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Resoconto d'Aula della Seduta n. 252 di mercoledì 15 dicembre 2004
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   Presidenza del presidente Lo Porto

   Presidenza del vicepresidente Fleres


    PRESIDENTE  Avverto che del verbale della seduta precedente  si
  darà  lettura  successivamente. Non sorgendo  osservazioni  resta
  così stabilito.

   Progetto di bilancio interno dell'Assemblea regionale siciliana
              per l'anno finanziario 2005 (doc. n. 125)

    PRESIDENTE   Si  passa  al  punto II  dell'ordine  del  giorno:
  Progetto  di bilancio interno dell'Assemblea regionale  siciliana
  per l'anno finanziario 2005 (Doc. n. 125).
   Ha  facoltà di parlare il deputato questore, onorevole  Zangara,
  per svolgere la relazione.

    ZANGARA   deputato  questore  e  relatore.  Signor  Presidente,
  onorevoli colleghi, mi rimetto al testo della relazione.

    PRESIDENTE    Dichiaro  aperta  la  discussione  generale   sul
  Progetto di bilancio interno dell'Assemblea regionale siciliana.

    RAITI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    RAITI   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  innanzitutto
  desidero  esprimere  il mio apprezzamento  per  la  procedura  di
  analisi e di voto del bilancio dell'Assemblea regionale siciliana
  che è un po' meno accelerata rispetto agli scorsi anni.
   Credo  che  questo sia un passo avanti in quanto la  trasparenza
  nella  democrazia è un elemento fondamentale. Tutti noi  sappiamo
  che  la  democrazia ha un costo ed è giusto che tale costo  venga
  messo a conoscenza dei cittadini. Siamo coscienti, ripeto, che il
  momento  del  voto  in democrazia è un momento importante  e  che
  ciascuno di noi è tenuto a dare conto delle proprie azioni e  del
  modo  in  cui  si  spendono le somme. Pertanto,  il  percorso  di
  stamattina è per me un notevole passo avanti. Di tale   procedura
  do atto al Presidente dell'Assemblea.
   Tuttavia, desidero dire con la massima sincerità - e vorrei  che
  qualche componente del Consiglio di Presidenza mi fornisse  delle
  spiegazioni al riguardo - che ho alcune perplessità in  relazione
  ad  un incremento della spesa che, nel corso di quest'anno, si  è
  verificata:  mi  riferisco al milione di euro in  più  e  per  la
  precisione   si   tratta  di  spese  per  attività   di   servizi
  informatici, telefonici e quant'altro.
   Siccome  l'aumento di spesa in questo settore non è  un  aumento
  indifferente,  e  tra  l'altro nel bilancio  incide  parecchio  e
  potrebbe incidere per il futuro in misura ancora maggiore  poiché
  si  tratta  di  un  aumento  di circa  il  cento  per  cento,  mi
  piacerebbe  sapere  quali  sono  i  servizi  in  più  che   hanno
  richiesto  un tale incremento della spesa, che è notevole,  e  se
  non si reputi necessario ridurla per il futuro.
   L'altro  punto  su  cui vorrei soffermare la  nostra  attenzione
  riguarda la gestione e la sicurezza del Palazzo. Per tale settore
  sono    state   sostenute   spese   importanti   che   riguardano
  l'adeguamento  dei sistemi informatici di sicurezza.  Tali  spese
  credo  siano opportune in un periodo in cui pericoli come  quello
  del   terrorismo,   della  guerra  e  quant'altro   sono   sempre
  incombenti.  Tuttavia, mi piacerebbe sapere  se  tali  servizi  e
  strumenti  informatici, già installati e che - ripeto  -  costano
  parecchio,   funzionano. Mi sembra che fino ad oggi tale  sistema
  non sia stato perfettamente funzionante.
   Questi  sono i due quesiti ai quali mi piacerebbe fosse  fornita
  risposta,  poi vedremo nel corso della discussione se è opportuno
  richiedere altre precisazioni.

    DE BENEDICTIS . Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DE  BENEDICTIS .  Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  sono
  consapevole del fatto che questo progetto di bilancio interno sia
  stato  già votato dal Consiglio di Presidenza, in seno  al  quale
  sono  rappresentate tutte le formazioni politiche. Ciò  è  da  un
  certo  punto di vista garanzia della partecipazione  di  tutti  i
  deputati al confezionamento di tale strumento.
   Tuttavia,  l'occasione è importante per cui non si  possono  non
  esprimere   le   proprie  valutazioni  personali.   Credo   debba
  rimarcarsi il fatto che in questo momento in Aula  siano presenti
  soltanto   una   decina  di  deputati  e  quindi  sostanzialmente
  l'Assemblea  è  poco partecipe in un momento in cui  si  vota  un
  provvedimento  di così rilevante importanza. Ed è importante  dal
  punto  di  vista  strettamente  finanziario  perchè  prevede  uno
  stanziamento di spesa per il  2005 di 146 milioni di euro  e  450
  mila. E' quindi un bilancio di tutto rispetto.
   A  questo riguardo credo che l'onorevole Zangara, certamente per
  conto del Consiglio di Presidenza, saprà dare giustificazione  di
  tutte le spese e delle previsioni in esso contenute.
   Non  si  può  non sottolineare che in un momento così drammatico
  in  cui  versano  i  conti pubblici in Italia ed  in  Sicilia  in
  particolare, che è tra l'altro sotto gli occhi di tutti,  in  cui
  da più parti si è costretti e rinunciare a spendere, e ciò accade
  sia  per le famiglie che per le aziende - e non voglio proseguire
  in  melodrammi  -, ma effettivamente è una situazione  difficile,
  cui  tutti sono costretti a stringere la cinghia, noi, in  questo
  difficile  contesto,  abbiamo  perso  un'occasione  per  dare  un
  segnale.
   Dare  un  segnale  significava non certamente  rivoluzionare  lo
  stato della nostra spesa, ma piuttosto che incrementarla sia pure
  di  un  tre per cento, che pure corrisponde a 4 milioni 265  mila
  euro  rispetto  all'anno  precedente, forse  si  poteva  fare  di
  meglio.
   Per  quest'anno,  certamente  i ministeri  saranno  costretti  a
  ridurre  alcune spese, e anche gli assessorati regionali  saranno
  costretti  a  ridurle,  e nonostante ciò,  l'Assemblea  regionale
  siciliana   riesce   ad  aumentarle.   Perfino   le    spese   di
  rappresentanza vengono portate ad 860 mila euro, che è una  cifra
  non indifferente. Così avviene anche per convegni, manifestazioni
  e  per  tale  settore è prevista  complessivamente, fra  attività
  istituzionali e non, la spesa di 980 mila euro. Forse  in  questo
  caso si poteva ridurre qualcosa. Ecco perchè è stata un'occasione
  perduta.
   Ancora,  penso al parco macchine che fra noleggio e gestione  ci
  costa  410 mila euro, quindi più dell'anno scorso. Penso anche  a
  quello  cui  faceva  cenno  poc'anzi l'onorevole  Raiti  nel  suo
  intervento, cioè alle spese telefoniche e di centrale  telefonica
  che  quest'anno, nelle previsioni, ammontano a 2  milioni  e  400
  mila  euro.  Credo  che  questo  milione  in  più  di  euro   sia
  effettivamente  significativo; se tale importo  si  riferisce  al
  servizio  di  gestione del centralino attraverso il call  center,
  allora ritengo che i deputati di questa Assemblea debbano entrare
  nel  merito  della  questione in quanto,  finora,  tale  servizio
  risulta abbastanza precario.
   Ancora sono previsti 680 mila euro di spese straordinarie,  come
  i  servizi  televisivi e stampa, e inoltre non siamo  riusciti  a
  dare  neanche  quel  segnale  - che pure  i  siciliani  forse  si
  attendevano -, non di diminuzione, ma magari di mantenimento,  di
  non aumento delle indennità parlamentari, le quali sono anch'esse
  cresciute.
   Credo  che  se  i siciliani dovessero dare un giudizio,  non  si
  reputerebbero   certo  soddisfatti  di  quanto  stiamo   facendo.
  Addirittura sono stati previsti anche aumenti dei contributi  per
  i  Gruppi  parlamentari, che ammontano a 11 milioni  e  900  mila
  euro,  250  mila in più rispetto all'anno precedente, cioè  mezzo
  miliardo in più delle vecchie lire.
   Ora,  ripeto,  sono  sicuro che ci saranno  giustificazioni  per
  tali  aumenti,  considerato che si è ritoccato solo  un  tre  per
  cento, ma sono altrettanto sicuro - e questo voglio sottolinearlo
  -  che si è persa l'occasione, da parte della massima Istituzione
  di questa regione, di dare un segnale positivo, non soltanto alla
  Sicilia ma a tutto il Paese, proprio nel momento in cui si chiede
  un  sacrificio  a  tutti i siciliani, e quanto  dico  lo  potremo
  verificare nel corso dell'esame della finanziaria.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  onorevoli
  deputati  questori, sicuramente è stato fatto  un  passo  avanti:
  oggi, diversamente da quella che era ormai un prassi, abbiamo  la
  possibilità  di discutere del rendiconto consuntivo del  bilancio
  dell'Assemblea regionale e del progetto di bilancio per gli  anni
  seguenti.
   Voglio  ricordare  ad  esempio che l'anno scorso,  arrivando  in
  Aula  solo con pochi minuti di ritardo, questi atti, fondamentali
  per  la  democrazia  interna di questa  Istituzione,  li  abbiamo
  potuti  leggere esclusivamente quando, con strana  puntualità  ed
  eccessiva velocità, erano stati già approvati.
   Oggi  abbiamo  quindi  la possibilità di far  valere  le  nostre
  considerazioni, i nostri rilievi. E' vero che non  c'è  stato  un
  aumento  di questo bilancio così, come era possibile  del  2  per
  cento,  ma  è  altrettanto  vero che  -  così  come  sottolineato
  dall'onorevole  De  Benedictis - non si è provveduto  ad  operare
  determinati tagli.
   Comunque,   pur  avendo  avuto  la  possibilità  di  leggere   i
  documenti  contabili,  non abbiamo potuto  approfondire  il  loro
  esame,  pertanto possiamo fare soltanto dei rilievi, e per questo
  a volte ci ripetiamo rispetto alle cose che sono più evidenti.
   Condivido   le   osservazioni   sollevate   dall'onorevole    De
  Benedictis riguardo al servizio di call center, per cui  è  stato
  previsto  un stanziamento in più di un milione di euro.  Se  tale
  cifra   si  riferisce  esclusivamente  al  call  center,   allora
  chiediamo che ai deputati venga fornito un servizio più adeguato.
  Da   quando  le  convocazioni,  soprattutto  per  le  sedute   di
  Commissione,  non  avvengono più attraverso i telegrammi,  spesso
  veniamo  informati  della  data di convocazione  attraverso  SMS,
  senza però avere percezione dell'ordine del giorno, ed è capitato
  di  chiedere  chiarimenti agli operatori del  call  center  e  di
  metterli   in  difficoltà  in  quanto  non  erano  in  grado   di
  risponderci.
   Se  si  deve  modificare il sistema, e per questo sono  previsti
  tra  l'altro  ulteriori incrementi economici,  chiediamo  che  il
  servizio fornito ai deputati risulti adeguato.
   Le  considerazioni fatte dall'onorevole Raiti  riguardano  anche
  il sistema di sicurezza. Il rendiconto prevede lo stanziamento di
  600.000  euro  per  il  servizio di  sicurezza,  che  si  è  reso
  necessario  soprattutto da quando Palazzo dei  Normanni  è  stato
  individuato   tra   gli   obiettivi  a   rischio   di   attentati
  terroristici. Sostanzialmente, ad oggi, tali servizi di sicurezza
  non  sono entrati ancora in funzione, però il bilancio preventivo
  prevede un'ulteriore spesa di 350.000 euro. Vorrei quindi  capire
  a cosa serve questo ulteriore stanziamento e se finalmente questi
  servizi di sicurezza potranno essere pienamente efficienti.

    MICCICHE'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  prima  di
  entrare  nel  merito  dell'articolato  dei  documenti  contabili,
  considerato  che  si sta trattando un argomento  che  compete  la
  gestione  amministrativa  e  politica  di  questo  Palazzo   alla
  presenza  di  rappresentanti dell'Ufficio di Presidenza  -  e  mi
  riferisco in particolar modo ai deputati questori qui presenti -,
  visto  che  nel  documento  vengono  citate  spese  inerenti   la
  manutenzione  e  la  gestione  dei  Gruppi  parlamentari,  vorrei
  ricordare,  signor Presidente, che il sottoscritto  è  ancora  in
  attesa  di aver assegnato un posto dove poter svolgere,  in  modo
  sereno  e  giusto, così come prevede il Regolamento,  la  propria
  attività parlamentare. E non parlo di un appartamento o magari di
  una stanza, ma di un posto dove potersi sedere.
   Mi  risulta  che sono state spese delle somme per  ristrutturare
  una piccola stanza, che potrei quasi definire un  loculo', ma non
  capisco  per quale ragione tale stanza si poi stata assegnata  ad
  altri  che  avevano già ben altra collocazione. Signor Presidente
  ho  voluto  sottolineare  questo  aspetto  in  quanto  ho  potuto
  constatare   che  sono  state  previste  delle   spese   per   la
  manutenzione  e  per  il reperimento di locali  da  assegnare  ai
  deputati anche fuori da questo Palazzo.
   Ritengo  che  sarebbe  opportuno  ristrutturare  il  Palazzo  ex
  Ministeri, che si trova a poche centinaia di metri da qui, vicino
  la Curia, e che l'Assemblea ha acquistato alcuni anni fa, anziché
  spendere  cifre  esorbitanti per affittare altri  locali.  A  tal
  proposito mi risulta che sono stati presentati anche dei progetti
  di ristrutturazione finanziati da Agenda 2000. Mi riferiscono che
  il  Palazzo in questione conta numerosissime stanze, che potrebbe
  appunto  essere  utilizzate come sedi  di  rappresentanza  per  i
  Gruppi  parlamentari. Non riesco a capire per quale  ragione  non
  sia  stato previsto, nei bilanci degli ultimi anni, di approntare
  un  progetto di ristrutturazione di questi locali, che potrebbero
  fare  risparmiare  all'Assemblea - e quindi  a  tutti  noi,  alla
  comunità  - alcuni milioni di euro. Certo la ristrutturazione  di
  un  palazzo  di tali dimensioni ha bisogno di diverse  centinaia,
  migliaia  di  euro,  ma  qualcosa si  sarebbe  potuto  fare:  per
  esempio, al piano terra e al primo piano, senza avere la  pretesa
  di  grandi  ristrutturazioni,  si sarebbero  potuti  fare  alcuni
  lavori risparmiando sugli affitti.
   Signor  Presidente,  con  le somme destinate  al  pagamento  dei
  canoni  di  affitto di locali fuori da questo palazzo, locati  in
  questi  ultimi  due anni, si sarebbe potuto ristrutturare  almeno
  l'essenziale di questo edificio, ma questo non è stato fatto.  Io
  credo,  signor Presidente, che lei debba risolvere tale problema,
  anche  perchè un domani potremmo anche ringraziare questo Ufficio
  di Presidenza per avere risolto un problema che ci trasciniamo da
  anni  e  ciò senza aspettare i famosi progetti POR che mi risulta
  siano stati bocciati - mi riferisco ai progetti per risanamento -
  . Se noi aspettiamo Agenda 2000 per ristrutturare questo Palazzo,
  che alla Regione, e quindi alla Comunità, è costato centinaia  di
  miliardi, penso aspetteremmo molti altri anni ancora.
   E  andiamo alla questione in discussione, nel cui merito io  non
  entro  in  quanto  i  documenti contabili li abbiamo  avuti  solo
  questa  mattina,  ma una cosa mi preme sottolineare  e  concludo,
  signor  Presidente. Relativamente alla Spesa, al  capitolo  IX  -
  Servizi informatici, sistema informativo e diffusione banche dati
  -  è  prevista  una spesa di un milione e quattrocentodieci  mila
  euro a fronte di un milione e trecentosettantacinquemila euro per
  il rendiconto 2003; ciò significa che c'è un aumento.
   Pertanto,  signor  Presidente, capisco  che  lei  può  dire  che
  questi  sono due bilanci diversi, quello della Regione  e  quella
  dell'Assemblea sono due situazioni completamente diverse,  ma  io
  ho  presentato un emendamento sul software libero - per il  quale
  le  avevo chiesto addirittura quindici giorni fa l'autorizzazione
  all'uso  di  una  sala  per illustrare a tutti  i  deputati  tale
  emendamento  e in tal senso avevo mandato loro un invito  -.  Con
  tale  software  libero,  si  acquista  il  sistema  di  programma
  operativo  libero, senza l'ausilio della Microsoft che  ci  costa
  moltissimo  (un  software libero rispetto a un sistema  operativo
  chiuso  ha un costo quasi doppio, quindi, si potrebbe risparmiare
  circa il cinquanta per cento). In tal modo, signor Presidente, si
  farebbero  risparmiare soldi a questa nostra martoriata  Regione,
  soldi  che potrebbero essere destinati ad altre spese.  Certo  il
  mio  emendamento  si  trova all'interno degli  emendamenti  della
  finanziaria, e questo comporterebbe un altro ordine  del  giorno,
  ma  visto che non c'è un altro ordine del giorno io le chiedo  di
  decidere,  indipendentemente dal disegno di legge,  su  tale  mio
  emendamento  che  prevede l'acquisto dei materiali  dei  prodotti
  informatici liberi, cosa che consentirebbe un risparmio notevole.
   Credo  di dare così un contributo a questa Assemblea e a  questa
  Presidenza  per  risparmiare.  Personalmente  l'avevo   invitata,
  signor  Presidente, a dare un saluto alla Conferenza che  abbiamo
  tenuto per presentare tali prodotti sul software libero, che  non
  è  di  proprietà  di  nessuno, è libero. Se per  quanto  riguarda
  Internet c'è la possibilità anche di risparmiare, non capisco per
  quale  ragione noi dovremmo spendere il cinquanta  per  cento  in
  più,.  Ripeto, rispetto a questa somma messa in bilancio  per  il
  2005,  rispetto  al rendiconto, si potrebbe risparmiare  qualcosa
  come  il cinquanta per cento, signor Presidente  E questa  non  è
  cosa da poco, vista la crisi economica, la crisi finanziaria  che
  stiamo   attraversando  complessivamente.  Pertanto,   se   vuole
  maggiori  delucidazioni  può leggere  il  mio  emendamento  o  il
  disegno  di  legge  dove, in modo circostanziato,  spieghiamo  le
  ragioni  e  la  possibilità  di risparmiare.  Non  sto  chiedendo
  maggiori  spese,  sto  chiedendo risparmio e risparmio  significa
  economizzazione,  significa  dare  un  buon  esempio   di   buona
  amministrazione.

    PRESIDENTE   Grazie onorevole Miccichè, non  c'è  nessun  altro
  iscritto a parlare, l'onorevole Zangara ha facoltà di replicare.

    ZANGARA   deputato  questore  e  relatore.  Signor  Presidente,
  onorevoli colleghi, ringrazio i colleghi che sono intervenuti  in
  questa  discussione  per  i  contributi  interessanti  che  hanno
  fornito, dimostrando così conoscenza del progetto di bilancio.
   Voglio   ricordare   ai  colleghi,  per   quanto   riguarda   le
  problematiche  che sono state sollevate qui stamattina,  un  dato
  molto significativo ed importante, signor Presidente, e cioè  che
  questo bilancio, credo per la prima volta riporta lo stanziamento
  dell'anno  precedente. Tutti gli altri bilanci che si sono  fatti
  negli  esercizi  degli  anni  passati  sono  sempre  stati  tutti
  incrementati.
   La  realtà vera - che anche la stampa di oggi riporta in maniera
  distorta  - è proprio questa; la dotazione del bilancio dell'anno
  scorso  era  di 141.635 milioni di euro, i 550.000  euro  in  più
  previsti  nel documento che stiamo discutendo non sono altro  che
  delle partite di giro che vanno sommate nelle varie voci. Ma  tra
  questi  550.000  euro  in più, che portano a complessivi  142.000
  euro,  onorevole De Benedictis, e non a 146.000,  e  il  bilancio
  complessivo della Regione di quest'anno c'è un avanzo di esercizi
  precedenti di 50.000 euro che riguardano ritenute ai deputati, di
  altri   200.000   euro  per  contributi  di  riscatto   ai   fini
  previdenziali e 80.000 euro per partite di giro per i lavori  che
  si  devono  effettuare qui a Sala d'Ercole,  e  per  i  quali  la
  Regione ci dà a partite di giro in più.
   Spiegati  pertanto  i 550.000 euro, che poi  sono  185.000  euro
  effettivi.
   La  verità  è  che non abbiamo impiegato un euro in  più.  Certo
  alcune  voci  sono state incrementate e al riguardo  cercherò  di
  dare una spiegazione.
   Per  quanto  riguarda la sicurezza del Palazzo - che  era  stato
  dichiarato, da parte degli organi competenti, obiettivo sensibile
  a  seguito degli attentati dell'11 settembre - tutti i lavori sia
  quelli eseguiti che quelli in corso d'opera, riguardano  progetti
  concordati  con  la Prefettura, ed aspettiamo il  Comitato  della
  sicurezza per completare e definire il tutto.
   Per  quanto concerne lo stanziamento di un miliardo previsto per
  il call center, voglio precisare che il punto 70 del capitolo XIV
  contiene  anche altre innovazioni e non soltanto quelle  relative
  al call center.
   Tale stanziamento di un miliardo comprende i contratti vecchi  e
  l'aggiornamento degli stessi per tutte le innovazioni  come,  per
  esempio,  computer,  black  berry ed  altri  servizi  in  uso  ai
  deputati.
   Ed  in  questo senso c'è certamente un incremento,  ma   abbiamo
  anche  riqualificato il personale presente, evitando di espletare
  nuovi concorsi in questo momento di sperimentazione.
   E'  stato obiettato anche l'aumento di spesa di 200.000 euro  da
  assegnare  ai Gruppi parlamentari. Preciso che questa è  soltanto
  una  previsione,  legata alla richiesta di istituzione  di  nuovi
  Gruppi  parlamentari.  Se tali Gruppi non verranno  istituiti  il
  capitolo rimarrà uguale a quello dell'esercizio precedente.
   Il   dato  significativo,  e  mi  avvio  a  concludere  il   mio
  intervento,  è che il 95,70% delle spese sono tutte obbligatorie,
  il  2.20%  vengono accantonate nel fondo di riserva per ulteriori
  spese  che  possono  verificarsi nel corso dell'esercizio,  e  il
  2,10%  riguarda  spese  impegnate  da  esercizi  precedenti   che
  scadranno.
   Cari  colleghi, ho apprezzato tutti gli interventi che  si  sono
  susseguiti, ribadisco che gli aumenti che avete potuto verificare
  nei  vari  capitoli  riguardano il personale, riguardano  pure  i
  deputati,  ma abbiamo comunque cercato di restare addirittura  al
  di sotto della flessione prevista dalla finanziaria nazionale che
  è  del  2%:  Pertanto ritengo che questa mattina  potremmo  tutti
  insieme  definire  questo progetto, che poi è  nell'interesse  di
  tutto l'ente.
   Signor  Presidente, voglio aggiungere che di questi 136  milioni
  di  euro  daremo materialmente alla Regione 34 milioni  490  mila
  euro, che sono le parti più dettagliate e più significative della
  quota  dei 550.000 euro di aumento, che non sono altro  che  voci
  che  si  vanno  ad  incrementare sul  profilo  quantitativo,  che
  riguardano  le  ritenute  fiscali da operare  alle  competenze  a
  favore  dei deputati in carica, dei deputati cessati dal mandato,
  parlamentari  od aventi causa nonchè del personale  in  servizio,
  del  personale estraneo e per le prestazioni temporanee a  favore
  della  nostra Assemblea regionale. Tali somme ammontano al 25,36%
  dell'intero importo di dotazione assegnato all'Assemblea.
   Singor  Presidente, credo che quello portato avanti è  stato  un
  buon  lavoro,  avremo  anche potuto sbagliare  in  qualche  cosa,
  avremmo  potuto dare un segnale diverso - così com'è stato  detto
  qui  -  a  tanti  nostri concittadini, ma credo  che  i  colleghi
  parlamentari,  proprio oggi - una delle poche volte  che  si  sta
  dibattendo  il  bilancio dell'Assemblea, e  che  siamo  pronti  a
  trattare capitolo per capitolo se occorre - possano esprimere  il
  loro  voto  favorevole  ed approvare così  questo  bilancio,  che
  riguarda l'intera Assemblea.

    PRESIDENTE   Mi consenta, onorevole Zangara, di  integrare  con
  una  sola frase la sua importante e puntuale replica e rispondere
  all'onorevole  Spampinato  che  ha  sollevato  un  problema   non
  finanziario,  né tecnico, ma politico. Voglio precisare  che  non
  risulta  agli uffici quanto denunciato dall'onorevole Spampinato;
  le    convocazioni    vengono   inoltrate    via   internet,    o
  telefonicamente, e comunque sono sempre corredate di  ordine  del
  giorno. Ho qui alcuni  esempi di convocazione, se vuole gliene do
  copia  e si renderà conto che la sua  è un'accusa che gli  uffici
  non  meritano in quanto non risponde a verità. Del resto, se così
  fosse,  se fosse come dice lei sarebbe gravissimo perchè  non  si
  può  convocare un deputato senza comunicargli l'ordine del giorno
  della  relativa riunione; gli uffici mi dimostrano  che  è  stato
  correttamente fatto, lo faccio per rispetto alla struttura,  alle
  istituzioni,  non  lo  faccio  per  polemica  e  tanto  meno  per
  polemizzare  con  l'onorevole  Spampinato  che  ha  sollevato  un
  problema reale.
   Onorevole Spampinato esiste una controprova?

    SPAMPINATO  Sì.

    PRESIDENTE    Gli  uffici  prendano  atto   di   quanto   detto
  dall'onorevole Spampinato.
   Dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in votazione  il
  passaggio  all'esame  degli articoli del documento  contabile  n.
  125.

    RAITI  Chiedo la verifica del numero legale.

    PRESIDENTE   La richiesta del numero legale non  è  praticabile
  perchè  in  ogni per il passaggio agli articoli è prescritta  una
  votazione  per alzata e seduta e quindi non è possibile  chiedere
  il numero legale.
   Pongo   pertanto  in  votazione  il  passaggio  all'esame  degli
  articoli. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'Entrata.
   Do  lettura del Titolo I - Entrate effettive - capitoli da  I  a
  VIII. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;   chi
  è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Do  lettura del Titolo II - Partite di giro - capitoli da  IX  a
  XI. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa alla Spesa.
   Do  lettura  del Titolo I - Spese effettive - capitoli  da  I  a
  XVII. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;   chi
  è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Do  lettura del Titolo II - Partite di giro - capitoli da  XVIII
  a  XX. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi
  è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa al Riepilogo per capitoli.
   Do  lettura  del Titolo I - Spese effettive - capitoli  da  I  a
  XVII. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;   chi
  è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Do  lettura del Titolo II - Partite di giro - capitoli da  XVIII
  a  XX. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi
  è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa al Bilancio preventivo per il triennio 2005/2007.
   Si procede con l'Entrata.
   Do  lettura del Titolo I - Entrate effettive - capitoli da  I  a
  VIII. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa alla Spesa per il triennio 2005/2007.
   Do  lettura  del Titolo I - Spese effettive - capitoli  da  I  a
  XVII. Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa alla Spesa - Riepilogo per capitoli.
   Do  lettura  del Titolo I - Spese effettive - capitoli  da  I  a
  XVII.  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi
  è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione nel suo complesso il Bilancio preventivo  per
  il  triennio  2005-2007. Chi è favorevole  resti  seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Avverto  che  la votazione finale del documento n.  125  avverrà
  successivamente.


   Presidenza del presidente Lo Porto

   Presidenza del vicepresidente Fleres


        Rendiconto delle entrate e della spesa dell'Assemblea
     regionale siciliana per l'anno finanziario 2003 (doc. 126)

    PRESIDENTE   Si  passa al terzo punto dell'ordine  del  giorno:
  Rendiconto  delle entrate e delle spese dell'Assemblea  Regionale
  Siciliana per l'anno finanziario 2003 - Documento n. 126.
   Ha  facoltà  di parlare il deputato questore, onorevole  Zangara
  per svolgere la relazione.

    ZANGARA   deputato  questore e relatore. Mi  rimetto  al  testo
  della relazione scritta.

    PRESIDENTE  Dichiaro aperta la discussione generale.
   Non  avendo  alcun deputato chiesto di parlare, dichiaro  chiusa
  la  discussione  generale  e  pongo  in  votazione  il  passaggio
  all'esame degli articoli del documento n. 126.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'Entrata.
   Do  lettura del Titolo I - Entrate effettive - capitoli da  I  a
  VIII.
   Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Do  lettura del Titolo II - Partite di giro - capitoli da  IX  a
  XI.
   Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa alla Spesa.
   Do  lettura  del Titolo I - Spese effettive - capitoli  da  I  a
  XVII.
   Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Do  lettura del Titolo II - Partite di giro - capitoli da  XVIII
  a XX.
   Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Do lettura del riepilogo per Titoli e per capitoli della Spesa:
   Titolo I - Spese effettive - capitoli da I a XVII.
   Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Do  lettura del Titolo II - Partite di giro - capitoli da  XVIII
  a XX.
   Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Do  lettura  dell'  allegato  A -  Situazione  di  cassa  al  31
  dicembre 2003 "Conto generale".
   Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Do  lettura dell'allegato B - Quadro dimostrativo dell'avanzo di
  gestione periodo 1 gennaio - 31 dicembre 2003.
   Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Do  lettura dell'allegato C - Quadro dimostrativo del  movimento
  del  fondo  di  riserva per l'integrazione degli stanziamenti  di
  bilancio
   Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Do  lettura  dell'allegato D - Prospetto degli storni  a  favore
  del fondo di riserva.
   Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Do  lettura dell'allegato E - Prospetto dei prelievi  dal  fondo
  di riserva.
   Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Do  lettura dell'allegato F - Elenco riepilogativo dei movimenti
  del fondo di riserva.
   Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Do  lettura  dell'allegato G - Conto patrimoniale situazione  al
  31 dicembre 2003.
   Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Do lettura dell'allegato H - Fondo mutui deputati.
   Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Do  lettura  dell'allegato I - Fondo previdenza personale  conto
  economico al 31 dicembre 2003.
   Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Do  lettura  dell'allegato L - Rendiconto gestione economo  anno
  2003.
   Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'intero documento n. 126 «Rendiconto  delle
  entrate  e  delle  spese dell'Assemblea regionale  siciliana  per
  l'anno finanziario 2003», unitamente agli allegati.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    MICCICHE'  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  in  verità
  sarei  voluto intervenire in merito al documento n. 125, ma  lei,
  signor  Presidente,  è  stato  fulmineo  e  non  mi  ha  dato  la
  possibilità di riflettere e di chiedere immediatamente la parola.
  Preannuncio,  innanzitutto, il mio voto contrario,  non  per  una
  questione contabile, ma per una questione prettamente politica.

    PRESIDENTE   Onorevole Miccichè, scusi  se  la  interrompo,  ma
  devo  avvertirla che con questa dichiarazione di voto,  ella  non
  potrà  ripeterla  in  sede  di  votazione  finale  del  documento
  contabile in questione, che avverrà, come ho già esplicitato,  al
  momento  della votazione finale sulla Finanziaria.  Lei,  quindi,
  sia consapevole che sta facendo la sua dichiarazione di voto, con
  il risultato che non potrà più farne successivamente.

    MICCICHE'   Cosa c'entra? Questa è la chiusura degli  articoli,
  è assimilato agli articoli

    PRESIDENTE   Lei deve ascoltarmi. Sta facendo una dichiarazione
  di voto sul bilancio interno dell'Assemblea.

    MICCICHE'   Il mio voto è contrario, in quanto non  sono  state
  né fornite spiegazioni, né chiarite tutte le perplessità; inoltre
  non si è tenuto conto dei suggerimenti che avevo dato durante  il
  mio  intervento,  riferendomi alla  questione  dei  locali,  alla
  ristrutturazione   dei   locali  (cioè   come   risparmiare   per
  ristrutturare  i locali e conseguentemente assegnarli  ai  Gruppi
  parlamentari evitando la spesa per gli affitti). Avevo chiesto la
  possibilità  di  acquistare, anziché  sistemi  operativi  chiusi,
  quelli  aperti, al fine di risparmiare più del 50 per  cento  del
  costo  del  sistema  informatico. Il mio  intervento  tendeva  ad
  andare incontro alle esigenze dell'Assemblea e a ciò non  è stata
  data  alcuna risposta. Magari, si sarebbe potuto dire:  Onorevole
  Miccichè, ci sforzeremo di andare in questa direzione .  Ma,  non
  mi  è  stato detto neanche questo. Di conseguenza, visto che  c'è
  una  chiusura  totale  anche di fronte alla ragionevolezza,  alla
  giustezza  delle proposte - dovete scusarmi -,  non posso  votare
  cose che poi alla fine vanno contro i miei stessi principi.

    ZANGARA  deputato questore e relatore. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ZANGARA   deputato  questore  e  relatore.  Signor  Presidente,
  onorevoli   colleghi,  innanzitutto  chiedo  scusa  all'onorevole
  Miccichè,  poiché  quando è intervenuto non sono  stato  attento.
  Vorrei  precisare che per quanto riguarda i locali, siamo in  una
  fase  di  ristrutturazione, fatto che comporta  il  movimento  di
  diversi Gruppi parlamentari. In effetti, l'onorevole Micciché  ha
  toccato  un argomento importante, sul quale da tempo si attendono
  delle  soluzioni. Per quanto riguarda i sistemi innovativi, credo
  che  ci  possiamo muovere ed è giusto che ci muoviamo  in  questa
  direzione.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, per un  problema  di  economia
  parlamentare, se non ci sono osservazioni tecnico-parlamentari  -
  richiesta del numero legale o di voto elettronico - passerei alla
  votazione  finale, per alzata e seduta, di entrambi i  documenti,
  così  come  si  è sempre verificato per prassi consolidata  nella
  storia  di  questa Assemblea. Diversamente, se c'è  qualcuno  che
  insiste  per una procedura diversa, naturalmente, dovrei valutare
  l'ammissibilità  di un rinvio della votazione  al  momento  della
  votazione finale della legge finanziaria.
   Quindi,  a voi la decisione. Se mi consentite, però, considerata
  la  bontà  degli  argomenti  ma,  allo  stesso  tempo,  il  clima
  assolutamente   costruttivo   creatosi   in   questo   dibattito,
  procederei come vi ho anticipato.
   Pongo  in  votazione  l'intero documento  n.  125  "Progetto  di
  bilancio  interno dell'Assemblea regionale siciliana  per  l'anno
  finanziario 2005.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'intero documento n. 126 "Rendiconto  delle
  entrate  e  delle  spese dell'Assemblea regionale  siciliana  per
  l'anno finanziario 2003".
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, sono veramente grato all'Assemblea di  avere
  raccolto la mia indicazione.
   Invito  il deputato segretario a dare lettura del verbale  della
  seduta precedente.


   Presidenza del presidente Lo Porto

   Presidenza del vicepresidente Fleres


    SAMMARTINO   segretario f.f, dà lettura  del  processo  verbale
  della  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si
  intende approvato.

                      Annunzio di interpellanza

    PRESIDENTE  Invito il deputato segretario a dare lettura  delle
  interpellanze presentate.

    SAMMARTINO  segretario f.f.:

   N.  217  - Interventi presso il Governo nazionale riguardo  alla
  richiesta  di  contributi  previdenziali  e  tributari  da  parte
  dell'INPS  ai  lavoratori  autonomi del  catanese  colpiti  dagli
  eventi eruttivi dell'ottobre 2002.
   - Presidente Regione
   - Assessore Lavoro
   Firmatario: Raiti Salvatore.

    PRESIDENTE   Trascorsi tre giorni dall'odierno  annunzio  senza
  che  il Governo abbia dichiarato di respingere l'interpellanza  o
  abbia  fatto  conoscere  il  giorno  in  cui  intende  trattarla,
  l'interpellanza stessa sarà iscritta all'ordine  del  giorno  per
  essere svolta al proprio turno.

      Comunicazione di autorizzazione di costituzione di Gruppo
                            parlamentare

    PRESIDENTE     Do   lettura   del   decreto   del    Presidente
  dell'Assemblea  n.  551 del 14 dicembre 2004,  con  cui  è  stata
  autorizzata, ai sensi dell'articolo 23, comma 3, del  Regolamento
  interno,  la  costituzione  del  Gruppo  parlamentare  denominato
   Siciliani  uniti ,  composto dagli  onorevoli  Alberto  Acierno,
  Giovanni  Cristaudo ed Eleonora Lo Curto, in via provvisoria,  in
  attesa  di  una  prossima modifica delle  norme  del  Regolamento
  interno dell'ARS relative alla costituzione dei Gruppi di deroga.
   A  norma  dell'articolo  25  del  Regolamento  interno,  invito,
  pertanto, i deputati del  Gruppo parlamentare  Siciliani uniti  a
  nominare il presidente e il segretario del Gruppo medesimo.

   Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.

