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Resoconto d'Aula della Seduta n. 243 di mercoledì 13 ottobre 2004
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   Presidenza del presidente Lo Porto


   PAFFUMI,  segretario,  dà  lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo osservazioni,  si  intende
  approvato.

                              Missione

    PRESIDENTE    Comunico  che  per  ragioni   del   suo   ufficio
  l'onorevole Zangara è in missione il giorno 13 ottobre 2004.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Onorevoli  colleghi, poiché sono ancora in  corso  riunioni  per
  mettere  a punto gli emendamenti presentati al disegno  di  legge
  numero  917/A  ed  individuare la possibilità di una  mediazione,
  comunico  che  la  seduta è sospesa e riprenderà oggi  pomeriggio
  alle ore 17.30.

        (La  seduta  sospesa alle ore 10.55, è ripresa  alle  ore
      18.25)


   Presidenza del presidente Lo Porto


        Commemorazione dell'onorevole Salvatore Massimo Ganci

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi, si  è  spento  lo  scorso  30
  settembre  all'età  di 82 anni  il professore  Salvatore  Massimo
  Ganci, insigne storico siciliano e deputato dell'Assemblea  nella
  IX legislatura (1981/1986).
   Ai   familiari,  a  quanti  lo  conobbero  ed  ebbero  modo   di
  apprezzarne le elevate doti di ingegno e la saldezza dei principi
  etici,   va   il   cordoglio   unanime  dell'Assemblea,   insieme
  all'espressione  di  sentimenti di compiacimento  del  Parlamento
  siciliano per avere annoverato tra i suoi membri una figura  così
  significativa nel panorama della cultura siciliana del  900.
   Seppure   l'attività   di  deputato  di  Massimo   Ganci   abbia
  rappresentato  una parentesi non ampia nell'arco della  lunga  ed
  intensa  esperienza  di  storico  e  docente  dell'Università  di
  Palermo, che  egli condusse sin dagli anni giovanili, nei  cinque
  anni  trascorsi  all'Assemblea regionale egli partecipò  ai  vari
  dibattiti  politico-parlamentari con passione e serio impegno  di
  intellettuale prestato alla politica e indipendente eletto  nelle
  file  del P.C.I., mettendo a frutto le vaste conoscenze  che  gli
  provenivano,  oltre  che dalla filosofia e dagli  studi  storici,
  anche  dagli  studi giuridici e dall'esercizio della  professione
  forense.
   Da   componente  e  vicepresidente  dell'allora  VI  Commissione
  parlamentare,   seppe   fornire  un  contributo   qualificato   e
  autorevole  ad una stagione dell'Assemblea caratterizzata  da  un
  fecondo dibattito tra le forze  politiche, volto alla costruzione
  di   un  innovativo  impianto  legislativo  in  materia  di  beni
  culturali e pubblica istruzione.
   Erano  gli  anni in cui la Regione andava gradualmente attivando
  la competenza legislativa primaria prevista dallo Statuto in tali
  materie,  ponendo mano ad una originale disciplina  organizzativa
  centrale  e  periferica dell'Assessorato dei  beni  culturali  ed
  ambientali   e   della  pubblica  istruzione  e  varando   alcune
  importanti  leggi  di  settore  sulla  promozione  culturale,  le
  attività musicali, l'istruzione materna ed artistica.
   Ma  l'esperienza  di  Massimo  Ganci,  pur  testimoniata  da  un
  costante impegno civile, che traspare da molteplici iniziative in
  campo    pubblicistico,   convegnistico,   radiotelevisivo,    fu
  prevalentemente caratterizzata dall'attività di docente ordinario
  di   storia   moderna  nella  facoltà  di  Lettere  e   Filosofia
  dell'Università  di  Palermo e direttore del  medesimo  istituto,
  nonché  della  rivista   Ateneo  Palermitano ,  ed  animatore   e
  protagonista  della  Società siciliana di  storia  patria,  della
  quale   fu  vicepresidente  e,  dal  1989  sino  alla  scomparsa,
  presidente,  contribuendo  a  dare  dignità  intellettuale   alla
  cultura   isolana   e   palermitana,   in   specie   negli   anni
  immediatamente   successivi   alla   ricostruzione    postbellica
  caratterizzati  dal  faticoso tentativo di  rivitalizzazione  dei
  circuiti culturali.
   I    contributi   scientifici   del   professore   Ganci    alla
  storiografia  italiana,  e  siciliana  in  particolare,  sono  da
  considerarsi  di tutto rilievo e costituiscono una  testimonianza
  della ricchezza e vitalità della cultura siciliana del  900.
   Tra  i  numerosi  saggi pubblicati sino agli anni  più  recenti,
  ricordo, in particolare,  L'Italia antimoderata , del 1968, opera
  davvero originale e documentata di critica dei movimenti politici
  italiani, con particolare riferimento al movimento autonomista ed
  a  quello separatista siciliano degli anni '40 del secolo scorso;
   Il  caso  Crispi , del 1976,  opera che contribuì  a  restituire
  alla  figura  dello statista di Ribera una dimensione  scevra  da
  giudizi    sommari;   una    Storia   antologica   dell'autonomia
  siciliana,    del  1980,  che,  unitamente,  alle   pubblicazioni
  dell'Assemblea  per  il  trentennale dell'autonomia,  costituisce
  ancor  oggi una fonte imprescindibile per una ricerca sugli  anni
  di   fondazione   dell'Istituto  regionale;   In   funzione   del
  presente , del 1988, silloge di studi  su figure importanti della
  storia   del  pensiero  politico  europeo  e  sulla  storiografia
  siciliana della seconda metà del  900.
   Divulgatore misurato e dalla prosa suggestiva, Massimo Ganci  ha
  davvero  contribuito con i suoi scritti storiografici, ma  ancora
  più  con  la sua intensa collaborazione al  Giornale di Sicilia ,
  al  L'Ora , al  Mattino  di Napoli, al  Calendario del popolo  di
  Milano,  e  dai microfoni radiofonici della RAI, da cui  condusse
  per molti anni la trasmissione  A proposito di storia , a rendere
  più  chiara  ad  un pubblico vasto e  poco avvezzo  alla  critica
  storiografica  i  termini  della  dialettica  tra  le   idee,   i
  movimenti,  i  grandi mutamenti economici e  sociali,  che  hanno
  attraversato il XX secolo.
   Richiamandosi  a  Machiavelli, era fermamente convinto  che  per
  comprendere  i  tempi presenti occorresse coniugare  l'esperienza
  diretta con la lezione delle  cose antiche .
   In  tal  senso la storia è per Ganci la cultura per antonomasia,
  che  si arricchisce del contributo di altri saperi per assicurare
  a  strati  sempre  più  vasti  della società  un  pieno  riscatto
  rispetto alle classi egemoniche.
   Nel  corso  degli  anni  maturò un interesse  crescente  per  lo
  studio   delle   esperienze   di  autogoverno,   regionalismo   e
  federalismo  del  mondo contemporaneo, convinto  com'era  che  le
  esperienze  di  decentramento istituzionale in  Europa,  come  in
  America,   avessero  un  denominatore  comune  nella   fuga   dal
  centralismo burocratico tipico dello stato di stampo ottocentesco
  che era sopravvissuto alle due guerre mondiali.
   In   tale   contesto,   la   prospettiva  regionale   siciliana,
  imperniata  sull'affermazione di uno Statuto di  natura  pattizia
  negoziato  con  lo Stato-apparato, contribuiva  ad  affermare  un
  nuovo  ideale  di unità nazionale, caratterizzato da  un  marcato
  pluralismo  istituzionale non a contenuto  rivendicazionista,  ma
  marcatamente democratico e solidarista.
   Ad  avviso  di Ganci, l'Europa delle  piccole nazioni   come  la
  Sicilia,  la  Catalogna, la Scozia, la Baviera,  può  contribuire
  meglio  di  un'Europa centralizzata ad affermare  nel  tempo  gli
  ideali di unità nazionale e sviluppo civile europeo.
   Penso che il Parlamento siciliano saprà trarre spunto anche  dal
  pensiero  di intellettuali come Massimo Ganci per instaurare  una
  nuova  stagione  autonomistica in cui le Regioni  d'Europa  siano
  protagoniste,  salvaguardando i vincoli di solidarietà  nazionale
  che permeano nel profondo la nostra identità di Italiani.
   A  quanti lo conobbero, pertanto, e soprattutto ai familiari, le
  mie più sincere espressioni di cordoglio.

