Presidenza del presidente Lo Porto
Presidenza del vicepresidente Fleres
PRESIDENTE Avverto che del verbale della seduta precedente si
darà lettura successivamente. Non sorgendo osservazioni resta
così stabilito.
Progetto di bilancio interno dell'Assemblea regionale siciliana
per l'anno finanziario 2005 (doc. n. 125)
PRESIDENTE Si passa al punto II dell'ordine del giorno:
Progetto di bilancio interno dell'Assemblea regionale siciliana
per l'anno finanziario 2005 (Doc. n. 125).
Ha facoltà di parlare il deputato questore, onorevole Zangara,
per svolgere la relazione.
ZANGARA deputato questore e relatore. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, mi rimetto al testo della relazione.
PRESIDENTE Dichiaro aperta la discussione generale sul
Progetto di bilancio interno dell'Assemblea regionale siciliana.
RAITI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RAITI Signor Presidente, onorevoli colleghi, innanzitutto
desidero esprimere il mio apprezzamento per la procedura di
analisi e di voto del bilancio dell'Assemblea regionale siciliana
che è un po' meno accelerata rispetto agli scorsi anni.
Credo che questo sia un passo avanti in quanto la trasparenza
nella democrazia è un elemento fondamentale. Tutti noi sappiamo
che la democrazia ha un costo ed è giusto che tale costo venga
messo a conoscenza dei cittadini. Siamo coscienti, ripeto, che il
momento del voto in democrazia è un momento importante e che
ciascuno di noi è tenuto a dare conto delle proprie azioni e del
modo in cui si spendono le somme. Pertanto, il percorso di
stamattina è per me un notevole passo avanti. Di tale procedura
do atto al Presidente dell'Assemblea.
Tuttavia, desidero dire con la massima sincerità - e vorrei che
qualche componente del Consiglio di Presidenza mi fornisse delle
spiegazioni al riguardo - che ho alcune perplessità in relazione
ad un incremento della spesa che, nel corso di quest'anno, si è
verificata: mi riferisco al milione di euro in più e per la
precisione si tratta di spese per attività di servizi
informatici, telefonici e quant'altro.
Siccome l'aumento di spesa in questo settore non è un aumento
indifferente, e tra l'altro nel bilancio incide parecchio e
potrebbe incidere per il futuro in misura ancora maggiore poiché
si tratta di un aumento di circa il cento per cento, mi
piacerebbe sapere quali sono i servizi in più che hanno
richiesto un tale incremento della spesa, che è notevole, e se
non si reputi necessario ridurla per il futuro.
L'altro punto su cui vorrei soffermare la nostra attenzione
riguarda la gestione e la sicurezza del Palazzo. Per tale settore
sono state sostenute spese importanti che riguardano
l'adeguamento dei sistemi informatici di sicurezza. Tali spese
credo siano opportune in un periodo in cui pericoli come quello
del terrorismo, della guerra e quant'altro sono sempre
incombenti. Tuttavia, mi piacerebbe sapere se tali servizi e
strumenti informatici, già installati e che - ripeto - costano
parecchio, funzionano. Mi sembra che fino ad oggi tale sistema
non sia stato perfettamente funzionante.
Questi sono i due quesiti ai quali mi piacerebbe fosse fornita
risposta, poi vedremo nel corso della discussione se è opportuno
richiedere altre precisazioni.
DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS . Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono
consapevole del fatto che questo progetto di bilancio interno sia
stato già votato dal Consiglio di Presidenza, in seno al quale
sono rappresentate tutte le formazioni politiche. Ciò è da un
certo punto di vista garanzia della partecipazione di tutti i
deputati al confezionamento di tale strumento.
Tuttavia, l'occasione è importante per cui non si possono non
esprimere le proprie valutazioni personali. Credo debba
rimarcarsi il fatto che in questo momento in Aula siano presenti
soltanto una decina di deputati e quindi sostanzialmente
l'Assemblea è poco partecipe in un momento in cui si vota un
provvedimento di così rilevante importanza. Ed è importante dal
punto di vista strettamente finanziario perchè prevede uno
stanziamento di spesa per il 2005 di 146 milioni di euro e 450
mila. E' quindi un bilancio di tutto rispetto.
A questo riguardo credo che l'onorevole Zangara, certamente per
conto del Consiglio di Presidenza, saprà dare giustificazione di
tutte le spese e delle previsioni in esso contenute.
Non si può non sottolineare che in un momento così drammatico
in cui versano i conti pubblici in Italia ed in Sicilia in
particolare, che è tra l'altro sotto gli occhi di tutti, in cui
da più parti si è costretti e rinunciare a spendere, e ciò accade
sia per le famiglie che per le aziende - e non voglio proseguire
in melodrammi -, ma effettivamente è una situazione difficile,
cui tutti sono costretti a stringere la cinghia, noi, in questo
difficile contesto, abbiamo perso un'occasione per dare un
segnale.
Dare un segnale significava non certamente rivoluzionare lo
stato della nostra spesa, ma piuttosto che incrementarla sia pure
di un tre per cento, che pure corrisponde a 4 milioni 265 mila
euro rispetto all'anno precedente, forse si poteva fare di
meglio.
Per quest'anno, certamente i ministeri saranno costretti a
ridurre alcune spese, e anche gli assessorati regionali saranno
costretti a ridurle, e nonostante ciò, l'Assemblea regionale
siciliana riesce ad aumentarle. Perfino le spese di
rappresentanza vengono portate ad 860 mila euro, che è una cifra
non indifferente. Così avviene anche per convegni, manifestazioni
e per tale settore è prevista complessivamente, fra attività
istituzionali e non, la spesa di 980 mila euro. Forse in questo
caso si poteva ridurre qualcosa. Ecco perchè è stata un'occasione
perduta.
Ancora, penso al parco macchine che fra noleggio e gestione ci
costa 410 mila euro, quindi più dell'anno scorso. Penso anche a
quello cui faceva cenno poc'anzi l'onorevole Raiti nel suo
intervento, cioè alle spese telefoniche e di centrale telefonica
che quest'anno, nelle previsioni, ammontano a 2 milioni e 400
mila euro. Credo che questo milione in più di euro sia
effettivamente significativo; se tale importo si riferisce al
servizio di gestione del centralino attraverso il call center,
allora ritengo che i deputati di questa Assemblea debbano entrare
nel merito della questione in quanto, finora, tale servizio
risulta abbastanza precario.
Ancora sono previsti 680 mila euro di spese straordinarie, come
i servizi televisivi e stampa, e inoltre non siamo riusciti a
dare neanche quel segnale - che pure i siciliani forse si
attendevano -, non di diminuzione, ma magari di mantenimento, di
non aumento delle indennità parlamentari, le quali sono anch'esse
cresciute.
Credo che se i siciliani dovessero dare un giudizio, non si
reputerebbero certo soddisfatti di quanto stiamo facendo.
Addirittura sono stati previsti anche aumenti dei contributi per
i Gruppi parlamentari, che ammontano a 11 milioni e 900 mila
euro, 250 mila in più rispetto all'anno precedente, cioè mezzo
miliardo in più delle vecchie lire.
Ora, ripeto, sono sicuro che ci saranno giustificazioni per
tali aumenti, considerato che si è ritoccato solo un tre per
cento, ma sono altrettanto sicuro - e questo voglio sottolinearlo
- che si è persa l'occasione, da parte della massima Istituzione
di questa regione, di dare un segnale positivo, non soltanto alla
Sicilia ma a tutto il Paese, proprio nel momento in cui si chiede
un sacrificio a tutti i siciliani, e quanto dico lo potremo
verificare nel corso dell'esame della finanziaria.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevoli
deputati questori, sicuramente è stato fatto un passo avanti:
oggi, diversamente da quella che era ormai un prassi, abbiamo la
possibilità di discutere del rendiconto consuntivo del bilancio
dell'Assemblea regionale e del progetto di bilancio per gli anni
seguenti.
Voglio ricordare ad esempio che l'anno scorso, arrivando in
Aula solo con pochi minuti di ritardo, questi atti, fondamentali
per la democrazia interna di questa Istituzione, li abbiamo
potuti leggere esclusivamente quando, con strana puntualità ed
eccessiva velocità, erano stati già approvati.
Oggi abbiamo quindi la possibilità di far valere le nostre
considerazioni, i nostri rilievi. E' vero che non c'è stato un
aumento di questo bilancio così, come era possibile del 2 per
cento, ma è altrettanto vero che - così come sottolineato
dall'onorevole De Benedictis - non si è provveduto ad operare
determinati tagli.
Comunque, pur avendo avuto la possibilità di leggere i
documenti contabili, non abbiamo potuto approfondire il loro
esame, pertanto possiamo fare soltanto dei rilievi, e per questo
a volte ci ripetiamo rispetto alle cose che sono più evidenti.
Condivido le osservazioni sollevate dall'onorevole De
Benedictis riguardo al servizio di call center, per cui è stato
previsto un stanziamento in più di un milione di euro. Se tale
cifra si riferisce esclusivamente al call center, allora
chiediamo che ai deputati venga fornito un servizio più adeguato.
Da quando le convocazioni, soprattutto per le sedute di
Commissione, non avvengono più attraverso i telegrammi, spesso
veniamo informati della data di convocazione attraverso SMS,
senza però avere percezione dell'ordine del giorno, ed è capitato
di chiedere chiarimenti agli operatori del call center e di
metterli in difficoltà in quanto non erano in grado di
risponderci.
Se si deve modificare il sistema, e per questo sono previsti
tra l'altro ulteriori incrementi economici, chiediamo che il
servizio fornito ai deputati risulti adeguato.
Le considerazioni fatte dall'onorevole Raiti riguardano anche
il sistema di sicurezza. Il rendiconto prevede lo stanziamento di
600.000 euro per il servizio di sicurezza, che si è reso
necessario soprattutto da quando Palazzo dei Normanni è stato
individuato tra gli obiettivi a rischio di attentati
terroristici. Sostanzialmente, ad oggi, tali servizi di sicurezza
non sono entrati ancora in funzione, però il bilancio preventivo
prevede un'ulteriore spesa di 350.000 euro. Vorrei quindi capire
a cosa serve questo ulteriore stanziamento e se finalmente questi
servizi di sicurezza potranno essere pienamente efficienti.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, prima di
entrare nel merito dell'articolato dei documenti contabili,
considerato che si sta trattando un argomento che compete la
gestione amministrativa e politica di questo Palazzo alla
presenza di rappresentanti dell'Ufficio di Presidenza - e mi
riferisco in particolar modo ai deputati questori qui presenti -,
visto che nel documento vengono citate spese inerenti la
manutenzione e la gestione dei Gruppi parlamentari, vorrei
ricordare, signor Presidente, che il sottoscritto è ancora in
attesa di aver assegnato un posto dove poter svolgere, in modo
sereno e giusto, così come prevede il Regolamento, la propria
attività parlamentare. E non parlo di un appartamento o magari di
una stanza, ma di un posto dove potersi sedere.
Mi risulta che sono state spese delle somme per ristrutturare
una piccola stanza, che potrei quasi definire un loculo', ma non
capisco per quale ragione tale stanza si poi stata assegnata ad
altri che avevano già ben altra collocazione. Signor Presidente
ho voluto sottolineare questo aspetto in quanto ho potuto
constatare che sono state previste delle spese per la
manutenzione e per il reperimento di locali da assegnare ai
deputati anche fuori da questo Palazzo.
Ritengo che sarebbe opportuno ristrutturare il Palazzo ex
Ministeri, che si trova a poche centinaia di metri da qui, vicino
la Curia, e che l'Assemblea ha acquistato alcuni anni fa, anziché
spendere cifre esorbitanti per affittare altri locali. A tal
proposito mi risulta che sono stati presentati anche dei progetti
di ristrutturazione finanziati da Agenda 2000. Mi riferiscono che
il Palazzo in questione conta numerosissime stanze, che potrebbe
appunto essere utilizzate come sedi di rappresentanza per i
Gruppi parlamentari. Non riesco a capire per quale ragione non
sia stato previsto, nei bilanci degli ultimi anni, di approntare
un progetto di ristrutturazione di questi locali, che potrebbero
fare risparmiare all'Assemblea - e quindi a tutti noi, alla
comunità - alcuni milioni di euro. Certo la ristrutturazione di
un palazzo di tali dimensioni ha bisogno di diverse centinaia,
migliaia di euro, ma qualcosa si sarebbe potuto fare: per
esempio, al piano terra e al primo piano, senza avere la pretesa
di grandi ristrutturazioni, si sarebbero potuti fare alcuni
lavori risparmiando sugli affitti.
Signor Presidente, con le somme destinate al pagamento dei
canoni di affitto di locali fuori da questo palazzo, locati in
questi ultimi due anni, si sarebbe potuto ristrutturare almeno
l'essenziale di questo edificio, ma questo non è stato fatto. Io
credo, signor Presidente, che lei debba risolvere tale problema,
anche perchè un domani potremmo anche ringraziare questo Ufficio
di Presidenza per avere risolto un problema che ci trasciniamo da
anni e ciò senza aspettare i famosi progetti POR che mi risulta
siano stati bocciati - mi riferisco ai progetti per risanamento -
. Se noi aspettiamo Agenda 2000 per ristrutturare questo Palazzo,
che alla Regione, e quindi alla Comunità, è costato centinaia di
miliardi, penso aspetteremmo molti altri anni ancora.
E andiamo alla questione in discussione, nel cui merito io non
entro in quanto i documenti contabili li abbiamo avuti solo
questa mattina, ma una cosa mi preme sottolineare e concludo,
signor Presidente. Relativamente alla Spesa, al capitolo IX -
Servizi informatici, sistema informativo e diffusione banche dati
- è prevista una spesa di un milione e quattrocentodieci mila
euro a fronte di un milione e trecentosettantacinquemila euro per
il rendiconto 2003; ciò significa che c'è un aumento.
Pertanto, signor Presidente, capisco che lei può dire che
questi sono due bilanci diversi, quello della Regione e quella
dell'Assemblea sono due situazioni completamente diverse, ma io
ho presentato un emendamento sul software libero - per il quale
le avevo chiesto addirittura quindici giorni fa l'autorizzazione
all'uso di una sala per illustrare a tutti i deputati tale
emendamento e in tal senso avevo mandato loro un invito -. Con
tale software libero, si acquista il sistema di programma
operativo libero, senza l'ausilio della Microsoft che ci costa
moltissimo (un software libero rispetto a un sistema operativo
chiuso ha un costo quasi doppio, quindi, si potrebbe risparmiare
circa il cinquanta per cento). In tal modo, signor Presidente, si
farebbero risparmiare soldi a questa nostra martoriata Regione,
soldi che potrebbero essere destinati ad altre spese. Certo il
mio emendamento si trova all'interno degli emendamenti della
finanziaria, e questo comporterebbe un altro ordine del giorno,
ma visto che non c'è un altro ordine del giorno io le chiedo di
decidere, indipendentemente dal disegno di legge, su tale mio
emendamento che prevede l'acquisto dei materiali dei prodotti
informatici liberi, cosa che consentirebbe un risparmio notevole.
Credo di dare così un contributo a questa Assemblea e a questa
Presidenza per risparmiare. Personalmente l'avevo invitata,
signor Presidente, a dare un saluto alla Conferenza che abbiamo
tenuto per presentare tali prodotti sul software libero, che non
è di proprietà di nessuno, è libero. Se per quanto riguarda
Internet c'è la possibilità anche di risparmiare, non capisco per
quale ragione noi dovremmo spendere il cinquanta per cento in
più,. Ripeto, rispetto a questa somma messa in bilancio per il
2005, rispetto al rendiconto, si potrebbe risparmiare qualcosa
come il cinquanta per cento, signor Presidente E questa non è
cosa da poco, vista la crisi economica, la crisi finanziaria che
stiamo attraversando complessivamente. Pertanto, se vuole
maggiori delucidazioni può leggere il mio emendamento o il
disegno di legge dove, in modo circostanziato, spieghiamo le
ragioni e la possibilità di risparmiare. Non sto chiedendo
maggiori spese, sto chiedendo risparmio e risparmio significa
economizzazione, significa dare un buon esempio di buona
amministrazione.
PRESIDENTE Grazie onorevole Miccichè, non c'è nessun altro
iscritto a parlare, l'onorevole Zangara ha facoltà di replicare.
ZANGARA deputato questore e relatore. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, ringrazio i colleghi che sono intervenuti in
questa discussione per i contributi interessanti che hanno
fornito, dimostrando così conoscenza del progetto di bilancio.
Voglio ricordare ai colleghi, per quanto riguarda le
problematiche che sono state sollevate qui stamattina, un dato
molto significativo ed importante, signor Presidente, e cioè che
questo bilancio, credo per la prima volta riporta lo stanziamento
dell'anno precedente. Tutti gli altri bilanci che si sono fatti
negli esercizi degli anni passati sono sempre stati tutti
incrementati.
La realtà vera - che anche la stampa di oggi riporta in maniera
distorta - è proprio questa; la dotazione del bilancio dell'anno
scorso era di 141.635 milioni di euro, i 550.000 euro in più
previsti nel documento che stiamo discutendo non sono altro che
delle partite di giro che vanno sommate nelle varie voci. Ma tra
questi 550.000 euro in più, che portano a complessivi 142.000
euro, onorevole De Benedictis, e non a 146.000, e il bilancio
complessivo della Regione di quest'anno c'è un avanzo di esercizi
precedenti di 50.000 euro che riguardano ritenute ai deputati, di
altri 200.000 euro per contributi di riscatto ai fini
previdenziali e 80.000 euro per partite di giro per i lavori che
si devono effettuare qui a Sala d'Ercole, e per i quali la
Regione ci dà a partite di giro in più.
Spiegati pertanto i 550.000 euro, che poi sono 185.000 euro
effettivi.
La verità è che non abbiamo impiegato un euro in più. Certo
alcune voci sono state incrementate e al riguardo cercherò di
dare una spiegazione.
Per quanto riguarda la sicurezza del Palazzo - che era stato
dichiarato, da parte degli organi competenti, obiettivo sensibile
a seguito degli attentati dell'11 settembre - tutti i lavori sia
quelli eseguiti che quelli in corso d'opera, riguardano progetti
concordati con la Prefettura, ed aspettiamo il Comitato della
sicurezza per completare e definire il tutto.
Per quanto concerne lo stanziamento di un miliardo previsto per
il call center, voglio precisare che il punto 70 del capitolo XIV
contiene anche altre innovazioni e non soltanto quelle relative
al call center.
Tale stanziamento di un miliardo comprende i contratti vecchi e
l'aggiornamento degli stessi per tutte le innovazioni come, per
esempio, computer, black berry ed altri servizi in uso ai
deputati.
Ed in questo senso c'è certamente un incremento, ma abbiamo
anche riqualificato il personale presente, evitando di espletare
nuovi concorsi in questo momento di sperimentazione.
E' stato obiettato anche l'aumento di spesa di 200.000 euro da
assegnare ai Gruppi parlamentari. Preciso che questa è soltanto
una previsione, legata alla richiesta di istituzione di nuovi
Gruppi parlamentari. Se tali Gruppi non verranno istituiti il
capitolo rimarrà uguale a quello dell'esercizio precedente.
Il dato significativo, e mi avvio a concludere il mio
intervento, è che il 95,70% delle spese sono tutte obbligatorie,
il 2.20% vengono accantonate nel fondo di riserva per ulteriori
spese che possono verificarsi nel corso dell'esercizio, e il
2,10% riguarda spese impegnate da esercizi precedenti che
scadranno.
Cari colleghi, ho apprezzato tutti gli interventi che si sono
susseguiti, ribadisco che gli aumenti che avete potuto verificare
nei vari capitoli riguardano il personale, riguardano pure i
deputati, ma abbiamo comunque cercato di restare addirittura al
di sotto della flessione prevista dalla finanziaria nazionale che
è del 2%: Pertanto ritengo che questa mattina potremmo tutti
insieme definire questo progetto, che poi è nell'interesse di
tutto l'ente.
Signor Presidente, voglio aggiungere che di questi 136 milioni
di euro daremo materialmente alla Regione 34 milioni 490 mila
euro, che sono le parti più dettagliate e più significative della
quota dei 550.000 euro di aumento, che non sono altro che voci
che si vanno ad incrementare sul profilo quantitativo, che
riguardano le ritenute fiscali da operare alle competenze a
favore dei deputati in carica, dei deputati cessati dal mandato,
parlamentari od aventi causa nonchè del personale in servizio,
del personale estraneo e per le prestazioni temporanee a favore
della nostra Assemblea regionale. Tali somme ammontano al 25,36%
dell'intero importo di dotazione assegnato all'Assemblea.
Singor Presidente, credo che quello portato avanti è stato un
buon lavoro, avremo anche potuto sbagliare in qualche cosa,
avremmo potuto dare un segnale diverso - così com'è stato detto
qui - a tanti nostri concittadini, ma credo che i colleghi
parlamentari, proprio oggi - una delle poche volte che si sta
dibattendo il bilancio dell'Assemblea, e che siamo pronti a
trattare capitolo per capitolo se occorre - possano esprimere il
loro voto favorevole ed approvare così questo bilancio, che
riguarda l'intera Assemblea.
PRESIDENTE Mi consenta, onorevole Zangara, di integrare con
una sola frase la sua importante e puntuale replica e rispondere
all'onorevole Spampinato che ha sollevato un problema non
finanziario, né tecnico, ma politico. Voglio precisare che non
risulta agli uffici quanto denunciato dall'onorevole Spampinato;
le convocazioni vengono inoltrate via internet, o
telefonicamente, e comunque sono sempre corredate di ordine del
giorno. Ho qui alcuni esempi di convocazione, se vuole gliene do
copia e si renderà conto che la sua è un'accusa che gli uffici
non meritano in quanto non risponde a verità. Del resto, se così
fosse, se fosse come dice lei sarebbe gravissimo perchè non si
può convocare un deputato senza comunicargli l'ordine del giorno
della relativa riunione; gli uffici mi dimostrano che è stato
correttamente fatto, lo faccio per rispetto alla struttura, alle
istituzioni, non lo faccio per polemica e tanto meno per
polemizzare con l'onorevole Spampinato che ha sollevato un
problema reale.
Onorevole Spampinato esiste una controprova?
SPAMPINATO Sì.
PRESIDENTE Gli uffici prendano atto di quanto detto
dall'onorevole Spampinato.
Dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in votazione il
passaggio all'esame degli articoli del documento contabile n.
125.
RAITI Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE La richiesta del numero legale non è praticabile
perchè in ogni per il passaggio agli articoli è prescritta una
votazione per alzata e seduta e quindi non è possibile chiedere
il numero legale.
Pongo pertanto in votazione il passaggio all'esame degli
articoli. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'Entrata.
Do lettura del Titolo I - Entrate effettive - capitoli da I a
VIII. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura del Titolo II - Partite di giro - capitoli da IX a
XI. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla Spesa.
Do lettura del Titolo I - Spese effettive - capitoli da I a
XVII. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura del Titolo II - Partite di giro - capitoli da XVIII
a XX. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al Riepilogo per capitoli.
Do lettura del Titolo I - Spese effettive - capitoli da I a
XVII. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura del Titolo II - Partite di giro - capitoli da XVIII
a XX. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa al Bilancio preventivo per il triennio 2005/2007.
Si procede con l'Entrata.
Do lettura del Titolo I - Entrate effettive - capitoli da I a
VIII. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla Spesa per il triennio 2005/2007.
Do lettura del Titolo I - Spese effettive - capitoli da I a
XVII. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla Spesa - Riepilogo per capitoli.
Do lettura del Titolo I - Spese effettive - capitoli da I a
XVII. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione nel suo complesso il Bilancio preventivo per
il triennio 2005-2007. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Avverto che la votazione finale del documento n. 125 avverrà
successivamente.
Presidenza del presidente Lo Porto
Presidenza del vicepresidente Fleres
Rendiconto delle entrate e della spesa dell'Assemblea
regionale siciliana per l'anno finanziario 2003 (doc. 126)
PRESIDENTE Si passa al terzo punto dell'ordine del giorno:
Rendiconto delle entrate e delle spese dell'Assemblea Regionale
Siciliana per l'anno finanziario 2003 - Documento n. 126.
Ha facoltà di parlare il deputato questore, onorevole Zangara
per svolgere la relazione.
ZANGARA deputato questore e relatore. Mi rimetto al testo
della relazione scritta.
PRESIDENTE Dichiaro aperta la discussione generale.
Non avendo alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro chiusa
la discussione generale e pongo in votazione il passaggio
all'esame degli articoli del documento n. 126.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'Entrata.
Do lettura del Titolo I - Entrate effettive - capitoli da I a
VIII.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura del Titolo II - Partite di giro - capitoli da IX a
XI.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa alla Spesa.
Do lettura del Titolo I - Spese effettive - capitoli da I a
XVII.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura del Titolo II - Partite di giro - capitoli da XVIII
a XX.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura del riepilogo per Titoli e per capitoli della Spesa:
Titolo I - Spese effettive - capitoli da I a XVII.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura del Titolo II - Partite di giro - capitoli da XVIII
a XX.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura dell' allegato A - Situazione di cassa al 31
dicembre 2003 "Conto generale".
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura dell'allegato B - Quadro dimostrativo dell'avanzo di
gestione periodo 1 gennaio - 31 dicembre 2003.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura dell'allegato C - Quadro dimostrativo del movimento
del fondo di riserva per l'integrazione degli stanziamenti di
bilancio
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura dell'allegato D - Prospetto degli storni a favore
del fondo di riserva.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura dell'allegato E - Prospetto dei prelievi dal fondo
di riserva.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura dell'allegato F - Elenco riepilogativo dei movimenti
del fondo di riserva.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura dell'allegato G - Conto patrimoniale situazione al
31 dicembre 2003.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura dell'allegato H - Fondo mutui deputati.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura dell'allegato I - Fondo previdenza personale conto
economico al 31 dicembre 2003.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Do lettura dell'allegato L - Rendiconto gestione economo anno
2003.
Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'intero documento n. 126 «Rendiconto delle
entrate e delle spese dell'Assemblea regionale siciliana per
l'anno finanziario 2003», unitamente agli allegati.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
MICCICHE' Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, in verità
sarei voluto intervenire in merito al documento n. 125, ma lei,
signor Presidente, è stato fulmineo e non mi ha dato la
possibilità di riflettere e di chiedere immediatamente la parola.
Preannuncio, innanzitutto, il mio voto contrario, non per una
questione contabile, ma per una questione prettamente politica.
PRESIDENTE Onorevole Miccichè, scusi se la interrompo, ma
devo avvertirla che con questa dichiarazione di voto, ella non
potrà ripeterla in sede di votazione finale del documento
contabile in questione, che avverrà, come ho già esplicitato, al
momento della votazione finale sulla Finanziaria. Lei, quindi,
sia consapevole che sta facendo la sua dichiarazione di voto, con
il risultato che non potrà più farne successivamente.
MICCICHE' Cosa c'entra? Questa è la chiusura degli articoli,
è assimilato agli articoli
PRESIDENTE Lei deve ascoltarmi. Sta facendo una dichiarazione
di voto sul bilancio interno dell'Assemblea.
MICCICHE' Il mio voto è contrario, in quanto non sono state
né fornite spiegazioni, né chiarite tutte le perplessità; inoltre
non si è tenuto conto dei suggerimenti che avevo dato durante il
mio intervento, riferendomi alla questione dei locali, alla
ristrutturazione dei locali (cioè come risparmiare per
ristrutturare i locali e conseguentemente assegnarli ai Gruppi
parlamentari evitando la spesa per gli affitti). Avevo chiesto la
possibilità di acquistare, anziché sistemi operativi chiusi,
quelli aperti, al fine di risparmiare più del 50 per cento del
costo del sistema informatico. Il mio intervento tendeva ad
andare incontro alle esigenze dell'Assemblea e a ciò non è stata
data alcuna risposta. Magari, si sarebbe potuto dire: Onorevole
Miccichè, ci sforzeremo di andare in questa direzione . Ma, non
mi è stato detto neanche questo. Di conseguenza, visto che c'è
una chiusura totale anche di fronte alla ragionevolezza, alla
giustezza delle proposte - dovete scusarmi -, non posso votare
cose che poi alla fine vanno contro i miei stessi principi.
ZANGARA deputato questore e relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ZANGARA deputato questore e relatore. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, innanzitutto chiedo scusa all'onorevole
Miccichè, poiché quando è intervenuto non sono stato attento.
Vorrei precisare che per quanto riguarda i locali, siamo in una
fase di ristrutturazione, fatto che comporta il movimento di
diversi Gruppi parlamentari. In effetti, l'onorevole Micciché ha
toccato un argomento importante, sul quale da tempo si attendono
delle soluzioni. Per quanto riguarda i sistemi innovativi, credo
che ci possiamo muovere ed è giusto che ci muoviamo in questa
direzione.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, per un problema di economia
parlamentare, se non ci sono osservazioni tecnico-parlamentari -
richiesta del numero legale o di voto elettronico - passerei alla
votazione finale, per alzata e seduta, di entrambi i documenti,
così come si è sempre verificato per prassi consolidata nella
storia di questa Assemblea. Diversamente, se c'è qualcuno che
insiste per una procedura diversa, naturalmente, dovrei valutare
l'ammissibilità di un rinvio della votazione al momento della
votazione finale della legge finanziaria.
Quindi, a voi la decisione. Se mi consentite, però, considerata
la bontà degli argomenti ma, allo stesso tempo, il clima
assolutamente costruttivo creatosi in questo dibattito,
procederei come vi ho anticipato.
Pongo in votazione l'intero documento n. 125 "Progetto di
bilancio interno dell'Assemblea regionale siciliana per l'anno
finanziario 2005.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'intero documento n. 126 "Rendiconto delle
entrate e delle spese dell'Assemblea regionale siciliana per
l'anno finanziario 2003".
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, sono veramente grato all'Assemblea di avere
raccolto la mia indicazione.
Invito il deputato segretario a dare lettura del verbale della
seduta precedente.
Presidenza del presidente Lo Porto
Presidenza del vicepresidente Fleres
SAMMARTINO segretario f.f, dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE Invito il deputato segretario a dare lettura delle
interpellanze presentate.
SAMMARTINO segretario f.f.:
N. 217 - Interventi presso il Governo nazionale riguardo alla
richiesta di contributi previdenziali e tributari da parte
dell'INPS ai lavoratori autonomi del catanese colpiti dagli
eventi eruttivi dell'ottobre 2002.
- Presidente Regione
- Assessore Lavoro
Firmatario: Raiti Salvatore.
PRESIDENTE Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza
che il Governo abbia dichiarato di respingere l'interpellanza o
abbia fatto conoscere il giorno in cui intende trattarla,
l'interpellanza stessa sarà iscritta all'ordine del giorno per
essere svolta al proprio turno.
