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Resoconto d'Aula della Seduta n. 249 di giovedì 09 dicembre 2004
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   Presidenza del vicepresidente Fleres


    BASILE   segretario,  dà  lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo osservazioni,  si  intende
  approvato.

                         Congedi e missione

    PRESIDENTE   Comunico che gli onorevoli Granata  e  Neri  hanno
  chiesto congedo per la seduta odierna.
     Comunico,  altresì,  che è in missione, per  ragioni  del  suo
  ufficio, l'onorevole Infurna dal 9 al 13 dicembre 2004.

        L'Assemblea ne prende atto.

            Annunzio di presentazione di disegno di legge

    PRESIDENTE   Comunico  che  è  stato  presentato  il   seguente
  disegno di legge:

    Norme organiche a sostegno della cultura  (n. 945)
   di iniziativa parlamentare
   presentato dall'onorevole Barbagallo in data 7 dicembre 2004.

     Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                       Commissioni legislative

    PRESIDENTE   Comunico  che i seguenti  disegni  di  legge  sono
  stati  trasmessi,  in   data  7 dicembre  2004,  alle  competenti
  commissioni legislative:

                     AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

    Disposizioni  in  materia  di  elezione  e  designazione  degli
  organi degli enti parco della Sicilia' (n. 943)
   d'iniziativa parlamentare

                   SERVIZI SOCIALI E SANITARI (VI)

    Riforma del sistema sanitario' (n. 944)
   d'iniziativa parlamentare.

                     Annunzio di interrogazioni

    PRESIDENTE   Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni:

   con richiesta di risposta orale

   N.   1971   -   Interventi  urgenti  per   l'assegnazione   agli
  Ispettorati     ripartimentali   delle    foreste    dei    fondi
  occorrenti   per  il  pagamento  delle  giornate  lavorative   di
  competenza    della    Regione   agli   addetti    al    Servizio
  antincendio boschivo.
   - Assessore Agricoltura
   Firmatario: Oddo Camillo

   N.  1972  -  Interventi per l'attivazione di un serio  controllo
  sulle dinamiche dei prezzi, delle tariffe e degli affitti.
   - Presidente Regione
   - Assessore Lavori Pubblici
   Firmatario: Villari Giovanni

   N.        1973   -   Iniziative   per  scongiurare   il   taglio
  dell'indennità di disoccupazione agricola previsto  dall'art.  21
  bis della finanziaria nazionale del 2005.
    - Presidente Regione
    - Assessore Agricoltura
   Firmatario: Villari Giovanni

   N.  1974  -  Iniziative per il sostegno delle spese  di  affitto
  degli  studenti  universitari  fuori  sede  e  interventi  presso
  il   Governo   nazionale   per   il  potenziamento  dell'edilizia
  universitaria, con riferimento agli alloggi per gli studenti.
   - Presidente Regione
   - Assessore Beni Culturali
   Firmatario: Villari Giovanni

   Le  interrogazioni testè annunziate saranno iscritte  all'ordine
  del giorno per essere svolte al loro turno.

   - con richiesta di risposta scritta

   N.      1967   -   Interventi   per  scongiurare   la   chiusura
  dell'Unità operativa n. 120 SOAT di Niscemi (CL).
   - Presidente Regione
   - Assessore Agricoltura
   Firmatario: Galletti Giuseppe

   N.   1968   -   Sollecito  di  interventi  urgenti   a   seguito
  dell'aggravamento   dell'inquinamento   ambientale   nella   zona
  denominata 'Arsenale' di Messina.
   - Presidente Regione
   - Assessore Industria
   - Assessore Territorio
   Firmatario: Genovese Francantonio

   N.  1969  -  Indagine amministrativa sui comportamenti  ostativi
  adottati  nei confronti di un consigliere comunale del Comune  di
  S. Pier Niceto (ME).
   - Presidente Regione
   - Assessore Famiglia
   Firmatario: Genovese Francantonio

   N.  1970  -  Notizie in ordine alla realizzazione del Centro  di
  documentazione   arti   contemporanee  all'interno   della   Real
  Cittadella di Messina.
   -  Presidente Regione
   -  Assessore Territorio
   -  Assessore Beni Culturali
   -  Assessore Famiglia
   Firmatario: Genovese Francantonio.

   Le  interrogazioni testè annunziate sono state  già  inviate  al
  Governo.

                      Annunzio di interpellanze

    PRESIDENTE   Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
  interpellanze:

   N.  213  -  Verifica  della gestione delle  Aziende  termali  di
  Sciacca  e  di  Acireale ed eventuali interventi integrativi  per
  consentire il pareggio dei relativi bilanci.
   Assessore Turismo
   Firmatari: Segreto Giuseppe; Amendolia Antonino

   N.   214    -   Iniziative   per   la   verifica   degli    atti
  amministrativi  posti  in essere da parte dell'Amministrazione  e
  del Consiglio comunale di Cerda (PA).
   Presidente Regione
   Firmatario: Orlando Leoluca

   N.  215 - Revisione dei Decreti dell'Assessore per la sanità che
  hanno ridotto a tre mesi il periodo massimo di prescrizione della
  terapia del deficit di ormone della crescita.
   Presidente Regione
   Firmatario: Orlando Leoluca

   N.  216 - Indagine conoscitiva sulla situazione creditizia e  di
  riscossione della Montepaschi-Serit.
   Presidente Regione
   Assessore Bilancio
   Firmatario: Raiti Salvatore.

   Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il  Governo
  abbia  dichiarato di respingere le interpellanze  o  abbia  fatto
  conoscere  il  giorno in cui intende trattarle, le  interpellanze
  stesse  saranno iscritte all'ordine del giorno per essere  svolte
  al loro turno.

       Comunicazione relativa all'ordine del giorno numero 470

    PRESIDENTE  Comunico che, in riferimento all'ordine del  giorno
  n.  470   Riproposizione  di norme concernenti  le  elezioni  dei
  consigli comunali e provinciali , approvato dall'Assemblea  nella
  seduta  n.  245 del 21-22 ottobre 2004, che impegna il Presidente
  della  Regione  a  presentare  apposito  disegno  di  legge   che
  riproponga le disposizioni di legge del titolo II della  delibera
  legislativa approvata dall'Assemblea regionale siciliana   il   5
  agosto  2004,  il Presidente della Regione, con nota   prot.   n.
  13863  del 22 novembre 2004, pervenuta a questa Presidenza il  24
  novembre  successivo  (assunta  con prot. n. 18747/Aula   del  26
  novembre  2004), ha fatto sapere di avere   trasmesso copia dello
  stesso  ordine  del  giorno all'Assessore  per  la  famiglia,  le
  politiche  sociali  e   le  autonomie locali,  in  ragione  della
  competenza istituzionale ascritta a detto ramo d'Amministrazione,
  per  necessaria cognizione in relazione alle iniziative  connesse
  alla osservanza del medesimo atto di indirizzo politico.

   Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


         Determinazione della data di discussione di mozioni

    PRESIDENTE  Si passa al punto secondo dell'ordine  del  giorno:
  Lettura,  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83,  lettera
  d), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:

   n.  313  «Iniziative  per  l'inserimento dell'allevamento  dello
  struzzo nelle misure previste dal Complemento di programmazione»,
  degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici, Baldari;
   n.  314  «Interventi  nel settore agricolo e zootecnico»,  degli
  onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici, Baldari;
   n. 315 «Idonei interventi per garantire lo sviluppo economico  e
  produttivo   del  litorale  Mondello-Valdesi  in  conformità   al
  rispetto   dell'ambiente  ed  alla  libera  fruizione  del   bene
  naturalistico»,  degli  onorevoli  Ferro,  Miccichè,   Morinello,
  Orlando, Raiti;
   n.  317  «Interventi per consentire il pagamento agli  artigiani
  delle somme di cui agli articoli 43 e 47 della legge regionale n.
  3  del  1986», degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici,
  Baldari, Beninati.

   Ne do lettura:

                        «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   l'art.  109  della  legge regionale 23  dicembre  2000,  n.  32,
  espressamente  prevede  delle  misure  di  aiuto  in  favore   di
  strutture che si occupano dell'allevamento degli struzzi;

   altri  articoli prevedono comunque aiuti per l'incremento  degli
  allevamenti di carni alternative;

   sembrerebbe  che  le  misure previste dal  citato  articolo  non
  abbiano  ancora  trovato  specifico inserimento  all'interno  del
  complemento di programmazione;

   l'unica misura individuata, pur non avendo ancora trovato  piena
  attuazione poiché non risulta siano stati erogati gli aiuti, pare
  non  preveda  nulla in favore degli allevamenti di  struzzi,  che
  tuttavia  rappresentano  una  realtà  già  notevole  del  settore
  zootecnico,

                  impegna il Governo della Regione
                             e per esso
             l'assessore per l'agricoltura e le foreste

   a  provvedere  all'inserimento, all'interno del  complemento  di
  programmazione, di specifiche misure in favore degli  allevamenti
  di  struzzi,  al  fine di soddisfare le numerose richieste  degli
  operatori del settore.» (313)

                        «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   l'agricoltura  e  la  zootecnia  rappresentano  l'asse  portante
  dell'economia della Sicilia per il ruolo multifunzionale  svolto,
  unitamente  a quello intersettoriale di approvvigionamento  della
  filiera agroalimentare regionale e nazionale e di committenza per
  numerose  attività dell'indotto che ruotano attorno alle  aziende
  ed  alle produzioni agricole, e costituiscono attività di  grande
  interesse  a  valenza  sociale  che  si  esplica  attraverso   il
  presidio,   la   difesa,  la  salvaguardia  e  la  valorizzazione
  dell'ambiente,  del  territorio e delle aree  rurali  ed  interne
  dell'Isola;

   i   principali  comparti  agricoli  e  quello  zootecnico  della
  Sicilia  vivono  una  situazione di pesantissima  e  preoccupante
  difficoltà,  le cui cause non sono da ricercare in uno  stato  di
  crisi  congiunturale, ma bensì in quell'insieme di ritardi  nelle
  dotazioni  infrastrutturali, nelle scelte di politica  agraria  e
  negli investimenti interni ed esterni alla Regione ed alla stessa
  Unione  Europea,  che fanno emergere chiaramente  come  la  causa
  della  riduzione di competitività dell'agricoltura siciliana  nei
  mercati   interni   ed  internazionali  sia   prevalentemente   e
  pericolosamente strutturale;

   la   globalizazione  dei  mercati,  l'allargamento  dell'UE,  il
  sostanziale  avvio dei processi di apertura dell'area  di  libero
  scambio  del  bacino  del  Mediterraneo, gli  indirizzi  politici
  affermati con la riforma della politica agricola comune  (PAC)  e
  la  modifica della dinamica dei consumi, i processi produttivi di
  delocalizzazione non sono stati governati da idonee politiche  di
  accompagnamento  e  di supporto, necessarie per  fronteggiare  le
  nuove  sfide che l'insieme di questi nuovi eventi impongono  alle
  aziende agricole dell'Isola;

   per  salvaguardare il ruolo, la funzione e la prospettiva stessa
  dell'agricoltura  siciliana si rende  indispensabile  e  non  più
  rinviabile  l'attuazione  di  interventi  capaci  di  determinare
  condizioni  di  pari opportunità e di concorrenza e competitività
  con  le  altre agricolture europee, (del bacino del Mediterraneo,
  dei  Paesi del Sud America e del continente asiatico), attraverso
  il  superamento  dei  problemi legati alla sua  insularità  e  la
  definizione  di  regole e competenze chiare per l'attivazione  di
  misure  che  tutelino le produzioni regionali  e  garantiscano  i
  consumatori, circa la sicurezza alimentare, attraverso  controlli
  relativi alle norme di qualità, ai residui di fitofarmaci e  alla
  destinazione      finale      sui      prodotti   ortofrutticoli,
  semilavorati alimentari, succhi di agrumi, olii d'oliva, mosti  e
  vini provenienti dai paesi terzi;

   lo  stato  di  crisi,  che ha già colpito il comparto  serricolo
  dell'uva  da tavola e da mosto, sta interessando altri importanti
  e  vitali  comparti agricoli dell'Isola e lo stato di  agitazione
  coinvolge  ora anche i produttori di uva da tavola e  di  uva  da
  mosto,

                  impegna il Governo della Regione

   ad  istituire un tavolo di confronto con il Governo regionale  e
  nazionale  ove  discutere  come  superare  l'attuale   crisi   ed
  individuare  soluzioni  urgenti, tra le quali,  la  dichiarazione
  dello stato di crisi del settore agricolo siciliano e quant'altro
  possa  essere  ritenuto utile per la ripresa della  produzione  e
  della vendita.» (314)

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   il  Comune  di Palermo, nel settembre del 1989, aveva  richiesto
  alla  Capitaneria di Porto e all'Assessorato regionale Territorio
  e  ambiente  la  concessione  demaniale  marittima  del  litorale
  Mondello-Valdesi  per  destinarlo all'uso  collettivo  e  per  la
  salvaguardia dei valori panoramici ed ambientali;

   con   nota   assessoriale  del  30  novembre   1989,   l'istanza
  dell'Amministrazione  comunale era  stata  giudicata  'irrituale'
  anche se il 16 dello stesso mese era stata rilasciata, rinnovando
  la  precedente,  concessione provvisoria demaniale  alla  società
  Italo-Belga;

   la  Capitaneria  di  Porto  il  16 novembre  1989,  riscontrando
  l'istanza  dell'Amministrazione  comunale,  ha  rappresentato  il
  rilascio  alla società della concessione demaniale provvisoria  e
  l'avviato iter per il rinnovo della stessa con atto pluriennale;

   preso  atto  di quanto esposto in premessa, in data  23  gennaio
  del  1990,  il  Comune  di Palermo, in persona  del  Sindaco  pro
  tempore, presentava ricorso al Tribunale amministrativo regionale
  per   la  Sicilia  per  l'annullamento,  previa  sospensione  dei
  provvedimenti  di  concessione alla Società Mondello  Immobiliare
  ItaloBelga del litorale di Mondello-Valdesi, della nota n.  60240
  del  30  novembre 1989 dell'Assessorato regionale  Territorio  ed
  ambiente, deducendone l'illegittimità;

   rilevato che:

   il  TAR, con sentenza n. 1125 del 2004 ha dichiarato fondato  il
  motivo di ricorso e lo ha accolto;

   la  concessione  della spiaggia di Mondello alla società   Italo
  Belga'    risulta illegittima e che la Capitaneria  di  Porto  di
  Palermo  avrebbe  dovuto valutare e ponderare nell'apposita  sede
  procedimentale il rilascio di concessione demaniale marittima  al
  fine  di  evitare la violazione della norma che le attribuisce  i
  poteri;

   considerato che:

   la  sentenza del TAR costituisce il riconoscimento di un diritto
  negato con insistenza ai cittadini;

   il  provvedimento dell'autorità giudiziaria dà la possibilità di
  restituire la vista del mare dello splendido Golfo di Mondello  e
  la libera balneazione ai cittadini;

   risulta  indispensabile  e  doveroso valorizzare  opportunamente
  l'esito finale della controversia per impedire che questa storica
  decisione possa restare inapplicata;

   la  Regione ha la titolarità del demanio e non può tenere  conto
  della dichiarazione d'interesse pubblico del litorale,

                  impegna il Governo della Regione

   ad  utilizzare tutti gli strumenti idonei ed opportuni  al  fine
  di  assicurare  il  rispetto  della decisione  del  TAR  Sicilia,
  avviando un lavoro che, in sinergia con il Comune di Palermo e la
  Capitaneria  di  Porto, garantisca che lo  sviluppo  economico  e
  produttivo  del  litorale Mondello-Valdesi dovrà  conformarsi  al
  rispetto   dell'ambiente  ed  alla  libera  fruizione  del   bene
  naturalistico.» (315)

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   la  Regione,  in  armonia con gli indirizzi dello  Stato,  della
  Comunità  europea e della programmazione, tutela e  favorisce  lo
  sviluppo dell'artigianato, valorizzando le produzioni nelle  loro
  diverse  espressioni  territoriali,  artistiche  e  tradizionali;
  incentivando  il  miglioramento  qualitativo  della   produzione;
  agevolando l'accesso al credito da parte delle imprese artigiane;
  incoraggiando l'incremento dell'occupazione nel settore;

   gli  articoli  43  e 47 della l. r. n. 3 del 1986,  al  fine  di
  promuovere   ed   agevolare   l'ammodernamento   tecnologico    e
  l'incremento  della  produttività, nonchè  il  sorgere  di  nuove
  iniziative nel settore dell'artigianato, prevedono la concessione
  di  contributi in conto capitale e finanziamenti per le spese  di
  primo impianto dei laboratori artigiani;

   considerato che:

   le  imprese artigiane aventi diritto ai contributi, ai sensi dei
  predetti  articoli, per gli anni 1998, 1999,  2000,  ancora  oggi
  attendono l'erogazione dei finanziamenti;

   il  notevole ritardo nell'emanazione dei pagamenti pone  in  una
  situazione di grave difficoltà economica e di estremo disagio  le
  imprese  che,  avendo  ottenuto esito positivo  alle  istanze  di
  contributo  presentate ai sensi dei citati  articoli,  non  hanno
  ottenuto il sostegno pubblico a fronte dei relativi investimenti,

                  impegna il Governo della Regione

   ad  accelerare  le procedure di accertamento dell'ammontare  dei
  contributi  richiesti  dalle imprese  artigiane  ai  sensi  degli
  articoli  43  e 47 della l. r. n. 3 del 1986, ponendo  in  essere
  tutte  le  attività e le modifiche necessarie per  consentire  il
  pagamento  delle  somme  per gli anni pregressi,  verificando  la
  praticabilità dell'impiego di parte delle risorse finanziarie del
  POR e del Complemento di programmazione.» (317)

   Onorevoli  colleghi,  dispongo che le predette  mozioni  vengano
  demandate alla Conferenza dei presidenti dei Gruppi parlamentari,
  perché se ne determini la data di discussione.

    Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
                         Bilancio e finanze

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  si  passa  al  punto   terzo
  dell'ordine   del   giorno:  Svolgimento  di  interrogazioni   ed
  interpellanze della rubrica  Bilancio e finanze .

   Non  essendo presenti in Aula gli interroganti, l'interrogazione
  n.  1643   Interventi volti al recupero delle  risorse  assegnate
  dall'articolo   137  della  legge  n.  388   del   2000   ed   al
  rifinanziamento del Pacchetto Sicilia , degli onorevoli Speziale,
  De   Benedictis   e   Panarello,  si   intende   trasformata   in
  interrogazione con richiesta di risposta scritta.

   Non  essendo  presente in Aula l'interrogante,  l'interrogazione
  n.  1651,  Richiesta di approfondimento delle questioni attinenti
  all'applicazione  delle disposizioni in materia  di  tasse  sulle
  concessioni  governative  regionali e richiesta  di  proroga  del
  termine fissato dall'articolo 3 della legge regionale n.  21  del
  2003 ,   dell'onorevole   Oddo,   si   intende   trasformata   in
  interrogazione con richiesta di risposta scritta.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


   Discussione   congiunta  dei  disegni  di  legge   Bilancio   di
  previsione della Regione siciliana per l'anno finanziario 2005  e
  bilancio  pluriennale  per il triennio 2005-2007   (n.  923/A)  e
   Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno  2005   (n.
  924/A)

    PRESIDENTE   Si passa al punto quarto dell'ordine  del  giorno:
  Discussione   congiunta  dei  disegni  di  legge    Bilancio   di
  previsione della Regione siciliana per l'anno finanziario 2005  e
  bilancio  pluriennale  per il triennio 2005-2007   (n.  923/A)  e
   Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno  2005   (n.
  924/A).
   Ha  facoltà di parlare l'onorevole Savona, vicepresidente  della
  Commissione e relatore di maggioranza.

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi rimetto al
  testo scritto della relazione.

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, dichiaro aperta la  discussione
  generale.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                       Sull'ordine dei lavori
    MICCICHE'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'  Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi  pare  che
  si  stia  procedendo  in maniera molto inusuale:  non  credo  che
  questo  sia  un  Parlamento  democratico  che  fa  parte  di  una
  Repubblica democratica.
   Credo si sia scambiata quest'Aula per un condominio privato,  di
  alcuni  amici, colleghi, deputati di questo Parlamento. Mi  pare,
  però, che di questo non si tratti
   Non  sto  entrando nel merito della questione perché non  faccio
  parte  assolutamente  della Commissione   Bilancio',  quindi  non
  posso  in  questo  caso  sostituirmi al  relatore  di  minoranza,
  onorevole Capodicasa.
   Signor  Presidente,  il  mio  intervento,  tuttavia,  lo  svolgo
  prettamente in ordine specifico, lo ribadisco, non credo pertanto
  di  entrare  nel  merito. Rivolgendomi alla Presidenza,  mi  pare
  opportuno sospendere la seduta almeno per alcuni minuti.
   Non  è  questo il modo di proseguire i lavori, anche  perché  si
  sta  violando  il Regolamento dell'Assemblea, pure  in  ordine  a
  tutta  una  serie di procedure, come per esempio la richiesta  di
  presentazione  degli  emendamenti  e  quant'altro  statuito   nel
  momento in cui si va a trattare un argomento di grande importanza
  come quello all'esame.
   Signor  Presidente, chiedo quindi che venga accertato il  numero
  legale; in questo momento mi pare che si stia facendo un colpo di
  mano dittatoriale e non credo che siamo in un tale regime. Almeno
  non mi pare, signor Presidente.
   Credo  si stia prevaricando ogni regola e ogni norma di rapporto
  civile   tra   gli   stessi   colleghi   della   maggioranza    e
  dell'opposizione.  Non  mi  pare  che  questo  sia  un  modo   di
  procedere. La prego di rifletterci perché ciò che si sta  facendo
  non inorgoglisce la vostra figura politica.
   In  questo  momento la Presidenza non sta guidando un condominio
  di amici...

    PRESIDENTE   Onorevole Miccichè, lei può esprimere  liberamente
  le sue opinioni ma non offendere né la Presidenza né altri.

    MICCICHE'  No, non sto offendendo...

    PRESIDENTE  Lei rifletta sulle parole che pronuncia...

    MICCICHE'   Signor Presidente, a parte che le sue  osservazioni
  non mi provocano...

    PRESIDENTE   Onorevole Miccichè, non le consento  di  offendere
  né la Presidenza né l'Aula...

