Presidenza del Presidente Lo Porto
La seduta è aperta alle ore 18.00
IOPPOLO segretario f.f. dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Zangara ha chiesto
congedo per i giorni dal 25 al 31 ottobre 2004.
L'Assemblea ne prende atto.
Missione
PRESIDENTE. Comunico che, per ragioni del suo ufficio,
l'onorevole Basile è in missione per il giorno 31 ottobre 2004.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 1901 - Notizie a proposito dell'evento franoso che ha
interessato recentemente il comune di S. Mauro Castelverde
(PA).
- Presidente Regione
- Assessore Lavori Pubblici
- Assessore Territorio
Firmatario: Ferro Giovanni
N. 1904 - Notizie in ordine alla nuova classificazione
delle aree a maggiore rischio sismico da parte della
Regione.
- Presidente Regione
Firmatario: Zago Salvatore
N. 1905 - Iniziative del Governo regionale presso il
Ministero delle Politiche agricole e la Direzione regionale
dell'INPS affinchè vengano eliminate le ipoteche
immobiliari che gravano sui produttori agricoli della
fascia trasformata provenienti dai debiti INPS.
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
Firmatario: Zago Salvatore
N. 1906 - Interventi per fronteggiare la grave situazione
determinata dall'ingiustificato aumento degli affitti delle
case e dalla carenza di alloggi nelle grandi città
siciliane ed in particolare nella città di Catania.
- Presidente Regione
- Assessore Lavori Pubblici
- Assessore Famiglia
Firmatari: Villari Giovanni; Panarello Filippo; Giannopolo
Domenico
Le interrogazioni testè annunziate sono state inviate già
inviate al Governo e saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presentate le seguenti interrogazioni
con richiesta di risposta scritta:
N. 1902 - Iniziative per assicurare il lavoro di
forestazione ai braccianti agricoli del comune di
Villafrati (PA).
- Assessore Agricoltura
Firmatari: Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe; Baldari
Nicola Renato; Fleres Salvatore
N. 1903 - Notizie in ordine alla copertura del posto di
direttore generale presso il Consorzio di bonifica n. 9 di
Catania.
- Assessore Agricoltura
Firmatari: Morinello Salvatore; Liotta Santo; Raiti
Salvatore
N. 907 - Ripristino alle precedenti condizioni
dell'ambulatorio per visite cardiologiche a pazienti
esterni dell'Ospedale Busacca di Scicli (RG).
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Firmatario: Gurrieri Sebastiano
N. 1908 - Notizie in merito alla vendita del 51 per cento
delle azioni della Società Italkali di Petralia (PA).
- Assessore Industria
Firmatario: Vicari Simona.
Le interrogazioni testè annunziate sono state inviate già
inviate al Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 200 - Notizie circa lo svolgimento di attività sanitarie
abusive nell'isola di Lampedusa e circa la decisione di
chiudere il locale poliambulatorio pubblico.
- Presidente Regione
Firmatario: Orlando Leoluca
N. 201 - Notizie in ordine al mantenimento della Pia Opera
S. Lucia di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Famiglia
Firmatario: Ferro Giovanni
N. 202 - Notizie circa le procedure di valutazione dei
risultati aziendali e degli obiettivi raggiunti
dai direttori generali delle Aziende sanitarie locali della
Regione.
- Presidente Regione
Firmatario: Orlando Leoluca
N. 203 - Interventi urgenti al fine di garantire la
stabilizzazione dei 45 medici precari in forza all'Azienda
universitaria Policlinico di Palermo.
- Presidente Regione
Firmatari: Forgione Francesco; Liotta Santo; Barbagallo
Giovanni; Cracolici Antonino; Ferro Giovanni; Miccichè
Calogero; Morinello Salvatore; Raiti Salvatore.
