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Resoconto d'Aula della Seduta n. 25 di mercoledì 28 novembre 2001
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   Presidenza del vicepresidente Fleres


    La seduta è aperta alle ore 10.40.

     BURGARETTA APARO , segretario, dà lettura del processo verbale
  della  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si
  intende approvato.

                                MISSIONE

    PRESIDENTE.  Comunico  che  l'onorevole  Raiti, per ragioni del
  suo ufficio, è in missione dal 28 al 30 novembre 2001.

                ANNUNZIO DI RISPOSTA SCRITTA AD INTERROGAZIONE

     PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta,  da parte dell'Assessore
  per  i  lavori  pubblici,  la  risposta   scritta  alla  seguente
  interrogazione:

    N.   68  -  Interventi  circa  la  mancata  applicazione  delle
  previsioni di  cui alla legge regionale n. 94 del 1982 (Norme per
  la   concessione   di   contributi  per  l'acquisto  prima  casa)
  Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe.
       Avverto  che  la  stessa  sarà  pubblicata  in  allegato  al
  resoconto stenografico della seduta odierna.

              ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE

     PRESIDENTE.  Comunico  che sono stati  presentati  i  seguenti
  disegni di legge:

       - "Interventi di sostegno al  comparto  zootecnico siciliano
  colpito dai provvedimenti sanitari di tutela  nei confronti della
  BSE e conseguenti anche all'epidemia di blue tongue" (n. 277)
       - iniziativa parlamentare
       - presentato dagli onorevoli  Zago,  Speziale,  Capodicasa,
  Cracolici,   Crisafulli,   De   Benedictis,   Giannopolo,   Oddo,
  Panarello, Villari in data 22 novembre 2001

       - "Realizzazione e manutenzione  ordinaria  e  straordinaria
  delle basi eliportuali nelle isole Egadi, Eolie e  Ustica e altre
  isole minori" (n.  278)
       - iniziativa parlamentare
       - presentato  dagli  onorevoli  Oddo,  Speziale, Capodicasa,
  Cracolici,  Crisafulli,  De  Benedictis,  Giannopolo,  Panarello,
  Villari, Zago in data 22 novembre 2001.

       -  "Recepimento  della  legge  6 dicembre 1991,  n.  394  in
  materia  di organizzazione, potenziamento  e  salvaguardia  degli
  enti parco della Regione" (n. 279)
       - iniziativa parlamentare
       - presentato dall'onorevole Vicari in data 23 novembre 2001

    ANNUNZIO  DI PRESENTAZIONE DI DISEGN0 DI LEGGE E DI CONTESTUALE
    INVIO ALLA COMPETENTE COMMISSIONE LEGISLATIVA

     PRESIDENTE.  Comunico che  è  stato presentato ed inviato alla
  competente Commissione legislativa il seguente disegno di legge:

                    CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

    -  "Modifiche  alla  legge  regionale  3  maggio  2001,  n.  6,
    concernente  'Disposizioni  programmatiche  e  finanziarie  per
    l'anno 2001'" (n. 276)
    - iniziativa parlamentare
    - presentato dagli  onorevoli  Baldari,  Beninati,  Leanza  E.,
    Leontini, Garofalo, Scoma in data 21 novembre 2001
    - inviato in data 26 novembre 2001
    - PARERE IV COMMISSIONE

    COMUNICAZIONE  DI  INVIO  DI  DISEGNI  DI LEGGE ALLE COMPETENTI
    COMMISSIONI LEGISLATIVE

     PRESIDENTE.  Comunico  che  i  seguenti  disegni di legge sono
  stati inviati alle competenti Commissioni legislative:

                             AFFARI ISTITUZIONALI (I)

    -  "Norme per  l'istituzione  delle  figure  del  portavoce  di
    sindaci e dell'ufficio stampa presso gli Assessorati regionali.
    Disposizioni sul trattamento contrattuale dei giornalisti degli
    uffici stampa" (n. 273)
    - iniziativa parlamentare
    - "Istituzione  della   Commissione   regionale  per  le  pari
       opportunità tra uomo e donna" (n. 274)

                            AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

    - "Norme per  l'installazione  di  impianti  di riciclaggio dei
    rifiuti solidi urbani" (n. 275)
    - iniziativa parlamentare

                         CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)

    -  "Disciplina   dell'introduzione  dell'Istituto  del  reddito
    minimo di inserimento" (n. 272)
    - iniziativa parlamentare

                     INVIATI IN DATA 26 NOVEMBRE 2001

                        COMUNICAZIONE DI PARERI RESI

     PRESIDENTE.  Comunico  che  da  parte  della  Commissione  per
  l'esame  delle  questioni  concernenti  l'attività delle Comunità
  Europee sono stati resi i seguenti pareri:

    - "Modifiche al POR Sicilia 2000/2006 - Asse IV misura 4.2.1"
      (n. 6)
    - reso in data 20 novembre 2001

    - "Modifiche al  POR  Sicilia 2000/2006 - Asse IV misura 4.2.1,
    4.2.4  e  4.2.8  e  l'allegato  1  'Analisi  degli  sbocchi  di
    mercato'" (n. 7)
    - reso in data 20 novembre 2001

    - "Modifiche al POR Sicilia 2000/2006 - Allegato 1 'Sbocchi di
       mercato'" (n. 8)
    - reso in data 20 novembre 2001

                         INVIATI IN DATA 23 NOVEMBRE 2001

           COMUNICAZIONE DI ASSENZE E SOSTITUZIONI ALLE RIUNIONI
               DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE E PARLAMENTARE

     PRESIDENTE.   Comunico  le  assenze  e  le  sostituzioni  alle
  riunioni delle Commissioni per il periodo 13 - 20 novembre 2001:

                       AMBIENTE E TERRITORIO (IV)

  ASSENZE
  Riunione del 13.11.01: GURRIERI-VICARI
      "     "  14.11.01: SBONA-GURRIERI-LO CURTO-MAURICI-RAITI-
                         SPAMPINATO

  SOSTITUZIONI
  Riunione del 14.11.01: ZAGO   sostituito da PANARELLO
                         VICARI      "      " BALDARI

           COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI
                   L'ATTIVITA' DELLE COMUNITA' EUROPEE

  ASSENZE
  Riunione del 20.11.01: IOPPOLO-CRISAFULLI-FRATELLO-LEANZA E.-MISURACA-
                         TRICOLI

         COMUNICAZIONE DI APPOSIZIONE DI FIRMA A DISEGNO DI LEGGE

     PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole  Giovanni Barbagallo, con
  nota del 22 novembre 2001, ha chiesto di apporre la propria firma
  al  disegno  di legge n.  267:  "Norme in materia di cooperazione
  con i Paesi terzi e di collaborazione internazionale".
       L'Assemblea ne prende atto.

        ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DEL DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE
        ECONOMICO-FINANZIARIA

     PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione, ai sensi
  dell'articolo  2,  comma  1,  della legge regionale del 27 aprile
  199,  n.  10,  ha trasmesso copia del Documento di programmazione
  economico-finanziaria per gli anni 2002-2004.

                        ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI

     PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  state presentate le seguenti
  interrogazioni:

       - con richiesta di risposta orale:

       N.  329 - Notizie sulla creazione  di un'ulteriore divisione
  di chirurgia epatobiliare presso l'ospedale Civico di Palermo.  -
  Presidente  Regione  -  Assessore  Sanità  Firmatario:  Cracolici
  Antonino;

       N.   330  -  Razionalizzazione  dell'attività  di  trapianto
  svolta presso l'ospedale Civico di Palermo.  - Presidente Regione
  -  Assessore  Sanità Firmatari:  Cracolici  Antonino;  Capodicasa
  Angelo;

       N. 331 - Provvedimenti volti a conservare  a  Pachino (SR)la
  nave  del  '700  recentemente  scoperta  nel  suo  territorio.  -
  Assessore Beni Culturali Firmatario: De Benedictis Roberto;

       - con richiesta di risposta scritta:

       N.  325  - Notizie circa la fornitura di  presidi  medici  a
  persone  handicappate  in  situazione  di  gravità.  -  Assessore
  Sanità Firmatario: Fleres Salvatore;

       N.   326  - Iniziative per rendere  operativo  l'ufficio  di
  controllo del POR.  - Presidente Regione  -  Assessore Presidenza
  Firmatario: Raiti Salvatore;

       N. 327 - Rimozione del Direttore generale della  AUSL  5  di
  Messina.   -  Presidente Regione -  Assessore  Sanità  Firmatari:
  Forgione Francesco;  Liotta Santo;  Miccichè Calogero;

       N. 328 - Interventi urgenti in favore del  comune  di  Menfi
  (AG),  recentemente  colpito  da  gravi   eventi  atmosferici.  -
  Presidente Regione - Assessore Presidenza - Assessore Agricoltura
  Firmatari: Giambrone Vincenzo; Segreto Giuseppe;

       N.  332  - Notizie sulla richiesta di  parere  sulle  nomine
  degli  amministratori  delle I.P.A.B..  -  Presidente  Regione  -
  Assessore Enti Locali Firmatario: Barbagallo Giovanni;

       N.  333  - Provvedimenti in merito al  canone  di  locazione

     PRESIDENTE.   La   seduta   è   ripresa.
       Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento
  interno, che  nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


     DINA. Chiedo  di  parlare  per  la  discussione urgente di una
  mozione.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    DINA.  Signor  Presidente, onorevoli colleghi, la mia richiesta
  tiene conto della  manifestazione  che oggi si è svolta di fronte
  a  Palazzo  dei  Normanni  in  ordine  alle  problematiche  della
  formazione professionale.  Il  gruppo  del  CDU ha già presentato
  una mozione di cui viene richiesta l'immediata discussione, anche
  in questa seduta se è possibile, nella considerazione che andremo
  a  votare  successivamente l'assestamento di bilancio, quindi con
  argomenti   e   trattazioni   che  riguardano  la  materia  della
  formazione professionale e  nella  considerazione  che  la CRI si
  riunirà forse domani per  definire  il  monte ore da assegnare ai
  singoli enti di formazione professionale.
       Quindi è  una  tematica cogente e viene richiesta, pertanto,
  la trattazione immediata della mozione numero 72, già presentata.

     PRESIDENTE.  Onorevole  Dina,  io desidero soltanto ricordarle
  che  le  mozioni,  una  volta  presentate,  devono  essere  prima
  annunziate e  lette in Assemblea, poi inviate alla Conferenza dei
  Presidenti dei  Gruppi parlamentari, che ne stabilisce la data di
  trattazione.
       Pertanto la  mozione  numero  72  sarà  trattata  quando  la
  Conferenza   dei  Presidenti  dei  Gruppi  parlamentari  ne  avrà
  stabilito la data.


   Presidenza del vicepresidente Fleres


     SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE 'DISPOSIZIONI
     SULL'ORDINAMENTO  DELL'AMMINISTRAZIONE  REGIONALE  (N. 185 -
     NORME STRALCIATE/A)

     PRESIDENTE. Si  passa  al  punto  II  dell'ordine  del giorno:
  Discussione   di   disegni   di   legge.
       Onorevoli  colleghi,  per consentire al Governo un ulteriore
  approfondimento del  disegno  di  legge numero 259/A, propongo di
  invertire l'ordine  del  giorno  per  procedere con il disegno di
  legge posto al n.  2) del II punto dell'ordine del giorno.
       Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
       Invito   i   componenti   la   prima   Commissione   'Affari
  Istituzionali' a prendere posto al banco delle commissioni.
       Ricordo  che  era  stato  votato il passaggio agli articoli.
  Pertanto si passa all'esame dell'articolo 1, di cui dò lettura:

                               "Articolo 1

                        Ordinamento della Presidenza

          1. Il  Presidente  della  Regione  istituisce  con proprio
       decreto, che  ne  individua  compiti,  funzioni  e dotazioni,
       l'Ufficio del Sovrintendente del Palazzo d'Orléans e dei siti
       presidenziali.

          2. L'Ufficio  del  Sovrintendente  del Palazzo d'Orléans e
       dei siti presidenziali e l'Ufficio di Bruxelles si aggiungono
       agli uffici  alle  dirette  dipendenze  del  Presidente della
       Regione di  cui  al  comma  2  dell'articolo  58  della legge
       regionale 3 maggio 2001, n. 6."

       Comunico che all'articolo 1 sono stati presentati i seguenti
  emendamenti, allegati al resoconto stenografico:

    - dagli onorevoli Forgione e Liotta: emendamento 1.2;

    - dal Governo: emendamento 1.1.

       Comunico   che  è  stato  presentato  dall'onorevole  Fleres
  l'emendamento 1.1.1, allegato al resoconto stenografico.
       Pongo  in votazione l'emendamento soppressivo 1.2. Il parere
  della Commissione?

     SAVARINO. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     CIMINO,   assessore   per   la   cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca.  Contrario.

     PRESIDENTE. Chi  è  favorevole  si alzi, chi è contrario resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

       Pongo  in  votazione  l'  emendamento 1.1.1. Il parere della
  Commissione?

     SAVARINO. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     CIMINO,   assessore   per   la   cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca.  Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

     PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'emendamento 1.1.

                       VERIFICA DEL NUMERO LEGALE

     GIANNOPOLO. Chiedo la verifica del numero legale.

    (Si  associano alla richiesta gli onorevoli Spampinato, Miccichè,
    Orlando, Ferro, Barbagallo, Gurrieri e Genovese)

     PRESIDENTE.   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento, indìco la votazione per la verifica del numero legale.
       Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

       Dichiaro chiusa la votazione.

                        RISULTATO DELLA VERIFICA

     PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica: presenti 28.
       L'Assemblea non  è  in numero legale. La seduta, pertanto, è
  sospesa e riprenderà fra un'ora.