    MICCIHE'   Ho visto il suo modo di iniziare e tutto  mi  potevo
  aspettare  venendo qui, tranne che la Presidenza passasse  subito
  all'esame del bilancio in modo così singolare.
  Non mi pare che questo faccia onore né a lei né alla storia di
  questo Parlamento, perché credo che lei altre volte ha veramente
  presieduto con dignità e autorevolezza i lavori di quest'Aula. Ma
  come sta iniziando adesso, non ritengo vada nella direzione delle
  altre volte: ho ammirato e ho dato un ampio consenso alla sua
  capacità di dirigere i lavori.
   Tuttavia  non  mi  sembra  che  questo  sia  un  buon  modo   di
  procedere. Signor Presidente, pertanto, credo  sia necessario  un
  momento di riflessione anche per capire come si sta procedendo.
    Ritengo opportuno che si apra  un dibattito su tutto ciò

    PRESIDENTE   Onorevole Miccichè, per capire quello  che  accade
  basta ascoltare gli interventi e le indicazioni della Presidenza.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE  Signor Presidente, onorevoli colleghi, pensavo che  a
  presiedere  la  seduta odierna  giungesse in Aula l'onorevole  Lo
  Porto,  non perché viene meno la sua funzione ma per le questioni
  che  dobbiamo porre all'attenzione dell'Aula e all'attenzione  di
  quella  Presidenza,  dato che lei è, in qualche  modo,  parte  in
  causa   nella   vicenda  che  ha  interessato   i  lavori   della
  Commissione  Bilancio. Ripeto, sarebbe stato  più  utile  per  il
  Parlamento che a presiedere i lavori odierni fosse intervenuto il
  Presidente Lo Porto.
   Abbiamo  più volte tentato di trovare una soluzione rispetto  ad
  un   atteggiamento   che  riteniamo  non   solo   di   violazione
  regolamentare  ma  di  tracotanza assunta  dalla  maggioranza  in
  Commissione Bilancio.
   Intendo  riassumere la vicenda svoltasi in Commissione Bilancio:
  la   II  Commissione  ha deliberato in assenza del numero legale,
  ed  io ne sono testimone diretto in quanto ho  partecipato a quei
  lavori; infatti la  Commissione bilancio  ha approvato i primi 19
  articoli  soltanto in presenza del Presidente della  Commissione,
  onorevole Savona, dell'onorevole Dina e dell'onorevole Formica. E
  quando,  nella  sala  delle  riunioni, quattro  parlamentari  del
  centro-sinistra  furono  presenti,  la  maggioranza   chiese   la
  sospensione   dei  lavori  e  la  verifica  del  numero   legale.
  Presidente,  dica  all'onorevole Assessore  per  il  Bilancio  di
  parlare  soltanto quando ne ha facoltà, perché qui dentro  ha  la
  stessa  dignità degli altri parlamentari e  non deve interrompere
  dai  banchi  del  Governo. Signor Presidente, successivamente  la
  Commissione proseguì  approvando non solo i 28 articoli  proposti
  dal  Governo  ma  addirittura,  fatto  che  ha  il  sapore  dello
  scandalo,  81  articoli tra cui l'articolo 78 che si  compone  di
  ben   61  ulteriori  articoli. Siamo in presenza  di   una  legge
  finanziaria che viene all'esame del Parlamento regionale, esitata
  dalla Commissione Bilancio in violazione del Regolamento interno,
  in  quanto  approvata in mancanza del  numero legale.  La  stessa
  Commissione ha introdotto, nell'ambito dei lavori, qualcosa  come
  altri 130 articoli.
   Oltre che rimanere scandalizzati abbiamo cercato di trovare  una
  soluzione  ragionevole,  e   non è  quella  di  cui   oggi  siamo
  accusati,   perché   si  afferma   che  avremmo   tenuto   simile
  comportamento  solo  per   evitare  l'approvazione  della   legge
  finanziaria.  Tutt'altro. Nel merito della legge finanziaria,  lo
  abbiamo  già detto, è una legge finanziaria che ha false entrate,
  che  copre capitoli di bilancio soltanto per una parte dell'anno,
  completamente falsa. Su questo discuteremo, intanto  il  problema
  resta  quello  delle procedure. Proprio sulle  procedure  abbiamo
  tenuto  una  lunga riunione martedì con il Presidente  Lo  Porto,
  durante la quale abbiamo avanzato la proposta di rinviare l'esame
  della  legge contabile in Commissione, .assumendoci l'impegno  di
  esitare   il   testo  originario  del  disegno  di  legge   della
  finanziaria  così  come esitato dalla Giunta di  Governo  in  una
  giornata;  avremmo riconvocato nella giornata di  oggi  l'Aula  e
  questa sera avremmo discusso della finanziaria sanando in qualche
  modo  le  violazioni  regolamentari  prodotte  dalla  Commissione
  Bilancio. C'è stata, però, un'opposizione intransigente da  parte
  dell'UDC,   infatti,    l'onorevole  Dina   si   é   assunto   la
  responsabilità   di  rompere  una  convergenza   che   si   stava
  determinando.
   L'onorevole   Dina  é  il  Presidente  del  Gruppo  parlamentare
  dell'UDC anche se capisco che é un partito che in questo  momento
  ha  problemi  di  travaglio interni che  purtroppo   riversa  sul
  Parlamento.  I  travagli interni hanno dato un'accelerazione  dei
  lavori  che,  però,  vanno condotti in modo più  misurato  e  più
  equilibrato. Per cui, signor Presidente,  formalmente  le  chiedo
  di  procedere  al  rinvio  del disegno  di  legge  contabile   in
  Commissione  bilancio e  di sospendere, pertanto,  la trattazione
  dell'ordine  del  giorno  convocando  conseguentemente   la    II
  Commissione.
   Noi  ribadiamo, come centro sinistra, la piena disponibilità  ad
  esitare,   in  tempi  ragionevoli,  purché  si  sani  il   vulnus
  determinatosi   nell'ambito dei lavori della  Commissione  e   si
  giunga  ad un voto in Commissione. La maggioranza ha i numeri per
  approvare  il disegno di legge ed eventualmente, se lo  ritengono
  necessario   possono    introdurre  altri  articoli   al   testo.
  Altrimenti, signor Presidente, ci troveremo davanti ad un   fatto
  difficilmente  sanabile,  perché si é  stabilito,  in  un  organo
  parlamentare,  che  le Commissioni possano  deliberare  anche  in
  assenza del numero legale, cioè  in presenza di  due parlamentari
  su quindici.
   Più  volte  gli  uffici hanno fatto riferimento  alla  questione
  richiamando   le  modifiche  regolamentari,  ma  secondo  noi  il
  combinato  degli  articoli  32  e  69  non  necessita  di  alcuna
  interpretazione.
   Signor  Presidente, ci siamo rivolti al Senato per conoscere  la
  procedura  che  viene adottata in quella sede -   dato   che  noi
  siamo in linea regolamentare con quanto si fa da loro -  e  ci  é
  stato  confermato  che  per  iniziare  i  lavori  la  Commissione
  necessita la presenza di almeno un terzo dei senatori e  che  per
  tutte  le  deliberazioni, come fra l'altro ci  sembra  del  tutto
  ovvio, é necessaria la maggioranza e il numero legale, così  come
  in  qualsiasi  organo  collegiale.  Qui,  invece,   si  tenta  di
  coprire difficoltà di ordine politico violando  il Regolamento.
   Signor   Presidente,  lei  capirà  che  essendo  materia   molto
  delicata,   che  riguarda  le  procedure  relative   l'iter    di
  formazione  di  una legge e le garanzie democratiche  che  devono
  essere  assicurate a tutti i parlamentari, e non  solo   il  tema
  della finanziaria. Per cui, ripetiamo la proposta di sospendere i
  lavori  d'Aula, e di rinviare  l'articolato del disegno di  legge
  contabile  in II    Commissione,  impegnando l'Aula con  un  voto
  formale,  se  ritiene opportuno , affinché   la  II   Commissione
  esamini  il testo in tempi rapidi e ragionevoli, in modo tale  da
  ritornare in Aula con il testo esitato  sanando il vulnus che  si
  é determinato.

   PRESIDENTE.  Onorevole Speziale,  la Presidenza  dell'Assemblea,
  in   tempi   non   sospetti,  oltre   un   anno   fa,   ha   dato
  un'interpretazione assolutamente diversa rispetto  a  quella  che
  lei ha enunciato poco fa, secondo la quale la verifica del numero
  legale  e quindi il numero legale é richiesto esclusivamente  per
  la deliberazione del voto finale.
   Questa  é  un'argomentazione che conosce bene, perché  ha  avuto
  modo  di  poterla  discutere con il Presidente  dell'Assemblea  e
  pertanto,  relativamente a ciò , la Presidenza  non  accoglie  la
  proposta appena  formulata proprio perché, ben oltre un anno  fa,
  é  stata  assunta  questa decisione interpretativa  della  nostra
  norma regolamentare e in questo senso l'Aula e le commissioni, da
  quel  momento,  si  sono  adoperate adeguandosi  all'orientamento
  della Presidenza dell'Assemblea.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                   Per un richiamo al Regolamento

    CAPODICASA  Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   ho
  preparato un'altra lettera, su incarico dei colleghi che  avevano
  firmato la prima, indirizzandola al Presidente dell'Assemblea, di
  risposta  a  quella  che il Presidente ha avuto  la  bontà  farci
  pervenire.
   Nella  lettera del Presidente dell'Assemblea oltre ad  un  certo
  argomentare  nel merito degli articoli 32 e 69, viene  richiamata
  la  nota n. 1188 del mese di novembre 2003, alla quale Lei faceva
  riferimento  poc'anzi, con la quale il Presidente  dell'Assemblea
  ritenne volere comunicare una sua interpretazione sull'argomento,
  attraverso una, devo dire, claudicante argomentazione  di  natura
  tecnica.
   Quando  dico  claudicante  non lo dico  perché  non  conosco  se
  esistano   o  no funzionari eccellenti che sappiano  entrare  nel
  merito  del  Regolamento, ma evidentemente, quando le cose  hanno
  una  palese realtà diversa da quella che si vuole sostenere, ogni
  argomentazione, anche alle persone più preparate ed intelligenti,
  risulta difficile.
   Allora, in primo luogo, quella nota, onorevole Presidente,  come
  Lei   non   potrà   non   convenire  con  me,   non   costituisce
  un'interpretazione   regolamentare,  considerato   che   l'organo
  deputato all'interpretazione del Regolamento, così come lo stesso
  Regolamento recita, è la Commissione per il Regolamento e non  il
  Presidente  dell'Assemblea: quest'ultimo ne è il  custode  ed  il
  tutore  del  Regolamento  ma non l'interprete.  Nel   Regolamento
  interno   dell'Assemblea   non  è   scritto  che  il   Presidente
  dell'Assemblea possa  interpretare una norma.
   Del  resto  in  questo  caso, non vi è  nulla  da  interpretare,
  essendo  l'articolo 32, secondo comma, e l'articolo  69,  secondo
  comma,   di   una   chiarezza  tale  da  non  richiedere   alcuna
  interpretazione,  nemmeno della Commissione per  il  Regolamento,
  perché  tale commissione interpreta quando la norma non è chiara,
  quando può dare luogo a fraintendimenti.
   L'articolo  32,  secondo comma, riporta  -  dopo aver  stabilito
  che  il  numero legale in commissione è presunto e che ne possono
  richiedere  la  verifica due parlamentari in  prossimità  di  una
  votazione  -   che, allorquando la commissione debba procedere  a
  deliberazioni deve essere presente la maggioranza dei  componenti
  la  commissione.  Quindi  è del tutto chiaro   il  comma  secondo
  dell'articolo 32.
   All'articolo  69, comma secondo, si ribadiscono  le  fattispecie
  previste  dall'articolo 32: il numero legale è presunto,  possono
  richiedere la verifica due componenti quando si deve procedere  a
  votazione,  e  poi ripete nuovamente ciò che è detto  al  secondo
  comma  dell'articolo 32 e cioè che quando le commissioni  debbano
  procedere   a  deliberazioni  si  richiede  la  maggioranza   dei
  componenti  la  commissione. In più  rispetto  al  secondo  comma
  dell'articolo  32  dove si tratta di  deliberazioni,  il  secondo
  comma  dell'articolo  69  aggiunge deliberazioni  sui  testi  dei
  disegni di legge.
   Mi   chiedo    come   si  possa   desumere  dall'interpretazione
  contestuale, quindi dal combinato disposto di questi due articoli
  che  s'intenda per deliberazioni solo quelle del testo finale del
  disegno di legge e non di ciò che ognuno può intendere quando  si
  parla  di  deliberazione.  Si  ha,  infatti,  deliberazione  ogni
  qualvolta  c'è l'espressione di  un voto. Attraverso il  voto  si
  delibera.
     Quindi,  si  delibera, onorevoli colleghi, anche  sul  singolo
  emendamento,  su  un  articolo, e quando  si delibera  sul  testo
  finale  del  disegno  di legge. Se il Regolamento  avesse  voluto
  affermare che trattavasi del  voto finale ai disegni di legge, lo
  avrebbe  specificato  così  come in  tutte  le  altre  parti  del
  Regolamento  lo  specifica quando si tratta di  voto  finale  dei
  disegni di legge.
   So   perfettamente  il  motivo  che  ha  indotto  il  Presidente
  dell'Assemblea, nel novembre 2003, cioè poco più di un mese  dopo
  la  votazione in Aula del nuovo testo del Regolamento interno  ad
  emettere  quella  nota che, ovviamente noi  non  intendiamo  come
  interpretazione regolamentare,  perché il Presidente non ne ha  i
  poteri.   Ma  è  nata,   come  si  evince  anche  dall'esame  del
  dibattito    in   Aula   svoltosi   sul    Regolamento    interno
  dall'intenzione  con cui la maggioranza è entrata  in  quest'Aula
  quando  ha  voluto  modificare il  Regolamento,   dandola    come
  scontata interpretazione regolamentare.
     Forse  il  diavolo ogni tanto ci  mette la coda ed è  successo
  che nel dibattito in Aula, che ho potuto  riesaminare è sorto  il
  caso   dell'onorevole  Raiti  e  dell'onorevole  Spampinato  che,
  intervenendo  avevano voluto dichiarare il loro  voto  contrario,
  come   l'onorevole  Liotta   fece  però  in  un  altro  contesto,
  ribadendo di non essere  d'accordo con l'interpretazione  che  si
  voleva  dare,  cioè  che  nelle  commissioni si  potesse  votare,
  senza il numero legale i disegni di legge.
   Il  Presidente  dell'Assemblea, nella persona dell'onorevole  Lo
  Porto,  quindi lo stesso Presidente che firma la nota  appena  un
  mese  dopo, polemizzando e interrompendo l'oratore che, da questo
  palco,  ,esprimeva il proprio voto contrario, l'onorevole  Liotta
  che,  nella seduta numero 182 e  nella seduta 183, aveva espresso
  lo  stesso avviso, disse:  «sono tutte sciocchezze, la smetta  di
  dire queste cose, perchè all'esterno di quest'Assemblea, facciamo
  passare  messaggi  sbagliati, secondo cui  due  deputati  possono
  approvare  un  testo  di  legge». Disse  l'onorevole  Spampinato:
   Presidente  lei afferma così, quindi è così e quindi  non  è  il
  caso di andare avanti .
   A  quale Presidente dobbiamo prestare fede, onorevole Presidente
  di  turno,  a quello che in Aula dice quelle cose o a quello  che
  dopo un mese scrive una nota, ma non volendo comunque ...
   FORMICA. Deve applicarsi la norma.

    CAPODICASA    Onorevole Formica, lei è  duro  di  comprendonio.
  Abbiamo  detto  che  il  Presidente  non  ha  nessun  compito  di
  interpretare il Regolamento, non ha nessuna facoltà.

   PRESIENTE   .Onorevole  Formica  lasci  completare  l'intervento
  dell' onorevole Capodicasa.

   CAPODICASA.  Siccome quelle norme non hanno  bisogno  di  alcuna
  interpretazione ma  vanno soltanto lette. Perché scritte in  modo
  chiaro.
   Del  resto  sono  andato anche a vedere la norma   regolamentare
  del  Senato che, essendo ovviamente più articolata della  nostra,
  poiché si è di fronte a  commissioni in  sede redigente, in  sede
  deliberante ed in  sede legislativa, regola la materia   in  modo
  del tutto diverso dalla nostra, in modo più articolato secondo le
  varie sedi a cui ci si riferisce, ed in quella circostanza, nella
  circostanza  che  può  essere avvicinata a quella  dell'Assemblea
  regionale  siciliana, si richiede che vi sia la  maggioranza  dei
  componenti la Commissione.
   Diversa  è  la  regolamentazione alla Camera dei deputati,  però
  signor  Presidente, i riferimenti alla Camera,  al  Senato  e  ad
  altri  organi  esterni all'Assemblea possono   essere  richiamati
  solamente   come   termine  istituzionale  di  paragone,   perché
  l'Assemblea  ha un proprio Regolamento che differisce  da  quello
  degli altri perché è calato nella realtà assembleare.
   La    nostra  realtà  assembleare  è  quella  di  un  Parlamento
  composto  da novanta deputati; le Commissioni composte da  dodici
  parlamentari,  con un numero molto circoscritto  di  parlamentari
  che   effettivamente  partecipano  ai  lavori   di   Commissione.
  Pertanto,  la situazione che si verrebbe a determinare  è  quella
  paventata  dall'onorevole Spampinato e da  altri:  cioè  che  due
  parlamentari  possano approvare o meglio esitare per  l'Aula   un
  disegno  di legge. Ed è esattamente ciò che l'onorevole  Speziale
  richiamava  poc'anzi  ed   è  quanto è avvenuto  in  Commissione:
  quando  noi  arrivammo   in Commissione  trovammo  soltanto   tre
  deputati di maggioranza che stavano votando gli articoli,  ed  un
  solo  deputato dell'opposizione.
   Arrivati   noi   tre   deputati  dell'opposizione,   l'onorevole
  Speziale,  l'onorevole Liotta ed io, diventammo  maggioranza:  la
  precedente maggioranza, diventata  minoranza, chiese la  verifica
  del  numero legale perché  ha voluto far mancare il numero legale
  sospendendo i lavori della Commissione.
   Che gioco è questo?
   Si   è    voluto  innovare  il  Regolamento  perché  si   voleva
  sanzionare   l'assenteismo  dei  parlamentari,  questa   era   la
  motivazione:  sanzioniamo quei  parlamentari che non  frequentano
  le  commissioni,  non  frequentano l'Aula.   Addirittura  si  era
  ipotizzata  la sanzione pecuniaria che doveva essere inflitta  ad
  ogni parlamentare che non fosse presente alle sedute.
   Alla  fine, il paradosso: se fosse giusta l'interpretazione  che
  viene  a  noi  data  finiremmo  per incentivare  e  per  premiare
  l'assenteismo.  Perché se due deputati, o  tre  deputati  possono
  deliberare   su     un  disegno  di  legge,  gli  altri   possono
  tranquillamente starsene a casa.
   Allora,  signor Presidente, siccome non si tratta di un  piccolo
  particolare, cioè non si  parla dell'ammissibilità o meno  di  un
  emendamento,  non si  tratta di aspetti marginali ma  bensì   del
  procedimento legislativo,  le garanzie e le tutele debbono essere
  garantite ai parlamentari sono a vantaggio dell'intero Parlamento
  e per traslazione a vantaggio dei  cittadini siciliani che qui ci
  mandano.
   Non  si  può accettare che  i disegni di legge vengano approvati
  con   sotterfugi,   senza  la  necessaria   trasparenza.   Perché
  l'analogia con l'Aula è un'analogia del tutto impropria, non solo
  perché   si   tratta  di  due  livelli  istituzionali  totalmente
  differenti    con    logiche   differenti,   e    con     diverse
  regolamentazioni, come da sempre è avvenuto in  ogni  Parlamento,
  ma  anche  perché nell'Aula si lavora in  presenza del  pubblico,
  con  la  pubblicazione di un  resoconto stenografico, addirittura
  con  la trasmissione televisiva, quindi  sedute che possono  aver
  un controllo.
     In  Commissione non è così, tutto quello  che può avvenire non
  è  registrato  pedissequamente.  Ho cercato di  capire  cosa  sia
  successo  in II Commissione ma mi è stato molto difficile,  a  me
  che  sono parlamentare; capire cosa sia avvenuto in quel balletto
  di  emendamenti che hanno finito per produrre questo sconcio  che
  conta  circa 150 articoli.
      Vorremmo capire dove è la tutela della materia regolamentare,
  da  parte  della  Presidenza. Noi vorremmo  sapere  se  il  testo
  esitato   dalla   II  Commissione sia  stato  passato  al  vaglio
  dell'articolo 74 ter o 74 quater che mette in capo al  Presidente
  dell'Assemblea la facoltà di valutare preventivamente i testi che
  giungono   in Aula per verificarne la compatibilità regolamentare
  e  di  legge. Tutto questo non si fa più, e  da tempo. Poi ci  si
  lamenta  che  il  Commissario dello Stato impugna  in  modo  così
  massiccio i testi approvati, finendo  a volte  per debordare  dai
  suoi poteri, esprimendo  anche giudizi pesanti sul nostro modo di
  legiferare.
   Pertanto,  signor  Presidente, le  comunico   che  questo  è  un
  passaggio che non può essere liquidato tranquillamente, l'ho  già
  detto, lo ribadisco,  se non si sana questo vulnus, per quanto mi
  riguarda,  ovviamente rinuncio al ruolo di relatore di minoranza,
  perché  non  intendo avallare con la mia relazione una  procedura
  che è del tutto fuori dal Regolamento interno.
     Mi  riservo,  insieme agli altri o da solo, questo  si  vedrà,
  come  comportarci nelle sedute successive. E' del tutto  evidente
  che   questo   passaggio  non  può  avvenire  senza   che   venga
  sottolineato  e  sanzionato  da una forte  protesta,  perché  non
  discutiamo dell'oggi, discutiamo del futuro, perché qui si  vuole
  affermare   un   principio   del     teppismo   regolamentare   e
  legislativo'  che  mi  pare adeguata perché  la  maggioranza  sta
  sfasciando tutto, anche le leggi.
   Volevo  aggiungere  ,  signor  Presidente,  quanto  inutile  sia
  cercare  l'interesse  immediato dell'oggi,  del  momento,  tenuto
  conto  che le maggioranze cambiano e che agli stessi parlamentari
  della   maggioranza   interessa  che  si  perseguano    procedure
  corrette,  perché avendo la maggioranza in grado di  tutelare  la
  propria  impostazione  politica, non  ha  bisogno  di  sotterfugi
  regolamentari per proseguire.  E' necessario che, a  garanzia  di
  tutti,  le regole vengano rispettate. Mi rivolgo  tanto  più,  ai
  colleghi  dell'opposizione, che anche se non  ha   i  numeri  per
  tutelarsi   lo  può  fare  solo attraverso  la  garanzia  che  la
  procedura sia corretta e che sia il più possibile trasparente.
   Signor  Presidente,  ho l'impressione che sia stata   già  presa
  una decisione, lo so bene, ma badate che questo torto non lo fate
  ai parlamentari dell'opposizione, ma all'intero  Parlamento.
   Io  vi  esorto  a  riflettere. Siamo talmente consapevoli  della
  pesantezza  del  passaggio che avevamo perfino proposto  di  fare
  riapprovare la legge in mezza giornata, di ritornare  in  Aula  e
  approvarla  così  come era, in mezza giornata,  senza  presentare
  alcun emendamento purché fosse sanato il vulnus.
     Dico di più: io sarei perfino propenso a procedere con l'esame
  del  disegno di legge purché oggi stesso si precisi che  sino  ad
  oggi il Regolamento è stato interpretato in tal senso, ma che  da
  oggi in avanti l'interpretazione sarà diversa.
   Andiamo quindi avanti con i lavori, considerando questo un  caso
  che  non  costituisce precedente. Ma - ribadisco - se  attraverso
  questo  passaggio volete affermare che l'interpretazione sarà  la
  stessa  anche  per il futuro, sappiate che io darò  battaglia  in
  Commissione  ad  ogni  passaggio  legislativo.  L'opposizione  si
  attrezzerà  però  di  conseguenza, così  penso  che  questo  fine
  legislatura  sarà molto più divertente di quanto finora  non  sia
  stato.
   Ovviamente  io lancio la mia proposta, ma non so se in  Aula  ci
  sono  orecchie attente perchè venga recepita; diversamente,  poi,
  ognuno tirerà le proprie conclusioni.

