Presidenza del vicepresidente Fleres
La seduta è aperta alle ore 10.40.
BURGARETTA APARO , segretario, dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
MISSIONE
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Raiti, per ragioni del
suo ufficio, è in missione dal 28 al 30 novembre 2001.
ANNUNZIO DI RISPOSTA SCRITTA AD INTERROGAZIONE
PRESIDENTE. Comunico che è pervenuta, da parte dell'Assessore
per i lavori pubblici, la risposta scritta alla seguente
interrogazione:
N. 68 - Interventi circa la mancata applicazione delle
previsioni di cui alla legge regionale n. 94 del 1982 (Norme per
la concessione di contributi per l'acquisto prima casa)
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe.
Avverto che la stessa sarà pubblicata in allegato al
resoconto stenografico della seduta odierna.
ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGNI DI LEGGE
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
disegni di legge:
- "Interventi di sostegno al comparto zootecnico siciliano
colpito dai provvedimenti sanitari di tutela nei confronti della
BSE e conseguenti anche all'epidemia di blue tongue" (n. 277)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Zago, Speziale, Capodicasa,
Cracolici, Crisafulli, De Benedictis, Giannopolo, Oddo,
Panarello, Villari in data 22 novembre 2001
- "Realizzazione e manutenzione ordinaria e straordinaria
delle basi eliportuali nelle isole Egadi, Eolie e Ustica e altre
isole minori" (n. 278)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Oddo, Speziale, Capodicasa,
Cracolici, Crisafulli, De Benedictis, Giannopolo, Panarello,
Villari, Zago in data 22 novembre 2001.
- "Recepimento della legge 6 dicembre 1991, n. 394 in
materia di organizzazione, potenziamento e salvaguardia degli
enti parco della Regione" (n. 279)
- iniziativa parlamentare
- presentato dall'onorevole Vicari in data 23 novembre 2001
ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DI DISEGN0 DI LEGGE E DI CONTESTUALE
INVIO ALLA COMPETENTE COMMISSIONE LEGISLATIVA
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato ed inviato alla
competente Commissione legislativa il seguente disegno di legge:
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- "Modifiche alla legge regionale 3 maggio 2001, n. 6,
concernente 'Disposizioni programmatiche e finanziarie per
l'anno 2001'" (n. 276)
- iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Baldari, Beninati, Leanza E.,
Leontini, Garofalo, Scoma in data 21 novembre 2001
- inviato in data 26 novembre 2001
- PARERE IV COMMISSIONE
COMUNICAZIONE DI INVIO DI DISEGNI DI LEGGE ALLE COMPETENTI
COMMISSIONI LEGISLATIVE
PRESIDENTE. Comunico che i seguenti disegni di legge sono
stati inviati alle competenti Commissioni legislative:
AFFARI ISTITUZIONALI (I)
- "Norme per l'istituzione delle figure del portavoce di
sindaci e dell'ufficio stampa presso gli Assessorati regionali.
Disposizioni sul trattamento contrattuale dei giornalisti degli
uffici stampa" (n. 273)
- iniziativa parlamentare
- "Istituzione della Commissione regionale per le pari
opportunità tra uomo e donna" (n. 274)
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
- "Norme per l'installazione di impianti di riciclaggio dei
rifiuti solidi urbani" (n. 275)
- iniziativa parlamentare
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
- "Disciplina dell'introduzione dell'Istituto del reddito
minimo di inserimento" (n. 272)
- iniziativa parlamentare
INVIATI IN DATA 26 NOVEMBRE 2001
COMUNICAZIONE DI PARERI RESI
PRESIDENTE. Comunico che da parte della Commissione per
l'esame delle questioni concernenti l'attività delle Comunità
Europee sono stati resi i seguenti pareri:
- "Modifiche al POR Sicilia 2000/2006 - Asse IV misura 4.2.1"
(n. 6)
- reso in data 20 novembre 2001
- "Modifiche al POR Sicilia 2000/2006 - Asse IV misura 4.2.1,
4.2.4 e 4.2.8 e l'allegato 1 'Analisi degli sbocchi di
mercato'" (n. 7)
- reso in data 20 novembre 2001
- "Modifiche al POR Sicilia 2000/2006 - Allegato 1 'Sbocchi di
mercato'" (n. 8)
- reso in data 20 novembre 2001
INVIATI IN DATA 23 NOVEMBRE 2001
COMUNICAZIONE DI ASSENZE E SOSTITUZIONI ALLE RIUNIONI
DELLE COMMISSIONI LEGISLATIVE E PARLAMENTARE
PRESIDENTE. Comunico le assenze e le sostituzioni alle
riunioni delle Commissioni per il periodo 13 - 20 novembre 2001:
AMBIENTE E TERRITORIO (IV)
ASSENZE
Riunione del 13.11.01: GURRIERI-VICARI
" " 14.11.01: SBONA-GURRIERI-LO CURTO-MAURICI-RAITI-
SPAMPINATO
SOSTITUZIONI
Riunione del 14.11.01: ZAGO sostituito da PANARELLO
VICARI " " BALDARI
COMMISSIONE PER L'ESAME DELLE QUESTIONI CONCERNENTI
L'ATTIVITA' DELLE COMUNITA' EUROPEE
ASSENZE
Riunione del 20.11.01: IOPPOLO-CRISAFULLI-FRATELLO-LEANZA E.-MISURACA-
TRICOLI
COMUNICAZIONE DI APPOSIZIONE DI FIRMA A DISEGNO DI LEGGE
PRESIDENTE. Comunico che l'onorevole Giovanni Barbagallo, con
nota del 22 novembre 2001, ha chiesto di apporre la propria firma
al disegno di legge n. 267: "Norme in materia di cooperazione
con i Paesi terzi e di collaborazione internazionale".
L'Assemblea ne prende atto.
ANNUNZIO DI PRESENTAZIONE DEL DOCUMENTO DI PROGRAMMAZIONE
ECONOMICO-FINANZIARIA
PRESIDENTE. Comunico che il Presidente della Regione, ai sensi
dell'articolo 2, comma 1, della legge regionale del 27 aprile
199, n. 10, ha trasmesso copia del Documento di programmazione
economico-finanziaria per gli anni 2002-2004.
ANNUNZIO DI INTERROGAZIONI
PRESIDENTE. Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni:
- con richiesta di risposta orale:
N. 329 - Notizie sulla creazione di un'ulteriore divisione
di chirurgia epatobiliare presso l'ospedale Civico di Palermo. -
Presidente Regione - Assessore Sanità Firmatario: Cracolici
Antonino;
N. 330 - Razionalizzazione dell'attività di trapianto
svolta presso l'ospedale Civico di Palermo. - Presidente Regione
- Assessore Sanità Firmatari: Cracolici Antonino; Capodicasa
Angelo;
N. 331 - Provvedimenti volti a conservare a Pachino (SR)la
nave del '700 recentemente scoperta nel suo territorio. -
Assessore Beni Culturali Firmatario: De Benedictis Roberto;
- con richiesta di risposta scritta:
N. 325 - Notizie circa la fornitura di presidi medici a
persone handicappate in situazione di gravità. - Assessore
Sanità Firmatario: Fleres Salvatore;
N. 326 - Iniziative per rendere operativo l'ufficio di
controllo del POR. - Presidente Regione - Assessore Presidenza
Firmatario: Raiti Salvatore;
N. 327 - Rimozione del Direttore generale della AUSL 5 di
Messina. - Presidente Regione - Assessore Sanità Firmatari:
Forgione Francesco; Liotta Santo; Miccichè Calogero;
N. 328 - Interventi urgenti in favore del comune di Menfi
(AG), recentemente colpito da gravi eventi atmosferici. -
Presidente Regione - Assessore Presidenza - Assessore Agricoltura
Firmatari: Giambrone Vincenzo; Segreto Giuseppe;
N. 332 - Notizie sulla richiesta di parere sulle nomine
degli amministratori delle I.P.A.B.. - Presidente Regione -
Assessore Enti Locali Firmatario: Barbagallo Giovanni;
N. 333 - Provvedimenti in merito al canone di locazione
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9 del Regolamento
interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Presidenza del vicepresidente Fleres
DINA. Chiedo di parlare per la discussione urgente di una
mozione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
DINA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, la mia richiesta
tiene conto della manifestazione che oggi si è svolta di fronte
a Palazzo dei Normanni in ordine alle problematiche della
formazione professionale. Il gruppo del CDU ha già presentato
una mozione di cui viene richiesta l'immediata discussione, anche
in questa seduta se è possibile, nella considerazione che andremo
a votare successivamente l'assestamento di bilancio, quindi con
argomenti e trattazioni che riguardano la materia della
formazione professionale e nella considerazione che la CRI si
riunirà forse domani per definire il monte ore da assegnare ai
singoli enti di formazione professionale.
Quindi è una tematica cogente e viene richiesta, pertanto,
la trattazione immediata della mozione numero 72, già presentata.
PRESIDENTE. Onorevole Dina, io desidero soltanto ricordarle
che le mozioni, una volta presentate, devono essere prima
annunziate e lette in Assemblea, poi inviate alla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari, che ne stabilisce la data di
trattazione.
Pertanto la mozione numero 72 sarà trattata quando la
Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari ne avrà
stabilito la data.
Presidenza del vicepresidente Fleres
SEGUITO DELLA DISCUSSIONE DEL DISEGNO DI LEGGE 'DISPOSIZIONI
SULL'ORDINAMENTO DELL'AMMINISTRAZIONE REGIONALE (N. 185 -
NORME STRALCIATE/A)
PRESIDENTE. Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Onorevoli colleghi, per consentire al Governo un ulteriore
approfondimento del disegno di legge numero 259/A, propongo di
invertire l'ordine del giorno per procedere con il disegno di
legge posto al n. 2) del II punto dell'ordine del giorno.
Non sorgendo osservazioni, così resta stabilito.
Invito i componenti la prima Commissione 'Affari
Istituzionali' a prendere posto al banco delle commissioni.
Ricordo che era stato votato il passaggio agli articoli.
Pertanto si passa all'esame dell'articolo 1, di cui dò lettura:
"Articolo 1
Ordinamento della Presidenza
1. Il Presidente della Regione istituisce con proprio
decreto, che ne individua compiti, funzioni e dotazioni,
l'Ufficio del Sovrintendente del Palazzo d'Orléans e dei siti
presidenziali.
2. L'Ufficio del Sovrintendente del Palazzo d'Orléans e
dei siti presidenziali e l'Ufficio di Bruxelles si aggiungono
agli uffici alle dirette dipendenze del Presidente della
Regione di cui al comma 2 dell'articolo 58 della legge
regionale 3 maggio 2001, n. 6."
Comunico che all'articolo 1 sono stati presentati i seguenti
emendamenti, allegati al resoconto stenografico:
- dagli onorevoli Forgione e Liotta: emendamento 1.2;
- dal Governo: emendamento 1.1.
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Fleres
l'emendamento 1.1.1, allegato al resoconto stenografico.
Pongo in votazione l'emendamento soppressivo 1.2. Il parere
della Commissione?
SAVARINO. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l' emendamento 1.1.1. Il parere della
Commissione?
SAVARINO. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CIMINO, assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 1.1.
VERIFICA DEL NUMERO LEGALE
GIANNOPOLO. Chiedo la verifica del numero legale.
(Si associano alla richiesta gli onorevoli Spampinato, Miccichè,
Orlando, Ferro, Barbagallo, Gurrieri e Genovese)
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per la verifica del numero legale.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VERIFICA
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica: presenti 28.