                   (Vivi applausi dell'Assemblea)
   Sospendo la seduta.

    (La seduta, sospesa alle ore 18.35, è ripresa alle ore 19.10)

                Presidenza del Vicepresidente Fleres

       PRESIDENTE   Avverto, ai sensi dell'articolo 127,  comma  9,
  del  Regolamento  interno,  che  nel  corso  della  seduta  potrà
  procedersi a votazioni mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Lo Porto


  Seguito della discussione del disegno di legge n. 917/A   Misure
   finanziarie urgenti. Assestamento del bilancio della Regione e
   del bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione
               siciliana per l'anno finanziario 2004.

    PRESIDENTE   Si  passa,   al  punto  secondo  dell'ordine   del
  giorno: Discussione di disegni di legge.
   Si  procede al seguito della discussione del disegno di legge n.
  917/A    Misure  finanziarie urgenti. Assestamento  del  bilancio
  della Regione e del bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali
  della Regione siciliana per l'anno finanziario 2004 , posto al n.
  1).
   Ricordo  che  la  discussione  del  disegno  di  legge  si   era
  interrotta  nella  seduta  n.  241  del  6  ottobre  2004,   dopo
  l'approvazione dell'articolo 20. Ricordo, altresì, che sono stati
  accantonati i seguenti articoli: 4, 7, 9, 15, 17 e 19.
    Si passa all'articolo all'articolo 21. Ne do lettura:

                              «Art. 21
                 Interpretazione autentica di norme

   1.  In  attuazione  dell'articolo 28  della  legge  regionale  4
  gennaio  2000, n. 4, le spese di gestione di cui all'articolo  48
  della  legge  regionale 23 dicembre 2002,  n.  23,  si  intendono
  connesse    allo    svolgimento    di    attività    in    favore
  dell'Amministrazione  regionale e degli  enti  pubblici  da  essa
  dipendenti e/o comunque vigilati.
   2.  Dall'entrata  in  vigore della presente legge  i  contributi
  previsti dall'articolo 67 della legge regionale 10 dicembre 2001,
  n. 21, vengono corrisposti con le modalità di cui all'articolo 23
  della legge regionale 23 dicembre 2002, n. 23».

   Comunico  che  è stato presentato dagli onorevoli Acierno  e  Lo
  Curto l'emendamento 21.1.
   L'emendamento è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  pertanto  in votazione l'articolo 21.  Chi  è  favorevole
  resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 22. Ne do lettura:

                              «Art. 22
          Interpretazione autentica degli articoli 57 e 59
             della legge regionale 6 aprile 1996, n. 16

   1.  Il  disposto di cui al comma 1 dell'articolo 57 della  legge
  regionale  6  aprile 1996, n. 16, è interpretato nel  senso  che,
  nella  fase  di prima formazione del contingente distrettuale  di
  cui  all'articolo  56,  comma 4, lettera  b),  il  contingente  è
  formato  prioritariamente dai lavoratori già  in  possesso  della
  qualifica di autobottista, conseguita con precedenti rapporti  di
  lavoro   con   l'amministrazione  forestale.  Per  i   successivi
  aggiornamenti  di  cui all'articolo 60 della predetta  legge,  il
  precedente  lavorativo nella relativa qualifica di  addetto  alla
  guida di autobotti costituisce titolo preferenziale.
   2.  Il  disposto di cui al comma 2 dell'articolo 59 della  legge
  regionale 6 aprile 1996, n. 16, è interpretato nel senso  che  il
  possesso della relativa qualifica con precedente lavorativo nella
  mansione costituisce titolo preferenziale».

   Comunico  che  è stato presentato dagli onorevoli Acierno  e  Lo
  Curto l'emendamento 22.1.
   L'emendamento è ritirato.
   Pongo  pertanto  in votazione l'articolo 22.  Chi  è  favorevole
  resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 23. Ne do lettura:

                              «Art. 23
                     Interventi per lo sviluppo

   1.  In  attuazione  dell'articolo 77  della  legge  regionale  3
  maggio  2001,  n.  6  e  successive  modifiche  ed  integrazioni,
  l'Assessore  regionale  per l'industria provvede,  previo  parere
  della competente commissione legislativa dell'Assemblea regionale
  siciliana,  a  trasferire alla Provincia regionale di  Ragusa  la
  somma  di  58.000 migliaia di euro per la realizzazione di  opere
  infrastrutturali   ed  interventi  a  sostegno   dello   sviluppo
  produttivo del territorio.
   2.  Agli  oneri  di cui al comma 1 si provvede quanto  a  41.317
  migliaia   di   euro  con  parte  delle  disponibilità   dell'UPB
  4.2.2.8.99,  capitolo 613935 e quanto a 16.683 migliaia  di  euro
  con  le  risorse  di  cui all'articolo 4, comma  3,  della  legge
  regionale 3 dicembre 2003, n. 20».

