagati, senza che
quindi tale lavoro comporti costi aggiuntivi per la Regione, cioè
l'istruzione delle pratiche, ciò potrebbe benissimo concedersi.
Sono d'accordo anche ad intervenire sulla legge 1/79, e più in
generale ad intervenire sulla via di un ammodernamento del
rapporto, non solo fra la Regione e i Comuni, ma all'interno
degli enti locali, in nome di quel principio sul quale abbiamo
tante volte discusso e rispetto al quale però abbiamo ritrosia di
applicazione, che è il principio della sussidiarietà orizzontale.
Per cui ci ritroviamo a praticare sempre una richiesta di
sussidiarietà verticale, perché rivendicazionista, chiediamo
sempre di avere, e quando si tratta di cedere- in questo caso da
parte delle Amministrazioni nei confronti di altri enti, o di
altre associazioni, o di altre agenzie educative - siamo restii e
tentiamo di accentrare o tendiamo ad accentrare.
E' un errore, perché questo è proprio un esempio di
sussidiarietà orizzontale applicabile nel momento in cui le
scuole, alle quali peraltro la Regione darà dei soldi per
istruire le pratiche. Queste, a loro volta, essendo ulteriore
spreco di energie in quanto si utilizzano le stesse figure che
nelle scuole istruiscono le pratiche e non uffici del Comune,
possono benissimo agire alla seconda fase di questa dimensione
del rapporto fra Regione e cittadini senza per questo volere
scomodare la titolarità della socialità dell'intervento. Infatti,
non è detto che la titolarità della socialità dell'intervento la
deve avere per forza l'ente Comune, questo è un pregiudizio che
ci siamo formati fino agli anni '65 -'70. Ma da allora - da
quando si è aperto il dibattito sul concetto di sussidiarietà -
devo dire che è andato diminuendo nella percezione della gente.
Per cui gratificare anche in questo senso le strutture
scolastiche nell'istruire e nel portare fino a termine il
rapporto con i fruitori, mi sembrerebbe un fatto estremamente
positivo.
CRACOLICI . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace
parlare su un emendamento firmato da colleghi del gruppo
parlamentare cui appartengo, ma lo considero errato in linea di
principio, e dico questo partendo da un dato.
Abbiamo fatto una polemica con il Governo regionale quando
avevamo proposto di trasferire la competenza della gestione
amministrativa delle pratiche sull'una tantum, relativamente
all'anno 2002, proprio alle istituzioni scolastiche. Ma, su
proposta del Governo, fu bocciato un emendamento che andava in
questa direzione.
Il risultato è stato che abbiamo avuto circa duecentomila
domande in Sicilia per l'erogazione dell'una tantum nell'anno
2002-2003 e, ad oggi, non è stato pagato alcun contributo; credo
che in questi giorni si stiano definendo le prime graduatorie.
Allora c'è un problema di principio e un problema di
decentramento: le istituzioni scolastiche, l'autonomia scolastica
è un valore organizzato - come diceva il collega Ortisi - di
questo modello di sussidiarietà orizzontale.
Il principio secondo il quale ciò che non fa la Regione lo
decentriamo solo ai Comuni, è un principio superato da una
concezione di tipo gerarchico ed esclusivo soltanto con un ente;
inoltre - voglio dirlo con la massima franchezza - è evidente che
l'erogazione di questo buono una tantum è fondata sostanzialmente
sul reddito ISEE e sull'autocertificazione. Però non c'è dubbio
che, nell'ambito delle istituzioni scolastiche, i meccanismi
reali di povertà e di finta povertà forse sono maggiormente
comprensibili a chi conosce i soggetti sul campo piuttosto che a
un'istituzione che si limita a fare la graduatoria.
Prendo atto che, dopo un anno, il Governo - che ha sbagliato
clamorosamente - adesso intende avviare il decentramento alle
autonomie scolastiche per la gestione delle pratiche dell'una
tantum - meglio tardi che mai - ma ritengo un errore levarlo alle
autonomie scolastiche e riportarlo ai Comuni. Oltretutto - lo
voglio dire al collega Giannopolo -, capisco che nei piccoli
Comuni questo può essere anche celermente e facilmente gestibile,
ma vorrei ricordare che il meccanismo per il quale si è intasata
la Regione sarebbe assai simile se lasciassimo, ad esempio, al
comune di Palermo o a quello di Catania, o al comune di Messina
la gestione di decine e decine di migliaia di domande. Forse il
decentrare il più possibile alle istituzioni scolastiche rende
più efficace l'azione istruttoria amministrativa e anche la
celerità con la quale poi si eroga l'una tantum.