    Comunicazione di convocazione Commissione per la verifica dei
                               poteri

    PRESIDENTE  Comunico che per domani, giovedì 16 dicembre  2004,
  alle  ore  10.00, è convocata la Commissione per la verifica  dei
  poteri con il seguente ordine del giorno:

   1) Elezione di due Vicepresidenti
   2) Elezione di un segretario
   3)   Seguito  dell'esame  della  situazione  di  incompatibilità
  dell'onorevole Sergio D'Antoni

   Onorevoli  colleghi,  considerato che  sono  in  corso  numerose
  riunioni  di  Gruppi  parlamentari  sia  di  maggioranza  che  di
  minoranza,  sospendo  la seduta, avvertendo  che  riprenderà  fra
  un'ora.

        (La seduta sospesa allo ore 10.45, è ripresa alle ore
                               12.08)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Lo Porto

   Presidenza del vicepresidente Fleres


      Seguito della discussione congiunta dei disegni di legge
     «Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
    finanziario 2005 e bilancio pluriennale per il triennio 2005-
   2007» (923/A) e «Disposizioni programmatiche e finanziarie per
                        l'anno 2005» (924/A)

    PRESIDENTE   Si passa al punto quarto dell'ordine  del  giorno:
  Seguito   della  discussione  congiunta  dei  disegni  di   legge
  «Bilancio  di  previsione  della  Regione  siciliana  per  l'anno
  finanziario  2005  e bilancio pluriennale per il  triennio  2005-
  2007» (n. 923/A) e «Disposizioni programmatiche e finanziarie per
  l'anno 2005» (n. 924/A).
   Ricordo che nella precedente seduta n. 251 del 14 dicembre  2004
  è  stato  definito  l'esame del disegno di legge  di  bilancio  a
  legislazione vigente ed è iniziato l'esame del disegno  di  legge
  finanziaria.
   Ricordo  altresì che sono stati accantonati i seguenti  articoli
  del disegno di legge n. 924/A: da 3 a 10, 13, da 15 a 17, 22.
   Su  richiesta del Governo e non sorgendo osservazioni,  dispongo
  l'accantonamento degli articoli da 23 a 38.
   Si passa al titolo III, articolo 39. Ne do lettura:

                             TITOLO III
                              Controlli

                            «Articolo 39
            Disposizioni in materia di revisori dei conti

   1.  Il  compenso da corrispondere ai presidenti e ai  componenti
  dei  collegi  dei revisori dei conti previsto dalla  lettera  b),
  dell'articolo 34, della legge regionale 9 agosto 2002, n. 9, deve
  intendersi  comprensivo anche degli oneri previsti  per  legge  a
  carico dell'amministrazione scolastica interessata. Tale compenso
  è  dovuto  una  sola volta, indipendentemente  dal  numero  delle
  istituzioni  scolastiche  sottoposte al controllo  di  regolarità
  amministrativa e contabile di uno stesso collegio.
   2.  Dopo  il  comma 2 dell'articolo 9 della legge  regionale  24
  febbraio 2000, n. 6 e successive modifiche ed integrazioni,  sono
  aggiunti i seguenti commi:
    2  bis.  L'incarico di revisore dei conti può  essere  revocato
  per  mancato  insediamento  entro sessanta  giorni  dall'avvenuta
  notifica  del  provvedimento di costituzione del  collegio  o  di
  nomina  per  sostituzione di uno dei membri, nonché  in  caso  di
  assenza  del singolo membro senza giustificato motivo per  almeno
  tre sedute consecutive del collegio medesimo.
   2  ter.  Le  amministrazioni  cui compete  la  designazione  dei
  revisori  dei  conti delle istituzioni scolastiche statali  della
  Sicilia ai fini del contenimento della spesa pubblica scelgono in
  via  prioritaria  i  propri  rappresentanti  nel  rispetto  delle
  procedure  e dei requisiti di cui al comma 2 tra il personale  in
  servizio presso i propri uffici dislocati nella provincia in  cui
  ha  sede  l'istituzione scolastica, ovvero tra  il  personale  in
  quiescenza delle medesime amministrazioni o tra soggetti estranei
  purché residenti o domiciliati nella medesima provincia'.
   3.  Le  amministrazioni cui compete la designazione dei revisori
  dei  conti  delle  aziende unità sanitarie locali,  ai  fini  del
  contenimento   della   spesa   pubblica,   scelgono   i    propri
  rappresentanti  nel  rispetto della vigente legislazione  tra  il
  personale o tra soggetti estranei, purché residenti o domiciliati
  nella Regione siciliana».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -dagli   onorevoli   Miccichè   ed  altri:   emendamento   39.1,
      interamente soppressivo;
  -dagli onorevoli Tumino e Barbagallo: emendamento 39.2.

   Si  passa all'emendamento 39.1. Lo pongo in votazione. Il parere
  del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Contrario.

    PRESIDENTE   Chi  è favorevole si alzi; chi è  contrario  resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

   Si  passa all'emendamento 39.2. Lo pongo in votazione. Il parere
  del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Contrario.

    PRESIDENTE   Chi  è favorevole si alzi; chi è  contrario  resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo  39.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 40. Ne do lettura:

                            «Articolo 40
                         Organi di controllo

   1.  In  ogni organo di controllo interno devono essere  presenti
  un componente effettivo designato dall'Assessore regionale per il
  bilancio  e  le  finanze,  scelto tra i  dipendenti  in  servizio
  dell'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze o tra gli
  iscritti all'albo nazionale dei  revisori contabili istituito con
  decreto  legislativo  27 gennaio 1992,  n.  88  e  un  componente
  effettivo designato dall' amministrazione da cui l ente o azienda
  dipende  o  che  ne ha il controllo o vigilanza, scelto  tra  gli
  iscritti all albo degli ispettori contabili o, comunque, all'albo
  nazionale   dei   revisori  contabili   istituito   con   decreto
  legislativo 27 gennaio 1992, n. 88.
   2.  Ai  fini  dell'attuazione del comma  1,  qualora  non  siano
  previsti  i  componenti  in rappresentanza delle  amministrazioni
  regionali ivi indicate, l'organo di controllo interno è integrato
  ai  sensi del medesimo comma 1. Qualora l'organo risulti composto
  da  numero  pari  di  soggetti,  le determinazioni  collegiali  a
  maggioranza  vengono  assunte considerando  doppio  il  voto  del
  presidente. I rappresentanti delle amministrazioni regionali  già
  nominati alla data di entrata in vigore della presente legge, non
  in  possesso dei requisiti  di cui al comma  1, restano in carica
  sino alla naturale scadenza del collegio.
   3.   Gli   organi  di  controllo  interno  degli  enti  comunque
  sottoposti  a  vigilanza e tutela della Regione entro  60  giorni
  dalla  fine  di  ogni semestre dell'anno solare  trasmettono  una
  relazione   sull'attività   svolta  a  ciascuna   amministrazione
  rappresentata in seno al collegio.
   4.  I  collegi che per due semestri non rispettano  la  scadenza
  prevista  dal comma 3 sono dichiarati decaduti dall'autorità  che
  li  ha  nominati  anche  su proposta delle altre  amministrazioni
  rappresentate nel collegio inadempiente.
   5.  L'Assessorato  regionale  del bilancio  e  le  finanze  cura
  l aggiornamento  professionale dei  componenti  degli  organi  di
  controllo  interno  di  cui al comma 1, anche  attraverso  corsi,
  seminari  e  giornate  di  studio,  utilizzando  centri  per   la
  formazione   e   l'aggiornamento  del  personale  disponendo   la
  partecipazione dei soggetti interessati con oneri a carico  degli
  enti vigilati.
   6.  I  revisori  e  i  sindaci che  nell'arco  di  un  anno  non
  partecipano  a tre sedute dei rispettivi collegi o  a  due  delle
  giornate  previste ai sensi del comma  5 sono dichiarati decaduti
  dall'Assessorato    regionale   che   esercita    la    vigilanza
  amministrativa,    anche   su   proposta   degli    altri    rami
  dell'Amministrazione regionale interessati o del  presidente  del
  collegio  dei revisori dei conti, salvo comprovati casi di  forza
  maggiore.
   7.  Le  nomine  e le designazioni di competenza regionale  degli
  organi  di  cui  al comma 1 e di cui all'articolo 1  della  legge
  regionale 28 marzo 1995, n. 22, da effettuarsi a norma di legge o
  atto  equiparato tra i dipendenti in servizio con i criteri e  le
  procedure  di cui alla legge regionale 20 giugno 1997,  n.  19  e
  successive  modifiche  ed  integrazioni,  anche  se  riferite   a
  personale con qualifica dirigenziale, devono intendersi estese  a
  tutti  i  dipendenti con profilo professionale  non  inferiore  a
  funzionario».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -dagli onorevoli Miccichè e altri: 40.1;
  -dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: 40.2;
  -dal Governo: emendamento 40.3.

    MICCICHE'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'  Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo  è  un
  emendamento importante, perché attraverso gli organi di controllo
  si controllano effettivamente numerosi provvedimenti di carattere
  regionale.  E'  necessario però approfondire i motivi  di  questo
  articolo,  in quanto non mi pare che sia in linea con  tutta  una
  serie  di pronunciamenti rispetto in materia della riforma  della
  pubblica  amministrazione.  La legge nazionale  sugli  organi  di
  controllo  è  infatti molto più rigida e credo  che,  nell'ultimo
  periodo,  vi siano state delle revoche nei controlli  degli  atti
  amministrativi  di  tutti  i  tipi, specie  quando  si  parla  di
  controlli degli albi nazionali dei revisori dei conti.
   I  revisori  dei conti, nell'ultimo periodo, sono stati  oggetto
  di  grande  attenzione  da  parte dei  commercialisti  che  hanno
  chiesto  una maggiore presenza, in considerazione del  fatto  che
  ormai   la  pubblica  amministrazione  va  verso  una  forma   di
  autocontrollo,   un'a  sorta  di  tutela,  di   autogestione   di
  provvedimenti collegiali come quelli riguardanti i  revisori  dei
  conti.
   Poco  fa,  avevo  intenzione di intervenire  sulla  materia  dei
  revisori  dei  conti, ma si è sempre detto che la  Regione  vuole
  estromettere il Commissario dello Stato dal controllo sugli  atti
  amministrativi.  Se diamo la facoltà all'organo di  controllo  di
  controllare meno, avremo un risultato certamente negativo. Faccio
  presente  che nell'ultimo periodo è emerso un dato significativo:
  negli  ultimi  anni,  dopo  Tangentopoli,  si  è  detto  che   la
  corruzione  era  qualcosa che faceva parte  della  storia,  ormai
  lasciata  alle spalle; dai dati forniti dall'Ufficio  statistiche
  di   Pisa,  risulta  invece  che  la  corruzione  nella  pubblica
  amministrazione è aumentata rispetto al periodo di  Mani pulite .
  Ciò   significa  che  un  maggiore  controllo  comporterà,  nella
  pubblica  amministrazione in genere, una maggiore  responsabilità
  degli   organi   amministrativi,   degli   organi   politici   e,
  soprattutto, della burocrazia.
   Ecco spiegata la proposta del mio gruppo parlamentare - come  di
  altri  gruppi  parlamentari dell'opposizione - di abrogazione  di
  questo articolo. Chiediamo una maggiore responsabilità,  maggiore
  impulso nei controlli.
   Il  controllo  è  preventivo. E' un deterrente  per  evitare  la
  corruzione  e  lo sperpero di denaro pubblico, in  considerazione
  del  fatto  che  parliamo  di  un effettivo  risparmio  che  deve
  avvenire  non soltanto attraverso le leggi di spesa ma anche  nel
  momento  in  cui  sono forniti elementi di maggiore  verifica  di
  tutte  le  procedure di spesa che ogni organo  regionale,  quindi
  anche i vari Uffici, attuano quotidianamente.
   Signor   Presidente,  per  queste  ragioni  abbiamo   presentato
  l'emendamento  soppressivo 40.1 perché, a  nostro  avviso,  è  un
  elemento pericoloso per la pubblica amministrazione.

    PRESIDENTE   Pongo congiuntamente in votazione gli  emendamenti
  soppressivi  40.1 e 40.2, di identico contenuto.  Il  parere  del
  Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole  si
  alzi.

                        (Non sono approvati)

   Si passa all'emendamento 40.3 del Governo.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 40 nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 41. Ne do lettura:

                            «Articolo 41
                      Controllo sui rendiconti

   1.   Alla  fine  del  comma  11  dell'articolo  13  della  legge
  regionale  8  luglio  1977,  n.  47  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni è aggiunto il seguente periodo:
    I  funzionari delegati trasmettono all'amministrazione  che  ha
  emesso  l'ordine  di accreditamento i rendiconti  individuati  ai
  sensi del presente comma per il preventivo riscontro previsto dal
  comma  2  dell'articolo 333 del Regio decreto 23 maggio 1924,  n.
  827.'.
   2.  Le  disposizioni di cui al comma 11 dell'articolo  13  della
  legge  regionale 8 luglio 1977, n. 47 e successive  modifiche  ed
  integrazioni  si applicano alle procedure relative alle  gestioni
  degli  esercizi  finanziari anteriori all'anno  2002  non  ancora
  definite alla data di entrata in vigore della presente legge».

   Comunico  che  è  stato presentato dagli onorevoli  Miccichè  ed
  altri l'emendamento soppressivo 41.1.
   Pongo  in  votazione  il mantenimento dell'articolo  41.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    MICCICHE'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Onorevole Micciché, durante  la  votazione  non  è
  possibile chiedere la parola.
   Avrebbe   potuto  parlare  sul  suo  emendamento  che,   essendo
  abrogativo, è stato inglobato nel voto sull'articolo.
   Si passa all'articolo 42. Ne do lettura:

                            «Articolo 42
            Controllo e monitoraggio della spesa pubblica

   1.  All'articolo 27 della legge regionale 23 dicembre  2002,  n.
  23, dopo il comma 1 è aggiunto il seguente comma:
    1  bis.  I  provvedimenti  adottati  dagli  enti  pubblici  non
  economici  sottoposti  a  vigilanza e/o controllo  della  Regione
  comportanti obbligazioni e privi della copertura finanziaria sono
  nulli ed i dirigenti che li dispongono sono rimossi dall'incarico
  su iniziativa dell'Amministrazione competente.'».

   Comunico  che  è  stato presentato dagli onorevoli  Miccichè  ed
  altri l'emendamento soppressivo 42.1.

    MICCICHE'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   questo
  articolo, a mio avviso, ha qualcosa di grottesco: da un lato,  si
  va    verso    lo     sbracamento    generale   della    pubblica
  amministrazione;  dall'altro,  si introducono  delle  censure  ai
  dirigenti,  addirittura parlando di rimozione  dell'incarico,  su
  iniziativa dell'Amministrazione competente.
   Questa  è la classica politica del  bastone e della carota :  si
  usa  la  carota quando vi sono dei provvedimenti per i  quali  la
  pubblica  amministrazione è disposta ad attivare il  procedimento
  ma,  quando  poi il politico, l'amministratore, il  dirigente  ad
  altissimo  livello  vuole mettere in moto meccanismi  repressivi,
  usa una serie di procedimenti.
   Con  questo articolo, basta che un politico od un alto dirigente
  di  alto  livello invochi l'articolo 42 del disegno di  legge  in
  esame, per attivare il cosiddetto  controllo .
   Si  usa  quindi  il bastone per bastonare chi non  si  mette  in
  linea  con  determinati procedimenti politici  di  cui  le  varie
  amministrazioni si dotano.
   L'articolo  27  della  legge  n. 23  del  2002  prevede  che   I
  provvedimenti   adottati  dagli  enti  pubblici   non   economici
  sottoposti  a  vigilanza o al controllo della  Regione  privi  di
  comportamenti  ed  obbligazioni sono nulli e i dirigenti  che  ne
  rispondono sono rimossi dall'incarico... .
   Ho   difficoltà   a   trovare  nella  pubblica   amministrazione
  dirigenti  che  si attivano, indipendentemente  da  un  indirizzo
  politico. Ma oggi non c'è il comando diretto tra il politico e il
  dirigente  in  quanto un politico, un sindaco, un  assessore,  un
  presidente  di un ente sottoposto a vigilanza della  Regione  non
  mette  mai per iscritto al dirigente le cose che deve fare.  Mai,
  mai.  Ormai  non  si fa più  perchè l'attività  politica  non  si
  svolge con segnali trasparenti.
   L'impressione  che si dà al dirigente è che se fa  le  cose  che
  convengono, viene promosso o diventa generale del Corpo  d'armata
  di  questo  baraccone  amministrativo,  gli  viene  aumentato  lo
  stipendio,  viene promosso a massimo dirigente,  purchè  poi  sia
  disposto a firmare una serie di provvedimenti il cui beneficiario
  è il politico che lo ha agevolato.
   Ecco  spiegato  il motivo della mia opposizione: ciò  infatti  è
  slegato  dal  contesto  generale dell'effettivo  controllo  della
  pubblica amministrazione e del buon andamento della stessa.
   Questi  sono  elementi,  cavilli  giuridici  qui  inseriti   che
  diventano poi norme di legge per dire che stiamo facendo un  giro
  di  vite  al  fine di costringere la pubblica amministrazione  ad
  essere più responsabile. Si tratta però di una responsabilità che
  mette più a repentaglio i funzionari di tutte le amministrazioni.
   I  pubblici funzionari sappiano che quando approveranno ciò  che
  vuole   il  politico,  quando  asseconderanno  l'intenzione   del
  politico  di  portare  avanti determinati provvedimenti,  saranno
  stretti  fra l'incudine e il martello,  il bastone e la  carota'.
  L'incudine e il martello perchè non si sa se approvare le  voglie
  illegittime  dei politici che governano determinati  enti  oppure
  rifiutarsi. Se vi è un rifiuto, probabilmente, c'è il bastone  di
  quest'articolo.
   Naturalmente,  voto  contro quest'articolo e  chiedo  di  votare
  favorevolmente il mio emendamento.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  avevo  già
  sollevato  il tema in Commissione Bilancio e pertanto  chiedo  al
  Governo di accantonare brevemente l'articolo 42. Ho la sensazione
  - se lo leggiamo con attenzione - che rischiamo di deliberare che
  un  impegno di spesa preso e che non ha copertura finanziaria,  è
  nullo  poichè  vi è una legge che così prevede nei confronti  del
  futuro creditore.
   Noi  però non possiamo approvare un disegno di legge che annulla
  un  impegno  di spesa in quanto verremmo meno a tutte  le  regole
  vigenti  in Italia. Se un dirigente ordina una pubblicità  su  un
  giornale e poi non ha i soldi per pagarla, a fronte dell'articolo
  42  della  finanziaria  del  2005, la Regione  dice  al  titolare
  dell'agenzia pubblicitaria che non gli sono dovuti i soldi.
   Signor   Presidente,  non  possiamo  votare  un  articolo   così
  formulato. Il senso è un altro. Il controllo limitato al  momento
  punitivo nei confronti del dirigente che ha sostenuto spese prive
  di  copertura  -  non  che la vigilanza da  parte  della  Regione
  avvenga  nel quotidiano, ma sul bilancio consuntivo - fa  sì  che
  gli effetti si siano già prodotti.
   Chiedo  quindi  al  Governo  di  accantonare,  per  riformularlo
  meglio,  l'articolo 42 perché, così formulato,  dovrebbe,  a  mio
  avviso,  essere  dichiarato  inammissibile,  considerato  che  il
  Commissario dello Stato lo impugnerà immediatamente.

    PRESIDENTE   In effetti, il rilievo è corretto.  Suggerirei  al
  Governo  un emendamento con la formulazione  salvo i diritti  dei
  terzi .

    CINTOLA   assessore  per il bilancio e le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, non ho difficoltà ad accantonare
  l'articolo perché il concetto - tecnicamente aperto e visibile  -
  non è di precludere azioni amministrative ma di puntualizzare con
  certezza  sugli  enti  controllati, quando  viene  stipulata  una
  convenzione  con  terzi senza che vi sia  a  monte  la  copertura
  finanziaria. Quando si arriva al controllo, già il rapporto si  è
  instaurato.
   Ci  siamo  trovati in Commissione Bilancio - questa  è  una  mia
  sollecitazione  personale  - a dover elargire  dei  fondi  a  chi
  sosteneva  di  avere  fatto - era presente anche  lei,  onorevole
  Acierno  -assunzioni, contratti di diritto privato per decine  di
  miliardi,  cose  che poi abbiamo negato nella stessa  Commissione
  sostenendo che non si poteva fare perché non vi era la  copertura
  finanziaria.
   Allora è proprio per prevenire - altro che  bastoni e carote   -
  che  si  dice ai funzionari di stare attenti perché se  stipulano
  contratti  che  poi non hanno copertura finanziaria,  gli  stessi
  vengono rimossi dall'incarico.
   Il  tema  non  è né vessatorio ma è di prevenzione, per  evitare
  che  si  attuino alcune degenerazioni del sistema perché poi  non
  c'è  bilancio  che corre dietro a chi ha operato ed  opera  negli
  enti controllati dalla Regione, sia di Palermo sia periferici.
   Stiamo   dando  quindi  un'indicazione  forte,  dicendo    state
  attenti . Vi è un'illegittimità, al di là delle responsabilità di
  carattere penale, perché se si stipula un contratto che, a monte,
  non  ha  la  copertura  finanziaria, non si possono  ingannare  i
  terzi.
   Considerato  però  che  sorgono  problemi,  non  tanto  di   una
  riscrittura, ma di una discussione che può ancora svolgersi, sono
  d'accordo ad accantonarlo.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  assessore
  Cintola, fermo restando la finalità sicuramente apprezzabile,  il
  suggerimento  è  quello  di  tenere in considerazione  la  tutela
  dell'affidamento  del terzo in buona fede che entra  in  rapporto
  con l'amministrazione.
   E  un  articolo così formulato - sono d'accordo con  l'onorevole
  Acierno  -  andrebbe  incontro  a rilievi,  tenuto  conto  questo
  aspetto che non è preso in considerazione.

    PRESIDENTE    Con  riserva  d'integrarlo,   l'articolo   42   è
  accantonato.

   Si passa all'articolo 43. Ne do lettura:

                            «Articolo 43
               Equilibrio economico aziende sanitarie

   Dopo  il comma 5 dell'articolo 28 della legge regionale 26 marzo
  2002, n. 2, è aggiunto il seguente comma:
    5  bis. I bilanci d'esercizio, adottati dalle aziende sanitarie
  entro  il  30  aprile  di  ogni anno,  devono  essere  trasmessi,
  corredati  dal  parere  del  collegio sindacale,  all'Assessorato
  regionale alla sanità, entro il 31 maggio di ogni anno.
   Entro  quindici giorni dalla data di ricevimento una copia degli
  atti  verrà  trasmessa all'Assessorato regionale del  bilancio  e
  delle  finanze  per  il  parere che deve  essere  espresso,  come
  previsto dall'articolo 32, comma 2, della legge 7 marzo 1997,  n.
  6 e successive modifiche ed integrazioni, entro trenta giorni dal
  ricevimento degli atti.
   Trascorso  tale termine il parere si intende reso favorevolmente
  mediante  silenzio  assenso.  Il  termine  per  l'esercizio   del
  controllo  può  essere interrotto una sola volta se  entro  venti
  giorni  dal  ricevimento  dell'atto l'Assessorato  regionale  del
  bilancio   e  delle  finanze  richiede  alle  aziende   sanitarie
  chiarimenti e/o elementi integrativi.
   Entro  il  termine  di  quaranta  giorni  dall'acquisizione  del
  parere  come sopra espresso, l'Assessorato alla sanità  adotta  i
  provvedimenti  di  competenza. Il termine   per  l'esercizio  del
  controllo  può  essere interrotto una sola volta se  entro  venti
  giorni  dal  ricevimento dell'atto l'assessorato  regionale  alla
  sanità  richiede alle aziende sanitarie chiarimenti e/o  elementi
  integrativi. La richiesta sospende l'efficacia dell'atto.»

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -dagli onorevoli Miccichè e altri: 43.1;
  -dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: 43.2;
  -dal Governo: emendamento 43.3.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI    Signor   Presidente,   questa   norma    corredata
  dell'emendamento  del  Governo che è stato  depositato  a  questo
  articolo  fa  diventare  la norma inutile o  addirittura  incerta
  perché  se  oggi  siamo in una condizione  che  è  la  condizione
  surreale  in  cui  le aziende sanitarie e le aziende  ospedaliere
  inviano i bilanci di previsione sia all'Assessorato Bilancio  sia
  all'Assessorato Sanità con la conseguenza che ad  oggi,  sia  nel
  corso  dell'anno 2003 che nell'anno 2004 e forse, se non  sbaglio
  anche  nell'anno  2002, i bilanci formalmente delle  aziende  non
  sono stati approvati se non con il silenzio-assenso.
   Quindi,  abbiamo bilanci approvati addirittura  in  alcuni  casi
  col disavanzo in fase previsionale.

    CINTOLA    assessore  per  il  bilancio  e  le   finanze.Chiedo
  l'accantonamento dell'articolo 43.

    PRESIDENTE  Così resta stabilito. Si passa all'articolo 44.  Ne
  do lettura:

                            «Articolo 44
                Controllo sugli atti dei Consorzi ASI

   1.  L'articolo 15 della legge regionale 4 gennaio 1984, n. 1,  è
  sostituito dal seguente:
    Art.  15  - Controlli - 1. Tutte le deliberazioni adottate  dal
  consiglio  generale  e  dal  comitato  direttivo  sono  trasmesse
  all'Assessorato   regionale  dell'Industria   entro   15   giorni
  dall'adozione.'.
   2.  Le  deliberazioni concernenti lo statuto  delle  ASI  e  sue
  modificazioni,  i  programmi triennali delle  opere  pubbliche  e
  degli  interventi di cui all'articolo 22 della legge regionale  4
  gennaio   1984,  n.  1,  i  bilanci  preventivi  e  le   relative
  variazioni,  i  conti consuntivi ed i regolamenti possono  essere
  annullate  dall'Assessorato  regionale  dell'industria  entro  15
  giorni dalla loro ricezione, fatto salvo il termine previsto  dal
  comma 1 dell'articolo 32 della legge regionale 7 marzo 1997, n. 6
  e  successive  modifiche ed integrazioni per l'acquisizione,  ove
  richiesto,  del parere dell'Assessorato regionale del bilancio  e
  delle  finanze; trascorsi detti termini, le deliberazioni di  cui
  al presente comma si intendono approvate ed esecutive.
   3.   Entro   15  giorni  dalla  ricezione  delle  deliberazioni,
  l'Assessorato regionale dell'industria dispone la sospensione con
  richiesta motivata di chiarimenti, che può essere esercitata solo
  una   volta.   Nei  10  giorni  successivi  alla  ricezione   dei
  chiarimenti  può  pronunciarne  l'annullamento  per   motivi   di
  legittimità.
   4.  Tutte  le  deliberazioni diverse da quelle del comma  2,  se
  adottate con il parere positivo di legittimità del direttore  del
  consorzio, che può avvalersi della facoltà di richiedere appositi
  pareri  all'organo  tutorio, sono immediatamente  esecutive;  nel
  caso  di parere negativo del direttore, le suddette deliberazioni
  sono soggette alla procedura di approvazione prevista dal comma 2
  del presente articolo'.
   2.  L'articolo 73 della legge regionale 3 maggio 2001, n.  6,  è
  soppresso.»

   Comunico  che  sono  stati  presentati  i  seguenti  emendamenti
  soppressivi:

   -dall'onorevole Crisafulli: emendamento 44.1;
  -dagli onorevoli Miccichè ed altri: emendamento 44.2.

   Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 45. Ne do lettura:

                            «Articolo 45
              Controllo sugli atti degli enti vigilati

   1.  La  Regione  espleta  i controlli  sugli  enti,  istituti  e
  aziende  sottoposte a vigilanza e tutela, ivi inclusi le  aziende
  sanitarie  e ospedaliere, le aziende policlinico e i consorzi  di
  bonifica,  di  norma attraverso gli organi di  controllo  interno
  degli stessi.
   2.  L'Assessore  regionale per il bilancio  e  le  finanze,  con
  proprio   decreto,  predispone  programmi  annuali  di  controllo
  individuando  i  soggetti  tra quelli  indicati  al  comma  1  da
  sottoporre  alla procedura prevista dal comma 1 dell'articolo  32
  della  legge regionale 7 marzo 1997, n. 6  e successive modifiche
  ed integrazioni o alle verifiche previste dal comma 4.
   3. Ai fini delle salvaguardia dell'efficienza, dell'efficacia  e
  dell'economicità  degli  enti  vigilati,  nonché  ai  fini  della
  partecipazione  degli  stessi  al perseguimento  degli  obiettivi
  della  finanza pubblica regionale, i soggetti di cui al  comma  1
  trasmettono     periodicamente,    su    supporto    informatico,
  all'Assessorato  regionale del bilancio e delle finanze,  secondo
  le  modalità da stabilire con decreto del dirigente generale  del
  dipartimento  regionale bilancio e tesoro, i  dati  contabili  di
  struttura  e  di attività richiesti. L Assessorato regionale  del
  bilancio  e  delle finanze rende disponibili alle amministrazioni
  che  esercitano la vigilanza amministrativa i dati ottenuti ed  i
  risultati delle elaborazioni effettuate.
   4.   Qualora   emergessero  criticità  di  ordine  economico   o
  finanziario, l'Assessorato regionale de1 bilancio e delle finanze
  può  disporre,  di concerto con  l'organo tutorio,  verifiche  ed
  ispezioni  con  le modalità da individuare con provvedimento  del
  dirigente  generale del dipartimento regionale bilancio e tesoro.
   5.  Ai  regolamenti  degli  enti vigilati  recanti  disposizioni
  sull'amministrazione  del  patrimonio  e  sulla  contabilità   si
  applicano  le  disposizioni di cui al comma  1  dell'articolo  32
  della  legge regionale 7 marzo 1997, n. 6, per il parere  tecnico
  contabile  dell'Assessorato  regionale  del  bilancio   e   delle
  finanze, che deve essere espresso entro 60 giorni dalla ricezione
  della richiesta.
   6.   Spetta  all'Assessorato  regionale  del  bilancio  e  delle
  finanze,  sentiti  i  dipartimenti regionali  interessati  per  i
  profili  amministrativi, l'emanazione di  indirizzi  contabili  e
  linee guida per la  predisposizione dei documenti contabili.
   7.  Per  l'espletamento  dei compiti ispettivi  e  di  vigilanza
  attribuiti all'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze
  è  istituito  presso l'Assessorato stesso l'Albo regionale  degli
  ispettori contabili.
   8.  L'Albo  è  formato da dipendenti regionali  in  servizio  in
  possesso di almeno uno dei requisiti sotto elencati:
   a)   cinque   anni   di  effettivo  servizio   prestato   presso
  l'Assessorato  regionale  del  bilancio  e  delle   finanze   con
  qualifica non inferiore a funzionario;
   b)  cinque anni di iscrizione all'albo dei revisori contabili di
  cui  al  decreto legislativo 27 gennaio 1992, n. 88 e  successive
  modifiche ed integrazioni o dei ragionieri e periti commerciali o
  dei dottori commercialisti o degli avvocati.
   9.  Con  decreto dell'Assessore regionale per il bilancio  e  le
  finanze,  da  emanarsi entro 180 giorni dalla entrata  in  vigore
  della  presente legge, sono disciplinate le modalità di tenuta  e
  di funzionamento dell'Albo.
   10.  L'articolo  12 della legge regionale 27 dicembre  2003,  n.
  21, è abrogato.
   1l.  Al  comma 1 dell'articolo 32 della legge regionale 7  marzo
  1997,  n. 6 e successive modifiche ed integrazioni sono soppresse
  le parole  e  i regolamenti.'.
   12.  Al  comma  4  dell'articolo 20  della  legge  regionale  14
  settembre  1979,  n. 212 e successive modifiche  ed  integrazioni
  sono  soppresse  le  parole   e  all'Assessorato  regionale   del
  bilancio e delle finanze'.
   13.   Nelle  more  della  piena  attuazione  della  riforma  dei
  controlli,  i  dipartimenti regionali  continuano  ad  esercitare
  l'attività di controllo sugli atti dei soggetti di cui al comma 1
  sottoposti alla loro vigilanza e tutela con i poteri e secondo le
  modalità  previste  dalla  normativa  vigente  e  continuano   ad
  attivare la procedura prevista dal comma 1 dell'articolo 32 della
  legge  regionale  7  marzo 1997, n. 6 e successive  modifiche  ed
  integrazioni nei seguenti casi:
   a)  mancanza  del  parere favorevole espresso dal  collegio  dei
  revisori;
   b)  su richiesta dell'organo di controllo interno sulla base  di
  circostanziate motivazioni;
   c) su richiesta dell'organo tutorio.
   14.  Sono  abrogate tutte le norme in contrasto con il  presente
  articolo.»

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -dagli onorevoli Miccichè ed altri: emendamento 45.1;
  -dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: emendamento 45.2;
  -dal Governo: emendamento 45.3.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor Presidente, chiederei al Governo, visto  anche
  l'accantonamento   dell'articolo   42,   di   accantonare   anche
  l'articolo  45, trattandosi del controllo sugli atti  degli  enti
  vigilati,  in  modo che la riformulazione potrebbe entrare  tutta
  nello stesso articolo.

    PRESIDENTE      Non     sorgendo     osservazioni,     dispongo
  l'accantonamento dell'articolo 45.
   Si passa all'articolo 46. Ne do lettura:

                            «Articolo 46
       Pubblicazione dei provvedimenti che comportano impegni
                              di spesa

   1.  L'articolo 15 della legge regionale 29 dicembre 1962, n.  28
  e   successive  modifiche  ed  integrazioni,  è  sostituito   dal
  seguente:
    Art.  15 - 1. Tutti i provvedimenti dell'Amministrazione  della
  Regione  che comportino impegni di spesa, quando ne sia  prevista
  la   pubblicazione  in  organi  ufficiali,  sono  pubblicati  per
  estratto   nella   Gazzetta  Ufficiale  della  Regione   mediante
  supplementi trimestrali.»

   Comunico  che  è  stato  presentato dall'onorevole  Miccichè  ed
  altri l'emendamento soppressivo 46.1.
   Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 47. Ne do lettura:

                            «Articolo 47
        Accertamento della condizione di enti strutturalmente
                             deficitari

   1.  All'articolo 24 della legge regionale 16 aprile 2003, n.  4,
  è aggiunto il seguente comma:

    4  ter. Ai fini della certificazione dei parametri obiettivi di
  accertamento    delle   condizioni   di   ente    strutturalmente
  deficitario,  ai sensi dell'articolo 242, comma  1,  del  decreto
  legislativo  18  agosto 2000, n. 267, la spesa per  il  personale
  stabilizzato ai sensi della legge regionale 26 novembre 2000,  n.
  24,  è  da  escludere dal volume complessivo della spesa  per  il
  personale.'.

   Comunico  che  è  stato  presentato dall'onorevole  Miccichè  ed
  altri l'emendamento soppressivo 47.1.
   Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 48. Ne do lettura.

                              TITOLO IV
                     Interventi per lo sviluppo

                            «Articolo 48.
                        Distretti produttivi

   1.  L'Assessore  regionale  per la cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca, al fine di promuovere lo  sviluppo  del
  sistema  produttivo, adotta con proprio decreto le modalità  e  i
  criteri per il riconoscimento dei distretti produttivi.
   2.  Ai  fini  del  riconoscimento è necessario  che  il  sistema
  produttivo ricomprenda un numero di imprese artigiane e piccole e
  medie  imprese non inferiore a cinquanta e un numero  di  addetti
  complessivo non inferiore a centocinquanta, con un elevato  grado
  di  integrazione  produttiva e di servizio  e  sia  in  grado  di
  esprimere  capacità di innovazione, comprovata dalla presenza  di
  imprese leader nei singoli settori.
   3.  Il  distretto  produttivo esprime la capacità  degli  attori
  pubblici e privati di promuovere la realizzazione di una serie di
  progetti strategici ricompresi all'interno di un patto che mira a
  realizzare  lo sviluppo stesso del distretto, in conformità  agli
  strumenti di programmazione comunitaria, nazionale e regionale.
   4.  I  soggetti  che possono concorrere alla  formazione  di  un
  distretto produttivo sono:
   a) enti locali;
   b) imprese con sede nel territorio regionale;
   c) associazioni di categoria;
   d)   enti   e   associazioni  pubblici  e   privati,   consorzi,
  fondazioni, aziende speciali, società a partecipazione  pubblica,
  che   svolgono  attività  nell'ambito  della  promozione,   della
  ricerca,  dell'innovazione finalizzate allo sviluppo del  sistema
  produttivo.
   5.  Il patto di cui al comma 3 è redatto secondo le modalità  ed
  i  criteri stabiliti con decreto dell'Assessore regionale per  la
  cooperazione,  il  commercio,  l'artigianato  e  la  pesca  e  ha
  validità    triennale;    l'Assessorato   successivamente    alla
  presentazione da parte dei soggetti di cui al comma 4 ne verifica
  la  compatibilità economica e la complessiva fattibilità rispetto
  agli   strumenti  di  programmazione  comunitaria,  nazionale   e
  regionale.»