   Comunico  che  è stato presentato dagli onorevoli Acierno  e  Lo
  Curto l'emendamento 23.1.  Dispongo l'accantonamento dell'art. 23
  in quanto sta tentandosi una sua rimodulazione.
   Con  riferimento agli articoli 24 e 25, informo che  l'Assessore
  al  lavoro  ha  chiesto un po' di tempo per  potere  approfondire
  alcune   questioni,  anche  in  considerazione  della   mole   di
  emendamenti presentati.
   Si  passa  all'articolo  9  in  precedenza  accantonato.  Ne  do
  lettura:

                             «Articolo 9
                            Consorzi Fidi

   1.  All'articolo  32 della legge regionale 3 dicembre  2003,  n.
  20, sono apportate le seguenti modifiche:
   a) al comma 1, secondo periodo, dopo le parole 'per i crediti  a
  breve  termine'  sono aggiunte le parole 'e  per  il  credito  di
  esercizio';
   b) alla fine del comma 1 è aggiunto il seguente periodo:
    Per  le operazioni di credito di esercizio e per quelle a medio
  e  lungo  termine  finalizzate ad investimenti, in  favore  delle
  piccole  e medie imprese commerciali ed artigianali non  è  posto
  alcun  limite  quanto alla durata nel tempo e  alle  modalità  di
  utilizzo';
   c)  alla  lettera b) del comma 6 le parole  pari a 5.000.000  di
  euro' sono sostituite con le parole  pari a 2.600.000 euro';
   d) dopo il comma 6 sono aggiunti i seguenti commi:

   '7.  Nel  caso  in  cui i Confidi intendono  concedere  garanzie
  oltre  l'importo  massimo  assistito da  agevolazioni  regionali,
  provvedono,  per  la  parte eccedente,  mediante  separati  fondi
  rischi costituiti senza il concorso regionale.
   8.  Per  la prestazione di garanzie alle piccole e medie imprese
  associate operanti anche al di fuori del territorio regionale,  i
  Confidi  costituiscono appositi fondi rischi  senza  l'intervento
  delle agevolazioni regionali.'».

    Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   dagli   onorevoli   Acierno   e  Lo  Curto:   9.1,   soppressivo
  dell'articolo;
   dall'onorevole Mancuso: 9.2;
   dall'onorevole Oddo: 9.3; 26.22;
   dagli onorevoli Oddo e Panarello: 9.4;
   dagli onorevoli Oddo, Speziale, Zago ed altri: 31.50;
   dagli  onorevoli  Speziale,  Zago e  Panarello:  31.37,  recante
  articolo aggiuntivo.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor Presidente, prendo atto di quanto ci comunica,
  relativamente  alla circostanza  che i problemi  sull'articolo  9
  sono   superati.  Prima  di  pronunciarmi  sull'eventuale  ritiro
  dell'emendamento soppressivo, tuttavia, vorrei sentire il Governo
  affinché  illustri  all'Aula la risoluzione dei  problemi  legati
  all'art.   9:   ciò  mi  consentirebbe  di  ritirare  serenamente
  l'emendamento soppressivo a mia firma.

    PRESIDENTE   Posso  farlo io se preferisce, onorevole  Acierno,
  perché  mi  è stata annunciata la soluzione. In queste ore,  come
  tutti  i colleghi sanno, mi sono dedicato a verificare le ipotesi
  di soluzione che facilitassero i lavori dell'Aula.
   Sull'articolo  9,  sostanzialmente, ci sarebbe  l'assenso  sugli
  emendamenti  9.3  e  9.4,  di identico contenuto  all'emendamento
  26.22. I successivi emendamenti sono aggiuntivi.

    PRESIDENTE  Onorevole Acierno, ritira i suoi emendamenti?

    ACIERNO  Li ritiro.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

    CAPODICASA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   vorrei
  capire  la ratio di questa scelta, ovvero quella di spostare  gli
  emendamenti  all'esame  degli  articoli  aggiuntivi,  considerato
  infatti che vi sono emendamenti attinenti al testo.

    PRESIDENTE   Onorevole Capodicasa, sulle modifiche  alla  legge
  n.   32,   c'è  un  grosso   pacchetto   di  emendamenti,   tutti
  modificativi,  su  cui  concentreremo  complessivamente  l'intera
  manovra, compreso l'articolo 99 della legge n. 32.
   Gli  emendamenti 9.1 e 9.2 sono ritirati. L'Assemblea ne  prende
  atto.
   Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti 9.3 e 9.4,  di
  identico contenuto. Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione e relatore.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                          (Sono approvati)

   Pongo in votazione l'emendamento 26.22. Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione e relatore.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 9, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Dispongo   che   i   restanti  emendamenti,   recando   articoli
  aggiuntivi, siano esaminati successivamente.

                       Sull'ordine dei lavori

      DINA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DINA   Signor Presidente, onorevoli colleghi, la  proposta  del
  gruppo dell'UDC è di proseguire domani con l'esame degli articoli
  accantonati.

     CRACOLICI   Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     CRACOLICI    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  voglio
  essere  molto  chiaro, mi sembra che non si vogliano  rinviare  i
  lavori  per stanchezza, bensì a motivo di una serie di  nodi  che
  riguardano  le variazioni di bilancio, concernenti, altresì,  gli
  eventuali atti connessi.
   Credo,  per  utilità  di tutti, che se vogliamo  raggiungere  un
  risultato  celere  e  considerato  che  domani  è  una   giornata
  particolare  -  essendo  giovedì  e,  potenzialmente,  giorno  di
  rientro  di  buona parte dei parlamentari fuori sede - suggerirei
  all'onorevole  Dina  di  valutare la  possibilità  di  riprendere
  l'esame  del  disegno  di legge nella seduta  di  martedì,  anche
  perché,  probabilmente,   questi  giorni  potrebbero  aiutare  la
  maggioranza, ma mi auguro l'intera Aula, a dipanare gli  elementi
  di difficoltà che ostacolano il prosieguo dell'esame.
   La  mia  proposta  è pertanto di rinviare la  seduta  a  martedì
  prossimo.

    CINTOLA   assessore  per il bilancio e le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA   assessore  per  il bilancio  e  le  finanze.   Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, vorrei dire che per gli  articoli
  17   e   19  -  ancorché hanno qualche emendamento, ma  non  sono
  troppi  - essendo anche presente l'assessore per il territorio  e
  l'ambiente, potremmo benissimo esaminarli questa sera.
   A  differenza di quanto testé proposto, infatti, non  sarei  per
  un   lungo  rinvio  dei  lavori:  mi  appello  all'Aula   stessa,
  ricordando ai colleghi che abbiamo in Commissione sia l'esame del
  bilancio  che  della finanziaria; ritengo allora che  il  ritardo
  dell'approvazione  del disegno di legge,  seppur  ampia,  con  lo
  scontro,  con la normale dialettica politica, che dir si  voglia,
  comporta  una  perdita  di  tempo,  senza  poter  giungere   alla
  definizione  delle  variazioni del bilancio e della  finanziaria.
  Ulteriori rinvii non permettono di potere intervenire con  quella
  dovizia  di particolari con la quale si vuole  procedere in  Aula
  nella  stesura di una finanziaria che rappresenta una possibilità
  di sviluppo, nella sua equità e nel suo rigore.
   Propongo,   quindi,  di  non  fermarci,  signor  Presidente   ed
  onorevoli  colleghi, anche perché non vorrei che  il  rinvio  dei
  lavori fosse  contrabbandato , come qualcuno dice, per vedere una
  partita di calcio dell'Italia, anziché fare il nostro dovere  nei
  confronti della comunità siciliana.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, mi sembra che la  proposta  di
  mediazione  dell'onorevole assessore, se non sorgono  difficoltà,
  possa  essere  accolta. Ritengo infatti che dovremmo approfittare
  della  presenza  dell'assessore al territorio per affrontare  gli
  articoli  di sua competenza, ed esattamente il numero 15,   17  e
  19.