Comunicazione di autorizzazione di costituzione di Gruppo
parlamentare
PRESIDENTE Do lettura del decreto del Presidente
dell'Assemblea n. 551 del 14 dicembre 2004, con cui è stata
autorizzata, ai sensi dell'articolo 23, comma 3, del Regolamento
interno, la costituzione del Gruppo parlamentare denominato
Siciliani uniti , composto dagli onorevoli Alberto Acierno,
Giovanni Cristaudo ed Eleonora Lo Curto, in via provvisoria, in
attesa di una prossima modifica delle norme del Regolamento
interno dell'ARS relative alla costituzione dei Gruppi di deroga.
A norma dell'articolo 25 del Regolamento interno, invito,
pertanto, i deputati del Gruppo parlamentare Siciliani uniti a
nominare il presidente e il segretario del Gruppo medesimo.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Comunicazione di convocazione Commissione per la verifica dei
poteri
PRESIDENTE Comunico che per domani, giovedì 16 dicembre 2004,
alle ore 10.00, è convocata la Commissione per la verifica dei
poteri con il seguente ordine del giorno:
1) Elezione di due Vicepresidenti
2) Elezione di un segretario
3) Seguito dell'esame della situazione di incompatibilità
dell'onorevole Sergio D'Antoni
Onorevoli colleghi, considerato che sono in corso numerose
riunioni di Gruppi parlamentari sia di maggioranza che di
minoranza, sospendo la seduta, avvertendo che riprenderà fra
un'ora.
(La seduta sospesa allo ore 10.45, è ripresa alle ore
12.08)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Lo Porto
Presidenza del vicepresidente Fleres
Seguito della discussione congiunta dei disegni di legge
«Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2005 e bilancio pluriennale per il triennio 2005-
2007» (923/A) e «Disposizioni programmatiche e finanziarie per
l'anno 2005» (924/A)
PRESIDENTE Si passa al punto quarto dell'ordine del giorno:
Seguito della discussione congiunta dei disegni di legge
«Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2005 e bilancio pluriennale per il triennio 2005-
2007» (n. 923/A) e «Disposizioni programmatiche e finanziarie per
l'anno 2005» (n. 924/A).
Ricordo che nella precedente seduta n. 251 del 14 dicembre 2004
è stato definito l'esame del disegno di legge di bilancio a
legislazione vigente ed è iniziato l'esame del disegno di legge
finanziaria.
Ricordo altresì che sono stati accantonati i seguenti articoli
del disegno di legge n. 924/A: da 3 a 10, 13, da 15 a 17, 22.
Su richiesta del Governo e non sorgendo osservazioni, dispongo
l'accantonamento degli articoli da 23 a 38.
Si passa al titolo III, articolo 39. Ne do lettura:
TITOLO III
Controlli
«Articolo 39
Disposizioni in materia di revisori dei conti
1. Il compenso da corrispondere ai presidenti e ai componenti
dei collegi dei revisori dei conti previsto dalla lettera b),
dell'articolo 34, della legge regionale 9 agosto 2002, n. 9, deve
intendersi comprensivo anche degli oneri previsti per legge a
carico dell'amministrazione scolastica interessata. Tale compenso
è dovuto una sola volta, indipendentemente dal numero delle
istituzioni scolastiche sottoposte al controllo di regolarità
amministrativa e contabile di uno stesso collegio.
2. Dopo il comma 2 dell'articolo 9 della legge regionale 24
febbraio 2000, n. 6 e successive modifiche ed integrazioni, sono
aggiunti i seguenti commi:
2 bis. L'incarico di revisore dei conti può essere revocato
per mancato insediamento entro sessanta giorni dall'avvenuta
notifica del provvedimento di costituzione del collegio o di
nomina per sostituzione di uno dei membri, nonché in caso di
assenza del singolo membro senza giustificato motivo per almeno
tre sedute consecutive del collegio medesimo.
2 ter. Le amministrazioni cui compete la designazione dei
revisori dei conti delle istituzioni scolastiche statali della
Sicilia ai fini del contenimento della spesa pubblica scelgono in
via prioritaria i propri rappresentanti nel rispetto delle
procedure e dei requisiti di cui al comma 2 tra il personale in
servizio presso i propri uffici dislocati nella provincia in cui
ha sede l'istituzione scolastica, ovvero tra il personale in
quiescenza delle medesime amministrazioni o tra soggetti estranei
purché residenti o domiciliati nella medesima provincia'.
3. Le amministrazioni cui compete la designazione dei revisori
dei conti delle aziende unità sanitarie locali, ai fini del
contenimento della spesa pubblica, scelgono i propri
rappresentanti nel rispetto della vigente legislazione tra il
personale o tra soggetti estranei, purché residenti o domiciliati
nella Regione siciliana».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dagli onorevoli Miccichè ed altri: emendamento 39.1,
interamente soppressivo;
-dagli onorevoli Tumino e Barbagallo: emendamento 39.2.
Si passa all'emendamento 39.1. Lo pongo in votazione. Il parere
del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 39.2. Lo pongo in votazione. Il parere
del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 39. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 40. Ne do lettura:
«Articolo 40
Organi di controllo
1. In ogni organo di controllo interno devono essere presenti
un componente effettivo designato dall'Assessore regionale per il
bilancio e le finanze, scelto tra i dipendenti in servizio
dell'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze o tra gli
iscritti all'albo nazionale dei revisori contabili istituito con
decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 88 e un componente
effettivo designato dall' amministrazione da cui l ente o azienda
dipende o che ne ha il controllo o vigilanza, scelto tra gli
iscritti all albo degli ispettori contabili o, comunque, all'albo
nazionale dei revisori contabili istituito con decreto
legislativo 27 gennaio 1992, n. 88.
2. Ai fini dell'attuazione del comma 1, qualora non siano
previsti i componenti in rappresentanza delle amministrazioni
regionali ivi indicate, l'organo di controllo interno è integrato
ai sensi del medesimo comma 1. Qualora l'organo risulti composto
da numero pari di soggetti, le determinazioni collegiali a
maggioranza vengono assunte considerando doppio il voto del
presidente. I rappresentanti delle amministrazioni regionali già
nominati alla data di entrata in vigore della presente legge, non
in possesso dei requisiti di cui al comma 1, restano in carica
sino alla naturale scadenza del collegio.
3. Gli organi di controllo interno degli enti comunque
sottoposti a vigilanza e tutela della Regione entro 60 giorni
dalla fine di ogni semestre dell'anno solare trasmettono una
relazione sull'attività svolta a ciascuna amministrazione
rappresentata in seno al collegio.
4. I collegi che per due semestri non rispettano la scadenza
prevista dal comma 3 sono dichiarati decaduti dall'autorità che
li ha nominati anche su proposta delle altre amministrazioni
rappresentate nel collegio inadempiente.
5. L'Assessorato regionale del bilancio e le finanze cura
l aggiornamento professionale dei componenti degli organi di
controllo interno di cui al comma 1, anche attraverso corsi,
seminari e giornate di studio, utilizzando centri per la
formazione e l'aggiornamento del personale disponendo la
partecipazione dei soggetti interessati con oneri a carico degli
enti vigilati.
6. I revisori e i sindaci che nell'arco di un anno non
partecipano a tre sedute dei rispettivi collegi o a due delle
giornate previste ai sensi del comma 5 sono dichiarati decaduti
dall'Assessorato regionale che esercita la vigilanza
amministrativa, anche su proposta degli altri rami
dell'Amministrazione regionale interessati o del presidente del
collegio dei revisori dei conti, salvo comprovati casi di forza
maggiore.
7. Le nomine e le designazioni di competenza regionale degli
organi di cui al comma 1 e di cui all'articolo 1 della legge
regionale 28 marzo 1995, n. 22, da effettuarsi a norma di legge o
atto equiparato tra i dipendenti in servizio con i criteri e le
procedure di cui alla legge regionale 20 giugno 1997, n. 19 e
successive modifiche ed integrazioni, anche se riferite a
personale con qualifica dirigenziale, devono intendersi estese a
tutti i dipendenti con profilo professionale non inferiore a
funzionario».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dagli onorevoli Miccichè e altri: 40.1;
-dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: 40.2;
-dal Governo: emendamento 40.3.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo è un
emendamento importante, perché attraverso gli organi di controllo
si controllano effettivamente numerosi provvedimenti di carattere
regionale. E' necessario però approfondire i motivi di questo
articolo, in quanto non mi pare che sia in linea con tutta una
serie di pronunciamenti rispetto in materia della riforma della
pubblica amministrazione. La legge nazionale sugli organi di
controllo è infatti molto più rigida e credo che, nell'ultimo
periodo, vi siano state delle revoche nei controlli degli atti
amministrativi di tutti i tipi, specie quando si parla di
controlli degli albi nazionali dei revisori dei conti.
I revisori dei conti, nell'ultimo periodo, sono stati oggetto
di grande attenzione da parte dei commercialisti che hanno
chiesto una maggiore presenza, in considerazione del fatto che
ormai la pubblica amministrazione va verso una forma di
autocontrollo, un'a sorta di tutela, di autogestione di
provvedimenti collegiali come quelli riguardanti i revisori dei
conti.
Poco fa, avevo intenzione di intervenire sulla materia dei
revisori dei conti, ma si è sempre detto che la Regione vuole
estromettere il Commissario dello Stato dal controllo sugli atti
amministrativi. Se diamo la facoltà all'organo di controllo di
controllare meno, avremo un risultato certamente negativo. Faccio
presente che nell'ultimo periodo è emerso un dato significativo:
negli ultimi anni, dopo Tangentopoli, si è detto che la
corruzione era qualcosa che faceva parte della storia, ormai
lasciata alle spalle; dai dati forniti dall'Ufficio statistiche
di Pisa, risulta invece che la corruzione nella pubblica
amministrazione è aumentata rispetto al periodo di Mani pulite .
Ciò significa che un maggiore controllo comporterà, nella
pubblica amministrazione in genere, una maggiore responsabilità
degli organi amministrativi, degli organi politici e,
soprattutto, della burocrazia.
Ecco spiegata la proposta del mio gruppo parlamentare - come di
altri gruppi parlamentari dell'opposizione - di abrogazione di
questo articolo. Chiediamo una maggiore responsabilità, maggiore
impulso nei controlli.
Il controllo è preventivo. E' un deterrente per evitare la
corruzione e lo sperpero di denaro pubblico, in considerazione
del fatto che parliamo di un effettivo risparmio che deve
avvenire non soltanto attraverso le leggi di spesa ma anche nel
momento in cui sono forniti elementi di maggiore verifica di
tutte le procedure di spesa che ogni organo regionale, quindi
anche i vari Uffici, attuano quotidianamente.
Signor Presidente, per queste ragioni abbiamo presentato
l'emendamento soppressivo 40.1 perché, a nostro avviso, è un
elemento pericoloso per la pubblica amministrazione.
PRESIDENTE Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti
soppressivi 40.1 e 40.2, di identico contenuto. Il parere del
Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non sono approvati)
Si passa all'emendamento 40.3 del Governo.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 40 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 41. Ne do lettura:
«Articolo 41
Controllo sui rendiconti
1. Alla fine del comma 11 dell'articolo 13 della legge
regionale 8 luglio 1977, n. 47 e successive modifiche ed
integrazioni è aggiunto il seguente periodo:
I funzionari delegati trasmettono all'amministrazione che ha
emesso l'ordine di accreditamento i rendiconti individuati ai
sensi del presente comma per il preventivo riscontro previsto dal
comma 2 dell'articolo 333 del Regio decreto 23 maggio 1924, n.
827.'.
2. Le disposizioni di cui al comma 11 dell'articolo 13 della
legge regionale 8 luglio 1977, n. 47 e successive modifiche ed
integrazioni si applicano alle procedure relative alle gestioni
degli esercizi finanziari anteriori all'anno 2002 non ancora
definite alla data di entrata in vigore della presente legge».
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Miccichè ed
altri l'emendamento soppressivo 41.1.
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo 41. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Onorevole Micciché, durante la votazione non è
possibile chiedere la parola.
Avrebbe potuto parlare sul suo emendamento che, essendo
abrogativo, è stato inglobato nel voto sull'articolo.
Si passa all'articolo 42. Ne do lettura:
«Articolo 42
Controllo e monitoraggio della spesa pubblica
1. All'articolo 27 della legge regionale 23 dicembre 2002, n.
23, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente comma:
1 bis. I provvedimenti adottati dagli enti pubblici non
economici sottoposti a vigilanza e/o controllo della Regione
comportanti obbligazioni e privi della copertura finanziaria sono
nulli ed i dirigenti che li dispongono sono rimossi dall'incarico
su iniziativa dell'Amministrazione competente.'».
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Miccichè ed
altri l'emendamento soppressivo 42.1.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
articolo, a mio avviso, ha qualcosa di grottesco: da un lato, si
va verso lo sbracamento generale della pubblica
amministrazione; dall'altro, si introducono delle censure ai
dirigenti, addirittura parlando di rimozione dell'incarico, su
iniziativa dell'Amministrazione competente.
Questa è la classica politica del bastone e della carota : si
usa la carota quando vi sono dei provvedimenti per i quali la
pubblica amministrazione è disposta ad attivare il procedimento
ma, quando poi il politico, l'amministratore, il dirigente ad
altissimo livello vuole mettere in moto meccanismi repressivi,
usa una serie di procedimenti.
Con questo articolo, basta che un politico od un alto dirigente
di alto livello invochi l'articolo 42 del disegno di legge in
esame, per attivare il cosiddetto controllo .
Si usa quindi il bastone per bastonare chi non si mette in
linea con determinati procedimenti politici di cui le varie
amministrazioni si dotano.
L'articolo 27 della legge n. 23 del 2002 prevede che I
provvedimenti adottati dagli enti pubblici non economici
sottoposti a vigilanza o al controllo della Regione privi di
comportamenti ed obbligazioni sono nulli e i dirigenti che ne
rispondono sono rimossi dall'incarico... .
Ho difficoltà a trovare nella pubblica amministrazione
dirigenti che si attivano, indipendentemente da un indirizzo
politico. Ma oggi non c'è il comando diretto tra il politico e il
dirigente in quanto un politico, un sindaco, un assessore, un
presidente di un ente sottoposto a vigilanza della Regione non
mette mai per iscritto al dirigente le cose che deve fare. Mai,
mai. Ormai non si fa più perchè l'attività politica non si
svolge con segnali trasparenti.
L'impressione che si dà al dirigente è che se fa le cose che
convengono, viene promosso o diventa generale del Corpo d'armata
di questo baraccone amministrativo, gli viene aumentato lo
stipendio, viene promosso a massimo dirigente, purchè poi sia
disposto a firmare una serie di provvedimenti il cui beneficiario
è il politico che lo ha agevolato.
Ecco spiegato il motivo della mia opposizione: ciò infatti è
slegato dal contesto generale dell'effettivo controllo della
pubblica amministrazione e del buon andamento della stessa.
Questi sono elementi, cavilli giuridici qui inseriti che
diventano poi norme di legge per dire che stiamo facendo un giro
di vite al fine di costringere la pubblica amministrazione ad
essere più responsabile. Si tratta però di una responsabilità che
mette più a repentaglio i funzionari di tutte le amministrazioni.
I pubblici funzionari sappiano che quando approveranno ciò che
vuole il politico, quando asseconderanno l'intenzione del
politico di portare avanti determinati provvedimenti, saranno
stretti fra l'incudine e il martello, il bastone e la carota'.
L'incudine e il martello perchè non si sa se approvare le voglie
illegittime dei politici che governano determinati enti oppure
rifiutarsi. Se vi è un rifiuto, probabilmente, c'è il bastone di
quest'articolo.
Naturalmente, voto contro quest'articolo e chiedo di votare
favorevolmente il mio emendamento.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, avevo già
sollevato il tema in Commissione Bilancio e pertanto chiedo al
Governo di accantonare brevemente l'articolo 42. Ho la sensazione
- se lo leggiamo con attenzione - che rischiamo di deliberare che
un impegno di spesa preso e che non ha copertura finanziaria, è
nullo poichè vi è una legge che così prevede nei confronti del
futuro creditore.
Noi però non possiamo approvare un disegno di legge che annulla
un impegno di spesa in quanto verremmo meno a tutte le regole
vigenti in Italia. Se un dirigente ordina una pubblicità su un
giornale e poi non ha i soldi per pagarla, a fronte dell'articolo
42 della finanziaria del 2005, la Regione dice al titolare
dell'agenzia pubblicitaria che non gli sono dovuti i soldi.
Signor Presidente, non possiamo votare un articolo così
formulato. Il senso è un altro. Il controllo limitato al momento
punitivo nei confronti del dirigente che ha sostenuto spese prive
di copertura - non che la vigilanza da parte della Regione
avvenga nel quotidiano, ma sul bilancio consuntivo - fa sì che
gli effetti si siano già prodotti.
Chiedo quindi al Governo di accantonare, per riformularlo
meglio, l'articolo 42 perché, così formulato, dovrebbe, a mio
avviso, essere dichiarato inammissibile, considerato che il
Commissario dello Stato lo impugnerà immediatamente.
PRESIDENTE In effetti, il rilievo è corretto. Suggerirei al
Governo un emendamento con la formulazione salvo i diritti dei
terzi .
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, non ho difficoltà ad accantonare
l'articolo perché il concetto - tecnicamente aperto e visibile -
non è di precludere azioni amministrative ma di puntualizzare con
certezza sugli enti controllati, quando viene stipulata una
convenzione con terzi senza che vi sia a monte la copertura
finanziaria. Quando si arriva al controllo, già il rapporto si è
instaurato.
Ci siamo trovati in Commissione Bilancio - questa è una mia
sollecitazione personale - a dover elargire dei fondi a chi
sosteneva di avere fatto - era presente anche lei, onorevole
Acierno -assunzioni, contratti di diritto privato per decine di
miliardi, cose che poi abbiamo negato nella stessa Commissione
sostenendo che non si poteva fare perché non vi era la copertura
finanziaria.
Allora è proprio per prevenire - altro che bastoni e carote -
che si dice ai funzionari di stare attenti perché se stipulano
contratti che poi non hanno copertura finanziaria, gli stessi
vengono rimossi dall'incarico.
Il tema non è né vessatorio ma è di prevenzione, per evitare
che si attuino alcune degenerazioni del sistema perché poi non
c'è bilancio che corre dietro a chi ha operato ed opera negli
enti controllati dalla Regione, sia di Palermo sia periferici.
Stiamo dando quindi un'indicazione forte, dicendo state
attenti . Vi è un'illegittimità, al di là delle responsabilità di
carattere penale, perché se si stipula un contratto che, a monte,
non ha la copertura finanziaria, non si possono ingannare i
terzi.
Considerato però che sorgono problemi, non tanto di una
riscrittura, ma di una discussione che può ancora svolgersi, sono
d'accordo ad accantonarlo.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, assessore
Cintola, fermo restando la finalità sicuramente apprezzabile, il
suggerimento è quello di tenere in considerazione la tutela
dell'affidamento del terzo in buona fede che entra in rapporto
con l'amministrazione.
E un articolo così formulato - sono d'accordo con l'onorevole
Acierno - andrebbe incontro a rilievi, tenuto conto questo
aspetto che non è preso in considerazione.
PRESIDENTE Con riserva d'integrarlo, l'articolo 42 è
accantonato.
Si passa all'articolo 43. Ne do lettura:
«Articolo 43
Equilibrio economico aziende sanitarie
Dopo il comma 5 dell'articolo 28 della legge regionale 26 marzo
2002, n. 2, è aggiunto il seguente comma:
5 bis. I bilanci d'esercizio, adottati dalle aziende sanitarie
entro il 30 aprile di ogni anno, devono essere trasmessi,
corredati dal parere del collegio sindacale, all'Assessorato
regionale alla sanità, entro il 31 maggio di ogni anno.
Entro quindici giorni dalla data di ricevimento una copia degli
atti verrà trasmessa all'Assessorato regionale del bilancio e
delle finanze per il parere che deve essere espresso, come
previsto dall'articolo 32, comma 2, della legge 7 marzo 1997, n.
6 e successive modifiche ed integrazioni, entro trenta giorni dal
ricevimento degli atti.
Trascorso tale termine il parere si intende reso favorevolmente
mediante silenzio assenso. Il termine per l'esercizio del
controllo può essere interrotto una sola volta se entro venti
giorni dal ricevimento dell'atto l'Assessorato regionale del
bilancio e delle finanze richiede alle aziende sanitarie
chiarimenti e/o elementi integrativi.
Entro il termine di quaranta giorni dall'acquisizione del
parere come sopra espresso, l'Assessorato alla sanità adotta i
provvedimenti di competenza. Il termine per l'esercizio del
controllo può essere interrotto una sola volta se entro venti
giorni dal ricevimento dell'atto l'assessorato regionale alla
sanità richiede alle aziende sanitarie chiarimenti e/o elementi
integrativi. La richiesta sospende l'efficacia dell'atto.»
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dagli onorevoli Miccichè e altri: 43.1;
-dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: 43.2;
-dal Governo: emendamento 43.3.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, questa norma corredata
dell'emendamento del Governo che è stato depositato a questo
articolo fa diventare la norma inutile o addirittura incerta
perché se oggi siamo in una condizione che è la condizione
surreale in cui le aziende sanitarie e le aziende ospedaliere
inviano i bilanci di previsione sia all'Assessorato Bilancio sia
all'Assessorato Sanità con la conseguenza che ad oggi, sia nel
corso dell'anno 2003 che nell'anno 2004 e forse, se non sbaglio
anche nell'anno 2002, i bilanci formalmente delle aziende non
sono stati approvati se non con il silenzio-assenso.
Quindi, abbiamo bilanci approvati addirittura in alcuni casi
col disavanzo in fase previsionale.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze.Chiedo
l'accantonamento dell'articolo 43.
PRESIDENTE Così resta stabilito. Si passa all'articolo 44. Ne
do lettura:
«Articolo 44
Controllo sugli atti dei Consorzi ASI
1. L'articolo 15 della legge regionale 4 gennaio 1984, n. 1, è
sostituito dal seguente:
Art. 15 - Controlli - 1. Tutte le deliberazioni adottate dal
consiglio generale e dal comitato direttivo sono trasmesse
all'Assessorato regionale dell'Industria entro 15 giorni
dall'adozione.'.
2. Le deliberazioni concernenti lo statuto delle ASI e sue
modificazioni, i programmi triennali delle opere pubbliche e
degli interventi di cui all'articolo 22 della legge regionale 4
gennaio 1984, n. 1, i bilanci preventivi e le relative
variazioni, i conti consuntivi ed i regolamenti possono essere
annullate dall'Assessorato regionale dell'industria entro 15
giorni dalla loro ricezione, fatto salvo il termine previsto dal
comma 1 dell'articolo 32 della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6
e successive modifiche ed integrazioni per l'acquisizione, ove
richiesto, del parere dell'Assessorato regionale del bilancio e
delle finanze; trascorsi detti termini, le deliberazioni di cui
al presente comma si intendono approvate ed esecutive.
3. Entro 15 giorni dalla ricezione delle deliberazioni,
l'Assessorato regionale dell'industria dispone la sospensione con
richiesta motivata di chiarimenti, che può essere esercitata solo
una volta. Nei 10 giorni successivi alla ricezione dei
chiarimenti può pronunciarne l'annullamento per motivi di
legittimità.
4. Tutte le deliberazioni diverse da quelle del comma 2, se
adottate con il parere positivo di legittimità del direttore del
consorzio, che può avvalersi della facoltà di richiedere appositi
pareri all'organo tutorio, sono immediatamente esecutive; nel
caso di parere negativo del direttore, le suddette deliberazioni
sono soggette alla procedura di approvazione prevista dal comma 2
del presente articolo'.
2. L'articolo 73 della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6, è
soppresso.»
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti
soppressivi:
-dall'onorevole Crisafulli: emendamento 44.1;
-dagli onorevoli Miccichè ed altri: emendamento 44.2.
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 45. Ne do lettura:
«Articolo 45
Controllo sugli atti degli enti vigilati
1. La Regione espleta i controlli sugli enti, istituti e
aziende sottoposte a vigilanza e tutela, ivi inclusi le aziende
sanitarie e ospedaliere, le aziende policlinico e i consorzi di
bonifica, di norma attraverso gli organi di controllo interno
degli stessi.
2. L'Assessore regionale per il bilancio e le finanze, con
proprio decreto, predispone programmi annuali di controllo
individuando i soggetti tra quelli indicati al comma 1 da
sottoporre alla procedura prevista dal comma 1 dell'articolo 32
della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6 e successive modifiche
ed integrazioni o alle verifiche previste dal comma 4.
3. Ai fini delle salvaguardia dell'efficienza, dell'efficacia e
dell'economicità degli enti vigilati, nonché ai fini della
partecipazione degli stessi al perseguimento degli obiettivi
della finanza pubblica regionale, i soggetti di cui al comma 1
trasmettono periodicamente, su supporto informatico,
all'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze, secondo
le modalità da stabilire con decreto del dirigente generale del
dipartimento regionale bilancio e tesoro, i dati contabili di
struttura e di attività richiesti. L Assessorato regionale del
bilancio e delle finanze rende disponibili alle amministrazioni
che esercitano la vigilanza amministrativa i dati ottenuti ed i
risultati delle elaborazioni effettuate.
4. Qualora emergessero criticità di ordine economico o
finanziario, l'Assessorato regionale de1 bilancio e delle finanze
può disporre, di concerto con l'organo tutorio, verifiche ed
ispezioni con le modalità da individuare con provvedimento del
dirigente generale del dipartimento regionale bilancio e tesoro.
5. Ai regolamenti degli enti vigilati recanti disposizioni
sull'amministrazione del patrimonio e sulla contabilità si
applicano le disposizioni di cui al comma 1 dell'articolo 32
della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6, per il parere tecnico
contabile dell'Assessorato regionale del bilancio e delle
finanze, che deve essere espresso entro 60 giorni dalla ricezione
della richiesta.
6. Spetta all'Assessorato regionale del bilancio e delle
finanze, sentiti i dipartimenti regionali interessati per i
profili amministrativi, l'emanazione di indirizzi contabili e
linee guida per la predisposizione dei documenti contabili.
7. Per l'espletamento dei compiti ispettivi e di vigilanza
attribuiti all'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze
è istituito presso l'Assessorato stesso l'Albo regionale degli
ispettori contabili.
8. L'Albo è formato da dipendenti regionali in servizio in
possesso di almeno uno dei requisiti sotto elencati:
a) cinque anni di effettivo servizio prestato presso
l'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze con
qualifica non inferiore a funzionario;
b) cinque anni di iscrizione all'albo dei revisori contabili di
cui al decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 88 e successive
modifiche ed integrazioni o dei ragionieri e periti commerciali o
dei dottori commercialisti o degli avvocati.
9. Con decreto dell'Assessore regionale per il bilancio e le
finanze, da emanarsi entro 180 giorni dalla entrata in vigore
della presente legge, sono disciplinate le modalità di tenuta e
di funzionamento dell'Albo.
10. L'articolo 12 della legge regionale 27 dicembre 2003, n.
21, è abrogato.
1l. Al comma 1 dell'articolo 32 della legge regionale 7 marzo
1997, n. 6 e successive modifiche ed integrazioni sono soppresse
le parole e i regolamenti.'.
12. Al comma 4 dell'articolo 20 della legge regionale 14
settembre 1979, n. 212 e successive modifiche ed integrazioni
sono soppresse le parole e all'Assessorato regionale del
bilancio e delle finanze'.
13. Nelle more della piena attuazione della riforma dei
controlli, i dipartimenti regionali continuano ad esercitare
l'attività di controllo sugli atti dei soggetti di cui al comma 1
sottoposti alla loro vigilanza e tutela con i poteri e secondo le
modalità previste dalla normativa vigente e continuano ad
attivare la procedura prevista dal comma 1 dell'articolo 32 della
legge regionale 7 marzo 1997, n. 6 e successive modifiche ed
integrazioni nei seguenti casi:
a) mancanza del parere favorevole espresso dal collegio dei
revisori;
b) su richiesta dell'organo di controllo interno sulla base di
circostanziate motivazioni;
c) su richiesta dell'organo tutorio.
14. Sono abrogate tutte le norme in contrasto con il presente
articolo.»
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dagli onorevoli Miccichè ed altri: emendamento 45.1;
-dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: emendamento 45.2;
-dal Governo: emendamento 45.3.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, chiederei al Governo, visto anche
l'accantonamento dell'articolo 42, di accantonare anche
l'articolo 45, trattandosi del controllo sugli atti degli enti
vigilati, in modo che la riformulazione potrebbe entrare tutta
nello stesso articolo.
PRESIDENTE Non sorgendo osservazioni, dispongo
l'accantonamento dell'articolo 45.
Si passa all'articolo 46. Ne do lettura:
«Articolo 46
Pubblicazione dei provvedimenti che comportano impegni
di spesa
1. L'articolo 15 della legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28
e successive modifiche ed integrazioni, è sostituito dal
seguente:
Art. 15 - 1. Tutti i provvedimenti dell'Amministrazione della
Regione che comportino impegni di spesa, quando ne sia prevista
la pubblicazione in organi ufficiali, sono pubblicati per
estratto nella Gazzetta Ufficiale della Regione mediante
supplementi trimestrali.»
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Miccichè ed
altri l'emendamento soppressivo 46.1.
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 47. Ne do lettura:
«Articolo 47
Accertamento della condizione di enti strutturalmente
deficitari
1. All'articolo 24 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4,
è aggiunto il seguente comma:
4 ter. Ai fini della certificazione dei parametri obiettivi di
accertamento delle condizioni di ente strutturalmente
deficitario, ai sensi dell'articolo 242, comma 1, del decreto
legislativo 18 agosto 2000, n. 267, la spesa per il personale
stabilizzato ai sensi della legge regionale 26 novembre 2000, n.
24, è da escludere dal volume complessivo della spesa per il
personale.'.
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Miccichè ed
altri l'emendamento soppressivo 47.1.
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 48. Ne do lettura.
TITOLO IV
Interventi per lo sviluppo
«Articolo 48.
Distretti produttivi
1. L'Assessore regionale per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca, al fine di promuovere lo sviluppo del
sistema produttivo, adotta con proprio decreto le modalità e i
criteri per il riconoscimento dei distretti produttivi.
2. Ai fini del riconoscimento è necessario che il sistema
produttivo ricomprenda un numero di imprese artigiane e piccole e
medie imprese non inferiore a cinquanta e un numero di addetti
complessivo non inferiore a centocinquanta, con un elevato grado
di integrazione produttiva e di servizio e sia in grado di
esprimere capacità di innovazione, comprovata dalla presenza di
imprese leader nei singoli settori.
3. Il distretto produttivo esprime la capacità degli attori
pubblici e privati di promuovere la realizzazione di una serie di
progetti strategici ricompresi all'interno di un patto che mira a
realizzare lo sviluppo stesso del distretto, in conformità agli
strumenti di programmazione comunitaria, nazionale e regionale.