   Comunico  che  sono  stati  presentati  i  seguenti  emendamenti
  soppressivi:

   -dagli onorevoli Miccichè ed altri: emendamento 48.1;
  -dagli onorevoli Tumino e Barbagallo: emendamento 48.2
  -dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: emendamento 48.3;
  -dagli onorevoli Ortisi e Spampinato: emendamento 27.33.

   Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 49. Ne do lettura:

                            «Articolo 49
                    Consorzi fidi tra cooperative

   1.  Le  norme di cui alla legge regionale 6 maggio 1981, n.  96,
  relative  ai  consorzi  fidi  tra  cooperative,  come  modificate
  dall'articolo 94 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32  e
  successive  modifiche  ed integrazioni,  si  applicano  anche  ai
  consorzi ed alle cooperative di garanzia fidi con sede in Sicilia
  anche  se  non costituiti dall'Istituto regionale per il  credito
  alla cooperazione (IRCAC), purché associno almeno 150 cooperative
  aventi sede legale in Sicilia.
   2.  Le  agevolazioni di cui al presente articolo valgono  per  i
  consorzi   e  le  cooperative  di  garanzia  fidi  che   associno
  cooperative operanti nei diversi settori di attività previsti dal
  Titolo  X  della  legge  regionale 23  dicembre  2000,  n.  32  e
  successive  modifiche  ed integrazioni e dall'articolo  32  della
  legge regionale 3 dicembre 2003, n. 20 e successive modifiche  ed
  integrazioni.   Si  applicano  le  limitazioni  stabilite   nella
  predetta   normativa  per  i  confidi  di  imprese   industriali,
  artigiane  e  commerciali e di altri settori, con  esclusione  di
  quelli  di cui all'allegato I del Trattato CE nel rispetto  della
  regola  de  minimis, nonché per i confidi di imprese  agricole  e
  della pesca di cui all'articolo 99 della predetta legge regionale
  n.  32 del 2000 nel rispetto del Regolamento CE della Commissione
  n.  1860/2004 del 6 ottobre 2004 relativo agli aiuti  de  minimis
  negli stessi settori.
   3.  Lo statuto dei consorzi e delle cooperative di garanzia fidi
  di  cui  al  presente  articolo  deve  rispettare  le  previsioni
  dell'articolo 97 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32  e
  successive modifiche ed integrazioni e deve essere approvato  con
  decreto   dell'Assessore  regionale  per  la   cooperazione,   il
  commercio, l'artigianato e la pesca.
   4.  L'IRCAC  è autorizzato alla sottoscrizione del fondo  rischi
  dei  consorzi  e  delle cooperative di garanzia fidi  di  cui  al
  presente  articolo  a valere sulle risorse del  proprio  fondo  a
  gestione  separata  nei  limiti di cui alla  legge  regionale  23
  dicembre 2002, n. 23.
   5. L'IRCAC, nell'ambito delle proprie finalità istituzionali,  è
  autorizzato  a  sottoscrivere quote  di  partecipazione  a  fondi
  mobiliari  di tipo chiuso della  tipologia prevista dall'articolo
  13  della  legge  regionale 23 dicembre 2002, n. 23, nella misura
  massima  di  2.000 migliaia di euro, a valere sulle disponibilità
  dei fondi di rotazione dallo stesso ente gestiti.
   6.  Al  fine  di promuovere interventi finalizzati a contrastare
  gli  effetti  derivanti dall'aumento dei  prezzi  al  consumo,  a
  garantire la presenza degli operatori commerciali all'interno dei
  centri  abitati ed a valorizzare i prodotti locali, l'Assessorato
  regionale  della cooperazione, del commercio, dell'artigianato  e
  della  pesca è autorizzato, a valere sulle disponibilità dell'UPB
  8.2.1.3.2, capitolo 342525, a promuovere, in convenzione  con  le
  organizzazioni   di   rappresentanza  e  tutela   del   movimento
  cooperativo  riconosciute ai sensi del  decreto  legislativo  del
  Capo  provvisorio  dello  Stato 14 dicembre  1947,  n.  1577  che
  associano  cooperative  di  consumo, interventi  sperimentali  di
  promozione  di  cooperative  di  consumatori  nell'ambito   delle
  diverse comunità locali e di cooperative di dettaglianti mediante
  partnership   con   le   realtà   imprenditoriali   del   settore
  rappresentate   a   livello  nazionale.  Tali   interventi   sono
  finalizzati   all'attività   di  divulgazione   informativa,   di
  aggregazione consortile e di accordi commerciali.
   7.  In  armonia  con le disposizioni di cui all'articolo  2  del
  decreto  legislativo  2  agosto  2002,  n.  220,  i  criteri   di
  rappresentatività    delle    organizzazioni    cooperativistiche
  riconosciute   ai   sensi  del  decreto  legislativo   del   Capo
  provvisorio dello Stato 14 dicembre 1947, n. 1577, anche ai  fini
  delle previsioni di cui all'articolo 4  della legge regionale  30
  dicembre  1960,  n.  48, sono computati  in  base  al  numero  di
  revisioni  effettuate ai sensi della legge  regionale  23  maggio
  1991,  n. 36, e successive modifiche ed integrazioni, nel biennio
  ispettivo  precedente,  nell'ambito  dell'elenco  di  cooperative
  aderenti  dichiarate all'inizio dello stesso biennio da  ciascuna
  organizzazione  ai  fini  revisionali  all'Assessorato  regionale
  della  cooperazione,  del  commercio,  dell'artigianato  e  della
  pesca.»

   Comunico  che all'articolo 49 sono stati presentati  i  seguenti
  emendamenti:

   -dagli onorevoli Miccichè ed altri: emendamento 49.1;
  -dagli onorevoli Tumino e Barbagallo: emendamento 49.3;
  -dagli onorevoli Spampinato e Ortisi: emendamento 27.33;
  -dal Governo: emendamento 49.4;
  -dagli onorevoli Sbona ed altri: emendamento 49.2.

   Essendo   di   identico  contenuto,  pongo   congiuntamente   in
  votazione gli emendanti soppressivi 49,1, 49.3 e 27.33.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                        (Non sono approvati)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 49.4. Chi è favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 49.2. Chi è favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                          (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 49 nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 50. Ne do lettura:

                            «Articolo 50
                        Agevolazioni fiscali

   1.  Al  fine di incentivare lo sviluppo dell'economia siciliana,
  alle  società cooperative a mutualità prevalente di cui al Titolo
  VI   del   Libro  V  del  Codice  civile,  così  come  modificato
  dall'articolo 8 del decreto legislativo 17 gennaio  2003,  n.  6,
  che   siano   regolarmente  sottoposte  al  regime  di  revisione
  ordinaria previsto dalla legge regionale 23 maggio 1991, n. 36  e
  successive  modifiche  ed  integrazioni, l'aliquota  dell'imposta
  regionale sulle attività produttive di cui al decreto legislativo
  15  dicembre 1997, n. 446 e successive modifiche ed integrazioni,
  limitatamente alla quota di spettanza della Regione e fatti salvi
  i  regimi  agevolativi  specifici già stabiliti  dalla  normativa
  vigente,  è ridotta dell'1 per cento per il periodo d'imposta  in
  corso   al  1   gennaio  2005.  Per  i  due  periodi  di  imposta
  successivi, l'aliquota è ridotta, rispettivamente, dello  0,75  e
  dello 0,50 per cento.
   2.   Al  fine  di  migliorare  gli  standard  di  sicurezza  nel
  territorio  della  Regione i benefici di cui  al  comma  1  sono,
  altresì,  estesi  agli istituti esercenti attività  di  vigilanza
  privata di cui agli articoli 133 e seguenti del Regio decreto  18
  giugno 1931, n. 773 e successive modifiche ed integrazioni.
   3.  L'applicazione della presente disposizione è subordinata  al
  rispetto della vigente normativa comunitaria in materia di  aiuti
  di   stato,   nonché  alla  definizione  della  procedurale   cui
  all'articolo  88  paragrafi 2 e 3 del Trattato  istitutivo  della
  Comunità europea.
   4.  Nelle more della definizione delle procedure di cui al comma
  3,  gli  aiuti  previsti dal presente articolo sono concessi  con
  modalità  conformi ed entro i limiti di cui al Regolamento  della
  Commissione  della Comunità europea n. 69 del  12  gennaio  2001,
  relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato  Ce
  agli aiuti di importanza minore.»

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -dagli onorevoli Micciché ed altri: emendamento 50.1;
  -dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: emendamento 50.3;
  -dagli onorevoli Sbona ed altri: emendamento 50.2;
  -dagli onorevoli Oddo ed altri: emendamento 50.4.

   Pongo in votazione l'emendamento 50.1. Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi  è favorevole si alzi; chi è  contrario  resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

    CINTOLA   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo
  l'accantonamento dell'articolo 50 e dei relativi emendamenti.

    PRESIDENTE  Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.

   Si passa all'articolo 51. Ne do lettura:

                            «Articolo 51
               Fondo a gestione separata per gli aiuti
                          all'investimento

   1.  Al  fine  di garantire l'operatività e la concessione  delle
  agevolazioni  previste dai  regimi  di  aiuto di cui all'articolo
  26  della  legge regionale 1 gennaio 1993, n. 25, come sostituito
  dall'articolo 2 della legge regionale 27 settembre 1995, n. 66  e
  successive modifiche ed integrazioni, all'articolo 32 della legge
  regionale  11  maggio  1993,  n. 15  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni, agli articoli 5 e 11 della legge regionale 5 agosto
  1957,  n. 51 e successive modifiche ed integrazioni, all'articolo
  23  della  legge regionale 6 maggio 1981, n. 96, all'articolo  43
  della  legge  regionale  21 dicembre 1973,  n.  50  e  successive
  modifiche  ed integrazioni, all'articolo 20 della legge regionale
  18  febbraio 1986, n. 7, all'articolo 69 della legge regionale 16
  aprile  2003,  n.  4,  all'articolo 27 della legge  regionale  23
  dicembre  2000,  n. 32 e successive modifiche ed integrazioni,  è
  costituito un fondo a gestione separata presso una società o ente
  in  possesso  dei  necessari requisiti tecnici ed  organizzativi,
  previa  stipula di apposita convenzione, secondo le procedure  di
  cui al combinato disposto dell'articolo 185, comma 5, della legge
  regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e dell'articolo 32 della  legge
  regionale 2 agosto 2002, n. 7.
   2.   Entro  il  31  dicembre  di  ogni  anno,  con  decreto  del
  Presidente  della  Regione, su proposta dell'Assessore  regionale
  per   l'industria,  sentito  il  comitato  consultivo  industria,
  vengono ripartite le disponibilità del fondo a regimi di aiuto di
  cui al comma 1.
   3.  Alla  gestione  del  fondo istituito dal  presente  articolo
  sovrintende un comitato amministrativo, nominato con decreto  del
  Presidente della Regione, composto da:
   a)  un  esperto  in  materia creditizia e di  agevolazioni  alle
  imprese,  con  funzione  di presidente, designato  dall'Assessore
  regionale per l'industria;
   b)  due  componenti designati dall'ente gestore, uno  dei  quali
  con funzione di vicepresidente;
   c)  tre  dipendenti  con qualifica non inferiore  a  funzionario
  direttivo, di cui due in servizio presso l'Assessorato  regionale
  dell'industria ed uno presso l'Assessorato regionale del bilancio
  e delle finanze, designati dai rispettivi Assessori;
   d)   due  componenti  designati  dall'Assessore  regionale   per
  l'industria,   scelti  su  terne  proposte   dalle   associazioni
  regionali degli industriali maggiormente rappresentative;
   e) un componente designato dall'Associazione bancaria italiana.
   4.  Svolge  le  funzioni di segretario un  dipendente  dell'ente
  gestore.
   5.  I componenti ed il segretario durano in carica quattro anni.
  Qualora un consigliere, prima della scadenza, cessi dalla  carica
  per morte, dimissioni od altra causa, il nuovo designato resta in
  carica sino alla scadenza del comitato.
   6.  Ai  fini  della determinazione dei compensi da corrispondere
  ai  componenti ed al segretario del comitato, il cui  onere  è  a
  carico del fondo, si applicano le disposizioni di cui alla  legge
  regionale 11 maggio 1993, n. 15.
   7.  Le  agevolazioni  di  cui  al comma  1  conservano  la  loro
  operatività  attraverso l'originario gestore dei  relativi  fondi
  regionali sino alla data in cui il soggetto, individuato  secondo
  le  modalità di cui al comma 1, attiva il funzionamento del fondo
  stesso.
   8.   Tutte  le  disponibilità  dei  fondi  a  gestione  separata
  istituiti ai sensi degli articoli 5 e 11 della legge regionale  5
  agosto 1957, n. 51 e successive modifiche ed integrazioni, nonché
  dei fondi a gestione separata istituiti ai sensi dell'articolo 43
  della  legge  regionale  21 dicembre 1973,  n.  50  e  successive
  modifiche  ed  integrazioni, degli articoli 4 e  23  della  legge
  regionale  6  maggio  1981,  n.  96  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni, dell'articolo 44 della legge regionale  9  dicembre
  1980,  n.  127 e dell'articolo 8 della legge regionale  17  marzo
  1979,  n.  44,  nonché  i successivi rientri  in  relazione  alle
  operazioni di finanziamento in essere e gli stanziamenti per  gli
  interventi  di  cui  all'articolo 67  della  legge  regionale  23
  dicembre  2000, n. 32, confluiscono nel fondo a gestione separata
  istituito  dal presente articolo alla data di cui al comma  7.  I
  benefici  di cui all'articolo 69 della legge regionale 16  aprile
  2003,  n. 4, si estendono anche alle istanze presentate ai  sensi
  dell'articolo  11 della legge regionale 5 agosto 1951,  n.  57  e
  successive modifiche ed integrazioni.»

   Non    sorgendo    osservazioni,    dispongo    l'accantonamento
  dell'articolo 51. Si passa all'articolo 52. Ne do lettura:

                            «Articolo 52
                 Erogazione aiuti agli investimenti

   1.   Gli   aiuti  all'investimento  di  cui  alla   lettera   b)
  dell'articolo 48 della legge regionale 23 dicembre 2000,  n.  32,
  erogati   dalla   CRIAS  nella  forma  tecnica  di  finanziamento
  agevolato, nel rispetto dei massimali stabiliti nella lettera a),
  sono  erogati nell'ambito della regola de minimis e sono concessi
  secondo  le  disposizioni  di  cui all'articolo  63  della  legge
  regionale 16 aprile 2003, n. 4».

   Comunico  che  è  stato  presentato dall'onorevole  Miccichè  ed
  altri l'emendamento 52.1, interamente soppressivo.
   Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo. Il parere  del
  Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi  è contrario si alzi; chi è  favorevole  resti
  seduto.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 53. Ne do lettura:

                            «Articolo 53
            Attivazione misure a sostegno dello sviluppo

   1.  All'articolo 14 della legge regionale 29 dicembre  2003,  n.
  21, è aggiunto il seguente comma:
      5 bis. Nelle more della definizione delle procedure di cui al
  precedente comma 4, gli aiuti previsti dal presente articolo sono
  concessi  con  modalità conformi ed entro  i  limiti  di  cui  al
  Regolamento della Commissione delle Comunità europee n. 69 del 12
  gennaio  2001, relativo all'applicazione degli articoli 87  e  88
  del Trattato CE agli aiuti di importanza minore.'.
   2.  All'articolo 15 della legge regionale 29 dicembre  2003,  n.
  21, è aggiunto il seguente comma:
    4  bis. Nelle more della definizione delle procedure di cui  al
  precedente comma 3, gli aiuti previsti dal presente articolo sono
  concessi  con  modalità conformi ed entro  i  limiti  di  cui  al
  Regolamento della Commissione delle Comunità europee n. 69 del 12
  gennaio  2001, relativo all'applicazione degli articoli 87  e  88
  del Trattato CE agli aiuti di importanza minore.'».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   dagli onorevoli Miccichè e altri: emendamento 53.1.
   dagli onorevoli Morinello ed altri: emendamento AG.121;
   dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: emendamento AG.247;
   dall'onorevole Crisafulli: emendamento AG.11.

   Pongo in votazione l'emendamento 53.1. Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Contrario.

    PRESIDENTE   Chi  è contrario si alzi; chi è  favorevole  resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

    CINTOLA   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo
  l'accantonamento dell'articolo 53 e dei relativi emendamenti.

    PRESIDENTE      Non     sorgendo     osservazioni,     dispongo
  l'accantonamento dell'articolo 53.
   Si passa all'articolo 54. Ne do lettura:

                            «Articolo 54
                       Imprenditoria giovanile

   1. Dopo il comma 5 bis dell'articolo 22 della legge regionale  1
  settembre 1993, n. 25 e successive modifiche ed integrazioni sono
  inseriti i seguenti commi:
      5  ter. Alle cooperative giovanili di cui al precedente comma
  5,  che  abbiano subito ritardi nella realizzazione  delle  opere
  dovuti  a  cause  indipendenti dalla  volontà  delle  cooperative
  medesime,  ivi  comprese  le  interruzioni  o  sospensioni  delle
  erogazioni delle agevolazioni concesse, ovvero a quelle che hanno
  modificato  il  progetto  originario  per  adeguarlo  alle  norme
  vigenti  in  materia  di  igiene e sicurezza  negli  ambienti  di
  lavoro, possono essere riconosciute, ai fini del ricalcolo  delle
  agevolazioni spettanti, le correlate eventuali maggiori spese,  a
  richiesta  degli interessati e sempre che questi  ultimi  abbiano
  già  avviato  al lavoro il numero di soci giovani prescritto  nel
  provvedimento  di  concessione, previo esame di  congruità  delle
  maggiori  spese  stesse da parte del nucleo  di  valutazione  per
  l'imprenditoria  giovanile e nel limite del 50  per  cento  delle
  spese originariamente ammesse.
     5 quater. Alla copertura finanziaria degli oneri derivanti dal
  riconoscimento  delle maggiori spese di cui al  comma  5  ter  si
  provvede,  nel  rigoroso ordine cronologico di ricevimento  delle
  relative  richieste,  nel limite delle risorse  tempo  per  tempo
  disponibili  rinvenienti da eventuali revoche o rinunce  riferite
  ai progetti agevolati delle cooperative di cui al comma 5 che,  a
  tal  fine,  l'lRCAC è autorizzato a trattenere sul proprio  fondo
  unificato a gestione unica.'.
   2.  All'articolo 27 della legge regionale 23 dicembre  2000,  n.
  32, sono apportate le seguenti modifiche:
     a) la lettera b) del comma 7 è soppressa:
     b)  al  comma 8 le parole  altre agevolazioni' sono sostituite
  dalle  parole   altri  aiuti di Stato' e la parola   relative'  è
  sostituita dalla parola  relativi'».
   Comunico  che  è  stato presentato dagli onorevoli  Miccichè  ed
  altri l'emendamento 54.1, interamente soppressivo.
   Pongo   in  votazione  il  mantenimento  dell'articolo.  Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 55. Ne do lettura:

                            «Articolo 55
                      Consorzi fidi - Farmacie

   1.  Le  farmacie  aventi sede e operanti  nel  territorio  della
  Regione, aderenti ad un Consorzio di garanzia collettiva fidi  il
  cui statuto sia stato approvato dall'Amministrazione regionale  e
  la   cui   compagine   sociale  sia  stata   ammessa   a   godere
  dell'integrazione  regionale del fondo rischi,  possono  accedere
  per  loro tramite alle operazioni di cessione e crediti  a  breve
  termine, garantite dal consorzio stesso, fino all'importo massimo
  di euro 500.000.
   2.  Per le finalità previste al comma 1, l'Assessorato regionale
  della cooperazione, del commercio, dell'artigianato e della pesca
  h  autorizzato  a  concedere in favore dei predetti  consorzi  di
  garanzia  fidi  i  benefici  previsti dalla  normativa  regionale
  vigente in materia.
   3.  I  consorzi  di  garanzia collettiva fidi  cui  le  farmacie
  aderiscono   trasmettono   alla  scadenza   di   ogni   trimestre
  all'Assessorato   regionale   della   cooperazione,    commercio,
  artigianato  e  pesca,  l'istanza  di  richiesta  del  contributo
  corredata     dalla    documentazione    probatoria    rilasciata
  dall'istituto di credito o società finanziaria.
   4.  Le  disposizioni di cui al presente articolo si applicano  a
  condizione che si consorzino almeno 50 farmacie.»
   Comunico che sono stati presentati i seguente emendamenti:
   - dagli onorevoli Miccichè e altri: emendamento 55.1;
   - dagli onorevoli Tumino e Barbagallo: emendamento 55.3;
   - dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: emendamento 55.4;
   -  dagli  onorevoli  Fleres, Catania G.,  Maurici  e  Moschetto:
  emendamento 55.5;
   -  dagli onorevoli Sbona, Basile, Acanto, Franchina, Mercadante,
  Baldari, Moschetto, Confalone, Fleres, Catania Giuseppe, Maurici:
  emendamento 55.2.

     Pongo  congiuntamente in votazione gli emendamenti soppressivi
   55.1,  55.3  e  55.4,  di  identico  contenuto.  Il  parere  del
   Governo?

      CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

      PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

      SAVONA    vicepresidente   della  commissione   e   relatore.
   Contrario.

      PRESIDENTE   Chi è favorevole si alzi; chi è contrario  resti
   seduto.

                        (Non sono approvati)

     Si passa all'emendamento 55.5. Il parere del Governo?

      CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

      PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

      SAVONA    vicepresidente   della  commissione   e   relatore.
   Favorevole.

      PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si  alzi;
   chi è contrario resti seduto:

                            (E'approvato)

     Si passa all'emendamento 55.2. Il parere del Governo?

      CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

      PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

      SAVONA    vicepresidente   della  commissione   e   relatore.
   Favorevole.

      PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si  alzi;
   chi è contrario resti seduto:

                           (E' approvato)

     Pongo  in votazione l'articolo 55 nel testo risultante. Chi  è
   favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E'approvato)

     Si passa all'articolo 56. Ne do lettura:

                            «Articolo 56
        Utilizzazione finanziamenti alle cooperative edilizie

   1.  Il  comma 1 dell'articolo 1 della legge regionale 24  luglio
  1997, n. 25, è così sostituito:
    1.  Le  cooperative edilizie incluse nei piani di utilizzazioni
  degli  stanziamenti di cui alle leggi regionali 20 dicembre 1975,
  n.  79  e  5  dicembre  1977, n. 95, in possesso  delle  relative
  promesse di finanziamento possono usufruire delle stesse  per  il
  recupero  degli immobili a prevalente destinazione  residenziale,
  ovvero  per l'acquisizione di immobili, sia dal libero mercato  o
  direttamente   dalla  partecipazione  alle  aste  indette   dalle
  procedure concorsuali costruiti o in corso di costruzioni,  anche
  da sottoporre ad interventi di ristrutturazione, completamente  o
  ricostruzione.'».

   Comunico che sono stati  presentato i seguenti emendamenti:

   -dagli onorevoli Miccichè ed altri:emendamento 56.1;
  -dagli onorevoli Spampinato e Ortisi: emendamento AG.249.

   Pongo in votazione l'emendamento 56.1. Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   commissione   e   relatore.
  Contrario.

    PRESIDENTE   Lo pongo in votazione. Chi è favorevole  si  alzi;
  chi è contrario resti seduto.

                          (Non è approvato)

    CINTOLA   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo
  l'accantonamento dell'articolo 56.

    PRESIDENTE  Non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
   Si passa all'articolo 57. Ne do lettura:

                            «Articolo 57
                Requisiti cooperative edilizie e soci

   1.  Al  comma 2 dell'articolo 3 della legge regionale 31  agosto
  2000,  n.  19, la parola  regolamento' è sostituita dalla  parola
   decreto   dell'Assessore  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca'.
   2.  Al  comma 3 dell'articolo 3 della legge regionale 31  agosto
  2000,  n.  19,  dopo le parole  dell'alloggio' sono  aggiunte  le
  seguenti  parole:  fatta eccezione per il requisito  relativo  al
  reddito,  il  cui possesso va accertato solamente  alla  data  di
  emanazione del primo decreto di concessione delle agevolazioni di
  cui  al  precedente comma. Tale disposizione si applica a partire
  dalla data di pubblicazione della presente legge'.
   3.  All'articolo  31 della legge regionale 5 novembre  2004,  n.
  15,  sono  aggiunte  le seguenti parole  a tutte  le  cooperative
  edilizie  in  regola  con  le revisioni ordinarie.  Le  rimanenti
  dovranno  dimostrare il possesso dei requisiti di legge  al  fine
  del  mantenimento delle agevolazioni, entro e non oltre 60 giorni
  dalla  data  di entrata in vigore della presente legge,  pena  la
  decadenza del beneficio'».

   Comunico che sono stati  presentato i seguenti emendamenti:

   -dagli onorevoli Miccichè ed altri:emendamento 57.1;
  -dal Governo: emendamenti 57.2 e 57.3.

    MICCICHE'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   questo
  articolo  sembra  della serie  come facciamo  per  penalizzare  i
  cittadini .  Come  lei sa benissimo e come  ormai  è  consolidato
  nella   storia,  l'edilizia  cooperativistica  è   una   edilizia
  profondamente  sociale  e  fa parte  di  quella  famosa  e  ormai
  consolidata  consuetudine che la nostra democrazia  ha  garantito
  alla popolazione italiana. Credo non abbia precedenti  Certo,  il
  governo  di destra, con una serie di provvedimenti nazionali,  ha
  tagliato  tutta una serie di garanzie nel settore  edilizio,  nel
  quale  -   credo  - bene o male, si rispettano certe  norme;  per
  esempio,  per  costruire  una  casa  c'è  bisogno  di  un   piano
  regolatore,  degli strumenti urbanistici adeguati.  Pertanto,  se
  noi   abroghiamo,   inibiamo   questa   procedura   evidentemente
  invitiamo, anzi costringiamo, la popolazione che ha bisogno di un
  alloggio  a  costruire abusivamente. D'altronde credo che  questo
  sia  lo  spirito  al  quale si sono ispirati gli  ultimi  governi
  nazionali e regionali nel momento in cui hanno proceduto ai  vari
  condoni,  la politica del bastone e della carota.
   Entrando  nello  specifico, vediamo cosa prevede l'articolo  57.
  Il  terzo  comma, per esempio, prevede che all'articolo 31  della
  legge  n. 15 del 2004 sono aggiunte le seguenti parole:  a  tutte
  le  cooperative  edilizie in regola con revisione  ordinarie,  le
  rimanenti dovranno dimostrare il possesso dei requisiti di  legge
  al   fine   del   mantenimento  dell'agevolazione   del   mutuo ,
  naturalmente, non oltre sessanta giorni dalla data di entrata  in
  vigore della presente legge, pena la decadenza dal beneficio.  Al
  riguardo  vorrei  spiegato come fanno molti soci di  cooperative,
  che hanno un residuo di mutuo di cui non conoscono l'ammontare, o
  lo  hanno  abbandonato, o pagano semplicemente la rata  che  ogni
  semestre sono obbligati a pagare (perché devono pagare la rata di
  ammortamento  del  mutuo), se  non sono a  conoscenza  di  questa
  legge,   a sapere che addirittura viene cancellato il mutuo   Può
  succedere  che,  cancellando un mutuo, un povero  pensionato  che
  magari venti anni fa, quindici anni fa, aveva acquisito una  casa
  in  cooperativa, si vede aumentato all'improvviso  il  rateo  del
  mutuo,  deve  pagare  una somma superiore a  quella   normalmente
  pagata, il che rappresenta una mazzata al settore sociale, a quel
  settore sociale col quale vi sciacquate tanto la bocca  E  volete
  aiutare attraverso l'agevolazione della diminuzione delle  tasse:
  con  una mano togliete un euro - quasi duemila delle vecchie lire
  al  giorno  di  detrazione  fiscale  -  e  con  l'altra  togliete
  addirittura centinaia di migliaia di euro l'anno ad un  cittadino
  che  ha  contratto  un mutuo per l'acquisto  di  un  alloggio  in
  cooperativa.
   Ritengo  questo   un  articolo che va contro gli  interessi  dei
  cittadini  e  quindi  chiedo  ai colleghi  di  approvare  il  mio
  emendamento   abrogativo;   diversamente,   tale   articolo     è
  penalizzante  di  un settore che spesso comprende  cittadini  non
  agiati.  Chi costruisce la casa in cooperativa non è un cittadino
  agiato,  è  un  cittadino  medio,  probabilmente  lavoratore,  ma
  comunque  con uno stipendio fisso e se, dopo tanti anni,  dovesse
  vedersi  aumentato di botto il mutuo, non credo che  lo  vivrebbe
  bene. Il mio, signor Presidente, è un invito  accorato.

    PRESIDENTE  Dispongo l'accantonamento dell'articolo 57.
   Si  riprende l'esame dell'articolo 56. Ricordo che non era stato
  approvato  l'emendamento 56.1. Si passa all'emendamentoAG.249,  a
  firma degli onorevoli Spampinato ed Ortisi.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    SAVONA  presidente della Commissione e relatore. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 56 nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 58. Ne do lettura:

                            «Articolo 58
                   Provvidenze in favore delle ASI

   1.   Le   anticipazioni  di  cui  all'articolo  26  della  legge
  regionale  4 gennaio 1984, n. 1, purché siano nella disponibilità
  finanziaria dei consorzi ASI, anche se revocate, sono  rassegnate
  a  titolo definitivo per il pagamento di tutti gli oneri connessi
  alla chiusura dei contenziosi.»

   Comunico  che  è  stato presentato dagli onorevoli  Miccichè  ed
  altri l'emendamento 58.1, interamente soppressivo.
   Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 59. Ne do lettura:

                            «Articolo 59
               Fondo di rotazione per la progettazione
                   nell'Amministrazione regionale

   1.  All'articolo 12, sub articolo 17 bis, della legge  regionale
  2  agosto  2002,  n. 7, e successive modifiche ed integrazioni  è
  aggiunto il seguente comma:
    4  bis. A decorrere dall'esercizio finanziario 2005 il fondo di
  cui  al  presente articolo è destinato al finanziamento in favore
  dei  rami dell'Amministrazione regionale, per la copertura  delle
  spese  occorrenti per la progettazione definitiva  ed  esecutiva,
  ivi  compresi gli oneri accessori, e per il perfezionamento delle
  procedure  tecniche, amministrative ed operative, necessarie  per
  l'accesso  ai  flussi  di  finanziamento,  anche  di  provenienza
  extraregionale.'»

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -dagli onorevoli Miccichè e altri: emendamento 59.1;
  -dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: emendamento 59.2;
  -dal Governo: emendamento 59.3.

   Pongo  congiuntamente  in votazione gli emendamenti  soppressivi
  59.1 e 59.2, di identico contenuto.
   Il parere della Commissione?

    SAVONA  presidente della Commissione e relatore. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                        (Non sono approvati)

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor  Presidente, ieri è rimasta  in  sospeso  una
  questione  che  riguardava una  scrematura   degli  articoli,  in
  ordine  alla  quale   lei  avrebbe dovuto dare  comunicazione  al
  Parlamento.  E,  invece,  stiamo  andando  avanti  con  un  altro
  criterio  e  ho capito che secondo il criterio adottato,  laddove
  non ci sono emendamenti significativi, o sono solo abrogativi, si
  va  avanti. Questo, però, deve essere preceduto dalla valutazione
  di  ammissibilità  da  parte  sua  Presidente.  Ci  sono  diversi
  articoli  -  ma questo è il mio punto di vista che,   ovviamente,
  non   può   coincidere  con  il  suo  -  che   sono   palesemente
  inammissibili.

    PRESIDENTE   Onorevole Speziale, io ho tenuto conto  delle  sue
  indicazioni ed il 59 non c'era.

    SPEZIALE  Scusi, signor Presidente, le posso assicurare che  ci
  sono tanti articoli precedenti che  sono...

    PRESIDENTE   Noi  parliamo del 59, e non  c'è.  Io  rispetto  i
  patti.

    SPEZIALE   Gli  articoli precedenti che sono  stati  esaminati,
  sono   stati   esaminati   senza   una   preventiva   valutazione
  sull'ammissibilità, signor Presidente, che io invece le chiedo di
  fare.

    PRESIDENTE  Non ci sono articoli inammissibili.

    SPEZIALE   No,  Presidente, assolutamente, le posso  assicurare
  che non è così.
      Signor   Presidente,  se  lei  mi  richiama  ad   un   dovere
  istituzionale, le rispondo. Sono stati esitati articoli che,  dal
  mio  punto  di vista, ripeto, ma è il mio punto di vista,  non  è
  detto  che  debba  coincidere con il  suo,  sono  dichiaratamente
  inammissibili.
   Signor  Presidente,  comunque, io  le  chiederei  di  comunicare
  all'Aula  attraverso  una  scrematura  generale.  Ieri,   abbiamo
  seguito il criterio dei primi 21 articoli, adesso rimangono altri
  20  articoli, ci dica quali sono quelli dichiarati ammissibili  e
  quelli inammissibili ed andiamo avanti.

    PRESIDENTE  Infatti, riguarda solamente articoli o  emendamenti
  sui  quali  non  c'è  motivo di contendere,  ecco  perché  stiamo
  procedendo   con  un  vastissimo  ricorso   agli  accantonamenti,
  proprio per la ragione che non abbiamo ancora pronta la risposta,
  ma verrà a tempi brevissimi.

                   Per un richiamo al Regolamento

    CAPODICASA  Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA   Signor Presidente, con tutto il  rispetto  per  la
  Presidenza,  perché in passato ho litigato con  i  suoi  colleghi
  Presidenti, vorrei evitare di avere alterchi ...
   Signor  Presidente, il Regolamento parla chiaro.  La  Presidenza
  dell'Assemblea   preventivamente   esercita   un   sindacato   di
  ammissibilità  degli  emendamenti e degli  articoli.  Non  lo  fa
  strada facendo, ma prima che il testo vada in Commissione e prima
  che  il testo venga affrontato dall'Aula; gli emendamenti  e  gli
  articoli  sono già depositati, infatti, e pertanto questo  lavoro
  preventivo si può fare.
   E'  chiaro  che il procedere come stiamo noi procedendo  non  dà
  certezze   all'Aula,   non  dà  un  riferimento   certo,   quindi
  l'obiezione   dell'onorevole  Speziale  a  mio   avviso   ha   un
  fondamento,  ragione per cui non si tratta né di accantonare,  né
  tanto  meno di andare per articoli man mano che si esaminano.  La
  Presidenza è dotata di uffici in grado di fare questo lavoro  una
  volta  per  tutte;  ci comunichi quali sono gli  articoli  e  gli
  emendamenti  che ritiene improponibili, di modo che ne  prendiamo
  atto e andiamo avanti più speditamente.

    PRESIDENTE   E' un richiamo molto puntuale che però  non  tiene
  conto  del quadro politico dentro il quale stiamo operando, siamo
  in  attesa di un maxiemendamento che ha altamente condizionato le
  scelte  politiche  della  Presidenza, intendo  istituzionali  per
  politiche,  dopo  di  che se c'è un richiamo puntuale  su  questo
  argomento  io non posso che prenderne atto ma teniamo  conto  del
  fatto  che c'è un'attesa, un'attesa che vincola tutti voi e anche
  me.
   Ad  ogni modo, poichè in effetti il rilievo regolamentare è  più
  che esatto, sospendo brevemente la seduta.

    (La seduta, sospesa alle ore12.52, è ripresa alle ore 13.14)

   La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi, informo  che  il  Governo  ha
  preannunciato  la  presentazione di un  maxiemendamento  volto  a
  rendere   più  agevole  l'approvazione  del  disegno  di   legge.
  Pertanto, sospendo la seduta avvertendo che riprenderà  alle  ore
  16.30.

    (La seduta, sospesa alle ore 13.15, è ripresa alle ore 19.04)

   La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, sulla base  di  una  richiesta
  pervenuta  dal  Gruppo  parlamentare DS, e  verificate  le  norme
  contenute nel testo del disegno di legge finanziaria, sono giunto
  alla determinazione di dichiarare improponibili gli articoli  25,
  65, 70, 71 e 73.
   Si riprende l'esame degli articoli accantonati.
   Si procede con l'articolo 3, in precedenza accantonato.
   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -  dagli onorevoli Miccichè ed altri: emendamenti 3.3, 3.4,  3.5
   e 3.6;
   -  dagli onorevole Speziale e Capodicasa: emendamenti 3.7,  3.8,
   3.9 e 3.10;
   - dall'onorevole Crisafulli: emendamento 3.1;
   - dagli onorevoli Zago e Speziale: emendamento 3.2;
   - dagli onorevoli Giannopolo e Speziale: emendamento 3.11.

