Presidenza del Presidente Lo Porto
La seduta è aperta alle ore 17.46.
BALDARI, segretario f.f., dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
Missioni
PRESIDENTE. Comunico che sono in missione, per ragioni del
loro ufficio, gli onorevoli: Antinoro il 3 novembre; Fleres
dall'1 al 6 novembre; Burgaretta Aparo e Sanzeri, dal 3 al 6
novembre; Orlando dal 7 all'11 novembre; Genovese dal 7 al 12
novembre 2004.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione delle determinazioni della Conferenza dei
Presidenti
dei Gruppi parlamentari
PRESIDENTE. Comunico che la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, riunitasi oggi 3 novembre 2004 sotto la
Presidenza del Presidente dell'Assemblea, onorevole Lo Porto, e
con la partecipazione del Vicepresidente dell'ARS, onorevole
Crisafulli e del Presidente della Regione, onorevole Cuffaro, ha
deliberato all'unanimità il seguente programma dei lavori:
Sessione di bilancio:
Giovedì 4 novembre 2004: inizio della sessione di bilancio.
Pertanto, dalla predetta data decorrono i quarantacinque giorni
previsti dall'articolo 73 bis del Regolamento.
Commissioni:
Entro il 13 novembre 2004 le Commissioni legislative
permanenti, dopo aver esaminato, per le parti di rispettiva
competenza, il disegno di legge finanziaria 2005 ed il disegno di
legge del bilancio di previsione della Regione per l'esercizio
finanziario 2005 e pluriennale per il triennio 2005-2007,
invieranno le proprie osservazioni e proposte alla Commissione
"Bilancio", nominando altresì un relatore che partecipi, per
riferirvi, alle sedute di quest'ultima Commissione. (articolo 73
ter, comma 3, del Regolamento).
Entro il 4 dicembre 2004, la Commissione "Bilancio", anche in
mancanza delle osservazioni e proposte delle Commissioni di
merito, esaminerà il disegno di legge finanziaria 2005 ed il
disegno di legge del bilancio di previsione della Regione per
l'esercizio finanziario 2005 e pluriennale per il triennio 2005-
2007, e nominerà il relatore per l'Assemblea (articolo 73 ter,
comma 6, del Regolamento).
Aula:
A partire dal 6 dicembre 2004, si svolgerà la discussione
generale congiunta del disegno di legge finanziaria 2005 e del
disegno di legge del bilancio di previsione della Regione per
l'esercizio finanziario 2005 e pluriennale per il triennio 2005-
2007. Una volta chiusa la discussione generale e votato il
passaggio all'esame degli articoli, verrà fissato il termine per
la presentazione degli emendamenti e si procederà, quindi,
all'esame congiunto dei suddetti disegni di legge.
Il termine regolamentare di 45 giorni per la definitiva
approvazione dei disegni di legge finanziaria e di bilancio viene
a scadere il 18 dicembre 2004.
Dopo la chiusura della sessione di bilancio:
A partire da martedì 21 dicembre 2004, chiusa la sessione di
bilancio, saranno iscritte all'ordine del giorno dei lavori
dell'Aula:
a) la discussione della mozione n. 274 Revoca e
riconsiderazione del Piano di gestione dei rifiuti degli
onorevoli Capodicasa ed altri;
b) l'elezione dei componenti del Comitato regionale per le
comunicazioni di spettanza dell'Assemblea regionale siciliana.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposta scritta ad interrogazione
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta, da parte dell'Assessore
per i beni culturali, la risposta scritta alla seguente
interrogazione:
numero 1510 «Interventi volti a determinare con chiarezza la
destinazione d'uso dell'ex Convento dei Francescani, sito nel
comune di Trecastagni (CT), da parte dell'amministrazione
comunale».
Firmatari: Villari Giovanni; Speziale Calogero; Giannopolo
Domenico
Annunzio di presentazione e di contestuale ritiro di disegno di
legge
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato e ritirato il
seguente disegno di legge:
Istituzione del Fondo regionale per la tutela delle persone
non autosufficienti' (n. 930)
d'iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Ioppolo, Formica, Incardona,
Infurna, Neri, Virzì, in data 28 ottobre 2004
ritirato in data 29 ottobre 2004.
Annunzio di presentazione di disegni di legge e di contestuale
invio alle competenti Commissioni legislative
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono
stati presentati ed inviati alle competenti Commissioni
legislative:
Attivita' Produttive (III)
- Interventi della Regione per regolamentare l'emissione nel
territorio siciliano di organismi geneticamente modificati' (n.
931)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Giannopolo, Panarello, Oddo,
Speziale, Capodicasa, Crisafulli, Cracolici, De Benedictis,
Villari, Zago in data 28 ottobre 2004
- inviato in data 29 ottobre 2004
Ambiente e Territorio (IV)
- Istituzione del Corpo volontario di Polizia ambientale ed
ecologica' (n. 928)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Leanza Edoardo, Beninati,
Giambrone, Confalone, Mercadante, Maurici, Baldari, Moschetto in
data 26 ottobre 2004
- Parere I Commissione
- inviato il 28 ottobre 2004
Servizi Sociali e Sanitari (VI)
- Disposizioni in materia di regolamentazione delle
discipline bio-naturali' (n. 929)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Fleres, Catania G., Maurici in
data 26 ottobre 2004
-inviato il 28 ottobre 2004.
