Presidenza del presidente Lo Porto
Presidenza del vicepresidente Fleres
FERRO segretario f.f., dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Comunicazione relativa ad invio di atto da parte della Corte
d'Appello di Roma
PRESIDENTE Comunico che la Corte d'appello di Roma ha
trasmesso copia dell'atto di intervento ad adiuvandum nel ricorso
n. 104/04 G.U. n. 46 del 24 novembre 2004 del Commissario dello
Stato per la Regione siciliana da parte del CODACONS-
Coordinamento delle Associazioni e dei Comitati per la tutela dei
consumatori e dell'ambiente per la dichiarazione di illegittimità
costituzionale degli articoli 25, 27, 28, 32 e 33 del disegno di
legge della Regione siciliana n. 917 approvato dall'Assemblea
regionale il 21-22 ottobre 2004.
Missione
PRESIDENTE Comunico che è in missione per ragioni del suo
ufficio l'onorevole Zangara dal 16 al 17 dicembre 2004.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta scritta:
N. 1994 - Notizie sul mancato inserimento della provincia di
Enna nel CO.MO.RE.V. 1 della Sicilia orientale.
- Presidente Regione
- Assessore Presidenza
Firmatario: Tumino Carmelo
N. 1995 - Notizie a proposito del realizzando passante
ferroviario della città di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
- Assessore Cooperazione
- Assessore Territorio
Firmatario: Costa David Salvatore
Le interrogazioni ora annunziate sono state già inviate al
Governo.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Saluto agli studenti dell'Istituto Tecnico Commerciale Pio La
Torre di Palermo
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, porgo il saluto della
Presidenza dell'Assemblea regionale siciliana agli studenti, agli
insegnanti e al personale dell'Istituto Tecnico Commerciale Pio
La Torre di Palermo che questa mattina assistono a una parte dei
lavori d'Aula.
Mi auguro che queste visite, che si ripetono frequentemente al
Palazzo dei Normanni, inteso come monumento e come istituzione,
rafforzino i legami tra il più antico Parlamento del mondo,
l'Assemblea Regionale Siciliana, e la società civile ma
soprattutto il mondo della scuola e degli studenti, nei confronti
dei quali il Parlamento siciliano ha investito e investe
iniziative e risorse significative proprio per rendere più
semplice la comprensione e la conoscenza dell'attività
parlamentare della storia del Parlamento.
Seguito della discussione congiunta dei disegni di legge
«Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2005 e bilancio pluriennale per il triennio 2005-
2007» (923/A) e «Disposizioni programmatiche e finanziarie per
l'anno 2005» (924/A)
PRESIDENTE Si passa al punto secondo dell'ordine del giorno:
Seguito della discussione congiunta dei disegni di legge
«Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2005 e bilancio pluriennale per il triennio 2005-
2007» (n. 923/A) e «Disposizioni programmatiche e finanziarie per
l'anno 2005» (n. 924/A). Invito i componenti la seconda
Commissione a prendere posto al banco delle Commissioni.
Ricordo che nella precedente seduta n. 252 del 15 dicembre
2004, è proseguito l'esame del disegno di legge finanziaria.
Preciso che restano accantonati i seguenti articoli del disegno
di legge n. 924/A: 8, 22, da 24 a 38, 42, 43, 45, 50, 51, 53 e
57.
Onorevoli colleghi, se non sorgono osservazioni l'ordine dei
lavori potrebbe essere il seguente: il Presidente della Regione
ha già trasmesso, attraverso i suoi uffici, il maxiemendamento
che aveva già preannunziato ieri sera. Tuttavia, prima dell'esame
dello stesso la Presidenza ritiene opportuno che si prosegua con
l'esame dell'articolato, soprattutto con gli articoli che non
prevedono particolari difficoltà, per poi sospendere intorno alle
ore 13.00 e riprendere i lavori alle ore 17.30 così da
consentire un maggiore approfondimento del contenuto del
maxiemendamento.
Presidenza del presidente Lo Porto
Presidenza del vicepresidente Fleres
Sull'ordine dei lavori
MICCICHE' Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente onorevoli colleghi, ho appena
sentito come la Presidenza intende procedere. In linea di massima
non ho nulla in contrario nel proseguire con l'esame degli
articoli che non presentano particolari difficoltà. Non mi trovo
d'accordo, però, circa la procedura che si intende seguire per
quanto riguarda il maxiemendamento. Chiedo, a tal proposito,
così come previsto dagli articoli 112 e 113 del Regolamento
interno, un tempo congruo per consentire ai singoli deputati di
presentare i relativi emendamenti.
Signor Presidente, lei fa spesso riferimento al rispetto del
Regolamento, ma lei per primo deve attenersi a quanto prescritto
nel Regolamento, senza colpi di mano, senza furbizie, perché
noi vigileremo sul rispetto delle procedure regolamentari. La
legge è uguale per tutti, sia per i componenti della maggioranza
che dell'opposizione. Il suo compito è quello di fare rispettare
il Regolamento a totale imparzialità della carica che ricopre.
PRESIDENTE Certamente, onorevole Miccichè, è questo il senso
della proposta della Presidenza.
FERRO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FERRO Signor Presidente, sono certo che lei, in quanto
garante dei lavori d'Aula, consentirà all'Aula di valutare
esattamente la portata del maxiemendamento. Credo che in questo
momento sia prematuro parlare di un'ora, due o ventiquattro,
fermo restando l'applicazione del Regolamento; credo invece che
sia opportuno conoscere prima l'entità dell'emendamento di cui
parliamo perché è probabile che rispetto all'entità dello stesso
le ore possono essere variabili sulla base della possibilità che
devono avere tutti i deputati di votare coscientemente e
consapevolmente il testo.
Non vorrei che, invece, facendo le cose di fretta, o
immaginando che qualcuno possa avere fretta, poi alla fine si
facessero i gattini ciechi.
Quindi, signor Presidente, sarebbe opportuno, subito dopo la
presentazione del maxiemendamento, una rapida consultazione dei
Capigruppo per stabilire il tempo necessario così da consentire
ai deputati di conoscere quello che votano.
PRESIDENTE Onorevole Ferro, la proposta della Presidenza era
una proposta di equità, nel senso che, poiché il Regolamento non
prevede termini espressi. Tuttavia, poiché non si può non tenere
conto del fatto che il subemendamento - perché di questo si
tratta - che il Governo ha presentato è particolarmente
consistente e, quindi, necessita di un approfondimento
altrettanto consistente e di tempi adeguati per poter
eventualmente predisporre gli ulteriori subemendamenti
modificativi, integrativi o soppressivi, la proposta era quella
di sospendere alle ore 13.00 e riprendere alle ore 17.30 o alle
18.00. Questo è un tempo, anche nella media rispetto ai
comportamenti precedenti, abbastanza congruo.
Pertanto non sorgendo osservazioni, resta così stabilito.
Presidenza del presidente Lo Porto
Presidenza del vicepresidente Fleres
Riprende il seguito della discussione congiunta dei disegni di
legge «Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2005 e bilancio pluriennale per il triennio 2005-
2007» (923/A) e «Disposizioni programmatiche e finanziarie per
l'anno 2005» (924/A)
PRESIDENTE Si procede, dunque, con il seguito della
discussione congiunta dei disegni di legge n. 923/A e n. 924/A.
Onorevoli colleghi, la Presidenza ritiene che nel caso in cui
ci fossero articoli che necessitano di un ulteriore
approfondimento si accantonano per procedere ti con quelli che
non presentano particolari complessità, non tanto e non solo nel
loro contenuto, quanto anche nel comportamento delle diverse
forze politiche.
Si riprende l'esame dell'articolo 28 in precedenza accantonato.
Ne do lettura:
«Articolo 28
Alloggi parcheggio
1. Nelle aree della Regione in cui non si è proceduto a
realizzare interventi di recupero edilizio o urbano, ai sensi
dell'articolo 31, comma 1, della legge 5 agosto 1978, n. 457 e
dell'articolo 11, comma 5, del decreto legge 5 ottobre 1993, n.
398, convertito con legge 4 dicembre 1993, n. 493, né vi sia
apposita previsione nei programmi triennali delle opere
pubbliche, è consentita la variazione della destinazione d'uso
degli alloggi-parcheggio, di cui al decreto del Ministro dei
lavori pubblici 1 dicembre 1994 (GURI 13 dicembre 1994, n. 290)
in alloggi popolari ai sensi dell'articolo 1 della legge
regionale 9 agosto 2002, n. 11, con possibilità di riscatto da
parte degli assegnatari.»
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Miccichè ed
altri l'emendamento 28.1 interamente soppressivo dell'articolo.
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, l'articolo 28 parla di alloggi
parcheggio' e fa riferimento alla legge
PRESIDENTE Onorevole Miccichè, l'articolo 28 è stato appena
votato.
MICCICHE' Ho chiesto di parlare...
PRESIDENTE Sì, ma dopo la votazione.
MICCICHE' Signor Presidente, lei deve avere lo sguardo non
sulle carte, ma verso l'Aula ed avere la capacità di individuare
subito chi alza la mano. Non posso urlare Mi dica lei cosa debbo
fare
PRESIDENTE Ha ragione; tuttavia, la Presidenza non può
contemporaneamente intercettare l'onorevole Lo Curto che parla
con il Governo e non gli consente di state attento; il Governo
stesso, la Commissione, l'Aula e gli Uffici. Può succedere
qualche disguido. Pur tuttavia, le ribadisco che siamo l'articolo
28 è stato già votato.
MICCICHE' Signor Presidente, io intendo intervenire proprio
sull'articolo 28 perché tratta di una materia che mi sta molto a
cuore, quella degli alloggi popolari.
PRESIDENTE Onorevole Miccichè, non le sto togliendo la
parola, è padronissimo di parlare, ma deve sapere che è stato già
votato. Pur tuttavia, svolga il suo intervento.
MICCICHE' Probabilmente la mia è una testimonianza in quanto
pare che già si sia consumato un sistema di votazione che - a mio
avviso - potrebbe anche essere messo in discussione; ma poiché
sono da solo non riesco ad avere ragione anche in questo senso.
L'articolo recita: E' consentita la variazione di destinazione
d'uso degli alloggi parcheggio'. Sapete, signor Presidente,
onorevoli colleghi, che significa questo? Significa che gli
alloggi che non sono stati venduti ai sensi della norma vigente o
trasferiti in proprietà agli aventi diritto per qualsiasi ragione
possono essere variati come destinazione d'uso. Il che significa
che questi alloggi non potranno avere una destinazione d'uso per
come sono stati costruiti. Non saranno parcheggio ma saranno
altre cose: possono essere attività commerciali, attività
artigianali.
PRESIDENTE No, onorevole Miccichè, per legge possono essere
utilizzati esclusivamente come edilizia residenziale pubblica,
non come parcheggio ma come alloggi a destinazione definitiva.
Questo per rasserenarla nel suo intervento. Perché nel caso in
cui fosse come lei dice avrebbe ragione lei, sarebbe molto grave.
Ma non è questo il senso della legge.
MICCICHE' Il senso è questo perché l'articolo recita con
possibilità di riscatto da parte degli assegnatari , quindi
possono variare la destinazione d'uso.
PRESIDENTE No, onorevole Miccihè, gli assegnatari di alloggi
popolari sono cittadini che utilizzano l'alloggio medesimo come
abitazione, come abitazione di tipo economico e popolare per la
quale hanno avuto un'assegnazione sulla base di un'apposita
graduatoria.
Il problema è che non sono più alloggi parcheggio, quindi ad
assegnazione transitoria limitatamente all'emergenza che si può
essere determinata, ma alloggi ad assegnazione definitiva sulla
base delle relative graduatorie, etc.
Quindi, se la sua osservazione è questa, non c'è questo
pericolo.
MICCICHE' Intendo fare un'altra osservazione. Se si tratta di
alloggi di proprietà dello Stato noi non possiamo interferire.
Possiamo interferire negli alloggi-parcheggio di proprietà della
Regione.
PRESIDENTE Ovviamente, onorevole Miccichè.
MICCICHE' Quelli di cui all'articolo 28 sono alloggi di
proprietà dello Stato. La legge n. 457 è ancora in vigore.
PRESIDENTE Sì, ma è quella dalla quale scaturisce il
finanziamento, non quella che stabilisce la gestione.
ACIERNO L'urbanistica è di competenza della Regione non dello
Stato
MICCICHE' Sono alloggi dello Stato...
PRESIDENTE Sì, ma la gestione non è dello Stato...
MICCICHE' Devo rispondere all'onorevole Acierno che non
conosce la differenza fra gli alloggi regionali e quelli dello
Stato che sono costruiti con i soldi dei cittadini che versano la
ritenuta fiscale per l'accantonamento di questa aliquota. Quindi,
attualmente sono di proprietà dello Stato e ancora il
trasferimento alla Regione non c'è stato. Probabilmente,
l'ufficio delle Entrate delle rispettive province siciliane avrà
qualche difficoltà ad interpretare perché questa che noi stiamo
modificando è una norma regionale. Questo possiamo farlo per gli
alloggi regionali, non per gli alloggi costruiti con i fondi
dello Stato.
