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Resoconto d'Aula della Seduta n. 245 di giovedì 21 ottobre 2004
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   Presidenza del presidente Lo Porto


   BURGARETTA  APARO, segretario, dà lettura del  processo  verbale
  della  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si
  intende approvato.

                              Missione

    PRESIDENTE    Comunico  che  per  ragioni   del   suo   ufficio
  l'onorevole Zangara è in missione i giorni 20 e 21 ottobre 2004.
   L'Assemblea ne prende atto.

                     Annunzio di interrogazioni

    PRESIDENTE   Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

      -n. 1885 - Notizie a proposito della gestione dell'Ente autonomo
        orchestra sinfonica siciliana.
  -     Presidente Regione
  -     Assessore Turismo
        Firmatario: Ferro Giovanni;

  -    n. 1888 - Notizie in ordine alla gestione dei servizi sanitari
       da  parte del neomanager dell'Azienda sanitaria locale di
       Siracusa.
  -    Assessore Sanità
  -    Firmatario: Neri Sebastiano;

      -n. 1889 - Sostituzione dei manager della sanità che non abbiano
        garantito  il miglioramento degli standard qualitativi  e
        quantitativi delle aziende sanitarie loro affidate e l'oculata
        gestione finanziaria delle stesse.
       -Presidente Regione
       -Assessore Sanità
       -Firmatario: Neri Sebastiano;

      -n. 1894 - Revisone del progetto di   Recupero  e valorizzazione
       del  verde storico  Giardino Bellini' di Catania e  della
      graduatoria relativa al POR Sicilia 200-2006.
    - Presidente Regione
    -Assessore Beni Cultruali
    -Firmatari: Villari Giovanni; Speziale Calogero; Zago Salvatore;
     De Benedictis Roberto;

      -n. 1895 - Interventi presso il Ministero delle Infrastrutture e
       dei Trasporti perché sia garantita l'attuale attività delle
       Ferrovie dello Stato nello Stretto di Messina e per promuovere
       una razionale utilizzazione degli approdi di Tremestieri.
      -Presidente Regione
      -Assessore Turismo
      -Firmatario: Panarello Filippo;

      -n.  1896  -  Notizie riguardo alle previsioni relative  al
       fabbisogno  energetico delle province  siciliane,  ed  in
       particolare, di quelle di Ragusa ed alle eventuali scelte da
       effettuare in rapporto ai progetti nazionali.
  -    Presidente Regione
  -    Assessore Territorio
  -    Firmatario: Zago Salvatore.

   Le  interrogazioni testè annunziate sono state  già  inviate  al
  Governo  e  saranno  iscritte all'ordine del  giorno  per  essere
  svolte  al  loro  turno. Comunico che sono  state  presentate  le
  seguenti interrogazioni con richiesta di risposta scritta:

    -n.  1886 - Notizie in merito alla vendita del 51% di quote
     italkali di proprietà della Regione siciliana.
  -  Presidente Regione
  -  Assessore Industria
  -  Firmatario: Miccichè  Calogero;

      -n. 1887 -  Notizie in merito alla presenza di amianto nella
       città di Ribera (AG).
  -    Assessore Territorio
  -    Assessore Sanità
  -    Firmatario:  Miccichè Calogero;

      -n. 1890 - Opportunità delle recenti nomine presso il Nucleo di
       valutazione dell'ASL 3 di Catania.
  -    Presidente Regione
  -    Assessore Sanità
  -    Firmatario: Barbagallo Giovanni;

   -   n.  1891  - Provvedimenti urgenti per il ripristino  della
       legalità e della trasparenza amministrativa nel Comune di San
       Fratello (ME).
  -    Presidente Regione
  -    Assessore Famiglia
  -    Firmatario: Genovese Francantonio;

  -    n. 1892 - Notizie sulla gestione dell'ASL 3 di Catania.
  -    Presidente Regione
  -    Assessore Sanità
  -    Firmatario: Barbagallo Giovanni;

    -  n. 1893 - Provvedimenti per porre fine all'eccessivo ricorso a
       consulenze esterne da parte dell'ASL 3 di Catania.
  -    Assessore Sanità
  -    Firmatario: Barbagallo Giovanni;

      -n. 1897 - Interventi per garantire le condizioni necessarie
       allo svolgimento delle attività didattiche presso il Liceo M.
       Cutelli di Catania.
  -    Presidente Regione
  -    Assessore Beni Culturali
  -    Firmatari: Liotta Santo; Forgione Francesco;

  -    n. 1898 - Notizie circa la manutenzione degli alloggi popolari
       del Comune di Caltagirone.
  -    Assessore Famiglia
  -    Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
       Giuseppe;

  -    n. 1899 - Notizie circa l'aumento degli incidenti sul lavoro in
       Sicilia.
  -    Presidente Regione
  -    Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
       Giuseppe;

 -     n. 1900 - Notizie in merito alla situazione dei produttori
       d'uva del Comune di Lazzarone (CT).
  -    Assessore Agricoltura
  -    Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
       Giuseppe.

   Le  interrogazioni testè annunziate sono state  già  inviate  al
  Governo.

                      Annunzio di interpellanza

    PRESIDENTE   Comunico  che  è  stata  presentata  la   seguente
  interpellanza:

  -   n. 199 - Iniziative per assicurare garanzie occupazionali nei
      confronti dei lavoratori provenienti dalle aziende Fenicia,
      Gafer, e Keller.
  -   Presidente Regione
  -   Firmatario: Orlando Leoluca.

   Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il  Governo
  abbia  dichiarato  di respingere l'interpellanza  o  abbia  fatto
  conoscere  il  giorno  in cui intende trattarla,  l'interpellanza
  stessa  sarà iscritta all'ordine del giorno per essere svolte  al
  suo turno.

                         Annunzio di mozione

    PRESIDENTE  Comunico che è stata presentata in data 20  ottobre
  2004 la mozione n. 312 «Interventi in favore dei produttori d'uva
  del  Comune  di Lazzarone (CT)», degli onorevoli Fleres,  Catania
  Giuseppe, Maurici e Baldari.
   Ne do lettura:
                  «L'Assemblea regionale siciliana

   PREMESSO che:

   il  comune  di  Mazzarrone è conosciuto per  la  sua  produzione
  d'uva, che rappresenta l'attività prevalente del comune stesso;

   ormai   da  tempo  però,  l'intero  indotto  subisce   il   peso
  dell'aumento  dei prezzi di vendita cui, tuttavia, non  segue  un
  aumento di reddito per i produttori;

   ciò  comporta  continui disagi per l'economia  locale  e  per  i
  produttori stessi che non investono più a danno anche di tutte le
  famiglie che, proprio dalla produzione dell'uva, traggono il loro
  sostentamento;

   a  peggiorare ulteriormente la situazione si aggiunge  anche  il
  problema  legato ai trasporti; infatti, per raggiungere l'imbarco
  dei  traghetti,  benché si tratti di pochi chilometri,  occorrono
  almeno  cinque ore, dato quest'ultimo che, di fatto, contribuisce
  a far calare le vendite a favore di altri Paesi produttori meglio
  organizzati nelle infrastrutture e dunque nei trasporti,

   impegna  il  Governo  della Regione e per esso  l'Assessore  per
  l'agricoltura e le foreste

   a  porre  in essere ogni utile iniziativa al fine di intervenire
  in  favore  dei  produttori d'uva del comune di Mazzarrone  ed  a
  provvedere  alla verifica delle strade di accesso che dall'intera
  zona del calatino portano all'ingresso in autostrada, al fine  di
  agevolare  il trasporto delle merci ma, anche, di incentivare  il
  turismo.» (132)

                               FLERES-CATANIA G.-MAURICI-BALDARI

   Avverto che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno  della
  seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.

  Comunicazione di richieste di costituzione di gruppi parlamentari

    PRESIDENTE   Comunico  che  gli  onorevoli  Ardizzone,   Costa,
  Mancuso  e Turano, con nota datata 21 ottobre 2004, hanno chiesto
  di   costituire   il   Gruppo  parlamentare  denominato    Unione
  democratica di centro - Democratici per la libertà ai sensi della
  disposizione dell'articolo 23, comma 3, del Regolamento interno.

   Comunico  altresì, che, con nota del   gli onorevoli  Lo  Curto,
  Acierno,  e  Cristaudo  hanno chiesto  di  costituire  il  Gruppo
  parlamentare  denominato    Siciliani  Uniti ,  ai  sensi   della
  disposizione dell'articolo 23, comma 3, del Regolamento interno.

   Avverto che le due richieste saranno sottoposte al Consiglio  di
  Presidenza, per le sue determinazioni.

            Comunicazione di nota dell'onorevole Piccione

    PRESIDENTE   Comunico,  ai  sensi dell'articolo  83,  comma  1,
  lettera  a),  del  Regolamento interno,  che   l'onorevole  Paolo
  Piccione,  che  ricoprì  la  carica di Presidente  dell'Assemblea
  regionale  dal 17 luglio 1991 al 9 novembre 1993, ha  inviato  la
  seguente lettera:

    Onorevole Presidente,
   nella  qualità  di ex Presidente dell'Assemblea,  Le  chiedo  di
  comunicare all'Assemblea, ai sensi dell'articolo 83, primo comma,
  lett.  a),  del  Regolamento interno, la  seguente  lettera.  Nel
  ringraziarla per la Sua sensibilità, la saluto cordialmente
   Paolo Piccione»

  Onorevole Presidente, Onorevoli Deputati.
  dal  17  luglio  1991  al 9 novembre 1993  ho  avuto  l'onore  di
  ricoprire   la  carica  di  Presidente  dell'Assemblea  Regionale
  Siciliana.
  Si   era   nella  fase  iniziale  della  undicesima   Legislatura
  dell'Assemblea. Le elezioni regionali del 16 giugno 1991  avevano
  registrato  il significativo successo dell'alleanza politica  che
  fino  ad  allora  aveva  governato la Regione.  Per  citare  solo
  qualche  dato, il Gruppo parlamentare della Democrazia Cristiana,
  all'inizio di quella undicesima Legislatura, contava 39 deputati,
  il  Gruppo parlamentare del Partito socialista, del quale  facevo
  parte, ne contava 15. Altri 11 deputati erano stati eletti  nelle
  liste dei partiti socialdemocratico, repubblicano e liberale.
  Come  è noto, quella alleanza politica, numericamente così forte,
  fu  letteralmente  travolta nell'arco temporale della  undicesima
  Legislatura.  Già  nelle  successive elezioni  regionali  del  16
  giugno   1996,  gli  elettori  non  trovarono  più  nella  scheda
  elettorale il simbolo del partito della Democrazia Cristiana.  Si
  affermarono  nuovi  soggetti  politici:  Forza  Italia,  Alleanza
  Nazionale.
  Da  che  cosa  fu travolta quella alleanza politica? Tutti  hanno
  pronta  la risposta: dalla questione morale. Forse, però,  se  si
  riflette, la risposta, apparentemente scontata, si rivela  troppo
  semplicistica.
  Questa  comunicazione  serve a rendere  testimonianza  della  mia
  vicenda personale, che in sé è modestissima cosa, ma è pur sempre
  un  piccolo  tassello che va sistemato al posto  giusto  per  chi
  abbia  voglia  di  ricostruire, in spirito  di  verità,  l'intero
  mosaico.  Agli  atti dell'Assemblea Regionale  Siciliana  risulta
  che:
  a)  nel  mese di maggio del 1993 resi una comunicazione  in  Aula
  per  rendere  di pubblico dominio che ero stato raggiunto  da  un
  avviso  di  garanzia inviatomi dalla Procura di Reggio  Calabria,
  nel  quale  era ipotizzato il reato di voto di scambio.  In  tale
  comunicazione  dichiaravo  che   chi  è  investito  di  pubbliche
  funzioni, ha il dovere di contribuire ad eliminare ogni ombra  di
  dubbio  sul  suo operato  e pertanto ero a completa  disposizione
  della  Magistratura per chiarire la mia posizione (seduta n.  134
  del 13/05/1993);
  b)  il  29  luglio 1993 l'Assemblea approvò l'ordine  del  giorno
  149,  che  dettava   Regole di comportamento per  i  titolari  di
  cariche  pubbliche , prevedendo l'obbligo della auto-sospensione,
  per   tutti   coloro  che  risultassero  indagati   dall'Autorità
  giudiziaria per determinate tipologie di reato;
  c)   il   9   novembre  1993  il  vicepresidente  dell'Assemblea,
  onorevole  Capodicasa, diede lettura in Aula  della  lettera  con
  cui  rassegnavo  le mie irrevocabili dimissioni dalla  carica  di
  Presidente  dell'Assemblea. Nella lettera affermavo  di  ritenere
  che  il  gesto  avrebbe potuto  contribuire a definire  un  nuovo
  assetto  complessivo per le cariche istituzionali della Regione .
  Proprio  in  quel  periodo, infatti,  era  entrato  in  crisi  il
  Governo    della   Regione,   il   secondo   governo   presieduto
  dall'onorevole  Giuseppe Campione, e da più parti si  considerava
  pure  l'ipotesi  di una conclusione anticipata della  Legislatura
  (seduta  n.  173 del 9 novembre 1993). In altri termini,  ritenni
  che  il  comportamento da assumere, per rispetto dell'Istituzione
  e  per  la mia dignità  personale, fosse quello di rassegnare  le
  dimissioni  piuttosto che auto-sospendermi,  come  il  codice  di
  autoregolamentazione approvato dall'Assemblea avrebbe consentito;
  d)  a  decorrere dal 2 maggio 1994 e fino al 9 agosto 1994, venni
  sospeso  di  diritto dalla carica di deputato  regionale,  perché
  oggetto di misure restrittive della libertà personale: fino al  3
  giugno   1994   custodia  cautelare  in  carcere,   poi   arresti
  domiciliari  (la  revoca della sospensione  fu  comunicata  nella
  seduta n. 219 del 15/09/1994);
  e) a decorrere dal 6 febbraio 1995 e fino al 16 marzo 1995, venni
  nuovamente sospeso di diritto dalla carica di deputato regionale,
  perché  oggetto  di  misure restrittive della libertà  personale:
  fino  al  15  febbraio 1995 custodia cautelare  in  carcere,  poi
  arresti  domiciliari (la revoca della sospensione  fu  comunicata
  nella seduta n. 263 del 21/03/1995).
  Chiedo   ora   che  resti  registrato  agli  atti  dell'Assemblea
  Regionale  Siciliana  che  tutte le vicende  giudiziarie  che  mi
  hanno  riguardato,  a  partire dal 1993 e  nei  successivi  dieci
  anni,  si  sono concluse o con archiviazioni, o con  sentenze  di
  assoluzione perché il fatto non sussiste.
  Consegno  al Presidente dell'Assemblea una separata nota  in  cui
   sono   elencate  le  pronunce  che  concludono  le  mie  vicende
   giudiziarie,  in  modo  che chiunque ne  abbia  interesse  possa
   prenderne visione.
   Non  so  come ho trovato la forza per rimanere in vita in questi
   dieci  anni.  Non  soltanto perché si è fatto strame  della  mia
   onorabilità  personale,  della  mia  credibilità  professionale,
   della  mia  carriera politica. Mi riferisco a  qualcosa  di  più
   profondo. Provate soltanto ad immaginare cosa significhi  sapere
   che  i  propri  figli  leggono sulle prime  pagine  di  tutti  i
   quotidiani  che il padre è stato arrestato perché    tangentista
   di  regime  e corrotto. E queste erano le accuse più  lievi  che
   venivano  accreditate dagli organi di informazione.  Provate  ad
   immaginare  cosa significhi, per chi ama la libertà come  l'aria
   stessa che respira, trovarsi ristretto in una cella.
   In  ogni Paese, il ceto politico che assolve funzioni di governo
   può  essere più o meno rispettato, può essere temuto, ma  non  è
   mai veramente amato. Ci sono stati eventi sconvolgenti sul piano
   internazionale,   che  emblematicamente   si   possono   rendere
   nell'abbattimento del muro di Berlino nel 1989, che hanno dato a
   tutti  l'impressione  che si fosse ad una svolta  della  Storia.
   Così  quel fondo di malcontento, di risentimento, che in qualche
   misura   esiste   sempre  nei  confronti   del   ceto   politico
   tradizionalmente al potere, ad un certo punto  ha  cominciato  a
   crescere  e  si  è  manifestato in modo sempre più  evidente  in
   Italia   ed   in   Sicilia.  Partiti  politici  tradizionalmente
   all'opposizione hanno alimentato e strumentalizzato questo stato
   d'animo.  Ed era logico che lo facessero. Importanti  quotidiani
   ed  organi  di informazione nazionali hanno agito  da  cassa  di
   risonanza.  Non  perché  i  giornalisti fossero  improvvisamente
   diventati liberi, ma in quanto i loro editori avevano scelto  di
   cavalcare  quell'onda. Alcuni magistrati sono  stati  pronti  ad
   interpretare  lo spirito del tempo ed hanno dato  una  mano  per
   assecondare    il corso della Storia .
   E  di  fronte al  corso della Storia  con l'iniziale  maiuscola,
   l'esistenza individuale di Paolo Piccione è davvero  poca  cosa.
   Va  spazzato  via, a prescindere dalle sue reali  responsabilità
   soggettive. Ho accettato, in silenzio, con la speranza del cuore
   e la fiducia nell'avvenire.
   Questo è quanto è successo, secondo il mio punto di vista.
   Non  provo  risentimento  nei confronti  di  alcuno.  Così  come
   continuo   a   dichiararmi  rispettoso   nei   confronti   della
   Magistratura,  che  è  e  deve restare un  ordine  dello  Stato,
   indipendente  ed  autonomo  rispetto  agli  altri  poteri.   Non
   dimentico che sono stati dei giudici ad assolvermi.
   Permettetemi, tuttavia, di rivolgere un ultimo pensiero  a  quei
   politici  che con me sono stati travolti e spazzati  via.  Molti
   sono  morti. Anche se più giovani di me di dieci anni, come Rino
   Nicolosi.   La  mente  si  affolla  di  volti  noti:   Salvatore
   Sciangula, Vincenzino Leanza.
  Che  l'evento  della  morte, l'unica cosa  davvero  seria,  possa
  frenare le passioni politiche.
  Recuperiamo  tutti quella capacità di comprensione umana,  quella
  pietas, che Virgilio attribuiva ad Enea.
  Grazie          On. Paolo Piccione

              «Allegato alla lettera di Paolo Piccione
  OGGETTO:  Ricostruzione  sintetica delle vicende  giudiziarie  ed
  elenco delle pronunce giurisdizionali che le concludono.
  Tutti  i fatti addebitatimi si riferiscono al periodo in  cui  ho
  ricoperto la carica di Assessore regionale per i lavori pubblici,
  nel 44esimo Governo della Regione, presieduto da Rino Nicolosi.
  Tale periodo è delimitato da queste due date:  13  dicembre  1989,
  assunzione  della carica di Assessore; 17 luglio  1991,  elezione
  alla   carica   di  Presidente  dell'Assemblea,  con  conseguente
  automatica decadenza da incarichi di governo.
  La   misura  della  custodia  cautelare  in  carcere,  che  venne
  applicata  nei miei confronti a decorrere dal 2 maggio  1994,  fu
  richiesta da due distinti Uffici giudiziari: a) la Procura  della
  Repubblica  di Messina, per un appalto relativo alla rete  idrica
  del Comune di San Marco d'Alunzio; b) la Procura della Repubblica
  di  Nicosia,  per  un  finanziamento relativo alla  realizzazione
  dell'acquedotto esterno del Comune di San Fratello.
  La  stampa,  nella  sostanza, così sintetizzò  i  capi  d'accusa:
  qualunque imprenditore poteva  accaparrarsi appalti coi  fiocchi
  pagando previamente una mazzetta all'Assessore Piccione. Non cito
  fogli scandalistici, ma il quotidiano  La Sicilia , di martedì  4
  maggio 1994, pag. 5 (titolo:  Quei finanziamenti comprati ).
  c)  Alle  predette  due distinte iniziative  giudiziarie,  se  ne
  aggiunse  poco dopo una terza, della Procura della Repubblica  di
  Palermo,  a  proposito  della  realizzazione  della  bretella  di
  collegamento  tra  Campofelice di Fitalia e Prizzi  e  la  strada
  Palermo  -  Agrigento. Anche la Procura di  Palermo  richiese  la
  misura  della  custodia cautelare in carcere, poi trasformata  in
  arresti  domiciliari, a partire dal 6 luglio 1994  e  fino  al  5
  agosto  1994. Il  Giornale di Sicilia  nel riferire della vicenda
  titolò:   Inchiesta sulla strada che non c'è   (venerdì 8  luglio
  1994).  Si  poneva  l'accento sulle modalità di  affidamento  dei
  collaudi di opere pubbliche.
  d)  In  successione  di  tempo, la Procura  della  Repubblica  di
  Messina chiese la misura della custodia cautelare in carcere, che
  venne  applicata  nei miei confronti a decorrere dall'8  febbraio
  1995,   dal   successivo  15  febbraio  trasformata  in   arresti
  domiciliari  e  come  tale  mantenuta  fino  al  16  marzo  1995,
  nell'ambito  di  un'inchiesta che coinvolse anche  gli  onorevoli
  Salvatore  Sciangula e Salvatore Natoli, sempre nella qualità  di
  Assessori  regionali  pro-tempore per i  lavori  pubblici.  Nello
  specifico,  io  ero imputato per appalti di opere  pubbliche  nel
  Comune  di  Casalvecchio  Siculo. Ritengo  opportuno  concentrare
  l'attenzione sulle quattro vicende indicate sub a), b), c), e d),
  perché  ebbero maggiore risalto nella pubblica opinione in quanto
  determinarono  l'applicazione  di  misure  cautelari  restrittive
  della mia libertà  personale.
  Vicenda  sub a) = la Corte d'Appello di Messina, con sentenza  n.
  1236/98  del 29 ottobre 1998, riforma la precedente sentenza  del
  Tribunale di Messina del 15 gennaio 1998, con la quale ero  stato
  condannato  ad  una pena di un anno e quattro mesi di  reclusione
  per  il  reato di cui all'articolo 318, primo comma,  del  Codice
  penale, e mi assolve  perché il fatto non sussiste . Va precisato
  che,  in  primo grado, il Tribunale di Messina mi aveva  comunque
  assolto  dal  concorrente  reato di   abuso  d'ufficio ,  con  la
  motivazione   perché il fatto non sussiste , in quanto  i  lavori
  relativi alla rete idrica del Comune di San Marco d'Alunzio erano
  stati inseriti in un piano di sviluppo approvato con decreto  del
  Presidente  della  Regione  del 10  maggio  1989,  e  dunque  per
  l'Assessore  regionale per i lavori pubblici  costituivano   atto
  dovuto .
  Vicenda sub b) = Acclarata rapidamente l'infondatezza dell'accusa
  relativa  al finanziamento dell'acquedotto esterno del Comune  di
  San  Fratello,  ebbe  invece sviluppo  un  distinto  procedimento
  portato avanti dalla medesima Procura che mi vedeva imputato  per
  il reato di concussione per una presunta tangente ricevuta per la
  realizzazione della circonvallazione del Comune di  Capizzi.  Con
  sentenza  del  21  novembre 1996 il GIP di Nicosia  concluse  per
  l'archiviazione,   perché  il  fatto  non  sussiste .  A  seguito
  dell'appello  promosso  dall'Ufficio del Pubblico  Ministero,  la
  Corte  d'Appello  di Caltanissetta, con sentenza  del  26  maggio
  1999,  conferma  l'archiviazione del procedimento penale,  perché
  Sil fatto non sussiste .
  Vicenda  sub c) = il Tribunale di Palermo, sezione quinta penale,
  con  sentenza  n.  2819/2003 del 16 luglio  2003,  depositata  in
  cancelleria  il  successivo 29 settembre, mi  assolve  del  reato
  ascritto, perché   il fatto non sussiste .
  Vicenda sub d) - il Tribunale di Messina, prima sezione, con
  sentenza del novembre 2000, mi assolve dal reato ascritto, perché
   il fatto non sussiste . Tutte le citate pronunce giurisdizionali
  sono diventate irrevocabili.
  Per  il  resto,  potrei  richiamare una serie  di  archiviazioni,
  avvenute  già  durante il 1993, o nel 1994. In  questa  sede,  mi
  limito  a  ricordare il procedimento penale n. 6191/RGNR  avviato
  dalla  Procura  della  Repubblica di  Palermo  nei  confronti  di
  Nicolosi  Rosario  ed  altri.  Lo  stesso  Ufficio  del  Pubblico
  Ministero  chiese l'archiviazione nei miei confronti,  unitamente
  ai  seguenti altri Assessori indagati: Sebastiano Purpura,  Mario
  Mazzaglia,  Luigi  Granata,  Mommo Giuliana,  Bernardo  Alaimo  e
  Giuseppe  Merlino.  La  richiesta del  PM  fu  depositata  il  23
  febbraio 1994.
  Infine,  con  sentenza  n. 808/97, del 6 novembre  1997,  il  GIP
  presso  il  Tribunale di Palermo dichiarò  non luogo a procedere
  nei  miei  confronti,  in un procedimento  in  cui  ero  imputato
  insieme  all'Assessore regionale Vincenzo Leone, per un  presunto
  abuso  d'ufficio nell'assegnazione di personale regionale, sempre
  con la motivazione    perché il fatto non sussiste.»

   L'Assemblea ne prende atto.

    CAPODICASA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.


   Presidenza del presidente Lo Porto


    CAPODICASA   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  per  esprimere a titolo personale - ma suppongo anche a  nome  di
  molti  colleghi  - il compiacimento per la conclusione  felice  e
  positiva   delle   vicende  giudiziarie  che   hanno   riguardato
  l'onorevole  Piccione.  La  cosa  non può  che  rallegrarci,  del
  resto,  in  quanto  egli  è  stato autorevole  membro  di  questa
  Assemblea.
     Quando  delle vicende giudiziarie hanno interessato componenti
  dell'Assemblea  è  stata l'intera istituzione che  si  è  sentita
  colpita e offesa. Quindi, nel momento in cui, invece, tutto viene
  ristabilito secondo verità non possiamo che rallegrarci e  fargli
  i complimenti.
     Rimane  l'amarezza per avere assistito, a causa delle  vicende
  giudiziarie, ad un periodo convulso della storia della Repubblica
  e della storia della Regione dove ancora bisogna scavare per fare
  chiarezza a favore di tanti inquisiti, ma anche per confermare la
  responsabilità di coloro che responsabilità hanno avuto.
   Però,    quando   una   notizia  ci  perviene   in   quest'Aula,
  restituendo  l'onore politico nonostante i danni politici   e  di
  immagine  subìti  dall'onorevole Piccione,  non  può   che  farci
  piacere.  Egli  é  stato  Presidente  dell'Assemblea,  quindi  ha
  ricoperto  la  massima carica del Parlamento  regionale  e  credo
  proprio   che,  nella  veste  di  ex  Presidente  dell'Assemblea,
  l'Assemblea non può che congratularsi con lui.

    GURRIERI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

    GURRIERI   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  intervengo
  per   dire  che  stamattina  sono  particolarmente  contento  che
  l'Assemblea  regionale  ci  porti a conoscenza  di  un  risultato
  ottenuto  attraverso alcune verifiche giudiziarie che, purtroppo,
  si  sono  prolungate in un tempo eccessivo. Ed  è  eccessivamente
  prolungato  perché le ferite che rimangono dopo queste esperienze
  sono  incancellabili,  ed io che conosco molto bene il Presidente
  Piccione so quale contributo egli  ha dato in un periodo  storico
  di  questa Assemblea Regionale, sia come uomo di Governo che come
  Presidente dell'Assemblea.
     Però,  queste esperienze devono aiutarci nel sottolineare  che
  il  danno  che  é  stato provocato non é stato solo  quello  alle
  persone  direttamente colpite da tali ingiustizie, ma è  avvenuto
  un  vero  e proprio commissariamento della politica in Italia  ed
  anche  in Sicilia con il  risultato che  é stata buttata  l'acqua
  sporca  con il bambino dentro. Una classe politica non si inventa
  dall'oggi al domani;  questo deve essere l'elemento che  ci  deve
  sempre  accompagnare  e  con la serenità necessaria  che  occorre
  anche in questi casi. Bisogna anche andare avanti sapendo che per
  il futuro non bisogna commettere l'errore di generalizzare alcune
  vicende e, soprattutto, inseguire per un tornaconto personale una
  falsa moralità che a volte non c'é.

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  ritengo   di   interpretare
  l'opinione   di   tutta   l'Assemblea,   di   tutti   i   Gruppi,
  nell'esprimere il compiacimento della Presidenza per l'evoluzione
  felice  e favorevole avuta dalla questione giudiziaria legata  al
  Presidente  Piccione.  Al  Presidente Piccione,  ai  figli,  alla
  famiglia   tutta   e  all'Assemblea  regionale   siciliana   così
  recuperata   nella  sua  dignità  esprimo  i  miei  più   sinceri
  sentimenti di solidarietà.

                             (Applausi)

   Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno  che nel corso della seduta potrà procedersi a  votazioni
  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Lo Porto


       Seguito della discussione del disegno di legge «Misure
   finanziarie urgenti. Assestamento del bilancio della Regione e
   del bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione
           siciliana per l'anno finanziario 2004» (917/A)

    PRESIDENTE   Si passa al punto secondo all'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede  con  il seguito della discussione  del  disegno  di
  legge  «Misure  finanziarie  urgenti. Assestamento  del  bilancio
  della Regione e del bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali
  della  Regione siciliana per l'anno finanziario 2004» (n. 917/A),
  posto al numero 1).
   Invito   i   componenti   la   II   Commissione     Bilancio   e
  Programmazione   a prendere posto al banco delle Commissioni
     Onorevoli colleghi, ricordo che la discussione del disegno  di
  legge  si  è interrotta nella seduta n. 243 del 13 ottobre  2004.
  Ricordo, altresì, che l'ultimo articolo approvato è il 22  e  che
  sono stati accantonati i seguenti articoli: 4, 7, 15, 17 e 23.
   Si  ritorna all'articolo 23, in precedenza accantonato.  Ricordo
  che allo stesso sono stati presentati i seguenti emendamenti:
   dagli   onorevoli   Acierno  e  Lo  Curto:   23.1,   soppressivo
  dell'articolo;
   dal Governo: 23.2, interamente sostitutivo dell'articolo 23.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  l'emendamento
  sostitutivo  presentato  dal Governo accoglie  le  richieste  che
  avevo avanzato nel corso dei lavori della Commissione Bilancio  e
  che  mi  avevano  portato a presentare l'emendamento  soppressivo
  dell'articolo. Pertanto dichiaro di ritirare l'emendamento 23.1 a
  mia firma.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

    TURANO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    TURANO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per
  sollecitare  la  discussione  di un  ordine  del  giorno  che  ho
  presentato  stamatina  e  che è legato all'argomento  che  stiamo
  trattando. E la ragione è di tutta evidenza, in quanto vorrei che
  il  ragionamento  che  stiamo facendo si estendesse  a  tutta  la
  Sicilia.
   Faccio un esempio: avendo l'ESPI venduto, onorevole Leontini  ne
  abbiamo  parlato  a  lungo  e  le  ho  già  manifestato  il   mio
  apprezzamento positivo .....

    PRESIDENTE   Onorevole  Turano, la devo  pregare  di  attenersi
  all'argomento, lei può parlare sull'emendamento  e  non  sul  suo
  ordine  del  giorno,  che comunque verrà discusso  a  conclusione
  dell'iter legislativo.

    TURANO   Signor  Presidente, annuncio il  mio  voto  favorevole
  all'emendamento  23.2  in  quanto capisco  che  l'intenzione  del
  Governo  è  quella  di  sviluppare gli  investimenti  degli  enti
  dismessi nei territori dove sono ubicati gli stabilimenti.
   Atteso   che  in  provincia  di  Trapani  è  stata  venduta   la
  Sicilvetro, altro non voglio fare con l'ordine del giorno...

    PRESIDENTE   Di estendere le conseguenze di questo  emendamento
  anche alla sua città.

    TURANO   Proprio così, signor Presidente, in modo da  avere  la
  certezza  che,  anche  per  gli  investimenti  che  ricadono   in
  provincia di Trapani - sto parlando della Sicilvetro - ci sarà un
  ritorno per la provincia stessa.

    GURRIERI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GURRIERI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, la  soluzione
  individuata  su  questo  punto non  mi  soddisfa  affatto  perché
  evidenzia  che  questo  Governo continua a controllare,  in  modo
  esagerato,  tutto il lavoro che viene fatto e  che  è  già  stato
  fatto.
   Noi  ci  troviamo in presenza di una legge che è  stata  sancita
  con  un  voto  nel 2001, pertanto il fatto che tutti  i  progetti
  devono  fare riferimento ad un parere della Giunta mi  sembra  un
  modo  esagerato di controllare e di rendere qualsiasi  iniziativa
  come  un  dono che si fa alle istituzioni locali e  non  un  atto
  dovuto.
   Vorrei  suggerire - vediamo cosa ne pensa il Governo -, al  fine
  di  dare  la  possibilità di un controllo un po'  più  ampio,  di
  inserire  nel  testo  dell'emendamento  anche  il  parere   della
  Commissione   competente,  e  questo  perché  in  Commissione   è
  rappresentata  anche la minoranza, la quale può così  controllare
  eventuali abusi o eventuali discriminazioni.
   Questa   è   la  mia  posizione  come  appartenente  al   Gruppo
  parlamentare  La  Margherita,  e  sono  comunque  disponibile   a
  migliorarla  attraverso i suggerimenti e  le  iniziative  che  si
  svilupperanno nel corso del dibattito di questa seduta.

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, c'è una richiesta esplicita  di
  inserire,  così  come prevedeva l'articolo 23,  il  parere  della
  Commissione competente.

    CINTOLA   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che questa richiesta  sia
  ultronea in quanto il passaggio in Commissione è già previsto per
  legge.

    ZAGO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ZAGO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo atto  della
  riformulazione  dell'articolo  23  che  solo  apparentemente  non
  cambia  nulla,  di  fatto  invece cambia  la  destinazione  delle
  risorse.  Trovo  la cosa quasi bizzarra perché potrebbe  sembrare
  una  sorta  di  non  affidabilità nei confronti  della  provincia
  regionale di Ragusa che era indicata non come Ente in se, ma come
  punto  di  riferimento formale e burocratico per il finanziamento
  dei  progetti  del  Piano di utilizzo che è stato  consegnato  al
  Presidente della Regione.
   Il  Piano di utilizzo e la formulazione dell'articolo 23 sono le
  conclusioni  alle  quali  era pervenuto all'unanimità  il  tavolo
  provinciale formato da tutta la deputazione regionale,  da  tutta
  la   deputazione   nazionale,  dalle  organizzazioni   sindacali,
  imprenditoriali,  professionali, di  categoria,  convergendo  sui
  progetti presentati.
   Coerentemente  con  queste  posizioni ed  elaborazioni  rimarrei
  fermo  al  testo  inserito nel disegno di legge  originario,  pur
  tuttavia,  visto che alla fine il risultato non cambia perché  mi
  pare   di   interpretare  la  destinazione  verso   l'Assessorato
  all'Industria,  e non perché l'Assessorato può spendere  solo  le
  risorse  relative  alle  iniziative industriali,  quindi  di  sua
  pertinenza, ma perché possa  finanziare tutte le opere  contenute
  nel Piano di utilizzo.
   Pur   con  questa  riserva,  prendo  atto  della  riformulazione
  dell'articolo 23 ed esprimo parere favorevole.

    INCARDONA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    INCARDONA   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  sull'emendamento  23.2 per esprimere pieno apprezzamento  per  lo
  sforzo fatto dal Governo, il quale sostanzialmente dà credito  al
  Piano di utilizzo predisposto dal tavolo tecnico che proviene dal
  territorio  della  Provincia di Ragusa, a cui  hanno  partecipato
  tutte  le  parti sociali, i sindacati e le istanze che provengono
  dal  territorio, e al tempo stesso da la possibilità alla Regione
  di  esprimere,  di  volta  in  volta,  il  proprio  parere  sulla
  opportunità di progetti conformi a quella che è la programmazione
  generale della Regione.
   Peraltro,  introdurre anche una valutazione  della  Commissione,
  che  già  comunque  esiste in una precedente norma,  reintrodurla
  attraverso   questo   nuovo  emendamento,  potrebbe   significare
  introdurre  un'ulteriore  elemento  di  burocratizzazione   della
  spesa.
   Quindi,   fermo   restando  che  esiste   già   un   tavolo   di
  concertazione,  fermo  restando che  le  parti  sociali  si  sono
  confrontate sul territorio, che hanno prodotto un progetto su cui
  lavorare,  ritengo  che  questa  sia  una  soluzione   non   solo
  accettabile, ma addirittura la migliore che si poteva mettere  in
  campo.

    LEONTINI  assessore per l'agricoltura e le foreste.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LEONTINI   assessore  per l'agricoltura e  le  foreste.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, credo che il Governo abbia  fatto
  un buon lavoro e che si sia pervenuti alla soluzione ottimale.
   L'articolo  23,  così come era stato precedentemente  formulato,
  faceva  riferimento all'articolo 77 della legge n.  6  del  2001,
  articolo  che  è  stato  integralmente  sostituito  dalla   legge
  finanziaria dell'annno successivo, e precisamente dall'articolo 4
  della legge 2 del 2002.
   Era   quindi  necessario,  prima  di  tutto,  apportare   questa
  correzione.
   Quell'articolo sanciva il principio in base al quale le  risorse
  derivanti  dai  saldi attivi dei bilanci finali  di  liquidazione
  dell'EMS,  ESPI,  AZASI e collegate, sarebbe  stata  destinata  a
  spese  di  investimento secondo le modalità ed i  tempi  indicati
  nell'ambito del comma 2 del medesimo articolo.
   Il  comma 2 specificava le spese di investimento di cui al comma
  1,  le  quali,  a decorrere dall'anno 2003, erano destinate  alla
  realizzazione di opere infrastrutturali ed interventi a  sostegno
  dello  sviluppo  produttivo esclusivamente  nei  territori  delle
  province  in cui ricadono gli stabilimenti dismessi dei tre  enti
  suindicati e delle società partecipate.
   Con la legge odierna si dà compimento al principio istituito  in
  queste  leggi, conclamato, consolidato e confermato come  volontà
  di questo Parlamento negli anni dal 2001 fino ad oggi.
   L'articolo  di oggi precisa le destinazioni. Destina le  risorse
  alla  provincia regionale di Ragusa, quindi è un passo avanti  in
  quanto,  comunicati i saldi finali attivi, si può oggi  fare  uso
  delle somme attraverso un Piano di utilizzo che è stato oggettodi
  una  concertazione  da  parte di tutti  gli  enti  locali,  della
  provincia  regionale,  di tutti gli enti  socio-economici,  delle
  espressioni sindacali: una virtuosa concertazione del  territorio
  che  si  è  autodeterminato indicando un Piano di utilizzo  delle
  somme che è stato già approvato dalla Giunta di Governo.
   Questo  articolo,  quindi,  a compimento  dell'iter  legislativo
  precedente,  sta  destinando la somma definitiva  alla  provincia
  regionale  di  Ragusa e sancendo il principio che,  di  volta  in
  volta,  man mano che i progetti saranno singolarmente presentati,
  l'assessore regionale per l'Industria provvederà a trasferire gli
  importi relativi alle singole opere da realizzare.
   Nessuna   limitazione   e  nessuna  riduzione,   semmai   quella
  preoccupazione che esprimeva il collega onorevole Gurrieri  circa
  un  intervento controllore esagerato del Governo, è fugata  dalla
  formulazione odierna, perché il Governo ha già approvato il Piano
  di  utilizzo.  Il parere successivo, pertanto, sarà una  semplice
  presa  d'atto sui singoli progetti che di volta in volta  saranno
  presentati.
   La  proposta, invece, di inserire una valutazione ed  un  parere
  da   parte   della  Commissione  competente  sarebbe,  essa   sì,
  un'ulteriore  filtro e quindi un aggravamento, una  complicazione
  burocratica   di  controllo  ulteriore,  una  trafila   che   non
  alleggerisce nè rende più lineare il percorso.
   Invece,  secondo questa formulazione, il Governo - che,  ripeto,
  ha  già approvato il Piano di utilizzo - renderà parere, di volta
  in  volta, sui singoli progetti e quindi consentirà all'Assessore
  per  l'Industria  di  erogare  gli importi  relativi  ai  singoli
  progetti.
   A  me  sembra  che  questo  sia il lavoro  finale  positivo  del
  Governo.

   CRISAFULLI  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE   Onorevole Crisafulli, mi scusi  se  parla  dopo  il
  Governo ma non mi ero accorto che aveva chiesto la parola.

   CRISAFULLI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che  la
  ratio  della  norma madre, quando fu varata da questo Parlamento,
  era  quella  di  favorire  il non impoverimento  di  alcune  aree
  territoriali.
   Quando  si  approvò questa norma l'idea era quella di decentrare
  allo stesso territorio le risorse derivanti dalla dismissione  di
  attività   produttive  se  questo  avesse  provocato   difficoltà
  occupazionali   o  abbattimento  dell'occupazione;  evidentemente
  questa ratio ha una sua logica.
   Il  problema  è che in alcuni casi ciò non si è determinato:  la
  dismissione  degli enti o di attività produttive  ha  addirittura
  procurato un incremento dell'occupazione.
   Nonostante   ciò,   e  nonostante  la  bontà  del   procedimento
  legislativo di questo Parlamento, si prevede di dare ad  un  ente
  locale   un   trasferimento  gestito   sulla   base   dell'intesa
  territoriale  (figuriamoci ) con un piano di  intesa  locale  che
  comunque  non può applicare in quel territorio poteri diversi  da
  quelli  che  l'ente  locale  esercita  (manutenzione,  viabilità,
  attività legate ai poteri dell'ente locale).
   Questa  è  una  nuova scelta che il Parlamento è  legittimamente
  chiamato ad accettare o non accettare - io sicuramente non  posso
  accettarlo  -  ma  se  questa è la filosofia credo  che  dobbiamo
  introdurre  lo  stesso  meccanismo  per  il  trasferimento  delle
  risorse  derivanti  dalle dismissioni a tutte le  amministrazioni
  provinciali  che,  di  volta in volta, si  trovano  nella  stessa
  situazione  di  diminuzione dell'occupazione e di utilizzo  delle
  risorse derivanti dalle dismissioni.
   In  concreto: l'Ente minerario siciliano è in dismissione, se ne
  dismettono  le  quote  azionarie; ieri  se  non  ho  capito  male
  (l'assessore  D'Aquino  potrà  darmi  lumi)  si  è  definita   la
  dismissione della quota dell'ITALKALI.

   D'AQUINO   assessore  per  l'industria.  Il  procedimento  è  in
  corso, non è ancora definito.

   CRISAFULLI   Meglio,  questo  mi aiuta  di  più   Visto  che  il
  trasferimento  è  in  corso, prevediamo  subito  che,  appena  si
  chiude,  i trasferimenti andranno direttamente alla provincia  di
  Enna  così  come  per  la Vini Corvo andranno  direttamente  alla
  provincia di Palermo.
   Signor  Presidente, questa è una strada incredibile, è  un  modo
  di  concepire  la frammentazione di una possibilità  di  gestione
  dell'insieme delle risorse finalizzandole ad investimenti  veloci
  nei territori, ma anche privilegiando gli investimenti veloci  in
  quei  territori  attraverso  correttivi  della  legge  448,   nei
  meccanismi   di  spesa  che  possono  incrementare  l'occupazione
  stabile  e duratura e non essere considerati parte integrante  di
  una  utilizzazione  di risorse del bilancio di  un  ente  locale,
  ancorchè importante come l'amministrazione provinciale.
   Credo   che  questa  sia  una  logica  sbagliata.  Se   dobbiamo
  percorrerla   allora  percorriamola  per  tutto   il   territorio
  siciliano facendo sì che questo emendamento si riferisca a  tutte
  le amministrazioni provinciali in cui si riduce l'occupazione. In
  provincia di Enna con l'Ente minerario e l'Italkali si è  ridotta
  di  circa tremila unità; vediamo se la stessa cosa è avvenuta  in
  altre realtà produttive siciliane e si aggiusti il testo.
   Proprio  per  questo  mi  permetto di  chiedere  al  Governo  di
  ritirare  l'emendamento e di ripresentarlo in  maniera  corretta,
  rispetto   alle   esigenze   di   coinvolgimento   delle    altre
  amministrazioni  provinciali, altrimenti  in  maniera  del  tutto
  diversa da come è stato previsto.
   In  questo  modo,  signor  Presidente, corriamo  il  rischio  di
  creare  per  legge una disparità di trattamento, in  cui  per  un
  territorio  e per una provincia si prevede il trasferimento,  per
  le altre invece bisogna fare una legge speciale.
   Facciamo  in  modo  che  il  trasferimento  delle  risorse   che
  dobbiamo mettere a disposizione delle amministrazioni provinciali
  sia automatico.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                     Per richiamo al Regolamento

    ACIERNO  Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO    Signor  Presidente,  vorrei  sottoporre   alla   sua
  attenzione  il  testo  dell'emendamento  del  Governo  -  che  io
  condivido - che così recita:  in attuazione all'articolo  4 ;  in
  realtà, e mi rivolgo al Governo, per come è scritto l'emendamento
  non viene attuato l'articolo 4. Allora si corre il rischio che il
  Commissario dello Stato, approvata questa norma, la impugni.
   Assessore    Leontini,    se   legge   l'articolo    4    citato
  nell'emendamento, l'emendamento del Governo non attua  l'articolo
  4, lo modifica.
   Sono d'accordo sul contenuto dell'emendamento, ma ribadisco  che
  non  si  tratta  di  attuazione dell'articolo 4.  Stiamo  attenti
  perché rischiamo di vanificare la norma.

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  il  Governo   accoglie   il
  richiamo  dell'onorevole Acierno e modifica il testo nel seguente
  modo:   in attuazione delle finalità dell'articolo 4 della  legge
  regionale .
   Comunico  che  è stato presentato dall'onorevole  Capodicasa  il
  subemendamento 23.2.1 all'emendamento 23.2.:

   Dopo  le  parole   previo  parere  della  Giunta  regionale  di
  Governo ,  aggiungere  e delle competenti Commissioni legislative
  dell'ARS.


   Presidenza del presidente Lo Porto


    CAPODICASA     Chiedo   di   parlare    per    illustrare    il
  subemendamento.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  su  questo
  articolo c'è stato in Commissione un lunghissimo dibattito.
   Alcuni   interventi  hanno  sollevato  il  problema   illustrato
  poc'anzi  dall'onorevole  Crisafulli, altri  hanno  sollevato  il
  problema  adesso sottolineato dall'onorevole Acierno  e  cioè  il
  fatto  che  l'articolo a cui facciamo riferimento, l'articolo  77
  della legge 6/2001, prevedeva la destinazione al territorio e non
  alla provincia. Pertanto questo articolo costituisce una modifica
  dell'articolo 77.
   Ma  in  quella  discussione fu sottolineata  l'esigenza  che  le
  Commissioni competenti dell'Assemblea regionale siciliana fossero
  investite del problema per esprimere un parere.
   L'attuale  emendamento  sostitutivo del Governo,  il  23.2,  nel
  riformulare   il   testo,  non  ha  riportato  ciò   che   invece
  nell'articolo  23 era contenuto, cioè il parere della  competente
  Commissione dell'ARS.
   Quindi credo che, se non c'è una ragione specifica per la  quale
  il  Governo  intende  rimuovere  il  passaggio  dalla  competente
  Commissione, vada reinserito considerandolo una dimenticanza, con
  ciò  non  volendo intervenire nel merito dell'articolo perché  mi
  sono ampiamente espresso già in Commissione.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, sospendo  la  seduta  per  due
  minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 12.25, è ripresa alle ore12.28)

   La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  il  Governo  fa  proprio  il
  subemendamento  23.2.1  dell'onorevole  Capodicasa,   che   viene
  ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   In  sede di coordinamento formale, si provvederà ad integrare la
  formulazione  dell'emendamento 23.2 con le parole   aggiungere  e
  della competente Commissione legislativa dell'Assemblea regionale
  siciliana .
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento 23.2,  con  le  integrazioni
  derivanti dall'accoglimento dell'emendamento 23.1.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    CRISAFULLI  Dichiaro di votare contro l'emendamento.

    MICCICHE'  Anch'io.

    PRESIDENTE    Si   passa   all'articolo   24,   in   precedenza
  accantonato. Ne do lettura:

                             Articolo 24
               Piano regionale dell'offerta formativa

   1.   Nelle   more  dell'approvazione  della  legge  di  riordino
  dell'offerta formativa, l'Assessore regionale per il  lavoro,  la
  previdenza sociale, la formazione professionale e l'emigrazione è
  autorizzato   ad   approvare  il  Piano  regionale   dell'offerta
  formativa  provvedendo  all'assegnazione dell'attività  formativa
  nei  limiti  del  monte  orario globale  attribuito  nel  periodo
  formativo  relativo  al  Piano regionale  dell'offerta  formativa
  2004, individuando prioritariamente gli enti risultati affidatari
  nel predetto periodo.

    PRESIDENTE   Comunico  che sono stati  presentanti  i  seguenti
  emendamenti:

   dagli   onorevoli   Acierno  e  Lo  Curto:   24.2,   soppressivo
  dell'articolo;
   dal  Governo:  24.3, interamente sostitutivo;  24.3.1  e  24.3.4
  subemendamenti all'emendamento 24.3; 24.1; 24.4.
   dagli  onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici  e  Misuraca:
  24.3.2, subemendamento all'emendamento 24.3;
   dagli   onorevoli   Papania,  Savona:   24.3.3,   subemendamento
  all'emendamento 24.3;
   dall'onorevole  Savona:  24.3.5, subemendamento  all'emendamento
  24.3.
   Pongo  in  votazione l'emendamento soppressivo 24.2.  Il  parere
  della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento del Governo 24.3, al quale è  stato
  proposto   il  subemendamento  24.3.5  con  il  quale    viene
  soppressa una parte dell'articolo 24. Resta in vita  la  parte
  finale  che riporta:  Il termine per l'approvazione del  piano
  è fissato al 30 novembre di ogni anno .

    VILLARI . Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     VILLARI    Signor  Presidente, mi permetto di  fare  osservare
  che,  questo pero è un aspetto che deve valutare la Presidenza  e
  gli  uffici, poiché all'articolo 24 sono agganciati una serie  di
  emendamenti   non  attinenti all'articolo  24,  cioè  all'offerta
  formativa  di  cui  si  parla, ma si  riferiscono  agli  Aso,  ai
  contratti  di  diritto  privato  e  quant'altro,  quindi  sarebbe
  opportuno,   e questa è una decisione che prenderà la Presidenza,
  che   si   continuasse  nella  discussione  rispetto   a   quegli
  emendamenti.

    CRISAFULLI   Sarebbe  meglio che  il  Governo  riscrivesse   il
  nuovo testo.

    PRESIDENTE  Onorevole Crisafulli, il  testo è stato  riscritto.
  E'  evidente. Praticamente la parte iniziale dell'emendamento del
  Governo 24.3 è  ...

    LIOTTA    Signor   Presidente,   poco   fa   è   stato   votato
  l'emendamento  soppressivo,  di  conseguenza  tutti   gli   altri
  decadono.

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, il Governo modifica il  proprio
  testo.  E'  stato  soppresso l'articolo 24,  conseguentemente  il
  Governo  annulla  il  proprio e aggiunge  la  parte  relativa  al
  secondo comma dell'emendamento.

    LIOTTA  Ma l'articolo 24 è composto  da un solo comma.

    CAPODICASA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà

    CAPODICASA   Signor  Presidente,  il  Governo  in  materia   di
  Regolamento  non ha alcuna competenza; ci troviamo di  fronte  ad
  una  problematica di tipo regolamentare e quindi se c'è un errore
  lo si corregge,  ma dal punto di vista procedurale le ricordo che
  abbiamo  appena   votato l'emendamento soppressivo  dell'articolo
  24, l'emendamento  24.2. Di conseguenza tutti gli emendamenti che
  fanno riferimento all'articolo 24 decadono.

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, non c'è dubbio che  sia  logico
  il   discorso  dell'onorevole  Capodicasa.  Quindi  se   dobbiamo
  interpretare  il  seguito dell'emendamento 24.3 come  aggiuntivo,
  possiamo   farlo,  ma  con  un  nuovo  testo  e  con  una   nuova
  articolazione.   Altrimenti  devo  concordare   con   l'onorevole
  Capodicasa  e  l'onorevole  Crisafulli  che  si  tratta  di   una
  forzatura regolamentare.
   Non  ho difficoltà ad accantonare la materia, tranne che non  si
  sospenda  la seduta  per due minuti per consentire al Governo  di
  modificare il testo.
   Se non sorgono osservazioni sospendo la seduta  per due minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 12.36, è ripresa alle ore 12.40)

    PRESIDENTE  La seduta è ripresa.

    CINTOLA   assessore  per il bilancio e le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA   assessore  per  il bilancio  e  le  finanze.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi  per fugare ogni  dubbio,  tenuto
  conto  che  si tratta di un fatto puramente  formale, il  Governo
  precisa che il secondo comma dell'emendamento 24.3, articolato in
  undici   commi,   va   considerato   come   articolo   aggiuntivo
  all'articolo 24, soppresso.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO    Signor  Presidente,  nei  termini  previsti   dal
  Regolamento ho presentato insieme ad altri colleghi l'emendamento
  25.3,  che  è  stato poi collegato all'articolo 24 e così  veniva
  riportato nel primo fascicolo degli emendamenti.
   Nel  nuovo fascicolo dell'emendamento 25.3 non c'è  più traccia.
  Volevo sapere dove è stato allocato.

    PRESIDENTE  Onorevole Spampinato, si trova in altra  parte  del
  testo.
   Onorevoli  colleghi,  pongo in votazione  l'emendamento  24.3.4.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  il subemendamento del Governo  24.3.5.  Il
  parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione il subemendamento 24.3.3. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento  24.3, come subemendato.  Il
  parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione e relatore.
  Favorevole. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                           (E' approvato)


   Presidenza del presidente Lo Porto


                       Sull'ordine dei lavori

    GIANNOPOLO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO   Signor  Presidente,  avevo  chiesto   di   parlare
  poc'anzi, adesso non so come si possano  risolvere le cose.
   Abbiamo  testè  approvato l'emendamento  del  Governo  che  reca
  disposizione  in  materia  di lavori  socialmente  utili.  Ma   è
  l'articolo  25   intervenie sulla materia dei lavori  socialmente
  utili.
   Ci  sono emendamenti che erano stati presentati all'articolo  25
  sulla  materia dei lavori socialmente utili che in parte  bisogna
  considerare assorbiti dall'emendamento 24.3, ma altri emendamenti
  che devono continuare a vivere.
   Volevo raccomandare questa attenzione.

    PRESIDENTE   In effetti è una giusta osservazione,  gli  uffici
  si stanno attivando.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


   Comunico  che all'articolo 24 sono stati presentati  i  seguenti
  emendamenti aggiuntivi:

   dal  Governo:  31.3; 31.8; 31.5; 31.6; 31.1; 25.10  R;  31.9;
  31.2;
   dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: 26.24;
   dagli onorevoli Giannopolo, Speziale e Villari: 31.45; 25.10;
  31.44; 25.7,
   dagli onorevoli Ortisi, Spampinato e Vitrano: 31.32; 25.3;
   dagli onorevoli Papania, Ortisi, Manzullo, Vitrano: 25.5;
   dagli onorevoli Papania, Ortisi, Turano, Ioppolo: 25.6.

   Dichiaro  superati  tutti  i predetti  emendamenti,  tranne  gli
  emendamenti 31.32, 25.10 R , 31.9 e 25.10.
   Si passa all'emendamento 31.32.
    Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze.  Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione    e   relatore.
  Contrario.

    PRESIDENTE    Chi é contrario resti seduto, chi  favorevole  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 25.10R. Lo pongo in votazione. Il
  parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della  Commissione    e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE    Chi favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                            (E'approvato)

   Gli   emendamenti  31.9  e  25.10  di  identico  contenuto  sono
  assorbiti.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'articolo 25. Ne do lettura:

                             Articolo 25
                      Lavori socialmente utili

   1.   Al  fine  di  consentire,  nel  corso  dell'anno  2005,  lo
  svolgimento  degli  interventi in favore  dei  soggetti  in  atto
  impegnati  in  attività socialmente utili di cui  all'articolo  1
  della legge regionale 5 novembre 2001, n. 17 o nelle attività  di
  stabilizzazione  previste  dalle norme in  vigore,  l'Assessorato
  regionale  del lavoro, della previdenza sociale, della formazione
  professionale e dell'emigrazione può autorizzare la  prosecuzione
  delle attività medesime.
   2.  Per il finanziamento delle attività di cui al comma 1 e  dei
  costi accessori previsti dalle convenzioni stipulate con l'INPS e
  finalizzate  al pagamento degli assegni nonché dei  contratti  di
  cui all'articolo 12 della legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85
  e  successive modifiche ed integrazioni, il relativo onere  trova
  riscontro,   per  l'esercizio  finanziario  2005,  nel   bilancio
  pluriennale della Regione, UPB 4.2.1.5.2, accantonamento 1005.

     Comunico  che  allo  stesso sono stati presentati  i  seguenti
  emendamenti:

   dagli   onorevoli   Acierno  e  Lo  Curto:   25.1,   soppressivo
  dell'articolo;
   dal  Governo:  25.4  R;  25.8.1, subemendamento  all'emendamento
  25.8;
   dagli onorevoli Giannopolo, Speziale, Villari: 25.8; 25.11;
   dagli  onorevoli  Papania,  Ortisi, Turano,  Ioppolo  ed  altri:
  25.12;
   dagli onorevoli Morinello e Ferro: 25.2;
   dall'onorevole Moschetto: 27.1;
   dagli onorevoli Papania, Ortisi, Manzullo, Vitrano: 25.4;
   dagli onorevoli Papania e Ortisi: 25.13.

   Si  passa all'emendamento 25.1, dell'onorevole Acierno, il quale
  dichiara di ritirarlo. L'Assemblea ne prende atto.
   Essendo   tutti   gli  emendamenti  sostanzialmente   aggiuntivi
  all'articolo  25,  pongo  in  votazione  l'articolo  25.  Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    MANZULLO  Annunzio il mio voto contrario all'emendamento
  25.10.

    PRESIDENTE    L'Assemblea  ne  prende  atto.  Si   passa   agli
  emendamenti aggiuntivi.
   L'emendamento   aggiuntivo  25.4R,  a  firma  del   Governo,   è
  ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento  25.4,  a firma degli onorevoli  Papania,  Ortisi,
  Manzullo e Vitrano, è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione  il  subemendamento  25.8.1,  a  firma  del
  Governo. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                            (E'approvato)

   Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per 2 minuti.

    (La seduta sospesa alle ore 12.55, riprende alle ore 12.57).


   Presidenza del vicepresidente Fleres


   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE   Pongo in votazione l'emendamento  25.8,  nel  testo
  risultante. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   L'emendamento 25.13 è assorbito.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                       Sull'ordine dei lavori

    VILLARI  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    VILLARI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, poiché  stiamo
  trattando una materia complessa, chiedo di dare qualche minuto in
  più  ai  parlamentari per approfondire le questioni di cui stiamo
  discutendo   perché  alcuni  emendamenti  del   Governo   e   dei
  parlamentari  sono  di  identico  contenuto  o  simili  e  quindi
  necessitano di una più attenta lettura.

    PRESIDENTE     Prendo    atto    della    richiesta    avanzata
  dall'onorevole Villari.La Presidenza procederà più lentamente.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


           Riprende l'esame del disegno di legge n. 917/A

    PRESIDENTE   Si  passa  all'emendamento  25.11  a  firma  degli
  onorevoli  Giannopolo, Villari e Speziale. Lo pongo in votazione.
  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Contrario

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze.  Contrario

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                          (Non è approvato)

    PRESIDENTE  Si passa all'articolo 26. Ne do lettura:

                             Articolo 26
                  Abrogazioni e modifiche di norme

   1.  Al  comma 24 dell'articolo 1 della legge regionale 8  luglio
  1977, n. 47 e successive modifiche ed integrazioni le parole  '1
  gennaio 2005' sono sostituite con le parole 1 gennaio 2006'.
   2.  Al  comma 1 dell'articolo 7 della legge regionale 31  maggio
  2004,  n.  9,  dopo  le parole 'uffici regionali'  aggiungere  le
  seguenti  parole  'nonché  per ulteriori  oneri  autorizzati  con
  delibera della giunta regionale'.
   3.  Al  comma 1 dell'articolo 55 della legge regionale 3  maggio
  2001, n. 6 e successive modifiche ed integrazioni, dopo le parole
  'gestione delle relative spese' sono aggiunte le seguenti  'Sono,
  altresì,  effettuate  con  decreto  del  dirigente  generale  del
  dipartimento  bilancio  e  tesoro,  su  proposta  dei  competenti
  dirigenti   generali  o  di  altri  dirigenti  responsabili,   le
  variazioni   compensative  fra  capitoli  di  spesa   concernenti
  retribuzioni  ed  altri  assegni al personale,  in  servizio  con
  contratto  a  tempo determinato o indeterminato, o in quiescenza,
  della Regione.'.
   4.  La  lettera  d)  del comma 1 dell'articolo  36  della  legge
  regionale  17  marzo  2000,  n.  8  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni è abrogata.
   5.  Il  comma 4 dell'articolo 16 della legge regionale 15 maggio
  2000, n. 10 è sostituito dal seguente:
   '4.     All'acquisto,     manutenzione,    riparazione     delle
  apparecchiature   anche   di  tipo  informatico   necessarie   al
  funzionamento  della  segreteria  generale,  degli  uffici   alle
  dirette  dipendenze del Presidente della Regione e della sede  di
  Catania  della  Presidenza della Regione, oltre che  all'acquisto
  dei   programmi   e  dei  materiali  di  consumo  relativi   alle
  apparecchiature medesime provvede l'ufficio del sovrintendente di
  Palazzo  d'Orleans,  mentre  per le missioni  del  personale  che
  presta  servizio  presso  gli stessi uffici  e  presso  l'ufficio
  legislativo e legale provvede la segreteria generale.'.
   6.  Al  comma 1 dell'articolo 34 della legge regionale 26  marzo
  2002,  n.  2,  le  parole  'fino all'esercizio  successivo'  sono
  sostituite dalle parole 'per i tre anni successivi'.
   7.  Al comma 2 dell'articolo 6 della legge regionale 29 dicembre
  2003,  n. 21, le parole 'entro il 30 giugno 2004' sono sostituite
  con  le parole 'entro il 31 dicembre 2004' ed al successivo comma
  4  le  parole 'entro il 31 dicembre 2002' sono sostituite con  le
  parole 'entro la data di entrata in vigore della presente legge'.
   8.  Al  comma  7  dell'articolo  12  della  legge  regionale  1
  settembre  1997, n. 33, sono soppresse le parole  'per  una  sola
  volta'.
   9.  Al comma 3 dell'articolo 30 della legge regionale 3 dicembre
  2003, n. 20, dopo le parole 'n. 412' aggiungere le parole 'e ogni
  attività post contatore'.
   Al  comma  1  dell'articolo 53 della legge regionale 3  dicembre
  2003,  n.  20, dopo la parola '(LIDU)' sono soppresse  le  parole
  'aderente alla Federation internazionale des droits de l'homme'.
   Alla fine del comma 1 dell'articolo 17 della legge regionale  16
  aprile 2003, n. 4 le parole 'entro novanta giorni dall'entrata in
  vigore della presente legge' sono sostituite con le parole 'entro
  il 28 febbraio 2005'.
   Al  comma  2  dell'articolo 23 della legge  regionale  3  maggio
  2001,  n. 6 le parole 'L'Assessore regionale per i beni culturali
  ed  ambientali  e  per la pubblica istruzione  è  autorizzato  ad
  acquisire'  sono  sostituite dalle parole 'L'Assemblea  regionale
  siciliana acquisisce'.
   La   disposizione  contenuta  alla  lettera  f)  del   comma   2
  dell'articolo 2 della legge regionale 22 dicembre 1999, n.  28  è
  estesa  a tutte le piccole e medie industrie con stabilimenti  ed
  impianti fissi ubicati nel territorio della Regione.
   Al  comma  1  dell'articolo 51 della legge regionale 3  dicembre
  2003,  n.  20, dopo le parole  di Palermo', aggiungere le  parole
   ,della  Fondazione  Orchestra Sinfonica Siciliana',  e  dopo  le
  parole  rispettivamente a 3.000 migliaia di euro', aggiungere  le
  parole  , a 2.000 migliaia di euro'.
   Al  comma  1  dell'articolo 65 della legge  regionale  26  marzo
  2002,  n. 2, dopo la parola  2005', aggiungere le parole  2006  e
  2007'.
   Al  comma  2  dell'articolo 39 della legge  regionale  26  marzo
  2002, n. 2 sono soppresse le parole  e comunque nel limite del 30
  per cento'.
   All'articolo 26 della legge regionale 16 aprile 2003,  n.  4,  è
  aggiunto il seguente comma:
   '12.  Ai fini del monitoraggio dei flussi di entrata e di spesa,
  presso  l'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze  può
  essere  comandato  personale appartenente ad  amministrazioni  ed
  entri  soggetti a controllo e vigilanza della Regione. Gli  oneri
  per  il  trattamento principale ed accessorio, fisso e variabile,
  restano  a carico delle amministrazioni o enti di provenienza.  A
  detto  personale  si applicano esclusivamente le disposizioni  di
  cui  all'articolo  16, comma 3, della legge regionale  15  maggio
  2000, n. 10.'.
   18.  Al  comma 3 dell'articolo 12 della legge regionale 8 luglio
  1977, n. 47 e successive modifiche ed integrazioni, le parole  da
   possono' fino a  acquisti di terreni' sono cassate.
   19.  Dopo  il punto 2 della lettera i) del comma 1 dell'articolo
  1  della  legge regionale 11 dicembre 1991, n. 48, è aggiunto  il
  seguente punto:
    2  bis) al comma 3 dell'articolo 57 cassare le parole  per  una
  sola volta'.
   20. All'articolo 195 della legge regionale 23 dicembre 2000,  n.
  32, sono introdotte le seguenti modifiche:
   -  al comma 3 dopo le parole  tecnico-scientifica' sono aggiunte
  le parole  e del Centro per l'internazionalizzazione dell'impresa
  e  la promozione della piccola e media impresa nello spazio euro-
  mediterraneo di Palermo';
   - è aggiunto il comma 5 bis:
    5  bis.  Alla copertura delle spese di gestione del Centro  per
  l'internazionalizzazione  dell'impresa  e  la  promozione   della
  piccola e media impresa nello spazio euro-mediterraneo di Palermo
  si provvede mediante la corresponsione dei contributi previsti  a
  carico  dell'UPB 8.2.1.3.99, capitolo 344116 del  bilancio  della
  Regione.'.
   21.  L'articolo 59 della legge  regionale 6 marzo 1986, n. 9,  è
  abrogato.

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   dal  Governo: 26.9; 26.10; 26.23; 26.29; 26.28.1, subemendamento
  all'emendamento 28.1;
   dagli onorevoli Beninati e Maurici: 26.15;
   dagli onorevoli Forgione e Liotta: 26.1;
   dall'onorevole Zangara: 26.28;
   dall'onorevole Mancuso: 26.8.

   Comunico,   altresì,  che  sono  stati  presentati  i   seguenti
  emendamenti aggiuntivi all'articolo 26:

  dal  Governo:  26.11; 26.12; 27.21; 26.30; 26.31;  26.33;  31.58;
  31.40.1,  subemendamento  all'emendamento  31.40;  31.25;  31.26;
  31.27;    31.59;    31.4;    31.24;    31.36.1,    subemendamento
  all'emendamento 31.36; 31.4; 31.7; 26.35;
  dall'onorevole Cristaudo: 26.2;
  dall'onorevole Ferro: 26.3; 26.5; 26.6; 26.4; 31.21;
  dall'onorevole Baldari: 26.7;
  dagli   onorevoli  Baldari,  Moschetto,  Mercadante,   Confalone:
  26.7.1, subemendamento all'emendamento 26.7;
  dall'onorevole  Barbagallo: 26.18; 26.21;  26.17;  26.19;  26.20;
  31.33;
  dagli onorevoli Moschetto e Savona: 26.32;
  dall'onorevole Crisafulli: 26.13;
  dagli onorevoli Beninati e Vicari: 26.14;
  dagli onorevoli Barbagallo e Tumino: 26.16;
  dagli  onorevoli  Fleres, Catania Giuseppe, Maurici  e  Misuraca:
  31.10; 31.13; 31.11;
  dall'onorevole Formica: 31.53;
  dagli  onorevoli Villari, Giannopolo, Speziale ed  altri:  26.25;
  31.47;
  dall'onorevole      Capodicasa:      26.26.1,      subemendamento
  all'emendamento 26.26;
  dagli onorevoli Dina, Misuraca, Formica e Papania: 26.26;
  dall'onorevole  Acierno: 26.26.1, subemendamento  all'emendamento
  26.26;
  dall'onorevole Savona: 31.28; 27.10; 31.57;
  dall'onorevole Confalone: 26.27;
  dagli onorevoli Crisafulli e Fleres:31.12;
  dagli onorevoli Savona e Antinoro: 31.60;
  dall'onorevole Zangara: 27.20;
  dagli onorevoli Oddo e Panarello: 31.49; 27.18;
  dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: 31.40; 31.41;
  dagli  onorevoli Baldari, Leanza, Moschetto, Confalone,  Formica,
  Mercadante: 13.14.1, subemendamento all'emendamento 13.14;
  dagli  onorevoli  Confalone,  Moschetto,  Mercadante  e  Baldari:
  31.14;
  dall'onorevole Antinoro: 31.19;
  dagli onorevoli Barbagallo e Basile: 31.34;
  dall'onorevole Mercadante: 31.54; 31.18;
  dall'onorevole De Benedictis: 31.42;
  dagli onorevoli Panarello, Zago, De Benedictis, Villari: 31.48;
  dagli onorevoli Turano, Maurici, Fratello: 31.23 bis;
  dagli   onorevoli   Oddo   e  Papania:  31.15.1,   subemendamento
  all'emendamento 31.15;
  dagli  onorevoli  Dina,  Maurici,  Fratello,  Moschetto,  Catania
  Giuseppe: 31.15.2, subemendamento all'emendamento 31.15;
  dall'onorevole Turano: 31.15;
  dagli  onorevoli  Catania  Giuseppe, Fleres,  Maurici,  Misuraca,
  Moschetto: 26.34;
  dall'onorevole Misuraca: 31.17; 31.16;
  dagli  onorevoli  Misuraca,  Catania Giuseppe,  Fleres,  Maurici,
  Moschetto: 27.23; 27.2.1;
  dall'onorevole Mancuso: 31.20; 31.31;
  dagli onorevoli Formica e Ioppolo: 31.22;
  dagli onorevoli Moschetto, Mercadante, Catania Giuseppe, Maurici,
  Baldari:   31.23.2,  e  31.23.3,  subemendamenti  all'emendamento
  31.23;
  dagli onorevoli Beninati e Maurici: 31.23;
  dagli   onorevoli   Giambrone,  Beninati  e   Maurici:   31.23.1,
  subemendamento all'emendamento 31.23;
  dagli  onorevoli  Oddo,  Speziale, Zago,  De  Benedictis:  31.35;
  31.51;
  dall'onorevole Oddo: 31.52;
  dagli onorevoli Giannopolo, Cracolici, Speziale: 27.15;
  dagli onorevoli Beninati, Fleres e Lo Curto: 31.29;
  dall'onorevole Beninati: 31.30; 31.56;
  dagli  onorevoli Speziale, Zago, Panarello, Oddo:  31.36;  31.38;
  31.39; 31.37;
  dagli  onorevoli  Giannopolo,  Villari,  Speziale:  31.43;  25.9;
  31.46.