     FERRO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     FERRO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che  è
  un po' singolare che oggi ci si venga a fare fretta, tanto più in
  considerazione  del  fatto   che,  da  due  giorni,  i   deputati
  albergano in questo Palazzo, in attesa che si dirimano  dei  nodi
  che,   per   quanto  rispettabili,  francamente,  sarebbe   anche
  interessante conoscerli nel dettaglio.
   Posta  questa  premessa  e  al di là  delle  partite  di  calcio
  (l'unica   partita  che  in  questo  momento  si   sta   giocando
  all'interno  della maggioranza riguarda proprio le variazioni  di
  bilancio),  mi  pare, se intuisco bene, con  una  rapida  lettura
  dell'articolo 17, che lo stesso non è proprio un articolo che non
  comporti  problemi, perché dall'opificio ai palazzi si  può  fare
  tutto
   Pertanto se vogliamo proseguire nei lavori, eviterei di  mettere
  a  fuoco articoli che, in qualche modo, a prescindere da ciò  che
  può  riferire  l'assessore al bilancio, con  tutto  il  rispetto,
  forse comportano qualche problema.
   Credo  che proprio l'articolo 17, per salute dell'Aula, sia  uno
  di   quegli  articoli  che  forse  necessita  di  un  momento  di
  meditazione ulteriore e che quindi si possa, da questo  punto  di
  vista,  rinviare  alla  seduta successiva.  Se  c'è  poi  qualche
  articolo che possiamo fare sin d'adesso, nulla osta a esaminarlo.
   Intendo  tuttavia  precisare che, però,  è  da  due  giorni  che
  l'Assemblea  è  convocata e che nulla si è fatto, non  certo  per
  demerito della stessa Assemblea.

     PRESIDENTE   Onorevole  Assessore, mi  sembra  di  capire  che
  sull'articolo  19  non  ci  sarebbero  difficoltà,  sugli   altri
  articoli,   ribadisco che sarebbe il caso di ascoltare l'opinione
  dell'assessore al territorio.

     ACIERNO  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     ACIERNO    Signor   Presidente,  soltanto   per   riepilogare,
  desidero aver chiarito se l'articolo 17 rimane accantonato.

     PRESIDENTE   L'articolo 17 è accantonato  ed  ascolteremo,  al
  momento opportuno, l'assessore al territorio.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi pare  quanto
  meno irrituale che si affronti per stralci l'argomento all'ordine
  del  giorno, approfittando dell'occasionale presenza di un membro
  del Governo, ancorché qualificato.
   La   mia  osservazione  viene  radicalizzata  da  quanto   detto
  dall'assessore  Cintola che porta ad adiuvandum  questo  discorso
  sul  quale  certo non facciamo una bella figura, sulla partita  o
  meno, forse è meglio lasciar perdere queste cose...

    PRESIDENTE  Onorevole Ortisi, parlavamo di partita politica...

    ORTISI   Signor  Presidente, possiamo  trovare  un  accordo  ed
  utilizzare  il tempo necessario per esaminare l'articolo  19,  ma
  non   possiamo  dire  che  lo  si  esamina   perché  è   presente
  l'Assessore al ramo.
   Credo  che non facciamo una bella figura, né  il Governo  né  il
  Parlamento. Sarebbe più utile assicurare la presenza costante  di
  tutti   gli   Assessori,   anziché   costringerci   a   bivaccare
  nell'affrontare  gli argomenti che, nel merito, riguardano  tutte
  le rubriche.
   Non  possiamo  aspettare  che,  per  caso,  venga  in  Aula   un
  Assessore   che  ci degna della sua presenza e si  affronti  così
  l'argomento  che riguarda il ramo della sua Amministrazione.  Non
  credo  sia  molto  conducente. Mi permetto di  dire  ciò   perché
  questo  ci  farà  risparmiare molto  più  tempo  rispetto  ad  un
  prosieguo  che,  se impostato in tal guisa, porterebbe  l'Aula  a
  situazioni di fibrillazione che nessuno vuole. Penso che  nessuno
  abbia questo obiettivo.
   Suggerisco,  pertanto,  di passare all'esame  dell'articolo  19,
  ed  affrontare gli altri articoli quando ci comunicherete di aver
  trovato un accordo interno, pur labile. Diversamente, aspetteremo
  che un altro Assessore  si trovi per caso a passare e ci inviterà
  ad esaminare l'articolo che lo riguarda...

        Riprende la discussione del disegno di legge n. 917/A

    PRESIDENTE     Onorevoli   colleghi,   si   riprende    l'esame
  dell'articolo 19, in precedenza  accantonato.  Comunico  che sono
  stati presentati i seguenti emendamenti:

   dal Governo: 19.1;
   dagli onorevoli Giannopolo, Villari e Speziale: 19.2;

   Pongo  in  votazione l'emendamento 19.1 del Governo.  Il  parere
  della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione   e   relatore   .
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 19.3.

    GIANNOPOLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  per illustrare l'emendamento 19.2 che sostanzialmente attribuisce
  ai  Comuni il compito di istruire ed erogare l'assegno una tantum
  a  favore  degli  studenti che frequentano  le  scuole  pubbliche
  statali.
     Questo  emendamento riguarda il diritto allo studio così  come
  l'articolo  6 della legge 14 si occupa della tutela del   diritto
  allo studio.
   Allo  stato  attuale,  la  normativa sulla  scuola  dell'obbligo
  disciplina anche la materia concernente il trasporto degli alunni
  delle  scuole  medie superiori, con l'articolo 10 e l'articolo  6
  della legge n. 1 del 1979, che come è notorio, era norma generale
  di  riforma  e  di  attribuzione di competenze.  Quindi,  l'avere
  trasferito   alle  scuole  il  carico  riguardante   l'erogazione
  dell'assegno una tantum ritengo sia una cosa che si  possa  anche
  fare,  però dobbiamo essere conseguenti in tutto, e cioè dobbiamo
  dire  che  alle  autonomie scolastiche assegniamo il  compito  di
  tutelare  il  diritto  allo  studio: e  quindi  i  trasporti,  la
  refezione,  i  buoni libro e quant'altro è inerente alla  materia
  della  tutela  del diritto allo studio. Dovremmo in pratica  fare
  una  legge  di riforma che cassi la legge n. 1/79 trasferendo  il
  tutto alle scuole.
   Però  non  si sta parlando di operare in questo senso, si  parla
  di  un diritto universale - tant'è che l'assegno una tantum viene
  attribuito  a  soggetti bisognosi che non hanno un  reddito  ISEE
  superiore  a  10.000 euro - ed è quindi materia che  riguarda  il
  diritto  di  cittadinanza, cosi come è da intendersi  il  diritto
  allo studio.
   L'avere insistito su questa linea fino ad ora ha provocato  solo
  grandi  e gravi ritardi nell'erogazione dell'assegno una  tantum.
  Ma  c'è di più: l'assessore ha concluso di recente un accordo con
  le  associazioni  dei presidi e dei direttori  didattici  con  il
  quale  viene  attribuito un euro per ogni pratica. Per  garantire
  l'istruzione di queste pratiche da parte delle scuole  spenderemo
  223.000  euro,  cioè stiamo sottraendo 450 milioni delle  vecchie
  lire  dall'ammontare  complessivo delle risorse  finanziarie  che
  spettano agli studenti.
   A  me  sembra  che  questa sia un'operazione  tutta  a  perdere,
  contraddittoria. Ritengo comunque che si possa anche  fare,  però
  dobbiamo avere il coraggio di abrogare la legge 1/79 che è ancora
  la  norma  generale,  la norma-madre su cui  fino  ad  ora  si  è
  costruita  una politica di tutela del diritto allo  studio.  Ecco
  perché  io  propongo questo emendamento che serve  anche  a  fare
  chiarezza oltre che a stabilire tempi e procedure più snelle  per
  l'erogazione dell'assegno una tantum alle famiglie bisognose.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

