Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 247 di mercoledì 03 novembre 2004
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        


                Presidenza del Presidente Lo Porto



                La seduta è aperta alle ore 17.46.

   BALDARI,  segretario  f.f.,  dà lettura  del  processo  verbale
 della  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si
 intende approvato.

                             Missioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che sono in missione,  per  ragioni  del
 loro  ufficio,  gli  onorevoli: Antinoro il  3  novembre;  Fleres
 dall'1  al  6 novembre; Burgaretta Aparo e Sanzeri, dal  3  al  6
 novembre;  Orlando dal 7 all'11 novembre; Genovese dal  7  al  12
 novembre 2004.

  L'Assemblea ne prende atto.

      Comunicazione delle determinazioni della Conferenza dei
                            Presidenti
                      dei Gruppi parlamentari

   PRESIDENTE.  Comunico  che  la Conferenza  dei  Presidenti  dei
 Gruppi  parlamentari,  riunitasi oggi 3 novembre  2004  sotto  la
 Presidenza del Presidente dell'Assemblea, onorevole Lo  Porto,  e
 con  la  partecipazione  del Vicepresidente  dell'ARS,  onorevole
 Crisafulli e del Presidente della Regione, onorevole Cuffaro,  ha
 deliberato all'unanimità il seguente programma dei lavori:

  Sessione di bilancio:
  Giovedì  4   novembre 2004: inizio della sessione  di  bilancio.
 Pertanto,  dalla predetta data decorrono i quarantacinque  giorni
 previsti dall'articolo 73 bis del Regolamento.

  Commissioni:
  Entro   il   13   novembre   2004  le  Commissioni   legislative
 permanenti,  dopo  aver  esaminato, per le  parti  di  rispettiva
 competenza, il disegno di legge finanziaria 2005 ed il disegno di
 legge  del  bilancio di previsione della Regione per  l'esercizio
 finanziario  2005  e  pluriennale  per  il  triennio   2005-2007,
 invieranno  le  proprie osservazioni e proposte alla  Commissione
 "Bilancio",  nominando  altresì un relatore  che  partecipi,  per
 riferirvi, alle sedute di quest'ultima Commissione. (articolo  73
 ter, comma 3, del Regolamento).
  Entro  il  4 dicembre 2004, la Commissione "Bilancio", anche  in
 mancanza  delle  osservazioni  e proposte  delle  Commissioni  di
 merito,  esaminerà  il disegno di legge finanziaria  2005  ed  il
 disegno  di  legge del bilancio di previsione della  Regione  per
 l'esercizio finanziario 2005 e pluriennale per il triennio  2005-
 2007,  e  nominerà il relatore per l'Assemblea (articolo 73  ter,
 comma 6, del Regolamento).

  Aula:
  A  partire  dal  6  dicembre  2004, si svolgerà  la  discussione
 generale  congiunta del disegno di legge finanziaria 2005  e  del
 disegno  di  legge del bilancio di previsione della  Regione  per
 l'esercizio finanziario 2005 e pluriennale per il triennio  2005-
 2007.  Una  volta  chiusa la discussione  generale  e  votato  il
 passaggio all'esame degli articoli, verrà fissato il termine  per
 la  presentazione  degli  emendamenti  e  si  procederà,  quindi,
 all'esame congiunto dei suddetti disegni di legge.

  Il   termine  regolamentare  di  45  giorni  per  la  definitiva
 approvazione dei disegni di legge finanziaria e di bilancio viene
 a scadere il 18  dicembre 2004.

  Dopo la chiusura della sessione di bilancio:
  A  partire  da martedì 21 dicembre 2004, chiusa la  sessione  di
 bilancio,  saranno  iscritte all'ordine  del  giorno  dei  lavori
 dell'Aula:
  a)   la   discussione   della   mozione   n.   274    Revoca   e
 riconsiderazione  del  Piano  di  gestione  dei  rifiuti    degli
 onorevoli Capodicasa ed altri;
  b)  l'elezione  dei  componenti del Comitato  regionale  per  le
 comunicazioni di spettanza dell'Assemblea regionale siciliana.

  L'Assemblea ne prende atto.

          Annunzio di risposta scritta ad interrogazione

   PRESIDENTE.  Comunico che è pervenuta, da parte  dell'Assessore
 per   i  beni  culturali,   la  risposta  scritta  alla  seguente
 interrogazione:

  numero  1510  «Interventi volti a determinare con  chiarezza  la
 destinazione  d'uso  dell'ex Convento dei Francescani,  sito  nel
 comune   di   Trecastagni  (CT),  da  parte  dell'amministrazione
 comunale».
  Firmatari:   Villari  Giovanni;  Speziale  Calogero;  Giannopolo
 Domenico

  Annunzio di presentazione e di contestuale ritiro di disegno di
                               legge

   PRESIDENTE.  Comunico  che è stato  presentato  e  ritirato  il
 seguente disegno di legge:

   Istituzione  del  Fondo regionale per la tutela  delle  persone
 non autosufficienti' (n. 930)
  d'iniziativa parlamentare
  presentato   dagli   onorevoli  Ioppolo,   Formica,   Incardona,
 Infurna, Neri,  Virzì, in data 28 ottobre 2004
  ritirato in data 29  ottobre 2004.

  Annunzio di presentazione di disegni di legge e di contestuale
           invio alle competenti Commissioni legislative

   PRESIDENTE.  Comunico  che i seguenti  disegni  di  legge  sono
 stati   presentati   ed   inviati  alle  competenti   Commissioni
 legislative:

                    Attivita' Produttive (III)

  -   Interventi  della Regione per regolamentare l'emissione  nel
 territorio  siciliano di organismi geneticamente modificati'  (n.
 931)
  -  d'iniziativa parlamentare
  -   presentato  dagli  onorevoli  Giannopolo,  Panarello,  Oddo,
 Speziale,   Capodicasa,  Crisafulli,  Cracolici,  De  Benedictis,
 Villari, Zago in data 28 ottobre 2004
  - inviato in data 29 ottobre 2004

                    Ambiente e Territorio (IV)

  -   Istituzione del Corpo volontario  di Polizia  ambientale  ed
 ecologica'  (n. 928)
  - d'iniziativa parlamentare
  -   presentato   dagli   onorevoli  Leanza  Edoardo,   Beninati,
 Giambrone, Confalone, Mercadante, Maurici, Baldari, Moschetto  in
 data 26 ottobre 2004
  - Parere I Commissione
  - inviato il 28 ottobre 2004

                  Servizi Sociali e Sanitari (VI)

  -     Disposizioni   in   materia  di   regolamentazione   delle
 discipline bio-naturali'  (n. 929)
  -  d'iniziativa parlamentare
  -   presentato  dagli onorevoli Fleres, Catania G.,  Maurici  in
 data 26 ottobre 2004
  -inviato il 28 ottobre 2004.