Comunicazione di impugnativa da parte del Commissario dello Stato
PRESIDENTE. Comunico che il Commissario dello Stato per la
Regione siciliana con ricorso del 29 ottobre 2004 ha impugnato i
seguenti articoli del disegno di legge n. 917 Misure finanziarie
urgenti. Assestamento del bilancio della Regione e del bilancio
dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione siciliana per
l'anno finanziario 2004. Nuova decorrenza di termini della
richiesta di referendum , approvato dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta n. 245 del 21-22 ottobre 2004:
- art. 3 per violazione dell'art. 97 della Costituzione;
- art. 8 per violazione dell'art. 43 dello Statuto speciale
e degli artt. 3 e 97 della Costituzione;
- art. 20 per violazione degli artt. 5, 97 e 113 della
Costituzione;
- art. 25 per violazione degli artt. 5, 9, 97 e 114, 2
comma della Costituzione;
- art. 27 per violazione degli artt. 3, 9 e 97 della
Costituzione;
- art. 28 per violazione dell'art. 9 della Costituzione e per
interferenza in materia penale in relazione ai limiti posti dagli
artt. 14 e 17 dello Statuto speciale;
- art. 32 per violazione degli artt. 9 e 97 della
Costituzione;
- art. 33 per violazione degli artt. 9 e 97 della
Costituzione;
- artt. 43 e 45, comma 2, per violazione degli artt. 3, 51
e 97 della Costituzione;
- art. 48 per violazione degli artt. 81, 4 comma, 3 e 97
della Costituzione;
- art. 50, comma 2, limitatamente al riferimento
all'esercizio 2002 per violazione degli artt. 81 e 97 della
Costituzione;
- art. 53 per violazione degli artt. 3, 32, 51, 81 e 97
della Costituzione, nonché del decreto legislativo n. 502 del
1992 e successive modifiche ed integrazioni in relazione ai
limiti posti dall'art. 17, lett. c) dello Statuto speciale;
- art. 54 per violazione degli artt. 3, 32, 51 e 97 della
Costituzione, nonché del decreto legislativo n. 502 del 1992 e
successive modifiche ed integrazioni in relazione ai limiti posti
dall'art. 17, lett. c) dello Statuto speciale;
- art. 60 per violazione degli artt. 3 e 97 della Costituzione;
-art. 62, commi 4 e 9 per violazione degli artt. 3 e 97 della
Costituzione.
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE. Comunico che le seguenti richieste di parere sono
pervenute dal Governo ed assegnate alle competenti Commissioni
legislative:
Affari Istituzionali (I)
Stretto di Messina S.p.a. - Designazione componente del
Consiglio di amministrazione: Ing. Castiglione Francesco Paolo
(n. 323/I)
pervenuto in data 28 ottobre 2004
trasmesso il 2 novembre 2004
Ambiente e Territorio (IV)
Accordo di Programma Quadro - Contratto di localizzazione -
Verdura International Hotel Resort (n. 322/IV-II)
pervenuto in data 26 ottobre 2004
Parere II Commissione
trasmesso il 28 ottobre 2004
Comunicazione di trasmissione di atti da parte dell'Avvocatura
distrettuale dello Stato
PRESIDENTE. Comunico che l'Ufficio legislativo e legale della
Presidenza della Regione siciliana ha trasmesso copia del foglio
12 ottobre 2004, n. 37452 dell'Avvocatura distrettuale dello
Stato di Palermo relativo al ricorso di Fazio Giovanna ed altri
c/Regione siciliana per questione di legittimità costituzionale
dell'articolo 23, comma 3 della legge regionale n. 10 del 2000.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni:
- con richiesta di risposta orale:
N. 1909 - Individuazione della città di Catania quale sito per
l'insediamento di nuovi call-center della Telecontact S.p.A. del
gruppo Telecom.
- Presidente Regione
- Assessore Lavoro
Firmatario: Villari Giovanni;
N. 1910 - Revoca del decreto del 7 luglio 2004 dell'Assessore
per il territorio e l'ambiente concernente 'Disposizioni relative
alla valutazione ambientale strategica su strumenti di
programmazione e di pianificazione inerenti alle materie indicate
nell'art. 3 della Direttiva CE 42 del 2001.
- Assessore Territorio
Firmatari: Oddo Camillo; Speziale Calogero; Cracolici Antonino.
Le interrogazioni ora annunziate saranno iscritte all'ordine
del giorno per essere svolte al loro turno.
- con richiesta di risposta scritta:
N. 1911 - Opportune iniziative allo scopo di far luce sull'iter
di concessione dei pareri per l'installazione del ripetitore Wind
presso il comune di Cassaro (SR).
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
Firmatari: Forgione Francesco; Liotta Santo
N. 1912 - Delucidazioni in ordine ad uno studio che sarebbe
stato condotto sulla portualità peschereccia siciliana.
- Assessore Cooperazione
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
Le interrogazioni ora annunziate sono state già inviate al
Governo.
Annunzio di mozione
PRESIDENTE. Comunico che è stata presentata, in data 29
ottobre 2004, la mozione n. 313 «Iniziative per l'inserimento
dell'allevamento dello struzzo nelle misure previste dal
complemento di programmazione», degli onorevoli Fleres, Catania
Giuseppe, Maurici, Baldari.
Ne do lettura:
L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
l'art. 109 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32,
espressamente prevede delle misure di aiuto in favore di
strutture che si occupano dell'allevamento degli struzzi;
altri articoli prevedono comunque aiuti per l'incremento degli
allevamenti di carni alternative;
sembrerebbe che le misure previste dal citato articolo non
abbiano ancora trovato specifico inserimento all'interno del
complemento di programmazione;
l'unica misura individuata, pur non avendo ancora trovato piena
attuazione poiché non risulta siano stati erogati gli aiuti, pare
non preveda nulla in favore degli allevamenti di struzzi, che
tuttavia rappresentano una realtà già notevole del settore
zootecnico,
impegna il Governo della Regione
e per esso
l'Assessore per l'agricoltura e le foreste
a provvedere all'inserimento, all'interno del complemento di
programmazione, di specifiche misure in favore degli allevamenti
di struzzi, al fine di soddisfare le numerose richieste degli
operatori del settore.» (313)
FLERES - CATANIA G.- MAURICI - BALDARI
Informo che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno della
seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Presidenza del Presidente Lo Porto
Presentazione di ordine del giorno
Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato l'ordine
del giorno n. 473 Promulgazione, con l'omissione delle parti
impugnate, della legge approvata dall'Assemblea regionale
siciliana nella seduta n. 245 del 21-22 ottobre 2004, recante
Misure finanziarie urgenti. Assestamento del bilancio della
Regione e dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione
siciliana per l'anno finanziario 2004. Nuova decorrenza dei
termini per la richiesta di referendum' (ddl n. 917/A), a firma
degli onorevoli Dina, Formica, Giambrone, Rotella, Antinoro e
Sbona.
