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Resoconto d'Aula della Seduta n. 253 di giovedì 16 dicembre 2004
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   Presidenza del presidente Lo Porto

   Presidenza del vicepresidente Fleres


    FERRO   segretario f.f., dà lettura del processo verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo osservazioni,  si  intende
  approvato.

    Comunicazione relativa ad invio di atto da parte della Corte
                          d'Appello di Roma

    PRESIDENTE   Comunico  che  la  Corte  d'appello  di  Roma   ha
  trasmesso copia dell'atto di intervento ad adiuvandum nel ricorso
  n.  104/04 G.U. n. 46 del 24 novembre 2004 del Commissario  dello
  Stato   per   la   Regione  siciliana  da  parte  del   CODACONS-
  Coordinamento delle Associazioni e dei Comitati per la tutela dei
  consumatori e dell'ambiente per la dichiarazione di illegittimità
  costituzionale degli articoli 25, 27, 28, 32 e 33 del  disegno di
  legge  della  Regione  siciliana n. 917 approvato  dall'Assemblea
  regionale il 21-22 ottobre 2004.

                              Missione

    PRESIDENTE   Comunico che è in missione  per  ragioni  del  suo
  ufficio l'onorevole Zangara dal 16 al 17 dicembre 2004.

   L'Assemblea ne prende atto.

                     Annunzio di interrogazioni

    PRESIDENTE   Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta scritta:

   N.  1994  -  Notizie sul mancato inserimento della provincia  di
  Enna nel CO.MO.RE.V. 1 della Sicilia orientale.
   - Presidente Regione
   - Assessore Presidenza
   Firmatario: Tumino Carmelo

   N.   1995   -  Notizie  a  proposito  del  realizzando  passante
  ferroviario della città di Palermo.
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo
   - Assessore Cooperazione
   - Assessore Territorio
   Firmatario: Costa David Salvatore

   Le  interrogazioni  ora annunziate sono  state  già  inviate  al
  Governo.

   Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.

   Saluto agli studenti dell'Istituto Tecnico Commerciale  Pio La
                          Torre  di Palermo

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  porgo   il   saluto   della
  Presidenza dell'Assemblea regionale siciliana agli studenti, agli
  insegnanti  e al personale dell'Istituto Tecnico Commerciale  Pio
  La  Torre di Palermo che questa mattina assistono a una parte dei
  lavori d'Aula.
   Mi  auguro che queste visite, che si ripetono frequentemente  al
  Palazzo  dei  Normanni, inteso come monumento e come istituzione,
  rafforzino  i  legami  tra il più antico  Parlamento  del  mondo,
  l'Assemblea  Regionale  Siciliana,   e  la  società   civile   ma
  soprattutto il mondo della scuola e degli studenti, nei confronti
  dei  quali  il  Parlamento  siciliano  ha  investito   e  investe
  iniziative  e  risorse  significative  proprio  per  rendere  più
  semplice   la   comprensione   e  la   conoscenza   dell'attività
  parlamentare della storia del Parlamento.

   Seguito  della  discussione  congiunta  dei  disegni  di   legge
  «Bilancio  di  previsione  della  Regione  siciliana  per  l'anno
  finanziario  2005  e bilancio pluriennale per il  triennio  2005-
  2007»  (923/A)  e «Disposizioni programmatiche e finanziarie  per
  l'anno 2005» (924/A)

    PRESIDENTE  Si passa al punto secondo dell'ordine  del  giorno:
  Seguito   della  discussione  congiunta  dei  disegni  di   legge
  «Bilancio  di  previsione  della  Regione  siciliana  per  l'anno
  finanziario  2005  e bilancio pluriennale per il  triennio  2005-
  2007» (n. 923/A) e «Disposizioni programmatiche e finanziarie per
  l'anno   2005»  (n.  924/A).  Invito  i  componenti  la   seconda
  Commissione a prendere posto al banco delle Commissioni.
   Ricordo  che  nella  precedente seduta n. 252  del  15  dicembre
  2004,  è  proseguito  l'esame del disegno di  legge  finanziaria.
  Preciso  che restano accantonati i seguenti articoli del  disegno
  di  legge n. 924/A: 8, 22, da 24 a 38, 42, 43, 45, 50, 51,  53  e
  57.
   Onorevoli  colleghi, se non sorgono osservazioni   l'ordine  dei
  lavori  potrebbe essere il seguente: il Presidente della  Regione
  ha  già  trasmesso, attraverso i suoi uffici, il  maxiemendamento
  che aveva già preannunziato ieri sera. Tuttavia, prima dell'esame
  dello stesso la Presidenza ritiene opportuno che si prosegua  con
  l'esame  dell'articolato, soprattutto con gli articoli   che  non
  prevedono particolari difficoltà, per poi sospendere intorno alle
  ore  13.00  e  riprendere  i  lavori   alle  ore  17.30  così  da
  consentire   un   maggiore  approfondimento  del  contenuto   del
  maxiemendamento.


   Presidenza del presidente Lo Porto

   Presidenza del vicepresidente Fleres


                       Sull'ordine dei lavori

    MICCICHE'  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'   Signor  Presidente onorevoli  colleghi,  ho  appena
  sentito come la Presidenza intende procedere. In linea di massima
  non  ho  nulla  in  contrario nel proseguire  con  l'esame  degli
  articoli che non presentano particolari difficoltà. Non mi  trovo
  d'accordo,  però,  circa la procedura che si intende seguire  per
  quanto  riguarda  il maxiemendamento.  Chiedo, a  tal  proposito,
  così  come  previsto  dagli articoli 112 e  113  del  Regolamento
  interno, un  tempo congruo per consentire ai singoli deputati  di
  presentare  i relativi emendamenti.
   Signor  Presidente, lei fa spesso riferimento  al  rispetto  del
  Regolamento, ma lei per primo deve attenersi a quanto  prescritto
  nel   Regolamento,   senza colpi di mano, senza furbizie,  perché
  noi  vigileremo  sul rispetto delle procedure  regolamentari.  La
  legge  è uguale per tutti, sia per i componenti della maggioranza
  che  dell'opposizione. Il suo compito è quello di fare rispettare
  il Regolamento a totale imparzialità della carica che ricopre.

    PRESIDENTE  Certamente, onorevole Miccichè, è questo  il  senso
  della proposta della Presidenza.

    FERRO  Chiedo di parlare sull'ordine dei  lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FERRO   Signor  Presidente,  sono  certo  che  lei,  in  quanto
  garante  dei  lavori  d'Aula,  consentirà  all'Aula  di  valutare
  esattamente la portata del maxiemendamento. Credo che  in  questo
  momento  sia  prematuro parlare di un'ora,  due  o  ventiquattro,
  fermo  restando l'applicazione del Regolamento; credo invece  che
  sia  opportuno conoscere prima l'entità dell'emendamento  di  cui
  parliamo perché è probabile che rispetto all'entità dello  stesso
  le  ore possono essere variabili sulla base della possibilità che
  devono  avere  tutti  i  deputati  di  votare  coscientemente   e
  consapevolmente il testo.
   Non   vorrei  che,  invece,  facendo  le  cose  di   fretta,   o
  immaginando  che qualcuno possa avere fretta, poi  alla  fine  si
  facessero i gattini ciechi.
   Quindi,  signor  Presidente, sarebbe opportuno, subito  dopo  la
  presentazione  del maxiemendamento, una rapida consultazione  dei
  Capigruppo  per stabilire il tempo necessario così da  consentire
  ai deputati di conoscere quello che votano.

    PRESIDENTE   Onorevole Ferro, la proposta della Presidenza  era
  una  proposta di equità, nel senso che, poiché il Regolamento non
  prevede termini espressi. Tuttavia, poiché non si può non  tenere
  conto  del  fatto  che il subemendamento - perché  di  questo  si
  tratta   -   che  il  Governo  ha  presentato  è  particolarmente
  consistente   e,   quindi,  necessita   di   un   approfondimento
  altrettanto   consistente   e  di  tempi   adeguati   per   poter
  eventualmente    predisporre   gli    ulteriori    subemendamenti
  modificativi, integrativi o soppressivi, la proposta  era  quella
  di  sospendere alle ore 13.00 e riprendere alle ore 17.30 o  alle
  18.00.  Questo  è  un  tempo,  anche  nella  media  rispetto   ai
  comportamenti precedenti, abbastanza congruo.
   Pertanto non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.


   Presidenza del presidente Lo Porto

   Presidenza del vicepresidente Fleres


   Riprende il seguito della discussione congiunta dei disegni di
  legge «Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
    finanziario 2005 e bilancio pluriennale per il triennio 2005-
   2007» (923/A) e «Disposizioni programmatiche e finanziarie per
                        l'anno 2005» (924/A)

    PRESIDENTE    Si   procede,  dunque,  con  il   seguito   della
  discussione congiunta dei disegni di legge n. 923/A e n. 924/A.
   Onorevoli  colleghi, la Presidenza ritiene che nel caso  in  cui
  ci   fossero   articoli   che   necessitano   di   un   ulteriore
  approfondimento si accantonano per procedere ti  con  quelli  che
  non  presentano particolari complessità, non tanto e non solo nel
  loro  contenuto,  quanto  anche nel comportamento  delle  diverse
  forze politiche.
   Si  riprende l'esame dell'articolo 28 in precedenza accantonato.
  Ne do lettura:

                            «Articolo 28
                         Alloggi parcheggio

   1.  Nelle  aree  della  Regione in cui  non  si  è  proceduto  a
  realizzare  interventi di recupero edilizio o  urbano,  ai  sensi
  dell'articolo 31, comma 1, della legge 5 agosto 1978,  n.  457  e
  dell'articolo 11, comma 5, del decreto legge 5 ottobre  1993,  n.
  398,  convertito con legge 4 dicembre 1993, n.  493,  né  vi  sia
  apposita   previsione   nei  programmi  triennali   delle   opere
  pubbliche,  è  consentita la variazione della destinazione  d'uso
  degli  alloggi-parcheggio, di cui al  decreto  del  Ministro  dei
  lavori  pubblici 1 dicembre 1994 (GURI 13 dicembre 1994, n.  290)
  in   alloggi  popolari  ai  sensi  dell'articolo  1  della  legge
  regionale  9  agosto 2002, n. 11, con possibilità di riscatto  da
  parte degli assegnatari.»

   Comunico  che  è  stato presentato dagli onorevoli  Miccichè  ed
  altri l'emendamento 28.1 interamente soppressivo dell'articolo.
   Pongo   in  votazione  il  mantenimento  dell'articolo.  Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    MICCICHE'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'   Signor Presidente, l'articolo 28 parla di   alloggi
  parcheggio' e fa riferimento alla legge

    PRESIDENTE   Onorevole Miccichè, l'articolo 28 è  stato  appena
  votato.

    MICCICHE'  Ho chiesto di parlare...

    PRESIDENTE  Sì, ma dopo la votazione.

    MICCICHE'   Signor Presidente, lei deve avere  lo  sguardo  non
  sulle  carte, ma verso l'Aula ed avere la capacità di individuare
  subito chi alza la mano. Non posso urlare  Mi dica lei cosa debbo
  fare

    PRESIDENTE   Ha  ragione;  tuttavia,  la  Presidenza  non   può
  contemporaneamente intercettare l'onorevole Lo  Curto  che  parla
  con  il  Governo e non gli consente di state attento; il  Governo
  stesso,  la  Commissione,  l'Aula e  gli  Uffici.  Può  succedere
  qualche disguido. Pur tuttavia, le ribadisco che siamo l'articolo
  28 è stato già votato.

    MICCICHE'   Signor  Presidente, io intendo intervenire  proprio
  sull'articolo 28 perché tratta di una materia che mi sta molto  a
  cuore, quella degli alloggi popolari.

    PRESIDENTE   Onorevole  Miccichè,  non  le  sto  togliendo   la
  parola, è padronissimo di parlare, ma deve sapere che è stato già
  votato. Pur tuttavia, svolga il suo intervento.

    MICCICHE'  Probabilmente la mia è una testimonianza  in  quanto
  pare che già si sia consumato un sistema di votazione che - a mio
  avviso  - potrebbe anche essere messo in discussione;  ma  poiché
  sono da solo non riesco ad avere ragione anche in questo senso.
   L'articolo  recita:  E' consentita la variazione di destinazione
  d'uso  degli  alloggi  parcheggio'.  Sapete,  signor  Presidente,
  onorevoli  colleghi,  che  significa questo?  Significa  che  gli
  alloggi che non sono stati venduti ai sensi della norma vigente o
  trasferiti in proprietà agli aventi diritto per qualsiasi ragione
  possono  essere variati come destinazione d'uso. Il che significa
  che  questi alloggi non potranno avere una destinazione d'uso per
  come  sono  stati  costruiti. Non saranno parcheggio  ma  saranno
  altre   cose:  possono  essere  attività  commerciali,   attività
  artigianali.

    PRESIDENTE   No, onorevole Miccichè, per legge  possono  essere
  utilizzati  esclusivamente come edilizia  residenziale  pubblica,
  non  come  parcheggio ma come alloggi a destinazione  definitiva.
  Questo  per rasserenarla nel suo intervento. Perché nel  caso  in
  cui fosse come lei dice avrebbe ragione lei, sarebbe molto grave.
  Ma non è questo il senso della legge.

    MICCICHE'   Il  senso è questo perché  l'articolo  recita   con
  possibilità  di  riscatto  da  parte degli  assegnatari ,  quindi
  possono variare la destinazione d'uso.

    PRESIDENTE  No, onorevole Miccihè, gli assegnatari  di  alloggi
  popolari  sono cittadini che utilizzano l'alloggio medesimo  come
  abitazione, come abitazione di tipo economico e popolare  per  la
  quale  hanno  avuto  un'assegnazione sulla  base  di  un'apposita
  graduatoria.
   Il  problema  è che non sono più alloggi parcheggio,  quindi  ad
  assegnazione transitoria limitatamente all'emergenza che  si  può
  essere  determinata, ma alloggi ad assegnazione definitiva  sulla
  base delle relative graduatorie, etc.
   Quindi,  se  la  sua  osservazione  è  questa,  non  c'è  questo
  pericolo.

    MICCICHE'  Intendo fare un'altra osservazione. Se si tratta  di
  alloggi  di  proprietà dello Stato noi non possiamo  interferire.
  Possiamo interferire negli alloggi-parcheggio di proprietà  della
  Regione.

    PRESIDENTE  Ovviamente, onorevole Miccichè.

    MICCICHE'   Quelli  di  cui all'articolo  28  sono  alloggi  di
  proprietà dello Stato. La legge n. 457 è ancora in vigore.

    PRESIDENTE    Sì,  ma  è  quella  dalla  quale  scaturisce   il
  finanziamento, non quella che stabilisce la gestione.

    ACIERNO  L'urbanistica è di competenza della Regione non  dello
  Stato

    MICCICHE'  Sono alloggi dello Stato...

    PRESIDENTE  Sì, ma la gestione non è dello Stato...

    MICCICHE'   Devo  rispondere  all'onorevole  Acierno  che   non
  conosce  la  differenza fra gli alloggi regionali e quelli  dello
  Stato che sono costruiti con i soldi dei cittadini che versano la
  ritenuta fiscale per l'accantonamento di questa aliquota. Quindi,
  attualmente   sono  di  proprietà  dello  Stato   e   ancora   il
  trasferimento   alla   Regione  non  c'è  stato.   Probabilmente,
  l'ufficio delle Entrate delle rispettive province siciliane  avrà
  qualche  difficoltà ad interpretare perché questa che noi  stiamo
  modificando è una norma regionale. Questo possiamo farlo per  gli
  alloggi  regionali,  non per gli alloggi costruiti  con  i  fondi
  dello Stato.

    PRESIDENTE     Ribadisco    le   assicurazioni    relativamente
  all'interpretazione di questo articolo. Non bisogna confondere la
  fonte di finanziamento attraverso la quale gli alloggi sono stati
  costruiti  con  gli strumenti attraverso cui i  medesimi  vengono
  gestiti.  La  gestione è attribuita esclusivamente agli  Istituti
  regionali e quindi, da questo punto di vista, abbiamo la  facoltà
  di potere intervenire in merito.
   Si  passa  all'articolo  29  in precedenza  accantonato.  Ne  do
  lettura:

                            «Articolo 29
              Personale della formazione professionale

   1.  Dopo il comma 2 ter dell'articolo 2 della legge regionale  1
  settembre 1993, n. 25 e successive modifiche ed integrazioni sono
  aggiunti i seguenti commi:
    2  quater.  Gli enti di formazione professionale  di  cui  alla
  legge  regionale  6 marzo 1976, n. 24 e successive  modifiche  ed
  integrazioni  devono entro 15 giorni dalla  data  di  entrata  in
  vigore  della presente legge consegnare al dipartimento regionale
  formazione  professionale  gli  elenchi  del  personale  che   ha
  maturato  i  requisiti  per  il  pensionamento  di  anzianità   o
  vecchiaia previsti dalla normativa vigente.
   2  quinquies. L'Assessore regionale per il lavoro, la previdenza
  sociale,   la   formazione  professionale  e  l'emigrazione,   in
  applicazione dell'articolo 17, comma 2 ter, della legge regionale
  26  novembre 2000, n. 24, entro 30 giorni dall'entrata in  vigore
  della presente legge è autorizzato a notificare agli enti gestori
  di  cui  alla  legge regionale 6 marzo 1976, n.  24,  l'ammontare
  della   somma   definanziata   per  l'effetto   dell'applicazione
  dell'articolo 17, comma 2 ter, della legge regionale 26  novembre
  2000, n. 24.'».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -dagli onorevoli Miccichè ed altri: emendamento 29.1;
  -dall'onorevole Savona: emendamento 29.2.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  mi  permetto
  di  intervenire cercando di avere una interlocuzione diretta  col
  Governo,  perché ho apprezzato questo articolo,  anche  quando  è
  stato  proposto, anche se non formulato come articolo.  L'attuale
  Assessore per il bilancio in Commissione  bilancio  più volte  ha
  sollevato, dando un carattere scandaloso alla vicenda,  il  fatto
  che negli enti di formazione professionale vi erano centinaia  di
  dipendenti  che pur avendo maturato i requisiti per poter  andare
  in  pensione venivano trattenuti in servizio e tutto questo aveva
  un riscontro a carico del bilancio della Regione.
   Apprezzo lo spirito col quale il Governo propone l'articolo  29,
  tuttavia  adesso è intervenuta una nuova normativa. La  normativa
  nazionale  - lo dico all'Assessore - prevede che i cittadini  che
  hanno maturato i requisiti di pensione possono a loro richiesta -
  così  come voi sapete - rimanere in servizio maturando un diritto
  aggiuntivo al trenta per cento in più che è a carico dell'INPS.
   Poichè la normativa che si applica è quella nazionale, io  penso
  che  l'articolo  così come formulato incorra in  una  lesione  di
  diritti  che sono garantiti dalla normativa nazionale e,  dunque,
  potrebbe   incorrere   anche   in   ragione   di   carattere   di
  incostituzionalità perché ci troveremmo di fronte ad una evidente
  condizione  di  disparità oggettiva nella  quale  noi  metteremmo
  questi lavoratori rispetto ad altri lavoratori.
   Chiedo,  pertanto,  al Governo di accantonare  l'articolo  e  di
  rivederlo  alla  luce delle considerazioni che  io  sto  facendo,
  perché  così  com'è formulato ritengo che incorra in elementi  di
  dubbia applicazione di costituzionalità.
   Ho  sollevato la questione - l'avevo già detto pour parler anche
  con  altri  colleghi - se questa legge, se questo articolo  fosse
  stato  fatto  prima dell'approvazione della normativa  nazionale,
  della  normativa  Berlusconi, sul pensionamento  potevamo  farlo;
  adesso - a mio avviso - contraddice il nuovo regime.
   Pertanto,  chiedo al Governo di fare un'attenta  valutazione  su
  questo articolo.

    PRESIDENTE   Onorevole Speziale, la Presidenza sicuramente  non
  desidera   inerpicarsi   in   una   interpretazione   di   natura
  costituzionale,   però  un precedente mi permetto  di  sottoporlo
  alla sua attenzione. La Regione ha tenuto lo stesso comportamento
  nei  confronti dei dirigenti e di altro personale proprio  che  è
  stato  collocato  in pensione allo scadere del  termine  previsto
  dalla legge, non permettendo

    SPEZIALE  Perchè non è pagato dall'INPS, ma dalla Regione.

    PRESIDENTE   Voglio  fornirle  un  altro  elemento,   onorevole
  Speziale, non sto intervenendo né a favore né contro, poi  ognuno
  fa  le  valutazioni che ritiene non consentendo ai dipendenti  in
  questione di potere permanere in servizio.

    FERRO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FERRO    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   intervengo
  rapidissimamente   per   dire  che  condivido   le   cose   dette
  dall'onorevole Speziale. Qualcuno ha sollevato anche il  problema
  dei giorni scorsi, ma intervengo  in questo caso per aiutare, per
  invitare  ad  evitare  che  ci siano procedure  in  qualche  modo
  normative   che   poi   vanno  ad  incappare   in   problemi   di
  costituzionalità o in problemi di interventi da parte  di  organi
  terzi - come spesso è accaduto che quest'Aula ha dovuto subire -.
  L'esempio  che  faceva il Presidente dell'Assemblea  si  riferiva
  alla  figura  dei  dirigenti regionali che sono  a  carico  delle
  risorse della Regione siciliana, qui parliamo di un provvedimento
  che  va  a  intaccare le risorse dell'INPS, rispetto ad un  legge
  nazionale che è in vigore. Dico ciò per una precisazione.

    PRESIDENTE    Scusi  onorevole  Ferro,  non  è   neanche   così
  esattamente, perchè l'emendamento sostanzialmente non  ammette  a
  rendicontazione  le  somme relative a  quel  personale  che,  pur
  potendo  andare in pensione, non va in pensione.  E,  quindi,  in
  realtà noi non stiamo intervenendo sul diritto del dipendente  ad
  andare o non andare in pensione, bensì stiamo intervenendo su una
  competenza della Regione relativamente alla ammissione o alla non
  ammissione  delle somme relative alla permanenza in  servizio  di
  tale  personale,  e non per la quota aggiuntiva  del  trenta  per
  cento  a cui lei fa giustamente riferimento, ma relativamente  al
  cespite principale che è lo stipendio.

    FERRO    Se   la  questione  può  avere  qualche   secondo   di
  approfondimento può essere utile, fermo restando che -  ripeto  -
  tutti  siamo per lavorare, impegnati in un ragionamento, non  per
  boicottare.

    PAPANIA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  ne ha facoltà.

    PAPANIA   Signor Presidente, onorevoli colleghi, io  credo  che
  l'intervento dell'onorevole Speziale pur attento sotto il profilo
  normativo, non riscontra intanto il contenuto dell'articolo che è
  stato  proposto. L'articolo proposto è semplicemente un  articolo
  applicativo di una norma, dell'articolo 17 della legge  regionale
  24/2000, per intenderci, che è già in vigore, e che peraltro,  in
  questo  momento,  sta  dando un problema molto  consistente  alla
  Regione   siciliana  in  quanto  questo  personale  di  ente   di
  formazione,  per il quale la Regione non avrebbe già  più  potuto
  pagare - dal tempo, cioè, dell'applicazione della finanziaria  n.
  24/2000 -, ha continuato ad essere finanziato con un primo  grave
  danno io credo per i lavoratori e per le casse della Regione.
   Per  quanto  attiene al problema che il diritto  soggettivo  dei
  lavoratori  verrebbe leso, ciò è assolutamente  sbagliato.  Ed  è
  sbagliato  persino  il  concetto;  infatti,  la  legge  nazionale
  consente  ad un lavoratore di chiedere di rimanere in servizio  e
  al  datore di lavoro di accettare o meno la richiesta, ma in  una
  situazione  nella  quale c'è un rapporto  con  l'INPS  di  natura
  diversa rispetto a quello che hanno i lavoratori della formazione
  professionale. In questo caso, infatti, non c'è nemmeno un  euro,
  che  venga pagato in favore di un operatore della formazione  sia
  per  il suo stipendio che per le contribuzioni che lo riguardano,
  che non venga erogato dalla Regione siciliana perchè si tratta di
  rapporti  interamente finanziati dalla Regione stessa.  Pertanto,
  ritengo  questo articolo quanto mai utile; a questo aggiungo  che
  i  lavoratori  della formazione chiedono persino di andarsene  in
  pensione  cinque  anni  prima, chiedono la possibilità  di  avere
  riconosciuto lo scivolo, chiedono la possibilità di  fare  scelte
  diverse  per  la  loro  vita professionale  e,  pertanto,  invito
  l'onorevole  Speziale a rivedere la sua posizione e   mi  dichiar
  assolutamente favorevole all'approvazione di questo articolo

    CAPODICASA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  io  vorrei
  andare  un  po'  alla  finalità  della  proposta.  Desidero  dire
  all'Assessore  che,  a  mio  avviso, bisogna  interrogarsi  sulla
  finalità  dell'articolo. Qual è la finalità dell'articolo?  Prima
  di  pronunciarsi  in  senso favorevole o contrario,  bisognerebbe
  capire qual è l'obiettivo che ci si propone.
   L'obiettivo, se capisco bene, è quello di sfoltire il  personale
  della  formazione  professionale. Coloro i quali  hanno  maturato
  l'ètà  per  andare  in pensione vengono, non dico  agevolati,  ma
  sospinti  verso  la  pensione. Chiediamo, quindi,  agli  enti  di
  formazione di comunicare gli elenchi di coloro i quali hanno  già
  raggiunto questo traguardo.
   Mi  domando,  però, se gli enti di formazione hanno  bisogno  di
  questo personale .
   E'  un  personale in eccedenza o è personale in organico di  cui
  gli enti di formazione professionale hanno bisogno?
   Perché se gli enti di formazione professionale hanno bisogno  di
  questo  personale, il risultato di questo sfoltimento  sarà  che,
  non  appena  queste  persone  saranno  andate  in  pensione,   ne
  assumeranno  di nuove. Allora dove sta l'utilità per  la  Regione
  siciliana di fare questa operazione?
   Pagava  prima  questi  dipendenti, una  volta  che  andranno  in
  pensione,  pagherà  i  loro sostituti. Non  c'è  alcun  guadagno,
  alcuna  utilità  se  non quella di avere un po'  ringiovanito  il
  personale  docente,  cosa che, in materia di formazione,  non  mi
  pare sempre un grande beneficio, perché a volte l'anzianità,  nel
  settore  dell'insegnamento,  può  essere  un  vantaggio   ed   un
  beneficio maggiore rispetto al nuovo assunto.
   A  meno  che  l'assessore non ci dica che da  questa  operazione
  ritiene  che si possano ricavare dei benefici finanziari  per  la
  Regione  e  cioè,  che al personale che va in esodo,  che  va  in
  pensione, non si sostituisce nuovo personale.
   Ma se così fosse, l'articolo non lo dice.
   Il  Governo potrebbe, allora, proporci un subemendamento con  il
  quale  introduce  un  nuovo comma che  blocca  le  assunzioni  in
  sostituzione di coloro che vanno in pensione.
   Se  fosse  così,  non  avremmo  alcuna  remora,  mi  sembra  che
  l'onorevole Speziale l'abbia detto, a votare l'articolo.
   Se  così  non  fosse, allora, vuol dire che l'operazione  non  è
  fatta  per far ricavare benefici alla Regione, quanto per aprire,
  di nuovo, nel settore della formazione professionale, le porte ad
  altre  assunzioni che, sapendo come funziona questo settore,  non
  farebbe  altro  che portare ad una infornata di  personale  sulla
  base di raccomandazioni e di spartizioni politiche.
   Non   ci  può  chiedere  ora,  onorevole  assessore,  di  essere
  d'accordo  con  un'operazione  che  ha  come  fine  ultimo,  come
  risultato finale quello appena descritto.

    CINTOLA   assessore  per il bilancio e le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Ho chiesto  di
  parlare  per  dare un chiarimento, e preciso che sono mortificato
  di dovere fare ciò come Governo.
   Il  problema è nato, come diceva l'onorevole Speziale, tempo fa,
  cioè c'è un diritto-dovere del cittadino che è quello di lavorare
  e  quando  arriva  all'età pensionabile ci dovrebbe  essere  chi,
  responsabilmente, lo manda in pensione.
   Io  capisco  che ci sono stati, anche su scala nazionale,  molti
  problemi sulle pensioni, l'attacco al centro-destra perchè  vuole
  ritardare il pensionamento e tutta una serie di questioni  contro
  le  quali si è espresso un mondo politico di sinistra, ed accolgo
  come  dialettica  seria  questo  problema;  ma  in  Sicilia  alla
  formazione professionale ci sono 800, 900 o anche 1000 dipendenti
  che  hanno già raggiunto l'età pensionabile e se non si pensa  di
  collocarli a riposo, come è giusto che sia, consentendo di andare
  a riposo esercitando un diritto-dovere.
   Il  fatto  che  non  si  sia intervenuti, però,  a  chiudere  la
  vertenza  per chi ha il diritto e il dovere di andare in pensione
  non  ha per niente offuscato le assunzioni in questi tre anni  in
  cui queste cose sono avvenute: la formazione professionale con  i
  mille dipendenti o senza i mille ha continuato ad assumere  ed  a
  gravare sul bilancio della Regione siciliana  Ma magari venissero
  mandati  in  pensione  questi  mille  e  si  procedesse  poi   ad
  assumere,  magari con regolare concorso altri mille  giovani  che
  non hanno ancora lavoro
   Ma  io dico, fino ad oggi con i mille dipendenti in servizio non
  si  è  bloccata l'assunzione nella formazione. Allora  delle  due
  l'una:  io non comprendo come da un punto di vista amministrativo
  ci  si  assuma  la responsabilità di non mandare in  pensione  le
  persone che hanno raggiunto il limite pensionabile.
   Questo  non  è un emendamento del Governo, ma della Commissione,
  una proposta specifica dell'onorevole Papania al quale il Governo
  ha  dato  in  Commissione bilancio l'adesione immediata.  Perchè?
  Proprio  per  fare diventare legge una cogenza di un  dovere  che
  amministratori  non hanno fatto. Allora oggi  diciamo:  fate  una
  legge, fate il vostro dovere, mandate in pensione la gente che ha
  lavorato, che ha raggiunto il limite pensionabile
   Niente  altro si può aggiungere. Non è la Regione che  assume  o
  non  assume,  non è la Regione che impone o non  impone.  Noi  ci
  siamo  trovati,  lo  ribadisco,  lo  ha  detto  bene  l'onorevole
  Speziale,  in una battaglia che dura da tre anni e mezzo  che  ho
  condotto dai banchi della maggioranza in Aula, tuttavia nessuno è
  stato mandato in pensione  Al di là di questo ho detto che questo
  articolo è stato predisposto con l'ausilio dell'assessorato  alla
  Presidenza.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ricordo  bene
  quando insieme all'onorevole Papania ci siamo fatti promotori  di
  questa  iniziativa legislativa. Apprezzo in ogni caso la coerenza
  dei  colleghi  di  Sicilia  2010  che  presentando  l'emendamento
  abrogativo  dell'articolo, ufficialmente intendono mantenere  uno
  stato di fatto che dal mio punto di vista sicuramente è sbagliato
  però  dico  meglio  chi  si assume la responsabilità  con  grande
  trasparenza  dicendo:  le  cose  vogliamo  che  rimangano   così,
  rispetto a chi parlando di cose che nulla hanno a che fare con la
  norma  che  è  all'esame di questa Aula tentano di mantenere  uno
  stato di cose che non è nella quiescenza.
   Signor  Presidente,  il  vero dramma è che  questa  norma  vuole
  cominciare a risolvere un sistema che non va bene.
   Gli  enti  di  formazione regionale, oltre ad  avere  in  carico
  personale  che da anni doveva già essere in pensione, sono  anche
  centri  di  costi  perché sappiamo bene che  questa  gente  viene
  pagata anche quando non svolge il proprio lavoro.
   Allora,  caro assessore Cintola, l'iniziativa intanto di mettere
  in  quiescenza  quei lavoratori che hanno già da  tempo  maturato
  l'età  pensionabile  per  diminuire i  costi  è  sicuramente  una
  operazione di grande saggezza, ma non ci possiamo fermare lì. Noi
  dobbiamo  mettere  mano  alla materia  della  formazione  ma  non
  attraverso norme in singoli disegni di legge perché, vede, quando
  qualcuno  entrerà nel merito  della questione e vorrà  verificare
  chi lavora in quegli enti e del perché sono pagate persone per 12
  mesi  l'anno  per  lavorare, effettivamente,  soltanto  tre,  non
  potremo  spiegarne il motivo, né chi sostiene  questa  norma,  né
  l'onorevole Capodicasa che vi si oppone.
   Stiamo  parlando  degli enti di formazione regionale.  Assessore
  Cintola,  lei deve dire a quest'Aula che il Governo metterà  mano
  alla  riforma  del  sistema della formazione in  Sicilia.  Perché
  questo articolo non è punitivo ma neanche si può pensare di avere
  risolto il problema soltanto intervenendo con questa norma.

    CAPODICASA   Questa  norma non risolve  alcun  problema,  serve
  soltanto a fare molte assunzioni selvagge.

    PRESIDENTE   Sulla  materia della formazione  professionale  si
  potrebbe   parlare  per  una  intera  sessione  e  gli  argomenti
  sarebbero sempre attuali. Ma intanto siamo di fronte all'articolo
  e agli emendamenti che da qui a breve comunicherò.


   Presidenza del presidente Lo Porto

   Presidenza del vicepresidente Fleres


    Comunicazione di nomina di Presidente di Gruppo parlamentare

    PRESIDENTE   Informo  che  con  nota  del  15  dicembre   2004,
  pervenuta  in  pari  data alla Segreteria generale  (assunta  con
  protocollo    19745/Aula-Rag   del   16   dicembre   successivo),
  l'onorevole   Eleonora   Lo  Curto  ha   comunicato,   ai   sensi
  dell'articolo 25 del Regolamento interno dell'Assemblea regionale
  siciliana,  di essere stata nominata all'unanimità dall'assemblea
  del  Gruppo parlamentare  Siciliani uniti , Presidente del Gruppo
  medesimo e che Segretario del Gruppo è stato nominato l'onorevole
  Giovanni Cristaudo.
   L'Assemblea ne prende atto. Auguri all'onorevole Lo Curto.

    Saluto agli studenti della scuola media  Giovanni Pascoli  di
                            Castellammare

   PRESIDENTE   Porgo  i  saluti  della  Presidenza  dell'Assemblea
  regionale siciliana agli studenti, agli insegnanti e al personale
  non docente e direttivo della scuola media  Giovanni Pascoli   di
  Castellammare  che  sono presenti, questa mattina,  in  Aula  per
  assistere ad una parte dei nostri lavori parlamentari.
   Anche  a  loro comunico che l'Assemblea regionale siciliana  sta
  investendo   cospicue   risorse  per   favorire   la   conoscenza
  dell'attività istituzionale del Parlamento stesso e  del  Palazzo
  dei  Normanni  inteso  come  sede della  più  antica  istituzione
  parlamentare   del  mondo  ma  anche  come  pregevole   monumento
  architettonico  dell'età normanna e poi anche successiva.  Grazie
  per essere presenti.


   Presidenza del presidente Lo Porto

   Presidenza del vicepresidente Fleres


       Riprende la discussione congiunta dei disegni di legge
     «Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
    finanziario 2005 e bilancio pluriennale per il triennio 2005-
   2007» (923/A) e «Disposizioni programmatiche e finanziarie per
                        l'anno 2005» (924/A)

    PRESIDENTE   Comunico  che è stato presentato  dagli  onorevoli
  Speziale e Capodicasa l'emendamento 29.3.
   Si passa all'emendamento 29.1. Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 29.2. Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 29.3. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                          (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo  29.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 30. Ne do lettura:

                            «Articolo 30
                    Commissioni, comitati ed enti

   1.  Gli  organi collegiali di cui all'allegato 1 sono  soppressi
  dalla data di entrata in vigore della presente legge.
   2.  Entro  quattro  mesi dall'entrata in vigore  della  presente
  legge  ciascun  ramo dell'Amministrazione regionale  comunica  al
  Presidente  della  Regione  quali  ulteriori  organi  collegiali,
  istituiti  presso le amministrazioni medesime, abbiano  mantenuto
  carattere  di  attualità  e  funzionalità  per  l'amministrazione
  regionale.
   3.  La  Giunta regionale provvede, nei due mesi successivi  alla
  comunicazione  di  cui  al  comma  2,  a  confermare  gli  organi
  collegiali.
   4.  Gli  organi  collegiali in atto esistenti, di  cui  non  sia
  avvenuta  la conferma entro la data del 30 settembre  2005,  sono
  soppressi ed i relativi compiti e funzioni sono svolti  dal  ramo
  di amministrazione competente per materia.
   5.   I   comitati   di   gestione  del  Centro   regionale   per
  l'inventario,  la  catalogazione  e  la  documentazione  grafica,
  fotografica, aerofotografica, audiovisiva e del centro  regionale
  per  la  progettazione, il restauro e per le scienze naturali  ed
  applicate ai beni culturali previsti dall'articolo 10 della legge
  regionale  1  agosto 1977, n. 80 sono soppressi.  I  compiti  dei
  soppressi   comitati  di  gestione  sono  assolti  dal  dirigente
  preposto a ciascun centro».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dagli onorevoli Miccichè e altri: emendamento 30.1;
   - dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: emendamento 30.5;
   - dall'onorevole Papania: emendamento 30.2;
   - dagli onorevoli Tumino e Barbagallo: emendamento 30.3;
   - dagli onorevoli Giannopolo e Speziale: emendamento 30.4.

   Pongo  congiuntamente in votazione gli emendamenti 30.1 e  30.5,
  di identico contenuto. Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                        (Non sono approvati)

   Si passa all'emendamento 30.2. Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                          (Non è approvato)

   Pongo  congiuntamente in votazione gli emendamenti 30.3 e  30.4,
  di identico contenuto. Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                          (Sono approvati)

   Pongo  in votazione l'articolo 30, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 31. Ne do lettura:

                            «Articolo 31
         Dotazione finanziaria delle istituzioni scolastiche

   1.  All'articolo 7 della legge regionale 24 febbraio 2000, n. 6,
  sono apportate le seguenti modifiche:
     a)  al  comma 1 sono soppresse le parole a partire da  che  si
  suddivide';
     b)  al  comma 2 dopo le parole  tale dotazione finanziaria'  è
  inserito  l'inciso  tranne che per quanto stabilito al successivo
  comma 3 bis';
     c)  al  comma  3 nei primi tre periodi è soppressa  la  parola
   ordinaria'e sono soppressi i periodi dal quarto al settimo;
     d) è aggiunto il seguente comma 3 bis:
       3  bis.  La  perequazione  tra  istituzioni  scolastiche   è
  perseguita dalle medesime attraverso l'utilizzo del 5  per  cento
  dell'assegnazione per la realizzazione di progetti mirati  a  far
  fronte   a   particolari  esigenze  collegate   alle   condizioni
  demografiche,   orografiche,  economico  e  socio-culturali   del
  territorio'».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -dagli onorevoli Miccichè ed altri: emendamento 31.1;
   -dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: emendamento 31.2.

    MICCICHE'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   non   è
  presente  l'Assessore  al ramo ma vorrei  capire  cosa  significa
  dire:   la  perequazione tra istituzioni scolastiche è perseguita
  dalle medesime attraverso l'utilizzo del 5% dell'assegnazione per
  la  realizzazione di progetti mirati a far fronte  a  particolari
  esigenze  collegate  alle  condizioni demografiche,  orografiche,
  economiche, sociali e culturali del territorio.
   E'   possibile  che  il  termine  perequazione  tra  istituzioni
  scolastiche per caso faccia riferimento al discorso  fra  i  vari
  tipi  di  istituzione scolastiche, tra quelle pubbliche e  quelle
  private?  In  questo caso mettiamo sullo stesso piano  l'esigenza
  della scuola pubblica con quella privata?
   Se  è  così  sono totalmente contrario perché le esigenze  della
  scuola  pubblica sono maggiori rispetto a quelle  degli  istituti
  privati.  Proprio in questi giorni, è scaturita  la  notizia  che
  alcuni presidi lamentano di non avere i soldi per pagare la tassa
  sui  rifiuti  solidi  urbani. Se è così, in questo  caso,  non  è
  ammissibile  porre sullo stesso piano le istituzioni scolastiche,
  come   se   l'esigenza  della  scuola  pubblica  potesse   essere
  equiparata a quella della scuola privata.
   Sappiamo  benissimo  che la scuola privata  oltre  ad  attingere
  fondi  dallo  Stato, dalla Regione, ha anche  il  contributo  dei
  genitori  degli  alunni.  E  quindi  non  possiamo  assolutamente
  metterle sullo stesso piano. Di conseguenza, se è così, questo  è
  un emendamento che va ritirato.
     Se poi il Governo vuole continuare, faccio appello ai deputati
  affinchè  votino contro  ovvero a favore del mio emendamento  che
  ne chiede l'abrogazione. Se è questo lo spirito della norma che è
  stata inserita in questo articolo.
   Vorrei,  prima  di  completare il mio  ragionamento,  sapere  da
  parte  dell'Assessore competente o da chi rappresenta il  Governo
  se questo tipo di normativa di cui si chiede oggi l'approvazione,
  ha  questa  finalità. Se la finalità è questa  -  ripeto  -  sono
  totalmente contrario.

    PRESIDENTE    Onorevole   Miccichè,   poiché   l'articolo    fa
  riferimento  al  termine  istituzione  dovrebbe  essere  riferito
  esclusivamente a quelle pubbliche, altrimenti avrebbe  utilizzato
  probabilmente   una   terminologia  diversa.   Però,   non   vedo
  l'Assessore  per la pubblica istruzione né credo che  l'Assessore
  per  il  bilancio  e  le finanze sia nelle condizioni  di  potere
  ulteriormente approfondire la questione.

    MICCICHE'   Allora il mio intervento non è  servito  a  niente,
  non ha sortito alcun effetto. Propongo di accantonarlo per sapere
  se è così.

    CINTOLA    assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.   Sono
  contrario all'accantonamento.

    MICCICHE'   Il Governo non è nelle condizioni di dire  di  cosa
  si tratta.

    PRESIDENTE  Onorevole Miccichè, lei ha ascoltato quello che  ho
  detto?  Il Governo ha replicato come ha lei stesso detto. Non  ci
  sono   ulteriori  osservazioni,  ulteriori  elementi  per  potere
  definire le osservazioni, ancorché significative che lei  formula
  e  pertanto  non posso che mettere in votazione  il  mantenimento
  dell'articolo 31.
   Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 32. Ne do lettura:

                            «Articolo 32
                     Acquisto di beni e servizi

   1.  All'articolo  8 della legge regionale 10 dicembre  2001,  n.
  20,  e  successive  modifiche  ed integrazioni,  come  sostituito
  dall'articolo 13, comma 4, della legge regionale 3 dicembre 2003,
  n.  20, le parole da  alla lettera d)' a  n. 212' sono sostituite
  con le seguenti  all'articolo 1, comma 4, lettera c), del decreto
  legge 12 luglio 2004, n. 168, convertito in legge 30 luglio 2004,
  n. 191'.
   2.  La responsabilità amministrativa per la stipula di contratti
  per l'acquisto di beni e servizi in violazione delle disposizioni
  di cui al comma 1, deve intendersi riferita anche alle ipotesi di
  ricorso a libero mercato».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dagli onorevoli Miccichè e altri: emendamento 32.1;
   - dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: emendamento 32.3;
   - dagli onorevoli Ortisi e Spampinato: emendamento 4.6;
   - dagli onorevoli Misuraca ed altri: emendamento 32.2.

    MISURACA  Dichiaro di ritirare l'emendamento 32.2.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

    SPEZIALE   Signor  Presidente, può valutare l'ammissibilità  di
  questo emendamento?

    PRESIDENTE   Onorevole  Speziale,  si  tratta  della  questione
  CONSIP,  per  intenderci. L'abbiamo sempre valutata  nelle  leggi
  finanziarie.  E comunque determina certamente effetti  di  natura
  finanziaria.   Tuttavia,  come  lei  sa,   ieri   il   Presidente
  dell'Assemblea  ha  annunziato quali sono  gli  articoli  che  la
  Presidenza
   considera inammissibili. Pertanto, da questo punto di vista,  la
  Presidenza  ritiene  ammissibile  l'emendamento,  anche  per   la
  formulazione con cui è stato redatto. Le anticipo che  il  Gruppo
  di Forza Italia, anche perché può servirle per il suo intervento,
  ha  ritirato  l'emendamento 32.2, che forse, quello  sì,  avrebbe
  determinato materia estranea o parzialmente estranea.

    SPEZIALE   Siccome  non è sindacabile il suo  giudizio,  ma  le
  posso assicurare però che non è così.

    PRESIDENTE  La ringrazio, onorevole Speziale.
   Pongo  congiuntamente in votazione gli emendamenti 32.1, 32.3  e
  4.6 di identico contenuto. Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                        (Non sono approvati)

   Pongo  in  votazione  l'articolo  32.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 33. Ne do lettura:

                            «Articolo 33
       Promozione forme consorziate di acquisto beni e servizi
                  aziende sanitarie ed ospedaliere

   Al  fine  di  pervenire a sensibili economie di  scala  ed  alla
  razionalizzazione delle fasi procedurali di fornitura e  gestione
  di  beni  e servizi delle aziende unità sanitarie locali e  delle
  aziende  ospedaliere,  l'Assessorato  regionale  per  la   sanità
  promuove l'attuazione di forme consorziate di acquisto di beni  e
  servizi in ambito provinciale'».

   Comunico  che  è  stato presentato dagli onorevoli  Miccichè  ed
  altri l'emendamento soppressivo 33.1.
   Pongo   in  votazione  il  mantenimento  dell'articolo.  Chi   è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 34. Ne do lettura:

                            «Articolo 34
       Contributi e trasferimenti a carico del bilancio della
                               Regione

   1.  Le  disposizioni  di  cui ai commi  da  2  ter  a  2  sexies
  dell'articolo  17 della legge regionale 17 marzo  2000,  n.  8  e
  successive  modifiche  ed  integrazioni  e  di  cui  al  comma  1
  dell'articolo 24 della legge regionale 16 aprile  2003,  n.  4  e
  successive  modifiche  ed integrazioni, non trovano  applicazione
  relativamente ai procedimenti non ancora definiti  alla  data  di
  entrata in vigore della presente legge, limitatamente ai soggetti
  diversi dagli enti locali».

   Comunico  che  è  stato presentato dagli onorevoli  Miccichè  ed
  altri l'emendamento soppressivo 34.1.
   Pongo   in  votazione  il  mantenimento  dell'articolo.  Chi   è
  favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 35. Ne do lettura:

                            «Articolo 35
    Norme per la semplificazione degli interventi in favore delle
                          attività sportive

   1.  Al  comma  2  dell'art. 13 della legge regionale  16  maggio
  1978,  n.  8 è aggiunta la seguente frase:  le richieste potranno
  pervenire anche attraverso i competenti comitati provinciali  del
  CONI'.
   Nei  casi  in  cui gli enti pubblici territoriali non  intendano
  gestire direttamente impianti sportivi, l'Assessore regionale per
  il  turismo,  le  comunicazioni e i  trasporti  può  affidare  la
  gestione  degli  stessi  in  via  preferenziale,  a  società   ed
  associazioni   sportive  dilettantistiche,  enti  di   promozione
  sportiva,  discipline  sportive associate e federazioni  sportive
  nazionali, sulla base di convenzioni che stabiliscano modalità  e
  criteri d'uso.'»

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dagli onorevoli Miccichè e altri: emendamento 35.1;
   -  dagli  onorevoli  Speziale e Capodicasa: emendamenti  35.5  e
  35.4;
   - dagli onorevoli Ortisi e Spampinato: emendamento 4.6;
   - dagli onorevoli Zago e Speziale: emendamento 35.3;
   - dagli onorevoli Forgione e Liotta: emendamento 35.2.

    MICCICHE'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'  Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo  è  un
  articolo  che  fa  veramente capire qual è lo spirito  di  questa
  finanziaria.  Io ieri sera l'ho definita una  mala  finanziaria'.
  Questa  è  la prova di quanto dico, infatti, al secondo comma  si
  prevede  che gli enti pubblici territoriali non intendono gestire
  direttamente gli impiani sportivi, l'Assessore regionale  per  il
  turismo,  le comunicazioni e i trasporti può affidare la gestione
  degli  stessi  in  via  preferenziale a società  ed  associazioni
  sportive    dilettantistiche,   enti   di   promozione   sportive
  disciplinate,   eccetera,  sulla  base  delle   convenzioni   che
  stabiliscono  modalità di criteri d'uso'. Ma  stiamo  scherzando?
  Stiamo  dicendo  sul serio? Cioè, noi stiamo incentivando,  visto
  che  ci sono molti comuni che non hanno la possibilità di gestire
  certi   impianti,   perché  tagliamo  fondi,  anche   in   questa
  finanziaria abbiamo tagliato fondi ai comuni, abbiamo  dato  meno
  risorse,  diciamo,  probabilmente  non  siamo  in  condizione  di
  gestirle.

    LEONTINI  assessore per l'agricoltura e le foreste. Da dove  si
  evince che abbiamo dato meno soldi ai comuni?

    PRESIDENTE   Non crede sia peggio tenerli chiusi  se  i  comuni
  non li possono gestire?

    MICCICHE'    Sto   arrivando  al  dunque.  Cioè,   noi   stiamo
  incentivando,  ma  se  la  Regione  ha  centinaia  di   proprietà
  immobiliari e le tiene in condizioni di totale stato di  degrado,
  noi  dobbiamo  assumere il compito di gestire  quello  che  è  di
  esclusiva  competenza comunale, ma stiamo scherzando? Noi  stiamo
  dicendo ai comuni: non ti interessare perché li affido io. Questo
  lo  può  anche fare il comune; lo può fare il sindaco del comune:
  affidare a società; perché lo deve fare la Regione? Quali sono le
  ragioni perché si deve fare una cosa del genere? Qui si invoca il
  federalismo,  ma di fatto stiamo centralizzando  il  potere,  noi
  stiamo  espropriando la potestà comunale o provinciale a  seconda
  dell'ente  territoriale  cui  fa  riferimento.  Perché   dobbiamo
  assumere noi il ruolo di garante di assegnazione?

    PRESIDENTE   Onorevole  Miccichè,  volevo  invitarla  a   porre
  l'attenzione al contenuto del comma 2 cui lei fa riferimento.
   Lei  giustamente dice che se i sindaci possono farlo  è  a  loro
  che spetta. Sicuramente sì sul piano della applicazione piena del
  principio  della sussidiarietà verticale, ma se i  sindaci  e  le
  amministrazioni, come recita il secondo comma, infatti esso  così
  recita:   nei  casi  in   cui  gli enti  pubblici  non  intendano
  gestire',  quindi  esprimono una volontà  negativa  relativamente
  alla loro prerogativa di potere gestire interviene la Regione.

    LIOTTA  Ma le convenzioni le possono fare i comuni

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, sto soltanto  leggendo  quello
  che  c'è  scritto.  Poi ciascuno può interpretare  le  cose  come
  meglio  ritiene,  ma qui è scritto:  nei casi  in  cui  gli  enti
  pubblici.
   Nel  caso  in  cui  vogliono farlo possono  già  farlo,  nessuno
  glielo impedisce.

    MICCICHE'  E' un abuso che stiamo commettendo, un arbitrio  nei
  confronti delle amministrazioni comunali e provinciali.
   Signor  Presidente, posso capire lo spirito ma noi ci ergiamo  a
  difensori  perchè  siamo bravissimi. Ma noi ente  regionale  cosa
  abbiamo alle spalle come nostro patrimonio? Abbiamo un patrimonio
  abbandonato,  in  condizione  di  degrado  totale   che   nessuno
  gestisce,  diventato  oggetto di ricovero  di  cani  randagi,  di
  distruzione, di devastazione, di abbandono  E noi ora ci dobbiamo
  preoccupare di assegnazioni
   Ma  lasciamo ai sindaci, lasciamo ai comuni, lasciamo a loro  il
  compito,  possiamo  dire  dobbiamo  obbligare,  in  questo  caso,
  possiamo  invertire la cosa, possiamo fare una norma che  di  cui
  non  c'è  bisogno. Se volete questo possiamo anche  farlo,  se  i
  sindaci  non gestiscono gli impianti sportivi, decade la facoltà,
  questo  lo  possiamo fare. Poi trovi il sindaco il  metodo  e  il
  mezzo  come  fare: lo può fare direttamente o tramite  altri,  ma
  perchè dobbiamo spodestare i sindaci di questa  loro prerogativa?
  Non mi pare sia una cosa saggia e giusta. Posso capire lo spirito
  di  buona volontà di risolvere ed intervenire su questo campo, ma
  questa è una maniera estranea.
   Se  poi  ci sono altri obiettivi è un altro paio di maniche.  Io
  non   condivido   e  per  queste  ragioni  chiedo   l'abrogazione
  dell'intero articolo, non ha motivo di esistere così come è stato
  impiantato.

    CAPODICASA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   la
  Presidenza  dell'Assemblea, nella giornata di ieri, ha comunicato
  all'Aula  quali  erano le proprie determinazioni in  ordine  agli
  articoli  da dichiarare improponibili, ai sensi dell'articolo  73
  quater   del  Regolamento,  si  poteva  solo  aprire   un   lungo
  contenzioso come in altro momento sarebbe stato probabilmente  il
  caso di fare.
   Siccome   abbiamo  già  troppo  protestato  per  le   violazioni
  regolamentari  intervenute  nel  corso  di  questa   finanziaria,
  l'opposizione  non  mi  pare che abbia  tanta  voglia  di  aprire
  contenziosi regolamentari.
   Però,  di  fronte  a circa 80 articoli di cui ,  senza  tema  di
  smentita, ve ne sono non meno di 25-30  che non sono in linea con
  il  Regolamento  e con la legge 10/99, limitarsi a  prevedere  il
  depennamento solo di 7 o 8 articoli, a me è sembrato un affronto.
  Questo  articolo,  come quello della formazione professionale  di
  poc'anzi,   sono  articoli  che  la  Presidenza  avrebbe   dovuto
  dichiarare  improponibili. Non c'è un euro di  risparmio,  né  in
  questo caso né nell'altro.

    PRESIDENTE  C'è entrata per gli enti locali.

    CAPODICASA  Non c'è nessuna entrata.

    PRESIDENTE  Onorevole Capodicasa, le convenzioni sono a  titolo
  oneroso.

    CAPODICASA   Esattamente, non c'è bisogno di fare  un  articolo
  per dire che gli enti locali possono fare convenzioni.

    PRESIDENTE  Sono d'accordo con lei. Il problema è  che  non  lo
  fanno.

    CAPODICASA   Il  comune di Agrigento ha già stipulato  da  anni
  convenzioni con una cooperativa per gestire la piscina comunale.

    PRESIDENTE   Mi  scusi,  onorevole  Capodicasa,  anche  il  suo
  partito ha presentato un emendamento che da questo punto di vista
  è  esattamente come la previsione dell'articolo. Sta intervenendo
  sul  Regolamento,  nel  merito dovremmo  essere  armonici  con  i
  comportamenti che teniamo, la Presidenza per prima  e  poi  tutti
  ovviamente.  Non ci sono dubbi che l'emendamento  interviene  nel
  caso in cui gli enti locali manifestino la loro indisponibilità a
  gestire;  non c'è dubbio che l'emendamento determina  effetti  di
  natura  finanziaria a favore degli enti locali e non  c'è  dubbio
  che   determina  un'utilità  sociale  perché  mette  in  funzione
  impianti che diversamente resterebbero inutilizzati.

    LIOTTA  Espropria competenze che sono prerogativa dei comuni.

    PRESIDENTE   No,  onorevole Liotta, legga  bene  l'emendamento.
  Perché  interviene quando gli enti non intendano. Se poi vogliamo
  condannarci  a  finire  su  Striscia la notizia   com'è  accaduto
  qualche  giorno  fa  per  non  aver  utilizzato  impianti,  siamo
  padronissimi di farlo

    CAPODICASA    Signor  Presidente,  la  ringrazio   per   avermi
  richiamato  al  contenuto dell'emendamento  a  firma  Speziale  e
  Capodicasa.
   In  primo  luogo,  noi  siamo affinché  la  Presidenza  dichiari
  improponibile  l'articolo,  tra  l'altro  questo  era  uno  degli
  articoli per i quali avevamo posto  una richiesta informale della
  Presidenza di indicarlo tra quelli improponibili. Come  vede  non
  c'è alcuna incoerenza da parte nostra.
   In  secondo luogo, noi siamo per l'abrogazione. In terzo  luogo,
  se  lei  vede, noi andiamo a modificare con il nostro emendamento
  esattamente la parte che il Governo invece vuole che si mantenga.
  Quest'articolo nasce non per dare in convenzione le  attrezzature
  sportive  ma  perché  lo  faccia la  Regione,  l'Assessorato  del
  turismo,  centralizzando ciò che magari gli enti  locali  saranno
  disponibili a cedere come loro competenza.
   Pertanto,  noi rendiamo perfino superfluo l'articolo  perché  se
  sono  gli  stessi enti locali che possono affidare in convenzione
  le  strutture di loro pertinenza gli diciamo esattamente di  fare
  quello che già oggi possono fare. A quel punto l'articolo non  ha
  motivo di esistere.
   Comunque,  signor  Presidente, avevo chiesto la  parola  per  un
  richiamo al Regolamento ...

    PRESIDENTE  Mi scusi, onorevole Capodicasa, può servire al  suo
  intervento,  il  Governo mi ha fatto sapere di essere  favorevole
  all'emendamento  35.3  poiché esplicita in maniera  molto  chiara
  quelle  che  sono  le  entrate  o i  benefici  che  i  comuni  ne
  trarrebbero in maniera chiara.

    CAPODICASA   Signor Presidente, so per modesta esperienza,  che
  oggi  i  comuni  sono  già in grado di fare  le  convenzioni  per
  gestire  le  attrezzature  sportive.  Noi  nel  momento  in   cui
  accettiamo l'emendamento Speziale e Capodicasa, abbiamo  ribadito
  quello che già c'è. Diventerebbe quindi superfluo l'articolo.

    LIOTTA  L'onorevole Speziale ritirerà quell'emendamento.

    CAPODICASA   Anche se non lo dovesse ritirare  non  cambierebbe
  nulla.  Non vedo la ragione per la quale l'articolo deve rimanere
  in  vita  dal  momento  che si accetta l'emendamento  Speziale  e
  Capodicasa.
   Onorevole  Assessore,  sarebbe molto più  semplice  sfoltire  la
  finanziaria, sottrarre questa materia che con il contenuto  della
  finanziaria non c'entra nulla.

                   Per un richiamo al Regolamento

    ACIERNO  Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor Presidente, sulla base delle norme del  nostro
  Regolamento  interno  per  ciò che riguarda  l'ammissibilità  non
  posso  che  essere  d'accordo  con  quanto  detto  dall'onorevole
  Capodicasa.

    PRESIDENTE   Onorevole  Capodicasa, devo  interpretare  il  suo
  intervento    per    richiamo   al   Regolamento    relativamente
  all'ammissibilità dell'articolo?

    CAPODICASA  Sì.

    PRESIDENTE   Onorevole  Acierno,  anche  il  suo  intervento  è
  relativo all'ammissibilità?

    ACIERNO  Sì, signor Presidente.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, vorrei ricordare all'Aula  che
  la Presidenza si è già espressa in merito all'ammissibilità degli
  articoli  e  pertanto, da questo punto di vista, non  ritiene  di
  dovere modificare tale opinione.


   Presidenza del presidente Lo Porto

   Presidenza del vicepresidente Fleres


                       Sull'ordine dei lavori

    ACIERNO   Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori, preso  atto
  delle comunicazioni appena fatte dalla Presidenza.

    PRESIDENTE   Onorevole  Acierno,  intervenire  sull'ordine  dei
  lavori  significa  che  lei intende proporre  una  modifica  agli
  stessi.
   Se  invece con il suo intervento vuole entrare - come io ritengo
  -   nel   merito   dell'emendamento,  allora   ascoltiamo   prima
  l'Assessore Cintola che ha chiesto la parola.

    ACIERNO   Signor Presidente, la ringrazio del  suggerimento  ma
  chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  considerato
  che  dopo l'intervento dell'onorevole Capodicasa per richiamo  al
  Regolamento, il Presidente dell'Assemblea ha comunicato  all'Aula
  di  voler proseguire con l'esame dell'articolo 35, mi permetto di
  esprimere   la   mia   opinione  in  proposito.   La   Presidenza
  dell'Assemblea  è composta da essere umani che, in  quanto  tali,
  possono  anche commettere degli errori, e ritengo, infatti,   che
  chi  ha  valutato  l'ammissibilità di questo articolo  non  abbia
  tenuto conto che il Parlamento non ha la postestà di togliere  ai
  comuni il potere di affidare a terzi gli impianti sportivi.
   Con  questo  articolo si vuole prevedere che il comune  che  non
  intenda  gestire  direttamente  l'impianto  sportivo  non   potrà
  affidare a privati la gestione dell'impianto, perché tale compito
  verrebbe affidato esclusivamente all'assessore regionale  per  il
  turismo.
   Ritengo  pertanto  che  questo  articolo,  così  come  è   stato
  formulato,  non  sia  in alcunn modo ammissibile,  e  questo  non
  perché  tale  valutazione  debba essere  affidata  al  Presidente
  dell'Assemblea, ma perché è una norma incostituzionale; ribadisco
  che   non  abbiamo  il  potere  legislativo  di  intervenire  nei
  regolamenti comunali.
   Signor  Presidente,  vorrei  tra l'altro  portare  a  conoscenza
  dell'Aula che il Regolamento comunale del comune di Palermo,  per
  quanto attiene al rilascio delle concessioni per la realizzazione
  di  impianti  sportivi,  prevede una convenzione  pluriennale  al
  termine   della  quale  il  comune  diventa  proprietario   degli
  impianti.
   Assessore  Cintola,  il  problema non è  quello  di  accantonare
  l'emendamento;  si  tratta  soltanto  di  prendere  atto  che  la
  valutazione sull'ammissibilità dello stesso fatta, con  tutto  il
  rispetto,  dagli  Uffici dell'Assemblea regionale,  è  stata  una
  valutazione  sbagliata. E pertanto vorrei si  evitasse  di  dover
  tornare  in  Aula,  magari il 28 di dicembre,  per  approvare  un
  ordine del giorno che permetta la pubblicazione della legge senza
  le  parti impugnate dal Commissario dello Stato, considerato  che
  ritengo tale impugnativa sull'articolo 35 quasi scontata.
   Invito  perantao  la Presidenza a rivalutare l'ammissibilità  di
  questo articolo così come è stato formulato.


   Presidenza del presidente Lo Porto

   Presidenza del vicepresidente Fleres


       Riprende la discussione congiunta dei disegni di legge
     +Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
    finanziario 2005 e bilancio pluriennale per il triennio 2005-
   2007» (923/A) e «Disposizioni programmatiche e finanziarie per
                        l'anno 2005» (924/A)

    CINTOLA   assessore  per il bilancio e le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, vorrei precisare che  l'articolo
  35  è  stato  proposto dalla Commissione legislativa  Ambiente  e
  territorio   e  non dal Governo, che comunque l'ha  approvato  in
  Commissione  Bilancio  e lo sta proponendo adesso  all'attenzione
  dell'Aula.
   Il  Governo pensava che l'articolo 35 non avrebbe dato luogo  ad
  un  dibattito così acceso, ma alla luce degli interventi fin  qui
  svolti,  ritengo  necessario un approfondimento  ulteriore  sulla
  materia  sia  con  la  Commissione che lo  ha  proposto  che  con
  l'assessore competente.
   Per tale motivo chiedo l'accantonamento dell'articolo.
   Poc'anzi  avevo  comunicato alla Presidenza che  era  intenzione
  del  Governo  di  accogliere l'emendamento 35.3 presentato  dagli
  onorevoli  Zago  e  Speziale in quanto  ritenevo  che  lo  stesso
  potesse  dare una più ampia esplicitazione alla materia  mettendo
  d'accordo sia la maggioranza che le opposizioni.

    CAPODICASA   Onorevole  Assessore, voglio  ricordarle  che  noi
  abbiamo chiesto la soppressione dell'articolo.

    CINTOLA   assessore per il bilancio e le finanze. Sì, onorevole
  Capodicasa, lei ha presentato un emendamento soppressivo  qui  in
  Aula,  però  vorrei  ricordarle  che  nella  Commissione  che  ha
  proposto l'articolo vi sono anche esponenti del suo partito.
   Allora,  indipendentemente dalla querelle, chiedo  ufficialmente
  alla Presidenza di accantonare l'articolo 35.

    FERRO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FERRO   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  vorrei  capire
  bene di cosa si sta parlando.
   Fin  qui  abbiamo  discusso del comma  2  dell'articolo  35,  ma
  vorrei  porre all'attenzione dei colleghi anche il comma  1,  che
  riguarda    sostanzialmente    una    modifica    di    procedura
  amministrativa. Non voglio entrare nel merito - posto che non sia
  d'accordo  anche sul contenuto del comma 1 -, però vorrei  capire
  come la Presidenza abbia potuto dare un giudizio di ammissibilità
  sul comma 1.
   Per  quanto  riguarda,  invece,  il  comma  2,  francamente  non
  capisco  di cosa si sta parlando, sia in termini di ammissibilità
  che  in  termini  di sostanza. Se i comuni non intendono  gestire
  impianti  sportivi  non  significa che il Governo  della  Regione
  possa  intervenire d'autorità affidando la gestione dell'impianto
  a  chi  vuole.  Come  si  può da un lato sostenere  che  dobbiamo
  aiutare  i  comuni nelle loro attività, e dall'altro  concentrare
  sulla  Regione  una norma, la legge 16/79, che è  quanto  di  più
  volgare  si  possa  trovare dal punto di vista  dell'applicazione
  della legge.
   Questo  articolo,  per  chi ha competenza in  materia,  presenta
  sicuramente  alcune  caratteristiche  fondamentali:   intanto   è
  sicuramente inammissibile sotto il profilo dei lavori d'Aula,  ed
  inoltre  è  un  articolo  assolutamente  clientelare;  e  non  mi
  riferisco  con questo all'operato dell'Assessore per il bilancio,
  ma  mi  riferisco alla responsabilità di chi ha concepito  questa
  norma.