    PRESIDENTE   Onorevole Capodicasa, la Presidenza  ha  ascoltato
  con attenzione sia le osservazioni dell'onorevole Speziale che le
  sue.  Tuttavia  non  possiamo non ricordare che  il  senso  della
  modifica regolamentare approvata l'anno scorso era proprio quello
  di  consentire  alle Commissioni di deliberare celermente,  e  di
  consentire di conseguenza all'Aula di esaminare disegni di  legge
  che  avessero avuto il parere delle Commissioni legislative senza
  eccessive   azioni  dilatorie  all'interno  delle   stesse,   non
  necessariamente   attribuibili  all'azione  dell'opposizione   ma
  talvolta anche all'azione della maggioranza; e questo all'interno
  della dialettica politica che noi tutti conosciamo.
   Tuttavia,  onorevole  Capodicasa, non  posso  che  attestarmi  a
  quanto  disposto dagli articoli 7, comma 2, e 39 del Regolamento,
  con  i  quali  si conferisce al Presidente il potere  di  imporre
  l'osservanza    del    Regolamento;    poichè    il    Presidente
  dell'Assemblea, relativamente all'argomento in questione, non  ha
  ritenuto di dover convocare la Commissione per il Regolamento per
  eventualmente modificare la determinazione scritta, la Presidenza
  pro  tempore  dell'Assemblea  non  può  che  attenersi  a  quella
  indicazione, anche perché non ha alcuno strumento per  modificare
  una decisione che opera in direzione opposta a quelle che sono le
  osservazione che lei ha formulato.
   Ciò  non  toglie, onorevole Capodicasa, che il problema  da  lei
  posto  sia  serio; il fatto cioè che le regole  non  possono  che
  essere  accettate e condivise da tutti. Ciò non toglie, peraltro,
  che  il  Presidente dell'Assemblea, questa sera  o  nei  prossimi
  giorni,  faccia  ricorso  alla sua prerogativa  di  convocare  la
  Commissione per il Regolamento ed in quella sede sottoporre  alla
  medesima tale questione.

    CAPODICASA    Signor   Presidente,  la   Commissione   per   il
  Regolamento voterebbe a maggioranza e quella votazione, seppure a
  maggioranza, sarebbe in violazione al Regolamento.

    PRESIDENTE   Onorevole Capodicasa, ribadisco,  ciò  non  toglie
  che  il Presidente dell'Assemblea non possa ritenere nei prossimi
  giorni di convocare la Commissione per il Regolamento.

    CAPODICASA  Signor Presidente, ho capito, allora andrò  a  fare
  altre cose fuori che sono più interessanti.

    PRESIDENTE   Padronissimo di farlo,  onorevole  Capodicasa.  Le
  ripeto:   ciò   non  toglie  che  il  Presidente  dell'Assemblea,
  approfondendo   ulteriormente  la  questione,  non   ritenga   di
  convocare la Commissione per il Regolamento e rivedere la propria
  posizione.
   Relativamente  alla questione relativa al quorum  richiesto  per
  le  votazioni in Commissione - maggioranza o minoranza che sia -,
  lei  mi  insegna  che  il terzo comma dell'articolo  39  comunque
  rinvia  al  voto  dell'Aula per quanto riguarda le  deliberazioni
  della Commissione per il Regolamento. Lei mi dirà che in Aula c'è
  la  medesima  maggioranza;  ma questo fa  parte  complessivamente
  della dinamica parlamentare.

    CAPODICASA    Signor   Presidente,   il   Regolamento   non   è
  modificabile.

    PRESIDENTE  Onorevole Capodicasa, come lei sa, le  opinioni  al
  riguardo sono diverse, non sono convergenti. Ci sono opinioni che
  sostengono la sua tesi ed opinioni che sostengono che la tesi non
  h sufficientemente supportata.

    CAPODICASA    Signor   Presidente,  chiamiamo   un   professore
  d'italiano

    PRESIDENTE   Onorevole  Capodicasa,  io  non  amo   coinvolgere
  strutture  diverse  da  quelle  parlamentari  nell'attività   del
  Parlamento;   però  posso  garantirle  che  esiste  un   conforme
  orientamento  rispetto  alle  decisioni  assunte  da  parte   del
  Presidente dell'Assemblea.

    LIOTTA  Conforme, da parte di chi?

    PRESIDENTE   Onorevole Liotta, le sfugge ciò che  io  dico.  Ho
  detto  che  non  amo  chiamare  in  causa  soggetti  esterni   al
  Parlamento medesimo nel momento in cui le decisioni attengono  al
  Parlamento  e  non  ad  altri. Eppure posso  dirle  che  rispetto
  all'interpretazione data a questo passaggio regolamentare  esiste
  una  conforme opinione diffusa da parte di soggetti interni  alla
  struttura.

    LIOTTA  Da parte di chi, signor Presidente?

    PRESIDENTE  Le sto rispondendo, onorevole Liotta, Da  parte  di
  soggetti  e  strutture  interne  al  Parlamento  ed  esterne   al
  Parlamento  medesimo.  Questo  non  significa  nulla  o  può  non
  significare nulla. Questa è l'opinione della Presidenza.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                       Sull'ordine dei lavori

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  a  me  pare  che  l'intervento
  dell'onorevole Capodicasa sia meritevole di attenzione ma non per
  modificare l'esito di una partita già iniziata. Cioè  a  me  pare
  che  lei abbia voluto aprire, onorevole Capodicasa, uno spiraglio
  per  tentare di modificare per l'avvenire. E questo non lo  dico,
  onorevole Capodicasa, per buttare ponti sotterranei, perché non è
  nella mia natura. Voglio ricordare che ho chiesto un incontro con
  le   minoranze   prima   di  procedere  all'esame   della   legge
  finanziaria, e l'ho chiesto nella convinzione che anche in quella
  fase  potessero dare il loro apporto. Purtroppo, però,  poi  sono
  dovuto  rientrare  nei ranghi in quanto sia  la  maggioranza  che
  l'opposizione mi hanno negato il diritto di andare avanti.
   Per  tale motivo non mi sento assolutamente responsabile di aver
  voluto  procedere in Commissione Bilancio senza la partecipazione
  dell'opposizione. Però vorrei dirle, onorevole Capodicasa, per il
  rispetto  che dovremmo avere del ruolo che ognuno di noi  ricopre
  in  questo  Parlamento, che  quella lettera è stata  inviata  nel
  novembre del 2003 .

    CAPODICASA   Quella  lettera non ha  nessun  valore,  onorevole
  Cintola. E' solo un'opinione del Presidente.

    CINTOLA   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Quella
  lettera   ha  fatto  portare  avanti  nelle  Commissioni   alcuni
  indirizzi.
   Il   solo  fatto  che  lei  chieda  un  impegno  per  modificare
  l'interpretazione  del Regolamento, e che  non  vuole  attestarsi
  sulla  pratica  dell'ostruzionismo, sta  a  significare  che  può
  comunque esserci un'apertura a che il lavoro svolto fino a questo
  momento  possa essere portato ugualmente in Aula per un ulteriore
  approfondimento dell'intera legge.
   Quando  lei  dice  questo, io ritengo che sia  sintomo  di  buon
  senso,  e non lo dico per creare ponti di cui nessuno ha bisogno,
  né  voi, né il Governo, né la maggioranza. Lo dico perché ritengo
  che  tale  argomento  possa  essere ripreso  successivamente  col
  Presidente  dell'Assemblea,  in Commissione  ed  anche  in  Aula,
  affinchè, per l'avvenire, possa essere chiaro quel punto che  lei
  ha perfettamente illustrato.
   Però,  dato  che abbiamo creduto tutti di lavorare  in  perfetta
  sintonia col Regolamento - noi che ritenevamo che quella  lettera
  fosse  testo per tutti e voi che la state contestando,  anche  se
  con  ritardo rispetto al momento in cui fu inviata -,  rimandiamo
  il  problema ad un altro momento, per poter meglio codificare  il
  Regolamento  e,  se è il caso, modificarlo. Se ci pensate,  però,
  quest'Aula può anche votare un articolo di un disegno di legge, o
  anche  tutti  gli articoli, con soli tre deputati, e  perchè  una
  Commissione  non  potrebbe,  anche  senza  numero  legale,   dare
  soltanto  un  parere su un disegno di legge che poi,  alla  fine,
  sarà sempre sottoposto al parere dell'Aula?
   Non  voglio  aggiungere  altro, onorevole Capodicasa,  onorevoli
  colleghi,  voglio  dire soltanto che come Assessore  presente  in
  Commissione Bilancio non ho inteso nè voluto mandare  avanti  una
  legge  senza l'opposizione, tant'è che al primo giorno in cui  ci
  siamo  fermati  - e chiedo conferma di questo all'unico  deputato
  dell'opposizione presente, l'onorevole Papania - abbiamo ritenuto
  di  dover  dare  un  parere soltanto a quegli  articoli  che  non
  presentavano emendamenti. Nel pomeriggio, quando abbiamo  ripreso
  i lavori, ritenevamo di essere in regola per andare avanti con la
  presenza dell'opposizione.
   Credo  non  ci  sia  un vulnus, un attacco, una differenziazione
  che  ponga  termini di invivibilità tra minoranza e  opposizione,
  così  come  ritengo  di  non avere mai  agito  in  difformità  al
  Regolamento.  Mi  rendo  conto  delle  proposizioni  che  lei  ha
  espresso,onorevole Capodicasa, ed io colgo nella sua proposta  di
  andare  avanti  dando assicurazioni che per  l'avvenire  le  cose
  possano  e  debbano mutare, un elemento serio di quel  Capodicasa
  che  io conosco, non quello delle manette ma quello che in questa
  Aula  ha  fatto il Presidente dell'Assemblea e ha fatto anche  il
  deputato.
   Per  cui  sono  convinto che ci sia sufficiente  volontà  perchè
  anche   in   Aula   si  possano  approfondire,  ed  eventualmente
  modificare,  la  legge finanziaria. E sono  d'accordo  anche  con
  l'onorevole  Barbagallo,  condivido la  sua  lettera  inviata  al
  Presidente, ed invito la Presidenza a valutare l'ammissibilità  o
  meno  di  eventuali  emendamenti o degli  articoli  stessi,  però
  manteniamoci  su  una legge che abbia i connotati  di  una  legge
  finanziaria.
   Si  può  ben  vedere che le riduzioni di spesa ed il  rigore  ci
  sono,  al  di  là  di qualche informazione sbagliata  data  dalla
  stampa,  e  ci  si  deve rendere conto che noi tutti  abbiamo  un
  diritto-dovere,  che  è quello di dare un bilancio  alla  Regione
  siciliana che sia frutto del lavoro - e non del compromesso -  di
  questo Parlamento.

    BARBAGALLO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BARBAGALLO   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  qualcuno
  probabilmente  pensa, in maniera errata, che le  opposizioni  non
  vogliono  fare  approvare la legge finanziaria  entro  i  termini
  previsti dalla normativa.
   Il  percorso che abbiamo suggerito, e che è  condiviso da  tutte
  le  opposizioni, serviva proprio ad accelerare i lavori e  non  a
  ritardarli,  proprio perchè tutti pensiamo che il bilancio  serva
  in   primo  luogo  ai  siciliani  e  non  a  questa  o  a  quella
  maggioranza.
   Il  rinvio  del disegno di legge in Commissione Bilancio,  oltre
  che   dalla   posizione  espressa  sul  piano  regolamentare,   è
  determinato  anche da altri fatti; ne cito qualcuno per  fare  un
  esempio  e  anche  per richiamare i comportamenti  che  in  altre
  occasioni questa Presidenza ha tenuto.
   L'originario  disegno di legge finanziaria era  composto  da  28
  articoli  e  prima dell'esame la Presidenza ha ritenuto  che  due
  articoli non erano attinenti alla norma contabile; non so se  tra
  gli  81  articoli giunti in Aula questi due articoli siano  stati
  reinseriti,  probabilmente  scritti  in  maniera  diversa,  ma  è
  probabile  che  tra  tutti  questi articoli  ci  siano  argomenti
  estranei  alla materia finanziaria, e quindi non in sintonia  con
  il nostro Regolamento.
   E'  singolare che questo esame venga fatto dopo la presentazione
  degli  emendamenti; potrebbe accadere che si faccia un  dibattito
  su   articoli   che  non  sono  in  regola  con  il   Regolamento
  dell'Assemblea.  Allora,  se  il  Presidente  dell'Assemblea   ci
  consegna   un   testo  stralciato  dagli  articoli  che   ritiene
  inammissibili  semplifichiamo il lavoro,  perchè  presentare  gli
  emendamenti .

    CAPODICASA  Il Regolamento prevede che tale esame debba  essere
  preventivo.

    BARBAGALLO   E'  stato  sempre  preventivo,  sui  28   articoli
  l'esame  è stato infatti preventivo; l'Assessore Cintola chiedeva
  questo  sulla base di una nostra nota con la quale chiedevamo  di
  farlo in maniera preventiva e autonoma.
   Se  il  Presidente  lo fa prima e noi approntiamo  il  dibattito
  sulla  base  di  una  norma  più  stringata,  che  contiene  solo
  argomenti   attinenti   la   materia  della   legge,   certamente
  semplifichiamo i lavori.
   Se  ci  impegniamo, entro lunedì, con una seduta di Commissione,
  ad  esaminare  nuovamente il testo stralciato da quegli  articoli
  che  la  Presidenza ritiene inammissibili, probabilmente  martedì
  potremo  procedere  in  Aula  in  maniera  più  spedita.  Se   la
  maggioranza,  invece,  ritiene  di  andare  avanti   in   quanto,
  attraverso   la  prova  di  un  rapporto  di  forza   determinato
  esclusivamente    dai   numeri,   non   si    vuole    consentire
  all'opposizione di dare il proprio contributo, io penso  che  sta
  sbagliando sul piano del metodo ed anche sul piano dei  risultati
  politici.
   Quindi  la  mia proposta è quella di non avviare la  discussione
  generale,  ma di ritornare in Commissione, con una decisione  che
  rappresenterebbe  una  prova  di  saggezza  da   parte   di   una
  maggioranza che vuole arrivare in porto.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE     Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    le
  osservazioni  dell'onorevole Barbagallo  mi  sembrano  ovvie;  un
  esame  preventivo del testo esitato dalla Commissione Bilancio  è
  indispensabile prima di iniziare la discussione in Aula.
   Tuttavia,  signor Presidente, voglio ritornare  sulla  questione
  iniziale - se davvero c'è un atteggiamento positivo da parte  del
  Governo  - prendendo per buona una certa disponibilità dichiarata
  dall'onorevole Cintola, il quale ha poc'anzi dichiarato di essere
  preoccupato,  dopo avere sentito le dichiarazioni  dell'onorevole
  Capodicasa,  che si possa costituire un precedente relativo  alle
  modalità  con cui si approva in Commissione un testo. L'onorevole
  Cintola  ha manifestato la sua disponibilità affinchè si convochi
  la  Commissione per il Regolamento - così mi è sembrato di capire
  -,  riportando la discussione in Aula, in modo tale che si  possa
  definire,  una  volta  per tutte, che  non  è  possibile  che  le
  Commissioni  possano  approvare articoli in  assenza  del  numero
  legale.
   Siccome  noi  non  vogliamo assolutamente  impantanarci,  signor
  Presidente,  e vogliamo permettere che la legge finanziaria  vada
  avanti, pur mantenendo sulla stessa tutte le riserve del  caso  -
  infatti riteniamo che questa legge finanziaria sia stata fatta da
  chi  pensa di giocare con le  tre carte', una specie di   Arnaldo
  nel  mio  Paese',  insomma un imbroglione  di  piazza-,  vogliamo
  prendere  in  considerazione le osservazioni fatte dall'onorevole
  Cintola per nome del Governo, e ci sforziamo di formulare un paio
  di  proposte,  signor  Presidente.  Una  è  quella  che  avanzata
  poc'anzi  dall'onorevole  Barbagallo,  cioè  che  si  riporti  il
  disegno di legge all'esame della Commissione Bilancio e, nel giro
  di  una giornata, esaminare il testo e ritornare in Aula; ma dopo
  la  posizione  assunta  dall'onorevole Cintola,  riteniamo  anche
  inutile convocare la Commissione per il Regolamento, ma chiediamo
  una  semplice  rassicurazione, di cui il  Parlamento  prenderebbe
  atto, che da questo momento in poi, nelle Commissioni, si procede
  interpretando  il  Regolamento  alla  lettera,  e  cioè  che   le
  deliberazioni per i singoli articoli di un testo nella  procedura
  formativa di un disegno di legge devono essere approvate soltanto
  quando c'è il numero legale.
   Il  problema non è quindi ritardare l'esame del disegno di legge
  finanziaria.  Se  c'è  questo punto di osservazione  che  lei  ha
  sollevato,  sul  quale possiamo concordare, e c'è  una  presa  di
  posizione  formale in cui al Parlamento viene comunicato  che  da
  oggi  in  poi si procederà in questo senso, riteniamo che  questo
  elemento  possa sanare anche il precedente. Noi la battaglia  non
  la facciamo sulla finanziaria, ma sul rispetto del Regolamento  e
  delle prerogative del Parlamento.
   Non  vorrei che si tenda a mischiare le due cose, sono due  cose
  diverse.
   Rimane   invariato   il  nostro  giudizio   sulla   finanziaria.
  Tuttavia,  essendo  stata  approvata  in  Commissione   con   una
  procedura che riteniamo illegittima, pensiamo che sia sufficiente
  una  presa  d'atto  ed un impegno d'Aula per  cui  non  si  andrà
  avanti,  in  nessuna Commissione, nelle deliberazioni quando  non
  c'è  il  numero  legale. Questo per noi è sufficiente  per  poter
  andare  avanti con i lavori, anche stasera se volete, non abbiamo
  difficoltà,  per  dimostrarvi che da parte nostra  non  c'era  un
  secondo fine, quello di utilizzare il Regolamento per bloccare la
  finanziaria. Sulla finanziaria ci confronteremo, abbiamo  opzioni
  del  tutto  diverse rispetto alla finanziaria e le esporremo  nel
  corso del dibattito, se ci sarà offerta la possibilità di fornire
  le nostre osservazioni e le nostre critiche.
   Pertanto,  signor Presidente, siccome penso che  questo  impegno
  può  essere assunto da lei, se vuole, può sospendere la seduta  e
  convocare  subito una riunione della Conferenza  dei  Capigruppo,
  non  abbiamo nessuna difficoltà, dopo le sue dichiarazioni  e  la
  presa d'atto dell'Aula, a procedere nella discussione sulla legge
  finanziaria ed il bilancio.

    DINA  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DINA    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  il  problema
  sollevato questa sera non ha una genesi immediata, ha una  genesi
  antica, l'abbiamo vissuta in Conferenza dei Capigruppo, l'abbiamo
  vissuta in Commissione. E' un problema serio, importante, che non
  può  essere  superato a colpi di maggioranza, che sul Regolamento
  sono  impensabili, anche se poi le norme vanno  approvate,  vanno
  decise   e  anche  lì  valgono  i  numeri;  però  sarebbe  sempre
  auspicabile  che  su  temi regolamentari che devono  garantire  i
  diritti   della  rappresentanza,  i  diritti  di  maggioranza   e
  minoranza,  ci  sia condivisione, ci sia coinvolgimento,  ci  sia
  convergenza.
   Ed  è  per  questo che l'approfondimento che viene  richiesto  a
  quest'Aula  è  un  approfondimento serio, attento,  che  non  può
  essere superato così superficialmente. Ed è vero, poi, che quando
  si  pongono  le  regole lo si fa oggi per il domani,  ma  bisogna
  anche pensare a ciò che è successo ieri, in quanto solo in questo
  modo  riusciamo  a  capire  se siamo  di  fronte  ad  un  momento
  interpretativo  forte, vero, che aderisce  a  quella  volontà  di
  chiarezza,  o  se  siamo  di fronte ad  una  situazione,  ad  una
  inclinazione direi strumentale - non strumentale in mala fede, ma
  che sicuramente pone determinati interrogativi -. Perché porsi il
  problema ora e non averlo fatto ieri? Ieri si è operato in questo
  modo. Si è operato con la presunzione del numero legale, in  Aula
  come in Commissione, e fino ad ieri...

    SPEZIALE  Mai, in Commissione Bilancio, mai  Non partire da  un
  presupposto   sbagliato.  Per  la  prima  volta  è  accaduto   in
  Commissione Bilancio

    DINA   Parto  da un presupposto certo, perché  nessuno  ha  mai
  sollevato  il problema. Onorevole Speziale, avete partecipato  ai
  lavori  della Commissione e, laddove avreste potuto  chiedere  il
  numero  legale per evidenziarne l'inesistenza, avete  chiesto  di
  votare.  Questo  vi  ha  posto determinati  interrogativi  perché
  potevate  chiedere il numero legale, in quella  seduta  dove  non
  c'era, ma essendo in maggioranza avete chiesto di votare.

   CAPODICASA. L'avete chiesto voi il numero legale.

   DINA.  Si,  l'abbiamo chiesto noi, rifacendoci ad un Regolamento
  che intendiamo vigente e valido. Sul dopo possiamo discutere.  Io
  penso  che  bisogna porre un spartiacque serio e  netto,  tra  il
  prima e il dopo.
   Si  sta  ponendo questo problema, qui stasera, ma non credo  che
  possa essere inficiato il pregresso. Il pregresso é quello che é.
  Anche  in Conferenza dei Capigruppo informale che é stata  fatta,
  si  é  voluto  affrontare il problema,  si  é  cercato  di  farvi
  rientrare nel merito di una discussione che poteva essere  svolta
  in   Commissione,  ma  sugli  emendamenti,  avrebbe   interessato
  l'intero testo.
   Questo  non  si  é  voluto fare, e non so per quale  motivo.  Le
  difese  di principio non servono a nessuno. Parliamo del prima  e
  del  dopo.  Sul  dopo possiamo interrogarci, riflettere,  trovare
  soluzioni  condivise.  Sull'attuale dobbiamo  andare  avanti  sul
  testo che c'é.
   Il  Presidente  potrà espungere dalla finanziaria  tutto  quello
  che  non  é  ammissibile - nessuno può negargli tale  competenza,
  tale  prerogativa  -,  ma abbiamo un testo,  su  questo  dobbiamo
  confrontarci e sono sicuro che dal dibattito, eventualmente anche
  in  un  ritorno  in  Commissione, ma su tutto il  testo  con  gli
  emendamenti che andremo a fare dopo la discussione generale.
   Su  quello  potremo impegnarci a discutere, ma su altri  momenti
  interpretativi che hanno un sapore quasi strumentale, sicuramente
  non c'é disponibilità.