 Comunicazione di impugnativa da parte del Commissario dello Stato

   PRESIDENTE.  Comunico che il Commissario  dello  Stato  per  la
 Regione siciliana con ricorso del  29 ottobre 2004 ha impugnato i
 seguenti articoli del disegno di legge n. 917  Misure finanziarie
 urgenti.  Assestamento del bilancio della Regione e del  bilancio
 dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione siciliana  per
 l'anno  finanziario  2004.  Nuova  decorrenza  di  termini  della
 richiesta  di  referendum ,  approvato  dall'Assemblea  regionale
 siciliana nella seduta n. 245 del 21-22 ottobre 2004:

  -   art.  3 per violazione dell'art. 97 della Costituzione;
  -   art.  8 per  violazione  dell'art. 43 dello Statuto speciale
 e degli artt. 3   e 97  della Costituzione;
  -    art.  20   per  violazione degli artt. 5, 97  e  113  della
 Costituzione;
  -    art.  25  per violazione degli artt.  5, 9, 97  e  114,  2
 comma della Costituzione;
  -    art.  27  per  violazione degli  artt.  3,  9  e  97  della
 Costituzione;
  -    art. 28 per violazione dell'art. 9 della Costituzione e per
 interferenza in materia penale in relazione ai limiti posti dagli
 artt. 14 e 17 dello Statuto speciale;
  -      art.  32  per  violazione  degli  artt.  9  e  97   della
 Costituzione;
  -      art.  33  per  violazione  degli  artt.  9  e  97   della
 Costituzione;
  -     artt. 43 e 45,  comma 2, per violazione degli artt. 3,  51
 e 97 della Costituzione;
  -     art.  48 per violazione degli artt. 81, 4  comma, 3  e  97
 della Costituzione;
  -      art.   50,    comma  2,  limitatamente   al   riferimento
 all'esercizio  2002  per violazione degli artt.  81  e  97  della
 Costituzione;
  -     art.  53  per violazione degli artt. 3, 32, 51,  81  e  97
 della  Costituzione, nonché del decreto legislativo  n.  502  del
 1992  e  successive  modifiche ed integrazioni  in  relazione  ai
 limiti posti dall'art. 17, lett. c) dello Statuto speciale;
  -   art.  54  per violazione degli artt. 3, 32, 51  e  97  della
 Costituzione, nonché del decreto legislativo n. 502  del  1992  e
 successive modifiche ed integrazioni in relazione ai limiti posti
 dall'art. 17, lett. c) dello Statuto speciale;
  - art. 60 per violazione degli artt. 3 e 97 della Costituzione;
  -art.  62,  commi 4 e 9 per violazione degli artt. 3 e 97  della
     Costituzione.

               Comunicazione di richieste di parere

   PRESIDENTE. Comunico che le seguenti richieste di  parere  sono
 pervenute  dal  Governo ed assegnate alle competenti  Commissioni
 legislative:

                     Affari Istituzionali (I)

   Stretto  di  Messina  S.p.a.  -  Designazione  componente   del
 Consiglio  di amministrazione: Ing. Castiglione Francesco  Paolo
 (n. 323/I)
  pervenuto in data 28 ottobre  2004
  trasmesso il 2 novembre  2004

                    Ambiente e Territorio (IV)

   Accordo  di  Programma Quadro - Contratto di  localizzazione  -
 Verdura International Hotel Resort  (n. 322/IV-II)
  pervenuto in data 26 ottobre  2004
  Parere II Commissione
  trasmesso il 28 ottobre 2004

  Comunicazione di trasmissione di atti da parte dell'Avvocatura
                     distrettuale dello Stato

     PRESIDENTE. Comunico che l'Ufficio legislativo e legale della
 Presidenza della Regione siciliana ha trasmesso copia del  foglio
 12  ottobre  2004,  n. 37452 dell'Avvocatura  distrettuale  dello
 Stato  di Palermo relativo al ricorso di Fazio Giovanna ed  altri
 c/Regione  siciliana per questione di legittimità  costituzionale
 dell'articolo 23, comma 3 della legge regionale n. 10 del 2000.

                    Annunzio di interrogazioni

   PRESIDENTE.  Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
 interrogazioni:

  -  con richiesta di risposta orale:

  N.  1909 - Individuazione della città di Catania quale sito  per
 l'insediamento di nuovi call-center della Telecontact  S.p.A. del
 gruppo Telecom.
  - Presidente Regione
  - Assessore Lavoro
  Firmatario: Villari Giovanni;

  N.  1910  -  Revoca del decreto del 7 luglio 2004 dell'Assessore
 per il territorio e l'ambiente concernente 'Disposizioni relative
 alla   valutazione   ambientale  strategica   su   strumenti   di
 programmazione e di pianificazione inerenti alle materie indicate
 nell'art. 3 della Direttiva CE 42 del 2001.
  - Assessore Territorio
  Firmatari: Oddo Camillo; Speziale Calogero; Cracolici Antonino.

  Le  interrogazioni  ora annunziate saranno  iscritte  all'ordine
 del giorno per essere svolte al loro turno.

  - con richiesta di risposta scritta:

  N.  1911 - Opportune iniziative allo scopo di far luce sull'iter
 di concessione dei pareri per l'installazione del ripetitore Wind
 presso il comune di Cassaro (SR).
  - Presidente Regione
  - Assessore Territorio
  Firmatari: Forgione Francesco; Liotta Santo

  N.  1912  -  Delucidazioni in ordine ad uno studio  che  sarebbe
 stato  condotto  sulla  portualità  peschereccia siciliana.
  - Assessore Cooperazione
  Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

  Le  interrogazioni  ora annunziate sono  state  già  inviate  al
 Governo.

                        Annunzio di mozione

   PRESIDENTE.  Comunico  che  è  stata  presentata,  in  data  29
 ottobre  2004,  la  mozione n. 313 «Iniziative per  l'inserimento
 dell'allevamento   dello  struzzo  nelle  misure   previste   dal
 complemento  di programmazione», degli onorevoli Fleres,  Catania
 Giuseppe, Maurici,  Baldari.
  Ne do lettura:

                        L'Assemblea regionale siciliana

  premesso che:

  l'art.  109  della  legge regionale 23  dicembre  2000,  n.  32,
 espressamente  prevede  delle  misure  di  aiuto  in  favore   di
 strutture che si occupano dell'allevamento degli struzzi;

  altri  articoli prevedono comunque aiuti per l'incremento  degli
 allevamenti di carni alternative;

  sembrerebbe  che  le  misure previste dal  citato  articolo  non
 abbiano  ancora  trovato  specifico inserimento  all'interno  del
 complemento di programmazione;

  l'unica misura individuata, pur non avendo ancora trovato  piena
 attuazione poiché non risulta siano stati erogati gli aiuti, pare
 non  preveda  nulla in favore degli allevamenti di  struzzi,  che
 tuttavia  rappresentano  una  realtà  già  notevole  del  settore
 zootecnico,

                 impegna il Governo della Regione
                            e per esso
            l'Assessore per l'agricoltura e le foreste

  a  provvedere  all'inserimento, all'interno del  complemento  di
 programmazione, di specifiche misure in favore degli  allevamenti
 di  struzzi,  al  fine di soddisfare le numerose richieste  degli
 operatori del settore.» (313)

                        FLERES  - CATANIA G.- MAURICI - BALDARI

  Informo che la stessa sarà iscritta all'ordine del giorno  della
 seduta successiva perchè se ne determini la data di discussione.

  Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
 interno  che nel corso della seduta potrà procedersi a  votazioni
 mediante sistema elettronico.