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. I 13  deputati
  della Commissione.

    FERRO   Probabilmente è così, e allora tutti,  in  buona  fede,
  non  si sono resi conto di cosa proponevano. Però non si può oggi
  proporre  l'acccantonamento dell'articolo solo perché il  Governo
  si  trova  in  difficoltà e richiede del tempo per aggiustarlo  o
  modificarlo;  ritengo  che  l'articolo  vada  soppresso   e   non
  accantonato.
   Pertanto  chiedo  alla  Presidenza di  porre  in  votazione  gli
  emendamenti soppressivi.

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi, la  Presidenza  stabilito  di
  accantonare  l'articolo  35  così  come  richiesto  dal  Governo.
  Tuttavia  vi  erano  già  alcuni  deputati  iscritti  a  parlare,
  l'onorevole Giannopolo, l'onorevole Liotta, l'onorevole Ardizzone
  e  l'onorevole Sbona. Se i colleghi ritengono comunque di  dovere
  intervenire,  in  questa  fase,  io  concedo  loro   la   parola,
  altrimenti  si  può  rinviare la discussione al  momento  in  cui
  l'emendamento verrà trattato.
   Non    sorgendo    osservazioni,    dispongo    l'accantonamento
  dell'articolo 35 e dei relativi emendamenti.

   Si passa all'articolo 36. Ne do lettura:

                            «Articolo 36
   Autorizzazione nuovi posti letto riabilitazione e lungodegenza

   Il  comma  7  dell'articolo 1 della legge regionale  5  novembre
  2004, n. 15, è sostituito dal seguente:
    7.   Le   procedure  volte  alla  emissione  dei  provvedimenti
  autorizzativi per le strutture per nuovi posti letto per pazienti
  post acuti, riabilitazione e lungodegenza, di cui all'articolo 3,
  comma  4, del decreto legge 19 settembre 2001, n. 347, convertito
  dalla  legge  16  novembre  2001, n.  405,  sono  temporaneamente
  sospese  fin  tanto che la Regione, sulla scorta degli  indirizzi
  programmatori già stabiliti con delibera di Giunta  n.  135/2003,
  provvederà previo parere vincolante della Commissione   Sanità  e
  servizi   sociali'  dell'Assemblea  regionale   siciliana,   alla
  specifica  programmazione  di  settore  riferita  alle  strutture
  predette'».

   Comunico  che  sono  stati  presentati  i  seguenti  emendamenti
  interamente soppressivi:

   -dagli onorevoli Miccichè ed altri: emendamento 36.1;
  -dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: emendamento 36.2.

    CINTOLA   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo
  l'accantonamento dell'articolo 36.

    PRESIDENTE   Così  come  avevamo  concordato  in  apertura   di
  seduta,    sarebbe   opportuno   che   i   colleghi   indicassero
  tempestivamente alla Presidenza quali articoli reputano opportuno
  che vengono accantonati, in modo tale che la Presidenza non ponga
  in votazione i relativi emendamenti
   Non    sorgendo    osservazioni,    dispongo    l'accantonamento
  dell'articolo 36.
   Si passa all'articolo 37. Ne do lettura:

                            «Articolo 37
             Consigli di amministrazione di ESA ed IRVV

   1.   Il  consiglio  di  amministrazione  dell'Ente  di  sviluppo
  agricolo   è   costituito  da  sette  componenti,   compreso   il
  presidente,  che durano in carica cinque anni e sono rieleggibili
  esclusivamente  per  un  ulteriore  quinquennio,  anche  se   non
  consecutivo.
   2.  Il consiglio di amministrazione dell'Istituto regionale vite
  e vino è costituito da cinque componenti, compreso il presidente,
  che   durano   in   carica  cinque  anni  e   sono   rieleggibili
  esclusivamente  per  un  ulteriore  quinquennio,  anche  se   non
  consecutivo.
   3.  Il consiglio di amministrazione ed il presidente degli  enti
  di cui al primo e secondo comma sono contestualmente nominati con
  decreto presidenziale, previa delibera della Giunta regionale  su
  proposta dell'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste,
  tra   soggetti   specificatamente  in  possesso  di   consolidata
  professionalità  ed  esperienza in materia  agricola,  economica,
  giuridica, industriale e commerciale.
   4.  Con  successive delibere adottate dai costituiti  organi  di
  amministrazione,   approvate   con   decreto   assessoriale,   si
  provvederà  alla regolamentazione del funzionamento dei  suddetti
  organi».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -dagli onorevoli Miccichè ed altri: emendamento 37.1;
  -dagli onorevoli Tumino e Barbagallo: emendamento 37.2;
  -dagli onorevoli Misuraca ed altri: emendamento AG.182.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Mi  scusi onorevole Speziale, siccome  mi  avevano
  anticipato  che  probabilmente il Gruppo  parlamentare  di  Forza
  Italia   intendeva  ritirare  l'emendamento  AG.182  volevo   una
  conferma per potere valutare la questione. Ha facoltà di parlare.

    SPEZIALE   Signor  Presidente ritengo che il  Gruppo  di  Forza
  Italia  presenti emendamenti sostitutivi a quelli del Governo  di
  gran lunga più interessanti, per la verità, rispetto a quelli del
  Governo.
   Signor  Presidente, vorrei proporre al Governo la  presentazione
  di  un  subemendamento,  che se è il caso  potrei  presentare  io
  stesso  come capogruppo dei DS, perchè ritengo che volere ridurre
  il  numero dei componenti dei consiglio di amministrazione  degli
  enti  sia  una finalità che noi consideriamo corretta. Il  fatto,
  però,  che  si utilizzi un eccesso di potere discrezionale,  così
  come  previsto al comma 3 dell'articolo 37 che cito testualmente:
   Il  consiglio di amministrazione ed il presidente degli enti  di
  cui  al  primo e secondo comma sono contestualmente nominati  con
  decreto presidenziale, previa delibera della Giunta regionale  su
  proposta dell'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste,
  tra   soggetti   specificatamente  in  possesso  di   consolidata
  professionalità   .. , è talmente generico che  lascia  un  ampio
  margine di discrezionalità alla nomina.
   Inoltre,   vorrei  ricordare  che  noi  abbiamo  il  dovere   di
  rappresentare gli interessi legittimi all'interno dei consigli di
  amministrazione.  Allora,  si  può  stabilire  che  ci   sia   un
  rappresentante delle diverse categorie, ma dobbiamo  definire  un
  criterio  con  il quale possano essere presenti nei  consigli  di
  amministrazione   i   rappresentanti   legittimi   di   interessi
  categoriali.  Pertanto  chiedo  al  Governo  di  predisporre   un
  subemendamento al fine di definire meglio il carattere  di  ampia
  competenza  (perchè  in Sicilia normalmente gli  esperti  vengono
  confusi  con  gli   sperti ,  cioè  quelli  che  pur  non  avendo
  competenza hanno un rapporto comunque) e il profilo di  chi  deve
  far  parte del consiglio di amministrazione. La seconda questione
  che  sottopongo  all'attenzione del  Governo  è  che  preveda  la
  presentazione di un subemendamento con il quale si introduca  una
  norma  che  possa salvaguardare la presenza di un  rappresentante
  delle   singole   categorie   all'interno   del   consiglio    di
  amministrazione.

    CINTOLA   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Chiedo
  l'accantonamento dell'articolo 37.

    PRESIDENTE   Non  sorgendo  osservazioni,  dispongo  nel  senso
  richiesto.
   Onorevoli  colleghi, al fine di programmare i lavori  di  questa
  mattina,  ritengo  che,  così come era stato  già  stabilito,  si
  potrebbe  andare  avanti fino alle ore 13.00;  tuttavia  ci  sono
  alcuni   articoli   che  appaiono  piuttosto   semplici,   perchè
  presuppongo  uno  schieramento o  l'altro,  per  cui  ritengo  si
  possano esaminare questi articoli e poi sospendere i lavori.
   Si passa all'articolo 38. Ne do lettura:

                            «Articolo 38
     Disposizioni in materia di tutela e valorizzazione dei beni
                            paesaggistici

   1.  In  conformità a quanto previsto dall'articolo 9 della legge
  29 marzo 2001, n. 135, come recepito dall'articolo 42 della legge
  regionale  26  marzo 2002, n. 2, ove l'attività  turistica  venga
  svolta in immobili di interesse culturale, i relativi progetti di
  restauro,    ristrutturazione,    manutenzione    ordinaria     e
  straordinaria sono approvati con le procedure di cui all'articolo
  36  della  legge  regionale 15 maggio  2000,  n.  10,  anche  con
  riferimento  alle  norme  statali  e  regionali  di  tutela   del
  patrimonio culturale e dell'ambiente. A tal fine le richieste  di
  pareri,   nulla   osta  o  autorizzazioni  sono  avanzate   dagli
  interessati unitamente alla istanza prodotta allo sportello unico
  di  cui all'articolo 24 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.
  112».

   Comunico  che  sono  stati  presentati  i  seguenti  emendamenti
  soppressivi:

   - dagli onorevoli Miccichè e altri: emendamento 38.1;
   - dagli onorevoli Tumino e Barbagallo: emendamento 38.2;
   - dagli onorevoli Capodicasa e Speziale: emendamento 38.3.

   Essendo  gli  emendamenti  soppressivi  di  identico  contenuto,
  pongo in votazione il mantenimento dell'articolo.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE   Si riprende l'esame dell'articolo 42,  accantonato
  nella seduta di ieri dopo la presentazione dell'emendamento 42.1,
  interamente soppressivo.
   Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'articolo 43, comunicato nella seduta  di  ieri  e
  accantonato dopo la presentazione degli emendamenti 43.1 e  43.2,
  interamente soppressivi.
   Comunico   altresì   che   è   stato  presentato   dal   Governo
  l'emendamento 43.3.
   Pongo  congiuntamente  in votazione gli emendamenti  soppressivi
  43.1 e 43.2 di identico contenuto. Il parere del Governo.

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

   SAVONA,  presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
  Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                        (Non sono approvati)

   Si  passa  all'emendamento  43.3 del Governo.  Il  parere  della
  Commissione?

    SAVONA    presidente   della   Commissione   e   relatore    di
  maggioranza. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 43, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa  all'articolo 45, comunicato nella seduta  di  ieri  e
  accantonato dopo la presentazione degli emendamenti 45.1 e  45.2,
  interamente soppressivi.
   Comunico   altresì   che   è   stato  presentato   dal   Governo
  l'emendamento 45.3.
   Pongo  congiuntamente  in votazione gli emendamenti  soppressivi
  45.1 e 45.2 di identico contenuto. Il parere del Governo.

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    presidente   della   Commissione   e   relatore    di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                        (Non sono approvati)

   Si  passa  all'emendamento  45.3 del Governo.  Il  parere  della
  Commissione?

    SAVONA    presidente   della   Commissione   e   relatore    di
  maggioranza. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 45, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 50, già comunicato nella seduta di ieri.
   Preso  atto  che  all'articolo 50 sono stati presentati  diversi
  emendamenti, ne dispongo l'ulteriore accantonamento.
   Onorevoli   colleghi,  comunico  che  il  Governo   propone   di
  trattare, prima della sospensione, gli articoli 62, 63, 64, 66  e
  68 che presentano un solo emendamento soppressivo.
   Si passa pertanto all'articolo 62. Ne do lettura:

                            «Articolo 62
        Applicazione delle misure di fuoriuscita ai soggetti
     utilizzati in attività socialmente utili dalla Croce Rossa
                              Italiana

   1.  Nell'ambito delle disponibilità di cui al fondo unico per il
  precariato, l'Assessorato regionale del lavoro, della  previdenza
  sociale,  della  formazione professionale  e  dell'emigrazione  è
  autorizzato a finanziare al comitato regionale della Croce  Rossa
  Italiana  della  Sicilia  le misure previste  dalla  legislazione
  vigente  per  la fuoriuscita dei soggetti utilizzati in  attività
  socialmente utili dai predetti enti».

   Comunico  che  è  stato presentato dagli onorevoli  Miccichè  ed
  altri l'emendamento 62.1.

    MICCICHE'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  non  è  una
  questione di principio, ma forse noi dimentichiamo e non  vediamo
  le cose che succedono a pochissimi metri dalla nostra Aula.
   Proprio  qui  sotto,  ci  sono  centinaia  di  disoccupati   che
  attendono una risposta in merito alla definizione della procedura
  del concorso per autisti della Croce Rossa Italiana.
   Non  vorrei  che  approvassimo l'articolo  dimenticandoci  delle
  pressioni  che  in  questo  momento, in  questo  istante,  stanno
  attuando  le  persone, i disoccupati, gli aventi  diritto  ad  un
  concorso che chiedono la definizione dell'espletamento di  questo
  concorso, proprio per essere inseriti all'interno del servizio di
  emergenza della Croce Rossa Italiana, del 118.
   Non  vorrei,  signor  Presidente, che si  facesse  soltanto  una
  cortesia  a  chi in questo momento ci vuole favorire dimenticando
  altre  persone,  altri soggetti che hanno diritto  ad  avere  una
  risposta,
   Proprio  stamattina,  ho incontrato alcuni di  questi  cittadini
  che  sono  qui  sotto  il  Palazzo dei  Normanni,  che  aspettano
  l'approvazione  di  un emendamento, non so se sarà  inserito  nel
  cosiddetto  maxiemendamento;  si  tratta  della  stessa  materia:
  servizio  sanitario  di emergenza, sarebbe  opportuno  approvarlo
  contemporaneamente sia l'uno che l'altro per  evitare  di  creare
  disparità  di  trattamento per soggetti che  hanno  probabilmente
  stessi diritti e stessi requisiti.
   Chiedo al Presidente di accantonarlo.

    GIANNOPOLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  io  non  so
  chi  sono,  quanti sono, cosa fanno, chi ce li ha  messi  e  dove
  vogliono andare gli LSU della Croce Rossa Italiana. Una  cosa  di
  cui però sono certo è che noi non possiamo finanziare, a meno che
  non  mi  si dimostri che appartengono al regime transitorio,  non
  possiamo dare soldi per il mantenimento di lavoratori socialmente
  utili  che  non  appartengono al regime  transitorio,  perchè  se
  dovessimo  stabilire  il  principio  che  possiamo  finanziare  i
  lavoratori   socialmente   utili  no   appartenenti   al   regime
  transitorio  la  maglia  è  molto più larga  di  quella  che  può
  sembrare a prima vista, ma siccome non è cosa proponibile  allora
  bisogna scrivere qui che appartengono al regime transitorio.

    PRESIDENTE     Onorevole   Giannopolo,   intende   formalizzare
  l'emendamento?

    GIANNOPOLO  Io non intendo formalizzare niente.


   Presidenza del presidente Lo Porto

   Presidenza del vicepresidente Fleres


  Comunicazione di deliberazione della Commissione per la Verifica
                             dei poteri

    PRESIDENTE   Comunica che la Commissione per  la  Verifica  dei
  poteri,  nella  riunione odierna, ai sensi dell'articolo  61  del
  Regolamento interno, ha deliberato all'unanimità di approvare  la
  relazione  scritta,  già depositata per l'Assemblea,  recante  la
  proposta   di  decadenza  dalla  carica  di  deputato   regionale
  dell'onorevole D'Antoni.
   L'argomento sarà iscritto all'ordine del giorno di una  prossima
  seduta.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Lo Porto

   Presidenza del vicepresidente Fleres


       Riprende la discussione congiunta dei disegni di legge
     «Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
    finanziario 2005 e bilancio pluriennale per il triennio 2005-
   2007» (923/A) e «Disposizioni programmatiche e finanziarie per
                        l'anno 2005» (924/A)

    PRESIDENTE   Comunico  che  è  stato  presentato  dal   Governo
  l'emendamento 62.2.
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    SAVONA    presidente   della   Commissione   e   relatore    di
  maggioranza. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 62, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   L'emendamento 62.1 è precluso. Si passa all'articolo 63.  Ne  do
  lettura:

                            «Articolo 63
                      Applicazione benefici LSU

   1.  La riserva prevista per i lavoratori socialmente utili dalla
  legge  regionale  1  settembre 1993,  n.  25,  nonché  tutti  gli
  incentivi, le priorità e le misure di fuoriuscita previste  dalla
  legislazione  vigente in favore dei soggetti  prioritari  di  cui
  alla   legge   regionale  21  dicembre  1995,  n.   85,   trovano
  applicazione  a  tutti  i  lavoratori  destinatari   del   regime
  transitorio  dei lavori socialmente utili finanziati con  risorse
  del bilancio regionale».

   Comunico  che  è  stato presentato dagli onorevoli  Miccichè  ed
  altri l'emendamento soppressivo 63.1.
   Pongo   in  votazione  il  mantenimento  dell'articolo.  Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 64. Ne do lettura:

                            «Articolo 64
  Applicazione disposizioni limitative per le assunzioni negli enti
                               locali

   1.  Per  l'anno  2005, al fine di garantire specifiche  esigenze
  istituzionali,  le disposizioni limitative alle assunzioni  negli
  enti  locali e negli enti soggetti a controllo e vigilanza  della
  Regione  non trovano applicazione alle assunzioni dei  lavoratori
  destinatari del regime transitorio dei lavori socialmente  utili,
  nei limiti delle dotazioni organiche e fermo restando il rispetto
  del patto di stabilità regionale e nazionale.
   2.  Le  disposizioni di cui al decreto legislativo  6  settembre
  2001, n. 368, non si intendono applicabili ai contratti a termine
  volti  alla  stabilizzazione dei soggetti destinatari del  regime
  transitorio dei lavori socialmente utili».

   Comunico  che  è  stato presentato dagli onorevoli  Miccichè  ed
  altri l'emendamento soppressivo 64.1.
   Pongo   in  votazione  il  mantenimento  dell'articolo.  Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 66. Ne do lettura:

                            «Articolo 66
       Pagamento somme attività ispettiva società cooperative

   1.  L'Assessorato regionale della cooperazione,  del  commercio,
  dell'artigianato  e  della pesca è autorizzato,  per  l'esercizio
  finanziario  2005, ad impegnare sullo stanziamento di  competenza
  della UPB 8.2.1.3.1, capitolo 343701, la somma di 218 migliaia di
  euro,  destinata  al pagamento delle spese relative  all'attività
  ispettiva   svolta   nell'anno   2003   dalle   associazioni   di
  rappresentanza  e  tutela  del movimento  cooperativistico  della
  Sicilia  nei  confronti  delle  cooperative  aderenti,  ai  sensi
  dell'articolo 21, comma 3, della legge regionale 23 maggio  1991,
  n. 36».

   Comunico  che  è  stato presentato dagli onorevoli  Miccichè  ed
  altri l'emendamento soppressivo 66.1.
   Pongo   in  votazione  il  mantenimento  dell'articolo.  Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Comunico   altresì   che   è   stato  presentato   dal   Governo
  l'emendamento 66.2. Dispongo l'accantonamento dell'articolo 66.

   Si passa all'articolo 67. Ne do lettura:

                            «Articolo 67
            Ripianamento esposizioni debitorie enti fiera

   1.  L'Assessorato  regionale  del bilancio  e  delle  finanze  è
  autorizzato  a  prestare  garanzia sussidiaria  in  favore  degli
  istituti  di  credito che erogheranno mutui  a  favore  dell'Ente
  autonomo  Fiera  di  Palermo finalizzati  al  ripianamento  delle
  proprie esposizioni debitorie sussistenti alla data del 30 giugno
  2004  e comunque per un importo complessivo massimo pari a 10.000
  migliaia di euro.
   2.  Per  le  finalità del comma 1, l'Assessorato  regionale  del
  bilancio   e  delle  finanze  approva  il  piano  di  risanamento
  aziendale ed il piano di ammortamento del mutuo, verificando ogni
  dodici  mesi che gli stessi piani siano rispettati attraverso  la
  nomina  di  un  commissario straordinario, da parte dello  stesso
  Assessorato,  per  il risanamento degli enti,  da  affiancare  al
  consiglio di amministrazione degli enti o ai loro commissari».

   Ne dispongo l'accantonamento.

   Si passa all'articolo 68. Ne do lettura:

                              TITOLO V
                  Disposizioni varie e norme finali

                            «Articolo 68
              Beni mobili delle istituzioni scolastiche

   1.  I  beni mobili acquistati con fondi regionali dall'1 gennaio
  1986  al  31  agosto  2000 dalle istituzioni scolastiche  statali
  vengono  acquisiti al patrimonio delle scuole  che  li  detengono
  alla  data  del  31  agosto  2000. I beni  acquistati  con  fondi
  regionali dai soppressi distretti scolastici vengono acquisiti al
  patrimonio  delle istituzioni scolastiche in cui  aveva  sede  il
  distretto medesimo».

   Comunico  che  è  stato presentato dagli onorevoli  Miccichè  ed
  altri l'emendamento soppressivo 68.1.
   Pongo   in  votazione  il  mantenimento  dell'articolo.  Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Sospendo brevemente la seduta.

    (La seduta, sospesa alle ore 12.55, è ripresa alle ore 13.00)

   La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE  Il Governo chiede di potere trattare, in deroga  al
  precedente deliberato d'Aula, anche l'articolo 69 che riguarda la
  Cronoscalata automobilistica di Linguaglossa.
   Si passa pertanto all'articolo 69. Ne do lettura:

                            «Articolo 69
     Cronoscalata automobilistica Linguaglossa-Piano Provenzana

   1. E' autorizzata la cronoscalata automobilistica  Linguaglossa-
  Piano    Provenzana'   sulla   strada   provinciale    Mareneve',
  limitatamente al periodo dell'anno compreso tra il 15 marzo ed il
  15 settembre, dalla chilometrica 3,000 alla chilometrica 13,800».

   Comunico  che  sono  stati  presentati  i  seguenti  emendamenti
  soppressivi:

   - dagli onorevoli Miccichè e altri: emendamento 69.1;
   - dagli onorevoli Forgione e Liotta: emendamento 69.2.

   Li  pongo  congiuntamente in votazione  in  quanto  di  identico
  contenuto. Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 72. Ne do lettura:

                            «Articolo 72
                       Vincoli di destinazione

   1.  Il  termine di dieci anni di cui all'articolo 28 della legge
  regionale  25  marzo 1986, n. 13 e di cui all'articolo  18  della
  legge regionale 9 giugno 1994, n. 25, è ridotto di cinque anni».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dagli onorevoli Miccichè e altri: emendamento 72.1;
   - dagli onorevoli Forgione e Liotta: emendamento 72.2;
   - dagli onorevoli Tumino e Barbagallo: emendamento 72.3;
   - dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: emendamento 72.4.

    SPEZIALE   Chiedo  l'accantonamento  dell'articolo  72,   testè
  comunicato.

    PRESIDENTE   Non  sorgendo  osservazioni,  dispongo  nel  senso
  richiesto.

   Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato dal  Governo
  il maxiemendamento G 1, articolato in ottantuno commi.
   Propongo,  pertanto, di sospendere la seduta per  dare  modo  ai
  Gruppi parlamentari di valutare il predetto maxiemendamento e  di
  formalizzare eventuali proposte emendative.

    MICCICHE'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  lei  parla
  come se avessimo tra le mani il testo di questo maxiemendamento.
   E'  inutile  che cercate di prenderci per il naso,  si  dovrebbe
  applicare   il   Regolamento.  Quando   avremo   il   testo   del
  maxiemendamento interverrò e chiederò, quando sarà il mio  turno,
  il   tempo  per  poter  esaminare  attentamente  gli  emendamenti
  presentati dal Governo.
   L'articolo  103  del  Regolamento recita:  gli  emendamenti  che
  comportino  aumenti di spesa o di diminuzione di  entrate  devono
  essere  trasmessi anche alla Commissione per il  bilancio  perché
  esprima il suo parere entro il termine di 24 ore .

    CINTOLA   assessore per il bilancio e le finanze. Lo può  anche
  esprimere in Aula

    PRESIDENTE   Su  questo argomento, l'Aula si è già  pronunciata
  all'inizio  dei  lavori quando abbiamo stabilito l'andamento  dei
  lavori della mattinata.

    MICCICHE'    Forse   lei  dimentica  che   personalmente   sono
  intervenuto  proprio  all'inizio dei lavori reclamando  il  tempo
  congruo  di  24  ore ed è il tempo massimo, il  tempo  utile  per
  esaminare il testo. Ci deve dare il tempo di avere un riferimento
  normativo?

    PRESIDENTE   Onorevole  Miccichè,  questa  mattina,  proprio  a
  seguito del suo intervento, l'Aula ha determinato l'andamento dei
  propri  lavori  e ne ha determinato anche la data e  l'orario  di
  apertura e chiusura dell'attività.

    FERRO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FERRO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che  questa
  mattina  non abbiamo esattamente deciso quello che lei adesso  ha
  detto.
   Abbiamo  chiesto  che fosse data la possibilità ai  parlamentari
  di  conoscere la portata  e i contenuti del maxi emendamento  del
  Governo.
   Se  stabiliamo già adesso che la presentazione degli emendamenti
  è  prevista alle ore 18.00 o alle 19.00, questo poco importa, non
  è  questo  il tema, francamente abbiamo già chiuso la possibilità
  di  un approfondimento e di una riflessione per cui si va in Aula
  e  ci  si dice che entro questa sera, entro due ore, occorre aver
  capito tutto, presentato gli emendamenti, iniziata la discussione
  e votare.
   Questo è un modo un po' surrettizio per interpretare quello  che
  si  è  deciso questa mattina che era, invece, esaminare il  testo
  del  maxi  emendamento  e  poi  valutare  il  tempo  congruo  per
  presentare gli emendamenti.
   In  questo  modo  siamo nelle condizioni  di  non  capire  nulla
  perché   non  sappiamo  neanche  qual  è  la  portata  del   maxi
  emendamento.
   Pertanto,  vorrei che non si dessero interpretazioni  arbitrarie
  su  quello che si è deciso questa mattina, si dia la possibilità,
  anche  fra  un'ora,  ai parlamentari di poter  aver  il  testo  e
  valutare a quel punto qual è l'orario congruo per presentare  gli
  emendamenti, che poi siano 12, 14, 16 o 3 ore, poco importa, però
  vorrei capire di cosa stiamo parlando.

    LIOTTA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LIOTTA   Signor Presidente, onorevoli colleghi, il  Governo  ha
  tenuto  l'Aula in sospeso sulla presentazione del maxiemendamento
  da  almeno 24 ore. Erano in corso vari tipi di trattative per  la
  formulazione  di  questo  testo e ci aspettiamo  di  tutto,  sono
  circolate   le  voci  più  disparate  sui  contenuti  di   questo
  maxiemendamento.  E' cresciuta la curiosità. Vogliamo  vederlo  e
  anche analizzarlo.
   Se  il maxiemendamento fosse costituito da 1, 2, 10 articoli,  i
  tempi  che  l'Aula sta per darsi sarebbero anche  congrui;  dieci
  articoli si possono analizzare, e così pure i subemendamenti.  Ma
  se il maxiemendamento è una collezione di disegni di legge

    PRESIDENTE    Onorevole  Liotta,  per  sua   informazione,   le
  fornisco un elemento. Poiché la Presidenza ha già avuto  modo  di
  leggere  il maxiemendamento, anche se ancora non si è pronunziata
  sull'ammissibilità di tutte le sue parti, si è però resa conto di
  una  cosa:  il  maxiemendamento è la  somma  di  alcuni  tra  gli
  emendamenti depositati entro i termini previsti.
   Anche  in  funzione di questo, onorevole Liotta, il termine  che
  la  Presidenza ha individuato, essendosi consultata informalmente
  con l'Aula, è quello comunicato poc'anzi.
   Pertanto,   onorevole   Liotta,  se   lei   conclude,   possiamo
  aggiornare i lavori così come stabilito.

    LIOTTA   Signor Presidente, ripeto quanto già  detto  da  altri
  colleghi: se noi avessimo in questo momento il maxiemendamento  a
  disposizione, potremmo anche valutare positivamente  la  proposta
  della Presidenza sui tempi e l'ordine dei lavori.
   Non  siamo  in  grado  di  esprimere una valutazione  su  questa
  proposta  e,  quindi,  ci  sembra  che  ci  sia  una  volontà  di
  comprimere  il  tempo  che i deputati hanno  a  disposizione  sol
  perché,  evidentemente, una volta raggiunti  determinati  accordi
  sul  maxiemendamento, l'Aula può anche fare a meno di  esaminarlo
  considerato che il percorso appare già segnato.

   PRESIDENTE    Onorevoli colleghi, sospendo la seduta  avvertendo
  che  riprenderà  alle  ore 19.00. Preciso  che  i  subemendamenti
  devono essere presentati entro le ore 18.00.

    (La seduta, sospesa alle ore 13.08, è ripresa alle ore 19.43)

  La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE   onorevoli colleghi,  su richiesta del  Governo  il
  Presidente  dispongo  che  si  passi  agli  articoli  ancora  non
  esaminati.

        Do lettura dell'articolo 60:

                            «Articolo 60
         Fondo di rotazione per la progettazione degli enti
                               locali

   1.  All'articolo 43 della legge regionale 26 marzo 2002,  n.  2,
  come  sostituito  dall'articolo  18  della  legge  regionale   29
  dicembre 2003, n. 21, sono aggiunti i seguenti commi:
      5 bis. Una quota pari al 15 per cento delle risorse del fondo
  di  cui al comma 1 è attribuita agli enti locali territoriali per
  la   realizzazione  di  progettazioni  relative   ad   interventi
  straordinari ed urgenti.
     5  ter.  Il  50  per  cento del fondo di  cui  al  comma  1  è
  utilizzato, per l'esercizio finanziario 2005, per consentire agli
  enti  proprietari  di  strutture strategiche  o  rilevanti,  come
  individuate ai sensi della delibera della Giunta regionale n. 408
  del  19  dicembre 2003, resa esecutiva con decreto del  dirigente
  generale  del  dipartimento di protezione  civile  n.  3  del  15
  gennaio  2004  per l'effettuazione delle verifiche  tecniche  dei
  livelli   di  sicurezza  sismica,  previste  dall'ordinanza   del
  Presidente   del   Consiglio  dei  Ministri  n.  3274/2003.   Con
  apposito  regolamento  sono definite  dal  servizio  sismico  del
  dipartimento  regionale  di  protezione  civile,  a  seguito  del
  completamento  del  censimento  delle  strutture  strategiche   e
  rilevanti di competenza regionale, le modalità di concessione del
  finanziamento ad enti e soggetti individuati come proprietari  di
  tali strutture ai sensi del citato decreto del dirigente generale
  del dipartimento di protezione civile n. 3 del 15 gennaio 2004.'»

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dagli onorevoli Miccichè e altri: emendamento 60.1;
   - dagli onorevoli Giannopolo e Speziale: emendamento 60.2;
   - dal Governo: emendamenti 60.2.1 e 60.3.

    GIANNOPOLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO   Signor  Presidente,  innanzitutto  desidero    far
  rilevare  un  fatto tecnico. Il sub comma 5 ter dell'articolo  60
  l'abbiamo già approvato in un'altra norma con un emendamento  del
  Governo, riferito ad altro articolo.

    PRESIDENTE    Onorevole  Giannopolo,   potremmo   definire   la
  questione in sede di coordinamento formale.

    GIANNOPOLO  No, vorrei che fosse chiaro sin da adesso.

    PRESIDENTE  Gli uffici provvedano affinchè non si verifichi  la
  duplicazione allertata dall'onorevole Giannopolo.

    GIANNOPOLO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  intervengo
  per  esporre le ragioni per cui ho presentato questo emendamento,
  che  introduce un criterio di attribuzione del fondo di rotazione
  per  la  progettazione degli enti locali, a parte  il  fatto  che
  ritengo di grande importanza, allo stato attuale, l'erogazione di
  queste somme agli enti locali per  la progettazione.
   Abbiamo,  infatti, una carenza di parco progetti  in  Sicilia  e
  sono in grande parte progetti che devono essere adeguati alle due
  leggi da noi approvate, quella sugli appalti e quella  sui lavori
  pubblici, ed anche alle normative che sono sopraggiunte.
   Il   criterio   che  qui  viene  introdotto  è   come   verranno
  distribuite queste somme. Io propongo di distribuirle in  termini
  proporzionali, avendo però un minimo garantito per  ogni  comune;
  non  ha  senso  distribuire  ad un  comune  di  tremila  abitanti
  diecimila  euro, perché non servono a niente e, magari,  dare  al
  comune  di Palermo, al comune di Catania, o perché no, al  comune
  di Siracusa, un milione di euro.
   Ecco  che  allora, onorevole Assessore, io credo  e  chiedo  che
  venga  introdotta una regolamentazione da questo punto di  vista,
  che  il  Governo esponga dei criteri attraverso cui poter erogare
  queste somme.

    CINTOLA   assessore  per il bilancio e le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

    CINTOLA   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, molto brevemente per  dichiarare
  che  condivido  il criterio: cioè  un metodo che  possa  togliere
  discrezionalità ad ogni legge. Sono d'accordo con lei,  onorevole
  Giannopolo;  operare con discrezionalità è, infatti,  esattamente
  il contrario dell'operare bene e con equità. Però, se lei esamina
  il  primo comma, si accorgerà che una quota pari al 15 per  cento
  delle  risorse  è  attribuita  per  interventi  straordinari   ed
  urgenti.
   Basta   riflettere  per  comprendere  che,   poichè   la   somma
  disponibile  non  è elevata, se dovessimo distribuirla  per  ogni
  singolo comune con quote minime, non raggiungeremmo più lo scopo.
  Per   cui,  pur  lodando  il  criterio  secondo  il  quale   meno
  discrezionalità  c'è,   più equamente  si  amministra  il  popolo
  siciliano, io ritengo di non potere accedere ad esso, non  perché
  l'idealità non sia giusta, ma perché ciò che andiamo  a  porre  a
  fondo  non è tale da poterci consentire una distribuzione di  tal
  genere.

    GIANNOPOLO   E'  evidente  che  restano  favorite   le   grandi
  città.......

    PRESIDENTE  Onorevole Giannopolo, lei sa che normalmente si  fa
  così. Lei sa che sui fondi ai comuni ci sono anche delle quote di
  riserva, però tendenzialmente sono proporzionali al numero  degli
  abitanti, sia pure con i correttivi che abbiamo detto.

    SPEZIALE    Si  possono combinare i due elementi,  abitanti  ed
  estensione territoriale?

    CINTOLA   assessore per il bilancio e le finanze. Questo  è  un
  emendamento,  onorevole  Speziale, che  non  è  del  Governo:  il
  Governo lo ha accettato perché proveniente da una Commissione che
  è espressione di tutte le forze politiche presenti.

    PRESIDENTE    Mi  perdoni,  onorevole  Assessore,   l'onorevole
  Speziale  suggerisce  un  correttivo  secondo  il  quale  non  ci
  sarebbe,  come ha chiesto il Governo,  la soglia minima prevista,
  ma ci sarebbe una ripartizione congiunta in termini proporzionali
  tra il numero degli abitanti e l'estensione territoriale.
   Onorevole  Formica, se legge l'emendamento all'articolo  60,  si
  accorgerà che prevede una ripartizione proporzionale al numero di
  abitanti ed  un minimo da distribuire pariteticamente a  tutti  i
  comuni.  Il Governo dice che non ci sono le risorse per garantire
  il   minimo   per  tutti  i  comuni,  perché  la  somma   sarebbe
  estremamente  bassa,  però  accetta  la  proposta  dell'onorevole
  Speziale  di  aggiungere  al  parametro  degli  abitanti   quello
  dell'estensione territoriale, che è un correttivo.

    SPEZIALE   Mi  sembra una cosa ragionevole. Se è  così,rinuncio
  ad intervenire.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha  facoltà.

    ACIERNO   Signor  Presidente,  intervengo  per  capire  perché,
  quando  si trovano questi accordi volanti in Aula, si rischia  di
  scrivere male la norma che si vuole approvare. Se si parla di  un
  fondo   di  rotazione  finalizzato,  come  dice  il  testo,   per
  interventi  straordinari ed urgenti, qual è il  problema?  Se  il
  fondo  deve  essere  utilizzato per  interventi  straordinari  ed
  urgenti,  se   poi  lo vincoliamo al numero di  abitanti  o  alla
  porzione  di  territorio, rischiamo,  in  un  comune  di  tremila
  abitanti che necessita di un finanziamento a causa di una  frana,
  di  non poterglielo dare perché in proporzione..... Allora,  qual
  è la richiesta, signor Presidente?

    PRESIDENTE   Non  si  tratta di questo tipo  di  interventi,  e
  comunque,  posso  dirle una cosa. Normalmente, laddove  non  sono
  previste   specifiche  modalità, la Corte  dei  Conti  chiede  al
  Governo di fissarle, cioè di darsi un criterio.   Normalmente  il
  criterio  tiene  conto del numero di abitanti  e  dell'estensione
  territoriale.  Pertanto,  con  questa  mediazione,  in  linea  di
  massima, credo che non ci siano particolari problemi.
   Comunico  che  da  parte  del Governo  è  stato  presentato   un
  subemendamento 60.2.1 che così riformula l'emendamento 60.2:
    2.  Il  fondo  di  cui  al comma 1 viene attribuito  in  misura
  proporzionale   al   numero  di  abitanti  ed   alla   estensione
  territoriale .
   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 60.2, come risulta emendato.
   Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 60.3  a firma del Governo.
   Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 60 nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 61. Ne dò lettura:

                            «Articolo 61
                    Fondo unico per il precariato

   1.  A  decorrere dall'esercizio finanziario 2005,  nel  bilancio
  della  Regione  è  istituito  un  fondo  unico  da  destinare  al
  finanziamento degli interventi previsti dall'articolo  39,  commi
  1,  2  e  5,  della  legge  regionale 3  dicembre  2003,  n.  20,
  dall'articolo  83  della legge regionale 16 aprile  2003,  n.  4,
  dall'articolo  1, comma 3, della legge regionale 9 ottobre  1998,
  n.  27,  nonché delle misure di fuoriuscita dal bacino dei lavori
  socialmente utili previste dall'articolo 25 della legge regionale
  29  dicembre  2003,  n.  21 e delle altre misure  di  fuoriuscita
  previste dalla legislazione vigente finanziate con oneri a carico
  del bilancio regionale.
   2.   I   finanziamenti   previsti  a  decorrere   dall'esercizio
  finanziario  2005  per  gli  interventi  di  cui   al   comma   1
  confluiscono nel fondo di cui al comma medesimo.
     3.  Per l'assunzione degli impegni per le finalità di  cui  al
  comma 1 si provvede ai sensi dell'articolo 11 comma 6 della legge
  regionale  8  luglio  1977, n. 47, nei limiti dello  stanziamento
  previsto nel bilancio di competenza.»

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dagli onorevoli Miccichè e altri: emendamento 61.1;
   - dagli onorevoli Giannopolo e Speziale: emendamento 61.2.

   Pongo in votazione l'emendamento 61.1. Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

    GIANNOPOLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO   Signor Presidente, io penso che i parlamentari  ed
  il  Governo  debbano valutare attentamente la portata  di  questo
  articolo.
   Sostanzialmente  l'operazione che si fa è quella  di  creare  il
  fondo  unico:  un unico capitolo di bilancio, in buona  sostanza,
  attraverso  cui passano tutti gli impegni di spesa per finanziare
  tutte  le  misure di fuoriuscita dal precariato. E  ci  riferiamo
  esclusivamente  al regime transitorio dei lavoratori  socialmente
  utili.
   Finora  questo  Parlamento,  il Governo,  tutti  quanti  abbiamo
  saputo,  in  sede di redazione di bilancio e di legge finanziaria
  con  le annesse tabelle, quanti soldi mettevamo per attivare  una
  singola  misura  di fuoriuscita, che fosse l'assunzione  a  tempo
  indeterminato  presso l'Ente, che fosse la stipula del  contratto
  di diritto privato, che fosse la misura di autoimpiego, che fosse
  la esternalizzazione di servizi e via di seguito.
   Finora,   la  legge  finanziaria ci  ha  detto,  per  l'anno  di
  riferimento, quante risorse finanziarie si intendevano  destinare
  per  ogni  singola  misura di fuoriuscita;  con  questo  articolo
  scompare, d'un colpo, la programmazione  delle risorse, che  deve
  essere  comunque prerogativa del Parlamento; scompare d'un  colpo
  la  programmazione  circa l'attivazione delle singole  misure  di
  fuoriuscita.
   Potrebbe  anche essere questo un elemento apprezzabile  qualora,
  però,  la  gestione  e l'attivazione del fondo  non  dipendessero
  esclusivamente dall'assessore al ramo ma vi fosse  un comitato di
  gestione  del fondo, il quale comitato, presentasse un  programma
  da  sottoporre  all'apprezzamento  della  competente  Commissione
  legislativa o della stessa Commissione regionale per il  pubblico
  impiego.
   Faccio  un  esempio  piuttosto surreale - non  è  da  escludere,
  infatti,   che anche all'indomani di capodanno diventi  realtà  -
  .Per  esempio, il Governo impazzisce e decide di utilizzare tutto
  il  fondo unico del precariato per assumere nella pianta organica
  della  Regione diecimila precari; lo potrà fare senza che  questo
  Parlamento  abbia  la  possibilità  di  interferire  o   comunque
  esprimere la propria opinione.

    PRESIDENTE    Onorevole   Giannopolo,   vorrei   tentare    una
  mediazione  per  accelerare  i  lavori.  Un'  ipotesi   che   non
  rallenterebbe certamente l'azione del Governo potrebbe essere non
  l'utilizzazione delle somme, ma  quella secondo cui la disciplina
  dell'  utilizzazione delle somme va in Commissione e,  una  volta
  andata, poi il Governo opera.
   Si  stabiliscono prima le modalità e poi il Governo procede, per
  cui non incide sul provvedimento di utilizzo delle somme ma sulle
  modalità  che  sottendono  al  medesimo.  E'  un  tentativo    di
  mediazione della Presidenza, non è detto che sia giusto.

    GIANNOPOLO  Signor Presidente, io apprezzo il suo tentativo  di
  mediazione perchè, intanto, mi pare di capire che lei ha compreso
  di che cosa stiamo parlando.
   Nella  legislazione regionale non esiste gestione  di  un  fondo
  che sia messo in capo ad un organo monocratico e solitario qual è
  l'assessore e, allora, io ritengo che l'idea del fondo unico  può
  anche andare bene, ma ci deve essere un passaggio, un momento  in
  cui   questo   Parlamento,   le  organizzazioni   sindacali,   le
  organizzazioni  degli stessi lavoratori precari possano capire  e
  sapere  come  il  Governo  intende utilizzare  quelle  somme  per
  quell'anno, con quale finalità, in quale quantità e per  quali  e
  quante  unità,  con quali criteri, sulla base di quali  province,
  sulla base di quali categorie, di quali mansioni e così via.
   Non  voglio  creare  orpelli  burocratici  di  impedimento,   di
  appesantimento della procedura legislativa, ma è impensabile  che
  l'Assessore, da solo, possa decidere come utilizzare queste somme
  che ammontano a circa trecento miliardi delle vecchie lire.

    PAPANIA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PAPANIA   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  credo  che
  l'onorevole Giannopolo abbia sollevato un problema giusto  ma  lo
  stesso  non si risolverebbe con questo emendamento né, in realtà,
  l'articolo,  così come formulato, impedisce che  quanto  riferito
  dall'onorevole Giannopolo possa avvenire.
   In  realtà,  il  fondo unico non fa altro che  iscrivere  in  un
  unico  capitolo di bilancio, all'interno dell'U.P.B.,  somme  che
  comunque risultano condizionate a normative già esistenti.
   Nella  finanziaria  precedente,  era  stato  fissato  il  limite
  quinquennale di impegno per gli inquadramenti in pianta  organica
  ed  i  contratti di diritto privato. Di conseguenza, si conosceva
  prima  l'entità  della somma da destinare alle stabilizzazioni  e
  quella  da  destinare  al pagamento delle indennità  relative  ai
  lavori socialmente utili.
   Anche  per  quanto riguarda la formulazione del fondo unico,  si
  procede  allo  stesso modo, cioè per le somme da  destinare  alle
  stabilizzazioni   è   necessaria   l'autorizzazione   al   limite
  pluriennale  di  impegno;  non  è  assolutamente  vero   che   un
  Assessore,  da solo, può decidere cosa fare con le  somme  quando
  deciderà  di  procedere  alle stabilizzazioni,  a  seguito  delle
  circolari,  a  seguito delle procedure di legge.  Dovrà  comunque
  chiedere il limite pluriennale di impegno.
   A  ciò  si  aggiunga  che  il concetto che  esprime  l'onorevole
  Giannopolo è valido se l'Assessore per il lavoro ed il Governo in
  genere  chiariscono  a  monte della loro  iniziativa  qual  è  la
  procedura da portare avanti.
   Stabilito  dunque che vi è un fondo unico, che vi  è  un  limite
  pluriennale  di  impegno  per riuscire ad  utilizzare  le  somme,
  basterebbe che il Governo, in sede di attuazione, riferisse  alla
  Commissione  Cultura,  formazione  e  lavoro  quale  sia  la  sua
  intenzione  e  il suo modo di procedere. Questo soltanto  sarebbe
  sufficiente a giustificare il tipo di iniziativa.
   Ricordo,  altresì,  che se tutto ciò dovesse passare  attraverso
  questo emendamento, non si potrebbero più pagare le indennità dei
  lavori  socialmente utili. Se dall'1 gennaio 2005, per  ricorrere
  all'utilizzo del fondo unico, bisogna rivolgersi alla Commissione
  Cultura,  formazione  e lavoro, prima che questa  si  pronunci  -
  considerato   che  il  provvedimento  passerà  anche   attraverso
  l'Assessorato  - non sarà possibile pagare neppure  le  indennità
  perchè l'utilizzo del fondo unico è globale ed integrale.
   Credo,   pertanto,  che  il  modello  legislativo  -   onorevole
  Giannopolo  -  può  essere solo quello che  prevede  che,  se  il
  Parlamento  vuole,  può prevedere nella legge  quanti  soldi  può
  destinare  agli  inquadramenti in pianta  organica,  quanti  alle
  borse  di  autoimpiego e quanti ai contratti di diritto  privato,
  quanti  ne rimangono per le indennità. Lei, onorevole Giannopolo,
  sa  però che, se non vengono prima formulate le richieste, non  è
  possibile  conoscere  l'entità delle somme da  destinare.  Questo
  processo   si   può  portare  avanti  soltanto  attraverso   atti
  amministrativi.
   L'articolo,  così  come  formulato, a mio  avviso,  è  corretto.
  Occorre   un   impegno  da  parte  del  Governo  a  riferire   in
  Commissione,  alla  prima  occasione  utile,  qual  è  l'idea  di
  utilizzazione del fondo unico a disposizione, per far sì  che  la
  stessa possa apprezzarlo.

              Presidenza del vicepresidente Crisafulli

    ODDO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ODDO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, il primo elemento
  di  riflessione  rispetto alla formulazione  dell'articolo  61  e
  rispetto  alla  proposta  dell'emendamento  61.2,  dell'onorevole
  Giannopolo  e  dell'onorevole  Speziale, è  quello  che  si  rifà
  all'attuale articolazione del mondo del precariato. Riguarda cioè
  i  vari  moduli  rispetto ai quali ognuno assume una  fisionomia,
  anche per quanto concerne i rapporti con le varie amministrazioni
  di diversa natura.
   Evidentemente,  ciò  pone  un problema rispetto  alla  questione
  inerente la scelta di andare verso il cosiddetto fondo unico  per
  il precariato. E tutti sappiamo per quale motivo.
   Signor  Presidente,  auspico di non intaccare  assolutamente  la
  suscettibilità  dei  colleghi o del Governo  quando  affermo  che
  spero  di  utilizzare  i toni buoni, quelli  che  possono,  tutto
  sommato,  farci ragionare  e, nel contempo, cercare di migliorare
  il  testo.  Tutti sappiamo bene che il mondo del  precariato  sta
  andando  alla  mercé  e lì è pervaso sempre  più  da  una  logica
  mercantile  visto  che  - è inutile dirlo  perché  si  sfiora  la
  retorica  -  è  legata anch'essa ad una situazione di  disagio  e
  anche, perché no, di preoccupazione  per il futuro.
   E'  dunque  più permeabile di quanto possiamo pensare  a  quelle
  che  sono  le cosiddette  operazioni politiche'. Non  so  se  ciò
  possa  essere detto in quest'Aula. Penso di sì. Non sto  dicendo,
  infatti, niente di straordinario e di nuovo.
   Questo   è   possibile    che   lo   faccia   il   Governo.   E'
   possibilissimo'.  E'  possibile  che ci si  spinga  anche  verso
  soluzioni  tendenti  semplicemente a dare  risposte  più  o  meno
  clientelari,  anzichè  affrontare la  questione  complessiva.  E'
  possibile.
   E'  chiaro  che  si può discutere, non tutto è così,  non  tutto
  evidentemente   va  diviso  in  bianco  e   nero   ma   la   vera
  preoccupazione è che il mondo del precariato è sempre  più  visto
  in una logica di politica mercantile.
   Il  fondo unico, quindi,  si presenta come una soluzione  in una
  situazione  -  mi  permetto di dire - di normalità.  Noi  non  ci
  troviamo però in una situazione di normalità. A noi tutti è  nota
  la  realtà  degli ex articolo 23, dei contrattisti, di  tutte  le
  cosiddette  categorie', dei moduli che riguardano l'articolazione
  del   mondo   del  precariato  che,  spesso  e  volentieri,   fra
  integrazione   delle  ore,  piano  di  stabilizzazione,  rapporti
  relativi  ai contratti concernenti il tipo A, il tipo  B  e  così
  via,   riguarda  l'interesse  diretto  di  migliaia  di  famiglie
  siciliane  che  vorrebbero, tutto sommato, una maggiore  garanzia
  per il loro futuro, legittima, mi permetto di dire.
   Sono,  da  questo  punto di vista, preoccupazioni  che  dobbiamo
  assumerci  o,  evidentemente, dobbiamo  soltanto  intravedere  il
  rapporto  più  o meno fideistico  fra Parlamento e  Governo,  fra
  opposizione e Governo.
   Mi  permetto  di dire  che, fino a prova contraria,   di  questo
  Governo non mi fido.
   Ritengo,  quindi,  che andare a discutere,  nel  dettaglio,  del
  significato  della  questione - e, rispettosamente,  dissento  da
  quanto  affermato dall'onorevole Papania - non significa  creare,
  da questo punto di vista, intoppi di natura tecnico-procedurale o
  di  naturale  burocratica; significa invece portare a  conoscenza
  del  Parlamento,  della Commissione legislativa  competente,  una
  materia molto delicata, nella quale ciascun parlamentare cerca di
  mettere le mani.
   E'ora  di  dire basta se vogliamo fare un salto di  qualità  dal
  punto  di  vista  etico; se non lo vogliamo fare,  evidentemente,
  tutti  siamo più o meno furbi  e più o meno abili  per dire   che
  il Governo utilizzerà questo fondo unico in maniera virtuosa. Non
  credo  che  lo  farà  e penso che le spinte e  le  pressioni  che
  derivano  da disagi, da difficoltà e da incertezze che riguardano
  il  futuro  di  tante  famiglie  portano,  indubbiamente,  a  non
  assumere  questo momento virtuoso di intervento col fondo  unico.
  Non è vero e lo diciamo apertamente per comprenderci.
   L'emendamento, quindi, ha un senso ed ha un senso dal  punto  di
  vista  del chiedere, non il dettaglio per complicare la  vita  al
  Governo,  agli uffici o ai precari ma affinché sul  dettaglio  ci
  sia  la  possibilità nella Commissione legislativa  e  presso  la
  Commissione Regionale per l'Impiego di fare una valutazione sulla
  bontà  delle scelte, sugli indirizzi che si assumono rispetto  al
  futuro che, evidentemente, riguarda parecchi lavoratori. E credo,
  tutto sommato, che sia una qualifica che molti meritano.
   Mi  permetto, a conclusione, signor Presidente, di  lanciare  un
  appello:  riflettiamo sull'emendamento. Non dico che  l'onorevole
  Giannopolo abbia scritto il Vangelo. Nessuno di noi è in grado di
  farlo.  Si  può  più  o meno migliorare, rimodulare,  si  possono
  individuare anche delle formule che garantiscono l'essenza  e  la
  sostanza del ragionamento che vogliamo portare all'attenzione  di
  quest'Aula, cioè finirla di trattare questi lavoratori come merce
  di  scambio,  con  filosofie clientelari che arrecando  un  guaio
  serio alla nostra Regione.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 61.2.

               Richiesta di verifica del numero legale

    SPEZIALE  Chiedo la verifica del numero legale.

       (Alla richiesta si associano gli onorevoli Capodicasa,
                Giannopolo, Tumino, Villari e Zago ).

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,  indìco  la  votazione per la  verifica  del  numero
  legale.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della verifica

    PRESIDENTE  Proclamo l'esito della verifica del numero legale:

   Presenti            38

   L'Assemblea  non  è  in  numero legale;  pertanto  la  seduta  è
  rinviata di un'ora.

        (La  seduta  sospesa allo ore 20.15, è ripresa  alle  ore
      21.25)

  La seduta è ripresa.

   PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, sospendo brevemente  la  seduta,
  avvertendo che riprenderà alle ore 22.00.

       (La seduta, sospesa alle ore 21.25, è ripresa alle ore
                               22.22)

                Presidenza del Vicepresidente FLERES

    PRESIDENTE  La seduta è ripresa.
   Pongo in votazione l'emendamento 61.2.

               Richiesta di verifica del numero legale

    FORGIONE  Chiedo la verifica del numero legale.

    PRESIDENTE   Essendo  la richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,  indìco  la  votazione per la  verifica  del  numero
  legale.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della verifica

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  verifica   del   numero
  legale:

   Presenti            45

   L'Assemblea è in numero legale.

     Riprende la discussione congiunta dei disegni di legge  n.
                          923/A e n. 924/A

   PRESIDENTE.  Pongo  in  votazione  l'emendamento  61.2.  Chi   è
  contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione  l'articolo  61.  Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 66. Ne do lettura:

                            «Articolo 66
       Pagamento somme attività ispettiva società cooperative

   1.  L'Assessorato regionale della cooperazione,  del  commercio,
  dell'artigianato  e  della pesca è autorizzato,  per  l'esercizio
  finanziario  2005, ad impegnare sullo stanziamento di  competenza
  della UPB 8.2.1.3.1, capitolo 343701, la somma di 218 migliaia di
  euro,  destinata  al pagamento delle spese relative  all'attività
  ispettiva   svolta   nell'anno   2003   dalle   associazioni   di
  rappresentanza  e  tutela  del movimento  cooperativistico  della
  Sicilia  nei  confronti  delle  cooperative  aderenti,  ai  sensi
  dell'articolo 21, comma 3, della legge regionale 23 maggio  1991,
  n. 36».

   Comunico  che  è  stato presentato dagli onorevoli  Micciché  ed
  altri l'emendamento 66.1, interamente soppressivo.
   Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo   in  votazione  l'emendamento  aggiuntivo  66.2.  Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
                           (E' approvato)


   Presidenza del presidente Lo Porto

   Presidenza del vicepresidente Fleres


                               Congedo

    PRESIDENTE  Comunico che  l'onorevole Incardona  ha chiesto
  congedo per l'odierna seduta.
                     L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Lo Porto

   Presidenza del vicepresidente Fleres


   Riprende il seguito della discussione congiunta dei disegni di
  legge «Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
    finanziario 2005 e bilancio pluriennale per il triennio 2005-
   2007» (923/A) e «Disposizioni programmatiche e finanziarie per
                         l'anno 2005 (924/A)

    PRESIDENTE  Si passa all'articolo 73. Ne do lettura.

                            «Articolo 73
                        Vendite promozionali

   1.  Il  comma 3 dell'articolo 7 della 1egge regionale  25  marzo
  1996,  n.  9,  così come modificato dall'articolo 7  della  legge
  regionale  6  agosto 1997, n. 28 e dal comma 2  dell'articolo  50
  della  legge  regionale 3 dicembre 2003, n. 20, è sostituito  dal
  seguente:
      3.  Le  vendite non possono avere durata superiore a  ventuno
  giorni  e si possono effettuare nell'ambito del periodo stabilito
  con  decreto  dell'Assessore regionale per  la  cooperazione,  il
  commercio,  l'artigianato e la pesca entro il 30  giugno  per  il
  biennio    successivo,   previo   parere   delle   organizzazioni
  maggiormente   rappresentative   a   livello   regionale,   delle
  associazioni di consumatori e dell'ANCI'.
   2.  La  lettera  a)  del  comma 1 dell'articolo  8  della  legge
  regionale 25 marzo 1996, n. 9, così come modificata dal  comma  1
  dell'articolo  50 della legge regionale 3 dicembre  2003,  n.  20
  (saldi  invernali)  e la lettera b) del comma 1  dell'articolo  8
  della  legge  regionale 25 marzo 1996, n. 9 (saldi  estivi)  sono
  sostituite dalla seguente lettera:
      a)  le  date di svolgimento dei saldi invernali e  dei  saldi
  estivi sono stabilite con decreto dell'Assessore regionale per la
  cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca entro il  30
  giugno   per   il   biennio  successivo,  previo   parere   delle
  organizzazioni   di  categoria  maggiormente  rappresentative   a
  livello   regionale,   delle  associazioni   di   consumatori   e
  dell'ANCI'.
   3.  Le  date  di svolgimento dei saldi invernali  2005  e  delle
  vendite  promozionali  per  il 2005 sono  stabilite  con  decreto
  dell'Assessore  regionale  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato  e  la  pesca entro il mese di dicembre  del  2004,
  previo  parere  delle  organizzazioni di  categoria  maggiormente
  rappresentative  a  livello  regionale,  delle  associazioni   di
  consumatori e dell'ANCI».

   Essendovi   soltanto  un  emendamento  interamente  soppressivo,
  pongo   in  votazione  il  mantenimento  dell'articolo.   Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 74. Ne do lettura:

                            «Articolo 74
                   Locali per le Forze dell'Ordine

   1.  I  comuni  possono cedere in uso locali  di  loro  proprietà
  ovvero concorrere alle spese di locazione dei locali da adibire a
  sede delle Forze dell'Ordine».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -dagli onorevoli Micciché ed altri: 74.1;
  -dagli onorevoli Tumino e Barbagallo: 74.2.

   Essendo  gli  emendamenti  interamente  soppressivi,  pongo   in
  votazione  il mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 75. Ne do lettura:

                            «Articolo 75
     Definizione dei rapporti patrimoniali e finanziari pendenti
             a seguito della istituzione di nuovi comuni

   1.   Al   fine  di  pervenire  alla  definizione  dei   rapporti
  patrimoniali  e  finanziari  ancora  pendenti  a  seguito   della
  istituzione  di  nuovi comuni, l'Assessore per  la  famiglia,  le
  politiche  sociali  e  le autonomie locali,  onde  consentire  il
  superamento  delle  particolari situazioni di disagio  legate  al
  funzionamento  dell'attività e dei servizi degli  enti  di  nuova
  istituzione,  è  autorizzato,  sentita  la  Conferenza   Regione-
  Autonomie locali, a provvedere, sentita la competente Commissione
  legislativa dell'Assemblea regionale siciliana, mediante decreto,
  a:
     a)  definire  i criteri oggettivi, tenuto conto  dei  dati  di
  popolazione  e di territorio, per la quantificazione degli  oneri
  concernenti l'istituzione di nuovi comuni;
     b) individuare i beni immobili di rispettiva pertinenza;
     c) quantificare l'ammontare delle somme spettanti ai comuni di
  nuova istituzione;
     d)  assegnare, mediante piano di riparto, anche triennale,  le
  somme  quantificate, con oneri a valere sul fondo globale per  le
  autonomie.
   2.  Con  l'accredito  ai comuni di nuova istituzione  del  primo
  incremento di risorse finanziarie da parte dell'Assessorato della
  famiglia,  delle  politiche sociali e delle autonomie  locali  si
  intende   cessata  la  materia  del  contendere  fra  il   comune
  originario e quello di nuova istituzione».

  Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Micciché ed altri
  l'emendamento 75.1, interamente soppressivo.
  Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 76. Ne do lettura:

                            «Articolo 76
                       Centro Ettore Majorana

   1.  Ferme  restando  le  originarie destinazioni,  i  contributi
  previsti  dalla  vigente  legislazione regionale  in  favore  del
  centro  Ettore Majorana sono corrisposti  alla  Fondazione Ettore
  Majorana  e  Centro di cultura scientifica', in cui  il  predetto
  centro confluisce a far data dalla incorporazione».

  Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

  - dagli onorevoli Micciché ed altri: emendamento 76.1;
  - dagli onorevoli Forgione e Liotta: emendamento 76.2.

  Essendo   gli  emendamenti  interamente  soppressivi,  pongo   in
  votazione il mantenimento dell'articolo.
  Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 77. Ne do lettura:

                            «Articolo 77
            Cessione di beni mobili dell'Amministrazione

   1.  I  beni mobili dell'amministrazione regionale, delle aziende
  e  degli  enti  pubblici  da  essa dipendenti  e/o  sottoposti  a
  vigilanza,  degli  enti  locali territoriali  e/o  istituzionali,
  degli  enti ed aziende da questi dipendenti e comunque sottoposti
  alla  loro  vigilanza che risultino inutilizzati  possono  essere
  ceduti,  a  titolo  gratuito,  ai consorzi  di  enti  locali  e/o
  cooperative  sociali di cui alla legge 8 novembre 1991,  n.  381,
  che  si  occupano di gestione di beni confiscati alla criminalità
  organizzata,  che ne facciano richiesta per il perseguimento  dei
  loro fini istituzionali».

   Comunico  che  è  stato presentato dagli onorevoli  Micciché  ed
  altri l'emendamento 77.1, interamente soppressivo.
   Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Onorevoli colleghi, facciamo una rapida verifica degli  articoli
  votati  e di quelli accantonati. Gli articoli accantonati sono  i
  seguenti:  8, 22,  24, 26, 27, 35, 36, 37, 50, 51, 53 ,  57,  59,
  66, 67 e 72.
   Su  richiesta  dell'onorevole  Assessore,  l'articolo  8  rimane
  accantonato.  All'articolo  22 vi è un  emendamento  parzialmente
  soppressivo  a  firma  dell'onorevole  Misuraca,  che   punta   a
  sopprimere le parti che vanno dal comma 15 in avanti.  Poi  vi  è
  una serie di altri emendamenti.

    CRACOLICI  L'articolo 73 era stato dichiarato inammissibile
  dalla Presidenza.

    PRESIDENTE   C'è  stato  poi  un ripensamento  da  parte  della
  Presidenza, anche perché nel maxiemendamento del Governo c'era un
  emendamento   che   andava  a  toccare  il   medesimo   argomento
  sopprimendo  la  norma che era stata votata nella finanziaria  e,
  pertanto,  piuttosto  che  rilegiferare  relativamente  a  questo
  argomento, è stato considerato ammissibile in modo tale  che  sia
  poi  l'Assessore a decretare, sulla base della consultazione  con
  l'ANCI.  In  pratica,  è  stata fatta una rimeditazione  rispetto
  all'articolo 73.
   Si  passa agli emendamenti 22.1 e 22.5 di identico contenuto. Li
  pongo congiuntamente  in votazione.  Il parere della Commissione?

    SAVONA    presidente   della   Commissione   e   relatore    di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                        (Non sono approvati)

   Si  passa  all'  emendamento 22.6. Li pongo  in  votazione.   Il
  parere della Commissione?

    SAVONA    presidente   della   Commissione   e   relatore    di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  Assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Si  passa  agli emendamenti 22.7 e 22.14 di identico  contenuto.
  Li pongo congiuntamente  in votazione.
   Il parere della Commissione?

    SAVONA    presidente   della   Commissione   e   relatore    di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   CINTOLA, Assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                        (Non sono  approvati)

   Si passa all'emendamento 22.8. Lo pongo in votazione.
   Il parere della Commissione?

    SAVONA    Presidente   della   Commissione   e   relatore    di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  Assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 22. 4. Onorevole Misuraca  lo ritira?

    MISURACA  Lo mantengo.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?

    CINTOLA   Assessore  per il bilancio e le finanze.  Mi  rimetto
  all'Aula.

    PRESIDENTE   Li  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 22.9. Lo pongo in votazione.
   Il parere della Commissione?

    SAVONA    Presidente   della   Commissione   e   relatore    di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  Assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Si  passa  agli  emendamenti  22.10  e  22.2.  Prevale  tuttavia
  l'emendamento 22.15, a firma dell'onorevole Misuraca,  in  quanto
  sopprime  dal  15  in  avanti, per cui  l' approvazione  di  tale
  emendamento   preclude  tutti  gli  altri.  Pongo,  pertanto   in
  votazione l'emendamento 22.15.
   Il parere della Commissione?

    SAVONA    presidente   della   Commissione   e   relatore    di
  maggioranza. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 22 nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE  Si passa all'articolo 24. Ne do  lettura:

                            «Articolo 24
       Interventi in favore di organizzazioni che operano nei
                     settori socio-assistenziali

   1.   Al   fine   di   accrescere  l'efficienza  e  l'adeguatezza
  dell'azione amministrativa dispiegata dalla Regione e dagli  enti
  o   aziende  da  essa  dipendenti  o  sottoposti  a  vigilanza  e
  controllo,  verso  organizzazioni senza fini di  lucro  con  sede
  legale  ed  operativa  nel territorio regionale  che  operino  da
  almeno  dieci  anni  anche in ambito internazionale  nei  settori
  socio-assistenziali, socio-sanitario, sanitario e  culturale,  il
  Presidente  della Regione, sentiti gli Assessori  competenti  per
  materia,  è  autorizzato,  nel rispetto  delle  disposizioni  sul
  procedimento amministrativo di cui alla legge regionale 30 aprile
  1991,   n.   10  e  successive  modifiche  ed  integrazioni,   ad
  individuare,    anche    con   l'intervento   dell'organizzazione
  interessata,  procedure e modalità utili a rendere tempestive  ed
  appropriate le prestazioni o gli interventi a questa dovute.
   2.   Per   l'applicazione  del  comma   1,   il   carattere   di
  internazionalità  dell'organizzazione è determinato  con  decreto
  del  Presidente della Regione, tenuto conto della coesistenza dei
  seguenti elementi:
   a) presenza di sedi ed attività in territorio estero;
   b)  qualificazione  di organizzazione non governativa  ai  sensi
  della  legge  26 febbraio 1987, n. 49 e successive  modifiche  ed
  integrazioni;
   c) accordi di cooperazione con organismi internazionali.»