   ACIERNO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   ACIERNO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,   i   temi
  evidenziati   stasera  in  questo  dibattito  dai  colleghi   del
  centrosinistra, vertono su almeno tre punti che  nulla  hanno  di
  politico. Quindi, non capisco perché poi si apre l'argomento e lo
  si  vuole  ribaltare  contro le posizioni politiche  dell'attuale
  maggioranza.
   Ho  sentito parlare di violazione del Regolamento da parte della
  Presidenza,  nel  momento  in  cui prima  dichiara  inammissibili
  alcuni  articoli  e  poi  gli  stessi  li  dichiara  ammissibili.
  Argomenti sicuramente interessanti e degni di attenzione,  ma  in
  tutta  questa  scena, cosa c'entra la politica, cosa  c'entra  la
  maggioranza, cosa c'entra il Governo e, soprattutto, cosa c'entra
  la  legge  finanziaria, la legge di bilancio?  Questo  non  mi  é
  ancora chiaro.
   Allora, vorrei fare una breve storia delle vicende degli  ultimi
  giorni,  perché  alla  base del dibattito odierno  c'é  un  fatto
  storicamente importante e cioè che il Governo nazionale, rispetto
  alle  previsioni di tutti, ha deciso finalmente  di  iniziare  la
  grande riforma sulla pressione fiscale in Italia.
   E  dico  questo  perché il centrosinistra,  giustamente,  perché
  questa  sì era politica, in Commissione Bilancio, allorquando  fu
  annunciato  l'emendamento  che  il  Governo  Berlusconi   avrebbe
  presentato al Senato, con la riduzione delle aliquote fiscali, il
  centrosinistra, ripeto nella Commissione Bilancio  dell'Assemblea
  regionale,  cominciò a gridare che era venuta meno  la  copertura
  per  il bilancio della Regione e che quindi, secondo il suo punto
  di  vista, il Governo e il Parlamento siciliano non avrebbero più
  potuto  esaminare  quella legge finanziaria  e  quella  legge  di
  bilancio.
   Questo  é  il  tema politico che il centrosinistra ha  sollevato
  nei giorni scorsi in Commissione Bilancio; ma purtroppo, sotto il
  profilo  normativo  e  regolamentare, il centrosinistra  è  stato
  smentito  politicamente dal centrodestra in quanto, io  e  alcuni
  colleghi  componenti della Commissione Bilancio, abbiamo risposto
  ai  nostri colleghi su una loro preoccupazione, che era anche una
  nostra  possibile preoccupazione, nella misura  in  cui  avessimo
  avuto  certezza che, entrata in vigore la legge finanziaria dello
  Stato,  sarebbero stati prodotti dalla diminuzione delle aliquote
  IRPEF dei tagli alle entrate dello Stato verso la Regione.
   I  colleghi  del  centrosinistra risposero che la  nostra  legge
  sottoposta  all'esame  della  Commissione  era  una  legge   che,
  ovviamente,  come  tutte  le  leggi sottoposte  alla  Commissione
  competente, devono basarsi su quello che c'è e non su quello  che
  ci  sarà  e  ancor  di  più, nella fattispecie,  perché  il  noto
  emendamento  che il Governo Berlusconi annunciò di presentare  al
  Senato  sarebbe  stato calato nella seconda lettura  della  legge
  finanziaria dello Stato, che doveva inevitabilmente tornare  alla
  Camera  dei  Deputati prima dell'approvazione, quindi  prima  che
  quella  norma diventasse legge dello Stato,  prima che la  stessa
  potesse incidere sulle entrate del bilancio della Regione.
   Ritengo   che   questa  maggioranza  e  questo   Governo   siano
  competenti  e  seri, quindi abbiamo il dovere di  verificare,  di
  legiferare  e,  semmai dovesse succedere che l'1     gennaio  del
  2005,  dalla  finanziaria dello Stato, dovesse venire  fuori  una
  norma  che  riduce le entrate nel bilancio della Regione,  questo
  Governo e questa maggioranza si faranno immediatamente carico  di
  tornare   in  Aula  per  modificare  il  bilancio  della  Regione
  siciliana,   in   forza   di   quelle   presunte,   secondo    il
  centrosinistra, minori entrate.
   Questa è intanto la prima verità.
   Cosa  succede  poi,  improvvisamente?  Improvvisamente,  succede
  che,   venendo  meno  l'argomento  riduzione  delle   tasse,   il
  centrosinistra ha scelto e, anche in quel caso, ho  sempre  avuto
  grande   rispetto   dell'autonomia   del   singolo   deputato   e
  dell'autonomia della scelta della politica.
   In  verità,  il centrosinistra non ha voluto poi partecipare  ai
  lavori della Commissione. Entro nel merito della questione, ormai
  più  volte  sollevata,  in  maniera denigratoria,  nei  confronti
  dell'Assemblea, perché, quando si crea il sospetto che sia  stata
  violata  una norma in violazione del Regolamento, non si  attacca
  né Forza Italia, né l'UDC, né i Siciliani Uniti ma si attaccano i
  funzionari  dell'Assemblea,  preposti,  durante  i  lavori  della
  Commissione,  a  certificare  che  gli  stessi  abbiano  regolare
  svolgimento; si attacca la Presidenza dell'Assemblea, che  non  è
  parte politica; la Presidenza, come istituzione, per essere stata
  connivente con la violazione delle regole.
   Ricordo   che   l'onorevole  Acierno,  è  un  componente   della
  Commissione  Bilancio e che, al momento in cui  si  è  deliberato
  l'invio in Aula di questa legge, era presente in Commissione e vi
  era  il  numero legale per deliberare in tal senso e mai, durante
  qualunque votazione precedente, la deliberazione su quella  legge
  è  stata invocata, secondo il Regolamento da almeno due deputati,
  la verifica del numero legale.
   Il  centrosinistra, che sostiene che la Commissione Bilancio  ha
  deliberato  in  assenza  di  numero  legale,  ha  rinunziato   ad
  esercitare  il  diritto,  attraverso le norme  regolamentari,  di
  chiedere la verifica del numero legale.
   E'  troppo semplice andare sui giornali a dire:  mentre  eravate
  assenti ,   come   state  facendo;  è  un  atto   di   gravissima
  presunzione, perché o c'eravate e avete rinunziato,  in  base  al
  Regolamento, a chiedere la verifica del numero legale oppure  non
  c'eravate  e,  quello che state raccontando  è  falso,  è  grave,
  perché, quando si denigra questa Istituzione, non  pensate che  a
  pagarne  le  conseguenze siano l'onorevole Acierno o  l'assessore
  Cintola ma ne pagate le conseguenze anche voi.
   A  proposito  delle  proposte che vengono oggi  formulate,  come
  quella   riguardante  la  presa  d'atto  sul  Regolamento,   come
  componente della Commissione per il Regolamento, dico  subito  al
  Presidente che auspico che il Presidente di turno non accetti mai
  la  possibilità di scavalcare i poteri della Commissione  per  il
  Regolamento.
   Se  c'è una questione da affrontare sul Regolamento, si convochi
  la Commissione per il Regolamento.
   Signor  Presidente,  so  già quale sarà l'esito  perchè  ricordo
  bene,  quando  abbiamo modificato il Regolamento  in  quest'Aula,
  che, proprio sul numero legale in Commissione, passò una proposta
  che  il  Presidente  Lo Porto definì  mediazione  Fleres  tra  la
  maggioranza e l'opposizione', una norma alla quale io  dissi  che
  non ero d'accordo e che sosteneva che due deputati in Commissione
  potevano  chiedere la verifica del numero legale, quindi dovevano
  essere  presenti  ma,  ai fini del numero legale,  non  sarebbero
  stati computati.
   Il  centrosinistra,  davanti a queste cose,  allora,  non  si  è
  espresso.
    Oggi, cosa chiede?
   Il  centrosinistra chiede di modificare il Regolamento, per  cui
  il  numero legale nelle Commissioni non è presunto ma deve essere
  continuamente verificato all'atto di ogni votazione.
   Signor  Presidente,  le rivolgo un appello  perchè  ritengo  che
  difendere questa Istituzione sia un dovere di tutti. Il fatto  di
  continuare a leggere sulla stampa quotidiana le dichiarazioni che
  provengono  da   alcune  forze politiche di  questa  Assemblea  a
  proposito del fatto che, in quest'Aula, c'è una legge che  non  è
  stata  regolarmente  approvata da  una  Commissione  è  un  fatto
  gravissimo, privo di ogni fondamento e sostenuto - ripeto - o  da
  chi  non  c'era e chi non è presente non può dire che è  successa
  una   cosa;  peggio  ancora,  se  era  presente,  non  ha  voluto
  utilizzare   il   Regolamento   che   prevede   la   possibilità,
  continuamente, di verificare il numero legale in Commissione.
   Signor  Presidente, concludendo, mi auguro quindi, a  differenza
  dell'onorevole  Speziale, che non si convochi nessuna  Conferenza
  dei  Presidenti dei Gruppi parlamentari; mi piacerebbe capire  il
  comportamento del centrosinistra, che oggi sicuramente  si  trova
  spiazzato   politicamente,   visto  che,  in  questo  Paese,   la
  riduzione delle tasse ci sarà, checché se ne dica. E dal  gennaio
  2005, tutti i lavoratori dipendenti si troveranno improvvisamente
  un aumento di stipendio nella busta paga.
   Il  centrosinistra avrà grandi difficoltà - già lo capisco  -  a
  spiegare  agli italiani che si troveranno un aumento di stipendio
  in  busta paga, perchè, da quel giorno e  non da oggi -  oggi  la
  gente è ancora confusa dai vostri messaggi falsi - ritiene che  a
  fronte della diminuzione delle tasse si chiuderanno le scuole, si
  chiuderanno  gli ospedali. Non succederà niente di tutto  questo.
  Una  sola  cosa succederà: dal gennaio 2005, tutti  i  lavoratori
  dipendenti, che sono quelli che ogni mese si vedono prelevate  le
  tasse dalla busta paga, si troveranno un aumento di stipendio.
   Non  so se ciò andrà a favore del centrodestra piuttosto che del
  centro  sinistra.  Questo lo vedremo. Lo  vedremo  alle  prossime
  regionali, alle prossime politiche, lo vedremo con tutti  i  test
  elettorali che ci saranno dalla diminuzione delle tasse  in  poi.
  Una cosa però è certa, signor Presidente: non possiamo continuare
  a tenere in piedi, in questa sede, un dibattito su un tema che il
  Presidente  Lo  Porto  ha  già risolto rispondendo  su  carta  al
  quesito  posto dai leaders del centrosinistra regionale sul  tema
  della violazione del Regolamento.
   Chiedo  alla  Presidenza, col massimo rispetto, considerato  che
  questo dibattito va avanti da più di due ore e verte sempre sullo
  stesso tema e che vi è già una risposta scritta del Presidente Lo
  Porto,  di  tornare all'ordine del giorno ed evitare soprattutto,
  questo  sì  in violazione del Regolamento, che lo stesso  oratore
  intervenga più volte per parlare sempre della stessa cosa.

     LIOTTA  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LIOTTA   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  premetto,  per
  tranquillizzare  l'onorevole Acierno, che il mio  intervento  non
  vuole  essere né un attacco ai funzionari che erano  presenti  ai
  lavori  della  Commissione,  né un attacco  alla  Presidenza,  ma
  intende  esprimere con grande modestia un'opinione supportata  da
  alcune considerazioni logiche.
   L'articolo 32 del Regolamento dell'Assemblea prevede che,  nelle
  sedute della Commissione, il numero legale è presunto, così  come
  è presunto il numero legale in Aula. E' vero che, in Aula, si può
  procedere alla discussione ed al voto sui singoli articoli  prima
  di  arrivare al voto finale, ritenendo presunto il numero legale.
  E'  vero anche che, in Aula, si vota per alzata e seduta. E' vero
  che  le  modalità di voto all'interno delle Commissioni non  sono
  per  alzata e per seduta, non c'è una ritualità per alzata e  per
  seduta in nessuna Commissione.
   Il  secondo  comma è ancora più chiaro nella formulazione:   Per
  la validità delle deliberazioni . Faccio notare a quest'Aula che,
  quando  abbiamo  modificato  il Regolamento,  nello  spirito  che
  sosteneva poc'anzi il Presidente, non abbiamo ritenuto necessario
  aggiungere un semplice aggettivo  finale , non perché lo  abbiamo
  dimenticato,   non   l'abbiamo   ritenuto   necessario    perché,
  evidentemente,  nella  nostra ignoranza  della  lingua  italiana,
  pensavamo che  deliberazioni  individuasse implicitamente il voto
  finale che si attribuisce in un organismo collegiale al testo del
  disegno di legge.
   Invito  i  singoli  deputati  in  quest'Aula  a  munirsi  di  un
  semplice  vocabolario della lingua italiana  per  verificare  che
  deliberare  significa  statuire, scegliere  e  che  un  organismo
  collegiale  può statuire, può scegliere, può deliberare  soltanto
  attraverso  l'espressione di un voto, un  voto  che,  in  maniera
  evidente,  senza bisogno di una richiesta esplicita da  parte  di
  due  componenti della Commissione avrebbe evidenziato la mancanza
  del numero legale.
   La  conclusione  che  traggo da queste  semplici  considerazioni
  logiche  è che voto sui singoli articoli in Commissione  non  può
  esserci  stato,  altrimenti si sarebbe evinto che  non  c'era  il
  numero legale.
   Altra  cosa  è  considerare  che, comunque,  a  prescindere  dal
  numero  dei presenti in Commissione, la votazione era da ritenere
  valida.  In  quel caso, le osservazioni che abbiamo fatto  quando
  abbiamo  approvato la modifica del Regolamento erano  pertinenti:
  in  quell'occasione, abbiamo rilevato che con un numero inferiore
  al numero legale in Commissione, si può votare tutto l'articolato
  di un disegno di legge.
   Il  Presidente  ebbe a sostenere - il resoconto  d'Aula  lo  può
  testimoniare  -  che questa fattispecie non si poteva  verificare
  con questa modifica regolamentare.
   Dico  ciò  intendendo  che  lo  spirito  con  il  quale  stavamo
  approvando la modifica regolamentare non portava alla conclusione
  che  si  potesse  approvare, all'interno di una  Commissione,  un
  disegno di legge senza il numero legale.
   L'articolo  69  intende  poi precisare:   Le  deliberazioni  sui
  testi - anche questa volta non si dice  finale', attenzione - dei
  disegni  di  legge  da  sottoporre  all'Assemblea  devono  essere
  adottate   con  la  presenza  della  maggioranza  dei  componenti
  assegnati alla commissione.
   Ogni  qualvolta  un  organismo collegiale  esprime  una  scelta,
  statuisce  una  scelta, lo fa attraverso un voto; non  può  farlo
  altrimenti. Si può ritenere esplicitamente che non sia necessario
  che  ci  sia il numero legale, nel qual caso occorreva  scriverlo
  esplicitamente - non si comprende bene perché ciò non  sia  stato
  fatto,  forse, per lasciare il Regolamento nell'ambiguità, perché
  ciascuno potesse intendere di questo Regolamento ciò che nel caso
  particolare poteva convenire ad una parte o all'altra.
   Il  pasticcio  al quale si addivenendo l'altro  giorno,  con  un
  tentativo, secondo me, maldestro di risolvere questa controversia
  regolamentare, era foriero di ulteriori disastri.
   Signor  Presidente,  sono  convinto  che  quest'Aula  e  che  la
  Presidenza  -  non vuole essere un attacco, ma una valutazione  -
  stia sottovalutando la portata di questa controversia, perché non
  si  tratta  di  una  controversia  politica  che,  nella  normale
  dinamica  di  questo Parlamento, viene sostenuta da una  parte  o
  dall'altra  per  giungere, alla fine  di  un  più  o  meno  lungo
  dibattito, ad un voto, non rischiando di sottovalutare  oltremodo
  il rischio che d'ora in poi si proceda per atti, che una parte di
  questo  Parlamento  -  a  torto o  a  ragione,  dico  io,  signor
  Presidente  -  che interpreta - e la lettera del  Regolamento  lo
  consente  - il Regolamento in un modo e c'è un'altra parte  dello
  stesso  o  la Presidenza o altri pezzi fuori da questa Assemblea,
  come  lei  stesso  diceva, che si uniformano  al  giudizio  della
  Presidenza, che intende la lettera di questo Regolamento in  modo
  affatto  diverso.  Queste due posizioni,  dunque,  sono  talmente
  diverse  tra loro, così inconciliabili, che non può esservi  atto
  politico di conciliazione, a mio avviso. E' soltanto la chiarezza
  regolamentare  che  può  risolvere una  volta  per  tutte  questa
  controversia  e  non  tanto una questione politica;  non  si  può
  ricercare  la composizione politica sulla chiarezza  di  un  atto
  regolamentare.
   Credo  che,  se la Presidenza addiviene alla consapevolezza  del
  rischio che si corre per il futuro, ha l'obbligo, prima ancora di
  proseguire  nei lavori di quest'Aula, non la facoltà, di  riunire
  la Commissione per il Regolamento.
   Mi  rendo  conto che questa è una proposta debole. Me  ne  rendo
  conto  perché la parte che sostiene l'interpretazione che anch'io
  sostengo è la parte minoritaria di questo Parlamento ma,  d'altra
  parte,  non  esiste  altra via perché la  composizione  politica,
  anche  quella proposta in qualche modo dall'onorevole Barbagallo,
  mi  convince  poco. E mi convince poco perché  se  questa  stessa
  fattispecie si verificherà nella Commissione attività  produttive
  fra tre giorni, cosa faremo?  Cercheremo anche in quell'occasione
  una composizione politica in quest'Aula. E' necessario, a tutti i
  costi,   che  il  Presidente  convochi  la  Commissione  per   il
  Regolamento  e  in un modo o nell'altro faccia chiarezza  in  una
  materia che, per quanto mi riguarda, è già chiara - e aggiungerei
  evidente  -  signor  Presidente. Non solo  chiara,  evidente.  La
  caratteristica  dell'evidenza è quella  che  non  ha  bisogno  di
  essere chiarita ulteriormente.
   Secondo  me,  il  Regolamento non ha bisogno di essere  chiarito
  ulteriormente  e  tuttavia, una volta che si è  innescata  questa
  controversia in questa Assemblea, proprio per evitare che  questa
  controversia  rechi  altre conseguenze  per  il  futuro,  l'unica
  alternativa  è che si riunisca la Commissione per il Regolamento.
  Lo  ripeto,  sono  consapevole del fatto  che  all'interno  della
  Commissione Regolamento può prevalere - dico può perché ancora la
  speranza   nell'intelligenza  umana  è  l'ultima   a   morire   -
  l'interpretazione  che  non sostengo e tuttavia,  in  quel  caso,
  avremmo  un  Regolamento che si esprime in maniera  evidente,  in
  maniera  difforme rispetto all'interpretazione che sta  dando  la
  minoranza.   In   quel  caso,  la  materia  del  contendere   non
  esisterebbe più.
   Finché   questo  atto  non  viene  compiuto,  la   materia   del
  contendere è ancora viva in quest'Aula, signor Presidente.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, informo di essermi  consultato
  con   il  Presidente  dell'Assemblea,  onorevole  Lo  Porto,   e,
  pertanto,   comunico  che  sarà  convocata  una  riunione   della
  Commissione  per  il Regolamento, per approfondire  la  questione
  dibattuta.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                     Per richiamo al Regolamento

    CAPODICASA  Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA  Signor Presidente, la comunicazione che  testé  lei
  ha  fatto  all'Aula, avendo un carattere dirimente  ai  fini  del
  dibattito  che  qui  si  è  sviluppato sul  Regolamento  e  sulla
  interpretazione da dare a questa parte dello stesso,  è  evidente
  che ha una propedeuticità rispetto al resto e, al più presto,  si
  riunirà la Commissione per il Regolamento.
   Sono  contrario  a  riunire la Commissione  per  il  Regolamento
  sulla  materia perchè il regolamento è chiaro che non ha  bisogno
  di interpretazione. Se vogliamo proprio avere un'interpretazione,
  poiché  si tratta di interpretare l'italiano, non di interpretare
  un articolo, chiediamo ad un professore universitario di italiano
  che  ci  dica  cosa  recita l'italiano, come è da  intendersi  in
  questo caso.
   Il  Presidente  può convocare la Commissione per il  Regolamento
  per  una  discussione in merito e ciò mi sta bene;  tra  l'altro,
  facendo  parte  della predetta Commissione, avrò  l'occasione  di
  discutere in quella sede.
   Signor  Presidente,  lo ribadisco, se questa  decisione,  questo
  orientamento  della Presidenza serve solo a superare  lo  scoglio
  momentaneo,  visto che non siamo ragazzini che  ci  accontentiamo
  delle parole, va da sé ...

    PRESIDENTE   Onorevole Capodicasa, non può  chiedermi  però  di
  leggere nella intenzione del Presidente, al di la delle cose  che
  ho  comunicato. Siccome so cosa mi sta per chiedere, la anticipo,
  se  lei  mi  permette. Non faccia domande alle  quali  non  posso
  rispondere perché non le risponderò.