PRESIDENTE. Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza
che il Governo abbia dichiarato di respingere le interpellanze o
abbia fatto conoscere il giorno in cui intende trattarle, le
interpellanze stesse saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Presidenza del Presidente Lo Porto
Determinazione della data di discussione di mozione
PRESIDENTE. Si passa al II punto dell'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
d), e 153 del Regolamento interno, della mozione n. 312
Interventi in favore dei produttori d'uva del comune di
Mazzarrone (CT) , degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe,
Maurici, Baldari. Ne do lettura:
"L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
il comune di Mazzarrone è conosciuto per la sua produzione
d'uva, che rappresenta l'attività prevalente del comune stesso;
ormai da tempo però, l'intero indotto subisce il peso
dell'aumento dei prezzi di vendita cui, tuttavia, non segue un
aumento di reddito per i produttori;
ciò comporta continui disagi per l'economia locale e per i
produttori stessi che non investono più a danno anche di tutte le
famiglie che, proprio dalla produzione dell'uva, traggono il loro
sostentamento;
a peggiorare ulteriormente la situazione si aggiunge anche il
problema legato ai trasporti; infatti, per raggiungere l'imbarco
dei traghetti, benché si tratti di pochi chilometri, occorrono
almeno cinque ore, dato quest'ultimo che, di fatto, contribuisce
a far calare le vendite a favore di altri Paesi produttori meglio
organizzati nelle infrastrutture e dunque nei trasporti,
impegna il Governo della Regione
e per esso
l'Assessore per l'agricoltura e le foreste
a porre in essere ogni utile iniziativa al fine di intervenire
in favore dei produttori d'uva del comune di Mazzarrone ed a
provvedere alla verifica delle strade di accesso che dall'intera
zona del calatino portano all'ingresso in autostrada, al fine di
agevolare il trasporto delle merci ma, anche, di incentivare il
turismo". (312)
FLERES - CATANIA G. - MAURICI - BALDARI
Dispongo che la mozione testé annunziata venga demandata alla
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari perché ne
determini la data di discussione.
Presidenza del Presidente Lo Porto
Discussione unificata di mozioni inerenti la manovra
finanziaria nazionale e l'economia siciliana
PRESIDENTE. Si passa al punto terzo dell'ordine del giorno:
Discussione unificata delle mozioni:
- n. 305, Definizione di una linea comune per proporre al
Consiglio dei Ministri necessarie ed urgenti modifiche alla
manovra finanziaria a tutela dell'economia siciliana , degli
onorevoli Speziale, Cracolici, Capodicasa, Crisafulli ed
altri;
- n. 309, Interventi in favore del sistema economico e
imprenditoriale della Sicilia , degli onorevoli Misuraca,
Confalone, Mercadante, Baldari, Fleres;
- n. 310, Misure da proporre al Consiglio dei Ministri a
salvaguardia dell'economia siciliana , degli onorevoli
Formica, Mercadante, Dina, Basile, Infurna, Sbona.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, rinvio alla
seduta successiva la discussione unificata delle predette
mozioni.
Presidenza del Presidente Lo Porto
Rinvio del seguito della discussione del disegno di legge
Schema di progetto di legge costituzionale da proporre ai sensi
dell'articolo 18 dello Statuto al Parlamento recante Modifiche
allo Statuto della Regione' (nn. 580 - 472 -578 - 602 - 652 /A)
PRESIDENTE. Si passa al punto quarto dell'ordine del giorno:
Seguito della discussione del disegno di legge Schema di
progetto di legge costituzionale da proporre ai sensi
dell'articolo 18 dello Statuto al Parlamento recante Modifiche
allo Statuto della Regione' (nn. 580 - 472 -578 - 602 - 652 /A).
Non sorgendo osservazioni, il predetto punto all'ordine del
giorno viene rinviato.
Presidenza del Presidente Lo Porto
Sull'eventuale impugnativa della legge regionale di
assestamento del bilancio e sui lavoratori ex articolo 23
ARDIZZONE. Chiedo di parlare ai sensi dell'articolo 83, comma
2 del Regolamento interno.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ARDIZZONE. Signor Presidente, mi rivolgo all'Aula ma
soprattutto a lei, quale tutore dello Statuto siciliano, e
quindi anche della specialità di esso, che, più volte, in
questi giorni, (già da prima, ma immediatamente dopo
l'approvazione delle variazioni di bilancio) è stato violato,
anzi, più che violato, è stato calpestato nell'assoluto
silenzio della deputazione regionale.
