Presidenza del presidente Lo Porto
BURGARETTA APARO, segretario, dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
Missione
PRESIDENTE Comunico che per ragioni del suo ufficio
l'onorevole Zangara è in missione i giorni 20 e 21 ottobre 2004.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
-n. 1885 - Notizie a proposito della gestione dell'Ente autonomo
orchestra sinfonica siciliana.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
Firmatario: Ferro Giovanni;
- n. 1888 - Notizie in ordine alla gestione dei servizi sanitari
da parte del neomanager dell'Azienda sanitaria locale di
Siracusa.
- Assessore Sanità
- Firmatario: Neri Sebastiano;
-n. 1889 - Sostituzione dei manager della sanità che non abbiano
garantito il miglioramento degli standard qualitativi e
quantitativi delle aziende sanitarie loro affidate e l'oculata
gestione finanziaria delle stesse.
-Presidente Regione
-Assessore Sanità
-Firmatario: Neri Sebastiano;
-n. 1894 - Revisone del progetto di Recupero e valorizzazione
del verde storico Giardino Bellini' di Catania e della
graduatoria relativa al POR Sicilia 200-2006.
- Presidente Regione
-Assessore Beni Cultruali
-Firmatari: Villari Giovanni; Speziale Calogero; Zago Salvatore;
De Benedictis Roberto;
-n. 1895 - Interventi presso il Ministero delle Infrastrutture e
dei Trasporti perché sia garantita l'attuale attività delle
Ferrovie dello Stato nello Stretto di Messina e per promuovere
una razionale utilizzazione degli approdi di Tremestieri.
-Presidente Regione
-Assessore Turismo
-Firmatario: Panarello Filippo;
-n. 1896 - Notizie riguardo alle previsioni relative al
fabbisogno energetico delle province siciliane, ed in
particolare, di quelle di Ragusa ed alle eventuali scelte da
effettuare in rapporto ai progetti nazionali.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
- Firmatario: Zago Salvatore.
Le interrogazioni testè annunziate sono state già inviate al
Governo e saranno iscritte all'ordine del giorno per essere
svolte al loro turno. Comunico che sono state presentate le
seguenti interrogazioni con richiesta di risposta scritta:
-n. 1886 - Notizie in merito alla vendita del 51% di quote
italkali di proprietà della Regione siciliana.
- Presidente Regione
- Assessore Industria
- Firmatario: Miccichè Calogero;
-n. 1887 - Notizie in merito alla presenza di amianto nella
città di Ribera (AG).
- Assessore Territorio
- Assessore Sanità
- Firmatario: Miccichè Calogero;
-n. 1890 - Opportunità delle recenti nomine presso il Nucleo di
valutazione dell'ASL 3 di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
- Firmatario: Barbagallo Giovanni;
- n. 1891 - Provvedimenti urgenti per il ripristino della
legalità e della trasparenza amministrativa nel Comune di San
Fratello (ME).
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia
- Firmatario: Genovese Francantonio;
- n. 1892 - Notizie sulla gestione dell'ASL 3 di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
- Firmatario: Barbagallo Giovanni;
- n. 1893 - Provvedimenti per porre fine all'eccessivo ricorso a
consulenze esterne da parte dell'ASL 3 di Catania.
- Assessore Sanità
- Firmatario: Barbagallo Giovanni;
-n. 1897 - Interventi per garantire le condizioni necessarie
allo svolgimento delle attività didattiche presso il Liceo M.
Cutelli di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali
- Firmatari: Liotta Santo; Forgione Francesco;
- n. 1898 - Notizie circa la manutenzione degli alloggi popolari
del Comune di Caltagirone.
- Assessore Famiglia
- Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe;
- n. 1899 - Notizie circa l'aumento degli incidenti sul lavoro in
Sicilia.
- Presidente Regione
- Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe;
- n. 1900 - Notizie in merito alla situazione dei produttori
d'uva del Comune di Lazzarone (CT).
- Assessore Agricoltura
- Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe.
Le interrogazioni testè annunziate sono state già inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE Comunico che è stata presentata la seguente
interpellanza:
- n. 199 - Iniziative per assicurare garanzie occupazionali nei
confronti dei lavoratori provenienti dalle aziende Fenicia,
Gafer, e Keller.
- Presidente Regione
- Firmatario: Orlando Leoluca.
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il Governo
abbia dichiarato di respingere l'interpellanza o abbia fatto
conoscere il giorno in cui intende trattarla, l'interpellanza
stessa sarà iscritta all'ordine del giorno per essere svolte al
suo turno.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE Comunico che è stata presentata in data 20 ottobre
2004 la mozione n. 312 «Interventi in favore dei produttori d'uva
del Comune di Lazzarone (CT)», degli onorevoli Fleres, Catania
Giuseppe, Maurici e Baldari.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
PREMESSO che:
il comune di Mazzarrone è conosciuto per la sua produzione
d'uva, che rappresenta l'attività prevalente del comune stesso;
ormai da tempo però, l'intero indotto subisce il peso
dell'aumento dei prezzi di vendita cui, tuttavia, non segue un
aumento di reddito per i produttori;
ciò comporta continui disagi per l'economia locale e per i
produttori stessi che non investono più a danno anche di tutte le
famiglie che, proprio dalla produzione dell'uva, traggono il loro
sostentamento;
a peggiorare ulteriormente la situazione si aggiunge anche il
problema legato ai trasporti; infatti, per raggiungere l'imbarco
dei traghetti, benché si tratti di pochi chilometri, occorrono
almeno cinque ore, dato quest'ultimo che, di fatto, contribuisce
a far calare le vendite a favore di altri Paesi produttori meglio
organizzati nelle infrastrutture e dunque nei trasporti,
impegna il Governo della Regione e per esso l'Assessore per
l'agricoltura e le foreste
a porre in essere ogni utile iniziativa al fine di intervenire
in favore dei produttori d'uva del comune di Mazzarrone ed a
provvedere alla verifica delle strade di accesso che dall'intera
zona del calatino portano all'ingresso in autostrada, al fine di
agevolare il trasporto delle merci ma, anche, di incentivare il
turismo.» (132)
FLERES-CATANIA G.-MAURICI-BALDARI
Avverto che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno della
seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.
Comunicazione di richieste di costituzione di gruppi parlamentari
PRESIDENTE Comunico che gli onorevoli Ardizzone, Costa,
Mancuso e Turano, con nota datata 21 ottobre 2004, hanno chiesto
di costituire il Gruppo parlamentare denominato Unione
democratica di centro - Democratici per la libertà ai sensi della
disposizione dell'articolo 23, comma 3, del Regolamento interno.
Comunico altresì, che, con nota del gli onorevoli Lo Curto,
Acierno, e Cristaudo hanno chiesto di costituire il Gruppo
parlamentare denominato Siciliani Uniti , ai sensi della
disposizione dell'articolo 23, comma 3, del Regolamento interno.
Avverto che le due richieste saranno sottoposte al Consiglio di
Presidenza, per le sue determinazioni.
Comunicazione di nota dell'onorevole Piccione
PRESIDENTE Comunico, ai sensi dell'articolo 83, comma 1,
lettera a), del Regolamento interno, che l'onorevole Paolo
Piccione, che ricoprì la carica di Presidente dell'Assemblea
regionale dal 17 luglio 1991 al 9 novembre 1993, ha inviato la
seguente lettera:
Onorevole Presidente,
nella qualità di ex Presidente dell'Assemblea, Le chiedo di
comunicare all'Assemblea, ai sensi dell'articolo 83, primo comma,
lett. a), del Regolamento interno, la seguente lettera. Nel
ringraziarla per la Sua sensibilità, la saluto cordialmente
Paolo Piccione»
Onorevole Presidente, Onorevoli Deputati.
dal 17 luglio 1991 al 9 novembre 1993 ho avuto l'onore di
ricoprire la carica di Presidente dell'Assemblea Regionale
Siciliana.
Si era nella fase iniziale della undicesima Legislatura
dell'Assemblea. Le elezioni regionali del 16 giugno 1991 avevano
registrato il significativo successo dell'alleanza politica che
fino ad allora aveva governato la Regione. Per citare solo
qualche dato, il Gruppo parlamentare della Democrazia Cristiana,
all'inizio di quella undicesima Legislatura, contava 39 deputati,
il Gruppo parlamentare del Partito socialista, del quale facevo
parte, ne contava 15. Altri 11 deputati erano stati eletti nelle
liste dei partiti socialdemocratico, repubblicano e liberale.
Come è noto, quella alleanza politica, numericamente così forte,
fu letteralmente travolta nell'arco temporale della undicesima
Legislatura. Già nelle successive elezioni regionali del 16
giugno 1996, gli elettori non trovarono più nella scheda
elettorale il simbolo del partito della Democrazia Cristiana. Si
affermarono nuovi soggetti politici: Forza Italia, Alleanza
Nazionale.
Da che cosa fu travolta quella alleanza politica? Tutti hanno
pronta la risposta: dalla questione morale. Forse, però, se si
riflette, la risposta, apparentemente scontata, si rivela troppo
semplicistica.
Questa comunicazione serve a rendere testimonianza della mia
vicenda personale, che in sé è modestissima cosa, ma è pur sempre
un piccolo tassello che va sistemato al posto giusto per chi
abbia voglia di ricostruire, in spirito di verità, l'intero
mosaico. Agli atti dell'Assemblea Regionale Siciliana risulta
che:
a) nel mese di maggio del 1993 resi una comunicazione in Aula
per rendere di pubblico dominio che ero stato raggiunto da un
avviso di garanzia inviatomi dalla Procura di Reggio Calabria,
nel quale era ipotizzato il reato di voto di scambio. In tale
comunicazione dichiaravo che chi è investito di pubbliche
funzioni, ha il dovere di contribuire ad eliminare ogni ombra di
dubbio sul suo operato e pertanto ero a completa disposizione
della Magistratura per chiarire la mia posizione (seduta n. 134
del 13/05/1993);
b) il 29 luglio 1993 l'Assemblea approvò l'ordine del giorno
149, che dettava Regole di comportamento per i titolari di
cariche pubbliche , prevedendo l'obbligo della auto-sospensione,
per tutti coloro che risultassero indagati dall'Autorità
giudiziaria per determinate tipologie di reato;
c) il 9 novembre 1993 il vicepresidente dell'Assemblea,
onorevole Capodicasa, diede lettura in Aula della lettera con
cui rassegnavo le mie irrevocabili dimissioni dalla carica di
Presidente dell'Assemblea. Nella lettera affermavo di ritenere
che il gesto avrebbe potuto contribuire a definire un nuovo
assetto complessivo per le cariche istituzionali della Regione .
Proprio in quel periodo, infatti, era entrato in crisi il
Governo della Regione, il secondo governo presieduto
dall'onorevole Giuseppe Campione, e da più parti si considerava
pure l'ipotesi di una conclusione anticipata della Legislatura
(seduta n. 173 del 9 novembre 1993). In altri termini, ritenni
che il comportamento da assumere, per rispetto dell'Istituzione
e per la mia dignità personale, fosse quello di rassegnare le
dimissioni piuttosto che auto-sospendermi, come il codice di
autoregolamentazione approvato dall'Assemblea avrebbe consentito;
d) a decorrere dal 2 maggio 1994 e fino al 9 agosto 1994, venni
sospeso di diritto dalla carica di deputato regionale, perché
oggetto di misure restrittive della libertà personale: fino al 3
giugno 1994 custodia cautelare in carcere, poi arresti
domiciliari (la revoca della sospensione fu comunicata nella
seduta n. 219 del 15/09/1994);
e) a decorrere dal 6 febbraio 1995 e fino al 16 marzo 1995, venni
nuovamente sospeso di diritto dalla carica di deputato regionale,
perché oggetto di misure restrittive della libertà personale:
fino al 15 febbraio 1995 custodia cautelare in carcere, poi
arresti domiciliari (la revoca della sospensione fu comunicata
nella seduta n. 263 del 21/03/1995).
Chiedo ora che resti registrato agli atti dell'Assemblea
Regionale Siciliana che tutte le vicende giudiziarie che mi
hanno riguardato, a partire dal 1993 e nei successivi dieci
anni, si sono concluse o con archiviazioni, o con sentenze di
assoluzione perché il fatto non sussiste.
Consegno al Presidente dell'Assemblea una separata nota in cui
sono elencate le pronunce che concludono le mie vicende
giudiziarie, in modo che chiunque ne abbia interesse possa
prenderne visione.
Non so come ho trovato la forza per rimanere in vita in questi
dieci anni. Non soltanto perché si è fatto strame della mia
onorabilità personale, della mia credibilità professionale,
della mia carriera politica. Mi riferisco a qualcosa di più
profondo. Provate soltanto ad immaginare cosa significhi sapere
che i propri figli leggono sulle prime pagine di tutti i
quotidiani che il padre è stato arrestato perché tangentista
di regime e corrotto. E queste erano le accuse più lievi che
venivano accreditate dagli organi di informazione. Provate ad
immaginare cosa significhi, per chi ama la libertà come l'aria
stessa che respira, trovarsi ristretto in una cella.
In ogni Paese, il ceto politico che assolve funzioni di governo
può essere più o meno rispettato, può essere temuto, ma non è
mai veramente amato. Ci sono stati eventi sconvolgenti sul piano
internazionale, che emblematicamente si possono rendere
nell'abbattimento del muro di Berlino nel 1989, che hanno dato a
tutti l'impressione che si fosse ad una svolta della Storia.
Così quel fondo di malcontento, di risentimento, che in qualche
misura esiste sempre nei confronti del ceto politico
tradizionalmente al potere, ad un certo punto ha cominciato a
crescere e si è manifestato in modo sempre più evidente in
Italia ed in Sicilia. Partiti politici tradizionalmente
all'opposizione hanno alimentato e strumentalizzato questo stato
d'animo. Ed era logico che lo facessero. Importanti quotidiani
ed organi di informazione nazionali hanno agito da cassa di
risonanza. Non perché i giornalisti fossero improvvisamente
diventati liberi, ma in quanto i loro editori avevano scelto di
cavalcare quell'onda. Alcuni magistrati sono stati pronti ad
interpretare lo spirito del tempo ed hanno dato una mano per
assecondare il corso della Storia .
E di fronte al corso della Storia con l'iniziale maiuscola,
l'esistenza individuale di Paolo Piccione è davvero poca cosa.
Va spazzato via, a prescindere dalle sue reali responsabilità
soggettive. Ho accettato, in silenzio, con la speranza del cuore
e la fiducia nell'avvenire.
Questo è quanto è successo, secondo il mio punto di vista.
Non provo risentimento nei confronti di alcuno. Così come
continuo a dichiararmi rispettoso nei confronti della
Magistratura, che è e deve restare un ordine dello Stato,
indipendente ed autonomo rispetto agli altri poteri. Non
dimentico che sono stati dei giudici ad assolvermi.
Permettetemi, tuttavia, di rivolgere un ultimo pensiero a quei
politici che con me sono stati travolti e spazzati via. Molti
sono morti. Anche se più giovani di me di dieci anni, come Rino
Nicolosi. La mente si affolla di volti noti: Salvatore
Sciangula, Vincenzino Leanza.
Che l'evento della morte, l'unica cosa davvero seria, possa
frenare le passioni politiche.
Recuperiamo tutti quella capacità di comprensione umana, quella
pietas, che Virgilio attribuiva ad Enea.
Grazie On. Paolo Piccione
«Allegato alla lettera di Paolo Piccione
OGGETTO: Ricostruzione sintetica delle vicende giudiziarie ed
elenco delle pronunce giurisdizionali che le concludono.
Tutti i fatti addebitatimi si riferiscono al periodo in cui ho
ricoperto la carica di Assessore regionale per i lavori pubblici,
nel 44esimo Governo della Regione, presieduto da Rino Nicolosi.
Tale periodo è delimitato da queste due date: 13 dicembre 1989,
assunzione della carica di Assessore; 17 luglio 1991, elezione
alla carica di Presidente dell'Assemblea, con conseguente
automatica decadenza da incarichi di governo.
La misura della custodia cautelare in carcere, che venne
applicata nei miei confronti a decorrere dal 2 maggio 1994, fu
richiesta da due distinti Uffici giudiziari: a) la Procura della
Repubblica di Messina, per un appalto relativo alla rete idrica
del Comune di San Marco d'Alunzio; b) la Procura della Repubblica
di Nicosia, per un finanziamento relativo alla realizzazione
dell'acquedotto esterno del Comune di San Fratello.
La stampa, nella sostanza, così sintetizzò i capi d'accusa:
qualunque imprenditore poteva accaparrarsi appalti coi fiocchi
pagando previamente una mazzetta all'Assessore Piccione. Non cito
fogli scandalistici, ma il quotidiano La Sicilia , di martedì 4
maggio 1994, pag. 5 (titolo: Quei finanziamenti comprati ).
c) Alle predette due distinte iniziative giudiziarie, se ne
aggiunse poco dopo una terza, della Procura della Repubblica di
Palermo, a proposito della realizzazione della bretella di
collegamento tra Campofelice di Fitalia e Prizzi e la strada
Palermo - Agrigento. Anche la Procura di Palermo richiese la
misura della custodia cautelare in carcere, poi trasformata in
arresti domiciliari, a partire dal 6 luglio 1994 e fino al 5
agosto 1994. Il Giornale di Sicilia nel riferire della vicenda
titolò: Inchiesta sulla strada che non c'è (venerdì 8 luglio
1994). Si poneva l'accento sulle modalità di affidamento dei
collaudi di opere pubbliche.
d) In successione di tempo, la Procura della Repubblica di
Messina chiese la misura della custodia cautelare in carcere, che
venne applicata nei miei confronti a decorrere dall'8 febbraio
1995, dal successivo 15 febbraio trasformata in arresti
domiciliari e come tale mantenuta fino al 16 marzo 1995,
nell'ambito di un'inchiesta che coinvolse anche gli onorevoli
Salvatore Sciangula e Salvatore Natoli, sempre nella qualità di
Assessori regionali pro-tempore per i lavori pubblici. Nello
specifico, io ero imputato per appalti di opere pubbliche nel
Comune di Casalvecchio Siculo. Ritengo opportuno concentrare
l'attenzione sulle quattro vicende indicate sub a), b), c), e d),
perché ebbero maggiore risalto nella pubblica opinione in quanto
determinarono l'applicazione di misure cautelari restrittive
della mia libertà personale.
Vicenda sub a) = la Corte d'Appello di Messina, con sentenza n.
1236/98 del 29 ottobre 1998, riforma la precedente sentenza del
Tribunale di Messina del 15 gennaio 1998, con la quale ero stato
condannato ad una pena di un anno e quattro mesi di reclusione
per il reato di cui all'articolo 318, primo comma, del Codice
penale, e mi assolve perché il fatto non sussiste . Va precisato
che, in primo grado, il Tribunale di Messina mi aveva comunque
assolto dal concorrente reato di abuso d'ufficio , con la
motivazione perché il fatto non sussiste , in quanto i lavori
relativi alla rete idrica del Comune di San Marco d'Alunzio erano
stati inseriti in un piano di sviluppo approvato con decreto del
Presidente della Regione del 10 maggio 1989, e dunque per
l'Assessore regionale per i lavori pubblici costituivano atto
dovuto .
Vicenda sub b) = Acclarata rapidamente l'infondatezza dell'accusa
relativa al finanziamento dell'acquedotto esterno del Comune di
San Fratello, ebbe invece sviluppo un distinto procedimento
portato avanti dalla medesima Procura che mi vedeva imputato per
il reato di concussione per una presunta tangente ricevuta per la
realizzazione della circonvallazione del Comune di Capizzi. Con
sentenza del 21 novembre 1996 il GIP di Nicosia concluse per
l'archiviazione, perché il fatto non sussiste . A seguito
dell'appello promosso dall'Ufficio del Pubblico Ministero, la
Corte d'Appello di Caltanissetta, con sentenza del 26 maggio
1999, conferma l'archiviazione del procedimento penale, perché
Sil fatto non sussiste .
Vicenda sub c) = il Tribunale di Palermo, sezione quinta penale,
con sentenza n. 2819/2003 del 16 luglio 2003, depositata in
cancelleria il successivo 29 settembre, mi assolve del reato
ascritto, perché il fatto non sussiste .
Vicenda sub d) - il Tribunale di Messina, prima sezione, con
sentenza del novembre 2000, mi assolve dal reato ascritto, perché
il fatto non sussiste . Tutte le citate pronunce giurisdizionali
sono diventate irrevocabili.
Per il resto, potrei richiamare una serie di archiviazioni,
avvenute già durante il 1993, o nel 1994. In questa sede, mi
limito a ricordare il procedimento penale n. 6191/RGNR avviato
dalla Procura della Repubblica di Palermo nei confronti di
Nicolosi Rosario ed altri. Lo stesso Ufficio del Pubblico
Ministero chiese l'archiviazione nei miei confronti, unitamente
ai seguenti altri Assessori indagati: Sebastiano Purpura, Mario
Mazzaglia, Luigi Granata, Mommo Giuliana, Bernardo Alaimo e
Giuseppe Merlino. La richiesta del PM fu depositata il 23
febbraio 1994.
Infine, con sentenza n. 808/97, del 6 novembre 1997, il GIP
presso il Tribunale di Palermo dichiarò non luogo a procedere
nei miei confronti, in un procedimento in cui ero imputato
insieme all'Assessore regionale Vincenzo Leone, per un presunto
abuso d'ufficio nell'assegnazione di personale regionale, sempre
con la motivazione perché il fatto non sussiste.»
L'Assemblea ne prende atto.
CAPODICASA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
Presidenza del presidente Lo Porto
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per esprimere a titolo personale - ma suppongo anche a nome di
molti colleghi - il compiacimento per la conclusione felice e
positiva delle vicende giudiziarie che hanno riguardato
l'onorevole Piccione. La cosa non può che rallegrarci, del
resto, in quanto egli è stato autorevole membro di questa
Assemblea.
Quando delle vicende giudiziarie hanno interessato componenti
dell'Assemblea è stata l'intera istituzione che si è sentita
colpita e offesa. Quindi, nel momento in cui, invece, tutto viene
ristabilito secondo verità non possiamo che rallegrarci e fargli
i complimenti.
Rimane l'amarezza per avere assistito, a causa delle vicende
giudiziarie, ad un periodo convulso della storia della Repubblica
e della storia della Regione dove ancora bisogna scavare per fare
chiarezza a favore di tanti inquisiti, ma anche per confermare la
responsabilità di coloro che responsabilità hanno avuto.
Però, quando una notizia ci perviene in quest'Aula,
restituendo l'onore politico nonostante i danni politici e di
immagine subìti dall'onorevole Piccione, non può che farci
piacere. Egli é stato Presidente dell'Assemblea, quindi ha
ricoperto la massima carica del Parlamento regionale e credo
proprio che, nella veste di ex Presidente dell'Assemblea,
l'Assemblea non può che congratularsi con lui.
GURRIERI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GURRIERI Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per dire che stamattina sono particolarmente contento che
l'Assemblea regionale ci porti a conoscenza di un risultato
ottenuto attraverso alcune verifiche giudiziarie che, purtroppo,
si sono prolungate in un tempo eccessivo. Ed è eccessivamente
prolungato perché le ferite che rimangono dopo queste esperienze
sono incancellabili, ed io che conosco molto bene il Presidente
Piccione so quale contributo egli ha dato in un periodo storico
di questa Assemblea Regionale, sia come uomo di Governo che come
Presidente dell'Assemblea.
Però, queste esperienze devono aiutarci nel sottolineare che
il danno che é stato provocato non é stato solo quello alle
persone direttamente colpite da tali ingiustizie, ma è avvenuto
un vero e proprio commissariamento della politica in Italia ed
anche in Sicilia con il risultato che é stata buttata l'acqua
sporca con il bambino dentro. Una classe politica non si inventa
dall'oggi al domani; questo deve essere l'elemento che ci deve
sempre accompagnare e con la serenità necessaria che occorre
anche in questi casi. Bisogna anche andare avanti sapendo che per
il futuro non bisogna commettere l'errore di generalizzare alcune
vicende e, soprattutto, inseguire per un tornaconto personale una
falsa moralità che a volte non c'é.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, ritengo di interpretare
l'opinione di tutta l'Assemblea, di tutti i Gruppi,
nell'esprimere il compiacimento della Presidenza per l'evoluzione
felice e favorevole avuta dalla questione giudiziaria legata al
Presidente Piccione. Al Presidente Piccione, ai figli, alla
famiglia tutta e all'Assemblea regionale siciliana così
recuperata nella sua dignità esprimo i miei più sinceri
sentimenti di solidarietà.
(Applausi)
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Presidenza del presidente Lo Porto
Seguito della discussione del disegno di legge «Misure
finanziarie urgenti. Assestamento del bilancio della Regione e
del bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione
siciliana per l'anno finanziario 2004» (917/A)
PRESIDENTE Si passa al punto secondo all'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno di
legge «Misure finanziarie urgenti. Assestamento del bilancio
della Regione e del bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali
della Regione siciliana per l'anno finanziario 2004» (n. 917/A),
posto al numero 1).
Invito i componenti la II Commissione Bilancio e
Programmazione a prendere posto al banco delle Commissioni
Onorevoli colleghi, ricordo che la discussione del disegno di
legge si è interrotta nella seduta n. 243 del 13 ottobre 2004.
Ricordo, altresì, che l'ultimo articolo approvato è il 22 e che
sono stati accantonati i seguenti articoli: 4, 7, 15, 17 e 23.
Si ritorna all'articolo 23, in precedenza accantonato. Ricordo
che allo stesso sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dagli onorevoli Acierno e Lo Curto: 23.1, soppressivo
dell'articolo;
dal Governo: 23.2, interamente sostitutivo dell'articolo 23.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
sostitutivo presentato dal Governo accoglie le richieste che
avevo avanzato nel corso dei lavori della Commissione Bilancio e
che mi avevano portato a presentare l'emendamento soppressivo
dell'articolo. Pertanto dichiaro di ritirare l'emendamento 23.1 a
mia firma.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
TURANO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TURANO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
sollecitare la discussione di un ordine del giorno che ho
presentato stamatina e che è legato all'argomento che stiamo
trattando. E la ragione è di tutta evidenza, in quanto vorrei che
il ragionamento che stiamo facendo si estendesse a tutta la
Sicilia.
Faccio un esempio: avendo l'ESPI venduto, onorevole Leontini ne
abbiamo parlato a lungo e le ho già manifestato il mio
apprezzamento positivo .....
PRESIDENTE Onorevole Turano, la devo pregare di attenersi
all'argomento, lei può parlare sull'emendamento e non sul suo
ordine del giorno, che comunque verrà discusso a conclusione
dell'iter legislativo.
TURANO Signor Presidente, annuncio il mio voto favorevole
all'emendamento 23.2 in quanto capisco che l'intenzione del
Governo è quella di sviluppare gli investimenti degli enti
dismessi nei territori dove sono ubicati gli stabilimenti.
Atteso che in provincia di Trapani è stata venduta la
Sicilvetro, altro non voglio fare con l'ordine del giorno...
PRESIDENTE Di estendere le conseguenze di questo emendamento
anche alla sua città.
TURANO Proprio così, signor Presidente, in modo da avere la
certezza che, anche per gli investimenti che ricadono in
provincia di Trapani - sto parlando della Sicilvetro - ci sarà un
ritorno per la provincia stessa.
GURRIERI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GURRIERI Signor Presidente, onorevoli colleghi, la soluzione
individuata su questo punto non mi soddisfa affatto perché
evidenzia che questo Governo continua a controllare, in modo
esagerato, tutto il lavoro che viene fatto e che è già stato
fatto.
Noi ci troviamo in presenza di una legge che è stata sancita
con un voto nel 2001, pertanto il fatto che tutti i progetti
devono fare riferimento ad un parere della Giunta mi sembra un
modo esagerato di controllare e di rendere qualsiasi iniziativa
come un dono che si fa alle istituzioni locali e non un atto
dovuto.
Vorrei suggerire - vediamo cosa ne pensa il Governo -, al fine
di dare la possibilità di un controllo un po' più ampio, di
inserire nel testo dell'emendamento anche il parere della
Commissione competente, e questo perché in Commissione è
rappresentata anche la minoranza, la quale può così controllare
eventuali abusi o eventuali discriminazioni.
Questa è la mia posizione come appartenente al Gruppo
parlamentare La Margherita, e sono comunque disponibile a
migliorarla attraverso i suggerimenti e le iniziative che si
svilupperanno nel corso del dibattito di questa seduta.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, c'è una richiesta esplicita di
inserire, così come prevedeva l'articolo 23, il parere della
Commissione competente.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che questa richiesta sia
ultronea in quanto il passaggio in Commissione è già previsto per
legge.
ZAGO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ZAGO Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo atto della
riformulazione dell'articolo 23 che solo apparentemente non
cambia nulla, di fatto invece cambia la destinazione delle
risorse. Trovo la cosa quasi bizzarra perché potrebbe sembrare
una sorta di non affidabilità nei confronti della provincia
regionale di Ragusa che era indicata non come Ente in se, ma come
punto di riferimento formale e burocratico per il finanziamento
dei progetti del Piano di utilizzo che è stato consegnato al
Presidente della Regione.
Il Piano di utilizzo e la formulazione dell'articolo 23 sono le
conclusioni alle quali era pervenuto all'unanimità il tavolo
provinciale formato da tutta la deputazione regionale, da tutta
la deputazione nazionale, dalle organizzazioni sindacali,
imprenditoriali, professionali, di categoria, convergendo sui
progetti presentati.
Coerentemente con queste posizioni ed elaborazioni rimarrei
fermo al testo inserito nel disegno di legge originario, pur
tuttavia, visto che alla fine il risultato non cambia perché mi
pare di interpretare la destinazione verso l'Assessorato
all'Industria, e non perché l'Assessorato può spendere solo le
risorse relative alle iniziative industriali, quindi di sua
pertinenza, ma perché possa finanziare tutte le opere contenute
nel Piano di utilizzo.
Pur con questa riserva, prendo atto della riformulazione
dell'articolo 23 ed esprimo parere favorevole.
INCARDONA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
INCARDONA Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sull'emendamento 23.2 per esprimere pieno apprezzamento per lo
sforzo fatto dal Governo, il quale sostanzialmente dà credito al
Piano di utilizzo predisposto dal tavolo tecnico che proviene dal
territorio della Provincia di Ragusa, a cui hanno partecipato
tutte le parti sociali, i sindacati e le istanze che provengono
dal territorio, e al tempo stesso da la possibilità alla Regione
di esprimere, di volta in volta, il proprio parere sulla
opportunità di progetti conformi a quella che è la programmazione
generale della Regione.
Peraltro, introdurre anche una valutazione della Commissione,
che già comunque esiste in una precedente norma, reintrodurla
attraverso questo nuovo emendamento, potrebbe significare
introdurre un'ulteriore elemento di burocratizzazione della
spesa.
Quindi, fermo restando che esiste già un tavolo di
concertazione, fermo restando che le parti sociali si sono
confrontate sul territorio, che hanno prodotto un progetto su cui
lavorare, ritengo che questa sia una soluzione non solo
accettabile, ma addirittura la migliore che si poteva mettere in
campo.
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, credo che il Governo abbia fatto
un buon lavoro e che si sia pervenuti alla soluzione ottimale.
L'articolo 23, così come era stato precedentemente formulato,
faceva riferimento all'articolo 77 della legge n. 6 del 2001,
articolo che è stato integralmente sostituito dalla legge
finanziaria dell'annno successivo, e precisamente dall'articolo 4
della legge 2 del 2002.
Era quindi necessario, prima di tutto, apportare questa
correzione.
Quell'articolo sanciva il principio in base al quale le risorse
derivanti dai saldi attivi dei bilanci finali di liquidazione
dell'EMS, ESPI, AZASI e collegate, sarebbe stata destinata a
spese di investimento secondo le modalità ed i tempi indicati
nell'ambito del comma 2 del medesimo articolo.
Il comma 2 specificava le spese di investimento di cui al comma
1, le quali, a decorrere dall'anno 2003, erano destinate alla
realizzazione di opere infrastrutturali ed interventi a sostegno
dello sviluppo produttivo esclusivamente nei territori delle
province in cui ricadono gli stabilimenti dismessi dei tre enti
suindicati e delle società partecipate.
Con la legge odierna si dà compimento al principio istituito in
queste leggi, conclamato, consolidato e confermato come volontà
di questo Parlamento negli anni dal 2001 fino ad oggi.
L'articolo di oggi precisa le destinazioni. Destina le risorse
alla provincia regionale di Ragusa, quindi è un passo avanti in
quanto, comunicati i saldi finali attivi, si può oggi fare uso
delle somme attraverso un Piano di utilizzo che è stato oggettodi
una concertazione da parte di tutti gli enti locali, della
provincia regionale, di tutti gli enti socio-economici, delle
espressioni sindacali: una virtuosa concertazione del territorio
che si è autodeterminato indicando un Piano di utilizzo delle
somme che è stato già approvato dalla Giunta di Governo.
Questo articolo, quindi, a compimento dell'iter legislativo
precedente, sta destinando la somma definitiva alla provincia
regionale di Ragusa e sancendo il principio che, di volta in
volta, man mano che i progetti saranno singolarmente presentati,
l'assessore regionale per l'Industria provvederà a trasferire gli
importi relativi alle singole opere da realizzare.
Nessuna limitazione e nessuna riduzione, semmai quella
preoccupazione che esprimeva il collega onorevole Gurrieri circa
un intervento controllore esagerato del Governo, è fugata dalla
formulazione odierna, perché il Governo ha già approvato il Piano
di utilizzo. Il parere successivo, pertanto, sarà una semplice
presa d'atto sui singoli progetti che di volta in volta saranno
presentati.
La proposta, invece, di inserire una valutazione ed un parere
da parte della Commissione competente sarebbe, essa sì,
un'ulteriore filtro e quindi un aggravamento, una complicazione
burocratica di controllo ulteriore, una trafila che non
alleggerisce nè rende più lineare il percorso.
Invece, secondo questa formulazione, il Governo - che, ripeto,
ha già approvato il Piano di utilizzo - renderà parere, di volta
in volta, sui singoli progetti e quindi consentirà all'Assessore
per l'Industria di erogare gli importi relativi ai singoli
progetti.
A me sembra che questo sia il lavoro finale positivo del
Governo.
CRISAFULLI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Onorevole Crisafulli, mi scusi se parla dopo il
Governo ma non mi ero accorto che aveva chiesto la parola.
CRISAFULLI Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che la
ratio della norma madre, quando fu varata da questo Parlamento,
era quella di favorire il non impoverimento di alcune aree
territoriali.
Quando si approvò questa norma l'idea era quella di decentrare
allo stesso territorio le risorse derivanti dalla dismissione di
attività produttive se questo avesse provocato difficoltà
occupazionali o abbattimento dell'occupazione; evidentemente
questa ratio ha una sua logica.
Il problema è che in alcuni casi ciò non si è determinato: la
dismissione degli enti o di attività produttive ha addirittura
procurato un incremento dell'occupazione.
Nonostante ciò, e nonostante la bontà del procedimento
legislativo di questo Parlamento, si prevede di dare ad un ente
locale un trasferimento gestito sulla base dell'intesa
territoriale (figuriamoci ) con un piano di intesa locale che
comunque non può applicare in quel territorio poteri diversi da
quelli che l'ente locale esercita (manutenzione, viabilità,
attività legate ai poteri dell'ente locale).
Questa è una nuova scelta che il Parlamento è legittimamente
chiamato ad accettare o non accettare - io sicuramente non posso
accettarlo - ma se questa è la filosofia credo che dobbiamo
introdurre lo stesso meccanismo per il trasferimento delle
risorse derivanti dalle dismissioni a tutte le amministrazioni
provinciali che, di volta in volta, si trovano nella stessa
situazione di diminuzione dell'occupazione e di utilizzo delle
risorse derivanti dalle dismissioni.
In concreto: l'Ente minerario siciliano è in dismissione, se ne
dismettono le quote azionarie; ieri se non ho capito male
(l'assessore D'Aquino potrà darmi lumi) si è definita la
dismissione della quota dell'ITALKALI.
D'AQUINO assessore per l'industria. Il procedimento è in
corso, non è ancora definito.
CRISAFULLI Meglio, questo mi aiuta di più Visto che il
trasferimento è in corso, prevediamo subito che, appena si
chiude, i trasferimenti andranno direttamente alla provincia di
Enna così come per la Vini Corvo andranno direttamente alla
provincia di Palermo.
Signor Presidente, questa è una strada incredibile, è un modo
di concepire la frammentazione di una possibilità di gestione
dell'insieme delle risorse finalizzandole ad investimenti veloci
nei territori, ma anche privilegiando gli investimenti veloci in
quei territori attraverso correttivi della legge 448, nei
meccanismi di spesa che possono incrementare l'occupazione
stabile e duratura e non essere considerati parte integrante di
una utilizzazione di risorse del bilancio di un ente locale,
ancorchè importante come l'amministrazione provinciale.
Credo che questa sia una logica sbagliata. Se dobbiamo
percorrerla allora percorriamola per tutto il territorio
siciliano facendo sì che questo emendamento si riferisca a tutte
le amministrazioni provinciali in cui si riduce l'occupazione. In
provincia di Enna con l'Ente minerario e l'Italkali si è ridotta
di circa tremila unità; vediamo se la stessa cosa è avvenuta in
altre realtà produttive siciliane e si aggiusti il testo.
Proprio per questo mi permetto di chiedere al Governo di
ritirare l'emendamento e di ripresentarlo in maniera corretta,
rispetto alle esigenze di coinvolgimento delle altre
amministrazioni provinciali, altrimenti in maniera del tutto
diversa da come è stato previsto.
In questo modo, signor Presidente, corriamo il rischio di
creare per legge una disparità di trattamento, in cui per un
territorio e per una provincia si prevede il trasferimento, per
le altre invece bisogna fare una legge speciale.
Facciamo in modo che il trasferimento delle risorse che
dobbiamo mettere a disposizione delle amministrazioni provinciali
sia automatico.
Presidenza del presidente Lo Porto
Per richiamo al Regolamento
ACIERNO Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, vorrei sottoporre alla sua
attenzione il testo dell'emendamento del Governo - che io
condivido - che così recita: in attuazione all'articolo 4 ; in
realtà, e mi rivolgo al Governo, per come è scritto l'emendamento
non viene attuato l'articolo 4. Allora si corre il rischio che il
Commissario dello Stato, approvata questa norma, la impugni.
Assessore Leontini, se legge l'articolo 4 citato
nell'emendamento, l'emendamento del Governo non attua l'articolo
4, lo modifica.
Sono d'accordo sul contenuto dell'emendamento, ma ribadisco che
non si tratta di attuazione dell'articolo 4. Stiamo attenti
perché rischiamo di vanificare la norma.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, il Governo accoglie il
richiamo dell'onorevole Acierno e modifica il testo nel seguente
modo: in attuazione delle finalità dell'articolo 4 della legge
regionale .
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Capodicasa il
subemendamento 23.2.1 all'emendamento 23.2.:
Dopo le parole previo parere della Giunta regionale di
Governo , aggiungere e delle competenti Commissioni legislative
dell'ARS.
Presidenza del presidente Lo Porto
CAPODICASA Chiedo di parlare per illustrare il
subemendamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, su questo
articolo c'è stato in Commissione un lunghissimo dibattito.
Alcuni interventi hanno sollevato il problema illustrato
poc'anzi dall'onorevole Crisafulli, altri hanno sollevato il
problema adesso sottolineato dall'onorevole Acierno e cioè il
fatto che l'articolo a cui facciamo riferimento, l'articolo 77
della legge 6/2001, prevedeva la destinazione al territorio e non
alla provincia. Pertanto questo articolo costituisce una modifica
dell'articolo 77.
Ma in quella discussione fu sottolineata l'esigenza che le
Commissioni competenti dell'Assemblea regionale siciliana fossero
investite del problema per esprimere un parere.
L'attuale emendamento sostitutivo del Governo, il 23.2, nel
riformulare il testo, non ha riportato ciò che invece
nell'articolo 23 era contenuto, cioè il parere della competente
Commissione dell'ARS.
Quindi credo che, se non c'è una ragione specifica per la quale
il Governo intende rimuovere il passaggio dalla competente
Commissione, vada reinserito considerandolo una dimenticanza, con
ciò non volendo intervenire nel merito dell'articolo perché mi
sono ampiamente espresso già in Commissione.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per due
minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 12.25, è ripresa alle ore12.28)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, il Governo fa proprio il
subemendamento 23.2.1 dell'onorevole Capodicasa, che viene
ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
In sede di coordinamento formale, si provvederà ad integrare la
formulazione dell'emendamento 23.2 con le parole aggiungere e
della competente Commissione legislativa dell'Assemblea regionale
siciliana .
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 23.2, con le integrazioni
derivanti dall'accoglimento dell'emendamento 23.1.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
CRISAFULLI Dichiaro di votare contro l'emendamento.
MICCICHE' Anch'io.
PRESIDENTE Si passa all'articolo 24, in precedenza
accantonato. Ne do lettura:
Articolo 24
Piano regionale dell'offerta formativa
1. Nelle more dell'approvazione della legge di riordino
dell'offerta formativa, l'Assessore regionale per il lavoro, la
previdenza sociale, la formazione professionale e l'emigrazione è
autorizzato ad approvare il Piano regionale dell'offerta
formativa provvedendo all'assegnazione dell'attività formativa
nei limiti del monte orario globale attribuito nel periodo
formativo relativo al Piano regionale dell'offerta formativa
2004, individuando prioritariamente gli enti risultati affidatari
nel predetto periodo.
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentanti i seguenti
emendamenti:
dagli onorevoli Acierno e Lo Curto: 24.2, soppressivo
dell'articolo;
dal Governo: 24.3, interamente sostitutivo; 24.3.1 e 24.3.4
subemendamenti all'emendamento 24.3; 24.1; 24.4.
dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici e Misuraca:
24.3.2, subemendamento all'emendamento 24.3;
dagli onorevoli Papania, Savona: 24.3.3, subemendamento
all'emendamento 24.3;
dall'onorevole Savona: 24.3.5, subemendamento all'emendamento
24.3.
Pongo in votazione l'emendamento soppressivo 24.2. Il parere
della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento del Governo 24.3, al quale è stato
proposto il subemendamento 24.3.5 con il quale viene
soppressa una parte dell'articolo 24. Resta in vita la parte
finale che riporta: Il termine per l'approvazione del piano
è fissato al 30 novembre di ogni anno .
VILLARI . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
VILLARI Signor Presidente, mi permetto di fare osservare
che, questo pero è un aspetto che deve valutare la Presidenza e
gli uffici, poiché all'articolo 24 sono agganciati una serie di
emendamenti non attinenti all'articolo 24, cioè all'offerta
formativa di cui si parla, ma si riferiscono agli Aso, ai
contratti di diritto privato e quant'altro, quindi sarebbe
opportuno, e questa è una decisione che prenderà la Presidenza,
che si continuasse nella discussione rispetto a quegli
emendamenti.
CRISAFULLI Sarebbe meglio che il Governo riscrivesse il
nuovo testo.
PRESIDENTE Onorevole Crisafulli, il testo è stato riscritto.
E' evidente. Praticamente la parte iniziale dell'emendamento del
Governo 24.3 è ...
LIOTTA Signor Presidente, poco fa è stato votato
l'emendamento soppressivo, di conseguenza tutti gli altri
decadono.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, il Governo modifica il proprio
testo. E' stato soppresso l'articolo 24, conseguentemente il
Governo annulla il proprio e aggiunge la parte relativa al
secondo comma dell'emendamento.
LIOTTA Ma l'articolo 24 è composto da un solo comma.
CAPODICASA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà
CAPODICASA Signor Presidente, il Governo in materia di
Regolamento non ha alcuna competenza; ci troviamo di fronte ad
una problematica di tipo regolamentare e quindi se c'è un errore
lo si corregge, ma dal punto di vista procedurale le ricordo che
abbiamo appena votato l'emendamento soppressivo dell'articolo
24, l'emendamento 24.2. Di conseguenza tutti gli emendamenti che
fanno riferimento all'articolo 24 decadono.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, non c'è dubbio che sia logico
il discorso dell'onorevole Capodicasa. Quindi se dobbiamo
interpretare il seguito dell'emendamento 24.3 come aggiuntivo,
possiamo farlo, ma con un nuovo testo e con una nuova
articolazione. Altrimenti devo concordare con l'onorevole
Capodicasa e l'onorevole Crisafulli che si tratta di una
forzatura regolamentare.
Non ho difficoltà ad accantonare la materia, tranne che non si
sospenda la seduta per due minuti per consentire al Governo di
modificare il testo.
Se non sorgono osservazioni sospendo la seduta per due minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 12.36, è ripresa alle ore 12.40)
PRESIDENTE La seduta è ripresa.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi per fugare ogni dubbio, tenuto
conto che si tratta di un fatto puramente formale, il Governo
precisa che il secondo comma dell'emendamento 24.3, articolato in
undici commi, va considerato come articolo aggiuntivo
all'articolo 24, soppresso.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, nei termini previsti dal
Regolamento ho presentato insieme ad altri colleghi l'emendamento
25.3, che è stato poi collegato all'articolo 24 e così veniva
riportato nel primo fascicolo degli emendamenti.
Nel nuovo fascicolo dell'emendamento 25.3 non c'è più traccia.
Volevo sapere dove è stato allocato.
PRESIDENTE Onorevole Spampinato, si trova in altra parte del
testo.
Onorevoli colleghi, pongo in votazione l'emendamento 24.3.4.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il subemendamento del Governo 24.3.5. Il
parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione il subemendamento 24.3.3. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 24.3, come subemendato. Il
parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Lo Porto
Sull'ordine dei lavori
GIANNOPOLO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, avevo chiesto di parlare
poc'anzi, adesso non so come si possano risolvere le cose.
Abbiamo testè approvato l'emendamento del Governo che reca
disposizione in materia di lavori socialmente utili. Ma è
l'articolo 25 intervenie sulla materia dei lavori socialmente
utili.
Ci sono emendamenti che erano stati presentati all'articolo 25
sulla materia dei lavori socialmente utili che in parte bisogna
considerare assorbiti dall'emendamento 24.3, ma altri emendamenti
che devono continuare a vivere.
Volevo raccomandare questa attenzione.
PRESIDENTE In effetti è una giusta osservazione, gli uffici
si stanno attivando.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Comunico che all'articolo 24 sono stati presentati i seguenti
emendamenti aggiuntivi:
dal Governo: 31.3; 31.8; 31.5; 31.6; 31.1; 25.10 R; 31.9;
31.2;
dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: 26.24;
dagli onorevoli Giannopolo, Speziale e Villari: 31.45; 25.10;
31.44; 25.7,
dagli onorevoli Ortisi, Spampinato e Vitrano: 31.32; 25.3;
dagli onorevoli Papania, Ortisi, Manzullo, Vitrano: 25.5;
dagli onorevoli Papania, Ortisi, Turano, Ioppolo: 25.6.
Dichiaro superati tutti i predetti emendamenti, tranne gli
emendamenti 31.32, 25.10 R , 31.9 e 25.10.
Si passa all'emendamento 31.32.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Chi é contrario resti seduto, chi favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 25.10R. Lo pongo in votazione. Il
parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E'approvato)
Gli emendamenti 31.9 e 25.10 di identico contenuto sono
assorbiti.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'articolo 25. Ne do lettura:
Articolo 25
Lavori socialmente utili
1. Al fine di consentire, nel corso dell'anno 2005, lo
svolgimento degli interventi in favore dei soggetti in atto
impegnati in attività socialmente utili di cui all'articolo 1
della legge regionale 5 novembre 2001, n. 17 o nelle attività di
stabilizzazione previste dalle norme in vigore, l'Assessorato
regionale del lavoro, della previdenza sociale, della formazione
professionale e dell'emigrazione può autorizzare la prosecuzione
delle attività medesime.
2. Per il finanziamento delle attività di cui al comma 1 e dei
costi accessori previsti dalle convenzioni stipulate con l'INPS e
finalizzate al pagamento degli assegni nonché dei contratti di
cui all'articolo 12 della legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85
e successive modifiche ed integrazioni, il relativo onere trova
riscontro, per l'esercizio finanziario 2005, nel bilancio
pluriennale della Regione, UPB 4.2.1.5.2, accantonamento 1005.
Comunico che allo stesso sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
dagli onorevoli Acierno e Lo Curto: 25.1, soppressivo
dell'articolo;
dal Governo: 25.4 R; 25.8.1, subemendamento all'emendamento
25.8;
dagli onorevoli Giannopolo, Speziale, Villari: 25.8; 25.11;
dagli onorevoli Papania, Ortisi, Turano, Ioppolo ed altri:
25.12;
dagli onorevoli Morinello e Ferro: 25.2;
dall'onorevole Moschetto: 27.1;
dagli onorevoli Papania, Ortisi, Manzullo, Vitrano: 25.4;
dagli onorevoli Papania e Ortisi: 25.13.
Si passa all'emendamento 25.1, dell'onorevole Acierno, il quale
dichiara di ritirarlo. L'Assemblea ne prende atto.
Essendo tutti gli emendamenti sostanzialmente aggiuntivi
all'articolo 25, pongo in votazione l'articolo 25. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
MANZULLO Annunzio il mio voto contrario all'emendamento
25.10.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto. Si passa agli
emendamenti aggiuntivi.
L'emendamento aggiuntivo 25.4R, a firma del Governo, è
ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 25.4, a firma degli onorevoli Papania, Ortisi,
Manzullo e Vitrano, è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione il subemendamento 25.8.1, a firma del
Governo. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E'approvato)
Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per 2 minuti.
(La seduta sospesa alle ore 12.55, riprende alle ore 12.57).
Presidenza del vicepresidente Fleres
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 25.8, nel testo
risultante. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 25.13 è assorbito.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Sull'ordine dei lavori
VILLARI Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
VILLARI Signor Presidente, onorevoli colleghi, poiché stiamo
trattando una materia complessa, chiedo di dare qualche minuto in
più ai parlamentari per approfondire le questioni di cui stiamo
discutendo perché alcuni emendamenti del Governo e dei
parlamentari sono di identico contenuto o simili e quindi
necessitano di una più attenta lettura.
PRESIDENTE Prendo atto della richiesta avanzata
dall'onorevole Villari.La Presidenza procederà più lentamente.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Riprende l'esame del disegno di legge n. 917/A
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 25.11 a firma degli
onorevoli Giannopolo, Villari e Speziale. Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Contrario
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Si passa all'articolo 26. Ne do lettura:
Articolo 26
Abrogazioni e modifiche di norme
1. Al comma 24 dell'articolo 1 della legge regionale 8 luglio
1977, n. 47 e successive modifiche ed integrazioni le parole '1
gennaio 2005' sono sostituite con le parole 1 gennaio 2006'.
2. Al comma 1 dell'articolo 7 della legge regionale 31 maggio
2004, n. 9, dopo le parole 'uffici regionali' aggiungere le
seguenti parole 'nonché per ulteriori oneri autorizzati con
delibera della giunta regionale'.
3. Al comma 1 dell'articolo 55 della legge regionale 3 maggio
2001, n. 6 e successive modifiche ed integrazioni, dopo le parole
'gestione delle relative spese' sono aggiunte le seguenti 'Sono,
altresì, effettuate con decreto del dirigente generale del
dipartimento bilancio e tesoro, su proposta dei competenti
dirigenti generali o di altri dirigenti responsabili, le
variazioni compensative fra capitoli di spesa concernenti
retribuzioni ed altri assegni al personale, in servizio con
contratto a tempo determinato o indeterminato, o in quiescenza,
della Regione.'.
4. La lettera d) del comma 1 dell'articolo 36 della legge
regionale 17 marzo 2000, n. 8 e successive modifiche ed
integrazioni è abrogata.
5. Il comma 4 dell'articolo 16 della legge regionale 15 maggio
2000, n. 10 è sostituito dal seguente:
'4. All'acquisto, manutenzione, riparazione delle
apparecchiature anche di tipo informatico necessarie al
funzionamento della segreteria generale, degli uffici alle
dirette dipendenze del Presidente della Regione e della sede di
Catania della Presidenza della Regione, oltre che all'acquisto
dei programmi e dei materiali di consumo relativi alle
apparecchiature medesime provvede l'ufficio del sovrintendente di
Palazzo d'Orleans, mentre per le missioni del personale che
presta servizio presso gli stessi uffici e presso l'ufficio
legislativo e legale provvede la segreteria generale.'.
6. Al comma 1 dell'articolo 34 della legge regionale 26 marzo
2002, n. 2, le parole 'fino all'esercizio successivo' sono
sostituite dalle parole 'per i tre anni successivi'.
7. Al comma 2 dell'articolo 6 della legge regionale 29 dicembre
2003, n. 21, le parole 'entro il 30 giugno 2004' sono sostituite
con le parole 'entro il 31 dicembre 2004' ed al successivo comma
4 le parole 'entro il 31 dicembre 2002' sono sostituite con le
parole 'entro la data di entrata in vigore della presente legge'.
8. Al comma 7 dell'articolo 12 della legge regionale 1
settembre 1997, n. 33, sono soppresse le parole 'per una sola
volta'.
9. Al comma 3 dell'articolo 30 della legge regionale 3 dicembre
2003, n. 20, dopo le parole 'n. 412' aggiungere le parole 'e ogni
attività post contatore'.
Al comma 1 dell'articolo 53 della legge regionale 3 dicembre
2003, n. 20, dopo la parola '(LIDU)' sono soppresse le parole
'aderente alla Federation internazionale des droits de l'homme'.
Alla fine del comma 1 dell'articolo 17 della legge regionale 16
aprile 2003, n. 4 le parole 'entro novanta giorni dall'entrata in
vigore della presente legge' sono sostituite con le parole 'entro
il 28 febbraio 2005'.
Al comma 2 dell'articolo 23 della legge regionale 3 maggio
2001, n. 6 le parole 'L'Assessore regionale per i beni culturali
ed ambientali e per la pubblica istruzione è autorizzato ad
acquisire' sono sostituite dalle parole 'L'Assemblea regionale
siciliana acquisisce'.
La disposizione contenuta alla lettera f) del comma 2
dell'articolo 2 della legge regionale 22 dicembre 1999, n. 28 è
estesa a tutte le piccole e medie industrie con stabilimenti ed
impianti fissi ubicati nel territorio della Regione.
Al comma 1 dell'articolo 51 della legge regionale 3 dicembre
2003, n. 20, dopo le parole di Palermo', aggiungere le parole
,della Fondazione Orchestra Sinfonica Siciliana', e dopo le
parole rispettivamente a 3.000 migliaia di euro', aggiungere le
parole , a 2.000 migliaia di euro'.
Al comma 1 dell'articolo 65 della legge regionale 26 marzo
2002, n. 2, dopo la parola 2005', aggiungere le parole 2006 e
2007'.
Al comma 2 dell'articolo 39 della legge regionale 26 marzo
2002, n. 2 sono soppresse le parole e comunque nel limite del 30
per cento'.
All'articolo 26 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, è
aggiunto il seguente comma:
'12. Ai fini del monitoraggio dei flussi di entrata e di spesa,
presso l'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze può
essere comandato personale appartenente ad amministrazioni ed
entri soggetti a controllo e vigilanza della Regione. Gli oneri
per il trattamento principale ed accessorio, fisso e variabile,
restano a carico delle amministrazioni o enti di provenienza. A
detto personale si applicano esclusivamente le disposizioni di
cui all'articolo 16, comma 3, della legge regionale 15 maggio
2000, n. 10.'.
18. Al comma 3 dell'articolo 12 della legge regionale 8 luglio
1977, n. 47 e successive modifiche ed integrazioni, le parole da
possono' fino a acquisti di terreni' sono cassate.
19. Dopo il punto 2 della lettera i) del comma 1 dell'articolo
1 della legge regionale 11 dicembre 1991, n. 48, è aggiunto il
seguente punto:
2 bis) al comma 3 dell'articolo 57 cassare le parole per una
sola volta'.
20. All'articolo 195 della legge regionale 23 dicembre 2000, n.
32, sono introdotte le seguenti modifiche:
- al comma 3 dopo le parole tecnico-scientifica' sono aggiunte
le parole e del Centro per l'internazionalizzazione dell'impresa
e la promozione della piccola e media impresa nello spazio euro-
mediterraneo di Palermo';
- è aggiunto il comma 5 bis:
5 bis. Alla copertura delle spese di gestione del Centro per
l'internazionalizzazione dell'impresa e la promozione della
piccola e media impresa nello spazio euro-mediterraneo di Palermo
si provvede mediante la corresponsione dei contributi previsti a
carico dell'UPB 8.2.1.3.99, capitolo 344116 del bilancio della
Regione.'.
21. L'articolo 59 della legge regionale 6 marzo 1986, n. 9, è
abrogato.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dal Governo: 26.9; 26.10; 26.23; 26.29; 26.28.1, subemendamento
all'emendamento 28.1;
dagli onorevoli Beninati e Maurici: 26.15;
dagli onorevoli Forgione e Liotta: 26.1;
dall'onorevole Zangara: 26.28;
dall'onorevole Mancuso: 26.8.
Comunico, altresì, che sono stati presentati i seguenti
emendamenti aggiuntivi all'articolo 26:
dal Governo: 26.11; 26.12; 27.21; 26.30; 26.31; 26.33; 31.58;
31.40.1, subemendamento all'emendamento 31.40; 31.25; 31.26;
31.27; 31.59; 31.4; 31.24; 31.36.1, subemendamento
all'emendamento 31.36; 31.4; 31.7; 26.35;
dall'onorevole Cristaudo: 26.2;
dall'onorevole Ferro: 26.3; 26.5; 26.6; 26.4; 31.21;
dall'onorevole Baldari: 26.7;
dagli onorevoli Baldari, Moschetto, Mercadante, Confalone:
26.7.1, subemendamento all'emendamento 26.7;
dall'onorevole Barbagallo: 26.18; 26.21; 26.17; 26.19; 26.20;
31.33;
dagli onorevoli Moschetto e Savona: 26.32;
dall'onorevole Crisafulli: 26.13;
dagli onorevoli Beninati e Vicari: 26.14;
dagli onorevoli Barbagallo e Tumino: 26.16;
dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici e Misuraca:
31.10; 31.13; 31.11;
dall'onorevole Formica: 31.53;
dagli onorevoli Villari, Giannopolo, Speziale ed altri: 26.25;
31.47;
dall'onorevole Capodicasa: 26.26.1, subemendamento
all'emendamento 26.26;
dagli onorevoli Dina, Misuraca, Formica e Papania: 26.26;
dall'onorevole Acierno: 26.26.1, subemendamento all'emendamento
26.26;
dall'onorevole Savona: 31.28; 27.10; 31.57;
dall'onorevole Confalone: 26.27;
dagli onorevoli Crisafulli e Fleres:31.12;
dagli onorevoli Savona e Antinoro: 31.60;
dall'onorevole Zangara: 27.20;
dagli onorevoli Oddo e Panarello: 31.49; 27.18;
dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: 31.40; 31.41;
dagli onorevoli Baldari, Leanza, Moschetto, Confalone, Formica,
Mercadante: 13.14.1, subemendamento all'emendamento 13.14;
dagli onorevoli Confalone, Moschetto, Mercadante e Baldari:
31.14;
dall'onorevole Antinoro: 31.19;
dagli onorevoli Barbagallo e Basile: 31.34;
dall'onorevole Mercadante: 31.54; 31.18;
dall'onorevole De Benedictis: 31.42;
dagli onorevoli Panarello, Zago, De Benedictis, Villari: 31.48;
dagli onorevoli Turano, Maurici, Fratello: 31.23 bis;
dagli onorevoli Oddo e Papania: 31.15.1, subemendamento
all'emendamento 31.15;
dagli onorevoli Dina, Maurici, Fratello, Moschetto, Catania
Giuseppe: 31.15.2, subemendamento all'emendamento 31.15;
dall'onorevole Turano: 31.15;
dagli onorevoli Catania Giuseppe, Fleres, Maurici, Misuraca,
Moschetto: 26.34;
dall'onorevole Misuraca: 31.17; 31.16;
dagli onorevoli Misuraca, Catania Giuseppe, Fleres, Maurici,
Moschetto: 27.23; 27.2.1;
dall'onorevole Mancuso: 31.20; 31.31;
dagli onorevoli Formica e Ioppolo: 31.22;
dagli onorevoli Moschetto, Mercadante, Catania Giuseppe, Maurici,
Baldari: 31.23.2, e 31.23.3, subemendamenti all'emendamento
31.23;
dagli onorevoli Beninati e Maurici: 31.23;
dagli onorevoli Giambrone, Beninati e Maurici: 31.23.1,
subemendamento all'emendamento 31.23;
dagli onorevoli Oddo, Speziale, Zago, De Benedictis: 31.35;
31.51;
dall'onorevole Oddo: 31.52;
dagli onorevoli Giannopolo, Cracolici, Speziale: 27.15;
dagli onorevoli Beninati, Fleres e Lo Curto: 31.29;
dall'onorevole Beninati: 31.30; 31.56;
dagli onorevoli Speziale, Zago, Panarello, Oddo: 31.36; 31.38;
31.39; 31.37;
dagli onorevoli Giannopolo, Villari, Speziale: 31.43; 25.9;
31.46.