L'Assemblea non è in numero legale. La seduta, pertanto, è
sospesa e riprenderà fra un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 16.57, è ripresa alle ore 18.55)
Presidenza del presidente Lo Porto
PRESIDENZA DEL PRESIDENTE LO PORTO
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Lo Porto
CONGEDI
PRESIDENTE. Comunico che gli onorevoli Granata e Tricoli
hanno chiesto congedo per l'odierna seduta.
Non sorgendo osservazioni, i congedi si intendono accordati.
Onorevoli colleghi, l'emendamento 1.1 del Governo, per il
quale all'atto della votazione è mancato il numero legale, è
stato ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo pertanto in votazione l'articolo 1, nel testo
risultante.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Dò lettura dell'articolo 2:
"Art. 2.
Uffici di diretta collaborazione
1. Agli uffici di diretta collaborazione del Presidente
della Regione e degli assessori di cui al comma 6
dell'articolo 4, della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10,
è preposto un dirigente in possesso di laurea e della
necessaria esperienza e professionalità."
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti,
allegati al resoconto stenografico:
- dagli onorevoli Spampinato, Manzullo e Raiti: emendamenti
2.5, 2.4 e 2.3;
- dagli onorevoli Forgione e Liotta: emendamento 2.2;
- dal Governo: emendamento 2.1;
- dagli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe: emendamento 2.6;
- dagli onorevoli Leontini e Fleres: emendamento 1.3;
- dagli onorevoli Fleres, Liotta e Miccichè : emendamento
2.7.2;
- dagli onorevoli Barbagallo e Fleres: emendamento 2.7.1;
- dall'onorevole Fleres: emendamento 2.7.
Si passa all'emendamento 2.5. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
ARDIZZONE, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE.Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 2.1. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
ARDIZZONE, presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
VERIFICA DEL NUMERO LEGALE
CAPODICASA. Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento anche dagli onorevoli Panarello, Ferro, Villari e
Giannopolo, indìco la votazione per la verifica del numero
legale.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
RISULTATO DELLA VERIFICA
PRESIDENTE. Proclamo l'esito della verifica:
Presenti 48
L'Assemblea è in numero legale.
(Si riprende la discussione del disegno di legge n. 185/A)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 2. Ne dò lettura:
"Articolo 2
Uffici di diretta collaborazione
1. Agli uffici di diretta collaborazione del Presidente
della Regione e degli assessori di cui al comma 6 dell'articolo
4, della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, è preposto un
dirigente in possesso di laurea e della necessaria esperienza e
professionalità."
Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti seduto, chi è
favorevole si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento
2.1, allegato al presente resoconto stenografico.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
ARDIZZONE, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti
seduto.
(E'approvato)
Comunico che dagli onorevoli Spampinato, Manzullo e Raiti,
è stato presentato l'emendamento 2.4, allegato al presente
resoconto stenografico.
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
ARDIZZONE. presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Comunico che dagli onorevoli Fleres e Catania Giuseppe è
stato presentato l'emendamento 2.6.
Dispongo che lo stesso emendamento 2.6 sia rinviato alla
Commissione competente, insieme all'emendamento 10.15, perchè
venga esaminato in sede di esame del disegno di legge
finanziaria.
Pongo in votazione l'articolo 2, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che dagli onorevoli Spampinato, Manzullo e Raiti è
stato stato presentato l'emendamento 2.3.
Lo dichiaro improponibile insieme all'emendamento 1.3.
Comunico che sono stati presentati l'emendamento 2.7, a
firma dell'onorevole Fleres, e il subemendamento 2.7.2
all'emendamento 2.7, a firma degli onorevoli Fleres, Liotta e
Miccichè, allegati al presente resoconto.
Pongo in votazione il subemendamento 2.7.2. Il parere del
Governo?
D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
ARDIZZONE, presidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento articolo aggiuntivo 2.7.
Il parere del Governo?
D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
ARDIZZONE, presidente della Commissione. Contrario.
MICCICHÉ. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHE'. Sull'articolo 2 ter, "Personale addetto alla guida
di vettura per servizio", il gruppo di Rifondazione Comunista
vota contro per ragioni di opportunità politica. Mi pare che
quei privilegi venivano applicati in una situazione, in un
momento in cui c'era la possibilità anche di fare certe cose,
come quella che viene proposta con l' emendamento in questione.
Noi siamo contrari perché - non mi voglia male l'amico e
compagno Capodicasa - nel momento in cui un Presidente della
Regione non eserciterà più le funzioni inerenti alla carica e
resterà un semplice deputato, non vedo per quali ragioni
bisognerà lasciare il privilegio dell'autovettura, che peraltro
comporta una spesa enorme, non certo miliardaria, ma pur sempre
una spesa. E' un principio che bisogna adottare. Se si chiedono
sacrifici ai siciliani, se si chiudono gli ospedali perché
mancano le coperture finanziarie, non capisco per quali ragioni
bisogna allargare la spesa per un privilegio che, a nostro
avviso, è un privilegio da 'basso impero', tranne che questo
Governo voglia ripristinare i privilegi, appunto, da 'basso
impero'. Per queste ragioni votiamo contro l'emendamento.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 2.7. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne dò lettura:
'Art. 3.
Aree e servizi
1. Il comma 4 dell'articolo 4 della legge regionale 15
maggio 2000, n. 10 è sostituito dal seguente:
'4. L'individuazione delle strutture intermedie, nel
numero massimo di quattrocentocinquanta e dei relativi ambiti
di competenza è disposta, sentita la Giunta regionale, con
decreto del Presidente della Regione.'.
SPAMPINATO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPAMPINATO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non
riusciamo a comprendere il motivo per il quale bisogna modificare
questa legge, la n. 10 del 2000, e, quindi, attribuire al
Presidente della Regione, con proprio decreto, la possibilità di
emanare la normativa sulla stessa. Quindi, l'emendamento che
proponiamo è un emendamento soppressivo dell'articolo 3 sulla
proposta di legge, in considerazione del fatto che la legge
numero 10 del 2000 attribuiva all'Assemblea regionale la
competenza ad emanare un regolamento. Quindi, un iter che
garantisce un controllo sull'atto legislativo da emanare, un
controllo che prevede il parere del Consiglio di giustizia
amministrativa ed il controllo delle Commissioni legislative.
Noi chiediamo che l'eventuale decreto del Presidente della
Regione sia sottoposto al controllo delle competenti commissioni
legislative, ad iniziare dalla Commissione Bilancio.
CRISAFULLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRISAFULLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
personalmente ho difficoltà a comprendere perchè il Governo della
Regione ritiene di dovere procedere, in sostituzione dei
regolamenti previsti dalla legge numero 10/2000, alla
semplificazione attraverso un provvedimento amministrativo, che è
un semplice decreto del Presidente della Regione.
Credo sia necessario evitare che i provvedimenti previsti
come regolamenti vengano sostituiti con un semplice decreto
amministrativo.
La filosofia della legge 10 era quella, comunque, di mettere
mano al riordino del sistema amministrativo della Regione non
tagliando fuori la funzione essenziale del Parlamento della
Regione siciliana. Con un organo di vigilanza comunque esistente,
il Consiglio di giustizia amministrativa, era l'Assemblea che
doveva prendere atto dell'avvenuta rimodulazione della macchina
amministrativa regionale. Decidere semplicemente con decreto del
Presidente della Regione produce un effetto di non coinvolgimento
del Parlamento, quindi di esclusione di una qualunque verifica di
legittimità di cui il provvedimento necessariamente ha bisogno.
Si tratta di stabilire quante sono le strutture intermedie
della macchina della Regione: quanti Ispettorati agrari, quante
Condotte, quante Scica, quanti uffici provinciali, quanti enti
intermedi, quante sedi sovracomunali e quante presenze nel
territorio debbono essere previste.
Se tutto questo lo si fa con un semplice decreto del
Presidente della Regione, io credo che si corra il rischio di
essere assoggettati ad una modulazione frequente che prescinde
dalla necessaria funzionalità degli uffici della Regione
siciliana, i quali - essendo la macchina sottoposta a spinte e
controspinte - non sarebbero nelle condizioni di lavorare bene.
Mi sento di condividere, pertanto, il suggerimento contenuto
nell'emendamento dell'onorevole Spampinato come estrema
soluzione. Se si vuole proprio procedere con un decreto, quanto
meno il decreto tenga conto di due cose che ritengo siano
essenziali: la prima è la necessaria copertura finanziaria per
la realizzazione di strutture intermedie. Scrivere 450 strutture
intermedie significa prevedere 450 postazioni dirigenziali,
significa prevedere 450 contratti di diritto privato, significa
prevedere 450 indennità diversificate. Se per caso, invece, si
scrive 500, è bene che la Commissione Bilancio sia messa nelle
condizioni di dire che è una cosa che si può fare con riferimento
alla copertura che la Regione ha messo a disposizione nelle
operazioni finanziarie. Ma se non c'è il parere della
Commissione, il rischio che corriamo è che questo non si può
fare.
Peraltro, è utile che la I Commissione legislativa e, mi
rivolgo ai colleghi della Commissione stessa, tengano conto della
opportunità che si abbia il quadro della modulazione della
macchina amministrativa, altrimenti corriamo il rischio di essere
una commissione che non avrà più occasione di parlare della
funzionalità degli uffici perché viene definita per legge
attraverso un provvedimento amministrativo estraneo alla
procedura legislativa del Parlamento regionale.
Credo che sia cosa giusta, visto che il Governo vuole
procedere in via celere con un decreto, che quanto meno il
decreto - prima di essere reso esecutivo - abbia il parere della
competente commissione, che è la I Commissione legislativa, oltre
il parere di copertura finanziaria della Commissione Bilancio
dell'Assemblea regionale siciliana.
D'AQUINO, assessore per gli enti locali. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, voglio replicare a quelle che sono le
argomentazioni portate dai colleghi. Intanto il Governo ha
individuato 450 ambiti di competenza, che sono gli stessi ....
CRISAFULLI. Non è così. La prego di non dire cose non vere
Non è vero che sono 450 le postazioni previste.
D'AQUINO , assessore per gli enti locali. No, non sto dicendo
cose non vere: in questo ambito sono state individuate 450
postazioni. Poi, la necessità che si agisca con un decreto del
Presidente della Regione è per dare maggiore flessibilità alla
struttura e maggiore flessibilità della struttura in attuazione
al programma del Governo. Tutto questo è equiparato a quanto
avviene nelle altre regioni d'Italia e per questo è stata scelta
tale via.
CAPODICASA. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, non vorremmo che passasse
inosservato un articolo che nella sua innocuità, però, ha un
grande significato.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, poiché viene difficilissimo
seguire il dibattito, almeno da parte mia, vi prego di avere
maggiore senso di opportunità permettendo all'oratore di
esprimersi secondo la più libera facoltà.
CAPODICASA. La ringrazio, signor Presidente, e la ringrazio
doppiamente: da un lato perché si interviene meglio in un clima
di attenzione, dall'altro perché veramente l'importanza
dell'articolo va sottolineata ai colleghi.
Nella sua innocuità sembrerebbe quasi un atto ordinario; in
realtà viene a ridisegnare il rapporto in una materia
particolare, ma importante, come ha spiegato l'onorevole
Crisafulli: l'organizzazione degli uffici sul territorio della
Regione siciliana. Non parliamo di assetti interni puramente
organizzativi, parliamo di strutture intermedie; l'onorevole
Crisafulli ha fatto riferimento, per esempio, alle SCICA,
parliamo cioé di vere e proprie postazioni amministrative della
Regione siciliana sul territorio che comportano un apparato
logistico di completamento. Non è che, dentro uno stesso ufficio,
un gruppo di tre lo suddividi in sei e, tutto sommato, ruota
comunque all'interno della stessa macchina. Parliamo di strutture
distribuite sul territorio che hanno importanti funzioni da un
punto di vista amministrativo nelle relazioni con il pubblico e
nella vita amministrativa interna della Regione.