    ORTISI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, stranamente  non
  mi  trovo  d'accordo  con  il  mio amico,  onorevole  Giannopolo,
  sull'argomento specifico. Infatti, proprio a fronte del fatto che
  le segreterie degli istituti scolastici sono state gratificate da
  questo  accordo,  credo  che nella fase  di  erogazione  relativa
  all'accordo per il lavoro per il quale già sono pagati, senza che
  quindi tale lavoro comporti costi aggiuntivi per la Regione, cioè
  l'istruzione delle pratiche, ciò potrebbe benissimo concedersi.
   Sono  d'accordo anche ad intervenire sulla legge 1/79, e più  in
  generale  ad  intervenire  sulla via  di  un  ammodernamento  del
  rapporto,  non  solo  fra la Regione e i Comuni,  ma  all'interno
  degli  enti  locali, in nome di quel principio sul quale  abbiamo
  tante volte discusso e rispetto al quale però abbiamo ritrosia di
  applicazione, che è il principio della sussidiarietà orizzontale.
  Per  cui  ci  ritroviamo  a  praticare sempre  una  richiesta  di
  sussidiarietà  verticale,  perché  rivendicazionista,   chiediamo
  sempre di avere, e quando si tratta di cedere- in questo caso  da
  parte  delle Amministrazioni nei confronti di altri  enti,  o  di
  altre associazioni, o di altre agenzie educative - siamo restii e
  tentiamo di accentrare o tendiamo ad accentrare.
   E'   un   errore,  perché  questo  è  proprio  un   esempio   di
  sussidiarietà  orizzontale applicabile  nel  momento  in  cui  le
  scuole,  alle  quali  peraltro la  Regione  darà  dei  soldi  per
  istruire  le  pratiche. Queste, a loro volta,  essendo  ulteriore
  spreco  di  energie in quanto si utilizzano le stesse figure  che
  nelle  scuole  istruiscono le pratiche e non uffici  del  Comune,
  possono  benissimo  agire alla seconda fase di questa  dimensione
  del  rapporto  fra  Regione e cittadini senza per  questo  volere
  scomodare la titolarità della socialità dell'intervento. Infatti,
  non è detto che la titolarità della socialità dell'intervento  la
  deve  avere per forza l'ente Comune, questo è un pregiudizio  che
  ci  siamo  formati fino agli anni '65 -'70. Ma  da  allora  -  da
  quando  si è aperto il dibattito sul concetto di sussidiarietà  -
  devo  dire che è andato diminuendo nella percezione della  gente.
  Per   cui   gratificare  anche  in  questo  senso  le   strutture
  scolastiche  nell'istruire  e  nel  portare  fino  a  termine  il
  rapporto  con  i  fruitori, mi sembrerebbe un fatto  estremamente
  positivo.

    CRACOLICI . Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi  dispiace
  parlare  su  un  emendamento  firmato  da  colleghi  del   gruppo
  parlamentare  cui appartengo, ma lo considero errato in linea  di
  principio, e dico questo partendo da un dato.
   Abbiamo  fatto  una  polemica con il  Governo  regionale  quando
  avevamo  proposto  di  trasferire la  competenza  della  gestione
  amministrativa  delle  pratiche  sull'una  tantum,  relativamente
  all'anno  2002,  proprio  alle istituzioni  scolastiche.  Ma,  su
  proposta  del Governo, fu bocciato un emendamento che  andava  in
  questa direzione.
   Il  risultato  è  stato  che  abbiamo avuto  circa  duecentomila
  domande  in  Sicilia per l'erogazione dell'una  tantum  nell'anno
  2002-2003 e, ad oggi, non è stato pagato alcun contributo;  credo
  che  in  questi giorni si stiano definendo le prime  graduatorie.
  Allora   c'è   un  problema  di  principio  e  un   problema   di
  decentramento: le istituzioni scolastiche, l'autonomia scolastica
  è  un  valore  organizzato - come diceva il collega Ortisi  -  di
  questo modello di sussidiarietà orizzontale.
   Il  principio  secondo il quale ciò che non  fa  la  Regione  lo
  decentriamo  solo  ai  Comuni, è un  principio  superato  da  una
  concezione di tipo gerarchico ed esclusivo soltanto con un  ente;
  inoltre - voglio dirlo con la massima franchezza - è evidente che
  l'erogazione di questo buono una tantum è fondata sostanzialmente
  sul  reddito ISEE e sull'autocertificazione. Però non c'è  dubbio
  che,  nell'ambito  delle  istituzioni scolastiche,  i  meccanismi
  reali  di  povertà  e  di finta povertà forse  sono  maggiormente
  comprensibili a chi conosce i soggetti sul campo piuttosto che  a
  un'istituzione che si limita a fare la graduatoria.
   Prendo  atto  che, dopo un anno, il Governo - che  ha  sbagliato
  clamorosamente  -  adesso intende avviare il  decentramento  alle
  autonomie  scolastiche  per la gestione delle  pratiche  dell'una
  tantum - meglio tardi che mai - ma ritengo un errore levarlo alle
  autonomie  scolastiche e riportarlo ai Comuni.  Oltretutto  -  lo
  voglio  dire  al  collega Giannopolo -, capisco che  nei  piccoli
  Comuni questo può essere anche celermente e facilmente gestibile,
  ma  vorrei ricordare che il meccanismo per il quale si è intasata
  la  Regione  sarebbe assai simile se lasciassimo, ad esempio,  al
  comune  di Palermo o a quello di Catania, o al comune di  Messina
  la  gestione di decine e decine di migliaia di domande. Forse  il
  decentrare  il  più possibile alle istituzioni scolastiche  rende
  più  efficace  l'azione  istruttoria amministrativa  e  anche  la
  celerità con la quale poi si eroga l'una tantum.
   Per    tali    motivi   dichiaro   di   non   essere   d'accordo
  sull'emendamento.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole  Tumino.  Ne  ha
  facoltà.