Si passa all'emendamento 26.15 a firma degli onorevoli
Beninati, Maurici.
BENINATI Lo ritiro.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 26.9 a firma del Governo.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 26.8 a firma dell'onorevole Mancuso.
MANCUSO Lo ritiro.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 26.1 a firma degli
onorevoli Forgione, Liotta.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per dichiarare il
parere contrario del Governo, in quanto potrebbe essere
attenzionata dal Commissario dello Stato, per cui il parere del
Governo è contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 26.10 del Governo. Lo
pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 26.23 del Governo. Lo
pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA Vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Essendo l'emendamento 26.29 a firma del Governo
di identico contenuto del 26.23, si passa all'emendamento 26.28
del Governo.
Comunico che è stato presentato dal Governo il subemendamento
26.28.1.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 26.28 nel testo
risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 26.2. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti
seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 26.5.
FERRO Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FERRO Signor Presidente, onorevoli colleghi, gli emendamenti
26.5 e 26.6, sostanzialmente si sintetizzano in un unico
ragionamento, che è, di fatto, quello di impedire che in aree di
verde agricolo, in deroga ai piani regolatori, si possano
realizzare strutture abitative, anche attraverso forme di
commissariamento, che l'Assessorato regionale per il territorio
disponga nei comuni, d'ufficio.
Mi pare un tema sufficientemente serio che riguarda non solo
grandi città ed aree metropolitane, ma anche comuni, per esempio,
della provincia di Catania. Ricordo a tal proposito che il
sindaco di Sant'Agata Li Battiati, mi sembra, già l'anno scorso
ebbe a denunciare lo scempio sul territorio di quell'area,
proprio in virtù di questa norma.
Vorrei quindi che il Governo riflettesse bene quando esprime un
giudizio positivo o negativo sugli emendamenti. Chiedo che la
votazione dell'emendamento avvenga per scrutinio segreto.
(Gli onorevoli Capodicasa, Cracolici, Guerrieri,
Miccichè, Sanzeri,
Villari, Zago, Papania, si associano alla richiesta)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 26.5
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 26.5.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 54
Maggioranza 28
Favorevoli 21
Contrari 33
Astenuti 0
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 26.6
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
ricordare al Governo che, su questo tema, in un incontro con i
sindaci di tutte le province della nostra Regione, era stata data
dall'allora assessore al territorio e ambiente, onorevole
Pellegrino, una disponibilità a tenere in considerazione
l'esigenza dei comuni medesimi, affinché non venissero
saccheggiati i loro territori da possibili insediamenti di tale
natura, tenendo piuttosto in considerazione l'opportunità di
armonizzare con i piani regolatori vigenti o comunque con gli
strumenti urbanistici attuali.
Rivolgendomi quindi al Governo, anche in mancanza dell'attuale
assessore per il territorio e l'ambiente, ricordo che c'era un
orientamento e che, a tal fine, era già stata predisposta una
norma ad hoc che tenesse in considerazione tale esigenza.
Il Governo attuale, quindi, svolga delle considerazioni anche
sulla base di questo mio intervento.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 26.6. Il parere
della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
FERRO Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Gli onorevoli Capodicasa, Cracolici, Gainnopolo,
Miccichè, Oddo,
Papania, Raiti e Sanzeri appoggiano la richiesta)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 26.6
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 26.6.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 57
Maggioranza 29
Favorevoli 22
Contrari 35
Astenuti 0
(Non è' approvato)
Si passa al subemendamento 26.7.1. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo pertanto in votazione l'emendamento 26.7, nel testo
risultante. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 26.11 del Governo. Il
parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE L'emendamento 26.18 dell'onorevole Barbagallo
decade per assenza dall'Aula del firmatario.
Si passa all'emendamento 26.32, degli onorevoli Moschetto e
Savona.
CAPODICASA Signor Presidente, circola voce che questo
emendamento assegna cinque consulenti in più all'Assessorato alla
Presidenza. Se è veramente così, lo considero scandaloso
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore. Lo
ritiro.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 26.12. Il Governo intende illustrarlo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, a volte gli assessorati sono
stati appesantiti a tal punto che si è pensato di utilizzare, in
Commissioni, Consigli di amministrazione, supervisioni ecc.,
anche i dirigenti che si trovano nella fascia di vice dirigenti,
in maniera tale da rendere percorribile il lavoro istituzionale
degli assessorati e quello di rappresentanza degli assessorati
medesimi all'interno delle Commissioni.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, non ho da
fare alcun rilievo in merito alle imprecisioni dell'assessore
Cintola, ne ho capito il senso. Il tema è piuttosto un altro:
sostenere che nella Regione siciliana, dove abbiamo oltre duemila
dirigenti di ruolo, per le funzioni di ufficio, dovremmo
utilizzare un sistema per il quale la qualifica immediatamente
inferiore, pur con il possesso della laurea e dieci anni di
anzianità, costituisce titolo d'ingresso alle funzioni di
dirigente; ebbene, ritengo abbia più senso riordinare la materia
e stabilire che, nell'ambito della Regione, è prevista la
funzione di vicedirigente.
Ma una logica a te sì e a te no - perché succederà questo,
onorevole Assessore - la ritengo sbagliata, pertanto chiedo al
Governo di ritirare l'emendamento; in alternativa chiedo che la
votazione avvenga a scrutinio segreto.
(Gli onorevoli Di Mauro, Giannopolo, Guerrieri,
Oddo,Papania, Sanzeri, Speziale, Villari si associano alla
richiesta)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 26.12
PRESIDENTE Chiarisco il significato del voto: chi vota sì
preme il pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi
si astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 62
Maggioranza 32
Favorevoli 25
Contrari 37
Astenuti 0
(Non è approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 27.21 del Governo.
Lo pongo in votazione con la riserva di individuare la
copertura in tabella. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 26.14.
CAPODICASA Signor Presidente, chiedo che i presentatori
illustrino l'emendamento.
PRESIDENTE Se i presentatori intendono farlo...
BENINATI Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
emendamento di cui il Governo aveva anche preso visione, intende
semplicemente prevedere che per tutte le aziende collegate
all'AST, per cui resta il blocco del personale, ebbene, dicevo,
per tutte quelle che sono controllate, in autonomia in quanto
Spa, il blocco del personale si potrebbe escludere.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, se ho
capito bene, l'emendamento è in riferimento alle aziende
collegate e controllate dall'AST.
Il problema è capire come si procede in questa materia, perché
credo che il collega Ferro abbia già presentato anche un
emendamento che, in qualche modo, cerca di mettere ordine a una
fattispecie assai complessa e delicata.
Noi disponiamo di aziende cosiddette pubbliche, in senso
stretto, che operano secondo un regime pubblicistico - e quindi
con meccanismi di ingresso e di selezione del mercato del lavoro
che ha un regime, appunto, pubblicistico - e, inoltre, abbiamo
pure aziende, formalmente sotto forma di società di capitali, ma
controllate, o per intero o in alcuni casi al 99 per cento, dalle
aziende pubbliche, che operano in regime assolutamente
privatistico, regime che in Sicilia è diventato quasi, possiamo
così definirlo, vergognoso. Infatti, il meccanismo di ingresso,
ad esempio attraverso il sistema interinale - sappiamo bene e
lo dico pubblicamente in questo Parlamento - corrisponde non a
una selezione che le società di lavoro interinale fanno
nell'interesse dei lavoratori, ma secondo le segnalazioni che le
stesse aziende procedono a svolgere per assumere i lavoratori di
loro interesse
Io credo, signor Presidente, che bisogna respingere questo
emendamento e, allo stesso tempo, quando esamineremo quello a
firma del collega Ferro (ritengo peraltro che forse ne esista un
altro a firma degli onorevoli Giannopolo e Speziale) finalmente
il Parlamento può cercare di mettere ordine a una materia
sottoposta ad ogni tipo di arbitrio per ciò che concerne la
gestione amministrativa.
Intanto, chiedo all'onorevole Beninati la disponibilità a
ritirare l'emendamento, in alternativa, chiedo all'Aula di
respingerlo anche con la procedura del voto segreto.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, in
relazione alla richiesta formulata dall'onorevole Cracolici, mi
permetto di sottolineare l'atipicità della proposta avanzata su
una materia riguardante i trasporti, proprio da parte dello
stesso Presidente della competente Commissione.
Ritengo quindi che tutto il tema debba essere trattato in
autonomo disegno di legge e credo altresì inopportuno, mi
permetta signor Presidente della Commissione, che non sia stato
presentato nella sua Commissione. La invito pertanto a ritirare
l'emendamento all'esame.
CAPODICASA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi
meraviglio dell'ingenuità dei miei colleghi dell'opposizione che
invitano l'onorevole Beninati a ritirare l'emendamento, quasi che
l'onorevole Beninati fosse incorso in una svista. Ma questa è
una balla grande come una casa, signor Presidente Perché questo
emendamentino di mezzo rigo riapre le assunzioni
Onorevole Assessore al bilancio, lei non ha niente da dire su
questo emendamento, dopo che predica la linea del rigore? Se il
Governo è contrario lo dichiari, che rinuncio al mio intervento
Stiamo scherzando? Blocchiamo le assunzioni degli enti
collegati e le società che dipendono da questi stessi enti
possono riaprire le assunzioni; per di più, l'Assessore continua
a sostenere che fa una politica di rigore in materia di bilancio
e di assunzioni, rigore e sviluppo
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, non riesco a
comprendere il significato delle dichiarazioni dei colleghi del
centrosinistra in merito all'emendamento a firma degli onorevoli
Vicari e Beninati. In primo luogo, perché in questo emendamento
non si assume nessuno, ma evidentemente si intendono ricreare le
condizioni, per le società collegate all'AST, di poter fare nuove
assunzioni. E allora, mi chiedo come ci si possa schierare contro
una norma che genera occupazione in una terra dove - purtroppo -
la disoccupazione è un fatto drammatico
E' incredibile vedere parti di questo Parlamento contro tale
norma Sentire membri di questo Governo annunciare il parere
contrario a questo emendamento è semplicemente ridicolo
E allora intendo ribadire, non avendo alcun interesse
personale - né nell'AST né nelle sue aziende collegate - che la
norma a cui mi riferisco intende soltanto offrire la possibilità
di modificare una disposizione che ha finora bloccato le
assunzioni: ripeto, l'emendamento non obbliga ad assumere, ma si
limita a ridare la possibilità, ove ve nei sia l'esigenza, di
creare lavoro.
Esprimo pertanto il mio parere favorevole ad una norma che,
dalla sua entrata in vigore, crea nuovi posti di lavoro in
Sicilia.
CAPODICASA Con i soldi pubblici, però, onorevole Acierno
PRESIDENTE Non dimentichiamo che si tratta di una SpA.,
onorevole Capodicasa. Non è necessariamente detto che siano fondi
pubblici. Non è assolutamente scontato.
CAPODICASA Signor Presidente, si tratta di SpA a totale
capitale pubblico.
FERRO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FERRO Signor Presidente, onorevoli colleghi, non aggiungo
nulla alle cose già dette dall'onorevole Cracolici in merito
alla immoralità che caratterizza le assunzioni in queste aziende.
Detto questo, siccome non mi stupisco del candore
dell'onorevole Acierno, vorrei anche ritornare sull'argomento con
una precisazione, al fine di evitare in quest'Aula di cominciare
a fare i nomi dei parenti e dei familiari di tanti esponenti
politici che, dentro la città di Palermo, hanno assunto,
attraverso quelle aziende, i propri familiari.
Lo dico perché, se vogliamo evitare di scendere nel ridicolo,
come già siamo, rispetto a questa situazione, il tema non è
occupazione sì, occupazione no. Il tema è piuttosto
l'occupazione, ma che sia con pari opportunità per tutti: si
individuino allora procedure di evidenza pubblica e si proceda
solo dopo alle assunzioni.
Finché non ci sono procedure di evidenza pubblica, è evidente
che non si possono assumere gli amici degli amici perché,
diversamente, sarebbe francamente fantasioso, anche con la
fantasia che impersona l'onorevole Acierno.
FORMICA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, le
preoccupazioni scaturite durante questo dibattito francamente le
ritengo inopportune e, per certi versi, anche poco attinenti.
Bisognerebbe focalizzare l'oggetto del contendere. Noi stiamo
parlando di aziende collegate che spesso vedono all'interno,
nella compagine dei componenti, dei soggetti privati. Si tratta
di aziende che, in buona parte dei casi, se non nella maggior
parte dei casi, sono soggetti privati.
Come si può impedire ad un soggetto privato di assumere delle
persone? Vorrei che lo spiegassero coloro i quali si oppongono
alla norma, perché ritengo che sia una norma che crea occupazione
e che non pone vincoli.
Delle due l'una: o si ha la coerenza di essere sempre in linea
con quanto si dice a proposito dello snellimento delle procedure
oppure vale il principio dei due pesi e due misure'.
Qui si tratta di aziende partecipate, nella maggior parte dei
casi, da soggetti privati. Si vuol dare la possibilità a soggetti
privati di assumere liberamente sul mercato.
PRESIDENTE Onorevole Ferro, poiché c'è un suo emendamento
all'articolo 31 che disciplina la materia con l'esigenza da lei
testé espressa di una evidenza pubblica del meccanismo delle
assunzioni, secondo me sarebbe auspicabile se potessimo
agganciare il contenuto di questo emendamento a quell'altro
trovando una via di compromesso, perché è vero quello che ho
sentito sostenere - evitare manovre clientelari - ma è vero,
altresì, che non possiamo assumerci la responsabilità di impedire
quello che giustamente l'onorevole Acierno sosteneva e, cioè, il
progresso verso le assunzioni, anche se poche, ma che tuttavia ci
siano.
Se a questo punto si può procedere armonizzando l'uno e l'altro
emendamento credo che potremmo accantonare momentaneamente per
vedere di armonizzare quel testo con quello successivo
dell'onorevole Ferro.
FERRO Se vi è una procedura di evidenza pubblica, non ho
problemi.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, il mio intervento integra
ulteriormente il suo perché sono firmatario assieme agli
onorevoli Villari e Speziale di un altro emendamento, che per la
verità è identico da tre anni a questa parte, l'emendamento 25.9,
aggiuntivo, con il quale si stabilisce il principio che al
reclutamento del personale presso le società partecipate in
misura maggioritaria si provvede con le procedure previste per le
assunzioni presso la pubblica amministrazione.
Vorrei però che fosse chiaro, ed anche che questo mio
contributo venisse considerato di arricchimento alla discussione,
che per aziende collegate all'AST si intendono non le aziende
private, i fornitori o i soggetti che hanno rapporto contrattuale
con l'azienda madre che è l'AST, ma le aziende di cui è titolare,
socio o proprietario l'AST; altrimenti non c'era ragione di
scrivere questa cosa, è in re ipsa.
Pertanto possiamo prendere in considerazione l'emendamento
dell'onorevole Beninati, anche quello dell'AST se vogliamo,
direttamente quando sarà fissato in modo chiaro il principio
chiaro che alle assunzioni si provvede con regolari procedure di
evidenza pubblica e non di evidenza privata.
CRISAFULLI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRISAFULLI Signor Presidente onorevoli colleghi, se riesco a
sviluppare un ragionamento spero di contribuire alla
chiarificazione circa l' improponibilità di questo emendamento.
Noi ci troviamo di fronte all'applicazione di una legge che ha
commissariato l'AST. La legge fu fatta per avviare la
privatizzazione dell'Azienda siciliana trasporti ed é fin troppo
singolare che all'atto in cui si avvia un processo di
privatizzazione e dunque di dismissione e di reperimento sul
mercato di un acquirente privato, prevediamo una fattispecie
normativa che autorizza le aziende collegate sul piano del titolo
di proprietà, per cui a prevalente capitale pubblico e dunque a
prevalenza nel capitale dell'AST, prevediamo che queste aziende
contribuiscono ad aggravare il bilancio dell'AST che dovrebbe
essere privatizzato.
Per capire di che cosa stiamo parlando: significherebbe trovare
un partner privato, un'azienda privata che vuole comprare tutto
il servizio di autolinee che la Regione potrebbe mettere sul
mercato e consegnare a questa proprietà un appesantimento
aziendale determinato da una norma che il nostro Parlamento
dovrebbe votare oggi. E' come se volessimo vendere l'ITALKALI e,
prima di venderla, consentissimo all'ITALKALI di fare duemila-
tremila assunzioni; questo, nei fatti, cozza con la logica della
legge-madre. In periodi di dismissione - mi rivolgo a
professionisti che, oltre a fare i parlamentari, sono più
conosciuti come professionisti, fortunatamente per loro -, fare
una cosa del genere rappresenta una turbativa del meccanismo
commerciale e, se fossimo in fase di fallimento, potrebbe essere
addirittura perseguibile penalmente.
Mi sono permesso di richiamare tale questione perché mi auguro
che il Governo si renda conto della complicazione che ne
deriverebbe e il Presidente dell'Assemblea si renda conto che
questo emendamento é impraticabile ai fini del raggiungimento
degli obiettivi della legge madre che non sono messi in
discussione ma vengono qui confermati, creando però un meccanismo
di appesantimento.
Pertanto mi auguro che venga accolta la mia riflessione da
parte dei colleghi e che questa possa portare alle ovvie e
naturali conclusioni.
FLERES Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace
dover intervenire dopo l'onorevole Crisafulli sostenendo la tesi
diametralmente opposta, ma non mi stupisce. L'onorevole
Crisafulli ha cultura di sinistra, centralistica e dirigistica,
io ho cultura liberale e quindi l'impostazione che intendo dare
al mio intervento nella più assoluta serenità di animo é
esattamente opposta a quella dell'onorevole Crisafulli per la
semplice ragione che si parte da un assunto errato.
L'assunto errato é che una procedura di privatizzazione debba
scaturire necessariamente da un fallimento economico, e così non
é: qualunque soggetto incaricato di procedere ad una
privatizzazione ha il diritto-dovere di farlo mantenendo
l'economicità del soggetto stesso su cui opera, e l'economicità
del soggetto su cui opera dipende anche dalla sua operatività.
Questa è la prima osservazione.
Seconda osservazione: stiamo riferendoci a soggetti privati, a
società per azioni e dunque anche il suggerimento correttivo
dell'onorevole Ferro, anch'esso appartenente ad una cultura
diversa dalla mia, interferisce ed incide su competenze che non
sono di questo Parlamento. Noi non possiamo modificare né i
contratti di lavoro né il diritto civile, nel caso specifico il
diritto del lavoro; dunque non possiamo vincolare le aziende a
procedure di selezione che siano diverse dai contratti di lavoro
che si applicano in quelle aziende, dalla natura giuridica di
quelle aziende, dal diritto civile che non è una prerogativa di
questo Parlamento.
Allora contesto complessivamente l'impostazione del
ragionamento sin qui fatto, così come contesto un altro elemento
che sottende a tutto il resto: l'obbligo di applicabilità di
questo articolo.
Chi ha detto che una possibilità diventi una occasione per
determinare sprechi o per determinare svantaggi? Qualcuno ha
detto poc'anzi che l'AST è un'azienda che ha una sua prospettiva
stabilita dalla legge, quella prospettiva non può essere
antieconomica, dunque nessuno farà assunzioni antieconomiche. Ma
se per caso una assunzione può significare mettere sulla strada
un autobus che determina una utilità di gestione - sto facendo
soltanto un esempio - perché bisogna impedire a quell'azienda di
produrre utili interferendo nella libertà di azione aziendale e
imprenditoriale dell'azienda stessa, allora qui non può guidarci
la logica interdittiva, onorevoli colleghi, non possiamo valutare
gli emendamenti sulla base di una logica interdittiva
assolutamente ipotetica per altro.
Noi dobbiamo rispettare le ragioni sociali, le competenze, i
contratti di lavoro, il diritto civile nei confronti dei quali
questi argomenti non abbiamo alcuna competenza. Poi, se l'azienda
farà assunzioni anomale, se sprecherà il pubblico denaro, abbiamo
mille modi per condannarne un comportamento e per reprimerlo,
certamente non vincolando la libertà gestionale dell'azienda
stessa, sia essa questa o altra azienda.
Pertanto, onorevoli colleghi, mi permetto di fare un intervento
di carattere generale che esula dalle logiche delle appartenenze,
dalle logiche politiche di schieramento, un ragionamento che vale
per questo argomento e per altri. Non facciamoci travolgere da
logiche interdittive andando per altro a travolgere persino le
nostre competenze o a sentirci i padroni del mondo interferendo
in compiti che non sono nostri. L'Assemblea valuti in base alle
sue competenze e valuti pure la portata in proiezione delle norme
che vota.
Tutti ci sentiamo liberali, tutti ci sentiamo liberisti, tutti
siamo per la crescita aziendale e poi, però, ci blocchiamo perché
ipotizziamo una presunta irregolare utilizzazione della
possibilità di assumere o non assumere sol perché questa
determina anch'essa ipotetici vantaggi per uno schieramento o per
un altro senza tenere conto che invece determina principi di
violazione del diritto privato, del codice civile, dei contratti
di lavoro. E non voglio giocare con la strumentalizzazione di chi
fa nascere posti di lavoro o di chi li fa morire, onorevole
Acierno, le norme non creano posti di lavoro - magari le norme
creassero posti di lavoro -, le norme consentono o non consentono
un percorso. Se le norme potessero creare posti di lavoro ne
approveremmo a centinaia pur di risolvere il problema della
disoccupazione.
Capisco l'enfasi degli interventi di ciascuno, ma cerchiamo di
recuperare un minimo di logicità nei comportamenti. Sappiamo bene
che se la strada è quella di impedire lo spreco e non certamente
quella di impedire l'occupazione, semmai di controllare i
processi che determinano l'occupazione e non di impedirli - poi
vedremo se sono processi irregolari e ci comporteremo di
conseguenza -, ma qui stiamo facendo il processo alle intenzioni,
tra l'altro prestandoci a speculazioni di carattere intellettuale
assolutamente fuori luogo.
MISURACA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MISURACA Signor Presidente, ricorderanno i colleghi che
un'azienda si considera controllata quando è ha totale
partecipazione pubblica. Si tratta invece di azienda collegata
quando una quota minoritaria del capitale sociale è a
partecipazione pubblica.
Questa norma, a mio avviso, va vista soltanto nella misura in
cui recupera un errore fatto da questa Assemblea e condivido le
posizioni dell'onorevole Fleres: stiamo intervenendo con norma
regionale in un campo definito e circoscritto dal codice civile.
Quest'ultimo infatti regola i rapporti fra aziende pubbliche e
private.
Presidenza del vicepresidente FLERES
Nel 2002 abbiamo limitato con una norma la capacità decisionale
dell'azionista di maggioranza delle aziende SpA o s.r.l. sulle
quali oggi vogliamo invece continuare a intervenire.
Il paradosso è che un azionista che ha l'80 per cento di
un'azienda, cui è poi collegata un'altra azienda con capitale
pubblico, non potrebbe attivare procedure di acquisizione di
personale sol perché una parte del suo capitale è posseduto da
un'azienda pubblica.
Oggi interveniamo soltanto per recuperare un errore fatto
allora. Non possiamo circoscrivere la vicenda già definita dal
codice civile con una norma regionale.
Se poi il pubblico, e qui ci riferiamo ad aziende legate al
pubblico ma certamente collegate, vuole intervenire
nell'assemblea di una società per azioni lo faccia con i propri
delegati o amministratori.
Se abbiamo deciso di conglobare tutto limitando la libertà di
azionisti che investono e che hanno l'80 per cento di una azienda
per cui poi l'AST ne ha il 20 per cento...
CRISAFULLI In questo caso, no.
MISURACA Signor Presidente, onorevoli colleghi, la norma
allora è errata perché parla di aziende collegate. In diritto è
attribuito significato diverso alle aziende collegate o
controllate.
PRESIDENTE Ha chiesto di parlare l'onorevole Speziale. Ne ha
facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, ricordo al
collega Misuraca e ai colleghi della maggioranza che la legge 10
del 1999 prescrisse come misura di razionalizzazione della spesa
di attivare il processo di privatizzazione di alcuni enti e della
loro dismissione. Con la legge 5 abbiamo completato questo
processo.
Inoltre, nella legge 10/1999 è previsto espressamente che
bisogna procedere alla privatizzazione dell'AST. Quest'ultima,
allora, aveva bandito un concorso con la previsione di assunzione
di centinaia di persone.
Il ragionamento porta a dire che il legislatore correttamente,
essendo competenza propria, impose all'azienda di non procedere
a nuove assunzioni e ricordo che allora le assunzioni avvenivano
per concorso pubblico come previsto per le aziende a prevalente
capitale pubblico.
Ritengo che se questo vale per l'AST valga anche per le aziende
collegate. La fattispecie di cui parla l'onorevole Misuraca è
inesistente dato che tutte le aziende collegate vivono
interamente di denaro pubblico.
Il problema è falsamente posto. Dovremmo invece interrogarci
sulla ragione per la quale dal 1999 al 2004 non si è proceduto
alla privatizzazione dell'AST - l'onorevole Granata è arrivato da
qualche giorno alla gestione dell'assessorato -, ma per ben
quattro anni il Governo è stato diretto da un assessore di Forza
Italia, che fra l'altro adesso è vicepresidente della Regione.
Per quale ragione in questi quattro anni non si è proceduto alla
privatizzazione dell'AST?
La questione centrale allora è questa: non possiamo ipotizzare
di zavorrare in questo momento, se manteniamo fermo il principio
della privatizzazione, questa azienda, di sovraccaricarla di
oneri aggiuntivi con l'assunzione di personale, perché l'azienda
verrebbe svalutata se messa sul mercato.
La questione tra chi vuole fare una politica liberale e chi
vuole fare una politica statalista sulle assunzioni, sta tutta
qui. L'onorevole Fleres ha cercato di arrampicarsi sugli specchi,
ma sta tutta qui
Pensiamo che non bisogna procedere, che va mantenuto fermo il
blocco delle assunzioni non perché non ci rendiamo conto che
l'azienda non abbia bisogno di assunzioni, ma perché riteniamo
che debba essere portato a compimento il processo di
privatizzazione. Approfitto della presenza dell'assessore Granata
perché il Governo si impegni in tempi ragionevoli a portare a
compimento tale processo.
Se vogliamo privatizzare, ovviamente, non bisogna zavorrare,
non bisogna appesantire un'azienda se siamo dei gestori oculati.
Per non appesantirla, non si può procedere a nuove assunzioni,
soprattutto quando queste diventano a tempo indeterminato. Tant'è
vero che l'azienda AST per sopperire alla mancanza di personale è
ricorsa a personale interinale che, di volta in volta, ha
utilizzato per periodi previsti dalla legge per attivare e
mantenere il funzionamento del servizio.
E' questa la ragione per cui siamo contrari, adesso ascolteremo
il Governo.
Penso che l'assessore Granata dovrebbe rassicurare l'Aula sul
ritiro dell'emendamento, non so se è del Governo in questo caso,
l'emendamento presentato dall'onorevole Beninati, o dare un voto
contrario, e contemporaneamente impegnarsi perché sia data piena
attuazione a quanto previsto dalla legge 10 del 1999 sulla
privatizzazione dell'AST e conseguentemente delle aziende ad essa
collegate.
CAPODICASA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, dopo l'intervento
dell'onorevole Speziale rinuncio ad intervenire riservandomi di
farlo in sede di dichiarazione di voto.
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GRANATA assessore per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che su
questa materia ci sia stata, anche nel corso del dibattito, una
certa confusione di segno ed un certo richiamo a riferimenti
ideologici, completamente, malposti.
Fermo restando che avvalorerei una leggenda metropolitana nel
qualificarmi o nell'autodefinirmi più a sinistra dell'onorevole
Crisafulli, che è un anticomunista ante litteram per certi versi,
essere anche, compiace ed onora, ma la materia ha e deve essere
affrontata dal Governo con coerenza rispetto a quelli che sono
gli atti del Governo attuali, passati e soprattutto quelli
imminenti.
All'interno della legge finanziaria, che abbiamo già discusso
ed approvato al Governo, c'è una norma che prevede la nomina di
un commissario che avvia, entro un termine prestabilito, la
privatizzazione di sei mesi e la privatizzazione dell'AST.
Queste aziende sono tutte a capitale, dire prevalentemente
pubblico è un eufemismo, a capitale pubblico, quindi è ovvio,
oltre che banale e non urta alcun principio liberista, che
produrre un appesantimento nell'organico di aziende attraverso un
meccanismo liberista e privato nelle assunzioni e pubblico, la
famosa dottrina cara ad una certa politica della privatizzazione
dei profitti e della pubblicizzazione delle perdite è una linea
che questo Governo, ad iniziare dal Presidente Cuffaro che ha
approvato quella finanziaria con quel testo, non condivide e non
segue.
Per questo motivo il parere del Governo è contrario.
GIAMBRONE Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIAMBRONE Signor Presidente, onorevole colleghi, condivido
le considerazioni fatte dall'onorevole Fleres e, al fine di
evitare che si possa commettere qui qualche imperfezione o
interpretare leggi in maniera errata, sarebbe necessario
ricordare che la legge 297/2002 sancisce in termini chiari che le
aziende private possono assumere direttamente il personale
dipendente, ed è un fatto ormai assodato, fra l'altro ripreso
anche dalla legge Biagi.
Lo spirito del legislatore, allorquando con il comma 2
dell'articolo 33 sanciva il divieto per l'AST di procedere ad
assunzioni, erroneamente faceva riferimento anche alle aziende
collegate.
A mio avviso non possiamo andare contro - anche perché andremmo
contro una legge, la numero 297 del 2002, che fu oggetto di
battaglie ed anche del delitto del professore Biagi - un
indirizzo univoco che è quello di dare la possibilità alle
aziende private di assumere, fermo restando che se le stesse
dovessero operare contro legge allora lì interviene un'altra
istituzione.
Oggi dovremmo estrapolare, a mio avviso, le aziende collegate
da questo principio, che era giusto relativamente all'AST, e non
alle aziende private che sono quelle collegate.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 26.14. Il parere
del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
(Proteste in Aula dai banchi di sinistra)
Onorevoli colleghi, votiamo per la controprova. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 26.16.
TUMINO Lo ritiro.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 26.30 del Governo.
Comunico che è stato presentato il subemendamento 26.30.1 dal
Governo.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. E' lo stesso
stabilito in Commissione e votato. Non ho fatto altro che
prendere quanto è stato detto dalla Commissione Bilancio. Si
tratta di interventi sulle caldaie di cui abbiamo discusso in
Commissione.
In quell'occasione, abbiamo detto che anziché stabilire noi il
contributo che il privato deve pagare, alla Provincia resta
collegata la possibilità di arrivare sino al 25 per cento del
dovuto. In base a questo abbiamo presentato l'emendamento.
PRESIDENTE Il parere della Commissione sul subemendamento
26.30.1, a firma del Governo?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; che è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 26.30, nel testo risultante.
Il parere della Commissione?
SAVONA presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 31.33.
TUMINO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TUMINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo è un
emendamento che vorrebbe evitare ai cittadini che vengono
sorteggiati...
PRESIDENTE Onorevole Tumino, lei dovrebbe fare proprio
l'emendamento, altrimenti sono costretto a dichiararlo decaduto.
TUMINO Signor Presidente, faccio mio l'emendamento 31.33,
dell'onorevole Barbagallo.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto.
TUMINO Dicevo che con questo emendamento si vorrebbe evitare
che i costi relativi alle verifiche sulle caldaie ricadessero sui
cittadini che vengono sorteggiati, facendoli gravare, invece,
sullo stesso ente che dispone la verifica, quindi, nel caso
particolare, sulle Province.
Credo che sia una cosa oltremodo corretta proprio per evitare
che una casualità nella scelta a campione dei soggetti da
controllare determini, poi, un aggravio di spesa notevolissimo,
anche quando il cittadino risulti essere perfettamente in regola.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, vorrei ricordare all'onorevole
Tumino che, in Commissione, l'onorevole Barbagallo firmatario
dell'emendamento in questione, si era impegnato a ritirarlo.
Ecco perché, prima di dare un parere contrario, vorrei
invitare, l'onorevole Tumino, secondo firmatario
dell'emendamento, a ritirarlo, così come da impegno assunto dal
collega Barbagallo.
TUMINO Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 31.10.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevole colleghi, quest'Aula
ha trattato la materia relativa all'emendamento in questione con
un altro emendamento, a firma dell'onorevole Virzì, già votato
qualche manovra fa, relativo alla questione delle aperture
domenicali, alle aperture festive degli esercizi commerciali.
Materia questa che, attraverso l'introduzione e la modifica
intervenuta con la legge 28 e, poi, con la dichiarazione delle
cosiddette città d'arte , è stata disciplinata in maniera
assolutamente pesante per la vita soprattutto di chi lavora
all'interno degli esercizi commerciali; si è venuta a creare una
condizione che ha reso difficile la gestione delle aperture.
Questo emendamento propone l'eliminazione dell'obbligo di
chiusura in occasione di alcune festività, come sancito nella
legge numero 28 che, oltre alle festività natalizie, prevedeva
altre festività, quali l'Immacolata, la festa di Ognissanti e
quella della Repubblica, che cade il 2 giugno, date nelle quali
occorre rispettare la chiusura degli esercizi.
Credo che ciò sia sbagliato; il Parlamento dovrebbe
regolamentare nuovamente la materia delle aperture domenicali.
Tra la grande distribuzione e la piccola distribuzione stiamo,
di fatto, determinando una condizione in cui la piccola
distribuzione non è in grado di competere con la grande
distribuzione, non soltanto in termini economici ma anche in
termini di orari, con tutto quello che ne consegue sul piano del
depauperamento degli esercizi di vicinato e degli esercizi del
piccolo commercio al dettaglio che, in qualche modo, investe
buona parte della nostra distribuzione e della nostra economia.
Credo, quindi, che sia materia da riconsiderare, da rivedere,
da disciplinare con un maggiore equilibrio.
In ogni caso, presentare un emendamento che stabilisce che
nelle tre festività fissate dalla legge si possono aprire gli
esercizi è, a mio avviso, sbagliato perché non interviene sul
problema di disciplinare nuovamente la materia, ma in qualche
modo risponde, forse, all'esigenza di qualche grande
distributore di avere la possibilità di aprire anche in quelle
giornate, oltre che tutte le domeniche e tutte le festività che
sono già previste dalla legge.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, mi permetto di chiosare
l'intervento dell'onorevole Cracolici soltanto perché anch'io
sono firmatario di questo emendamento, che proviene da
un'esigenza specifica delle categorie interessate.
Tuttavia, l'onorevole Cracolici ha ragione quando sostiene
l'opportunità di non ritornare spesso su questi argomenti. Per
questo motivo - mi fa piacere, tra l'altro, che sia presente
l'Assessore per la cooperazione, il commercio, l'artigianato e la
pesca che ascolta - ritengo più opportuno e corretto,
successivamente, una volta chiusa questa partita con questo
emendamento, pensare ad un'articolazione delle aperture e delle
chiusure sulla base di strumenti più snelli e non sulla base di
strumenti legislativi che, certamente, non si addicono alle
volubilità del mercato e delle esigenze di categorie, come quella
commerciale.
Pongo in votazione l'emendamento 31.10.
CRACOLICI Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Gli onorevoli Capodicasa, Giannopolo, Oddo, Panarello,
Papania, Speziale,
Villari, Zago, si associano alla richiesta)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 31.10.
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 31.10.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 53
Maggioranza 27
Favorevoli 28
Contrari 25
(L'Assemblea approva)
Si passa all'emendamento 31.53.
FORMICA Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 26.25.
L'Assemblea prende atto che l'onorevole Morinello ha dichiarato
di apporre la propria firma all'emendamento.
Onorevoli colleghi, l'emendamento è improponibile perché
incide su disposizioni normative che non sono di nostra
pertinenza, riguardano, bensì, le competenze delle Questure.
Si passa all'emendamento 26.26 con il relativo subemendamento
26.26.1.
FORMICA Dichiaro di ritirare la mia firma dall'emendamento
26.26.
PRESIDENTE. L'Assemblea ne prende atto. Pongo in votazione il
subemendamento 26.26.1. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 26.26, come emendato. Il parere del
Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 26.33, a firma del Governo. Lo pongo
in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 26.31, a firma del Governo. Il parere
della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 26.21 e il 26.17 decadono per assenza
dall'Aula del firmatario.
TUMINO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TUMINO Signor Presidente, onorevole assessore per il bilancio
e le finanze, onorevoli colleghi, gli emendamenti 26.21 e 26. 17
contengono delle norme che pare siano state concordate tra
l'assessore e l'onorevole Barbagallo.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Sono già
inserite.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, comunico che è stato
presentato dalla Commissione l'emendamento 26.35, che non è
inserito nel fascicolo degli emendamenti.
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, si tratta di una serie di piani
che gli Assessorati ai lavori pubblici facevano su procedure che
erano in corso. Il Comune di Palermo non vi è riuscito. I
dirigenti per la programmazione e per l'approvazione dei progetti
erano circa quattrocento. Anche la Curia di Palermo è
interessata. Ciò serve a far approvare dal Comune tutti i
procedimenti amministrativi per poi essere inserito,
successivamente, in un'eventuale approvazione di un piano da
parte dell'Assessorato.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 26.35. Il parere
del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 26, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario ai alzi.
(E' approvato)
Si procede con gli articoli aggiuntivi. Si passa
all'emendamento 31.37.
ZAGO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ZAGO Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
31.37 interviene nella discussione in atto sulla crisi agricola
nella nostra Regione. La crisi agricola che è stata affrontata da
decine di sindaci, amministratori , associazioni di categoria nei
giorni scorsi, è una crisi che non investe una provincia o un
territorio, bensì è una crisi che investe tutta la Sicilia ed è
particolare, non è una crisi alla quale si possono dare risposte
emergenziali. Non è una crisi locale, non è provinciale, è una
crisi strutturale, di sistema, una crisi di modello di sviluppo.
Quindi, le risposte a questo tipo di crisi, testimoniata dalla
mobilitazione che ha visto per la prima volta presenti i
giovani e le donne in tutta la fascia meridionale della Sicilia
centro orientale, da Niscemi a Gela, a Pachino, per non parlare
dei comuni del ragusano, è una crisi che ha bisogno di risposte
strutturali.
L'emendamento che viene proposto muove da questa constatazione.
Perché, oggi, gli agricoltori, i produttori, gli addetti ai
lavori del comparto, 120 mila in Sicilia, 7 mila aziende, sono
scesi in lotta?
Ciò è accaduto perché si è determinato un contrasto stridente
che ha messo in ginocchio tutti quanti; un contrasto stridente
tra il prezzo all'origine e il prezzo al consumo, con un rapporto
incredibile, talvolta di uno a dieci, di uno a venti, se si tiene
conto che i produttori nei mercati devono vendere e consegnare la
merce a 20, 30 centesimi, per poi vederla nei mercati per i
consumatori a 3,50, 4 e 5 euro al chilogrammo.
Un contrasto che danneggia paradossalmente sia il produttore
che il consumatore, quindi c'è una fascia, quella che sta dentro
i limiti di questo contrasto stridente che non può che essere
individuata come una fascia all'interno della quale si sviluppano
manovre speculative, parassitarie, su cui dobbiamo intervenire.
Ad oggi, ci sono state delle prime risposte a questa
mobilitazione, e a tal proposito, ho invitato l'assessore
Leontini, il quale ha incontrato i vertici nazionali, a riferire
i risultati conseguiti per capire come intervenire.
Mi auguro che questa richiesta venga accolta. Intanto, con
questo emendamento si vuole dare una risposta che incida sulla
quantità e sulla qualità dei prodotti ortofrutticoli; si vuole
intervenire per provocare, per permettere il rinnovamento
tecnologico e strutturale delle serre.
Le serre non possono continuare ad essere quello che sono state
in questi trenta, quarant'anni di sviluppo in tutta la Sicilia:
una capannina formata da un foglio di plastica e da quattro
paletti in legno
Le serre, oggi, da serre a freddo devono diventare serre
climatizzate, serre in ferro che devono aumentare la quantità e
la qualità, ma che al contempo non devono permettere, al loro
interno, lo sviluppo delle malattie che danneggiano i prodotti
abbassandone qualità e quantità, e che, di conseguenza
danneggiano anche gli operatori, gli agricoltori ed i produttori.
Si chiede, quindi, l'intervento della Regione affinché venga
reso possibile tale ammodernamento, favorendo questo rinnovamento
con delle misure che non sono, assessore e onorevoli colleghi, in
contrasto con la Comunità europea, in quanto si vuole fare
riferimento ai consorzi fidi che devono finanziare in conto
rischio e in conto interessi tale rinnovamento tecnologico.
E' necessario quindi dare dei segnali in questo senso, perché
l'agricoltura è a un punto di non ritorno in quanto, fra l'altro,
in questo momento sono presenti altri fenomeni.
Mi riferisco ai Paesi del Mediterraneo anche extraeuropei, alla
concorrenza di Paesi che portano nel nostro territorio prodotti
che non subiscono i controlli ai quali invece sono soggetti, i
nostri prodotti e che, quindi, sul piano della qualità e della
sicurezza alimentare, non possono essere equiparati ai nostri e
che peraltro provengono da quei Paesi dove il costo di
produzione è basso in quanto il costo del lavoro è decisamente
diverso ed inferiore rispetto al nostro.
E ancora vi è un'altra cattiva notizia riguardante la
decapitazione dei nostri prodotti. Tale notizia è stata riportata
qualche anno fa da trasmissioni televisive nazionali. Mi
riferisco a quella sciagurata trasmissione, allorquando furono
indicati prodotti della fascia trasformata come nocivi,
pericolosi per la salute e per la sicurezza alimentare nel loro
consumo.
Mi riferisco, ancora, al divario tra prezzo all'origine e
prezzo al consumo, ma mi riferisco soprattutto - se mi consente
qualche minuto, signor Presidente, così rinuncerei ad intervenire
durante l'illustrazione dell'ordine del giorno -, ad una
legislazione agraria assente, causa della crisi che stiamo
vivendo.
Le aziende si muovono in totale isolamento ed autonomia ed,
oggi, i risultati che si conseguono, che sono visibili, sono
quelli che scaturiscono dai successi nel campo della olivicoltura
e viticoltura. Non c'é alcuna legislazione che favorisce, che
incentivi gli accordi di filiera, l'associazionismo, la
concentrazione dell'offerta per la collocazione dei prodotti
all'estero e, quindi, questa situazione non poteva non provocare
la mobilitazione di cui tutti abbiamo avuto contezza, la
saldatura, la regionalizzazione del movimento che ha
caratterizzato queste settimane. E' una condivisione della
piattaforma da parte delle organizzazioni professionali agricole
che ha permesso, ad esempio, all'assessore Leontini, in
rappresentanza del Governo siciliano, di delineare quella
piattaforma nell'interlocuzione con il ministro Alemanno.
Lo stato di crisi che é stato dichiarato é importante, ma non
basta; infatti, sono ben altre le risposte che bisogna dare.
Pertanto, signor Presidente, onorevole Assessore, accingendomi
a concludere, propongo la copertura di questa proposta di
rinnovamento tecnologico e strutturale delle serre perché le
risorse finanziarie ci sono e non c'entrano nulla con la Comunità
europea. Infatti, basta utilizzare i 51.645.689 euro della legge
448 del 2001, articolo 52, punto 34. Si tratta di 51 milioni di
euro ancora non spesi, che potrebbero contribuire alla
realizzazione del primo piano regionale di serricoltura, attuato
sulla base del piano agrumi, che costituirebbe una risposta di
comparto in sede regionale, ed utilizzare altresì i 70 miliardi
di vecchie lire, che non sono stati spesi, della legge
finanziaria 388/2000, articolo 137, cioè il famoso Pacchetto
Sicilia .
Mi riservo, in altra occasione, signor Presidente, di inserire
altri argomenti come risposte che sono quelli contenuti nella
piattaforma fatta propria dall'Assessore Leontini e rappresentata
durante l'incontro con il Governo nazionale, non prima, però, di
sottolineare che, evidentemente, questa crisi dell'agricoltura
risente del momento recessivo, della difficoltà economica
complessiva che attraversa il Paese, cioè della perdita del
potere di acquisto dei redditi, dei salari, delle pensioni, degli
stipendi e dell'impossibilità della gente a sbarcare il lunario;
potendo spendere meno, ci sono meno consumi.
Quindi, il mio appello é di non rinchiuderci in risposte
occasionali ed emergenziali, bensì di pensare a risposte
strutturali, di sistema, che possano portare, ad esempio, anche
ad una nuova organizzazione dell'agricoltura in Sicilia che
superi il vecchio centralismo regionale, ancor più anacronistico
nel momento in cui parliamo di organizzazione federale dello
Stato, decentrando alle Province ed ai Comuni, che meglio possono
e sanno rappresentare le diverse esigenze dei territori agricoli,
mantenendo alla Regione l'azione di coordinamento, di promozione,
di rappresentanza a livello regionale, nazionale e comunitario.
MORINELLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MORINELLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto
di apporre la mia firma all'emendamento 31.37 il cui contenuto è
la piattaforma che in queste settimane, il grande movimento che
si è sviluppato nelle fasce trasformate della Sicilia, nella
fascia a sud della Sicilia, che nel corso dei decenni ha avuto
questa capacità di trasformare un'economia, una società, che ha
qualificato un modello di sviluppo che, oggi, è in profonda
crisi.
I lavoratori, le famiglie, l'indotto si trovano in una
condizione drammatica e tragica che necessita un forte intervento
da parte delle istituzioni, da parte del Governo nazionale, da
parte del Governo regionale.
La serricoltura e l'agricoltura oggi necessitano di una
risposta non emergenziale, non occasionale, non episodica, per
questo io rivolgo un appello al Presidente dell'Assemblea
regionale siciliana e al Governo affinché - è questa la proposta
concreta che voglio formulare - si stabilisca la possibilità di
far discutere in Aula delle questioni che sono oggetto
dell'emendamento e, nello stesso tempo, di porre nel calendario
dell'agenda dei lavori una sessione dedicata ai problemi
dell'agricoltura.
E' questa la proposta che voglio formulare ed è questo il modo
certamente apprezzabile col quale noi, come Assemblea regionale
e come Regione siciliana, possiamo dare risposte al dramma di
centinaia e centinaia di migliaia di persone che oggi vivono la
crisi e aspettano risposte immediate da parte nostra.
Non so se l'emendamento sarà accolto; io auspico che il Governo
trovi le compatibilità, trovi le risorse per poter finanziare
questo emendamento, ma nello stesso tempo, se non c'è questa
possibilità, un ordine del giorno che, in ogni caso, dia la
misura della sensibilità con cui il Governo della Regione
siciliana affronta il dramma di un'intera economia e di un'intera
società.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, è singolare
che l'Aula, nel momento in cui si discute di un articolo che io
ritengo fondamentale per la manovra di variazione di bilancio,
sia così distratta e, molte volte, più alle prese per questioni
di ordinaria amministrazione.
Onorevole assessore per l'Agricoltura volevo che lei prendesse
in seria considerazione l'emendamento che noi abbiamo posto
all'attenzione dell'Aula non solo per le ragioni dette qui prima
dagli onorevoli Zago e Morinello, cioè nel senso che questi
possono intervenire in una condizione drammatica di crisi di un
settore che ha contribuito, nel corso dell'ultimo decennio, non
solo a un grande processo di trasformazione di aree consistenti
della nostra Isola, ma che ha contribuito al PIL del settore e
quello regionale in modo notevole.
La crisi oggi drammatica che stanno vivendo vaste categorie di
produttori agricoli imporrebbe al Governo un'attenta e profonda
riflessione. Sarebbe importante porre in essere una serie di
misure in grado di incentivare e ammodernare strutturalmente
l'agricoltura siciliana, in particolare quella del settore
serricolo che più concorre alla formazione del PIL agricolo
regionale.
Vengono formulate due obiezioni di fondo: la prima è che il
testo potrebbe non essere approvato dall'Unione europea. Io
chiedo al Governo di approvare il testo per poi sostenere le
nostre ragioni in sede comunitaria. Penso che così come è stato
formulato il testo può essere approvato anche dall'Unione
europea.
La seconda è che il testo, così formulato, necessiterebbe di
una copertura finanziaria consistente. Vorrei ricordare al
Governo - e richiamo per questo l'attenzione dell'Assessore per
il bilancio e le finanze, che l'articolo 137 della legge n. 388
del 2000, ultima legge finanziaria del governo di centrosinistra,
ha previsto una serie di misure a sostegno del comparto agricolo
fino a questo momento non utilizzate dal Governo regionale perché
manca il concorso della Regione siciliana.
A distanza di quattro anni dall'approvazione della legge n.
388/200 il Governo regionale, anziché trasformare quella misura
in concrete iniziative, ha ritardato l'applicazione di quella
misura.
Chiedo al Governo di non sottovalutare gli interventi che noi
proponiamo, non solo con questo articolo ma anche con altri
successivi che abbiamo proposto, perché riteniamo che una
politica strutturale di ammodernamento e di sostegno oggi è
fondamentale se vogliamo competere sul mercato globale e se
vogliamo aggredire il mercato per una prospettiva di sviluppo,
di ricchezza e di tenuta occupazionale alle zone interessate.
Pertanto, chiedo al Governo di dare una sola ragione per cui
c'è un atteggiamento di diniego e di contrarietà rispetto a
questo emendamento.
Ritengo sia necessario che il Governo spieghi a quest'Aula la
ragione per la quale è contrario alle norme proposte. Se il
motivo è la mancata copertura finanziaria credo che sia possibile
attivare la misura attraverso i fondi previsti dalla legge n.
388/2000.
L'atteggiamento del Governo finirebbe per far pagare un prezzo
altissimo alla nostra comunità e al settore agricolo della nostra
regione.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, ricordo che sull'articolo 99
della legge 32 del 2000 pende un giudizio di infrazione
comunitaria. L'emendamento del Governo corregge le parti
comunitariamente ammesse. L'opinione della Presidenza è che non
sia opportuno andare oltre in questa fase proprio perché è aperta
una procedura di infrazione.
Noi possiamo pure insistere, però sappiamo che probabilmente
non è questa la strada. Sarebbe molto più opportuno - ma è solo
un giudizio assolutamente personale -, dicevo sarebbe molto più
opportuno - e in tal senso credo che non sarebbe difficile
ottenere una finestra legislativa - approvare un disegno di legge
organico che affronti questa materia, quella degli aiuti de
minimis in agricoltura, per tentare di fare una mediazione,
una negoziazione in sede comunitaria con un testo che non vada ad
inficiare gli altri argomenti.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, l'interlocuzione avviene tra me
e lei; se, però, il Governo si impegna - c'è un problema che
riguarda una condizione drammatica di crisi, che l'assessore
Leontini conosce perfettamente, anche perché coinvolge gran parte
della sua zona -, subito dopo l'approvazione delle variazioni di
bilancio, a venire in Aula per predisporre interventi organici
con un testo specifico che riguarda la serricoltura e
l'agricoltura, concordando e valutando anche, positivamente
eventualmente, suggerimenti che noi ci siamo permessi di dare in
questa sede, ritiriamo l'emendamento.
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Mi
impegno solennemente.
ODDO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Signor Presidente, dopo quanto detto dal mio
capogruppo, volevo semplicemente aggiungere una considerazione.
Vero è che l'articolo 99 è soggetto a procedura di infrazione, ma
dobbiamo con estrema chiarezza dire che potremmo sostanzialmente
rimodulare l'intero articolato rispetto alla questione anche
dell'articolo 99, perché lei sa bene e l'Aula sa bene che
l'articolo 99 si riferisce semplicemente ai consorzi ed alle
cooperative di garanzia collettiva fidi.
Dunque, stavo ragionando rispetto a quanto detto dal mio
capogruppo e a quanto, evidentemente, detto dal collega onorevole
Zago, che è pur vero che la questione che lei ha sottolineato
dell'articolo 99 è soggetta a procedura di infrazione, però lei
sa, e l'Aula sa bene, che questo articolo, così come è stato
concepito, potrebbe essere riscritto, nella parte, appunto,
riguardante il riferimento all'articolo 99 della legge n. 32, per
quanto concerne le cooperative ed i consorzi di garanzia
collettiva fidi. Questo sforzo, obiettivamente, lo potremmo fare.
Il secondo impegno che potrebbe assumere il Governo, se è
disponibile, è quello che, chiusa la procedura di infrazione per
quanto concerne l'articolo 99, il primo argomento che si potrebbe
trattare è quello che è stato sottoposto all'attenzione dell'Aula
da parte nostra, e cioè vedere in che misura si interviene per
quanto concerne questo comparto che ormai versa in condizioni
assolutamente precarie e vive una crisi abbastanza pesante.
Per quanto concerne il resto, lei che ha esperienza in merito,
signor Presidente, e per quel che riguarda anche il lavoro fatto
sulla legge n. 32 - lasciamo stare le parti più o meno condivise
allora unitariamente - non mi pare che, invece, sui contributi in
conto interesse e sui contributi per integrazione fondi rischi e
così via ci siano problemi da questo punto di vista.
La parte, quindi, che si dovrebbe attenzionare e su cui il
Governo dovrebbe esprimere un impegno assolutamente, molto, ma
molto chiaro, è quella di vedere in primo luogo, ancora prima
di aspettare la chiusura della procedura di infrazione
sull'articolo 99, in che misura, invece, si può andare verso una
soluzione diversa, e mi pare che possa esserci una soluzione
diversa rispetto anche alla normativa vigente senza che cozzi con
i Regolamenti comunitari. In secondo luogo, fare in modo,
comunque, di manifestare in questa seduta l'intenzione di
procedere non solo alla valutazione di presentare o meno un
disegno di legge, ma di aprire un tavolo, sin d'ora, per quanto
concerne anche l'argomento, in terza Commissione e cercare di
dare risposte a problemi veri e seri che sono stati posti con
l'emendamento in discussione.
Se questo da parte del Governo questo impegno, tutto sommato,
viene manifestato, è evidente che quanto detto dall'onorevole
Speziale, mi pare ovvio, che sia condivisibile.
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo affrontato in queste
ultime settimane le vicende relative alla crisi di mercato dei
prodotti ortofrutticoli.
Abbiamo messo in campo una serie di iniziative discendenti sia
dalle nostre competenze che dalla congiunta collaborazione con il
Governo nazionale. Abbiamo incontrato i produttori, le
associazioni dei produttori; assieme con i produttori abbiamo
condiviso una tabella di marcia che si articola in tutta una
serie di iniziative che sono in parte di competenza del Governo
regionale, in parte del Governo nazionale.
Abbiamo col Ministro Alemanno sottoscritto una serie di
iniziative e di impegni che riguardano le procedure per
l'attivazione di una declaratoria sull'evento eccezionale
relativo alla crisi di mercato. Abbiamo, anche, affrontato il
problema dell'attivazione di un regime straordinario di ritiri
sulla base della corresponsione di un'indennità comunitaria e di
ritiro.
Abbiamo ottenuto da parte del Ministro Alemanno
l'intensificazione dei controlli alle frontiere nei punti di
ingresso dei prodotti da parte dei paesi terzi. C'è un
regolamento della Comunità Europea il 2200 del 96 e che al titolo
V prescrive le modalità di rapporto con i paesi terzi in ordine
all'ingresso dei loro prodotti nel nostro mercato e nel nostro
territorio.
Più volte sono stati segnalati episodi di ingresso di prodotti
proveniente dai paesi terzi e non sottoposti a controlli di
carattere chimico e fitosanitario e addirittura da certi
comportamenti non corretti di alcuni operatori sottoposti al
mercato con etichette nostre, hanno sicuramente alterato
l'andamento del mercato, hanno danneggiato i nostri produttori,
hanno anche danneggiato il consumatore.
Questo ha inciso in alcuni momenti e in alcune porzioni del
territorio anche sull'andamento dei prezzi nei mercati; quindi
abbiamo ottenuto un'intensificazione dei controlli proprio per
evitare queste conseguenze. Così come da parte dell'ISMEA e del
suo presidente abbiamo ottenuto l'immediata attivazione di un
reticolo regionale dei controlli sui prezzi nella filiera a
partire dalla produzione, dall'origine, attraverso il
conferimento alla grande distribuzione e, infine, la
destinazione al consumatore finale.
Tutto questo fa parte di una piattaforma di interventi che è in
itinere e che per un verso - come dicevano gli onorevoli Zago e
Speziale - riguarda l'emergenza e quindi la necessità di
affrontare l'emergenza con gli strumenti della stessa, ma senza
sacrificare all'emergenza la necessità di conferire al comparto,
che è di fondamentale importanza per la nostra economia, misure
solide di potenziamento che possano servire strutturalmente per
la prospettiva.
Tra queste, abbiamo messo in campo con immediatezza un
protocollo con l'ONU e con la rete dei Trade Point dell'ONU che è
deputata proprio ad un'attività di servizio e di sostegno alle
piccole e medie imprese.
Attraverso questo protocollo d'intesa abbiamo stabilito che,
dopo un periodo formativo condotto dal personale dell'ONU e dei
Trade Point, nei nostri uffici e nei nostri distretti periferici
i produttori potranno accedere immediatamente alla possibilità di
contattare il mercato internazionale e mondiale e conferire
direttamente il prodotto attraverso una rete già esistente in
ben trenta paesi del mondo e già destinataria di questo tipo di
finalità e compito di cerniera tra la domanda e l'offerta.
Quindi, una soluzione e un'iniziativa che in modo forte
corrisponde alle attese dei produttori e alla necessità di dare
sbocco al nostro prodotto in un mercato più ampio e più esteso.
Il nostro prodotto di qualità è riconosciuto come tale nei
mercati nazionali ed internazionali, per renderlo ancor più
agevolmente penetrante nei mercati abbiamo messo in campo
un'altra iniziativa, che è la prima nel Paese, che riguarda la
istituzione di un'Agenzia per la certificazione della qualità
nella sicurezza alimentare: l'ASCA, Agenzia per la Sicurezza ed
il Controllo degli Alimenti. Si tratta di un'Agenzia collegata
con un'autority nazionale che ha sede in Parma, è un'autority
europea che è rappresentata dal professore Giorgio Calabrese che
è il responsabile su nostro incarico dell'ASCA siciliana.
Nei prossimi giorni istituiremo anche un'autority sulla
sicurezza alimentare che presiederà al funzionamento dell'ASCA.
Abbiamo già provveduto ad attivare le prime procedure per le
risorse professionali da mettere in campo all'interno dell'ASCA
attraverso il conferimento di una certificazione di qualità in
ordine alla sicurezza alimentare che riguarda la filiera
ortofrutticola perché a questa abbiamo destinato l'istituzione
dell'ASCA.
Il nostro prodotto potrà avere una patente di qualità
riconosciuta, che è il requisito più richiesto in questo momento
nel mercato europeo: quello relativo alla sicurezza alimentare, e
penetrare nei mercati in modo più forte, più solido e più
agevole.
Tuttavia, abbiamo pensato anche a stabilire delle procedure e
delle soluzioni tempestive che possano riguardare un
potenziamento ed un irrobustimento del settore della
serricoltura, provvedendo a formulare fin d'ora un bando ad hoc
per la serricoltura nell'ambito della misura 406. Ci stiamo
lavorando proprio in questi giorni.
Queste ed altre misure, come ci è stato richiesto poc'anzi dai
colleghi intervenuti, saranno oggetto di una valutazione
congiunta in Aula. Dopo l'approvazione della finanziaria e del
bilancio, presenteremo in Aula, con il contributo di tutti i
colleghi, le misure che stiamo attuando proprio per far fronte a
questo momento di crisi del mercato e dei prodotti
ortofrutticoli.
SPEZIALE Anche a nome degli altri firmatari, dichiaro di
ritirare l'emendamento 31.37.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Gli emendamenti 26.19 e 26.20 sono assorbiti da un emendamento
del Governo già approvato.
Gli emendamenti 26.34 e 27.18 comportano un incremento di spesa
per la quale non è prevista una copertura e, pertanto, sono
improponibili.
ODDO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Signor Presidente, onorevoli colleghi, si comprende
benissimo che quest'oggi durante i lavori d'Aula sono state
commesse - secondo la mia valutazione - forzature regolamentari
nella procedura.
Ne vorrei citare solo una: ci sono stati emendamenti che non
sono stati nemmeno posti in discussione, né sono stati dichiarati
improponibili, né c'è stata la possibilità da parte dei
proponenti di intervenire.
A tutto ciò si aggiunge il fatto che non riesco a capire come
mai lei, signor Presidente, dichiari improponibile l'emendamento
27.18. Questo emendamento ha una copertura finanziaria abbastanza
chiara; non mi pare vi siano dubbi su come si procede alla
copertura finaziaria.