                Presidenza del Presidente Lo Porto


               Presentazione di ordine del giorno

  Onorevoli  colleghi,  comunico che è stato  presentato  l'ordine
 del  giorno  n. 473  Promulgazione, con l'omissione  delle  parti
 impugnate,   della   legge  approvata  dall'Assemblea   regionale
 siciliana  nella  seduta n. 245 del 21-22 ottobre  2004,  recante
  Misure  finanziarie  urgenti. Assestamento  del  bilancio  della
 Regione  e  dell'Azienda  delle foreste demaniali  della  Regione
 siciliana  per  l'anno  finanziario 2004.  Nuova  decorrenza  dei
 termini per la richiesta di referendum'  (ddl n. 917/A), a  firma
 degli  onorevoli  Dina, Formica, Giambrone, Rotella,  Antinoro  e
 Sbona.
  Ne do lettura:

                 "L'Assemblea regionale siciliana

  premesso che la Corte Costituzionale, nella sentenza n. 205  del
 1996,   ha  ancora  una  volta  ribadito  il  principio  che   la
 promulgazione parziale di una legge da parte del Presidente della
 Regione  ha  come  conseguenza  la  consumazione  del  potere  di
 promulgazione  da  parte dello stesso Presidente,  provocando  la
 caducazione di tutte le norme non promulgate;

  considerato che:

  -  la  legge approvata dall'Assemblea regionale siciliana  nella
 seduta n. 245 del 21-22 ottobre 2004, recante 'Misure finanziarie
 urgenti.  Assestamento del bilancio della Regione e del  bilancio
 dell'Azienda delle foreste demaniali della Regione siciliana  per
 l'anno  finanziario  2004. Nuova decorrenza  di  termini  per  la
 richiesta di referendum' è stata impugnata dal Commissario  dello
 Stato  in modo parziale e che, in pendenza del giudizio, non  può
 essere integralmente promulgata;

  -  non  può negarsi all'Assemblea regionale siciliana il  potere
 di  valutare  se e in quale misura la promulgazione parziale  sia
 suscettibile  di  alterare il contenuto della  legge,  e  se  sia
 comunque  opportuno  che  tale  contenuto,  formalmente  unitario
 all'origine,  venga  scisso in disposizioni autonome  ed  immesso
 nell'ordinamento regionale per una parte soltanto;

  -  la  citata  sentenza della Corte n. 205/96  ha  affermato  il
 principio  che, a seguito dell'impugnazione parziale della  legge
 regionale,  il  Presidente della Regione  può  essere  vincolato,
 riguardo  al tipo di promulgazione da porre in essere,  non  solo
 con  'delibere  legislative' (abrogativa  l'una  e  riapprovativa
 l'altra), ma anche mediante atti di indirizzo espliciti (mozioni,
 ordini del giorno);

                impegna il Presidente della Regione

  -  a promulgare, con l'omissione delle parti impugnate, la legge
 approvata dall'Assemblea regionale siciliana nella seduta n.  245
 del 21-22 ottobre 2004". (473)

   SPAMPINATO. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPAMPINATO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
 anche  per dichiarazione di voto. Mi dichiaro contrario a  questo
 ordine  del giorno per coerenza, in quanto,  più volte, da questo
 banco  ho  esposto la mia opinione secondo cui è un  arretramento
 dell'autonomia  continuare ad immaginare il controllo  preventivo
 della  legge regionale, anche se il Presidente della Regione  con
 la  promulgazione può far diventare il controllo preventivo anche
 un controllo successivo.
     Intervengo  inoltre  per  sottolineare  la  mia  coerenza  in
 riferimento anche ad alcune affermazioni, non troppo gradite  per
 il decoro dell'Assemblea, che autorevoli esponenti del Governo  e
 dell'Assemblea  stessa hanno fatto nei confronti del  Commissario
 dello  Stato,  perché  si  è sempre detto  che  si  preferiva  il
 controllo  preventivo  in  quanto il Commissario  dello  Stato  è
 considerato arbitro imparziale, terzo rispetto all'Assemblea e il
 Governo,  garante, da una parte, della legittimità costituzionale
 delle norme e, dall'altra, dell'autonomia siciliana.
  Ora,  queste  considerazioni esposte dagli stessi deputati,  che
 oggi  parlano  di  Commissario dello Stato come  supporter  della
 Sinistra, che parlano di parzialità nelle decisioni, credo vadano
 censurate  anche in riferimento alla posizione che  non  è  stata
 uguale alla mia, in passato.
  Pertanto,  per  evidenziare da parte mia la coerenza  -  ritengo
 sempre che vi sia un arretramento nell'autonomia a prescindere da
 quello  che decide il Commissario dello Stato - dichiaro  il  mio
 voto contrario all'ordine del giorno.

   RAITI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   RAITI.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   onorevole
 Governo,  nel  riallacciarmi  a quanto  sostenuto  dall'onorevole
 Spampinato,  voglio  esprimere il mio  voto  contrario  a  questo
 ordine  del  giorno motivandolo con il fatto che se  è  vero  che
 l'azione del Commissario dello Stato,  così com'è stato affermato
 anche  e  soprattutto  dal  Presidente della  Regione  siciliana,
 potrebbe  ledere  e  lede  l'autonomia  dell'Assemblea  regionale
 siciliana  -  tant'è  che sia il Presidente  della  Regione,  che
 alcuni   esponenti  della  Casa  delle  libertà   immaginano   la
 soppressione di questo istituto -, ad uno come me,  che ha  fatto
 della  propria  azione politica, in quest'Aula  parlamentare,  la
 massima   tutela   e   valorizzazione  della   autonomia,   della
 indipendenza e della sua autorevolezza nel rispetto delle  grandi
 conquiste autonomistiche fatte dopo le battaglie politiche  degli
 anni  quaranta  che  ci  hanno portato  ad  ottenere  l'autonomia
 speciale,   non può non rivelare che l'intervento del Commissario
 dello  Stato anche questa volta cerca di alleviare, quanto  meno,
 una    delle    procedure   assolutamente    inconcepibili     ed
 intollerabili.
  Questi  articoli  di  legge sono contestati soprattutto  per  il
 metodo  -   e  ne  va dell'autorevolezza di questa  Assemblea   e
 dell'Ufficio  di  Presidenza - perché non è la  prima  volta  che
 denunciamo  con forza che non è possibile fare provvedimenti  che
 siano  leggi  omnibus, non è possibile farli  di  notte,  in  due
 giorni  e  non è possibile approvare emendamenti che non  abbiano
 percorso l'iter procedurale nelle competenti Commissioni e  nella
 Commissione Bilancio.
  Purtroppo,    questo    avviene   pedissequamente    e    sempre
 pedissequamente avvengono le brutture di queste leggi omnibus che
 successivamente vengono censurate dal Commissario dello Stato.
  Più  volte  abbiamo  contestato il  metodo,  abbiamo  richiamato
 l'Ufficio  di Presidenza, nella sua autorevolezza, affinché  tale
 metodo   non   trovi  più  attuazione,  abbiamo   modificato   il
 Regolamento dell'Assemblea. Purtroppo, ancora una volta, dobbiamo
 registrare tutto ciò.
  Quindi,  l'intervento del Commissario dello  Stato  innanzitutto
 censura  il  metodo,  per  non parlare  del  merito  delle  norme
 bocciate.  Lo abbiamo detto in tutte le sedi che nella  legge  vi
 erano  norme   incostituzionali  e   quelle  che  non  lo   erano
 certamente lasciavano a desiderare sotto molti profili.
  Non  sopportiamo  -   lo  dico con amarezza  -  che  l'Assemblea
 regionale debba diventare lo zimbello dell'Italia intera  per  le
 norme che approva in questo modo e con questi contenuti.
  Nel  ribadire  che  l'intervento del  Commissario  dello  Stato,
 anche   stavolta  è  purtroppo  salutare,  auspichiamo   che   la
 Presidenza,  una  volta per tutte, ponga fine a  questo  modo  di
 legiferare   e   lo  affermiamo  ora  che  siamo  in   prossimità
 dell'apertura  della  sessione di bilancio e  della  finanziaria,
 considerato  che registriamo l'esperienza di questi tre  anni  in
 cui tali sessioni,  anche se partono con dichiarazioni di intenti
 assolutamente   apprezzabili,  alla  fine  si  riducono   a   dei
  carrozzoni' come le norme che sono state approvate  dall'Aula  e
 poi censurate.
  Ci  auguriamo, signor Presidente, che lei faccia tutto quanto  è
 in  suo potere per evitare di ritrovarci a discutere a gennaio  o
 a   febbraio   un   altro   ordine  del   giorno   con   siffatte
 caratteristiche e per porre freno alle nefandezze che si fanno in
 quest'Aula.
  Se  vogliamo  tutelare  l'autorevolezza  di  questo  Parlamento,
 dobbiamo  farlo  cercando di approvare  norme  autorevoli  e  che
 rispettino  i  contenuti  del  nostro  Statuto  e  della   nostra
 Costituzione.
  Questo  è  l'auspicio  che  lancio  ancora  una  volta,   ma   è
 soprattutto  un  grido  di dolore e mi auguro  che  possa  essere
 accolto.