PRESIDENTE Ribadisco le assicurazioni relativamente
all'interpretazione di questo articolo. Non bisogna confondere la
fonte di finanziamento attraverso la quale gli alloggi sono stati
costruiti con gli strumenti attraverso cui i medesimi vengono
gestiti. La gestione è attribuita esclusivamente agli Istituti
regionali e quindi, da questo punto di vista, abbiamo la facoltà
di potere intervenire in merito.
Si passa all'articolo 29 in precedenza accantonato. Ne do
lettura:
«Articolo 29
Personale della formazione professionale
1. Dopo il comma 2 ter dell'articolo 2 della legge regionale 1
settembre 1993, n. 25 e successive modifiche ed integrazioni sono
aggiunti i seguenti commi:
2 quater. Gli enti di formazione professionale di cui alla
legge regionale 6 marzo 1976, n. 24 e successive modifiche ed
integrazioni devono entro 15 giorni dalla data di entrata in
vigore della presente legge consegnare al dipartimento regionale
formazione professionale gli elenchi del personale che ha
maturato i requisiti per il pensionamento di anzianità o
vecchiaia previsti dalla normativa vigente.
2 quinquies. L'Assessore regionale per il lavoro, la previdenza
sociale, la formazione professionale e l'emigrazione, in
applicazione dell'articolo 17, comma 2 ter, della legge regionale
26 novembre 2000, n. 24, entro 30 giorni dall'entrata in vigore
della presente legge è autorizzato a notificare agli enti gestori
di cui alla legge regionale 6 marzo 1976, n. 24, l'ammontare
della somma definanziata per l'effetto dell'applicazione
dell'articolo 17, comma 2 ter, della legge regionale 26 novembre
2000, n. 24.'».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dagli onorevoli Miccichè ed altri: emendamento 29.1;
-dall'onorevole Savona: emendamento 29.2.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi permetto
di intervenire cercando di avere una interlocuzione diretta col
Governo, perché ho apprezzato questo articolo, anche quando è
stato proposto, anche se non formulato come articolo. L'attuale
Assessore per il bilancio in Commissione bilancio più volte ha
sollevato, dando un carattere scandaloso alla vicenda, il fatto
che negli enti di formazione professionale vi erano centinaia di
dipendenti che pur avendo maturato i requisiti per poter andare
in pensione venivano trattenuti in servizio e tutto questo aveva
un riscontro a carico del bilancio della Regione.
Apprezzo lo spirito col quale il Governo propone l'articolo 29,
tuttavia adesso è intervenuta una nuova normativa. La normativa
nazionale - lo dico all'Assessore - prevede che i cittadini che
hanno maturato i requisiti di pensione possono a loro richiesta -
così come voi sapete - rimanere in servizio maturando un diritto
aggiuntivo al trenta per cento in più che è a carico dell'INPS.
Poichè la normativa che si applica è quella nazionale, io penso
che l'articolo così come formulato incorra in una lesione di
diritti che sono garantiti dalla normativa nazionale e, dunque,
potrebbe incorrere anche in ragione di carattere di
incostituzionalità perché ci troveremmo di fronte ad una evidente
condizione di disparità oggettiva nella quale noi metteremmo
questi lavoratori rispetto ad altri lavoratori.
Chiedo, pertanto, al Governo di accantonare l'articolo e di
rivederlo alla luce delle considerazioni che io sto facendo,
perché così com'è formulato ritengo che incorra in elementi di
dubbia applicazione di costituzionalità.
Ho sollevato la questione - l'avevo già detto pour parler anche
con altri colleghi - se questa legge, se questo articolo fosse
stato fatto prima dell'approvazione della normativa nazionale,
della normativa Berlusconi, sul pensionamento potevamo farlo;
adesso - a mio avviso - contraddice il nuovo regime.
Pertanto, chiedo al Governo di fare un'attenta valutazione su
questo articolo.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, la Presidenza sicuramente non
desidera inerpicarsi in una interpretazione di natura
costituzionale, però un precedente mi permetto di sottoporlo
alla sua attenzione. La Regione ha tenuto lo stesso comportamento
nei confronti dei dirigenti e di altro personale proprio che è
stato collocato in pensione allo scadere del termine previsto
dalla legge, non permettendo
SPEZIALE Perchè non è pagato dall'INPS, ma dalla Regione.
PRESIDENTE Voglio fornirle un altro elemento, onorevole
Speziale, non sto intervenendo né a favore né contro, poi ognuno
fa le valutazioni che ritiene non consentendo ai dipendenti in
questione di potere permanere in servizio.
FERRO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FERRO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
rapidissimamente per dire che condivido le cose dette
dall'onorevole Speziale. Qualcuno ha sollevato anche il problema
dei giorni scorsi, ma intervengo in questo caso per aiutare, per
invitare ad evitare che ci siano procedure in qualche modo
normative che poi vanno ad incappare in problemi di
costituzionalità o in problemi di interventi da parte di organi
terzi - come spesso è accaduto che quest'Aula ha dovuto subire -.
L'esempio che faceva il Presidente dell'Assemblea si riferiva
alla figura dei dirigenti regionali che sono a carico delle
risorse della Regione siciliana, qui parliamo di un provvedimento
che va a intaccare le risorse dell'INPS, rispetto ad un legge
nazionale che è in vigore. Dico ciò per una precisazione.
PRESIDENTE Scusi onorevole Ferro, non è neanche così
esattamente, perchè l'emendamento sostanzialmente non ammette a
rendicontazione le somme relative a quel personale che, pur
potendo andare in pensione, non va in pensione. E, quindi, in
realtà noi non stiamo intervenendo sul diritto del dipendente ad
andare o non andare in pensione, bensì stiamo intervenendo su una
competenza della Regione relativamente alla ammissione o alla non
ammissione delle somme relative alla permanenza in servizio di
tale personale, e non per la quota aggiuntiva del trenta per
cento a cui lei fa giustamente riferimento, ma relativamente al
cespite principale che è lo stipendio.
FERRO Se la questione può avere qualche secondo di
approfondimento può essere utile, fermo restando che - ripeto -
tutti siamo per lavorare, impegnati in un ragionamento, non per
boicottare.
PAPANIA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE ne ha facoltà.
PAPANIA Signor Presidente, onorevoli colleghi, io credo che
l'intervento dell'onorevole Speziale pur attento sotto il profilo
normativo, non riscontra intanto il contenuto dell'articolo che è
stato proposto. L'articolo proposto è semplicemente un articolo
applicativo di una norma, dell'articolo 17 della legge regionale
24/2000, per intenderci, che è già in vigore, e che peraltro, in
questo momento, sta dando un problema molto consistente alla
Regione siciliana in quanto questo personale di ente di
formazione, per il quale la Regione non avrebbe già più potuto
pagare - dal tempo, cioè, dell'applicazione della finanziaria n.
24/2000 -, ha continuato ad essere finanziato con un primo grave
danno io credo per i lavoratori e per le casse della Regione.
Per quanto attiene al problema che il diritto soggettivo dei
lavoratori verrebbe leso, ciò è assolutamente sbagliato. Ed è
sbagliato persino il concetto; infatti, la legge nazionale
consente ad un lavoratore di chiedere di rimanere in servizio e
al datore di lavoro di accettare o meno la richiesta, ma in una
situazione nella quale c'è un rapporto con l'INPS di natura
diversa rispetto a quello che hanno i lavoratori della formazione
professionale. In questo caso, infatti, non c'è nemmeno un euro,
che venga pagato in favore di un operatore della formazione sia
per il suo stipendio che per le contribuzioni che lo riguardano,
che non venga erogato dalla Regione siciliana perchè si tratta di
rapporti interamente finanziati dalla Regione stessa. Pertanto,
ritengo questo articolo quanto mai utile; a questo aggiungo che
i lavoratori della formazione chiedono persino di andarsene in
pensione cinque anni prima, chiedono la possibilità di avere
riconosciuto lo scivolo, chiedono la possibilità di fare scelte
diverse per la loro vita professionale e, pertanto, invito
l'onorevole Speziale a rivedere la sua posizione e mi dichiar
assolutamente favorevole all'approvazione di questo articolo
CAPODICASA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, io vorrei
andare un po' alla finalità della proposta. Desidero dire
all'Assessore che, a mio avviso, bisogna interrogarsi sulla
finalità dell'articolo. Qual è la finalità dell'articolo? Prima
di pronunciarsi in senso favorevole o contrario, bisognerebbe
capire qual è l'obiettivo che ci si propone.
L'obiettivo, se capisco bene, è quello di sfoltire il personale
della formazione professionale. Coloro i quali hanno maturato
l'ètà per andare in pensione vengono, non dico agevolati, ma
sospinti verso la pensione. Chiediamo, quindi, agli enti di
formazione di comunicare gli elenchi di coloro i quali hanno già
raggiunto questo traguardo.
Mi domando, però, se gli enti di formazione hanno bisogno di
questo personale .
E' un personale in eccedenza o è personale in organico di cui
gli enti di formazione professionale hanno bisogno?
Perché se gli enti di formazione professionale hanno bisogno di
questo personale, il risultato di questo sfoltimento sarà che,
non appena queste persone saranno andate in pensione, ne
assumeranno di nuove. Allora dove sta l'utilità per la Regione
siciliana di fare questa operazione?
Pagava prima questi dipendenti, una volta che andranno in
pensione, pagherà i loro sostituti. Non c'è alcun guadagno,
alcuna utilità se non quella di avere un po' ringiovanito il
personale docente, cosa che, in materia di formazione, non mi
pare sempre un grande beneficio, perché a volte l'anzianità, nel
settore dell'insegnamento, può essere un vantaggio ed un
beneficio maggiore rispetto al nuovo assunto.
A meno che l'assessore non ci dica che da questa operazione
ritiene che si possano ricavare dei benefici finanziari per la
Regione e cioè, che al personale che va in esodo, che va in
pensione, non si sostituisce nuovo personale.
Ma se così fosse, l'articolo non lo dice.
Il Governo potrebbe, allora, proporci un subemendamento con il
quale introduce un nuovo comma che blocca le assunzioni in
sostituzione di coloro che vanno in pensione.
Se fosse così, non avremmo alcuna remora, mi sembra che
l'onorevole Speziale l'abbia detto, a votare l'articolo.
Se così non fosse, allora, vuol dire che l'operazione non è
fatta per far ricavare benefici alla Regione, quanto per aprire,
di nuovo, nel settore della formazione professionale, le porte ad
altre assunzioni che, sapendo come funziona questo settore, non
farebbe altro che portare ad una infornata di personale sulla
base di raccomandazioni e di spartizioni politiche.
Non ci può chiedere ora, onorevole assessore, di essere
d'accordo con un'operazione che ha come fine ultimo, come
risultato finale quello appena descritto.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Ho chiesto di
parlare per dare un chiarimento, e preciso che sono mortificato
di dovere fare ciò come Governo.
Il problema è nato, come diceva l'onorevole Speziale, tempo fa,
cioè c'è un diritto-dovere del cittadino che è quello di lavorare
e quando arriva all'età pensionabile ci dovrebbe essere chi,
responsabilmente, lo manda in pensione.
Io capisco che ci sono stati, anche su scala nazionale, molti
problemi sulle pensioni, l'attacco al centro-destra perchè vuole
ritardare il pensionamento e tutta una serie di questioni contro
le quali si è espresso un mondo politico di sinistra, ed accolgo
come dialettica seria questo problema; ma in Sicilia alla
formazione professionale ci sono 800, 900 o anche 1000 dipendenti
che hanno già raggiunto l'età pensionabile e se non si pensa di
collocarli a riposo, come è giusto che sia, consentendo di andare
a riposo esercitando un diritto-dovere.
Il fatto che non si sia intervenuti, però, a chiudere la
vertenza per chi ha il diritto e il dovere di andare in pensione
non ha per niente offuscato le assunzioni in questi tre anni in
cui queste cose sono avvenute: la formazione professionale con i
mille dipendenti o senza i mille ha continuato ad assumere ed a
gravare sul bilancio della Regione siciliana Ma magari venissero
mandati in pensione questi mille e si procedesse poi ad
assumere, magari con regolare concorso altri mille giovani che
non hanno ancora lavoro
Ma io dico, fino ad oggi con i mille dipendenti in servizio non
si è bloccata l'assunzione nella formazione. Allora delle due
l'una: io non comprendo come da un punto di vista amministrativo
ci si assuma la responsabilità di non mandare in pensione le
persone che hanno raggiunto il limite pensionabile.
Questo non è un emendamento del Governo, ma della Commissione,
una proposta specifica dell'onorevole Papania al quale il Governo
ha dato in Commissione bilancio l'adesione immediata. Perchè?