Ne do lettura:
"L'Assemblea regionale siciliana
premesso che la Corte Costituzionale, nella sentenza n. 205 del
1996, ha ancora una volta ribadito il principio che la
promulgazione parziale di una legge da parte del Presidente della
Regione ha come conseguenza la consumazione del potere di
promulgazione da parte dello stesso Presidente, provocando la
caducazione di tutte le norme non promulgate;
considerato che:
- la legge approvata dall'Assemblea regionale siciliana nella
seduta n. 245 del 21-22 ottobre 2004, recante 'Misure finanziarie
urgenti. Assestamento del bilancio della Regione e del bilancio
dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione siciliana per
l'anno finanziario 2004. Nuova decorrenza di termini per la
richiesta di referendum' è stata impugnata dal Commissario dello
Stato in modo parziale e che, in pendenza del giudizio, non può
essere integralmente promulgata;
- non può negarsi all'Assemblea regionale siciliana il potere
di valutare se e in quale misura la promulgazione parziale sia
suscettibile di alterare il contenuto della legge, e se sia
comunque opportuno che tale contenuto, formalmente unitario
all'origine, venga scisso in disposizioni autonome ed immesso
nell'ordinamento regionale per una parte soltanto;
- la citata sentenza della Corte n. 205/96 ha affermato il
principio che, a seguito dell'impugnazione parziale della legge
regionale, il Presidente della Regione può essere vincolato,
riguardo al tipo di promulgazione da porre in essere, non solo
con 'delibere legislative' (abrogativa l'una e riapprovativa
l'altra), ma anche mediante atti di indirizzo espliciti (mozioni,
ordini del giorno);
impegna il Presidente della Regione
- a promulgare, con l'omissione delle parti impugnate, la legge
approvata dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta n. 245
del 21-22 ottobre 2004". (473)
SPAMPINATO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPAMPINATO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
anche per dichiarazione di voto. Mi dichiaro contrario a questo
ordine del giorno per coerenza, in quanto, più volte, da questo
banco ho esposto la mia opinione secondo cui è un arretramento
dell'autonomia continuare ad immaginare il controllo preventivo
della legge regionale, anche se il Presidente della Regione con
la promulgazione può far diventare il controllo preventivo anche
un controllo successivo.
Intervengo inoltre per sottolineare la mia coerenza in
riferimento anche ad alcune affermazioni, non troppo gradite per
il decoro dell'Assemblea, che autorevoli esponenti del Governo e
dell'Assemblea stessa hanno fatto nei confronti del Commissario
dello Stato, perché si è sempre detto che si preferiva il
controllo preventivo in quanto il Commissario dello Stato è
considerato arbitro imparziale, terzo rispetto all'Assemblea e il
Governo, garante, da una parte, della legittimità costituzionale
delle norme e, dall'altra, dell'autonomia siciliana.
Ora, queste considerazioni esposte dagli stessi deputati, che
oggi parlano di Commissario dello Stato come supporter della
Sinistra, che parlano di parzialità nelle decisioni, credo vadano
censurate anche in riferimento alla posizione che non è stata
uguale alla mia, in passato.
Pertanto, per evidenziare da parte mia la coerenza - ritengo
sempre che vi sia un arretramento nell'autonomia a prescindere da
quello che decide il Commissario dello Stato - dichiaro il mio
voto contrario all'ordine del giorno.
RAITI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
RAITI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Governo, nel riallacciarmi a quanto sostenuto dall'onorevole
Spampinato, voglio esprimere il mio voto contrario a questo
ordine del giorno motivandolo con il fatto che se è vero che
l'azione del Commissario dello Stato, così com'è stato affermato
anche e soprattutto dal Presidente della Regione siciliana,
potrebbe ledere e lede l'autonomia dell'Assemblea regionale
siciliana - tant'è che sia il Presidente della Regione, che
alcuni esponenti della Casa delle libertà immaginano la
soppressione di questo istituto -, ad uno come me, che ha fatto
della propria azione politica, in quest'Aula parlamentare, la
massima tutela e valorizzazione della autonomia, della
indipendenza e della sua autorevolezza nel rispetto delle grandi
conquiste autonomistiche fatte dopo le battaglie politiche degli
anni quaranta che ci hanno portato ad ottenere l'autonomia
speciale, non può non rivelare che l'intervento del Commissario
dello Stato anche questa volta cerca di alleviare, quanto meno,
una delle procedure assolutamente inconcepibili ed
intollerabili.
Questi articoli di legge sono contestati soprattutto per il
metodo - e ne va dell'autorevolezza di questa Assemblea e
dell'Ufficio di Presidenza - perché non è la prima volta che
denunciamo con forza che non è possibile fare provvedimenti che
siano leggi omnibus, non è possibile farli di notte, in due
giorni e non è possibile approvare emendamenti che non abbiano
percorso l'iter procedurale nelle competenti Commissioni e nella
Commissione Bilancio.
Purtroppo, questo avviene pedissequamente e sempre
pedissequamente avvengono le brutture di queste leggi omnibus che
successivamente vengono censurate dal Commissario dello Stato.
Più volte abbiamo contestato il metodo, abbiamo richiamato
l'Ufficio di Presidenza, nella sua autorevolezza, affinché tale
metodo non trovi più attuazione, abbiamo modificato il
Regolamento dell'Assemblea. Purtroppo, ancora una volta, dobbiamo
registrare tutto ciò.
Quindi, l'intervento del Commissario dello Stato innanzitutto
censura il metodo, per non parlare del merito delle norme
bocciate. Lo abbiamo detto in tutte le sedi che nella legge vi
erano norme incostituzionali e quelle che non lo erano
certamente lasciavano a desiderare sotto molti profili.
Non sopportiamo - lo dico con amarezza - che l'Assemblea
regionale debba diventare lo zimbello dell'Italia intera per le
norme che approva in questo modo e con questi contenuti.
Nel ribadire che l'intervento del Commissario dello Stato,
anche stavolta è purtroppo salutare, auspichiamo che la
Presidenza, una volta per tutte, ponga fine a questo modo di
legiferare e lo affermiamo ora che siamo in prossimità
dell'apertura della sessione di bilancio e della finanziaria,
considerato che registriamo l'esperienza di questi tre anni in
cui tali sessioni, anche se partono con dichiarazioni di intenti
assolutamente apprezzabili, alla fine si riducono a dei
carrozzoni' come le norme che sono state approvate dall'Aula e
poi censurate.
Ci auguriamo, signor Presidente, che lei faccia tutto quanto è
in suo potere per evitare di ritrovarci a discutere a gennaio o
a febbraio un altro ordine del giorno con siffatte
caratteristiche e per porre freno alle nefandezze che si fanno in
quest'Aula.