     (La seduta, sospesa alle ore 16.57, è ripresa alle ore 18.55)

   Presidenza del presidente Lo Porto


                   PRESIDENZA DEL PRESIDENTE LO PORTO

     PRESIDENTE. La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                                    CONGEDI

        PRESIDENTE.  Comunico  che  gli onorevoli Granata e Tricoli
  hanno chiesto congedo per l'odierna seduta.
       Non sorgendo osservazioni, i congedi si intendono accordati.

       Onorevoli colleghi, l'emendamento  1.1  del  Governo, per il
  quale all'atto della votazione  è  mancato  il  numero  legale, è
  stato ritirato.
       L'Assemblea ne prende atto.
       Pongo   pertanto   in  votazione  l'articolo  1,  nel  testo
  risultante.
       Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Dò lettura dell'articolo 2:

                                 "Art. 2.
                      Uffici di diretta collaborazione

          1. Agli  uffici  di  diretta collaborazione del Presidente
       della  Regione   e   degli   assessori  di  cui  al  comma  6
       dell'articolo 4, della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10,
       è  preposto  un dirigente  in  possesso  di  laurea  e  della
       necessaria esperienza e professionalità."

       Comunico  che  sono stati presentati i seguenti emendamenti,
  allegati al resoconto stenografico:

    -  dagli  onorevoli  Spampinato,  Manzullo e Raiti: emendamenti
    2.5, 2.4 e 2.3;

    - dagli onorevoli Forgione e Liotta: emendamento 2.2;

    - dal Governo: emendamento 2.1;

    - dagli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe: emendamento 2.6;

    - dagli onorevoli Leontini e Fleres: emendamento 1.3;

    -  dagli  onorevoli  Fleres,  Liotta  e Miccichè :  emendamento
    2.7.2;

    - dagli onorevoli Barbagallo e Fleres:  emendamento 2.7.1;

    - dall'onorevole Fleres: emendamento 2.7.

       Si passa all'emendamento 2.5. Lo pongo in votazione.
       Il parere del Governo?

     D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     ARDIZZONE, presidente della Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE.Chi è favorevole  resti  seduto; chi è contrario si
  alzi.
                          (Non è approvato)

       Si passa all'emendamento 2.1. Lo pongo in votazione.
       Il parere del Governo?

     D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     ARDIZZONE, presidente della Commissione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è favorevole  resti seduto; chi è contrario si
  alzi.
                            (E' approvato)

                      VERIFICA DEL NUMERO LEGALE

     CAPODICASA. Chiedo la verifica del numero legale.

     PRESIDENTE.  Essendo la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento anche dagli  onorevoli  Panarello,  Ferro,  Villari e
  Giannopolo,  indìco  la  votazione  per  la  verifica  del numero
  legale.
       Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

       Dichiaro chiusa la votazione.

                        RISULTATO DELLA VERIFICA

     PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica:

           Presenti        48

               L'Assemblea è in numero legale.

    (Si riprende la discussione del disegno di legge n. 185/A)

     PRESIDENTE.  Si  passa  all'articolo 2. Ne dò lettura:

                             "Articolo 2
                      Uffici di diretta collaborazione

       1.  Agli  uffici  di  diretta  collaborazione del Presidente
  della Regione  e  degli assessori di cui al comma 6 dell'articolo
  4, della  legge  regionale  15  maggio 2000, n. 10, è preposto un
  dirigente in  possesso  di laurea e della necessaria esperienza e
  professionalità."

       Lo pongo  in votazione.  Chi è contrario resti seduto, chi è
  favorevole si alzi.

                            (E' approvato)

       Comunico  che  è  stato presentato dal Governo l'emendamento
  2.1, allegato al presente resoconto stenografico.
       Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

     ARDIZZONE, presidente della Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE. Chi  è  favorevole  si alzi, chi è contrario resti
  seduto.

                            (E'approvato)

       Comunico  che  dagli onorevoli Spampinato, Manzullo e Raiti,
  è  stato  presentato  l'emendamento  2.4,  allegato  al  presente
  resoconto stenografico.
       Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

     D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     ARDIZZONE. presidente della Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE. Chi  è  favorevole  si alzi, chi è contrario resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

       Comunico  che   dagli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe  è
  stato presentato l'emendamento 2.6.
       Dispongo  che  lo  stesso  emendamento 2.6 sia rinviato alla
  Commissione  competente, insieme  all'emendamento  10.15,  perchè
  venga  esaminato   in   sede   di  esame  del  disegno  di  legge
  finanziaria.
       Pongo  in  votazione  l'articolo  2, nel testo risultante.
       Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

       Comunico che dagli onorevoli Spampinato, Manzullo e Raiti  è
  stato   stato   presentato   l'emendamento   2.3.
       Lo dichiaro improponibile insieme all'emendamento 1.3.
       Comunico  che  sono  stati  presentati  l'emendamento 2.7, a
  firma   dell'onorevole   Fleres,   e   il   subemendamento  2.7.2
  all'emendamento  2.7,  a  firma  degli onorevoli Fleres, Liotta e
  Miccichè, allegati al presente resoconto.
       Pongo  in  votazione  il subemendamento 2.7.2. Il parere del
  Governo?

     D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     ARDIZZONE, presidente della Commissione. Contrario.

     PRESIDENTE. Chi  è contrario resti seduto, chi è favorevole si
  alzi.

                          (Non è approvato)

       Pongo  in  votazione  l'emendamento articolo aggiuntivo 2.7.
  Il parere del Governo?

     D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Favorevole.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     ARDIZZONE, presidente della Commissione. Contrario.

     MICCICHÉ. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MICCICHE'.  Sull'articolo 2 ter, "Personale addetto alla guida
  di  vettura  per  servizio", il gruppo  di Rifondazione Comunista
  vota contro  per  ragioni  di  opportunità politica.  Mi pare che
  quei  privilegi  venivano  applicati  in  una  situazione,  in un
  momento in  cui  c'era  la  possibilità anche di fare certe cose,
  come quella che viene proposta con l' emendamento in questione.
       Noi  siamo  contrari  perché  - non mi voglia male l'amico e
  compagno Capodicasa  -  nel  momento  in cui  un Presidente della
  Regione  non  eserciterà  più  le funzioni inerenti alla carica e
  resterà   un  semplice  deputato,  non  vedo  per  quali  ragioni
  bisognerà  lasciare  il privilegio dell'autovettura, che peraltro
  comporta  una  spesa enorme, non certo miliardaria, ma pur sempre
  una spesa.  E' un principio che bisogna adottare.  Se si chiedono
  sacrifici  ai  siciliani,  se  si  chiudono  gli  ospedali perché
  mancano  le  coperture finanziarie, non capisco per quali ragioni
  bisogna  allargare  la  spesa  per  un  privilegio  che, a nostro
  avviso,  è  un  privilegio  da  'basso impero', tranne che questo
  Governo  voglia  ripristinare  i  privilegi,  appunto,  da 'basso
  impero'.  Per queste ragioni votiamo contro l'emendamento.

     PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  2.7.  Chi  è
  favorevole resti seduto;  chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'articolo 3. Ne dò lettura:

                                 'Art. 3.
                               Aree e servizi

          1. Il  comma  4  dell'articolo  4 della legge regionale 15
       maggio 2000, n. 10 è sostituito dal seguente:

          '4.   L'individuazione  delle  strutture  intermedie,  nel
       numero massimo di quattrocentocinquanta e dei relativi ambiti
       di competenza è disposta, sentita la  Giunta  regionale,  con
       decreto del Presidente della Regione.'.

     SPAMPINATO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPAMPINATO.  Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,  non
  riusciamo a comprendere il motivo per il quale bisogna modificare
  questa  legge,  la  n.  10  del  2000,  e,  quindi, attribuire al
  Presidente  della Regione, con proprio decreto, la possibilità di
  emanare  la  normativa  sulla  stessa.  Quindi, l'emendamento che
  proponiamo  è  un  emendamento  soppressivo dell'articolo 3 sulla
  proposta  di  legge,  in  considerazione  del  fatto che la legge
  numero   10   del  2000  attribuiva  all'Assemblea  regionale  la
  competenza   ad  emanare  un  regolamento.  Quindi, un  iter  che
  garantisce  un  controllo  sull'atto  legislativo  da emanare, un
  controllo  che  prevede  il  parere  del  Consiglio  di giustizia
  amministrativa  ed  il  controllo  delle Commissioni legislative.
  Noi  chiediamo  che  l'eventuale  decreto  del  Presidente  della
  Regione  sia sottoposto al controllo delle competenti commissioni
  legislative, ad iniziare dalla Commissione Bilancio.

     CRISAFULLI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CRISAFULLI.    Signor    Presidente,    onorevoli    colleghi,
  personalmente ho difficoltà a comprendere perchè il Governo della
  Regione   ritiene   di  dovere  procedere,  in  sostituzione  dei
  regolamenti    previsti    dalla    legge numero  10/2000,   alla
  semplificazione attraverso un provvedimento amministrativo, che è
  un semplice decreto del Presidente della Regione.
       Credo sia necessario evitare  che  i  provvedimenti previsti
  come  regolamenti  vengano sostituiti  con  un  semplice  decreto
  amministrativo.
       La filosofia della legge 10 era quella, comunque, di mettere
  mano  al  riordino  del  sistema amministrativo della Regione non
  tagliando  fuori  la  funzione  essenziale  del  Parlamento della
  Regione siciliana. Con un organo di vigilanza comunque esistente,
  il  Consiglio  di  giustizia  amministrativa, era l'Assemblea che
  doveva  prendere  atto dell'avvenuta rimodulazione della macchina
  amministrativa  regionale. Decidere semplicemente con decreto del
  Presidente della Regione produce un effetto di non coinvolgimento
  del Parlamento, quindi di esclusione di una qualunque verifica di
  legittimità di cui il provvedimento necessariamente ha bisogno.
       Si tratta di stabilire  quante  sono le strutture intermedie
  della  macchina  della Regione: quanti Ispettorati agrari, quante
  Condotte,  quante Scica,  quanti  uffici provinciali, quanti enti
  intermedi,  quante  sedi  sovracomunali  e  quante  presenze  nel
  territorio  debbono essere previste.
       Se  tutto  questo  lo  si  fa  con  un  semplice decreto del
  Presidente  della  Regione,  io  credo che si corra il rischio di
  essere  assoggettati  ad  una modulazione frequente che prescinde
  dalla   necessaria   funzionalità   degli  uffici  della  Regione
  siciliana,  i  quali  - essendo la macchina sottoposta a spinte e
  controspinte - non sarebbero nelle condizioni di lavorare bene.
       Mi sento di condividere, pertanto, il suggerimento contenuto
  nell'emendamento    dell'onorevole    Spampinato   come   estrema
  soluzione. Se  si  vuole proprio procedere con un decreto, quanto
  meno il  decreto  tenga  conto  di  due  cose  che  ritengo siano
  essenziali:  la  prima  è la necessaria copertura finanziaria per
  la realizzazione di strutture intermedie.  Scrivere 450 strutture
  intermedie   significa  prevedere  450  postazioni  dirigenziali,
  significa  prevedere  450 contratti di diritto privato, significa
  prevedere  450  indennità diversificate.  Se per caso, invece, si
  scrive  500,  è  bene che la Commissione Bilancio sia messa nelle
  condizioni di dire che è una cosa che si può fare con riferimento
  alla  copertura  che  la  Regione  ha  messo a disposizione nelle
  operazioni   finanziarie.   Ma   se   non  c'è  il  parere  della
  Commissione,  il  rischio  che  corriamo  è che questo non si può
  fare.
       Peraltro,  è  utile  che  la I Commissione legislativa e, mi
  rivolgo ai colleghi della Commissione stessa, tengano conto della
  opportunità  che  si  abbia  il  quadro  della  modulazione della
  macchina amministrativa, altrimenti corriamo il rischio di essere
  una  commissione  che  non  avrà  più  occasione di parlare della
  funzionalità   degli  uffici  perché  viene  definita  per  legge
  attraverso   un   provvedimento   amministrativo   estraneo  alla
  procedura legislativa del Parlamento regionale.
       Credo  che sia cosa  giusta,  visto  che  il  Governo  vuole
  procedere  in  via  celere  con  un  decreto,  che quanto meno il
  decreto -  prima di essere reso esecutivo - abbia il parere della
  competente commissione, che è la I Commissione legislativa, oltre
  il  parere  di  copertura  finanziaria della Commissione Bilancio
  dell'Assemblea regionale siciliana.

     D'AQUINO, assessore per gli enti locali.  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     D'AQUINO ,  assessore per gli enti locali.  Signor Presidente,
  onorevoli  colleghi,  voglio  replicare  a  quelle  che  sono  le
  argomentazioni  portate  dai  colleghi.  Intanto  il  Governo  ha
  individuato 450 ambiti di competenza, che sono gli stessi ....

     CRISAFULLI. Non  è  così.  La prego di non dire cose non vere
  Non è vero che sono 450 le postazioni previste.

     D'AQUINO , assessore  per gli enti locali. No, non sto dicendo
  cose non vere:  in  questo  ambito  sono  state  individuate  450
  postazioni.  Poi, la  necessità  che si agisca con un decreto del
  Presidente della Regione  è  per  dare maggiore flessibilità alla
  struttura e  maggiore  flessibilità della struttura in attuazione
  al programma del  Governo.  Tutto  questo  è  equiparato a quanto
  avviene nelle altre  regioni d'Italia e per questo è stata scelta
  tale via.

     CAPODICASA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA.  Signor  Presidente,  non  vorremmo  che  passasse
  inosservato  un  articolo  che  nella  sua innocuità, però, ha un
  grande significato.

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  poiché viene difficilissimo
  seguire il  dibattito,  almeno  da  parte  mia, vi prego di avere
  maggiore   senso   di   opportunità  permettendo  all'oratore  di
  esprimersi secondo la più libera facoltà.