Per tali motivi dichiaro di non essere d'accordo
sull'emendamento.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Tumino. Ne ha
facoltà.
TUMINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, quando abbiamo
discusso ed approvato la legge sul buono scuola, l'esigenza che
era stata avanzata di trasferire alle scuole la competenza per
gestire le pratiche non è stata accolta dal Governo; la legge è
stata approvata così com'era e ne abbiamo verificato il
fallimento nel momento in cui bisognava pagare le persone che ne
avevano diritto.
Io, fin dall'anno scorso, ho proposto non solo che fossero le
scuole a sbrigare le pratiche, ma che si creasse un fondo di
incentivazione per gli operatori scolastici che lavorano nelle
segreterie affinchè fossero incentivati ad istruire le pratiche
che ora sono sempre più numerose. Questo perché, mentre prima le
scuole avevano a che fare sostanzialmente con il Ministero della
pubblica istruzione - parlo delle scuole medie superiori - adesso
le stesse hanno un rapporto con la Regione che va divenendo
sempre più forte, sempre più intenso, perché tutti i progetti di
Agenda 2000 arrivano alle scuole non tramite il Ministero, ma
direttamente tramite la Regione Sicilia. Sono tutti POR. Quindi
la Regione siciliana ha un rapporto diretto ed intenso con le
scuole medie superiori presenti nel suo territorio.
Bene, oggi più che mai è necessario ragionare in termini di
attribuzione alla scuola di tutto ciò che può essere da essa
espletato e nei tempi opportuni, e sono tempi infinitamente più
brevi di quelli che possono essere i tempi dei comuni e della
Regione in modo particolare. Quindi io approvo e plaudo al
trasferimento di tutto ciò che riguarda le graduatorie per
l'attribuzione dell'una tantum alle stesse scuole.
Ritengo anche che il costo dell'euro per pratica è un costo
assolutamente irrisorio rispetto al complessivo monte economico
che verrà utilizzato, perché siamo nell'ordine dei 70, 80
miliardi, forse 100 miliardi. Che si spendano 450 milioni per
potere distribuire in tempi rapidi 100 miliardi mi pare che sia
un costo del tutto sostenibile ed anzi assolutamente piccolo.
Insisto nel dire che questo può essere un primo momento per
passare al successivo che è quello del fondo di incentivazione
che permetterà di operare direttamente tramite le scuole in tutti
i settori nei quali c'è un rapporto di collaborazione tra Regione
e scuole superiori.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 19.2. Il parere
della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 19.3.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, vorrei chiedere solo un
chiarimento. L'emendamento del Governo sostituisce le parole è
autorizzato ad erogare con la parola concede . Vorrei capire
perché si chiede tale modifica; sembrerebbe infatti che, volendo
utilizzare il verbo concedere , non ci sia più bisogno
dell'autorizzazione ad erogare. E, pertanto, forse il comma 1
perde di significato in quanto avrebbe avuto senso se fosse stata
necessaria una norma di autorizzazione ad erogare, ma se è
l'Assessorato che concede vuol dire che già è autorizzato. Allora
vorrei capire il senso del comma 1.
PRESIDENTE Onorevole Acierno, in realtà è autorizzato dalla
legge precedente. In buona sostanza si sposta la titolarità
dell'amministrazione delle somme dalla Direzione dei Beni
culturali a quella della Pubblica istruzione.
FERRO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà
FERRO Signor Presidente, onorevoli colleghi, non mi riferisco
tanto all'osservazione dell'onorevole Acierno, ma più ad un
problema di natura - direbbe in questo caso il professore Ortisi
- filologica. Poichè l'articolo recita Interventi per il diritto
allo studio , ritengo che un diritto non si concede, semmai si
riconosce.
Allora, se proprio dovessimo fare una modifica letterale,
suggerirei al Governo di correggere la frase è autorizzato ad
erogare con la frase si riconoscono i contributi previsti dagli
articoli . Mi pare una soluzione più logica, è più un problema di
natura filologica che non un problema di natura sostanziale.
Sicuramente quello che non può andar bene è il termine
concessione di contributo che ci porta lontano nel tempo.