Non entro nel merito della vicenda perché ormai è stata
sviscerata in Aula. Mi sia consentito dire che c'è stato un
dibattito abbastanza ampio. Ma mentre si svolgeva tale dibattito
un sottosegretario di Stato è intervenuto, quasi a volere, in
qualche modo, condizionare il voto d'Aula. Ma penso che il fatto
più grave si sia consumato oggi pomeriggio, da parte di un
Ministro della Repubblica, il Ministro Urbani, il quale riferendo
in ordine ad un question time, posto giustamente da alcuni
deputati, ha avuto modo di dire che, proprio oggi, ha scritto
al Commissario dello Stato affinché impugni l'articolo 15 delle
variazioni di bilancio. Atto più grave - così indefinibile,
se vogliamo - che rappresenta un insulto proprio alla nostra
specialità, non ci poteva essere!
Ed è, in questi casi che noi dobbiamo sussultare, non quando
si fanno le riforme costituzionali. Già il Commissario dello
Stato ha avuto modo di riferire - ripeto io non entro nel merito
- il Commissario dello Stato deciderà come riterrà più opportuno
e valuterà se effettivamente ci siano state violazioni alla
Costituzione nell'esitare quel famoso articolo 15.
Certo una cosa devo dire, e la voglio dire a quest'Aula:
sarebbe veramente strano che il Commissario dello Stato impugni
questa norma alla luce di una sentenza del Consiglio di Stato del
2001 e, soprattutto, signor Presidente, alla luce di una
circolare dell'Assessorato Beni culturali del 2002 che prevedeva
proprio di andare in deroga ai piani paesistici. Ma - ripeto - ho
solamente sfiorato il tema, mi rivolgo a lei affinché decida come
ritiene più opportuno per fa sì che venga restituita dignità a
quest'Aula.
MICCICHE'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHE'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, in merito
alle ultime questioni sollevate dall'onorevole Ardizzone
riferendosi alla questione del Ministro Urbani, proprio pochi
minuti fa mi sono collegato con l'agenzia ANSA e dico che
personalmente applaudo al Ministro Urbani per avere sollevato una
questione di sua competenza. Non sono tenuto a difendere il
Ministro, perché non sono il suo avvocato, nè politico nè
giudiziario, ma ha detto delle cose perfettamente condivisibili
che l'onorevole Ardizzone....
PRESIDENTE. Onorevole Miccichè, scusi se la interrompo,
tuttavia devo precisare che non posso consentire, anche per il
numero degli interventi che si susseguiranno, che si discuta nel
merito di tale fatto.
L'onorevole Ardizzone ha sollevato una questione che presa in
sé e per sé investe la Presidenza per utilizzare, se lo crede,
tutti gli strumenti a tutela di una presunta lesione del diritto
dell'Assemblea regionale di legiferare come ritiene opportuno.
Ma se ora si vuole aprire un dibattito sulla questione isole
Eolie io lo devo impedire. Per cui le preciso che - e non è
contro di lei, è soltanto per un problema di principio - a fine
seduta si possono sollevare solamente questioni personali o
questioni di principio regolamentare; non si può discutere il
merito di nessun altro argomento.
MICCICHE'. Signor Presidente io non voglio entrare nel
merito, anche perché nel merito l'onorevole Ardizzone è entrato e
lei non ha fatto alcuna obiezione...
PRESIDENTE. Onorevole Miccichè, l'onorevole Ardizzone non è
entrato nel merito, ha rilevato un episodio relativo ad un
intervento esterno all'Assemblea nei confronti di un atto
parlamentare dell'Assemblea. Se lei accenna a questo, la lascio
parlare ma se entriamo nel merito del problema Eolie, non
glielo posso consentire, nè a lei nè a tutti gli altri che la
seguiranno.