     CAPODICASA.  La  ringrazio, signor Presidente,  e la ringrazio
  doppiamente: da  un  lato perché si interviene meglio in un clima
  di   attenzione,   dall'altro   perché   veramente   l'importanza
  dell'articolo  va  sottolineata ai colleghi.
       Nella  sua innocuità sembrerebbe quasi un atto ordinario; in
  realtà   viene   a   ridisegnare   il  rapporto  in  una  materia
  particolare,   ma   importante,   come  ha  spiegato  l'onorevole
  Crisafulli:  l'organizzazione  degli  uffici sul territorio della
  Regione  siciliana.  Non  parliamo  di  assetti interni puramente
  organizzativi,  parliamo  di  strutture  intermedie;  l'onorevole
  Crisafulli   ha  fatto  riferimento,  per  esempio,  alle  SCICA,
  parliamo  cioé  di vere e proprie postazioni amministrative della
  Regione  siciliana  sul  territorio  che  comportano  un apparato
  logistico di completamento. Non è che, dentro uno stesso ufficio,
  un gruppo  di  tre  lo  suddividi  in sei e, tutto sommato, ruota
  comunque all'interno della stessa macchina. Parliamo di strutture
  distribuite  sul  territorio  che hanno importanti funzioni da un
  punto  di  vista amministrativo nelle relazioni con il pubblico e
  nella vita amministrativa interna della Regione.
       Su un  punto così delicato, credo che avremo altre occasioni
  per tornarci  a  breve,  si  squilibra  un  rapporto  di  poteri,
  diciamo, di  pesi e contrappesi tra l'Esecutivo ed in particolare
  il Presidente  della Regione, il quale emette il decreto "sentita
  la   Giunta   di  Governo",  neanche  su  approvazione  o  previa
  approvazione della Giunta di Governo.
       Vorrei  che  fosse chiaro cosa significhi "sentita la Giunta
  di Governo":  la  porti in Giunta e siccome, oltretutto, sappiamo
  come funzionano  le giunte, ci se ne libera in trenta secondi, il
  Presidente  della  Regione  con  un  atto.  Onorevole  Presidente
  Leanza, in  un  atto  di questo genere praticamente, magari nella
  distrazione  generale,  passano provvedimenti che hanno un valore
  riorganizzatore della macchina amministrativa ...

     FORMICA. Quello che sta dicendo  è grave.

     CAPODICASA.  Può  succedere, siccome si tratta di una delibera
  di Giunta,  quindi  un  atto  che viene discusso e poi si esprime
  attraverso  un  voto,  e  "sentita  la  Giunta";  quindi si mette
  all'ordine  del  giorno  tra le comunicazioni della Giunta con un
  "malloppone"  magari di cinquecento fogli.
       Ammesso  che  non  ci  siano  distrazioni  e  si discuta nel
  merito,  il  Presidente  procede  perché  è  "sentita la Giunta";
  quindi,  anche  se  quel  "sentita  la  Giunta" si traduce in una
  contrarietà di alcuni assessori, il Presidente procede lo stesso.
       Ma  parliamo  di  riorganizzazione degli uffici: cancello la
  SCICA di Barcellona Pozzo di Gotto e la istituisco a Milazzo. Non
  so se  è  chiaro.  Faccio  un  esempio  per  capire  di  che cosa
  parliamo,  onorevole  assessore Crisafulli, la chiamo così perché
  lei ha  seguito nella qualità di assessore questa materia e ha la
  competenza che ha.
       E,  quindi,  proprio  in  questa  chiave,  dico, è possibile
  pensare, onorevole Presidente, che questa Assemblea, in virtù dei
  nuovi  poteri  che  l'Esecutivo  assume per effetto dell'elezione
  diretta   del   Presidente,   possa   essere  tagliata  fuori  da
  importantissime  e decisive scelte che vengono assunte in materia
  come   questa.
       Pertanto,  l'onorevole Spampinato presenta un emendamento in
  cui   prima   contesta   con   la   proposta  della  soppressione
  all'articolo questa possibilità e lascia in vigore la legge n. 10
  che  invece  comportava  un  altro  procedimento. Ma in subordine
  presenta un emendamento che dice " previo parere della competente
  Commissione   dell'Assemblea",   cioè  istituisce  l'obbligo  del
  Presidente della  Regione  per  lo  meno  di  farla passare dalla
  Presidenza  dell'Assemblea, che poi la trasmette alla Commissione
  competente.  Cioè un atto minimo, perché  poi il Presidente della
  Regione   comunque,   anche   con   il   parere  contrario  della
  Commissione,  se  vuole  può  procedere, ma è un atto di rispetto
  istituzionale  o,  se volete, in modo più serio, di bilanciamento
  dei poteri  (anche se qui in questo caso il bilanciamento è molto
  relativo   perché   è   un   parere   che  viene  espresso  dalla
  Commissione),  che  onestamente  per  una materia così complessa,
  credo, onorevoli Assessori ed onorevoli del Governo, possa essere
  accettato,  almeno  l'emendamento che comporta il passaggio dalla
  Commissione.
       Diversamente, con i nuovi poteri che ha assunto l'Esecutivo,
  se l'Assemblea  regionale  si spoglia anche dei residui poteri di
  controllo che  le  rimangono,  cosa  verremmo a  fare  in  questa
  Assemblea?  Verremmo solo a timbrare il cartellino e a riscuotere
  lo   stipendio,   dopodiché   l'Assemblea   regionale  -  poi  ne
  discuteremo in sede di Regolamento con una serie di provvedimenti
  - sarebbe  solo  una  sede dove dovremmo dire un sì o un no sulle
  cose che ci vengono sottoposte, e poi tutti a casa.
       Questo è  il  Parlamento  più antico del mondo, e, pur senza
  volere tornare a vecchie pastoie tra Esecutivo e Parlamento, deve
  pur esserci, perché  credo che  del  resto questo sia stato anche
  quanto affermato, almeno  verbalmente,  da  parte  del Presidente
  della Regione all'atto in  cui ha presentato il proprio programma
  al Parlamento, quando ha detto  che  vuole rispettarne i poteri e
  vuole  misurarsi  anche   con   il   consesso   assembleare.  Ma,
  ovviamente, poi nei comportamenti  concreti  si  vede  come tutto
  questo venga dimenticato.

     PRESIDENTE.   Grazie,  onorevole   Capodicasa.  Poiché  questi
  interventi  sollevano  un  tema assai significativo e credo anche
  abbondantemente motivato, chiedo al Governo se non sia il caso di
  accantonare l'articolo 3 e i relativi emendamenti.

     D'AQUINO , assessore  per  gli  enti  locali. Accantoniamo per
  approfondire meglio questi temi.

     PRESIDENTE.  Non  sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
       Si passa all'articolo 4. Ne dò lettura:

                                  Art. 4.
                             Controlli interni

          1. Il comma 3, dell'articolo 3 della  legge  regionale  15
       maggio 2000, n. 10, è sostituito dal seguente:

          '3. L'articolo 61 della legge regionale 27 aprile 1999, n.
       10, è abrogato'.

          2. Il comma 4, dell'articolo 3, della  legge  regionale 15
       maggio 2000, n. 10, è sostituito dal seguente:

          '4.  Nell'Amministrazione   della   Regione  siciliana  si
       applica  la disciplina dei  controlli  interni  di  cui  agli
       articoli 1, 2, 4, 5, 6  e 9 del decreto legislativo 30 luglio
       1999,  n.  286 e  successive  modifiche  ed  integrazioni  in
       quanto compatibile con le disposizioni della presente legge'.

          3.  I  servizi  di  valutazione   e  controllo  strategico
       operanti nell'ambito dell'ufficio di  diretta  collaborazione
       del Presidente della Regione e degli assessori regionali sono
       diretti  da  un unico soggetto o da collegi  di  tre  esperti
       anche estranei all'Amministrazione regionale  e sono composti
       da quattro soggetti, di cui due con qualifica dirigenziale.

          4. Al comma 3, dell'articolo 10, della  legge regionale 15
       maggio 2000, n. 10 le parole 'con  apposito regolamento' sono
       sostituite  dalle  seguenti  'dal   sistema  complessivo  dei
       controlli interni.

          5. Per le finalità  del  presente  articolo è autorizzata,
       per  l'esercizio  finanziario 2001,  la  spesa  di  lire  700
       milioni cui si provvede  mediante  riduzione  di  parte delle
       disponibilità del capitolo  215701 del bilancio della Regione
       per l'esercizio medesimo.

          6. Per gli esercizi  finanziari  2002  e  2003  la  spesa,
       valutata in lire 4.000  milioni, trova riscontro nel bilancio
       pluriennale della Regione, codice 12.02.01.

       Comunico  che  sono stati presentati i seguenti emendamenti,
  allegati al presente resoconto stenografico:

    - dagli onorevoli Forgione e Liotta: emendamento 4.1;

    -  dagli  onorevoli  Spampinato,  Manzullo e Raiti: emendamenti
    4.2.

     MICCICHE'. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MICCICHE'.   Signor   Presidente,   noi   abbiamo   presentato
  emendamenti all'articolo 4,  che  vorremmo  spiegare.
       Abbiamo presentato questo emendamento anche perché  c'é  una
  parte del terzo comma dell'articolo  4  che  io  non so chi dovrà
  applicare, come si dovrà  dirigere per poterlo rendere esecutivo,
  c'è una parte che non  si  capisce, laddove dice "sono diretti da
  unico  soggetto  o da  tre  collegi  di  esperti  anche  estranei
  all''Amministrazione  regionale,  e   sono  composti  da  quattro
  soggetti di cui due con la qualifica dirigenziale".
       Per cercare  di  interpretare bisogna fare un giro di parole
  molto complesso.  Mi  pare  che  anche  questo articolo, sotto il
  profilo della interpretazione, sia molto dubbio.
       Ma la  cosa  che  io  pongo  alla  sua  attenzione  e vorrei
  chiarita da  lei,  signor  Presidente,  è se la parte che è stata
  aggiunta all'articolo  4 - i  commi 5 e 6 relativi alla copertura
  finanziaria dell'articolo 4- se  dopo il parere della Commissione
  Bilancio,  erano  due   emendamenti   approvati   in  commissione
  Bilancio,  della quale io  faccio  parte,  io  ho  votato  contro
  l'emendamento aggiuntivo all'articolo 4, cioè  i  commi 5 e 6, se
  poi ai sensi del regolamento c'è stato il parere della competente
  commissione bilancio per la copertura di spesa.
       Ora  signor  Presidente  vorrei  sapere  se  questo  è stato
  eseguito.

     PRESIDENTE.  Tutti  gli  emendamenti presentati e sottoposti a
  voto sono coperti di parere.

     MICCICHE'.   Poiché   noi   siamo   complessivamente  contrari
  all'articolo 4,  infatti  il  comma 3 dell'articolo 4 non mi pare
  molto chiaro  per  cui  votiamo  contro  l'articolo  4 e a favore
  degli  emendamenti  di cui sono firmatari gli onorevoli Forgione,
  Liotta, Spampinato, Manzullo e Raiti.

     SPAMPINATO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     SPAMPINATO.  Presidente, mi  risulta poco chiara la dizione di
  questo  terzo  comma  dell'articolo  4  e  non comprendo, d'altra
  parte, la logica dello stesso.
       Si   potrebbe  verificare,  secondo  il  dettato  di  questo
  articolo,  che  i  servizi  di valutazione e controllo strategico
  protrebbero essere  diretti da un collegio di tre esperti, quando
  gli   stessi   servizi  di  valutazione  e  controllo  strategico
  potrebbero  essere  composti soltanto da quattro persone.  Io non
  capisco  perchè  tre  persone  debbono  controllare  un nucleo di
  quattro.   Credo   che   sia  un  eccesso,  e  chiedo  di  votare
  favorevolmente  all'emendamento  di  soppressione del terzo comma
  dell'articolo 4.

     PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione l'emendamento 4.1. Il parere
  del Governo?

     D'AQUINO , assessore agli enti locali, Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     ARDIZZONE, presidente della Commissione, Contrario.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                          (Non è approvato)

     PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione l'emendamento 4.2. Il parere
  del Governo?

     D'Aquino , assessore per gli enti locali.  Contrario.

     PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

     ARDIZZONE, presidente della Commissione, Contrario.

     PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
  alzi.

                          (Non è approvato)

     PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 4. Chi è favorevole
  resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

     PRESIDENTE. Si passa all'articolo 5. Ne dò lettura.

                             "Articolo 5

            Modifiche alla legge regionale 15 maggio 2000, n. 10

          1. Al comma  3  dell'articolo  4  della legge regionale 15
       maggio 2000, n.  10  la parola 'regolamento' è sostituita con
       'decreto'.

          2. Al comma  8  dell'articolo  9  della legge regionale 15
       maggio 2000, n.  10  le  parole  '5 per cento' sono sostitute
       con '10 per cento'."