    PRESIDENTE   Comunico  che  sono stati  presentati  i  seguenti
  emendamenti:

   - dagli onorevoli Miccichè ed altri: emendamento 24.1;
   - dagli onorevoli Tumino e Barbagallo: emendamento 24.2;
   - dagli onorevoli Misuraca ed altri: emendamento 24.3;
   -  dagli  onorevole  Speziale  e Capodicasa:  emendamenti  24.4,
  24.5, 24.6 e 24.7.

   Gli  emendamenti  24.1,  24.2, 24.3  e  24.4  sono  di  identico
  contenuto e soppressivi dell'intero articolo.
   Li pongo congiuntamente in votazione.
   Il parere della Commissione?

    SAVONA    Presidente   della   Commissione   e   relatore    di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  Assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                        (Non sono approvati)

    PRESIDENTE   Si  passa  all'emendamento  24.5.  Lo   pongo   in
  votazione.
   Il parere della Commissione?

    SAVONA    presidente   della   Commissione   e   relatore    di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  Assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 24.6. Lo pongo in votazione.
   Il parere della Commissione?

    SAVONA    Presidente   della   Commissione   e   relatore    di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  Assessore per il bilancio e le finanze. Contrario .

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                          (Non è approvato)

    PRESIDENTE  Si passa all'emendamento 24.7.

    GIANNOPOLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo è  un
  articolo per il quale  il Gruppo di Forza Italia aveva fatto bene
  a  proporne  l'abrogazione, perchè nasconde cose  inconfessabili.
  Infatti,  così come è scritto non può che fare riferimento a cose
  di  cui non si capisce la finalità. Il Governo avrebbe fatto bene
  a spiegare cos' è questo articolo.
   In  buona  sostanza,  da  quello che ho cercato  di  capire,  il
  Presidente  della Regione ed il Governo regionale,  in  deroga  a
  qualsiasi cosa può disporre - in deroga alla legge 328, in deroga
  alla legge sugli enti locali, in deroga alla legge sulla gestione
  del  patrimonio delle aziende sanitarie, in deroga a tutto  -  ai
  fini  di stabilire la congruità di una prestazione che può essere
  svolta anche da società senza scopi di lucro,  può determinare le
  migliori condizioni di affidamento a tali società.
   Il  Governo se ha un minimo di pudore nel mettere il  timbro  su
  norme  che  presenta  a quest'Aula, dovrebbe spiegarci  che  cosa
  significa.
   In  verità  io qualche cosa l'ho intuita, la so ed è per  questo
  che  ho  introdotto con l'emendamento il principio che tutto  ciò
  deve  rispettare i piani di utilizzazione della  legge  328,  sia
  quelli in sede zonale distrettuale, sia quelli stabiliti in  sede
  regionale.
   Per  cui  invito  il Parlamento ad accettare questo  emendamento
  che  rappresenta  una correzione minima ad un  articolo,  ad  una
  finalità,  di  cui  francamente  risulta  oscuro  il  senso,   la
  motivazione e anche i fini stessi che vuole perseguire.


   Presidenza del presidente Lo Porto

   Presidenza del vicepresidente Fleres


                               Congedo

    PRESIDENTE   Comunico che il Presidente del Gruppo parlamentare
  dell'UDC  chiede  di  considerare in congedo  l'onorevole  Nicola
  Leanza.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Lo Porto

   Presidenza del vicepresidente Fleres


    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI    Signor  Presidente  anch'io,   come   il   collega
  Giannopolo,  vorrei far riflettere  quest'Aula  su  questa  norma
  che  risulta  non solo di difficile comprensione per le  finalità
  che  sono  in  essa contenute, ma persino per qualche  difficoltà
  grammaticale, per il modo in cui  è formulato questo  emendamento
  che lo rende ancora più ostico.
   Vorrei  capire   gli  interventi a questa dovuti'   chi  sarebbe
   questa'? E dovuti da chi?

    PRESIDENTE   Onorevole  Cracolici mi  dice  a  quale  parte  si
  riferisce?

    CRACOLICI  L'ultimo rigo del primo comma.
     Se  lei lo legge non si capisce. Vorrei capire, io avevo visto
  che  c'era un emendamento soppressivo  da parte di un gruppo   di
  maggioranza,  e  ritenevo quindi che  fosse  evidente  che     l'
  articolo  non era chiaro.  Il Presidente della Regione  definisce
   i  soggetti internazionali che operano', ma  di che cosa  stiamo
  parlando?  cos'è questa norma?  perché è così fatta? qual   è  la
  fotografia che c'è dietro la norma? Fatelo capire.
   Devo dire che malgrado lo sforzo del collega Giannopolo....

    PRESIDENTE   Onorevole  Cracolici  con  qualche  sforzo   siamo
  riusciti  a  ricostruire quale è il soggetto che regge  la  frase
  finale:  è  l'organizzazione  interessata,   per  cui  sono   gli
  interventi dovuti all'organizzazione interessata.

    CRACOLICI   Posso leggerla  al fine di accrescere  l'efficienza
  e   l'adeguatezza  dell'azione  amministrativa  dispiegata  dalla
  Regione e dagli enti o aziende da essa dipendenti  o sottoposti a
  vigilanza e controllo  verso organizzazioni senza fini  di  lucro
  con  sede   operativa e legale nel territorio della Regione,  che
  operino  da almeno dieci anni anche in ambito internazionale   in
  settori   socio  assistenziali,   il  Presidente  della  Regione,
  sentiti gli assessori competenti, nel rispetto delle disposizioni
  su  procedimento  amministrativo, è autorizzato  ad  individuare,
  anche con l'intervento dell'organizzazione interessata, procedure
  e   modalità  utili  a  rendere  tempestive  e   appropriate   le
  prestazioni  o gli interventi  a questa dovute .
     Ma  la Regione fa prestazioni nei confronti di soggetti terzi?
  Fateci capire quali sono queste prestazioni.

    PRESIDENTE   Onorevole  Cracolici,  non  c'è  dubbio   che   la
  formulazione,   il  testo  di  questo  articolo  è   estremamente
  conflittuale con la lingua italiana.
   Probabilmente  è  opportuno mantenere l'accantonamento  affinchè
  il   Governo   lo   riscriva  quanto  meno   relativamente   alla
  punteggiatura,   in modo tale da isolare il soggetto  su  cui  si
  regge il complemento finale.

    CRACOLICI   Bene,  mettiamoci d'accordo pure sulla  grammatica,
  ma  rimane il contenuto che ancora ora non esprime l'obiettivo di
  questa norma.

    PRESIDENTE  Onorevole Cintola è nelle condizioni di  poter  far
  sistemare  ai  suoi  uffici  la  parte  grammaticale  di   questo
  articolo?

    DINA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    DINA   Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo  che  non
  ci  troviamo  di fronte ad un articolo criptico. La sua  finalità
  mira semplicemente a rendere più organizzate ed esemplificate  le
  attività   di   organizzazione  ONLUS  che  svolgono  un'attività
  variegata   non  solo  di  tipo  sociale,  ma  anche  in   ambito
  internazionale,  culturale,  eccetera e quindi aperta  a  rendere
  l'attività    di    questa   organizzazione   più   semplificata,
  centralizzando possibilmente l'erogazione di prestazioni. Quindi,
  la   remunerazione  di  prestazione  diversificata  in  un  unico
  contesto.

    CRACOLICI  Le prestazioni all'estero le rimborsiamo noi?

    DINA   No.  Si tratta di prestazioni internazionali.  Come  sa,
  onorevole Cracolici, esistono attività svolte anche all'estero da
  associazioni ONLUS siciliane.
    Pensi alle attività che si occupano di emigrazione.

    CRACOLICI  E la norma a che serve?

    DINA  La norma serve, secondo il mio parere, ad organizzare  al
  meglio  le  attività di organizzazione ONLUS che  non  hanno  una
  specificità operativa, quindi non sono in ambito socio- sanitario
  ma  anche in ambito culturale e diversificato.
   Qui  viene  detto:   Le attività di queste associazioni  possono
  essere  riconosciute con un decreto del Presidente della  Regione
  laddove   ne   ricorrano  le  condizioni   non   si   tratta   di
  remunerazione o di assegnazione di attività.
   Siamo  di  fronte ad attività esistenti che vengono  organizzate
  al meglio.
   Che  ben venga anche la richiesta dell'emendamento a firma degli
  onorevoli  Giannopolo  e Speziale laddove pensa  di  disciplinare
  l'attività dentro il settore socio- assistenziale.
   Siamo  comunque  di fronte ad associazioni che  non  hanno  solo
  attività  socio-  assistenziale, ma attività più complesse  quali
  quelle    culturali   e   attività   orientate   verso    moventi
  internazionali.
   Se  la riscrittura viene richiesta, la rifacciamo ma la finalità
  è chiara.

    PRESIDENTE  Il Governo chiede l'accantonamento perché  accoglie
  l'ipotesi  di riscrittura e manifesta disponibilità ad accogliere
  le osservazioni di cui all'emendamento 24.7.
   Pertanto,  non sorgendo osservazioni, dispongo l' accantonamento
  dell'articolo 24.
   Si passa all'articolo 26. Ne do lettura:

                            «Articolo 26
                Procedure contrattuali - ARAN Sicilia

   1.  I  commi  5,  6,  7,  8 e 9 dell'articolo  27  della   legge
  regionale 15 maggio 2000, n. 10, sono sostituiti dai seguenti:
     '5.  Raggiunta  l'ipotesi di accordo, per i  dipendenti  degli
  Enti  di  cui  al  comma 1, l'Aran Sicilia acquisisce  il  parere
  favorevole del comitato di settore sul testo contrattuale e sugli
  oneri  finanziari che ne conseguono a carico del  bilancio  delle
  Amministrazioni interessate. Il comitato di settore provvede, con
  gli  effetti  di  cui al comma 1, dell'articolo  41  del  decreto
  legislativo 30 marzo 2001, n. 165, entro 5 giorni dalla richiesta
  dell'ARAN  Sicilia  e  trasmette  il  proprio  avviso  unitamente
  all'ipotesi di accordo al Presidente della Regione che esprime il
  proprio  parere  tramite l'Assessore regionale  alla  Presidenza,
  previa   deliberazione  della  Giunta  regionale.  In   caso   di
  divergenza  della valutazione degli oneri e ove  il  comitato  di
  settore  disponga  comunque per l'ulteriore  corso  dell'accordo,
  resta in ogni caso escluso qualsiasi concorso della Regione  alla
  copertura delle spese derivanti dalle disposizioni sulle quali il
  Governo ha formulato osservazioni.
     6.   Raggiunta  l'ipotesi  di  accordo  contrattuale   per   i
  dipendenti regionali o nell'ipotesi di mancata individuazione  di
  un  comparto autonomo a norma del comma 2 dell'articolo 24 per il
  comparto unico, l'ARAN Sicilia trasmette le ipotesi di accordo al
  Presidente  della Regione che esprime il proprio  parere  tramite
  l'Assessore regionale alla Presidenza, previa deliberazione della
  Giunta regionale.
     7. Il giorno successivo all'acquisizione del parere favorevole
  sull'ipotesi accordo, l'ARAN Sicilia trasmette la quantificazione
  dei   costi   contrattuali  ai  fini  della   certificazione   di
  compatibilità con gli strumenti di programmazione e  di  bilancio
  della  Regione alla Corte dei conti, ai sensi e per  gli  effetti
  dei commi 4 e 5 dell'articolo 47 del decreto legislativo 30 marzo
  2001,  n. 165, con esclusione del penultimo periodo del comma  4,
  sostituendo   al  Presidente  del  Consiglio  dei   Ministri   il
  Presidente della Regione, al Ministro del tesoro, del bilancio  e
  della programmazione economica l'Assessore per il bilancio  e  le
  finanze ed all'ARAN Sicilia.
     8.  Se  la certificazione della Corte dei conti non è positiva
  si applica il comma 6 dell'articolo 47 del decreto legislativo 30
  marzo  2001, n. 165, sostituendo il Presidente del Consiglio  dei
  Ministri  ed  il Governo con il Presidente della  Regione  ed  il
  Parlamento con l'Assemblea regionale siciliana.
     9.   In   ogni  caso  la  procedura  di  certificazione   deve
  concludersi  entro  40 giorni dall'ipotesi di accordo  decorsi  i
  quali il Presidente dell'ARAN Sicilia sottoscrive definitivamente
  il  contratto  collettivo salvo che non si  renda  necessaria  la
  riapertura delle trattative ai sensi del comma 8.'».

   Comunico  che  sono  stati  presentati  i  seguenti  emendamenti
  interamente soppressivi:

        -dagli onorevoli Miccichè ed altri: 26.1
  -dagli onorevoli Tumino e Barbagallo: 26.2
  -dall'onorevole Misuraca ed altri:  26.3.

   Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo.
   Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il  parere della Commissione?

    SAVONA    vice  presidente  della  Commissione  e  relatore  di
  maggioranza. Favorevole.

  (Gli onorevoli Capodicasa, Cracolici, Liotta, Ferro, Giannopolo,
  Oddo, Orlando, Panarello e Zago chiedono che la votazione avvenga
                       per scrutinio segreto.)

    Votazione per scrutinio segreto per il mantenimento dell'art.
                                 26

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,  indìco la votazione per scrutinio  segreto  per  il
  mantenimento dell'articolo 26..
   Esplicito   il  significato  del  voto.  Poichè   si   vota   il
  mantenimento   dell'articolo,  chi  vota  verde   vota   per   il
  mantenimento  dell'articolo, quindi vota a favore  dell'articolo;
  chi  vota  rosso  vota contro l'articolo; chi  si  astiene   vota
  bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

   PRESIDENTE  Proclamo l'esito della votazione.

    Presenti e votanti            53
    Maggioranza                   27
         Favorevoli                       28
    Contrari                           25

                        (L'Assemblea approva)

   PRESIDENTE  . Si passa all'articolo 27.Ne do lettura:

                            «Articolo 27
         Determinazione  e riscossione della tariffa per la
                gestione del ciclo dei rifiuti urbani

  1.  Le  società d'ambito per la gestione integrata  dei  rifiuti,
  costituite  ai  sensi dell'articolo 23 del decreto legislativo  5
  febbraio  1997,  n. 22, determinano, con delibera  dell'assemblea
  dei  soci,  la  tariffa del servizio di gestione  del  ciclo  dei
  rifiuti urbani e provvedono alla relativa riscossione.
  2.  La tariffa riscossa dalle società d'ambito è impignorabile  e
  le somme, fino alla concorrenza con il costo dei servizi, sono  a
  destinazione  vincolata,  onde  assicurare  l'effettuazione   del
  servizio pubblico essenziale di gestione dei rifiuti.
  3.  I  comuni, in rapporto alle capacità di bilancio,  anche  per
  scelte  di politica sociale nei confronti delle fasce più deboli,
  possono porre a proprio carico parte delle spese di gestione, nel
  rispetto dei limiti fissati dalla normativa vigente.
  4.  Al  fine di assicurare che il costo per lo smaltimento  e,  a
  regime,  per  il  trattamento dei rifiuti a valle della  raccolta
  differenziata,  sia  uniforme per tutti i cittadini  siciliani  è
  istituito  presso l'Assessorato regionale della  famiglia,  delle
  politiche   sociali  e  delle  autonomie  locali  un   fondo   di
  perequazione.
  5.  Il  commissario delegato per l'emergenza dei rifiuti e,  alla
  cessazione dello stato di emergenza, il Presidente della  Regione
  determina  la tariffa regionale per lo smaltimento e,  a  regime,
  per   il   trattamento  dei  rifiuti  a  valle   della   raccolta
  differenziata  effettuando la media ponderata  sulla  base  della
  popolazione residente, delle tariffe dei quattro sistemi  per  lo
  smaltimento  e,  a  regime,  per il  trattamento  della  frazione
  residua dei rifiuti a valle della raccolta differenziata.
  6.  Le società d'ambito versano in entrata alla Regione, entro il
  giorno  20  di  ciascun mese quanto dovuto  per  il  servizio  di
  smaltimento  e,  a regime, di trattamento della frazione  residua
  dei rifiuti a valle della raccolta differenziata, calcolata sulla
  base   della   tariffa   di  cui  al  comma   5.   Su   richiesta
  dell'Assessorato  regionale  della  famiglia,   delle   politiche
  sociali  e  delle  autonomie locali, con  decreto  dell'Assessore
  regionale  per il bilancio e le finanze, si provvede ad iscrivere
  le somme versate nei pertinenti capitoli di bilancio.
  7.   L'Assessorato  regionale  della  famiglia,  delle  politiche
  sociali  e  delle autonomie locali provvede a versare  a  ciascun
  concessionario del servizio di trattamento della frazione residua
  a  valle  della raccolta differenziata, entro 30 giorni  di  ogni
  mese,  salvo  conguaglio, la somma allo stesso dovuta,  calcolata
  sulla  base  della  tariffa di ciascun sistema, prelevandola  dal
  fondo di perequazione di cui al comma 4. Analogamente si provvede
  per  la fase di avvio nei confronti di ciascun concessionario del
  servizio di smaltimento.
  8.   Nel  caso  in  cui  il  fondo  di  perequazione  non  avesse
  temporaneamente   la   necessaria   disponibilità    finanziaria,
  l'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali e
  delle  autonomie  locali  è autorizzato ad  anticipare  le  somme
  occorrenti  a  valere sul fondo per le autonomie  locali  di  cui
  all'articolo 23, comma 1, della legge regionale 29 dicembre 2003,
  n. 21, che è integrato con le entrate di cui al comma 6.
  9.  Una  quota pari all'1,50 per cento del fondo per le autonomie
  locali  è  annualmente accantonata a tal fine e sarà ripartita  a
  consuntivo.
  10. Il ritardo nei versamenti da parte delle società d'ambito  al
  fondo  di  perequazione  o  qualsiasi  altro  inadempimento   che
  pregiudichi  la regolarità del servizio, autorizza il  Presidente
  della  Regione  ad  attivare la relativa azione  sostitutiva  nei
  confronti  del  soggetto  inadempiente, ai  sensi  della  vigente
  normativa.
  11. Per l'attuazione di quanto previsto dal presente articolo, il
  dipartimento  bilancio  e  tesoro, su richiesta  dell'Assessorato
  regionale  della  famiglia,  delle  politiche  sociali  e   delle
  autonomie  locali, è autorizzato ad apportare nel bilancio  della
  Regione le necessarie variazioni.»

  Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

        -dagli onorevoli Miccichè ed altri: 27.7, 27.8, 27.9, 27.10,
           27.11, 27.11, 27.12, 27.13, 27.2, 27.3, 27.4, 27.5, 27.6.
  -dagli onorevoli Forgione e Liotta: 27.16, 27.15
  -dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: 27.22, 27.24, 27.23,
  27.26, 27.27, 27.28, 27.17, 27.18, 27.19, 27.20, 27.21, 27.25
  -dagli onorevoli Giannopolo e Speziale: 27.30, 27.31, 27.29,
  -dall'onorevole Papania: 27.14
  -dall'onorevole Giannopolo: 27.32
  -dagli onorevoli Spampinato e Ortisi: 27.33
  -dal Governo: 27.1 e 27.34.

  Onorevoli   colleghi,   ci  sono  numerosi   emendamenti,   tutti
  abrogativi, tranne gli ultimi due.
   Comunico  che  è stato presentato un emendamento  da  parte  del
  Governo  che  punta  a  sostituire le  parole   determinano'  con
   propongono'  e  aggiunge dopo le parole  provvedono'  le  parole
   previa determinazione degli enti locali'. Quindi risposta  sulla
  competenza degli enti locali la materia.
   Onorevoli   colleghi,   in  attesa  che  venga   fotocopiato   e
  distribuito,  non sorgendo osservazioni,  propongo di  riprendere
  l'esame dell'articolo 35.  Ne do lettura.

                            «Articolo 35
   Norme  per  la semplificazione degli interventi in favore  delle
  attività sportive

   1.  Al  comma  2  dell'art. 13 della legge regionale  16  maggio
  1978,  n.  8 è aggiunta la seguente frase:  le richieste potranno
  pervenire anche attraverso i competenti comitati provinciali  del
  CONI'.
   2.  Nei casi in cui gli enti pubblici territoriali non intendano
  gestire direttamente impianti sportivi, l'Assessore regionale per
  il  turismo,  le  comunicazioni e i  trasporti  può  affidare  la
  gestione  degli  stessi  in  via  preferenziale,  a  società   ed
  associazioni   sportive  dilettantistiche,  enti  di   promozione
  sportiva,  discipline  sportive associate e federazioni  sportive
  nazionali, sulla base di convenzioni che stabiliscano modalità  e
  criteri d'uso.»

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

        -agli onorevoli Miccichè e altri: 35.1;.
  -dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: 35.5, 35.4;
  -dagli onorevoli Ortisi e Spampanato: 4.6;
  -dagli onorevoli Zago e Speziale: 35.3;
  -dagli onorevoli Forgione e Liotta: 35.2.

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,   come    ricorderete,    il
  dibattito  si era sviluppato attorno al problema della competenza
  ad  affidare la gestione degli impianti, se  fosse dei  comuni  o
  della Regione.
   Il  secondo  comma  è  estremamente  esplicito  perchè  consente
  l'intervento  della Regione solamente nel caso in  cui  gli  enti
  pubblici  territoriali  non intendano  gestire  direttamente  gli
  impianti;  se  vogliono  gestirli  direttamente  possono   farlo,
  ovviamente.
   Stamattina  il  dibattito  si  era interrotto  sugli  interventi
  dell'onorevole  Ferro  e  dell'onorevole Giannopolo  che  avevano
  rinunciato poichè l'articolo era stato accantonato.

    FERRO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FERRO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  come   avevo
  stamattina  auspicato, l'idea di accantonare  l'articolo  sarebbe
  stata assolutamente inutile perchè la sostanza del significato di
  questo articolo non cambia e non è cambiato.
   Stamattina   c'eravamo  concentrati  molto  sul  secondo   comma
  dell'articolo 35.  Ma a me pare che dovremmo partire  per  ordine
  cronologico,    anche   dal  primo  comma   che   è   altrettanto
  contraddittorio,  per non aggiungere aggettivi un pò più pesanti.
   Rispetto  al primo comma, abbiamo  la legge n. 8 del  16  maggio
  78 che sostanzialmente distribuisce all'associazionismo sportivo,
  riconosciuto  dagli enti di promozione sportiva e dal  CONI,   le
  risorse finanziarie che vanno a sostenere il mondo dello sport  e
  lo  fa  in una logica che, secondo me, se andava bene negli  anni
   70,  alla  fine degli anni  80, oggi è assolutamente  inadeguata
  nel  senso  che  sarebbe preferibile, credo,  che  rispetto  alle
  risorse   che   riguardano  attività  sportiva  e   lo   sviluppo
  dell'associazionismo   sportivo,  la   Regione   cominciasse    a
  decentrare in qualche modo le risorse,  favorendone possibilmente
  la  distribuzione   attraverso gli enti locali  e  attraverso  le
  province.
   Forse  ciò  darebbe  un quadro più organico di  quello  che  può
  essere  il finanziamento allo sport anche perchè mi viene  un  po
  complicato pensare che centralmente l'Assessore regionale per  il
  turismo  e  per lo sport possa riconoscere la qualità, il lavoro,
  le modalità di intervento che svolge una piccola società sportiva
  amatoriale di Pozzallo, di Linguaglossa o di Marsala.
   Per  cui già questo in qualche modo è un elemento sub iudice che
  dovrebbe  far  riflettere  su qual è  l'idea  che  abbiamo  delle
  risorse che servono per sostenere l'attività sportiva.
   Qui  mi  pare  che  non si intervenga in questa  direzione,  che
  sarebbe l'unica ragione vera per poter comprendere anche il senso
  di  un  articolo,  condividendolo o meno, ma comunque  con  varie
  posizioni  che  si  possono  confrontare,  se  era  comprensibile
  immaginare un percorso normativo che modificasse l'impianto della
  legge  del 78 e ciòo invece non avviene. Sostanzialmente ciò  che
  avviene,  invece,   è  che  si  dice che  le  richieste  potranno
  pervenire anche attraverso i competenti comitati provinciali  del
  CONI.
   Qualcuno  di  noi,  credo,   si occupi  o  si  sia  occupato  di
  attività  sportiva e sa perfettamente che questo  può  essere  un
  imbuto,  in qualche modo,  che ha a che fare non raramente  anche
  con aspetti che a volte possono diventare o suonare come elementi
  di clientela allo stato puro.
     Il CONI, come gli enti di promozione sportive riconosciuti dal
  Ministero,   hanno il compito di vistare e vidimare le  richieste
  di  finanziamento  per  certificare la qualità  dell'associazione
  sportiva che presenta l'istanza. E'  quello, secondo me,  l'unico
  compito che deve avere a garanzia dell'attività sportiva, di  chi
  la pratica e dell'associazionismo sportivo.
   Andiamo al secondo comma, che é ancora più grave,  perché non  é
  vero,  come  si  sosteneva stamattina che il secondo  comma  dice
  sostanzialmente  che  lì dove c'é un comune fondamentalmente  che
  non  vuole gestire l'impianto, arriva l'assessorato regionale  ed
  interviene alla gestione dell'impianto.
   Un  comune  che  non vuole gestire un impianto perché  ha  oneri
  economici,   perché  ha  difficoltà  nella  sua   gestione,   può
  perfettamente  senza  aver  bisogno che intervenga  l'assessorato
  regionale, fare una convenzione col movimento sportivo di  quella
  realtà  e  di  quel  territorio  e  tranquillamente  andare  alla
  gestione dell'impianto; cosa diversa se ci fosse stato detto  che
  c'é  un  comune  che, in modo insistente e assolutamente  oscuro,
  intende non aprire gli impianti all'utilità pubblica e allora, in
  quel   caso  si  debba  nominare  un  commissario  e    più   che
  l'assessorato   regionale   del  turismo,   si   mandi   a   casa
  l'amministrazione perché é assolutamente inoperosa nei  confronti
  di quelli che sono gli impianti di utilità pubblica.
   Capisco   che  questa  legge  abbia  tutto  tranne  che  materia
  finanziaria, ma,  qualcuno poi mi dovrebbe spiegare cosa  c'entra
  questo  articolo  con  la finanziaria. Alla  fine  ci  troveremmo
  dinanzi   al  fatto  che  lAssemblea  sarà,  ancora  una   volta,
  mortificata dal Commissario dello Stato che boccerà una serie  di
  articoli, perché é la solita storia che si ripete, ma,  al di  là
  di  questo  aspetto che riguarda la logica ed  il  nesso  con  la
  legge di cui stiamo discutendo ed il Commissario avrà sicuramente
  su  molti articoli di che dire,  mi chiedo quale logica abbia  un
  articolo  di  questo tipo, in cui intravedo solo una filosofia  e
  cioé  la mortificazione degli enti locali, la mortificazione  del
  mondo sportivo ed una pratica clientelare che credo non sia degna
  neanche  di  questo  Governo,  se continua  a  volere  essere  un
  Governo che guarda allo sviluppo della Regione.

    FORMICA   Onorevole  Presidente  chiedo  di  accantonarlo   per
  potere formulare un emendamento che possa risolvere i problemi.

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, l'onorevole Formica  suggerisce
  di   mantenere   l'accantonamento  poiché  il  Governo   starebbe
  riformulando l'articolo.
   Se  non  ci  sono  osservazioni,  da parte di  chi  si  era  già
  iscritto a parlare, così resta stabilito..
   Si passa all'articolo 36.  Ne do lettura.

                            «Articolo 36
   Autorizzazione nuovi posti letto riabilitazione e lungodegenza

   Il  comma  7  dell'articolo 1 della legge regionale  5  novembre
  2004, n. 15, è sostituito dal seguente:
    7.   Le   procedure  volte  alla  emissione  dei  provvedimenti
  autorizzativi per le strutture per nuovi posti letto per pazienti
  post acuti, riabilitazione e lungodegenza, di cui all'articolo 3,
  comma  4, del decreto legge 19 settembre 2001, n. 347, convertito
  dalla  legge  16  novembre  2001, n.  405,  sono  temporaneamente
  sospese  fin  tanto che la Regione, sulla scorta degli  indirizzi
  programmatori già stabiliti con delibera di Giunta  n.  135/2003,
  provvederà previo parere vincolante della Commissione   Sanità  e
  servizi   sociali'  dell'Assemblea  regionale   siciliana,   alla
  specifica  programmazione  di  settore  riferita  alle  strutture
  predette'».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

        -dagli onorevoli Miccichè e altri: 36.1.
  -dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: 36.2

   Pongo  in  votazione gli emendamenti 36.1 e  36.2,  di  identico
  contenuto e soppressivi dell'intero articolo.

    Votazione per scrutinio segreto degli emendamenti 36.1 e 36.2

    CAPODICASA   Chiedo  che  la votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

     (Aderiscono alla richiesta gli onorevoli Cracolici,  Ferro,
      Giannopolo, Miccichè, Oddo, Orlando, Papania e Speziale )

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento, indico la votazione degli emendamenti 36.1  e  36.2,
  per scrutinio segreto.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito  della  votazione  per  scrutini
  segreto:

    Presenti e votanti            60
    Maggioranza                   31
    Favorevoli                    40
    Contrari                      20

                                                              (
  L'Assemblea approva)

     Si riprende l'esame dell'articolo 35.

    CRACOLICI   Forse una parte del Governo-  e  forse  una  parte
  della maggioranza - insiste su questa vicenda della lungodegenza.
  Con  la variazione di bilancio abbiamo fissato, a mio avviso,  un
  criterio,  considerato  che siamo in una  fase  in  cui  dobbiamo
  contenere le spese del sistema sanitario, di riproporre una norma
  che  comunque mantiene un blocco, ma lo subordina, credo,  ad  un
  fatto  negoziazione che tende a superare il blocco  stesso  sulla
  base  di  una  serie  di  spinte e di  richieste  che,  in  atto,
  giacciono  presso  gli Uffici dell'Assessorato  alla  sanità,  in
  particolare, per l'accreditamento di 600 nuovi posti letto per la
  riabilitazione  in  Sicilia con un costo  annuale  di  circa  100
  miliardi  delle vecchie lire, in un momento in cui produciamo  un
  disavanzo di 1.000 miliardi di vecchie lire e, per tale  ragione,
  facciamo  pagare  il ticket alla povera gente. Questa  insistenza
  del Governo, a questo punto, è eccessivamente sospetta.
   Credo  che,  a  distanza di soli due mesi, il fatto  che  questo
  Governo  riproponga  lo schema di un blocco camuffato  dei  nuovi
  accreditamenti,  la  dica  lunga  sulla  strada  che   si   vuole
  continuare a seguire.
   Ritengo sia utile, da parte di quest'Aula confermare, così  come
  già  fatto  almeno due volte, l'intendimento e il  pronunciamento
  che si è determinato con la variazione di bilancio.
   Pertanto,  invito  i colleghi tutti a votare  l'emendamento  che
  sopprime l'intero articolo.
   Preannuncio,  signor Presidente, su questo emendamento  a  firma
  degli  onorevoli Speziale, Capodicasa ed altri, la richiesta  del
  voto segreto.

    PRESIDENTE    Onorevole  Cracolici,  l'onorevole   Formica   ha
  anticipato  un emendamento all'articolo 35, ma siamo all'articolo
  36.

    PRESIDENTE   Si torna  all'articolo 35.

   Comunico  che  è stato presentato l'emendamento  35.6,  a  firma
  dell'onorevole Formica.

    GIANNOPOLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  stamattina
  l'onorevole Acierno aveva svolto delle argomentazioni esatte.  La
  invito  a dichiarare l'improponibilità in quanto viola l'articolo
  15  dello Statuto che sancisce il principio dell'autonomia  degli
  enti  locali in Sicilia perché, in questo modo, con questa  norma
  si    trasferirebbe   all'Assessore   regionale    al    turismo,
  inopinatamente,  la  facoltà di gestire impianti  in  convenzione
  mentre questa è una prerogativa che appartiene all'ente locale.
   Signor  Presidente, mi sorprende che questa norma abbia  trovato
  posto all'interno di questo disegno di legge perché l'Assessorato
  regionale  non  può  limitare  l'autonomia  dei  Comuni  o  delle
  Province  nel determinarsi in merito alla gestione diretta  o  in
  convenzione esterna.
   L'emendamento  presentato  dall'onorevole  Formica  non  risolve
  assolutamente  il  problema  perché  la  gestione  diretta  o  in
  convenzione è una funzione, un compito che deve nascere e  morire
  all'interno  dell'ente locale, a prescindere  dal  fatto  che  si
  tratti del Comune o della Provincia.
   L'emendamento,  inoltre non distingue neanche se  si  tratta  di
  impianti  sportivi realizzati con il contributo della  Regione  o
  meno,   per  cui  si  tratterebbe  di  un  intervento  di  totale
  annullamento  dell'autonomia e dell'autodeterminazione  dell'ente
  locale.
   Signor    Presidente,   ribadisco   la   richiesta   formulatale
  affermando  che,  alla luce del dibattito e delle considerazioni,
  dovrebbe dichiararlo improponibile.
   Se  questo  non  dovesse accadere, credo  che  il  voto  segreto
  dovrebbe contribuire a fare chiarezza.

    ARDIZZONE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ARDIZZONE   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  considerato
  che  è  stato  preannunciato un voto segreto, intendo  dichiarare
  apertamente  che sono fermamente contrario a questo articolo  per
  le  ragioni chiaramente non politiche ma di carattere e di ordine
  tecnico,   espresse  stamattina  anche  dall'onorevole   Acierno,
  invitando la Presidenza a dichiararlo inammissibile.
   Obiettivamente, dobbiamo considerare che vi è stata una  riforma
  della  Costituzione  ed io non riesco a spiegarmi   come  può  la
  Regione sostituirsi ad un Comune. Vi faccio un esempio palese  ed
  evidente: attualmente, la squadra di calcio del Messina si  trova
  in serie A e si discute sulla questione riguardante il soggetto a
  cui affidare lo stadio. Chiarisco l'esempio: vi è una discussione
  in  corso su uno stadio costruito dal Comune di Messina,  per  il
  quale lo stesso paga un mutuo di 500 milioni ogni sei mesi  e  la
  Regione siciliana vi si sostituisce.
   Scusate,  ma  la  norma  è evidentemente  incostituzionale.  Non
  serve   girarci  intorno  e  mi  meraviglia  che  non  sia  stata
  dichiarata l'inammissibilità.
   Per le ragioni esposte, dichiaro il mio voto contrario.

    CASCIO   assessore  per il territorio e l'ambiente.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CASCIO   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, avendo ascoltato attentamente  il
  dibattito  in Aula, il Governo ha preso la decisione di  ritirare
  l'art.  35.  Non  potendo tecnicamente ritirarlo,  dà  invece  il
  parere favorevole all'emendamento soppressivo dell'articolo 35.

    NERI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    NERI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, è apprezzabile  il
  fatto  che  il Governo abbia ritirato l'articolo 35 ma  resta  in
  piedi un problema di applicazione della norma contenuta nell'art.
  90  della  legge  finanziaria nazionale del 2003 che,  prevedendo
  l'affidamento diretto degli impianti sportivi come possibilità da
  parte   degli  enti  territoriali,  rimandava  ad  una  normativa
  regionale  che  prevedesse i criteri di assegnazione.  L'articolo
  35,  così  come formulato, presentava tutti i problemi  che  sono
  stati  evidenziati ed il Governo ha fatto bene a ritiralo.  Resta
  in piedi però la problematica di una normativa regionale che deve
  comunque   dettare  i  criteri  attraverso  i  quali   gli   enti
  territoriali   possono   avvalersi   della   facoltà,   a    loro
  riconosciuta, di affidamento diretto degli impianti sportivi alle
  società sportive operanti sul territorio.

    PRESIDENTE   Pongo in votazione gli emendamenti  35.1,  35.5  e
  4.6, di identico contenuto. Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                          (Sono  approvati)

   Si    riprende   l'esame   dell'articolo   37,   precedentemente
  accantonato.
   Ne do lettura:

                            «Articolo 37
             Consigli di amministrazione di ESA ed IRVV

   1.   Il  consiglio  di  amministrazione  dell'Ente  di  sviluppo
  agricolo   è   costituito  da  sette  componenti,   compreso   il
  presidente,  che durano in carica cinque anni e sono rieleggibili
  esclusivamente  per  un  ulteriore  quinquennio,  anche  se   non
  consecutivo.
   2.  Il consiglio di amministrazione dell'Istituto regionale vite
  e vino è costituito da cinque componenti, compreso il presidente,
  che   durano   in   carica  cinque  anni  e   sono   rieleggibili
  esclusivamente  per  un  ulteriore  quinquennio,  anche  se   non
  consecutivo.
   3.  Il consiglio di amministrazione ed il presidente degli  enti
  di cui al primo e secondo comma sono contestualmente nominati con
  decreto presidenziale, previa delibera della Giunta regionale  su
  proposta dell'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste,
  tra   soggetti   specificatamente  in  possesso  di   consolidata
  professionalità  ed  esperienza in materia  agricola,  economica,
  giuridica, industriale e commerciale.
   4.  Con  successive delibere adottate dai costituiti  organi  di
  amministrazione,   approvate   con   decreto   assessoriale,   si
  provvederà  alla regolamentazione del funzionamento dei  suddetti
  organi.»

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -dagli onorevoli Miccichè ed altri: 37.1;
  -dagli onorevoli Tumino e Barbagallo: 37.2;
  -dagli onorevoli Misuraca ed altri: AG182;
  -dagli onorevoli Misuraca e Leontini: 37.3.

   Pongo  in  votazione gli emendamenti 37.1 e  37.2,  di  identico
  contenuto.
   Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Contrario.

    PRESIDENTE   Chi  è contrario si alzi; chi è  favorevole  resti
  seduto.

                        (Non sono  approvati)

   Pongo in votazione l'emendamento 37.3.
   Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E'  approvato)

   Comunico che l'emendamento aggiuntivo AG.182 è superato.
   Pongo in votazione l'articolo 37, nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E'  approvato)

   Si riprende l'esame dell'articolo 50, precedentemente
  accantonato. Ne do lettura:

                            «Articolo 50
                        Agevolazioni fiscali

   1.  Al  fine di incentivare lo sviluppo dell'economia siciliana,
  alle  società cooperative a mutualità prevalente di cui al Titolo
  VI   del   Libro  V  del  Codice  civile,  così  come  modificato
  dall'articolo 8 del decreto legislativo 17 gennaio  2003,  n.  6,
  che   siano   regolarmente  sottoposte  al  regime  di  revisione
  ordinaria previsto dalla legge regionale 23 maggio 1991, n. 36  e
  successive  modifiche  ed  integrazioni, l'aliquota  dell'imposta
  regionale sulle attività produttive di cui al decreto legislativo
  15  dicembre 1997, n. 446 e successive modifiche ed integrazioni,
  limitatamente alla quota di spettanza della Regione e fatti salvi
  i  regimi  agevolativi  specifici già stabiliti  dalla  normativa
  vigente,  è ridotta dell'1 per cento per il periodo d'imposta  in
  corso   all'1   gennaio  2005.  Per  i  due  periodi  di  imposta
  successivi, l'aliquota è ridotta, rispettivamente, dello  0,75  e
  dello 0,50 per cento.
   2.   Al  fine  di  migliorare  gli  standard  di  sicurezza  nel
  territorio  della  Regione i benefici di cui  al  comma  1  sono,
  altresì,  estesi  agli istituti esercenti attività  di  vigilanza
  privata di cui agli articoli 133 e seguenti del Regio decreto  18
  giugno 1931, n. 773 e successive modifiche ed integrazioni.
   3.  L'applicazione della presente disposizione è subordinata  al
  rispetto della vigente normativa comunitaria in materia di  aiuti
  di   stato,   nonché  alla  definizione  della  procedurale   cui
  all'articolo  88  paragrafi 2 e 3 del Trattato  istitutivo  della
  Comunità europea.
   4.  Nelle more della definizione delle procedure di cui al comma
  3,  gli  aiuti  previsti dal presente articolo sono concessi  con
  modalità  conformi ed entro i limiti di cui al Regolamento  della
  Commissione  della Comunità europea n. 69 del  12  gennaio  2001,
  relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato  Ce
  agli aiuti di importanza minore.»

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -dagli onorevoli Miccichè ed altri: 50.1;
  -dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: 50.3;
  -dagli onorevoli Sbona ed altri: 50.2;
  -dagli onorevoli Oddo ed altri: 50.4.

   Si passa all'emendamento 50.3.

    PANARELLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PANARELLO   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ho  chiesto
  di   intervenire   perchè  anche  questo   articolo   era   stato
  abbondantemente  approfondito dalla Commissione  di  merito,  con
  esiti del tutto diversi rispetto al modo in cui è stato approvato
  dalla Commissione bilancio.
   In  particolare, segnalo che, per quanto riguarda il comma 2, la
  formulazione  mi  sembra  assolutamente equivoca,  perchè  se  si
  ritiene  di intervenire attraverso uno sgravio dell'IRAP  per  un
  determinato  settore,  andrebbe motivato  ed  argomentato  meglio
  poichè  dire  che  si  danno agevolazioni fiscali  agli  istituti
  esercenti  attività di vigilanza privata, al fine  di  migliorare
  gli  standard di sicurezza nel territorio della Regione, mi  pare
  una  motivazione del tutto incongrua e, per altro verso,  non  si
  capisce,  a  meno  che non venga spiegato che c'è  una  crisi  di
  questo  settore, che c'è una difficoltà, che c'è un problema  che
  merita   una   attenzione   particolare   per   finalizzare   una
  agevolazione fiscale nel campo dei servizi solo ad un settore  di
  attività.
   Si  crea così una situazione di disparità che, se non viene bene
  argomentata,  dà  il  senso di un intervento,  soprattutto  nella
  materia  fiscale,  assolutamente discrezionale che  prescinde  da
  qualunque ragionamento economico e, quindi, in questo senso si fa
  un'operazione  di  riduzione di entrate da  parte  della  Regione
  senza adeguata motivazione.
   Per  queste ragioni, sostengo la necessità di abrogare il  comma
  2.

    ODDO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ODDO   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  l'osservazione
  fatta  dall'onorevole Panarello mi permette di  esprimere  ancora
  una  volta  una  mia  preoccupazione che vorrei  fosse  presa  in
  considerazione soprattutto dalla Presidenza, qualora la ritenesse
  importante.
   E'  ormai  prassi  consolidata che i  lavori  delle  Commissioni
  competenti  si  svolgano nel rispetto del  Regolamento,  rispetto
  anche  ai  famosi giorni che debbono decorrere dalla trasmissione
  dei disegni di legge e, puntualmente, le Commissioni competenti -
  in  questo caso, mi riferisco alla III Commissione - in  sede  di
  esame,  per  quanto  concerne  la  Commissione  bilancio,   viene
  sostanzialmente messa nelle condizioni di ritenersi assolutamente
  inutile  per  quanto  concerne il processo  di  formazione  delle
  leggi.
   Comprendo  che,  date  le  circostanze, l'argomento  possa  poco
  interessare, ma chi come me è convinto che una buona legge  nasce
  soprattutto  da  un  approfondimento, da  una  discussione  nelle
  apposite Commissioni legislative permanenti, non può far finta di
  niente  o attrezzarsi in modo diverso perchè è pur vero che,  per
  quanto  concerne  lavori più o meno snelli  che  l'Aula  potrebbe
  affrontare,  il  fatto stesso che viene bypassato  totalmente  il
  risultato  dei lavori delle Commissioni complica ulteriormente  i
  lavori d'Aula.
   Non  bisogna dimenticare, signor Presidente, che sempre di  più,
  nel   corso  di  questi  anni,  il  ruolo  e  la  funzione  delle
  Commissioni è stato notevolmente ridotto; addirittura,  sarebbero
  da sciogliere. E' la seconda o la terza volta che mi rivolgo alla
  Presidenza in maniera provocatoria sì, ma positivamente.
   Le  Commissioni  potrebbero essere sciolte; non  servono  più  a
  niente,  nel  momento  in  cui il lavoro che  partoriscono  viene
  totalmente  ignorato  dalla  Commissione  bilancio.  E   non   mi
  riferisco  solamente a momenti che riguardano  i  documenti  e  i
  disegni  di  legge relativi al bilancio e alla finanziaria  ma  a
  disegni di legge non inquadrabili nella sessione di bilancio.
   Passiamo  ad  un altro argomento. Non aggiungo niente  a  quanto
  affermato  dall'onorevole  Panarello,  da  me  condiviso,  quando
  ricordava  che  proprio  il comma 2, in  Commissione,  era  stato
  valutato  all'unanimità, nel senso che si era condiviso il  fatto
  che andasse cassato.
     Se  non erro, evidentemente, nel momento in cui si era  deciso
  di  cassarlo la scelta era stata condivisa dal Governo perchè  si
  presentava,  per  quanto  concerne la  questione  degli  istituti
  esercenti  attività  di  vigilanza, in una maniera  assolutamente
  inspiegabile.
   Signor  Presidente, assessore Leontini, attraverso l'emendamento
  50.4,  la  riduzione  prevista dal comma  1  sicuramente  si  può
  applicare in favore delle imprese agricole singole e associate.
     Da  questo  punto  di  vista, mi pare, non  si  sia  fatto  un
  notevole  sforzo  per  venire  incontro  alle  difficoltà   delle
  cooperative agricole o delle imprese agricole singolarmente prese
  ma, evidentemente, si dà un segnale che può, a conti fatti, senza
  rivoluzionare  molto, alleviare la crisi di  un  settore  che  in
  questo momento è sotto gli occhi di tutti.
   Gradirei,  qualora ciò non cozzi con l'ingegneria dei  movimenti
  di  massa  di  denaro  che  vi  è all'interno  della  finanziaria
  rispetto  al  bilancio, che il Governo apprezzasse  positivamente
  questo emendamento per dare un segnale a coloro che operano in un
  settore,  in  modo diverso, magari alle grandi aziende  agricole,
  piccole  realtà, che possono sicuramente ricevere un piccolissimo
  sì, comunque un beneficio.

    CINTOLA   assessore  per il bilancio e le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente, onorevoli colleghi, rivolgendomi all'onorevole  Oddo,
  afferma che la concettualità è giusta. Forse, lei non sa  che  le
  imprese  agricole  pagano poco meno del 2% di IRAP.  Se,  quindi,
  affermiamo  di  togliere pure l'1%, non abbiamo fatto  nulla,  mi
  viene detto dagli Uffici. Stessa cosa per quanto riguarda l'altro
  emendamento,  a  firma  degli onorevoli  Speziale  e  Capodicasa,
  uguale a quello da noi presentato.
   Sulla normativa europea, quindi, possiamo prevedere l'1% per  il
  primo  anno,  lo  0,75%  per  il  secondo  -  dobbiamo  andare  a
  decrescere - e, per il terzo anno, se non prevediamo lo 0,50%, vi
  sarà  la  bocciatura da parte della Comunità europea.  Dev'essere
  previsto, infatti, un sistema decrescente, considerato  il  fatto
  che,  nei tre anni, dare questo incentivo serve a rassodare  e  a
  rilanciare  l'impresa, altrimenti, diventerebbe  una  concorrenza
  sleale.
     Esaminando  complessivamente  l'articolo  del  Governo  e  gli
  emendamenti   quasi uguali, che aggiustano, ma che confermano  la
  bontà  dell'articolo, credo che siamo d'accordo - sia maggioranza
  sia  minoranza DS, o quantomeno, per i presentatori perché  siamo
  sulla  stessa posizione, tranne sulla previsione dello 0,75%  per
  il  secondo  anno e dello 0,50% per il terzo perché,  altrimenti,
  non  si  può,  per  un problema di legislazione  europea,  andare
  avanti.
   Sono  dell'avviso  di dire che siamo d'accordo  e  che  potrebbe
  essere votato.

    CRACOLICI   Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi  permetto
  di fare due obiezioni.
   Innanzitutto,  vorrei  precisare che l'emendamento  50.3  non  è
  uguale  all'articolo del Governo. Non è filosofia, è la sostanza,
  lo dico. L'articolo in questione riduce dell'1% l'aliquota mentre
  l'emendamento  stabilisce  che,  per  la  quota  spettante   alla
  Regione,  l'aliquota è dell'1%, che non è proprio la stessa  cosa
  ma l'esatto contrario.
   L'articolo  del Governo riduce dell'1% l'aliquota; l'emendamento
  in  questione  stabilisce che l'aliquota per la  quota  spettante
  della Regione è dell'1%.
   Non è la stessa cosa, lo ribadisco.
   Passo  alla  seconda  obiezione.  Pur  essendo  d'accordo  sulla
  filosofia  di  questo  articolo  che  riduce  e  sostiene  alcune
  imprese, pur condividendo la filosofia, vorrei comprendere meglio
  se  questa  riduzione dell 1% è stabilita al primo comma  per  le
  cooperative ecc. Se è così, va bene.
   Il  secondo comma estende il beneficio alle società di vigilanza
  per  la sicurezza e, poichè le stesse operano tutte in regime  di
  rapporto  col  pubblico, parliamo di società la cui  capacità  di
  rischio  di  impresa  è relativa, considerato  che  non  c'è  una
  sicurezza.  C'è  la  sicurezza privata per conto  dell'iniziativa
  pubblica.
   Credo che ci siano altre imprese  che meriterebbero questo  tipo
  di sostegno.
   Inoltre,  pur  avendo  previsto, nel terzo comma,  che  comunque
  questo   articolo   è   subordinato  al  rispetto   delle   norme
  comunitarie, vorrei ricordare che qualche settimana fa vi è stato
  un   pronunciamento  dell'Unione  europea  relativamente   a   un
  precedente  intervento legislativo della Regione siciliana  sulla
  riduzione, per la quota parte della Regione, dell'IRAP.
   Vorrei capire, ed è una richiesta che faccio al Governo, se  noi
  stiamo  scrivendo una norma manifesto o si ha  l'obiettivo  reale
  di  ridurre  l'IRAP, - ho premesso che sono d'accordo  -   perché
  temo  che  così com'è, è soltanto una norma manifesto, nel  senso
  che  alla  fine  avrà difficoltà di applicazione  per  violazione
  delle norme che regolano gli  aiuti di Stato.

    CINTOLA   assessore per il  bilancio e le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA   assessore  per il bilancio e  le  finanze.  Onorevoli
  colleghi, l'articolo 78 comprende  tutte quelle imprese e  quelle
  aziende   siciliane  per  le  quali  l'anno  scorso  votammo   in
  quest'Aula.  Abbiamo  voluto considerato  tutte  le  imprese:  le
  aziende  considerata  in quella fattispecie avranno  riconosciuto
  dall'1   di  gennaio l'1% il primo anno, lo 0,75 e lo 0,50  negli
  anni successivi.
   Abbiamo,  quindi  voluto allargare la platea: ed  è  esattamente
  quello  che lei ha chiesto nel suo intervento. L'unico  timore  è
  che  possa essere bocciato dalla Comunità Europea.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, prima di concedere  la  parola
  all'onorevole Speziale, desideravo fare presente al Governo che i
  commi  3  e  4  del  medesimo articolo 50 sono assolutamente  non
  conducenti,  poiché  l'area  all'interno  della  quale  si  muove
  l'articolo  50  non  è  quella degli aiuti di  Stato,  ma  quella
  stabilita da una disposizione nazionale all'interno della  quale,
  e  all'interno dei  range  percentuali si muove la manovra che il
  Governo  sta   proponendo,   così come  abbiamo  fatto  in  altre
  circostanze  analoghe  quando  abbiamo  operato  nella   medesima
  ragione a favore di alcune categorie di imprese.
   Relativamente  ai  commi 3 e 4 gli uffici stanno  procedendo  ad
  un'ulteriore verifica.
   Forse è  opportuno mantenere l'accantonamento dell'articolo ,  e
  passare all'esame  dell'articolo 51 di cui ne  do lettura:

                            «Articolo 51
      Fondo a gestione separata per gli aiuti all'investimento

   1.  Al  fine  di garantire l'operatività e la concessione  delle
  agevolazioni previste dai regimi di aiuto di cui all'articolo  26
  della  legge  regionale 1 gennaio 1993, n.  25,  come  sostituito
  dall'articolo 2 della legge regionale 27 settembre 1995, n. 66  e
  successive modifiche ed integrazioni, all'articolo 32 della legge
  regionale  11  maggio  1993,  n. 15  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni, agli articoli 5 e 11 della legge regionale 5 agosto
  1957,  n. 51 e successive modifiche ed integrazioni, all'articolo
  23  della  legge regionale 6 maggio 1981, n. 96, all'articolo  43
  della  legge  regionale  21 dicembre 1973,  n.  50  e  successive
  modifiche  ed integrazioni, all'articolo 20 della legge regionale
  18  febbraio 1986, n. 7, all'articolo 69 della legge regionale 16
  aprile  2003,  n.  4,  all'articolo 27 della legge  regionale  23
  dicembre  2000, n. 32 e successive modifiche -ed integrazioni,  è
  costituito un fondo a gestione separata presso una società o ente
  in  possesso  dei  necessari requisiti tecnici ed  organizzativi,
  previa  stipula di apposita convenzione, secondo le procedure  di
  cui al combinato disposto dell'articolo 185, comma 5, della legge
  regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e dell'articolo 32 della  legge
  regionale 2 agosto 2002, n. 7.
   2.   Entro  il  31  dicembre  di  ogni  anno,  con  decreto  del
  Presidente  della  Regione, su proposta dell'Assessore  regionale
  per   l'industria,  sentito  il  comitato  consultivo  industria,
  vengono ripartite le disponibilità del fondo a regimi di aiuto di
  cui al comma 1.
   3.  Alla  gestione  del  fondo istituito dal  presente  articolo
  sovrintende un comitato amministrativo, nominato con decreto  del
  Presidente della Regione, composto da:
     a)  un  esperto  in materia creditizia e di agevolazioni  alle
  imprese,  con  funzione  di presidente, designato  dall'Assessore
  regionale per l'industria;
     b)  due componenti designati dall'ente gestore, uno dei  quali
  con funzione di vicepresidente;
     c)  tre  dipendenti con qualifica non inferiore a  funzionario
  direttivo, di cui due in servizio presso l'Assessorato  regionale
  dell'industria ed uno presso l'Assessorato regionale del bilancio
  e delle finanze, designati dai rispettivi Assessori;
     d)  due  componenti  designati  dall'Assessore  regionale  per
  l'industria,   scelti  su  terne  proposte   dalle   associazioni
  regionali degli industriali maggiormente rappresentative;
     e)   un   componente   designato  dall'Associazione   bancaria
  italiana.
   4.  Svolge  le  funzioni di segretario un  dipendente  dell'ente
  gestore.
   5.  I componenti ed il segretario durano in carica quattro anni.
  Qualora un consigliere, prima della scadenza, cessi dalla  carica
  per morte, dimissioni od altra causa, il nuovo designato resta in
  carica sino alla scadenza del comitato.
   6.  Ai  fini  della determinazione dei compensi da corrispondere
  ai  componenti ed al segretario del comitato, il cui  onere  è  a
  carico del fondo, si applicano le disposizioni di cui alla  legge
  regionale 11 maggio 1993, n. 15.
   7.  Le  agevolazioni  di  cui  al comma  1  conservano  la  loro
  operatività  attraverso l'originario gestore dei  relativi  fondi
  regionali sino alla data in cui il soggetto, individuato  secondo
  le  modalità di cui al comma 1, attiva il funzionamento del fondo
  stesso.
   8.   Tutte  le  disponibilità  dei  fondi  a  gestione  separata
  istituiti ai sensi degli articoli 5 e 11 della legge regionale  5
  agosto 1957, n. 51 e successive modifiche ed integrazioni, nonché
  dei fondi a gestione separata istituiti ai sensi dell'articolo 43
  della  legge  regionale  21 dicembre 1973,  n.  50  e  successive
  modifiche  ed  integrazioni, degli articoli 4 e  23  della  legge
  regionale  6  maggio  1981,  n.  96  e  successive  modifiche  ed
  integrazioni, dell'articolo 44 della legge regionale  9  dicembre
  1980,  n.  127 e dell'articolo 8 della legge regionale  17  marzo
  1979,  n.  44,  nonché  i successivi rientri  in  relazione  alle
  operazioni di finanziamento in essere e gli stanziamenti per  gli
  interventi  di  cui  all'articolo 67  della  legge  regionale  23
  dicembre  2000, n. 32, confluiscono nel fondo a gestione separata
  istituito  dal presente articolo alla data di cui al comma  7.  I
  benefici  di cui all'articolo 69 della legge regionale 16  aprile
  2003,  n. 4, si estendono anche alle istanze presentate ai  sensi
  dell'articolo  11 della legge regionale 5 agosto 1951,  n.  57  e
  successive modifiche ed integrazioni»

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   - dagli onorevoli Miccichè e altri: 51.1.
   - dagli onorevoli Tumino e Barbagallo: 51.2;
   -  dagli  onorevoli Speziale e Capodicasa: 51.11;  51.10,  51.5,
  51.8, 51.7, 51.6, 51.3, 51.4, 51.9;
   - dagli onorevoli Ortisi e Spampinato: 27.33.

   Pongo  in  votazione  gli   emendamenti 51.1  -  51.2  -27.33  e
  51.11.

   Il parere della Commissione?

    SAVONA   vice  presidente  della  Commissione  e  relatore   di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                        (Non sono  approvati)

   Onorevoli   colleghi  comunico  che  il  Governo  ha  presentato
  l'emendamento 51.12.

   Pongo in votazione l'emendamento 51.12.

   Il parere della Commissione?

    SAVONA   vice  presidente  della  Commissione  e  relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

    PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi  è  contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento  51.10.

   Il parere della Commissione?

    SAVONA   vice  presidente  della  Commissione  e  relatore   di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                         (Non è  approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 51.5.

   Il parere della Commissione?

   SAVONA,   vice  presidente  della  Commissione  e  relatore   di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   CINTOLA, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                         (Non è  approvato)

   Pongo in votazione l'emendamento 51.8.

   Il parere della Commissione?

   SAVONA,   vice  presidente  della  Commissione  e  relatore   di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   CINTOLA, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                         (Non è  approvato)

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'emendamento 51.8.

   Il parere della Commissione?

   SAVONA,   vicepresidente  della  Commissione   e   relatore   di
  maggioranza Contrario

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   CINTOLA, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Pongo   in   votazione  l'emendamento  51.7.  Il  parere   della
  Commissione?

   SAVONA,   vice   presidente   della  Commissione   e   relatore.
  Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   CINTOLA, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Pongo   in   votazione  l'emendamento  51.6.  Il  parere   della
  Commissione?

   SAVONA,   vicepresidente  della  Commissione   e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   CINTOLA, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Pongo  in  votazione  l'emendamento  51.13  .  Il  parere  della
  Commissione?

   SAVONA,   vicepresidente  della  Commissione   e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo   in  votazione  l'emendamento  51.3.   Il  parere   della
  Commissione?

   SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   CINTOLA, assessoreper il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Pongo   in   votazione  l'emendamento  51.4.  Il  parere   della
  Commissione?

   SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   CINTOLA, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Pongo   in  votazione  l'emendamento  51.9.   Il  parere   della
  Commissione?

   SAVONA,   vicepresidente  della  Commissione   e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   CINTOLA, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

    CAPODICASA   relatore  di  minoranza.  Chiedo  di  parlare  per
  dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA   relatore di minoranza. Signor Presidente,onorevoli
  colleghi,  io non vorrei mancare di sottolineare ancora una volta
  come  la  tendenza di questo Governo, di questa  maggioranza  che
  oramai purtroppo è dilagata, in ogni campo, in ogni settore,  sia
  veramente  preoccupante,  che è quella  di  affidare  all'esterno
  servizi  che potrebbero essere svolti dai dipendenti   regionali.
  Oramai i 17, 18 mila dipendenti della Regione potranno  giocare a
  carte'  dentro  i  nostri uffici perchè gli si stanno  sottraendo
  competenze, compiti e funzioni, in ogni settore.
   Ancora,  qui,  si  istituisce un fondo a gestione  separata  per
  l'investimento,  e  non  si  capisce perchè  non  debbano  essere
  gestiti   dall'IRFIS,  tenuto  conto  che   è   un   istituto   a
  partecipazione della Regione, ma si affida ad una società o  ente
  in  possesso  di necessari requisiti tecnici e organizzativi  con
  relativa  convenzione.  E  si vuole  istituire  un  comitato  che
  presiede alla gestione del fondo; di questo comitato fanno  parte
  un  esperto  in  materia  creditizia e due  componenti  designati
  dall'ente   gestore.  Insomma,  è  una  specie  di   beneficiata'
  generale,  di  posti  di  sotto governo.  In  un  articolo  della
  finanziaria,  il  Governo  propone la  soppressione  di  comitati
  inutili,  allo  scopo,  si dice, di risparmiare  e  poi  però  si
  dissemina  la legge finanziaria di simili proposte , questa  come
  le  altre: dalle variazioni di bilancio tutte le norme  che  sono
  passate da quest'Aula negli ultimi anni contengono sempre materie
  di   questo  genere.  Tutto  viene  affidato  all'esterno  e  con
  incarichi  ben  remunerati  a  personale  non  dipendente   della
  Regione.
      Io  mi  chiedo   se  questo  equivale  a  fare  una  politica
  finanziaria  di  rigore, ma soprattutto di  valorizzazione  delle
  risorse umane e professionali di cui la Regione dispone o  meglio
  di  un  razionale  utilizzo di rapporti che  già  la  Regione  ha
  instaurato  da  tanti  anni  e che sono  fino  a  questo  momento
  risultati   essere  efficienti,  a  parte  le   dovute   prudenze
  nell'esprimersi in questo caso.
   Io  credo  che  non possa passare inosservato un  articolo  come
  questo  dal  momento che con la complicità della  stanchezza,  mi
  pare   che  l'Aula  cominci  a  boccheggiare  e  a  non   seguire
  attentamente i lavori.

    PRESIDENTE   Pongo  in  votazione  l'articolo  51,  nel   testo
  risultante.  Chi è favorevole resti seduto, chi  è  contrario  si
  alzi.

    CINTOLA   assessore  per il bilancio e le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CINTOLA   assessore  per  il  bilancio  e  le  finanze.  Signor
  Presidente,  volevo dire che questo è un provvedimento  sollevato
  e  sollecitato dalle organizzazioni sindacali, CGIL, CISL e UIL e
  dalla  Confindustria,  organizzazioni con le  quali  noi  abbiamo
  parlato  per  essere  chiari. Abbiamo  voluto  accorpare  diverse
  problematiche  presenti  nel  comparto  dell'industria  per  dare
  un'agevolazione sapendo  che ogni impresa  all'inizio non conosce
  quanto  potrà  essere producente una via  piuttosto che un'altra,
  e  venendo  incontro alle loro richieste si è  voluto  creare  un
  fondo  unico,  con  un   comitato in cui è presente  l'ABI  -  in
  maniera tale che per la definizione dei singoli settori ci sia un
  comitato serio che possa dare assieme a sindacati ed alla  stessa
  Confindutria un  indirizzo.
   Ma  perchè  su questo troviamo sempre da ridire  Ogni anno  sono
  state  date somme per tutti i settori ma, alla fine, alcuni  sono
  andati  in  difetto  altri in eccesso. Siamo  venuti  incontro  a
  queste  richieste. Tra l'altro il mio intervento è un  intervento
  diretto,  in quanto ho avuto modo di  ascoltare e sentire  queste
  cose,  dopo  di  che  l'Assessorato  all'Industria  con  il   suo
  direttore hanno specificato tecnicamente come procedere.
   L'intenzione  è  talmente seria che mi  sembra  veramente  arduo
  andare  in contrasto. Noi su questo abbiamo avuto già un consenso
  forte,  sia  dalle forze sociali che dalle forze imprenditoriali.
  Non  c'è  alcun  vantaggio  elettorale; ma solo  il tentativo  di
  risollevare lo sviluppo imprenditoriale in   Sicilia.

    PRESIDENTE   Pongo  in  votazione  l'articolo  51,  nel   testo
  risultante.

   FORGIONE.   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per   scrutinio
  segreto.

        (Gli   onorevoli   Capodicasa,   Cracolici,   Crisafulli,
      Giannopolo, Manzullo, Panarello e Papania si associano alla
      richiesta)

          Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 51

   PRESIDENTE.  Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini   di
  Regolamento,   indìco   la  votazione   per   scrutinio   segreto
  dell'articolo 51.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  61
   Maggioranza         31
   Favorevoli          32
   Contrari            29
   Astenuti           ..0

                        (L'Assemblea approva)

  Si passa all'esame dell'articolo 53. Ne do lettura

                            «Articolo 53
            Attivazione misure a sostegno dello sviluppo

   1.  All'articolo 14 della legge regionale 29 dicembre  2003,  n.
  21, è aggiunto il seguente comma:
      5 bis. Nelle more della definizione delle procedure di cui al
  precedente comma 4, gli aiuti previsti dal presente articolo sono
  concessi  con  modalità conformi ed entro  i  limiti  di  cui  al
  Regolamento della Commissione delle Comunità europee n. 69 del 12
  gennaio  2001, relativo all'applicazione degli articoli 87  e  88
  del Trattato CE agli aiuti di importanza minore.'.
   2.  All'articolo 15 della legge regionale 29 dicembre  2003,  n.
  21, è aggiunto il seguente comma:
      4 bis. Nelle more della definizione delle procedure di cui al
  precedente comma 3, gli aiuti previsti dal presente articolo sono
  concessi  con  modalità conformi ed entro  i  limiti  di  cui  al
  Regolamento della Commissione delle Comunità europee n. 69 del 12
  gennaio  2001, relativo all'applicazione degli articoli 87  e  88
  del Trattato CE agli aiuti di importanza minore.'».

  PRESIDENTE.  Comunico  che  sono  stati  presentati  i   seguenti
  emendamenti:

  dagli onorevoli Miccichè e altri: 53.1.
  dagli onorevoli Morinello ed altri: AG.121;
  dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: AG.247;
  dall'onorevole Crisafulli: AG 11.

    PRESIDENTE   Pongo in votazione l'emendamento 53.1.  Il  parere
  del Governo?

   CINTOLA, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

   PRESIDENTE.  Il parere della Commissione?

   SAVONA,   vicepresidente  della  Commissione   e   relatore   di
  maggioranza.  Contrario.