MICCICHE'. L'onorevole Ardizzone ha tirato in ballo un
Ministro di questa Repubblica; mi pare che la Sicilia faccia
parte della Repubblica italiana e poiché sollevava, dal suo punto
di vista, l'intromissione da parte di un Ministro competente su
una questione che riguarda la Sicilia, io devo al riguardo
esprimere necessariamente la mia opinione, e secondo me, non è
stato leso alcun principio della nostra autonomia e del nostro
Statuto.
Il Ministro dice che la Regione siciliana, nonostante abbia
una competenza esclusiva per una serie di ragioni di carattere
statutario (l'autonomia e tutte queste cose che conosciamo),
deve attenersi ai principi fondamentali della Costituzione,
facendo riferimento, in particolare, all'articolo 9 della
nostra Costituzione. Solo questo ha detto il Ministro Urbani..
Solo questo ha detto il Ministro Urbani. Quindi, mi pare che
abbia centrato l'argomento. Non voglio entrare nel merito della
questione che conosciamo benissimo e che è sulla cronaca di tutti
i giornali di questi giorni. Voglio soltanto dire che le cose che
ha riferito il Ministro sono perfettamente condivisibili e mi
permetta, signor Presidente, di leggere quattro righe, cui fa
riferimento l'onorevole Ardizzone, per dimostrare perchè,
secondo me, non c'è alcuna lesione alla nostra Autonomia ed alla
nostra specialità regionale.
Mi consenta di leggere, signor Presidente, in modo tale che le
cose scritte diventino documenti e non solo chiacchiere tanto
per parlare.
Il Ministro ha detto: La Regione siciliana, come è noto, ha
una competenza legislativa esclusiva in materia di tutela di
paesaggio e di conservazione dell'antichità e delle opere
artistiche . In ogni caso - ha continuato Urbani - è indubbio
che anche le ragioni che la Regione Sicilia, come tutte le altre
regioni a statuto speciale, devono obbedire ai principi
fondamentali del nostro ordinamento che sono contenuti nella
parte I della Costituzione . In particolare il Ministro pensa
all'articolo 9, comma 2, in base al quale la Repubblica tutela il
paesaggio ed il patrimonio storico ed artistico della Nazione.
Non credo ciò significhi offendere la nostra specialità e la
nostra Autonomia. Era questo che voleva precisare e spero che sia
oggetto di discussione in una prossima seduta.
SAMMARTINO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SAMMARTINO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi atterrò
al richiamo da lei formulato nei confronti dell'onorevole
Miccichè, per porre una questione di principio che, in qualche
modo, ritengo doveroso porgere all'attenzione sua e dei nostri
colleghi, fermo restando che anch'io condivido che l' ingerenza
nel campo delle competenze esclusive della Regione siciliana di
autorevoli esponenti del Governo nazionale, su tematiche sulle
quali molto probabilmente non possono nemmeno impartire delle
lezioni, sia comunque un problema da affrontare e sul quale
riflettere.
Ma quello che volevo riportare alla sua attenzione - anche
perchè c'è un precedente riguardo a questo deputato che oggi non
è presente e me ne dispiaccio, ma tale è la gravità delle cose
che voglio riferire che mi impone di farlo anche in sua assenza -
è che in merito a questo tema sono state dette cose molto gravi
dall'onorevole Acierno, che una volta, lo ricordo personalmente,
ebbe a richiamarla per aver definito i parlamentari come dei
tacchini che non potevano nemmeno lontanamente pensare di
anticipare il Natale in occasione di una possibilità di chiusura
dell'Assemblea regionale siciliana .
In televisione, su CTS in una trasmissione chiamata Il V
Elemento' si è permesso di apostrofare più di una volta
l'assessore Granata per la sua, pur legittima, espressione di
considerazioni in merito alla questione delle Eolie con i termini
delinquente , infame . Ha detto, e l'ho sentito personalmente,
le seguenti parole: fino a quando l'Assemblea regionale ed il
Governo regionale avranno infami come l'assessore regionale per
il turismo, Fabio Granata, non ci sarà possibilità di pensare
ad un futuro migliore'. L'ha chiamato anche farabutto e con
epiteti ancora più gravi che durante la trasmissione sono stati
ripetuti senza alcun contraddittorio.