     CRISAFULLI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CRISAFULLI.  Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, io credo
  che in conseguenza  dell'accantonamento  dell'articolo precedente
  sia necessario accantonare anche l'articolo  5, ed in particolare
  il comma 1 dell'articolo 5, perchè  è accantonata la dicitura che
  prevede il decreto al posto del regolamento nonchè la possibilità
  di passare, previo parere delle commissioni.
       Siccome il comma 1 qui prevede che il termine "regolamento",
  previsto dal  comma  3  dell'articolo  4  della  legge  10, venga
  sostituito con "decreto", credo  debba essere accantonato, atteso
  che  il  termine  decreto  in   questo   caso   tende  ad  essere
  generalizzato,  per  cui è utile capire  se  con  un  decreto  si
  possono sostituire le procedure relative  a  tutti  i regolamenti
  previsti nella legge numero 10.
       Peraltro, io non so se è  legittimo  che  il  Parlamento  si
  espropri di una funzione così delicata e  la  assegni  ad un atto
  amministrativo del Presidente della Regione.
       Dopodiché, pongo una questione che riguarda  il  comma 2: so
  che qualcuno dice che non c'è  bisogno  di copertura finanziaria.
  Io mi permetto di sollevare eccezione.  Noi,  già  con l'articolo
  precedente  abbiamo  accantonato,  ma,  secondo   me,  esiste  un
  problema - io vorrei che fosse verbalizzato  se qualcuno dice che
  non c'è bisogno di copertura -, cioè prevediamo 450 postazioni, e
  ora prevediamo altri due dirigenti di  fascia A esterni. E vorrei
  che tutti capissero che sono due di  fascia  A  e  le  rispettive
  quote  della  fascia  B della  carriera  dirigenziale,  per  cui,
  portandolo al 10 per cento,  noi  prevediamo  la realizzazione di
  contratti di diritto privato, da un lato  con  450  persone  - mi
  sarà  consentito  di  poterlo dire  visto  che  ho  fatto  questo
  mestiere fino a qualche tempo fa,  onorevole  Leanza  la prego di
  correggermi, lei che ha fatto il Presidente  ed  è stato il primo
  ad  applicare  la legge numero 10 in  Sicilia  -  anzichè  i  270
  contratti di diritto privato per  le postazioni periferiche della
  Regione  siciliana,  oggi  ne   prevedete   450  senza  copertura
  finanziaria. I dirigenti esterni da 2  passerebbero  a 4 senza la
  relativa copertura finanziaria prevista in bilancio.
       Presumo che sia utile, non dico  certamente  che è come dico
  io, ma comunque presumo sia utile che  si  rifletta su questo.  E
  se qualcuno dice che non c'è bisogno di copertura finanziaria, se
  lo dice il Governo, io chiedo  che  venga  verbalizzato agli atti
  del  Parlamento che si procede  su  un  provvedimento  di  questo
  genere senza ritenere che sia necessaria la copertura finanziaria
  di qualcosa come il 40 per cento  in più dei soldi previsti nella
  posta del bilancio della Regione siciliana.

     D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     D'AQUINO ,  assessore per gli enti locali.  Signor Presidente,
  chiedo di accantonare  il  primo  comma.  Per  quanto riguarda il
  secondo  comma,  io  credo  che  si  parli  sempre  dell'organico
  preesistente, nel senso  che,  se  ci sono 40 direttori in questo
  momento, si parla del 10 per cento di 40.

     CRISAFULLI. Che sono in più.

     D'AQUINO ,  assessore per gli enti locali. Se i direttori sono
  al momento in organico  40, significa che il 10 per cento possono
  essere esterni, ma  non  significa  che si aumentano i direttori,
  quindi non credo che ci sia la necessità di una copertura.

    FORGIONE. Debbono essere per forza in più

     D'AQUINO ,  assessore per gli enti locali.  Non  sono  in più,
  sono gli stessi.

     PRESIDENTE. Poichè il Governo dichiara di accantonare il primo
  comma,  naturalmente si intende  accantonato  l'intero  articolo,
  perchè non si può votare solo un comma.
       Si passa all'esame dell'articolo 6. Ne dò lettura:

                                 "Art. 6.
                 Comitato di coordinamento dei dipartimenti

          1. E' istituito  presso  la  Presidenza  della Regione  il
       Comitato di  coordinamento dei dipartimenti, (d'ora in avanti
       CODIPA), con il  compito  di  assicurare la piena rispondenza
       dell'attività         gestionale        agli        indirizzi
       politico-programmatici      regionali,      di     accrescere
       l'integrazione e  il coordinamento tra le strutture operative
       dell'Amministrazione  e  di  favorire  la  semplificazione  e
       l'efficacia dell'azione amministrativa.

          2.   Il   CODIPA  è  formato  dai  dirigenti  preposti  ai
       dipartimenti dell'Amministrazione regionale.

          3.  Ai  lavori  del  CODIPA  partecipa  il  dirigente  che
       coordina gli  uffici di diretta collaborazione del Presidente
       della Regione di  cui  all'articolo  4,  comma 6, della legge
       regionale 15 maggio 2000, n. 10.

          4. Il CODIPA esprime pareri ed articola proposte operative
       per quanto riguarda:

          a)  la  definizione  di  procedimenti  intersettoriali che
       richiedano   integrazione   tra   le   strutture  ed  apporti
       interdisciplinari;

          b)   l'attribuzione   di  nuove  competenze  derivanti  da
       normativa regionale o statale;

          c) il  fabbisogno  di  risorse finanziarie, strumentali ed
       umane necessarie al funzionamento dei dipartimenti.

          5. Il CODIPA  è  convocato  almeno  una  volta al mese dal
       segretario generale che  ne  coordina  i  lavori  e  ne forma
       l'ordine del  giorno,  sentite  le indicazioni del Presidente
       della Regione".

     PRESIDENTE.  Poichè  nessuno  chiede   di  parlare,  pongo  in
  votazione l'articolo 6.  Chi è favorevole  resti  seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                            (E' approvato)

     PRESIDENTE. Comunico che è  stato  presentato  dagli onorevoli
  Pagano  e  Fleres  l'emendamento   aggiuntivo  6.1,  allegato  al
  resoconto stenografico.

      LEANZA VINCENZO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE Ne ha facoltà.

     LEANZA VINCENZO. Signor Presidente, la  mia  è  una  richiesta
  molto  semplice:   chiedo  che  venga  accantonato  l'emendamento
  aggiuntivo 6.1, riguardante  il  servizio  idrografico regionale,
  perchè avrei bisogno di approfondirne qualche aspetto.

     PRESIDENTE.  L'emendamento aggiuntivo 6.1 è accantonato.

     FORGIONE. I  firmatari    non sono presenti in Aula, onorevole
  Leanza, per cui o lo fa suo o l'emendamento decade.

     PRESIDENTE. Onorevole Forgione, intanto è accantonato.

     FORGIONE. L'onorevole Leanza non lo ha  fatto  suo, e pertanto
  l'emendamento decade

     PRESIDENTE. L'osservazione è un po' tardiva.
       Si passa all'esame dell'articolo 7. Ne dò lettura:

                                 "Art. 7.
                         Contrattazione collettiva

          1.  Il  comma 1, dell'articolo 57, della legge regionale 3
       maggio  2001,  n.  6,  si interpreta nel senso che sino al 1
       gennaio  2002  continuano ad applicarsi per la contrattazione
       collettiva  le  disposizioni  di  cui alla legge regionale 19
       giugno 1991, n. 38."

       Poichè  nessuno  chiede  di   parlare,  pongo  in  votazione
  l'articolo 7.
       Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Comunico che è stato  presentato  dal  Governo l'emendamento
  aggiuntivo 7.1, allegato al resoconto stenografico.
       Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

     ARDIZZONE, Presidente della Commissione. Favorevole.

     PRESIDENTE. Chi è  favorevole resti seduto; chi è contrario si
  alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'esame dell'articolo 8. Ne dò lettura:

                                 "Art. 8.
                  Adesione al circuito nazionale acquisti

          1.   Le   amministrazioni  centrali  e  periferiche  della
       Regione   sono  tenute  ad  approvvigionarsi  utilizzando  le
       convenzioni stipulate ai sensi  del comma 1, dell'articolo 26
       della legge 23 dicembre  1999,  n. 488 e successive modifiche
       ed integrazioni. Le  restanti pubbliche amministrazioni hanno
       facoltà di aderire  alle  convenzioni  stesse,  ovvero devono
       utilizzare i parametri di  qualità e di prezzo per l'acquisto
       di beni comparabili con quelli oggetto di convenzionamento.

          2.  In alternativa,  sia  le  amministrazioni  centrali  e
       periferiche  della  Regione   sia   le   restanti   pubbliche
       amministrazioni  possono procedere  all'acquisto  di  beni  e
       servizi purchè a prezzi  inferiori  a  quelli  oggetto  della
       convenzione".

       Poichè nessuno chiede di parlare, lo pongo in votazione.
       Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

       Si passa all'esame dell'articolo 9. Ne dò lettura:

                                 "Art. 9.
                            Nomine governative

          1. Le nomine e designazioni di competenza del Governo sono
       rese  esecutive  previo   parere  positivo  della  competente
       Commissione, reso a  maggioranza  dei  suoi  componenti entro
       quarantacinque giorni dalla richiesta".

       Comunico che all'articolo 9 sono stati presentati i seguenti
  emendamenti, allegati al resoconto stenografico:

    - emendamento soppressivo 9.1, dal Governo;

    -  emendamento  9.2, dagli  onorevoli  Spampinato,  Manzullo  e
    Raiti.

     CRISAFULLI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CRISAFULLI.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi, mi pare
  legittimo che  il  Governo presenti un emendamento soppressivo e,
  debbo dire, ne comprendo anche le ragioni.  Tenuto  conto che, in
  quelle poche occasioni in cui ho avuto  modo  di seguire i lavori
  in  Commissione,  sono stato  protagonista  dell'introduzione  di
  questo emendamento nel testo che  l'Aula  sta  valutando, ritengo
  opportuno  soffermarmi  sul  fatto che ciò  che  ha  ispirato  la
  presentazione di un emendamento e  l'approvazione dello stesso da
  parte della Commissione non è - mi auguro  di essere creduto - la
  voglia  di  restringere  la capacità  del  Governo  di  procedere
  all'emanazione  di provvedimenti di nomina; la  cosa  che  ci  ha
  spinto  a  presentare  quell'emendamento   è   il  restituire  al
  Parlamento  e  alle  sue   commissioni  legislative  la  funzione
  prevista dall'attività parlamentare.
       Noi siamo stati eletti  -  questa volta per la prima volta -
  con un meccanismo legislativo che concentra molto sul Presidente,
  tant'è che stiamo discutendo in questa sede una serie di articoli
  che  abbiamo  valutato e in alcuni  casi  accantonato,  in  altri
  approvato,  che  concentrano  sul   Presidente   e  sulla  Giunta
  regionale una corposa mole di funzioni e  di  poteri.  Trovo  del
  tutto legittimo che sia così, ma non  trovo  legittimo  il  fatto
  che, nel concentrare le funzioni ed i  poteri  al  Presidente  ed
  alla Giunta regionale, si metta in  condizione  il  Parlamento di
  non assolvere a nessuna funzione.
       Credo che la preoccupazione debba esserci al di là del fatto
  che si può tradurre  con  il  mantenimento del testo così com'è o
  con  la  soppressione   del  testo.  Mi  auguro  che  i  colleghi
  parlamentari si rendano  conto  che  ci troviamo in un momento in
  cui è giusto  e  doveroso ridisegnare i compiti del Parlamento in
  Sicilia, altrimenti corriamo il rischio di fare i testimoni - non
  so se attivi o passivi - o le comparse di un processo di Governo,
  legittimo, perché  ottenuto con un  grande consenso popolare, ma,
  anche se non fosse stato grande, legittimo lo stesso. Ciò che non
  trovo legittimo è che altro consenso  popolare,  espresso  per il
  Parlamento,  per la funzione parlamentare,  non  venga  messo  in
  condizione di essere esercitato.
       Poco fa, sull'articolo 3 che abbiamo accantonato, la cosa di
  cui non ci si rende conto fino in fondo  è che l'articolo 4 della
  legge  numero  10  dice  che   noi  con  regolamenti  accorpiamo,
  disaccorpiamo, organizziamo per dare  funzionalità  alla macchina
  amministrativa, all'intera burocrazia regionale.  Io ho visto che
  il   Presidente   Leanza,   poco  prima   di   me,   ha   chiesto
  l'accantonamento  che  prevede   la   soppressione  dell'Istituto
  idrografico; vorrei che qualcuno di voi si rendesse conto che, se
  passa l'articolo 3 così com'è, questo piacere  non lo avremo più.
  Perché   sarà un atto amministrativo a decidere  se  ci  sarà  il
  servizio idrografico o non ci sarà più,  se  ci devono essere tre
  direzioni o non ci devono essere più,  se  il  dipartimento della
  Protezione  civile  deve  esistere o  non  esistere.  Tutte  cose
  legittime, che le faccia il Governo
       Ciò  che trovo altrettanto legittimo  è  che  il  Parlamento
  abbia  un  potere  di  controllo  sugli   atti  del  Governo.  Il
  controllo come si esercita?  Io  ho individuato questo meccanismo
  rispetto  a  questa funzione;  probabilmente mi  si  dice  che  è
  eccessivo, crea difficoltà, ora -  figuriamoci,  sono una persona
  sufficientemente laica - non sono  innamorato sull'atto in quanto
  tale, ritengo che esista una funzione  del  Parlamento  che debba
  essere salvaguardata.  Dopo di che io  la  rassegno al Presidente
  dell'Assemblea  la questione.
       Per quanto mi riguarda, qualcuno dovrà pure spiegarci qual è
  la funzione di parlamentare, se tutto  viene delegato e demandato
  a semplici atti assunti, anche con urgenza,  da parte del Governo
  della Regione siciliana.  Possiamo solo fare la legge finanziaria
  all'inizio dell'anno e le variazioni di bilancio a fine anno, per
  il resto sarebbe utile che qualcuno ci evitasse di essere qui, di
  tormentarci  e di torturarci inutilmente.
       Io credo, invece, che debba  essere restituita al Parlamento
  una  funzione;  il modo migliore è  quello  di  fare  pronunziare
  sull'applicazione delle norme, e  dunque  sulla  selezione  delle
  nomine  così  come debbono essere  fatte  secondo  il  rispecchio
  diretto di ciò che prevede la legge  sulle  nomine  nella Regione
  siciliana.  D'altronde, se la maggioranza c'è la eserciterà anche
  in Commissione; il Governo rispetto alle indicazioni che si danno
  sulle  singole  nomine  di  appartenenza.   Io  voglio  fare  una
  riflessione  a  viso aperto, non  mi  interessa  neanche  tentare
  meccanismi che possono mettere in  difficoltà  tutti,  perché non
  vado cercando l'imboscata, cerco un ragionamento  che ci metta in
  condizione di capire come dobbiamo procedere.  Questa è una prima
  occasione, ci sarà il 184 che ci  restituirà lo stesso argomento.
  Dobbiamo trovare un modo di convivere,  Parlamento  e Governo: il
  Parlamento per la sua azione legislativa e di controllo - ma deve
  essere esercitata - ed il Governo  nella  sua  responsabilità  di
  strumento esecutore delle scelte che si  titola di potere portare
  avanti.
       Pertanto, mi permetto, signor  Presidente, di ritenere utile
  che  questo  articolo rimanga.  Dopo di che,  se  lo  si  ritiene
  dirimente, mi si spieghi quale altro meccanismo  si vuole dare al
  Parlamento per esercitare la semplice  funzione  di  controllo su
  una parte degli atti che riguardano  l'azione  e l'iniziativa del
  Governo.