   FORGIONE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  La  ringrazio, accolgo il suo invito.  Se  non  ci
 sono altri interventi, dichiaro chiuse le iscrizioni a parlare.
  Ha facoltà di parlare l'onorevole Forgione.

   FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, nel  dibattito
 in  Commissione Statuto c'è stata una lunga discussione sul ruolo
 e  sulla  funzione  del  Commissario  dello  Stato,  ritengo  una
 discussione  utile,  rigorosa,  seria,  un  po'  l'opposto  delle
 dichiarazioni scomposte alle quali abbiamo assistito, da parte di
 esponenti  del  centrodestra  e dello  stesso  Governo,  dopo  il
 pronunciamento del Commissario dello Stato  sulle  variazioni  di
 bilancio.
  Ritengo  che  una discussione seria, che riconduce  al  rapporto
 pattizio  da  cui  nacque la figura del Commissario,  nell'ambito
 della  riforma attuale del Titolo V della Costituzione, dei nuovi
 rapporti e dei nuovi poteri delle regioni ordinarie rispetto allo
 Stato - e lì non è prevista la figura di un organismo terzo  come
 il  Commissario  dello Stato, mentre per una  regione  a  statuto
 speciale come la nostra ancora è stata riproposta, ed io sono tra
 coloro  che  ne difendono l'utilità - una discussione  di  questa
 dimensione, ripeto, così seria è da riproporre.
  Signor   Presidente,  una  volta  per  tutte   dovremmo   dirlo,
 nell'evidenziare  il  ritardo del dibattito sulla  riforma  dello
 Statuto  e  la  posizione un po' omertosa che  il  Parlamento  ha
 nell'affrontare  il  disegno di riforma  medesimo:  anziché  fare
 conferenze  stampa annunciando la stagione delle grandi  riforme,
 dovremmo  piuttosto  attuarle. Probabilmente,  nell'ambito  della
 riforma  dello Statuto autonomista, ci aiuterebbe una discussione
 rigorosa   e   seria,  anche  per  affrontare  il  problema   del
 Commissario dello Stato.
  Viceversa,   se   colleghiamo  il  dibattito   sul   ruolo   del
 Commissario dello Stato ai comportamenti specifici che lo stesso,
 di  volta  in  volta, è costretto ad assumere  in  rapporto  alle
 decisioni ed alle posizioni espresse da questo Parlamento,  credo
 che sbaglieremmo profondamente.
  Né  si  può accusare il Commissario dello Stato a secondo  delle
 posizioni  che  assume di essere di destra o di  sinistra,  anche
 questo è un modo pessimo per affrontare i problemi.
  Mi  consenta,  signor Presidente - uso anch'io  questa  orribile
 espressione - di dire che il dibattito sul ruolo e la dignità del
 nostro  Parlamento, sul quale si è intrattenuto a lungo anche  il
 Presidente  della Regione oggi in Conferenza dei  Presidenti  dei
 gruppi parlamentari, non mi convince  per due motivi.
  Innanzitutto,    perché    la    valorizzazione    del    ruolo,
 dell'autorevolezza e della dignità del Parlamento consiste  nella
 forza   che   il  medesimo  ha  di  legiferare  in  modo   serio,
 compatibilmente  con  i  vincoli  della  Costituzione,   con  una
 modalità  diametralmente  opposta  a  quella  alla  quale   siamo
 costretti ad assistere.
  Per  esempio,  rappresenta  l'autorevolezza  del  Parlamento  il
 fatto che su un emendamento delicato come quello che riguarda  le
 Eolie  un Presidente dell'Assemblea autorizzi la controprova  del
 voto e non vieta tale controprova.
  Se  vogliamo discutere dell'autorevolezza del Parlamento, allora
 difendiamone  le  prerogative e la prima  di  queste   è  che  il
 Parlamento - nella sua massima espressione la Presidenza - tutela
 i  diritti del Parlamento e dell'Assemblea, cosa che è  stata  in
 quella notte completamente violata.
  L'autorevolezza   del   Parlamento   siciliano   consiste    nel
 legiferare  nella  sua autonomia, senza alcuna  violazione  della
 Costituzione e del sistema delle regole.
  Se  utilizziamo  questo  Parlamento per  scorribande  nel  campo
 dell'illegalità,  non ci sarà nessun Commissario  dello  Stato  e
 nessuna   vocazione  di  autotutela  del  Parlamento   stesso   a
 legittimarci  agli  occhi dell'opinione  pubblica  e  agli  occhi
 dell'Italia.
  Dovremmo fare un ragionamento rigoroso, e mi faccia anche  dire,
 signor  Presidente - lei ha ovviamente presieduto  la  Conferenza
 dei   Capigruppo  alla  quale  ho  partecipato  -  difendere   le
 prerogative e l'autonomia di questo Parlamento, come ha fatto con
 grande  passione oggi il Presidente della Regione, vorrebbe  dire
 per  esempio, in questo momento, investire il Parlamento  di  una
 grande  discussione  sulla questione morale e  sui  rapporti  tra
 mafia  e politica che la vicenda del Presidente della Regione  ci
 richiama e che ci viene impedita.
  Lo  so,  signor Presidente, che ho toccato un tasto che  bisogna
 subito censurare perché abbiamo deciso che questo Parlamento  non
 ne   deve  discutere;  però  se  parliamo  di  autorevolezza  del
 Parlamento e della sua legittimità  parliamo anche di questo, non
 solo  del rapporto tra questa Istituzione ed il Commissario dello
 Stato.
  Dichiaro  che  voterò a favore dell'ordine del giorno  perché  è
 una  prassi  consolidata,  però se ne  dovrebbe  fare  carico  la
 maggioranza, non ci riguarda. Abbiamo votato contro quella legge,
 ci  siamo  opposti in tutti i modi; quindi è la  maggioranza  che
 deve  farsi  carico di votare questo ordine del giorno  come  più
 volte abbiamo fatto.
  Signor  Presidente,  se vogliamo affrontare  seriamente,  e  non
 sulla  stampa,  i  rapporti tra il Parlamento, il  Governo  e  il
 Commissario  dello  Stato, si faccia carico di riprendere  l'iter
 della discussione e del dibattito sulla riforma dello Statuto.
  Al  di fuori di ciò, c'è solo la propaganda che  in questo  caso
 serve solo a tutelare nicchie di potere,  nicchie di clientela  e
 di  illegalità che, per fortuna, il Commissario dello Stato - che
 esiste -  in questo caso ha bloccato.