PRESIDENTE Ha ragione, onorevole Ferro. E' un fatto
filologico ma anche di sostanza. Perché una cosa è la materiale
erogazione con la quale il Governo diventa ragionerie, cassiere,
contabile e nient'alto e un'altra cosa è l'atto di concessione,
che quindi prevede un esame della questione e poi
un'autorizzazione ad erogare oppure no, quindi una valutazione
anche di merito rispetto alle singole questioni.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, non voglio polemizzare, ma al di là
dell'emendamento ci sono due concezioni di fondo che a volte
vengono fuori quasi senza che noi ce ne accorgiamo. Sono il
portato di tutto quello che abbiamo accumulato nel tempo come
abitudini e comportamenti.
Concede è termine paternalista, presuppone un'autorità. Non
solo. Ma è autorizzato ad erogare recupera una funzione del
Parlamento.
E allora, per evitare scontri, non possiamo semplicemente dire
- è una proposta - eroga evitando sia l'espressione concedere
che l'altra è autorizzato ad erogare ?
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato dal Governo un
subemendamento all'emendamento 19.3 che accoglie la proposta
dell'onorevole Ortisi. Anziché concedere dobbiamo intendere
eroga . Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 19.3, così come modificato. Il
parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Pongo in votazione l'articolo 19.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, sento il
bisogno di dichiarare il mio voto contrario all'articolo 19,
perché non mi hanno convinto nè le argomentazioni del Governo,
che peraltro non ci sono state, nè quelle dei colleghi deputati,
seppur di parti politiche molto vicine.
Vorrei dire, insisto, che già con l'articolo 6 della legge n.
14, quel comma era un articolo, una norma che andava in contrasto
con l'ordinamento degli enti locali e con tutte le disposizioni
riformatorie e riformatrici in materia di competenza, perché la
competenza del diritto allo studio è una competenza dalle leggi
assegnata esplicitamente agli enti locali.
Attribuire e riconoscere questa competenza alle scuole è
assolutamente improprio.
Vorrei qui dire che ci si dovrebbe spiegare chi dovrebbe fare i
controlli, attraverso quali strumenti, poiché la legge obbliga
gli enti che ricevono dichiarazioni sostitutive a fare un
controllo almeno del dieci per cento delle richieste attraverso
strumenti ispettivi. Vorrei capire con quali strumenti ispettivi
le scuole possono disporre il controllo a campione di queste
domande.
Non ho nulla in contrario ad attribuire questa ed altre
competenze alle scuole, ma dobbiamo rivedere la legge n. 6
sull'autonomia scolastica, perché fino ad ora l'autonomia
scolastica non era in funzione del riconoscimento della tutela
del diritto allo studio, ma semmai della tutela della qualità
dello studio e dell'offerta formativa, che è altra cosa, che non
ha nulla a che vedere con l'articolo 6, con la questione
dell'assegno una tantum, tant'è che questo viene dato ad
integrazione di altre precedenti attribuzioni e di fattispecie
che ineriscono alla tutela del diritto allo studio, e viene detto
nella legge: i buoni libro, i trasporti, la refezione, e
quant'altro.
Non ho nulla in contrario che questo sia statuito, ma lo si
faccia organicamente con una modifica della legge 6
sull'autonomia scolastica, con una modifica delle competenze, in
quanto, allo stato attuale, le competenze in materia di diritto
allo studio delle scuole dell'obbligo sono in capo ai comuni e
non ad altri soggetti.
Sono contro questo modo di procedere, che stravolge competenze
e principi dell'ordinamento sui quali dobbiamo costruire poi il
processo legislativo, il processo normativo.
Per queste ragioni dichiaro il mio voto contrario all'articolo
19 e dichiaro anche il voto contrario all'emendamento; non ci
trovo nulla di male ad incentivare gli applicati tecnici, ma
allora il Governo preveda un capitolo di bilancio proprio per
riconoscere al personale, agli applicati tecnici questa
incentivazione, senza sottrarre somme dall'assegno una tantum per
gli studenti, come ci sta proponendo: spostare mezzo miliardo
dagli studenti agli applicati tecnici. Si stabilisca una cifra a
parte per gli applicati tecnici.
Anche per questo motivo di ingiustizia sono contro l'articolo
19.
LO CURTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, dichiaro la
mia posizione favorevole a questo articolo, così come
all'emendamento successivo presentato dal Governo, perchè se è
vero che in linea di massima ha ragione l'onorevole Giannopolo
nel dire che bisogna intervenire con una legge di sistema e con
norme che vanno a modificare le attuali norme sul diritto allo
studio, è vero anche che non è possibile oggi non prendere atto
che l'autonomia delle istituzioni scolastiche rende queste
autorevoli a sufficienza ed in grado di poter ragionare e poter
sviluppare quanto l'articolo 19 prevede.