     MICCICHE'. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     MICCICHE'.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, alle parole
  dell'onorevole Crisafulli si aggiungono  quelle del sottoscritto.
  In  Commissione,  in  questi  giorni, ieri,  per  esempio,  in  I
  Commissione, la quale dovrebbe esaminare e  dare  il  parere alle
  nomine   designate  dal  Governo,   si   sono   avute   eclatanti
  dichiarazioni di insofferenza da  parte  degli  stessi componenti
  della  maggioranza,  dove  addirittura   qualche   componente  ha
  sollevato  la funzione del deputato  in  quella  fattispecie,  in
  quelle riunioni, in considerazione del  fatto  che  non svolgiamo
  appieno le funzioni che ci sono state demandate per legge.  Io in
  Commissione ho votato a  favore  dell'emendamento all'articolo 9;
  articolo di cui oggi il Governo,  in  modo  arrogante,  chiede la
  soppressione.

     STANCANELLI, assessore per il  Lavoro,  la previdenza sociale,
  la formazione professionale e l'emigrazione.  Perchè arrogante?

     MICCICHE'. Perchè è arrogante  Se vuole  un  altro termine, io
  non  lo  so. Non mi riferivo  all'assessore  Stancanelli,  ma  al
  Governo nel suo complesso, perchè qui è  il Governo che chiede la
  soppressione  dell'articolo  9.  Il   Governo  non  vuole  essere
  controllato,  non  vuole discutere,  vuole  mandare  in  pensione
  probabilmente anche l'Aula di Sala d'Ercole;  se avesse il potere
  lo potrebbe anche fare, con la  complicità degli stessi deputati,
  una  sorta  di  suicidio  collettivo;   se  lo  potesse  proporre
  probabilmente  lo farebbe, non ha nessuna  remora.
       Si, i primi passi ci sono, e  questo è un passo verso questa
  deriva autoritaristica. Perchè,  vedete,  forse siete consapevoli
  che ciò che si pone  all'attenzione  della  Commissione  prevista
  dalla legge, sarebbe ancora più  chiaro,  più  trasparente e meno
  tortuoso  chiedere  l'abolizione delle  leggi  in  materia  delle
  nomine, cioè a dire, abolire  totalmente l'articolo 1 della legge
  numero  35  del 1976, che  prevede  il  preventivo  parere  della
  Commissione legislativa permanente dell'Assemblea.
       Fate un disegno  di  legge, chiedete l'abrogazione di queste
  norme, Ma evidentemente non si vuole creare lo scandalo, si vuole
  fare ben altro. Si  vogliono  portare in Commissione i cosiddetti
  provvedimenti,  i decreti di nomina  di  soggetti  che,  a  prima
  vista, abbiamo constatato in  Commissione essere nella stragrande
  maggioranza illegittimi - non illegali, illegittimi - nella forma
  in  cui  sono  stati  presentati.   Perchè?  Perchè,  se  venisse
  applicata in maniera puntuale la  normativa in materia di nomine,
  per  esempio  la  legge  numero   22   del  1995,  l'applicazione
  dell'articolo 4 "documenti e requisiti"  e  l'articolo  7 "l'albo
  delle nomine", probabilmente le nomine  che  vengono  portate  in
  Commissione  sarebbero  illegittime   perchè  non  rispettano  in
  maniera puntuale la norma di legge poc'anzi citata.
       E allora che cosa si  fa? Si manda in ritardo in Commissione
  la  richiesta di parere con urgenza, in  modo  tale  che  poi  in
  Commissione si fa di tutto per  non  affrontarla,  perchè i tempi
  sono molto dilatati, ci sono i soliti  rinvii, le sedute d'Aula e
  così via, per cui non si arriva  a discuterla. Tant'è che abbiamo
  chiesto un elenco aggiornato delle richieste di parere, e abbiamo
  visto  che  molte sono già scadute.  E  allora,  ecco  perchè  ho
  votato questo articolo in Commissione.
       E non si giustifica  assolutamente il testo dell'emendamento
  del Governo, che lo vuole  sopprimere.  Perchè  vuole  continuare
  questo stato di cose, non ha il  coraggio  di  abrogare le norme,
  che sia la Commissione ad esprimere il  parere;  allora vuole che
  tutto  rimanga  così per continuare a fare 'il  gioco  delle  tre
  carte'. Noi non ci stiamo,  l'opposizione non  ci  sta  a  questo
  tentativo.
       Sarebbe meglio che il  Governo,  presente  qui,  comunicasse
  espressamente che sta preparando un disegno di legge per cambiare
  questa   normativa,  che  vuole   eliminare   il   parere   della
  Commissione. Così forse potremmo discutere  in modo più chiaro ed
  entrare nel merito dell'argomento.

     PISTORIO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     PISTORIO. Signor  Presidente,  onorevoli colleghi, l'occasione
  dell'articolo 9 probabilmente  è  utile  per  una riflessione che
  dovrà essere molto più approfondita  e  alla quale ci ha chiamato
  l'abilità dialettica dell'onorevole Crisafulli, che  conosce bene
  il sistema di relazioni che ha innervato  il rapporto tra Governo
  e  Assemblea  in  questi  anni  e   conosce  bene  anche  l'umore
  dell'Aula, che da poco frequento e che  anche in questi momenti è
  certamente  nervosa per difficoltà di  gestione  di  un  rapporto
  dialetticamente corretto, sia interno alla maggioranza che tra il
  Governo e l'Aula.
       E  io non voglio apparire  un  "pasdaran"  del  Governo,  il
  "giannizzero" di turno che viene a  difendere  le  ragioni  di un
  esecutivo forte contro la democrazia  assembleare. La mia cultura
  politica mi induce in modo diverso  a  pormi  rispetto  a  questo
  problema.  Però, io chiedo  all'onorevole  Crisafulli  di  essere
  corretto sul piano politico e di non impostare con una difesa del
  controllo   democratico   delle   funzioni   di   una   Assemblea
  parlamentare   la  questione  delle   nomine.   Perchè   lui   ha
  partecipato, con un ruolo non  certo  marginale, ad esperienze di
  governo  precedenti e partecipa  attivamente,  anche  al  massimo
  livello   nazionale,   ad  una  cultura   politica   e   ad   una
  responsabilità  di  governo  che in  questi  anni  certamente  ha
  improntato di forte capacità decisionale sia il Governo nazionale
  che gli enti locali. I quali  lungamente sono stati governati dal
  centro-sinistra e dove tante di  quelle  sofferenze,  rispetto  a
  questo rapporto dialettico che tra  noi  ci  rappresentiamo, sono
  state   esemplarmente  realizzate   da   gestioni   monocratiche,
  fortemente caratterizzate in termini quasi  di  mito  del  potere
  decisorio dell'investitura popolare.
       E  allora,  riportiamo  la  questione  correttamente  in  un
  ambito    che  io   vorrei   suggerire  a  questa  Assemblea,  se
  consentite  ad  un  giovane   parlamentare   di   stimolare   una
  riflessione più organica sulla materia:  io  ritengo,  per quanto
  riguarda lo specifico, - e  abbandono  la questione particolare -
  che la fattispecie possa continuare  ad  essere  governata  dalle
  norme che fino ad oggi hanno definito questa procedura e che sono
  norme  pensate  da  un   ordinamento   regionale  certamente  non
  improntate ad una forza  dirompente dell'Esecutivo, ma pienamente
  dentro una cultura assembleare che  ha consentito un controllo di
  merito  anche su queste nomine,  determinando  tempi  e  modalità
  anche  nella  logica  del  silenzio-assenso;  istituto  giuridico
  sempre più presente della nostra realtà amministrativa.
       E   mi   pare   che  sottrarci   a   questo   per   invocare
  l'autorevolezza  di  una  assemblea  parlamentare,  va  in  forte
  controtendenza   rispetto   a   tutta   la   normativa   che   il
  centro-sinistra ha definito in questi anni, quando ha occupato le
  responsabilità di governo.
       C'è una cosa, signor Presidente,  che  io  chiedo  lei colga
  fino  in fondo nella sua  fondamentale  funzione  di  garante  di
  questo Parlamento: noi abbiamo una  difficoltà,  una distonia che
  va colmata:  un'elezione diretta di  un  Esecutivo  che  pensa di
  rappresentare  ...,  poi  è  altra   questione   su  come  svolge
  quest'azione  di governo, che forse  va  puntualizzata  e  meglio
  organizzata anche nel rapporto con  l'Aula,  ma che certamente ha
  un'investitura  forte dal punto  di  vista  della  legittimazione
  politica  e  che  nasce  da una  modifica  di  legge  che  questo
  Parlamento  non  ha  fatto  propria   con   un  proprio  atto  di
  autonormazione,  ma  che  è  stato  ovviamente  ereditato  da  un
  contesto  politico  e legislativo nazionale  e  che  deve  essere
  adeguato ad un contesto normativo  di questo Parlamento dal quale
  derivava nel passato, per intero,  la legittimazione politica del
  Governo.   Il  Governo   derivava  dall'Assemblea,  all'Assemblea
  rispondeva pienamente non soltanto nel suo atto programmatico, ma
  anche negli atti di governo interni.
       Allora, noi abbiamo  un'esigenza  riformatoria,  alla  quale
  deve presiedere un organismo che è  stato già individuato e che è
  la  Commissione  Statuto,  dentro  il  quale  rappresentare,  per
  intero,  le  esigenze  diverse  di  un  rapporto  dialetticamente
  corretto tra un Esecutivo, che ha un'investitura forte e che deve
  corrispondere    a   questa    investitura    con    prerogative,
  responsabilità  ed efficienza, ed  un'Assemblea  che  difende  un
  ruolo  parlamentare, al quale forse e meglio  -  e  vi  prego  di
  perdonare, non è certamente una censura  - deve tendere sempre di
  più senza avere paura di cedere qualche potere di amministrazione
  attiva. Perchè questa è una ragione sulla quale poi si può essere
  più esigenti dal punto di vista politico  e  dal  punto  di vista
  della capacità di governo.
       Se l'Assemblea  è  estranea  all'amministrazione parcellare,
  alle piccole misure, sarà più  forte  nei rapporti diretti con un
  Governo  che  verrà valutato  per  la  capacità  di  risolvere  i
  problemi dei siciliani e non di  gestire vicende di accordo sulle
  nomine.

     CAPODICASA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA. Signor Presidente, il tema rientra nella categoria
  che già, attraverso i due emendamenti che abbiamo accantonato, si
  pone all'Aula.
       Secondo me, se non troviamo una chiave di carattere generale
  per la soluzione di questo  problema, non ne usciremo più, perchè
  il tema del bilanciamento dei poteri, il nuovo regime elettorale,
  qual è quello inaugurato  con  l'elezione diretta del Presidente,
  si porrà sempre; di un'Assemblea  che,  a mio parere, deve sempre
  di  più assumere la  funzione  di  legislazione  e  di  controllo
  dell'Esecutivo, e tutto il  resto  deve essere dismesso, e quello
  dell'Esecutivo che, invece, ha  il  compito  che  gli  assegna la
  legge:  assumere  gli  orientamenti  e   le   decisioni  che  gli
  competono.
       Ora, onorevole Pistorio, se il richiamo  che lei ha fatto ai
  governi di centro-sinistra negli enti locali  ha un valore - come
  dire  - di un tentativo  di  sviare  l'attenzione  dell'Assemblea
  dalla  questione  di merito per  farne  una  questione  politica,
  secondo  me  non ha colpito il  bersaglio,  perchè  non  è  molto
  convincente questa tesi da lei sostenuta, in quanto, parlando del
  periodo in cui questa Regione è  stata  governata  da  governi di
  centro-sinistra, a questa materia non si  è  mai  posto mano, nel
  senso che non abbiamo avuto  l'opportunità,  il tempo di assumere
  decisioni in proposito.  E, in  ogni  caso, quelle decisioni, ove
  fossero state assunte, non potevano  contemplare un nuovo assetto
  istituzionale che è entrato in vigore  da  tre mesi; quindi, sono
  due  cose  diverse.   Qualora  si   fosse   affrontato  il  tema,
  all'epoca, lo avremmo affrontato in un contesto istituzionale ben
  diverso da quello che noi affrontiamo.  Oggi  siamo  in  un altro
  contesto, dove il problema del bilanciamento dei poteri, dei pesi
  e  dei  contrappesi  è  un  tema  che  si  pone,  tant'è  che  ne
  discuteremo  al  più  presto  anche  in  materia  di  Regolamento
  dell'Aula.
       Non è che  si  vuole  introdurre il parere della commissione
  sulle nomine perchè non esiste: il parere della commissione sulle
  nomine oggi  esiste.  Signor Presidente,  lei,  essendo  nuovo di
  questa attività, forse non sa che, caso unico al mondo, si tratta
  di un parere che viene reso a  minoranza:  cioè  per bocciare una
  nomina  che il Governo propone o  per  dare  un  parere  negativo
  bisogna che i due terzi della commissione siano contrari, cioè un
  terzo fa maggioranza contro i due terzi.
       Affinché il  parere  dato  negativamente  alla  proposta del
  Governo sia valido  devono  votare  nove  su dodici, cosa che non
  esiste sulla faccia della terra
       Ricordo  che  questo  sistema   è  stato  introdotto  perchè
  eventuali dissensi all'interno  della  maggioranza  sulle  nomine
  sempre  possibili non fossero tali  comunque  da  incidere  sulla
  decisione della Commissione.
       Questo  andava  bene in un'epoca  in  cui  i  governi  erano
  ricattati dall'Assemblea, dalle Commissioni.  Oggi i Governi sono
  stabili: c'è un Presidente che, se  viene  mandato  a casa, anche
  l'Assemblea fa lo stesso insieme  al  Presidente  della  Regione.
  Quindi,   non  c'è  il  tremolìo   di   un   potere   decisionale
  dell'Esecutivo  che  richiede  norme   che   ne  garantiscano  la
  stabilità  Non è più così  Diceva giustamente l'onorevole Acierno
  che se c'è la maggioranza, anche in  questi  casi  deve  avere la
  forza di approvare i provvedimenti del Governo.  Perchè una norma
  deve rimanere in vita quando  essa  propone  procedure e tecniche
  che  sono  ormai  superate  dai   tempi?  La  maggioranza  c'è  e
  l'approva a maggioranza, è una maggioranza molto larga.  La legge
  elettorale  maggioritaria  con  cui   abbiamo   votato   dà  alla
  maggioranza  ben  diciotto parlamentari in  più  come  premio  di
  maggioranza.  Ma quante volte deve  essere  dato questo premio di
  maggioranza?  Una volta in Parlamento e poi anche in Commissione?
       Onorevoli colleghi, mi  pare che il tema torni rispetto alla
  questione che avevamo richiamato poc'anzi nei precedenti articoli
  accantonati: è la  stessa  tematica.  Poi  se voi volete decidere
  diversamente, siete padroni di farlo.