Su un punto così delicato, credo che avremo altre occasioni
per tornarci a breve, si squilibra un rapporto di poteri,
diciamo, di pesi e contrappesi tra l'Esecutivo ed in particolare
il Presidente della Regione, il quale emette il decreto "sentita
la Giunta di Governo", neanche su approvazione o previa
approvazione della Giunta di Governo.
Vorrei che fosse chiaro cosa significhi "sentita la Giunta
di Governo": la porti in Giunta e siccome, oltretutto, sappiamo
come funzionano le giunte, ci se ne libera in trenta secondi, il
Presidente della Regione con un atto. Onorevole Presidente
Leanza, in un atto di questo genere praticamente, magari nella
distrazione generale, passano provvedimenti che hanno un valore
riorganizzatore della macchina amministrativa ...
FORMICA. Quello che sta dicendo è grave.
CAPODICASA. Può succedere, siccome si tratta di una delibera
di Giunta, quindi un atto che viene discusso e poi si esprime
attraverso un voto, e "sentita la Giunta"; quindi si mette
all'ordine del giorno tra le comunicazioni della Giunta con un
"malloppone" magari di cinquecento fogli.
Ammesso che non ci siano distrazioni e si discuta nel
merito, il Presidente procede perché è "sentita la Giunta";
quindi, anche se quel "sentita la Giunta" si traduce in una
contrarietà di alcuni assessori, il Presidente procede lo stesso.
Ma parliamo di riorganizzazione degli uffici: cancello la
SCICA di Barcellona Pozzo di Gotto e la istituisco a Milazzo. Non
so se è chiaro. Faccio un esempio per capire di che cosa
parliamo, onorevole assessore Crisafulli, la chiamo così perché
lei ha seguito nella qualità di assessore questa materia e ha la
competenza che ha.
E, quindi, proprio in questa chiave, dico, è possibile
pensare, onorevole Presidente, che questa Assemblea, in virtù dei
nuovi poteri che l'Esecutivo assume per effetto dell'elezione
diretta del Presidente, possa essere tagliata fuori da
importantissime e decisive scelte che vengono assunte in materia
come questa.
Pertanto, l'onorevole Spampinato presenta un emendamento in
cui prima contesta con la proposta della soppressione
all'articolo questa possibilità e lascia in vigore la legge n. 10
che invece comportava un altro procedimento. Ma in subordine
presenta un emendamento che dice " previo parere della competente
Commissione dell'Assemblea", cioè istituisce l'obbligo del
Presidente della Regione per lo meno di farla passare dalla
Presidenza dell'Assemblea, che poi la trasmette alla Commissione
competente. Cioè un atto minimo, perché poi il Presidente della
Regione comunque, anche con il parere contrario della
Commissione, se vuole può procedere, ma è un atto di rispetto
istituzionale o, se volete, in modo più serio, di bilanciamento
dei poteri (anche se qui in questo caso il bilanciamento è molto
relativo perché è un parere che viene espresso dalla
Commissione), che onestamente per una materia così complessa,
credo, onorevoli Assessori ed onorevoli del Governo, possa essere
accettato, almeno l'emendamento che comporta il passaggio dalla
Commissione.
Diversamente, con i nuovi poteri che ha assunto l'Esecutivo,
se l'Assemblea regionale si spoglia anche dei residui poteri di
controllo che le rimangono, cosa verremmo a fare in questa
Assemblea? Verremmo solo a timbrare il cartellino e a riscuotere
lo stipendio, dopodiché l'Assemblea regionale - poi ne
discuteremo in sede di Regolamento con una serie di provvedimenti
- sarebbe solo una sede dove dovremmo dire un sì o un no sulle
cose che ci vengono sottoposte, e poi tutti a casa.
Questo è il Parlamento più antico del mondo, e, pur senza
volere tornare a vecchie pastoie tra Esecutivo e Parlamento, deve
pur esserci, perché credo che del resto questo sia stato anche
quanto affermato, almeno verbalmente, da parte del Presidente
della Regione all'atto in cui ha presentato il proprio programma
al Parlamento, quando ha detto che vuole rispettarne i poteri e
vuole misurarsi anche con il consesso assembleare. Ma,
ovviamente, poi nei comportamenti concreti si vede come tutto
questo venga dimenticato.
PRESIDENTE. Grazie, onorevole Capodicasa. Poiché questi
interventi sollevano un tema assai significativo e credo anche
abbondantemente motivato, chiedo al Governo se non sia il caso di
accantonare l'articolo 3 e i relativi emendamenti.
D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Accantoniamo per
approfondire meglio questi temi.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Si passa all'articolo 4. Ne dò lettura:
Art. 4.
Controlli interni
1. Il comma 3, dell'articolo 3 della legge regionale 15
maggio 2000, n. 10, è sostituito dal seguente:
'3. L'articolo 61 della legge regionale 27 aprile 1999, n.
10, è abrogato'.
2. Il comma 4, dell'articolo 3, della legge regionale 15
maggio 2000, n. 10, è sostituito dal seguente:
'4. Nell'Amministrazione della Regione siciliana si
applica la disciplina dei controlli interni di cui agli
articoli 1, 2, 4, 5, 6 e 9 del decreto legislativo 30 luglio
1999, n. 286 e successive modifiche ed integrazioni in
quanto compatibile con le disposizioni della presente legge'.
3. I servizi di valutazione e controllo strategico
operanti nell'ambito dell'ufficio di diretta collaborazione
del Presidente della Regione e degli assessori regionali sono
diretti da un unico soggetto o da collegi di tre esperti
anche estranei all'Amministrazione regionale e sono composti
da quattro soggetti, di cui due con qualifica dirigenziale.
4. Al comma 3, dell'articolo 10, della legge regionale 15
maggio 2000, n. 10 le parole 'con apposito regolamento' sono
sostituite dalle seguenti 'dal sistema complessivo dei
controlli interni.
5. Per le finalità del presente articolo è autorizzata,
per l'esercizio finanziario 2001, la spesa di lire 700
milioni cui si provvede mediante riduzione di parte delle
disponibilità del capitolo 215701 del bilancio della Regione
per l'esercizio medesimo.
6. Per gli esercizi finanziari 2002 e 2003 la spesa,
valutata in lire 4.000 milioni, trova riscontro nel bilancio
pluriennale della Regione, codice 12.02.01.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti,
allegati al presente resoconto stenografico:
- dagli onorevoli Forgione e Liotta: emendamento 4.1;
- dagli onorevoli Spampinato, Manzullo e Raiti: emendamenti
4.2.
MICCICHE'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHE'. Signor Presidente, noi abbiamo presentato
emendamenti all'articolo 4, che vorremmo spiegare.
Abbiamo presentato questo emendamento anche perché c'é una
parte del terzo comma dell'articolo 4 che io non so chi dovrà
applicare, come si dovrà dirigere per poterlo rendere esecutivo,
c'è una parte che non si capisce, laddove dice "sono diretti da
unico soggetto o da tre collegi di esperti anche estranei
all''Amministrazione regionale, e sono composti da quattro
soggetti di cui due con la qualifica dirigenziale".
Per cercare di interpretare bisogna fare un giro di parole
molto complesso. Mi pare che anche questo articolo, sotto il
profilo della interpretazione, sia molto dubbio.
Ma la cosa che io pongo alla sua attenzione e vorrei
chiarita da lei, signor Presidente, è se la parte che è stata
aggiunta all'articolo 4 - i commi 5 e 6 relativi alla copertura
finanziaria dell'articolo 4- se dopo il parere della Commissione
Bilancio, erano due emendamenti approvati in commissione
Bilancio, della quale io faccio parte, io ho votato contro
l'emendamento aggiuntivo all'articolo 4, cioè i commi 5 e 6, se
poi ai sensi del regolamento c'è stato il parere della competente
commissione bilancio per la copertura di spesa.
Ora signor Presidente vorrei sapere se questo è stato
eseguito.
PRESIDENTE. Tutti gli emendamenti presentati e sottoposti a
voto sono coperti di parere.
MICCICHE'. Poiché noi siamo complessivamente contrari
all'articolo 4, infatti il comma 3 dell'articolo 4 non mi pare
molto chiaro per cui votiamo contro l'articolo 4 e a favore
degli emendamenti di cui sono firmatari gli onorevoli Forgione,
Liotta, Spampinato, Manzullo e Raiti.
SPAMPINATO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPAMPINATO. Presidente, mi risulta poco chiara la dizione di
questo terzo comma dell'articolo 4 e non comprendo, d'altra
parte, la logica dello stesso.
Si potrebbe verificare, secondo il dettato di questo
articolo, che i servizi di valutazione e controllo strategico
protrebbero essere diretti da un collegio di tre esperti, quando
gli stessi servizi di valutazione e controllo strategico
potrebbero essere composti soltanto da quattro persone. Io non
capisco perchè tre persone debbono controllare un nucleo di
quattro. Credo che sia un eccesso, e chiedo di votare
favorevolmente all'emendamento di soppressione del terzo comma
dell'articolo 4.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 4.1. Il parere
del Governo?
D'AQUINO , assessore agli enti locali, Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
ARDIZZONE, presidente della Commissione, Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 4.2. Il parere
del Governo?
D'Aquino , assessore per gli enti locali. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
ARDIZZONE, presidente della Commissione, Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 4. Chi è favorevole
resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 5. Ne dò lettura.
"Articolo 5
Modifiche alla legge regionale 15 maggio 2000, n. 10
1. Al comma 3 dell'articolo 4 della legge regionale 15
maggio 2000, n. 10 la parola 'regolamento' è sostituita con
'decreto'.
2. Al comma 8 dell'articolo 9 della legge regionale 15
maggio 2000, n. 10 le parole '5 per cento' sono sostitute
con '10 per cento'."
CRISAFULLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRISAFULLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo
che in conseguenza dell'accantonamento dell'articolo precedente
sia necessario accantonare anche l'articolo 5, ed in particolare
il comma 1 dell'articolo 5, perchè è accantonata la dicitura che
prevede il decreto al posto del regolamento nonchè la possibilità
di passare, previo parere delle commissioni.
Siccome il comma 1 qui prevede che il termine "regolamento",
previsto dal comma 3 dell'articolo 4 della legge 10, venga
sostituito con "decreto", credo debba essere accantonato, atteso
che il termine decreto in questo caso tende ad essere
generalizzato, per cui è utile capire se con un decreto si
possono sostituire le procedure relative a tutti i regolamenti
previsti nella legge numero 10.
Peraltro, io non so se è legittimo che il Parlamento si
espropri di una funzione così delicata e la assegni ad un atto
amministrativo del Presidente della Regione.
Dopodiché, pongo una questione che riguarda il comma 2: so
che qualcuno dice che non c'è bisogno di copertura finanziaria.
Io mi permetto di sollevare eccezione. Noi, già con l'articolo
precedente abbiamo accantonato, ma, secondo me, esiste un
problema - io vorrei che fosse verbalizzato se qualcuno dice che
non c'è bisogno di copertura -, cioè prevediamo 450 postazioni, e
ora prevediamo altri due dirigenti di fascia A esterni. E vorrei
che tutti capissero che sono due di fascia A e le rispettive
quote della fascia B della carriera dirigenziale, per cui,
portandolo al 10 per cento, noi prevediamo la realizzazione di
contratti di diritto privato, da un lato con 450 persone - mi
sarà consentito di poterlo dire visto che ho fatto questo
mestiere fino a qualche tempo fa, onorevole Leanza la prego di
correggermi, lei che ha fatto il Presidente ed è stato il primo
ad applicare la legge numero 10 in Sicilia - anzichè i 270
contratti di diritto privato per le postazioni periferiche della
Regione siciliana, oggi ne prevedete 450 senza copertura
finanziaria. I dirigenti esterni da 2 passerebbero a 4 senza la
relativa copertura finanziaria prevista in bilancio.
