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Resoconto d'Aula della Seduta n. 246 di mercoledì 27 ottobre 2004
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                Presidenza del Presidente Lo Porto

                 La seduta è aperta alle ore 18.00

   IOPPOLO segretario f.f. dà lettura del processo  verbale  della
 seduta  precedente  che,  non sorgendo osservazioni,  si  intende
 approvato.

                              Congedo

   PRESIDENTE.  Comunico  che   l'onorevole  Zangara  ha   chiesto
 congedo per i giorni dal 25 al 31 ottobre 2004.

  L'Assemblea ne prende atto.

                             Missione

   PRESIDENTE.   Comunico  che,  per  ragioni  del  suo   ufficio,
 l'onorevole Basile è in missione per il giorno 31 ottobre 2004.

  L'Assemblea ne prende atto.

                    Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
 interrogazioni  con richiesta di risposta orale:

     N.  1901 - Notizie a proposito dell'evento franoso  che  ha
     interessato  recentemente il comune di S. Mauro Castelverde
     (PA).
     - Presidente Regione
     - Assessore Lavori Pubblici
     - Assessore Territorio
     Firmatario: Ferro Giovanni

     N.  1904  -  Notizie  in ordine alla nuova  classificazione
     delle  aree  a  maggiore  rischio sismico  da  parte  della
     Regione.
     - Presidente Regione
     Firmatario: Zago Salvatore

     N.  1905  -  Iniziative  del Governo  regionale  presso  il
     Ministero delle Politiche agricole e la Direzione regionale
     dell'INPS   affinchè   vengano   eliminate   le    ipoteche
     immobiliari  che  gravano  sui  produttori  agricoli  della
     fascia trasformata provenienti dai debiti INPS.
     - Presidente Regione
     - Assessore Agricoltura
     Firmatario: Zago Salvatore

     N.  1906  - Interventi per fronteggiare la grave situazione
     determinata dall'ingiustificato aumento degli affitti delle
     case   e  dalla  carenza  di  alloggi  nelle  grandi  città
     siciliane ed in particolare nella città di Catania.
     - Presidente Regione
     - Assessore Lavori Pubblici
     - Assessore Famiglia
     Firmatari:  Villari Giovanni; Panarello Filippo; Giannopolo
     Domenico

  Le  interrogazioni  testè  annunziate  sono  state  inviate  già
 inviate  al Governo e saranno iscritte all'ordine del giorno  per
 essere svolte al loro turno.
  Comunico  che  sono state presentate le seguenti  interrogazioni
 con richiesta di risposta scritta:

     N.   1902   -  Iniziative  per  assicurare  il  lavoro   di
     forestazione   ai  braccianti  agricoli   del   comune   di
     Villafrati (PA).
     - Assessore Agricoltura
     Firmatari:  Catania  Giuseppe;  Maurici  Giuseppe;  Baldari
     Nicola Renato; Fleres Salvatore

     N.  1903  - Notizie in ordine alla copertura del  posto  di
     direttore generale presso il Consorzio di bonifica n. 9  di
     Catania.
     - Assessore Agricoltura
     Firmatari:   Morinello  Salvatore;  Liotta   Santo;   Raiti
     Salvatore

     N.    907   -   Ripristino   alle   precedenti   condizioni
     dell'ambulatorio  per  visite  cardiologiche   a   pazienti
     esterni dell'Ospedale Busacca di Scicli (RG).
     - Presidente Regione
     - Assessore Sanità
     Firmatario: Gurrieri Sebastiano

     N.  1908 - Notizie in merito alla vendita del 51 per  cento
     delle azioni della Società Italkali di Petralia (PA).
     - Assessore Industria
     Firmatario: Vicari Simona.

  Le  interrogazioni  testè  annunziate  sono  state  inviate  già
 inviate al Governo.

                     Annunzio di interpellanze

   PRESIDENTE.  Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
 interpellanze:

     N. 200 - Notizie circa lo svolgimento di attività sanitarie
     abusive  nell'isola di Lampedusa e circa  la  decisione  di
     chiudere il locale poliambulatorio pubblico.
     - Presidente Regione
     Firmatario: Orlando Leoluca

     N.  201 - Notizie in ordine al mantenimento della Pia Opera
     S. Lucia di Palermo.
     - Presidente Regione
     - Assessore Famiglia
     Firmatario: Ferro Giovanni

     N.  202  -  Notizie circa le procedure di  valutazione  dei
     risultati      aziendali   e  degli   obiettivi   raggiunti
     dai direttori generali delle Aziende sanitarie locali della
     Regione.
     - Presidente Regione
     Firmatario: Orlando Leoluca

     N.  203  -  Interventi  urgenti al  fine  di  garantire  la
     stabilizzazione dei 45 medici precari in forza  all'Azienda
     universitaria Policlinico di Palermo.
     - Presidente Regione
     Firmatari:  Forgione  Francesco; Liotta  Santo;  Barbagallo
     Giovanni;  Cracolici  Antonino;  Ferro  Giovanni;  Miccichè
     Calogero; Morinello Salvatore; Raiti Salvatore.