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, non comprendo
  tutto il  dibattito,  non  comprendo  neppure  l'emendamento, non
  comprendo come  in Commissione sia passato questo emendamento. Se
  c'era bisogno di dare una  giustificazione,  io  ritengo  che  il
  dover pensare che c'è già una  normativa,  che  ogni  nomina deve
  passare dalla prima Commissione legislativa.  Per  cinque anni ho
  visto passare nomine in prima  Commissione, non capisco il perché
  del cambiamento. Abbiamo cambiato una  regola in corso d'opera, a
  gioco  iniziato,  onorevole  Capodicasa.  Abbiamo  costituito  le
  Commissioni con lo stesso tipo di idea: cioè che a monte ci fosse
  un  regolamento che prevedeva alcune  cose.  Quando  nella  prima
  Commissione, il Regolamento prevede che ci vogliono nove voti per
  potere bocciare una nomina del  Governo e dell'Esecutivo, abbiamo
  detto: va bene, in quella  Commissione siamo sette di maggioranza
  e sei di opposizione.

     CAPODICASA. La causa l'abbiamo persa

     CINTOLA.  No,  io  non  la  perdo  la  causa  in questo. Io la
  rivinco la causa, in questo. Lo so, onorevole Capodicasa, lei non
  interrompe mai, per interrompere significa che ho colto nel segno
  e non vuole che il mio discorso fili per come è.
       Io ritengo che  non si debba accantonare l'articolo e non si
  debba far  intendere  all'Assemblea  che c'è una diminutio se non
  passa questo emendamento, cioé  se viene bocciato l'articolo.
       Signor Presidente,  non comprendo invece cosa si voglia fare
  perché   io ho  il  ricordo  preciso  che  c'è  necessità  di  un
  intervento su quelli  che  sono  i poteri dell'Esecutivo e quelli
  che sono i poteri del Legislativo. E noi dobbiamo farlo questo.
       Abbiamo  già  una Commissione che dovrebbe essere insediata,
  la  Commissione  per  lo  Statuto.  C'è  la  Commissione  per  il
  Regolamento  che  deve  essere richiamata  ad  operare  perché  i
  compiti dell'Esecutivo ed i  compiti dell'Assemblea vengano anche
  ridisegnati. Ma io dico che  alla  Provincia  deve  essere  fatto
  così, anche nei Comuni deve  essere  fatto così perché, imperante
  Orlando,  qui assente, le operazioni  di  nomine  del  comune  di
  Palermo  vorrei capire da quali  Commissioni  sono  passate.  Non
  passavano  da  nessuna  Commissione   perché  il  potere,  quello
  politico, quello che aveva reso forte l'eletto sindaco, davano al
  sindaco la possibilità di andare immediatamente a fare le domande
  agli  amici, in maniera tale che poi,  alla  fine,  si  diceva  :
  "Abbiamo preso, dalle domande fatte  dal mondo della cultura, gli
  amici che reggono: l'acquedotto, l'AMIA, ..."

     FORGIONE. Vuoi dire che tu vuoi fare così? Perciò vuoi abolire
  questa legge?

     CINTOLA. Ma quando mai  Quando vi colpisco avete anche voce.

     FORGIONE. Non colpisci proprio niente.

     CINTOLA.  Ma  il popolo vi ha colpito. Continuate, continuate,
  vi azzereranno. Su queste battaglie vi azzereranno.
       Allora,  intendo  ribadire  che  la prima Commissione ha per
  Regolamento il potere, deve per  forza  avere, già avendo mandato
  in prima Commissione le richieste di  parere  del  Governo per le
  nomine che fa. Le Commissioni possono e  debbono dare il parere e
  non lo danno.
       La  regola c'è, solo che, siccome l'onorevole Crisafulli - è
  una  persona  in  gamba  -  dice  che  ha  fatto  una  battuta in
  Commissione,  ma  io  pensavo  che  fosse  una  battuta, mi hanno
  seguito subito e si è fatto un  emendamento,  ed una legge quasi,
  su una battuta.  Poi, invece, in Aula  la  viene a difendere come
  una cosa che è veramente seria e forte, non a difesa di interessi
  dei deboli, degli emarginati e  tutto il resto, dell'innovazione,
  del ruolo che debbono avere i  comuni,  il sindaco, il presidente
  della  provincia,  il  presidente   della   Regione,   e   quindi
  l'Assemblea,  cosa  per la quale  siamo  pronti  a  discutere,  a
  definirla e a farle nel più breve  tempo possibile.  No, ci siamo
  fermati a volere contrabbandare con  l'Aula, con la richiesta che
  verrà dopo, di farla in maniera segreta la votazione perché  così
  convinciamo  l'Aula  che per fare  una  nomina  si  deve  passare
  dall'Assemblea  Ma quando mai. Si  passa  dalla prima Commissione
  come  si  è  sempre  fatto,   dato   che  il  nostro  Regolamento
  le  attribuisce  il  potere di  sindacare  le  nomine  fatte  dal
  Governo.  E  ha ragione.  Quindi,  può  continuare  senza  questo
  articoletto  che  invece  dà  la  possibilità  di  indebolire  la
  maggioranza e di rendere difficile il compito all'esecutivo anche
  nelle nomine.
       Ecco perché noi  diciamo  che  questo  non  è un articolo da
  accantonare ma da  votare.  E  se  ci  chiedono  di votare con la
  votazione segreta  io  dico  che  liberamente  l'Assemblea  ha il
  diritto-dovere di  esprimersi  e di dare compiutamente il proprio
  giudizio su questa  operazione,  che è una operazione che aspetta
  un richiamo tra qualcuno della Commissione ed il Governo.

     ACIERNO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ACIERNO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo che
  l'articolo 9 al  nostro  esame,  per  come  è  formulato,  sia da
  dichiarare inammissibile.  Le spiego anche le mie motivazioni.
       Il primo punto:  c'è già una norma che regolamenta il parere
  delle Commissioni  sulle nomine del Governo.  Questo articolo non
  sostituisce quella  norma  per cui approvando questo articolo noi
  creeremmo un  duplicato  legislativo, avremmo in vigore due norme
  che regolamentano  la  stessa  maniera  in  termini  diversi.
       La   seconda   osservazione,   signor  Presidente,  riguarda
  l'inammissibilità di questo  articolo  e che non è previsto, come
  invece nella norma  in vigore, cosa succede se la Commissione non
  esprime  il   parere.   Non  è  stato  previsto  neanche  questo.
  Pertanto,  le   chiedo,   e   sarò   brevissimo,   di  dichiarare
  inammissibile questo articolo.

     PRESIDENTE.   Mi   consenta,   onorevole   Acierno,   le   sue
  osservazioni sono abbastanza logiche ma non tali da comportare la
  improponibilità dell'articolo.  I  termini  che non sono previsti
  costituirebbero una  modifica della legislazione precedente, ma è
  nel pieno diritto fare una proposta del genere.

     ODDO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ODDO. Signor  Presidente, credo sia un problema soprattutto di
  volontà politica mettere nelle condizioni il Parlamento siciliano
  di potere svolgere  rispetto  alle  nuove funzioni che sono state
  delegate al Governo  e  ad  un Presidente eletto direttamente dal
  corpo elettorale un  minimo  direi  anche  rispetto alle nomine e
  alla designazione di  controllo  effettivo  e  non  il  potere di
  controllo generalizzato,  come  evidentemente qui per certi versi
  si  vuole   banalizzando   esprimere.
       Credo, peraltro,  che  le  questioni,  per  come  lei  stava
  sottolineando,  sollevate  dal collega Acierno sono evidentemente
  questioni facilmente  smontabili  in  quanto  è  evidente che una
  norma nuova, concepita per giunta in un testo del genere, a tutti
  gli effetti sostituisce  la  norma  in  vigore.  Però non mi pare
  neanche questo  il  problema.  A  me  sono  sembrate estremamente
  pertinenti  le  osservazioni  invece  che  ha  fatto  l'onorevole
  Crisafulli, nel senso che anche il Governo deve riflettere. A mio
  avviso  non  è   tanto   andare   ad  un  braccio  di  ferro  fra
  l'opposizione e la  maggioranza.  Su  questo argomento mi pare vi
  sono  realmente   dei   buoni  motivi  per  riflettere  su  come,
  evidentemente,   questa  Assemblea  deve  necessariamente,  anche
  nell'interesse del governo  e  per  un armonioso equilibrio fra i
  poteri, controllare  quanto  il  governo  produce  in  materia di
  nomine e di  designazioni.
       E  dobbiamo   tutti   concordare  sul  fatto  che  l'attuale
  normativa che  regola  il  controllo  nelle  varie  commissioni è
  assolutamente  paradossale    Mai   e   poi   mai,   nelle  varie
  commissioni, potrebbe  esserci  quel numero di nove componenti in
  grado di potere  mettere in discussione una nomina fatta da parte
  del  governo.  Allora,   è  ovvio  che  il  ragionamento  si  può
  concludere dicendo c'è di fatto un impedimento nell'esercizio del
  controllo, ed è vero, lo sappiamo.
       Nei  sistemi  bipolari,  per  giunta,  quando  si  parla  di
  elezione  diretta, senza paragonare un sistema parlamentare ad un
  consiglio comunale -  in  quanto  non  mi  pare sia assolutamente
  possibile  sotto   qualsiasi   punto   di   vista.   Nei  sistemi
  parlamentari   è   molto  importante,  soprattutto  nell'era  del
  bipolarismo dove  fra  l'altro il centro-destra vince. Quindi, la
  cosa su cui  non  riesco  veramente  a  capacitarmi  è: qual è la
  preoccupazione;  ha  una larga maggioranza, ha quindi possibilità
  di esercitare la funzione anche all'interno delle commissioni, ha
  la  possibilità  di  nominare,  designare,  anche nell'equilibrio
  complessivo  di   governo,   il  fatto  di  tenere  presente  che
  l'Assemblea deve realmente operare il controllo che di fatto così
  non c'è, perchè è ovvio che non c'è.
       Mi  pare  un  argomento assolutamente non solo pertinente ma
  necessario,  almeno che non ci sono preoccupazioni di altro tipo,
  di  natura politica. Sono quelle, per esempio, di una maggioranza
  che  non  riesce  a  trovare  il  punto  di  equilibrio su alcune
  questioni, ed è comprensibile io non sto qui a scandalizzarmi.
       E'  possibilissimo  che l'argomento è questo, cioè di andare
  evidentemente  ad  imboccare  una  strada  dove  le  nomine  e le
  designazioni    diventano    elemento   di   mercificazione,   di
  patteggiamento  e capisco che questa può essere la preoccupazione
  di  alcuni  colleghi,  me  ne  rendo  conto e me ne faccio carico
  stranamente;  perchè  è ovvio che sarebbe uno scadere da parte di
  tutti,   non  solo  della  funzione  della  maggioranza  rispetto
  all'opposizione.   Però,  attenzione,  perchè   la  funzione  del
  parlamento, non c'è bisogno di citare costituzionalisti di grande
  spessore, ma la funzione e gli equilibri, i pesi e i contrappesi,
  in  un  sistema  parlamentare,  altro che consigli comunali, è un
  punto su cui secondo me tutti dobbiamo riflettere, maggioranza ed
  opposizione, governo per primo; perchè, se no, quando approveremo
  la norma che  in  questo  momento  darà  il via libera al governo
  senza  alcun  controllo,  avendo  esso  stesso  paura  della  sua
  maggioranza e  di  una  sua  disarticolazione,  potremmo trovarci
  domani ad  aver  tolto  veramente funzioni parlamentari delicate,
  che non possono essere semplicemente citate.
       Il  potere  di  indirizzo  e  di  controllo  che  significa?
  Significa dare e studiare meccanismi in grado di potere realmente
  assicurare questo controllo  e  di far svolgere al parlamento una
  funzione, comunque,  importante.  Altrimenti, e ha ragione chi lo
  ha detto, rischiamo  di diventare veramente testimoni di una fase
  politica in cui  saranno  le  stesse  norme  a  spogliare  questo
  parlamento di funzioni importanti.
       A me non sembra una cosa impostata in maniera strumentale, a
  me  sembra  un  problema  su  cui il Governo dovrebbe riflettere.
  Certo, magari  trovando  un'altra soluzione. Personalmente non mi
  innamoro mai delle  soluzioni  promosse  o proposte, come è stato
  fatto in questo  caso,  però  credo  che  il Governo su tutto ciò
  debba  necessariamente riflettere.  Le funzioni parlamentari sono
  importanti, sia quando  si  sta  in  maggioranza  sia quando si è
  all'opposizione. La storia questo ce lo insegna.