Presumo che sia utile, non dico certamente che è come dico
io, ma comunque presumo sia utile che si rifletta su questo. E
se qualcuno dice che non c'è bisogno di copertura finanziaria, se
lo dice il Governo, io chiedo che venga verbalizzato agli atti
del Parlamento che si procede su un provvedimento di questo
genere senza ritenere che sia necessaria la copertura finanziaria
di qualcosa come il 40 per cento in più dei soldi previsti nella
posta del bilancio della Regione siciliana.
D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Signor Presidente,
chiedo di accantonare il primo comma. Per quanto riguarda il
secondo comma, io credo che si parli sempre dell'organico
preesistente, nel senso che, se ci sono 40 direttori in questo
momento, si parla del 10 per cento di 40.
CRISAFULLI. Che sono in più.
D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Se i direttori sono
al momento in organico 40, significa che il 10 per cento possono
essere esterni, ma non significa che si aumentano i direttori,
quindi non credo che ci sia la necessità di una copertura.
FORGIONE. Debbono essere per forza in più
D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Non sono in più,
sono gli stessi.
PRESIDENTE. Poichè il Governo dichiara di accantonare il primo
comma, naturalmente si intende accantonato l'intero articolo,
perchè non si può votare solo un comma.
Si passa all'esame dell'articolo 6. Ne dò lettura:
"Art. 6.
Comitato di coordinamento dei dipartimenti
1. E' istituito presso la Presidenza della Regione il
Comitato di coordinamento dei dipartimenti, (d'ora in avanti
CODIPA), con il compito di assicurare la piena rispondenza
dell'attività gestionale agli indirizzi
politico-programmatici regionali, di accrescere
l'integrazione e il coordinamento tra le strutture operative
dell'Amministrazione e di favorire la semplificazione e
l'efficacia dell'azione amministrativa.
2. Il CODIPA è formato dai dirigenti preposti ai
dipartimenti dell'Amministrazione regionale.
3. Ai lavori del CODIPA partecipa il dirigente che
coordina gli uffici di diretta collaborazione del Presidente
della Regione di cui all'articolo 4, comma 6, della legge
regionale 15 maggio 2000, n. 10.
4. Il CODIPA esprime pareri ed articola proposte operative
per quanto riguarda:
a) la definizione di procedimenti intersettoriali che
richiedano integrazione tra le strutture ed apporti
interdisciplinari;
b) l'attribuzione di nuove competenze derivanti da
normativa regionale o statale;
c) il fabbisogno di risorse finanziarie, strumentali ed
umane necessarie al funzionamento dei dipartimenti.
5. Il CODIPA è convocato almeno una volta al mese dal
segretario generale che ne coordina i lavori e ne forma
l'ordine del giorno, sentite le indicazioni del Presidente
della Regione".
PRESIDENTE. Poichè nessuno chiede di parlare, pongo in
votazione l'articolo 6. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Comunico che è stato presentato dagli onorevoli
Pagano e Fleres l'emendamento aggiuntivo 6.1, allegato al
resoconto stenografico.
LEANZA VINCENZO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LEANZA VINCENZO. Signor Presidente, la mia è una richiesta
molto semplice: chiedo che venga accantonato l'emendamento
aggiuntivo 6.1, riguardante il servizio idrografico regionale,
perchè avrei bisogno di approfondirne qualche aspetto.
PRESIDENTE. L'emendamento aggiuntivo 6.1 è accantonato.
FORGIONE. I firmatari non sono presenti in Aula, onorevole
Leanza, per cui o lo fa suo o l'emendamento decade.
PRESIDENTE. Onorevole Forgione, intanto è accantonato.
FORGIONE. L'onorevole Leanza non lo ha fatto suo, e pertanto
l'emendamento decade
PRESIDENTE. L'osservazione è un po' tardiva.
Si passa all'esame dell'articolo 7. Ne dò lettura:
"Art. 7.
Contrattazione collettiva
1. Il comma 1, dell'articolo 57, della legge regionale 3
maggio 2001, n. 6, si interpreta nel senso che sino al 1
gennaio 2002 continuano ad applicarsi per la contrattazione
collettiva le disposizioni di cui alla legge regionale 19
giugno 1991, n. 38."
Poichè nessuno chiede di parlare, pongo in votazione
l'articolo 7.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento
aggiuntivo 7.1, allegato al resoconto stenografico.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
ARDIZZONE, Presidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 8. Ne dò lettura:
"Art. 8.
Adesione al circuito nazionale acquisti
1. Le amministrazioni centrali e periferiche della
Regione sono tenute ad approvvigionarsi utilizzando le
convenzioni stipulate ai sensi del comma 1, dell'articolo 26
della legge 23 dicembre 1999, n. 488 e successive modifiche
ed integrazioni. Le restanti pubbliche amministrazioni hanno
facoltà di aderire alle convenzioni stesse, ovvero devono
utilizzare i parametri di qualità e di prezzo per l'acquisto
di beni comparabili con quelli oggetto di convenzionamento.
2. In alternativa, sia le amministrazioni centrali e
periferiche della Regione sia le restanti pubbliche
amministrazioni possono procedere all'acquisto di beni e
servizi purchè a prezzi inferiori a quelli oggetto della
convenzione".
Poichè nessuno chiede di parlare, lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 9. Ne dò lettura:
"Art. 9.
Nomine governative
1. Le nomine e designazioni di competenza del Governo sono
rese esecutive previo parere positivo della competente
Commissione, reso a maggioranza dei suoi componenti entro
quarantacinque giorni dalla richiesta".
Comunico che all'articolo 9 sono stati presentati i seguenti
emendamenti, allegati al resoconto stenografico:
- emendamento soppressivo 9.1, dal Governo;
- emendamento 9.2, dagli onorevoli Spampinato, Manzullo e
Raiti.
CRISAFULLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRISAFULLI. Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi pare
legittimo che il Governo presenti un emendamento soppressivo e,
debbo dire, ne comprendo anche le ragioni. Tenuto conto che, in
quelle poche occasioni in cui ho avuto modo di seguire i lavori
in Commissione, sono stato protagonista dell'introduzione di
questo emendamento nel testo che l'Aula sta valutando, ritengo
opportuno soffermarmi sul fatto che ciò che ha ispirato la
presentazione di un emendamento e l'approvazione dello stesso da
parte della Commissione non è - mi auguro di essere creduto - la
voglia di restringere la capacità del Governo di procedere
all'emanazione di provvedimenti di nomina; la cosa che ci ha
spinto a presentare quell'emendamento è il restituire al
Parlamento e alle sue commissioni legislative la funzione
prevista dall'attività parlamentare.
Noi siamo stati eletti - questa volta per la prima volta -
con un meccanismo legislativo che concentra molto sul Presidente,
tant'è che stiamo discutendo in questa sede una serie di articoli
che abbiamo valutato e in alcuni casi accantonato, in altri
approvato, che concentrano sul Presidente e sulla Giunta
regionale una corposa mole di funzioni e di poteri. Trovo del
tutto legittimo che sia così, ma non trovo legittimo il fatto
che, nel concentrare le funzioni ed i poteri al Presidente ed
alla Giunta regionale, si metta in condizione il Parlamento di
non assolvere a nessuna funzione.
Credo che la preoccupazione debba esserci al di là del fatto
che si può tradurre con il mantenimento del testo così com'è o
con la soppressione del testo. Mi auguro che i colleghi
parlamentari si rendano conto che ci troviamo in un momento in
cui è giusto e doveroso ridisegnare i compiti del Parlamento in
Sicilia, altrimenti corriamo il rischio di fare i testimoni - non
so se attivi o passivi - o le comparse di un processo di Governo,
legittimo, perché ottenuto con un grande consenso popolare, ma,
anche se non fosse stato grande, legittimo lo stesso. Ciò che non
trovo legittimo è che altro consenso popolare, espresso per il
Parlamento, per la funzione parlamentare, non venga messo in
condizione di essere esercitato.
Poco fa, sull'articolo 3 che abbiamo accantonato, la cosa di
cui non ci si rende conto fino in fondo è che l'articolo 4 della
legge numero 10 dice che noi con regolamenti accorpiamo,
disaccorpiamo, organizziamo per dare funzionalità alla macchina
amministrativa, all'intera burocrazia regionale. Io ho visto che
il Presidente Leanza, poco prima di me, ha chiesto
l'accantonamento che prevede la soppressione dell'Istituto
idrografico; vorrei che qualcuno di voi si rendesse conto che, se
passa l'articolo 3 così com'è, questo piacere non lo avremo più.
Perché sarà un atto amministrativo a decidere se ci sarà il
servizio idrografico o non ci sarà più, se ci devono essere tre
direzioni o non ci devono essere più, se il dipartimento della
Protezione civile deve esistere o non esistere. Tutte cose
legittime, che le faccia il Governo
Ciò che trovo altrettanto legittimo è che il Parlamento
abbia un potere di controllo sugli atti del Governo. Il
controllo come si esercita? Io ho individuato questo meccanismo
rispetto a questa funzione; probabilmente mi si dice che è
eccessivo, crea difficoltà, ora - figuriamoci, sono una persona
sufficientemente laica - non sono innamorato sull'atto in quanto
tale, ritengo che esista una funzione del Parlamento che debba
essere salvaguardata. Dopo di che io la rassegno al Presidente
dell'Assemblea la questione.
Per quanto mi riguarda, qualcuno dovrà pure spiegarci qual è
la funzione di parlamentare, se tutto viene delegato e demandato
a semplici atti assunti, anche con urgenza, da parte del Governo
della Regione siciliana. Possiamo solo fare la legge finanziaria
all'inizio dell'anno e le variazioni di bilancio a fine anno, per
il resto sarebbe utile che qualcuno ci evitasse di essere qui, di
tormentarci e di torturarci inutilmente.
Io credo, invece, che debba essere restituita al Parlamento
una funzione; il modo migliore è quello di fare pronunziare
sull'applicazione delle norme, e dunque sulla selezione delle
nomine così come debbono essere fatte secondo il rispecchio
diretto di ciò che prevede la legge sulle nomine nella Regione
siciliana. D'altronde, se la maggioranza c'è la eserciterà anche
in Commissione; il Governo rispetto alle indicazioni che si danno
sulle singole nomine di appartenenza. Io voglio fare una
riflessione a viso aperto, non mi interessa neanche tentare
meccanismi che possono mettere in difficoltà tutti, perché non
vado cercando l'imboscata, cerco un ragionamento che ci metta in
condizione di capire come dobbiamo procedere. Questa è una prima
occasione, ci sarà il 184 che ci restituirà lo stesso argomento.
Dobbiamo trovare un modo di convivere, Parlamento e Governo: il
Parlamento per la sua azione legislativa e di controllo - ma deve
essere esercitata - ed il Governo nella sua responsabilità di
strumento esecutore delle scelte che si titola di potere portare
avanti.
Pertanto, mi permetto, signor Presidente, di ritenere utile
che questo articolo rimanga. Dopo di che, se lo si ritiene
dirimente, mi si spieghi quale altro meccanismo si vuole dare al
Parlamento per esercitare la semplice funzione di controllo su
una parte degli atti che riguardano l'azione e l'iniziativa del
Governo.