Se vogliamo tutelare l'autorevolezza di questo Parlamento,
dobbiamo farlo cercando di approvare norme autorevoli e che
rispettino i contenuti del nostro Statuto e della nostra
Costituzione.
Questo è l'auspicio che lancio ancora una volta, ma è
soprattutto un grido di dolore e mi auguro che possa essere
accolto.
FORGIONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. La ringrazio, accolgo il suo invito. Se non ci
sono altri interventi, dichiaro chiuse le iscrizioni a parlare.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Forgione.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel dibattito
in Commissione Statuto c'è stata una lunga discussione sul ruolo
e sulla funzione del Commissario dello Stato, ritengo una
discussione utile, rigorosa, seria, un po' l'opposto delle
dichiarazioni scomposte alle quali abbiamo assistito, da parte di
esponenti del centrodestra e dello stesso Governo, dopo il
pronunciamento del Commissario dello Stato sulle variazioni di
bilancio.
Ritengo che una discussione seria, che riconduce al rapporto
pattizio da cui nacque la figura del Commissario, nell'ambito
della riforma attuale del Titolo V della Costituzione, dei nuovi
rapporti e dei nuovi poteri delle regioni ordinarie rispetto allo
Stato - e lì non è prevista la figura di un organismo terzo come
il Commissario dello Stato, mentre per una regione a statuto
speciale come la nostra ancora è stata riproposta, ed io sono tra
coloro che ne difendono l'utilità - una discussione di questa
dimensione, ripeto, così seria è da riproporre.
Signor Presidente, una volta per tutte dovremmo dirlo,
nell'evidenziare il ritardo del dibattito sulla riforma dello
Statuto e la posizione un po' omertosa che il Parlamento ha
nell'affrontare il disegno di riforma medesimo: anziché fare
conferenze stampa annunciando la stagione delle grandi riforme,
dovremmo piuttosto attuarle. Probabilmente, nell'ambito della
riforma dello Statuto autonomista, ci aiuterebbe una discussione
rigorosa e seria, anche per affrontare il problema del
Commissario dello Stato.
Viceversa, se colleghiamo il dibattito sul ruolo del
Commissario dello Stato ai comportamenti specifici che lo stesso,
di volta in volta, è costretto ad assumere in rapporto alle
decisioni ed alle posizioni espresse da questo Parlamento, credo
che sbaglieremmo profondamente.
Né si può accusare il Commissario dello Stato a secondo delle
posizioni che assume di essere di destra o di sinistra, anche
questo è un modo pessimo per affrontare i problemi.
Mi consenta, signor Presidente - uso anch'io questa orribile
espressione - di dire che il dibattito sul ruolo e la dignità del
nostro Parlamento, sul quale si è intrattenuto a lungo anche il
Presidente della Regione oggi in Conferenza dei Presidenti dei
gruppi parlamentari, non mi convince per due motivi.
Innanzitutto, perché la valorizzazione del ruolo,
dell'autorevolezza e della dignità del Parlamento consiste nella
forza che il medesimo ha di legiferare in modo serio,
compatibilmente con i vincoli della Costituzione, con una
modalità diametralmente opposta a quella alla quale siamo
costretti ad assistere.
Per esempio, rappresenta l'autorevolezza del Parlamento il
fatto che su un emendamento delicato come quello che riguarda le
Eolie un Presidente dell'Assemblea autorizzi la controprova del
voto e non vieta tale controprova.
Se vogliamo discutere dell'autorevolezza del Parlamento, allora
difendiamone le prerogative e la prima di queste è che il
Parlamento - nella sua massima espressione la Presidenza - tutela
i diritti del Parlamento e dell'Assemblea, cosa che è stata in
quella notte completamente violata.
L'autorevolezza del Parlamento siciliano consiste nel
legiferare nella sua autonomia, senza alcuna violazione della
Costituzione e del sistema delle regole.
Se utilizziamo questo Parlamento per scorribande nel campo
dell'illegalità, non ci sarà nessun Commissario dello Stato e
nessuna vocazione di autotutela del Parlamento stesso a
legittimarci agli occhi dell'opinione pubblica e agli occhi
dell'Italia.
Dovremmo fare un ragionamento rigoroso, e mi faccia anche dire,
signor Presidente - lei ha ovviamente presieduto la Conferenza
dei Capigruppo alla quale ho partecipato - difendere le
prerogative e l'autonomia di questo Parlamento, come ha fatto con
grande passione oggi il Presidente della Regione, vorrebbe dire
per esempio, in questo momento, investire il Parlamento di una
grande discussione sulla questione morale e sui rapporti tra
mafia e politica che la vicenda del Presidente della Regione ci
richiama e che ci viene impedita.
Lo so, signor Presidente, che ho toccato un tasto che bisogna
subito censurare perché abbiamo deciso che questo Parlamento non
ne deve discutere; però se parliamo di autorevolezza del
Parlamento e della sua legittimità parliamo anche di questo, non
solo del rapporto tra questa Istituzione ed il Commissario dello
Stato.
Dichiaro che voterò a favore dell'ordine del giorno perché è
una prassi consolidata, però se ne dovrebbe fare carico la
maggioranza, non ci riguarda. Abbiamo votato contro quella legge,
ci siamo opposti in tutti i modi; quindi è la maggioranza che
deve farsi carico di votare questo ordine del giorno come più
volte abbiamo fatto.
Signor Presidente, se vogliamo affrontare seriamente, e non
sulla stampa, i rapporti tra il Parlamento, il Governo e il
Commissario dello Stato, si faccia carico di riprendere l'iter
della discussione e del dibattito sulla riforma dello Statuto.
Al di fuori di ciò, c'è solo la propaganda che in questo caso
serve solo a tutelare nicchie di potere, nicchie di clientela e
di illegalità che, per fortuna, il Commissario dello Stato - che
esiste - in questo caso ha bloccato.
PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione. Pongo in votazione
l'ordine del giorno numero 473.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(L'Assemblea approva)
Presidenza del Presidente Lo Porto
Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
Presidenza - Affari generali
PRESIDENTE. Si passa al punto terzo dell'ordine del giorno:
Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
Presidenza - Affari generali .
Per assenza all'Aula degli interpellanti, decade
l'interpellanza numero 110 Notizie sulle ragioni dell'esclusione
del settore termale dalle azioni di sostegno contenute nel
Programma operativo regionale 2000-2006 , degli onorevoli Segreto
e Nicotra.