   PRESIDENTE. Dichiaro chiusa la discussione. Pongo in  votazione
 l'ordine del giorno numero 473.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                       (L'Assemblea approva)



                Presidenza del Presidente Lo Porto


   Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
                   Presidenza - Affari generali

   PRESIDENTE.  Si  passa al punto terzo dell'ordine  del  giorno:
 Svolgimento  di  interrogazioni ed  interpellanze  della  rubrica
  Presidenza - Affari generali .
  Per     assenza    all'Aula    degli    interpellanti,    decade
 l'interpellanza numero 110  Notizie sulle ragioni dell'esclusione
 del  settore  termale  dalle  azioni di  sostegno  contenute  nel
 Programma operativo regionale 2000-2006 , degli onorevoli Segreto
 e Nicotra.
  Si  passa, pertanto, all'interpellanza numero 131 a firma  degli
 onorevoli  Virzì,  Ioppolo  e Raiti  Iniziative  del  Governo  in
 seguito  della sentenza n. 5881/2003 del Consiglio di  Stato,  in
 merito alla dichiarazione di non appartenenza alla massoneria  da
 parte dei pubblici dipendenti. Ne do lettura:

  «Al  Presidente della Regione ed all'Assessore alla  Presidenza,
 premesso  che  nell'ottobre 2003 il Consiglio di  Stato,  con  la
 sentenza  n. 5811, ha confermato il giudizio di primo  grado  del
 TAR   della  Toscana  in  relazione  al  licenziamento   di   due
 amministratori  pubblici per omessa o infedele  dichiarazione  in
 rapporto alla loro appartenenza alla massoneria;

  sottolineato  come la motivazione di tale sentenza  abbia  messo
 in  primo  piano  che il provvedimento non intende  porre  'alcun
 limite  alla  libertà  dei  singoli di aderire  ad  associazioni'
 poichè  'non  può  certamente  affermarsi  che  il  diritto  alla
 riservatezza  quale  valore assoluto trovi diretta  tutela  nella
 Carta  costituzionale vigente come bene primario ed inviolabile',
 mentre  esso  'è destinato a recedere a fronte del  principio  di
 buon  andamento  dell'Amministrazione,  questo  sì  postulato   a
 livello costituzionale dall'art. 97, che è speculare al principio
 di trasparenza degli apparati amministrativi';

  tenuto  conto che l'Assemblea regionale siciliana, nella  seduta
 n.  90 del 24 novembre 1992 (undicesima legislatura), approvò una
 mozione  presentata  dal  Gruppo  MSI  -  DN,  con  la  quale  si
 impegnava,  proprio  in  relazione  al  problema  massoneria,  il
 Presidente della Regione a fare sottoscrivere ai componenti della
 Giunta  regionale  di  Governo,  ai  direttori  ed  ai  dirigenti
 dell'Amministrazione  regionale, nonchè  agli  amministratori  di
 enti,  organismi ed istituti dipendenti o sottoposti al controllo
 della   Regione,  una  'dichiarazione  sostitutiva  di  atto   di
 notorietà  attestante la non appartenenza alla massoneria  ovvero
 l'indicazione  dell'obbedienza e della loggia  di  appartenenza',
 mentre, contestualmente, si invitava il Presidente dell'Assemblea
 regionale siciliana a richiedere analoga dichiarazione 'a tutti i
 deputati   regionali  nonchè  ai  dirigenti  ed   ai   funzionari
 dell'Assemblea regionale siciliana';

  per  conoscere se il Governo della Regione, tenendo conto  della
 sommatoria delle circostanze sopra citate, non ritenga  opportuno
 e  doveroso procedere in quella attuazione di intenti esplicitata
 con  il  voto  dell'Assemblea  regionale  siciliana,  dopo  avere
 accertato non solo l'avvio dell'iter delle procedure connesse  al
 risultato  di quel voto d'Aula, ma anche i suoi esiti concreti  e
 tutti  gli  eventuali  motivi  che  hanno  di  fatto  bloccato  o
 insabbiato un'iniziativa di trasparenza ed autotutela che avrebbe
 posto la Sicilia su posizioni, una volta tanto, di avanguardia  e
 lungimiranza.» (131)

                         VIRZI' - IOPPOLO  - RAITI

     Ha  facoltà di parlare  l'onorevole Assessore per fornire  la
 risposta.

   CIMINO,   assessore   alla   Presidenza.   Signor   Presidente,
 onorevoli    colleghi,   per   quanto   concerne   la    suddetta
 interpellanza,  devo rappresentare agli onorevoli  colleghi  come
 questo  tipo  di problematica è stata da sempre attenzionata  dal
 Dipartimento  al  personale,  tant'è che ha  diramato  in  questo
 senso  una  circolare  che  di  fatto  regola  e  stabilisce  con
 trasparenza  alcune  richieste che l'Amministrazione  rivolge  al
 personale  regionale, sia nell'ottica della riforma  del  settore
 che  stiamo  portando avanti della pubblica amministrazione,  per
 quanto concerne l'attività di dichiarazione dei redditi, ma anche
 di dichiarazioni ad alcune associazioni, come quella citata dagli
 onorevoli  interpellanti,  sia  quale  impegno  del  Governo   ad
 aggiornare  i  dati che sono già in possesso dell'Amministrazione
 regionale  perché diverse sono state in questo senso le modifiche
 apportate.
  Ritengo  che  -  proprio  per  non ribadire  le  ragioni  che  i
 colleghi hanno evidenziato relative ad insabbiamenti o al  blocco
 di  iniziative  di  tal genere - è impegno del Dipartimento  dare
 immediata  pubblicazione di questo tipo di  iniziative,   proprio
 perché  in merito al settore del personale e dei rapporti che  il
 personale  stesso  intrattiene,  vogliamo  muoverci  con   grande
 trasparenza  anche  per  garantire  il  giusto  prosieguo   delle
 attività ed il rilancio della burocrazia siciliana.

   PRESIDENTE.  Ha  facoltà di intervenire l'onorevole  Virzì  per
 dichiararsi o meno soddisfatto della risposta.