MICCICHE'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHE'. Signor Presidente, onorevoli colleghi, alle parole
dell'onorevole Crisafulli si aggiungono quelle del sottoscritto.
In Commissione, in questi giorni, ieri, per esempio, in I
Commissione, la quale dovrebbe esaminare e dare il parere alle
nomine designate dal Governo, si sono avute eclatanti
dichiarazioni di insofferenza da parte degli stessi componenti
della maggioranza, dove addirittura qualche componente ha
sollevato la funzione del deputato in quella fattispecie, in
quelle riunioni, in considerazione del fatto che non svolgiamo
appieno le funzioni che ci sono state demandate per legge. Io in
Commissione ho votato a favore dell'emendamento all'articolo 9;
articolo di cui oggi il Governo, in modo arrogante, chiede la
soppressione.
STANCANELLI, assessore per il Lavoro, la previdenza sociale,
la formazione professionale e l'emigrazione. Perchè arrogante?
MICCICHE'. Perchè è arrogante Se vuole un altro termine, io
non lo so. Non mi riferivo all'assessore Stancanelli, ma al
Governo nel suo complesso, perchè qui è il Governo che chiede la
soppressione dell'articolo 9. Il Governo non vuole essere
controllato, non vuole discutere, vuole mandare in pensione
probabilmente anche l'Aula di Sala d'Ercole; se avesse il potere
lo potrebbe anche fare, con la complicità degli stessi deputati,
una sorta di suicidio collettivo; se lo potesse proporre
probabilmente lo farebbe, non ha nessuna remora.
Si, i primi passi ci sono, e questo è un passo verso questa
deriva autoritaristica. Perchè, vedete, forse siete consapevoli
che ciò che si pone all'attenzione della Commissione prevista
dalla legge, sarebbe ancora più chiaro, più trasparente e meno
tortuoso chiedere l'abolizione delle leggi in materia delle
nomine, cioè a dire, abolire totalmente l'articolo 1 della legge
numero 35 del 1976, che prevede il preventivo parere della
Commissione legislativa permanente dell'Assemblea.
Fate un disegno di legge, chiedete l'abrogazione di queste
norme, Ma evidentemente non si vuole creare lo scandalo, si vuole
fare ben altro. Si vogliono portare in Commissione i cosiddetti
provvedimenti, i decreti di nomina di soggetti che, a prima
vista, abbiamo constatato in Commissione essere nella stragrande
maggioranza illegittimi - non illegali, illegittimi - nella forma
in cui sono stati presentati. Perchè? Perchè, se venisse
applicata in maniera puntuale la normativa in materia di nomine,
per esempio la legge numero 22 del 1995, l'applicazione
dell'articolo 4 "documenti e requisiti" e l'articolo 7 "l'albo
delle nomine", probabilmente le nomine che vengono portate in
Commissione sarebbero illegittime perchè non rispettano in
maniera puntuale la norma di legge poc'anzi citata.
E allora che cosa si fa? Si manda in ritardo in Commissione
la richiesta di parere con urgenza, in modo tale che poi in
Commissione si fa di tutto per non affrontarla, perchè i tempi
sono molto dilatati, ci sono i soliti rinvii, le sedute d'Aula e
così via, per cui non si arriva a discuterla. Tant'è che abbiamo
chiesto un elenco aggiornato delle richieste di parere, e abbiamo
visto che molte sono già scadute. E allora, ecco perchè ho
votato questo articolo in Commissione.
E non si giustifica assolutamente il testo dell'emendamento
del Governo, che lo vuole sopprimere. Perchè vuole continuare
questo stato di cose, non ha il coraggio di abrogare le norme,
che sia la Commissione ad esprimere il parere; allora vuole che
tutto rimanga così per continuare a fare 'il gioco delle tre
carte'. Noi non ci stiamo, l'opposizione non ci sta a questo
tentativo.
Sarebbe meglio che il Governo, presente qui, comunicasse
espressamente che sta preparando un disegno di legge per cambiare
questa normativa, che vuole eliminare il parere della
Commissione. Così forse potremmo discutere in modo più chiaro ed
entrare nel merito dell'argomento.
PISTORIO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
PISTORIO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'occasione
dell'articolo 9 probabilmente è utile per una riflessione che
dovrà essere molto più approfondita e alla quale ci ha chiamato
l'abilità dialettica dell'onorevole Crisafulli, che conosce bene
il sistema di relazioni che ha innervato il rapporto tra Governo
e Assemblea in questi anni e conosce bene anche l'umore
dell'Aula, che da poco frequento e che anche in questi momenti è
certamente nervosa per difficoltà di gestione di un rapporto
dialetticamente corretto, sia interno alla maggioranza che tra il
Governo e l'Aula.
E io non voglio apparire un "pasdaran" del Governo, il
"giannizzero" di turno che viene a difendere le ragioni di un
esecutivo forte contro la democrazia assembleare. La mia cultura
politica mi induce in modo diverso a pormi rispetto a questo
problema. Però, io chiedo all'onorevole Crisafulli di essere
corretto sul piano politico e di non impostare con una difesa del
controllo democratico delle funzioni di una Assemblea
parlamentare la questione delle nomine. Perchè lui ha
partecipato, con un ruolo non certo marginale, ad esperienze di
governo precedenti e partecipa attivamente, anche al massimo
livello nazionale, ad una cultura politica e ad una
responsabilità di governo che in questi anni certamente ha
improntato di forte capacità decisionale sia il Governo nazionale
che gli enti locali. I quali lungamente sono stati governati dal
centro-sinistra e dove tante di quelle sofferenze, rispetto a
questo rapporto dialettico che tra noi ci rappresentiamo, sono
state esemplarmente realizzate da gestioni monocratiche,
fortemente caratterizzate in termini quasi di mito del potere
decisorio dell'investitura popolare.
E allora, riportiamo la questione correttamente in un
ambito che io vorrei suggerire a questa Assemblea, se
consentite ad un giovane parlamentare di stimolare una
riflessione più organica sulla materia: io ritengo, per quanto
riguarda lo specifico, - e abbandono la questione particolare -
che la fattispecie possa continuare ad essere governata dalle
norme che fino ad oggi hanno definito questa procedura e che sono
norme pensate da un ordinamento regionale certamente non
improntate ad una forza dirompente dell'Esecutivo, ma pienamente
dentro una cultura assembleare che ha consentito un controllo di
merito anche su queste nomine, determinando tempi e modalità
anche nella logica del silenzio-assenso; istituto giuridico
sempre più presente della nostra realtà amministrativa.
E mi pare che sottrarci a questo per invocare
l'autorevolezza di una assemblea parlamentare, va in forte
controtendenza rispetto a tutta la normativa che il
centro-sinistra ha definito in questi anni, quando ha occupato le
responsabilità di governo.
C'è una cosa, signor Presidente, che io chiedo lei colga
fino in fondo nella sua fondamentale funzione di garante di
questo Parlamento: noi abbiamo una difficoltà, una distonia che
va colmata: un'elezione diretta di un Esecutivo che pensa di
rappresentare ..., poi è altra questione su come svolge
quest'azione di governo, che forse va puntualizzata e meglio
organizzata anche nel rapporto con l'Aula, ma che certamente ha
un'investitura forte dal punto di vista della legittimazione
politica e che nasce da una modifica di legge che questo
Parlamento non ha fatto propria con un proprio atto di
autonormazione, ma che è stato ovviamente ereditato da un
contesto politico e legislativo nazionale e che deve essere
adeguato ad un contesto normativo di questo Parlamento dal quale
derivava nel passato, per intero, la legittimazione politica del
Governo. Il Governo derivava dall'Assemblea, all'Assemblea
rispondeva pienamente non soltanto nel suo atto programmatico, ma
anche negli atti di governo interni.
Allora, noi abbiamo un'esigenza riformatoria, alla quale
deve presiedere un organismo che è stato già individuato e che è
la Commissione Statuto, dentro il quale rappresentare, per
intero, le esigenze diverse di un rapporto dialetticamente
corretto tra un Esecutivo, che ha un'investitura forte e che deve
corrispondere a questa investitura con prerogative,
responsabilità ed efficienza, ed un'Assemblea che difende un
ruolo parlamentare, al quale forse e meglio - e vi prego di
perdonare, non è certamente una censura - deve tendere sempre di
più senza avere paura di cedere qualche potere di amministrazione
attiva. Perchè questa è una ragione sulla quale poi si può essere
più esigenti dal punto di vista politico e dal punto di vista
della capacità di governo.
Se l'Assemblea è estranea all'amministrazione parcellare,
alle piccole misure, sarà più forte nei rapporti diretti con un
Governo che verrà valutato per la capacità di risolvere i
problemi dei siciliani e non di gestire vicende di accordo sulle
nomine.
CAPODICASA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, il tema rientra nella categoria
che già, attraverso i due emendamenti che abbiamo accantonato, si
pone all'Aula.
Secondo me, se non troviamo una chiave di carattere generale
per la soluzione di questo problema, non ne usciremo più, perchè
il tema del bilanciamento dei poteri, il nuovo regime elettorale,
qual è quello inaugurato con l'elezione diretta del Presidente,
si porrà sempre; di un'Assemblea che, a mio parere, deve sempre
di più assumere la funzione di legislazione e di controllo
dell'Esecutivo, e tutto il resto deve essere dismesso, e quello
dell'Esecutivo che, invece, ha il compito che gli assegna la
legge: assumere gli orientamenti e le decisioni che gli
competono.
Ora, onorevole Pistorio, se il richiamo che lei ha fatto ai
governi di centro-sinistra negli enti locali ha un valore - come
dire - di un tentativo di sviare l'attenzione dell'Assemblea
dalla questione di merito per farne una questione politica,
secondo me non ha colpito il bersaglio, perchè non è molto
convincente questa tesi da lei sostenuta, in quanto, parlando del
periodo in cui questa Regione è stata governata da governi di
centro-sinistra, a questa materia non si è mai posto mano, nel
senso che non abbiamo avuto l'opportunità, il tempo di assumere
decisioni in proposito. E, in ogni caso, quelle decisioni, ove
fossero state assunte, non potevano contemplare un nuovo assetto
istituzionale che è entrato in vigore da tre mesi; quindi, sono
due cose diverse. Qualora si fosse affrontato il tema,
all'epoca, lo avremmo affrontato in un contesto istituzionale ben
diverso da quello che noi affrontiamo. Oggi siamo in un altro
contesto, dove il problema del bilanciamento dei poteri, dei pesi
e dei contrappesi è un tema che si pone, tant'è che ne
discuteremo al più presto anche in materia di Regolamento
dell'Aula.
Non è che si vuole introdurre il parere della commissione
sulle nomine perchè non esiste: il parere della commissione sulle
nomine oggi esiste. Signor Presidente, lei, essendo nuovo di
questa attività, forse non sa che, caso unico al mondo, si tratta
di un parere che viene reso a minoranza: cioè per bocciare una
nomina che il Governo propone o per dare un parere negativo
bisogna che i due terzi della commissione siano contrari, cioè un
terzo fa maggioranza contro i due terzi.
Affinché il parere dato negativamente alla proposta del
Governo sia valido devono votare nove su dodici, cosa che non
esiste sulla faccia della terra
Ricordo che questo sistema è stato introdotto perchè
eventuali dissensi all'interno della maggioranza sulle nomine
sempre possibili non fossero tali comunque da incidere sulla
decisione della Commissione.
Questo andava bene in un'epoca in cui i governi erano
ricattati dall'Assemblea, dalle Commissioni. Oggi i Governi sono
stabili: c'è un Presidente che, se viene mandato a casa, anche
l'Assemblea fa lo stesso insieme al Presidente della Regione.