Volevo invitare lei, signor Presidente, in quanto autorità di
garanzia del decoro e dell' autorità ed autorevolezza dei
componenti dell'Assemblea regionale e dell'istituzione in quanto
tale, ad intervenire con una censura sulle cose dette, cose che
non possono essere smentite stante la registrazione della
trasmissione televisiva.
SPAMPINATO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPAMPINATO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono
rattristato nella qualità di deputato per quanto affermato
dall'onorevole Sammartino, ritengo peraltro che l'
irresponsabilità parlamentare non possa raggiungere questi
livelli di trivio, ma non commento oltre.
PRESIDENTE. Purtroppo devo insistere, questa non è la sede per
questo tipo di valutazioni, capisco che possono essere pure
legittime, ma questa fase della seduta riguarda particolari
argomenti. Un argomento come quello sollevato dall'onorevole
Sammartino merita una mozione di censura, una messa in stato di
accusa e c'è per questo il codice penale. In altre parole, non
possiamo utilizzare una forma di diritto parlamentare di una
determinata occasione per discutere di altre cose.
SPAMPINATO. Presidente, era stata solo una battuta!
PRESIDENTE. Bene, il suo tempo intanto scorre, è passato un
minuto.
SPAMPINATO. Io non entro nel merito delle dichiarazioni del
Ministro Urbani né della vicenda delle isole Eolie, per la quale,
d'altra parte, un lungo dibattito parlamentare mi ha visto su
posizioni diametralmente opposte a quelle espresse sul merito
dall'onorevole Ardizzone. Ma lo ringrazio per avere richiamato
l'autonomia siciliana e l'esigenza di riappropriarsi di tale
autonomia, cosa che questo Parlamento deve fare.
Devo ricordare, però, che questo Parlamento ha deciso di cedere
una quota di propria autonomia nel momento in cui con un ordine
del giorno ha deciso di non applicare, in riferimento al
controllo sulla legge regionale, l'articolo 10 della legge
costituzionale n. 3 del 2001, che avrebbe dato la possibilità,
anche alla Regione siciliana, di approvare le proprie leggi e
vederle immediatamente attuate e non continuare a prevedere una
forma di controllo preventivo che, secondo me, continua ad essere
una forma inferiore di autonomia rispetto anche alle Regioni a
statuto ordinario. Questa è una conseguenza.
Ritengo che comunque sia stato opportuno l'intervento
dell'onorevole Ardizzone perchè, a prescindere dal merito, noi
dobbiamo essere orgogliosi della nostra autonomia e ne dobbiamo
fare buon uso.
VILLARI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
VILLARI. Signor Presidente, io desidero solo dichiarare, visto
che lei gentilmente permette anche di esprimersi, in questa sede,
su altri argomenti, che come Gruppo parlamentare dei
Democratici di sinistra' ci siamo dichiarati in modo abbastanza
netto e chiaro, assumendo una posizione, che è di assoluta
contrarietà - ma siamo stati su questo abbastanza forti e chiari
durante il dibattito - un' assoluta contrarietà ad ogni ipotesi
di deroga per le Isole Eolie.
Per cui adesso il Commissario dello Stato, per quanto attiene
alle sue competenze, esaminerà (su questo non si può non essere
d'accordo con lui, ovviamente) per i poteri che gli sono
conferiti, le diverse questioni che sono contenute in quella
legge e, poi, noi la assumeremo così come ci verrà consegnata,
a seguito delle determinazioni del Commissario e di conseguenza
andremo avanti nelle direzioni che ogni Gruppo parlamentare
deciderà di prendere.
Detto ciò, signor Presidente, desideravo sottoporre
all'attenzione dell'Aula ed alla sua attenzione il fatto che
oggi si è svolta una manifestazione dei lavoratori, ex art. 23,
che ripropone un problema importante e centrale per la nostra
Regione.