                          (Non è approvato)

   PRESIDENTE.  Pongo, congiuntamente, in votazione gli emendamenti
  AG 121 e AG 247.  Il parere del Governo?

   CINTOLA, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

   PRESIDENTE.  Il parere della Commissione?

   SAVONA,   vicepresidente  della  Commissione   e   relatore   di
  maggioranza.  Contrario.

   PRESIDENTE.  Chi è favorevole resti seduto; chi è  contrario  si
  alzi.

   Onorevoli   colleghi,  L'emendamento   AG  11  non   avendo   la
  necessaria copertura finanziaria viene dichiarato improponibile.

                        (Non sono  approvati)

   Pongo  in votazione l'articolo 53, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   SPEZIALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE.  L'emendamento del governo che  riduce  all'1%  l'IRAP
  aveva la relativa copertura?

   PRESIDENTE.  Quell'emendamento  non  ha  bisogno  di  copertura,
  perché determina una minora entrata, non una maggiore spesa.

   CINTOLA,  assessore  per  il bilancio e  le  finanze.  Onorevole
  Speziale, lo Stato provvede per intero alla copertura dell'IRAP.

   SPEZIALE. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPEZIALE. Signor presidente, onorevoli colleghi,  vorrei  sapere
  se l'emendamento é ancora in vita o meno.

   PRESIDENTE. Non é  più in vita, onorevole Speziale.

   Onorevoli colleghi, si passa all'esame dell'articolo 57.  Ne  do
  lettura.

                            «Articolo 57
                Requisiti cooperative edilizie e soci

   1.  Al  comma 2 dell'articolo 3 della legge regionale 31  agosto
  2000,  n.  19, la parola  regolamento' è sostituita dalla  parola
   decreto   dell'Assessore  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca'.
   2.  Al  comma 3 dell'articolo 3 della legge regionale 31  agosto
  2000,  n.  19,  dopo le parole  dell'alloggio' sono  aggiunte  le
  seguenti  parole:  fatta eccezione per il requisito  relativo  al
  reddito,  il  cui possesso va accertato solamente  alla  data  di
  emanazione del primo decreto di concessione delle agevolazioni di
  cui  al  precedente comma. Tale disposizione si applica a partire
  dalla data di pubblicazione della presente legge'.
   3.  All'articolo  31 della legge regionale 5 novembre  2004,  n.
  15,  sono  aggiunte  le seguenti parole  a tutte  le  cooperative
  edilizie  in  regola  con  le revisioni ordinarie.  Le  rimanenti
  dovranno  dimostrare il possesso dei requisiti di legge  al  fine
  del  mantenimento delle agevolazioni, entro e non oltre 60 giorni
  dalla  data  di entrata in vigore della presente legge,  pena  la
  decadenza del beneficio'. »
   Comunico  che all'articolo 57 sono stati presentati  i  seguenti
  emendamenti:
   - dagli onorevoli Miccichè e altri: 57.1;
   - dal Governo: 57.3
   -dall'onorevole Formica: 57.4 e 57.5.
  -
   ACIERNO. Chiedo di parlare.
   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   ACIERNO.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  io   volevo
  proporre al Governo di cassare il comma 2 dell'articolo 57. Se il
  governo  dà  parere favorevole all'emendamento 57.4, rinuncio  ad
  intervenire.
   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi il Governo intende esprimersi   a
  favore dell'emendamento 57.4. Pertanto lo pongo in votazione.  Il
  parere della Commissione?
   SAVONA,   vicepresidente  della  Commissione   e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole.
   PRESIDENTE. Il parere del Governo?
    CINTOLA  assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 57.1. Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   CINTOLA, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                          (Non è approvato)

                               Congedi

    PRESIDENTE   Comunico  che  gli  onorevoli  Pagano,  Vicari   e
  Confalone hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Riprende la discussione congiunta di disegni di legge n. 923/a
                             e n. 924/A

   PRESIDENTE.  Onorevoli  colleghi,  comunico  che   l'emendamento
  57.2 é decaduto.

   Si  passa all'emendamento 57.3 che incide sul terzo comma.  dopo
  la  parola dimostrare, aggiungere le parole attraverso le visioni
  ordinarie . Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

   CINTOLA, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 57, nel testo risultante.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'articolo 59. Ne do lettura:

                            «Articolo 59
    Fondo di rotazione per la progettazione nell'Amministrazione
                              regionale

   1.  All'articolo 12, sub articolo 17 bis, della legge  regionale
  2  agosto  2002,  n. 7, e successive modifiche ed integrazioni  è
  aggiunto il seguente comma:
    4  bis. A decorrere dall'esercizio finanziario 2005 il fondo di
  cui  al  presente articolo è destinato al finanziamento in favore
  dei  rami dell'Amministrazione regionale, per la copertura  delle
  spese  occorrenti per la progettazione definitiva  ed  esecutiva,
  ivi  compresi gli oneri accessori, e per il perfezionamento delle
  procedure  tecniche, amministrative ed operative, necessarie  per
  l'accesso  ai  flussi  di  finanziamento,  anche  di  provenienza
  extraregionale.'».

      Sospendo la seduta per cinque minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 23.48, è ripresa alle ore 23.50)

    PRESIDENTE  La seduta è ripresa.

   Onorevoli  colleghi, ricordo che nella seduta  precedente   sono
  stati  votati gli emendamenti 59.1 e 59.2.
   Pongo   in   votazione  l'emendamento  59.3.  Il  parere   della
  Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in votazione l'articolo 59, nel testo risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'esame dell'articolo 72. Ne do lettura:

                            «Articolo 72
                       Vincoli di destinazione

   1. Il  termine di dieci anni di cui all'articolo 28 della  legge
      regionale 25 marzo 1986, n. 13 e di cui all'articolo 18 della
      legge regionale 9 giugno 1994, n. 25, è ridotto di cinque anni».

   Comunico  che all'articolo 72 sono stati presentati  i  seguenti
  emendamenti:

   dagli onorevoli Miccichè e altri: 72.1;
   dagli onorevoli Forgione e Liotta: 72.2
   dagli onorevoli Tumino e Barbagallo: 72.3
   dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: 72.4

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor Presidente, vorrei chiedere   al  Governo  di
  spiegare  la  ratio di questo articolo che, seppure  composto  di
  poche  righe,  potrebbe determinare uno sfascio dei  già  precari
  piani  regolatori.  Questa è una norma che,  se  ho  ben  capito,
  ridurrebbe  a  cinque anni i vincoli di destinazione  urbanistica
  che sono previsti in questo momento dalla normativa nazionale per
  i piani regolatori.

    FORMICA  Invito il Governo a ritirarlo.

    SPEZIALE   Se lo interpreto bene, ci troviamo di fronte  ad  un
  articolo  che  potrebbe  avere  un carattere  devastante,  signor
  Presidente, per cui io chiedo al Governo di ritirarlo  perché  ha
  il  sapore  di  una  provocazione; se  invece  il  Governo  è  in
  condizione di spiegare diversamente ne sarei felice.
   Tuttavia, signor Presidente, siccome penso che quando  si  parla
  di  vincoli decennali si tratta e si riferisce in modo  specifico
  ai  vincoli  di  destinazione che sono previsti  all'interno  dei
  piani  regolatori  che,  come tutti sappiamo,  hanno  un  vincolo
  decennale, che qui, però,  si vuole  ridotto a cinque anni. Penso
  che  questo  potrebbe  determinare  un  dissesto  generale  negli
  strumenti esecutivi dei piani regolatori  particolareggiati,  per
  cui  chiedo  al Governo di ritirare l'articolo, eventualmente  su
  questo articolo....

    PRESIDENTE    Onorevole  Speziale il  Governo   ne  ha  chiesto
  l'accantonamento.

    SPEZIALE   Signor Presidente Il Governo  l'aveva  già  chiesto.
  Non  possiamo  di  volta in volta, di fronte  a  una  difficoltà,
  accantonare;  si  proceda  con un po'  di  ordine  perché  stiamo
  passando  da  un  articolo  all'altro.  L'articolo  va  esaminato
  compiutamente, con un voto non possiamo...

    PRESIDENTE  Onorevole Speziale, il Governo, come le dicevo,  ha
  chiesto  l'accantonamento, tuttavia, la Presidenza  ha  fatto  un
  breve   approfondimento  della  materia.  I  vincoli  a  cui   fa
  riferimento   sono  vincoli  di  destinazione   delle   strutture
  agrituristiche che hanno un vincolo di destinazione decennale, in
  quanto hanno ricevuto un finanziamento, non c'entrano né i  piani
  regolatori  né  altro, riguarda il vincolo d'uso  come  struttura
  agrituristica in quanto hanno ricevuto dei finanziamenti , quindi
  si passa da dieci anni a cinque.

    SPEZIALE    Se  è così, peggio ancora, perché si configura  che
  ci  sono  già  aziende finanziate che hanno avuto finalizzato  in
  dieci  anni l'attività che adesso, con questo articolo, riduciamo
  a cinque anni e loro possono diventare proprietari dell'immobile;
  ci  troviamo  di  fronte  a  una  norma  vergogna,  peggio  delle
  interpretazioni che avevo dato io, per cui chiedo al  Governo  di
  ritirarla  perché  la  norma,  così  come  viene  presentata   al
  Parlamento, è un fatto di gravità inaudita.

    ACIERNO   Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO    Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   vorrei
  soltanto   suggerire  all'onorevole  Speziale,  con  il   massimo
  rispetto:  se  questa norma si riferisse a vincoli  derivanti  da
  piani  regolatori, siccome i piani regolatori  hanno  una  durata
  decennale, lei avrebbe perfettamente ragione.
   Qua  stiamo  parlando di vincoli di destinazione  d'uso  per  le
  strutture   di   agriturismo  le  quali  come  lei,  giustamente,
  simbolicamente, dice potrebbero avere ricevuto finanziamenti.
   Lei  sa,  molto  bene,  onorevole  Speziale  che  a  fronte   di
  finanziamenti  sia  con  contributo in conto  capitale,  sia  con
  contributi   in   conto  interessi,  si  ha  sempre   il   limite
  obbligatorio  di mantenere in piedi l'attività per almeno  cinque
  anni, trascorsi i quali  l'impresa può variare l'oggetto sociale,
  può cedere il ramo di impresa.
   Il  limite  massimo previsto da tutte le norme che  siano  patti
  territoriali,   che   sia   488,  qualunque   forma,   oggi,   di
  finanziamento con contributi della Regione, con contributi  dello
  Stato,  con contributi della Comunità Europea, prevede il  limite
  massimo di cinque anni per il mantenimento dell'attività, per cui
  ha  ragione  il Governo ad abbassare a cinque anni il periodo  di
  vincolo  per evitare che se per caso quella attività dovesse  non
  andare  bene, possa essere comunque riconvertita senza avere  per
  ulteriori  cinque  anni un vincolo di destinazione  che  potrebbe
  risultare inutile.
   Allora,  la  invito a rivedere la posizione, perché  sarebbe  un
  errore clamoroso non votare questa norma.

   CRACOLICI. Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

    CRACOLICI    Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  in  primo
  luogo  desidererei conoscere qual è  il nesso  tra  il  contenuto
  dell'articolo 72 e la legge finanziaria che stiamo discutendo.
   In  secondo  luogo, qui stiamo autorizzando, di  fatto,  un  uso
  improprio   degli  aiuti  di  Stato  e  della  Regione   per   la
  realizzazione di impianti agrituristici, nel senso che  molti  di
  questi stessi impianti divengono tali dopo la ristrutturazione di
  impianti preesistenti.
   In  genere  si tratta di  strutture che comportano un  imponente
  costo di ristrutturazione; la legge, proprio per  rimettere in un
  circuito  economico produttivo immense distese  terriere,  spesso
  abbandonate,   ha  favorito  l'uso  dell'attività  agrituristica,
  consentendo, con gli aiuti pubblici, la ristrutturazione.
   In merito alla riduzione del periodo del mantenimento all'uso  a
  cinque  anni,  vorrei  ricordare che  il  vincolo  decennale  non
  discende  dalla  legge  regionale, bensì dall'articolo  28  della
  legge  statale  n.  13/1986. Ritengo questa norma   sbagliata  ed
  improponibile.
   A    mio    avviso,    la   predetta   riduzione    costituisce,
  esclusivamente,  un modo per raggirare le finalità  della  legge.
  Ecco  perché credo sia opportuno che il Governo modifichi  questa
  norma,  in  caso contrario chiederò che la votazione avvenga  per
  scrutinio segreto.

    ODDO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ODDO   Signor  Presidente, onorevoli colleghi, preliminarmente,
  vorrei  soffermarmi  su  un  aspetto,  estremizzando  quello  che
  potrebbe  accadere, e cioè che gli immobili che hanno beneficiato
  degli aiuti disposti...

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, per favore,  non  è  possibile
  procedere in questo modo. Abbiamo accumulato molte ore di lavoro,
  siamo  stanchi,  ci  siamo  posti l'obiettivo  di  completare  il
  disegno  di legge entro questa sera, pertanto, vi sarei grato  se
  voleste collaborare, il più possibile, con la Presidenza.

    ODDO   Signor  Presidente,  se  l'Aula  non  ha  intenzione  di
  ascoltarmi,  appoggio  la  richiesta di votazione  per  scrutinio
  segreto.

    PRESIDENTE   Onorevole  Oddo, io  posso  soltanto  invitare  ad
  ascoltare, non posso obbligare.

    ODDO    Signor   Presidente,  l'importante  che   ho   la   sua
  attenzione.

    PRESIDENTE  Onorevole Oddo, io l'ascolto, non fosse  altro  per
  amicizia.

    ODDO   Signor Presidente, a parte l'amicizia che é interessante
  nella  vita,  il Regolamento dice che un deputato che  interviene
  deve  necessariamente rivolgersi alla Presidenza, se quest'ultima
  lo ascolta, vorrei aggiungere, altrimenti non avrebbe senso

    PRESIDENTE    Onorevole  Oddo,  pensavo  che   lei   preferisse
  l'amicizia  al dovere, non voglio avere il dovere di  ascoltarla,
  bensì il piacere, proprio per l'amicizia che ci lega.

    ODDO   Vorrei  fare  una  provocazione indubbiamente  positiva.
  Immobili  e  opere,  stiamo attenti, non  solo  immobili,  quindi
  lasciamo non teniamo conto se sono a destinazione agrituristica o
  ad  altra destinazione; si parla di immobili in generale ed opere
  realizzate  che  hanno  beneficiato degli  aiuti  disposti  dagli
  articoli  26 e 27 della legge 13 del 1986, quindi, se  non  erro,
  siamo in materia di credito agrario.
   Allora, potrebbe accadere che, rispetto ai moduli di dieci  anni
  -   mi   dispiace  dissentire  dal  collega  Acierno,   ma   sono
  sostanzialmente moduli di dieci anni, la legge 488,  infatti,  ha
  moduli  di dieci anni e non solo la 488 - si intervenga  con  una
  norma,  al  di  fuori  del  fatto che,  per  quanto  concerne  la
  legislazione  nazionale, ci troviamo in  regime  di  legislazione
  concorrente  o  in  presenza  di potestà  esclusiva,  permettendo
  addirittura, con l'abbattimento di cinque anni, non di un anno  o
  di  due, dimezzando, quindi, i tempi  ed i vincoli imposti  dalle
  leggi regionali e statali, permetteremmo a questi immobili  ed  a
  queste opere di rientrare in un arco di tempo molto ristretto, in
  un  regime  assoluto di proprietà privata,  senza il rispetto  di
  alcun vincolo.
   Ebbene,  non  mi  pare  che sia indice di serietà,  mi  pare  un
  francobollo  assolutamente da evitare e mi  pare  che  abbia  una
  carica  devastante, quindi, é opportuno non soltanto lo scrutinio
  segreto,  ma  che  il Governo, modifichi la  norma  e  valuti  la
  questione  dei  vincoli  in  maniera  più  attenta,  partendo  da
  esigenze  di  carattere generale ed evitando che accada  ciò  che
  tutti sappiamo può accadere.

    FORMICA  Chiedo di parlare

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORMICA    Signor Presidente, onorevoli colleghi, inviterei  il
  Governo e la maggioranza, considerata l'ora tarda, a concentrarsi
  su  argomenti  veri  e su norme utili. Obiettivamente,  onorevoli
  colleghi,  questa  norma  non  sembra  avere  i  requisiti  della
  necessità per essere adottata, ne tanto meno si intravede la  sua
  vera finalità.
   Non  ha  i  requisiti  perché  si  riferisce  ad  una  norma  di
  finanziamento  in  agricoltura risalente a   più  di  venti  anni
  addietro,  quindi  appare di difficile lettura  la  richiesta  di
  riduzione   del  termine  ed  appare,  poi,  molto   dubbia   una
  proposizione  che quasi sottintende, incita le persone  ad  usare
  con  sotterfugi   le disposizioni e le provvidenze  dello  Stato,
  della  Comunità Economica Europea e della Regione, per  andare  a
  fare  la  solita speculazione; almeno questo è quello che  appare
  dall'impostazione data, quindi, considerato che non se ne vede la
  finalità,  non  se ne vede la necessità e rappresenta  un  dubbio
  messaggio  che lanciamo alla gente, invito il Governo a  ritirare
  la norma.

    PRESIDENTE    Onorevole Formica, faccio  una  precisazione:  la
  norma  non  può  essere ritirata, si  può votare  un  emendamento
  soppressivo   ed  il  Governo  si  può  esprimere  favorevolmente
  all'emendamento soppressivo.

    CINTOLA   assessore  per il bilancio e le  finanze.  Chiedo  di
  parlare.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

    CINTOLA   assessore  per  il bilancio  e  le  finanze.   Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi,  in  Commissione  Bilancio   ho
  votato,  insieme  all'intera maggioranza, a favore  della  norma,
  oggi   non   mi  sento  di  ritirarla,  essendomi  già   espresso
  favorevolmente.

    CAPODICASA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

    CAPODICASA     Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   per
  agevolare il pronunciamento dell'Aula, mi limito ad osservare due
  elementi: 1) che si interviene...

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  per  favore,   tentiamo   di
  proseguire  i  lavori. Onorevole Formica, l'andamento  di  questa
  parte  della  seduta  è  chiaro: il  gruppo  dei  Democratici  di
  .Sinistra  chiederà il voto segreto e si procederà  a  votazione.
  Onorevole Capodicasa, la invito a completare il suo intervento.

    CAPODICASA   Dicevo che il primo elemento è che  si  interviene
  quando  già  l'articolo  18  della legge  25  dice:   Il  vincolo
  temporale   è  indicato  nel  provvedimento  di  concessione,   è
  trascritto  presso  l'ufficio dei  registri  immobiliari  ed   ha
  effetto  per  i successori a qualunque titolo nella disponibilità
  ...
   Ciò  vuol  dire  fare leggi  serie, in quanto se in  materia  di
  agricoltura  -  come  nel caso della legge  13/1986  sul  credito
  all'agricoltura   -,   finanzio  delle   opere,   questo   è   un
  finanziamento  di  settore,  cioè  deve  incentivare  il  settore
  dell'agricoltura, non il settore del commercio o quello di civile
  abitazione. Pertanto, sia l'articolo 28 della legge 13 del  1986,
  sia  l'articolo  18  della legge 25 del  1994,  che  è  la  legge
  sull'agriturismo, hanno una destinazione specifica.
   Onorevole  Acierno, lei scherza quando dice che se  io  finanzio
  si  realizzano le opere, si realizzano gli immobili e dopo cinque
  anni  posso vendere l'immobile per attività diversa o anche  solo
  per attività presidenziale  Che idea avete dello Stato
   Questo  è  ciò che preoccupa, non è poi la singola norma,  ma  è
  che  da tutta questa conceria di articoli e di norme viene  fuori
  un'idea dello Stato veramente preoccupante.
   Vorrei  sottolineare un punto: è possibile che in corso d'opera,
  quando  vi  sono atti trascritti, vincoli, obblighi e si  fa  una
  gara  di  appalto,  una  volta  vinta,  è  possibile  che  questi
  obblighi e vincoli indicati nel bando vengano modificati?  Questa
  in  gergo penale è una turbativa d'asta o cos'altro? Se vi  è  un
  magistrato qui presente in Aula, ce lo dica.
   Veramente,   credo  che  sarebbe  opportuno  che   la   finiate.
  Onorevole  assessore Cintola, è inverosimile che lei,  ogni  qual
  volta  si  presenta una norma discutibile, dica che  non  c'entra
  nulla  o  che l'ha votata in Commissione. Ma cosa vuol  dire  che
  l'ha votata in Commissione? Intanto, lei in Commissione non vota;
  in Commissione lei è semplicemente il Governo.

    CINTOLA   assessore per il bilancio e le finanze.  Ho  espresso
  parere favorevole, in Commissione.

    CAPODICASA  Avrà espresso parere favorevole senza che  però  ne
  capisca  nulla come ha dimostrato in questo caso,  perché  non  è
  materia  sua,  perché io so che lei quando studia gli  argomenti,
  alla  fine li capisce. Ovviamente, è una battuta, le chiedo scusa
  Assessore.
   Visto  che  lei  non  può  dare  risposta  a  tutte  le  materie
  contenute nella finanziaria, occorrerebbe che su materia delicata
  qual  è quella che stiamo trattando, come anche alcune altre  che
  abbiamo  trattato e come altre ancora che tratteremo, il  Governo
  ponderasse bene in forma collegiale.
   Non  raccogliamo  i  bigliettini che  provengono  dai  colleghi,
  perché  alla  fine facciamo un lavoro raffazzonato e  commettiamo
  gravissimi errori.

    ACIERNO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, annunciando  il
  voto  favorevole  sull'articolo 72,  voglio  ricordare  a  questi
   professori   del  centro-sinistra   -  i  quali   ritengono   in
  maniera,  secondo me, per quanto garbata, anche un po' scorretta,
  censurare l'Assessore per il bilancio -, che l'articolo  72,  che
  fa  riferimento all'articolo 28 della legge n. 13  del  25  marzo
  1986, recita esattamente:  salvo che il mutamento di destinazione
  sia  previsto da disposizioni legislative , che è esattamente  il
  caso di oggi, nel senso che c'è una disposizione legislativa  che
  sta mutando la destinazione.
   Aggiungo,  però  - leggendo sempre ai colleghi  professori   del
  centro-sinistra  -, che lo stesso articolo 28  recita:   che  gli
  aiuti   in  conto  capitale  concessi  ai  proprietari   per   il
  miglioramento  dei fondi sono revocati qualora  il  trasferimento
  avvenga prima che siano decorsi cinque anni . Cinque e non dieci,
  il  che vuole dire - caro onorevole Capodicasa, prima di dare lei
  lezioni all'assessore Cintola, se avesse letto con un po' più  di
  attenzione  questa  norma  -, che la norma  ha  già  previsto  il
  vincolo  dei  dieci  anni  con  la  possibilità,  con  interventi
  legislativi, di modificare il vincolo e, in più, ha previsto  che
  il  trasferimento  della  proprietà ad una  nuova  proprietà  può
  avvenire purché siano trascorsi almeno cinque anni.
   Allora,  lasciamo perdere il tentativo di lezione che il centro-
  sinistra  cerca  di darci in Aula e procediamo con  la  votazione
  dell'articolo 72, che è assolutamente rispettoso delle norme  che
  andiamo  a  modificare perché le stesse norme  avevano  previsto,
  all'origine,  la  possibilità  di  una  loro  modifica   con   un
  intervento legislativo.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione l'articolo 72.

    CRACOLICI   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

   (Gli   onorevoli   Capodicasa,   Giannopolo,   Micciché,   Oddo,
  Panarello, Papania, Speziale e Zago appoggiano la richiesta)

          Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 72.

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indìco   la  votazione   per   scrutinio   segreto
  dell'articolo 72.
   Chiarisco  il  significato  del voto:   chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  63
   Maggioranza         32
   Favorevoli          28
   Contrari            35
   Astenuti             0

                      (L'Assemblea non approva)

   Onorevoli colleghi, onorevole Presidente della Regione, ci  sono
  alcuni  articoli  accantonati. Vorrei  fare  il  riepilogo  della
  situazione. Gli articoli accantonati sono: 8, 24, 27, 50, 67, 78,
  79,  80.  C'è poi il maxi emendamento. Il Governo ha chiesto  una
  brevissima  sospensione,  al fine di  approntare  una  strategia,
  questo è il termine più esatto.

    CRACOLICI  E' un Governo senza strategia

    CUFFARO  presidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CUFFARO    presidente   della   Regione.   Signor   Presidente,
  onorevoli colleghi, è necessario che espliciti all'Aula  ciò  che
  il  Governo intende fare, perché tra l'altro è un atto  che  devo
  compiere.
   Il  Governo  ritira il maxi emendamento. Poiché  ci  sono  altre
  iniziative   che   il  Governo  ritiene  utile  presentare   come
  subemendamenti,  ritirerà  il  maxiemendamento,  lo   riscriverà,
  inserendovi le altre proposte avanzate da alcuni parlamenti e che
  il  Governo  condivide,  includendovi anche  gli  altri  articoli
  accantonati, poi  si voterà il maxiemendamento complessivamente.

    PRESIDENTE  La seduta è sospesa per trenta minuti.

   (La seduta, sospesa alle ore 00.23 di venerdì 17 dicembre 2004,
                      è ripresa alle ore 4.02)

   La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, il Governo  ha  presentato  il
  maxiemendamento  G 1 bis interamente sostitutivo  degli  articoli
  non  ancora  trattati, del maxiemendamento G 1 e  delle  tabelle,
  inserendo  nel medesimo esclusivamente emendamenti già depositati
  ed inseriti nel bozzone o nei fascicoli relativi agli emendamenti
  stessi.

    CUFFARO  presidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CUFFARO    presidente   della   Regione.   Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi,  il  Governo  ha  ritenuto  di  ritirare  il
  maxiemendamento e di riproporlo al Parlamento dopo un lavoro  che
  il  Governo  ha  fatto con molti parlamentari, con i  capigruppo,
  raccogliendo  quelle  che  erano utili proposte  affinché  questo
  Parlamento   potesse  approvare  finanziaria  e  bilancio   dando
  risposte esaustive che venissero dall'intero Parlamento.
   Ritengo  che  il  lavoro  fatto va  utilizzato  perché  potrebbe
  intendersi  strano  un  lavoro minuzioso nel  tentativo  di  dare
  risposte,  accogliendo istanze che provengono da  parlamentari  e
  poi  di  questo  lavoro, portato in Aula,  il Parlamento  non  ne
  tiene conto.
   Allora,  siccome credo che il lavoro che si fa ed il  tempo  che
  si  utilizza vanno usati bene ed essendo convinto che  il  lavoro
  fatto  con  gli  assessori, soprattutto  nel  tentativo  di  dare
  risposte a quanti giustamente li hanno posti nell'interesse dello
  sviluppo  di  questa terra sia utile, il Governo,  che  si  rende
  conto  che  è  necessario  dotare  questa  nostra  terra  di  una
  finanziaria  e di un bilancio in tempi opportuni ha  scelto,  con
  una riflessione accurata, di porre la fiducia sul maxiemendamento
  che ho appena depositato.

    CRISAFULLI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRISAFULLI    Signor  Presidente,  sull'ipotesi  avanzata   dal
  Presidente  della  Regione  di porre la  fiducia  mi  riservo  di
  parlare.  Intanto,  a norma di Regolamento  chiedo  che  il  maxi
  emendamento  sia  corredato del parere su  tutti  i  punti  delle
  Commissioni  di  merito,   altrimenti  gli  stessi   punti   sono
  improponibili per la discussione in quest'Aula.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE  Onorevole Presidente, non so chi la consiglia per  la
  verità.

    CUFFARO  presidente della Regione. Sono un autodidatta

    SPEZIALE   Io  spero di sì perché la conosco come  una  persona
  saggia  e  ragionevole. Invece stasera vedo la sua preoccupazione
  di dotare la Sicilia di una legge finanziaria e di un bilancio in
  tempi ragionevoli, ed è una preoccupazione comune al punto che si
  erano concordati anche i tempi entro i quali approvare entrambi i
  documenti finanziari.
   Dopodiché,  nel  corso  dei  lavori  parlamentari,  come  sempre
  avviene  nell'ambito della normale dialettica  dei  rapporti  tra
  maggioranza e opposizione, ci possono essere momenti di  maggiore
  asprezza  attorno ad alcune questioni; tuttavia il dato di  fondo
  era  che  tutti  eravamo concordi sul fatto che in  tempi  rapidi
  bisognava  dotare  la   Sicilia della  legge  finanziaria  e  del
  bilancio.
   Il  modo  con  il  quale  si  sta  procedendo  adesso  mette  in
  discussione  la  possibilità  di  approvare  il  bilancio  e   la
  finanziaria,   perché,   Presidente,  c'è   stato   un   percorso
  altalenante  e  l'Aula ha proceduto all'esame ed all'approvazione
  di  una  buona  parte  degli articoli del testo.  Testo  che  era
  entrato in Commissione Bilancio con 28 articoli e ne è uscito con
  81  articoli, addirittura l'articolo 78 conteneva 69 commi,  cioè
  altri  69  articoli; poi, arrivato in Aula, sono stati  approvati
  diversi  articoli, circa una settantina. Il lavoro,  secondo  me,
  andava  spedito,  perché  il fatto che  l'Aula  era  riuscita  ad
  approvare  70  articoli  era  segno di  un'attività  parlamentare
  spedita  tutto  sommato, nel giro di un giorno e  mezzo  si  sono
  approvato  70 articoli, dopodiché è venuta fuori  questa  vicenda
  del maxiemendamento.
   Il  maxiemendamento ha ingarbugliato il percorso della finanzia.
  Dopo,  non  si  sa chi, le ha suggerito, presidente Cuffaro,  che
  bisognava  ritirare  il maxiemendamento per  presentare  un  maxi
  maxiemendamento e su questo porre la questione di fiducia  perché
  ciò avrebbe fatto scattare, sulla base di procedure regolamentari
  e  di  precedenti, la possibilità che l'Aula, dando  il  voto  di
  fiducia, faccia  decadere tutti gli emendamenti.
   Tutto  questo  è precedente all'elezione diretta del  Presidente
  della  Regione.  Come  recita lo Statuto noi  possiamo  porre  la
  questione di sfiducia al Presidente e, come sappiamo, nel momento
  in  cui  si  pone tale questione, se dovesse essere  accolta,  il
  Parlamento attiva la procedura di scioglimento.
   La   questione  di  fiducia  è  quindi  precedente  all'elezione
  diretta  del Presidente della Regione. E quand'anche  si  volesse
  ritenere come precedente, alla luce della mia esperienza, l'unico
  precedente  a  cui  si fa riferimento risale al  periodo  in  cui
  Presidente  dell'Assemblea  era l'onorevole Piccione, allorquando
  si è approvato un testo con la mozione di sfiducia. Ma neanche al
  Parlamento  nazionale è possibile procedere all'approvazione  con
  la  fiducia di un articolato. Lo stesso maxiemendamento approvato
  al  Senato  è  approvato con articolo unico e  con  tanti  commi,
  comprensivo anche degli articoli precedenti del testo.
   Ritengo,   quindi,  che  la  procedura  seguita   è   sbagliata.
  Stabiliamo un precedente: che il Presidente eletto possa porre su
  singoli  articoli la questione di fiducia e quindi, di  volta  in
  volta,  è limitato nell'esercizio della sua libertà perché quello
  che   vale  per  un  maxiemendamento  può  valere  per  qualsiasi
  articolo.
   Poiché  la  mozione  di sfiducia su qualsiasi  articolo  farebbe
  scattare,  in questo caso, la sfiducia al Presidente e quindi  lo
  scioglimento  dell'Assemblea, capite bene come si sta  stabilendo
  un  principio  secondo il quale il Parlamento  è  permanentemente
  prigioniero del Presidente. Questo è un elemento pericolosissimo.
   Non  vogliamo  assolutamente aprire un fronte  polemico,  non  è
  nelle  nostre  intenzioni, ma il modo con cui si sta  procedendo,
  poiché  pone  una questione delicatissima circa  i  poteri  e  le
  funzioni  del Parlamento, ci impone un atteggiamento. Ripeto,  in
  questo  modo per qualsiasi singolo articolo, qualunque presidente
  della  Regione pone una questione di fiducia ed è chiaro  che  il
  Parlamento  non  può  negare la fiducia. Si riducono  a  zero  le
  prerogative  parlamentari, l'esercizio di un rapporto  dialettico
  tra   Esecutivo  e  Parlamento,  il  giusto  equilibrio  nei  due
  rapporti.
   Per  queste  ragioni,  invito  il  Presidente  della  Regione  a
  riflettere  sulla  sua  posizione, a non  permettere  che  questo
  elemento   costituisca  un  precedente  in  sé.  Infatti   stiamo
  determinando  un precedente, se dovesse perdurare l'atteggiamento
  del Presidente della Regione di porre la fiducia: avere stabilito
  stasera di disporre come si vuole delle prerogative della libertà
  dei singoli e dell'intero Parlamento.
   Siamo  di fronte ad un fatto di una gravità inaudita - mi dicono
  che  il  consigliere  massimo di questa  operazione  è  l'attuale
  Presidente,  onorevole  Fleres  -,  inviterei  quindi  anche   la
  Presidenza  a  riflettere sulle considerazioni che  io  ed  altri
  colleghi  abbiamo  svolto, perché non stiamo più  discutendo  sul
  merito  di  un  provvedimento ma del livello di libertà  che  può
  essere assicurato al Parlamento siciliano.
   Il  Parlamento siciliano, così facendo, può essere  messo  sotto
  scacco  in  qualsiasi momento dal Presidente  della  Regione,  il
  quale  pone  la questione di fiducia su singoli articoli  che  ne
  limiterebbero fortemente l'esercizio alla libertà.  Questo  è  il
  punto cardine della discussione.
   Su  questo  noi  intendiamo fare le barricate, come  si  capirà,
  perché stiamo parlando della libertà del Parlamento e di ciascuno
  di noi.

    ORTISI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, alle quattro  e
  un  quarto del mattino non  mi riesce ancora di perdere  il  buon
  umore.  Giovenale scriveva che  in certe condizioni  è  difficile
  non fare satira . Un altro parente di Giovenale, Orazio, scriveva
   Quid  vetat  ridendo dicere verum  io direi  Quid vetat  canendo
  dicere  verum ,  quindi  mi  consentirà,  signor  Presidente,  di
  esprimere  le  mie considerazioni partendo da un lamento,  quello
  della madre di Turi Giuliano nel quadro 28 di Cicciu Sinzina,  vi
  ricordate,   Figghiu,  figghiuzzu  miu,  la  mala  sorti  chi   a
  vintott'anni ti purtau la morti , che è arabu? Ed è arabo come il
  comportamento  in  Aula che rischiamo di fare passare  diventando
  sempre  più  sud  del mondo. Perché questa involuzione  -  domani
  regalerò  a Santo Liotta  il libro di Amartya Sen,  La Democrazia
  degli  altri   -  dimostra,  in  effetti,  che  il  concetto   di
  democrazia   di  cui  noi  andiamo  fieri,  ancora   una   volta,
  (Amartya  Sen  è un economista indiano che nel  98  ha  vinto  il
  premio  Nobel  per l'economia, il quale dimostra che  in  effetti
  questo concetto di democrazia non è  latocentrico', appartiene ad
  altre  zone del mondo) e noi con i nostri comportamenti  stasera,
  nel   Parlamento   più   antico  del   mondo,   dimostriamo   che
  probabilmente Amartya Sen ha ragione. Infatti qui non  si  tratta
  di  essere  pro  o  contro  il governo  Cuffaro,  di  vivere  con
  nonchalance,  con  buon  umore  -  dicevo  all'inizio  -   questa
  ulteriore manifestazione, non di arroganza, non di prepotenza  ma
  di pochezza.
   Si  tratta di mettere in gioco veramente una parte della  storia
  che  ci  appartiene, anche della storia individuale di ognuno  di
  noi,  perché questa involuzione comportamentale dell'Aula avviene
  dopo  aver assistito a ragionamenti sempre pacati, forse  il  più
  puntuto stasera è stato il collega Miccichè, ma sempre nei limiti
  del  suo diritto di essere opposizione, mai trascendendo.  E  non
  pensavo né lo pensava nessuno di noi che saremmo andati a  questo
  momento  di  difficoltà dei nostri rapporti. Fra l'altro,  me  ne
  sono andato da quest'Aula convinto che la mezz'ora richiesta  dal
  Presidente  preludesse ad un ulteriore avanzamento  del  processo
  che  ci avrebbe portato in mattinata ad approvare la finanziaria,
  adesso  mi  ritrovo impelagato in una storia, in un comportamento
  che francamente non capisco, signor Presidente, e, non capendolo,
  non  riesco neanche a tollerare. Lei, fra l'altro, si contraddice
  perché  sostiene che questa finanziaria è frutto dell'accordo  ma
  anche  delle  concessioni  che  Governo  e  maggioranza  fanno  a
  parecchi  deputati, anche di opposizione. Intanto,  io  non  sono
  venuto da lei a chiedere niente

    CUFFARO   presidente  della Regione. Io  non  sto  parlando  di
  concessioni.

    ORTISI    Lei   ha  parlato  di  una  finanziaria   frutto   di
  accontentamenti progressivi.
   Onorevole  Presidente, lei mi imbarazza, mi creda, lei  sarà  un
  potente in questo momento, ma  sarà un uomo piccolo piccolo  come
  istituzione, lei in questo momento ha l'arroganza del numero,  se
  ci  arriva.  Mi  creda, dal punto di vista dell'istituzione,  sta
  segnando  una  pagina nera di cui lei, che conosco  come  persona
  sensibile,  si  vergognerà, perché per  superare  una  difficoltà
  contingente,  probabilmente insita nel suo schieramento  che  può
  avere delle difficoltà, sta mettendo a repentaglio il futuro  del
  rapporto   all'interno   dell'Assemblea   regionale   perché   il
  precedente che crea, varrà anche per le altre legislature. E  lei
  si prende questa responsabilità?
   Credo  che non dovrebbe farlo. Intanto la informo che sono fermo
  a   Cleopatra,   quindi  interverrò  su  tutto;   mi   spoglierò,
  Presidente,  mi  farò  cacciare fuori da  quest'Aula,  perché  le
  impedirò fisicamente quello che lei sta tentando di fare a  danno
  del  Parlamento  e  del  territorio. Altro che  approvare  questa
  finanziaria  passando  sopra  le  regole  per  lo  sviluppo   del
  territorio  E' una formula ipocrita, farisaica di espressione che
  noi  non  meritiamo, che nessuno di noi merita e,  probabilmente,
  neanche  lei Presidente, perché sta scambiando le dimensioni  del
  medio-lungo  termine  su cui lavoriamo come parlamentari  con  la
  dimensione contingente dell'immediato, della difficoltà che prova
  in  queste  ore   per risolvere un problema che è uno  dei  tanti
  problemi,  che, per chi governa, si presentano perché  sempre  le
  maggioranze   hanno  difficoltà  di  convivenza   rispetto   alle
  opposizioni che, lavorando contro, sono più compatte.
     Ma  è lì che si nota la bravura del passaggio da un Presidente
  della  Regione ad un Governatore della Regione, nel  governare  i
  processi,  altrimenti chiunque potrebbe fare il Presidente  della
  Regione.
     Io  credo  che chi l'ha votata pensava di vedere  in  lei  una
  persona in grado di governare anche in momenti di difficoltà. Per
  questo  aspetto,  credo  che la finanziaria  ed  il  bilancio,  a
  differenza  delle  leggi  di  sistema,  abbiano  bisogno  di   un
  indirizzo di maggioranza. Guai a fare intravedere possibilità che
  finanziaria  e  bilancio  siano il  frutto  non  voglio  dire  di
   inciuci', ma di accordi in quanto sono gli elementi qualificanti
  di  una amministrazione del territorio. Le leggi di sistema hanno
  bisogno  della  dimensione bipartisan  perché  su  quelle  regole
  dobbiamo metterci tutti d'accordo. Pertanto la inviterei,  signor
  Presidente,  magari dopo un ulteriore momento di riflessione,  di
  tirarsi  indietro  rispetto a questo  stimolo  che  non  mi  pare
  faccia bene per primo a lei.
   In  ogni caso, come parlamentare ho il diritto di leggere questo
  maxi  maxiemendamento,   ho  bisogno di  riflettere  e  poi,  fra
  qualche  ora, quando ognuno di noi avrà fatto le sue  riflessioni
  con  i  propri collaboratori tecnici, affronteremo in Aula questo
  ulteriore passaggio che, mi creda, signor Presidente, la invito a
  ritirare.  Non  esasperi  le persone di  buon  senso,  perché  le
  persone  di  buon senso, se esasperate, sono molto più pericolose
  di quelle abituate a fare  casini' minuto dopo minuto. Preavverto
  una forma di difesa estrema dei diritti di questo Parlamento.

    FORGIONE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORGIONE    Signor  Presidente,  onorevole   Presidente   della
  Regione,  onorevoli colleghi, credo che dobbiamo avere  tutti  la
  consapevolezza della gravità del momento che ci vuole fare vivere
  il  Presidente della Regione e il Governo. Né mi pare un segno di
  forza,  onorevole  Presidente della Regione,  anzi  un  segno  di
  palese debolezza il suo richiamo alle risposte e alle istanze dei
  singoli   parlamentari  di  quest'Aula,  ragione  per  la   quale
  bisognerebbe  tenere  conto del lavoro faticoso  fatto  per  dare
  risposte  alle  domande dei singoli parlamentari  che  verrebbero
  contenute in questo maxi emendamento e che spingerebbe il Governo
  a   porre  la  fiducia  per  chiudere  così,  con  una  sorta  di
  aggiustamento e pacca sulla spalla ad ogni singolo parlamentare e
  ad ogni singolo emendamento, una vicenda che è iniziata malissimo
  e che voi volete concludere nel modo peggiore possibile.
   E'  iniziata  malissimo la vicenda di questa  finanziaria  e  di
  questo  bilancio con la votazione che avete dato  in  Commissione
  Bilancio  e  la  volete  chiudere  ancora  peggio  calpestando  e
  violando  non  solo  i  regolamenti  ma  la  dignità  di   questo
  Parlamento.  Volete completare con questo atto quella  violazione
  cominciata  in  Commissione bilancio e lei  onorevole  Presidente
  dell'Assemblea non può farsi carico di questa responsabilità.  E'
  una  responsabilità politica, è una responsabilità istituzionale,
  è  una responsabilità che riguarda il funzionamento futuro  e  la
  dignità, presente e futura, di questo Parlamento.
   Per  le  ragioni di cui parlava prima l'onorevole  Speziale,  ci
  troviamo  di  fronte ad un Parlamento che è stato eletto  con  un
  nuovo  sistema  di  elezione; ci troviamo di fronte  all'elezione
  diretta del Presidente della Regione; ci troviamo di fronte ad un
  appello  ad  un  voto di fiducia quando altre volte  il  voto  di
  sfiducia  è  stato  negato.  E'  stata  citata  qui  la   vicenda
  dell'onorevole Pellegrino, e la richiesta di un voto  di  fiducia
  su un maxi emendamento suona come un ricatto al Parlamento stesso
  e  alla  libertà  di  espressione del Parlamento  e  dei  singoli
  parlamentari. Mi viene consegnato ora un maxi emendamento  di  42
  pagine
     Io  voglio  chiedere  a qualunque parlamentare,  di  qualunque
  partito,  come  si  può  esercitare  dignitosamente  la  funzione
  parlamentare  di fronte ad un maxi emendamento di 42  pagine  che
  riscrive interamente la legge, se non viene riconosciuto ad  ogni
  singolo  parlamentare, intanto,  presidente Fleres, il diritto  a
  conoscerlo  questo maxi emendamento, il diritto  a  leggerlo,  il
  diritto a presentare subemendamenti a questo maxiemendamento  che
  si configura come una vera e propria legge.
   Non  credo  che si possa fare carico, onorevole Fleres,  di  una
  tale violazione delle prerogative dei deputati in quest'Aula.  42
  pagine  meritano il tempo necessario perché ognuno di  noi  possa
  apprezzarle  e  presentare  i suoi subemendamenti  e,  visto  che
  dobbiamo parlare con il Regolamento alla mano, anche qualora  voi
  decideste di forzare e di offendere questo Parlamento con un voto
  di  fiducia, l'articolo 121 quinquies del Regolamento recita  che
   se  il Governo pone la questione di fiducia sul maxi emendamento
  di  un  articolo,  si  vota  sull'articolo  dopo  che  tutti  gli
  emendamenti presentati siano stati illustrati.
   Se  il  voto  è favorevole, l'articolo è approvato e  tutti  gli
  emendamenti   si  intendono  respinti .  Partiamo   intanto   dal
  Regolamento.  Ci  date  il  tempo  necessario  per  presentare  i
  subemendamenti; ci date il tempo necessario per esporre, uno  per
  uno,  tutti  i subemendamenti che intendiamo presentare  al  maxi
  emendamento.  Dopo di che si pone la questione  di  fiducia  e  i
  nostri subemendamenti decadono.
   Voi  non  potete  fare carta straccia del nostro Regolamento  nè
  della funzione e della dignità di ogni singolo parlamentare,  sia
  di  opposizione  sia di maggioranza, perché quando il  Presidente
  della  Regione  fa riferimento alla sensibilità di  ogni  singolo
  parlamentare,   la   prima  sensibilità  è  il   rispetto   delle
  prerogative di ogni singolo parlamentare. Allora, ci dovete  dare
  il tempo per apprezzare questo maxiemendamento e per presentare i
  subemendamenti.   Dopo   di  che  noi   vogliamo   illustrare   i
  subemendamenti,  uno per uno, come prescrive il Regolamento,  che
  finora  non  è  stato  modificato e, poi, ponete  la  fiducia  ed
  eventualmente  i  nostri emendamenti decadono.  Ma   inviterei  a
  ritirare  la  proposta  non  solo perché  è  una  violazione  del
  regolamento,  ma  perché questo Regolamento,  così  come  lei  lo
  propone,  non  la prevede. Infatti, sulla vicenda  dell'onorevole
  Pellegrino non ci avete fatto dare la fiducia e, così  facendo  -
  ed  è  un  segnale  che dovreste raccogliere -  non  state  dando
  assolutamente  una  prova  di forza ma state  dando  un'ulteriore
  prova  della  vostra  debolezza politica  e,  se  intende  ancora
  forzare  su  questo, anche della debolezza del vostro rispetto  e
  della  vostra  sensibilità istituzionale. E  questo  riguarda  il
  governo della Regione come riguarda anche la direzione di  questa
  Assemblea.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor Presidente, credo che non  si  sia  valutato
  forse  con  la  dovuta riflessione l'annuncio qui fatto  qui  dal
  Presidente  della Regione, dopo oltre 40 mesi dalla  nascita  del
  suo  Governo e dopo la novità istituzionale che è stata  prodotta
  con l'elezione diretta del Presidente della Regione.
   Ricordo  che  l'istituto  dell'elezione  diretta  introduce  una
  procedura  che consente al Parlamento di sfiduciare il Presidente
  della   Regione   e,  contemporaneamente,  alla  decadenza,   non
  dimissioni,   delle  sue  funzioni  e  a  seguito  dell'eventuale
  approvazione   di  una  mozione  di  sfiducia,  si   produce   la
  contemporanea decadenza dell'organo assembleare.
   Il  legislatore ha voluto, in qualche modo, tutelare il rapporto
  tra  Parlamento  e  Presidente chiamando la responsabilità  della
  sfiducia  al  Presidente  e attribuendo  a  questo  valore  della
  sfiducia una forte responsabilità del Parlamento, tant'è  che  la
  sfiducia determina la decadenza anche dell'organo assembleare.
   Questo  esprime chiaramente che la condizione di  fiducia  o  di
  sfiducia a cui era abituato anche il precedente Parlamento, in un
  regime  in  cui  il Governo era tipicamente parlamentare,  ha  un
  elemento di novità assoluta che non può essere superato o gestito
  con furbizie o tecnicismi che tendono, in qualche modo, a mettere
  il bavaglio al Presidente.
   E'  evidente  che  se, per ipotesi, l'azione di fiducia  chiesta
  dall'Esecutivo dovesse determinare una non fiducia da  parte  del
  Parlamento,  non si avrebbe la conseguenza, come  previsto  dalla
  legislazione,  di uno voto di sfiducia al Presidente,  in  questo
  caso  saremmo  di  fronte  a  una fiducia  richiesta  laddove  il
  Parlamento dovesse bocciare, attraverso l'istituto della fiducia,
  l'atto  per  cui  si  chiede la fiducia,  non  vi  è  un  obbligo
  istituzionale, se non politico, di dimissioni.
   Ed  io  ricordo  che questo Parlamento nel regime  dell'elezione
  diretta  non può e non ha mai fatto atti rivolti a fiduciare  ciò
  che   sono  stati  gli  atti  prodotti  e  presentati  a   questo
  Parlamento.
   Ne   ricordo   uno  per  tutti.  Il  Presidente  della   Regione
  all'indomani della sua elezione si è presentato in quest'Aula per
  una  forma  di  rispetto istituzionale, ha  letto  le  sue  linee
  programmatiche  per  il Governo dei cinque  anni  successivi   al
  2001.
   Quella  relazione  programmatica non ha  avuto  nessun  voto  da
  parte  del  Parlamento.  Nel  precedente  sistema,  le  relazioni
  programmatiche  costituivano  un atto  politico  fondamentale  di
  fiducia al Governo  appena eletto.
   Dico  questo  perché  è  evidente che la scelta  annunciata  dal
  Presidente  della  Regione costituisce una gravissima  violazione
  procedurale che introdurrebbe un precedente tale che da domani il
  Governo  potrebbe, su ogni atto della vita parlamentare,  giocare
  attraverso  la fiducia per impedire che il Parlamento  svolga  la
  propria funzione parlamentare.
   Questo  vale  per la minoranza, ma vale anche e soprattutto  per
  la  maggioranza  perché  le fiducie si pongono  anche  contro  le
  proprie maggioranze, non contro la minoranza. E lo affermo perché
  qui  è  in  gioco  la  funzione  e la  natura  del  rapporto  tra
  Parlamento e Governo.
   Ecco  perché, onorevole Presidente, vorrei e voglio essere molto
  chiaro:  qui  non siamo in presenza di una manfrina che  qualcuno
  possibilmente  ha preventivato, una  procedura  che  le  è  stata
  suggerita  da  qualche  consigliori o  consigliere  per   qualche
  oretta di can-can.
   Questa  è  una vicenda per la quale non ci sarà qualche  oretta,
  questa è una vicenda che avrà conseguenze gravissime nel rapporto
  di  questa  sessione  parlamentare  e  le  posso  assicurare  che
  difficilmente  si  può  pensare che la  legge  finanziaria  possa
  vedere luce nei tempi che voi avevate immaginato e che noi  -  le
  ricordo onorevole Presidente della Regione - anche per consentire
  una  qualità della vita migliore a tutti, avevamo in qualche modo
  suggerito  un  percorso  che  prevedeva,  entro  la  giornata  di
  venerdì,  cioè  di oggi, di chiudere l'esame della finanziaria  e
  del  bilancio in tempi certi, senza ricorrere agli strumenti  che
  qui avete proposto e, anzi, consentendo ai parlamentari di andare
  a riposare qualche ora durante la notte.
   Quindi,  vorrei che fosse chiaro, onorevole Presidente, che  non
  siamo  in presenza di una polemica politica, di un dibattito  che
  faremo  verosimilmente  e  ci  stancheremo,  useremo  tutti   gli
  strumenti  parlamentari e democratici per  impedire  un  siffatto
  misfatto, onorevole Cuffaro, useremo tutti gli strumenti.

    CUFFARO   Presidente  della  Regione.  Avete  usato  tutti  gli
  strumenti, quale la raccolta di firme

    CRACOLICI  Onorevole Presidente, non ha ancora capito  che  chi
  può chiedere la sfiducia sono io, lei non può chiedere la fiducia
  per sé stesso perché la legge non lo prevede.

    CUFFARO  Presidente della Regione. E se la legge lo prevede?

    CRACOLICI   La legge prevede che il Parlamento può chiedere  la
  sfiducia  al  Presidente, lei non può venire qui  a  chiedere  la
  fiducia su di lei.
   Ci    sono    in   Italia,   ed   anche   in   questa   Regione,
   azzeccagarbugli' noti per interpretare le norme, ma  vorrei  che
  fosse chiaro che qui siamo dentro un regime di tipo presidenziale
  e  non di tipo parlamentare del Governo e questo cambia la natura
  e il rapporto tra l'Esecutivo e il Parlamento.

    CUFFARO   Presidente  della Regione. Le ricordo  che  anche  il
  Presidente D'Alema ha chiesto il voto di sfiducia.

    CRACOLICI   Vede, onorevole Cuffaro, il Presidente d'Alema  non
  è  stato  eletto  dal popolo, è stato eletto dal  Parlamento,  il
  Presidente  D'Alema, come qualunque Presidente del  Consiglio  in
  questo  Paese,  è  ancora  -  dico fortunatamente  -  eletto  dal
  Parlamento.
   Lei,  come tutti i Presidenti di Regione o come tutti i sindaci,
  non  è eletto dal Parlamento, ma è eletto dal popolo e quindi  il
  suo rapporto con l'Assemblea è completamente diverso rispetto  al
  Presidente  D'Alema o a chiunque ci sia stato prima  e  dopo   di
  lui.
   Credo  che  stiamo  affrontando una  questione  assai  delicata.
  Ripeto,  qui  non  è  più  in discussione  il  merito  di  questo
  maxiemendamento  e,  per  quanto  mi  riguarda,  mi  rifiuto   di
  discuterlo, stiamo ponendo una questione che riguarda il rapporto
  e  la  natura  del  rapporto tra la funzione  parlamentare  e  la
  funzione di Governo. E questo va ben al di là di qualunque  norma
  che  possa  essere condivisa o criticata. Qui stiamo mettendo  in
  discussione un principio che potrà regolare il rapporto futuro in
  questa  e  nelle prossime legislature. Non siamo di fronte  a  un
  passaggio di poco conto.
   Ecco  perché la invito, onorevole Presidente, a riflettere  e  a
  valutare  le  conseguenze che questa sua richiesta e  questo  suo
  annuncio  produrrebbero  nel  prosieguo  dei  lavori  di   questo
  Parlamento.
   Si   ritorni  all'esame  dell'emendamento  e  con  le  procedure
  ordinarie,  consentendo  a  ogni  parlamentare  di  valutare,  di
  verificare  le  condizioni affinché alcune norme  possano  essere
  approvate  e  altre  no;  con un voto  democratico,  si  approvi,
  quindi, la legge finanziaria così come voi volete, ma evitiamo di
  determinare   condizioni   di   incomunicabilità   assoluta   che
  inevitabilmente produrrebbe gesti di reazione uguali e più  forti
  rispetto a quelli che voi immaginate.

    CAPODICASA  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CAPODICASA  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei  fare
  un  ragionamento  all'onorevole Cuffaro, non al  Presidente,  per
  vedere  se  si  riesce a capire il livello  di  gravità  che  noi
  attribuiamo alla richiesta che il Presidente ha fatto.
   Se  l'intenzione del Presidente è di natura pratica, secondo me,
  ha compiuto un errore, non solo per ciò che ci separa da qui alla
  fine  della  legislatura, ma anche nel  merito  di  questa  legge
  stessa.
   Il  maxiemendamento non riguarda gli emendamenti aggiuntivi, che
  sono  qualche centinaio e  che vanno esaminati uno per uno perché
  non  sono  un articolo, fatta la fiducia non cadono  tutti,   gli
  articoli  aggiuntivi rimangono in trattazione e nessuno pensi  di
  dare questa interpretazione perché qui dentro diventa una bolgia;
  possiamo discutere nel merito, dibattere, ma i golpe bianchi  non
  li consentiamo.
   Se  è  così,  però vorrei capire dove sta l'utilità  pratica  di
  questa scelta.
   Dal  punto  di vista, invece, procedurale, non vorrei aggiungere
  molto  a quanto già espresso dai colleghi che mi hanno proceduto,
  vorrei  solo  ricordare che il Presidente della Regione  è  stato
  colui   il   quale  resistette  persino  all'idea  di  presentare
  all'Aula,   all'inizio   della  legislatura,   le   dichiarazioni
  programmatiche e, personalmente, sono stato d'accordo con lui che
  non  era  necessario, non era coerente con il  nuovo  Statuto  un
  riconoscimento da parte dell'Aula  sue intenzioni del Governo  e,
  giustamente,   il   Presidente  si  appellò  alla   nuova   forma
  istituzionale che l'elezione diretta del Presidente introduceva.
   Sarebbe  una  patente contraddizione, difficile da  spiegare  da
  parte  del  Presidente della Regione che non  chiede  la  fiducia
  sulle  dichiarazioni programmatiche, argomentando che la  fiducia
  gliel'ha   data  il  popolo,  ed  oggi  sovvertire   quella   sua
  interpretazione, che a mio avviso è la più corretta.
   Non  penso  che  il Presidente abbia cambiato opinione,  essendo
  lui  il  primo  Presidente  della  storia  della  Sicilia  eletto
  direttamente  dal  popolo,  significherebbe  contraddire   questo
  evento politico di cui tutti un po' siamo stati artefici.
   Sostenere  questa tesi può avere solo un altro  significato  che
  dà  un  messaggio - che dal punto di vista del Presidente Cuffaro
  non capisco quanto gli giovi - di disperazione, perché non c'è un
  ostruzionismo da stroncare.
   L'onorevole  Cintola ha seguito i lavori della  finanziaria  dal
  primo  minuto fino ad ora e può dire al Presidente se  c'è  stato
  ostruzionismo da parte dell'opposizione.
   Personalmente, è noto perché l'ho detto chiaramente, ero per  un
  atteggiamento  molto,  ma  molto più  di  contrapposizione  circa
  l'andamento dei lavori in Commissione e l'interpretazione che  la
  Presidenza  dell'Assemblea, che non  è  stata  saggia  in  questa
  circostanza,  ha  voluto adottare. L'opinione  maggioritaria  nel
  centrosinistra è stata un'altra e considerato che sono un uomo di
  partito,  ho  voluto  sottolineare solo il mio  dissenso  con  la
  rinuncia alla relazione di minoranza. Ma qui siamo ben oltre.
   Onorevole   Presidente,  posso  anticiparle   quello   che   può
  succedere poiché ne stiamo già discutendo. Lei non farà altro che
  fare  accendere  i  riflettori della stampa nazionale  sul  caso,
  perché  noi  passeremo  il  Natale ed il  Capodanno  qui  dentro,
  occupando l'Aula perché uno strappo di questo genere avrebbe solo
  questa conclusione e questo esito.
   Riflettete prima di fare un passo, non so quali siano  le  menti
  eccelse  che la consigliano, so che c'è qualche pasdaran che  non
  so  bene quali interessi abbia a spingerla su questa strada, però
  a  mio giudizio ha tutto da perdere, perché l'opposizione fino  a
  questo momento è stata una opposizione di merito, a meno che  non
  si  pretenda  che  scompariamo dalla scena, ma  prima  che  possa
  scomparire  devono  sparire  le  opposizioni  nella  storia   dei
  parlamenti,   e  non  appartiene  neanche  alla  sua   tradizione
  culturale e politica pensare questo.
   Quindi,  non  si  può  né  pretendere  un'opposizione  prona  né
  un'opposizione    suddita.  Certo   se   va   oltre   il   segno,
  l'opposizione ha il diritto di farlo, così come il Governo  e  la
  maggioranza hanno il diritto di difendersi. In questo caso non ci
  troviamo  in  questo  clima  perché ritengo  che  semmai  si  sia
  ecceduto in un altro senso.
   Onorevole  Presidente, il nostro Statuto parla  chiaro.  L'altro
  giorno  esaminando  gli  atti  parlamentari  a  proposito   della
  discussione in Aula sul Regolamento, ho riletto quel dibattito  e
  come  del resto ricordavo benissimo - e ricordo benissimo - sulla
  sfiducia   la   Commissione  Regolamento,  con   l'articolo   121
  quinquies,   decise   in   modo   esplicito,   non   c'è   alcuna
  interpretazione  da  fornire e la Presidenza,   a  mio  giudizio,
  avrebbe già dovuto fermare la discussione.
   Se  vuole  dare  una  mano,  come purtroppo  è  successo  troppo
  spesso,  o  addirittura incentivarlo può farlo, ma dal  punto  di
  vista  dell'onestà  intellettuale e  parlamentare  la  Presidenza
  dell'Assemblea,  che ha avuto la guida della Commissione  per  il
  Regolamento e poi dell'Aula quando ne abbiamo discusso, sa - come
  lo  sappiamo  tutti   -  che l'articolo  121  quinquies  è  stato
  lasciato  nel  testo  del  Regolamento  solo  per  rispetto   del
  Parlamento.
   Si  è detto che, in considerazione del fatto che lo Statuto  non
  è  stato  ancora  approvato  e  che teoricamente  si  può  ancora
  decidere  di  tornare all'elezione parlamentare  del  Presidente,
  perché  abbiamo  ancora questo potere, fintanto  che  non  avremo
  deciso  una  volta  per tutte, non potevamo  noi  sopprimere  dal
  Regolamento  il voto di fiducia al Presidente che è  connesso  ed
  indissolubilmente legato all'elezione parlamentare del Presidente
  e  rimane lì solo a questo scopo.
   Mi  chiedo,  quindi,  come  si  possa  pensare  di  ricorrere  a
  quell'arnese che ormai non è più  utilizzabile, ma messo lì  solo
  a  scopo  preventivo, per fare da supporto ad una situazione,  ad
  una  decisione, ad un orientamento che si configurerebbe come  un
  sequestro del Parlamento.
   Così come ricordava l'onorevole Speziale nel suo intervento,  da
  domani  mattina  non ci sarà più ruolo per questo Parlamento  già
  molto decaduto a seguito della nuova architettura istituzionale e
  questo non riguarda opposizione o maggioranza, riguarda ognuno di
  voi,  anzi  riguarda  più voi che l'opposizione,  perché  rientra
  nella  sua  facoltà  dissentire da ciò che il Governo  propone  o
  porta in Aula, l'opposizione normalmente dissente.
   Se  c'è  una novità rispetto a questo archetipo dell'opposizione
  che  dissente  e della  maggioranza che consente  è  che  ci  sia
  qualcuno della maggioranza che dissenta, questa è la differenza.
   E   se   neanche  questo  un  Parlamento  o  un  deputato  della
  maggioranza  può fare, non possiamo più eleggere  gli  assessori,
  abbiamo  deciso  di  non  farlo, non abbiamo  più  il  potere  di
  sfiducia,    abbiamo   rinunciato   a   tantissime    prerogative
  parlamentari che abbiamo, in omaggio a scelte diverse, fatto, non
  possiamo  rinunciare  a negare noi stessi in  quanto  Parlamento,
  perché di questo si tratterebbe.
   Onorevole  Presidente, temo che questa cosa fosse  preparata  da
  tempo,  che  non  sia  nata stasera, ho letto qualche  quotidiano
  siciliano che gridava all'ostruzionismo quando questo non  c'era,
  quasi  volendo  preparare l'opinione pubblica alla stangata.  Qui
  invece  non era volata ancora una mosca e  si prepara il voto  di
  fiducia per stroncare l'ostruzionismo.
   Avevo  interpretato  come  segno di sciatteria  professionale  e
  d'incompetenza  statutaria  e  parlamentare  da  parte  di   quel
  giornalista,  oggi  devo dire che questi è  un  giornalista  bene
  informato, che va perfino oltre ciò che i suoi colleghi  riescono
  a   percepire,  che  ha  qualche  addentellato  istituzionale  di
  livello, perché a mio giudizio questa richiesta sembra  preparata
  da tempo.
   Ma  questo  non  l'aiuta onorevole Presidente, ascolti  qualcuno
  che  ha  avuto anche rapporti di collaborazione intensa con  Lei,
  non  l'aiuta assolutamente soprattutto in questo momento politico
  generale.

    NERI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    NERI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, nella  mia  ormai
  non  breve  permanenza in questo Parlamento, posso affermare  che
  stasera  probabilmente è la prima volta che quest'Aula svolge  la
  propria funzione, essendo troppo spesso prevalsa, nel passato, la
  logica  dell'amministrazione della  gestione,  piuttosto  che  le
  questioni istituzionali.
   Personalmente ho un rapporto sereno e mi fa piacere  intervenire
  dopo l'intervento dell'onorevole Capodicasa che ha svolto le  sue
  ragioni  con  fermezza, ma con pacatezza, perché  in  effetti  le
  questioni  poste  sul tappeto sono importanti  a  tal  punto  che
  richiedono  riflessione  e non emotività,  per  cui  cercherò  di
  articolare  alcuni  ragionamenti  da  offrire  all'Assemblea  per
  cercare  di  ricondurre questo dibattito di natura  istituzionale
  alle funzioni sue proprie.
   Abbiamo    aperto   questo   dibattito   con    un    intervento
  dell'onorevole  Crisafulli  che  ha  chiesto  il   parere   delle
  Commissioni  su  ogni  singolo  punto  del  maxiemendamento,  per
  ragioni  di  esposizione  offrirò  il  mio  pensiero  alla   fine
  dell'esame delle altre questioni.
   Il  problema  centrale  è  diventata la  legittima  proposizione
  della  questione di fiducia da parte del Presidente della Regione
  e  lo è diventato perché per la prima volta questo Parlamento  ha
  un  rapporto  istituzionalmente diverso con il  Presidente  della
  Regione,  atteso  che  per  la prima volta  questi  è  frutto  di
  elezione  diretta da parte del popolo, mentre in  precedenza  era
  espressione della volontà dell'Assemblea che lo eleggeva  al  suo
  interno.
   Alla  luce  di questa constatazione, negli interventi che  hanno
  preceduto  il  mio è stato sostenuto che  essendo statutariamente
  prevista  la questione di sfiducia al Presidente, ma non  essendo
  espressamente prevista la possibilità di proporre la questione di
  fiducia, quest'ultima stasera sarebbe stata impropriamente posta.
   Non  mi  sento  di  condividere questa impostazione  per  alcune
  elementari considerazioni.
   La  prima  è  che  in un rapporto istituzionale  tra  Governo  e
  Parlamento  -  che  non  è  più il primo emanazione  diretta  del
  secondo  in quanto eletto dal Parlamento - ci sarebbe un evidente
  sbilanciamento istituzionale e questo sì porrebbe il  Governo  in
  condizioni  di  essere ostaggio dell'organo  legislativo,  perché
  potrebbe  essere  sfiduciato, ma mai chiedere  al  Parlamento  un
  impegno  politico a sostegno di un'azione che la  maggioranza  di
  Governo dovrebbe sostenere nel Parlamento.
   Intendo  dire  che  se  la questione non  è  speculare,  c'è  lo
  sbilanciamento  ingiustificato  a  favore  di   una   delle   due
  istituzioni che non sarebbe assolutamente giustificabile.  E,  se
  vogliamo  riflettere  su questo passaggio  potremmo  arrivare  al
  paradosso,    lo    dicevo   poc'anzi   al    collega    Ioppolo,
  paradossalmente, se la maggioranza di Governo volesse  assisterlo
  in  termini  di fiducia sul maxiemendamento, se volesse  aggirare
  l'ostacolo  e  quindi  passare  in  rapporto  con  l'opposizione,
  potrebbe  tranquillamente porre la questione  di   sfiducia  alla
  maggioranza  e saremmo qui a discutere esattamente  della  stessa
  cosa.
   Quindi,  sia sul piano istituzionale, per ragioni  speculari  di
  bilanciamento tra quelli che sono i rapporti tra i due organismi,
  ma  anche  per  ragioni  pratiche, perché  la  questione  sarebbe
  facilmente aggirabile con una questione di sfiducia proposta  dal
  Parlamento  strumentalmente a sostegno del  Governo,  arriveremmo
  allo stesso risultato.
   Devo   confessare   che   mi   ha   assolutamente   stupito   la
  drammatizzazione  di  alcuni passaggi,  la  drammatizzazione  del
  passaggio  secondo  il quale la proposizione della  questione  di
  fiducia renderebbe il Parlamento ostaggio del Governo. Non  credo
  di  dire  niente di nuovo se affermo che ponendo la questione  di
  fiducia  ogni  singolo  parlamentare è  assolutamente  libero  di
  votare  come ritiene,  al di là della sua adesione o meno  a  una
  coalizione che sostiene il Governo.