Sarebbe riduttivo non considerare che proprio queste norme
sull'autonomia scolastica sono intervenute dopo quelle che
assegnavano agli enti locali i servizi correlati all'attuazione
del diritto allo studio. Ritengo necessario, invece, potenziare
le scuole nel loro percorso, nel loro processo di acquisizione
piena di competenza e di responsabilità, di carichi di lavoro che
già esse hanno, ma anche di quel necessario supporto dal punto di
vista economico che le rende libere proprio nell'attuazione del
diritto allo studio.
Sono anche favorevole all'emendamento modificativo del Governo,
che seppure non risolve il problema, finalmente pone in modo
chiaro la questione di un compenso che deve essere attribuito al
personale di segreteria, al personale amministrativo il quale
viene caricato di un lavoro oneroso che va necessariamente
retribuito.
Sono d'accordo - ripeto - sulla necessità di intervenire in
maniera più completa ed articolata, ma oggi sarebbe davvero
iniquo non prevedere un compenso anche per il personale di
segreteria.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'articolo 19. Il parere della
Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole:
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, avviso l'Aula che dopo
l'intervento dell'Assessore per il territorio e l'ambiente
sull'articolo 17, onorevole Cascio, è intenzione della Presidenza
rinviare i lavori alla settimana prossima.
ORTISI Ma l'accordo non era questo, signor Presidente
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, noi dobbiamo essere logici nel
prendere le decisioni. Noi abbiamo detto che abbiamo bisogno di
approfondire delle questioni, di trovare soluzioni che siano
idonee a quelli che sono i diversi vincoli normativi a cui siamo
sottoposti. Credo che, per partire col piede giusto, dobbiamo
conoscere la posizione del Governo.
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, ci sono un paio di articoli nel
testo originario, precisamente gli articoli 15 e 17, che
riguardano norme in materia urbanistica. Inoltre, con l'articolo
26 si recepisce la norma sul condono edilizio.
Vista la complessità della materia, vista l'articolazione delle
posizioni politiche in campo, penso che sarebbe più opportuno
rinviare la discussione sull'urbanistica a martedì della prossima
settimana, con inizio anche in mattinata in modo tale da poter
chiudere entro la notte di martedì.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, l'assessore per primo accoglie
la proposta dell'onorevole Ortisi di rinviare a martedì prossimo.
Sulla scomparsa della piccola Denise Pipitone di Mazara del
Vallo
LO CURTO . Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83 comma
2del Regolamento interno.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LO CURTO . Signor Presidente, onorevoli colleghi, scusate se
vi intrattengo qualche minuto. Desidero rivolgere a voi un
appello che riguarda la piccola Denise Pipitone che è scomparsa
dalla sua abitazione ed è stata sottratta alla sua famiglia da
più di un mese e mezzo. La famiglia è una famiglia povera di
Mazara del Vallo, economicamente in condizioni di grande disagio.
Ebbene, la speranza della famiglia di continuare le ricerche è
anche affidata alla solidarietà di quanti vorranno contribuire a
sostenere le iniziative che la famiglia conduce e porta avanti
per ritrovare questa bambina.
Come voi sapete stanno affiggendo dei volantini che riportano
la foto del viso della bambina e un appello: Ritroviamo Denise .
Rivolgo a tutti voi e a tutti gli assessori, a cui non ho
inviato la lettera contenente tale appello, l'invito a
contribuire come Parlamento siciliano alle ricerche della
bambina. Sono invitati a partecipare anche coloro che lavorano in
questo Palazzo.
L'onorevole De Benedictis, che voglio ringraziare
pubblicamente, è stato il primo ad avere sostenuto questa
iniziativa con un proprio contributo.
Sono convinta che tutti noi siamo parimenti sensibili a questo
problema e non voglio nemmeno immaginare che cosa provi la
famiglia.
Per questo, signor Presidente, potremmo dare a lei il nostro
contributo, a meno che il Presidente non voglia incaricare me.
Per versare la quota esiste anche un numero di conto corrente, ma
io pensavo anche ad una delegazione, come propone l'onorevole
Maria Grazia Brandara, che si rechi dalla famiglia a
testimonianza di un gesto non solo simbolico, ma anche
fisicamente visibile di solidarietà alla famiglia, da parte di
uomini e donne che possono capire.
PRESIDENTE Grazie onorevole Lo Curto. Mi auguro che la sua
iniziativa, che è sicuramente lodevole, encomiabile, sia
sostenuta al massimo da tutti i colleghi e da quanti altri
vorranno contribuire. Credo sia più opportuno che lei stessa o
comunque una delegazione di colleghi, si preoccupi di attuare la
proposta stessa, di raccogliere le offerte che verranno elargite.