   PRESIDENTE.  Trascorsi tre giorni dall'odierno  annunzio  senza
 che il Governo abbia dichiarato di respingere le interpellanze  o
 abbia  fatto  conoscere  il giorno in cui intende  trattarle,  le
 interpellanze stesse saranno iscritte all'ordine del  giorno  per
 essere svolte al loro turno.

  Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
 interno  che nel corso della seduta potrà procedersi a  votazioni
 mediante sistema elettronico.



                Presidenza del Presidente Lo Porto

        Determinazione della data di discussione di mozione

   PRESIDENTE.  Si  passa  al  II punto  dell'ordine  del  giorno:
 Lettura,  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83,  lettera
 d),   e  153  del  Regolamento  interno,  della  mozione  n.  312
  Interventi  in  favore  dei  produttori  d'uva  del  comune   di
 Mazzarrone  (CT) ,  degli  onorevoli  Fleres,  Catania  Giuseppe,
 Maurici, Baldari. Ne do lettura:

                        "L'Assemblea regionale siciliana
  premesso che:
  il  comune  di  Mazzarrone è conosciuto per  la  sua  produzione
 d'uva, che rappresenta l'attività prevalente del comune stesso;
  ormai   da  tempo  però,  l'intero  indotto  subisce   il   peso
 dell'aumento  dei prezzi di vendita cui, tuttavia, non  segue  un
 aumento di reddito per i produttori;
  ciò  comporta  continui disagi per l'economia  locale  e  per  i
 produttori stessi che non investono più a danno anche di tutte le
 famiglie che, proprio dalla produzione dell'uva, traggono il loro
 sostentamento;
  a  peggiorare ulteriormente la situazione si aggiunge  anche  il
 problema  legato ai trasporti; infatti, per raggiungere l'imbarco
 dei  traghetti,  benché si tratti di pochi chilometri,  occorrono
 almeno  cinque ore, dato quest'ultimo che, di fatto, contribuisce
 a far calare le vendite a favore di altri Paesi produttori meglio
 organizzati nelle infrastrutture e dunque nei trasporti,

                 impegna il Governo della Regione
                            e per esso
            l'Assessore per l'agricoltura e le foreste

  a  porre  in essere ogni utile iniziativa al fine di intervenire
 in  favore  dei  produttori d'uva del comune di Mazzarrone  ed  a
 provvedere  alla verifica delle strade di accesso che dall'intera
 zona del calatino portano all'ingresso in autostrada, al fine  di
 agevolare  il trasporto delle merci ma, anche, di incentivare  il
 turismo". (312)

                       FLERES -  CATANIA G. - MAURICI - BALDARI

  Dispongo  che  la mozione testé annunziata venga demandata  alla
 Conferenza  dei  Presidenti  dei Gruppi  parlamentari  perché  ne
 determini la data di discussione.



                Presidenza del Presidente Lo Porto

       Discussione unificata di mozioni inerenti la manovra
           finanziaria nazionale e l'economia siciliana

   PRESIDENTE.  Si  passa al punto terzo dell'ordine  del  giorno:
 Discussione unificata delle mozioni:
     -  n.  305,  Definizione di una linea comune per proporre  al
     Consiglio  dei Ministri necessarie ed urgenti modifiche  alla
     manovra finanziaria a tutela dell'economia siciliana ,  degli
     onorevoli  Speziale,  Cracolici,  Capodicasa,  Crisafulli  ed
     altri;
     -   n.  309,   Interventi in favore del sistema  economico  e
     imprenditoriale  della  Sicilia , degli  onorevoli  Misuraca,
     Confalone, Mercadante, Baldari, Fleres;
     -  n.  310,   Misure da proporre al Consiglio dei Ministri  a
     salvaguardia   dell'economia  siciliana ,   degli   onorevoli
     Formica, Mercadante, Dina, Basile, Infurna, Sbona.

  Non  avendo  alcun  deputato chiesto  di  parlare,  rinvio  alla
 seduta   successiva  la  discussione  unificata  delle   predette
 mozioni.



                Presidenza del Presidente Lo Porto

     Rinvio del seguito della discussione del disegno di legge
  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre ai sensi
  dell'articolo 18 dello Statuto al Parlamento recante  Modifiche
 allo Statuto della Regione'  (nn. 580 - 472 -578 - 602 - 652 /A)

   PRESIDENTE.  Si passa al punto quarto dell'ordine  del  giorno:
 Seguito  della  discussione  del  disegno  di  legge   Schema  di
 progetto   di   legge   costituzionale  da  proporre   ai   sensi
 dell'articolo  18 dello Statuto al Parlamento recante   Modifiche
 allo Statuto della Regione'  (nn. 580 - 472 -578 - 602 - 652 /A).