Proprio per fare diventare legge una cogenza di un dovere che
amministratori non hanno fatto. Allora oggi diciamo: fate una
legge, fate il vostro dovere, mandate in pensione la gente che ha
lavorato, che ha raggiunto il limite pensionabile
Niente altro si può aggiungere. Non è la Regione che assume o
non assume, non è la Regione che impone o non impone. Noi ci
siamo trovati, lo ribadisco, lo ha detto bene l'onorevole
Speziale, in una battaglia che dura da tre anni e mezzo che ho
condotto dai banchi della maggioranza in Aula, tuttavia nessuno è
stato mandato in pensione Al di là di questo ho detto che questo
articolo è stato predisposto con l'ausilio dell'assessorato alla
Presidenza.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, ricordo bene
quando insieme all'onorevole Papania ci siamo fatti promotori di
questa iniziativa legislativa. Apprezzo in ogni caso la coerenza
dei colleghi di Sicilia 2010 che presentando l'emendamento
abrogativo dell'articolo, ufficialmente intendono mantenere uno
stato di fatto che dal mio punto di vista sicuramente è sbagliato
però dico meglio chi si assume la responsabilità con grande
trasparenza dicendo: le cose vogliamo che rimangano così,
rispetto a chi parlando di cose che nulla hanno a che fare con la
norma che è all'esame di questa Aula tentano di mantenere uno
stato di cose che non è nella quiescenza.
Signor Presidente, il vero dramma è che questa norma vuole
cominciare a risolvere un sistema che non va bene.
Gli enti di formazione regionale, oltre ad avere in carico
personale che da anni doveva già essere in pensione, sono anche
centri di costi perché sappiamo bene che questa gente viene
pagata anche quando non svolge il proprio lavoro.
Allora, caro assessore Cintola, l'iniziativa intanto di mettere
in quiescenza quei lavoratori che hanno già da tempo maturato
l'età pensionabile per diminuire i costi è sicuramente una
operazione di grande saggezza, ma non ci possiamo fermare lì. Noi
dobbiamo mettere mano alla materia della formazione ma non
attraverso norme in singoli disegni di legge perché, vede, quando
qualcuno entrerà nel merito della questione e vorrà verificare
chi lavora in quegli enti e del perché sono pagate persone per 12
mesi l'anno per lavorare, effettivamente, soltanto tre, non
potremo spiegarne il motivo, né chi sostiene questa norma, né
l'onorevole Capodicasa che vi si oppone.
Stiamo parlando degli enti di formazione regionale. Assessore
Cintola, lei deve dire a quest'Aula che il Governo metterà mano
alla riforma del sistema della formazione in Sicilia. Perché
questo articolo non è punitivo ma neanche si può pensare di avere
risolto il problema soltanto intervenendo con questa norma.
CAPODICASA Questa norma non risolve alcun problema, serve
soltanto a fare molte assunzioni selvagge.
PRESIDENTE Sulla materia della formazione professionale si
potrebbe parlare per una intera sessione e gli argomenti
sarebbero sempre attuali. Ma intanto siamo di fronte all'articolo
e agli emendamenti che da qui a breve comunicherò.
Presidenza del presidente Lo Porto
Presidenza del vicepresidente Fleres
Comunicazione di nomina di Presidente di Gruppo parlamentare
PRESIDENTE Informo che con nota del 15 dicembre 2004,
pervenuta in pari data alla Segreteria generale (assunta con
protocollo 19745/Aula-Rag del 16 dicembre successivo),
l'onorevole Eleonora Lo Curto ha comunicato, ai sensi
dell'articolo 25 del Regolamento interno dell'Assemblea regionale
siciliana, di essere stata nominata all'unanimità dall'assemblea
del Gruppo parlamentare Siciliani uniti , Presidente del Gruppo
medesimo e che Segretario del Gruppo è stato nominato l'onorevole
Giovanni Cristaudo.
L'Assemblea ne prende atto. Auguri all'onorevole Lo Curto.
Saluto agli studenti della scuola media Giovanni Pascoli di
Castellammare
PRESIDENTE Porgo i saluti della Presidenza dell'Assemblea
regionale siciliana agli studenti, agli insegnanti e al personale
non docente e direttivo della scuola media Giovanni Pascoli di
Castellammare che sono presenti, questa mattina, in Aula per
assistere ad una parte dei nostri lavori parlamentari.
Anche a loro comunico che l'Assemblea regionale siciliana sta
investendo cospicue risorse per favorire la conoscenza
dell'attività istituzionale del Parlamento stesso e del Palazzo
dei Normanni inteso come sede della più antica istituzione
parlamentare del mondo ma anche come pregevole monumento
architettonico dell'età normanna e poi anche successiva. Grazie
per essere presenti.
Presidenza del presidente Lo Porto
Presidenza del vicepresidente Fleres
Riprende la discussione congiunta dei disegni di legge
«Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2005 e bilancio pluriennale per il triennio 2005-
2007» (923/A) e «Disposizioni programmatiche e finanziarie per
l'anno 2005» (924/A)
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato dagli onorevoli
Speziale e Capodicasa l'emendamento 29.3.
Si passa all'emendamento 29.1. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 29.2. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 29.3. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 29. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 30. Ne do lettura:
«Articolo 30
Commissioni, comitati ed enti
1. Gli organi collegiali di cui all'allegato 1 sono soppressi
dalla data di entrata in vigore della presente legge.
2. Entro quattro mesi dall'entrata in vigore della presente
legge ciascun ramo dell'Amministrazione regionale comunica al
Presidente della Regione quali ulteriori organi collegiali,
istituiti presso le amministrazioni medesime, abbiano mantenuto
carattere di attualità e funzionalità per l'amministrazione
regionale.
3. La Giunta regionale provvede, nei due mesi successivi alla
comunicazione di cui al comma 2, a confermare gli organi
collegiali.
4. Gli organi collegiali in atto esistenti, di cui non sia
avvenuta la conferma entro la data del 30 settembre 2005, sono
soppressi ed i relativi compiti e funzioni sono svolti dal ramo
di amministrazione competente per materia.
5. I comitati di gestione del Centro regionale per
l'inventario, la catalogazione e la documentazione grafica,
fotografica, aerofotografica, audiovisiva e del centro regionale
per la progettazione, il restauro e per le scienze naturali ed
applicate ai beni culturali previsti dall'articolo 10 della legge
regionale 1 agosto 1977, n. 80 sono soppressi. I compiti dei
soppressi comitati di gestione sono assolti dal dirigente
preposto a ciascun centro».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Miccichè e altri: emendamento 30.1;
- dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: emendamento 30.5;
- dall'onorevole Papania: emendamento 30.2;
- dagli onorevoli Tumino e Barbagallo: emendamento 30.3;
- dagli onorevoli Giannopolo e Speziale: emendamento 30.4.
Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti 30.1 e 30.5,
di identico contenuto. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non sono approvati)
Si passa all'emendamento 30.2. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti 30.3 e 30.4,
di identico contenuto. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Sono approvati)
Pongo in votazione l'articolo 30, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 31. Ne do lettura:
«Articolo 31
Dotazione finanziaria delle istituzioni scolastiche
1. All'articolo 7 della legge regionale 24 febbraio 2000, n. 6,
sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1 sono soppresse le parole a partire da che si
suddivide';
b) al comma 2 dopo le parole tale dotazione finanziaria' è
inserito l'inciso tranne che per quanto stabilito al successivo
comma 3 bis';
c) al comma 3 nei primi tre periodi è soppressa la parola
ordinaria'e sono soppressi i periodi dal quarto al settimo;
d) è aggiunto il seguente comma 3 bis:
3 bis. La perequazione tra istituzioni scolastiche è
perseguita dalle medesime attraverso l'utilizzo del 5 per cento
dell'assegnazione per la realizzazione di progetti mirati a far
fronte a particolari esigenze collegate alle condizioni
demografiche, orografiche, economico e socio-culturali del
territorio'».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dagli onorevoli Miccichè ed altri: emendamento 31.1;
-dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: emendamento 31.2.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, non è
presente l'Assessore al ramo ma vorrei capire cosa significa
dire: la perequazione tra istituzioni scolastiche è perseguita
dalle medesime attraverso l'utilizzo del 5% dell'assegnazione per
la realizzazione di progetti mirati a far fronte a particolari
esigenze collegate alle condizioni demografiche, orografiche,
economiche, sociali e culturali del territorio.
E' possibile che il termine perequazione tra istituzioni
scolastiche per caso faccia riferimento al discorso fra i vari
tipi di istituzione scolastiche, tra quelle pubbliche e quelle
private? In questo caso mettiamo sullo stesso piano l'esigenza
della scuola pubblica con quella privata?
Se è così sono totalmente contrario perché le esigenze della
scuola pubblica sono maggiori rispetto a quelle degli istituti
privati. Proprio in questi giorni, è scaturita la notizia che
alcuni presidi lamentano di non avere i soldi per pagare la tassa
sui rifiuti solidi urbani. Se è così, in questo caso, non è
ammissibile porre sullo stesso piano le istituzioni scolastiche,
come se l'esigenza della scuola pubblica potesse essere
equiparata a quella della scuola privata.
Sappiamo benissimo che la scuola privata oltre ad attingere
fondi dallo Stato, dalla Regione, ha anche il contributo dei
genitori degli alunni. E quindi non possiamo assolutamente
metterle sullo stesso piano. Di conseguenza, se è così, questo è
un emendamento che va ritirato.
Se poi il Governo vuole continuare, faccio appello ai deputati
affinchè votino contro ovvero a favore del mio emendamento che
ne chiede l'abrogazione. Se è questo lo spirito della norma che è
stata inserita in questo articolo.
Vorrei, prima di completare il mio ragionamento, sapere da
parte dell'Assessore competente o da chi rappresenta il Governo
se questo tipo di normativa di cui si chiede oggi l'approvazione,
ha questa finalità. Se la finalità è questa - ripeto - sono
totalmente contrario.
PRESIDENTE Onorevole Miccichè, poiché l'articolo fa
riferimento al termine istituzione dovrebbe essere riferito
esclusivamente a quelle pubbliche, altrimenti avrebbe utilizzato
probabilmente una terminologia diversa. Però, non vedo
l'Assessore per la pubblica istruzione né credo che l'Assessore
per il bilancio e le finanze sia nelle condizioni di potere
ulteriormente approfondire la questione.
MICCICHE' Allora il mio intervento non è servito a niente,
non ha sortito alcun effetto. Propongo di accantonarlo per sapere
se è così.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Sono
contrario all'accantonamento.
MICCICHE' Il Governo non è nelle condizioni di dire di cosa
si tratta.
PRESIDENTE Onorevole Miccichè, lei ha ascoltato quello che ho
detto? Il Governo ha replicato come ha lei stesso detto. Non ci
sono ulteriori osservazioni, ulteriori elementi per potere
definire le osservazioni, ancorché significative che lei formula
e pertanto non posso che mettere in votazione il mantenimento
dell'articolo 31.
Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 32. Ne do lettura:
«Articolo 32
Acquisto di beni e servizi
1. All'articolo 8 della legge regionale 10 dicembre 2001, n.
20, e successive modifiche ed integrazioni, come sostituito
dall'articolo 13, comma 4, della legge regionale 3 dicembre 2003,
n. 20, le parole da alla lettera d)' a n. 212' sono sostituite
con le seguenti all'articolo 1, comma 4, lettera c), del decreto
legge 12 luglio 2004, n. 168, convertito in legge 30 luglio 2004,
n. 191'.
2. La responsabilità amministrativa per la stipula di contratti
per l'acquisto di beni e servizi in violazione delle disposizioni
di cui al comma 1, deve intendersi riferita anche alle ipotesi di
ricorso a libero mercato».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Miccichè e altri: emendamento 32.1;
- dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: emendamento 32.3;
- dagli onorevoli Ortisi e Spampinato: emendamento 4.6;
- dagli onorevoli Misuraca ed altri: emendamento 32.2.
MISURACA Dichiaro di ritirare l'emendamento 32.2.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
SPEZIALE Signor Presidente, può valutare l'ammissibilità di
questo emendamento?
PRESIDENTE Onorevole Speziale, si tratta della questione
CONSIP, per intenderci. L'abbiamo sempre valutata nelle leggi
finanziarie. E comunque determina certamente effetti di natura
finanziaria. Tuttavia, come lei sa, ieri il Presidente
dell'Assemblea ha annunziato quali sono gli articoli che la
Presidenza
considera inammissibili. Pertanto, da questo punto di vista, la
Presidenza ritiene ammissibile l'emendamento, anche per la
formulazione con cui è stato redatto. Le anticipo che il Gruppo
di Forza Italia, anche perché può servirle per il suo intervento,
ha ritirato l'emendamento 32.2, che forse, quello sì, avrebbe
determinato materia estranea o parzialmente estranea.
SPEZIALE Siccome non è sindacabile il suo giudizio, ma le
posso assicurare però che non è così.
PRESIDENTE La ringrazio, onorevole Speziale.
Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti 32.1, 32.3 e
4.6 di identico contenuto. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non sono approvati)
Pongo in votazione l'articolo 32. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 33. Ne do lettura:
«Articolo 33
Promozione forme consorziate di acquisto beni e servizi
aziende sanitarie ed ospedaliere
Al fine di pervenire a sensibili economie di scala ed alla
razionalizzazione delle fasi procedurali di fornitura e gestione
di beni e servizi delle aziende unità sanitarie locali e delle
aziende ospedaliere, l'Assessorato regionale per la sanità
promuove l'attuazione di forme consorziate di acquisto di beni e
servizi in ambito provinciale'».
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Miccichè ed
altri l'emendamento soppressivo 33.1.
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 34. Ne do lettura:
«Articolo 34
Contributi e trasferimenti a carico del bilancio della
Regione
1. Le disposizioni di cui ai commi da 2 ter a 2 sexies
dell'articolo 17 della legge regionale 17 marzo 2000, n. 8 e
successive modifiche ed integrazioni e di cui al comma 1
dell'articolo 24 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4 e
successive modifiche ed integrazioni, non trovano applicazione
relativamente ai procedimenti non ancora definiti alla data di
entrata in vigore della presente legge, limitatamente ai soggetti
diversi dagli enti locali».
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Miccichè ed
altri l'emendamento soppressivo 34.1.
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo. Chi è
favorevole resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 35. Ne do lettura:
«Articolo 35
Norme per la semplificazione degli interventi in favore delle
attività sportive
1. Al comma 2 dell'art. 13 della legge regionale 16 maggio
1978, n. 8 è aggiunta la seguente frase: le richieste potranno
pervenire anche attraverso i competenti comitati provinciali del
CONI'.
Nei casi in cui gli enti pubblici territoriali non intendano
gestire direttamente impianti sportivi, l'Assessore regionale per
il turismo, le comunicazioni e i trasporti può affidare la
gestione degli stessi in via preferenziale, a società ed
associazioni sportive dilettantistiche, enti di promozione
sportiva, discipline sportive associate e federazioni sportive
nazionali, sulla base di convenzioni che stabiliscano modalità e
criteri d'uso.'»
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Miccichè e altri: emendamento 35.1;
- dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: emendamenti 35.5 e
35.4;
- dagli onorevoli Ortisi e Spampinato: emendamento 4.6;
- dagli onorevoli Zago e Speziale: emendamento 35.3;
- dagli onorevoli Forgione e Liotta: emendamento 35.2.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo è un
articolo che fa veramente capire qual è lo spirito di questa
finanziaria. Io ieri sera l'ho definita una mala finanziaria'.
Questa è la prova di quanto dico, infatti, al secondo comma si
prevede che gli enti pubblici territoriali non intendono gestire
direttamente gli impiani sportivi, l'Assessore regionale per il
turismo, le comunicazioni e i trasporti può affidare la gestione
degli stessi in via preferenziale a società ed associazioni
sportive dilettantistiche, enti di promozione sportive
disciplinate, eccetera, sulla base delle convenzioni che
stabiliscono modalità di criteri d'uso'. Ma stiamo scherzando?
Stiamo dicendo sul serio? Cioè, noi stiamo incentivando, visto
che ci sono molti comuni che non hanno la possibilità di gestire
certi impianti, perché tagliamo fondi, anche in questa
finanziaria abbiamo tagliato fondi ai comuni, abbiamo dato meno
risorse, diciamo, probabilmente non siamo in condizione di
gestirle.
LEONTINI assessore per l'agricoltura e le foreste. Da dove si
evince che abbiamo dato meno soldi ai comuni?
PRESIDENTE Non crede sia peggio tenerli chiusi se i comuni
non li possono gestire?
MICCICHE' Sto arrivando al dunque. Cioè, noi stiamo
incentivando, ma se la Regione ha centinaia di proprietà
immobiliari e le tiene in condizioni di totale stato di degrado,
noi dobbiamo assumere il compito di gestire quello che è di
esclusiva competenza comunale, ma stiamo scherzando? Noi stiamo
dicendo ai comuni: non ti interessare perché li affido io. Questo
lo può anche fare il comune; lo può fare il sindaco del comune:
affidare a società; perché lo deve fare la Regione? Quali sono le
ragioni perché si deve fare una cosa del genere? Qui si invoca il
federalismo, ma di fatto stiamo centralizzando il potere, noi
stiamo espropriando la potestà comunale o provinciale a seconda
dell'ente territoriale cui fa riferimento. Perché dobbiamo
assumere noi il ruolo di garante di assegnazione?
PRESIDENTE Onorevole Miccichè, volevo invitarla a porre
l'attenzione al contenuto del comma 2 cui lei fa riferimento.
Lei giustamente dice che se i sindaci possono farlo è a loro
che spetta. Sicuramente sì sul piano della applicazione piena del
principio della sussidiarietà verticale, ma se i sindaci e le
amministrazioni, come recita il secondo comma, infatti esso così
recita: nei casi in cui gli enti pubblici non intendano
gestire', quindi esprimono una volontà negativa relativamente
alla loro prerogativa di potere gestire interviene la Regione.
LIOTTA Ma le convenzioni le possono fare i comuni
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, sto soltanto leggendo quello
che c'è scritto. Poi ciascuno può interpretare le cose come
meglio ritiene, ma qui è scritto: nei casi in cui gli enti
pubblici.
Nel caso in cui vogliono farlo possono già farlo, nessuno
glielo impedisce.
MICCICHE' E' un abuso che stiamo commettendo, un arbitrio nei
confronti delle amministrazioni comunali e provinciali.
Signor Presidente, posso capire lo spirito ma noi ci ergiamo a
difensori perchè siamo bravissimi. Ma noi ente regionale cosa
abbiamo alle spalle come nostro patrimonio? Abbiamo un patrimonio
abbandonato, in condizione di degrado totale che nessuno
gestisce, diventato oggetto di ricovero di cani randagi, di
distruzione, di devastazione, di abbandono E noi ora ci dobbiamo
preoccupare di assegnazioni
Ma lasciamo ai sindaci, lasciamo ai comuni, lasciamo a loro il
compito, possiamo dire dobbiamo obbligare, in questo caso,
possiamo invertire la cosa, possiamo fare una norma che di cui
non c'è bisogno. Se volete questo possiamo anche farlo, se i
sindaci non gestiscono gli impianti sportivi, decade la facoltà,
questo lo possiamo fare. Poi trovi il sindaco il metodo e il
mezzo come fare: lo può fare direttamente o tramite altri, ma
perchè dobbiamo spodestare i sindaci di questa loro prerogativa?
Non mi pare sia una cosa saggia e giusta. Posso capire lo spirito
di buona volontà di risolvere ed intervenire su questo campo, ma
questa è una maniera estranea.
Se poi ci sono altri obiettivi è un altro paio di maniche. Io
non condivido e per queste ragioni chiedo l'abrogazione
dell'intero articolo, non ha motivo di esistere così come è stato
impiantato.
CAPODICASA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, la
Presidenza dell'Assemblea, nella giornata di ieri, ha comunicato
all'Aula quali erano le proprie determinazioni in ordine agli
articoli da dichiarare improponibili, ai sensi dell'articolo 73
quater del Regolamento, si poteva solo aprire un lungo
contenzioso come in altro momento sarebbe stato probabilmente il
caso di fare.
Siccome abbiamo già troppo protestato per le violazioni
regolamentari intervenute nel corso di questa finanziaria,
l'opposizione non mi pare che abbia tanta voglia di aprire
contenziosi regolamentari.
Però, di fronte a circa 80 articoli di cui , senza tema di
smentita, ve ne sono non meno di 25-30 che non sono in linea con
il Regolamento e con la legge 10/99, limitarsi a prevedere il
depennamento solo di 7 o 8 articoli, a me è sembrato un affronto.
Questo articolo, come quello della formazione professionale di
poc'anzi, sono articoli che la Presidenza avrebbe dovuto
dichiarare improponibili. Non c'è un euro di risparmio, né in
questo caso né nell'altro.
PRESIDENTE C'è entrata per gli enti locali.
CAPODICASA Non c'è nessuna entrata.
PRESIDENTE Onorevole Capodicasa, le convenzioni sono a titolo
oneroso.
CAPODICASA Esattamente, non c'è bisogno di fare un articolo
per dire che gli enti locali possono fare convenzioni.
PRESIDENTE Sono d'accordo con lei. Il problema è che non lo
fanno.
CAPODICASA Il comune di Agrigento ha già stipulato da anni
convenzioni con una cooperativa per gestire la piscina comunale.
PRESIDENTE Mi scusi, onorevole Capodicasa, anche il suo
partito ha presentato un emendamento che da questo punto di vista
è esattamente come la previsione dell'articolo. Sta intervenendo
sul Regolamento, nel merito dovremmo essere armonici con i
comportamenti che teniamo, la Presidenza per prima e poi tutti
ovviamente. Non ci sono dubbi che l'emendamento interviene nel
caso in cui gli enti locali manifestino la loro indisponibilità a
gestire; non c'è dubbio che l'emendamento determina effetti di
natura finanziaria a favore degli enti locali e non c'è dubbio
che determina un'utilità sociale perché mette in funzione
impianti che diversamente resterebbero inutilizzati.
LIOTTA Espropria competenze che sono prerogativa dei comuni.
PRESIDENTE No, onorevole Liotta, legga bene l'emendamento.
Perché interviene quando gli enti non intendano. Se poi vogliamo
condannarci a finire su Striscia la notizia com'è accaduto
qualche giorno fa per non aver utilizzato impianti, siamo
padronissimi di farlo
CAPODICASA Signor Presidente, la ringrazio per avermi
richiamato al contenuto dell'emendamento a firma Speziale e
Capodicasa.
In primo luogo, noi siamo affinché la Presidenza dichiari
improponibile l'articolo, tra l'altro questo era uno degli
articoli per i quali avevamo posto una richiesta informale della
Presidenza di indicarlo tra quelli improponibili. Come vede non
c'è alcuna incoerenza da parte nostra.
In secondo luogo, noi siamo per l'abrogazione. In terzo luogo,
se lei vede, noi andiamo a modificare con il nostro emendamento
esattamente la parte che il Governo invece vuole che si mantenga.
Quest'articolo nasce non per dare in convenzione le attrezzature
sportive ma perché lo faccia la Regione, l'Assessorato del
turismo, centralizzando ciò che magari gli enti locali saranno
disponibili a cedere come loro competenza.
Pertanto, noi rendiamo perfino superfluo l'articolo perché se
sono gli stessi enti locali che possono affidare in convenzione
le strutture di loro pertinenza gli diciamo esattamente di fare
quello che già oggi possono fare. A quel punto l'articolo non ha
motivo di esistere.
Comunque, signor Presidente, avevo chiesto la parola per un
richiamo al Regolamento ...
PRESIDENTE Mi scusi, onorevole Capodicasa, può servire al suo
intervento, il Governo mi ha fatto sapere di essere favorevole
all'emendamento 35.3 poiché esplicita in maniera molto chiara
quelle che sono le entrate o i benefici che i comuni ne
trarrebbero in maniera chiara.
CAPODICASA Signor Presidente, so per modesta esperienza, che
oggi i comuni sono già in grado di fare le convenzioni per
gestire le attrezzature sportive. Noi nel momento in cui
accettiamo l'emendamento Speziale e Capodicasa, abbiamo ribadito
quello che già c'è. Diventerebbe quindi superfluo l'articolo.
LIOTTA L'onorevole Speziale ritirerà quell'emendamento.
CAPODICASA Anche se non lo dovesse ritirare non cambierebbe
nulla. Non vedo la ragione per la quale l'articolo deve rimanere
in vita dal momento che si accetta l'emendamento Speziale e
Capodicasa.
Onorevole Assessore, sarebbe molto più semplice sfoltire la
finanziaria, sottrarre questa materia che con il contenuto della
finanziaria non c'entra nulla.
Per un richiamo al Regolamento
ACIERNO Chiedo di parlare per un richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, sulla base delle norme del nostro
Regolamento interno per ciò che riguarda l'ammissibilità non
posso che essere d'accordo con quanto detto dall'onorevole
Capodicasa.
PRESIDENTE Onorevole Capodicasa, devo interpretare il suo
intervento per richiamo al Regolamento relativamente
all'ammissibilità dell'articolo?
CAPODICASA Sì.
PRESIDENTE Onorevole Acierno, anche il suo intervento è
relativo all'ammissibilità?
ACIERNO Sì, signor Presidente.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, vorrei ricordare all'Aula che
la Presidenza si è già espressa in merito all'ammissibilità degli
articoli e pertanto, da questo punto di vista, non ritiene di
dovere modificare tale opinione.
Presidenza del presidente Lo Porto
Presidenza del vicepresidente Fleres
Sull'ordine dei lavori
ACIERNO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori, preso atto
delle comunicazioni appena fatte dalla Presidenza.
PRESIDENTE Onorevole Acierno, intervenire sull'ordine dei
lavori significa che lei intende proporre una modifica agli
stessi.
Se invece con il suo intervento vuole entrare - come io ritengo
- nel merito dell'emendamento, allora ascoltiamo prima
l'Assessore Cintola che ha chiesto la parola.