   VIRZI'.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  nel  prendere
 atto delle dichiarazioni del Governo, desidero precisare che  non
 vorrei che il Parlamento prendesse l'argomento sottogamba.
    Ricordo  che  nella  legislatura 1991-1996  presentammo,  come
 Gruppo Movimento sociale italiano - Destra nazionale, una mozione
 che  suscitò  all'inizio qualche perplessità  e  perfino  qualche
 sorriso,  Ricordo  che  l'onorevole Piro  in  quell'occasione  si
 meravigliò  del  fatto che con tutti i problemi  che  avevamo  ci
 preoccupavamo di quelle cose.
    Purtroppo,  tutto ciò che è accaduto nella storia più  recente
 della Sicilia dimostra che, al di là delle intenzioni soggettive,
 ci sono state organizzazioni che oggettivamente - sul piano delle
 responsabilità   giuridiche  acclarate  -  si  sono   mosse   per
 infiltrare la pubblica amministrazione, ritenendo che  il  legame
 primario  anche  fra deputati, al di là dello  schema  partitico,
 fosse quello dell'appartenenza alla medesima loggia.
  Da  che  cosa  prendemmo le mosse? Da una riunione  tenutasi  ad
 Agrigento, credo, nel 1992, alla fine della quale venne emesso un
 comunicato stampa da parte della massoneria siciliana che vantava
 quattordici  incappucciatoni  (non so come si chiamino fra  loro,
 livello 33 e così via...).
  Costoro  dicevano che avevano riunito una serie di parlamentari,
 di  maggioranza  e opposizione, e avevano loro  spiegato  che  il
 vincolo primario non era con il proprio partito, non era  con  la
 fetta di opinione pubblica schierata dalla loro parte, ma che  il
 vincolo  primario  associativo a cui  dovevano  rispetto,  a  cui
 avevano prestato giuramento era  la massoneria.
  Ciò  vuol dire che ha una rilevanza, in termini di dignità della
 rappresentanza  politica democratica, il fatto  che  qui  siedono
 persone  che  hanno un vincolo non dichiarato  e  che  dicono  in
 campagna elettorale cose che non corrispondono a verità.
  Mi  chiedo, considerato che un fratello non può testimoniare  né
 in  sede  civile né penale contro un confratello, cosa  fanno  in
 sede  di  gara  di  appalto o in una sede concorsuale.  La  Corte
 Costituzionale ha stabilito, in modo inequivocabile, che non vi è
 violazione  alcuna  della privacy, né intento  persecutorio;  noi
 abbiamo  il  diritto  di  sapere per autotutela  e  in  nome  del
 principio della trasparenza della pubblica amministrazione.
  Esistono  una  serie  di sentenze che hanno  dimostrato  che  la
 mafia  in Sicilia ha avuto degli intrecci dichiarati e  inchieste
 che hanno lambito la pubblica amministrazione a vari livelli.
  Ricordo  che approvammo una mozione che prevedeva un  inizio  di
 esecuzione  di provvedimenti e che avevamo deciso di  varare  una
 circolare  a tutti i parlamentari, a tutti i funzionari  di  alto
 rango  della  Regione per sapere se dichiaravano o  meno,  perché
 l'unica  contestazione penale che può essere fatta  è  quella  di
 dichiarazione mendace.
    Mi  chiedo,  ad  esempio se lei, onorevole  Assessore,  faccia
 parte  o meno di questo tipo di associazione, fermo restando  che
 alcune si sono tranquillamente regolarizzate.
  Il  fatto  inquietante è che tutto si è fermato  all'interno  di
 questa stessa Assemblea, con il personale di questa Assemblea.  A
 tutti   i   Gruppi  parlamentari,  a  tutti  i  deputati   furono
 distribuiti  i  documenti in carta intestata del  Grande  Oriente
 d'Italia,   del   Grande   Architetto   dell'Universo   con    la
 dimostrazione   -   quasi   che  si  trattasse   di   un   ordine
 professionale,  di  una  categoria che si  faceva  viva  in  sede
 istituzionale - che c'era una presenza istituzionale che tendeva,
 addirittura, ad interloquire e, in qualche modo, a contestare e a
 frenare una libera facoltà espressa dal Parlamento.
  Prendo  atto  delle dichiarazioni del Governo e  spero  che,  in
 seguito,  ci  possano essere i fatti dopo le dichiarazioni  delle
 buone intenzioni.

   PRESIDENTE.  Per  assenza  all'Aula dell'interpellante,  decade
 l'interpellanza numero 162  Provvedimenti per garantire dignitose
 condizioni salariali ai lavoratori ex LSU, in servizio presso gli
 Assessorati regionali , a firma dell'onorevole Morinello.
  Si  passa  all'interrogazione numero 1541  Notizie in merito  al
 mancato  recepimento dell'articolo 7 della legge 15 luglio  2002,
 n. 145 , dell'onorevole Miccichè.  Ne do lettura:

  «Al  Presidente  della Regione e all'Assessore alla  Presidenza,
 premesso che:

  la  Regione siciliana ha recepito parte della legge n.  145  del
 2002 e precisamente l'articolo che riguarda la dirigenza;

  tale  norma,  oltre  a  prevedere benefici economici  di  enorme
 rilevanza, conferisce il potere di emettere decreti a modifica di
 leggi;

  in  data 3.12.2003 è stata pubblicata la legge regionale n.  20,
 la  quale,  tra  l'altro,  aumenta non soltanto  i  poteri  della
 dirigenza ma anche il numero degli incarichi;

  in  data  7.1.2004 un direttore generale ha aumentato  le  unità
 operative nel proprio compartimento (leggasi incarichi), le quali
 hanno  la possibilità di nominare nuovi dirigenti UOB e di uffici
 semplici  senza  considerazione  del  resto  del  personale   del
 comparto;

  è  ingiusto  mortificare  con  tali  disposizioni  il  personale
 regionale  che  negli  anni  ha  ricoperto  incarichi  di  grande
 rilevanza supportando spesso l'attività di interi uffici;

  il  recente blocco dei pensionamenti ha visto la S.V.  declamare
 in  Aula  l'elevata professionalità ed importanza dei  dipendenti
 regionali di cui, a suo dire, non ci si può privare, essendo essi
 nella piena maturità e, dunque, nella fase di massima produzione,
 per cui con la loro esperienza e la loro capacità possono aiutare
 a costruire un sistema più efficiente, anche se ciò costa di più;

  il  recepimento  dell'art.  7 della  legge  15.07.2002,  n.  145
 consentirebbe di introdurre nella regione siciliana la figura dei
 vicedirigenti,  gratificando e utilizzando  al  meglio  tutto  il
 personale interessato;

  per sapere:

  perché  ad  oggi  non sia stato recepito l'art.  7  della  legge
 15.7.2002,  n. 145, che introduce l'istituzione di  una  apposita
 'area'  della  vicedirigenza nella quale è compreso il  personale
 laureato  ovvero  in possesso di diploma di 2  grado  che  ricade
 nell'ambito del comparto;

  cosa  intenda  fare  per garantire la posizione  di  tutti  quei
 dipendenti  che da anni espletano funzioni direttive senza  avere
 ad oggi alcun riconoscimento giuridico né economico.» (1541)

                                                      MICCICHE'

  Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole Assessore per  fornire  la
 risposta.

   CIMINO,   assessore   alla   Presidenza.   Signor   Presidente,
 onorevoli  colleghi, l'onorevole Micciché ha già avuto  risposta,
 recante la firma dell'assessore Scammacca.
  Nondimeno,  con  riferimento all'atto ispettivo  in  oggetto,  e
 sulla  scorta  degli elementi forniti dal Dipartimento  regionale
 del  personale e dei servizi generali, di quiescenza,  previdenza
 ed  assistenza  del personale, si rappresenta  che  l'articolo  7
 della  legge  regionale 15 luglio 2002, n. 145, introducendo  una
 innovazione sostanziale al decreto legislativo 30 marzo 2001,  n.
 165,  ha  previsto, con l'articolo 17 bis, che la  contrattazione
 collettiva  del  comparto Ministeri, disciplina l'istituzione  di
 una  apposita area della vicedirigenza, nella quale ricomprendere
 il  personale  laureato  appartenente  alle  posizioni  C2  e  C3
 dell'ordinamento  professionale  dei  dipendenti  dei  Ministeri,
 nonché  -  in  sede  di prima applicazione  -  i  dipendenti  non
 laureati,  inquadrati nella ex carriera direttiva  a  seguito  di
 procedura concorsuale.
  Il  medesimo  articolo fa, tuttavia, salve le  competenze  delle
 Regioni   e   degli   Enti  locali,  secondo   quanto   stabilito
 dall'articolo  27  del  D.Lgs  165/2001;  potrebbe  pertanto,  la
 Regione  siciliana adeguare il proprio ordinamento del personale,
 recependo la predetta normativa.
  Tuttavia,  bisogna  precisare che, anche a livello  statale,  la
 stessa non ha trovato ancora concreta attuazione e applicabilità;
 infatti,  l'ultimo Contratto collettivo nazionale di  lavoro  del
 comparto  Ministeri, datato 12 giugno 2003, e relativo al periodo
 2002-2005,  per  la  parte normativa, e 2002-2003  per  la  parte
 economica, nulla prevede in riferimento alla questione che  viene
 rappresentata.
  La  valorizzazione, quindi, delle professionalità dei dipendenti
 regionali,  rientra certamente nei programmi  del  Governo  della
 Regione  e  può  trovare riconoscimento in sede  di  avvio  degli
 articoli 7, 8 e 9 dell'Ordinamento.
  In  tal  senso,  considerata l'attività  pregevole  dell'ARAN  e
 l'avvio  delle  procedure per la nuova piattaforma sindacale,  il
 Governo dovrà formulare la propria proposta che terrà nel  debito
 conto  anche l'interpellanza degli onorevoli colleghi al fine  di
 trovare  un  giusto  parallelismo con le attività  che  competono
 anche la normativa statale.