Quindi, non c'è il tremolìo di un potere decisionale
dell'Esecutivo che richiede norme che ne garantiscano la
stabilità Non è più così Diceva giustamente l'onorevole Acierno
che se c'è la maggioranza, anche in questi casi deve avere la
forza di approvare i provvedimenti del Governo. Perchè una norma
deve rimanere in vita quando essa propone procedure e tecniche
che sono ormai superate dai tempi? La maggioranza c'è e
l'approva a maggioranza, è una maggioranza molto larga. La legge
elettorale maggioritaria con cui abbiamo votato dà alla
maggioranza ben diciotto parlamentari in più come premio di
maggioranza. Ma quante volte deve essere dato questo premio di
maggioranza? Una volta in Parlamento e poi anche in Commissione?
Onorevoli colleghi, mi pare che il tema torni rispetto alla
questione che avevamo richiamato poc'anzi nei precedenti articoli
accantonati: è la stessa tematica. Poi se voi volete decidere
diversamente, siete padroni di farlo.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non comprendo
tutto il dibattito, non comprendo neppure l'emendamento, non
comprendo come in Commissione sia passato questo emendamento. Se
c'era bisogno di dare una giustificazione, io ritengo che il
dover pensare che c'è già una normativa, che ogni nomina deve
passare dalla prima Commissione legislativa. Per cinque anni ho
visto passare nomine in prima Commissione, non capisco il perché
del cambiamento. Abbiamo cambiato una regola in corso d'opera, a
gioco iniziato, onorevole Capodicasa. Abbiamo costituito le
Commissioni con lo stesso tipo di idea: cioè che a monte ci fosse
un regolamento che prevedeva alcune cose. Quando nella prima
Commissione, il Regolamento prevede che ci vogliono nove voti per
potere bocciare una nomina del Governo e dell'Esecutivo, abbiamo
detto: va bene, in quella Commissione siamo sette di maggioranza
e sei di opposizione.
CAPODICASA. La causa l'abbiamo persa
CINTOLA. No, io non la perdo la causa in questo. Io la
rivinco la causa, in questo. Lo so, onorevole Capodicasa, lei non
interrompe mai, per interrompere significa che ho colto nel segno
e non vuole che il mio discorso fili per come è.
Io ritengo che non si debba accantonare l'articolo e non si
debba far intendere all'Assemblea che c'è una diminutio se non
passa questo emendamento, cioé se viene bocciato l'articolo.
Signor Presidente, non comprendo invece cosa si voglia fare
perché io ho il ricordo preciso che c'è necessità di un
intervento su quelli che sono i poteri dell'Esecutivo e quelli
che sono i poteri del Legislativo. E noi dobbiamo farlo questo.
Abbiamo già una Commissione che dovrebbe essere insediata,
la Commissione per lo Statuto. C'è la Commissione per il
Regolamento che deve essere richiamata ad operare perché i
compiti dell'Esecutivo ed i compiti dell'Assemblea vengano anche
ridisegnati. Ma io dico che alla Provincia deve essere fatto
così, anche nei Comuni deve essere fatto così perché, imperante
Orlando, qui assente, le operazioni di nomine del comune di
Palermo vorrei capire da quali Commissioni sono passate. Non
passavano da nessuna Commissione perché il potere, quello
politico, quello che aveva reso forte l'eletto sindaco, davano al
sindaco la possibilità di andare immediatamente a fare le domande
agli amici, in maniera tale che poi, alla fine, si diceva :
"Abbiamo preso, dalle domande fatte dal mondo della cultura, gli
amici che reggono: l'acquedotto, l'AMIA, ..."
FORGIONE. Vuoi dire che tu vuoi fare così? Perciò vuoi abolire
questa legge?
CINTOLA. Ma quando mai Quando vi colpisco avete anche voce.
FORGIONE. Non colpisci proprio niente.
CINTOLA. Ma il popolo vi ha colpito. Continuate, continuate,
vi azzereranno. Su queste battaglie vi azzereranno.
Allora, intendo ribadire che la prima Commissione ha per
Regolamento il potere, deve per forza avere, già avendo mandato
in prima Commissione le richieste di parere del Governo per le
nomine che fa. Le Commissioni possono e debbono dare il parere e
non lo danno.
La regola c'è, solo che, siccome l'onorevole Crisafulli - è
una persona in gamba - dice che ha fatto una battuta in
Commissione, ma io pensavo che fosse una battuta, mi hanno
seguito subito e si è fatto un emendamento, ed una legge quasi,
su una battuta. Poi, invece, in Aula la viene a difendere come
una cosa che è veramente seria e forte, non a difesa di interessi
dei deboli, degli emarginati e tutto il resto, dell'innovazione,
del ruolo che debbono avere i comuni, il sindaco, il presidente
della provincia, il presidente della Regione, e quindi
l'Assemblea, cosa per la quale siamo pronti a discutere, a
definirla e a farle nel più breve tempo possibile. No, ci siamo
fermati a volere contrabbandare con l'Aula, con la richiesta che
verrà dopo, di farla in maniera segreta la votazione perché così
convinciamo l'Aula che per fare una nomina si deve passare
dall'Assemblea Ma quando mai. Si passa dalla prima Commissione
come si è sempre fatto, dato che il nostro Regolamento
le attribuisce il potere di sindacare le nomine fatte dal
Governo. E ha ragione. Quindi, può continuare senza questo
articoletto che invece dà la possibilità di indebolire la
maggioranza e di rendere difficile il compito all'esecutivo anche
nelle nomine.
Ecco perché noi diciamo che questo non è un articolo da
accantonare ma da votare. E se ci chiedono di votare con la
votazione segreta io dico che liberamente l'Assemblea ha il
diritto-dovere di esprimersi e di dare compiutamente il proprio
giudizio su questa operazione, che è una operazione che aspetta
un richiamo tra qualcuno della Commissione ed il Governo.
ACIERNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
l'articolo 9 al nostro esame, per come è formulato, sia da
dichiarare inammissibile. Le spiego anche le mie motivazioni.
Il primo punto: c'è già una norma che regolamenta il parere
delle Commissioni sulle nomine del Governo. Questo articolo non
sostituisce quella norma per cui approvando questo articolo noi
creeremmo un duplicato legislativo, avremmo in vigore due norme
che regolamentano la stessa maniera in termini diversi.
La seconda osservazione, signor Presidente, riguarda
l'inammissibilità di questo articolo e che non è previsto, come
invece nella norma in vigore, cosa succede se la Commissione non
esprime il parere. Non è stato previsto neanche questo.
Pertanto, le chiedo, e sarò brevissimo, di dichiarare
inammissibile questo articolo.
PRESIDENTE. Mi consenta, onorevole Acierno, le sue
osservazioni sono abbastanza logiche ma non tali da comportare la
improponibilità dell'articolo. I termini che non sono previsti
costituirebbero una modifica della legislazione precedente, ma è
nel pieno diritto fare una proposta del genere.
ODDO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ODDO. Signor Presidente, credo sia un problema soprattutto di
volontà politica mettere nelle condizioni il Parlamento siciliano
di potere svolgere rispetto alle nuove funzioni che sono state
delegate al Governo e ad un Presidente eletto direttamente dal
corpo elettorale un minimo direi anche rispetto alle nomine e
alla designazione di controllo effettivo e non il potere di
controllo generalizzato, come evidentemente qui per certi versi
si vuole banalizzando esprimere.
Credo, peraltro, che le questioni, per come lei stava
sottolineando, sollevate dal collega Acierno sono evidentemente
questioni facilmente smontabili in quanto è evidente che una
norma nuova, concepita per giunta in un testo del genere, a tutti
gli effetti sostituisce la norma in vigore. Però non mi pare
neanche questo il problema. A me sono sembrate estremamente
pertinenti le osservazioni invece che ha fatto l'onorevole
Crisafulli, nel senso che anche il Governo deve riflettere. A mio
avviso non è tanto andare ad un braccio di ferro fra
l'opposizione e la maggioranza. Su questo argomento mi pare vi
sono realmente dei buoni motivi per riflettere su come,
evidentemente, questa Assemblea deve necessariamente, anche
nell'interesse del governo e per un armonioso equilibrio fra i
poteri, controllare quanto il governo produce in materia di
nomine e di designazioni.
E dobbiamo tutti concordare sul fatto che l'attuale
normativa che regola il controllo nelle varie commissioni è
assolutamente paradossale Mai e poi mai, nelle varie
commissioni, potrebbe esserci quel numero di nove componenti in
grado di potere mettere in discussione una nomina fatta da parte
del governo. Allora, è ovvio che il ragionamento si può
concludere dicendo c'è di fatto un impedimento nell'esercizio del
controllo, ed è vero, lo sappiamo.
Nei sistemi bipolari, per giunta, quando si parla di
elezione diretta, senza paragonare un sistema parlamentare ad un
consiglio comunale - in quanto non mi pare sia assolutamente
possibile sotto qualsiasi punto di vista. Nei sistemi
parlamentari è molto importante, soprattutto nell'era del
bipolarismo dove fra l'altro il centro-destra vince. Quindi, la
cosa su cui non riesco veramente a capacitarmi è: qual è la
preoccupazione; ha una larga maggioranza, ha quindi possibilità
di esercitare la funzione anche all'interno delle commissioni, ha
la possibilità di nominare, designare, anche nell'equilibrio
complessivo di governo, il fatto di tenere presente che
l'Assemblea deve realmente operare il controllo che di fatto così
non c'è, perchè è ovvio che non c'è.
Mi pare un argomento assolutamente non solo pertinente ma
necessario, almeno che non ci sono preoccupazioni di altro tipo,
di natura politica. Sono quelle, per esempio, di una maggioranza
che non riesce a trovare il punto di equilibrio su alcune
questioni, ed è comprensibile io non sto qui a scandalizzarmi.
E' possibilissimo che l'argomento è questo, cioè di andare
evidentemente ad imboccare una strada dove le nomine e le
designazioni diventano elemento di mercificazione, di
patteggiamento e capisco che questa può essere la preoccupazione
di alcuni colleghi, me ne rendo conto e me ne faccio carico
stranamente; perchè è ovvio che sarebbe uno scadere da parte di
tutti, non solo della funzione della maggioranza rispetto
all'opposizione. Però, attenzione, perchè la funzione del
parlamento, non c'è bisogno di citare costituzionalisti di grande
spessore, ma la funzione e gli equilibri, i pesi e i contrappesi,
in un sistema parlamentare, altro che consigli comunali, è un
punto su cui secondo me tutti dobbiamo riflettere, maggioranza ed
opposizione, governo per primo; perchè, se no, quando approveremo
la norma che in questo momento darà il via libera al governo
senza alcun controllo, avendo esso stesso paura della sua
maggioranza e di una sua disarticolazione, potremmo trovarci
domani ad aver tolto veramente funzioni parlamentari delicate,
che non possono essere semplicemente citate.
Il potere di indirizzo e di controllo che significa?
Significa dare e studiare meccanismi in grado di potere realmente
assicurare questo controllo e di far svolgere al parlamento una
funzione, comunque, importante. Altrimenti, e ha ragione chi lo
ha detto, rischiamo di diventare veramente testimoni di una fase
politica in cui saranno le stesse norme a spogliare questo
parlamento di funzioni importanti.
A me non sembra una cosa impostata in maniera strumentale, a
me sembra un problema su cui il Governo dovrebbe riflettere.
Certo, magari trovando un'altra soluzione. Personalmente non mi
innamoro mai delle soluzioni promosse o proposte, come è stato
fatto in questo caso, però credo che il Governo su tutto ciò
debba necessariamente riflettere. Le funzioni parlamentari sono
importanti, sia quando si sta in maggioranza sia quando si è
all'opposizione. La storia questo ce lo insegna.