ACIERNO Signor Presidente, la ringrazio del suggerimento ma
chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, considerato
che dopo l'intervento dell'onorevole Capodicasa per richiamo al
Regolamento, il Presidente dell'Assemblea ha comunicato all'Aula
di voler proseguire con l'esame dell'articolo 35, mi permetto di
esprimere la mia opinione in proposito. La Presidenza
dell'Assemblea è composta da essere umani che, in quanto tali,
possono anche commettere degli errori, e ritengo, infatti, che
chi ha valutato l'ammissibilità di questo articolo non abbia
tenuto conto che il Parlamento non ha la postestà di togliere ai
comuni il potere di affidare a terzi gli impianti sportivi.
Con questo articolo si vuole prevedere che il comune che non
intenda gestire direttamente l'impianto sportivo non potrà
affidare a privati la gestione dell'impianto, perché tale compito
verrebbe affidato esclusivamente all'assessore regionale per il
turismo.
Ritengo pertanto che questo articolo, così come è stato
formulato, non sia in alcunn modo ammissibile, e questo non
perché tale valutazione debba essere affidata al Presidente
dell'Assemblea, ma perché è una norma incostituzionale; ribadisco
che non abbiamo il potere legislativo di intervenire nei
regolamenti comunali.
Signor Presidente, vorrei tra l'altro portare a conoscenza
dell'Aula che il Regolamento comunale del comune di Palermo, per
quanto attiene al rilascio delle concessioni per la realizzazione
di impianti sportivi, prevede una convenzione pluriennale al
termine della quale il comune diventa proprietario degli
impianti.
Assessore Cintola, il problema non è quello di accantonare
l'emendamento; si tratta soltanto di prendere atto che la
valutazione sull'ammissibilità dello stesso fatta, con tutto il
rispetto, dagli Uffici dell'Assemblea regionale, è stata una
valutazione sbagliata. E pertanto vorrei si evitasse di dover
tornare in Aula, magari il 28 di dicembre, per approvare un
ordine del giorno che permetta la pubblicazione della legge senza
le parti impugnate dal Commissario dello Stato, considerato che
ritengo tale impugnativa sull'articolo 35 quasi scontata.
Invito perantao la Presidenza a rivalutare l'ammissibilità di
questo articolo così come è stato formulato.
Presidenza del presidente Lo Porto
Presidenza del vicepresidente Fleres
Riprende la discussione congiunta dei disegni di legge
+Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2005 e bilancio pluriennale per il triennio 2005-
2007» (923/A) e «Disposizioni programmatiche e finanziarie per
l'anno 2005» (924/A)
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, vorrei precisare che l'articolo
35 è stato proposto dalla Commissione legislativa Ambiente e
territorio e non dal Governo, che comunque l'ha approvato in
Commissione Bilancio e lo sta proponendo adesso all'attenzione
dell'Aula.
Il Governo pensava che l'articolo 35 non avrebbe dato luogo ad
un dibattito così acceso, ma alla luce degli interventi fin qui
svolti, ritengo necessario un approfondimento ulteriore sulla
materia sia con la Commissione che lo ha proposto che con
l'assessore competente.
Per tale motivo chiedo l'accantonamento dell'articolo.
Poc'anzi avevo comunicato alla Presidenza che era intenzione
del Governo di accogliere l'emendamento 35.3 presentato dagli
onorevoli Zago e Speziale in quanto ritenevo che lo stesso
potesse dare una più ampia esplicitazione alla materia mettendo
d'accordo sia la maggioranza che le opposizioni.
CAPODICASA Onorevole Assessore, voglio ricordarle che noi
abbiamo chiesto la soppressione dell'articolo.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Sì, onorevole
Capodicasa, lei ha presentato un emendamento soppressivo qui in
Aula, però vorrei ricordarle che nella Commissione che ha
proposto l'articolo vi sono anche esponenti del suo partito.
Allora, indipendentemente dalla querelle, chiedo ufficialmente
alla Presidenza di accantonare l'articolo 35.
FERRO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FERRO Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei capire
bene di cosa si sta parlando.
Fin qui abbiamo discusso del comma 2 dell'articolo 35, ma
vorrei porre all'attenzione dei colleghi anche il comma 1, che
riguarda sostanzialmente una modifica di procedura
amministrativa. Non voglio entrare nel merito - posto che non sia
d'accordo anche sul contenuto del comma 1 -, però vorrei capire
come la Presidenza abbia potuto dare un giudizio di ammissibilità
sul comma 1.
Per quanto riguarda, invece, il comma 2, francamente non
capisco di cosa si sta parlando, sia in termini di ammissibilità
che in termini di sostanza. Se i comuni non intendono gestire
impianti sportivi non significa che il Governo della Regione
possa intervenire d'autorità affidando la gestione dell'impianto
a chi vuole. Come si può da un lato sostenere che dobbiamo
aiutare i comuni nelle loro attività, e dall'altro concentrare
sulla Regione una norma, la legge 16/79, che è quanto di più
volgare si possa trovare dal punto di vista dell'applicazione
della legge.
Questo articolo, per chi ha competenza in materia, presenta
sicuramente alcune caratteristiche fondamentali: intanto è
sicuramente inammissibile sotto il profilo dei lavori d'Aula, ed
inoltre è un articolo assolutamente clientelare; e non mi
riferisco con questo all'operato dell'Assessore per il bilancio,
ma mi riferisco alla responsabilità di chi ha concepito questa
norma.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. I 13 deputati
della Commissione.
FERRO Probabilmente è così, e allora tutti, in buona fede,
non si sono resi conto di cosa proponevano. Però non si può oggi
proporre l'acccantonamento dell'articolo solo perché il Governo
si trova in difficoltà e richiede del tempo per aggiustarlo o
modificarlo; ritengo che l'articolo vada soppresso e non
accantonato.
Pertanto chiedo alla Presidenza di porre in votazione gli
emendamenti soppressivi.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, la Presidenza stabilito di
accantonare l'articolo 35 così come richiesto dal Governo.
Tuttavia vi erano già alcuni deputati iscritti a parlare,
l'onorevole Giannopolo, l'onorevole Liotta, l'onorevole Ardizzone
e l'onorevole Sbona. Se i colleghi ritengono comunque di dovere
intervenire, in questa fase, io concedo loro la parola,
altrimenti si può rinviare la discussione al momento in cui
l'emendamento verrà trattato.
Non sorgendo osservazioni, dispongo l'accantonamento
dell'articolo 35 e dei relativi emendamenti.
Si passa all'articolo 36. Ne do lettura:
«Articolo 36
Autorizzazione nuovi posti letto riabilitazione e lungodegenza
Il comma 7 dell'articolo 1 della legge regionale 5 novembre
2004, n. 15, è sostituito dal seguente:
7. Le procedure volte alla emissione dei provvedimenti
autorizzativi per le strutture per nuovi posti letto per pazienti
post acuti, riabilitazione e lungodegenza, di cui all'articolo 3,
comma 4, del decreto legge 19 settembre 2001, n. 347, convertito
dalla legge 16 novembre 2001, n. 405, sono temporaneamente
sospese fin tanto che la Regione, sulla scorta degli indirizzi
programmatori già stabiliti con delibera di Giunta n. 135/2003,
provvederà previo parere vincolante della Commissione Sanità e
servizi sociali' dell'Assemblea regionale siciliana, alla
specifica programmazione di settore riferita alle strutture
predette'».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti
interamente soppressivi:
-dagli onorevoli Miccichè ed altri: emendamento 36.1;
-dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: emendamento 36.2.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo
l'accantonamento dell'articolo 36.
PRESIDENTE Così come avevamo concordato in apertura di
seduta, sarebbe opportuno che i colleghi indicassero
tempestivamente alla Presidenza quali articoli reputano opportuno
che vengono accantonati, in modo tale che la Presidenza non ponga
in votazione i relativi emendamenti
Non sorgendo osservazioni, dispongo l'accantonamento
dell'articolo 36.
Si passa all'articolo 37. Ne do lettura:
«Articolo 37
Consigli di amministrazione di ESA ed IRVV
1. Il consiglio di amministrazione dell'Ente di sviluppo
agricolo è costituito da sette componenti, compreso il
presidente, che durano in carica cinque anni e sono rieleggibili
esclusivamente per un ulteriore quinquennio, anche se non
consecutivo.
2. Il consiglio di amministrazione dell'Istituto regionale vite
e vino è costituito da cinque componenti, compreso il presidente,
che durano in carica cinque anni e sono rieleggibili
esclusivamente per un ulteriore quinquennio, anche se non
consecutivo.
3. Il consiglio di amministrazione ed il presidente degli enti
di cui al primo e secondo comma sono contestualmente nominati con
decreto presidenziale, previa delibera della Giunta regionale su
proposta dell'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste,
tra soggetti specificatamente in possesso di consolidata
professionalità ed esperienza in materia agricola, economica,
giuridica, industriale e commerciale.
4. Con successive delibere adottate dai costituiti organi di
amministrazione, approvate con decreto assessoriale, si
provvederà alla regolamentazione del funzionamento dei suddetti
organi».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dagli onorevoli Miccichè ed altri: emendamento 37.1;
-dagli onorevoli Tumino e Barbagallo: emendamento 37.2;
-dagli onorevoli Misuraca ed altri: emendamento AG.182.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Mi scusi onorevole Speziale, siccome mi avevano
anticipato che probabilmente il Gruppo parlamentare di Forza
Italia intendeva ritirare l'emendamento AG.182 volevo una
conferma per potere valutare la questione. Ha facoltà di parlare.
SPEZIALE Signor Presidente ritengo che il Gruppo di Forza
Italia presenti emendamenti sostitutivi a quelli del Governo di
gran lunga più interessanti, per la verità, rispetto a quelli del
Governo.
Signor Presidente, vorrei proporre al Governo la presentazione
di un subemendamento, che se è il caso potrei presentare io
stesso come capogruppo dei DS, perchè ritengo che volere ridurre
il numero dei componenti dei consiglio di amministrazione degli
enti sia una finalità che noi consideriamo corretta. Il fatto,
però, che si utilizzi un eccesso di potere discrezionale, così
come previsto al comma 3 dell'articolo 37 che cito testualmente:
Il consiglio di amministrazione ed il presidente degli enti di
cui al primo e secondo comma sono contestualmente nominati con
decreto presidenziale, previa delibera della Giunta regionale su
proposta dell'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste,
tra soggetti specificatamente in possesso di consolidata
professionalità .. , è talmente generico che lascia un ampio
margine di discrezionalità alla nomina.
Inoltre, vorrei ricordare che noi abbiamo il dovere di
rappresentare gli interessi legittimi all'interno dei consigli di
amministrazione. Allora, si può stabilire che ci sia un
rappresentante delle diverse categorie, ma dobbiamo definire un
criterio con il quale possano essere presenti nei consigli di
amministrazione i rappresentanti legittimi di interessi
categoriali. Pertanto chiedo al Governo di predisporre un
subemendamento al fine di definire meglio il carattere di ampia
competenza (perchè in Sicilia normalmente gli esperti vengono
confusi con gli sperti , cioè quelli che pur non avendo
competenza hanno un rapporto comunque) e il profilo di chi deve
far parte del consiglio di amministrazione. La seconda questione
che sottopongo all'attenzione del Governo è che preveda la
presentazione di un subemendamento con il quale si introduca una
norma che possa salvaguardare la presenza di un rappresentante
delle singole categorie all'interno del consiglio di
amministrazione.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo
l'accantonamento dell'articolo 37.
PRESIDENTE Non sorgendo osservazioni, dispongo nel senso
richiesto.
Onorevoli colleghi, al fine di programmare i lavori di questa
mattina, ritengo che, così come era stato già stabilito, si
potrebbe andare avanti fino alle ore 13.00; tuttavia ci sono
alcuni articoli che appaiono piuttosto semplici, perchè
presuppongo uno schieramento o l'altro, per cui ritengo si
possano esaminare questi articoli e poi sospendere i lavori.
Si passa all'articolo 38. Ne do lettura:
«Articolo 38
Disposizioni in materia di tutela e valorizzazione dei beni
paesaggistici
1. In conformità a quanto previsto dall'articolo 9 della legge
29 marzo 2001, n. 135, come recepito dall'articolo 42 della legge
regionale 26 marzo 2002, n. 2, ove l'attività turistica venga
svolta in immobili di interesse culturale, i relativi progetti di
restauro, ristrutturazione, manutenzione ordinaria e
straordinaria sono approvati con le procedure di cui all'articolo
36 della legge regionale 15 maggio 2000, n. 10, anche con
riferimento alle norme statali e regionali di tutela del
patrimonio culturale e dell'ambiente. A tal fine le richieste di
pareri, nulla osta o autorizzazioni sono avanzate dagli
interessati unitamente alla istanza prodotta allo sportello unico
di cui all'articolo 24 del decreto legislativo 31 marzo 1998, n.