4. I soggetti che possono concorrere alla formazione di un
distretto produttivo sono:
a) enti locali;
b) imprese con sede nel territorio regionale;
c) associazioni di categoria;
d) enti e associazioni pubblici e privati, consorzi,
fondazioni, aziende speciali, società a partecipazione pubblica,
che svolgono attività nell'ambito della promozione, della
ricerca, dell'innovazione finalizzate allo sviluppo del sistema
produttivo.
5. Il patto di cui al comma 3 è redatto secondo le modalità ed
i criteri stabiliti con decreto dell'Assessore regionale per la
cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca e ha
validità triennale; l'Assessorato successivamente alla
presentazione da parte dei soggetti di cui al comma 4 ne verifica
la compatibilità economica e la complessiva fattibilità rispetto
agli strumenti di programmazione comunitaria, nazionale e
regionale.»
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti
soppressivi:
-dagli onorevoli Miccichè ed altri: emendamento 48.1;
-dagli onorevoli Tumino e Barbagallo: emendamento 48.2
-dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: emendamento 48.3;
-dagli onorevoli Ortisi e Spampinato: emendamento 27.33.
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 49. Ne do lettura:
«Articolo 49
Consorzi fidi tra cooperative
1. Le norme di cui alla legge regionale 6 maggio 1981, n. 96,
relative ai consorzi fidi tra cooperative, come modificate
dall'articolo 94 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e
successive modifiche ed integrazioni, si applicano anche ai
consorzi ed alle cooperative di garanzia fidi con sede in Sicilia
anche se non costituiti dall'Istituto regionale per il credito
alla cooperazione (IRCAC), purché associno almeno 150 cooperative
aventi sede legale in Sicilia.
2. Le agevolazioni di cui al presente articolo valgono per i
consorzi e le cooperative di garanzia fidi che associno
cooperative operanti nei diversi settori di attività previsti dal
Titolo X della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e
successive modifiche ed integrazioni e dall'articolo 32 della
legge regionale 3 dicembre 2003, n. 20 e successive modifiche ed
integrazioni. Si applicano le limitazioni stabilite nella
predetta normativa per i confidi di imprese industriali,
artigiane e commerciali e di altri settori, con esclusione di
quelli di cui all'allegato I del Trattato CE nel rispetto della
regola de minimis, nonché per i confidi di imprese agricole e
della pesca di cui all'articolo 99 della predetta legge regionale
n. 32 del 2000 nel rispetto del Regolamento CE della Commissione
n. 1860/2004 del 6 ottobre 2004 relativo agli aiuti de minimis
negli stessi settori.
3. Lo statuto dei consorzi e delle cooperative di garanzia fidi
di cui al presente articolo deve rispettare le previsioni
dell'articolo 97 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e
successive modifiche ed integrazioni e deve essere approvato con
decreto dell'Assessore regionale per la cooperazione, il
commercio, l'artigianato e la pesca.
4. L'IRCAC è autorizzato alla sottoscrizione del fondo rischi
dei consorzi e delle cooperative di garanzia fidi di cui al
presente articolo a valere sulle risorse del proprio fondo a
gestione separata nei limiti di cui alla legge regionale 23
dicembre 2002, n. 23.
5. L'IRCAC, nell'ambito delle proprie finalità istituzionali, è
autorizzato a sottoscrivere quote di partecipazione a fondi
mobiliari di tipo chiuso della tipologia prevista dall'articolo
13 della legge regionale 23 dicembre 2002, n. 23, nella misura
massima di 2.000 migliaia di euro, a valere sulle disponibilità
dei fondi di rotazione dallo stesso ente gestiti.
6. Al fine di promuovere interventi finalizzati a contrastare
gli effetti derivanti dall'aumento dei prezzi al consumo, a
garantire la presenza degli operatori commerciali all'interno dei
centri abitati ed a valorizzare i prodotti locali, l'Assessorato
regionale della cooperazione, del commercio, dell'artigianato e
della pesca è autorizzato, a valere sulle disponibilità dell'UPB
8.2.1.3.2, capitolo 342525, a promuovere, in convenzione con le
organizzazioni di rappresentanza e tutela del movimento
cooperativo riconosciute ai sensi del decreto legislativo del
Capo provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577 che
associano cooperative di consumo, interventi sperimentali di
promozione di cooperative di consumatori nell'ambito delle
diverse comunità locali e di cooperative di dettaglianti mediante
partnership con le realtà imprenditoriali del settore
rappresentate a livello nazionale. Tali interventi sono
finalizzati all'attività di divulgazione informativa, di
aggregazione consortile e di accordi commerciali.
7. In armonia con le disposizioni di cui all'articolo 2 del
decreto legislativo 2 agosto 2002, n. 220, i criteri di
rappresentatività delle organizzazioni cooperativistiche
riconosciute ai sensi del decreto legislativo del Capo
provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577, anche ai fini
delle previsioni di cui all'articolo 4 della legge regionale 30
dicembre 1960, n. 48, sono computati in base al numero di
revisioni effettuate ai sensi della legge regionale 23 maggio
1991, n. 36, e successive modifiche ed integrazioni, nel biennio
ispettivo precedente, nell'ambito dell'elenco di cooperative
aderenti dichiarate all'inizio dello stesso biennio da ciascuna
organizzazione ai fini revisionali all'Assessorato regionale
della cooperazione, del commercio, dell'artigianato e della
pesca.»
Comunico che all'articolo 49 sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
-dagli onorevoli Miccichè ed altri: emendamento 49.1;
-dagli onorevoli Tumino e Barbagallo: emendamento 49.3;
-dagli onorevoli Spampinato e Ortisi: emendamento 27.33;
-dal Governo: emendamento 49.4;
-dagli onorevoli Sbona ed altri: emendamento 49.2.
Essendo di identico contenuto, pongo congiuntamente in
votazione gli emendanti soppressivi 49,1, 49.3 e 27.33.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(Non sono approvati)
Pongo in votazione l'emendamento 49.4. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 49.2. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 49 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 50. Ne do lettura:
«Articolo 50
Agevolazioni fiscali
1. Al fine di incentivare lo sviluppo dell'economia siciliana,
alle società cooperative a mutualità prevalente di cui al Titolo
VI del Libro V del Codice civile, così come modificato
dall'articolo 8 del decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 6,
che siano regolarmente sottoposte al regime di revisione
ordinaria previsto dalla legge regionale 23 maggio 1991, n. 36 e
successive modifiche ed integrazioni, l'aliquota dell'imposta
regionale sulle attività produttive di cui al decreto legislativo
15 dicembre 1997, n. 446 e successive modifiche ed integrazioni,
limitatamente alla quota di spettanza della Regione e fatti salvi
i regimi agevolativi specifici già stabiliti dalla normativa
vigente, è ridotta dell'1 per cento per il periodo d'imposta in
corso al 1 gennaio 2005. Per i due periodi di imposta
successivi, l'aliquota è ridotta, rispettivamente, dello 0,75 e
dello 0,50 per cento.
2. Al fine di migliorare gli standard di sicurezza nel
territorio della Regione i benefici di cui al comma 1 sono,
altresì, estesi agli istituti esercenti attività di vigilanza
privata di cui agli articoli 133 e seguenti del Regio decreto 18
giugno 1931, n. 773 e successive modifiche ed integrazioni.
3. L'applicazione della presente disposizione è subordinata al
rispetto della vigente normativa comunitaria in materia di aiuti
di stato, nonché alla definizione della procedurale cui
all'articolo 88 paragrafi 2 e 3 del Trattato istitutivo della
Comunità europea.
4. Nelle more della definizione delle procedure di cui al comma
3, gli aiuti previsti dal presente articolo sono concessi con
modalità conformi ed entro i limiti di cui al Regolamento della
Commissione della Comunità europea n. 69 del 12 gennaio 2001,
relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato Ce
agli aiuti di importanza minore.»
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dagli onorevoli Micciché ed altri: emendamento 50.1;
-dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: emendamento 50.3;
-dagli onorevoli Sbona ed altri: emendamento 50.2;
-dagli onorevoli Oddo ed altri: emendamento 50.4.
Pongo in votazione l'emendamento 50.1. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo
l'accantonamento dell'articolo 50 e dei relativi emendamenti.
PRESIDENTE Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Si passa all'articolo 51. Ne do lettura:
«Articolo 51
Fondo a gestione separata per gli aiuti
all'investimento
1. Al fine di garantire l'operatività e la concessione delle
agevolazioni previste dai regimi di aiuto di cui all'articolo
26 della legge regionale 1 gennaio 1993, n. 25, come sostituito
dall'articolo 2 della legge regionale 27 settembre 1995, n. 66 e
successive modifiche ed integrazioni, all'articolo 32 della legge
regionale 11 maggio 1993, n. 15 e successive modifiche ed
integrazioni, agli articoli 5 e 11 della legge regionale 5 agosto
1957, n. 51 e successive modifiche ed integrazioni, all'articolo
23 della legge regionale 6 maggio 1981, n. 96, all'articolo 43
della legge regionale 21 dicembre 1973, n. 50 e successive
modifiche ed integrazioni, all'articolo 20 della legge regionale
18 febbraio 1986, n. 7, all'articolo 69 della legge regionale 16
aprile 2003, n. 4, all'articolo 27 della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32 e successive modifiche ed integrazioni, è
costituito un fondo a gestione separata presso una società o ente
in possesso dei necessari requisiti tecnici ed organizzativi,
previa stipula di apposita convenzione, secondo le procedure di
cui al combinato disposto dell'articolo 185, comma 5, della legge
regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e dell'articolo 32 della legge
regionale 2 agosto 2002, n. 7.
2. Entro il 31 dicembre di ogni anno, con decreto del
Presidente della Regione, su proposta dell'Assessore regionale
per l'industria, sentito il comitato consultivo industria,
vengono ripartite le disponibilità del fondo a regimi di aiuto di
cui al comma 1.
3. Alla gestione del fondo istituito dal presente articolo
sovrintende un comitato amministrativo, nominato con decreto del
Presidente della Regione, composto da:
a) un esperto in materia creditizia e di agevolazioni alle
imprese, con funzione di presidente, designato dall'Assessore
regionale per l'industria;
b) due componenti designati dall'ente gestore, uno dei quali
con funzione di vicepresidente;
c) tre dipendenti con qualifica non inferiore a funzionario
direttivo, di cui due in servizio presso l'Assessorato regionale
dell'industria ed uno presso l'Assessorato regionale del bilancio
e delle finanze, designati dai rispettivi Assessori;
d) due componenti designati dall'Assessore regionale per
l'industria, scelti su terne proposte dalle associazioni
regionali degli industriali maggiormente rappresentative;
e) un componente designato dall'Associazione bancaria italiana.
4. Svolge le funzioni di segretario un dipendente dell'ente
gestore.
5. I componenti ed il segretario durano in carica quattro anni.
Qualora un consigliere, prima della scadenza, cessi dalla carica
per morte, dimissioni od altra causa, il nuovo designato resta in
carica sino alla scadenza del comitato.
6. Ai fini della determinazione dei compensi da corrispondere
ai componenti ed al segretario del comitato, il cui onere è a
carico del fondo, si applicano le disposizioni di cui alla legge
regionale 11 maggio 1993, n. 15.
7. Le agevolazioni di cui al comma 1 conservano la loro
operatività attraverso l'originario gestore dei relativi fondi
regionali sino alla data in cui il soggetto, individuato secondo
le modalità di cui al comma 1, attiva il funzionamento del fondo
stesso.
8. Tutte le disponibilità dei fondi a gestione separata
istituiti ai sensi degli articoli 5 e 11 della legge regionale 5
agosto 1957, n. 51 e successive modifiche ed integrazioni, nonché
dei fondi a gestione separata istituiti ai sensi dell'articolo 43
della legge regionale 21 dicembre 1973, n. 50 e successive
modifiche ed integrazioni, degli articoli 4 e 23 della legge
regionale 6 maggio 1981, n. 96 e successive modifiche ed
integrazioni, dell'articolo 44 della legge regionale 9 dicembre
1980, n. 127 e dell'articolo 8 della legge regionale 17 marzo
1979, n. 44, nonché i successivi rientri in relazione alle
operazioni di finanziamento in essere e gli stanziamenti per gli
interventi di cui all'articolo 67 della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32, confluiscono nel fondo a gestione separata
istituito dal presente articolo alla data di cui al comma 7. I
benefici di cui all'articolo 69 della legge regionale 16 aprile
2003, n. 4, si estendono anche alle istanze presentate ai sensi
dell'articolo 11 della legge regionale 5 agosto 1951, n. 57 e
successive modifiche ed integrazioni.»
Non sorgendo osservazioni, dispongo l'accantonamento
dell'articolo 51. Si passa all'articolo 52. Ne do lettura:
«Articolo 52
Erogazione aiuti agli investimenti
1. Gli aiuti all'investimento di cui alla lettera b)
dell'articolo 48 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32,
erogati dalla CRIAS nella forma tecnica di finanziamento
agevolato, nel rispetto dei massimali stabiliti nella lettera a),
sono erogati nell'ambito della regola de minimis e sono concessi
secondo le disposizioni di cui all'articolo 63 della legge
regionale 16 aprile 2003, n. 4».
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Miccichè ed
altri l'emendamento 52.1, interamente soppressivo.
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo. Il parere del
Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è contrario si alzi; chi è favorevole resti
seduto.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 53. Ne do lettura:
«Articolo 53
Attivazione misure a sostegno dello sviluppo
1. All'articolo 14 della legge regionale 29 dicembre 2003, n.
21, è aggiunto il seguente comma:
5 bis. Nelle more della definizione delle procedure di cui al
precedente comma 4, gli aiuti previsti dal presente articolo sono
concessi con modalità conformi ed entro i limiti di cui al
Regolamento della Commissione delle Comunità europee n. 69 del 12
gennaio 2001, relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88
del Trattato CE agli aiuti di importanza minore.'.
2. All'articolo 15 della legge regionale 29 dicembre 2003, n.
21, è aggiunto il seguente comma:
4 bis. Nelle more della definizione delle procedure di cui al
precedente comma 3, gli aiuti previsti dal presente articolo sono
concessi con modalità conformi ed entro i limiti di cui al
Regolamento della Commissione delle Comunità europee n. 69 del 12
gennaio 2001, relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88
del Trattato CE agli aiuti di importanza minore.'».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
dagli onorevoli Miccichè e altri: emendamento 53.1.
dagli onorevoli Morinello ed altri: emendamento AG.121;
dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: emendamento AG.247;
dall'onorevole Crisafulli: emendamento AG.11.
Pongo in votazione l'emendamento 53.1. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario si alzi; chi è favorevole resti
seduto.
(Non è approvato)
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo
l'accantonamento dell'articolo 53 e dei relativi emendamenti.
PRESIDENTE Non sorgendo osservazioni, dispongo
l'accantonamento dell'articolo 53.
Si passa all'articolo 54. Ne do lettura:
«Articolo 54
Imprenditoria giovanile
1. Dopo il comma 5 bis dell'articolo 22 della legge regionale 1
settembre 1993, n. 25 e successive modifiche ed integrazioni sono
inseriti i seguenti commi:
5 ter. Alle cooperative giovanili di cui al precedente comma
5, che abbiano subito ritardi nella realizzazione delle opere
dovuti a cause indipendenti dalla volontà delle cooperative
medesime, ivi comprese le interruzioni o sospensioni delle
erogazioni delle agevolazioni concesse, ovvero a quelle che hanno
modificato il progetto originario per adeguarlo alle norme
vigenti in materia di igiene e sicurezza negli ambienti di
lavoro, possono essere riconosciute, ai fini del ricalcolo delle
agevolazioni spettanti, le correlate eventuali maggiori spese, a
richiesta degli interessati e sempre che questi ultimi abbiano
già avviato al lavoro il numero di soci giovani prescritto nel
provvedimento di concessione, previo esame di congruità delle
maggiori spese stesse da parte del nucleo di valutazione per
l'imprenditoria giovanile e nel limite del 50 per cento delle
spese originariamente ammesse.
5 quater. Alla copertura finanziaria degli oneri derivanti dal
riconoscimento delle maggiori spese di cui al comma 5 ter si
provvede, nel rigoroso ordine cronologico di ricevimento delle
relative richieste, nel limite delle risorse tempo per tempo
disponibili rinvenienti da eventuali revoche o rinunce riferite
ai progetti agevolati delle cooperative di cui al comma 5 che, a
tal fine, l'lRCAC è autorizzato a trattenere sul proprio fondo
unificato a gestione unica.'.
2. All'articolo 27 della legge regionale 23 dicembre 2000, n.
32, sono apportate le seguenti modifiche:
a) la lettera b) del comma 7 è soppressa:
b) al comma 8 le parole altre agevolazioni' sono sostituite
dalle parole altri aiuti di Stato' e la parola relative' è
sostituita dalla parola relativi'».
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Miccichè ed
altri l'emendamento 54.1, interamente soppressivo.
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 55. Ne do lettura:
«Articolo 55
Consorzi fidi - Farmacie
1. Le farmacie aventi sede e operanti nel territorio della
Regione, aderenti ad un Consorzio di garanzia collettiva fidi il
cui statuto sia stato approvato dall'Amministrazione regionale e
la cui compagine sociale sia stata ammessa a godere
dell'integrazione regionale del fondo rischi, possono accedere
per loro tramite alle operazioni di cessione e crediti a breve
termine, garantite dal consorzio stesso, fino all'importo massimo
di euro 500.000.
2. Per le finalità previste al comma 1, l'Assessorato regionale
della cooperazione, del commercio, dell'artigianato e della pesca
h autorizzato a concedere in favore dei predetti consorzi di
garanzia fidi i benefici previsti dalla normativa regionale
vigente in materia.
3. I consorzi di garanzia collettiva fidi cui le farmacie
aderiscono trasmettono alla scadenza di ogni trimestre
all'Assessorato regionale della cooperazione, commercio,
artigianato e pesca, l'istanza di richiesta del contributo
corredata dalla documentazione probatoria rilasciata
dall'istituto di credito o società finanziaria.
4. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano a
condizione che si consorzino almeno 50 farmacie.»
Comunico che sono stati presentati i seguente emendamenti:
- dagli onorevoli Miccichè e altri: emendamento 55.1;
- dagli onorevoli Tumino e Barbagallo: emendamento 55.3;
- dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: emendamento 55.4;
- dagli onorevoli Fleres, Catania G., Maurici e Moschetto:
emendamento 55.5;
- dagli onorevoli Sbona, Basile, Acanto, Franchina, Mercadante,
Baldari, Moschetto, Confalone, Fleres, Catania Giuseppe, Maurici:
emendamento 55.2.
Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti soppressivi
55.1, 55.3 e 55.4, di identico contenuto. Il parere del
Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non sono approvati)
Si passa all'emendamento 55.5. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;
chi è contrario resti seduto:
(E'approvato)
Si passa all'emendamento 55.2. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;
chi è contrario resti seduto:
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 55 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
Si passa all'articolo 56. Ne do lettura:
«Articolo 56
Utilizzazione finanziamenti alle cooperative edilizie
1. Il comma 1 dell'articolo 1 della legge regionale 24 luglio
1997, n. 25, è così sostituito:
1. Le cooperative edilizie incluse nei piani di utilizzazioni
degli stanziamenti di cui alle leggi regionali 20 dicembre 1975,
n. 79 e 5 dicembre 1977, n. 95, in possesso delle relative
promesse di finanziamento possono usufruire delle stesse per il
recupero degli immobili a prevalente destinazione residenziale,
ovvero per l'acquisizione di immobili, sia dal libero mercato o
direttamente dalla partecipazione alle aste indette dalle
procedure concorsuali costruiti o in corso di costruzioni, anche
da sottoporre ad interventi di ristrutturazione, completamente o
ricostruzione.'».
Comunico che sono stati presentato i seguenti emendamenti:
-dagli onorevoli Miccichè ed altri:emendamento 56.1;
-dagli onorevoli Spampinato e Ortisi: emendamento AG.249.
Pongo in votazione l'emendamento 56.1. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;
chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo
l'accantonamento dell'articolo 56.
PRESIDENTE Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Si passa all'articolo 57. Ne do lettura:
«Articolo 57
Requisiti cooperative edilizie e soci
1. Al comma 2 dell'articolo 3 della legge regionale 31 agosto
2000, n. 19, la parola regolamento' è sostituita dalla parola
decreto dell'Assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca'.
2. Al comma 3 dell'articolo 3 della legge regionale 31 agosto
2000, n. 19, dopo le parole dell'alloggio' sono aggiunte le
seguenti parole: fatta eccezione per il requisito relativo al
reddito, il cui possesso va accertato solamente alla data di
emanazione del primo decreto di concessione delle agevolazioni di
cui al precedente comma. Tale disposizione si applica a partire
dalla data di pubblicazione della presente legge'.
3. All'articolo 31 della legge regionale 5 novembre 2004, n.
15, sono aggiunte le seguenti parole a tutte le cooperative
edilizie in regola con le revisioni ordinarie. Le rimanenti
dovranno dimostrare il possesso dei requisiti di legge al fine
del mantenimento delle agevolazioni, entro e non oltre 60 giorni
dalla data di entrata in vigore della presente legge, pena la
decadenza del beneficio'».
Comunico che sono stati presentato i seguenti emendamenti:
-dagli onorevoli Miccichè ed altri:emendamento 57.1;
-dal Governo: emendamenti 57.2 e 57.3.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
articolo sembra della serie come facciamo per penalizzare i
cittadini . Come lei sa benissimo e come ormai è consolidato
nella storia, l'edilizia cooperativistica è una edilizia
profondamente sociale e fa parte di quella famosa e ormai
consolidata consuetudine che la nostra democrazia ha garantito
alla popolazione italiana. Credo non abbia precedenti Certo, il
governo di destra, con una serie di provvedimenti nazionali, ha
tagliato tutta una serie di garanzie nel settore edilizio, nel
quale - credo - bene o male, si rispettano certe norme; per
esempio, per costruire una casa c'è bisogno di un piano
regolatore, degli strumenti urbanistici adeguati. Pertanto, se
noi abroghiamo, inibiamo questa procedura evidentemente
invitiamo, anzi costringiamo, la popolazione che ha bisogno di un
alloggio a costruire abusivamente. D'altronde credo che questo
sia lo spirito al quale si sono ispirati gli ultimi governi
nazionali e regionali nel momento in cui hanno proceduto ai vari
condoni, la politica del bastone e della carota.
Entrando nello specifico, vediamo cosa prevede l'articolo 57.
Il terzo comma, per esempio, prevede che all'articolo 31 della
legge n. 15 del 2004 sono aggiunte le seguenti parole: a tutte
le cooperative edilizie in regola con revisione ordinarie, le
rimanenti dovranno dimostrare il possesso dei requisiti di legge
al fine del mantenimento dell'agevolazione del mutuo ,
naturalmente, non oltre sessanta giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge, pena la decadenza dal beneficio. Al
riguardo vorrei spiegato come fanno molti soci di cooperative,
che hanno un residuo di mutuo di cui non conoscono l'ammontare, o
lo hanno abbandonato, o pagano semplicemente la rata che ogni
semestre sono obbligati a pagare (perché devono pagare la rata di
ammortamento del mutuo), se non sono a conoscenza di questa
legge, a sapere che addirittura viene cancellato il mutuo Può
succedere che, cancellando un mutuo, un povero pensionato che
magari venti anni fa, quindici anni fa, aveva acquisito una casa
in cooperativa, si vede aumentato all'improvviso il rateo del
mutuo, deve pagare una somma superiore a quella normalmente
pagata, il che rappresenta una mazzata al settore sociale, a quel
settore sociale col quale vi sciacquate tanto la bocca E volete
aiutare attraverso l'agevolazione della diminuzione delle tasse:
con una mano togliete un euro - quasi duemila delle vecchie lire
al giorno di detrazione fiscale - e con l'altra togliete
addirittura centinaia di migliaia di euro l'anno ad un cittadino
che ha contratto un mutuo per l'acquisto di un alloggio in
cooperativa.
Ritengo questo un articolo che va contro gli interessi dei
cittadini e quindi chiedo ai colleghi di approvare il mio
emendamento abrogativo; diversamente, tale articolo è
penalizzante di un settore che spesso comprende cittadini non
agiati. Chi costruisce la casa in cooperativa non è un cittadino
agiato, è un cittadino medio, probabilmente lavoratore, ma
comunque con uno stipendio fisso e se, dopo tanti anni, dovesse
vedersi aumentato di botto il mutuo, non credo che lo vivrebbe
bene. Il mio, signor Presidente, è un invito accorato.
PRESIDENTE Dispongo l'accantonamento dell'articolo 57.
Si riprende l'esame dell'articolo 56. Ricordo che non era stato
approvato l'emendamento 56.1. Si passa all'emendamentoAG.249, a
firma degli onorevoli Spampinato ed Ortisi.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 56 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 58. Ne do lettura:
«Articolo 58
Provvidenze in favore delle ASI
1. Le anticipazioni di cui all'articolo 26 della legge
regionale 4 gennaio 1984, n. 1, purché siano nella disponibilità
finanziaria dei consorzi ASI, anche se revocate, sono rassegnate
a titolo definitivo per il pagamento di tutti gli oneri connessi
alla chiusura dei contenziosi.»
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Miccichè ed
altri l'emendamento 58.1, interamente soppressivo.
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 59. Ne do lettura:
«Articolo 59
Fondo di rotazione per la progettazione
nell'Amministrazione regionale
1. All'articolo 12, sub articolo 17 bis, della legge regionale
2 agosto 2002, n. 7, e successive modifiche ed integrazioni è
aggiunto il seguente comma:
4 bis. A decorrere dall'esercizio finanziario 2005 il fondo di
cui al presente articolo è destinato al finanziamento in favore
dei rami dell'Amministrazione regionale, per la copertura delle
spese occorrenti per la progettazione definitiva ed esecutiva,
ivi compresi gli oneri accessori, e per il perfezionamento delle
procedure tecniche, amministrative ed operative, necessarie per
l'accesso ai flussi di finanziamento, anche di provenienza
extraregionale.'»
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dagli onorevoli Miccichè e altri: emendamento 59.1;
-dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: emendamento 59.2;
-dal Governo: emendamento 59.3.
Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti soppressivi
59.1 e 59.2, di identico contenuto.
Il parere della Commissione?
SAVONA presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Non sono approvati)
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, ieri è rimasta in sospeso una
questione che riguardava una scrematura degli articoli, in
ordine alla quale lei avrebbe dovuto dare comunicazione al
Parlamento. E, invece, stiamo andando avanti con un altro
criterio e ho capito che secondo il criterio adottato, laddove
non ci sono emendamenti significativi, o sono solo abrogativi, si
va avanti. Questo, però, deve essere preceduto dalla valutazione
di ammissibilità da parte sua Presidente. Ci sono diversi
articoli - ma questo è il mio punto di vista che, ovviamente,
non può coincidere con il suo - che sono palesemente
inammissibili.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, io ho tenuto conto delle sue
indicazioni ed il 59 non c'era.
SPEZIALE Scusi, signor Presidente, le posso assicurare che ci
sono tanti articoli precedenti che sono...
PRESIDENTE Noi parliamo del 59, e non c'è. Io rispetto i
patti.
SPEZIALE Gli articoli precedenti che sono stati esaminati,
sono stati esaminati senza una preventiva valutazione
sull'ammissibilità, signor Presidente, che io invece le chiedo di
fare.
PRESIDENTE Non ci sono articoli inammissibili.
SPEZIALE No, Presidente, assolutamente, le posso assicurare
che non è così.
Signor Presidente, se lei mi richiama ad un dovere
istituzionale, le rispondo. Sono stati esitati articoli che, dal
mio punto di vista, ripeto, ma è il mio punto di vista, non è
detto che debba coincidere con il suo, sono dichiaratamente
inammissibili.
Signor Presidente, comunque, io le chiederei di comunicare
all'Aula attraverso una scrematura generale. Ieri, abbiamo
seguito il criterio dei primi 21 articoli, adesso rimangono altri
20 articoli, ci dica quali sono quelli dichiarati ammissibili e
quelli inammissibili ed andiamo avanti.
PRESIDENTE Infatti, riguarda solamente articoli o emendamenti
sui quali non c'è motivo di contendere, ecco perché stiamo
procedendo con un vastissimo ricorso agli accantonamenti,
proprio per la ragione che non abbiamo ancora pronta la risposta,
ma verrà a tempi brevissimi.
Per un richiamo al Regolamento
CAPODICASA Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, con tutto il rispetto per la
Presidenza, perché in passato ho litigato con i suoi colleghi
Presidenti, vorrei evitare di avere alterchi ...
Signor Presidente, il Regolamento parla chiaro. La Presidenza
dell'Assemblea preventivamente esercita un sindacato di
ammissibilità degli emendamenti e degli articoli. Non lo fa
strada facendo, ma prima che il testo vada in Commissione e prima
che il testo venga affrontato dall'Aula; gli emendamenti e gli
articoli sono già depositati, infatti, e pertanto questo lavoro
preventivo si può fare.
E' chiaro che il procedere come stiamo noi procedendo non dà
certezze all'Aula, non dà un riferimento certo, quindi
l'obiezione dell'onorevole Speziale a mio avviso ha un
fondamento, ragione per cui non si tratta né di accantonare, né
tanto meno di andare per articoli man mano che si esaminano. La
Presidenza è dotata di uffici in grado di fare questo lavoro una
volta per tutte; ci comunichi quali sono gli articoli e gli
emendamenti che ritiene improponibili, di modo che ne prendiamo
atto e andiamo avanti più speditamente.
PRESIDENTE E' un richiamo molto puntuale che però non tiene
conto del quadro politico dentro il quale stiamo operando, siamo
in attesa di un maxiemendamento che ha altamente condizionato le
scelte politiche della Presidenza, intendo istituzionali per
politiche, dopo di che se c'è un richiamo puntuale su questo
argomento io non posso che prenderne atto ma teniamo conto del
fatto che c'è un'attesa, un'attesa che vincola tutti voi e anche
me.
Ad ogni modo, poichè in effetti il rilievo regolamentare è più
che esatto, sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore12.52, è ripresa alle ore 13.14)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, informo che il Governo ha
preannunciato la presentazione di un maxiemendamento volto a
rendere più agevole l'approvazione del disegno di legge.
Pertanto, sospendo la seduta avvertendo che riprenderà alle ore
16.30.
(La seduta, sospesa alle ore 13.15, è ripresa alle ore 19.04)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, sulla base di una richiesta
pervenuta dal Gruppo parlamentare DS, e verificate le norme
contenute nel testo del disegno di legge finanziaria, sono giunto
alla determinazione di dichiarare improponibili gli articoli 25,
65, 70, 71 e 73.
Si riprende l'esame degli articoli accantonati.
Si procede con l'articolo 3, in precedenza accantonato.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Miccichè ed altri: emendamenti 3.3, 3.4, 3.5
e 3.6;
- dagli onorevole Speziale e Capodicasa: emendamenti 3.7, 3.8,
3.9 e 3.10;
- dall'onorevole Crisafulli: emendamento 3.1;
- dagli onorevoli Zago e Speziale: emendamento 3.2;
- dagli onorevoli Giannopolo e Speziale: emendamento 3.11.