   Si  passa agli emendamenti interamente soppressivi 3.3 e 3.7  di
  identico contenuto. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario

    PRESIDENTE   Li  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                        (Non sono approvati)

   Si  passa  agli emendamenti 3.4 e 3.8 di identico contenuto.  Il
  parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario

    PRESIDENTE   Li  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                        (Non sono approvati)

   Si  passa  agli emendamenti 3.5 e 3.9 di identico contenuto.  Il
  parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario

    PRESIDENTE   Li  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                        (Non sono approvati)

   Comunico che è stato presentato dal Governo l'emendamento  3.12.
  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Gli   emendamenti  3.6  e  3.10,  di  identico  contenuto,  sono
  assorbiti dall'approvazione dell'emendamento 3.12.
   Si passa agli emendamenti 3.1 e 3.2 di identico contenuto.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE    Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   vorrei
  chiedere  al  Governo di apprezzare positivamente gli emendamenti
  3.1 e 3.2 presentati da me e dagli onorevoli Zago e Crisafulli in
  quanto  la loro approvazione, prevedendo la possibilità  per  gli
  anni  2005-2008 di abolire le tasse e i tributi regionali per  il
  rilascio  o  la concessione di autorizzazioni a vario  titolo  da
  parte  degli  uffici  centrali e periferici  della  Regione  alle
  aziende  agricole  zootecniche, servirebbe  a  dare,  in  maniera
  indiretta, un sostegno a queste aziende.

    PRESIDENTE   Vorrei  invitare i colleghi  deputati  a  lasciare
  liberi  i banchi del Governo in quanto l'oratore sta facendo  una
  richiesta specifica al Presidente della Regione.
   Onorevole  Speziale,  prima  di  lasciarla  proseguire  nel  suo
  intervento, vorrei farle notare che gli emendamenti di cui si sta
  parlando sono privi di copertura finanziaria.

    SPEZIALE  No, signor Presidente, il problema non è la  mancanza
  della  copertura finanziaria, in quanto ad incidere  sui  bilanci
  dal  2005 al 2008 sarebbero le mancate riscossioni da parte della
  Regione, che non sono quantificabili in questo momento in  quanto
  non   è   possibile  sapere  il  numero  di  concessioni   o   di
  autorizzazioni che saranno rilasciate nel settore zootecnico.

    PRESIDENTE   Onorevole  Speziale,  non  voglio  sostituirmi  al
  Governo, il quale sicuramente replicherà, ma ritengo che abolendo
  le   fonti   fiscali  legate  a  queste  voci  avremo  un   onere
  finanziario,  e quindi c'è sicuramente un problema  di  copertura
  finanziaria.

    SPEZIALE   Signor Presidente, ritengo possa essere ipotizzabile
  una  previsione  di  minori entrate, che però sono  difficilmente
  quantificabili.

    FORMICA  Come la finanziaria nazionale

    SPEZIALE   Lasciamo  stare  la  finanziaria  nazionale,  stiamo
  parlando di zootecnia.
   Signor   Presidente,  non  voglio  soffermarmi   sul   contenuto
  dell'articolo 3, che pure meriterebbe un'attenta lettura visto il
  susseguirsi  di  balzelli  e di tasse che  il  Governo  regionale
  istituisce su tutto - non c'è un settore in cui non si  aumentano
  le  tasse-;  tuttavia,  soprassedendo  sull'aspetto  dell'aumento
  delle  tasse  a carico dei siciliani, chiedo, a nome  del  Gruppo
  parlamentare  che  rappresento, che il  Governo  possa  valutare,
  anche  successivamente, eventualmente in sede di discussione  del
  maxiemendamento di prossima presentazione, l'emendamento a  firma
  del  sottoscritto  e  degli  onorevoli  Zago  e  Crisafulli,  che
  riguarda un settore specifico, cioè il settore zootecnico, per il
  quale  chiediamo soltanto che non vengano pagati per il  triennio
  2005-2008 gli oneri derivanti da concessioni o autorizzazioni.

    PRESIDENTE  Onorevole Cuffaro, l'onorevole Speziale  la  invita
  a   valutare   l'opportunità  di  inserire  il  contenuto   degli
  emendamenti 3.1 e 3.2 all'interno del maxiemendamento.

    CUFFARO  presidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CUFFARO    presidente   della   Regione.   Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi, l'iniziativa del Presidente del  Gruppo  dei
  DS, onorevole Speziale, per la verità riprende un indirizzo che è
  già  stato posto all'attenzione della Giunta di Governo e  che  è
  stato  sollecitato  da molti parlamentari, sia della  maggioranza
  che dell'opposizione.
   Riteniamo però che in sede di discussione del disegno  di  legge
  finanziaria  non  sia possibile prenderlo in  considerazione,  in
  quanto  non  siamo  in  grado  di prevedere  una  quantificazione
  economica. Il Governo si impegna però a presentare al più  presto
  un  disegno di legge specifico, per il quale chiederemo  un  iter
  procedurale  accelerato,  anche entro  l'anno  se  il  Presidente
  dell'Assemblea  vorrà  accordarlo, in  quanto  riteniamo  che  il
  settore  dell'agricoltura, e della zootecnia in particolar  modo,
  meriti al più presto una risposta.
   Quindi, invito i presentatori a ritirare gli emendamenti  3.1  e
  3.2.

    CRISAFULLI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRISAFULLI   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ritengo
  molto  importante l'assunzione di impegno da parte del Presidente
  della  Regione,  il quale potrebbe anche evitare di  essere  così
  precipitoso prevedendo addirittura una presentazione del  disegno
  di legge entro l'anno.
   Se   però   l'impegno  del  Governo  è  concreto,  si   potrebbe
  affrontare  l'argomento alla riapertura dell'attività legislativa
  con un disegno di legge del Governo che affronti specificatamente
  le questioni agricole.

    CUFFARO   presidente della Regione. E' proprio  quello  che  ho
  detto, onorevole Crisafulli.

    CRISAFULLI  Prendo atto del suo impegno, onorevole  Cuffaro,  e
  la invito anche a considerare l'ipotesi della cartolizzazione dei
  debiti in agricoltura.
   Ritengo che il Governo possa assumere questo orientamento e  che
  tale  impegno possa essere formalizzato con l'approvazione di  un
  ordine del giorno.

    CUFFARO  presidente della Regione. Non le basta la mia  parola,
  onorevole Crisafulli?

    CRISAFULLI  Sì, onorevole Cuffaro, e sono convinto  che  questo
  sarebbe un bel segnale da dare al settore dell'agricoltura.
   Pertanto dichiaro di ritirare tutti gli emendamenti a mia  firma
  che   riguardano   il   settore  dell'agricoltura,   in   quanto,
  eventualmente,  li ripresenterò in sede di esame del  disegno  di
  legge  apposito,  che  sarà il primo ad  essere  esaminato  nella
  prossima sessione parlamentare.

    CUFFARO  presidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CUFFARO    presidente   della   Regione.   Signor   Presidente,
  ribadisco che il Governo si impegna a presentare, alla riapertura
  dell'attività  parlamentare, un disegno di legge organico  -  sul
  quale  tra  l'altro  l'assessore Leontini  ha  già  cominciato  a
  lavorare  - che preveda una serie di scelte forti che il Governo,
  anche  con l'apporto dei parlamentari che eventualmente  vorranno
  dare i loro suggerimenti, ha intenzione di portare avanti.

    PRESIDENTE  Gli emendamenti 3.1 e 3.2 si intendono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'emendamento 3.11.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE     Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,    la
  formulazione  dell'emendamento ha probabilmente un  carattere  di
  genericità.  Però, ritengo doveroso sollevare la questione  delle
  numerose  autorizzazioni  che si stanno concedendo  nella  nostra
  regione per l'installazione di centrali eoliche, anche in zone di
  particolare pregio paesaggistico, senza che ci sia un tributo  nè
  per la Regione nè per la ricaduta ambientale nei territori.
   Invito  il  Governo  a  riformulare meglio l'emendamento,  ma  a
  prendere  comunque  il considerazione il problema.  Noi  possiamo
  anche ritirare l'emendamento ed eventualmente riscriverlo in modo
  tale  che  possa  comunque  essere apprezzato  all'interno  della
  finanziaria.

    CINTOLA   assessore  per il bilancio e le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole Giannopolo aveva  già
  posto  la  questione all'attenzione del Governo, e gli era  stato
  assicurato  che  la  stessa sarebbe stata  esaminata  dai  nostri
  funzionari, in particolar modo dal Direttore delle Entrate.
   Purtroppo,  l'emendamento presentato è una semplice  indicazione
  di  intenti.  Ritengo che l'iniziativa sia giusta  ma  che  debba
  essere  collocata con un fatto ordinamentale che ci  consenta  di
  poter   applicare  quanto  previsto  dall'emendamento.  Pertanto,
  riteniamo  di  non poter valutare positivamente la  questione  in
  questa   sede,   in   quanto   la   stessa   necessita   di   una
  regolamentazione serena, seria e forte. Sarebbe  un  intento  che
  non ha una sua costruzione e che diventerebbe inapplicabile.

    PRESIDENTE   Assessore  Cintola, lei di  fatto  ha  accolto  la
  richiesta  dell'onorevole  Speziale di ritirare  l'emendamento  e
  correggerlo  quando  avremo  più  possibilità  di  riempirlo   di
  contenuti.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo  che
  l'onorevole Speziale, nel difendere una norma che sembrerebbe,  a
  suo dire, creare entrate nel bilancio della Regione, in realtà  o
  non conosce bene la problematica che ha voluto affrontare con  il
  suo  emendamento,  o vuole mistificare una realtà  che  di  fatto
  esiste.  Mi  riferisco specificatamente al fatto che  non  esiste
  insediamento  eolico  in  Sicilia che non  abbia  preventivamente
  stipulato convenzioni con i comuni nei cui territori ricadono gli
  impianti  eolici,  garantendo così una quota  del  fatturato  che
  quell'impianto  produce  e  quindi,  di  fatto,  le  società  che
  producono energia eolica danno portano materialmente denaro nelle
  casse dei comuni sede degli impianti.
   Quello  che  mi  dispiace è che forse l'onorevole  Speziale  non
  intendeva  istituire una tassa a favore dei comuni  dove  vengono
  realizzati  gli impianti, perché quando dice nel suo  emendamento
   viene  erogato  ai  comuni  contigui  al  territorio  ove  sorge
  l'impianto  sembrerebbe che lui voglia dare una tassa  ai  comuni
  dove  non  vengono  fatti gli impianti, mettendo  così  da  parte
  quelli  dove vengono fatti gli impianti. Ma ciò che è  importante
  dire  -  e  così  probabilmente  diamo  maggiore  conoscenza   ai
  presentatori  dell'emendamento  -  è  che  tutti  i  comuni   che
  realizzano   impianti   di  produzione  di  energia   alternativa
  acquisiscono  la  possibilità di avere o  la  certificazione  ISO
  14001 o la certificazione EMAS. Ambedue le certificazioni servono
  ai comuni per ottenere maggiori finanziamenti, maggiori sgravi ed
  entrare  nel  circuito del cofinanziamento  europeo  e  acquisire
  maggiori punteggi in quelle graduatorie.
   Ritengo  indispensabile  tentare di migliorare  le  entrate  nel
  bilancio  della  Regione,  ma bisogna prendere  impegni  tali  da
  andare  a  tassare  aziende che, producendo reddito  in  Sicilia,
  pagano  le  tasse e quindi, comunque, verseranno i  lori  tributi
  dall'attività   prevalente.  Pagano  i   comuni   attraverso   le
  convenzioni,   mettono  in  condizione  i  comuni  di   acquisire
  certificazioni  ambientali  che  consentono  di  avere   maggiori
  finanziamenti.
   Pertanto,  credo  che  il Governo non abbia  alcun  interesse  a
  perseguire  degli obiettivi, per come sono stati  formulati,  che
  sarebbero esattamente contrari a ciò che noi intendiamo  fare,  e
  cioè cercare di qualificare realmente l'ambiente in Sicilia.

    PRESIDENTE   Sulla  base dell'assicurazione  data  dal  Governo
  l'emendamento 3.11 si intende ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'articolo 3, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si riprende l'esame dell'articolo 4.
   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -dagli onorevoli Miccichè ed altri: emendamenti  4.1, 4.3, 4.4 e
  4.2;
  -dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: emendamento 4.5;
  -dagli onorevoli Spampinato ed Ortisi: emendamenti 4.6, 4.7 e
  4.8.

   Si  passa  all'esame  congiunto  degli  emendamenti  interamente
  soppressivi 4.1, 4.5 e 4.6.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO    Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   ieri
  durante  la discussione sul bilancio, non ricordo a proposito  di
  quale  emendamento, l'onorevole Miccichè ingenuamente  contestava
  che  un  emendamento presentato all'ultimo minuto non  aveva  una
  motivazione e giustamente lei, signor Presidente, rilevava che si
  poteva  soltanto muovere una critica politica al Governo che  non
  aveva motivato quell'emendamento.
   Qui  la  situazione è diametralmente opposta. In  una  norma  di
  legge  la premessa è la motivazione, a parte il fatto che ritengo
  che  una  norma di legge che prevede in premessa, stiamo parlando
  di  impianti  di  distribuzione di carburante  nelle  autostrade,
  «nelle more della disciplina di razionalizzazione del settore», a
  parte  la  questione  estetica, ritengo che proprio  la  premessa
  imponga una riflessione perché è una norma nelle more.
   Poc'anzi  il  Presidente della Regione, su  un  altro  tema,  ha
  assunto   l'impegno  nei  confronti  dell'Assemblea   stessa   di
  procedere  in  maniera  organica  alla  razionalizzazione   della
  materia.
   Io  temo  che,  approvando una norma che  prevede  questo  medio
  tempor,e  non  si  arrivi sostanzialmente alla  razionalizzazione
  della materia che ritengo essere indispensabile.
   Ecco  il  perché  del  nostro emendamento  abrogativo,  non  per
  cassare  sic  et  simpliciter  la  norma  ma  per  chiedere   che
  l'argomento  sia  trattato   in maniera  autonoma  e  complessiva
  perché l'oggetto è degno di tale considerazione e non soltanto di
  una norma  temporanea e a scadenza.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PANARELLO  Chiedo di parlare.

    PANARELLO    Al  di  là  del  merito  del  provvedimento,   che
  sicuramente risponde ad un'esigenza reale - mi riferisco anche ad
  una  discussione che c'è stata in Commissione di merito delle cui
  determinazioni  purtroppo  non  ci  sono  echi  nel  testo  della
  finanziaria  -,  il tema sollevato dal collega Spampinato  merita
  attenzione  perché siamo in presenza di un ambito che prevede,  e
  non  da  ora, interventi che hanno come incipit «nelle  more  del
  riordino del settore».
   Vorrei  capire  dall'Assessore  per  l'industria,  dal  Governo,
  quando  si  pensa  di procedere ad un riordino  organico  di  una
  materia sicuramente significativa perché attiene alla possibilità
  per  l'utenza  di  pagare  meno il  carburante,  da  parte  degli
  operatori  del  settore  di capire in  che  direzione  si  devono
  muovere,  da  parte  dei  lavoratori del   settore  di  avere  un
  riscontro  rispetto a preoccupazioni esistenti in un settore  che
  deve prevedere necessariamente processi di razionalizzazione,  ai
  quali  sono  legate  anche  prospettive  di  nuove  attività   da
  riconoscere agli operatori del settore.
   Quindi   la   materia  non  è  banale,  potrebbe   essere   anzi
  l'occasione  per fare una legge efficace che venga incontro  alle
  esigenze delle utenze e degli operatori del settore. Il fatto che
  il   Governo  proceda  in  maniera  continuativa  con  interventi
  stralcio,  credo  che faccia venire meno la possibilità,  per  la
  Sicilia,  di  avere  un intervento organico  utile,  come  dicevo
  poc'anzi, all'utenza ed agli operatori del settore.

   PRESIDENTE.  Ha chiesto di parlare l'onorevole Micciché.  Ne  ha
  facoltà.

   MICCICHE'.  Signor  presidente,  signori  membri  del   Governo,
  l'emendamento  da  me  presentato  é  forse  uno  dei  pochi   in
  discussione  che  hanno  ricevuto  ospitalità  all'interno  della
  Commissione  competente. L'assessore per  l'industria,  onorevole
  D'Aquino,  proprio in Commissione,  ha chiarito   le  ragioni  di
  questo emendamento.
   Io  non  mi opponevo al concetto, e agli atti  é  trascritto  il
  mio voto, ma in Aula mi sarei riservato di esprimere  un giudizio
  più complessivo.
   Il  giudizio che esprimo è politico, in quanto in Commissione si
  può   esprimere   un  giudizio  prettamente  tecnico;   comprendo
  l'esigenza dell'Assessore al ramo fresco di nomina e, quindi, nel
  dare risposta alle sollecitazioni.
   Con   la   premessa   fatta,  proprio   in   Aula,   pongo   una
  sollecitazione   di  tipo  politico  presentando    l'emendamento
  abrogativo,  volendo così  indurre il Governo a dare  una  corsia
  preferenziale  a quel disegno di legge che giace  presso  la  III
  Commissione  ma  che  se venisse approvato  seduta  stante  dalla
  Commissione competente, non avrebbe possibilità di alcuna  corsia
  preferenziale per la sua approvazione.
   Il  Governo  non  può dire che  questo disegno  di  legge  trova
  concordi  tutte  le  parti, perché frutto  della   collaborazione
  delle  associazioni di categoria dei gestori  di  carburante,  in
  quanto  sappiamo bene dell'esistenza di  ipotesi  opposte tra chi
  vorrebbe   la  stazione  di carburante come  un  grande    centro
  commerciale  e  chi  invece  vuole  un  servizio  di   erogazione
  carburanti prettamente chiuso a determinate esigenze di mercato.
   Questo  é quanto emerso, nel corso delle audizioni delle  parti,
  in  III  Commissione,  e risulta difficile schierarsi dall'una  o
  dall'altra.
   E'  chiaro, però che non possiamo attendere che i contendenti di
  questa categoria trovino la soluzione, altrettanto chiaro  è  che
  il  Governo è  costretto ad emanare il provvedimento che oggi  si
  trova  in  Aula,  proprio  perché si attende  una  decisione  nel
  merito.
   Non  possiamo,  quindi,  cercando di fare  proprie  le  esigenze
  degli  uni  e  degli altri, negare il diritto al  legislatore  di
  emanare,  nel migliore modo possibile, un regolamento  che  possa
  dare  certezza,  sapendo  che   il sistema  di  distribuzione  di
  erogazione   dei  carburanti debba avere caratteristiche  dettate
  dal mercato.
   Spesso   i  distributori   lamentano  che  il  Governo   aumenta
  l'accisa  sui  carburanti,  però poi assente nella contrattazione
  con le  società petrolifere che, ancora una volta, continuano   a
  trattare  gli italiani come delle mucche da mungere e  senza   un
  minimo di ritegno.
     Il  Governo, almeno su questo, potrebbe dare una risposta  più
  risoluta e dire:  questa volta decidiamo noi quali sono le giuste
  aspettative   per   servire  il  cittadino  nel   migliore   modo
  possibile . La norma  prevista da Governo, é quindi una norma  di
  accomodamento,  per tenere tutto fermo in attesa  di  trovare  un
  accordo.  Questo non é tollerabile. Per tale motivo chiedo  venga
  portato a termine l'iter del  disegno di legge in questione,  che
  ancora giace in III Commissione senza alcuna  giustificazione.

   D'AQUINO, assessore per l'industria. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   D'AQUINO,  assessore  per l'industria.  Onorevoli  colleghi,  su
  quest'articolo c'é stato un ampio dibattito in Commissione, e  la
  presentazione  di  questo  emendamento   va  a  sanare  un  vuoto
  normativo  relativo  alla  questione  legata  agli  impianti   di
  distribuzione   carburanti   che  svolgono   l'attività     nelle
  autostrade.  Il  Governo, successivamente, si  farà  carico,   di
  proporre  un  disegno di legge  organico per quanto  riguarda  la
  regolamentazione  della  rete  di distribuzione  dei  carburanti.
  Rispondendo    all'altra   tematica  legata    alla   ricerca   e
  sfruttamento  dei  giacimenti petroliferi, il  Governo  ha,   più
  volte,  avuto   incontri  con  le  autonomie  locali  e  con   il
  territorio per andare incontro a quelle che erano le esigenze sia
  del territorio che dei cittadini.

   PRESIDENTE. E' iscritto a parlare l'onorevole Crisafulli. Ne  ha
  facoltà

   CRISAFULLI.   Signor  Presidente,  onorevole  Presidente   della
  Regione,  onorevoli colleghi,  credo sia utile che il  Parlamento
  valuti,   nell'ambito   dell'articolo  4,   la   possibilità   di
  predisporre  atti  amministrativi  attraverso  il  coinvolgimento
  delle Commissioni di merito - voglio chiarire che  esprimo parere
  favorevole  all'emendamento - e questo per  evitare che  su  ogni
  problematica si preannunzi un disegno di legge organico.  E al di
  là  dell'esito  delle  future elezioni  regionali  del  2006  che
  potrebbero  non  vedervi  più  al Governo   credo  sia  utile  ed
  importante    dare  le  risposte  che  si  attendono.   Ribadisco
  l'apprezzamento positivo all'emendamento, sarebbe utile che anche
  il  Governo esprimesse altrettanto chiaramente  la sua  posizione
  rispetto all'articolato e all'emendamento.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 4.8. Il Parere  del
  Governo?

   D'AQUINO, assessore per l'industria. Favorevole.

   PRESIDENTE Il parere della Commissione?

   SAVONA,   vicepresidente  della  Commissione   e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 4, nel testo risultante.  Chi  é
  favorevole resti seduto; chi é contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si    passa    all'esame   dell'articolo   5,    precedentemente
  accantonato.  Comunico  che  sono  stati  presentati  i  seguenti
  emendamenti:
   dagli onorevoli Miccichè ed altri: 5.2, 5.3, 5.4, 5.5, 5.6;
   dagli onorevole Speziale e Capodicasa: 5.9;
   dagli onorevoli Spampinato e Ortisi: 4.6.
   dagli onorevoli Sbona ed altri: 5.7;
   dagli onorevoli Oddo ed altri: 5.10;
   dagli onorevoli Tumino e Barbagallo: 5.8
   dal Governo: 5.11.

    CAPODICASA  relatore di minoranza. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CAPODICASA  relatore di minoranza Signor Presidente,  onorevoli
  colleghi   comprendo che la crisi finanziaria della Regione  stia
  inducendo  il  Governo,  piuttosto  che  ad  adottare  misure  di
  contenimento,  di recupero di risorse, che abbiano  un  carattere
  strutturale,  lo  stiano invece  inducendo a raschiare  il  fondo
  del barile.
     Contesto,  alla radice, la filosofia dell'articolo  perchè  in
  sostanza disponiamo - ed è un ricorso che ormai annualmente si fa
  con  la legge finanziaria - il versamento in entrata nel bilancio
  della  Regione, delle disponibilità non utilizzate dei  fondi  di
  rotazione.
   Cosa   significa  questo  provvedimento,  questa  filosofia   di
  intervento?
   Significa  che  andiamo a decurtare i fondi  per  l'investimento
  sia  nel  settore industriale, quello dell'IRFIS, sia nel settore
  della cooperazione, quello dell'IRCAC, e poi così via altri fondi
  che qui sono indicati.
   Il  fondo  di  rotazione, per sua natura,  è  un  fondo  che  si
  autoalimenta;  quindi parlare di  disponibilità  non  utilizzate'
  sembrerebbe come se si trattasse di residui messi lì,  inoperosi,
  a  non  produrre nessun beneficio per l'economia. In  realtà,  si
  tratta  di disponibilità momentaneamente non utilizzate in quanto
  sono  fondi  posti  lì  pronti per essere nuovamente  utilizzati,
  perchè il fondo di rotazione ha questa caratteristica.
   Vorrei  capire  qual è il messaggio e il senso di operazioni  di
  tal genere che hanno come unico esito quello di decurtare per  la
  nostra   industria,   per   le  nostre  attività   economiche   -
  cooperative,   industria, artigiani - la poca  disponibilità  del
  finanziamento alle attività produttive.
   Io  mi  dichiaro, pertanto, contrario all'articolo e  in  questo
  contesto   si   spiega  il  significato  del  nostro  emendamento
  abrogativo che persegue questa finalità.
   L'operazione si può farla una volta ogni tanto; la si  fece  con
  la  finanziaria  del  Governo  Provenzano.  Da  allora,  però,  è
  diventata  quasi una costante, è un'operazione continua  attivata
  annualmente  con  il risultato che, da qui a breve,  i  fondi  di
  rotazione saranno totalmente prosciugati.
   Cosa  troveranno le imprese, cosa troveranno gli artigiani, cosa
  troveranno   le  cooperative  allorquando  avranno   bisogno   di
  finanziamenti per le loro attività?
   Credo  che un minimo di decenza governativa debba suggerire  che
  non si attinga ai fondi di rotazione. Cerchiamo tra gli sprechi i
  fondi  da  utilizzare  per coprire il deficit  di  bilancio,  non
  andiamo  a  ricercarli tra quei pochi fondi che sono in  bilancio
  per finanziare attività produttive.

    PRESIDENTE  E' iscritto a parlare l'Assessore per  il  bilancio
  e le finanze, onorevole Cintola. Ne ha facoltà.

    CINTOLA   Assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,   onorevoli  colleghi,  l'intervento   dell'onorevole
  Capodicasa  ha  un  suo  fondamento e, pertanto,  il  Governo  ha
  presentato  un  subemendamento con il quale  riduce  il  prelievo
  all'IRCAC,  da tredici a dieci milioni di euro. Così resterebbero
  soltanto  tre milioni di euro. Ciò significa che una  volontà  da
  parte  nostra c'è - anche se alcune necessità ci portano  pure  a
  ricorrere a dei fondi che, pur essendo importanti nel tempo,  non
  sono stati utilizzati ma risultano  cristallizzati nelle banche.
   Si  spera  in  un rilancio forte, per questo è stato  presentato
  quell'emendamento   che  potrebbe  con  questo  consentire  anche
  all'onorevole Capodicasa e al suo gruppo di votare a favore.

    PRESIDENTE    Pongo,   congiuntamente,    in   votazione    gli
  emendamenti 5.9, 4.6 e 5.2. Il parere del Governo?

    CINTOLA   assessore  regionale per il bilancio  e  le  finanze.
  Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi  è favorevole si alzi, chi è  contrario  resti
  seduto.

                        (Non sono approvati)

    PRESIDENTE   Pongo in votazione l'emendamento  5.3.  Il  parere
  del Governo?

    CINTOLA   assessore  regionale per il bilancio  e  le  finanze.
  Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi  è favorevole si alzi, chi è  contrario  resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

    PRESIDENTE     Pongo   congiuntamente    in    votazione    gli
  emendamenti  5.7, 5.4, e 5.10, perché di identico  contenuto.  Il
  parere del Governo?

    CINTOLA   assessore  regionale per il bilancio  e  le  finanze.
  Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi  è favorevole si alzi, chi è  contrario  resti
  seduto.

                        (Non sono  approvati)

    PRESIDENTE   Pongo in votazione l'emendamento 5.11.  Il  parere
  del Governo?

    CINTOLA   assessore  regionale per il bilancio  e  le  finanze.
  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE   Pongo in votazione l'emendamento  5.5.  Il  parere
  del Governo?

    CINTOLA   assessore  regionale per il bilancio  e  le  finanze.
  Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi  è favorevole si alzi, chi è  contrario  resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

    PRESIDENTE   Pongo in votazione l'emendamento  5.6.  Il  parere
  del Governo?

    CINTOLA   assessore  regionale per il bilancio  e  le  finanze.
  Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi  è favorevole si alzi, chi è  contrario  resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

    PRESIDENTE   Pongo in votazione l'emendamento  5.8.  Il  parere
  del Governo?

    CINTOLA   assessore  regionale per il bilancio  e  le  finanze.
  Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi  è favorevole si alzi, chi è  contrario  resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

    PRESIDENTE   Pongo  in  votazione  l'articolo   5   nel   testo
  risultante.  Chi è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

                               Congedi

    PRESIDENTE   Comunico  che  gli onorevoli  Brandara,  Pistorio,
  Vicari,  Pagano, Garozzo, e Cascio hanno chiesto congedo  per  la
  seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

     Si riprende il seguito dell'esame congiunto dei disegni di
                       legge nn. 923/A e 924/A

    PRESIDENTE     Si    passa    all'esame    dell'articolo     6,
  precedentemente accantonato. Comunico che sono stati presentati i
  seguenti emendamenti:

   dagli  onorevoli  Miccichè ed altri: 6.1, 6.2,  6.3,  6.4,  6.5,
  6.6,  6.7,  6.8, 6.9, 6.10, 6.11, 6.12, 6.13, 6.14,  6.15,  6.16,
  6.17, 6.18, 6.19, 6.20;
   dagli onorevole Speziale e Capodicasa: 6.22, 6.23, 6.24;
   dagli onorevoli Misuraca ed altri: 6.21;
   dagli  onorevoli  Spampinato e Ortisi: 6.25, 6.26,  6.27,  6.29,
  6.28
        -dal Governo: 6.31.

    MICCICHE'  Chiedo di parlare sull'articolo 6.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  credo  che
  questo  articolo debba  essere abrogato o quanto  meno   rivisto.
  Rivisto,  però,  quasi per intero. Sicuramente  chi  ha  proposto
  l'emendamento  dovrebbe venire qui a spiegare di cosa  si  tratta
  anche se spesso il Parlamento ha trattato l'argomento, si tratta,
  infatti,  dei  famosi  alloggi sono oggetto  di  contenzioso,  di
  occupazione  abusiva  di terreni. La legge  fa  riferimento  agli
  alloggi regionali.
   Qui  si  vuole  far credere che si possono recuperare  ben   160
  miliardi  di  lire, verrebbero  recuperati, a  detta  di  qualche
  scienziato   della   ragioneria,  di  questo  nostro    baraccone
  regionale,'  da  coloro che da anni occupano alloggi  popolari  o
  terreni adiacenti agli alloggi popolari.
   Ma  questa  norma è incostituzionale, perché va a scontrarsi con
  due fattori principali.
   Signor  Presidente, la prego di volere ristabilire  l'ordine  in
  Aula affinché i colleghi possano seguire il dibattito.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, vi invito a  riprendere  posto
  nei banchi assegnativi.

    MICCICHE'   ...dicevo  che questo  è  uno  specchietto  per  le
  allodole,  fare capire che le mancate partite di giro  che  dallo
  Stato  devono  pervenire  alle Regioni,  vengono  compensate  con
  questi  elementi  di poco conto e di poca credibilità  contabile.
  Allora  si  mettono  su  argomentazioni che  non  possono  essere
  portate avanti perché contrastano fra di loro.
   Se  andiamo ad esaminare questo articolo contrasta con le  leggi
  vigenti, soprattutto con le leggi sulla sanatoria edilizia perché
  sappiamo  bene  che vi sono molti cittadini che  hanno  costruito
  abusivamente  o hanno fatto variazioni all'interno degli  alloggi
  popolari, c'è un procedimento di sanatoria edilizia in  corso  e,
  quindi,  non  si  comprende perché i cittadini che  hanno  pagato
  l'oblazione per sanare debbano pagare un'altra oblazione. Già per
  la  sola istanza occorrono 1.000,00 euro  E poi occorre pagare un
  canone di 250,00 euro l'anno

    PRESIDENTE  Onorevole Miccichè, la invito a concludere  il  suo
  intervento.

    MICCICHE'    Signor  Presidente,  l'argomento   è   di   grande
  interesse   perché   si   mette  in   luce   l'illegittimità   di
  quest'articolo  che  contrasta  con  le  norme  sulla   sanatoria
  edilizia  varate da questo Parlamento circa 20 anni  fa.  Quindi,
  non  credo  che possa trovare qui accoglimento perché  in  palese
  contrasto.
   Inoltre,  vorrei  capire quanti sono gli alloggi  a  cui  si  fa
  riferimento. Se si è fatto un calcolo, lo si è fatto in base alle
  domande  di sanatoria edilizia ed allora si tratta di due materie
  differenti  che non possono essere mescolate fra di loro,  perché
  ci sarà una sovrapposizione di norme.
     Inoltre,  si  tratta  di una procedura che  portano  avanti  i
  Comuni attraverso gli uffici preposti ad esaminare le domande  di
  sanatoria di coloro che hanno costruito abusivamente; sanzioni  e
  procedure  che  conosciamo per la concessione  della  domanda  di
  sanatoria, perché si paga per la concessione edilizia, anche  per
  gli alloggi popolari.
      Poi,  si  istituisce  la  Commissione  di  conciliazione  che
  rappresenta un altro organismo i cui componenti sono nominati dal
  Presidente  della  Regione e che non vengono  retribuiti  con  un
  gettone di presenza, bensì con lo 0,30 per cento dell'importo che
  hanno realizzato.

    PRESIDENTE    Onorevole  Miccichè,  la  invito   nuovamente   a
  concludere  il  suo  intervento, ha superato  di  due  minuti  il
  termine consentito.

    MICCICHE'  Io devo spiegare che questo articolo........

    PRESIDENTE  Lei ha il dovere di spiegarlo nei termini  previsti
  dal Regolamento............

    MICCICHE'   Lo  sto  spiegando: è un articolo  che  non  alcuna
  possibilità di andare avanti perché contrasta palesemente con una
  serie di norme vigenti, anche perché non fa riferimento a nessuna
  legge. E' un articolo di natura politica che serve solo a gettare
  fumo  negli  occhi per dire che i soldi possono essere recuperati
  attraverso  questo  credito  e   quell'articolo  che  voi   avete
  approvato con la tabella A. Mi riferisco a quando avete affermato
  che recuperavate i fondi, dei quali si è parlato come superamento
  del  disavanzo, nella misura pari alla decurtazione che lo  Stato
  attuerà nei confronti di questa Regione.
     Avete  sperimentato  qualcosa   che  sapete  non  avrà  alcuna
  possibilità  di andare in porto e di concretizzarsi  e,  concludo
  dicendo,  che  questo articolo è illegittimo e  noi   faremo  una
  ferma opposizione.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole Fleres.   Ne  ha
  facoltà.

    FLERES   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  l'articolo  6
  rappresenta da solo l'intero contesto finanziario della legge che
  stiamo  discutendo. Dico che lo rappresenta da solo perché riesce
  ad  affrontare  tutta  una serie di questioni  che  hanno  valore
  burocratico, valore sociale e valore finanziario.
   La  dimensione dell'articolo 6, dal punto di vista economico,  è
  stimata, in un biennio, in circa 1.200 miliardi di vecchie  lire;
  il  valore  sociale del contenuto dell'articolo 6 rappresenta  un
  modo attraverso il quale la Regione siciliana, -  relativamente a
  circa  120 mila contenziosi aperti relativi a canoni demaniali  o
  su   alloggi  non  ha,  per  tutta  una  serie  di  complicazioni
  soprattutto di natura giuridica oltre che di natura strutturale -
  potuto   chiudere   comminando  le   relative   ammende,   ovvero
  riscuotendo i canoni previsti. Con l'articolo 6 si risolve  anche
  un  problema  di  complessità  e di farraginosità  normativa  che
  talvolta ha provocato proprio l'insorgere dei contenziosi su  cui
  si  intende  intervenire. E dunque, il valore di questa  norma  è
  triplice:  il  primo  - lo ribadisco - semplifica  le  procedure,
  accelera  l'esame delle diverse questioni, libera i cittadini  da
  questo   peso  talvolta  ultra  decennale;  il  secondo,  sblocca
  finanziariamente  risorse che in caso contrario difficilmente  la
  Regione  siciliana  potrebbe incamerare  a  causa  proprio  della
  durata  -  ripeto - ultradecennale delle istruttorie e, consente,
  pertanto,  a  circa 120 mila cittadini siciliani di chiudere  una
  partita che sicuramente ha determinato in loro una condizione  di
  incertezza e di disagio che, certamente, questa norma  fa  venire
  meno.
   Onorevole  Presidente, onorevoli colleghi,   sono  convinto  che
  attraverso questo strumento sia possibile dare una risposta forte
  alle  attese  dei siciliane soprattutto lo si fa  attraverso  una
  valutazione  adeguata delle diverse questioni, dei diversi  casi,
  dei diversi contenziosi e non sulla base, onorevole Micciché,  di
  un  carrozzone, come tanti talvolta ne sono stati costruiti anche
  da  questo  Parlamento  ma, attraverso un gruppo  con  competenze
  professionali  adeguate che  ottiene il compenso del  lavoro  che
  svolge è molto simile a quello di una commissione tributaria, non
  sulla  base  di un appannaggio fisso e dunque con la tendenza,  è
  inutile  nascondercelo,  di  dilatare  i  tempi  di  esame  delle
  pratiche,  ma sulla base del riscosso, della capacità che  questo
  gruppo  avrà   di chiudere i contenziosi così come è previsto  da
  questa norma.
   Credo che basterebbe questo per esprimere un giudizio positivo.
   Ma  voglio  aggiungere  un  ultimo  passaggio.  Questa  norma  è
  fortemente  sollecitata  anche dagli  organi  dell'Agenzia  delle
  Entrate  che conoscono bene la complessità della materia  e  come
  gli  stessi  uffici  siano  intasati da  decine  di  migliaia  di
  ricorsi, e riconoscono che attraverso questa  norma anche la loro
  attività  subirebbe un  impulso utile, certamente produttivo,  di
  una  accelerazione  non  soltanto sulla  materia  di  cui  stiamo
  trattando, ma più complessivamente sull'intero andamento di detti
  uffici.
   Non  è  una  trovata  di  fine anno, non  è  uno  strumento  che
  modifica  il  percorso  giudiziario che è stato  avviato,  chiude
  partite  di  natura amministrativa che si portano dietro  risorse
  importanti che  - lo ripeto e concludo - difficilmente,  in  caso
  contrario, la Regione potrebbe riscuotere.
   Dico  difficilmente perché tali contenziosi,  alcuni  dei  quali
  hanno  trent'anni di età, se si può definire età    il  tempo  di
  esame  di  una  pratica,  trent'anni  di  attesa,  trent'anni  di
  ricorsi,  trent'anni  di cavilli giuridici  e  legali  che  hanno
  creato  disagio  e incertezza nei confronti dei cittadini,  hanno
  bloccato la capacità finanziaria della Regione ed il suo  diritto
  a  riscuotere  i canoni di affitto sulle competenze  demaniali  e
  sugli affitti di alloggi.
   Anche  in  questo  caso  si differenzia il  tipo  di  intervento
  perché si privilegia il diritto alla casa e, dunque, si attenuano
  i   costi  di  applicazione  di  quest'articolo  allorquando   si
  riferisce  agli alloggi, mentre si mantiene una quota consistente
  nel  costo della chiusura di questa vertenza per quanto  riguarda
  gli altri canoni demaniali.