PRESIDENTE Il Governo non intende avallarla. E' questo il
problema
ODDO La copertura finanziaria al comma 2 è abbastanza chiara
ed il comma 3 tratta di una norma che rimanda al bilancio
successivo l'impegno per quanto concerne l'ulteriore...
PRESIDENTE Onorevole Oddo, le ripeto che il Governo non
intende avallarla.
ODDO Signor Presidente, mi faccia dire perché c'è necessità
di intervenire nel settore dell'agricoltura e non solo per
quanto concerne le questioni sulla serricoltura che abbiamo
sollevato poc'anzi.
C'è una questione seria e veramente stupisce come il Governo
non tratti e non si soffermi su questi argomenti. La questione
seria è quella che nel maggio-giugno 2004 in Sicilia - non so se
ve ne siete accorti - sono accadute delle cose serie: intere
produzioni sono andate perse in seguito ad eccezionali eventi
atmosferici. In più, non so se vi siete accorti, il 16 e il 17
aprile del 2004, nelle zone del trapanese, Mazara, marsala e
Petrosino, c'è stato anche lì un evento atmosferico eccezionale:
i venti di scirocco hanno raggiunto velocità mai registrate dalle
nostre parti, producendo danni enormi dal punto di vista delle
colture, quali, ad esempio, la fragola, il melone, tutto quello
che evidentemente contribuisce a tenere in piedi le piccole
aziende.
Rispetto a tutto ciò, stupisce come il Governo non si sforzi,
proprio nel disegno di legge di assestamento del bilancio al
nostro esame, di trovare comunque delle soluzioni possibili. E
non mi si dica, assessore Cintola, che l'emendamento 27.18
chissà che cosa disegni in termini di utilizzo delle risorse
L'emendamento 27.18 parla in maniera razionale e ragionevole di
un utilizzo, addirittura di poche risorse, per far fronte a una
situazione di emergenza e di crisi vera. Non so se il Governo è
a conoscenza che quest'anno sono andate perse, soprattutto in
base a questi eventi eccezionali atmosferici, produzioni al 100
per cento; mi riferisco, ad esempio, a produzioni vitivinicole:
100 per cento di danno prodotto
Peraltro, non mi pare, così come è formulato l'emendamento, ci
siano questioni anche per quanto concerne la compatibilità
europea.
Vero è che il richiamo alla legge 590 del 1981 comporta anche
da questo punto di vista...
PRESIDENTE Onorevole Oddo, la prego di continuare il suo
intervento.
ODDO Signor Presidente, debbo dire con la massima schiettezza
che comprendo che non solo serve a poco, ma ormai siamo in
un'Aula - non vorrei essere da questo punto di vista dissacratore
- dove, ammesso e concesso che le cose si possono approfondire,
il dialogo è fra sordi Siamo in un'Aula dove le Commissioni non
servono più a niente perché anche questa volta avete concesso il
cosiddetto beneficio alla Commissione Bilancio di spogliare
interamente le altre Commissioni del loro lavoro, del lavoro che
devono fare
Stiamo continuando a degradare.
Io sono convintissimo che questo andamento non solo nega anche
l'aspetto storico di quest'Aula, ma porta ognuno di noi a
convincersi sempre di più che forse è l'ora che questo Governo
veramente se ne vada perché i danni che sta producendo in questa
nostra realtà sono ormai incalcolabili
Questo Governo, ormai, fa solo i conti con il piccolo
cabotaggio. Non gli interessa approfondire la questione che
riguarda i settori produttivi, destina parte dei fondi dell'ex
articolo 38, il fondo di solidarietà, a cose ridicole. Non c'è
un punto nella tabella E che parli di un piano di investimento
serio che riguarda un settore produttivo siciliano.
Di che cosa questo Governo si incarichi non lo sappiamo
Sappiamo semplicemente che a colpi di maggioranza, quando c'è e
quando ogni tanto con richiami abbastanza irrituali l'onorevole
assessore Cintola si permette di dire sui giornali che o si
approva oggi la manovra o si va tutti a casa , siamo arrivati
proprio quasi alla frutta Nel contempo, invece di confrontarsi
su questioni che riguardano il settore dell'agricoltura che è uno
dei settori vitali per l'economia siciliana, sul settore
dell'artigianato che è un altro dei settori vitali per l'economia
siciliana e su altri settori produttivi, si fa ciò che sta
accadendo in queste ore: ci si comporta con una insensibilità
che è fuori da ogni logica di buon governo serio, autorevole
della nostra Regione.
Concludo perché ormai mi sono convinto che non vale nemmeno la
pena cercare di esprimere quelle che sono le preoccupazioni di
tante e tante aziende agricole siciliane colpite da eccezionali
eventi atmosferici. Ci sono stati momenti in cui si sono attivati
con manifestazioni, hanno fatto arrivare la loro voce, hanno
detto che hanno difficoltà vere. Non si vuole sentire: si vuol
far finta ogni volta che c'è qualcosa che tecnicamente non va.
In questo caso io debbo dire che sia sotto il profilo dei
regolamenti comunitari, sia sotto il profilo anche della tecnica
di come si può impostare un emendamento e del modo in cui si può
dare la copertura finanziaria, non mi pare che ci siano ragioni.
Se il Governo vuole esprimere parere contrario lo faccia pure;
chiedo comunque che l'emendamento venga posto in votazione.
PRESIDENTE Onorevole Oddo, la concitazione dei lavori
parlamentari probabilmente non ci ha fatto prendere in
considerazione due questioni: la prima è quella che riguarda
l'emendamento 26.34 che, ad una attenta lettura, non prevede
spesa in quanto non attiene ad organizzazione di corsi a carico
della Regione ma organizzati da terzi e pertanto non è da
dichiarare improponibile; così come l'emendamento 27.18 sul quale
il Governo può esprimere o non esprimere il suo parere, positivo
o negativo che sia, ma va certamente messo in votazione.
Si passa all'emendamento 26.34.
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Il Governo
è favorevole all'emendamento a condizione di cassare l'ultimo
periodo: All'elenco regionale degli esperti apistici possono
anche essere inserite le imprese, anche individuali, i cui
responsabili siano in possesso dei requisiti richiesti di cui al
precedente periodo . Ritengo che sia superfluo aggiungerlo, in
quanto una volta fissata la rete dei requisiti richiesti anche
coloro che dovessero essere titolari di imprese si atterrebbero
alla rispondenza ai requisiti che vengono richiesti. Quindi non è
necessario aggiungerlo, ritengo però sia più utile mantenere
invece la formulazione fino alla parola istituto universitario ,
cassando quindi l'ultimo periodo.
PRESIDENTE Assessore Leontini le chiedo di formalizzare la
sua richiesta presentando un emendamento soppressivo.
Sospendo la seduta per due minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 15.03, è ripresa alle ore 15.05)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, mi sembra chiaro che
l'equivoco nasce dalle parole organizzate in collaborazione , ma
siccome questo non attiene ad un onere a carico della Regione
l'emendamento non prevede certamente alcuna spesa.
Comunico che è stato presentato dal Governo il subemendamento
26.34.1.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 26.34 come emendato. Il
parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 27.18.
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Formica il
subemendamento 27.18.1.
Sospendo la seduta per due minuti al fine di consentire la
distribuzione del subemendamento.
(La seduta, sospesa alle ore 15.06, è ripresa alle ore15.08)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Pongo in votazione il subemendamento 27.18.1. Il
parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Mi rimetto
all'Aula.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore. Mi
rimetto all'Aula.
ODDO Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio segreto.
(Gli onorevoli Capodicasa, Ferro, Giannopolo, Micciché,
Papanarello, Papania, Speziale, Villari e Zago si associano
alla richiesta)
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 27.18.1
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 27.18.1
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 46
Maggioranza 24
Favorevoli 19
Contrari 26
Astenuto 1
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 27.18. Il parere della
Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
CRACOLICI Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Gli onorevoli Capodicasa, Ferro, Giannopolo, Micciché,
Papanarello, Papania, Speziale, Villari e Zago)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 27.18.
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 27.18.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 49
Maggioranza 25
Favorevoli 20
Contrari 29
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 31.12. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato dalla Commissione
l'emendamento 31.72.
Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Mi rimetto
all'Aula.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 27.2.1. Il parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti
seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 27.23. Il parere della
Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti
seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 31.60.
ANTINORO Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto. Si passa
all'emendamento 31.49.
ODDO Lo ritiro.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 31.40.1 a firma del Governo. Il parere
della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione ll'emendamento 31.40, come emendato. Il
parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 31.25 a firma del
Governo. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 31.26 a firma del
Governo. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 26.13.
CRISAFULLI Lo ritiro.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 31.27 a firma del Governo. Il parere
della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 31.58 che, non sorgendo
osservazioni, viene accantonato.
Si passa all'emendamento 31.13. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 27.20.
Comunico che è stato presentato dal Governo il subemendamento
27.20.1. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE L'emendamento 27.20 è pertanto assorbito.
Si passa al subemendamento 31.14 .1.
MOSCHETTO Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MOSCHETTO Signor Presidente, onorevole colleghi, l'argomento
che tratta l'emendamento 31.14 così come modificato dal 31.14.1 é
stato già oggetto di discussione da parte di questo Parlamento in
occasione della presentazione di un emendamento nell'ambito della
finanziaria 2004, nel mese di dicembre 2003.
In quella occasione, senza voler fare l'esegesi dell'argomento,
perché credo che sia ben noto a tutti noi parlamentari, cercavamo
di dare finalmente una risposta, dopo ben quattordici anni, ad
una serie di soggetti che già lavorano nell'ambito del Servizio
Sanitario Nazionale, che vengono utilizzati e, tra virgolette,
sottopagati, che vengono sistematicamente raggirati con promesse
che derivano dalla normativa nazionale (le leggi 502 e 517), dal
bando di concorso per acquisire l'idoneità da parte di questa
Amministrazione e dall'Assessorato regionale della Sanità e,
ultima derisione, dall'invito di questo Governo a ritirare
l'emendamento impegnandosi con un voto favorevole e con un parere
favorevole di quest'Aula, nell'ambito di un ordine del giorno
suggerito dal Governo stesso con il quale venivano invitati i
deputati proponenti l'emendamento a ritirarlo. Si tratta
dell'ordine del giorno n. 342, presentato nella seduta n. 179 del
19-20 dicembre 2003, ed al quale l'espressione più alta del
Governo siciliano, il Presidente Cuffaro, ha dato il suo parere
favorevole.
Con quell'ordine del giorno abbiamo impegnato il Governo della
Regione a definire con legge, agli inizi del 2004 - e siamo alla
fine del 2004 - le procedure per il passaggio alla dipendenza dei
medici della medicina dei servizi, che tutti ritenevamo problema
indispensabile e problema veramente sociale.
Mi rendo conto delle battute facili perché, purtroppo, i nostri
comportamenti danno adito a facili battute, una cosa però non
posso non rimarcare, e cioè che nel frattempo è cambiato qualche
cosa nel Governo.
L'attuale Assessore per la Sanità, onorevole Pistorio, allora
fu firmatario dell'ordine del giorno, e l'attuale Assessore per
il Bilancio fu tra coloro che convinse i presentatori
dell'emendamento a trasformarlo in ordine del giorno.
Questo mi porta a concludere, signor Presidente, con una
affermazione che non vuole essere di offesa, ma di riflessione. I
giuristi latini differenziavano i barbari dai popoli civili con
una affermazione pacta servanda sunt.
Invito questa Assemblea a non farsi catalogare tra i barbari ma
tra le persone civili.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, comunico che hanno chiesto di
aggiungere la propria firma all'emendamento 31.14.1 tutti i
deputati appartenenti al Gruppo parlamentare dei DS e di Sicilia
Democratica, e poi - gli Uffici lo verificheranno - gli onorevole
Sanzeri, Ferro e Morinello.
BALDARI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BALDARI Signor Presidente, onorevoli colleghi non posso che
sottoscrivere per intero l'intervento dell'onorevole Moschetto e
vorrei invitare il Governo a rivedere il proprio parere anche
perché non ho sentito le motivazioni di coloro che sono contrari;
se le motivazioni sono quelle di un aumento di spesa per le casse
regionali - ma credo che non sia così perché si tratta di medici
che già vengono stipendiati -, l'aumento di spesa, proprio nel
subemendamento che è previsto, è a carico del bilancio delle
aziende dell'Unità sanitaria locale, quindi ritengo che non vi
sia nessun aumento di spesa.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho voluto
dichiarare la posizione mia e del Gruppo dei DS su questo
emendamento non per sostenere un'iniziativa demagogica - però
vorrei che il Governo ascoltasse visto che è l'interlocutore - in
quanto almeno da due anni ci stiamo occupando della soluzione di
questa vicenda.
Si tratta di un numero non ben definito di addetti alla
medicina dei servizi che da diversi anni operano all'interno
delle Aziende sanitarie. Una legge nazionale consentiva di porre
fuori organico il personale stesso e avviare le procedure di
stabilizzazione. La Regione negli ultimi tre anni ha
disconosciuto questo problema, ci sono stati pronunciamenti e
manifestazioni di volontà da parte del Governo - quantomeno in
Commissione - nel senso di mettere fine a una condizione di
incertezza di centinaia di unità del personale della medicina dei
servizi che avevano avuto una legge nazionale che lo consentiva.
Credo che a questo punto il Governo tutto possa fare tranne che
risolvere il problema chiedendo ogni anno di rinviarlo.
Il Governo ha il dovere di pronunciarsi circa la soluzione di
un problema che nel resto di Italia è stato affrontato e risolto.
Non può pensare di lasciare questa situazione in sospeso. Credo
che oggi l'Aula, nell'approvare questa norma, debba suggerire al
Governo la strada da seguire.
Se è un problema di risorse devo precisare che in parte sono
già utilizzate perché questo personale opera all'interno delle
AUSL. Ritengo che si ponga un problema di certezze e il tema
della medicina dei servizi deve essere risolto.
LEANZA EDOARDO . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEANZA EDOARDO . Signor Presidente, onorevoli colleghi,
ritengo giusto intervenire su questo argomento per chiarire
meglio di cosa stiamo parlando.
Da firmatario insieme ad altri colleghi di questo emendamento,
preciso che stiamo parlando di una situazione incresciosa che
dura da più di dodici anni, a carico di circa 530 laureati in
medicina e chirurgia che svolgono le loro mansioni alla diretta
dipendenza delle AUSL e le svolgono in tutto l'ambito
istituzionale in cui l'AUSL è competente. Svolgono mansioni di
medicina del lavoro, di medicina legale e fiscale, di medicina di
base e di igiene pubblica, accanto ad altri colleghi direttamente
inseriti nelle piante organiche e pagati in maniera diversa per
le stesse prestazioni e per le stesse mansioni.
Si deve anche tenere conto che a questi soggetti il Sistema
Sanitario Nazionale riconosce quote di accesso per i non
residenti nelle province in cui prestano servizio. Se quindi
spuntiamo queste quote di accesso che andrebbero a decadere con
l'approvazione dell'emendamento in esame, credo che le somme
previste per sistemare una vicenda, che resta incresciosa sul
piano sociale e morale per questi colleghi, ritengo che anche
l'esborso finanziario della Regione venga a diminuire.
Al di là di ogni demagogia, infatti, credo che l'emendamento
miri a sostenere un giusto diritto, rivendicato oramai da più di
12 anni da colleghi che hanno affrontato anche una prova di
valutazione fatta dalla Regione siciliana, che hanno superato.
Pongo, pertanto, l'attenzione di tutti i colleghi presenti in
Aula su questo problema.
PISTORIO assessore per la sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PISTORIO assessore per la sanità. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, la questione sottoposta all'attenzione del
Governo, attraverso questo emendamento, è a noi nota poiché
l'abbiamo affrontata ricoprendo un ruolo diverso - quello di
deputato - in precedenti occasioni, quando alcune norme
finanziarie consentivano la soluzione del problema, anche se non
fu definita perché vi era una obiettiva carenza di risorse da
destinare a tale scopo.
Questo argomento però, obiettivamente, non è sufficiente a
rinviare ulteriormente la individuazione di una soluzione. Forse
questo può servire da impegno e costituire il presupposto minimo
per formare un convincimento positivo dell'Aula. Ricordo che,
fino a ieri pomeriggio, ho avuto un incontro, nei locali
dell'Assessorato, con i sindacati per costruire un percorso
condiviso pervenendo al giusto epilogo della vicenda in esame,
che ha registrato degli avanzamenti chiarissimi con la procedura
concorsuale che ha reso idonei questi medici che sono medici -
non sono solo laureati - che svolgono, con piena dignità, questo
lavoro perché essi possano passare alla dipendenza. Risulta
evidente che il passaggio alla dipendenza auspicato ed
incoraggiato, che sarà certamente definito dal Governo nei mesi
prossimi - e vi dico anche come - comporta degli oneri finanziari
che, al momento, non è possibile apprestare nell'ambito di questa
manovra, perché seppure l'emendamento individua, al terzo comma,
che gli oneri sono a carico delle aziende, questa è una finzione
avendo un dato evidente di disavanzo conclamato delle aziende
territoriali in Sicilia.
Questo ulteriore impegno infatti determinerebbe, semplicemente,
l'ampliamento di questo disavanzo che quest'Aula dovrebbe poi
farsi carico di ricoprire. Si tratta quindi di un esercizio molto
semplice, dal punto di vista lessicale, ma dal punto di vista
politico e finanziario non ha alcuna valenza perché si tratta,
ovviamente, di una spesa che deve essere ancora quantificata con
esattezza e per questo è stato avviato un processo ricognitivo
con le varie aziende, con le quali è stato costituito un tavolo
per la definizione concordata di una procedura unica che
individui i posti in pianta organica per il passaggio alla
dipendenza e definisca un cronogramma in questo senso.
Considero quindi questa vicenda prioritaria tra gli impegni
assunti dal Governo per l'anno 2005 e considero la possibilità -
ciò non riguarda soltanto me - di indicare tra gli obiettivi
programmatici e la questione dei direttori generali delle aziende
siciliane questo obiettivo, quello che riguarda il completamento
del sistema di emergenza territoriale con il passaggio alla
dipendenza, utilizzando lì i medici di continuità assistenziale
come un sistema che recepisca risorse limitate compatibili con le
condizioni del nostro bilancio ma che elevi il livello di
assistenza perché questa vicenda non riguarda semplicemente la
sistemazione giuridica di rapporti contrattuali, ma ha il
significato di stabilizzare e dare certezze ad un personale che
garantisce prestazioni.
Lo stesso ragionamento va fatto per il sistema dell'emergenza.
Si tratta di due priorità che insieme ai sindacati stiamo
affrontando perché devono essere trovate delle soluzioni
condivise e per le quali, nel 2005 e non prima, potremo rinvenire
le opportune risorse.
Mi appello all'Aula perché venga ritirato l'emendamento che,
oggi, mi costringerebbe ad esprimere un voto negativo per ragioni
finanziarie. Considerato però che l'obiettivo è di tutti -
innanzitutto del Governo - mi impegno formalmente a produrre una
soluzione, in tempi ragionevolmente certi, condivisa con i
sindacati all'inizio del 2005.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, forse è opportuno accantonare
questi due articoli per dare la possibilità ai colleghi di
valutare le opinioni espresse dall'Assessore per la sanità e le
eventuali possibili soluzioni dal medesimo annunciate.
Dispongo l'accantonamento dell'emendamento 31.14 e del relativo
subemendamento 31.14.1.
Si passa all'emendamento 31.19.
DINA Dichiaro di apporre la mia firma all'emendamento.
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore. Dichiaro
anch'io di apporre la mia firma all'emendamento
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Mi rimetto
all'Aula.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
ANTINORO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ANTINORO Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho
presentato l'emendamento rispetto ad un tema che è anch'esso,
come peraltro il precedente, notoriamente stato affrontato
dall'Aula già in precedenza. Non è stato soltanto affrontato ma
votato, in larghissima misura, dall'Aula per essere poi impugnato
dal Commissario dello Stato.
L'impugnativa del Commissario dello Stato, come allora leggemmo
- probabilmente dettata dalla sensibilità che anche l'ufficio
del Commissario dello Stato dimostra verso queste problematiche -
fu motivata dal fatto che allora, come qualche volta purtroppo
capita, si è scritto un emendamento velocemente, senza
puntualizzare tutti i punti che riguardano questa vicenda perché
- lo ricordo a me stesso, ma lo ricordo a tutti i colleghi - è
una vicenda che si trascina ormai da tanti anni e che, purtroppo,
ci ha posto nel tempo anch'essa in ritardo rispetto a tutta una
serie di obblighi che la Regione siciliana avrebbe dovuto
assumere negli anni passati. Ricordo a voi tutti che, con la
riforma sanitaria del '78 prima e con la legge 180
successivamente, era stato previsto il superamento degli ospedali
psichiatrici. La Regione siciliana, pur essendo prevista nei
primi anni '80 questo tipo di riforma, arrivò alla chiusura
definitiva di quelli che erano definiti manicomi' soltanto
negli anni '95-'96.
L'articolo 64, comma 5, della riforma sanitaria - lo leggo solo
perché è opportuno che rimanga agli atti parlamentari, recita:
"La Regione, a partire dal 1 gennaio 1979 - noi ci siamo
arrivati '95-'96 - istituisce i servizi psichiatrici di cui
all'articolo 35 che erano i servizi psichiatrici territoriali,
utilizzando il personale dei servizi psichiatrici pubblici. Nei
casi in cui nel territorio provinciale non esistono strutture
pubbliche psichiatriche, la Regione, nell'ambito del Piano
sanitario regionale e al fine di costituire i presidi per la
tutela per la salute mentale nelle USL, disciplina la
destinazione del personale che ne faccia richiesta, delle
strutture psichiatriche private che all'atto dell'entrata in
vigore della presente legge erogano assistenza in regime di
convenzione e autorizza ove necessario, l'assunzione per concorso
di altro personale indispensabile al funzionamento dei presidi".
Ho dato lettura di questa norma perché la vicenda legata a
Villa Stagno è emblematica anche per vicende giudiziarie che poi
non l'hanno riguardata, che non entrano nel merito della storia
che oggi sto illustrando. Per chi non lo sapesse, la casa di cura
Villa Stagno ha rappresentato, dal dopoguerra, credo, fino agli
anni '95-96, il manicomio delle province di Caltanissetta ed
Enna. Considerato che le stesse erano sprovviste di strutture
manicomiali cosiddette pubbliche, fu stipulata una convenzione
con la struttura Villa Stagno.
Il risultato fu che i pazienti affetti da disturbi mentali
venivano ricoverati a Villa Stagno e il personale di questa
struttura era sostanzialmente personale pubblico perché veniva
utilizzato per fini pubblici.
La legge 833, comma 5, dell'articolo 64 - quello che ho appena
letto - obbligava la Regione a trovare soluzioni per quel
personale. Quando si arrivò invece alla chiusura definitiva delle
strutture manicomiali dell'epoca, cioè negli anni 95-96, per il
personale che era all'interno delle strutture pubbliche fu
trovata una idonea soluzione, mentre per questi 33 lavoratori non
fu trovata alcuna soluzione.
Vi furono, di conseguenza, degli scioperi, dei momenti di
occupazione, anche dei locali dell'Assessorato alla sanità.
L'Assessore per la Sanità, il Direttore generale pro tempore
dell'Azienda territoriale di Palermo e il responsabile di Villa
Stagno stipularono una convenzione che fa sì che, annualmente,
forniamo le risorse economiche all'AUSL n. 6 perché siano
ripartite a Villa Stagno.
Sostanzialmente, da quegli anni, con apposita convenzione, in
mio possesso - se necessario, può essere allegata agli atti
parlamentari - a quel personale furono destinate delle somme e
da allora la vicenda si trascina questa vicenda, con la
conseguenza che lo stesso continua a lavorare a Villa Stagno,
continuano a lavorare in momenti di privato convenzionato, ma di
fatto è pagato a tutti gli effetti dalla Regione siciliana.
Sono intervenuto ed ho ribadito quanto detto con questa
puntualità soltanto perché ne rimanga traccia agli atti e perchè,
qualora l'Aula ritenesse di rivotare - ricordo, votare per una
seconda volta positivamente questa norma - possa essere valutata
positivamente dall'Ufficio del Commissario dello Stato ed evitare
impugnative che probabilmente la scorsa volta arrivarono soltanto
perché l'articolo e l'emendamento non erano stati formulati nella
maniera più corretta possibile.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo
superfluo chiedere alla Presidenza di sottoscrivere anch'io
l'emendamento, perché, il fatto che vi sia già la firma del
Presidente della Commissione, è più che bastevolole. Mi permetto
però di rivolgere un suggerimento all'onorevole Antinoro rispetto
alla formulazione, perché il problema sicuramente va risolto.
Ritengo che, alla fine dell'emendamento, laddove si fa
riferimento ai posti vacanti in pianta organica, la formulazione
prevista non risolva il problema che invece il Presidente
Antinoro ha, in maniera egregia, esposto all'Aula.
Considerato che Regione di fatto è inadempiente nei confronti
di questi lavoratori, come diceva giustamente l'onorevole
Antinoro, con l'aggravante che da alcuni anni, in forza di una
convenzione tra l'AUSL n. 6 e la clinica Villa Stagno, gli stessi
lavoratori risultano ancora alle dipendenze della clinica Stagno,
perché vengono pagati - come risulta dal libro paga - dalla
stessa, ma prestano servizio presso l'AUSL n. 6 ciò diventa un
controsenso.
ANTINORO Chiedo di volere accantonare l'emendamento per
procedere alla riscrittura.
PRESIDENTE Onorevole Acierno, il presentatore
dell'emendamento chiede che venga accantonato per poter procedere
ad una riscrittura.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, sintetizzo
il mio intervento e faccio ammenda ma non ricordo il testo della
norma che è già stato votato da quest'Aula. Se noi riproporremo
la stessa norma, temo che andremo incontro alle stesse censure
che sono state poste in essere una prima volta dal Commissario
dello Stato.
Credo, e vado ad intuito non avendo certezze, che i rilievi
mossi dal Commissario dello Stato fossero sostanzialmente due. In
primo luogo, vi è la questione del riferimento all'articolo 3,
quello che prevede l'uguaglianza tra i cittadini. Suggerisco, per
cercare di superare quello che sicuramente è stato uno dei
rilievi del Commissario dello Stato, è di non parlare di Villa
Stagno, ma di generalizzare il problema e, quindi, eventualmente,
parlare di coloro che si trovano in tali condizioni. La seconda
considerazione è quella che bisogna superare: il principio
costituzionale per cui si accede al pubblico impiego attraverso
pubblico concorso.
Suggerisco, quindi, per evitare che si vada ancora incontro
all'eccezione da parte del Commissario dello Stato, di prevedere
un concorso con particolare precedenza per coloro che si trovano
in queste condizioni e non immaginare una norma che prevede che
a domanda dell'interessato l'azienda può assumere .
ANTINORO Lo dice la legge nazionale, non lo dico io.
PRESIDENTE Il problema è metodologico: o i due deputati si
raccordano con l'estensore e materialmente riscrivono la norma,
oppure intervengono fornendo delle spiegazioni in questa fase.
ANTINORO E' un subemendamento modificativo.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, stavo
concludendo proprio per riferire all'Aula che, quando intervenne
l'impugnativa da parte del Commissario dello Stato, ebbi un
incontro con il dottor Romagnoli, il quale mi disse che aveva
sbagliato per quanto attiene alla norma dei dipendenti della
clinica Stagno perché, in quella legge che lui impugnò in alcune
parti, erano stati votati altri articoli che riguardavano
personale sanitario e che erano meritevoli dell'impugnativa.
Disse di essere stato tratto in inganno. In realtà, onorevole
Spampinato, non stiamo regalando niente a soggetti privati.
C'è una grave inadempienza da parte della Regione
nell'attuazione della riforma sanitaria. Inoltre le dico - perché
forse non lo sa - che l'unica struttura in tutta la Sicilia che
ha ancora questo tipo di problema è la clinica Stagno. Scrivere
Clinica Stagno non crea una discriminazione né favorisce
qualcuno contro qualcun'altro, perché - ripeto - è l'unica
azienda che ha ancora oggi questo problema.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, dispongo l'accantonamento
dell'emendamento 31.19 per una riscrittura.
Gli emendamenti 31.54, 31.42, 31.18, decadono per assenza
dall'Aula dei firmatari.
Dichiaro assorbiti gli emendamenti 31.23 bis e 31.15, perché
ricompresi nell'emendamento 31.59 del Governo.
I subemendamenti 31.15.1 e il 31.15.2 non risultano assorbiti.
Pongo in votazione l'emendamento 31.15.1.
ODDO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Signor Presidente, non ho sentito: sull'emendamento
31.23, c'è già un parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. E' assorbito.
ODDO E' assorbito, in che cosa, mi scusi?
PRESIDENTE E' assorbito da un emendamento del Governo che
riscrive complessivamente la materia e la riorganizza.
ODDO No, non l'ho visto. Quindi, l'emendamento del Governo
sostanzialmente contiene 4 milioni di euro per la coppa America.
Cortesemente, siccome non ho letto l'emendamento, se c'è prima
un chiarimento perdiamo meno tempo.
PRESIDENTE Onorevole Oddo, se lei completa il suo intervento,
il Governo risponde.
ODDO Io posso anche completarlo ma non ho letto l'emendamento
perché non è stato distribuito. Posso intuire, da quanto esposto
dall'Assessore, di cosa si tratta e quindi posso svolgere il mio
intervento oppure, se lei ritiene un chiarimento.
PRESIDENTE Onorevole assessore, le chiedo di chiarire
rapidamente all'onorevole Oddo in cosa consiste il suo
emendamento di riscrittura.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, abbiamo destinato 4 milioni di
euro per la Vuitton Cup, prelevandoli da Sviluppo Italia' perché
non li avevamo materialmente.
Vorrei fare un atto di umiltà e di appello a tutti i deputati.
Qui non stiamo dicendo di no a cose ingiuste, ci sono cose
giustissime che vengono dette dai deputati però ricordiamoci che
è una manovra che deve recuperare 2 mila miliardi che non
avevamo, di buco.
In presenza di fatti di questo genere, quando devo dire di no
all'emendamento, abbiamo il dolore di dire no perché non abbiamo
nessun fatto preconcettuale dando risposta negativa al collega
che afferma che si vogliono lasciare fuori i 666 medici.
I 60 miliardi non ci sono. Nel momento in cui diciamo di sì e
l'Aula vota, quando non c'è la copertura finanziaria, il
Commissario dello Stato blocca il provvedimento, non lo mette in
funzione. Abbiamo fatto una esternazione di buona volontà. Nel
fondo di riserva abbiamo solo 350 mila euro.
Quando abbiamo detto e diciamo, onorevole Oddo, che per la
Vuitton Cup, il Governo dice di non superare i 4 milioni di
Sviluppo Italia', alla quale è stata consegnata questa somma per
altre finalità ma che impieghiamo per altra motivazione, ci
fermiamo perché se andiamo oltre non abbiamo un soldo da dare per
cose giuste, così come dice lei, con il suo emendamento 31.15.1.
Successivamente, esco perché sono stanco e vado a bere un
bicchiere d'acqua con il permesso del Presidente perché, mentre
parlo, sembra che stia scherzando.
Mi rivolgo agli onorevoli Dina, Maurici, Fratello, Moschetto,
Catania e dico che i 600 mila euro di cui parlano per l'ex Cassa
mutua coltivatori diretti nella zona portuale costituiscono un
fatto serio ed importante. Ma mi chiedo con quali somme si possa
intervenire; come può farlo il Governo in queste condizioni?
Stiamo cercando di rientrare da un buco di quasi 2 mila
miliardi. Se aumentiamo la spesa, non ce la facciamo onorevole
Oddo. Possiamo soltanto predisporre ordini del giorno e chiedere
a Sviluppo Italia di indirizzare una parte dei 4 milioni alla
questione portuale, anche per quel milione e mezzo di euro che
lei dice di dare per definire le strutture portuali.
Il Governo non è contrario alla sua indicazione ma non ha gli
elementi di base, la disponibilità per poterlo fare. Ciò
significherebbe avere un miliardo, un milione e mezzo, tre
miliardi per i porti, e noi non li abbiamo.
Questa è quindi la condizione estrema, negativa, non di chi
vuole fare il rigore per il rigore; qua c'è il rigore senza che
ci sia una lira in cassa.
ODDO Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto,
vorrei precisare che sia io che l'onorevole Papania avevamo
firmato l'emendamento 31.23, cioè la proposta che riguarda la
regata che si terrà in provincia di Trapani relativa alla Coppa
America, che vede come primo firmatario l'onorevole Turano e che
è stato sottoscritto da altri colleghi.
A proposito dell'emendamento 31.15.1, ho preso atto che
l'onorevole Assessore ha fatto uno sforzo che, soprattutto in un
passaggio, ho apprezzato, per due motivi. Il primo è che appare
evidente che sulla portualità turistica siciliana occorre fare un
ragionamento che è indubbio sotto il profilo, non solo di quanto
previsto nei patti territoriali già regolarmente finanziati - mi
riferisco al patto territoriale Trapani Nord - ma va fatto
evidentemente uno sforzo maggiore per quanto concerne anche le
risorse che nell'immediata prospettiva - mi permetto di dire -
rispetto a un impegno che potrebbe assumere - e mi pare che, fra
le pieghe, lo assume l'onorevole Assessore - dicendo che
evidentemente, anche rispetto a questo, maggiori risorse devono
essere canalizzate. Non so se l'onorevole Assessore assumerà
questo impegno rispetto a come predisporrà il bilancio della
nostra Regione.
Si dovrà discutere delle risorse da destinare alla portualità
turistica siciliana. Non vado a scomodare nessun piano portuale
che si rifà a legislazioni nazionali, anche importanti. Dobbiamo
però capire se c'è o meno la volontà di destinare risorse a
questo tipo di portualità, che mi pare sia assolutamente un
investimento serio per l'economia che deriva soprattutto dal
turismo nautico che la nostra Regione potrebbe cominciare a
valutare con estrema maggiore attenzione. Nella tabella E , per
quanto concerne il capitolo 672102, UPB 62263, ci sono 4 milioni
e 689 mila euro previste per l'esecuzione di opere pubbliche
relative alla costruzione, al completamento, al miglioramento,
alla riparazione, alla sistemazione, alla manutenzione
straordinaria di opere marittime nei porti di seconda categoria,
terza e quarta classe, comprese le escavazioni, anche se di
competenza degli Enti locali e della Regione siciliana.
E' evidente che non destiniamo niente alla portualità
turistica, perché si tratta di altro.
Se il Governo manifesta l'impegno e l'intenzione di valutare,
nel prossimo bilancio e nella prossima finanziaria, un modo su
come far fronte a quelle che sono esigenze legittime, allora
ritiro il subemendamento.
Se non vogliamo fare addirittura i conti con i patti
territoriali finanziati, conduciamo invece la guerra tra i
fratelli poveri perché, a questo punto, dovremmo andare a votare
un emendamento che dà circa otto miliardi di vecchie lire e
quindi va evidentemente a sommarsi alle somme che lo Stato ha già
deliberato per quanto concerne la Coppa America e quindi la
regata che si terrà in provincia di Trapani.
In più, non teniamo conto che ci sono già patti territoriali
finanziati e strutture portuali turistiche previste e sui quali
gli Enti locali hanno difficoltà perché, sapete meglio di me, che
un ente territoriale, in questo momento, non si può permettere
assolutamente il lusso di prevedere somme per quanto concerne
interventi di questa natura.
Non vado oltre perché le condizioni degli Enti locali siciliani
li conoscete meglio di me
A me basterebbe - lo dico con estrema franchezza nei confronti
degli onorevoli assessori presenti - che il Governo manifestasse
l'impegno a valutare, nel prossimo bilancio e nella prossima
finanziaria, un minimo di risorse da destinare ad opere che sono
state già in parte finanziate e che da parte degli Enti locali ci
sono difficoltà serie per andare ad attuarle.
Se questo c'è, signor Presidente, ritiro il subemendamento
perché non ho la benché minima intenzione di fare del
subemendamento un momento di propaganda politica.
Mi pare necessario discutere, invece, seriamente, di cosa
significhi portualità turistica in Sicilia e di quali possono
essere queste prospettive, non solo nella Sicilia occidentale, ma
in tutta la nostra Isola.
Questa è la nostra posizione, a parte il fatto di annunciare il
voto favorevole per quanto concerne la destinazione delle risorse
per la Coppa America e per la regata che si terrà in quella
provincia.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Interverremo
con lo strumento di Agenda 2000.
PRESIDENTE L'emendamento 31.15.1 è ritirato grazie
all'impegno del Governo.
L'Assemblea ne prende atto.
TURANO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TURANO Signor Presidente, ho seguito il ragionamento,
intelligente ed intrigante come sempre, dell'onorevole Oddo;
anch'io chiedo al Governo di fare questo sforzo rilevante
affinché nella Finanziaria si possano programmare delle somme per
la portualità turistica siciliana e, prevalentemente, per quelle
zone che magari sono state più svantaggiate.
Oggi, però, voglio evidenziare (parlo sul mio emendamento che è
stato fatto proprio dal Governo, un fatto assolutamente
rilevante) che non stiamo parlando di un'iniziativa per un porto,
bensì ci riferiamo ad un grande evento mondiale.
L'altro giorno, per ragioni istituzionali, ho incontrato il
sindaco di Monza e, quasi provocatoriamente, gli dicevo che la
Sicilia, questa volta, può dichiarargli concorrenza Monza è
infatti famosa per l'autodromo dove ogni anno c'è un grande
evento mondiale. Questa volta, la provincia di Trapani diventa
importante come vetrina, per un mese intero, per una grande
manifestazione.
Siccome l'impegno sottoscritto col Presidente del Consiglio dei
Ministri ed il Presidente della Regione riguarda l'intera somma
da destinare, su quella, chiaramente, non si possono poi
individuare vincoli di destinazione, talché sono contento che
l'onorevole Oddo agevoli questo percorso, con il parere del
Governo: non c'è dubbio infatti che il Governo abbia assunto
questo impegno che onorerà con il prossimo intervento finanziario
e quindi chiedo di approvare l'emendamento originario che avevo
presentato, affinché possa sbloccarsi questa grande
manifestazione.
FERRO Chiedo di parlare.
PRESDIENTE Ne ha facoltà.
FERRO Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi discosto un
attimo dagli interventi che mi hanno preceduto perché credo che
una riflessione su questa vicenda vada fatta.
La premessa è che quando si svolge un evento sportivo di
interesse internazionale, come questo, ci si deve interrogare
sulla ricaduta che l'evento stesso avrà sul territorio della
Regione, di questa provincia nel caso specifico.
E quindi, in genere, tra buoni amministratori, si fa un piano
di spesa che chiarisca quali siano le opere, gli interventi, la
destinazione delle somme, a cosa debbano servire, con quali
procedure e quant'altro.
Tutto questo l'Assemblea non conosce, sapendo soltanto che si
mettono in bilancio quattro milioni di euro, se ho capito bene,
per la manifestazione, ma ignorando come queste somme si
spenderanno, dunque libero arbitrio e, poi, chi più ne ha più ne
metta
Quanto sopra l'avevo già detto per i campionati mondiali
militari svoltisi a Catania e poi, Nemo profeta in patria, tutto
si è confermato, anche lì, con somme ingenti stanziate dalla
Regione, scoprendo che alcune procedure non erano esattamente
trasparenti e lineari. Ebbene, lo stesso io credo che sia il
rischio rispetto a questa manifestazione.
Siccome non mi posso - e credo ugualmente l'Assemblea - fare
incantare dal fatto genericamente legato all'importanza della
manifestazione, dovremmo allora interrogarci sulle risorse
finanziarie occorrenti e a che cosa serviranno; inoltre, mi pare
proprio stamattina, la cronaca ci riferisce che un funzionario
del Comune di Trapani, se ben ricordo, è stato arrestato per
turbativa d'asta e, nella stessa nota dell'Ansa, vengono
dichiarati gli interessi di Cosa Nostra rispetto a questa
manifestazione. Ebbene, siccome abbiamo contezza di ciò, prima
che si approvi una norma, credo che sarebbe salutare per tutti
che l'Assemblea possa avere cognizione di questa somma, in
particolare, a cosa dovrà servire e con quali procedure dovrà
essere spesa.
Per cui, in questo senso, se il Governo non modificasse il
testo dell'articolo, non ho nessuna difficoltà a dire che voterò
contro, pur non avendo nulla in contrario con la manifestazione;
ma siccome capisco che le cose vanno in una certa direzione, è
bene che, prudenzialmente, l'Assemblea prenda atto di queste
difficoltà.
PRESIDENTE Mi permetto soltanto di sottolineare un aspetto
del suo intervento, onorevole Ferro. Per le stesse ragioni che
lei poc'anzi enunciava, potrebbe accadere qualcosa a qualcuno, a
prescindere che la cosa accada o meno.
In altri termini, noi non possiamo assolutamente continuare
questo sport deprecabile del sospetto su qualsiasi argomento:
tra l'altro, come lei sa, rispetto a questa iniziativa, le somme
verranno gestite dal responsabile nazionale della Protezione
civile, con tutti i controlli che questo significa relativamente
alla manifestazione.
Se poi l'Ansa ha notizie più precise rispetto agli interessi
mafiosi, piuttosto che scriverli sulla stampa, farebbe bene a
denunciarli alla Procura della Repubblica, consentendo così
l'apertura delle relative indagini, altrimenti qualunque cosa può
accadere nei confronti di chiunque e ciascuno di noi, ancorché
santo calato dal Paradiso, potrebbe essere considerato mafioso,
affiliato, o quant'altro, come peraltro le sentenze dei
tribunali, recentemente, hanno dimostrato rispetto a certe
esagerazioni.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio la
Presidenza per questa precisazione veramente doverosa. Mi
piacerebbe ricordare all'onorevole Ferro che ci sono stati tanti
eventi in questi anni. Io ne ricordo uno degli ultimi, quando
abbiamo accolto nella città di Palermo l'allora segretario
generale dell'ONU e furono realizzate un sacco di opere stupende,
tra cui il prato del Foro Italico che, dopo tre mesi, abbiamo
dovuto rifare interamente ex novo. Pertanto, ritengo che prima di
dare lezioni e criticare su come si impostino le manifestazioni e
su come si spendano i soldi pubblici, bisognerebbe che ognuno, a
casa propria, si facesse una sorta di esame di coscienza.
Nondimeno, desidero ricordare all'assessore al bilancio che,
durante i lavori della Commissione, quando si è affrontato il
tema della manifestazione legata alla Vuitton Cup, sollevai una
eccezione rispetto a una tabella, che è esattamente quella del
Turismo, UPB 12.2.1.3.1, capitolo 472514, che veniva incrementata
di un milione e mezzo di euro; il Governo, in quell'occasione, mi
rispose che questo milione e mezzo di euro era interamente
finalizzato alla manifestazione Vuitton Cup di Trapani. Chiesi
pertanto al Governo di indicare nella norma, oggi oggetto del
nostro dibattito, che parte delle somme da stanziare, sarebbero
state prese da questo capitolo.
Nell'emendamento che stiamo discutendo, invece, non c'è più
traccia di questo impegno che il Governo ha preso in Commissione
bilancio e, siccome l'intervento dell'assessore Cintola, mi ha
convinto, nei termini in cui riferisce all'Aula che sta
tentandosi di fare una manovra per recuperare circa 2000 miliardi
delle vecchie lire, dico pure che dobbiamo essere conseguenziali
alle cose dichiarate
Mi attendo quindi che il Governo, con un subemendamento, per
coprire questi 4 milioni di euro, intanto prelevi questo milione
e mezzo da questa tabella e li sposti poi sulla norma in esame,
esattamente nel rispetto di quanto annunciato in Commissione
bilancio.
MISURACA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MISURACA Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
rispondere all'onorevole Ferro, peraltro mi viene assolutamente
facile, perché il collega conoscerà, in quanto pubblicato sulla
Gazzetta Ufficiale, il decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri.
Rispondo all'onorevole Ferro in ordine alle sue perplessità che
nutre sui programmi di spesa e di intervento.
I programmi di spesa e di intervento sono opere marittime,
localizzate certamente lì, nel porto di Trapani, ma per
rassicurarlo ancora, onorevole Ferro, vorrei dare soltanto due
elementi. Il primo: lo Stato interviene con 62 milioni di euro,
la Regione siciliana soltanto con quattro Ma per quanto riguarda
le opere di intervento, viene costituita una Commissione che
stabilirà quali saranno le opere di intervento da realizzare,
commissione della quale faranno parte delegati della Presidenza
del Consiglio, delegati del Comune e della Provincia di Trapani,
ma, vivaddio, onorevole Ferro, anche il Prefetto di Trapani
Io credo che, sul piano della serenità, ciò possa certamente
confortarla
FERRO Auguri, onorevole Misuraca
MISURACA Auguri a chi svolgerà i lavori... Non penso mai
male, valuteremo poi come sarà andata questa manifestazione, cosa
avrà portato in termini di sviluppo turistico della Sicilia e
vedremo le opere realizzate, lo ripeto, con un intervento minimo
della Regione siciliana.
Relativamente a questa Commissione che deve valutare le opere
da realizzare, desidero pertanto invitare quei colleghi che hanno
presentato degli emendamenti in cui definiscono a priori gli
interventi da realizzare con le somme messe a disposizione della
Regione siciliana che, se ci sarà da realizzarle o meno, tutto
ciò sarà competenza della Commissione medesima, ripeto, formata
da delegati del Comune, della Provincia - quindi dagli enti
territoriali - dal Ministero degli interni e, inoltre, dallo
stesso Prefetto.
Invito i colleghi deputati a ritirare pertanto l'emendamento
31.15.2 ed approvare l'emendamento del Governo.
PRESIDENTE L'emendamento 31.15.2 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 31.59 del Governo. Il parere della
Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
ODDO Non ho ritirato il mio emendamento, attendevo l'impegno
del Governo che non c'è...
PRESIDENTE Onorevole Oddo, lei ha detto che ritirava il suo
emendamento alla luce delle considerazioni del Governo,
l'Assemblea ha dato atto di questo ritiro.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, ribadisco l'impegno non nei termini di bilancio e
finanziaria - perché tali strumenti finanziari saranno improntati
per come stiamo operando adesso - ma dico che, per quanto è stato
sollevato dall'onorevole Oddo - su questo anche supportato dagli
onorevoli Papania, Turano e Fratello - su Agenda 2000 sarà
stabilito un percorso privilegiato affinché si completi il Patto
territoriale di Trapani - anche l'onorevole Lo Curto me ne ha
parlato - e abbia diritto di accesso. E' su questo che c'è un
impegno del Governo a sollecitarne la realizzazione.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, sospendo la seduta,
avvertendo che riprenderà alle ore 17,30.
(La seduta, sospesa alle ore 16.15, è ripresa alle ore 18.20)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, si riprende dall'emendamento
31.22.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento
31.22.1 interamente sostitutivo dell'emendamento 31.22.
Non essendo prevista la copertura finanziaria per
l'emendamento, e non potendo questa essere rinviata ad un
successivo atto amministrativo, dispongo l'accantonamento
dell'emendamento 31.22.1.
Si passa all'emendamento 26.35.
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento
31.69, che costituisce riscrittura dell'emendamento 26.35.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 31.20.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, quanto previsto dall'emendamento
si può fare solo con un provvedimento amministrativo.
Gli Uffici mi dicono che legislativamente sarebbe ultroneo,
pertanto, se il firmatario ritira l'emendamento il Governo si
impegna a trasformarlo in provvedimento amministrativo.
MANCUSO Signor Presidente, chiedo di parlare per illustrare
l'emendamento 31.20.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MANCUSO Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
precisare che l'emendamento si riferisce a somme già impegnate da
decine di enti locali su due norme in particolare che servivano
alla costruzione di fognature. Molte di queste somme sono state
recuperate dagli assessorati, in particolare l'assessorato dei
Lavori pubblici per finanziare l'accordo di programma-quadro
sulla tutela delle acque.
Il problema è che ci sono Comuni che hanno già fatto i lavori,
hanno già pubblicato i bandi di gara, hanno già pagato lo stato
di avanzamento dei lavori, ma non dispongono dei trasferimenti
della Regione perché un bel giorno queste somme sono stati
trasferite presso l'Ufficio del Commissario delle acque per
finanziare l'accordo quadro di programma.
Ci troviamo nei Comuni con dei buchi non sanabili diversamente
se non con questo emendamento.
SPEZIALE Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, convengo con
l'emendamento presentato dall'onorevole Mancuso e penso che
questo sia un problema che il Governo avrebbe dovuto affrontare
in modo adeguato perché non stiamo parlando soltanto di piccoli
Comuni. Tutti i Comuni medi della Sicilia, che erano dotati di
P.A.R.F. e che furono interessati da processi di urbanizzazione
selvaggia, sulla base di alcune norme della legge regionale hanno
avuto trasferite delle risorse consistenti, risorse che servivano
a risanare i quartieri popolari, i quartieri abusivi.
Gran parte di queste risorse sono state già spese, altre invece
sono in fase di spesa, nel senso che stanno realizzando le opere,
e tuttavia l'accordo di programma-quadro anziché stralciare
queste risorse le ha inglobate dentro l'accordo di programma-
quadro.
Si tratta di un trucco contabile fatto dagli estensori
dell'accordo di programma-quadro. Con questa norma, non si fa
altro che dire al Governo di ridefinire tali accordi e di
stralciare dagli stessi le somme già spese dai Comuni, per quanto
riguarda le opere fognarie dei Comuni dotati di programma
fognario.
La ritengo, quindi, una proposta molto corretta.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, quanto sollevato dal collega
Mancuso è pertinente e giusto. Purtroppo, però, ci troviamo di
fronte ad un provvedimento che consideravamo soltanto
amministrativo - così l'avevo inizialmente descritto e definito -
ma amministrativo non è, poiché le somme alle quali fa
riferimento con il suo emendamento, e che richiede giustamente ma
che lui stesso non riesce a quantificare, noi non siamo in grado
di quantificare. Questo è il parere che mi ha dato l'ufficio poco
fa.
L'Assessore per il bilancio ritiene di dover essere preparato e
pronto a dare risposte per le materie di sua competenza. Gli
assessori di questa Giunta, che sanno di avere l'obbligo ed il
dovere di stare in quest'Aula a difendere la manovra, invece non
ci sono. Non esprimono, quindi, i pareri di pertinenza che gli
uffici incaricati e preposti devono dare.
Non sono un'arca di scienza, sono un misero rappresentante del
popolo della Sicilia che vuole fare il suo dovere, però intendo
ufficializzare che non posso dare un parere favorevole ad una
cosa giusta perché non ho la percezione, come Assessore per il
bilancio, né delle somme da appostare né del loro ammontare.
Non serve, quindi, un accantonamento perché non andremo a
quantificare le spese da qui a qualche ora o a renderci conto di
quanto e da dove bisogna prenderle. Il problema è ben diverso ed
è più corposo. E' stato posto un problema serio al quale non sono
in grado di dare una risposta seria; non sono in grado di
quantificare la spesa. Non posso dare una copertura finanziaria
perché non conosco l'entità della spesa.
Se l'emendamento non viene ritirato, sarò costretto a dare
parere negativo su una cosa giusta, per un fatto tecnico che non
posso assolutamente accettare. Ognuno poi si assuma le proprie
responsabilità fino in fondo, anche i presidenti dei gruppi
parlamentari.
PRESIDENTE Dispongo l'accantonamento dell'emendamento 31.20.
Si passa all'emendamento 31.23 ed ai relativi subemendamenti
31.23.2, 31.23.1, 31.23.3.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Era stato
annunciato dall'Assessore per il territorio e l'ambiente che
avrebbe presentato un emendamento o, quanto meno, avrebbe
confermato l'emendamento della Commissione nella sua interezza,
il che significava assorbire tutti gli altri emendamenti
previsti.
Se si pone in votazione l'emendamento della Commissione -
onorevole Beninati, mi corregga se sbaglio - questi tre
emendamenti dovrebbero saltare per averne solo uno
Onorevole Beninati, se è quello che viene posto in votazione,
do parere favorevole perché la Giunta, in questo senso, si è
pronunciata; se non è quello, aspettiamo che arrivino gli
assessori Cascio, Cimino ed altri.
BENINATI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI Signor Presidente, onorevoli colleghi, quanto dice
l'assessore Cintola è corretto, fermo restando che effettivamente
l'emendamento 31.23.1, a firma dell'onorevole Giambrone, anche se
si vota quello di prima, non lo sana; effettivamente, il 31.23.3
dovrebbe essere ritirato dai colleghi perché è altra materia.
Aggiungo che, nella riscrittura, probabilmente al comma 4
bisogna cancellare quanto scritto a partire dalle parole dal 30
per cento anticipazione degli oneri perché, al comma 3, abbiamo
detto che gli oneri concessori, come previsto dalla legge
nazionale, si pagano al 30 per cento mentre in Sicilia si paga
l'anticipazione del 15 per cento, cioè il cinquanta per cento di
quanto previsto a livello nazionale. Ciò riguarda soltanto
l'importo dell'anticipazione, ma il complessivo resta sempre
eguale.
Nel comma 4, riscriviamo per errore questo 30 per cento che, in
effetti, sarebbe il 15. Meglio toglierlo, quindi, onde evitare
confusione. Sarebbe opportuno cancellare le parole dal trenta
per cento sino ad oneri .
PRESIDENTE E' stato corretto, perché si tratta di un errore,
un refuso credo. La prego di formalizzare il subemendamento.
MERCADANTE Dichiaro di ritirare l'emendamento 31.23.2.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
GIAMBRONE Dichiaro di ritirare l'emendamento 31.23.1.
PRESIDENTE L'emendamento 31.23.1 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 31.23.3 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Beninati il
subemendamento 31.23.4 all'emendamento 31.23.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, si è
appreso che in Commissione era stata approvata una norma che
riduceva del cinquanta per cento gli oneri concessori, ma
l'emendamento 31.23, così come formulato, non mi sembra che si
possa interpretare in questo modo, poiché la riduzione del
cinquanta per cento è relativa solo all'anticipazione.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Da pagare in
due soluzioni.
PRESIDENTE Legga il testo, onorevole Cintola. In effetti, si
fa riferimento all'anticipazione.
GIANNOPOLO Lasciamo perdere in quante soluzioni, il problema è
gli oneri concessori sono tali e quali quelli che vigono nel
comune di riferimento, l'anticipazione, che è prevista dalla
legge nazionale, non è del cento per cento, ma qui stiamo dicendo
del 50 per cento, che poi è pari a un importo x.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Non c'è una
sola lira di sconto sulla sanatoria nazionale. Su questo la
Giunta è stata tassativamente impegnata su posizioni che Alleanza
Nazionale ha ufficializzato e sulle quali si è trovata d'accordo
nella sua globalità.
Abbiamo rateizzato in due soluzioni il cento per cento che si
paga su scala nazionale. Non c'è un favore da fare agli abusivi
in Sicilia, non c'è una Sicilia che favorisce l'abusivismo, ma
c'è una Sicilia che, viste le condizioni economiche, ha cercato
di far pagare tanto quanto dovuto in due soluzioni, una
anticipata e una successiva.
GIANNOPOLO Onorevole Assessore, chiedo che sia chiaro quello
che si sta votando; stiamo dicendo che gli oneri concessori sono
uguali a quelli che vigono in quel comune di riferimento.
FORMICA Non riduciamo, ma rateizziamo.
FERRO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FERRO Signor Presidente, onorevoli colleghi, spero di non aver
capito male leggendo il testo. Al di là del merito, mi pare che
questo ampliamento dei termini per il condono non abbia
sostanzialmente i tempi di chiusura. Capisco tutto. Già si voleva
sanare fino al 30 giugno 2004, cioè fino a ieri; adesso si vuole
sanare per sempre.
DINA La norma nazionale rimane uguale nei tempi.
GIANNOPOLO Nell'emendamento 31.23, ciò non è previsto.
FERRO. Ma i tempi quali sono?
BALDARI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BALDARI Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
un quesito che rivolgo sia all'Assessore che al Presidente della
Commissione: è il caso di aggiungere, laddove sono fatte salve le
istanze di sanatoria già presentate, che coloro che le hanno
presentate non devono fare alcun altro adempimento?
CAPODICASA C'è già scritto.
BALDARI Non mi pare, non c'è scritto in nessun posto che non
sono tenuti ad altro adempimento.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Se pagano
tutto insieme, già hanno pagato.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Sento il dovere di rivolgermi al Governo. Fermo
restando che abbiamo recepito la norma nazionale, si tratta di
un'ulteriore sanatoria. Al di là del merito dell'emendamento che
agevola il pagamento concedendo una dilazione, quindi senza
incidere sul costo della sanatoria - proprio per sgombrare il
campo da facili speculazioni - vorrei sottoporre al Governo una
questione irrisolta da venti anni, perché, recependo quest'altra
sanatoria, di fatto, abbiamo tre leggi di sanatoria operanti in
Sicilia e ancora non chiuse dal 1984, al 1995, al 2004.
Ora, al di là dello sforzo che stiamo facendo per agevolare il
cittadino che potrebbe avere difficoltà nel versare l'intera
somma dovuta per l'abuso compiuto, credo che sia dovere di questa
Aula, ricordare sempre a noi stessi che spesso e volentieri, in
terra di Sicilia, i casi eclatanti di abusivismo sono sempre
abusivismo di necessità determinati spesso e volentieri dalla
totale e assoluta mancanza di strumenti urbanistici.
Quante decine di comuni in Sicilia sono privi dello strumento
urbanistico che consente al cittadino di poter rispettare le
leggi?
La verità, cari colleghi, è questa: noi qui siamo bravissimi a
legiferare, a pontificare, a darci addosso, a dire di lottare
l'abusivismo e quant'altro, però poi, nei fatti, quante sono le
amministrazioni comunali che non hanno il piano regolatore?
Quanti anni impiega la Regione per approvare in via definitiva un
piano regolatore? Quante proroghe fuori termine vengono date ai
sindaci di questa o quella parte politica che non ottemperano
alle leggi che regolamentano le norme urbanistiche in Sicilia?
In uno scenario così devastante, quindi, il cittadino che
commette il reato di abusivismo di necessità, e che è costretto a
commetterlo, presenta un'istanza di sanatoria e, dopo vent'anni,
quelle istanze giacciono ancora negli uffici dei Comuni che hanno
visto assumere, a carico della Regione, personale in esubero,
proprio per assolvere all'emergenza delle sanatorie. Ed oggi,
qualcuno afferma in questa sede, assessore Cintola, che la Giunta
all'unanimità ha determinato che sconti non se fanno.
Siamo proprio dei campioni. Dovremmo davvero avere il premio
europeo per la nostra capacità politica di gestire le vicende
della Regione.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi dispiace
che questa discussione stia avendo luogo in assenza
dell'Assessore al ramo, l'onorevole Cascio, perché riguarda una
materia di particolare interesse per la Sicilia.
Voglio ricordare che in Sicilia i comuni medi e medio-grandi
sono stati tutti investiti da processi di particolare disordine
urbanistico e che il legislatore regionale e quello nazionale,
più volte, è ritornato sull'argomento del condono, nel tentativo
di condonare, da un lato, i manufatti edilizi e di poter
urbanizzare e, dall'altro, aree che ancora sono in attesa di
urbanizzazione.
Se dovessimo fare un ragionamento retrospettivo, dovremmo dire
che tutte le leggi, a partire dalla numero 47, la Nicolazzi-
Craxi', fino ad oggi sono state un assoluto fallimento.
Le considerazioni esposte prima dal collega Acierno sono vere
nel senso che, nei Comuni, giacciono, inevase, migliaia di
pratiche - l'assessore Parlavecchio potrebbe essere più preciso
sull'entità - in attesa del rilascio della concessione.
Il legislatore regionale, con l'articolo 17 della legge 4, ha
attualizzato gli oneri di urbanizzazione e, sulla base di una
procedura che prevedeva che i tecnici potevano fare direttamente
le loro dichiarazioni e le perizie giurate, si poteva richiedere
automaticamente la sanatoria.
Il risultato, come tutti sanno, è stato un clamoroso
fallimento.
Adesso, stiamo tornando, e secondo me c'è un po' di confusione
tra i colleghi, a legiferare su una materia che, affrontata in
modo così superficiale, secondo me non determinerà alcun
risultato positivo.
Vi sono due questioni. La prima, la cui responsabilità attiene
allo Stato, prevede che chi commette un abuso, commette un reato
penale. Per estinguere il reato penale, lo Stato ha applicato
un'oblazione, che è una specie di indulgenza che viene pagata. Il
cittadino che ha commesso un abuso, prima di potere presentare la
richiesta di sanatoria edilizia al Comune, deve dimostrare
all'ente locale di aver pagato almeno le prime due rate della
oblazione, utili ad estinguere il reato penale. Successivamente,
deve presentare la domanda.