    CAPODICASA  Basta, signor Presidente, non intendo  metterla  in
  imbarazzo,  né chiedere a lei risposte che non può darmi.  Volevo
  fare subito una precisazione: se permane questo orientamento, per
  me, è gravissimo, checché ne pensa l'onorevole Acierno il quale è
  sempre  più  realista del re e so anche perchè. Non intendo,  per
  quanto mi riguarda, continuare nei lavori d'Aula avallando questa
  decisione.  Mi  sospendo dai lavori dall'attività d'Aula  fino  a
  quando non ci sarà una decisione, avverrà fra due giorni, fra tre
  giorni, fra una settimana. Per quanto mi riguarda, intanto se  si
  decide di andare avanti con le relazioni, non svolgo la relazione
  di  minoranza; se poi non interverrà da qui a martedì la riunione
  della  Commissione  per il Regolamento che  dia  una  risposta  a
  questo  quesito non continuerò a partecipare ai lavori da martedì
  in poi.
   Potete  dire  che  é  tanto  di guadagnato  per  speditezza  dei
  lavori,  e  forse anche per il resto, però io non intendo  venire
  meno  ad  un  problema di coscienza, che rimanga  qui  sancito  e
  scritto  che per quanto mi riguarda non avallo scelte  di  questo
  tenore. Quando interverrà la decisione, se riterrò che sia  stata
  soddisfatta una esigenza generale e non mia, ma di tutti,  allora
  proseguirò nell'attività che mi compete in quanto parlamentare.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


                       Sull'ordine dei lavori

    SPEZIALE  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor Presidente, da tre giorni  cerco  di  trovare
  una soluzione mediata e vedo che voi vi intestardite su posizioni
  di  principio che poi finiscono per creare un inutile braccio  di
  ferro  in  Aula.  Il Presidente dell'Assemblea, mi  pare  lei  ha
  comunicato,  che  ha  dato la sua disponibilità  a  convocare  la
  Commissione per il Regolamento.
   La   posizione  del  Presidente  viene  interpretata   come   un
  espediente tattico per dire che intanto si va avanti con i lavori
  d'Aula e poi vediamo.
   Per  risolvere la questione, signor Presidente, visto che  mi  è
  sembrato di cogliere che è orientamento della maggioranza  quello
  di  andare  avanti  a partire da lunedì, così si  era  concordato
  grosso  modo, nel senso che l'esame del disegno di legge dovrebbe
  iniziare   lunedì,   le   chiedo  ,   se   può,   di   sospendere
  momentaneamente   la   seduta,  per  richiamare   il   Presidente
  dell'Assemblea e concordare che la Commissione per il Regolamento
  si convochi domani e, in quella sede, sosterremo la posizione che
  è di questa natura.
   L'importante  è  che   quello  che  è  avvenuto  in  Commissione
  Bilancio non costituisca un precedente. Si venga in Aula  lunedì,
  si  dia  una informativa all'Aula, della quale la stessa prenderà
  atto e si vada avanti con la legge finanziaria.
   Nessuno  quindi  interpreti, rispondo anche indirettamente  alla
  filippica politica da parte di Acierno che si è messo a difendere
  Berlusconi, ma il giudizio sulla finanziaria lo daremo al momento
  opportuno, quando discuteremo la finanziaria.
   Signor  Presidente, abbiamo la giornata di domani e la mattinata
  di  lunedì  per  potere  affrontare la questione.  Le  chiedo  di
  sospendere  momentaneamente la seduta,  risentire  il  Presidente
  dell'Assemblea, convocare nella giornata di domani, o al  massimo
  lunedì  mattina,  la Commissione per il Regolamento  in  modo  da
  stemperare il clima d'Aula e dare la possibilità di dire che  noi
  vogliamo fare sul serio. Se invece, da parte della Presidenza, ci
  dovesse  essere  l'orientamento di convocare la Commissione  dopo
  che  è  stata  esitata  la  legge  finanziaria,  ovviamente,   ci
  troveremmo di fronte ad un espediente tattico che lascerebbe  poi
  comprensibili  anche  le reazioni di singoli  parlamentari  o  di
  gruppi parlamentari.

    MICCICHE'  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.
   Ricordo   che,   a  conclusione  dell'intervento  dell'onorevole
  Miccichè  sull'ordine dei lavori, saranno chiuse le iscrizioni  a
  parlare  sulla discussione generale dei disegni di  legge  numeri
  923 e 924.

    MICCICHE'   Signor  Presidente, il  mio  intervento  è  teso  a
  sollecitare  una  sua maggiore riflessione  su  come  si  stavano
  avviando  i lavori di questa seduta. Mi pare che lei abbia  colto
  in  maniera un po' nervosa la mia osservazione, in quanto con  il
  mio intervento non volevo perdere tempo, bensì far capire dove si
  voleva   arrivare,   cioè   chiudere   in   maniera   sbrigativa,
  approfittando  anche di questa situazione di giusta  osservazione
  relativa alla violazione  del Regolamento interno.
     Pertanto, signor Presidente, credo sarebbe opportuno capire la
  sua  intenzione e mi pare che, in questo momento, lei  non  abbia
  proceduto, anzi non stia procedendo, in maniera chiara,  infatti,
  non  è mai successo che i lavori della finanziaria si svolgessero
  in questa maniera.
   Capisco  la  fretta che avete, in quanto ordini superiori  hanno
  dettato  la  vostra decisione politica di andare avanti  come  un
  carro  armato, forti della vostra maggioranza, del vostro  numero
  -  questa  è  una regola della democrazia -, però,  dovete  anche
  rispettare  un modo, un bon ton della politica, dei rapporti  con
  l'opposizione, cosa che in questo momento non state assolutamente
  rispettando,  considerato che avete l'intenzione di  procedere  a
  colpi di maggioranza, come avete fatto con la legge elettorale, e
  vorreste fare anche a livello nazionale, in sostanza un colpo  di
  mano, un colpo di stato istituzionale e parlamentare.
   Credo  che  così,  signor Presidente, non  si  vada  da  nessuna
  parte;  probabilmente,  volete uno  scontro  anche  di  carattere
  istituzionale.   Dovete  capire  una   cosa   che   forse   avete
  dimenticato:  ricordo il periodo in cui c'era una parte  politica
  che governava il Paese, la cosiddetta Prima Repubblica, in cui si
  facevano leggi che sembrava dovessero normare per l'eternità. Poi
  il  mondo  ha girato le spalle a questo regime, a questa politica
  di  allora e voi pensate di avere sicuramente nel vostro avvenire
  non so quanto tempo per fare le cose che state facendo in maniera
  antidemocratica, perché di questo si tratta; si tratta di  andare
  verso un regime, lo state praticando, lo avete dimostrato con  la
  finanziaria  e  continuate a dimostrarlo, giorno per  giorno,  in
  questa Aula.
   Signor  Presidente, ho voluto intervenire per  invitarla  ad  un
  ulteriore  momento  di  riflessione.  Lei,  in  questo   momento,
  rappresenta  non  i  componenti  della  maggioranza   ma   quelli
  dell'intero  Parlamento  siciliano  costituito,  fino   a   prova
  contraria, dalla maggioranza e dall'opposizione.
   L'opposizione  ha un ruolo, se per lei, signor  Presidente,  non
  ha alcun rilievo...

    PRESIDENTE  Onorevole Micciché, devo invitarla a concludere.

    MICCICHE'  ...ne prendiamo atto, lo stiamo vedendo  sotto  ogni
  profilo,  per  cui il mio intervento serve anche a far  capire  a
  lei, signor Presidente, che il mondo è fatto a scale, c'è chi  le
  scende  e  chi  le  sale. Probabilmente, avremo  modo  di  vedere
  scendere da queste scale, da questo podio, la Signoria Vostra con
  questa arroganza di tipo dittatoriale.

    PRESIDENTE  Grazie onorevole Miccichè.

    MICCIHE'  Signor Presidente, devo continuare a parlare, non  ho
  finito.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


    Riprende la discussione congiunta dei disegni di legge numeri
                            923/A e 924/A

    PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole Speziale.  Ne  ha
  facoltà.

   MICCICHE'. Chiedo di iscrivermi a parlare.

    PRESIDENTE  Onorevole Micciché, quando arriverà il  suo  turno,
  le concederò la facoltà di parlare.

    SPEZIALE  Signor Presidente, inizio col dire che per me non  fa
  molta  differenza essere componenti di schieramenti  diversi,  ho
  rispetto  per  tutti, anche perché si è persone prima  di  essere
  parlamentari.
   Pertanto,  signor Presidente, lei deve avere - mi  scusi  se  mi
  permetto  di  farle  un richiamo - rispetto innanzitutto  per  le
  persone,  poi  per  il  fatto  che  siamo  parlamentari,   quindi
  atteggiamenti  vessatori  nei  confronti  dei  singoli  deputati,
  ritengo  siano  errati  e  le  chiedo  scusa  se  forse  la   mia
  precisazione è stata inopportuna.
   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo  nell'ambito
  della  discussione generale sulla finanziaria e sul bilancio.  Lo
  faccio  perché è  l'unico modo che abbiamo per poterci  difendere
  da  un atteggiamento tracotante che ha riguardato la maggioranza.
  Se  si  fosse  seguita  una strada più lineare  come  quella  che
  abbiamo  suggerito,  cioè  quella  di  convocare  la  Commissione
   Regolamento',  avremmo tenuto fede agli  impegni  assunti  nella
  Conferenza  dei Presidenti dei Gruppi parlamentari,  allorquando,
  insieme  alla maggioranza, abbiamo concordato di finire i  lavori
  della finanziaria entro il giorno 18 di dicembre.
   Sono  sorte questioni, note a tutti, ne ha parlato la stampa,  e
  tuttavia stasera abbiamo tentato ripetutamente di potere  trovare
  una  strada  mediata, cioè quella di pervenire ad  una  soluzione
  concordata tra maggioranza ed opposizione che non determinasse un
  precedente pericoloso relativamente al vulnus che secondo noi  si
  è  creato,  per la interpretazione del Regolamento da  parte  del
  Presidente della Commissione  Bilancio'. Purtroppo, notiamo  come
  da  parte della Presidenza e della maggioranza si insista su  una
  posizione  che  riteniamo  sbagliata  e  che  ovviamente   peserà
  nell'ambito  delle  relazioni  parlamentari,  peserà  in   questo
  Parlamento  e  peserà,  ovviamente,  nel  prosieguo  della  legge
  finanziaria.  Signor  Presidente, stiamo  adottando  una  tattica
  che...

    LO   MONTE ,  assessore  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato  e la pesca. Uno che ha esercitato  il  diritto  di
  opzione e l'Assemblea non ne prende atto

    PRESIDENTE  Onorevole Lo Monte, questa mattina si è  tenuta  la
  Commissione  verifica poteri poi avremo modo di precisare  questi
  aspetti. Lasci completare l'onorevole Speziale.

    SPEZIALE   Siccome vedo particolarmente agitato l'onorevole  Lo
  Monte,  sono  disposto  a  cedergli la  parola,  qualora  volesse
  sollevare   questioni   regolamentari.   Detto   questo,   signor
  Presidente,  ci troviamo, per la prima volta in quest'Aula,  dopo
  tentativi  che  abbiamo denunciato negli  anni  passati,  con  un
  bilancio  della Regione e con una legge finanziaria  che  prevede
  entrate false.
   Signor  Presidente,  non  è possibile continuare  a  parlare  in
  queste condizioni.

    PRESIDENTE   Onorevole  Lo  Monte  non  so  se  può  servire  a
  rasserenare gli animi, capisco che ci sono questioni che  possono
  alterare  la  serenità  dell'Aula, ma  la  notifica  dei  termini
  relativi all'opzione da parte dell'onorevole D'Antoni è stata già
  notificata  oggi  e,  tenuto conto del fatto  che  da  oggi  alla
  scadenza dei termini - il 14 decorrono i termini -, ci sono anche
  il  sabato  e  la  domenica, siamo in piena sessione  per  potere
  procedere.

    LO   MONTE ,  assessore  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca. Forse a Carnevale quest'Assemblea  avrà
  il plenum

    PRESIDENTE  Evidentemente, non è stato sufficiente ciò  che  le
  ho comunicato. Prego, onorevole Speziale.

    SPEZIALE   Mi  rendo conto che si sta affrontando  una  materia
  estranea alla legge finanziaria in questo dibattito che ha  visto
  surriscaldato l'onorevole Lo Monte. Ci troviamo di fronte ad  una
  legge finanziaria che si fonda su dati falsi.
   Il  primo dato falso è la previsione di entrate per 190  milioni
  di lire relativa alla dismissione degli enti economici regionali.
  Voglio  ricordare  ai  colleghi parlamentari  della  maggioranza,
  visto  che  il Governo è assente, che il Parlamento siciliano  ha
  votato  una  norma con la quale ha previsto che  le  risorse  che
  entrano dalla dismissione degli Enti economici regionali previste
  dalla legge 5 del '99 vengano ridistribuite nel territorio.
   In  occasione della legge sulle variazioni di bilancio c'è stata
  una  discussione,  in seno al Parlamento, che  ha  investito  più
  parlamentari  e sulla quale il Parlamento ha determinato  che  50
  milioni di euro venivano date alla provincia di Ragusa in seguito
  alle  dismissioni che erano già intervenute in quella  provincia,
  l'AZASI,  l'INSICEM ed altri. Non abbiamo capito se  la  proposta
  del Governo esclude ed annulla quella previsione normativa.
   La  seconda  entrata falsa è quella prevista per la  dismissione
  delle  Aziende  ospedaliere  per 150  milioni  di  euro.  E'  una
  previsione sballata, lo abbiamo detto in Commissione Bilancio, in
  Commissione  Sanità;  è una previsione che non  tiene  conto  del
  fatto  che  quelle  entrate  vanno iscritte  nel  bilancio  delle
  Aziende  ospedaliere  e  che  non è  possibile  trasferirle  come
  entrate nel bilancio della Regione.
   Il  terzo  elemento  che  è sopraggiunto  e  che  adesso  voglio
  spiegare  è legato alla vicenda della cosiddetta riduzione  delle
  tasse  da parte del Governo Berlusconi. Come sapete - l'Assessore
  per  il  Bilancio lo saprà certamente, lo sanno gli uffici  della
  Regione  -,  in  forza  di  un principio statutario,  la  Regione
  siciliana  introita tutte le trattenute IRPEF che vengono  pagate
  in  Sicilia. Lo Stato non é altro che un ente di riscossione  che
  poi  ridistribuisce  queste risorse alla  Regione  siciliana.  La
  previsione  del Governo nazionale, di una manovra  di  cosiddetta
  riduzione delle tasse di sei miliardi e mezzo, ha determinato una
  polemica  politica  sulla quantità di risorse che  verrebbero  in
  meno, trasferite al bilancio della Regione.
   Il  Presidente  della Commissione Bilancio, l'onorevole  Savona,
  su  un  articolo di stampa ha dichiarato che trattasi di qualcosa
  come  500  milioni di euro, mille miliardi di lire. Questa  cifra
  non viene condivisa dall'Assessore per il bilancio. Le previsioni
  che  abbiamo  fatto,  sulla base del  fatto  che  non  abbiamo  a
  disposizione  gli uffici della Regione e quindi,  non  abbiamo  a
  disposizione i tecnici, sono tra i trecentocinquanta milioni e  i
  cinquecentomilioni di euro, cioè tra settecento miliardi e  mille
  miliardi di lire.
   Abbiamo,  a  questo  punto,  posto una  questione  che  é  stata
  ripresa stasera, correttamente, da parte dell'onorevole Acierno e
  cioè  di  fronte ad un bilancio che prevede entrate  per  l'IFPEF
  pari a quattro miliardi e trecento milioni di vecchie lire e  che
  noi ridistribuiamo nel bilancio.
   Il  fatto che, sappiamo con certezza, che é stato presentato  un
  maxi-emendamento da parte del Governo Berlusconi, che prevede una
  riduzione  di  trasferimenti, quantizzabili  dal  Governo,  nella
  misura  di duecentocinquanta milioni di euro, ha posto noi  nella
  condizione  di  fare una domanda in Commissione  Bilancio  e  che
  vogliamo riproporre anche qui.
   In  Commissione  Bilancio, questa domanda  é  stata  oggetto  di
  un'aspra discussione che ha determinato il clima attuale:  se  il
  trasferimento dello Stato, anziché essere di quattro  miliardi  e
  trecento  milioni  di IRPEF, sarà soltanto di  quattro  miliardi,
  essendo  l'IRPEF un'entrata certa, per sostenere le  spese  certe
  della  Regione,  venendo meno, sulla base di  quella  previsione,
  seicento  miliardi di vecchie lire, non sarebbe stato  più  utile
  attrezzarsi   perché  ci  fosse  una  compensazione   a   livello
  nazionale.   Abbiamo   chiesto   al  Presidente   dell'Assemblea,
  onorevole  Lo Porto, che si attivasse nei confronti  del  Governo
  nazionale,  perché  nel  maxi-emendamento venisse  contenuta  una
  compensazione, vista la riduzione dei trasferimenti alla Sicilia.
   Ci  é  stato  assicurato,  da parte dell'onorevole  Cintola,  in
  Commissione  Bilancio,  che  l'onorevole  Cuffaro  e  l'onorevole
  Miccichè erano a Roma e che, sicuramente, la manovra nazionale di
  Berlusconi, avrebbe previsto una compensazione.
   Abbiamo  attivato,  come  avviene in politica,  anche  i  nostri
  parlamentari.  Abbiamo visto che Micciché e Cuffaro  a  Roma  non
  contano niente, perché non solo é prevista una riduzione, ma vi é
  di  più,  vi  é  un  drastico  taglio  fatto  nei  confronti  del
  Mezzogiorno,  attraverso  il fatto che  viene  rivisto  tutto  il
  sistema degli incentivi e mi fa specie che stamattina il Giornale
  di Sicilia abbia dato spazio in un articolo a Micciché, nel quale
  veniva  affermato  il  principio  che  viene  negato  il  sistema
  incentivante  per le imprese siciliane, perché  tutto  ciò  viene
  fatto  attraverso un'altra possibilità che é quella del  credito,
  come  se l'accesso al credito non fosse una delle difficoltà  che
  hanno le imprese siciliane che, invece, andrebbero incentivate.
   Tuttavia,  quella fu una prima questione. Abbiamo poi detto,  in
  quegli incontri che, nel caso il maxi-emendamento fosse risultato
  blindato  da  parte  del  Governo, così  come  purtroppo  avevamo
  previsto,  avremmo confidato nel fatto che quei 61  deputati  del
  centro destra eletti in Sicilia avrebbero, in qualche modo, fatto
  una proposta di compensazione - come tutti sappiamo fanno i leoni
  in  Sicilia e le pecore a Roma, davanti al Governo Berlusconi  -;
  sta  di  fatto che stiamo esaminando una manovra finanziaria  che
  prevede  entrate  IRPEF sulla base di dati dell'anno  scorso  per
  ottomilaseicento miliardi delle vecchie lire,   alle  quali  però
  mancano seicento miliardi di lire.
   Alla  luce  di questa considerazione ovvia, abbiamo  chiesto  al
  Governo  regionale di rivedere l'impianto della legge finanziaria
  e del bilancio; il Governo ci ha risposto nel modo in cui stasera
  ha  detto  l'onorevole  Acierno, cioè che  sarebbe  stato  meglio
  esaminare  la  legge finanziaria così com'è, e  poiché  il  primo
  gennaio 2005 la legge finanziaria nazionale diventerà legge dello
  Stato,   quando  saranno  quantificate  con  certezza  le  minori
  entrate, noi ritorneremo a legiferare.
   Signor  Presidente,  ora  pongo  una  prima  questione:  già  il
  Commissario dello Stato ha richiamato quest'Assemblea  più  volte
  ad  avere  maggiore rigore nelle modalità di legiferare,  già  il
  prestigio  dell'Assemblea  regionale siciliana  -  purtroppo  per
  responsabilità non sempre della stessa Assemblea, ma per un  modo
  abbastanza  pasticciato con il quale il Governo  si  presenta  in
  Aula  che determina confusione -, è abbastanza ridotto agli occhi
  dei  siciliani; ma un Parlamento che legifera il 30 dicembre  una
  cosa, per ritornare a legiferare il 2 gennaio un'altra cosa è  un
  Parlamento  che  viene  minato nel  suo  prestigio  e  nella  sua
  autorevolezza.
   Questo  è  il punto che va al di là dei confini della  politica,
  che  non investe soltanto la responsabilità politica, quindi  noi
  legiferiamo  coperture  fino al 30 dicembre  in  un  certo  modo,
  dopodiché  il  2  gennaio torniamo in Aula e  stabiliamo  che  le
  coperture del 30 dicembre non ci sono più.
   Abbiamo  chiesto al Governo di fermarsi un attimo,  di  valutare
  sulla base della manovra finanziaria nazionale le ricadute che si
  avrebbero sulla manovra finanziaria regionale, ovviamente, si  va
  avanti  sulla  base di quelle ricadute che sappiamo con  certezza
  esserci.
   Onorevole Dina, lei ha affermato che ammontano a 250 milioni  di
  euro  le  minori entrate, lo avete affermato voi, quindi sappiamo
  tutti che noi avremo minori entrate e che la previsione riportata
  nell'UPB 1 di entrate per l'Irpef è falsa.
   Possiamo  andare  avanti con un bilancio in cui  si  afferma  il
  falso?  Il  fatto  che formalmente si dica che non  sia  legge  e
  quando diventa legge noi torniamo a legiferare il giorno dopo, mi
  chiedo  quale  sia  il nostro prestigio. Questo  è  il  punto  di
  debolezza del ragionamento che fa il Governo che lega il tutto ad
  una  scadenza;  è stato affermato che dobbiamo fare  la  legge  e
  successivamente   faremo   un'altra   legge,   eventualmente   in
  variazione.
   Noi,  signor  Presidente,  non siamo d'accordo  neanche  per  il
  fatto  che qui  ci avete presentato un testo del disegno di legge
  che  non affronta i nodi fondamentali della legge di bilancio  di
  cui la Sicilia ha bisogno.
   Qual  è  il  quadro economico della nostra Regione?  In  Sicilia
  abbiamo una verticale caduta degli investimenti.

    PRESIDENTE  Onorevole Speziale la invito a concludere.

    SPEZIALE   Qual  è il quadro della Sicilia in  questo  momento?
  Il  quadro  della Sicilia è questo: la Sicilia degli  ultimi  tre
  anni  ha perso centoventitremila giovani che sono emigrati  dalla
  Sicilia,  si tratta di giovani laureati e diplomati;  abbiamo  un
  numero  di  imprese che si scrivono che è la metà del  numero  di
  imprese che si cancellano.
   Abbiamo  una crisi nei settori vitali della Sicilia, nel settore
  industriale, nel settore artigianale, nel settore ortofrutticolo,
  crisi  che  non  ha precedenti. Intere aree della nostra  Regione
  rischiano di essere cancellate come aree produttive.
   Si  è determinato un clima, un'insicurezza, un'incertezza che fa
  pensare   che  nessuna  prospettiva  sia  possibile.  La   stessa
  Associazione degli industriali, che come tutti sanno, non è molto
  amica  del centro sinistra, si è allarmata. Il POR doveva  essere
  uno  dei  volani attraverso il quale doveva aumentare il Prodotto
  Interno Lordo, ebbene, la spesa è ferma al 18 per cento.
   La  Sicilia,  quindi,  è  in  una  condizione  recessiva,  perde
  occupati, perde impresa. La Sicilia si impoverisce sempre di più.
  Stipendi,  salari  e  pensioni perdono il potere  d'acquisto.  Di
  fronte ad una condizione così drammatica della Sicilia, voi avete
  affrontato  una legge finanziaria senza tenere conto di  come  la
  mano pubblica debba intervenire strategicamente per invertire  un
  processo  d'impoverimento,  sapendo bene  quali  sono  i  settori
  d'intervento  che  vanno privilegiati ed avvantaggiati;  voi  non
  avete una politica, una strategia, con questo provvedimento state
  accompagnando la Sicilia al declino, ad un irreversibile declino.
   Ecco  perché  noi  non condividiamo la manovra finanziaria,  non
  soltanto  per  ragioni contabili di equilibrio  di  bilancio,  ma
  soprattutto per ragioni strategiche. Noi non possiamo  permettere
  che attraverso le sciagurate scelte che avete fatto in questi tre
  anni   e   che  continuate  a  fare  con  la  legge  finanziaria,
  accompagniate la Sicilia ad un processo d'impoverimento.
   Noi  avremmo  voluto confrontarci su questi temi in  Commissione
  Bilancio  e avremmo voluto chiedere all'Assessore per il bilancio
  se  per  caso avesse sentito gli industriali, se per caso  avesse
  sentito  gli agricoltori, se per caso avesse sentito i sindacati,
  l'associazione  delle  piccole  e medie  imprese,  l'associazione
  degli  artigiani. Insomma, se per caso, prima di  fare  la  legge
  finanziaria, e di proporre un impianto normativo, avesse  sentito
  il  mondo  produttivo, il mondo che lavora e produce, quel  mondo
  che  concorre  a creare in Sicilia il 95 per cento  del  Prodotto
  Interno Lordo.