    CAPODICASA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA     Signor    Presidente,    onorevoli    colleghi,
  l'articolo  si presta ad una approfondita discussione  e  suscita
  molte  perplessità al punto che il Gruppo parlamentare dei DS  ne
  ha  chiesto l'abrogazione, anche di qualche comma, per esempio il
  comma 11.
   E'  superfluo  nascondere che ci si trova dinanzi ad  una  forma
  surrettizia  di  condono; c'è un contenzioso che, come  affermato
  dall'onorevole Fleres, ammonta a circa 1.200 miliardi di  vecchie
  lire  per un numero di contenziosi che supera le 120 mila  unità,
  qualcosa  di  talmente esteso da fare pensare  ad  una  forma  di
  evasione  di massa dalle responsabilità degli obblighi di  natura
  finanziaria  ed  anche  di natura giuridica.  C'è  un  capannello
  presso il  banco del Governo

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, sospendo la seduta  per  dieci
  minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 20.05, riprende alle ore 20.07)

                Presidenza del vicepresidente Fleres
   La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE   Ha facoltà di parlare l'onorevole  Capodicasa  per
  ultimare il suo intervento.

    CAPODICASA  Riprendendo il ragionamento, i dati che ho  fornito
  configurano  una  forma diffusa di fuga dalla  responsabilità  e,
  aggiungerei, quasi illegalità di massa che è stata tollerata  per
  diverso  tempo,  lei stesso signor Presidente   diceva,  poc'anzi
  nella veste di parlamentare, da circa un trentennio.
   Trovo  veramente difficile fare un'analogia tra  la  Commissione
  che  si  va  ad  istituire con l'articolo 6,  la  Commissione  di
  conciliazione,  e la Commissione tributaria  che emette sentenze,
  che  non  fa conciliazioni, non fa transazioni,  non rateizza,  è
  una giurisdizione vera e propria, contabile e tributaria.
   Qui  prevediamo una Commissione, signor Presidente  e  onorevole
  assessore, che nella migliore delle ipotesi, riceverà una  sfilza
  di  avvisi di garanzia con il rischio di andare in giudizio  essa
  stessa  perché siamo in presenza di criteri generici e  vaghi  in
  una  materia,  qual è quella delle transazioni, che  è  veramente
  spinosa  tanto da dare adito a sospetti perfino in  relazione  ad
  arbìtri che possono essere commessi.
   Se  si  vuole fare un'operazione di questo genere, ci  sono  vie
  molto  più lineari, che personalmente non condivido, sia  chiaro,
  ma  che  hanno  tuttavia  il  sapore della  linearità,  che  sono
  istituzionalizzate.
   Vi  sono  le  cosiddette   società  di  recupero  crediti ,  che
  esistono,  hanno  un  indirizzo, hanno  un  titolare,  hanno  già
  esperienza  alle  spalle. Vi sono le cosiddette   bad  bank ,  le
  banche  a  cui vengono affidate, per il recupero di  crediti,  le
  sofferenze che hanno altre banche.
     Non  si  capisce  per  quali ragioni  dovremmo  istituire  una
  Commissione  di  nomina  politica,  oltre  ai  funzionari   della
  Regione,  in quanto si prevede che tale Commissione può avvalersi
  anche  di  esperti professionisti esterni, pagati profumatamente,
  si parla di una quota dello 0,30.
   Vorrei   che  qualcuno  facesse  un  rapido  calcolo   su   cosa
  significhi  tale quota su 1.200 miliardi, l'ammontare  totale  di
  cui parlava l'onorevole Fleres nel suo intervento.
   Qualcuno  faccia il calcolo e capirà quale danno si  produrrebbe
  per  l'economia  e le finanze della Regione per non  attivare  in
  modo  efficiente i nostri uffici, il concessionario dei  tributi,
  perché  anche lì paghiamo un concessionario che ha il compito  di
  svolgere  questo lavoro; senza fare riferimento tra l'altro anche
  all'Agenzia delle Entrate.
   Alla  fine,  se  l'intenzione  del Governo  è  di  commissionare
  all'esterno, da un lato ci teniamo tutto il personale  e  nessuno
  potrà  andare  in  pre-pensionamento, in pensionamento  o  quanto
  previsto  dalla legislazione precedente in materia del personale;
  dall'altro, però, commissioniamo quasi tutto all'esterno, ormai è
  una moda. Potrei divertirmi a fare un elenco delle norme di legge
  che,  nel  corso  di tre o quattro anni, sono state  emanate  per
  commissionare  funzioni,  che  sono proprie  dell'Amministrazione
  regionale, all'esterno.
   Ma  vi  pare  che questo sia un modo serio di procedere?  E'  un
  modo  per  poter  dire che gli uffici non devono funzionare,  non
  devono svolgere il loro lavoro, neanche la Montepaschi Serit  che
  gestisce  il  settore  della riscossione; in  aggiunta  pagheremo
  ulteriore    personale,   ulteriori   commissioni   e   ulteriori
  professionisti esterni
   Credo  che le mie siano parole al vento in quanto,  se ho capito
  bene,   nei  banchi  del  Governo si sta  svolgendo  una  serrata
  trattativa a proposito di chi deve nominare la Commissione, se la
  stessa  deve  essere presso la Presidenza della Regione  o,  come
  sostiene  l'emendamento dell'onorevole Misuraca di Forza  Italia,
  presso   l'Assessore  destinato  alla  Presidenza,  che   sarebbe
  l'onorevole Cimino.
   Poiché  non  tifo né per l'uno, né per l'altro, sarei favorevole
  all'abrogazione dell'intero articolo e propongo di pensare meglio
  su  quanto  occorre  fare, perché se noi  abbiamo  un  minimo  di
  decenza la linea dei  pochi, maledetti e subito quattro soldi  da
  mettere  a  tampone  alle tante falle che ha questo  bilancio,  e
  quelli  futuri, avremmo sicuramente garantito un livello alto  di
  moralità  nei rapporti con l'utenza e, inoltre, avremmo  motivato
  il nostro personale.

    PRESIDENTE   Onorevole Capodicasa, non  per  replicare  al  suo
  intervento,  ma vi è in esso un punto debole, nel  senso  che  le
  somme  in  questione,  al  momento, non possono  essere  riscosse
  poiché sono in piedi i contenziosi di cui si è detto e, pertanto,
  tutti  i  riferimenti che lei ha fatto relativamente alla Società
  di  riscossione  e  a quant'altro sono, purtroppo,  assolutamente
  impraticabili.  Infatti,  questo articolo  punta  a  chiudere  la
  partita chiudendo i contenziosi e, quindi, rendendo esigibili  le
  relative somme.

    CAPODICASA  Non è questa, però, la strada

    PRESIDENTE  Questa è una sua opinione, onorevole Capodicasa.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  onorevole
  Governo,  mi  rivolgo alla Presidenza perché ho  capito  che  lei
  signor  Presidente è il padre di questa norma, quindi,  anche  se
  c'è  il  capannello davanti al Governo, so di  avere  in  lei  un
  interlocutore.
   Ritengo  che la norma possa essere apprezzata positivamente,  ma
  che  la  stessa  richiede una riflessione più attenta  perché  le
  considerazioni  espresse dall'onorevole Capodicasa  rappresentano
  gli  stessi sospetti che avevo sollevato leggendo la norma e cioè
  che   non   si  parlasse  esclusivamente  di  una  chiusura   del
  contenzioso per dare certezza di diritto.
   Sappiamo  tutti  quale  sia la lungaggine del  processo  civile,
  ancora  più  drammatica della lungaggine del processo penale,  in
  quanto  rende incerta la situazione economica di famiglie,  anche
  indigenti,  per  troppo  tempo.  Quindi,  ritengo  questa   norma
  necessaria  per  le  casse della Regione, ma anche  per  chiudere
  sostanzialmente tutti questi contenziosi.
   Però  la disposizione va ripensata in quanto credo che ci  siano
  alcune incongruenze.
   Intanto questa Commissione di conciliazione nasce con un  doppio
  decreto,  ed  è  la prima cosa che non riesco a  comprendere:  il
  primo  decreto,  su  iniziativa esclusiva  del  Presidente  della
  Regione,  che  nomina la Commissione, un secondo decreto,  questa
  volta  previo parere dell'Assessore competente, che ne determina,
  invece,  l'organizzazione  e  le  funzioni.  Questa  è  la  prima
  incongruenza che dovrebbe essere rivista.
   Informo  gli uffici, fermo restando che sono onorato  di  essere
  sostituito dall'onorevole Confalone,  che la seconda firma  negli
  emendamenti  a  firma dell'onorevole Ortisi non è  dell'onorevole
  Confalone, ma è la mia.

    PRESIDENTE   Prego  intanto gli uffici  di  prendere  atto  del
  fatto  che gli emendamenti sottoscritti dall'onorevole Ortisi  si
  devono  ritenere  sottoscritti  pure  dall'onorevole  Spampinato,
  piuttosto che dall'onorevole Confalone, salvo diversa indicazione
  del medesimo onorevole Confalone.

    SPAMPINATO     Preciso   inoltre,   signor   Presidente,    che
  l'emendamento  6.25  non è un unico emendamento,  ma  sono  tanti
  emendamenti quante sono le lettere indicate, anche per  dare  una
  correttezza grammaticale alla stessa dizione, si usa il singolare
  e si fa riferimento a più lettere.
   Ho  introdotto il tema dell'emendamento 6.25 perché  rappresenta
  un'altra incongruenza evidenziata dall'onorevole Micciché e  cioè
  che a questa Commissione vengono attribuite funzioni che sono  di
  altri  poteri e si creerebbe un rischio grave di duplicazione  di
  funzioni rispetto a quanto indicato dalla stessa legge.
   Non  riesco  a  capire il riferimento allo 0,%,  perché  bisogna
  esternalizzare  determinate  funzioni  di  questa  Commissione  e
  perché non prevedere eventualmente, laddove fosse necessario, una
  dotazione  annua  per  le  funzioni  che  eventualmente   fossero
  affidate  all'esterno  anche  in questo  caso  di  50  mila  euro
  all'anno.
   Sono   alcune  considerazioni  sorte  da  una  non  approfondita
  lettura  e  che mi portano sostanzialmente a chiedere che  questo
  articolo  venga  riesaminato  perché  potrebbe  produrre  effetti
  positivi, ma in una condizione diversa.

    BENINATI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BENINATI    Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  perché  -  come  lei  sa  bene,  onorevole  Fleres  -  anche   in
  Commissione Bilancio mi sono trovato a sostenerla, a condividerla
  e  a   firmare  un  emendamento che inizialmente portava  la  sua
  firma.
   Preciso che su questa norma, l'onorevole Capodicasa ha posto  un
  problema:  sembrerebbe  che  la norma  voglia  chiudere  con  una
  sanatoria.
   Il  problema del demanio nella Regione siciliana entra sempre in
  grande  conflitto,  in quanto il demanio, in  particolare  quello
  marittimo, ma non solo, ha avuto sempre un iter difficile per  la
  regolarizzazione.  Inoltre,  si tratta  di  un  problema  che  ha
  creato  la Regione nel 1993, e questo é provato. Infatti tutti  i
  canoni di concessione furono regolamentati nel 1989 con una norma
  dello Stato e, poiché la nostra Regione, sulle problematiche  del
  demanio   in  generale,  in  particolare  quello  marittimo,   ha
  competenza  esclusiva, ha perso ben quattro anni per recepire  la
  norma  che  riguardava i canoni nazionali, come si  pagavano  nel
  territorio dello Stato.
   Ma  non  solo, nel 1993, quando ha recepito la norma, in  quanto
  non  era  applicabile nessun costo da parte di chi utilizzava  il
  demanio, un gran numero di soggetti che chiedeva sistematicamente
  alle  capitanerie di Porto quanto doveva pagare, sistematicamente
  si sentiva dire che non si poteva pagare in quanto la Regione non
  aveva recepito la legge.
   A  questo  punto,   ed é paradossale,  dopo quattro  anni,   nel
  1993,  la  Regione ha recepito in una finanziaria -  non  so  chi
  c'era  allora presente  e ha fatto una cosa aberrante -  i canoni
  di   concessione  demaniali  con  una  quota  di  pagamento   del
  settantacinque  per cento in più rispetto a quelli  dello  Stato.
  Quindi i cittadini, di colpo, hanno ricevuto, negli anni 1996/97,
  un  insieme  di avvisi di somme che dovevano essere versate,  con
  aggravi  e con indennizzi, addirittura, del cento e del  duecento
  per cento.
   A  distanza di anni, il legislatore dell'epoca ha voluto  ed  ha
  creato  i  contenziosi,  perché  questa  indennità  creava  degli
  importi  talmente  grandi ai singoli concessionari  che  si  sono
  trovati improvvisamente in difficoltà e morosi verso la Regione.
   Ho  voluto precisare questo perché di questi casi - e parlo  per
  la parte marittima - ce ne sono una quantità enorme.
   Inoltre,  con  la legge finanziaria del 1993, con  la  quale  si
  pensava  che  un  aumento del settantacinque  per  cento  portava
  maggiori  entrate al demanio marittimo della Regione, é risultato
  tutt'altro ed é accertabile dagli atti del bilancio.
   Feci,  allora,   una verifica e presentai un disegno  di  legge:
  nel  1990 si incassavano circa dieci miliardi di lire sul demanio
  marittimo e nel 1995/1996 si continuò ad incassare dieci o undici
  miliardi, quindi il settantacinque per cento non cambiò nulla. Si
  crearono solo contenziosi.
   Ritengo, quindi, per la parte marittima, che l'onorevole  Fleres
  chiuderà  questo  emendamento  una  volta  per  tutte  e   creerà
  finalmente   la  regolarizzazione  di  tantissime  pratiche   che
  continuano ad essere in contenzioso.
   Per  la  parte  del demanio in generale, ritengo  che  anch'esso
  soffra di questo problema, perché la Regione, dovendo a suo tempo
  recepire tutto il demanio dello Stato, negli anni si é trovata in
  ritardo  rispetto  a ciò che, poi, doveva essere  pagato  con  la
  norma  della  Regione  e, pertanto, ecco  la  maggior  parte  dei
  contenziosi sul demanio.
   Saranno  gli  atti  che  ci vedranno impegnati  a  posteriori  e
  certamente  sarà il tempo a stabilire se questa  sarà  una  buona
  norma.
   Sono  convinto,  credetemi, che forse con  questo  passaggio  si
  incasseranno certamente dei soldi, quanti saranno,  non  sono  in
  grado  di  stabilirlo, ma una cosa é certa,  si  definiranno  una
  volta  per  tutte tante problematiche che, purtroppo,  la  stessa
  Regione,  nel 1993, per la parte marittima, ha creato con  quella
  iniqua norma del 75 per cento.
   Pensate  che  alcune iniziative, parlo della  pesca,  vorrebbero
  incentivare in Sicilia la coltivazione del pesce per  le  gabbie,
  molte  volte  rinunziano a farle perché nella nostra  Regione  il
  demanio marittimo, rispetto a quello della Calabria, costa il  75
  per cento in più.
   Pertanto, si organizzano a farle in altri posti.

   PRESIDENTE.  Pongo separatamente  in votazione  gli  emendamenti
  6.1 e 6.23, di identico contenuto. Il parere del Governo?

   CUFFARO, Presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,   vicepresidente  della  Commissione   e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi è contrario resti seduto; chi é  favorevole  si
  alzi.

                        (Non sono approvati)

   Si passa all'emendamento 6.2.

   MICCICHE'. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE.  Onorevole Miccichè, sugli emendamenti il  dibattito
  é  chiuso,  stiamo  votando. La discussione sugli  emendamenti  é
  unificata   e   si   é  conclusa.  Siamo  alla  votazione   sugli
  emendamenti.
   Pongo in votazione l'emendamento 6.2.
   Il parere del Governo?

   CUFFARO, Presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,   vicepresidente  della  Commissione   e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi è contrario resti seduto; chi é  favorevole  si
  alzi.

                          (Non é approvato)

   Si passa all'emendamento 6.3.
   Il parere del Governo?

   CUFFARO, Presidente della Regione. Contrario.

   PRESIDENTE. Il parere della Commissione?

   SAVONA,   vicepresidente  della  Commissione   e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi è contrario resti seduto; chi é  favorevole  si
  alzi.

                          (Non é approvato)

   Si passa all'emendamento 6.4.

   MICCICHE'.   La   discussione   sull'emendamento   6.2   non   è
  cominciata.

   PRESIDENTE. Onorevole Miccichè, anche per non dovere ogni  volta
  determinare situazioni conflittuali tra me e lei che non ci  sono
  e  che non hanno motivo di essere. Le sarei grato se lei seguisse
  meglio  i  lavori  d'Aula  e se seguisse  meglio  il  Regolamento
  parlamentare.
   Lei  sa che la discussione sugli emendamenti é unificata, ognuno
  parla  su  tutti gli emendamenti a sua firma. Successivamente  la
  discussione viene chiusa e si passa alla votazione. Pertanto, non
  é  previsto un intervento su ciascun emendamento. Lei, su ciascun
  emendamento,  al massimo, può chiedere di fare una  dichiarazione
  di voto e cioé se é a favore o contro, non un intervento.

   MICCICHE'.   Chiedo  di  parlare  per  dichiarazione   di   voto
  sull'emendamento 6.4.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   MICCICHE'.  Signor Presidente, sa benissimo che  mi  riferivo  a
  questo,  se  vuole  polemizzare  può  farlo,  ma  questo  non  mi
  scalfisce minimamente perché il mio obiettivo era quello di  fare
  una dichiarazione di voto per ogni emendamento presentato.
   Intervengo  per  ribadire, ancora una volta, e smentire  il  suo
  intervento,  signor Presidente, lo ha già fatto da questo  podio,
  quando  faceva  riferimento  a 120 mila  contenziosi  aperti  con
  assegnatari,  abusivi  o non, di alloggi o di  terreno  demaniale
  adiacente agli alloggi.
   Le  ribadisco,  signor  Presidente, che  lei  ha  delle  notizie
  prettamente sommarie, qualche esponente di un ufficio  periferico
  della  nostra  Regione  dell'Ufficio delle  entrate  le  ha  dato
  notizie prettamente sommarie, individui che probabilmente faranno
  parte   di   questa   fantomatica   Commissione   cosiddetta   di
  conciliazione.
   Questi  signori,  la  maggior parte  dirigenti,  che  oggi  sono
  probabilmente  in  pensione,  le hanno  dato  una  notizia  molto
  sommaria. Quando parlano di 120 mila contenziosi aperti avrebbero
  dovuto   spiegarle,   considerato  che  lei,   probabilmente,   é
  l'ispiratore  di  quest'articolo,  che  si  riferiscono  a   quei
  soggetti   che  hanno  presentato  istanza  presso   gli   organi
  competenti, nei Comuni, per sanare la loro posizione perché hanno
  costruito  abusivamente e quindi hanno un contenzioso  aperto;  o
  che  hanno pagato addirittura l'oblazione nei vari Comuni; oppure
  perché  hanno  occupato  abusivamente  un  terreno  adiacente  un
  alloggio   e  vi  hanno  costruito  abusivamente,  hanno   pagato
  l'oblazione  e  aspettano  la soluzione  del  contenzioso  con  i
  Comuni.
   Tali  soggetti,  che non hanno fatto certamente una  costruzione
  monumentale,  degna  di  essere  salvaguardata,  la  legge  sulla
  sanatoria   edilizia  sì  li  sanziona  ma  li  sana   attraverso
  l'oblazione.
   Noi  facciamo  pagare un'altra sanzione e  ciò,  a  mio  avviso,
  rappresenta una duplicazione di provvedimento,  perchè la maggior
  parte  di questi contenziosi riguardano i soggetti di cui lei  ha
  parlato, centoventimila, ma,  di questi, la maggior parte rientra
  in  questa  fattispecie e non mi pare che  possano  risolvere  il
  problema del buco finanziario della Regione.
   Ci  si  trova  di  fronte ad un Governo che mentre  da  un  lato
  decanta  ai quattro venti di togliere le tasse, dall'altro  cerca
  di  spillare   più  soldi  possibili  a   soggetti  che  sappiamo
  benissimo  essere  assegnatari di alloggi popolari  ed   a  quale
  categoria sociale appartengano. E' previsto, addirittura, che  se
  questi soggetti non dovessero pagare, si dovrebbero buttare fuori
  forzatamente.
   Ciò prevede la legge
   Dove  si  colloca,  allora,  la  normativa  secondo  cui  questi
  soggetti avrebbero dovuto sanare la loro situazione attraverso la
  domanda  di  sanatoria edilizia e dopo aver  pagato  l'oblazione,
  mentre  invece, ancora aspettano la risoluzione del  problema?
   L'informazione  fornita da lei, signor Presidente,  contiene  un
  dato  approssimativo,  in quanto i comuni nel recepire la domanda
  di   sanatoria  edilizia  di  questi  soggetti,  a  seconda   del
  proprietario, trasmettevano alla Regione, agli IACP  o  ad  altri
  enti la  fotografia' della situazione.
   Ecco   perchè   ci   si  trova  di  fronte  ai    centoventimila
  contenziosi, cui lei fa riferimento.
   La  Regione, dunque, non ha attivato centoventimila contenziosi,
  in quanto,  ovviamente, non conosce   individualmente i soggetti;
  sono gli Istituti autonomi case popolari, sono i comuni che hanno
  rapporti con questi soggetti e noi -  indipendentemente,  da  una
  situazione legislativa oramai consolidata e che fa il suo corso -
  sappiamo le ragioni per cui queste pratiche sono bloccate e  cioè
  in  quanto i comuni hanno spostato il personale competente  dagli
  uffici  di  sanatoria edilizia ad altri in modo tale che  non  si
  facesse  chiarezza tra queste pratiche e quelle risolte,  invece,
  non  hanno avuto un iter di definizione globale del procedimento,
  investendo altri organi -  in questo caso la Regione -   titolari
  di alloggi popolari.
   Signor  Presidente,  mi sono soffermato su questo  aspetto   per
  ribadire che si sta facendo una cosa che non può andare avanti e,
  a  mio avviso,  il Commissario dello Stato dovrebbe impugnare  il
  provvedimento perchè credo che si tratti di una duplicazione.
   Credo   inoltre   che   l'unico  modo  per  poter   giustificare
  l'esistenza  di  questa Commissione sia quello di attribuirle  il
  compito di reperimento di somme che la stessa Regione non  riesce
  a recuperare.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 6.4.
   Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi  è contrario  resti seduto; chi  è  favorevole
  si alzi.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 6.5. Lo pongo in votazione.
   Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi  è contrario  resti seduto; chi  è  favorevole
  si alzi.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 6.21, a firma Misuraca ed altri.

    MISURACA  E' ritirato.

    CUFFARO  presidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CUFFARO    presidente   della   Regione.   Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi, con il Presidente Misuraca si era addivenuti
  a  un'interpretazione -  confesso la mia difficoltà a comprendere
  l'articolo  -   cioè  che  tutta questa è  materia  delegata  dal
  Presidente  della Regione all'Assessore alla Presidenza  per  cui
  quando lo avevamo preparato eravamo convinti che fosse necessario
  sostituire  la parola  Presidente della Regione' con  Assessorato
  alla  Presidenza'; invece, poichè l'Assessorato  alla  Presidenza
  agisce  per  delega del Presidente della Regione,  è  chiaro  che
  tutte  le  volte che si dice   Presidenza della  Regione'   e  la
  materia  è  delegata  all'Assessore  alla  Presidenza,   è  tutta
  materia che compete all'Assessorato alla Presidenza.
   In  questo  senso  si giustifica il ritiro dell'emendamento,  in
  quanto   a tutto pensa il Presidente della Regione tranne  che  a
  caricarsi di altri oneri,  avendo già tanti impegni,  soprattutto
  gli ultimi che mi stanno affidando.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole  resti seduto;  chi  è  contrario
  si alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE  Si passa all'emendamento 6.6.

    MICCICHE'  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'   Signor Presidente, è divertente questo balletto  di
  cortesie   ipocrite  tra  i  vari  componenti  del  Governo,   si
  rinfacciano privatamente, poi pubblicamente si fanno le  cortesie
  di bon ton
     La  verità è che questo articolo vi serve per creare un  altro
   baraccone',  un  altro   carrozzone'  clientelare,    assumendo,
  probabilmente,   incarichi  per  rimpinguare  il  vostro   budget
  elettorale.  Questa  è  la  verità  dei  fatti,  perché  sappiamo
  benissimo che questi 1200,  presunti, fantomatici milioni di euro
  che volete recuperare, sono effettivamente inaccettabili sotto il
  profilo  monetario. Sappiamo benissimo che  non  è  così  e  l'ho
  dimostrato quando sono intervenuto  poco fa sulla questione della
  sanatoria edilizia.
   Io  vorrei  sottolineare ancora una volta che  questo  0,30  per
  cento  è  eccessivo, perché probabilmente ci saranno due tipi  di
  scenari.  Spero  che  il Commissario dello  Stato   bocci  questo
  provvedimento.  Ci sarà un atteggiamento duro,  feroce  contro  i
  deboli,  i  poveracci assegnatari di alloggi che hanno  costruito
  magari  qualche veranda, hanno modificato l'alloggio  e  si  sono
  autodenunciati.   Sarete  duri,  inflessibili,  si   invocheranno
  probabilmente le Forze dell'Ordine, l'Esercito, i Carabinieri, la
  Guardia  di  Finanza,  i  Vigili  urbani  per  sgombrare  qualche
  alloggio   di   questo   genere  e   sarete   molto   flessibili,
  sicuramente, verso coloro che da anni continuano a sperperare, ad
  utilizzare  il  patrimonio  regionale  per  fini  di  lucro,  per
  speculazioni,  per  creare profitto. Per  questi,   ci  vorrebbe,
  oltre  che  la commissione, i carri armati per spossessarli,   e,
  magari, per loro  ci sarà la mediazione, sarete molto più morbidi
  e si manderà avanti questa fantomatica commissione fatta da amici
  degli amici -  perché poi di questo si tratterà, visto che  è  di
  nomina  politica  -  che, secondo me, come giustamente  ha  detto
  l'onorevole Capodicasa,  è incostituzionale.
   Noi  spodestiamo i veri compiti d'istituto dei nostri dirigenti,
  dei  nostri  impiegati,  dei  nostri dipendenti  regionali,   che
  probabilmente  sono  stati costretti a  non  andare  in  pensione
  perché il Presidente  della Regione ha detto qui lo scorso  anno,
  proprio  di  questi tempi, che era necessaria la  loro  presenza,
  che  non  dovevano  andare in pensione perché dovevano  lavorare,
  perché  c'erano  tante  cose  da fare,   tante  problematiche  da
  risolvere  e  noi  ora diamo questo compito  ad  esterni.  Questo
  verità la dice lunga
     Questo  Governo sta adottando una finanziaria che io definisco
  una   malafinanziaria'.  Come si dice malagiustizia,  malasanità,
  malapolitica, esiste oggi la  malafinanziaria', si tratta  di  un
  neologismo,  di un termine che io adotterò da ora in  avanti  per
  riferirmi  a  questa   finanziaria,  che   prende  il   nome   di
   malafinanziaria Cuffaro' perché il Presidente della  Regione  si
  intesta un provvedimento di tale portata.
   Allora,  signor  Presidente, con quest'articolo si  dimostra  di
  voler  consentire  di dare spazio a tutti quei provvedimenti  che
  sono  fumosi,  clientelari, da un lato,  ma  che   si  dimostrano
  fallimentari dall'altro.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 6.6.
   Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi  è contrario  resti seduto; chi  è  favorevole
  si alzi.

                          (Non è approvato)

    Pongo in votazione l'emendamento 6.31.
   Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA  vicepresidente della commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole  resti seduto;  chi  è  contrario
  si alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 6.25.
   Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

   PRESIDENTE. Chi è contrario  resti seduto; chi è favorevole   si
  alzi.

                          (Non è approvato)

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 6.7.
   Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

   PRESIDENTE. Chi è contrario  resti seduto; chi è favorevole   si
  alzi.

                          (Non è approvato)

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 6.8.
   Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  commissione  e   relatore   di
  maggioranza Contrario.

   PRESIDENTE. Chi è contrario  resti seduto; chi è favorevole   si
  alzi.

                          (Non è approvato)

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 6.26
   Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

   PRESIDENTE. Chi è contrario  resti seduto; chi è favorevole   si
  alzi.

                          (Non è approvato)

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 6.9.
   Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

   PRESIDENTE. Chi è contrario  resti seduto; chi è favorevole   si
  alzi.

                          (Non è approvato)

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 6.10.
   Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  commissione  e   relatore   di
  maggioranza Contrario.

   PRESIDENTE. Chi è contrario  resti seduto; chi è favorevole   si
  alzi.

                          (Non è approvato)

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 6.27.
   Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

   PRESIDENTE. Chi è contrario  resti seduto; chi è favorevole   si
  alzi.

                          (Non è approvato)

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 6.11.
   Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  commissione  e   relatore   di
  maggioranza Contrario.

   PRESIDENTE. Chi è contrario  resti seduto; chi è favorevole   si
  alzi.

                          (Non è approvato)

    PRESIDENTE  L'emendamento 6.21 è ritirato.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'emendamento 6.29. Onorevole  Cintola  l'onorevole
  Speziale  e  Spampinato si accingono a chiedere al Governo  se  è
  disponibile ad accogliere l'emendamento 6.29.

    CINTOLA   assessore  per il bilancio e le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Vorrei
  evitare  che si continuasse a pensare all'esecutività del Governo
  con  problemi  come questo che hanno un'attinenza  forte  con  la
  finaza pubblica e con la finanza del bilancio.
   Questo  è  uno di quegli articoli che abbiano considerato  avere
  una forte, urgente e immediata valutazione ed  azione.
   Io   non  ho  problemi,  possiamo  pure  togliere  l'Assessorato
   Bilancio'.....

    PRESIDENTE   Onorevole Assessore, il problema  è   di  fare  in
  modo   che  la Commissione legislativa possa esprimere il  parere
  sul Regolamento. Non credo che questo sia particolarmente...

    CINTOLA   assessore per il bilancio e le finanze.  Allora  sono
  favorevole.

   PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 62.9.
   Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole  resti seduto;  chi  è  contrario
  si alzi.

                            (E' approvato)

   Gli emendamenti 6.12,  6.28  e 6.22 sono ritirati.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo in votazione l'emendamento 6.28.
   Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

   PRESIDENTE. Chi è contrario  resti seduto; chi è favorevole   si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 6.22.
   Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

   PRESIDENTE. Chi è contrario  resti seduto; chi è favorevole   si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 6.13.
   Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

   PRESIDENTE. Chi è contrario  resti seduto; chi è favorevole   si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 6.14.
   Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

   PRESIDENTE. Chi è contrario  resti seduto; chi è favorevole   si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 6.15
   Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

   PRESIDENTE. Chi è contrario  resti seduto; chi è favorevole   si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 6.16.
   Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi  è contrario  resti seduto; chi  è  favorevole
  si alzi.

                          (Non è approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 6.17.
   Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi  è contrario  resti seduto; chi  è  favorevole
  si alzi.

                          (Non è approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 6.18.
   Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi  è contrario  resti seduto; chi  è  favorevole
  si alzi.

                          (Non è approvato)
   Pongo in votazione l'emendamento 6.19.
   Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi  è contrario  resti seduto; chi  è  favorevole
  si alzi.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'ìemendamento 6.20.

    MICCICHE'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'  Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo è  uno
  degli  articoli di compromissione, un provvedimento  che è  stato
  proposto  al  Presidente della Regione da  alcuni  settori  della
  maggioranza, per cui è uno specchietto per le allodole che  serve
  a  giustificare,  a  tappare questa falla nel  bilancio  e  nella
  finanziaria del Governo e della Regione per il 2005. Vedremo, fra
  un  anno, se saremo ancora qui, chiederemo i rendiconti di queste
  entrate   favolose' di cui si parla in questo  articolo:  Vedremo
  che  sarà un fallimento come sono state un fallimento le  domande
  di  sanatoria edilizia, per le quali -   sapete benissimo  -  che
  sono entrati pochissimi soldi nelle casse regionali, perché da un
  lato  si  incoraggia l'abusivismo, ma dall'altro serve  solo  per
  fare  partite  di  giro,  per gonfiare fasulle  entrate  che  non
  arriveranno mai.
   Questo  mio intervento è per sottolineare il mio totale dissenso
  a  questo  articolo  e,  ripeto, spero che il  Commissario  dello
  Stato,  che è l'unico garante al quale dobbiamo affidarci, faccia
  rispettare  le leggi di questo Stato, perché le leggi  di  questo
  Stato   devono  avere  un  fondamento  costituzionale  e   questo
  provvedimento  non ce l'ha,  è soltanto un'accozzaglia di parole,
  una   dietro   l'altra,   senza  nessun  appiglio  di   carattere
  legislativo.
   Ormai,  da  diversi anni faccio politica e ho  imparato  che  si
  possono inventare le leggi, però devono avere un fondamento, cioè
  devono  avere un seguito, qua stiamo mettendo in piedi  una  cosa
  che va in contrasto con le norme vigenti.
   Se  fosse  una  cosa  nuova sarebbe un  fatto  rivoluzionario  e
  allora potrebbe essere anche accettato, ma questo articolo  è  in
  perfetto  contrasto  con  le norme vigenti,  potrebbe  valere  se
  accanto  a  questo ci fossero i provvedimenti di  abrogazione  di
  vecchie  norme che vanno in conflitto con l'attuale,  ma,   visto
  che questo non c'è,  sostengo e continuerò a sostenere che questo
  articolo, sotto il profilo costituzionale,  è incostituzionale.

    SPAMPIANTO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPIANTO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  per  dichiararmi favorevole all'emendamento presentato come primo
  firmatario dall'onorevole Miccichè e chiedo di apporre la  firma,
  perchè ritengo effettivamente illegittima questa norma.
     Se  si vuole abrogare una norma si devono specificare le norme
  in  contrasto  nel  dettaglio,  non  si  può  genericamente  fare
  riferimento  a  tutte  le  norme che sono  in  contrasto  con  la
  presente  legge. Credo che occorra specificare nel  dettaglio  le
  norme  che sono in contrasto con la presente legge, perché  delle
  due  l'una:   o  è  inutile, perché è normale che una  norma  che
  supera  sostanzialmente un'altra la abroga concretamente,  oppure
  bisogna,  così  come  nella legislazione  vigente  è  comprovato,
  specificare le norme che sono in contrasto con la presente  legge
  e indicarle nel dettaglio.

    PRESIDENTE   Pongo in votazione l'emendamento 6.20.  Il  Parere
  della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; che è contrario  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

    PRESIDENTE   Si  passa all'emendamento 6.21.  Il  parere  della
  Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 6.30. Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 6 nel testo risultante.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  io  voglio
  rivolgere  un  invito  al Presidente della Regione.  Ritengo  che
  nell'articolo  6,  così come è formulato nel momento  in  cui  al
  comma  4  ci  riferiamo anche al demanio  marittimo,   non  si  è
  minimamente  tenuto  conto  che tutte  le  pratiche  inerenti  al
  demanio  marittimo si trovano presso l'assessorato regionale  del
  territorio e ambiente,  che in quest'articolo di legge non  viene
  minimamente menzionato, per cui secondo me, nell'applicazione  si
  creerà  una serie di problemi, di rapporti tra questa commissione
  e  gli  uffici del territorio e dell'ambiente che di  fatto  sono
  titolari della materia del demanio marittimo.
   In  più,  mi permetto di suggerire al Presidente della  Regione,
  quando   si  fa  riferimento  al  fatto  che  i  modelli  saranno
  pubblicati  solo nel sito Internet della Regione,  teniamo  conto
  che  sicuramente è importante cominciare ad utilizzare sempre  di
  più  i  nuovi  strumenti  telematici, ma consideriamo  anche  che
  ancora  ci  sono migliaia di persone che non solo  non  hanno  un
  computer, ma che non conoscono neanche le procedure di accesso ad
  Internet.
   Allora,  siccome la finalità dell'articolo 6 è quella di  creare
  entrate  chiudendo  contenziosi, cerchiamo di  divulgare  il  più
  possibile  e  quando uso la parola divulgare,  assessore  per  il
  bilancio  e  le finanze, mi riferisco alla famosa  norma  che  in
  questo Parlamento abbiamo approvato per cercare di accelerare  le
  procedure  per  chiudere  le sanatorie  pendenti,   da  vent'anni
  l'una  e dieci anni l'altra, ma se non accompagniamo e quindi  se
  non  prevediamo  nella  norma una forma di pubblicità  di  questi
  meccanismi,  la  gente  non  ne  viene  a  conoscenza  ed  allora
  rischiamo di far venire meno il senso della norma stessa.
   Allora,  dobbiamo anche in quest'articolato stanziare un  minimo
  di  somme  per  pubblicizzare a tutti che si è costituita  questa
  commissione  e  che consente a chi ha contenziosi aperti  con  la
  Regione di poter accedere per definire le pratiche.
   In   più  avere  fissato  il  termine  in  soli  novanta  giorni
  dall'entrata in vigore della legge,  secondo me , è un  ulteriore
  errore, considerando che questa legge entrerà in vigore il  primo
  gennaio,  perché non diamo almeno centoventi giorni per divulgare
  il  fatto che si è costituita questa commissione e quindi tentare
  di  accedere  a  più  soggetti possibili;  più persone.  infatti,
  convinciamo  ad  utilizzare  questa commissione  per  chiudere  i
  contenziosi, più soldi entreranno nelle casse della Regione.
   Questo  è il suggerimento che mi sento di dare al Governo  prima
  di votare l'articolo 6.