    TUMINO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, quando  abbiamo
  discusso  ed approvato la legge sul buono scuola, l'esigenza  che
  era  stata  avanzata di trasferire alle scuole la competenza  per
  gestire  le pratiche non è stata accolta dal Governo; la legge  è
  stata   approvata  così  com'era  e  ne  abbiamo  verificato   il
  fallimento nel momento in cui bisognava pagare le persone che  ne
  avevano diritto.
   Io,  fin  dall'anno scorso, ho proposto non solo che fossero  le
  scuole  a  sbrigare le pratiche, ma che si creasse  un  fondo  di
  incentivazione  per gli operatori scolastici che  lavorano  nelle
  segreterie  affinchè fossero incentivati ad istruire le  pratiche
  che ora sono sempre più numerose. Questo perché, mentre prima  le
  scuole avevano a che fare sostanzialmente con il Ministero  della
  pubblica istruzione - parlo delle scuole medie superiori - adesso
  le  stesse  hanno  un rapporto con la Regione  che  va  divenendo
  sempre più forte, sempre più intenso, perché tutti i progetti  di
  Agenda  2000  arrivano alle scuole non tramite il  Ministero,  ma
  direttamente tramite la Regione Sicilia. Sono tutti  POR.  Quindi
  la  Regione  siciliana ha un rapporto diretto ed intenso  con  le
  scuole medie superiori presenti nel suo territorio.
   Bene,  oggi  più che mai è necessario ragionare  in  termini  di
  attribuzione  alla  scuola di tutto ciò che può  essere  da  essa
  espletato  e nei tempi opportuni, e sono tempi infinitamente  più
  brevi  di  quelli che possono essere i tempi dei comuni  e  della
  Regione  in  modo  particolare. Quindi io  approvo  e  plaudo  al
  trasferimento  di  tutto  ciò  che riguarda  le  graduatorie  per
  l'attribuzione dell'una tantum alle stesse scuole.
   Ritengo  anche  che il costo dell'euro per pratica  è  un  costo
  assolutamente  irrisorio rispetto al complessivo monte  economico
  che  verrà  utilizzato,  perché  siamo  nell'ordine  dei  70,  80
  miliardi,  forse  100 miliardi. Che si spendano 450  milioni  per
  potere  distribuire in tempi rapidi 100 miliardi mi pare che  sia
  un  costo  del  tutto sostenibile ed anzi assolutamente  piccolo.
  Insisto  nel  dire  che questo può essere un  primo  momento  per
  passare  al  successivo che è quello del fondo di  incentivazione
  che permetterà di operare direttamente tramite le scuole in tutti
  i settori nei quali c'è un rapporto di collaborazione tra Regione
  e scuole superiori.

    PRESIDENTE   Pongo in votazione l'emendamento 19.2.  Il  parere
  della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 19.3.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO    Signor   Presidente,   vorrei   chiedere   solo   un
  chiarimento. L'emendamento del Governo sostituisce le  parole   è
  autorizzato  ad erogare  con la parola  concede .  Vorrei  capire
  perché  si chiede tale modifica; sembrerebbe infatti che, volendo
  utilizzare   il  verbo   concedere ,  non  ci  sia  più   bisogno
  dell'autorizzazione ad erogare. E, pertanto,  forse  il  comma  1
  perde di significato in quanto avrebbe avuto senso se fosse stata
  necessaria  una  norma di autorizzazione  ad  erogare,  ma  se  è
  l'Assessorato che concede vuol dire che già è autorizzato. Allora
  vorrei capire il senso del comma 1.

    PRESIDENTE   Onorevole Acierno, in realtà è  autorizzato  dalla
  legge  precedente.  In  buona sostanza si  sposta  la  titolarità
  dell'amministrazione  delle  somme  dalla  Direzione   dei   Beni
  culturali a quella della Pubblica istruzione.

    FERRO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà

    FERRO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, non mi riferisco
  tanto  all'osservazione dell'onorevole  Acierno,  ma  più  ad  un
  problema di natura - direbbe in questo caso il professore  Ortisi
  - filologica. Poichè l'articolo recita  Interventi per il diritto
  allo  studio , ritengo che un diritto non si concede,  semmai  si
  riconosce.
   Allora,  se  proprio  dovessimo  fare  una  modifica  letterale,
  suggerirei  al  Governo di correggere la frase  è autorizzato  ad
  erogare  con la frase  si riconoscono i contributi previsti dagli
  articoli . Mi pare una soluzione più logica, è più un problema di
  natura filologica che non un problema di natura sostanziale.
   Sicuramente  quello  che  non  può  andar  bene  è  il   termine
   concessione di contributo  che ci porta lontano nel tempo.

    PRESIDENTE    Ha  ragione,  onorevole  Ferro.   E'   un   fatto
  filologico  ma anche di sostanza. Perché una cosa è la  materiale
  erogazione con la quale il Governo diventa ragionerie,  cassiere,
  contabile  e  nient'alto e un'altra cosa è l'atto di concessione,
  che   quindi   prevede   un   esame   della   questione   e   poi
  un'autorizzazione  ad erogare oppure no, quindi  una  valutazione
  anche di merito rispetto alle singole questioni.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI  Signor Presidente, non voglio polemizzare, ma al di  là
  dell'emendamento  ci sono due concezioni di  fondo  che  a  volte
  vengono  fuori  quasi  senza che noi ce ne  accorgiamo.  Sono  il
  portato  di  tutto quello che abbiamo accumulato nel  tempo  come
  abitudini e comportamenti.
    Concede   è  termine paternalista, presuppone un'autorità.  Non
  solo.  Ma   è  autorizzato ad erogare  recupera una funzione  del
  Parlamento.
   E  allora, per evitare scontri, non possiamo semplicemente  dire
  - è una proposta -  eroga  evitando sia l'espressione  concedere
  che l'altra  è autorizzato ad erogare ?

    PRESIDENTE   Comunico  che è stato presentato  dal  Governo  un
  subemendamento  all'emendamento 19.3  che  accoglie  la  proposta
  dell'onorevole  Ortisi.  Anziché  concedere   dobbiamo  intendere
   eroga . Lo pongo in votazione.
   Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 19.3, così come modificato.  Il
  parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'articolo 19.