112».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti
soppressivi:
- dagli onorevoli Miccichè e altri: emendamento 38.1;
- dagli onorevoli Tumino e Barbagallo: emendamento 38.2;
- dagli onorevoli Capodicasa e Speziale: emendamento 38.3.
Essendo gli emendamenti soppressivi di identico contenuto,
pongo in votazione il mantenimento dell'articolo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si riprende l'esame dell'articolo 42, accantonato
nella seduta di ieri dopo la presentazione dell'emendamento 42.1,
interamente soppressivo.
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 43, comunicato nella seduta di ieri e
accantonato dopo la presentazione degli emendamenti 43.1 e 43.2,
interamente soppressivi.
Comunico altresì che è stato presentato dal Governo
l'emendamento 43.3.
Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti soppressivi
43.1 e 43.2 di identico contenuto. Il parere del Governo.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA, presidente della Commissione e relatore di maggioranza.
Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non sono approvati)
Si passa all'emendamento 43.3 del Governo. Il parere della
Commissione?
SAVONA presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 43, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 45, comunicato nella seduta di ieri e
accantonato dopo la presentazione degli emendamenti 45.1 e 45.2,
interamente soppressivi.
Comunico altresì che è stato presentato dal Governo
l'emendamento 45.3.
Pongo congiuntamente in votazione gli emendamenti soppressivi
45.1 e 45.2 di identico contenuto. Il parere del Governo.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non sono approvati)
Si passa all'emendamento 45.3 del Governo. Il parere della
Commissione?
SAVONA presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 45, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 50, già comunicato nella seduta di ieri.
Preso atto che all'articolo 50 sono stati presentati diversi
emendamenti, ne dispongo l'ulteriore accantonamento.
Onorevoli colleghi, comunico che il Governo propone di
trattare, prima della sospensione, gli articoli 62, 63, 64, 66 e
68 che presentano un solo emendamento soppressivo.
Si passa pertanto all'articolo 62. Ne do lettura:
«Articolo 62
Applicazione delle misure di fuoriuscita ai soggetti
utilizzati in attività socialmente utili dalla Croce Rossa
Italiana
1. Nell'ambito delle disponibilità di cui al fondo unico per il
precariato, l'Assessorato regionale del lavoro, della previdenza
sociale, della formazione professionale e dell'emigrazione è
autorizzato a finanziare al comitato regionale della Croce Rossa
Italiana della Sicilia le misure previste dalla legislazione
vigente per la fuoriuscita dei soggetti utilizzati in attività
socialmente utili dai predetti enti».
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Miccichè ed
altri l'emendamento 62.1.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, non è una
questione di principio, ma forse noi dimentichiamo e non vediamo
le cose che succedono a pochissimi metri dalla nostra Aula.
Proprio qui sotto, ci sono centinaia di disoccupati che
attendono una risposta in merito alla definizione della procedura
del concorso per autisti della Croce Rossa Italiana.
Non vorrei che approvassimo l'articolo dimenticandoci delle
pressioni che in questo momento, in questo istante, stanno
attuando le persone, i disoccupati, gli aventi diritto ad un
concorso che chiedono la definizione dell'espletamento di questo
concorso, proprio per essere inseriti all'interno del servizio di
emergenza della Croce Rossa Italiana, del 118.
Non vorrei, signor Presidente, che si facesse soltanto una
cortesia a chi in questo momento ci vuole favorire dimenticando
altre persone, altri soggetti che hanno diritto ad avere una
risposta,
Proprio stamattina, ho incontrato alcuni di questi cittadini
che sono qui sotto il Palazzo dei Normanni, che aspettano
l'approvazione di un emendamento, non so se sarà inserito nel
cosiddetto maxiemendamento; si tratta della stessa materia:
servizio sanitario di emergenza, sarebbe opportuno approvarlo
contemporaneamente sia l'uno che l'altro per evitare di creare
disparità di trattamento per soggetti che hanno probabilmente
stessi diritti e stessi requisiti.
Chiedo al Presidente di accantonarlo.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, io non so
chi sono, quanti sono, cosa fanno, chi ce li ha messi e dove
vogliono andare gli LSU della Croce Rossa Italiana. Una cosa di
cui però sono certo è che noi non possiamo finanziare, a meno che
non mi si dimostri che appartengono al regime transitorio, non
possiamo dare soldi per il mantenimento di lavoratori socialmente
utili che non appartengono al regime transitorio, perchè se
dovessimo stabilire il principio che possiamo finanziare i
lavoratori socialmente utili no appartenenti al regime
transitorio la maglia è molto più larga di quella che può
sembrare a prima vista, ma siccome non è cosa proponibile allora
bisogna scrivere qui che appartengono al regime transitorio.
PRESIDENTE Onorevole Giannopolo, intende formalizzare
l'emendamento?
GIANNOPOLO Io non intendo formalizzare niente.
Presidenza del presidente Lo Porto
Presidenza del vicepresidente Fleres
Comunicazione di deliberazione della Commissione per la Verifica
dei poteri
PRESIDENTE Comunica che la Commissione per la Verifica dei
poteri, nella riunione odierna, ai sensi dell'articolo 61 del
Regolamento interno, ha deliberato all'unanimità di approvare la
relazione scritta, già depositata per l'Assemblea, recante la
proposta di decadenza dalla carica di deputato regionale
dell'onorevole D'Antoni.
L'argomento sarà iscritto all'ordine del giorno di una prossima
seduta.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Lo Porto
Presidenza del vicepresidente Fleres
Riprende la discussione congiunta dei disegni di legge
«Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2005 e bilancio pluriennale per il triennio 2005-
2007» (923/A) e «Disposizioni programmatiche e finanziarie per
l'anno 2005» (924/A)
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato dal Governo
l'emendamento 62.2.
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 62, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 62.1 è precluso. Si passa all'articolo 63. Ne do
lettura:
«Articolo 63
Applicazione benefici LSU
1. La riserva prevista per i lavoratori socialmente utili dalla
legge regionale 1 settembre 1993, n. 25, nonché tutti gli
incentivi, le priorità e le misure di fuoriuscita previste dalla
legislazione vigente in favore dei soggetti prioritari di cui
alla legge regionale 21 dicembre 1995, n. 85, trovano
applicazione a tutti i lavoratori destinatari del regime
transitorio dei lavori socialmente utili finanziati con risorse
del bilancio regionale».
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Miccichè ed
altri l'emendamento soppressivo 63.1.
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 64. Ne do lettura:
«Articolo 64
Applicazione disposizioni limitative per le assunzioni negli enti
locali
1. Per l'anno 2005, al fine di garantire specifiche esigenze
istituzionali, le disposizioni limitative alle assunzioni negli
enti locali e negli enti soggetti a controllo e vigilanza della
Regione non trovano applicazione alle assunzioni dei lavoratori
destinatari del regime transitorio dei lavori socialmente utili,
nei limiti delle dotazioni organiche e fermo restando il rispetto
del patto di stabilità regionale e nazionale.
2. Le disposizioni di cui al decreto legislativo 6 settembre
2001, n. 368, non si intendono applicabili ai contratti a termine
volti alla stabilizzazione dei soggetti destinatari del regime
transitorio dei lavori socialmente utili».
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Miccichè ed
altri l'emendamento soppressivo 64.1.
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 66. Ne do lettura:
«Articolo 66
Pagamento somme attività ispettiva società cooperative
1. L'Assessorato regionale della cooperazione, del commercio,
dell'artigianato e della pesca è autorizzato, per l'esercizio
finanziario 2005, ad impegnare sullo stanziamento di competenza
della UPB 8.2.1.3.1, capitolo 343701, la somma di 218 migliaia di
euro, destinata al pagamento delle spese relative all'attività
ispettiva svolta nell'anno 2003 dalle associazioni di
rappresentanza e tutela del movimento cooperativistico della
Sicilia nei confronti delle cooperative aderenti, ai sensi
dell'articolo 21, comma 3, della legge regionale 23 maggio 1991,
n. 36».
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Miccichè ed
altri l'emendamento soppressivo 66.1.
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico altresì che è stato presentato dal Governo
l'emendamento 66.2. Dispongo l'accantonamento dell'articolo 66.
Si passa all'articolo 67. Ne do lettura:
«Articolo 67
Ripianamento esposizioni debitorie enti fiera
1. L'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze è
autorizzato a prestare garanzia sussidiaria in favore degli
istituti di credito che erogheranno mutui a favore dell'Ente
autonomo Fiera di Palermo finalizzati al ripianamento delle
proprie esposizioni debitorie sussistenti alla data del 30 giugno
2004 e comunque per un importo complessivo massimo pari a 10.000
migliaia di euro.
2. Per le finalità del comma 1, l'Assessorato regionale del
bilancio e delle finanze approva il piano di risanamento
aziendale ed il piano di ammortamento del mutuo, verificando ogni
dodici mesi che gli stessi piani siano rispettati attraverso la
nomina di un commissario straordinario, da parte dello stesso
Assessorato, per il risanamento degli enti, da affiancare al
consiglio di amministrazione degli enti o ai loro commissari».
Ne dispongo l'accantonamento.
Si passa all'articolo 68. Ne do lettura:
TITOLO V
Disposizioni varie e norme finali
«Articolo 68
Beni mobili delle istituzioni scolastiche
1. I beni mobili acquistati con fondi regionali dall'1 gennaio
1986 al 31 agosto 2000 dalle istituzioni scolastiche statali
vengono acquisiti al patrimonio delle scuole che li detengono
alla data del 31 agosto 2000. I beni acquistati con fondi
regionali dai soppressi distretti scolastici vengono acquisiti al
patrimonio delle istituzioni scolastiche in cui aveva sede il
distretto medesimo».
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Miccichè ed
altri l'emendamento soppressivo 68.1.
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Sospendo brevemente la seduta.
(La seduta, sospesa alle ore 12.55, è ripresa alle ore 13.00)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Il Governo chiede di potere trattare, in deroga al
precedente deliberato d'Aula, anche l'articolo 69 che riguarda la
Cronoscalata automobilistica di Linguaglossa.
Si passa pertanto all'articolo 69. Ne do lettura:
«Articolo 69
Cronoscalata automobilistica Linguaglossa-Piano Provenzana
1. E' autorizzata la cronoscalata automobilistica Linguaglossa-
Piano Provenzana' sulla strada provinciale Mareneve',
limitatamente al periodo dell'anno compreso tra il 15 marzo ed il
15 settembre, dalla chilometrica 3,000 alla chilometrica 13,800».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti
soppressivi:
- dagli onorevoli Miccichè e altri: emendamento 69.1;
- dagli onorevoli Forgione e Liotta: emendamento 69.2.
Li pongo congiuntamente in votazione in quanto di identico
contenuto. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 72. Ne do lettura:
«Articolo 72
Vincoli di destinazione
1. Il termine di dieci anni di cui all'articolo 28 della legge
regionale 25 marzo 1986, n. 13 e di cui all'articolo 18 della
legge regionale 9 giugno 1994, n. 25, è ridotto di cinque anni».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Miccichè e altri: emendamento 72.1;
- dagli onorevoli Forgione e Liotta: emendamento 72.2;
- dagli onorevoli Tumino e Barbagallo: emendamento 72.3;
- dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: emendamento 72.4.
SPEZIALE Chiedo l'accantonamento dell'articolo 72, testè
comunicato.
PRESIDENTE Non sorgendo osservazioni, dispongo nel senso
richiesto.
Onorevoli colleghi, comunico che è stato presentato dal Governo
il maxiemendamento G 1, articolato in ottantuno commi.
Propongo, pertanto, di sospendere la seduta per dare modo ai
Gruppi parlamentari di valutare il predetto maxiemendamento e di
formalizzare eventuali proposte emendative.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, lei parla
come se avessimo tra le mani il testo di questo maxiemendamento.
E' inutile che cercate di prenderci per il naso, si dovrebbe
applicare il Regolamento. Quando avremo il testo del
maxiemendamento interverrò e chiederò, quando sarà il mio turno,
il tempo per poter esaminare attentamente gli emendamenti
presentati dal Governo.
L'articolo 103 del Regolamento recita: gli emendamenti che
comportino aumenti di spesa o di diminuzione di entrate devono
essere trasmessi anche alla Commissione per il bilancio perché
esprima il suo parere entro il termine di 24 ore .
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Lo può anche
esprimere in Aula
PRESIDENTE Su questo argomento, l'Aula si è già pronunciata
all'inizio dei lavori quando abbiamo stabilito l'andamento dei
lavori della mattinata.
MICCICHE' Forse lei dimentica che personalmente sono
intervenuto proprio all'inizio dei lavori reclamando il tempo
congruo di 24 ore ed è il tempo massimo, il tempo utile per
esaminare il testo. Ci deve dare il tempo di avere un riferimento
normativo?
PRESIDENTE Onorevole Miccichè, questa mattina, proprio a
seguito del suo intervento, l'Aula ha determinato l'andamento dei
propri lavori e ne ha determinato anche la data e l'orario di
apertura e chiusura dell'attività.
FERRO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FERRO Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che questa
mattina non abbiamo esattamente deciso quello che lei adesso ha
detto.