Si passa agli emendamenti interamente soppressivi 3.3 e 3.7 di
identico contenuto. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario
PRESIDENTE Li pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Non sono approvati)
Si passa agli emendamenti 3.4 e 3.8 di identico contenuto. Il
parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario
PRESIDENTE Li pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Non sono approvati)
Si passa agli emendamenti 3.5 e 3.9 di identico contenuto. Il
parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario
PRESIDENTE Li pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Non sono approvati)
Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento 3.12.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 3.6 e 3.10, di identico contenuto, sono
assorbiti dall'approvazione dell'emendamento 3.12.
Si passa agli emendamenti 3.1 e 3.2 di identico contenuto.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
chiedere al Governo di apprezzare positivamente gli emendamenti
3.1 e 3.2 presentati da me e dagli onorevoli Zago e Crisafulli in
quanto la loro approvazione, prevedendo la possibilità per gli
anni 2005-2008 di abolire le tasse e i tributi regionali per il
rilascio o la concessione di autorizzazioni a vario titolo da
parte degli uffici centrali e periferici della Regione alle
aziende agricole zootecniche, servirebbe a dare, in maniera
indiretta, un sostegno a queste aziende.
PRESIDENTE Vorrei invitare i colleghi deputati a lasciare
liberi i banchi del Governo in quanto l'oratore sta facendo una
richiesta specifica al Presidente della Regione.
Onorevole Speziale, prima di lasciarla proseguire nel suo
intervento, vorrei farle notare che gli emendamenti di cui si sta
parlando sono privi di copertura finanziaria.
SPEZIALE No, signor Presidente, il problema non è la mancanza
della copertura finanziaria, in quanto ad incidere sui bilanci
dal 2005 al 2008 sarebbero le mancate riscossioni da parte della
Regione, che non sono quantificabili in questo momento in quanto
non è possibile sapere il numero di concessioni o di
autorizzazioni che saranno rilasciate nel settore zootecnico.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, non voglio sostituirmi al
Governo, il quale sicuramente replicherà, ma ritengo che abolendo
le fonti fiscali legate a queste voci avremo un onere
finanziario, e quindi c'è sicuramente un problema di copertura
finanziaria.
SPEZIALE Signor Presidente, ritengo possa essere ipotizzabile
una previsione di minori entrate, che però sono difficilmente
quantificabili.
FORMICA Come la finanziaria nazionale
SPEZIALE Lasciamo stare la finanziaria nazionale, stiamo
parlando di zootecnia.
Signor Presidente, non voglio soffermarmi sul contenuto
dell'articolo 3, che pure meriterebbe un'attenta lettura visto il
susseguirsi di balzelli e di tasse che il Governo regionale
istituisce su tutto - non c'è un settore in cui non si aumentano
le tasse-; tuttavia, soprassedendo sull'aspetto dell'aumento
delle tasse a carico dei siciliani, chiedo, a nome del Gruppo
parlamentare che rappresento, che il Governo possa valutare,
anche successivamente, eventualmente in sede di discussione del
maxiemendamento di prossima presentazione, l'emendamento a firma
del sottoscritto e degli onorevoli Zago e Crisafulli, che
riguarda un settore specifico, cioè il settore zootecnico, per il
quale chiediamo soltanto che non vengano pagati per il triennio
2005-2008 gli oneri derivanti da concessioni o autorizzazioni.
PRESIDENTE Onorevole Cuffaro, l'onorevole Speziale la invita
a valutare l'opportunità di inserire il contenuto degli
emendamenti 3.1 e 3.2 all'interno del maxiemendamento.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, l'iniziativa del Presidente del Gruppo dei
DS, onorevole Speziale, per la verità riprende un indirizzo che è
già stato posto all'attenzione della Giunta di Governo e che è
stato sollecitato da molti parlamentari, sia della maggioranza
che dell'opposizione.
Riteniamo però che in sede di discussione del disegno di legge
finanziaria non sia possibile prenderlo in considerazione, in
quanto non siamo in grado di prevedere una quantificazione
economica. Il Governo si impegna però a presentare al più presto
un disegno di legge specifico, per il quale chiederemo un iter
procedurale accelerato, anche entro l'anno se il Presidente
dell'Assemblea vorrà accordarlo, in quanto riteniamo che il
settore dell'agricoltura, e della zootecnia in particolar modo,
meriti al più presto una risposta.
Quindi, invito i presentatori a ritirare gli emendamenti 3.1 e
3.2.
CRISAFULLI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRISAFULLI Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo
molto importante l'assunzione di impegno da parte del Presidente
della Regione, il quale potrebbe anche evitare di essere così
precipitoso prevedendo addirittura una presentazione del disegno
di legge entro l'anno.
Se però l'impegno del Governo è concreto, si potrebbe
affrontare l'argomento alla riapertura dell'attività legislativa
con un disegno di legge del Governo che affronti specificatamente
le questioni agricole.
CUFFARO presidente della Regione. E' proprio quello che ho
detto, onorevole Crisafulli.
CRISAFULLI Prendo atto del suo impegno, onorevole Cuffaro, e
la invito anche a considerare l'ipotesi della cartolizzazione dei
debiti in agricoltura.
Ritengo che il Governo possa assumere questo orientamento e che
tale impegno possa essere formalizzato con l'approvazione di un
ordine del giorno.
CUFFARO presidente della Regione. Non le basta la mia parola,
onorevole Crisafulli?
CRISAFULLI Sì, onorevole Cuffaro, e sono convinto che questo
sarebbe un bel segnale da dare al settore dell'agricoltura.
Pertanto dichiaro di ritirare tutti gli emendamenti a mia firma
che riguardano il settore dell'agricoltura, in quanto,
eventualmente, li ripresenterò in sede di esame del disegno di
legge apposito, che sarà il primo ad essere esaminato nella
prossima sessione parlamentare.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente,
ribadisco che il Governo si impegna a presentare, alla riapertura
dell'attività parlamentare, un disegno di legge organico - sul
quale tra l'altro l'assessore Leontini ha già cominciato a
lavorare - che preveda una serie di scelte forti che il Governo,
anche con l'apporto dei parlamentari che eventualmente vorranno
dare i loro suggerimenti, ha intenzione di portare avanti.
PRESIDENTE Gli emendamenti 3.1 e 3.2 si intendono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 3.11.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, la
formulazione dell'emendamento ha probabilmente un carattere di
genericità. Però, ritengo doveroso sollevare la questione delle
numerose autorizzazioni che si stanno concedendo nella nostra
regione per l'installazione di centrali eoliche, anche in zone di
particolare pregio paesaggistico, senza che ci sia un tributo nè
per la Regione nè per la ricaduta ambientale nei territori.
Invito il Governo a riformulare meglio l'emendamento, ma a
prendere comunque il considerazione il problema. Noi possiamo
anche ritirare l'emendamento ed eventualmente riscriverlo in modo
tale che possa comunque essere apprezzato all'interno della
finanziaria.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole Giannopolo aveva già
posto la questione all'attenzione del Governo, e gli era stato
assicurato che la stessa sarebbe stata esaminata dai nostri
funzionari, in particolar modo dal Direttore delle Entrate.
Purtroppo, l'emendamento presentato è una semplice indicazione
di intenti. Ritengo che l'iniziativa sia giusta ma che debba
essere collocata con un fatto ordinamentale che ci consenta di
poter applicare quanto previsto dall'emendamento. Pertanto,
riteniamo di non poter valutare positivamente la questione in
questa sede, in quanto la stessa necessita di una
regolamentazione serena, seria e forte. Sarebbe un intento che
non ha una sua costruzione e che diventerebbe inapplicabile.
PRESIDENTE Assessore Cintola, lei di fatto ha accolto la
richiesta dell'onorevole Speziale di ritirare l'emendamento e
correggerlo quando avremo più possibilità di riempirlo di
contenuti.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
l'onorevole Speziale, nel difendere una norma che sembrerebbe, a
suo dire, creare entrate nel bilancio della Regione, in realtà o
non conosce bene la problematica che ha voluto affrontare con il
suo emendamento, o vuole mistificare una realtà che di fatto
esiste. Mi riferisco specificatamente al fatto che non esiste
insediamento eolico in Sicilia che non abbia preventivamente
stipulato convenzioni con i comuni nei cui territori ricadono gli
impianti eolici, garantendo così una quota del fatturato che
quell'impianto produce e quindi, di fatto, le società che
producono energia eolica danno portano materialmente denaro nelle
casse dei comuni sede degli impianti.
Quello che mi dispiace è che forse l'onorevole Speziale non
intendeva istituire una tassa a favore dei comuni dove vengono
realizzati gli impianti, perché quando dice nel suo emendamento
viene erogato ai comuni contigui al territorio ove sorge
l'impianto sembrerebbe che lui voglia dare una tassa ai comuni
dove non vengono fatti gli impianti, mettendo così da parte
quelli dove vengono fatti gli impianti. Ma ciò che è importante
dire - e così probabilmente diamo maggiore conoscenza ai
presentatori dell'emendamento - è che tutti i comuni che
realizzano impianti di produzione di energia alternativa
acquisiscono la possibilità di avere o la certificazione ISO
14001 o la certificazione EMAS. Ambedue le certificazioni servono
ai comuni per ottenere maggiori finanziamenti, maggiori sgravi ed
entrare nel circuito del cofinanziamento europeo e acquisire
maggiori punteggi in quelle graduatorie.
Ritengo indispensabile tentare di migliorare le entrate nel
bilancio della Regione, ma bisogna prendere impegni tali da
andare a tassare aziende che, producendo reddito in Sicilia,
pagano le tasse e quindi, comunque, verseranno i lori tributi
dall'attività prevalente. Pagano i comuni attraverso le
convenzioni, mettono in condizione i comuni di acquisire
certificazioni ambientali che consentono di avere maggiori
finanziamenti.
Pertanto, credo che il Governo non abbia alcun interesse a
perseguire degli obiettivi, per come sono stati formulati, che
sarebbero esattamente contrari a ciò che noi intendiamo fare, e
cioè cercare di qualificare realmente l'ambiente in Sicilia.
PRESIDENTE Sulla base dell'assicurazione data dal Governo
l'emendamento 3.11 si intende ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'articolo 3, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 4.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dagli onorevoli Miccichè ed altri: emendamenti 4.1, 4.3, 4.4 e
4.2;
-dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: emendamento 4.5;
-dagli onorevoli Spampinato ed Ortisi: emendamenti 4.6, 4.7 e
4.8.
Si passa all'esame congiunto degli emendamenti interamente
soppressivi 4.1, 4.5 e 4.6.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, ieri
durante la discussione sul bilancio, non ricordo a proposito di
quale emendamento, l'onorevole Miccichè ingenuamente contestava
che un emendamento presentato all'ultimo minuto non aveva una
motivazione e giustamente lei, signor Presidente, rilevava che si
poteva soltanto muovere una critica politica al Governo che non
aveva motivato quell'emendamento.
Qui la situazione è diametralmente opposta. In una norma di
legge la premessa è la motivazione, a parte il fatto che ritengo
che una norma di legge che prevede in premessa, stiamo parlando
di impianti di distribuzione di carburante nelle autostrade,
«nelle more della disciplina di razionalizzazione del settore», a
parte la questione estetica, ritengo che proprio la premessa
imponga una riflessione perché è una norma nelle more.
Poc'anzi il Presidente della Regione, su un altro tema, ha
assunto l'impegno nei confronti dell'Assemblea stessa di
procedere in maniera organica alla razionalizzazione della
materia.
Io temo che, approvando una norma che prevede questo medio
tempor,e non si arrivi sostanzialmente alla razionalizzazione
della materia che ritengo essere indispensabile.
Ecco il perché del nostro emendamento abrogativo, non per
cassare sic et simpliciter la norma ma per chiedere che
l'argomento sia trattato in maniera autonoma e complessiva
perché l'oggetto è degno di tale considerazione e non soltanto di
una norma temporanea e a scadenza.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PANARELLO Chiedo di parlare.
PANARELLO Al di là del merito del provvedimento, che
sicuramente risponde ad un'esigenza reale - mi riferisco anche ad
una discussione che c'è stata in Commissione di merito delle cui
determinazioni purtroppo non ci sono echi nel testo della
finanziaria -, il tema sollevato dal collega Spampinato merita
attenzione perché siamo in presenza di un ambito che prevede, e
non da ora, interventi che hanno come incipit «nelle more del
riordino del settore».
Vorrei capire dall'Assessore per l'industria, dal Governo,
quando si pensa di procedere ad un riordino organico di una
materia sicuramente significativa perché attiene alla possibilità
per l'utenza di pagare meno il carburante, da parte degli
operatori del settore di capire in che direzione si devono
muovere, da parte dei lavoratori del settore di avere un
riscontro rispetto a preoccupazioni esistenti in un settore che
deve prevedere necessariamente processi di razionalizzazione, ai
quali sono legate anche prospettive di nuove attività da
riconoscere agli operatori del settore.
Quindi la materia non è banale, potrebbe essere anzi
l'occasione per fare una legge efficace che venga incontro alle
esigenze delle utenze e degli operatori del settore. Il fatto che
il Governo proceda in maniera continuativa con interventi
stralcio, credo che faccia venire meno la possibilità, per la
Sicilia, di avere un intervento organico utile, come dicevo
poc'anzi, all'utenza ed agli operatori del settore.
PRESIDENTE. Ha chiesto di parlare l'onorevole Micciché. Ne ha
facoltà.
MICCICHE'. Signor presidente, signori membri del Governo,
l'emendamento da me presentato é forse uno dei pochi in
discussione che hanno ricevuto ospitalità all'interno della
Commissione competente. L'assessore per l'industria, onorevole
D'Aquino, proprio in Commissione, ha chiarito le ragioni di
questo emendamento.
Io non mi opponevo al concetto, e agli atti é trascritto il
mio voto, ma in Aula mi sarei riservato di esprimere un giudizio
più complessivo.
Il giudizio che esprimo è politico, in quanto in Commissione si
può esprimere un giudizio prettamente tecnico; comprendo
l'esigenza dell'Assessore al ramo fresco di nomina e, quindi, nel
dare risposta alle sollecitazioni.
Con la premessa fatta, proprio in Aula, pongo una
sollecitazione di tipo politico presentando l'emendamento
abrogativo, volendo così indurre il Governo a dare una corsia
preferenziale a quel disegno di legge che giace presso la III
Commissione ma che se venisse approvato seduta stante dalla
Commissione competente, non avrebbe possibilità di alcuna corsia
preferenziale per la sua approvazione.
Il Governo non può dire che questo disegno di legge trova
concordi tutte le parti, perché frutto della collaborazione
delle associazioni di categoria dei gestori di carburante, in
quanto sappiamo bene dell'esistenza di ipotesi opposte tra chi
vorrebbe la stazione di carburante come un grande centro
commerciale e chi invece vuole un servizio di erogazione
carburanti prettamente chiuso a determinate esigenze di mercato.
Questo é quanto emerso, nel corso delle audizioni delle parti,
in III Commissione, e risulta difficile schierarsi dall'una o
dall'altra.
E' chiaro, però che non possiamo attendere che i contendenti di
questa categoria trovino la soluzione, altrettanto chiaro è che
il Governo è costretto ad emanare il provvedimento che oggi si
trova in Aula, proprio perché si attende una decisione nel
merito.
Non possiamo, quindi, cercando di fare proprie le esigenze
degli uni e degli altri, negare il diritto al legislatore di
emanare, nel migliore modo possibile, un regolamento che possa
dare certezza, sapendo che il sistema di distribuzione di
erogazione dei carburanti debba avere caratteristiche dettate
dal mercato.
Spesso i distributori lamentano che il Governo aumenta
l'accisa sui carburanti, però poi assente nella contrattazione
con le società petrolifere che, ancora una volta, continuano a
trattare gli italiani come delle mucche da mungere e senza un
minimo di ritegno.
Il Governo, almeno su questo, potrebbe dare una risposta più
risoluta e dire: questa volta decidiamo noi quali sono le giuste
aspettative per servire il cittadino nel migliore modo
possibile . La norma prevista da Governo, é quindi una norma di
accomodamento, per tenere tutto fermo in attesa di trovare un
accordo. Questo non é tollerabile. Per tale motivo chiedo venga
portato a termine l'iter del disegno di legge in questione, che
ancora giace in III Commissione senza alcuna giustificazione.
D'AQUINO, assessore per l'industria. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
D'AQUINO, assessore per l'industria. Onorevoli colleghi, su
quest'articolo c'é stato un ampio dibattito in Commissione, e la
presentazione di questo emendamento va a sanare un vuoto
normativo relativo alla questione legata agli impianti di
distribuzione carburanti che svolgono l'attività nelle
autostrade. Il Governo, successivamente, si farà carico, di
proporre un disegno di legge organico per quanto riguarda la
regolamentazione della rete di distribuzione dei carburanti.
Rispondendo all'altra tematica legata alla ricerca e
sfruttamento dei giacimenti petroliferi, il Governo ha, più
volte, avuto incontri con le autonomie locali e con il
territorio per andare incontro a quelle che erano le esigenze sia
del territorio che dei cittadini.
PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Crisafulli. Ne ha
facoltà
CRISAFULLI. Signor Presidente, onorevole Presidente della
Regione, onorevoli colleghi, credo sia utile che il Parlamento
valuti, nell'ambito dell'articolo 4, la possibilità di
predisporre atti amministrativi attraverso il coinvolgimento
delle Commissioni di merito - voglio chiarire che esprimo parere
favorevole all'emendamento - e questo per evitare che su ogni
problematica si preannunzi un disegno di legge organico. E al di
là dell'esito delle future elezioni regionali del 2006 che
potrebbero non vedervi più al Governo credo sia utile ed
importante dare le risposte che si attendono. Ribadisco
l'apprezzamento positivo all'emendamento, sarebbe utile che anche
il Governo esprimesse altrettanto chiaramente la sua posizione
rispetto all'articolato e all'emendamento.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 4.8. Il Parere del
Governo?
D'AQUINO, assessore per l'industria. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 4, nel testo risultante. Chi é
favorevole resti seduto; chi é contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 5, precedentemente
accantonato. Comunico che sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
dagli onorevoli Miccichè ed altri: 5.2, 5.3, 5.4, 5.5, 5.6;
dagli onorevole Speziale e Capodicasa: 5.9;
dagli onorevoli Spampinato e Ortisi: 4.6.
dagli onorevoli Sbona ed altri: 5.7;
dagli onorevoli Oddo ed altri: 5.10;
dagli onorevoli Tumino e Barbagallo: 5.8
dal Governo: 5.11.
CAPODICASA relatore di minoranza. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CAPODICASA relatore di minoranza Signor Presidente, onorevoli
colleghi comprendo che la crisi finanziaria della Regione stia
inducendo il Governo, piuttosto che ad adottare misure di
contenimento, di recupero di risorse, che abbiano un carattere
strutturale, lo stiano invece inducendo a raschiare il fondo
del barile.
Contesto, alla radice, la filosofia dell'articolo perchè in
sostanza disponiamo - ed è un ricorso che ormai annualmente si fa
con la legge finanziaria - il versamento in entrata nel bilancio
della Regione, delle disponibilità non utilizzate dei fondi di
rotazione.
Cosa significa questo provvedimento, questa filosofia di
intervento?
Significa che andiamo a decurtare i fondi per l'investimento
sia nel settore industriale, quello dell'IRFIS, sia nel settore
della cooperazione, quello dell'IRCAC, e poi così via altri fondi
che qui sono indicati.
Il fondo di rotazione, per sua natura, è un fondo che si
autoalimenta; quindi parlare di disponibilità non utilizzate'
sembrerebbe come se si trattasse di residui messi lì, inoperosi,
a non produrre nessun beneficio per l'economia. In realtà, si
tratta di disponibilità momentaneamente non utilizzate in quanto
sono fondi posti lì pronti per essere nuovamente utilizzati,
perchè il fondo di rotazione ha questa caratteristica.
Vorrei capire qual è il messaggio e il senso di operazioni di
tal genere che hanno come unico esito quello di decurtare per la
nostra industria, per le nostre attività economiche -
cooperative, industria, artigiani - la poca disponibilità del
finanziamento alle attività produttive.
Io mi dichiaro, pertanto, contrario all'articolo e in questo
contesto si spiega il significato del nostro emendamento
abrogativo che persegue questa finalità.
L'operazione si può farla una volta ogni tanto; la si fece con
la finanziaria del Governo Provenzano. Da allora, però, è
diventata quasi una costante, è un'operazione continua attivata
annualmente con il risultato che, da qui a breve, i fondi di
rotazione saranno totalmente prosciugati.
Cosa troveranno le imprese, cosa troveranno gli artigiani, cosa
troveranno le cooperative allorquando avranno bisogno di
finanziamenti per le loro attività?
Credo che un minimo di decenza governativa debba suggerire che
non si attinga ai fondi di rotazione. Cerchiamo tra gli sprechi i
fondi da utilizzare per coprire il deficit di bilancio, non
andiamo a ricercarli tra quei pochi fondi che sono in bilancio
per finanziare attività produttive.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'Assessore per il bilancio
e le finanze, onorevole Cintola. Ne ha facoltà.
CINTOLA Assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, l'intervento dell'onorevole
Capodicasa ha un suo fondamento e, pertanto, il Governo ha
presentato un subemendamento con il quale riduce il prelievo
all'IRCAC, da tredici a dieci milioni di euro. Così resterebbero
soltanto tre milioni di euro. Ciò significa che una volontà da
parte nostra c'è - anche se alcune necessità ci portano pure a
ricorrere a dei fondi che, pur essendo importanti nel tempo, non
sono stati utilizzati ma risultano cristallizzati nelle banche.
Si spera in un rilancio forte, per questo è stato presentato
quell'emendamento che potrebbe con questo consentire anche
all'onorevole Capodicasa e al suo gruppo di votare a favore.
PRESIDENTE Pongo, congiuntamente, in votazione gli
emendamenti 5.9, 4.6 e 5.2. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore regionale per il bilancio e le finanze.
Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti
seduto.
(Non sono approvati)
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 5.3. Il parere
del Governo?
CINTOLA assessore regionale per il bilancio e le finanze.
Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Pongo congiuntamente in votazione gli
emendamenti 5.7, 5.4, e 5.10, perché di identico contenuto. Il
parere del Governo?
CINTOLA assessore regionale per il bilancio e le finanze.
Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti
seduto.
(Non sono approvati)
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 5.11. Il parere
del Governo?
CINTOLA assessore regionale per il bilancio e le finanze.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 5.5. Il parere
del Governo?
CINTOLA assessore regionale per il bilancio e le finanze.
Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 5.6. Il parere
del Governo?
CINTOLA assessore regionale per il bilancio e le finanze.
Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 5.8. Il parere
del Governo?
CINTOLA assessore regionale per il bilancio e le finanze.
Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi, chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Pongo in votazione l'articolo 5 nel testo
risultante. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Congedi
PRESIDENTE Comunico che gli onorevoli Brandara, Pistorio,
Vicari, Pagano, Garozzo, e Cascio hanno chiesto congedo per la
seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Si riprende il seguito dell'esame congiunto dei disegni di
legge nn. 923/A e 924/A
PRESIDENTE Si passa all'esame dell'articolo 6,
precedentemente accantonato. Comunico che sono stati presentati i
seguenti emendamenti:
dagli onorevoli Miccichè ed altri: 6.1, 6.2, 6.3, 6.4, 6.5,
6.6, 6.7, 6.8, 6.9, 6.10, 6.11, 6.12, 6.13, 6.14, 6.15, 6.16,
6.17, 6.18, 6.19, 6.20;
dagli onorevole Speziale e Capodicasa: 6.22, 6.23, 6.24;
dagli onorevoli Misuraca ed altri: 6.21;
dagli onorevoli Spampinato e Ortisi: 6.25, 6.26, 6.27, 6.29,
6.28
-dal Governo: 6.31.
MICCICHE' Chiedo di parlare sull'articolo 6.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
questo articolo debba essere abrogato o quanto meno rivisto.
Rivisto, però, quasi per intero. Sicuramente chi ha proposto
l'emendamento dovrebbe venire qui a spiegare di cosa si tratta
anche se spesso il Parlamento ha trattato l'argomento, si tratta,
infatti, dei famosi alloggi sono oggetto di contenzioso, di
occupazione abusiva di terreni. La legge fa riferimento agli
alloggi regionali.
Qui si vuole far credere che si possono recuperare ben 160
miliardi di lire, verrebbero recuperati, a detta di qualche
scienziato della ragioneria, di questo nostro baraccone
regionale,' da coloro che da anni occupano alloggi popolari o
terreni adiacenti agli alloggi popolari.
Ma questa norma è incostituzionale, perché va a scontrarsi con
due fattori principali.
Signor Presidente, la prego di volere ristabilire l'ordine in
Aula affinché i colleghi possano seguire il dibattito.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, vi invito a riprendere posto
nei banchi assegnativi.
MICCICHE' ...dicevo che questo è uno specchietto per le
allodole, fare capire che le mancate partite di giro che dallo
Stato devono pervenire alle Regioni, vengono compensate con
questi elementi di poco conto e di poca credibilità contabile.
Allora si mettono su argomentazioni che non possono essere
portate avanti perché contrastano fra di loro.
Se andiamo ad esaminare questo articolo contrasta con le leggi
vigenti, soprattutto con le leggi sulla sanatoria edilizia perché
sappiamo bene che vi sono molti cittadini che hanno costruito
abusivamente o hanno fatto variazioni all'interno degli alloggi
popolari, c'è un procedimento di sanatoria edilizia in corso e,
quindi, non si comprende perché i cittadini che hanno pagato
l'oblazione per sanare debbano pagare un'altra oblazione. Già per
la sola istanza occorrono 1.000,00 euro E poi occorre pagare un
canone di 250,00 euro l'anno
PRESIDENTE Onorevole Miccichè, la invito a concludere il suo
intervento.
MICCICHE' Signor Presidente, l'argomento è di grande
interesse perché si mette in luce l'illegittimità di
quest'articolo che contrasta con le norme sulla sanatoria
edilizia varate da questo Parlamento circa 20 anni fa. Quindi,
non credo che possa trovare qui accoglimento perché in palese
contrasto.
Inoltre, vorrei capire quanti sono gli alloggi a cui si fa
riferimento. Se si è fatto un calcolo, lo si è fatto in base alle
domande di sanatoria edilizia ed allora si tratta di due materie
differenti che non possono essere mescolate fra di loro, perché
ci sarà una sovrapposizione di norme.
Inoltre, si tratta di una procedura che portano avanti i
Comuni attraverso gli uffici preposti ad esaminare le domande di
sanatoria di coloro che hanno costruito abusivamente; sanzioni e
procedure che conosciamo per la concessione della domanda di
sanatoria, perché si paga per la concessione edilizia, anche per
gli alloggi popolari.
Poi, si istituisce la Commissione di conciliazione che
rappresenta un altro organismo i cui componenti sono nominati dal
Presidente della Regione e che non vengono retribuiti con un
gettone di presenza, bensì con lo 0,30 per cento dell'importo che
hanno realizzato.
PRESIDENTE Onorevole Miccichè, la invito nuovamente a
concludere il suo intervento, ha superato di due minuti il
termine consentito.
MICCICHE' Io devo spiegare che questo articolo........
PRESIDENTE Lei ha il dovere di spiegarlo nei termini previsti
dal Regolamento............
MICCICHE' Lo sto spiegando: è un articolo che non alcuna
possibilità di andare avanti perché contrasta palesemente con una
serie di norme vigenti, anche perché non fa riferimento a nessuna
legge. E' un articolo di natura politica che serve solo a gettare
fumo negli occhi per dire che i soldi possono essere recuperati
attraverso questo credito e quell'articolo che voi avete
approvato con la tabella A. Mi riferisco a quando avete affermato
che recuperavate i fondi, dei quali si è parlato come superamento
del disavanzo, nella misura pari alla decurtazione che lo Stato
attuerà nei confronti di questa Regione.
Avete sperimentato qualcosa che sapete non avrà alcuna
possibilità di andare in porto e di concretizzarsi e, concludo
dicendo, che questo articolo è illegittimo e noi faremo una
ferma opposizione.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Fleres. Ne ha
facoltà.
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'articolo 6
rappresenta da solo l'intero contesto finanziario della legge che
stiamo discutendo. Dico che lo rappresenta da solo perché riesce
ad affrontare tutta una serie di questioni che hanno valore
burocratico, valore sociale e valore finanziario.
La dimensione dell'articolo 6, dal punto di vista economico, è
stimata, in un biennio, in circa 1.200 miliardi di vecchie lire;
il valore sociale del contenuto dell'articolo 6 rappresenta un
modo attraverso il quale la Regione siciliana, - relativamente a
circa 120 mila contenziosi aperti relativi a canoni demaniali o
su alloggi non ha, per tutta una serie di complicazioni
soprattutto di natura giuridica oltre che di natura strutturale -
potuto chiudere comminando le relative ammende, ovvero
riscuotendo i canoni previsti. Con l'articolo 6 si risolve anche
un problema di complessità e di farraginosità normativa che
talvolta ha provocato proprio l'insorgere dei contenziosi su cui
si intende intervenire. E dunque, il valore di questa norma è
triplice: il primo - lo ribadisco - semplifica le procedure,
accelera l'esame delle diverse questioni, libera i cittadini da
questo peso talvolta ultra decennale; il secondo, sblocca
finanziariamente risorse che in caso contrario difficilmente la
Regione siciliana potrebbe incamerare a causa proprio della
durata - ripeto - ultradecennale delle istruttorie e, consente,
pertanto, a circa 120 mila cittadini siciliani di chiudere una
partita che sicuramente ha determinato in loro una condizione di
incertezza e di disagio che, certamente, questa norma fa venire
meno.
Onorevole Presidente, onorevoli colleghi, sono convinto che
attraverso questo strumento sia possibile dare una risposta forte
alle attese dei siciliane soprattutto lo si fa attraverso una
valutazione adeguata delle diverse questioni, dei diversi casi,
dei diversi contenziosi e non sulla base, onorevole Micciché, di
un carrozzone, come tanti talvolta ne sono stati costruiti anche
da questo Parlamento ma, attraverso un gruppo con competenze
professionali adeguate che ottiene il compenso del lavoro che
svolge è molto simile a quello di una commissione tributaria, non
sulla base di un appannaggio fisso e dunque con la tendenza, è
inutile nascondercelo, di dilatare i tempi di esame delle
pratiche, ma sulla base del riscosso, della capacità che questo
gruppo avrà di chiudere i contenziosi così come è previsto da
questa norma.
Credo che basterebbe questo per esprimere un giudizio positivo.