Il legislatore nazionale ha previsto, in questa occasione,
commettendo un clamoroso errore di valutazione che, nel momento
in cui il cittadino che ha commesso l'abuso presenta la domanda,
deve pagare la metà degli oneri di urbanizzazione, come se
costituisse vincolo per il Comune il rilascio della concessione.
Il rilascio della concessione, invece, segue una procedura
talmente farraginosa legata al fatto che il Comune deve
dichiarare che quel manufatto è ammissibile alla sanatoria; per
essere ammissibile alla sanatoria, quel manufatto non deve
essere, per esempio, in area residenziale, perché ove realizzato
in area residenziale il Comune deve procedere con le singole
varianti e successivamente determinare gli standard urbanistici
per potere sanare quella casa. E' questo il motivo che mi spinge
a pensare che, considerato che è affrontato in questo momento
soltanto nel tentativo di far fare cassa ai Comuni, è un
tentativo che non affronta la questione urbanistica.
Ricordo all'assessore Cintola che abbiamo già dei precedenti e
dei clamorosi fallimenti con l'articolo 17 della legge 4, la
finanziaria.
Per i motivi esposti chiedo all'onorevole Beninati di ritirare
l'emendamento per affrontare la questione in modo più puntuale,
in modo che, una volta per tutte in quest'Aula, affrontiamo
l'annosa questione dell'abusivismo edilizio che non ha trovato
ancora soluzione in tutti i Comuni della Sicilia.
Se invece vogliamo affrontare la questione soltanto per far
fare un po' di cassa a qualche ente locale, assicuro i colleghi
che già conoscono la materia, in particolare il collega Beninati,
che abbiamo assistito già al fallimento di tutte le leggi, al
fallimento dell'articolo 17 della legge 4 ed assisteremo
purtroppo ad un altro fallimento, nel senso che i Comuni non
potranno introitare alcuna somma ed alcuna risorsa.
ZAGO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ZAGO Signor Presidente, onorevoli colleghi, il fatto che un
argomento come questo venga affrontato attraverso un emendamento
ad una legge che potrebbe entrarci, non dico per nulla, ma
certamente poco, non aiuta ad affrontare un problema verso il
quale tutti abbiamo la coda di paglia, un problema sul quale
tutti, talvolta con non poca ipocrisia, cerchiamo di non entrare
nel merito.
Per quanto riguarda la mia parte politica, ad esempio,
quest'ultimo condono che ci ha visti giustamente contrari è stato
affrontato con una dose di ideologismo sproporzionato che ci ha
portati ad assumere sì, una posizione contraria, ma diversa da
quella assunta con il condono relativo alla legge 47 dell'85,
quando il discorso sulla diversità dell'abusivismo venne fatto
prevedendo una griglia a seconda di quello che si trattava.
Invece, adesso no. Ora siamo in tempi di manicheismo puro: qui
l'impero del bene, lì l'impero del male; non ci sono mezze
misure. Il risultato paradossale è che il condono è stato
comunque legiferato e le regioni, anche quelle più recalcitranti,
si sono dovute adeguare. Però questo - guarda caso - è il condono
a cui possono attingere solo i ceti abbienti perché per i ceti
che abbienti non sono questo condono era e rimane inaccessibile.
Pertanto paradossalmente il condono c'è ma non per tutti, chi può
pagare condona, chi non può pagare rimane con la spada di
Damocle' della pratica in sospeso e quindi con tutto quello che
la legislazione comporta.
Perché dico questo? Come dicevo all'inizio, non è possibile
affrontare l'argomento in questo modo, ed io, signor Presidente,
onorevoli colleghi, sono testimone di atteggiamenti
contraddittori da parte di esponenti della maggioranza e del
Governo.
Cosa si è detto in IV Commissione? Si è detto che in Sicilia
non dobbiamo nè premiare nè penalizzare oltremodo gli abusivi, in
Sicilia facciamo valere gli oneri concessori che già esistono nei
comuni e quindi il problema non è di stabilire di andare sopra o
di andare sotto, benissimo
Si è proceduto in questo senso, l'assessore per il territorio
si era impegnato a formulare un provvedimento che tenesse conto
di questo anche perché, ad esempio, questa estate ho letto
dichiarazioni che andavano in tal senso quando si parlava di
insuccesso del condono edilizio nazionale e si diceva chiaramente
che gli oneri rendono inaccessibile il condono. Noi non possiamo
intervenire sugli oneri oblativi, ma in IV Commissione si è detto
sugli oneri concessori di andare a creare misure che non sono
premiali ma neanche punitive.
Abbiamo ritirato un emendamento, un altro lo abbiamo
interpretato, un altro ancora lo abbiamo riposizionato, credo che
stasera stiamo operando in modo tale da farci ridere dietro in
quanto, se manteniamo il 31.23 con modifiche ed integrazioni,
rischiamo di fare una norma che non sarà applicabile nei comuni.
Pertanto propongo di ritirare tutto l'articolato, tenendo conto
che il Governo non è nelle condizioni, stante l'assenza
dell'assessore al ramo, di formulare una proposta organica
razionale e di rimandare ad esempio alla finanziaria, da qui a
qualche settimana, la regolamentazione di questa problematica,
pena lo spettacolo che abbiamo dato in altre occasioni - e che
poi la stampa segnala - approvando norme che contraddicono altre
norme statali che abbiamo già recepito.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'assessore per il bilancio
e le finanze.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, ho sentito cose importanti qui in
Aula però c'è un fatto da ricordare: con l'11 di novembre non
possiamo più intervenire più su questa materia.
Per questo il Governo, che pure aveva un disegno di legge
pronto, decide di accettare l'emendamento così com'è stato
presentato dalla Commissione con il subemendamento a firma
dell'onorevole Beninati in materia, così entro l'11 novembre
mettiamo a regime questa parte, cioè prima della scadenza
interveniamo stabilendo che chi è abusivo può pagare l'oblazione
in due rate.
Per quanto riguarda la sanatoria edilizia, l'abbiamo affrontata
tante volte, abbiamo dato proroghe, siamo intervenuti con le
perizie giurate per evitare lungaggini ma non siamo riusciti in
niente.
Nella finanziaria che è già stata depositata dal Governo e
distribuita a tutti i deputati via Internet, avrete visto che
c'è un riferimento forte alla sanatoria in quanto abbiamo detto
ai comuni che possono utilizzare i fondi delle opere di
urbanizzazione primaria e secondaria per dare incarichi anche a
professionisti esterni, in maniera tale che possa pervenirsi a
quella sanatoria che doveva essere fatta con i geometri assunti
a questo scopo (che poi non raggiunsero perché sapevano che
appena portavano a compimento il lavoro, sarebbero stati
licenziati); lo stesso personale, assunto infine per svolgere
questo lavoro, tutto ha fatto fino ad oggi, tranne che proprio
questo incarico
Ci stiamo occupando del problema con la Finanziaria, speriamo
di poter sensibilizzare i Comuni in tempi tali da poter fare sì
che la sanatoria abbia il suo compimento, ciò per due ordini di
motivi: il primo, perché incassino soldi per opere di
urbanizzazione primaria e secondaria e quindi per dare ai
cittadini, a seguito dell'abuso, la completezza delle opere
primarie e secondarie; il secondo ordine di motivi che mi
permetto sottolineare è che i comuni hanno infine la possibilità
di avere degli introiti che non possono venire sempre dallo Stato
o dalla Regione, dato che non siamo nelle condizioni di
intervenire corposamente.
Ho riferito quindi su tutti e due gli aspetti: il primo è
quello di mettere in votazione l'articolo aggiuntivo con
l'emendamento perché ha una sua ragion d'essere a causa della
circostanza che, con l'11 novembre, non potremo più legiferare
sull'argomento. L'altro aspetto riguarda la sanatoria, cioè
realizzare un tentativo con la Finanziaria e speriamo anche di
migliorarlo quando saremo in Aula e nelle competenti Commissioni
di merito a discutere della manovra.
SPEZIALE Dopo l'11 novembre possiamo legiferare ugualmente
PRESIDENTE Pongo in votazione il subemendamento 31.23.4. Il
parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 31.23, nel testo risultante.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa agli emendamenti 26.3 e 26.4 dell'onorevole Ferro.
FERRO Chiedo di parlare per illustrarli.
PRESIDENTE . Ne ha facoltà.
FERRO Signor Presidente, onorevoli colleghi, si ripropone la
questione di stamattina, sostanzialmente, sulle aree di verde
agricolo destinate alla realizzazione di edilizia economico-
residenziale, e quindi il primo emendamento abroga la norma, il
secondo emendamento è, alla fine, un correttivo - se proprio non
si vuole arrivare all'eliminazione della norma - cioè consentire,
lì dove le aree di verde agricolo siano ormai esautorate, di
poter provvedere con le stesse risorse al risanamento di
immobili.
Su quest'ultimo aspetto, debbo dire francamente che non vedo la
ragione per cui il Governo debba dire di no. Almeno sul secondo
emendamento, un pronunciamento favorevole mi parrebbe un atto di
buon senso che consentirebbe comunque di dare sviluppo
all'economia dell'Isola.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, desidero rivolgermi all'onorevole
Ferro precisando che, trattandosi di materia urbanistica, ho
inoltrato l'emendamento all'Assessorato al territorio che ha
scritto ufficialmente, di concerto con i suoi uffici, che per il
primo emendamento, il 26.3, se si accogliesse, e quindi se si
abrogasse la scadenza, si lascerebbe alla discrezionalità
temporale dei privati la realizzazione dei programmi costruttivi,
con ogni intuibile negativa conseguenza sulla gestione delle
risorse. A tal fine - aggiunge la nota - è opportuno bocciarlo
anche per non privare di alcuni poteri l'Amministrazione
comunale .
Quanto detto sul primo emendamento, sul quale, lo ribadisco,
c'è un parere negativo del Governo.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 26.3. Il parere
della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 26.4. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi,
chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Comunico che sono stati presentati l'emendamento 31.73 da parte
della Commissione e il subemendamento 31.73.1, da parte del
Governo.
MICCICHE' Signor Presidente, non si capisce l'importo di
riferimento
PRESIDENTE Onorevole Miccichè, c'è un subemendamento che
chiarisce l'importo. Si tratta di 100 migliaia di euro.
Comunico che hanno apposto la propria firma a questo
emendamento gli onorevoli Acierno, Formica, Infurna, Capodicasa,
Oddo ed altri.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, la proposta della Commissione
viene accettata dal Governo con una compensazione: 100 mila euro
di cui si fa carico l'Assessorato alla cooperazione.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento del Governo. Il
parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E'approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 31.73, nel testo risultante.
Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E'approvato)
Si passa all'emendamento 31.48.
Comunico che lo stesso è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 26.27. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi,
chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 31.35.
ODDO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Signor Presidente, onorevoli colleghi, penso che ognuno
di voi abbia chiaro l'argomento che riguarda gli articoli 43 e 47
della legge 3/86.
Vorrei fare solo un esempio per essere molto breve
nell'esposizione dell'emendamento.
Dal 1998, fine 1998/99, in Sicilia, migliaia di artigiani sono
stati regolarmente autorizzati ad effettuare lavori di
potenziamento in termini sia di impianti che di strutture
logistiche complessive alla loro attività; tali autorizzazioni
sono state concesse dalle varie province che, con sopralluoghi
specifici, hanno sostanzialmente dato il via ai lavori che
potenziavano, appunto, gli impianti di dette aziende artigiane.
Nel tempo, addirittura, non solo i nostri artigiani si sono
regolarmente indebitati perché chiedevano, frattanto, il
contributo in conto capitale previsto dagli articoli 43 e 47
della legge n. 3 del 1986, ma, avendo ultimato i lavori, li hanno
avuti pure collaudati.
Ciò significa che l'iter relativo a come ogni impresa artigiana
ha realizzato quei lavori è stato sostanzialmente seguito per
intero dagli uffici delle province regionali e, regolarmente
quindi, i lavori sono stati realizzati.
Si pone adesso il problema che tutti voi sapete e che il
Governo ben conosce.
Cito al riguardo un altro passaggio importante. In un incontro,
penso che non sia stato fatto solo in provincia di Trapani, alla
presenza del Presidente della Regione che incontrava, non solo
gli artigiani, ma anche imprenditori vari - sia del settore
marmifero che di altri - ad una domanda che io stesso posi per
quanto concerneva anche il da farsi e l'intenzione del Governo su
questo pregresso, il Presidente della Regione medesimo rispose
che, effettivamente, bisognava affrontare la questione e, perché
no, valutare se nell'ambito dell'utilizzo delle somme, ex
articolo 38, in un piano di investimenti, evidentemente un po'
più organico, avrebbe potuto trovare allocazione anche una spesa
di questo tipo con l'ipotesi anche della cartolarizzazione.
Mi pare che questa sera il problema, ancora una volta, siamo
stati costretti ad affrontarlo con un emendamento.
Ma lei, ancora una volta, signor Presidente, ha permesso in
questa occasione, rispetto al disegno di legge in esame, che le
varie Commissioni, sostanzialmente, non potessero fino in fondo
espletare il loro ruolo. Lei lo ha permesso, signor Presidente,
per la seconda volta, mi permetto di riferirglielo in maniera
sommessa, pacata, ma glielo sottolineo, e in Aula l'ho
sottolineato quest'oggi due volte.
PRESIDENTE E' la prima volta che lo sento, nessuno mi ha
comunicato infatti che le Commissioni non avrebbero espletato il
compito loro assegnato.
ODDO Glielo comunico io, signor Presidente, perché mi
dispiace che i vari Presidenti delle Commissioni non glielo
abbiano segnalato, come è stato invece l'altra volta con lettera.
Le Commissioni competenti non sono state quindi in grado di
svolgere fino in fondo la loro funzione e il loro ruolo, in barba
al Regolamento, cosa che evidentemente mi ha sorpreso moltissimo,
perché credo che il Presidente dell'Assemblea dovrebbe proprio
garantire l'espletamento delle funzioni parlamentari, soprattutto
per quanto concerne le prerogative delle Commissioni, il cui
lavoro è fondamentale: credo, infatti, che non esista al mondo
Parlamento che possa legiferare bene senza l'esame delle
competenti Commissioni.
Quindi, ancora una volta, abbiamo verificato che, trascorso il
famoso termine dei 10 giorni, cosa inesistente se leggiamo
attentamente il Regolamento, la Commissione Bilancio ha
affrontato la questione e l'ha chiusa senza attendere invece il
lavoro delle varie Commissioni competenti.
Ciò è un dato molto importante ed è questo il motivo per cui le
dico che siamo costretti a venire a discutere in Aula di
emendamenti abbastanza delicati che avrebbero avuto, sicuramente,
la necessità di un approfondimento nelle Commissioni di merito. E
ciò non è avvenuto non per colpa sicuramente nostra, ma per il
modo di come la Presidenza, ancora una volta, ha lasciato andare
i lavori, senza intervenire in maniera autorevole come dovrebbe
fare.
Mi permetta, signor Presidente, non voglio polemizzare, ma mi
pare necessario segnalare questa esigenza, credo non solo mia, di
fare in modo che il nostro Regolamento venga assolutamente
rispettato e, da parte sua, venga tutelata attentamente la
funzione di ognuno di noi.
Migliaia di artigiani si sono quindi mossi nella direzione che
la legge indicava loro, hanno realizzato i lavori, si sono
indebitati e, dopo, a distanza di sei anni, ancora oggi, non
abbiamo una presa di posizione da parte del Governo per quanto
concerne il modo di come definire questo pregresso e come
evidentemente venire incontro alle legittime richieste degli
artigiani medesimi, relativamente ai contributi in conto
capitale.
Ciò che proponiamo è una cosa semplicissima: la strada della
cartolarizzazione in quanto riteniamo, appunto, che le condizioni
della finanza regionale non siano tali da poter sostanzialmente
affrontare la questione in maniera diversa.
Mi pare che, anche da questo punto di vista, il Governo possa
assumere questa sera un impegno a valutare il 31.35 con, se si
vuole, anche un accantonamento momentaneo, quindi con un
approfondimento con gli uffici dell'Assessore al bilancio, così
da dare una risposta certa a migliaia e migliaia di artigiani
che, in questo momento, attendono ormai da anni una chiara
volontà da parte di questo Governo.
Questo Esecutivo, sinceramente, non può attrezzare una Tabella
E in questa maniera, senza tener conto di alcuni settori
produttivi chiave della nostra economia: è assolutamente
inconcepibile che ci troviamo dinanzi ad una intelaiatura della
Tabella E di quel tipo, senza affrontare questioni invece
delicate come questa. Questioni delicate che riguardano appunto
migliaia di imprese e, di conseguenza, migliaia di posti di
lavoro.
LO MONTE , assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LO MONTE , assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
voglio fare mie le preoccupazioni che adesso l'onorevole Oddo ha
consegnato a questa Assemblea.
Voglio dire però che il problema non possiamo risolverlo al
solito modo, intendo dire attingendo sempre e comunque al
bilancio della Regione. Purtroppo è una prassi che, oramai,
dobbiamo mettere assolutamente da parte e quindi dobbiamo tentare
altre soluzioni.
Da un mese, il sottoscritto, proprio perché ritiene legittime
le aspettative di questo settore importante della nostra Terra,
l'artigianato, ha aperto una interlocuzione con il Comitato di
sorveglianza e con la Responsabile del procedimento, la
dottoressa Palocci, proprio per tentare di far certificare queste
spese con Agenda 2000. Stiamo quindi lavorando per dividere
questi crediti, perché di ciò si tratta, somme che la Regione e
le Province, e comunque gli enti locali, debbono onorare nei
confronti di questi artigiani.
Stiamo procedendo a dividere i crediti in artigianato-
produzione e artigianato-servizi perché pare che per il
settore artigianato-produzione abbiamo più possibilità di far
certificare le somme con Agenda 2000: inviterei quindi
l'onorevole Oddo e i firmatari dell'emendamento a ritirarlo, pur
ritenendo la proposta emendativa meritevole, essendo anche uno
strumento utile, ma soltanto quando dovesse andare a male questo
tentativo, questa interlocuzione che il sottoscritto sta curando
con la dottoressa Palocci, lo ripeto, allo scopo di trovare
soluzioni diverse.
Pertanto, ribadisco l'invito a ritirare l'emendamento perché
abbiamo questo tentativo in corso che, se non dovesse non
riuscire, è chiaro che con la Finanziaria o con successivi
interventi d'Aula, probabilmente, andremo a ricorrere alla
cartolarizzazione perché altri strumenti, obiettivamente, non ne
intravedo.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, il tentativo
dell'Assessore di dare un senso al nostro emendamento, dicendo
che preferirebbe una copertura finanziaria attraverso i fondi
dell'Unione Europea, cioè dei POR, proposta che pure noi possiamo
apprezzare, non risolve tuttavia il problema posto da noi.
Come l'Assessore sa, c'è da parte delle Province un ritardo
considerevole nell'erogazione dei contributi che debbono essere
dati agli artigiani. Siccome questi ritardi (ed è la ragione per
cui abbiamo presentato l'emendamento) li possiamo colmare
attraverso suggerimenti.
Vi posso assicurare che ci sono province che hanno in parte
erogato, province che non lo hanno fatto, dunque, annualità
erogate, annualità non erogate, disparità tra una provincia e
l'altra... insomma, la materia non è lineare come lei, onorevole
Assessore, pensa di averla rappresentata.
Tuttavia, con questo emendamento, cerchiamo di sostenere una
linea di intervento nel credito artigiano che può intanto
omologare tutte le province della Sicilia, uniformandole, e
contemporaneamente permettere ai creditori di potere
cartolarizzare, nei confronti delle banche, sapendo che hanno già
riconosciuto un credito da parte della Regione, cioè è un modo
per mettere in moto un meccanismo di trasferimento di risorse e
di utilizzo attraverso la cartolarizzazione e quindi mettere in
moto un'economia.
Pregherei pertanto l'Assessore a rileggere con più attenzione
l'emendamento che abbiamo presentato. Ciò che sostiene
l'Assessore, e che va fatto, è altra materia: si tratta cioè di
vedere in che modo, nell'ambito delle risorse del POR, si possono
spostare risorse a sostegno delle politiche del settore
artigiano, misura sulla quale noi conveniamo, ma che non risolve
il problema posto dal nostro emendamento.
Io, quindi, insisto perché l'emendamento possa essere
apprezzato positivamente da parte del Governo e mi auguro
analogamente da parte dell'Aula.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 31.35. Il parere
della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE L'emendamento 31.52 è assorbito.
Si passa all'emendamento 31.4.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Lo ritiro.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto. Si passa
all'emendamento 31.11.
FLERES Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, desidero
annunciare il ritiro dell'emendamento 31.11, anche perché il
Governo si è impegnato ad individuare le risorse necessarie al
mantenimento in vita dei consorzi. Tuttavia, desidero sollecitare
l'Assessore alla Cooperazione a prendere in considerazione
l'opportunità di predisporre delle norme che consentano a questi
organismi (che, come i colleghi sanno, sono organismi di diretta
emanazione della Regione) di funzionare stabilmente e quindi di
disporre con altrettanta stabilità di risorse nel bilancio della
Regione.
Questi sono consorzi costituiti dalla Regione, con risorse
regionali, e dunque lo strumento della legge finanziaria che, di
anno in anno, rifinanzia i medesimi non è il più corretto, nel
senso che non dà certezza all'attività che i consorzi stessi
realizzano. Quindi sarebbe opportuno, magari con la prossima
finanziaria, onorevole assessore, stabilire che le risorse
necessarie al funzionamento di questi organismi, siano
stabilmente inseriti in bilancio.
Con l'occasione, desidero parlare a favore dell'emendamento
31.57 perché, così come concepito, consente di normalizzare le
commissioni provinciali dell'artigianato, riducendo drasticamente
i costi delle stesse che attualmente sono composte da circa 30
componenti, mentre in questo modo la loro funzionalità verrebbe
garantita, ma con un numero di componenti nettamente inferiore
rispetto a quella attualmente in carica.
Mi risulta che, su questa formulazione, parlo del 31.57, esiste
il consenso delle organizzazioni di categoria, in quanto la
stessa terrebbe in conto delle stesse e del loro funzionamento e
dei loro equilibri interni. E dunque, con questo emendamento si
consentirebbe alle commissioni, attualmente tutte commissariate,
di funzionare, si ridurrebbe drasticamente il costo delle
medesime e si darebbe a questo settore una disciplina che ritorna
nell'alveo della legge quadro nazionale.
PRESIDENTE L'Assemblea prende atto del ritiro
dell'emendamento 31.11.
Si passa all'emendamento 31.57, fatto proprio dal Governo. Il
parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 31.24 del Governo. Il parere della
Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 31.29.
FLERES Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
31.29 proroga di un anno i termini attualmente fissati con legge
per la realizzazione dei programmi costruttivi delle cooperative
edilizie. In precedenza, il termine era fissato al 31 dicembre
del 2004 e, poiché sono molte le cooperative che non hanno
completato le cooperative edilizie, l'emendamento punta a
prorogare il termine per la realizzazione dei relativi programmi
costruttivi.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione con la precisazione che la
proroga è fino al 31 dicembre 2005, e non 2006, come risulta nel
testo. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 31.30 dell'onorevole Beninati.
BENINATI Dichiaro di ritirarlo.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 31.31 dell'onorevole Mancuso.
MANCUSO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MANCUSO Signor Presidente, onorevoli colleghi, si tratta dei
tanti esercizi commerciali che non hanno ottemperato al
versamento previsto dalla legge regionale 24 agosto, n. 24, il
cui termine è scaduto. I sindaci dei comuni devono ritirare
l'autorizzazione amministrativa e quindi molte attività
imprenditoriali e commerciali verranno chiuse. Se proroghiamo il
termine al mese di ottobre del 2005 salviamo questi esercizi
commerciali che ancora hanno intenzione di pagare.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 31.31. Il parere
del Goveno?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 31.36 ed al relativo subemendamento
31.36.1.
Comunico che è stato presentato dal Governo il subemendamento
31.36.2.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
è esattamente uguale a quello presentato dal Gruppo parlamentare
dei DS e riguarda la possibilità di poter avere un Osservatorio
sui prezzi, sopratutto i prezzi ortofrutticoli.
E' stato anche questo un argomento fortemente evidenziato in
questi giorni di protesta da parte degli agricoltori e abbiamo
ritenuto dare una sponda normativa.
Il Governo ha riscritto l'emendamento, noi avevamo previsto - e
il Governo nel merito lo rispetta - che l'Osservatorio sui
prezzi dipendesse dal Presidente della Regione; invece il Governo
lo istituisce presso l'Assessorato regionale della cooperazione,
del commercio e dell'artigianato. Mi permetto di sollevare
un'osservazione al Governo: o lo facciamo e resta alla Presidenza
oppure, essendo specifico per il settore ortofrutticolo, la
competenza va all'agricoltura.
Aggiungo, tra l'altro, perché potrebbe non essere chiaro, che
nel secondo comma - che è stato copiato esattamente da quello
presentato da noi -, quando si parla di rappresentanze sindacali
maggiormente rappresentative , ci riferiamo ai sindacati dei
produttori agricoli, cioè i Coldiretti, la Cia, un riferimento
per evitare equivoci.
Pertanto se non deve essere dato alla Presidenza, si approvi
l'emendamento, attribuendo però la competenza direttamente
all'assessorato all'agricoltura.
ZAGO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ZAGO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo per
condividere le osservazioni rassegnate all'Aula adesso dal
Presidente del gruppo parlamentare cui appartengo.
Mi desidero tornare sulla composizione per sottolineare che
sonoo rappresentate le organizzazioni sindacali e, come diceva
l'assessore Leontini, si è pensato naturalmente alla Cia,
Coldiretti e Confagricoltura, cioè ci sono i consumatori, ci sono
i commercianti, ma, guarda caso, mancano i produttori.
Pertanto desidero presentare un subemendamento che preveda la
presenza dei produttori nell'Osservatorio. Ci sono tutti tranne i
produttori che sono quelli che, tra l'altro, chiedono
l'istituzione dell'Osservatorio.
PRESIDENTE Se lo fa proprio il Governo, è ricevibile.
ZAGO E' già del Governo.
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, se i colleghi accedono a quanto
sto per dire, avendo poc'anzi già annunciato che un Osservatorio
dei prezzi da parte dell'Assessorato agricoltura è in corso di
istituzione, e con l'intervento dell'Ismea, che è competente
direttamente a fornire questi controlli, si sta attuando un
reticolato regionale di controllo sui prezzi per fissare
l'esposizione dei prezzi al dettaglio nella filiera, cioè origine-
produzione-conferimento alla grande distribuzione e consumo,
quindi destinazione al consumatore.
Siccome abbiamo sostenuto che, comunque, dopo la finanziaria ci
confronteremo su tutte queste misure, propongo il ritiro dei
vostri emendamenti, noi ritiriamo i nostri, vediamo cosa si
sarà prodotto con questi strumenti messi in campo e,
successivamente, dopo la finanziaria, attueremo delle forme di
conseguenza, ma intanto abbiamo già approntato degli strumenti.
Cerchiamo di evitare complicazioni e sovrapposizioni e facciamoli
funzionare.
Quindi, se voi ritirate i vostri, noi ritiriamo i nostri e
andiamo avanti e per vostri mi riferisco agli emendamenti 31.36,
31.38 e 31.39, riguardante la sospensione dei pagamenti che è un
intervento che non possiamo in questo momento sostenere perché si
tratta di una forma di aiuto che comunque ci sarebbe preclusa.
FLERES Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che la
proposta fornita dal Governo sia condivisibile per un'ulteriore
motivazione.
Esiste nella Regione un organismo che è il Consiglio regionale
dei consumatori e degli utenti, di fatto composto esattamente
come è indicato qui negli emendamenti e cioè con la presenza
degli industriali, dei commercianti, degli agricoltori, dei
consumatori, che diventerebbe, quindi, un ulteriore organismo che
ha funzioni più vaste.
Per cui, sostanzialmente, si moltiplicherebbero gli organismi
che si occupano della stessa cosa, magari tutti male, mentre è
molto più opportuno che, da questo punto di vista, si predisponga
una norma che metta ordine alla materia e dia soprattutto
competenze reali, non soltanto fittizie come talvolta accade
dotando gli organismi stessi delle risorse necessarie non a
pagare i gettoni di presenza - per esempio nel caso del Consiglio
dei consumatori non ci sono gettoni di presenza - ma ad
effettuare le analisi di mercato, ad effettuare le analisi
merceologiche, insomma a compiere tutti gli interventi che devono
essere compiuti.
Pertanto, mi esprimo favorevolmente alla proposta
dell'Assessore Leontini.
SPEZIALE Dopo le rassicurazioni dell'assessore Leontini,
ritiro l'emendamento 31.36.
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Il Governo
ritira l'emendamento di riscrittura all'emendamento 31.36.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto. Si passa
all'emendamento 31.38.
FLERES Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, propongo il
ritiro di questo emendamento perché non sta né in cielo né in
terra.
Dovremmo chiedere alla Fiat, se facessimo questo, di dirci
quanto costa il ferro e quanto costa la Fiat Punto, dovremmo
chiedere ai falegnami che ci forniscono i mobili quanto costa il
legno e quanto costa la manodopera e quanto il prodotto finito.
Dovremmo indurre sostanzialmente questi operatori, a cui
andrebbe applicata questa disposizione, a mentire perché
significa soltanto questo; significa cioè interferire in quelle
che sono le dinamiche aziendali, sia pur una piccola azienda
quale può essere un negozio di orto-frutta: di questo si tratta.
Mi sembra una disposizione molto discutibile, che certamente
non può essere affrontata in questi termini, può invece far parte
di quel cartello di iniziative volte a contenere i prezzi al
consumo e che non possono che essere affidati proprio a
quell'organismo a cui faceva riferimento l'onorevole Leontini,
frutto di quel ragionamento di natura politica che va fatto
attorno ai prezzi ed alla loro dinamica.
Ciò in quanto, onorevoli colleghi, il problema non è il
differenziale tra il prezzo di acquisto ed il prezzo di vendita,
che può essere funzionale anche a dinamiche di natura aziendale
assolutamente estranee ad entrambe le due cifre. Ci possono
essere dinamiche aziendali che attengono allo svuotamento dei
magazzini, alla deperibilità dei beni, insomma a tutta una serie
di fattori che non hanno niente a che vedere con quello che
vogliamo ottenere.
Sicuramente non vogliamo fare i conti in tasca al bottegaio che
vende frutta e verdura, vogliamo tenere una politica di
contenimento dei prezzi ed una politica di responsabilità da
parte del consumatore relativamente alla politica dei prezzi.
E questo obiettivo certamente non lo otteniamo con questa
disposizione, che è veramente del tutto inopportuna, inadeguata e
mira soltanto a determinare ulteriore confusione perché verrebbe
applicata in maniera distorta, così come è evidente che sia.
PRESIDENTE Comunico che sono iscritti a parlare gli onorevoli
Speziale, Cracolici e Capodicasa, Moschetto. Riconosco che, in
effetti, si tratta di una materia interessante.
E' iscritto a parlare l'onorevole Speziale. Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
soltanto per una puntualizzazione sull'intervento del collega
onorevole Fleres.
Intanto, onorevole Fleres, stiamo parlando di prodotti
ortofrutticoli, non si tratta di falegnami o di bottegai, stiamo
parlando di una filiera specifica che riguarda il settore
ortofrutticolo, perché come sa, quest'anno questo settore ha
subito una notevole contrazione dei prezzi. Tutti gli indicatori,
portati da autorevoli rivelatori nazionali, riferiscono che
abbiamo avuto una contrazione dei prezzi alla produzione e un
incremento dei prezzi al consumo: man mano che diminuiva il
prezzo alla produzione aumentava il prezzo al consumo.
FLERES Ci sono i trasporti, gli imballaggi, onorevole
Speziale. Vogliamo garantirli con legge?
SPEZIALE Non mi dica quello che c'è, ed è un caso - in
Sicilia è stato eclatante - noi abbiamo un sistema della
distribuzione e della vendita in tutta Europa dove si hanno i
prezzi più bassi alla produzione e più alti al consumo.
Si tratta di vedere in che modo va regolamentata questa
materia. Noi pensiamo che uno dei suggerimenti che possiamo porre
come norma è quello di mettere il doppio prezzo per motivi di
trasparenza, e non solo per la dinamica della formazione del
prezzo dalla produzione.
Personalmente, ho visitato il mercato ortofrutticolo di
Vittoria qualche giorno fa e sono rimasto sorpreso dal fatto che
un produttore agricolo mi avesse comunicato di vendere a 6
centesimi al chilo le melanzane quando sul mercato le melanzane
si vendevano ad un euro e venti, a un euro e trenta; è talmente
spropositato il rapporto che va in qualche modo riformulato.
Abbiamo dato questo suggerimento che riteniamo possa in qualche
modo calmierare, che è una garanzia per i consumatori, ma anche
per i produttori; d'altro canto questo stesso argomento, a
livello nazionale, è stato più volte posto dallo stesso Ministro
Alemanno e nel confronto con le associazioni sindacali che stanno
valutando, anche a livello nazionale, il doppio prezzo: il
prezzo al consumo e il prezzo alla produzione.
Penso che se potessimo anticipare questo processo, sarebbe una
garanzia sia per i consumatori che per i produttori, ma mi
permetta, onorevole Fleres, anche per i commercianti perché
potrebbe eliminare una fase di interesse parassitario che in
qualche modo interviene nel settore del commercio, potrebbe
favorire processi di riorganizzazione del commercio che
aggancerebbero direttamente i produttori e ne guadagnerebbe di
fatto il consumo.
Quindi pensiamo che questo sia un emendamento importante e ci
auguriamo che il Governo dia il proprio parere favorevole e che
l'Aula possa apprezzarlo favorevolmente.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
tranquillizzare il collega Fleres in quanto la proposta avanzata
con questo emendamento non ha nessuna ragione ideologica, semmai
si pone un altro obiettivo, cioè promuovere, in qualche modo, un
processo di trasparenza attraverso il quale il consumatore può
valutare, nel momento in cui compra un prodotto ortofrutticolo,
la dinamica dei prezzi.
Mi permetto di aggiungere un altro dato. Vedete, noi siamo
consci che un sistema del genere ha bisogno di una dimensione che
non può essere certamente la dimensione regionale a stabilire il
percorso del doppio prezzo, poiché siamo consapevoli che noi
siciliani, ad esempio, produciamo dei beni che vendiamo in
Sicilia, ma consumiamo beni che non sono prodotti in Sicilia.
Quindi, siamo coscienti che si potrebbe persino verificare un
paradosso, che il pomodoro siciliano, per esempio, prodotto
nelle nostre campagne ha, nel momento in cui arriva al
commerciante al dettaglio, ha il sistema del doppio prezzo,
perché prodotto in Sicilia, mentre per le patate, che è un
alimento che noi importiamo, non si ha la condizione del doppio
prezzo perché non è prodotto in Sicilia.
Ma il punto è che - e inviterei il Governo ed anche i colleghi
a valutarla per la serietà, senza nessuna ilarità - la proposta
nasce da un bisogno e cioè che la Regione, con i poteri propri
che ha nell'ambito del territorio della Regione, può in qualche
modo diventare apripista anche di meccanismi che aiutino i nostri
produttori.
Qual è il punto? Noi siamo una Regione i cui produttori
ortofrutticoli sono tra i più significativi del territorio
nazionale e non solo, ma siamo allo stesso tempo la Regione che
di fronte ad una crisi del mercato, come quella che arriva
puntualmente di anno in anno, o attraverso il meccanismo delle
gelate o attraverso il meccanismo della disinformazione, paga
maggiormente il prezzo di una campagna drammatica che a volte si
fa attraverso i media di disinformazione.
Ricordo per tutti una vicenda di qualche anno fa, quando alla
trasmissione televisiva Porta a Porta' si commentò l'aumento del
prezzo della zucchina nell'arco di poche settimane da x centesimi
al doppio, assumendo come valore dell'aumento della zucchina non
la responsabilità di un meccanismo contorto che regola il
meccanismo commerciale, ma il fatto che la zucchina era aumentata
per colpa dei produttori e, a causa di una trasmissione
televisiva, abbiamo avuto, di colpo, una ricaduta sulla capacità
di vendita da parte dei nostri produttori, mettendo in ginocchio
una parte della nostra economia.
Quindi, onorevole Fleres, il punto non è stabilire in maniera -
ripeto - ideologica ciò che deve essere regolato per legge, il
punto è mettere nelle condizioni i nostri produttori di potere
arrivare alle famiglie ed ai consumatori con la forza del
prodotto e del costo del prodotto.
FLERES Diamogli i soldi per la pubblicità
CRACOLICI Non è un problema di soldi, onorevole Fleres, è un
problema di produrre elementi di innovazione nel regolare il
mercato che in qualche modo la politica ha il compito anche di
inventarsi.
Qui non si sta chiedendo una norma per dare soldi o aiuti o
introdurre meccanismi che utilizzino l'emergenza gelata o altre
emergenze, qui si sta ponendo un altro tipo di problema: come
favorire una parte essenziale dell'economia siciliana che è ad
esempio l'economia di produzione ortofrutticola in un mercato nel
quale il produttore è l'anello più debole della catena.
Ed allora se vogliamo in qualche modo favorire la possibilità
che il produttore sia uno dei soggetti del mercato, inventiamo e
studiamo anche strumenti come questo del doppio prezzo.
Credo che la Regione non lede nessun principio, nessun diritto,
perché qui non si nega a nessuno di mettere il prezzo che si
vuole, è il mercato a regolarne il prezzo, ma deve essere chiaro
da parte del consumatore qual è il prezzo di provenienza, cioè
del prodotto, ed il prezzo che arriva poi al dettaglio nel
momento in cui compra.
Penso che il consumatore debba essere egli stesso a valutare
l'offerta del prodotto e quindi gli effetti anche distorsivi
della rete commerciale così com'è organizzata.
Pertanto, ritengo che questo emendamento sia un fatto
innovativo, che può diventare anche apri pista sull'intero
territorio nazionale.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Capodicasa. Ne
ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi sarei
aspettato, di fronte al blocco di emendamenti che sono stati
presentati, per alcuni dei quali il Governo ha già dichiarato di
tenerne conto in sede di revisione, da parte del Governo e della
maggioranza una proposta analoga a questo emendamento.
FLERES Onorevole Capodicasa, pure ioho sostenuto che questo è
un tema importante, ma va affrontato all'interno di un
ragionamento complessivo di educazione al consumo, non certo di
dirigismo imprenditoriale.
CAPODICASA Lei non l'ha detto, lei ha espresso un parere
radicalmente contrario, motivandolo con ragioni di natura
ideologica.
Ho detto che il Governo l'ha fatto e l'onorevole Fleres,
invece, ha frontalmente attaccato il principio che vi è
contenuto.
Qui il dirigismo imprenditoriale non c'entra nulla, onorevole
Fleres, perché non è calzante l'esempio da lei fatto con la FIAT,
in quanto tra la lavorazione della materia prima, quella bruta,
ed il prodotto finale, interviene una lavorazione complessa e
complicata per cui ovviamente i rapporti col doppio prezzo sul
mercato non avrebbero alcuna attinenza ed alcun fondamento.
Qui parliamo di prodotti che non hanno una lavorazione nel
percorso che va dal produttore al consumatore, se non la
lavorazione volta alla loro presentabilità sul mercato.
I costi dei trasporti e dell'imballaggio non determinano valore
aggiunto. Il valore aggiunto è determinato dalla merce in sè,
mentre tutto ciò riguarda il confezionamento ed il sistema di
offerta alla rete distributiva.
Il punto è capire cosa vogliamo fare con questo emendamento e
con gli altri, se vogliamo affrontare il grande tema che occupa
la mente e le ambasce delle famiglie italiane e siciliane, un
tema di cui si discute da qualche tempo in questo Paese ed è il
problema dell'aumento del costo della vita, molto spesso
ingiustificato o meglio non spiegato. Perfino il Presidente del
Consiglio, in più occasioni, ha accusato la rete distributiva del
commercio quale responsabile dell'aumento del costo della vita
nel nostro Paese.
La semplificazione, pura e semplice, del problema, così come ha
fatto il Presidente del Consiglio, non è accettabile, ma non è
accettabile neanche la passività delle Istituzioni rispetto ad un
problema che ha eroso il potere di acquisto di salari, pensioni e
stipendi e che ha messo le famiglie in condizioni veramente
insopportabili.
Il doppio prezzo non ha una funzione punitiva nei riguardi di
nessuno, è un elemento di trasparenza, di informazione al
consumatore perché oggi assieme alla tracciabilità del prodotto -
perché c'è l'obbligo di dichiarare la provenienza del prodotto-
c'è anche una tracciabilità del prezzo al consumo.
FLERES E' una strumentalizzazione che mette in guerra il
commerciante con il consumatore.
CAPODICASA Se mi consente, noi desideriamo che venga definita
la tracciabilità del prezzo al consumo, affinché il consumatore
possa valutare se il ricarico che viene fatto su quel prodotto
sia accettabile, congruo o non ci sia anche un fatto speculativo,
non da addebitare, necessariamente, al commerciante, ma che può
essere addebitabile alle infinite fasi dell'intermediazione che
avviene nel settore del commercio.
Detto questo, o di fronte al problema che stiamo sollevando il
Governo - mi rivolgo a lei, onorevole Leontini -, propone
qualcosa che miri alla definizione, alla soluzione del problema
che è quello della informazione, della trasparenza dei prezzi al
consumo, oppure dice no, in quanto vi sono delle ragioni pretese
di natura ideologica, di liberalismo, che non significa,
ovviamente, far west' come ben sappiamo, del tutto fuori
obiettivo rispetto a quello che l'emendamento si propone. Quindi,
è questo il senso dell'emendamento.
MOSCHETTO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MOSCHETTO Signor Presidente, onorevoli colleghi, impiegherò
soltanto un minuto per esprimere il mio pensiero sull'argomento.
Imitando i colleghi firmatari dell'emendamento 31.38, alla luce
del ritiro dell'emendamento 31.36 e di quello riscritto dal
Governo, il 31.36.2, volevo chiedere al Governo, stante la
complessità della materia e considerato l'ultimo intervento
dell'onorevole Capodicasa che, oggettivamente, pone un problema
reale nei riguardi dei cittadini, di trasformare l'emendamento in
raccomandazione, attraverso un eventuale provvedimento
amministrativo che regolamenti, in maniera completa, la materia
di cui stiamo discutendo.
PRESIDENTE E' una richiesta di trasformazione
dell'emendamento in ordine del giorno.
INCARDONA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
INCARDONA Signor Presidente, onorevoli colleghi, il tema
oggetto dell'emendamento 31.38 è quanto mai attuale e diceva bene
poc'anzi l'onorevole Cracolici, allorché ricordava una
trasmissione televisiva che accusava i produttori della Sicilia
di speculare ed, evidentemente, in quella occasione non fu mai
ben evidenziato che quella trasmissione calunniava i produttori
siciliani, la produzione, la Sicilia, la quale produce prodotti
di qualità, produce qualità, eppure, in quella occasione veniva
denigrata.
Su questo tema c'è ancora molto da fare, c'è bisogno che si
proponga un'attività promozionale vera dei prodotti siciliani,
con dei marchi collettivi e c'è un problema di speculazione,
ancora attuale, dei prezzi, esattamente, tra i prezzi che si
hanno nei mercati alla produzione e quelli al dettaglio che il
consumatore paga per comprare i prodotti.
Per citare un esempio, oggi, il pomodoro ciliegino, conosciuto
meglio come pachino, venduto a 20 centesimi nei mercati della
Sicilia alla produzione, viene poi commercializzato a 7, 8, 9
euro, a 5 euro nei casi migliori.
Allora, evidentemente, c'è una grande speculazione alla quale
occorre porre rimedio. Tuttavia, non concordo con l'onorevole
Cracolici e con coloro che sostengono che questo sia un problema
risolvibile soltanto attraverso un'esposizione dei prezzi
all'origine e al consumo, perché esiste un problema di fondo. Il
problema è che la grande distribuzione - che oggi in Italia
occupa il 50 per cento almeno della distribuzione - è meglio
organizzata e l'offerta in agricoltura è un'offerta frastagliata,
non è organizzata e non è supportata da una certificazione di
qualità.
Ecco perché l'iniziativa che l'Assessorato regionale
all'agricoltura e alle foreste ha intrapreso va, certamente,
nella direzione di qualificare il prodotto, di dare - come
diceva, oggi, l'onorevole Leontini, il quale si sta rivelando, in
pochissimo tempo, uno dei migliori assessori per l'agricoltura
della Regione siciliana, proprio per le iniziative ...
(Applausi)
Signor Presidente, io provengo da un territorio, quello della
provincia di Ragusa, che si scontra quotidianamente con i
problemi legati all'agricoltura. Agricoltura in Sicilia significa
soprattutto provincia di Ragusa e, quindi, un assessore, come
l'onorevole Leontini, il quale ha intrapreso una serie di
iniziative, è chiaramente un assessore che, avendo conoscenza
precisa dei problemi che riguardano l'agricoltura, si è attivato,
immediatamente ed è già operativo, nonostante le pochissime
settimane che lo vedono assessore per l'agricoltura e le foreste.
Non vorrei che si strumentalizzasse questo problema per fare
semplice demagogia, perché se noi, oggi, affermiamo che soltanto
attraverso l'esposizione dei prezzi all'origine e al consumo
risolviamo il problema della speculazione, non diciamo la verità.
Diciamo ciò perché sappiamo che questo tema, erroneamente, viene
considerato, anche dalla base produttiva, come l'argomento che
potrebbe risolvere il problema, ma così non è. Evidentemente,
bisogna organizzare la produzione, bisogna organizzare
soprattutto l'offerta dei prodotti ortofrutticoli e bisogna
organizzare degli aiuti, dei sostegni alla commercializzazione,
cioè organizzare l'offerta, mettere in rete l'offerta e puntare,
eventualmente, su basi logistiche direttamente proposte per fare
concorrenza immediata alla grande distribuzione, che ha ucciso il
mercato, ha fatto venire meno quella concorrenzialità anche nella
offerta del prodotto.
Probabilmente, bisognerebbe anche incentivare l'attività dei
cosiddetti venditori ambulanti, incentivare consorzi di
produttori per vendere direttamente anche nei mercatini rionali,
usare i mercati generali del nord Italia come base logistica per
distribuire i prodotti già confezionati dalla produzione, senza
che ci siano ulteriori passaggi, che sono quelli speculativi.
Ecco perché condivido l'orientamento dell'Assessore regionale
per l'agricoltura e le foreste, il quale ha già predisposto - lo
ha già annunziato alla stampa, lo ha più volte dichiarato - un
decreto che affronta il tema dell'esposizione del doppio prezzo.
Inviterei l'Aula e soprattutto il gruppo dei DS a ritirare,
momentaneamente, l'emendamento per verificare, alla luce del
lavoro che l'Assessorato sta conducendo, quali siano i risultati
dell'iniziativa dell'Assessore e soprattutto le risultanze
dell'Osservatorio sui prezzi, la cui costituzione è stata già
avviata.
Quindi, verifichiamo in breve tempo il lavoro che si sta già
facendo e poi, eventualmente, promuoviamo una legge di tal genere
che potrebbe offrire dei risultati, ma sui cui effetti non siamo
certi. Evidentemente, è la legge della domanda e dell'offerta che
regola il mercato e che forma il prezzo.
PRESIDENTE Onorevole Incardona, la invito a concludere.
INCARDONA Signor Presidente, mi faccia concludere facendo un
altro complimento all'onorevole assessore Leontini.
(Applausi)
PRESIDENTE Lo riferiremo all'onorevole Cuffaro, non so se
condivide
INCARDONA Invito il gruppo dei DS a ritirare l'emendamento,
in quanto ritengo non sia una soluzione al problema ed
elaboriamo, invece, una vera proposta protesa ad organizzare
l'offerta ed a consentire ai produttori di avere un prezzo
sicuramente migliore.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, devo dire che
dopo la difesa dell'onorevole Incardona, ogni parola sarebbe
superflua;non mi ero accorto, infatti, di tanta solerzia da parte
del nostro nuovo Assessore regionale per l'agricoltura e le
foreste ma, dalle parole dell'onorevole Incardona, mi convinco
che la scelta operata dal Presidente della Regione sia stata
ottima.
PRESIDENTE C'è molta Ragusa in questa impostazione
ACIERNO C'è molto pecorino, forse, signor Presidente.
Tornando, invece, all'emendamento degli onorevoli Speziale, Zago,
Panarello ed Oddo, credo che il tema sia sicuramente importante
ma anche di attualità.
Mi pare che in tutte le Regioni d'Italia si dibatte sugli
effetti dell'entrata in vigore dell'euro, ma vorrei ricordarvi
che è stata una scelta politica, determinata dal centro-sinistra,
era la famosa tassa per l'Europa L'euro, infatti, era un
obiettivo fondamentale, importante, ed è probabile che tutti
abbiamo pagato un prezzo. Io per primo ho avuto difficoltà, i
primi mesi, a gestire la nuova moneta (quante volte ci sarà
capitato di lasciare, per il caffè, un euro di mancia perché al
tatto sembrava la vecchia moneta da 100 lire ed invece
corrispondeva a 1.000 lire). Ora però quello che vorrei dire ai
colleghi è che il tema è talmente importante che non capisco
perché lo si voglia limitare soltanto ai prodotti ortofrutticoli,
visto e considerato che nel cosiddetto paniere della famiglia
italiana l'ortofrutta incide meno dell'1 per cento della spesa
familiare, per cui risulterebbe più un fatto demagogico che
sostanziale; sarebbe opportuno parlare dell'abbigliamento, della
carne, dei libri di scuola;, allora, forse, cominceremmo a vedere
quanto incida realmente.
Quello che poi non condivido nel testo - io ho purtroppo il
difetto di leggere sempre attentamente le cose che dovrò votare -
è il punto in cui si parla di un cartello dove viene indicato il
prezzo pagato al produttore ed il prezzo di acquisto, quindi il
prezzo di vendita, in quanto, a mio avviso vengono meno troppi
passaggi, onorevoli Capodicasa e Speziale, perché quasi mai chi
vende prodotti ortofrutticoli compra direttamente dal produttore,
lo fa soltanto la grande distribuzione o le Coop, che sono
produttori e commercianti.
Se ci si reca in un mercato rionale, di quelli che ogni giorno
girano per i quartieri, non avviene così. Al mercato
ortofrutticolo, spesso e volentieri, non è il produttore che
vende, ma è già uno che ha comprato da un distributore, che a sua
volta compra da un produttore.
Allora, credetemi l'unica cosa che mi ha appassionato e mi
appassiona - io capisco che in questo emendamento quello che la
Bolognina doveva aver fatto, cominci a scomparire e si torni ad
uno schema di visione di un modello societario diverso -, è il
fatto di credere nel libero mercato e nella libera impresa.
Ritengo che chi fa impresa debba perseguire il profitto e per me
questa è una regola di vita, dopodiché il consumatore ha una tale
offerta differenziata che, in base alle proprie capacità
economiche, alla qualità del prodotto che vuole comprare, può
scegliere tra tanti prezzi. Ma, ripeto, potremmo, come ha detto
qualcuno, fare scuola rispetto al tema più importante
dell'impoverimento della famiglia italiana media dall'entrata in
vigore dell'euro.
Però, se ritenete che tutta questa grande battaglia o questa
scuola che la Sicilia, ancora una volta, può fare a livello
nazionale, dobbiamo ridurla bocciando un emendamento così
formulato - signor Presidente è vero che non ho elogiato
l'assessore per l'agricoltura, ma ho parlato un terzo del mio
collega di Ragusa -, allora inviterei i presentatori
dell'emendamento a ritirarlo e con un'iniziativa parlamentare
potremmo predisporre un testo importante, che non si limiti
all'ortofrutta, ma che entri realmente nel bilancio delle
famiglie siciliane.
ZAGO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ZAGO Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono stato,
credo, l'unico, all'atto dell'indicazione dell'onorevole
Leontini, quale assessore per l'agricoltura, ad operare, per
iscritto, un'ampia apertura di credito, augurandogli la riuscita
nel suo lavoro e manifestando la disponibilità a lavorare in
sinergia, non per l'agricoltura del ragusano, ma per
l'agricoltura dell'intera Sicilia.
Noi lavoriamo in sinergia con l'assessore Leontini e con gli
altri membri del Governo, cercando di non nascondere i problemi e
di affrontarli per come si presentano. Allora, ciascuno quando
propone una soluzione, la interpreta in un certo modo. Io non
intendo ripetere le cose dette dai miei colleghi, cioè il
problema della trasparenza, dell'informazione al consumatore,
della tracciabilità e, quindi, della provenienza. Personalmente,
sono presentatore dell'emendamento perché intendo l'indicazione
del prezzo all'origine, oltre che per gli aspetti già evidenziati
dai miei colleghi, anche perché penso che svolga una funzione di
deterrenza.
Qui, nessuno mette in discussione la legittimità dei vari
ricarichi durante tutta la fase della commercializzazione; con
l'indicazione del prezzo di origine si vuole introdurre un
elemento di deterrenza per evidenziare e per far capire alla
bolla speculativa e parassitaria che un prodotto comprato al
mercato a venti centesimi non può essere venduto, come abbiamo
visto - vi cito anche la fonte, La Sicilia di Catania - a 7,75
euro nei mercati delle grandi città.
E' una funzione di deterrenza per mettere in evidenza - non
tanto al consumatore, visto che quest'ultimo anche quando trova
il doppio prezzo se può permetterselo acquista, diversamente non
compra - il prezzo all'origine, affinché chi interviene durante
tutto il processo della commercializzazione sia, in qualche modo,
frenato dagli spropositi, dai ricarichi non congrui che portano
agli eccessi che hanno determinato la crisi e la mobilitazione
dei giorni precedenti.
Ecco perché l'indicazione del doppio prezzo, che poi è un
prezzo unico, quello all'origine, visto che quello di vendita è
indicato in tutti i prodotti.
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste . Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, ho già avuto modo di dire
poc'anzi, quando sono intervenuto in Aula, che attribuisco
importanza primaria alla sollecitazione che i colleghi hanno
fornito con il loro emendamento. Ma, ancor prima del dibattito
d'Aula, questo argomento ha avuto rilevanza primaria proprio
nell'incontro con i produttori, con la mobilitazione dei sindaci,
a tal punto che, nella piattaforma cosiddetta rivendicativa che è
stata presentata dalla mobilitazione, sia al Governo regionale
che a quello nazionale, l'indicazione di questo riferimento, di
questa necessità era proprio inserita, nel documento, proprio al
primo posto e noi ci siamo mossi in ottemperanza agli impegni
presi proprio in quei giorni, indicando in questo percorso la
necessità primaria, tanto è vero che nel documento presentato al
ministro Alemanno abbiamo indicato questa soluzione come la più
importante. Perché?
Perché il meccanismo del conferimento del prodotto, prima al
mercato alla produzione, al mercato ortofrutticolo e poi, dal
mercato alla grande distribuzione e al commerciante, porta ad un
andamento irregolare dei prezzi, incontrollabile non soltanto nel
territorio siciliano, ma anzi più acuti fenomeni distorsivi si
riscontrano fuori dal territorio regionale dove, peraltro,
subentra una competenza non regionale e dove il Ministro si è
impegnato, tramite una norma, ad intervenire con dei controlli
più accurati sulla filiera dei prezzi.
Ci sono anche dei disegni di legge a livello nazionale che
stanno fissando questo per rendere il controllo omogeneo sul
territorio nazionale. Trattandosi, in questo caso, di una crisi
che ha riguardato, in modo particolare e più acuto, alcune
porzioni del territorio e del mercato ,piuttosto che altre,
preferirei che questa importante sottolineatura, fatta dai
colleghi, sia in questo momento, congiuntamente, operata in
collaborazione col Governo per le misure che questo stesso ha già
messo in campo e sta mettendo in campo.
Il decreto è già pronto.E' chiaro che il decreto che
l'Assessorato all'agricoltura emana è un decreto che riguarda i
prezzi dei mercati ortofrutticoli, essendo la competenza
agricola, ma mi chiedo se poi a questo dovrà subentrare un altro
decreto che riguarda il commercio. Ciò significherebbe aprirsi ad
una serie di provvedimenti burocratici in un momento in cui,
invece, i produttori ci chiedono procedure più lineari, più
snelle e meno burocratiche.
Allora, mettiamo in campo questi strumenti che abbiamo già
predisposto in questi giorni, poi, così come avete chiesto, dopo
la Finanziaria terremo conto dei risultati di queste soluzioni
già richieste dai produttori, dai sindaci, dalle categorie
sindacali e socio-economiche, dalla Coldiretti, dalla Cia, dalla
Confagricoltura, da tutto il mondo che fa riferimento e che opera
nel settore dell'agricoltura, dopodiché, in quel caso, prenderemo
atto delle necessità che nel frattempo diverranno più evidenti,
più forti ed eventualmente procederemo con interventi
legislativi.
In questo caso, ritengo sia più efficace il provvedimento di
carattere amministrativo che già il Governo ha messo in campo
tempestivamente.
GURRIERI Dichiaro di apporre la mia firma all'emendamento
31.38.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto. Naturalmente è
doverosa una replica, ma di pochissimi secondi. Siete disposti a
trasformare in ordine del giorno questo emendamento?
SPEZIALE Sono contrario, signor Presidente. Chiedo che il
voto avvenga per scrutinio nominale.
(Gli onorevoli Capodicasa, Cracolici, Giannopolo,
Panarello, Spampinato,
Villari, Zago, si associano alla richiesta.
ACIERNO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritorno alla
tesi sostenuta quando sono intervenuto in sede di discussione
generale dell'emendamento. Il tema dell'ortofrutta è sicuramente
un tema appassionante, ma non incide in questa maniera eclatante
nel bilancio delle famiglie italiane, e ancor di più, nell'ancor
più misero bilancio delle famiglie siciliane. Ma queste battaglie
di principio che vengono condotte in Aula, mi impongono di
continuare a sostenere che la demagogia che c'è in questo
emendamento serve soltanto a far apparire cosa, che questo
Governo, questa maggioranza non vogliono legiferare in favore
delle famiglie siciliane? Credo che sia esattamente il contrario,
ma mi dispiace perché questo centrosinistra vuole esposti i
prezzi di acquisto dei prodotti ortofrutticoli, ma quando si
volevano sbloccare possibili posti di lavoro, ha alzato le
barricate. Ed, allora, siate coerenti con voi stessi.
Personalmente, annuncio il mio voto contrario all'emendamento.
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 31.38
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 31.38.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 63
Maggioranza 32
Favorevoli 19
Contrari 44
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 31.39.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi,
nell'emendamento c'è un errore. Non si tratta del pagamento dei
crediti, ma dei prestiti agrari ed avendo l'Assessore rassicurato
l'Aula che, in tempi ragionevoli ed ancor prima che noi si
discuta la finanziaria, farà un provvedimento proprio che terrà
conto della condizione drammatica in cui versano gli agricoltori
della zona di Gela, Vittoria e Licata, ritiro l'emendamento
nell'augurio che, in tempi ragionevoli, l'Assessore possa fare
tale provvedimento ad hoc.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 31.41.
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, credo che per rendere più
completo questo emendamento sarebbe il caso di aggiungere, e
quindi in questo caso potrei farmi carico come Governo di
presentare il relativo subemendamento, la stessa procedura per
quanto riguarda i porti ricadenti all'interno delle autorità
portuali. Quindi, con questo subemendamento, riuscendo a
completare il quadro di tutti i porti siciliani, potrebbe esserci
il parere favorevole del Governo.
PRESIDENTE Onorevole Cascio, deve formalizzare il
subemendamento.
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato dal Governo il
seguente subemendemento 31.41.1 all'emendamento 31.41:
Anche per i porti ricadenti all'interno delle autorità
portuali .
Onorevole Speziale, in attesa che distribuiscano il sub
emendamento, desidererei saper se con il sub emendamento si può
procedere alla votazione dell'emendamento 31.41.
SPEZIALE Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE Se l'onorevole Assessore per il territorio è
d'accordo, il subemendamento potrebbe meglio coordinarsi in
questi termini: Gli interventi in attuazione delle previsioni
dei piani regolatori dei porti regolarmente approvati, ivi
compresi quelli ricadenti all'interno delle autorità portuali,
possono... eccetera....
Non sorgendo osservazioni, tutti pongo in votazione il
subemendamento 31.41.1.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favirevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 31.41 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 31.43.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per spiegare brevemente il significato di questo emendamento.
Nella legge numero 4 del 2003, la penultima legge finanziaria,
avevamo approvato una norma, all'articolo 57, che prevedeva la
possibilità di potere eseguire nei parchi regionali i
collegamenti elettrici, cioè delle linee elettriche anche per via
aerea. Gli Enti Parco hanno un regime vincolistico che è molto
più stringente rispetto a quello che discende da un vincolo
paesaggistico ai sensi della legge 1497.
Ma c'è di più.