    GIANNOPOLO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO   Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  sento  il
  bisogno  di  dichiarare  il mio voto contrario  all'articolo  19,
  perché  non  mi hanno convinto nè le argomentazioni del  Governo,
  che  peraltro non ci sono state, nè quelle dei colleghi deputati,
  seppur di parti politiche molto vicine.
   Vorrei  dire, insisto, che già con l'articolo 6 della  legge  n.
  14, quel comma era un articolo, una norma che andava in contrasto
  con  l'ordinamento degli enti locali e con tutte le  disposizioni
  riformatorie e riformatrici in materia di competenza,  perché  la
  competenza  del diritto allo studio è una competenza dalle  leggi
  assegnata esplicitamente agli enti locali.
   Attribuire  e  riconoscere  questa  competenza  alle  scuole   è
  assolutamente improprio.
   Vorrei qui dire che ci si dovrebbe spiegare chi dovrebbe fare  i
  controlli,  attraverso quali strumenti, poiché la  legge  obbliga
  gli  enti  che  ricevono  dichiarazioni  sostitutive  a  fare  un
  controllo  almeno del dieci per cento delle richieste  attraverso
  strumenti  ispettivi. Vorrei capire con quali strumenti ispettivi
  le  scuole  possono  disporre il controllo a campione  di  queste
  domande.
   Non  ho  nulla  in  contrario  ad  attribuire  questa  ed  altre
  competenze  alle  scuole, ma dobbiamo  rivedere  la  legge  n.  6
  sull'autonomia   scolastica,  perché  fino  ad  ora   l'autonomia
  scolastica  non era in funzione del riconoscimento  della  tutela
  del  diritto  allo studio, ma semmai della tutela  della  qualità
  dello studio e dell'offerta formativa, che è altra cosa, che  non
  ha  nulla  a  che  vedere  con l'articolo  6,  con  la  questione
  dell'assegno  una  tantum,  tant'è  che  questo  viene  dato   ad
  integrazione  di altre precedenti attribuzioni e  di  fattispecie
  che ineriscono alla tutela del diritto allo studio, e viene detto
  nella  legge:  i  buoni  libro,  i  trasporti,  la  refezione,  e
  quant'altro.
   Non  ho  nulla in contrario che questo sia statuito,  ma  lo  si
  faccia   organicamente   con   una   modifica   della   legge   6
  sull'autonomia scolastica, con una modifica delle competenze,  in
  quanto,  allo stato attuale, le competenze in materia di  diritto
  allo  studio delle scuole dell'obbligo sono in capo ai  comuni  e
  non ad altri soggetti.
   Sono  contro questo modo di procedere, che stravolge  competenze
  e  principi dell'ordinamento sui quali dobbiamo costruire poi  il
  processo legislativo, il processo normativo.
   Per  queste  ragioni dichiaro il mio voto contrario all'articolo
  19  e  dichiaro anche il voto contrario all'emendamento;  non  ci
  trovo  nulla  di  male ad incentivare gli applicati  tecnici,  ma
  allora  il  Governo preveda un capitolo di bilancio  proprio  per
  riconoscere   al   personale,  agli  applicati   tecnici   questa
  incentivazione, senza sottrarre somme dall'assegno una tantum per
  gli  studenti,  come ci sta proponendo: spostare  mezzo  miliardo
  dagli studenti agli applicati tecnici. Si stabilisca una cifra  a
  parte per gli applicati tecnici.
   Anche  per  questo motivo di ingiustizia sono contro  l'articolo
  19.

    LO CURTO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LO  CURTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, dichiaro  la
  mia   posizione   favorevole  a  questo   articolo,   così   come
  all'emendamento successivo presentato dal Governo,  perchè  se  è
  vero  che  in linea di massima ha ragione l'onorevole  Giannopolo
  nel  dire che bisogna intervenire con una legge di sistema e  con
  norme  che  vanno a modificare le attuali norme sul diritto  allo
  studio,  è vero anche che non è possibile oggi non prendere  atto
  che   l'autonomia  delle  istituzioni  scolastiche  rende  queste
  autorevoli a sufficienza ed in grado di poter ragionare  e  poter
  sviluppare quanto l'articolo 19 prevede.
   Sarebbe  riduttivo  non  considerare che  proprio  queste  norme
  sull'autonomia  scolastica  sono  intervenute  dopo  quelle   che
  assegnavano  agli enti locali i servizi correlati  all'attuazione
  del  diritto allo studio. Ritengo necessario, invece,  potenziare
  le  scuole  nel loro percorso, nel loro processo di  acquisizione
  piena di competenza e di responsabilità, di carichi di lavoro che
  già esse hanno, ma anche di quel necessario supporto dal punto di
  vista  economico che le rende libere proprio nell'attuazione  del
  diritto allo studio.
   Sono  anche favorevole all'emendamento modificativo del Governo,
  che  seppure  non risolve il problema, finalmente  pone  in  modo
  chiaro la questione di un compenso che deve essere attribuito  al
  personale  di  segreteria, al personale amministrativo  il  quale
  viene  caricato  di  un  lavoro oneroso  che  va  necessariamente
  retribuito.
   Sono  d'accordo  -  ripeto - sulla necessità di  intervenire  in
  maniera  più  completa  ed articolata, ma  oggi  sarebbe  davvero
  iniquo  non  prevedere  un compenso anche  per  il  personale  di
  segreteria.

    PRESIDENTE   Pongo in votazione l'articolo 19. Il parere  della
  Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole:

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  avviso  l'Aula   che   dopo
  l'intervento  dell'Assessore  per  il  territorio  e   l'ambiente
  sull'articolo 17, onorevole Cascio, è intenzione della Presidenza
  rinviare i lavori alla settimana prossima.

    ORTISI  Ma l'accordo non era questo, signor Presidente

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, noi dobbiamo essere logici  nel
  prendere  le decisioni. Noi abbiamo detto che abbiamo bisogno  di
  approfondire  delle  questioni, di trovare  soluzioni  che  siano
  idonee a quelli che sono i diversi vincoli normativi a cui  siamo
  sottoposti.  Credo  che, per partire col piede  giusto,  dobbiamo
  conoscere la posizione del Governo.

    CASCIO   assessore  per il territorio e l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CASCIO   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, ci sono un paio di articoli  nel
  testo  originario,  precisamente  gli  articoli  15  e  17,   che
  riguardano  norme in materia urbanistica. Inoltre, con l'articolo
  26 si recepisce la norma sul condono edilizio.
   Vista  la complessità della materia, vista l'articolazione delle
  posizioni  politiche  in campo, penso che sarebbe  più  opportuno
  rinviare la discussione sull'urbanistica a martedì della prossima
  settimana,  con inizio anche in mattinata in modo tale  da  poter
  chiudere entro la notte di martedì.

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, l'assessore per primo  accoglie
  la proposta dell'onorevole Ortisi di rinviare a martedì prossimo.