Ma voglio aggiungere un ultimo passaggio. Questa norma è
fortemente sollecitata anche dagli organi dell'Agenzia delle
Entrate che conoscono bene la complessità della materia e come
gli stessi uffici siano intasati da decine di migliaia di
ricorsi, e riconoscono che attraverso questa norma anche la loro
attività subirebbe un impulso utile, certamente produttivo, di
una accelerazione non soltanto sulla materia di cui stiamo
trattando, ma più complessivamente sull'intero andamento di detti
uffici.
Non è una trovata di fine anno, non è uno strumento che
modifica il percorso giudiziario che è stato avviato, chiude
partite di natura amministrativa che si portano dietro risorse
importanti che - lo ripeto e concludo - difficilmente, in caso
contrario, la Regione potrebbe riscuotere.
Dico difficilmente perché tali contenziosi, alcuni dei quali
hanno trent'anni di età, se si può definire età il tempo di
esame di una pratica, trent'anni di attesa, trent'anni di
ricorsi, trent'anni di cavilli giuridici e legali che hanno
creato disagio e incertezza nei confronti dei cittadini, hanno
bloccato la capacità finanziaria della Regione ed il suo diritto
a riscuotere i canoni di affitto sulle competenze demaniali e
sugli affitti di alloggi.
Anche in questo caso si differenzia il tipo di intervento
perché si privilegia il diritto alla casa e, dunque, si attenuano
i costi di applicazione di quest'articolo allorquando si
riferisce agli alloggi, mentre si mantiene una quota consistente
nel costo della chiusura di questa vertenza per quanto riguarda
gli altri canoni demaniali.
CAPODICASA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi,
l'articolo si presta ad una approfondita discussione e suscita
molte perplessità al punto che il Gruppo parlamentare dei DS ne
ha chiesto l'abrogazione, anche di qualche comma, per esempio il
comma 11.
E' superfluo nascondere che ci si trova dinanzi ad una forma
surrettizia di condono; c'è un contenzioso che, come affermato
dall'onorevole Fleres, ammonta a circa 1.200 miliardi di vecchie
lire per un numero di contenziosi che supera le 120 mila unità,
qualcosa di talmente esteso da fare pensare ad una forma di
evasione di massa dalle responsabilità degli obblighi di natura
finanziaria ed anche di natura giuridica. C'è un capannello
presso il banco del Governo
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, sospendo la seduta per dieci
minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 20.05, riprende alle ore 20.07)
Presidenza del vicepresidente Fleres
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Capodicasa per
ultimare il suo intervento.
CAPODICASA Riprendendo il ragionamento, i dati che ho fornito
configurano una forma diffusa di fuga dalla responsabilità e,
aggiungerei, quasi illegalità di massa che è stata tollerata per
diverso tempo, lei stesso signor Presidente diceva, poc'anzi
nella veste di parlamentare, da circa un trentennio.
Trovo veramente difficile fare un'analogia tra la Commissione
che si va ad istituire con l'articolo 6, la Commissione di
conciliazione, e la Commissione tributaria che emette sentenze,
che non fa conciliazioni, non fa transazioni, non rateizza, è
una giurisdizione vera e propria, contabile e tributaria.
Qui prevediamo una Commissione, signor Presidente e onorevole
assessore, che nella migliore delle ipotesi, riceverà una sfilza
di avvisi di garanzia con il rischio di andare in giudizio essa
stessa perché siamo in presenza di criteri generici e vaghi in
una materia, qual è quella delle transazioni, che è veramente
spinosa tanto da dare adito a sospetti perfino in relazione ad
arbìtri che possono essere commessi.
Se si vuole fare un'operazione di questo genere, ci sono vie
molto più lineari, che personalmente non condivido, sia chiaro,
ma che hanno tuttavia il sapore della linearità, che sono
istituzionalizzate.
Vi sono le cosiddette società di recupero crediti , che
esistono, hanno un indirizzo, hanno un titolare, hanno già
esperienza alle spalle. Vi sono le cosiddette bad bank , le
banche a cui vengono affidate, per il recupero di crediti, le
sofferenze che hanno altre banche.
Non si capisce per quali ragioni dovremmo istituire una
Commissione di nomina politica, oltre ai funzionari della
Regione, in quanto si prevede che tale Commissione può avvalersi
anche di esperti professionisti esterni, pagati profumatamente,
si parla di una quota dello 0,30.
Vorrei che qualcuno facesse un rapido calcolo su cosa
significhi tale quota su 1.200 miliardi, l'ammontare totale di
cui parlava l'onorevole Fleres nel suo intervento.
Qualcuno faccia il calcolo e capirà quale danno si produrrebbe
per l'economia e le finanze della Regione per non attivare in
modo efficiente i nostri uffici, il concessionario dei tributi,
perché anche lì paghiamo un concessionario che ha il compito di
svolgere questo lavoro; senza fare riferimento tra l'altro anche
all'Agenzia delle Entrate.
Alla fine, se l'intenzione del Governo è di commissionare
all'esterno, da un lato ci teniamo tutto il personale e nessuno
potrà andare in pre-pensionamento, in pensionamento o quanto
previsto dalla legislazione precedente in materia del personale;
dall'altro, però, commissioniamo quasi tutto all'esterno, ormai è
una moda. Potrei divertirmi a fare un elenco delle norme di legge
che, nel corso di tre o quattro anni, sono state emanate per
commissionare funzioni, che sono proprie dell'Amministrazione
regionale, all'esterno.
Ma vi pare che questo sia un modo serio di procedere? E' un
modo per poter dire che gli uffici non devono funzionare, non
devono svolgere il loro lavoro, neanche la Montepaschi Serit che
gestisce il settore della riscossione; in aggiunta pagheremo
ulteriore personale, ulteriori commissioni e ulteriori
professionisti esterni
Credo che le mie siano parole al vento in quanto, se ho capito
bene, nei banchi del Governo si sta svolgendo una serrata
trattativa a proposito di chi deve nominare la Commissione, se la
stessa deve essere presso la Presidenza della Regione o, come
sostiene l'emendamento dell'onorevole Misuraca di Forza Italia,
presso l'Assessore destinato alla Presidenza, che sarebbe
l'onorevole Cimino.
Poiché non tifo né per l'uno, né per l'altro, sarei favorevole
all'abrogazione dell'intero articolo e propongo di pensare meglio
su quanto occorre fare, perché se noi abbiamo un minimo di
decenza la linea dei pochi, maledetti e subito quattro soldi da
mettere a tampone alle tante falle che ha questo bilancio, e
quelli futuri, avremmo sicuramente garantito un livello alto di
moralità nei rapporti con l'utenza e, inoltre, avremmo motivato
il nostro personale.
PRESIDENTE Onorevole Capodicasa, non per replicare al suo
intervento, ma vi è in esso un punto debole, nel senso che le
somme in questione, al momento, non possono essere riscosse
poiché sono in piedi i contenziosi di cui si è detto e, pertanto,
tutti i riferimenti che lei ha fatto relativamente alla Società
di riscossione e a quant'altro sono, purtroppo, assolutamente
impraticabili. Infatti, questo articolo punta a chiudere la
partita chiudendo i contenziosi e, quindi, rendendo esigibili le
relative somme.
CAPODICASA Non è questa, però, la strada
PRESIDENTE Questa è una sua opinione, onorevole Capodicasa.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Governo, mi rivolgo alla Presidenza perché ho capito che lei
signor Presidente è il padre di questa norma, quindi, anche se
c'è il capannello davanti al Governo, so di avere in lei un
interlocutore.
Ritengo che la norma possa essere apprezzata positivamente, ma
che la stessa richiede una riflessione più attenta perché le
considerazioni espresse dall'onorevole Capodicasa rappresentano
gli stessi sospetti che avevo sollevato leggendo la norma e cioè
che non si parlasse esclusivamente di una chiusura del
contenzioso per dare certezza di diritto.
Sappiamo tutti quale sia la lungaggine del processo civile,
ancora più drammatica della lungaggine del processo penale, in
quanto rende incerta la situazione economica di famiglie, anche
indigenti, per troppo tempo. Quindi, ritengo questa norma
necessaria per le casse della Regione, ma anche per chiudere
sostanzialmente tutti questi contenziosi.
Però la disposizione va ripensata in quanto credo che ci siano
alcune incongruenze.
Intanto questa Commissione di conciliazione nasce con un doppio
decreto, ed è la prima cosa che non riesco a comprendere: il
primo decreto, su iniziativa esclusiva del Presidente della
Regione, che nomina la Commissione, un secondo decreto, questa
volta previo parere dell'Assessore competente, che ne determina,
invece, l'organizzazione e le funzioni. Questa è la prima
incongruenza che dovrebbe essere rivista.
Informo gli uffici, fermo restando che sono onorato di essere
sostituito dall'onorevole Confalone, che la seconda firma negli
emendamenti a firma dell'onorevole Ortisi non è dell'onorevole
Confalone, ma è la mia.
PRESIDENTE Prego intanto gli uffici di prendere atto del
fatto che gli emendamenti sottoscritti dall'onorevole Ortisi si
devono ritenere sottoscritti pure dall'onorevole Spampinato,
piuttosto che dall'onorevole Confalone, salvo diversa indicazione
del medesimo onorevole Confalone.
SPAMPINATO Preciso inoltre, signor Presidente, che
l'emendamento 6.25 non è un unico emendamento, ma sono tanti
emendamenti quante sono le lettere indicate, anche per dare una
correttezza grammaticale alla stessa dizione, si usa il singolare
e si fa riferimento a più lettere.
Ho introdotto il tema dell'emendamento 6.25 perché rappresenta
un'altra incongruenza evidenziata dall'onorevole Micciché e cioè
che a questa Commissione vengono attribuite funzioni che sono di
altri poteri e si creerebbe un rischio grave di duplicazione di
funzioni rispetto a quanto indicato dalla stessa legge.
Non riesco a capire il riferimento allo 0,%, perché bisogna
esternalizzare determinate funzioni di questa Commissione e
perché non prevedere eventualmente, laddove fosse necessario, una
dotazione annua per le funzioni che eventualmente fossero
affidate all'esterno anche in questo caso di 50 mila euro
all'anno.
Sono alcune considerazioni sorte da una non approfondita
lettura e che mi portano sostanzialmente a chiedere che questo
articolo venga riesaminato perché potrebbe produrre effetti
positivi, ma in una condizione diversa.
BENINATI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
perché - come lei sa bene, onorevole Fleres - anche in
Commissione Bilancio mi sono trovato a sostenerla, a condividerla
e a firmare un emendamento che inizialmente portava la sua
firma.
Preciso che su questa norma, l'onorevole Capodicasa ha posto un
problema: sembrerebbe che la norma voglia chiudere con una
sanatoria.
Il problema del demanio nella Regione siciliana entra sempre in
grande conflitto, in quanto il demanio, in particolare quello
marittimo, ma non solo, ha avuto sempre un iter difficile per la
regolarizzazione. Inoltre, si tratta di un problema che ha
creato la Regione nel 1993, e questo é provato. Infatti tutti i
canoni di concessione furono regolamentati nel 1989 con una norma
dello Stato e, poiché la nostra Regione, sulle problematiche del
demanio in generale, in particolare quello marittimo, ha
competenza esclusiva, ha perso ben quattro anni per recepire la
norma che riguardava i canoni nazionali, come si pagavano nel
territorio dello Stato.
Ma non solo, nel 1993, quando ha recepito la norma, in quanto
non era applicabile nessun costo da parte di chi utilizzava il
demanio, un gran numero di soggetti che chiedeva sistematicamente
alle capitanerie di Porto quanto doveva pagare, sistematicamente
si sentiva dire che non si poteva pagare in quanto la Regione non
aveva recepito la legge.
A questo punto, ed é paradossale, dopo quattro anni, nel
1993, la Regione ha recepito in una finanziaria - non so chi
c'era allora presente e ha fatto una cosa aberrante - i canoni
di concessione demaniali con una quota di pagamento del
settantacinque per cento in più rispetto a quelli dello Stato.
Quindi i cittadini, di colpo, hanno ricevuto, negli anni 1996/97,
un insieme di avvisi di somme che dovevano essere versate, con
aggravi e con indennizzi, addirittura, del cento e del duecento
per cento.
A distanza di anni, il legislatore dell'epoca ha voluto ed ha
creato i contenziosi, perché questa indennità creava degli
importi talmente grandi ai singoli concessionari che si sono
trovati improvvisamente in difficoltà e morosi verso la Regione.
Ho voluto precisare questo perché di questi casi - e parlo per
la parte marittima - ce ne sono una quantità enorme.
Inoltre, con la legge finanziaria del 1993, con la quale si
pensava che un aumento del settantacinque per cento portava
maggiori entrate al demanio marittimo della Regione, é risultato
tutt'altro ed é accertabile dagli atti del bilancio.
Feci, allora, una verifica e presentai un disegno di legge:
nel 1990 si incassavano circa dieci miliardi di lire sul demanio
marittimo e nel 1995/1996 si continuò ad incassare dieci o undici
miliardi, quindi il settantacinque per cento non cambiò nulla. Si
crearono solo contenziosi.
Ritengo, quindi, per la parte marittima, che l'onorevole Fleres
chiuderà questo emendamento una volta per tutte e creerà
finalmente la regolarizzazione di tantissime pratiche che
continuano ad essere in contenzioso.
Per la parte del demanio in generale, ritengo che anch'esso
soffra di questo problema, perché la Regione, dovendo a suo tempo
recepire tutto il demanio dello Stato, negli anni si é trovata in
ritardo rispetto a ciò che, poi, doveva essere pagato con la
norma della Regione e, pertanto, ecco la maggior parte dei
contenziosi sul demanio.
Saranno gli atti che ci vedranno impegnati a posteriori e
certamente sarà il tempo a stabilire se questa sarà una buona
norma.
Sono convinto, credetemi, che forse con questo passaggio si
incasseranno certamente dei soldi, quanti saranno, non sono in
grado di stabilirlo, ma una cosa é certa, si definiranno una
volta per tutte tante problematiche che, purtroppo, la stessa
Regione, nel 1993, per la parte marittima, ha creato con quella
iniqua norma del 75 per cento.
Pensate che alcune iniziative, parlo della pesca, vorrebbero
incentivare in Sicilia la coltivazione del pesce per le gabbie,
molte volte rinunziano a farle perché nella nostra Regione il
demanio marittimo, rispetto a quello della Calabria, costa il 75
per cento in più.
Pertanto, si organizzano a farle in altri posti.
PRESIDENTE. Pongo separatamente in votazione gli emendamenti
6.1 e 6.23, di identico contenuto. Il parere del Governo?
CUFFARO, Presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi é favorevole si
alzi.
(Non sono approvati)
Si passa all'emendamento 6.2.
MICCICHE'. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Onorevole Miccichè, sugli emendamenti il dibattito
é chiuso, stiamo votando. La discussione sugli emendamenti é
unificata e si é conclusa. Siamo alla votazione sugli
emendamenti.
Pongo in votazione l'emendamento 6.2.
Il parere del Governo?
CUFFARO, Presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi é favorevole si
alzi.
(Non é approvato)
Si passa all'emendamento 6.3.
Il parere del Governo?
CUFFARO, Presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi é favorevole si
alzi.
(Non é approvato)
Si passa all'emendamento 6.4.
MICCICHE'. La discussione sull'emendamento 6.2 non è
cominciata.
PRESIDENTE. Onorevole Miccichè, anche per non dovere ogni volta
determinare situazioni conflittuali tra me e lei che non ci sono
e che non hanno motivo di essere. Le sarei grato se lei seguisse
meglio i lavori d'Aula e se seguisse meglio il Regolamento
parlamentare.
Lei sa che la discussione sugli emendamenti é unificata, ognuno
parla su tutti gli emendamenti a sua firma. Successivamente la
discussione viene chiusa e si passa alla votazione. Pertanto, non
é previsto un intervento su ciascun emendamento. Lei, su ciascun
emendamento, al massimo, può chiedere di fare una dichiarazione
di voto e cioé se é a favore o contro, non un intervento.
MICCICHE'. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto
sull'emendamento 6.4.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
MICCICHE'. Signor Presidente, sa benissimo che mi riferivo a
questo, se vuole polemizzare può farlo, ma questo non mi
scalfisce minimamente perché il mio obiettivo era quello di fare
una dichiarazione di voto per ogni emendamento presentato.
Intervengo per ribadire, ancora una volta, e smentire il suo
intervento, signor Presidente, lo ha già fatto da questo podio,
quando faceva riferimento a 120 mila contenziosi aperti con
assegnatari, abusivi o non, di alloggi o di terreno demaniale
adiacente agli alloggi.
Le ribadisco, signor Presidente, che lei ha delle notizie
prettamente sommarie, qualche esponente di un ufficio periferico
della nostra Regione dell'Ufficio delle entrate le ha dato
notizie prettamente sommarie, individui che probabilmente faranno
parte di questa fantomatica Commissione cosiddetta di
conciliazione.
Questi signori, la maggior parte dirigenti, che oggi sono
probabilmente in pensione, le hanno dato una notizia molto
sommaria. Quando parlano di 120 mila contenziosi aperti avrebbero
dovuto spiegarle, considerato che lei, probabilmente, é
l'ispiratore di quest'articolo, che si riferiscono a quei
soggetti che hanno presentato istanza presso gli organi
competenti, nei Comuni, per sanare la loro posizione perché hanno
costruito abusivamente e quindi hanno un contenzioso aperto; o
che hanno pagato addirittura l'oblazione nei vari Comuni; oppure
perché hanno occupato abusivamente un terreno adiacente un
alloggio e vi hanno costruito abusivamente, hanno pagato
l'oblazione e aspettano la soluzione del contenzioso con i
Comuni.
Tali soggetti, che non hanno fatto certamente una costruzione
monumentale, degna di essere salvaguardata, la legge sulla
sanatoria edilizia sì li sanziona ma li sana attraverso
l'oblazione.
Noi facciamo pagare un'altra sanzione e ciò, a mio avviso,
rappresenta una duplicazione di provvedimento, perchè la maggior
parte di questi contenziosi riguardano i soggetti di cui lei ha
parlato, centoventimila, ma, di questi, la maggior parte rientra
in questa fattispecie e non mi pare che possano risolvere il
problema del buco finanziario della Regione.
Ci si trova di fronte ad un Governo che mentre da un lato
decanta ai quattro venti di togliere le tasse, dall'altro cerca
di spillare più soldi possibili a soggetti che sappiamo
benissimo essere assegnatari di alloggi popolari ed a quale
categoria sociale appartengano. E' previsto, addirittura, che se
questi soggetti non dovessero pagare, si dovrebbero buttare fuori
forzatamente.
Ciò prevede la legge
Dove si colloca, allora, la normativa secondo cui questi
soggetti avrebbero dovuto sanare la loro situazione attraverso la
domanda di sanatoria edilizia e dopo aver pagato l'oblazione,
mentre invece, ancora aspettano la risoluzione del problema?
L'informazione fornita da lei, signor Presidente, contiene un
dato approssimativo, in quanto i comuni nel recepire la domanda
di sanatoria edilizia di questi soggetti, a seconda del
proprietario, trasmettevano alla Regione, agli IACP o ad altri
enti la fotografia' della situazione.
Ecco perchè ci si trova di fronte ai centoventimila
contenziosi, cui lei fa riferimento.
La Regione, dunque, non ha attivato centoventimila contenziosi,
in quanto, ovviamente, non conosce individualmente i soggetti;
sono gli Istituti autonomi case popolari, sono i comuni che hanno
rapporti con questi soggetti e noi - indipendentemente, da una
situazione legislativa oramai consolidata e che fa il suo corso -
sappiamo le ragioni per cui queste pratiche sono bloccate e cioè
in quanto i comuni hanno spostato il personale competente dagli
uffici di sanatoria edilizia ad altri in modo tale che non si
facesse chiarezza tra queste pratiche e quelle risolte, invece,
non hanno avuto un iter di definizione globale del procedimento,
investendo altri organi - in questo caso la Regione - titolari
di alloggi popolari.
Signor Presidente, mi sono soffermato su questo aspetto per
ribadire che si sta facendo una cosa che non può andare avanti e,
a mio avviso, il Commissario dello Stato dovrebbe impugnare il
provvedimento perchè credo che si tratti di una duplicazione.
Credo inoltre che l'unico modo per poter giustificare
l'esistenza di questa Commissione sia quello di attribuirle il
compito di reperimento di somme che la stessa Regione non riesce
a recuperare.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 6.4.
Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole
si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 6.5. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole
si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 6.21, a firma Misuraca ed altri.
MISURACA E' ritirato.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, con il Presidente Misuraca si era addivenuti
a un'interpretazione - confesso la mia difficoltà a comprendere
l'articolo - cioè che tutta questa è materia delegata dal
Presidente della Regione all'Assessore alla Presidenza per cui
quando lo avevamo preparato eravamo convinti che fosse necessario
sostituire la parola Presidente della Regione' con Assessorato
alla Presidenza'; invece, poichè l'Assessorato alla Presidenza
agisce per delega del Presidente della Regione, è chiaro che
tutte le volte che si dice Presidenza della Regione' e la
materia è delegata all'Assessore alla Presidenza, è tutta
materia che compete all'Assessorato alla Presidenza.
In questo senso si giustifica il ritiro dell'emendamento, in
quanto a tutto pensa il Presidente della Regione tranne che a
caricarsi di altri oneri, avendo già tanti impegni, soprattutto
gli ultimi che mi stanno affidando.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 6.6.
MICCICHE' Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, è divertente questo balletto di
cortesie ipocrite tra i vari componenti del Governo, si
rinfacciano privatamente, poi pubblicamente si fanno le cortesie
di bon ton
La verità è che questo articolo vi serve per creare un altro
baraccone', un altro carrozzone' clientelare, assumendo,
probabilmente, incarichi per rimpinguare il vostro budget
elettorale. Questa è la verità dei fatti, perché sappiamo
benissimo che questi 1200, presunti, fantomatici milioni di euro
che volete recuperare, sono effettivamente inaccettabili sotto il
profilo monetario. Sappiamo benissimo che non è così e l'ho
dimostrato quando sono intervenuto poco fa sulla questione della
sanatoria edilizia.
Io vorrei sottolineare ancora una volta che questo 0,30 per
cento è eccessivo, perché probabilmente ci saranno due tipi di
scenari. Spero che il Commissario dello Stato bocci questo
provvedimento. Ci sarà un atteggiamento duro, feroce contro i
deboli, i poveracci assegnatari di alloggi che hanno costruito
magari qualche veranda, hanno modificato l'alloggio e si sono
autodenunciati. Sarete duri, inflessibili, si invocheranno
probabilmente le Forze dell'Ordine, l'Esercito, i Carabinieri, la
Guardia di Finanza, i Vigili urbani per sgombrare qualche
alloggio di questo genere e sarete molto flessibili,
sicuramente, verso coloro che da anni continuano a sperperare, ad
utilizzare il patrimonio regionale per fini di lucro, per
speculazioni, per creare profitto. Per questi, ci vorrebbe,
oltre che la commissione, i carri armati per spossessarli, e,
magari, per loro ci sarà la mediazione, sarete molto più morbidi
e si manderà avanti questa fantomatica commissione fatta da amici
degli amici - perché poi di questo si tratterà, visto che è di
nomina politica - che, secondo me, come giustamente ha detto
l'onorevole Capodicasa, è incostituzionale.
Noi spodestiamo i veri compiti d'istituto dei nostri dirigenti,
dei nostri impiegati, dei nostri dipendenti regionali, che
probabilmente sono stati costretti a non andare in pensione
perché il Presidente della Regione ha detto qui lo scorso anno,
proprio di questi tempi, che era necessaria la loro presenza,
che non dovevano andare in pensione perché dovevano lavorare,
perché c'erano tante cose da fare, tante problematiche da
risolvere e noi ora diamo questo compito ad esterni. Questo
verità la dice lunga
Questo Governo sta adottando una finanziaria che io definisco
una malafinanziaria'. Come si dice malagiustizia, malasanità,
malapolitica, esiste oggi la malafinanziaria', si tratta di un
neologismo, di un termine che io adotterò da ora in avanti per
riferirmi a questa finanziaria, che prende il nome di
malafinanziaria Cuffaro' perché il Presidente della Regione si
intesta un provvedimento di tale portata.
Allora, signor Presidente, con quest'articolo si dimostra di
voler consentire di dare spazio a tutti quei provvedimenti che
sono fumosi, clientelari, da un lato, ma che si dimostrano
fallimentari dall'altro.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 6.6.
Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole
si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 6.31.
Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 6.25.
Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 6.7.
Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 6.8.
Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della commissione e relatore di
maggioranza Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 6.26
Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 6.9.
Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 6.10.
Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della commissione e relatore di
maggioranza Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 6.27.
Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 6.11.
Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della commissione e relatore di
maggioranza Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE L'emendamento 6.21 è ritirato.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 6.29. Onorevole Cintola l'onorevole
Speziale e Spampinato si accingono a chiedere al Governo se è
disponibile ad accogliere l'emendamento 6.29.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Vorrei
evitare che si continuasse a pensare all'esecutività del Governo
con problemi come questo che hanno un'attinenza forte con la
finaza pubblica e con la finanza del bilancio.
Questo è uno di quegli articoli che abbiano considerato avere
una forte, urgente e immediata valutazione ed azione.
Io non ho problemi, possiamo pure togliere l'Assessorato
Bilancio'.....
PRESIDENTE Onorevole Assessore, il problema è di fare in
modo che la Commissione legislativa possa esprimere il parere
sul Regolamento. Non credo che questo sia particolarmente...
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Allora sono
favorevole.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 62.9.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario
si alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 6.12, 6.28 e 6.22 sono ritirati.
L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 6.28.
Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 6.22.
Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 6.13.
Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 6.14.
Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 6.15
Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 6.16.
Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole
si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 6.17.
Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole
si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 6.18.
Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole
si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 6.19.
Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole
si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'ìemendamento 6.20.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo è uno
degli articoli di compromissione, un provvedimento che è stato
proposto al Presidente della Regione da alcuni settori della
maggioranza, per cui è uno specchietto per le allodole che serve
a giustificare, a tappare questa falla nel bilancio e nella
finanziaria del Governo e della Regione per il 2005. Vedremo, fra
un anno, se saremo ancora qui, chiederemo i rendiconti di queste
entrate favolose' di cui si parla in questo articolo: Vedremo
che sarà un fallimento come sono state un fallimento le domande
di sanatoria edilizia, per le quali - sapete benissimo - che
sono entrati pochissimi soldi nelle casse regionali, perché da un
lato si incoraggia l'abusivismo, ma dall'altro serve solo per
fare partite di giro, per gonfiare fasulle entrate che non
arriveranno mai.
Questo mio intervento è per sottolineare il mio totale dissenso
a questo articolo e, ripeto, spero che il Commissario dello
Stato, che è l'unico garante al quale dobbiamo affidarci, faccia
rispettare le leggi di questo Stato, perché le leggi di questo
Stato devono avere un fondamento costituzionale e questo
provvedimento non ce l'ha, è soltanto un'accozzaglia di parole,
una dietro l'altra, senza nessun appiglio di carattere
legislativo.
Ormai, da diversi anni faccio politica e ho imparato che si
possono inventare le leggi, però devono avere un fondamento, cioè
devono avere un seguito, qua stiamo mettendo in piedi una cosa
che va in contrasto con le norme vigenti.
Se fosse una cosa nuova sarebbe un fatto rivoluzionario e
allora potrebbe essere anche accettato, ma questo articolo è in
perfetto contrasto con le norme vigenti, potrebbe valere se
accanto a questo ci fossero i provvedimenti di abrogazione di
vecchie norme che vanno in conflitto con l'attuale, ma, visto
che questo non c'è, sostengo e continuerò a sostenere che questo
articolo, sotto il profilo costituzionale, è incostituzionale.
SPAMPIANTO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPIANTO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per dichiararmi favorevole all'emendamento presentato come primo
firmatario dall'onorevole Miccichè e chiedo di apporre la firma,
perchè ritengo effettivamente illegittima questa norma.
Se si vuole abrogare una norma si devono specificare le norme
in contrasto nel dettaglio, non si può genericamente fare
riferimento a tutte le norme che sono in contrasto con la
presente legge. Credo che occorra specificare nel dettaglio le
norme che sono in contrasto con la presente legge, perché delle
due l'una: o è inutile, perché è normale che una norma che
supera sostanzialmente un'altra la abroga concretamente, oppure
bisogna, così come nella legislazione vigente è comprovato,
specificare le norme che sono in contrasto con la presente legge
e indicarle nel dettaglio.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 6.20. Il Parere
della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; che è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 6.21. Il parere della
Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 6.30. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 6 nel testo risultante.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, io voglio
rivolgere un invito al Presidente della Regione. Ritengo che
nell'articolo 6, così come è formulato nel momento in cui al
comma 4 ci riferiamo anche al demanio marittimo, non si è
minimamente tenuto conto che tutte le pratiche inerenti al
demanio marittimo si trovano presso l'assessorato regionale del
territorio e ambiente, che in quest'articolo di legge non viene
minimamente menzionato, per cui secondo me, nell'applicazione si
creerà una serie di problemi, di rapporti tra questa commissione
e gli uffici del territorio e dell'ambiente che di fatto sono
titolari della materia del demanio marittimo.
In più, mi permetto di suggerire al Presidente della Regione,
quando si fa riferimento al fatto che i modelli saranno
pubblicati solo nel sito Internet della Regione, teniamo conto
che sicuramente è importante cominciare ad utilizzare sempre di
più i nuovi strumenti telematici, ma consideriamo anche che
ancora ci sono migliaia di persone che non solo non hanno un
computer, ma che non conoscono neanche le procedure di accesso ad
Internet.
Allora, siccome la finalità dell'articolo 6 è quella di creare
entrate chiudendo contenziosi, cerchiamo di divulgare il più
possibile e quando uso la parola divulgare, assessore per il
bilancio e le finanze, mi riferisco alla famosa norma che in
questo Parlamento abbiamo approvato per cercare di accelerare le
procedure per chiudere le sanatorie pendenti, da vent'anni
l'una e dieci anni l'altra, ma se non accompagniamo e quindi se
non prevediamo nella norma una forma di pubblicità di questi
meccanismi, la gente non ne viene a conoscenza ed allora
rischiamo di far venire meno il senso della norma stessa.
Allora, dobbiamo anche in quest'articolato stanziare un minimo
di somme per pubblicizzare a tutti che si è costituita questa
commissione e che consente a chi ha contenziosi aperti con la
Regione di poter accedere per definire le pratiche.
In più avere fissato il termine in soli novanta giorni
dall'entrata in vigore della legge, secondo me , è un ulteriore
errore, considerando che questa legge entrerà in vigore il primo
gennaio, perché non diamo almeno centoventi giorni per divulgare
il fatto che si è costituita questa commissione e quindi tentare
di accedere a più soggetti possibili; più persone. infatti,
convinciamo ad utilizzare questa commissione per chiudere i
contenziosi, più soldi entreranno nelle casse della Regione.
Questo è il suggerimento che mi sento di dare al Governo prima
di votare l'articolo 6.