    FORGIONE   E' una libera scelta, è molto elementare il  ricatto
  politico  su  ogni  singolo parlamentare. Lei  ha  mai  visto  un
  Parlamento che si suicida?

   NERI.   Onorevole  Forgione,  io  credo  che   lei   abbia   una
  originale...

    PRESIDENTE   Onorevole  Forgione,  per  una  volta  ha  ragione
  l'onorevole Neri. Il Parlamento sta affrontando questioni di  una
  certa  delicatezza  e  lo  sta  facendo  con  grande  serenità  e
  soprattutto  con  grande attenzione anche  perchè  si  tratta  di
  materie oggettivamente piuttosto spinose.

   NERI.  Al  di là del fatto che credo che, quando le interruzioni
  siano  correttamente poste, siano di stimolo alla  conversazione.
  Ma  le voglio dire, senza che questo diventi un dibattito a  due,
  che mi pare che lei abbia una singolare concezione della dinamica
  causa-effetto degli atti parlamentari. Se il Parlamento pone  una
  questione  di sfiducia e questa questione di sfiducia  non  viene
  votata  è ovviamente previsto lo scioglimento del Parlamento.  La
  conseguenza  di  una questione di sfiducia posta  e  del  mancato
  accoglimento  della questione di sfiducia quale è?

    CUFFARO   presidente della Regione. Se il  Parlamento  vota  la
  sfiducia si scioglie il Parlamento.

   NERI.  Se  il Parlamento vota la questione di sfiducia  proposta
  quello che io non comprendo è in base a quale principio non  deve
  essere speculare il diritto del Governo di porre la questione  di
  fiducia.

    CAPODICASA  Non è previsto dallo Statuto.

    PRESIDENTE  Onorevole Capodicasa, la prego.

   NERI.  Le  potrei  rispondere come Monsieur La  Palisse,  non  è
  neanche vietato ed è nel sistema: non si può reclamare il diritto
  sacrosanto  del Parlamento a non essere ostaggio  del  Governo  e
  viceversa reclamare il dovere del Governo ad essere ostaggio  del
  Parlamento  in un rapporto di elezione diretta. Noi  ci  troviamo
  oggi  in  una  situazione nella quale l'adeguamento normativo  al
  nuovo  sistema di elezione del Presidente della Regione  mi  pare
  più  che  evidente,  ma  che si vogliano  perseguire  ipotesi  di
  sbilanciamento  istituzionale che rendano  un  organo  sottoposto
  all'altro  e  non  in  una condizione di pariteticità,  questa  è
  un'opinione...

    PRESIDENTE   Onorevoli  colleghi,  vi  devo  pregare,   siccome
  stiamo sviluppando argomentazioni estremamente complesse sia  dal
  punto  di  vista politico sia dal punto di vista  giuridico,   vi
  prego,  così  come è accaduto per gli interventi  precedenti,  di
  lasciare che si svolgano serenamente e senza interruzione

    NERI   Ma  la  serenità non viene meno, ritengo che  tutto  ciò
  avvenga nel rispetto massimo; certo se riuscissimo ad essere meno
  frammentari sarebbe per l'interesse di tutti.
   Allora,  sulla  prima questione non mi ci trattengo  più  poichè
  credo di averlo detto anche troppe volte, non è ipotizzabile  uno
  sbilanciamento istituzionale che consenta al Parlamento di  porre
  una   questione   di  sfiducia  e  non  consente  al   Presidente
  specularmente di porre una questione di fiducia.
     Non  credo  che  si possa configurare nella  fattispecie,  non
  quella  concreta di questa sera, teorica e generale  proposizione
  della  questione di fiducia, un'ipotesi di ricatto del Parlamento
  perché,  comunque,  su alcuni elementi e argomenti  qualificanti,
  c'è  sempre  la possibilità di chiedere una verifica di  sostegno
  che  non  mi pare infici la sovranità del Parlamento, non facendo
  venire   meno   la   libertà   di  determinazione   dei   singoli
  parlamentari,. Certamente l'ipotesi dell'abuso della proposizione
  della  questione  di  fiducia rappresenterebbe  un  vulnus  della
  corretta dialettica Governo-Parlamento, però, colleghi, credo che
  la  dinamica del buon senso e, quindi, del limite della  gestione
  degli  strumenti  a  disposizione delle  istituzioni,  non  possa
  essere  codificata e mai è stata codificata da nessuna parte.  L'
  eccessivo ricorso alla questione di fiducia, non mi pare che  sia
  un  fatto  ricorrente nel caso del Governo siciliano, e  porrebbe
  peraltro problemi di imbarazzo anche alla stessa maggioranza  che
  lo   sostiene,   la   quale  non  potrebbe  certamente   sentirsi
  gratificata  dal fatto di essere continuamente compulsata  ad  un
  sostegno  sostanzialmente vincolato. Ma é  nella  dinamica  della
  proposizione delle questioni di fiducia porre un sì o un no secco
  su   una   proposizione  del  governo;  sta  al  Governo   stesso
  individuare     proposizioni    che     possano     rappresentare
  ragionevolmente  la  giustificazione della questione  di  fiducia
  proposta.
   In  sostanza,  ci stiamo occupando indirettamente  del  rapporto
  tra   Presidente   della   Regione  e   Parlamento.   E'   emerso
  indirettamente  in qualche intervento, forse merita  un'ulteriore
  considerazione,   anche  se  breve.  Il   Presidente   é   eletto
  direttamente dal popolo, trae la legittimazione del  suo  Governo
  da questa investitura diretta, si deve comunque rapportare con il
  Parlamento.  Ci dobbiamo, quindi, chiedere quale sia la  funzione
  del  Parlamento, atteso che, essendo il Parlamento stesso  eletto
  anch'esso  dal popolo, ha una legittimazione elettorale  identica
  anche  se  per  funzioni diverse: al Parlamento  é  riservata  la
  funzione legislativa. L'adozione dello strumento finanziario e di
  bilancio  avviene con legge, quindi é chiaro che  noi  in  questa
  occasione  ci  troviamo a discutere di uno  strumento  tipico  di
  Governo che é quindi funzionale al raggiungimento degli obiettivi
  che il Governo intende perseguire e dei quali risponde certamente
  al popolo ma in funzione concorrente con il Parlamento, che resta
  titolare  della potestà legislativa e il quale Parlamento  non  é
  comunque  avulso da responsabilità istituzionale  perché,  questa
  bizzarra  idea  che  ci  possa  essere  assunzione  di  decisioni
  politiche  scevre  da responsabilità politica,  é  qualcosa  che,
  credo,  nessuno  di noi può decidere di avallare  perché  sarebbe
  un'offesa alle regole fondamentali della democrazia. Cosa  accade
  nello  specifico? Nello specifico accade che su quello che é  uno
  strumento  fondamentale  per  il  perseguimento  dell'azione   di
  Governo,  il Governo ha il diritto-dovere di rapportarsi  con  il
  Parlamento  nel legittimo esercizio della potestà legislativa  di
  quest'ultimo  e  tuttavia a un certo momento bisogna  trovare  un
  punto   di   equilibrio  perché  l'adozione   di   quella   legge
  fondamentale,  diversamente da altre leggi  che il Parlamento  ha
  il  diritto  e  la  possibilità  di  adottare,  ha  una  funzione
  specifica  che  non  rientra  nella  esclusività  della   potestà
  legislativa del Parlamento, perchè incide pesantemente e in  modo
  determinante e assoluto su quella che è l'azione di governo della
  quale  il  governo risponde e soprattutto ai cittadini visto  che
  siamo  in  regime di elezione diretta. Torniamo  al  discorso  di
  prima:  abbiamo  una  normativa che non si è  adeguata  al  nuovo
  sistema  elettorale, cerchiamo di farlo con quel buon  senso  che
  non può essere scritto.
   Sto  cercando  di  articolare un ragionamento,  di  muovere  una
  censura  alla  scelta del governo, ed è una censura che  riguarda
  forse  l'eccesso di buon senso nel tentativo di  fare  di  questa
  finanziaria uno strumento partecipato; perchè è vero che -  siamo
  stati  in  Aula,  abbiamo  seguito  i  lavori  -  non  c'è  stata
  un'attività ostruzionistica che poteva fare pensare all'uso dello
  strumento   della   fiducia  come  strumento  sanzionatorio   del
  tentativo  di ostruzionismo, ma è altresì vero, per  ragioni  che
  sono  state dette fin troppe volte nel corso di questo dibattito,
  che  i  tempi  per  l'adozione di questa finanziaria  sono  tempi
  ristretti  perchè troppa dipendenza c'è dalla scelta che  vengono
  fatte in sede di finanziaria dello Stato, con conseguenze che non
  sarebbero a demerito del Governo, ma sarebbero una ingiustificata
  punizione  per  gli interessi dei siciliani e il  rispetto  degli
  interessi  dei  siciliani ed è un dovere tanto della  maggioranza
  quanto dell'opposizione in questa Aula.
   Io  non ho difficoltà a dirlo - e credo che, se lo chiediamo  su
  un  piano  strettamente tecnico ed estetico anche  al  presidente
  della  Regione,  neanche  il  presidente  della  Regione  avrebbe
  difficoltà a dirlo -  che questa finanziaria come strumento, come
  fatto  estetico  legislativo non piace a  nessuno  di  noi;  però
  sappiamo  perfettamente che siamo stati costretti a  lavorare  in
  determinate   condizioni   che,   peraltro,   rappresentano   una
  tradizione consolidata.
   Uno  degli  elementi di mio compiacimento è che io ho vinto  una
  scommessa  con  degli  amici,  che mi  avevano  chiesto  come  si
  sarebbero  svolti i lavori della finanziaria, io  ho  scritto  un
  copione  che stasera risulta assolutamente rispettato. Ho  fatto,
  quindi, bella figura come fossi un preveggente
   Il  problema  è che siamo anche vittime di alcune ritualità  che
  sembrano irrinunciabili quando si fanno sedute di questo  tipo  e
  di questa importanza.
   E mi avvio rapidissimamente alla conclusione.
   Il  paventato  ricatto del Parlamento da parte del  Governo,  il
  volere ritenere il Parlamento potenzialmente ostaggio del Governo
  nella misura in cui dovesse passare la possibilità di proporre la
  questione  di  fiducia con argomentazioni che ci hanno  riportato
  agli  assetti  pregressi,  cioè a  quello  che  era  il  rapporto
  istituzionale fino all'ultima legislatura precedente la presente,
  lasciano  prefigurare una parlamentarizzazione spinta  di  quelli
  che   sono  i  rapporti  tra  Governo  e  Parlamento.  Quasi  che
  l'adesione a un modello di tipo presidenziale a elezione  diretta
  rappresenti  in  sé un vulnus di quelle che sono  le  prerogative
  parlamentari.
   Io  credo che con molta serenità dobbiamo prendere atto  che  si
  sono modificate queste prerogative senza intaccare la sovranità e
  che  oggi la sovranità del Parlamento va esercitata tenendo conto
  di  quelli  che  sono  i nuovi rapporti istituzionali  introdotti
  dalle  modifiche  costituzionali che hanno  portato  all'elezione
  diretta  del presidente. Ipotizzare che il rapporto in  Aula  tra
  Governo e Parlamento possa essere identico a quello che era in un
  regime  parlamentare assoluto, quale era il precedente, non  solo
  non  rende  più  funzionali i nostri lavori  e  non  ci  aiuta  a
  svolgere  bene il nostro compito, ma finisce sostanzialmente  per
  essere  una contraddizione in termini che produrrebbe più  guasti
  di quelli che risolverebbe.
   In  sintesi,  su questa questione - e poi dirò qualcosa  in  due
  secondi  per  la  richiesta dell'onorevole Crisafulli  di  parere
  sugli emendamenti - sono convinto che per tutte le ragioni che ho
  cercato  di  esporre, la questione di fiducia sia  legittimamente
  posta; confesso al presidente della Regione che non sono contento
  come  parlamentare di dovere votare in termini  di  questione  di
  fiducia questo strumento finanziario, ritengo che però la  logica
  non  sia  quella di andare a stroncare un ostruzionismo  che  non
  c'era.    C'era   un   corretto   esercizio   delle   prerogative
  dell'opposizione  -  e  ci  mancherebbe  altro   -  ma  c'era  la
  necessità   di   andare  a  ricondurre  su  valori   massimamente
  condivisi,  per quanto possibile, alcune scelte  e  di  farlo  in
  tempi utili per non penalizzare i siciliani rispetto a quelle che
  sarebbero  le  conseguenze ove andassimo ad approvare  la  nostra
  finanziaria  successivamente  all'approvazione  di  quella  dello
  Stato.  Poi ognuno è libero di fare le scelte che vuole,  sapendo
  però  esattamente  che  cosa va a fare. Sapendo  esattamente  che
  qualora i tempi, non so per quale motivo e con quali possibilità,
  sforassero   quelli  di  approvazione  della  legge   finanziaria
  nazionale,  avremmo arrecato un danno al popolo  siciliano.  Poi,
  oggettivamente,  ognuno è libero di fare  quello  che  vuole,  ma
  vantarsene mi pare sarebbe poi leggermente difficile.
   Ripeto,  quindi,  non  è  uno strumento finanziario  che  mi  fa
  essere  entusiasta, ma credo che le ragioni della  responsabilità
  politica  accompagnino la legittimità della scelta tecnica  della
  proposizione  della questione di fiducia senza che il  Parlamento
  abbia  motivo alcuno per sentirsi esautorato o offeso nei  limiti
  della sua sovranità.
   Per  quanto  riguarda la richiesta di parere  delle  Commissioni
  sui  singoli  punti del maxi-emendamento credo, mi  rivolgo  alla
  Presidenza  dell'Assemblea,  che nelle  parti  in  cui  il  maxi-
  emendamento  è  ricognitivo degli articoli che erano  rimasti  da
  esaminare e delle parti del maxi-emendamento che erano già  state
  proposte,  quindi  tutte cose assistite dai pareri,  non  ci  sia
  necessità  di  replicare questi pareri perché sono semplici  atti
  ricognitivi  che hanno riproposto articolati già presi  in  esame
  dalle   Commissioni.   Probabilmente,  la  questione   va   posta
  limitatamente alle aggiunte che il Governo ha ritenuto di operare
  tra il ritiro del precedente maxi-emendamento e la riproposizione
  del  nuovo,  quindi limitatamente alle differenze  normative  che
  sono  state  introdotte con l'ultima versione del maxiemendamento
  rispetto al precedente. Credo che tutto questo possa essere  reso
  compatibile  con una speditezza dei lavori che ci può  portare  a
  concludere rapidamente e nel rispetto di tutti l'approvazione  di
  questa finanziaria.
   Per  quanto  riguarda il resto, credo che poi alla  fine  ognuno
  abbia  il  diritto di determinarsi come crede,  il  Parlamento  è
  sovrano  esattamente  per questo, ma se  poi  deve  assumersi  le
  proprie  responsabilità rispetto a scelte che mi pare non abbiano
  la giustificazione che drammaticamente è emersa in qualcuno degli
  interventi che mi ha preceduto.

    PANARELLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PANARELLO    Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,   vorrei
  elevare,  in  qualche maniera, una sorta di lamento del  deputato
  medio. Credo di interpretare uno stato d'animo e un convincimento
  di  gran  parte  dei  miei  colleghi parlamentari  che  sono  qui
  ininterrottamente da lunedì pomeriggio e che hanno  visto  lunghe
  pause  nei  lavori parlamentari, che se fossero state più  brevi,
  per  ragioni  certamente importanti, probabilmente  ci  avrebbero
  portato  ad  avere  già  un  voto sulla  finanziaria,  certamente
  negativo,  da  parte  dell'opposizione, non entusiasta  da  parte
  della  maggioranza, perché credo che siamo tutti consapevoli,  lo
  diceva  adesso il collega onorevole Neri, che siamo di fronte  ad
  una  manovra di basso profilo, che peraltro si dice che  dovrebbe
  essere  approvata prima della finanziaria nazionale per  ragioni,
  diciamo così, che appaiono misteriose ma che sostanzialmente sono
  riconducibili  al  fatto  che, se si  approvasse  la  finanziaria
  nazionale  e se ne apprezzassero tutti gli elementi negativi  che
  discendono  sui  conti  economici  siciliani,  si  evidenzierebbe
  quello  che  abbiamo cercato fin dall'inizio di sostenere  e  che
  cioè questa manovra finanziaria appare fondata sulla sabbia.
   Allora,  richiamo questo elemento perché  credo che non solo  il
  Governo,   ma   anche   la  Presidenza  dell'Assemblea   dovrebbe
  rispettare  l'impegno che gran parte dei parlamentari  ha  svolto
  nel  corso  di questa settimana e soprattutto le prerogative  dei
  parlamentari.
   Non   riprendo   questioni  che  altri  colleghi  con   maggiore
  esperienza  e conoscenza dei regolamenti parlamentari  hanno  già
  svolto. Mi sembra che l'ultimo intervento del collega Neri  abbia
  richiamato   molto  l'esperienza  che  lui  ha  di   parlamentare
  nazionale  ed  abbia  invece sottovalutato la  specificità  della
  nostra condizione di Parlamento regionale.
   Gli  argomenti  che ho ascoltato credo che siano  argomenti  che
  non   possono   essere  sottovalutati,  signor   Presidente.   Il
  presidente Capodicasa ha ricordato,come autorevole esponente  non
  solo  di  questo  Parlamento ma anche delle  Commissione  per  il
  Regolamento e Statuto, le ragioni per le quali è stato  mantenuto
  nel  Regolamento l'articolo che oggi si utilizza per giustificare
  la mozione di fiducia.
   Credo  che  sarebbe prudente e rispettoso delle prerogative  del
  Parlamento  e  della  libertà  del  Parlamento  che  lei,  signor
  Presidente,  avesse  convocato di fronte  ad  una  richiesta  del
  Governo   la  Commissione  per  il  Regolamento,  la  Commissione
  Statuto, il Consiglio di Presidenza, la Conferenza dei capigruppo
  prima  di accedere ad una ipotesi di approvazione dello strumento
  della  mozione di fiducia, perché lasciare intendere ad una parte
  del  Parlamento  che si vogliano violare i regolamenti  e  quindi
  vulnerare  le  prerogative  e, ripeto,  la  libertà  del  singolo
  parlamentare e quindi dell'intera Istituzione è un'operazione che
  non si può consentire a cuor leggero.
   Il  Presidente della Regione eletto direttamente dal  popolo  ha
  sicuramente  prerogative e diritti che  nessuno  può  mettere  in
  discussione,  ma  le prerogative ed i diritti che  un  presidente
  eletto  dal  popolo  ha non possono essere utilizzati  contro  la
  sovranità e la libertà del Parlamento. Perché questo ferisce  non
  solo l'istituto parlamentare, ma ferisce anche la possibilità  di
  un governo efficace da parte di chi è stato eletto dai cittadini.
   Proprio  per  queste  ragioni  credo  che  il  Presidente  della
  Regione,  ma  soprattutto  la Presidenza dell'Assemblea  dovrebbe
  riconsiderare  questa  ipotesi  e  sottoporla  comunque  ad   una
  valutazione più approfondita e più consapevole per evitare che su
  questo  terreno  si  sviluppi una contrapposizione  che  potrebbe
  essere  distruttiva,  diciamo così,  per  la  nostra  istituzione
  parlamentare  e  non  utile neanche ai fini dell'approvazione  di
  questo provvedimento.

             (Presidenza del vicepresidente Crisafull)i

    BARBAGALLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BARBAGALLO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  non  mi
  accingo  a  fare valutazioni di carattere giuridico,  pongo  solo
  alcune  domande  alla Presidenza e a quest'Aula, domande  che  mi
  sembrano  dettate dal buon senso e da una formazione che  ricerca
  sempre l'equilibrio e l'esaltazione dei ruoli del Parlamento.
   Innanzitutto,  chiedo a cosa serve la mozione  di  sfiducia?  Da
  cosa nasce?
   I  parlamentari  della Margherita e quelli dell'opposizione,  in
  questi giorni, hanno dimostrato molta prudenza e avrebbero  avuto
  tanti motivi per criticare, nel merito, una manovra che non credo
  sia di lungo respiro, ma non voglio addentrarmi in valutazioni di
  carattere  politico;  già  il maxi-emendamento  è  una  forzatura
  rispetto alla dialettica parlamentare.
   La  mozione di sfiducia comprime ulteriormente il dibattito,  la
  dialettica,  la  normale  dialettica  che  ci  deve  essere   tra
  maggioranza ed opposizione.
   Questa  proposta del Presidente non serve al Parlamento  ma,  io
  dico,  non serve al Presidente perché un Presidente che  pone  la
  fiducia  è  un  Presidente  debole  che  fa  una  forzatura  che,
  probabilmente,  ha anche qualche dubbio sulla  tenuta  della  sua
  maggioranza.
   Non  so  se  in  questo momento politico è giusto  rappresentare
  all'esterno  questa  idea  di  una  maggioranza  che   sì   vuole
  rispettare i tempi di approvazione del bilancio, che sono  quelli
  del  31  dicembre ma, nello stesso tempo, li fa con una procedura
  che  non  dimostra  una  tenuta, una forza,  una  vitalità  della
  maggioranza stessa.
   Io  ho  avuto la sensazione che i parlamentari della maggioranza
  abbiano fatto il loro dovere entrando, qualche volta,  nel merito
  o  con  le  opposizioni,  ma per ragioni di  contenuto,  non  per
  ragioni di fiducia nei confronti della maggioranza che sostengono
  che,  sia in Commissione che in Aula, hanno svolto il loro lavoro
  con  grande  impegno ed equilibrio, siamo qua dopo una  forzatura
  anche  sul  piano  fisico perché, vedete sembrano  cose  che  non
  pesano, ma pesano, rinviamo di mezz'ora, riprendiamo dopo quattro-
  cinque  ore e ci impelaghiamo in una vicenda che ci sta  portando
  non  a  discutere dello strumento finanziario del quale  dobbiamo
  dotare i siciliani, ma stiamo facendo un dibattito sui ruoli  tra
  l'esecutivo ed il Parlamento, sul rapporto che ci deve essere con
  l'elezione diretta del Presidente e sui compiti e le funzioni del
  Parlamento stesso, un dibattito interessante ma che poteva essere
  fatto  in  occasione dell'approvazione dello Statuto o  in  altri
  momenti.
   Allora, io penso che il Presidente della Regione è il primo  che
  ha interesse a ritirare questa richiesta di mozione di fiducia.
   Personalmente potrei dire che, se il bilancio non si fa, io  non
  perdo  nulla, ma non sono di questo avviso, non tanto  perché  si
  capisce   che   fra  qualche  mese  dobbiamo  fare  una   manovra
  correttiva,  quanto  perché  il bilancio  consente  una  maggiore
  agibilità  amministrativa, di Governo, a tutti gli  Uffici  e  la
  Sicilia  non  ha  bisogno di vuoti, di esercizi  provvisori;  già
  siamo   molto   in   difetto  sul  piano  dell'erogazione   della
  tempestività  della  spesa, quindi il bilancio  è  uno  strumento
  utile e noi vogliamo che venga approvato subito.
   Io   sono  convinto,  e  lo  abbiamo  dimostrato  con  i  nostri
  comportamenti che, se il Presidente ritirasse questa richiesta di
  fiducia con un confronto aperto, franco e leale, in una riunione,
  in  un  incontro  con  i  Presidenti dei gruppi  parlamentari  di
  maggioranza  ed opposizione, si potrebbe individuare un  percorso
  che  ci  permetterebbe di approvare il bilancio e la finanziaria,
  penso  anche entro la giornata di oggi, con tempi, con pause  che
  ci  consentono  di  non  fare  gli  stacanovisti  ad  oltranza  e
  inutilmente.  Tempo  se  ne  spreca  tanto   Se  avessimo  voluto
  lavorare  con maggiore intensità negli ultimi quindici giorni  si
  potevano  fare più sedute di quelle che si sono fatte, altro  che
  poi forzare i tempi in un giorno o due per fare stancare qualcuno
  o per tentare di dire che siccome questa è l'ultima spiaggia o si
  vota a favore del Presidente  o succede qualcosa.
   Veramente   questo  è  preoccupante  sul  piano  della   cultura
  politica  istituzionale. Io che provengo per  certi  versi  dalla
  stessa  formazione politica del Presidente sono convinto  che  il
  Presidente  manterrà,  accoglierà questo invito  di  ritornare  a
  mediare  e  a  trovare  un equilibrio non perchè  abbiamo  paura,
  perchè,  ripeto, la opposizione si potrebbe trovare benissimo  in
  una situazione di questo tipo, c'è chi cerca queste occasioni per
  fare   politica,  anche  per  utilizzare  elementi  di  politica-
  spettacolo, ma noi non apparteniamo a questa scuola.
   Certo,  se  dovesse  essere mantenuta la richiesta  di  fiducia,
  credo  che la Margherita in maniera compatta assieme a  tutto  il
  centrosinistra ne trarrà le dovute conseguenze.

                (Presidenza del vicepresidente Fleres)

    MICCICHE'   Chiedo di parlare.

    MICCICHE'   Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   MICCICHE'.  Signor  Presidente  onorevoli  colleghi,  mi  dovete
  consentire che assumo questo tono perchè sono estremamente stanco
  sia  per  motivi di salute, naturalmente, che mi hanno portato  a
  questo stato, sia perchè sono stato abbastanza attivo e quindi la
  stanchezza  si  fa sentire, ma soprattutto perchè  non  dormo  da
  quasi  48  ore in quanto ieri, non appena sono uscito  da  questo
  posto,  ho avuto un incidente stradale e ho dovuto aspettare  per
  quasi  tre  ore  e mezzo l'arrivo dei vigili per fare  i  rilievi
  dell'incidente.
   Potrete  capire  in  quale stato fisico mi  trovo.  Perdonatemi,
  pertanto,  se parlo con questo tono, con questa voce perchè  sono
  estremamente stanco.
   Io  sono  preoccupato  e  nello stesso  tempo  convinto  che  il
  Presidente dovrebbe ritirare questo maxi emendamento. Lo dovrebbe
  ritirare  per  le  ragioni  che  sono  state  spiegate  dai  miei
  precedenti colleghi che sono intervenuti.
   Però,  signor  Presidente, pochissime  cose  mi  preme  dirle  e
  glielo dico non solo sotto il profilo politico, ma anche sotto il
  profilo personale.
   Qualche sera fa ci siamo incontrati sulla scala e abbiamo  avuto
  modo  di scontrarci dialetticamente, politicamente; abbiamo avuto
  questo  diverbio nel quale ho manifestato il mio  disappunto  per
  una   sua   dimenticanza,  e  le  ho  detto  che  tutti  possiamo
  dimenticarci  degli  impegni. Dop,  questa  sera,  ho  avuto  una
  comunicazione  e  cioè   che  c'era  un  emendamento  che  faceva
  riferimento  ad  un  emendamento che io  avevo  presentato.  Devo
  ringraziare l'onorevole Cimino che si è fatto promotore di questa
  cosa,  non  insieme all'onorevole Moschettto, non per ammorbidire
  il  sottoscritto o per indurlo a cambiare posizione sulla  seduta
  perché   questo  non  è  assolutamente  pensabile,  ma  per   una
  sensibilità  accresciuta  e  questo gliene  ne  devo  dare  atto,
  onorevole Cimino, lei  è  agrigentino e ha interesse a ché i suoi
  concittadini  possano avere risposta. Ma dopo  ho  visto  che  il
  Presidente  ha  fatto altrettanto e di questo debbo  darle  atto,
  signor  Presidente  La mia protesta dei giorni scorsi ha  sortito
  questo  effetto,  farlei  ricordare gli  impegni  che  lei  aveva
  assunto  non  solo  con  i cittadini che lei  conosce  bene,  gli
  agrigentini, ma anche perché lei signor Presidente, un anno fa, a
  quest'ora  -  un anno esatto, il 17 dicembre 2003  -   era  stato
  approvato  in  quest'Aula un ordine del giorno su  sua  richiesta
  purché  io  ritirassi l'emendamento  Proprio  un  anno  fa:  sono
  passati  365  giorni   E'  una coincidenza,  ma  sembrerebbe  uno
  scherzo.  Beh,  dopo un anno, proprio un anno  dopo  che  si  era
  votato  questo ordine del giorno,  mi trovo, anche se modificato,
  un  passo  avanti rispetto alla questione in cui ci troviamo,  un
  emendamento  col  quale si chiede di fare  un  passo  avanti  per
  risolvere un problema di cui abbiamo già parlato.
   Ebbene,  nonostante  questo, signor  Presidente,  io  non  posso
  votare una fiducia perché c'è un riferimento a una battaglia  che
  mi  sono  intestato da diversi mesi  e per la quale  ho  prodotto
  iniziative, pubblicazioni, libri ecc. Questo non è consentito.
   Se  questa  proposta  fosse stata articolata  come  credevo  che
  fosse,  io  addirittura ero intenzionato  a  votare  la  proposta
  dell'onorevole  Neri  sul  padre  Lentini,  oppure  quella  sulla
  definizione  della  proroga ai tecnici  per  la  definizione  del
  bacino idro-geologico, perché questo è anche un segmento del  mio
  disegno di legge sul recepimento della legge 183 sulla difesa dei
  suoni.  E dico ciò per sottolineare che molte delle cose,  signor
  Presidente, che lei ha inserito in questo maxi-emendamento potevo
  benissimo  accettarle,  come potevo  anche alcuni miei  colleghi,
  ma  così non è assolutamente possibile proprio per le ragioni che
  sono state illustrate dai miei colleghi dell'opposizione.
      Signor Presidente, pertanto, la ringrazio per avere ricordato
  l'impegno assunto, ma così com'è, come ho detto poc'anzi,  non  è
  accettabile.
   Se  lei  lo  mantiene e vuole continuare su questa  strada,  può
  farlo benissimo. Questo, però, non significa che non riconosco il
  suo  impegno su questo argomento. Lo separiamo, perché  l'impegno
  del  sottoscritto, per risolvere il problema dei sinistrati della
  frana  di Agrigento, che aspettano da trentotto anni, continuerà,
  anche sotto altre forme. Infatti, non è necessario votare, perché
  quando  un provvedimento diventa legge, tutti poi siamo obbligati
  a collaborare per applicarla.
     C'è  un'altra  cosa che vorrei dire e mi pare che  l'onorevole
  Capodicasa    l'abbia   centrata   quando   faceva    riferimento
  all'articolo 121 quinquies.
   Il  primo  comma mi sembra chiarissimo:  se il Governo  pone  la
  questione  di  fiducia  sull'approvazione  o  la  riedizione   di
  emendamenti  ed  articoli di disegni di legge, non  è  modificato
  l'ordine   degli   interventi  delle  votazioni   stabilito   dal
  Regolamento .
   Mi  sembra che quello che ha detto l'onorevole Capodicasa,  qui,
  nel Regolamento, sia d'una chiarezza impressionante, e che non ci
  sia bisogno di interpretazione.
     Le consiglio, quindi, signor Presidente, anche per un rapporto
  dialettico  fra  maggioranza  ed  opposizione,  indipendentemente
  dagli argomenti, di soprassedere su questo suo intendimento e  di
  proseguire in modo diverso.
   Signor Presidente, d'altronde, nel momento in cui ho saputo  che
  c'era  questo  emendamento,  che  nelle  linee  generali,  andava
  incontro alle esigenze di una popolazione che da decenni aspetta,
  ho  pensato  di  ritirare l'emendamento  specifico  di  cui  sono
  firmatario.   E lo ritiro, se c'è questo proseguimento,  ma  solo
  alle condizioni che si modifichi il suo programma.
   Questa  non  è  una  sconfitta, signor  Presidente.  Non  è  una
  sconfitta sua o nostra. E' la sconfitta del Parlamento.
   Fare  un  passo  indietro  non significa  perdere,  secondo  me.
  Significa rivedere le proprie posizioni. E per lei, che è maestro
  di  capacità di trasformazione, non dico di trasformismo,  ma  di
  trasformazione di linea politica, non sarà un dramma, né sarà una
  questione  di  declassamento del suo ruolo  e  della  sua  carica
  istituzionale.

    ODDO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ODDO   Signor  Presidente, vorrei che per un  attimo  guardasse
  attentamente  quest'Aula, come sicuramente avrà fatto  in  queste
  ore, alla sua sinistra ed alla sua destra.
   Vorrei  far  notare,  soprattutto al Presidente  dell'Assemblea,
  che  forse  non  c'è  Parlamento al mondo  che  opera  in  queste
  condizioni  e  con questi tempi, e con questi modi di  gestire  i
  lavori  stessi  dell'Assemblea e vorrei precisare cosa  significa
  modi  di  gestire.  Abbiamo ore fa sospeso l'Aula  per  mezz'ora,
  abbiamo  riaperto i lavori dell'Aula dopo circa  tre  ore  e  nel
  momento  in  cui abbiamo riaperto l'Aula nel leggere  in  maniera
  molto  frettolosa,  senza addirittura riferimenti  normativi  per
  quanto  concerne il maxiemendamento - quindi è ovvio che  bisogna
  consultare  qualche mente enciclopedica che da  questo  punto  di
  vista  ci  faccia capire cosa contiene il maxi maxiemendamento  -
  la prima cosa che salta agli occhi è che ci troviamo di fronte ad
  un maxi maxiemendamento che contiene norme già bocciate.

   PRESIDENTE.  Onorevoli  Assessori tutti, dovremo  recuperare  un
  minimo   di  ordine.  Prego  onorevole  Oddo,  completi  il   suo
  intervento.

   ODDO.  Ripeto, signor Presidente, perché credo che  ella  che  è
  una  persona  da  questo punto di vista sensibile rispetto  anche
  alle  segnalazioni  ed alle osservazioni che  i  colleghi  fanno,
  penso  che in questo momento si sta preoccupando di capire  quali
  sono  le norme bocciate, già da questo Parlamento che sono  state
  reinserite nel maxi maxiemendamento. Cosa che obiettivamente, con
  molta  sincerità, debbo dire sconcerta. Perché sul fatto comunque
  che  si  crei rispetto alla richiesta fatta dal Presidente  della
  Regione  un  vulnus abbastanza grave, penso che  qui  dentro  sia
  maggioranza  che opposizione pensano che è così.  E'  innegabile.
  Non ci piove. Poi è ovvio che c'è sempre il gioco delle parti  di
  pirandelliana memoria e ovviamente potrà più o meno funzionare.
   Ma  che  si crei un precedente abbastanza serio e grave mi  pare
  che,  tutto  sommato, sia nei banchi del Governo, sia nei  banchi
  della  maggioranza che in quelli dell'opposizione  che  l'ha  già
  esternato,  c'è la convinzione che evidentemente si  crea  questo
  vulnus  abbastanza grave dal punto di vista di come  si  vogliono
  spesso interpretare i regolamenti esasperando un po' tutto.
   Ma  vorrei per un attimo riflettere sul perché e qual è la causa
  di   questa  improvvisa  esasperazione  tanto  da  rischiare   la
  configurazione vera di violazioni regolamentari gravi che segnano
  volente  o  nolente  il  futuro  di  questa  realtà,  di   questo
  Parlamento.
   Senza  alcuna  speculazione mi vorrei addentrare soprattutto  su
  un'osservazione. Se è vero quello che hanno detto alcuni colleghi
  che  mi hanno preceduto, che questa sera e non solo questa  sera,
  ma  che  in questi giorni non abbiamo assistito ad un'opposizione
  aggressiva, che non abbiamo assistito ad un'opposizione che si  è
  attrezzata  dal  punto  di  vista  degli  strumenti  che   ha   a
  disposizione per quanto concerne anche l'ostruzionismo, se  si  è
  tutto  sommato contraddistinta soprattutto per proposte di merito
  e soprattutto debbo dire per proposte che hanno anche un evidente
  carattere   generale  e  non  sicuramente  le  cosiddette   norme
  francobollo  o  comunque il solito momento in cui  tutto  diventa
  merce. Se è vero questo e mi pare che sia tutto sommato un  fatto
  abbastanza  palpabile, non mi risulta, non mi ricordo momenti  in
  cui si è attrezzato l'ostruzionismo tale da poter preoccupare  il
  Governo e il Presidente della Regione, rispetti ai tempi.
   Poi  questi tempi, comprendiamo tutti che sono legati,  che  c'è
  il momento in cui  l'ostruzionismo è tale da poter preoccupare il
  Governo  e  il  Presidente della Regione rispetto ai  tempi,  poi
  questi  tempi  comprendiamo tutti che sono legati anche  all'iter
  della  finanziaria nazionale perchè c'è un problema serio,  molto
  più  serio di quanto pensiamo che è stato sollevato nel corso del
  dibattito  di  queste ore, ma vorrei per un attimo  ricordare  al
  Presidente della Regione che la finanziaria nazionale andrà  alla
  Camera giovedi.
   Dopo  di  che, quale è la cosa che ha preoccupato ed  esasperato
  il  Presidente della Regione? Che l'ha reso così nervoso tanto da
  tentare obbiettivamente la violazione palese del Regolamento e di
  tutto  ciò  che  tiene in vita, e mi permetto  di  sottolinearlo,
  tiene  in vita questo Parlamento perchè guai a forzare le  regole
  ed a piegarle per come evidentemente alcuni pensano di fare?
   L'altra  cosa  che  preoccupa  il  Presidente  della  Regione  è
  sicuramente   la   tenuta  della  sua  maggioranza   rispetto   a
  determinati articoli che sono stati trattati in questa Aula e che
  possibilmente  sono  stati bocciati. Ma è mai  possibile  che  un
  problema  che  riguarda la tenuta o meno o  l'aspetto  cosiddetto
  disciplinare di una maggioranza abbastanza ampia, almeno  così  è
  uscita  dalle  elezioni,  spesso  sbrindellata,  spesso  assente,
  spesso  malata, come dice il collega Virzì, più malata di  quanto
  si  pensi,  è  possibile  che  dinamiche  di  questa  natura  che
  riguardano la tenuta o meno di una maggioranza, e in questo  caso
  andiamo   verso   il   meno,  possa  portare  alcuni   autorevoli
  rappresentanti di questo Parlamento e il Presidente della Regione
  a  tentare di imboccare una strada non solo pericolosa - è  stato
  detto, e io non voglio ripeterlo, per quanto concerne appunto ciò
  che  si  creerebbe  rispetto  ad  una  scelta  del  genere  -   e
  convincerlo  al  punto  tale  che  su  questo  argomento  bisogna
  continuare  ad  insistere senza per giunta dare, mi  permetto  di
  dire, ai colleghi tutti e a questa Aula la possibilità di negare,
  signor  Presidente  dell'Assemblea, di leggere attentamente  quel
  maxi  emendamento, di avere il tempo di consultare i  riferimenti
  normativi, di farsi un'idea di ciò che stiamo trattando e di  ciò
  che propone il Governo, di presentare i subemendamenti per come è
  evidente che ogni parlamentare prevederemo saranno pochi, saranno
  tanti  come ogni parlamentare ha il diritto di fare, diritto  che
  nessuna  presidenza può negare perchè altrimenti  se  l'onorevole
  Ortisi  si  spoglia  io comincio a saltare sui  banchi  onorevole
  Presidente e prima che mi faccio acchiappare impiegherete  almeno
  mezz'ora  perchè anche se sono stanco io su quei banchi  salto  e
  non  mi  faccio acchiappare, sicuro Presidente su questo  non  ci
  piove
   Ora,  è  mai possibile signor Presidente, che lei che  ha  anche
  una certa esperienza, non è  di primo pelo  come si suol dire,  è
  una  persona  che conosce bene come questo Parlamento  funzionava
  prima  e  come  dovrebbe funzionare ora quando  evidentemente  ha
  deciso perchè anche qui e soprattutto qui è stato deciso di darsi
  nuove  regole  di  rilievo  ovviamente  costituzionale.  E'   mai
  possibile   che   c'è   chi  pensa  che  un   Presidente   eletto
  direttamente,  rispetto al modulo di come,  evidentemente,  viene
  garantita la maggioranza in Assemblea, quindi rispetto al sistema
  elettorale  ancora oggi tanto elemento di discussione soprattutto
  nella  fase  in  cui l'Assemblea si é data la cosiddetta   nuova
  legge, che un Presidente eletto direttamente in quel modo può, da
  questo  punto  di vista, siccome registra difficoltà  al  proprio
  interno, andare a scomodare addirittura la fiducia? Ha detto bene
  l'onorevole  Capodicasa, la fiducia é stata lasciata  lì  appunto
  come  norma  che  può  permettere, come tutti  abbiamo  deciso  e
  discusso  in  quest'Aula, di modificare ancora una volta  con  le
  procedure  che  sappiamo,  l'impostazione  per  quanto   concerne
  l'elezione diretta o meno del Presidente della Regione; eppure si
  scomoda quella norma frutto di tanti momenti di discussione e  di
  confronto  e  per  responsabilità di  una  maggioranza  e  di  un
  Presidente  di Governo che non la sanno tenere assieme,  che  non
  sanno  renderla più organica, che non sanno bloccare le spinte  e
  le  pressioni  ...  E'  mai possibile?  E  voglio  ritornare  sul
  concetto  dicendo  che  avviene  per  responsabilità  di   questa
  maggioranza e  di chi ha, mi permetto di dire,  non il dovere  ma
  l'interesse ....

   PRESIDENTE. Onorevole Pistorio, la prego di prendere posto.

   ODDO.  Le comunico, signor Presidente, che continuando così  tra
  un poco, siccome ho appreso molto dall'intervento di una sera del
  collega,  onorevole Ortisi, parlerò di Poppea,  di  Cleopatra  e,
  forse, andrò oltre fino a quando lei non mi toglierà la parola

   PRESIDENTE.  Onorevole Oddo, la Presidenza,  come  vede,  poiché
  ritiene  questo dibattito estremamente significativo  e  comunque
  importante,  al  di là delle posizioni, non ha tenuto  conto  dei
  limiti che il Regolamento ci impone e ha permesso, assolutamente,
  il  regolare  svolgimento. Ma il problema  non  è  nei  confronti
  dell'oratore, in questo momento è nei confronti del  Governo  che
  continua  a  non  consentire  agli oratori  di  svolgere  i  loro
  interventi   e,  dunque,  vorrei  fare  appello  agli   onorevoli
  assessori  affinché trattengano le loro esuberanze  e  consentano
  agli oratori di completare il loro intervento.

   ODDO.  Non  vorrei  esagerare; penso, però, che  il  Governo  da
  questo  punto  di  vista dimostra che non  solo  può  tentare  di
  violare  le regole e avere una sponda, spero di no, ma  a  quanto
  pare  in questo momento, invece, per quello che ho sentito é così
  da    parte   della   Presidenza   dell'Assemblea   in    quanto,
  sostanzialmente, anche questo modo di intendere i lavori d'Aula e
  questa  colpevole  distrazione indica che  una  maggioranza  allo
  sbando,  secondo la logica di alcuni può essere solo  riaggregata
  con  colpi  di  mano.  Non so se definirlo un   Golpe  bianco   o
  definirla una forzatura palese senza addentrarmi in chissà  quali
  articolazioni   per   quanto   concerne   anche    gli    aspetti
  interpretativi  più  o  meno costituzionali,  giuridici,  no  per
  carità.  Penso, invece che, in questo momento la verità  sta  nel
  fatto  che  c'è  stata  anche una reazione rispetto  a  quanto  é
  accaduto  stasera.  Altro che opposizione  Altro  che  numero  di
  emendamenti   E  rispetto  a  questo si  vuole  ora  costringere,
  invece, ogni singolo parlamentare a rinunciare - da questo  punto
  di  vista  mi  permetto  di essere assolutamente  drastico  -  ad
  esercitare  fino  in  fondo il proprio  dovere  come  eletto  dal
  popolo,  perché  qui  si vuole intaccare questo,  non  andiamo  a
  scomodare  né  equilibrio dei poteri,  né  pesi  e  contro  pesi,
  lasciamo stare, non è questo il punto; il punto è così chiaro che
  non c'è bisogno di articolare chissà quali sforzi.
   Io  penso che il Presidente della Regione, in questa fase  -  ha
  ragione  chi  ha  detto che non ha niente da guadagnare  -  abbia
  cattivi consiglieri che non gli vogliono bene, basta vedere  come
  in  queste ore si sta sviluppando il ragionamento ed il confronto
  in  questa Aula; basta notare a quali livelli di argomenti  siamo
  arrivati    per    quanto   concerne,   addirittura,    l'aspetto
  istituzionale,  il  rapporto tra Governo  e  Parlamento,  se  c'è
  squilibrio o meno, se si crea o meno un vulnus grave, chi  o  che
  cosa sta guadagnando, in termini anche di strategia.
   Abbiamo   sospeso  l'Aula  poc'anzi  ed  ho  sentito   dire   al
  Presidente  di  questa  Assemblea  che  il  Governo  chiedeva  di
  sospendere l'Aula per impostare la strategia, ciò vuol  dire  che
  non  ne  aveva  una, oppure gli stava saltando. Dopo  di  che  la
  strategia che ha reimpostato, mi permetto di dire, è peggiore  di
  quella  che aveva abbozzato, perché non solo il Presidente  della
  Regione  non sta guadagnando niente dal momento in cui ha  aperto
  la  discussione,  affermando di ritirare il  maxiemendamento  per
  ripresentarne un altro, ponendo addirittura la fiducia, cosa  che
  sa  di  non  potere  fare,  ma  poiché  ha  cattivi  consiglieri,
  evidentemente,  in questo momento, non soltanto  è  caduto  nella
  trappola,  ma  adesso  diventa tutto più  difficile  e  diventerà
  ancora  più  difficile per quanto concerne le  decisioni  che  si
  dovranno assumere.
   Allora,  -  ed  ho concluso signor Presidente  -,  si  cerca  di
  chiedere all'opposizione se sia possibile procedere in tempi - mi
  permetto di dire umani e ragionevoli, considerato che questi  non
  sono tempi umani e ragionevoli -, per quanto concerne la chiusura
  e l'approvazione del bilancio e della finanziaria.
   Sembra   quasi  che,  rispetto  a  quello  che  è  accaduto   in
  quest'Aula,  questo  Governo non sia stato  presente,  perché  la
  prima cosa che dovrebbe chiedere all'opposizione non è quando  si
  chiude,  o se l'opposizione sia in grado di assicurare serietà  e
  sopratutto  ancora una volta puntare nel merito delle  questioni;
  invece,  all'opposizione si chiede cosa dovrebbe  essere  chiesto
  alla   maggioranza,   sopratutto   ad   alcuni   deputati   della
  maggioranza, scontenti del modo come questo Governo sta trattando
  alcuni argomenti, più o meno di mercato - questo non si sa bene -
  ed  ha  reinserito  addirittura questioni  bocciate,  ebbene,  si
  chiede  se sia in grado invece di chiudere questa fase di  lavori
  importanti che riguardano bilancio e finanziaria.
   Dopo  di  che  -  ed  ho concluso, così non  faccio  preoccupare
  ulteriormente  il Presidente della Regione che voleva  da  questo
  punto di vista accelerare anche i tempi -, credo, invece, che sia
  necessario  -  guardate, poi sulle idee più o meno  sconvolgenti,
  intelligenti, lascio alla interpretazione di ognuno -, che per un
  attimo  questa  Aula  sospenda  i  lavori  e  coloro  che   hanno
  dimostrato, fino ad ora, grande senso di responsabilità  e  delle
  istituzioni,  decidano come procedere seriamente. E  sicuramente,
  mi  permetto  di dire, non mancherà per l'opposizione  ma  forse,
  ancora una volta, mancherà per questa maggioranza che sostiene il
  Presidente Cuffaro.

    CRISAFULLI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRISAFULLI   Signor  Presidente,  onorevole  Presidente   della
  Regione,   onorevoli  colleghi, credo che qualora  l'intento  del
  Presidente  Cuffaro  fosse  quello  di  fare  prima,  ebbene,  ha
  centrato  l'obbiettivo. Ci ha messo in condizioni di  aiutare  il
  Parlamento a fare prima. A messo in condizione i parlamentari  di
  ragionare meglio nel merito del maxiemendamento.
   Debbo   dire  che  reitero  le  richieste  che  ho  fatto   alla
  Presidenza ed agli Uffici perché comunque è bene essere in  grado
  di avere i riferimenti normativi ed i pareri.
   Nel   frattempo,  signor  Presidente,  credo  sia  utile  tenere
  presente che una richiesta del tipo di quella che ha avanzato  il
  Presidente  della Regione sia del tutto inusuale,  a  prescindere
  dalla possibilità o meno di poterla avanzare, a legge variata del
  sistema  elettorale, è sicuramente inusuale. Vorrei  ricordare  a
  questo  Parlamento  che già abbiamo avuto modo  di  dibattere  su
  questa questione, durante il dibattito per la mozione di sfiducia
  all'Assessore Pellegrino, quando il Presidente della  Regione  ci
  ricordò  che  non poteva essere sfiduciato un Assessore  che  non
  aveva mai avuto la fiducia del Parlamento; e quando il Presidente
  stesso  ricordò al Parlamento che non potevano essere  votate  le
  dichiarazioni  programmatiche perché il voto  l'aveva  avuto  dai
  siciliani.

    CUFFARO   presidente  della  Regione.  Allora  avevo   ragione.
  Meglio tardi che mai

    CRISAFULLI  E' probabile che allora avesse ragione,  così  come
  è  probabile che questa volta abbia torto. Lo dice il  senso  del
  ragionamento stesso, signor Presidente della Regione: non si  può
  avere  ragione  nei due casi, scelga lei in quale  dei  due  casi
  vuole  avere  ragione  ed  in ogni caso metta  in  condizione  il
  Parlamento di seguirla con una coerenza di rigore logico rispetto
  alle scelte politiche che si stanno facendo.
   Mi  pare, per altro, doveroso ricordare che l'inusualità  impone
  alla  Presidenza  dell'Assemblea un pronunciamento  che  non  può
  sicuramente  essere  assunto  senza il  conforto  sostanziale  di
  pareri  e  di  pronunciamenti e senza il concerto collegiale  che
  porti a sintesi il pronunciamento. Non vorremmo trovarci in  casi
  diversi  con pronunciamenti diversi. Non è possibile che su  cose
  di  questo  genere  non  ci sia unicità di atteggiamenti,  perché
  questi  aspetti investono la vita del Parlamento, l'attività  del
  Parlamento, l'attività dei singoli parlamentari.
   Pertanto,  credo  di avere posto all'attenzione complessiva  una
  serie  di  questioni che non possono essere risolte con  un  atto
  unilaterale.  Ne  va  della  vita del  Parlamento,  ne  va  della
  necessaria  integrità  delle regole  che  insistono  alla  nostra
  attività quotidiana.
   Signor  Presidente  della Regione, credo che  lei  abbia  voluto
  eccedere   nella   richiesta,  nel  tentativo  probabilmente   di
  facilitarsi  la vita. E' riuscito, come in pochi  casi,  -  debbo
  dire  che  in  questo è molto bravo - a capovolgersi addosso  una
  difficoltà  che  poteva benissimo evitarsi. Non  so  chi  l'abbia
  aiutata   in   questo   sforzo.  Le  posso  assicurare   che   il
  raggruppamento  di  amicizie la mette sempre più  in  difficoltà,
  devo dirle sinceramente.
   Mi  permetta  la  battuta, che peraltro da  me  non  può  essere
  sospettata,  atteso che sono stato tra coloro i quali  in  questi
  giorni, in questa grande finanziaria, che chissà da quanto  tempo
  è  in Aula, è stato dipinto dagli organi di informazione come  un
  attivo  sostenitore  della  sintesi  necessaria  per  mettere  in
  condizione  il  Parlamento di avere uno strumento legislativo  di
  riferimento.
   E'  ben  strano  trovarsi  a dover essere  fra  i  più  convinti
  avversori della scelta che lei sta proponendo.
   Probabilmente,  lei non affronta fino in fondo  gli  effetti  di
  ciò  che  si  sta determinando anche per il futuro. Pertanto,  la
  invito  a  riflettere con attenzione e ad evitare  al  Parlamento
  reazioni che potrebbero lasciare il segno per le attività future.
   Non  sono  intervenuto  per  annunziare  cosa  farò  se  dovesse
  decidere  di andare avanti. Sono sicuro che riesce ad  immaginare
  quello che potremo fare. Lei ha tanta fantasia per arrivare  fino
  a questo.

    FORGIONE  Intende spogliarsi?

    CRISAFULLI   Non mi spoglio perché non sono un granché.  Potrei
  ottenere l'effetto opposto, nel senso che tutti voi rimaniate  ed
  io  sarei  costretto  a dovermene andare.  Non  è  una  cosa  che
  entusiasma molto.

    CUFFARO   presidente della Regione. Lo spogliarsi  sarebbe  per
  me una motivazione forte per ritirare l'emendamento.

    CRISAFULLI   Onorevole Cuffaro, se è per questo possiamo  farlo
  subito.
   Molto spesso, signor Presidente, credo che il modo migliore  per
  dire  le  cose serie sia quello di dirle con  molta rilassatezza,
  così  come  il  modo  migliore per evitare impicci  è  quello  di
  impedire che gli impicci si producano.
   Ho  il dovere di difendere ancora una volta, se fosse possibile,
  il raggiungimento di un clima di normale serenità.
   Signor  Presidente, lei ci ha dato qui un chilo di carta.  Credo
  che  sia  doveroso  da  parte mia acquisire tutti  i  riferimenti
  normativi,  essere  messo  nelle  condizioni  di  presentare  gli
  emendamenti e, qualora la Presidenza dell'Assemblea decidesse che
  il voto di fiducia può essere chiesto - una cosa di questo genere
  non  può  essere  fatta unilateralmente, impegna  tutti,  impegna
  anche  chi  in  questo momento si trova ad assolvere  a  funzioni
  diverse  da  quelle di presidente - io credo che  sia  necessario
  mettere  in  condizione,  i  parlamentari,  di  predisporre   gli
  emendamenti  perché,  quanto meno, possano essere  illustrati  in
  sede di dibattito parlamentare.
   Pertanto,  è  necessario un po' di tempo, non  chiedo  giornate,
  chiedo di essere messo nelle condizioni di potere fare questo.
   Nel  frattempo lei, signor Presidente, può avere la possibilità,
  se  si  sospende  la  seduta, di metterci in condizioni  di  fare
  questo,  di  fare  tutti i passaggi con i Presidenti  dei  gruppi
  parlamentari,  necessari  per poter  ricondurre  a  sterilità  un
  ragionamento  partito  con  un'accelerazione  non  conducente  al
  risultato finale.
   Io  mi  auguro che lei voglia cogliere il senso delle  cose  che
  sono  state dette e mi auguro che quello che è stato detto  possa
  essere,  da  lei,  recepito  in  termini  di  attiva  e  positiva
  interlocuzione  nei  confronti della maggioranza,  la  quale,  in
  questo  momento,  ne  sono convinto, vive  -  come  un  qualunque
  parlamentare dell'opposizione - una vicenda dalla quale si  sente
  sostanzialmente estraneo.
   Per   cui,   vorrei  metterla  in  condizioni  di  maturare   un
  orientamento   che  permetta  al  Parlamento  di  procedere   con
  speditezza per il futuro.

    CUFFARO  presidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CUFFARO    presidente   della   Regione.   Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi, l'obiettivo di questo Governo è di approvare
  la finanziaria e il bilancio entro tempi utili.
   Ho  anche  chiarito cosa intendiamo per tempi utili. Quest'anno,
  l'obiettivo  di  questo Governo è che questa finanziaria,  almeno
  nell'assetto  portante che poi è propedeutico  al  bilancio,  non
  venga  stravolta,  perché ci sono alcune  norme  alle  quali  non
  vogliamo e non possiamo rinunciare.
   Mi  sono  attivato  - e do atto al Parlamento di avere  lavorato
  senza  ostacoli  e  ostruzionismi  -  perché  le  esperienze  dei
  parlamentari  -  onorevole  Ortisi -  il  contributo  in  termini
  legislativi di ogni Parlamentare potesse aiutare l'iter di questa
  finanziaria  e  l'approvazione del bilancio, aiutare  in  termini
  positivi e propositivi, nel senso che il parlamentare che lavora,
  che  propone, porta istanze e bisogni del territorio ed è  questo
  il  compito del parlamentare: lavorare affinché le istanze  ed  i
  bisogni  del  territorio si trasformino in  norme  che  diventino
  legge e che quindi possano dare risultati.
   Io ho fatto questo lavoro.
   Il  chilo  di  carta di cui parla l'onorevole  Crisafulli  è  un
  chilo  di  carta proporzionalmente diviso, nel senso che  qui  ci
  sono i grammi, i centigrammi di carta che a questa Presidenza...

    CRISAFULLI   Onorevole Presidente, siamo d'accordo  ma  lei  li
  può togliere proporzionatamente.

    CUFFARO   presidente della Regione. Sto  tentando  di  fare  un
  ragionamento,  onorevole Crisafulli, me lo faccia  fare.  Dicevo,
  che  a  questa  Presidenza sono pervenute, sempre  nello  spirito
  propositivo  di costruire una finanziaria che sia  utile  per  la
  Sicilia; per questo pesa un chilo, perché ci sono tante cose  che
  servono a tutti.

    CRISAFULLI  Alleggeriamola.

    CUFFARO  presidente della Regione. E c'è un Governo  che  si  è
  impegnato e, personalmente mi sono impegnato perché il contributo
  di tutti potesse aiutare la crescita del territorio.
   Parrebbe  strano  a  chi si è impegnato a che questo  contributo
  potesse  diventare patrimonio di tutti, immaginare che  ci  siano
  alcuni contributi che, invece, diventino norme e sostanza  e  che
  altri,  invece,  possano passare al vaglio di  voti  più  o  meno
  segreti e che vengano cassati.
   Non  mi  sentirei  responsabilmente impegnato se  non  fossi  il
  garante di una proposizione utile al fabbisogno di tutti. E se un
  Presidente della Regione prende degli impegni con quei  cittadini
  che   lo   hanno   eletto  direttamente  e  sono  degli   impegni
  condivisibili  e  utili  per questa nostra  Terra  e  poi  questi
  vengono ripetutamente violati da questo Parlamento, il Presidente
  della  Regione  si  interroga e si chiede a chi  deve  rispondere
  perché un impegno preso con i siciliani possa essere...

    FORGIONE   La  legge la fa il Parlamento. Se il  Parlamento  lo
  propone, lei cancella il Parlamento?

    CUFFARO   presidente  della  Regione.  Onorevole  Forgione,  mi
  faccia  finire, adesso la accontento. Lei non può sapere tutto  e
  di  tutti,  sa alcune cose di alcuni Palazzi ma non sa di  altri,
  non  mi  faccia  parlare, non può sapere tutto,  alcune  cose  le
  faccia dire a me.

    FORGIONE   Non  c'è  bisogno  che faccia  allusioni,  onorevole
  Presidente.

    CUFFARO   presidente della Regione. Se il  Parlamento  ritiene,
  più  o  meno con voti segreti, di fermare o di bocciare più volte
  un  impegno che il Governo ha preso, il Presidente della  Regione
  può   continuare  a  essere  con  il  suo  Governo  ostaggio  del
  Parlamento?
   E'  l'interrogativo che ha posto l'onorevole Neri. Io non voglio
  prendere  in ostaggio il Parlamento, la mia cultura mi impone  di
  non  pensarci neanche, ma il Presidente della Regione  e  il  suo
  Governo,  dovendo  rispondere degli  impegni  che  ha  preso  nei
  confronti  dei  siciliani che lo hanno votato, ha  il  dovere  di
  porre  le  questioni  e di utilizzare tutti  i  mezzi  che  ha  a
  disposizione affinché non venga violentato un impegno.

                (Proteste dai banchi della sinistra)

    PRESIDENTE    Onorevoli   colleghi   lasciamo   completare   il
  Presidente  della  Regione e vi prego di tenere un  atteggiamento
  più consono a quest'Aula. Abbiamo sviluppato un dibattito sereno,
  complesso, abbiamo chiesto l'attenzione di tutti.

    CUFFARO   presidente  della Regione. Signor  Presidente  vorrei
  concludere il mio intervento.
   Non  esiste  nella mia cultura il fatto di chiedere il  voto  di
  fiducia, ma il Governo ha il dovere di rispettare gli impegni che
  ha  preso  con i siciliani. Il raggiungimento di questi  impegni,
  più  volte,  è  stato ostacolato da un iter parlamentare  che  ha
  utilizzato  lo  strumento  del  voto  segreto  e  su  questo   il
  Presidente della Regione deve interrogarsi.

    CAPODICASA  Il voto segreto è previsto dal Regolamento.

    CUFFARO   presidente della Regione. Personalmente, continuo  ad
  essere  un sostenitore del fatto che il Presidente della  Regione
  eletto  direttamente  dal  popolo debba  soltanto  al  popolo  le
  opportune scelte che fa. E quando lo ho sostenuto nel passato  ne
  ero convinto. C'è qualche novità: il Presidente della Regione non
  si  avventurerebbe in questo Parlamento se non ci fossero  novità
  costituzionali che consentano...
   Desidero continuare il mio intervento.
   Dicevo,  c'è  una  recente sentenza della  Corte  Costituzionale
  fatta  per la regione Calabria e per il Presidente della  regione
  Calabria eletto direttamente...

    CAPODICASA  Cosa c'entra?

    PRESIDENTE  Lasciamo completare il Presidente della Regione.

    CUFFARO   presidente della Regione. Avete parlato e nessuno  ha
  detto  nulla.  Ci  sono cose che hanno consentito  al  Presidente
  della  Regione di potere in qualche modo annunciare  il  voto  di
  fiducia,  ma  io non mi sono mai impiccato alle sentenze,  perché
  considero la politica di gran lunga più importante, ma certo pare
  strano,  a  questo  Presidente della Regione,  l'avere  assistito
  nell'ultimo mese ad una lunga, colorita, appassionata discussione
  su  chi e su che cosa o come si dovesse porre il voto di sfiducia
  al  Presidente della Regione; mi sono appassionato e  l'ho  fatto
  anche  utilizzando gli argomenti che l'onorevole Ortisi mi  pone,
  quello dell'allegria, ci ho anche scherzato sopra.
   Però  mi  stupisce che attrezzati parlamentari delle opposizioni
  che sono venuti giustamente a riferire motivazioni convincenti su
  quanto  sia  importante la prerogativa parlamentare, non  abbiano
  tenuto  in  alcun  conto quanto altrettanto importante  fosse  la
  prerogativa  di  un Presidente della Regione eletto  direttamente
  dai siciliani, quando hanno attivato una procedura che comunque è
  discreditante  nei  confronti  delle  istituzioni,  portando  con
  manifesti pubblici e comunque attivando procedure di una raccolta
  di  firme  per  la sfiducia. Ora, io pongo come interrogativo,  a
  quegli  stessi parlamentari, che in questo Parlamento sono venuti
  a dire che vengono lese le prerogative parlamentari protestando.
   Allora,  il  Presidente  della Regione eletto  direttamente  che
  vede   lese  le  sue  prerogative  e  quelle  di  un  milione   e
  seicentomila siciliani che lo hanno votato, cosa può fare per far
  notare, in qualche modo, quello che le opposizioni hanno attivato
  come procedura discreditante?
   Io  ci ho scherzato sopra, onorevole Ortisi. Siccome la politica
  è  una  cosa  seria  ed è politica quella che  si  fa  dentro  il
  Parlamento  ed  è  politica quella che si fa  dentro  altre  sedi
  istituzionali,  tutto è politica, credo nella  correttezza  delle
  scelte  della politica, da oggi in poi tutti dovremmo  avere  più
  rispetto  degli  alti, perché non si invoca  un  rispetto  di  se
  stesso  e del proprio ruolo quando si calpesta il rispetto  e  il
  ruolo  degli  altri,  questo lo dico con grande  serenità  perché
  credo che sia giusto che venga riportato.
   Detto  questo,  onorevole  Crisafulli,  siccome  l'obiettivo  di
  questo  Governo è di approvare la finanziaria e il  bilancio,  mi
  convince la sua proposta di fermarci a ragionare per capire  cosa
  è  più  utile  per  approvare velocemente  la  finanziaria  e  il
  bilancio.  Il  Presidente  Crisafulli ha  chiesto  una  pausa  di
  riflessione, io sono ben felice di fermarmi e riflettere  insieme
  a  voi  per capire quali sono le scelte e le motivazioni migliori
  perché   si  possa  andare  avanti  e  si  possa  approvare   una
  finanziaria  e  un bilancio che è stata fatta col  contributo  di
  tutti   e   che  il  Presidente  della  Regione  ha  tentato   di
  sintetizzare con un maxi-emendamento.