     STANCANELLI,  assessore per il lavoro,  la previdenza sociale,
  la formazione professionale e l'emigrazione.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     STANCANELLI,  assessore per il lavoro,  la previdenza sociale,
  la formazione professionale e l'emigrazione.  Signor  Presidente,
  onorevoli colleghi, l'articolo 9 di cui si è discusso, secondo il
  Governo,  ed  è   questo   il   motivo  per  cui  ha  chiesto  la
  soppressione,    ha    sicuramente   vizi   di   natura,   direi,
  costituzionale perchè dire  che  le  nomine  e le designazioni di
  competenza del governo,  quindi si afferma che sono le nomine che
  sono di competenza  per  legge  del  governo, sono rese esecutive
  previo parere della  Commissione,  vuol dire che il governo viene
  paralizzato    nella    propria   competenza.   Ma   siccome   le
  argomentazioni portate  in questa Aula attengono alla dignità del
  Parlamento  e   devono  avere  una  valenza  di  natura  politica
  altamente  positiva,  io  ritengo  che,  anche  alla  luce  delle
  dichiarazioni fatte dall'ultimo oratore, dall'onorevole Oddo, che
  sia opportuno valutare  meglio  la  portata  di  questa norma.
       La  proposta che  fa  il  Governo  è  quindi  di  trasferire
  l'articolo 9 al disegno di legge n. 184 che riguarda tale materia
  e  discuterne   e   confrontarci  in  maniera  serena  in  quella
  occasione.
       Certo è che  non può passare una norma che chiaramente mette
  in difficoltà il Governo nelle sue prerogative costituzionali.
       Ecco perchè il  Governo  è fermo sulla posizione che ritiene
  valide alcune  argomentazioni  a  salvaguardia  della dignità del
  Parlamento.  E   allora  per  evitare  di  continuare  in  questo
  dibattito, io direi  di  trasferirlo  al  disegno di legge n. 184
  dopodichè avremo  l'occasione  per  meglio  vedere  coma la norma
  possa essere approvata.

     FORGIONE. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CRISAFULLI.  L'onorevole Forgione per questa volta parla anche
  a nome mio.

     FORGIONE.  Come  vede il portavoce dell'opposizione ogni tanto
  si conquista sul campo, non per norme di legge.
       Onorevoli  colleghi, ritengo che l'intervento dell'onorevole
  Stancanelli colga  un  problema posto non dall'opposizione ma che
  vive  nell'esigenza  che  questo  Parlamento  ha  di  trovare  un
  equilibrio di poteri,  essendo  ancora  un  ibrido, nel senso che
  abbiamo una forma  di governo indefinita pur avendo votato con un
  sistema   presidenziale   e   avendo   una   forma   di   governo
  presidenziale.
       Pertanto, credo  che  nel  momento  in cui questo Parlamento
  affronterà  complessivamente  la  riflessione sull'equilibrio dei
  poteri tra Parlamento e Governo e quando andremo a definire anche
  il regolamento che  l'Assemblea  stessa si darà, penso che quella
  sia la sede  giusta  per  affrontare un tema che probabilmente se
  noi lo affrontiamo  a spizzichi e bocconi, si riproporrà di volta
  in volta perchè  di  volta  in  volta  ci  sarà  l'esigenza di un
  rapporto non  squilibrato  a favore dell'esecutivo, ma indefinito
  nel rapporto tra il Parlamento e l'esecutivo.
       Penso  dunque   che   la   proposta   del  Governo  avanzata
  dall'assessore   Stancanelli   ci   aiuti  e  responsabilizzi  il
  Parlamento nel lavoro  che  dovrà  fare  poi  nel definire i suoi
  poteri e il suo rapporto con il Governo.

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.  Ha facoltà di parlare soltanto sulla proposta del
  Governo di trasferimento  dell'articolo  9 al disegno di legge n.
  184.

     CINTOLA.  Sono  pienamente  d'accordo  con il ragionamento del
  Governo, lo ritengo  corretto,  e  riprende in parte anche quello
  che avevo detto  poc'anzi.  Peraltro  è stato già sottolineato in
  Commissione  e  ribadito anche dal Presidente della Commissione e
  da altri componenti la Commissione.
       Io però prendo lo spunto, essendo d'accordo, per invitare il
  Presidente  dell'Assemblea   a   far   sì   che   nella  prossima
  convocazione si definisca la nomina della Commissione antimafia e
  della commissione dello Statuto in maniera tale che si possa dare
  anche quell'altra  commissione,  la commissione Statuto, abbia il
  potere di intervenire su questioni che riguardano l'assetto anche
  interno dell'ordinamento interno della nostra stessa Assemblea.
       Quindi  la  invitavo,  Presidente, se gli elementi già li ha
  avuti  di risposta da parte dei gruppi, li sollecitiamo e andiamo
  avanti senza attendere  oltre.  Non possiamo più aspettare che le
  due commissioni non vengano regolarmente costituite.

     PRESIDENTE. Onorevole Cintola, il fatto che le Commissioni non
  siano state ancora costituite è dovuto alla prudente ed opportuna
  attesa  che  qualche  Gruppo  parlamentare  si  decida  a  farlo.
  La Presidenza aspetterà ancora fino a domani.

     ACIERNO. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ACIERNO.   Signor   Presidente,  onorevoli  colleghi,  accolgo
  favorevolmente  la  proposta  dell'assessore  Stancanelli,  ma mi
  permetto, assessore,  di porgerle un elemento di riflessione.  La
  norma che  regolamenta  l'attività  delle  nomine del Governo già
  esiste.  Qualunque  norma  si  può  sempre  migliorare ma questo,
  credo, lo dobbiamo  tutti  -  la  classe  politica  lo  deve agli
  elettori. Passa oramai  -  ed  è consolidato - il principio di un
  sistema bipolare;  lo abbiamo vissuto alle elezioni politiche, lo
  abbiamo  rivissuto   alle   elezioni   regionali   ed   a  quelle
  amministrative.  Oramai  i  cittadini  sono entrati in un sistema
  bipolare.
       Chi viene  preposto  al  Governo  -  in  senso  lato - ha il
  diritto e dovere di esercitare le prerogative proprie del Governo
  nei  confronti   della  maggioranza  degli  elettori.  Io  ho  la
  sensazione - prendo spunto da questo dibattito (e mi riferisco un
  po' a quello che è il dibattito costante in questa Assemblea) per
  dire che l'assemblea debba fare uno sforzo in più e cominciare ad
  entrare  in un meccanismo legislativo che è profondamente diverso
  rispetto a come è stato negli ultimi cinquanta anni.
       Questa Assemblea non  elegge  più  - anche se ancora oggi il
  nostro Regolamento lo prevede - né il Presidente della Regione né
  gli assessori.  Le  regole  sono  cambiate. Oggi questa Assemblea
  diventa una assemblea  legislativa  davanti  ad  un Governo che è
  forte e che è designato direttamente dagli elettori.
       Non bisogna  avere  il timore; dimostrare timore nell'azione
  di governo crea  il  sospetto che non viene esercitato un diritto
  ma viene esercitato  un  potere.  Ed  io  credo  che  noi  - come
  maggioranza - abbiamo il dovere di dimostrare che non esercitiamo
  potere ma governiamo.

     PRESIDENTE.  Prendo  atto della proposta del Governo ed invito
  gli uffici dell'ARS a prendere nota del fatto che l'articolo 9 si
  intende trasferito al disegno di legge n. 184.
       Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:

                           "Personale comandato

          1.   Il  personale  dell'Amministrazione   regionale,   ad
       esclusione dei dirigenti di prima e di  seconda  fascia,  può
       essere comandato per il termine massimo  della legislatura in
       corso,  a  richiesta,  presso  gli  uffici dei componenti del
       Consiglio  di  Presidenza dell'Assemblea regionale siciliana,
       nel limite di una unità per ogni ufficio.

          2.  Il  personale  di  cui  al  presente articolo mantiene
       l'intero trattamento economico in precedenza goduto".

     PRESIDENTE.   Credo   che   da   parte  del  Governo  e  della
  Commissione vi sia una richiesta di accantonamento.

     CRISAFULLI. Nessuno ha fatto richiesta ufficiale.

     PRESIDENTE.   Lo   ha   fatto  il  Governo  direttamente  alla
  Presidenza.

     CRISAFULLI. Nessuno ha fatto tale richiesta.

     PRESIDENTE.  Il  parere  del  Governo  su  questa richiesta di
  accantonamento?

     D'AQUINO, assessore per gli enti locali.  Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     D'AQUINO,   assessore   per   gli   enti   locali.   Onorevole
  Presidente, il  Governo  chiede l'accantonamento dell'emendamento
  10.12 non dell'articolo 10.

     PRESIDENTE. Onorevole D'Aquino, capisco che ci sono momenti di
  stanchezza che possono  impedire  la  necessaria chiarezza. Io ho
  ricevuto una richiesta formale.

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CINTOLA.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  a me pare
  logico, così  come abbiamo fatto per l'articolo 9, rinviare anche
  l'articolo 10  al  disegno  di  legge  184.  Non  c'è  bisogno di
  accantonarlo, perché  non  avremo  nulla  da  discutere da qui ad
  un'ora.

     PRESIDENTE.    Onorevoli   colleghi,   resta   stabilito   che
  l'articolo 10 viene rinviato al disegno di legge sulla legge 184.

     CRISAFULLI. Chiedo di parlare sull'articolo 10.

     PRESIDENTE. L'articolo 10 è stato rinviato.

     CRISAFULLI. Da chi?

     PRESIDENTE. Dalla Presidenza.

     CRISAFULLI. Non lo può fare,  signor  Presidente.  La prego di
  evitare forzature di questo genere.  Una cosa è che il Parlamento
  concordi  su una proposta, altra cosa  è  che  sulla  base  della
  dichiarazione  di  un   parlamentare,   ancorché  autorevole,  la
  Presidenza unilateralmente decida di  trasferire  l'esame  di  un
  testo ad un altro disegno di legge.  Le  assicuro  che  questo la
  Presidenza non può farlo. Per  quanto  riguarda  l'articolo  9 ho
  compreso le argomentazioni che ci  sono  state  fornite,  ma  per
  quanto riguarda l'articolo 10, non  ne  comprendo il motivo. Sono
  due cose diverse.
       Pertanto,  mi permetto  di  insistere  affinchè  serenamente
  l'Aula  si pronunzi in proposito.  Non  è  obbligatorio  decidere
  concordemente, ma sinceramente non capisco  il motivo del rinvio;
  a meno che non si voglia confondere  tutto.  Se  così  fosse,  mi
  permetto di proporre il transito di tutto il disegno di legge 185
  al 184. Quando sarà pronto  l'assetto  complessivo dei poteri del
  Governo discuteremo di tutto; diversamente  non  capisco che cosa
  stiamo facendo in quest'Aula a proposito  di  un disegno di legge
  che  nasce  in  un  modo, arriva in  Aula  dimezzato  e  che  qui
  decidiamo di dimezzarlo ulteriormente. In pratica, stiamo facendo
  un articolo per creare una legge soltanto per definire gli uffici
  di  gabinetto  dell'onorevole   Presidente   e   degli  onorevoli
  Assessori
       Sinceramente  non  mi  pare  che   sia  il  modo  giusto  di
  procedere.
       Le  chiedo  scusa,  signor   Presidente,   se   sono   stato
  eccessivamente irruente.

     PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,   onorevole   Crisafulli,  a
  proposito  del  rinvio  dell'articolo  10,  intendevo  accogliere
  l'invito   dell'onorevole  Sbona,  poi  reiterato  dall'onorevole
  Cintola, che  credo  parlasse  a  nome  del  suo gruppo, ma anche
  quello  del  Governo,  il  quale  mi  aveva  posto  la  questione
  dell'accantonamento di questo articolo.
       Poichè è giusto che io  verifichi  se  c'è  una  maggioranza
  favorevole a questa ipotesi di  accantonamento, non ho difficoltà
  a farlo, ma se qualcuno mi  chiede  la  parola; diversamente devo
  affidarmi  all'opinione  dell'onorevole Sbona,  che  è  venuto  a
  chiedermelo personalmente,  all'opinione  dell'onorevole Cintola,
  che lo ha chiesto pubblicamente,  e  all'opinione del Governo che
  me lo ha chiesto precedentemente formalmente.

     CINTOLA. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE.Ne ha facoltà.