Si passa, pertanto, all'interpellanza numero 131 a firma degli
onorevoli Virzì, Ioppolo e Raiti Iniziative del Governo in
seguito della sentenza n. 5881/2003 del Consiglio di Stato, in
merito alla dichiarazione di non appartenenza alla massoneria da
parte dei pubblici dipendenti. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione ed all'Assessore alla Presidenza,
premesso che nell'ottobre 2003 il Consiglio di Stato, con la
sentenza n. 5811, ha confermato il giudizio di primo grado del
TAR della Toscana in relazione al licenziamento di due
amministratori pubblici per omessa o infedele dichiarazione in
rapporto alla loro appartenenza alla massoneria;
sottolineato come la motivazione di tale sentenza abbia messo
in primo piano che il provvedimento non intende porre 'alcun
limite alla libertà dei singoli di aderire ad associazioni'
poichè 'non può certamente affermarsi che il diritto alla
riservatezza quale valore assoluto trovi diretta tutela nella
Carta costituzionale vigente come bene primario ed inviolabile',
mentre esso 'è destinato a recedere a fronte del principio di
buon andamento dell'Amministrazione, questo sì postulato a
livello costituzionale dall'art. 97, che è speculare al principio
di trasparenza degli apparati amministrativi';
tenuto conto che l'Assemblea regionale siciliana, nella seduta
n. 90 del 24 novembre 1992 (undicesima legislatura), approvò una
mozione presentata dal Gruppo MSI - DN, con la quale si
impegnava, proprio in relazione al problema massoneria, il
Presidente della Regione a fare sottoscrivere ai componenti della
Giunta regionale di Governo, ai direttori ed ai dirigenti
dell'Amministrazione regionale, nonchè agli amministratori di
enti, organismi ed istituti dipendenti o sottoposti al controllo
della Regione, una 'dichiarazione sostitutiva di atto di
notorietà attestante la non appartenenza alla massoneria ovvero
l'indicazione dell'obbedienza e della loggia di appartenenza',
mentre, contestualmente, si invitava il Presidente dell'Assemblea
regionale siciliana a richiedere analoga dichiarazione 'a tutti i
deputati regionali nonchè ai dirigenti ed ai funzionari
dell'Assemblea regionale siciliana';
per conoscere se il Governo della Regione, tenendo conto della
sommatoria delle circostanze sopra citate, non ritenga opportuno
e doveroso procedere in quella attuazione di intenti esplicitata
con il voto dell'Assemblea regionale siciliana, dopo avere
accertato non solo l'avvio dell'iter delle procedure connesse al
risultato di quel voto d'Aula, ma anche i suoi esiti concreti e
tutti gli eventuali motivi che hanno di fatto bloccato o
insabbiato un'iniziativa di trasparenza ed autotutela che avrebbe
posto la Sicilia su posizioni, una volta tanto, di avanguardia e
lungimiranza.» (131)
VIRZI' - IOPPOLO - RAITI
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per fornire la
risposta.
CIMINO, assessore alla Presidenza. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, per quanto concerne la suddetta
interpellanza, devo rappresentare agli onorevoli colleghi come
questo tipo di problematica è stata da sempre attenzionata dal
Dipartimento al personale, tant'è che ha diramato in questo
senso una circolare che di fatto regola e stabilisce con
trasparenza alcune richieste che l'Amministrazione rivolge al
personale regionale, sia nell'ottica della riforma del settore
che stiamo portando avanti della pubblica amministrazione, per
quanto concerne l'attività di dichiarazione dei redditi, ma anche
di dichiarazioni ad alcune associazioni, come quella citata dagli
onorevoli interpellanti, sia quale impegno del Governo ad
aggiornare i dati che sono già in possesso dell'Amministrazione
regionale perché diverse sono state in questo senso le modifiche
apportate.
Ritengo che - proprio per non ribadire le ragioni che i
colleghi hanno evidenziato relative ad insabbiamenti o al blocco
di iniziative di tal genere - è impegno del Dipartimento dare
immediata pubblicazione di questo tipo di iniziative, proprio
perché in merito al settore del personale e dei rapporti che il
personale stesso intrattiene, vogliamo muoverci con grande
trasparenza anche per garantire il giusto prosieguo delle
attività ed il rilancio della burocrazia siciliana.
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire l'onorevole Virzì per
dichiararsi o meno soddisfatto della risposta.
VIRZI'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel prendere
atto delle dichiarazioni del Governo, desidero precisare che non
vorrei che il Parlamento prendesse l'argomento sottogamba.
Ricordo che nella legislatura 1991-1996 presentammo, come
Gruppo Movimento sociale italiano - Destra nazionale, una mozione
che suscitò all'inizio qualche perplessità e perfino qualche
sorriso, Ricordo che l'onorevole Piro in quell'occasione si
meravigliò del fatto che con tutti i problemi che avevamo ci
preoccupavamo di quelle cose.
Purtroppo, tutto ciò che è accaduto nella storia più recente
della Sicilia dimostra che, al di là delle intenzioni soggettive,
ci sono state organizzazioni che oggettivamente - sul piano delle
responsabilità giuridiche acclarate - si sono mosse per
infiltrare la pubblica amministrazione, ritenendo che il legame
primario anche fra deputati, al di là dello schema partitico,
fosse quello dell'appartenenza alla medesima loggia.
Da che cosa prendemmo le mosse? Da una riunione tenutasi ad
Agrigento, credo, nel 1992, alla fine della quale venne emesso un
comunicato stampa da parte della massoneria siciliana che vantava
quattordici incappucciatoni (non so come si chiamino fra loro,
livello 33 e così via...).
Costoro dicevano che avevano riunito una serie di parlamentari,
di maggioranza e opposizione, e avevano loro spiegato che il
vincolo primario non era con il proprio partito, non era con la
fetta di opinione pubblica schierata dalla loro parte, ma che il
vincolo primario associativo a cui dovevano rispetto, a cui
avevano prestato giuramento era la massoneria.
Ciò vuol dire che ha una rilevanza, in termini di dignità della
rappresentanza politica democratica, il fatto che qui siedono
persone che hanno un vincolo non dichiarato e che dicono in
campagna elettorale cose che non corrispondono a verità.
Mi chiedo, considerato che un fratello non può testimoniare né
in sede civile né penale contro un confratello, cosa fanno in
sede di gara di appalto o in una sede concorsuale. La Corte
Costituzionale ha stabilito, in modo inequivocabile, che non vi è
violazione alcuna della privacy, né intento persecutorio; noi
abbiamo il diritto di sapere per autotutela e in nome del
principio della trasparenza della pubblica amministrazione.