     Sulla scomparsa della piccola Denise Pipitone di Mazara del
                                Vallo

    LO  CURTO . Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo  83  comma
  2del Regolamento interno.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LO  CURTO . Signor Presidente, onorevoli colleghi,  scusate  se
  vi  intrattengo  qualche  minuto. Desidero  rivolgere  a  voi  un
  appello  che riguarda la piccola Denise Pipitone che è  scomparsa
  dalla  sua  abitazione ed è stata sottratta alla sua famiglia  da
  più  di  un  mese e mezzo. La famiglia è una famiglia  povera  di
  Mazara del Vallo, economicamente in condizioni di grande disagio.
  Ebbene,  la  speranza della famiglia di continuare le ricerche  è
  anche affidata alla solidarietà di quanti vorranno contribuire  a
  sostenere  le  iniziative che la famiglia conduce e porta  avanti
  per ritrovare questa bambina.
   Come  voi  sapete stanno affiggendo dei volantini che  riportano
  la foto del viso della bambina e un appello:  Ritroviamo Denise .
   Rivolgo  a  tutti  voi e a tutti gli assessori,  a  cui  non  ho
  inviato   la   lettera  contenente  tale  appello,   l'invito   a
  contribuire   come  Parlamento  siciliano  alle  ricerche   della
  bambina. Sono invitati a partecipare anche coloro che lavorano in
  questo Palazzo.
   L'onorevole    De    Benedictis,    che    voglio    ringraziare
  pubblicamente,  è  stato  il  primo  ad  avere  sostenuto  questa
  iniziativa con un proprio contributo.
   Sono  convinta che tutti noi siamo parimenti sensibili a  questo
  problema  e  non  voglio nemmeno immaginare  che  cosa  provi  la
  famiglia.
   Per  questo,  signor Presidente, potremmo dare a lei  il  nostro
  contributo,  a  meno che il Presidente non voglia incaricare  me.
  Per versare la quota esiste anche un numero di conto corrente, ma
  io  pensavo  anche  ad una delegazione, come propone  l'onorevole
  Maria   Grazia   Brandara,  che  si  rechi   dalla   famiglia   a
  testimonianza   di  un  gesto  non  solo  simbolico,   ma   anche
  fisicamente  visibile di solidarietà alla famiglia, da  parte  di
  uomini e donne che possono capire.

    PRESIDENTE   Grazie onorevole Lo Curto. Mi auguro  che  la  sua
  iniziativa,   che   è  sicuramente  lodevole,  encomiabile,   sia
  sostenuta  al  massimo  da tutti i colleghi  e  da  quanti  altri
  vorranno  contribuire. Credo sia più opportuno che lei  stessa  o
  comunque una delegazione di colleghi, si preoccupi di attuare  la
  proposta stessa, di raccogliere le offerte che verranno elargite.
  Per quanto riguarda la Presidenza mi farò carico di sottoporre al
  Consiglio   di  Presidenza  una  proposta  affinchè   l'Assemblea
  formalmente  sia  presente  in questa iniziativa  di  solidarietà
  nella speranza che abbia il risultato che tutti noi auspichiamo.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a martedì 19  ottobre,
  alle ore 17.30 con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto


       I   - Comunicazioni.

       II   - Discussione dei disegni di legge:

         1) "Misure finanziarie urgenti. Assestamento del bilancio della
             Regione e del bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali
             della Regione siciliana per l'anno finanziario 2004."(917/A)
             (Seguito);
            2) "Schema di progetto di legge costituzionale da proporre, ai
            sensi dell'articolo 18 dello Statuto, al Parlamento nazionale,
            recante  Modifiche allo Statuto della Regione'." (580-472-578-
            602-652/A) (Seguito).

       III   -  Discussione unificata delle mozioni:
         N. 305 "Definizione di una linea comune per proporre  al
                 Consiglio  dei  Ministri necessarie  ed  urgenti
                 modifiche  della  manovra finanziaria  a  tutela
                 dell'economia   siciliana",   degli    onorevoli
                 Speziale, Cracolici, Capodicasa, Crisafulli,  De
                 Benedictis,   Giannopolo,   Oddo,     Panarello,
                 Villari, Zago;

         N. 309 "Interventi  in  favore del sistema  economico  e
                 imprenditoriale della Sicilia", degli  onorevoli
                 Misuraca,   Confalone,   Mercadante,    Baldari,
                 Fleres;

         N. 310 "Misure  da proporre al Consiglio dei Ministri  a
                 salvaguardia  dell'economia  siciliana",   degli
                 onorevoli  Formica,  Mercadante,  Dina,  Basile,
                 Infurna, Sbona.

       IV   - Elezione delle Commissioni legislative permanenti e della
         Commissione per l'esame delle questioni concernenti l'attività
         dell'Unione Europea.

                  La seduta è tolta alle ore 20.00

        Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 22.00

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                      Dott. Giovanni Tomasello
                    ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
                          XIII LEGISLATURA

                  SEDUTA N. 243 DEL 13 OTTOBRE 2004

                              ALLEGATO:

            EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA

  DISEGNO   DI   LEGGE   N.  917/A   MISURE  FINANZIARIE   URGENTI.
  ASSESTAMENTO   DEL  BILANCIO  DELLA  REGIONE   E   DEL   BILANCIO
  DELL'AZIENDA DELLE FORESTE DEMANIALI DELLA REGIONE SICILIANA  PER
  L'ANNO FINANZIARIO 2004.''

    -All'articolo 9:

   Emendamenti 9.3 e 9.4:

  Al comma 1 sostituire la lettera c) con la seguente:

   c) Il comma 6 è così sostituito:

      6.  I consorzi fidi, costituiti sia sotto forma di consorzi
  che di cooperative, anche se non aderenti a consorzi di secondo
  grado,  sono  autorizzati a concedere garanzie su finanziamenti
  il cui importo unitario non superi euro 1.549.370, purché siano
  in   possesso  del  seguente  requisito:  volume  di   attività
  finanziaria  pari  o superiore a 51 milioni  di  euro  o  mezzi
  patrimoniali pari o superiori a 2.600.000 euro.

   Emendamento 26.22:

  All'articolo 9 aggiungere il seguente comma:

   2.  All'articolo 93, comma 1, della legge regionale n. 32  del
  2000 sostituire le parole  ai consorzi fidi aderenti a consorzi
  di  secondo  grado' con le altre  ai consorzi fidi,  costituiti
  sia  sotto forma di consorzi che di cooperative, anche  se  non
  aderenti  a  consorzi di secondo grado, che abbiano  volume  di
  attività  finanziaria pari o superiore a 51 milioni di  euro  o
  mezzi patrimoniali pari o superiori a 2.600.000 euro'.

    -All'articolo 19:

   Emendamento 19.1

  Sostituire il comma 2 con il seguente:
   2.  I  residui  realizzati negli esercizi  finanziari  2002-2003
  sulle  somme relative alle finalità di cui agli articoli  3  e  6
  della  legge  regionale  3  ottobre  2002,  n.  14  e  successive
  modifiche ed integrazioni possono essere utilizzati, altresì, per
  far  fronte alla concessione dei contributi dovuti anche per  gli
  anni successivi al 2003.'.

   Emendamento 19.3:

  Al comma 1:

  -  sostituire  le  parole   è autorizzato ad  erogare   con  la
  parola   eroga ;

  -  dopo le parole   modifiche ed integrazioni  sono aggiunte le
   parole    ivi  compresi i compensi spettanti alle  istituzioni
   scolastiche  per  la  collaborazione prevista  dal  menzionato
   articolo 6 .

  Al   comma   2   aggiungere  dopo  le  parole    modifiche   ed
  integrazioni    le   seguenti  parole:    da   intendersi   già
  comprensive dei compensi di cui al comma precedente .