     CINTOLA.  Signor  Presidente,   sarebbe   opportuno  porre  in
  votazione il rinvio dell'articolo 10  al  disegno  di  legge 184,
  come si è fatto con la  finanziaria.  Infatti,  molte norme delle
  variazioni di bilancio sono state  rinviate con il voto dell'Aula
  a  questo  disegno  di legge che  noi  oggi  ci  ritroviamo  così
  corposo.  C'è stato il rinvio di alcune norme dalle variazioni di
  bilancio a questo disegno di legge,  tant'è  che alcuni di questi
  emendamenti  portano  impropriamente   la   firma  dell'onorevole
  Fleres, cioé la firma del Presidente  di  turno  di quella seduta
  durante la quale sono stati trasferiti a questo disegno di legge.
  Ribadisco, quindi, la mia richiesta  di  trasferire al disegno di
  legge numero 184, così come l'Aula  si  è  espressa  poc'anzi per
  l'articolo 9, l'articolo 10.
       Poniamo ai voti la proposta di  rinvio e andiamo avanti; non
  ci si può fermare anche su questo  articolo  che è di poco conto.
  E' da una vita, infatti, che si  sono  pronunziati  in  Aula e in
  Assemblea, per esempio, contro il  distacco degli impiegati della
  Regione in Assemblea, e ciò perchè  hanno  due  tipi  di stipendi
  diversi,  due  normative   diverse;  significherebbe  creare  una
  ulteriore  disparità in Assemblea  tra  situazioni  economiche  e
  giuridiche completamente diverse.  Non  dimentichiamo  che esiste
  già il personale dei gruppi;  io non  credo  che  il Consiglio di
  Presidenza abbia bisogno del distacco di 12 dipendenti regionali,
  lo  ritengo un fatto inutile  e  dannoso.  Ecco,  dunque,  perchè
  chiedo il rinvio e l'approfondimento  dell'articolo 10 al disegno
  di legge 184.

     CAPODICASA. Chiedo di parlare contro la proposta.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CAPODICASA.  Signor Presidente,  intervengo contro la proposta
  dell'onorevole  Cintola  sollevando   una   questione  di  ordine
  regolamentare,  non  di  merito,  onorevole  Cintola.  Non  è  in
  discussione  l'approvazione  o   meno  dell'articolo  10,  stiamo
  discutendo di una procedura.  Non  esiste,  infatti,  nel  nostro
  Regolamento  una  procedura che preveda  che  un  articolo  possa
  essere "transitato" ad altro disegno  di  legge. Recita il nostro
  Regolamento che un articolo si approva  o  si  respinge.  Noi, in
  più occasioni, abbiamo usato la  procedura  del  trasferimento ad
  altro  disegno  di  legge  come  fatto  informale;  infatti,  per
  trasferire un articolo ad un altro  disegno  di legge non occorre
  un   pronunciamento   nè    dell'Aula    nè    della   Presidenza
  dell'Assemblea,  perché io, parlamentare,  sono  titolare  di  un
  potere che è quello di  presentare  un emendamento, allora quell'
  articolo lo trasformo in emendamento al disegno di legge. Dunque,
  non è che la Presidenza mi faccia  un  favore trasferendolo in un
  altro disegno di legge, no, perché  questa  è  una mia facoltà di
  parlamentare,  e  il  Regolamento  mi   dà   questa  facoltà.  Se
  l'articolo non viene approvato, io  lo  ripropongo sotto forma di
  emendamento.
       Questa procedura la si è  adottata  come elemento informale,
  quando   c'è   un    accordo    complessivo    del   presentatore
  dell'emendamento  ovvero,  nel caso si  tratti  di  un  articolo,
  quando c'è un accordo su  questa  procedura,  come fatto tecnico,
  non   come  fatto   politico-parlamentare,   perché   quello   il
  parlamentare, in quanto tale, lo può fare benissimo.
       Dunque, signor Presidente, se c'è accordo sul trasferimento,
  si trasferisca, se l'accordo non c'è, lo si metta ai voti e lo si
  respinga;  poi il parlamentare lo  riproporrà. Mi pare che questa
  sia una procedura corretta dal momento  che  vi sono colleghi che
  insistono sull'emendamento.
       Lo  stesso  Regolamento  prevede,  nel   caso   in   cui  un
  emendamento venga ritirato, che possa  essere ripreso da un altro
  parlamentare. Tanto più ciò avviene per  i  testi  dei disegni di
  legge;  diversamente  i  disegni   di   legge   diventerebbero  a
  fisarmonica, elastici, si  allargherebbero  e si restringerebbero
  a piacimento.
       Se c'è un accordo a  trasferirlo,  la Presidenza non farebbe
  altro che attenersi ad una procedura più volte adottata in questa
  Aula, quindi non farebbe nulla di male.
       Io credo che l'onorevole  Crisafulli  sbagli  quando  carica
  sulla Presidenza la responsabilità;  la  Presidenza  non ha fatto
  altro che dare seguito ad una procedura più volta adottata.  Però
  questa procedura era adottata con  l'accordo  di  tutti, cioè dei
  proponenti, dei sostenitori e anche  dei contrari.  Se, tuttavia,
  ci fosse qualcuno che chiede di porlo in votazione, lo si faccia;
  se  venisse  respinto  e  ci   fosse   qualcuno   interessato   a
  ripresentarlo può sempre farlo.

     D'ANTONI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     D'ANTONI.    Signor  Presidente,   credo   che   la   proposta
  dell'onorevole  Cintola  sia  saggia. Infatti,  è  vera  la  tesi
  sostenuta  che  qualunque deputato  può  ripresentare  lo  stesso
  emendamento, ma pronunziarsi nel giro  di poco tempo sulla stessa
  materia,  mi  sembra assolutamente  inutile.  Quindi,  poiché  la
  questione affrontata dall'articolo 10  è  da  approfondire, penso
  che  sia giusto rinviare l'articolo  al  disegno  di  legge  184.
  Infatti, non serve ad alcuno portare le  proposte in Aula e, poi,
  farle  respingere ovvero approvare  soltanto  per  dispetto.  Che
  l'Aula lo rinvii al disegno di legge  184, così come ha fatto con
  l'articolo precedente  Mi sembra una  cosa di assoluto buon senso
  e,  se  una parte dell'Aula non ci  sta,  propongo  di  porre  in
  votazione il rinvio  all'altro testo.  Proceduralmente presenterà
  qualche  problema, eventualmente la Commissione  se  ne  può  far
  carico; lo abbiamo già fatto per alcune norme delle variazioni di
  bilancio.

     ARDIZZONE,  presidente della Commissione.  Signor  Presidente,
  intervengo nella qualità di Presidente  della  Commissione  e  mi
  rivolgo, in particolar  modo, all'onorevole Crisafulli, prendendo
  spunto   dall'intervento  dell'onorevole   D'Antoni,   il   quale
  proponeva eventualmente un riesame in Commissione. Io ritengo che
  un  riesame sia opportuno, non  per  un  discorso  pregiudiziale,
  perchè   la   proposta    proviene   dall'onorevole   Crisafulli,
  tutt'altro,  ma  perchè  questo è  stato  uno  degli  emendamenti
  maggiormente  dibattuti  in  Commissione;   però   c'è  stato  un
  intervento da parte  dell'onorevole  Stancanelli,  che  prevedeva
  l'accantonamento, anzi, la  discussione nell'ambito dell'articolo
  9, che era peraltro in linea con i  due disegni di legge che sono
  stati presentati dal Governo.
       Che cosa voglio significare?  Che il Governo ha presentato i
  disegni di legge n. 184 e  n. 185. Nel disegno di legge n. 185 si
  discuteva delle  'Prime disposizioni dell'ordinamento regionale',
  quindi , erano  degli  articoli  semplici,  che  avrebbero dovuto
  trovare accesso semplice in  Commissione,  così  come  è stato, e
  accesso  semplice  in Aula.
       In  realtà,  con   le   variazioni   di   bilancio,   questo
  procedimento, che aveva avuto una sua linearità in Commissione, è
  stato stravolto, per cui noi ci siamo ritrovati con numerosissimi
  emendamenti  che  ci  sono  provenuti  direttamente  dalla  legge
  relativa  alle variazioni di bilancio.
       Peraltro, ciò mette in difficoltà -  lo  dico con la massima
  chiarezza - il ruolo stesso della Commissione e del Presidente di
  Commissione; infatti tutti noi ci chiediamo quale sia, allora, la
  nostra funzione di coordinamento.
       Io mi rendo perfettamente  conto che l'Aula lo può fare, che
  può presentare i suoi  emendamenti,  però  il  Governo - ripeto -
  aveva presentato due  disegni  di  legge:  le  prime disposizioni
  dell'ordinamento regionale, che  è quello che stiamo trattando, e
  l'ordinamento  regionale  nel  suo  complesso,  che  poi  non  si
  discosta  dal  ragionamento  generale  che  dobbiamo  fare  sulle
  prerogative dell'Assemblea.  Abbiamo  discusso  dei  pareri,  sul
  significato dei pareri, sul ruolo  che  deve svolgere il Governo;
  tutto  rientra  in  un  contesto   più   ampio,  che  interesserà
  probabilmente anche la costituenda Commissione Statuto.
       Ricordo  a  me  stesso che circa due  mesi  fa  in  sede  di
  Conferenza dei presidenti dei gruppi parlamentari, presenti tutti
  i capigruppo,  si  era  detto  di  accelerare  la discussione sul
  disegno di legge n.  185, di portarlo al più presto in Aula, e di
  fare un ragionamento complessivo sul 184.
       Quindi, invito l'onorevole  Crisafulli,  impegnandomi  già a
  portare  in  discussione  il disegno  di  legge  n.  184  martedì
  prossimo,  a ritirare la sua  proposta,  a  non  insistere  sulla
  discussione  di  questo articolo. Mi  impegno  nella  qualità  di
  Presidente della Commissione, ma anche  a  nome della Commissione
  tutta, a discutere sin da martedì il  disegno  di legge n.  184 e
  tutto  ciò  che  riguarda   la   costituzione   ed  eventualmente
  l'istituzione degli assessori  supplenti, degli assessori junior,
  la  questione  dei  pareri,  ecc.
       Questa  è una questione più  complessa,  che,  sono  sicuro,
  impegnerà fortemente la Commissione probabilmente anche per mesi,
  ma su un indirizzo che verrà dato certamente all'Aula, sulla base
  di una riflessione.

     PRESIDENTE. Onorevoli colleghi,  si  è esaurita la discussione
  sulla  proposta  dell'onorevole  Cintola  riguardante  il  rinvio
  dell'articolo 10 al disegno  di  legge  184.

     CRISAFULLI. Non c'è bisogno di votare, signor Presidente.

     PRESIDENTE.  Abbiamo  avuto  una  discussione  sulla  proposta
  dell'onorevole Cintola.  Dunque,  pongo  ai  voti  la proposta di
  rinvio.  Chi è favorevole resti seduto;  chi è contrario si alzi.

                            (E'approvata)

    Più consultazione di  questa,  onorevole  Crisafulli, credo che
  non ce ne sia mai stata
       Gli  articoli  accantonati  sono  esattamente: l'articolo 3,
  l'art. 5 e l'emendamento 6.1.

                       PER RICHIAMO AL REGOLAMENTO

     CRISAFULLI. Chiedo di parlare.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     CRISAFULLI.  Signor Presidente,  se  ho  capito  bene  vengono
  accantonati tutti gli altri emendamenti aggiuntivi?

     PRESIDENTE. Certo, seguono l'articolo 10.

     CRISAFULLI. D'accordo.

     PRESIDENTE. Il parere del Governo?

     D'AQUINO , assessore  per  gli enti locali. Signor Presidente,
  onorevoli colleghi, la  proposta  del Governo è quella di passare
  alle variazioni di  bilancio  e  poi affrontarli ed approfondirli
  subito dopo.

     PRESIDENTE. Resta così stabilito.
       La seduta è sospesa per dieci minuti.

      (La seduta, sospesa alle ore 20.55, è ripresa alle ore 21.07)

     PRESIDENTE. La seduta è ripresa.

                        SULL'ORDINE DEI LAVORI

     GURRIERI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     GURRIERI.  Signor Presidente, questa mattina abbiamo fatto una
  riunione con 30 sindaci alla presenza del Presidente Cuffaro e il
  Governo  ha   assunto   un   impegno   nei  confronti  di  questi
  amministratori  nel   dare   la   possibilità  di  registrare  un
  provvedimento che è  quello  dei 42 miliardi per i piccoli comuni
  e, comunque,  nella  giornata  di  domani  era  in  programma una
  comunicazione da  parte  o  dell'Assessore agli enti locali o del
  Presidente stesso  per  dare la possibilità di convocare nelle 24
  ore prima  del  30 novembre, quindi della scadenza, le variazioni
  di bilancio.
       Se la  seduta  sarà  rinviata  domani  alle  ore  16.00,  la
  situazione si complica  ci sarà una rivolta da parte dei sindaci.
  Oggi abbiamo registrato che c'è veramente tensione, perché  hanno
  ricevuto 20  giorni  fa  una  decurtazione  del  15,20 per cento,
  significa costringerli  a  fare  bilanci  falsi,  quindi,  c'è la
  necessità o che si riveda un la convocazione.

     ACIERNO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

     PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

     ACIERNO.  Signor  Presidente,  senza  nessuna polemica, volevo
  suggerire al  Governo,  visto  la  decisione  della Presidenza di
  rinviare a  domani  pomeriggio l'esame del testo sulle variazioni
  di bilancio,  che  sarebbe probabilmente opportuno convertire gli
  importi in lire in euro, perché domani è il 30 novembre.


   Presidenza del presidente Lo Porto


     PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  la  seduta  è  rinviata  a
  domani, giovedì 29 novembre 2001, alle ore 12.00, con il seguente
  ordine del giorno:

       I - COMUNICAZIONI

      II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:

       1) 'Norme  finanziarie  urgenti e variazioni al bilancio della
          Regione per l'anno finanziario 2001'. (n. 259/A) (Seguito)

          Relatore: onorevole Croce

       2) 'Disposizioni     sull'ordinamento     dell'Amministrazione
          regionale'. (n. 185 - Norme stralciate/A) (Seguito)

          Relatore: onorevole Borzacchelli

     III - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:

      N. 56 - Iniziative  per  modificare  gli indirizzi economici
              seguiti dal Governo nazionale. Degli onorevoli:

                                       SPEZIALE - CAPODICASA -
                                       CRISAFULLI - CRACOLICI -
                                       DE BENEDICTIS - GIANNOPOLO -
                                       ODDO - PANARELLO - VILLARI -
                                       ZAGO

    La seduta è tolta alle ore 21.10.

    Licenziato dal Servizio dei Resoconti alle ore 23.30