Esistono una serie di sentenze che hanno dimostrato che la
mafia in Sicilia ha avuto degli intrecci dichiarati e inchieste
che hanno lambito la pubblica amministrazione a vari livelli.
Ricordo che approvammo una mozione che prevedeva un inizio di
esecuzione di provvedimenti e che avevamo deciso di varare una
circolare a tutti i parlamentari, a tutti i funzionari di alto
rango della Regione per sapere se dichiaravano o meno, perché
l'unica contestazione penale che può essere fatta è quella di
dichiarazione mendace.
Mi chiedo, ad esempio se lei, onorevole Assessore, faccia
parte o meno di questo tipo di associazione, fermo restando che
alcune si sono tranquillamente regolarizzate.
Il fatto inquietante è che tutto si è fermato all'interno di
questa stessa Assemblea, con il personale di questa Assemblea. A
tutti i Gruppi parlamentari, a tutti i deputati furono
distribuiti i documenti in carta intestata del Grande Oriente
d'Italia, del Grande Architetto dell'Universo con la
dimostrazione - quasi che si trattasse di un ordine
professionale, di una categoria che si faceva viva in sede
istituzionale - che c'era una presenza istituzionale che tendeva,
addirittura, ad interloquire e, in qualche modo, a contestare e a
frenare una libera facoltà espressa dal Parlamento.
Prendo atto delle dichiarazioni del Governo e spero che, in
seguito, ci possano essere i fatti dopo le dichiarazioni delle
buone intenzioni.
PRESIDENTE. Per assenza all'Aula dell'interpellante, decade
l'interpellanza numero 162 Provvedimenti per garantire dignitose
condizioni salariali ai lavoratori ex LSU, in servizio presso gli
Assessorati regionali , a firma dell'onorevole Morinello.
Si passa all'interrogazione numero 1541 Notizie in merito al
mancato recepimento dell'articolo 7 della legge 15 luglio 2002,
n. 145 , dell'onorevole Miccichè. Ne do lettura:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore alla Presidenza,
premesso che:
la Regione siciliana ha recepito parte della legge n. 145 del
2002 e precisamente l'articolo che riguarda la dirigenza;
tale norma, oltre a prevedere benefici economici di enorme
rilevanza, conferisce il potere di emettere decreti a modifica di
leggi;
in data 3.12.2003 è stata pubblicata la legge regionale n. 20,
la quale, tra l'altro, aumenta non soltanto i poteri della
dirigenza ma anche il numero degli incarichi;
in data 7.1.2004 un direttore generale ha aumentato le unità
operative nel proprio compartimento (leggasi incarichi), le quali
hanno la possibilità di nominare nuovi dirigenti UOB e di uffici
semplici senza considerazione del resto del personale del
comparto;
è ingiusto mortificare con tali disposizioni il personale
regionale che negli anni ha ricoperto incarichi di grande
rilevanza supportando spesso l'attività di interi uffici;
il recente blocco dei pensionamenti ha visto la S.V. declamare
in Aula l'elevata professionalità ed importanza dei dipendenti
regionali di cui, a suo dire, non ci si può privare, essendo essi
nella piena maturità e, dunque, nella fase di massima produzione,
per cui con la loro esperienza e la loro capacità possono aiutare
a costruire un sistema più efficiente, anche se ciò costa di più;
il recepimento dell'art. 7 della legge 15.07.2002, n. 145
consentirebbe di introdurre nella regione siciliana la figura dei
vicedirigenti, gratificando e utilizzando al meglio tutto il
personale interessato;
per sapere:
perché ad oggi non sia stato recepito l'art. 7 della legge
15.7.2002, n. 145, che introduce l'istituzione di una apposita
'area' della vicedirigenza nella quale è compreso il personale
laureato ovvero in possesso di diploma di 2 grado che ricade
nell'ambito del comparto;
cosa intenda fare per garantire la posizione di tutti quei
dipendenti che da anni espletano funzioni direttive senza avere
ad oggi alcun riconoscimento giuridico né economico.» (1541)
MICCICHE'
Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per fornire la
risposta.
CIMINO, assessore alla Presidenza. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, l'onorevole Micciché ha già avuto risposta,
recante la firma dell'assessore Scammacca.
Nondimeno, con riferimento all'atto ispettivo in oggetto, e
sulla scorta degli elementi forniti dal Dipartimento regionale
del personale e dei servizi generali, di quiescenza, previdenza
ed assistenza del personale, si rappresenta che l'articolo 7
della legge regionale 15 luglio 2002, n. 145, introducendo una
innovazione sostanziale al decreto legislativo 30 marzo 2001, n.
165, ha previsto, con l'articolo 17 bis, che la contrattazione
collettiva del comparto Ministeri, disciplina l'istituzione di
una apposita area della vicedirigenza, nella quale ricomprendere
il personale laureato appartenente alle posizioni C2 e C3
dell'ordinamento professionale dei dipendenti dei Ministeri,
nonché - in sede di prima applicazione - i dipendenti non
laureati, inquadrati nella ex carriera direttiva a seguito di
procedura concorsuale.
Il medesimo articolo fa, tuttavia, salve le competenze delle
Regioni e degli Enti locali, secondo quanto stabilito
dall'articolo 27 del D.Lgs 165/2001; potrebbe pertanto, la
Regione siciliana adeguare il proprio ordinamento del personale,
recependo la predetta normativa.
Tuttavia, bisogna precisare che, anche a livello statale, la
stessa non ha trovato ancora concreta attuazione e applicabilità;
infatti, l'ultimo Contratto collettivo nazionale di lavoro del
comparto Ministeri, datato 12 giugno 2003, e relativo al periodo
2002-2005, per la parte normativa, e 2002-2003 per la parte
economica, nulla prevede in riferimento alla questione che viene
rappresentata.
La valorizzazione, quindi, delle professionalità dei dipendenti
regionali, rientra certamente nei programmi del Governo della
Regione e può trovare riconoscimento in sede di avvio degli
articoli 7, 8 e 9 dell'Ordinamento.