    PRESIDENTE   Mi  sembra  d'avere  compreso  nelle  parole   del
  Presidente  della  Regione la richiesta di  una  sospensione  per
  poter...

    CUFFARO  presidente della Regione. Io ho accettato la  proposta
  dell'onorevole Crisafulli.

    PRESIDENTE   Sì,  ha  ragione,  onorevole  Cuffaro,  di   avere
  accettato la proposta dell'onorevole Crisafulli relativamente  ad
  una  breve  sospensione per poter approfondire alcune  questioni.
  Una   l'ha  già  approfondita  la  Presidenza:  a  pagina  6  del
  maxiemendamento,  al  1   comma   probabilmente  per  un  refuso,
  risulta  essere  presente una norma che era  già  stata  bocciata
  dall'Assemblea.

   CRISAFULLI. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   CRISAFULLI. Signor Presidente, chiedo che prima di cominciare  a
  fare la valutazione di merito, mi si metta in condizione di avere
  la  documentazione legislativa necessaria per capire di che  cosa
  si tratta. Infatti, tutta la prima parte del testo è modificativa
  di molte  leggi...

    PRESIDENTE   Onorevole Crisafulli, io posso in  questo  momento
  darle un indirizzo...

   CRISAFULLI.  No,  signor Presidente, lei non  mi  deve  dare  un
  indirizzo...  Lei  mi  deve mettere nelle  condizioni   di  poter
  svolgere il ruolo di parlamentare.

    PRESIDENTE  Onorevole Crisafulli, lei sa bene come si  procede,
  in quest'Aula,  nell'esame degli emendamenti e degli articoli.
   Come   ho   detto   in   apertura  di  seduta,   poiché   questo
  maxiemendamento  è  la somma di emendamenti già  presentati,  già
  depositati, con molta probabilità  gran parte delle norme  citate
  nel  maxiemendamento sono contenute nel fascicolo dei riferimenti
  normativi che è già in possesso di tutti i parlamentari.
   Posto  ciò,  e  concludo,  onorevole Crisafulli,  la  Presidenza
  dell'Assemblea  non può, come lei sa, farsi carico  di  tutte  le
  esigenze  dei singoli parlamentari relativamente alla  conoscenza
  delle leggi.

    CUFFARO   presidente della Regione. Sono tutti emendamenti  già
  presentati.

   CRISAFULLI.  Questa, onorevole Presidente della  Regione,  è  la
  sua   opinione.  Vorrei  poterlo  verificare,  testo  per  testo,
  articolo per articolo.
   Avevo  chiesto  i  riferimenti legislativi ed i  pareri  che  le
  commissioni di merito avrebbero dovuto dare su ogni singolo testo
  inserito  nel maxiemendamento; perché questo è propedeutico  alla
  valutazione  dell'Aula, dato che devono essere le commissioni  di
  merito a pronunciarsi prima della II Commissione e, perché, non è
  quest'ultima  la commissione di riferimento che può  entrare  nel
  merito delle varie materie.
   Nel  frattempo  il  Presidente della Regione faccia  quello  che
  deve  fare.  Io sono contento che abbia accolto la  mia  proposta
  poichè  ci  mette  nelle  condizioni  di  lavorare  in  sintonia,
  dopodiché  alla  fine,  tra mezz'ora, tre quarti  d'ora,  un'ora,
  quello che sarà necessario, di potere fare il lavoro che è  stato
  sospeso.

    PRESIDENTE   Non  sorgendo  osservazioni,  sospendo  la  seduta
  avvertendo che riprenderà   alle ore 7.15.

    (la seduta, sospesa alle ore 06.35, è ripresa alle ore 8.15)

   La seduta è ripresa.

    CUFFARO  presidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CUFFARO    presidente   della   Regione.   Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi,  avevo  detto  nel  mio  intervento  che  il
  Parlamento    aveva   lavorato   per   raggiungere    l'obiettivo
  dell'approvazione  della  finanziaria.  Avevo  anche  detto   che
  ritenevo importante che si potesse approvare la finanziaria e  il
  bilancio entro tempi certi e, per questo, avevo posto il voto  di
  fiducia.
   Prendo  atto  che c'è la possibilità di poterlo  fare  in  tempi
  certi  ferme  restando  le  giuste  prerogative  del  Parlamento.
  Pertanto, dopo avere avuto assicurazioni dal Parlamento, credo di
  potere ritirare la richiesta del voto di fiducia.

   PRESIDENTE.   Dovremmo   procedere  alla   votazione   sul   sub
  emendamento con alcuni emendamenti.


   Presidenza del presidente Lo Porto

   Presidenza del vicepresidente Fleres


                       Sull'ordine dei lavori

   FORGIONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
   Nel  frattempo gli uffici provvedano a numerare e fotocopiare  i
  subemendamenti testé presentati.

   FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non vorrei  che
  rimanesse   agli  atti  una  versione  poco  veritiera   e   poco
  corrispondente all'evoluzione della discussione e  del  confronto
  che c'è stato tra di noi in Aula. E non vorrei che la lettura che
  si  desse  di  questa  vicenda alla fine dell'esame  della  legge
  finanziaria,  rimanesse quella che ha qui esposto  il  Presidente
  della Regione.
   E  cioè  che  poiché il Presidente della Regione, apprezzato  il
  lavoro  dell'Aula,  ha minacciato la fiducia  per  accelerare  il
  raggiungimento  dell'obiettivo  che  è  quello  dell'approvazione
  della   legge  finanziaria,  avendo  verificato  che   ormai   le
  opposizioni non fanno la loro battaglia, ritira la fiducia perché
  c'è una sorte d'accordo di buon senso e si può andare avanti.
   Mi pare che così non è.

    CUFFARO   presidente della Regione. Non ho detto così.

   FORGIONE.  Se lei non l'ha detto, chiarisco a me stesso  cosa  è
  successo  invece. E' successo invece che c'è stata una  forzatura
  politica,  che questa forzatura politica in quest'Aula,  è  stata
  fermata  e  respinta,  che si è ristabilito  un  clima  politico,
  grazie ad una battaglia istituzionale qui condotta e, ristabilito
  il  clima  di una normale dialettica istituzionale, sgombrato  il
  campo  da una forzatura rappresentata dalla richiesta di  fiducia
  al Governo che ora viene ritirata, si può riprendere un confronto
  ed  una normale dialettica istituzionale. Questo lo  dobbiamo  al
  rigore  con  il  quale  ci siamo confrontati,  anche  aspramente,
  Presidente  Cuffaro, nelle ore passate, se no, non  si  capirebbe
  cosa è successo, non si capirebbe il senso della sua richiesta di
  fiducia,  non  si  capirebbe la nettezza  della  battaglia  delle
  opposizioni  in  quest'Aula, non si capirebbe il  senso  del  suo
  secondo  intervento che, per quanto mi riguarda, per i  contenuti
  da  lei  espressi, rimane istituzionalmente, per me e per la  mia
  visione  della dialettica parlamentare, inaccettabile. E  non  si
  capirebbe nemmeno perché riprendiamo il cammino di un confronto e
  di  una  battaglia parlamentare nella distinzione delle posizioni
  che  poteva non essere interrotto alle ore ventitre di  ieri,  ma
  che  per  una  volontà  e  per  un'arroganza  del  principio   di
  maggioranza, è stato interrotto e questo sì ha fatto perdere  una
  nottata intera a questo Parlamento.
   Poi  decideranno  gli osservatori le responsabilità,  i  cattivi
  consigli,  le  forzature politiche, però questo credo  necessario
  ristabilirlo, non solo per gli atti parlamentari, ma ristabilirlo
  perché l'opinione pubblica sappia cosa è successo in queste  ore,
  in questo Parlamento.

   SPEZIALE.  Faccio mio l'intervento dell'onorevole Forgione.  Per
  la prima volta concordo pienamente con l'onorevole Forgione.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, ritengo  opportuno  sospendere
  brevemente  per  consentire alla presidenza di  avere  tutti  gli
  emendamenti.

     (La seduta, sospesa alle ore 8.24, è ripresa alle ore 8.33)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Lo Porto

   Presidenza del vicepresidente Fleres


       Riprende la discussione congiunta dei disegni di legge
     «Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
    finanziario 2005 e bilancio pluriennale per il triennio 2005-
   2007» (923/A) e «Disposizioni programmatiche e finanziarie per
                        l'anno 2005» (924/A)

    PRESIDENTE   Comunico  che  sono stati  presentati  i  seguenti
  subemendamenti:

      -dal Governo: G3, G8, G26, G25
  -dall'onorevole Forgione: G22, G21
  -dall'onorevole Speziale: G19, G18, G1, G4, G5, G6, G9, G10,
  G11, G13, G14, G15, G16, G17, G20,
  -dall'onorevole Cintola: G7,
  -dall'onorevole  G2,
  -dagli onorevoli Fratello e altri: G12.

   Si passa all'emendamento G.3.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo  che
  un  po'  tutti gli emendamenti presentati, ma in particolar  modo
  l'emendamento   al  comma  1,  riguardano  norme  già   contenute
  nell'articolato del disegno di legge finanziaria che io considero
  fondanti del falso in bilancio che stiamo approvando.
   Questo   anche  per  una  ragione  immediata,  infatti  si   sta
  prevedendo di alienare o di valorizzazione i beni pubblici per un
  importo  di  centocinquanta milioni di euro,  somme  che  vengono
  iscritti  nel  bilancio della Regione come  entrate,  pur  avendo
  certezza che queste entrate non vi saranno.
   Inoltre,  c'è una seconda ragione: come già Totò - ma  non  Totò
  Cintola nè Totò Cuffaro bensì il Totò più famoso, il principe  De
  Curtis  -, il  Governo dei Totò  sta facendo la stessa operazione
  del  Totò  originale:  si vende la Fontana di  Trevi   In  questo
  articolo  si  vorrebbe prevedere che la Regione,  attraverso  una
  società di scopo, con partner da costituire autonomamente  o  con
  partner  privati, introdurrà nel mercato immobiliare, addirittura
  prevedendo  laddovè dovesse essere necessario anche modifiche  di
  destinazione d'uso, un patrimonio che non vi dovrebbe rientrare e
  che non fa parte del patrimonio della Regione.
   Stiamo  scrivendo  in questo articolo che metteremo  in  vendita
  beni  che non sono nostri, che sono di proprietà di altri Enti  e
  il  cui  ricavato lo iscriviamo come entrate nel  bilancio  della
  Regione.
   Questa   ritengo  che  sia  una  bella  operazione  di   finanza
  creativa    o  meglio   finanza  truffaldina .  Credo   sia   più
  appropriata  l'espressione  finanza truffaldina  in questo  caso,
  in  quanto vorrei far notare che non stiamo violando soltanto  un
  principio giuridico bensì stiamo violando il codice civile.
   Vorrei  ricordare  che  sia  gli ex  ospedali  che  gli  attuali
  ospedali dismessi costituiscono una delle priorità attraverso  le
  quali  dismettere  il  patrimonio di  edilizia  sanitaria.  Qesti
  immobili  fanno  parte  del bilancio patrimoniale  delle  Aziende
  sanitarie o ospedaliere e pertanto la Regione non può vendere  il
  patrimonio  delle Aziende sanitarie o ospedaliere ed inserire  il
  ricavato nelle entrate della Regione.
   C'è  anche  un'altra operazione che la dice  lunga  su  come  si
  vuole  governare  il problema delle finanze; ed  a  proposito  di
  questo  l'Assessore Cintola ha dichiarato in questi  giorni  che,
  quando  sarà  certo  che il Governo nazionale produrrà  un  minor
  gettito di entrate per circa 600 miliardi delle vecchie lire  per
  il  taglio  delle tasse, il problema delle minori  entrate  verrà
  risolto  stipulando  un  mutuo. In  questo  caso  stiamo  facendo
  un'altra  operazione, anch'essa per così dire   simpatica ,  cioè
  stiamo  prevedendo di dismettere i beni patrimoniali per  coprire
  una  parte  del  disavanzo delle Aziende sanitarie.  Pagheremo  i
  debiti  vendendoci  i   gioielli ,  cioè  il  nostro  patrimonio.
  Pensiamo, per esempio, all'Ospizio Marino di Palermo, che  è  una
  struttura il cui valore economico, oltre che storico è ...

    DINA   L'Ospizio Marino non è in vendita perché è in  attività.
  Fa parte della rete ospedaliera.

    CRACOLICI   Se,  come  lei sa, c'è un  dibattito  in  corso  su
  quella  struttura.  Non  si  sa quale  albergo  a  cinque  stelle
  dovrebbe nascere in quella struttura.
   Quindi   facciamo   un'altra  operazione,  prevediamo   che   il
  patrimonio  serva  a  ripianare le perdite.  Insomma  può  essere
  questo  un modo di affrontare i problemi sia della finanza  della
  Regione  che del disavanzo del sistema sanitario? Credo  sia  per
  davvero  una  norma capestro, una norma che devo dire,  onorevole
  Cintola, ho pure dubbi che reggerà, dinanzi al Commissario  dello
  Stato.  Perché,  le ripeto, siamo in presenza di  violazioni  del
  codice  civile  e  quindi come tale credo che sia  cosa  buona  e
  giusta  che quest'Aula abrogasse con l'emendamento che  da  me  è
  stato predisposto l'intero comma 1 dell'emendamento G1 bis.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo sull'emendamento G3?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE   Lo pongo in votazione. Chi è favorevole  si  alzi,
  chi è contrario resti seduto.

                          (Non è approvato)

   Comunico   che  è  stato  presentato  dall'onorevole   Cracolici
  l'emendamento G.8, al comma 2 di pagina 1, soppressivo. Il parere
  del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE   Lo pongo in votazione. Chi è favorevole  si  alzi,
  chi è contrario resti seduto.

                          (Non è approvato)

   Comunico   che   è  stato  presentato  dall'onorevole   Forgione
  l'emendamento G.22.

    FORGIONE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORGIONE  Il senso dell'emendamento è chiaro. Meno chiara è  la
  norma che qui si propone, cioè che in sede di prima utilizzazione
  dei  locali  ubicati a Catania dell'Amministrazione  regionale  è
  ubicata  un'unità  operativa dell'ufficio stampa  del  Presidente
  della  Regione alla quale è preposto un giornalista  dello stesso
  ufficio.
   Davvero   non   si  capisce:  un  ufficio  stampa  è   collegato
  direttamente alla struttura rispetto alla quale opera e cioè alla
  Presidenza  della  Regione. Qualcuno mi sa  spiegare  perché  noi
  dovremmo  distaccare  un  componente  dell'ufficio  stampa  della
  Presidenza  della Regione, che sta a Palermo e deve  operare  per
  promuovere  all'esterno l'attività del Presidente della  Regione,
  perché tra l'altro i singoli assessorati hanno uffici stampa  ben
  ampi  e  forniti,  perché lo dovremmo dislocare  a  Catania  dove
  dovrebbe operare via fax con l'ufficio stampa della sede centrale
  e  non si capisce qual è la funzione - parlo da giornalista anche
  -   del   decentramento  di  un  giornalista  fuori  dalla   sede
  dell'ufficio stampa stesso?

    CUFFARO  presidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CUFFARO   presidente della Regione. Signor  Presidente,  non  è
  difficile  motivarlo. L'onorevole Forgione forse non  sa  che  la
  Presidenza   della  Regione  ha  aperto  una  sede   a   Catania.
  L'onorevole  Forgione sa perfettamente, perché è un  giornalista,
  che   la  presenza  del  giornalista  non  solo  nella  sede   ma
  soprattutto  in  un una provincia nella circoscrizione  orientale
  perché  possa  seguire da vicino le iniziative del Governo  della
  Regione  è,  credo,  importante,  soprattutto  quando  questo  ci
  consente,  comandando il giornalista a Catania, di evitare  tutte
  le  volte che da Palermo lo dobbiamo mandare a Catania di tenerlo
  in missione.
   Quindi,   siccome  a  Palermo  ne  abbiamo  degli   altri,   c'è
  l'opportunità di mandarne uno nella nostra sede lì dove c'è,  tra
  le  altre  cose,  uno  dei giornali più  diffusi  in  Sicilia,  a
  Catania, che possa seguire lo sviluppo delle azioni di Governo da
  Catania  e  risparmiare  per di più perché  non  lo  mandiamo  in
  missione,  non capisco cosa ci sia di strano anche se questo  può
  incontrare  anche gli interessi del giornalista che  vuole  stare
  lì.
   Non  mi  pare che ci sia niente di strano: la Regione risparmia,
  il  giornalista ha i suoi vantaggi dal punto di vista  della  sua
  vita,  noi ci guadagniamo perché si trova dall'altra parte  della
  Sicilia, questa è la motivazione di questa norma.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo sull'emendamento G.22?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE   Lo pongo in votazione. Chi è favorevole  si  alzi,
  chi è contrario resti seduto.

                          (Non è approvato)

    GIANNOPOLO   Signor  Presidente, all'articolo  27  erano  stati
  presentati  alcuni emendamenti fra cui ce n'era uno  soppressivo.
  Io intendo riproporlo.

    PRESIDENTE   Onorevole  Giannopolo,  posso  discutere  soltanto
  sugli emendamenti che ho relativamente a questo maxi-emendamento.
   Il  fatto  che  stiamo  andando avanti nelle  pagine  a  cui  si
  riferiscono gli emendamenti non significa che le parti precedenti
  sono approvate, poi bisogna votarle.

    GIANNOPOLO  Va bene, è chiaro.

    PRESIDENTE  Si passa al sub-emendamento G26 che sostituisce  la
  parte  riguardante le associazioni dei cacciatori,  a  firma  del
  Governo. Il parere della Commissione?

    SAVONA   vice  presidente  della  Commissione  e  relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento G20.

    SPEZIALE  Non capisco come stiamo procedendo.

    PRESIDENTE   C'era  un  emendamento  relativo  ad  una   pagina
  precedente   e  stavamo  proseguendo  in  base  agli  emendamenti
  riferiti alle pagine.
   Onorevoli  colleghi, sto seguendo il blocco, ce n'era  solo  uno
  che era fuori blocco relativamente ad una pagina precedente.

    CRACOLICI    A   pagina  9  del  testo,  c'è   un   emendamento
  modificativo sulla parte del Comitato.

    PRESIDENTE   Ha  ragione, onorevole Cracolici, è  l'emendamento
  G17, sostitutivo.
   Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento G20. Il parere della Commissione?

    SAVONA   vice  presidente  della  Commissione  e  relatore   di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione.  Chi  è  contrario  resti
  seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento G19. Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione.
   Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento G7. Il parere della Commissione?

    SAVONA   vice  presidente  della  Commissione  e  relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento G18. Il parere della Commissione?

    SAVONA   vice  presidente  della  Commissione  e  relatore   di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione.
   Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento sostitutivo G25, a firma del Governo.
   Il parere della Commissione?

    SAVONA   vice  presidente  della  Commissione  e  relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento G1. Il parere della Commissione?

    SAVONA   vice  presidente  della  Commissione  e  relatore   di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Lo pongo in votazione.
   Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento G2.

    SPEZIALE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPEZIALE   Signor Presidente della Regione, mi  rivolgo  a  lei
  perché nella legge sulle variazioni di bilancio abbiamo esaminato
  la fattispecie di due ragazzi che erano morti annegati in seguito
  ad  una operazione di salvataggio e in quell'occasione, da  parte
  del governo, si era sostenuta l'idea di non applicare i commi  2,
  3, 4 e 5 della legge 20 ma di dare un ristoro economico.
   Con  la legge 15 abbiamo dato un ristoro economico  nella misura
  di 50 mila euro, di 25 mila euro, adesso non ricordo esattamente.
   Adesso  per la stessa fattispecie stiamo legiferando  nel  senso
  di  estendere i benefici della normativa antimafia che  oltre  al
  ristoro   economico   prevedono   l'assunzione   nella   pubblica
  amministrazione, se ci sono figli la possibilità di  mantenere  i
  figli agli studi, cioè ampliano la fascia di benefici.
   Allora  io  le chiedo, a questo punto, di fare una  norma  nella
  finanziaria  che  estenda questi benefici anche  a  quelli  della
  legge precedente perchè non possiamo avere due pesi e due misure.
   Per  cui  se permette io presento un sub emendamento  nel  quale
  estendo i benefici della legge 20 anche ai casi precedenti,  cioè
  a quelli che noi abbiamo individuato con la legge 15 nel 2004.

    PRESIDENTE    Onorevole   Speziale,   se   vuole   formalizzare
  l'emendamento. Si passa al G2, a firma del Governo.

    CUFFARO  presidente della Regione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CUFFARO   presidente  della Regione. Signor  Presidente,  viene
  allargato  in  quanto  c'è una persona che è  morta  vittima  del
  dovere mentre faceva questo lavoro.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO    Signor   Presidente,   a   seguito   dell'intervento
  dell'onorevole  Speziale  siccome nella legge  di  variazione  di
  bilancio avevamo istituito proprio per evitare che si continuasse
  a  perseguire una logica, come dire, quando si parla di  vittime,
  quando  si  parla di morti, io l'ho già ripetuto  in  Commissione
  Bilancio  e l'ho ripetuto in Aula, è sempre complicato, però  poi
  diventa  quasi mortificante perchè se oggi scriviamo il  nome  di
  una  persona  deceduta  probabilmente ne stiamo  dimenticando  un
  altro,  o  forse purtroppo in questo preciso istante c'è qualcuno
  che sta morendo e non è previsto in questa norma.
   A  fronte  proprio  di  questo malcostume,  Presidente,  avevamo
  istituito  per  legge  la medaglia d'oro al  valor  civile  della
  Regione  Siciliana.
   Ma  visto  e  considerato che l'intendimento del Governo  e  del
  Parlamento invece è quello di perseguire, questa logica  di  fare
  leggi  per la gente che muore io che sarebbe più corretto,  visto
  che per la medaglia d'oro al valor civile avevamo anche stanziato
  una  somma di 50 mila euro, di formalizzare il Governo stesso  un
  emendamento  che  abroghi l'istituzione della medaglia  d'oro  al
  valor  civile  perchè veramente diventa una cosa ridicola  perchè
  non ne vogliamo fare uso.
   E'  veramente mortificante perchè rischiamo magari  di  spendere
  50  mila euro per fare coniare questa medaglia d'oro e poi non la
  conferiremo  a nessuno perchè, ovviamente, ognuno è bravissimo  a
  ricordare  i  propri  defunti e a fare  questo  tipo  di  pratica
  legislativa estremamente gratificante ed edificante.

    PRESIDENTE   Pongo  in votazione l'emendamento  G.2  presentato
  dal Governo. Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento G.4. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente    della  Commissione  e  relatore  di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione.  Chi  è  contrario  resti
  seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento G.5. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della   Commissione  e   relatore  di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione.  Chi  è  contrario  resti
  seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento G.6. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA   vicepresidente  della    Commissione  e   relatore  di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione.  Chi  è  contrario  resti
  seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento G.21.

    FORGIONE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORGIONE   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  io  davvero
  questa norma non la capisco perché un istituto di studi politici,
  per  la sua rilevanza sociale, formativa è riconosciuto come ente
  di interesse regionale, dovrebbe formare la coscienza dei giovani
  siciliani e istruire conferenze, promuovere seminari, congressi e
  a  quanto pare, a meno che non vengo smentito, questo istituto S.
  Pio  V non ha sede neanche a Palermo e neanche in Sicilia. Io non
  capisco  perché  con  tutte  le strutture  formative  che  questa
  Regione  già  ha  e  paga, dal Cerisdi a  una  miriade  di  altre
  strutture preposte all'attività culturale e alla formazione,  tra
  l'altro,  lo vedete tutti voi onorevoli colleghi deputati,  siamo
  bombardati   quotidianamente  di  cartoncini   che   invitano   a
  conferenze  spesso fasulle, ma tutte strapagate con patrocino  di
  Regione, Provincia, Comuni, enti veri o enti finti, sigle vere  e
  sigle fasulle, ma tutte pagate con soldi pubblici perché dobbiamo
  aggiungere un ulteriore istituto, lo dovremmo riconoscere per  il
  valore  regionale in Sicilia, non avendo sede  in  Sicilia  ma  a
  Roma, io vorrei capire se è proprio un regalo obbligatorio che la
  nostra  Regione deve fare e che voi Governo dovete fare  in  nome
  del rigore e dei tagli, come ci ha detto l'onorevole Cintola,  se
  siamo  proprio obbligati a fare un ulteriore obbrobrio di  questo
  tipo  o  se  almeno questo ce lo possiamo risparmiare  visto  che
  abbiamo le nostre strutture culturali e i centri sono di tutti  i
  tipi  preposti  alle attività culturali, di tutte le  sensibilità
  politiche  e  di  tutte  le sensibilità  culturali,  regionali  e
  pararegionali.  Se dobbiamo farne un altro a  quale  fine  e  con
  quale  obiettivo e per l'interesse di chi. Quindi,  propongo  che
  questa  norma venga cancellata, mi guarda l'onorevole  Sammartino
  che  è  titolare di una scuola che non condivido nè nei programmi
  né per la sua ispirazione culturale, ma che almeno è in Sicilia e
  a Palermo.
   Non  capisco  perché  dobbiamo riconoscere  per  il  suo  valore
  regionale  una realtà che sta fuori dalla Sicilia. Se qualcuno  è
  in  grado di spiegarmelo, ritiro l'emendamento altrimenti  chiedo
  che  sia  messo in votazione e se mi consentite chiedo  anche  il
  voto segreto.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO    Signor   Presidente,  onorevoli   colleghi,   vorrei
  suggerire  alla Presidenza di modificare una parte dell'articolo,
  in  quanto  dopo  il punto in cui si dice:  l Istituto  di  studi
  politici  S.  Pio V, per la sua rilevanza sociale e formativa,  è
  riconosciuto  come ente di interesse regionale. ,  sembra  essere
  quasi  il  depliant  illustrativo  dell'Istituto  e  ciò  scritto
  all'interno di una legge, risulta un po' ridicolo.
   Sarebbe,  allora,  opportuno dopo il  punto,  saltare  tutto  il
  resto  e,  ritornare  a  strutture. , dove dice   l'Istituto,  in
  linea  con le finalità politiche... , ma il fatto che noi in  una
  legge  della  Regione,  mettiamo che  l'Istituto  si  propone  di
  sviluppare  nella  coscienza..., può  andare  bene  nel  depliant
  dell'Istituto, ma non in una legge della Regione.

    PRESIDENTE   Onorevole Presidente della Regione,  la  parte  di
  pagina  13,  riguardante l'Istituto S. Pio V,  dalle  parole   in
  particolare   alle  parole   svolta  è  improponibile.  Il  comma
  successivo,  riguardante gli oneri di urbanizzazione della  città
  di Palermo, è improponibile in quanto non di nostra competenza.
   Pongo in votazione l'emendamento G.21.

    CRACOLICI   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

    (Gli onorevoli Capodicasa, Crisafulli, Forgione, Giannopolo,
                              Micciché
         Panarello, Speziale e Zago appoggiano la richiesta)

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento G.21

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indìco   la  votazione   per   scrutinio   segreto
  dell'emendamento G.21.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti            57
   Votanti             56
   Maggioranza         29
   Favorevoli          24
   Contrari            32

                     (L'Assemblea non  approva)

   Si passa all'emendamento G.9. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE   Lo pongo in votazione. Chi è favorevole  si  alzi;
  chi è contrario resti seduto.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento G.10. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE   Lo pongo in votazione. Chi è favorevole  si  alzi;
  chi è contrario resti seduto.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento G.11. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE   Lo pongo in votazione. Chi è favorevole  si  alzi;
  chi è contrario resti seduto.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento G.13. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE   Lo pongo in votazione. Chi è favorevole  si  alzi;
  chi è contrario resti seduto.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento G.14. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE   Lo pongo in votazione. Chi è favorevole  si  alzi;
  chi è contrario resti seduto.

                          (Non è approvato)

   Si  passa  all'emendamento G.12.1, sostitutivo  dell'emendamento
  G.12. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento G.23? Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE  . Il parere della Commissione

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamentoG.15.  Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE   Lo pongo in votazione. Chi è favorevole  si  alzi;
  chi è contrario resti seduto.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento G.16.
   Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE   Lo pongo in votazione. Chi è favorevole  si  alzi;
  chi è contrario resti seduto.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento G.24, a firma dell'onorevole Tumino.

    TUMINO  Chiedo di parlare per illustrarlo.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    TUMINO    Signor   Presidente,   onorevoli   colleghi,   questo
  emendamento  vuole  abrogare la norma che  prevede  l'istituzione
  dell'Alto Commissariato per la Villa romana del Casale di  Piazza
  Armerina.
   E'  un  emendamento  importante, perché l'istituzione  dell'Alto
  Commissariato,  quindi di un Alto Commissario che si  assumerebbe
  tutte  le competenze della sovrintendenza del museo regionale  di
  Villa  romana  e le stesse competenze del direttore generale  dei
  beni  culturali  sarebbe, come dire, attribuire a  questa  figura
  tutto  un  ruolo  anche  privatistico  nella  gestione  dei  beni
  culturali,  sarebbe una rottura con il sistema di amministrazione
  dei   beni   culturali  in  Sicilia  e  creerebbe  un  precedente
  assolutamente  strano  ed  anche  pericoloso  perché  quello  che
  potrebbe  succedere  per  Villa  romana  si  potrebbe  estendere,
  analogamente, per gli altri siti della Regione siciliana.
   Qui,  non si tratta di valutare se l'onorevole Sgarbi è o non  è
  la  persona  adatta, - non entro nel merito -  entro  nel  merito
  dell'istituto che si vorrebbe andare a costituire che  credo  sia
  un istituto assolutamente rischioso e pericoloso per la Sicilia.
   Voglio  anche dire un'altra cosa. In merito a Villa  romana  c'è
  un  progetto  di  copertura  della villa  per  il  quale  c'è  un
  finanziamento di 18 milioni di euro e c'è anche, nell'ambito  del
  PIT  11 della zona sud di Enna, un intervento per la sistemazione
  delle aree esterne alla villa.
   Tutto  questo  verrebbe  ad  essere gestito  dal  Commissario  e
  oltretutto  ci  sarebbe  anche  il  rischio  di  perdere   questi
  finanziamenti, perché se venisse portata avanti l'idea del  bando
  di  progettazione  che  è  di per sé  un'idea  molto  valida,  si
  correrebbe  il  rischio  che i tempi di realizzazione  dell'opera
  diverrebbero  tempi assolutamente lunghi, anche non  prevedibili,
  in quanto nessuno può escludere la possibilità di ricorsi.
   Allora,  mi  permetto  di  chiedere  all'assessore  Pagano,   di
  esaminare la possibilità di non attuare un bando di progettazione
  e di affidare, così come è stato già fatto, al centro di restauro
  di   Palermo  l'incarico  della  progettazione  esecutiva   della
  copertura,  perché  il centro di restauro ha  già  presentato  il
  progetto di massima della copertura della villa.
   Questo   semplificherebbe  le  cose  e  sicuramente   renderebbe
  realizzabile l'opera in tempi brevi.
   In  merito  alla valutazione, se non ci sono difficoltà,  signor
  Presidente,  chiederei la votazione a scrutinio segreto.

    CRISAFULLI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.
   Onorevoli  colleghi, comunico che il Governo  ha  annunciato  la
  presentazione di un subemendamento.

    CRISAFULLI  Onorevole Pagano, ha presentato un subemendamento?

    PRESIDENTE  Onorevole Pagano, l'emendamento deve presentarlo  o
  il Presidente della Regione o l'assessore al bilancio come lei sa
  bene,  allora  si  consulti  con il Presidente  della  Regione  e
  l'assessore  al  bilancio  e poi faccia  sapere  alla  Presidenza
  qual'è la determinazione.
   Prego, onorevole Crisafulli.

   CRISAFULLI. Su che cosa parlo Presidente?

    PRESIDENTE  Sull'emendamento G.24, immagino

    CRISAFULLI  Signor Presidente, forse rinunzio.

    PRESIDENTE   Allora, assessore Pagano, la  invito,  intanto  ad
  illustrare quella che è la sua tesi, così si capisce  se  c'è  un
  orientamento favorevole o meno.

    PAGANO   assessore  per i beni culturali  ed  ambientali  e  la
  pubblica  istruzione. Il subemendamento che si  vuole  presentare
  attiene ad un elemento estremamente marginale nella forma,  nella
  sostanza  è  importante, leggo testualmente:  l'Alto  Commissario
  avvalendosi  direttamente degli uffici  della  Soprintendenza  di
  Enna, nonché degli altri uffici interessati anche appartenenti ad
  amministrazioni  locali .  Sto  preparando  un  emendamento   per
  cassare il  nonchè degli altri uffici interessati , quindi  è  in
  relazione  soltanto ad un aspetto dei poteri legati allo  stesso,
  ma per il resto l'emendamento rimane valido.

    CRISAFULLI  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  l'onorevole
  Pagano è sempre in condizione di mettermi sulla strada giusta.
   Ritengo utile un attimo di attenzione perché questa ipotesi  che
  è  stata formulata da parte del Governo, in quanto tale, potrebbe
  non  essere un problema. Cosa vuol fare il Governo? Tenta di dare
  una  risposta,  se  non ho capito male, ad una  necessità  che  è
  quella  di far sì che uno dei monumenti più belli che la  Sicilia
  ha,  che  è la Villa romana del casale, venga messo in condizione
  di  essere  protetto  con  una nuova copertura,  utilizzando  una
  scelta  che  è quella di istituire un Alto Commissariato  che  ha
  poteri straordinari.
   Il  Governo  aveva  provveduto, attraverso  un  decreto  ed  una
  delibera  di  Giunta, a fare questo percorso  e  noi  ci  eravamo
  trovati  in  una  situazione in cui un atto, che  per  quanto  mi
  riguarda è illegittimo - sia il decreto che la delibera di Giunta
  -,  ha  messo in condizione di non essere attivato un  intervento
  finanziario   di   18  milioni  di  euro  e  di  non   assicurare
  l'intervento di protezione rispetto a questo monumento.
   Signor  Presidente  della Regione, sono dell'opinione  che  noi,
  oggi,  possiamo  attivare  le  strutture  amministrative  che  la
  Regione  ha a disposizione, ma in ogni caso l'unica cosa che  non
  possiamo  fare  è  quella  di demandare ad  improbabili  concorsi
  internazionali  di progettazione l'individuazione  delle  ipotesi
  progettuali per proteggere il monumento che comporterebbero 8, 9,
  10 mesi per la definizione delle proposte e poi la commissione  e
  poi bisogna vedere se tutto va bene, se non ci sono impugnative o
  interventi diversi.
   Noi   abbiamo  la  necessità  e  l'urgenza  di  garantire   quel
  monumento.   L'ipotesi  che  fa  il  Governo  è  un'ipotesi   che
  sicuramente accelera ma che mortifica la struttura amministrativa
  della Regione.
   Io  non  credo  che  la  Regione non  abbia  la  professionalità
  necessaria  al  suo  interno,  credo che  queste  professionalità
  possano  essere  valorizzate, a fianco di queste  professionalità
  possono  essere poste consulenze di valore che possono consentire
  di  fare  l'intervento  e credo che tutto  ciò  debba  rientrare,
  comunque, nella logica della velocizzazione  dell'intervento.
   Rispetto  a  questo, se l'assessore ci rassicura sul  fatto  che
  non  si  farà  un concorso internazionale, potremmo  prendere  in
  considerazione le ipotesi più operative e funzionali.

    PRESIDENTE    Pongo in votazione l'emendamento  G.24,  a  firma
  dell'onorevole Tumino.

    CRACOLICI   Chiedo  che  la  votazione  avvenga  per  scrutinio
  segreto.

   (Gli  onorevoli  Capodicasa,  Crisafulli,  Gurrieri,  Panarello,
  Papania, Speziale, Tumino e Zago appoggiano la richiesta)

        Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento G.24

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indìco   la  votazione   per   scrutinio   segreto
  dell'emendamento G.24.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  60
   Maggioranza         31
   Favorevoli          28
   Contrari            32

                      (L'Assemblea non approva)

   Pongo in votazione il subemendamento del Governo.
   Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi é favorevole resti seduto; chi é contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Si   passa   all'emendamento  G.27,   a   firma   dell'onorevole
  Giannopolo.

    GIANNOPOLO  Chiedo di parlare per illustrarlo.

    PRESIDENTE   Onorevole Giannopolo, la Presidenza  registra  che
  sullo stesso tema ci sono tre emendamenti e precisamente il G.27,
  il G28 e il G.29. Ha facoltà di parlare.

    GIANNOPOLO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  giudico
  sbagliata  questa scelta che si sta facendo per varare un  regime
  tariffario  regionale. Il regime tariffario  andrebbe  rapportato
  non  al costo del servizio determinato dagli investimenti  che  i
  privati     stanno    facendo   per    la    realizzazione    dei
  termovalorizzatori,  ma  andrebbe rapportato  ai  veri  costi  di
  gestione sul territorio.
   La   proposta  del  Governo  prevede  che  le  società  d'ambito
  propongano una tariffa determinata dal Presidente della  Regione.
  Le  società d'ambito, sulla base di quella tariffa determinata  a
  livello  regionale, versano all'assessorato,  alla  Regione  che,
  poi, ridistribuisce a sua volta a favore dei concessionari e  dei
  servizi con un fondo di perequazione, tra un ambito e l'altro.
   Sono   convinto  che  ciò  produrrà  un  impatto,  che  produrrà
  problemi  di  gestione in tutta questa vicenda.  Gli  emendamenti
  che,  pertanto,  ho  presentato  sono  uno  soppressivo,  ed   in
  subordine,  prego  il  Presidente della Regione,  il  Governo  di
  prenderli  in  seria  considerazione,  in  quanto  prevedono   la
  possibilità  di istituire una tariffa per fasce in ragione  della
  precarietà reddituale dei cittadini e non in ragione del  reddito
  tout-court.  Bisogna  considerare il fatto  che  la  tariffa  che
  dovrebbe  risultare da una media ponderata, di per  sé  sarà  una
  tariffa anche elevata.
   L'altro  emendamento tende a dare la possibilità  nella  stesura
  dei  contratti di servizio e delle convenzioni tra i comuni e  le
  società  d'ambito  della riassunzione in  caso  di  riduzione  di
  organico del personale delle società presso i comuni da cui  sono
  partiti questi dipendenti.
   Vorrei  attenzionare  questa questione in  maniera  adeguata  al
  Governo  perché  si  stanno  registrando  delle  difficoltà   nel
  garantire  questo  transito  di personale  che,  giustamente,  in
  assenza  di  una  certezza  di  prospettiva  è  in  qualche  modo
  recalcitrante  nell'accettare questo  transito  dal  comune  alla
  società d'ambito.
   L'inserire   una   clausola   di   salvaguardia   del    livello
  occupazionale  per cui, in caso di riduzione di  organico,  molto
  possibile  perché  il  sistema  di raccolta  di  smaltimento  dei
  rifiuti  è  un  sistema  ad  alta suscettibilità  di  innovazione
  tecnologica  e quindi di riduzione di mano d'opera  nei  prossimi
  quattro,   cinque   anni,  credo   sia  una  cosa   assolutamente
  ragionevole  ed  è  per  questo  che  invito  il  Parlamento   ad
  apprezzare positivamente soprattutto gli emendamenti G.27 e G.29.

    MICCICHE'  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE    Onorevoli   colleghi,  l'onorevole   Miccichè   è
  firmatario anche del subemendamento all'emendamento 29, il  29.1,
  che prevede la precedenza per i dipendenti invalidi nel passaggio
  da  una  azienda  all'altra. Onorevole Micciché,  ha  facoltà  di
  parlare.

    MICCICHE'   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  condivido
  quanto  detto  dall'onorevole Giannopolo.  Intervengo  perché  ho
  presentato  un subemendamento al subemendamento. Dopo  le  parole
   dipendenti transitati  chiedo di inserire  dipendenti  dando  la
  precedenza  ai  dipendenti  con  invalidità  civile   e  dovremmo
  aggiungere anche invalidità sul lavoro, perché sappiamo benissimo
  che  un  lavoro come quello dell'operatore ecologico comporta  un
  grado  d'usura maggiore rispetto ad altri lavori dei comuni.  Con
  questo  subemendamento, si potrebbe garantire una maggiore tutela
  ai  lavoratori delle categorie protette, invalidi  civili  e  del
  lavoro.  Io credo che questo potrebbe essere accolto, perché  non
  comporta spesa .

    CUFFARO   presidente  della  Regione.  Onorevole  Miccichè   le
  chiedo scusa ma gradirei ulteriori spiegazioni.

    MICCICHE'   L'onorevole Giannopolo ha presentato un emendamento
  al  quale  propongo  di  inserire la  seguente  frase:  dando  la
  precedenza  ai  dipendenti con invalidità  civile  e  di  lavoro,
  perché  evidentemente  non tutti possono  transitare;  transitano
  quelli  che  sono in esubero e se c'è un'esigenza  da  parte  del
  comune,  però bisogna dare la precedenza ai lavoratori che  hanno
  questo   tipo   di   handicap,  cioè  alle   categorie   protette
  rappresentate dagli invalidi civili e del lavoro.

    PRESIDENTE    Onorevole  Micciché,  nell'emendamento   da   lei
  presentato si fa riferimento soltanto agli invalidi civili.

    MICCICHE'  Sono intervenuto per dire  anche del lavoro .

    PRESIDENTE    Gli   Uffici  prendano  nota  che   l'emendamento
  s'intende completato con  invalidità civile e del lavoro .

    MICCICHE'   Mi  riferisco soltanto a queste due  categorie  che
  subiscono un'usura...

    PRESIDENTE   Onorevole  Micciché, la  voglio  aiutare,  anziché
  scrivere   con  invalidità civile o del lavoro , scriviamo   alle
  categorie protette  nel loro insieme.

    MICCICHE'  Va bene.

    PRESIDENTE   Allora  s'intende  ai  dipendenti  appartenenti  a
  categorie protette .
   Gli Uffici ne prendano nota. Così resta stabilito.
   Pongo    in   votazione   l'emendamento   G.28,   dell'onorevole
  Giannopolo. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi  è favorevole si alzi; chi è  contrario  resti
  seduto.

                          (Non è approvato)

    PRESIDENTE   Si  passa all'emendamento  G  27.  Il  parere  del
  Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE   Lo pongo in votazione. Chi è favorevole  si  alzi;
  chi è contrario resti seduto.

                          (Non è approvato)

    PRESIDENTE   Si passa al subemendamento G 29.1. Il  parere  del
  Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE   Si  passa all'emendamento  G  29.  Il  parere  del
  Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    CRACOLICI  C'è un emendamento che non è stato distribuito.

    PRESIDENTE   Sono gli ultimi due emendamenti in possesso  della
  Presidenza:  il G.30 e il G.31 e poi ci sono quelli a  firma  del
  Governo.

    CUFFARO    presidente   della   Regione.   Signor   Presidente,
  l'onorevole Cracolici cerca un emendamento il cui testo  dovrebbe
  essere ancora distribuito.

    PRESIDENTE  Allora il G.30  estensivo dei benefici della  legge
  antimafia ai cittadini individuati dalla legge 15 del 2004 .

    CUFFARO   presidente  della  Regione.  Signor  Presidente,   le
  consegno l'ultimo foglio con le tabelle allegate e aggiornate.

    PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, si passa all'emendamento  G.30
  che   prevede   l'estensione  dei  benefici  citati  nell'attuale
  maxiemendamento ai cittadini individuati nella legge 15 del 2004.
  Si  tratta  della  legge antimafia in favore dei familiari  delle
  vittime, quelli previsti erano due. Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    PRESIDENTE  Si passa all'emendamento G.31.

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo  che  il
  G.31  sia da dichiarare inammissibile in quanto tutta la  materia
  trattata  da  questo  emendamento è già stata  regolamentata  con
  decreto  dell'Assessore per il territorio e l'ambiente  e  quindi
  non possiamo intervenire per legge modificando un regolamento che
  è  vigente  in Sicilia e che per altro fa riferimento ad  energia
  alternativa ed è regolamentato con leggi dello Stato sulla  quale
  non possiamo intervenire.

    GIANNOPOLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

   GIANNOPOLO   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  siamo  in
  presenza,  negli ultimi anni, forse nell'ultimo anno e mezzo,  di
  un'esplosione,   in   Sicilia,  di  progettualità   inerenti   la
  realizzazione di impianti eolici.
   Tale  questione  sta ponendo seri problemi di  gestione,  poiché
  c'è  anche di tutto: ci sono cose serie, ci sono anche cose  poco
  serie,  ci  sono cose che mirano a ben altro piuttosto  che  alla
  produzione di energia alternativa.
   Si   stanno   riscontrando  problemi  di   gestione,   per   una
  forestazione  della  Sicilia  di  impianti  eolici   che   stanno
  determinando effettivamente qualche problema sul paesaggio.
   Vi  voglio portare a conoscenza dei problemi che causano  questo
  fenomeno.
   Non  esiste  il piano energetico regionale, ancorché  presentato
  una  bozza, non esiste una programmazione in termini di mega watt
  da  assentire  nel nostro territorio, di energia  alternativa  da
  immettere   nella  rete,  in  ragione  della  quale    si   possa
  programmare  anche  la  stessa  autorizzazione  all'installazione
  degli impianti medesimi.
   Siamo  in  presenza  di  un liberismo e di  un'anarchia  la  più
  totale.  Siamo in presenza di un decreto emanato dall'Assessorato
  regionale  Territorio  e ambiente che individua  dei  criteri  di
  massima

    ACIERNO  Onorevole Giannopolo, mi permetto di interromperla  in
  quanto  sono  componente del CRTA, ed ho seguito  attentamente  i
  lavori in Commisione.

    GIANNOPOLO   Onorevole  Acierno, io  ho  studiato  la  tematica
  forse più di lei, mi consenta, perché mi sono assunto anche delle
  responsabilità di firma, non solo di chiacchiera.
     Esiste  un  decreto  dell'Assessorato regionale  Territorio  e
  ambiente dell'ottobre 2003 molto generico, che individua in linea
  di  massima quali sono le procedure autorizzative, quali  sono  i
  criteri,  le  distanze,  quali sono  le  aree,  ma  non  le  aree
  segnatamente  individuate. Laddove c'è  per  esempio  il  vincolo
  paesaggistico viene richiesto  il parere della Sovrintendenza.
   Accade  che, faccio l'esempio della provincia di Palermo,  quasi
  la  metà  del  territorio della provincia di Palermo è  vincolato
  paesaggisticamente. Ebbene, nella provincia di Palermo sono stati
  presentati progetti per 60 impianti che da soli realizzano  tutta
  la  produzione  assegnata  alla  Regione  siciliana.  La  Regione
  siciliana,  secondo le progettualità presentate, supera  di  gran
  lunga   quella   assegnata  a  livello  nazionale  alla   Regione
  siciliana.
   Quindi siamo in presenza dell'anarchia più totale.
   Allora,  in  presenza di questo, giustamente  le  Sovrintendenze
  hanno  ormai  assunto  l'orientamento  in  sede  di  Osservatorio
  regionale del paesaggio, di negare il parere a tutti gli impianti
  che sono realizzati in zona vincolata paesaggisticamente.
   Dico  non  a  torto ma a ragione. Perché se non c'è a  monte  un
  criterio,  è  chiaro  che  non si può consentire  che  il  nostro
  paesaggio venga inondato, venga invaso  di tutto questo.
   Con  il  mio emendamento tendo a risolvere la delicata questione
  con  il coinvolgimento, in assenza del Piano energetico regionale
  che  individui le quantità, dell'Assessore regionale per  i  beni
  culturali dell''Assessore per l'industria, dell'Assessore per  il
  territorio  e  l'Ambiente, sentito l'Osservatorio  regionale  del
  paesaggio, affinchè  individuino quali sono i siti dove  è  fatto
  assoluto  divieto, e non riferendoci solo ai parchi e le  riserve
  che sono piccola parte del territorio della Regione siciliana, ma
  anche   le   altre  zone  particolarmente  pregiate,  sul   piano
  paesaggistico, dove non vadano realizzati impianti eolici.  Nelle
  altre zone si possono assentire gli impianti, si può assentire la
  realizzazione degli impianti in ragione anche appunto  di  questa
  produzione, di questo fabbisogno energetico.
   Questo  lo dico perché, pur essendo molto favorevole all'energia
  alternativa, dobbiamo sapere che si sta sviluppando  un  business
  che non è a favore dell'energia alternativa, ma a favore dei vari
  comitati  d'affare  che  si  stanno  creando  attorno  a   questo
  problema.
   Avevo  proposto,  lo dico all'assessore per  il  bilancio  e  le
  finanze,  onorevole   Cintola, una norma programmatica  che  dava
  possibilità alla Regione di istituire il tributo sulla produzione
  di  energia eolica,  produzione di energia elettrica che trae  da
  una  risorsa naturale, poiché sono convintissimo che  i  guadagni
  nella produzione, allo stato attuale, sono notevolissimi.
     La  Regione  può  benissimo concedere lo sfruttamento  di  una
  risorsa  che  può determinare un gettito, con delle compensazioni
  ulteriori da riversare ai  Comuni che devono sopportare costi  in
  termini paesaggistici.
   Invito,  pertanto,  l'Assessore regionale ai beni  culturali  ad
  individuare, le zone su cartografia, da 1 a 25 mila,  quali  sono
  le  zone  dove ha fatto assoluto divieto e dove; per il  resto  è
  possibile  assentire la realizzazione di impianti  eolici,  fermo
  restando,  anche,  la  documentazione che deve  essere  prodotta,
  fissata con il decreto ministeriale dell'ottobre 2003.

    GURRIERI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GURRIERI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo  a
  sostegno  dell'emendamento presentato dall'onorevole  Giannopolo,
  perché quanto  detto dal collega coincide con il fenomeno che  si
  sta  verificando  anche nella provincia  di  Ragusa  che  ha  gli
  aspetti dello scandalo vero e proprio.
   Perché  vero  è  che la Regione siciliana ha poteri  sostitutivi
  nei  confronti  dei Comuni però, in atto, nel dibattito  politico
  che  sta  avvenendo all'interno del Consiglio comunale di Ragusa,
  ci  sono  consiglieri comunali molto sensibili a dire  un  parere
  positivo  per quanto riguarda questo tipo di energia,  cosiddetta
  pulita, che poi pulita non è se l'intervento viene fatto  in  una
  zona di interesse paesaggistico straordinario.
   E  allora,  se  la Regione siciliana finanzia attraverso  i  PIT
  decine  e decine di miliardi di vecchie lire per progetti  inter-
  comunali   tra  l'Altopiano  ragusano  e  i  comuni  montani   di
  Monterosso,   Giarratano  e  Chiaramonte,  si   contraddice   con
  l'autorizzazione  ad installare 95 pali con un altezza  superiore
  ai  100  metri, ad appena  800 metri da un sito posto  a  vincolo
  paesaggistico.   Praticamente  c'è  anche  un   metodo   un   po'
  straordinario  e negativo di fare desistere gli allevatori  della
  zona  a continuare l'attività di fabbricazione di prodotto D.O.C.
  che  è   il  caciocavallo  ragusano.  Forse  c'è  la  volontà  di
  chiudere  quelle aziende, e proprio a  130 aziende che  insistono
  in  quella  zona  si promettono  compensi di durata  trentennale,
  affinchè sloggino.
   E  allora  bisogna  darsi una politica seria in  questa  Regione
  siciliana,  soprattutto  nelle  zone  che  hanno  una   vocazione
  turistica.
   Dobbiamo   salvaguardare  le  specificità;  nel  caso  specifico
  l'Altopiano  ragusano  ha  una particolare  tipologia  che  viene
  invidiata da chi ne resta affascinato dalla bellezza:  i  muri  a
  secco, e l'operosità di chi  lavora in campagna e  non smette  di
  lavorare  ad una certa ora ma continua fino a tarda sera  creando
  ulteriore sviluppo socio-economico.
   Allora   io  condivido  l'iniziativa  dell'onorevole  Giannopolo
  quella  di  bloccare e regolamentare la materia prima  di  creare
  danni irreversibili perché, ripeto, lasciare anche questo tipo di
  decisione  ai  Consigli  comunali è un  elemento  di  corruzione,
  perché le aziende che stanno investendo sull'eolico hanno bisogno
  di creare quel tipo di attività.
   Esiste  una energia altrettanto  pulita forse ancor di  più,  le
  centrali  fotovoltaiche - come quella di  Adrano -  attività  che
  non  trasforma  e non determina situazioni di trasformazione  del
  micro-clima,  perché quando c'è questo tipo di attività  con  100
  pali  che  vengono  sistemati in 13 chilometri di  territorio  si
  determina un'alterazione del micro-clima.
   Certo non determina un fatto di alterazione delle piogge, ma  si
  determina    un'alterazione del microclima, con la trasformazione
  della    vegetazione   e   quindi  si   trasforma   quell'habitat
  particolare che ha quel territorio.
   Quindi,  Presidente, capisco che la stanchezza ci ha preso,  che
  abbiamo  altri  problemi  da risolvere   stamattina,   ma  questo
  argomento necessita di un approfondimento.
   Quindi  assessore  Cascio lei che proviene da  un'esperienza  di
  assessore  al  turismo  si faccia carico  anche  lei,  nella  sua
  qualità  di  assessore al territorio, di mettere un  punto  fermo
  valutando i criteri per scrivere  una normativa adeguata.
   Io  mi  auguro che anche l'Assessore all'agricoltura che è della
  provincia  di  Ragusa,   l'onorevole Leontini,   potrebbe  essere
  nelle  condizioni di potere smentirmi se alcune cose da me  dette
  sono false o corrispondono alla realtà.

    TURANO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    TURANO    Signor   Presidente,  io  vorrei  per   certi   versi
  illustrare qual è il mio pensiero sul punto, perchè sono affinchè
  l'emendamento non venga assolutamente approvato e non  sono  solo
  un fumus di presunte violazioni.
   La  Commissione  attività produttive si  è  occupata  di  questo
  problema  e  l'unica lacuna  che bisogna evidenziare è  che  allo
  stato, ancora l'assessorato all'industria, non ha varato il piano
  energetico regionale.
   Questa  è  una  lacuna che secondo me la Regione deve  risolvere
  tempestivamente.
   Pur    tuttavia,    l'ex   assessore   Noè,   il    predecessore
  dell'onorevole D'Aquino, si è preoccupato di chiedere  un  parere
  all'Ufficio  Legislativo  e  Legale  che,  nonostante   richiesto
  dall'Assessorato   all'industria   è   stato   notificato   anche
  all'Assessorato ai beni culturali, all'Assessorato del territorio
  e  dell'ambiente ed all'assessorato ai lavori pubblici, che  sono
  organi   che   comunque   intervengono   nella   emanazione   del
  provvedimento  che  riguarda  la  gestione  di  questi  tipi   di
  attività.
   Ebbene,  nel  parere, non solo, sono citate le norme  nazionali,
  ahimè,  non  ne conosco la numerazione, che evidenziano  come  il
  mercato  dell'energia si sia aperto ai privati, ma  vengono  pure
  previste le quote per la Regione stessa.
   Quote  che  allo Stato sono rispettate per un decimo, nel  senso
  che  in Sicilia possono utilizzarsi impianti per 1200-1300  circa
  chilovattori, e soltanto 100 ne sono stati utilizzati.
   Questa  è la ragione per la quale dichiaro il mio voto contrario
  e  spero  anzi  che  si  accelerino gli iter  procedimentali  per
  l'approvazione dei progetti.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Contrario.

    PRESIDENTE  Il parere della Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Contrario.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione.  Chi  è  contrario  resti
  seduto; chi è favorevole si alzi.

                          (Non è approvato)

   Onorevoli  colleghi, la Presidenza non accetta più  nessun  tipo
  di  emendamento, altrimenti non sarà nelle condizioni  di  potere
  governare l'Aula.
   Comunico che sono stati presentati  3 emendamenti:

   emendamento  G33.1 dell'onorevole Cracolici;
   emendamento   G33.2 dell'onorevole Cuffaro;
   emendamento  G34 degli onorevoli  Formica ed altri.

    Pongo in votazione l'emendamento G33.1. Il parere del Governo?

    CRACOLICI  Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Io ho presentato questo emendamento  che  cassa  il
  testo predisposto dal Governo perché rischiamo di trasformare una
  norma,  che aveva come obiettivo quello di acquisire nel  sistema
  sanitario  pubblico,  professionalità  anche  con  contratti  che
  prescindevano  le  procedure  concorsuali,  per  la  nomina   dei
  primari,  ma  che  si riferivano evidentemente a  professionalità
  riconosciute  e  di  rilievo, determinando invece  un  principio,
  contenuto  nel famoso decreto Bindi, che adottiamo, il famoso  15
  septies  che  consente, appunto, contratti  a  intuito  personae,
  anche  per  i dipendenti interni della singola azienda sanitaria.
  Cioè,  , introduciamo un meccanismo in cui stabiliamo che non  si
  faranno  più  ,  concorsi. E che la nomina  dei  primari  avverrà
  esclusivamente col 15 septies.  Lo considero un errore culturale,
  un  errore  sulle  modalità di selezione e di reclutamento  delle
  professionalità  nel sistema sanitario, pertanto chiedo  all'Aula
  di  accogliere l'emendamento che cassa il quarto comma e   chiedo
  che venga effettuata la votazione per  scrutinio segreto.

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi,  pongo   in   votazione   il
  subemendamento  G33. 1.

   (Gli  onorevoli  Forgione,  Papania,  Mancuso,  Miccichè,  Oddo,
  Ortisi,  Speziale e Zago si associano alla richiesta)

       Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento G33.1

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indìco   la  votazione   per   scrutinio   segreto
  dell'emendamento G33.1.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  segreto:

   Presenti e votanti  58
   Maggioranza         30
   Favorevoli          32
   Contrari            26

                        (L'Assemblea approva)

   Si passa all'emendamento G33.2. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento G33.3. Il parere della Commissione?

   SAVONA,    vicepresidente   della   Commissione   e    relatore.
  Favorevole.

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  passa all'emendamento G33, come modificato. Il parere  della
  Commissione?

    SAVONA    vicepresidente  della  Commissione  e   relatore   di
  maggioranza. Favorevole

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento G.34.  Il parere della Commissione?

   SAVONA,     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE  Il parere del Governo?

    CUFFARO  presidente della Regione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

     Pongo in votazione l'emendamento del Governo G1bis nel testo
  risultante. Il parere della Commissione?

    SAVONA     vicepresidente   della   Commissione   e   relatore.
  Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo   in   votazione  la  delega  alla   Presidenza   per   il
  coordinamento  formale del disegno di legge  numero  924.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvata)


   Presidenza del presidente Lo Porto

   Presidenza del vicepresidente Fleres


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
     «Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2005»
                               (924/A)

    PRESIDENTE   Si  passa  alla  votazione  finale  per  scrutinio
  nominale  del  disegno  di legge «Disposizioni  programmatiche  e
  finanziarie per l'anno 2005» (924/A).
   Indìco  la  votazione  per  scrutinio  nominale.  Chiarisco   il
  significato  del voto: chi vota sì preme il pulsante  verde;  chi
  vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il pulsante
  bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  59
   Maggioranza         30
   Favorevoli          44
   Contrari            15

                        (L'Assemblea approva)

   Onorevoli  colleghi, comunico che vi sarà una breve  sospensione
  della  seduta per consentire alla Giunta di approvare il  disegno
  di  legge  relativo alla nota di variazioni di  bilancio  e  alla
  Commissione Bilancio di fare altrettanto, quindi si ritornerà  in
  Aula.
   Sospendo pertanto la seduta.

    (la seduta, sospesa alle ore 9.53, è ripresa alle ore 10.00)

   La seduta è ripresa.


   Presidenza del presidente Lo Porto

   Presidenza del vicepresidente Fleres


    PRESIDENTE   Comunico  che  sono stati  presentati  i  seguenti
  ordini del giorno:

   N.  438   Provvedimenti perché le disposizioni  della  circolare
  assessoriale  n.  18  del 2004 in materia  di  parità  scolastica
  valgano a far data dall'anno scolastico 2004-2005  dell'onorevole
  Lo Curto;

   N.  439  Divieto di accesso per i minorenni nelle aree riservate
  ove  si  esercita l'attività venatoria , degli onorevoli Villari,
  Speziale,  Papania, Baldari, Genovese, Leanza Nicola,  Panarello,
  Ortisi ed altri;

   N.  452  Costituzione di una Commissione parlamentare d'indagine
  e  di studio sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza e sullo
  sfruttamento  del  lavoro minorile e di quello  illegale ,  degli
  onorevoli  Villari, Giannopolo, Speziale, Cracolici,  Capodicasa,
  Crisafulli ed altri;

   N.  474   Provvidenze  per  il  settore  agricolo  siciliano  in
  difficoltà , dell'onorevole Miccichè;

   N.  475   Richiesta  al Governo nazionale  di  allargamento  dei
  flussi di ingresso dei lavoratori stagionali extracomunitari  per
  la Regione siciliana , degli onorevoli Papania, Ortisi, Galletti,
  Manzullo, Spampinato e Vitrano;

   N.  476  Erogazione delle indennità spettanti al personale degli
  enti di cui alla legge regionale n. 24 del 1976 , degli onorevoli
  Papania, Ortisi, Galletti, Manzullo, Spampinato e Vitrano;

   N.  477  Sollecita definizione di una iniziativa legislativa  in
  materia  di  determinazione e dotazione organica del Dipartimento
  della  Protezione  civile , degli onorevoli  Villari,  Cristaudo,
  Panarello, Miccichè, Mancuso, Baldari, Oddo, Giannopolo ed altri;

   N.    478    Iniziative   utili   per   evitare   l'approvazione
  dell'emendamento  21 bis del disegno di legge  finanziaria  2005
  del  Governo nazionale, in relazione alla grave crisi del settore
  agricolo in Sicilia , degli onorevoli Sbona, Acanto, Basile;

   N.  479   Interventi per consentire il pagamento agli  artigiani
  delle somme di cui agli articoli 43 e 47 della legge regionale n.
  3  del  1986 , degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici,
  Baldari, Beninati, Mercadante;

   N.  480   Specifiche in merito alla legge regionale  n.  16  del
  1999 ,   degli  onorevoli  Fleres,  Catania  Giuseppe,   Maurici,
  Baldari, Mercadante;

   N.  481   Iniziative  per  l'inserimento dell'allevamento  delle
  carni  di  struzzo  nelle  misure  previste  dal  complemento  di
  programmazione ,   degli  onorevoli  Fleres,  Catania   Giuseppe,
  Maurici, Baldari;

   N.  482   Interventi  nel settore agricolo e zootecnico ,  degli
  onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici, Baldari, Mercadante;

   N.  483   Iniziative  al  fine  di tutelare  gli  interessi  dei
  lavoratori  della Keller e quelli di tutta l'economia siciliana ,
  degli onorevoli Miccichè, Ferro, Morinello, Raiti;

   N.  484   Corsia  preferenziale del personale  che  ha  maturato
  esperienza nel campo della gestione integrata dei rifiuti,  della
  tutela  delle  acque e della protezione ambientale, nella  pianta
  organica  predisposta dall'ARPA e dall'Assessorato  Territorio  e
  ambiente ,   degli   onorevoli  Villari,   Mancuso,   Giannopolo,
  Crisafulli,  Mercadante,  Liotta,  Barbagallo,  Papania,  Acanto,
  Ioppolo ed altri;

   N.   485   Moratoria  sulle  autorizzazioni  concernenti   nuovi
  impianti eolici , degli onorevoli Zago, De Benedictis, Speziale;

   N.  486  Previsione di apposito strumento nel bilancio regionale
  circa  il  Progetto Nuove Generazioni' , degli onorevoli Papania,
  Catania Giuseppe, Maurici, Turano, Fratello, Vitrano;

   N.  487   Trasformazione  a  tempo indeterminato  dei  contratti
  stipulati  e  più volte prorogati con il personale  di  cui  alla
  legge  regionale  n.  25  del 1993, dipendente  dalla  Protezione
  civile ,  degli  onorevoli  Dina,  Gurrieri,  Beninati,   Savona,
  Mercadante,  Catania  Giuseppe, Virzì, Leanza  Edoardo,  Formica,
  Zangara ed altri;

   N.  488   Destinazione  di adeguati fondi  per  concorrere  alle
  spese di avviamento del Servizio telefonico nazionale 114 -  sede
  unica di Palermo , dell'onorevole Formica;

   N.  489   Proseguimento del rapporto di collaborazione  con  gli
  operatori  del  settore  dell'emergenza rifiuti ,  dell'onorevole
  Ardizzone;

   N.  490   Tutela degli attuali livelli occupazionali del settore
  bancario  siciliano  facente capo a Capitalia ,  degli  onorevoli
  Virzì, Formica, Ioppolo, Infurna, Neri;

   N.  491   Proroga del decreto relativo all'emergenza rifiuti  in
  Sicilia  e  conseguente rifinanziamento , degli onorevoli  Virzì,
  Formica, Ioppolo, Infurna, Neri, Mercadante;

   N.  492  Iniziative perché la Regione siciliana possa continuare
  ad utilizzare il personale sinora impegnato nella predisposizione
  del   progetto   di  piano  stralcio  di  bacino  per   l'assetto
  idrogeologico , degli onorevole Bennati e Mercadante;

   N.  493  Modifica delle norme di attuazione del Piano paesistico
  delle  Eolie limitatamente alle zone di mantenimento  (MA)  e  ad
  alcuni   particolari  casi   degli  onorevoli   Beninati,Acierno,
  Mercadante;

   N.   494    Riequilibrio  delle  condizioni   contrattuali   nei
  confronti  della compagnia Ustica lines degli onorevoli Beninati,
  Mercadante;

   N.  495   Opportuna riconsiderazione del decreto  dell'Assessore
  per  le  autonomie locali del 16 marzo 2000 in materia di  uffici
  stampa  presso  gli  enti  locali e le amministrazioni  pubbliche
  della   Regione ,  degli  onorevoli  Fleres,  Catania   Giuseppe,
  Maurici, Mercadante;

   N.  496   Interventi per i festeggiamenti del  Beato  Felice  di
  Nicosia ,   dell'onorevole  Leanza  Edoardo,  Dina,   Crisafulli,
  Infurna, Mercadante, Ardizzone, Barbagallo, Franchina ed altri;

   N.  497  Proroga dei termini di scadenza del bando del dirigente
  generale dipartimentale dell'Assessorato dell'Agricoltura e delle
  foreste  adottato con decreto n. 1318 del 7 ottobre 2004 ,  degli
  onorevoli Turano, Mancuso, Ardizzone e Costa;

   N.  498   Valorizzazione del patrimonio culturale ed  ambientale
  della Regione siciliana , dell'onorevole Ardizzone;

   N.  499   Destinazione di somme ai comuni di Pace del Mela,  San
  Pier Niceto e Monforte San Giorgio per manutenzione straordinaria
  e rete viaria , dell'onorevole Formica;

   N.  500   Iniziative  della  Regione per  promuovere  l'attività
  della  Fondazione  'The  Brass Group' nel territorio  siciliano ,
  dell'onorevole Formica;

   N.  501   Manifestazione  a carattere regionale  dei  campionati
  sportivi  studenteschi in coincidenza con la  Giornata  nazionale
  dello sport , dell'onorevole Formica;

   N.  502   Utilizzazione presso il Dipartimento del Territorio  e
  dell'ambiente  del  personale assunto con rapporto  di  lavoro  a
  tempo  determinato  onde  consentire  la  definizione  del  Piano
  stralcio  di bacino per l'assetto idrogeologico , degli onorevoli
  Virzì, Formica, Ioppolo, Infurna, Neri;

   N.  503   Interventi di sostegno agli imprenditori  agricoli  in
  relazione agli eventi atmosferici avversi dei mesi di novembre  e
  dicembre 2004 , dell'onorevole Incardona;

   N.  504   Divulgazione della conoscenza dello Statuto  siciliano
  nelle  scuole  di ogni ordine e grado , degli onorevoli  Nicotra,
  Rotella, Villari, Virzì, Panarello, Neri;

   N.  505  Predisposizione di apposito protocollo d'intesa per gli
  interventi   di   manutenzione  e  completamento  degli   Oratori
  salesiani ,  degli onorevoli Confalone, Moschetto,  Mercadante  e
  Baldari;

   N.  506   Restauro della Chiesa di S. Anna e di  quella  di  San
  Domenico  Savio, nel comune di San Cataldo (CL)  degli  onorevoli
  Confalone, Moschetto, Mercadante ;

   N.  507  Costituzione di una Commissione parlamentare d'indagine
  per  verifica l'attività svolta e l'utilizzo dei finanziamenti  a
  vari  enti ed Istituzioni culturali di cui alla tabella  H  della
  legge   finanziaria ,   degli  onorevoli  Capodicasa,   Speziale,
  Cracolici;

   N.  508  Riconsiderazione della realizzazinoe di una distilleria
  nell'ambito  territoriale  di  Mazara  del  Vallo  (TP) ,   degli
  onorevoli Oddo, Speziale, Lo Curto, Papania, Zago, De Benedictis,
  Forgione, Capodicasa, Cracolici, Ferro, Sanzeri ed altri;

   N.  509  Interventi per il volontariato civile , degli onorevoli
  Fleres, Catania Giuseppe, Maurici;

   N.  510   Interventi  per lo sviluppo delle attività  musicali ,
  degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici;

   N.  511   Iniziative  a  sostegno degli artisti  locali ,  degli
  onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici;

   N. 512  Tempi certi per le procedure di selezione di  operatore-
  esperto' servizio di emergenza urgenza da parte della Croce Rossa
  Italiana  - Delegazione regionale per la Sicilia , dell'onorevole
  Formica;

   N. 513  Interventi di arredo urbano , dell'onorevole Formica;

   N.  514   Estenzione  agli LSU finanziati  con  fondi  a  totale
  carico degli enti utilizzatori della possibilità di attingere  al
  finanziamento   regionale  ai  fini  della  ruoriuscita ,   degli
  onorevoli Segreto e Sanzeri;

   N.  515   Impegno del Presidente della Regione  in  presenza  di
  impugnativa   da  parte  del  Commissario  dello  Stato ,   degli
  onorevoli Fleres ed altri;

   N.  516   Nuovo  piano di razionalizzazione  e  ristrutturazione
  della  rete  carburanti  della Regione , degli  onorevoli  Sbona,
  Fratello, Turano e Acanto.