    Non sorgendo osservazioni, il predetto punto all'ordine  del
  giorno viene rinviato.



                Presidenza del Presidente Lo Porto


        Sull'eventuale impugnativa della legge regionale di
     assestamento del bilancio e sui lavoratori ex articolo 23

    ARDIZZONE. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83,  comma
 2 del Regolamento interno.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ARDIZZONE.   Signor   Presidente,   mi  rivolgo   all'Aula   ma
 soprattutto  a  lei,   quale tutore  dello Statuto  siciliano,  e
 quindi  anche  della  specialità di esso, che,   più  volte,   in
 questi   giorni,    (già   da  prima,  ma   immediatamente   dopo
 l'approvazione  delle variazioni di bilancio)  è  stato  violato,
 anzi,    più  che  violato,   è  stato  calpestato  nell'assoluto
 silenzio della deputazione regionale.
  Non  entro  nel  merito  della  vicenda  perché  ormai  è  stata
 sviscerata  in  Aula. Mi sia consentito dire  che  c'è  stato  un
 dibattito  abbastanza ampio. Ma mentre si svolgeva tale dibattito
 un  sottosegretario di Stato è intervenuto,  quasi a volere,   in
 qualche modo,  condizionare il voto d'Aula. Ma penso che il fatto
 più  grave  si  sia consumato oggi pomeriggio,  da  parte  di  un
 Ministro della Repubblica, il Ministro Urbani, il quale riferendo
 in  ordine  ad  un  question time,  posto giustamente  da  alcuni
 deputati,  ha avuto modo di dire che,  proprio oggi,  ha  scritto
 al  Commissario dello Stato affinché  impugni l'articolo 15 delle
 variazioni  di  bilancio. Atto più  grave -   così  indefinibile,
 se  vogliamo -   che rappresenta  un insulto proprio alla  nostra
 specialità, non ci poteva essere!
  Ed  è,  in questi casi   che noi dobbiamo sussultare, non quando
 si  fanno  le  riforme costituzionali.  Già il Commissario  dello
 Stato ha avuto modo di riferire -  ripeto io non entro nel merito
 -  il Commissario dello Stato deciderà come riterrà più opportuno
 e  valuterà  se  effettivamente ci siano  state  violazioni  alla
 Costituzione nell'esitare quel famoso articolo 15.
  Certo  una  cosa  devo  dire,  e la voglio  dire  a  quest'Aula:
 sarebbe  veramente strano che il Commissario dello Stato  impugni
 questa norma alla luce di una sentenza del Consiglio di Stato del
 2001  e,  soprattutto,   signor Presidente,  alla  luce   di  una
 circolare  dell'Assessorato Beni culturali del 2002 che prevedeva
 proprio di andare in deroga ai piani paesistici. Ma - ripeto - ho
 solamente sfiorato il tema, mi rivolgo a lei affinché decida come
 ritiene  più opportuno per fa sì che venga restituita  dignità  a
 quest'Aula.

   MICCICHE'. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MICCICHE'.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  in  merito
 alle   ultime   questioni   sollevate  dall'onorevole   Ardizzone
 riferendosi   alla questione del Ministro Urbani,  proprio  pochi
 minuti   fa  mi  sono collegato con l'agenzia  ANSA  e  dico  che
 personalmente applaudo al Ministro Urbani per avere sollevato una
 questione  di  sua  competenza. Non sono tenuto  a  difendere  il
 Ministro,  perché  non  sono il suo  avvocato,   nè  politico  nè
 giudiziario,  ma ha detto delle cose perfettamente  condivisibili
 che l'onorevole Ardizzone....

   PRESIDENTE.   Onorevole  Miccichè,  scusi  se  la   interrompo,
 tuttavia  devo precisare che non posso consentire, anche  per  il
 numero degli interventi che si susseguiranno,  che si discuta nel
 merito di tale fatto.
  L'onorevole  Ardizzone ha sollevato una questione che  presa  in
 sé  e  per sé investe la Presidenza per utilizzare, se lo  crede,
 tutti  gli strumenti a tutela di una presunta lesione del diritto
 dell'Assemblea regionale di legiferare come ritiene opportuno.
  Ma  se  ora  si vuole aprire un dibattito sulla questione  isole
 Eolie  io  lo devo impedire. Per cui le preciso che -  e   non  è
 contro di lei,  è soltanto per un problema di principio -  a fine
 seduta  si  possono  sollevare solamente  questioni  personali  o
 questioni  di  principio regolamentare; non si può  discutere  il
 merito di  nessun altro argomento.

   MICCICHE'.  Signor   Presidente  io  non  voglio  entrare   nel
 merito, anche perché nel merito l'onorevole Ardizzone è entrato e
 lei non ha fatto alcuna obiezione...