   Si   passa   all'emendamento  26.15  a  firma  degli   onorevoli
  Beninati, Maurici.

    BENINATI  Lo ritiro.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

   Si passa all'emendamento 26.9 a firma del Governo.

   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze.  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

      Si passa all'emendamento 26.8 a firma dell'onorevole Mancuso.

       MANCUSO  Lo ritiro.

       PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

    PRESIDENTE   Si  passa  all'emendamento  26.1  a  firma   degli
  onorevoli Forgione, Liotta.

    CINTOLA   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi,  intervengo  per  dichiarare  il
  parere   contrario  del  Governo,  in  quanto   potrebbe   essere
  attenzionata dal Commissario dello Stato, per cui il  parere  del
  Governo è contrario.

    PRESIDENTE   Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole  si
  alzi.

                         (Non è  approvato)

    PRESIDENTE    Si  passa all'emendamento 26.10 del  Governo.  Lo
  pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE    Si  passa all'emendamento 26.23 del  Governo.  Lo
  pongo in votazione.  Il parere della Commissione?

    SAVONA     Vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze.  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE    Essendo l'emendamento 26.29 a firma  del  Governo
  di  identico contenuto del 26.23, si passa all'emendamento  26.28
  del Governo.
   Comunico  che  è  stato presentato dal Governo il subemendamento
  26.28.1.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE   Pongo in votazione l'emendamento 26.28  nel  testo
  risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 26.2. Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione.  Chi  è  contrario  resti
  seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

    Si passa all'emendamento 26.5.

    FERRO  Chiedo di parlare per illustrarlo.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FERRO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, gli  emendamenti
  26.5   e  26.6,  sostanzialmente  si  sintetizzano  in  un  unico
  ragionamento, che è, di fatto, quello di impedire che in aree  di
  verde  agricolo,  in  deroga  ai  piani  regolatori,  si  possano
  realizzare  strutture  abitative,  anche  attraverso   forme   di
  commissariamento, che l'Assessorato regionale per  il  territorio
  disponga nei comuni, d'ufficio.
   Mi  pare  un tema sufficientemente serio che riguarda  non  solo
  grandi città ed aree metropolitane, ma anche comuni, per esempio,
  della  provincia  di  Catania. Ricordo a  tal  proposito  che  il
  sindaco  di Sant'Agata Li Battiati, mi sembra, già l'anno  scorso
  ebbe  a  denunciare  lo  scempio sul  territorio  di  quell'area,
  proprio in virtù di questa norma.
   Vorrei quindi che il Governo riflettesse bene quando esprime  un
  giudizio  positivo o negativo sugli emendamenti.  Chiedo  che  la
  votazione dell'emendamento avvenga per scrutinio segreto.

          (Gli onorevoli Capodicasa, Cracolici, Guerrieri,
                         Miccichè, Sanzeri,
         Villari, Zago, Papania, si associano alla richiesta)

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 26.5

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indìco   la  votazione   per   scrutinio   segreto
  dell'emendamento 26.5.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti 54
   Maggioranza        28
   Favorevoli         21
   Contrari           33
   Astenuti            0

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 26.6

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà

    SPAMPINATO   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  desidero
  ricordare  al Governo che, su questo tema, in un incontro  con  i
  sindaci di tutte le province della nostra Regione, era stata data
  dall'allora   assessore  al  territorio  e  ambiente,   onorevole
  Pellegrino,   una   disponibilità  a  tenere  in   considerazione
  l'esigenza    dei  comuni  medesimi,   affinché   non   venissero
  saccheggiati i loro territori da possibili insediamenti  di  tale
  natura,  tenendo  piuttosto  in considerazione  l'opportunità  di
  armonizzare  con  i piani regolatori vigenti o comunque  con  gli
  strumenti urbanistici attuali.
   Rivolgendomi  quindi al Governo, anche in mancanza  dell'attuale
  assessore  per il territorio e l'ambiente, ricordo che  c'era  un
  orientamento  e  che, a tal fine, era già stata  predisposta  una
  norma ad hoc che tenesse in considerazione tale esigenza.
   Il  Governo  attuale, quindi, svolga delle considerazioni  anche
  sulla base di questo mio intervento.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 26.6.   Il  parere
  della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    FERRO    Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
   segreto.

        (Gli   onorevoli   Capodicasa,   Cracolici,   Gainnopolo,
      Miccichè, Oddo,
        Papania, Raiti e Sanzeri appoggiano la richiesta)

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 26.6

    PRESIDENTE   Essendo  la richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indìco   la  votazione   per   scrutinio   segreto
  dell'emendamento 26.6.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti 57
   Maggioranza        29
   Favorevoli         22
   Contrari           35
   Astenuti            0

                         (Non è' approvato)

   Si passa al subemendamento 26.7.1. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole

    PRESIDENTE   Lo  pongo in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  pertanto  in  votazione  l'emendamento  26.7,  nel  testo
  risultante. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE   Si  passa all'emendamento 26.11  del  Governo.  Il
  parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE    L'emendamento  26.18  dell'onorevole   Barbagallo
  decade per assenza dall'Aula del firmatario.
   Si  passa  all'emendamento 26.32, degli  onorevoli  Moschetto  e
  Savona.

    CAPODICASA    Signor  Presidente,  circola  voce   che   questo
  emendamento assegna cinque consulenti in più all'Assessorato alla
  Presidenza. Se è veramente così, lo considero scandaloso

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e  relatore.   Lo
  ritiro.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 26.12. Il Governo intende illustrarlo?

    CINTOLA   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, a volte  gli  assessorati  sono
  stati appesantiti a tal punto che si è pensato di utilizzare,  in
  Commissioni,  Consigli  di  amministrazione,  supervisioni  ecc.,
  anche  i dirigenti che si trovano nella fascia di vice dirigenti,
  in  maniera  tale da rendere percorribile il lavoro istituzionale
  degli  assessorati  e quello di rappresentanza degli  assessorati
  medesimi all'interno delle Commissioni.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI  Signor Presidente, onorevoli colleghi,   non  ho  da
  fare  alcun  rilievo  in merito alle imprecisioni  dell'assessore
  Cintola,  ne  ho capito il senso. Il tema è piuttosto  un  altro:
  sostenere che nella Regione siciliana, dove abbiamo oltre duemila
  dirigenti  di  ruolo,  per  le  funzioni  di  ufficio,   dovremmo
  utilizzare  un  sistema per il quale la qualifica  immediatamente
  inferiore,  pur  con il possesso della laurea  e  dieci  anni  di
  anzianità,   costituisce  titolo  d'ingresso  alle  funzioni   di
  dirigente; ebbene, ritengo abbia più senso riordinare la  materia
  e  stabilire  che,  nell'ambito  della  Regione,  è  prevista  la
  funzione di vicedirigente.
   Ma  una  logica   a te sì e a te no  - perché succederà  questo,
  onorevole  Assessore - la ritengo sbagliata, pertanto  chiedo  al
  Governo di ritirare l'emendamento; in alternativa chiedo  che  la
  votazione avvenga a scrutinio segreto.

        (Gli   onorevoli   Di   Mauro,   Giannopolo,   Guerrieri,
      Oddo,Papania, Sanzeri, Speziale, Villari si associano  alla
      richiesta)

       Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 26.12

    PRESIDENTE   Chiarisco il significato del  voto:  chi  vota  sì
  preme il pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi
  si astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti 62
   Maggioranza        32
   Favorevoli         25
   Contrari           37
   Astenuti            0

                          (Non è approvato)

    PRESIDENTE  Si passa all'emendamento 27.21 del Governo.
     Lo  pongo  in  votazione  con la  riserva  di  individuare  la
  copertura  in  tabella.  Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 26.14.

    CAPODICASA    Signor  Presidente,  chiedo  che  i  presentatori
  illustrino l'emendamento.

    PRESIDENTE  Se i presentatori intendono farlo...

    BENINATI    Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   questo
  emendamento di cui il Governo aveva anche preso visione,  intende
  semplicemente  prevedere  che  per  tutte  le  aziende  collegate
  all'AST,  per cui resta il blocco del personale, ebbene,  dicevo,
  per  tutte  quelle che sono controllate, in autonomia  in  quanto
  Spa, il blocco del personale si potrebbe escludere.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  se   ho
  capito   bene,  l'emendamento  è  in  riferimento  alle   aziende
  collegate e controllate dall'AST.
   Il  problema è capire come si procede in questa materia,  perché
  credo  che  il  collega  Ferro  abbia  già  presentato  anche  un
  emendamento che, in qualche modo, cerca di mettere ordine  a  una
  fattispecie assai complessa e delicata.
   Noi   disponiamo  di  aziende  cosiddette  pubbliche,  in  senso
  stretto,  che operano secondo un regime pubblicistico - e  quindi
  con  meccanismi di ingresso e di selezione del mercato del lavoro
  che ha un regime,  appunto,  pubblicistico - e, inoltre,  abbiamo
  pure aziende, formalmente sotto forma di società di capitali,  ma
  controllate, o per intero o in alcuni casi al 99 per cento, dalle
  aziende   pubbliche,   che   operano  in   regime   assolutamente
  privatistico,  regime che in Sicilia è diventato quasi,  possiamo
  così  definirlo, vergognoso. Infatti, il meccanismo di  ingresso,
  ad  esempio attraverso il sistema  interinale  - sappiamo bene  e
  lo  dico pubblicamente in questo Parlamento - corrisponde  non  a
  una   selezione  che  le  società  di  lavoro  interinale   fanno
  nell'interesse dei lavoratori, ma secondo le segnalazioni che  le
  stesse aziende procedono a svolgere per assumere i lavoratori  di
  loro interesse
   Io  credo,  signor  Presidente, che  bisogna  respingere  questo
  emendamento  e,  allo stesso tempo, quando esamineremo  quello  a
  firma del collega Ferro (ritengo peraltro che forse ne esista  un
  altro  a  firma degli onorevoli Giannopolo e Speziale) finalmente
  il  Parlamento  può  cercare  di mettere  ordine  a  una  materia
  sottoposta  ad  ogni  tipo di arbitrio per ciò  che  concerne  la
  gestione amministrativa.
   Intanto,  chiedo  all'onorevole  Beninati  la  disponibilità   a
  ritirare  l'emendamento,  in  alternativa,  chiedo  all'Aula   di
  respingerlo anche con la procedura del voto segreto.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   in
  relazione  alla richiesta formulata dall'onorevole Cracolici,  mi
  permetto  di sottolineare l'atipicità della proposta avanzata  su
  una  materia  riguardante i trasporti,  proprio  da  parte  dello
  stesso Presidente della competente Commissione.
   Ritengo  quindi  che  tutto  il tema debba  essere  trattato  in
  autonomo  disegno  di  legge  e  credo  altresì  inopportuno,  mi
  permetta  signor Presidente della Commissione, che non sia  stato
  presentato  nella sua Commissione. La invito pertanto a  ritirare
  l'emendamento all'esame.

    CAPODICASA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   mi
  meraviglio dell'ingenuità dei miei colleghi dell'opposizione  che
  invitano l'onorevole Beninati a ritirare l'emendamento, quasi che
  l'onorevole  Beninati fosse incorso in una svista. Ma  questa   è
  una  balla grande come una casa, signor Presidente  Perché questo
   emendamentino  di mezzo rigo riapre le assunzioni
   Onorevole  Assessore al bilancio, lei non ha niente da  dire  su
  questo emendamento, dopo che predica la linea del rigore?  Se  il
  Governo è contrario lo dichiari, che rinuncio al mio intervento
   Stiamo   scherzando?   Blocchiamo  le  assunzioni   degli   enti
  collegati  e  le  società che dipendono  da  questi  stessi  enti
  possono  riaprire le assunzioni; per di più, l'Assessore continua
  a  sostenere che fa una politica di rigore in materia di bilancio
  e di assunzioni, rigore e sviluppo

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, non  riesco  a
  comprendere  il significato delle dichiarazioni dei colleghi  del
  centrosinistra in merito all'emendamento a firma degli  onorevoli
  Vicari  e  Beninati. In primo luogo, perché in questo emendamento
  non si assume nessuno, ma evidentemente si intendono ricreare  le
  condizioni, per le società collegate all'AST, di poter fare nuove
  assunzioni. E allora, mi chiedo come ci si possa schierare contro
  una norma che genera occupazione in una terra dove - purtroppo  -
  la disoccupazione è un fatto drammatico
     E'  incredibile vedere parti di questo Parlamento contro  tale
  norma    Sentire  membri di questo Governo annunciare  il  parere
  contrario a questo emendamento è semplicemente ridicolo
      E   allora  intendo  ribadire,  non  avendo  alcun  interesse
  personale - né nell'AST né nelle sue aziende collegate -  che  la
  norma  a cui mi riferisco intende soltanto offrire la possibilità
  di   modificare  una  disposizione  che  ha  finora  bloccato  le
  assunzioni: ripeto, l'emendamento non obbliga ad assumere, ma  si
  limita  a  ridare la possibilità, ove ve nei sia  l'esigenza,  di
  creare lavoro.
   Esprimo  pertanto  il mio parere favorevole ad  una  norma  che,
  dalla  sua  entrata  in vigore, crea nuovi  posti  di  lavoro  in
  Sicilia.

    CAPODICASA  Con i soldi pubblici, però, onorevole Acierno

    PRESIDENTE   Non  dimentichiamo che  si  tratta  di  una  SpA.,
  onorevole Capodicasa. Non è necessariamente detto che siano fondi
  pubblici. Non è assolutamente scontato.

    CAPODICASA  Signor  Presidente,  si  tratta  di  SpA  a  totale
  capitale pubblico.

    FERRO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FERRO   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  non  aggiungo
  nulla  alle  cose già dette  dall'onorevole Cracolici  in  merito
  alla immoralità che caratterizza le assunzioni in queste aziende.
   Detto    questo,   siccome   non   mi   stupisco   del   candore
  dell'onorevole Acierno, vorrei anche ritornare sull'argomento con
  una  precisazione, al fine di evitare in quest'Aula di cominciare
  a  fare  i  nomi  dei parenti e dei familiari di tanti  esponenti
  politici   che,  dentro  la  città  di  Palermo,  hanno  assunto,
  attraverso quelle aziende, i propri familiari.
   Lo  dico  perché, se vogliamo evitare di scendere nel  ridicolo,
  come  già  siamo, rispetto a questa situazione,  il  tema  non  è
  occupazione   sì,   occupazione   no.   Il   tema   è   piuttosto
  l'occupazione,  ma  che sia con pari opportunità  per  tutti:  si
  individuino  allora procedure di evidenza pubblica e  si  proceda
  solo dopo alle assunzioni.
   Finché  non  ci sono procedure di evidenza pubblica, è  evidente
  che  non  si  possono  assumere gli  amici  degli  amici  perché,
  diversamente,  sarebbe  francamente  fantasioso,  anche  con   la
  fantasia  che impersona l'onorevole Acierno.

    FORMICA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORMICA     Signor   Presidente,   onorevoli    colleghi,    le
  preoccupazioni scaturite durante questo dibattito  francamente le
  ritengo inopportune e, per certi versi, anche  poco attinenti.
   Bisognerebbe  focalizzare l'oggetto del contendere.  Noi  stiamo
  parlando  di  aziende  collegate  che spesso vedono  all'interno,
  nella  compagine dei componenti, dei soggetti privati. Si  tratta
  di  aziende  che, in buona parte dei casi, se non  nella  maggior
  parte dei casi, sono soggetti privati.
   Come  si  può impedire ad un soggetto privato di assumere  delle
  persone?  Vorrei che lo spiegassero coloro i quali  si  oppongono
  alla norma, perché ritengo che sia una norma che crea occupazione
  e che non pone vincoli.
   Delle  due l'una: o si ha la coerenza di essere sempre in  linea
  con  quanto si dice a proposito dello snellimento delle procedure
  oppure vale il principio dei  due pesi e due misure'.
   Qui  si  tratta di aziende partecipate, nella maggior parte  dei
  casi, da soggetti privati. Si vuol dare la possibilità a soggetti
  privati di assumere liberamente sul mercato.

    PRESIDENTE   Onorevole  Ferro, poiché c'è  un  suo  emendamento
  all'articolo 31 che disciplina la materia con l'esigenza  da  lei
  testé  espressa  di  una evidenza pubblica del  meccanismo  delle
  assunzioni,   secondo   me  sarebbe  auspicabile   se   potessimo
  agganciare  il  contenuto  di questo  emendamento  a  quell'altro
  trovando  una  via di compromesso, perché è vero  quello  che  ho
  sentito  sostenere - evitare manovre clientelari  -  ma  è  vero,
  altresì, che non possiamo assumerci la responsabilità di impedire
  quello che giustamente l'onorevole Acierno sosteneva e, cioè,  il
  progresso verso le assunzioni, anche se poche, ma che tuttavia ci
  siano.
   Se  a questo punto si può procedere armonizzando l'uno e l'altro
  emendamento  credo  che potremmo accantonare momentaneamente  per
  vedere   di   armonizzare  quel  testo  con   quello   successivo
  dell'onorevole Ferro.

    FERRO   Se  vi  è  una procedura di evidenza pubblica,  non  ho
  problemi.

    GIANNOPOLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO   Signor  Presidente,  il  mio  intervento   integra
  ulteriormente  il  suo  perché   sono  firmatario  assieme   agli
  onorevoli Villari  e Speziale di un altro emendamento, che per la
  verità è identico da tre anni a questa parte, l'emendamento 25.9,
  aggiuntivo,  con  il  quale si stabilisce  il  principio  che  al
  reclutamento  del  personale presso  le  società  partecipate  in
  misura maggioritaria si provvede con le procedure previste per le
  assunzioni presso la pubblica amministrazione.
   Vorrei   però  che  fosse  chiaro,  ed  anche  che  questo   mio
  contributo venisse considerato di arricchimento alla discussione,
  che  per  aziende collegate all'AST si intendono non  le  aziende
  private, i fornitori o i soggetti che hanno rapporto contrattuale
  con l'azienda madre che è l'AST, ma le aziende di cui è titolare,
  socio  o  proprietario  l'AST; altrimenti non  c'era  ragione  di
  scrivere questa cosa, è in re ipsa.
   Pertanto   possiamo  prendere  in  considerazione  l'emendamento
  dell'onorevole  Beninati,  anche  quello  dell'AST  se  vogliamo,
  direttamente  quando  sarà fissato in modo  chiaro  il  principio
  chiaro che alle assunzioni si provvede con regolari procedure  di
  evidenza pubblica e non di evidenza privata.

    CRISAFULLI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRISAFULLI  Signor Presidente onorevoli colleghi, se  riesco  a
  sviluppare   un   ragionamento   spero   di   contribuire    alla
  chiarificazione  circa l' improponibilità di questo  emendamento.
  Noi  ci  troviamo di fronte all'applicazione di una legge che  ha
  commissariato   l'AST.  La  legge  fu  fatta   per   avviare   la
  privatizzazione dell'Azienda siciliana trasporti ed é fin  troppo
  singolare   che  all'atto  in  cui  si  avvia  un   processo   di
  privatizzazione  e  dunque di dismissione e  di  reperimento  sul
  mercato  di  un  acquirente privato, prevediamo  una  fattispecie
  normativa che autorizza le aziende collegate sul piano del titolo
  di  proprietà, per cui a prevalente capitale pubblico e dunque  a
  prevalenza  nel capitale dell'AST, prevediamo che queste  aziende
  contribuiscono  ad  aggravare il bilancio dell'AST  che  dovrebbe
  essere privatizzato.
   Per  capire di che cosa stiamo parlando: significherebbe trovare
  un  partner privato, un'azienda privata che vuole comprare  tutto
  il  servizio  di  autolinee che la Regione potrebbe  mettere  sul
  mercato   e  consegnare  a  questa  proprietà  un  appesantimento
  aziendale  determinato  da  una norma che  il  nostro  Parlamento
  dovrebbe votare oggi. E' come se volessimo vendere l'ITALKALI  e,
  prima  di  venderla, consentissimo all'ITALKALI di fare  duemila-
  tremila assunzioni; questo, nei fatti, cozza con la logica  della
  legge-madre.   In  periodi  di  dismissione  -   mi   rivolgo   a
  professionisti  che,  oltre  a  fare  i  parlamentari,  sono  più
  conosciuti come professionisti, fortunatamente per loro  -,  fare
  una  cosa  del  genere rappresenta una turbativa  del  meccanismo
  commerciale e, se fossimo in fase di fallimento, potrebbe  essere
  addirittura perseguibile penalmente.
   Mi  sono permesso di richiamare tale questione perché mi  auguro
  che  il  Governo  si  renda  conto  della  complicazione  che  ne
  deriverebbe  e  il Presidente dell'Assemblea si renda  conto  che
  questo  emendamento  é impraticabile ai fini  del  raggiungimento
  degli  obiettivi  della  legge  madre  che  non  sono  messi   in
  discussione ma vengono qui confermati, creando però un meccanismo
  di appesantimento.
   Pertanto  mi  auguro  che venga accolta la  mia  riflessione  da
  parte  dei  colleghi  e  che questa possa portare  alle  ovvie  e
  naturali conclusioni.

    FLERES   Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà

    FLERES    Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  mi  dispiace
  dover intervenire dopo l'onorevole Crisafulli sostenendo la  tesi
  diametralmente   opposta,   ma  non  mi   stupisce.   L'onorevole
  Crisafulli  ha cultura di sinistra, centralistica e  dirigistica,
  io  ho cultura liberale e quindi l'impostazione che intendo  dare
  al  mio  intervento  nella  più  assoluta  serenità  di  animo  é
  esattamente  opposta a quella dell'onorevole  Crisafulli  per  la
  semplice ragione che si parte da un assunto errato.
   L'assunto  errato  é che una procedura di privatizzazione  debba
  scaturire necessariamente  da un fallimento economico, e così non
  é:   qualunque   soggetto  incaricato   di   procedere   ad   una
  privatizzazione   ha  il  diritto-dovere  di   farlo   mantenendo
  l'economicità  del soggetto stesso su cui opera, e  l'economicità
  del  soggetto  su cui opera dipende anche dalla sua  operatività.
  Questa è la prima osservazione.
   Seconda  osservazione: stiamo riferendoci a soggetti privati,  a
  società  per  azioni  e  dunque anche il suggerimento  correttivo
  dell'onorevole  Ferro,  anch'esso  appartenente  ad  una  cultura
  diversa  dalla mia, interferisce ed incide su competenze che  non
  sono  di  questo  Parlamento. Noi non possiamo  modificare  né  i
  contratti  di lavoro né il diritto civile, nel caso specifico  il
  diritto  del lavoro; dunque non possiamo vincolare le  aziende  a
  procedure di selezione che siano diverse dai contratti di  lavoro
  che  si  applicano in quelle aziende, dalla natura  giuridica  di
  quelle  aziende, dal diritto civile che non è una prerogativa  di
  questo Parlamento.
   Allora    contesto    complessivamente    l'impostazione     del
  ragionamento sin qui fatto, così come contesto un altro  elemento
  che  sottende  a  tutto il resto: l'obbligo di  applicabilità  di
  questo articolo.
   Chi  ha  detto  che  una possibilità diventi una  occasione  per
  determinare  sprechi  o  per determinare svantaggi?  Qualcuno  ha
  detto  poc'anzi che l'AST è un'azienda che ha una sua prospettiva
  stabilita   dalla  legge,  quella  prospettiva  non  può   essere
  antieconomica, dunque nessuno farà assunzioni antieconomiche.  Ma
  se  per  caso una assunzione può significare mettere sulla strada
  un  autobus  che determina una utilità di gestione - sto  facendo
  soltanto un esempio - perché bisogna impedire a quell'azienda  di
  produrre  utili interferendo nella libertà di azione aziendale  e
  imprenditoriale dell'azienda stessa, allora qui non può  guidarci
  la logica interdittiva, onorevoli colleghi, non possiamo valutare
  gli   emendamenti   sulla   base  di  una   logica   interdittiva
  assolutamente ipotetica per altro.
   Noi  dobbiamo  rispettare le ragioni sociali, le  competenze,  i
  contratti  di lavoro, il diritto civile nei confronti  dei  quali
  questi argomenti non abbiamo alcuna competenza. Poi, se l'azienda
  farà assunzioni anomale, se sprecherà il pubblico denaro, abbiamo
  mille  modi  per  condannarne un comportamento e per  reprimerlo,
  certamente  non  vincolando  la libertà  gestionale  dell'azienda
  stessa, sia essa questa o altra azienda.
   Pertanto,  onorevoli colleghi, mi permetto di fare un intervento
  di carattere generale che esula dalle logiche delle appartenenze,
  dalle logiche politiche di schieramento, un ragionamento che vale
  per  questo  argomento e per altri. Non facciamoci travolgere  da
  logiche  interdittive andando per altro a travolgere  persino  le
  nostre  competenze o a sentirci i padroni del mondo  interferendo
  in  compiti che non sono nostri. L'Assemblea valuti in base  alle
  sue competenze e valuti pure la portata in proiezione delle norme
  che vota.
   Tutti  ci sentiamo liberali, tutti ci sentiamo liberisti,  tutti
  siamo per la crescita aziendale e poi, però, ci blocchiamo perché
  ipotizziamo   una   presunta   irregolare   utilizzazione   della
  possibilità  di  assumere  o  non  assumere  sol  perché   questa
  determina anch'essa ipotetici vantaggi per uno schieramento o per
  un  altro  senza  tenere conto che invece determina  principi  di
  violazione del diritto privato, del codice civile, dei  contratti
  di lavoro. E non voglio giocare con la strumentalizzazione di chi
  fa  nascere  posti  di  lavoro o di chi li fa  morire,  onorevole
  Acierno,  le norme non creano posti di lavoro - magari  le  norme
  creassero posti di lavoro -, le norme consentono o non consentono
  un  percorso.  Se le norme potessero creare posti  di  lavoro  ne
  approveremmo  a  centinaia  pur di risolvere  il  problema  della
  disoccupazione.
   Capisco  l'enfasi degli interventi di ciascuno, ma cerchiamo  di
  recuperare un minimo di logicità nei comportamenti. Sappiamo bene
  che  se la strada è quella di impedire lo spreco e non certamente
  quella  di  impedire  l'occupazione,  semmai  di  controllare   i
  processi che determinano l'occupazione e non di impedirli  -  poi
  vedremo  se  sono  processi  irregolari  e  ci  comporteremo   di
  conseguenza -, ma qui stiamo facendo il processo alle intenzioni,
  tra l'altro prestandoci a speculazioni di carattere intellettuale
  assolutamente fuori luogo.

    MISURACA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MISURACA   Signor  Presidente,  ricorderanno  i  colleghi   che
  un'azienda   si  considera  controllata  quando   è   ha   totale
  partecipazione  pubblica. Si tratta invece di  azienda  collegata
  quando    una  quota  minoritaria  del  capitale  sociale   è   a
  partecipazione pubblica.
   Questa  norma, a mio avviso, va vista soltanto nella  misura  in
  cui  recupera un errore fatto da questa Assemblea e condivido  le
  posizioni  dell'onorevole Fleres: stiamo intervenendo  con  norma
  regionale in un campo definito e circoscritto dal codice  civile.
  Quest'ultimo  infatti regola i rapporti fra aziende  pubbliche  e
  private.

                Presidenza del vicepresidente FLERES

   Nel  2002 abbiamo limitato con una norma la capacità decisionale
  dell'azionista  di maggioranza delle aziende SpA o  s.r.l.  sulle
  quali oggi vogliamo invece continuare a intervenire.
     Il  paradosso  è  che un azionista che ha l'80  per  cento  di
  un'azienda,  cui  è poi collegata un'altra azienda  con  capitale
  pubblico,  non  potrebbe attivare procedure  di  acquisizione  di
  personale  sol perché una parte del suo capitale è  posseduto  da
  un'azienda pubblica.
   Oggi  interveniamo  soltanto  per  recuperare  un  errore  fatto
  allora.  Non  possiamo circoscrivere la vicenda già definita  dal
  codice civile con una norma regionale.
   Se  poi  il  pubblico, e qui ci riferiamo ad aziende  legate  al
  pubblico    ma    certamente   collegate,    vuole    intervenire
  nell'assemblea di una società per azioni lo faccia con  i  propri
  delegati o amministratori.
   Se  abbiamo  deciso di conglobare tutto limitando la libertà  di
  azionisti che investono e che hanno l'80 per cento di una azienda
  per cui poi l'AST ne ha il 20 per cento...

    CRISAFULLI  In questo caso, no.

    MISURACA   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  la  norma
  allora  è errata perché parla di aziende collegate. In diritto  è
  attribuito   significato  diverso  alle   aziende   collegate   o
  controllate.

    PRESIDENTE   Ha chiesto di parlare l'onorevole Speziale. Ne  ha
  facoltà.

    SPEZIALE    Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ricordo  al
  collega Misuraca e ai colleghi della maggioranza che la legge  10
  del  1999 prescrisse come misura di razionalizzazione della spesa
  di attivare il processo di privatizzazione di alcuni enti e della
  loro  dismissione.  Con  la  legge 5  abbiamo  completato  questo
  processo.
   Inoltre,  nella  legge  10/1999  è  previsto  espressamente  che
  bisogna  procedere  alla privatizzazione dell'AST.  Quest'ultima,
  allora, aveva bandito un concorso con la previsione di assunzione
  di centinaia di persone.
   Il  ragionamento porta a dire che il legislatore  correttamente,
  essendo  competenza propria,  impose all'azienda di non procedere
  a  nuove assunzioni e ricordo che allora le assunzioni avvenivano
  per  concorso pubblico come previsto per le aziende a  prevalente
  capitale pubblico.
   Ritengo  che se questo vale per l'AST valga anche per le aziende
  collegate.  La  fattispecie di cui parla l'onorevole  Misuraca  è
  inesistente   dato   che  tutte  le  aziende   collegate   vivono
  interamente di denaro pubblico.
   Il  problema  è  falsamente posto. Dovremmo invece  interrogarci
  sulla  ragione per la quale dal 1999 al 2004 non si  è  proceduto
  alla privatizzazione dell'AST - l'onorevole Granata è arrivato da
  qualche  giorno  alla gestione dell'assessorato  -,  ma  per  ben
  quattro anni il Governo è stato diretto da  un assessore di Forza
  Italia,  che  fra l'altro adesso è vicepresidente della  Regione.
  Per  quale ragione in questi quattro anni non si è proceduto alla
  privatizzazione dell'AST?
   La  questione centrale allora è questa: non possiamo  ipotizzare
  di  zavorrare in questo momento, se manteniamo fermo il principio
  della  privatizzazione,  questa azienda,  di  sovraccaricarla  di
  oneri  aggiuntivi con l'assunzione di personale, perché l'azienda
  verrebbe svalutata se messa sul mercato.
   La  questione  tra chi vuole fare una politica  liberale  e  chi
  vuole  fare una politica statalista sulle assunzioni,  sta  tutta
  qui. L'onorevole Fleres ha cercato di arrampicarsi sugli specchi,
  ma sta tutta qui
   Pensiamo  che non bisogna procedere, che va mantenuto  fermo  il
  blocco  delle  assunzioni non perché non ci  rendiamo  conto  che
  l'azienda  non  abbia bisogno di assunzioni, ma perché  riteniamo
  che   debba   essere  portato  a  compimento   il   processo   di
  privatizzazione. Approfitto della presenza dell'assessore Granata
  perché  il  Governo si impegni in tempi ragionevoli a  portare  a
  compimento tale processo.
   Se  vogliamo  privatizzare, ovviamente, non  bisogna  zavorrare,
  non  bisogna appesantire un'azienda se siamo dei gestori oculati.
  Per  non  appesantirla, non si può procedere a nuove  assunzioni,
  soprattutto quando queste diventano a tempo indeterminato. Tant'è
  vero che l'azienda AST per sopperire alla mancanza di personale è
  ricorsa  a  personale  interinale che,  di  volta  in  volta,  ha
  utilizzato  per  periodi  previsti dalla  legge  per  attivare  e
  mantenere il funzionamento del servizio.
   E'  questa la ragione per cui siamo contrari, adesso ascolteremo
  il Governo.
   Penso  che  l'assessore Granata dovrebbe rassicurare l'Aula  sul
  ritiro dell'emendamento, non so se è del Governo in questo  caso,
  l'emendamento presentato dall'onorevole Beninati, o dare un  voto
  contrario, e contemporaneamente impegnarsi perché sia data  piena
  attuazione  a  quanto  previsto dalla legge  10  del  1999  sulla
  privatizzazione dell'AST e conseguentemente delle aziende ad essa
  collegate.

    CAPODICASA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

    CAPODICASA      Signor    Presidente,     dopo     l'intervento
  dell'onorevole  Speziale rinuncio ad intervenire riservandomi  di
  farlo in sede di dichiarazione di voto.

    GRANATA   assessore  per  il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GRANATA   assessore  per  il turismo,  le  comunicazioni  ed  i
  trasporti.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  che  su
  questa  materia ci sia stata, anche nel corso del dibattito,  una
  certa  confusione  di  segno ed un certo richiamo  a  riferimenti
  ideologici, completamente, malposti.
   Fermo  restando  che avvalorerei una leggenda metropolitana  nel
  qualificarmi  o  nell'autodefinirmi più a sinistra dell'onorevole
  Crisafulli, che è un anticomunista ante litteram per certi versi,
  essere  anche, compiace ed onora, ma  la materia ha e deve essere
  affrontata  dal Governo con coerenza rispetto a quelli  che  sono
  gli  atti  del  Governo  attuali, passati  e  soprattutto  quelli
  imminenti.
   All'interno  della legge finanziaria, che abbiamo  già  discusso
  ed  approvato al Governo, c'è una norma che prevede la nomina  di
  un  commissario  che  avvia, entro un  termine  prestabilito,  la
  privatizzazione di sei mesi e la privatizzazione dell'AST.
   Queste  aziende  sono  tutte  a capitale,  dire  prevalentemente
  pubblico  è  un eufemismo, a capitale pubblico, quindi  è  ovvio,
  oltre  che  banale  e  non  urta alcun principio  liberista,  che
  produrre un appesantimento nell'organico di aziende attraverso un
  meccanismo  liberista e privato nelle assunzioni e  pubblico,  la
  famosa  dottrina cara ad una certa politica della privatizzazione
  dei  profitti e della pubblicizzazione delle perdite  è una linea
  che  questo  Governo, ad iniziare dal Presidente Cuffaro  che  ha
  approvato quella finanziaria con quel testo, non condivide e  non
  segue.
   Per questo motivo il parere del Governo è contrario.

    GIAMBRONE  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GIAMBRONE   Signor  Presidente, onorevole colleghi,  condivido
  le  considerazioni  fatte dall'onorevole Fleres  e,  al  fine  di
  evitare  che  si  possa  commettere qui  qualche  imperfezione  o
  interpretare   leggi   in  maniera  errata,  sarebbe   necessario
  ricordare che la legge 297/2002 sancisce in termini chiari che le
  aziende   private  possono  assumere  direttamente  il  personale
  dipendente,  ed  è un fatto ormai assodato, fra  l'altro  ripreso
  anche dalla legge Biagi.
   Lo   spirito  del  legislatore,  allorquando  con  il  comma   2
  dell'articolo  33 sanciva il divieto per l'AST  di  procedere  ad
  assunzioni,  erroneamente faceva riferimento anche  alle  aziende
  collegate.
   A  mio avviso non possiamo andare contro - anche perché andremmo
  contro  una  legge,  la numero 297 del 2002, che  fu  oggetto  di
  battaglie  ed  anche  del  delitto del  professore  Biagi  -   un
  indirizzo  univoco  che  è  quello di dare  la  possibilità  alle
  aziende  private  di assumere, fermo restando che  se  le  stesse
  dovessero  operare  contro legge allora  lì  interviene  un'altra
  istituzione.
   Oggi  dovremmo  estrapolare, a mio avviso, le aziende  collegate
  da  questo principio, che era giusto relativamente all'AST, e non
  alle aziende private che sono quelle collegate.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 26.14.  Il  parere
  del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA  presidente della Commissione e relatore. Contrario.

    PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E'  approvato)

              (Proteste in Aula dai banchi di sinistra)

   Onorevoli   colleghi,  votiamo  per  la   controprova.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 26.16.

    TUMINO  Lo ritiro.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento  26.30 del Governo.
   Comunico  che è stato presentato il subemendamento  26.30.1  dal
  Governo.

    CINTOLA   assessore  per il bilancio e le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. E'  lo  stesso
  stabilito  in  Commissione  e votato.  Non  ho  fatto  altro  che
  prendere  quanto  è  stato detto dalla Commissione  Bilancio.  Si
  tratta  di  interventi sulle caldaie di cui abbiamo  discusso  in
  Commissione.
   In  quell'occasione, abbiamo detto che anziché stabilire noi  il
  contributo  che  il  privato deve pagare,  alla  Provincia  resta
  collegata  la  possibilità di arrivare sino al 25 per  cento  del
  dovuto. In base a questo abbiamo presentato l'emendamento.

    PRESIDENTE   Il  parere  della Commissione  sul  subemendamento
  26.30.1, a firma del Governo?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; che è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 26.30, nel testo  risultante.
  Il parere della Commissione?

    SAVONA  presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 31.33.

    TUMINO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    TUMINO   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  questo  è  un
  emendamento  che  vorrebbe  evitare  ai  cittadini  che   vengono
  sorteggiati...

    PRESIDENTE    Onorevole  Tumino,  lei  dovrebbe  fare   proprio
  l'emendamento, altrimenti sono costretto a dichiararlo decaduto.

    TUMINO   Signor  Presidente, faccio  mio  l'emendamento  31.33,
  dell'onorevole Barbagallo.

   PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.

    TUMINO   Dicevo che con questo emendamento si vorrebbe  evitare
  che i costi relativi alle verifiche sulle caldaie ricadessero sui
  cittadini  che  vengono sorteggiati, facendoli  gravare,  invece,
  sullo  stesso  ente  che dispone la verifica,  quindi,  nel  caso
  particolare, sulle Province.
   Credo  che  sia una cosa oltremodo corretta proprio per  evitare
  che  una  casualità  nella  scelta a  campione  dei  soggetti  da
  controllare  determini, poi, un aggravio di spesa  notevolissimo,
  anche quando il cittadino risulti essere perfettamente in regola.

    CINTOLA   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, vorrei ricordare  all'onorevole
  Tumino  che,  in  Commissione, l'onorevole Barbagallo  firmatario
  dell'emendamento in questione, si era impegnato a ritirarlo.
   Ecco   perché,  prima  di  dare  un  parere  contrario,   vorrei
  invitare,      l'onorevole     Tumino,     secondo     firmatario
  dell'emendamento, a ritirarlo, così come da impegno  assunto  dal
  collega Barbagallo.

    TUMINO  Dichiaro di ritirarlo.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 31.10.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor  Presidente, onorevole colleghi,  quest'Aula
  ha  trattato la materia relativa all'emendamento in questione con
  un  altro  emendamento, a firma dell'onorevole Virzì, già  votato
  qualche  manovra  fa,  relativo  alla  questione  delle  aperture
  domenicali, alle aperture festive degli esercizi commerciali.
   Materia  questa  che, attraverso l'introduzione  e  la  modifica
  intervenuta  con la legge 28 e, poi,  con la dichiarazione  delle
  cosiddette   città  d'arte ,  è  stata  disciplinata  in  maniera
  assolutamente  pesante  per  la vita soprattutto  di  chi  lavora
  all'interno degli esercizi commerciali; si è venuta a creare  una
  condizione che ha reso difficile la gestione delle aperture.
   Questo   emendamento  propone  l'eliminazione  dell'obbligo   di
  chiusura  in  occasione di alcune festività, come sancito   nella
  legge  numero  28 che, oltre alle festività natalizie,  prevedeva
  altre  festività, quali l'Immacolata, la festa  di  Ognissanti  e
  quella  della Repubblica, che cade il 2 giugno, date nelle  quali
  occorre rispettare la chiusura degli esercizi.
   Credo   che   ciò   sia   sbagliato;  il   Parlamento   dovrebbe
  regolamentare nuovamente la materia delle aperture domenicali.
   Tra  la  grande distribuzione e la piccola distribuzione stiamo,
  di   fatto,  determinando  una  condizione  in  cui  la   piccola
  distribuzione  non  è  in  grado  di  competere  con  la   grande
  distribuzione,  non  soltanto in termini economici  ma  anche  in
  termini di orari, con tutto quello che ne consegue sul piano  del
  depauperamento  degli esercizi di vicinato e degli  esercizi  del
  piccolo  commercio  al dettaglio che,  in qualche modo,   investe
  buona parte  della nostra distribuzione e della  nostra economia.
   Credo,  quindi, che sia materia da riconsiderare,  da  rivedere,
  da disciplinare con un maggiore  equilibrio.
   In  ogni  caso,   presentare un emendamento che stabilisce   che
  nelle  tre festività  fissate dalla legge  si possono aprire  gli
  esercizi  è,  a mio avviso, sbagliato perché non interviene   sul
  problema  di disciplinare nuovamente  la materia, ma  in  qualche
  modo    risponde,   forse,   all'esigenza   di   qualche   grande
  distributore  di avere la possibilità di aprire anche  in  quelle
  giornate, oltre che tutte le domeniche e tutte le festività   che
  sono già previste dalla legge.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  mi  permetto   di   chiosare
  l'intervento  dell'onorevole Cracolici  soltanto  perché  anch'io
  sono   firmatario   di  questo  emendamento,  che   proviene   da
  un'esigenza specifica delle categorie interessate.
   Tuttavia,  l'onorevole  Cracolici  ha  ragione  quando  sostiene
  l'opportunità  di non ritornare spesso  su questi argomenti.  Per
  questo  motivo - mi  fa piacere, tra l'altro, che   sia  presente
  l'Assessore per la cooperazione, il commercio, l'artigianato e la
  pesca   che   ascolta  -  ritengo  più  opportuno   e   corretto,
  successivamente,  una  volta chiusa  questa  partita  con  questo
  emendamento, pensare  ad un'articolazione delle aperture e  delle
  chiusure sulla  base di strumenti più snelli e non sulla base  di
  strumenti  legislativi  che, certamente,  non  si  addicono  alle
  volubilità del mercato e delle esigenze di categorie, come quella
  commerciale.

   Pongo in votazione l'emendamento 31.10.

    CRACOLICI   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

       (Gli onorevoli Capodicasa, Giannopolo, Oddo, Panarello,
                         Papania, Speziale,
             Villari, Zago, si associano alla richiesta)

       Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 31.10.

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indìco   la  votazione   per   scrutinio   segreto
  dell'emendamento 31.10.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  53
   Maggioranza         27
   Favorevoli          28
   Contrari            25

                        (L'Assemblea approva)

   Si passa all'emendamento 31.53.

    FORMICA  Dichiaro di ritirarlo.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 26.25.
   L'Assemblea prende atto che l'onorevole Morinello ha  dichiarato
  di apporre la propria firma all'emendamento.
      Onorevoli  colleghi,  l'emendamento  è  improponibile  perché
  incide   su  disposizioni  normative  che  non  sono  di   nostra
  pertinenza, riguardano, bensì, le competenze delle Questure.
   Si  passa  all'emendamento 26.26 con il relativo  subemendamento
  26.26.1.

    FORMICA   Dichiaro  di  ritirare la mia firma  dall'emendamento
  26.26.

   PRESIDENTE.  L'Assemblea ne prende atto. Pongo in  votazione  il
  subemendamento 26.26.1. Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze.  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 26.26,  come emendato. Il parere  del
  Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze.  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 26.33, a firma del Governo. Lo  pongo
  in votazione. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento 26.31, a firma del Governo. Il  parere
  della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Gli   emendamenti  26.21  e  il  26.17   decadono  per   assenza
  dall'Aula del firmatario.

    TUMINO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    TUMINO   Signor Presidente, onorevole assessore per il bilancio
  e  le finanze, onorevoli colleghi, gli emendamenti 26.21 e 26. 17
  contengono  delle  norme  che  pare siano  state  concordate  tra
  l'assessore e l'onorevole Barbagallo.

    CINTOLA   assessore  per il bilancio e  le  finanze.  Sono  già
  inserite.

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,   comunico   che   è   stato
  presentato  dalla  Commissione l'emendamento 26.35,  che   non  è
  inserito nel fascicolo degli emendamenti.

    SAVONA  vicepresidente della Commissione e relatore. Chiedo  di
  parlare per illustrare l'emendamento.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SAVONA   vicepresidente della Commissione  e  relatore.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, si tratta di una serie  di  piani
  che  gli Assessorati ai lavori pubblici facevano su procedure che
  erano  in  corso.  Il  Comune di Palermo non  vi  è  riuscito.  I
  dirigenti per la programmazione e per l'approvazione dei progetti
  erano   circa   quattrocento.  Anche  la  Curia  di   Palermo   è
  interessata.  Ciò  serve  a  far approvare  dal  Comune  tutti  i
  procedimenti    amministrativi   per   poi   essere     inserito,
  successivamente,  in un'eventuale approvazione  di  un  piano  da
  parte dell'Assessorato.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 26.35.  Il  parere
  del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 26, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario ai alzi.

                           (E' approvato)

   Si    procede   con   gli   articoli   aggiuntivi.   Si    passa
  all'emendamento 31.37.

    ZAGO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ZAGO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  l'emendamento
  31.37  interviene nella discussione in atto sulla crisi  agricola
  nella nostra Regione. La crisi agricola che è stata affrontata da
  decine di sindaci, amministratori , associazioni di categoria nei
  giorni  scorsi,  è una crisi che non investe una provincia  o  un
  territorio, bensì è una crisi che investe tutta la Sicilia  ed  è
  particolare, non è una crisi alla quale si possono dare  risposte
  emergenziali.  Non è una crisi locale, non è provinciale,  è  una
  crisi  strutturale, di sistema, una crisi di modello di sviluppo.
  Quindi,  le  risposte a questo tipo di crisi, testimoniata  dalla
  mobilitazione   che  ha  visto per la  prima  volta  presenti   i
  giovani  e le donne in tutta la fascia meridionale della  Sicilia
  centro  orientale, da Niscemi a Gela, a Pachino, per non  parlare
  dei  comuni del ragusano, è una crisi che ha bisogno di  risposte
  strutturali.
   L'emendamento che viene proposto muove da questa constatazione.
   Perché,  oggi,  gli agricoltori, i produttori,  gli  addetti  ai
  lavori  del  comparto, 120 mila in Sicilia, 7 mila aziende,  sono
  scesi in lotta?
   Ciò  è  accaduto perché si è determinato un contrasto  stridente
  che  ha  messo in ginocchio tutti quanti; un contrasto  stridente
  tra il prezzo all'origine e il prezzo al consumo, con un rapporto
  incredibile, talvolta di uno a dieci, di uno a venti, se si tiene
  conto che i produttori nei mercati devono vendere e consegnare la
  merce  a  20,  30 centesimi, per poi vederla nei  mercati  per  i
  consumatori a 3,50, 4 e 5 euro al chilogrammo.
   Un  contrasto  che danneggia paradossalmente sia  il  produttore
  che  il consumatore, quindi c'è una fascia, quella che sta dentro
  i  limiti  di questo contrasto stridente che non può  che  essere
  individuata come una fascia all'interno della quale si sviluppano
  manovre speculative, parassitarie, su cui dobbiamo intervenire.
   Ad   oggi,   ci  sono  state  delle  prime  risposte  a   questa
  mobilitazione,  e  a  tal  proposito,  ho  invitato   l'assessore
  Leontini, il quale ha incontrato i vertici nazionali, a  riferire
  i risultati conseguiti per capire come intervenire.
   Mi  auguro  che  questa  richiesta venga accolta.  Intanto,  con
  questo  emendamento si vuole dare una risposta che  incida  sulla
  quantità  e sulla qualità dei prodotti ortofrutticoli;  si  vuole
  intervenire   per  provocare,  per  permettere  il   rinnovamento
  tecnologico e strutturale delle serre.
   Le  serre non possono continuare ad essere quello che sono state
  in  questi trenta, quarant'anni di sviluppo in tutta la  Sicilia:
  una  capannina  formata  da un foglio di plastica  e  da  quattro
  paletti in legno
   Le  serre,  oggi,  da  serre  a freddo  devono  diventare  serre
  climatizzate, serre in ferro che devono aumentare la  quantità  e
  la  qualità, ma che al contempo non devono  permettere,  al  loro
  interno,  lo sviluppo delle malattie che danneggiano  i  prodotti
  abbassandone   qualità  e  quantità,  e   che,   di   conseguenza
  danneggiano anche gli operatori, gli agricoltori ed i produttori.
   Si  chiede,  quindi, l'intervento della Regione  affinché  venga
  reso possibile tale ammodernamento, favorendo questo rinnovamento
  con delle misure che non sono, assessore e onorevoli colleghi, in
  contrasto  con  la  Comunità europea, in  quanto  si  vuole  fare
  riferimento  ai  consorzi  fidi che devono  finanziare  in  conto
  rischio e in conto interessi tale rinnovamento tecnologico.
   E'  necessario quindi  dare dei segnali in questo senso,  perché
  l'agricoltura è a un punto di non ritorno in quanto, fra l'altro,
  in questo momento sono presenti altri fenomeni.
   Mi  riferisco ai Paesi del Mediterraneo anche extraeuropei, alla
  concorrenza  di Paesi che portano nel nostro territorio  prodotti
  che  non  subiscono i controlli ai quali invece sono soggetti,  i
  nostri  prodotti e che, quindi, sul piano della qualità  e  della
  sicurezza alimentare, non possono essere equiparati ai  nostri  e
  che  peraltro   provengono  da  quei  Paesi   dove  il  costo  di
  produzione  è  basso in quanto il costo del lavoro è  decisamente
  diverso ed inferiore rispetto al nostro.
   E   ancora   vi  è  un'altra  cattiva  notizia  riguardante   la
  decapitazione dei nostri prodotti. Tale notizia è stata riportata
  qualche   anno  fa  da  trasmissioni  televisive  nazionali.   Mi
  riferisco  a  quella sciagurata trasmissione, allorquando  furono
  indicati   prodotti   della  fascia  trasformata   come   nocivi,
  pericolosi per la salute e per la sicurezza alimentare  nel  loro
  consumo.
   Mi  riferisco,  ancora,  al  divario tra  prezzo  all'origine  e
  prezzo  al consumo, ma mi riferisco soprattutto - se mi  consente
  qualche minuto, signor Presidente, così rinuncerei ad intervenire
  durante  l'illustrazione  dell'ordine  del  giorno  -,   ad   una
  legislazione  agraria  assente,  causa  della  crisi  che  stiamo
  vivendo.
   Le  aziende  si  muovono in totale isolamento ed  autonomia  ed,
  oggi,  i  risultati  che si conseguono, che sono  visibili,  sono
  quelli che scaturiscono dai successi nel campo della olivicoltura
  e  viticoltura.  Non c'é alcuna legislazione che  favorisce,  che
  incentivi   gli   accordi   di  filiera,  l'associazionismo,   la
  concentrazione  dell'offerta  per la  collocazione  dei  prodotti
  all'estero e, quindi, questa situazione non poteva non  provocare
  la   mobilitazione  di  cui  tutti  abbiamo  avuto  contezza,  la
  saldatura,   la   regionalizzazione   del   movimento   che    ha
  caratterizzato  queste  settimane.  E'  una  condivisione   della
  piattaforma da parte delle organizzazioni professionali  agricole
  che   ha   permesso,  ad  esempio,  all'assessore  Leontini,   in
  rappresentanza   del  Governo  siciliano,  di  delineare   quella
  piattaforma nell'interlocuzione con il ministro Alemanno.
   Lo  stato di crisi che é stato dichiarato é importante,  ma  non
  basta; infatti, sono ben altre le risposte che bisogna dare.
   Pertanto,  signor Presidente, onorevole Assessore,  accingendomi
  a  concludere,  propongo  la  copertura  di  questa  proposta  di
  rinnovamento  tecnologico e strutturale  delle  serre  perché  le
  risorse finanziarie ci sono e non c'entrano nulla con la Comunità
  europea. Infatti, basta utilizzare i 51.645.689 euro della  legge
  448  del 2001, articolo 52, punto 34. Si tratta di 51 milioni  di
  euro   ancora   non   spesi,  che  potrebbero  contribuire   alla
  realizzazione del primo piano regionale di serricoltura,  attuato
  sulla  base  del piano agrumi, che costituirebbe una risposta  di
  comparto  in sede regionale, ed utilizzare altresì i 70  miliardi
  di   vecchie  lire,  che  non  sono  stati  spesi,  della   legge
  finanziaria  388/2000, articolo 137, cioè  il  famoso   Pacchetto
  Sicilia .
   Mi  riservo, in altra occasione, signor Presidente, di  inserire
  altri  argomenti  come risposte che sono quelli  contenuti  nella
  piattaforma fatta propria dall'Assessore Leontini e rappresentata
  durante l'incontro con il Governo nazionale, non prima, però,  di
  sottolineare   che, evidentemente, questa crisi  dell'agricoltura
  risente   del  momento  recessivo,  della  difficoltà   economica
  complessiva  che  attraversa il Paese,  cioè  della  perdita  del
  potere di acquisto dei redditi, dei salari, delle pensioni, degli
  stipendi  e dell'impossibilità della gente a sbarcare il lunario;
  potendo spendere meno, ci sono meno consumi.
   Quindi,  il  mio  appello  é  di non  rinchiuderci  in  risposte
  occasionali  ed  emergenziali,  bensì  di  pensare   a   risposte
  strutturali,  di sistema, che possano portare, ad esempio,  anche
  ad  una  nuova  organizzazione dell'agricoltura  in  Sicilia  che
  superi  il vecchio centralismo regionale, ancor più anacronistico
  nel  momento  in  cui parliamo di organizzazione  federale  dello
  Stato, decentrando alle Province ed ai Comuni, che meglio possono
  e sanno rappresentare le diverse esigenze dei territori agricoli,
  mantenendo alla Regione l'azione di coordinamento, di promozione,
  di rappresentanza a livello regionale, nazionale e comunitario.

    MORINELLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MORINELLO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ho  chiesto
  di apporre la mia firma all'emendamento 31.37 il cui contenuto  è
  la  piattaforma che in queste settimane, il grande movimento  che
  si  è  sviluppato  nelle fasce trasformate della  Sicilia,  nella
  fascia  a  sud della Sicilia, che nel corso dei decenni ha  avuto
  questa  capacità di trasformare un'economia, una società, che  ha
  qualificato  un  modello di sviluppo che, oggi,   è  in  profonda
  crisi.
   I   lavoratori,  le  famiglie,  l'indotto  si  trovano  in   una
  condizione drammatica e tragica che necessita un forte intervento
  da  parte  delle istituzioni, da parte del Governo nazionale,  da
  parte del Governo regionale.
   La   serricoltura  e  l'agricoltura  oggi  necessitano  di   una
  risposta  non  emergenziale, non occasionale, non episodica,  per
  questo   io  rivolgo  un  appello  al  Presidente  dell'Assemblea
  regionale siciliana e al Governo affinché - è questa la  proposta
  concreta  che voglio formulare - si stabilisca la possibilità  di
  far   discutere  in  Aula  delle  questioni  che   sono   oggetto
  dell'emendamento e, nello stesso tempo, di porre  nel  calendario
  dell'agenda   dei  lavori  una  sessione  dedicata  ai   problemi
  dell'agricoltura.
   E'  questa la proposta  che voglio formulare ed è questo il modo
  certamente apprezzabile col quale  noi, come Assemblea  regionale
  e  come  Regione siciliana, possiamo  dare risposte al dramma  di
  centinaia  e centinaia di migliaia di persone che oggi vivono  la
  crisi e aspettano risposte immediate da parte nostra.
   Non  so se l'emendamento sarà accolto; io auspico che il Governo
  trovi  le  compatibilità, trovi le risorse per  poter  finanziare
  questo  emendamento, ma nello stesso tempo,  se  non  c'è  questa
  possibilità,  un  ordine del giorno che, in  ogni  caso,  dia  la
  misura  della  sensibilità  con  cui  il  Governo  della  Regione
  siciliana affronta il dramma di un'intera economia e di un'intera
  società.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  è  singolare
  che  l'Aula, nel momento in cui si discute di un articolo che  io
  ritengo  fondamentale per la manovra di variazione  di  bilancio,
  sia  così  distratta e, molte volte, più alle prese per questioni
  di ordinaria amministrazione.
   Onorevole  assessore per l'Agricoltura volevo che lei  prendesse
  in  seria  considerazione l'emendamento  che  noi  abbiamo  posto
  all'attenzione dell'Aula  non solo per le ragioni dette qui prima
  dagli  onorevoli  Zago  e Morinello, cioè nel  senso  che  questi
  possono intervenire in una condizione drammatica di crisi  di  un
  settore  che ha contribuito, nel corso dell'ultimo decennio,  non
  solo  a  un grande processo di trasformazione di aree consistenti
  della  nostra Isola, ma che ha contribuito al PIL del  settore  e
  quello regionale in modo notevole.
   La  crisi oggi drammatica che stanno vivendo vaste categorie  di
  produttori  agricoli imporrebbe al Governo un'attenta e  profonda
  riflessione.  Sarebbe importante porre in  essere  una  serie  di
  misure  in  grado  di  incentivare e ammodernare  strutturalmente
  l'agricoltura  siciliana,  in  particolare  quella  del   settore
  serricolo  che  più  concorre alla formazione  del  PIL  agricolo
  regionale.
   Vengono  formulate due obiezioni di fondo: la  prima  è  che  il
  testo  potrebbe  non  essere approvato  dall'Unione  europea.  Io
  chiedo  al  Governo di approvare il testo per  poi  sostenere  le
  nostre  ragioni in sede comunitaria. Penso che così come è  stato
  formulato   il  testo  può  essere  approvato  anche  dall'Unione
  europea.
   La  seconda  è  che il testo, così formulato, necessiterebbe  di
  una  copertura  finanziaria  consistente.  Vorrei  ricordare   al
  Governo  - e richiamo per questo l'attenzione dell'Assessore  per
  il  bilancio e le finanze, che l'articolo 137 della legge n.  388
  del 2000, ultima legge finanziaria del governo di centrosinistra,
  ha  previsto una serie di misure a sostegno del comparto agricolo
  fino a questo momento non utilizzate dal Governo regionale perché
  manca il concorso della Regione siciliana.
   A  distanza  di  quattro anni dall'approvazione della  legge  n.
  388/200  il Governo regionale, anziché trasformare quella  misura
  in  concrete  iniziative, ha ritardato l'applicazione  di  quella
  misura.
   Chiedo  al Governo di non sottovalutare gli interventi  che  noi
  proponiamo,  non  solo con questo articolo  ma  anche  con  altri
  successivi  che  abbiamo  proposto,   perché  riteniamo  che  una
  politica  strutturale  di ammodernamento e  di  sostegno  oggi  è
  fondamentale  se  vogliamo competere sul  mercato  globale  e  se
  vogliamo  aggredire il mercato  per una prospettiva di  sviluppo,
  di ricchezza e di tenuta occupazionale alle zone interessate.
   Pertanto,  chiedo al Governo di dare una sola  ragione  per  cui
  c'è  un  atteggiamento  di diniego e di  contrarietà  rispetto  a
  questo emendamento.
   Ritengo  sia  necessario che il Governo spieghi a quest'Aula  la
  ragione  per  la  quale è contrario alle norme  proposte.  Se  il
  motivo è la mancata copertura finanziaria credo che sia possibile
  attivare  la misura  attraverso i fondi previsti dalla  legge  n.
  388/2000.
   L'atteggiamento del Governo finirebbe per far pagare  un  prezzo
  altissimo alla nostra comunità e al settore agricolo della nostra
  regione.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, ricordo che sull'articolo  99
  della   legge  32  del  2000  pende  un  giudizio  di  infrazione
  comunitaria.   L'emendamento  del  Governo  corregge   le   parti
  comunitariamente ammesse. L'opinione della Presidenza è  che  non
  sia opportuno andare oltre in questa fase proprio perché è aperta
  una procedura di infrazione.
   Noi  possiamo  pure  insistere, però sappiamo che  probabilmente
  non  è questa la strada. Sarebbe molto più opportuno - ma è  solo
  un   giudizio assolutamente personale -, dicevo sarebbe molto più
  opportuno  -  e  in  tal  senso credo che non  sarebbe  difficile
  ottenere una finestra legislativa - approvare un disegno di legge
  organico  che  affronti questa materia, quella  degli  aiuti   de
  minimis    in  agricoltura,  per tentare di fare una  mediazione,
  una negoziazione in sede comunitaria con un testo che non vada ad
  inficiare gli altri argomenti.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE  Signor Presidente, l'interlocuzione avviene  tra  me
  e  lei;  se,  però, il Governo si impegna - c'è un  problema  che
  riguarda  una  condizione drammatica di  crisi,  che  l'assessore
  Leontini conosce perfettamente, anche perché coinvolge gran parte
  della sua zona -,  subito dopo l'approvazione delle variazioni di
  bilancio,  a  venire in Aula per predisporre interventi  organici
  con   un   testo   specifico  che  riguarda  la  serricoltura   e
  l'agricoltura,  concordando  e  valutando  anche,   positivamente
  eventualmente, suggerimenti che noi ci siamo permessi di dare  in
  questa sede, ritiriamo l'emendamento.

    LEONTINI   assessore  per  l'agricoltura  e  le  foreste.   Mi
  impegno solennemente.

    ODDO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ODDO    Signor   Presidente,  dopo  quanto   detto   dal   mio
  capogruppo,  volevo semplicemente aggiungere una  considerazione.
  Vero è che l'articolo 99 è soggetto a procedura di infrazione, ma
  dobbiamo  con estrema chiarezza dire che potremmo sostanzialmente
  rimodulare  l'intero  articolato rispetto  alla  questione  anche
  dell'articolo  99,  perché  lei sa bene  e  l'Aula  sa  bene  che
  l'articolo  99  si  riferisce semplicemente ai consorzi  ed  alle
  cooperative di garanzia collettiva fidi.
   Dunque,  stavo  ragionando  rispetto  a  quanto  detto  dal  mio
  capogruppo e a quanto, evidentemente, detto dal collega onorevole
  Zago,  che  è  pur vero che la questione che lei ha  sottolineato
  dell'articolo 99 è soggetta a procedura di infrazione,  però  lei
  sa,  e  l'Aula  sa bene, che questo articolo, così come  è  stato
  concepito,  potrebbe  essere  riscritto,  nella  parte,  appunto,
  riguardante il riferimento all'articolo 99 della legge n. 32, per
  quanto   concerne  le  cooperative  ed  i  consorzi  di  garanzia
  collettiva fidi. Questo sforzo, obiettivamente, lo potremmo fare.
   Il  secondo  impegno  che potrebbe assumere  il  Governo,  se  è
  disponibile, è quello che, chiusa la procedura di infrazione  per
  quanto concerne l'articolo 99, il primo argomento che si potrebbe
  trattare è quello che è stato sottoposto all'attenzione dell'Aula
  da  parte  nostra, e cioè vedere in che misura si interviene  per
  quanto  concerne  questo comparto che ormai versa  in  condizioni
  assolutamente precarie e vive una crisi abbastanza pesante.
   Per  quanto concerne il resto, lei che ha esperienza in  merito,
  signor Presidente, e per quel che riguarda anche il lavoro  fatto
  sulla  legge n. 32 - lasciamo stare le parti più o meno condivise
  allora unitariamente - non mi pare che, invece, sui contributi in
  conto interesse e sui contributi per integrazione fondi rischi  e
  così via ci siano problemi da questo punto di vista.
   La  parte,  quindi, che si dovrebbe attenzionare  e  su  cui  il
  Governo  dovrebbe esprimere un impegno assolutamente,  molto,  ma
  molto  chiaro, è quella di vedere in  primo luogo,  ancora  prima
  di   aspettare   la  chiusura  della  procedura   di   infrazione
  sull'articolo 99, in che misura, invece, si può andare verso  una
  soluzione  diversa,  e  mi pare che possa esserci  una  soluzione
  diversa rispetto anche alla normativa vigente senza che cozzi con
  i  Regolamenti  comunitari.  In  secondo  luogo,  fare  in  modo,
  comunque,  di  manifestare  in  questa  seduta  l'intenzione   di
  procedere  non  solo  alla valutazione di presentare  o  meno  un
  disegno  di legge, ma di aprire un tavolo, sin d'ora, per  quanto
  concerne  anche l'argomento, in terza Commissione  e  cercare  di
  dare  risposte  a problemi veri e seri che sono stati  posti  con
  l'emendamento in discussione.
   Se  questo da parte del Governo  questo impegno, tutto  sommato,
  viene  manifestato,  è  evidente che quanto detto  dall'onorevole
  Speziale, mi pare ovvio, che sia condivisibile.

    LEONTINI  assessore per l'agricoltura e le foreste. Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LEONTINI   assessore per l'agricoltura e  le  foreste.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, abbiamo  affrontato  in  queste
  ultime  settimane le vicende relative alla crisi di  mercato  dei
  prodotti ortofrutticoli.
   Abbiamo  messo in campo una serie di iniziative discendenti  sia
  dalle nostre competenze che dalla congiunta collaborazione con il
  Governo   nazionale.   Abbiamo  incontrato   i   produttori,   le
  associazioni  dei  produttori; assieme con i  produttori  abbiamo
  condiviso  una  tabella di marcia che si articola  in  tutta  una
  serie  di iniziative che sono in parte di competenza del  Governo
  regionale, in parte del Governo nazionale.
   Abbiamo   col  Ministro  Alemanno  sottoscritto  una  serie   di
  iniziative   e  di  impegni  che  riguardano  le  procedure   per
  l'attivazione   di   una  declaratoria  sull'evento   eccezionale
  relativo  alla  crisi di mercato. Abbiamo, anche,  affrontato  il
  problema  dell'attivazione di un regime straordinario  di  ritiri
  sulla base della corresponsione di un'indennità comunitaria e  di
  ritiro.
   Abbiamo    ottenuto    da    parte   del    Ministro    Alemanno
  l'intensificazione  dei  controlli alle frontiere  nei  punti  di
  ingresso  dei  prodotti  da  parte  dei  paesi  terzi.   C'è   un
  regolamento della Comunità Europea il 2200 del 96 e che al titolo
  V  prescrive le modalità di rapporto con i paesi terzi in  ordine
  all'ingresso  dei loro prodotti nel nostro mercato e  nel  nostro
  territorio.
   Più  volte sono stati segnalati episodi di ingresso di  prodotti
  proveniente  dai  paesi  terzi e non sottoposti  a  controlli  di
  carattere  chimico  e  fitosanitario  e  addirittura   da   certi
  comportamenti  non  corretti di alcuni  operatori  sottoposti  al
  mercato   con   etichette  nostre,  hanno  sicuramente   alterato
  l'andamento  del mercato, hanno danneggiato i nostri  produttori,
  hanno anche danneggiato il consumatore.
   Questo  ha  inciso  in alcuni momenti e in alcune  porzioni  del
  territorio  anche sull'andamento dei prezzi nei  mercati;  quindi
  abbiamo  ottenuto un'intensificazione dei controlli  proprio  per
  evitare queste conseguenze. Così come da parte dell'ISMEA  e  del
  suo  presidente  abbiamo ottenuto l'immediata attivazione  di  un
  reticolo  regionale  dei  controlli sui prezzi  nella  filiera  a
  partire    dalla   produzione,   dall'origine,   attraverso    il
  conferimento   alla   grande    distribuzione   e,   infine,   la
  destinazione al consumatore finale.
   Tutto questo fa parte di una piattaforma di interventi che è  in
  itinere e che per un verso - come dicevano gli onorevoli  Zago  e
  Speziale  -  riguarda  l'emergenza  e  quindi  la  necessità   di
  affrontare l'emergenza con gli strumenti della stessa,  ma  senza
  sacrificare all'emergenza la necessità di conferire al  comparto,
  che  è  di fondamentale importanza per la nostra economia, misure
  solide  di potenziamento che possano servire strutturalmente  per
  la prospettiva.
   Tra   queste,  abbiamo  messo  in  campo  con  immediatezza   un
  protocollo con l'ONU e con la rete dei Trade Point dell'ONU che è
  deputata  proprio ad un'attività di servizio e di  sostegno  alle
  piccole e medie imprese.
   Attraverso  questo  protocollo d'intesa abbiamo  stabilito  che,
  dopo  un periodo formativo condotto dal personale dell'ONU e  dei
  Trade  Point, nei nostri uffici e nei nostri distretti periferici
  i produttori potranno accedere immediatamente alla possibilità di
  contattare  il  mercato  internazionale e  mondiale  e  conferire
  direttamente  il  prodotto attraverso una rete già  esistente  in
  ben  trenta paesi del mondo e già destinataria di questo tipo  di
  finalità e compito di cerniera tra la domanda e l'offerta.
   Quindi,  una  soluzione  e  un'iniziativa  che  in  modo   forte
  corrisponde alle attese dei produttori e alla necessità  di  dare
  sbocco al nostro prodotto in un mercato più ampio e più esteso.
   Il  nostro  prodotto  di qualità è riconosciuto  come  tale  nei
  mercati  nazionali  ed internazionali,  per  renderlo  ancor  più
  agevolmente  penetrante  nei  mercati  abbiamo  messo  in   campo
  un'altra  iniziativa, che è la prima nel Paese,  che riguarda  la
  istituzione  di  un'Agenzia per la certificazione  della  qualità
  nella sicurezza alimentare: l'ASCA,  Agenzia per la Sicurezza  ed
  il  Controllo degli Alimenti. Si tratta di un'Agenzia   collegata
  con  un'autority  nazionale che ha sede in Parma,  è  un'autority
  europea che è rappresentata dal professore  Giorgio Calabrese che
  è il responsabile su nostro incarico dell'ASCA siciliana.
   Nei   prossimi   giorni  istituiremo  anche  un'autority   sulla
  sicurezza alimentare che presiederà al funzionamento dell'ASCA.
   Abbiamo  già  provveduto ad attivare le prime procedure  per  le
  risorse  professionali da mettere in campo all'interno  dell'ASCA
  attraverso  il conferimento di una certificazione di  qualità  in
  ordine   alla  sicurezza  alimentare  che  riguarda  la   filiera
  ortofrutticola  perché  a questa abbiamo destinato  l'istituzione
  dell'ASCA.
   Il   nostro   prodotto  potrà  avere  una  patente  di   qualità
  riconosciuta, che è il requisito più richiesto in questo  momento
  nel mercato europeo: quello relativo alla sicurezza alimentare, e
  penetrare  nei  mercati  in  modo più forte,  più  solido  e  più
  agevole.
   Tuttavia,  abbiamo pensato anche a stabilire delle  procedure  e
  delle   soluzioni   tempestive   che   possano   riguardare    un
  potenziamento   ed   un   irrobustimento   del   settore    della
  serricoltura, provvedendo a formulare fin d'ora un bando  ad  hoc
  per  la  serricoltura  nell'ambito della misura  406.  Ci  stiamo
  lavorando proprio in questi giorni.
   Queste  ed altre misure, come ci è stato richiesto poc'anzi  dai
  colleghi   intervenuti,  saranno  oggetto  di   una   valutazione
  congiunta  in Aula. Dopo l'approvazione della finanziaria  e  del
  bilancio,  presenteremo in Aula, con il  contributo  di  tutti  i
  colleghi, le misure che stiamo attuando proprio per far fronte  a
  questo   momento   di   crisi  del   mercato   e   dei   prodotti
  ortofrutticoli.

    SPEZIALE   Anche  a  nome degli altri  firmatari,  dichiaro  di
  ritirare l'emendamento 31.37.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Gli  emendamenti 26.19 e 26.20 sono assorbiti da un  emendamento
  del Governo già approvato.
   Gli  emendamenti 26.34 e 27.18 comportano un incremento di spesa
  per  la  quale  non  è prevista una copertura e,  pertanto,  sono
  improponibili.