In tal senso, considerata l'attività pregevole dell'ARAN e
l'avvio delle procedure per la nuova piattaforma sindacale, il
Governo dovrà formulare la propria proposta che terrà nel debito
conto anche l'interpellanza degli onorevoli colleghi al fine di
trovare un giusto parallelismo con le attività che competono
anche la normativa statale.
PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire l'onorevole Micciché per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
MICCICHE'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Assessore alla Presidenza, prendo atto della disponibilità che il
Governo, in questo momento, solo a parole ha enunciato: il
Governo si prodigherà, quanto prima, a recepire la legge in
questione.
Però non mi fido delle parole. Spero che dopo questo
pronunciamento seguano i fatti e penso che i fatti debbano venire
quanto prima. Meglio tardi che mai , si dice. Ma, tardi quando,
onorevole Assessore?
Credo che questo problema debba trovare una soluzione
immediata, almeno in sede di discussione ed approvazione dello
strumento finanziario di bilancio per il 2005.
Lo dico perché non è la prima volta, onorevole Assessore, che
il Governo, con belle parole, dice di voler arrivare a questa
applicazione, così come prevede la legge nazionale ed altre norme
che sono di completamento alla riforma della pubblica
amministrazione.
Ritengo, però, che la soluzione dovrebbe avvenire solo - ripeto
- attraverso lo strumento finanziario perché è nelle finanziarie
precedenti che il Governo ha presentato il blocco dei
pensionamenti.
Tale blocco dei pensionamenti o dei prepensionamenti, -
chiamiamolo così come previsto da una legge di questo Parlamento,
dovrebbe trovare soluzione in questa finanziaria proprio perché -
ricordo - in quest'Aula il Presidente della Regione, nel
giustificare tale blocco, previsto dalla legge che questa
Assemblea si è data, aveva affermato che il problema della
vicedirigenza avrebbe potuto trovare accoglimento nella
successiva finanziaria.
Dico questo per una semplice ragione, perché proprio una delle
motivazioni della norma che il Governo, e quindi la maggioranza
di questo Parlamento, ha approvato per quanto riguarda i
pensionamenti, era che, considerati i problemi di ristrettezza
economica, si doveva risparmiare. Poi, invece, lo abbiamo
constatato che non si andava in questa direzione.
Noi dell'opposizione allora abbiamo detto che questo tipo di
soluzione umiliava i dipendenti che avevano già maturato la
possibilità di andare in pensione, così come previsto dalla legge
che l' Assemblea si era data.
Qual è stata la risposta del Presidente Cuffaro? No, noi
vogliamo che questi dipendenti restino in servizio perché
dobbiamo sfruttare la professionalità che hanno maturato, perché
dobbiamo fare concorsi e mettere a carico della Regione altri
finanziamenti, altre spese per nuovo personale; questo stesso
personale, dando una qualifica .... .
Ma, scusate, quale qualifica si può dare ad un personale
doppiamente demotivato anche perché si trova spesso in settori, e
ve ne sono tanti, della pubblica amministrazione regionale che
non riescono ad esprimere il loro potenziale di lavoro, proprio
perché sono stati umiliati due volte?
Dico che la soluzione per potere piegare, per trovare una
giustizia sostanziale, potrebbe anche essere per quei dirigenti
che possono dare un impulso maggiore affinché i noti problemi di
questa Amministrazione regionale, di questa burocrazia, possano
trovare adeguata risposta.
Evidentemente, e concludo signor Presidente, mi preme
sottolineare che mi ritengo insoddisfatto perché questa potrebbe
essere la solita melina per cui si sostiene che porremo questa
legge in cantiere, ma sappiamo benissimo che il Governo non ha
ancora presentato nessuna norma, nessun disegno di legge, per
poter andare in questa direzione.
Rimangono quindi soltanto le belle parole; diversamente, la
risposta potrebbe essere all'interno dello strumento finanziario
che ci apprestiamo ad approvare in questa Sede fra poche
settimane.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, per assenza dall'Aula
dell'interrogante, l'interrogazione numero 1658 Interventi volti
a soddisfare il fabbisogno di personale dell'Ispettorato
provinciale del lavoro di Trapani attraverso provvedimenti di
mobilità del personale con contratto di diritto privato ,
dell'onorevole Oddo, si intende trasformata in interrogazione con
richiesta di risposta scritta.
Per quanto riguarda gli argomenti iscritti ai punti quarto e
quinto dell'ordine del giorno, ricordo che, nella odierna
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, si è stabilito
di rinviarli ad una data successiva alla conclusione della
sessione di bilancio.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a lunedì, 6 dicembre
2004, alle ore 17.30, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del Presidente Lo Porto
I - Comunicazioni.
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d) e 153 del Regolamento interno, della mozione numero
313 «Iniziative per l'inserimento dell'allevamento dello struzzo
nelle misure previste dal Complemento di programmazione», degli
onorevoli Fleres, Catania G., Maurici e Baldari.
III - Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della
rubrica : Bilancio e finanze .
IV - Discussione dei disegni di legge:
1) Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2005 e bilancio pluriennale per il triennio 2005-
2007. (n. 923);
2) «Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2005.
(n. 924).
La seduta è tolta alle ore 18.33.