   PRESIDENTE.  Onorevole Miccichè, l'onorevole  Ardizzone  non  è
 entrato  nel  merito, ha rilevato un episodio   relativo  ad   un
 intervento  esterno  all'Assemblea  nei  confronti  di  un   atto
 parlamentare dell'Assemblea. Se lei accenna a questo,  la  lascio
 parlare  ma   se  entriamo nel merito del  problema  Eolie,   non
 glielo  posso  consentire, nè a lei nè a tutti gli altri  che  la
 seguiranno.

    MICCICHE'.  L'onorevole  Ardizzone  ha  tirato  in  ballo   un
 Ministro  di  questa Repubblica; mi pare che  la  Sicilia  faccia
 parte della Repubblica italiana e poiché sollevava, dal suo punto
 di  vista, l'intromissione da parte di un Ministro competente  su
 una  questione  che  riguarda la Sicilia,  io  devo  al  riguardo
 esprimere necessariamente la mia opinione, e secondo me,   non  è
 stato  leso  alcun principio della nostra autonomia e del  nostro
 Statuto.
  Il   Ministro  dice che la Regione siciliana,  nonostante  abbia
 una  competenza esclusiva per una serie di ragioni  di  carattere
 statutario   (l'autonomia e tutte queste  cose  che  conosciamo),
 deve  attenersi  ai  principi  fondamentali  della  Costituzione,
 facendo  riferimento,   in  particolare,   all'articolo  9  della
 nostra Costituzione. Solo questo ha detto il Ministro Urbani..
  Solo  questo  ha detto il Ministro Urbani. Quindi, mi  pare  che
 abbia  centrato l'argomento. Non voglio entrare nel merito  della
 questione che conosciamo benissimo e che è sulla cronaca di tutti
 i giornali di questi giorni. Voglio soltanto dire che le cose che
 ha  riferito  il Ministro sono perfettamente condivisibili  e  mi
 permetta,  signor Presidente, di leggere quattro  righe,  cui  fa
 riferimento   l'onorevole  Ardizzone,  per   dimostrare   perchè,
 secondo me,  non c'è alcuna lesione alla nostra Autonomia ed alla
 nostra specialità regionale.
  Mi  consenta di leggere, signor Presidente, in modo tale che  le
 cose   scritte  diventino documenti e non solo chiacchiere  tanto
 per parlare.
    Il  Ministro ha detto:  La Regione siciliana, come è noto,  ha
 una  competenza  legislativa esclusiva in materia  di  tutela  di
 paesaggio  e  di  conservazione  dell'antichità  e  delle   opere
 artistiche .  In ogni caso  - ha continuato Urbani -  è  indubbio
 che  anche le ragioni che la Regione Sicilia, come tutte le altre
 regioni   a   statuto  speciale,  devono  obbedire  ai   principi
 fondamentali  del  nostro ordinamento che  sono  contenuti  nella
 parte  I  della  Costituzione . In particolare il Ministro  pensa
 all'articolo 9, comma 2, in base al quale la Repubblica tutela il
 paesaggio ed il patrimonio storico ed artistico della Nazione.
  Non  credo  ciò significhi offendere la nostra specialità  e  la
 nostra Autonomia. Era questo che voleva precisare e spero che sia
 oggetto di discussione in una prossima seduta.

   SAMMARTINO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SAMMARTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi  atterrò
 al   richiamo  da  lei  formulato  nei  confronti  dell'onorevole
 Miccichè,  per porre una questione di principio che,  in  qualche
 modo,   ritengo doveroso porgere all'attenzione sua e dei  nostri
 colleghi,  fermo restando che anch'io condivido che l'  ingerenza
 nel campo delle competenze esclusive della Regione siciliana   di
 autorevoli  esponenti del Governo nazionale, su  tematiche  sulle
 quali  molto  probabilmente non possono nemmeno  impartire  delle
 lezioni,   sia  comunque un problema da affrontare  e  sul  quale
 riflettere.
  Ma  quello  che  volevo riportare alla sua  attenzione  -  anche
 perchè c'è un precedente riguardo a questo deputato che oggi  non
 è  presente  e me ne dispiaccio, ma tale è la gravità delle  cose
 che voglio riferire che mi impone di farlo anche in sua assenza -
 è  che  in merito a questo tema sono state dette cose molto gravi
 dall'onorevole  Acierno, che una volta, lo ricordo personalmente,
 ebbe  a  richiamarla per aver definito i parlamentari  come   dei
 tacchini  che  non  potevano  nemmeno  lontanamente  pensare   di
 anticipare il Natale in occasione di una possibilità di  chiusura
 dell'Assemblea regionale siciliana .
  In  televisione,  su  CTS  in una trasmissione  chiamata   Il  V
 Elemento'  si  è  permesso  di  apostrofare  più  di  una   volta
 l'assessore  Granata per la sua,  pur legittima,  espressione  di
 considerazioni in merito alla questione delle Eolie con i termini
  delinquente ,  infame . Ha detto, e l'ho  sentito personalmente,
 le  seguenti parole:  fino a quando l'Assemblea regionale  ed  il
 Governo  regionale avranno infami come l'assessore regionale  per
 il  turismo,  Fabio Granata,  non ci sarà possibilità di  pensare
 ad  un futuro migliore'. L'ha chiamato anche   farabutto  e   con
 epiteti  ancora più gravi che durante la trasmissione sono  stati
 ripetuti senza alcun contraddittorio.
  Volevo  invitare lei, signor Presidente, in quanto  autorità  di
 garanzia  del  decoro  e  dell'  autorità  ed  autorevolezza  dei
 componenti dell'Assemblea regionale e dell'istituzione  in quanto
 tale, ad intervenire con una censura sulle cose dette,  cose  che
 non   possono  essere  smentite  stante  la  registrazione  della
 trasmissione televisiva.