    ODDO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ODDO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  si  comprende
  benissimo  che  quest'oggi  durante i lavori  d'Aula  sono  state
  commesse  - secondo la mia valutazione -  forzature regolamentari
  nella  procedura.
   Ne  vorrei  citare solo una: ci sono stati emendamenti  che  non
  sono stati nemmeno posti in discussione, né sono stati dichiarati
  improponibili,  né  c'è  stata  la  possibilità  da   parte   dei
  proponenti di intervenire.
   A  tutto  ciò si aggiunge il fatto che non riesco a capire  come
  mai  lei, signor Presidente, dichiari improponibile l'emendamento
  27.18. Questo emendamento ha una copertura finanziaria abbastanza
  chiara;  non  mi  pare  vi siano dubbi su come  si  procede  alla
  copertura finaziaria.

    PRESIDENTE   Il  Governo non intende avallarla.  E'  questo  il
  problema

    ODDO   La copertura finanziaria al comma 2 è abbastanza  chiara
  ed  il  comma  3  tratta  di una norma che  rimanda  al  bilancio
  successivo l'impegno per quanto concerne l'ulteriore...

    PRESIDENTE   Onorevole  Oddo, le  ripeto  che  il  Governo  non
  intende avallarla.

    ODDO   Signor  Presidente, mi faccia dire perché c'è  necessità
  di  intervenire  nel settore dell'agricoltura   e  non  solo  per
  quanto  concerne  le  questioni sulla  serricoltura  che  abbiamo
  sollevato poc'anzi.
   C'è  una  questione seria e veramente stupisce come  il  Governo
  non  tratti  e non si soffermi su questi argomenti. La  questione
  seria è quella che nel maggio-giugno 2004 in Sicilia - non so  se
  ve  ne  siete  accorti - sono accadute delle cose  serie:  intere
  produzioni  sono  andate perse in seguito ad  eccezionali  eventi
  atmosferici. In più, non so se vi siete accorti, il 16  e  il  17
  aprile  del  2004,  nelle zone del trapanese, Mazara,  marsala  e
  Petrosino,  c'è stato anche lì un evento atmosferico eccezionale:
  i venti di scirocco hanno raggiunto velocità mai registrate dalle
  nostre  parti, producendo danni enormi dal punto di  vista  delle
  colture, quali, ad esempio,   la fragola, il melone, tutto quello
  che  evidentemente  contribuisce  a tenere in  piedi  le  piccole
  aziende.
   Rispetto  a  tutto ciò, stupisce come il Governo non si  sforzi,
  proprio  nel  disegno di legge di assestamento  del  bilancio  al
  nostro esame, di trovare comunque  delle soluzioni  possibili.  E
  non  mi  si  dica,  assessore Cintola,  che  l'emendamento  27.18
  chissà  che  cosa disegni in termini di utilizzo  delle  risorse
  L'emendamento  27.18 parla in maniera razionale e ragionevole  di
  un  utilizzo, addirittura di poche risorse, per  far fronte a una
  situazione  di emergenza e di crisi vera. Non so se il Governo  è
  a  conoscenza  che quest'anno sono andate perse,  soprattutto  in
  base a questi eventi eccezionali atmosferici, produzioni  al  100
  per  cento;  mi riferisco, ad esempio, a produzioni vitivinicole:
  100 per cento di danno prodotto
   Peraltro, non mi pare, così come è formulato l'emendamento,   ci
  siano  questioni  anche   per  quanto concerne  la  compatibilità
  europea.
     Vero  è che il richiamo alla legge 590 del 1981 comporta anche
  da questo punto di vista...

    PRESIDENTE   Onorevole  Oddo, la prego  di  continuare  il  suo
  intervento.

    ODDO   Signor Presidente, debbo dire con la massima schiettezza
  che  comprendo  che   non solo serve a poco, ma  ormai  siamo  in
  un'Aula - non vorrei essere da questo punto di vista dissacratore
  -  dove,  ammesso e concesso che le cose si possono approfondire,
  il  dialogo è fra sordi  Siamo in un'Aula dove le Commissioni non
  servono più a niente perché anche questa volta avete concesso  il
  cosiddetto  beneficio  alla Commissione  Bilancio   di  spogliare
  interamente le altre Commissioni del loro lavoro, del lavoro  che
  devono fare
   Stiamo continuando a degradare.
     Io sono convintissimo che questo andamento non solo nega anche
  l'aspetto  storico  di  quest'Aula, ma  porta  ognuno  di  noi  a
  convincersi  sempre di più che forse  è l'ora che questo  Governo
  veramente se ne vada perché i danni che sta producendo in  questa
  nostra realtà sono ormai incalcolabili
   Questo   Governo,  ormai,  fa  solo  i  conti  con  il   piccolo
  cabotaggio.   Non  gli interessa approfondire  la  questione  che
  riguarda  i  settori produttivi, destina parte dei fondi  dell'ex
  articolo 38,  il fondo di solidarietà, a cose ridicole.  Non  c'è
  un  punto  nella tabella E che parli di un piano di  investimento
  serio che riguarda un settore produttivo siciliano.
     Di  che  cosa  questo Governo si incarichi  non  lo  sappiamo
  Sappiamo semplicemente che a colpi di maggioranza, quando  c'è  e
  quando  ogni  tanto con richiami abbastanza irrituali l'onorevole
  assessore  Cintola  si permette di dire sui giornali  che   o  si
  approva  oggi  la manovra o si va tutti a casa ,  siamo  arrivati
  proprio  quasi alla frutta  Nel contempo, invece  di confrontarsi
  su questioni che riguardano il settore dell'agricoltura che è uno
  dei   settori  vitali  per  l'economia  siciliana,  sul   settore
  dell'artigianato che è un altro dei settori vitali per l'economia
  siciliana  e  su  altri settori produttivi, si fa   ciò  che  sta
  accadendo  in  queste ore:  ci si comporta con una  insensibilità
  che  è  fuori  da  ogni logica di buon governo serio,  autorevole
  della nostra Regione.
   Concludo  perché ormai mi sono convinto che non vale nemmeno  la
  pena  cercare  di esprimere quelle che sono le preoccupazioni  di
  tante  e  tante aziende agricole siciliane colpite da eccezionali
  eventi atmosferici. Ci sono stati momenti in cui si sono attivati
  con  manifestazioni,  hanno fatto arrivare la  loro  voce,  hanno
  detto  che hanno difficoltà vere. Non si vuole sentire:  si  vuol
  far  finta ogni volta che c'è qualcosa  che tecnicamente non  va.
  In  questo  caso  io  debbo dire che sia  sotto  il  profilo  dei
  regolamenti comunitari, sia sotto il profilo anche della  tecnica
  di come si può impostare un emendamento e del modo in cui  si può
  dare la copertura finanziaria, non mi pare che ci siano  ragioni.
  Se  il  Governo vuole esprimere parere contrario lo faccia  pure;
  chiedo comunque che  l'emendamento venga posto in votazione.

    PRESIDENTE    Onorevole  Oddo,  la  concitazione   dei   lavori
  parlamentari   probabilmente  non  ci  ha   fatto   prendere   in
  considerazione  due  questioni: la prima è  quella  che  riguarda
  l'emendamento  26.34  che, ad una attenta  lettura,  non  prevede
  spesa  in quanto non attiene ad organizzazione di corsi a  carico
  della  Regione  ma  organizzati da terzi  e  pertanto  non  è  da
  dichiarare improponibile; così come l'emendamento 27.18 sul quale
  il  Governo può esprimere o non esprimere il suo parere, positivo
  o negativo che sia, ma va certamente messo in votazione.
   Si passa all'emendamento 26.34.

    LEONTINI  assessore per l'agricoltura e le foreste.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LEONTINI  assessore per l'agricoltura e le foreste. Il  Governo
  è  favorevole  all'emendamento a condizione di  cassare  l'ultimo
  periodo:   All'elenco  regionale degli esperti  apistici  possono
  anche  essere  inserite  le  imprese, anche  individuali,  i  cui
  responsabili siano in possesso dei requisiti richiesti di cui  al
  precedente  periodo . Ritengo che sia superfluo  aggiungerlo,  in
  quanto  una  volta fissata la rete dei requisiti richiesti  anche
  coloro  che  dovessero essere titolari di imprese si atterrebbero
  alla rispondenza ai requisiti che vengono richiesti. Quindi non è
  necessario  aggiungerlo,  ritengo però sia  più  utile  mantenere
  invece la formulazione fino alla parola  istituto universitario ,
  cassando quindi l'ultimo periodo.

    PRESIDENTE   Assessore Leontini le chiedo  di  formalizzare  la
  sua richiesta presentando un emendamento soppressivo.
   Sospendo la seduta per due minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 15.03, è ripresa alle ore 15.05)

   La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,   mi   sembra   chiaro   che
  l'equivoco nasce dalle parole  organizzate in collaborazione , ma
  siccome  questo  non attiene ad un onere a carico  della  Regione
  l'emendamento non prevede certamente alcuna spesa.
   Comunico  che  è  stato presentato dal Governo il subemendamento
  26.34.1.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento  26.34   come  emendato.  Il
  parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e    relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE  Si passa all'emendamento 27.18.
   Comunico  che  è  stato  presentato  dall'onorevole  Formica  il
  subemendamento 27.18.1.
   Sospendo  la  seduta  per due minuti al fine  di  consentire  la
  distribuzione del subemendamento.

    (La seduta, sospesa alle ore 15.06, è ripresa alle ore15.08)

   La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE   Pongo in votazione il subemendamento  27.18.1.  Il
  parere del Governo?

    CINTOLA   assessore  per il bilancio e le finanze.  Mi  rimetto
  all'Aula.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e  relatore.   Mi
  rimetto all'Aula.

    ODDO  Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.

        (Gli  onorevoli Capodicasa, Ferro, Giannopolo,  Micciché,
      Papanarello, Papania, Speziale, Villari e Zago si associano
      alla richiesta)

     Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 27.18.1

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indìco   la  votazione   per   scrutinio   segreto
  dell'emendamento 27.18.1
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  46
   Maggioranza         24
   Favorevoli          19
   Contrari            26
   Astenuto              1

                          (Non è approvato)

   Pongo   in  votazione  l'emendamento  27.18.  Il  parere   della
  Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    CRACOLICI   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

        (Gli  onorevoli Capodicasa, Ferro, Giannopolo,  Micciché,
      Papanarello, Papania, Speziale, Villari e Zago)

       Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 27.18.

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indìco   la  votazione   per   scrutinio   segreto
  dell'emendamento 27.18.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  49
   Maggioranza         25
   Favorevoli          20
   Contrari            29

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 31.12. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E'  approvato)

    PRESIDENTE   Comunico che è stato presentato dalla  Commissione
  l'emendamento 31.72.
   Il parere del Governo?

    CINTOLA   assessore  per il bilancio e le finanze.  Mi  rimetto
  all'Aula.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 27.2.1. Il parere della Commissione?

   SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione.  Chi  è  contrario  resti
  seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

    PRESIDENTE   Si  passa all'emendamento 27.23. Il  parere  della
  Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione.  Chi  è  contrario  resti
  seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 31.60.

    ANTINORO  Dichiaro di ritirarlo.

    PRESIDENTE     L'Assemblea   ne   prende   atto.    Si    passa
  all'emendamento 31.49.

    ODDO  Lo ritiro.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa all'emendamento 31.40.1 a firma del Governo. Il parere
  della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  ll'emendamento 31.40,  come  emendato.  Il
  parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE   Si  passa  all'emendamento  31.25  a   firma   del
  Governo. Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione e relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE   Si  passa  all'emendamento  31.26  a   firma   del
  Governo. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE  Si passa all'emendamento 26.13.

    CRISAFULLI  Lo ritiro.

     PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

     Si  passa all'emendamento 31.27 a firma del Governo. Il parere
  della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione e relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE   Si passa all'emendamento 31.58 che,  non  sorgendo
  osservazioni, viene accantonato.
   Si passa all'emendamento 31.13. Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione e relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE  Si passa all'emendamento 27.20.
   Comunico  che  è  stato presentato dal Governo il subemendamento
  27.20.1. Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione e relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE  L'emendamento 27.20 è pertanto assorbito.
   Si passa al subemendamento 31.14 .1.

    MOSCHETTO  Chiedo di parlare per illustrarlo.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MOSCHETTO   Signor Presidente, onorevole colleghi,  l'argomento
  che tratta l'emendamento 31.14 così come modificato dal 31.14.1 é
  stato già oggetto di discussione da parte di questo Parlamento in
  occasione della presentazione di un emendamento nell'ambito della
  finanziaria 2004, nel mese di dicembre 2003.
   In  quella occasione, senza voler fare l'esegesi dell'argomento,
  perché credo che sia ben noto a tutti noi parlamentari, cercavamo
  di  dare  finalmente una risposta, dopo ben quattordici anni,  ad
  una  serie di soggetti che già lavorano nell'ambito del  Servizio
  Sanitario  Nazionale, che vengono utilizzati e,  tra  virgolette,
  sottopagati, che vengono sistematicamente raggirati con  promesse
  che  derivano dalla normativa nazionale (le leggi 502 e 517), dal
  bando  di  concorso per acquisire l'idoneità da parte  di  questa
  Amministrazione  e  dall'Assessorato regionale  della  Sanità  e,
  ultima  derisione,  dall'invito  di  questo  Governo  a  ritirare
  l'emendamento impegnandosi con un voto favorevole e con un parere
  favorevole  di  quest'Aula, nell'ambito di un ordine  del  giorno
  suggerito  dal  Governo stesso con il quale venivano  invitati  i
  deputati   proponenti  l'emendamento  a  ritirarlo.   Si   tratta
  dell'ordine del giorno n. 342, presentato nella seduta n. 179 del
  19-20  dicembre  2003,  ed al quale l'espressione  più  alta  del
  Governo  siciliano, il Presidente Cuffaro, ha dato il suo  parere
  favorevole.
   Con  quell'ordine del giorno abbiamo impegnato il Governo  della
  Regione a definire con legge, agli inizi del 2004 - e siamo  alla
  fine del 2004 - le procedure per il passaggio alla dipendenza dei
  medici  della medicina dei servizi, che tutti ritenevamo problema
  indispensabile e problema veramente sociale.
   Mi  rendo conto delle battute facili perché, purtroppo, i nostri
  comportamenti  danno adito a facili battute, una  cosa  però  non
  posso  non rimarcare, e cioè che nel frattempo è cambiato qualche
  cosa nel Governo.
   L'attuale  Assessore per la Sanità, onorevole  Pistorio,  allora
  fu  firmatario dell'ordine del giorno, e l'attuale Assessore  per
  il   Bilancio   fu   tra  coloro  che  convinse  i   presentatori
  dell'emendamento a trasformarlo in ordine del giorno.
   Questo  mi  porta  a  concludere,  signor  Presidente,  con  una
  affermazione che non vuole essere di offesa, ma di riflessione. I
  giuristi  latini differenziavano i barbari dai popoli civili  con
  una affermazione pacta servanda sunt.
   Invito questa Assemblea a non farsi catalogare tra i barbari  ma
  tra le persone civili.

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, comunico che hanno  chiesto  di
  aggiungere  la  propria  firma all'emendamento  31.14.1  tutti  i
  deputati appartenenti al Gruppo parlamentare dei DS e di  Sicilia
  Democratica, e poi - gli Uffici lo verificheranno - gli onorevole
  Sanzeri, Ferro e Morinello.

    BALDARI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BALDARI   Signor Presidente, onorevoli colleghi non  posso  che
  sottoscrivere per intero l'intervento dell'onorevole Moschetto  e
  vorrei  invitare  il Governo a rivedere il proprio  parere  anche
  perché non ho sentito le motivazioni di coloro che sono contrari;
  se le motivazioni sono quelle di un aumento di spesa per le casse
  regionali - ma credo che non sia così perché si tratta di  medici
  che  già  vengono stipendiati -, l'aumento di spesa, proprio  nel
  subemendamento  che  è previsto, è a carico  del  bilancio  delle
  aziende  dell'Unità sanitaria locale, quindi ritengo che  non  vi
  sia nessun aumento di spesa.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ho  voluto
  dichiarare  la  posizione  mia e del  Gruppo  dei  DS  su  questo
  emendamento  non  per sostenere un'iniziativa demagogica  -  però
  vorrei che il Governo ascoltasse visto che è l'interlocutore - in
  quanto almeno da due anni ci  stiamo occupando della soluzione di
  questa vicenda.
   Si  tratta  di  un  numero  non ben  definito  di  addetti  alla
  medicina  dei  servizi  che da diversi anni  operano  all'interno
  delle  Aziende sanitarie. Una legge nazionale consentiva di porre
  fuori  organico  il personale stesso e avviare  le  procedure  di
  stabilizzazione.   La   Regione  negli   ultimi   tre   anni   ha
  disconosciuto  questo  problema, ci sono stati  pronunciamenti  e
  manifestazioni  di volontà da parte del Governo -  quantomeno  in
  Commissione  -  nel  senso di mettere fine a  una  condizione  di
  incertezza di centinaia di unità del personale della medicina dei
  servizi  che avevano avuto una legge nazionale che lo consentiva.
  Credo  che a questo punto il Governo tutto possa fare tranne  che
  risolvere il problema chiedendo ogni anno di rinviarlo.
   Il  Governo  ha il dovere di pronunciarsi circa la soluzione  di
  un problema che nel resto di Italia è stato affrontato e risolto.
  Non  può pensare di lasciare questa situazione in sospeso.  Credo
  che oggi l'Aula, nell'approvare questa norma, debba suggerire  al
  Governo la strada da seguire.
   Se  è  un  problema di risorse devo precisare che in parte  sono
  già  utilizzate  perché questo personale opera all'interno  delle
  AUSL.  Ritengo  che si ponga un problema di certezze  e  il  tema
  della medicina dei servizi deve essere risolto.

    LEANZA EDOARDO . Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LEANZA   EDOARDO .   Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,
  ritengo  giusto  intervenire  su questo  argomento  per  chiarire
  meglio di cosa stiamo parlando.
   Da  firmatario insieme ad altri colleghi di questo  emendamento,
  preciso  che  stiamo parlando di una situazione  incresciosa  che
  dura  da  più  di dodici anni, a carico di circa 530 laureati  in
  medicina  e chirurgia che svolgono le loro mansioni alla  diretta
  dipendenza   delle   AUSL  e  le  svolgono  in   tutto   l'ambito
  istituzionale  in cui l'AUSL è competente. Svolgono  mansioni  di
  medicina del lavoro, di medicina legale e fiscale, di medicina di
  base e di igiene pubblica, accanto ad altri colleghi direttamente
  inseriti  nelle piante organiche e pagati in maniera diversa  per
  le stesse prestazioni e per le stesse mansioni.
   Si  deve  anche  tenere conto che a questi soggetti  il  Sistema
  Sanitario  Nazionale  riconosce  quote  di  accesso  per  i   non
  residenti  nelle  province in cui prestano  servizio.  Se  quindi
  spuntiamo  queste quote di accesso che andrebbero a decadere  con
  l'approvazione  dell'emendamento in esame,  credo  che  le  somme
  previste  per  sistemare una vicenda, che resta  incresciosa  sul
  piano  sociale  e morale per questi colleghi, ritengo  che  anche
  l'esborso finanziario della Regione venga a diminuire.
   Al  di  là  di  ogni demagogia, infatti, credo che l'emendamento
  miri a sostenere un giusto diritto, rivendicato oramai da più  di
  12  anni  da  colleghi che hanno affrontato anche  una  prova  di
  valutazione fatta dalla Regione siciliana, che hanno superato.
   Pongo,  pertanto, l'attenzione di tutti i colleghi  presenti  in
  Aula su questo problema.

    PISTORIO  assessore per la sanità. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PISTORIO    assessore   per  la  sanità.   Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi, la questione sottoposta  all'attenzione  del
  Governo,  attraverso  questo emendamento, è  a  noi  nota  poiché
  l'abbiamo  affrontata ricoprendo un ruolo  diverso  -  quello  di
  deputato   -   in  precedenti  occasioni,  quando  alcune   norme
  finanziarie consentivano la soluzione del problema, anche se  non
  fu  definita  perché vi era una obiettiva carenza di  risorse  da
  destinare a tale scopo.
   Questo  argomento  però, obiettivamente,  non  è  sufficiente  a
  rinviare ulteriormente la individuazione di una soluzione.  Forse
  questo  può servire da impegno e costituire il presupposto minimo
  per  formare  un convincimento positivo dell'Aula.  Ricordo  che,
  fino  a  ieri  pomeriggio,  ho  avuto  un  incontro,  nei  locali
  dell'Assessorato,  con  i  sindacati per  costruire  un  percorso
  condiviso  pervenendo al giusto epilogo della vicenda  in  esame,
  che  ha registrato degli avanzamenti chiarissimi con la procedura
  concorsuale  che ha reso idonei questi medici che sono  medici  -
  non  sono solo laureati - che svolgono, con piena dignità, questo
  lavoro  perché  essi  possano passare  alla  dipendenza.  Risulta
  evidente   che   il  passaggio  alla  dipendenza   auspicato   ed
  incoraggiato, che sarà certamente definito dal Governo  nei  mesi
  prossimi - e vi dico anche come - comporta degli oneri finanziari
  che, al momento, non è possibile apprestare nell'ambito di questa
  manovra, perché seppure l'emendamento individua, al terzo  comma,
  che  gli oneri sono a carico delle aziende, questa è una finzione
  avendo  un  dato evidente di disavanzo conclamato  delle  aziende
  territoriali in Sicilia.
   Questo  ulteriore impegno infatti determinerebbe, semplicemente,
  l'ampliamento  di  questo disavanzo che quest'Aula  dovrebbe  poi
  farsi carico di ricoprire. Si tratta quindi di un esercizio molto
  semplice,  dal  punto di vista lessicale, ma dal punto  di  vista
  politico  e  finanziario non ha alcuna valenza perché si  tratta,
  ovviamente, di una spesa che deve essere ancora quantificata  con
  esattezza  e  per questo è stato avviato un processo  ricognitivo
  con  le  varie aziende, con le quali è stato costituito un tavolo
  per   la  definizione  concordata  di  una  procedura  unica  che
  individui  i  posti  in  pianta organica per  il  passaggio  alla
  dipendenza e definisca un cronogramma in questo senso.
   Considero  quindi  questa vicenda prioritaria  tra  gli  impegni
  assunti dal Governo per l'anno 2005 e considero la possibilità  -
  ciò  non  riguarda  soltanto me - di indicare tra  gli  obiettivi
  programmatici e la questione dei direttori generali delle aziende
  siciliane  questo obiettivo, quello che riguarda il completamento
  del  sistema  di  emergenza territoriale con  il  passaggio  alla
  dipendenza,  utilizzando lì i medici di continuità  assistenziale
  come un sistema che recepisca risorse limitate compatibili con le
  condizioni  del  nostro  bilancio ma  che  elevi  il  livello  di
  assistenza  perché questa vicenda non riguarda  semplicemente  la
  sistemazione  giuridica  di  rapporti  contrattuali,  ma  ha   il
  significato di  stabilizzare e dare certezze ad un personale  che
  garantisce prestazioni.
   Lo  stesso  ragionamento va fatto per il sistema dell'emergenza.
  Si  tratta  di  due  priorità  che insieme  ai  sindacati  stiamo
  affrontando   perché  devono  essere  trovate   delle   soluzioni
  condivise e per le quali, nel 2005 e non prima, potremo rinvenire
  le opportune risorse.
   Mi  appello  all'Aula perché venga ritirato  l'emendamento  che,
  oggi, mi costringerebbe ad esprimere un voto negativo per ragioni
  finanziarie.  Considerato  però che  l'obiettivo  è  di  tutti  -
  innanzitutto del Governo - mi impegno formalmente a produrre  una
  soluzione,  in  tempi  ragionevolmente  certi,  condivisa  con  i
  sindacati all'inizio del 2005.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, forse è opportuno  accantonare
  questi  due  articoli  per  dare la possibilità  ai  colleghi  di
  valutare le opinioni espresse dall'Assessore per la sanità  e  le
  eventuali possibili soluzioni dal medesimo annunciate.
   Dispongo  l'accantonamento dell'emendamento 31.14 e del relativo
  subemendamento 31.14.1.
   Si passa all'emendamento 31.19.

   DINA  Dichiaro di apporre la mia firma all'emendamento.

   SAVONA  vicepresidente della Commissione  e  relatore.  Dichiaro
  anch'io di apporre la mia firma all'emendamento

   PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Lo pongo in votazione.  Il parere del Governo?

    CINTOLA   assessore  per il bilancio e le finanze.  Mi  rimetto
  all'Aula.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    ANTINORO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ANTINORO    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,     ho
  presentato  l'emendamento rispetto ad un tema  che  è  anch'esso,
  come   peraltro  il  precedente,  notoriamente  stato  affrontato
  dall'Aula  già in precedenza. Non è stato soltanto affrontato  ma
  votato, in larghissima misura, dall'Aula per essere poi impugnato
  dal  Commissario dello Stato.
   L'impugnativa del Commissario dello Stato, come allora  leggemmo
  -  probabilmente  dettata  dalla sensibilità che anche  l'ufficio
  del Commissario dello Stato dimostra verso queste problematiche -
  fu  motivata  dal fatto che allora, come qualche volta  purtroppo
  capita,   si   è   scritto  un  emendamento  velocemente,   senza
  puntualizzare tutti i punti che riguardano questa vicenda  perché
  -  lo ricordo a me stesso, ma lo ricordo a tutti i colleghi  -  è
  una vicenda che si trascina ormai da tanti anni e che, purtroppo,
  ci  ha posto nel tempo anch'essa in ritardo rispetto a tutta  una
  serie  di  obblighi  che  la  Regione  siciliana  avrebbe  dovuto
  assumere  negli  anni passati. Ricordo a voi tutti  che,  con  la
  riforma   sanitaria   del  '78  prima  e   con   la   legge   180
  successivamente, era stato previsto il superamento degli ospedali
  psichiatrici.  La  Regione siciliana, pur  essendo  prevista  nei
  primi  anni  '80  questo tipo di riforma,  arrivò  alla  chiusura
  definitiva  di  quelli  che erano definiti   manicomi'   soltanto
  negli anni '95-'96.
   L'articolo 64, comma 5, della riforma sanitaria - lo leggo  solo
  perché  è  opportuno che rimanga agli atti parlamentari,  recita:
  "La  Regione,  a  partire dal 1  gennaio  1979  -  noi  ci  siamo
  arrivati  '95-'96  -  istituisce i servizi  psichiatrici  di  cui
  all'articolo  35  che erano i servizi psichiatrici  territoriali,
  utilizzando  il personale dei servizi psichiatrici pubblici.  Nei
  casi  in  cui  nel territorio provinciale non esistono  strutture
  pubbliche  psichiatriche,  la  Regione,  nell'ambito   del  Piano
  sanitario  regionale e al fine di costituire  i  presidi  per  la
  tutela   per   la   salute  mentale  nelle  USL,  disciplina   la
  destinazione  del  personale  che  ne  faccia  richiesta,   delle
  strutture  psichiatriche  private che  all'atto  dell'entrata  in
  vigore  della  presente  legge erogano assistenza  in  regime  di
  convenzione e autorizza ove necessario, l'assunzione per concorso
  di altro personale indispensabile al funzionamento dei presidi".
   Ho  dato  lettura  di questa norma perché la  vicenda  legata  a
  Villa Stagno è emblematica anche per vicende giudiziarie che  poi
  non  l'hanno riguardata, che non entrano nel merito della  storia
  che oggi sto illustrando. Per chi non lo sapesse, la casa di cura
  Villa  Stagno ha rappresentato, dal dopoguerra, credo, fino  agli
  anni  '95-96,  il  manicomio delle province di  Caltanissetta  ed
  Enna.  Considerato  che le stesse erano sprovviste  di  strutture
  manicomiali  cosiddette pubbliche, fu stipulata  una  convenzione
  con la struttura Villa Stagno.
   Il  risultato  fu  che  i pazienti affetti da  disturbi  mentali
  venivano  ricoverati  a  Villa Stagno e il  personale  di  questa
  struttura  era  sostanzialmente personale pubblico perché  veniva
  utilizzato per fini pubblici.
   La  legge 833, comma 5, dell'articolo 64 - quello che ho  appena
  letto  -  obbligava  la  Regione a  trovare  soluzioni  per  quel
  personale. Quando si arrivò invece alla chiusura definitiva delle
  strutture manicomiali dell'epoca, cioè negli anni 95-96,  per  il
  personale  che  era  all'interno  delle  strutture  pubbliche  fu
  trovata una idonea soluzione, mentre per questi 33 lavoratori non
  fu trovata alcuna soluzione.
   Vi  furono,  di  conseguenza, degli  scioperi,  dei  momenti  di
  occupazione,  anche  dei  locali  dell'Assessorato  alla  sanità.
  L'Assessore  per  la  Sanità, il Direttore generale  pro  tempore
  dell'Azienda territoriale di Palermo e il responsabile di   Villa
  Stagno  stipularono una convenzione che fa sì  che,  annualmente,
  forniamo  le  risorse  economiche  all'AUSL  n.  6  perché  siano
  ripartite a Villa Stagno.
   Sostanzialmente,  da quegli anni, con apposita  convenzione,  in
  mio  possesso  -  se  necessario, può essere allegata  agli  atti
  parlamentari - a quel personale furono  destinate delle  somme  e
  da   allora  la  vicenda  si  trascina  questa  vicenda,  con  la
  conseguenza  che  lo stesso continua a lavorare a  Villa  Stagno,
  continuano a lavorare in momenti di privato convenzionato, ma  di
  fatto è pagato a tutti gli effetti dalla Regione siciliana.
   Sono   intervenuto  ed  ho  ribadito  quanto  detto  con  questa
  puntualità soltanto perché ne rimanga traccia agli atti e perchè,
  qualora  l'Aula ritenesse di rivotare - ricordo, votare  per  una
  seconda  volta positivamente questa norma - possa essere valutata
  positivamente dall'Ufficio del Commissario dello Stato ed evitare
  impugnative che probabilmente la scorsa volta arrivarono soltanto
  perché l'articolo e l'emendamento non erano stati formulati nella
  maniera più corretta possibile.

   ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   ACIERNO   Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   ritengo
  superfluo  chiedere  alla  Presidenza  di  sottoscrivere  anch'io
  l'emendamento,  perché, il fatto che vi  sia  già  la  firma  del
  Presidente della Commissione, è più che bastevolole. Mi  permetto
  però di rivolgere un suggerimento all'onorevole Antinoro rispetto
  alla  formulazione,  perché il problema sicuramente  va  risolto.
  Ritengo   che,   alla  fine  dell'emendamento,  laddove   si   fa
  riferimento  ai posti vacanti in pianta organica, la formulazione
  prevista  non  risolva  il  problema  che  invece  il  Presidente
  Antinoro ha, in maniera egregia, esposto all'Aula.
   Considerato  che Regione di fatto è inadempiente  nei  confronti
  di   questi   lavoratori,  come  diceva  giustamente  l'onorevole
  Antinoro,  con l'aggravante che da alcuni anni, in forza  di  una
  convenzione tra l'AUSL n. 6 e la clinica Villa Stagno, gli stessi
  lavoratori risultano ancora alle dipendenze della clinica Stagno,
  perché  vengono  pagati - come risulta dal  libro  paga  -  dalla
  stessa,  ma  prestano servizio presso l'AUSL n. 6 ciò diventa  un
  controsenso.

   ANTINORO    Chiedo  di  volere  accantonare  l'emendamento   per
  procedere alla riscrittura.

    PRESIDENTE       Onorevole     Acierno,     il     presentatore
  dell'emendamento chiede che venga accantonato per poter procedere
  ad una riscrittura.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  sintetizzo
  il  mio intervento e faccio ammenda ma non ricordo il testo della
  norma  che  è già stato votato da quest'Aula. Se noi riproporremo
  la  stessa  norma, temo che andremo incontro alle stesse  censure
  che  sono  state poste in essere una prima volta dal  Commissario
  dello Stato.
   Credo,  e  vado  ad intuito non avendo certezze, che  i  rilievi
  mossi dal Commissario dello Stato fossero sostanzialmente due. In
  primo  luogo,  vi è la questione del riferimento all'articolo  3,
  quello che prevede l'uguaglianza tra i cittadini. Suggerisco, per
  cercare  di  superare  quello che sicuramente  è  stato  uno  dei
  rilievi  del Commissario dello Stato, è di non parlare  di  Villa
  Stagno, ma di generalizzare il problema e, quindi, eventualmente,
  parlare  di coloro che si trovano in tali condizioni. La  seconda
  considerazione  è  quella  che  bisogna  superare:  il  principio
  costituzionale  per cui si accede al pubblico impiego  attraverso
  pubblico concorso.
   Suggerisco,  quindi,  per evitare che si  vada  ancora  incontro
  all'eccezione da parte del Commissario dello Stato, di  prevedere
  un  concorso con particolare precedenza per coloro che si trovano
  in  queste condizioni e non immaginare una norma che prevede  che
   a domanda dell'interessato l'azienda può assumere .

    ANTINORO  Lo dice la legge nazionale, non lo dico io.

    PRESIDENTE   Il  problema è metodologico: o i due  deputati  si
  raccordano con l'estensore e materialmente riscrivono  la  norma,
  oppure intervengono fornendo delle spiegazioni in questa fase.

   ANTINORO  E' un subemendamento modificativo.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   stavo
  concludendo proprio per riferire all'Aula che, quando  intervenne
  l'impugnativa  da  parte del Commissario  dello  Stato,  ebbi  un
  incontro  con  il dottor Romagnoli, il quale mi disse  che  aveva
  sbagliato  per  quanto  attiene alla norma dei  dipendenti  della
  clinica Stagno perché, in quella legge che lui impugnò in  alcune
  parti,   erano  stati  votati  altri  articoli  che  riguardavano
  personale  sanitario  e  che  erano meritevoli  dell'impugnativa.
  Disse  di  essere  stato tratto in inganno. In realtà,  onorevole
  Spampinato, non stiamo regalando niente a soggetti privati.
   C'è    una   grave   inadempienza   da   parte   della   Regione
  nell'attuazione della riforma sanitaria. Inoltre le dico - perché
  forse  non lo sa - che l'unica struttura in tutta la Sicilia  che
  ha  ancora questo tipo di problema è la clinica Stagno.  Scrivere
   Clinica  Stagno   non  crea  una  discriminazione  né  favorisce
  qualcuno  contro  qualcun'altro, perché  -  ripeto  -  è  l'unica
  azienda che ha ancora oggi questo problema.

   PRESIDENTE    Onorevoli   colleghi,  dispongo   l'accantonamento
  dell'emendamento 31.19 per una riscrittura.
   Gli  emendamenti  31.54,  31.42, 31.18, decadono  per  assenza
      dall'Aula dei firmatari.
   Dichiaro  assorbiti gli emendamenti 31.23 bis  e  31.15,  perché
  ricompresi nell'emendamento 31.59 del Governo.
   I subemendamenti 31.15.1 e il 31.15.2 non risultano assorbiti.
    Pongo in votazione l'emendamento 31.15.1.

   ODDO  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   ODDO    Signor  Presidente,  non  ho  sentito:  sull'emendamento
  31.23, c'è già un parere del Governo?

   CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. E' assorbito.

   ODDO  E' assorbito, in che cosa, mi scusi?

   PRESIDENTE   E'  assorbito  da un emendamento  del  Governo  che
  riscrive complessivamente la materia e la riorganizza.

   ODDO   No,  non  l'ho visto. Quindi, l'emendamento  del  Governo
  sostanzialmente contiene 4 milioni di euro per la coppa America.
   Cortesemente, siccome non ho letto l'emendamento, se  c'è  prima
  un chiarimento perdiamo meno tempo.

   PRESIDENTE   Onorevole Oddo, se lei completa il suo  intervento,
  il Governo risponde.

   ODDO   Io  posso anche completarlo ma non ho letto l'emendamento
  perché  non è stato distribuito. Posso intuire, da quanto esposto
  dall'Assessore, di cosa si tratta e quindi posso svolgere il  mio
  intervento oppure, se lei ritiene un chiarimento.

   PRESIDENTE    Onorevole  assessore,  le   chiedo   di   chiarire
  rapidamente   all'onorevole  Oddo  in  cosa   consiste   il   suo
  emendamento di riscrittura.

   CINTOLA   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, abbiamo destinato 4  milioni  di
  euro per la Vuitton Cup, prelevandoli da  Sviluppo Italia' perché
  non li avevamo materialmente.
   Vorrei  fare un atto di umiltà e di appello a tutti i  deputati.
  Qui  non  stiamo  dicendo  di no a cose ingiuste,  ci  sono  cose
  giustissime che vengono dette dai deputati però ricordiamoci  che
  è  una  manovra  che  deve recuperare 2  mila  miliardi  che  non
  avevamo, di buco.
   In  presenza di fatti di questo genere, quando devo dire  di  no
  all'emendamento, abbiamo il dolore di dire no perché non  abbiamo
  nessun  fatto preconcettuale dando risposta negativa  al  collega
  che afferma che si vogliono lasciare fuori i 666 medici.
   I  60  miliardi non ci sono. Nel momento in cui diciamo di sì  e
  l'Aula  vota,  quando  non  c'è  la  copertura  finanziaria,   il
  Commissario dello Stato blocca il provvedimento, non lo mette  in
  funzione.  Abbiamo fatto una esternazione di buona  volontà.  Nel
  fondo di riserva abbiamo solo 350 mila euro.
   Quando  abbiamo  detto e diciamo, onorevole  Oddo,  che  per  la
  Vuitton  Cup,  il Governo dice di non superare  i  4  milioni  di
   Sviluppo Italia', alla quale è stata consegnata questa somma per
  altre  finalità  ma  che  impieghiamo per altra  motivazione,  ci
  fermiamo perché se andiamo oltre non abbiamo un soldo da dare per
  cose giuste, così come dice lei, con il suo emendamento 31.15.1.
   Successivamente,  esco  perché sono stanco  e  vado  a  bere  un
  bicchiere  d'acqua con il permesso del Presidente perché,  mentre
  parlo, sembra che stia scherzando.
   Mi  rivolgo  agli onorevoli Dina, Maurici, Fratello,  Moschetto,
  Catania e dico che i 600 mila euro di cui parlano per l'ex  Cassa
  mutua  coltivatori diretti nella zona portuale  costituiscono  un
  fatto  serio ed importante. Ma mi chiedo con quali somme si possa
  intervenire; come può farlo il Governo in queste condizioni?
   Stiamo  cercando  di  rientrare da  un  buco  di  quasi  2  mila
  miliardi.  Se  aumentiamo la spesa, non ce la facciamo  onorevole
  Oddo.  Possiamo soltanto predisporre ordini del giorno e chiedere
  a  Sviluppo  Italia  di indirizzare una parte dei 4 milioni  alla
  questione  portuale, anche per quel milione e mezzo di  euro  che
  lei dice di dare per definire le strutture portuali.
   Il  Governo non è contrario alla sua indicazione ma non  ha  gli
  elementi  di  base,  la  disponibilità  per  poterlo  fare.   Ciò
  significherebbe  avere  un miliardo,  un  milione  e  mezzo,  tre
  miliardi per i porti, e noi non li abbiamo.
   Questa  è  quindi la condizione estrema, negativa,  non  di  chi
  vuole  fare il rigore per il rigore; qua c'è il rigore senza  che
  ci sia una lira in cassa.

   ODDO    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  innanzitutto,
  vorrei  precisare  che  sia  io che l'onorevole  Papania  avevamo
  firmato  l'emendamento 31.23, cioè la proposta  che  riguarda  la
  regata  che si terrà in provincia di Trapani relativa alla  Coppa
  America, che vede come primo firmatario l'onorevole Turano e  che
  è stato sottoscritto da altri colleghi.
   A   proposito  dell'emendamento  31.15.1,  ho  preso  atto   che
  l'onorevole Assessore ha fatto uno sforzo che, soprattutto in  un
  passaggio,  ho apprezzato, per due motivi. Il primo è che  appare
  evidente che sulla portualità turistica siciliana occorre fare un
  ragionamento che è indubbio sotto il profilo, non solo di  quanto
  previsto nei patti territoriali già regolarmente finanziati -  mi
  riferisco  al  patto  territoriale Trapani Nord  -  ma  va  fatto
  evidentemente  uno sforzo maggiore per quanto concerne  anche  le
  risorse  che nell'immediata prospettiva - mi permetto di  dire  -
  rispetto a un impegno che potrebbe assumere - e mi pare che,  fra
  le   pieghe,  lo  assume  l'onorevole  Assessore  -  dicendo  che
  evidentemente,  anche rispetto a questo, maggiori risorse  devono
  essere  canalizzate.  Non  so se l'onorevole  Assessore  assumerà
  questo  impegno  rispetto a come predisporrà  il  bilancio  della
  nostra Regione.
   Si  dovrà  discutere delle risorse da destinare alla  portualità
  turistica  siciliana. Non vado a scomodare nessun piano  portuale
  che  si rifà a legislazioni nazionali, anche importanti. Dobbiamo
  però  capire  se  c'è  o meno la volontà di destinare  risorse  a
  questo  tipo  di  portualità, che mi pare  sia  assolutamente  un
  investimento  serio  per  l'economia che deriva  soprattutto  dal
  turismo  nautico  che  la nostra Regione  potrebbe  cominciare  a
  valutare con estrema maggiore attenzione. Nella tabella  E ,  per
  quanto  concerne il capitolo 672102, UPB 62263, ci sono 4 milioni
  e  689  mila  euro  previste per l'esecuzione di opere  pubbliche
  relative  alla  costruzione, al completamento, al  miglioramento,
  alla    riparazione,   alla   sistemazione,   alla   manutenzione
  straordinaria di opere marittime nei porti di seconda  categoria,
  terza  e  quarta  classe, comprese le escavazioni,  anche  se  di
  competenza degli Enti locali e della Regione siciliana.
   E'   evidente   che   non  destiniamo  niente  alla   portualità
  turistica, perché si tratta di altro.
   Se  il  Governo manifesta l'impegno e l'intenzione di  valutare,
  nel  prossimo bilancio e nella prossima finanziaria, un  modo  su
  come  far  fronte  a  quelle che sono esigenze legittime,  allora
  ritiro il subemendamento.
   Se   non   vogliamo  fare  addirittura  i  conti  con  i   patti
  territoriali  finanziati,  conduciamo  invece  la  guerra  tra  i
  fratelli poveri perché, a questo punto, dovremmo andare a  votare
  un  emendamento  che dà circa otto miliardi  di  vecchie  lire  e
  quindi va evidentemente a sommarsi alle somme che lo Stato ha già
  deliberato  per  quanto concerne la Coppa  America  e  quindi  la
  regata che si terrà in provincia di Trapani.
   In  più,  non  teniamo conto che ci sono già patti  territoriali
  finanziati e strutture portuali turistiche previste e  sui  quali
  gli Enti locali hanno difficoltà perché, sapete meglio di me, che
  un  ente  territoriale, in questo momento, non si può  permettere
  assolutamente  il  lusso di prevedere somme per  quanto  concerne
  interventi di questa natura.
   Non  vado oltre perché le condizioni degli Enti locali siciliani
  li conoscete meglio di me
   A  me  basterebbe - lo dico con estrema franchezza nei confronti
  degli  onorevoli assessori presenti - che il Governo manifestasse
  l'impegno  a  valutare, nel prossimo bilancio  e  nella  prossima
  finanziaria, un minimo di risorse da destinare ad opere che  sono
  state già in parte finanziate e che da parte degli Enti locali ci
  sono difficoltà serie per andare ad attuarle.
   Se  questo  c'è,  signor  Presidente, ritiro  il  subemendamento
  perché   non  ho  la  benché  minima  intenzione  di   fare   del
  subemendamento un momento di propaganda politica.
   Mi  pare  necessario  discutere,  invece,  seriamente,  di  cosa
  significhi  portualità turistica in Sicilia e  di  quali  possono
  essere queste prospettive, non solo nella Sicilia occidentale, ma
  in tutta la nostra Isola.
   Questa è la nostra posizione, a parte il fatto di annunciare  il
  voto favorevole per quanto concerne la destinazione delle risorse
  per  la  Coppa  America e per la regata che si  terrà  in  quella
  provincia.

    CINTOLA   assessore per il bilancio e le finanze.  Interverremo
  con lo strumento di Agenda 2000.

    PRESIDENTE     L'emendamento   31.15.1   è   ritirato    grazie
  all'impegno del Governo.
   L'Assemblea ne prende atto.

    TURANO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    TURANO    Signor  Presidente,  ho  seguito  il   ragionamento,
  intelligente  ed  intrigante  come sempre,  dell'onorevole  Oddo;
  anch'io  chiedo  al  Governo  di  fare  questo  sforzo  rilevante
  affinché nella Finanziaria si possano programmare delle somme per
  la  portualità turistica siciliana e, prevalentemente, per quelle
  zone che magari sono state più svantaggiate.
   Oggi, però, voglio evidenziare (parlo sul mio emendamento che  è
  stato   fatto   proprio  dal  Governo,  un  fatto   assolutamente
  rilevante) che non stiamo parlando di un'iniziativa per un porto,
  bensì ci riferiamo ad un grande evento mondiale.
   L'altro  giorno,  per ragioni istituzionali,  ho  incontrato  il
  sindaco  di Monza e, quasi provocatoriamente, gli dicevo  che  la
  Sicilia,  questa  volta, può dichiarargli  concorrenza   Monza  è
  infatti  famosa  per  l'autodromo dove ogni anno  c'è  un  grande
  evento  mondiale. Questa volta, la provincia di  Trapani  diventa
  importante  come  vetrina, per un mese  intero,  per  una  grande
  manifestazione.
   Siccome l'impegno sottoscritto col Presidente del Consiglio  dei
  Ministri  ed il Presidente della Regione riguarda l'intera  somma
  da   destinare,  su  quella,  chiaramente,  non  si  possono  poi
  individuare  vincoli di destinazione, talché  sono  contento  che
  l'onorevole  Oddo  agevoli questo percorso,  con  il  parere  del
  Governo:  non  c'è  dubbio infatti che il Governo  abbia  assunto
  questo impegno che onorerà con il prossimo intervento finanziario
  e  quindi chiedo di approvare l'emendamento originario che  avevo
  presentato,    affinché    possa   sbloccarsi    questa    grande
  manifestazione.

    FERRO  Chiedo di parlare.

    PRESDIENTE   Ne ha facoltà.

    FERRO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi  discosto  un
  attimo  dagli interventi che mi hanno preceduto perché credo  che
  una riflessione su questa vicenda vada fatta.
   La  premessa  è  che  quando si svolge  un  evento  sportivo  di
  interesse  internazionale, come questo, ci  si  deve  interrogare
  sulla  ricaduta  che  l'evento stesso avrà sul  territorio  della
  Regione, di questa provincia nel caso specifico.
   E  quindi, in genere, tra buoni amministratori, si fa  un  piano
  di  spesa che chiarisca quali siano le opere, gli interventi,  la
  destinazione  delle  somme,  a cosa debbano  servire,  con  quali
  procedure e quant'altro.
   Tutto  questo l'Assemblea non conosce, sapendo soltanto  che  si
  mettono  in bilancio quattro milioni di euro, se ho capito  bene,
  per  la  manifestazione,  ma  ignorando  come  queste  somme   si
  spenderanno, dunque libero arbitrio e, poi, chi più ne ha più  ne
  metta
   Quanto  sopra  l'avevo  già  detto  per  i  campionati  mondiali
  militari svoltisi a Catania e poi, Nemo profeta in patria,  tutto
  si  è  confermato,  anche lì, con somme ingenti  stanziate  dalla
  Regione,   scoprendo che alcune procedure non  erano  esattamente
  trasparenti  e  lineari. Ebbene, lo stesso io credo  che  sia  il
  rischio rispetto a questa manifestazione.
   Siccome  non  mi posso - e credo ugualmente l'Assemblea  -  fare
  incantare  dal  fatto  genericamente legato all'importanza  della
  manifestazione,  dovremmo  allora  interrogarci   sulle   risorse
  finanziarie occorrenti e a che cosa serviranno; inoltre, mi  pare
  proprio  stamattina, la cronaca ci riferisce che  un  funzionario
  del  Comune  di  Trapani, se ben ricordo, è stato  arrestato  per
  turbativa   d'asta  e,  nella  stessa  nota  dell'Ansa,   vengono
  dichiarati  gli  interessi  di  Cosa  Nostra  rispetto  a  questa
  manifestazione. Ebbene, siccome  abbiamo contezza di  ciò,  prima
  che  si  approvi una norma, credo che sarebbe salutare per  tutti
  che  l'Assemblea  possa  avere cognizione  di  questa  somma,  in
  particolare,  a  cosa dovrà servire e con quali  procedure  dovrà
  essere spesa.
   Per  cui,  in  questo  senso, se il Governo non  modificasse  il
  testo  dell'articolo, non ho nessuna difficoltà a dire che voterò
  contro,  pur non avendo nulla in contrario con la manifestazione;
  ma  siccome  capisco che le cose vanno in una certa direzione,  è
  bene  che,  prudenzialmente, l'Assemblea prenda  atto  di  queste
  difficoltà.

    PRESIDENTE   Mi  permetto soltanto di sottolineare  un  aspetto
  del  suo  intervento, onorevole Ferro. Per le stesse ragioni  che
  lei poc'anzi enunciava, potrebbe accadere qualcosa a qualcuno,  a
  prescindere che la cosa accada o meno.
   In  altri  termini,  noi  non possiamo assolutamente  continuare
  questo   sport  deprecabile del sospetto su qualsiasi  argomento:
  tra  l'altro, come lei sa, rispetto a questa iniziativa, le somme
  verranno  gestite  dal  responsabile nazionale  della  Protezione
  civile,  con tutti i controlli che questo significa relativamente
  alla manifestazione.
   Se  poi  l'Ansa  ha notizie più precise rispetto agli  interessi
  mafiosi,  piuttosto che scriverli sulla stampa,  farebbe  bene  a
  denunciarli  alla  Procura  della  Repubblica,  consentendo  così
  l'apertura delle relative indagini, altrimenti qualunque cosa può
  accadere  nei  confronti di chiunque e ciascuno di noi,  ancorché
  santo  calato dal Paradiso, potrebbe essere considerato  mafioso,
  affiliato,   o   quant'altro,  come  peraltro  le  sentenze   dei
  tribunali,  recentemente,  hanno  dimostrato  rispetto  a   certe
  esagerazioni.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ringrazio  la
  Presidenza   per  questa  precisazione  veramente  doverosa.   Mi
  piacerebbe ricordare all'onorevole Ferro che ci sono stati  tanti
  eventi  in  questi anni. Io ne ricordo uno degli  ultimi,  quando
  abbiamo  accolto  nella  città  di  Palermo  l'allora  segretario
  generale dell'ONU e furono realizzate un sacco di opere stupende,
  tra  cui  il  prato del Foro Italico che, dopo tre mesi,  abbiamo
  dovuto rifare interamente ex novo. Pertanto, ritengo che prima di
  dare lezioni e criticare su come si impostino le manifestazioni e
  su come si spendano i soldi pubblici, bisognerebbe che ognuno,  a
  casa propria, si facesse una sorta di esame di coscienza.
   Nondimeno,  desidero ricordare all'assessore  al  bilancio  che,
  durante  i  lavori della Commissione, quando si è  affrontato  il
  tema  della manifestazione legata alla Vuitton Cup, sollevai  una
  eccezione  rispetto a una tabella, che è esattamente  quella  del
  Turismo, UPB 12.2.1.3.1, capitolo 472514, che veniva incrementata
  di un milione e mezzo di euro; il Governo, in quell'occasione, mi
  rispose  che  questo  milione e mezzo  di  euro  era  interamente
  finalizzato  alla manifestazione Vuitton Cup di  Trapani.  Chiesi
  pertanto  al  Governo di indicare nella norma, oggi  oggetto  del
  nostro  dibattito, che parte delle somme da stanziare,  sarebbero
  state prese da questo capitolo.
   Nell'emendamento  che stiamo discutendo,  invece,  non  c'è  più
  traccia  di questo impegno che il Governo ha preso in Commissione
  bilancio  e, siccome l'intervento dell'assessore Cintola,  mi  ha
  convinto,  nei  termini  in  cui  riferisce  all'Aula   che   sta
  tentandosi di fare una manovra per recuperare circa 2000 miliardi
  delle  vecchie lire, dico pure che dobbiamo essere conseguenziali
  alle cose dichiarate
   Mi  attendo  quindi  che il Governo, con un subemendamento,  per
  coprire  questi 4 milioni di euro, intanto prelevi questo milione
  e  mezzo da questa tabella e li sposti poi sulla norma in  esame,
  esattamente  nel  rispetto  di quanto annunciato  in  Commissione
  bilancio.

    MISURACA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MISURACA   Signor   Presidente, onorevoli  colleghi,  desidero
  rispondere  all'onorevole Ferro, peraltro mi viene  assolutamente
  facile,  perché il collega conoscerà, in quanto pubblicato  sulla
  Gazzetta  Ufficiale, il decreto del Presidente del Consiglio  dei
  Ministri.
   Rispondo all'onorevole Ferro in ordine alle sue perplessità  che
  nutre sui programmi di spesa e di intervento.
   I  programmi  di  spesa  e di intervento sono  opere  marittime,
  localizzate  certamente  lì,  nel  porto  di  Trapani,   ma   per
  rassicurarlo  ancora, onorevole Ferro,  vorrei dare soltanto  due
  elementi. Il primo: lo Stato interviene con 62 milioni  di  euro,
  la Regione siciliana soltanto con quattro  Ma per quanto riguarda
  le  opere  di  intervento, viene costituita una  Commissione  che
  stabilirà  quali  saranno le opere di intervento  da  realizzare,
  commissione  della quale faranno parte delegati della  Presidenza
  del  Consiglio, delegati del Comune e della Provincia di Trapani,
  ma, vivaddio, onorevole Ferro, anche il Prefetto di Trapani
   Io  credo  che,  sul piano della serenità, ciò possa  certamente
  confortarla

    FERRO  Auguri, onorevole Misuraca

    MISURACA   Auguri  a chi svolgerà i lavori...  Non  penso  mai
  male, valuteremo poi come sarà andata questa manifestazione, cosa
  avrà  portato  in termini di sviluppo turistico della  Sicilia  e
  vedremo le opere realizzate, lo ripeto, con un intervento  minimo
  della Regione siciliana.
   Relativamente  a questa Commissione che deve valutare  le  opere
  da realizzare, desidero pertanto invitare quei colleghi che hanno
  presentato  degli  emendamenti in cui definiscono  a  priori  gli
  interventi da realizzare con le somme messe a disposizione  della
  Regione  siciliana che, se ci sarà da realizzarle o  meno,  tutto
  ciò  sarà competenza della Commissione medesima, ripeto,  formata
  da  delegati  del  Comune, della Provincia -  quindi  dagli  enti
  territoriali  -  dal Ministero degli interni  e,  inoltre,  dallo
  stesso Prefetto.
   Invito  i  colleghi  deputati a ritirare pertanto  l'emendamento
  31.15.2 ed approvare l'emendamento del Governo.

    PRESIDENTE  L'emendamento 31.15.2 è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 31.59 del Governo.  Il  parere  della
  Commissione?

    SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    ODDO   Non ho ritirato il mio emendamento, attendevo  l'impegno
  del Governo che non c'è...

    PRESIDENTE   Onorevole Oddo, lei ha detto che ritirava  il  suo
  emendamento   alla   luce  delle  considerazioni   del   Governo,
  l'Assemblea ha dato atto di questo ritiro.

    CINTOLA   assessore per il bilancio e le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA   assessore  per  il bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  ribadisco l'impegno non nei termini  di  bilancio  e
  finanziaria - perché tali strumenti finanziari saranno improntati
  per come stiamo operando adesso - ma dico che, per quanto è stato
  sollevato dall'onorevole Oddo - su questo anche supportato  dagli
  onorevoli  Papania,  Turano e Fratello  -  su  Agenda  2000  sarà
  stabilito un percorso privilegiato affinché si completi il  Patto
  territoriale  di Trapani - anche l'onorevole Lo Curto  me  ne  ha
  parlato  -  e abbia diritto di accesso. E' su questo che  c'è  un
  impegno del Governo a sollecitarne la realizzazione.

    PRESIDENTE    Onorevoli   colleghi,   sospendo   la    seduta,
  avvertendo che riprenderà alle ore 17,30.

    (La seduta, sospesa alle ore 16.15, è ripresa alle ore 18.20)

   La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi, si riprende  dall'emendamento
  31.22.
   Comunico  che  è  stato  presentato  dal  Governo  l'emendamento
  31.22.1 interamente sostitutivo dell'emendamento 31.22.
   Non    essendo    prevista   la   copertura   finanziaria    per
  l'emendamento,  e  non  potendo  questa  essere  rinviata  ad  un
  successivo   atto   amministrativo,   dispongo   l'accantonamento
  dell'emendamento 31.22.1.
   Si passa all'emendamento 26.35.
   Comunico  che  è  stato  presentato  dal  Governo  l'emendamento
  31.69, che costituisce riscrittura  dell'emendamento 26.35.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE  Si passa all'emendamento 31.20.

    CINTOLA   assessore per il bilancio e le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA   assessore  per  il bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, quanto previsto dall'emendamento
  si può fare solo con un provvedimento amministrativo.
   Gli  Uffici  mi  dicono che legislativamente  sarebbe  ultroneo,
  pertanto,  se  il firmatario ritira l'emendamento il  Governo  si
  impegna a trasformarlo in provvedimento amministrativo.

    MANCUSO   Signor Presidente, chiedo di parlare  per  illustrare
  l'emendamento 31.20.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MANCUSO    Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   vorrei
  precisare che l'emendamento si riferisce a somme già impegnate da
  decine  di  enti locali su due norme in particolare che servivano
  alla  costruzione di fognature. Molte di queste somme sono  state
  recuperate  dagli  assessorati, in particolare l'assessorato  dei
  Lavori  pubblici  per  finanziare l'accordo  di  programma-quadro
  sulla tutela delle acque.
   Il  problema è che ci sono Comuni che hanno già fatto i  lavori,
  hanno  già pubblicato i bandi di gara, hanno già pagato lo  stato
  di  avanzamento  dei lavori, ma non dispongono dei  trasferimenti
  della  Regione  perché  un  bel giorno queste  somme  sono  stati
  trasferite  presso  l'Ufficio  del Commissario  delle  acque  per
  finanziare l'accordo quadro di programma.
   Ci  troviamo  nei Comuni con dei buchi non sanabili diversamente
  se non con questo emendamento.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor Presidente, onorevoli colleghi, convengo  con
  l'emendamento  presentato  dall'onorevole  Mancuso  e  penso  che
  questo  sia  un problema che il Governo avrebbe dovuto affrontare
  in  modo  adeguato perché non stiamo parlando soltanto di piccoli
  Comuni.  Tutti i Comuni medi della Sicilia, che erano  dotati  di
  P.A.R.F.  e  che furono interessati da processi di urbanizzazione
  selvaggia, sulla base di alcune norme della legge regionale hanno
  avuto trasferite delle risorse consistenti, risorse che servivano
  a risanare i quartieri popolari, i quartieri abusivi.
   Gran  parte di queste risorse sono state già spese, altre invece
  sono in fase di spesa, nel senso che stanno realizzando le opere,
  e  tuttavia  l'accordo  di  programma-quadro  anziché  stralciare
  queste  risorse  le ha inglobate dentro l'accordo  di  programma-
  quadro.
   Si   tratta   di  un  trucco  contabile  fatto  dagli  estensori
  dell'accordo  di programma-quadro. Con questa norma,  non  si  fa
  altro  che  dire  al  Governo di ridefinire  tali  accordi  e  di
  stralciare dagli stessi le somme già spese dai Comuni, per quanto
  riguarda  le  opere  fognarie  dei  Comuni  dotati  di  programma
  fognario.
   La ritengo, quindi, una proposta molto corretta.

    CINTOLA   assessore  per il bilancio e le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA   assessore  per  il bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, quanto  sollevato  dal  collega
  Mancuso  è  pertinente e giusto. Purtroppo, però, ci troviamo  di
  fronte   ad   un   provvedimento   che   consideravamo   soltanto
  amministrativo - così l'avevo inizialmente descritto e definito -
  ma   amministrativo  non  è,  poiché  le  somme  alle  quali   fa
  riferimento con il suo emendamento, e che richiede giustamente ma
  che  lui stesso non riesce a quantificare, noi non siamo in grado
  di quantificare. Questo è il parere che mi ha dato l'ufficio poco
  fa.
   L'Assessore per il bilancio ritiene di dover essere preparato  e
  pronto  a  dare  risposte per le materie di sua  competenza.  Gli
  assessori  di questa Giunta, che sanno di avere l'obbligo  ed  il
  dovere di stare in quest'Aula a difendere la manovra, invece  non
  ci  sono. Non esprimono, quindi, i pareri di pertinenza  che  gli
  uffici incaricati e preposti devono dare.
   Non  sono un'arca di scienza, sono un misero rappresentante  del
  popolo  della Sicilia che vuole fare il suo dovere, però  intendo
  ufficializzare  che non posso dare un parere  favorevole  ad  una
  cosa  giusta perché non ho la percezione, come Assessore  per  il
  bilancio, né delle somme da appostare né del loro ammontare.
     Non  serve,  quindi, un accantonamento perché  non  andremo  a
  quantificare le spese da qui a qualche ora o a renderci conto  di
  quanto e da dove bisogna prenderle. Il problema è ben diverso  ed
  è più corposo. E' stato posto un problema serio al quale non sono
  in  grado  di  dare  una risposta seria; non  sono  in  grado  di
  quantificare  la spesa. Non posso dare una copertura  finanziaria
  perché non conosco l'entità della spesa.
   Se  l'emendamento  non  viene ritirato, sarò  costretto  a  dare
  parere negativo su una cosa giusta, per un fatto tecnico che  non
  posso  assolutamente accettare. Ognuno poi si assuma  le  proprie
  responsabilità  fino  in  fondo, anche i  presidenti  dei  gruppi
  parlamentari.

   PRESIDENTE   Dispongo  l'accantonamento dell'emendamento  31.20.
  Si  passa  all'emendamento  31.23 ed ai  relativi  subemendamenti
  31.23.2, 31.23.1, 31.23.3.

    CINTOLA   assessore  per il bilancio e le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA   assessore  per il bilancio e le  finanze.  Era  stato
  annunciato  dall'Assessore  per il territorio  e  l'ambiente  che
  avrebbe   presentato  un  emendamento  o,  quanto  meno,  avrebbe
  confermato  l'emendamento della Commissione nella sua  interezza,
  il   che   significava  assorbire  tutti  gli  altri  emendamenti
  previsti.
   Se  si  pone  in  votazione l'emendamento  della  Commissione  -
  onorevole   Beninati,  mi  corregga  se  sbaglio  -  questi   tre
  emendamenti dovrebbero saltare per averne solo uno
   Onorevole  Beninati, se è quello che viene posto  in  votazione,
  do  parere  favorevole perché la Giunta, in questo  senso,  si  è
  pronunciata;  se  non  è  quello,  aspettiamo  che  arrivino  gli
  assessori Cascio, Cimino ed altri.

    BENINATI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   BENINATI   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  quanto  dice
  l'assessore Cintola è corretto, fermo restando che effettivamente
  l'emendamento 31.23.1, a firma dell'onorevole Giambrone, anche se
  si  vota quello di prima, non lo sana; effettivamente, il 31.23.3
  dovrebbe essere ritirato dai colleghi perché è altra materia.
   Aggiungo  che,  nella  riscrittura,  probabilmente  al  comma  4
  bisogna cancellare quanto scritto a partire dalle parole  dal  30
  per  cento anticipazione degli oneri  perché, al comma 3, abbiamo
  detto  che  gli  oneri  concessori,  come  previsto  dalla  legge
  nazionale,  si pagano al 30 per cento mentre in Sicilia  si  paga
  l'anticipazione del 15 per cento, cioè il cinquanta per cento  di
  quanto  previsto  a  livello  nazionale.  Ciò  riguarda  soltanto
  l'importo  dell'anticipazione, ma  il  complessivo  resta  sempre
  eguale.
   Nel comma 4, riscriviamo per errore questo 30 per cento che,  in
  effetti,  sarebbe il 15. Meglio toglierlo, quindi,  onde  evitare
  confusione.  Sarebbe opportuno cancellare le parole   dal  trenta
  per cento  sino ad  oneri .

   PRESIDENTE   E' stato corretto, perché si tratta di  un  errore,
  un refuso credo. La prego di formalizzare il subemendamento.

    MERCADANTE  Dichiaro di ritirare l'emendamento 31.23.2.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

    GIAMBRONE  Dichiaro di ritirare l'emendamento 31.23.1.

   PRESIDENTE  L'emendamento 31.23.1 è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 31.23.3 è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico  che  è  stato  presentato  dall'onorevole  Beninati  il
  subemendamento 31.23.4 all'emendamento 31.23.

    GIANNOPOLO  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   si   è
  appreso  che  in Commissione era stata approvata  una  norma  che
  riduceva  del  cinquanta  per  cento  gli  oneri  concessori,  ma
  l'emendamento  31.23, così come formulato, non mi sembra  che  si
  possa  interpretare  in  questo modo,  poiché  la  riduzione  del
  cinquanta per cento è relativa solo all'anticipazione.

   CINTOLA   assessore per il bilancio e le finanze. Da  pagare  in
  due soluzioni.

   PRESIDENTE   Legga il testo, onorevole Cintola. In  effetti,  si
  fa riferimento all'anticipazione.

   GIANNOPOLO  Lasciamo perdere in quante soluzioni, il problema  è
  gli  oneri  concessori sono tali e quali quelli  che  vigono  nel
  comune  di  riferimento, l'anticipazione, che  è  prevista  dalla
  legge nazionale, non è del cento per cento, ma qui stiamo dicendo
  del 50 per cento, che poi è pari a un importo x.

    CINTOLA   assessore per il bilancio e le finanze. Non  c'è  una
  sola  lira  di  sconto sulla sanatoria nazionale.  Su  questo  la
  Giunta è stata tassativamente impegnata su posizioni che Alleanza
  Nazionale  ha ufficializzato e sulle quali si è trovata d'accordo
  nella sua globalità.
     Abbiamo rateizzato in due soluzioni il cento per cento che  si
  paga  su  scala nazionale. Non c'è un favore da fare agli abusivi
  in  Sicilia,  non c'è una Sicilia che favorisce l'abusivismo,  ma
  c'è  una  Sicilia che, viste le condizioni economiche, ha cercato
  di   far  pagare  tanto  quanto  dovuto  in  due  soluzioni,  una
  anticipata e una successiva.

    GIANNOPOLO   Onorevole Assessore, chiedo che sia chiaro  quello
  che  si sta votando; stiamo dicendo che gli oneri concessori sono
  uguali a quelli che vigono in quel comune di riferimento.

    FORMICA  Non riduciamo, ma rateizziamo.

    FERRO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   FERRO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, spero di non  aver
  capito  male leggendo il testo. Al di là del merito, mi pare  che
  questo   ampliamento  dei  termini  per  il  condono  non   abbia
  sostanzialmente i tempi di chiusura. Capisco tutto. Già si voleva
  sanare fino al 30 giugno 2004, cioè fino a ieri; adesso si  vuole
  sanare per sempre.

    DINA  La norma nazionale rimane uguale nei tempi.

    GIANNOPOLO  Nell'emendamento 31.23, ciò non è previsto.

   FERRO. Ma i tempi quali sono?

    BALDARI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BALDARI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  per
  un  quesito che rivolgo sia all'Assessore che al Presidente della
  Commissione: è il caso di aggiungere, laddove sono fatte salve le
  istanze  di  sanatoria già presentate, che coloro  che  le  hanno
  presentate non devono fare alcun altro adempimento?

    CAPODICASA  C'è già scritto.

    BALDARI  Non mi pare, non c'è scritto in nessun posto  che  non
  sono tenuti ad altro adempimento.

    CINTOLA   assessore  per il bilancio e le  finanze.  Se  pagano
  tutto insieme, già hanno pagato.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Sento  il  dovere  di rivolgermi  al  Governo.  Fermo
  restando  che abbiamo recepito la norma nazionale, si  tratta  di
  un'ulteriore sanatoria. Al di là del merito dell'emendamento  che
  agevola  il  pagamento  concedendo una  dilazione,  quindi  senza
  incidere  sul  costo della sanatoria -  proprio per sgombrare  il
  campo  da facili speculazioni - vorrei sottoporre al Governo  una
  questione  irrisolta da venti anni, perché, recependo quest'altra
  sanatoria,  di fatto, abbiamo tre leggi di sanatoria operanti  in
  Sicilia e ancora non chiuse dal 1984, al 1995, al 2004.
   Ora,  al di là dello sforzo che stiamo facendo per agevolare  il
  cittadino  che  potrebbe avere difficoltà  nel  versare  l'intera
  somma dovuta per l'abuso compiuto, credo che sia dovere di questa
  Aula,  ricordare sempre a noi stessi che spesso e volentieri,  in
  terra  di  Sicilia,  i casi eclatanti di abusivismo  sono  sempre
  abusivismo  di  necessità determinati spesso e  volentieri  dalla
  totale e assoluta mancanza di strumenti urbanistici.
   Quante  decine  di comuni in Sicilia sono privi dello  strumento
  urbanistico  che  consente al cittadino di  poter  rispettare  le
  leggi?
   La  verità, cari colleghi, è questa: noi qui siamo bravissimi  a
  legiferare,  a  pontificare, a darci addosso, a dire  di  lottare
  l'abusivismo e quant'altro, però poi, nei fatti, quante  sono  le
  amministrazioni  comunali  che non  hanno  il  piano  regolatore?
  Quanti anni impiega la Regione per approvare in via definitiva un
  piano  regolatore? Quante proroghe fuori termine vengono date  ai
  sindaci  di  questa o quella parte politica che  non  ottemperano
  alle leggi che regolamentano le norme urbanistiche in Sicilia?
   In  uno  scenario  così  devastante, quindi,  il  cittadino  che
  commette il reato di abusivismo di necessità, e che è costretto a
  commetterlo, presenta un'istanza di sanatoria e, dopo  vent'anni,
  quelle istanze giacciono ancora negli uffici dei Comuni che hanno
  visto  assumere, a carico della  Regione, personale  in  esubero,
  proprio  per  assolvere all'emergenza delle sanatorie.  Ed  oggi,
  qualcuno afferma in questa sede, assessore Cintola, che la Giunta
  all'unanimità ha determinato che sconti non se fanno.
   Siamo  proprio  dei campioni. Dovremmo davvero avere  il  premio
  europeo  per  la nostra capacità politica di gestire  le  vicende
  della Regione.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  mi  dispiace
  che   questa   discussione   stia   avendo   luogo   in   assenza
  dell'Assessore al ramo, l'onorevole Cascio, perché  riguarda  una
  materia di particolare interesse  per la Sicilia.
   Voglio  ricordare che in Sicilia i comuni medi   e  medio-grandi
  sono  stati tutti investiti da processi di particolare  disordine
  urbanistico  e  che il legislatore regionale e quello  nazionale,
  più  volte, è ritornato sull'argomento del condono, nel tentativo
  di  condonare,  da  un  lato,  i manufatti  edilizi  e  di  poter
  urbanizzare  e,  dall'altro, aree che ancora sono  in  attesa  di
  urbanizzazione.
   Se  dovessimo fare un ragionamento retrospettivo, dovremmo  dire
  che  tutte  le  leggi, a partire dalla numero 47, la   Nicolazzi-
  Craxi', fino ad oggi sono state un assoluto fallimento.
   Le  considerazioni esposte prima dal collega Acierno  sono  vere
  nel  senso  che,  nei  Comuni, giacciono,  inevase,  migliaia  di
  pratiche  - l'assessore Parlavecchio potrebbe essere più  preciso
  sull'entità - in attesa del rilascio della concessione.
   Il  legislatore regionale, con l'articolo 17 della legge  4,  ha
  attualizzato  gli oneri di urbanizzazione e, sulla  base  di  una
  procedura  che prevedeva che i tecnici potevano fare direttamente
  le  loro dichiarazioni e le perizie giurate, si poteva richiedere
  automaticamente la sanatoria.
   Il   risultato,   come  tutti  sanno,  è  stato   un   clamoroso
  fallimento.
   Adesso,  stiamo tornando, e secondo me c'è un po' di  confusione
  tra  i  colleghi, a legiferare su una materia che, affrontata  in
  modo   così  superficiale,  secondo  me  non  determinerà   alcun
  risultato positivo.
   Vi  sono  due questioni. La prima, la cui responsabilità attiene
  allo  Stato, prevede che chi commette un abuso, commette un reato
  penale.  Per  estinguere il reato penale, lo Stato  ha  applicato
  un'oblazione, che è una specie di indulgenza che viene pagata. Il
  cittadino che ha commesso un abuso, prima di potere presentare la
  richiesta  di  sanatoria  edilizia  al  Comune,  deve  dimostrare
  all'ente  locale di aver pagato almeno le prime  due  rate  della
  oblazione,  utili ad estinguere il reato penale. Successivamente,
  deve presentare la domanda.
   Il  legislatore  nazionale  ha previsto,  in  questa  occasione,
  commettendo  un clamoroso errore di valutazione che, nel  momento
  in  cui il cittadino che ha commesso l'abuso presenta la domanda,
  deve  pagare  la  metà  degli oneri di  urbanizzazione,  come  se
  costituisse vincolo per il Comune il rilascio della concessione.
     Il  rilascio  della concessione, invece, segue  una  procedura
  talmente   farraginosa  legata  al  fatto  che  il  Comune   deve
  dichiarare  che quel manufatto è ammissibile alla sanatoria;  per
  essere  ammissibile  alla  sanatoria,  quel  manufatto  non  deve
  essere,  per esempio, in area residenziale, perché ove realizzato
  in  area  residenziale il Comune deve procedere  con  le  singole
  varianti  e  successivamente determinare gli standard urbanistici
  per  potere sanare quella casa. E' questo il motivo che mi spinge
  a  pensare  che,  considerato che è affrontato in questo  momento
  soltanto  nel  tentativo  di  far fare  cassa  ai  Comuni,  è  un
  tentativo che non affronta la questione urbanistica.
   Ricordo  all'assessore Cintola che abbiamo già dei precedenti  e
  dei  clamorosi  fallimenti con l'articolo 17 della  legge  4,  la
  finanziaria.
   Per  i  motivi esposti chiedo all'onorevole Beninati di ritirare
  l'emendamento  per affrontare la questione in modo più  puntuale,
  in  modo  che,  una  volta  per tutte in quest'Aula,  affrontiamo
  l'annosa  questione dell'abusivismo edilizio che non  ha  trovato
  ancora soluzione in tutti i Comuni della Sicilia.
   Se  invece  vogliamo affrontare la questione  soltanto  per  far
  fare  un  po' di cassa a qualche ente locale, assicuro i colleghi
  che già conoscono la materia, in particolare il collega Beninati,
  che  abbiamo  assistito già al fallimento di tutte le  leggi,  al
  fallimento   dell'articolo  17  della  legge  4  ed   assisteremo
  purtroppo  ad  un altro fallimento, nel senso che  i  Comuni  non
  potranno introitare alcuna somma ed alcuna risorsa.