Il parere dell'Ente Parco è un parere unico e comprende anche
il parere espresso ai sensi proprio del vincolo paesaggistico.
Sicché ci troviamo davanti ad una contraddizione: nei parchi
concediamo l'esecuzione di opere di collegamento elettrico e
telefonico per via aerea, nelle zone vincolate ai sensi della
legge 1497 c'è l'obbligo, il più delle volte, di interrare con
costi enormi, soprattutto per le aziende agricole, zootecniche
e per le aziende agrituristiche. Allora quello che si chiede è di
estendere anche a queste zone, previo parere della
Sovrintendenza, ciò che è previsto dall'articolo 57, della citata
legge 4.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 31.43 a firma
dell'onorevole Giannopolo. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Mi rimetto
all'Aula.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Mi rimetto all'Aula.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 31.47. lo pongo in
votazione. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 31.51. Lo pongo in
votazione. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 31.56 a firma
dell'onorevole Beninati.
BENINATI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
precisare che condivido l'emendamento nei contenuti, però forse è
stata apposta erroneamente la mia firma; il firmatario, in
realtà, penso sia l'onorevole Formica. Pertanto mi sembra giusto
dire che non l'ho sottoscritto. Ciò posto, ribadisco che lo
condivido e che quindi vi appongo la mia firma, però, a questo
punto, suggerirei all'onorevole Formica che sarebbe forse
opportuno cambiare l'assessorato dei lavori pubblici, con
l'assessorato dell'industria, in quanto interveniamo nell' area
dell'ASI, che è di competenza, appunto, dell'assessorato
dell'industria.
FORMICA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, ne prenderò
atto al momento opportuno, intervengo solo per illustrare la
vicenda. Da più di un anno la strada statale 113 è interrotta a
causa di lavori per la ferrovia e dell'ANAS.
A causa di tale interruzione, il traffico viene deviato sulle
vie dei comuni interessati dall'interruzione che, a distanza di
un anno, sopportano la mole di traffico della nazionale e,
poichè si tratta di piccoli e piccolissimi comuni, non
dispongono dei fondi per riparare queste strade; per cui c'è
una situazione di vero pericolo, in quanto le strade sono piene
di buche e non c'è alcun Ente in grado di intervenire per
assicurare la circolazione in maniera sicura.
Mi rivolgo, dunque, al Governo i questo senso: se il Governo
mi assicura che con un ordine del giorno si risolve la
problematica, sono disponibile a ritirare l'emendamento assieme
all'onorevole Beninati ed a trasformarlo in ordine del giorno.
PRESIDENTE Onorevole Formica, lo deve fare lei , non il
Governo. Lo trasforma in ordine del giorno?
FORMICA Sì.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 25.9.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, questo emendamento, che ho
presentato un paio di volte in occasione di norme sul lavoro in
leggi finanziarie, sostanzialmente interviene a mettere ordine
nelle procedure di reclutamento di assunzione di personale a
contratto a tempo indeterminato o determinato nelle società e
negli enti partecipati in misura maggioritaria dalla Regione o
dagli enti sottoposti a controllo e vigilanza.
Stiamo parlando, in buona sostanza, delle società miste
costituite dai comuni o dagli enti locali, per esempio per la
gestione dell'acqua o per la gestione dei rifiuti, stiamo
parlando anche delle aziende municipalizzate trasformate in
società per azioni con regolare procedura da parte degli enti,
dei comuni da cui dipendevano.
Sostanzialmente tende a colmare un vuoto che si è creato, ma
più che vuoto si è creato una sorta di aggiramento della legge
che prevede, come è notorio, la procedura del concorso pubblico
o della selezione di tipo pubblicistico, con criteri
predeterminati e oggettivi per le assunzioni da effettuare
direttamente negli enti; ma , attraverso le società miste,
attraverso le società partecipate a misura maggioritaria dello
stesso ente, adesso ci si può consentire persino di fare
assunzioni nominative discrezionali.
In buona sostanza un sistema che già comincia a produrre
effetti devastanti, tant'è che comincia ad essere un sistema
attenzionato, non solo dalla denuncia delle organizzazioni
sindacali o degli stessi disoccupati, ma anche dagli organi
giudiziari.
Io trovo ragionevole e necessario stabilire il principio che,
laddove ci sono società partecipate a misura maggioritaria dagli
enti pubblici, in quelle società, in quegli enti si ricorra alle
procedure selettive di evidenza pubblica e non di evidenza
privata, nè si può stabilire il principio di appaltare o di
subappaltare, come accade molto spesso, a soggetti terzi che
lucrano sulla manodopera, che lucrano sulle assunzioni, non si
riferisco solo alle società interinali ma anche alle cosiddette
società che millantano, come si è visto di recente, assunzioni e
che si fanno pagare a fior di milioni sulle assunzioni,
speculando sulla disperazione dei disoccupati.
A questo è arrivato quel sistema che abbiamo conosciuto fino ad
ora che, appunto, aggira le norme sulle assunzioni attraverso
la partecipazione a società cosiddette miste, cosiddette di
diritto privato che quindi possono sfuggire alle norme, una
volta definite, sul collocamento.
Io torno a ribadire l'assoluta indispensabilità di una norma di
questo tipo che va poi a sua volta ulteriormente normata e
regolamentata, e c'è un altro emendamento, successivamente
presentato sia dal Governo che dal sottoscritto, che fornisce i
criteri attraverso cui procedere alle assunzioni in questi enti e
società partecipate in misura dalla Regione o dagli enti
pubblici.
Presidenza del Vicepresidente Fleres
CRACOLICI . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onodrevoli colleghi, intervengo
perchè ho visto una certa distrazione riguardo alle
argomentazioni del collega Giannopolo rispetto a questo
emendamento, che condivido e sostengo, ma vorrei ricordare che
qualche ora fa quest'Aula si è già misurata e si è già espressa
con un orientamento relativamente alla vicenda dellecosiddette
aziende collegate dell'AST.
Lo dico anche a quei colleghi che avevano poc'anzi argomentato
la contrarietà alla bocciatura di quell'emendamento sostenendo il
diritto di impresa, di società, la possibilità di operare in un
regime privatistico anche per le società a capitale pubblico.
Io credo che mentre quella norma bloccava le assunzioni,
questa in qualche modo si pone l'obiettivo di disciplinare e -
mi permetto di dire - persino di mettere anche gli
amministratori delle società a prevalente capitale pubblico nelle
condizioni di respingere le pressioni lecite e soprattutto
illecite che ci sono nei confronti delle società pubbliche.
Credo quindi, cari colleghi, che questa norma garantisca anche
il buon andamento delle amministrazioni delle società, perché
dire che si ricorre alle procedure di evidenza pubblica consente
in qualche modo di evitare quel processo di intermediazione che è
in atto e che sta introducendo elementi degenerativi assai gravi.
Ecco perché io credo che questa Assemblea abbia il dovere di
regolamentare e di disciplinare le modalità di avviamento al
lavoro per le società in cui la Regione è a capitale
maggioritario, o le aziende sottoposte a controllo e vigilanza da
parte della Regione e, quindi, società pubbliche, il cui
capitale è maggioritario nel capitale sociale delle stesse
società.
Altra cosa è quando la Regione o gli enti pubblici sono
capitale di minoranza, ma, dinnanzi al fatto che ci sono società
strumentali messe in campo da parte degli enti pubblici, io
credo che stiamo determinando un delitto, oltre che un grave
fenomeno degenerativo, perché oggi si è introdotto un elemento
di incertezza e di assoluta chiamiamola clientela nelle
modalità di gestione di avviamento al lavoro.
Credo che questo Parlamento farebbe cosa assai positiva se
stabilisse una norma generale a salvaguardia anche degli stessi
amministratori delle aziende.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, dichiaro
il mio voto favorevole a questo emendamento, anzi chiedo di
apporvi la firma. Credo che sia una norma che, oltre a garantire
l'imparzialità ed il buon andamento di questi enti controllati
dalla Regione, o comunque partecipati a maggioranza dalla
stessa, faciliti il lavoro degli stessi, perché noi tutti
sappiamo le pressioni cui, su questo tema, sono sottoposti tali
enti.
Ecco perché chiedo ai colleghi, all'Aula un pò distratta, di
attenzionare il tema e di valutare la possibilità di votare
favorevolmente; anzi, probabilmente, la stessa norma dovrebbe
essere proposta anche per gli enti partecipati dai Comuni dove
pure avviene il mercimonio dei posti di lavoro.
Una norma del genere, invece, garantirebbe - torno a ripetere
e concludo- imparzialità e buon andamento dell'Amministrazione
pubblica.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, pongo in votazione
l'emendamento 25.9.
Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 25.9
CRACOLICI Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Gli onorevoli Capodicasa, Ferro, Giannopolo, Oddo, Sanzeri,
Spampinato, Speziale e Zago appoggiano la richiesta)
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indico la votazione per scritunio segreto
dell'emendamento 25.9.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 53
Maggioranza 53
Favorevoli 24
Contrari 29
Astenuti 0
(Non e' approvato)
Si passa all'emendamento 31.21 dell'onorevole Ferro.
Comunico che all'emendamento 31.21 è stato presentato
dall'onorevole Ferro il subemendamento 31.21.1.
Onorevole Ferro, ho bisogno di un minuto di sospensione perchè
ho l'impressione che il suo emendamento sia superato dal voto
negativo sull'emendamento precedente.
Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
La seduta è sospesa per un minuto.
(La seduta, sospesa alle ore 20,52, è ripresa alle ore 20,53)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Dichiaro precluso l'emendamento 31.21 ed il
relativo subementamento.
Si passa all'emendamento 31.7 del Governo.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. E' ritirato.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 31.46 degli onorevole Giannopolo,
Villari e Speziale.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, intanto vorrei che sii capisse
di che cosa stiamo parlando, poi il Governo se ha da fare
proposte concrete, le avanzi.
Con l'entrata in vigore della legge cosiddetta Biagi abbiamo
avuto in buona sostanza il venir meno delle norme che, appunto,
regolano il mercato del lavoro nelle assunzioni presso le
pubbliche amministrazioni. Allo stato attuale, prima di una
circolare, che evidentemente non può avere forza di legge, fatta
dalla Commissione regionale per l'impiego del maggio di
quest'anno, noi non avevamo alcuna indicazione su come procedere
alle assunzioni fino al quarto livello, fino, cioè, a quelle
qualifiche per cui è prevista la scuola dell'obbligo presso le
pubbliche amministrazioni. In più, non avevamo la norma di
riferimento circa la possibilità delle riassunzioni per quei
lavoratori i cui contratti collettivi nazionali di lavoro
prevedono la riassunzione per periodi lavorativi determinati,
per esigenze definite nel tempo.
L'emendamento in questione tende quindi - fu discusso
ampiamente in quinta Commissione e fu condiviso da tutti - ad
introdurre una regolamentazione in materia di assunzioni presso
le pubbliche amministrazioni con la prospettiva che siano gli
enti medesimi a redigere le graduatorie con i criteri previsti
dall'ex articolo 16 della legge numero 56. Quindi la norma
tende a prevedere, a regolamentare questa fattispecie.
Mi rivolgo, dunque, al Governo: noi non possiamo pensare che
tutta questa materia sia retta da una circolare della Commissione
regionale per l'impiego, ma riteniamo debba essere sostenuta da
una normativa, da una legge che deve essere varata da questo
Parlamento, da quest'Assemblea regionale siciliana.
Per cui cchiedo al Governo di assumere l'impegno di proporre
una sua iniziativa nella prossima legge finanziaria: E' un
impegno che qui viene assunto ma che deve essere rispettato
perché - lo ripeto - noi non possiamo pensare di reggere questa
materia con una semplice delibera e con una semplice circolare
della CRI, in quanto oggi viene fatta una circolare, domani ne
può essere fatta un'altra e noi abbiamo bisogno di regole certe.
Ritengo che ci siano tutte le condizioni per potere approvare
questo emendamento che é anche condiviso dal Governo in questa
sede, in questa circostanza e chiedo anche al Presidente della
quinta Commissione, onorevole Antinoro, che lo ha condiviso
insieme a tutti quanti noi, chiedo a tutto il Governo,
all'assessore per il bilancio, all'ex assessore per il lavoro,
onorevole Stancanelli, componente attuale del Governo,
all'onorevole Scoma, attuale assessore per il lavoro e ai
componenti della quinta Commissione, di dare atto che si é
trattato di un' iniziativa della Commissione tesa ad introdurre
regole certe. Questa materia non può essere retta da una semplice
circolare ma deve essere retta da una normativa di riferimento.
PRESIDENTE Onorevole Giannopolo, ha ritirato l'emendamento o
no?
GIANNOPOLO No, lo ritiro se c'é un chiaro pronunciamento del
Governo.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Onorevole
Giannopolo, portare l'argomento in finanziaria significa
spostarlo di dieci, quindici giorni, per un approfondimento che
può anche essere fatto adesso in Aula. Se lo volete fare adesso,
il Governo è disponibile; non ci sono problemi; se no si rinvia
in finanziaria con l'impegno che va approvato così come da lei
esplicitato e dal Governo, nella persona dell'onorevole Scoma,
che lo aveva già preparato e presentato.
Non c'é, quindi, problema. Per il Governo possiamo pure farlo
stasera questo emendamento così come possiamo mandarlo in
finanziaria per un ulteriore approfondimento.
PRESIDENTE Onorevole assessore, non lo so se la sua risposta
per l'onorevole Giannopolo é sufficiente. Onorevole Giannopolo
l'emendamento é ritirato? Se non è ritirato lo metto ai voti e
do la parola all'onorevole Morinello che ha chiesto di parlare e,
poi, all'onorevole Beninati.
GIANNOPOLO Non lo ritiro.
MORINELLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MORINELLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, il testo,
nei riferimenti ai lavoratori con contratto a termine contenuti
al terzo e al quarto comma, appare confuso, senza alcun
collegamento al primo comma ove é chiaramente espresso che la
norma si riferisce a lavoratori in possesso di licenza media
quali gli stagionali, gli operai e al massimo gli ausiliari di
ufficio.
La dizione lavoratori con contratti a termine , usata nei
commi 3 e 4, lascia prevedere un'applicazione indiscriminata
anche a categorie impiegatizie, quali sono quelle assunte presso
i consorzi di bonifica, ai sensi dell'articolo 3 della legge 76
del 1995.
Conseguenza di ciò, Assessore per il bilancio ed onorevoli
assessori , é che questi soggetti avranno diritto alla
riassunzione. Godrebbero di una stabilità di fatto, senza il
vaglio del pubblico concorso e in quanto tale e quindi questa
norma sarebbe impugnabile perché incostituzionale perchè fa a
pugni, tra l'altro, con le premesse contenute nel comma 1
dell'emendamento.
Aggrava ulteriormente il quadro di riferimento, nel senso di
enunciato di applicazione della norma, oltre ai casi previsti di
lavoratori in possesso della licenza media, il prologo del
successivo comma 7 dello stesso emendamento, laddove si richiama
alla normativa generale del pubblico concorso, solo per quanto
non previsto dal presente articolo.
E' chiaro che si tratta di una sanatoria di fatto, di
assunzioni che sono state fatte nei mesi scorsi e che
rappresentano un vero e proprio scandalo, per cui chiedo
all'Assessore per il bilancio, - invece di impegnarsi a
ripresentare tout court, il testo nella legge finanziaria - di
emendare l'emendamento - mi si scusi il bisticcio di parole -
togliendo quei riferimenti che sono presenti nel comma 3 e 4 e,
nel contempo, di dare garanzie di sicurezza a quei lavoratori
che, invece, non sono sottoposti al pubblico concorso.
Tra l'altro, noi rischieremmo, con l'approvazione di questo
testo, così come é formulato, di subire l'impugnazione da parte
del Commissario dello Stato.
BENINATI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
cercare, per quanto é possibile, di rispondere a quei colleghi
dell'opposizione che legittimamente hanno posto la domanda, in
Aula, se questa norma era passata dal vaglio della commissione di
merito.
Un articolato del genere, anche nei suoi contenuti molto ben
corposi, - visto che il Governo ha già dichiarato il ritiro,
sembra una forzatura dell'opposizione, continuare a chiedere che
si prendano delle posizioni in merito soprattutto quando
giungono norme che non hanno sortito nel merito nulla.
Io non penso che questa norma abbia avuto, nel merito, nulla, o
quanto meno se nella commissione di merito sia passata.
Personalmente, non so se ci sono i presupposti
dell'improponibilità della norma stessa e ciò nonostante, se ciò
non fosse, dichiaro il mio voto contrario, perché non credo sia
il caso di continuare su un articolato che assume la veste di un
disegno di legge.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Sull'ordine dei lavori
SPEZIALE Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto di
parlare sull'ordine dei lavori perché sono pervenuti a tutti i
deputati una grande quantità di emendamenti da parte del
Governo, anche se il Governo aveva più volte, dichiarato che non
avrebbe presentato emendamenti in Aula...
PRESIDENTE Onorevole Speziale, il Governo ha appena
comunicato alla Presidenza che gran parte di questi emendamenti
intende ritirarli.
SPEZIALE Signor Presidente, mi faccia completare. O il
Governo ritira tutti gli emendamenti e il testo all'esame
dell'Aula rimane quello che abbiamo potuto conoscere e
approfondire, oppure si concede un tempo congruo ai parlamentari
per potere esaminare gli emendamenti e per poterli meglio
valutare.
CINTOLA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Onorevole assessore, prima di concederle la
parola, vorrei fornirle dei chiarimenti: il dibattito si è
sviluppato sull'articolo 31.7, poi c'è stato un intervento
sull'ordine dei lavori da parte dell'onorevole Speziale circa la
problematica relativa ai nuovi emendamenti presentati dal Governo
e vuole conoscere le intenzione cha il Governo rispetto a questi;
intanto sarebbe opportuno chiudere la partita sull'emendamento
31.7, che è quello in discussione, anche per ridare un poco di
ordine a questi lavori.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Onorevoli colleghi, essendo l'emendamento 31.7 di identico
contenuto all'emendamento 31.46, il Governo dichiara di
ritirarlo.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 31.46. Il parere della
Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione, chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 25.14, che è ritirato.
L' Assemblea ne prende atto.
PANARELLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Onorevole Panarello su quale argomento intende
intervenire?
PANARELLO Signor Presidente, volevo intervenire sull'articolo
che abbiamo approvato.
PRESIDENTE No, onorevole Panarello, non può intervenire su un
articolo già approvato.
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 27.10 a firma
dell'onorevole Savona e Antinoro.
Il Governo, fa sapere che questo emendamento, è assorbito nella
manovra che ha predisposto, e che verrà inserito nelle tabelle,
quindi se i firmatari lo ritengono opportuno, possono ritirarlo.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor presidente, onorevoli colleghi, se ho ben
capito il Governo assume questo emendamento semplicemente come un
fatto finanziario, spostandolo nelle tabelle relativi ai
capitoli, forse non ho capito bene, siccome questo emendamento è
simile all'emendamento 27.15 perchè ambedue raggiungono le stesse
finalità. Cioè stiamo parlando di alcuni lavoratori che in atto
svolgono attività presso i consorzi di bonifica e che sono i
cosiddetti centocinquantunisti , alcuni di essi preesistenti
alla norma che ha consentito l'assunzione a tempo indeterminato
per una parte dei lavoratori avviati nel corso dell'anno 2000 in
deroga, addirittura, in alcuni momenti dell'anno raggiungevano le
200-250 giornate lavorative, quindi con la norma approvata due
anni fa abbiamo determinato una condizione paradossale.
Non solo questi lavoratori sono stati esclusi da un processo
che ha visto includere quelli che sono stati avviati
successivamente verso la stabilizzazione, ma contemporaneamente,
con norma, abbiamo stabilito che quei lavoratori non possono
fare più di 151 giornate lavorative.
Quindi, questi lavoratori, che una legge ha determinato il
processo di stabilizzazione, sono stati gli unici esclusi da
questo processo.
Ora, non c'è dubbio che la questione è di natura finanziaria,
che però non incide sul bilancio della Regione, perché trattasi
di un mero spostamento di capitolo all'altro dell'Assessorato
Agricoltura.
Quindi, la partita finanziaria è pari a zero. Ma non c'è
dubbio, onorevole Assessore, che occorre votare una norma.
Perché non possiamo risolvere il tutto accettandolo come un
mero fatto finanziario. Occorre che la norma individui che quei
lavoratori, avviati ai sensi di una legge, possano transitare nei
ruoli a tempo indeterminato, presso i consorzi di bonifica.
Quindi non è una norma che ha ricaduta finanziaria. E' una
norma che in qualche modo fa giustizia di un'ingiustizia che si è
determinata in questo Parlamento.
ANTINORO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ANTINORO Signor Presidente, onorevoli Assessori,
oggettivamente sul tema dell'ingiustizia o giustizia e di
quant'altro detto dall'onorevole Cracolici, non posso fare altro
che essere d'accordo, anche perché nella precedente manovra si
erano appostate delle somme, erroneamente poi appostate in una
UPB che non riguardava i lavoratori di cui all'emendamento e
devo dire che l'emendamento presentato dall'onorevole Savona, sul
quale anch'io desidero apporre la firma, può essere ritirato sia
da me che dall'onorevole Savona.
Credo sia necessario, assolutamente necessario, anche in
considerazione del fatto che nel marzo di quest'anno abbiamo
approvato in Assemblea un ordine del giorno che riguarda la
tematica di questi lavoratori, che l'Assessore Leontini, al fine
di poter dirimere defintivamente la questione, possa assumere
stasera in Aula, l'impegno a far sì che quell'ordine del giorno
entro la fine del 2004 possa trovare un'attuazione amministrativa
perchè, essendoci già consultati con i funzionari del suo
Assessorato e con il suo Capo di Gabinetto e con il suo vice Capo
di Gabinetto, sappiamo che esistono i fondi nel capitolo
specifico e quindi attendiamo conseguentemente l'assunzione di
responsabilità totale e piena da parte dell'assessore Leontini.
Sono solo queste le condizioni che possono farci ritirare
l'emendamento.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO. Signor Presidente, io vorrei che si sgombrasse il
campo da ogni equivoco, qui non si tratta di nuove assunzioni.
Si tratta, semplicemente, di un graduale processo di
stabilizzazione dei lavoratori assunti con l'articolo 30 della
legge numero 45 del 1995,.
Ciò che viene previsto qui è, anche con l'emendamento a firma
del sottoscritto il 27.15, in buona sostanza uguale
all'emendamento 27.10, la riassunzione, con l'articolo 3, e
comunque con il limite della previsione dei piani di
organizzazione, variabile dei singoli consorzi di bonifica, o
meglio la ristabilizzazione di quei lavoratori che già lavorano e
che hanno diritto alla riassunzione già prevista dalla legge.
L'ordine del giorno a firma degli onorevoli Antinoro,
Giannopolo, Dina, Cracolici, Vitrano e Zangara che noi avevamo
approvato nel mese di aprile diceva testualmente: si impegna il
Governo a disporre, con una direttiva indirizzata ai consorzi di
bonifica della Sicilia, la riassunzione dei lavoratori aventi
diritto all'avviamento con l'articolo 30 della legge n. 45 del
1995, presso gli stessi consorzi con le modalità di cui
all'articolo 3 della legge n. 76 del 1995, fermo restando la
disponibilità finanziaria di bilancio e la salvaguardia dei
benefici .
Termino il mio intervento dicendo questo: qualora il Governo
dovesse pensare di risolvere il tutto con una operazione di
spostamento in tabella si dia atto, così come richiamava anche
l'onorevole Antinoro, che esiste un ordine del giorno che
impegna il Governo e, per esso, specificamente, l'Assessore per
l'agricoltura e le foreste, a predisporre una nota indirizzata ai
consorzi di bonifica, invitandoli dare esecuzione a quanto
deliberato con quell'impegno politico manifestato dall'Aula.
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Onorevoli
colleghi è vero esiste un deliberato dell'Aula, sebbene espresso
attraverso un ordine del giorno, quindi, ringrazio i colleghi che
hanno ritirato l'emendamento. Non possiamo che mantenere
l'impegno a tenere conto dei contenuti dell'ordine del giorno e
quindi a tradurli nel breve periodo in un provvedimento che sia
rispondente a quanto in quell'ordine del giorno è stato richiesto
dai sottoscrittori.
PRESIDENTE L'emendamento 27.10 è quindi ritirato. L'Assemblea
ne prende atto. Onorevole Giannopolo intende ritirare l
'emendamento 27.15?
GIANNOPOLO Lo ritiro.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 31.17, a firma dell'onorevole
Misuraca.
MISURACA Lo ritiro.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che sono stati presentati dal Governo i seguenti
emendamenti:
31.61, 31.62, 31.63, 31.64, 31.65, 31.66, 31.67, 31.68, 31.70,
31.71.
Comunico, altresì, che sono stati presentati i seguenti
subemendamenti:
dagli onorevoli Mancuso, Turano, Ardizzone:
31.61.1, all'emendamento 31.61;
31.67.1, all'emendamento 31.67
- dall'onorevole Savona: 31.66.1, all'emendamento 31.66.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, preciso che l'emendamento 31.61
è, in ossequio ad una lettera inviataci dalla dottoressa Palocci
il 13 ottobre u.s., prot. n. 5514, ma noto che l'Aula non intende
ascoltarmi. Il Governo può ritirarli tutti, però è giusto che
l'Aula sappia che con l'emendamento 31.61 si possono attingere a
dei cofinanziamenti del POR di proporzioni clamorose, si
rischia di perderli. Però non si deve pensare che l'assessore
Cintola abbia firmato un emendamento perché gli interessa il
comune di Villalba ed il parco suburbano delle serre per una
somma di 228.000 euro o che possa averlo fatto su sollecitazioni
di carattere clientelare o di partito Ripeto, è solo una
sollecitazione del Capo del Dipartimento di Agenda 2000. Possiamo
esaminarlo o meno.
PRESIDENTE Onorevole Assessore intende ritirare l'emendamento
31.61?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. No, signor
Presidente, sto illustrando gli emendamenti. Per quanto riguarda
l'emendamento 31.62 è bene che ad illustralo sia l'assessore alla
cooperazione.
PRESIDENTE Onorevole Assessore, se il Governo intende
argomentare su questi emendamenti sono costretto a sospendere la
seduta per consentire ai deputati di capire di cosa si sta
parlando. Se invece il Governo li ritira, si prosegue con gli
articoli accantonati e con le tabelle. Non credo che il problema
sia di poca entità, in quanto si tratta di una decina di
emendamenti. Quindi, onorevole Assessore, mi permetto di
suggerire al Governo di fare una valutazione di merito di questi
emendamenti, individuando quelli indispensabili, illustrandoli,
e ritirando i rimanenti.
LO MONTE , assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LO MONTE , assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, condivido che c'è
l'esigenza di un momento di riflessione in quanto si tratta di
argomenti che sono giunti in Aula stasera ma si tratta di
emendamenti presentati già da qualche settimana.
Vi ricordo che abbiamo approvato tante cose, anche con
investimenti di fiducia reciproca. Ora si affrontano degli
emendamenti utili ad evitare il dissesto di alcuni comuni. In
particolare l'emendamento 31.62.
Si tratta della vicenda che tutti conoscete, soprattutto i
deputati anziani che hanno addosso qualche legislatura in più. Si
tratta della ex SIRAP.
Quest'Aula è intervenuta ben due volte per salvaguardare le
opere e i comuni, perché man mano che rendevano legittime o si
sbloccavano dalle indagini giudiziarie le opere, si andava a
coprire e si dava una mano ai comuni, dato che il più delle volte
le spese dell'opera finivano a carico del comune.
Capite bene che bisogna intervenire. Ci sono, faccio un
esempio , due comuni della Sicilia che rischiano il tracollo, per
le spese legali, giudiziarie, di interessi e di rivalutazione.
Onorevoli colleghi, comprendete che un emendamento di questo
tipo non può essere rinviato di dieci o quindici giorni. Quindi,
signor Presidente, se sospendiamo per un quarto d'ora,
probabilmente dovremo rivedere tutti gli emendamenti e ridurli a
tre o quattro.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, tranne quello che ha illustrato in questo momento
l'assessore Lo Monte, l'emendamento 31.62, il Governo intende
ritirarli tutti.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto. Resta quindi in vita
esclusivamente l'emendamento 31.62. Lo pongo in votazione. Il
parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
BENINATI Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
ribadire che, essendo il tema molto delicato, ritengo che
l'attenzione dell'Aula debba essere considerevole nei confronti
dell'assessore al ramo, in quanto su questa vicenda ci sono già
delle procedure avviate nei confronti del Governo e del
Presidente della Regione da parte delle aziende che vantano dei
crediti dalla Regione. Noi li abbiamo autorizzati con legge,
abbiamo autorizzato la Sirap a completare i lavori che erano
bloccati. Alcune imprese hanno finito i lavori e purtroppo i
fondi non c'erano più. Quindi questo emendamento non sanerà tutto
il contenzioso, però, assessore Lo Monte, anticiperà l'esborso
che sarà di più, ma certamente lei in questo momento fa una cosa
giustissima sanando la situazione di alcune imprese che erano
veramente al tracollo.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 31.62. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 21.28, è ripresa alle ore 21.30)
La seduta è ripresa.
Si passa all'articolo 27. E' un articolo che riguarda
variazioni di spesa e poiché è estremamente complesso desidero
che il Governo sia particolarmente attento, altrimenti è meglio
sospendere qualche minuto per consentire una verifica delle poste
iscritte e degli emendamenti presentati.
Ne do lettura:
«Articolo 27
Variazioni di spesa
1. Le spese autorizzate per l'esercizio 2004 dalle
leggi sotto elencate sono modificate degli importi
indicati a fianco delle medesime:
a) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma 7,
tabella H (UPB 1.3.1.3.99, capitolo 104523) + 250 migliaia di
euro;
b) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma 2,
tabella C (UPB 1.4.1.1.2, capitolo 108537) - 112 migliaia di
euro;
c) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma 2,
tabella C (UPB 1.6.2.6.1, capitolo 516802) - 1.000 migliaia di
euro;
d) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma 6,
tabella G (UPB 2.2.1.3.2, capitolo 143311) - 1.000 migliaia di
euro;
e) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma 7,
tabella H (UPB 2.2.1.3.2, capitolo 143705) - 43 migliaia di euro;
f) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma 7,
tabella H (UPB 2.2.1.3.2, capitolo 143708) + 596 migliaia di
euro;
g) legge regionale 1 settembre 1997, n. 33, articolo 40 e 51
(UPB 2.2.1.3.2, capitolo 144110) - 25 migliaia di euro;
h) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma 7,
tabella H (UPB 2.2.1.3.2, capitolo 144112) - 9 migliaia di euro;
i) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma 2,
tabella C (UPB 2.2.1.3.4, capitolo 142533) + 800 migliaia di
euro;
j) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma 7,
tabella H (UPB 2.2.1.3.4, capitolo 143304) - 200 migliaia di
euro;
k) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma 7,
tabella H (UPB 2.2.1.3.4, capitolo 143305) - 184 migliaia di
euro;
l) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma 7,
tabella H (UPB 2.2.1.3.5, capitolo 143303) - 45 migliaia di euro;
m) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma 6,
tabella G (UPB 2.3.1.3.1, capitolo 147301) - 63 migliaia di euro;
n) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma 6,
tabella G (UPB 2.3.1.3.1, capitolo 147307) -1.850 migliaia di
euro;
o) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma 7,
tabella H (UPB 2.3.1.3.1, capitolo 183709) + 200 migliaia di
euro;
p) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma 7,
tabella H (UPB 2.3.2.6.5, capitolo 546403) + 2.800 migliaia di
euro;
q) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma 2,
tabella C (UPB 3.2.1.3.2, capitolo 183305) - 300 migliaia di
euro;
r) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma 7,
tabella H (UPB 3.2.1.3.3, capitolo 183307) + 250 migliaia di
euro;
s) legge regionale 31 luglio 2003, n. 10, articolo 3 (UPB
3.2.2.6.1, capitolo 583304) - 600 migliaia di euro;
t) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma 2,
tabella C (UPB 5.2.1.3.3, capitolo 244103) - 6.000 migliaia di
euro;
u) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma 2,
tabella C (UPB 5.2.1.3.4, capitolo 243303) - 900 migliaia di
euro;
v) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma 2,
tabella C (UPB 7.2.1.1.2, capitolo 312517) + 1.000 migliaia di
euro;
w) legge regionale 15 maggio 1991, n. 27, articoli 1, 3, 4 e
28 (UPB 7.3.2.6.1, capitolo 717911) - 6.405 migliaia di euro;
x) legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85, articoli 3 e 16
(UPB 7.4.1.3.1, capitolo 322101) -100 migliaia di euro;
y) legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85, articoli 5 e 16
(UPB 7.4.1.3.1, capitolo 322102) -100 migliaia di euro;
z) legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85, articoli 10 e 16
(UPB 7.4.1.3.1, capitolo 322104) - 1.550 migliaia di euro;
aa)legge regionale 3 dicembre 2003, n. 20, articolo 39, commi 1-
3 (UPB 7.4.1.3.1, capitolo 322120) + 27.122 migliaia di euro;
bb) legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85, articolo 6 (UPB
7.4.2.7.1, capitolo 723601) - 500 migliaia di euro;
cc)legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma 2,
tabella C (UPB 8.2.2.6.2, capitolo 742406) -186 migliaia di euro;
dd) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma
2, tabella L (UPB 8.2.2.6.2, capitolo 742811) -1.000 migliaia di
euro;
ee) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma
2, tabella C (UPB 8.2.2.6.2, capitolo 742812) - 500 migliaia di
euro;
ff) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma
8, tabella I (UPB 8.3.1.3.1, capitolo 346518) - 9 migliaia di
euro;
gg) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma
8, tabella I (UPB 8.3.1.3.1, capitolo 346519) - 50 migliaia di
euro;
hh) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma
8, tabella I (UPB 8.3.1.3.1, capitolo 346522) - 100 migliaia di
euro;
ii)legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma 8,
tabella I (UPB 8.3.1.1.2, capitolo 346520) - 500 migliaia di
euro;
jj) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma
8, tabella I (UPB 8.3.1.3.2, capitolo 348101) - 212 migliaia di
euro;
kk) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma
8, tabella I (UPB 8.3.1.3.2, capitolo 348106) - 35.000 migliaia
di euro;
ll)legge regionale 26 marzo 2004, n. 2, articolo 2 (UPB
8.3.1.3.99, capitolo 347703) - 50 migliaia di euro;
mm) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma
8, tabella I (UPB 8.3.2.6.1, capitolo 746401) + 300 migliaia di
euro;
nn)legge regionale 31 maggio 2004, n. 9, articolo 28 (UPB
9.2.1.3.5, capitolo 373724) + 100 migliaia di euro;
oo) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma
2, tabella C (UPB 9.3.1.3.4, capitolo 377320) - 600 migliaia di
euro, riferiti alle assegnazioni in favore delle strutture nei
comuni di Marsala e Castelbuono;
pp)legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma 7,
tabella H (UPB 11.3.1.3.99, capitolo 447701) - 7 migliaia di
euro;
qq)legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma
7, tabella H (UPB 11.3.1.3.99, capitolo 447702) - 3 migliaia di
euro;
rr) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma
2, tabella C (UPB 12.2.1.3.6, capitolo 473706) - 30 migliaia di
euro;
ss) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma
2, tabella C (UPB 12.2.1.3.3, capitolo 473712) - 250 migliaia di
euro;
tt) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31, comma
7, tabella H (UPB 12.2.2.6.3, capitolo 872806) -14 migliaia di
euro.»
PRESIDENTE L'articolo 27 è il più delicato di tutta la
manovra; è molto complesso: prevede incrementi e diminuzioni,
modifiche e spostamenti all'interno delle unità previsionali di
base. O ci concentriamo su questo emendamento o è meglio che
sospendiamo la seduta per qualche minuto, recuperiamo la quiete,
la pace e la tranquillità e poi andiamo avanti.
Attendo un cenno da parte dell'Assessore Cintola.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Passiamo agli
emendamenti accantonati.
PRESIDENTE Il Governo propone di tornare agli emendamenti
accantonati. Si riprende dall'articolo 7.
Preciso che l'articolo 26 è stato interamente votato e che gli
articoli votati successivamente sono aggiuntivi; non riguardano
l'articolo 26 ma una numerazione successiva.
Se non siamo pronti con l'articolo 7, procediamo con
l'articolo: 15.
Comunico che sono stati presentati gli emendamenti 15.1 e 15.2.
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, il Governo intende presentare un emendamento
soppressivo dell'articolo 15.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, hanno chiesto di parlare, per
dichiarazione di voto sull'emendamento soppressivo che già
esiste, a firma degli onorevoli Forgione e Liotta, gli onorevoli
Beninati e Acierno.
BENINATI Signor Presidente, ricordo che, sull'argomento, la
settimana scorsa, sono stati fatti degli apprezzamenti in Aula,
in riferimento anche a questa norma. Lo dico con molta
franchezza: questa norma è stata formalizzata in quarta
Commissione ed ha avuto il suo esito anche nella stessa per
essere, successivamente, riapprovata in seconda Commissione, a
maggioranza.
Ho ascoltato diversi apprezzamenti su questa norma, in
particolare, da parte dell'onorevole Spampinato che diceva che
questa norma era uno scherzo; l'onorevole Cracolici ha detto che
era una schifezza; l'onorevole Raiti ha parlato dell'UNESCO;
l'onorevole De Benedictis ne ha fatto un insulto alla dignità ed
uno scempio; l'onorevole Panarello, anche lui, ha parlato
dell'UNESCO, e l'onorevole Barbagallo l'ha definita un delitto
nei confronti del territorio delle Eolie.
Considerato che, anche su questo argomento, signor Presidente,
si è speculato abbastanza, anzi fin troppo, mi corre l'obbligo di
fare delle considerazioni. E poi l'Aula, indubbiamente, il
Governo. Non ho nulla da obiettare sulla posizione, però, su
questa norma - della quale devo ricordare alcuni passaggi - forse
il Governo non sa e desidero richiamare la sua attenzione - che,
sul decreto del Ministero delle Industrie, pubblicato il 20
dicembre 2001, già la Regione Sicilia ha dato un suo parere:
Svisto il parere della regione Sicilia .
Dico ciò perché la Regione non solo ha visto qualcosa, ma ha
visto anche tutte le opere che erano inserite in questo patto e
le conosce.
Delle 74 iniziative imprenditoriali, alcune ricadevano in zone
che richiedono variante o deroga - e lo sapevano tutti - al
vigente strumento urbanistico e paesistico.
Necessitano, quindi, i relativi provvedimenti, al fine di
consentire l'intera realizzazione del patto.
A questo punto, ricordo a tutti che il patto non è nato nel
2001, dopo che è stato fatto il piano, ma prima. E forse, non
tanti sanno che durante la procedura del patto, sono state poste
tantissime osservazioni sul tema, poiché la maggior parte delle
opere in questione erano in linea con la possibilità di
realizzare queste infrastrutture.
Il piano paesistico, che è nato dopo, avrebbe fatto cosa buona
tenendone conto, respingendo sistematicamente queste osservazioni
durante il suo iter. Prova ne è che di queste 74 opere,
purtroppo, ne restano incagliate 40. Esporrò successivamente i
motivi. E molti dovranno davvero rivedere ciò di cui si sta dando
oggi un'immagine o, come si è detto, di cui si sta facendo lo
scempio, la colata di cemento; addirittura, si è detto che si sta
facendo la sanatoria, come se queste opere fossero già state
realizzate.
Lo ripeto, si è detto pure che queste opere erano in sanatoria
e non è vero perché queste opere ancora non sono realizzate, anzi
attendono l'opportunità di trovare realizzazione. Anche su
questo, si è detto che queste opere rientravano nel limite dei
150 metri dal mare. Non è vero. Queste opere, infatti, sono
tutte fuori dai 150 metri dal mare.
E' stato detto di tutto. Si è detto che sul patto territoriale
non si può fare una deroga, ma non è vero. Vi è, infatti, una
sentenza del Consiglio di Stato che prevede che sul patto
territoriale si possano fare delle deroghe, così come è avvenuto
in Campania.
Sinceramente, non penso che si possa semplicemente inserire
tutto un discorso ed affrontarlo con superficialità, come se si
volesse fare chissà che cosa.
Si è detto di più e devo dirlo, cioè che si conoscevano i nomi
delle ditte, come se qualcuno non sapesse che i patti
territoriali sono fatti dai privati. Aggiungo un elemento: queste
ditte non si conoscono oggi, ma si conoscono dal 97, da quando
cioè un sindaco, certamente di altre estrazioni rispetto
all'attuale, le aveva previste ed aveva predisposto un patto di
74 opere. Non lo aveva fatto l'amministrazione attuale che,
peraltro, è di segno opposto, ma un'amministrazione di diverso
segno, di centrosinistra.
Avevano deciso tutto e avevano deciso anche dove realizzare le
opere, come realizzarle, con un patto che prevedeva un piano
paesistico che non prevedeva nulla.
Nel 2001, subentrato il piano, è ovvio che si ebbe un momento
di crisi.
Le osservazioni non vengono tenute in conto da chi ha fatto il
piano e certamente il problema ora c'è. Sollecitato da alcuni
colleghi, mi sono fatto promotore fissando una audizione nel mese
di aprile, perchè su questa vicenda c'era uno scarica barile
continuo tra la Sovrintendenza di Messina, che voleva superare
questo problema e la Regione, nella qualità, la dirigenza del
gruppo che cura il coordinamento della paesistica. Quest'ultima,
sistematicamente, si opponeva per motivi, forse giusti. La
Sovrintendenza era tentata di voler superare questi problemi e
prova ne è che di 40 opere, o 41 che siano, nell'agosto del 2004,
dopo due anni di blocco, se ne sono sbloccate 23. Vi è quindi
qualcosa che non funziona.
Era vero che qualcosa si poteva fare per sbloccare queste
opere; il 5 agosto del 2003, infatti, con una grande attenzione
rivolta da parte dell'Assessore che fino a quel punto era
certamente indirizzato a superare tutte quelle opere che non
ricadevano nelle zone di tutela assoluta, fu costituito un
osservatorio e, guarda caso, si trova la soluzione per 23 opere e
non si trova per 31.
A questo punto, quindi, chiunque deve poter comprendere le
ragioni per le quali queste opere non sono state inserite nella
problematica delle 23.
Considerato che le zone di cui parliamo sono equivalenti a
quelle che hanno superato il problema delle altre 23, è veramente
paradossale - e questo lo dico con cognizione di causa - che si
possano escludere delle iniziative che certamente non sono in
zona di tutela, sono in zone equivalenti a quelle di
trasformazione.
Vi sono nomi che non vi sto a dire perchè le differenze sono
ridicole, ma che comunque alla fine venivano escluse secondo me,
forse inconsapevolmente da chi ha formulato questo parere.
Forse non tutti sanno che il patto territoriale delle isole a
marzo del 2005 scadrà e quindi non c'è altra strada che una
norma, non è che non si vuole fare.
Avrei anche invitato l'osservatorio ad inserire, a rivedere
questa sua posizione. Il tempo a disposizione è breve e non so
perchè non si sono incluse queste opere.
Si è parlato di alberghi, a sette, otto piani, di uno scempio.
Ebbene, intanto su cinque delle otto opere esistono le
costruzioni. E' dichiarato che esistono. Si sta quindi cambiando
semplicemente la destinazione di edifici esistenti e si stanno
facendo dei modesti ampliamenti. Le altre tre, inoltre, sono
strutture già esistenti - alberghi - che si stanno ampliando e
completando. Non si sta quindi - come qualcuno ha detto -
andando ad interessare zone che paesisticamente vengono
deturpate, non so da chi, perchè già di fatto sono deturpate.
PRESIDENTE Onorevole Beninati, devo invitarla a concludere.
Nel frattempo, vorrei pregare gli uffici di stare più attenti
quando la Presidenza prende la parola e quando gli altri membri
dell'Assemblea prendono la parola.
BENINATI Mi scusi, signor Presidente, ma su questo tema mi
sono trovato esposto altre volte personalmente, come se volessi
andare a cementificare le isole Eolie. Non é così. Molte di
queste costruzioni esistono. Aggiungo che vi sono alcune
iniziative, veramente ridicole, perché si parla di un ampliamento
di cinque, sei locali.
Mi avvio a concludere, signor Presidente. Forse, secondo me, si
é confuso tutto su questo argomento, perché ho seguito
l'intervento ...
PRESIDENTE Onorevole Beninati, devo toglierle la parola.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Onorevole Beninati, ritorniamo ad un dibattito che ha
egregiamente ripreso il Presidente. E' ovvio che ognuno può
leggere tra le righe dell'articolo 15 quello che meglio crede.
Questo, di fatto, non modificherà, comunque, qualunque sia
l'esisto della votazione su questo articolo, la situazione reale.
Mi rifaccio a quanto dichiarato dal Sottosegretario ai beni
culturali, onorevole Nicola Bono, il quale lancia un grido
d'allarme sulla vicenda Eolie e Unesco, ma siccome l'onorevole
Nicola Bono é persona seria, nel momento in cui lancia il grido
d'allarme, dice l'unica verità.
Mi piacerebbe che l'onorevole Cascio, oggi assessore per il
territorio e l'ambiente, che ha dichiarato che il Governo ha
cambiato volontà e da parere contrario all'articolo, sapesse che
da quando l'arcipelago delle Eolie é diventato patrimonio
dell'Unesco, l'unico vincolo che ha posto l'Unesco é stata
l'immediata cessazione di tutte le attività estrattive nelle cave
di pomice. Venendo meno ciò, l'Unesco uscirà dall'arcipelago
delle Eolie e l'onorevole Bono, che é persona seria - lo
ribadisco - lo dice tant'é che invita l'Assemblea regionale -
limitando la richiesta alle isole Eolie - ad abrogare le
disposizioni della legge regionale n. 6 del 2001 che facilità il
rilascio di nuove concessioni estrattive.
Ripeto ancora una volta in quest'Aula che, pur avendo una
famiglia che risiede nell'isola di Lipari, non ho nessun
interesse nelle sette, otto opere che sono oggetto dell'articolo
15. Ho interesse che le isole Eolie, che costituiscono un momento
importante di sviluppo turistico per la Regione siciliana e che
ancora oggi nel 2004 pagano il prezzo che la politica siciliana
continua a fare pagare a questo arcipelago, partendo dagli
insediamenti altamente inquinanti fatti nel porto naturale
prospiciente l'arcipelago - mi riferisco a Milazzo che, anziché
attrezzarsi come vero e proprio porto turistico per portare dalla
terraferma all'arcipelago delle Eolie i turisti, ha pensato bene
di andare a insediare in quel porto naturale il peggio che oggi
l'industria inquinante produce. Inoltre, arrivando alle Eolie non
è stata realizzata, tranne che negli ultimi tre anni, una vera e
propria struttura portuale, salvo quella dell'isola di Salina,
per le barche che a Panarea vogliono stanziare.
Ricorderete tutti che soltanto un anno fa, in una notte, sono
affondate oltre trenta imbarcazioni nell'arcipelago delle Eolie
per una sola notte di cattivo tempo perché, in nessuna isola,
tranne che nel comune di Santa Marina, nell'isola di Salina,
esiste una struttura portuale degna di tale nome.
E, parliamo dell'isola di Stromboli. Soltanto due anni fa siamo
riusciti a portare la corrente elettrica nell'isola di Stromboli.
Ma oggi, in questa sede, un membro del Governo nazionale ci dice
di stare attenti perché, se non si chiudono le cave di pomice,
l'UNESCO esce. Ma dice di più l'onorevole Bono e cioé che i
ruderi industriali - signor Presidente, mi permetta, perché credo
che sia importante dire alcune cose - che esistono nella zona
pomificera di Lipari sono ampiamente all'interno della fascia dei
150 metri. L'onorevole Bono però prevede la conversione in
strutture turistico-ricettive, così come concordato con l'UNESCO.
Signor Presidente, lo ripeto, l'Aula é sovrana e per me questo
é un principio al quale non vorrò mai venire meno, però mi auguro
che ci sia un minimo di intelligenza politica. Non stiamo
favorendo speculazioni di alcun tipo, perché un patto
territoriale prevede un bando ed una graduatoria. Stiamo
intervenendo su otto progetti dei quali ben cinque sono piccoli
ampliamenti di strutture esistenti, cioè non si deturpa
l'ambiente perché, all'interno di strutture già esistenti, sono
previsti ampliamenti e l'ampliamento di una struttura ricettiva
significa più occupazione e più sviluppo.
Degli otto investimenti, solo tre costituiscono nuove
realizzazioni e tutti e tre ricadono in zone, cosiddette
cuscinetto . Nessuna di queste opere incide o va a deturpare
questo territorio.
Perché dobbiamo rinunciare? La volta scorsa, prima che si
accantonasse l'articolo, ho voluto citare l'esempio eclatante
dell'arcipelago delle Maldive.
PRESIDENTE Onorevole Acierno, la prego di concludere.
ACIERNO Mi avvio a concludere, signor Presidente. La gente di
tutto il mondo può atterrare in un atollo delle Maldive che é
patrimonio dell'UNESCO e si dice che, a causa dell'innalzamento
dei mari, nel giro dei prossimi 50 anni, rischia di scomparire e
noi che siamo sempre bravi, dobbiamo frenare una possibilità di
sviluppo economico, peraltro, con interventi privati e quindi,
non a carico delle casse della Regione.
Tenevo a precisare solo questo, signor Presidente, perché
questo é solo buon senso.
FORMICA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PANARELLO Signor Presidente, anch'io avevo chiesto di parlare.
PRESIDENTE No, onorevole Panarello, le garantisco che lei non
l'aveva chiesto, lo sta chiedendo adesso. Lei, onorevole
Panarello, prima si distrae e non si ricorda gli articoli votati,
poi dice che si é iscritto a parlare e non é così. Tuttavia, lo
sta chiedendo adesso e dato che le iscrizioni non sono state
ancora chiuse, si iscriva adesso.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, inizio il mio
intervento richiamando un pronunciamento della Giunta di Governo
e dello stesso Presidente della Regione, onorevole Cuffaro, che,
su questo controverso articolo, si sono espressi in maniera
chiara, netta ed univoca. L'articolo andava e va ritirato.
Potrei continuare con le varie riunioni tra i capigruppo di
maggioranza, nelle quali si é stabilito che l'articolo andava
bocciato.
Ma voglio entrare nel merito dell'articolo. Poc'anzi, a
proposito della crisi dell'agricoltura, della serricoltura, si è
detto che é bastata una trasmissione, nella quale si è parlato di
zucchine e del raddoppio del relativo prezzo nell'arco di un
anno, per fare entrare in crisi un intero settore agricolo e
della serricoltura siciliana. La forza di un messaggio, infatti,
soprattutto quando esso é fortemente mediatico attraverso le
televisioni, gli interventi e la stampa é tale e dirompente da
procurare danni incommensurabili all'area di riferimento del
messaggio.
Si sta parlando oggi di un arcipelago, delle isole Eolie, che
nel bene e nel male e con grande sforzo è entrato a far parte del
patrimonio dell'Unesco, patrimonio dell'umanità sotto l'egida
dell'Unesco, che è, comunque, un titolo di pregio che possiamo
sfoggiare nei vari mercati turistici mondiali e che fanno delle
Eolie qualcosa di protetto, qualcosa che viene visto come un
arcipelago che ha delle norme che lo tutelano e che impediscono
che si possano fare delle speculazioni.
Onorevoli colleghi, sappiamo bene come sono raffazzonati i
patti territoriali, che sono delle misure di finanza derivata;
sappiamo che, improvvisamente, diversi Comuni si sono affrettati
- in questo caso, il centrosinistra, nella persona di Giacomo
Antonio, per cercare di cogliere l'opportunità. Lo facevano
tutti, per carità. Ci sono delle opportunità che arrivano.
Non mi si venga a dire che si tratta di un piano che era stato
accuratamente previsto, studiato; non mi si venga a dire che si
tratta di un piano indispensabile, perchè vorrei aggiungere che
le nuove costruzioni ricadrebbero a Vulcano, un'isola già
invivibile, che in estate non può accogliere nessuno, perchè
invasa da decine e decine di migliaia, forse centomila turisti
fai da te e che non può contenere altri alberghi. Non
apporterebbe quindi alcun vantaggio al turismo delle Eolie ma
anzi arrecherebbe solo ed esclusivamente danno. La Sicilia è già
etichettata nel resto d'Italia come la regione dei condoni, degli
abusi, che non rispetta le leggi, che va in deroga.
Vogliamo affrontare anche quest'altra onta. Vogliamo farci
piovere addosso nuovamente i titoloni dei giornali: La Sicilia
cancella l'Unesco .
Bene, facciamolo, facciamoci del male. Per che cosa? Per quale
sviluppo? Per la realizzazione di una costruzione nuova. Ne vale
la pena? Credo che non ne valga assolutamente la pena, a parte
il fatto che questa maggioranza - e lo stesso Governo - aveva già
deciso che questo articolo veniva cassato.
SPAMPINATO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. ne ha facoltà.
SPAMPINATO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che ci
sia in atto una contro speculazione da parte di coloro i quali ci
accusano di voler fare speculazioni su questo articolo.
L'onorevole Beninati ha citato testualmente e sinteticamente le
dichiarazioni rese da quest'Aula; ha citato la mia dichiarazione
quando parlavo di uno scherzo a proposito della presentazione di
questa norma degli onorevoli Panarello, Barbagallo, Cracolici,
Raiti. Ha dimenticato però di citare le dichiarazioni rese sia da
un membro del Governo nazionale - il sottosegretario ai Beni
Culturali, onorevole Bono - sia congiuntamente dagli assessori di
Alleanza Nazionale all'interno del Governo Cuffaro.
Assessore Stancanelli, mi permetta di chiederle dove eravate
quando è stato approvato questo progetto; si tratta, infatti, di
un progetto di legge che porta la firma del Governo regionale;
non c'è nessuna speculazione. Abbiamo detto no all'approvazione
di una norma che autorizzasse la deroga al piano paesistico.
L'onorevole Beninati dice che ha visto e sentito di tutto, ma
ha sentito che noi facevamo questa considerazione in quest'Aula,
esclusivamente questa. Afferma che le costruzioni che saranno
realizzate in riferimento a questo patto territoriale non
ricadono in zone di tutela. Non riconosce dunque il piano
paesistico che garantisce la tutela e si chiede come mai il piano
paesistico successivo all'approvazione del piano territoriale sia
andato in contrasto allo stesso piano territoriale. Ma proprio
perché esisteva il piano territoriale ritengo che sia andato in
contrasto con lo stesso piano territoriale.
Il piano paesistico, proprio a tutela di quello che avrebbe
dovuto prevedere il piano già approvato, è stato una garanzia del
territorio delle Isole Eolie.
Non vi è nulla di scandaloso nel dire no ad una norma che
chiede all'Aula di dichiarare che non esiste il piano paesistico,
possiamo derogare anche a questo.
Questa è l'unica considerazione che credo sia insuperabile e
chiuda le porte a qualsiasi forma di speculazione.
ARDIZZONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ARDIZZONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, certamente
non possiamo tornare indietro nel tempo perché mi chiedo come
avrebbe votato quest'Aula la settimana scorsa senza quel can can
mediatico sia dell'opposizione, sia di alcuni rappresentanti
della maggioranza. Ci siamo fatti influenzare. Diciamolo senza
mezzi termini.
Però abbiamo il dovere di entrare nel merito. A me dispiace che
sia stata tolta la parola all'onorevole Beninati, anche se aveva
sforato il termine regolamentare, perché stava svolgendo - forse
una delle poche volte in cui ciò avviene in quest'Aula - un
ragionamento articolato e complesso nello stesso momento. Voglio
richiamare e ribadire alcuni dei concetti che ha evidenziato.
Onorevole Spampinato, l'onorevole Beninati non ha detto che il
piano paesistico non tutela, tutt'altro. Vi sono opere inserite
nelle cosiddette zone M.A. , zone cuscinetto diceva l'onorevole
Acierno; ebbene, di queste opere, che sono diverse da quelle
inserite nelle zone T.O. , zone di tutela vulcanologica, cosa ne
facciamo?
La Sovrintendenza ha espresso più volte parere favorevole.
L'onorevole Beninati ricordava che già la Regione siciliana,
che viene richiamata nel decreto del 2001 - perché il patto
territoriale ha una data, parte dal 1999, ha un suo sviluppo -
....e debbo dire che ci sono delle aspettative, che sono state
prestate pure fideiussioni bancarie da parte dei privati che
avevano queste aspettative. Si è messo in moto il ragionamento
sull'UNESCO.
Forse ha ragione l'onorevole Formica quando chiede come ne
usciamo, in quanto la preoccupazione è quella che nella
comunicazione siamo stati sconfitti.
Il problema è grave E mi rivolgo a lei, onorevole Fleres, che
è uno dei tutori della specialità, lei che ha fatto una battaglia
mentre si discuteva delle riforme nel Parlamento nazionale a
favore e a salvaguardia della specialità. E ciò di cui mi
meraviglio è che un sottosegretario di Stato intervenga in una
materia che è competenza specifica ed esclusiva della Regione
siciliana.
Certo, mi rendo conto, onorevole Formica, che domani usciremo
sulla stampa come coloro che volevano cementificare. Ma non è
assolutamente vero.
Dobbiamo sapere cosa si va a votare perché, come dicevo nel mio
intervento la settimana scorsa, sono gli Eoliani a non volere
altro cemento, ma sono gli Eoliani che vogliono uno sviluppo.
Uno sviluppo economico, uno sviluppo sostenibile.
Se non fosse stato per l'attenzione posta dalla IV Commissione,
per le sollecitazioni dei comuni, gli enti locali che sono parte
del patto territoriale, non avremmo fuori solo quindici opere, ne
avremmo fuori almeno 23-24, se non erro, e quindi ad inseguire
sempre le norme, ad inseguire sempre i procedimenti burocratici,
era un discorso che andava fatto nel 1999.
Nessuna palazzina sta per essere edificata, non ci sono
alberghi di sette piani, i problemi sono altri, quindi
riflettiamo. Mi rendo conto che è difficile, visto quello che è
stato posto in essere. Mi rendo conto anche delle difficoltà del
Governo per la retromarcia che è stato costretto a fare, viste le
divergenze che ci sono state all'interno della Giunta stessa, per
cui comprendo anche la sofferenza dell'attuale Assessore per il
territorio e l'ambiente.
Però, non posso essere per la soppressione di questa norma,
sono a favore della norma così come è stata esitata dalla
Commissione con quell'inciso che lo stesso Governo aveva
proposto: quello di comunque inserire le zone inserite nell'MA.
Peraltro la norma, leggiamola attentamente, non dice possono
essere costruite, possono essere edificate , rimanda ad una
Conferenza di servizi nella quale sono presenti tutti gli
interlocutori istituzionali, l'Assessorato del territorio e
dell'ambiente, l'Assessorato dei beni culturali ed ambientali, la
Sovrintendenza, i comuni. Tutti sono presenti.
Per questo invito ad un attimo di riflessione lasciando perdere
il messaggio che mandiamo all'esterno.
PANARELLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PANARELLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa
discussione rischia di danneggiare un'idea di sviluppo delle
Eolie che, credo, sia condivisa anche da una parte dei colleghi
che hanno parlato, che si fonda su interventi che tengano conto
dello straordinario patrimonio paesaggistico e naturalistico che
le Eolie rappresentano.
La questione dell'UNESCO significa questo e averla richiamata -
lo dico al collega Beninati - da parte mia è stato un segno di
sobrietà. Io non mi sono lasciato andare a polemiche sopra le
righe.
Ho già detto nel precedente intervento che, al di là delle
ottime intenzioni dei colleghi che avevano proposto
quell'articolo, l'articolo era rischioso per una sola questione
sulla quale nessuno dei colleghi che qui ha parlato a favore
dell'articolo, si è cimentato: la parola deroga' al Piano
paesistico, questo è il punto.
Si parte dal presupposto che in questo caso, naturalmente
aprendo la strada ad altri eventuali casi domani, si possa
derogare al piano paesistico. Bisogna sapere che la deroga al
Piano paesistico, come hanno detto l'assessore Granata e il
sottosegretario Bono, è uno dei punti sui quali si fonda la
possibilità che l'UNESCO riconosca alle isole Eolie il titolo di
patrimonio dell'umanità .
ACIERNO E' assolutamente falso. L'UNESCO ha proposto solo la
questione delle Cave di Comiso e basta, mettendo in mora...
PANARELLO Credo di avere posto un problema, e lo pongo ai
colleghi soprattutto della mia provincia che conoscono le Eolie e
ne hanno a cuore il futuro e il destino, invitando a non
sottovalutare questo aspetto. Per il resto, ho letto sulla
stampa un articolo molto argomentato e pacato di un esponente del
famoso Osservatorio istituito presso l'Assessorato beni culturali
ed ambientali, il quale ha spiegato cosa ha fatto questa
struttura nei mesi scorsi, recuperando tutto quello che era
possibile recuperare essendo interventi compatibili con gli
strumenti urbanistici, con il piano paesistico e con l'ambiente
delle isole Eolie.