   SPAMPINATO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPAMPINATO.   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,    sono
 rattristato  nella  qualità  di  deputato  per  quanto  affermato
 dall'onorevole    Sammartino,   ritengo    peraltro     che    l'
 irresponsabilità   parlamentare  non  possa  raggiungere   questi
 livelli di trivio, ma non commento oltre.

   PRESIDENTE. Purtroppo devo insistere, questa non è la sede  per
 questo  tipo  di  valutazioni, capisco che  possono  essere  pure
 legittime,  ma  questa  fase  della seduta  riguarda  particolari
 argomenti.  Un  argomento  come quello  sollevato  dall'onorevole
 Sammartino merita una mozione di censura, una  messa in stato  di
 accusa  e c'è per questo il codice penale. In altre parole,   non
 possiamo   utilizzare  una forma di diritto parlamentare  di  una
 determinata  occasione per discutere di altre cose.

   SPAMPINATO. Presidente, era stata solo una battuta!

   PRESIDENTE.  Bene, il suo tempo intanto scorre,  è  passato  un
 minuto.

   SPAMPINATO.  Io  non entro nel merito delle  dichiarazioni  del
 Ministro Urbani né della vicenda delle isole Eolie, per la quale,
 d'altra  parte,  un lungo dibattito parlamentare mi ha  visto  su
 posizioni  diametralmente opposte a quelle  espresse  sul  merito
 dall'onorevole  Ardizzone. Ma lo ringrazio per  avere  richiamato
 l'autonomia  siciliana  e l'esigenza di  riappropriarsi  di  tale
 autonomia, cosa  che questo Parlamento deve fare.
  Devo  ricordare, però, che questo Parlamento ha deciso di cedere
 una  quota di propria autonomia nel momento in cui con un  ordine
 del  giorno  ha  deciso  di  non applicare,   in  riferimento  al
 controllo  sulla  legge regionale,  l'articolo   10  della  legge
 costituzionale  n. 3 del 2001,  che avrebbe dato la  possibilità,
 anche  alla  Regione siciliana, di approvare le proprie  leggi  e
 vederle  immediatamente attuate e non continuare a prevedere  una
 forma di controllo preventivo che, secondo me, continua ad essere
 una  forma  inferiore di autonomia rispetto anche alle Regioni  a
 statuto ordinario. Questa è una conseguenza.
  Ritengo   che   comunque   sia  stato   opportuno   l'intervento
 dell'onorevole Ardizzone perchè,  a prescindere dal merito,   noi
 dobbiamo  essere orgogliosi della nostra autonomia e ne  dobbiamo
 fare buon uso.