    ZAGO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ZAGO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, il fatto  che  un
  argomento  come questo venga affrontato attraverso un emendamento
  ad  una  legge  che  potrebbe entrarci, non dico  per  nulla,  ma
  certamente  poco,  non aiuta ad affrontare un problema  verso  il
  quale  tutti  abbiamo la coda di paglia, un  problema  sul  quale
  tutti,  talvolta con non poca ipocrisia, cerchiamo di non entrare
  nel merito.
   Per   quanto  riguarda  la  mia  parte  politica,  ad   esempio,
  quest'ultimo condono che ci ha visti giustamente contrari è stato
  affrontato con una dose di ideologismo sproporzionato che  ci  ha
  portati  ad assumere sì, una posizione contraria,  ma diversa  da
  quella  assunta  con il condono relativo alla legge  47  dell'85,
  quando  il  discorso sulla diversità dell'abusivismo venne  fatto
  prevedendo una griglia a seconda di quello che si trattava.
   Invece,  adesso no. Ora siamo in tempi di manicheismo puro:  qui
  l'impero  del  bene,  lì l'impero del male;  non  ci  sono  mezze
  misure.  Il  risultato  paradossale è  che  il  condono  è  stato
  comunque legiferato e le regioni, anche quelle più recalcitranti,
  si sono dovute adeguare. Però questo - guarda caso - è il condono
  a  cui  possono attingere solo i ceti abbienti perché per i  ceti
  che  abbienti non sono questo condono era e rimane inaccessibile.
  Pertanto paradossalmente il condono c'è ma non per tutti, chi può
  pagare  condona,  chi  non può pagare rimane  con  la   spada  di
  Damocle'  della pratica in sospeso e quindi con tutto quello  che
  la legislazione comporta.
   Perché  dico  questo? Come dicevo all'inizio,  non  è  possibile
  affrontare  l'argomento in questo modo, ed io, signor Presidente,
  onorevoli    colleghi,    sono   testimone    di    atteggiamenti
  contraddittori   da  parte di esponenti della maggioranza  e  del
  Governo.
   Cosa  si  è  detto in IV Commissione? Si è detto che in  Sicilia
  non dobbiamo nè premiare nè penalizzare oltremodo gli abusivi, in
  Sicilia facciamo valere gli oneri concessori che già esistono nei
  comuni e quindi il problema non  è di stabilire di andare sopra o
  di andare sotto, benissimo
   Si  è  proceduto in questo senso, l'assessore per il  territorio
  si  era impegnato a formulare un provvedimento che tenesse  conto
  di  questo  anche  perché, ad esempio,  questa  estate  ho  letto
  dichiarazioni  che  andavano in tal senso quando  si  parlava  di
  insuccesso del condono edilizio nazionale e si diceva chiaramente
  che  gli oneri rendono inaccessibile il condono. Noi non possiamo
  intervenire sugli oneri oblativi, ma in IV Commissione si è detto
  sugli  oneri concessori  di andare a creare misure che  non  sono
  premiali ma neanche punitive.
   Abbiamo   ritirato   un  emendamento,  un   altro   lo   abbiamo
  interpretato, un altro ancora lo abbiamo riposizionato, credo che
  stasera  stiamo operando in modo tale da farci ridere  dietro  in
  quanto,  se  manteniamo il 31.23 con modifiche  ed  integrazioni,
  rischiamo di fare una norma che non sarà applicabile nei  comuni.
  Pertanto  propongo di ritirare tutto l'articolato, tenendo  conto
  che   il   Governo  non  è  nelle  condizioni,  stante  l'assenza
  dell'assessore  al  ramo,  di  formulare  una  proposta  organica
  razionale e di rimandare ad esempio alla finanziaria,  da  qui  a
  qualche  settimana,  la regolamentazione di questa  problematica,
  pena  lo spettacolo che abbiamo dato in altre occasioni -  e  che
  poi  la stampa segnala - approvando norme che contraddicono altre
  norme statali che abbiamo già recepito.

    PRESIDENTE  Ha facoltà di parlare l'assessore per  il  bilancio
  e le finanze.

    CINTOLA   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, ho sentito cose importanti qui in
  Aula  però  c'è un fatto da ricordare: con l'11 di  novembre  non
  possiamo più intervenire più su questa materia.
   Per  questo  il  Governo, che pure aveva  un  disegno  di  legge
  pronto,  decide  di  accettare  l'emendamento  così  com'è  stato
  presentato  dalla  Commissione  con  il  subemendamento  a  firma
  dell'onorevole  Beninati  in materia, così  entro  l'11  novembre
  mettiamo  a  regime  questa  parte,  cioè  prima  della  scadenza
  interveniamo stabilendo che chi è abusivo può pagare  l'oblazione
  in due rate.
   Per  quanto riguarda la sanatoria edilizia, l'abbiamo affrontata
  tante  volte,  abbiamo dato proroghe, siamo  intervenuti  con  le
  perizie giurate  per evitare lungaggini ma non siamo riusciti  in
  niente.
   Nella  finanziaria  che  è già stata depositata  dal  Governo  e
  distribuita  a tutti i deputati via Internet,  avrete  visto  che
  c'è  un riferimento forte alla sanatoria in quanto abbiamo  detto
  ai   comuni  che  possono  utilizzare  i  fondi  delle  opere  di
  urbanizzazione primaria e secondaria per dare incarichi  anche  a
  professionisti  esterni, in maniera tale che possa  pervenirsi  a
  quella  sanatoria  che doveva essere fatta con i geometri assunti
  a  questo  scopo  (che  poi non raggiunsero perché  sapevano  che
  appena   portavano  a  compimento  il  lavoro,  sarebbero   stati
  licenziati);  lo  stesso personale, assunto infine  per  svolgere
  questo  lavoro, tutto ha fatto fino ad oggi, tranne  che  proprio
  questo incarico
   Ci  stiamo  occupando del problema con la Finanziaria,  speriamo
  di  poter sensibilizzare i Comuni in tempi tali da poter fare  sì
  che  la sanatoria abbia il suo compimento, ciò per due ordini  di
  motivi:   il   primo,  perché  incassino  soldi  per   opere   di
  urbanizzazione  primaria  e  secondaria  e  quindi  per  dare  ai
  cittadini,  a  seguito  dell'abuso, la  completezza  delle  opere
  primarie  e  secondarie;  il secondo  ordine  di  motivi  che  mi
  permetto  sottolineare è che i comuni hanno infine la possibilità
  di avere degli introiti che non possono venire sempre dallo Stato
  o   dalla  Regione,  dato  che  non  siamo  nelle  condizioni  di
  intervenire corposamente.
   Ho  riferito  quindi  su tutti e due gli  aspetti:  il  primo  è
  quello   di  mettere  in  votazione  l'articolo  aggiuntivo   con
  l'emendamento  perché ha una sua ragion d'essere  a  causa  della
  circostanza  che, con l'11 novembre, non potremo  più  legiferare
  sull'argomento.  L'altro  aspetto  riguarda  la  sanatoria,  cioè
  realizzare  un tentativo con la Finanziaria e speriamo  anche  di
  migliorarlo quando saremo in Aula e nelle  competenti Commissioni
  di merito a discutere della manovra.

    SPEZIALE  Dopo l'11 novembre  possiamo legiferare ugualmente

    PRESIDENTE   Pongo in votazione il subemendamento  31.23.4.  Il
  parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 31.23, nel testo risultante.
  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa agli emendamenti 26.3 e 26.4 dell'onorevole Ferro.

    FERRO  Chiedo di parlare per illustrarli.

    PRESIDENTE . Ne ha facoltà.

    FERRO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, si ripropone  la
  questione  di  stamattina, sostanzialmente, sulle aree  di  verde
  agricolo  destinate  alla realizzazione  di  edilizia  economico-
  residenziale, e quindi il primo emendamento abroga la  norma,  il
  secondo emendamento è, alla fine, un correttivo - se proprio  non
  si vuole arrivare all'eliminazione della norma - cioè consentire,
  lì  dove  le  aree di verde agricolo siano ormai  esautorate,  di
  poter  provvedere  con  le  stesse  risorse  al  risanamento   di
  immobili.
   Su  quest'ultimo aspetto, debbo dire francamente che non vedo la
  ragione  per cui il Governo debba dire di no. Almeno sul  secondo
  emendamento, un pronunciamento favorevole mi parrebbe un atto  di
  buon   senso   che  consentirebbe  comunque  di   dare   sviluppo
  all'economia dell'Isola.

    CINTOLA   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, desidero rivolgermi all'onorevole
  Ferro  precisando  che,  trattandosi di materia  urbanistica,  ho
  inoltrato  l'emendamento all'Assessorato  al  territorio  che  ha
  scritto ufficialmente, di concerto con i suoi uffici, che per  il
  primo  emendamento,  il 26.3, se si accogliesse, e quindi  se  si
  abrogasse   la  scadenza,   si  lascerebbe  alla  discrezionalità
  temporale dei privati la realizzazione dei programmi costruttivi,
  con  ogni  intuibile  negativa conseguenza sulla  gestione  delle
  risorse.  A  tal fine - aggiunge la nota - è opportuno  bocciarlo
  anche   per   non  privare  di  alcuni  poteri  l'Amministrazione
  comunale .
   Quanto  detto  sul primo emendamento, sul quale,  lo  ribadisco,
  c'è un parere negativo del Governo.

    PRESIDENTE   Pongo in votazione l'emendamento 26.3.  Il  parere
  della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi  è favorevole si alzi, chi è  contrario  resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 26.4. Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Contrario.

    PRESIDENTE   Lo pongo in votazione. Chi è favorevole  si  alzi,
  chi è contrario resti seduto.

                          (Non è approvato)

   Comunico che sono stati presentati l'emendamento 31.73 da parte
  della Commissione e il    subemendamento 31.73.1, da parte del
  Governo.

    MICCICHE'   Signor  Presidente, non  si  capisce  l'importo  di
  riferimento

    PRESIDENTE   Onorevole  Miccichè,  c'è  un  subemendamento  che
  chiarisce l'importo. Si tratta di 100 migliaia di euro.
   Comunico   che   hanno  apposto  la  propria  firma   a   questo
  emendamento  gli onorevoli Acierno, Formica, Infurna, Capodicasa,
  Oddo ed altri.

    CINTOLA   assessore  per il bilancio e le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, la proposta  della  Commissione
  viene accettata dal Governo con una compensazione: 100 mila  euro
  di cui si fa carico l'Assessorato alla cooperazione.

    PRESIDENTE   Pongo in votazione l'emendamento del  Governo.  Il
  parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.
  (E'approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 31.73, nel testo  risultante.
  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.
  (E'approvato)

   Si passa all'emendamento 31.48.
   Comunico che lo stesso è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 26.27. Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Contrario.

    PRESIDENTE   Lo pongo in votazione. Chi è favorevole  si  alzi,
  chi è contrario resti seduto.

   (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 31.35.

    ODDO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ODDO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che  ognuno
  di voi abbia chiaro l'argomento che riguarda gli articoli 43 e 47
  della legge 3/86.
   Vorrei   fare   solo   un  esempio  per   essere   molto   breve
  nell'esposizione dell'emendamento.
     Dal 1998, fine 1998/99, in Sicilia, migliaia di artigiani sono
  stati   regolarmente   autorizzati  ad   effettuare   lavori   di
  potenziamento  in  termini  sia  di  impianti  che  di  strutture
  logistiche  complessive alla loro attività;  tali  autorizzazioni
  sono  state  concesse dalle varie province che, con  sopralluoghi
  specifici,  hanno  sostanzialmente dato  il  via  ai  lavori  che
  potenziavano, appunto, gli impianti di dette aziende artigiane.
   Nel  tempo,  addirittura, non solo i nostri  artigiani  si  sono
  regolarmente   indebitati   perché  chiedevano,   frattanto,   il
  contributo  in  conto capitale previsto dagli articoli  43  e  47
  della legge n. 3 del 1986, ma, avendo ultimato i lavori, li hanno
  avuti pure collaudati.
   Ciò  significa che l'iter relativo a come ogni impresa artigiana
  ha  realizzato  quei lavori è stato sostanzialmente  seguito  per
  intero  dagli  uffici  delle province regionali  e,  regolarmente
  quindi, i lavori sono stati realizzati.
   Si  pone  adesso  il  problema che tutti voi  sapete  e  che  il
  Governo ben conosce.
   Cito  al riguardo un altro passaggio importante. In un incontro,
  penso che non sia stato fatto solo in provincia di Trapani,  alla
  presenza  del Presidente della Regione che incontrava,  non  solo
  gli  artigiani,  ma  anche imprenditori vari -  sia  del  settore
  marmifero  che di altri - ad una domanda che io stesso  posi  per
  quanto concerneva anche il da farsi e l'intenzione del Governo su
  questo  pregresso, il Presidente della Regione  medesimo  rispose
  che,  effettivamente, bisognava affrontare la questione e, perché
  no,  valutare  se  nell'ambito  dell'utilizzo  delle  somme,   ex
  articolo  38, in un piano di investimenti, evidentemente  un  po'
  più  organico, avrebbe potuto trovare allocazione anche una spesa
  di questo tipo con l'ipotesi anche della cartolarizzazione.
   Mi  pare  che  questa sera il problema, ancora una volta,  siamo
  stati costretti ad affrontarlo con un emendamento.
   Ma  lei,  ancora  una volta, signor Presidente, ha  permesso  in
  questa  occasione, rispetto al disegno di legge in esame, che  le
  varie  Commissioni, sostanzialmente, non potessero fino in  fondo
  espletare  il loro ruolo. Lei lo ha permesso, signor  Presidente,
  per  la  seconda volta, mi permetto di riferirglielo  in  maniera
  sommessa,   pacata,  ma  glielo  sottolineo,  e  in   Aula   l'ho
  sottolineato quest'oggi due volte.

    PRESIDENTE   E'  la  prima volta che lo sento,  nessuno  mi  ha
  comunicato infatti che le Commissioni non avrebbero espletato  il
  compito loro assegnato.

    ODDO    Glielo  comunico  io,  signor  Presidente,  perché   mi
  dispiace  che  i  vari  Presidenti delle Commissioni  non  glielo
  abbiano segnalato, come è stato invece l'altra volta con lettera.
   Le  Commissioni  competenti non sono state quindi  in  grado  di
  svolgere fino in fondo la loro funzione e il loro ruolo, in barba
  al Regolamento, cosa che evidentemente mi ha sorpreso moltissimo,
  perché  credo  che il Presidente dell'Assemblea dovrebbe  proprio
  garantire l'espletamento delle funzioni parlamentari, soprattutto
  per  quanto  concerne  le prerogative delle Commissioni,  il  cui
  lavoro  è  fondamentale: credo, infatti, che non esista al  mondo
  Parlamento   che  possa  legiferare  bene  senza  l'esame   delle
  competenti Commissioni.
   Quindi,  ancora una volta, abbiamo verificato che, trascorso  il
  famoso  termine  dei  10  giorni, cosa  inesistente  se  leggiamo
  attentamente   il   Regolamento,  la  Commissione   Bilancio   ha
  affrontato la questione e l'ha chiusa senza attendere  invece  il
  lavoro delle varie Commissioni competenti.
   Ciò è un dato molto importante ed è questo il motivo per cui  le
  dico  che  siamo  costretti  a venire  a  discutere  in  Aula  di
  emendamenti abbastanza delicati che avrebbero avuto, sicuramente,
  la necessità di un approfondimento nelle Commissioni di merito. E
  ciò  non è avvenuto non per colpa sicuramente nostra, ma  per  il
  modo  di come la Presidenza, ancora una volta, ha lasciato andare
  i  lavori, senza intervenire in maniera autorevole come  dovrebbe
  fare.
   Mi  permetta, signor Presidente, non voglio polemizzare,  ma  mi
  pare necessario segnalare questa esigenza, credo non solo mia, di
  fare  in  modo  che  il  nostro Regolamento  venga  assolutamente
  rispettato  e,  da  parte  sua, venga  tutelata  attentamente  la
  funzione di ognuno di noi.
   Migliaia  di artigiani si sono quindi mossi nella direzione  che
  la  legge  indicava  loro, hanno realizzato  i  lavori,  si  sono
  indebitati  e,  dopo, a distanza di sei anni,  ancora  oggi,  non
  abbiamo  una presa di posizione da parte del Governo  per  quanto
  concerne  il  modo  di  come definire  questo  pregresso  e  come
  evidentemente  venire  incontro alle  legittime  richieste  degli
  artigiani   medesimi,  relativamente  ai  contributi   in   conto
  capitale.
   Ciò  che  proponiamo è una cosa semplicissima: la  strada  della
  cartolarizzazione in quanto riteniamo, appunto, che le condizioni
  della  finanza  regionale non siano tali da poter sostanzialmente
  affrontare la questione in maniera diversa.
   Mi  pare  che, anche da questo punto di vista, il Governo  possa
  assumere  questa sera un impegno a valutare il 31.35 con,  se  si
  vuole,   anche  un  accantonamento  momentaneo,  quindi  con   un
  approfondimento con gli uffici dell'Assessore al  bilancio,  così
  da  dare  una  risposta certa a migliaia e migliaia di  artigiani
  che,  in  questo  momento, attendono ormai  da  anni  una  chiara
  volontà da parte di questo Governo.
   Questo  Esecutivo, sinceramente, non può attrezzare una  Tabella
  E  in  questa  maniera,  senza  tener  conto  di  alcuni  settori
  produttivi   chiave  della  nostra  economia:   è   assolutamente
  inconcepibile  che ci troviamo dinanzi ad una intelaiatura  della
  Tabella  E  di  quel  tipo,  senza  affrontare  questioni  invece
  delicate  come questa. Questioni delicate che riguardano  appunto
  migliaia  di  imprese  e, di conseguenza, migliaia  di  posti  di
  lavoro.

    LO   MONTE ,  assessore  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

    LO   MONTE ,  assessore  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,
  voglio fare mie le preoccupazioni che adesso l'onorevole Oddo  ha
  consegnato a questa Assemblea.
   Voglio  dire  però  che il problema non possiamo  risolverlo  al
  solito  modo,  intendo  dire  attingendo  sempre  e  comunque  al
  bilancio  della  Regione.  Purtroppo è una  prassi  che,  oramai,
  dobbiamo mettere assolutamente da parte e quindi dobbiamo tentare
  altre soluzioni.
   Da  un  mese, il sottoscritto, proprio perché ritiene  legittime
  le  aspettative di questo settore importante della nostra  Terra,
  l'artigianato,  ha aperto una interlocuzione con il  Comitato  di
  sorveglianza   e   con  la  Responsabile  del  procedimento,   la
  dottoressa Palocci, proprio per tentare di far certificare queste
  spese  con  Agenda  2000.  Stiamo quindi lavorando  per  dividere
  questi  crediti, perché di ciò si tratta, somme che la Regione  e
  le  Province,  e  comunque gli enti locali, debbono  onorare  nei
  confronti di questi artigiani.
   Stiamo   procedendo  a  dividere  i  crediti  in    artigianato-
  produzione   e   artigianato-servizi   perché  pare  che  per  il
  settore  artigianato-produzione  abbiamo più possibilità  di  far
  certificare   le   somme  con  Agenda  2000:   inviterei   quindi
  l'onorevole Oddo e i firmatari dell'emendamento a ritirarlo,  pur
  ritenendo  la proposta emendativa meritevole, essendo  anche  uno
  strumento utile, ma soltanto quando dovesse andare a male  questo
  tentativo, questa interlocuzione che il sottoscritto sta  curando
  con  la  dottoressa  Palocci, lo ripeto, allo  scopo  di  trovare
  soluzioni diverse.
   Pertanto,  ribadisco  l'invito a ritirare  l'emendamento  perché
  abbiamo  questo  tentativo  in corso  che,  se  non  dovesse  non
  riuscire,  è  chiaro  che  con la Finanziaria  o  con  successivi
  interventi  d'Aula,   probabilmente,  andremo  a  ricorrere  alla
  cartolarizzazione  perché altri strumenti, obiettivamente, non ne
  intravedo.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor Presidente, onorevoli colleghi, il  tentativo
  dell'Assessore  di  dare un senso al nostro emendamento,  dicendo
  che  preferirebbe  una copertura finanziaria attraverso  i  fondi
  dell'Unione Europea, cioè dei POR, proposta che pure noi possiamo
  apprezzare, non risolve tuttavia il problema posto da noi.
   Come  l'Assessore  sa, c'è da parte delle  Province  un  ritardo
  considerevole  nell'erogazione dei contributi che debbono  essere
  dati agli artigiani. Siccome questi ritardi (ed è la ragione  per
  cui   abbiamo  presentato  l'emendamento)  li  possiamo   colmare
  attraverso suggerimenti.
   Vi  posso  assicurare che ci sono province che  hanno  in  parte
  erogato,  province  che  non lo hanno  fatto,  dunque,  annualità
  erogate,  annualità non erogate, disparità tra  una  provincia  e
  l'altra... insomma, la materia non è lineare come lei,  onorevole
  Assessore,  pensa di averla rappresentata.
   Tuttavia,  con  questo emendamento, cerchiamo di  sostenere  una
  linea  di  intervento  nel  credito  artigiano  che  può  intanto
  omologare  tutte  le  province della  Sicilia,  uniformandole,  e
  contemporaneamente    permettere   ai   creditori    di    potere
  cartolarizzare, nei confronti delle banche, sapendo che hanno già
  riconosciuto un credito da parte della Regione, cioè  è  un  modo
  per  mettere in moto un meccanismo di trasferimento di risorse  e
  di  utilizzo attraverso la cartolarizzazione e quindi mettere  in
  moto un'economia.
   Pregherei  pertanto l'Assessore a rileggere con  più  attenzione
  l'emendamento   che   abbiamo  presentato.   Ciò   che   sostiene
  l'Assessore, e che va fatto, è altra materia: si tratta  cioè  di
  vedere in che modo, nell'ambito delle risorse del POR, si possono
  spostare   risorse  a  sostegno  delle  politiche   del   settore
  artigiano, misura sulla quale noi conveniamo, ma che non  risolve
  il problema posto dal nostro emendamento.
   Io,   quindi,   insisto   perché  l'emendamento   possa   essere
  apprezzato  positivamente  da  parte  del  Governo  e  mi  auguro
  analogamente da parte dell'Aula.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 31.35.  Il  parere
  della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi  è favorevole si alzi, chi è  contrario  resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

    PRESIDENTE  L'emendamento 31.52 è assorbito.
   Si passa all'emendamento 31.4.

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Lo ritiro.

    PRESIDENTE     L'Assemblea   ne   prende   atto.    Si    passa
  all'emendamento 31.11.

    FLERES  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES    Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   desidero
  annunciare  il  ritiro dell'emendamento 31.11,  anche  perché  il
  Governo  si  è impegnato ad individuare le risorse necessarie  al
  mantenimento in vita dei consorzi. Tuttavia, desidero sollecitare
  l'Assessore   alla  Cooperazione  a  prendere  in  considerazione
  l'opportunità di predisporre delle norme che consentano a  questi
  organismi (che, come i colleghi sanno, sono organismi di  diretta
  emanazione della Regione) di funzionare stabilmente e  quindi  di
  disporre con altrettanta stabilità di risorse nel bilancio  della
  Regione.
   Questi  sono  consorzi  costituiti dalla  Regione,  con  risorse
  regionali, e dunque lo strumento della legge finanziaria che,  di
  anno  in  anno, rifinanzia i medesimi non è il più corretto,  nel
  senso  che  non  dà certezza all'attività che i  consorzi  stessi
  realizzano.  Quindi  sarebbe opportuno, magari  con  la  prossima
  finanziaria,  onorevole  assessore,  stabilire  che  le   risorse
  necessarie   al   funzionamento  di   questi   organismi,   siano
  stabilmente inseriti in bilancio.
   Con  l'occasione,  desidero  parlare a  favore  dell'emendamento
  31.57  perché,  così come concepito, consente di normalizzare  le
  commissioni provinciali dell'artigianato, riducendo drasticamente
  i  costi  delle stesse che attualmente sono composte da circa  30
  componenti,  mentre in questo modo la loro funzionalità  verrebbe
  garantita,  ma  con un numero di componenti nettamente  inferiore
  rispetto a quella attualmente in carica.
   Mi  risulta che, su questa formulazione, parlo del 31.57, esiste
  il  consenso  delle  organizzazioni di categoria,  in  quanto  la
  stessa terrebbe in conto delle stesse e del loro funzionamento  e
  dei  loro equilibri interni. E dunque, con questo emendamento  si
  consentirebbe alle commissioni, attualmente  tutte commissariate,
  di   funzionare,  si  ridurrebbe  drasticamente  il  costo  delle
  medesime e si darebbe a questo settore una disciplina che ritorna
  nell'alveo della legge quadro nazionale.

    PRESIDENTE     L'Assemblea    prende    atto     del     ritiro
  dell'emendamento 31.11.
   Si  passa  all'emendamento 31.57, fatto proprio dal Governo.  Il
  parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 31.24 del Governo.  Il  parere  della
  Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 31.29.

    FLERES  Chiedo di parlare per illustrarlo.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  l'emendamento
  31.29  proroga di un anno i termini attualmente fissati con legge
  per  la realizzazione dei programmi costruttivi delle cooperative
  edilizie.  In precedenza, il termine era fissato al  31  dicembre
  del  2004  e,  poiché  sono molte le cooperative  che  non  hanno
  completato  le  cooperative  edilizie,  l'emendamento   punta   a
  prorogare  il termine per la realizzazione dei relativi programmi
  costruttivi.

    PRESIDENTE   Lo pongo in votazione con la precisazione  che  la
  proroga è fino al 31 dicembre 2005, e non 2006, come risulta  nel
  testo. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 31.30 dell'onorevole Beninati.

    BENINATI  Dichiaro di ritirarlo.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 31.31 dell'onorevole Mancuso.

      MANCUSO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MANCUSO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, si tratta  dei
  tanti   esercizi   commerciali  che  non  hanno  ottemperato   al
  versamento previsto dalla legge regionale 24 agosto,  n.  24,  il
  cui  termine  è  scaduto.  I sindaci dei comuni  devono  ritirare
  l'autorizzazione   amministrativa   e   quindi   molte   attività
  imprenditoriali e commerciali verranno chiuse. Se proroghiamo  il
  termine  al  mese  di ottobre del 2005 salviamo  questi  esercizi
  commerciali che ancora hanno intenzione di pagare.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 31.31.  Il  parere
  del Goveno?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'emendamento 31.36 ed al  relativo  subemendamento
  31.36.1.
   Comunico  che  è  stato presentato dal Governo il subemendamento
  31.36.2.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
  è  esattamente uguale a quello presentato dal Gruppo parlamentare
  dei  DS  e riguarda la possibilità di poter avere un Osservatorio
  sui prezzi, sopratutto i prezzi ortofrutticoli.
   E'  stato  anche  questo un argomento fortemente evidenziato  in
  questi  giorni di protesta da parte degli agricoltori  e  abbiamo
  ritenuto dare una sponda normativa.
   Il Governo ha riscritto l'emendamento, noi avevamo previsto -  e
  il  Governo  nel  merito  lo rispetta -  che  l'Osservatorio  sui
  prezzi dipendesse dal Presidente della Regione; invece il Governo
  lo  istituisce presso l'Assessorato regionale della cooperazione,
  del  commercio  e  dell'artigianato.  Mi  permetto  di  sollevare
  un'osservazione al Governo: o lo facciamo e resta alla Presidenza
  oppure,  essendo  specifico  per il  settore  ortofrutticolo,  la
  competenza va all'agricoltura.
   Aggiungo,  tra l'altro, perché potrebbe non essere  chiaro,  che
  nel  secondo  comma - che è stato copiato esattamente  da  quello
  presentato da noi -, quando si parla di  rappresentanze sindacali
  maggiormente  rappresentative , ci riferiamo  ai  sindacati   dei
  produttori  agricoli, cioè i Coldiretti, la Cia,  un  riferimento
  per  evitare equivoci.
   Pertanto  se  non deve essere dato alla Presidenza,  si  approvi
  l'emendamento,   attribuendo  però  la  competenza   direttamente
  all'assessorato all'agricoltura.

    ZAGO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ZAGO   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  per
  condividere  le  osservazioni  rassegnate  all'Aula  adesso   dal
  Presidente del gruppo parlamentare  cui appartengo.
   Mi  desidero  tornare  sulla composizione per  sottolineare  che
  sonoo  rappresentate le organizzazioni sindacali e,  come  diceva
  l'assessore  Leontini,  si  è  pensato  naturalmente  alla   Cia,
  Coldiretti e Confagricoltura, cioè ci sono i consumatori, ci sono
  i commercianti, ma, guarda caso, mancano i produttori.
   Pertanto  desidero presentare un subemendamento che  preveda  la
  presenza dei produttori nell'Osservatorio. Ci sono tutti tranne i
  produttori   che   sono   quelli  che,  tra   l'altro,   chiedono
  l'istituzione dell'Osservatorio.

    PRESIDENTE  Se lo fa proprio il Governo, è ricevibile.

    ZAGO  E' già del Governo.

    LEONTINI   assessore  per l'agricoltura e  le  foreste.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi,  se i colleghi accedono a  quanto
  sto  per dire, avendo poc'anzi già annunciato che un Osservatorio
  dei  prezzi da parte dell'Assessorato agricoltura è in  corso  di
  istituzione,  e  con l'intervento dell'Ismea,  che  è  competente
  direttamente  a  fornire questi controlli,  si  sta  attuando  un
  reticolato   regionale  di  controllo  sui  prezzi  per   fissare
  l'esposizione dei prezzi al dettaglio nella filiera, cioè origine-
  produzione-conferimento  alla  grande  distribuzione  e  consumo,
  quindi destinazione al consumatore.
   Siccome abbiamo sostenuto che, comunque, dopo la finanziaria  ci
  confronteremo  su  tutte queste misure, propongo  il  ritiro  dei
  vostri  emendamenti, noi ritiriamo i nostri,   vediamo   cosa  si
  sarà   prodotto   con  questi  strumenti  messi   in   campo   e,
  successivamente, dopo la finanziaria,  attueremo delle  forme  di
  conseguenza,  ma intanto abbiamo già approntato degli  strumenti.
  Cerchiamo di evitare complicazioni e sovrapposizioni e facciamoli
  funzionare.
   Quindi,  se  voi  ritirate i vostri, noi ritiriamo  i  nostri  e
  andiamo avanti e per  vostri mi riferisco agli emendamenti 31.36,
  31.38 e 31.39, riguardante la sospensione dei pagamenti che è  un
  intervento che non possiamo in questo momento sostenere perché si
  tratta di  una forma di aiuto che comunque ci sarebbe preclusa.

    FLERES  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE Ne ha facoltà.

    FLERES  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo  che  la
  proposta  fornita dal Governo sia condivisibile per  un'ulteriore
  motivazione.
   Esiste  nella Regione un organismo che è il Consiglio  regionale
  dei  consumatori  e  degli utenti, di fatto composto  esattamente
  come  è  indicato  qui negli emendamenti e cioè con  la  presenza
  degli  industriali,  dei  commercianti,  degli  agricoltori,  dei
  consumatori, che diventerebbe, quindi, un ulteriore organismo che
  ha  funzioni più vaste.
   Per  cui,  sostanzialmente, si moltiplicherebbero gli  organismi
  che  si  occupano della stessa cosa, magari tutti male, mentre  è
  molto più opportuno che, da questo punto di vista, si predisponga
  una  norma  che  metta  ordine alla  materia  e  dia  soprattutto
  competenze  reali,  non soltanto fittizie  come  talvolta  accade
  dotando  gli  organismi  stessi delle risorse  necessarie  non  a
  pagare i gettoni di presenza - per esempio nel caso del Consiglio
  dei  consumatori  non  ci  sono gettoni  di  presenza  -   ma  ad
  effettuare  le  analisi  di  mercato, ad  effettuare  le  analisi
  merceologiche, insomma a compiere tutti gli interventi che devono
  essere compiuti.
   Pertanto,    mi    esprimo    favorevolmente    alla    proposta
  dell'Assessore Leontini.

    SPEZIALE   Dopo  le  rassicurazioni  dell'assessore   Leontini,
  ritiro l'emendamento 31.36.

    LEONTINI  assessore per l'agricoltura e le foreste. Il  Governo
  ritira l'emendamento di riscrittura all'emendamento 31.36.

    PRESIDENTE     L'Assemblea   ne   prende   atto.    Si    passa
  all'emendamento 31.38.

    FLERES  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  propongo  il
  ritiro  di  questo emendamento perché non sta né in cielo  né  in
  terra.
   Dovremmo  chiedere  alla  Fiat, se facessimo  questo,  di  dirci
  quanto  costa  il  ferro e quanto costa la Fiat  Punto,  dovremmo
  chiedere ai falegnami che ci forniscono i mobili quanto costa  il
  legno e quanto costa la manodopera e quanto il prodotto finito.
   Dovremmo  indurre  sostanzialmente  questi  operatori,   a   cui
  andrebbe   applicata  questa  disposizione,  a   mentire   perché
  significa soltanto questo; significa cioè  interferire in  quelle
  che  sono  le  dinamiche aziendali, sia pur una  piccola  azienda
  quale può essere un negozio di orto-frutta: di questo si tratta.
   Mi  sembra  una  disposizione molto discutibile, che  certamente
  non può essere affrontata in questi termini, può invece far parte
  di  quel  cartello di iniziative volte a contenere  i  prezzi  al
  consumo  e  che  non  possono  che  essere  affidati  proprio   a
  quell'organismo  a  cui faceva riferimento l'onorevole  Leontini,
  frutto  di  quel  ragionamento di natura politica  che  va  fatto
  attorno ai prezzi ed alla loro dinamica.
   Ciò  in  quanto,  onorevoli  colleghi,  il  problema  non  è  il
  differenziale tra il prezzo di acquisto ed il prezzo di  vendita,
  che  può  essere funzionale anche a dinamiche di natura aziendale
  assolutamente  estranee  ad entrambe le  due  cifre.  Ci  possono
  essere  dinamiche  aziendali che attengono allo  svuotamento  dei
  magazzini, alla deperibilità dei beni, insomma a tutta una  serie
  di  fattori  che  non hanno niente a che vedere  con  quello  che
  vogliamo ottenere.
   Sicuramente non vogliamo fare i conti in tasca al bottegaio  che
  vende   frutta  e  verdura,  vogliamo  tenere  una  politica   di
  contenimento  dei  prezzi ed una politica  di  responsabilità  da
  parte del consumatore relativamente alla politica dei prezzi.
   E  questo  obiettivo  certamente non  lo  otteniamo  con  questa
  disposizione, che è veramente del tutto inopportuna, inadeguata e
  mira  soltanto a determinare ulteriore confusione perché verrebbe
  applicata in maniera distorta, così come è evidente che sia.

    PRESIDENTE  Comunico che sono iscritti a parlare gli  onorevoli
  Speziale, Cracolici  e Capodicasa, Moschetto. Riconosco  che,  in
  effetti,  si tratta di una materia interessante.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Speziale. Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  intervengo
  soltanto  per  una puntualizzazione sull'intervento  del  collega
  onorevole Fleres.
   Intanto,   onorevole   Fleres,  stiamo  parlando   di   prodotti
  ortofrutticoli,  non si tratta di falegnami o di bottegai, stiamo
  parlando  di  una  filiera  specifica  che  riguarda  il  settore
  ortofrutticolo,  perché  come sa, quest'anno  questo  settore  ha
  subito una notevole contrazione dei prezzi. Tutti gli indicatori,
  portati  da  autorevoli  rivelatori  nazionali,  riferiscono  che
  abbiamo  avuto  una contrazione dei prezzi alla produzione  e  un
  incremento  dei  prezzi  al consumo: man mano  che  diminuiva  il
  prezzo alla produzione aumentava il prezzo al consumo.

    FLERES    Ci  sono  i  trasporti,  gli  imballaggi,   onorevole
  Speziale. Vogliamo garantirli con legge?

    SPEZIALE   Non  mi  dica quello che c'è, ed  è  un  caso  -  in
  Sicilia  è  stato  eclatante  -  noi  abbiamo  un  sistema  della
  distribuzione  e della vendita in tutta Europa dove  si  hanno  i
  prezzi più bassi alla produzione e più alti al consumo.
   Si  tratta  di  vedere  in  che  modo  va  regolamentata  questa
  materia. Noi pensiamo che uno dei suggerimenti che possiamo porre
  come  norma  è quello di mettere il doppio prezzo per  motivi  di
  trasparenza,  e  non  solo per la dinamica della  formazione  del
  prezzo dalla produzione.
   Personalmente,    ho  visitato  il  mercato  ortofrutticolo   di
  Vittoria qualche giorno fa e  sono rimasto sorpreso dal fatto che
  un  produttore  agricolo  mi avesse comunicato  di  vendere  a  6
  centesimi  al chilo le melanzane quando sul mercato le  melanzane
  si  vendevano ad un euro e venti, a un euro e trenta; è  talmente
  spropositato il rapporto che va in qualche modo riformulato.
   Abbiamo  dato questo suggerimento che riteniamo possa in qualche
  modo  calmierare, che è  una garanzia per i consumatori, ma anche
  per  i  produttori;  d'altro  canto questo  stesso  argomento,  a
  livello  nazionale, è stato più volte posto dallo stesso Ministro
  Alemanno e nel confronto con le associazioni sindacali che stanno
  valutando,  anche  a  livello nazionale, il   doppio  prezzo:  il
  prezzo al consumo e il prezzo alla produzione.
   Penso  che se potessimo anticipare questo processo, sarebbe  una
  garanzia  sia  per  i consumatori che per i produttori,   ma   mi
  permetta,  onorevole  Fleres, anche  per  i  commercianti  perché
  potrebbe  eliminare  una fase di interesse  parassitario  che  in
  qualche  modo  interviene  nel settore  del  commercio,  potrebbe
  favorire   processi   di  riorganizzazione  del   commercio   che
  aggancerebbero  direttamente i produttori e ne  guadagnerebbe  di
  fatto il consumo.
   Quindi  pensiamo che questo sia un emendamento importante  e  ci
  auguriamo che il Governo dia il proprio parere favorevole  e  che
  l'Aula possa apprezzarlo favorevolmente.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   vorrei
  tranquillizzare il collega  Fleres in quanto la proposta avanzata
  con questo emendamento non ha nessuna ragione ideologica,  semmai
  si pone un altro obiettivo, cioè  promuovere, in qualche modo, un
  processo  di  trasparenza attraverso il quale il consumatore  può
  valutare,  nel  momento in cui compra un prodotto ortofrutticolo,
  la dinamica dei prezzi.
   Mi  permetto  di  aggiungere un altro dato.  Vedete,  noi  siamo
  consci che un sistema del genere ha bisogno di una dimensione che
  non può essere certamente la dimensione regionale a stabilire  il
  percorso  del  doppio  prezzo, poiché siamo consapevoli  che  noi
  siciliani,  ad  esempio,  produciamo dei  beni  che  vendiamo  in
  Sicilia, ma consumiamo beni che non sono prodotti in Sicilia.
   Quindi,  siamo  coscienti che si potrebbe persino verificare  un
  paradosso,  che  il  pomodoro siciliano, per  esempio,   prodotto
  nelle   nostre  campagne  ha,  nel  momento  in  cui  arriva   al
  commerciante  al  dettaglio,  ha il sistema  del  doppio  prezzo,
  perché  prodotto  in  Sicilia, mentre per le  patate,  che  è  un
  alimento  che noi importiamo, non si ha la condizione del  doppio
  prezzo perché non è prodotto in Sicilia.
   Ma  il  punto è che - e inviterei il Governo ed anche i colleghi
  a  valutarla per la serietà, senza nessuna ilarità - la  proposta
  nasce  da  un bisogno e cioè che la Regione, con i poteri  propri
  che  ha  nell'ambito del territorio della Regione, può in qualche
  modo diventare apripista anche di meccanismi che aiutino i nostri
  produttori.
   Qual  è  il  punto?  Noi  siamo una  Regione  i  cui  produttori
  ortofrutticoli  sono  tra  i  più  significativi  del  territorio
  nazionale  e non solo, ma siamo allo stesso tempo la Regione  che
  di  fronte  ad  una  crisi del mercato, come  quella  che  arriva
  puntualmente  di  anno in anno, o attraverso il meccanismo  delle
  gelate  o  attraverso  il meccanismo della disinformazione,  paga
  maggiormente il prezzo di una campagna drammatica che a volte  si
  fa attraverso i media di disinformazione.
   Ricordo  per  tutti una vicenda di qualche anno fa, quando  alla
  trasmissione televisiva  Porta a Porta' si commentò l'aumento del
  prezzo della zucchina nell'arco di poche settimane da x centesimi
  al  doppio, assumendo come valore dell'aumento della zucchina non
  la  responsabilità  di  un  meccanismo  contorto  che  regola  il
  meccanismo commerciale, ma il fatto che la zucchina era aumentata
  per   colpa  dei  produttori  e,  a  causa  di  una  trasmissione
  televisiva, abbiamo avuto, di  colpo, una ricaduta sulla capacità
  di  vendita da parte dei nostri produttori, mettendo in ginocchio
  una parte della nostra economia.
   Quindi, onorevole Fleres, il punto non è stabilire in maniera  -
  ripeto  -  ideologica ciò che deve essere regolato per legge,  il
  punto  è  mettere nelle condizioni i nostri produttori di  potere
  arrivare  alle  famiglie  ed  ai consumatori  con  la  forza  del
  prodotto e del costo del prodotto.

    FLERES  Diamogli i soldi per la pubblicità

    CRACOLICI  Non è un problema di soldi, onorevole Fleres,  è  un
  problema  di  produrre elementi di innovazione  nel  regolare  il
  mercato  che in qualche modo la politica ha il compito  anche  di
  inventarsi.
   Qui  non  si sta chiedendo una norma per dare soldi  o  aiuti  o
  introdurre meccanismi che utilizzino l'emergenza gelata  o  altre
  emergenze,   qui  si sta ponendo un altro tipo di problema:  come
  favorire  una parte essenziale dell'economia siciliana che  è  ad
  esempio l'economia di produzione ortofrutticola in un mercato nel
  quale il produttore è l'anello più debole della catena.
   Ed  allora  se vogliamo in qualche modo favorire la  possibilità
  che il produttore sia uno dei soggetti del mercato, inventiamo  e
  studiamo anche strumenti come questo del doppio prezzo.
   Credo  che la Regione non lede nessun principio, nessun diritto,
  perché  qui  non si nega a nessuno di mettere il  prezzo  che  si
  vuole,  è il mercato a regolarne il prezzo, ma deve essere chiaro
  da  parte  del consumatore qual è il prezzo di provenienza,  cioè
  del  prodotto,  ed  il  prezzo che arriva poi  al  dettaglio  nel
  momento in cui compra.
   Penso  che  il consumatore debba essere egli stesso  a  valutare
  l'offerta  del  prodotto  e quindi gli effetti  anche  distorsivi
  della rete commerciale così com'è organizzata.
   Pertanto,   ritengo  che   questo  emendamento  sia   un   fatto
  innovativo,  che  può  diventare  anche  apri  pista  sull'intero
  territorio nazionale.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole  Capodicasa.  Ne
  ha facoltà.

    CAPODICASA   Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  mi  sarei
  aspettato,  di  fronte al blocco di emendamenti  che  sono  stati
  presentati, per alcuni dei quali il Governo ha già dichiarato  di
  tenerne conto in sede di revisione, da parte del Governo e  della
  maggioranza una proposta  analoga a questo emendamento.

    FLERES  Onorevole Capodicasa, pure ioho sostenuto che questo  è
  un   tema  importante,  ma  va  affrontato  all'interno   di   un
  ragionamento complessivo di educazione al consumo, non  certo  di
  dirigismo imprenditoriale.

    CAPODICASA   Lei  non  l'ha detto, lei ha  espresso  un  parere
  radicalmente  contrario,  motivandolo  con  ragioni   di   natura
  ideologica.
   Ho  detto  che  il  Governo  l'ha fatto  e  l'onorevole  Fleres,
  invece,  ha  frontalmente  attaccato  il  principio  che   vi   è
  contenuto.
   Qui  il  dirigismo imprenditoriale non c'entra nulla,  onorevole
  Fleres, perché non è calzante l'esempio da lei fatto con la FIAT,
  in  quanto tra la lavorazione della materia prima, quella  bruta,
  ed  il  prodotto finale, interviene una lavorazione  complessa  e
  complicata  per cui ovviamente i rapporti col doppio  prezzo  sul
  mercato non avrebbero alcuna attinenza ed alcun fondamento.
   Qui  parliamo  di  prodotti che non hanno  una  lavorazione  nel
  percorso  che  va  dal  produttore  al  consumatore,  se  non  la
  lavorazione volta alla loro presentabilità sul mercato.
   I  costi dei trasporti e dell'imballaggio non determinano valore
  aggiunto.  Il  valore aggiunto è determinato dalla merce  in  sè,
  mentre  tutto  ciò riguarda il confezionamento ed il  sistema  di
  offerta alla rete distributiva.
   Il  punto  è capire cosa vogliamo fare con questo emendamento  e
  con  gli altri, se vogliamo  affrontare il grande tema che occupa
  la  mente  e le ambasce delle famiglie italiane e siciliane,   un
  tema  di cui si discute da qualche tempo in questo Paese ed è  il
  problema   dell'aumento  del  costo  della  vita,  molto   spesso
  ingiustificato  o meglio non spiegato. Perfino il Presidente  del
  Consiglio, in più occasioni, ha accusato la rete distributiva del
  commercio  quale responsabile dell'aumento del costo  della  vita
  nel nostro Paese.
   La  semplificazione, pura e semplice, del problema, così come ha
  fatto  il Presidente del Consiglio, non è accettabile, ma  non  è
  accettabile neanche la passività delle Istituzioni rispetto ad un
  problema che ha eroso il potere di acquisto di salari, pensioni e
  stipendi  e  che   ha  messo le famiglie in condizioni  veramente
  insopportabili.
   Il  doppio  prezzo non ha una funzione punitiva nei riguardi  di
  nessuno,  è  un  elemento  di  trasparenza,  di  informazione  al
  consumatore perché oggi assieme alla tracciabilità del prodotto -
  perché  c'è l'obbligo di dichiarare la provenienza del  prodotto-
  c'è anche una tracciabilità del prezzo al consumo.

    FLERES   E'  una  strumentalizzazione che mette  in  guerra  il
  commerciante con il consumatore.

    CAPODICASA  Se mi consente, noi desideriamo che venga  definita
  la  tracciabilità del prezzo al consumo, affinché il  consumatore
  possa  valutare se il ricarico che viene fatto su  quel  prodotto
  sia accettabile, congruo o non ci sia anche un fatto speculativo,
  non  da addebitare, necessariamente, al commerciante, ma che  può
  essere  addebitabile alle infinite fasi dell'intermediazione  che
  avviene nel settore del commercio.
   Detto  questo, o di fronte al problema che stiamo sollevando  il
  Governo  -  mi  rivolgo  a  lei, onorevole  Leontini  -,  propone
  qualcosa  che miri alla definizione, alla soluzione del  problema
  che è quello della informazione, della trasparenza dei prezzi  al
  consumo, oppure dice no, in quanto vi sono delle ragioni  pretese
  di   natura   ideologica,  di  liberalismo,  che  non  significa,
  ovviamente,   far  west'  come  ben  sappiamo,  del  tutto  fuori
  obiettivo rispetto a quello che l'emendamento si propone. Quindi,
  è questo il senso dell'emendamento.

    MOSCHETTO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MOSCHETTO   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  impiegherò
  soltanto  un minuto per esprimere il mio pensiero sull'argomento.
  Imitando  i colleghi firmatari dell'emendamento 31.38, alla  luce
  del  ritiro  dell'emendamento 31.36 e  di  quello  riscritto  dal
  Governo,  il  31.36.2,  volevo chiedere  al  Governo,  stante  la
  complessità  della  materia  e  considerato  l'ultimo  intervento
  dell'onorevole Capodicasa che, oggettivamente, pone  un  problema
  reale nei riguardi dei cittadini, di trasformare l'emendamento in
  raccomandazione,    attraverso   un    eventuale    provvedimento
  amministrativo che regolamenti, in maniera completa,  la  materia
  di cui stiamo discutendo.

    PRESIDENTE      E'    una    richiesta    di     trasformazione
  dell'emendamento in ordine del giorno.

    INCARDONA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    INCARDONA   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  il  tema
  oggetto dell'emendamento 31.38 è quanto mai attuale e diceva bene
  poc'anzi   l'onorevole   Cracolici,   allorché   ricordava    una
  trasmissione  televisiva che accusava i produttori della  Sicilia
  di  speculare ed, evidentemente, in quella occasione non  fu  mai
  ben  evidenziato che quella trasmissione calunniava i  produttori
  siciliani,  la produzione, la Sicilia, la quale produce  prodotti
  di  qualità, produce qualità, eppure, in quella occasione  veniva
  denigrata.
   Su  questo  tema  c'è ancora molto da fare, c'è bisogno  che  si
  proponga  un'attività promozionale vera dei  prodotti  siciliani,
  con  dei  marchi  collettivi e c'è un problema  di  speculazione,
  ancora  attuale,  dei prezzi, esattamente, tra i  prezzi  che  si
  hanno  nei mercati alla produzione e quelli al dettaglio  che  il
  consumatore paga per comprare i prodotti.
   Per  citare  un esempio, oggi, il pomodoro ciliegino, conosciuto
  meglio  come  pachino, venduto a 20 centesimi nei  mercati  della
  Sicilia  alla produzione, viene poi commercializzato a  7,  8,  9
  euro, a 5 euro nei casi migliori.
   Allora,  evidentemente, c'è una grande speculazione  alla  quale
  occorre  porre  rimedio. Tuttavia, non concordo  con  l'onorevole
  Cracolici e con coloro che sostengono che questo sia un  problema
  risolvibile   soltanto  attraverso  un'esposizione   dei   prezzi
  all'origine e al consumo, perché esiste un problema di fondo.  Il
  problema  è  che  la grande distribuzione - che  oggi  in  Italia
  occupa  il  50 per cento almeno della distribuzione  -  è  meglio
  organizzata e l'offerta in agricoltura è un'offerta frastagliata,
  non  è  organizzata  e non è supportata da una certificazione  di
  qualità.
   Ecco    perché   l'iniziativa   che   l'Assessorato    regionale
  all'agricoltura  e  alle  foreste ha intrapreso  va,  certamente,
  nella  direzione  di  qualificare il prodotto,  di  dare  -  come
  diceva, oggi, l'onorevole Leontini, il quale si sta rivelando, in
  pochissimo  tempo,  uno dei migliori assessori per  l'agricoltura
  della Regione siciliana, proprio per le iniziative ...

                             (Applausi)

   Signor  Presidente, io provengo da un territorio,  quello  della
  provincia  di  Ragusa,  che  si  scontra  quotidianamente  con  i
  problemi legati all'agricoltura. Agricoltura in Sicilia significa
  soprattutto  provincia di Ragusa e, quindi,  un  assessore,  come
  l'onorevole  Leontini,  il  quale  ha  intrapreso  una  serie  di
  iniziative,  è  chiaramente un assessore che,  avendo  conoscenza
  precisa dei problemi che riguardano l'agricoltura, si è attivato,
  immediatamente  ed  è  già  operativo, nonostante  le  pochissime
  settimane che lo vedono assessore per l'agricoltura e le foreste.
   Non  vorrei  che si strumentalizzasse questo problema  per  fare
  semplice  demagogia, perché se noi, oggi, affermiamo che soltanto
  attraverso  l'esposizione  dei prezzi all'origine  e  al  consumo
  risolviamo il problema della speculazione, non diciamo la verità.
  Diciamo ciò perché sappiamo che questo tema, erroneamente,  viene
  considerato,  anche dalla base produttiva, come  l'argomento  che
  potrebbe  risolvere  il problema, ma così non  è.  Evidentemente,
  bisogna    organizzare   la   produzione,   bisogna   organizzare
  soprattutto  l'offerta  dei  prodotti  ortofrutticoli  e  bisogna
  organizzare  degli  aiuti, dei sostegni alla commercializzazione,
  cioè  organizzare l'offerta, mettere in rete l'offerta e puntare,
  eventualmente, su basi logistiche direttamente proposte per  fare
  concorrenza immediata alla grande distribuzione, che ha ucciso il
  mercato, ha fatto venire meno quella concorrenzialità anche nella
  offerta del prodotto.
   Probabilmente,  bisognerebbe anche  incentivare  l'attività  dei
  cosiddetti   venditori   ambulanti,   incentivare   consorzi   di
  produttori per vendere direttamente anche nei mercatini  rionali,
  usare i mercati generali del nord Italia come base logistica  per
  distribuire  i prodotti già confezionati dalla produzione,  senza
  che ci siano ulteriori passaggi, che sono quelli speculativi.
   Ecco  perché  condivido l'orientamento dell'Assessore  regionale
  per l'agricoltura e le foreste, il quale ha già predisposto -  lo
  ha  già annunziato alla stampa, lo ha più volte dichiarato  -  un
  decreto che affronta il tema dell'esposizione del doppio prezzo.
   Inviterei  l'Aula  e soprattutto il gruppo dei  DS  a  ritirare,
  momentaneamente,  l'emendamento per  verificare,  alla  luce  del
  lavoro  che l'Assessorato sta conducendo, quali siano i risultati
  dell'iniziativa  dell'Assessore  e  soprattutto   le   risultanze
  dell'Osservatorio  sui prezzi, la cui costituzione  è  stata  già
  avviata.
   Quindi,  verifichiamo in breve tempo il lavoro che  si  sta  già
  facendo e poi, eventualmente, promuoviamo una legge di tal genere
  che  potrebbe offrire dei risultati, ma sui cui effetti non siamo
  certi. Evidentemente, è la legge della domanda e dell'offerta che
  regola il mercato e che forma il prezzo.

    PRESIDENTE  Onorevole Incardona, la invito a concludere.

    INCARDONA  Signor Presidente, mi faccia concludere  facendo  un
  altro complimento all'onorevole assessore Leontini.

                             (Applausi)

    PRESIDENTE   Lo  riferiremo all'onorevole Cuffaro,  non  so  se
  condivide

    INCARDONA   Invito  il gruppo dei DS a ritirare  l'emendamento,
  in   quanto  ritengo  non  sia  una  soluzione  al  problema   ed
  elaboriamo,  invece,  una vera proposta  protesa  ad  organizzare
  l'offerta  ed  a  consentire ai produttori  di  avere  un  prezzo
  sicuramente migliore.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo  dire  che
  dopo  la  difesa  dell'onorevole Incardona, ogni  parola  sarebbe
  superflua;non mi ero accorto, infatti, di tanta solerzia da parte
  del  nostro  nuovo  Assessore regionale per  l'agricoltura  e  le
  foreste  ma,  dalle parole dell'onorevole Incardona, mi  convinco
  che  la  scelta  operata dal Presidente della Regione  sia  stata
  ottima.

    PRESIDENTE  C'è molta Ragusa in questa impostazione

    ACIERNO    C'è   molto  pecorino,  forse,  signor   Presidente.
  Tornando, invece, all'emendamento degli onorevoli Speziale, Zago,
  Panarello  ed Oddo, credo che il tema sia sicuramente  importante
  ma anche di attualità.
   Mi  pare  che  in  tutte le Regioni d'Italia  si  dibatte  sugli
  effetti   dell'entrata in vigore dell'euro, ma vorrei  ricordarvi
  che è stata una scelta politica, determinata dal centro-sinistra,
  era  la  famosa  tassa  per l'Europa  L'euro,  infatti,   era  un
  obiettivo  fondamentale, importante, ed  è  probabile  che  tutti
  abbiamo  pagato  un prezzo. Io per primo ho avuto  difficoltà,  i
  primi  mesi,  a  gestire la nuova moneta (quante  volte  ci  sarà
  capitato  di lasciare, per il caffè, un euro di mancia perché  al
  tatto   sembrava  la  vecchia  moneta  da  100  lire  ed   invece
  corrispondeva a 1.000 lire). Ora però quello che vorrei  dire  ai
  colleghi  è  che  il tema è talmente importante che  non  capisco
  perché lo si voglia limitare soltanto ai prodotti ortofrutticoli,
  visto  e  considerato che nel cosiddetto paniere  della  famiglia
  italiana  l'ortofrutta incide meno dell'1 per cento  della  spesa
  familiare,  per  cui  risulterebbe più un  fatto  demagogico  che
  sostanziale; sarebbe opportuno parlare dell'abbigliamento,  della
  carne, dei libri di scuola;, allora, forse, cominceremmo a vedere
  quanto incida realmente.
   Quello  che  poi  non condivido nel testo - io ho  purtroppo  il
  difetto di leggere sempre attentamente le cose che dovrò votare -
  è  il punto in cui si parla di un cartello dove viene indicato il
  prezzo  pagato al produttore ed il prezzo di acquisto, quindi  il
  prezzo  di  vendita, in quanto, a mio avviso vengono meno  troppi
  passaggi, onorevoli Capodicasa e Speziale, perché quasi  mai  chi
  vende prodotti ortofrutticoli compra direttamente dal produttore,
  lo  fa  soltanto  la  grande distribuzione o le  Coop,  che  sono
  produttori e commercianti.
   Se  ci  si reca in un mercato rionale, di quelli che ogni giorno
  girano   per   i   quartieri,  non  avviene  così.   Al   mercato
  ortofrutticolo,  spesso e volentieri, non  è  il  produttore  che
  vende, ma è già uno che ha comprato da un distributore, che a sua
  volta compra da un produttore.
   Allora,  credetemi  l'unica cosa che mi  ha  appassionato  e  mi
  appassiona - io capisco che in questo emendamento quello  che  la
  Bolognina doveva aver fatto, cominci a scomparire e si  torni  ad
  uno  schema di visione di un modello societario diverso -,  è  il
  fatto  di  credere  nel  libero mercato e nella  libera  impresa.
  Ritengo che chi fa impresa debba perseguire il profitto e per  me
  questa è una regola di vita, dopodiché il consumatore ha una tale
  offerta   differenziata  che,  in  base  alle  proprie   capacità
  economiche,  alla  qualità del prodotto che vuole  comprare,  può
  scegliere tra tanti prezzi. Ma, ripeto, potremmo, come  ha  detto
  qualcuno,   fare   scuola  rispetto  al   tema   più   importante
  dell'impoverimento della famiglia italiana media dall'entrata  in
  vigore dell'euro.
   Però,  se  ritenete che tutta questa grande battaglia  o  questa
  scuola  che  la  Sicilia, ancora una volta, può  fare  a  livello
  nazionale,   dobbiamo  ridurla  bocciando  un  emendamento   così
  formulato  -  signor  Presidente  è  vero  che  non  ho  elogiato
  l'assessore  per l'agricoltura, ma ho parlato un  terzo  del  mio
  collega   di   Ragusa   -,   allora  inviterei   i   presentatori
  dell'emendamento  a  ritirarlo e con  un'iniziativa  parlamentare
  potremmo  predisporre  un testo importante,  che  non  si  limiti
  all'ortofrutta,  ma  che  entri  realmente  nel  bilancio   delle
  famiglie siciliane.

    ZAGO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ZAGO    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  sono  stato,
  credo,    l'unico,   all'atto   dell'indicazione   dell'onorevole
  Leontini,  quale  assessore per l'agricoltura,  ad  operare,  per
  iscritto, un'ampia apertura di credito, augurandogli la  riuscita
  nel  suo  lavoro e manifestando la disponibilità  a  lavorare  in
  sinergia,   non   per   l'agricoltura  del   ragusano,   ma   per
  l'agricoltura dell'intera Sicilia.
   Noi  lavoriamo in sinergia con l'assessore Leontini  e  con  gli
  altri membri del Governo, cercando di non nascondere i problemi e
  di  affrontarli  per come si presentano. Allora, ciascuno  quando
  propone  una  soluzione, la interpreta in un certo modo.  Io  non
  intendo  ripetere  le  cose  dette dai  miei  colleghi,  cioè  il
  problema  della  trasparenza, dell'informazione  al  consumatore,
  della  tracciabilità e, quindi, della provenienza. Personalmente,
  sono  presentatore dell'emendamento perché intendo  l'indicazione
  del prezzo all'origine, oltre che per gli aspetti già evidenziati
  dai miei colleghi, anche perché penso che svolga una funzione  di
  deterrenza.
   Qui,  nessuno  mette  in  discussione la  legittimità  dei  vari
  ricarichi  durante  tutta la fase della commercializzazione;  con
  l'indicazione  del  prezzo  di origine  si  vuole  introdurre  un
  elemento  di  deterrenza per evidenziare e per  far  capire  alla
  bolla  speculativa  e  parassitaria che un prodotto  comprato  al
  mercato  a  venti centesimi non può essere venduto, come  abbiamo
  visto - vi cito anche la fonte,  La Sicilia  di Catania - a  7,75
  euro nei mercati delle grandi città.
   E'  una  funzione di deterrenza per mettere in  evidenza  -  non
  tanto  al consumatore, visto che quest'ultimo anche quando  trova
  il doppio prezzo se può permetterselo acquista, diversamente  non
  compra  - il prezzo all'origine, affinché chi interviene  durante
  tutto il processo della commercializzazione sia, in qualche modo,
  frenato  dagli spropositi, dai ricarichi non congrui che  portano
  agli  eccessi  che hanno determinato la crisi e la  mobilitazione
  dei giorni precedenti.
   Ecco  perché  l'indicazione del doppio  prezzo,  che  poi  è  un
  prezzo  unico, quello all'origine, visto che quello di vendita  è
  indicato in tutti i prodotti.

    LEONTINI  assessore per l'agricoltura e le foreste . Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LEONTINI   assessore  per l'agricoltura e  le  foreste.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ho  già  avuto  modo  di  dire
  poc'anzi,  quando  sono  intervenuto in  Aula,  che   attribuisco
  importanza  primaria  alla sollecitazione che  i  colleghi  hanno
  fornito  con  il loro emendamento. Ma, ancor prima del  dibattito
  d'Aula,  questo  argomento  ha avuto rilevanza  primaria  proprio
  nell'incontro con i produttori, con la mobilitazione dei sindaci,
  a tal punto che, nella piattaforma cosiddetta rivendicativa che è
  stata  presentata  dalla mobilitazione, sia al Governo  regionale
  che  a quello nazionale, l'indicazione di questo riferimento,  di
  questa necessità era proprio inserita, nel documento, proprio  al
  primo  posto  e noi ci siamo mossi in ottemperanza  agli  impegni
  presi  proprio  in quei giorni, indicando in questo  percorso  la
  necessità primaria, tanto è vero che nel documento presentato  al
  ministro Alemanno abbiamo indicato questa soluzione come  la  più
  importante. Perché?
   Perché  il  meccanismo del conferimento del prodotto,  prima  al
  mercato  alla produzione, al mercato ortofrutticolo  e  poi,  dal
  mercato alla grande distribuzione e al commerciante, porta ad  un
  andamento irregolare dei prezzi, incontrollabile non soltanto nel
  territorio  siciliano, ma anzi più acuti fenomeni  distorsivi  si
  riscontrano  fuori  dal  territorio  regionale  dove,   peraltro,
  subentra  una  competenza non regionale e dove il Ministro  si  è
  impegnato,  tramite una norma, ad intervenire con  dei  controlli
  più accurati sulla filiera dei prezzi.
   Ci  sono  anche  dei  disegni di legge a livello  nazionale  che
  stanno  fissando  questo  per rendere il controllo  omogeneo  sul
  territorio nazionale. Trattandosi, in questo caso, di  una  crisi
  che  ha  riguardato,  in modo particolare  e  più  acuto,  alcune
  porzioni  del  territorio  e del mercato  ,piuttosto  che  altre,
  preferirei  che  questa  importante  sottolineatura,  fatta   dai
  colleghi,   sia  in  questo momento, congiuntamente,  operata  in
  collaborazione col Governo per le misure che questo stesso ha già
  messo in campo e sta mettendo in campo.
   Il   decreto   è  già  pronto.E'  chiaro  che  il  decreto   che
  l'Assessorato all'agricoltura emana è un decreto che  riguarda  i
  prezzi   dei   mercati  ortofrutticoli,  essendo  la   competenza
  agricola, ma mi chiedo se poi a questo dovrà subentrare un  altro
  decreto che riguarda il commercio. Ciò significherebbe aprirsi ad
  una  serie  di  provvedimenti burocratici in un momento  in  cui,
  invece,  i  produttori  ci chiedono procedure  più  lineari,  più
  snelle e meno burocratiche.
   Allora,  mettiamo  in  campo questi strumenti  che  abbiamo  già
  predisposto in questi giorni, poi, così come avete chiesto,  dopo
  la  Finanziaria  terremo conto dei risultati di queste  soluzioni
  già  richieste  dai  produttori,  dai  sindaci,  dalle  categorie
  sindacali e socio-economiche, dalla Coldiretti, dalla Cia,  dalla
  Confagricoltura, da tutto il mondo che fa riferimento e che opera
  nel settore dell'agricoltura, dopodiché, in quel caso, prenderemo
  atto  delle necessità che nel frattempo diverranno  più evidenti,
  più   forti   ed   eventualmente   procederemo   con   interventi
  legislativi.
   In  questo  caso,  ritengo sia più efficace il provvedimento  di
  carattere  amministrativo che già il Governo ha  messo  in  campo
  tempestivamente.

    GURRIERI   Dichiaro  di  apporre la mia  firma  all'emendamento
  31.38.

    PRESIDENTE    L'Assemblea  ne  prende  atto.   Naturalmente   è
  doverosa una replica, ma di pochissimi secondi. Siete disposti  a
  trasformare in ordine del giorno questo emendamento?

    SPEZIALE   Sono contrario, signor Presidente.   Chiedo  che  il
  voto avvenga per scrutinio nominale.

          (Gli onorevoli Capodicasa, Cracolici, Giannopolo,
                       Panarello, Spampinato,
             Villari,  Zago, si associano alla richiesta.

    ACIERNO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ritorno  alla
  tesi  sostenuta  quando sono intervenuto in sede  di  discussione
  generale  dell'emendamento. Il tema dell'ortofrutta è sicuramente
  un  tema appassionante, ma non incide in questa maniera eclatante
  nel  bilancio delle famiglie italiane, e ancor di più, nell'ancor
  più misero bilancio delle famiglie siciliane. Ma queste battaglie
  di  principio  che  vengono condotte in Aula,   mi  impongono  di
  continuare  a  sostenere  che  la demagogia  che  c'è  in  questo
  emendamento  serve  soltanto  a far  apparire  cosa,  che  questo
  Governo,  questa  maggioranza non vogliono legiferare  in  favore
  delle famiglie siciliane? Credo che sia esattamente il contrario,
  ma  mi  dispiace  perché questo centrosinistra  vuole  esposti  i
  prezzi  di  acquisto dei prodotti ortofrutticoli,  ma  quando  si
  volevano  sbloccare  possibili posti  di  lavoro,  ha  alzato  le
  barricate.   Ed,   allora,  siate  coerenti   con   voi   stessi.
  Personalmente, annuncio il mio voto contrario all'emendamento.

       Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 31.38

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indìco   la  votazione  per   scrutinio   nominale
  dell'emendamento 31.38.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  63
   Maggioranza         32
   Favorevoli          19
   Contrari            44

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 31.39.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE      Signor     Presidente,    onorevoli     colleghi,
  nell'emendamento c'è un errore. Non si tratta del  pagamento  dei
  crediti, ma dei prestiti agrari ed avendo l'Assessore rassicurato
  l'Aula  che,  in  tempi ragionevoli ed ancor  prima  che  noi  si
  discuta  la finanziaria, farà un provvedimento proprio che  terrà
  conto  della condizione drammatica in cui versano gli agricoltori
  della  zona  di  Gela,  Vittoria e  Licata, ritiro  l'emendamento
  nell'augurio  che, in tempi ragionevoli, l'Assessore  possa  fare
  tale provvedimento ad hoc.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 31.41.

    CASCIO   assessore  per il territorio e l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CASCIO   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo  che  per  rendere   più
  completo  questo  emendamento sarebbe il caso  di  aggiungere,  e
  quindi  in  questo  caso  potrei farmi  carico  come  Governo  di
  presentare  il  relativo subemendamento, la stessa procedura  per
  quanto  riguarda  i  porti ricadenti all'interno  delle  autorità
  portuali.   Quindi,  con  questo  subemendamento,   riuscendo   a
  completare il quadro di tutti i porti siciliani, potrebbe esserci
  il parere favorevole del Governo.

    PRESIDENTE     Onorevole   Cascio,    deve   formalizzare    il
  subemendamento.

    PRESIDENTE   Comunico  che è stato presentato  dal  Governo  il
  seguente subemendemento 31.41.1 all'emendamento 31.41:
    Anche   per  i  porti  ricadenti  all'interno  delle   autorità
  portuali .