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 20.35
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott. Giovanni Tomasello
ALLEGATO
Risposta scritta ad interrogazione
«All'Assessore per i beni culturali ed ambientali e per la
pubblica istruzione, premesso che:
il Comune di Trecastagni ha richiesto nel 1997 finanziamenti
per il progetto di restauro, risanamento conservativo ed
adeguamento impianti dell'ex Convento dei Francescani da adibire
a centro culturale - museale;
lo stesso ha potuto usufruire dei finanziamenti soltanto
attraverso la delibera di giunta n. 37 del febbraio 1999 nella
quale ha dovuto evidenziare l'uso della struttura museale, così
come richiesto dall'ultimo capitolato di finanziamenti dedicato
alle strutture culturali, intendendo per tali quelle strutture
che avevano già un'attività programmata negli anni precedenti e
che erano fruibili dal pubblico (finanziamenti POP 94/99 - Misura
2.4);
rilevato che tutto ciò è stato possibile anche perché durante
la sua prima fase di attività il museo ha suscitato l'interesse
di artisti di fama internazionale come: Guccione, Pozzati,
Accardi, Casorati, Caruso; Achille Pace, Nino Maggio, Di Giusto,
solo per citarne alcuni, e di eredi di maestri come Luigi
Montanarini, del maestro Franco Cannilla, del maestro Rosario
Murabito, i quali hanno contribuito con la donazione di opere
alla qualità espositiva del museo incitando anche altri alla
donazione di opere;
visto che il progetto di realizzazione del museo nel rispetto
della sua funzione (organizzazione didattica e fruibilità) è
stato corredato di tutti quei documenti che comprovano la
veridicità della richiesta dei finanziamenti, materiale
fotografico dell'ambiente con le opere esposte, depliant,
pubblicazioni attraverso stampa (libri, monografie, rassegna
stampa, etc.);
osservato che il progetto prevede d'obbligo:
il percorso che i visitatori devono compiere durante la visita
delle sale; che i sistemi di sicurezza, per essere appropriati,
siano realizzati facendo in modo che la struttura sia fruibile in
tutta la sua interezza, in quanto sezionarla significherebbe non
poterla controllare in tutte le sue parti;
la dislocazione delle sale (uffici, biblioteca, sale
espositive, ecc ), così come risulta dalla relazione tecnica
consegnata ai vigili del fuoco; in proposito si fa presente che
non è possibile cambiare destinazione d'uso alle sale ovvero
utilizzarle per altre attività per le quali hanno avuto
l'autorizzazione. Le misure di prevenzione sono realizzate
secondo le attività del D.M 12/02/1982 - attività 90 - edifici
pregevoli per arte o storia e quelli destinati a contenere
biblioteche, archivi, musei, gallerie, collezioni o comunque
oggetti di interesse culturale sottoposti alla vigilanza dello
Stato di cui al regio decreto n. 1564 del 7/11/1942';
la disposizione preventiva delle opere da posizionare nelle
sale da dividere in sale di pittura, scultura, disegni ed altro
in funzione della grandezza;
la collocazione delle sale che prevedono il flusso di persone e
di conseguenza la mancanza di porte lungo il percorso; infatti,
non esistono porte che dividono le varie sale;
che l'amministrazione per il collaudo produca un atto
amministrativo di istituzionalizzazione della struttura quale
museo a vari enti (Regione, Vigili del Fuoco, Genio Civile,
Soprintendenza), i quali hanno l'obbligo del controllo e
dell'ispezione);
considerato che:
la struttura museo prevede anche la realizzazione di un
regolamento che ne giustifichi il progetto didattico ed il
funzionamento;
non si comprende il motivo per cui l'amministrazione comunale
voglia snaturare la destinazione d'uso della struttura
destinandone una parte ad altre attività (sala riunioni, sala
matrimoni, uffici comunali, etc );
tale cambiamento non è stato previsto con alcun atto da parte
dell'amministrazione comunale;
per sapere:
se non si ravvisi la necessità di un incisivo intervento volto
a fare finalmente chiarezza sulla destinazione d'uso della
struttura, la quale, come si può evincere dai molteplici atti
amministrativi (che assumono valore di obbligo per
l'amministrazione comunale sotto ogni profilo), è stata destinata
esclusivamente a servizi di esposizione museale;
se non ritenga di intervenire al fine di determinare le
condizioni necessarie per la tutela e la regolare fruizione da
parte di cittadini e turisti di un monumento, quale l'ex Convento
dei Francescani, destinato esclusivamente a museo (salvo che per
i soli servizi aggiuntivi previsti), anche per garantire la
sicurezza dei visitatori, in quanto la sua divisione rischierebbe
non soltanto di snaturare e svilirne il progetto, ma
rappresenterebbe anche un abuso da parte dell'amministrazione
comunale che, tra l'altro, comprometterebbe anche la corretta
gestione e manutenzione dei sistemi di sicurezza concepiti
esclusivamente per l'uso previsto. (1510)
VILLARI - SPEZIALE -
GIANNOPOLO
Risposta. «Con l'interrogazione citata in oggetto, l'onorevole
interrogante ha chiesto di conoscere quali interventi si
intendono assumere al fine di determinare con chiarezza la
destinazione d'uso dell'ex Convento dei Francescani, sito nel
Comune di Trecastagni (CT) da parte dell'Amministrazione
Comunale.
Al riguardo, la Soprintendenza per i Beni Culturali ed
Ambientali di Catania competente in materia, effettuato il
sopralluogo e visionati gli atti amministrativi in possesso
dell'Ufficio Tecnico comunale, ha rappresentato che il predetto
Convento collegato alla Chiesa di Sant'Antonio di Padova, di
proprietà del Comune di Trecastagni, è stato di recente
interessato da un progetto di restauro, risanamento conservativo
ed adeguamento impianti, al fine di adibirlo a centro culturale
e museale con finanziamento dell'Assessorato BB.CC. e A. e P.I.
nell'ambito del programma d'interventi relativi alla misura 2.4
del POP Sicilia 1994-99 (II Fase).
Il progetto, ottenuto il parere favorevole dal Consiglio
Regionale dei Beni Culturali ed Ambientali e l'approvazione da
parte della Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali di
Catania, è stato ultimato nell'anno 2001 e collaudato nel 2002.
In particolare sono state integralmente rinnovate le finiture
interne, quali pavimenti, intonaci e pitturazioni, ed esterne,
come intonaci ed infissi; la copertura del tetto a falde è stata
rifatta ed adeguata alle sollecitazioni di norma. In particolare,
in vista della destinazione d'uso a Museo sono stati realizzati
gli impianti di rilevazione fumi, quello antincendio, quello anti
intrusione e quello di climatizzazione, oltre a quello elettrico
ed agli adeguamenti a norma di legge.
Attualmente il complesso si presenta vuoto e inutilizzato, con
grave nocumento per lo stato di conservazione delle finiture
interne, in particolare modo gli intonaci e la tinteggiatura,
aggredite dall'umidità di condensa e dalla mancanza
dell'ordinaria manutenzione.
Alla Soprintendenza ai Beni Culturali ed Ambientali di
Catania, non risulta stata avanzata da parte dell'Amministrazione
Comunale richiesta per potere utilizzare gli ambienti del
complesso monastico per usi diversi da quello per cui è stato
restaurato. Né, di contro, risultano essere state intraprese
dall'Amministrazione Comunale iniziative tendenti all'istituzione
della struttura museale, sia sotto l'aspetto amministrativo che
tecnico.
Alla luce delle superiori considerazioni, si ritiene che il
Convento non possa ad oggi essere utilizzato per scopi diversi da
quelli per i quali è stato restaurato.
L'Assessore
PAGANO