Mi sembra singolare che adesso si alluda al fatto che questo
Osservatorio abbia fatto in qualche maniera un'operazione di
discriminazione tra i diversi progetti. Perché se questo è,
vorrei dirlo a Beninati e agli altri colleghi, si verifichi se
l'Osservatorio ha operato correttamente oppure no.
Non discutiamo più di Sovrintendenza, di Consiglio di Stato, di
quello che sarebbe giusto e di quello che sarebbe sbagliato.
Dobbiamo affrontare questo punto. Secondo me, per quello che ho
capito, la questione è stata affrontata nei termini in cui era
possibile affrontarla senza manovre oscure; se qualcuno sospetta
di manovre oscure lo dica e attivi gli strumenti, anche
parlamentari, che è possibile utilizzare.
Voglio fare un'ultima considerazione.
L'onorevole Acierno richiamava la questione della pomice. E' un
tema sul quale quest'Aula dovrà sicuramente ritornare. Vorrei
ricordare, però, che se nel corso di questi tre anni si è
controllata l'attività estrattiva delle isole Eolie, nonostante
una norma approvata nella precedente legislatura e che quest'Aula
non ha voluto cambiare e nonostante io avessi sollevato
ripetutamente il problema, è stato solo perché alcuni di noi si
sono preoccupati di questo elemento. Solo una parte delle forze
politiche delle Eolie e l'amministrazione comunale hanno tenuto
conto di questo dato.
Si dovrà tornare a parlare di questo, e penso che anche le
attività estrattive devono essere non solo ridimensionate ma
anche progressivamente ridotte ed in ogni caso devono operare in
condizioni di assoluta compatibilità con il piano paesisitico e
con gli altri elementi.
VIRZI' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
VIRZI' Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io sono
favorevole alla norma, nel senso che per il modo in cui è
formulata, deroga, lascia intatto il principio tenendo conto che
si deve dare risposta ad un problema contingente e che non
dovrebbe essere lecito universalizzare attraverso l'introduzione
in questo dibattito di stereotipi, di archetipi.
Io rifiuto di essere culturalmente sottoposto ad un ricatto
culturale, ambientalista, komeinista, che non lascia alternative
se non all'emigrazione e a chi ha la sfortuna di nascere in un
bel posto. Ma, signori miei gli alberghi dove si devono fare? Di
fronte ai letamai? Davanti ai vespasiani? Nei deserti? Di fronte
alle discariche pubbliche? Dove si fanno le strutture
alberghiere? Con la normativa attuale, con questo gioco perverso
di ricorsi al TAR, CGA, Consiglio di Stato, Sovrintendenze,
ancora con Mao tse-tung attaccato ai muti. Tutti inquadrati, il
più scarso è nostalgico di Togliatti. Il più moderato di tutti.
Se dovessimo scoprire ora Taormina non potremmo fare nulla.
Ricordo che nella scorsa legislatura ho accompagnato una
pratica per l'itticoltura a Filicudi. Due Assessori, uno di
centrodestra ed uno di centrosinistra, mi hanno detto che era
impossibile perché i pesci che fanno i loro bisogni a mare
inquinano - perché normalmente quando non facciamo l'itticoltura
i pesci salgono a riva, fanno la cacca e scendono? - e che non
era questo lo sviluppo dell'isola perché bisognava puntare sugli
alberghi.
Ora l'Unesco ci dice che l'unica cosa che producono: la pomice,
deve essere ridimensionata. Itticoltura no perché i pesci fanno
danno e poi sono rumorosi, e l'Unesco in cambio di questi
sacrifici cosa dà alla Sicilia? Qualcuno vuole venire a dirmi
oltre ad un diploma di carta di pelle di pecora cosa ci darà
l'Unesco. Se ci dicono vi facciamo l'aeroporto internazionale
per il giro aereo , come si fa per le Maldive, diceva giustamente
l'onorevole Acierno.
Beh il contraccambio dov'è Non estraiamo più pomice, non
aggiungiamo tre-quattro stanze a strutture già esistenti, non
promuoviamo il turismo.
Dobbiamo fare un centro di accoglienza non per i tunisini ma
per gli abitanti delle isole minori, perché non possono produrre,
non possono incentivare il turismo. Ricordo ancora nell'altra
legislatura che di fronte al problema delle Universiadi: 7.000
atleti, più i coach, più le fidanzate, più alcune mogli, più
alcuni arabi che avevano gli harem al seguito, ci siamo accorti
che avevamo i posti letto di Cesenatico, 7.000 circa, e non
potevamo accogliere gli atleti.
L'onorevole Nino Strano propose un emendamento con cui si
autorizzavano le strutture alberghiere già esistenti ad un
ampliamento complessivo della cubatura del 10%, si gridò da parte
della sinistra allo scandalo ed anche allora ci fu qualcuno a
destra che vacillò sul piano della moralità. Mi chiedo che razza
di modello di sviluppo abbiamo per la Sicilia se bastano quattro
chiacchere dall'Unesco a non farci più produrre la pomice, a non
migliorare le strutture alberghiere dei posti belli che abbiamo e
che il mondo ci invidia. Ripeto se dovessimo scoprire Taormina
domani, con le nuove leggi komeiniste' che abbiamo in Sicilia
non potremmo ospitare nessuno. Un giro a piedi e via. Una
mentalità proibizionista assolutamente ridicola e fuori dal
tempo.
Sono le stesse persone che ci hanno fatto fare regolamenti di
parco in cui c'è scritto che nella zona A è vietato il calpestio
del manto erboso. Sono le stesse persone che ci hanno fatto
approvare regolamenti di parco in cui si dice che si può fare
ristrutturazione solo con le pietre cavate nel Parco, ma
all'articolo 3 dello stesso Regolamento dicono che quelle pietre
non possono essere cavate. Una decisione di serietà per favore,
cari colleghi
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. L'emendamento
15.2 è ritirato.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Poiché vi è l'emendamento 15.1, interamente soppressivo, pongo
in votazione il mantenimento dell'articolo. Chi vota a favore
vota per il mantenimento dell'articolo, chi vota contro vota per
la sua soppressione.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si ritorna all'articolo 7. Si passa agli emendamenti 7.1, 7.3,
7.4, 7.6 di identico contenuto, interamente soppressivo
dell'articolo.
Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Contrario.
SPEZIALE Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Gli onorevoli Capodicasa, Ferro, Gurrieri, Micciché, Oddo,
Panarello, Sanzeri, Tumino, Zago appoggiano la richiesta)
Votazione per scrutinio segreto degli emendamenti 7.1,7.3,7.4 e
7.6
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini del
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto degli
emendamenti 7.1, 7.3, 7.4 e 7.6.
Chiarisco il significato del voto: chi preme il pulsante verde
vota per la soppressione dell'articolo 7; chi preme il pulsante
rosso vota per il mantenimento dell'articolo 7; chi preme il
pulsante bianco si astiene.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione.
Presenti............. 52
Votanti............. 51
Maggioranza..... 26
Favorevoli......... 22
Contrari............. 29
(L'Assemblea non approva)
Si passa all'emendamento 7.5. Lo pongo in votazione. Il parere
del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 7.2. Lo pongo in votazione. Il parere
del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti
seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Ritiro gli
emendamenti 7.7, 7.8 e 7.9.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 7.10 del Governo. Lo pongo in
votazione.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 7, nel testo risultante. Il
parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
SPEZIALE Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Gli onorevoli Capodicasa, Manzullo, Micciché, Oddo, Panarello,
Sanzeri, Speziale, Tmino, Zago appoggiano la richiesta)
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 7
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'articolo 7 nel testo risultante.
Chiarisco il significato del voto: chi preme il pulsante verde
vota a favore dell'articolo7; chi preme il pulsante rosso vota
contro l'articolo 7; chi preme il pulsante bianco si astiene.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione:
Presenti e votanti.. 54
Maggioranza........ 28
Favorevole........... 25
Contrari..............29
(L'Assemblea non approva)
Si riprende l'esame dell'articolo 17. Comunico che sono stati
presentati i seguenti emendamenti:
dagli onorevoli Acierno e Lo Curto: 17.2, soppressivo
dell'articolo;
dal Governo: 17.6, interamente sostitutivo; 17.6.1,
subemendamento all'emendamento 17.6; 17.6.2; 17.5;
dall'onorevole Mancuso: 17.4;
dagli onorevoli Tumino e Barbagallo: 17.3;
dagli onorevoli Forgione e Liotta: 17.1.
Pongo in votazione l'emendamento 17.2. il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione.
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 17.6.1 del Governo. Onorevole
Assessore Cintola, c'è una contraddizione negli emendamenti
presentati dal Governo. Il 17.6.1 è in contraddizione con il
17.5. Pertanto, o ritira il 17.6.1 oppure il 17.5.
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, ritiro l'emendamento 17.6.1.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto. Pongo in votazione
l'emendamento 17.6 del Governo. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 17.4 è assorbito; gli emendamenti 17.3 e 17.1
preclusi.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Ritiro
l'emendamento 17.5.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 17.6.2 del Governo. Il
parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 17.5 del Governo.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Lo ritiro.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 17.6.2 del Governo. Il parere della
Commissione?
SAVONA presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 17, nel testo risultante. Il
parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Essendo pervenuta una richiesta di sospensione da parte dei
Presidenti di alcuni gruppi parlamentari, la seduta è sospesa per
dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 22.30, è ripresa alle ore 22.55)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, si passa agli emendamenti
aggiuntivi accantonati 31.14.1 e 31.14.
Comunico che all'emendamento 31.14.1 sono stati presentati gli
emendamenti sostitutivi 31.14.2 e 31.14.2.1.
Dobbiamo leggere contemporaneamente, onorevoli colleghi, in
combinato disposto, gli emendamenti 31.14.1, 31.14.2 e 31.14.2.1.
PISTORIO assessore per la sanità. Signor Presidente, il
31.14.2 è assorbito dal 31.14.2.1.
PRESIDENTE Onorevoli Moschetto, Leanza e Confalone, il
Governo ritiene che l'emendamento 31.14.2 sia assorbito dal
31.14.2.1.
Onorevoli colleghi, gli emendamenti al nostro esame sono tre:
31.14.1 degli onorevoli Baldari ed altri, 31.14.2 degli
onorevoli Moschetto ed altri e 31.14.2.1 che assorbe il 31.14.2.
PISTORIO assessore per la sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PISTORIO assessore per la sanità. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, spero che la piccola confusione indotta dai
testi successivi sia stata chiarita dal testo finale
dell'emendamento 31.14.1.1 che così recita: «Sostituire il comma
2 con il seguente: All'attuazione delle disposizioni di cui al
comma 1 si provvede, a valere sulle assegnazioni annuali del
F.S.N., attraverso la predisposizione, con decreto dell'Assessore
regionale per la sanità da emanarsi e - sub emendamento che ora
formalizzo - entro il 31 dicembre 2005, sentita la competente
Commissione legislativa dell'Assemblea regionale siciliana, di un
apposito programma per il triennio 2005- 2007 di assorbimento dei
medici di medicina dei servizi negli organici delle Aziende
sanitarie locali.
Il comma è soppresso. ».
Questo emendamento tiene conto dell'esigenza di dare certezza
di procedura al passaggio, alla dipendenza della medicina dei
servizi, affida a uno strumento amministrativo, di concerto con
la Commissione, la predisposizione del piano e anche la
definizione esatta delle risorse finanziarie che vanno
individuate sulla base della ricognizione che sarà attivata nel
tempo utile del 31 dicembre 2005, perché il paino sarà
predisposto e definito entro quella data per garantire comunque
l'assorbimento triennale dei medici e, quindi, con i gravami di
bilancio che sarà possibile definire in sede di legge
finanziaria.
PRESIDENTE Onorevole assessore, c'è una contraddizione in
termini: se il decreto lei lo fa entro il 31 dicembre 2005, il
triennio è 2006 - 2008.
PISTORIO assessore per la sanità. Signor Presidente, entro
il 2005.
PRESIDENTE Onorevole assessore, se lei lo fa a febbraio salta
un anno, quindi va precisata questa data.
PISTORIO assessore per la sanità. Signor Presidente,
possiamo accorciare di sei mesi: al 30 giugno 2005. Pertanto, in
tal senso preannuncio la presentazione dell'emendamento.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, sono perplesso sulla spesa e sulla quantificazione
della spesa, perché se c'è quantificazione di spesa sarà bocciato
dal Commissario dello Stato in quanto manca la copertura
finanziaria.
PISTORIO assessore per la sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PISTORIO assessore per la sanità. Vorrei rassicurare
l'Assessore per il Bilancio che la formulazione è stata
predisposta d'intesa con gli Uffici del Bilancio perché sono
fondi a valere sul fondo sanitario e, quindi, si tratta di
ritagliare da un fondo che esiste una quota necessaria a questo
adempimento. E' una riserva su quella destinazione.
CAPODICASA Con chi l'ha concordata?
PISTORIO assessore per la sanità. La formulazione è
concordata con gli Uffici del Bilancio.
CAPODICASA All'insaputa dell'Assessore?
PISTORIO assessore per la sanità. L'Assessore ha firmato
l'emendamento. Era distratto.
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato dal Governo il
subemendamento 31.14.2.1 bis che - come annunziato dall'Assessore
- stabilisce che il decreto di cui all'emendamento 31.14.2.1 deve
essere emanato entro il 30 giugno del 2005. Il parere della
Commissione?
SAVONA Vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 31.14.2.1 nel testo
risultante. Il parere della Commissione?
SAVONA Vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
GURRIERI Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE Onorevole Guerrieri, la richiesta non è
appoggiata.
Pongo in votazione l'emendamento 31.14.2.1. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 31.14.2 è assorbito.
Si passa all'emendamento 31.14.1.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, il clima si
sta appesantendo per due fattori: un po' la stanchezza di una
giornata faticosa, un po' per il suo modo eccessivamente veloce
di condurre i lavori quasi come fosse un elastico, a volte
accelera e a volte decelera sulla base di convenienze che secondo
me non sono permesse né a lei, né a nessun altro che è chiamato a
Presiedere l'Aula.
Glielo dico con grande affetto, però quando viene chiesta,
così come avvenuto prima su un emendamento, la possibilità per
l'Aula di chiarire ed approfondire, lei lo deve consentire, in
modo tale che quando si esprime un voto lo si faccia nella piena
consapevolezza delle proprie scelte. Non può assolutamente
utilizzare la funzione di Presidente per accelerare decisioni che
molte volte non sono ancora maturate all'interno dell'Aula.
Questo glielo dico, Presidente, con tutto il rispetto che ho per
la sua funzione.
PRESIDENTE Se non avessi rispetto di quest'Aula, onorevole
Speziale, sa cosa farei? Sospenderei la seduta e farei
distribuire il resoconto dell'ultima ora dei lavori e lei si
accorgerebbe che le cose che sta dicendo non sono vere. Poichè ho
rispetto dell'Aula e ho anche rispetto del tono del suo
intervento, la vorrei invitare soltanto ad essere a sua volta
rispettoso del lavoro che compie questa Presidenza che, mi creda,
è assolutamente faticoso, soprattutto perché il clima che si vive
in questo momento in Aula non è assolutamente sereno come lei
percepisce esattamente.
SPEZIALE Signor Presidente, comprendo e mi rendo conto che
lei svolge un lavoro altrettanto faticoso, perché il modo così
raffazzonato con il quale si va avanti, ovviamente, le crea
qualche difficoltà nella gestione.
Mi rendo conto anche del fatto che il Governo presenti
all'ultimo istante emendamenti significativi che non possono
essere adeguatamente apprezzati.
Mi rendo conto che questo pone qualche problema alla
Presidenza; tuttavia, signor Presidente, essendo il garante
principale della conduzione dei lavori, lei deve assicurare che
l'Aula quando si esprime e quando vota lo faccia nella
consapevolezza piena di aver maturato una decisione dopo averla
discussa senza alcuna accelerazione. Glielo ripeto perchè questo
è avvenuto.
Signor Presidente, il Governo ha presentato una sfilza di
emendamenti sui quali lo stesso Governo ha detto che vuole
ritornare, ci sono emendamenti ancora in sospeso, ci sono gli
ordini del giorno, c'è una stanchezza perché io sono in Aula
dalle 10.00 di stamattina, sono passate dodici ore, abbiamo
sospeso l'Aula per un'ora (lei, onorevole Cintola è resistente,
noi abbiamo limiti comprensibili), nessuno di noi vuole ritardare
l'approvazione delle variazioni di bilancio, tuttavia, signor
Presidente, poichè si sta determinando un clima di appesantimento
oggettivo, le chiederei di sospendere l'Aula, di rinviare la
seduta ad altra data in modo tale da completare l'esame di questo
disegno di legge in altra data, in modo tale che possiamo
lavorare per la parte finale che ancora è complessa, perché
abbiamo ancora l'articolo 27 che riguarda una parte delle
tabelle. In tal modo l'Aula lavorerebbe con maggiore serenità
nelle giornate successive.
Pertanto, propongo di sospendere i lavori d'Aula dopo
l'approvazione dell'emendamento 31.14 e di rinviare la seduta a
martedì prossimo.
PRESIDENTE Io vorrei, innanzitutto, completare la votazione
sull'articolo su cui ci siamo fermati. Dopodiché se siamo
d'accordo votiamo l'emendamento 31.14.1 e decidiamo di andare
avanti o meno sulla base della proposta formulata dall'onorevole
Speziale.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, le farò dono di un brevissimo
racconto sul filo del paradosso di Borges, il quale sostiene che
il vero Cristo era Giuda perché, diceva Borges, che Cristo almeno
dopo la crocifissione ha avuto la gratificazione di essere
ricordato nei millenni come il salvatore e invece il vero
sacrificato è stato Giuda, senza il quale non si sarebbe
verificata la crocifissione, ed oltre ad essere il traditore, è
ricordato come traditore, è lui che ha permesso il riscatto.
A me pare che in quest'Aula stia succedendo esattamente la
stessa cosa. Io non so se c'è chi si configura come Gesù ed è
Giuda e chi viene considerato Giuda ed è Gesù. La conclusione,
signor Presidente, è che qui si va avanti per strappi che fatti
interni ai partiti, interni alla maggioranza, interni alle
famiglie, interni ad altre cose si riverberano sull'Aula facendo
diventare...
PRESIDENTE Onorevole Ortisi, lo precisi che intende
riferirsi all'Istituto coniugale con annessi e connessi e non a
altro...
ORTISI La verità è che noi abbiamo una concezione comune
della famiglia, però non è giusto che poi in Aula succede che il
collega x si è distratto un attimo e lei lo bacchetta o l'Aula
intera diventa improvvisamente distratta.
La verità è che oltre alla stanchezza c'è una linea sempre
interrupta di ragionamento, non c'è un progetto di assestamento
di bilancio né del Governo né della maggioranza per cui siamo
costretti ad inseguire estemporaneità nell'Aula e, dunque, ad
una certa ora non riusciamo più a seguire.
Allora sarebbe opportuno, come diceva l'onorevole Speziale, di
sospendere la seduta. In fondo abbiamo perso tanto tempo a
bivaccare e ad aspettare che si creassero equilibri che poi si
sono dimostrati ancora una volta labili. Se andiamo a concludere
in bellezza martedì prossimo non cade il mondo, anche perché
lungo la notte chissà quanti disequilibri si creeranno, ed in
ogni caso il numero non l'avete.
Io sarei dell'avviso, come lei stesso suggeriva, di completare
l'esame dell'articolo 31 o approvare solo l'emendamento, fate
voi, ma già da adesso decidiamo che subito dopo ci aggiorniamo,
altrimenti ognuno recupera il suo ruolo di maggioranza e di
opposizione più o meno occulta: Giuda-Gesù e ognuna va per la sua
via. Pregherei, pertanto, il Presidente che è persona di buon
senso di evitare questo scontro.
MOSCHETTO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà
MOSCHETTO Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho
chiesto di parlare per dichiarazioni di voto per esprimere il mio
voto favorevole e credo quello del Gruppo essendo stato
autorizzato dal mio Presidente.
Vorrei, però, ringraziare la sensibilità del Governo, perché in
una logica di sintesi e di collegamento tra il Governo ed il
Parlamento si è trovata una soluzione per dare risposte e tutta
l'Aula, ritengo, avendo sottoscritto il mio emendamento, è grata
nella logica di aver risolto un problema per dei professionisti,
dei medici, dei siciliani che troveranno da domani una risposta
più concreta alle proprie aspettative.
FORMICA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà
FORMICA Signor Presidente, noi abbiamo tribolato molto con
queste variazioni di bilancio e oggi in Aula abbiamo portato
avanti un tour de force e abbiamo superato una serie di problemi
che erano legati a queste variazioni, per cui ritengo che questa
sera con un po' di buona volontà rimane poco da deliberare.
Potremmo completare l'esame delle variazioni di bilancio atteso
che la maggior parte delle questioni che erano sul tappeto sono
state risolte.
Sull'articolo in questione, in sintonia con quanto dichiarato
dall'onorevole Moschetto, voglio rappresentare a tutta l'Aula che
si tratta di un problema di vera giustizia. Perché per la
medicina dei servizi questo Parlamento ed il Governo, questo e
quello precedente, si sono occupati nel corso degli ultimi tre
anni. Trattasi veramente di un problema di sfruttamento di
persona in quanto i medici della medicina dei servizi vengono in
atto utilizzati dalle ASL per delle mansioni proprie dei
dipendenti dei medici, dipendenti delle ASL senza essere peraltro
pagati per le mansioni che svolgono.
Quindi - e mi rivolgo ai colleghi della sinistra a cui queste
battaglie dovrebbero essere a cuore e ritengo siano a cuore -
prendo atto che i colleghi della sinistra hanno appoggiato ed
hanno votato l'emendamento perché è un fatto di mera giustizia.
Per il resto sono d'accordo con i colleghi che hanno sollevato il
problema degli emendamenti aggiuntivi. Voglio lanciare un appello
per finire questa sera le variazioni cassando gli emendamenti
aggiuntivi che non sono stati concordati.
DINA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DINA Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'emendamento
approvato in quest'ultima tornata di voto evidenzia lo sforzo
dell'Aula - malgrado il contesto sia difficile, c'è tanta
stanchezza - a prendere in considerazione un problema notevole
che è quello dei medici della medicina dei servizi. Quindi,
l'invito è di andare avanti, signor Presidente, tenuto conto che
abbiamo davanti a noi qualche altra ora di lavoro per portare a
termine una manovra finanziaria che ha poche cose da affrontare.
La gran parte della manovra è stata già portata avanti e sono
convinto che con un po' di pazienza, un po' di dedizione
riusciremo a definire il tutto in nottata con la spinta anche di
una attenzione maggiore e di una capacità di rinunziare a qualche
emendamento aggiuntivo.
In ordine alla vicenda dei medici della medicina dei servizi,
volevo esprimere un plauso all'Assessore per la capacità che ha
avuto di mettere insieme la volontà della maggioranza che si era
espressa attraverso un emendamento dei colleghi medici dei gruppi
parlamentari della Casa della libertà, colleghi medici che hanno
saputo raccogliere una realtà di disagio di altri colleghi
medici, trasformandola in proposta politica, intelligente, forte
e coniugandola anche con le difficoltà finanziarie che sono sotto
gli occhi di tutti.
E' stata posta in essere una scelta legislativa che coniuga la
capacità di dare risposte a medici che operano nel territorio,
che svolgono una attività chiaramente sovrapponibile a quella dei
medici dipendenti, pagando in atto uno stato di precarietà.
Rivolgo, dunque, un plauso all'assessore che ha avuto questa
capacità di cogliere le difficoltà finanziarie di lanciarle, di
diluirle nel tempo. Tenuto conto di questo grande risultato,
l'invito è di andare avanti fino a tarda sera per concludere
tutta la manovra.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 31.14.1 nel testo
risultante. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 31.14 è superato.
Si passa all'emendamento 31.19.
Comunico che allo stesso sono stati presentati i seguenti
subemendamenti:
- dagli onorevoli Antinoro ed altri:
subemendamento 31.19.1.
- dagli onorevoli Antinoro ed altri:
subemendamento 31.19.2.
Congedi
PRESIDENTE Comunico che gli onorevoli Pagano, Vicari,
Rotella, Costa e Di Mauro hanno chiesto congedo per la seduta
odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende il seguito della discussione del disegno di
legge n. 917/A
PRESIDENTE Pongo in votazione il subemendamento 31.19.2. Il
parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Contrario.
Richiesta di verifica del numero legale
CAPODICASA Chiedo la verifica del numero legale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Cracolici, Ferro,
Gurrieri e Miccichè)
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la verifica del numero legale.
(Si procede alla verifica)
Risultato della verifica
PRESIDENTE Proclamo l'esito della verifica del numero
legale:
Presenti 43
(L'Assemblea è in numero legale)
Pongo in votazione l'emendamento 31.19.2.
SPAMPINATO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, anche se é
irrituale per quest'Aula, chiederei al Governo, in maniera
specifica all'Assessore per la Sanità tanto declamato e tanto
apprezzato da quest'Aula, di motivare i propri emendamenti. Non
lo ha fatto su questo emendamento, ma sul prossimo emendamento ci
spieghi il perché si sceglie una riscrittura di un articolo dove
si fa riferimento ad una specifica casa di cura rispetto ad una
riscrittura che, invece, dà il carattere che dovrebbero avere
tutte le norme giuridiche, ovvero quello della generalità
rispetto ad un principio, dell'astrattezza.
Ricordo all'Assessore per la Sanità che la stessa norma era
stata oggetto di censura da parte del Commissario dello Stato.
Con questa ipotesi di formulazione, che ho fatto soltanto per
cercare di evitare che quest'Assemblea possa riproporre una norma
già cassata dal Commissario dello Stato, si cercava di sollevare
quelle che sono state le eccezioni del Commissario dello Stato,
ovvero che non era una norma che garantisse la parità di
trattamento, l'uguaglianza di trattamento, quindi una violazione
dell'articolo 3 e, quindi, non riferita ad un'unica casa di cura
ma tutti coloro che si trovano nelle stesse condizioni previste
dall'articolo e che si potesse accedere a questo impiego pubblico
attraverso una selezione, cosa che é superata da ambedue gli
emendamenti.
Pertanto, chiedo all'Assessore ancora una volta di
attenzionare la riscrittura che dà generalità ad una norma e non
fa riferimento specifico ad un'unica casa di cura che potrebbe
comportare una ulteriore impugnativa da parte del Commissario
dello Stato.
PRESIDENTE Onorevole Ortisi, quando la Presidenza fa appello
alla necessità che in Aula ci sia più attenzione non lo fa a
caso. I deputati, per esigenze legate al loro mandato, escono ed
entrano dall'Aula e spesso perdono spezzoni importanti del
dibattito parlamentare. Le osservazioni che ha appena fatto
l'onorevole Spampinato sono state tutte esplicitate e chiarite
nell'intervento dell'onorevole Antinoro di circa tre ore e mezzo
fa, ma in quel momento, probabilmente l'onorevole Spampinato non
c'era. Questa non é una colpa, per carità, é però certo che i
lavori parlamentari vanno avanti in questo modo.
Dunque, quando la Presidenza fa appello all'attenzione, non lo
fa a caso, né questo vuol essere un richiamo all'onorevole
Spampinato o ad altri che si trovano in questa situazione, solo
che o si accettano le regole o non le si accettano.
PISTORIO assessore per la sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PISTORIO assessore per la sanità. Signor Presidente,
onorevoli assessori, onorevoli colleghi, intervengo in modo
sintetico. Il parere favorevole all'emendamento 31.19.2 é legato
alla esatta determinazione di questa vicenda, anche per le sue
configurazioni finanziarie ed all'attualità del rapporto di
questi lavoratori. Alle obiezioni del Commissario dello Stato si
tenta di dare risposta con il sub emendamento dell'onorevole
Antinoro, relativamente alle procedure di selezione per titoli ed
esami.
L'emendamento dell'onorevole Spampinato, ha un' incertezza, per
lo meno dal punto di vista finanziario, quando fa riferimento ad
una massa indefinita di soggetti, già addetti e quindi, la parte
finanziaria é assolutamente incerta e c'é un problema di
copertura per il quale devo dare parere negativo.
L'altra é determinata e non vi é aggravio per le finanze
regionali.
Congedi
PRESIDENTE Comunico che sono da considerare in congedo gli
onorevoli Neri e Granata.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende la discussione del disegno di legge n. 917/A
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 31.19.2. Il
parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vice presidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Chi é contrario resti seduto; chi é favorevole si
alzi.
(Non é approvato)
SPAMPINATO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, io ero
presente quando é intervenuto l'onorevole Antinoro e non ero
nemmeno distratto. Ero contrario alle motivazioni proposte
dall'onorevole Antinoro, così come sono perplesso, ma comunque
ringrazio - perché quanto meno ha dato una motivazione al suo
parere - per le considerazioni fatte, l'assessore Pistorio.
A parte il fatto che ritengo che una norma giuridica, che
contenga le premesse per un dettato normativo ed anche le
relative finalità, é più un provvedimento amministrativo e
quindi, é poco elegante - e chiedo scusa all'onorevole Antinoro
- che venga fatto riferimento anche ad una convenzione tra un
ente privato e l'azienda pubblica.
Ma la considerazione che torno a fare é che non c'é
indeterminatezza, perché é noto che solamente quelle persone sono
in questa situazione.
Solamente coloro i quali hanno prestato la loro attività di
ausiliari presso la Casa di Cura Villa Stagno , sono ausiliari
che hanno prestato attività presso presidi manicomiali e, quindi,
quella che proponevo é una formulazione che ritengo possa evitare
anche l'attenzione, da parte del Commissario dello Stato, per le
ragioni che ho detto in riferimento all'articolo precedente.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 31.19.1, a firma
dell'onorevole Antinoro. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vice presidente della commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi é favorevole resti seduto; chi é contrario si
alzi.
(E' approvato)
Onorevole Spampinato, ribadisco che le cose che lei ha chiesto,
le ha esplicitate in maniera amplissima, l'onorevole Antinoro,
precisando che la Casa di Cura Villa Stagno é l'unica che si
trova in questa situazione e l'ha argomentato per un'ora e mezza.
Pongo in votazione l'emendamento 31.19, nel testo risultante.
Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vice presidente della commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi é favorevole resti seduto; chi é contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'emendamento 31.22, a firma dell'onorevole Formica
e Joppolo, in precedenza accantonato.
Onorevole Formica, lo ritira?
FORMICA C'é una riscrittura.
PRESIDENTE Non sorgendo osservazioni, dispongo che resti
accantonato.
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 31.20 a firma
dell'onorevole Mancuso. Lo pongo in votazione. Il parere del
Governo?
LO MONTE, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vice presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, gli emendamenti e gli articoli
accantonati sono due, in buona sostanza, l'articolo 4 con
l'emendamento 31.58 che si agganciava e poi l'articolo 27 che è
tutta la parte contabile. Poi rimase quello dell'onorevole
Formica che aveva preannunziato una riscrittura o comunque aveva
concordato con il Governo una riscrittura.
Si riprende l'esame dell'articolo 27, in precedenza già letto.
Comunico che allo stesso sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
dal Governo: 27.7;
dagli onorevoli Tumino e Barbagallo: 27.5; 27.4; 27.3;
dagli onorevoli Papania, Ortisi, Manzullo e Vitrano: 30.7;
dagli onorevoli Papania, Ortisi, Turano, Ioppolo ed altri: 30.6;
25.12;
dagli onorevoli Papania e Savona: 25.12.1, subemendamento
all'emendamento 25,12;
dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: 27.13; 27.14;
dagli onorevoli Oddo e Panarello: 27.17; 27.16;
dall'onorevole Savona: 27.22; 27.8; 27.12; 27.9;
dall'onorevole Beninati: 27.11;
dagli onorevoli Genovese e Barbagallo: 27.19;
dall'onorevole Moschetto: 27.2; 27.1;
dagli onorevoli Moschetto, Mercadante, Catania Giuseppe, Maurici,
Baldari: 27.2.2, subemendamento all'emendamento 27.2;
dall'onorevole Cracolici: 27.6;
dagli onorevoli Morinello e Ferro: 25.2.
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 27.5. Lo pongo in
votazione. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vice presidente della Commissione. Contrario:
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 27.4.
TUMINO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TUMINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, si tratta di
uno spostamento di 2.800 migliaia di euro su una società che è
sostanzialmente dismessa. Quindi, si tratta di capire, onorevole
Cintola, il senso di questa lettera p), se mi permette.
Propongo la soppressione perché non mi sembra opportuno
attribuire 2.800 mila euro ad un ente che è in fase di
dismissione, se non è già stato dismesso. Credo che sia l'EAS.
PRESIDENTE Devo dire, onorevole Tumino, che è un altro
argomento, riguarda l'ESA che non è tra gli enti disciolti. L'ESA
non è un ente disciolto. Quello è l'EAS, onorevole Tumino.
Stiamo parlando di meccanizzazione agricola. l'EAS è l'Ente
Acquedotti siciliani. L'ESA è Ente sviluppo agricolo.
Pongo in votazione l'emendamento 27.4. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vice presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 27.3. Preciso che gli emendamenti 27.3
e 30.7, ancorché elaborati e formulati in maniera diversa,
hanno identico contenuto perchè puntano a ripristinare la posta
in bilancio iniziale.
TUMINO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TUMINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa lettera
riguarda invece un problema di corsi di formazione per personale
laureato che ha già fatto la domanda. Un corso che era previsto e
che dà un senso molto alto alla formazione regionale. Non si
capisce perché il Governo abbia ritenuto di togliere 6.400.000
euro, se non ricordo male, per una spesa che era già stata
programmata, organizzata ed in parte, in qualche maniera, avrebbe
dato lustro alla Regione.
Assessore Scoma, credo che il problema riguardi il suo
Assessorato, alla lettera w).
Vorrei capire come si motivi questa scelta.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Non abbiamo
fatto altro che accettare quello che ha detto il funzionario
direttore: cioè che questi soldi non si possono spendere da qui a
dicembre, non abbiamo fatto alcuna operazione di taglio.
Non sono spendibili fino a dicembre, quindi li abbiamo
recuperati.
A gennaio se ne riparlerà. A gennaio rimetteremo quanto sarà
possibile rimettere. Lo ripeto, sto togliendo una somma che per
ora non può essere spendibile da qui a dicembre per i corsi
professionali.
TUMINO Ero presente in Commissione quando era presente il
direttore.
PAPANIA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAPANIA Signor Presidente, onorevole Assessore, lei si è
impegnato per il 2005 ma io Le voglio fare presente che queste
somme, così come è stato ampiamente discusso in Commissione
Lavoro ed in Commissione Bilancio, sono relative agli articoli 1
e 5 della legge regionale n. 27 del 1991, i cui decreti sono
stati già emessi, pubblicati in Gazzetta, sono stati individuati
i creditori certi, per cui non si tratta di un impegno
velleitario, cioè se saranno necessari li metteremo , ci sono
già i creditori, ci sono già le convenzioni stipulate per una
parte ed è assolutamente indispensabile che se non ora, dopo,
queste somme vengano iscritte nel bilancio.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Oggi non
posso dire sì.
Richiesta di verifica del numero legale
FERRO Chiedo la verifica del numero legale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Capodicasa,
Guerrieri, Miccichè, Liotta )
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la verifica del numero legale.
(Si procede alla votazione)
Risultato della verifica
PRESIDENTE Proclamo l'esito della verifica del numero
legale:
Presenti 43
(L'Assemblea è in numero legale)
Riprende la discussione del disegno di legge n. 917/A
PRESIDENTE Pongo in votazione congiunta gli emendamenti 27.3
e 30.7, di identico contenuto. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vice presidente della Commissione. Contrario:
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non sono approvati)
Onorevoli colleghi, gli emendamenti da 25.2 a 27.6 riguardano
materia analoga e, pertanto, nel caso in cui ci fossero
interventi la discussione degli stessi dovrà svolgersi in maniera
unificata.
Si passa all'emendamento 25.2 a firma degli onorevoli
Morinello e Ferro.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 27.1 a firma dell'onorevole
Moschetto.
MOSCHETTO Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MOSCHETTO Signor Presidente, le chiedo scusa, ma il mio
intervento non durerà più di trenta secondi. Ritiro
quest'emendamento in quanto ho avuto assicurazione da parte degli
uffici dell'Assessore che lo stesso è stato assorbito perchè le
risorse finanziarie sono state previste nel fondo unico.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 25.12.1 che è il subemendamento del
25.12 a firma degli onorevoli Papania e Savona. Lo pongo in
votazione.
Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vice presidente della Commissione. Contrario.
PAPANIA Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAPANIA Signor Presidente io non ho ben visto qual era
l'emendamento dell'onorevole Moschetto per il quale ha dichiarato
che c'è la copertura finanziaria da un'altra parte,
PRESIDENTE Onorevole Papania si tratta dell'emendamento 27.1.
PAPANIA Che riguardava che cosa?
PRESIDENTE Riguardava l'articolo 83 della legge regionale n.
4 del 2003.
PAPANIA Faccio presente all'onorevole Moschetto che quest'
emendamento riguarda sempre le indennità integrative da concedere
eventualmente ai lavoratori socialmente utili, ovvero l'orario di
lavoro integrativo che si può concedere ai contrattisti di
diritto privato.
La copertura finanziaria presente in questo momento nelle
variazioni di bilancio assicura la prosecuzione dei lavori
socialmente utili e non assicura alcuna indennità integrativa.
L'emendamento che io ho proposto riguarda la possibilità di
concedere l'indennità integrativa, intanto fino al 31 dicembre
2004, sia per i lavoratori socialmente utili attualmente
impegnati presso la Regione e per i quali è stata fatta una
legge con la quale si da l'indennità integrativa, sia l'aumento
dell'orario di lavoro per consentire ai lavoratori in contratto
di diritto privato di percepire la stessa indennità integrativa.
I concetti sono molto chiari. Prima di tutto l'equiparazione
del diritto, perché è assolutamente indispensabile che se possono
avere l'opportunità di percepire un' indennità integrativa i
lavoratori socialmente utili, altrettanto giusto è che possano
avere analoga opportunità di fare un orario di lavoro completo i
contrattisti di diritto privato che da tanto tempo penano avendo
un rapporto di lavoro anch'esso precario con la Regione
siciliana.
La questione della copertura finanziaria in relazione alle
somme necessarie fino al 31 dicembre 2004, a mio modo di vedere,
è assolutamente superabile, attingendo al fondo siciliano per la
disoccupazione nelle cui casse ci sono cifre ben superiori a
quelle che vengono richieste per pagare quest' indennità fino al
31 dicembre 2004.
Dopo di che il resto è una scelta politica, il Governo può
decidere di farla, di farla nel 2005, di non farla mai. Però è
chiaro che questa è un' esigenza reale. Il precedente assessore
per il lavoro, onorevole Stancanelli, prima dell'assessore Scoma,
fece una legge per dare un' indennità integrativa agli ASU, ai
contrattisti di diritto privato sono state concesse le
ventiquattro ore; io credo che i mezzi economici, prelevandoli
dal fondo siciliano ci siano sia per il 2004 che il 2005. Ma
questo lo saprà il Governo, meglio di me, che potrà verificare
e dare delle risposte adeguate. Io credo che sia una giusta
esigenza.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, confermo che i fondi ci sono fino
al 31 dicembre del 2004 e che col fondo unico del 2005 si potrà
provvedere...... non sappiamo se riusciremo a fare un tetto
massimo per tutti come indennità, ma può darsi che faremo un
tetto medio........ ne abbiamo discusso anche in Commissione
Bilancio e l'intera Commissione Bilancio disse che se c'era un'
equiparazione....... pur di non avere un eccessivo dispendio di
soldi...
Ma al 31 dicembre, io confermo - perché confermato anche dal
Direttore al Lavoro - che i soldi sono sufficienti per chiudere
con l'equiparazione. Non c'è motivo di metterne altri, sarebbero
non spesi da qui alla fine dell'anno.
SCOMA assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SCOMA assessore per il lavoro, la previdenza sociale, la
formazione professionale e l'emigrazione. Signor Presidente,
prendo atto delle dichiarazioni dell'assessore a per il
bilancio, che mi rassicura in questo senso, perché avevo più
volte espresso le mie perplessità circa il ripianamento di alcune
poste in bilancio, ma prendo atto della ferma dichiarazione
dell'assessore per il bilancio e lo ringrazio.
ODDO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Signor Presidente, onorevoli colleghi, non voglio
mettere in dubbio il contenuto delle dichiarazioni dell'assessore
per il bilancio, onorevole Cintola, mi permetto però di far
notare che qualora fossimo in grado di assicurare sia agli ASU
sia agli ex Puc, quindi ai contrattisti, la possibilità anche di
un allineamento per quanto concerne le ore di lavoro, stiamo
parlando di questo.............. Quando parliamo di integrazioni
noi diciamo che non vogliamo fare assolutamente una disparità di
trattamento.
L'onorevole Cintola, ha dichiarato che, per quanto riguarda le
disponibilità, siamo nelle condizioni di garantire anche ai
contrattisti la possibilità di svolgere le ore che sinora hanno
svolto gli altri: Ha detto questo lei, onorevole assessore?
Giusto?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Per l'anno
prossimo.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi non è per mettervi in imbarazzo
però i parlamenti si esprimono per voti su emendamenti, articoli,
ordini del giorno. Tutto il resto onorevole Oddo ed onorevole
Cintola, tutto quello che è estraneo alla votazione di
emendamenti, articoli, ordini del giorno, mozioni, rimane
all'interno di un contesto assolutamente impalpabile e di
difficile connotazione. Onorevole Oddo se lei completa il suo
intervento poi l'onorevole Cintola le risponde le chiarisce qual
è la posizione del Governo dopo di che ripeto il Parlamento si
esprime per voti.
ODDO Guardi, signor Presidente, questa sera o quest'oggi ne
sono successe di tutti i colori in quest'Aula. Addirittura è
successo che con le finte alla Del Piero non si è data nemmeno
la possibilità a deputati di potere intervenire. Quindi non mi
faccia dire, mi lasci sinceramente in pace rispetto a questo
argomento, perché alle finte alla Del Piero ormai ci siamo
abituati e ne siamo pure stanchi
Stavo entrando nel merito dell'emendamento. Vorrei chiarire
sinteticamente l'aspetto che riguarda le ore svolte dai
lavoratori ASU, li chiamo così perché mi piace definirli tali e
le ore svolte dai lavoratori contrattisti. L'onorevole Assessore
Cintola sta dicendo che da questo punto di vista in Commissione
Bilancio è stata fatta una discussione e dunque c'è la
disponibilità a poter anche rimuovere una disparità di
trattamento che fin ora c'è stata.
Mi permetto quindi di suggerire che si faccia immediatamente
uno sforzo serio, dal punto di vista tecnico-legislativo, per
fare la norma che autorizza quello che giustamente dichiara
l'onorevole Assessore per il bilancio. Altrimenti stiamo
semplicemente discutendo, per carità, anche con atti di impegno
da parte del Governo ma non mi pare che risolviamo la questione.
TURANO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TURANO L'appello fatto dall'onorevole Oddo affinché si faccia
chiarezza su questo punto, con la disponibilità che ha già
manifestato il Governo è un ragionamento utile questa sera dire
qual è la volontà per arrivare ad una soluzione serve. Quindi
sono certo che si troverà la soluzione per risolvere questo
problema.
IOPPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
IOPPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, soltanto per
dichiarare di prendere atto con una certa soddisfazione delle
dichiarazioni dell'Assessore Cintola, seppur leggo qualche
riserva nelle successive dichiarazioni dell'Assessore Scoma, ma
se viene assicurato che fino al 31 dicembre del 2004 vi è la
possibilità dell'adeguamento così come è stato richiesto e
sollecitato non possiamo, ripeto ancora una volta, che esserne
soddisfatti.
Voglio però, nel contempo, annunciare che avendo proprio
questa mattina presentato un ordine del giorno sulla vicenda
degli ASU e dei contrattisti e dei PUC, abbastanza articolato ed
anche frutto di un lavoro in comune svolto con altri colleghi,
credo che nelle prossime sedute vi sarà l'occasione per potere
ragionare di questo argomento abbastanza annoso che è stato
sempre all'attenzione del Governo, dall'inizio fino a questo
momento; credo sia arrivato il momento in maniera assoluta e
definitiva di affrontare con pienezza di responsabilità e anche
con assoluta chiarezza.
Ma dato che il Presidente Fleres richiamava l'Assemblea tutta
alla necessità e alla esigenza di ragionare e di parlare
attraverso dati concreti, atti precisi che sono i disegni di
legge e gli ordini del giorno, chiedo che venga al più presto
posto all'ordine del giorno la discussione dell'ordine del
giorno che ho presentato insieme ad altri colleghi, questa
mattina affinché questa Assemblea abbia finalmente ancora una
volta la possibilità di affrontare questo argomento con
definitiva chiarezza.
LEANZA NICOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEANZA NICOLA . Signor Presidente, onorevoli colleghi,
assessore Cintola, volevo, non per non darle fiducia per quanto
detto, ma starei molto più tranquillo se noi prendessimo queste
somme dal fondo siciliano per l'occupazione. Avremmo maggiori
possibilità perché, visto come stanno le cose, non riusciremo
a spenderli entro il 31 dicembre.
Io ritengo per ogni evenienza non si debba mettere da parte
questa opportunità, dato che ci darebbe la certezza matematica
che questa integrazione possa arrivare.
Per quanto riguarda quanto detto dal collega Ioppolo, penso
che proprio stasera, se vogliamo possiamo veramente cominciare a
pensare alla reale stabilizzazione di questi lavoratori. Secondo
un calcolo preciso, anche confortati dalla notizia dell'esistenza
di questo milione di euro in più, alla fine se stabilizziamo
questi lavoratori forse sborseremo le stesse cifre che oggi
paghiamo. Quindi pensare ad una stabilizzazione entro il 2005
sarebbe il modo di operare.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Onorevoli
colleghi, il Governo comunica costantemente con tutti i vertici
amministrativi per ogni singola voce e non per questo solo punto.
Infatti gli uffici del bilancio si tengono in contatto con i
direttori e gli uffici degli altri assessorati, chiedendo, in via
ufficiale, le documentazioni necessarie, per non commettere
errori.
Il direttore del bilancio, dottor Emanuele, ha chiesto
chiarimenti al direttore dell'Assessorato per il lavoro, dottor
Lo Nigro, il quale ha risposto che esistono i fondi per chiudere
la questione entro dicembre.
Abbiamo detto in commissione bilancio, presente anche
l'onorevole Cracolici che è stato ingiusto costringere i
lavoratori a lavorare fino a trenta ore quando da contratto si
prevedeva un impiego settimanale di diciotto ore. Abbiamo detto
che per il prossimo anno dovevano essere abbassate le ore
lavorative, e se i fondi l'avrebbero permesso, con il bilancio
2005, consentire una un'equiparazione con gli altri lavoratori
precari. Confermando così il nostro senso di giustizia nei
confronti dei lavoratori.
Però si pensa di creare con la finanziaria un fondo unico in
cui destinare le somme sia per la fuoriuscita che per coloro i
quali lavorano con inquadramento INPS, i precari di normale
attività, il Governo ritiene che per l'anno prossimo questo
problema possa essere risolto con gli stessi importi con i quali
si è operato nell'anno precedente. Le mie indicazioni seguono
quelle fornite dall'Assessorato per il lavoro, al quale mi sono
rivolto. Ho infatti ricevuto conferma che le somme al 31
dicembre sono sufficienti. Sarebbe improduttivo aggiungere
ulteriori somme che rischierebbero di giacere nel fondo
inutilizzate.
ODDO Chiedo di aggiungere la mia firma all'emendamento 25.12
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 25.12.1.
SPEZIALE Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Onorevoli
colleghi, faccio presente che non posso dare alcuna copertura
finanziaria all'emendamento.
(Gli onorevoli Guerrieri, Oddo, Panarello, Papania,
Spampinato, Turano, Zago e Spampinato appoggiano la
richiesta di voto segreto)
PRESIDENTE Onorevole Assessore, l'emendamento 25.12, al comma
2, si prevede uno stanziamento a carico del fondo siciliano per
l'assistenza ed il collocamento dei disoccupati, quindi
l'emendamento ha copertura finanziaria. Lo pongo in votazione. Il
parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento 25.12.1
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento 25.12.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 61
Maggioranza 31
Favorevoli 25
Contrari 36
Astenuti 0
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 25.12. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
OSAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore.
Contrario.
SPEZIALE. Chiedo la votazione per scrutinio nominale.
(Gli onorevoli Cracolici, Ferro, Guerrieri, Panarello,
Sanzeri, Spampinato e Zago appoggiano la richiesta)
Votazione per scrutinio nominale dell'emendamento 25.12
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'emendamento 25.12.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 56
Maggioranza 29
Favorevoli 17
Contrari 37
Astenuti 2
(L'Assemblea non approva)
Si pongono congiuntamente in votazione gli emendamenti 30.6,
27.13 e 26.6.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Contrario.
CAPODICASA Chiedo la votazione per scrutinio segreto.
(Gli onorevoli Cracolici, Ferro, Guerrieri, Panarello,
Sanzeri, Spampinato e Zago appoggiano la richiesta).
Votazione per scrutinio segreto degli emendamenti 30.6, 27.13 e
26.6
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto degli
emendamenti 30.6, 27.13, 26.6.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti .. 62
Votanti ................................. 61
Maggioranza 31
Favorevoli 24
Contrari 37
Astenuti 0
(L'Assemblea non approva)
Sull'ordine dei lavori
MICCICHE' Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Onorevole Miccichè, stia sereno e abbia rispetto
del lavoro svolto dalla Presidenza. Ha facoltà di intervenire
sull'ordine dei lavori.
MICCICHE' Signor Presidente, per motivi miei di salute non
sono riuscito a prendere parola. E' una questione di stanchezza
fisica dovuta ad una serie di fatti che saranno resi chairi
nell'ordine del giorno presentato da alcuni colleghi.
ORTISI. Chiedo la parola.
PRESIDENTE. Onorevole Ortisi, anche lei è venuto molto in
ritardo in Aula rispetto ai colleghi. Non la sto accusando, mi
sto difendendo dalla sua aggressione.
ORTISI. Signor Presidente, lo decido io secondo le mie
prerogative di deputato quando intervenire ai lavori d'Aula, la
invito a non avere atteggiamenti da sapiente' nei confronti del
collega.
PRESIDENTE. Onorevole Ortisi, la invito a prendere posto al suo
banco.
ORTISI. Signor Presidente, chiedo formalmente la parola.
MICCICHE'. Signor Presidente le dicevo della mia difficoltà a
respirare e a parlare per una questione di salute perché, a
Lampedusa, mi hanno ammaccato le ossa e anche con qualche
difficoltà sono qui per compiere, anche con il silenzio, il mio
dovere. Ma di fronte a certi fatti non posso stare in silenzio e
non evidenziare quello che é successo e denunziarlo
pubblicamente, rivolgendo un appello alla Presidenza affinchè
blocchi i cosiddetti pianisti di quest'Aula e Lei sa a che cosa
mi riferisco. Non é tollerabile né possibile che deputati votino
per gli assenti; questo sta a significare che il voto é stato
alterato. Questo, signor Presidente, é un fatto gravissimo e la
prego di tenere conto delle cose che ho detto.
PRESIDENTE. La seduta é sospesa per quindici minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 00.16 di venerdì 22
ottobre, è ripresa alle ore 00.45 di venerdì 22 ottobre
2004.
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, ricordo che, prima della pausa,
avevamo votato congiuntamente gli emendamenti 30.6, 27.13 e 27.6.
Si passa all'emendamento 27.17. Comunico che è stato presentato
il subemendamento 27.24.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Sull'ordine dei lavori
ORTISI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ORTISI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, senza crimonia,
ha fatto bene a sospendere per un quarto d'ora perché il quarto
d'ora spero abbia consentito a lei e a me di calmarci.
In due minuti, le voglio raccontare qualcosa che penso possa
servire da insegnamento per tutti noi che, in questo momento,
siamo ben stipendiati e, in qualche momento, pensiamo di essere
anche superiori a quello che siamo.
Racconta Erodoto che quando Creso, re di Lidia, era il più
ricco del mondo, mandò a chiamare Solone perché gli avevano detto
che era il più saggio fra gli uomini e, quando lo ricevette alla
sua corte, dopo avergli fatto girare tutti i possedimenti che
aveva e avergli fatto vedere tutti gli ori che possedeva ed anche
il suo scranno presidenziale, chiese a Solone: tis des tio eudae
monostatos ton antropos? , chi è il più felice e il più potente
degli esseri umani? , pensando che Solone avesse risposto: te .
Solone, tranquillamente, rispose che era Teti Ateniese.
Solone chiese: ma chi è questo Teti Ateniese? .
Solone rispose: E' un uomo che durante la sua vita, ed è ormai
centenario, non ha mai visto morire un suo parente .
E Creso un po' si vantò e chiese nuovamente: ma, dopo Teti, ci
sarà un uomo felicissimo nel mondo?
Solone rispose: Sì, Cleobe e Bitone.
Solone chiese: Ma chi sono questi Cleobe e Bitone?
Solone rispose: Sono due individui che, per portare la madre
ai giochi olimpici, la sostennero per tutto il viaggio di miglia
e miglia fino a quando, stremati, fecero vedere alla madre i
giochi olimpici e morirono
E poi ancora non si decideva Solone a dire: tu Creso sei se
non il più felice e il più potente almeno uno dei più felici e
più potenti e quando Creso si spazientì gli disse: ma insomma
Solone osservò: prima di definirti felice, aspetta l'esito
della tua esistenza.
E quando, dopo qualche tempo, la Lidia fu invasa da un altro
popolo più forte, Creso finì in croce perché, come diceva il
grande Foscolo, l'alterna onnipotenza delle umane sorti non
permette neanche a me che sto parlando di scommettere sul
prossimo secondo della mia vita, non sul prossimo futuro.
E quando Creso fu crocifisso, lui che si pensava l'uomo più
potente del mondo, rifletté su tutta la sua esistenza e pensò
anche alle parole di Solone.
PRESIDENTE. Avremo modo, a conclusione dei lavori d'Aula, anche
per non obbligare il Parlamento ad assistere ad un confronto
dialettico fra di noi, dato che questo non è il tema sicuramente
della seduta di questa sera, di chiarire quello che è accaduto e
che non sarebbe accaduto se lei mi avesse fatto completare il mio
intervento anziché interrompermi.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Riprende il seguito della discussione del disegno di legge
+Misure finanziarie urgenti. Assestamento del bilancio della
Regione e del bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali della
Regione siciliana per l'anno finanziario 2004» (917/A)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 27.17.
SPEZIALE. Chiedo la verifica del numero legale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Ferro, Miccichè,
Sanzeri, Spampinato)
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indico la votazione per la verifica del numero
legale.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della verifica
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 43
L'Assemblea è in numero legale.
ODDO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, approfitto della
presenza dell'assessore Lo Monte perché non si tratta solo di
spiegare la filosofia dell'emendamento che è stato presentato da
me e dall'onorevole Panarello; si tratta soprattutto di capire
come il Governo vuole procedere rispetto ad un argomento
delicatissimo che riguarda il settore della pesca.
Signor Presidente, come lei sa bene - e spero che i colleghi
abbiano seguito con la stessa attenzione con cui per anni è stata
seguita la legge numero 33 del 1998 - che in quest'Aula la stessa
è stata oggetto di tante discussioni e, per la verità, anche di
tante modifiche che potremmo definire integrative.
La legge numero 33 del 1998 è stata concepita proprio per dare
una risposta possibile al settore della pesca siciliana, nei
momenti in cui, per calamità naturali, venivano meno le risorse
che vengono sfruttate dai nostri armatori. Nel tempo, ciò si è
verificato a causa di fenomeni definiti vere e proprie calamità
naturali, quantità di pesce in grado di potere assicurare ai
bilanci delle nostre aziende che ovviamente operano nel settore,
piccole o grandi che siano, quantitativi tali da permetterne la
sopravvivenza.
Nel periodo che va dal 2001 al 2002, in particolar modo, i
colleghi sanno che si è verificata nel mare siciliano una vera e
propria forma biologica che allora abbiamo tutti definito
mucillagine ma che, sostanzialmente, non è mai stata analizzata
con estrema attenzione.
Serve però a rendere ancora più chiaro l'intervento dire che
forme biologiche di questo tipo, definibili mucillagine, sono
forme che limitano fortemente considerate le conseguenze che
apportano anche alle reti ed a tutto quanto, evidentemente, si
può pescare nei nostri mari.
Su quella legge, lei ed i colleghi ricorderete bene, si è più
volte ritornati tanto da trovare un modo per superare alcune
difficoltà che, in quel periodo, si sono manifestate per quanto
concerne le dichiarazioni delle imbarcazioni nel momento in cui
rientravano nei porti dove sostanzialmente erano iscritti perchè
dovevano dichiarare, soprattutto alla Capitaneria ma non solo,
ciò che si stava verificando nei nostri mari.
Ciò, per alcuni anni, anche per un difetto di informazione, non
fu fatto e si tentò quindi la strada - come sicuramente sapranno
i colleghi che hanno seguito questo argomento con estrema
attenzione - di coinvolgere le Prefetture che non sono state in
grado, ovviamente, di attestare nulla. Si inventò la norma
dell'autocertificazione: gli armatori dovevano dichiarare che
nell'esercizio dell'attività di pesca avevano incontrato
difficoltà legate alla presenza di mucillagine nei nostri mari.
Per anni il Governo regionale di centrodestra - è bene ogni
tanto ricordarlo - ha detto che eravamo in presenza di uno
specifico Regolamento che l'Assessore competente - mi pare
l'Assessore Cimino - aveva inviato al C.G.A. Si trattava di un
Regolamento per fare in modo che si regolamentasse tutto il
discorso dell'autocertificazione, onde potere elargire quanto
previsto dagli articoli 1 e 2 della legge 33.
Mi sembra assolutamente singolare che, senza alcuna
motivazione, si tolga di mezzo quel poco che per la verità era
stato allocato per quanto concerne gli articoli 1 e 2 della legge
33, senza darne una spiegazione plausibile.
Vorrei capire perché togliamo questi fondi: perché il
Regolamento al C.G.A. è stato totalmente falciato? Perché quel
regolamento è stato ritirato? Perché già il Governo ha deciso che
quei fondi non si possono elargire? Perchè siamo a fine
esercizio?
Vorremmo capire perché - mi rivolgo ai componenti del Governo
abbiamo due problemi seri.
Li togliamo per questi motivi. Dobbiamo inoltre tenere presente
che stiamo togliendo i fondi dall'articolo 175; stiamo
semplicemente intervenendo sul 170 per tutti ormai perché ci
siamo ancorati alla legislazione nazionale, quindi, ai famosi 45
euro per ogni marinaio imbarcato per i 45 giorni ma non stiamo
dicendo quando dovranno essere presentate le domande, magari per
attingere a questo tipo di contributi.
Richiamo la vostra attenzione perché ogni argomento di questa
natura mi pare assolutamente importante.
PRESIDENTE. L'onorevole Assessore promette che l'anno prossimo
il Governo sarà più puntuale.
Pongo in votazione l'emendamento 27.17. Il parere del Governo?
CINTOLA, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 27.24, a firma del Governo. Il
parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 27.7, a firma del Governo. Il
parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 27.22. Il parere del
Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che gli emendamenti 27.8, 27.11, 27.14 e 27.9 sono
assorbiti nella tabella B.
L'emendamento 27.19 decade per assenza dall'Aula dei
firmatari.
Pongo in votazione l'emendamento 27.12. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi e' contrario
si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Moschetto,
Mercadante ed altri il, subemendamento 27.2.2 bis all'emendamento
27.2.2.
Pongo in votazione il subemendamento 27.2.2 bis. Il parere del
Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi e' contrario
si alzi.
(E' approvato)
Pertanto l'emendamento 27.2.2 è precluso.
Si passa all'emendamento 27.2 dell'onorevole Moschetto.
MOSCHETTO Lo ritiro.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto. Si passa
all'emendamento 27.16.
Il parere del Governo sull'emendamento 27.16.
ODDO Chiedo parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Signor Presidente, vorrei porre la questione
all'attenzione dell'onorevole Assessore al bilancio e
dell'assessore per la Cooperazione. Tutti noi abbiamo trattato
più volte il problema che riguarda i soci fideiussori delle
cantine sociali che sostanzialmente sono state chiuse per
liquidazione coatta .
Per intenderci, in poche parole, con la precedente manovra noi
abbiamo impostato, per quanto concerne la legge 37 ai soci
fideiussori 25 milioni di euro, se non erro; da quel momento in
poi l'Assessore al bilancio di allora doveva - ed in parte lo ha
fatto - impostare un lavoro per quanto concerne una ipotesi di
transazione con le banche e quindi chiudere la famosa questione
della legge 37 che per tanto tempo, sapete bene, soggetta a
procedura di inflazione, è stata bloccata dall'Unione europea.