   Onorevole  Speziale,  in  attesa  che  distribuiscano   il   sub
  emendamento, desidererei  saper se con il sub emendamento si  può
  procedere alla votazione dell'emendamento 31.41.

    SPEZIALE  Sì, signor Presidente.

    PRESIDENTE    Se  l'onorevole Assessore  per  il  territorio  è
  d'accordo,   il  subemendamento potrebbe  meglio  coordinarsi  in
  questi  termini:   Gli interventi in attuazione delle  previsioni
  dei  piani  regolatori  dei  porti  regolarmente  approvati,  ivi
  compresi  quelli  ricadenti all'interno delle autorità  portuali,
  possono... eccetera....
   Non   sorgendo   osservazioni,  tutti  pongo  in  votazione   il
  subemendamento  31.41.1.
   Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favirevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento  31.41 nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 31.43.

    GIANNOPOLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha  facoltà.

    GIANNOPOLO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  per  spiegare  brevemente il significato di  questo  emendamento.
  Nella  legge  numero 4 del 2003, la penultima legge  finanziaria,
  avevamo  approvato una norma, all'articolo 57,  che prevedeva  la
  possibilità   di   potere  eseguire  nei   parchi   regionali   i
  collegamenti elettrici, cioè delle linee elettriche anche per via
  aerea.  Gli Enti Parco hanno un regime vincolistico che  è  molto
  più  stringente  rispetto a quello che  discende  da  un  vincolo
  paesaggistico ai sensi della  legge 1497.
   Ma c'è di più.
   Il  parere  dell'Ente Parco è un parere unico e comprende  anche
  il  parere  espresso ai sensi proprio del vincolo  paesaggistico.
  Sicché  ci  troviamo  davanti ad una contraddizione:  nei  parchi
  concediamo  l'esecuzione  di opere di  collegamento  elettrico  e
  telefonico  per  via aerea, nelle zone vincolate ai  sensi  della
  legge  1497  c'è l'obbligo, il più delle volte, di interrare  con
  costi  enormi,  soprattutto per le aziende agricole,  zootecniche
  e per le aziende agrituristiche. Allora quello che si chiede è di
  estendere   anche   a   queste   zone,   previo   parere    della
  Sovrintendenza, ciò che è previsto dall'articolo 57, della citata
  legge 4.

    PRESIDENTE   Pongo  in votazione l'emendamento  31.43  a  firma
  dell'onorevole Giannopolo.  Il parere del Governo?

    CINTOLA   assessore  per il bilancio e le finanze.  Mi  rimetto
  all'Aula.

    PRESIDENTE   Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE   Si  passa  all'emendamento  31.47.  lo  pongo   in
  votazione. Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE   Si  passa  all'emendamento  31.51.  Lo  pongo   in
  votazione.  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE   il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi  è favorevole si alzi; chi è  contrario  resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

    PRESIDENTE    Si   passa   all'emendamento   31.56   a    firma
  dell'onorevole Beninati.

    BENINATI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BENINATI    Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   vorrei
  precisare che condivido l'emendamento nei contenuti, però forse è
  stata  apposta  erroneamente  la mia  firma;  il  firmatario,  in
  realtà,  penso sia l'onorevole Formica. Pertanto mi sembra giusto
  dire  che   non l'ho sottoscritto. Ciò posto,  ribadisco  che  lo
  condivido e che quindi vi appongo la mia firma,  però,  a  questo
  punto,  suggerirei   all'onorevole  Formica   che  sarebbe  forse
  opportuno   cambiare  l'assessorato  dei  lavori  pubblici,   con
  l'assessorato  dell'industria, in quanto  interveniamo nell' area
  dell'ASI,   che  è   di  competenza,  appunto,   dell'assessorato
  dell'industria.

    FORMICA   Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORMICA   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  ne  prenderò
  atto  al  momento  opportuno, intervengo solo per  illustrare  la
  vicenda. Da più di un anno la  strada statale 113  è interrotta a
  causa di lavori per la ferrovia e dell'ANAS.
   A  causa  di tale interruzione, il traffico viene deviato  sulle
  vie  dei comuni interessati dall'interruzione che, a distanza  di
  un   anno,  sopportano  la mole di traffico  della  nazionale  e,
  poichè   si  tratta  di  piccoli  e  piccolissimi  comuni,    non
  dispongono  dei  fondi per riparare queste strade; per  cui   c'è
  una situazione di vero pericolo, in quanto  le strade sono  piene
  di  buche  e  non  c'è  alcun  Ente in grado di  intervenire  per
  assicurare la circolazione in maniera  sicura.
   Mi  rivolgo, dunque,  al Governo i  questo senso: se il  Governo
  mi   assicura  che  con  un  ordine  del  giorno  si  risolve  la
  problematica,  sono disponibile a ritirare l'emendamento  assieme
  all'onorevole Beninati ed  a trasformarlo in ordine del giorno.

    PRESIDENTE   Onorevole  Formica, lo deve  fare  lei  ,  non  il
  Governo. Lo trasforma in ordine del giorno?

    FORMICA   Sì.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
    Si passa all'emendamento 25.9.

    GIANNOPOLO   Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

     GIANNOPOLO   Signor  Presidente, questo  emendamento,  che  ho
  presentato un  paio di volte in occasione di norme sul lavoro  in
  leggi  finanziarie, sostanzialmente interviene a  mettere  ordine
  nelle  procedure  di reclutamento di assunzione  di  personale  a
  contratto  a  tempo indeterminato o determinato nelle  società  e
  negli  enti partecipati in misura maggioritaria dalla  Regione  o
  dagli enti sottoposti a controllo e vigilanza.
   Stiamo   parlando,  in  buona  sostanza,  delle  società   miste
  costituite  dai  comuni o dagli enti locali, per esempio  per  la
  gestione  dell'acqua  o  per  la  gestione  dei  rifiuti,  stiamo
  parlando  anche  delle  aziende  municipalizzate  trasformate  in
  società  per  azioni con regolare procedura da parte degli  enti,
  dei comuni da cui dipendevano.
   Sostanzialmente tende  a colmare un vuoto che si  è  creato,  ma
  più  che  vuoto si è creato una sorta di aggiramento della  legge
  che prevede,  come è notorio,  la procedura del concorso pubblico
  o   della   selezione   di  tipo  pubblicistico,    con   criteri
  predeterminati  e  oggettivi  per  le  assunzioni  da  effettuare
  direttamente   negli enti;   ma ,  attraverso le  società  miste,
  attraverso  le  società partecipate a misura maggioritaria  dello
  stesso  ente,   adesso  ci  si  può consentire  persino  di  fare
  assunzioni nominative discrezionali.
   In  buona  sostanza  un  sistema che  già  comincia  a  produrre
  effetti  devastanti,  tant'è che comincia ad  essere  un  sistema
  attenzionato,    non  solo  dalla denuncia  delle  organizzazioni
  sindacali  o  degli  stessi disoccupati,  ma anche  dagli  organi
  giudiziari.
   Io  trovo  ragionevole e necessario stabilire il principio  che,
  laddove ci sono società partecipate a misura maggioritaria  dagli
  enti pubblici,  in quelle società, in quegli enti si ricorra alle
  procedure  selettive  di  evidenza pubblica  e  non  di  evidenza
  privata,  nè   si può  stabilire il principio di appaltare  o  di
  subappaltare,   come accade molto spesso,  a soggetti  terzi  che
  lucrano sulla manodopera, che lucrano sulle assunzioni,   non  si
  riferisco  solo alle società interinali ma anche alle  cosiddette
  società che millantano, come si è visto di recente, assunzioni  e
  che   si  fanno  pagare  a  fior  di  milioni  sulle  assunzioni,
  speculando  sulla disperazione dei disoccupati.
   A  questo è arrivato quel sistema che abbiamo conosciuto fino ad
  ora  che,   appunto,  aggira le norme sulle assunzioni attraverso
  la  partecipazione  a  società cosiddette  miste,  cosiddette  di
  diritto  privato  che quindi possono sfuggire  alle  norme,   una
  volta definite,  sul collocamento.
   Io  torno a ribadire l'assoluta indispensabilità di una norma di
  questo  tipo  che  va  poi  a sua volta ulteriormente  normata  e
  regolamentata,  e  c'è  un  altro  emendamento,   successivamente
  presentato  sia dal Governo che dal sottoscritto, che fornisce  i
  criteri attraverso cui procedere alle assunzioni in questi enti e
  società  partecipate  in  misura  dalla  Regione  o  dagli   enti
  pubblici.

                Presidenza del Vicepresidente Fleres

    CRACOLICI . Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor Presidente, onodrevoli colleghi,  intervengo
  perchè   ho   visto   una   certa   distrazione   riguardo   alle
  argomentazioni   del  collega  Giannopolo   rispetto   a   questo
  emendamento,  che  condivido e sostengo, ma vorrei ricordare  che
  qualche  ora fa quest'Aula si è già misurata e si è già  espressa
  con  un  orientamento relativamente alla vicenda  dellecosiddette
  aziende collegate dell'AST.
     Lo dico anche a quei colleghi che avevano poc'anzi argomentato
  la contrarietà alla bocciatura di quell'emendamento sostenendo il
  diritto di impresa, di società, la possibilità di operare  in  un
  regime privatistico anche per le società a capitale pubblico.
     Io  credo  che  mentre  quella norma bloccava  le  assunzioni,
  questa  in qualche modo si pone l'obiettivo di disciplinare  e  -
  mi   permetto   di   dire  -   persino  di  mettere   anche   gli
  amministratori delle società a prevalente capitale pubblico nelle
  condizioni  di  respingere  le  pressioni  lecite  e  soprattutto
  illecite che ci sono nei confronti delle società pubbliche.
     Credo quindi, cari colleghi, che questa norma garantisca anche
  il  buon  andamento delle amministrazioni delle  società,  perché
  dire  che si ricorre alle procedure di evidenza pubblica consente
  in qualche modo di evitare quel processo di intermediazione che è
  in atto e che sta introducendo elementi degenerativi assai gravi.
     Ecco perché io credo che questa Assemblea  abbia il dovere  di
  regolamentare  e  di disciplinare le modalità  di  avviamento  al
  lavoro   per   le  società  in  cui  la  Regione  è  a   capitale
  maggioritario, o le aziende sottoposte a controllo e vigilanza da
  parte  della  Regione  e,   quindi,  società  pubbliche,  il  cui
  capitale  è  maggioritario  nel  capitale  sociale  delle  stesse
  società.
     Altra  cosa  è  quando  la Regione o gli  enti  pubblici  sono
  capitale di minoranza, ma,  dinnanzi al fatto che ci sono società
  strumentali  messe  in campo da parte degli  enti  pubblici,   io
  credo  che  stiamo determinando un delitto,  oltre che  un  grave
  fenomeno  degenerativo,  perché oggi si è introdotto un  elemento
  di   incertezza  e  di  assoluta  chiamiamola   clientela   nelle
  modalità di gestione di avviamento al lavoro.
     Credo  che  questo Parlamento farebbe cosa assai  positiva  se
  stabilisse  una norma generale a salvaguardia anche degli  stessi
  amministratori delle aziende.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO   Signor Presidente, onorevoli  colleghi,   dichiaro
  il  mio  voto  favorevole a questo emendamento,  anzi  chiedo  di
  apporvi la firma. Credo che sia una norma che,  oltre a garantire
  l'imparzialità  ed il buon andamento di questi  enti  controllati
  dalla  Regione,   o  comunque  partecipati  a  maggioranza  dalla
  stessa,   faciliti  il  lavoro degli stessi,   perché  noi  tutti
  sappiamo le pressioni  cui, su questo tema,  sono sottoposti tali
  enti.
     Ecco  perché chiedo ai colleghi, all'Aula un pò distratta,  di
  attenzionare  il  tema  e di valutare la  possibilità  di  votare
  favorevolmente;  anzi, probabilmente,  la stessa  norma  dovrebbe
  essere  proposta  anche per gli enti partecipati dai Comuni  dove
  pure  avviene il mercimonio dei posti di lavoro.
   Una  norma del genere, invece,  garantirebbe -  torno a ripetere
  e  concludo-   imparzialità e buon andamento dell'Amministrazione
  pubblica.

    PRESIDENTE    Onorevoli   colleghi,   pongo    in    votazione
  l'emendamento 25.9.
    Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 25.9

    CRACOLICI   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

    (Gli onorevoli Capodicasa, Ferro, Giannopolo, Oddo, Sanzeri,
        Spampinato, Speziale e Zago appoggiano la richiesta)

    PRESIDENTE   Essendo  la richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indico   la  votazione   per   scritunio   segreto
  dell'emendamento 25.9.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  53
   Maggioranza         53
   Favorevoli          24
   Contrari            29
   Astenuti            0

                         (Non e'  approvato)

   Si passa all'emendamento 31.21 dell'onorevole Ferro.
   Comunico   che   all'emendamento  31.21   è   stato   presentato
  dall'onorevole Ferro il subemendamento 31.21.1.
   Onorevole  Ferro, ho bisogno di un minuto di sospensione  perchè
  ho  l'impressione  che il suo emendamento sia superato  dal  voto
  negativo sull'emendamento precedente.
   Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
   La seduta è sospesa per un minuto.

    (La seduta, sospesa alle ore 20,52, è ripresa alle ore 20,53)

   La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE  Dichiaro precluso l'emendamento 31.21 ed il
  relativo subementamento.
   Si passa all'emendamento 31.7 del Governo.

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. E' ritirato.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento  31.46  degli  onorevole  Giannopolo,
  Villari e Speziale.

    GIANNOPOLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO  Signor Presidente, intanto vorrei che  sii  capisse
  di  che  cosa  stiamo  parlando, poi il Governo  se  ha  da  fare
  proposte concrete, le avanzi.
   Con  l'entrata  in vigore della legge cosiddetta  Biagi  abbiamo
  avuto  in buona sostanza il venir meno delle norme che,  appunto,
  regolano  il  mercato  del  lavoro  nelle  assunzioni  presso  le
  pubbliche  amministrazioni.  Allo stato  attuale,  prima  di  una
  circolare, che evidentemente non può avere forza di legge,  fatta
  dalla   Commissione  regionale  per  l'impiego  del   maggio   di
  quest'anno, noi non avevamo alcuna indicazione su come  procedere
  alle  assunzioni fino al quarto livello, fino,  cioè,   a  quelle
  qualifiche  per cui è prevista la scuola dell'obbligo  presso  le
  pubbliche  amministrazioni.  In più,  non  avevamo  la  norma  di
  riferimento  circa  la possibilità delle riassunzioni   per  quei
  lavoratori  i  cui  contratti  collettivi  nazionali  di   lavoro
  prevedono  la  riassunzione per periodi  lavorativi  determinati,
  per esigenze definite nel tempo.
   L'emendamento  in  questione  tende  quindi   -    fu   discusso
  ampiamente  in quinta Commissione e fu condiviso da tutti  -   ad
  introdurre una regolamentazione  in materia di assunzioni  presso
  le  pubbliche  amministrazioni con la prospettiva che  siano  gli
  enti  medesimi  a redigere le graduatorie con i criteri  previsti
  dall'ex  articolo  16 della  legge numero 56.   Quindi  la  norma
  tende a prevedere, a regolamentare questa fattispecie.
   Mi  rivolgo,  dunque, al  Governo: noi non possiamo pensare  che
  tutta questa materia sia retta da una circolare della Commissione
  regionale per l'impiego, ma riteniamo  debba essere sostenuta  da
  una  normativa,  da una legge che deve essere  varata  da  questo
  Parlamento, da quest'Assemblea regionale siciliana.
   Per  cui   cchiedo al  Governo di assumere l'impegno di proporre
  una  sua  iniziativa   nella prossima legge  finanziaria:  E'  un
  impegno  che  qui  viene  assunto ma che deve  essere  rispettato
  perché  - lo ripeto -  noi non possiamo pensare di reggere questa
  materia  con  una semplice delibera e con una semplice  circolare
  della  CRI, in quanto  oggi viene fatta una circolare, domani  ne
  può essere fatta un'altra e noi abbiamo bisogno di regole certe.
   Ritengo  che  ci siano tutte le condizioni per potere  approvare
  questo  emendamento che é anche condiviso dal Governo  in  questa
  sede,  in  questa circostanza e chiedo anche al Presidente  della
  quinta  Commissione,  onorevole Antinoro, che   lo  ha  condiviso
  insieme   a  tutti  quanti  noi,  chiedo  a  tutto  il   Governo,
  all'assessore per il  bilancio, all'ex assessore per il   lavoro,
  onorevole   Stancanelli,    componente   attuale   del   Governo,
  all'onorevole  Scoma,  attuale assessore  per  il   lavoro  e  ai
  componenti  della  quinta Commissione,  di dare  atto  che  si  é
  trattato  di un' iniziativa della Commissione tesa ad  introdurre
  regole certe. Questa materia non può essere retta da una semplice
  circolare ma deve essere retta da una normativa di riferimento.

    PRESIDENTE   Onorevole Giannopolo, ha ritirato l'emendamento  o
  no?

    GIANNOPOLO  No, lo ritiro se c'é un  chiaro pronunciamento  del
  Governo.

    CINTOLA   assessore  per il bilancio e le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA   assessore  per il bilancio e le  finanze.   Onorevole
  Giannopolo,   portare   l'argomento  in  finanziaria    significa
  spostarlo  di dieci, quindici giorni, per un approfondimento  che
  può  anche essere fatto adesso in Aula. Se lo volete fare adesso,
  il Governo è  disponibile; non ci sono problemi;  se no si rinvia
  in  finanziaria con l'impegno che va approvato così come  da  lei
  esplicitato  e dal Governo,  nella persona dell'onorevole  Scoma,
  che lo aveva già preparato e presentato.
     Non  c'é, quindi, problema. Per il Governo possiamo pure farlo
  stasera  questo  emendamento  così  come  possiamo  mandarlo   in
  finanziaria per un  ulteriore approfondimento.

    PRESIDENTE   Onorevole assessore, non lo so se la sua  risposta
  per  l'onorevole  Giannopolo é sufficiente. Onorevole  Giannopolo
  l'emendamento é ritirato?  Se non è ritirato lo metto ai  voti  e
  do la parola all'onorevole Morinello che ha chiesto di parlare e,
  poi, all'onorevole Beninati.

    GIANNOPOLO  Non lo ritiro.

    MORINELLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MORINELLO   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  il  testo,
  nei  riferimenti ai lavoratori con contratto a termine  contenuti
  al   terzo  e  al  quarto  comma,  appare  confuso,  senza  alcun
  collegamento  al  primo comma ove é chiaramente espresso  che  la
  norma  si  riferisce a lavoratori in possesso  di  licenza  media
  quali  gli  stagionali, gli operai e al massimo gli ausiliari  di
  ufficio.
   La  dizione   lavoratori con contratti  a  termine ,  usata  nei
  commi  3  e  4,  lascia prevedere un'applicazione  indiscriminata
  anche  a categorie impiegatizie, quali sono quelle assunte presso
  i  consorzi di bonifica, ai sensi dell'articolo 3 della legge  76
  del 1995.
   Conseguenza  di  ciò,  Assessore per il  bilancio  ed  onorevoli
  assessori   ,   é  che  questi  soggetti  avranno  diritto   alla
  riassunzione.  Godrebbero di una stabilità  di  fatto,  senza  il
  vaglio  del  pubblico concorso e in quanto tale e  quindi  questa
  norma  sarebbe impugnabile perché incostituzionale  perchè  fa  a
  pugni,  tra  l'altro,  con  le premesse  contenute  nel  comma  1
  dell'emendamento.
   Aggrava  ulteriormente  il quadro di riferimento, nel  senso  di
  enunciato di applicazione della norma, oltre ai casi previsti  di
  lavoratori  in  possesso  della licenza  media,  il  prologo  del
  successivo comma 7 dello stesso emendamento, laddove si  richiama
  alla  normativa generale del pubblico concorso, solo  per  quanto
  non previsto dal presente articolo.
   E'   chiaro  che  si  tratta  di  una  sanatoria  di  fatto,  di
  assunzioni   che  sono  state  fatte  nei  mesi  scorsi   e   che
  rappresentano  un  vero  e  proprio  scandalo,  per  cui   chiedo
  all'Assessore  per  il  bilancio,  -  invece  di   impegnarsi   a
  ripresentare tout court, il testo nella legge finanziaria  -   di
  emendare  l'emendamento - mi si scusi il bisticcio  di  parole  -
  togliendo quei riferimenti che sono presenti nel comma 3 e  4  e,
  nel  contempo,  di dare garanzie di sicurezza a  quei  lavoratori
  che, invece, non sono sottoposti al pubblico concorso.
   Tra  l'altro,  noi rischieremmo, con l'approvazione  di   questo
  testo, così come é formulato, di subire  l'impugnazione da  parte
  del Commissario dello Stato.

    BENINATI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BENINATI    Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   vorrei
  cercare,  per quanto é possibile, di  rispondere a quei  colleghi
  dell'opposizione che  legittimamente hanno posto la  domanda,  in
  Aula, se questa norma era passata dal vaglio della commissione di
  merito.
   Un  articolato  del genere, anche nei suoi contenuti  molto  ben
  corposi,  -   visto che il Governo ha già dichiarato  il  ritiro,
  sembra una forzatura dell'opposizione, continuare a chiedere  che
  si  prendano  delle   posizioni  in  merito  soprattutto   quando
  giungono  norme che non hanno sortito  nel merito nulla.
   Io non penso che questa norma abbia avuto, nel merito, nulla,  o
  quanto meno se nella commissione di merito sia passata.
   Personalmente,    non    so   se   ci   sono    i    presupposti
  dell'improponibilità della norma stessa e ciò nonostante, se  ciò
  non  fosse, dichiaro il mio voto contrario, perché non credo  sia
  il  caso di continuare su un articolato che assume la veste di un
  disegno di legge.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                       Sull'ordine dei lavori

    SPEZIALE  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto  di
  parlare  sull'ordine dei lavori perché sono pervenuti a  tutti  i
  deputati   una  grande  quantità  di  emendamenti  da  parte  del
  Governo, anche se il  Governo aveva più volte, dichiarato che non
  avrebbe presentato emendamenti in Aula...

    PRESIDENTE    Onorevole  Speziale,   il   Governo   ha   appena
  comunicato  alla Presidenza che gran parte di questi  emendamenti
  intende ritirarli.

    SPEZIALE   Signor  Presidente,  mi  faccia  completare.  O   il
  Governo  ritira  tutti  gli  emendamenti  e  il  testo  all'esame
  dell'Aula   rimane   quello  che  abbiamo  potuto   conoscere   e
  approfondire, oppure si concede  un tempo congruo ai parlamentari
  per  potere  esaminare  gli emendamenti  e  per  poterli   meglio
  valutare.

    CINTOLA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE    Onorevole  assessore,  prima  di  concederle   la
  parola,  vorrei  fornirle  dei chiarimenti:  il  dibattito  si  è
  sviluppato  sull'articolo  31.7, poi  c'è  stato   un  intervento
  sull'ordine dei lavori da parte dell'onorevole Speziale circa  la
  problematica relativa ai nuovi emendamenti presentati dal Governo
  e vuole conoscere le intenzione cha il Governo rispetto a questi;
  intanto  sarebbe  opportuno  chiudere la partita sull'emendamento
  31.7,  che è quello in discussione, anche per ridare un  poco  di
  ordine a questi lavori.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


   Onorevoli  colleghi,  essendo  l'emendamento  31.7  di  identico
  contenuto   all'emendamento  31.46,  il   Governo   dichiara   di
  ritirarlo.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo   in  votazione  l'emendamento   31.46.  Il  parere  della
  Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione, chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 25.14, che è ritirato.
   L' Assemblea ne prende atto.

     PANARELLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Onorevole  Panarello su  quale  argomento  intende
  intervenire?

    PANARELLO   Signor Presidente, volevo intervenire sull'articolo
  che abbiamo approvato.

    PRESIDENTE  No, onorevole Panarello, non può intervenire su  un
  articolo già  approvato.

    PRESIDENTE    Si   passa   all'emendamento   27.10   a    firma
  dell'onorevole Savona e Antinoro.
   Il  Governo, fa sapere che questo emendamento, è assorbito nella
  manovra  che ha predisposto,  e che verrà inserito nelle tabelle,
  quindi se i firmatari  lo ritengono opportuno, possono ritirarlo.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI  Signor presidente, onorevoli colleghi,   se  ho  ben
  capito il Governo assume questo emendamento semplicemente come un
  fatto   finanziario,  spostandolo  nelle   tabelle  relativi   ai
  capitoli, forse non ho capito bene, siccome questo emendamento  è
  simile all'emendamento 27.15 perchè ambedue raggiungono le stesse
  finalità. Cioè stiamo parlando di alcuni lavoratori che  in  atto
  svolgono  attività presso i consorzi di bonifica  e  che  sono  i
  cosiddetti   centocinquantunisti , alcuni  di  essi  preesistenti
  alla  norma  che ha consentito l'assunzione a tempo indeterminato
  per una parte dei lavoratori avviati nel corso dell'anno 2000  in
  deroga, addirittura, in alcuni momenti dell'anno raggiungevano le
  200-250  giornate lavorative, quindi con la norma approvata   due
  anni fa abbiamo determinato una condizione paradossale.
   Non  solo  questi lavoratori sono stati esclusi da  un  processo
  che   ha   visto   includere  quelli  che  sono   stati   avviati
  successivamente  verso la stabilizzazione, ma contemporaneamente,
  con   norma,  abbiamo stabilito che quei lavoratori  non  possono
  fare più di  151 giornate lavorative.
   Quindi,  questi  lavoratori, che  una legge  ha  determinato  il
  processo  di  stabilizzazione, sono stati gli  unici  esclusi  da
  questo processo.
   Ora,  non  c'è  dubbio che la questione è di natura finanziaria,
  che  però  non incide sul bilancio della Regione, perché trattasi
  di  un  mero  spostamento di capitolo all'altro  dell'Assessorato
  Agricoltura.
   Quindi,  la  partita  finanziaria è pari  a  zero.  Ma  non  c'è
  dubbio,  onorevole  Assessore, che  occorre  votare  una   norma.
  Perché  non  possiamo  risolvere il tutto accettandolo   come  un
  mero  fatto finanziario. Occorre che la norma individui  che quei
  lavoratori, avviati ai sensi di una legge, possano transitare nei
  ruoli a tempo indeterminato, presso i consorzi di bonifica.
   Quindi  non  è  una  norma che ha ricaduta finanziaria.  E'  una
  norma che in qualche modo fa giustizia di un'ingiustizia che si è
  determinata in questo Parlamento.

    ANTINORO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ANTINORO      Signor    Presidente,    onorevoli     Assessori,
  oggettivamente  sul  tema  dell'ingiustizia  o  giustizia  e   di
  quant'altro detto dall'onorevole Cracolici, non posso fare  altro
  che  essere  d'accordo, anche perché nella precedente manovra  si
  erano  appostate delle somme, erroneamente poi appostate  in  una
  UPB  che  non  riguardava i lavoratori di cui all'emendamento   e
  devo dire che l'emendamento presentato dall'onorevole Savona, sul
  quale anch'io desidero apporre la firma, può essere ritirato  sia
  da me che dall'onorevole Savona.
     Credo  sia   necessario, assolutamente  necessario,  anche  in
  considerazione  del  fatto che nel marzo  di  quest'anno  abbiamo
  approvato  in  Assemblea  un ordine del giorno  che  riguarda  la
  tematica di questi lavoratori, che l'Assessore Leontini, al  fine
  di  poter  dirimere defintivamente la questione,  possa  assumere
  stasera  in Aula, l'impegno a far sì che quell'ordine del  giorno
  entro la fine del 2004 possa trovare un'attuazione amministrativa
  perchè,  essendoci  già  consultati  con  i  funzionari  del  suo
  Assessorato e con il suo Capo di Gabinetto e con il suo vice Capo
  di   Gabinetto,  sappiamo  che  esistono  i  fondi  nel  capitolo
  specifico  e  quindi attendiamo conseguentemente l'assunzione  di
  responsabilità totale e piena da parte dell'assessore Leontini.
   Sono  solo  queste  le  condizioni che possono  farci   ritirare
  l'emendamento.

    GIANNOPOLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   GIANNOPOLO.  Signor Presidente, io vorrei che si  sgombrasse  il
  campo da ogni equivoco, qui non si tratta di nuove assunzioni.
      Si   tratta,  semplicemente,  di  un  graduale  processo   di
  stabilizzazione  dei lavoratori assunti con l'articolo  30  della
  legge numero 45 del 1995,.
   Ciò  che viene previsto qui è, anche con l'emendamento  a  firma
  del   sottoscritto   il   27.15,   in   buona   sostanza   uguale
  all'emendamento  27.10,  la riassunzione,  con  l'articolo  3,  e
  comunque   con   il  limite  della  previsione   dei   piani   di
  organizzazione, variabile dei singoli consorzi  di  bonifica,   o
  meglio la ristabilizzazione di quei lavoratori che già lavorano e
  che hanno diritto alla riassunzione già prevista dalla legge.
   L'ordine   del   giorno   a  firma  degli  onorevoli   Antinoro,
  Giannopolo,  Dina, Cracolici, Vitrano e Zangara che  noi  avevamo
  approvato nel mese di aprile diceva testualmente:  si impegna  il
  Governo a disporre, con una direttiva indirizzata ai consorzi  di
  bonifica  della  Sicilia, la riassunzione dei  lavoratori  aventi
  diritto  all'avviamento con l'articolo 30 della legge n.  45  del
  1995,  presso  gli  stessi  consorzi  con  le  modalità  di   cui
  all'articolo  3  della legge n. 76 del 1995,  fermo  restando  la
  disponibilità  finanziaria  di bilancio  e  la  salvaguardia  dei
  benefici .
   Termino  il  mio intervento dicendo questo:  qualora il  Governo
  dovesse  pensare  di  risolvere il tutto con  una  operazione  di
  spostamento  in  tabella si dia atto, così come richiamava  anche
  l'onorevole  Antinoro,   che esiste  un  ordine  del  giorno  che
  impegna  il Governo e, per esso, specificamente, l'Assessore  per
  l'agricoltura e le foreste, a predisporre una nota indirizzata ai
  consorzi  di  bonifica,  invitandoli  dare  esecuzione  a  quanto
  deliberato  con quell'impegno politico manifestato  dall'Aula.

    LEONTINI  assessore per l'agricoltura e le foreste.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LEONTINI   assessore per l'agricoltura e le foreste.  Onorevoli
  colleghi è vero esiste un  deliberato dell'Aula, sebbene espresso
  attraverso un ordine del giorno, quindi, ringrazio i colleghi che
  hanno   ritirato  l'emendamento.  Non  possiamo   che   mantenere
  l'impegno a tenere conto dei contenuti dell'ordine del  giorno  e
  quindi  a tradurli nel breve periodo in un provvedimento che  sia
  rispondente a quanto in quell'ordine del giorno è stato richiesto
  dai sottoscrittori.

    PRESIDENTE  L'emendamento 27.10 è quindi ritirato.  L'Assemblea
  ne   prende   atto.  Onorevole  Giannopolo  intende  ritirare   l
  'emendamento 27.15?

    GIANNOPOLO   Lo ritiro.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

   Si   passa   all'emendamento  31.17,  a   firma   dell'onorevole
  Misuraca.

    MISURACA  Lo ritiro.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

   Comunico   che  sono  stati presentati dal  Governo  i  seguenti
  emendamenti:
   31.61,  31.62, 31.63, 31.64, 31.65, 31.66, 31.67, 31.68,  31.70,
  31.71.

   Comunico,   altresì,  che  sono  stati  presentati  i   seguenti
  subemendamenti:
   dagli onorevoli Mancuso, Turano, Ardizzone:
    31.61.1, all'emendamento 31.61;
   31.67.1, all'emendamento 31.67
   -  dall'onorevole Savona: 31.66.1, all'emendamento 31.66.

    CINTOLA   assessore per il bilancio e le finanze.    Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, preciso che l'emendamento  31.61
  è,  in ossequio ad una lettera inviataci dalla dottoressa Palocci
  il 13 ottobre u.s., prot. n. 5514, ma noto che l'Aula non intende
  ascoltarmi.  Il Governo può  ritirarli tutti, però è  giusto  che
  l'Aula sappia che con l'emendamento 31.61 si possono attingere  a
  dei   cofinanziamenti  del  POR  di  proporzioni  clamorose,   si
  rischia  di  perderli.  Però non si deve pensare che  l'assessore
  Cintola  abbia   firmato un emendamento perché gli  interessa  il
  comune  di  Villalba ed il parco suburbano delle  serre  per  una
  somma  di 228.000 euro o che possa averlo fatto su sollecitazioni
  di  carattere  clientelare  o  di partito   Ripeto,  è  solo  una
  sollecitazione del Capo del Dipartimento di Agenda 2000. Possiamo
  esaminarlo o meno.

    PRESIDENTE   Onorevole Assessore intende ritirare l'emendamento
  31.61?

    CINTOLA    assessore per il bilancio e le finanze.  No,  signor
  Presidente, sto illustrando gli emendamenti. Per quanto  riguarda
  l'emendamento 31.62 è bene che ad illustralo sia l'assessore alla
  cooperazione.

    PRESIDENTE    Onorevole  Assessore,  se  il   Governo   intende
  argomentare su questi emendamenti sono costretto a sospendere  la
  seduta   per  consentire ai deputati di capire di   cosa  si  sta
  parlando.   Se invece il Governo li ritira, si prosegue  con  gli
  articoli  accantonati e con le tabelle. Non credo che il problema
  sia  di  poca  entità,  in  quanto si tratta  di  una  decina  di
  emendamenti.   Quindi,  onorevole  Assessore,  mi   permetto   di
  suggerire al Governo di fare una valutazione di merito di  questi
  emendamenti,  individuando  quelli indispensabili, illustrandoli,
  e  ritirando i rimanenti.

    LO   MONTE ,  assessore  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LO   MONTE ,  assessore  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato  e la pesca. Signor Presidente, condivido  che  c'è
  l'esigenza  di un momento di riflessione in quanto si  tratta  di
  argomenti  che  sono  giunti  in Aula stasera  ma  si  tratta  di
  emendamenti presentati già da qualche settimana.
     Vi  ricordo  che  abbiamo  approvato  tante  cose,  anche  con
  investimenti  di  fiducia  reciproca.  Ora  si  affrontano  degli
  emendamenti  utili  ad evitare il dissesto di alcuni  comuni.  In
  particolare l'emendamento  31.62.
   Si  tratta  della  vicenda  che tutti conoscete,  soprattutto  i
  deputati anziani che hanno addosso qualche legislatura in più. Si
  tratta della ex SIRAP.
   Quest'Aula  è  intervenuta ben due volte  per  salvaguardare  le
  opere  e i comuni, perché man mano che rendevano legittime  o  si
  sbloccavano  dalle  indagini giudiziarie le opere,  si  andava  a
  coprire e si dava una mano ai comuni, dato che il più delle volte
  le spese dell'opera finivano a carico del comune.
   Capite  bene  che  bisogna  intervenire.  Ci  sono,   faccio  un
  esempio , due comuni della Sicilia che rischiano il tracollo, per
  le spese legali, giudiziarie, di interessi e di rivalutazione.
   Onorevoli  colleghi,  comprendete che un emendamento  di  questo
  tipo  non può essere rinviato di dieci o quindici giorni. Quindi,
  signor   Presidente,  se  sospendiamo  per   un   quarto   d'ora,
  probabilmente dovremo  rivedere tutti gli emendamenti e ridurli a
  tre o quattro.

    CINTOLA   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  tranne quello che ha illustrato  in  questo  momento
  l'assessore  Lo  Monte, l'emendamento 31.62,  il Governo  intende
  ritirarli tutti.

    PRESIDENTE   L'Assemblea ne prende atto. Resta quindi  in  vita
  esclusivamente  l'emendamento 31.62. Lo pongo  in  votazione.  Il
  parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    BENINATI  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BENINATI    Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   vorrei
  ribadire  che,  essendo   il  tema molto  delicato,  ritengo  che
  l'attenzione  dell'Aula debba essere considerevole nei  confronti
  dell'assessore al ramo, in quanto su questa vicenda ci  sono  già
  delle   procedure  avviate  nei  confronti  del  Governo  e   del
  Presidente  della Regione da parte delle aziende che vantano  dei
  crediti  dalla  Regione.  Noi li abbiamo autorizzati  con  legge,
  abbiamo  autorizzato la Sirap a completare  i  lavori  che  erano
  bloccati.  Alcune  imprese hanno finito i lavori  e  purtroppo  i
  fondi non c'erano più. Quindi questo emendamento non sanerà tutto
  il  contenzioso,  però, assessore Lo Monte, anticiperà  l'esborso
  che  sarà di più, ma certamente lei in questo momento fa una cosa
  giustissima  sanando la situazione di alcune  imprese  che  erano
  veramente al tracollo.

    PRESIDENTE   Pongo  in  votazione l'emendamento  31.62.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Sospendo brevemente la seduta.

    (La seduta, sospesa alle ore 21.28, è ripresa alle ore 21.30)

   La seduta è ripresa.

   Si   passa   all'articolo  27.  E'  un  articolo  che   riguarda
  variazioni  di  spesa e poiché è estremamente complesso  desidero
  che  il  Governo sia particolarmente attento, altrimenti è meglio
  sospendere qualche minuto per consentire una verifica delle poste
  iscritte e degli emendamenti presentati.
   Ne do lettura:

                            «Articolo  27
                         Variazioni di spesa

         1.  Le  spese autorizzate per l'esercizio 2004 dalle
        leggi  sotto  elencate sono modificate degli  importi
        indicati a fianco delle medesime:
         a) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma 7,
        tabella H (UPB 1.3.1.3.99, capitolo 104523) + 250 migliaia di
        euro;
         b) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma 2,
        tabella C (UPB 1.4.1.1.2, capitolo 108537) - 112 migliaia di
        euro;
         c) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma 2,
        tabella C (UPB 1.6.2.6.1, capitolo 516802) - 1.000 migliaia di
        euro;
         d) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma 6,
        tabella G (UPB 2.2.1.3.2, capitolo 143311) - 1.000 migliaia di
        euro;
         e) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma 7,
        tabella H (UPB 2.2.1.3.2, capitolo 143705) - 43 migliaia di euro;
         f) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma 7,
        tabella H (UPB 2.2.1.3.2, capitolo 143708) + 596 migliaia di
        euro;
         g) legge regionale 1 settembre 1997,  n. 33,  articolo  40  e 51
        (UPB 2.2.1.3.2, capitolo 144110)    - 25 migliaia di euro;
         h) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma 7,
        tabella H (UPB 2.2.1.3.2, capitolo 144112) - 9 migliaia di euro;
         i) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma 2,
        tabella C (UPB 2.2.1.3.4, capitolo 142533) + 800 migliaia di
        euro;
         j) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma 7,
        tabella H (UPB 2.2.1.3.4, capitolo 143304) - 200 migliaia di
        euro;
         k) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma 7,
        tabella H (UPB 2.2.1.3.4, capitolo 143305) - 184 migliaia di
        euro;
         l) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma 7,
        tabella H (UPB 2.2.1.3.5, capitolo 143303) - 45 migliaia di euro;
         m) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma 6,
        tabella G (UPB 2.3.1.3.1, capitolo 147301) - 63 migliaia di euro;
         n) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma 6,
        tabella G (UPB 2.3.1.3.1, capitolo 147307) -1.850 migliaia di
        euro;
         o) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma 7,
        tabella H (UPB 2.3.1.3.1, capitolo 183709) + 200 migliaia di
        euro;
         p) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma 7,
        tabella H (UPB 2.3.2.6.5, capitolo 546403) + 2.800 migliaia di
        euro;
         q) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma 2,
        tabella C (UPB 3.2.1.3.2, capitolo 183305) - 300 migliaia di
        euro;
         r) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma 7,
        tabella H (UPB 3.2.1.3.3, capitolo 183307) + 250 migliaia di
        euro;
         s) legge regionale 31 luglio  2003, n. 10, articolo 3 (UPB
        3.2.2.6.1, capitolo 583304) - 600 migliaia di euro;
         t) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma 2,
        tabella C (UPB 5.2.1.3.3, capitolo 244103) - 6.000 migliaia di
        euro;
         u) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma 2,
        tabella C (UPB 5.2.1.3.4, capitolo 243303) - 900 migliaia di
        euro;
         v) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma 2,
        tabella C (UPB 7.2.1.1.2, capitolo 312517) + 1.000 migliaia di
        euro;
         w) legge regionale 15   maggio  1991, n. 27, articoli 1, 3, 4 e
        28 (UPB 7.3.2.6.1, capitolo 717911) - 6.405 migliaia di euro;
         x) legge regionale 21 dicembre 1995,  n.  85, articoli 3  e  16
        (UPB 7.4.1.3.1,   capitolo 322101) -100 migliaia di euro;
         y) legge regionale 21 dicembre  1995,  n. 85,  articoli  5 e 16
        (UPB 7.4.1.3.1, capitolo 322102) -100 migliaia di euro;
         z) legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85,  articoli  10 e   16
        (UPB 7.4.1.3.1, capitolo 322104)   - 1.550 migliaia di euro;
         aa)legge regionale 3 dicembre  2003, n. 20, articolo 39, commi  1-
        3  (UPB 7.4.1.3.1, capitolo 322120)  + 27.122 migliaia di euro;
         bb) legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85, articolo 6 (UPB
        7.4.2.7.1, capitolo 723601) - 500 migliaia di euro;
         cc)legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma 2,
        tabella C (UPB 8.2.2.6.2, capitolo 742406) -186 migliaia di euro;
         dd) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma
        2, tabella L (UPB 8.2.2.6.2, capitolo 742811) -1.000 migliaia di
        euro;
         ee) legge  regionale  29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma
        2, tabella C (UPB 8.2.2.6.2, capitolo 742812) - 500 migliaia di
        euro;
         ff) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma
        8, tabella I (UPB 8.3.1.3.1, capitolo 346518) - 9 migliaia di
        euro;
         gg) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma
        8, tabella I (UPB 8.3.1.3.1, capitolo 346519) - 50 migliaia di
        euro;
         hh) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma
        8, tabella I (UPB 8.3.1.3.1, capitolo 346522) - 100 migliaia di
        euro;
         ii)legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma 8,
        tabella I (UPB 8.3.1.1.2, capitolo 346520) - 500 migliaia di
        euro;
         jj) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma
        8, tabella I (UPB 8.3.1.3.2, capitolo 348101) - 212 migliaia di
        euro;
         kk) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma
        8, tabella I (UPB 8.3.1.3.2, capitolo 348106) - 35.000 migliaia
        di euro;
         ll)legge regionale 26 marzo 2004, n. 2, articolo 2 (UPB
        8.3.1.3.99, capitolo 347703) - 50 migliaia di euro;
         mm) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma
        8, tabella I (UPB 8.3.2.6.1, capitolo 746401) + 300 migliaia di
        euro;
         nn)legge regionale 31 maggio 2004, n. 9, articolo 28 (UPB
        9.2.1.3.5, capitolo 373724) + 100 migliaia di euro;
         oo) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma
        2, tabella C (UPB 9.3.1.3.4, capitolo 377320) - 600 migliaia di
        euro, riferiti alle assegnazioni in favore delle strutture nei
        comuni di Marsala e Castelbuono;
         pp)legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma 7,
        tabella H (UPB 11.3.1.3.99, capitolo 447701) - 7 migliaia di
        euro;
         qq)legge  regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma
        7, tabella  H (UPB 11.3.1.3.99, capitolo 447702) - 3 migliaia di
        euro;
         rr) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma
        2, tabella C (UPB 12.2.1.3.6, capitolo 473706) - 30 migliaia di
        euro;
         ss) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma
        2, tabella C (UPB 12.2.1.3.3, capitolo 473712) - 250 migliaia di
        euro;
         tt) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma
        7, tabella H (UPB 12.2.2.6.3, capitolo 872806) -14 migliaia di
        euro.»

    PRESIDENTE   L'articolo  27  è il  più  delicato  di  tutta  la
  manovra;  è  molto complesso: prevede incrementi  e  diminuzioni,
  modifiche  e spostamenti all'interno delle unità previsionali  di
  base.  O  ci  concentriamo su questo emendamento o è  meglio  che
  sospendiamo la seduta per qualche minuto, recuperiamo la  quiete,
  la pace e la tranquillità e poi andiamo avanti.
   Attendo un cenno da parte dell'Assessore Cintola.

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Passiamo  agli
  emendamenti accantonati.

    PRESIDENTE   Il  Governo  propone di tornare  agli  emendamenti
  accantonati. Si riprende  dall'articolo 7.
   Preciso  che l'articolo 26 è stato interamente votato e che  gli
  articoli  votati successivamente sono  aggiuntivi; non riguardano
  l'articolo 26 ma una numerazione successiva.
   Se   non   siamo   pronti  con  l'articolo  7,  procediamo   con
  l'articolo: 15.
   Comunico che sono stati presentati gli emendamenti 15.1 e 15.2.

    CASCIO   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  Signor
  Presidente,   il   Governo  intende  presentare  un   emendamento
  soppressivo dell'articolo 15.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, hanno chiesto di parlare,  per
  dichiarazione  di  voto  sull'emendamento  soppressivo  che   già
  esiste, a firma degli onorevoli Forgione  e Liotta, gli onorevoli
  Beninati e Acierno.

   BENINATI  Signor  Presidente, ricordo che,  sull'argomento,  la
  settimana scorsa, sono stati fatti degli apprezzamenti  in  Aula,
  in   riferimento  anche  a  questa  norma.  Lo  dico  con   molta
  franchezza:   questa  norma  è  stata  formalizzata   in   quarta
  Commissione  ed  ha  avuto il suo esito anche  nella  stessa  per
  essere,  successivamente, riapprovata in seconda  Commissione,  a
  maggioranza.
   Ho   ascoltato  diversi  apprezzamenti  su  questa   norma,   in
  particolare,  da parte dell'onorevole Spampinato che  diceva  che
  questa norma era uno scherzo; l'onorevole Cracolici ha detto  che
  era  una  schifezza;  l'onorevole Raiti ha  parlato  dell'UNESCO;
  l'onorevole De Benedictis ne ha fatto un insulto alla dignità  ed
  uno   scempio;  l'onorevole  Panarello,  anche  lui,  ha  parlato
  dell'UNESCO,  e l'onorevole Barbagallo l'ha definita  un  delitto
  nei confronti del territorio delle Eolie.
   Considerato  che, anche su questo argomento, signor  Presidente,
  si è speculato abbastanza, anzi fin troppo, mi corre l'obbligo di
  fare  delle  considerazioni.  E  poi  l'Aula,  indubbiamente,  il
  Governo.  Non  ho  nulla da obiettare sulla posizione,  però,  su
  questa norma - della quale devo ricordare alcuni passaggi - forse
  il  Governo non sa e desidero richiamare la sua attenzione - che,
  sul  decreto  del  Ministero delle Industrie,  pubblicato  il  20
  dicembre  2001,  già la Regione Sicilia ha dato  un  suo  parere:
  Svisto il parere della regione Sicilia .
   Dico  ciò  perché la Regione non solo ha visto qualcosa,  ma  ha
  visto  anche tutte le opere che erano inserite in questo patto  e
  le conosce.
   Delle  74 iniziative imprenditoriali, alcune ricadevano in  zone
  che  richiedono  variante o deroga - e lo  sapevano  tutti  -  al
  vigente strumento urbanistico e paesistico.
   Necessitano,  quindi,  i  relativi  provvedimenti,  al  fine  di
  consentire l'intera realizzazione del patto.
   A  questo  punto, ricordo a tutti che il patto non  è  nato  nel
  2001,  dopo  che è stato fatto il piano, ma prima. E  forse,  non
  tanti  sanno che durante la procedura del patto, sono state poste
  tantissime  osservazioni sul tema, poiché la maggior parte  delle
  opere  in  questione  erano  in  linea  con  la  possibilità   di
  realizzare queste infrastrutture.
   Il  piano paesistico, che è nato dopo, avrebbe fatto cosa  buona
  tenendone conto, respingendo sistematicamente queste osservazioni
  durante  il  suo  iter.  Prova ne  è  che  di  queste  74  opere,
  purtroppo,  ne  restano incagliate 40. Esporrò successivamente  i
  motivi. E molti dovranno davvero rivedere ciò di cui si sta dando
  oggi  un'immagine o, come si è detto, di cui si  sta  facendo  lo
  scempio, la colata di cemento; addirittura, si è detto che si sta
  facendo  la  sanatoria, come se queste opere  fossero  già  state
  realizzate.
   Lo  ripeto, si è detto pure che queste opere erano in  sanatoria
  e non è vero perché queste opere ancora non sono realizzate, anzi
  attendono  l'opportunità  di  trovare  realizzazione.  Anche   su
  questo,  si  è detto che queste opere rientravano nel limite  dei
  150  metri  dal  mare. Non è vero. Queste opere,  infatti,   sono
  tutte fuori dai 150 metri dal mare.
   E'  stato  detto di tutto. Si è detto che sul patto territoriale
  non  si  può  fare una deroga, ma non è vero. Vi è, infatti,  una
  sentenza  del  Consiglio  di  Stato che  prevede  che  sul  patto
  territoriale si possano fare delle deroghe, così come è  avvenuto
  in Campania.
   Sinceramente,  non  penso  che si possa  semplicemente  inserire
  tutto  un discorso ed affrontarlo con superficialità, come se  si
  volesse fare chissà che cosa.
   Si  è  detto di più e devo dirlo, cioè che si conoscevano i nomi
  delle   ditte,  come  se  qualcuno  non  sapesse  che   i   patti
  territoriali sono fatti dai privati. Aggiungo un elemento: queste
  ditte  non si conoscono oggi, ma si conoscono dal  97, da  quando
  cioè   un   sindaco,  certamente  di  altre  estrazioni  rispetto
  all'attuale, le aveva previste ed aveva predisposto un  patto  di
  74  opere.  Non  lo  aveva fatto l'amministrazione  attuale  che,
  peraltro,  è di segno opposto, ma un'amministrazione  di  diverso
  segno, di centrosinistra.
   Avevano  deciso tutto e avevano deciso anche dove realizzare  le
  opere,  come  realizzarle, con un patto che  prevedeva  un  piano
  paesistico che non prevedeva nulla.
   Nel  2001,  subentrato il piano, è ovvio che si ebbe un  momento
  di crisi.
   Le  osservazioni non vengono tenute in conto da chi ha fatto  il
  piano  e  certamente il problema ora c'è. Sollecitato  da  alcuni
  colleghi, mi sono fatto promotore fissando una audizione nel mese
  di  aprile,  perchè  su questa vicenda c'era uno  scarica  barile
  continuo  tra  la Sovrintendenza di Messina, che voleva  superare
  questo  problema  e la Regione, nella qualità, la  dirigenza  del
  gruppo  che cura il coordinamento della paesistica. Quest'ultima,
  sistematicamente,  si  opponeva  per  motivi,  forse  giusti.  La
  Sovrintendenza  era tentata di voler superare questi  problemi  e
  prova ne è che di 40 opere, o 41 che siano, nell'agosto del 2004,
  dopo  due  anni di blocco, se ne sono sbloccate 23. Vi  è  quindi
  qualcosa che non funziona.
   Era  vero  che  qualcosa  si poteva fare  per  sbloccare  queste
  opere;  il 5 agosto del 2003, infatti,  con una grande attenzione
  rivolta  da  parte  dell'Assessore che  fino  a  quel  punto  era
  certamente  indirizzato a superare tutte  quelle  opere  che  non
  ricadevano  nelle  zone  di  tutela assoluta,  fu  costituito  un
  osservatorio e, guarda caso, si trova la soluzione per 23 opere e
  non si trova per 31.
   A  questo  punto,  quindi, chiunque deve  poter  comprendere  le
  ragioni  per le quali queste opere non sono state inserite  nella
  problematica delle 23.
   Considerato  che  le  zone di cui parliamo  sono  equivalenti  a
  quelle che hanno superato il problema delle altre 23, è veramente
  paradossale - e questo lo dico con cognizione di causa -  che  si
  possano  escludere delle iniziative che certamente  non  sono  in
  zona   di   tutela,  sono  in  zone  equivalenti  a   quelle   di
  trasformazione.
   Vi  sono  nomi  che non vi sto a dire perchè le differenze  sono
  ridicole, ma che comunque alla fine venivano escluse secondo  me,
  forse inconsapevolmente da chi ha formulato questo parere.
   Forse  non tutti sanno che il patto territoriale delle  isole  a
  marzo  del  2005  scadrà e quindi non c'è altra  strada  che  una
  norma, non è che non si vuole fare.
   Avrei  anche  invitato  l'osservatorio ad inserire,  a  rivedere
  questa  sua posizione.  Il tempo a disposizione è breve e non  so
  perchè non si sono incluse queste opere.
   Si  è  parlato di alberghi, a sette, otto piani, di uno scempio.
  Ebbene,   intanto  su  cinque  delle  otto  opere   esistono   le
  costruzioni. E' dichiarato che esistono. Si sta quindi  cambiando
  semplicemente la destinazione di edifici esistenti  e  si  stanno
  facendo  dei  modesti ampliamenti. Le altre tre,  inoltre,   sono
  strutture  già esistenti - alberghi - che si stanno  ampliando  e
  completando.  Non  si  sta quindi  - come  qualcuno  ha  detto  -
  andando   ad   interessare   zone  che  paesisticamente   vengono
  deturpate, non so da chi, perchè già di fatto sono deturpate.

    PRESIDENTE  Onorevole  Beninati, devo invitarla  a  concludere.
  Nel  frattempo,  vorrei pregare gli uffici di stare  più  attenti
  quando  la Presidenza prende la parola e quando gli altri  membri
  dell'Assemblea prendono la parola.

    BENINATI  Mi  scusi, signor Presidente, ma su  questo  tema  mi
  sono  trovato esposto altre volte personalmente, come se  volessi
  andare  a  cementificare le isole Eolie. Non  é  così.  Molte  di
  queste   costruzioni  esistono.  Aggiungo  che  vi  sono   alcune
  iniziative, veramente ridicole, perché si parla di un ampliamento
  di cinque, sei locali.
   Mi  avvio a concludere, signor Presidente. Forse, secondo me, si
  é   confuso   tutto  su  questo  argomento,  perché  ho   seguito
  l'intervento ...

    PRESIDENTE  Onorevole Beninati, devo toglierle la parola.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO  Onorevole Beninati, ritorniamo ad un dibattito che  ha
  egregiamente  ripreso  il Presidente. E'  ovvio  che  ognuno  può
  leggere  tra  le righe dell'articolo 15 quello che meglio  crede.
  Questo,  di  fatto,  non  modificherà,  comunque,  qualunque  sia
  l'esisto della votazione su questo articolo, la situazione reale.
  Mi  rifaccio  a  quanto  dichiarato dal Sottosegretario  ai  beni
  culturali,  onorevole  Nicola Bono,  il  quale  lancia  un  grido
  d'allarme  sulla  vicenda Eolie e Unesco, ma siccome  l'onorevole
  Nicola  Bono é persona seria, nel momento in cui lancia il  grido
  d'allarme, dice l'unica verità.
   Mi  piacerebbe  che l'onorevole Cascio, oggi  assessore  per  il
  territorio  e  l'ambiente, che ha dichiarato che  il  Governo  ha
  cambiato volontà e da parere contrario all'articolo, sapesse  che
  da   quando  l'arcipelago  delle  Eolie  é  diventato  patrimonio
  dell'Unesco,   l'unico  vincolo che ha  posto  l'Unesco  é  stata
  l'immediata cessazione di tutte le attività estrattive nelle cave
  di  pomice.  Venendo  meno ciò, l'Unesco  uscirà  dall'arcipelago
  delle  Eolie  e  l'onorevole Bono,  che  é  persona  seria  -  lo
  ribadisco  -  lo dice tant'é che invita l'Assemblea  regionale  -
  limitando  la  richiesta  alle  isole  Eolie  -  ad  abrogare  le
  disposizioni della legge regionale n. 6 del 2001 che facilità  il
  rilascio di nuove concessioni estrattive.
   Ripeto  ancora  una  volta in quest'Aula  che,  pur  avendo  una
  famiglia  che  risiede  nell'isola  di  Lipari,  non  ho   nessun
  interesse  nelle sette, otto opere che sono oggetto dell'articolo
  15. Ho interesse che le isole Eolie, che costituiscono un momento
  importante di sviluppo turistico per la Regione siciliana  e  che
  ancora  oggi nel 2004 pagano il prezzo che la politica  siciliana
  continua  a  fare  pagare  a  questo arcipelago,  partendo  dagli
  insediamenti  altamente  inquinanti  fatti  nel  porto   naturale
  prospiciente  l'arcipelago - mi riferisco a Milazzo che,  anziché
  attrezzarsi come vero e proprio porto turistico per portare dalla
  terraferma all'arcipelago delle Eolie i turisti, ha pensato  bene
  di  andare a insediare in quel porto naturale il peggio che  oggi
  l'industria inquinante produce. Inoltre, arrivando alle Eolie non
  è  stata realizzata, tranne che negli ultimi tre anni, una vera e
  propria  struttura portuale, salvo quella dell'isola  di  Salina,
  per le barche che a Panarea vogliono stanziare.
   Ricorderete  tutti che soltanto un anno fa, in una  notte,  sono
  affondate  oltre trenta imbarcazioni nell'arcipelago delle  Eolie
  per  una  sola  notte di cattivo tempo perché, in nessuna  isola,
  tranne  che  nel  comune di Santa Marina, nell'isola  di  Salina,
  esiste una struttura portuale degna di tale nome.
   E,  parliamo dell'isola di Stromboli. Soltanto due anni fa siamo
  riusciti a portare la corrente elettrica nell'isola di Stromboli.
  Ma  oggi, in questa sede, un membro del Governo nazionale ci dice
  di  stare  attenti perché, se non si chiudono le cave di  pomice,
  l'UNESCO  esce.  Ma dice di più l'onorevole Bono  e  cioé  che  i
  ruderi industriali - signor Presidente, mi permetta, perché credo
  che  sia  importante dire alcune cose - che esistono  nella  zona
  pomificera di Lipari sono ampiamente all'interno della fascia dei
  150  metri.  L'onorevole  Bono però  prevede  la  conversione  in
  strutture turistico-ricettive, così come concordato con l'UNESCO.
   Signor  Presidente, lo ripeto, l'Aula é sovrana e per me  questo
  é un principio al quale non vorrò mai venire meno, però mi auguro
  che  ci  sia  un  minimo  di intelligenza  politica.  Non  stiamo
  favorendo   speculazioni  di  alcun   tipo,   perché   un   patto
  territoriale   prevede  un  bando  ed  una  graduatoria.   Stiamo
  intervenendo  su otto progetti dei quali ben cinque sono  piccoli
  ampliamenti   di  strutture  esistenti,  cioè  non   si   deturpa
  l'ambiente  perché, all'interno di strutture già esistenti,  sono
  previsti  ampliamenti e l'ampliamento di una struttura  ricettiva
  significa più occupazione e più sviluppo.
   Degli   otto   investimenti,  solo   tre   costituiscono   nuove
  realizzazioni  e  tutti  e  tre  ricadono  in  zone,   cosiddette
   cuscinetto .  Nessuna di queste opere incide o  va  a  deturpare
  questo territorio.
   Perché  dobbiamo  rinunciare? La  volta  scorsa,  prima  che  si
  accantonasse  l'articolo,  ho voluto citare  l'esempio  eclatante
  dell'arcipelago delle Maldive.

    PRESIDENTE  Onorevole Acierno, la prego di concludere.

    ACIERNO  Mi avvio a concludere, signor Presidente. La gente  di
  tutto  il  mondo può atterrare in un atollo delle Maldive  che  é
  patrimonio  dell'UNESCO e si dice che, a causa  dell'innalzamento
  dei mari, nel giro dei prossimi 50 anni, rischia di scomparire  e
  noi  che siamo sempre bravi, dobbiamo frenare una possibilità  di
  sviluppo  economico, peraltro, con interventi privati  e  quindi,
  non a carico delle casse della Regione.
   Tenevo  a  precisare  solo  questo,  signor  Presidente,  perché
  questo é solo buon senso.

    FORMICA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PANARELLO  Signor Presidente, anch'io avevo chiesto di parlare.

    PRESIDENTE  No, onorevole Panarello, le garantisco che lei  non
  l'aveva   chiesto,  lo  sta  chiedendo  adesso.  Lei,   onorevole
  Panarello, prima si distrae e non si ricorda gli articoli votati,
  poi  dice che si é iscritto a parlare e non é così. Tuttavia,  lo
  sta  chiedendo  adesso e dato che le iscrizioni  non  sono  state
  ancora chiuse, si iscriva adesso.

    FORMICA  Signor Presidente, onorevoli colleghi, inizio  il  mio
  intervento richiamando un pronunciamento della Giunta di  Governo
  e  dello stesso Presidente della Regione, onorevole Cuffaro, che,
  su  questo  controverso  articolo, si sono  espressi  in  maniera
  chiara, netta ed univoca. L'articolo andava e va ritirato.
   Potrei  continuare  con le varie riunioni tra  i  capigruppo  di
  maggioranza,  nelle  quali si é stabilito che  l'articolo  andava
  bocciato.
   Ma   voglio  entrare  nel  merito  dell'articolo.  Poc'anzi,   a
  proposito della crisi dell'agricoltura, della serricoltura, si  è
  detto che é bastata una trasmissione, nella quale si è parlato di
  zucchine  e  del  raddoppio del relativo prezzo nell'arco  di  un
  anno,  per  fare  entrare in crisi un intero settore  agricolo  e
  della  serricoltura siciliana. La forza di un messaggio, infatti,
  soprattutto  quando  esso  é fortemente mediatico  attraverso  le
  televisioni,  gli interventi e la stampa é tale e  dirompente  da
  procurare  danni  incommensurabili all'area  di  riferimento  del
  messaggio.
   Si  sta  parlando oggi di un arcipelago, delle isole Eolie,  che
  nel bene e nel male e con grande sforzo è entrato a far parte del
  patrimonio  dell'Unesco,  patrimonio dell'umanità  sotto  l'egida
  dell'Unesco,  che è, comunque, un titolo di pregio  che  possiamo
  sfoggiare  nei vari mercati turistici mondiali e che fanno  delle
  Eolie  qualcosa  di protetto, qualcosa che viene  visto  come  un
  arcipelago  che ha delle norme che lo tutelano e che  impediscono
  che si possano fare delle speculazioni.
   Onorevoli  colleghi,  sappiamo bene  come  sono  raffazzonati  i
  patti  territoriali, che sono delle misure di  finanza  derivata;
  sappiamo  che, improvvisamente, diversi Comuni si sono affrettati
  -  in  questo caso, il centrosinistra, nella persona  di  Giacomo
  Antonio,  per  cercare  di  cogliere l'opportunità.  Lo  facevano
  tutti, per carità. Ci  sono delle opportunità che arrivano.
   Non  mi si venga a dire che si tratta di un piano che era  stato
  accuratamente previsto, studiato; non mi si venga a dire  che  si
  tratta  di un piano indispensabile, perchè vorrei aggiungere  che
  le   nuove  costruzioni  ricadrebbero  a  Vulcano,  un'isola  già
  invivibile,  che  in  estate non può accogliere  nessuno,  perchè
  invasa  da  decine e decine di migliaia, forse centomila  turisti
  fai   da  te  e  che  non  può  contenere  altri  alberghi.   Non
  apporterebbe  quindi alcun vantaggio al turismo  delle  Eolie  ma
  anzi arrecherebbe solo ed esclusivamente danno. La Sicilia è  già
  etichettata nel resto d'Italia come la regione dei condoni, degli
  abusi, che non rispetta le leggi, che va in deroga.
   Vogliamo  affrontare  anche  quest'altra  onta.  Vogliamo  farci
  piovere  addosso nuovamente i titoloni dei giornali:  La  Sicilia
  cancella l'Unesco .
   Bene,  facciamolo, facciamoci del male. Per che cosa? Per  quale
  sviluppo? Per la realizzazione di una costruzione nuova. Ne  vale
  la  pena?  Credo che non ne valga assolutamente la pena, a  parte
  il fatto che questa maggioranza - e lo stesso Governo - aveva già
  deciso che questo articolo veniva cassato.

   SPAMPINATO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. ne ha facoltà.

   SPAMPINATO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che  ci
  sia in atto una contro speculazione da parte di coloro i quali ci
  accusano   di   voler  fare  speculazioni  su  questo   articolo.
  L'onorevole  Beninati ha citato testualmente e sinteticamente  le
  dichiarazioni  rese da quest'Aula; ha citato la mia dichiarazione
  quando parlavo di uno scherzo a proposito della presentazione  di
  questa  norma  degli onorevoli Panarello, Barbagallo,  Cracolici,
  Raiti. Ha dimenticato però di citare le dichiarazioni rese sia da
  un  membro  del  Governo nazionale - il sottosegretario  ai  Beni
  Culturali, onorevole Bono - sia congiuntamente dagli assessori di
  Alleanza Nazionale all'interno del Governo Cuffaro.
   Assessore  Stancanelli,  mi permetta di chiederle  dove  eravate
  quando è stato approvato questo progetto; si tratta, infatti,  di
  un  progetto  di legge che porta la firma del Governo  regionale;
  non  c'è  nessuna speculazione. Abbiamo detto no all'approvazione
  di una norma che autorizzasse la deroga al piano paesistico.
   L'onorevole  Beninati dice che ha visto e sentito di  tutto,  ma
  ha  sentito che noi facevamo questa considerazione in quest'Aula,
  esclusivamente  questa.  Afferma che le costruzioni  che  saranno
  realizzate  in  riferimento  a  questo  patto  territoriale   non
  ricadono  in  zone  di  tutela. Non  riconosce  dunque  il  piano
  paesistico che garantisce la tutela e si chiede come mai il piano
  paesistico successivo all'approvazione del piano territoriale sia
  andato  in  contrasto allo stesso piano territoriale. Ma  proprio
  perché  esisteva il piano territoriale ritengo che sia andato  in
  contrasto con lo stesso piano territoriale.
   Il  piano  paesistico, proprio a tutela di  quello  che  avrebbe
  dovuto prevedere il piano già approvato, è stato una garanzia del
  territorio delle Isole Eolie.
   Non  vi  è  nulla  di scandaloso nel dire no ad  una  norma  che
  chiede all'Aula di dichiarare che non esiste il piano paesistico,
  possiamo derogare anche a questo.
   Questa  è  l'unica considerazione che credo sia  insuperabile  e
  chiuda le porte a qualsiasi forma  di  speculazione.

    ARDIZZONE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ARDIZZONE   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  certamente
  non  possiamo  tornare indietro nel tempo perché mi  chiedo  come
  avrebbe votato quest'Aula la settimana scorsa senza quel can  can
  mediatico  sia  dell'opposizione, sia  di  alcuni  rappresentanti
  della  maggioranza. Ci siamo fatti influenzare.  Diciamolo  senza
  mezzi termini.
   Però abbiamo il dovere di entrare nel merito. A me dispiace  che
  sia  stata tolta la parola all'onorevole Beninati, anche se aveva
  sforato il termine regolamentare, perché stava svolgendo -  forse
  una  delle  poche  volte in cui ciò avviene in  quest'Aula  -  un
  ragionamento articolato e complesso nello stesso momento.  Voglio
  richiamare e ribadire alcuni dei concetti che ha evidenziato.
   Onorevole Spampinato, l'onorevole Beninati non ha detto  che  il
  piano  paesistico non tutela, tutt'altro. Vi sono opere  inserite
  nelle  cosiddette zone  M.A. , zone cuscinetto diceva l'onorevole
  Acierno;  ebbene,  di queste opere, che sono  diverse  da  quelle
  inserite nelle zone  T.O. , zone di tutela vulcanologica, cosa ne
  facciamo?
   La Sovrintendenza ha espresso più volte parere favorevole.
   L'onorevole  Beninati  ricordava che già la  Regione  siciliana,
  che  viene  richiamata nel decreto del 2001  -  perché  il  patto
  territoriale  ha una data, parte dal 1999, ha un suo  sviluppo  -
  ....e  debbo dire che ci sono delle aspettative, che  sono  state
  prestate  pure  fideiussioni bancarie da parte  dei  privati  che
  avevano  queste  aspettative. Si è messo in moto il  ragionamento
  sull'UNESCO.
   Forse  ha  ragione  l'onorevole Formica quando  chiede  come  ne
  usciamo,   in  quanto  la  preoccupazione  è  quella  che   nella
  comunicazione siamo stati sconfitti.
   Il  problema è grave  E mi rivolgo a lei, onorevole Fleres,  che
  è uno dei tutori della specialità, lei che ha fatto una battaglia
  mentre  si  discuteva  delle riforme nel Parlamento  nazionale  a
  favore  e  a  salvaguardia della specialità. E  ciò   di  cui  mi
  meraviglio è che un sottosegretario di Stato  intervenga  in  una
  materia  che  è competenza specifica ed esclusiva  della  Regione
  siciliana.
   Certo,  mi  rendo conto, onorevole Formica, che domani  usciremo
  sulla  stampa come coloro che volevano cementificare.  Ma  non  è
  assolutamente vero.
   Dobbiamo sapere cosa si va a votare perché, come dicevo nel  mio
  intervento  la settimana scorsa, sono gli Eoliani  a  non  volere
  altro  cemento, ma sono gli Eoliani  che vogliono  uno  sviluppo.
  Uno sviluppo economico, uno sviluppo sostenibile.
   Se  non fosse stato per l'attenzione posta dalla IV Commissione,
  per  le sollecitazioni dei comuni, gli enti locali che sono parte
  del patto territoriale, non avremmo fuori solo quindici opere, ne
  avremmo  fuori almeno 23-24, se non erro, e quindi  ad  inseguire
  sempre  le norme, ad inseguire sempre i procedimenti burocratici,
  era un discorso che andava fatto nel 1999.
   Nessuna  palazzina  sta  per  essere  edificata,  non  ci   sono
  alberghi   di   sette  piani,  i  problemi  sono  altri,   quindi
  riflettiamo. Mi rendo conto che è difficile, visto quello  che  è
  stato posto in essere. Mi rendo conto anche delle difficoltà  del
  Governo per la retromarcia che è stato costretto a fare, viste le
  divergenze che ci sono state all'interno della Giunta stessa, per
  cui  comprendo anche la sofferenza dell'attuale Assessore per  il
  territorio e l'ambiente.
   Però,   non  posso essere per la soppressione di  questa  norma,
  sono  a  favore  della  norma così come  è  stata  esitata  dalla
  Commissione   con  quell'inciso  che  lo  stesso  Governo   aveva
  proposto: quello di comunque inserire le zone inserite nell'MA.
   Peraltro  la  norma, leggiamola attentamente, non dice   possono
  essere  costruite,  possono  essere edificate ,  rimanda  ad  una
  Conferenza  di  servizi  nella  quale  sono  presenti  tutti  gli
  interlocutori  istituzionali,  l'Assessorato  del  territorio   e
  dell'ambiente, l'Assessorato dei beni culturali ed ambientali, la
  Sovrintendenza, i comuni. Tutti sono presenti.
   Per  questo invito ad un attimo di riflessione lasciando perdere
  il messaggio che mandiamo all'esterno.

    PANARELLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PANARELLO    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  questa
  discussione  rischia  di danneggiare un'idea  di  sviluppo  delle
  Eolie  che, credo, sia condivisa anche da una parte dei  colleghi
  che  hanno parlato, che si fonda su interventi che tengano  conto
  dello straordinario patrimonio paesaggistico e naturalistico  che
  le Eolie rappresentano.
   La questione dell'UNESCO significa questo e averla richiamata  -
  lo  dico al collega Beninati -  da parte mia è stato un segno  di
  sobrietà.   Io non mi sono lasciato andare a polemiche  sopra  le
  righe.
     Ho  già  detto nel precedente intervento che, al di  là  delle
  ottime    intenzioni   dei   colleghi   che   avevano    proposto
  quell'articolo, l'articolo  era rischioso per una sola  questione
  sulla  quale  nessuno dei colleghi che qui ha  parlato  a  favore
  dell'articolo,  si  è  cimentato: la  parola   deroga'  al  Piano
  paesistico, questo è il punto.
   Si  parte  dal  presupposto  che in  questo  caso,  naturalmente
  aprendo  la  strada  ad altri eventuali casi  domani,   si  possa
  derogare  al  piano paesistico. Bisogna sapere che la  deroga  al
  Piano  paesistico,  come  hanno detto l'assessore  Granata  e  il
  sottosegretario  Bono,  è uno dei punti sui  quali  si  fonda  la
  possibilità che l'UNESCO riconosca alle isole Eolie il titolo  di
   patrimonio dell'umanità .

    ACIERNO  E' assolutamente falso.  L'UNESCO ha proposto solo  la
  questione delle Cave di Comiso e basta, mettendo in mora...

    PANARELLO   Credo di avere posto un problema,  e  lo  pongo  ai
  colleghi soprattutto della mia provincia che conoscono le Eolie e
  ne  hanno  a  cuore  il  futuro e il  destino,  invitando  a  non
  sottovalutare  questo  aspetto. Per  il  resto,  ho  letto  sulla
  stampa un articolo molto argomentato e pacato di un esponente del
  famoso Osservatorio istituito presso l'Assessorato beni culturali
  ed  ambientali,  il  quale  ha  spiegato  cosa  ha  fatto  questa
  struttura  nei  mesi  scorsi, recuperando tutto  quello  che  era
  possibile  recuperare  essendo  interventi  compatibili  con  gli
  strumenti  urbanistici, con il piano paesistico e con  l'ambiente
  delle isole Eolie.
   Mi  sembra  singolare che adesso si alluda al fatto  che  questo
  Osservatorio  abbia  fatto  in qualche maniera  un'operazione  di
  discriminazione  tra  i diversi progetti.  Perché  se  questo  è,
  vorrei  dirlo  a Beninati e agli altri colleghi, si verifichi  se
  l'Osservatorio ha operato correttamente oppure no.
   Non discutiamo più di Sovrintendenza, di Consiglio di Stato,  di
  quello  che  sarebbe  giusto e di quello che  sarebbe  sbagliato.
  Dobbiamo affrontare questo punto. Secondo me, per quello  che  ho
  capito,  la questione è stata affrontata nei termini in  cui  era
  possibile affrontarla senza manovre oscure; se qualcuno  sospetta
  di   manovre  oscure  lo  dica  e  attivi  gli  strumenti,  anche
  parlamentari, che è possibile utilizzare.
   Voglio fare un'ultima considerazione.
   L'onorevole Acierno richiamava la questione della pomice. E'  un
  tema  sul  quale  quest'Aula dovrà sicuramente ritornare.  Vorrei
  ricordare,  però,  che  se nel corso di  questi  tre  anni  si  è
  controllata  l'attività estrattiva delle isole Eolie,  nonostante
  una norma approvata nella precedente legislatura e che quest'Aula
  non   ha   voluto  cambiare  e  nonostante  io  avessi  sollevato
  ripetutamente il problema, è stato solo perché alcuni di  noi  si
  sono  preoccupati di questo elemento. Solo una parte delle  forze
  politiche  delle Eolie e l'amministrazione comunale hanno  tenuto
  conto di questo dato.
   Si  dovrà  tornare  a parlare di questo, e penso  che  anche  le
  attività  estrattive  devono essere non  solo  ridimensionate  ma
  anche progressivamente ridotte ed in ogni caso devono operare  in
  condizioni  di assoluta compatibilità con il piano paesisitico  e
  con gli altri elementi.

    VIRZI'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    VIRZI'   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  anch'io  sono
  favorevole  alla  norma, nel senso che  per  il  modo  in  cui  è
  formulata, deroga, lascia intatto il principio tenendo conto  che
  si  deve  dare  risposta  ad un problema contingente  e  che  non
  dovrebbe  essere lecito universalizzare attraverso l'introduzione
  in questo dibattito di stereotipi, di archetipi.
   Io  rifiuto  di  essere culturalmente sottoposto ad  un  ricatto
  culturale,  ambientalista, komeinista, che non lascia alternative
  se  non all'emigrazione e a chi ha la sfortuna di nascere  in  un
  bel posto. Ma, signori miei gli alberghi dove si devono fare?  Di
  fronte  ai letamai? Davanti ai vespasiani? Nei deserti? Di fronte
  alle   discariche   pubbliche?  Dove  si   fanno   le   strutture
  alberghiere? Con la normativa attuale, con questo gioco  perverso
  di  ricorsi  al  TAR,  CGA, Consiglio di  Stato,  Sovrintendenze,
  ancora  con Mao tse-tung attaccato ai muti. Tutti inquadrati,  il
  più  scarso è nostalgico di Togliatti. Il più moderato di  tutti.
  Se dovessimo scoprire ora Taormina non potremmo fare nulla.
   Ricordo  che  nella  scorsa  legislatura  ho  accompagnato   una
  pratica  per  l'itticoltura a Filicudi.  Due  Assessori,  uno  di
  centrodestra  ed uno di centrosinistra, mi hanno  detto  che  era
  impossibile  perché  i  pesci che fanno i  loro  bisogni  a  mare
  inquinano  - perché normalmente quando non facciamo l'itticoltura
  i  pesci  salgono a riva, fanno la cacca e scendono? - e che  non
  era  questo lo sviluppo dell'isola perché bisognava puntare sugli
  alberghi.
   Ora  l'Unesco ci dice che l'unica cosa che producono: la pomice,
  deve  essere ridimensionata. Itticoltura no perché i pesci  fanno
  danno  e  poi  sono  rumorosi, e l'Unesco  in  cambio  di  questi
  sacrifici  cosa  dà alla Sicilia? Qualcuno vuole venire  a  dirmi
  oltre  ad  un  diploma di carta di pelle di pecora cosa  ci  darà
  l'Unesco.  Se  ci dicono  vi facciamo l'aeroporto  internazionale
  per il giro aereo , come si fa per le Maldive, diceva giustamente
  l'onorevole Acierno.
   Beh   il  contraccambio  dov'è  Non estraiamo  più  pomice,  non
  aggiungiamo  tre-quattro stanze a strutture  già  esistenti,  non
  promuoviamo il turismo.
   Dobbiamo  fare  un centro di accoglienza non per i  tunisini  ma
  per gli abitanti delle isole minori, perché non possono produrre,
  non  possono  incentivare il turismo. Ricordo  ancora  nell'altra
  legislatura  che  di fronte al problema delle Universiadi:  7.000
  atleti,  più  i  coach, più le fidanzate, più alcune  mogli,  più
  alcuni  arabi che avevano gli harem al seguito, ci siamo  accorti
  che  avevamo  i  posti letto di Cesenatico, 7.000  circa,  e  non
  potevamo accogliere gli atleti.
   L'onorevole  Nino  Strano  propose un  emendamento  con  cui  si
  autorizzavano  le  strutture  alberghiere  già  esistenti  ad  un
  ampliamento complessivo della cubatura del 10%, si gridò da parte
  della  sinistra allo scandalo ed anche allora ci  fu  qualcuno  a
  destra che vacillò sul piano della moralità. Mi chiedo che  razza
  di  modello di sviluppo abbiamo per la Sicilia se bastano quattro
  chiacchere dall'Unesco a non farci più produrre la pomice, a  non
  migliorare le strutture alberghiere dei posti belli che abbiamo e
  che  il  mondo ci invidia. Ripeto se dovessimo scoprire  Taormina
  domani,  con le nuove leggi  komeiniste' che abbiamo  in  Sicilia
  non  potremmo  ospitare  nessuno. Un giro  a  piedi  e  via.  Una
  mentalità  proibizionista  assolutamente  ridicola  e  fuori  dal
  tempo.
   Sono  le  stesse persone che ci hanno fatto fare regolamenti  di
  parco  in cui c'è scritto che nella zona A è vietato il calpestio
  del  manto  erboso.  Sono le stesse persone che  ci  hanno  fatto
  approvare  regolamenti di parco in cui si dice che  si  può  fare
  ristrutturazione  solo  con  le  pietre  cavate  nel  Parco,   ma
  all'articolo 3 dello stesso Regolamento dicono che quelle  pietre
  non  possono essere cavate. Una decisione di serietà per  favore,
  cari colleghi

    CINTOLA   assessore per il bilancio e le finanze. L'emendamento
  15.2 è ritirato.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Poiché  vi è l'emendamento 15.1, interamente soppressivo,  pongo
  in  votazione  il mantenimento dell'articolo. Chi vota  a  favore
  vota per il mantenimento dell'articolo, chi vota contro vota  per
  la sua soppressione.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si  ritorna all'articolo 7.  Si passa agli emendamenti 7.1, 7.3,
  7.4,   7.6   di   identico  contenuto,  interamente   soppressivo
  dell'articolo.
   Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Contrario.

    SPEZIALE   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  segreto.

   (Gli  onorevoli  Capodicasa, Ferro,  Gurrieri,  Micciché,  Oddo,
  Panarello, Sanzeri, Tumino, Zago appoggiano la richiesta)

   Votazione per scrutinio segreto degli emendamenti 7.1,7.3,7.4 e
                                 7.6

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta appoggiata  a  termini  del
  Regolamento,  indìco  la  votazione per scrutinio  segreto  degli
  emendamenti 7.1, 7.3, 7.4 e 7.6.
   Chiarisco il  significato del voto: chi preme il pulsante  verde
  vota  per  la soppressione dell'articolo 7; chi preme il pulsante
  rosso  vota  per il mantenimento dell'articolo 7;  chi  preme  il
  pulsante bianco si astiene.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

   PRESIDENTE  Proclamo l'esito della votazione.

   Presenti............. 52
   Votanti.............  51
   Maggioranza..... 26
   Favorevoli......... 22
   Contrari............. 29

                      (L'Assemblea non approva)

   Si passa all'emendamento 7.5. Lo pongo in votazione. Il parere
  del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

     Si passa all'emendamento 7.2. Lo pongo in votazione. Il parere
  del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Contrario.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione.  Chi  è  contrario  resti
  seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

    CINTOLA   assessore per il bilancio e le finanze.  Ritiro  gli
  emendamenti 7.7, 7.8 e 7.9.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Si   passa  all'emendamento  7.10  del  Governo.  Lo  pongo   in
  votazione.
   Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE    Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario
  si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 7,  nel  testo  risultante.  Il
  parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    SPEZIALE   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  segreto.

   (Gli  onorevoli Capodicasa, Manzullo, Micciché, Oddo, Panarello,
  Sanzeri, Speziale, Tmino, Zago appoggiano la richiesta)

           Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 7

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indìco   la  votazione   per   scrutinio   segreto
  dell'articolo 7 nel testo risultante.
   Chiarisco il  significato del voto: chi preme il pulsante  verde
  vota  a  favore dell'articolo7; chi preme il pulsante rosso  vota
  contro l'articolo 7; chi preme il pulsante bianco si astiene.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE  Proclamo l'esito della votazione:

   Presenti e votanti..  54
   Maggioranza........   28
   Favorevole........... 25
   Contrari..............29

                      (L'Assemblea non approva)

   Si  riprende l'esame dell'articolo 17. Comunico che  sono  stati
  presentati i seguenti emendamenti:

   dagli   onorevoli   Acierno  e  Lo  Curto:   17.2,   soppressivo
  dell'articolo;
   dal    Governo:    17.6,   interamente   sostitutivo;    17.6.1,
  subemendamento all'emendamento 17.6; 17.6.2; 17.5;
   dall'onorevole Mancuso: 17.4;
   dagli onorevoli Tumino e Barbagallo: 17.3;
   dagli onorevoli Forgione e Liotta: 17.1.

   Pongo in votazione l'emendamento 17.2. il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE   Il parere della Commissione.

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Contrario.

    PRESIDENTE   Chi  è favorevole si alzi; chi è  contrario  resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

      Si   passa  all'emendamento  17.6.1  del  Governo.  Onorevole
  Assessore  Cintola,  c'è  una  contraddizione  negli  emendamenti
  presentati  dal  Governo. Il 17.6.1 è in  contraddizione  con  il
  17.5. Pertanto, o ritira il 17.6.1 oppure il 17.5.

    CASCIO   assessore  per il territorio e l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CASCIO   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  Signor
  Presidente, ritiro l'emendamento 17.6.1.

    PRESIDENTE   L'Assemblea ne prende atto.  Pongo  in  votazione
  l'emendamento  17.6 del Governo. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole

    PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   L'emendamento  17.4  è assorbito; gli emendamenti  17.3  e  17.1
  preclusi.

    CINTOLA   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Ritiro
  l'emendamento 17.5.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
     Pongo  in  votazione  l'emendamento 17.6.2  del  Governo.   Il
  parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 17.5 del Governo.

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Lo ritiro.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

   Si  passa  all'emendamento 17.6.2 del Governo. Il  parere  della
  Commissione?

    SAVONA  presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo 17, nel testo  risultante.   Il
  parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA  presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Essendo  pervenuta  una richiesta di sospensione  da  parte  dei
  Presidenti di alcuni gruppi parlamentari, la seduta è sospesa per
  dieci minuti.

   (La seduta,  sospesa alle ore 22.30, è ripresa alle ore 22.55)

   La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  si  passa  agli  emendamenti
  aggiuntivi accantonati 31.14.1 e  31.14.
   Comunico  che all'emendamento 31.14.1 sono stati presentati  gli
  emendamenti sostitutivi  31.14.2 e 31.14.2.1.
   Dobbiamo  leggere  contemporaneamente,  onorevoli  colleghi,  in
  combinato disposto, gli emendamenti 31.14.1, 31.14.2 e 31.14.2.1.

    PISTORIO   assessore  per  la sanità.  Signor  Presidente,  il
  31.14.2 è assorbito dal 31.14.2.1.

    PRESIDENTE    Onorevoli  Moschetto,  Leanza  e  Confalone,   il
  Governo  ritiene  che  l'emendamento 31.14.2  sia  assorbito  dal
  31.14.2.1.
   Onorevoli  colleghi, gli emendamenti al nostro esame  sono  tre:
  31.14.1   degli  onorevoli  Baldari  ed  altri,   31.14.2   degli
  onorevoli Moschetto ed altri e 31.14.2.1 che assorbe il 31.14.2.

    PISTORIO  assessore per la sanità. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PISTORIO    assessore  per  la  sanità.   Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi, spero che la piccola confusione indotta  dai
  testi   successivi   sia   stata  chiarita   dal   testo   finale
  dell'emendamento 31.14.1.1 che così recita: «Sostituire il  comma
  2  con il seguente:  All'attuazione delle disposizioni di cui  al
  comma  1  si  provvede,  a valere sulle assegnazioni annuali  del
  F.S.N., attraverso la predisposizione, con decreto dell'Assessore
  regionale per la sanità da emanarsi e -  sub emendamento che  ora
  formalizzo  -  entro il 31 dicembre 2005, sentita  la  competente
  Commissione legislativa dell'Assemblea regionale siciliana, di un
  apposito programma per il triennio 2005- 2007 di assorbimento dei
  medici  di  medicina  dei  servizi negli organici  delle  Aziende
  sanitarie locali.
    Il comma  è soppresso. ».
   Questo  emendamento tiene conto dell'esigenza di  dare  certezza
  di  procedura  al passaggio, alla dipendenza della medicina   dei
  servizi,  affida a uno strumento amministrativo, di concerto  con
  la   Commissione,  la  predisposizione  del  piano  e  anche   la
  definizione   esatta   delle  risorse   finanziarie   che   vanno
  individuate  sulla base della ricognizione che sarà attivata  nel
  tempo   utile  del  31  dicembre  2005,  perché  il  paino   sarà
  predisposto  e definito entro quella data per garantire  comunque
  l'assorbimento triennale dei medici e, quindi, con i  gravami  di
  bilancio   che  sarà  possibile  definire  in  sede   di    legge
  finanziaria.

    PRESIDENTE   Onorevole  assessore, c'è  una  contraddizione  in
  termini:  se il decreto lei lo fa entro il 31 dicembre  2005,  il
  triennio è 2006 - 2008.

    PISTORIO   assessore per la sanità. Signor  Presidente,  entro
  il 2005.

    PRESIDENTE  Onorevole assessore, se lei lo fa a febbraio  salta
  un anno, quindi va precisata questa data.

    PISTORIO    assessore  per  la  sanità.   Signor   Presidente,
  possiamo accorciare di sei mesi: al 30 giugno 2005. Pertanto,  in
  tal senso preannuncio la presentazione dell'emendamento.

    CINTOLA   assessore per il bilancio e le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA   assessore  per  il bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  sono  perplesso sulla spesa e sulla  quantificazione
  della spesa, perché se c'è quantificazione di spesa sarà bocciato
  dal   Commissario  dello  Stato  in  quanto  manca  la  copertura
  finanziaria.

    PISTORIO  assessore per la sanità. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PISTORIO    assessore   per  la  sanità.   Vorrei   rassicurare
  l'Assessore  per  il  Bilancio  che  la  formulazione   è   stata
  predisposta  d'intesa  con gli Uffici del  Bilancio  perché  sono
  fondi  a  valere  sul  fondo sanitario e, quindi,  si  tratta  di
  ritagliare da un fondo che esiste una quota necessaria  a  questo
  adempimento. E' una riserva su quella destinazione.

    CAPODICASA  Con chi l'ha concordata?

    PISTORIO    assessore  per  la  sanità.   La   formulazione   è
  concordata con gli Uffici del Bilancio.

    CAPODICASA  All'insaputa dell'Assessore?

    PISTORIO   assessore  per  la sanità.  L'Assessore  ha  firmato
  l'emendamento. Era distratto.

    PRESIDENTE   Comunico  che è stato presentato  dal  Governo  il
  subemendamento 31.14.2.1 bis che - come annunziato dall'Assessore
  - stabilisce che il decreto di cui all'emendamento 31.14.2.1 deve
  essere  emanato  entro  il 30 giugno del 2005.  Il  parere  della
  Commissione?

    SAVONA     Vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo   in   votazione   l'emendamento   31.14.2.1   nel   testo
  risultante. Il parere della Commissione?

    SAVONA     Vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    GURRIERI  Chiedo la verifica del numero legale.

    PRESIDENTE    Onorevole  Guerrieri,   la   richiesta    non   è
  appoggiata.
     Pongo  in  votazione l'emendamento 31.14.2.1. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   L'emendamento 31.14.2 è assorbito.
   Si passa all'emendamento 31.14.1.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor Presidente, onorevoli colleghi, il  clima  si
  sta  appesantendo  per due fattori: un po' la stanchezza  di  una
  giornata  faticosa, un po' per il suo modo eccessivamente  veloce
  di  condurre  i  lavori quasi  come fosse un  elastico,  a  volte
  accelera e a volte decelera sulla base di convenienze che secondo
  me non sono permesse né a lei, né a nessun altro che è chiamato a
  Presiedere l'Aula.
     Glielo  dico  con grande affetto, però quando  viene  chiesta,
  così  come  avvenuto prima su un emendamento, la possibilità  per
  l'Aula  di  chiarire ed approfondire, lei lo deve consentire,  in
  modo  tale che quando si esprime un voto lo si faccia nella piena
  consapevolezza  delle  proprie  scelte.  Non  può   assolutamente
  utilizzare la funzione di Presidente per accelerare decisioni che
  molte  volte  non  sono  ancora maturate  all'interno  dell'Aula.
  Questo glielo dico, Presidente, con tutto il rispetto che ho  per
  la sua funzione.

    PRESIDENTE   Se  non  avessi rispetto di quest'Aula,  onorevole
  Speziale,   sa  cosa  farei?  Sospenderei  la  seduta   e   farei
  distribuire  il  resoconto dell'ultima ora dei lavori  e  lei  si
  accorgerebbe che le cose che sta dicendo non sono vere. Poichè ho
  rispetto  dell'Aula  e  ho  anche  rispetto  del  tono  del   suo
  intervento,  la vorrei invitare soltanto ad essere  a  sua  volta
  rispettoso del lavoro che compie questa Presidenza che, mi creda,
  è assolutamente faticoso, soprattutto perché il clima che si vive
  in  questo  momento in Aula non è assolutamente sereno  come  lei
  percepisce esattamente.

    SPEZIALE   Signor Presidente, comprendo e mi  rendo  conto  che
  lei  svolge un lavoro altrettanto faticoso, perché il  modo  così
  raffazzonato  con  il  quale si va avanti,  ovviamente,  le  crea
  qualche difficoltà nella gestione.
     Mi  rendo  conto  anche  del fatto  che  il  Governo  presenti
  all'ultimo  istante  emendamenti significativi  che  non  possono
  essere adeguatamente apprezzati.
      Mi   rendo  conto  che  questo  pone  qualche  problema  alla
  Presidenza;  tuttavia,  signor  Presidente,  essendo  il  garante
  principale  della conduzione dei lavori, lei deve assicurare  che
  l'Aula   quando  si  esprime  e  quando  vota  lo  faccia   nella
  consapevolezza piena di aver maturato una decisione  dopo  averla
  discussa senza alcuna accelerazione. Glielo ripeto perchè  questo
  è avvenuto.
     Signor  Presidente,  il Governo ha presentato  una  sfilza  di
  emendamenti  sui  quali  lo stesso Governo  ha  detto  che  vuole
  ritornare,  ci sono emendamenti ancora in sospeso,  ci  sono  gli
  ordini  del  giorno, c'è una stanchezza perché io  sono  in  Aula
  dalle  10.00  di  stamattina, sono passate  dodici  ore,  abbiamo
  sospeso  l'Aula per un'ora (lei, onorevole Cintola è  resistente,
  noi abbiamo limiti comprensibili), nessuno di noi vuole ritardare
  l'approvazione  delle  variazioni di bilancio,  tuttavia,  signor
  Presidente, poichè si sta determinando un clima di appesantimento
  oggettivo,  le  chiederei di sospendere l'Aula,  di  rinviare  la
  seduta ad altra data in modo tale da completare l'esame di questo
  disegno  di  legge  in  altra data, in  modo  tale  che  possiamo
  lavorare  per  la  parte finale che ancora  è  complessa,  perché
  abbiamo  ancora  l'articolo  27  che  riguarda  una  parte  delle
  tabelle.  In  tal modo l'Aula  lavorerebbe con maggiore  serenità
  nelle giornate successive.
   Pertanto,   propongo   di  sospendere  i  lavori   d'Aula   dopo
  l'approvazione dell'emendamento 31.14 e di rinviare la seduta   a
  martedì prossimo.

    PRESIDENTE  Io vorrei, innanzitutto, completare  la  votazione
  sull'articolo  su  cui  ci  siamo  fermati.  Dopodiché  se  siamo
  d'accordo  votiamo  l'emendamento 31.14.1 e decidiamo  di  andare
  avanti  o meno sulla base della proposta formulata dall'onorevole
  Speziale.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor  Presidente, le  farò  dono  di  un  brevissimo
  racconto sul filo del paradosso di Borges,  il quale sostiene che
  il vero Cristo era Giuda perché, diceva Borges, che Cristo almeno
  dopo  la  crocifissione  ha  avuto la  gratificazione  di  essere
  ricordato  nei  millenni  come il  salvatore  e  invece  il  vero
  sacrificato  è  stato  Giuda,  senza  il  quale  non  si  sarebbe
  verificata  la crocifissione, ed oltre ad essere il traditore,  è
  ricordato come  traditore, è lui che ha permesso il riscatto.
   A  me  pare  che  in quest'Aula stia succedendo  esattamente  la
  stessa  cosa. Io non so se c'è chi si configura come  Gesù  ed  è
  Giuda  e  chi  viene considerato Giuda ed è Gesù. La conclusione,
  signor  Presidente, è che qui si va avanti per strappi che  fatti
  interni  ai  partiti,  interni  alla  maggioranza,  interni  alle
  famiglie, interni ad altre cose si riverberano sull'Aula  facendo
  diventare...

    PRESIDENTE    Onorevole  Ortisi,  lo   precisi   che   intende
  riferirsi all'Istituto coniugale con annessi e connessi e  non  a
  altro...

    ORTISI   La  verità  è che noi abbiamo una  concezione  comune
  della famiglia, però non è giusto che poi in Aula succede che  il
  collega  x  si è distratto un attimo e lei lo bacchetta o  l'Aula
  intera diventa improvvisamente distratta.
   La  verità  è  che  oltre alla stanchezza c'è una  linea  sempre
  interrupta   di ragionamento, non c'è un progetto di assestamento
  di  bilancio  né del Governo né della maggioranza per  cui  siamo
  costretti  ad inseguire estemporaneità nell'Aula e,  dunque,   ad
  una certa ora non riusciamo più a seguire.
   Allora  sarebbe opportuno, come diceva l'onorevole Speziale,  di
  sospendere  la  seduta.  In fondo abbiamo  perso  tanto  tempo  a
  bivaccare  e ad aspettare che si creassero equilibri che  poi  si
  sono  dimostrati ancora una volta labili. Se andiamo a concludere
  in  bellezza  martedì  prossimo non cade il mondo,  anche  perché
  lungo  la  notte chissà quanti disequilibri si creeranno,  ed  in
  ogni caso il numero non l'avete.
   Io  sarei dell'avviso,  come lei stesso suggeriva, di completare
  l'esame  dell'articolo  31 o approvare solo  l'emendamento,  fate
  voi,  ma  già da adesso decidiamo che subito dopo ci aggiorniamo,
  altrimenti  ognuno  recupera il suo ruolo  di  maggioranza  e  di
  opposizione più o meno occulta: Giuda-Gesù e ognuna va per la sua
  via.  Pregherei, pertanto,  il Presidente che è persona  di  buon
  senso di evitare questo scontro.

    MOSCHETTO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà

        MOSCHETTO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   ho
  chiesto di parlare per dichiarazioni di voto per esprimere il mio
  voto   favorevole  e  credo  quello  del  Gruppo  essendo   stato
  autorizzato dal mio Presidente.
   Vorrei, però, ringraziare la sensibilità del Governo, perché  in
  una  logica  di  sintesi e di collegamento tra il Governo  ed  il
  Parlamento si è trovata una soluzione per dare risposte  e  tutta
  l'Aula, ritengo, avendo sottoscritto il mio emendamento, è  grata
  nella  logica di aver risolto un problema per dei professionisti,
  dei  medici, dei siciliani che troveranno da domani una  risposta
  più concreta alle proprie aspettative.

    FORMICA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà

    FORMICA   Signor  Presidente, noi abbiamo tribolato  molto  con
  queste  variazioni  di  bilancio e oggi in Aula  abbiamo  portato
  avanti un tour de force  e abbiamo superato una serie di problemi
  che  erano legati a queste variazioni, per cui ritengo che questa
  sera  con  un  po'  di buona volontà rimane poco  da  deliberare.
  Potremmo  completare l'esame delle variazioni di bilancio  atteso
  che  la maggior parte delle questioni che erano sul tappeto  sono
  state risolte.
   Sull'articolo  in  questione, in sintonia con quanto  dichiarato
  dall'onorevole Moschetto, voglio rappresentare a tutta l'Aula che
  si  tratta  di  un  problema  di vera giustizia.  Perché  per  la
  medicina  dei servizi questo Parlamento ed il Governo,  questo  e
  quello  precedente, si sono occupati nel corso degli  ultimi  tre
  anni.  Trattasi  veramente  di un problema  di  sfruttamento   di
  persona in quanto i medici della medicina dei servizi vengono  in
  atto  utilizzati  dalle  ASL  per  delle  mansioni  proprie   dei
  dipendenti dei medici, dipendenti delle ASL senza essere peraltro
  pagati per le mansioni che svolgono.
     Quindi - e mi rivolgo ai colleghi della sinistra a cui  queste
  battaglie  dovrebbero essere a cuore e ritengo siano  a  cuore  -
  prendo  atto  che i colleghi della sinistra hanno  appoggiato  ed
  hanno  votato l'emendamento perché è un fatto di mera  giustizia.
  Per il resto sono d'accordo con i colleghi che hanno sollevato il
  problema degli emendamenti aggiuntivi. Voglio lanciare un appello
  per  finire  questa sera le variazioni cassando  gli  emendamenti
  aggiuntivi che non sono stati concordati.
    DINA   Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DINA    Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  l'emendamento
  approvato  in  quest'ultima tornata di voto evidenzia  lo  sforzo
  dell'Aula  -  malgrado  il  contesto sia  difficile,  c'è   tanta
  stanchezza  -  a prendere in considerazione un problema  notevole
  che  è  quello  dei  medici della medicina dei servizi.   Quindi,
  l'invito è di andare avanti, signor  Presidente, tenuto conto che
  abbiamo  davanti a noi qualche altra ora di lavoro per portare  a
  termine  una manovra finanziaria che ha poche cose da affrontare.
  La  gran  parte della manovra è stata già portata avanti  e  sono
  convinto  che  con  un  po'  di pazienza,  un  po'  di  dedizione
  riusciremo a definire il tutto in nottata con la spinta anche  di
  una attenzione maggiore e di una capacità di rinunziare a qualche
  emendamento aggiuntivo.
   In  ordine  alla vicenda dei medici della medicina dei  servizi,
  volevo  esprimere un plauso all'Assessore per la capacità che  ha
  avuto di mettere insieme la volontà della maggioranza che si  era
  espressa attraverso un emendamento dei colleghi medici dei gruppi
  parlamentari della Casa della libertà, colleghi medici che  hanno
  saputo  raccogliere  una  realtà di  disagio  di  altri  colleghi
  medici, trasformandola in proposta politica, intelligente,  forte
  e coniugandola anche con le difficoltà finanziarie che sono sotto
  gli occhi di tutti.
   E'  stata posta in essere una scelta legislativa che coniuga  la
  capacità  di  dare risposte a medici che operano nel  territorio,
  che svolgono una attività chiaramente sovrapponibile a quella dei
  medici  dipendenti,  pagando in atto  uno  stato  di  precarietà.
  Rivolgo,  dunque,  un plauso all'assessore che  ha  avuto  questa
  capacità  di cogliere le difficoltà finanziarie di lanciarle,  di
  diluirle  nel  tempo.  Tenuto conto di questo  grande  risultato,
  l'invito  è  di  andare avanti fino a tarda sera  per  concludere
  tutta la manovra.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 31.14.1 nel  testo
  risultante. Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze.  Favorevole.

    SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   L'emendamento 31.14 è superato.
   Si passa all'emendamento 31.19.
   Comunico  che  allo  stesso  sono stati  presentati  i  seguenti
  subemendamenti:

   - dagli onorevoli Antinoro ed altri:
   subemendamento 31.19.1.

    - dagli onorevoli Antinoro ed altri:
     subemendamento  31.19.2.

                               Congedi

    PRESIDENTE    Comunico  che  gli  onorevoli   Pagano,   Vicari,
  Rotella,   Costa e Di Mauro hanno chiesto congedo per  la  seduta
  odierna.
     L'Assemblea ne prende atto.

        Riprende il seguito della discussione del disegno di
                           legge n. 917/A

    PRESIDENTE   Pongo in votazione il subemendamento  31.19.2.  Il
  parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Contrario.

               Richiesta di verifica del numero legale

    CAPODICASA   Chiedo la verifica del numero legale.

    (Alla richiesta si associano gli onorevoli Cracolici, Ferro,
                        Gurrieri e Miccichè)

    PRESIDENTE   Essendo  la richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento, indìco la verifica del numero legale.
                      (Si procede alla verifica)

                      Risultato della verifica

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  verifica   del   numero
  legale:

   Presenti            43

                  (L'Assemblea  è in numero legale)

   Pongo in votazione l'emendamento 31.19.2.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche se   é
  irrituale  per  quest'Aula,  chiederei  al  Governo,  in  maniera
  specifica  all'Assessore per la Sanità tanto  declamato  e  tanto
  apprezzato da quest'Aula,  di motivare i propri emendamenti.  Non
  lo ha fatto su questo emendamento, ma sul prossimo emendamento ci
  spieghi il perché si sceglie una riscrittura di un articolo  dove
  si  fa riferimento ad una specifica casa di cura rispetto ad  una
  riscrittura  che,  invece, dà il carattere che  dovrebbero  avere
  tutte   le  norme  giuridiche,  ovvero  quello  della  generalità
  rispetto ad un principio, dell'astrattezza.
     Ricordo  all'Assessore per la Sanità che la stessa  norma  era
  stata  oggetto di censura da parte del Commissario  dello  Stato.
  Con  questa  ipotesi di formulazione, che ho fatto  soltanto  per
  cercare di evitare che quest'Assemblea possa riproporre una norma
  già  cassata dal Commissario dello Stato, si cercava di sollevare
  quelle  che sono state le eccezioni del Commissario dello  Stato,
  ovvero  che  non  era  una  norma che  garantisse  la  parità  di
  trattamento, l'uguaglianza di trattamento, quindi una  violazione
  dell'articolo 3 e, quindi, non riferita ad un'unica casa di  cura
  ma  tutti  coloro che si trovano nelle stesse condizioni previste
  dall'articolo e che si potesse accedere a questo impiego pubblico
  attraverso  una  selezione, cosa che  é superata da  ambedue  gli
  emendamenti.
      Pertanto,   chiedo   all'Assessore  ancora   una   volta   di
  attenzionare la riscrittura che dà generalità ad una norma e  non
  fa  riferimento specifico ad un'unica casa di cura  che  potrebbe
  comportare   una  ulteriore impugnativa da parte del  Commissario
  dello Stato.

    PRESIDENTE  Onorevole Ortisi,  quando la Presidenza fa  appello
  alla  necessità che in Aula ci sia più attenzione  non  lo  fa  a
  caso. I deputati,  per esigenze legate al loro mandato, escono ed
  entrano  dall'Aula  e  spesso  perdono  spezzoni  importanti  del
  dibattito  parlamentare.  Le osservazioni  che  ha  appena  fatto
  l'onorevole  Spampinato sono state tutte esplicitate  e  chiarite
  nell'intervento dell'onorevole Antinoro di circa tre ore e  mezzo
  fa,  ma in quel momento, probabilmente l'onorevole Spampinato non
  c'era.  Questa non é una colpa, per carità, é però  certo  che  i
  lavori parlamentari vanno avanti in questo modo.
   Dunque, quando la Presidenza fa appello all'attenzione,  non  lo
  fa  a  caso,  né  questo  vuol essere un  richiamo  all'onorevole
  Spampinato  o ad altri che si trovano in questa situazione,  solo
  che o si accettano le regole o non le si accettano.

    PISTORIO  assessore per la sanità. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PISTORIO    assessore  per  la  sanità.   Signor   Presidente,
  onorevoli  assessori,  onorevoli  colleghi,  intervengo  in  modo
  sintetico. Il parere favorevole all'emendamento 31.19.2 é  legato
  alla  esatta determinazione di questa vicenda, anche per  le  sue
  configurazioni  finanziarie  ed  all'attualità  del  rapporto  di
  questi lavoratori. Alle obiezioni del Commissario dello Stato  si
  tenta  di  dare  risposta  con il sub emendamento  dell'onorevole
  Antinoro, relativamente alle procedure di selezione per titoli ed
  esami.
   L'emendamento dell'onorevole Spampinato, ha un' incertezza,  per
  lo  meno dal punto di vista finanziario, quando fa riferimento ad
  una  massa indefinita di soggetti, già addetti e quindi, la parte
  finanziaria  é  assolutamente  incerta  e  c'é  un  problema   di
  copertura per il quale devo dare parere negativo.
   L'altra  é  determinata  e  non vi é  aggravio  per  le  finanze
  regionali.

                               Congedi

    PRESIDENTE   Comunico che sono da considerare  in  congedo  gli
  onorevoli Neri e Granata.
   L'Assemblea ne prende atto.

        Riprende la discussione del disegno di legge n. 917/A

    PRESIDENTE   Pongo  in  votazione  l'emendamento  31.19.2.   Il
  parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vice   presidente  della  Commissione   e   relatore.
  Contrario.

    PRESIDENTE   Chi é contrario resti seduto; chi é favorevole  si
  alzi.

                          (Non é approvato)

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io  ero
  presente  quando  é intervenuto l'onorevole Antinoro  e  non  ero
  nemmeno   distratto.  Ero  contrario  alle  motivazioni  proposte
  dall'onorevole  Antinoro, così come sono perplesso,  ma  comunque
  ringrazio  -  perché quanto meno ha dato una motivazione  al  suo
  parere -    per le considerazioni fatte,  l'assessore Pistorio.
   A  parte  il  fatto  che  ritengo che una norma giuridica,   che
  contenga  le  premesse  per  un dettato  normativo  ed  anche  le
  relative   finalità,  é  più  un provvedimento  amministrativo  e
  quindi,  é poco elegante -  e chiedo scusa all'onorevole Antinoro
  -   che  venga fatto riferimento anche ad una convenzione tra  un
  ente privato e l'azienda pubblica.
   Ma   la   considerazione  che  torno  a  fare  é  che  non   c'é
  indeterminatezza, perché é noto che solamente quelle persone sono
  in questa situazione.
   Solamente  coloro  i quali hanno prestato la  loro  attività  di
  ausiliari  presso la Casa di Cura  Villa Stagno , sono  ausiliari
  che hanno prestato attività presso presidi manicomiali e, quindi,
  quella che proponevo é una formulazione che ritengo possa evitare
  anche l'attenzione, da parte del Commissario dello Stato, per  le
  ragioni che ho detto in riferimento all'articolo precedente.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 31.19.1,  a  firma
  dell'onorevole Antinoro. Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vice presidente della commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Chi é favorevole resti seduto; chi é contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Onorevole Spampinato, ribadisco che le cose che lei ha  chiesto,
  le  ha  esplicitate in maniera amplissima, l'onorevole  Antinoro,
  precisando  che la Casa di Cura  Villa Stagno  é l'unica  che  si
  trova in questa situazione e l'ha argomentato per un'ora e mezza.
   Pongo  in  votazione l'emendamento 31.19, nel testo  risultante.
  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vice presidente della commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Chi é favorevole resti seduto; chi é contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si riprende l'emendamento 31.22, a firma dell'onorevole Formica
  e Joppolo, in precedenza accantonato.
   Onorevole Formica, lo ritira?

    FORMICA  C'é una riscrittura.

    PRESIDENTE   Non  sorgendo  osservazioni,  dispongo  che  resti
  accantonato.

    PRESIDENTE     Si   passa   all'emendamento   31.20   a   firma
  dell'onorevole  Mancuso.  Lo pongo in votazione.  Il  parere  del
  Governo?

    LO   MONTE,   assessore  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca. Contrario.

    PRESIDENTE   Il parere della Commissione?

    SAVONA  vice presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, gli emendamenti e gli articoli
  accantonati sono due,  in buona sostanza, l'articolo 4 con
  l'emendamento 31.58 che si agganciava e poi l'articolo 27 che è
  tutta la parte contabile. Poi rimase quello  dell'onorevole
  Formica che aveva preannunziato una riscrittura o comunque aveva
  concordato con il Governo una riscrittura.
   Si riprende l'esame dell'articolo 27, in precedenza già letto.
   Comunico che allo stesso sono stati presentati i seguenti
  emendamenti:

  dal Governo: 27.7;
  dagli onorevoli Tumino e Barbagallo: 27.5; 27.4; 27.3;
  dagli onorevoli Papania, Ortisi, Manzullo e Vitrano: 30.7;
  dagli  onorevoli Papania, Ortisi, Turano, Ioppolo ed altri: 30.6;
  25.12;
  dagli   onorevoli  Papania  e  Savona:  25.12.1,   subemendamento
  all'emendamento 25,12;
  dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: 27.13; 27.14;
  dagli onorevoli Oddo e Panarello: 27.17; 27.16;
  dall'onorevole Savona: 27.22; 27.8; 27.12; 27.9;
  dall'onorevole Beninati: 27.11;
  dagli onorevoli Genovese e Barbagallo: 27.19;
  dall'onorevole Moschetto: 27.2; 27.1;
  dagli onorevoli Moschetto, Mercadante, Catania Giuseppe, Maurici,
  Baldari: 27.2.2, subemendamento all'emendamento 27.2;
  dall'onorevole Cracolici: 27.6;
  dagli onorevoli Morinello e Ferro: 25.2.

    PRESIDENTE   Si  passa  all'emendamento  27.5.  Lo   pongo   in
  votazione.  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vice presidente della Commissione. Contrario:

    PRESIDENTE   Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 27.4.

    TUMINO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    TUMINO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  si  tratta  di
  uno  spostamento di 2.800 migliaia di euro su una società  che  è
  sostanzialmente dismessa. Quindi, si tratta di capire,  onorevole
  Cintola, il senso di questa lettera p), se mi permette.
   Propongo   la  soppressione  perché  non  mi  sembra   opportuno
  attribuire  2.800  mila  euro  ad  un  ente  che  è  in  fase  di
  dismissione, se non è già stato dismesso. Credo che sia l'EAS.

    PRESIDENTE   Devo  dire,  onorevole  Tumino,  che  è  un  altro
  argomento, riguarda l'ESA che non è tra gli enti disciolti. L'ESA
  non è un ente disciolto. Quello è l'EAS, onorevole Tumino.
   Stiamo  parlando  di meccanizzazione agricola.  l'EAS  è  l'Ente
  Acquedotti siciliani. L'ESA è Ente sviluppo agricolo.
   Pongo in votazione l'emendamento 27.4. Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vice presidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 27.3. Preciso che gli emendamenti 27.3
  e  30.7,   ancorché  elaborati e formulati  in  maniera  diversa,
  hanno  identico contenuto perchè puntano a ripristinare la  posta
  in bilancio iniziale.

    TUMINO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    TUMINO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa  lettera
  riguarda  invece un problema di corsi di formazione per personale
  laureato che ha già fatto la domanda. Un corso che era previsto e
  che  dà  un  senso molto alto alla formazione regionale.  Non  si
  capisce  perché  il Governo abbia ritenuto di togliere  6.400.000
  euro,  se  non  ricordo male, per una spesa  che  era  già  stata
  programmata, organizzata ed in parte, in qualche maniera, avrebbe
  dato lustro alla Regione.
   Assessore  Scoma,  credo  che  il  problema   riguardi  il   suo
  Assessorato, alla lettera w).
   Vorrei capire come si motivi questa scelta.

    CINTOLA   assessore  per il bilancio e le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA   assessore per il bilancio e le finanze.  Non  abbiamo
  fatto  altro  che  accettare quello che ha detto  il  funzionario
  direttore: cioè che questi soldi non si possono spendere da qui a
  dicembre, non abbiamo fatto alcuna operazione  di taglio.
   Non   sono  spendibili  fino  a  dicembre,  quindi  li   abbiamo
  recuperati.
   A  gennaio  se ne riparlerà. A gennaio rimetteremo  quanto  sarà
  possibile rimettere. Lo ripeto, sto togliendo una somma  che  per
  ora  non  può  essere spendibile da qui a dicembre  per  i  corsi
  professionali.

    TUMINO   Ero  presente in Commissione quando  era  presente  il
  direttore.

    PAPANIA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PAPANIA   Signor  Presidente, onorevole Assessore,  lei  si  è
  impegnato  per il 2005 ma io Le voglio fare presente  che  queste
  somme,  così  come  è  stato ampiamente discusso  in  Commissione
  Lavoro ed  in Commissione Bilancio, sono relative agli articoli 1
  e  5  della  legge regionale n. 27 del 1991,  i cui decreti  sono
  stati  già emessi, pubblicati in Gazzetta, sono stati individuati
  i   creditori  certi,  per  cui  non  si  tratta  di  un  impegno
  velleitario,  cioè  se saranno necessari li metteremo ,  ci  sono
  già  i  creditori, ci sono già le convenzioni stipulate  per  una
  parte  ed  è  assolutamente indispensabile che se non ora,  dopo,
  queste somme vengano iscritte nel bilancio.

    CINTOLA   assessore  per il bilancio e le  finanze.  Oggi  non
  posso dire sì.

               Richiesta di verifica del numero legale

           FERRO  Chiedo la verifica del numero legale.

       (Alla richiesta si associano gli onorevoli  Capodicasa,
                    Guerrieri, Miccichè, Liotta )

   PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento, indìco la verifica del numero legale.

                     (Si procede alla votazione)

                      Risultato della verifica

   PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  verifica   del   numero
  legale:

   Presenti            43

                  (L'Assemblea è in numero legale)

        Riprende la discussione del disegno di legge n. 917/A

    PRESIDENTE  Pongo in votazione congiunta gli emendamenti  27.3
  e 30.7, di identico contenuto. Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vice presidente della Commissione. Contrario:

    PRESIDENTE   Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole  si
  alzi.

                        (Non sono approvati)

   Onorevoli  colleghi,  gli emendamenti da 25.2 a 27.6  riguardano
  materia   analoga  e,  pertanto,  nel  caso  in  cui  ci  fossero
  interventi la discussione degli stessi dovrà svolgersi in maniera
  unificata.
   Si   passa   all'emendamento   25.2  a  firma  degli   onorevoli
  Morinello e Ferro.
   Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE   Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

      Si   passa   all'emendamento  27.1  a  firma   dell'onorevole
  Moschetto.

    MOSCHETTO  Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MOSCHETTO   Signor  Presidente, le  chiedo  scusa,  ma  il  mio
  intervento   non   durerà    più  di   trenta   secondi.   Ritiro
  quest'emendamento in quanto ho avuto assicurazione da parte degli
  uffici  dell'Assessore che lo stesso è stato assorbito perchè  le
  risorse finanziarie sono state previste nel fondo unico.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 25.12.1 che è il  subemendamento  del
  25.12  a  firma  degli onorevoli Papania e Savona.  Lo  pongo  in
  votazione.
   Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vice presidente della Commissione. Contrario.

    PAPANIA  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PAPANIA   Signor  Presidente io  non  ho  ben  visto  qual  era
  l'emendamento dell'onorevole Moschetto per il quale ha dichiarato
  che c'è la copertura finanziaria da un'altra parte,

    PRESIDENTE  Onorevole Papania si tratta dell'emendamento 27.1.

    PAPANIA  Che riguardava che cosa?

    PRESIDENTE   Riguardava l'articolo 83 della legge regionale  n.
  4 del 2003.

    PAPANIA    Faccio presente all'onorevole Moschetto  che  quest'
  emendamento riguarda sempre le indennità integrative da concedere
  eventualmente ai lavoratori socialmente utili, ovvero l'orario di
  lavoro  integrativo  che  si  può concedere  ai  contrattisti  di
  diritto privato.
     La  copertura  finanziaria presente in  questo  momento  nelle
  variazioni  di  bilancio  assicura  la  prosecuzione  dei  lavori
  socialmente  utili  e non assicura alcuna indennità  integrativa.
  L'emendamento  che  io  ho proposto riguarda  la  possibilità  di
  concedere  l'indennità integrativa, intanto  fino al 31  dicembre
  2004,   sia   per  i  lavoratori  socialmente  utili  attualmente
  impegnati  presso  la Regione e per i  quali è  stata  fatta  una
  legge  con  la quale si da l'indennità integrativa, sia l'aumento
  dell'orario  di lavoro per consentire ai lavoratori in  contratto
  di diritto privato di percepire la stessa indennità integrativa.
     I  concetti  sono molto chiari. Prima di tutto l'equiparazione
  del diritto, perché è assolutamente indispensabile che se possono
  avere  l'opportunità  di  percepire un' indennità  integrativa  i
  lavoratori  socialmente utili, altrettanto giusto è  che  possano
  avere analoga opportunità di fare un orario di lavoro completo  i
  contrattisti di diritto privato che da tanto tempo penano  avendo
  un   rapporto  di  lavoro  anch'esso  precario  con  la   Regione
  siciliana.
   La  questione  della  copertura finanziaria  in  relazione  alle
  somme necessarie fino al 31 dicembre 2004,  a mio modo di vedere,
  è assolutamente superabile,  attingendo al fondo siciliano per la
  disoccupazione  nelle  cui casse ci sono cifre  ben  superiori  a
  quelle che vengono richieste per pagare quest' indennità fino  al
  31 dicembre 2004.
   Dopo  di  che  il  resto è una scelta politica, il  Governo  può
  decidere  di farla, di farla nel 2005, di non farla mai.  Però  è
  chiaro  che questa è un' esigenza reale. Il precedente  assessore
  per il lavoro, onorevole Stancanelli, prima dell'assessore Scoma,
  fece  una legge per dare un' indennità integrativa agli  ASU,  ai
  contrattisti   di   diritto  privato  sono  state   concesse   le
  ventiquattro  ore;  io credo che i mezzi economici,  prelevandoli
  dal  fondo  siciliano ci siano sia per il 2004 che  il  2005.  Ma
  questo  lo saprà il Governo,  meglio di me,  che potrà verificare
  e  dare  delle  risposte adeguate. Io credo che  sia  una  giusta
  esigenza.

    CINTOLA   assessore per il bilancio e le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA   assessore  per  il bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, confermo che i fondi ci sono fino
  al  31  dicembre del 2004 e che col fondo unico del 2005 si potrà
  provvedere......  non  sappiamo se riusciremo  a  fare  un  tetto
  massimo  per  tutti come indennità, ma può darsi che  faremo   un
  tetto  medio........  ne abbiamo discusso  anche  in  Commissione
  Bilancio  e l'intera Commissione Bilancio disse che se c'era  un'
  equiparazione.......  pur di non avere un eccessivo dispendio  di
  soldi...
     Ma  al 31 dicembre, io confermo  - perché confermato anche dal
  Direttore al Lavoro -  che i soldi sono sufficienti per  chiudere
  con  l'equiparazione. Non c'è motivo di metterne altri, sarebbero
  non spesi da qui alla fine dell'anno.

    SCOMA   assessore  per  il lavoro, la previdenza  sociale,  la
  formazione professionale e l'emigrazione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SCOMA   assessore  per  il lavoro, la previdenza  sociale,  la
  formazione  professionale  e  l'emigrazione.  Signor  Presidente,
  prendo   atto  delle  dichiarazioni  dell'assessore  a   per   il
  bilancio,   che  mi rassicura in questo senso, perché  avevo  più
  volte espresso le mie perplessità circa il ripianamento di alcune
  poste  in  bilancio,  ma  prendo atto della  ferma  dichiarazione
  dell'assessore per il  bilancio e lo ringrazio.

    ODDO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ODDO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non   voglio
  mettere in dubbio il contenuto delle dichiarazioni dell'assessore
  per  il  bilancio,  onorevole Cintola, mi permetto  però  di  far
  notare  che qualora fossimo in grado di assicurare sia  agli  ASU
  sia agli ex Puc, quindi ai contrattisti, la possibilità  anche di
  un  allineamento  per quanto concerne le ore  di  lavoro,  stiamo
  parlando  di questo.............. Quando parliamo di integrazioni
  noi diciamo che non vogliamo fare assolutamente una disparità  di
  trattamento.
     L'onorevole Cintola, ha dichiarato che, per quanto riguarda le
  disponibilità,  siamo  nelle condizioni  di  garantire  anche  ai
  contrattisti  la possibilità di svolgere le ore che sinora  hanno
  svolto  gli  altri:  Ha  detto questo lei,  onorevole  assessore?
  Giusto?

    CINTOLA   assessore  per il bilancio e le finanze.  Per  l'anno
  prossimo.

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi non è per mettervi in  imbarazzo
  però i parlamenti si esprimono per voti su emendamenti, articoli,
  ordini  del  giorno. Tutto il resto onorevole Oddo  ed  onorevole
  Cintola,   tutto  quello  che  è  estraneo  alla   votazione   di
  emendamenti,   articoli,  ordini  del  giorno,  mozioni,   rimane
  all'interno  di  un  contesto  assolutamente  impalpabile  e   di
  difficile  connotazione. Onorevole Oddo se lei  completa  il  suo
  intervento poi l'onorevole Cintola le risponde le chiarisce  qual
  è  la  posizione del Governo dopo di che ripeto il Parlamento  si
  esprime per voti.
      ODDO  Guardi, signor Presidente,  questa sera o quest'oggi ne
  sono  successe  di  tutti i colori in quest'Aula.  Addirittura  è
  successo che con  le finte alla Del Piero  non si è data  nemmeno
  la  possibilità a deputati di potere intervenire. Quindi  non  mi
  faccia  dire,  mi  lasci sinceramente in pace rispetto  a  questo
  argomento,  perché  alle  finte alla Del Piero   ormai  ci  siamo
  abituati e ne siamo pure stanchi
   Stavo  entrando  nel  merito dell'emendamento.  Vorrei  chiarire
  sinteticamente   l'aspetto  che  riguarda  le  ore   svolte   dai
  lavoratori ASU, li chiamo così perché mi piace definirli  tali  e
  le  ore svolte dai lavoratori contrattisti. L'onorevole Assessore
  Cintola  sta  dicendo che da questo punto di vista in Commissione
  Bilancio  è  stata  fatta  una  discussione  e  dunque   c'è   la
  disponibilità   a  poter  anche   rimuovere  una   disparità   di
  trattamento che fin ora c'è stata.
     Mi  permetto  quindi di suggerire che si faccia immediatamente
  uno  sforzo serio,  dal punto di vista tecnico-legislativo,   per
  fare  la  norma  che  autorizza quello che  giustamente  dichiara
  l'onorevole   Assessore  per  il  bilancio.   Altrimenti   stiamo
  semplicemente discutendo, per carità, anche con atti  di  impegno
  da parte del Governo ma non mi pare che risolviamo la questione.

    TURANO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    TURANO  L'appello fatto dall'onorevole Oddo affinché si  faccia
  chiarezza  su  questo  punto, con la  disponibilità  che  ha  già
  manifestato il Governo è un ragionamento utile questa  sera  dire
  qual  è  la  volontà per arrivare ad una soluzione serve.  Quindi
  sono  certo  che  si  troverà la soluzione per  risolvere  questo
  problema.

    IOPPOLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    IOPPOLO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  soltanto  per
  dichiarare  di  prendere atto con una certa  soddisfazione  delle
  dichiarazioni   dell'Assessore  Cintola,  seppur  leggo   qualche
  riserva  nelle successive dichiarazioni dell'Assessore Scoma,  ma
  se  viene  assicurato che fino al 31 dicembre del 2004  vi  è  la
  possibilità  dell'adeguamento  così  come  è  stato  richiesto  e
  sollecitato  non possiamo, ripeto ancora una volta,  che  esserne
  soddisfatti.
     Voglio  però,   nel contempo,  annunciare che  avendo  proprio
  questa  mattina  presentato un ordine del  giorno  sulla  vicenda
  degli ASU e dei contrattisti e dei PUC, abbastanza articolato  ed
  anche  frutto  di un lavoro in comune svolto con altri  colleghi,
  credo  che  nelle prossime sedute vi sarà l'occasione per  potere
  ragionare  di  questo argomento abbastanza  annoso  che  è  stato
  sempre  all'attenzione  del Governo, dall'inizio  fino  a  questo
  momento;   credo  sia arrivato il momento in maniera  assoluta  e
  definitiva di affrontare con pienezza di responsabilità  e  anche
  con assoluta chiarezza.
   Ma  dato che il Presidente Fleres  richiamava l'Assemblea  tutta
  alla  necessità  e  alla  esigenza  di  ragionare  e  di  parlare
  attraverso  dati  concreti, atti precisi che sono  i  disegni  di
  legge  e   gli ordini del giorno, chiedo che venga al più  presto
  posto  all'ordine  del  giorno   la discussione  dell'ordine  del
  giorno  che  ho  presentato  insieme ad  altri  colleghi,  questa
  mattina  affinché  questa Assemblea abbia finalmente  ancora  una
  volta   la   possibilità  di  affrontare  questo  argomento   con
  definitiva chiarezza.

    LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LEANZA NICOLA .   Signor   Presidente,    onorevoli   colleghi,
  assessore  Cintola, volevo, non per non darle fiducia per  quanto
  detto,  ma starei molto più tranquillo se noi prendessimo  queste
  somme  dal  fondo  siciliano per l'occupazione. Avremmo  maggiori
  possibilità  perché, visto  come stanno  le cose, non  riusciremo
  a spenderli entro il  31 dicembre.
   Io  ritengo  per ogni evenienza non si debba  mettere  da  parte
  questa  opportunità,  dato che ci darebbe la certezza  matematica
  che questa integrazione possa arrivare.
   Per  quanto  riguarda quanto  detto dal collega Ioppolo,   penso
  che proprio stasera, se vogliamo possiamo veramente cominciare  a
  pensare  alla reale stabilizzazione di questi lavoratori. Secondo
  un calcolo preciso, anche confortati dalla notizia dell'esistenza
  di  questo  milione  di euro in più, alla fine  se  stabilizziamo
  questi  lavoratori  forse  sborseremo le  stesse cifre  che  oggi
  paghiamo.  Quindi pensare ad una stabilizzazione entro  il   2005
  sarebbe il modo di operare.

    CINTOLA   assessore  per il bilancio e le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA   assessore  per il bilancio e  le  finanze.  Onorevoli
  colleghi,  il Governo comunica costantemente con tutti i  vertici
  amministrativi per ogni singola voce e non per questo solo punto.
  Infatti  gli  uffici del bilancio si tengono in contatto   con  i
  direttori e gli uffici degli altri assessorati, chiedendo, in via
  ufficiale,  le  documentazioni  necessarie,  per  non  commettere
  errori.
   Il   direttore  del  bilancio,  dottor  Emanuele,   ha   chiesto
  chiarimenti al direttore dell'Assessorato per il  lavoro,  dottor
  Lo Nigro, il quale ha  risposto che esistono i fondi per chiudere
  la questione entro dicembre.
   Abbiamo   detto   in   commissione  bilancio,   presente   anche
  l'onorevole   Cracolici  che  è  stato  ingiusto  costringere   i
  lavoratori  a lavorare fino  a trenta ore quando da contratto  si
  prevedeva  un impiego settimanale di diciotto ore. Abbiamo  detto
  che  per  il  prossimo anno  dovevano essere   abbassate  le  ore
  lavorative,  e se i fondi l'avrebbero permesso, con  il  bilancio
  2005,  consentire  una un'equiparazione con gli altri  lavoratori
  precari.  Confermando  così il nostro senso  di   giustizia   nei
  confronti dei lavoratori.
   Però  si  pensa di creare con la finanziaria un fondo  unico  in
  cui  destinare le somme sia per la fuoriuscita che per  coloro  i
  quali  lavorano  con  inquadramento INPS, i  precari  di  normale
  attività,  il  Governo  ritiene  che per l'anno  prossimo  questo
  problema possa essere risolto  con gli stessi importi con i quali
  si  è  operato  nell'anno precedente. Le mie indicazioni  seguono
  quelle  fornite dall'Assessorato per il lavoro, al quale mi  sono
  rivolto.  Ho  infatti  ricevuto conferma  che  le  somme   al  31
  dicembre   sono  sufficienti.  Sarebbe  improduttivo   aggiungere
  ulteriori   somme  che  rischierebbero  di  giacere   nel   fondo
  inutilizzate.

    ODDO  Chiedo di aggiungere la mia firma all'emendamento 25.12

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 25.12.1.

    SPEZIALE   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  segreto.

    CINTOLA   assessore  per il bilancio e  le  finanze.  Onorevoli
  colleghi,  faccio  presente che non posso dare  alcuna  copertura
  finanziaria all'emendamento.

         (Gli onorevoli Guerrieri, Oddo, Panarello, Papania,
         Spampinato, Turano, Zago e Spampinato appoggiano la
                     richiesta di voto segreto)

    PRESIDENTE  Onorevole Assessore, l'emendamento 25.12, al  comma
  2,  si  prevede uno stanziamento a carico del fondo siciliano per
  l'assistenza    ed  il  collocamento  dei  disoccupati,    quindi
  l'emendamento ha copertura finanziaria. Lo pongo in votazione. Il
  parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario

      Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 25.12.1

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indìco   la  votazione   per   scrutinio   segreto
  dell'emendamento 25.12.1.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.

   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  61
   Maggioranza         31
   Favorevoli          25
   Contrari            36
   Astenuti            0

                         (Non è  approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 25.12. Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

   OSAVONA,    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Contrario.

   SPEZIALE.  Chiedo la votazione per scrutinio nominale.

       (Gli onorevoli Cracolici, Ferro, Guerrieri, Panarello,
        Sanzeri, Spampinato e Zago  appoggiano la richiesta)

       Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 25.12

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indìco   la  votazione  per   scrutinio   nominale
  dell'emendamento 25.12.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti 56
   Maggioranza        29
   Favorevoli         17
   Contrari           37
   Astenuti            2

                      (L'Assemblea non approva)

  Si  pongono  congiuntamente in votazione  gli  emendamenti  30.6,
  27.13 e 26.6.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Contrario.

       CAPODICASA  Chiedo la votazione per scrutinio segreto.

       (Gli onorevoli Cracolici, Ferro, Guerrieri, Panarello,
        Sanzeri, Spampinato e Zago  appoggiano la richiesta).

  Votazione per scrutinio segreto degli emendamenti  30.6, 27.13 e
                                26.6

   PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini   di
  Regolamento,  indìco  la  votazione per scrutinio  segreto  degli
  emendamenti 30.6, 27.13, 26.6.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti ..         62
   Votanti .................................   61
   Maggioranza         31
   Favorevoli          24
   Contrari            37
   Astenuti            0

                      (L'Assemblea non approva)

                       Sull'ordine dei lavori

    MICCICHE'   Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE.  Onorevole Miccichè, stia sereno  e  abbia  rispetto
  del  lavoro  svolto dalla Presidenza. Ha facoltà  di  intervenire
  sull'ordine dei lavori.

    MICCICHE'    Signor Presidente, per motivi miei di  salute  non
  sono  riuscito a prendere parola.  E' una questione di stanchezza
  fisica  dovuta  ad  una serie di fatti che  saranno  resi  chairi
  nell'ordine del giorno presentato da alcuni colleghi.

   ORTISI. Chiedo la parola.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Ortisi, anche  lei  è  venuto  molto  in
  ritardo  in  Aula rispetto ai colleghi. Non la sto accusando,  mi
  sto difendendo dalla sua aggressione.

   ORTISI.  Signor  Presidente,  lo  decido  io  secondo   le   mie
  prerogative di deputato quando intervenire ai lavori  d'Aula,  la
  invito a non avere atteggiamenti da  sapiente' nei confronti  del
  collega.

   PRESIDENTE. Onorevole Ortisi, la invito a prendere posto al  suo
  banco.

   ORTISI. Signor Presidente, chiedo formalmente la parola.

   MICCICHE'.  Signor Presidente le dicevo della mia  difficoltà  a
  respirare  e  a  parlare per una questione di  salute  perché,  a
  Lampedusa,  mi  hanno   ammaccato le ossa  e  anche  con  qualche
  difficoltà sono qui per compiere, anche con il silenzio,  il  mio
  dovere. Ma di fronte a certi fatti non posso stare in silenzio  e
  non   evidenziare    quello   che  é   successo   e   denunziarlo
  pubblicamente,   rivolgendo un  appello alla Presidenza  affinchè
  blocchi i cosiddetti  pianisti di quest'Aula e Lei sa a che  cosa
  mi  riferisco. Non é tollerabile né possibile che deputati votino
  per  gli  assenti;  questo sta a significare che il voto é  stato
  alterato. Questo, signor Presidente, é un fatto gravissimo  e  la
  prego di tenere conto delle cose che ho detto.

   PRESIDENTE. La seduta é sospesa per quindici minuti.

           (La seduta, sospesa alle ore 00.16 di venerdì 22
       ottobre, è ripresa alle ore 00.45 di venerdì 22 ottobre
                                2004.

   La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ricordo che, prima della  pausa,
  avevamo votato congiuntamente gli emendamenti 30.6, 27.13 e 27.6.
   Si  passa all'emendamento 27.17. Comunico che è stato presentato
  il subemendamento 27.24.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                       Sull'ordine dei lavori

   ORTISI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ORTISI.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, senza  crimonia,
  ha  fatto bene a sospendere per un quarto d'ora perché il  quarto
  d'ora spero abbia consentito a lei e a me di calmarci.
   In  due  minuti, le voglio raccontare qualcosa che  penso  possa
  servire  da  insegnamento per tutti noi che, in  questo  momento,
  siamo  ben stipendiati e, in qualche momento, pensiamo di  essere
  anche superiori a quello che siamo.
   Racconta  Erodoto  che quando Creso, re di  Lidia,  era  il  più
  ricco del mondo, mandò a chiamare Solone perché gli avevano detto
  che  era il più saggio fra gli uomini e, quando lo ricevette alla
  sua  corte,  dopo  avergli fatto girare tutti i possedimenti  che
  aveva e avergli fatto vedere tutti gli ori che possedeva ed anche
  il suo scranno presidenziale, chiese a Solone:  tis des tio eudae
  monostatos  ton antropos? , chi è il più felice e il più  potente
  degli  esseri umani? , pensando che Solone avesse risposto:  te .
  Solone, tranquillamente, rispose che era Teti Ateniese.
   Solone chiese:  ma chi è questo Teti Ateniese? .
   Solone rispose:  E' un uomo che durante la sua vita, ed è  ormai
  centenario, non ha mai visto morire un suo parente .
   E  Creso un po' si vantò e chiese nuovamente:  ma, dopo Teti, ci
  sarà un uomo felicissimo nel mondo?
   Solone rispose:  Sì, Cleobe e Bitone.
   Solone chiese:  Ma chi sono questi Cleobe e Bitone?
   Solone  rispose:  Sono due individui che, per portare  la  madre
  ai  giochi olimpici, la sostennero per tutto il viaggio di miglia
  e  miglia  fino a quando, stremati, fecero vedere  alla  madre  i
  giochi olimpici e morirono
   E  poi  ancora non si decideva Solone a dire:  tu Creso  sei  se
  non  il  più felice e il più potente almeno uno dei più felici  e
  più potenti  e quando Creso si spazientì gli disse:  ma insomma
   Solone  osservò:   prima  di definirti felice,  aspetta  l'esito
  della tua esistenza.
   E  quando,  dopo qualche tempo, la Lidia fu invasa da  un  altro
  popolo  più  forte, Creso finì in croce perché,  come  diceva  il
  grande  Foscolo,   l'alterna onnipotenza delle  umane  sorti  non
  permette  neanche  a  me  che  sto parlando  di  scommettere  sul
  prossimo secondo della mia vita, non sul prossimo futuro.
   E  quando  Creso  fu crocifisso, lui che si pensava  l'uomo  più
  potente  del  mondo, rifletté su tutta la sua esistenza  e  pensò
  anche alle parole di Solone.

   PRESIDENTE. Avremo modo, a conclusione dei lavori d'Aula,  anche
  per  non  obbligare il Parlamento ad assistere  ad  un  confronto
  dialettico  fra di noi, dato che questo non è il tema sicuramente
  della seduta di questa sera, di chiarire quello che è accaduto  e
  che non sarebbe accaduto se lei mi avesse fatto completare il mio
  intervento anziché interrompermi.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


     Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
    +Misure finanziarie urgenti. Assestamento del bilancio della
  Regione e del bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali della
       Regione siciliana per l'anno finanziario 2004» (917/A)

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 27.17.

   SPEZIALE. Chiedo la verifica del numero legale.

     (Alla richiesta si associano gli onorevoli Ferro, Miccichè,
                        Sanzeri, Spampinato)

   PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini   di
  Regolamento,  indico  la  votazione per la  verifica  del  numero
  legale.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della verifica

   PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

        Presenti                           43

   L'Assemblea è in numero legale.

   ODDO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ODDO.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, approfitto  della
  presenza  dell'assessore Lo Monte perché non si  tratta  solo  di
  spiegare la filosofia dell'emendamento che è stato presentato  da
  me  e  dall'onorevole Panarello; si tratta soprattutto di  capire
  come   il  Governo  vuole  procedere  rispetto  ad  un  argomento
  delicatissimo che riguarda il settore della pesca.
   Signor  Presidente, come lei sa bene - e spero  che  i  colleghi
  abbiano seguito con la stessa attenzione con cui per anni è stata
  seguita la legge numero 33 del 1998 - che in quest'Aula la stessa
  è  stata oggetto di tante discussioni e, per la verità, anche  di
  tante modifiche che potremmo definire integrative.
   La  legge numero 33 del 1998 è stata concepita proprio per  dare
  una  risposta  possibile al settore della  pesca  siciliana,  nei
  momenti  in cui, per calamità naturali, venivano meno le  risorse
  che  vengono sfruttate dai nostri armatori. Nel tempo, ciò  si  è
  verificato  a causa di fenomeni definiti vere e proprie  calamità
  naturali,  quantità  di pesce in grado di  potere  assicurare  ai
  bilanci  delle nostre aziende che ovviamente operano nel settore,
  piccole  o grandi che siano, quantitativi tali da permetterne  la
  sopravvivenza.
   Nel  periodo  che  va  dal 2001 al 2002, in particolar  modo,  i
  colleghi sanno che si è verificata nel mare siciliano una vera  e
  propria   forma  biologica  che  allora  abbiamo  tutti  definito
  mucillagine  ma che, sostanzialmente, non è mai stata  analizzata
  con estrema attenzione.
   Serve  però  a rendere ancora più chiaro l'intervento  dire  che
  forme  biologiche   di questo tipo, definibili mucillagine,  sono
  forme  che  limitano  fortemente considerate le  conseguenze  che
  apportano  anche  alle reti ed a tutto quanto, evidentemente,  si
  può pescare nei nostri mari.
   Su  quella legge, lei ed i colleghi ricorderete bene, si  è  più
  volte  ritornati  tanto da trovare un modo  per  superare  alcune
  difficoltà  che, in quel periodo, si sono manifestate per  quanto
  concerne le dichiarazioni delle imbarcazioni  nel momento in  cui
  rientravano nei porti dove sostanzialmente erano iscritti  perchè
  dovevano  dichiarare, soprattutto alla Capitaneria ma  non  solo,
  ciò che si stava verificando nei nostri mari.
   Ciò, per alcuni anni, anche per un difetto di informazione,  non
  fu  fatto e si tentò quindi la strada - come sicuramente sapranno
  i  colleghi  che  hanno  seguito  questo  argomento  con  estrema
  attenzione - di coinvolgere le Prefetture che non sono  state  in
  grado,  ovviamente,  di  attestare nulla.  Si  inventò  la  norma
  dell'autocertificazione:  gli armatori  dovevano  dichiarare  che
  nell'esercizio   dell'attività  di   pesca   avevano   incontrato
  difficoltà legate alla presenza di mucillagine nei nostri mari.
   Per  anni  il  Governo regionale di centrodestra - è  bene  ogni
  tanto  ricordarlo  -  ha detto che eravamo  in  presenza  di  uno
  specifico  Regolamento  che  l'Assessore  competente  -  mi  pare
  l'Assessore  Cimino - aveva inviato al C.G.A. Si trattava  di  un
  Regolamento  per  fare  in  modo che si regolamentasse  tutto  il
  discorso  dell'autocertificazione, onde  potere  elargire  quanto
  previsto dagli articoli 1 e 2 della legge 33.
   Mi    sembra   assolutamente   singolare   che,   senza   alcuna
  motivazione,  si tolga di mezzo quel poco che per la  verità  era
  stato allocato per quanto concerne gli articoli 1 e 2 della legge
  33, senza darne una spiegazione plausibile.
   Vorrei   capire   perché  togliamo  questi  fondi:   perché   il
  Regolamento  al C.G.A. è stato totalmente falciato?  Perché  quel
  regolamento è stato ritirato? Perché già il Governo ha deciso che
  quei   fondi  non  si  possono  elargire?  Perchè  siamo  a  fine
  esercizio?
   Vorremmo  capire perché - mi rivolgo ai componenti  del  Governo
  abbiamo due problemi seri.
   Li  togliamo per questi motivi. Dobbiamo inoltre tenere presente
  che   stiamo   togliendo  i  fondi  dall'articolo   175;   stiamo
  semplicemente  intervenendo sul 170 per  tutti  ormai  perché  ci
  siamo ancorati alla legislazione nazionale, quindi, ai famosi  45
  euro  per  ogni marinaio imbarcato per i 45 giorni ma non  stiamo
  dicendo quando dovranno essere presentate le domande, magari  per
  attingere a questo tipo di contributi.
   Richiamo  la vostra attenzione perché ogni argomento  di  questa
  natura mi pare assolutamente importante.