   PRESIDENTE. Ha facoltà di intervenire l'onorevole Micciché  per
 dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

   MICCICHE'.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  onorevole
 Assessore alla Presidenza, prendo atto della disponibilità che il
 Governo,  in  questo  momento, solo a  parole  ha  enunciato:  il
 Governo  si  prodigherà, quanto prima, a  recepire  la  legge  in
 questione.
     Però  non  mi  fido  delle  parole.  Spero  che  dopo  questo
 pronunciamento seguano i fatti e penso che i fatti debbano venire
 quanto  prima.  Meglio tardi che mai , si dice. Ma, tardi quando,
 onorevole Assessore?
  Credo   che   questo  problema  debba  trovare   una   soluzione
 immediata,  almeno  in sede di discussione ed approvazione  dello
 strumento finanziario di bilancio per il 2005.
  Lo  dico  perché non è la prima volta, onorevole Assessore,  che
 il  Governo,  con belle parole, dice di voler arrivare  a  questa
 applicazione, così come prevede la legge nazionale ed altre norme
 che   sono   di   completamento  alla  riforma   della   pubblica
 amministrazione.
  Ritengo, però, che la soluzione dovrebbe avvenire solo -  ripeto
 -  attraverso lo strumento finanziario perché è nelle finanziarie
 precedenti   che  il  Governo  ha  presentato   il   blocco   dei
 pensionamenti.
  Tale   blocco  dei  pensionamenti  o  dei  prepensionamenti,   -
 chiamiamolo così come previsto da una legge di questo Parlamento,
 dovrebbe trovare soluzione in questa finanziaria proprio perché -
 ricordo  -  in  quest'Aula  il  Presidente  della  Regione,   nel
 giustificare  tale  blocco,  previsto  dalla  legge  che   questa
 Assemblea  si  è  data,  aveva affermato che  il  problema  della
 vicedirigenza   avrebbe   potuto   trovare   accoglimento   nella
 successiva finanziaria.
  Dico  questo per una semplice ragione, perché proprio una  delle
 motivazioni  della norma che il Governo, e quindi la  maggioranza
 di  questo  Parlamento,  ha  approvato  per  quanto  riguarda   i
 pensionamenti,  era che, considerati i problemi  di  ristrettezza
 economica,  si  doveva  risparmiare.  Poi,  invece,  lo   abbiamo
 constatato che non si andava in questa direzione.
  Noi  dell'opposizione allora abbiamo detto che  questo  tipo  di
 soluzione  umiliava  i  dipendenti che avevano  già  maturato  la
 possibilità di andare in pensione, così come previsto dalla legge
 che l' Assemblea si era data.
  Qual  è  stata  la  risposta del Presidente  Cuffaro?   No,  noi
 vogliamo  che  questi  dipendenti  restino  in  servizio   perché
 dobbiamo sfruttare la professionalità che hanno maturato,  perché
 dobbiamo  fare  concorsi e mettere a carico della  Regione  altri
 finanziamenti,  altre  spese per nuovo personale;  questo  stesso
 personale, dando una qualifica .... .
  Ma,  scusate,  quale  qualifica si  può  dare  ad  un  personale
 doppiamente demotivato anche perché si trova spesso in settori, e
 ve  ne  sono tanti, della pubblica amministrazione regionale  che
 non  riescono ad esprimere il loro potenziale di lavoro,  proprio
 perché sono stati umiliati due volte?
  Dico  che  la  soluzione  per potere piegare,  per  trovare  una
 giustizia   sostanziale, potrebbe anche essere per quei dirigenti
 che possono dare un impulso maggiore affinché i noti problemi  di
 questa  Amministrazione regionale, di questa burocrazia,  possano
 trovare adeguata risposta.
  Evidentemente,   e   concludo  signor   Presidente,   mi   preme
 sottolineare che mi ritengo insoddisfatto perché questa  potrebbe
 essere  la solita  melina  per cui si sostiene che porremo questa
 legge  in cantiere, ma sappiamo benissimo che il Governo  non  ha
 ancora  presentato nessuna norma, nessun disegno  di  legge,  per
 poter andare in questa direzione.
  Rimangono  quindi  soltanto le belle  parole;  diversamente,  la
 risposta  potrebbe essere all'interno dello strumento finanziario
 che  ci  apprestiamo  ad  approvare  in  questa  Sede  fra  poche
 settimane.

   PRESIDENTE.   Onorevoli   colleghi,   per   assenza   dall'Aula
 dell'interrogante, l'interrogazione numero 1658  Interventi volti
 a   soddisfare   il   fabbisogno  di  personale  dell'Ispettorato
 provinciale  del  lavoro di Trapani attraverso  provvedimenti  di
 mobilità   del  personale  con  contratto  di  diritto  privato ,
 dell'onorevole Oddo, si intende trasformata in interrogazione con
 richiesta di risposta scritta.
  Per  quanto  riguarda gli argomenti iscritti ai punti  quarto  e
 quinto   dell'ordine  del  giorno,  ricordo  che,  nella  odierna
 Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari, si è stabilito
 di  rinviarli  ad  una  data successiva  alla  conclusione  della
 sessione di bilancio.
  Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a lunedì,  6  dicembre
 2004, alle ore 17.30, con il seguente ordine del giorno:



                Presidenza del Presidente Lo Porto


      I   - Comunicazioni.

      II   - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
        lettera d) e 153 del Regolamento interno, della mozione numero
        313 «Iniziative per l'inserimento dell'allevamento dello struzzo
        nelle misure previste  dal Complemento di programmazione», degli
        onorevoli Fleres, Catania G., Maurici e Baldari.
 III   -  Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della
 rubrica :  Bilancio e finanze .
 IV   - Discussione dei disegni di legge:

        1)   Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
            finanziario 2005 e bilancio pluriennale per il triennio 2005-
            2007.  (n. 923);
 2)  «Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2005.
 (n. 924).

                 La seduta è tolta alle ore 18.33.

       Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 20.35

                    DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                           Il Direttore
                     Dott. Giovanni Tomasello



  ALLEGATO

  Risposta scritta ad interrogazione

  «All'Assessore  per  i beni culturali ed  ambientali  e  per  la
 pubblica istruzione, premesso che:

  il  Comune  di  Trecastagni ha richiesto nel 1997  finanziamenti
 per   il  progetto  di  restauro,  risanamento  conservativo   ed
 adeguamento impianti dell'ex Convento dei Francescani da  adibire
 a centro culturale - museale;

  lo   stesso  ha  potuto  usufruire  dei  finanziamenti  soltanto
 attraverso  la delibera di giunta n. 37 del febbraio  1999  nella
 quale  ha dovuto evidenziare l'uso della struttura museale,  così
 come  richiesto dall'ultimo capitolato di finanziamenti  dedicato
 alle  strutture  culturali, intendendo per tali quelle  strutture
 che  avevano già un'attività programmata negli anni precedenti  e
 che erano fruibili dal pubblico (finanziamenti POP 94/99 - Misura
 2.4);

  rilevato  che  tutto ciò è stato possibile anche perché  durante
 la  sua  prima fase di attività il museo ha suscitato l'interesse
 di  artisti  di  fama  internazionale  come:  Guccione,  Pozzati,
 Accardi, Casorati, Caruso; Achille Pace, Nino Maggio, Di  Giusto,
 solo  per  citarne  alcuni,  e di eredi  di  maestri  come  Luigi
 Montanarini,  del  maestro Franco Cannilla, del  maestro  Rosario
 Murabito,  i  quali hanno contribuito con la donazione  di  opere
 alla  qualità  espositiva del museo incitando  anche  altri  alla
 donazione di opere;