Alla luce del fatto che attualmente si spendono parecchi
soldi, già come Regione, per fare in modo che i 3.300
lavoratori, in particolare quelli direttamente utilizzati dagli
uffici della Regione, che per essi sia intrattenuto un rapporto
di lavoro, peraltro atipico, senza diritti contrattuali e uno
stato di precarietà che noi ci auguriamo, penso tutti, possa
presto finire.
La questione che intendo rilevare riguarda in particolare il
fatto che, se l'Assemblea da un lato promuove iniziative
attraverso l'emanazione di norme che demandano agli Enti locali
poteri e facoltà di interventi ai fini del processo di
stabilizzazione dei lavoratori LSU ed ASU - come abbiamo fatto
con la legge appena approvata da questo Parlamento per
l'assestamento di bilancio -, dall'altro lato la Regione non si
pone il problema di stabilizzare quei lavoratori che direttamente
utilizzano i propri uffici. e non si occupa dei lavoratori degli
Enti locali.
Si pone il problema di individuare una norma, possibilmente
nell'ambito delle leggi finanziarie che discuteremo
prossimamente, che permetta che tale processo di fuoriuscita e
stabilizzazione sia rivolto anche ai 3.300 lavoratori ASU ed LSU,
che in atto sono direttamente utilizzati dalla Regione.
Questo si può fare, ad esempio, attraverso l'istituzione di un
Albo unico regionale che potrebbe in qualche modo equiparare i
progetti di fuoriuscita e stabilizzazione dei lavoratori degli
Enti locali, seppure in modo graduale e a seconda delle esigenze
che si presentano via via nelle realtà locali. Si potrebbe, cioè,
in qualche modo equiparare questo processo a quello che la
Regione mette in atto perché, appunto, tutti possano usufruire
allo stesso modo di uno strumento unico che tratti i lavoratori,
questi lavoratori precari, allo stesso modo.
Peraltro, ripeto, ciò che si spende per far fronte a tale
situazione - attingendo ai fondi regionali, al Fondo regionale
per l'Occupazione, e ad altri fondi, si pensi alla legge 81, il
cosiddetto decreto Salvi - rappresenta un onere abbastanza
significativo per la Regione. Si tratterebbe, pertanto, solo di
normare tale materia per risolvere un problema di cui già la
Regione si fa carico e che andrebbe, invece, risolto
definitivamente e facendo uscire questi lavoratori dal precariato
e garantendo, soprattutto ad essi,lo status di lavoratori.
FLERES. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
FLERES. Signor Presidente, onorevoli colleghi, articolerò il
mio brevissimo intervento in tre parti: nella prima desidero
esprimere il mio disagio personale, ma devo dire di gran parte
dell'Aula, rispetto alle dichiarazioni di autorevoli membri del
Governo secondo i quali l'Aula si dividerebbe in pecore,
incapaci di intendere e di volere, e pirati che fanno o no il
proprio dovere .
PRESIDENTE. Scusi, onorevole Fleres, si riferisce al Governo
nazionale o regionale?
FLERSE. Mi riferisco al Governo regionale, onorevole
Presidente.
PRESIDENTE. E' bene che si precisi nel resoconto
stenografico...
FLERES. Certo, Presidente. Autorevoli membri del Governo
regionale si permettono di non tenere conto della volontà
democraticamente espressa dall'Aula. Costoro, non
sufficientemente documentati sul lavoro svolto dall'Aula, si
nascondono dietro presunte distrazioni o presunte violazioni
regolamentari che non ci sono state.
Dignità vuole che ciascuno si assuma le proprie responsabilità
e poi sappia difenderle e sappia affrontare gli effetti di quelle
responsabilità in ogni sede, senza nascondersi come fanno i
bambini che non vogliono farsi vedere magari mentre affondano le
dita nel barattolo della marmellata.
Questo è il primo aspetto, onorevole Presidente, per il quale
mi permetto di chiederle di formalizzare una nota di biasimo nei
confronti di chi si permette, ripeto, di non tenere conto delle
decisioni che l'Aula assume nella pienezza dei propri poteri e
nel rispetto assoluto del Regolamento medesimo.