Abbiamo chiesto che fosse data la possibilità ai parlamentari
di conoscere la portata e i contenuti del maxi emendamento del
Governo.
Se stabiliamo già adesso che la presentazione degli emendamenti
è prevista alle ore 18.00 o alle 19.00, questo poco importa, non
è questo il tema, francamente abbiamo già chiuso la possibilità
di un approfondimento e di una riflessione per cui si va in Aula
e ci si dice che entro questa sera, entro due ore, occorre aver
capito tutto, presentato gli emendamenti, iniziata la discussione
e votare.
Questo è un modo un po' surrettizio per interpretare quello che
si è deciso questa mattina che era, invece, esaminare il testo
del maxi emendamento e poi valutare il tempo congruo per
presentare gli emendamenti.
In questo modo siamo nelle condizioni di non capire nulla
perché non sappiamo neanche qual è la portata del maxi
emendamento.
Pertanto, vorrei che non si dessero interpretazioni arbitrarie
su quello che si è deciso questa mattina, si dia la possibilità,
anche fra un'ora, ai parlamentari di poter aver il testo e
valutare a quel punto qual è l'orario congruo per presentare gli
emendamenti, che poi siano 12, 14, 16 o 3 ore, poco importa, però
vorrei capire di cosa stiamo parlando.
LIOTTA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LIOTTA Signor Presidente, onorevoli colleghi, il Governo ha
tenuto l'Aula in sospeso sulla presentazione del maxiemendamento
da almeno 24 ore. Erano in corso vari tipi di trattative per la
formulazione di questo testo e ci aspettiamo di tutto, sono
circolate le voci più disparate sui contenuti di questo
maxiemendamento. E' cresciuta la curiosità. Vogliamo vederlo e
anche analizzarlo.
Se il maxiemendamento fosse costituito da 1, 2, 10 articoli, i
tempi che l'Aula sta per darsi sarebbero anche congrui; dieci
articoli si possono analizzare, e così pure i subemendamenti. Ma
se il maxiemendamento è una collezione di disegni di legge
PRESIDENTE Onorevole Liotta, per sua informazione, le
fornisco un elemento. Poiché la Presidenza ha già avuto modo di
leggere il maxiemendamento, anche se ancora non si è pronunziata
sull'ammissibilità di tutte le sue parti, si è però resa conto di
una cosa: il maxiemendamento è la somma di alcuni tra gli
emendamenti depositati entro i termini previsti.
Anche in funzione di questo, onorevole Liotta, il termine che
la Presidenza ha individuato, essendosi consultata informalmente
con l'Aula, è quello comunicato poc'anzi.
Pertanto, onorevole Liotta, se lei conclude, possiamo
aggiornare i lavori così come stabilito.
LIOTTA Signor Presidente, ripeto quanto già detto da altri
colleghi: se noi avessimo in questo momento il maxiemendamento a
disposizione, potremmo anche valutare positivamente la proposta
della Presidenza sui tempi e l'ordine dei lavori.
Non siamo in grado di esprimere una valutazione su questa
proposta e, quindi, ci sembra che ci sia una volontà di
comprimere il tempo che i deputati hanno a disposizione sol
perché, evidentemente, una volta raggiunti determinati accordi
sul maxiemendamento, l'Aula può anche fare a meno di esaminarlo
considerato che il percorso appare già segnato.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, sospendo la seduta avvertendo
che riprenderà alle ore 19.00. Preciso che i subemendamenti
devono essere presentati entro le ore 18.00.
(La seduta, sospesa alle ore 13.08, è ripresa alle ore 19.43)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE onorevoli colleghi, su richiesta del Governo il
Presidente dispongo che si passi agli articoli ancora non
esaminati.
Do lettura dell'articolo 60:
«Articolo 60
Fondo di rotazione per la progettazione degli enti
locali
1. All'articolo 43 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2,
come sostituito dall'articolo 18 della legge regionale 29
dicembre 2003, n. 21, sono aggiunti i seguenti commi:
5 bis. Una quota pari al 15 per cento delle risorse del fondo
di cui al comma 1 è attribuita agli enti locali territoriali per
la realizzazione di progettazioni relative ad interventi
straordinari ed urgenti.
5 ter. Il 50 per cento del fondo di cui al comma 1 è
utilizzato, per l'esercizio finanziario 2005, per consentire agli
enti proprietari di strutture strategiche o rilevanti, come
individuate ai sensi della delibera della Giunta regionale n. 408
del 19 dicembre 2003, resa esecutiva con decreto del dirigente
generale del dipartimento di protezione civile n. 3 del 15
gennaio 2004 per l'effettuazione delle verifiche tecniche dei
livelli di sicurezza sismica, previste dall'ordinanza del
Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3274/2003. Con
apposito regolamento sono definite dal servizio sismico del
dipartimento regionale di protezione civile, a seguito del
completamento del censimento delle strutture strategiche e
rilevanti di competenza regionale, le modalità di concessione del
finanziamento ad enti e soggetti individuati come proprietari di
tali strutture ai sensi del citato decreto del dirigente generale
del dipartimento di protezione civile n. 3 del 15 gennaio 2004.'»
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Miccichè e altri: emendamento 60.1;
- dagli onorevoli Giannopolo e Speziale: emendamento 60.2;
- dal Governo: emendamenti 60.2.1 e 60.3.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, innanzitutto desidero far
rilevare un fatto tecnico. Il sub comma 5 ter dell'articolo 60
l'abbiamo già approvato in un'altra norma con un emendamento del
Governo, riferito ad altro articolo.
PRESIDENTE Onorevole Giannopolo, potremmo definire la
questione in sede di coordinamento formale.
GIANNOPOLO No, vorrei che fosse chiaro sin da adesso.
PRESIDENTE Gli uffici provvedano affinchè non si verifichi la
duplicazione allertata dall'onorevole Giannopolo.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo
per esporre le ragioni per cui ho presentato questo emendamento,
che introduce un criterio di attribuzione del fondo di rotazione
per la progettazione degli enti locali, a parte il fatto che
ritengo di grande importanza, allo stato attuale, l'erogazione di
queste somme agli enti locali per la progettazione.
Abbiamo, infatti, una carenza di parco progetti in Sicilia e
sono in grande parte progetti che devono essere adeguati alle due
leggi da noi approvate, quella sugli appalti e quella sui lavori
pubblici, ed anche alle normative che sono sopraggiunte.
Il criterio che qui viene introdotto è come verranno
distribuite queste somme. Io propongo di distribuirle in termini
proporzionali, avendo però un minimo garantito per ogni comune;
non ha senso distribuire ad un comune di tremila abitanti
diecimila euro, perché non servono a niente e, magari, dare al
comune di Palermo, al comune di Catania, o perché no, al comune
di Siracusa, un milione di euro.
Ecco che allora, onorevole Assessore, io credo e chiedo che
venga introdotta una regolamentazione da questo punto di vista,
che il Governo esponga dei criteri attraverso cui poter erogare
queste somme.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, molto brevemente per dichiarare
che condivido il criterio: cioè un metodo che possa togliere
discrezionalità ad ogni legge. Sono d'accordo con lei, onorevole
Giannopolo; operare con discrezionalità è, infatti, esattamente
il contrario dell'operare bene e con equità. Però, se lei esamina
il primo comma, si accorgerà che una quota pari al 15 per cento
delle risorse è attribuita per interventi straordinari ed
urgenti.
Basta riflettere per comprendere che, poichè la somma
disponibile non è elevata, se dovessimo distribuirla per ogni
singolo comune con quote minime, non raggiungeremmo più lo scopo.
Per cui, pur lodando il criterio secondo il quale meno
discrezionalità c'è, più equamente si amministra il popolo
siciliano, io ritengo di non potere accedere ad esso, non perché
l'idealità non sia giusta, ma perché ciò che andiamo a porre a
fondo non è tale da poterci consentire una distribuzione di tal
genere.
GIANNOPOLO E' evidente che restano favorite le grandi
città.......
PRESIDENTE Onorevole Giannopolo, lei sa che normalmente si fa
così. Lei sa che sui fondi ai comuni ci sono anche delle quote di
riserva, però tendenzialmente sono proporzionali al numero degli
abitanti, sia pure con i correttivi che abbiamo detto.
SPEZIALE Si possono combinare i due elementi, abitanti ed
estensione territoriale?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Questo è un
emendamento, onorevole Speziale, che non è del Governo: il
Governo lo ha accettato perché proveniente da una Commissione che
è espressione di tutte le forze politiche presenti.
PRESIDENTE Mi perdoni, onorevole Assessore, l'onorevole
Speziale suggerisce un correttivo secondo il quale non ci
sarebbe, come ha chiesto il Governo, la soglia minima prevista,
ma ci sarebbe una ripartizione congiunta in termini proporzionali
tra il numero degli abitanti e l'estensione territoriale.
Onorevole Formica, se legge l'emendamento all'articolo 60, si
accorgerà che prevede una ripartizione proporzionale al numero di
abitanti ed un minimo da distribuire pariteticamente a tutti i
comuni. Il Governo dice che non ci sono le risorse per garantire
il minimo per tutti i comuni, perché la somma sarebbe
estremamente bassa, però accetta la proposta dell'onorevole
Speziale di aggiungere al parametro degli abitanti quello
dell'estensione territoriale, che è un correttivo.
SPEZIALE Mi sembra una cosa ragionevole. Se è così,rinuncio
ad intervenire.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, intervengo per capire perché,
quando si trovano questi accordi volanti in Aula, si rischia di
scrivere male la norma che si vuole approvare. Se si parla di un
fondo di rotazione finalizzato, come dice il testo, per
interventi straordinari ed urgenti, qual è il problema? Se il
fondo deve essere utilizzato per interventi straordinari ed
urgenti, se poi lo vincoliamo al numero di abitanti o alla
porzione di territorio, rischiamo, in un comune di tremila
abitanti che necessita di un finanziamento a causa di una frana,
di non poterglielo dare perché in proporzione..... Allora, qual
è la richiesta, signor Presidente?
PRESIDENTE Non si tratta di questo tipo di interventi, e
comunque, posso dirle una cosa. Normalmente, laddove non sono
previste specifiche modalità, la Corte dei Conti chiede al
Governo di fissarle, cioè di darsi un criterio. Normalmente il
criterio tiene conto del numero di abitanti e dell'estensione
territoriale. Pertanto, con questa mediazione, in linea di
massima, credo che non ci siano particolari problemi.
Comunico che da parte del Governo è stato presentato un
subemendamento 60.2.1 che così riformula l'emendamento 60.2:
2. Il fondo di cui al comma 1 viene attribuito in misura
proporzionale al numero di abitanti ed alla estensione
territoriale .
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 60.2, come risulta emendato.
Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 60.3 a firma del Governo.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 60 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 61. Ne dò lettura:
«Articolo 61
Fondo unico per il precariato
1. A decorrere dall'esercizio finanziario 2005, nel bilancio
della Regione è istituito un fondo unico da destinare al
finanziamento degli interventi previsti dall'articolo 39, commi
1, 2 e 5, della legge regionale 3 dicembre 2003, n. 20,
dall'articolo 83 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4,
dall'articolo 1, comma 3, della legge regionale 9 ottobre 1998,
n. 27, nonché delle misure di fuoriuscita dal bacino dei lavori
socialmente utili previste dall'articolo 25 della legge regionale
29 dicembre 2003, n. 21 e delle altre misure di fuoriuscita
previste dalla legislazione vigente finanziate con oneri a carico
del bilancio regionale.
2. I finanziamenti previsti a decorrere dall'esercizio
finanziario 2005 per gli interventi di cui al comma 1
confluiscono nel fondo di cui al comma medesimo.
3. Per l'assunzione degli impegni per le finalità di cui al
comma 1 si provvede ai sensi dell'articolo 11 comma 6 della legge
regionale 8 luglio 1977, n. 47, nei limiti dello stanziamento
previsto nel bilancio di competenza.»
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Miccichè e altri: emendamento 61.1;
- dagli onorevoli Giannopolo e Speziale: emendamento 61.2.
Pongo in votazione l'emendamento 61.1. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, io penso che i parlamentari ed
il Governo debbano valutare attentamente la portata di questo
articolo.
Sostanzialmente l'operazione che si fa è quella di creare il
fondo unico: un unico capitolo di bilancio, in buona sostanza,
attraverso cui passano tutti gli impegni di spesa per finanziare
tutte le misure di fuoriuscita dal precariato. E ci riferiamo
esclusivamente al regime transitorio dei lavoratori socialmente
utili.
Finora questo Parlamento, il Governo, tutti quanti abbiamo
saputo, in sede di redazione di bilancio e di legge finanziaria
con le annesse tabelle, quanti soldi mettevamo per attivare una
singola misura di fuoriuscita, che fosse l'assunzione a tempo
indeterminato presso l'Ente, che fosse la stipula del contratto
di diritto privato, che fosse la misura di autoimpiego, che fosse
la esternalizzazione di servizi e via di seguito.