MICCICHE' Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che,
a parte che bisogna sistemare dal punto di vista grafico perché
il capoverso del comma 6 non è capoverso ma lo dovrebbe essere,
vi invito a rettificarlo prima di inviarlo come legge per la
pubblicazione sulla Gazzetta ufficiale perché potrebbe essere
interpretato in modo diverso. C'è un errore di impostazione
grafica
L'ultima osservazione dell'onorevole Acierno va nella stessa
direzione degli interventi che ho svolto in precedenza, mi viene
incontro per tutta una serie di motivi.
Mi sono dimenticato di parlare della competenza del demanio
marittimo che è completamente staccato da tutta una serie di
uffici, compreso anche quello del territorio, delle entrate che
ha tutta una procedura completamente separata e questa va ad
aggiungersi alla duplicazione di fattori legislativi.
Devo concludere e dire che spero che il Commissario dello
Stato impugni questo provvedimento, lo caldeggerò fino alla fine
perché appunto creerà una confusione, non solo per le ragioni
che ha detto l'onorevole Acierno, 90 giorni sono pochi e tramite
Internet, figuriamoci quei settori popolari, se zu peppino
assegnatario da 40 anni di un alloggio popolare sa che cosa è il
computer, nonostante il governo Berlusconi da alcuni anni
parlava di un computer per famiglia
Per cui spero che venga impugnato perché è un aggravio
sicuramente di spesa per il nostro martoriato popolo siciliano,
di quella parte di popolo siciliano bisognoso di altri tipi di
provvedimenti.
Certo, la stragrande maggioranza di coloro che hanno fatto un
abuso, che hanno occupato abusivamente un terreno demaniale, che
hanno costruito adiacente il proprio alloggio, ha presentato
istanza di sanatoria edilizia. Quindi, sarebbe un errore mettere
accanto a questo provvedimento un altro provvedimento che fa a
pugni e creerà confusione e disperazione, perché - pensate - una
povera famiglia di pensionati che abita l'alloggio da tanti anni
per presentare solo l'istanza dovrà fare un versamento di mille
euro, cioè praticamente l'equivalente di due pensioni, non
dovrebbe cibarsi almeno per due - tre mesi per poter pagare
questa domanda di sanatoria.
Stiamo scherzando Sono responsabilità di carattere sociale
che vi state assumendo in modo grave e spero che il Presidente
della Regione, che ha presentato questo disegno di legge, possa
rivederlo perché naturalmente non si rende conto della sua
gravità.
Una cosa sono i veri contenziosi come quello dell'emendamento
presentato dall'Assessore Cintola che si riferisce alle
concessioni delle acque termali. Quella è un'altra cosa, lì ha
perfettamente ragione, su quella metto la mano sul fuoco, lì ci
vorrebbero carabinieri, polizia, guardia di finanza, chi più ne
ha più ne metta, ma non mettiamo le mani nelle tasche dei
cittadini, perché di questo si tratta.
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 6. Chi è favorevole
resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Articolo 7
Entrate derivanti dalla prestazione di servizi resi
dalle Soprintendenze per i beni culturali e ambientali
1. Per le attività di istituto che le Soprintendenze per i beni
culturali e ambientali espletano in favore dei privati, sono
istituiti con oneri a carico di questi ultimi i seguenti diritti
fissi:
a) per il parere di competenza delle Soprintendenze per i beni
culturali e ambientali, ai sensi del decreto legislativo 22
gennaio 2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio),
da rilasciare nei termini previsti dalla normativa vigente ed in
applicazione dell'articolo 111 della legge regionale 16 aprile
2003, n. 4, è imposto un diritto fisso da calcolarsi su ogni
nuovo progetto secondo le disposizioni che seguono:
1) decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 Parte Il,
Titolo I, Capo III, Sezione I:
- interventi soggetti ad autorizzazione sui beni culturali
. euro 25;
- interventi di restauro su manufatti architettonici
.. euro 30;
- altri casi .. euro 10;
b) decreto legislativo 22 gennaio 2004, n. 42 Parte III,
Titolo I, Capo IV:
- lottizzazioni, attività estrattive .. euro
75;
- grandi strutture: porti, ferrovie, autostrade, ponti, etc.
. euro 75;
- condotte, impianti industriali euro 75;
- palificazioni (ripetitori telefonini etc.) .
euro 25;
- impianti eolici per ciascun palo euro 10;
- interventi di nuova realizzazione . euro 30;
- interventi su immobili preesistenti . euro
25;
- manifesti e cartelli pubblicitari per ciascun elemento
. . euro 10;
- pareri di massima . euro 15;
- altri casi . .. euro 10;
c) per le varianti ai pareri resi ai sensi del decreto
legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, l'importo è pari al 50 per
cento di quanto dovuto per i progetti approvati;
d) per il rilascio di attestazioni o certificazioni varie, da
dare entro 30 giorni euro 5;
e) per la consultazione di archivio euro 5.
2. I diritti previsti dal presente articolo possono essere
aggiornati con cadenza biennale con decreto dell'Assessore
regionale per i beni culturali ed ambientali e pubblica
istruzione.
3. Le somme sono versate in entrata in apposito capitolo del
bilancio regionale e con successivo provvedimento
dell'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze sono
impartite le disposizioni e le modalità per il versamento delle
stesse.
4. L'Assessore regionale per i beni culturali, ambientali e per
la pubblica istruzione con cadenza triennale, sentito il Comitato
di cui al comma 3 dell'articolo 9 della legge regionale 27 aprile
1999, n. 10 e successive modifiche ed integrazioni, determina con
proprio decreto le tariffe di ingresso ai musei, gallerie, aree
archeologiche, parchi, giardini e siti monumentali sulla base di
criteri economici, tenuto conto delle particolari condizioni
delle diverse fasce di utenze. Nell'ambito dello stesso decreto
vengono, altresì, individuati i casi di libero accesso e di
accesso gratuito. Nessuna delle eventuali agevolazioni può essere
regolata in modo da creare discriminazioni ingiustificate nei
confronti di cittadini dell'Unione europea.
5. Nella prima applicazione del comma 4, all'emanazione del
decreto si procede entro sessanta giorni dall'entrata in vigore
della presente legge. I corrispettivi per i servizi di
biglietteria stabiliti da convenzioni già stipulate continuano a
calcolarsi sulla base degli importi delle tariffe vigenti alla
data di stipula delle stesse.
6. Sono abrogati i commi 1 e 2 dell'articolo 9 della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10».
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati i
seguenti emendamenti:
-dagli onorevoli Miccichè ed altri: 7.3;
-dagli onorevole Speziale e Capodicasa: 7.4 e 7.5;
-dagli onorevoli Zago e Speziale: 7.2 e 7.1;
-dagli onorevoli Giannopolo e speziale: 7.6 e 7.7.
Dichiaro aperta la discussione generale. Sono iscritti a
parlare gli onorevoli Zago e Giannopolo. Ha facoltà di parlare
l'onorevole Zago.
ZAGO. Signor Presidente, sono firmatario di due emendamenti a
questo articolo, però non ho difficoltà a dichiarare che
condivido anche gli altri emendamenti che non sono a mia firma.
Di essi, il primo popone di abrogare l'articolo e questo a
fronte di tutti gli impegni dei vari assessori che, nel tempo, si
sono succeduti, cioè di una rivisitazione, di un ripensamento sul
ruolo, sulle funzioni, sulle competenze delle Sovrintendenze.
Stasera, invece, ci troviamo di fronte ad un articolo che,
anzichè affrontare questo discorso - capisco che non si può
affrontare con un articolo inserito nella legge finanziaria -,
istituisce nuove tasse, o meglio, l'aumento di diritti che
spetterebbero alle Sovrintendenze per gli adempimenti d'ufficio.
Credo che questo articolo, molto più opportunamente, dovrebbe,
potrebbe essere ritirato dal Governo ma mi rendo conto che, dal
momento che è stato inserito come entrata, il Governo non
apprezzerà positivamente l'emendamento di abrogazione.
Mi permetto di chiedere quindi l'apprezzamento positivo da
parte del Governo per l'emendamento 7.2 che si illustra da sé,
nel senso che prevede una riduzione degli aumenti previsti,
soprattutto per le pratiche che vengono attivate dai privati, e
poi per l'emendamento 7.1 perché, proprio tecnicamente, se si
vuole che il punto d), del comma 1, venga attuato, è necessario
modificarlo perchè si prevede che per il rilascio di
attestazioni o certificazioni varie da dare entro trenta
giorni... .
Mi chiedo, dunque, se nel caso in cui non vengono date,
consegnate entro i trenta giorni, il cittadino può richiedere il
rimborso. E, se sì, a chi lo richiede? E quando lo avrà?
Mi sono permesso quindi di aggiungere la formulazione da
corrispondere al rilascio , perché se lo spirito è che venga
pagato entro i trenta giorni, allora paghiamo al rilascio e non
alla richiesta perché al rilascio sapremo se è entro i trenta
giorni.
Signor Presidente, non mi turbo per il fatto che il Governo non
segue gli interventi dei parlamentari, però, le chiedo di
invitare il Governo, prima di dare una risposta negativa
pregiudizialmente, di verificare la procedibilità delle proposte
che formulo attraverso questi due emendamenti.
PRESIDENTE Come lei sa, più volte mi sono fatto interprete di
questa esigenza e, devo dire, spesso, il Governo ha ripensato la
sua posizione.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, francamente
non capisco il senso, o meglio si comprende ma, ai fini della
condivisione di quanto il Governo propone, occorrerebbero delle
valutazioni e delle spiegazioni molto più stringenti, molto più
ampie.
Con questo articolo che cosa propone il Governo?
Il Governo propone per gli enti preposti - e, in questo caso,
parliamo della Sovrintendenza, ma non capisco perchè l'Assessore
per il bilancio e le finanze si sia limitato alla Sovrintendenza,
visto che poteva estenderlo all'Ispettorato forestale, al Genio
civile, a chi gestisce il demanio marittimo, poteva estenderlo
alle USL che già lo richiedono - al rilascio di un parere che ci
sia un corrispettivo che il privato deve versare.
Nel caso in cui il parere e la procedura sono negativi, siamo
in presenza di un procedimento di diniego; in questo caso, il
cittadino o l'azienda o un soggetto privato che ha presentato un
progetto qualsiasi, che ha presentato l'istanza per avere un
parere, paga il diritto all'ente - in questo caso, alla
Sovrintendenza - per avere certificato un parere negativo.
Noto la illogicità e noto anche il carattere vessatorio del
modo di essere della pubblica amministrazione, in questa
fattispecie.
Per questo motivo, ritengo che il Governo debba abrogare questo
articolo o riscriverlo, in termini assolutamente diversi. E'
davvero una soverchieria il fatto che, non solo esprimo un parere
negativo, ma pretendo pure che questa espressione del parere
negativo debba essere sorretta da un pagamento da parte del
cittadino.
Ho presentato quindi l'emendamento che stabilisce il principio
che, al limite, si può riconoscere un diritto quando il
procedimento amministrativo ha una conclusione positiva. In linea
generale, ritengo che si può richiedere un corrispettivo per una
prestazione della pubblica amministrazione laddove il beneficio è
acclarato, ma, quando il beneficio per il cittadino non è
acclarato, mi chiedo che senso abbia stabilire una tassa a
prescindere. Certo, in seguito il rilascio di un certificato,
l'attribuzione di un beneficio, possono essere soggetti al
pagamento del servizio, ma quando il beneficio non c'è, non vedo
perchè tale pagamento.
Onorevole Assessore, tanto vale che andiamo alla
privatizzazione della pubblica amministrazione e stabiliamo il
principio che il rilascio di pareri di certificati è svolto anche
da un privato e che per ciò stesso va remunerato, perché se
invece rimane in capo alla pubblica amministrazione il compito di
vigilare, il compito di esprimere dei pareri, di limitare anche
attività edificatorie perché c'è un interesse generale da
guardare, credo che questo debba essere un costo sopportato dalla
pubblica amministrazione, a prescindere dal pagamento che per
questa prestazione deve essere effettuato dal cittadino,
considerato che lo stesso paga già le tasse.
Onorevole Acierno, onorevoli colleghi della maggioranza che
plaudite tanto alla riduzione delle tasse di Berlusconi, state
certificando che più si riducono le tasse a livello nazionale,
più voi ne reintroducete a livello regionale e a livello locale.
Cioè state facendo il gioco delle tre carte, quindi quando
qualcuno vi ha detto falsari non sbagliava.
PRESIDENTE Pongo in votazione gli emendamenti 7.3, 7.4 e 7.5.
Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non sono approvati)
Pongo in votazione l'emendamento 7.2. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Onorevole Assessore, sugli emendamenti 7.1 e 7.6 il Governo ha
avuto modo di approfondire la questione, in particolare
sull'emendamento 7.1? L'onorevole Zago richiamava la sua
attenzione sul fatto di esprimersi favorevolmente
sull'emendamento 7.1 in quanto prevede il pagamento se i tempi
sono rispettati, come è giusto che sia.
Pongo in votazione l'emendamento 7.1. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 7.6. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 7.7. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 7, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che l'articolo 8 resta accantonato.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'assessore
Cintola ha dato parere favorevole e, di conseguenza,
l'emendamento a firma dell'onorevole Zago é stato approvato.
L'emendamento prevede che se non si rispettano i trenta giorni,
non é più dovuta l'oblazione. Assessore Cintola, la invito, prima
di esprimere pareri, a leggere i testi, perché lei ha appena
stabilito...
PRESIDENTE Onorevole Acierno, la pubblica amministrazione
deve abituarsi ad essere rispettosa, soprattutto quando pagano i
cittadini.
ACIERNO Su questo non discuto. Vorrei soltanto che il Governo
fosse coerente con le cose che propone, perché il Governo dice
che il cittadino che si rivolge alla pubblica amministrazione
deve pagare preventivamente e poi, invece, si rimangia quanto
detto sostenendo che il cittadino paga solo a riscossione, ma
paga solo a condizione che vengano rispettati i trenta giorni.
Lei é d'accordo così, assessore Cintola?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Sono
d'accordissimo. La ringrazio. Se il cittadino ottiene un servizio
entra trenta giorni, é giusto che paghi. Inoltre, é giusto che
paghi meno, infatti, si parla di cinque euro, ma si passa a due
se, entro trenta giorni, ha il certificato. Diciamo alle
Sovrintendenze di lavorare.
CUFFARO presidente della Regione. Dopodichè le Sovrintenze
fanno un danno erariale.
ACIERNO Onorevole Presidente della Regione, questo é il
concetto, cioè, a quel punto, il ritardo della Sovrintendenza
creerà un danno all'erario perché produrrà minori entrate.
PRESIDENTE Può darsi che produrrà Sovrintendenze più
efficienti.
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Articolo 9
Definizione operazioni di dismissione
1. Le operazioni di privatizzazione e dismissione delle
partecipazioni azionarie degli enti economici regionali di cui
all'articolo 1 della legge regionale 20 gennaio 1999, n. 5, ferme
restando le disposizioni previste, devono essere definite entro
il 31 dicembre 2005.
2. Al comma 1 dell'articolo 77 della legge regionale 3 maggio
2001, n. 6 e successive modifiche ed integrazioni sono soppresse
le parole da per essere destinate' sino a al comma 2'.
3. Il comma 2 dell'articolo 77 della legge regionale 3 maggio
2001, n. 6 e successive modifiche ed integrazioni è abrogato>>.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dagli onorevoli Miccichè ed altri: 9.1, 9.2, 9.3, 9.4;
-dagli onorevoli Forgione e Liotta: 9.5;
-dagli onorevole Speziale e Capodicasa: 9.6, 9.7, 9.8, 9.9;
-dagli onorevoli Oddo ed altri: 9.10;
-dagli onorevoli Giannopolo e Speziale: 9.11
-dal Governo: 9.12.
PANARELLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PANARELLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
Assessore, onorevole Presidente della Regione, già nella
commissione di merito, questo articolo, almeno nella parte che
pone la scadenza per le dismissioni al 31 dicembre, era stato
bocciato.
Il modo in cui si é sviluppata tutta la finanziaria, con le
note riserve sulle procedure attivate in Commissione bilancio, ha
evidentemente determinato una riconsiderazione del voto espresso
dalla Commissione attività produttive. Lo ripropongo, senza
volere riprendere la polemica sul modo in cui é stata approvata
in Commissione bilancio la finanziaria, per sottolineare che, al
di là delle questioni procedurali, signor Presidente, ci troviamo
di fronte ad una situazione che, nel merito, non tiene conto di
una discussione della quale é stato testimone, per la parte di
sua competenza, l'Assessore per l'industria, qui presente, quando
in maniera argomentata e con una maggioranza significativa, la
Commissione di merito ha messo in discussione questo emendamento.
Il fatto che si riproponga in Aula tale e quale, significa che
le considerazioni serie, proposte nella Commissione di merito e
che hanno portato a quel voto di soppressione dell'articolo, non
possono essere dal Governo eluse e io cercherò di riproporle qui.
Vi è un processo di dismissione regolato da una legge, votata
sulla base di un dibattito molto approfondito dall'Assemblea
regionale siciliana, in un confronto con la società siciliana
nelle sue espressioni più significative e che tendeva a chiudere
positivamente la pagina della Regione imprenditrice. Sappiamo,
peraltro, che già l'anno scorso su questo tema si era sviluppata
una discussione, anche all'interno del Governo, sull'opportunità
di dismettere tutte le partecipazioni regionali, ed è aperto
tuttora il tema di alcune dismissioni che hanno incontrato delle
difficoltà, per esempio la vicenda ITALKALI che ha indotto
l'assessore per l'industria a sospendere il bando di gara e a
riconsiderare tutto il tema delle dismissioni.
Ora, mettere la data del 31 dicembre, a parte il fatto che
probabilmente è in contraddizione con le stesse procedure
regolate dalla legge in materia di dismissioni, può determinare
una svalutazione delle partecipazioni regionali nel senso che gli
eventuali acquirenti, trovandosi di fronte ad una data definita
per legge, potrebbero regolarsi di conseguenza e non ingaggiare
una competizione al rialzo, ma al contrario fare offerte in
rapporto alla data per acquisire, al ribasso, le partecipazioni
regionali. Questa scelta è del tutto incongrua, contraddice le
leggi di mercato ed anche le procedure di legge e non ha nessuna
possibilità di essere rispettata.
PRESIDENTE La invito a concludere.
PANARELLO Mi sono soffermato qualche minuto in più proprio
per le ragioni che le dicevo prima. Trasecolo all'idea che la
Commissione di merito discuta, affronti il tema, si pronunci e
poi nella Commissione finanze si riproponga tale e quale il testo
e, poi, lo si riporti in Aula senza tenere conto del dibattito
che c'é stato. E, comunque, é un tema molto delicato che credo
meriti una riflessione da parte di tutti i colleghi parlamentari,
penso che meriterebbe un'adeguata riflessione da parte del
Governo, ripeto noi ci troviamo oggi di fronte al paradosso che
la procedura di dismissione delle quote Italkali é stata sospesa
e non sappiamo quando sarà ripresa e, nello stesso tempo, si pone
una data per quanto riguarda le dismissioni delle altre
partecipazioni regionali, inclusa Italkali, che appare del tutto
contraddittoria e quindi incomprensibile. Noi rischiamo di
approvare un articolo di legge che non ha la finalità di
accelerare il processo perché su questo versante naturalmente non
ci possono essere obiezioni, ma di svilirlo e di renderlo meno
efficace e meno produttivo dal punto di vista dell'interesse
della Regione.
CAPODICASA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, vorrei richiamare l'attenzione
dell'assessore su un brevissimo ragionamento che intendo svolgere
a proposito dell'articolo 9. Quando noi, onorevole assessore,
abbiamo criticato l'impostazione della finanziaria
sottolineandone l'inattendibilità, tra i tanti riferimenti che
avevamo fatto ve ne era uno legato all'articolo 9, alla
definizione delle operazioni di dismissione.
Tutti sappiamo che entro il 31 dicembre 2005, dato che
rimangono ancora poche società da dismettere, completata quella
sull'ITALKALI - con la speranza che si definisca al più presto la
vicenda - e considerato che avvalendosi del DPR 32 del 1997,
l'Assessore per l'industria ha bloccato la procedura di
dismissione.
Credo che al più presto il Governo debba farsi un'idea e
decidere sul prosieguo della dismissione di ITALKALI. Una volta
assunta la decisione, la dismissione può avvenire in breve tempo
in quanto il decreto prevede che, dopo il blocco, il Governo
possa dare disposizioni al Commissario per l'avvio di una
trattativa privata o, volendo, per fare un secondo rilancio nel
tentativo di aumentare il prezzo che nella prima offerta appaia
incongruo e basso.
Dopo l'ITALKALI, le dismissioni ancora da operare sono quelle
della SARCIS e della SICILIANA GAS; quindi, nell'arco di dodici
mesi, le dismissioni si possono completare, non essendo peraltro
- proprio per queste due ultime società - difficile arrivare ad
una composizione essendo soggetto partner privato la Regione,
l'ENI e quindi immagino che si dovrà andare, in prima istanza, ad
una trattativa privata. Credo che non sia complicato raggiungere
l'obiettivo entro il 31 dicembre 2005.
Il problema è - come tutti sappiamo - che, dismesse le società,
non si può considerare conclusa la dismissione in quanto poi
occorre un tempo, previsto dal Codice civile, per regolare le
partite finali.
La liquidazione degli enti economici non è conclusa con il
concludersi delle dismissioni, onorevole Assessore, ma allora lei
non può mettere in entrata, nell'esercizio finanziario 2005, le
somme derivanti dalle dismissioni poichè alla fine bisognerà,
concludendo la liquidazione, regolare le partite finali. A quel
punto si saprà quali saranno le entrate per la Regione siciliana
che possono essere versate nel bilancio della Regione.
E' evidente che questa operazione messa lì ha un solo effetto:
giustificare una posta in entrata per pareggiare le spese e
consentire al Governo di dire che il bilancio è fatto, ma in
realtà non è così.
Secondo elemento, e mi rivolgo in particolare al Presidente
della Regione e a tutti coloro i quali, compreso l'assessore
Leontini, vivono e operano in territori che sono interessati dal
comma 2 dell'articolo 77 della legge regionale 6 del 2001 e
successive modifiche ed integrazioni.
Onorevole Presidente della Regione, considero una somma
ingiustizia che il comma 1 dell'articolo 77 della legge 6 del
2001 e il comma 2 dell'articolo 77 della legge 6 del 2001 vengano
abrogati.
Lo spirito di questi due articoli era quello di risarcire i
territori interessati laddove erano ubicate le società da
dismettere, del danno, di un certo danno che ne avrebbero
ricavato appunto dalle dismissioni e dalle garanzie che comunque
le società a prevalente capitale pubblico comportavano, sia per i
dipendenti lavoratori sia anche per le attività stesse che
svolgevano. Con questa norma, nelle ultime variazioni di
bilancio, sono stati destinati ben 52 milioni di euro, non so se
ricordo la cifra in modo esatto, per il territorio di Ragusa, per
risarcirla dalla dismissione della INSICEM che fu la prima delle
società ad essere dimessa.
Abrogando quell'articolo vorrei capire che effetto si ha. Se
l'effetto è quello di annullare il trasferimento già disposto ma
non ancora attuato, con questo emendamento, di cui vengo a
conoscenza in questo momento, facciamo salvi i trasferimenti
verso la provincia di Ragusa.
Onorevole Presidente, lei è stato eletto deputato a Palermo ed
è originario della provincia di Agrigento, ma quella di Enna è
l'unica provincia che riceve un danno dalla dismissione perché,
mentre per le altre società delle altre province si sa che
l'attività, ancorché passi ai privati continuerà ad esistere,
proprio la provincia di Enna subirà un danno perché lì l'Italkali
non lo permetteva.
Io credo che si stia operando uno scippo' ai danni di queste
province. Allora, o nessuna provincia ottiene trasferimenti,
anche questo mi sembrerebbe sbagliato dopo che sono state
previste dalle leggi precedenti questi trasferimenti, oppure
devono averli tutte le province, tutti i territori provinciali,
compresa Palermo, compresa Agrigento, Enna e credo ci sia anche
una ricaduta nella provincia di Caltanissetta.
ODDO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Onorevole Capodicasa, rispetto a questo argomento
ed alla durata dell'intervento, questa Presidenza è stata
ripetutamente oggetto di contestazioni e polemica, lei
comprenderà che da questo punto di vista, mio malgrado, sarò
costretto ad intervenire.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Oddo.
ODDO Signor Presidente, non vorrei riprendere la questione
posta dai colleghi che mi hanno preceduto in quanto rischierei
solo di ripetermi, dato che è ampiamente condivisibile e quindi è
ovvio che eviterò di fare riferimenti a quanto detto
dall'onorevole Panarello e dall'onorevole Capodicasa.
Su un punto invece, vorrei aggiungere qualcosa e fare un
esempio concreto, rispetto anche a quanto ha accennato alla fine
del suo intervento l'onorevole Capodicasa.
Il Governo dovrebbe spiegare perché non intende destinare le
somme derivanti dalla dismissione della Sicilvetro, per quanto
concerne le infrastrutture, alla provincia di Trapani.
Onorevole Presidente della Regione, lei è contro la provincia
di Trapani e le spiego il perché.
Lei si reca in provincia di Trapani per fare interventi e
incontrare i molti che l'hanno ascoltata - ricordo quel giorno
con estremo interesse - e poi, in quest'Aula, sostanzialmente
propone non solo, per come è strutturato, l'articolo 9, ma anche
l'emendamento 9.12 che - come diceva l'onorevole Capodicasa -
equivale a dire che una parte della Sicilia è di serie B e
un'altra è stata promossa in serie A, ai sensi della legge n. 6
del 2001, articolo 77. Ciò che è evidente è la disparità di
trattamento che, appunto, non sfugge a nessuno, perché si prevede
che dalla dismissione della Sicilvetro, i soldi derivanti, una
volta incassati, non si destinano al territorio; al contempo,
dalla dismissione di altri enti, che hanno riguardato altre
province, si destinano le risorse in quel territorio per andare
a realizzare infrastrutture, essenziali per lo sviluppo del
territorio stesso.
Quindi, ecco spiegato il motivo per cui lei, onorevole
Presidente della Regione, è dichiaratamente contrario alla
provincia di Trapani: è bene che lo si sappia, perché non si
possono sottrarre risorse.
E mi rivolgo a lei, signor Presidente, che ho ascoltato con
interesse e con cui ho anche avuto modo di dialogare,
confrontandomi in occasioni importanti, con centinaia e centinaia
di persone, occasioni nelle quali mi è sembrato, da questo punto
di vista, attento alle dinamiche territoriali.
In questo caso, questa sera, volete invece che noi facciamo
finta di niente, e ciò, non solo rispetto alle cose dette dai
colleghi Panarello e Capodicasa per quanto concerne la logica che
ispira questo articolo, e quindi affinché si realizzi comunque il
pareggio di questo bilancio, considerando cioè tali entrate per
le quali, sostanzialmente, vi assumete la responsabilità di dire
qualcosa che non potreste, vale a dire che le dismissioni debbano
essere concluse entro il 31.12.2005.
Lo sappiamo tutti che non è così. Ma le mie osservazioni non
si limitano solo a questo aspetto, dicevo. Se passasse tale
previsione, è come se dicessimo che chi ha avuto, ha avuto, chi
ha dato, ha dato : nel momento in cui, cioè, si sono operate
dismissioni in altre province, quei soldi erano destinati a
infrastrutture in quelle stesse province. Adesso, in cui invece
la dismissione riguarda la Sicilvetro, che è nella fase
conclusiva - anzi si può dire che è conclusa - prendiamo quei
soldi e li scippiamo a quello stesso territorio, a dispetto di
quanto abbiamo deciso in quest'Aula con la legge n. 6 del 2001: e
motiviamo tutto ciò perché abbiamo altre esigenze, anche per
quanto concerne un modello di governo incomprensibile, caro
signor Presidente. Queste norme, infatti, così come sono state
concepite nel 2001, non si toccano E dovreste ben saperlo, anche
per quanto concerne la questione di una visione complessiva e
organica di ciò che rappresenta la nostra Isola, la nostra
Regione: non si può dare l'immagine ai nostri cittadini
siciliani che si è veramente cittadini di serie A o cittadini di
serie B, cittadini di frontiera Non si può fare, caro signor
Presidente
Voi lo state facendo, invece, e, addirittura, con la faccia
tosta, tirando fuori questo emendamento secondo cui sono fatte
salve le destinazioni di risorse già autorizzate da disposizioni
legislative precedenti la presente legge.
Cari colleghi eletti nel collegio di Trapani, dove siete e
cosa avete intenzione di dire stasera, da questo punto di vista?
Non è possibile accettare questa logica
Quando abbiamo discusso in quest'Aula nel 2000, abbiamo
dibattuto su una norma di carattere generale. Non abbiamo
discusso di destinare - cosa che si può fare - una parte, o
comunque entrate per quanto concerne le dismissioni,
limitatamente ad una parte del territorio della Regione. Per
carità, si può anche fare, perché ci possono essere particolari
condizioni; abbiamo deciso, però, una norma di carattere generale
che deve valere per tutti i cittadini siciliani, senza disparità
alcuna.
Non è giusto e noi, assolutamente, da questo punto di vista,
non possiamo permettere che ciò accada.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, mi stupiscono queste prese di posizioni
particolaristiche e particolari che alcuni parlamentari in Aula
stanno prendendo.
Credo, infatti, che una politica che abbia a cuore veramente
la Sicilia, scelga di programmare, di scegliere; noi, in questi
anni, abbiamo tentato di farlo, abbiamo saputo dire tanti no ed
oggi raccogliamo il risultato: giorno 21 inauguriamo ed apriamo
la Palermo-Messina.
SPEZIALE Ringrazi D'Alema
CUFFARO presidente della Regione. Se invece di allocare
tutte le risorse necessarie affinché una grande struttura viaria,
importante per lo sviluppo della nostra Isola, potesse essere
completata, ci fossimo attardati a ridistribuire risorse in giro
per la Sicilia, oggi non avremmo il completamento della Palermo-
Messina, non avremmo il grande appalto della Catania-Siracusa,
non staremmo completando la Siracusa-Gela.
Questo Governo ha scelto di programmare. Non ci sono province
migliori delle altre, c'è una scelta di fare quello che serve,
innanzitutto a favore delle imprese siciliane, facendo partire un
meccanismo di competizione virtuosa delle nostre imprese
medesime, affinché si creino condizioni di sviluppo e di lavoro,
portando poi benessere anche nelle altre province che beneficiano
a loro volta di questo meccanismo che reca loro profitto.
Non capisco quindi la presa di posizione dell'onorevole Oddo e
del presidente Capodicasa che si attardano a difendere qualche
piccolo interesse particolare che spesso non contraddice un
interesse complessivo...
CAPODICASA E' una legge che avete fatto voi...