   PRESIDENTE.  L'onorevole Assessore promette che l'anno  prossimo
  il Governo sarà più puntuale.
   Pongo in votazione l'emendamento 27.17. Il parere del Governo?

   CINTOLA, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi è contrario resti seduto; chi è  favorevole  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 27.24, a firma del Governo.  Il
  parere della Commissione?

   SAVONA,     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'emendamento 27.7, a firma del Governo.  Il
  parere della Commissione?

   SAVONA,    vicepresidente   della   Commissione   e    relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo   in   votazione  l'emendamento  27.22.  Il  parere    del
  Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,    vicepresidente   della   Commissione   e    relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Comunico  che  gli emendamenti 27.8, 27.11, 27.14  e  27.9  sono
  assorbiti nella tabella B.
   L'emendamento    27.19   decade  per   assenza   dall'Aula   dei
  firmatari.
   Pongo in votazione l'emendamento 27.12. Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi  è favorevole resti seduto; chi  e'  contrario
  si alzi.

                           (E' approvato)

   Comunico  che  è  stato  presentato dagli  onorevoli  Moschetto,
  Mercadante ed altri il, subemendamento 27.2.2 bis all'emendamento
  27.2.2.
   Pongo  in votazione il subemendamento 27.2.2 bis. Il parere  del
  Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi  è favorevole resti seduto; chi  e'  contrario
  si alzi.

                           (E' approvato)

   Pertanto l'emendamento 27.2.2  è precluso.
   Si passa all'emendamento 27.2 dell'onorevole Moschetto.

    MOSCHETTO  Lo ritiro.

    PRESIDENTE     L'Assemblea   ne   prende   atto.    Si    passa
  all'emendamento 27.16.
   Il parere del Governo sull'emendamento 27.16.

    ODDO  Chiedo parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ODDO     Signor   Presidente,   vorrei   porre   la   questione
  all'attenzione   dell'onorevole   Assessore   al    bilancio    e
  dell'assessore  per la Cooperazione. Tutti noi  abbiamo  trattato
  più  volte  il  problema  che riguarda i soci  fideiussori  delle
  cantine  sociali  che  sostanzialmente  sono  state  chiuse   per
  liquidazione coatta .
   Per  intenderci, in poche parole, con la precedente manovra  noi
  abbiamo  impostato,  per quanto concerne  la  legge  37  ai  soci
  fideiussori 25 milioni di euro, se non erro; da quel  momento  in
  poi l'Assessore al bilancio di allora doveva - ed in parte lo  ha
  fatto  -  impostare un lavoro per quanto concerne una ipotesi  di
  transazione  con le banche e quindi chiudere la famosa  questione
  della  legge  37  che per tanto tempo, sapete  bene,  soggetta  a
  procedura  di inflazione,  è stata bloccata dall'Unione  europea.
  Si è sbloccata mesi fa e abbiamo avuto la possibilità, poi, in un
  clima assolutamente unitario di appostare quella somma.
   Il  lavoro  che  l'onorevole Assessore per il  bilancio  assieme
  all'Assessore  per la  cooperazione dovevano fare era  quello  di
  avviare  questa  trattativa con le banche  per  arrivare  ad  una
  ipotesi di transazione, come dicevo.
   Noi  vorremmo  ora capire a che punto è questo  lavoro.  Inoltre
  vorremmo capire, per le notizie che  abbiamo, se quel lavoro  che
  non ha prodotto molti risultati, perché le banche sostanzialmente
  non accedono alla ipotesi di transazione, è giustamente un lavoro
  che  porta  a  considerare,  da  parte  del  Governo,  necessario
  l'appostamento di altre risorse perché è evidente che le  risorse
  appostate finora non sono sufficienti a creare un vero momento di
  trattativa fra le banche e il Governo della Regione.  Quindi,  il
  problema che si pone è che vorremmo intanto capire il lavoro  che
  il  Governo ha fatto a che livello è arrivato, quali risultati ha
  dato.
   Nel  contempo, vorremo sapere se il Governo stesso  non  ritiene
  di   appostare   questa  nuova  cifra  per  incrementare   quanto
  evidentemente già disponibile sapendo bene che in altre realtà  e
  significa  nel resto di Italia, per quanto concerne la legge  237
  che  sostanzialmente tratta lo stesso argomento, guardate  che  i
  tribunali  civili  di  primo  grado già  si  sono  pronunciati  e
  chiaramente in danno dello Stato.
   Mi  pare  ovvio, perché da questo momento in poi  con  tutte  le
  difficoltà  che  stanno  vivendo i soci  fideiussori,  ognuno  di
  questi  sta evidentemente affrontando un procedimento  penale,  e
  quindi  non  si  scherza.  C'è  la disperazione  di  migliaia  di
  famiglie, o meglio di centinaia di famiglie, e la risposte che si
  dà  è  che  ogni giorno che si perde in più diventa  un  problema
  serio, un dramma serio per tante e tante famiglie siciliane.
   Non  è,  quindi,  solo  un emendamento  che  pone  la  questione
  dell'incremento  di  quanto  già  è  a  disposizione  del  nostro
  bilancio;  è  un  volere porre al Governo  una  questione  seria,
  sapere  a che punto siamo e se non ritiene opportuno incrementare
  quei venticinque milioni di euro.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 27.16.  Il  parere
  del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Contrario.

    PRESIDENTE   Chi  è favorevole si alzi; chi è  contrario  resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 27, nel testo risultante.  Chi  è
  contrario resti seduto; chi é favorevole si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'articolo 28, con l'allegata   Tabella  E.  Ne  do
  lettura:

                            «Articolo 28
            Destinazione risorse  ex articolo 38 Statuto

   1.  Una  quota  delle risorse di cui al comma 3 dell'articolo  4
  della  legge  regionale 3 dicembre 2003, n. 20,  è  destinata  al
  finanziamento  degli  interventi  elencati  nella  Tabella   'E',
  allegata alla presente legge».

    CAPODICASA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA   Signor Presidente, non ho da fare lunghi  discorsi
  perché  so  di  parlare al vento su questa materia,  ma  non  può
  passare  inosservato,  senza che rimanga  traccia  nei  resoconti
  dell'Aula,  il fatto che ancora una volta sui fondi dell'articolo
  38  il  Governo fa una sorta di piano che non risponde al dettato
  dell'articolo  38 e che, quindi, a mio giudizio, ma  non  bisogna
  essere  delle  menti eccelse per comprenderlo, si tratta  di  una
  manovra che non ha un fondamento costituzionale.
   Inutile   ripetere   che  sostenere  che  le   somme   destinate
  all'integrazione di fondi rischi costituiti dalle piccole e medie
  imprese commerciali della Regione, non può essere considerata una
  spesa  tale da essere configurata come recita l'articolo 38  come
  spesa in esecuzione dei lavori pubblici.
     Ovviamente neanche la spesa per l'acquisto di mobili,  arredi,
  macchine  e  attrezzature  per  gli uffici  della  motorizzazione
  civile e potremmo continuare con altre amenità che sono contenute
  in   questa   tabella  alcune  delle  quali,  sono  perfino   con
  l'indicazione  del  capitolo di bilancio che vanno  a  sostituire
  quindi  si  tratta  non  di spesa aggiuntiva  al  bilancio  della
  Regione, come dovrebbero essere i fondi all'articolo 38 che  sono
  fondi  aggiuntivi con una precisa finalità, ma da un po' di tempo
  per  fare quadrare i conti della Regione che sono particolarmente
  deficitari si punta a farne, invece, fondi sostitutivi dei  fondi
  ordinari  dei  bilanci e questo avviene per i fondi dell'articolo
  38,   avviene  in  buona  misura per i fondi  del  POR.  Ed  ecco
  spiegata  la  ragione  per  la quale  dopo  aver  buttato  alcune
  migliaia  di  miliardi  nel  circuito finanziario  regionale,  ci
  troviamo con una crescita dello 0,3 per cento. Praticamente siamo
  fermi,  perché si tratta di spesa che non raggiunge la  finalità,
  non   raggiunge  gli  obiettivi.  Quindi  non  voglio  su  questo
  ulteriormente soffermarmi perché so bene per averlo  già  sentito
  nelle precedenti occasioni e anche su questo stesso articolo,  su
  questa stessa tabella in Commissione finanze, che il Governo  non
  ha  sulla materia nessuna posizione condivisibile e neanche molto
  difendibile dagli stessi rappresentanti del Governo.
   Lo  si  fa come ha ci ha rivelato l  Assessore perché altrimenti
  non  si  potrebbero  chiudere  i bilanci.  Quindi  questo  sembra
  all'Assessore   una   ragione   sufficiente   per   violare    la
  Costituzione, lo spirito dell'articolo 38, oltre che la lettera e
  creare  i  presupposti  perché questi  fondi  in  futuro  possano
  esserci  negati  proprio perché l'uso che ne facciamo  non  è  in
  linea con le finalità della norma.
   Volevo  solo sottolineare l'argomento perché nessuno  pensi  che
  non  siamo  consapevoli  di ciò che sta  avvenendo,  naturalmente
  sappiamo anche che il Governo su questo argomento fa orecchie  da
  mercante.  Rimanga a futuro memoria anche se c'è qualcuno  che  è
  chiamato a operare un sindacato di costituzionalità ne abbia  gli
  elementi per poterlo eventualmente valutare.

    PRESIDENTE    Pongo  in  votazione  l'articolo   28.    Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in votazione la Tabella E. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (E' approvata)

   Si  passa  all'articolo  29  con l'allegata  Tabella  A.  Ne  do
  lettura:

                              «Art. 29.
        Variazioni allo stato di previsione dell'entrata  del
        bilancio della Regione

   1.  Nello  stato  di previsione dell'entrata del bilancio  della
  Regione  per  l'esercizio finanziario 2004  sono   introdotte  le
  variazione di cui all'annessa tabella 'A'».

   Pongo  in  votazione  l'articolo  29.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in votazione la Tabella A. Chi è favorevole resti seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (E' approvata)

   Si  passa  all'articolo  30  e dell'annessa  Tabella  B.  Ne  do
  lettura:

                            «Articolo  30
    Variazione allo stato di previsione della spesa del bilancio
                            della Regione

   1.  Nello  stato  di previsione della spesa del  bilancio  della
  Regione  per  l'esercizio  finanziario 2004  sono  introdotte  le
  variazioni  di  cui all'annessa tabella 'B'.».

   Dispongo  l'accantonamento dell'articolo 30. Comunico  che  alla
  Tabella B sono stati presentati i seguenti emendamenti:

      dal   Governo:   30.4;  30.5;30.5.1,  che   costituisce   una
  riscrittura complessiva della tabella B;
   dagli onorevoli Acierno e Lo Curto: 30.1;
   dall'onorevole: 30.2; 30.3;
   dall'onorevole Savona: 30.9; 30.8.

   Preciso   che   l'emendamento  30.5  del  Governo  è   assorbito
  dall'emendamento 30.5.1.
   Gli emendamenti 30.3 e 30.2 sono improponibili.
   Propongo l'accantonamento dell'articolo 30.

    CINTOLA   assessore  per il bilancio e le  finanze.  Chiedo  di
  proseguire nell'esame dell'articolo 30 e della Tabella B.

    PRESIDENTE  Si passa all'emendamento 30.4 del Governo.

    CAPODICASA   Prima  che  si passi alla  votazione,  vi  era  un
  emendamento  che avevamo approvato con riserva di dare  copertura
  finanziaria. E' stato fatto?

    PRESIDENTE   Se  non  ricordo male  era  quello  dell'onorevole
  Formica.

    PANARELLO   Era  il  27.21. Naturalmente, non  mi  permetto  di
  dirle  che  lei  è distratto perché altrimenti potrebbe  apparire
  come una ritorsione
   .
    PRESIDENTE   Può succedere di essere distratti:  una  volta  su
  900 è consentito, ma  una volta su una non tanto.
   Il   27.21   è  stato  votato,  onorevole  Panarello,  bisognava
  soltanto fare un aggiustamento in tabella.
   Onorevole  Cintola, in sede di coordinamento la tabella  non  si
  può  aggiustare. O il Governo ha provveduto ad aggiustarla  nella
  tabella  30.5.1 o non è aggiustata, perché l'emendamento è  stato
  votato.
   Pongo  in  votazione  l'emendamento 30.4 del Governo. Il  parere
  della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'emendamento  30.5.1 del Governo. Il parere
  della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   L'emendamento 30.9 è assorbito.
   Si passa all'emendamento 30.8.

    ACIERNO  Lo ritiro.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   L'emendamento 30.1 è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'articolo 30, con l'annessa Tabella B,  nel
  testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si   riprende  l'esame  dell'emendamento  31.22,  in  precedenza
  accantonato.
   Comunico che è stato presentato l'emendamento 31.22.1.R.  Invito
  i presentatori a sostituirlo con un apposito ordine del giorno.
   Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  rappresentiamo
  il Parlamento siciliano e siamo tenuti sul piano della produzione
  legislativa  a pensare e ad operare in termini medio lunghi,  non
  in termini immediati.
   Ad  un'analisi  anche superficiale di come  vanno  le  cose  nel
  mondo,  soprattutto  nel  mondo occidentale,  appare  chiaro  che
  quello che ci apprestiamo a trasformare in ordine del giorno o in
  raccomandazione,  è  assolutamente,  secondo   la   mia   modesta
  opinione,  contro  tendenza rispetto  ai  flussi  direzionali  di
  quanto  sta  accadendo  nel  mondo  e  nell'organizzazione  della
  cultura nel mondo.
   Quando  dico  cultura non faccio riferimento ad  una  dimensione
  salottiera ma ad una dimensione produttiva, quale sempre è  stata
  la Cultura, con la C maiuscola.
   In  un mondo globalizzato nel quale si esprimono sinergie  e  si
  mettono   d'accordo  e  stanno  insieme  a  fare  sistema   anche
  organizzazioni, enti, associazioni, realtà per contare sul  piano
  competitivo più di altre realtà organizzate, andare a frammentare
  estemporaneamente  e  ad  istituire  il  mondo  della  produzione
  culturale in tante iniziative è perdente.
   Qui  si  tratta  esattamente del contrario da fare:  di  mettere
  insieme   l'esistente, di aggiungere se volete e di far  sistema.
  Non  si tratta di frammentare a Siracusa, a Catania, ad Enna o  a
  Caltanissetta  o a Messina o a Palermo realtà culturali  che  non
  saranno  mai  competitive  perché in  questa  scuola  che  volete
  organizzare,  chi  verrà  ad  insegnare  con  questo  budget  che
  istituite?
   Verranno  scartine  o  amici nostri che  nel  momento  siamo  di
  maggioranza o di minoranza vicino alla maggioranza, ma non faremo
  mai  sistema a diventare competitivi a stare almeno al  passo  di
  quelli che tradizionalmente e storicamente ci danno due palmi  di
  distanza.
   Come  faremo a competere con New York o con il sistema Lombardia
  frammentando   l'esistente,  organizzando  una   scolicetta'    a
  Catania,  una  a  Floridia  o una a Milazzo.  Siamo  destinati  a
  sprofondare così  Riflettiamoci colleghi .

    PRESIDENTE  Sospendo brevemente la seduta.

   (La seduta, sospesa alle ore 01.26,  è ripresa alle ore 01.28)

    PRESIDENTE  L'emendamento 31.58 è dichiarato improponibile.
   Si  ritorna all'articolo 4, in precedenza accantonato.  Ne  do
  nuovamente lettura:

                             «Articolo 4
                  Modifica all'articolo 1, comma 1,
            della legge regionale 16 dicembre 2000, n. 25

   1.   La  disposizione  di cui all'articolo  1,  comma1,  della
  legge  regionale 16 dicembre 2000, n. 25 e successive modifiche
  ed integrazioni non si applica ai comuni ricompresi nel secondo
  turno elettorale dell'anno 2000».
        Comunico che allo stesso sono stati presentati i seguenti
  emendamenti:

   dagli   onorevoli   Acierno  e  Lo  Curto:  4.1,   soppressivo
  dell'articolo;
   dagli   onorevoli   Capodicasa,  Speziale,   Panarello:   4.2,
  soppressivo dell'articolo;
   dall'onorevole Panarello: 4.3, soppressivo dell'articolo;
   dagli onorevoli Formica, Dina, Savona, ed altri: 4.4;
   dagli  onorevoli  Cracolici,  Forgione,  Speziale,  Liotta  ed
  altri: 4.4.1
   dagli onorevoli Raiti, Ferro, Morinello ed altri: 4.42.

   Onorevoli  colleghi, preciso che nell'emendamento  30.5.1  c'è
  un  errore materiale che il Governo ha provveduto a correggere:
  va inserito al capitolo 377703: + 50 mila, UPB 9.3.1.3.2.
   L'Assemblea ne prende atto.

    TURANO   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  non  abbiamo
  cognizione degli altri emendamenti: quando comincio a votare  gli
  articoli, vorrei avere il materiale di lavoro a disposizione.

    GIANNOPOLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  sull'articolo 4, dichiarandomi a favore del suo mantenimento  che
  prevede  che  per  i Comuni che hanno votato con la  legislazione
  precedente  alla legge n. 30 dell'autunno del 2000 (e che  quindi
  hanno  eletto  i  propri  organi con la legge  che  prevedeva  il
  mandato  di  quattro  anni)  in  buona  sostanza,  nella  tornata
  elettorale dell'anno prossimo, vadano a rinnovare i propri organi
  con una durata del mandato che  è equiparata a quella degli altri
  Comuni  che  si sono trovati in analoga condizione e cioè  quelli
  che  esattamente  andavano a cessare nel 2002, eletti  nel  turno
  autunnale del 1997, che hanno avuto una durata quindi di  quattro
  anni e mezzo.
   Non  esiste  comune  d'Italia  il  cui  mandato  elettorale  sia
  superiore ai cinque anni. Anche in Sicilia, tutti i Comuni  hanno
  un mandato che va da cinque anni o a quattro anni e mezzo.
   Ciò  vale  anche  per  i  Comuni inseriti nel  turno  elettorale
  autunnale del 2001. Tutto questo è accaduto per evitare l'ingorgo
  dell'elezione politica regionale del 2001 e, comunque,  aveva  un
  carattere  straordinario, proprio perché il tema è che la  durata
  degli  organi  elettivi sia di cinque anni o  comunque  al  turno
  elettorale  utile, il minor termine che anticipa la scadenza  dei
  cinque  anni  per  quegli organi che sono  stati  eletti  con  la
  vecchia  normativa  (che  prevedeva una durata  della  carica  di
  quattro anni).
   Non  si  capisce  perché  il mandato di questi  Comuni  (ricordo
  perfettamente  che  fu  un  emendamento  aggiuntivo   dell'ultimo
  minuto) debba durare, rispetto agli altri trecentonovanta  Comuni
  della Sicilia, cinque anni e mezzo.
   Da  qui  l'esigenza  di quell'emendamento che sopprimeva  quella
  previsione dell'articolo, non ricordo quale, della legge n. 30  e
  quindi  del fatto che questi Comuni andranno a rinnovare i propri
  organi  nella  primavera dell'anno prossimo, con una  durata  del
  mandato di quattro anni e mezzo.
   Sinceramente,  non  capisco perché si  debba  sopprimere  questo
  articolo che mi sembra assolutamente equo, ragionevole e giusto.
   Non  capisco perché lo si debba fare: so che anche l'emendamento
  soppressivo presentato dai miei colleghi di Gruppo (Capodicasa  e
  Speziale)  deve  essere ritirato. In ogni caso, sono  dell'avviso
  che l'articolo 4 vada mantenuto nell'attuale formulazione.

    TURANO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    TURANO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, quando  abbiamo
  approvato  la  nuova  legge  elettorale dell'Assemblea  regionale
  siciliana,  per una svista che ha riguardato tutti -  almeno  me,
  certamente - è stata inserita nel corpo di quella stessa delibera
  una parte relativa all'elezione dei Comuni.
   Vorrei,  se  fosse  possibile, che i colleghi seguissero  quello
  che stiamo facendo, perché quando parliamo di regole, soprattutto
  per  il rinnovo, non solo dell'Assemblea regionale siciliana,  ma
  anche  dei Comuni, credo infatti che un minimo di attenzione  non
  guasti.
   Oggi,  con l'articolo 4, si vuol far vivere soltanto una piccola
  parte  di  quelle  disposizioni  che  riguardano  le  norme   per
  l'elezione dei Consigli comunali e dei Sindaci.
   Io,   però,  non  sono  d'accordo.  Lo  dico  chiaramente.  Sono
  d'accordo  ad  approvare il testo dell'articolo 4, però,  ritengo
  indispensabile  inserire nell'articolo 4  medesimo  tutta  quella
  parte  già approvata nella legge elettorale dell'ARS che riguarda
  i Comuni.
   Oltre  ad  esprimere un giudizio politico su quello che  ritengo
  sia  indispensabile fare, parlo di un fatto tecnico. Non  si  può
  pensare di affrontare infatti una tornata elettorale, non sapendo
  come  vengono  distribuiti  i  seggi.  Non  sapendo  se  c'è   lo
  sbarramento al 5%  per i Comuni o se non c'è
   Quella  legge  non  è  in  vigore e quando  entrerà  in  vigore,
  verosimilmente,   nei   Comuni   si   sarà   votato,   forse   si
  accavalleranno le due disposizioni e non si sa come  si  dovranno
  attribuire i seggi nei Consigli comunali...

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. E se  fossero
  stralciate quelle norme?

    CAPODICASA  C'è un emendamento abrogativo, onorevole Turano

    TURANO   Ma  non ci siamo  A me questo non  sta  bene   Se  si
  abrogano  le  disposizioni  di quella  legge  ed  oggi  si  vuole
  affrontare  questo argomento, lo si affronti organicamente,  come
  lo  si  è affrontato la volta scorsa, riproponendo tutte le norme
  che l'altra volta sono state apprezzate.
   Onorevole  Capodicasa, se si stralciano quelle norme, vuol  dire
  che  non  esistono  più.  Non significa che  possiamo  riproporne
  soltanto un  pezzettino  o, per meglio dire, l'Assemblea  lo  può
  fare, ma io non sono d'accordo.
   Voglio   che  si  ripropongano nella loro interezza,  perché  se
  abbiamo inserito lo sbarramento del 5% per i Comuni - e  possiamo
  riparlarne  abbassando  o  alzando la  soglia  -  c'è  stata  una
  ragione:  un  mese  fa  abbiamo  fatto  un  ragionamento  che  io
  considero  ancora  valido  e non c'è  dubbio  che  questo  stesso
  ragionamento va calato in questo provvedimento.
   La  prego, signor Presidente, di sospendere la seduta per cinque
  minuti,  dandomi la possibilità, sull'emendamento presentato  dal
  Governo,  di  elaborare un subemendamento che riguardi  argomenti
  già  affrontati, ritenuti prioritari ed approvati; e non mi basta
  neanche  l'impegno  di  presentare un ordine  del  giorno  perché
  corriamo il rischio concreto che quelle norme non vivano più, che
  ne  approviamo  soltanto una parte per il  rinnovo  dei  Consigli
  comunali e dei Sindaci.
   Sono  assolutamente  d'accordo affinché il mandato  duri  cinque
  anni  e non di più ma si sappia se c'è lo sbarramento o meno.  Se
  lo sbarramento non c'è più, lo si dica

    PRESIDENTE  Onorevole Turano, l'emendamento del Governo  a  cui
  fa riferimento qual è?

    TURANO   E'  quello  secondo  cui viene  cancellato  il  titolo
  secondo della delibera...

    PRESIDENTE  Ma non è del Governo, onorevole Turano.

    TURANO   Sarà  forse  a firma dei Capigruppo,  avrò  sbagliato,
  però  voglio dire che il tema che oggi pongo è tale che,  secondo
  me, è corretto e va affrontato questa sera.
   Diversamente,   si   decida  di  non  affrontarlo    Siccome   è
  indispensabile  affrontarlo,  affrontiamolo  organicamente   come
  abbiamo fatto l'altra volta.
   Fare  spizzichi  e bocconi, sulla materia elettorale,  significa
  creare una confusione infinita

    ORTISI    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   vorrei
  sottoporre due osservazioni, la prima di merito, la seconda sulle
  procedure.
   I  princìpi  generali del diritto indicano che mai,  nella  fase
  transitoria,  un organo può durare più che nella fase  a  regime.
  Per  cui,  quando discutemmo della legge ex 30, che poi in  parte
  diventò 25, per comodità, decidemmo.
   Qualche  fibrillazione si creò tempo fa, a Sciacca,  a  Siracusa
  ma  la  risolvemmo, per cui definitivamente, questo  capitolo  va
  chiuso,  a  meno  che  non  si vogliano  ripristinare  le  doppie
  sessioni,  sulle  quali abbiamo già deciso attraverso  l'election
  day.
   In  merito alle procedure, collega Turano, con ogni probabilità,
  il   titolo   secondo  della  legge  elettorale,  come  l'abbiamo
  chiamata,  sarà  cassato  stasera: ciò significa  che  non  siamo
  intervenuti  come  Parlamento sulla  legislazione  esistente  che
  regola  le elezioni nei comuni e nelle province, restando vigente
  la prima parte riguardante le elezioni regionali; resta dunque la
  legge precedente, per cui questa preoccupazione io non c'é l'ho.
   Condivido  comunque  l'esigenza  rappresentata  perché   abbiamo
  presentato  un disegno di legge che, in tal senso, suggerisce  di
  affrontare organicamente la materia: su questo sono d'accordo, ma
  mettiamo  in  moto la prima Commissione ed affrontiamola  presto,
  penso sia chiarissimo  l'argomento.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO   Signor Presidente, onorevole colleghi,  intervengo
  sull'emendamento  4.4; stiamo andando forse  un  po'  in  maniera
  disordinata,   ma   il   tema   generale   è   stato   introdotto
  dall'onorevole Turano.
   Tralascio  tutte le considerazioni rispetto al  motivo  per  cui
  siamo  costretti  a  trattare questo tema  perché  è  sin  troppo
  semplice dire che l'avevamo detto; voglio però cercare di dare il
  mio  contributo per evitare che questa vicenda si possa ripetere.
  Desidero un po' di attenzione da parte dei colleghi...
   Noi  stiamo  parlando  di norme che, non  solo  dovevano  essere
  pubblicate,   ma   anche  promulgate,  perché   le   disposizioni
  riguardanti  le  elezioni  nei  comuni  e  per  i  sindaci,   non
  rientrando nella normativa per cui è prevista la possibilità   di
  un   referendum   confermativo,  non  soltanto  dovevano   essere
  pubblicate con valore notiziale, ma andavano appunto promulgate.
   Signor  Presidente, mi sto ponendo dei problemi e  sto  cercando
  di porre l'attenzione su fattispecie che potrebbero verificarsi e
  credo  che,  anche  da  lei,  avrei  diritto  di  un  minimo   di
  attenzione.
   E'  possibile, mi chiedo, sopprimere una legge che non è  legge?
  Normalmente,  la  soppressione  contenuta in  un  emendamento  fa
  riferimento   ad   una   norma  contenuta  nello   stesso   testo
  legislativo:  qui noi stiamo invece prevedendo di sopprimere  una
  legge  che  non é legge per errore di questa Assemblea regionale,
  perché  avrebbe dovuto essere non soltanto pubblicata,  ma  anche
  promulgata.
   Pongo di nuovo alla Presidenza questo tema: è possibile, con  un
  emendamento, sopprimere parte di una legge che, per errore, non è
  diventata tale, ma avrebbe dovuto esserlo?

    PRESIDENTE   Onorevole Spampinato, non è  la  prima  volta  che
  l'Assemblea  torna su una delibera legislativa,  quella  che  lei
  chiama  legge  non  é ancora tale, ma in atto è  una  delibera  e
  pertanto può essere abrogata, esattamente come è stata approvata,
  e cioè con un voto dell'Aula; quindi, dal punto di vista formale,
  se  questa  è  l'osservazione, l'emendamento  4.4  è  formalmente
  corretto e proponibile.

    SPAMPINATO    La   seconda  osservazione  che   facevo   è   in
  riferimento  alla  parte finale del secondo  comma,  quando,  nel
  riaprire  i  termini  per  poter  richiedere  il  referendum,  si
  aggancia  questo  stesso termine alla data di entrata  in  vigore
  della presente legge.
   Credo  che  questa sia una chiara violazione del  secondo  comma
  dell'articolo  1,  secondo comma, della legge  n.  14  del  2001,
  laddove  si  prevede che il termine per richiedere il  referendum
  confermativo inizia  a decorrere dalla pubblicazione della legge.
  Mi chiedo se ciò sia  possibile
   E'  un  altro  tema che mi pongo: è possibile agganciare  questo
  termine  iniziale, per poter chiedere il referendum confermativo,
  all'approvazione  della presente legge, in violazione  di  quanto
  disposto dal comma 2 dell'articolo 1 della legge n. 14 del 2001?
   Sono  problemi che mi pongo non strumentalmente, ma per  evitare
  che si possa prolungare ancora a dismisura questa lunga querelle.

    PANARELLO   Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

    PANARELLO    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    ho
  presentato un emendamento soppressivo dell'articolo 4 che intendo
  confermare,  anzitutto per ragioni procedurali,  e  cioè  per  la
   stranezza  di questo articolo,  inserito per la prima volta  nel
   maxi-emendamento  famoso della legge elettorale -  che  sappiamo
  tutti  essere ancora in itinere -: nondimeno,  nonostante  l'idea
  di   abrogare  la  parte  riguardante  gli  enti  locali,   viene
  riproposto  in  questa legge  di variazioni di bilancio,   in  un
  contesto quindi del tutto estraneo.
   Sono  favorevole alla soppressione di questo articolo anche  per
  ragioni  di merito, perché mi convincono gli argomenti usati  dai
  colleghi  Giannopolo  e Ortisi, a proposito  del  limite  per  la
  durata  della  consiliatura: ma questo stesso limite  di  cui  si
  parla,  dovrebbe  valere  in ogni caso e  per  tutte  le  tornate
  elettorali  che  si sono svolte nel turno autunnale  del  2001  e
  successivamente,  e  che invece non vengono normate  nei  termini
  suggeriti dal collega Ortisi.
   C'è  un  emendamento che riguarda solo quei comuni che avrebbero
  dovuto  votare regolarmente nella prossima primavera  sulla  base
  della   norma   votata,   Comuni   che   avevano   chiesto    una
  interpretazione all'assessorato per le autonomie  locali,  che  a
  sua volta aveva risposto in coerenza con quella legge, e che oggi
  si  trovano  -  a  pochi mesi da una scadenza  che  consideravano
  naturale  - ad avere in qualche maniera decurtata di un  anno  la
  loro consiliatura rispetto alla normativa che si era determinata.
   Credo  che  ciò  sia un modo di procedere molto  discutibile  da
  parte  dell'Assemblea,  molto  poco  rispettoso  delle  autonomie
  locali,  i colleghi Ortisi  e Giannopolo, essendo stati o essendo
  sindaci,  più  volte  ci hanno impegnato sulla  necessità  di  un
  riconoscimento della dignità degli enti locali.
   Ebbene,  questo  emendamento, onorevole  Ortisi,  non  ne  tiene
  assolutamente conto
   Segnalo,  peraltro, che è stato presentato in Aula senza  nessun
  confronto con l'associazione delle autonomie locali e al di fuori
  di qualsiasi organicità.
   Credo  che questo  per gli onorevoli Ortisi,  Giannopolo  e  per
  altri  colleghi,  che   per  anni ci hanno  impegnato  su  questo
  rapporto  paritario tra le diverse istituzioni,  dovrebbe  essere
  un argomento che dovrebbe far loro riflettere sulla inopportunità
  dell'approvazione di questo emendamento.
   Ancora  trenta  secondi, signor Presidente   -  lo  volevo  fare
  prima,  ma il contesto non me lo ha consentito - per ritornare un
  attimo,  soprattutto per gli uffici, sull'emendamento 31.46,  già
  votato,  che   sopprime  al comma 8,  i  commi  1,  2  ,  3  e  4
  dell'articolo  1 e l'articolo 2 della legge regionale  30  aprile
  1991, n. 12.
   Vorrei  segnalare che, in quel testo, c'è un articolo, l'1  bis,
  che   evidentemente   sopravvive  e   che   rappresento   perché,
  trattandosi  di  materia  che punta  ad  armonizzare,  nel  testo
  coordinato,   la  legislazione  regionale  con  quella   statale,
  sollecito un'attenzione  affinché   nel coordinamento della nuova
  normativa viva, nell'articolato,  il comma 1 bis che non è  stato
  soppresso.

    ACIERNO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho  presentato
  l'emendamento  soppressivo  all'articolo  4  per   una   semplice
  ragione:  noi ci riferiamo a quei comuni ricompresi  nel  secondo
  turno  elettorale dell'anno 2000. Ma di fatto  è successo  che  i
  comuni  eletti nell'anno 2000 erano stati scelti con  un  mandato
  che sarebbe durato quattro anni.
   Dopodiché,   il  legislatore  ha  varato  una  norma    che   ha
  prolungato  di un anno la  consiliatura, senza tenere  conto  del
  fatto  che  c'era un mandato elettorale che era  stato  dato  dal
  popolo  sovrano  per  quattro anni.  Il  legislatore  ha  infatti
  stabilito che la durata di cinque anni valesse anche per questi.
   Successivamente, il legislatore ha predisposto  un'altra  norma,
  quella  dell'election day e non ha tenuto conto, in quella stessa
  norma, che c'erano i comuni  eletti nel secondo semestre, e  fino
  all'anno 2001, perché l'election day entra in vigore  nel  2002.
     Quindi,  tutti i comuni che sono stati eletti fino al  secondo
  semestre  del  2001 hanno adesso un problema che  spiego  citando
  l'esempio  del  comune di Palermo, il cui  Consiglio  comunale  e
  Sindaco  sono  stati  eletti nel  novembre  del  2001  e  la  cui
  naturale scadenza sarà - considerato che il mandato  è per cinque
  anni - nel novembre del 2006.
   A  questo punto,  siccome nel novembre del 2006 non si vota,  la
  città  di   Palermo  quando voterà?  Voterà nella  primavera  del
  2006,  quindi, avendo una chiusura anticipata di una consiliatura
  che  è stata invece regolarmente per cinque anni?
   Quindi,   avremo  un mandato popolare che noi,  improvvisamente,
  ridurremo  di  sei  mesi; un danno economico  nei  confronti  dei
  Consiglieri  comunali che sono stati eletti per  un  mandato  che
  doveva durare cinque anni,  oppure si dovrà scegliere che, per  i
  Comuni eletti nel secondo semestre 2001, la data di elezione sarà
  spostata di sei mesi in avanti e cioè nella primavera del 2007.
   E'  possibile  che noi, ogni volta che mettiamo mano  a  materia
  elettorale,  commettiamo errori e continuiamo  a  perseguire  gli
  stessi errori?
   Mi  chiedo perché il comma 4 interviene solo per i Comuni eletti
  nel  secondo  semestre del 2000 e non risolve, una  volta  e  per
  tutte, il problema che non è solo quello del nuovo mandato,  cioè
  del  prolungamento  di  un anno, perché è  intervenuto  anche  il
  problema dell' election day  e quindi dovremo ritornare  domani o
  più tardi per risolvere il problema di altri Comuni.
   Allora,  sarebbe  opportuno,  ed io  per  questo  ho  presentato
  l'emendamento  soppressivo, sollecitare il  Governo  a  fare  una
  norma  chiara, che definisca tutte le problematiche una  volta  e
  per  tutte.  Se  io vedo da parte del Governo un impegno  in  tal
  senso  non  ho  alcuna   remora  a ritirare  il  mio  emendamento
  soppressivo  ma,  diversamente,  mi  rifiuto  di  partecipare  ad
  un'attività legislativa fatta in maniera un po' superficiale.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    era
  prevedibile  che  sull'articolo 4, visto che c'è  un  emendamento
  presentato,  si  sarebbe  aperta una  discussione  che  potrebbe,
  anche, essere svolta in un'Aula abbastanza distratta.
   Mi  dispiacerebbe  se  la stanchezza, la  distrazione  dell'Aula
  dovesse  farci commettere altri errori, perché questo, al  di  là
  delle  appartenenze di centrosinistra o centrodestra, in  qualche
  modo, squalifica il lavoro che noi facciamo.
   Intervengo  per  fare un paio di valutazioni. La  prima:  voglio
  ricordare ai colleghi, in particolare all'onorevole Acierno che è
  intervenuto,  che  già  i  Comuni che hanno  votato  nel  secondo
  semestre  del  1999,  il comune di Caltanissetta,  il  comune  di
  Siracusa,  hanno votato nel giugno di quest'anno, nel  senso  che
  l'election day ha imposto a questi comuni di prolungare appena di
  sei mesi perché allora, a regime, era previsto che loro durassero
  quattro anni.
   A   me  sembra  del  tutto  ovvio  che,  avendo  costituito   un
  precedente  per comuni importanti come Caltanissetta  e  Siracusa
  che  hanno già votato, noi non possiamo avere disparità  assoluta
  di  norme,  dobbiamo equiparare tutte le scadenze elettorali  del
  secondo  semetre, del 2000 e del 2001, a un periodo non superiore
  a cinque anni perché già lo abbiamo fatto per Caltanissetta e per
  Siracusa,  quindi  non possiamo trattare la materia  in  modo  da
  introdurre  disparità evidenti. Quindi, per quanto  mi  riguarda,
  l'articolo è giusto.
   Nell'emendamento presentato dagli onorevoli Misuraca  ed  altri,
  al  primo  comma  è  scritto  che  le norme  per  l'elezione  del
  Presidente  della  Regione  siciliana a  suffragio  universale  e
  diretto  Nuove  norme  per  l'elezione  dell'Assemblea  regionale
  siciliana  -  Disposizioni concernenti l'elezione  del  Consiglio
  comunale e provinciale è soppresso .
   Sopprimendo  il  secondo  titolo della  legge,  noi  sopprimiamo
  anche  la  parte di norma che contiene la possibilità  di  votare
  dopo  cinque  anni, cioè di votare a novembre.  Praticamente  noi
  nell'articolo  4,  con  il  primo  comma,  cioè  con  il   testo,
  affermiamo  che  si  vota nel giugno del 2005,   con    il  testo
  soppresso,  noi sopprimiamo la prima parte che è contenuta  nella
  legge,  perché  era già contenuta nel testo approvato  dall'Aula.
  Quindi,  sono perché i colleghi lo rivedano. Stiamo  parlando  di
  una legge elettorale per i consigli comunali, non stiamo parlando
  per  quella regionale, su cui dirò che nell'approvazione in  Aula
  del  testo  riguardante l'elezione dei consigli  comunali  e  dei
  sindaci,  noi abbiamo previsto che i comuni che hanno votato  nel
  novembre del 2000 avrebbero votato nel giugno del 2004.
   Da  che cosa nasce il testo che oggi è in discussione? Poichè la
  norma veniva pubblicata ed era incerta nella sua applicazione, si
  è pensato per dare certezza normativa di stralciarla e riportarla
  come norma a se stante. Con l'emendamento dell'onorevole Misuraca
  che  sopprime il titolo di elezione del consiglio e dei  sindaci,
  noi  sopprimiamo anche quella parte. Stiamo parlando di  elezione
  dei  consigli  comunali, non c'è successivo voto  e,  dunque,  la
  deve correggere.
     Per  quanto  riguarda invece l'ipotesi che  è  stata  avanzata
  dall'onorevole Turano, a me  convince. Considerato, infatti,  che
  è  stato sollevato un problema di carattere generale relativo  al
  livello  di  sbarramento, si può riapprovare  la  legge  con  una
  soglia  di  sbarramento  più bassa rispetto  a  quella  prevista.
  Contemporaneamente,  si  può approvare  una  norma  che  in  modo
  uniforme  adegui  lo  sbarramento per l'elezione  del  Parlamento
  regionale  a  quella  che  approveremmo  anche  per  i   consigli
  comunali. Per fare questo, signor Presidente, io le chiederei  di
  sospendere  l'Aula,  di  vedere se  è  possibile  determinare  un
  confronto  con tutti in modo tale che approviamo un  disegno  che
  comunque  sia  largamente condiviso,  evitando di  andare  avanti
  invece   con  una  discussione  in  cui  c'è  un'Aula  distratta,
  disattenta.  Le chiedo, pertanto, se è possibile,  di  sospendere
  l'Aula  per mezz'ora, visto che abbiamo fatto tardi e vediamo  di
  affrontare nel merito la questione.

    LIOTTA  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LIOTTA  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  io  credo  che
  quest'Aula  abbia collezionato su questo tema tutti  i  possibili
  errori  e,  tuttavia, altri si appresta a compierne. Noi  abbiamo
  pasticciato  in  tutti i modi possibili, abbiamo  pubblicato  due
  titoli di una legge a fatti diversi che avevano procedure diverse
  per  essere  sottoposte  a referendum. Ci apprestiamo  stasera  a
  ripasticciare tutto affrontando un tema che è di una  delicatezza
  politica, procedurale e istituzionale altissima.
   Io  credo  che,   considerato  comunque  che  l'Aula  non  potrà
  procedere  stasera, a mio avviso, al voto finale del  disegno  di
  legge  sulle  variazioni  di bilancio,  quest'Aula  farebbe  cosa
  sensata  se si prendesse i giorni che da qui a martedì  rimangono
  per  una  ulteriore  riflessione. Io  credo  che  è  il  caso  di
  riflettere  ancora  una volta su questa cosa  tutti  quanti;   le
  argomentazioni  dell'onorevole  Turano  non  sono  peregrine,  le
  valutazioni che sostengono di affrontare sia il titolo I,  quello
  che  riguarda la Regione e quello che riguarda i Comuni,  sia  il
  titolo  II,  in un provvedimento di tipo organico o comunque  non
  contraddittorio  sono  ragioni che  stanno  in  piedi  e  sarebbe
  sensato  visto che il voto finale per le variazione  di  bilancio
  non si potrà dare. Io penso, é una mia valutazione, che tutto  il
  tema  elettorale  e quindi l'articolo 4 possa essere  spostato  a
  martedì  quando  si  potrà affrontare con maggiore  serenità  con
  minore  stanchezza e in quella occasione si potrà  dare  il  voto
  finale.

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi ci sono proposte  di rinviare  e
  tuttavia  noi siamo fermi ancora all'emendamento soppressivo;  se
  l'emendamento  soppressivo viene accolto si assume una  decisione
  che  é conseguenziale al non accoglimento, altrimenti  è un'altra
  storia. Pertanto, poichè  dobbiamo togliere dal nostro cammino la
  decisione   riguardante  l'emendamento  soppressivo,   invito   i
  colleghi  a prendere posto per procedere alla votazione congiunta
  dei tre emendamenti soppressivi 4.1, 4.2 e 4.3.
   Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    Vicepresidente   della   Commissione    e   relatore.
  Contrario

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                          (Non é approvato)

   Siamo all'emendamento 4.4.

    STANCANELLI  assessore per la famiglia, le politiche sociali  e
  le autonomie locali.  Chiedo di parlare

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    STANCANELLI  assessore per la famiglia, le politiche sociali  e
  le  autonomie locali.  Signor Presidente, io intervengo perché ho
  ascoltato   alcune  argomentazioni  su  questo  emendamento   che
  dovrebbe  riparare  l'errore che é stato  commesso  quando  si  é
  proceduto  alla  pubblicazione ai fini della notizia  per  potere
  fare  trascorrere  i  novanta giorni  necessari  per  l'eventuale
  referendum. E' stato pubblicato sia il titolo I che il titolo  II
  della  disposizione e il titolo II non era soggetto al referendum
  confermativo, questo ha creato i problemi che conosciamo tutti  e
  quindi  si  è  giunti  alla  determinazione  di  bloccare  l'iter
  referendario che già il comitato referendario aveva iniziato.  Ci
  eravamo accorti in assessorato che si raccoglievano firme per una
  delibera   legislativa  che  non  tutta   andava   sottoposta   a
  referendum.  Io vedo ora un emendamento che tenta di  riparare  a
  questo  errore che sicuramente é stato studiato e concordato  con
  il  Commissario  dello Stato, ma nonostante sia stato  concordato
  con  il Commissario dello Stato  ritengo che il Parlamento  debba
  decidere  e  non c'é il novantunesimo parlamentare.  Ritengo  che
  dobbiamo discutere per evitare che dopo l'approvazione di  questa
  norma  ci si possa ritrovare nelle stesse condizioni da cui siamo
  partiti dopo la pubblicazione del 24 settembre, quindi non saremo
  nelle  condizioni di potere emettere la circolare  attuativa  per
  fare partire l'iter referendario.
   L'emendamento,  al  comma  1, recita  che  il  titolo  II  della
  delibera legislativa della legge, che è stata pubblicata ai  soli
  fini della conoscenza per l'eventuale impugnativa del referendum,
  è   abrogato.   Quindi,  con  questa  legge  cessa  di   esistere
  automaticamente il predetto titolo II, anche se la  norma  non  è
  ancora legge ma una delibera legislativa.
   Il  comma 2 prevede che a decorrere dall'entrata in vigore della
  legge  di variazioni di bilancio decorre il termine di 90  giorni
  per la raccolta di firme sul referendum. Ma qual è, questo punto,
  il   testo  di  riferimento?  Quello  pubblicato  ai  soli   fini
  conoscitivi?  Quando si parla di testo pubblicato  ai  soli  fini
  della conoscenza, a quale parte del testo ci si riferisce?
   A  mio  avviso il testo è tutto. Ne mi si può dire che  è  stato
  abrogato il titolo II perché viene pubblicato in questo testo  di
  legge.
   Ritengo  che  bisognerebbe prevedere  che  il  Presidente  della
  Regione  è  autorizzato  a  ripubblicare  soltanto  la  parte  da
  sottoporre a referendum.  Non vorrei che dopo la pubblicazione di
  questa norma, così come è fatta,  ci si trovi nella condizione di
  capire qual'è la vera norma da sottoporre a referendum. In questa
  norma   noi  stiamo  soltanto  trasferendo  i  90  giorni   dalla
  pubblicazione di questa legge. La legge pubblicata resta tale.

    PISTORIO   assessore per la sanità.  Presentiamo un emendamento
  integrativo.

    STANCANELLI   assessore per la famiglia, le politiche  sociali
  e   le   autonomie  locali.   Bisogna  verificare  se  basta   un
  emendamento  integrativo che prevede una norma che  autorizza  il
  Presidente della Regione alla  pubblicazione.

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  se  le  osservazioni   sono
  soltanto   quelle  formulate dall'Assessore Stancanelli,  si  può
  procedere  se  c'è  la  condivisione  dell'Aula  attraverso   due
  strumenti:    o    presentando    un    emendamento    aggiuntivo
  all'emendamento 4.4 oppure presentando un ordine del  giorno  con
  cui  l'Assemblea impegna il Governo a ripubblicare le  parti  che
  rimangono in vita. Ritengo che la strada da perseguire sia quella
  della presentazione di un ordine del giorno.

    FERRO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FERRO    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io  rimango
  esterrefatto  di  ciò  che ascolto e che  sempre  più  mi  lascia
  sconcertato.  Sentire  che oggi dopo un  pasticcio  che  è  stato
  prodotto in questa Aula grazie a questa maggioranza e dopo che da
  venti  giorni  ci  si  interroga sulle  soluzioni  possibili  per
  garantire  da  un  lato  l'espletarsi del referendum,  dall'altra
  parte  eventuali modifiche normative etc. etc., si dice che  sono
  stati  consultati giuristi, costituzionalisti, spero quanto  meno
  che  l'abbiamo fatto gratuitamente perchè se il prodotto  che  si
  confeziona qui oggi è di questa natura francamente, io per  primo
  mi vergogno di sedere in quest'Aula perché, al di là dei punti di
  vista  che  ciascuno di noi può avere, stiamo andando a discutere
  di  una  legge  non  solo cattiva sotto il  profilo  teorico  per
  ciascuno   di  noi  o  positiva  per  altri,  ma  di  una   legge
  sostanzialmente     inapplicabile   perchè    comunque    diventa
  estremamente complicato gestire tutta l'operazione.
   Allora,  io  vorrei far presente che noi abbiamo da un  lato  la
  necessità  di  chiarire i passaggi procedurali, perchè   c'è  una
  legge   pubblicata   e   noi   autorizziamo   il   Presidente   a
  ripubblicarla,  non si capisce bene, forse con  una  vignetta  un
  fumetto, ci mettiamo il fiocco al gatto e così via.
   Seconda  questione. C'è un  diritto che credo sia innegabile  di
  chi  vorrà  tra  i  cittadini  fare  il  referendum  confermativo
  soprattutto  non  essendo  penalizzato  dai  giorni  che  intanto
  decorrono.  Allora, vorrei, poichè penso che non si possa  votare
  la   legge   stasera,   che  da  qui  a   martedì   questi   fini
  costituzionalisti possono coadiuvare l'Assessore e il  Governo  e
  prospettare    una    proposta,    una    soluzione    che    sia
  costituzionalmente  valida,  legittima  sotto  il  profilo  della
  procedura.  Diversamente, il  rischio è che noi  facciamo  in  un
  altro  provvedimento  che  in realtà non  serve  assolutamente  a
  nulla,  che  non  risolve nulla, dopo di che  qualcuno  mi  dovrà
  spiegare chi voleva la riforma della legge elettorale e  chi  non
  la  vuole. Poiché io vorrei che non impazzissimo dietro a  queste
  questioni,  o abbiamo un percorso che è assolutamente  lineare  e
  certo, ma non possiamo vivere con un Governo che si presenta dopo
  che  per venti giorni si è assistito ad una sorta di teatrino sui
  giornali,  a  dire  se, ma, forse , vediamo, vorrei capire  anche
  con  chi  vi  siete consultati visto che l'avete  dichiarato  sui
  giornali.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  io  volevo
  fare  riflettere  anche  l'onorevole Ferro  rispetto  all'ipotesi
  avanzata dall'onorevole Stancanelli, e credo che abbia fatto  mie
  anche  le  perplessità  rispetto ai termini  da  cui  decorre  la
  possibilità di presentazione della firma.
   Quella  che  è  stata  già pubblicata è una  legge,  quella  che
  sarebbe  eventualmente  ripubblicata è  sostanzialmente  un'altra
  legge, perchè nel momento in cui noi leviamo una parte, un titolo
  alla  legge  originariamente approvata noi andiamo ad autorizzare
  la  pubblicazione  sostanzialmente di un'altra  legge.  Così  noi
  potremmo   risolvere  e  avremo  certezza  rispetto  al   quesito
  referendario.  Perchè  potrebbe dire il quesito  referendario  si
  chiede la conferma del titolo 1 della legge così pubblicata nella
  Gazzetta  Ufficiale  del...e  da  quella  data  inizierebbero   a
  decorrere  i  90  giorni per la raccolta delle firme.  Io  credo,
  fermo  restando le considerazioni rispetto ai tempi in  cui  sono
  state  proposte  le  soluzioni, che attraverso  un  ragionamento,
  nonostante  l'orario, di questa Aula, questa potrebbe essere  una
  soluzione su cui ragionare ed eventualmente dare anche il  nostro
  consenso.

    CRACOLICI . Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.  Poi dobbiamo votare  anche  perchè
  le  proposte  si  susseguono, come lei  vede  ma  poi  quando  la
  Presidenza dice che il Parlamento si esprime per atti votati  non
  sempre è compresa, nel senso che le opinioni si sovrappongono  ma
  atti la Presidenza non ne vede, tranne l'emendamento da votare.

    CRACOLICI   Visto  l'argomento di cui stiamo  parlando,  sarei
  più  prudente rispetto agli atti votati e quello che  determinano
  gli  atti  che si votano, quindi metterei almeno un  elemento  di
  prudenza nella nostra valutazione.
   Signor   Presidente,  credo  che  le  questioni  che  ha   posto
  l'assessore Stancanelli hanno un fondamento logico;  non so se la
  logica  in  questo  caso sia applicabile a farci  uscire  da  una
  empasse che si è determinato e che ad ora sembra ancora in questo
  momento difficile la soluzione.
   Lo  dico in funzione del fatto che a mio avviso la cancellazione
  o  la  abrogazione  del  titolo II dalla delibera  d'Aula  votata
  qualche  mese fa e la contemporanea introduzione di nuovi termini
  di  decorrenza  ai  fini  della procedura referendaria  se  vuole
  risolvere  due  problemi, rischia anch'essa di  aggravare  i  due
  problemi.
   Faccio   una  considerazione,  Presidente  (e  vorrei   che   mi
  ascoltasse  visto  che  poi  deve essere  assunta  una  decisione
  finale):  i  termini per la raccolta delle firme sono legati  non
  solo  alla  data  di pubblicazione ma alla quantità  delle  firme
  necessarie per indire il referendum e sono legati al voto  che  è
  stato espresso da questo Parlamento che poteva essere espresso in
  due  modi:  o  con una maggioranza qualificata semplice  cioè  la
  maggioranza  assoluta dei parlamentari aventi  diritto,  o  dalla
  maggioranza  qualificata  cioè i due  terzi  del  Parlamento  che
  avrebbe  determinato  anche  una diversa,  essendo  questa  legge
  statutaria, quantità.
   Siamo  in  presenza  di  una nuova decorrenza  dei  termini  che
  vogliamo (io sono d'accordo) determinare, ma una decorrenza di un
  atto  che  va  comunque  pubblicato e la cui  pubblicazione  deve
  essere   suffragata  dal  voto  che  consente  la   pubblicazione
  dell'atto che stabilisce se quell'atto ha o non ha la maggioranza
  assoluta o la maggioranza qualificata.
   Se  noi  torniamo  alla  pubblicazione dobbiamo  esprimerla  con
  l'atto di volontà che il voto indica nella quantità di firme  che
  dobbiamo raccogliere.
   Perchè  io  arrivo ad usare un altro paradosso: è  vero  che  la
  legge è stata erroneamente pubblicata per intero, ma la legge che
  ha  avuto il voto finale di questo Parlamento, e ha avuto il voto
  finale  di  quarantanove deputati su novanta, era  la  legge  che
  conteneva  anche  il  titolo  II e  potrei  perfino  arrivare  al
  paradosso che se non ci fosse stato il titolo II nella legge  che
  abbiamo votato può darsi che l'Aula poteva esercitare una volontà
  più  ampia,  può  darsi che la maggioranza dei  parlamentari  che
  votava  favorevolmente alla legge poteva essere dei due  terzi  e
  quindi determinava una volontà ai fini della raccolta delle firme
  diversa da un cinquantesimo del corpo elettorale.
   Sto  usando il paradosso per arrivare a quale conclusione? A  me
  pare chiaro che della legge, comunque la  mettiamo, la separiamo,
  la  stralciamo,  ne abroghiamo una parte, va prodotta  una  nuova
  pubblicazione.
   Per  essere  prodotta  una  nuova  pubblicazione,  la  si   deve
  votare  nuovamente. Poiché noi quella stessa legge l'abbiamo  già
  votata,  credo che l'unica via maestra sia quella di produrre  la
  nuova  legge  da  pubblicare,  in  virtù  di  una  modifica   che
  apportiamo.
   Noi   possiamo   giustificare  una   nuova   pubblicazione,   se
  introduciamo  un  elemento  di modifica  alla  legge,  altrimenti
  rischiamo  di  rimanere in una condizione  che  è  schizofrenica,
  perché  il  paradosso  è che per ripubblicare  la  stessa  legge,
  dovremmo  fare  tre  atti,  non soltanto  quello  che  qui  viene
  proposto cioè abrogare il titolo II, ma dovremmo persino abrogare
  il   titolo   I   e   rivotarlo  nuovamente  con   atto   diverso
  dall'abrogazione, pubblicandolo in virtù del voto nuovo al titolo
  I.
   Credo  che  questa sia una procedura schizofrenica. Ecco  perché
  mi  permetto  di  suggerire, anche in virtù  delle  cose  che  ho
  ascoltato, non da un parlamentare, ma dall'assessore,  in  quanto
  il suo ufficio ha la responsabilità della gestione procedurale ai
  fini del meccanismo referendario.
   In  base alle cose che ha detto l'assessore Stancanelli, affermo
  che  noi,  stasera,  non siamo ancora nelle condizioni  di  poter
  chiudere  il  cerchio  di  questa  difficile  vicenda  che  si  è
  determinata sulla legge elettorale.
   Io  credo che chiusa la variazione di bilancio, si possa  aprire
  una  sessione,  la  prossima  settimana,  con  provvedimenti  che
  cercheremo  di definire nel corso di queste ore, affinché  l'Aula
  in   una   sessione  propria,  specifica,  non  immischiando   la
  variazione di bilancio con altre vicende di natura diversa, possa
  alla  fine trovare una possibile via d'uscita che, a mio  avviso,
  ma  è  un  opinione, non può che essere quella di utilizzare  una
  modifica  alla  delibera d'Aula votata nel mese  di  luglio,  per
  consentire  una nuova pubblicazione e forse con un  voto  diverso
  rispetto ai 49 che hanno votato la vecchia legge elettorale.

    ARDIZZONE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ARDIZZONE    Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   sono
  fortemente convinto dell'esistenza di problemi procedurali,  vuoi
  per  quello che diceva l'onorevole Cracolici, vuoi perché ci sono
  dubbi  e  perplessità anche sul quorum che dovremmo  adottare  in
  caso   di  modifiche,  essendoci  già  in  precedenza  un  quorum
  qualificato di 46 deputati.
   Il  problema è stato posto dall'assessorato agli Enti locali, in
  quanto  si  è  trovato  di  fronte ad  una  parte  di  legge  non
  sottoponibile a referendum confermativo e di questo ritengo abbia
  voluto investire l'Aula, cioè avere lumi dall'Aula stessa.
   Siccome,  a mio avviso, qua non è in discussione tanto la  legge
  elettorale  ma, caso mai, sub iudice, lo è tutto  il  titolo  II,
  cioè  nel caso in cui noi dovessimo modificare le norme contenute
  nel  titolo  II  dovremmo  rifare la procedura  rafforzata,  cioè
  maggioranza  qualificata e referendum? Per cui, siccome  dobbiamo
  dare   forza   all'Assessorato  agli  Enti  locali  che   ripeto,
  giustamente, ha posto il problema - ed io debbo dare atto che una
  soluzione  l'aveva  trovata in un emendamento  che  poi  è  stato
  accantonato e che interveniva già nella legge 14 del 2001, quella
  sul  referendum confermativo -, io mi rimetto all'Aula se  non  é
  opportuno,  forse, arrivati a questo punto, stilare  un  semplice
  ordine  del  giorno  che impegni il Governo  a  dare  corso  alla
  pubblicazione dell'intera legge. Allo stato attuale  non  abbiamo
  altra  soluzione,  rendendoci  conto  che  se  poi  noi  dobbiamo
  modificare...

    LIOTTA  Pubblicarla nuovamente con i titoli I e II?

    ARDIZZONE   Sì, con il titolo I  e con il titolo II,  onorevole
  Liotta.  Sa  cosa mi ha stranizzato? Il fatto che il  Commissario
  dello Stato non abbia impugnato l'intero titolo II. Vi posso dire
  che io e il relatore della legge, l'onorevole Ioppolo, lo avevano
  messo  anche  per  iscritto evidenziando le carenze  proprio  per
  l'inserimento del titolo II. Questo mi ha stranizzato moltissimo,
  ingarbugliando molto la legge.
   Ora,  poiché sono nati impedimenti procedurali che, giustamente,
  l'Assessorato agli Enti locali ha sollevato, perché  si è trovato
  di  fronte  la legge 14 del 2001 che stabilisce le  regole  e  le
  procedure  del referendum confermativo con questa legge  esitata,
  probabilmente, l'Assessorato aveva già trovato la soluzione,  che
  era   quella   di   intervenire  sulla  legge  14/2001,   facendo
  l'interpretazione  autentica che, nel caso in cui  fossero  state
  inserite altre norme, come è avvenuto in questa legge, purtroppo,
  si sarebbe pubblicata soltanto la norma elettorale.
   Ciò  non  è avvenuto. Allora, con un semplice ordine del  giorno
  lo  autorizziamo  a procedere, nel contrasto fra  le  due  leggi,
  cioè  la  legge elettorale e la legge sul referendum confermativo
  che  non dispone in ordine a questioni analoghe a quelle  che  ci
  siamo  ritrovati, cioè nel caso in cui siano state inserite norme
  non  attinenti  alla legge elettorale. Per me è la soluzione  più
  semplice.

    PRESIDENTE   Pongo in votazione l'emendamento  4.4.  Il  parere
  della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze.  Favorevole.

    LIOTTA   Signor  Presidente, non pensa  che  stiamo  procedendo
  troppo in fretta?

    PRESIDENTE   Onorevole Liotta, poc'anzi, ho detto una cosa,  ma
  purtroppo siamo tutti disattenti. Sarebbe opportuno aggiornare la
  seduta  ad  altra  data,   ma non tutti la  pensano  alla  stessa
  maniera. Poc'anzi, ho detto che le proposte si sono succedute, ma
  l'Assemblea  si pronuncia relativamente a voti su  atti;  non  vi
  sono  stati atti, non vi sono stati subemendamenti, non  vi  sono
  stati ordini del giorno. E'stato annunciato un ordine del giorno,
  forse  arriva o forse no, ma intanto c'è un emendamento,  il  4.4
  che  metto  in votazione, con il parere favorevole del Governo  e
  della Commissione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    LIOTTA  Ci sono alcuni subemendamenti all'emendamento 4.4.

    PRESIDENTE  Non ci sono subemendamenti, onorevole Liotta,  sono
  articoli aggiuntivi.

    SPEZIALE    Signor   Presidente,  con   questa   forzatura   ha
  incasinato la legge

    PRESIDENTE   E'  stato  preannunciato la  presentazione  di  un
  ordine  del  giorno, che sarà trattato insieme agli altri  ordine
  del giorno.
   Onorevoli  colleghi, sono stati presentati tre  emendamenti  che
  sono  stati considerati aggiuntivi, in quanto attengono ad  altra
  parte  della  legge.  Gli emendamenti 4.4.1  e  4.4.2,  ai  sensi
  dell'articolo 17 bis del Regolamento, poiché trattasi di  materia
  sottoponibile  a  referendum  che,  pertanto,  non  può   trovare
  accoglienza in questo disegno di legge, sono  improponibili.
   Resta,  invece, l'emendamento dell'onorevole Turano, il 4.5  che
  ripropone  le  parti della delibera legislativa  che  sono  state
  poc'anzi abrogate.

    CRACOLICI  Signor Presidente le chiedo di sospendere la  seduta
  per  almeno  mezz'ora  per avere il tempo  di  presentare  alcuni
  subemendamenti.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor Presidente, chiedo preventivamente scusa  alla
  Presidenza  perché  vista  l'ora tarda  potrei  anche   dire  una
  sciocchezza.
   Noi  abbiamo  appena approvato un emendamento  che  ha  abrogato
  l'intero titolo II .

    FORMICA  Da quella legge

    ACIERNO    Dalla  legge  elettorale.  Credo   che   il   nostro
  Regolamento  preveda che una norma approvata da questa  Aula  non
  possa  essere  riproposta al voto se non in  un  altra  sessione.
  Quando lei pone in votazione l'emendamento 4.5, di fatto, abbiamo
  appena  abrogato  queste norme, non capisco  perché  ora  lei  ci
  chiede di votare per approvarle. Signor Presidente, credo che  il
  Regolamento ci vieti questa procedutra, per cui l'emendamento 4.5
  deve essere considerato inammissibile.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, l'emendamento  4.5  presentato
  dai  deputati Turano, Ardizzone ed altri ripropone il  titolo  II
  della legge. Questa procedura, l'onorevole Turano lo ricorderà, è
  una  procedura  che è stata praticata da questo Parlamento  sotto
  altra  forma; questo Parlamento in passato piuttosto che  subire,
  supinamente,  spesso  le decisioni del Commissario  dello  Stato,
  abrogava   le  parti impugnate dallo stesso e le riproponeva  con
  altro  disegno di legge che predisponeva contestualmente, ma  con
  atto separato.
   In  questo  caso,  invece, i medesimi atti di abrogazione  e  di
  riproposizione    troverebbero  spazio  nello   stesso   contesto
  normativo,  cosa  che  non  è possibile  e,  pertanto,  onorevoli
  colleghi,  poiché  è stato presentato un ordine  del  giorno  che
  impegna  il  Presidente  dell'Assemblea ed  il  Presidente  della
  Regione  ad  aprire  una  finestra legislativa,  vorrei  invitare
  l'onorevole  Turano  a ritirare questo emendamento  ed  a  votare
  immediatamente l'ordine del giorno che prevede l'apertura di  una
  finestra  legislativa per l'approvazione di un nuovo  disegno  di
  legge che riguarda il sistema elettorale negli enti locali.

    TURANO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    TURANO    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   questo
  ragionamento  è ineccepibile, però la conclusione  cozza  con  la
  premessa. Avendo noi abrogato il titolo II non possiamo approvare
  l'articolo 4 perché contiene disposizioni contenute nel titolo II
  e quindi non c'è dubbio che anche l'articolo 4 vada cassato.
   Dobbiamo, pertanto, rivotare la soppressione dell'articolo  4  e
  quando tratteremo la materia...

    PRESIDENTE   Non  c'è  bisogno,  onorevole  Turano,  perché   è
  automaticamente  superato, cosa che la Presidenza  avrebbe  detto
  non appena chiusa la querelle sull'emendamento 4.5.
   Allora, sospendiamo la discussione sull'articolo 4.
   Comunico  che  sono  stati  presentati  i  seguenti  ordini  del
  giorno:
   -  numero  470,  Riproposizione di norme concernenti le elezioni
  dei  consigli comunali e provinciali  , degli onorevoli Misuraca,
  Formica, Dina;
   -   numero  472,   Ripubblicazione,  ai  fini  notiziari   della
  delibera  legislativa approvata nella seduta n. 223 del 5  agosto
  2004 , degli onorevoli  Formica, Dina e Misuraca.

    CRACOLICI  L'emendamento sostituisce l'articolo 4?

    PRESIDENTE     Onorevole   Cracolici,   il   voto    favorevole
  all'emendamento  4.4  preclude  la trattazione  dell'articolo  4,
  perché  l'articolo 4 faceva parte di quella parte che non  esiste
  più.
   Allora,  a  questo  punto, per omogeneità di  argomento  votiamo
  l'ordine  del  giorno numero 470 che impegna il Presidente  della
  Regione a presentare apposito disegno di legge che riproponga  le
  norme del Titolo II.
   Insieme  a questo, votiamo l'ordine del giorno 472 che  impegna,
  invece,   il  Presidente  della Regione  a  ripubblicare  i  fini
  notiziali  le parti della legge  residuali dopo l'abrogazione del
  Titolo II.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  mi  rivolgo
  ai  firmatari di questo ordine del giorno  per chiedere loro   di
  dare seguito  ad un impegno politico  assunto nel corso di queste
  giornate,    al   fine   di  consentire  all'Aula   di   valutare
  l'opportunità di  introdurre eventuali modifiche al  testo  della
  legge  elettorale per l'Assemblea regionale e per  il  Presidente
  della Regione.
   Chiedo  ai colleghi della maggioranza di  introdurre nell'ordine
  del  giorno  le  ragioni  politiche che  hanno  visto  aprire  un
  dialogo.  Poi  vedremo quale sarà il merito, se ci sarà  e  quale
  tipo  di  soluzione bisognerà dare, ma credo che, oggi,  chiudere
  quest'Aula, con l'impegno a convocare una sessione  per  lavorare
  sul  Titolo  II,  non costituisca la ragione per la  quale  si  è
  tentato faticosamente di trovare soluzioni  possibili che  siano,
  in  maniera più  larga possibile, condivise da tutte o dalla gran
  parte delle forze politiche siciliane.
   Io   vorrei   ricordarlo  perché  stiamo   parlando   di   legge
  elettorale. Non stiamo parlando di una variazione di bilancio, di
  una  Finanziaria,  di leggi che sono proprie di  una  maggioranza
  politica  e  di  una maggioranza di governo. Stiamo  parlando  di
  legge elettorale.
   Credo  che  i  colleghi  capigruppo  della  maggioranza  debbano
  mantenere  l'impegno  che  verbalmente era stato  assunto,  nella
  proposizione  di un ordine del giorno a firma loro  che  porti  a
  questo tipo di risultato, di obiettivo, perché altrimenti diventa
  tutto più difficile.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, credo che  l'onorevole  Turano
  abbia  ritirato  l'emendamento 4.5,  che  viene  trasformato,  di
  fatto, nell'ordine del giorno numero 470 che pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE  Si passa all'ordine del giorno numero 472.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che
  stiamo compiendo il temuto pasticcio.
   Stiamo  approvando  un ordine del giorno in  cui  impegniamo  il
  Presidente della Regione a ripubblicare, fini notizie, il  titolo
  I  della  legge elettorale, riguardante l'elezione del Presidente
  della Regione e l'elezione dell'Assemblea regionale.
   Noi, nell'articolo 4.4, abbiamo previsto che i 90 giorni da  cui
  decorrono  i  termini per la raccolta delle firme  partono  dalla
  pubblicazione  della  presente  legge,  in  dispregio  di  quanto
  previsto dal secondo comma dell'articolo 1, della legge numero 14
  del  2001,  mentre, qua, stiamo autorizzando la  ripubblicazione,
  quindi...

    PRESIDENTE   Onorevole  Spampinato, non  le  deve  sfuggire  un
  passaggio, un inciso che non è secondario. Poiché su questo  tema
  le  opinioni sono controverse e anche le argomentazioni di natura
  giuridica sono controverse, c'è un inciso che dice:  ove si renda
  necessario',  perché questo aspetto risiede nelle competenze  del
  Presidente  della Regione che ha i suoi strumenti di valutazione,
  relativamente ai passaggi che deve compiere e, pertanto,  stiamo,
  sostanzialmente, affermando un principio, cioè che i termini sono
  tutti  nuovi  e decorrono dalla data di entrata in  vigore  della
  legge  che  stiamo per votare e che se per motivi tecnici,  fosse
  necessario  ripubblicare le parti residuali, il Presidente  della
  Regione,  fatte  le  sue  valutazioni, le ripubblica  perché,  in
  qualunque  caso, i termini, ai fini referendari, decorrono  dalla
  data  di  entrata  in vigore di questa legge e,  quindi,  possono
  coabitare le due questioni.

    SPAMPINATO  Signor Presidente, posso porre un quesito?

    FLERES  Prego, onorevole Spampinato.

    SPAMPINATO    Ove   il  Presidente  della   Regione   ritenesse
  necessario procedere alla ripubblicazione della legge, i  termini
  per la raccolta delle firme da quando decorrerebbero?

    PRESIDENTE     C'è    scritto    nell'emendamento,    onorevole
  Spampinato.

    SPAMPINATO  In contraddizione a quanto abbiamo approvato.

    PRESIDENTE  No, onorevole Spampinato, non in contraddizione.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare sull'ordine del giorno.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  c'era  stato
  un  tentativo,  da parte dell'Assessore per gli Enti  locali,  di
  mettere un po' di ordine alla materia, poi, è intervenuto  lei  e
  questa volta è riuscito a farlo.
   Io penso che torniamo nuovamente...

    PRESIDENTE   Onorevole  Speziale,  la  prego  di  riservare  le
  valutazioni  di  natura  personale  ad  altre  sedi,  perché   la
  Presidenza  ha più volte sollecitato i deputati a trasformare  le
  loro  opinioni in atti valutabili ai fini parlamentari  e  questo
  non  è  avvenuto.  Dunque la Presidenza, onorevole  Speziale,  ha
  soltanto  preso in considerazione quello che poteva  prendere  in
  considerazione,  ciò che non può prendere in considerazione,  può
  apprezzarlo  o  meno;  di  fatto  non  si  possono  prendere   in
  considerazione  le  opinioni perché sulle  opinioni  non  si  può
  votare.