   PRESIDENTE.   Onorevole   Speziale   è   scaduto   il    termine
  regolamentare.

    SPEZIALE   Mi permetta qualche altro minuto, signor Presidente,
  per completare il mio ragionamento.
   Tutto  questo non è stato fatto. E' arrivato l'Assessore per  il
  bilancio   chiamato  a  dirigere  l'Assessorato  in  seguito   ai
  contrasti  interni  che  sono  sorti  in  seno  all'UDC,   adesso
  manifesti, perché sembrerebbe che ci sia stato un colpo  di  mano
  all'interno  del partito, sul quale neanche voglio entrare.  Sono
  vicende  interne al partito tra Cuffaro e Lombardo. Non ci  si  è
  posti alcuno di questi temi. Non se li è posti Cintola, ma non se
  li pone neanche Cuffaro.
   Noi  in  Commissione Bilancio avevamo proposto  emendamenti  che
  puntavano  a razionalizzare la spesa, che puntavano a ridurre  la
  spesa  improduttiva e avevamo proposto emendamenti che  cercavano
  di orientare la spesa verso i settori produttivi.
   Cosa  può  succedere  - lo dico qui visto  che  c'è  l'Assessore
  Leontini - senza l'intervento pubblico di sostegno fattivo  nelle
  aree serricole della nostra Regione, nelle aree ad alto tasso  di
  sviluppo  agricolo della nostra Regione, se non c'è un intervento
  pubblico  che  orienti  in qualche modo la   fase  di  crisi  del
  settore?
   Non  solo  si  parla del conflitto sociale, ma del  piano  della
  tenuta  produttiva  in quelle aree e non ci  vuole  una  risposta
  momentanea, assistenziale, bensì occorre una risposta strategica,
  d'innovazione,  di  modernizzazione di  quelle  zone,  di  quelle
  culture. Ci vuole una risposta che punti alla ripresa ed, invece,
  nella legge finanziaria non c'è una sola parola.
   Cosa   succede  nel  settore  dell'artigianato?  Gli   artigiani
  siciliani sono in enormi difficoltà. Qual è l'intervento che  può
  fare la mano pubblica nei confronti del mondo degli artigiani? E'
  quello  di  vedere in che modo si innova, si crea un  nuovo  know
  how, si specializza l'artigianato regionale.
    Non c'è una parola di tutto questo
   La  crisi  del  mondo produttivo non è contemplata  nella  legge
  finanziaria  e, sotto diversi modi, si pone di nuovo il  problema
  della   dilatazione  della  spesa  sanitaria;   si   ripropongono
  argomenti bocciati  per ben due volte dall'Aula e riproposti  con
  la legge finanziaria.
   Insomma  si  fa una legge finanziaria che tende  a  dilatare  la
  spesa  e  a  creare una condizione di scambio con  quei   settori
  parassitari della nostra Regione che stanno bruciando risorse per
  i nostri figli.
   Questa   è   una  grave  responsabilità    Non  c'è   solo   una
  responsabilità dell'assessore Cintola per l'impianto della  legge
  finanziaria, ma c'è anche una responsabilità della maggioranza  e
  del  Governo, inadeguati a reggere lo stato di crisi in cui versa
  la nostra Regione.
   Ho  visto  che stamattina c'è stato un appunto della Margherita;
  avremmo  voluto confrontarci sulla base di proposte  alternative,
  perché abbiamo un'idea dello sviluppo di un'altra Sicilia. Come è
  possibile  invece  attivare il lavoro, la  ripresa,  le  imprese,
  sostenere  le  piccole  e  medie  aziende,  gli  artigiani,   gli
  agricoltori, il mondo agricolo in generale.
   Il compagno Zago ha presentato puntuali emendamenti, invece -  e
  concludo  -  la maggioranza con un colpo di mano ha impedito  che
  ciò avvenisse.
    Con un colpo di mano si è sottratta al confronto parlamentare.

    PRESIDENTE   E'  iscritto a parlare  l'onorevole  Zago.  Ne  ha
  facoltà.

    ZAGO   Signor  Presidente,  la ringrazio  per  avermi  dato  la
  parola  e  mi  sono permesso di chiederla solo per  fare  qualche
  sottolineatura,  giacché non sarebbe utile tornare  su  argomenti
  trattati dal Presidente del gruppo parlamentare che rappresento.
   Qualche  sottolineatura - dicevo - in ordine alla filosofia,  al
  merito  di  questa finanziaria per evidenziare come,  ancora  una
  volta,  questa  legge  non  sia  adeguata  all'evoluzione   della
  situazione  nazionale ed almeno europea di  questi  ultimi  anni,
  una finanziaria che non tiene conto delle novità intervenute,  di
  quelle in itinere e di quelle in prospettiva.
   Intendo  riferirmi,  per  uscire dal vago,  dal  generico,  alle
  novità  strutturali, quali ad esempio l'allargamento  dell'Unione
  europea,  che  è  un fatto già avvenuto; ad esempio  il  discorso
  sulla  globalizzazione  che  investe  tutti  gli  interventi  dei
  momenti  di  confronto, di dibattiti, di  convegni,  ma  che  non
  trova,  secondo  me, nel testo che ha presentato il  Governo  dei
  riferimenti,  delle misure, delle scelte che permettano  di  fare
  andare  avanti la nostra Regione, tenendo conto di questa  svolta
  epocale.
   Inoltre,  non c'è un riferimento nella finanziaria a quella  che
  è  l'altra novità salutata pregiudizialmente da tutti con  favore
  quale l'area di libero scambio del 2010, ma verso la quale non si
  adotta  nessuna  misura, facendo probabilmente già  pagare  delle
  conseguenze alla nostra economia.
   Mi   chiedo,   infatti,   se   uno  dei   motivi   della   crisi
  dell'agricoltura  siciliana e meridionale non derivi  proprio  da
  questo processo di globalizzazione dei mercati di fronte al quale
  le  aziende agricole, i produttori sono stati lasciati soli,  non
  sono  stati  aiutati o indirizzati a capire quanto sta  avvenendo
  attualmente nel mercato.
   Forse   come  classe  dirigente  adesso,  a  prescindere   dalle
  distinzioni  fra  chi  il è al Governo e chi  è  all'opposizione,
  abbiamo  commesso o continuiamo a commettere l'errore di  pensare
  che  l'area di libero scambio del 2010 sia qualcosa di meccanico,
  di  definito, qualcosa che entra in vigore il primo  gennaio  del
  2010  o  del  2011,  non capendo probabilmente  che  invece  tale
  processo  probabilmente  è già in corso e che quindi la  scadenza
  del  2010 comporterà delle formalizzazioni per quanto riguarda  i
  rapporti  commerciali fra i paesi che ne faranno  parte,  che  la
  costituiranno.
   Ma   intanto   questo  processo  di  integrazione,   di   scambi
  commerciali, oltre che culturali, turistici, è già in atto  e  di
  fronte a tutto questo non c'è un solo atto, una sola misura,  una
  sola  riflessione  del Governo e, quindi, di  questo  disegno  di
  legge della finanziaria che dovrebbe riflettere tutto questo.
   Come, ad esempio, non ci chiediamo cosa ne sarà delle piccole  e
  medie imprese siciliane alla luce non solo di questi processi, ma
  anche di quelli che sono gli orientamenti emersi, ad esempio, con
  Basilea  2;  anche in questo caso, come per le aziende  agricole,
  per  le  piccole e medie imprese non continuerà ad  essere  tutto
  come è stato finora.
   Va  bene  che magari, malgrado la buona volontà degli  assessori
  che  si  succedono, non si onorano gli impegni che la Regione  ha
  assunto  nei  confronti  degli  artigiani  siciliani  per  quanto
  riguarda i contributi dal 1999 ad oggi; va bene che non si  danno
  risposte  in tal senso, ma non si interviene in quelle che  sono,
  secondo  me,  ancor più importanti, le misure  di  indirizzo,  di
  accompagnamento per le piccole e medie imprese e per adeguare  il
  loro  modo di stare sul mercato a queste evoluzioni che  sono  in
  corso da qualche anno.
   Ritengo questa, signor Presidente, una finanziaria del 2005  che
  probabilmente  potrebbe anche essere del 1995;   una  finanziaria
  che  ripercorre i soliti luoghi comuni, le solite  furbizie,  che
  continua  ad  essere  la solita legge omnibus,  la  solita  legge
  calderone  sulla quale tutti facciamo i puritani, addirittura  il
  nuovo  Presidente  del Gruppo parlamentare  di  Forza  Italia  ci
  ammoniva  sulla  stampa  che lui non  avrebbe  permesso,  per  la
  finanziaria, una legge calderone, una legge omnibus e  invece  il
  risultato è che una finanziaria partita con circa trenta articoli
  è  diventata  di 150 e successivamente, per motivi di  pudore,  è
  stata  ridotta  ulteriormente  solo  perché,  all'interno  di  un
  articolo,  sono  stati  inseriti  circa  69-70  commi  che   sono
  altrettanti articoli di tante leggi.
   Quindi,  si  predica bene, ma si razzola male, si  razzola  come
  sempre.  E  la  stessa  querelle, la stessa  diatriba  che  si  è
  sviluppata  in  Aula questa sera e in questi giorni  in  sede  di
  Commissione  Bilancio,  con i comunicati sui  giornali,  con   il
  dibattito  che ne è seguito tra le forze politiche e parlamentari
  che cosa sta a testimoniare se non la mancanza di un colpo d'ala,
  di  uno  scatto d'orgoglio da parte di questa Assemblea regionale
  siciliana che è chiamata  a programmare la nostra Isola,  tenendo
  conto  di  quello  che è emerso  a cui ho già  fatto  riferimento
  all'inizio di questo mio intervento.
   Come  è possibile che in un'Aula parlamentare, che all'Assemblea
  regionale siciliana non ci sia la politica che al momento risulta
  essere assente? Come è possibile che si arrivi ad uno scontro sul
  Regolamento,  come  quello in corso, in un'Aula  dove  invece  la
  politica  avrebbe dovuto produrre una mediazione capace  di  dare
  serenità  e  certezza  a tutto il Parlamento  siciliano?  Quindi,
  anche  da questo punto di vista, credo che ci siano dei risultati
  negativi da registrare.
   Signor  Presidente, mi permetto, prima di concludere,  di  porre
  due  questioni  specifiche. La prima  riguarda l'ammissibilità  o
  meno  dell'articolo 9 che le sottopongo in quanto  mi  chiedo  se
  sia  possibile tornare a legiferare su una materia  che  è  stata
  trattata nella stessa sessione di bilancio, non sei mesi  fa,  ma
  solo pochi giorni addietro.
   La  seconda questione che mi permetto di sollecitare è un invito
  al  Governo,  e  naturalmente  all'assessore  per  l'agricoltura,
  onorevole Leontini, come anticipato dall'onorevole Speziale: come
  parte  politica abbiamo presentato una serie di emendamenti sulla
  grave  crisi che travaglia la Sicilia e il meridione,  su  questa
  crisi  dell'agricoltura che, come abbiamo più volte detto, non  è
  una  crisi  convincente,  non è una crisi  che  scaturisce  dalle
  solite gelate, dai venti sciroccali o dagli eventi calamitosi  ai
  quali  siamo  abituati e che purtroppo continuano ad esserci.  Si
  tratta  di  una crisi che mette in discussione lo stesso  modello
  produttivo dell'agricoltura siciliana.
   Non  possiamo non tenere conto di quello che si è sviluppato  in
  positivo o in negativo in questi due mesi di mobilitazione  quasi
  permanente  dei  produttori  delle organizzazioni  professionali,
  delle istituzioni e dei sindaci.
   Le  chiedo,  onorevole  assessore, alla fine  della  discussione
  generale o all'inizio della discussione sull'articolato,  proprio
  per  capire  verso  cosa  dobbiamo  andare,  di  intervenire  per
  informare   il   Parlamento  sull'evoluzione  dei   provvedimenti
  legislativi e non, del Governo nazionale e del Governo  regionale
  che  sono  maturati o che sono in itinere, per  capire  su  quali
  emendamenti  richiedere non lo scontro, non il voto d'Aula  tanto
  per  adempiere ad un dovere, ma l'approvazione di quelle   misure
  che possano dare risposte agli agricoltori mobilitati in lotta da
  tanti mesi.
   Pertanto, le chiedo un intervento utile e costruttivo che  tenga
  conto,   se   vuole  onorevole  assessore,  di  un  esame   degli
  emendamenti  presentati  che  potrà fare  personalmente  con  gli
  uffici; le chiedo un atteggiamento costruttivo che ci permetta di
  dare risposte verso un comparto su cui la Sicilia non può pensare
  di  potere  derogare,  perché  la Sicilia  deve  puntare  il  suo
  sviluppo  sul  turismo, sull'industria, sulle infrastrutture,  ma
  non  può certo prescindere dallo sviluppo dell'agricoltura che  è
  stata,  continua  ad  esserlo e dovrà  essere  uno  dei  comparti
  principali dell'economia siciliana.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole  Tumino.  Ne  ha
  facoltà.