CUFFARO presidente della Regione. Questo Parlamento ha
approvato una legge...
CAPODICASA No E' una proposta del Governo, non del
Parlamento
CUFFARO presidente della Regione. Il Parlamento, dicevo, ha
esitato una legge in un momento particolare che riguardava la
provincia di Ragusa...
CAPODICASA Riguardava tutte le province
CUFFARO presidente della Regione. Il provvedimento è stato
approvato per la provincia di Ragusa, poi esteso a tutte le
province, ma questo non vuol dire che dobbiamo continuare a
difendere interessi particolaristici di alcune province che non
incontrano l'utilità e la possibilità di raggiungere un progetto
di bene comune, che deve essere la garanzia dello sviluppo della
Sicilia.
Riteniamo utili queste risorse, affinché possano essere
ricomprese in una programmazione generale dove, alla fine,
probabilmente, alla provincia di Trapani potranno magari
attribuirsi maggiori somme rispetto a quelle che andrebbero se
dessimo la sola liquidazione della Sicilvetro: a questo si
riferiva l'onorevole Oddo quando si attardava a difendere un
interesse.
E la norma di cui parlavo, torno a ricordarla, era una norma
che, nella sua filosofia, tentava di far rimanere nella provincia
la possibilità di sviluppo che sarebbe venuto meno con la perdita
di una industria che non produceva più nel territorio. Questo non
succederà nella provincia di Trapani perché la Sicilvetro, non
solo non chiude, perché non viene dismessa per chiusura, ma viene
soltanto venduta al privato per la parte pubblica: l'acquirente
privato, di conseguenza, diventa proprietario dell'intero e
continua a lavorare e portare sviluppo. Non si perde una unità di
lavoro, quindi non c'é un danno per la provincia.
Quando si è fatta l'operazione Ragusa , tutto questo non si è
preso in considerazione. Ma ciò cosa vuole dire, che continuiamo
a seguitare in un errore, quando questo non serve, non mira agli
interessi della Sicilia?
Quindi io pregherei l'onorevole Oddo ed il presidente
Capodicasa a guardare complessivamente ad una programmazione. So,
peraltro, che l'onorevole Capodicasa, quando ricopriva la carica
di Presidente della Regione, ha ben posto attenzione a tali
aspetti: vi prego affinché evitiate di insistere su un errore
commesso dal Parlamento e che non è necessario continuare a
perpetrare
PANARELLO Signor Presidente, lei non ha risposto in merito
alle scadenze, aspetto importantissimo
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, adesso avrò
modo di dire perché l'intervento del Presidente della Regione è
un intervento zoppo.
E' zoppo perché sostanzialmente si è contraddetto rispetto alla
premessa. Vengo subito al nocciolo delle questione. Già
l'intervento dell'onorevole Capodicasa faceva riferimento alla
questione della partita in entrata che il Governo ha inserito
nel bilancio. Mi riferisco alla discussione che si è concentrata
sulla dismissione del 51% della società Italkali.
L'intervento del Presidente della Regione è un intervento
zoppo , lo ribadisco. Ha contemporaneamente detto due cose in
contrasto. Ha ragione l'onorevole Capodicasa quando, nel suo
intervento, faceva riferimento al fatto che questa norma si pone
in contrasto con la posta di bilancio in entrata, messa sulla
dismissione dell'Italkali. Dismissione che, allo stato attuale,
possiamo dire che non c'è, proprio perché in questi giorni, dopo
il decreto dell'assessore al ramo, onorevole D'Aquino, si è
appreso dai mezzi di informazione che il commissario liquidatore,
la dottoressa Alessi, ha proceduto a revocare qualsiasi tipo di
procedura, proprio sulla base del decreto emanato dall'assessore
competente. Quindi, attualmente, non c'è dismissione, siamo
piuttosto in alto mare
In sostanza, dove sta la ragione di questa revoca? Sta nel
fatto che la richiesta dell'acquisto del 51% è una proposta
insoddisfacente da parte della società vincitrice, possiamo
definirla così: su questo aspetto, peraltro, ho molte riserve,
tanto è vero che ho presentato un'interrogazione ed aspetto
ancora una risposta dall'assessore, proprio per le ragioni che si
sono dette.
Su questo argomento ci sono state riunioni presso la competente
Commissione, ci sono stati dibattiti in provincia di Agrigento,
di Palermo, interventi di vari deputati.
Sono contrario per principio alle privatizzazioni, per ragioni
di etica politica, ma poiché c'è questa legge, dobbiamo fare i
conti: una cosa, infatti, sono le utopie, i propri pensieri, le
proprie prerogative ideologiche, una cosa è invece la realtà. La
realtà è che questa dismissione è nata male e sta finendo
ugualmente male per tutte le ragioni dette.
Per la richiesta di vendita dell'Italkali, uno dei motivi per i
quali si ritengono insoddisfacenti i famosi 24 miliardi di
vecchie lire, 12 milioni di euro, è il fatto - e questo è stato
sostenuto da tutti - che nella richiesta medesima non esisteva il
progetto per l'utilizzo del salgemma cainite, che potrebbe
produrre fertilizzanti per l'agricoltura, non solo biologica, ma
soprattutto per l'agricoltura tradizionale. Si tratta di un
elemento fertilizzante che potrebbe sostituire quelle porcherie
di fertilizzanti chimici che, purtroppo, vengono ancora
largamente usati in agricoltura: abbiamo inoltre la possibilità -
a basso costo - non solo di utilizzare tale componente nella
nostra agricoltura, ma anche di esportare questo stesso prodotto,
regalatoci dalla cainite, che, guarda caso, si trova in una
miniera molto particolare della provincia di Agrigento, di
Realmonte e Racalmuto.
Ebbene, abbiamo saputo dai giornali che la Regione ha detto di
no al progetto della cainite.
Vorrei capire cosa si intende fare, perché se continuiamo così,
significa che il prezzo di 12 milioni di euro rime tale e non ci
sarà un appetito da parte di nuove società per l'acquisto di
questo 51%.
Vorrei sapere pertanto cosa intende fare il Governo e cosa
pensa relativamente alle dette osservazioni. Mi riservo comunque
di intervenire successivamente.
VIRZI' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
VIRZI' Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho qualche
perplessità su questo articolo 9, in relazione al comma 1, per
il fatto che sulla materia specifica ho partecipato ai lavori
della III Commissione Attività produttive : in qualche modo, al
di là del problema circa la tempistica (sono passati infatti sei
anni da quando l'iter delle dismissioni è stato avviato con
legge) ho anche posto l'aspetto relativo non soltanto alla
congruità del prezzo, ma alla qualità dell'interlocutore
interessato all'acquisto di Italkali. E dico ciò, dato che qui è
il caso di parlare di cose serie e non dei barattoli vuoti che
residuano da vendere, di ferri vecchi che nessuno mai acquisterà
Io credo che, pur comprendendo perfettamente le ragioni di
bilancio, il buon senso dovrebbe dirci che anche in
considerazione che questo processo di dismissione è in atto - e
che non stiamo producendo atti interruttivi sulle trattative
private che possiamo intraprendere, sulle aste pubbliche, sui
bandi internazionali - stiamo intervenendo decretando per legge
la fine della malattia, invece di cambiare il medico
Cari Assessori al Bilancio ed all'Industria, credo che noi
dovremmo segnare un termine fisso per l'attività dell'attuale
commissario liquidatore che, in sei anni, non ha quagliato
niente Credo che ciò sia un problema che il Governo di
centrodestra, anche per la sua credibilità esterna, dovrebbe
porsi; a tal riguardo, mi pare che non sia affatto congruo ed
opportuno, come in nessuna compravendita, che qualcuno debba
vendere per legge, perché in quel momento, automaticamente, si ha
minore forza contrattuale: quando io so che tu devi vendere per
forza di legge, costretto dalla legge, o come dicono i latinisti
ope legis , abbasso il prezzo di conseguenza.
Mi permetto allora di ricordare che, proprio su questa linea,
per questo difetto di impostazione, abbiamo ricevuto
dall'austriaca Salinen un'offerta che è insultante: laddove
infatti l'advisor nominato dalla dottoressa Alba Alessi aveva
valutato il 51 per cento dell'Italkali qualcosa come 22 milioni
di euro, la proposta più vantaggiosa ricevuta a tutt'oggi è di 12
milioni di euro
Credo che le vendite siano affidate alle leggi di mercato e non
possiamo stabilire per legge la data ultima entro la quale
dobbiamo incassare certe cifre. Credo che, presuntivamente, alla
data del 31 dicembre 2005, possiamo ragionevolmente appostare
delle cifre in entrata, giacché nessuno vuole fermare le
dismissioni, ma dire che è il termine ultimo, significa
autostrangolarci di fronte alla concorrenza internazionale che
può acquistare le nostre aziende gioiello per quattro soldi Qui
non parliamo di una finanziaria, di un gruppo di azionisti
dimostratosi interessato, parliamo della diretta concorrenza che
acquista per chiudere, il che vuol dire che laddove c'è una
platonica garanzia per i 300 dipendenti dell'Italkali, non ce n'è
alcuna per i 900 lavoratori dell'indotto.
Credo quindi che, al di là del fatto finanziario immediato,
dobbiamo guardare in prospettiva, fermo restando che possiamo
certamente appostare cifre in bilancio perché nessuno intende
fermare il processo di dismissioni.
Ritengo però che indicare date ultime sia assolutamente
antieconomico e tassativamente illiberale, perché disconosce le
più elementari leggi di mercato.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Acierno. Ne ha
facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, ringrazio
preliminarmente il Presidente della Regione per il suo
intervento, perché ha ben motivato quello che abbiamo previsto
all'articolo 9, più specificamente al comma 2 e al comma 3, cioè
la programmazione.
Ci siamo trovati in questa legislatura con una norma che, di
fatto, penalizzava il territorio delle province siciliane, quindi
il contrario rispetto a quello che hanno affermato alcuni
colleghi del centrosinistra. La storia vera l'abbiamo vissuta
pochi mesi fa, allorquando, rispettosi di quella norma, il
Parlamento ha destinato oltre 50 milioni di euro al territorio
della provincia regionale di Ragusa, ma i proventi di quella
dismissione non avevano in quel territorio medesimo provocato
nessuna diseconomia. Anzi, al contrario, poiché in quella
fattispecie non si era dismesso nessun impianto produttivo, in
realtà si erano cedute quote di partecipazione, e a fronte di
questa operazione, l'intervento dei privati ha fatto sì che
quell'azienda crescesse nel fatturato e nell'occupazione. Ma
c'era una norma sbagliata.
Nessuno si sente di fare un passo indietro sugli impegni
assunti, nel rispetto delle leggi, e in tal senso è stato
presentato l'emendamento 9.12 che garantisce che tutto ciò che è
già stato programmato con quei proventi verrà fatto. Ma la grande
novità - ho voluto fortemente questa norma in Commissione
Bilancio - è quella che, finalmente, i proventi delle dismissioni
potranno, secondo il sano principio della programmazione, essere
destinati a tutto il territorio della Regione siciliana,
altrimenti rischieremmo di continuare a perseguire degli errori
fantasmagorici.
Intendo rivolgermi ai cittadini di tutte le province per dire
che, abrogando quell'articolo di legge, garantiamo che i proventi
di tutte le dismissioni, con una oculata programmazione, potranno
essere destinati dove c'è realmente necessità di crescita
economica, di investimenti nelle infrastrutture.
Abbiamo posto fine ad una norma che ci costringeva ad investire
e rendere felici i ricchi, a discapito dei poveri.
Da questo momento, con l'approvazione dell'articolo 9, la
Regione, con i proventi delle dismissioni, potrà realmente
investire in quei territori che hanno necessità di interventi e
di un occhio di riguardo da parte del Governo.
PRESIDENTE E' iscritto a parlare l'onorevole Speziale. Ne ha
facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, ero tentato
di rinunciare al mio intervento, ma poi ho sentito l'esigenza di
fare un paio di osservazioni al Governo.
Vorrei chiedere al Presidente Cuffaro - considerato che ho
avuto la fortuna di vedere il suo spot sull'apertura
dell'autostrada Palermo-Messina - di evitare di fare spot anche
in quest'Aula.
Qui discutiamo di norme, sugli spot discutiamo fuori da questa
sede. Sappiamo bene che si aprirà l'autostrada Palermo-Messina e
sappiamo pure che i fondi nazionali sono stati stanziati dal
governo D'Alema.
Riguardo alle questioni di merito sull'emendamento, noi abbiamo
fatto alcune osservazioni critiche nei confronti di questo
articolo legate anzitutto al fatto che c'è stato un atteggiamento
schizofrenico del Governo.
Voglio ricordare al Presidente della Regione e all'onorevole
Cintola che, già nella finanziaria dell'anno scorso, il Governo
aveva previsto di rallentare le dismissioni, addirittura si era
pensato di rendere pubblica la Sarcis. Adesso, invece, si sta
cambiando posizione. Bene, ne prendiamo atto, visto che in
qualche modo, si rientra nell'ambito di quanto aveva deciso il
Governo Capodicasa con la legge 5 del 1999.
Tuttavia, signor Presidente, vorrei farle osservare,
nell'interesse pubblico, che avere fissato il 31 dicembre 2005
come data perentoria, oltre la quale non si può procedere alla
dismissione delle quote azionarie degli enti economici regionali,
fa sì che ci troveremo nella impropria situazione di rischiare di
svendere il patrimonio regionale: se il primo bando dovesse
andare con offerta non congrua, se, analogamente, il secondo
bando non dovesse avere offerte congrue, che si fa il 31 dicembre
2005? Bisogna vendere comunque Se quanto si sta verificando in
questo momento con l'Italkali dovesse ripetersi anche per
Siciliana Gas e Sarcis, dovremmo comunque vendere, rischiando di
fare un regalo ai privati che acquisterebbero, con un danno nei
confronti della Regione.
Onorevole Presidente della Regione, lei, con molta onestà, sa
perfettamente che questo articolo, così come abbiamo detto, è
stato inserito in finanziaria assieme all'articolo 8, soltanto
per cercare di chiudere il bilancio. Pertanto, riaffermiamo che
si tratta di entrate che non potranno essere introitate dal
bilancio della Regione entro il 31 dicembre del 2005 e, quindi,
non possono essere iscritte in bilancio; voi volete comunque
iscriverle, in modo surrettizio, soltanto perché avete bisogno di
far risultare una voce di entrata - falsa - di 190 milioni di
euro.
Ora, Presidente, io non penso che sia corretto governare con
entrate false e con discussioni finte. Noi dobbiamo governare,
invece, con entrate e spese certe, non possiamo esercitare una
finzione.
Pertanto, l'articolo in esame, e il suo impianto, sono
completamente sbagliati, perché tra l'altro si determina un
cambiamento rispetto a quanto previsto dalla finanziaria del 2000
(che destinava le risorse introitate dalla Regione nei territori
dove venivano dismessi i presìdi industriali): il comma 2
modifica, infatti, completamente, la possibilità di incentivare
le politiche di sviluppo nel territorio.
Pertanto, a nome del Gruppo parlamentare dei DS, chiediamo su
questo articolo il voto segreto.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, voglio rasserenare l'Aula dicendo
che non c'è niente di falso e voglio farlo in un minuto e mezzo,
non di più.
Abbiamo scritto la cifra in bilancio così com'è, a seguito di
una lettera ufficiale pervenutaci dal commissario liquidatore,
professoressa Alessi, la quale ha formalizzato che, a seguito
delle dismissioni di partecipazioni azionarie, entro il 31
dicembre del 2005, l'incasso che ne deriverà non può essere
inferiore a 190 milioni di euro. Se c'è una cifra certa e
assoluta, è proprio quella certificata ed attestata da
un'illustre professoressa che non è stata nominata da questo
Governo, ma, autorevolmente, da altri governi.
Certo, è una previsione, ma una previsione certa, attestata,
così come quando parliamo di 400, 460 milioni di entrate per il
settore sanitario ci sono direttori e funzionari di alto livello
che attestano altre situazioni sulle quali ci muoviamo.
Quindi, dico all'Aula e ai colleghi che, se salta questo
articolo, salterebbe il bilancio stesso.
PRESIDENTE Si passa alla votazione congiunta degli
emendamenti 9.1, 9.5, 9.6, 9.7 e 9.10, di identico contenuto,
tendenti a sopprimere l'articolo.
Votazione congiunta per scrutinio segreto degli emendamenti
9.1, 9.5, 9.6, 9.7, 9.10
SPEZIALE Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Appoggiano la richiesta gli onorevoli Capodicasa,
Giannopolo, Micciché, Panarello, Papania, Villari, Raiti,
Zago)
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione congiunta, per scrutinio
segreto, degli emendamenti 9.1, 9.5, 9.6, 9.7 e 9.10.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 56
Maggioranza 29
Favorevoli 15
Contrari 41
(L'Assemblea non approva)
Si passa all'emendamento 9.2.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 9.3.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 9.8.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa agli emendamenti 9.4 e 9.9.
Li pongo congiuntamente in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Non sono approvati)
Si passa all'emendamento 9.12.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, considerato
che prima non mi ha fatto terminare il mio intervento mi preme
concluderlo per esporre interamente il mio pensiero. Esso era
riferito alla questione della vendita dell'Italkali, visto che
stiamo approvando una norma che pone limiti temporali alla
dismissione.
Visto che voi avete appostato in bilancio una cifra, che a mio
avviso è esponenziale come esposizione di qua al dicembre 2005, é
limitata però se la limitiamo singolarmente alla vendita del 51
per cento dell'Italkali in quanto, riguardo a questi 12 milioni
di euro offerti dalla ditta che si era aggiudicato il bando di
gara, sappiamo benissimo che l'annullamento di tutta la procedura
é stata causata dalla considerazione dell'insufficienza della
proposta della stessa società vincitrice.
Le ragioni sono state ampiamente dibattute nel corso di
audizioni presso la terza Commissione: quella cifra era
insufficiente anche in considerazione del fatto che non era
stato calcolato il progetto che metteva in pista la possibilità
dell'estrazione della kainite che poteva dare, oltre a nuovi
posti di lavoro per gli addetti dell'estrazione, per non parlare
poi dell'indotto, i trasporti, il marketing che potrebbe assumere
il comparto dei fertilizzanti in agricoltura.
Questo non è stato considerato ed è grave perché il Governo
pare che non abbia avuto modo di apprezzare questo progetto che
non solo potrebbe dare nuovi posti di lavoro ma potrebbe
arricchire il nostro patrimonio produttivo di un prodotto
naturale come i fertilizzanti prodotti dalla kainite.
Il Governo pare non vada in questa direzione, operando in
questo modo, operando nel totale scollamento fra i vari organi,
tanto è vero che la stessa dottoressa Alessi ha ammesso che non
era a conoscenza di questo progetto di kainite e che solo
l'assessorato ne era a conoscenza. E questo, onorevole
Presidente, é responsabilità sua per avere nominato a suo tempo
assessore per l'industria la signora Marina Noé che si é
rivelata inadeguata in tutti i sensi, che ci ha portato ad una
situazione di sfascio e di fallimento per quanto riguarda le
dismissioni proprio per la sua incapacità di gestire un
assessorato di un'importanza così rilevante, a gestire la
dismissione di un settore glorioso come quello delle miniere di
sale che ha dato alla Sicilia lustro da secoli e questa Regione
e questo Governo hanno fatto finire in modo inglorioso uno dei
settori produttivi famosi nella storia del Mediterraneo.
Certo oggi con i tempi produttivi e con i mezzi tecnologici non
si lavora più col piccone, ma con mezzi più all'avanguardia, e
quindi il lavoro non è come ai tempi degli schiavi e dei servi
della gleba all'interno di quelle miniere. Oggi con i mezzi a
disposizione si può creare lavoro, si può creare un prodotto di
carattere strategico nazionale e questo Governo ha fatto di tutto
per inibire l' avviamento di un progetto kainite che potrebbe
dare lavoro a centinaia e centinaia di disoccupati.
L'emendamento va nella direzione che voi volete, dimostrando
addirittura che penalizzate quelle realtà. Faccio un esempio:
Realmonte che ha bisogno del ristoro di un'eventuale dismissione,
dell'utilizzo di queste somme per un territorio che è stato
devastato da un'estrazione nei decenni passati, quando era
gestito esclusivamente dall'Ente Minerario Siciliano e, quindi,
esclusivamente dalla Regione e non dall'Italkali, subentrata
successivamente negli anni '70.
Basta andare presso le miniere di Realmonte per vedere la
devastazione ambientale provocata da un errato sistema di
accumulo di salgemma che veniva distribuito in tutto il
territorio creando un disastro ambientale e noi, nel momento in
cui andiamo a vendere questo patrimonio, lasceremmo sicuramente
la devastazione provocata dalle antiche modalità di produzione e
di estrazione di sale.
Basta andare a Realmonte o a Racalmuto per vedere come si è
operato nei decenni passati in questo campo e oggi, qui, con il
terzo comma voi dite chi ha avuto ha avuto e chi ha dato ha
dato . La verità è che state operando come quelli che dicono
prendi i soldi e scappa , perché di questo si tratta.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 9.12. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 9.11. Chi è favorevole si
alzi; chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 9, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 10, in precedenza accantonato.
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dagli onorevoli Miccichè ed altri: 10.1, 10.2, 10.3, 10.4,
10.5;
-dagli onorevoli Forgione e Liotta: 10.9;
-dall'onorevole Papania: 10.8;
-dagli onorevole Speziale e Capodicasa: 10.14, 10.13;
-dagli onorevoli Misuraca ed altri: 10.7, 10.12, 10.6, AG 145,
AG 146;
-dagli onorevoli Tumino e Barbagallo: 10.10 e 10.11;
-dagli onorevoli Oddo ed altri: 9.10;
-dagli onorevoli Giannopolo e Speziale: 9.11.
ZAGO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ZAGO Signor Presidente, prendiamo atto che per ogni
provvedimento legislativo che l'Aula esamina c'è sempre qualche
articolo che riguarda il condono edilizio.
Io capisco che in qualche modo ciò è inevitabile, perché su
questa materia il Governo ed il Parlamento non hanno mai voluto
affrontare una discussione per fare il punto sulle leggi di
condono che hanno interessato l'Italia, e quindi anche la nostra
regione, e soprattutto per affrontare le questioni che riguardano
l'assetto del territorio in generale. Per cui è inevitabile che
ogni volta che c'è l'occasione spunti qualche emendamento sul
condono edilizio; però, così facendo, non credo che facciamo cosa
utile perchè, come dimostra questo articolo, viene affrontata la
problematica in modo non razionale e comunque non come dovrebbe.
Pertanto mi permetto di annotare solo una incongruenza per la
quale non ho presentato emendamenti - onorevole Fleres, mi
perdoni se mi rivolgo a lei ma ormai è chiaro che non si può che
fare così - in quanto non conosco, non so, non viene fuori qual è
l'idea, la filosofia, la volontà di chi ha concepito questo
articolo.
Vorrei che il Governo si soffermasse sulla parte finale del
primo comma, quando fa riferimento all'obbligo che impone ai
comuni, pure giusto, per carità, di fare un piano per quanto
riguarda le leggi di condono che ci sono state in questi anni,
quando, tra le altre cose, impone l'obbligo di procedere alla
stesura di un piano temporale entro il quale è ricompreso
l'intero svolgimento delle pratiche. In sé l'indicazione è
giusta, però, come è possibile non fissare un termine?
Perché, lasciato così, che cosa può succedere? Che un comune
può fissare come arco temporale il 31 dicembre 2005, un altro
comune può fissare 31 dicembre 2010, un altro comune ancora può
fissare 31 dicembre 2020. Quindi, seppure condivisibile, almeno
condivido questa indicazione e la necessità di un piano che
stabilisca i tempi entro cui i comuni finalmente escano fuori
dalla definizione di queste pratiche, credo però che un termine
debba essere indicato, perché se dovessimo arrivare a tempi
lunghi, lunghissimi, allora probabilmente non ci sarebbe nemmeno
motivo di procedere a delle assunzioni o a degli incarichi o a
dei rapporti comunque straordinari se dovessimo arrivare al 2010
o al 2020.
Pertanto, se il Governo condivide può, con un subemendamento,
fissare un limite al piano temporale che viene indicato ai comuni
assieme alle altre cose da fare.
BENINATI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI Signor Presidente, devo precisare che sull'articolo
10, in effetti, la quarta Commissione aveva dato parere
favorevole. Aggiungo solamente che vi è un emendamento, il 10.7,
che serve a chiarire semplicemente, siccome nel comma 1 si
indicano quali sono le sanatorie da trattare (la sanatoria del
1985, quella del 94 e quella del 1980), tutte quelle che sono in
arretrato presso gli uffici, invece l'articolo 17 della legge 4
del 2003 non è una sanatoria, ma fu fatto allora, se vi
ricordate, un procedimento alternativo alla sanatoria mettendo la
perizia giurata.
Oltretutto, nelle variazioni di bilancio, non più tardi di un
mese fa, è stata fatta la proroga per le perizie giurate, per chi
le vuole fare fino al dicembre del 2005. Pertanto è opportuno che
questo articolo 17 non sia inserito perché potremmo trarre in
inganno le persone. Questa non è una sanatoria, ma una procedura
che abbiamo scritto con la legge del 2003: da qui la proposta
della soppressione. Per il resto, ritiro gli emendamenti a mia
firma AG 145 e AG 146.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
RAITI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RAITI Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo per dire,
così com'è stato ribadito negli interventi prima di me, ogni
volta che si tratta di affrontare una legge che abbia
caratteristiche di finanziaria questo governo e questa
maggioranza portano sempre alla nostra attenzione norme che
riguardano condoni edilizi. Non solo questa maggioranza, ma
anche quella nazionale.
Io ritengo che non sia possibile andare avanti di questo passo,
non fosse altro che l'esigenza costante di portare norme sul
condono edilizio vuol dire che le norme che abbiamo fin qui
fatto sono assolutamente inefficaci. Ed anche questa rischia di
essere inefficace.
Ho detto più volte e mi è stato garantito nelle precedenti
discussioni che abbiamo fatto sull'argomento che, se la Regione
non chiude definitivamente questo capitolo con scadenze certe e
perentorie per coloro i quali vogliono approfittare della norma
di sanatoria, da questo imbuto non ne usciremo mai. Continueremo
a restare costantemente in regime di sanatoria prorogata facendo
solo un danno enorme, consentendo a coloro i quali costruiscono
senza adottare i procedimenti ordinari di ottenere le concessioni
edilizie sapendo che l'apertura delle sanatorie sarà sine die.
Potranno e costruiranno, così come costruiscono - e i sequestri
sono sotto gli occhi di tutti - ville nei parchi o nelle riserve
o comunque realizzano le costruzioni in assenza di concessione
edilizia e di progetto.
Bisogna porre definitivamente fine a questa vicenda in maniera
seria, assoluta salvando quello che è possibile salvare e dando
un termine certo con la garanzia che, al di là di quel termine,
non sarà più possibile sanare alcunché. Perché così facendo la
soglia di legalità, o il virus dell'illegalità, si diffonde in
maniera impropria assoluta e indeterminata producendo un danno
enorme alla nostra economia dato che i professionisti non
lavorano più, al nostro territorio e ai nostri beni ambientali.
Non si può più andare avanti in questo modo.
L'occasione, ancora una volta, di affrontare questo argomento
deve fare sì che il Governo ne approfitti per porre un termine
perentorio e improcrastinabile al fine di consentire a coloro i
quali si vogliono mettere in regola di farlo.
Premesso questo discorso generale e soprattutto di principio,
quel che mi preme sottolineare nel merito dell'articolo sono i
commi 2 e 3 per i quali ho presentato emendamenti soppressivi.
Se non ricordo male, una legge di questa Regione ha consentito
ai comuni di assumere a tempo parziale prima, e poi di
trasformare i rapporti a tempo indeterminato, qualche migliaio di
tecnici in Sicilia con lo scopo preciso, nel momento in cui sono
stati assunti, di realizzare lo sfoltimento delle pratiche di
sanatoria. Quei tecnici prima sono state assunti a tempo
definito, poi a tempo indeterminato e continuano, giustamente, a
lavorare negli uffici tecnici comunali della Regione.
Noi abbiamo fatto una norma, così come ha detto il Presidente
della IV Commissione Bennati, che consente ai cittadini di
usufruire della sanatoria con l'autocertificazione. Ciò permette
di sanare gli abusi edilizi sfoltendo le pratiche edilizie e,
quindi, alleggerendo il lavoro di quei tecnici assunti con la
legge che ho appena citato. Per tale motivo non si capisce
l'onere che oggi andremmo a stabilire sulle casse dei comuni
nel momento in cui concediamo loro la facoltà di dare incarichi
ad alti professionisti che dovrebbero svolgere quel lavoro.
E allora, coloro che sono stati già assunti e che, tra
l'altro, hanno un carico di lavoro che, oltre a protrarsi nel
tempo per oltre 10 anni, è limitato perché c'è la possibilità
dell'autocertificazione, che cosa faranno oggi? Perché dobbiamo
mettere a carico degli enti la possibilità di creare ulteriori
spese sapendo che già questo condono produce un danno alle casse
comunali, come è dimostrato da studi fatti a livello nazionale,
se è vero - come è vero - che il condono porta incassi allo
Stato, certamente non porta vantaggi ai Comuni che dovranno poi
subire gli oneri di urbanizzazione ed i costi per realizzare
tutto quello che consentirà al comparto edilizio di essere
veramente abitabile?
Lo Stato incassa delle somme trasferendo invece i costi a
carico dei Comuni, costi che non solo saranno quelli di
urbanizzazione e di realizzazione di un ambiente vivibile, ma che
oggi noi aumentiamo ancor di più dando ai Comuni la possibilità
di spendere altre somme per tecnici che non sono altrimenti
giustificabili.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, quando questo
Parlamento torna periodicamente a legiferare sulle sanatorie si
corre, io credo, il rischio di continuare a perseguire un
obiettivo commettendo però involontariamente degli errori. La
verità è che l'esperienza degli ultimi due anni insegna che tutti
i tentativi legislativi che abbiamo posto in essere per definire
una vicenda che si protrae, una da vent'anni e una da oltre
dieci, allo stato attuale se torniamo con l'articolo 10 vuol dire
ammettere di avere, comunque, fino ad oggi fallito.
Mi preoccupa che la soluzione, il deus ex machina, adesso
diventi non più quanto due anni fatto e cioè dare modo al
cittadino, attraverso l'istituto della autocertificazione, di
definire la sua pratica; con questo articolo 10 abbiamo
abbandonato l'idea di far assumere un costo al cittadino e
riteniamo ora di tentare nuovamente con una nuova formulazione
facendo riassumere il costo alla pubblica amministrazione,
siccome l'intento è quello di porre fine alle vicende delle
sanatorie perché sappiamo bene tutti che chiudere una pratica di
sanatoria significa innanzitutto regolarizzare delle abitazioni e
in secondo luogo creare nuove entrate per le casse dei Comuni che
deriveranno dagli oneri di urbanizzazione, dalle tasse che si
pagano sulla casa, dalle tasse sui rifiuti, da tutto quello che
orbita attorno al pianeta casa.