   Gli  ordini  del giorno n.438 e 439 sono accettati  dal  Governo
  come raccomandazione.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'esame dell'ordine del giorno n. 452.
   Onorevoli   colleghi,   informo  che   sulla   materia   oggetto
  dell'ordine del giorno vi è già una determinazione dell'Assemblea
  di  attribuire le competenze alla relativa Commissione di merito.
  La  seconda  parte  dell'ordine del giorno  viene  accettata  dal
  Governo come raccomandazione.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Gli  ordini  del giorno nn. 474, 475, 476, 477, 478 e  479  sono
  accettati dal Governo come raccomandazione.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'esame dell'ordine del giorno n. 480. Lo pongo  in
  votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E'approvato)

   Gli  ordini  del giorno nn. 481, 482, 483, 484, 485,  486,  487,
  488,  489, 490, 491, 492, 493, 494, 495 e 496 sono accettati  dal
  Governo come raccomandazione.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Si  passa  all'esame dell'ordine del giorno n. 497. Lo pongo  in
  votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E'approvato)

   Gli  ordini  del giorno nn. 498, 499, 500, 501, 502,  503,  504,
  505,  506  e 507 sono accettati dal Governo come raccomandazione.
  Nella  parte impegnativa dell''ordine del giorno n. 505, dopo  le
  parole   Assessorato regionale beni culturali' aggiungere   e  ai
  Lavori pubblici'.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'esame dell'ordine del giorno n. 508.

    ODDO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ODDO   Signor  Presidente, chiedo che la votazione  dell'ordine
  del giorno avvenga per scrutinio nominale.

     (Gli onorevoli Cracolici, Giannopolo, Miccichè, Panarello,
            Speziale e Zago si associano alla richiesta)


   Presidenza del presidente Lo Porto

   Presidenza del vicepresidente Fleres


   Votazione per scrutinio nominale dell'ordine del giorno n. 508

    PRESIDENTE   Essendo  la  richiesta  appoggiata  a  termini  di
  Regolamento,   indìco   la  votazione  per   scrutinio   nominale
  dell'ordine del giorno n. 508.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti            55
   Votanti             54
   Maggioranza         28
   Favorevoli          18
   Contrari            22
   Astenuti            14

                      (L'Assemblea non approva)

   Gli  ordini  del giorno nn. 509, 510, e 511 sono  accettati  dal
  Governo come raccomandazione.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si passa all'esame dell'ordine del giorno n. 512.

    ANTINORO  Chiedo di apporre la firma all'ordine del giorno.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'ordine del giorno n. 512. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E'approvato)

   Gli  ordini del giorno nn. 513 e 514 sono accettati dal  Governo
  come raccomandazione.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Si  passa  all'esame dell'ordine del giorno n. 515. Lo pongo  in
  votazione.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E'approvato)

   L'ordine  del  giorno  n.  516  è  accettato  dal  Governo  come
  raccomandazione.
   L'Assemblea ne prende atto.

    GURRIERI  Chiedo di apporre la firma all'ordine del  giorno  n.
  485.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Lo Porto

   Presidenza del vicepresidente Fleres


   Votazione finale del disegno di legge «II nota di variazioni al
      bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
                      finanziario 2005»

    PRESIDENTE   Si  passa  alla votazione finale  del  disegno  di
  legge  «  II  nota di variazioni al bilancio di previsione  della
  Regione siciliana per l'anno finanziario 2005».
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
     «Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
                          finanziario 2005
      e bilancio pluriennale per il triennio 2005-2007» (923/A)


   Presidenza del presidente Lo Porto

   Presidenza del vicepresidente Fleres


    PRESIDENTE   Si  passa  alla  votazione  finale  per  scrutinio
  nominale  del  disegno  di legge «Bilancio  di  previsione  della
  Regione   siciliana  per  l'anno  finanziario  2005  e   bilancio
  pluriennale per il triennio 2005-2007» (n. 923/A)

   Indìco la votazione finale per scrutinio nominale.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE  Proclamo l'esito della votazione:

   Presenti e votanti  62
   Maggioranza         32
   Favorevoli          48
   Contrari            14

                        (L'Assemblea approva)


   Presidenza del presidente Lo Porto

   Presidenza del vicepresidente Fleres


  Comunicazioni ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del Regolamento
                               interno

    LO   MONTE ,  assessore  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato   e   la  pesca.  Chiedo  di   parlare   ai   sensi
  dell'articolo 83, comma 2 del Regolamento interno.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà

    LO   MONTE ,  assessore  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,
  non mi dilungherò nel mio intervento, anche perchè è da oltre  18
  ore  che  siamo in quest'Aula e pertanto non voglio  approfittare
  della  vostra cortesia e della vostra pazienza. Però,  con  molta
  amarezza, ritengo doveroso denunciare a quest'Aula il perpetrarsi
  di  una grave illegittimità, che tra l'altro non so se può essere
  fatta valere anche fuori da quest'Aula. In proposito farò i  miei
  accertamenti  ed  è  mia intenzione andare  fino  in  fondo  alla
  questione.
   La  illegittimità che intendo sottoporre alla vostra  attenzione
  è  la  mancanza  del plenum di quest'Assemblea, plenum  che  deve
  essere  garantito  sia  dai  nostri  Uffici  che  dal  Presidente
  dell'Assemblea. Io ritengo però che tale garanzia non  sia  stata
  prestata da chi di dovere. In sintesi sto parlando della  vicenda
  dell'onorevole D'Antoni, il quale - come tutti sapete -  è  stato
  eletto  il  24 ottobre in un collegio di Napoli ed il 28  ottobre
  successivo  si è insediato alla Camera dei Deputati  iscrivendosi
  il  29  ottobre al Gruppo Misto e partecipando ai lavori  di  una
  successiva seduta della Camera dei Deputati.
   Sapete  bene che l'incompatibilità che invoco, e che gli  Uffici
  di   quest'Assemblea,   oltre   che   la   Presidenza,   dovevano
  assolutamente  applicare è una incompatibilità manifesta,  è  una
  incompatibilità  che  è  prevista da  una  norma  costituzionale,
  l'articolo 122 della Costituzione italiana, e da un'altra  norma,
  l'articolo 3 del nostro Statuto. Quindi - ripeto - si  tratta  di
  una incompatibilità manifesta, anche perchè gli atti parlamentari
  sono  atti  pubblici, cari colleghi, ed inoltre, in  questo  caso
  vengono  anche pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale, per  cui  non
  può  essere  invocata  -  come  qualcuno  in  maniera  miserevole
  vorrebbe  invocare  - la non conoscenza della opzione  esercitata
  dall'onorevole D'Antoni.
   Credo  che nessun cittadino della Repubblica italiana che  abbia
  rispetto  del  diritto possa spiegarsi la tutela  di  un  diritto
  soggettivo  -  mi  riferisco  al  diritto  soggettivo  del  dott.
  D'Antoni - a mantenere due status contemporaneamente. Tra l'altro
  non  parliamo di incompatibilità tra la carica assunta presso  il
  Parlamento  nazionale ed un incarico di consigliere  comunale,  o
  alle  dipendenze  di  una  ASL, o del Consiglio  regionale  della
  Sardegna, parliamo di incompatibilità tra il Parlamento nazionale
  e  quello  regionale,  quindi,  ripeto,  di  una  incompatibilità
  manifesta.
   Non  voglio  andare  oltre,  ma  intendo  precisare  che  questa
  Assemblea  si  è  attivata  soltanto  su  esposto  dell'onorevole
  Scalici, presentato agli Uffici in data 17 novembre, mentre  -  a
  mio  avviso  -  doveva attivarsi già dal 29 di  ottobre.  Domani,
  probabilmente, mi verranno spiegati i motivi di tale silenzio.
   Ed  invece  di  convocare la Commissione  per  la  verifica  dei
  poteri al fine di accertare la sostituzione del deputato - perchè
  l'incompatiblità, ripeto, è una incompatibilità manifesta  -,  la
  si   è   convocata  solo  per  fare  giurisprudenza.  Le   nostre
  Commissioni,  a volte, non attendono al dovere di dare  pareri  e
  consulenze  sugli  affari legislativi che questo  Parlamento,  di
  volta  in  volta,  deve affrontare ed approntare,  e  proprio  in
  questo  caso, sulle sorti dell'onorevole D'Antoni, si sono  posti
  tutti  gli interrogativi possibili sulla conservazione del doppio
  status,  quindi la tutela di un diritto soggettivo ad uno  status
  che  è  sicuramente  incompatibile non perchè previsto  da  legge
  ordinaria  ma  da  legge costituzionale. La  Commissione  per  la
  verifica   dei   poteri   ha  fatto  semplicemente   ricerca   di
  giurisprudenza,  ha  dato  interpretazioni,  ha  fatto,  insomma,
  quello    che    in   Italia   è   inteso   come   il    mestiere
  dell' azzeccagarbugli .
   In  questo momento non ricordo quali siano i colleghi che  fanno
  parte  della Commissione per la verifica dei poteri, e per questo
  vi  chiedo  scusa.  Signor  Presidente Fleres,  apprezzo  la  sua
  sensibilità, anche se in questi venti giorni in cui ho tentato di
  sollecitarle  la  rimozione delle cause che non hanno  consentito
  l'insediamento  dell'onorevole Scalici, ho dovuto  constatare  la
  sua  impotenza. La ringrazio per aver tentato di convocare l'Aula
  per il 21 dicembre.
   Voglio  comunicare  a  lei,  signor Presidente,  e  ai  colleghi
  deputati  che  è  mia  intenzione occupare  l'Assemblea,  non  mi
  muoverò  da  qui  fino a quando il Presidente dell'Assemblea,  il
  signor  Segretario generale, gli Uffici competenti non avvieranno
  una  revisione immediata della questione al fine di risolvere ciò
  che  -  a  mio  avviso - è stata una violenza nei  confronti  del
  diritto e nei confronti della cultura giuridica della Sicilia.

    CUFFARO  presidente della Regione. . Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CUFFARO    presidente   della   Regione.   Signor   Presidente,
  onorevoli    colleghi,   vorrei   associarmi    alla    richiesta
  dell'assessore Lo Monte perchè credo sia giusto che il Parlamento
  torni ad essere rappresentato nel suo plenum, e perchè credo  sia
  giusto  che  colui che ha diritto di subentrare  alla  carica  di
  deputato, lo possa fare al più presto.
   Invito  i colleghi deputati ad essere presenti martedì in  Aula,
  quando  verrà  discussa  la causa di incompatibilità,  perchè  si
  renderà  sicuramente necessaria la presenza del numero legale,  e
  quindi di 46 deputati.
   Signor   Presidente,  colgo  l'occasione  per   ringraziare   il
  Parlamento del lavoro svolto in questi giorni. Ho sempre  più  la
  certezza  che quando la politica lavora - e per politica  intendo
  tutto  quello che lavora per contribuire ad un progetto  di  bene
  comune,  sia  essa  maggioranza  o  opposizione  -  lo   fa   per
  raggiungere  degli  obiettivi,  e  credo  che  poi,  raggiunti  i
  risultati, ad esserne avvantaggiata continui ad essere la  nostra
  Terra,  per la quale siamo stati eletti a rappresentare  tutti  i
  siciliani.
   Un  augurio  di buone feste a tutti coloro che non  riuscirò  ad
  incontrare   prima   di  Natale  ed  un  invito   a   partecipare
  all'inaugurazione dell'autostrada Palermo-Messina, che avverrà il
  prossimo  21  dicembre.  La  realizzazione  di  quest'opera,  che
  ritengo importante per lo sviluppo della nostra Regione, é  stata
  possibile con il contributo di tutti e pertanto credo sia  giusto
  che tutti insieme si partecipi a questa cerimonia inaugurale.
   Consentitemi    inoltre    di    ringraziare    i     funzionari
  dell'Assessorato al bilancio, che sono stati con  noi  in  questi
  giorni  ed  in  queste  notti a lavorare, e  assieme  a  loro  ai
  dirigenti  della  Regione,  ai  dipendenti  regionali  che  hanno
  lavorato  e contribuito affinché - ancora una volta - si  potesse
  approvare  prima  della fine dell'anno il  bilancio  e  la  legge
  finanziaria,  che  già  di  per  sé  rappresentano  un  traguardo
  importante.
   Un  ringraziamento  particolare va anche a  tutti  i  dipendenti
  dell'Assemblea  regionale  siciliana,  perché   so   quanto   sia
  difficile  tenere  desta  l'attenzione  in  questi  momenti  così
  particolari e difficili.
   Un   ringraziamento  particolare  a  lei,  onorevole  Presidente
  dell'Assemblea, onorevole Fleres, per averci dato la possibilità,
  con  la  sua presenza ed il suo modo veloce di condurre i  lavori
  parlamentari,   di  potere,  anche  quest'anno,  raggiungere   il
  traguardo  dell'approvazione  del bilancio  e  della  finanziaria
  entro fine anno.
   Auguri e buon Natale a tutti.

    PRESIDENTE   Grazie,  onorevole Presidente  della  Regione.  La
  Presidenza  dell'Assemblea ricambia gli  auguri  a  lei,  al  suo
  Governo,  a  tutti i dipendenti che ringrazia a sua  volta  e  si
  associa alle parole che lei stesso ha formulato.
   Una  brevissima annotazione, che non vuole suonare come  replica
  all'onorevole Lo Monte. Relativamente alla vicenda che  ha  posto
  all'attenzione dell'Aula, volevo precisare che i livelli  che  si
  intersecano  sono  tre:  quello morale, quello  logico  e  quello
  giuridico.
   L'Assemblea,  purtroppo,  é  obbligata  ad  ancorarsi  a  quello
  giuridico,  anche  se,  personalmente,  da  deputato  e  non   da
  Presidente  dell'Assemblea, ho un'opinione molto  particolare,  e
  sicuramente   negativa,   del   comportamento   morale   e    del
  comportamento logico dell'onorevole D'Antoni.
   Onorevole  Lo  Monte,  faccio appello alla sua  sensibilità  per
  rimuovere   l'occupazione  dell'Aula,  anche  alla   luce   delle
  assicurazioni ricevute.

    LO   MONTE ,  assessore  per  la  cooperazione,  il  commercio,
  l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, non ho ancora  avuto
  risposte.

   PRESIDENTE.  Onorevole  Lo  Monte,  lei  ha  già  ascoltato   le
  osservazioni  della Presidenza e dell'onorevole Presidente  della
  Regione. Per quanta mi riguarda, potrò giornalmente testimoniarle
  la mia solidarietà.
   Onorevoli   colleghi,  l'Assemblea  terrà  seduta   martedì   21
  dicembre 2004, alle ore 16,30 con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto

   Presidenza del vicepresidente Fleres


       I   - COMUNICAZIONI
  II   - CAUSA DI INCOMPATIBILITA' NEI CONFRONTI DELL'ONOREVOLE
  SERGIO D'ANTONI ELETTO NEL COLLEGIO CIRCOSCRIZIONALE DI PALERMO
  (DOC. III)
  III   -  SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DELLA
  RUBRICA  Famiglia, politiche sociali ed autonomie locali

                  La seduta é tolta alle ore 10.30.

        Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 12.00

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                      Dott. Giovanni Tomasello

                    ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
                          XIII LEGISLATURA

               SEDUTA N. 253 DEL 16 - 17 DICEMBRE 2004

                              ALLEGATO:

            EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA

    DISEGNO  DI  LEGGE N. 924/A  DISPOSIZIONI PROGRAMMATICHE  E
    FINANZIARIE PER  L'ANNO  2005

    -All'articolo 30:

   Emendamenti 30.3 e 30.4:

  Il comma 4 è abrogato.

    -All'articolo 43:

   Emendamento 43.3:

  Al   comma   1  le  parole  da    Entro  quindici   giorni    a
   l'efficacia dell'atto.  sono soppresse.

    -All'articolo 45:

   Emendamento 45.3:

  Al  comma  3  dopo  la  parola  decreto  aggiungere  le  parole
   predisposto   di  concerto  con  il  dirigente  generale   del
  dipartimento    regionale    del   ramo    dell'amministrazione
  interessato .

    -All'articolo 62:

   Emendamento 62.2:

  Alla  fine  del testo, con riferimento alla parola   soggetti ,
  aggiungere   le   parole    purchè   rientranti    nel   regime
  transitorio .

    -All'articolo 60:

   Emendamento 60.2:

  Aggiungere il seguente comma:

   2.  Il  fondo  di  cui al comma 1 viene attribuito  in  misura
  proporzionale al numero di abitanti a partire da un minimo  che
  deve essere comunque garantito ad ogni comune .

   Subemendamento  60.2.1:

  Sostituire  le  parole da  a partire da un  minimo     ad  ogni
  comune  con le parole  ed all'estensione territoriale .

   Emendamento 60.3:

  Il comma 5 ter, sub comma 1, è soppresso.

    -All'articolo 66:

   Emendamento 66.2:

  All'articolo 66 dopo il primo comma aggiungere:

   2.  Le disposizioni di cui agli articoli 4 e 5 del decreto  19
  giugno  2003,  n. 1891, dell'Assessore regionale  Cooperazione,
  commercio,  artigianato  e  pesca,  si  applicano  anche   alle
  gestioni straordinarie delle cooperative cessate prima   dell'1
  luglio 2003 .

    -All'articolo 22:

   Emendamento 22.15:

  All'articolo 22 sopprimere dalla lettera g) del comma 4 sino al
  comma 8 del medesimo articolo.

   Emendamento 22.4:

  Al punto 3 sono apportate le seguenti modifiche:

   3)  all'articolo 14 bis, comma 1, dopo la parola  complessità'
  sono  inserite  le  parole   e  di  insediamenti  produttivi  e
  commerciali di beni e servizi' .

    -All'articolo 36:

   Emendamenti 36.1 e 36.2:

  L'articolo 36 è abrogato.

    -All'articolo 35:

   Emendamenti 35.1, 4.6 e 35.5:

  L'articolo 35 è abrogato.

    -All'articolo 37:

   Emendamento 37.3  (riscrittura dell'articolo 37):

                               Art. 37

        Norme su ESA ed IRVV per il contenimento della spesa

    1. Il Consiglio di Amministrazione dell'ESA è costituito da sette
       componenti, compreso il Presidente, che durano in carica cinque
       anni  e  sono rieleggibili esclusivamente per un ulteriore
       quinquennio, anche se non consecutivo; di tali componenti, uno è
       designato dalle organizzazioni professionali dell'agricoltura e
       uno dalle organizzazioni professionali del movimento cooperativo
       maggiormente  rappresentative. In caso di sostituzione  il
       componente subentrante decade dalla carica con la naturale
       scadenza del Consiglio.

  2. Il Consiglio di Amministrazione dell'IRVV è costituito da
  cinque componenti, compreso il Presidente, che durano cinque anni
  e sono rieleggibili esclusivamente per un ulteriore quinquennio,
  anche se non consecutivo; di tali componenti, uno è designato
  dalle organizzazioni professionali dell'agricoltura e uno dalle
  organizzazioni professionali del movimento cooperativo
  maggiormente rappresentative. In caso di sostituzione il
  componente subentrante decade dalla carica con la naturale
  scadenza del Consiglio.
  3. Il Consiglio di amministrazione ed il Presidente degli enti di
  cui al primo e secondo comma sono contestualmente nominati con
  Decreto presidenziale, previa delibera della Giunta regionale su
  proposta dell'Assessore regionale per l'Agricoltura e per le
  foreste, tra soggetti specificatamente in possesso di consolidata
  professionalità ed esperienza in materia agricola, economica,
  giuridica, industriale e commerciale.
  4. All'ESA ed all'IRVV sono preposti dei Direttori generali
  nominati dai rispettivi Presidenti degli enti su proposta dei
  consigli di amministrazione, previo assenso dell'Assessore
  regionale per l'Agricoltura e per le foreste, tra dirigenti
  dell'Ente o del ruolo unico della dirigenza dell'Amministrazione
  regionale, in possesso del diploma di laurea, di un'anzianità
  nella qualifica almeno decennale nonché tra soggetti esterni alla
  pubblica amministrazione in possesso dei requisiti di cui alla
  legge regionale 10/2000 ed al decreto legislativo 165/2001 .

    -All'articolo 51:

   Emendamento 51.12:

  1.  Alla  rubrica, dopo la parola  investimento' aggiungere  le
  parole  alla ricerca e all'innovazione tecnologica .

  2.  Al  comma  1,  dopo  le parole    2  agosto  2002,   n.  7
  aggiungere le parole   da utilizzarsi anche per le finalità  di
  cui  al  decreto legislativo n. 297/1999 e successive modifiche
  ed  integrazioni,  dandone applicazione  sul  territorio  della
  Regione  siciliana.  E'  demandato al Dirigente  generale,  del
  Dipartimento regionale per l'industria, con apposito decreto di
  natura   non   regolamentare,  determinare  entro   60   giorni
  dall'entrata  in  vigore della presente legge  le  modalità  di
  concessione   delle   agevolazioni   di   cui   alla   prevista
  applicazione del decreto legislativo n. 297/1999.

   Emendamento 51.13:

  All'articolo 23 sono apportate le seguenti modifiche:

  - dopo il comma 5 è inserito il seguente:

   5  bis.  Spetta  al  Comitato deliberare l'approvazione  delle
  singole  operazioni  da  ammettere ai  benefici  del  fondo  di
  rotazione  o  da  revocare in base alle risultanze  istruttorie
  esitate dal gestore concessionario e quant'altro indicato nella
  convenzione di cui al comma 1 .

  - il comma 6 è sostituito dal seguente:

   6.  I compensi da corrispondere ai componenti ed al segretario
  del  comitato, il cui onere è a carico dell'ente gestore,  sono
  determinati con la convenzione di cui al precedente comma 1 .

    -All'articolo 57:

   Emendamento 57.4:

  Cassare il comma 2.

   Emendamento 57.3:

  Al  comma  3 dopo la parola   dimostrare  aggiungere le  parole
   attraverso revisione ordinaria .

    -All'articolo 59:

   Emendamento 59.3:

  Aggiungere il seguente comma:

   4  ter.  Il  50  per  cento del fondo di  cui  al  comma  1  è
  utilizzato,  per l'esercizio finanziario 2005,  per  consentire
  agli  enti  proprietari di strutture strategiche  o  rilevanti,
  come individuate ai sensi della delibera della Giunta regionale
  n.  408  del  19 dicembre 2003, resa esecutiva con decreto  del
  dirigente generale del dipartimento di protezione civile  n.  3
  del  15  gennaio  2004,  per  l'effettuazione  delle  verifiche
  tecniche   dei   livelli   di   sicurezza   sismica,   previste
  dall'ordinanza  del Presidente del Consiglio  dei  Ministri  n.
  3274/2003. Con apposito regolamento sono definite dal  servizio
  sismico  del  dipartimento regionale di  protezione  civile,  a
  seguito   del  completamento  del  censimento  delle  strutture
  strategiche e rilevanti di competenza regionale, le modalità di
  concessione  del  finanziamento ad enti e soggetti  individuati
  come  proprietari di tali strutture ai sensi  del  decreto  del
  dirigente generale del dipartimento di protezione civile  n.  3
  del 15 gennaio 2004'.

    -All'articolo 72:

   Emendamenti 72.1, 72.2, 72.3 e 72.4:

  L'articolo 72 è abrogato.

                  SUBEMENDAMENTO AGGIUNTIVO G1 BIS:

  La  Regione  promuove,  conformemente  alla  normativa  vigente
  direttamente  e/o  mediante il ricorso a strumenti  di  finanza
  strutturata  la costituzione di un apposito soggetto  giuridico
  di  scopo,  da costituire autonomamente o con partner  privato,
  dotato  di  specifiche e dimostrate competenza  ed  esperienza,
  scelto   con   le  procedure  ad  evidenza  pubblica   per   la
  valorizzazione,  trasformazione e commercializzazione  di  beni
  immobili,  non  destinati  ad uso assistenziale,  di  proprietà
  della  stessa,  delle aziende sanitarie ed  ospedaliere,  delle
  IPAB   e  di altri enti vigilati e finanziati. Per l'avvio  del
  percorso  di  cui  al  comma  1, la  Regione  si  avvale  della
  consulenza di un advisor, in possesso dei requisiti di  provata
  affidabilità   e   capacità,  incaricato  in  conformità   alla
  normativa  vigente  in  materia di  servizi.  Con  decreto  del
  Presidente  della  Regione, previa  delibera  di  Giunta  e  su
  proposta dell'Assessore competente, di concerto con l'Assessore
  per  il  bilancio  e  le finanze, sono fissati  i  criteri,  le
  modalità ed i termini per l'espletamento delle attività di  cui
  ai   commi   precedenti.  Agli  eventuali   oneri   discendenti
  dall'applicazione  dei precedenti commi si provvede  con  parte
  delle disponibilità previste nel bilancio della Regione per  le
  finalità di cui all'articolo 88, comma 2, della legge regionale
  26  marzo 2002, n. 2. Con le modalità previste dall'articolo 15
  della  legge  regionale  30 aprile 1991,  n.  10  e  successive
  modifiche  ed  integrazioni, la Regione, i comuni,  le  aziende
  sanitarie   ed   ospedaliere  o  gli  altri  enti   interessati
  stabiliscono  gli  eventuali cambi di  destinazione  d'uso  e/o
  varianti     degli     strumenti    urbanistici,     funzionali
  all'ottimizzazione del patrimonio immobiliare proveniente dagli
  enti  di  cui  al comma 1 o dallo Stato. La destinazione  delle
  risorse   derivanti  dalla  valorizzazione  degli  immobili   è
  stabilita  da  appositi  accordi di  programma  quadro  tra  la
  Regione  e  gli  enti interessati. Le risorse  derivanti  dalla
  valorizzazione  del  patrimonio  delle  aziende  sanitarie   ed
  ospedaliere  sono  destinate  alla  compensazione,  fino   alla
  concorrenza dell'intero importo trasferito, delle perdite e dei
  disavanzi ripianati dalla Regione negli esercizi precedenti;  a
  decorrere dall'esercizio finanziario 2006 una quota pari al  50
  per cento delle risorse medesime è destinata all'ammodernamento
  del     patrimonio    edilizio    sanitario.    In    relazione
  all'accertamento delle entrate derivanti dalla dismissione  dei
  beni  del  patrimonio  disponibile delle aziende  sanitarie  ed
  ospedaliere,  per  il  quale viene disposto,  nel  bilancio  di
  previsione   della  Regione  per  l'anno  2005,  lo   specifico
  accantonamento negativo previsto dalla tabella A allegata  alla
  presente  legge,  l'Assessore regionale per il  bilancio  e  le
  finanze  è autorizzato ad iscrivere, con proprio provvedimento,
  le  relative  somme  ai pertinenti capitoli del  corrispondente
  accantonamento positivo.  E' abrogato l'articolo 31 della legge
  regionale 16 aprile 2003, n. 4.

  Al   fine   di   promuovere   e  sostenere   l'attività   delle
  organizzazioni  senza  fini  di   lucro  con  sede  legale   ed
  operativa  nel territorio regionale ed attive da  almeno  dieci
  anni  in  ambito  internazionale  attraverso  proprie  sedi  ed
  attività  nei  settori socio-assistenziale,  socio-sanitario  e
  culturale,  gli Assessorati competenti individuano con  proprio
  provvedimento,     definito     anche     con      l'intervento
  dell'organizzazione interessata, e nel rispetto dei principi di
  cui  alla  legge regionale 30 aprile 1991, n. 10,  procedure  e
  modalità  utili  a  rendere più tempestive ed  appropriate,  in
  rapporto   alla   natura   dell'organizzazione   stessa,     le
  prestazioni dovute dall'Amministrazione regionale.

  1.  Le  società d'ambito per la gestione integrata dei rifiuti,
  costituite ai sensi dell'articolo 23 del decreto legislativo  5
  febbraio  1997, n. 22, determinano, con delibera dell'assemblea
  dei  soci,  la tariffa del servizio di gestione del  ciclo  dei
  rifiuti  urbani  e  provvedono alla  relativa  riscossione.  La
  tariffa  riscossa dalle società d'ambito è impignorabile  e  le
  somme,  fino alla concorrenza con il costo dei servizi, sono  a
  destinazione  vincolata,  onde assicurare  l'effettuazione  del
  servizio pubblico essenziale di gestione dei rifiuti. I comuni,
  in  rapporto  alle capacità di bilancio, anche  per  scelte  di
  politica sociale nei confronti delle fasce più deboli,  possono
  porre  a  proprio  carico parte delle spese  di  gestione,  nel
  rispetto dei limiti fissati dalla normativa vigente. Al fine di
  assicurare che il costo per lo smaltimento e, a regime, per  il
  trattamento  dei rifiuti a valle della raccolta  differenziata,
  sia uniforme per tutti i cittadini siciliani è istituito presso
  l'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali
  e   delle  autonomie  locali  un  fondo  di  perequazione.   Il
  commissario  delegato  per  l'emergenza  dei  rifiuti  e,  alla
  cessazione  dello  stato  di  emergenza,  il  Presidente  della
  Regione determina la tariffa regionale per lo smaltimento e,  a
  regime,  per il trattamento dei rifiuti a valle della  raccolta
  differenziata effettuando la media ponderata sulla  base  della
  popolazione residente, delle tariffe dei quattro sistemi per lo
  smaltimento  e,  a  regime, per il trattamento  della  frazione
  residua  dei  rifiuti a valle della raccolta differenziata.  Le
  società  d'ambito  versano in entrata alla  Regione,  entro  il
  giorno  20  di  ciascun mese quanto dovuto per il  servizio  di
  smaltimento e, a regime, di trattamento della frazione  residua
  dei  rifiuti  a  valle della raccolta differenziata,  calcolata
  sulla  base  della  tariffa di cui al  comma  5.  Su  richiesta
  dell'Assessorato  regionale  della  famiglia,  delle  politiche
  sociali  e  delle autonomie locali, con decreto  dell'Assessore
  regionale  per  il  bilancio  e  le  finanze,  si  provvede  ad
  iscrivere le somme versate nei pertinenti capitoli di bilancio.
  L'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali
  e   delle   autonomie  locali  provvede  a  versare  a  ciascun
  concessionario  del  servizio  di  trattamento  della  frazione
  residua  a valle della raccolta differenziata, entro 30  giorni
  di  ogni  mese, salvo conguaglio, la somma allo stesso  dovuta,
  calcolata   sulla  base  della  tariffa  di  ciascun   sistema,
  prelevandola  dal  fondo di perequazione di  cui  al  comma  4.
  Analogamente si provvede per la fase di avvio nei confronti  di
  ciascun concessionario del servizio di smaltimento. Nel caso in
  cui  il  fondo  di  perequazione non avesse temporaneamente  la
  necessaria  disponibilità finanziaria, l'Assessorato  regionale
  della  famiglia,  delle  politiche sociali  e  delle  autonomie
  locali è autorizzato ad anticipare le somme occorrenti a valere
  sul fondo per le autonomie locali di cui all'articolo 23, comma
  1,  della  legge  regionale 29 dicembre  2003,  n.  21,  che  è
  integrato  con  le entrate di cui al comma 6.  Una  quota  pari
  all'1,50  per  cento  del  fondo  per  le  autonomie  locali  è
  annualmente   accantonata  a  tal  fine  e  sarà  ripartita   a
  consuntivo.  Il ritardo nei versamenti da parte  delle  società
  d'ambito   al   fondo   di  perequazione  o   qualsiasi   altro
  inadempimento  che  pregiudichi  la  regolarità  del  servizio,
  autorizza  il Presidente della Regione ad attivare la  relativa
  azione sostitutiva nei confronti del soggetto inadempiente,  ai
  sensi  della  vigente  normativa. Per  l'attuazione  di  quanto
  previsto  dal  presente  articolo, il dipartimento  bilancio  e
  tesoro, su richiesta dell'Assessorato regionale della famiglia,
  delle politiche sociali e delle autonomie locali, è autorizzato
  ad   apportare   nel  bilancio  della  Regione  le   necessarie
  variazioni. Agli amministratori delle società d'ambito  di  cui
  al  presente articolo si applica lo stato giuridico di pubblico
  amministratore.

  1.  Al fine di incentivare lo sviluppo dell'economia siciliana,
  alle  società  cooperative a mutualità  prevalente  di  cui  al
  Titolo  VI  del Libro V del Codice civile, così come modificato
  dall'articolo 8 del decreto legislativo 17 gennaio 2003, n.  6,
  che  siano  regolarmente  sottoposte  al  regime  di  revisione
  ordinaria previsto dalla legge regionale 23 maggio 1991, n.  36
  e successive modifiche ed integrazioni, l'aliquota dell'imposta
  regionale   sulle  attività  produttive  di  cui   al   decreto
  legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 e successive modifiche  ed
  integrazioni,  limitatamente  alla  quota  di  spettanza  della
  Regione  e  fatti  salvi  i  regimi agevolativi  specifici  già
  stabiliti  dalla normativa vigente, è ridotta dell'1 per  cento
  per il periodo d'imposta in corso all'1 gennaio 2005. Per i due
  periodi   di   imposta   successivi,  l'aliquota   è   ridotta,
  rispettivamente, dello 0,75 e dello 0,50 per cento.    Al  fine
  di  migliorare  gli standard di sicurezza nel territorio  della
  Regione i benefici di cui al comma 1 sono, altresì, estesi agli
  istituti  esercenti attività di vigilanza privata di  cui  agli
  articoli  133 e seguenti del Regio decreto 18 giugno  1931,  n.
  773  e  successive  modifiche ed integrazioni.   L'applicazione
  della  presente  disposizione è subordinata al  rispetto  della
  vigente  normativa comunitaria in materia di  aiuti  di  stato,
  nonché  alla definizione della procedurale cui all'articolo  88
  paragrafi 2 e 3 del Trattato istitutivo della Comunità europea.
  Nelle more della definizione delle procedure di cui al comma 3,
  gli  aiuti  previsti dal presente articolo  sono  concessi  con
  modalità conformi ed entro i limiti di cui al Regolamento della
  Commissione  della Comunità europea n. 69 del 12 gennaio  2001,
  relativo  all'applicazione degli articoli 87 e 88 del  Trattato
  Ce agli aiuti di importanza minore.

  All'articolo 5 della legge regionale 23 ottobre 1964, n.  22  e
  successive   modifiche  ed  integrazioni,   dopo   il   periodo
  contraddistinto con la lettera i) è aggiunto il seguente:

   l)  un  rappresentante  delle  categorie  professionali  degli
  ingegneri, degli architetti, dei geometri, dei periti  edili  e
  dei periti industriali.'.

  All'articolo  6 della legge regionale 1 agosto 1977,  n.  80  e
  successive modifiche nel comma secondo è soppresso il punto 4.

  Al terzo comma dell'articolo 14 della legge regionale 16 maggio
  1978,  n.  18, le parole  fino alla concorrenza del  50%'  sono
  sostituite  con  le parole  fino alla concorrenza  dell'80  per
  cento.'

  Al  secondo  comma  dell'articolo 13 della legge  regionale  16
  maggio  1978,  n.  8, dopo le parole  enti di promozione'  sono
  aggiunte le parole  o del Club Alpino Italiano'.

  All'articolo 5, comma 1, della legge regionale 5 marzo 1979, n.
  16  dopo  la parola  contributi' è aggiunto il seguente periodo
   da  destinarsi, per almeno il 50 per cento, a teatri con  sede
  sociale  nei  comuni di cui all'articolo 156,  lettera  n)  del
  Decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e per il restante 50
  per  cento  ad  enti  ed organizzazioni siciliani';  le  parole
   promosse da enti ed organizzazioni siciliani' sono abrogate.

  All'articolo  6,  comma 1, lettera a) della legge  regionale  5
  marzo 1979, n. 16 la parola  milioni' è sostituita dalle parole
   migliaia di euro'.

  Il  secondo  comma  dell'articolo 55 della  legge  regionale  6
  maggio 1981, n. 97, è soppresso.

  Sono  abrogati  l'articolo 10 della legge  regionale  9  agosto
  1988,  n.  21; l'articolo 75 della legge regionale 1  settembre
  1993,  n.  25  e  le  parole  senza oneri' dell'articolo  23  e
  dell'articolo  35 della legge regionale 2 agosto  2002,  n.  7,
  modificata dalla legge regionale 19 maggio 2003, n. 7.

    Il  comma  1 dell'articolo 4 della legge regionale 23  maggio
  1991, n. 33, è abrogato.

    Al  comma 2 dell'articolo 14 della legge regionale 15  maggio
  1991, n. 27, è aggiunta la seguente lettera:

   d) quanto a 150 migliaia di euro per la formazione linguistica
  dei borsisti nell'ambito del progetto euromediterraneo. .

    Gli interventi di cui all'articolo 1 della legge regionale 28
  marzo 1996, n. 12, di cui all'articolo 18 della legge regionale
  26  novembre  2000, n. 24, di cui all'articolo 28  della  legge
  regionale 3 maggio 2001, n. 6,  di cui al Consorzio di  diritto
  pubblico  costituito  ai  sensi  dell'articolo  5  della  legge
  regionale  88/82 nel settore del prodotto biologico  siciliano,
  di  cui alla legge 6 aprile 1996, n. 20, di cui all'articolo 1,
  comma  2,  della  legge regionale 8 gennaio 1996, n. 3, di  cui
  all'articolo 196 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32,
  di cui all'articolo 2 della legge regionale 26 marzo 2004, n. 2
  e  di  cui  all'articolo 13, comma 1, della legge  regionale  3
  maggio   2001,  n.  6,  sono  disposti  annualmente  ai   sensi
  dell'articolo 3, comma 2, lettera h) della legge  regionale  27
  aprile 1999, n. 10.

  Alla fine del comma 1 dell'articolo 12 della legge regionale  6
  aprile 1996, n. 19, sono aggiunte le parole  e all'Associazione
  Museo delle fortificazioni costiere della Sicilia del Comune di
  Brolo    e    alla    Fondazione   C.E.S.A.R.    di    Palermo,
  dell'Associazione  per  l'Arte di  Alcamo  e  dell'Associazione
  Culturale   No Limits  di Alcamo'' .

  All'articolo 5 della legge regionale 12 novembre 1996, n. 41, è
  aggiunto il seguente comma:

   2  bis.  Le  disposizioni del presente  articolo  non  trovano
  applicazione nelle ipotesi previste dall'articolo 49, comma  3,
  della legge  regionale 29 ottobre 1985, n. 41.'.

  Al comma 1 dell'articolo 32 della legge regionale 7 marzo 1997,
  n.  6  e  successive modifiche ed integrazioni le parole  entro
  trenta    giorni'   sono   sostituite   dalle   parole    entro
  quarantacinque   giorni'  ed  al  terzo   periodo   le   parole
   concludere  l'iter  istruttorio del  parere'  sono  sostituite
  dalle seguenti  presentare le proprie osservazioni'.

  All'articolo 35 della legge regionale 1  settembre 1997, n. 33,
  dopo  la  parola   ANUU' sono aggiunte le parole   Associazione
  liberi  cacciatori siciliani - Federazione Caccia delle Regioni
  d'Europa.'.

  Al  comma  5 dell'articolo 25 della legge regionale  27  aprile
  1999,  n.  10,  come sostituito dall'articolo  13  della  legge
  regionale  16  aprile  2003, n. 4, sono apportate  le  seguenti
  modifiche:  le  parole   con  un minimo  di  euro  25,82'  sono
  sostituite con le parole  con un minimo di euro cento,  ridotto
  ad euro cinquanta per i suoli con densità fondiaria fino a 0,03
  mc/mq.' e dopo le parole  quinquennio di occupazione pregressa'
  sono  aggiunte le medesime parole  con un minimo di euro cento,
  ridotto  ad  euro  cinquanta per i suoli con densità  fondiaria
  fino a 0,03 mc/mq.'.

  Al  comma  1 dell'articolo 23 della legge regionale  27  aprile
  1999,  n. 10 le parole  Entro sei mesi' sono sostituite con  le
  parole  Entro il 31 dicembre 2005'.

  La  lettera d) dell'articolo 9 della legge regionale 3 novembre
  2000, n. 20, è soppressa.

  Dopo  l'articolo 19 della legge regionale 3 novembre  2000,  n.
  20, è aggiunto il seguente articolo:

   Art.  19 bis. - Applicazione di disposizioni - 1.  Per  quanto
  non espressamente previsto si applicano al Parco archeologico e
  paesaggistico  della  Valle dei Templi di  Agrigento  le  norme
  contenute nel Titolo Il della presente legge.'.

  Al  comma  4  dell'articolo 7 della legge regionale  15  maggio
  2000,  n.  10  e  successive  modifiche  ed  integrazioni  sono
  aggiunte  le  parole  o Ragioniere generale'.  Alla  tabella  A
  allegata  alla  legge  regionale  15  maggio  2000,  n.  10   e
  successive   modifiche   ed   integrazioni   dopo   le   parole
   dipartimento  regionale bilancio e tesoro'  sono  aggiunte  le
  parole   - ragioneria generale della Regione'.

  Le  disposizioni di cui al comma 4 dell'articolo 1 della  legge
  regionale  15  maggio  2000, n. 10 e  successive  modifiche  ed
  integrazioni  si  applicano anche per  l'esercizio  finanziario
  2005.

  Il  termine di cui al comma 1, dell'articolo 8, della legge  26
  novembre 2000, n. 24, modificato dal comma 2, dell'articolo  2,
  della  legge regionale 9 agosto 2002, n. 9, è prorogato  al  31
  dicembre 2006.

  Al  comma  9 dell'articolo 21 della legge regionale  15  maggio
  2000,  n. 10, l'espressione  funzionari (direttori e dirigenti)
  ed  agli  assistenti'  è sostituita con la parola   dirigenti'.
  Dopo  la parola  anagrafe patrimoniale' sono aggiunte le parole
   previa, per questi ultimi, l'emanazione, entro 90 giorni dalla
  pubblicazione della presente legge, di un apposito  regolamento
  che ne disciplini le modalità d'accesso'.

  Dopo  il  comma  1  dell'articolo 39 della legge  regionale  15
  maggio 2000, n. 10, è aggiunto il seguente comma:

   1  bis.  Per i dipendenti regionali a cui è stata riconosciuta
  la  situazione  di gravità di portatori di handicap,  ai  sensi
  dell'articolo 3, comma 3 della legge 5 febbraio 1992,  n.  104,
  continua ad applicarsi la normativa di cui al comma 1.'.

  All'articolo 39 della legge regionale 23 dicembre 2000, n.  32,
  le  parole del comma 1, lettera a) e b)  pari all'80 per cento'
  sono sostituite dalle parole  fino all'80 per cento'.

  Al  comma 5 dell'articolo 172 della legge regionale 23 dicembre
  2000, n. 32, sono soppresse le parole  e 6 della stessa legge'.

   Il comma 6 dell'articolo 172 della legge regionale 23 dicembre
  2000, n. 32, è sostituito dal seguente:

   6.  Per  il funzionamento degli enti di cui al comma  1  viene
  quantificato annualmente, come previsto dall'articolo 3,  comma
  2,  lettera h, della legge regionale 27 aprile 1999,  n.  10  e
  successive modificazioni, un contributo ordinario da  ripartire
  in  favore dei Consorzi di ripopolamenti ittico  costituiti  ai
  sensi della legge regionale 1  agosto 1974, n. 3.'.

  All'articolo 27 della legge regionale 23 dicembre 2000, n.  32,
  sono apportate le seguenti modifiche:

  1) la lettera b) del comma 7 è soppressa;

  2)  al  comma 8, le parole  altre agevolazioni' sono sostituite
  dalle  parole   altri aiuti di Stato' e la parola  relative'  è
  sostituita dalla parola  relativi.'.

  Al  comma  2  dell'articolo 3 della legge regionale  31  agosto
  2000, n. 19, la parola  regolamento' è sostituita con la parola
   decreto'.

  Al  comma  3  dell'articolo 3 della legge regionale  31  agosto
  2000,  n.  19, dopo le parole  dell'alloggio' sono aggiunte  le
  seguenti  parole  fatta eccezione per il requisito relativo  al
  reddito,  il cui possesso va accertato solamente alla  data  di
  emanazione  del primo decreto di concessione delle agevolazioni
  di cui al comma 2. Tale disposizione si applica a partire dalla
  data di pubblicazione della presente legge.'.

  All'articolo 11 della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6, sono
  apportate le seguenti modifiche:

  a)  dopo  il comma 2 è aggiunto il seguente comma:  2  bis.  Le
  somme iscritte nei fondi di  cui ai precedenti commi 1 e 2 sono
  da    intendersi   a   destinazione   vincolata   a   decorrere
  dall'esercizio finanziario 2004'.

  b)  dopo  il comma 7 è aggiunto il seguente comma:  7  bis.  Al
  Rendiconto generale della Regione è allegata una tabella  nella
  quale sono individuati gli interventi regionali con vincolo  di
  specifica destinazione.'.

  Dopo  il  comma  1 dell'articolo 1 della legge   regionale   10
  dicembre  2001, n. 20 è aggiunto il seguente comma:  I  compiti
  e  le  funzioni  dell'Ufficio  del  Sovrintendente  di  Palazzo
  d'Orleans  e  dei siti presidenziali sono altresì  estesi  alla
  sede   dell'Ufficio   legislativo  e  legale   dell'Assessorato
  regionale del Bilancio e le Finanze'.

  Dopo il comma 2 dell'articolo 23 della legge regionale 3 maggio
  2001, n. 6, è aggiunto il seguente comma:

   2   bis.   L'Assessorato  regionale  per  i  beni   culturali,
  ambientali  e  per  la  pubblica  istruzione  è  autorizzato  a
  richiedere  la  reiscrizione  delle  somme  impegnate  per   le
  finalità del presente articolo ed a trasferirle al soggetto  di
  cui al comma 2.'.

  Al  comma  4  dell'articolo 76 della legge regionale  26  marzo
  2002,  n. 2, le parole  pari a 15.494' sono sostituite  con  le
  parole   pari a 7.747' e le parole da  quanto al 50 per  cento'
  fino a  al restante 50 per cento' sono abrogate.

  Al  comma  3  dell'articolo 88 della legge regionale  26  marzo
  2002,  n.  2, e successive modifiche ed integrazioni è aggiunta
  la seguente lettera:

   d) costituzione o partecipazione a fondazioni finalizzate alla
  raccolta   di   donazioni  anche  provenienti  dall'estero   da
  impiegare  esclusivamente  per interventi  di  conservazione  e
  valorizzazione del patrimonio culturale.'

  Al  comma 1 dell'articolo 126 della legge 26 marzo 2002,  n.  2
  dopo    la    parola    Emergency'   aggiungere    le    parole
   all'Associazione internazionale per la medicina umanitaria  ed
  all'Associazione per la cura del bambino cardiopatico ONLUS  di
  Palermo'.

  All'articolo 6 della legge regionale 3 ottobre 2002,  n.  14  e
  successive  modifiche ed integrazioni, è aggiunto  il  seguente
  comma:

   4  bis.  Per il triennio 2005-2007 il compenso spettante  alle
  istituzioni    scolastiche   statali   per    lo    svolgimento
  dell'attività  istruttoria prevista  dal  presente  articolo  è
  erogato a conclusione delle relative operazioni'.

  Al  comma  7  dell'articolo 91 della legge regionale  26  marzo
  2002, n. 2, dopo la parola  culturali' aggiungere le parole   e
  commerciali'

  All'articolo  21,  comma 3, della legge regionale  23  dicembre
  2002,  n. 23 dopo la parola  dirigenti' sono aggiunte le parole
   e i funzionari direttivi'.

  All'articolo 94, comma 1, della legge regionale 26 marzo  2002,
  n. 2 alle parole  entro il limite di 150 migliaia di euro' sono
  sostituite  con le parole  entro il limite di 200  migliaia  di
  euro'  ed alle parole  entro il limite di 100 migliaia di euro'
  sono  sostituite con le parole  entro il limite di 200 migliaia
  di euro'.

  Al  comma  4  dell'articolo 76 della legge regionale  26  marzo
  2002,  n.  2  e successive modifiche ed integrazioni,  dopo  le
  parole  cooperazione tra enti locali' aggiungere le parole  per
  l'erogazione  del  contributo a carico della  Regione  previsto
  dall'articolo  5,  comma 1, della legge regionale  1  settembre
  1998, n. 17.'

  Al  comma  4 dell'articolo 7 ter della legge 11 febbraio  1994,
  n.109, come introdotto dalla legge regionale 2 agosto 2002,  n.
  7   ed  successive  modifiche e integrazioni,  dopo  la  parola
   euro'  sono  aggiunte le seguenti parole  nonché  attività  di
  coordinamento delle sezioni provinciali'.

  La  lettera a) del comma 9 dell'articolo 7 ter della legge   11
  febbraio 1994, n. 109, come introdotto dalla legge regionale  2
  agosto  2002,  n.  7 e successive modifiche e  integrazioni,  è
  sostituita dalla seguente:

   a)  un dirigente amministrativo dell'Amministrazione regionale
  o  in  alternativa  previa costituzione  di  apposito  albo  un
  soggetto  esterno all'Amministrazione regionale in possesso  di
  specifiche  e  documentate competenze scelto tra  magistrati  a
  riposo   provenienti  dalle  giurisdizioni   amministrative   e
  contabili,  avvocati  cassazionisti,  dirigenti  amministrativi
  degli  enti  locali,  previo parere della  Commissione   Affari
  istituzionali' dell'Assemblea regionale siciliana;'.

  Al  comma  13 dell'art. 7 ter della legge 11 febbraio 1994,  n.
  109, come introdotto dalla legge regionale 2 agosto  2002, n. 7
  e   successive  modifiche  ed  integrazioni,  le   parole    di
  competenza dell'amministrazione regionale' sono sostituite  con
  le parole  di cui alle lettere a) e b) del precedente comma 9.'

  All'articolo  29 della legge regionale 2 agosto 2002,  n.  7  e
  successive modifiche e integrazioni, dopo il comma 1 è aggiunto
  il seguente comma:

   1  bis.  Al  comma 1, lettera a), dell'art. 37  quater   della
  legge  11  febbraio  1994,  n. 109 e  successive  modifiche  ed
  integrazioni,  dopo le parole  eventualmente  modificato'  sono
  inserite le parole  con l'approvazione di quest'ultimo'.

  Dopo il comma 3 dell'articolo 32 della legge regionale 2 agosto
  2002, n. 7, è aggiunto il seguente comma:

   3  bis.  I  comuni e le province possono affidare direttamente
  servizi  pubblici alle società a totale capitale  pubblico  che
  già  gestiscono  servizi analoghi entro  i  limiti  di  importo
  previsti dalla vigente normativa comunitaria.'.

  Al  comma  1  dell'articolo 3 della legge regionale  3  ottobre
  2002,  n.  14,   dopo   le  parole   di  base   e   secondarie,
  statali'   sono aggiunte le parole  , regionali, provinciali  e
  comunali'.

  Al  comma  4  dell'articolo 6 della legge regionale  3  ottobre
  2002,  n. 14, dopo le parole  scuole statali' sono aggiunte  le
  parole  , regionali, provinciali e comunali'.

  All'articolo 23 della legge regionale 29 dicembre 2003, n.  21,
  è aggiunto il seguente comma:

   8   bis.  A  decorrere  dall'esercizio  finanziario  2005,   è
  istituito  nel bilancio della Regione un apposito  capitolo  ai
  sensi   dell'articolo  7  della  legge  5 agosto 1978,  n.  468
  per  i  rapporti, anche in convenzione con le comunità alloggio
  per   i   minori   sottoposti  a  provvedimenti   dell'autorità
  giudiziaria  minorile  nell'ambito della competenza  civile  ed
  amministrativa al cui onere valutato in 7.747 migliaia di  euro
  si  provvede per gli esercizi finanziari 2005 e 2006 con  parte
  delle disponibilità dell'UPB 3.2.1.3.2'.

  All'articolo 55 della legge regionale 16 aprile 2003, n.4, sono
  apportate le seguenti modifiche:

   a)   al  comma 1 dopo le parole  attualizzazione del  relativo
     credito'   sono aggiunte le parole   , nonché  del  connesso
     cofinanziamento regionale';
  b) il comma 2 è soppresso.
  Al  comma  1 dell'articolo 4 della legge regionale 29  dicembre
  2003,   n.   21   sostituire  le  parole   senza   vincolo   di
  destinazione' con le parole  ordinari della Regione',  dopo  le
  parole   dell'esercizio precedente' aggiungere  le  parole   al
  netto  di  una  quota  da utilizzarsi per  la  riproduzione  di
  economie  e la riassegnazione di residui passivi eliminati  per
  perenzione amministrativa relativi ad interventi regionali  con
  vincolo  di  specifica  destinazione  o  connessi  a  quote  di
  cofinanziamento regionale'.

  L'articolo 137 della legge regionale 16 aprile 2003,  n.  4,  è
  abrogato.

  All'articolo 10 della legge regionale 29 dicembre 2003, n.  21,
  sono soppresse le parole  nell'esercizio finanziario 2003'.

  All'articolo  47 della legge regionale 16 aprile  2003,  n.  4,
  dopo il comma 3, è aggiunto il seguente comma:

     3  bis.  In  sede di prima utilizzazione nei locali  ubicati
  nella città di Catania nella disponibilità dell'amministrazione
  regionale,  è allocata una unità operativa dell'Ufficio  stampa
  alle  dirette  dipendenze del Presidente  della  Regione,  alla
  quale  è  preposto  uno dei giornalisti in servizio  presso  lo
  stesso ufficio.

  L'articolo 136 della legge regionale 24 gennaio 2003, n.  4,  è
  così sostituito:

   Art. 136 - Orchestra Teatro Vittorio Emanuele di Messina -  1.
  Una  quota  del 20 per cento del contributo in favore dell'Ente
  autonomo  regionale teatro di Messina è destinata, a  decorrere
  dall'esercizio    finanziario   2005,   alla    stabilizzazione
  dell'orchestra del teatro Vittorio Emanuele di Messina'.

  Al  comma 4 dell'articolo 20 della legge regionale  8 settembre
  2003, n. 13, dopo le parole  Ospedale Papardo di Messina', sono
  inserire le parole   e l'AUSL n. 8 di Siracusa'; dopo le parole
   nel  territorio  della provincia di Catania  e  Messina'  sono
  aggiunte  le  parole  e della provincia di Siracusa';  dopo  le
  parole  Il Registro tumori integrato di Catania e Messina' sono
  inserite le parole  e di Siracusa'.

  All'articolo 24 della legge regionale 29 dicembre 2003, n.  21,
  dopo  le  parole   accertamenti  di  stabilità'  aggiungere  le
  seguenti    e  verifiche  tecniche  dei  livelli  di  sicurezza
  sismica'.

  Al  comma  1 dell'articolo 45 della legge regionale 5  novembre
  2004,   n.   15,  sono  aggiunte  le  parole   ferma   restando
  l'autonomia  regolamentare  degli enti  locali  in  materia  di
  concorsi pubblici'.

  All'articolo 114 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, le
  parole   consiglio di amministrazione' sono sostituite  con  le
  parole  organi collegiali'.

  Al  comma  1  dell'articolo 7 della legge regionale  27  aprile
  1999,  n. 10, le parole  Il 30 per cento' sono sostituite dalle
  parole  Sino al 30 per cento'.

  All'articolo  1,  comma 10, della legge  regionale  5  novembre
  2004,  n. 15 e all'articolo 26, comma 12, della legge regionale
  26  aprile  2003, n. 4, e successive modifiche ed integrazioni,
  le parole  ed accessorio, fisso e variabile' sono abrogate.

  All'articolo  62,  comma 22 della legge  regionale  5  novembre
  2004,  n. 15 dopo la parola  economici' sono aggiunte le parole
   nonché ad Amministrazioni ed enti'.

  Alla fine del  comma 2 dell'articolo 5 della legge regionale n.
  8  del  3  maggio  2004 aggiungere il seguente periodo:   Nelle
  citate  isole il limite altimetrico di cui al presente articolo
  è  determinato  con  decreto dell'Assessore  regionale  per  il
  turismo,  le  comunicazioni e i trasporti, sentito il  collegio
  regionale delle guide alpine e vulcanologiche.

  All'articolo 36 della legge regionale 5 novembre 2004,  n.  15,
  dopo le parole  2004' aggiungere le parole  e 2005'.

  Al  comma  2 dell'articolo 51 della legge regionale 5  novembre
  2004,  n. 15, le parole  ai sensi delle disposizioni di cui  al
  Titolo  II'  sono  sostituite  dalle  parole   ai  sensi  delle
  disposizioni di cui alla Parte II, Titolo II,'.

  All'articolo 12 della legge regionale 31 maggio 2004, n.  9,  è
  aggiunto il seguente comma:

   2  bis. Qualora all'istanza dei soggetti aventi diritto di cui
  all'articolo 13 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, non
  è  seguita opposizione o istanza di acquisizione da parte degli
  enti  pubblici o degli enti gestori della sede viaria in  stato
  di  dismissione  alla  viabilità,  i  frontisti  hanno  diritto
  prioritario alla concessione od acquisizione.'

  All'art. 27 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, sono
  apportate le seguenti modifiche:

  1) la lettera b) del comma 7 è soppressa;

  2)  al  comma 8, le parole  altre agevolazioni' sono sostituite
  dalle  parole   altri aiuti di Stato' e la parola  relative'  è
  sostituita dalla parola  relativi.'.

  Il  comma  4  dell'articolo 4 della legge regionale 5  novembre
  2004, n. 15 è abrogato. I componenti del Comitato regionale per
  le comunicazioni in carica alla data di entrata in vigore della
  legge   regionale   5   novembre   2004,   n.   15   permangono
  nell'esercizio  delle proprie funzioni sino al  compimento  del
  periodo  di  carica di cui al comma 2 dell'articolo  101  della
  legge regionale 26 marzo 2002, n. 2 .

   All'articolo 1 della legge regionale 7 febbraio 1963, n. 12  e
  successive modifiche ed integrazioni sono apportate le seguenti
  modifiche:   dopo la parola  Sicilia  è aggiunto il periodo   e
  favorire   lo   sviluppo  transnazionale   della   cooperazione
  siciliana in area Euromediterranea ed, in particolar modo,  con
  i  paesi della Sponda Sud del Mediterraneo, facilitando in tale
  ambito  lo  svolgimento  di  attività  di  partenariato  e   di
  cooperazione allo sviluppo

  al  comma  2 sopprimere le parole  ed operanti ; è aggiunto  il
  seguente  comma:   Nel  perseguimento delle  proprie  finalità,
  l'Istituto  può  svolgere  attività  collegate  agli  strumenti
  destinati dall'Unione Europea e per l'esecuzione della  propria
  attività  utilizzare  contributi ed altri  proventi  finanziari
  anche comunitari  .

   All'articolo 1, comma 1, della legge regionale 14 giugno 1983,
  n.  57, come modificato dall'articolo 63, comma 7, della  legge
  regionale  23  dicembre 2002, n. 23, dopo le parole   Borsa  di
  Studio  è aggiunta la parola  biennale .

   All'articolo 1 della legge regionale 31 maggio 2004,  n.  9  è
  aggiunto il seguente comma:

   Tutte  le  deliberazioni  del  Commissario  Liquidatore   sono
  comunicate  per  iscritto entro sette  giorni  alla  Presidenza
  della  Regione  ed  all'Assessorato Regionale Lavori  Pubblici.
  L'Assessorato  Regionale Lavori Pubblici entro  il  termine  di
  sette  giorni  dalla  ricezione  può  chiedere  chiarimenti   o
  disporre l'annullamento, dandone  comunicazione alla Presidenza
  della Regione . Il bilancio finale di liquidazione è sottoposto
  all'approvazione  della Giunta regionale, previo  parere  della
  competente Commissione legislativa e dell'Assessorato regionale
  del   bilancio  e  delle  finanze.  Quest'ultimo  provvede   ad
  acquisire  i  saldi positivi al patrimonio della Regione  e  ad
  assumere  le iniziative occorrenti a far fronte agli  eventuali
  saldi   negativi.  Il  patrimonio  indisponibile  dell'Ente   è
  trasferito  alla  Regione  siciliana  con  modalità   e   tempi
  compatibili  con  le  attività  di  gestione  e  lo  stato   di
  avanzamento della liquidazione.

  La  quota  di  2.000 migliaia di euro presente  nel  patrimonio
  dell'Agenzia  regionale  per  l'ambiente  all'1/1/2003,   viene
  vincolata  quale  fondo  di dotazione. Un'ulteriore  quota  del
  patrimonio  dell'Agenzia all'1.1.2003 pari a 1.000 migliaia  di
  euro  viene  accantonata per la copertura di eventuali  perdite
  future.  Alla parte restante del patrimonio netto all'1.1.2003,
  agli utili e alle perdite di bilancio che verranno conseguiti a
  partire dall'esercizio 2003 si applicano le disposizioni di cui
  all'articolo 29 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2.

  Al  secondo  comma  dell'articolo 39 della legge  regionale  26
  maggio  2002,  n. 2 e successive modifiche ed integrazioni,  le
  parole   20  per cento  sono sostituite con le parole   50  per
  cento .

  All'articolo  44  della  legge regionale  33/97  aggiungere  il
  seguente comma:

   L'applicazione del presente articolo e successive modifiche ed
  integrazioni,  è  competenza delle province regionali  che  con
  apposito   atto   amministrativo  del  Presidente   determinano
  l'utilizzo   delle   risorse   previste   dalla   legge   dando
  comunicazione all'Assessorato regionale agricoltura e foreste.

  L'Assessore  regionale per il turismo, le  comunicazioni  ed  i
  trasporti,  è  autorizzato a promuovere, senza oneri  a  carico
  della Regione, i corsi di formazione per i responsabili tecnici
  di  operazione  periodica dei veicoli a  motori,  di  cui  alla
  deliberazione 12 giugno 2003 della Conferenza permanente per  i
  rapporti  tra  lo Stato, le Regioni e le Province  autonome  di
  Trento e Bolzano.

  Con  successivo decreto, da emanarsi entro trenta giorni  dalla
  pubblicazione   della  presente  legge  a  cura  dell'Assessore
  regionale  per  il turismo, le comunicazioni  ed  i  trasporti,
  verranno stabilite le modalità di esecuzione, realizzazione  ed
  attuazione dei corsi di cui al precedente comma.

  Il  comma  10 dell'articolo 62 della legge regionale 5 novembre
  2004, n. 15 è abrogato.