Per quanto riguarda la Presidenza mi farò carico di sottoporre al
Consiglio di Presidenza una proposta affinchè l'Assemblea
formalmente sia presente in questa iniziativa di solidarietà
nella speranza che abbia il risultato che tutti noi auspichiamo.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì 19 ottobre,
alle ore 17.30 con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
I - Comunicazioni.
II - Discussione dei disegni di legge:
1) "Misure finanziarie urgenti. Assestamento del bilancio della
Regione e del bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali
della Regione siciliana per l'anno finanziario 2004."(917/A)
(Seguito);
2) "Schema di progetto di legge costituzionale da proporre, ai
sensi dell'articolo 18 dello Statuto, al Parlamento nazionale,
recante Modifiche allo Statuto della Regione'." (580-472-578-
602-652/A) (Seguito).
III - Discussione unificata delle mozioni:
N. 305 "Definizione di una linea comune per proporre al
Consiglio dei Ministri necessarie ed urgenti
modifiche della manovra finanziaria a tutela
dell'economia siciliana", degli onorevoli
Speziale, Cracolici, Capodicasa, Crisafulli, De
Benedictis, Giannopolo, Oddo, Panarello,
Villari, Zago;
N. 309 "Interventi in favore del sistema economico e
imprenditoriale della Sicilia", degli onorevoli
Misuraca, Confalone, Mercadante, Baldari,
Fleres;
N. 310 "Misure da proporre al Consiglio dei Ministri a
salvaguardia dell'economia siciliana", degli
onorevoli Formica, Mercadante, Dina, Basile,
Infurna, Sbona.
IV - Elezione delle Commissioni legislative permanenti e della
Commissione per l'esame delle questioni concernenti l'attività
dell'Unione Europea.
La seduta è tolta alle ore 20.00
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 22.00
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott. Giovanni Tomasello
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XIII LEGISLATURA
SEDUTA N. 243 DEL 13 OTTOBRE 2004
ALLEGATO:
EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE N. 917/A MISURE FINANZIARIE URGENTI.
ASSESTAMENTO DEL BILANCIO DELLA REGIONE E DEL BILANCIO
DELL'AZIENDA DELLE FORESTE DEMANIALI DELLA REGIONE SICILIANA PER
L'ANNO FINANZIARIO 2004.''
-All'articolo 9:
Emendamenti 9.3 e 9.4:
Al comma 1 sostituire la lettera c) con la seguente:
c) Il comma 6 è così sostituito:
6. I consorzi fidi, costituiti sia sotto forma di consorzi
che di cooperative, anche se non aderenti a consorzi di secondo
grado, sono autorizzati a concedere garanzie su finanziamenti
il cui importo unitario non superi euro 1.549.370, purché siano
in possesso del seguente requisito: volume di attività
finanziaria pari o superiore a 51 milioni di euro o mezzi
patrimoniali pari o superiori a 2.600.000 euro.
Emendamento 26.22:
All'articolo 9 aggiungere il seguente comma:
2. All'articolo 93, comma 1, della legge regionale n. 32 del
2000 sostituire le parole ai consorzi fidi aderenti a consorzi
di secondo grado' con le altre ai consorzi fidi, costituiti
sia sotto forma di consorzi che di cooperative, anche se non
aderenti a consorzi di secondo grado, che abbiano volume di
attività finanziaria pari o superiore a 51 milioni di euro o
mezzi patrimoniali pari o superiori a 2.600.000 euro'.
-All'articolo 19:
Emendamento 19.1
Sostituire il comma 2 con il seguente:
2. I residui realizzati negli esercizi finanziari 2002-2003
sulle somme relative alle finalità di cui agli articoli 3 e 6
della legge regionale 3 ottobre 2002, n. 14 e successive
modifiche ed integrazioni possono essere utilizzati, altresì, per
far fronte alla concessione dei contributi dovuti anche per gli
anni successivi al 2003.'.
Emendamento 19.3:
Al comma 1:
- sostituire le parole è autorizzato ad erogare con la
parola eroga ;
- dopo le parole modifiche ed integrazioni sono aggiunte le
parole ivi compresi i compensi spettanti alle istituzioni
scolastiche per la collaborazione prevista dal menzionato
articolo 6 .
Al comma 2 aggiungere dopo le parole modifiche ed
integrazioni le seguenti parole: da intendersi già
comprensive dei compensi di cui al comma precedente .