Si è sbloccata mesi fa e abbiamo avuto la possibilità, poi, in un
clima assolutamente unitario di appostare quella somma.
Il lavoro che l'onorevole Assessore per il bilancio assieme
all'Assessore per la cooperazione dovevano fare era quello di
avviare questa trattativa con le banche per arrivare ad una
ipotesi di transazione, come dicevo.
Noi vorremmo ora capire a che punto è questo lavoro. Inoltre
vorremmo capire, per le notizie che abbiamo, se quel lavoro che
non ha prodotto molti risultati, perché le banche sostanzialmente
non accedono alla ipotesi di transazione, è giustamente un lavoro
che porta a considerare, da parte del Governo, necessario
l'appostamento di altre risorse perché è evidente che le risorse
appostate finora non sono sufficienti a creare un vero momento di
trattativa fra le banche e il Governo della Regione. Quindi, il
problema che si pone è che vorremmo intanto capire il lavoro che
il Governo ha fatto a che livello è arrivato, quali risultati ha
dato.
Nel contempo, vorremo sapere se il Governo stesso non ritiene
di appostare questa nuova cifra per incrementare quanto
evidentemente già disponibile sapendo bene che in altre realtà e
significa nel resto di Italia, per quanto concerne la legge 237
che sostanzialmente tratta lo stesso argomento, guardate che i
tribunali civili di primo grado già si sono pronunciati e
chiaramente in danno dello Stato.
Mi pare ovvio, perché da questo momento in poi con tutte le
difficoltà che stanno vivendo i soci fideiussori, ognuno di
questi sta evidentemente affrontando un procedimento penale, e
quindi non si scherza. C'è la disperazione di migliaia di
famiglie, o meglio di centinaia di famiglie, e la risposte che si
dà è che ogni giorno che si perde in più diventa un problema
serio, un dramma serio per tante e tante famiglie siciliane.
Non è, quindi, solo un emendamento che pone la questione
dell'incremento di quanto già è a disposizione del nostro
bilancio; è un volere porre al Governo una questione seria,
sapere a che punto siamo e se non ritiene opportuno incrementare
quei venticinque milioni di euro.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 27.16. Il parere
del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 27, nel testo risultante. Chi è
contrario resti seduto; chi é favorevole si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 28, con l'allegata Tabella E. Ne do
lettura:
«Articolo 28
Destinazione risorse ex articolo 38 Statuto
1. Una quota delle risorse di cui al comma 3 dell'articolo 4
della legge regionale 3 dicembre 2003, n. 20, è destinata al
finanziamento degli interventi elencati nella Tabella 'E',
allegata alla presente legge».
CAPODICASA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, non ho da fare lunghi discorsi
perché so di parlare al vento su questa materia, ma non può
passare inosservato, senza che rimanga traccia nei resoconti
dell'Aula, il fatto che ancora una volta sui fondi dell'articolo
38 il Governo fa una sorta di piano che non risponde al dettato
dell'articolo 38 e che, quindi, a mio giudizio, ma non bisogna
essere delle menti eccelse per comprenderlo, si tratta di una
manovra che non ha un fondamento costituzionale.
Inutile ripetere che sostenere che le somme destinate
all'integrazione di fondi rischi costituiti dalle piccole e medie
imprese commerciali della Regione, non può essere considerata una
spesa tale da essere configurata come recita l'articolo 38 come
spesa in esecuzione dei lavori pubblici.
Ovviamente neanche la spesa per l'acquisto di mobili, arredi,
macchine e attrezzature per gli uffici della motorizzazione
civile e potremmo continuare con altre amenità che sono contenute
in questa tabella alcune delle quali, sono perfino con
l'indicazione del capitolo di bilancio che vanno a sostituire
quindi si tratta non di spesa aggiuntiva al bilancio della
Regione, come dovrebbero essere i fondi all'articolo 38 che sono
fondi aggiuntivi con una precisa finalità, ma da un po' di tempo
per fare quadrare i conti della Regione che sono particolarmente
deficitari si punta a farne, invece, fondi sostitutivi dei fondi
ordinari dei bilanci e questo avviene per i fondi dell'articolo
38, avviene in buona misura per i fondi del POR. Ed ecco
spiegata la ragione per la quale dopo aver buttato alcune
migliaia di miliardi nel circuito finanziario regionale, ci
troviamo con una crescita dello 0,3 per cento. Praticamente siamo
fermi, perché si tratta di spesa che non raggiunge la finalità,
non raggiunge gli obiettivi. Quindi non voglio su questo
ulteriormente soffermarmi perché so bene per averlo già sentito
nelle precedenti occasioni e anche su questo stesso articolo, su
questa stessa tabella in Commissione finanze, che il Governo non
ha sulla materia nessuna posizione condivisibile e neanche molto
difendibile dagli stessi rappresentanti del Governo.
Lo si fa come ha ci ha rivelato l Assessore perché altrimenti
non si potrebbero chiudere i bilanci. Quindi questo sembra
all'Assessore una ragione sufficiente per violare la
Costituzione, lo spirito dell'articolo 38, oltre che la lettera e
creare i presupposti perché questi fondi in futuro possano
esserci negati proprio perché l'uso che ne facciamo non è in
linea con le finalità della norma.
Volevo solo sottolineare l'argomento perché nessuno pensi che
non siamo consapevoli di ciò che sta avvenendo, naturalmente
sappiamo anche che il Governo su questo argomento fa orecchie da
mercante. Rimanga a futuro memoria anche se c'è qualcuno che è
chiamato a operare un sindacato di costituzionalità ne abbia gli
elementi per poterlo eventualmente valutare.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'articolo 28. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione la Tabella E. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa all'articolo 29 con l'allegata Tabella A. Ne do
lettura:
«Art. 29.
Variazioni allo stato di previsione dell'entrata del
bilancio della Regione
1. Nello stato di previsione dell'entrata del bilancio della
Regione per l'esercizio finanziario 2004 sono introdotte le
variazione di cui all'annessa tabella 'A'».
Pongo in votazione l'articolo 29. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione la Tabella A. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Si passa all'articolo 30 e dell'annessa Tabella B. Ne do
lettura:
«Articolo 30
Variazione allo stato di previsione della spesa del bilancio
della Regione
1. Nello stato di previsione della spesa del bilancio della
Regione per l'esercizio finanziario 2004 sono introdotte le
variazioni di cui all'annessa tabella 'B'.».
Dispongo l'accantonamento dell'articolo 30. Comunico che alla
Tabella B sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dal Governo: 30.4; 30.5;30.5.1, che costituisce una
riscrittura complessiva della tabella B;
dagli onorevoli Acierno e Lo Curto: 30.1;
dall'onorevole: 30.2; 30.3;
dall'onorevole Savona: 30.9; 30.8.
Preciso che l'emendamento 30.5 del Governo è assorbito
dall'emendamento 30.5.1.
Gli emendamenti 30.3 e 30.2 sono improponibili.
Propongo l'accantonamento dell'articolo 30.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
proseguire nell'esame dell'articolo 30 e della Tabella B.
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 30.4 del Governo.
CAPODICASA Prima che si passi alla votazione, vi era un
emendamento che avevamo approvato con riserva di dare copertura
finanziaria. E' stato fatto?
PRESIDENTE Se non ricordo male era quello dell'onorevole
Formica.
PANARELLO Era il 27.21. Naturalmente, non mi permetto di
dirle che lei è distratto perché altrimenti potrebbe apparire
come una ritorsione
.
PRESIDENTE Può succedere di essere distratti: una volta su
900 è consentito, ma una volta su una non tanto.
Il 27.21 è stato votato, onorevole Panarello, bisognava
soltanto fare un aggiustamento in tabella.
Onorevole Cintola, in sede di coordinamento la tabella non si
può aggiustare. O il Governo ha provveduto ad aggiustarla nella
tabella 30.5.1 o non è aggiustata, perché l'emendamento è stato
votato.
Pongo in votazione l'emendamento 30.4 del Governo. Il parere
della Commissione?
SAVONA vicepresidente della commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 30.5.1 del Governo. Il parere
della Commissione?
SAVONA vicepresidente della commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 30.9 è assorbito.
Si passa all'emendamento 30.8.
ACIERNO Lo ritiro.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
L'emendamento 30.1 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 30, con l'annessa Tabella B, nel
testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'emendamento 31.22, in precedenza
accantonato.
Comunico che è stato presentato l'emendamento 31.22.1.R. Invito
i presentatori a sostituirlo con un apposito ordine del giorno.
Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, rappresentiamo
il Parlamento siciliano e siamo tenuti sul piano della produzione
legislativa a pensare e ad operare in termini medio lunghi, non
in termini immediati.
Ad un'analisi anche superficiale di come vanno le cose nel
mondo, soprattutto nel mondo occidentale, appare chiaro che
quello che ci apprestiamo a trasformare in ordine del giorno o in
raccomandazione, è assolutamente, secondo la mia modesta
opinione, contro tendenza rispetto ai flussi direzionali di
quanto sta accadendo nel mondo e nell'organizzazione della
cultura nel mondo.
Quando dico cultura non faccio riferimento ad una dimensione
salottiera ma ad una dimensione produttiva, quale sempre è stata
la Cultura, con la C maiuscola.
In un mondo globalizzato nel quale si esprimono sinergie e si
mettono d'accordo e stanno insieme a fare sistema anche
organizzazioni, enti, associazioni, realtà per contare sul piano
competitivo più di altre realtà organizzate, andare a frammentare
estemporaneamente e ad istituire il mondo della produzione
culturale in tante iniziative è perdente.
Qui si tratta esattamente del contrario da fare: di mettere
insieme l'esistente, di aggiungere se volete e di far sistema.
Non si tratta di frammentare a Siracusa, a Catania, ad Enna o a
Caltanissetta o a Messina o a Palermo realtà culturali che non
saranno mai competitive perché in questa scuola che volete
organizzare, chi verrà ad insegnare con questo budget che
istituite?
Verranno scartine o amici nostri che nel momento siamo di
maggioranza o di minoranza vicino alla maggioranza, ma non faremo
mai sistema a diventare competitivi a stare almeno al passo di
quelli che tradizionalmente e storicamente ci danno due palmi di
distanza.
Come faremo a competere con New York o con il sistema Lombardia
frammentando l'esistente, organizzando una scolicetta' a
Catania, una a Floridia o una a Milazzo. Siamo destinati a
sprofondare così Riflettiamoci colleghi .
PRESIDENTE Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 01.26, è ripresa alle ore 01.28)
PRESIDENTE L'emendamento 31.58 è dichiarato improponibile.
Si ritorna all'articolo 4, in precedenza accantonato. Ne do
nuovamente lettura:
«Articolo 4
Modifica all'articolo 1, comma 1,
della legge regionale 16 dicembre 2000, n. 25
1. La disposizione di cui all'articolo 1, comma1, della
legge regionale 16 dicembre 2000, n. 25 e successive modifiche
ed integrazioni non si applica ai comuni ricompresi nel secondo
turno elettorale dell'anno 2000».
Comunico che allo stesso sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
dagli onorevoli Acierno e Lo Curto: 4.1, soppressivo
dell'articolo;
dagli onorevoli Capodicasa, Speziale, Panarello: 4.2,
soppressivo dell'articolo;
dall'onorevole Panarello: 4.3, soppressivo dell'articolo;
dagli onorevoli Formica, Dina, Savona, ed altri: 4.4;
dagli onorevoli Cracolici, Forgione, Speziale, Liotta ed
altri: 4.4.1
dagli onorevoli Raiti, Ferro, Morinello ed altri: 4.42.
Onorevoli colleghi, preciso che nell'emendamento 30.5.1 c'è
un errore materiale che il Governo ha provveduto a correggere:
va inserito al capitolo 377703: + 50 mila, UPB 9.3.1.3.2.
L'Assemblea ne prende atto.
TURANO Signor Presidente, onorevoli colleghi, non abbiamo
cognizione degli altri emendamenti: quando comincio a votare gli
articoli, vorrei avere il materiale di lavoro a disposizione.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
sull'articolo 4, dichiarandomi a favore del suo mantenimento che
prevede che per i Comuni che hanno votato con la legislazione
precedente alla legge n. 30 dell'autunno del 2000 (e che quindi
hanno eletto i propri organi con la legge che prevedeva il
mandato di quattro anni) in buona sostanza, nella tornata
elettorale dell'anno prossimo, vadano a rinnovare i propri organi
con una durata del mandato che è equiparata a quella degli altri
Comuni che si sono trovati in analoga condizione e cioè quelli
che esattamente andavano a cessare nel 2002, eletti nel turno
autunnale del 1997, che hanno avuto una durata quindi di quattro
anni e mezzo.
Non esiste comune d'Italia il cui mandato elettorale sia
superiore ai cinque anni. Anche in Sicilia, tutti i Comuni hanno
un mandato che va da cinque anni o a quattro anni e mezzo.
Ciò vale anche per i Comuni inseriti nel turno elettorale
autunnale del 2001. Tutto questo è accaduto per evitare l'ingorgo
dell'elezione politica regionale del 2001 e, comunque, aveva un
carattere straordinario, proprio perché il tema è che la durata
degli organi elettivi sia di cinque anni o comunque al turno
elettorale utile, il minor termine che anticipa la scadenza dei
cinque anni per quegli organi che sono stati eletti con la
vecchia normativa (che prevedeva una durata della carica di
quattro anni).
Non si capisce perché il mandato di questi Comuni (ricordo
perfettamente che fu un emendamento aggiuntivo dell'ultimo
minuto) debba durare, rispetto agli altri trecentonovanta Comuni
della Sicilia, cinque anni e mezzo.
Da qui l'esigenza di quell'emendamento che sopprimeva quella
previsione dell'articolo, non ricordo quale, della legge n. 30 e
quindi del fatto che questi Comuni andranno a rinnovare i propri
organi nella primavera dell'anno prossimo, con una durata del
mandato di quattro anni e mezzo.
Sinceramente, non capisco perché si debba sopprimere questo
articolo che mi sembra assolutamente equo, ragionevole e giusto.
Non capisco perché lo si debba fare: so che anche l'emendamento
soppressivo presentato dai miei colleghi di Gruppo (Capodicasa e
Speziale) deve essere ritirato. In ogni caso, sono dell'avviso
che l'articolo 4 vada mantenuto nell'attuale formulazione.
TURANO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TURANO Signor Presidente, onorevoli colleghi, quando abbiamo
approvato la nuova legge elettorale dell'Assemblea regionale
siciliana, per una svista che ha riguardato tutti - almeno me,
certamente - è stata inserita nel corpo di quella stessa delibera
una parte relativa all'elezione dei Comuni.
Vorrei, se fosse possibile, che i colleghi seguissero quello
che stiamo facendo, perché quando parliamo di regole, soprattutto
per il rinnovo, non solo dell'Assemblea regionale siciliana, ma
anche dei Comuni, credo infatti che un minimo di attenzione non
guasti.
Oggi, con l'articolo 4, si vuol far vivere soltanto una piccola
parte di quelle disposizioni che riguardano le norme per
l'elezione dei Consigli comunali e dei Sindaci.
Io, però, non sono d'accordo. Lo dico chiaramente. Sono
d'accordo ad approvare il testo dell'articolo 4, però, ritengo
indispensabile inserire nell'articolo 4 medesimo tutta quella
parte già approvata nella legge elettorale dell'ARS che riguarda
i Comuni.
Oltre ad esprimere un giudizio politico su quello che ritengo
sia indispensabile fare, parlo di un fatto tecnico. Non si può
pensare di affrontare infatti una tornata elettorale, non sapendo
come vengono distribuiti i seggi. Non sapendo se c'è lo
sbarramento al 5% per i Comuni o se non c'è
Quella legge non è in vigore e quando entrerà in vigore,
verosimilmente, nei Comuni si sarà votato, forse si
accavalleranno le due disposizioni e non si sa come si dovranno
attribuire i seggi nei Consigli comunali...
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. E se fossero
stralciate quelle norme?
CAPODICASA C'è un emendamento abrogativo, onorevole Turano
TURANO Ma non ci siamo A me questo non sta bene Se si
abrogano le disposizioni di quella legge ed oggi si vuole
affrontare questo argomento, lo si affronti organicamente, come
lo si è affrontato la volta scorsa, riproponendo tutte le norme
che l'altra volta sono state apprezzate.
Onorevole Capodicasa, se si stralciano quelle norme, vuol dire
che non esistono più. Non significa che possiamo riproporne
soltanto un pezzettino o, per meglio dire, l'Assemblea lo può
fare, ma io non sono d'accordo.
Voglio che si ripropongano nella loro interezza, perché se
abbiamo inserito lo sbarramento del 5% per i Comuni - e possiamo
riparlarne abbassando o alzando la soglia - c'è stata una
ragione: un mese fa abbiamo fatto un ragionamento che io
considero ancora valido e non c'è dubbio che questo stesso
ragionamento va calato in questo provvedimento.
La prego, signor Presidente, di sospendere la seduta per cinque
minuti, dandomi la possibilità, sull'emendamento presentato dal
Governo, di elaborare un subemendamento che riguardi argomenti
già affrontati, ritenuti prioritari ed approvati; e non mi basta
neanche l'impegno di presentare un ordine del giorno perché
corriamo il rischio concreto che quelle norme non vivano più, che
ne approviamo soltanto una parte per il rinnovo dei Consigli
comunali e dei Sindaci.
Sono assolutamente d'accordo affinché il mandato duri cinque
anni e non di più ma si sappia se c'è lo sbarramento o meno. Se
lo sbarramento non c'è più, lo si dica
PRESIDENTE Onorevole Turano, l'emendamento del Governo a cui
fa riferimento qual è?
TURANO E' quello secondo cui viene cancellato il titolo
secondo della delibera...
PRESIDENTE Ma non è del Governo, onorevole Turano.
TURANO Sarà forse a firma dei Capigruppo, avrò sbagliato,
però voglio dire che il tema che oggi pongo è tale che, secondo
me, è corretto e va affrontato questa sera.
Diversamente, si decida di non affrontarlo Siccome è
indispensabile affrontarlo, affrontiamolo organicamente come
abbiamo fatto l'altra volta.
Fare spizzichi e bocconi, sulla materia elettorale, significa
creare una confusione infinita
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
sottoporre due osservazioni, la prima di merito, la seconda sulle
procedure.
I princìpi generali del diritto indicano che mai, nella fase
transitoria, un organo può durare più che nella fase a regime.
Per cui, quando discutemmo della legge ex 30, che poi in parte
diventò 25, per comodità, decidemmo.
Qualche fibrillazione si creò tempo fa, a Sciacca, a Siracusa
ma la risolvemmo, per cui definitivamente, questo capitolo va
chiuso, a meno che non si vogliano ripristinare le doppie
sessioni, sulle quali abbiamo già deciso attraverso l'election
day.
In merito alle procedure, collega Turano, con ogni probabilità,
il titolo secondo della legge elettorale, come l'abbiamo
chiamata, sarà cassato stasera: ciò significa che non siamo
intervenuti come Parlamento sulla legislazione esistente che
regola le elezioni nei comuni e nelle province, restando vigente
la prima parte riguardante le elezioni regionali; resta dunque la
legge precedente, per cui questa preoccupazione io non c'é l'ho.
Condivido comunque l'esigenza rappresentata perché abbiamo
presentato un disegno di legge che, in tal senso, suggerisce di
affrontare organicamente la materia: su questo sono d'accordo, ma
mettiamo in moto la prima Commissione ed affrontiamola presto,
penso sia chiarissimo l'argomento.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevole colleghi, intervengo
sull'emendamento 4.4; stiamo andando forse un po' in maniera
disordinata, ma il tema generale è stato introdotto
dall'onorevole Turano.
Tralascio tutte le considerazioni rispetto al motivo per cui
siamo costretti a trattare questo tema perché è sin troppo
semplice dire che l'avevamo detto; voglio però cercare di dare il
mio contributo per evitare che questa vicenda si possa ripetere.
Desidero un po' di attenzione da parte dei colleghi...
Noi stiamo parlando di norme che, non solo dovevano essere
pubblicate, ma anche promulgate, perché le disposizioni
riguardanti le elezioni nei comuni e per i sindaci, non
rientrando nella normativa per cui è prevista la possibilità di
un referendum confermativo, non soltanto dovevano essere
pubblicate con valore notiziale, ma andavano appunto promulgate.
Signor Presidente, mi sto ponendo dei problemi e sto cercando
di porre l'attenzione su fattispecie che potrebbero verificarsi e
credo che, anche da lei, avrei diritto di un minimo di
attenzione.
E' possibile, mi chiedo, sopprimere una legge che non è legge?
Normalmente, la soppressione contenuta in un emendamento fa
riferimento ad una norma contenuta nello stesso testo
legislativo: qui noi stiamo invece prevedendo di sopprimere una
legge che non é legge per errore di questa Assemblea regionale,
perché avrebbe dovuto essere non soltanto pubblicata, ma anche
promulgata.
Pongo di nuovo alla Presidenza questo tema: è possibile, con un
emendamento, sopprimere parte di una legge che, per errore, non è
diventata tale, ma avrebbe dovuto esserlo?
PRESIDENTE Onorevole Spampinato, non è la prima volta che
l'Assemblea torna su una delibera legislativa, quella che lei
chiama legge non é ancora tale, ma in atto è una delibera e
pertanto può essere abrogata, esattamente come è stata approvata,
e cioè con un voto dell'Aula; quindi, dal punto di vista formale,
se questa è l'osservazione, l'emendamento 4.4 è formalmente
corretto e proponibile.
SPAMPINATO La seconda osservazione che facevo è in
riferimento alla parte finale del secondo comma, quando, nel
riaprire i termini per poter richiedere il referendum, si
aggancia questo stesso termine alla data di entrata in vigore
della presente legge.
Credo che questa sia una chiara violazione del secondo comma
dell'articolo 1, secondo comma, della legge n. 14 del 2001,
laddove si prevede che il termine per richiedere il referendum
confermativo inizia a decorrere dalla pubblicazione della legge.
Mi chiedo se ciò sia possibile
E' un altro tema che mi pongo: è possibile agganciare questo
termine iniziale, per poter chiedere il referendum confermativo,
all'approvazione della presente legge, in violazione di quanto
disposto dal comma 2 dell'articolo 1 della legge n. 14 del 2001?
Sono problemi che mi pongo non strumentalmente, ma per evitare
che si possa prolungare ancora a dismisura questa lunga querelle.
PANARELLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PANARELLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho
presentato un emendamento soppressivo dell'articolo 4 che intendo
confermare, anzitutto per ragioni procedurali, e cioè per la
stranezza di questo articolo, inserito per la prima volta nel
maxi-emendamento famoso della legge elettorale - che sappiamo
tutti essere ancora in itinere -: nondimeno, nonostante l'idea
di abrogare la parte riguardante gli enti locali, viene
riproposto in questa legge di variazioni di bilancio, in un
contesto quindi del tutto estraneo.
Sono favorevole alla soppressione di questo articolo anche per
ragioni di merito, perché mi convincono gli argomenti usati dai
colleghi Giannopolo e Ortisi, a proposito del limite per la
durata della consiliatura: ma questo stesso limite di cui si
parla, dovrebbe valere in ogni caso e per tutte le tornate
elettorali che si sono svolte nel turno autunnale del 2001 e
successivamente, e che invece non vengono normate nei termini
suggeriti dal collega Ortisi.
C'è un emendamento che riguarda solo quei comuni che avrebbero
dovuto votare regolarmente nella prossima primavera sulla base
della norma votata, Comuni che avevano chiesto una
interpretazione all'assessorato per le autonomie locali, che a
sua volta aveva risposto in coerenza con quella legge, e che oggi
si trovano - a pochi mesi da una scadenza che consideravano
naturale - ad avere in qualche maniera decurtata di un anno la
loro consiliatura rispetto alla normativa che si era determinata.
Credo che ciò sia un modo di procedere molto discutibile da
parte dell'Assemblea, molto poco rispettoso delle autonomie
locali, i colleghi Ortisi e Giannopolo, essendo stati o essendo
sindaci, più volte ci hanno impegnato sulla necessità di un
riconoscimento della dignità degli enti locali.
Ebbene, questo emendamento, onorevole Ortisi, non ne tiene
assolutamente conto
Segnalo, peraltro, che è stato presentato in Aula senza nessun
confronto con l'associazione delle autonomie locali e al di fuori
di qualsiasi organicità.
Credo che questo per gli onorevoli Ortisi, Giannopolo e per
altri colleghi, che per anni ci hanno impegnato su questo
rapporto paritario tra le diverse istituzioni, dovrebbe essere
un argomento che dovrebbe far loro riflettere sulla inopportunità
dell'approvazione di questo emendamento.
Ancora trenta secondi, signor Presidente - lo volevo fare
prima, ma il contesto non me lo ha consentito - per ritornare un
attimo, soprattutto per gli uffici, sull'emendamento 31.46, già
votato, che sopprime al comma 8, i commi 1, 2 , 3 e 4
dell'articolo 1 e l'articolo 2 della legge regionale 30 aprile
1991, n. 12.
Vorrei segnalare che, in quel testo, c'è un articolo, l'1 bis,
che evidentemente sopravvive e che rappresento perché,
trattandosi di materia che punta ad armonizzare, nel testo
coordinato, la legislazione regionale con quella statale,
sollecito un'attenzione affinché nel coordinamento della nuova
normativa viva, nell'articolato, il comma 1 bis che non è stato
soppresso.
ACIERNO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho presentato
l'emendamento soppressivo all'articolo 4 per una semplice
ragione: noi ci riferiamo a quei comuni ricompresi nel secondo
turno elettorale dell'anno 2000. Ma di fatto è successo che i
comuni eletti nell'anno 2000 erano stati scelti con un mandato
che sarebbe durato quattro anni.
Dopodiché, il legislatore ha varato una norma che ha
prolungato di un anno la consiliatura, senza tenere conto del
fatto che c'era un mandato elettorale che era stato dato dal
popolo sovrano per quattro anni. Il legislatore ha infatti
stabilito che la durata di cinque anni valesse anche per questi.
Successivamente, il legislatore ha predisposto un'altra norma,
quella dell'election day e non ha tenuto conto, in quella stessa
norma, che c'erano i comuni eletti nel secondo semestre, e fino
all'anno 2001, perché l'election day entra in vigore nel 2002.
Quindi, tutti i comuni che sono stati eletti fino al secondo
semestre del 2001 hanno adesso un problema che spiego citando
l'esempio del comune di Palermo, il cui Consiglio comunale e
Sindaco sono stati eletti nel novembre del 2001 e la cui
naturale scadenza sarà - considerato che il mandato è per cinque
anni - nel novembre del 2006.
A questo punto, siccome nel novembre del 2006 non si vota, la
città di Palermo quando voterà? Voterà nella primavera del
2006, quindi, avendo una chiusura anticipata di una consiliatura
che è stata invece regolarmente per cinque anni?
Quindi, avremo un mandato popolare che noi, improvvisamente,
ridurremo di sei mesi; un danno economico nei confronti dei
Consiglieri comunali che sono stati eletti per un mandato che
doveva durare cinque anni, oppure si dovrà scegliere che, per i
Comuni eletti nel secondo semestre 2001, la data di elezione sarà
spostata di sei mesi in avanti e cioè nella primavera del 2007.
E' possibile che noi, ogni volta che mettiamo mano a materia
elettorale, commettiamo errori e continuiamo a perseguire gli
stessi errori?
Mi chiedo perché il comma 4 interviene solo per i Comuni eletti
nel secondo semestre del 2000 e non risolve, una volta e per
tutte, il problema che non è solo quello del nuovo mandato, cioè
del prolungamento di un anno, perché è intervenuto anche il
problema dell' election day e quindi dovremo ritornare domani o
più tardi per risolvere il problema di altri Comuni.
Allora, sarebbe opportuno, ed io per questo ho presentato
l'emendamento soppressivo, sollecitare il Governo a fare una
norma chiara, che definisca tutte le problematiche una volta e
per tutte. Se io vedo da parte del Governo un impegno in tal
senso non ho alcuna remora a ritirare il mio emendamento
soppressivo ma, diversamente, mi rifiuto di partecipare ad
un'attività legislativa fatta in maniera un po' superficiale.
SPEZIALE Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, era
prevedibile che sull'articolo 4, visto che c'è un emendamento
presentato, si sarebbe aperta una discussione che potrebbe,
anche, essere svolta in un'Aula abbastanza distratta.
Mi dispiacerebbe se la stanchezza, la distrazione dell'Aula
dovesse farci commettere altri errori, perché questo, al di là
delle appartenenze di centrosinistra o centrodestra, in qualche
modo, squalifica il lavoro che noi facciamo.
Intervengo per fare un paio di valutazioni. La prima: voglio
ricordare ai colleghi, in particolare all'onorevole Acierno che è
intervenuto, che già i Comuni che hanno votato nel secondo
semestre del 1999, il comune di Caltanissetta, il comune di
Siracusa, hanno votato nel giugno di quest'anno, nel senso che
l'election day ha imposto a questi comuni di prolungare appena di
sei mesi perché allora, a regime, era previsto che loro durassero
quattro anni.
A me sembra del tutto ovvio che, avendo costituito un
precedente per comuni importanti come Caltanissetta e Siracusa
che hanno già votato, noi non possiamo avere disparità assoluta
di norme, dobbiamo equiparare tutte le scadenze elettorali del
secondo semetre, del 2000 e del 2001, a un periodo non superiore
a cinque anni perché già lo abbiamo fatto per Caltanissetta e per
Siracusa, quindi non possiamo trattare la materia in modo da
introdurre disparità evidenti. Quindi, per quanto mi riguarda,
l'articolo è giusto.
Nell'emendamento presentato dagli onorevoli Misuraca ed altri,
al primo comma è scritto che le norme per l'elezione del
Presidente della Regione siciliana a suffragio universale e
diretto Nuove norme per l'elezione dell'Assemblea regionale
siciliana - Disposizioni concernenti l'elezione del Consiglio
comunale e provinciale è soppresso .
Sopprimendo il secondo titolo della legge, noi sopprimiamo
anche la parte di norma che contiene la possibilità di votare
dopo cinque anni, cioè di votare a novembre. Praticamente noi
nell'articolo 4, con il primo comma, cioè con il testo,
affermiamo che si vota nel giugno del 2005, con il testo
soppresso, noi sopprimiamo la prima parte che è contenuta nella
legge, perché era già contenuta nel testo approvato dall'Aula.
Quindi, sono perché i colleghi lo rivedano. Stiamo parlando di
una legge elettorale per i consigli comunali, non stiamo parlando
per quella regionale, su cui dirò che nell'approvazione in Aula
del testo riguardante l'elezione dei consigli comunali e dei
sindaci, noi abbiamo previsto che i comuni che hanno votato nel
novembre del 2000 avrebbero votato nel giugno del 2004.
Da che cosa nasce il testo che oggi è in discussione? Poichè la
norma veniva pubblicata ed era incerta nella sua applicazione, si
è pensato per dare certezza normativa di stralciarla e riportarla
come norma a se stante. Con l'emendamento dell'onorevole Misuraca
che sopprime il titolo di elezione del consiglio e dei sindaci,
noi sopprimiamo anche quella parte. Stiamo parlando di elezione
dei consigli comunali, non c'è successivo voto e, dunque, la
deve correggere.
Per quanto riguarda invece l'ipotesi che è stata avanzata
dall'onorevole Turano, a me convince. Considerato, infatti, che
è stato sollevato un problema di carattere generale relativo al
livello di sbarramento, si può riapprovare la legge con una
soglia di sbarramento più bassa rispetto a quella prevista.
Contemporaneamente, si può approvare una norma che in modo
uniforme adegui lo sbarramento per l'elezione del Parlamento
regionale a quella che approveremmo anche per i consigli
comunali. Per fare questo, signor Presidente, io le chiederei di
sospendere l'Aula, di vedere se è possibile determinare un
confronto con tutti in modo tale che approviamo un disegno che
comunque sia largamente condiviso, evitando di andare avanti
invece con una discussione in cui c'è un'Aula distratta,
disattenta. Le chiedo, pertanto, se è possibile, di sospendere
l'Aula per mezz'ora, visto che abbiamo fatto tardi e vediamo di
affrontare nel merito la questione.
LIOTTA Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LIOTTA Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che
quest'Aula abbia collezionato su questo tema tutti i possibili
errori e, tuttavia, altri si appresta a compierne. Noi abbiamo
pasticciato in tutti i modi possibili, abbiamo pubblicato due
titoli di una legge a fatti diversi che avevano procedure diverse
per essere sottoposte a referendum. Ci apprestiamo stasera a
ripasticciare tutto affrontando un tema che è di una delicatezza
politica, procedurale e istituzionale altissima.
Io credo che, considerato comunque che l'Aula non potrà
procedere stasera, a mio avviso, al voto finale del disegno di
legge sulle variazioni di bilancio, quest'Aula farebbe cosa
sensata se si prendesse i giorni che da qui a martedì rimangono
per una ulteriore riflessione. Io credo che è il caso di
riflettere ancora una volta su questa cosa tutti quanti; le
argomentazioni dell'onorevole Turano non sono peregrine, le
valutazioni che sostengono di affrontare sia il titolo I, quello
che riguarda la Regione e quello che riguarda i Comuni, sia il
titolo II, in un provvedimento di tipo organico o comunque non
contraddittorio sono ragioni che stanno in piedi e sarebbe
sensato visto che il voto finale per le variazione di bilancio
non si potrà dare. Io penso, é una mia valutazione, che tutto il
tema elettorale e quindi l'articolo 4 possa essere spostato a
martedì quando si potrà affrontare con maggiore serenità con
minore stanchezza e in quella occasione si potrà dare il voto
finale.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi ci sono proposte di rinviare e
tuttavia noi siamo fermi ancora all'emendamento soppressivo; se
l'emendamento soppressivo viene accolto si assume una decisione
che é conseguenziale al non accoglimento, altrimenti è un'altra
storia. Pertanto, poichè dobbiamo togliere dal nostro cammino la
decisione riguardante l'emendamento soppressivo, invito i
colleghi a prendere posto per procedere alla votazione congiunta
dei tre emendamenti soppressivi 4.1, 4.2 e 4.3.
Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA Vicepresidente della Commissione e relatore.
Contrario
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Non é approvato)
Siamo all'emendamento 4.4.
STANCANELLI assessore per la famiglia, le politiche sociali e
le autonomie locali. Chiedo di parlare
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
STANCANELLI assessore per la famiglia, le politiche sociali e
le autonomie locali. Signor Presidente, io intervengo perché ho
ascoltato alcune argomentazioni su questo emendamento che
dovrebbe riparare l'errore che é stato commesso quando si é
proceduto alla pubblicazione ai fini della notizia per potere
fare trascorrere i novanta giorni necessari per l'eventuale
referendum. E' stato pubblicato sia il titolo I che il titolo II
della disposizione e il titolo II non era soggetto al referendum
confermativo, questo ha creato i problemi che conosciamo tutti e
quindi si è giunti alla determinazione di bloccare l'iter
referendario che già il comitato referendario aveva iniziato. Ci
eravamo accorti in assessorato che si raccoglievano firme per una
delibera legislativa che non tutta andava sottoposta a
referendum. Io vedo ora un emendamento che tenta di riparare a
questo errore che sicuramente é stato studiato e concordato con
il Commissario dello Stato, ma nonostante sia stato concordato
con il Commissario dello Stato ritengo che il Parlamento debba
decidere e non c'é il novantunesimo parlamentare. Ritengo che
dobbiamo discutere per evitare che dopo l'approvazione di questa
norma ci si possa ritrovare nelle stesse condizioni da cui siamo
partiti dopo la pubblicazione del 24 settembre, quindi non saremo
nelle condizioni di potere emettere la circolare attuativa per
fare partire l'iter referendario.
L'emendamento, al comma 1, recita che il titolo II della
delibera legislativa della legge, che è stata pubblicata ai soli
fini della conoscenza per l'eventuale impugnativa del referendum,
è abrogato. Quindi, con questa legge cessa di esistere
automaticamente il predetto titolo II, anche se la norma non è
ancora legge ma una delibera legislativa.
Il comma 2 prevede che a decorrere dall'entrata in vigore della
legge di variazioni di bilancio decorre il termine di 90 giorni
per la raccolta di firme sul referendum. Ma qual è, questo punto,
il testo di riferimento? Quello pubblicato ai soli fini
conoscitivi? Quando si parla di testo pubblicato ai soli fini
della conoscenza, a quale parte del testo ci si riferisce?
A mio avviso il testo è tutto. Ne mi si può dire che è stato
abrogato il titolo II perché viene pubblicato in questo testo di
legge.
Ritengo che bisognerebbe prevedere che il Presidente della
Regione è autorizzato a ripubblicare soltanto la parte da
sottoporre a referendum. Non vorrei che dopo la pubblicazione di
questa norma, così come è fatta, ci si trovi nella condizione di
capire qual'è la vera norma da sottoporre a referendum. In questa
norma noi stiamo soltanto trasferendo i 90 giorni dalla
pubblicazione di questa legge. La legge pubblicata resta tale.
PISTORIO assessore per la sanità. Presentiamo un emendamento
integrativo.
STANCANELLI assessore per la famiglia, le politiche sociali
e le autonomie locali. Bisogna verificare se basta un
emendamento integrativo che prevede una norma che autorizza il
Presidente della Regione alla pubblicazione.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, se le osservazioni sono
soltanto quelle formulate dall'Assessore Stancanelli, si può
procedere se c'è la condivisione dell'Aula attraverso due
strumenti: o presentando un emendamento aggiuntivo
all'emendamento 4.4 oppure presentando un ordine del giorno con
cui l'Assemblea impegna il Governo a ripubblicare le parti che
rimangono in vita. Ritengo che la strada da perseguire sia quella
della presentazione di un ordine del giorno.
FERRO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FERRO Signor Presidente, onorevoli colleghi, io rimango
esterrefatto di ciò che ascolto e che sempre più mi lascia
sconcertato. Sentire che oggi dopo un pasticcio che è stato
prodotto in questa Aula grazie a questa maggioranza e dopo che da
venti giorni ci si interroga sulle soluzioni possibili per
garantire da un lato l'espletarsi del referendum, dall'altra
parte eventuali modifiche normative etc. etc., si dice che sono
stati consultati giuristi, costituzionalisti, spero quanto meno
che l'abbiamo fatto gratuitamente perchè se il prodotto che si
confeziona qui oggi è di questa natura francamente, io per primo
mi vergogno di sedere in quest'Aula perché, al di là dei punti di
vista che ciascuno di noi può avere, stiamo andando a discutere
di una legge non solo cattiva sotto il profilo teorico per
ciascuno di noi o positiva per altri, ma di una legge
sostanzialmente inapplicabile perchè comunque diventa
estremamente complicato gestire tutta l'operazione.
Allora, io vorrei far presente che noi abbiamo da un lato la
necessità di chiarire i passaggi procedurali, perchè c'è una
legge pubblicata e noi autorizziamo il Presidente a
ripubblicarla, non si capisce bene, forse con una vignetta un
fumetto, ci mettiamo il fiocco al gatto e così via.
Seconda questione. C'è un diritto che credo sia innegabile di
chi vorrà tra i cittadini fare il referendum confermativo
soprattutto non essendo penalizzato dai giorni che intanto
decorrono. Allora, vorrei, poichè penso che non si possa votare
la legge stasera, che da qui a martedì questi fini
costituzionalisti possono coadiuvare l'Assessore e il Governo e
prospettare una proposta, una soluzione che sia
costituzionalmente valida, legittima sotto il profilo della
procedura. Diversamente, il rischio è che noi facciamo in un
altro provvedimento che in realtà non serve assolutamente a
nulla, che non risolve nulla, dopo di che qualcuno mi dovrà
spiegare chi voleva la riforma della legge elettorale e chi non
la vuole. Poiché io vorrei che non impazzissimo dietro a queste
questioni, o abbiamo un percorso che è assolutamente lineare e
certo, ma non possiamo vivere con un Governo che si presenta dopo
che per venti giorni si è assistito ad una sorta di teatrino sui
giornali, a dire se, ma, forse , vediamo, vorrei capire anche
con chi vi siete consultati visto che l'avete dichiarato sui
giornali.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, io volevo
fare riflettere anche l'onorevole Ferro rispetto all'ipotesi
avanzata dall'onorevole Stancanelli, e credo che abbia fatto mie
anche le perplessità rispetto ai termini da cui decorre la
possibilità di presentazione della firma.
Quella che è stata già pubblicata è una legge, quella che
sarebbe eventualmente ripubblicata è sostanzialmente un'altra
legge, perchè nel momento in cui noi leviamo una parte, un titolo
alla legge originariamente approvata noi andiamo ad autorizzare
la pubblicazione sostanzialmente di un'altra legge. Così noi
potremmo risolvere e avremo certezza rispetto al quesito
referendario. Perchè potrebbe dire il quesito referendario si
chiede la conferma del titolo 1 della legge così pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale del...e da quella data inizierebbero a
decorrere i 90 giorni per la raccolta delle firme. Io credo,
fermo restando le considerazioni rispetto ai tempi in cui sono
state proposte le soluzioni, che attraverso un ragionamento,
nonostante l'orario, di questa Aula, questa potrebbe essere una
soluzione su cui ragionare ed eventualmente dare anche il nostro
consenso.
CRACOLICI . Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà. Poi dobbiamo votare anche perchè
le proposte si susseguono, come lei vede ma poi quando la
Presidenza dice che il Parlamento si esprime per atti votati non
sempre è compresa, nel senso che le opinioni si sovrappongono ma
atti la Presidenza non ne vede, tranne l'emendamento da votare.
CRACOLICI Visto l'argomento di cui stiamo parlando, sarei
più prudente rispetto agli atti votati e quello che determinano
gli atti che si votano, quindi metterei almeno un elemento di
prudenza nella nostra valutazione.
Signor Presidente, credo che le questioni che ha posto
l'assessore Stancanelli hanno un fondamento logico; non so se la
logica in questo caso sia applicabile a farci uscire da una
empasse che si è determinato e che ad ora sembra ancora in questo
momento difficile la soluzione.
Lo dico in funzione del fatto che a mio avviso la cancellazione
o la abrogazione del titolo II dalla delibera d'Aula votata
qualche mese fa e la contemporanea introduzione di nuovi termini
di decorrenza ai fini della procedura referendaria se vuole
risolvere due problemi, rischia anch'essa di aggravare i due
problemi.
Faccio una considerazione, Presidente (e vorrei che mi
ascoltasse visto che poi deve essere assunta una decisione
finale): i termini per la raccolta delle firme sono legati non
solo alla data di pubblicazione ma alla quantità delle firme
necessarie per indire il referendum e sono legati al voto che è
stato espresso da questo Parlamento che poteva essere espresso in
due modi: o con una maggioranza qualificata semplice cioè la
maggioranza assoluta dei parlamentari aventi diritto, o dalla
maggioranza qualificata cioè i due terzi del Parlamento che
avrebbe determinato anche una diversa, essendo questa legge
statutaria, quantità.
Siamo in presenza di una nuova decorrenza dei termini che
vogliamo (io sono d'accordo) determinare, ma una decorrenza di un
atto che va comunque pubblicato e la cui pubblicazione deve
essere suffragata dal voto che consente la pubblicazione
dell'atto che stabilisce se quell'atto ha o non ha la maggioranza
assoluta o la maggioranza qualificata.
Se noi torniamo alla pubblicazione dobbiamo esprimerla con
l'atto di volontà che il voto indica nella quantità di firme che
dobbiamo raccogliere.
Perchè io arrivo ad usare un altro paradosso: è vero che la
legge è stata erroneamente pubblicata per intero, ma la legge che
ha avuto il voto finale di questo Parlamento, e ha avuto il voto
finale di quarantanove deputati su novanta, era la legge che
conteneva anche il titolo II e potrei perfino arrivare al
paradosso che se non ci fosse stato il titolo II nella legge che
abbiamo votato può darsi che l'Aula poteva esercitare una volontà
più ampia, può darsi che la maggioranza dei parlamentari che
votava favorevolmente alla legge poteva essere dei due terzi e
quindi determinava una volontà ai fini della raccolta delle firme
diversa da un cinquantesimo del corpo elettorale.
Sto usando il paradosso per arrivare a quale conclusione? A me
pare chiaro che della legge, comunque la mettiamo, la separiamo,
la stralciamo, ne abroghiamo una parte, va prodotta una nuova
pubblicazione.
Per essere prodotta una nuova pubblicazione, la si deve
votare nuovamente. Poiché noi quella stessa legge l'abbiamo già
votata, credo che l'unica via maestra sia quella di produrre la
nuova legge da pubblicare, in virtù di una modifica che
apportiamo.
Noi possiamo giustificare una nuova pubblicazione, se
introduciamo un elemento di modifica alla legge, altrimenti
rischiamo di rimanere in una condizione che è schizofrenica,
perché il paradosso è che per ripubblicare la stessa legge,
dovremmo fare tre atti, non soltanto quello che qui viene
proposto cioè abrogare il titolo II, ma dovremmo persino abrogare
il titolo I e rivotarlo nuovamente con atto diverso
dall'abrogazione, pubblicandolo in virtù del voto nuovo al titolo
I.
Credo che questa sia una procedura schizofrenica. Ecco perché
mi permetto di suggerire, anche in virtù delle cose che ho
ascoltato, non da un parlamentare, ma dall'assessore, in quanto
il suo ufficio ha la responsabilità della gestione procedurale ai
fini del meccanismo referendario.
In base alle cose che ha detto l'assessore Stancanelli, affermo
che noi, stasera, non siamo ancora nelle condizioni di poter
chiudere il cerchio di questa difficile vicenda che si è
determinata sulla legge elettorale.
Io credo che chiusa la variazione di bilancio, si possa aprire
una sessione, la prossima settimana, con provvedimenti che
cercheremo di definire nel corso di queste ore, affinché l'Aula
in una sessione propria, specifica, non immischiando la
variazione di bilancio con altre vicende di natura diversa, possa
alla fine trovare una possibile via d'uscita che, a mio avviso,
ma è un opinione, non può che essere quella di utilizzare una
modifica alla delibera d'Aula votata nel mese di luglio, per
consentire una nuova pubblicazione e forse con un voto diverso
rispetto ai 49 che hanno votato la vecchia legge elettorale.
ARDIZZONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ARDIZZONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono
fortemente convinto dell'esistenza di problemi procedurali, vuoi
per quello che diceva l'onorevole Cracolici, vuoi perché ci sono
dubbi e perplessità anche sul quorum che dovremmo adottare in
caso di modifiche, essendoci già in precedenza un quorum
qualificato di 46 deputati.
Il problema è stato posto dall'assessorato agli Enti locali, in
quanto si è trovato di fronte ad una parte di legge non
sottoponibile a referendum confermativo e di questo ritengo abbia
voluto investire l'Aula, cioè avere lumi dall'Aula stessa.
Siccome, a mio avviso, qua non è in discussione tanto la legge
elettorale ma, caso mai, sub iudice, lo è tutto il titolo II,
cioè nel caso in cui noi dovessimo modificare le norme contenute
nel titolo II dovremmo rifare la procedura rafforzata, cioè
maggioranza qualificata e referendum? Per cui, siccome dobbiamo
dare forza all'Assessorato agli Enti locali che ripeto,
giustamente, ha posto il problema - ed io debbo dare atto che una
soluzione l'aveva trovata in un emendamento che poi è stato
accantonato e che interveniva già nella legge 14 del 2001, quella
sul referendum confermativo -, io mi rimetto all'Aula se non é
opportuno, forse, arrivati a questo punto, stilare un semplice
ordine del giorno che impegni il Governo a dare corso alla
pubblicazione dell'intera legge. Allo stato attuale non abbiamo
altra soluzione, rendendoci conto che se poi noi dobbiamo
modificare...
LIOTTA Pubblicarla nuovamente con i titoli I e II?
ARDIZZONE Sì, con il titolo I e con il titolo II, onorevole
Liotta. Sa cosa mi ha stranizzato? Il fatto che il Commissario
dello Stato non abbia impugnato l'intero titolo II. Vi posso dire
che io e il relatore della legge, l'onorevole Ioppolo, lo avevano
messo anche per iscritto evidenziando le carenze proprio per
l'inserimento del titolo II. Questo mi ha stranizzato moltissimo,
ingarbugliando molto la legge.
Ora, poiché sono nati impedimenti procedurali che, giustamente,
l'Assessorato agli Enti locali ha sollevato, perché si è trovato
di fronte la legge 14 del 2001 che stabilisce le regole e le
procedure del referendum confermativo con questa legge esitata,
probabilmente, l'Assessorato aveva già trovato la soluzione, che
era quella di intervenire sulla legge 14/2001, facendo
l'interpretazione autentica che, nel caso in cui fossero state
inserite altre norme, come è avvenuto in questa legge, purtroppo,
si sarebbe pubblicata soltanto la norma elettorale.
Ciò non è avvenuto. Allora, con un semplice ordine del giorno
lo autorizziamo a procedere, nel contrasto fra le due leggi,
cioè la legge elettorale e la legge sul referendum confermativo
che non dispone in ordine a questioni analoghe a quelle che ci
siamo ritrovati, cioè nel caso in cui siano state inserite norme
non attinenti alla legge elettorale. Per me è la soluzione più
semplice.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 4.4. Il parere
della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
LIOTTA Signor Presidente, non pensa che stiamo procedendo
troppo in fretta?
PRESIDENTE Onorevole Liotta, poc'anzi, ho detto una cosa, ma
purtroppo siamo tutti disattenti. Sarebbe opportuno aggiornare la
seduta ad altra data, ma non tutti la pensano alla stessa
maniera. Poc'anzi, ho detto che le proposte si sono succedute, ma
l'Assemblea si pronuncia relativamente a voti su atti; non vi
sono stati atti, non vi sono stati subemendamenti, non vi sono
stati ordini del giorno. E'stato annunciato un ordine del giorno,
forse arriva o forse no, ma intanto c'è un emendamento, il 4.4
che metto in votazione, con il parere favorevole del Governo e
della Commissione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
LIOTTA Ci sono alcuni subemendamenti all'emendamento 4.4.
PRESIDENTE Non ci sono subemendamenti, onorevole Liotta, sono
articoli aggiuntivi.
SPEZIALE Signor Presidente, con questa forzatura ha
incasinato la legge
PRESIDENTE E' stato preannunciato la presentazione di un
ordine del giorno, che sarà trattato insieme agli altri ordine
del giorno.
Onorevoli colleghi, sono stati presentati tre emendamenti che
sono stati considerati aggiuntivi, in quanto attengono ad altra
parte della legge. Gli emendamenti 4.4.1 e 4.4.2, ai sensi
dell'articolo 17 bis del Regolamento, poiché trattasi di materia
sottoponibile a referendum che, pertanto, non può trovare
accoglienza in questo disegno di legge, sono improponibili.
Resta, invece, l'emendamento dell'onorevole Turano, il 4.5 che
ripropone le parti della delibera legislativa che sono state
poc'anzi abrogate.
CRACOLICI Signor Presidente le chiedo di sospendere la seduta
per almeno mezz'ora per avere il tempo di presentare alcuni
subemendamenti.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, chiedo preventivamente scusa alla
Presidenza perché vista l'ora tarda potrei anche dire una
sciocchezza.
Noi abbiamo appena approvato un emendamento che ha abrogato
l'intero titolo II .
FORMICA Da quella legge
ACIERNO Dalla legge elettorale. Credo che il nostro
Regolamento preveda che una norma approvata da questa Aula non
possa essere riproposta al voto se non in un altra sessione.
Quando lei pone in votazione l'emendamento 4.5, di fatto, abbiamo
appena abrogato queste norme, non capisco perché ora lei ci
chiede di votare per approvarle. Signor Presidente, credo che il
Regolamento ci vieti questa procedutra, per cui l'emendamento 4.5
deve essere considerato inammissibile.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, l'emendamento 4.5 presentato
dai deputati Turano, Ardizzone ed altri ripropone il titolo II
della legge. Questa procedura, l'onorevole Turano lo ricorderà, è
una procedura che è stata praticata da questo Parlamento sotto
altra forma; questo Parlamento in passato piuttosto che subire,
supinamente, spesso le decisioni del Commissario dello Stato,
abrogava le parti impugnate dallo stesso e le riproponeva con
altro disegno di legge che predisponeva contestualmente, ma con
atto separato.
In questo caso, invece, i medesimi atti di abrogazione e di
riproposizione troverebbero spazio nello stesso contesto
normativo, cosa che non è possibile e, pertanto, onorevoli
colleghi, poiché è stato presentato un ordine del giorno che
impegna il Presidente dell'Assemblea ed il Presidente della
Regione ad aprire una finestra legislativa, vorrei invitare
l'onorevole Turano a ritirare questo emendamento ed a votare
immediatamente l'ordine del giorno che prevede l'apertura di una
finestra legislativa per l'approvazione di un nuovo disegno di
legge che riguarda il sistema elettorale negli enti locali.
TURANO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TURANO Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
ragionamento è ineccepibile, però la conclusione cozza con la
premessa. Avendo noi abrogato il titolo II non possiamo approvare
l'articolo 4 perché contiene disposizioni contenute nel titolo II
e quindi non c'è dubbio che anche l'articolo 4 vada cassato.
Dobbiamo, pertanto, rivotare la soppressione dell'articolo 4 e
quando tratteremo la materia...
PRESIDENTE Non c'è bisogno, onorevole Turano, perché è
automaticamente superato, cosa che la Presidenza avrebbe detto
non appena chiusa la querelle sull'emendamento 4.5.
Allora, sospendiamo la discussione sull'articolo 4.
Comunico che sono stati presentati i seguenti ordini del
giorno:
- numero 470, Riproposizione di norme concernenti le elezioni
dei consigli comunali e provinciali , degli onorevoli Misuraca,
Formica, Dina;
- numero 472, Ripubblicazione, ai fini notiziari della
delibera legislativa approvata nella seduta n. 223 del 5 agosto
2004 , degli onorevoli Formica, Dina e Misuraca.
CRACOLICI L'emendamento sostituisce l'articolo 4?
PRESIDENTE Onorevole Cracolici, il voto favorevole
all'emendamento 4.4 preclude la trattazione dell'articolo 4,
perché l'articolo 4 faceva parte di quella parte che non esiste
più.
Allora, a questo punto, per omogeneità di argomento votiamo
l'ordine del giorno numero 470 che impegna il Presidente della
Regione a presentare apposito disegno di legge che riproponga le
norme del Titolo II.
Insieme a questo, votiamo l'ordine del giorno 472 che impegna,
invece, il Presidente della Regione a ripubblicare i fini
notiziali le parti della legge residuali dopo l'abrogazione del
Titolo II.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rivolgo
ai firmatari di questo ordine del giorno per chiedere loro di
dare seguito ad un impegno politico assunto nel corso di queste
giornate, al fine di consentire all'Aula di valutare
l'opportunità di introdurre eventuali modifiche al testo della
legge elettorale per l'Assemblea regionale e per il Presidente
della Regione.
Chiedo ai colleghi della maggioranza di introdurre nell'ordine
del giorno le ragioni politiche che hanno visto aprire un
dialogo. Poi vedremo quale sarà il merito, se ci sarà e quale
tipo di soluzione bisognerà dare, ma credo che, oggi, chiudere
quest'Aula, con l'impegno a convocare una sessione per lavorare
sul Titolo II, non costituisca la ragione per la quale si è
tentato faticosamente di trovare soluzioni possibili che siano,
in maniera più larga possibile, condivise da tutte o dalla gran
parte delle forze politiche siciliane.
Io vorrei ricordarlo perché stiamo parlando di legge
elettorale. Non stiamo parlando di una variazione di bilancio, di
una Finanziaria, di leggi che sono proprie di una maggioranza
politica e di una maggioranza di governo. Stiamo parlando di
legge elettorale.
Credo che i colleghi capigruppo della maggioranza debbano
mantenere l'impegno che verbalmente era stato assunto, nella
proposizione di un ordine del giorno a firma loro che porti a
questo tipo di risultato, di obiettivo, perché altrimenti diventa
tutto più difficile.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, credo che l'onorevole Turano
abbia ritirato l'emendamento 4.5, che viene trasformato, di
fatto, nell'ordine del giorno numero 470 che pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'ordine del giorno numero 472.
SPAMPINATO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
stiamo compiendo il temuto pasticcio.
Stiamo approvando un ordine del giorno in cui impegniamo il
Presidente della Regione a ripubblicare, fini notizie, il titolo
I della legge elettorale, riguardante l'elezione del Presidente
della Regione e l'elezione dell'Assemblea regionale.
Noi, nell'articolo 4.4, abbiamo previsto che i 90 giorni da cui
decorrono i termini per la raccolta delle firme partono dalla
pubblicazione della presente legge, in dispregio di quanto
previsto dal secondo comma dell'articolo 1, della legge numero 14
del 2001, mentre, qua, stiamo autorizzando la ripubblicazione,
quindi...
PRESIDENTE Onorevole Spampinato, non le deve sfuggire un
passaggio, un inciso che non è secondario. Poiché su questo tema
le opinioni sono controverse e anche le argomentazioni di natura
giuridica sono controverse, c'è un inciso che dice: ove si renda
necessario', perché questo aspetto risiede nelle competenze del
Presidente della Regione che ha i suoi strumenti di valutazione,
relativamente ai passaggi che deve compiere e, pertanto, stiamo,
sostanzialmente, affermando un principio, cioè che i termini sono
tutti nuovi e decorrono dalla data di entrata in vigore della
legge che stiamo per votare e che se per motivi tecnici, fosse
necessario ripubblicare le parti residuali, il Presidente della
Regione, fatte le sue valutazioni, le ripubblica perché, in
qualunque caso, i termini, ai fini referendari, decorrono dalla
data di entrata in vigore di questa legge e, quindi, possono
coabitare le due questioni.
SPAMPINATO Signor Presidente, posso porre un quesito?
FLERES Prego, onorevole Spampinato.
SPAMPINATO Ove il Presidente della Regione ritenesse
necessario procedere alla ripubblicazione della legge, i termini
per la raccolta delle firme da quando decorrerebbero?
PRESIDENTE C'è scritto nell'emendamento, onorevole
Spampinato.
SPAMPINATO In contraddizione a quanto abbiamo approvato.
PRESIDENTE No, onorevole Spampinato, non in contraddizione.
SPEZIALE Chiedo di parlare sull'ordine del giorno.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, c'era stato
un tentativo, da parte dell'Assessore per gli Enti locali, di
mettere un po' di ordine alla materia, poi, è intervenuto lei e
questa volta è riuscito a farlo.
Io penso che torniamo nuovamente...
PRESIDENTE Onorevole Speziale, la prego di riservare le
valutazioni di natura personale ad altre sedi, perché la
Presidenza ha più volte sollecitato i deputati a trasformare le
loro opinioni in atti valutabili ai fini parlamentari e questo
non è avvenuto. Dunque la Presidenza, onorevole Speziale, ha
soltanto preso in considerazione quello che poteva prendere in
considerazione, ciò che non può prendere in considerazione, può
apprezzarlo o meno; di fatto non si possono prendere in
considerazione le opinioni perché sulle opinioni non si può
votare.
SPEZIALE Signor Presidente, avendoci fatto votare
l'emendamento 4.4 in fretta, ha causato un ulteriore
incasinamento di tutta la legge. Le avevo chiesto di andare con
calma, con cautela, perché è una materia delicata, invece lei ha
voluto, come è suo solito, forzare; è un fatto caratteriale
sicuramente, ed io penso che non abbiamo fatto altro che
rideterminare un'altra esposizione da parte dell'Assemblea
Regionale di fronte all'opinione pubblica perché, da domani in
poi, ci accorgeremo che non è possibile stabilire con una norma
di ripubblicare una legge che è stata già pubblicata soltanto
perché lo stabiliamo con norma o addirittura con un ordine del
giorno.
Tuttavia, vorrei intervenire sul secondo ordine del giorno. Il
tentativo, signor Presidente, che noi abbiamo cercato di fare, è
un tentativo politico. Quando si parla della finestra legislativa
c'è il tentativo di riconsiderare l'impianto normativo approvato
in quest'Aula per vedere se è possibile, attorno ad un testo
modificato, avere una visione d'Aula molto più ampia rispetto a
quella che ha dato vita alla legge che oggi è stata pubblicata.
Se l'intendimento è questo e c'è quello dell'apertura
legislativa e cioè quello di fare una finestra legislativa, non
si capisce perché dovremmo autorizzare il Presidente della
Regione a ripubblicare una legge che è stata pubblicata, perché
se andiamo a fare un nuovo testo, modificato anche parzialmente,
anche nella parte minimale, per quanto riguarda il titolo I della
legge che abbiamo approvato, da quel momento, ripubblicata quella
legge, scattano eventualmente i termini per indire il referendum.