La seconda questione riguarda, invece, più specificamente, la
necessità di ripristinare un sistema procedurale che è stato da
tempo accantonato: mi riferisco a quello secondo il quale l'Aula,
per rispettare se stessa, innanzitutto, nel momento in cui
accoglieva le osservazioni del Commissario dello Stato,
contemporaneamente riapprovava le norme che sopprimeva da una
parte per consentire il ricorso alla Corte Costituzionale e
verificare poi se su quelle norme esistevano realmente vizi
costituzionali.
Devo dire, per la cronaca, che nell'85 per cento dei casi
l'Assemblea regionale siciliana aveva ragione e la Corte
Costituzionale ha confermato il voto espresso dall'Assemblea
stessa.
Siccome però quei tempi probabilmente sono stati dimenticati è
opportuno che l'Assemblea - proprio per difendere la propria
dignità da abusi, eccessi e chiacchiere che spesso inutilmente si
formulano a suo carico - riprenda quel percorso e nel momento
stesso in cui consente la pubblicazione di una legge, depurandola
delle parti suscettibili di impugnativa o che hanno subìto
impugnativa, nello stesso tempo riapprovi quelle stesse parti per
consentire alla Corte Costituzionale di pronunziarsi decidendo e
valutando se effettivamente meritavano l'impugnativa oppure no
con un provvedimento diverso, in modo tale - è ovvio - da non
ostacolare il percorso del primo provvedimento.
L'ultimo punto, signor Presidente. Alcuni giorni fa,
nell'ultima seduta dell'Aula, come lei sa, è stata abrogata tutta
la parte riguardante la riforma elettorale degli Enti locali ed
in quella circostanza è stato votato un ordine del giorno con il
quale si chiede l'apertura di una finestra legislativa per
procedere alla riapprovazione - con modifiche o senza modifiche,
poi sarà l'Aula a stabilirlo - delle disposizioni elettorali in
materia di enti locali.
Pertanto, signor Presidente, le chiedo di inserire nel
calendario da sottoporre alla Conferenza dei presidenti dei
gruppi parlamentari, che so è sua intenzione convocare a breve,
la questione della riproposizione del disegno di legge in materia
di riforma elettorale degli enti locali che poi l'Aula, nella più
assoluta libertà, deciderà se riproporre nella medesima forma, se
emendare, se cambiare o se approvare così come è stata approvata.
Formulo la richiesta in quanto sono convinto che non dobbiamo,
proprio per rispetto nei confronti dell'Assemblea stessa,
trascurare le volontà che si formano in questo Parlamento. Però
dobbiamo consentire a ciascuna di queste volontà di confrontarsi
attraverso lo strumento che il Parlamento stesso consente, e cioè
il dibattito stesso e l'approvazione di norme, di articoli e di
emendamenti che si formano attraverso l'espressione di consensi o
di dissensi liberamente espressi appunto durante il dibattito ed
in sede di votazione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, a questo punto si conclude la
fase degli interventi ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del
nostro Regolamento.
Preciso che tale comma prevede che I deputati che intendono
fare dichiarazioni, comunicazioni o richieste su argomenti non
iscritti all'ordine del giorno possono parlare per non più di 5
minuti , lo dico e lo ricordo a me stesso e a chi ha parlato
perchè sembrerebbe che sia possibile utilizzare questo comma,
teoricamente, da parte di tutti e novanta i deputati che
potrebbero intraprendere così una vera e propria discussione
generale su qualunque argomento.
Questo non è possibile, è antiregolamentare nella sostanza, pur
se questo comma 2, onorevole Miccichè, consentirebbe a Lei ed
agli altri deputati di parlare su tutto lo scibile umano.
Invito pertanto l'Aula a fare un uso parsimonioso, sensibile
sotto il profilo politico ed attento di questa norma
regolamentare, diversamente il comma 2 andrebbe eliminato perchè
alla fine di ogni seduta avremmo dibattiti, come avete visto, di
grandissimo interesse politico; ma per fare questo ci sono altri
strumenti.