    TUMINO    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   vorrei
  sottolineare    alcuni    aspetti    di    questa     finanziaria
  diversificandoli su tre categorie.
   Sul  piano regolamentare questa finanziaria andava riportata  in
  Commissione  perché occorreva che non passasse   quel  principio,
  già discusso precedentemente,  circa la necessità che ci fosse il
  numero  legale durante le sedute della Commissione. E' stato  uno
  strappo,  un vulnus che credo porterà un danno a quest'Assemblea,
  così come già sottolineato.
   Sempre  sul piano regolamentare sarebbe stato importante che  ci
  fosse  stata  una  valutazione  delle  presenze  parlamentari  in
  Commissione.
   Sul   piano   del  merito  questa  finanziaria  presenta   delle
  caratteristiche  strane. Il bilancio della  legislazione  vigente
  presenta un risparmio pubblico di 70 milioni di euro ed un  saldo
  netto da impiegare, quindi non da finanziare,  di 300 milioni  di
  euro  e  tutto questo nonostante un deficit tendenziale di  1.300
  milioni di euro, cioè un miliardo e 300 mila euro, che si presume
  di  colmare  attraverso una manovra di bilancio che  prevede  200
  milioni  di  euro  di recupero attraverso una rinegoziazione  dei
  mutui e una ristrutturazione del debito. Una somma incredibile da
  recuperare semplicemente da una ristrutturazione del debito
   Si  prevede  di  recuperare 50 milioni di  euro  attraverso  gli
  interventi del POR sostitutivi di spese regionale. E questa è una
  contraddizione in termini, perché il POR non è mai sostitutivo di
  spese regionali. Qui c'è ovviamente un falso.
   Si  prevede di coprire questi 1.300 milioni di euro di disavanzo
  con  una  decurtazione dei fondi di riserva e dei  fondi  per  la
  regolazione  contabile di ben 942 milioni  di  euro,   una  cifra
  talmente  alta  che la stessa relazione cerca  di  spiegare  come
  trovare    questi   soldi,   mostrando   ed   evidenziando    una
  contraddizione  palese in quanto ritiene  che  la  manovra  della
  legge  finanziaria contabilizza maggiori risorse per 890  milioni
  di  euro  nel  2500,  che  sono già inferiori  alla  decurtazione
  prevista,  ma  poi  precisa che queste  somme  vengono  destinate
  principalmente all'accantonamento di risorse dei fondi globali  e
  solo successivamente servono a ripristinare gli stanziamenti  dei
  fondi di riserva.
   In  buona  sostanza,  in  questa  esplicitazione  della  manovra
  finanziaria ci sono delle contraddizioni sul piano tecnico e  sul
  piano dei contenuti e, personalmente, chiederei all'Assessore  al
  bilancio    di   volerne   parlare  perché   la   considero   una
  contraddizione lampante.
   Inoltre,  in  questa finanziaria, sempre sul piano  tecnico,  ci
  sono  decine  di articoli che non sono attinenti  e  rispetto  ai
  quali  mi  auguro  che  il  Presidente dell'Assemblea  faccia  la
  necessaria attenzione e quindi da filtro.
   Ci  sono delle norme che sono state riproposte almeno due o  tre
  volte  in  questi  ultimi  mesi, respinte  poi  dall'Aula  e  che
  sistematicamente tornano  in questa finanziaria.
   Ritengo  che  sul  piano  tecnico questa finanziaria  sia  anche
  discutibile nella sua esplicitazione formale e giuridica,  perché
  non  è  consentito che si faccia un articolo 78 con tutti  questi
  subemendamenti, circa una ottantina di emendamenti.
   Infine,  c'è  una  valutazione politica di  questa  finanziaria.
  Essa  non intacca i meccanismi contorti, negativi che ci sono  in
  questo momento nella società siciliana, lo ha esposto l'onorevole
  Speziale,  ma  in  modo particolare ritengo che non  dia  nessuna
  prospettiva  neanche  a  volere fare una considerazione  di  tipo
  liberistico.
   Non  c'è né una concezione interventista della Regione siciliana
  nei  meccanismi  di   sviluppo, né una concezione  liberale   che
  preveda un'autonomia di tutto il sistema sociale; c'è, semmai, un
  misto di assenteismo, di assistenzialismo, di presenza lontana  e
  vicina  a  problematiche grandi. Mi riferisco  all'intenzione  di
  voler   fare   un'azione   di  recupero   di   somme   attraverso
  l'eliminazione  di  organi collegiali che   sono  all'interno  di
  alcune  amministrazioni e poi si nasconde il problema grande  del
  costo  della  politica, nessun accenno alla pletora  infinita  di
  consulenti, di assistenti, di esperti che sono presenti  in  ogni
  assessorato;  nessun accenno alla eliminazione di  enti  inutili;
  nessun  accenno  al  tentativo  di  rivedere  la  macchina  della
  burocrazia regionale che si mantiene inefficace nel tempo.
   Questa  finanziaria  non intacca i problemi  dell'organizzazione
  della  Regione  e  per  certi aspetti  fa  bene  in  quanto  tali
  problemi devono essere affrontati con le leggi di settore.
   Questa  finanziaria implicitamente fa notare che il Governo  non
  è  in  condizione di approvare leggi di settore  e  lo  evidenzia
  inserendo norme tipicamente di settore in questa finanziaria.  Si
  vogliono  mettere delle pezze in quanto si è consapevoli  di  non
  essere  in grado di intervenire in modo organico su problematiche
  di  grande  rilievo quali la normativa sul turismo, la  normativa
  sulla  formazione, sull'organizzazione degli uffici e  quindi  si
  mettono le pezze.
   Questa finanziaria, infine, non dà speranze a nessuno poiché  si
  limita  ad  un ragionamento corto  che non prevede un  intervento
  della  Regione che possa modificare gli assetti economici, quanto
  meno nel senso di favorire i processi di sviluppo, non interviene
  nell'agricoltura e in nessuno dei campi fondamentali  della  vita
  politica ed economica della nostra Regione.
   Pertanto,  credo  che  la  valutazione  non  possa  che   essere
  negativa  come  fatto  di principio e non possa  che  essere  una
  valutazione che si deve articolare anche durante il dibattito sui
  singoli   articoli   perché   la  finanziaria,   così   come   è,
  oggettivamente dev'essere ostacolata. E non si tratta  di fare in
  modo  che essa venga approvata entro l'anno, perché ciò è un bene
  di per sè.
   E'  vero, se la finanziaria viene approvata entro l'anno sarà un
  grande  risultato, ma non questa finanziaria; se la   finanziaria
  in  esame  uscirà qualche giorno dopo rispetto a quella nazionale
  credo  che i siciliani avranno motivo di mandarci tutti  a  gambe
  all'aria.
   Ecco  perché  ritengo che sia necessario per  il  centrosinistra
  far  emergere queste contraddizioni e fare emergere il fatto  che
  questa  finanziaria  è  assolutamente  incompatibile  con  quanto
  verremo   a   conoscere   l'indomani   dell'approvazione    della
  finanziaria nazionale.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole  De  Benedictis.
  Non essendo presente in Aula, lo dichiaro decaduto.
   E' iscritto a parlare l'onorevole Giannopolo. Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, si  potrebbe
  benissimo  dire  che la discussione su questa legge  finanziaria,
  almeno  il  punto  di vista dell'opposizione dei  Democratici  di
  sinistra,  è   persino scontata dal momento che  assistiamo  alla
  riproposizione dell'ennesima legge finzione, più che di una legge
  finanziaria; una legge finzione sui conti della Regione  e  sulla
  finalizzazione della spesa regionale.
   L'impressione che si ha è che questo Governo abbia in  mano  non
  solo  strumenti  spuntati  di politica finanziaria,  di  politica
  economica,  ma  che non abbia - nella migliore  delle  ipotesi  -
  alcuno   strumento  per  fronteggiare  l'emergenza   sociale   ed
  economica   che   vive  la  nostra  Regione,   o   come   accade,
  personalmente ritengo, nella peggiore delle ipotesi -   e  accade
  spesso  -   abbia persino strumenti che sono contro  la  Sicilia,
  adopera  strumenti  che  sono contro  lo  sviluppo  della  nostra
  Regione.
   Quindi  una  Sicilia che va da una parte ed un  Governo  che  va
  dall'altra  parte.  La  sensazione di estraneità  della  politica
  predominante fatta da questo Governo che determina  un  senso  di
  estraneità delle condizioni della Sicilia, dal novero anche delle
  grandi  questioni che riguardano il nostro Paese, è assolutamente
  evidente  ed è qualche cosa che condanna la Sicilia ad un  futuro
  molto difficile e molto duro.
      Penso  invece  che  nella  nostra  Regione,  come  anche  nel
  Mezzogiorno    e   a   livello   nazionale,   stiano    maturando
  consapevolezze e coscienze che cercheranno e cercano  di  imporre
  un  terreno  diverso, di discussione, di sfida, di confronto  per
  affrontare i nodi strutturali e i nodi emergenziali della  nostra
  economia,   dell'economia  meridionale,  soprattutto  di   quella
  siciliana,  della condizione sociale, pessima,  in  cui  vive  la
  nostra Regione.
     Stiamo  assistendo  e, forse in questi  giorni  ne  avremo  la
  prova,  ad una grave contrazione della domanda. Tutto questo  già
  sta  determinando  la  contrazione dei consumi,  sta  avendo  dei
  risultati   abbastanza  evidenti,  in  termini  negativi,   sulla
  occupazione,  sulla  vitalità  delle  imprese,  è  aumentata   la
  mortalità   delle  imprese,  è  tornato  ad  esserci   un   saldo
  tendenzialmente negativo nella nostra Regione a differenza  anche
  delle altre aree dello stesso Mezzogiorno.
   Abbiamo  una crisi dell'agricoltura dai contorni e dagli aspetti
  assolutamente inediti: non c'è settore dell'agricoltura, non  c'è
  tipo  di produzione, non c'è coltivazione che non stia conoscendo
  momenti di vera e propria recessione, momenti persino di  vero  e
  proprio abbandono.
   Abbiamo     un     processo    altrettanto    inesorabile     di
  deindustrializzazione e all'orizzonte non  si  intravede  nessuna
  politica industriale degna di questo nome che pure la Regione  in
  momenti  anche particolari, ma sicuramente eccezionali,  ha  pure
  avuto;   ma  è  da  anni  che  non  registriamo  alcuna  politica
  industriale  da  parte  di questa Regione,  da  parte  di  questo
  Governo regionale segnatamente.
   Non   c'è   all'orizzonte  appunto  nessun  tipo   di   sviluppo
  produttivo.  Gli incentivi al Sud, al Mezzogiorno sono  quasi  in
  via di estinzione.
   Ciò  a  cui assistiamo è l'aumento della soglia di povertà delle
  famiglie  siciliane.  E' stato calcolato, è  un  dato  statistico
  impressionante,  che nella nostra Regione un milione  di  persone
  vivono   sotto   la  soglia  della  povertà,  circa  duecentomila
  famiglie,  alle  quali  questo Governo, non  solo  con  la  legge
  finanziaria,  ma  anche e soprattutto con  le  politiche  che  ha
  svolto in questi mesi, non riesce a dire una parola.
   Invito il Governo, e segnatamente l'Assessore per il bilancio  e
  l'Assessore per la pubblica istruzione, ad incrociare questi dati
  della  povertà,  per  esempio, con la richiesta  di  assegni  una
  tantum per le famiglie i cui figli frequentano le scuole statali.
   C'è  una  sovrapposizione incredibile, c'è  una  sovrapposizione
  verosimile, veritiera. E cosa e come risponde l'Assessorato della
  pubblica  istruzione ed il Governo di questa  Regione  davanti  a
  tutto  ciò?  Imbrogliando  le carte,  facendo  finta  di  niente,
  prendendo  in  giro le famiglie della Sicilia che hanno  avanzato
  richiesta di assegno una tantum per i propri figli, per la tutela
  del  diritto  allo  studio  dei propri figli;  al  contrario,  la
  Regione  si  dimostra poi particolarmente solerte ad  erogare  il
  buono  scuola  per  le  famiglie che,  possibilmente,  vivono  in
  condizioni più agiate.
   Dicevo,  assistiamo  a questa dicotomia, a questa  divaricazione
  tra  ciò che sta maturando, ciò che accade nelle nostre famiglie,
  ciò che accade nei posti di lavoro, nella società siciliana e ciò
  che invece prospetta e opera questo Governo.
   Ma  questa  non  è  l'unica condizione a cui  noi,  purtuttavia,
  siamo costretti o comunque siamo tenuti ad assistere.
   C'è  infatti  un'altra Sicilia che si sta cercando  di  muovere,
  c'è  un  altro  Mezzogiorno che è in movimento. Ed è  quell'altra
  Sicilia,  quell'altro  Mezzogiorno che ha avuto  la  capacità  di
  definire  il  progetto per il Mezzogiorno stesso  in  una  grande
  alleanza  che  vede  insieme  tutte le organizzazioni  sindacali,
  tutte le organizzazioni padronali, della Confindustria, tutte  le
  organizzazioni  professionali: dagli artigiani  ai  commercianti,
  agli  agricoltori, alla cooperazione. Queste forze della  società
  civile  hanno avuto la capacità ed il coraggio di intendersi,  di
  incontrarsi su un progetto per il Mezzogiorno che, fino  ad  ora,
  ha  trovato la totale estraneità, reiezione, da parte del Governo
  nazionale ed anche da parte di questo Governo regionale.
   Inviterei  pertanto il Governo a svolgere un'analisi  più  seria
  di  come  stanno  le cose nella nostra Regione, ripartendo  dalla
  necessità  di  ricostruire una propria politica industriale,  una
  propria politica economica, proprio dal progetto di sviluppo  per
  il   Mezzogiorno,  rispetto  a  cui  abbiamo  davvero  motivo  di
  scandalizzarci  quando  assistiamo alla  comunicazione  dei  dati
  relativi alla capacità di spesa dei fondi di  Agenda 2000'.  Fino
  a  qualche  mese fa, infatti, il Governo vantava una capacità  di
  spesa,  in  termini di mobilitazione delle risorse, agitando  gli
  avalli della Comunità europea, agitando le cosiddette premialità.
   Oggi,  a distanza di 4 anni, scopriamo invece che abbiamo  avuto
  la  capacità di spendere solo il 21% della spesa complessiva  del
  piano operativo regionale.
   Ma  il  Governo regionale perde la sua sfida non solo sul  piano
  della  quantità - che oggi apprendiamo - ma sono convinto, e  già
  tutti  i parametri lo dicono, che ha perso un'altra sfida, quella
  soprattutto sul piano della qualità della spesa regionale e della
  qualità di quella legata ai fondi di Agenda 2000.
   Non    c'è,    infatti,   il   benché   minimo    progetto    di
  infrastrutturazione  sostenibile del nostro  territorio  che  sia
  andato  avanti;  e,  ancora,  non c'è  il  benché  minimo  valore
  occupazionale  che possa essere considerato in modo  apprezzabile
  in  tutti  i  settori dell'economia siciliana  che  hanno  potuto
  beneficiare  anche  di questa quota parte dei  fondi  di   Agenda
  2000',   che   possa  appunto  essere  valutato,  esplicitato   e
  rappresentato. Siamo in presenza, quindi, di una Regione che  non
  solo  spende i soldi di Agenda 2000 senza creare prodotto interno
  lordo  aggiuntivo,  senza creare posti di  lavoro,  senza  creare
  infrastrutturazione del territorio, ma, come non bastasse,  siamo
  in  presenza di un Governo che, addirittura, come ci si  dice  in
  questa  legge  finanziaria - lo citava  bene  l'onorevole  Tumino
  poc'anzi - utilizza i fondi di  Agenda 2000' per simulare  e  per
  sostituire  la  spesa corrente che è a carico del bilancio  della
  Regione.
   Questo  è  il  grande falso ed è questo il grande fallimento  di
  questo Governo regionale che bisognerebbe davvero raccontare alle
  forze sane e produttive della nostra Regione.
   Ci  sono alcune operazioni furbesche che vengono fatte in questa
  finanziaria. Una é, per esempio, la questione relativa  al  fatto
  che  viene attribuito al Presidente della Regione - che é  anche,
  allo  stato  attuale,  commissario  per  l'emergenza  rifiuti   -
  l'obbligo  di stabilire la tariffa regionale di conferimento  dei
  rifiuti.
   E'  una  cosa  che  io  valuto  assolutamente  incostituzionale,
  perché  il  regime  tariffario  dei  rifiuti,  che  deriva  anche
  dall'applicazione del decreto legislativo 22 del 1997, il  famoso
  decreto  Ronchi , a cui ci si appella anche nel testo della legge
  finanziaria, lega il regime tariffario al regime della produzione
  dei rifiuti.
   E,  del resto, non può non essere così, perché la tariffa  deve,
  appunto, penalizzare quella produzione di rifiuti indiscriminata,
  premiando,  invece,  la  raccolta differenziata;  ma  siccome  in
  Sicilia  é  stata  fatta  l'operazione dei  termovalorizzatori  e
  bisogna   garantire,   comunque,  la  sostenibilità   di   questi
  investimenti,  ecco  allora che c'é l'esigenza  di  centralizzare
  tutto:  e  siccome  non bastava che fossero i  concessionari  dei
  termovalorizzatori  a stabilire la tariffa, ci  si  mette  adesso
  questo Governo a prevedere che la tariffa deve essere stabilita a
  livello regionale, magari dopo una media ponderata  A mio avviso,
  tutto questo è un fallimento, oltre che incostituzionale
   Si  tratta, infatti, di servizi a domanda individuale - non sono
  più  tributi,  non sono più tasse, quelle legate al  sistema  dei
  rifiuti  -  che  vanno determinati in ragione della sostenibilità
  dei costi e anche della qualità degli stessi servizi. E su questo
  daremo battaglia, fino in fondo
   L'altra  questione riguarda sempre le politiche  furbesche,  ma,
  come  tutte  le  cose  furbe, ha poca  vita:  mi  riferisco  agli
  incentivi  per  i  condoni  per determinare  l'esaurimento  delle
  pratiche; anche qui, si cerca di scaricare, di fare l'operazione,
  così  come  si  fa col precariato - poi dirò più compiutamente  -
  ebbene, si cerca qui di costruire le basi e le condizioni perché,
  alla lunga, ma non soltanto alla lunga (penso che infatti sarà un
  destino molto ravvicinato) si cercherà di legare l'erogazione del
  fondo  degli enti locali esattamente a questo tipo di entrate  e,
  quindi,  agendo non per determinare risorse aggiuntive agli  enti
  locali,  per  fare  magari investimenti,  legando  gli  oneri  di
  urbanizzazione e i costi di concessione agli investimenti  e  non
  invece al pagamento della spesa corrente. Viene stabilito infatti
  che gli oneri per il personale, per svolgere l'istruttoria, possa
  caricarsi su quei fondi, e invece no
   Noi   abbiamo   bisogno  di  più  manutenzione  e  di   maggiori
  investimenti,   abbiamo   bisogno  di   politiche   di   recupero
  urbanistico  e,  quindi,  quei  soldi  devono  servire  a  queste
  politiche e non a pagare stipendi
   Voi  state preparando la grande operazione di rimodulazione  del
  fondo degli enti locali, di aggressione del fondo per il sostegno
  alle  autonomie locali  Così come si sta facendo -  e  del  resto
  viene  detto  sia  per i condoni che per il fondo  unico  per  il
  precariato - che più precari assume il comune, più lo si premia.
   No   Questa  è una politica che tende a separare il  destino  di
  questo  mondo del precariato, a lasciarlo per sempre:  invito  il
  Governo  a  riferirci sullo stato di attuazione dell'articolo  25
  della  legge  21 del 2003, cioè  sull'applicazione delle  singole
  misure  di fuoriuscita, e a riferire altresì come funziona  detta
  previsione, se non é il caso di ritornarci, non solo e non tanto,
  con gli aspetti nel testo inseriti, ma anche attraverso misure di
  sostegno  più  reale e non con le politiche del bastone  e  della
  carota:  tra  istituzioni non si parla così  Tra istituzioni  non
  c'é  il  bastone e la carota  C'é la concertazione, c'é l'intesa.
  Non c'é il bastone e la carota, lo ribadisco.
   Ma,  evidentemente,  è questa la politica  del  centrodestra  in
  Sicilia.
   Le altre cose che voglio brevemente dire sono queste.
   Signor Presidente, c'é un uso abnorme del  mega-articolo   sulle
  abrogazioni e sulle modifiche.
   Se  lei  va  a  vedere,  da  un po'  di  anni  a  questa  parte,
  l'articolo  relativo  alle abrogazioni e modifiche  va  elencando
  sempre più commi, sino a diventare l'occasione di una riscrittura
  totale  di decenni di legislazione; non che questo non  si  possa
  fare,  per  carità,  ma è tecnicamente, e sul piano  politico  ed
  istituzionale, una prassi invereconda, è una prassi  che  non  va
  avallata.
   E'  possibile modificare le norme e sistemarle, ma non in questo
  modo,  a  spizzichi e bocconi, perché tutto questo  non  può  non
  significare  che  piegare  la legislazione  presente,  passata  e
  futura  non  al  volere  del Parlamento, ma  all'imposizione  del
  Governo in termini di misure temporanee, quando invece una  legge
  deve spiegare i suoi effetti anche in termini più strutturali. Se
  si  deve intervenire, lo si faccia, ma con provvedimenti organici
  di rivisitazione di tutta la legislazione.
   Dove  sono  finite  le  norme  di  riordino  delle  aziende   di
  soggiorno e turismo? Perché non si fa una politica di ampliamento
  della  base imponibile, una politica tributaria autonoma da parte
  di questa Regione e non imponendo questi balzelli?
   E'  ridicolo quanto previsto adesso, che un cittadino, per avere
  il   parere   negativo  sul  proprio  progetto  da  parte   della
  Soprintendenza, deve persino pagare la struttura  per  avere  una
  bocciatura  E'  una cosa ridicola
   Per  non  dire poi dello scandalo, mi permetto di dirlo -  forse
  tanti  non  hanno  voglia di farlo -  relativo al  pagamento  dei
  superdirettori,  dei  superfunzionari:  invito   il   Governo   a
  desistere  da  questa  strada.  Dove  sono  finite  le  norme  di
  riqualificazione  della  spesa sanitaria  e,  dico  all'assessore
  Cintola,  dove  sono finite le norme di riordino di  settore:  la
  formazione professionale, lo stesso precariato e la forestale?
   C'è  tempo  per essere contrari, motivatamente, a  questa  legge
  finanziaria che non serve alla Sicilia.

    PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'onorevole Miccichè.  Ne  ha
  facoltà.

    MICCICHE'   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  finalmente
  entro  nel  merito della discussione di una finanziaria  che  oso
  definire  inadeguata, e questo temine è un eufemismo, perché,  in
  verità,  è  una  finanziaria  che va  contro  gli  interessi  dei
  siciliani per tutta una serie di ragioni che spiegherò.
   Mi  sembra  che le premesse fatte precedentemente dai  colleghi,
  nelle  varie  Commissioni che hanno affrontato quella striminzita
  bozza  di finanziaria presentata all'esame, fossero di meraviglia
  per la quantità ridotta di articoli: solo 27-28 articoli.
   Eravamo  tutti  meravigliati perché  temevamo  un   arrembaggio
  dell'ultima  ora,  però, questa volta, non si è  fatto  aspettare
  fino alla fine, è arrivato prima
   Ormai,  quindi,  questa  maggioranza  va  spedita,  direttamente
  verso  una  campagna elettorale infinita, una campagna elettorale
  fatta  di  promesse agli amici degli amici e,  a  tal  proposito,
  basta guardare attentamente tra le righe degli articoli che fanno
  riferimento a tutta una serie di regalie agli amici degli  amici,
  amici  vecchi ed amici ritrovati lungo la strada, amici acquisiti
  nell'ultimo periodo: in sostanza, regalie che dimostrano  che  si
  va  verso  una campagna elettorale infinita, con la speranza  che
  tutto questo possa tornare indietro sotto forma di voti.
   Ditemi se questo non è voto di scambio  Per me lo è.
   Quando  si  foraggiano associazioni di tutti i tipi che  vengono
  inserite  come  se  la  Sicilia avesse bisogno  di  riconoscerle,
  addirittura, l'associazione del carciofo di Niscemi, del carciofo
  di  Mistretta e quant'altro, si va verso uno sperpero del  denaro
  pubblico, alla faccia dell'austerità e del risparmio
   Questo  sta a significare che si va, appunto - e non  smetto  di
  dirlo  -  verso  una lunga campagna elettorale attraverso  queste
  regalie, attraverso questa finanziaria
   Ciò  che  hanno  detto  i  miei  colleghi  dell'opposizione   ha
  veramente fondamento: il fatto, cioè, che non volete aspettare la
  finanziaria nazionale, è proprio per evitare che le minori  somme
  che  lo  Stato  dovrebbe dare alla Regione siciliana  mancheranno
  realmente  e inventate allora una serie di articoli, come  quello
  secondo   cui   si   devono  recuperare  contenziosi   fermi   da
  quarant'anni.
   Quando   ho   letto   questa  notizia  sui  giornali   mi   sono
  meravigliato:  è  stata data con enfasi,  come  se  stessero  per
  arrivare camion di denaro  fresco dalle tasche dei siciliani  che
  se  li  sono tenuti ben stretti e non li hanno dati alla Regione
  Cosa che non è così
   Andiamo a vedere questi contenziosi, infatti  Vorrei capire  chi
  è questo scienziato, questo luminare della scienza amministrativa
  e  ragionieristica che fa i conti senza l'oste  La  dimostrazione
  l'abbiamo  avuta  con  gli ultimi condoni  che,  proprio  qui,  a
  livello  regionale,  avete  portato  avanti:  quanti  soldi  sono
  entrati,   quanti  fondi  freschi  sono  stati   introitati   per
  impinguare le casse della Regione? Zero, pochissimi
   Ciò   sta   a   significare  che  coloro  che  hanno   costruito
  abusivamente, la stragrande maggioranza, è gente che non  si  può
  permettere di costruire le grandi ville; costruiscono piuttosto i
  catoi, uno sopra l'altro, in una maniera vergognosa, che possiamo
  definire    approssimativa,   rendendo   la    Sicilia    brutta,
  esteticamente e socialmente.
   Voi,  attraverso questo, ne volete creare anche profitto:  e  mi
  pare  che  l'onorevole Gianfranco Miccichè   - da non  confondere
  con il sottoscritto - abbia dato proprio questo messaggio.
   L'onorevole Miccichè - ricordo - ha detto che bisogna  eliminare
  la  Soprintendenza perché non autorizzerebbe il bello: ebbene, se
  la  Soprintendenza  che dobbiamo eliminare è quella  cui  lui  si
  riferisce,  è  proprio  quella che concede  le  grandi  strutture
  obbrobriose  che questa Regione ha approvato con la  norma  sulle
  Eolie. Oppure, ciò che vuole creare è il parco mistico a Segesta,
  un parco commerciale vicino a qualche monumento antico...
   Credo che sia questo ciò che intende l'onorevole Miccichè.
   E'  un incitamento all'abusivismo, e lo dimostra anche a livello
  nazionale.
   Voi  volete quindi buttare fumo negli occhi dei siciliani ed  in
  parte ci riuscite quando la gente deve costruire, perché si sente
  libera  di  costruire abusivamente, senza regole e  senza  alcuna
  norma edilizia.
   Voi  state  diffondendo  un  concetto  molto  particolare  dello
  Stato, state diffondendo la concezione che si possono violare  le
  leggi   Lo fa il Presidente del Consiglio, figuriamoci se non  lo
  può  fare  un  qualsiasi cittadino  E' proprio questo  che  state
  inculcando nella popolazione.
   Entrando  nel merito della finanziaria, se andiamo a  vedere  le
  regalie,  c'è  da  mettersi le mani ai capelli.  Ma  con  qualche
  coraggio, con quale criterio cercate di estromettere associazioni
  che  da  decenni  portano avanti il nome della Sicilia,  come  le
  organizzazioni  che  perseguono scopi  davvero  culturali,  senza
  finalità  di  lucro? E, invece, avete contribuito  a  creare  dei
  carrozzoni  degli  amici  degli  amici,  associazioni  che  hanno
  soltanto l'obiettivo di rimpinguarvi di voti e di consensi.
   Però,  signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  l'assenza  del
  Presidente della Regione, è significativa.
   Volevo   fare  un  ragionamento  molto  più  dettagliato   sugli
  emendamenti  che  sto per presentare. Sono  decine  e  decine  di
  emendamenti, ricalcano quasi integralmente gli emendamenti  delle
  finanziarie  precedenti  ed  insisto particolarmente  su  tre  di
  questi che voglio illustrare - sicuramente verranno bocciati come
  lo  sono stati in Commissione Bilancio -: si tratta di previsioni
  che  riguardano  la  mia città di Agrigento, la  mia  disgraziata
  città  di  Agrigento,  una città vilipesa dalla  politica  e  dal
  potere costituito, in tutte le sue espressioni.
   Questo  posso assicurare che è così, perché è una città  che  ha
  subìto  un  trauma, come quello del '66, la frana, cioè,  che  ha
  messo  in  ginocchio e non ha fatto più crescere la città:  siamo
  inchiodati  a  60.000 abitanti da trent'anni, signor  Presidente,
  una  città  che  non  è cresciuta assolutamente,  in  termini  di
  popolazione,  ciò  sta a significare che si è  impoverita   Si  è
  impoverita, in primo luogo, per l'abusivismo edilizio, per  avere
  incrementato e foraggiato l'abusivismo edilizio, proprio  in  una
  città  che ha una storia impareggiabile per la Sicilia, che rende
  lustro  alla sua millenaria vocazione culturale. Basta  vedere  i
  natali di questa città.
   L'onorevole  Presidente della Regione viene spesso ad  Agrigento
  per  insignire di qualche bacio qualche amico o amici di  cordata
  politica, ma si dimentica che, proprio lo scorso anno,  nel  mese
  di   novembre,   ha   ricevuto  una  delegazione   di   cittadini
  agrigentini,  tra cui molti anziani e loro eredi,  perché  taluni
  anziani  frattanto deceduti: ebbene, la frana di Agrigento  si  è
  verificata nel lontano luglio '66 e, ancora, ci sono centinaia di
  famiglie  agrigentine  che aspettano il  risarcimento  dei  danni
  subiti dalla frana, il risarcimento delle indennità di esproprio.
   Non  si tratta di un contributo al sinistrato, ma è il pagamento
  legittimo,  costituzionale, dell'indennità  di  esproprio  a  chi
  viene,  appunto, espropriato di un terreno per pubblica  utilità,
  come  per  costruire un parco, in cambio della  zona  che  doveva
  essere soggetta a risanamento di tipo ambientale.
   Ebbene,  l'auspicato riconoscimento non è stato dato  perché  le
  leggi sono cambiate, la Cassa per il Mezzogiorno non esiste  più,
  e  tutto  questo è stato demandato alle Regioni, tutte  cose  che
  sappiamo...
   Signor  Presidente,  uno dei miei primi  atti,  da  quando  sono
  deputato  di  questa Assemblea, è stato un disegno di  legge  che
  ricalca  interamente altri analoghi disegni di  legge  che  altri
  miei  colleghi, deputati nazionali, hanno presentato  e  che  non
  hanno  tuttavia avuto corso, proprio perché non ha più competenza
  lo   Stato  per  il  risarcimento  dell'indennità  di  esproprio,
  quest'ultima di competenza esclusiva della Regione.
   Ebbene,  signor  Presidente, l'onorevole presidente  Cuffaro  ha
  ricevuto  e baciato tutte le persone che ho accompagnato  al  suo
  cospetto  e,  nella  sua  intervista,  ha  assicurato  che  nella
  finanziaria 2003, avrebbe portato a termine questa vicenda.
   E'   passata  la  finanziaria  2004,  è  venuto  in  quest'Aula,
  chiedendomi personalmente di ritirare l'emendamento perché veniva
  approvato  un  ordine del giorno. E l'ordine del giorno  è  stato
  approvato, con il consenso del Presidente della Regione,  che  mi
  ha   chiesto  personalmente,  assicurandomi  che  alla   prossima
  finanziaria questo problema sarebbe stato risolto.
   E'  passata la finanziaria 2003, è passata la finanziaria  2004,
  e  nella  finanziaria  2005, per Agrigento, il  Presidente  della
  Regione,  agrigentino doc, non ha avuto nessun  riguardo,  nessun
  riconoscimento
   Questa  è  la  dimostrazione delle bugie  del  Presidente  della
  Regione che continua a promettere.
   E  nonostante  io  abbia  presentato  questo  emendamento  in  I
  Commissione,  e l'emendamento stesso sia stato approvato  con  la
  firma dell'assessore al ramo, onorevole Michele Cimino, che si  è
  dichiarato favorevole, considerandolo giusto e saggio, ebbene, la
  Commissione  Bilancio, come se nulla fosse,  non  ha  minimamente
  considerato  la  firma del rappresentante del  Governo;  pertanto
  dico  all'onorevole Cimino di dimettersi, considerato che la  sua
  firma e il suo consenso a quell'emendamento sono stati bocciati
   Ciò  sta  a significare che ci sono giochi delle parti e  questo
  non è tollerabile, onorevoli colleghi.
   E  vi  dico  pure  che  questo emendamento recava  la  copertura
  finanziaria  che  è  stata trovata con un altro  emendamento  che
  faceva risparmiare, quanto meno per l'anno 2005, un qualcosa come
  due miliardi di vecchie lire
   La  Regione, attraverso questo emendamento del software  libero,
  potrebbe  risparmiare nell'acquisto di quei strumenti informatici
  che  servono per mantenere in piedi questa baracca regionale.  E'
  chiaro  che  si  vuole, a tutti i costi, dire no ai provvedimenti
  saggi, anche con il consenso tacito, senza esporsi tanto.
   Devo  ringraziare  l'onorevole Cimino che si  è  esposto,  però,
  onorevole  Cimino,  considerato  che  ha  apposto  la   firma   a
  quell'emendamento, dovrebbe sostenerlo: so che non è presente  in
  Aula, ma lo dico ugualmente, perché i cittadini sappiano chi fa i
  loro interessi e chi fa gli interessi solo della politica con  la
   p  minuscola, perché di questo si tratta.
   L'emendamento  del  software libero non è  infatti  una  trovata
  propagandistica.
   E  devo  dire,  signor  Presidente  dell'Assemblea,  che  lei  è
  sicuramente  d'accordo con questa proposta, ma per il  fatto  che
  sia  stata presentata dall'opposizione, la stessa non deve essere
  pregiudizialmente accettata. Questo è vergognoso, non è degno  di
  un  Paese civile, di un Paese democratico e parlamentare, è degno
  soltanto  di  un  Paese  dittatoriale  che  non  accetta   nessun
  confronto, nessuna concertazione con l'opposizione
   Dicevo,  non  è  un elemento tanto per fare soltanto  propaganda
  spicciola.
   Signor  Presidente, lei che spesso cita il Senato come struttura
  di   riferimento,  anche  per  il  contributo  di  indennità   di
  parlamentare,  sappia  che  il  Presidente,  senatore  Pera,   ha
  accettato di inserire all'interno del Senato il software  libero,
  risparmiando,  nell'arco  di un anno, qualcosa  come  cinquecento
  milioni  di vecchie lire, solo per la struttura parlamentare  del
  Senato
   Con  questo cosa voglio dire? Voi negate l'evidenza, non  volete
  risparmiare, viceversa mi dovete dire le ragioni per le quali non
  viene  accettato  un emendamento che mira al  risparmio.  Non  vi
  importa  di  risparmiare,  a  voi  interessa  soltanto  fare  gli
  interessi  elettorali, perché le campagne  elettorali  sono  alle
  porte
   Pensate a tutti quei giovani che qui, a due passi da qui  -   ho
  partecipato sabato scorso ad una assemblea promossa  da  Linux  -
  sono  venuti e non sono stati pagati, persone che hanno saputo  e
  conosciuto il deputato che ha presentato un disegno di legge  per
  far  risparmiare  questo Parlamento  e che, a sua volta, potrebbe
  far  risparmiare  tutta la Regione, con un  risparmio  di  enormi
  quantità di denaro.
   Signor  Presidente, ho continuato a fare la battaglia in piazza,
  davanti  a Palazzo d'Orléans due giorni fa, mandando in onda  ciò
  che diceva Cuffaro relativamente a questo argomento della frana.
   Presidente Cuffaro, se esiste, se è vivo, se c'è, dia  un  colpo
  e  risponda  a  queste cose, non si  vergogni, perché  può  anche
  succedere...