  Al  comma  1, sub  articolo 7 bis  dell'articolo 5 della  legge
  regionale  2  agosto  2002, n. 7, sono  apportate  le  seguenti
  modifiche:

  al  capoverso 2, dopo le parole  dall'ingegnere capo del  Genio
  civile  sono aggiunte le parole  competente per territorio ,  e
  sono  soppresse  le  parole   della  provincia  in  cui  ricade
  l'opera .

  al  capoverso  2,  dopo il primo periodo  viene  introdotto  il
  seguente  periodo   S'intende ingegnere capo del  Genio  civile
  competente per territorio quello della provincia in cui  ricade
  l'opera o la maggiore estensione della stessa.

  al  capoverso 5, lettera a), dopo le parole  ingegnere capo del
  Genio   civile ,  sono  aggiunte  le  parole   competente   per
  territorio,

  al  capoverso 10 sono soppresse le parole  nonché sui  progetti
  di interesse ultra provinciale ;

  Al comma 9  lettera a) dell'articolo 5 sub articolo 7 ter della
  legge  regionale 2 agosto 2002, n. 7 e s.m.i.  dopo  le  parole
   dell'amministrazione regionale  sono aggiunte le seguenti:   o
  un dirigente dell'amministrazione statale anche a riposo.

  Per  il    Pane di Lentini , prodotto nel territorio del Comune
  di Lentini con semole di grano duro coltivato in Sicilia, fatto
  lievitare facendo uso di lievito naturale o lievito di birra  e
  cotto  in  forni  di pietra il cui basamento  è  costituito  da
  pietra  lavica o altro idoneo materiale refrattario naturale  e
  la  volta da mattoni refrattario usando come combustibile legna
  allo  stato  naturale  c/o  da gusci di  mandorle,  può  essere
  concessa l'autorizzazione della Camera di commercio, industria,
  artigianato  e agricoltura secondo la procedura prevista  dalla
  legge  31  luglio 1956, n. 1002 prescindendo dalla  valutazione
  sulla  densità e la produttività dei panifici esistenti per  la
  produzione del pane comune.

  I forni di pietra adibiti alla cottura dal caratteristico  Pane
  di  Lentini  sono esenti dall'osservanza delle prescrizioni  di
  carattere  tecnico stabilite dalla legge 31  luglio  1956,  n.-
  1002.

  Dopo  il  comma  4  dell'articolo 6  della  legge  regionale  1
  settembre 1977, n. 33 è aggiunto il seguente comma:  4 bis) Per
  le   finalità  di  cui  al  comma  1,  l'Assessorato  Regionale
  dell'Agricoltura e delle Foreste istituisce un Centro Regionale
  di recupero per la fauna selvatica specializzato per la cura  e
  la  riabilitazione  delle tartarughe  marine.  Anche  per  tale
  Centro Regionale si applicherà il disposto di cui al successivo
  comma  6.  Per  le finalità di cui al presente  comma  si  farà
  fronte con parte delle disponibilità del capitolo 143705 .

  Dopo  il  comma  2  dell'articolo 15 della  legge  regionale  4
  gennaio 2000, n. 4, aggiungere:  Per gli interventi di messa in
  sicurezza  dei siti minerari di proprietà, la Regione  provvede
  anche  dando incarico alla società biosfera partecipante   (sub
  emend G7) maggioritariamente dalla Regione medesima .

  Le  autorizzazioni ad eseguire opere in zone soggette a vincolo
  paesistico  o  su immobili di interesse storico-artistico  sono
  rilasciate  o negate, ove non regolamentate da norme specifiche
  dalle competenti Soprintendenze entro il termine perentorio  di
  120 giorni. Le competenti Soprintendenze possono interrompere i
  termini dei 120 giorni solamente una volta per la richiesta  di
  chiarimenti   o   integrazioni.   Alla   presentazione    della
  documentazione richiesta gli uffici avranno l'obbligo  entro  i
  successivi 60 giorni di esprimere un proprio parere.  Trascorso
  il  termine  perentorio di cui sopra si intende reso  in  senso
  favorevole.

  Le  funzioni  e  le  dotazioni strumentali dei  consiglieri  di
  parità sono ridefinite e potenziate nella Regione come previsto
  dall'articolo 1, commi 1 e 2 del decreto legislativo 23  maggio
  2000,  n.  196. Relativamente alle procedure di nomina  di  cui
  all'articolo 2, comma 1 del medesimo decreto legislativo, ferme
  restando   tutte   le   competenze   previste   dalla   vigente
  legislazione regionale, dopo il compimento dell'attuale periodo
  di carica, si provvede con decreto dell'Assessore regionale per
  il Lavoro.

  Le  disposizioni di cui all'articolo 55, comma  4  della  legge
  regionale 16 aprile 2003 n. 4 continuano ad applicarsi fino  al
  31 dicembre 2005. -

  All'articolo 9, comma 2, della legge regionale 30 aprile  1991,
  n.  10,  aggiungere la lettera e):   la data  entro  la  quale,
  secondo i termini previsti dall'articolo 21, commi 2 o 3,  deve
  concludersi il procedimento e i rimedi esperibili  in  caso  di
  inerzia dell'amministrazione.

  Si applica nel territorio della Regione Siciliana la disciplina
  degli  appalti pubblici di lavori concernenti i beni  culturali
  di  cui  agli  articoli  1, 2, 3, 4,  5,  6  e  9  del  Decreto
  legislativo 22 gennaio 2004, n. 30.

  All'articolo  78 della legge regionale 3 maggio 2001,  n.  6  e
  successive modifiche ed integrazioni sono apportate le seguenti
  modifiche:

  dopo  le  parole   si avvale di apposita struttura  societaria
  aggiungere  anche in forma di gruppo societario

  sostituire le parole  è individuato o   con il seguente periodo
   definito nel QRS in materia di SI, è

  dopo  le  parole   della predetta  sostituire   società     con
   struttura societaria .

  Al  comma  5  dell'articolo 6 della legge regionale  15  maggio
  1993,  n.  15 dopo le parole  sistemi informativi  inserire  le
  parole  e dell'innovazione tecnologica .

  Il  decreto legislativo 1 agosto 2003, n. 259, recante   codice
  delle  comunicazione elettroniche , si applica  nel  territorio
  della   Regione  Siciliana,  fermo  restando  quanto   previsto
  dall'articolo 6, comma 5, della legge regionale 11 maggio 1993,
  n. 15.

  Al  comma  10 dell'articolo 1 della legge regionale 5  novembre
  2004,  n. 15 dopo le parole  cinque unità  aggiungere le parole
     da  inquadrare con provvedimento del Dirigente Generale  del
  Dipartimento   Fondo   Sanitario,   Assistenza   Sanitaria   ed
  ospedaliera  - Igiene pubblica  ; al comma 12 dell'articolo  26
  della  legge  regionale  26 aprile  2003,  n.  4  e  successive
  modifiche  ed integrazioni dopo le parole   Sicilia  aggiungere
  le  parole     da  inquadrare con provvedimento  del  Dirigente
  Generale  del Dipartimento Bilancio e Tesoro  e dopo la  parola
   personale   aggiungere  le  parole   nel  numero  massimo   di
  quindici unità  .

  L'atto  di  inquadramento, adottato ai  sensi  dell'articolo  1
  della  legge  401/2000  nonché  dell'articolo  19  della  legge
  regionale  13/2003, ha decorrenza giuridica retroattiva  a  far
  data dall'attestazione formale dell'originario provvedimento di
  destinazione   del   legale  rappresentante  dell'azienda.   La
  suddetta   decorrenza  esclude  qualsiasi  effetto  di   ordine
  economico.

  All'articolo 35 legge regionale 33/97 e successive modifiche ed
  integrazioni  aggiungere dopo le parole  altresì, il  carattere
  di   associazione  venatoria  riconosciuta,   le   parole    la
  federazione  caccia  del regno delle due  Sicilie  con  sede  a
  Caltanissetta,  l'associazione liberi cacciatori siciliani  con
  sede in Acireale, la federazione caccia per le regioni d'Europa
  con sede in Palermo .

  Il  termine per la gestione del sistema di emergenza  in  forma
  convenzionale  di cui al comma 1 dell'articolo 39  della  legge
  regionale  7.8.1997,  n. 30 per come successivamente  differito
  dall'articolo 11, comma 1, della legge regionale 30.12.2000, n.
  36 e dall'articolo 109 della legge regionale 16.4.2003, n. 4, è
  ulteriormente prorogato al 31.12.2006.

  L'Assessorato  regionale  alla Sanità,  entro  il  termine  del
  31.12.2005,  dovrà definire le procedure e le modalità  per  il
  nuovo  affidamento del servizio di trasporto mediante ambulanze
  afferenti  il  sistema dell'emergenza-urgenza  sanitaria  (SUES
  118)  nella Regione Siciliana. Nelle more dell'attuazione delle
  procedure  di  cui sopra, dovendosi assicurare e  garantire  la
  continuità  del  S.U.E.S., la validità dell'atto  convenzionale
  già  stipulato con CRI ed in atto vigente, è prorogata fino  al
  definitivo  affidamento del servizio e comunque  non  oltre  la
  data del 31.12.2006.

  Le  piccole e medie imprese commerciali e artigiane aventi sede
  e  operanti  nel territorio della Regione Siciliana,  che  sono
  aderenti  ad  un consorzio di garanzia collettiva fidi  il  cui
  statuto sia stato approvato dall'Amministrazione regionale,  ai
  sensi  dell'articolo 97 della legge regionale 23 dicembre 2000,
  n.  23  e  la cui compagine sociale sia stata ammessa a  godere
  dell'integrazione  regionale  dei  fondi   rischi,   ai   sensi
  dell'articolo  94,  comma  4,  della  medesima  legge,  possono
  accedere  per  loro  tramite  alle operazioni  di  cessione  di
  crediti  a breve termine, garantite dal consorzio stesso,  fino
  all'importo  massimo  di  euro  500.000,00.  Per  gli   importi
  eccedenti tale limite massimo, si applicano le disposizioni  di
  cui  all'articolo 32, comma 7, della legge regionale 3 dicembre
  2003,  n.  20.  Per  le finalità previste nel  presente  comma,
  l'Assessorato   regionale   della   cooperazione,    commercio,
  artigianato  e  pesca è autorizzato a concedere  alle  imprese,
  tramite  il  consorzio  fidi  a cui  le  stesse  aderiscono,  i
  benefici previsti dalla normativa regionale vigente in materia.
  I  consorzi  di  garanzia  collettiva fidi  cui  aderiscono  le
  imprese  destinatarie  dell'intervento finanziario  di  cui  al
  comma   1,   trasmettono  alla  scadenza  di   ogni   trimestre
  all'Assessorato   regionale  della   cooperazione,   commercio,
  artigianato  e  pesca,  l'istanza di richiesta  del  contributo
  corredata    dalla    documentazione   probatoria    rilasciata
  dall'Istituto  di  credito o Società finanziaria,  nella  quale
  viene descritta l'operazione e gli interessi maturati.

  Il  comma  1 dell'articolo 107 della legge regionale 16  aprile
  2003,  n.  4 è sostituito dal seguente:  1. I benefici  di  cui
  agli  articoli 2, 3, 4 e 9 della legge regionale  13  settembre
  1999,  n.  20  e  s.m.i. sono estesi in favore  dei  familiari,
  individuati  secondo  il  disposto  delle  norme  citate,   dei
  dipendenti  e di direttori di cantiere scuola (G2) in  servizio
  presso l'amministrazione regionale, gli enti locali, le aziende
  unità  sanitarie locali e gli enti o gli istituti dagli  stessi
  vigilati,  vittime  di  azioni criminose  nell'adempimento  del
  proprio  dovere. ., All'articolo 108 della legge  regionale  16
  aprile  2003, n. 4 è aggiunto il seguente comma:  2. i benefici
  di  cui al comma 1 dell'articolo 107 della presente legge  sono
  altresì  applicati al dipendente della provincia  regionale  di
  Catania Placido Stissi, deceduto nell'adempimento del dovere in
  data  11  dicembre  2004  ;  in favore  del  cittadino  Mendola
  Giuseppe, deceduto eroicamente il 12 luglio 2003 nel compimento
  di  un atto di salvataggio di due cittadini nel tratto di  mare
  di  isola  delle Femmine in provincia di Palermo sono estesi  i
  benefici di cui agli articoli 2,3,4  della l.r. 20/1999.

  L'Assessorato  regionale  del  bilancio  e  delle   Finanze   è
  autorizzato  a  prestare garanzia sussidiaria in  favore  degli
  istituti  di  credito  che erogano mutui  in  favore  dell'ente
  Autonomo  Fiera  di  Palermo finalizzati al ripianamento  delle
  proprie  esposizioni debitorie sussistenti  alla  data  del  30
  giugno 2004 e comunque per un importo complessivo massimo  pari
  a  10.000 migliaia di euro. Per le finalità del presente comma,
  l'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze approva il
  piano di risanamento aziendale ed il piano di ammortamento  del
  mutuo, verificando ogni dodici mesi che gli stessi piani  siano
  rispettati    attraverso   la   nomina   di   un    commissario
  straordinario,  da  parte  dello  stesso  Assessorato,  per  il
  risanamento   dell'ente,   da  affiancare   al   Consiglio   di
  amministrazione dello stesso ente o al commissario.

  Nelle more di un organico riordino del settore e delle attività
  fieristiche,  gli  Enti  fiera  regionali  si  trasformano   in
  soggetti giuridici privati che acquistano personalità giuridica
  di  diritto  privato  con l'approvazione da  parte  dell'Organo
  tutorio  della  delibera di trasformazione, e  subentrano  agli
  Enti   cessati  nei  rapporti  giuridici,  attivi  e   passivi,
  esistenti   al   momento   della  trasformazione.   L'Assessore
  regionale  alla cooperazione, commercio, artigianato  e  pesca,
  cui compete la tutela e la vigilanza degli Enti fieristici,  dà
  attuazione  alla  disposizione  di  cui  al  precedente   comma
  mediante  nomina  di  commissari  ad  acta.  Le  procedure   di
  privatizzazione, che si completano entro un anno dalla data  di
  entrata  in  vigore  della  presente  legge,  si  informano  ai
  principi generali e ai criteri contenuti nella legge 11 gennaio
  2001,  n. 7, alle disposizioni di cui ai commi 2, 3, 4, 5  e  6
  della  stessa legge, per quanto compatibili con le norme  e  le
  competenze  regionali in materia, e, per quanto  non  previsto,
  alle  previsioni normative del decreto legislativo  17  gennaio
  2003, n. 6.

  All'articolo 26 della legge regionale 5 novembre 2004, n. 15 la
  parola  2003  è sostituita con la parola  2002 .

  L'articolo 156 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, è
  così sostituito:

  L'Assessore  regionale  per  la  cooperazione,  il   commercio,
  l'artigianato e la pesca, sentite le marinerie siciliane  e  le
  associazioni di categoria, istituisce con proprio decreto,  nel
  territorio  della  Regione  siciliana,  uffici  decentrati  del
  dipartimento  della  pesca,  determinandone  i  compiti  e   le
  rispettive  dotazioni  organiche.  Gli  uffici  decentrati  del
  dipartimento della pesca avranno sede nei locali che  i  comuni
  e/o   le   province   regionali   territorialmente   competenti
  renderanno disponibili. Al funzionamento degli uffici di cui al
  comma 1, si provvede mediante l'utilizzazione di personale  già
  in servizio presso l'Amministrazione regionale.

  L'Istituto di studi politici   San Pio V , per la sua rilevanza
  sociale  e  formativa, è riconosciuto come  ente  di  interesse
  regionale. L'Istituto si propone di sviluppare nella  coscienza
  dei   giovani  i  grandi  problemi  sociali  e  dello  sviluppo
  tecnologico.  In particolare l'Istituto, per il  raggiungimento
  dei  suoi  fini,  promuove in Sicilia o su temi  relativi  alla
  Sicilia,  varie  iniziative  tra cui  conferenze  ,  congressi,
  seminari  di studi, pubblicazioni di studi e ricerche, ricerche
  a livello scientifico, corsi di perfezionamento, concessione di
  borse  di studio, acquisizione di beni e strutture. L'Istituto,
  in linea con le finalità proprie, predispone il programma delle
  iniziative  e trasmette ogni anno all'Assessorato regionale  ai
  Beni  Culturali  ed Ambientali ed alla Pubblica Istruzione,  al
  termine  delle  iniziative prese, una  relazione  sull'attività
  svolta.

  Al  fine  di agevolare il recupero del netto storico  (zone  A)
  della   città   di  Palermo,  sono  dimezzati  gli   oneri   di
  urbanizzazione  e i costi di costruzione di cui all'articolo  3
  della  legge  28  gennaio 1977, n. 10,  per  tutti  i  soggetti
  interessati.

  All'articolo  21 della legge regionale 1 agosto  1977,  n.  80,
  dopo il comma 1 è aggiunto il seguente comma:  2. L'Assessorato
  regionale  per i beni culturali e ambientali e per la  pubblica
  istruzione può procedere altresì all'acquisizione di  opere  di
  artisti  italiani  e  stranieri  al  fine  di  incrementare  il
  patrimonio regionale di arte contemporanea.

  Una quota pari all'80% del contributo stanziato per l'esercizio
  finanziario  2005  a favore dell'Associazione Telefono  azzurro
  (UPB 3.2.1.3.1. - Capitolo 183711) è destinato a consentire  al
  gestore  del  servizio   S.O.S. Il  Telefono  Azzurro  -  linea
  nazionale per la prevenzione dell'abuso dell'infanzia ,  eretto
  in ente morale con D.P.R. 18 dicembre 1990, nella sede unica di
  Palermo, l'avviamento del Servizio telefonico nazionale  114  -
  linea d'emergenza gratuita per la segnalazione di situazioni di
  pericolo  immediato di bambini e adolescenti - , istituito  con
  Decreto  dei  Ministri delle Comunicazioni, Lavoro e  politiche
  sociali  e  Pari  opportunità, del 6 agosto  2003.  L'Assessore
  regionale  per la famiglia, le politiche sociali e le autonomie
  locali  è autorizzato a stipulare con il predetto ente  gestore
  del Servizio 114 una convenzione finalizzata all'elaborazione e
  gestione   di  progetti  formativi  riguardanti  le   procedure
  d'intervento  in  situazioni di emergenza relative  ai  minori,
  rivolti  al  personale docente delle scuole di  ogni  ordine  e
  grado,  agli  operatori sanitari, a quelli socio-assistenziali,
  ed alle forze dell'ordine.

  Al  comma  1 dell'articolo 72 della legge regionale 28  ottobre
  1985, n. 41 la parola  4  è sostituita con la parola  8   e  le
  parole   professionisti con almeno 18 mesi di  anzianità   sono
  sostituite con le parole  iscritti all'ordine .

  Al comma 3 dell'articolo 1 della legge regionale 6 aprile 1996,
  n.  18,  dopo le parole  della somma mutuata  sono aggiunte  le
  seguenti:  e calcolati al tasso d'interesse vigente al  momento
  della  stipula  dell'atto di mutuo definitivo . All'articolo  1
  della  legge  regionale 6 aprile 1996,  n.  18  è  aggiunto  il
  seguente  comma:  4. L'importo da restituire per  interessi  di
  utilizzo   qualora  sia  richiesto  da  parte   delle   società
  beneficiarie di capitalizzarlo nel mutuo deve essere garantito,
  se  capiente, dall'ipoteca di primo grado già esistente per  il
  mutuo   stesso   senza   ulteriore   garanzie   delle   società
  beneficiarie .

  L'Assessore  regionale  per  la  Cooperazione,  il   Commercio,
  l'Artigianato e la Pesca è autorizzato, a valere sulle economie
  realizzate  ai  sensi  della  legge  17  febbraio  1982,   n.41
  concernente  il  Piano per la razionalizzazione e  lo  sviluppo
  della pesca marittima , a corrispondere in via straordinaria  e
  limitatamente al periodo compreso tra il primo gennaio 2004  ed
  il  30 giugno 2005 in favore delle imprese esercenti l'attività
  della pesca in Sicilia, un contributo straordinario a titolo di
  concorso sulle spese effettivamente sostenute e documentate per
  l'acquisto  del  gasolio  necessario  allo  svolgimento   delle
  attività professionale. Il contributo di cui al comma 1 rientra
  tra  gli aiuti di cui al Regolamento (CE) n. 1860 del 6 ottobre
  2004 e viene erogato nella misura del  de minimis  nel rispetto
  delle   norme   del   predetto   Regolamento   CE.   Ai    fini
  dell'ammissione  al  contributo di cui al  presente  comma,  le
  imprese interessate devono presentare apposita istanza  con  le
  modalità  e  nei termini che saranno indicati in apposita  atto
  dell'Assessorato regionale della Cooperazione,  del  Commercio,
  dell'Artigianato e della Pesca. Il contributo  verrà  computato
  nella  misura del 5 per cento del costo del carburante relativo
  al  periodo in cui la spesa effettuata si riferisce ed al netto
  dell'imposta sul valore aggiunto (IVA).

  A decorrere dall'esercizio finanziario 2006, la quota di cui al
  comma  1 è determinata ai sensi dell'articolo 3 lettera H della
  legge regionale 10/1999

  All'articolo 5 della legge regionale 12 novembre 1996, n. 41, è
  aggiunto  il  seguente  comma:   2  bis.  Le  disposizioni  del
  presente  articolo non trovano applicazioni nei  confronti  del
  personale  chiamato  a  far  parte  degli  uffici  di   diretta
  collaborazione del Presidente e degli Assessori regionali.

  Al comma 2 dell'articolo 10 della legge regionale 18.2.1986, n.
  3  sostituire  la  parola dieci  con la parola   dodici ,  alla
  lettera b) la parola  quattro  è sostituita con la parola  sei
  ed inserire dopo la parola  esperti  le parole  di cui quattro
  e  dopo  la  parola   CNEL   le parole   e  due  al  competente
  assessore regionale .

  La composizione delle Commissioni provinciali per l'artigianato
  istituite con l'articolo 10 della legge regionale 18.2.1986, n.
  3,  è  integrata da due esperti designati dall'Assessore  della
  cooperazione, del commercio, dell'artigianato e della pesca.

  Le  fideiussioni regionali concesse agli istituti di credito ai
  sensi e per gli effetti dell'articolo 1 della legge regionale 8
  novembre  1988, n. 30 e dell'articolo 10 della legge  regionale
  15 maggio 1986, n. 24 a favore delle cooperative agricole, sono
  equiparate  alle  garanzie di cui all'articolo  2  della  legge
  regionale 10 ottobre 1994, n. 37.

  I  soci  delle cooperative agricole di cui al precedente comma,
  possono  beneficiare  delle agevolazioni previste  dalla  legge
  regionale  10  ottobre 1994, n. 37, purchè dimostrino  di  aver
  prestato  garanzie  agli  istituti di  credito  e/o  agli  enti
  pubblici  finanziatori  entro i termini previsti  dalla  stessa
  legge.

  Il comma 6 dell'articolo 76 della legge regionale 16.4.2003, n.
  4,  è  sostituito  dal seguente:  Dalla data  di  scadenza  dei
  contratti di cui al comma 2, gli eventuali oneri graveranno sul
  bilancio delle relative fondazioni. I beni mobili ed immobili e
  le    relative   pertinenze   e   attrezzature   destinate   al
  funzionamento dei centri di eccellenza (ortopedico di  Catania,
  Oncologico di Messina e Materno Infantile di Palermo),  saranno
  trasferiti nella piena disponibilità delle fondazioni istituite
  allo  scopo,  dopo  il  collaudo dei lavori  di  realizzazione,
  mantenendo il vincolo assoluto di destinazione. Nell'ipotesi di
  scioglimento della fondazione, per qualsiasi causa, gli  stessi
  rientreranno nella piena disponibilità patrimoniale degli  Enti
  che li hanno conferiti .

  Gli  interventi  di cui agli articoli  80   e  88  della  legge
  regionale 10 dicembre 2001, n. 21, di cui all'articolo 40 della
  legge  regionale 10 dicembre 2001, n. 21  e di cui all'articolo
  48 della legge regionale 4 gennaio 2000, n. 4, sono determinati
  annualmente ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera h) della
  legge regionale 27 aprile 1999, n. 10.

  All'articolo 14 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, dopo
  il  comma  1, è aggiunto il seguente comma:  2. Le licenze,  le
  concessioni,  i  nulla  osta,  i  permessi,  le  autorizzazioni
  richiesti per l'esercizio di attività economiche nel territorio
  della Regione siciliana sono sostituiti da una comunicazione di
  inizio attività da parte del legale rappresentante dell'impresa
  richiedente,  indirizzata  all'Amministrazione  competente.  La
  comunicazione  è  resa nei modi e nelle forme regolamentati  ai
  sensi dell'articolo 22 della legge regionale 30 aprile 1991, n.
  10.  Restano validi ed esecutivi le norme di legge e tutti  gli
  atti  amministrativi  vigenti in  materia  di  urbanistica,  di
  edilizia, di ambiente, della salute pubblica, della tutela  del
  lavoro e della sicurezza pubblica, nonché quelli concernenti la
  realizzazione di grandi centri commerciali di cui  all'articolo
  2  della  legge regionale 22 dicembre 1999, n. 28 e  successive
  modifiche   ed  integrazioni.  Il  legale  rappresentante   che
  sottoscrive  la  comunicazione è  tenuto  a  fornire  tutta  la
  documentazione    che   sarà   richiesta   una    sola    volta
  dall'Amministrazione  competente; il  legale  rappresentante  è
  responsabile  di  ogni  violazione  delle  norme,  degli   atti
  amministrativi  e  di  ogni altra disposizione  che  disciplina
  l'inizio  dell'attività, con esclusione degli  errori  formali.
  Con  decreto  del  Presidente della Regione da  emanarsi  entro
  novanta    giorni,   su   proposta   dell'Assessore   regionale
  competente,  sono  individuate  le  categorie  delle   attività
  economiche rientranti nell'ambito di applicazione del  presente
  articolo Sono abrogate le disposizioni della legge regionale  6
  agosto  1997, n. 27 che risultino in contrasto con il  presente
  comma,  nonché  ogni  altra disposizione incompatibile  con  lo
  stesso.

  Le  disponibilità  finanziarie del fondo  di  garanzia  di  cui
  all'articolo 132 della legge regionale 16 aprile  2003,  n.  4,
  possono  essere impiegate anche per le istanze  di  accesso  al
  fondo relativamente agli anni pregressi.

  E'  istituita  la  tassa fitosanitaria regionale.  La  tassa  è
  dovuta   dall'importatore  e  deve  essere   versata   mediante
  pagamento  su  conto  corrente postale intestato  alla  Regione
  Siciliana,   inserendo  nella  causale   la   dicitura    Tassa
  Fitosanitaria ,  prima  dell'espletamento  delle  attività   di
  controllo all'importazione previste dalla Direttiva 2000/29/CE.
  La  tassa  è  dovuta nella misura prevista dall'All.  VIII  bis
  della   Direttiva   2000/29/CE,  introdotto   dalla   Direttiva
  2002/89/CE  del  Consiglio del 28 novembre 2002,  che  modifica
  parzialmente la Direttiva 2000/29/CE concernente le  misure  di
  protezione  contro l'introduzione nella Comunità  di  organismi
  nocivi  ai  vegetali o ai prodotti vegetali e  contro  la  loro
  diffusione  nella  Comunità.  Non  è  autorizzato  il  rimborso
  diretto o indiretto della tassa. La tassa fitosanitaria entrerà
  in vigore a partire dal 1  gennaio 2005, ai sensi dell'articolo
  2 della Direttiva 2002/89/CE. Con decreto dell'Assessorato alla
  Sanità, emesso di concerto con l'Assessorato al Bilancio e alle
  Finanze,  da  emanarsi entro 30 giorni dall'entrata  in  vigore
  della  presente legge, sono stabilite le modalità  di  gestione
  della tassa.

  Il  comma  2 dell'articolo 7 della legge regionale 18  febbraio
  1986,   n.3,   come  sostituito  dall'articolo27  della   legge
  regionale  18.  maggio  1986 n. 33 è così  modificato:     Alla
  stessa  separata sezione dell'albo di cui all'articolo  6  sono
  iscritti anche i consorzi e società consortili cui partecipano,
  oltre  alle  imprese  artigiane, anche imprese  industriali  di
  minore  dimensione,  così come definite  dal  CIPE,  purchè  in
  numero  non  superiore  alla metà,  e  sempre  che  le  imprese
  artigiane detengano la maggioranza di organi deliberanti .

  Nella  Regione siciliana la commercializzazione al dettaglio  e
  l'impiego di prodotti fitosanitari, coadiuvanti e concimi  come
  regolamentati   dalla   legislazione  vigente,   è   consentita
  esclusivamente  previo  rilascio di prescrizione  da  parte  di
  dottori  agronomi abilitati all'esercizio della professione  ed
  iscritti in apposito elenco, istituito presso le aziende  unità
  sanitarie locali competenti per territorio. L'istituzione e  la
  tenuta  dell'elenco  è  disciplinata da  apposito  decreto  del
  presidente della regione  adottato  di concerto con l'Assessore
  regionale   per   la   Sanità  e  l'Assessore   regionale   per
  l'Agricoltura  e  le  foreste,  da  emanarsi  entro  90  giorni
  dall'entrata  in vigore della presente legge. Le aziende  unità
  sanitarie   locali   sono  autorizzate  a  stipulare   apposite
  convenzioni con i dottori agronomi iscritti nell'elenco di  cui
  al presente comma per l'espletamento delle attività connesse al
  rilascio  della  prescrizione dei prodotti   di  cui  trattasi.
  Ciascuna  prescrizione è soggetta al pagamento di un ticket  di
  euro  2,00  secondo  quanto stabilito dal  decreto  di  cui  al
  presente  comma,  il quale prevede altresì le modalità  per  il
  rilascio   delle   prescrizioni,   nonché   lo   schema   delle
  convenzioni,  ivi  compreso l'importo dovuto dall'AUSL  per  il
  servizio reso in convenzione.

  Gli  enti  di  cui  alla tabella  A  della legge  regionale  25
  maggio  1995,  n.  45  sono autorizzati ad utilizzare,  per  lo
  svolgimento  dei propri compiti istituzionali, il personale  in
  atto  in  servizio, nonché il personale di cui all'articolo  30
  della  medesima  l.r. n. 45/95,  chiamati  nel  rispetto  delle
  disposizioni  di cui al comma 1 dell'articolo 106  della  legge
  regionale  16  aprile  2003, n. 4 sino alla  definizione  dello
  strumento  normativo concernente il riordino complessivo  degli
  enti  predetti anche mediante copertura dei posti previsti  nei
  P.O.V.  A  detto personale viene estesa la previsione normativa
  di  cui  al  comma 1 dell'articolo 2 della legge  regionale  30
  dicembre  1977,  n. 106 come sostituito dall'articolo  1  della
  legge regionale 6 aprile 1981, n. 49.

  Al primo comma dell'articolo 58 della legge regionale 18 maggio
  1996, n. 33 sostituire le parole  sono autorizzati a modificare
  le   con  le  parole   procedono,  entro  il  31  maggio  2005,
  all'adeguamento   delle   rispettive  piante   organiche   alle
  previsioni  della  legge  150/2000   e  dopo  le  parole    sua
  interezza   aggiungere le parole  , fermo restando  l'Autonomia
  Statutaria e regolamentare dei suddetti Enti. . Alla  fine  del
  comma  1 dell'articolo 127 della legge regionale 26 marzo 2002,
  n.    2,   è   aggiunto   il   seguente   periodo:    Ai   fini
  dell'applicazione dell'articolo 7 della legge 7 giugno 2000, n.
  150  negli  enti  locali  il  portavoce  deve  essere  iscritto
  all'ordine dei giornalisti

  Il  disposto  di  cui al comma 1 dell'articolo 57  della  legge
  regionale  6 aprile 1996, n. 16 è interpretato nel  senso  che,
  nella fase di prima formazione del contingente distrettuale  di
  cui  all'articolo  56, comma 4, lettera b),  il  contingente  è
  formato  prioritariamente dai lavoratori già in possesso  della
  qualifica  di autobottista, conseguita con precedente  rapporto
  di  lavoro  con l'Amministrazione forestale; per  i  successivi
  aggiornamenti di cui all'articolo 60, il precedente  lavorativo
  nella  relativa  qualifica di addetto alla guida  di  autobotti
  costituisce  titolo  preferenziale.  Il  successivo  articolo59
  comma 2 è interpretato nel senso che il possesso della relativa
  qualifica con precedente lavorativo nella mansione, costituisce
  titolo  preferenziale.  Il requisito del precedente  lavorativo
  applicato  dalle  Commissioni provinciali Manodopera  agricola,
  sia  per  la  prima  formazione  dei  contingenti  distrettuali
  antincendio,  che  per i successivi aggiornamenti,  è  pertanto
  valido ed efficace.

  Ai  fini dell'individuazione del soggetto utilizzatore in  ASU,
  l'Assessorato   Regionale  del  Lavoro,   Previdenza   Sociale,
  Formazione Professionale ed Emigrazione, provvede attraverso  i
  propri  uffici  periferici ad accertare l'ente  presso  cui  il
  lavoratore ha prestato la propria attività per almeno 45 giorni
  alla  data (G 12.1) di entrata in vigore della presente  legge.
  Nelle selezioni per la procedura di stabilizzazione, i soggetti
  utilizzati  nell'Ente  in  forza di procedura  di  assegnazione
  ovvero  convenzionali ai sensi degli articoli 1 e 5 del decreto
  legislativo  n.81 del 2000, mantengono la priorità rispetto  ai
  lavoratori di cui al precedente comma.

  Al  fine  di  assicurare la prosecuzione nell'utilizzazione  in
  attività socialmente utili di lavoratori destinatari del regime
  transitorio  per  i  quali  gli enti utilizzatori  privati  non
  provvedono ad adottare i programmo di fuoruscita, l'Assessorato
  regionale   del   lavoro,  della  previdenza   sociale,   della
  formazione professionale e dell'emigrazione promuove iniziative
  volte  all'utilizzazione degli stessi  lavoratori  presso  enti
  legittimati   diversi   dall'amministrazione   regionale,    su
  richiesta dei soggetti interessati. Per i soggetti utilizzatori
  pubblici,  alle inadempienze dell'ente, provvede  l'assessorato
  regionale del lavoro della previdenza sociale, della formazione
  professionale   e  dell'emigrazione  attraverso   i   controlli
  sostitutivi di cui all'articolo 5 comma 2 della l.r. 24/2000  e
  successive modifiche ed integrazioni. L'Assessore regionale del
  lavoro,    della    previdenza   sociale,   della    formazione
  professionale  e dell'emigrazione è autorizzato  ad  approvare,
  finanziare  e  a  dare  corso al piano  regionale  dell'offerta
  formativa  2005, utilizzando anche (G23) le risorse  rivenienti
  dai  trasferimenti  comunitari, statali e dal  fondo  siciliano
  lavoratori.

  I  contributi corrisposti ai sensi dell'articolo  2,  comma  2,
  della  legge  regionale n. 3 del 1998 sono da intendersi  aiuti
  nell'ambito della formazione all'autoimpiego rivolta a soggetti
  disoccupati  ed  assimilabili  alle  borse  di  studio  di  cui
  all'articolo 4 della legge 23 agosto 1984, n. 486.

  Nelle  more  della  riforma organica delle AAPIT,  il  relativo
  personale,  su  disposizione  del  Presidente  della  Provincia
  regionale nel cui ambito territoriale ha sede l'Azienda, previa
  concertazione sindacale, può essere utilizzato dalla  Provincia
  regionale  o  dagli enti ad essa collegati, ferme  restando  le
  garanzie  giuridico-economiche e funzionali di detto  personale
  godute presso l'ente di provenienza.

  Il comma 1 dell'articolo 3 della legge regionale 6 giugno 1975,
  n.41,  è  così  sostituito:    Le  opere,  i  macchinari  e  le
  attrezzature di cui alle lett. a) e b) del precedente  articolo
  sono  soggetti  al  vincolo della destinazione  produttiva  per
  almeno  cinque anni a decorrere dalla data della certificazione
  di fine lavori e, negli altri casi, dalla data di acquisto . Al
  comma  2 dell'articolo 55 della legge regionale 6 maggio  1981,
  n.  97,  le  parole  lire 200 milioni  sono sostituite  con  le
  parole  2 milioni di euro .

  Al  fine  di favorire un processo di trasparenza e di  garanzia
  per  i consumatori la Regione promuove l'adozione da parte  dei
  commercianti miranti alla migliore conoscenza del  processo  di
  formazione del prezzo finale di vendita.

  All'articolo 78 della legge regionale 16 aprile 2003,  n.  4  e
  successive  modifiche  ed integrazioni,  sostituire  la  parola
   attraverso   con la parola  al ; dopo la parola   comunitaria
  aggiungere  la  parola   Euromed ;  dopo  la  parola   Sicilia
  aggiungere le parole   con sede in Palermo e con le modalità di
  cui all'articolo 23 della legge regionale 23 dicembre 2002,  n.
  23 .

  A  valere  sulle  disponibilità  dell'UPB  6.2.2.6.1  (capitolo
  672018),  l'Assessore  per i lavori pubblici  è  autorizzato  a
  finanziare  progetti  nei  comuni al di  sotto  dei  cinquemila
  abitanti,  per il consolidamento e, ove non esistenti,  per  la
  realizzazione dei palazzi municipali e/o delle caserme anche al
  fine  della  pubblica sicurezza e della protezione  civile  dei
  cittadini.

  Al  secondo  comma, lettera c), dell'articolo  61  della  legge
  regionale  18 febbraio 1986, n. 3 come modificato dall'articolo
  37 della legge regionale 25 maggio 1991, n. 35 sono aggiunte le
  seguenti parole:  e reti di servizio informatiche .

  Nelle  more del riordino complessivo dei Consorzi di  bonifica,
  finalizzato ad assicurare agli stessi efficienza ed economicità
  di  gestione,  i contratti di cui all'articolo  3  della  legge
  regionale  30  ottobre  1995,  n.  76  sono  prorogati,   senza
  soluzione di continuità, al 31 dicembre 2007.

  Per  le finalità previste dalla Comunicazione della Commissione
  UE  riguardanti:  Orientamento comunitari sugli aiuti di  Stato
  per  il  salvataggio  e  la  ristrutturazione  di  imprese   in
  difficoltà ,   in  GUCE  C  244  dell'1.10.2004,   per   l'anno
  finanziario 2005, a valere sulle disponibilità del Fondo  unico
  previsto  dall'articolo 63 legge regionale 7 marzo  1997,  n.6,
  l'IRCAC è autorizzato ad effettuare interventi in favore  delle
  cooperative agricole di conferimento (di cui all'albo nazionale
  delle cooperative istituito con decreto 23.6.2004 dal Ministero
  delle  attività produttive) di ortofrutticoli in  serra  e  che
  forniscono  ai soci, beni e servizi diretti alla  cura  e  allo
  sviluppo del ciclo biologico (articolo 1, comma 2, del  decreto
  legislativo  n.  228/01), in possesso dei  requisiti  previsti,
  dall'articolo 2512 e del comma 3  dell'articolo 2513 del Codice
  Civile,  formate al 31.12.2003 da almeno cento soci  produttori
  agricoli. Entro 30 giorni dall'entrata in vigore della presente
  legge  il Presidente della Regione emana all'IRCAC, con proprio
  decreto, le direttive per l'attuazione del presente comma.

  Dopo  il comma 7 dell'articolo 45 della legge regionale 7 marzo
  1997,  n.6 aggiungere il seguente:  7 bis. Qualora il personale
  di  cui  al  precedente comma 6  venga collocato  nell'organico
  dell'ente  locale, in una qualifica o in profilo  professionale
  diverso,  l'onere  relativo al trattamento  economico  resta  a
  carico del fondo .

  A  valere  sulle  assegnazioni in  favore  dei  Comuni  di  cui
  all'articolo 23, comma 1 della legge regionale 21/03 al fine di
  assicurare il rimborso dei costi sostenuti per l'eliminazione e
  il  superamento  delle barriere architettoniche  degli  edifici
  privati,  l'Assessore regionale per la famiglia,  le  politiche
  sociali  e  le  autonomie  locali è autorizzato  ad  erogare  i
  relativi   fondi  in  favore  dei  comuni  per  consentire   la
  liquidazione delle istanze presentate dai soggetti portatori di
  handicap  riconosciuti invalidi secondo l'ordine di inserimento
  nella  graduatoria  regionale formata ai sensi  della  legge  9
  gennaio 1989, n. 13.

  Per   la   realizzazione  degli  interventi  finalizzati   alla
  conservazione  del patrimonio culturale di cui all'articolo  29
  del  Codice dei beni culturali e del paesaggio, emanato con  il
  decreto   legislativo  22  gennaio  2004  n.42,   il   progetto
  definitivo  dei lavori di cui al comma 4 dell'articolo16  della
  legge  11 febbraio 1994 n.109 nel testo coordinato con la legge
  regionale   2  agosto  2002  n.7  e  successive  modifiche   ed
  integrazioni,   deve  essere  corredato  propedeuticamente   di
  indagini diagnostiche.

  A  valere  sulle disponibilità dell'U.P.B. 2.3.1.3.1.  capitolo
  146514, l'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste, è
  autorizzato  ad erogare la somma di euro 2.000.000 ai  Consorzi
  di  bonifica.  Detta somma è esclusivamente   finalizzata  alla
  vigilanza e custodia delle dighe gestite dai suddetti  consorzi
  e  soggette a vigilanza e custodia governativa ai sensi del DPR
  1  novembre  1959, n. 1363. Tale somma verrà  ripartita  fra  i
  Consorzi di bonifica in proporzione al numero di invasi gestiti
  ed  in  base  ad apposita perizia dei lavori dal  Foglio  delle
  condizioni regolarmente sottoscritto con l'autorità governativa
  statale  ai  sensi  dell'articolo 6  del  DPR  n.  1363/1959  e
  successive modifiche ed integrazioni.

  All'articolo 2, comma 3, della legge regionale 15 maggio  1991,
  n. 17, dopo la parola  Vittoria  sono aggiunte le parole  ed il
  Museo  archeologico  regionale di Centuripe   tramite  apposita
  convenzione con il comune e la provincia regionale di Enna  per
  la gestione dello stesso.

  All'articolo  3  della legge regionale 6  maggio  1981,  n.  9,
  all'inizio della lettera C, sostituire  sei  con  sette .  Alla
  lettera C dello stesso articolo aggiungere  amici della terra .

  Al  fondo  di rotazione ESA, istituito con l'articolo 14  della
  legge regionale 12 maggio 1959, n. 21 e successive modifiche ed
  integrazioni,   possono  accedere  gli  Imprenditori   Agricoli
  Professionali  (I.A.P.)  di  cui  all'articolo  1  del  decreto
  legislativo 29 marzo 2004, n. 99.

  Al   fine   di  armonizzare  l'erogazione  dei  servizi   socio
  assistenziali  e  di orientamento al lavoro ed  all'occupazione
  con i servizi di cui alla legge regionale 5 agosto 1982, n.  93
  una  quota  del  2,5%  delle risorse  destinate  alle  province
  regionali con le disponibilità del fondo di cui all'articolo 64
  della  legge  regionale  16 aprile 2004,  n.  4,  rimane  nella
  disponibilità  dell'Assessore Regionale della  Famiglia,  delle
  Politiche   Sociali  e  delle  Autonomie  Locali   per   essere
  attribuite alle Province che si avvalgono dei soggetti aventi i
  requisiti  e  secondo le modalità di cui all'articolo  3  della
  predetta  legge  ed inquadrabili nelle categorie corrispondenti
  alle qualifiche o ai profili professionali riconosciuti anche a
  seguito di provvedimento giurisdizionali.

  I  contributi previsti dall'articolo 15 della legge regionale 9
  ottobre  1998,  n.  26, così come modificato  dall'articolo  52
  della  legge regionale 5 novembre 2004, n. 15, saranno erogati,
  con decreto dell'Assessore Regionale destinato alla Presidenza,
  con le modalità previste dall'articolo 23 della legge regionale
  23  dicembre 2002, n. 23. Contestualmente la Regione  indicherà
  un   proprio   rappresentante   in   seno   al   Consiglio   di
  Amministrazione   di   ogni  singolo  consorzio   universitario
  interessato.

  All'articolo 24 della legge regionale 16 aprile 2003,  n.  4  è
  aggiunto  il  seguente  comma:   4.  ter.  Non  sono,  altresì,
  computate   nel saldo finanziario rilevante ai fini del  patto,
  le  spese  finanziate  da  entrate ad  obbligatoria,  specifica
  destinazione.

  Nel territorio della Regione, ivi comprese le aree dei parchi e
  delle   riserve  naturali,  la  fauna  selvatica   può   essere
  sottoposta,  per motivi sanitari, di tutela del suolo  e  delle
  produzioni  zoo-agro-forestali, ad operazioni ed interventi  di
  controllo.  Gli interventi di controllo della fauna  selvatica,
  anche su segnalazione delle associazioni venatorie riconosciute
  delle amministrazioni comunali interessate per territorio,  dei
  proprietari  o  conduttori dei fondi, degli Enti  Parco,  degli
  enti  gestori  delle  riserve naturali, sono  esercitati  dalle
  ripartizioni faunistico-venatorie, mediante l'utilizzazione  di
  sistemi  acustici e/o meccanici di allontanamento o cattura  in
  qualsiasi  periodo  dell'anno. Per  gli  aspetti  sanitari,  le
  ripartizioni   si   avvalgono   dell'Istituto   Zooprofilattico
  sperimentale  della  Sicilia. Gli interventi  di  cattura  sono
  effettuati  qualora  i sistemi di allontanamento  si  dovessero
  ritenere  non  adeguati  o  inefficienti.  Agli  interventi  di
  controllo  le  ripartizioni faunistico-venatorie  provvedono  a
  mezzo  di  proprio  personale, di dipendenti  del  corpo  delle
  guardie  forestali,  delle guardie addette  ai  parchi  o  alle
  riserve,  di  altri  agenti venatori  dipendenti  da  pubbliche
  amministrazioni ed anche dei proprietari e dei  conduttori  dei
  fondi  sui  quali  si  attuano gli  interventi,  delle  guardie
  volontarie   di   associazioni   venatorie   ed   ambientaliste
  riconosciute  in sede regionale, purchè munite di  licenza  per
  l'esercizio venatorio.

    Nelle  more dell'espletamento delle procedure di reclutamento
  di   personale,   l'Agenzia   regionale   per   la   protezione
  dell'Ambiente  è  autorizzata  a  rinnovare,  per  il  medesimo
  periodo,  i  contratti  a tempo determinato  del  personale  in
  servizio originariamente stipulati dal commissario delegato per
  l'Emergenza rifiuti e la tutela delle acque e dall'A.U.S.L.  n.
  8  di  Siracusa  e relativi ai bandi pubblici pubblicati  nella
  GURS  n. 4 del 16 marzo 2001, n. 10 del 27/7/2001 e n.  67  del
  24/8/2001.

  Dopo  il  comma  7  dell'articolo 1  della  legge  regionale  5
  novembre 2004, n. 15 è aggiunto il seguente comma:  Al fine  di
  garantire  una  adeguata  assistenza  e  l'accessibilità   alle
  prestazioni  di  riabilitazione per  la  popolazione  residente
  nelle isole minori, in deroga a quanto previsto dal comma 7 del
  presente   articolo,   nel  caso  di  mancanza   di   strutture
  provvisoriamente accreditate per tale tipo di  prestazione  nel
  territorio dell'isola, l'Assessore regionale per la Sanità  può
  autorizzare   limitatamente  a  quel  territorio   l'estensione
  dell'attività di struttura preaccreditate nel territorio  della
  Regione compatibilmente alla domanda di prestazione esistente.

  Le  aziende  sanitarie sono autorizzate a  mantenere,  sino  al
  relativo  esaurimento,  i posti di dirigente  pedagogista-ruolo
  sanitario,  vacanti  e  disponibili  nelle  proprie   dotazioni
  organiche  rideterminate al 31 dicembre 2003  e  che  risultano
  alla predetta data interinalmente coperti.

  A   valere   sulle  disponibilità  dell'U.P.B.   1.3.1.1.2   il
  Presidente  della  Regione istituisce con proprio  decreto,  da
  emanarsi  entro  sessanta giorno dall'entrata in  vigore  della
  presente  legge,  un tavolo tecnico al quale  sono  chiamati  a
  partecipare anche rappresentanti della Provincia e  del  comune
  di  Agrigento,  per la definizione del piano finanziario  degli
  interventi  finalizzati alla corresponsione delle indennità  di
  esproprio  e  di  occupazione relativi alle  unità  immobiliari
  della città di Agrigento ricadenti nelle zone fatte sgombrare a
  seguito  della frane del 19 luglio 1966 e dichiarati  inagibili
  in  base alle ordinanze sindacali del 23/27 luglio 1966, nonché
  in  base alla successiva ordinanza sindacale del 4 febbraio del
  1967 e successivamente demolite o dichiarate inagibili.

  Il  comma  4  dell'articolo 11 della legge regionale  6  maggio
  1981, n.. 6 è abrogato. La spesa relativa alle finalità di  cui
  al   comma  4 dell'articolo 11 della legge regionale  6  maggio
  1981,  n..  6  e successive modifiche ed integrazioni  non  può
  eccedere  lo  stanziamento previsto nell'esercizio  finanziario
  2005 nella U.P.B. 1.5.1.1.2 capitolo 112507.

  Il  comma  3  dell'articolo 3 della legge regionale  26  agosto
  1992,   n.  7  e  successive  modifiche  ed  integrazioni,   va
  interpretato nel senso che il divieto di rieleggibilità per una
  sola  volta  non si applica nel caso in cui tra  un  mandato  e
  l'altro  si sia verificata una gestione straordinaria ai  sensi
  degli  articoli  143  e 144 del decreto legislativo  18  agosto
  2000,  n. 67. Al comma 1 dell'articolo 17 della legge regionale
  26  agosto 1992, n. 7 le parole  ogni sei mesi  sono sostituite
  con le parole  ogni anno .

  Al   fine  di  accelerare  le  procedure  di  accertamento  dei
  contributi  richiesti dalle imprese artigiane  ai  sensi  degli
  articoli  43  e 47 della legge regionale n.3/1986, le  Province
  regionali   trasmettono  all'Assessorato   regionale   per   la
  Cooperazione, il Commercio, l'Artigianato e la Pesca, entro  60
  giorni dalla data di pubblicazione della presente legge, elenco
  dettagliato  di tutte le imprese aventi diritto  ai  contributi
  per tutti gli anni pregressi fino alla data del 31 luglio 2001.
  Entro 60 giorni l'Assessorato regionale per la Cooperazione, il
  Commercio,  l'Artigianato e la Pesca emana apposito decreto  di
  riconoscimento  di debito e di liquidazione nei  confronti  dei
  beneficiari.  Il  limite di impegno non può  comunque  superare
  l'importo massimo autorizzato al successivo comma 6. I  crediti
  certificati  dal decreto emanato ai sensi dal comma  precedente
  possono formare oggetto di cessione nel quadro di operazioni di
  cartolarizzazione poste in essere ai sensi e  per  gli  effetti
  della  legge 30 aprile 1999, n.130 secondo le modalità previste
  dalla   stessa  legge.  Per  favorire  il  perfezionamento   di
  operazioni  di  cartolarizzazione dei crediti  derivanti  dagli
  articoli 43 e 47 della legge regionale 3/86 la Regione  ritiene
  validi  ed  efficaci gli atti di cessione tra le imprese  e  le
  società  per  la  cartolarizzazione dei crediti.  Gli  atti  di
  cessione devono essere notificati mediante lettera raccomandata
  all'Assessorato  regionale per la Cooperazione,  il  Commercio,
  l'Artigianato e la Pesca e sono resi pubblici dalle società per
  la  cartolarizzazione dei crediti secondo le  modalità  di  cui
  all'articolo 4 della legge 30 aprile 1999, n.130. L'Assessorato
  regionale per la Cooperazione, il Commercio, l'Artigianato e la
  Pesca  è  autorizzato a sottoscrivere con  le  società  per  la
  cartolarizzazione dei crediti gli atti e i documenti  necessari
  per  il  perfezionamento delle operazioni di  cartolarizzazione
  dei  contributi  di  cui agli articoli  43  e  47  della  legge
  regionale  3/86,  concordando altresì che successivamente  alla
  cessione  in favore della società per la cartolarizzazione  dei
  crediti,  le  eventuali contestazioni relative al possesso  dei
  requisiti per l'erogazione dei contributi possono essere  fatte
  valere dalla Regione esclusivamente nei confronti delle imprese
  cedenti. Per provvedere al pagamento dei debiti di cui al comma
  1  la  Regione è autorizzata ad assumere un limite  di  impegno
  decennale   di  2.500  migliaia  di  euro  annui  a   decorrere
  dall'esercizio finanziario 2005. All'onere di cui  al  presente
  articolo si provvede ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera
  L, della legge regionale 27 aprile 1999, n.10.

  All'articolo 5 della legge regionale 5 settembre 1991,  n.34  è
  aggiunto il seguente comma:  L'Assessore regionale per  i  Beni
  Culturali,   Ambientali  e  per  la  Pubblica   Istruzione,   è
  autorizzato  a stipulare ai sensi dell'articolo 30 del  decreto
  legislativo  30  marzo  2001, n.165 e successive  modifiche  ed
  integrazioni,  apposite  convenzioni  con  il  Ministero  della
  Pubblica Istruzione per la copertura di eventuali posti vacanti
  in profili o qualifiche  corrispondenti a quelli degli organici
  degli istituti regionali di istruzione artistica, professionale
  e  tecnica  allo  scopo di favorire la mobilità  del  personale
  scolastico.

  Al  fine  di formare giovani laureati nell'ambito delle scienze
  motorie  e  sportive per fini sociali, culturali e  di  ricerca
  scientifica,    l'Assessore   regionale   per    il    Turismo,
  Comunicazioni e Trasporti è autorizzato a stipulare convenzione
  triennale  con  l'Università degli  Studi  di  Palermo  per  il
  finanziamento del tre borse di studio per il corso di dottorato
  di  ricerca  in  scienze  delle  attività  motorie,  a  partire
  dall'anno 2005.

  Al  fine  di  utilizzare  gli  apporti  economici  di  enti  ed
  organizzazioni   esterne   all'Amministrazione   regionale   in
  particolare di quelli religiosi relativamente a cofinanziamenti
  nel   settore  dei  beni  culturali,  l'Assessore  per  i  Beni
  Culturali,   Ambientali   e  per  la  Pubblica   Istruzione   è
  autorizzato al cofinanziamento nella misura massima del 40  per
  cento    della    somma   prevista.   Agli   oneri    derivanti
  dall'applicazione  del presente comma si fa  fronte  con  parte
  delle disponibilità dell'U.P.B. 4.2.2.8.2.

  Al fine di consentire l'improcrastinabile definizione del Piano
  stralcio  di  bacino  per  l'assetto  idrogeologico,   di   cui
  all'articolo 130 della legge regionale 3 maggio 2001,  n.  6  e
  per la successiva fase di gestione, aggiornamento, monitoraggio
  e  programmazione degli interventi di prevenzione e mitigazione
  del  rischio idrogeologico, in applicazione dell'articolo 5 bis
  del   D.L.   7   settembre  2001,  n.   343   convertito,   con
  modificazioni,  dalla  legge  9  novembre  2001,  n.  401,   il
  personale  assunto con rapporto di lavori a tempo  determinato,
  previo superamento di prove selettive, ai sensi dell'articolo 2
  del  D.L.  11 giugno 1998, n. 180 convertito, con modificazioni
  dalla  legge  3 agosto 1998, n. 267 e in atto contrattualizzato
  dal  Ministero  dell'Ambiente e della Tutela del Territorio  in
  seguito  a  convenzione con la Regione siciliana, è  utilizzato
  per   un   triennio  dal  Dipartimento  Territorio  e  Ambiente
  dell'Assessorato Regionale Territorio e Ambiente,  ovvero  sono
  al 31 dicembre 2007.

  La   Giunta  regionale  è  autorizzata  a  nominare   un   Alto
  Commissario  al  fine di concentrare in un unico   soggetto  il
  coordinamento di tutti gli interventi da porre in essere per la
  tutela  e  la  valorizzazione affidando  specifico  incarico  a
  soggetto esterno particolarmente qualificato nella materia  dei
  beni culturali. Il compenso da stabilirsi nel decreto di nomina
  graverà  sulle  somme dovute al Comune di  Piazza  Armerina  ai
  sensi  dell'articolo  7  della legge  regionale  n.  10/1999  e
  successive modifiche. Per la durata dell'incarico  previsto dal
  presente  articolo non si applica al Comune di Piazza  Armerina
  il limite del 30 per cento dei proventi derivanti dalla vendita
  dei  biglietti  di accesso, bensì la percentuale da  stabilirsi
  con  successiva convenzione da stipulare entro sessanta  giorni
  dall'entrata   in   vigore   della   presente   legge.   L'Alto
  Commissario,   avvalendosi  direttamente  degli  uffici   della
  Sopraintendenza  di  Enna  (G  32)  provvede   a   predisporre,
  promuovere   e   coordinare  tutti  gli   interventi   per   la
  conservazione, la tutela e la valorizzazione della Villa Romana
  di  Piazza  Armerina.  In ordine agli interventi  sul  sito,  a
  valere  sulla  misura  2.01  - azione  B  -  del   POR  Sicilia
  2000/2006,  l'Alto  Commissario  esercita  tutti  i  poteri  di
  gestione  e  di  amministrazione  del  Dirigente  generale  del
  Dipartimento  Beni  Culturale al  quale  è  per  tale  attività
  equiparato.  L'incarico di Alto Commissario cessa  ad  avvenuto
  completamento  degli  interventi  sul  sito  previsti  dal  POR
  Sicilia 2000-2006. Il personale appartenente ad amministrazioni
  diverse  da  quella  regionale, incaricato a prestare  servizio
  presso  gli uffici posti alle dirette dipendenze del Presidente
  della  Regione  e degli assessori regionali, è da considerarsi,
  presso le amministrazioni di provenienza, in aspettativa  senza
  assegni fino al termine dell'incarico regionale.

  Al  comma 5 dell'articolo 1 della legge regionale n. 7  del  22
  febbraio  1986,  dopo le parole  disimpegno di  detti  servizi
  aggiungere      ivi  comprese  le  associazioni  di  protezione
  ambientale  riconosciute nell'ambito nazionale e della  Regione
  Siciliana .

  L'articolo 2, comma 59, della legge 23 dicembre 1996, n. 662  è
  applicato  anche  nelle  procedure relative  alla  cessione  in
  proprietà  degli  alloggi popolari su aree  facenti  parte  del
  demanio regionale.

   Subemendamento G26:

  All'art.  35  della legge regionale 1  settembre 1997,  n.  33,
  dopo  la  parola   ANUU' sono aggiunte le parole   Associazione
  liberi  cacciatori siciliani - Federazione Caccia delle Regioni
  d'Europa.    E'   altresì  riconosciuta,   quale   associazione
  venatoria,  ittica,  micologica,  faunistica,  ambientale,   di
  protezione  civile  ed antincendio boschivo  l'Ente  Produttori
  Selvaggina - E.P.S.

   Subemendamento G25

  All'articolo 78 della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6  sono
  apportate le seguenti modifiche:

   Le  funzioni  e  le dotazioni strumentali dei  consiglieri  di
  parità sono ridefinite e potenziate nella Regione come previsto
  dall'articolo 1, commi 1 e 2 del decreto legislativo 23  maggio
  2000,  n.  196. Relativamente alle procedure di nomina  di  cui
  all'articolo 2, comma 1 del medesimo decreto legislativo, ferme
  restando   tutte   le   competenze   previste   dalla   vigente
  legislazione regionale, dopo il compimento dell'attuale periodo
  di carica, si provvede con decreto dell'Assessore regionale per
  il lavoro .

   Subemendamento G 33:

  Per  l'attuazione  delle bonifiche in Sicilia  i  contratti  di
  collaborazione  coordinata e continuativa a  tempo  determinato
  del   personale  in  servizio  originariamente  stipulati   dal
  commissario delegato per l'emergenza rifiuti e la tutela  delle
  acque  in esecuzione del progetto n. 67 ammesso a finanziamento
  con  decreto  del  Ministro dell'Ambiente  del  1990,  n.  1150
  nell'ambito  del  programma annuale 1988 di interventi  per  la
  salvaguardia  ambientale  approvato dal CIPE con  deliberazione
  del 5 agosto 1998 sono prorogati sino al 31/12/2005. Alla spesa
  valutata,  per l'esercizio 2005, in 1500 migliaia  di  euro  si
  provvede  con  parte delle disponibilità del fondo  globale  di
  parte corrente capitolo 215704.

  Al  comma 5 dell'articolo 1 della legge regionale n. 7  del  22
  febbraio  1986,  dopo le parole  disimpegno di  detti  servizi
  aggiungere    ivi  comprese  le  associazioni   di   protezione
  ambientale  riconosciute nell'ambito nazionale e della  Regione
  siciliana .

  L'articolo 2, comma 59, della legge 23 dicembre 1996, n. 662  è
  applicato  anche  nelle  procedure relative  alla  cessione  in
  proprietà  degli  alloggi popolari su aree  facenti  parte  del
  demanio regionale.

  L'articolo  15  septies  del decreto legislativo  229/1999  può
  trovare  applicazione sia nei confronti di  dirigenti  sanitari
  esterni   che   interni  all'amministrazione  che   ne   decide
  applicazione nel limite percentuale previsto dal citato decreto
  legislativo.

  Al  comma  1 dell'articolo 11 della legge regionale 3  dicembre
  1991, n. 44 sono soppresse le seguenti parole   decorrenti  dal
  primo giorno festivo successivo alla data dell'atto .

  Il  personale eccedente delle aziende autonome delle  terme  di
  Sciacca ed Acireale la cui trasformazione in società per azioni
  è  prevista  dall'articolo 23 della legge regionale n.  10/1999
  confluisce  in  un ruolo speciale ad esaurimento della  Regione
  siciliana,  conservando  la posizione  giuridica,  economica  e
  previdenziale  posseduta  alla  data  di  trasformazione  delle
  citate aziende. Il personale confluito viene assegnato, sentite
  le  amministrazioni  interessate e le competenti organizzazioni
  sindacali,  rispettivamente alle amministrazioni provinciali  e
  comunali di riferimento o, su richiesta da formularsi entro  90
  giorni dall'entrata in vigore della presente legge, presso  gli
  uffici   dell'amministrazione  regionale.  Nelle   more   della
  predetta  assegnazione il personale di cui sopra  continuerà  a
  prestare servizio nei rispettivi uffici di provenienza.

  Al  fine  di contribuire alla messa in sicurezza ed al recupero
  strutturale  e  riuso  dello  stabilimento  fornace  Penna   in
  contrada  Picciotto del comune di Scicli, l'Assessore regionale
  per  i beni culturali è autorizzato a concedere per l'esercizio
  finanziario 2005 un contributo straordinario di 500  mila  euro
  cui si provvede con parte delle disponibilità del fondo globale
  di parte corrente capitolo 215704.

  L'Agenzia  regionale per la protezione dell'ambiente è  altresì
  autorizzata, nei limiti di quindici unità, ad attivare processi
  di  mobilità nei confronti del personale appartenente  ad  enti
  pubblici  anche  economici soggetti a controllo e  sorveglianza
  della Regione o dello Stato con uffici in Sicilia.

   Subemendamento G33.3:

   Alle Orestiadi di Gibellina cap. 1.2.2.1.3.2. + 50.000 euro .

   Subemendamento G33.2:

  Al    comma  6,  ultima  pagina,  aggiungere  dopo  le   parole
   personale eccedente  le parole   di ruolo .

   Subemendamento G33.1:

  Cassare il comma 4.

   Subemendamento G34:

  L'Assessore   regionale  alla  Presidenza  è   autorizzato   ad
  estendere i benefici di cui alla L.R. n. 4 del 15/5/02 ai  soci
  della  cooperativa La Gazzella lotto 214 di  Messina,  i  quali
  hanno  in corso giudizio amministrativo avverso la delibera  di
  esclusione adottata nei loro confronti.

  I  benefici  di  cui  al comma 1 vengono concessi  al  fine  di
  eliminare il contenzioso instauratosi a seguito dei gravi danni
  subiti dal programma costruttivo per i dissesti idrogeologici.

   Submendamento G30:

  I  benefici degli articoli 2, 3, 4, 9 della legge n.  20/99  si
  estendono ai cittadini individuati con l'articolo 6 della  L.R.
  15/04.

   Subemendamento G29:

  Al comma 1, aggiungere il seguente comma:  le convenzioni e gli
  accordi  stipulati tra i comuni e le società  d'ambito  possono
  prevedere in caso di transito di personale dipendente  comunale
  presso  le stesse società, l'obbligo di riassunzione presso  il
  comune  d'origine  in  presenza  di  riduzione  d'organico  che
  riguardi lo stesso personale transitato

   Subemendamento G29/1:

  Inserire la seguente frase dopo la parole  transitato :   dando
  la   precedenza   ai  dipendenti  appartenenti   a    categorie
  protette .

   Subemendamento G32:

  All'emendamento  G1  bis  dopo le parole   l'Alto  Commissario,
  avvalendosi  direttamente degli uffici della Soprintendenza  di
  Enna , cassare le parole  nonché degli altri uffici interessati
  anche appartenenti ad amministrazioni locali

   Subemendamento G12.1:

  Al comma 6  sostituire le parole   per almeno 90 giorni  con le
  parole  per almeno 45 giorni  e la parola  dalla  con la parola
   alla .

   Subemendamento G23:

  Al  comma 1,  dopo la parola  utilizzando  aggiungere la parola
   anche .

   Subemendamento G2:

  Al'ultimo   capoverso,  terzo  rigo,  dopo   le   parole    dei
  dipendenti  aggiungere  e direttore di cantiere-scuola .

   Subemendamento G7:

  Al  comma  4  le parole  a società partecipate  sono sostituite
  dalle seguenti  alla società biosfera partecipata .

   Subemendamento G17:

  I  componenti  del  Comitato regionale per le comunicazioni  in
  carica alla data di entrata in vigore della l.r. 5/11/2004,  n.
  15  permangono  nell'esercizio delle proprie funzioni  sino  al
  rinnovo e comunque non oltre alla data del 31/12/2005.