    MICCICHE'   Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo  che,
  a  parte che bisogna sistemare dal punto di vista grafico  perché
  il  capoverso del comma 6 non è capoverso ma lo dovrebbe  essere,
  vi  invito  a  rettificarlo prima di inviarlo come legge  per  la
  pubblicazione  sulla  Gazzetta ufficiale perché  potrebbe  essere
  interpretato  in  modo  diverso. C'è un  errore  di  impostazione
  grafica
   L'ultima  osservazione dell'onorevole Acierno  va  nella  stessa
  direzione degli interventi che ho svolto in precedenza, mi  viene
  incontro per tutta una serie di motivi.
     Mi  sono  dimenticato di parlare della competenza del  demanio
  marittimo  che  è completamente staccato da tutta  una  serie  di
  uffici,  compreso anche quello del territorio,  delle entrate che
  ha  tutta  una  procedura completamente separata e questa  va  ad
  aggiungersi alla duplicazione di fattori legislativi.
     Devo  concludere  e  dire che spero che il  Commissario  dello
  Stato impugni questo provvedimento, lo caldeggerò fino alla  fine
  perché  appunto  creerà una confusione,  non solo per le  ragioni
  che  ha detto l'onorevole Acierno, 90 giorni sono pochi e tramite
  Internet,  figuriamoci quei settori popolari,  se    zu  peppino
  assegnatario da 40 anni  di un alloggio popolare sa che cosa è il
  computer,   nonostante  il  governo  Berlusconi  da  alcuni  anni
  parlava di un computer per famiglia
     Per  cui  spero  che  venga impugnato  perché  è  un  aggravio
  sicuramente  di spesa per il nostro martoriato popolo  siciliano,
  di  quella parte di popolo siciliano bisognoso di altri  tipi  di
  provvedimenti.
   Certo,  la stragrande maggioranza di coloro che hanno  fatto  un
  abuso, che hanno occupato abusivamente un terreno demaniale,  che
  hanno  costruito  adiacente il proprio  alloggio,  ha  presentato
  istanza  di sanatoria edilizia. Quindi, sarebbe un errore mettere
  accanto  a questo provvedimento un altro provvedimento che  fa  a
  pugni e creerà confusione e disperazione, perché  - pensate - una
  povera famiglia di pensionati che abita l'alloggio da tanti  anni
  per  presentare solo l'istanza dovrà fare un versamento di  mille
  euro,  cioè  praticamente  l'equivalente  di  due  pensioni,  non
  dovrebbe  cibarsi  almeno per due - tre  mesi  per  poter  pagare
  questa domanda di sanatoria.
   Stiamo  scherzando   Sono responsabilità di  carattere   sociale
  che  vi  state assumendo in modo grave e spero che il  Presidente
  della Regione,  che ha presentato questo disegno di legge,  possa
  rivederlo  perché  naturalmente non  si  rende  conto  della  sua
  gravità.
     Una  cosa sono i veri contenziosi come quello dell'emendamento
  presentato   dall'Assessore  Cintola  che   si   riferisce   alle
  concessioni  delle acque termali. Quella è un'altra cosa,  lì  ha
  perfettamente ragione, su quella metto la mano sul fuoco,  lì  ci
  vorrebbero carabinieri, polizia, guardia di finanza, chi  più  ne
  ha  più  ne  metta,  ma  non mettiamo le mani  nelle  tasche  dei
  cittadini,  perché di questo  si tratta.

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 6. Chi  è  favorevole
  resti seduto, chi è contrario si alzi.
                           (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                             «Articolo 7
         Entrate derivanti dalla prestazione di servizi resi
       dalle Soprintendenze per i beni culturali e ambientali

   1.  Per le attività di istituto che le Soprintendenze per i beni
  culturali  e  ambientali espletano in favore  dei  privati,  sono
  istituiti con oneri a carico di questi ultimi i seguenti  diritti
  fissi:
     a) per il parere di competenza delle Soprintendenze per i beni
  culturali  e  ambientali,  ai sensi del  decreto  legislativo  22
  gennaio  2004, n. 42 (Codice dei beni culturali e del paesaggio),
  da  rilasciare nei termini previsti dalla normativa vigente ed in
  applicazione  dell'articolo 111 della legge regionale  16  aprile
  2003,  n.  4,  è imposto un diritto fisso da calcolarsi  su  ogni
  nuovo progetto secondo le disposizioni che seguono:
      1)  decreto  legislativo 22 gennaio 2004,  n.  42  Parte  Il,
  Titolo I, Capo III, Sezione I:
      -  interventi  soggetti ad autorizzazione sui beni  culturali
       . euro 25;
      -   interventi   di  restauro  su  manufatti   architettonici
         ..  euro 30;
      - altri casi                        .. euro 10;
     b)  decreto  legislativo 22 gennaio 2004,  n.  42  Parte  III,
  Titolo I, Capo IV:
      -  lottizzazioni, attività estrattive               ..   euro
  75;
      -  grandi strutture: porti, ferrovie, autostrade, ponti, etc.
       .  euro 75;
      - condotte, impianti industriali                  euro 75;
      -  palificazioni  (ripetitori telefonini  etc.)             .
  euro  25;
      - impianti eolici per ciascun palo                 euro 10;
      - interventi di nuova realizzazione              .  euro 30;
      -  interventi  su immobili preesistenti             .    euro
  25;
      -  manifesti  e  cartelli pubblicitari per  ciascun  elemento
      . . euro 10;
      - pareri di massima                    .  euro 15;
      - altri casi                      . ..  euro 10;
     c)  per  le  varianti  ai pareri resi  ai  sensi  del  decreto
  legislativo 22 gennaio 2004, n. 42, l'importo è pari  al  50  per
  cento di quanto dovuto per i progetti approvati;
     d)  per il rilascio di attestazioni o certificazioni varie, da
  dare entro 30 giorni euro 5;
     e) per la consultazione di archivio       euro 5.
   2.  I  diritti  previsti  dal presente articolo  possono  essere
  aggiornati   con  cadenza  biennale  con  decreto  dell'Assessore
  regionale   per  i  beni  culturali  ed  ambientali  e   pubblica
  istruzione.
   3.  Le  somme  sono versate in entrata in apposito capitolo  del
  bilancio     regionale    e    con    successivo    provvedimento
  dell'Assessorato  regionale del bilancio  e  delle  finanze  sono
  impartite  le disposizioni e le modalità per il versamento  delle
  stesse.
   4.  L'Assessore regionale per i beni culturali, ambientali e per
  la pubblica istruzione con cadenza triennale, sentito il Comitato
  di cui al comma 3 dell'articolo 9 della legge regionale 27 aprile
  1999, n. 10 e successive modifiche ed integrazioni, determina con
  proprio  decreto le tariffe di ingresso ai musei, gallerie,  aree
  archeologiche, parchi, giardini e siti monumentali sulla base  di
  criteri  economici,  tenuto  conto delle  particolari  condizioni
  delle  diverse fasce di utenze. Nell'ambito dello stesso  decreto
  vengono,  altresì,  individuati i casi di  libero  accesso  e  di
  accesso gratuito. Nessuna delle eventuali agevolazioni può essere
  regolata  in  modo  da creare discriminazioni ingiustificate  nei
  confronti di cittadini dell'Unione europea.
   5.  Nella  prima  applicazione del comma 4,  all'emanazione  del
  decreto  si procede entro sessanta giorni dall'entrata in  vigore
  della   presente  legge.  I  corrispettivi  per  i   servizi   di
  biglietteria stabiliti da convenzioni già stipulate continuano  a
  calcolarsi  sulla base degli importi delle tariffe  vigenti  alla
  data di stipula delle stesse.
   6.  Sono  abrogati  i commi 1 e 2 dell'articolo  9  della  legge
  regionale 27 aprile 1999, n. 10».

         PRESIDENTE    Comunico  che  sono  stati  presentati   i
      seguenti emendamenti:

        -dagli onorevoli Miccichè ed altri: 7.3;
  -dagli onorevole Speziale e Capodicasa: 7.4 e 7.5;
  -dagli onorevoli Zago e Speziale: 7.2 e 7.1;
  -dagli onorevoli Giannopolo e speziale: 7.6 e 7.7.

   Dichiaro  aperta  la  discussione  generale.  Sono  iscritti   a
  parlare  gli onorevoli Zago e Giannopolo. Ha facoltà  di  parlare
  l'onorevole Zago.

   ZAGO.  Signor  Presidente, sono firmatario di due emendamenti  a
  questo  articolo,  però  non  ho  difficoltà  a  dichiarare   che
  condivido  anche gli altri emendamenti che non sono a mia  firma.
  Di  essi,  il primo   popone di abrogare l'articolo  e  questo  a
  fronte di tutti gli impegni dei vari assessori che, nel tempo, si
  sono succeduti, cioè di una rivisitazione, di un ripensamento sul
  ruolo, sulle funzioni, sulle competenze delle Sovrintendenze.
   Stasera,  invece,  ci  troviamo di fronte ad  un  articolo  che,
  anzichè  affrontare  questo discorso - capisco  che  non  si  può
  affrontare  con  un articolo inserito nella legge finanziaria  -,
  istituisce  nuove  tasse,  o meglio,  l'aumento  di  diritti  che
  spetterebbero alle Sovrintendenze per gli adempimenti d'ufficio.
   Credo  che  questo articolo, molto più opportunamente, dovrebbe,
  potrebbe  essere ritirato dal Governo ma mi rendo conto che,  dal
  momento  che  è  stato  inserito come  entrata,  il  Governo  non
  apprezzerà positivamente l'emendamento di abrogazione.
   Mi  permetto  di  chiedere  quindi l'apprezzamento  positivo  da
  parte  del Governo per l'emendamento 7.2 che si illustra  da  sé,
  nel  senso  che  prevede  una riduzione degli  aumenti  previsti,
  soprattutto per le pratiche che vengono attivate dai  privati,  e
  poi  per  l'emendamento 7.1 perché, proprio tecnicamente,  se  si
  vuole  che  il punto d), del comma 1, venga attuato, è necessario
  modificarlo   perchè  si  prevede  che   per   il   rilascio   di
  attestazioni   o  certificazioni  varie  da  dare  entro   trenta
  giorni... .
   Mi  chiedo,  dunque,   se  nel caso in cui   non  vengono  date,
  consegnate entro i trenta giorni, il cittadino può richiedere  il
  rimborso. E, se sì, a chi lo richiede? E quando lo avrà?
   Mi  sono  permesso  quindi  di aggiungere  la  formulazione   da
  corrispondere  al  rilascio , perché se lo spirito  è  che  venga
  pagato entro i trenta giorni, allora paghiamo al rilascio  e  non
  alla  richiesta  perché al rilascio sapremo se è entro  i  trenta
  giorni.
   Signor Presidente, non mi turbo per il fatto che il Governo  non
  segue  gli  interventi  dei  parlamentari,  però,  le  chiedo  di
  invitare   il  Governo,  prima  di  dare  una  risposta  negativa
  pregiudizialmente, di verificare la procedibilità delle  proposte
  che formulo attraverso questi due emendamenti.

    PRESIDENTE  Come lei sa, più volte mi sono fatto interprete  di
  questa esigenza e, devo dire, spesso, il Governo ha ripensato  la
  sua posizione.

    GIANNOPOLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  francamente
  non  capisco  il senso, o meglio si comprende ma, ai  fini  della
  condivisione  di quanto il Governo propone, occorrerebbero  delle
  valutazioni e delle spiegazioni molto più stringenti,  molto  più
  ampie.
   Con questo articolo che cosa propone il Governo?
   Il  Governo  propone per gli enti preposti - e, in questo  caso,
  parliamo  della Sovrintendenza, ma non capisco perchè l'Assessore
  per il bilancio e le finanze si sia limitato alla Sovrintendenza,
  visto  che poteva estenderlo all'Ispettorato forestale, al  Genio
  civile,  a  chi gestisce il demanio marittimo, poteva  estenderlo
  alle USL che già lo richiedono - al rilascio di un parere che  ci
  sia un corrispettivo che il privato deve versare.
   Nel  caso  in cui il parere e la procedura sono negativi,  siamo
  in  presenza  di un procedimento di diniego; in questo  caso,  il
  cittadino o l'azienda o un soggetto privato che ha presentato  un
  progetto  qualsiasi,  che ha presentato l'istanza  per  avere  un
  parere,  paga  il  diritto  all'ente  -  in  questo  caso,   alla
  Sovrintendenza - per avere certificato un parere negativo.
   Noto  la  illogicità  e noto anche il carattere  vessatorio  del
  modo   di  essere  della  pubblica  amministrazione,  in   questa
  fattispecie.
   Per  questo motivo, ritengo che il Governo debba abrogare questo
  articolo  o  riscriverlo,  in termini assolutamente  diversi.  E'
  davvero una soverchieria il fatto che, non solo esprimo un parere
  negativo,  ma  pretendo  pure che questa espressione  del  parere
  negativo  debba  essere  sorretta da un pagamento  da  parte  del
  cittadino.
   Ho  presentato quindi l'emendamento che stabilisce il  principio
  che,  al  limite,  si  può  riconoscere  un  diritto  quando   il
  procedimento amministrativo ha una conclusione positiva. In linea
  generale, ritengo che si può richiedere un corrispettivo per  una
  prestazione della pubblica amministrazione laddove il beneficio è
  acclarato,  ma,  quando  il beneficio  per  il  cittadino  non  è
  acclarato,  mi  chiedo  che senso abbia  stabilire  una  tassa  a
  prescindere.  Certo, in seguito il rilascio  di  un  certificato,
  l'attribuzione  di  un  beneficio,  possono  essere  soggetti  al
  pagamento del servizio, ma quando il beneficio non c'è, non  vedo
  perchè tale pagamento.
   Onorevole    Assessore,   tanto   vale    che    andiamo    alla
  privatizzazione  della pubblica amministrazione e  stabiliamo  il
  principio che il rilascio di pareri di certificati è svolto anche
  da  un  privato  e  che per ciò stesso va remunerato,  perché  se
  invece rimane in capo alla pubblica amministrazione il compito di
  vigilare,  il compito di esprimere dei pareri, di limitare  anche
  attività  edificatorie  perché  c'è  un  interesse  generale   da
  guardare, credo che questo debba essere un costo sopportato dalla
  pubblica  amministrazione, a prescindere dal  pagamento  che  per
  questa   prestazione  deve  essere  effettuato   dal   cittadino,
  considerato che lo stesso paga già le tasse.
   Onorevole  Acierno,  onorevoli colleghi  della  maggioranza  che
  plaudite  tanto  alla riduzione delle tasse di Berlusconi,  state
  certificando  che  più si riducono le tasse a livello  nazionale,
  più voi ne reintroducete a livello regionale e a livello locale.
   Cioè  state  facendo  il gioco delle tre  carte,  quindi  quando
  qualcuno vi ha detto falsari non sbagliava.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione gli emendamenti 7.3, 7.4 e  7.5.
  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario

    PRESIDENTE   Chi è favorevole si alzi; chi è  contrario  resti
  seduto.

                        (Non sono approvati)

   Pongo in votazione l'emendamento 7.2. Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario

    PRESIDENTE   Chi è favorevole si alzi; chi è  contrario  resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

   Onorevole  Assessore, sugli emendamenti 7.1 e 7.6 il Governo  ha
  avuto   modo   di  approfondire  la  questione,  in   particolare
  sull'emendamento   7.1?  L'onorevole  Zago  richiamava   la   sua
  attenzione     sul    fatto    di    esprimersi    favorevolmente
  sull'emendamento 7.1 in quanto prevede il pagamento  se  i  tempi
  sono rispettati, come è giusto che sia.
   Pongo in votazione l'emendamento 7.1. Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario

    PRESIDENTE   Chi è favorevole si alzi; chi è  contrario  resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 7.6. Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario

    PRESIDENTE   Chi è favorevole si alzi; chi è  contrario  resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 7.7. Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario

    PRESIDENTE   Chi è favorevole si alzi; chi è  contrario  resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 7, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Comunico che l'articolo 8 resta accantonato.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  l'assessore
  Cintola   ha   dato   parere  favorevole   e,   di   conseguenza,
  l'emendamento  a  firma dell'onorevole Zago  é  stato  approvato.
  L'emendamento  prevede che se non si rispettano i trenta  giorni,
  non é più dovuta l'oblazione. Assessore Cintola, la invito, prima
  di  esprimere  pareri, a leggere i testi, perché  lei  ha  appena
  stabilito...

    PRESIDENTE   Onorevole  Acierno,  la  pubblica  amministrazione
  deve abituarsi ad essere rispettosa, soprattutto quando pagano  i
  cittadini.

    ACIERNO  Su questo non discuto. Vorrei soltanto che il  Governo
  fosse  coerente con le cose che propone, perché il  Governo  dice
  che  il  cittadino  che si rivolge alla pubblica  amministrazione
  deve  pagare  preventivamente e poi, invece, si  rimangia  quanto
  detto  sostenendo  che il cittadino paga solo a  riscossione,  ma
  paga solo a condizione che vengano rispettati i trenta giorni.
   Lei é d'accordo così, assessore Cintola?

    CINTOLA    assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.   Sono
  d'accordissimo. La ringrazio. Se il cittadino ottiene un servizio
  entra  trenta giorni, é giusto che paghi. Inoltre, é  giusto  che
  paghi  meno, infatti, si parla di cinque euro, ma si passa a  due
  se,   entro  trenta  giorni,  ha  il  certificato.  Diciamo  alle
  Sovrintendenze di lavorare.

    CUFFARO   presidente  della Regione. Dopodichè  le  Sovrintenze
  fanno un danno erariale.

    ACIERNO   Onorevole  Presidente  della  Regione,  questo  é  il
  concetto,  cioè,  a  quel punto, il ritardo della  Sovrintendenza
  creerà un danno all'erario perché produrrà minori entrate.

    PRESIDENTE    Può   darsi  che  produrrà   Sovrintendenze   più
  efficienti.
   Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:

                             «Articolo 9
                Definizione operazioni di dismissione

   1.   Le   operazioni  di  privatizzazione  e  dismissione  delle
  partecipazioni  azionarie degli enti economici regionali  di  cui
  all'articolo 1 della legge regionale 20 gennaio 1999, n. 5, ferme
  restando  le disposizioni previste, devono essere definite  entro
  il 31 dicembre 2005.
   2.  Al  comma 1 dell'articolo 77 della legge regionale 3  maggio
  2001,  n. 6 e successive modifiche ed integrazioni sono soppresse
  le parole da  per essere destinate' sino a  al comma 2'.
   3.  Il  comma 2 dell'articolo 77 della legge regionale 3  maggio
  2001, n. 6 e successive modifiche ed integrazioni è abrogato>>.

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

        -dagli onorevoli Miccichè ed altri: 9.1, 9.2, 9.3,  9.4;
  -dagli onorevoli Forgione e Liotta: 9.5;
  -dagli onorevole Speziale e Capodicasa: 9.6, 9.7, 9.8, 9.9;
  -dagli onorevoli Oddo ed altri: 9.10;
  -dagli onorevoli Giannopolo e Speziale: 9.11
  -dal Governo: 9.12.

    PANARELLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PANARELLO   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  onorevole
  Assessore,   onorevole  Presidente  della  Regione,   già   nella
  commissione  di merito, questo articolo, almeno nella  parte  che
  pone  la  scadenza per le dismissioni al 31 dicembre,  era  stato
  bocciato.
   Il  modo  in  cui si é sviluppata tutta la finanziaria,  con  le
  note riserve sulle procedure attivate in Commissione bilancio, ha
  evidentemente determinato una riconsiderazione del voto  espresso
  dalla  Commissione  attività  produttive.  Lo  ripropongo,  senza
  volere  riprendere la polemica sul modo in cui é stata  approvata
  in  Commissione bilancio la finanziaria, per sottolineare che, al
  di là delle questioni procedurali, signor Presidente, ci troviamo
  di  fronte ad una situazione che, nel merito, non tiene conto  di
  una  discussione della quale é stato testimone, per la  parte  di
  sua competenza, l'Assessore per l'industria, qui presente, quando
  in  maniera  argomentata e con una maggioranza significativa,  la
  Commissione di merito ha messo in discussione questo emendamento.
   Il  fatto che si riproponga in Aula tale e quale, significa  che
  le  considerazioni serie, proposte nella Commissione di merito  e
  che  hanno portato a quel voto di soppressione dell'articolo, non
  possono essere dal Governo eluse e io cercherò di riproporle qui.
   Vi  è  un processo di dismissione regolato da una legge,  votata
  sulla  base  di  un  dibattito molto approfondito  dall'Assemblea
  regionale  siciliana,  in un confronto con la  società  siciliana
  nelle  sue espressioni più significative e che tendeva a chiudere
  positivamente  la  pagina della Regione imprenditrice.  Sappiamo,
  peraltro,  che già l'anno scorso su questo tema si era sviluppata
  una  discussione, anche all'interno del Governo, sull'opportunità
  di  dismettere  tutte le partecipazioni regionali,  ed  è  aperto
  tuttora il tema di alcune dismissioni che hanno incontrato  delle
  difficoltà,  per  esempio  la vicenda  ITALKALI  che  ha  indotto
  l'assessore  per l'industria a sospendere il bando di  gara  e  a
  riconsiderare tutto il tema delle dismissioni.
   Ora,  mettere  la  data del 31 dicembre, a parte  il  fatto  che
  probabilmente  è  in  contraddizione  con  le  stesse   procedure
  regolate  dalla legge in materia di dismissioni, può  determinare
  una svalutazione delle partecipazioni regionali nel senso che gli
  eventuali  acquirenti, trovandosi di fronte ad una data  definita
  per  legge,  potrebbero regolarsi di conseguenza e non ingaggiare
  una  competizione  al  rialzo, ma al contrario  fare  offerte  in
  rapporto  alla  data per acquisire, al ribasso, le partecipazioni
  regionali.  Questa scelta è del tutto incongrua,  contraddice  le
  leggi  di mercato ed anche le procedure di legge e non ha nessuna
  possibilità di essere rispettata.

    PRESIDENTE  La invito a concludere.

    PANARELLO   Mi  sono soffermato qualche minuto in  più  proprio
  per  le  ragioni che le dicevo prima. Trasecolo all'idea  che  la
  Commissione  di merito discuta, affronti il tema, si  pronunci  e
  poi nella Commissione finanze si riproponga tale e quale il testo
  e,  poi,  lo si riporti in Aula senza tenere conto del  dibattito
  che  c'é  stato. E, comunque, é un tema molto delicato che  credo
  meriti una riflessione da parte di tutti i colleghi parlamentari,
  penso  che  meriterebbe  un'adeguata  riflessione  da  parte  del
  Governo,  ripeto noi ci troviamo oggi di fronte al paradosso  che
  la  procedura di dismissione delle quote Italkali é stata sospesa
  e non sappiamo quando sarà ripresa e, nello stesso tempo, si pone
  una   data  per  quanto  riguarda  le  dismissioni  delle   altre
  partecipazioni regionali, inclusa Italkali, che appare del  tutto
  contraddittoria  e  quindi  incomprensibile.  Noi  rischiamo   di
  approvare  un  articolo  di  legge che  non  ha  la  finalità  di
  accelerare il processo perché su questo versante naturalmente non
  ci  possono  essere obiezioni, ma di svilirlo e di renderlo  meno
  efficace  e  meno  produttivo dal punto di  vista  dell'interesse
  della Regione.

    CAPODICASA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA   Signor Presidente, vorrei richiamare  l'attenzione
  dell'assessore su un brevissimo ragionamento che intendo svolgere
  a   proposito  dell'articolo 9. Quando noi, onorevole  assessore,
  abbiamo     criticato     l'impostazione    della     finanziaria
  sottolineandone  l'inattendibilità, tra i tanti  riferimenti  che
  avevamo  fatto  ve  ne  era  uno  legato  all'articolo  9,   alla
  definizione delle operazioni di dismissione.
   Tutti  sappiamo  che  entro  il  31  dicembre  2005,  dato   che
  rimangono  ancora poche società da dismettere, completata  quella
  sull'ITALKALI - con la speranza che si definisca al più presto la
  vicenda  -  e  considerato che avvalendosi del DPR 32  del  1997,
  l'Assessore   per  l'industria  ha  bloccato  la   procedura   di
  dismissione.
   Credo  che  al  più  presto il Governo  debba  farsi  un'idea  e
  decidere  sul prosieguo della dismissione di ITALKALI. Una  volta
  assunta la decisione, la dismissione può avvenire in breve  tempo
  in  quanto  il  decreto prevede che, dopo il blocco,  il  Governo
  possa  dare  disposizioni  al  Commissario  per  l'avvio  di  una
  trattativa  privata o, volendo, per fare un secondo rilancio  nel
  tentativo  di aumentare il prezzo che nella prima offerta  appaia
  incongruo e basso.
   Dopo  l'ITALKALI, le dismissioni ancora da operare  sono  quelle
  della  SARCIS e della SICILIANA GAS; quindi, nell'arco di  dodici
  mesi,  le dismissioni si possono completare, non essendo peraltro
  -  proprio per queste due ultime società - difficile arrivare  ad
  una  composizione  essendo soggetto partner privato  la  Regione,
  l'ENI e quindi immagino che si dovrà andare, in prima istanza, ad
  una  trattativa privata. Credo che non sia complicato raggiungere
  l'obiettivo entro il 31 dicembre 2005.
   Il  problema è - come tutti sappiamo - che, dismesse le società,
  non  si  può  considerare conclusa la dismissione in  quanto  poi
  occorre  un  tempo, previsto dal Codice civile, per  regolare  le
  partite finali.
   La  liquidazione  degli enti economici non  è  conclusa  con  il
  concludersi delle dismissioni, onorevole Assessore, ma allora lei
  non  può mettere in entrata, nell'esercizio finanziario 2005,  le
  somme  derivanti  dalle dismissioni poichè alla  fine  bisognerà,
  concludendo la liquidazione, regolare le partite finali.  A  quel
  punto  si saprà quali saranno le entrate per la Regione siciliana
  che possono essere versate nel bilancio della Regione.
   E'  evidente che questa operazione messa lì ha un solo  effetto:
  giustificare  una  posta in entrata per  pareggiare  le  spese  e
  consentire  al  Governo di dire che il bilancio è  fatto,  ma  in
  realtà non è così.
   Secondo  elemento,  e  mi rivolgo in particolare  al  Presidente
  della  Regione  e  a  tutti coloro i quali, compreso  l'assessore
  Leontini, vivono e operano in territori che sono interessati  dal
  comma  2  dell'articolo 77 della legge regionale  6  del  2001  e
  successive modifiche ed integrazioni.
   Onorevole   Presidente  della  Regione,  considero   una   somma
  ingiustizia  che il comma 1 dell'articolo 77 della  legge  6  del
  2001 e il comma 2 dell'articolo 77 della legge 6 del 2001 vengano
  abrogati.
     Lo  spirito  di questi due articoli era quello di risarcire  i
  territori  interessati  laddove  erano  ubicate   le  società  da
  dismettere,  del  danno,  di  un certo  danno  che  ne  avrebbero
  ricavato  appunto dalle dismissioni e dalle garanzie che comunque
  le società a prevalente capitale pubblico comportavano, sia per i
  dipendenti  lavoratori  sia  anche per  le  attività  stesse  che
  svolgevano.   Con  questa  norma,  nelle  ultime  variazioni   di
  bilancio, sono stati destinati ben 52 milioni di euro, non so  se
  ricordo la cifra in modo esatto, per il territorio di Ragusa, per
  risarcirla dalla dismissione della INSICEM che fu la prima  delle
  società ad essere dimessa.
   Abrogando  quell'articolo vorrei capire che effetto  si  ha.  Se
  l'effetto è quello di annullare il trasferimento già disposto  ma
  non  ancora  attuato,  con questo emendamento,  di  cui  vengo  a
  conoscenza  in  questo  momento, facciamo salvi  i  trasferimenti
  verso la provincia di Ragusa.
   Onorevole  Presidente, lei è stato eletto deputato a Palermo  ed
  è  originario della provincia di Agrigento, ma quella di  Enna  è
  l'unica  provincia che riceve un danno dalla dismissione  perché,
  mentre  per  le  altre società delle altre  province  si  sa  che
  l'attività,  ancorché  passi ai privati continuerà  ad  esistere,
  proprio la provincia di Enna subirà un danno perché lì l'Italkali
  non lo permetteva.
   Io  credo  che si stia operando uno  scippo' ai danni di  queste
  province.  Allora,  o  nessuna provincia  ottiene  trasferimenti,
  anche  questo  mi  sembrerebbe  sbagliato  dopo  che  sono  state
  previste  dalle  leggi  precedenti questi  trasferimenti,  oppure
  devono  averli tutte le province, tutti i territori  provinciali,
  compresa  Palermo, compresa Agrigento, Enna e credo ci sia  anche
  una ricaduta nella provincia di Caltanissetta.

    ODDO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Onorevole Capodicasa, rispetto a questo  argomento
  ed   alla  durata  dell'intervento,  questa  Presidenza  è  stata
  ripetutamente   oggetto   di  contestazioni   e   polemica,   lei
  comprenderà  che  da  questo punto di vista, mio  malgrado,  sarò
  costretto ad intervenire.
   Ha facoltà di parlare l'onorevole Oddo.

    ODDO   Signor  Presidente, non vorrei riprendere  la  questione
  posta  dai  colleghi che mi hanno preceduto in quanto  rischierei
  solo di ripetermi, dato che è ampiamente condivisibile e quindi è
  ovvio   che   eviterò  di  fare  riferimenti   a   quanto   detto
  dall'onorevole Panarello e dall'onorevole Capodicasa.
   Su  un  punto  invece,  vorrei aggiungere  qualcosa  e  fare  un
  esempio concreto, rispetto anche a quanto ha accennato alla  fine
  del suo intervento l'onorevole Capodicasa.
   Il  Governo  dovrebbe spiegare perché non intende  destinare  le
  somme  derivanti dalla dismissione della Sicilvetro,  per  quanto
  concerne le infrastrutture, alla provincia di Trapani.
   Onorevole  Presidente della Regione, lei è contro  la  provincia
  di Trapani e le spiego il perché.
   Lei  si  reca  in  provincia di Trapani per  fare  interventi  e
  incontrare  i molti che l'hanno ascoltata - ricordo  quel  giorno
  con  estremo  interesse - e poi, in quest'Aula,   sostanzialmente
  propone non solo, per come è strutturato, l'articolo 9, ma  anche
  l'emendamento  9.12  che - come diceva l'onorevole  Capodicasa  -
  equivale  a  dire che una parte della Sicilia  è  di  serie  B  e
  un'altra è stata promossa  in serie A, ai sensi della legge n.  6
  del  2001,  articolo 77.  Ciò che è evidente è  la  disparità  di
  trattamento che, appunto, non sfugge a nessuno, perché si prevede
  che   dalla dismissione della Sicilvetro, i soldi derivanti,  una
  volta  incassati,  non si destinano al territorio;  al  contempo,
  dalla  dismissione  di  altri enti, che  hanno  riguardato  altre
  province, si  destinano  le risorse in quel territorio per andare
  a   realizzare  infrastrutture, essenziali per  lo  sviluppo  del
  territorio stesso.
   Quindi,   ecco  spiegato  il  motivo  per  cui  lei,   onorevole
  Presidente  della  Regione,  è  dichiaratamente  contrario   alla
  provincia  di  Trapani: è bene che lo si sappia,  perché  non  si
  possono sottrarre risorse.
   E  mi  rivolgo  a lei, signor Presidente, che ho  ascoltato  con
  interesse   e   con  cui  ho  anche  avuto  modo  di   dialogare,
  confrontandomi in occasioni importanti, con centinaia e centinaia
  di persone, occasioni nelle quali  mi è sembrato, da questo punto
  di vista,  attento alle dinamiche territoriali.
   In  questo caso,  questa sera, volete invece   che noi  facciamo
  finta  di  niente, e ciò, non solo rispetto  alle cose dette  dai
  colleghi Panarello e Capodicasa per quanto concerne la logica che
  ispira questo articolo, e quindi affinché si realizzi comunque il
  pareggio  di questo bilancio, considerando cioè tali entrate  per
  le  quali, sostanzialmente, vi assumete la responsabilità di dire
  qualcosa che non potreste, vale a dire che le dismissioni debbano
  essere  concluse entro il 31.12.2005.
   Lo  sappiamo  tutti  che non è così. Ma le mie osservazioni  non
  si  limitano  solo  a questo aspetto, dicevo.  Se  passasse  tale
  previsione, è come se dicessimo che  chi ha avuto, ha avuto,  chi
  ha  dato,  ha  dato : nel momento in cui, cioè, si  sono  operate
  dismissioni   in altre province, quei   soldi erano  destinati  a
  infrastrutture in quelle stesse province. Adesso, in  cui  invece
  la   dismissione  riguarda  la  Sicilvetro,  che  è  nella   fase
  conclusiva  - anzi si può dire  che è conclusa - prendiamo   quei
  soldi  e li scippiamo  a quello stesso territorio, a dispetto  di
  quanto abbiamo deciso in quest'Aula con la legge n. 6 del 2001: e
  motiviamo  tutto  ciò  perché abbiamo altre esigenze,  anche  per
  quanto  concerne   un  modello di governo incomprensibile,   caro
  signor  Presidente. Queste norme, infatti, così come  sono  state
  concepite nel 2001, non si toccano  E dovreste ben saperlo, anche
  per  quanto  concerne la questione di una visione  complessiva  e
  organica   di  ciò  che rappresenta  la nostra Isola,  la  nostra
  Regione:   non  si  può  dare  l'immagine   ai  nostri  cittadini
  siciliani che si è veramente  cittadini di serie A o cittadini di
  serie  B,  cittadini di frontiera  Non si può  fare, caro  signor
  Presidente
   Voi  lo  state  facendo, invece, e, addirittura, con  la  faccia
  tosta,  tirando fuori questo emendamento secondo cui sono   fatte
  salve  le destinazioni di risorse già autorizzate da disposizioni
  legislative precedenti la presente legge.
   Cari  colleghi  eletti nel collegio di Trapani, dove  siete    e
  cosa  avete intenzione di dire stasera, da questo punto di vista?
  Non è possibile accettare questa logica
   Quando   abbiamo  discusso  in  quest'Aula  nel  2000,   abbiamo
  dibattuto  su  una  norma  di  carattere  generale.  Non  abbiamo
  discusso  di  destinare - cosa che si può fare  -  una  parte,  o
  comunque    entrate   per   quanto   concerne   le   dismissioni,
  limitatamente  ad  una parte del territorio  della  Regione.  Per
  carità,  si  può anche fare, perché ci possono essere particolari
  condizioni; abbiamo deciso, però, una norma di carattere generale
  che  deve valere per tutti i cittadini siciliani, senza disparità
  alcuna.
   Non  è  giusto  e noi, assolutamente,  da questo punto di vista,
  non possiamo  permettere che ciò accada.

    CUFFARO  presidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CUFFARO    presidente   della  Regione.   Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi,   mi stupiscono queste  prese  di  posizioni
  particolaristiche e particolari che alcuni parlamentari  in  Aula
  stanno prendendo.
   Credo,  infatti,  che una politica che abbia a  cuore  veramente
  la  Sicilia, scelga di programmare, di scegliere; noi, in  questi
  anni,  abbiamo tentato di farlo, abbiamo saputo dire tanti no  ed
  oggi  raccogliamo il risultato: giorno 21 inauguriamo ed  apriamo
  la Palermo-Messina.