Delle due l'una signor Presidente: o si ha la volontà di
ritornare in quest'Aula e produrre un atto normativo che tenga
conto anche delle osservazioni che, nel corso di questi mesi,
sono state avanzate da altre forze politiche, in particolare per
quanto riguarda l'ipotesi allo sbarramento e tutto questo
individua la possibilità che in Aula si determini una maggioranza
molto più ampia ed allora si segua quella strada, o se non si ha
intenzione di seguire quella strada, si lasci stare la legge
pubblicata così com'è.
Per quanto ci riguarda, il tentativo fatto da parte nostra era
quello di ritornare in Aula con una finestra legislativa,
riaffrontare anche parzialmente una parte della legge,
ripubblicare la legge parzialmente riaffrontata e da quel
momento far scattare il referendum. Per questo, non sono
d'accordo al fatto che venga approvato quest'ordine del giorno.
Questo, infatti, in qualche modo, finisce col vanificare lo
sforzo che noi vogliamo fare di ritornare in Aula per fare una
nuova legge, cioè finiamo col vanificarlo.
Per questa ragione, dichiaro il mio voto contrario all'ordine
del giorno presentato dai colleghi della maggioranza, anzi invito
i colleghi della maggioranza - mi rivolgo direttamente ai
capigruppo, agli onorevoli Dina, Formica e Misuraca - a valutare
attentamente, se dobbiamo cogliere in quest'ordine del giorno,
di fatto, una volontà di chiusura o se invece dobbiamo cogliere
una disponibilità a riaprire una finestra legislativa. Se si
vuole riaprire la finestra legislativa, si faccia un testo
modificato, si porti in Aula già la prossima settimana e da quel
momento, dopo che sarà approvato decorreranno i termini; se
invece si vuole ripubblicare la legge, di fatto, si manterrà in
vita la norma già esitata dall'Aula.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'ordine del giorno 472. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Preciso che l'articolo 4, a seguito dell'emendamento 4.4, è
precluso.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Onorevoli colleghi, comunico che sono stati presentati i
seguenti ordini del giorno:
numero 443, Iniziative per fronteggiare l'emergenza
clandestini nell'Isola di Lampedusa , degli onorevoli Raiti,
Fleres, Antinoro, Dina, Ardizzone, Formica, Papania, Spampinato,
Liotta, Ferro, Speziale, Morinello, Barbagallo, Crisafulli ed
altri;
numero 444, Applicazione dell'articolo 1 quater della legge 27
luglio 2004, n. 186, nell'ambito dell'Amministrazione regionale ,
degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici e Baldari;
numero 445, Misure urgenti per far fronte alla crisi del settore
dell'ortofrutta e della serricoltura , degli onorevoli Zago,
Speziale, Cracolici, Capodicasa ed altri;
numero 447, Destinazione della somma di 1.000 migliaia di euro
ai Comuni di Pace del Mela, San Pier Niceto e Monforte San
Giorgio , dell'onorevole Formica ;
numero 448, Riordino delle disposizioni che interessano le case
di cura private in regime di pre-accreditamento con la Regione ,
degli onorevoli Spampinato, Raiti, De Benedictis e Papania;
numero 449, Istituzione del servizio di farmacia nelle strutture
sanitarie private che esercitano attività di ricovero e terapia
equipollenti alle strutture pubbliche , degli onorevoli
Spampinato, Ortisi, Papania, Raiti, De Benedictis .
numero 450, Stipula di apposito protocollo d'intesa, con valore
di patto, con tutte le aziende operanti in Sicilia esercenti
l'attività di autolinee , degli onorevoli Fleres, Catania
Giuseppe, Maurici, Baldari, Misuraca;
numero 451, Reperimento delle risorse necessarie al
funzionamento del registro territoriale di patologia (RTP) della
provincia di Siracusa , degli onorevoli Sbona, Burgaretta e
Confalone;
numero 453, Risanamento della Valle del Mela , degli onorevoli
Ardizzone, Formica, Beninati e Panarello;
numero 454, Finanziamento del progetto di creazione di un Centro
di Documentazione Arte contemporanea presso la Real Cittadella di
Messina , degli onorevoli Beninati, Ardizzone e Baldari;
numero 455, Attuazione della normativa regionale in materia di
personale di enti parco , dell'onorevole Beninati;
numero 456, Valutazione, con i rappresentanti dei Comuni
siciliani, delle opportune iniziative in materia di Piani
integrati territoriali (PIT) , degli onorevoli Raiti, Ferro
Miccichè, Morinello, Zago, Speziale;
numero 457, Definizione di un percorso di stabilizzazione
concreto ed attuabile per i 3300 soggetti impegnati in attività
socialmente utili (ASU), presso l'Amministrazione della Regione
siciliana , degli onorevoli Moschetto, Gonfalone, Maurici, Leanza
Edoardo, Mercadante, Baldari, Fleres;
numero 458, Interventi in favore dei produttori d'uva del Comune
di Lazzarone (CT) , degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe,
Maurici, Baldari;
numero 459, Indizione del referendum di cui all'articolo 8 della
legge regionale n.30 /2000 , degli onorevoli Fleres, Maurici,
Baldari;
numero 460, Iniziative per la costituzione di un tavolo tecnico
sul precariato , degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe,
Maurici;
numero 461, Interventi per la rideterminazione dei compensi del
Collegio dei Revisori contabili dei Consorzi di Bonifica , degli
onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici e Baldari;
numero 462, Trasferimento alla Provincia regionale di Trapani di
proventi derivanti dalla dismissione delle Sicilauto S.p.A. ,
degli onorevoli Turano, Mancuso e Ardizzone;
numero 463, Definizione di un percorso di stabilizzazione per i
soggetti impegnati in A.S.U. e per i contrattisti A.P.U.C. presso
l'Amministrazione della Regione siciliana , degli onorevoli
Ioppolo e Virzì;
numero 464, Interventi presso il Ministro delle Infrastrutture e
dei trasporti perché sia garantita l'attuale attività delle
Ferrovie dello Stato nei collegamenti sullo Stretto di Messina e
siano evitati contraccolpi occupazionali , degli onorevoli
Panarello, Genovese, Ardizzone, Liotta;
numero 465, Definizione di un percorso di stabilizzazione
concreto ed attuabile per i 3.300 soggetti impegnati in A.S.U.,
presso l'Amministrazione regionale siciliana , degli onorevoli
Dina, Savona, Papania, Fratello ed altri (di identico contenuto
dell'ordine del giorno n. 457);
numero 466, Declaratoria di evento straordinario negativo per il
comparto agricolo siciliano ed, in particolare, per quello
Agrigentino , dell'onorevole Savarino;
numero 467, Istituzione premio di musica ed arte , degli
onorevoli Catania Giuseppe, Fleres e Maurici;
numero 468, Lavoratori impegnati in A.S.U. e ex P.U.C.
(contrattisti) stabilizzazione e fuoriuscita del precariato ,
degli onorevoli Oddo e Papania;
numero 469, Definizione di un percorso di stabilizzazione
concreto ed attuabile per i 1.080 lavoratori con contratti di
diritto privato e per i 3.300 soggetti impegnati in A.S.U. presso
l'Amministrazione regionale siciliana, , degli onorevoli Papania
e Oddo;
numero 471, Istituzione della Scuola superiore di studi per le
scienze turistiche, con sede a Catania , degli onorevoli Ioppolo
e Formica.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, gli ordini del giorno nn. 457,
463, 465, 468, 469 sono accettati dal Governo come
raccomandazione.
L'ordine del giorno n. 430 è ritirato. L'Assemblea ne prende
atto.
Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 443. Il parere
del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, gli ordini del giorno nn. 444, 445, 447,
448, 449, 450, 451, 453, 454, 455, 456, 458, 459, 460, 461, 462,
464 e 471 sono accettati dal Governo come raccomandazione.
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 466. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'ordine del giorno numero 467. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Invito gli uffici a prendere nota che l'onorevole Giambrone
dichiara di apporre la propria firma all'ordine del giorno numero
457 e l'onorevole Mancuso dichiara di apporre la propria firma
all'ordine del giorno n. 466.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Si passa all'articolo 31. Ne do lettura:
«Articolo 31
Variazioni agli stati di previsione dell'entrata e della spesa
del bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione
siciliana
Negli stati di previsione dell'entrata e della spesa del
bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione
siciliana per l'esercizio finanziario 2004 sono introdotte,
rispettivamente, le variazioni di cui alle annesse tabelle 'C' e
'D'.»
PRESIDENTE Do lettura delle annesse Tabelle C e D ,
entrambe relative all'Azienda delle foreste demaniali della
Regione.
(Il Presidente legge le tabelle)
Pongo in votazione la tabella C . Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione la tabella D . Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Pongo in votazione l' articolo 31. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 32. Ne do lettura:
«Articolo 32
La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno successivo
a quello della sua pubblicazione.
E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione.»
Pongo in votazione l'articolo 32. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi
(E' approvato)
PRESIDENTE Onorevoli colleghi pongo in votazione la delega
alla Presidenza per il coordinamento formale del disegno di legge
Misure finanziarie urgenti. Assestamento del bilancio della
Regione e del bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali della
Regione siciliana per l'anno finanziario 2004 (n. 917/A).
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Sospendo la seduta per 15 minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 03.10, è ripresa alle ore
03.15)
La seduta è ripresa.
Presidenza del vicepresidente Fleres
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, prima di procedere al voto
finale, c'è una correzione formale da apportare ai sensi
dell'articolo 117 del Regolamento interno:
All'articolo 9, lettera b) dopo le parole per oblazione di
credito aggiungere le seguenti parole a breve termine e .
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
MICCICHE' Presidente deve richiamare i commessi per evitare
un uso improprio delle schede.
PRESIDENTE Onorevole Miccichè lei faccia il suo mestiere di
deputato, io tenterò di fare molto modestamente il mio.
PANARELLO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PANARELLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, prendo la
parola per esprimere la mia valutazione di voto contrario alle
norme che sono qui poste in votazione, richiamo la sua attenzione
su un punto che é rimasto indefinito perché stamattina il
Presidente Lo Porto nel mettere in votazione l'emendamento 27.21
aveva rappresentato all'Aula e al Governo la necessità di
intervenire sulle tabelle per definire la postazione finanziaria.
Sollevo la questione perché con questo emendamento, lo voglio
dire ai colleghi miei della provincia di Messina e anche ai due
Assessori del governo messinesi , nonché all'Assessore alla
sanità, si interviene su una norma votata molti anni fa riconosce
un contributo al centro di epilessia presso il Policlinico
universitario di Messina. Con questo articolo si dice, in maniera
indefinita che quel contributo vale per il centro di epilessia di
Messina, nonché per il Centro di riferimento regionale per il
controllo e la cura della sindrome Down e delle altre patologie
cromosomiche e genetiche presso la UPP - che non so che cosa sia,
ma immagino che sia un istituto - sicuramente non della provincia
di Messina.
Quindi, sarebbe stato opportuno che l'Assessore alla sanità
chiarisse se il Centro di epilessia di Messina non era più
meritevole di quel tipo di contributo di cui ha disposto fino ad
oggi e, naturalmente, anche perché, per altro verso, bisognerebbe
capire l'ubicazione di questo centro che si finanzia con il
contributo che era dato al centro per l'epilessia di Messina.
Voglio aggiungere un'altra cosa: intervenire in sede di
variazione di bilancio - mi rivolgo alla Presidenza - per una
voce di bilancio che quel Centro avrebbe potuto già avere
impegnata perché riconfermata nella Finanziaria, è un modo di
procedere molto discutibile, a maggior ragione, se si tratta di
strutture che si ritengono meritevoli di un contributo perché
intervengono positivamente sul terreno della ricerca e della
cura.
Quindi, ribadisco che è un modo di procedere molto discutibile
che conferma anche il taglio e il profilo di questa variazione di
bilancio, arricchita da quella misura inqualificabile che è
l'articolo 15, che, fra l'altro, interviene in una materia - la
deroga al piano paesistico, che credo non sia nella potestà di
questo Parlamento - che modifica in maniera surrettizia e prevede
interventi in aree di verde agricolo che potrebbero determinare
un'ulteriore ondata speculativa.
Tutti questi elementi mi inducono a votare negativamente,
sottolineando e sollevando formalmente alla Presidenza l'esigenza
di porre attenzione e ad una verifica ulteriore sulla procedura
inusuale che si è attuata per votare l'emendamento 27.21.
Presidenza del vicepresidente Fleres
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Misure finanziarie urgenti. Assestamento del bilancio della
Regione e del bilancio dell'Azienda delle foreste demaniali della
Regione siciliana per l'anno finanziario 2004» (917/A)
PRESIDENTE Indìco la votazione finale per scrutinio nominale
del disegno di legge «Misure finanziarie urgenti. Assestamento
del bilancio della Regione e del bilancio dell'Azienda delle
foreste demaniali della Regione siciliana per l'anno finanziario
2004» (917/A).
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 56
Maggioranza 29
Favorevoli 45
Contrari 11
Astenuti 0
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a mercoledì, 27
ottobre 2004, alle ore 17.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del vicepresidente Fleres
I - Comunicazioni.
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d) e 153 del Regolamento interno, della mozione:
N. 312 Interventi in favore dei produttori d'uva del comune
di Mazzarrone (CT) , a firma degli onorevoli Fleres, Catania
Giuseppe, Maurici e Baldari.
III - Discussione unificata delle mozioni:
N. 305 - Definizione di una linea comune per proporre al
Consiglio dei Ministri necessarie ed urgenti modifiche della
manovra finanziaria a tutela dell'economia siciliana. , a
firma degli onorevoli Speziale, Cracolici, Capodicasa,
Crisafulli, De Benedictis, Giannopolo, Oddo, Panarello,
Villari, Zago.
N. 309 - Interventi in favore del sistema economico e
imprenditoriale della Sicilia. , a firma degli onorevoli
Misuraca, Confalone, Mercadante, Baldari, Fleres.
N. 310 - Misure da proporre al Consiglio dei Ministri a
salvaguardia dell'economia siciliana. , a firma degli
onorevoli Formica, Mercadante, Dina, Basile, Infurna, Sbona.
IV - Discussione del disegno di legge:
Schema di progetto di legge costituzionale da proporre, ai
sensi dell'articolo 18 dello Statuto, al Parlamento
nazionale, recante Modifiche allo Statuto della Regione.'
(nn. 580-472-578-602-652/A) (Seguito).
V - Elezione delle Commissioni legislative permanenti e della
Commissione per l'esame delle questioni concernenti l'attivita'
dell'Unione europea.
La seduta è tolta alle ore 3.35
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 05.10
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott. Giovanni Tomasello
SEDUTA N. 245 DEL 21-22 OTTOBRE 2004
ALLEGATO:
EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE N. 917/A MISURE FINANZIARIE URGENTI.
ASSESTAMENTO DEL BILANCIO DELLA REGIONE E DEL BILANCIO
DELL'AZIENDA DELLE FORESTE DEMANIALI DELLA REGIONE SICILIANA PER
L'ANNO FINANZIARIO 2004.''
-All'articolo 23:
Emendamento 23.2:
In attuazione delle finalità dell'articolo 4 della l.r. 26
marzo 2002, n. 2, e successive modifiche ed integrazioni è
destinata alla provincia regionale di Ragusa la somma di 58
mila migliaia di euro per la realizzazione di opere
infrastrutturali ed interventi a sostegno dello sviluppo
produttivo del territorio. L'Assessore regionale per
l'industria provvederà, previo parere della Giunta regionale di
Governo, a trasferire di volta in volta alla Provincia
regionale di Ragusa gli importi relativi alle singole opere da
realizzare, inserite nel Piano di Utilizzo già approvato
dalla Giunta regionale di Governo e delle competenti
commissioni legislative dell'ARS .
Per le finalità di cui ala comma 1 si provvede quanto a 41.317
migliaia di euro con parte delle disponibilità dell'UPB
4.2.2.8.99, capitolo 613935 e quanto a 16.683 migliaia di euro
con le risorse di cu i all'articolo 4, comma 3, della l.r. 3
dicembre 2003, n. 20 .
-All'articolo 24:
Emendamento 24.2.:
L'articolo 24 è soppresso.
Emendamento 24.3 come emendato dal subemendamento 24.3.5:
Aggiungere il seguente articolo:
Art 1. Il termine per l'approvazione del piano regionale per
l'offerta formativa è fissato al 30 novembre di ogni anno .
2. L'articolo 25 della legge regionale 4 giugno 1980, n. 55 è
così sostituito:
Art. 25. - 1. Allo scopo di realizzare una maggiore diffusione
tra i siciliani all'estero della stampa siciliana e delle
notizie riguardanti la Sicilia, l'Assessore regionale per il
lavoro, la previdenza sociale, la formazione professionale e
l'emigrazione è autorizzato ad effettuare abbonamenti, anche on
line, a quotidiani siciliani riviste e agenzie di stampa anche
di carattere nazionale scelti garantendo la pluralità
dell'informazione.
2. Gli abbonamenti sono effettuati su richiesta delle
associazioni di emigrati siciliani costituite sia in Sicilia
che all'estero nei limiti delle disponibilità di bilancio.
3. Il comma 5 dell'articolo 4 ter della legge regionale 4
giugno 1980, n. 55, introdotto dall'articolo 6 della legge
regionale 6 giugno 1984, n. 38 è così modificato:
5. Il comitato ha il compito di redigere un notiziario
regionale dell'emigrazione e dell'immigrazione da diffondere in
rete curando la massima diffusione dello stesso anche mediante
contatti con i quotidiani e periodici in lingua italiana che si
pubblicano all'estero.
4. Per l'anno 2004 ai fini della stabilizzazione dei soggetti
impegnati in attività socialmente utili, gli enti locali
possono procedere alle assunzioni nei soli limiti del rispetto
del tetto di stabilità regionale e nazionale.
5. Gli adempimenti applicativi del decreto legislativo 10
settembre 2003, n. 276, nonché del decreto legislativo 21
aprile 2000, n. 181, così come modificato dal decreto
legislativo 19 dicembre 2002, n. 297, sono definiti
dall'Assessore regionale per il lavoro, la previdenza sociale,
la formazione professionale e l'emigrazione. Le procedure di
concertazione con le forze sociali vengono attuate attraverso
la Commissione regionale per l'impiego.
6. In attuazione delle disposizioni del Titolo VI del decreto
legislativo 10 settembre 2003 n. 276 e dell'articolo 16 della
legge 24 giugno 1997, n. 196, gli aiuti previsti agli articoli
27 e 28 della legge regionale 18 febbraio 1986, n. 3 e
successive modifiche ed integrazioni ed agli articoli 50, 61,
71 e 116 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, sono
attivati in tuttii settori di attività. Per gli aiuti medesimi
trovano applicazione le disposizioni del decreto legislativo 10
settembre 2003, n. 276.
7. Le sezioni circoscrizionali per l'impiego e le sezioni
circoscrizionali per il collocamento in agricoltura di cui
all'articolo 2 della legge regionale 21 settembre 1990, n. 36,
assumono la denominazione di Centri per l'impiego' e possono
avvalersi, per l'esercizio delle proprie funzioni degli enti ed
organismi indicati all'articolo 12 della legge regionale 26
novembre 2000, n. 24.
8. Le disposizioni dei decreti legislativi emanati in
attuazione della delega di cui all'articolo 8 della legge 14
febbraio 2003, n. 30 concernente la razionalizzazione delle
funzioni ispettive in materia di previdenza sociale e di
lavoro, trovano applicazione nella Regione. Per il
raggiungimento delle finalità previste dai decreti legislativi
di cui al comma 1, secondo le modalità e con le attribuzioni
negli stessi contenuti, la titolarità delle relative funzioni
rimane in capo al Dipartimento regionale del lavoro che si
avvale degli ispettori del lavoro in forza presso il servizio
ispettorato regionale del lavoro ed i servizi degli ispettorati
provinciali del lavoro. Il Dipartimento si avvale, altresì, di
altro personale in forza presso i servizi degli uffici del
lavoro la cui idoneità allo svolgimento dei nuovi compiti è
garantita dall'apposita attività di affiancamento al personale
già inquadrato quale ispettore del lavoro, nonché attraverso
idonei percorsi di formazione, da svolgersi anche mediante
corsi telematici. Il personale così formato svolge l'attività
ispettiva anche in appositi nuclei incardinati presso i servizi
degli uffici del lavoro coordinati dai responsabili dei servizi
provinciali degli ispettorati del lavoro.
9. Le disposizioni di cui all'articolo 25 della legge regionale
29 dicembre 2003, n. 21, limitatamente alle misure previste dal
comma 1 lettere d) ed e), trovano applicazione anche nei
confronti dei lavoratori titolari dei contratti di diritto
privato a tempo determinato di cui agli articoli 11 e 12 della
legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85.
10. Il comma 2 dell'articolo 25 della legge regionale 29
dicembre 2003, n. 21, è così sostituito:
2. La selezione dei lavoratori per l'accesso alle misure di
cui al comma 1 avviene con le stesse modalità previste dal
comma 5 dell'articolo 2 della legge regionale 26 novembre 2000,
n. 24 .
11. Il comma 7 dell'articolo 17 della legge regionale 16aprile
2003, n. 4 è abrogato. .
Subemendamento 24.3.4:
Sopprimere il comma 1 dell'emendamento 24.3..
Emendamento 24.3.3:
Al comma 4 sostituire le parole 'nei soli limiti' con le
parole 'con i soli limiti'.
Emendamento 25.10 R:
Aggiungere il seguente articolo:
Art. - Proroga dei termini dell'articolo 14 della legge
regionale 21 dicembre 1995, n. 85 e riserva nei concorsi per
l'accesso ai pubblici impieghi - 1. I termini di cui
all'articolo 14, commi 1 e 2, della legge regionale 21 dicembre
1995, n. 85, modificato dall'articolo 1, commi 1 e 2 della
legge regionale 19 agosto 1999, n. 18, sono prorogati al 31
dicembre 2006.
2. Ai fini dell'applicazione della riserva nei concorsi per
l'accesso ai pubblici impieghi in favore dei soggetti in
possesso dei requisiti previsti dall'articolo 1 della legge
regionale 21 dicembre 1995, n. 85 e successive modifiche ed
integrazioni, gli enti utilizzatori emanano i relativi bandi
conferendo priorità ai soggetti che, all'atto dell'entrata in
vigore della presente legge, prestano servizio presso gli
stessi enti quali titolari di contratti di diritto privato,
stipulati ai sensi degli articoli 11 e 12 della legge regionale
21 dicembre 1995, n. 85. I concorsi sono espletati per soli
titoli ed i relativi criteri sono stabiliti con deliberazione
della Commissione regionale per l'impiego.
3. L'Assessorato regionale del lavoro, della previdenza
sociale, della formazione professionale e dell'emigrazione è
autorizzato a continuare ad erogare il medesimo contributo, già
concesso all'ente utilizzatore per il lavoratore assunto
titolare di contratto di diritto privato ai sensi degli
articoli 11 e 12 della legge regionale 21 dicembre 1995, n.85,
nei limiti dell'autorizzazione di spesa di cui all'articolo 39
della legge regionale 3 dicembre 2003, n. 20 .
-All'articolo 25:
Emendamento 25.8:
Aggiungere il seguente comma:
Al comma 2 dell'articolo 20 della legge regionale n. 20/2002
aggiungere la seguente lettera:
c) il personale in atto utilizzato in attività socialmente
utili.'
Subemendamento 25.8.1:
Dopo le parole socialmente utili aggiungere le parole alla
data del 10 dicembre 2002 .
-All'articolo 26:
Emendamento 26.9:
Al comma 11 sostituire le parole 28 febbraio 2005 con le
parole 31 dicembre 2005 .
Emendamento 26.10:
Al comma 17 sostituire le parole ad amministrazioni ed enti
con le parole ad enti pubblici anche economici e dopo la
parola Regione aggiungere le parole o dello Stato con
uffici in Sicilia
Emendamento 26.23:
Sostituire al comma 17 le parole comma 3 con le parole
comma 7 .
Emendamento 26.28.1:
Il comma 21 è soppresso .
Emendamento 26.28:
Aggiungere il seguente comma:
21. Al comma 4 dell'articolo 59 della legge regionale 6 marzo
1986, n. 9 aggiungere dopo le parole '15 maggio di ogni
biennio' le parole ovvero in altra data stabilita dal
Presidente dell'Assemblea qualora ricorrono particolari
esigenze' .
Emendamento 26.7:
Aggiungere il seguente comma:
L'articolo 39 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4 e
successive modifiche ed integrazioni è abrogato.
Subemendamento 26.7.1:
Aggiungere il seguente periodo:
Le competenze, da liquidare per le prestazioni di servizi di
consulenza, devono essere determinate nel rispetto dei minimi
tabellari'.
Emendamento 26.11:
Aggiungere i seguenti commi:
22. Sono abrogate le lettere a) e b), del comma 2,
dell'articolo 12, della legge regionale 24 febbraio 2000, n. 6
e successive modifiche ed integrazioni.
23. E' abrogato l'ultimo capoverso del comma 4, dell'articolo
12, della legge regionale 24 febbraio 2000, n. 6 e successive
modifiche ed integrazioni.
Emendamento 27.21:
Aggiungere il seguente comma:
2. All'articolo 18 della legge regionale 6 aprile 1996, n. 26,
dopo la parola Messina aggiungere le parole nonché al Centro
di riferimento regionale per il controllo e la cura della
sindrome di Down e delle altre patologie cromosomiche e
genetiche presso l'A.U.P.P. .
Emendamento 26.30:
Aggiungere il seguente comma:
22. Al comma 2 dell'articolo 30 della legge regionale 3
dicembre 2003, n. 20 sostituire le parole su almeno il 20 per
cento' con le parole sino al 20 per cento'.
Subemendamento 26.30.1 all'emendamento 26.30:
Le parole sino al 20 per cento' sono sostituite con le
parole 'sino al 25 per cento' .
Emendamento 31.10:
Aggiungere il seguente articolo:
Art. - 1. Al comma 2 dell'articolo 12 della legge regionale
n. 28/1999, così come modificato dal comma 3 dell'articolo 50
della legge regionale n. 20/2003, sono soppresse le parole e
fermo restando l'obbligo di chiusura per le date del 2 giugno,
1 novembre e 8 dicembre'.
Emendamento 31.62:
All'articolo 26 inserire il seguente comma:
L'Assessorato regionale della cooperazione, dell'artigianato e
della pesca è autorizzato a provvedere al pagamento delle somme
dovute ai sensi della lett. c) dell'articolo 2 della legge
regionale 24 dicembre 1997, n. 46 e successive modifiche ed
integrazioni.
Per le finalità di cui al comma precedente è autorizzata,
nell'esercizio finanziario 2004, la spesa di 3.000 migliaia di
euro cui si provvede con parte delle disponibilità dell'U.P.B.
8.2.2.6.3 - capitolo 742403
Emendamenti aggiuntivi dopo l'articolo 26
Emendamento 26.26:
Aggiungere il seguente articolo:
Art. - 1. All'articolo 24 della legge regionale n. 30 del
1997 le parole sette esperti esterni all'Amministrazione sono
sostituite con le parole quattro esperti eterni
all'Amministrazione e tre funzionari direttivi interni
all'Amministrazione .
2. Le disposizioni di cui al comma 1 si applicano ai bandi di
selezione non ancora definiti.
Emendamento 26.26.1 all'emendamento 26.26:
Al comma 2 aggiungere il seguente paragrafo:
compreso il bando di cui all'avviso n. 2 del 20 aprile 2004
del Ministero del lavoro e delle politiche sociali relativo
all'iniziativa comunitaria EQUAL II fase'.
Emendamento 26.33:
Aggiungere il seguente articolo:
Art. - 1. Al comma 3 dell'articolo 19 della legge regionale
29 dicembre 2003, n. 21, dopo le parole f) fondazione
orchestra sinfonica siciliana', sono aggiunte le seguenti
parole: g) Comitato Taormina arte'
Emendamento 26.31:
Aggiungere il seguente articolo:
Art. Modifiche alle disposizioni della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32 in materia di agricoltura.
1. Alla lettera a) del comma 2 dell'articolo 99 della legge
regionale 23 dicembre 2000, n. 32 dopo le parole alle imprese
associate' sono aggiunte le parole nonché alle imprese non
associate che si assumano l'onere delle spese amministrative
inerenti alla fornitura della garanzia'.
2. Alla lettera b) del comma 2 dell'articolo 99 della legge
regionale 23 dicembre 2000, n. 32 le parole alle imprese
consorziate' sono sostituite dalle parole alle imprese
agricole singole ed associate'.
3. All'articolo 99 della legge regionale 23 dicembre 2000, n.
32, è aggiunto il seguente comma:
Ai fini dell'autorizzazione comunitaria sugli aiuti previsti
dal presente articolo, per il periodo 2000-2006 le risorse
finanziarie non possono superare l'importo di euro 20 milioni'.
4. Al comma 1 dell'articolo 110 della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32 le parole nella misura del 50 per cento
delle spese ammissibili a finanziamento' sono sostituite dalle
parole nella misura del 40 per cento delle spese ammissibili a
finanziamento, elevabile al 50 per cento nelle zone
svantaggiate'.
5. All'articolo 110 della legge regionale 23 dicembre 2000, n.
32, è aggiunto il seguente comma:
Ai fini dell'autorizzazione comunitaria sugli aiuti previsti
dal presente articolo, per il periodo 2000-2006 le risorse
finanziarie non possono superare l'importo di euro 3 milioni'.
6. Al comma 6 dell'articolo 126 della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32, come modificato dal comma 20
dell'articolo 110 della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6,
dopo le parole erogate agli enti locali' sono soppresse le
parole o a soggetti della realizzazione delle manifestazioni'.
7. Il comma 2 dell'articolo 124 della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32 è sostituito dal seguente:
2. L'importo massimo di tali contributi, in conformità
all'articolo 14 del Regolamento CE 1035/72, è pari,
rispettivamente per il primo, il secondo, il terzo, il quarto
ed il quinto anno, al 5 per cento, al 5 per cento, al 4 per
cento, al 3 per cento e al 2 per cento del valore della
produzione commercializzata coperta dall'azione
dell'organizzazione di produttori. L'importo dell'aiuto non può
in ogni caso superare le spese reali di costituzione e di
funzionamento amministrativo dell'organizzazione. Non possono
essere concessi aiuti in relazione a spese sostenute dopo il
quinto anno, né dopo sette anni dal riconoscimento'.
8. Sono abrogati il comma 1 dell'articolo 6 della legge
regionale 28 settembre 1999, n. 22; l'articolo 4 della legge
regionale 7 novembre 1995, n. 81; la legge regionale 23
dicembre 2000, n. 27 .
Emendamento 26.35:
Al comma 1, lettera c) dell'articolo 27 della legge regionale
19 maggio 2003, n 7 sostituire le parole 31 dicembre 2003
con le parole 31 dicembre 2005 .
Emendamento 26.34:
All'articolo 9 della legge regionale 27 settembre 1995, n. 65 è
aggiunto il seguente comma:
2. Per le finalità di cui al comma 1, nonché per fornire
consulenza a chi intende intraprendere l'attività di
apicoltore, è istituito, presso l'Assessorato regionale
dell'agricoltura e delle foreste l'elenco regionale degli
esperti apistici. In tale elenco può essere inserito, a
richiesta, il personale con laurea che ha ottenuto la qualifica
dopo aver frequentato con profitto il corso per esperto
apistico presso l'Istituto nazionale di apicoltura di Bologna
ovvero dopo avere frequentato con profitto un corso di
apicoltura della durata di almeno 600 ore, organizzato in
collaborazione con un istituto universitario. All'elenco
regionale agli esperti apistici, possono anche essere inserite
le imprese, anche individuali, i cui responsabili siano in
possesso dei requisiti richiesti di cui al precedente
periodo .
Emendamento 26.34.1 all'emendamento 26.34:
'Cassare l'ultimo periodo.'
Emendamento 31.12:
Aggiungere il seguente articolo:
Art. ... - 1. La villa Belmonte all'Acquasanta, di proprietà
della Regione siciliana, è assegnata all'Assemblea regionale
siciliana per la realizzazione della Casa della cultura ,
come sede della Fondazione Federico II, istituita con la legge
regionale 9 dicembre 1996, n. 4, e dell'Agenzia per le
politiche mediterranee, istituita con l'articolo 15 della
legge regionale 3 dicembre 2003, n. 20. .
Emendamento 31.72:
Aggiungere il seguente articolo:
1. I servizi aggiuntivi riguardanti la fruizione del Complesso
monumentale del Palazzo dei Normanni sono gestiti in forma
indiretta mediante la Fondazione Federico II istituita con
legge regionale 9 dicembre 1996, n.. 44, ai sensi delle
disposizioni di cui alla lettera a) del comma 3 dell'articolo
115 del Codice dei beni culturali e del paesaggio emanato con
Decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42.
2. L'Assessore regionale per il beni culturali, ambientali e
per la pubblica istruzione è autorizzato a stipulare con la
Fondazione Federico II apposita convenzione ai sensi delle
disposizioni di cui al Titolo II del citato Codice dei beni
culturali e del paesaggio.'
Emendamento 31.40:
Aggiungere il seguente articolo:
Art. 1. Al fine della corresponsione degli oneri per il
personale di cui alla legge regionale 30 gennaio 1981, n. 8 ed
alla legge regionale 10 agosto 1985, n. 37, come modificata
dalla legge regionale 15 maggio 1986, n. 26, dovuti dalla
Presidenza della Regione siciliana per gli anni precedenti
all'entrata in vigore della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6,
in cui il detto personale ha prestato servizio pre-ruolo, gli
Enti non previsti dalla legge regionale 17 marzo 2000, n. 8,
provvedono con propri fondi.'.
Subemendamento 31.40.1 all'mendamento 31.40:
Al comma 1 sostituire le parole provvedono con propri fondi
con le parole possono provvedere con propri fondi senza che
ciò comporti alcun onere aggiuntivo a carico della Regione .
Emendamento 31.25:
Aggiungere il seguente articolo:
Art. ... - 1. Le somme da erogare al contingente dell'Arma
dei carabinieri impiegato ai sensi dell'articolo 16 del DPR 19
marzo 1955, n. 520, e dell'articolo 9 bis, comma 14, ultimo
periodo, della legge 28 novembre 1996, n. 608, di conversione
del decreto legge 1 ottobre 1996, n.. 510, e quelle da
corrispondere a società a partecipazione pubblica o ad enti
pubblici quale corrispettivo per i servizi resi alla Regione
vengono valutate annualmente ed iscritte in bilancio nelle
unità previsionali di base 2 - Beni e servizi dei pertinenti
centri di responsabilità che usufruiscono dei predetti
servizi. .
Emendamento 31.26:
Aggiungere il seguente articolo:
Art. ... 1 - Le assegnazioni annuali ai comuni e alle
province previste dall'articolo 23 della legge regionale 29
dicembre 2003, n. 21, sono erogate in quattro trimestralità
posticipate.
2. L'erogazione dell'ultima quota viene effettuata, non oltre
il 28 febbraio dell'anno successivo a quello di competenza,
tenendo conto delle variazioni percentuali, in aumento o in
diminuzione, previste dal comma 2 dell'articolo 76 della legge
regionale 26 marzo 2002, n. 2 e successive modifiche ed
integrazioni. .
Emendamento 31.27:
Aggiungere il seguente articolo:
Art. ... 1 - Il comma 4 dell'articolo 5 della legge regionale
23 ottobre 2001, n. 14 va interpretato nel senso che alla
vidimazione dei fogli per la raccolta delle firme provvedono i
funzionari degli uffici delle segreterie comunali o delle
cancellerie degli uffici giudiziari come previsto dall'articolo
7, comma 4 della legge 25 maggio 1970, n. 352. .
Emendamento 31.13:
Aggiungere il seguente articolo:
Art. ... - 1. L'indennità di funzione di cui al comma 2
dell'articolo 19 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 30,
qualora i relativi statuti prevedano un numero di
vicepresidenti del consiglio provinciale o comunale superiore
ad uno, si intende riferita a tutti i soggetti che rivestono
tali cariche, senza maggiori oneri a carico del bilancio della
Regione, secondo quanto previsto dal comma 1 del medesimo
articolo. .
Subemendamento 27.20.1:
1. Per l'organizzazione della Conferenza delle Autonomie locali
di cui all'articolo 59 della legge regionale 6 marzo 1986, n. 9
è autorizzata per l'esercizio finanziario 2004 la spesa
complessiva di 80 migliaia di euro, cui si provvede con parte
delle disponibilità dell'UPB 1.4.1.5.3 - capitolo 109301.
Emendamento 31.59:
Aggiungere il seguente articolo:
Art. - 1. La Regione siciliana è autorizzata a partecipare
alla realizzazione della regata Vuitton Cup - act 7 of 32nd
America's Cup , che si svolgerà nelle acque antistanti la città
di Trapani.
2. Per l'attuazione di quanto previsto al comma 1 la Regione
siciliana, d'intesa con Sviluppo Italia, è autorizzata a
contribuire alla realizzazione della manifestazione con proprie
risorse finanziarie utilizzando a tal fine parte delle somme di
cui all'articolo 8 della legge regionale 15 maggio 1991, n. 23
e successive modifiche ed integrazioni, fino alla concorrenza
massima dell'importo di 4.000.000,00 di euro.
3. Il Presidente della Regione per il conseguimento delle
finalità di cui ai commi 1 e 2 è autorizzato a stipulare
apposite convenzioni di attuazione. .
Emendamento 31.69 di riscrittura dell'emendamento 26.35:
All'articolo 26 è aggiunto il seguente comma:
'22. Al comma 1 bis dell'articolo 15 della legge regionale 9
ottobre 1998, n. 26 sono aggiunti i seguenti commi:
1 ter. Ulteriori contributi possono essere concessi alla
Provincia regionale di Agrigento per la realizzazione del polo
distaccato dell'Università di Palermo.
1 quater. Gli interventi di cui al comma 1 bis e 1 ter sono
disposti annualmente ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera
H della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10'.
Emendamento 31.23.4 all'emendamento 31.23:
E' soppresso al comma 4 dal 30 per cento a degli oneri'.
Emendamento 31.23:
Art. ... - Condono edilizio. Oneri concessori - 1. Dalla data
di entrata in vigore della presente legge è consentita la
presentazione dell'istanza per il rilascio della concessione
edilizia in sanatoria ai sensi dell'art. 32 del decreto legge
30 settembre 2003, n. 269, convertito con legge 24 novembre
2003, n. 326 e successive modificazioni e integrazioni. Sono
fatte salve le istanze di sanatoria già presentate e le
anticipazioni versate ai sensi della predetta legge alle quali
si applicano le disposizioni di cui al presente articolo.
2. Gli oneri di concessione dovuti per il rilascio della
concessione edilizia in sanatoria di cui al comma 1 sono quelli
vigenti in ciascun comune alla data di entrata in vigore della
presente legge.
3. La misura dell'anticipazione degli oneri concessori di cui
all'allegato 1, tabella D, dell'articolo 32 del decreto legge
30 settembre 2003, n. 269, convertito con legge 24 novembre
2003, n. 326 e successive modifiche ed integrazioni, è ridotto
del 50 per cento. Il versamento dell'anticipazione deve
comunque essere effettuato nella misura minima di 250,00 euro
qualora l'importo dell'anticipazione degli oneri concessori sia
inferiore a tale cifra.
4. Fermo restando il versamento della prima rata dovuta al
momento della presentazione dell'istanza di sanatoria edilizia
nella misura del 30 per cento dell'anticipazione degli oneri di
cui al comma 3, la restante parte degli oneri concessori potrà
essere corrisposta entro il 30 dicembre 2008 mediante
rateizzazione semestrale comprensiva degli interessi legali
calcolati dalla data di presentazione dell'istanza.
5. In alternativa a detta anticipazione e successivo saldo
degli oneri concessori dovuti, è altresì consentito il
pagamento dei medesimi oneri in base a quelli vigenti nel
comune di ubicazione dell'immobile oggetto di sanatoria
edilizia in un'unica soluzione. L'attestazione del versamento
deve essere allegata all'istanza. .
Subemendamento 31.73.1 all'emendamento 31.73:
Sostituire l'ultimo comma con il seguente:
Per le finalità del presente articolo è autorizzata la spesa
di 100 migliaia di euro per l'esericizio finanziario 2004.
Per gli oneri finanziari 2005 e 2006, gli oneri valutati in
100 migliaia di euro per anno trovano riscontro nel bilancio
pluriennale UPB 4.2.1.5.2 - Accantonamento 1001.'
Emendamento 31.73:
Aggiungere il seguente articolo:
Art. - 1. Al fine di favorire l'allineamento del prezzo del
gasolio per la pesca nelle Isole minori della Sicilia rispetto
a quello praticato nell'Isola madre, l'Assessorato regionale
della cooperazione, del commercio, dell'artigianato e della
pesca destina un contributo annuale agli operatori del settore
della pesca delle isole minori a gravare su apposito fondo
istituito nella relativa rubrica di bilancio le cui modalità di
ripartizione ed i relativi criteri applicativi verranno
determinati con apposito decreto dell'Assessore entro 60 giorni
dall'entrata in vigore della presente legge. Tale beneficio non
potrà, in ogni caso, essere sopracompensativo rispetto alla
differenza di prezzo del gasolio praticata in ragione dei
maggiori oneri di trasporto.
2. Per le finalità del presente articolo è autorizzata la spesa
di 100.000 euro per l'esercizio finanziario corrente, mentre
per gli esercizi successivi si provvederà con apposita legge di
bilancio'.
Emendamento 31.57:
Articolo aggiuntivo:
Art. - 1. Sostituire le lettere a) e b) dell'articolo 10
della legge regionale 18/2/1986, n. 3 con le seguenti:
a) sei titolari di imprese artigiane, iscritti all'Albo
provinciale di competenza da almeno tre anni, nominati secondo
i criteri fissati dall'Assessorato regionale della
cooperazione, del commercio, dell'artigianato e della pesca, e
designati dalle associazioni di categoria provinciali operanti
da almeno tre anni ed aderenti ad associazioni di categoria a
struttura nazionale, firmatarie di contratti nazionali di
lavoro, rappresentate al CNEL, sentito il parere della
Commissione regionale per l'artigianato;
b) quattro esperti, nominati secondo i criteri fissati
dall'Assessorato regionale della cooperazione, del commercio,
dell'artigianato e della pesca, e designati dalle associazioni
di categoria provinciali operanti da almeno tre anni ed
aderenti ad associazioni di categoria a struttura nazionale,
firmatarie di contratti nazionali di lavoro, rappresentate al
CNEL.
Emendamento 31.24:
Aggiungere il seguente articolo:
Art. - 1. L'Assessorato regionale del turismo, le
comunicazioni e i trasporti è autorizzato ad erogare contributi
integrativi previsti dall'articolo 6 della legge 29 marzo 2001,
n. 135, per il finanziamento di progetti inseriti nel programma
di interventi di riqualificazione urbana.
2. Per le finalità di cui al comma 1 è autorizzata per
l'esercizio finanziario 2004 la spesa di 100 migliaia di euro
Emendamento 31.29:
Aggiungere il seguente articolo:
Art. ... - Proroga di termini - 1. I termini previsti dagli
articoli 1, 7, 13 e 16 della legge regionale 24 luglio 1997, n.
25 e successive modifiche ed integrazioni, sono ulteriormente
prorogati al 31 dicembre 2005. .
Emendamento 31.31:
Aggiungere il seguente articolo:
Art. 15. - Abrogazioni e modifiche di norme - 15. Il mancato
versamento dei tributi previsti dalla legge regionale 24 agosto
1993, n. 24, relativi alle concessioni e/o autorizzazioni di
cui all'elenco annesso al decreto legislativo 22 giugno 1991,
n. 230, non produce effetti decadenziali sulle medesime
concessioni e/o autorizzazioni amministrative.
16. Il termine ultimo previsto dalla legge regionale 29
dicembre 2003, n. 21 e successiva del 31 maggio 2004, n. 9, per
la regolarizzazione del pagamento dei tributi previsti dalla
legge regionale 24 agosto 1993, n. 24, sono prorogati al 31
ottobre 2005. Rimangono salvi gli effetti di decadenza previsti
dall'articolo 13 del DPR 641 del 26 ottobre 1972.'
Emendamento 31.41:
Aggiungere il seguente articolo:
Art. 1. Gli interventi in attuazione delle previsioni dei
piani regolatori dei porti regolarmente approvati con decreto
dell'Assessore regionale per il territorio e l'ambiente, non
necessitano delle procedure previste dalle normative successive
alla data di pubblicazione del decreto di cui sopra
Subemendamento 31.41.1 all'emendamento 31.41:
Aggiungere le seguenti parole: ivi compresi i porti ricadenti
all'interno delle autorità portuali .
Emendamento 31.43:
Aggiungere il seguente articolo:
Art. 1. E' aggiunto il seguente comma:
2. Le disposizioni di cui all'articolo 57 della legge n. 4
del 2003 in materia di turismo rurale si applicano ai territori
soggetti a vincolo paesaggistico ai sensi della legge n. 1497
del 1939
Emendamento 31.47:
Aggiungere il seguente articolo:
Art. 1. L'assistenza igienico personale e gli altri servizi
specialistici volti a favorire l'integrazione nella scuola dei
soggetti con handicap grave di cui all'articolo 3, comma 3,
della legge n. 104 del 1992 sono di competenza dei comuni
singoli ed associati della Regione siciliana.
2. Rimane ferma la competenza delle province regionali per i
servizi di cui al comma 1 qualora i soggetti da assistere
frequentino le scuole secondarie di secondo grado e gli altri
istituti superiori ed universitari. .
Emendamento 31.46:
Aggiungere il seguente articolo:
Art. ... - Assunzioni presso le amministrazioni e gli enti
pubblici - 1. L'Amministrazione regionale, le aziende ed enti
dalla stessa dipendenti o comunque sottoposti a controllo,
tutela e vigilanza, gli enti locali territoriali e/o
istituzionali, le aziende sanitarie locali, nonché gli enti da
essi dipendenti e comunque sottoposti a controllo, tutela e
vigilanza, effettuano le assunzioni del personale da inquadrare
in qualifiche, livelli o profili professionali per l'accesso ai
quali è richiesto il possesso del titolo di studio non
superiore a quello della scuola dell'obbligo, mediante concorso
per titoli, integrato, qualora sia richiesta una specifica
professionalità, da una prova d'idoneità, nel rispetto dei
principi contenuti nel comma 3 dell'articolo 35 del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, ferma restando la speciale
disciplina in materia di assunzione dei soggetti appartenenti
alle categorie protette, di cui al comma 2 del medesimo
articolo.
2. A tal fine le amministrazioni, enti ed aziende provvedono
alla formazione di graduatorie aventi validità triennale, ai
sensi dell'articolo 8 della legge regionale 30 aprile 1991, n.
12, sulla base dei criteri e degli elementi di valutazione dei
titoli individuati con decreto del Presidente della Regione,
sentita la Giunta regionale, su proposta dell' Assessore
regionale per il lavoro, la previdenza sociale, la formazione
professionale e l'emigrazione. Trovano applicazione le
precedenze, le preferenze, nonché le riserve di posti previste,
per le assunzioni di cui al comma 1, dalla vigente normativa,
entro i limiti fissati dall'articolo 1 della legge regionale 23
maggio 1994, n. 15. Restano salve le riserve previste a favore
delle categorie di soggetti di cui all'articolo 8, comma 3
della legge 23 luglio 1991 n. 223, ed all'articolo 12 comma 4,
del decreto legislativo 1 dicembre 1997, n.468 e successive
modifiche e integrazioni.
3. I lavoratori assunti con contratto di lavoro a tempo
determinato mantengono la posizione rivestita nell'ambito delle
graduatorie ed hanno diritto, in conformità alle previsioni dei
contratti collettivi di comparto, alla riassunzione presso le
amministrazioni, enti ed aziende, per lo svolgimento con le
medesime mansioni di attività di carattere stagionale o
ricorrente, entro l'arco temporale di 12 mesi dalla cessazione
del precedente rapporto di lavoro, purché facciano valere tale
diritto entro tre mesi dalla medesima cessazione.
4. Per fare fronte ad esigenze immediate e straordinarie, in
assenza delle graduatorie previste dal comma 2, le
amministrazioni, enti ed aziende di cui al comma 1 indicono
apposite procedure selettive per il reperimento del personale
da assumere a tempo determinato. Gli stessi enti hanno facoltà
di conferire priorità ai candidati che vantano il requisito
della minore distanza tra il luogo di svolgimento dell'attività
e la propria residenza. Trovano applicazione il comma 2, in
ordine ai criteri di formazione della graduatorie ed
all'applicazione delle precedenze, preferenze e riserve, nonché
il comma 3, relativamente al diritto alla riassunzione.
5. Qualora ai fini dell'accesso sia richiesta una specifica
professionalità, i candidati inseriti in graduatoria, fino alla
concorrenza dei posti messi a concorso, sono sottoposti a prova
di idoneità, da individuarsi nel bando, da parte di commissioni
formate da tre componenti, in possesso dei titoli e delle
qualifiche professionali occorrenti in relazione alle materie
oggetto delle prove, nominate dal competente organo esecutivo
dell'ente.
6. Le selezioni in corso alla data di entrata in vigore della
presente legge sono definite in conformità alla normativa
vigente all'atto dell'emanazione del relativo bando.
7. Per quanto non previsto dal presente articolo, trovano
applicazione le disposizioni contenute nell'articolo 3 della
legge regionale 12 aprile 1991, n. 12 e successive modifiche e
integrazioni.
8. Sono abrogati: l'articolo 2 della legge regionale 21 luglio
1979, n. 175; i commi 1, 2, 3 e 4 dell'articolo 1 e l'articolo
2 della legge regionale 30 aprile 1991, n. 12; l'articolo 41
della legge regionale 7 agosto 1997, n. 30 e successive
modifiche ed integrazioni. .
Subemendamento 31.14.2:
Sostituire il comma 2 con il seguente:
All'attuazione delle disposizioni di cui al comma 1 si
provvede, a valere sulle assegnazioni annuali del F.S.N.,
attraverso la predisposizione, con decreto dell'Assessore
regionale per la sanità da emanarsi sentita la competente
Commissione dell'Assemblea regionale siciliana, di un apposito
programma per il triennio 2005-2007 di assorbimento dei medici
di medicina dei servizi negli organici delle Aziende sanitarie
locali.
Il comma 3 è soppresso .
Subemendamento 31.14.2.1 bis all'emendamento 31.14.2.1:
Dopo le parole da emanarsi sono inserite le seguenti entro
il 30 giugno 2005 .
Subemendamento 31.14.1:
Sostituire l'emendamento 31.14 con il seguente:
1. I posti della dotazione organica delle aziende unità
sanitarie locali, già rideterminati o da rideterminare ai sensi
dell'articolo 34, comma 1, della legge n. 289 del 2002, sono
incrementati per ciascuna delle discipline interessate, di un
numero pari ai medici ex D.P.R. n. 270 del 2000, allegato N, in
servizio alla data del 31 dicembre 2002.
2. Nell'arco del triennio 2004/2006 le aziende unità sanitarie
locali destinano i posti come sopra incrementati, ai medici
della medicina dei servizi che hanno superato il giudizio di
idoneità.
3. Agli eventuali oneri le aziende unità sanitarie locali
provvedono con proprie risorse finanziarie'.
Subemendamento 31.19.1 all'emendamento 31.19:
Cassare al nono rigo a domanda .
Dopo pertinente qualifica aggiungere previa selezione
pubblica per titoli e prove attitudinali da regolamentare con
apposito decreto dell'Assessorato regionale della sanità, entro
novanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge .
Emendamento 31.19
Aggiungere il seguente articolo:
Art.... - 1. Al fine di una definitiva regolamentazione della
materia, in coerenza con le indicazioni del piano sanitario
regionale 2000-2002, nel rispetto di quanto previsto
dall'articolo 64, comma 5, della legge n. 833/78, considerato
quanto stabilito dalla convenzione tra l'Azienda sanitaria
locale n. 6, casa di cura Villa Stagno, e l'Assessorato
regionale della sanità., il personale con la qualifica di
ausiliario specializzato, già addetto all'assistenza del
presidio manicomiale ex ospedale psichiatrico Villa Stagno, già
riferimento per le provincie di Enna e Caltanissetta, può, a
domanda, essere assunto dalle Aziende sanitarie locali
esclusivamente per le esigenze dei servizi di salute mentale,
nei limiti dei posti vacanti in pianta organica per la
pertinente qualifica. .
-All'articolo 17:
Emendamento 17.6:
L'articolo è sostituito con il seguente:
Art. 17. Interventi produttivi in verde agricolo - 1. Sono
esclusi dai limiti di cui al comma 2, lettera f) dell'articolo
22 della legge regionale 27 dicembre 1978, n. 71 come aggiunta
dall'articolo 139, comma 65 della legge regionale l6 aprile
2003, n. 4 gli opifici e gli impianti utilmente inseriti nella
graduatoria di cui al bando misura 4.09 del P.O.R. Sicilia
2000/2006, laddove i relativi progetti per l'inserimento in
graduatoria sono stati presentati anteriormente all'entrata in
vigore della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4.
2. L'esecuzione dei suddetti insediamenti è assentita per mezzo
di singoli atti concessori in deroga degli strumenti
urbanistici generali ed attuativi, a prescindere dalla presenza
o meno di aree artigianali ed industriali.
3. Le disposizioni di cui all'articolo 1 del decreto
assessoriale n. 748 del 7 luglio 2004 dell'Assessorato
regionale del territorio ed ambiente relative alla V.A.S.
(Valutazione Ambientale Strategica) non si applicano agli
strumenti urbanistici generali in itinere, per i quali il
consiglio comunale ha già adottato alla data del 21 luglio 2004
la determinazione sullo schema di massima ai sensi
dell'articolo 3 della legge regionale 30 aprile 1991, n. 15.
Permane l'obbligo di adottare ed approvare i piani urbanistici
ai sensi dell'articolo 3 e 4 della legge regionale 27 dicembre
1978, n. 71, entro i ventiquattro mesi successivi alla data del
21 luglio 2004.
Emendamento 17.6.2:
Il comma 2 dell'articolo 30 della legge regionale 26 marzo
2002, n. 2, è così sostituito:
2. All'articolo 22 della legge regionale 27 dicembre 1978, n.
71, e successive modifiche ed integrazioni, è aggiunto il
seguente comma:
previa autorizzazione delle amministrazioni competenti, nelle
zone destinate a verde agricolo è consentito il mutamento di
destinazione d'uso dei fabbricati realizzati con regolare
concessione edilizia, dalla destinazione esistente a
destinazione commerciale e/o di civile abitazione, nonché da
civile abitazione a destinazione d'uso ricettivo alberghiera e
di ristorazione ove sia verificata la compatibilità ambientale
della nuova destinazione ed il rispetto di tutte le
prescrizioni igienico-sanitarie nonché di sicurezza.
Nelle zone agricole è ammessa l'autorizzazione all'esercizio
dell'attività commerciale, nonché l'autorizzazione
all'esercizio stagionale, primaverile ed estivo, dell'attività
di ristorazione anche i manufatti destinati a civile
abitazione, nel rispetto della cubatura esistente e purchè la
nuova destinazione, ancorché temporanea, non sia in contrasto,
con interessi ambientali e disposizioni sanitarie. La
destinazione ricettivo-alberghiera e di ristorazione cessa
automaticamente allorché cessi la relativa attività''.
-All'articolo 27:
Emendamento 27.24:
Alla lettera oo) del comma 1 dell'articolo 27 le parole 600
migliaia di euro sono sostituite con le parole 500 migliaia
di euro e le parole e Castelbuono sono soppresse.
Emendamento 27.7:
Aggiungere le seguenti lettere:
uu) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articolo 31,
comma 7, tabella H (UPB 8.2.1.3.1 - capitolo 343701) + 218
migliaia di euro;
vv) legge regionale 19 agosto 1999, n. 16, articoli 1, 3 e 8
(UPB 8.2.2.6.99 - Capitolo 743301) + 7 migliaia di euro;
zz) legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, articoli 31, comma
9, tabella L (UPB 5.2.2.6.3 - capitolo 642805) - 5.000 migliaia
di euro .
Emendamento 27.22:
Aggiungere:
Legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, art. 31, comma 7,
tabella H, UPB 1.3.2.6.1, capitolo 507601 + 80
UPB 4.2.1.5.1, capitolo 215701 - 80
Emendamento 27.12:
U.P.B. 12.2.1.3.1 Cap. 376528 +100
U.P.B. 4.2.1.5.1 Cap. 215701 -100
Emendamento 27.2.2. bis:
UPB 9.3.1.3.1 Cap. 377311 + 65.000
UPB 4.2.1.5.1 Cap. 215701 - 65.000
-All'articolo 30:
Emendamento 30.4:
Alla tabella B sono apportate le seguenti modifiche:
UPB Cap. Importo
4.2.1.5.3 215705 + 10.000.000,00
4.2.1.5.3 215707 + 3.300.000,00
4.2.1.5.1 215701 - 10.000.000,00
3.2.1.1.1. 182001 - 3.300.000,00
Submendamento 30.5.1 sostitutivo dell'emendamento 30.5:
Alla tabella "B" sono apportate le seguenti modifiche:\
UPB CAPITOLO
IMPORTO (in euro)
1.6.1.1.2 116506 145.000,00
2.2.2.6.88 542001 40.000,00
2.2.1.1.2 142506 100.000,00
2.3.1.3.1 146514 1.850.000,00
2.1.1.1.1 140011 -10.000,00
2.1.1.5.2 140301 10.000,00
4.2.1.5.1 215701 339.700,00
4.2.1.5.3 215718 250.000,00
4.2.1.5.3 215716 100.000,00
4.2.2.8.1 613910 -150.000,00
5.2.2.6.3 642805 -5.000.000,00 L.V. 0/04
6.1.1.1.2 270307 4.800,00
8.3.1.3.99 347703 150.000,00 L.V. 0/04
8.2.1.1.2 342506 476.000,00
8.2.1.3.1 343701 218.000,00 L.V. 0/04
8.2.2.6.99 743301 7.000,00 L.V. 0/04
8.2.2.7.1 745606 -801.000,00
8.3.1.1.2 346506 100.000,00
6.1.1.5.2 270301 10.000,00
9.3.1.3.7 377722 41.000,00 L.V. 0/04
10.4.1.1.2 420506 25.000,00
10.4.1.1.2 420514 -4.000,00
10.4.1.1.2 420503 -3.000,00
8.2.1.3.99 344116 100.000,00
9.3.1.3.4 377320 100.000,00 L.V. 0/04
9.3.1.3.4 377729 35.000,00 L.V. 0/04
9.2.1.3.3 372528 200.000,00 L.V. 0/04
1.1.1.5.2 100303 150.000,00
1.1.1.5.2 100335 -100.000,00
1.4.1.5.3 109301 80.000,00 L.V. 0/04
9.3.2.6.3 776016 35.000,00
2.2.2.6.7 542002 200.000,00
n.i. 100.000,00 L.V. 0/04
12.2.2.6.1 872003 228.000,00 L.V. 0/04
2.4.1.1.1 150007 -224.000,00
2.4.1.1.2 150529 24.000,00
2.4.1.1.2 150506 200.000,00
12.4.1.1.1 480302 1.500,00
12.2.1.3.2 472514 600.000,00
12.3.1.3.1 478109 -600.000,00 L.V. 0/04
1.8.1.1.2 124315 5.000,00
1.8.2.6.2 524003 -5.000,00
1.3.1.3.3 104538 82.000,00 L.V. 0/04
12.3.1.1.2 476517 100.000,00
3.2.1.3.1 183745 150.000,00 L.V. 0/04
n.i. 3.000.000,00 L.V. 0/04
8.2.2.6.3 742403 -3.000.000,00
2.3.1.3.1 147301 340.000,00 L.V. 0/04
2.2.1.3.4 142518 250.000,00
9.3.1.3.2 377703 50.000,00
-All'articolo 4:
Emendamento 4.4:
1. Il Titolo II della delibera legislativa approvata
dall'Assemblea regionale il 5 agosto 2004 pubblicata nella
Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana n. 40 del 24
settembre 2004 recante Norme per l'elezione del Presidente
della Regione siciliana a suffragio universale diretto. Nuove
norme per l'elezione dell'Assemblea regionale siciliana.
Disposizioni concernenti l'elezione dei consigli comunali e
provinciali è soppresso.
2. Il termine di tre mesi per la presentazione dell'eventuale
richiesta referendaria previsto dal comma 2 dell'articolo 1
della legge regionale 23 ottobre 2001, n. 14, relativamente
alla delibera legislativa di cui al comma 1, decorre a partire
dalla data di entrata in vigore della presente legge.
-Emendamento ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno
All'articolo 9, lettera b) dopo le parole 'perle operazioni di
credito' aggiungere le seguenti parole 'a breve termine e'.