STANCANELLI, assessore per il lavoro, la previdenza sociale,
la formazione professionale e l'emigrazione.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
STANCANELLI, assessore per il lavoro, la previdenza sociale,
la formazione professionale e l'emigrazione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, l'articolo 9 di cui si è discusso, secondo il
Governo, ed è questo il motivo per cui ha chiesto la
soppressione, ha sicuramente vizi di natura, direi,
costituzionale perchè dire che le nomine e le designazioni di
competenza del governo, quindi si afferma che sono le nomine che
sono di competenza per legge del governo, sono rese esecutive
previo parere della Commissione, vuol dire che il governo viene
paralizzato nella propria competenza. Ma siccome le
argomentazioni portate in questa Aula attengono alla dignità del
Parlamento e devono avere una valenza di natura politica
altamente positiva, io ritengo che, anche alla luce delle
dichiarazioni fatte dall'ultimo oratore, dall'onorevole Oddo, che
sia opportuno valutare meglio la portata di questa norma.
La proposta che fa il Governo è quindi di trasferire
l'articolo 9 al disegno di legge n. 184 che riguarda tale materia
e discuterne e confrontarci in maniera serena in quella
occasione.
Certo è che non può passare una norma che chiaramente mette
in difficoltà il Governo nelle sue prerogative costituzionali.
Ecco perchè il Governo è fermo sulla posizione che ritiene
valide alcune argomentazioni a salvaguardia della dignità del
Parlamento. E allora per evitare di continuare in questo
dibattito, io direi di trasferirlo al disegno di legge n. 184
dopodichè avremo l'occasione per meglio vedere coma la norma
possa essere approvata.
FORGIONE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRISAFULLI. L'onorevole Forgione per questa volta parla anche
a nome mio.
FORGIONE. Come vede il portavoce dell'opposizione ogni tanto
si conquista sul campo, non per norme di legge.
Onorevoli colleghi, ritengo che l'intervento dell'onorevole
Stancanelli colga un problema posto non dall'opposizione ma che
vive nell'esigenza che questo Parlamento ha di trovare un
equilibrio di poteri, essendo ancora un ibrido, nel senso che
abbiamo una forma di governo indefinita pur avendo votato con un
sistema presidenziale e avendo una forma di governo
presidenziale.
Pertanto, credo che nel momento in cui questo Parlamento
affronterà complessivamente la riflessione sull'equilibrio dei
poteri tra Parlamento e Governo e quando andremo a definire anche
il regolamento che l'Assemblea stessa si darà, penso che quella
sia la sede giusta per affrontare un tema che probabilmente se
noi lo affrontiamo a spizzichi e bocconi, si riproporrà di volta
in volta perchè di volta in volta ci sarà l'esigenza di un
rapporto non squilibrato a favore dell'esecutivo, ma indefinito
nel rapporto tra il Parlamento e l'esecutivo.
Penso dunque che la proposta del Governo avanzata
dall'assessore Stancanelli ci aiuti e responsabilizzi il
Parlamento nel lavoro che dovrà fare poi nel definire i suoi
poteri e il suo rapporto con il Governo.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ha facoltà di parlare soltanto sulla proposta del
Governo di trasferimento dell'articolo 9 al disegno di legge n.
184.
CINTOLA. Sono pienamente d'accordo con il ragionamento del
Governo, lo ritengo corretto, e riprende in parte anche quello
che avevo detto poc'anzi. Peraltro è stato già sottolineato in
Commissione e ribadito anche dal Presidente della Commissione e
da altri componenti la Commissione.
Io però prendo lo spunto, essendo d'accordo, per invitare il
Presidente dell'Assemblea a far sì che nella prossima
convocazione si definisca la nomina della Commissione antimafia e
della commissione dello Statuto in maniera tale che si possa dare
anche quell'altra commissione, la commissione Statuto, abbia il
potere di intervenire su questioni che riguardano l'assetto anche
interno dell'ordinamento interno della nostra stessa Assemblea.
Quindi la invitavo, Presidente, se gli elementi già li ha
avuti di risposta da parte dei gruppi, li sollecitiamo e andiamo
avanti senza attendere oltre. Non possiamo più aspettare che le
due commissioni non vengano regolarmente costituite.
PRESIDENTE. Onorevole Cintola, il fatto che le Commissioni non
siano state ancora costituite è dovuto alla prudente ed opportuna
attesa che qualche Gruppo parlamentare si decida a farlo.
La Presidenza aspetterà ancora fino a domani.
ACIERNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, accolgo
favorevolmente la proposta dell'assessore Stancanelli, ma mi
permetto, assessore, di porgerle un elemento di riflessione. La
norma che regolamenta l'attività delle nomine del Governo già
esiste. Qualunque norma si può sempre migliorare ma questo,
credo, lo dobbiamo tutti - la classe politica lo deve agli
elettori. Passa oramai - ed è consolidato - il principio di un
sistema bipolare; lo abbiamo vissuto alle elezioni politiche, lo
abbiamo rivissuto alle elezioni regionali ed a quelle
amministrative. Oramai i cittadini sono entrati in un sistema
bipolare.
Chi viene preposto al Governo - in senso lato - ha il
diritto e dovere di esercitare le prerogative proprie del Governo
nei confronti della maggioranza degli elettori. Io ho la
sensazione - prendo spunto da questo dibattito (e mi riferisco un
po' a quello che è il dibattito costante in questa Assemblea) per
dire che l'assemblea debba fare uno sforzo in più e cominciare ad
entrare in un meccanismo legislativo che è profondamente diverso
rispetto a come è stato negli ultimi cinquanta anni.
Questa Assemblea non elegge più - anche se ancora oggi il
nostro Regolamento lo prevede - né il Presidente della Regione né
gli assessori. Le regole sono cambiate. Oggi questa Assemblea
diventa una assemblea legislativa davanti ad un Governo che è
forte e che è designato direttamente dagli elettori.
Non bisogna avere il timore; dimostrare timore nell'azione
di governo crea il sospetto che non viene esercitato un diritto
ma viene esercitato un potere. Ed io credo che noi - come
maggioranza - abbiamo il dovere di dimostrare che non esercitiamo
potere ma governiamo.
PRESIDENTE. Prendo atto della proposta del Governo ed invito
gli uffici dell'ARS a prendere nota del fatto che l'articolo 9 si
intende trasferito al disegno di legge n. 184.
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
"Personale comandato
1. Il personale dell'Amministrazione regionale, ad
esclusione dei dirigenti di prima e di seconda fascia, può
essere comandato per il termine massimo della legislatura in
corso, a richiesta, presso gli uffici dei componenti del
Consiglio di Presidenza dell'Assemblea regionale siciliana,
nel limite di una unità per ogni ufficio.
2. Il personale di cui al presente articolo mantiene
l'intero trattamento economico in precedenza goduto".
PRESIDENTE. Credo che da parte del Governo e della
Commissione vi sia una richiesta di accantonamento.
CRISAFULLI. Nessuno ha fatto richiesta ufficiale.
PRESIDENTE. Lo ha fatto il Governo direttamente alla
Presidenza.
CRISAFULLI. Nessuno ha fatto tale richiesta.
PRESIDENTE. Il parere del Governo su questa richiesta di
accantonamento?
D'AQUINO, assessore per gli enti locali. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'AQUINO, assessore per gli enti locali. Onorevole
Presidente, il Governo chiede l'accantonamento dell'emendamento
10.12 non dell'articolo 10.
PRESIDENTE. Onorevole D'Aquino, capisco che ci sono momenti di
stanchezza che possono impedire la necessaria chiarezza. Io ho
ricevuto una richiesta formale.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, onorevoli colleghi, a me pare
logico, così come abbiamo fatto per l'articolo 9, rinviare anche
l'articolo 10 al disegno di legge 184. Non c'è bisogno di
accantonarlo, perché non avremo nulla da discutere da qui ad
un'ora.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, resta stabilito che
l'articolo 10 viene rinviato al disegno di legge sulla legge 184.
CRISAFULLI. Chiedo di parlare sull'articolo 10.
PRESIDENTE. L'articolo 10 è stato rinviato.
CRISAFULLI. Da chi?
PRESIDENTE. Dalla Presidenza.
CRISAFULLI. Non lo può fare, signor Presidente. La prego di
evitare forzature di questo genere. Una cosa è che il Parlamento
concordi su una proposta, altra cosa è che sulla base della
dichiarazione di un parlamentare, ancorché autorevole, la
Presidenza unilateralmente decida di trasferire l'esame di un
testo ad un altro disegno di legge. Le assicuro che questo la
Presidenza non può farlo. Per quanto riguarda l'articolo 9 ho
compreso le argomentazioni che ci sono state fornite, ma per
quanto riguarda l'articolo 10, non ne comprendo il motivo. Sono
due cose diverse.
Pertanto, mi permetto di insistere affinchè serenamente
l'Aula si pronunzi in proposito. Non è obbligatorio decidere
concordemente, ma sinceramente non capisco il motivo del rinvio;
a meno che non si voglia confondere tutto. Se così fosse, mi
permetto di proporre il transito di tutto il disegno di legge 185
al 184. Quando sarà pronto l'assetto complessivo dei poteri del
Governo discuteremo di tutto; diversamente non capisco che cosa
stiamo facendo in quest'Aula a proposito di un disegno di legge
che nasce in un modo, arriva in Aula dimezzato e che qui
decidiamo di dimezzarlo ulteriormente. In pratica, stiamo facendo
un articolo per creare una legge soltanto per definire gli uffici
di gabinetto dell'onorevole Presidente e degli onorevoli
Assessori
Sinceramente non mi pare che sia il modo giusto di
procedere.
Le chiedo scusa, signor Presidente, se sono stato
eccessivamente irruente.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, onorevole Crisafulli, a
proposito del rinvio dell'articolo 10, intendevo accogliere
l'invito dell'onorevole Sbona, poi reiterato dall'onorevole
Cintola, che credo parlasse a nome del suo gruppo, ma anche
quello del Governo, il quale mi aveva posto la questione
dell'accantonamento di questo articolo.
Poichè è giusto che io verifichi se c'è una maggioranza
favorevole a questa ipotesi di accantonamento, non ho difficoltà
a farlo, ma se qualcuno mi chiede la parola; diversamente devo
affidarmi all'opinione dell'onorevole Sbona, che è venuto a
chiedermelo personalmente, all'opinione dell'onorevole Cintola,
che lo ha chiesto pubblicamente, e all'opinione del Governo che
me lo ha chiesto precedentemente formalmente.
CINTOLA. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE.Ne ha facoltà.
CINTOLA. Signor Presidente, sarebbe opportuno porre in
votazione il rinvio dell'articolo 10 al disegno di legge 184,
come si è fatto con la finanziaria. Infatti, molte norme delle
variazioni di bilancio sono state rinviate con il voto dell'Aula
a questo disegno di legge che noi oggi ci ritroviamo così
corposo. C'è stato il rinvio di alcune norme dalle variazioni di
bilancio a questo disegno di legge, tant'è che alcuni di questi
emendamenti portano impropriamente la firma dell'onorevole
Fleres, cioé la firma del Presidente di turno di quella seduta
durante la quale sono stati trasferiti a questo disegno di legge.
Ribadisco, quindi, la mia richiesta di trasferire al disegno di
legge numero 184, così come l'Aula si è espressa poc'anzi per
l'articolo 9, l'articolo 10.
Poniamo ai voti la proposta di rinvio e andiamo avanti; non
ci si può fermare anche su questo articolo che è di poco conto.