    SPEZIALE   Ringrazi D'Alema

    CUFFARO   presidente  della Regione.  Se  invece  di  allocare
  tutte le risorse necessarie affinché una grande struttura viaria,
  importante  per  lo sviluppo della nostra Isola,  potesse  essere
  completata, ci fossimo attardati a ridistribuire risorse in  giro
  per  la Sicilia, oggi non avremmo il completamento della Palermo-
  Messina,  non  avremmo il grande appalto della  Catania-Siracusa,
  non staremmo completando la Siracusa-Gela.
   Questo  Governo ha scelto di programmare. Non ci  sono  province
  migliori  delle altre, c'è una scelta di fare quello  che  serve,
  innanzitutto a favore delle imprese siciliane, facendo partire un
  meccanismo   di   competizione  virtuosa  delle  nostre   imprese
  medesime, affinché si creino condizioni di sviluppo e di  lavoro,
  portando poi benessere anche nelle altre province che beneficiano
  a loro volta di questo meccanismo che reca loro profitto.
   Non  capisco quindi la presa di posizione dell'onorevole Oddo  e
  del   presidente Capodicasa che si attardano a difendere  qualche
  piccolo  interesse  particolare che  spesso  non  contraddice  un
  interesse complessivo...

    CAPODICASA  E' una legge che avete fatto voi...

    CUFFARO   presidente  della  Regione.  Questo  Parlamento   ha
  approvato una legge...

    CAPODICASA   No   E'  una  proposta  del  Governo,   non   del
  Parlamento

    CUFFARO   presidente della Regione. Il Parlamento, dicevo,  ha
  esitato  una  legge in  un momento particolare che riguardava  la
  provincia di Ragusa...

    CAPODICASA  Riguardava tutte le province

    CUFFARO  presidente della Regione.  Il provvedimento  è  stato
  approvato  per  la provincia di Ragusa,  poi esteso  a  tutte  le
  province,  ma  questo  non vuol dire che  dobbiamo  continuare  a
  difendere interessi particolaristici di alcune province  che  non
  incontrano l'utilità e la possibilità di raggiungere un  progetto
  di  bene comune, che deve essere la garanzia dello sviluppo della
  Sicilia.
   Riteniamo   utili  queste  risorse,  affinché   possano   essere
  ricomprese  in  una  programmazione  generale  dove,  alla  fine,
  probabilmente,   alla  provincia  di  Trapani   potranno   magari
  attribuirsi  maggiori somme rispetto a quelle che  andrebbero  se
  dessimo  la  sola  liquidazione della  Sicilvetro:  a  questo  si
  riferiva  l'onorevole  Oddo quando si attardava  a  difendere  un
  interesse.
   E   la  norma di cui parlavo, torno a ricordarla, era una  norma
  che, nella sua filosofia, tentava di far rimanere nella provincia
  la possibilità di sviluppo che sarebbe venuto meno con la perdita
  di una industria che non produceva più nel territorio. Questo non
  succederà  nella  provincia di Trapani perché la Sicilvetro,  non
  solo non chiude, perché non viene dismessa per chiusura, ma viene
  soltanto  venduta al privato per la parte pubblica:  l'acquirente
  privato,  di  conseguenza,  diventa  proprietario  dell'intero  e
  continua a lavorare e portare sviluppo. Non si perde una unità di
  lavoro, quindi non c'é un danno per la provincia.
   Quando si è fatta  l'operazione Ragusa , tutto questo non  si  è
  preso  in considerazione. Ma ciò cosa vuole dire, che continuiamo
  a  seguitare in un errore, quando questo non serve, non mira agli
  interessi della Sicilia?
   Quindi   io   pregherei  l'onorevole  Oddo  ed   il   presidente
  Capodicasa a guardare complessivamente ad una programmazione. So,
  peraltro, che l'onorevole Capodicasa, quando ricopriva la  carica
  di  Presidente  della  Regione, ha ben posto  attenzione  a  tali
  aspetti:  vi  prego affinché evitiate di insistere su  un  errore
  commesso  dal  Parlamento  e che non è  necessario  continuare  a
  perpetrare

    PANARELLO   Signor Presidente, lei non ha risposto  in  merito
  alle scadenze, aspetto importantissimo

    MICCICHE'   Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'   Signor Presidente, onorevoli colleghi, adesso  avrò
  modo  di dire perché l'intervento del Presidente della Regione  è
  un intervento zoppo.
   E'  zoppo perché sostanzialmente si è contraddetto rispetto alla
  premessa.   Vengo  subito  al  nocciolo  delle   questione.   Già
  l'intervento  dell'onorevole Capodicasa faceva  riferimento  alla
  questione  della partita  in entrata che il Governo  ha  inserito
  nel bilancio. Mi riferisco alla  discussione che si è concentrata
  sulla dismissione del 51% della società Italkali.
   L'intervento  del  Presidente  della  Regione  è  un  intervento
   zoppo ,  lo ribadisco. Ha contemporaneamente detto due  cose  in
  contrasto.  Ha  ragione l'onorevole Capodicasa  quando,  nel  suo
  intervento, faceva riferimento al fatto che questa norma si  pone
  in  contrasto  con la posta di bilancio in entrata,  messa  sulla
  dismissione dell'Italkali. Dismissione che,  allo stato  attuale,
  possiamo dire che non c'è, proprio perché in questi giorni,  dopo
  il  decreto  dell'assessore al ramo,  onorevole  D'Aquino,  si  è
  appreso dai mezzi di informazione che il commissario liquidatore,
  la  dottoressa Alessi, ha proceduto a revocare qualsiasi tipo  di
  procedura,  proprio sulla base del decreto emanato dall'assessore
  competente.  Quindi,  attualmente,  non  c'è  dismissione,  siamo
  piuttosto in alto mare
     In  sostanza,  dove sta la ragione di questa revoca?  Sta  nel
  fatto  che  la  richiesta dell'acquisto del 51%  è  una  proposta
  insoddisfacente  da  parte  della  società  vincitrice,  possiamo
  definirla  così: su questo aspetto, peraltro, ho  molte  riserve,
  tanto  è  vero  che  ho presentato un'interrogazione  ed  aspetto
  ancora una risposta dall'assessore, proprio per le ragioni che si
  sono dette.
   Su  questo argomento ci sono state riunioni presso la competente
  Commissione,  ci sono stati dibattiti in provincia di  Agrigento,
  di Palermo, interventi di vari deputati.
   Sono  contrario per principio alle privatizzazioni, per  ragioni
  di  etica politica, ma poiché c'è questa legge, dobbiamo  fare  i
  conti:  una cosa, infatti, sono le utopie, i propri pensieri,  le
  proprie prerogative ideologiche, una cosa è invece la realtà.  La
  realtà  è  che  questa  dismissione è nata  male  e  sta  finendo
  ugualmente male per tutte le ragioni dette.
   Per la richiesta di vendita dell'Italkali, uno dei motivi per  i
  quali  si  ritengono  insoddisfacenti i  famosi  24  miliardi  di
  vecchie  lire, 12 milioni di euro, è il fatto - e questo è  stato
  sostenuto da tutti - che nella richiesta medesima non esisteva il
  progetto  per  l'utilizzo  del  salgemma  cainite,  che  potrebbe
  produrre fertilizzanti per l'agricoltura, non solo biologica,  ma
  soprattutto  per  l'agricoltura tradizionale. Si  tratta  di   un
  elemento  fertilizzante che potrebbe sostituire quelle  porcherie
  di   fertilizzanti   chimici  che,  purtroppo,   vengono   ancora
  largamente usati in agricoltura: abbiamo inoltre la possibilità -
  a  basso  costo  -  non solo di utilizzare tale componente  nella
  nostra agricoltura, ma anche di esportare questo stesso prodotto,
  regalatoci  dalla  cainite, che, guarda caso,  si  trova  in  una
  miniera  molto  particolare  della  provincia  di  Agrigento,  di
  Realmonte e Racalmuto.
   Ebbene,  abbiamo saputo dai giornali che la Regione ha detto  di
  no al progetto della cainite.
   Vorrei capire cosa si intende fare, perché se continuiamo  così,
  significa che il prezzo di 12 milioni di euro rime tale e non  ci
  sarà  un   appetito  da parte di nuove società per l'acquisto  di
  questo 51%.
   Vorrei  sapere  pertanto cosa intende fare il  Governo  e   cosa
  pensa  relativamente alle dette osservazioni. Mi riservo comunque
  di intervenire successivamente.

    VIRZI'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    VIRZI'   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ho  qualche
  perplessità su questo articolo 9, in relazione  al comma  1,  per
  il  fatto  che sulla materia specifica ho partecipato  ai  lavori
  della III Commissione  Attività produttive : in qualche modo,  al
  di  là del problema circa la tempistica (sono passati infatti sei
  anni  da  quando  l'iter delle dismissioni è  stato  avviato  con
  legge)  ho  anche  posto  l'aspetto relativo  non  soltanto  alla
  congruità   del   prezzo,  ma  alla  qualità   dell'interlocutore
  interessato all'acquisto di Italkali. E dico ciò, dato che qui  è
  il  caso di parlare di cose serie e non dei barattoli vuoti   che
  residuano da vendere, di ferri vecchi che nessuno mai acquisterà
   Io  credo  che,  pur comprendendo perfettamente  le  ragioni  di
  bilancio,   il   buon   senso  dovrebbe  dirci   che   anche   in
  considerazione che questo processo di dismissione  è in atto -  e
  che  non  stiamo  producendo atti interruttivi  sulle  trattative
  private  che  possiamo intraprendere, sulle aste  pubbliche,  sui
  bandi  internazionali - stiamo intervenendo decretando per  legge
  la fine della malattia, invece di cambiare il medico
   Cari   Assessori  al Bilancio ed all'Industria,  credo  che  noi
  dovremmo  segnare  un  termine fisso per l'attività  dell'attuale
  commissario  liquidatore  che, in  sei  anni,  non  ha  quagliato
  niente   Credo  che  ciò  sia  un  problema  che  il  Governo  di
  centrodestra,  anche  per la sua credibilità  esterna,   dovrebbe
  porsi;  a  tal riguardo, mi pare che non sia affatto  congruo  ed
  opportuno,  come   in nessuna compravendita, che  qualcuno  debba
  vendere per legge, perché in quel momento, automaticamente, si ha
  minore  forza contrattuale: quando io so che tu devi vendere  per
  forza  di legge, costretto dalla legge, o come dicono i latinisti
   ope legis , abbasso il prezzo di conseguenza.
   Mi  permetto  allora di ricordare che, proprio su questa  linea,
  per   questo   difetto   di   impostazione,    abbiamo   ricevuto
  dall'austriaca  Salinen  un'offerta  che  è  insultante:  laddove
  infatti  l'advisor  nominato dalla dottoressa Alba  Alessi  aveva
  valutato  il 51 per cento dell'Italkali qualcosa come 22  milioni
  di euro, la proposta più vantaggiosa ricevuta a tutt'oggi è di 12
  milioni di euro
   Credo che le vendite siano affidate alle leggi di mercato e  non
  possiamo  stabilire  per  legge la data  ultima  entro  la  quale
  dobbiamo incassare certe cifre. Credo che, presuntivamente,  alla
  data  del  31  dicembre 2005, possiamo ragionevolmente  appostare
  delle  cifre  in  entrata,  giacché  nessuno  vuole  fermare   le
  dismissioni,   ma  dire  che  è  il  termine  ultimo,   significa
  autostrangolarci  di fronte alla concorrenza  internazionale  che
  può  acquistare le nostre aziende gioiello per quattro soldi  Qui
  non  parliamo  di  una  finanziaria, di un  gruppo  di  azionisti
  dimostratosi interessato, parliamo della diretta concorrenza  che
  acquista  per  chiudere, il che vuol dire  che  laddove  c'è  una
  platonica garanzia per i 300 dipendenti dell'Italkali, non ce n'è
  alcuna per i 900 lavoratori dell'indotto.
   Credo  quindi  che,  al  di là del fatto finanziario  immediato,
  dobbiamo  guardare  in prospettiva, fermo restando  che  possiamo
  certamente  appostare  cifre in bilancio perché  nessuno  intende
  fermare il processo di dismissioni.
   Ritengo   però   che  indicare  date  ultime  sia  assolutamente
  antieconomico  e tassativamente illiberale, perché disconosce  le
  più elementari leggi di mercato.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole Acierno.  Ne  ha
  facoltà.

    ACIERNO    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  ringrazio
  preliminarmente   il  Presidente  della  Regione   per   il   suo
  intervento,  perché ha ben motivato quello che  abbiamo  previsto
  all'articolo 9, più specificamente al comma 2 e al comma 3,  cioè
  la programmazione.
   Ci  siamo  trovati in questa legislatura con una norma  che,  di
  fatto, penalizzava il territorio delle province siciliane, quindi
  il  contrario  rispetto  a  quello  che  hanno  affermato  alcuni
  colleghi  del  centrosinistra. La storia vera  l'abbiamo  vissuta
  pochi  mesi  fa,  allorquando, rispettosi  di  quella  norma,  il
  Parlamento  ha  destinato oltre 50 milioni di euro al  territorio
  della  provincia  regionale di Ragusa, ma i  proventi  di  quella
  dismissione  non  avevano in quel territorio  medesimo  provocato
  nessuna  diseconomia.  Anzi,  al  contrario,  poiché  in   quella
  fattispecie  non si era dismesso nessun impianto  produttivo,  in
  realtà  si  erano cedute quote di partecipazione, e a  fronte  di
  questa  operazione,  l'intervento dei privati  ha  fatto  sì  che
  quell'azienda  crescesse  nel fatturato  e  nell'occupazione.  Ma
  c'era una norma sbagliata.
   Nessuno  si  sente  di  fare  un passo  indietro  sugli  impegni
  assunti,  nel  rispetto  delle leggi, e  in  tal  senso  è  stato
  presentato l'emendamento 9.12 che garantisce che tutto ciò che  è
  già stato programmato con quei proventi verrà fatto. Ma la grande
  novità  -  ho  voluto  fortemente  questa  norma  in  Commissione
  Bilancio - è quella che, finalmente, i proventi delle dismissioni
  potranno, secondo il sano principio della programmazione,  essere
  destinati   a  tutto  il  territorio  della  Regione   siciliana,
  altrimenti  rischieremmo di continuare a perseguire degli  errori
  fantasmagorici.
   Intendo  rivolgermi ai cittadini di tutte le province  per  dire
  che, abrogando quell'articolo di legge, garantiamo che i proventi
  di tutte le dismissioni, con una oculata programmazione, potranno
  essere   destinati  dove  c'è  realmente  necessità  di  crescita
  economica, di investimenti nelle infrastrutture.
   Abbiamo  posto fine ad una norma che ci costringeva ad investire
  e rendere felici i ricchi, a discapito dei poveri.
   Da  questo  momento,  con  l'approvazione  dell'articolo  9,  la
  Regione,  con  i  proventi  delle  dismissioni,  potrà  realmente
  investire  in quei territori che hanno necessità di interventi  e
  di un occhio di riguardo da parte del Governo.

    PRESIDENTE   E' iscritto a parlare l'onorevole Speziale. Ne  ha
  facoltà.

    SPEZIALE   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ero  tentato
  di  rinunciare al mio intervento, ma poi ho sentito l'esigenza di
  fare un paio di osservazioni al Governo.
   Vorrei  chiedere  al  Presidente Cuffaro -  considerato  che  ho
  avuto   la   fortuna   di  vedere  il  suo   spot   sull'apertura
  dell'autostrada Palermo-Messina - di evitare di fare  spot  anche
  in quest'Aula.
   Qui  discutiamo di norme, sugli spot discutiamo fuori da  questa
  sede. Sappiamo bene che si aprirà l'autostrada Palermo-Messina  e
  sappiamo  pure  che  i fondi nazionali sono stati  stanziati  dal
  governo D'Alema.
   Riguardo alle questioni di merito sull'emendamento, noi  abbiamo
  fatto  alcune  osservazioni  critiche  nei  confronti  di  questo
  articolo legate anzitutto al fatto che c'è stato un atteggiamento
  schizofrenico del Governo.
   Voglio  ricordare  al Presidente della Regione  e  all'onorevole
  Cintola  che, già nella finanziaria dell'anno scorso, il  Governo
  aveva  previsto di rallentare le dismissioni, addirittura si  era
  pensato  di  rendere pubblica la Sarcis. Adesso, invece,  si  sta
  cambiando  posizione.  Bene,  ne prendiamo  atto,  visto  che  in
  qualche  modo, si rientra nell'ambito di quanto aveva  deciso  il
  Governo Capodicasa con la legge 5 del 1999.
   Tuttavia,    signor   Presidente,   vorrei   farle    osservare,
  nell'interesse  pubblico, che avere fissato il 31  dicembre  2005
  come  data  perentoria, oltre la quale non si può procedere  alla
  dismissione delle quote azionarie degli enti economici regionali,
  fa sì che ci troveremo nella impropria situazione di rischiare di
  svendere  il  patrimonio  regionale: se il  primo  bando  dovesse
  andare  con  offerta  non congrua, se, analogamente,  il  secondo
  bando non dovesse avere offerte congrue, che si fa il 31 dicembre
  2005?  Bisogna vendere comunque  Se quanto si sta verificando  in
  questo  momento  con  l'Italkali  dovesse  ripetersi  anche   per
  Siciliana Gas e Sarcis, dovremmo comunque vendere, rischiando  di
  fare  un regalo ai privati che acquisterebbero, con un danno  nei
  confronti della Regione.
   Onorevole  Presidente della Regione, lei, con molta  onestà,  sa
  perfettamente  che questo articolo, così come  abbiamo  detto,  è
  stato  inserito in finanziaria assieme all'articolo  8,  soltanto
  per  cercare di chiudere il bilancio. Pertanto, riaffermiamo  che
  si  tratta  di  entrate  che non potranno essere  introitate  dal
  bilancio  della Regione entro il 31 dicembre del 2005 e,  quindi,
  non  possono  essere  iscritte in bilancio; voi  volete  comunque
  iscriverle, in modo surrettizio, soltanto perché avete bisogno di
  far  risultare  una voce di entrata - falsa - di 190  milioni  di
  euro.
   Ora,  Presidente,  io non penso che sia corretto  governare  con
  entrate  false  e con discussioni finte. Noi dobbiamo  governare,
  invece,  con  entrate e spese certe, non possiamo esercitare  una
  finzione.
   Pertanto,   l'articolo  in  esame,  e  il  suo  impianto,   sono
  completamente  sbagliati,  perché tra  l'altro  si  determina  un
  cambiamento rispetto a quanto previsto dalla finanziaria del 2000
  (che  destinava le risorse introitate dalla Regione nei territori
  dove  venivano  dismessi  i  presìdi  industriali):  il  comma  2
  modifica,  infatti, completamente, la possibilità di  incentivare
  le politiche di sviluppo nel territorio.
   Pertanto,  a  nome del Gruppo parlamentare dei DS, chiediamo  su
  questo articolo il voto segreto.

    CINTOLA   assessore  per il bilancio e le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, voglio rasserenare l'Aula dicendo
  che  non c'è niente di falso e voglio farlo in un minuto e mezzo,
  non di più.
   Abbiamo  scritto la cifra in bilancio così com'è, a  seguito  di
  una  lettera  ufficiale pervenutaci dal commissario  liquidatore,
  professoressa  Alessi, la quale ha formalizzato  che,  a  seguito
  delle  dismissioni  di  partecipazioni  azionarie,  entro  il  31
  dicembre  del  2005,  l'incasso che ne deriverà  non  può  essere
  inferiore  a  190  milioni di euro. Se  c'è  una  cifra  certa  e
  assoluta,   è   proprio  quella  certificata  ed   attestata   da
  un'illustre  professoressa che non è  stata  nominata  da  questo
  Governo, ma, autorevolmente, da altri governi.
   Certo,  è  una  previsione, ma una previsione certa,  attestata,
  così  come quando parliamo di 400, 460 milioni di entrate per  il
  settore  sanitario ci sono direttori e funzionari di alto livello
  che attestano altre situazioni sulle quali ci muoviamo.
   Quindi,  dico  all'Aula  e  ai colleghi  che,  se  salta  questo
  articolo, salterebbe il bilancio stesso.

    PRESIDENTE    Si   passa   alla   votazione   congiunta   degli
  emendamenti  9.1,  9.5, 9.6, 9.7 e 9.10, di  identico  contenuto,
  tendenti a sopprimere l'articolo.

     Votazione congiunta per scrutinio segreto degli emendamenti
                      9.1, 9.5, 9.6, 9.7, 9.10

    SPEZIALE   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  segreto.

         (Appoggiano la richiesta gli onorevoli Capodicasa,
      Giannopolo, Micciché, Panarello, Papania, Villari, Raiti,
                                Zago)

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indìco  la  votazione  congiunta,  per   scrutinio
  segreto, degli emendamenti 9.1, 9.5, 9.6, 9.7 e 9.10.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  56
   Maggioranza         29
   Favorevoli          15
   Contrari            41

                      (L'Assemblea non approva)

   Si passa all'emendamento 9.2.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento  9.3.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 9.8.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                          (Non è approvato)

   Si passa agli emendamenti  9.4 e 9.9.
   Li  pongo  congiuntamente in votazione. Chi è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                        (Non sono approvati)

   Si passa all'emendamento 9.12.

    MICCICHE'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  considerato
  che  prima non mi ha fatto terminare il mio intervento  mi  preme
  concluderlo  per  esporre interamente il mio pensiero.  Esso  era
  riferito  alla questione della vendita dell'Italkali,  visto  che
  stiamo  approvando  una  norma che  pone  limiti  temporali  alla
  dismissione.
   Visto  che voi avete appostato in bilancio una cifra, che a  mio
  avviso è esponenziale come esposizione di qua al dicembre 2005, é
  limitata però se la limitiamo singolarmente alla vendita  del  51
  per cento dell'Italkali  in quanto, riguardo a  questi 12 milioni
  di  euro  offerti dalla ditta che si era aggiudicato il bando  di
  gara, sappiamo benissimo che l'annullamento di tutta la procedura
  é  stata  causata  dalla considerazione dell'insufficienza  della
  proposta della stessa società vincitrice.
   Le   ragioni  sono  state  ampiamente  dibattute  nel  corso  di
  audizioni   presso  la  terza  Commissione:   quella  cifra   era
  insufficiente   anche in considerazione del  fatto  che  non  era
  stato  calcolato il progetto che metteva in pista la  possibilità
  dell'estrazione  della kainite  che poteva dare,  oltre  a  nuovi
  posti  di lavoro per gli addetti dell'estrazione, per non parlare
  poi dell'indotto, i trasporti, il marketing che potrebbe assumere
  il comparto dei fertilizzanti  in agricoltura.
   Questo  non  è  stato considerato ed è grave perché  il  Governo
  pare  che non abbia avuto modo di apprezzare questo progetto  che
  non  solo  potrebbe  dare  nuovi  posti  di  lavoro  ma  potrebbe
  arricchire  il  nostro  patrimonio  produttivo  di  un   prodotto
  naturale come i fertilizzanti prodotti dalla kainite.
   Il  Governo  pare  non  vada in questa  direzione,  operando  in
  questo  modo, operando nel totale scollamento fra i vari  organi,
  tanto  è vero che la stessa dottoressa Alessi ha ammesso che  non
  era  a  conoscenza  di  questo progetto di  kainite  e  che  solo
  l'assessorato   ne   era  a  conoscenza.  E   questo,   onorevole
  Presidente, é responsabilità sua per avere nominato a  suo  tempo
  assessore  per  l'industria  la signora  Marina  Noé   che  si  é
  rivelata  inadeguata in tutti i sensi, che ci ha portato  ad  una
  situazione  di  sfascio e di fallimento per  quanto  riguarda  le
  dismissioni  proprio  per  la  sua  incapacità  di   gestire   un
  assessorato  di  un'importanza  così  rilevante,  a  gestire   la
  dismissione di un settore glorioso come quello delle  miniere  di
  sale  che ha dato alla Sicilia lustro  da secoli e questa Regione
  e  questo Governo hanno fatto finire in modo inglorioso  uno  dei
  settori  produttivi famosi nella storia del Mediterraneo.
   Certo oggi con i tempi produttivi e con i mezzi tecnologici  non
  si  lavora  più col piccone, ma con mezzi più all'avanguardia,  e
  quindi  il  lavoro non è come ai tempi degli schiavi e dei  servi
  della  gleba all'interno di quelle miniere. Oggi con  i  mezzi  a
  disposizione si può creare lavoro, si può creare un  prodotto  di
  carattere strategico nazionale e questo Governo ha fatto di tutto
  per inibire     l' avviamento di un progetto kainite che potrebbe
  dare lavoro a centinaia e centinaia di disoccupati.
   L'emendamento  va  nella direzione che voi  volete,  dimostrando
  addirittura  che  penalizzate quelle realtà. Faccio  un  esempio:
  Realmonte che ha bisogno del ristoro di un'eventuale dismissione,
  dell'utilizzo  di  queste somme per un  territorio  che  è  stato
  devastato  da  un'estrazione  nei  decenni  passati,  quando  era
  gestito  esclusivamente dall'Ente Minerario Siciliano e,  quindi,
  esclusivamente  dalla  Regione  e non  dall'Italkali,  subentrata
  successivamente negli anni '70.
     Basta  andare  presso le miniere di Realmonte  per  vedere  la
  devastazione  ambientale  provocata  da  un  errato  sistema   di
  accumulo   di  salgemma  che  veniva  distribuito  in  tutto   il
  territorio  creando un disastro ambientale e noi, nel momento  in
  cui  andiamo  a vendere questo patrimonio, lasceremmo sicuramente
  la devastazione provocata dalle antiche modalità di  produzione e
  di estrazione di sale.
   Basta  andare  a Realmonte o a Racalmuto per vedere  come  si  è
  operato nei decenni passati in questo campo e oggi, qui,  con  il
  terzo  comma  voi dite  chi ha avuto ha avuto e chi  ha  dato  ha
  dato .  La  verità  è che state operando come quelli  che  dicono
   prendi i soldi e scappa , perché di questo si tratta.

    PRESIDENTE   Pongo  in  votazione  l'emendamento  9.12.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                           (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 9.11. Chi è favorevole si
  alzi; chi è contrario resti seduto.

                          (Non è approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo  9, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 10, in precedenza accantonato.
   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

        -dagli onorevoli Miccichè ed altri: 10.1, 10.2, 10.3, 10.4,
           10.5;
  -dagli onorevoli Forgione e Liotta: 10.9;
  -dall'onorevole Papania: 10.8;
  -dagli onorevole Speziale e Capodicasa: 10.14, 10.13;
  -dagli onorevoli Misuraca ed altri: 10.7, 10.12, 10.6, AG  145,
  AG 146;
  -dagli onorevoli Tumino e Barbagallo: 10.10 e 10.11;
  -dagli onorevoli Oddo ed altri: 9.10;
  -dagli onorevoli Giannopolo e Speziale: 9.11.

    ZAGO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ZAGO    Signor  Presidente,  prendiamo  atto   che   per   ogni
  provvedimento  legislativo che l'Aula esamina c'è sempre  qualche
  articolo che riguarda il condono edilizio.
   Io  capisco  che  in qualche modo ciò è inevitabile,  perché  su
  questa  materia il Governo ed il Parlamento non hanno mai  voluto
  affrontare  una  discussione per fare il  punto  sulle  leggi  di
  condono che hanno interessato l'Italia, e quindi anche la  nostra
  regione, e soprattutto per affrontare le questioni che riguardano
  l'assetto  del territorio in generale. Per cui è inevitabile  che
  ogni  volta  che  c'è l'occasione spunti qualche emendamento  sul
  condono edilizio; però, così facendo, non credo che facciamo cosa
  utile perchè,  come dimostra questo articolo, viene affrontata la
  problematica in modo non razionale e comunque non come dovrebbe.
   Pertanto  mi permetto di annotare solo una incongruenza  per  la
  quale  non  ho  presentato emendamenti  -  onorevole  Fleres,  mi
  perdoni se mi rivolgo a lei ma ormai è chiaro che non si può  che
  fare così - in quanto non conosco, non so, non viene fuori qual è
  l'idea,  la  filosofia,  la volontà di chi  ha  concepito  questo
  articolo.
   Vorrei  che  il  Governo si soffermasse sulla parte  finale  del
  primo  comma,  quando fa riferimento all'obbligo  che  impone  ai
  comuni,  pure  giusto, per carità, di fare un  piano  per  quanto
  riguarda  le  leggi di condono che ci sono state in questi  anni,
  quando,  tra  le  altre cose, impone l'obbligo di procedere  alla
  stesura  di  un  piano  temporale entro  il  quale  è  ricompreso
  l'intero  svolgimento  delle  pratiche.  In  sé  l'indicazione  è
  giusta, però, come è possibile non fissare un termine?
   Perché,  lasciato così, che cosa può succedere?  Che  un  comune
  può  fissare  come arco temporale il 31 dicembre 2005,  un  altro
  comune  può fissare 31 dicembre 2010, un altro comune ancora  può
  fissare  31 dicembre 2020. Quindi, seppure condivisibile,  almeno
  condivido  questa  indicazione e la necessità  di  un  piano  che
  stabilisca  i  tempi entro cui i comuni finalmente  escano  fuori
  dalla  definizione di queste pratiche, credo però che un  termine
  debba  essere  indicato,  perché se dovessimo  arrivare  a  tempi
  lunghi,  lunghissimi, allora probabilmente non ci sarebbe nemmeno
  motivo  di procedere a delle assunzioni o a degli incarichi  o  a
  dei  rapporti comunque straordinari se dovessimo arrivare al 2010
  o al 2020.
   Pertanto,  se  il  Governo condivide può, con un subemendamento,
  fissare un limite al piano temporale che viene indicato ai comuni
  assieme alle altre cose da fare.

    BENINATI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

    BENINATI    Signor Presidente, devo precisare che sull'articolo
  10,   in   effetti,  la  quarta  Commissione  aveva  dato  parere
  favorevole. Aggiungo solamente che vi è un emendamento, il  10.7,
  che  serve  a  chiarire semplicemente, siccome  nel  comma  1  si
  indicano  quali sono le sanatorie da trattare (la  sanatoria  del
  1985, quella del  94 e quella del 1980), tutte quelle che sono in
  arretrato presso gli uffici,  invece l'articolo 17 della legge  4
  del  2003  non  è  una  sanatoria, ma  fu  fatto  allora,  se  vi
  ricordate, un procedimento alternativo alla sanatoria mettendo la
  perizia giurata.
   Oltretutto,  nelle variazioni di bilancio, non più tardi  di  un
  mese fa, è stata fatta la proroga per le perizie giurate, per chi
  le vuole fare fino al dicembre del 2005. Pertanto è opportuno che
  questo  articolo  17 non sia inserito perché potremmo  trarre  in
  inganno  le persone. Questa non è una sanatoria, ma una procedura
  che  abbiamo  scritto con la legge del 2003: da qui  la  proposta
  della  soppressione. Per il resto, ritiro gli emendamenti  a  mia
  firma AG 145 e AG 146.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

    RAITI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    RAITI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, solo  per  dire,
  così  com'è stato ribadito  negli interventi prima di  me,   ogni
  volta   che  si  tratta  di   affrontare  una  legge  che   abbia
  caratteristiche     di  finanziaria  questo  governo   e   questa
  maggioranza   portano  sempre alla nostra  attenzione  norme  che
  riguardano   condoni  edilizi. Non solo  questa  maggioranza,  ma
  anche quella nazionale.
   Io  ritengo che non sia possibile andare avanti di questo passo,
  non  fosse  altro che l'esigenza  costante di portare  norme  sul
  condono  edilizio  vuol dire che le norme  che  abbiamo  fin  qui
  fatto  sono assolutamente inefficaci. Ed anche questa rischia  di
  essere  inefficace.
   Ho  detto  più  volte  e mi è stato garantito  nelle  precedenti
  discussioni che abbiamo fatto sull'argomento che, se  la  Regione
  non  chiude definitivamente questo capitolo con scadenze certe  e
  perentorie  per coloro i quali vogliono approfittare della  norma
  di  sanatoria, da questo imbuto non ne usciremo mai. Continueremo
  a  restare costantemente in regime di sanatoria prorogata facendo
  solo  un  danno enorme, consentendo a coloro i quali costruiscono
  senza adottare i procedimenti ordinari di ottenere le concessioni
  edilizie  sapendo che  l'apertura delle sanatorie sarà sine  die.
  Potranno  e costruiranno, così come costruiscono - e i  sequestri
  sono  sotto gli occhi di tutti - ville nei parchi o nelle riserve
  o  comunque   realizzano le costruzioni in assenza di concessione
  edilizia e di progetto.
   Bisogna  porre definitivamente fine a questa vicenda in  maniera
  seria,  assoluta salvando quello che è possibile salvare e  dando
  un  termine certo con la garanzia che, al di là di quel  termine,
  non  sarà  più possibile sanare alcunché. Perché così facendo  la
  soglia  di  legalità, o il virus dell'illegalità, si diffonde  in
  maniera  impropria assoluta e indeterminata producendo  un  danno
  enorme  alla  nostra  economia  dato  che  i  professionisti  non
  lavorano  più, al nostro territorio  e ai nostri beni ambientali.
  Non si può più andare avanti in questo modo.
   L'occasione,  ancora una volta, di affrontare  questo  argomento
  deve  fare sì che il Governo  ne approfitti per porre un  termine
  perentorio e improcrastinabile  al fine di consentire a coloro  i
  quali  si vogliono mettere in regola di farlo.
   Premesso  questo discorso generale e soprattutto  di  principio,
  quel  che mi preme sottolineare  nel merito dell'articolo sono  i
  commi  2 e 3 per i quali ho presentato  emendamenti soppressivi.
   Se  non  ricordo male, una legge di questa Regione ha consentito
  ai   comuni  di  assumere  a  tempo  parziale  prima,  e  poi  di
  trasformare i rapporti a tempo indeterminato, qualche migliaio di
  tecnici in Sicilia con lo scopo preciso, nel momento in cui  sono
  stati  assunti,  di realizzare lo sfoltimento delle  pratiche  di
  sanatoria.  Quei  tecnici  prima  sono  state  assunti  a   tempo
  definito, poi a tempo indeterminato e continuano, giustamente,  a
  lavorare negli uffici tecnici comunali della Regione.
   Noi  abbiamo  fatto una norma, così come ha detto il  Presidente
  della  IV  Commissione  Bennati, che  consente  ai  cittadini  di
  usufruire della sanatoria con l'autocertificazione. Ciò  permette
  di  sanare  gli abusi edilizi sfoltendo le pratiche  edilizie  e,
  quindi, alleggerendo il lavoro di quei tecnici   assunti  con  la
  legge  che  ho  appena  citato. Per tale motivo  non  si  capisce
  l'onere  che oggi   andremmo a stabilire sulle casse  dei  comuni
  nel  momento in cui concediamo loro la facoltà di  dare incarichi
  ad alti professionisti che dovrebbero svolgere quel lavoro.
   E  allora,  coloro  che  sono stati   già  assunti  e  che,  tra
  l'altro,  hanno un carico di lavoro  che, oltre a  protrarsi  nel
  tempo  per  oltre 10 anni, è limitato perché c'è  la  possibilità
  dell'autocertificazione, che cosa faranno oggi?  Perché  dobbiamo
  mettere  a  carico degli enti la possibilità di creare  ulteriori
  spese  sapendo che già questo condono produce un danno alle casse
  comunali,  come è dimostrato da studi fatti a livello  nazionale,
  se  è  vero  -  come è vero - che il condono porta  incassi  allo
  Stato,  certamente non porta vantaggi ai Comuni che dovranno  poi
  subire  gli  oneri di urbanizzazione ed  i costi  per  realizzare
  tutto  quello  che  consentirà  al comparto  edilizio  di  essere
  veramente abitabile?
     Lo  Stato  incassa delle somme trasferendo invece  i  costi  a
  carico  dei  Comuni,  costi  che  non  solo  saranno  quelli   di
  urbanizzazione e di realizzazione di un ambiente vivibile, ma che
  oggi  noi  aumentiamo ancor di più dando ai Comuni la possibilità
  di  spendere  altre  somme per tecnici che  non  sono  altrimenti
  giustificabili.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, quando  questo
  Parlamento  torna periodicamente a legiferare sulle sanatorie  si
  corre,  io  credo,   il  rischio di continuare  a  perseguire  un
  obiettivo  commettendo però involontariamente  degli  errori.  La
  verità è che l'esperienza degli ultimi due anni insegna che tutti
  i  tentativi legislativi che abbiamo posto in essere per definire
  una  vicenda  che si protrae,  una da vent'anni e  una  da  oltre
  dieci, allo stato attuale se torniamo con l'articolo 10 vuol dire
  ammettere di avere, comunque, fino ad oggi fallito.
   Mi  preoccupa  che  la  soluzione, il deus  ex  machina,  adesso
  diventi  non  più  quanto due anni fatto  e  cioè  dare  modo  al
  cittadino,  attraverso  l'istituto della  autocertificazione,  di
  definire   la  sua  pratica;  con  questo  articolo  10   abbiamo
  abbandonato  l'idea  di  far assumere un  costo  al  cittadino  e
  riteniamo  ora  di tentare nuovamente con una nuova  formulazione
  facendo   riassumere  il  costo  alla  pubblica  amministrazione,
  siccome  l'intento  è  quello di porre fine  alle  vicende  delle
  sanatorie perché sappiamo bene tutti  che chiudere una pratica di
  sanatoria significa innanzitutto regolarizzare delle abitazioni e
  in secondo luogo creare nuove entrate per le casse dei Comuni che
  deriveranno  dagli oneri di urbanizzazione, dalle  tasse  che  si
  pagano  sulla casa, dalle tasse sui rifiuti, da tutto quello  che
  orbita attorno al pianeta casa.
   Nell'articolo   10,  mi  permetto  di  suggerire   all'assessore
  Cintola,  si  parla di premialità e questo può  essere  accettato
  come  principio, anche se mi viene complicato pensare di premiare
  una  amministrazione pubblica che ha impiegato più  di  vent'anni
  per  definire delle pratiche. Ma, pur di chiudere queste vicende,
  accetto il principio della premialità.
   Però,  assessore  Cintola,  manca un  altro  principio:  come  è
  punita l'inadempienza? Qua ci siamo posti il tema di premiare chi
  dovrebbe  fare il proprio dovere, ma le amministrazioni pubbliche
  che  non  si  attiveranno neanche stavolta per la definizione  di
  queste pratiche, ricordo bene quando il presidente della Regione,
  due  anni fa, quando tentammo di definire attraverso lo strumento
  dell'autocertificazione   la  definitiva   chiusura   delle   due
  sanatorie  in  vita, disse che i sindaci che  non  chiudevano  le
  sanatorie sarebbero stati rimossi dal loro incarico.
   Signor  Presidente, dobbiamo essere coerenti  con  le  cose  che
  diciamo.  Nell'articolo 10 prevediamo le premialità,  ma  non  si
  prevede la rimozione dei sindaci inadempienti.
   Perdonatemi,  ma la decurtazione fondi incide sulla  vita  della
  collettività, non sull'inadempienza dell'amministratore.
   Non  ho alcun interesse a decurtare e togliere fondi per la vita
  della  popolazione. Io suggerisco di considerare la rimozione  di
  quei   sindaci   che  non  rispetteranno  la  scadenza   prevista
  dall'articolo  10,   che  prevede una  prima  scadenza  a  marzo,
  termine entro il quale devono presentare il programma.
   Onorevole   Presidente  della Regione, la  presentazione  di  un
  vostro sub emendamento, prima ancora della  votazione finale, che
  inserisca  quanto da me proposto obbligherebbe molti  sindaci  ad
  attivarsi    per   chiudere  definitivamente   le   pratiche   di
  sanatoria.