   VILLARI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   VILLARI. Signor Presidente, io desidero solo dichiarare,  visto
 che lei gentilmente permette anche di esprimersi, in questa sede,
 su   altri   argomenti,   che  come  Gruppo   parlamentare    dei
  Democratici di sinistra' ci siamo dichiarati in modo  abbastanza
 netto  e  chiaro,  assumendo una posizione,  che è   di  assoluta
 contrarietà -  ma siamo stati su questo abbastanza forti e chiari
 durante  il dibattito -  un' assoluta contrarietà ad ogni ipotesi
 di deroga per le Isole Eolie.
  Per  cui  adesso il Commissario dello Stato, per quanto  attiene
 alle  sue competenze, esaminerà (su questo non si può non  essere
 d'accordo  con  lui,   ovviamente) per  i  poteri  che  gli  sono
 conferiti,   le  diverse questioni che sono contenute  in  quella
 legge  e, poi,  noi la  assumeremo così come ci verrà consegnata,
 a seguito delle  determinazioni del Commissario e  di conseguenza
 andremo  avanti  nelle  direzioni che  ogni  Gruppo  parlamentare
 deciderà di prendere.
  Detto    ciò,    signor   Presidente,   desideravo    sottoporre
 all'attenzione  dell'Aula ed  alla sua attenzione  il  fatto  che
 oggi  si è svolta una manifestazione dei lavoratori, ex art.  23,
 che  ripropone  un problema importante e centrale per  la  nostra
 Regione.
    Alla  luce  del  fatto  che attualmente si  spendono  parecchi
 soldi,   già  come  Regione,   per  fare  in  modo  che  i  3.300
 lavoratori,  in particolare quelli  direttamente utilizzati dagli
 uffici  della Regione, che per essi  sia intrattenuto un rapporto
 di  lavoro,  peraltro atipico, senza diritti contrattuali  e  uno
 stato  di  precarietà che noi ci auguriamo,  penso  tutti,  possa
 presto finire.
  La  questione  che intendo  rilevare riguarda in particolare  il
 fatto   che,  se  l'Assemblea  da  un  lato  promuove  iniziative
 attraverso  l'emanazione di norme che demandano agli Enti  locali
 poteri   e  facoltà  di  interventi  ai  fini  del  processo   di
 stabilizzazione  dei lavoratori LSU ed ASU - come  abbiamo  fatto
 con   la   legge  appena  approvata  da  questo  Parlamento   per
 l'assestamento di bilancio -, dall'altro lato la Regione  non  si
 pone il problema di stabilizzare quei lavoratori che direttamente
 utilizzano i propri uffici. e non si occupa dei lavoratori  degli
 Enti locali.
  Si  pone  il  problema  di individuare una norma,  possibilmente
 nell'ambito    delle    leggi   finanziarie    che    discuteremo
 prossimamente,  che permetta che tale processo di  fuoriuscita  e
 stabilizzazione sia rivolto anche ai 3.300 lavoratori ASU ed LSU,
 che in atto sono direttamente utilizzati dalla Regione.
  Questo si può fare, ad esempio, attraverso l'istituzione  di  un
 Albo  unico  regionale che potrebbe in qualche modo equiparare  i
 progetti  di  fuoriuscita e stabilizzazione dei lavoratori  degli
 Enti  locali, seppure in modo graduale e a seconda delle esigenze
 che si presentano via via nelle realtà locali. Si potrebbe, cioè,
 in  qualche  modo   equiparare questo processo a  quello  che  la
 Regione  mette  in atto perché, appunto, tutti possano  usufruire
 allo  stesso modo di uno strumento unico che tratti i lavoratori,
 questi lavoratori precari, allo stesso modo.
  Peraltro,  ripeto,  ciò  che si spende per  far  fronte  a  tale
 situazione  -  attingendo ai fondi regionali, al Fondo  regionale
 per  l'Occupazione, e ad altri fondi, si pensi alla legge 81,  il
 cosiddetto   decreto  Salvi  - rappresenta  un  onere  abbastanza
 significativo per la Regione. Si tratterebbe, pertanto,  solo  di
 normare  tale  materia per risolvere un problema di  cui  già  la
 Regione   si   fa   carico  e  che  andrebbe,   invece,   risolto
 definitivamente e facendo uscire questi lavoratori dal precariato
 e garantendo, soprattutto ad essi,lo status di lavoratori.

   FLERES. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   FLERES.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  articolerò  il
 mio  brevissimo  intervento in tre parti:  nella  prima  desidero
 esprimere  il mio disagio personale, ma devo dire di  gran  parte
 dell'Aula,  rispetto alle dichiarazioni di autorevoli membri  del
 Governo  secondo  i  quali   l'Aula  si  dividerebbe  in  pecore,
 incapaci  di intendere e di volere, e pirati che fanno  o  no  il
 proprio dovere .

   PRESIDENTE. Scusi, onorevole Fleres,  si riferisce  al  Governo
 nazionale o regionale?

   FLERSE.   Mi   riferisco   al  Governo   regionale,   onorevole
 Presidente.

   PRESIDENTE.   E'   bene   che   si   precisi   nel    resoconto
 stenografico...