  visto  che  il progetto di realizzazione del museo nel  rispetto
 della  sua  funzione (organizzazione didattica  e  fruibilità)  è
 stato  corredato  di  tutti  quei  documenti  che  comprovano  la
 veridicità   della   richiesta   dei   finanziamenti,   materiale
 fotografico   dell'ambiente  con  le  opere  esposte,   depliant,
 pubblicazioni  attraverso  stampa  (libri,  monografie,  rassegna
 stampa, etc.);

  osservato che il progetto prevede d'obbligo:

  il  percorso che i visitatori devono compiere durante la  visita
 delle  sale;  che i sistemi di sicurezza, per essere appropriati,
 siano realizzati facendo in modo che la struttura sia fruibile in
 tutta la sua interezza, in quanto sezionarla significherebbe  non
 poterla controllare in tutte le sue parti;

  la   dislocazione   delle   sale   (uffici,   biblioteca,   sale
 espositive,  ecc  ),  così come risulta dalla  relazione  tecnica
 consegnata  ai vigili del fuoco; in proposito si fa presente  che
 non  è  possibile  cambiare destinazione d'uso alle  sale  ovvero
 utilizzarle   per  altre  attività  per  le  quali  hanno   avuto
 l'autorizzazione.  Le  misure  di  prevenzione  sono   realizzate
 secondo  le attività del D.M 12/02/1982 - attività 90  -  edifici
 pregevoli  per  arte  o  storia e quelli  destinati  a  contenere
 biblioteche,  archivi,  musei, gallerie,  collezioni  o  comunque
 oggetti  di  interesse culturale sottoposti alla vigilanza  dello
 Stato di cui al regio decreto n. 1564 del 7/11/1942';

  la  disposizione  preventiva delle opere  da  posizionare  nelle
 sale  da dividere in sale di pittura, scultura, disegni ed  altro
 in funzione della grandezza;

  la collocazione delle sale che prevedono il flusso di persone  e
 di  conseguenza la mancanza di porte lungo il percorso;  infatti,
 non esistono porte che dividono le varie sale;

  che   l'amministrazione  per  il  collaudo   produca   un   atto
 amministrativo  di  istituzionalizzazione della  struttura  quale
 museo  a  vari  enti  (Regione, Vigili del Fuoco,  Genio  Civile,
 Soprintendenza),  i  quali  hanno  l'obbligo  del   controllo   e
 dell'ispezione);

  considerato che:

  la   struttura  museo  prevede  anche  la  realizzazione  di  un
 regolamento  che  ne  giustifichi il  progetto  didattico  ed  il
 funzionamento;

  non  si  comprende il motivo per cui l'amministrazione  comunale
 voglia   snaturare   la   destinazione  d'uso   della   struttura
 destinandone  una  parte ad altre attività (sala  riunioni,  sala
 matrimoni, uffici comunali, etc );

  tale  cambiamento non è stato previsto con alcun atto  da  parte
 dell'amministrazione comunale;

  per sapere:

  se  non si ravvisi la necessità di un incisivo intervento  volto
 a  fare  finalmente  chiarezza  sulla  destinazione  d'uso  della
 struttura,  la  quale, come si può evincere dai  molteplici  atti
 amministrativi    (che   assumono   valore   di    obbligo    per
 l'amministrazione comunale sotto ogni profilo), è stata destinata
 esclusivamente a servizi di esposizione museale;

  se  non  ritenga  di  intervenire  al  fine  di  determinare  le
 condizioni  necessarie per la tutela e la regolare  fruizione  da
 parte di cittadini e turisti di un monumento, quale l'ex Convento
 dei  Francescani, destinato esclusivamente a museo (salvo che per
 i  soli  servizi  aggiuntivi previsti), anche  per  garantire  la
 sicurezza dei visitatori, in quanto la sua divisione rischierebbe
 non   soltanto   di   snaturare  e  svilirne  il   progetto,   ma
 rappresenterebbe  anche  un  abuso da parte  dell'amministrazione
 comunale  che,  tra l'altro, comprometterebbe anche  la  corretta
 gestione  e  manutenzione  dei  sistemi  di  sicurezza  concepiti
 esclusivamente per l'uso previsto. (1510)

                                           VILLARI  -  SPEZIALE  -
                                         GIANNOPOLO

    Risposta. «Con l'interrogazione citata in oggetto, l'onorevole
 interrogante   ha  chiesto  di  conoscere  quali  interventi   si
 intendono  assumere  al  fine  di determinare  con  chiarezza  la
 destinazione  d'uso  dell'ex Convento dei Francescani,  sito  nel
 Comune   di   Trecastagni  (CT)  da  parte   dell'Amministrazione
 Comunale.
    Al  riguardo,  la  Soprintendenza  per  i  Beni  Culturali  ed
 Ambientali  di  Catania  competente  in  materia,  effettuato  il
 sopralluogo  e  visionati  gli atti  amministrativi  in  possesso
 dell'Ufficio Tecnico comunale, ha rappresentato che  il  predetto
 Convento  collegato  alla Chiesa di Sant'Antonio  di  Padova,  di
 proprietà   del  Comune  di  Trecastagni,  è  stato  di   recente
 interessato  da un progetto di restauro, risanamento conservativo
 ed  adeguamento impianti, al fine di adibirlo a centro  culturale
 e  museale con finanziamento dell'Assessorato BB.CC. e A. e  P.I.
 nell'ambito del programma d'interventi relativi alla  misura  2.4
 del POP Sicilia 1994-99 (II Fase).
    Il  progetto,  ottenuto  il parere  favorevole  dal  Consiglio
 Regionale  dei  Beni Culturali ed Ambientali e l'approvazione  da
 parte  della  Soprintendenza ai Beni Culturali ed  Ambientali  di
 Catania,  è stato ultimato nell'anno 2001 e collaudato nel  2002.
 In  particolare  sono state integralmente rinnovate  le  finiture
 interne,  quali pavimenti, intonaci e pitturazioni,  ed  esterne,
 come  intonaci ed infissi; la copertura del tetto a falde è stata
 rifatta ed adeguata alle sollecitazioni di norma. In particolare,
 in  vista  della destinazione d'uso a Museo sono stati realizzati
 gli impianti di rilevazione fumi, quello antincendio, quello anti
 intrusione e quello di climatizzazione, oltre a quello  elettrico
 ed agli adeguamenti a norma di legge.
    Attualmente il complesso si presenta vuoto e inutilizzato, con
 grave  nocumento  per  lo stato di conservazione  delle  finiture
 interne,  in  particolare modo gli intonaci e  la  tinteggiatura,
 aggredite    dall'umidità   di   condensa   e   dalla    mancanza
 dell'ordinaria manutenzione.
     Alla  Soprintendenza  ai  Beni  Culturali  ed  Ambientali  di
 Catania, non risulta stata avanzata da parte dell'Amministrazione
 Comunale  richiesta  per  potere  utilizzare  gli  ambienti   del
 complesso  monastico per usi diversi da quello per  cui  è  stato
 restaurato.  Né,  di  contro, risultano essere  state  intraprese
 dall'Amministrazione Comunale iniziative tendenti all'istituzione
 della  struttura museale, sia sotto l'aspetto amministrativo  che
 tecnico.
    Alla  luce delle superiori considerazioni, si ritiene  che  il
 Convento non possa ad oggi essere utilizzato per scopi diversi da
 quelli per i quali è stato restaurato.

                                                       L'Assessore
 PAGANO