    SPEZIALE     Signor   Presidente,   avendoci    fatto    votare
  l'emendamento   4.4   in   fretta,  ha   causato   un   ulteriore
  incasinamento di tutta la legge. Le avevo chiesto di  andare  con
  calma, con cautela, perché è una materia delicata, invece lei  ha
  voluto,  come  è  suo  solito, forzare; è un  fatto  caratteriale
  sicuramente,  ed  io  penso  che  non  abbiamo  fatto  altro  che
  rideterminare   un'altra  esposizione  da  parte   dell'Assemblea
  Regionale  di fronte all'opinione pubblica perché, da  domani  in
  poi,  ci accorgeremo che non è possibile stabilire con una  norma
  di  ripubblicare  una  legge che è stata già pubblicata  soltanto
  perché  lo  stabiliamo con norma o addirittura con un ordine  del
  giorno.
   Tuttavia,  vorrei intervenire sul secondo ordine del giorno.  Il
  tentativo, signor Presidente, che noi abbiamo cercato di fare,  è
  un tentativo politico. Quando si parla della finestra legislativa
  c'è  il tentativo di riconsiderare l'impianto normativo approvato
  in  quest'Aula  per vedere se è possibile, attorno  ad  un  testo
  modificato, avere una visione d'Aula molto più ampia  rispetto  a
  quella che ha dato vita alla legge che oggi è stata pubblicata.
   Se   l'intendimento   è   questo  e  c'è  quello   dell'apertura
  legislativa  e cioè quello di fare una finestra legislativa,  non
  si  capisce  perché  dovremmo  autorizzare  il  Presidente  della
  Regione  a ripubblicare una legge che è stata pubblicata,  perché
  se  andiamo a fare un nuovo testo, modificato anche parzialmente,
  anche nella parte minimale, per quanto riguarda il titolo I della
  legge che abbiamo approvato, da quel momento, ripubblicata quella
  legge, scattano eventualmente i termini per indire il referendum.
   Delle  due  l'una  signor Presidente: o  si  ha  la  volontà  di
  ritornare  in quest'Aula e produrre un atto normativo  che  tenga
  conto  anche  delle osservazioni che, nel corso di  questi  mesi,
  sono state avanzate da altre forze politiche, in particolare  per
  quanto   riguarda  l'ipotesi  allo  sbarramento  e  tutto  questo
  individua la possibilità che in Aula si determini una maggioranza
  molto più ampia ed allora si segua quella strada, o se non si  ha
  intenzione  di  seguire quella strada, si lasci  stare  la  legge
  pubblicata così com'è.
   Per  quanto ci riguarda, il tentativo fatto da parte nostra  era
  quello  di  ritornare  in  Aula  con  una  finestra  legislativa,
  riaffrontare   anche   parzialmente  una   parte   della   legge,
  ripubblicare  la  legge  parzialmente  riaffrontata   e  da  quel
  momento  far  scattare  il  referendum.  Per  questo,  non   sono
  d'accordo  al fatto che venga approvato quest'ordine del  giorno.
  Questo,  infatti,  in  qualche modo, finisce  col  vanificare  lo
  sforzo  che noi vogliamo fare di ritornare in Aula per  fare  una
  nuova legge, cioè finiamo col vanificarlo.
   Per  questa  ragione, dichiaro il mio voto contrario  all'ordine
  del giorno presentato dai colleghi della maggioranza, anzi invito
  i  colleghi  della  maggioranza  -  mi  rivolgo  direttamente  ai
  capigruppo, agli onorevoli Dina, Formica e Misuraca - a  valutare
  attentamente, se  dobbiamo cogliere in quest'ordine  del  giorno,
  di  fatto, una volontà di chiusura o se invece dobbiamo  cogliere
  una  disponibilità  a riaprire una finestra  legislativa.  Se  si
  vuole  riaprire  la  finestra legislativa,  si  faccia  un  testo
  modificato, si porti in Aula già la prossima settimana e da  quel
  momento,  dopo  che  sarà approvato decorreranno  i  termini;  se
  invece  si vuole ripubblicare la legge, di fatto, si manterrà  in
  vita la norma già esitata dall'Aula.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'ordine del giorno 472.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Preciso  che  l'articolo  4, a seguito dell'emendamento  4.4,  è
  precluso.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


   Onorevoli  colleghi,  comunico  che  sono  stati  presentati   i
  seguenti ordini del giorno:

      numero   443,    Iniziative   per  fronteggiare   l'emergenza
  clandestini  nell'Isola  di Lampedusa ,  degli  onorevoli  Raiti,
  Fleres,  Antinoro, Dina, Ardizzone, Formica, Papania, Spampinato,
  Liotta,  Ferro,  Speziale, Morinello, Barbagallo,  Crisafulli  ed
  altri;

  numero  444,  Applicazione dell'articolo 1 quater della legge  27
  luglio 2004, n. 186, nell'ambito dell'Amministrazione regionale ,
  degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici e Baldari;

  numero 445,  Misure urgenti per far fronte alla crisi del settore
  dell'ortofrutta  e  della serricoltura ,  degli  onorevoli  Zago,
  Speziale, Cracolici, Capodicasa ed altri;

  numero  447,  Destinazione della somma di 1.000 migliaia di  euro
  ai  Comuni  di  Pace  del Mela, San Pier Niceto  e  Monforte  San
  Giorgio , dell'onorevole Formica ;

  numero 448,  Riordino delle disposizioni che interessano le  case
  di  cura private in regime di pre-accreditamento con la Regione ,
  degli onorevoli Spampinato, Raiti, De Benedictis e Papania;

  numero 449,  Istituzione del servizio di farmacia nelle strutture
  sanitarie  private che esercitano attività di ricovero e  terapia
  equipollenti   alle   strutture   pubbliche ,   degli   onorevoli
  Spampinato, Ortisi, Papania, Raiti, De Benedictis .

  numero  450,  Stipula di apposito protocollo d'intesa, con valore
  di  patto,  con  tutte le aziende operanti in  Sicilia  esercenti
  l'attività   di  autolinee ,  degli  onorevoli  Fleres,   Catania
  Giuseppe, Maurici, Baldari, Misuraca;

  numero   451,    Reperimento   delle   risorse   necessarie    al
  funzionamento del registro territoriale di patologia (RTP)  della
  provincia  di  Siracusa ,  degli onorevoli  Sbona,  Burgaretta  e
  Confalone;

  numero  453,  Risanamento della Valle del Mela , degli  onorevoli
  Ardizzone, Formica, Beninati e Panarello;

  numero 454,  Finanziamento del progetto di creazione di un Centro
  di Documentazione Arte contemporanea presso la Real Cittadella di
  Messina , degli onorevoli Beninati, Ardizzone e Baldari;

  numero  455,  Attuazione della normativa regionale in materia  di
  personale di enti parco , dell'onorevole Beninati;

  numero   456,   Valutazione,  con  i  rappresentanti  dei  Comuni
  siciliani,  delle  opportune  iniziative  in  materia  di   Piani
  integrati  territoriali  (PIT) ,  degli  onorevoli  Raiti,  Ferro
  Miccichè, Morinello, Zago, Speziale;

  numero  457,   Definizione  di  un  percorso  di  stabilizzazione
  concreto  ed attuabile  per i 3300 soggetti impegnati in attività
  socialmente  utili (ASU), presso l'Amministrazione della  Regione
  siciliana , degli onorevoli Moschetto, Gonfalone, Maurici, Leanza
  Edoardo, Mercadante, Baldari, Fleres;
  numero 458,  Interventi in favore dei produttori d'uva del Comune
  di  Lazzarone  (CT) , degli onorevoli Fleres,  Catania  Giuseppe,
  Maurici, Baldari;

  numero 459,  Indizione del referendum di cui all'articolo 8 della
  legge  regionale n.30 /2000 ,  degli onorevoli Fleres,   Maurici,
  Baldari;

  numero  460,  Iniziative per la costituzione di un tavolo tecnico
  sul   precariato ,  degli  onorevoli  Fleres,  Catania  Giuseppe,
  Maurici;

  numero 461,  Interventi per la rideterminazione dei compensi  del
  Collegio dei Revisori contabili dei Consorzi di Bonifica ,  degli
  onorevoli Fleres, Catania Giuseppe,  Maurici e Baldari;

  numero 462,  Trasferimento alla Provincia regionale di Trapani di
  proventi  derivanti  dalla dismissione delle  Sicilauto  S.p.A. ,
  degli onorevoli Turano, Mancuso e Ardizzone;

  numero 463,  Definizione di un percorso di stabilizzazione per  i
  soggetti impegnati in A.S.U. e per i contrattisti A.P.U.C. presso
  l'Amministrazione  della  Regione  siciliana ,  degli   onorevoli
  Ioppolo e Virzì;

  numero 464,  Interventi presso il Ministro delle Infrastrutture e
  dei  trasporti  perché  sia  garantita l'attuale  attività  delle
  Ferrovie dello Stato nei collegamenti sullo Stretto di Messina  e
  siano   evitati  contraccolpi  occupazionali ,   degli  onorevoli
  Panarello, Genovese, Ardizzone, Liotta;

  numero  465,   Definizione  di  un  percorso  di  stabilizzazione
  concreto  ed attuabile per i 3.300 soggetti impegnati in  A.S.U.,
  presso  l'Amministrazione regionale siciliana ,  degli  onorevoli
  Dina,  Savona, Papania, Fratello ed altri (di identico  contenuto
  dell'ordine del giorno n. 457);

  numero 466,  Declaratoria di evento straordinario negativo per il
  comparto  agricolo  siciliano  ed,  in  particolare,  per  quello
  Agrigentino , dell'onorevole Savarino;

  numero  467,   Istituzione  premio  di  musica  ed  arte ,  degli
  onorevoli Catania Giuseppe, Fleres e Maurici;

  numero   468,   Lavoratori  impegnati  in  A.S.U.  e  ex   P.U.C.
  (contrattisti)  stabilizzazione e  fuoriuscita  del  precariato ,
  degli onorevoli Oddo e Papania;

  numero  469,   Definizione  di  un  percorso  di  stabilizzazione
  concreto  ed  attuabile per i 1.080 lavoratori con  contratti  di
  diritto privato e per i 3.300 soggetti impegnati in A.S.U. presso
  l'Amministrazione regionale siciliana, , degli onorevoli  Papania
  e Oddo;

    numero 471,  Istituzione della Scuola superiore di studi per le
  scienze  turistiche, con sede a Catania , degli onorevoli Ioppolo
  e Formica.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, gli ordini del giorno  nn.  457,
  463,   465,   468,   469   sono  accettati   dal   Governo   come
  raccomandazione.

   L'ordine  del  giorno n. 430 è ritirato. L'Assemblea  ne  prende
  atto.
   Pongo  in  votazione l'ordine del giorno numero 443.  Il  parere
  del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, gli ordini del giorno nn.  444,  445,  447,
  448,  449, 450, 451, 453, 454, 455, 456, 458, 459, 460, 461, 462,
  464 e 471 sono accettati dal Governo come raccomandazione.
   Pongo  in votazione l'ordine del giorno n. 466. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

     Pongo  in  votazione l'ordine del giorno  numero  467.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                           (E' approvato)
   Invito  gli  uffici  a  prendere nota che l'onorevole  Giambrone
  dichiara di apporre la propria firma all'ordine del giorno numero
  457  e  l'onorevole Mancuso dichiara di apporre la propria  firma
  all'ordine del giorno n. 466.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


   Si passa all'articolo 31. Ne do lettura:

                            «Articolo 31
   Variazioni agli stati di previsione dell'entrata e della spesa
   del bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione
                              siciliana

   Negli  stati  di  previsione  dell'entrata  e  della  spesa  del
  bilancio  dell'Azienda  delle  foreste  demaniali  della  Regione
  siciliana  per  l'esercizio  finanziario  2004  sono  introdotte,
  rispettivamente, le variazioni di cui alle annesse tabelle 'C'  e
  'D'.»

    PRESIDENTE    Do  lettura  delle annesse  Tabelle   C   e   D ,
  entrambe  relative  all'Azienda  delle  foreste  demaniali  della
  Regione.

                  (Il Presidente legge le tabelle)

   Pongo  in  votazione  la  tabella  C . Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvata)

   Pongo  in  votazione  la  tabella  D . Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvata)

   Pongo  in  votazione  l'  articolo 31. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 32. Ne do lettura:
                            «Articolo 32

   La  presente  legge  sarà  pubblicata nella  Gazzetta  ufficiale
  della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo
  a quello della sua pubblicazione.
     E'  fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e  di  farla
  osservare come legge della Regione.»

   Pongo  in  votazione  l'articolo  32.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi pongo in  votazione  la  delega
  alla Presidenza per il coordinamento formale del disegno di legge
   Misure  finanziarie  urgenti. Assestamento  del  bilancio  della
  Regione e del bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali della
  Regione siciliana per l'anno finanziario 2004  (n. 917/A).
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvata)

   Sospendo la seduta per 15 minuti.

       (La seduta, sospesa  alle ore 03.10, è ripresa alle ore
                               03.15)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, prima  di  procedere  al  voto
  finale,  c'è  una  correzione  formale  da  apportare  ai   sensi
  dell'articolo 117 del Regolamento interno:
   All'articolo  9,  lettera b) dopo le parole   per  oblazione  di
  credito  aggiungere le seguenti parole  a breve termine e .
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    MICCICHE'    Presidente deve richiamare i commessi per  evitare
  un uso improprio delle schede.

    PRESIDENTE   Onorevole Miccichè lei faccia il suo  mestiere  di
  deputato, io tenterò di fare molto modestamente il mio.

    PANARELLO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PANARELLO   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  prendo  la
  parola  per  esprimere la mia valutazione di voto contrario  alle
  norme che sono qui poste in votazione, richiamo la sua attenzione
  su  un  punto  che  é  rimasto indefinito  perché  stamattina  il
  Presidente Lo Porto nel mettere in votazione l'emendamento  27.21
  aveva  rappresentato  all'Aula  e  al  Governo  la  necessità  di
  intervenire sulle tabelle per definire la postazione finanziaria.
  Sollevo  la  questione perché con questo emendamento,  lo  voglio
  dire  ai colleghi miei della provincia di Messina e anche ai  due
  Assessori  del  governo   messinesi , nonché  all'Assessore  alla
  sanità, si interviene su una norma votata molti anni fa riconosce
  un  contributo  al  centro  di epilessia  presso  il  Policlinico
  universitario di Messina. Con questo articolo si dice, in maniera
  indefinita che quel contributo vale per il centro di epilessia di
  Messina,  nonché  per il Centro di riferimento regionale  per  il
  controllo  e la cura della sindrome Down e delle altre  patologie
  cromosomiche e genetiche presso la UPP - che non so che cosa sia,
  ma immagino che sia un istituto - sicuramente non della provincia
  di Messina.
   Quindi,  sarebbe  stato  opportuno che l'Assessore  alla  sanità
  chiarisse  se  il  Centro di epilessia di  Messina  non  era  più
  meritevole di quel tipo di contributo di cui ha disposto  fino ad
  oggi e, naturalmente, anche perché, per altro verso, bisognerebbe
  capire  l'ubicazione di  questo centro che  si  finanzia  con  il
  contributo che era dato al centro per l'epilessia di Messina.
   Voglio   aggiungere  un'altra  cosa:  intervenire  in  sede   di
  variazione  di bilancio - mi rivolgo alla Presidenza  -  per  una
  voce  di  bilancio  che  quel Centro  avrebbe  potuto  già  avere
  impegnata  perché riconfermata nella Finanziaria, è  un  modo  di
  procedere  molto discutibile, a maggior ragione, se si tratta  di
  strutture  che  si  ritengono meritevoli di un contributo  perché
  intervengono  positivamente sul terreno  della  ricerca  e  della
  cura.
   Quindi,  ribadisco che  è un modo di procedere molto discutibile
  che conferma anche il taglio e il profilo di questa variazione di
  bilancio,  arricchita  da  quella misura  inqualificabile  che  è
  l'articolo 15, che, fra l'altro, interviene in una materia  -  la
  deroga  al  piano paesistico, che credo non sia nella potestà  di
  questo Parlamento - che modifica in maniera surrettizia e prevede
  interventi  in aree di verde agricolo che potrebbero  determinare
  un'ulteriore ondata speculativa.
   Tutti  questi  elementi  mi  inducono  a  votare  negativamente,
  sottolineando e sollevando formalmente alla Presidenza l'esigenza
  di  porre  attenzione e ad una verifica ulteriore sulla procedura
  inusuale che si è attuata per votare l'emendamento 27.21.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
    «Misure finanziarie urgenti. Assestamento del bilancio della
  Regione e del bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali della
       Regione siciliana per l'anno finanziario 2004» (917/A)

    PRESIDENTE   Indìco la votazione finale per scrutinio  nominale
  del  disegno  di legge «Misure finanziarie urgenti.  Assestamento
  del  bilancio  della  Regione e del bilancio  dell'Azienda  delle
  foreste  demaniali della Regione siciliana per l'anno finanziario
  2004» (917/A).
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  56
   Maggioranza         29
   Favorevoli          45
   Contrari            11
   Astenuti            0

                        (L'Assemblea approva)

   Onorevoli  colleghi,  la  seduta  è  rinviata  a  mercoledì,  27
  ottobre 2004, alle ore 17.30, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Fleres


   I  - Comunicazioni.

   II  -  Lettura,  ai sensi e per gli effetti degli  articoli  83,
  lettera d) e 153 del Regolamento interno, della mozione:

     N.  312   Interventi in favore dei produttori d'uva del comune
     di  Mazzarrone (CT) , a firma degli onorevoli Fleres,  Catania
     Giuseppe, Maurici e Baldari.

   III - Discussione unificata delle mozioni:

     N.  305  - Definizione  di una linea comune  per  proporre  al
     Consiglio  dei Ministri necessarie ed urgenti modifiche  della
     manovra  finanziaria  a  tutela dell'economia  siciliana. ,  a
     firma   degli   onorevoli  Speziale,  Cracolici,   Capodicasa,
     Crisafulli,   De  Benedictis,  Giannopolo,  Oddo,   Panarello,
     Villari, Zago.

     N.   309 - Interventi  in  favore  del  sistema  economico   e
     imprenditoriale  della  Sicilia. ,  a  firma  degli  onorevoli
     Misuraca, Confalone, Mercadante, Baldari, Fleres.

     N.  310 - Misure  da  proporre al  Consiglio  dei  Ministri  a
     salvaguardia   dell'economia  siciliana. ,   a   firma   degli
     onorevoli Formica, Mercadante, Dina, Basile, Infurna, Sbona.

   IV - Discussione del disegno di legge:

      Schema  di  progetto di legge costituzionale da proporre,  ai
     sensi   dell'articolo   18   dello  Statuto,   al   Parlamento
     nazionale,  recante  Modifiche allo Statuto  della  Regione.'
     (nn. 580-472-578-602-652/A) (Seguito).

   V  -  Elezione delle Commissioni legislative permanenti e  della
  Commissione  per l'esame delle questioni concernenti  l'attivita'
  dell'Unione europea.

                   La seduta è tolta alle ore 3.35

        Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 05.10

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                      Dott. Giovanni Tomasello

                SEDUTA N. 245 DEL 21-22 OTTOBRE 2004

                              ALLEGATO:

            EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA

  DISEGNO   DI   LEGGE   N.  917/A   MISURE  FINANZIARIE   URGENTI.
  ASSESTAMENTO   DEL  BILANCIO  DELLA  REGIONE   E   DEL   BILANCIO
  DELL'AZIENDA DELLE FORESTE DEMANIALI DELLA REGIONE SICILIANA  PER
  L'ANNO FINANZIARIO 2004.''

    -All'articolo 23:

   Emendamento 23.2:

   In  attuazione delle finalità dell'articolo 4  della  l.r.  26
  marzo  2002,  n.  2, e successive modifiche ed  integrazioni  è
  destinata  alla provincia regionale di Ragusa la  somma  di  58
  mila   migliaia   di  euro  per  la  realizzazione   di   opere
  infrastrutturali  ed  interventi  a  sostegno  dello   sviluppo
  produttivo   del   territorio.   L'Assessore   regionale    per
  l'industria provvederà, previo parere della Giunta regionale di
  Governo,   a  trasferire  di  volta  in  volta  alla  Provincia
  regionale di Ragusa gli importi relativi alle singole opere  da
  realizzare,  inserite  nel  Piano di  Utilizzo   già  approvato
  dalla   Giunta   regionale  di  Governo   e  delle   competenti
  commissioni legislative  dell'ARS .

  Per  le finalità di cui ala comma 1 si provvede quanto a 41.317
  migliaia   di  euro  con  parte  delle  disponibilità  dell'UPB
  4.2.2.8.99, capitolo 613935 e quanto a 16.683 migliaia di  euro
  con  le  risorse di cu i all'articolo 4, comma 3, della l.r.  3
  dicembre 2003, n. 20 .

    -All'articolo 24:

   Emendamento 24.2.:

   L'articolo 24 è soppresso.

   Emendamento 24.3 come emendato dal subemendamento 24.3.5:

   Aggiungere il seguente articolo:

   Art   1. Il termine per l'approvazione del piano regionale per
  l'offerta formativa è fissato al 30 novembre di ogni anno .

  2.  L'articolo 25 della legge regionale 4 giugno 1980, n. 55  è
  così sostituito:

   Art. 25. - 1. Allo scopo di realizzare una maggiore diffusione
  tra  i  siciliani  all'estero della stampa  siciliana  e  delle
  notizie  riguardanti la Sicilia, l'Assessore regionale  per  il
  lavoro,  la  previdenza sociale, la formazione professionale  e
  l'emigrazione è autorizzato ad effettuare abbonamenti, anche on
  line,  a quotidiani siciliani riviste e agenzie di stampa anche
  di   carattere   nazionale  scelti  garantendo   la   pluralità
  dell'informazione.

  2.   Gli   abbonamenti  sono  effettuati  su  richiesta   delle
  associazioni  di emigrati siciliani costituite sia  in  Sicilia
  che all'estero nei limiti delle disponibilità di bilancio.

  3.  Il   comma  5 dell'articolo 4 ter della legge  regionale  4
  giugno  1980,  n. 55, introdotto dall'articolo  6  della  legge
  regionale 6 giugno 1984, n. 38 è così modificato:

   5.  Il  comitato   ha  il  compito di redigere  un  notiziario
  regionale dell'emigrazione e dell'immigrazione da diffondere in
  rete  curando la massima diffusione dello stesso anche mediante
  contatti con i quotidiani e periodici in lingua italiana che si
  pubblicano all'estero.

  4.  Per  l'anno 2004 ai fini della stabilizzazione dei soggetti
  impegnati  in  attività  socialmente  utili,  gli  enti  locali
  possono  procedere alle assunzioni nei soli limiti del rispetto
  del tetto di stabilità regionale e nazionale.

  5.  Gli  adempimenti  applicativi del  decreto  legislativo  10
  settembre  2003,  n.  276, nonché del  decreto  legislativo  21
  aprile   2000,  n.  181,  così  come  modificato  dal   decreto
  legislativo   19   dicembre  2002,  n.   297,   sono   definiti
  dall'Assessore regionale per il lavoro, la previdenza  sociale,
  la  formazione professionale e l'emigrazione. Le  procedure  di
  concertazione  con le forze sociali vengono attuate  attraverso
  la Commissione regionale per l'impiego.

  6.  In  attuazione delle disposizioni del Titolo VI del decreto
  legislativo 10 settembre 2003 n. 276 e dell'articolo  16  della
  legge  24 giugno 1997, n. 196, gli aiuti previsti agli articoli
  27  e  28  della  legge  regionale 18 febbraio  1986,  n.  3  e
  successive modifiche ed integrazioni ed agli articoli  50,  61,
  71  e  116 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32,  sono
  attivati  in tuttii settori di attività. Per gli aiuti medesimi
  trovano applicazione le disposizioni del decreto legislativo 10
  settembre 2003, n. 276.

  7.  Le  sezioni  circoscrizionali per l'impiego  e  le  sezioni
  circoscrizionali  per  il collocamento in  agricoltura  di  cui
  all'articolo 2 della legge regionale 21 settembre 1990, n.  36,
  assumono  la denominazione di  Centri per l'impiego' e  possono
  avvalersi, per l'esercizio delle proprie funzioni degli enti ed
  organismi  indicati  all'articolo 12 della legge  regionale  26
  novembre 2000, n. 24.

  8.   Le   disposizioni  dei  decreti  legislativi  emanati   in
  attuazione  della delega di cui all'articolo 8 della  legge  14
  febbraio  2003,  n.  30 concernente la razionalizzazione  delle
  funzioni  ispettive  in  materia di  previdenza  sociale  e  di
  lavoro,   trovano   applicazione   nella   Regione.   Per    il
  raggiungimento delle finalità previste dai decreti  legislativi
  di  cui  al  comma 1, secondo le modalità e con le attribuzioni
  negli  stessi contenuti, la titolarità delle relative  funzioni
  rimane  in  capo al Dipartimento regionale del  lavoro  che  si
  avvale  degli ispettori del lavoro in forza presso il  servizio
  ispettorato regionale del lavoro ed i servizi degli ispettorati
  provinciali del lavoro. Il Dipartimento si avvale, altresì,  di
  altro  personale  in forza presso i servizi  degli  uffici  del
  lavoro  la  cui idoneità allo svolgimento dei nuovi  compiti  è
  garantita  dall'apposita attività di affiancamento al personale
  già  inquadrato  quale ispettore del lavoro, nonché  attraverso
  idonei  percorsi  di  formazione, da svolgersi  anche  mediante
  corsi  telematici. Il personale così formato svolge  l'attività
  ispettiva anche in appositi nuclei incardinati presso i servizi
  degli uffici del lavoro coordinati dai responsabili dei servizi
  provinciali degli ispettorati del lavoro.

  9. Le disposizioni di cui all'articolo 25 della legge regionale
  29 dicembre 2003, n. 21, limitatamente alle misure previste dal
  comma  1  lettere  d)  ed  e), trovano applicazione  anche  nei
  confronti  dei  lavoratori titolari dei  contratti  di  diritto
  privato a tempo determinato di cui agli articoli 11 e 12  della
  legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85.

  10.  Il  comma  2  dell'articolo 25 della  legge  regionale  29
  dicembre 2003, n. 21, è così sostituito:

   2.  La  selezione dei lavoratori per l'accesso alle misure  di
  cui  al  comma  1 avviene con le stesse modalità  previste  dal
  comma 5 dell'articolo 2 della legge regionale 26 novembre 2000,
  n. 24 .

  11.  Il comma 7 dell'articolo 17 della legge regionale 16aprile
  2003, n. 4 è abrogato. .

   Subemendamento  24.3.4:

  Sopprimere il comma 1 dell'emendamento  24.3..

   Emendamento  24.3.3:

  Al  comma  4 sostituire  le parole  'nei soli limiti'   con  le
  parole  'con i soli limiti'.

   Emendamento 25.10 R:

  Aggiungere  il seguente articolo:

   Art.     -  Proroga dei termini dell'articolo 14 della   legge
  regionale  21  dicembre 1995, n. 85 e riserva nei concorsi  per
  l'accesso  ai  pubblici  impieghi  -  1.  I  termini   di   cui
  all'articolo 14, commi 1 e 2, della legge regionale 21 dicembre
  1995,  n.  85, modificato dall'articolo 1, commi 1  e  2  della
  legge  regionale  19 agosto 1999, n. 18, sono prorogati  al  31
  dicembre 2006.

  2.  Ai  fini  dell'applicazione della riserva nei concorsi  per
  l'accesso  ai  pubblici  impieghi in  favore  dei  soggetti  in
  possesso  dei  requisiti previsti dall'articolo 1  della  legge
  regionale  21  dicembre 1995, n. 85 e successive  modifiche  ed
  integrazioni,  gli enti utilizzatori emanano i  relativi  bandi
  conferendo  priorità ai soggetti che, all'atto dell'entrata  in
  vigore  della  presente  legge, prestano  servizio  presso  gli
  stessi  enti  quali titolari di contratti di  diritto  privato,
  stipulati ai sensi degli articoli 11 e 12 della legge regionale
  21  dicembre  1995, n. 85. I concorsi sono espletati  per  soli
  titoli  ed  i relativi criteri sono stabiliti con deliberazione
  della Commissione regionale per l'impiego.

  3.   L'Assessorato  regionale  del  lavoro,  della   previdenza
  sociale,  della  formazione professionale e dell'emigrazione  è
  autorizzato a continuare ad erogare il medesimo contributo, già
  concesso  all'ente  utilizzatore  per  il  lavoratore   assunto
  titolare  di  contratto  di  diritto  privato  ai  sensi  degli
  articoli 11 e 12 della legge regionale 21 dicembre 1995,  n.85,
  nei limiti dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo  39
  della legge regionale 3 dicembre 2003, n. 20 .

    -All'articolo 25:

   Emendamento 25.8:

  Aggiungere il seguente comma:

   Al  comma 2 dell'articolo 20 della legge regionale n.  20/2002
  aggiungere la seguente lettera:

     c)  il  personale in atto utilizzato in attività socialmente
  utili.'

   Subemendamento  25.8.1:

  Dopo le parole   socialmente utili  aggiungere le parole   alla
  data del 10 dicembre 2002 .

    -All'articolo 26:

   Emendamento 26.9:

  Al  comma  11 sostituire le parole   28 febbraio 2005   con  le
  parole   31 dicembre 2005 .

     Emendamento 26.10:

  Al  comma 17 sostituire le parole  ad amministrazioni ed  enti
  con  le  parole  ad enti pubblici anche economici   e  dopo  la
  parola   Regione   aggiungere le parole    o  dello  Stato  con
  uffici in Sicilia

   Emendamento 26.23:

  Sostituire  al  comma 17 le parole    comma 3   con  le  parole
   comma 7 .

      Emendamento 26.28.1:

   Il comma 21 è soppresso .

   Emendamento 26.28:

  Aggiungere il seguente comma:

   21.  Al comma 4 dell'articolo 59 della legge regionale 6 marzo
  1986,  n.  9  aggiungere  dopo le parole  '15  maggio  di  ogni
  biennio'  le  parole   ovvero  in  altra  data  stabilita   dal
  Presidente   dell'Assemblea   qualora   ricorrono   particolari
  esigenze' .

   Emendamento 26.7:

  Aggiungere il seguente comma:

   L'articolo  39 della legge regionale 16 aprile 2003,  n.  4  e
  successive modifiche ed integrazioni è abrogato.

   Subemendamento 26.7.1:

  Aggiungere il seguente periodo:

   Le  competenze, da liquidare per le prestazioni di servizi  di
  consulenza, devono essere determinate nel rispetto  dei  minimi
  tabellari'.

    Emendamento 26.11:

  Aggiungere i seguenti commi:

   22.   Sono  abrogate  le  lettere  a)  e  b),  del  comma   2,
  dell'articolo 12, della legge regionale 24 febbraio 2000, n.  6
  e successive modifiche ed integrazioni.

  23.  E'  abrogato l'ultimo capoverso del comma 4, dell'articolo
  12,  della  legge regionale 24 febbraio 2000, n. 6 e successive
  modifiche ed integrazioni.

   Emendamento 27.21:

  Aggiungere il seguente comma:

   2. All'articolo 18 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 26,
  dopo la parola  Messina  aggiungere le parole  nonché al Centro
  di  riferimento  regionale per il controllo  e  la  cura  della
  sindrome  di  Down  e  delle  altre  patologie  cromosomiche  e
  genetiche presso l'A.U.P.P. .

   Emendamento 26.30:

  Aggiungere il seguente comma:

   22.  Al  comma  2  dell'articolo 30 della  legge  regionale  3
  dicembre 2003, n. 20 sostituire le parole   su almeno il 20 per
  cento' con le parole   sino al 20 per cento'.

   Subemendamento 26.30.1 all'emendamento 26.30:

  Le  parole    sino  al 20 per cento'  sono  sostituite  con  le
  parole  'sino al 25 per cento' .

   Emendamento 31.10:

  Aggiungere il seguente articolo:

   Art.    - 1. Al comma 2 dell'articolo 12 della legge regionale
  n.  28/1999, così come modificato dal comma 3 dell'articolo  50
  della legge regionale n. 20/2003, sono soppresse le parole    e
  fermo  restando l'obbligo di chiusura per le date del 2 giugno,
  1 novembre e 8 dicembre'.

   Emendamento 31.62:

  All'articolo 26 inserire il seguente comma:

  L'Assessorato regionale della cooperazione, dell'artigianato  e
  della pesca è autorizzato a provvedere al pagamento delle somme
  dovute  ai  sensi della lett. c) dell'articolo  2  della  legge
  regionale  24  dicembre 1997, n. 46 e successive  modifiche  ed
  integrazioni.

  Per  le  finalità  di  cui al comma precedente  è  autorizzata,
  nell'esercizio finanziario 2004, la spesa di 3.000 migliaia  di
  euro  cui si provvede con parte delle disponibilità dell'U.P.B.
  8.2.2.6.3 - capitolo 742403

         Emendamenti aggiuntivi dopo l'articolo 26

   Emendamento 26.26:

   Aggiungere il seguente articolo:

   Art.    - 1. All'articolo 24 della legge regionale n.  30  del
  1997 le parole  sette esperti esterni all'Amministrazione  sono
  sostituite    con   le   parole     quattro   esperti    eterni
  all'Amministrazione   e   tre  funzionari   direttivi   interni
  all'Amministrazione .

  2.  Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano ai bandi  di
  selezione non ancora definiti.

   Emendamento 26.26.1 all'emendamento 26.26:

  Al comma 2 aggiungere il seguente paragrafo:

   compreso  il bando di cui all'avviso n. 2 del 20  aprile  2004
  del  Ministero  del lavoro e delle politiche  sociali  relativo
  all'iniziativa comunitaria EQUAL II fase'.

   Emendamento 26.33:

  Aggiungere il seguente articolo:

   Art.    - 1. Al comma 3 dell'articolo 19 della legge regionale
  29  dicembre  2003,  n.  21,  dopo  le  parole   f)  fondazione
  orchestra  sinfonica  siciliana',  sono  aggiunte  le  seguenti
  parole:  g) Comitato Taormina arte'

   Emendamento 26.31:

  Aggiungere il seguente articolo:

   Art.     Modifiche alle disposizioni della legge regionale  23
  dicembre 2000, n. 32 in  materia di agricoltura.

    1.  Alla lettera a) del comma 2 dell'articolo 99 della  legge
  regionale 23 dicembre 2000, n. 32 dopo le parole  alle  imprese
  associate'  sono  aggiunte le parole  nonché alle  imprese  non
  associate  che  si assumano l'onere delle spese  amministrative
  inerenti alla fornitura della garanzia'.

    2.  Alla lettera b) del comma 2 dell'articolo 99 della  legge
  regionale  23  dicembre  2000, n. 32 le  parole   alle  imprese
  consorziate'   sono  sostituite  dalle  parole   alle   imprese
  agricole singole ed associate'.

    3. All'articolo 99 della legge regionale 23 dicembre 2000, n.
  32, è aggiunto il seguente comma:

   Ai  fini  dell'autorizzazione comunitaria sugli aiuti previsti
  dal  presente  articolo, per il periodo  2000-2006  le  risorse
  finanziarie non possono superare l'importo di euro 20 milioni'.

    4.  Al  comma  1 dell'articolo 110 della legge  regionale  23
  dicembre  2000, n. 32 le parole  nella misura del 50 per  cento
  delle  spese ammissibili a finanziamento' sono sostituite dalle
  parole  nella misura del 40 per cento delle spese ammissibili a
  finanziamento,   elevabile  al  50   per   cento   nelle   zone
  svantaggiate'.

   5. All'articolo 110 della legge regionale 23 dicembre 2000, n.
  32, è aggiunto il seguente comma:

   Ai  fini  dell'autorizzazione comunitaria sugli aiuti previsti
  dal  presente  articolo, per il periodo  2000-2006  le  risorse
  finanziarie non possono superare l'importo di euro 3 milioni'.

    6.  Al  comma  6 dell'articolo 126 della legge  regionale  23
  dicembre   2000,   n.  32,  come  modificato   dal   comma   20
  dell'articolo 110 della legge regionale 3 maggio  2001,  n.  6,
  dopo  le  parole  erogate agli enti locali' sono  soppresse  le
  parole  o a soggetti della realizzazione delle manifestazioni'.

  7.  Il  comma  2  dell'articolo 124 della  legge  regionale  23
  dicembre 2000, n. 32 è sostituito dal seguente:

   2.   L'importo  massimo  di  tali  contributi,  in  conformità
  all'articolo   14   del  Regolamento  CE   1035/72,   è   pari,
  rispettivamente per il primo, il secondo, il terzo,  il  quarto
  ed  il  quinto anno, al 5 per cento, al 5 per cento, al  4  per
  cento,  al  3  per  cento  e al 2 per cento  del  valore  della
  produzione       commercializzata      coperta      dall'azione
  dell'organizzazione di produttori. L'importo dell'aiuto non può
  in  ogni  caso  superare le spese reali di  costituzione  e  di
  funzionamento amministrativo dell'organizzazione.  Non  possono
  essere  concessi aiuti in relazione a spese sostenute  dopo  il
  quinto anno, né dopo sette anni dal riconoscimento'.

  8.  Sono  abrogati  il  comma  1 dell'articolo  6  della  legge
  regionale  28 settembre 1999, n. 22; l'articolo 4  della  legge
  regionale  7  novembre  1995, n.  81;  la  legge  regionale  23
  dicembre 2000, n. 27 .

   Emendamento 26.35:

  Al  comma  1, lettera c) dell'articolo 27 della legge regionale
  19  maggio 2003,  n 7 sostituire le parole   31 dicembre  2003
  con le parole   31 dicembre 2005 .

   Emendamento 26.34:

  All'articolo 9 della legge regionale 27 settembre 1995, n. 65 è
  aggiunto il seguente comma:

    2.  Per  le  finalità di cui al comma 1, nonché  per  fornire
  consulenza   a   chi   intende  intraprendere   l'attività   di
  apicoltore,   è   istituito,  presso  l'Assessorato   regionale
  dell'agricoltura  e  delle  foreste  l'elenco  regionale  degli
  esperti  apistici.  In  tale  elenco  può  essere  inserito,  a
  richiesta, il personale con laurea che ha ottenuto la qualifica
  dopo  aver  frequentato  con  profitto  il  corso  per  esperto
  apistico  presso l'Istituto nazionale di apicoltura di  Bologna
  ovvero  dopo  avere  frequentato  con  profitto  un  corso   di
  apicoltura  della  durata  di almeno 600  ore,  organizzato  in
  collaborazione   con  un  istituto  universitario.   All'elenco
  regionale agli esperti apistici, possono anche essere  inserite
  le  imprese,  anche  individuali, i cui responsabili  siano  in
  possesso   dei  requisiti  richiesti   di  cui   al  precedente
  periodo .

   Emendamento 26.34.1 all'emendamento 26.34:

  'Cassare l'ultimo periodo.'

   Emendamento 31.12:

   Aggiungere il seguente articolo:

   Art.  ...  - 1. La villa Belmonte all'Acquasanta, di proprietà
  della  Regione  siciliana, è assegnata all'Assemblea  regionale
  siciliana  per  la  realizzazione della  Casa  della  cultura ,
  come  sede della Fondazione Federico II, istituita con la legge
  regionale  9  dicembre  1996,  n.  4,  e  dell'Agenzia  per  le
  politiche  mediterranee,  istituita con  l'articolo   15  della
  legge regionale 3 dicembre 2003, n. 20. .

   Emendamento 31.72:

   Aggiungere il seguente articolo:

  1.  I servizi aggiuntivi riguardanti la fruizione del Complesso
  monumentale  del  Palazzo dei Normanni sono  gestiti  in  forma
  indiretta  mediante la Fondazione Federico  II   istituita  con
  legge  regionale  9  dicembre 1996, n..  44,   ai  sensi  delle
  disposizioni  di cui alla lettera a)  del comma 3 dell'articolo
  115  del Codice dei beni culturali e del paesaggio emanato  con
  Decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.

  2.  L'Assessore regionale per il beni culturali,  ambientali  e
  per  la  pubblica istruzione è autorizzato a stipulare  con  la
  Fondazione  Federico II  apposita convenzione ai   sensi  delle
  disposizioni  di cui al Titolo II  del citato Codice  dei  beni
  culturali e del paesaggio.'

   Emendamento 31.40:

  Aggiungere il seguente articolo:

     Art.     1. Al fine della corresponsione degli oneri  per  il
  personale di cui alla legge regionale 30 gennaio 1981, n.  8  ed
  alla  legge  regionale 10 agosto 1985, n.  37,  come  modificata
  dalla  legge  regionale  15 maggio 1986,  n.  26,  dovuti  dalla
  Presidenza  della  Regione siciliana  per  gli  anni  precedenti
  all'entrata in vigore della legge regionale 7 marzo 1997, n.  6,
  in  cui  il detto personale ha prestato servizio pre-ruolo,  gli
  Enti  non  previsti dalla legge regionale 17 marzo 2000,  n.  8,
  provvedono con propri fondi.'.

   Subemendamento 31.40.1 all'mendamento 31.40:

  Al  comma 1 sostituire le parole  provvedono con propri  fondi
  con  le  parole  possono provvedere con propri fondi senza  che
  ciò comporti alcun onere aggiuntivo a carico della Regione .

   Emendamento 31.25:

  Aggiungere il seguente articolo:

   Art.  ...  -  1. Le somme da erogare al contingente  dell'Arma
  dei carabinieri impiegato ai sensi dell'articolo 16 del DPR  19
  marzo  1955,  n. 520, e dell'articolo 9 bis, comma  14,  ultimo
  periodo,  della legge 28 novembre 1996, n. 608, di  conversione
  del  decreto  legge  1  ottobre 1996,  n..  510,  e  quelle  da
  corrispondere  a società a partecipazione pubblica  o  ad  enti
  pubblici  quale corrispettivo per i servizi resi  alla  Regione
  vengono  valutate  annualmente ed iscritte  in  bilancio  nelle
  unità  previsionali di base  2 - Beni e servizi  dei pertinenti
  centri   di   responsabilità  che  usufruiscono  dei   predetti
  servizi. .

   Emendamento 31.26:

  Aggiungere il seguente articolo:

   Art.  ...  1  -  Le  assegnazioni annuali  ai  comuni  e  alle
  province  previste  dall'articolo 23 della legge  regionale  29
  dicembre  2003,  n.  21, sono erogate in quattro  trimestralità
  posticipate.

  2.  L'erogazione dell'ultima quota viene effettuata, non  oltre
  il  28  febbraio  dell'anno successivo a quello di  competenza,
  tenendo  conto delle variazioni percentuali, in  aumento  o  in
  diminuzione, previste dal comma 2 dell'articolo 76 della  legge
  regionale  26  marzo  2002,  n. 2 e  successive   modifiche  ed
  integrazioni. .

   Emendamento 31.27:

  Aggiungere il seguente articolo:

   Art.  ... 1 - Il comma 4 dell'articolo 5 della legge regionale
  23  ottobre  2001,  n. 14 va interpretato nel  senso  che  alla
  vidimazione dei fogli per la raccolta delle firme provvedono  i
  funzionari  degli  uffici  delle segreterie  comunali  o  delle
  cancellerie degli uffici giudiziari come previsto dall'articolo
  7, comma 4 della legge 25 maggio 1970, n. 352. .

   Emendamento 31.13:

  Aggiungere il seguente articolo:

   Art.  ...  -  1.  L'indennità di funzione di cui  al  comma  2
  dell'articolo 19 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 30,
  qualora   i   relativi   statuti   prevedano   un   numero   di
  vicepresidenti  del consiglio provinciale o comunale  superiore
  ad  uno,  si intende riferita a tutti i soggetti che  rivestono
  tali  cariche, senza maggiori oneri a carico del bilancio della
  Regione,  secondo  quanto previsto dal  comma  1  del  medesimo
  articolo.  .

   Subemendamento 27.20.1:

  1. Per l'organizzazione della Conferenza delle Autonomie locali
  di cui all'articolo 59 della legge regionale 6 marzo 1986, n. 9
  è   autorizzata  per  l'esercizio  finanziario  2004  la  spesa
  complessiva di 80 migliaia di euro, cui si provvede  con  parte
  delle disponibilità dell'UPB 1.4.1.5.3 - capitolo 109301.

   Emendamento 31.59:

  Aggiungere il seguente articolo:

   Art.     - 1. La Regione siciliana è autorizzata a partecipare
  alla  realizzazione della regata  Vuitton Cup - act 7  of  32nd
  America's Cup , che si svolgerà nelle acque antistanti la città
  di Trapani.

    2.  Per l'attuazione di quanto previsto al comma 1 la Regione
  siciliana,  d'intesa  con  Sviluppo  Italia,  è  autorizzata  a
  contribuire alla realizzazione della manifestazione con proprie
  risorse finanziarie utilizzando a tal fine parte delle somme di
  cui all'articolo 8 della legge regionale 15 maggio 1991, n.  23
  e  successive modifiche ed integrazioni, fino alla  concorrenza
  massima dell'importo di 4.000.000,00 di euro.

    3.  Il  Presidente  della Regione per il conseguimento  delle
  finalità  di  cui  ai  commi 1 e 2 è  autorizzato  a  stipulare
  apposite convenzioni di attuazione. .

   Emendamento 31.69 di riscrittura dell'emendamento 26.35:

   All'articolo 26 è aggiunto il seguente comma:

  '22.  Al  comma 1 bis dell'articolo 15 della legge regionale  9
  ottobre 1998, n. 26 sono aggiunti i seguenti commi:

  1  ter.  Ulteriori  contributi  possono  essere  concessi  alla
  Provincia regionale di Agrigento per la realizzazione del  polo
  distaccato dell'Università di Palermo.

  1  quater.  Gli interventi di cui al comma 1 bis e 1  ter  sono
  disposti annualmente ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera
  H della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10'.

   Emendamento 31.23.4 all'emendamento 31.23:

  E' soppresso al comma 4   dal 30 per cento a degli oneri'.

   Emendamento 31.23:

  Art.  ... - Condono edilizio. Oneri concessori - 1.  Dalla data
  di  entrata  in  vigore della presente legge  è  consentita  la
  presentazione  dell'istanza per il rilascio  della  concessione
  edilizia  in sanatoria ai sensi dell'art. 32 del decreto  legge
  30  settembre  2003, n. 269, convertito con legge  24  novembre
  2003,  n.  326 e successive modificazioni e integrazioni.  Sono
  fatte  salve  le  istanze  di sanatoria  già  presentate  e  le
  anticipazioni versate ai sensi della predetta legge alle  quali
  si applicano le disposizioni di cui al presente articolo.

    2.  Gli  oneri  di concessione dovuti per il  rilascio  della
  concessione edilizia in sanatoria di cui al comma 1 sono quelli
  vigenti in ciascun comune alla data di entrata in vigore  della
  presente legge.

    3. La misura dell'anticipazione degli oneri concessori di cui
  all'allegato  1, tabella D, dell'articolo 32 del decreto  legge
  30  settembre  2003, n. 269, convertito con legge  24  novembre
  2003,  n. 326 e successive modifiche ed integrazioni, è ridotto
  del   50  per  cento.  Il  versamento  dell'anticipazione  deve
  comunque  essere effettuato nella misura minima di 250,00  euro
  qualora l'importo dell'anticipazione degli oneri concessori sia
  inferiore a tale cifra.

    4.  Fermo  restando il versamento della prima rata dovuta  al
  momento  della presentazione dell'istanza di sanatoria edilizia
  nella misura del 30 per cento dell'anticipazione degli oneri di
  cui  al comma 3, la restante parte degli oneri concessori potrà
  essere   corrisposta  entro  il  30  dicembre   2008   mediante
  rateizzazione  semestrale comprensiva  degli  interessi  legali
  calcolati dalla data di presentazione dell'istanza.

    5.  In  alternativa a detta anticipazione e successivo  saldo
  degli   oneri  concessori  dovuti,  è  altresì  consentito   il
  pagamento  dei  medesimi oneri in base  a  quelli  vigenti  nel
  comune   di   ubicazione  dell'immobile  oggetto  di  sanatoria
  edilizia  in un'unica soluzione. L'attestazione del  versamento
  deve essere allegata all'istanza. .

   Subemendamento 31.73.1 all'emendamento 31.73:

  Sostituire l'ultimo comma con il seguente:

   Per  le finalità del presente articolo è autorizzata la  spesa
  di 100 migliaia di euro per l'esericizio finanziario 2004.

  Per  gli  oneri finanziari 2005 e  2006, gli oneri valutati  in
  100  migliaia  di euro per anno trovano riscontro nel  bilancio
  pluriennale UPB 4.2.1.5.2 - Accantonamento 1001.'

   Emendamento 31.73:

  Aggiungere il seguente articolo:

   Art.   - 1. Al fine di favorire l'allineamento del prezzo  del
  gasolio  per la pesca nelle Isole minori della Sicilia rispetto
  a  quello  praticato nell'Isola madre, l'Assessorato  regionale
  della  cooperazione,  del commercio, dell'artigianato  e  della
  pesca  destina un contributo annuale agli operatori del settore
  della  pesca  delle  isole minori a gravare su  apposito  fondo
  istituito nella relativa rubrica di bilancio le cui modalità di
  ripartizione   ed  i  relativi  criteri  applicativi   verranno
  determinati con apposito decreto dell'Assessore entro 60 giorni
  dall'entrata in vigore della presente legge. Tale beneficio non
  potrà,  in  ogni caso, essere sopracompensativo  rispetto  alla
  differenza  di  prezzo  del gasolio praticata  in  ragione  dei
  maggiori oneri di trasporto.

  2. Per le finalità del presente articolo è autorizzata la spesa
  di  100.000  euro per l'esercizio finanziario corrente,  mentre
  per gli esercizi successivi si provvederà con apposita legge di
  bilancio'.

   Emendamento 31.57:

  Articolo aggiuntivo:

   Art.     -  1. Sostituire le lettere a) e b) dell'articolo  10
  della legge regionale 18/2/1986, n. 3 con le seguenti:

   a)  sei  titolari  di  imprese  artigiane,  iscritti  all'Albo
  provinciale di competenza da almeno tre anni, nominati  secondo
  i    criteri    fissati   dall'Assessorato   regionale    della
  cooperazione, del commercio, dell'artigianato e della pesca,  e
  designati dalle associazioni di categoria provinciali  operanti
  da  almeno tre anni ed aderenti ad associazioni di categoria  a
  struttura  nazionale,  firmatarie  di  contratti  nazionali  di
  lavoro,   rappresentate  al  CNEL,  sentito  il  parere   della
  Commissione regionale per l'artigianato;

  b)   quattro  esperti,  nominati  secondo  i  criteri   fissati
  dall'Assessorato regionale della cooperazione,  del  commercio,
  dell'artigianato e della pesca, e designati dalle  associazioni
  di  categoria  provinciali  operanti  da  almeno  tre  anni  ed
  aderenti  ad  associazioni di categoria a struttura  nazionale,
  firmatarie  di contratti nazionali di lavoro, rappresentate  al
  CNEL.

   Emendamento 31.24:

  Aggiungere il seguente articolo:

   Art.       -  1.  L'Assessorato  regionale  del  turismo,   le
  comunicazioni e i trasporti è autorizzato ad erogare contributi
  integrativi previsti dall'articolo 6 della legge 29 marzo 2001,
  n. 135, per il finanziamento di progetti inseriti nel programma
  di interventi di riqualificazione urbana.

  2.  Per  le  finalità  di  cui al comma  1  è  autorizzata  per
  l'esercizio finanziario 2004 la spesa di 100 migliaia di euro

   Emendamento 31.29:

  Aggiungere il seguente articolo:

   Art.  ... - Proroga di termini - 1.  I termini previsti  dagli
  articoli 1, 7, 13 e 16 della legge regionale 24 luglio 1997, n.
  25  e  successive modifiche ed integrazioni, sono ulteriormente
  prorogati al 31 dicembre 2005. .

   Emendamento 31.31:

  Aggiungere il seguente articolo:

   Art.  15. - Abrogazioni e modifiche di norme - 15. Il  mancato
  versamento dei tributi previsti dalla legge regionale 24 agosto
  1993,  n.  24, relativi alle concessioni e/o autorizzazioni  di
  cui  all'elenco annesso al decreto legislativo 22 giugno  1991,
  n.   230,  non  produce  effetti  decadenziali  sulle  medesime
  concessioni e/o autorizzazioni amministrative.

  16.  Il  termine  ultimo  previsto  dalla  legge  regionale  29
  dicembre 2003, n. 21 e successiva del 31 maggio 2004, n. 9, per
  la  regolarizzazione del pagamento dei tributi  previsti  dalla
  legge  regionale  24 agosto 1993, n. 24, sono prorogati  al  31
  ottobre 2005. Rimangono salvi gli effetti di decadenza previsti
  dall'articolo 13 del DPR 641 del 26 ottobre 1972.'

   Emendamento 31.41:

  Aggiungere il seguente articolo:

   Art.     1. Gli interventi in attuazione delle previsioni  dei
  piani  regolatori dei porti regolarmente approvati con  decreto
  dell'Assessore  regionale per il territorio e  l'ambiente,  non
  necessitano delle procedure previste dalle normative successive
  alla data di pubblicazione del decreto di cui sopra

   Subemendamento 31.41.1 all'emendamento 31.41:

  Aggiungere le seguenti parole:  ivi compresi i porti  ricadenti
  all'interno delle autorità portuali .

   Emendamento 31.43:

   Aggiungere il seguente articolo:

   Art.   1. E' aggiunto il seguente comma:

   2.  Le disposizioni di cui  all'articolo 57 della legge  n.  4
  del 2003 in materia di turismo rurale si applicano ai territori
  soggetti  a vincolo paesaggistico ai sensi della legge n.  1497
  del 1939

   Emendamento 31.47:

  Aggiungere il seguente articolo:

   Art.    1. L'assistenza igienico personale e gli altri servizi
  specialistici volti a favorire l'integrazione nella scuola  dei
  soggetti  con handicap grave di cui all'articolo  3,  comma  3,
  della  legge  n.  104  del 1992 sono di competenza  dei  comuni
  singoli ed associati della Regione siciliana.

  2.  Rimane ferma la competenza delle province regionali  per  i
  servizi  di  cui  al  comma 1 qualora i soggetti  da  assistere
  frequentino le scuole secondarie di secondo grado e  gli  altri
  istituti superiori ed universitari. .

   Emendamento 31.46:

  Aggiungere il seguente articolo:

   Art.  ...  - Assunzioni presso le amministrazioni e  gli  enti
  pubblici - 1. L'Amministrazione regionale, le aziende  ed  enti
  dalla  stessa  dipendenti  o comunque sottoposti  a  controllo,
  tutela   e   vigilanza,  gli  enti  locali   territoriali   e/o
  istituzionali, le aziende sanitarie locali, nonché gli enti  da
  essi  dipendenti  e comunque sottoposti a controllo,  tutela  e
  vigilanza, effettuano le assunzioni del personale da inquadrare
  in qualifiche, livelli o profili professionali per l'accesso ai
  quali  è  richiesto  il  possesso  del  titolo  di  studio  non
  superiore a quello della scuola dell'obbligo, mediante concorso
  per  titoli,  integrato,  qualora sia richiesta  una  specifica
  professionalità,  da  una prova d'idoneità,  nel  rispetto  dei
  principi  contenuti nel comma 3 dell'articolo  35  del  decreto
  legislativo  30 marzo 2001, n. 165, ferma restando la  speciale
  disciplina  in materia di assunzione dei soggetti  appartenenti
  alle  categorie  protette,  di cui  al  comma  2  del  medesimo
  articolo.

  2.  A  tal  fine le amministrazioni, enti ed aziende provvedono
  alla  formazione di graduatorie aventi validità  triennale,  ai
  sensi dell'articolo 8 della legge regionale 30 aprile 1991,  n.
  12,  sulla base dei criteri e degli elementi di valutazione dei
  titoli  individuati con decreto del Presidente  della  Regione,
  sentita  la  Giunta  regionale,  su  proposta  dell'  Assessore
  regionale  per il lavoro, la previdenza sociale, la  formazione
  professionale   e   l'emigrazione.  Trovano   applicazione   le
  precedenze, le preferenze, nonché le riserve di posti previste,
  per  le  assunzioni di cui al comma 1, dalla vigente normativa,
  entro i limiti fissati dall'articolo 1 della legge regionale 23
  maggio  1994, n. 15. Restano salve le riserve previste a favore
  delle  categorie  di soggetti di cui all'articolo  8,  comma  3
  della legge 23 luglio 1991 n. 223, ed all'articolo 12 comma  4,
  del  decreto  legislativo 1 dicembre 1997, n.468  e  successive
  modifiche e integrazioni.

  3.  I  lavoratori  assunti  con contratto  di  lavoro  a  tempo
  determinato mantengono la posizione rivestita nell'ambito delle
  graduatorie ed hanno diritto, in conformità alle previsioni dei
  contratti  collettivi di comparto, alla riassunzione presso  le
  amministrazioni,  enti ed aziende, per lo  svolgimento  con  le
  medesime  mansioni  di  attività  di  carattere  stagionale   o
  ricorrente, entro l'arco temporale di 12 mesi dalla  cessazione
  del  precedente rapporto di lavoro, purché facciano valere tale
  diritto entro tre mesi dalla medesima cessazione.

  4.  Per  fare fronte ad esigenze immediate e straordinarie,  in
  assenza   delle   graduatorie  previste   dal   comma   2,   le
  amministrazioni,  enti ed aziende di cui al  comma  1  indicono
  apposite  procedure selettive per il reperimento del  personale
  da  assumere a tempo determinato. Gli stessi enti hanno facoltà
  di  conferire  priorità ai candidati  che vantano il  requisito
  della minore distanza tra il luogo di svolgimento dell'attività
  e  la  propria residenza. Trovano applicazione il comma  2,  in
  ordine   ai   criteri  di  formazione  della   graduatorie   ed
  all'applicazione delle precedenze, preferenze e riserve, nonché
  il comma 3, relativamente al diritto alla riassunzione.

  5.  Qualora  ai  fini dell'accesso sia richiesta una  specifica
  professionalità, i candidati inseriti in graduatoria, fino alla
  concorrenza dei posti messi a concorso, sono sottoposti a prova
  di idoneità, da individuarsi nel bando, da parte di commissioni
  formate  da  tre  componenti, in possesso dei  titoli  e  delle
  qualifiche  professionali occorrenti in relazione alle  materie
  oggetto  delle prove, nominate dal competente organo  esecutivo
  dell'ente.

  6.  Le  selezioni in corso alla data di entrata in vigore della
  presente  legge  sono  definite in  conformità  alla  normativa
  vigente all'atto dell'emanazione del relativo bando.

  7.  Per  quanto  non  previsto dal presente  articolo,  trovano
  applicazione  le disposizioni contenute nell'articolo  3  della
  legge regionale 12 aprile 1991, n. 12 e successive modifiche  e
  integrazioni.

  8.  Sono abrogati: l'articolo 2 della legge regionale 21 luglio
  1979,  n. 175; i commi 1, 2, 3 e 4 dell'articolo 1 e l'articolo
  2  della  legge regionale 30 aprile 1991, n. 12; l'articolo  41
  della  legge  regionale  7  agosto 1997,  n.  30  e  successive
  modifiche ed integrazioni. .

   Subemendamento 31.14.2:

  Sostituire il comma 2 con il seguente:

   All'attuazione  delle  disposizioni  di  cui  al  comma  1  si
  provvede,  a  valere  sulle assegnazioni  annuali  del  F.S.N.,
  attraverso   la  predisposizione,  con  decreto  dell'Assessore
  regionale  per  la  sanità da emanarsi  sentita  la  competente
  Commissione dell'Assemblea regionale siciliana, di un  apposito
  programma per il triennio 2005-2007 di assorbimento dei  medici
  di  medicina dei servizi negli organici delle Aziende sanitarie
  locali.

  Il comma 3 è soppresso .

   Subemendamento 31.14.2.1 bis all'emendamento 31.14.2.1:

  Dopo  le parole   da emanarsi  sono inserite le seguenti  entro
  il 30 giugno 2005 .

   Subemendamento 31.14.1:

  Sostituire l'emendamento 31.14 con il seguente:

   1.  I  posti  della  dotazione organica  delle  aziende  unità
  sanitarie locali, già rideterminati o da rideterminare ai sensi
  dell'articolo  34, comma 1, della legge n. 289 del  2002,  sono
  incrementati per ciascuna delle discipline interessate,  di  un
  numero pari ai medici ex D.P.R. n. 270 del 2000, allegato N, in
  servizio alla data del 31 dicembre 2002.

  2.  Nell'arco del triennio 2004/2006 le aziende unità sanitarie
  locali  destinano  i posti come sopra incrementati,  ai  medici
  della  medicina dei servizi che hanno superato il  giudizio  di
  idoneità.

  3.  Agli  eventuali  oneri le aziende  unità  sanitarie  locali
  provvedono con proprie risorse finanziarie'.

   Subemendamento 31.19.1 all'emendamento 31.19:

   Cassare al nono rigo   a domanda .

  Dopo    pertinente  qualifica   aggiungere   previa   selezione
  pubblica  per titoli e prove attitudinali da regolamentare  con
  apposito decreto dell'Assessorato regionale della sanità, entro
  novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge .

   Emendamento 31.19

   Aggiungere il seguente articolo:

   Art.... -  1. Al fine di una definitiva regolamentazione della
  materia,  in  coerenza con le indicazioni del  piano  sanitario
  regionale   2000-2002,   nel  rispetto   di   quanto   previsto
  dall'articolo  64, comma 5, della legge n. 833/78,  considerato
  quanto  stabilito  dalla  convenzione tra  l'Azienda  sanitaria
  locale  n.  6,  casa  di  cura Villa  Stagno,  e  l'Assessorato
  regionale  della  sanità., il personale  con  la  qualifica  di
  ausiliario   specializzato,  già  addetto  all'assistenza   del
  presidio manicomiale ex ospedale psichiatrico Villa Stagno, già
  riferimento  per le provincie di Enna e Caltanissetta,  può,  a
  domanda,   essere   assunto  dalle  Aziende  sanitarie   locali
  esclusivamente  per le esigenze dei servizi di salute  mentale,
  nei  limiti  dei  posti  vacanti  in  pianta  organica  per  la
  pertinente qualifica. .

    -All'articolo 17:

   Emendamento 17.6:

  L'articolo è sostituito con il seguente:

   Art.  17.  Interventi produttivi in verde agricolo -  1.  Sono
  esclusi  dai limiti di cui al comma 2, lettera f) dell'articolo
  22  della legge regionale 27 dicembre 1978, n. 71 come aggiunta
  dall'articolo  139,  comma 65 della legge regionale  l6  aprile
  2003,  n. 4 gli opifici e gli impianti utilmente inseriti nella
  graduatoria  di  cui  al bando misura 4.09 del  P.O.R.  Sicilia
  2000/2006,  laddove  i relativi progetti per  l'inserimento  in
  graduatoria sono stati presentati anteriormente all'entrata  in
  vigore della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4.

  2. L'esecuzione dei suddetti insediamenti è assentita per mezzo
  di   singoli   atti   concessori  in  deroga  degli   strumenti
  urbanistici generali ed attuativi, a prescindere dalla presenza
  o meno di aree artigianali ed industriali.

  3.   Le   disposizioni  di  cui  all'articolo  1  del   decreto
  assessoriale   n.   748  del  7  luglio  2004  dell'Assessorato
  regionale  del  territorio  ed ambiente  relative  alla  V.A.S.
  (Valutazione  Ambientale  Strategica)  non  si  applicano  agli
  strumenti  urbanistici  generali in itinere,  per  i  quali  il
  consiglio comunale ha già adottato alla data del 21 luglio 2004
  la   determinazione   sullo  schema   di   massima   ai   sensi
  dell'articolo 3 della legge regionale 30 aprile  1991,  n.  15.
  Permane  l'obbligo di adottare ed approvare i piani urbanistici
  ai  sensi dell'articolo 3 e 4 della legge regionale 27 dicembre
  1978, n. 71, entro i ventiquattro mesi successivi alla data del
  21 luglio 2004.

   Emendamento 17.6.2:

  Il  comma  2  dell'articolo 30 della legge regionale  26  marzo
  2002, n. 2, è così sostituito:

   2. All'articolo 22 della legge regionale 27 dicembre 1978,  n.
  71,  e  successive  modifiche ed integrazioni,  è  aggiunto  il
  seguente comma:

   previa autorizzazione delle amministrazioni competenti,  nelle
  zone  destinate a verde agricolo è consentito il  mutamento  di
  destinazione  d'uso  dei  fabbricati  realizzati  con  regolare
  concessione   edilizia,   dalla   destinazione   esistente    a
  destinazione  commerciale e/o di civile abitazione,  nonché  da
  civile abitazione a destinazione d'uso ricettivo alberghiera  e
  di  ristorazione ove sia verificata la compatibilità ambientale
  della   nuova   destinazione  ed  il  rispetto  di   tutte   le
  prescrizioni igienico-sanitarie nonché di sicurezza.

  Nelle  zone  agricole è ammessa l'autorizzazione  all'esercizio
  dell'attività      commerciale,     nonché     l'autorizzazione
  all'esercizio  stagionale, primaverile ed estivo, dell'attività
  di   ristorazione   anche  i  manufatti  destinati   a   civile
  abitazione, nel rispetto della cubatura esistente e  purchè  la
  nuova  destinazione, ancorché temporanea, non sia in contrasto,
  con   interessi   ambientali  e  disposizioni   sanitarie.   La
  destinazione  ricettivo-alberghiera  e  di  ristorazione  cessa
  automaticamente allorché cessi la relativa attività''.

    -All'articolo 27:

   Emendamento 27.24:

  Alla  lettera oo) del comma 1 dell'articolo 27  le parole   600
  migliaia   di euro  sono sostituite con le parole  500 migliaia
  di euro  e le parole   e Castelbuono  sono soppresse.

  Emendamento 27.7:

  Aggiungere le seguenti lettere:

   uu)  legge  regionale 29 dicembre 2003, n.  21,  articolo  31,
  comma  7,  tabella H (UPB 8.2.1.3.1 - capitolo 343701)  +   218
  migliaia di euro;

  vv)  legge regionale 19 agosto 1999, n. 16, articoli 1, 3  e  8
  (UPB 8.2.2.6.99 - Capitolo 743301) + 7 migliaia di euro;

  zz) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articoli 31, comma
  9, tabella L (UPB 5.2.2.6.3 - capitolo 642805) - 5.000 migliaia
  di euro .

  Emendamento 27.22:

  Aggiungere:

  Legge  regionale  29 dicembre 2003, n. 21, art.  31,  comma  7,
  tabella H, UPB 1.3.2.6.1, capitolo 507601 + 80

  UPB 4.2.1.5.1, capitolo 215701 - 80

   Emendamento 27.12:

  U.P.B. 12.2.1.3.1 Cap. 376528   +100

  U.P.B.  4.2.1.5.1  Cap. 215701    -100

   Emendamento 27.2.2. bis:

  UPB   9.3.1.3.1     Cap. 377311   + 65.000

  UPB   4.2.1.5.1    Cap. 215701   -  65.000

    -All'articolo 30:

   Emendamento 30.4:

  Alla tabella B sono apportate le seguenti modifiche:

    UPB             Cap.                   Importo

  4.2.1.5.3       215705         +  10.000.000,00
  4.2.1.5.3       215707         +    3.300.000,00
  4.2.1.5.1       215701          -  10.000.000,00
  3.2.1.1.1.      182001          -    3.300.000,00

  Submendamento 30.5.1  sostitutivo dell'emendamento 30.5:

  Alla tabella "B" sono apportate le seguenti modifiche:\
         UPB         CAPITOLO
                                       IMPORTO  (in euro)
      1.6.1.1.2            116506               145.000,00
     2.2.2.6.88            542001                40.000,00
      2.2.1.1.2            142506               100.000,00
      2.3.1.3.1            146514             1.850.000,00
      2.1.1.1.1            140011               -10.000,00
      2.1.1.5.2            140301                10.000,00
      4.2.1.5.1            215701               339.700,00
      4.2.1.5.3            215718               250.000,00
      4.2.1.5.3            215716               100.000,00
      4.2.2.8.1            613910              -150.000,00
      5.2.2.6.3            642805            -5.000.000,00 L.V. 0/04
      6.1.1.1.2            270307                 4.800,00
     8.3.1.3.99            347703               150.000,00 L.V. 0/04
      8.2.1.1.2            342506               476.000,00
      8.2.1.3.1            343701               218.000,00 L.V. 0/04
     8.2.2.6.99            743301                 7.000,00 L.V. 0/04
      8.2.2.7.1            745606              -801.000,00
      8.3.1.1.2            346506               100.000,00
      6.1.1.5.2            270301                10.000,00
      9.3.1.3.7            377722                41.000,00 L.V. 0/04
     10.4.1.1.2            420506                25.000,00
     10.4.1.1.2            420514                -4.000,00
     10.4.1.1.2            420503                -3.000,00
     8.2.1.3.99            344116               100.000,00
      9.3.1.3.4            377320               100.000,00 L.V. 0/04
      9.3.1.3.4            377729                35.000,00 L.V. 0/04
      9.2.1.3.3            372528               200.000,00 L.V. 0/04
      1.1.1.5.2            100303               150.000,00
      1.1.1.5.2            100335              -100.000,00
      1.4.1.5.3            109301                80.000,00 L.V. 0/04
      9.3.2.6.3            776016                35.000,00
      2.2.2.6.7            542002               200.000,00
                            n.i.                100.000,00 L.V. 0/04
     12.2.2.6.1            872003               228.000,00 L.V. 0/04
      2.4.1.1.1            150007              -224.000,00
      2.4.1.1.2            150529                24.000,00
      2.4.1.1.2            150506               200.000,00
     12.4.1.1.1            480302                 1.500,00
     12.2.1.3.2            472514               600.000,00
     12.3.1.3.1            478109              -600.000,00 L.V. 0/04
      1.8.1.1.2            124315                 5.000,00
      1.8.2.6.2            524003                -5.000,00
      1.3.1.3.3            104538                82.000,00 L.V. 0/04
     12.3.1.1.2            476517               100.000,00
      3.2.1.3.1            183745               150.000,00 L.V. 0/04
                            n.i.              3.000.000,00 L.V. 0/04
      8.2.2.6.3            742403            -3.000.000,00
      2.3.1.3.1            147301               340.000,00 L.V. 0/04
      2.2.1.3.4            142518               250.000,00
      9.3.1.3.2            377703                50.000,00

    -All'articolo 4:

   Emendamento 4.4:

  1.   Il   Titolo   II  della  delibera  legislativa   approvata
  dall'Assemblea  regionale  il 5 agosto  2004  pubblicata  nella
  Gazzetta  Ufficiale  della  Regione  siciliana  n.  40  del  24
  settembre  2004  recante   Norme per l'elezione del  Presidente
  della  Regione siciliana a suffragio universale diretto.  Nuove
  norme   per   l'elezione  dell'Assemblea  regionale  siciliana.
  Disposizioni  concernenti l'elezione dei  consigli  comunali  e
  provinciali  è soppresso.

  2.  Il  termine di tre mesi per la presentazione dell'eventuale
  richiesta  referendaria previsto dal comma  2  dell'articolo  1
  della  legge  regionale  23 ottobre 2001, n. 14,  relativamente
  alla  delibera legislativa di cui al comma 1, decorre a partire
  dalla data di entrata in vigore della presente legge.

    -Emendamento ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno

  All'articolo 9, lettera b) dopo le parole 'perle operazioni  di
  credito'  aggiungere le seguenti parole 'a breve termine e'.