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  pongo  congiuntamente    in
  votazione gli emendamenti 10.1, 10.9, 10.8 e 10.14.
   Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA ,  vice  presidente della  commissione  e  relatore  di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è contrario resti seduto, chi è favorevole  si
  alzi.

                        (Non sono approvati)

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento  10.2.

    MICCICHE'  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

      PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'   Signor Presidente, onorevoli colleghi, sarò  breve,
  anche   perché  l'intervento  del  collega  Raiti  è  stato   già
  abbastanza chiaro.
   Mi   preme    sottolineare  due  aspetti.   Il   primo   va   in
  controtendenza  rispetto alla politiche  che,  a  parole,  questo
  Governo  dice di attuare e cioè quello di risparmiare e   di  non
  prevedere spese.
     Il  Governo  Berlusconi si vanta di avere reperito  fondi  dai
  tagli  della spesa pubblica cosiddetta   inutile , eliminando  la
  burocrazia tout court, eliminando la burocrazia che mette lacci e
  laccioli  alla nostra società. Invece qui troviamo un  incremento
  della spesa pubblica, però, questa volta, a carico dei comuni.
   Bella forza  Bella forza scaricare sui comuni la possibilità  di
  spendere altro denaro non utilizzando quel personale che è  stato
  assunto  con  la  legge  del  1986 che  dava  la  possibilità  di
  espletare  il  lavoro per la sanatoria edilizia  e  che  oggi  li
  ritroviamo invece impegnati in altri compiti di istituto.
   Ritengo più utile  - dato che  Lei, onorevole  Presidente  della
  Regione,  ha bloccato i pensionamenti dei dipendenti regionali  -
  utilizzare  questo  personale  demotivato,  che  non  ritiene  di
  essere   utilizzato,   venga   valorizzato  affidandogli   questi
  incarichi,   interrompendo  rapporti  clientelari  che  hanno  il
  sapore che conosciamo.
   Quanto da voi proposto  non va nella tendenza del risparmio,  ma
  dello sperpero del denaro pubblico.
   Qui   sono  presenti  dei  tecnici   professionisti  che  stanno
  conducendo   una  battaglia  per  l'applicazione   della    legge
  nazionale  n. 183 del 1989 sul riordino della difesa  dei  suoli;
  ebbene  un  segmento  di  questa legge è  oggi  qui  alla  nostra
  attenzione e consentirebbe di  portare a termine e completare  la
  procedura  della difesa del suolo sotto il profilo idrogeologico.
  Si  deve  far  sapere che  la Regione Sicilia è  l'unica  regione
  d'Italia a non avere recepito  la legge nazionale  183 del  1989.
  Questo  sì   sono  forze  utili   a  risolvere  un  problema  mai
  affrontato dalla   Regione Sicilia.
   Per  quanto  riguarda  invece il personale esterno  utilizzabile
  per la sanatoria edilizia ribadisco che sia solo uno sperpero del
  denaro  pubblico,  perchè qui non si tratta di profili  altamente
  specializzati,  ma  si  tratta soltanto di prendere  delle  carte
  impolverate  dagli scaffali degli uffici comunali,  rispolverarli
  e portarli alla luce e a compimento.
   Voglio  concludere  il mio intervento mettendo  in  evidenza  la
  contraddizione:  questo  articolo va in  perfetto  contrasto  con
  l'articolo 6 che avete appena  approvato, relativo alla questione
  della  riscossione dei crediti della Regione: con questo articolo
  dite  che dovremmo risolvere il problema della sanatoria edilizia
  e  dall'altro  fate una legge che supera il contenuto  di  questa
  norma: è una perfetta contraddizione.

    PRESIDENTE   Pongo  in  votazione  l'emendamento  10.2.  Chi  è
  contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

    SPEZIALE  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor  Presidente, apprezzo lo sforzo,   fatto  dal
  Governo,  sia  in questa occasione che in occasione  della  legge
  finanziaria  del 2002, per  cercare di regolamentare  la  materia
  che  riguarda l'accelerazione delle procedure di approvazione per
  le  concessioni  di edilizia in sanatoria, però mi rendo conto  -
  come  ho già detto in occasione della legge finanziaria dell'anno
  scorso  - che tutti questi sforzi sono un buco nell'acqua, perché
  in  realtà    non  si  vuole cogliere nel  segno,  non  si  vuole
  comprendere    che  i  comuni  che  sono  stati  interessati   da
  particolari  disordini  urbanistici, e mi rivolgo   all'onorevole
  Cascio,  assessore competente per materia,   il  problema  non  è
  quello  di accelerare la definizione delle  pratiche di sanatoria
  che  sono  state  tutte esaminate. Infatti,  l'anno  scorso,  per
  accelerare  la  procedura abbiamo stabilito  che  sulla  base  di
  perizie giurate si poteva completare l'iter di approvazione delle
  singole   pratiche  di  sanatoria.   E  poiché  le  pratiche   di
  sanatoria,   in  forza  della  legge  n.  37,  devono  riguardare
  manufatti che insistono in  aree che comportano varianti al piano
  regolatore  generale, e gli strumenti di approvazione  dei  piani
  regolatori generali durano dai 10 ai 15 anni,  noi non  riusciamo
  a dare un esito di conclusivo alle pratiche di sanatoria.
   L'emendamento, in discussione, all'ultimo comma  prevede  che  i
  comuni   che  non  completino   il  programma  avranno   introiti
  ridotti....

    CINTOLA   assessore per il bilancio e le finanze. E'  prevista
  una premialità in favore di chi lo completa.

    SPEZIALE   Così  come  avevo  già  previsto  nel  corso  della
  discussione dell'articolo 17 della legge finanziaria per il  2004
  che  quell'articolo  non avrebbe prodotto  alcun  risultato  oggi
  ritengo  che  questo  articolo avrà come  conseguenza  decine  di
  assunzioni,   queste  ultime  faranno  carico  sugli   oneri   di
  urbanizzazione, ma non succederà nulla sul piano urbanistico.
   Non  è possibile procedere alla approvazione e al rilascio delle
  singole concessioni in intere aree della Sicilia. Ritengo che per
  realizzare  qualcosa  di concreto  bisognerebbe  intervenire  sin
  dagli strumenti urbanistici, determinando, nelle zone interessate
  da   particolare   disordine  urbanistico   che   riguardano   in
  particolare  i  medi  centri  siciliani,  un'accelerazione  degli
  strumenti,   diversamente   questo  articolo  non  avrà   effetti
  positivi,  anzi  avremo aggravato solamente  i  bilanci  comunali
  poiché  tutti  i  comuni in forza di quanto stabilito  da  questa
  legge  potranno  procedere ad assumere tecnici per  completare  i
  progetti di sanatoria.
   Ritengo,  però,  che  i  progetti  di  sanatoria  non    saranno
  completati ma  i tecnici saranno assunti determinando  la  stessa
  situazione  avutasi  con le  leggi n. 26 e n.  37:  centinaia  di
   impegnati'    negli   enti  periferici  che,    successivamente,
  qualcuno provvederà con norma ad assumerli definitivamente.
   Suggerisco   al Governo di valutare attentamente la pericolosità
  di questa norma, invitandolo a ritirare l'intero articolo.
      Fra i comuni interessati da particolare disordine urbanistico
  porto  all'attenzione del Governo i comuni di  Gela  ed   Alcamo,
  e  nonostante  ciò  sono convinto che questa norma  non  produrrà
  alcun esito favorevole.

    PRESIDENTE   Pongo in votazione l'emendamento 10.7.     Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE    Pongo   congiuntamente     in   votazione    gli
  emendamenti 10.3 e 0.13, quest'ultimo riferito al secondo comma.
  Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione.

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e  relatore   di
  maggioranza. Contrario

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                         (Non é  approvato)

    PRESIDENTE   Pongo  in  votazione l'emendamento  10.10.     Il
  parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione.

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e  relatore   di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                         (Non é  approvato)

    PRESIDENTE   Pongo  in votazione l'emendamento  10.4  .     Il
  parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione.

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e  relatore   di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                         (Non é  approvato)

    PRESIDENTE    Gli  emendamenti 10.6  e  10.12  sono  ritirati.
  Pongo in votazione l'emendamento  10.5. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Contrario

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                         (Non é  approvato)

    PRESIDENTE    Pongo  in  votazione  l'emendamento   10.11.  Il
  parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario  si
  alzi.

                           (E'  approvato)

    PRESIDENTE   Gli  emendamenti AG145  e  AG146  sono  ritirati.
  Pongo   in  votazione l'articolo 10 nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE     Si    passa   all'esame    dell'articolo    13,
  precedentemente accantonato. Comunico che sono stati   presentati
  i seguenti emendamenti:

   dagli onorevoli Miccichè ed altri: 13.1.
   dagli onorevoli Ortisi e Spampinato: 4.6
   dal Governo: 13.2

   Pongo,  congiuntamente,   in votazione gli  emendamenti  13.1  e
  4.6. Il parere del Governo?

   CINTOLA, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario

   Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                        (Non sono  approvati)

   Pongo in votazione l'emendamento 13.2 del Governo.    Il parere
                         della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

    PRESIDENTE  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 13, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si    passa    all'esame   dell'articolo   15,   precedentemente
  accantonato.  Comunico  che  sono  stati  presentati  i  seguenti
  emendamenti:

   dagli onorevoli Miccichè ed altri: 15.1.
   dagli onorevole Speziale e Capodicasa: 15.3, 15.6,
   dagli onorevoli Ortisi e Spampinato: 4.6.
   dall'onorevole Giannopolo: 15.5;
   dall'onorevole Incardona: 15.2;
   dagli onorevoli Papania e Fratello: AG 81;
   dall'onorevole ardizzone: AG 64;

   Pongo in votazione l'emendamento 15.1.

   Il parere del Governo?

   CINTOLA, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario

   Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

   Pongo congiuntamente  in votazione gli emendamenti  15.3, 4.6  e
  15.5.

   Il parere del Governo?

   CINTOLA, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario

     PRESIDENTE. Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole  si
  alzi.

                        (Non sono approvati)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 15.7 del Governo. Il  parere
  della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

  Si passa all'emendamento 15.2 a firma dell'onorevole Incardona.

   INCARDONA  Chiedo di parlare per dichiarazioni di voto.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    INCARDONA     Signor    Presidente,     onorevoli     colleghi,
  l'emendamento 15.2 trae fondamento da una serie di  incontri  che
  la  Commissione  regionale antimafia ha avuto  con  i  commissari
  prefettizi nominati nei comuni che sono stati sciolti per  mafia.
  In  questi  comuni  è  importante dare un messaggio  concreto  di
  vicinanza  delle  istituzioni, che hanno sofferto,  non  solo  la
  presenza  della  criminalità, tant'è vero che si  è  giunti  allo
  scioglimento  dei comuni, ma che poi attraverso il  provvedimento
  governativo  che  tende ad estirpare il marcio, al  tempo  stesso
  rappresenta  certamente  una  interruzione  della  normale   vita
  amministrativa.   Per  mostrare  una  sorta  di  vicinanza  delle
  istituzioni noi riteniamo che sia opportuno che la comunità nella
  sua  interezza si faccia carico, tenuto conto della particolarità
  della  situazione,  dei  problemi di  quelle  comunità  e  quindi
  intervenga in maniera decisa e determinata per dare un segnale di
  questa   vicinanza  del Governo regionale a quelle  comunità  che
  hanno  sofferto  già  questa grave situazione.  Ritengo  che  sia
  opportuno che il Parlamento approvi questo emendamento  dando  un
  segnale   concreto.  Qualcuno  potrebbe  dire:  «ma  si  vogliono
  premiare i comuni sciolti per mafia?»
   Ma  poiché  si   tratta di una vera e propria calamità,  che  ha
  impegnato tutta la Sicilia , in un grande sforzo che purtroppo la
  vede  fino  ad oggi perdente, , è chiaro che bisogna sì  premiare
  quelle  comunità che hanno comunque dato modo di evidenziare  che
  al  loro  seno c'era del marcio, ma dire che possiamo  in  questo
  modo  sollecitare i cittadini di quelle comunità  e  la  comunità
  intera  a denunziare, ove ci sono, le  infiltrazioni  in  maniera
  che si possa arrivare a rompere definitivamente il legame che c'è
  stato e che esiste ancora tra pubblica amministrazione e mafia.
   In  questo  modo  si  darebbe un segnale concreto  non  solo  di
  vicinanza  ma  di  vera lotta alla criminalità e  soprattutto  si
  darebbe  la  possibilità  ai  cittadini  di  potere,  finalmente,
  ritenere  e  pensare che evidenziare determinate  situazioni  può
  portare  in  seguito  a  risultati concreti.  Per  noi,  infatti,
  l'obiettivo  è  quello di sconfiggere la mafia, di cacciarla  via
  dalla  pubblica amministrazione e non certo quello di pensare  se
  stiamo facendo delle differenze. Per noi, denunciare conviene.
   Questo  deve essere il motto in generale che i cittadini  devono
  adottare.
   Questo  deve essere il messaggio che la comunità siciliana  deve
  recepire.
   Ecco  perchè  ritengo  che sia importante  votare  a  favore  di
  questo emendamento.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE    Signor   Presidente,   prima   di   votare   questo
  emendamento,   vorrei  sottolineare  che  lo  stesso  emendamento
  riguarda  un tema serio, e cioè riguarda la vita di molti  comuni
  siciliani.  In seguito ad una legge che non condivido  (la  legge
  16)  molti comuni sono stati sciolti ai sensi di questa legge che
  permette, attraverso le medie indiziali, di sciogliere per  mafia
  i consigli comunali.
  Dopo  lo  scioglimento  per  mafia dei  consigli  comunali  viene
  nominata  una commissione straordinaria prefettizia senza  poteri
  straordinari  che viene vissuta di norma come un corpo  estraneo.
  L'impianto burocratico del comune rimane invariato; in base  alla
  Bassanini  i  burocrati  hanno adesso poteri  straordinari  e  si
  determina  una  rottura spesso e volentieri  tra  le  popolazioni
  amministrate e la commissione straordinaria.
  Paradossalmente  potremmo  dire che  la  sospensione  della  vita
  democratica  in quei comuni dovrebbe permettere e assicurare  una
  maggiore   presenza  dello  Stato,   invece  succede   tutto   il
  contrario.
  La  sospensione  della democrazia fa scattare  un  meccanismo  di
  diffidenza   nei   confronti  dei  commissari  straordinari,   di
  estraneità e anche di debolezza del tessuto democratico.
  Se  lo spirito dell'emendamento del collega Incardona, presidente
  della  commissione,  è  quello  di  determinare  una  possibilità
  aggiuntiva  da dare ai commissari straordinari che  non  hanno  i
  poteri  straordinari  per permettere che in  quelle  comunità  si
  ripristini  un  rapporto democratico attraverso una riconquistata
  fiducia  tra  le istituzioni periferiche, gli enti  locali  e  le
  popolazioni  amministrate, l'emendamento può  essere  scritto  in
  modo  generico ma affronta un tema reale e, secondo me,  un  tema
  serio  ed  io potrei chiedere al collega Incardona di  rivederlo.
  Faccio alcuni esempi: in alcuni comuni sciolti per mafia,  i  cui
  organici  come anche quelli  dei vigili urbani sono assolutamente
  carenti,  la  prima  cosa  che bisogna garantire  è  un  presidio
  territoriale.  E  allora  si tratta di vedere  in  che  modo  noi
  possiamo, con una legislazione straordinaria, consentire  a  quei
  comuni di procedere a completare le loro piante organiche.
  Sono  questioni  serie  che attengono al  rapporto  delicato  del
  funzionamento democratico e del rapporto di fiducia che  ci  deve
  essere    tra    popolazioni   amministrate   e   le   rispettive
  amministrazioni.
  L'ho  detto inizialmente e premetto che personalmente non ho  mai
  condiviso lo scioglimento per mafia dei consigli comunali laddove
  vengono   individuate   solo   delle  responsabilità  individuali
  all'interno   dei  consigli  comunali.  In  quel   caso   vengono
  individuati,  colpiti, processati e condannati. Non  è  possibile
  che  la  presenza inquinante in consiglio comunale di una  o  due
  persone getti un'ombra negativa sull'intero consiglio comunale  e
  qualche volta addirittura sull'intera comunità.
  Tuttavia, non essendo normativa regionale, ma normativa nazionale
  ciò  e  ancor più accentuato. Tale sistema poteva avere un  senso
  quando  i  sindaci  e la giunta venivano eletti direttamente  dai
  consigli  comunali, oggi questo ha minore senso,  perché  oggi  i
  sindaci vengono eletti direttamente dal popolo e quindi anche  le
  presenze  in consiglio comunale di gente che ha rapporti  con  la
  malavita  organizzata,  a  mio  avviso,  una  volta  individuate,
  debbono essere soltanto colpite. Ma noi non abbiamo competenza in
  questa  materia, la competenza è dello Stato, però questo   é  un
  fenomeno  che  sta investendo diversi comuni e diverse  comunità.
  Nella  mia provincia c'é un comune, importantissimo, che  per  la
  seconda  volta é stato sciolto per mafia, è il comune di Niscemi,
  che  é  un comune che conta 30 mila abitanti. Ed é stato  sciolto
  per  mafia  anche un altro importante comune della  provincia  di
  Agrigento,  Canicattì;  non so quanti  altri  comuni  sono  stati
  sciolti  per  mafia.  Se  vogliamo evitare  che  si  produca  una
  ulteriore   frattura  tra  le  popolazioni  amministrate   e   le
  commissioni  straordinarie  dobbiamo  porci  tale  problema,   in
  particolare  lo dico all'assessore agli Enti Locali approfittando
  della sua presenza.
   Lo spirito dell'emendamento dell'onorevole Incardona da me viene
  condiviso,  se i 15 milioni di euro da prendere come quota  della
  provvista destinata ai comuni della Sicilia può essere  usata  in
  parte  per  i  comuni  sciolti per mafia per finalità  che  vanno
  stabilite - che non sono definite dall'emendamento ma che secondo
  me  andrebbero  definite con priorità -, io penso  che  la  prima
  priorità  dovrebbe  essere dare la copertura  per  completare  le
  piante  organiche comunali, intervenire lì dove  non  ci  sono  i
  vigili  urbani.  A mio parere, l'Aula dovrebbe  approvarlo,  così
  come  pure  il  Governo; diversamente, il Governo  si  impegni  a
  venire  in  Aula  in tempi ragionevoli con un  disegno  di  legge
  organico che affronti tutta la questione.

   CUFFARO  presidente della Regione.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CUFFARO  presidente della Regione.  Il presidente Incardona  e
  l'onorevole Speziale hanno introdotto un tema credo importante  e
  io  credo  Presidente che su questo tema il Parlamento   dovrebbe
  aprire  un dibattito. Il tema dei comuni sciolti per mafia  é  un
  tema  che  io  credo  necessiti  di  un  ragionamento  e  di  una
  riflessione  più  complessiva. Sono  personalmente  convinto  che
  comunque  la  gestione  democratica di un  comune  é  sempre  una
  gestione  salvaguardata, fermo restando che  la  filosofia  della
  legge  certamente non è nostra ma  dello Stato, ma va rispettata.
  Peraltro,  credo  che  questo  Parlamento  possa  intestarsi   un
  dibattito  e  una  riflessione, tenendo conto che,  certamente  i
  comuni  devono essere sciolti, e certamente non vogliamo  entrare
  nel  merito,   però  è   difficile da  spiegare  e  difficile  da
  comprendere   perchè  bisogna aspettare diciotto  o  ventiquattro
  mesi per ridare una gestione e una partecipazione democratica  ad
  un comune, specie quando i comuni sono anche importanti dal punto
  di  vista del numero degli abitanti oltre che dal punto di  vista
  della valenza dell'autonomia locale. Quindi é giusto, e condivido
  le  riflessioni  dell'onorevole Speziale e anche  del  Presidente
  Incardona,   ma  credo  altresì  che  sia  opportuno   che   tale
  emendamento sia ritirato non perché non  ne condivida il  merito,
  ma  perché  credo che su questo tema  debba aprirsi un  dibattito
  d'Aula  e,  se  necessario, il Governo presenterà un  disegno  di
  legge   più  organico  che  guardi  a  questi  comuni  che  vanno
  salvaguardati  e difesi. Che questo Parlamento si pronunzi  anche
  su  che  cosa   complessivamente  noi  dobbiamo  chiedere  perché
  possano   tornare  prima   del  tempo  previsto  dalla   gestione
  democratica; per esempio, possiamo intervenire in modo mirato  su
  alcune  tematiche  del  comune, ma  non  possiamo  immaginare  di
  utilizzare  alcune risorse, tra l'altro sottraendole  agli  altri
  comuni,  senza  sapere  su  che  cosa  concretamente  andiamo  ad
  incidere.  Mi  convince, per esempio, il  problema  della  pianta
  organica  dei  Vigili Urbani, ma ci sono  tante  altre  cose  che
  possono essere fatte più ragionevolmente.
   Pertanto,   chiedo  al Presidente Incardona  ,  pur  apprezzando
  l'emendamento dallo steso presentato, di ritirarlo per le ragioni
  esposte. Il Governo, dalla sua parte, si impegna a presentare  un
  disegno  di legge più organico dopo - e lo ripeto - un  dibattito
  che  credo  questo Parlamento abbia il diritto ed  il  dovere  di
  fare,  nonché   una  riflessione sul tema dello scioglimento  dei
  comuni per mafia che ritengo importante.

    INCARDONA  Onorevole Presidente, ritiro l'emendamento.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in  votazione l'emendamento 15.6. Chi è  contrario  resti
  seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

   Pongo  in votazione l'emendamento AG 81. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'emendamento AG 64. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 15, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'articolo 16, in precedenza accantonato.  Comunico
  che allo stesso sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -dagli onorevoli Miccichè ed altri: emendamento 16.1;

   -dagli onorevoli Giannopolo e Speziale: emendamento 16.2.

   Pongo  in  votazione l'emendamento 16.1. Chi è  contrario  resti
  seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 16.2. Chi è  contrario  resti
  seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo  16.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 17, in precedenza accantonato.
   Comunico  che  allo  stesso  sono stati  presentati  i  seguenti
  emendamenti:

   -dagli onorevoli Miccichè ed altri: emendamento 17.1;

   -  dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: emendamento 17.2 e  AG
  214.

   Pongo  congiuntamente in votazione gli emendamenti 17.1 e  17.2,
  di  identico  contenuto.  Chi è contrario  resti  seduto;  chi  è
  favorevole si alzi.

                        (Non sono approvati)

   Pongo  in votazione l'emendamento AG 214. Chi è contrario  resti
  seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 17, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Comunico che l'articolo 22 è accantonato.

            Comunicazione relativa a Gruppo parlamentare

    PRESIDENTE   Comunico  che  gli  onorevoli  Rotella  e  Nicotra
  avvertono,  con  una  nota all'Ufficio di  Presidenza,  di  voler
  riconfermare la loro volontà di costituire il Gruppo parlamentare
  di Nuova Sicilia.
   L'Assemblea ne prende atto.

  Riprende la discussione congiunta dei disegni di legge n. 923/A e
                              n. 924/A

    PRESIDENTE   Su  richiesta del Governo, si  passa  all'articolo
  23. Ne do lettura:

                            «Articolo 23.
    Locazione finanziaria per i beni immobili di utilità pubblica

   1.  Per  l'acquisizione, l'adeguamento  e  la  realizzazione  di
  edifici,   impianti,  infrastrutture  e  ogni   altro   tipo   di
  costruzione o bene immobile di utilità pubblica, ivi  inclusa  la
  manutenzione, le amministrazioni di cui all'articolo 2, comma  2,
  lettere  a) e b) della legge 11 febbraio 1994, n. 109, nel  testo
  coordinato  con  la  legge  regionale  2  agosto  2002,  n.  7  e
  successive  modifiche  ed integrazioni,  possono  ricorrere  alla
  locazione  finanziaria come definita dall'articolo 17,  comma  2,
  della legge 2 maggio 1976, n. 183.
   2.  L'Amministrazione  di cui al comma 1 seleziona  il  locatore
  mediante ricorso a procedure ad evidenza pubblica ai sensi  della
  legge  regionale  7 agosto 2002, n. 7 e successive  modifiche  ed
  integrazioni.
   3.  L'importo  del  canone periodico e del  prezzo  di  riscatto
  costituiscono    elementi   dell'offerta   che   sono    valutati
  dall'Amministrazione per l'aggiudicazione.
   4.  Nel  caso in cui oggetto della locazione finanziaria sia  la
  realizzazione di un immobile di cui al comma 1, a ciò provvede il
  locatore  a  propria  cura e spese, sulla  base  di  un  progetto
  definitivo  o esecutivo redatto dall'Amministrazione, secondo  le
  modalità di cui all'articolo 17 della legge 11 febbraio 1994,  n.
  109,  nel testo coordinato con la legge regionale 2 agosto  2002,
  n. 7 e successive modifiche ed integrazioni.
   5. Il locatore affida l'esecuzione dell'opera di cui al comma  4
  ad  una o più imprese in possesso dei requisiti di qualificazione
  di  cui all'articolo 8 della legge 11 febbraio 1994, n. 109,  nel
  testo  coordinato con la legge regionale 2 agosto 2002,  n.  7  e
  successive modifiche ed integrazioni.
   6.   L'Amministrazione,  ferme  restando   le   competenze   del
  direttore  dei lavori, nomina uno o più tecnici con il potere  di
  accedere  al  cantiere senza limitazioni e  senza  preavviso,  di
  verificare  la regolare e tempestiva esecuzione delle  opere,  di
  procedere  alla verifica in corso d'opera, nonché di  partecipare
  all'accertamento definitivo delle opere. Al compimento dell'opera
  l'Amministrazione, prima di riceverla in consegna ha  diritto  di
  accertare che la stessa sia stata eseguita in conformità a quanto
  previsto dal comma 4.
   7.  Con  regolamento emanato dal Presidente  della  Regione,  su
  proposta dell'Assessore regionale per i lavori pubblici, entro 90
  giorni  dall'entrata in vigore della presente legge, sono dettate
  le disposizioni di attuazione del presente articolo.»

   Comunico  che  allo  stesso  sono stati  presentati  i  seguenti
  emendamenti:

   -dagli onorevoli Miccichè ed altri: emendamento 23.1;

   -  dagli  onorevoli  Speziale  e Capodicasa:  emendamenti  23.2,
   23.3,  23.4,  23.5,  23.6,  23.7,  23.8 e 23.9.

   Pongo  in  votazione l'emendamento 23.1. Chi è  contrario  resti
  seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 23.2. Chi è  contrario  resti
  seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 23.3. Chi è  contrario  resti
  seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 23.4. Chi è  contrario  resti
  seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 23.5. Chi è  contrario  resti
  seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 23.6. Chi è  contrario  resti
  seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 23.7. Chi è  contrario  resti
  seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 23.8. Chi è  contrario  resti
  seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 23.9. Chi è  contrario  resti
  seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 23, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Onorevoli  colleghi, per consentire al Governo di presentare  il
  maxi  emendamento, sospendiamo i lavori d'Aula, inoltre  c'è  una
  richiesta  sempre  del Governo di trattare gli articoli  che  non
  presentano emendamenti.
   Poiché   la   Presidenza  intende  avvalersi  del   parere   dei
  Presidenti  dei gruppi parlamentari rispetto a questa  richiesta,
  la seduta è sospesa per cinque minuti.

   (La seduta, sospesa  alle ore 20.05, è ripresa alle ore 20.10)

   La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  l'Assemblea  terrà   seduta
  giovedì  16  dicembre 2004 alle ore 11.00 con il seguente  ordine
  del giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto

   Presidenza del vicepresidente Fleres


   I - Comunicazioni.

   II - Discussione  dei disegni di legge:

     1)   Bilancio  di  previsione  della  Regione  siciliana   per
   l'anno  finanziario  2005 e bilancio pluriennale per il triennio
   2005-2007.  (n. 923/A) (Seguito)

     2)   Disposizioni  programmatiche  e  finanziarie  per  l'anno
   2005.  (n. 924/A) (Seguito)

                  La seduta è tolta alle ore  23.10

        Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 01.20

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                      Dott. Giovanni Tomasello

                    ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
                          XIII LEGISLATURA

                 SEDUTA N. 252 DEL 15 DICEMBRE 2004

                              ALLEGATO:

            EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA

    DISEGNO  DI  LEGGE N. 924/A  DISPOSIZIONI PROGRAMMATICHE  E
    FINANZIARIE  PER  L'ANNO  2005

    -All'articolo 40:

   Emendamento 40.3:

  Al  comma  1  sopprimere le parole   all'albo  degli  ispettori
  contabili o, comunque

    -All'articolo 49:

   Emendamento 49.4:

  Al  comma 2 sopprimere le parole da  e dall'articolo 32  a   ed
  integrazioni   e  sostituire le parole  i  confidi  di  imprese
  industriali   con le parole  le singole imprese  dei  confidi ;
  sostituire  le parole   per i confidi di imprese agricole   con
  le parole   dei confidi agricoli .

    -All'articolo 55:

   Emendamento 55.5:

  Al comma 4 sostituire le parole  almeno 50' con   200'

   Emendamento 55.2:

  Aggiungere il seguente comma:

   4  bis.  Le previsioni di cui ai precedenti commi si estendono
  anche  ai  soggetti  beneficiari degli  accreditamenti  per  il
  servizio  sanitario regionale di cui al decreto  dell'Assessore
  regionale per la sanità  17  giugno 2002,  n. 890.'

    -All'articolo 56:

   Emendamento AG249:

  Aggiungere il seguente comma:

   2.  Le  cooperative  edilizie  assegnatarie  di  finanziamenti
  agevolati  possono usufruire di tali agevolazioni entro  il  31
  dicembre 2006 .

    -All'articolo 3:

   Emendamento 3.12:

  Al comma 2 il primo capoverso è così sostituito:

   A  decorrere  dall'1 gennaio 2005 gli importi  afferenti  alle
  tasse  sulle concessioni governative regionali applicate  sugli
  atti  e  provvedimenti di competenza della  Regione,  ai  sensi
  dell'articolo 6 della legge regionale 24 agosto 1993, n.  24  e
  successive  modifiche ed integrazioni, sono incrementati  nelle
  seguenti misure:

  Il comma 3 è soppresso.

    -All'articolo 4:

   Emendamento  4.8:

  Al comma 2 aggiungere le parole  previo parere della competente
  Commissione legislativa dell'Assemblea regionale siciliana

    -All'articolo 5:

   Emendamento  5.11:

  Al  comma  2, lettera a) le parole   13.000 migliaia  di  euro
  sono sostituite con le parole  3.000 migliaia di euro .

    -All'articolo 6:

   Emendamento 6.30:

  Al  comma  4  dopo le parole  demanio marittimo  aggiungere  le
  parole     composta   da   sette   componenti   di   comprovata
  professionalità   ed   in  possesso  di   competenze   tecnico-
  giuridiche,  nominati  dal Presidente della  Regione,  uno  dei
  quali con funzioni di coordinatore .

  Al  comma  7  dopo  la parola  compenso' aggiungere  la  parola
   onnicomprensivo'.

  Aggiungere il seguente comma:

   21.  In  relazione  all'accertamento  delle  entrate  connesse
  all'attuazione  del  presente  articolo  per  il  quale   viene
  disposto,  nel bilancio di previsione della Regione per  l'anno
  finanziario 2005, lo specifico accantonamento negativo previsto
  dalla  Tabella  A  allegata  alla presente  legge,  l'Assessore
  regionale  per  il  bilancio  e le  finanze  è  autorizzato  ad
  iscrivere,  con  proprio  provvedimento, le relative  somme  ai
  pertinenti    capitoli   del   corrispondente    accantonamento
  positivo.'

   Emendamento 6.31:

  Aggiungere il seguente comma:

   2  bis. La riscossione agevolata di cui al comma 2, lettera b)
  concerne  anche i crediti regionali derivanti dalle concessioni
  di  acque termali appartenenti al demanio o al patrimonio della
  Regione siciliana.

  L'importo  da pagare di cui al comma 3 è pari al 50  per  cento
  dei  canoni  di  concessione  delle  ultime  cinque  annualità,
  determinati  secondo  la  legge che li disciplina,  oggetto  di
  invito  ad  adempiere o di avviso di accertamento  regolarmente
  notificato  o  da notificare successivamente alla presentazione
  dell'istanza di regolarizzazione di cui al comma 13.

   Emendamento 6.29:

  Al  comma 10 sostituire le parole  previo parere dell'Assessore
  per  il  bilancio   con  le parole  su proposta  dell'Assessore
  regionale  per il bilancio e le finanze e previo  parere  della
  competente  Commissione  legislativa  dell'Assemblea  regionale
  siciliana

   Emendamento 6.21:

  Al comma 20 sostituire le parole   della presente legge  con le
  parole   del presente articolo

    -All'articolo 7:

  -Emendamento  7.1:
  Alla lettera d) del comma 1 ridurre la cifra da euro 5 a euro 2
  e  aggiungere:  da corrispondere al rilascio, ... Se  entro  30
  giorni

    -All'articolo 9:

   Emendamento  9.12:

  Al comma 3 aggiungere il seguente periodo:

   Sono fatte salve le destinazioni già autorizzate da precedenti
  disposizioni legislative

    -All'articolo 10:

   Emendamento 10.7:

  Al comma 1 sopprimere le parole  e dall'articolo 17 della legge
  regionale 16 aprile 2003, n. 4 .

   Emendamento 10.11:

  Al comma 4 aggiungere  le seguenti parole:

      mentre  la  mancata  predisposizione  o  la  mancata  piena
  realizzazione  del  programma di cui al comma  1  entro  il  31
  dicembre  2006  determina il non accesso  ad  alcuna  forma  di
  premialità nella ripartizione delle risorse

    -All'articolo 13:

   Emendamento 13.2:

  Dopo la parola   utilizzo  aggiungere la parola   economico .

    -All'articolo 15:

   Emendamento 15.7:

  Al  comma 3 il periodo da   per le spese' fino a   da definire'
  è sostituito dal seguente:  per le finalità di cui all'articolo
  15  della legge regionale 26 novembre 2000, n. 24, per le spese
  relative al completamento del progetto.'

   Emendamento AG81:

  Aggiungere il seguente comma:

    .  La variazione consistente del numero di abitanti di comuni
  e   province   causata  dalla  presenza  di  flussi   turistici
  costituisce   indicatore  principale   da   considerare   nella
  ripartizione delle risorse da effettuare ai sensi dell'articolo
  76, comma 2, della legge regionale 26 marzo 2002,  n. 2.

   Emendamento AG64:

  Aggiungere il seguente comma:

    .  A  decorrere dall'esercizio finanziario 2005,  nell'ambito
  delle  attribuzioni annuali da effettuarsi in favore dei comuni
  per  lo svolgimento delle funzioni amministrative conferite  in
  base  alla  legislazione  vigente a  titolo  di  sostegno  allo
  sviluppo, è assicurato in favore dei comuni inferiori  a  5.000
  abitanti  di  cui  alla  legge 27 dicembre  1977,  n.  984,  un
  trasferimento  pari alle somme assegnate per lo  stesso  titolo
  nell'anno  precedente  maggiorate  del  tasso  programmato   di
  inflazione. I comuni interessati sono autorizzati ad  iscrivere
  i relativi importi nel corrispondente bilancio di previsione.