Nell'articolo 10, mi permetto di suggerire all'assessore
Cintola, si parla di premialità e questo può essere accettato
come principio, anche se mi viene complicato pensare di premiare
una amministrazione pubblica che ha impiegato più di vent'anni
per definire delle pratiche. Ma, pur di chiudere queste vicende,
accetto il principio della premialità.
Però, assessore Cintola, manca un altro principio: come è
punita l'inadempienza? Qua ci siamo posti il tema di premiare chi
dovrebbe fare il proprio dovere, ma le amministrazioni pubbliche
che non si attiveranno neanche stavolta per la definizione di
queste pratiche, ricordo bene quando il presidente della Regione,
due anni fa, quando tentammo di definire attraverso lo strumento
dell'autocertificazione la definitiva chiusura delle due
sanatorie in vita, disse che i sindaci che non chiudevano le
sanatorie sarebbero stati rimossi dal loro incarico.
Signor Presidente, dobbiamo essere coerenti con le cose che
diciamo. Nell'articolo 10 prevediamo le premialità, ma non si
prevede la rimozione dei sindaci inadempienti.
Perdonatemi, ma la decurtazione fondi incide sulla vita della
collettività, non sull'inadempienza dell'amministratore.
Non ho alcun interesse a decurtare e togliere fondi per la vita
della popolazione. Io suggerisco di considerare la rimozione di
quei sindaci che non rispetteranno la scadenza prevista
dall'articolo 10, che prevede una prima scadenza a marzo,
termine entro il quale devono presentare il programma.
Onorevole Presidente della Regione, la presentazione di un
vostro sub emendamento, prima ancora della votazione finale, che
inserisca quanto da me proposto obbligherebbe molti sindaci ad
attivarsi per chiudere definitivamente le pratiche di
sanatoria.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, pongo congiuntamente in
votazione gli emendamenti 10.1, 10.9, 10.8 e 10.14.
Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA , vice presidente della commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole si
alzi.
(Non sono approvati)
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 10.2.
MICCICHE' Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò breve,
anche perché l'intervento del collega Raiti è stato già
abbastanza chiaro.
Mi preme sottolineare due aspetti. Il primo va in
controtendenza rispetto alla politiche che, a parole, questo
Governo dice di attuare e cioè quello di risparmiare e di non
prevedere spese.
Il Governo Berlusconi si vanta di avere reperito fondi dai
tagli della spesa pubblica cosiddetta inutile , eliminando la
burocrazia tout court, eliminando la burocrazia che mette lacci e
laccioli alla nostra società. Invece qui troviamo un incremento
della spesa pubblica, però, questa volta, a carico dei comuni.
Bella forza Bella forza scaricare sui comuni la possibilità di
spendere altro denaro non utilizzando quel personale che è stato
assunto con la legge del 1986 che dava la possibilità di
espletare il lavoro per la sanatoria edilizia e che oggi li
ritroviamo invece impegnati in altri compiti di istituto.
Ritengo più utile - dato che Lei, onorevole Presidente della
Regione, ha bloccato i pensionamenti dei dipendenti regionali -
utilizzare questo personale demotivato, che non ritiene di
essere utilizzato, venga valorizzato affidandogli questi
incarichi, interrompendo rapporti clientelari che hanno il
sapore che conosciamo.
Quanto da voi proposto non va nella tendenza del risparmio, ma
dello sperpero del denaro pubblico.
Qui sono presenti dei tecnici professionisti che stanno
conducendo una battaglia per l'applicazione della legge
nazionale n. 183 del 1989 sul riordino della difesa dei suoli;
ebbene un segmento di questa legge è oggi qui alla nostra
attenzione e consentirebbe di portare a termine e completare la
procedura della difesa del suolo sotto il profilo idrogeologico.
Si deve far sapere che la Regione Sicilia è l'unica regione
d'Italia a non avere recepito la legge nazionale 183 del 1989.
Questo sì sono forze utili a risolvere un problema mai
affrontato dalla Regione Sicilia.
Per quanto riguarda invece il personale esterno utilizzabile
per la sanatoria edilizia ribadisco che sia solo uno sperpero del
denaro pubblico, perchè qui non si tratta di profili altamente
specializzati, ma si tratta soltanto di prendere delle carte
impolverate dagli scaffali degli uffici comunali, rispolverarli
e portarli alla luce e a compimento.
Voglio concludere il mio intervento mettendo in evidenza la
contraddizione: questo articolo va in perfetto contrasto con
l'articolo 6 che avete appena approvato, relativo alla questione
della riscossione dei crediti della Regione: con questo articolo
dite che dovremmo risolvere il problema della sanatoria edilizia
e dall'altro fate una legge che supera il contenuto di questa
norma: è una perfetta contraddizione.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 10.2. Chi è
contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
SPEZIALE Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, apprezzo lo sforzo, fatto dal
Governo, sia in questa occasione che in occasione della legge
finanziaria del 2002, per cercare di regolamentare la materia
che riguarda l'accelerazione delle procedure di approvazione per
le concessioni di edilizia in sanatoria, però mi rendo conto -
come ho già detto in occasione della legge finanziaria dell'anno
scorso - che tutti questi sforzi sono un buco nell'acqua, perché
in realtà non si vuole cogliere nel segno, non si vuole
comprendere che i comuni che sono stati interessati da
particolari disordini urbanistici, e mi rivolgo all'onorevole
Cascio, assessore competente per materia, il problema non è
quello di accelerare la definizione delle pratiche di sanatoria
che sono state tutte esaminate. Infatti, l'anno scorso, per
accelerare la procedura abbiamo stabilito che sulla base di
perizie giurate si poteva completare l'iter di approvazione delle
singole pratiche di sanatoria. E poiché le pratiche di
sanatoria, in forza della legge n. 37, devono riguardare
manufatti che insistono in aree che comportano varianti al piano
regolatore generale, e gli strumenti di approvazione dei piani
regolatori generali durano dai 10 ai 15 anni, noi non riusciamo
a dare un esito di conclusivo alle pratiche di sanatoria.
L'emendamento, in discussione, all'ultimo comma prevede che i
comuni che non completino il programma avranno introiti
ridotti....
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. E' prevista
una premialità in favore di chi lo completa.
SPEZIALE Così come avevo già previsto nel corso della
discussione dell'articolo 17 della legge finanziaria per il 2004
che quell'articolo non avrebbe prodotto alcun risultato oggi
ritengo che questo articolo avrà come conseguenza decine di
assunzioni, queste ultime faranno carico sugli oneri di
urbanizzazione, ma non succederà nulla sul piano urbanistico.
Non è possibile procedere alla approvazione e al rilascio delle
singole concessioni in intere aree della Sicilia. Ritengo che per
realizzare qualcosa di concreto bisognerebbe intervenire sin
dagli strumenti urbanistici, determinando, nelle zone interessate
da particolare disordine urbanistico che riguardano in
particolare i medi centri siciliani, un'accelerazione degli
strumenti, diversamente questo articolo non avrà effetti
positivi, anzi avremo aggravato solamente i bilanci comunali
poiché tutti i comuni in forza di quanto stabilito da questa
legge potranno procedere ad assumere tecnici per completare i
progetti di sanatoria.
Ritengo, però, che i progetti di sanatoria non saranno
completati ma i tecnici saranno assunti determinando la stessa
situazione avutasi con le leggi n. 26 e n. 37: centinaia di
impegnati' negli enti periferici che, successivamente,
qualcuno provvederà con norma ad assumerli definitivamente.
Suggerisco al Governo di valutare attentamente la pericolosità
di questa norma, invitandolo a ritirare l'intero articolo.
Fra i comuni interessati da particolare disordine urbanistico
porto all'attenzione del Governo i comuni di Gela ed Alcamo,
e nonostante ciò sono convinto che questa norma non produrrà
alcun esito favorevole.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 10.7. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Pongo congiuntamente in votazione gli
emendamenti 10.3 e 0.13, quest'ultimo riferito al secondo comma.
Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione.
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(Non é approvato)
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 10.10. Il
parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione.
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(Non é approvato)
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 10.4 . Il
parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione.
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(Non é approvato)
PRESIDENTE Gli emendamenti 10.6 e 10.12 sono ritirati.
Pongo in votazione l'emendamento 10.5. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Contrario
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(Non é approvato)
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 10.11. Il
parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Gli emendamenti AG145 e AG146 sono ritirati.
Pongo in votazione l'articolo 10 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'esame dell'articolo 13,
precedentemente accantonato. Comunico che sono stati presentati
i seguenti emendamenti:
dagli onorevoli Miccichè ed altri: 13.1.
dagli onorevoli Ortisi e Spampinato: 4.6
dal Governo: 13.2
Pongo, congiuntamente, in votazione gli emendamenti 13.1 e
4.6. Il parere del Governo?
CINTOLA, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario
Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non sono approvati)
Pongo in votazione l'emendamento 13.2 del Governo. Il parere
della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 13, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 15, precedentemente
accantonato. Comunico che sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
dagli onorevoli Miccichè ed altri: 15.1.
dagli onorevole Speziale e Capodicasa: 15.3, 15.6,
dagli onorevoli Ortisi e Spampinato: 4.6.
dall'onorevole Giannopolo: 15.5;
dall'onorevole Incardona: 15.2;
dagli onorevoli Papania e Fratello: AG 81;
dall'onorevole ardizzone: AG 64;
Pongo in votazione l'emendamento 15.1.
Il parere del Governo?
CINTOLA, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario
Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti 15.3, 4.6 e
15.5.
Il parere del Governo?
CINTOLA, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario
PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si
alzi.
(Non sono approvati)
Pongo in votazione l'emendamento 15.7 del Governo. Il parere
della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 15.2 a firma dell'onorevole Incardona.
INCARDONA Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
INCARDONA Signor Presidente, onorevoli colleghi,
l'emendamento 15.2 trae fondamento da una serie di incontri che
la Commissione regionale antimafia ha avuto con i commissari
prefettizi nominati nei comuni che sono stati sciolti per mafia.
In questi comuni è importante dare un messaggio concreto di
vicinanza delle istituzioni, che hanno sofferto, non solo la
presenza della criminalità, tant'è vero che si è giunti allo
scioglimento dei comuni, ma che poi attraverso il provvedimento
governativo che tende ad estirpare il marcio, al tempo stesso
rappresenta certamente una interruzione della normale vita
amministrativa. Per mostrare una sorta di vicinanza delle
istituzioni noi riteniamo che sia opportuno che la comunità nella
sua interezza si faccia carico, tenuto conto della particolarità
della situazione, dei problemi di quelle comunità e quindi
intervenga in maniera decisa e determinata per dare un segnale di
questa vicinanza del Governo regionale a quelle comunità che
hanno sofferto già questa grave situazione. Ritengo che sia
opportuno che il Parlamento approvi questo emendamento dando un
segnale concreto. Qualcuno potrebbe dire: «ma si vogliono
premiare i comuni sciolti per mafia?»
Ma poiché si tratta di una vera e propria calamità, che ha
impegnato tutta la Sicilia , in un grande sforzo che purtroppo la
vede fino ad oggi perdente, , è chiaro che bisogna sì premiare
quelle comunità che hanno comunque dato modo di evidenziare che
al loro seno c'era del marcio, ma dire che possiamo in questo
modo sollecitare i cittadini di quelle comunità e la comunità
intera a denunziare, ove ci sono, le infiltrazioni in maniera
che si possa arrivare a rompere definitivamente il legame che c'è
stato e che esiste ancora tra pubblica amministrazione e mafia.
In questo modo si darebbe un segnale concreto non solo di
vicinanza ma di vera lotta alla criminalità e soprattutto si
darebbe la possibilità ai cittadini di potere, finalmente,
ritenere e pensare che evidenziare determinate situazioni può
portare in seguito a risultati concreti. Per noi, infatti,
l'obiettivo è quello di sconfiggere la mafia, di cacciarla via
dalla pubblica amministrazione e non certo quello di pensare se
stiamo facendo delle differenze. Per noi, denunciare conviene.
Questo deve essere il motto in generale che i cittadini devono
adottare.
Questo deve essere il messaggio che la comunità siciliana deve
recepire.
Ecco perchè ritengo che sia importante votare a favore di
questo emendamento.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, prima di votare questo
emendamento, vorrei sottolineare che lo stesso emendamento
riguarda un tema serio, e cioè riguarda la vita di molti comuni
siciliani. In seguito ad una legge che non condivido (la legge
16) molti comuni sono stati sciolti ai sensi di questa legge che
permette, attraverso le medie indiziali, di sciogliere per mafia
i consigli comunali.
Dopo lo scioglimento per mafia dei consigli comunali viene
nominata una commissione straordinaria prefettizia senza poteri
straordinari che viene vissuta di norma come un corpo estraneo.
L'impianto burocratico del comune rimane invariato; in base alla
Bassanini i burocrati hanno adesso poteri straordinari e si
determina una rottura spesso e volentieri tra le popolazioni
amministrate e la commissione straordinaria.
Paradossalmente potremmo dire che la sospensione della vita
democratica in quei comuni dovrebbe permettere e assicurare una
maggiore presenza dello Stato, invece succede tutto il
contrario.
La sospensione della democrazia fa scattare un meccanismo di
diffidenza nei confronti dei commissari straordinari, di
estraneità e anche di debolezza del tessuto democratico.
Se lo spirito dell'emendamento del collega Incardona, presidente
della commissione, è quello di determinare una possibilità
aggiuntiva da dare ai commissari straordinari che non hanno i
poteri straordinari per permettere che in quelle comunità si
ripristini un rapporto democratico attraverso una riconquistata
fiducia tra le istituzioni periferiche, gli enti locali e le
popolazioni amministrate, l'emendamento può essere scritto in
modo generico ma affronta un tema reale e, secondo me, un tema
serio ed io potrei chiedere al collega Incardona di rivederlo.
Faccio alcuni esempi: in alcuni comuni sciolti per mafia, i cui
organici come anche quelli dei vigili urbani sono assolutamente
carenti, la prima cosa che bisogna garantire è un presidio
territoriale. E allora si tratta di vedere in che modo noi
possiamo, con una legislazione straordinaria, consentire a quei
comuni di procedere a completare le loro piante organiche.
Sono questioni serie che attengono al rapporto delicato del
funzionamento democratico e del rapporto di fiducia che ci deve
essere tra popolazioni amministrate e le rispettive
amministrazioni.
L'ho detto inizialmente e premetto che personalmente non ho mai
condiviso lo scioglimento per mafia dei consigli comunali laddove
vengono individuate solo delle responsabilità individuali
all'interno dei consigli comunali. In quel caso vengono
individuati, colpiti, processati e condannati. Non è possibile
che la presenza inquinante in consiglio comunale di una o due
persone getti un'ombra negativa sull'intero consiglio comunale e
qualche volta addirittura sull'intera comunità.
Tuttavia, non essendo normativa regionale, ma normativa nazionale
ciò e ancor più accentuato. Tale sistema poteva avere un senso
quando i sindaci e la giunta venivano eletti direttamente dai
consigli comunali, oggi questo ha minore senso, perché oggi i
sindaci vengono eletti direttamente dal popolo e quindi anche le
presenze in consiglio comunale di gente che ha rapporti con la
malavita organizzata, a mio avviso, una volta individuate,
debbono essere soltanto colpite. Ma noi non abbiamo competenza in
questa materia, la competenza è dello Stato, però questo é un
fenomeno che sta investendo diversi comuni e diverse comunità.
Nella mia provincia c'é un comune, importantissimo, che per la
seconda volta é stato sciolto per mafia, è il comune di Niscemi,
che é un comune che conta 30 mila abitanti. Ed é stato sciolto
per mafia anche un altro importante comune della provincia di
Agrigento, Canicattì; non so quanti altri comuni sono stati
sciolti per mafia. Se vogliamo evitare che si produca una
ulteriore frattura tra le popolazioni amministrate e le
commissioni straordinarie dobbiamo porci tale problema, in
particolare lo dico all'assessore agli Enti Locali approfittando
della sua presenza.
Lo spirito dell'emendamento dell'onorevole Incardona da me viene
condiviso, se i 15 milioni di euro da prendere come quota della
provvista destinata ai comuni della Sicilia può essere usata in
parte per i comuni sciolti per mafia per finalità che vanno
stabilite - che non sono definite dall'emendamento ma che secondo
me andrebbero definite con priorità -, io penso che la prima
priorità dovrebbe essere dare la copertura per completare le
piante organiche comunali, intervenire lì dove non ci sono i
vigili urbani. A mio parere, l'Aula dovrebbe approvarlo, così
come pure il Governo; diversamente, il Governo si impegni a
venire in Aula in tempi ragionevoli con un disegno di legge
organico che affronti tutta la questione.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Il presidente Incardona e
l'onorevole Speziale hanno introdotto un tema credo importante e
io credo Presidente che su questo tema il Parlamento dovrebbe
aprire un dibattito. Il tema dei comuni sciolti per mafia é un
tema che io credo necessiti di un ragionamento e di una
riflessione più complessiva. Sono personalmente convinto che
comunque la gestione democratica di un comune é sempre una
gestione salvaguardata, fermo restando che la filosofia della
legge certamente non è nostra ma dello Stato, ma va rispettata.
Peraltro, credo che questo Parlamento possa intestarsi un
dibattito e una riflessione, tenendo conto che, certamente i
comuni devono essere sciolti, e certamente non vogliamo entrare
nel merito, però è difficile da spiegare e difficile da
comprendere perchè bisogna aspettare diciotto o ventiquattro
mesi per ridare una gestione e una partecipazione democratica ad
un comune, specie quando i comuni sono anche importanti dal punto
di vista del numero degli abitanti oltre che dal punto di vista
della valenza dell'autonomia locale. Quindi é giusto, e condivido
le riflessioni dell'onorevole Speziale e anche del Presidente
Incardona, ma credo altresì che sia opportuno che tale
emendamento sia ritirato non perché non ne condivida il merito,
ma perché credo che su questo tema debba aprirsi un dibattito
d'Aula e, se necessario, il Governo presenterà un disegno di
legge più organico che guardi a questi comuni che vanno
salvaguardati e difesi. Che questo Parlamento si pronunzi anche
su che cosa complessivamente noi dobbiamo chiedere perché
possano tornare prima del tempo previsto dalla gestione
democratica; per esempio, possiamo intervenire in modo mirato su
alcune tematiche del comune, ma non possiamo immaginare di
utilizzare alcune risorse, tra l'altro sottraendole agli altri
comuni, senza sapere su che cosa concretamente andiamo ad
incidere. Mi convince, per esempio, il problema della pianta
organica dei Vigili Urbani, ma ci sono tante altre cose che
possono essere fatte più ragionevolmente.
Pertanto, chiedo al Presidente Incardona , pur apprezzando
l'emendamento dallo steso presentato, di ritirarlo per le ragioni
esposte. Il Governo, dalla sua parte, si impegna a presentare un
disegno di legge più organico dopo - e lo ripeto - un dibattito
che credo questo Parlamento abbia il diritto ed il dovere di
fare, nonché una riflessione sul tema dello scioglimento dei
comuni per mafia che ritengo importante.
INCARDONA Onorevole Presidente, ritiro l'emendamento.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'emendamento 15.6. Chi è contrario resti
seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento AG 81. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento AG 64. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 15, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 16, in precedenza accantonato. Comunico
che allo stesso sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dagli onorevoli Miccichè ed altri: emendamento 16.1;
-dagli onorevoli Giannopolo e Speziale: emendamento 16.2.
Pongo in votazione l'emendamento 16.1. Chi è contrario resti
seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 16.2. Chi è contrario resti
seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 16. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 17, in precedenza accantonato.
Comunico che allo stesso sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
-dagli onorevoli Miccichè ed altri: emendamento 17.1;
- dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: emendamento 17.2 e AG
214.
Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti 17.1 e 17.2,
di identico contenuto. Chi è contrario resti seduto; chi è
favorevole si alzi.
(Non sono approvati)
Pongo in votazione l'emendamento AG 214. Chi è contrario resti
seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 17, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che l'articolo 22 è accantonato.
Comunicazione relativa a Gruppo parlamentare
PRESIDENTE Comunico che gli onorevoli Rotella e Nicotra
avvertono, con una nota all'Ufficio di Presidenza, di voler
riconfermare la loro volontà di costituire il Gruppo parlamentare
di Nuova Sicilia.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende la discussione congiunta dei disegni di legge n. 923/A e
n. 924/A
PRESIDENTE Su richiesta del Governo, si passa all'articolo
23. Ne do lettura:
«Articolo 23.
Locazione finanziaria per i beni immobili di utilità pubblica
1. Per l'acquisizione, l'adeguamento e la realizzazione di
edifici, impianti, infrastrutture e ogni altro tipo di
costruzione o bene immobile di utilità pubblica, ivi inclusa la
manutenzione, le amministrazioni di cui all'articolo 2, comma 2,
lettere a) e b) della legge 11 febbraio 1994, n. 109, nel testo
coordinato con la legge regionale 2 agosto 2002, n. 7 e
successive modifiche ed integrazioni, possono ricorrere alla
locazione finanziaria come definita dall'articolo 17, comma 2,
della legge 2 maggio 1976, n. 183.
2. L'Amministrazione di cui al comma 1 seleziona il locatore
mediante ricorso a procedure ad evidenza pubblica ai sensi della
legge regionale 7 agosto 2002, n. 7 e successive modifiche ed
integrazioni.
3. L'importo del canone periodico e del prezzo di riscatto
costituiscono elementi dell'offerta che sono valutati
dall'Amministrazione per l'aggiudicazione.
4. Nel caso in cui oggetto della locazione finanziaria sia la
realizzazione di un immobile di cui al comma 1, a ciò provvede il
locatore a propria cura e spese, sulla base di un progetto
definitivo o esecutivo redatto dall'Amministrazione, secondo le
modalità di cui all'articolo 17 della legge 11 febbraio 1994, n.
109, nel testo coordinato con la legge regionale 2 agosto 2002,
n. 7 e successive modifiche ed integrazioni.
5. Il locatore affida l'esecuzione dell'opera di cui al comma 4
ad una o più imprese in possesso dei requisiti di qualificazione
di cui all'articolo 8 della legge 11 febbraio 1994, n. 109, nel
testo coordinato con la legge regionale 2 agosto 2002, n. 7 e
successive modifiche ed integrazioni.
6. L'Amministrazione, ferme restando le competenze del
direttore dei lavori, nomina uno o più tecnici con il potere di
accedere al cantiere senza limitazioni e senza preavviso, di
verificare la regolare e tempestiva esecuzione delle opere, di
procedere alla verifica in corso d'opera, nonché di partecipare
all'accertamento definitivo delle opere. Al compimento dell'opera
l'Amministrazione, prima di riceverla in consegna ha diritto di
accertare che la stessa sia stata eseguita in conformità a quanto
previsto dal comma 4.
7. Con regolamento emanato dal Presidente della Regione, su
proposta dell'Assessore regionale per i lavori pubblici, entro 90
giorni dall'entrata in vigore della presente legge, sono dettate
le disposizioni di attuazione del presente articolo.»
Comunico che allo stesso sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
-dagli onorevoli Miccichè ed altri: emendamento 23.1;
- dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: emendamenti 23.2,
23.3, 23.4, 23.5, 23.6, 23.7, 23.8 e 23.9.
Pongo in votazione l'emendamento 23.1. Chi è contrario resti
seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 23.2. Chi è contrario resti
seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 23.3. Chi è contrario resti
seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 23.4. Chi è contrario resti
seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 23.5. Chi è contrario resti
seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 23.6. Chi è contrario resti
seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 23.7. Chi è contrario resti
seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 23.8. Chi è contrario resti
seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 23.9. Chi è contrario resti
seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 23, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, per consentire al Governo di presentare il
maxi emendamento, sospendiamo i lavori d'Aula, inoltre c'è una
richiesta sempre del Governo di trattare gli articoli che non
presentano emendamenti.
Poiché la Presidenza intende avvalersi del parere dei
Presidenti dei gruppi parlamentari rispetto a questa richiesta,
la seduta è sospesa per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 20.05, è ripresa alle ore 20.10)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, l'Assemblea terrà seduta
giovedì 16 dicembre 2004 alle ore 11.00 con il seguente ordine
del giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
Presidenza del vicepresidente Fleres
I - Comunicazioni.
II - Discussione dei disegni di legge:
1) Bilancio di previsione della Regione siciliana per
l'anno finanziario 2005 e bilancio pluriennale per il triennio
2005-2007. (n. 923/A) (Seguito)
2) Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno
2005. (n. 924/A) (Seguito)
La seduta è tolta alle ore 23.10
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 01.20
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott. Giovanni Tomasello
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XIII LEGISLATURA
SEDUTA N. 252 DEL 15 DICEMBRE 2004
ALLEGATO:
EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE N. 924/A DISPOSIZIONI PROGRAMMATICHE E
FINANZIARIE PER L'ANNO 2005
-All'articolo 40:
Emendamento 40.3:
Al comma 1 sopprimere le parole all'albo degli ispettori
contabili o, comunque
-All'articolo 49:
Emendamento 49.4:
Al comma 2 sopprimere le parole da e dall'articolo 32 a ed
integrazioni e sostituire le parole i confidi di imprese
industriali con le parole le singole imprese dei confidi ;
sostituire le parole per i confidi di imprese agricole con
le parole dei confidi agricoli .
-All'articolo 55:
Emendamento 55.5:
Al comma 4 sostituire le parole almeno 50' con 200'
Emendamento 55.2:
Aggiungere il seguente comma:
4 bis. Le previsioni di cui ai precedenti commi si estendono
anche ai soggetti beneficiari degli accreditamenti per il
servizio sanitario regionale di cui al decreto dell'Assessore
regionale per la sanità 17 giugno 2002, n. 890.'
-All'articolo 56:
Emendamento AG249:
Aggiungere il seguente comma:
2. Le cooperative edilizie assegnatarie di finanziamenti
agevolati possono usufruire di tali agevolazioni entro il 31
dicembre 2006 .
-All'articolo 3:
Emendamento 3.12:
Al comma 2 il primo capoverso è così sostituito:
A decorrere dall'1 gennaio 2005 gli importi afferenti alle
tasse sulle concessioni governative regionali applicate sugli
atti e provvedimenti di competenza della Regione, ai sensi
dell'articolo 6 della legge regionale 24 agosto 1993, n. 24 e
successive modifiche ed integrazioni, sono incrementati nelle
seguenti misure:
Il comma 3 è soppresso.
-All'articolo 4:
Emendamento 4.8:
Al comma 2 aggiungere le parole previo parere della competente
Commissione legislativa dell'Assemblea regionale siciliana
-All'articolo 5:
Emendamento 5.11:
Al comma 2, lettera a) le parole 13.000 migliaia di euro
sono sostituite con le parole 3.000 migliaia di euro .
-All'articolo 6:
Emendamento 6.30:
Al comma 4 dopo le parole demanio marittimo aggiungere le
parole composta da sette componenti di comprovata
professionalità ed in possesso di competenze tecnico-
giuridiche, nominati dal Presidente della Regione, uno dei
quali con funzioni di coordinatore .
Al comma 7 dopo la parola compenso' aggiungere la parola
onnicomprensivo'.
Aggiungere il seguente comma:
21. In relazione all'accertamento delle entrate connesse
all'attuazione del presente articolo per il quale viene
disposto, nel bilancio di previsione della Regione per l'anno
finanziario 2005, lo specifico accantonamento negativo previsto
dalla Tabella A allegata alla presente legge, l'Assessore
regionale per il bilancio e le finanze è autorizzato ad
iscrivere, con proprio provvedimento, le relative somme ai
pertinenti capitoli del corrispondente accantonamento
positivo.'
Emendamento 6.31:
Aggiungere il seguente comma:
2 bis. La riscossione agevolata di cui al comma 2, lettera b)
concerne anche i crediti regionali derivanti dalle concessioni
di acque termali appartenenti al demanio o al patrimonio della
Regione siciliana.
L'importo da pagare di cui al comma 3 è pari al 50 per cento
dei canoni di concessione delle ultime cinque annualità,
determinati secondo la legge che li disciplina, oggetto di
invito ad adempiere o di avviso di accertamento regolarmente
notificato o da notificare successivamente alla presentazione
dell'istanza di regolarizzazione di cui al comma 13.
Emendamento 6.29:
Al comma 10 sostituire le parole previo parere dell'Assessore
per il bilancio con le parole su proposta dell'Assessore
regionale per il bilancio e le finanze e previo parere della
competente Commissione legislativa dell'Assemblea regionale
siciliana
Emendamento 6.21:
Al comma 20 sostituire le parole della presente legge con le
parole del presente articolo
-All'articolo 7:
-Emendamento 7.1:
Alla lettera d) del comma 1 ridurre la cifra da euro 5 a euro 2
e aggiungere: da corrispondere al rilascio, ... Se entro 30
giorni
-All'articolo 9:
Emendamento 9.12:
Al comma 3 aggiungere il seguente periodo:
Sono fatte salve le destinazioni già autorizzate da precedenti
disposizioni legislative
-All'articolo 10:
Emendamento 10.7:
Al comma 1 sopprimere le parole e dall'articolo 17 della legge
regionale 16 aprile 2003, n. 4 .
Emendamento 10.11:
Al comma 4 aggiungere le seguenti parole:
mentre la mancata predisposizione o la mancata piena
realizzazione del programma di cui al comma 1 entro il 31
dicembre 2006 determina il non accesso ad alcuna forma di
premialità nella ripartizione delle risorse
-All'articolo 13:
Emendamento 13.2:
Dopo la parola utilizzo aggiungere la parola economico .
-All'articolo 15:
Emendamento 15.7:
Al comma 3 il periodo da per le spese' fino a da definire'
è sostituito dal seguente: per le finalità di cui all'articolo
15 della legge regionale 26 novembre 2000, n. 24, per le spese
relative al completamento del progetto.'
Emendamento AG81:
Aggiungere il seguente comma:
. La variazione consistente del numero di abitanti di comuni
e province causata dalla presenza di flussi turistici
costituisce indicatore principale da considerare nella
ripartizione delle risorse da effettuare ai sensi dell'articolo
76, comma 2, della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2.
Emendamento AG64:
Aggiungere il seguente comma:
. A decorrere dall'esercizio finanziario 2005, nell'ambito
delle attribuzioni annuali da effettuarsi in favore dei comuni
per lo svolgimento delle funzioni amministrative conferite in
base alla legislazione vigente a titolo di sostegno allo
sviluppo, è assicurato in favore dei comuni inferiori a 5.000
abitanti di cui alla legge 27 dicembre 1977, n. 984, un
trasferimento pari alle somme assegnate per lo stesso titolo
nell'anno precedente maggiorate del tasso programmato di
inflazione. I comuni interessati sono autorizzati ad iscrivere
i relativi importi nel corrispondente bilancio di previsione.