   FLERES.  Certo,  Presidente.  Autorevoli  membri  del   Governo
 regionale  si  permettono  di  non  tenere  conto  della  volontà
 democraticamente     espressa     dall'Aula.     Costoro,     non
 sufficientemente  documentati sul lavoro  svolto  dall'Aula,   si
 nascondono  dietro  presunte distrazioni  o  presunte  violazioni
 regolamentari che non ci sono state.
  Dignità  vuole  che ciascuno si assuma le proprie responsabilità
 e poi sappia difenderle e sappia affrontare gli effetti di quelle
 responsabilità  in  ogni sede, senza nascondersi  come   fanno  i
 bambini che non vogliono  farsi vedere magari mentre affondano le
 dita nel barattolo della marmellata.
  Questo  è  il primo aspetto, onorevole Presidente, per il  quale
 mi  permetto di chiederle di formalizzare una nota di biasimo nei
 confronti  di chi si permette, ripeto, di non tenere conto  delle
 decisioni  che l'Aula assume nella pienezza dei propri  poteri  e
 nel rispetto assoluto del Regolamento medesimo.
  La  seconda  questione riguarda, invece, più specificamente,  la
 necessità di ripristinare un sistema procedurale che è  stato  da
 tempo accantonato: mi riferisco a quello secondo il quale l'Aula,
 per  rispettare  se  stessa, innanzitutto,  nel  momento  in  cui
 accoglieva   le   osservazioni  del  Commissario   dello   Stato,
 contemporaneamente  riapprovava le norme che  sopprimeva  da  una
 parte  per  consentire  il ricorso alla  Corte  Costituzionale  e
 verificare  poi  se  su  quelle norme esistevano  realmente  vizi
 costituzionali.
    Devo  dire,  per la cronaca, che nell'85 per  cento  dei  casi
 l'Assemblea  regionale  siciliana  aveva  ragione  e   la   Corte
 Costituzionale  ha  confermato  il voto  espresso  dall'Assemblea
 stessa.
  Siccome  però quei tempi probabilmente sono stati dimenticati  è
 opportuno  che  l'Assemblea -  proprio per difendere  la  propria
 dignità da abusi, eccessi e chiacchiere che spesso inutilmente si
 formulano  a suo carico -  riprenda quel percorso  e nel  momento
 stesso in cui consente la pubblicazione di una legge, depurandola
 delle  parti  suscettibili  di impugnativa  o  che  hanno  subìto
 impugnativa, nello stesso tempo riapprovi quelle stesse parti per
 consentire alla Corte Costituzionale di pronunziarsi decidendo  e
 valutando  se effettivamente meritavano l'impugnativa  oppure  no
 con  un  provvedimento diverso, in modo tale - è ovvio -  da  non
 ostacolare il percorso del primo provvedimento.
  L'ultimo   punto,   signor   Presidente.   Alcuni   giorni   fa,
 nell'ultima seduta dell'Aula, come lei sa, è stata abrogata tutta
 la  parte riguardante la riforma elettorale degli Enti locali  ed
 in  quella circostanza è stato votato un ordine del giorno con il
 quale  si  chiede  l'apertura  di una  finestra  legislativa  per
 procedere  alla riapprovazione - con modifiche o senza modifiche,
 poi  sarà l'Aula a stabilirlo - delle disposizioni elettorali  in
 materia di enti locali.
  Pertanto,   signor  Presidente,  le  chiedo  di   inserire   nel
 calendario  da  sottoporre  alla Conferenza  dei  presidenti  dei
 gruppi  parlamentari, che so è sua intenzione convocare a  breve,
 la questione della riproposizione del disegno di legge in materia
 di riforma elettorale degli enti locali che poi l'Aula, nella più
 assoluta libertà, deciderà se riproporre nella medesima forma, se
 emendare, se cambiare o se approvare così come è stata approvata.
    Formulo la richiesta in quanto sono convinto che non dobbiamo,
 proprio   per  rispetto  nei  confronti  dell'Assemblea   stessa,
 trascurare  le volontà che si formano in questo Parlamento.  Però
 dobbiamo  consentire a ciascuna di queste volontà di confrontarsi
 attraverso lo strumento che il Parlamento stesso consente, e cioè
 il  dibattito stesso e l'approvazione di norme, di articoli e  di
 emendamenti che si formano attraverso l'espressione di consensi o
 di  dissensi liberamente espressi appunto durante il dibattito ed
 in sede di votazione.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, a questo punto si  conclude  la
 fase  degli  interventi ai sensi dell'articolo 83, comma  2,  del
 nostro Regolamento.
  Preciso  che  tale comma prevede che  I deputati  che  intendono
 fare  dichiarazioni, comunicazioni o richieste su  argomenti  non
 iscritti all'ordine del giorno possono parlare per non più  di  5
 minuti ,   lo  dico e lo ricordo a me stesso e a chi  ha  parlato
 perchè  sembrerebbe  che sia possibile utilizzare  questo  comma,
 teoricamente,  da  parte  di  tutti  e  novanta  i  deputati  che
 potrebbero  intraprendere  così una vera  e  propria  discussione
 generale su qualunque argomento.
  Questo non è possibile, è antiregolamentare nella sostanza,  pur
 se  questo comma 2, onorevole Miccichè, consentirebbe  a  Lei  ed
 agli altri deputati di parlare su tutto lo scibile umano.
  Invito  pertanto  l'Aula  a fare un uso parsimonioso,  sensibile
 sotto   il   profilo  politico  ed  attento   di   questa   norma
 regolamentare, diversamente il comma 2 andrebbe eliminato  perchè
 alla fine di ogni seduta avremmo dibattiti, come avete visto,  di
 grandissimo interesse politico; ma per fare questo ci sono  altri
 strumenti.
      Per  quanto  riguarda,  nel merito, le  questioni  sollevate
 dagli  onorevoli  Ardizzone,  Miccichè,  Sammartino,  Spampinato,
 Villari  e  Fleres,  intendo  le buone ragioni  che  tutti  hanno
 argomentato  su  questa  materia che è stata  oggetto  di  grande
 interesse   e  scontro  politico. E'  chiaro  che   ci  sarà  uno
 strumento   con  il  quale  agire;  però,  prima   di   esprimere
 un'opinione - come voi legittimamente avete fatto -, consentitemi
 di  attendere le decisioni del Commissario dello Stato, presso il
 quale  pende  in questo momento il giudizio di legittimità  sulle
 norme approvate dall'Assemblea regionale siciliana.
  Sui   riferimenti fatti al Ministro e agli Assessori  regionali,
 tutte questioni poste con  molta concretezza e realismo, dato che
 affondano  le  radici  nella  autentica  sostanza  del  problema,
 consentitemi    di   evidenziare   che   per   quanto    riguarda
 l'interferenza  del   Ministro sulla questione,   il  Commissario
 dello Stato gli ha rimproverato di avere chiesto di avocare  alla
 Corte   Costituzionale  un  tema  di  competenza   dello   stesso
 Commissario  dello Stato; per quanto riguarda alcuni  riferimenti
 al  Commissario dello Stato circa il suo orientamento, io non  ho
 molto apprezzato  - devo ammetterlo - qualche sottile ironia  che
 il  Commissario dello Stato ha voluto manifestare  nei  confronti
 del testo.
  Vedremo  come  si tradurrà tutto ciò; ma noi abbiamo  un'estrema
 fiducia   nella   figura  di  garante,  qual  è  sicuramente   il
 Commissario  dello Stato, il quale,  fra qualche  ora,  esprimerà
 ufficialmente le sue decisioni. Ci dirà se il testo,  soprattutto
 in riferimento all'articolo 15, è costituzionale o meno.
  Riguardo le richieste dell'onorevole Fleres sull'opportunità  di
 una  formalizzazione di protesta nei confronti  di  quanti  hanno
 ostentato  posizioni ambigue da una parte e  sulla manifestazione
 di   quel  voto  fatidico  e,  dall'altra,  nell'esercizio  delle
 attività di governo, valuterò come intervenire, e mi rivolgo   ad
 un  esperto parlamentare quale è  l'onorevole  Fleres, e anticipo
 che  non sarà facile che l'Assemblea intervenga e ancor meno  che
 censuri  atteggiamenti o comportamenti quali  quelli  manifestati
 dai rappresentati del Governo, come del resto da singoli deputati
 fuori  da  questa  Aula;  tutto  ciò  con  il  risultato  che  al
 Presidente risulta molto difficile intervenire su materia non  di
 propria competenza.
  Comunico   che   la   Conferenza  dei  Presidenti   dei   Gruppi
 parlamentari  è  convocata mercoledì 3 novembre  2004,  alle  ore
 10.30,  con  il  seguente ordine del giorno:  Programmazione  dei
 lavori.

   Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a mercoledì 3 novembre
 2004, alle ore 17,30, con il seguente ordine del giorno:



                Presidenza del Presidente Lo Porto



 I - Comunicazioni.

 II - Discussione unificata delle mozioni:

      N.  305  -  Definizione di una linea comune per proporre
      al   Consiglio  dei  Ministri  necessarie   ed   urgenti
      modifiche   della   manovra   finanziaria    a    tutela
      dell'economia   siciliana ,  a  firma  degli   onorevoli
      Speziale,   Cracolici,   Capodicasa,   Crisafulli,    De
      Benedictis,  Giannopolo,  Oddo,   Panarello,  Villari  e
      Zago.

      N.  309  - Interventi in favore del sistema economico  e
      imprenditoriale  della Sicilia a firma  degli  onorevoli
      MiSuraca, Mercadante, Baldari e Fleres.

      N. 310 -  Misure  da proporre al Consiglio dei Ministri  a
             salvaguardia dell'economia siciliana a firma  degli
             onorevoli   Formica,  Mercadante,   Dina,   Basile,
             Infurna e Sbona.

   III  -  Svolgimento  di interrogazioni ed  interpellanze  della
 rubrica :   Presidenza aa.gg.

 IV - Discussione del disegno di legge:

  Schema di progetto di legge costituzionale da proporre, ai sensi
 dell'articolo 18 dello Statuto, al Parlamento nazionale,  recante
  Modifiche  allo  Statuto della Regione.'  (nn.  580-472-578-602-
 652/A) (Seguito)

 V  -  Elezione delle Commissioni legislative permanenti  e  della
 Commissione  per l'esame delle questioni concernenti  l'attivita'
 dell'Unione europea.


                 La seduta è tolta alle ore 18.45

       Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 20.55