Per quanto riguarda, nel merito, le questioni sollevate
dagli onorevoli Ardizzone, Miccichè, Sammartino, Spampinato,
Villari e Fleres, intendo le buone ragioni che tutti hanno
argomentato su questa materia che è stata oggetto di grande
interesse e scontro politico. E' chiaro che ci sarà uno
strumento con il quale agire; però, prima di esprimere
un'opinione - come voi legittimamente avete fatto -, consentitemi
di attendere le decisioni del Commissario dello Stato, presso il
quale pende in questo momento il giudizio di legittimità sulle
norme approvate dall'Assemblea regionale siciliana.
Sui riferimenti fatti al Ministro e agli Assessori regionali,
tutte questioni poste con molta concretezza e realismo, dato che
affondano le radici nella autentica sostanza del problema,
consentitemi di evidenziare che per quanto riguarda
l'interferenza del Ministro sulla questione, il Commissario
dello Stato gli ha rimproverato di avere chiesto di avocare alla
Corte Costituzionale un tema di competenza dello stesso
Commissario dello Stato; per quanto riguarda alcuni riferimenti
al Commissario dello Stato circa il suo orientamento, io non ho
molto apprezzato - devo ammetterlo - qualche sottile ironia che
il Commissario dello Stato ha voluto manifestare nei confronti
del testo.
Vedremo come si tradurrà tutto ciò; ma noi abbiamo un'estrema
fiducia nella figura di garante, qual è sicuramente il
Commissario dello Stato, il quale, fra qualche ora, esprimerà
ufficialmente le sue decisioni. Ci dirà se il testo, soprattutto
in riferimento all'articolo 15, è costituzionale o meno.
Riguardo le richieste dell'onorevole Fleres sull'opportunità di
una formalizzazione di protesta nei confronti di quanti hanno
ostentato posizioni ambigue da una parte e sulla manifestazione
di quel voto fatidico e, dall'altra, nell'esercizio delle
attività di governo, valuterò come intervenire, e mi rivolgo ad
un esperto parlamentare quale è l'onorevole Fleres, e anticipo
che non sarà facile che l'Assemblea intervenga e ancor meno che
censuri atteggiamenti o comportamenti quali quelli manifestati
dai rappresentati del Governo, come del resto da singoli deputati
fuori da questa Aula; tutto ciò con il risultato che al
Presidente risulta molto difficile intervenire su materia non di
propria competenza.
Comunico che la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi
parlamentari è convocata mercoledì 3 novembre 2004, alle ore
10.30, con il seguente ordine del giorno: Programmazione dei
lavori.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a mercoledì 3 novembre
2004, alle ore 17,30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Lo Porto
I - Comunicazioni.
II - Discussione unificata delle mozioni:
N. 305 - Definizione di una linea comune per proporre
al Consiglio dei Ministri necessarie ed urgenti
modifiche della manovra finanziaria a tutela
dell'economia siciliana , a firma degli onorevoli
Speziale, Cracolici, Capodicasa, Crisafulli, De
Benedictis, Giannopolo, Oddo, Panarello, Villari e
Zago.
N. 309 - Interventi in favore del sistema economico e
imprenditoriale della Sicilia a firma degli onorevoli
MiSuraca, Mercadante, Baldari e Fleres.
N. 310 - Misure da proporre al Consiglio dei Ministri a
salvaguardia dell'economia siciliana a firma degli
onorevoli Formica, Mercadante, Dina, Basile,
Infurna e Sbona.
III - Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della
rubrica : Presidenza aa.gg.
IV - Discussione del disegno di legge:
Schema di progetto di legge costituzionale da proporre, ai sensi
dell'articolo 18 dello Statuto, al Parlamento nazionale, recante
Modifiche allo Statuto della Regione.' (nn. 580-472-578-602-
652/A) (Seguito)
V - Elezione delle Commissioni legislative permanenti e della
Commissione per l'esame delle questioni concernenti l'attivita'
dell'Unione europea.
La seduta è tolta alle ore 18.45
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 20.55