     PRESIDENTE  Onorevole  Micciche',  la invito a concludere.

    MICCICHE'   Signor Presidente, vorrei approfittare  dell'arrivo
  dell'Assessore alla Presidenza, onorevole Cimino, per invitarlo a
  smentire  o  a  confermare  la firma sugli emendamenti   relativi
  alla frana di Agrigento e al software libero.

    PRESIDENTE   Onorevole  Miccichè,  la  invito,  per  l'ennesima
  volta,  a   concludere il suo intervento. Avrà modo, in  via  del
  tutto  privata, di dialogare con l'Assessore alla Presidenza.

    MICCICHE'   Signor  Presidente, chiedo  di  parlare  per  fatto
  personale.

    PRESIDENTE   Onorevole Miccichè, potrà farlo  alla  fine  della
  seduta. Comunque, concluda il suo intervento.

    MICCICHE'   Assessore Cimino,  la invito a dichiarare   la  sua
  posizione relativamente agli emendamenti sulla frana di Agrigento
  e   al software libero. Si era una scelta fatta  con coscienza  o
  tanto  per scherzare? Lo dica chiaramente di fronte al Parlamento
  e di fronte ai siciliani che hanno creduto alla sua firma sul mio
  emendamento.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, non essendovi  altri  deputati
  iscritti  a  parlare, dichiaro chiusa la discussione  generale  e
  pongo in votazione il passaggio agli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Avverto che da questo momento decorre il termine previsto
  dall'articolo 112, comma 5, del regolamento interno. Preciso che
  il termine ultimo per la presentazione degli emendamenti resta
  fissato nella giornata di domani, 10 dicembre 2004.
   Onorevoli  colleghi, la seduta è rinviata a lunedì  13  dicembre
  2004, alle ore 17,30, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del vicepresidente Fleres


    I - Comunicazioni.

    II - Seguito della discussione dei disegni di legge:

    1)  «Bilancio di previsione della Regione siciliana per  l'anno
      finanziario 2005 e bilancio pluriennale per il triennio 2005-
      2007» (n. 923/A);

    2)  «Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2005»
      (n. 924/A).

                  La sedutà è tolta alle ore 21,00.


                              ALLEGATO

      RELAZIONE DEL VICEPRESIDENTE DELLA COMMISSIONE BILANCIO E
             RELATORE DI MAGGIORANZA: ONOREVOLE SAVONA.

           Onorevoli colleghi,
       per  il  secondo anno consecutivo l'Aula  viene  posta
       nelle  condizioni di approvare i documenti  finanziari
       entro l'anno, evitando così l'esercizio provvisorio  e
       la   conseguente   incertezza  operativa   per   tutta
       l'Amministrazione. Si conferma un trend  virtuoso  sui
       tempi  di approvazione del bilancio che, come  abbiamo
       avuto  modo  di sottolineare in più occasioni,  ha  un
       valore  politico, contabile ed amministrativo  di  per
       sé.  La  Commissione Bilancio ne ha  concluso  l'esame
       secondo  il  calendario varato  dalla  Conferenza  dei
       Presidenti dei gruppi e nel pieno rispetto  formale  e
       sostanziale del Regolamento.
        Le  Commissioni di merito hanno svolto sui  testi  un
       lavoro  approfondito,  come  testimoniato  dai  pareri
       trasmessi, anche in questo caso nel pieno rispetto dei
       tempi  e  delle  procedure, il che ha consentito  alla
       Commissione bilancio di avviare l'esame sui  documenti
       avendo a disposizione tutti i pareri e gli emendamenti
       di iniziativa del governo e dei parlamentari.
        Il  solo  rammarico, in ordine allo  svolgimento  dei
       lavori  in  Commissione,  che io  posso  rappresentare
       relazionando  all'Aula, riguarda la decisione  assunta
       dalle   opposizioni,   in   una   certa   fase   della
       discussione,  di  interrompere  la  partecipazione  ai
       lavori  della Commissione. Una decisione eminentemente
       politica   (atteso  che  sui  profili  di  correttezza
       procedurale   non   sembra  che,  allo   stato   delle
       disposizioni,  degli  orientamenti  e   della   prassi
       applicativa  delle riforme del Regolamento,  si  possa
       fondatamente  obiettare)  e sulla  quale  non  esprimo
       giudizi, in sede di relazione ai documenti finanziari.
        Mi  permetto però di rinnovare un sincero invito alle
       opposizioni affinché si impegnino nel lavoro  di  Aula
       per  fare  valere il loro punto di vista  su  tutti  i
       problemi di merito e di metodo che ritengono di dovere
       contestare.  Il  confronto è non solo  il  sale  della
       democrazia, ma una garanzia che il lavoro venga svolto
       al  meglio. Posso testimoniare e dare volentieri  atto
       alle  opposizioni, in tante occasioni nei lavori della
       Commissione   bilancio,  di  avere   dato   contributi
       importanti   e   costruttivi  nella  risoluzione   dei
       problemi.
        Spero  si  possa recuperare questo spirito  e  questo
       clima  nei  lavori  di  Aula sul  bilancio  perché  il
       Parlamento  è  la  sede  deputata  per  il  confronto.
       Confronto   che   deve  riguardare   tutti   i   temi,
       naturalmente  a  cominciare  dalla  valutazione  degli
       effetti  sulla  finanza  regionale  delle  prospettate
       manovre  nazionali sulle aliquote fiscali. Del  resto,
       sul  problema  fin dall'inizio non vi è  stata  alcuna
       sottovalutazione   e  reticenza;   io   stesso   avevo
       segnalato  il problema ed avevo indicato la  necessità
       di  approfondirlo nei suoi contenuti contabili e nelle
       sue  implicazioni politiche; indicazione fatta propria
       dal  governo regionale e dalle forze politiche; quindi
       un  invito a discutere ed approfondire i temi,  non  a
       sospendere la discussione in attesa non si sa bene  di
       che cosa.
        Soluzioni  e  punti di vista vanno confrontati  nella
       discussione e non sospendendo la stessa. Oggi  abbiamo
       un  testo  della  manovra fiscale nazionale,  peraltro
       ancora  in  itinere,  sul quale  possiamo  fare  delle
       valutazioni  più  puntuali  in  ordine  al  potenziale
       impatto  sulla finanza regionale; disponiamo  di  dati
       tecnici elaborati sul testo e non sulle ipotesi che ci
       consentono di stimare effetti sulla finanza  regionale
       molto più contenuti rispetto alle ipotesi iniziali  e,
       soprattutto,  abbiamo avuto rappresentate da parte del
       governo  regionale,  che potrà ribadirle  in  sede  di
       discussione  di  Aula, le iniziative  politiche  e  le
       soluzioni  contabili che intende mettere in campo  per
       affrontare  tali  problematiche  nei  tempi  e   nelle
       modalità concrete con cui si manifestano.
        Per  passare  al  contenuto dei documenti  all'esame,
       viene  consegnato alla discussione dell'Aula un  testo
       di  bilancio che nella sostanza e nei numeri  accoglie
       interamente la manovra impostata dal governo senza che
       vi  siano stati scostamenti significativi dovuti  alla
       fase   parlamentare  dell'esame;  questa   scelta   ha
       comportato  purtroppo  di non aver  potuto  accogliere
       alcune   indicazioni   anche  importanti   provenienti
       anzitutto  dalle  Commissioni di merito,  rispetto  ai
       quali tuttavia vi è l'impegno a ritornare sugli stessi
       con  provvedimenti di settore nel corso dell'esercizio
       finanziario,  allorché il quadro  delle  disponibilità
       delle  risorse potrà esser meglio assestato  e  meglio
       definito   il   quadro   delle   priorità   e    delle
       compatibilità.
        Per quanto riguarda la finanziaria, arriva in Aula un
       testo molto articolato ed impegnativo, ma di certo  un
       testo  il  cui contenuto è aderente alla natura  della
       legge  finanziaria; una manovra articolata e complessa
       sulle  entrate  e sulle tariffe regionali;  importanti
       misure   di   sostegno  allo  sviluppo  e   norme   di
       razionalizzazione  ed ammodernamento  delle  procedure
       amministrative  che sono in grado di  configurare  una
       più efficiente azione della pubblica amministrazione e
       strumenti di controllo e monitoraggio finanziario  più
       efficaci.
        Vediamo  nel  dettaglio  qual'è  il  contenuto  della
       manovra.   Cominciamo  dal  bilancio  a   legislazione
       vigente.  Il bilancio annuale di previsione  dell'anno
       2005, secondo la normativa di contabilità regionale, è
       articolato,  per  l'entrata e per la spesa,  in  unità
       previsionali  di base (UPB) individuate  in  modo  che
       ciascuna  di  esse non interessi più di un  centro  di
       responsabilità amministrativa e riguardi aree omogenee
       di attività.
        Le  UPB  sono  ripartite, con decreto  dell'Assessore
       regionale  per il bilancio e le finanze,  in  capitoli
        ai  fini  della  gestione  e della  rendicontazione'.
       Quindi  l'unità elementare del bilancio di  previsione
       sottoposto all'approvazione dell'Assemblea regionale è
       la UPB. Ai fini del bilancio di previsione i centri di
       responsabilità sono i dipartimenti regionali  o  altri
       uffici       equiparati,       inseriti       ciascuno
       nell'Amministrazione  di appartenenza;  gli  aggregati
       economici sono quelli elencati dall'articolo 1.
        Le  previsioni del bilancio annuale sono formulate in
       termini di competenza per UPB ed  in termini di  cassa
       per   centri   di  responsabilità.  Il   bilancio   di
       competenza  per  l'anno  2005 redatto  a  legislazione
       vigente presenta un totale delle entrate e delle spese
       pari a 21.371.980 migliaia di euro.
        Tra  le  entrate si distinguono entrate correnti  per
       12.906.555  migliaia  di  euro  ed  entrate  in  conto
       capitale  per  1.719.841 migliaia  di  euro.  L'avanzo
       finanziario   presunto   derivante   dalla    gestione
       dell'esercizio  2004  è pari a 6.745.584  migliaia  di
       euro,  di  cui  4.950.000 migliaia relativo  ai  fondi
       corrispondenti ai trasferimenti dello Stato e della Ue
       e agli altri fondi a destinazione vincolata.
        Le  spese correnti, al netto del fondo accantonamento
       avanzo,  sono  pari  a 12.835.934  migliaia  di  euro,
       mentre   le  spese  in  conto  capitale  ammontano   a
       6.433.562  migliaia di euro. Il rimborso  di  prestiti
       incide per 306.900 migliaia di euro.
        Il   bilancio  a  legislazione  vigente  presenta  un
       risparmio   pubblico  (entrate  correnti  meno   spese
       correnti) di 70.621 migliaia di euro e un saldo  netto
       da  impiegare (differenza tra entrate finali  e  spese
       finali,  al  netto rispettivamente delle  entrate  per
       l'accensione  di  prestiti  e  delle  uscite  per   il
       rimborso di quelli contratti in precedente) di 306.900
       migliaia  di euro. Non è previsto ricorso  al  mercato
       finanziario.
        Le manovre attuate negli scorsi esercizi hanno dunque
       prodotto  effetti  positivi  sul  bilancio  2005-2007.
       Infatti tutti i risultati differenziali del bilancio a
       legislazione  vigente  sono migliorati  rispetto  agli
       anni  precedenti, attestandosi sempre nel  periodo  su
       valori  positivi.  Tali risultati sono  da  attribuire
       prevalentemente all'incremento delle entrate  correnti
       e   ad   una  riduzione  delle  spese  correnti,   con
       esclusione del settore della sanità.
        Nel triennio 2005-2007 il bilancio registra un totale
       generale  delle  entrate e della spesa  di  49.621.361
       migliaia di euro (di cui 34.707.739 di fondi liberi  e
       14.913.622 di fondi vincolati). Le previsioni di spesa
       dell'anno  2005 con riferimento agli stanziamenti  non
       predeterminati   per  legge  (i  cosiddetti   capitoli
       liberi)  sono  stati quantificati sulla scorta  di  un
       budget    assegnato   ad   ogni   singolo   ramo    di
       amministrazione, ripartito tra le varie UPB.
        Rispetto  agli  andamenti finanziari tendenziali,  la
       manovra  di correzione relativa al triennio  2005-2007
       si  articola  tra  bilancio e finanziaria,  avendo  la
       necessità  di reperire risorse per fare fronte  ad  un
       deficit tendenziale di 1.300 milioni di euro circa.
        Il quadro può essere così riassunto:
            Bilancio di previsione esercizio 2005:
             disavanzo da coprire                     ..      -
  1.324

            Manovra con legge di bilancio:
             rinegoziazione  mutui  e  ristrutturazione  debito
                    200
             dismissioni  enti  economici                    ..
  31
              investimenti   ex  articolo  38  sostitutivi   di
  interventi regionali     ..        101
             interventi  POR  sostitutivi  di  spese  regionali
            ..          50
            decurtazione  fondi  di  riserva  e  fondi  per  la
  regolazione contabile     .     942

        E'  previsto,  con la manovra contenuta  nella  legge
       finanziaria,  il successivo ripristino  dei  fondi  di
       riserva  e  dei  fondi  per la regolazione  contabile,
       compressi  nel  quadro della manovra di  aggiustamento
       contabile  di  cui sopra, secondo gli  importi   ed  i
       meccanismi che vedremo analizzando il prospetto  della
       finanziaria.
        La   manovra  della  legge  finanziaria  contabilizza
       maggiori  risorse per circa 890 milioni  di  euro  nel
       2005  (di cui maggiori entrate per 615 milioni di euro
       e  minori  spese per 275 milioni di euro) che  vengono
       destinate principalmente all'accantonamento di risorse
       nei  fondi  globali  al  fine di  finanziare  i  nuovi
       interventi  legislativi, nonchè  al  ripristino  degli
       stanziamenti dei fondi di riserva e dei fondi  per  la
       regolazione contabile, secondo lo schema di cui  si  è
       detto in precedenza.
        Uno  schema  di  estremo rigore che accuratamente  ha
       escluso  ogni  ipotesi di spesa non  rientrante  nelle
       fattispecie  della  finanziaria, mentre  sul  versante
       delle  entrate punta prioritariamente alla possibilità
       di  valorizzazione e dismissione delle  partecipazioni
       regionali,  del patrimonio della Regione,  degli  enti
       sottoposti a vigilanza e delle aziende sanitarie.
        Quella  che  finora  poteva dunque  considerarsi  una
       scommessa  politica  (le dismissioni  del  patrimonio)
       diventa oggi un presupposto giuridico ed operativo sul
       quale  si fonda una parte significativa della  manovra
       di   bilancio  e  dunque  della  solidità  dei  conti:
       bisognerà che il governo si doti di strumenti adeguati
       e  di  una  determinazione politica  molto  ferma  per
       realizzare  tali  obiettivi nel  corso  dell'esercizio
       finanziario, pena una ricaduta grave sui  conti  della
       regione.   Bisogna  comunque  riconoscere  che   nella
       manovra,     con    il    ricorso    al     meccanismo
       dell'accantonamento quali fondi negativi di alcuni  di
       questi  cespiti di entrata, il governo accede  ad  una
       impostazione  prudenziale che avevamo raccomandato  in
       Commissione di adottare.
        Ma  la  finanziaria  si  segnala  per  una  serie  di
       disposizioni  rilevanti  sia sotto  il  profilo  degli
       effetti  positivi  sulla  finanza  regionale  che  sul
       versante del sostegno allo sviluppo.
        Il titolo I del disegno di legge introduce importanti
       discipline  in  materia di entrate;  entrate  relative
       all'attuazione   dell'articolo   37   dello   Statuto,
       all'adeguamento   delle  concessioni   regionali,   ai
       servizi  resi  dall'amministrazione, alle dismissioni.
       Viene   poi  introdotta  una  efficace  ed  innovativa
       disciplina per consentire la riscossone agevolata  dei
       crediti  della Regione in materia di beni demaniali  e
       patrimoniali, prevedendosi una procedura conciliatoria
       che  dovrebbe  consentire  in  tempi  ragionevoli   di
       risolvere   i   relativi   contenziosi   con   effetti
       finanziari rilevanti.
         Con  riferimento agli enti locali, si prosegue nella
       prospettiva  di garantire anche per il  periodo  2005-
       2007    l'assegnazione   triennale   delle    risorse,
       garantendo loro un quadro di maggiori certezze;  viene
       razionalizzata la disciplina per garantire le  risorse
       e   la   funzionalità  dell'apposito  fondo   per   la
       progettazione  degli enti locali, distinto  dal  fondo
       per  le  progettazioni dell'amministrazione regionale.
       Vengono   varate  importanti  misure  agevolative   di
       riduzione dell'IRAP per le cooperative e le società di
       vigilanza.
         Con  riferimento  al sostegno agli  investimenti  si
       introduce una disciplina molto innovativa che  prevede
       la costituzione di un fondo unico per gli investimenti
       che  consentirà  la gestione unificata  di  tutta  una
       serie  di  misure  di sostegno alle  imprese,  facendo
       confluire    competenze    e    disponibilità,    oggi
       parcellizzate,  in  capo ad una  unica  struttura  con
       modalità   operative  omogenee   e   con   una   massa
       finanziaria   tale   da   consentire   una    maggiore
       flessibilità di gestione delle singole misure.
         Ad   una  logica  analoga,  ovvero  di  rendere  più
       flessibile la gestione delle disponibilità finanziarie
       rispetto  alle diverse finalità ad esse riconducibili,
       risponde anche la costituzione del fondo unico per  il
       finanziamento delle attività socialmente utili e delle
       relative misure di fuoriuscita.
         Molte   le   novità  proposte  che   riguardano   lo
       snellimento dell'attività amministrativa nella Regione
       e  negli  enti  locali e gli strumenti approntati  per
       consentire  una azione di coordinamento e monitoraggio
       finanziario di tutti gli enti operanti nella Regione.
         Insomma   scorrere  l'articolato  della  finanziaria
       significa  riscontrare un pacchetto di  interventi  in
       grado  di  innovare significativamente e positivamente
       in  molti campi della normativa regionale. Auspichiamo
       che  su  tutti  i  temi possa svolgersi  un  confronto
       approfondito, aspro se occorre, ma che nei termini che
       ci  siamo  dati  l'Assemblea  possa  chiudere  i  suoi
       lavori, approvando bilancio e finanziaria e garantendo
       alla  Regione  gli  strumenti essenziali  per  il  suo
       funzionamento e per il suo sviluppo.