E' da una vita, infatti, che si sono pronunziati in Aula e in
Assemblea, per esempio, contro il distacco degli impiegati della
Regione in Assemblea, e ciò perchè hanno due tipi di stipendi
diversi, due normative diverse; significherebbe creare una
ulteriore disparità in Assemblea tra situazioni economiche e
giuridiche completamente diverse. Non dimentichiamo che esiste
già il personale dei gruppi; io non credo che il Consiglio di
Presidenza abbia bisogno del distacco di 12 dipendenti regionali,
lo ritengo un fatto inutile e dannoso. Ecco, dunque, perchè
chiedo il rinvio e l'approfondimento dell'articolo 10 al disegno
di legge 184.
CAPODICASA. Chiedo di parlare contro la proposta.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA. Signor Presidente, intervengo contro la proposta
dell'onorevole Cintola sollevando una questione di ordine
regolamentare, non di merito, onorevole Cintola. Non è in
discussione l'approvazione o meno dell'articolo 10, stiamo
discutendo di una procedura. Non esiste, infatti, nel nostro
Regolamento una procedura che preveda che un articolo possa
essere "transitato" ad altro disegno di legge. Recita il nostro
Regolamento che un articolo si approva o si respinge. Noi, in
più occasioni, abbiamo usato la procedura del trasferimento ad
altro disegno di legge come fatto informale; infatti, per
trasferire un articolo ad un altro disegno di legge non occorre
un pronunciamento nè dell'Aula nè della Presidenza
dell'Assemblea, perché io, parlamentare, sono titolare di un
potere che è quello di presentare un emendamento, allora quell'
articolo lo trasformo in emendamento al disegno di legge. Dunque,
non è che la Presidenza mi faccia un favore trasferendolo in un
altro disegno di legge, no, perché questa è una mia facoltà di
parlamentare, e il Regolamento mi dà questa facoltà. Se
l'articolo non viene approvato, io lo ripropongo sotto forma di
emendamento.
Questa procedura la si è adottata come elemento informale,
quando c'è un accordo complessivo del presentatore
dell'emendamento ovvero, nel caso si tratti di un articolo,
quando c'è un accordo su questa procedura, come fatto tecnico,
non come fatto politico-parlamentare, perché quello il
parlamentare, in quanto tale, lo può fare benissimo.
Dunque, signor Presidente, se c'è accordo sul trasferimento,
si trasferisca, se l'accordo non c'è, lo si metta ai voti e lo si
respinga; poi il parlamentare lo riproporrà. Mi pare che questa
sia una procedura corretta dal momento che vi sono colleghi che
insistono sull'emendamento.
Lo stesso Regolamento prevede, nel caso in cui un
emendamento venga ritirato, che possa essere ripreso da un altro
parlamentare. Tanto più ciò avviene per i testi dei disegni di
legge; diversamente i disegni di legge diventerebbero a
fisarmonica, elastici, si allargherebbero e si restringerebbero
a piacimento.
Se c'è un accordo a trasferirlo, la Presidenza non farebbe
altro che attenersi ad una procedura più volte adottata in questa
Aula, quindi non farebbe nulla di male.
Io credo che l'onorevole Crisafulli sbagli quando carica
sulla Presidenza la responsabilità; la Presidenza non ha fatto
altro che dare seguito ad una procedura più volta adottata. Però
questa procedura era adottata con l'accordo di tutti, cioè dei
proponenti, dei sostenitori e anche dei contrari. Se, tuttavia,
ci fosse qualcuno che chiede di porlo in votazione, lo si faccia;
se venisse respinto e ci fosse qualcuno interessato a
ripresentarlo può sempre farlo.
D'ANTONI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'ANTONI. Signor Presidente, credo che la proposta
dell'onorevole Cintola sia saggia. Infatti, è vera la tesi
sostenuta che qualunque deputato può ripresentare lo stesso
emendamento, ma pronunziarsi nel giro di poco tempo sulla stessa
materia, mi sembra assolutamente inutile. Quindi, poiché la
questione affrontata dall'articolo 10 è da approfondire, penso
che sia giusto rinviare l'articolo al disegno di legge 184.
Infatti, non serve ad alcuno portare le proposte in Aula e, poi,
farle respingere ovvero approvare soltanto per dispetto. Che
l'Aula lo rinvii al disegno di legge 184, così come ha fatto con
l'articolo precedente Mi sembra una cosa di assoluto buon senso
e, se una parte dell'Aula non ci sta, propongo di porre in
votazione il rinvio all'altro testo. Proceduralmente presenterà
qualche problema, eventualmente la Commissione se ne può far
carico; lo abbiamo già fatto per alcune norme delle variazioni di
bilancio.
ARDIZZONE, presidente della Commissione. Signor Presidente,
intervengo nella qualità di Presidente della Commissione e mi
rivolgo, in particolar modo, all'onorevole Crisafulli, prendendo
spunto dall'intervento dell'onorevole D'Antoni, il quale
proponeva eventualmente un riesame in Commissione. Io ritengo che
un riesame sia opportuno, non per un discorso pregiudiziale,
perchè la proposta proviene dall'onorevole Crisafulli,
tutt'altro, ma perchè questo è stato uno degli emendamenti
maggiormente dibattuti in Commissione; però c'è stato un
intervento da parte dell'onorevole Stancanelli, che prevedeva
l'accantonamento, anzi, la discussione nell'ambito dell'articolo
9, che era peraltro in linea con i due disegni di legge che sono
stati presentati dal Governo.
Che cosa voglio significare? Che il Governo ha presentato i
disegni di legge n. 184 e n. 185. Nel disegno di legge n. 185 si
discuteva delle 'Prime disposizioni dell'ordinamento regionale',
quindi , erano degli articoli semplici, che avrebbero dovuto
trovare accesso semplice in Commissione, così come è stato, e
accesso semplice in Aula.
In realtà, con le variazioni di bilancio, questo
procedimento, che aveva avuto una sua linearità in Commissione, è
stato stravolto, per cui noi ci siamo ritrovati con numerosissimi
emendamenti che ci sono provenuti direttamente dalla legge
relativa alle variazioni di bilancio.
Peraltro, ciò mette in difficoltà - lo dico con la massima
chiarezza - il ruolo stesso della Commissione e del Presidente di
Commissione; infatti tutti noi ci chiediamo quale sia, allora, la
nostra funzione di coordinamento.
Io mi rendo perfettamente conto che l'Aula lo può fare, che
può presentare i suoi emendamenti, però il Governo - ripeto -
aveva presentato due disegni di legge: le prime disposizioni
dell'ordinamento regionale, che è quello che stiamo trattando, e
l'ordinamento regionale nel suo complesso, che poi non si
discosta dal ragionamento generale che dobbiamo fare sulle
prerogative dell'Assemblea. Abbiamo discusso dei pareri, sul
significato dei pareri, sul ruolo che deve svolgere il Governo;
tutto rientra in un contesto più ampio, che interesserà
probabilmente anche la costituenda Commissione Statuto.
Ricordo a me stesso che circa due mesi fa in sede di
Conferenza dei presidenti dei gruppi parlamentari, presenti tutti
i capigruppo, si era detto di accelerare la discussione sul
disegno di legge n. 185, di portarlo al più presto in Aula, e di
fare un ragionamento complessivo sul 184.
Quindi, invito l'onorevole Crisafulli, impegnandomi già a
portare in discussione il disegno di legge n. 184 martedì
prossimo, a ritirare la sua proposta, a non insistere sulla
discussione di questo articolo. Mi impegno nella qualità di
Presidente della Commissione, ma anche a nome della Commissione
tutta, a discutere sin da martedì il disegno di legge n. 184 e
tutto ciò che riguarda la costituzione ed eventualmente
l'istituzione degli assessori supplenti, degli assessori junior,
la questione dei pareri, ecc.
Questa è una questione più complessa, che, sono sicuro,
impegnerà fortemente la Commissione probabilmente anche per mesi,
ma su un indirizzo che verrà dato certamente all'Aula, sulla base
di una riflessione.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, si è esaurita la discussione
sulla proposta dell'onorevole Cintola riguardante il rinvio
dell'articolo 10 al disegno di legge 184.
CRISAFULLI. Non c'è bisogno di votare, signor Presidente.
PRESIDENTE. Abbiamo avuto una discussione sulla proposta
dell'onorevole Cintola. Dunque, pongo ai voti la proposta di
rinvio. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E'approvata)
Più consultazione di questa, onorevole Crisafulli, credo che
non ce ne sia mai stata
Gli articoli accantonati sono esattamente: l'articolo 3,
l'art. 5 e l'emendamento 6.1.
PER RICHIAMO AL REGOLAMENTO
CRISAFULLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRISAFULLI. Signor Presidente, se ho capito bene vengono
accantonati tutti gli altri emendamenti aggiuntivi?
PRESIDENTE. Certo, seguono l'articolo 10.
CRISAFULLI. D'accordo.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
D'AQUINO , assessore per gli enti locali. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, la proposta del Governo è quella di passare
alle variazioni di bilancio e poi affrontarli ed approfondirli
subito dopo.
PRESIDENTE. Resta così stabilito.
La seduta è sospesa per dieci minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 20.55, è ripresa alle ore 21.07)
PRESIDENTE. La seduta è ripresa.
SULL'ORDINE DEI LAVORI
GURRIERI. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
GURRIERI. Signor Presidente, questa mattina abbiamo fatto una
riunione con 30 sindaci alla presenza del Presidente Cuffaro e il
Governo ha assunto un impegno nei confronti di questi
amministratori nel dare la possibilità di registrare un
provvedimento che è quello dei 42 miliardi per i piccoli comuni
e, comunque, nella giornata di domani era in programma una
comunicazione da parte o dell'Assessore agli enti locali o del
Presidente stesso per dare la possibilità di convocare nelle 24
ore prima del 30 novembre, quindi della scadenza, le variazioni
di bilancio.
Se la seduta sarà rinviata domani alle ore 16.00, la
situazione si complica ci sarà una rivolta da parte dei sindaci.
Oggi abbiamo registrato che c'è veramente tensione, perché hanno
ricevuto 20 giorni fa una decurtazione del 15,20 per cento,
significa costringerli a fare bilanci falsi, quindi, c'è la
necessità o che si riveda un la convocazione.
ACIERNO. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Signor Presidente, senza nessuna polemica, volevo
suggerire al Governo, visto la decisione della Presidenza di
rinviare a domani pomeriggio l'esame del testo sulle variazioni
di bilancio, che sarebbe probabilmente opportuno convertire gli
importi in lire in euro, perché domani è il 30 novembre.
Presidenza del presidente Lo Porto
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a
domani, giovedì 29 novembre 2001, alle ore 12.00, con il seguente
ordine del giorno:
I - COMUNICAZIONI
II - DISCUSSIONE DEI DISEGNI DI LEGGE:
1) 'Norme finanziarie urgenti e variazioni al bilancio della
Regione per l'anno finanziario 2001'. (n. 259/A) (Seguito)
Relatore: onorevole Croce
2) 'Disposizioni sull'ordinamento dell'Amministrazione
regionale'. (n. 185 - Norme stralciate/A) (Seguito)
Relatore: onorevole Borzacchelli
III - DISCUSSIONE DELLA MOZIONE:
N. 56 - Iniziative per modificare gli indirizzi economici
seguiti dal Governo nazionale. Degli onorevoli:
SPEZIALE - CAPODICASA -
CRISAFULLI - CRACOLICI -
DE BENEDICTIS - GIANNOPOLO -
ODDO - PANARELLO - VILLARI -
ZAGO
La seduta è tolta alle ore 21.10.
Licenziato dal Servizio dei Resoconti alle ore 23.30