Finora, la legge finanziaria ci ha detto, per l'anno di
riferimento, quante risorse finanziarie si intendevano destinare
per ogni singola misura di fuoriuscita; con questo articolo
scompare, d'un colpo, la programmazione delle risorse, che deve
essere comunque prerogativa del Parlamento; scompare d'un colpo
la programmazione circa l'attivazione delle singole misure di
fuoriuscita.
Potrebbe anche essere questo un elemento apprezzabile qualora,
però, la gestione e l'attivazione del fondo non dipendessero
esclusivamente dall'assessore al ramo ma vi fosse un comitato di
gestione del fondo, il quale comitato, presentasse un programma
da sottoporre all'apprezzamento della competente Commissione
legislativa o della stessa Commissione regionale per il pubblico
impiego.
Faccio un esempio piuttosto surreale - non è da escludere,
infatti, che anche all'indomani di capodanno diventi realtà -
.Per esempio, il Governo impazzisce e decide di utilizzare tutto
il fondo unico del precariato per assumere nella pianta organica
della Regione diecimila precari; lo potrà fare senza che questo
Parlamento abbia la possibilità di interferire o comunque
esprimere la propria opinione.
PRESIDENTE Onorevole Giannopolo, vorrei tentare una
mediazione per accelerare i lavori. Un' ipotesi che non
rallenterebbe certamente l'azione del Governo potrebbe essere non
l'utilizzazione delle somme, ma quella secondo cui la disciplina
dell' utilizzazione delle somme va in Commissione e, una volta
andata, poi il Governo opera.
Si stabiliscono prima le modalità e poi il Governo procede, per
cui non incide sul provvedimento di utilizzo delle somme ma sulle
modalità che sottendono al medesimo. E' un tentativo di
mediazione della Presidenza, non è detto che sia giusto.
GIANNOPOLO Signor Presidente, io apprezzo il suo tentativo di
mediazione perchè, intanto, mi pare di capire che lei ha compreso
di che cosa stiamo parlando.
Nella legislazione regionale non esiste gestione di un fondo
che sia messo in capo ad un organo monocratico e solitario qual è
l'assessore e, allora, io ritengo che l'idea del fondo unico può
anche andare bene, ma ci deve essere un passaggio, un momento in
cui questo Parlamento, le organizzazioni sindacali, le
organizzazioni degli stessi lavoratori precari possano capire e
sapere come il Governo intende utilizzare quelle somme per
quell'anno, con quale finalità, in quale quantità e per quali e
quante unità, con quali criteri, sulla base di quali province,
sulla base di quali categorie, di quali mansioni e così via.
Non voglio creare orpelli burocratici di impedimento, di
appesantimento della procedura legislativa, ma è impensabile che
l'Assessore, da solo, possa decidere come utilizzare queste somme
che ammontano a circa trecento miliardi delle vecchie lire.
PAPANIA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PAPANIA Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che
l'onorevole Giannopolo abbia sollevato un problema giusto ma lo
stesso non si risolverebbe con questo emendamento né, in realtà,
l'articolo, così come formulato, impedisce che quanto riferito
dall'onorevole Giannopolo possa avvenire.
In realtà, il fondo unico non fa altro che iscrivere in un
unico capitolo di bilancio, all'interno dell'U.P.B., somme che
comunque risultano condizionate a normative già esistenti.
Nella finanziaria precedente, era stato fissato il limite
quinquennale di impegno per gli inquadramenti in pianta organica
ed i contratti di diritto privato. Di conseguenza, si conosceva
prima l'entità della somma da destinare alle stabilizzazioni e
quella da destinare al pagamento delle indennità relative ai
lavori socialmente utili.
Anche per quanto riguarda la formulazione del fondo unico, si
procede allo stesso modo, cioè per le somme da destinare alle
stabilizzazioni è necessaria l'autorizzazione al limite
pluriennale di impegno; non è assolutamente vero che un
Assessore, da solo, può decidere cosa fare con le somme quando
deciderà di procedere alle stabilizzazioni, a seguito delle
circolari, a seguito delle procedure di legge. Dovrà comunque
chiedere il limite pluriennale di impegno.
A ciò si aggiunga che il concetto che esprime l'onorevole
Giannopolo è valido se l'Assessore per il lavoro ed il Governo in
genere chiariscono a monte della loro iniziativa qual è la
procedura da portare avanti.
Stabilito dunque che vi è un fondo unico, che vi è un limite
pluriennale di impegno per riuscire ad utilizzare le somme,
basterebbe che il Governo, in sede di attuazione, riferisse alla
Commissione Cultura, formazione e lavoro quale sia la sua
intenzione e il suo modo di procedere. Questo soltanto sarebbe
sufficiente a giustificare il tipo di iniziativa.
Ricordo, altresì, che se tutto ciò dovesse passare attraverso
questo emendamento, non si potrebbero più pagare le indennità dei
lavori socialmente utili. Se dall'1 gennaio 2005, per ricorrere
all'utilizzo del fondo unico, bisogna rivolgersi alla Commissione
Cultura, formazione e lavoro, prima che questa si pronunci -
considerato che il provvedimento passerà anche attraverso
l'Assessorato - non sarà possibile pagare neppure le indennità
perchè l'utilizzo del fondo unico è globale ed integrale.
Credo, pertanto, che il modello legislativo - onorevole
Giannopolo - può essere solo quello che prevede che, se il
Parlamento vuole, può prevedere nella legge quanti soldi può
destinare agli inquadramenti in pianta organica, quanti alle
borse di autoimpiego e quanti ai contratti di diritto privato,
quanti ne rimangono per le indennità. Lei, onorevole Giannopolo,
sa però che, se non vengono prima formulate le richieste, non è
possibile conoscere l'entità delle somme da destinare. Questo
processo si può portare avanti soltanto attraverso atti
amministrativi.
L'articolo, così come formulato, a mio avviso, è corretto.
Occorre un impegno da parte del Governo a riferire in
Commissione, alla prima occasione utile, qual è l'idea di
utilizzazione del fondo unico a disposizione, per far sì che la
stessa possa apprezzarlo.
Presidenza del vicepresidente Crisafulli
ODDO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Signor Presidente, onorevoli colleghi, il primo elemento
di riflessione rispetto alla formulazione dell'articolo 61 e
rispetto alla proposta dell'emendamento 61.2, dell'onorevole
Giannopolo e dell'onorevole Speziale, è quello che si rifà
all'attuale articolazione del mondo del precariato. Riguarda cioè
i vari moduli rispetto ai quali ognuno assume una fisionomia,
anche per quanto concerne i rapporti con le varie amministrazioni
di diversa natura.
Evidentemente, ciò pone un problema rispetto alla questione
inerente la scelta di andare verso il cosiddetto fondo unico per
il precariato. E tutti sappiamo per quale motivo.
Signor Presidente, auspico di non intaccare assolutamente la
suscettibilità dei colleghi o del Governo quando affermo che
spero di utilizzare i toni buoni, quelli che possono, tutto
sommato, farci ragionare e, nel contempo, cercare di migliorare
il testo. Tutti sappiamo bene che il mondo del precariato sta
andando alla mercé e lì è pervaso sempre più da una logica
mercantile visto che - è inutile dirlo perché si sfiora la
retorica - è legata anch'essa ad una situazione di disagio e
anche, perché no, di preoccupazione per il futuro.
E' dunque più permeabile di quanto possiamo pensare a quelle
che sono le cosiddette operazioni politiche'. Non so se ciò
possa essere detto in quest'Aula. Penso di sì. Non sto dicendo,
infatti, niente di straordinario e di nuovo.
Questo è possibile che lo faccia il Governo. E'
possibilissimo'. E' possibile che ci si spinga anche verso
soluzioni tendenti semplicemente a dare risposte più o meno
clientelari, anzichè affrontare la questione complessiva. E'
possibile.
E' chiaro che si può discutere, non tutto è così, non tutto
evidentemente va diviso in bianco e nero ma la vera
preoccupazione è che il mondo del precariato è sempre più visto
in una logica di politica mercantile.
Il fondo unico, quindi, si presenta come una soluzione in una
situazione - mi permetto di dire - di normalità. Noi non ci
troviamo però in una situazione di normalità. A noi tutti è nota
la realtà degli ex articolo 23, dei contrattisti, di tutte le
cosiddette categorie', dei moduli che riguardano l'articolazione
del mondo del precariato che, spesso e volentieri, fra
integrazione delle ore, piano di stabilizzazione, rapporti
relativi ai contratti concernenti il tipo A, il tipo B e così
via, riguarda l'interesse diretto di migliaia di famiglie
siciliane che vorrebbero, tutto sommato, una maggiore garanzia
per il loro futuro, legittima, mi permetto di dire.
Sono, da questo punto di vista, preoccupazioni che dobbiamo
assumerci o, evidentemente, dobbiamo soltanto intravedere il
rapporto più o meno fideistico fra Parlamento e Governo, fra
opposizione e Governo.
Mi permetto di dire che, fino a prova contraria, di questo
Governo non mi fido.
Ritengo, quindi, che andare a discutere, nel dettaglio, del
significato della questione - e, rispettosamente, dissento da
quanto affermato dall'onorevole Papania - non significa creare,
da questo punto di vista, intoppi di natura tecnico-procedurale o
di naturale burocratica; significa invece portare a conoscenza
del Parlamento, della Commissione legislativa competente, una
materia molto delicata, nella quale ciascun parlamentare cerca di
mettere le mani.
E'ora di dire basta se vogliamo fare un salto di qualità dal
punto di vista etico; se non lo vogliamo fare, evidentemente,
tutti siamo più o meno furbi e più o meno abili per dire che
il Governo utilizzerà questo fondo unico in maniera virtuosa. Non
credo che lo farà e penso che le spinte e le pressioni che
derivano da disagi, da difficoltà e da incertezze che riguardano
il futuro di tante famiglie portano, indubbiamente, a non
assumere questo momento virtuoso di intervento col fondo unico.
Non è vero e lo diciamo apertamente per comprenderci.
L'emendamento, quindi, ha un senso ed ha un senso dal punto di
vista del chiedere, non il dettaglio per complicare la vita al
Governo, agli uffici o ai precari ma affinché sul dettaglio ci
sia la possibilità nella Commissione legislativa e presso la
Commissione Regionale per l'Impiego di fare una valutazione sulla
bontà delle scelte, sugli indirizzi che si assumono rispetto al
futuro che, evidentemente, riguarda parecchi lavoratori. E credo,
tutto sommato, che sia una qualifica che molti meritano.
Mi permetto, a conclusione, signor Presidente, di lanciare un
appello: riflettiamo sull'emendamento. Non dico che l'onorevole
Giannopolo abbia scritto il Vangelo. Nessuno di noi è in grado di
farlo. Si può più o meno migliorare, rimodulare, si possono
individuare anche delle formule che garantiscono l'essenza e la
sostanza del ragionamento che vogliamo portare all'attenzione di
quest'Aula, cioè finirla di trattare questi lavoratori come merce
di scambio, con filosofie clientelari che arrecando un guaio
serio alla nostra Regione.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 61.2.
Richiesta di verifica del numero legale
SPEZIALE Chiedo la verifica del numero legale.
(Alla richiesta si associano gli onorevoli Capodicasa,
Giannopolo, Tumino, Villari e Zago ).
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per la verifica del numero
legale.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della verifica
PRESIDENTE Proclamo l'esito della verifica del numero legale:
Presenti 38
L'Assemblea non è in numero legale; pertanto la seduta è
rinviata di un'ora.
(La seduta sospesa allo ore 20.15, è ripresa alle ore
21.25)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, sospendo brevemente la seduta,
avvertendo che riprenderà alle ore 22.00.
(La seduta, sospesa alle ore 21.25, è ripresa alle ore
22.22)
Presidenza del Vicepresidente FLERES
PRESIDENTE La seduta è ripresa.
Pongo in votazione l'emendamento 61.2.
Richiesta di verifica del numero legale
FORGIONE Chiedo la verifica del numero legale.
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per la verifica del numero
legale.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della verifica
PRESIDENTE Proclamo l'esito della verifica del numero
legale:
Presenti 45
L'Assemblea è in numero legale.
Riprende la discussione congiunta dei disegni di legge n.
923/A e n. 924/A
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'emendamento 61.2. Chi è
contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 61. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 66. Ne do lettura:
«Articolo 66
Pagamento somme attività ispettiva società cooperative
1. L'Assessorato regionale della cooperazione, del commercio,
dell'artigianato e della pesca è autorizzato, per l'esercizio
finanziario 2005, ad impegnare sullo stanziamento di competenza
della UPB 8.2.1.3.1, capitolo 343701, la somma di 218 migliaia di
euro, destinata al pagamento delle spese relative all'attività
ispettiva svolta nell'anno 2003 dalle associazioni di
rappresentanza e tutela del movimento cooperativistico della
Sicilia nei confronti delle cooperative aderenti, ai sensi
dell'articolo 21, comma 3, della legge regionale 23 maggio 1991,
n. 36».
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Micciché ed
altri l'emendamento 66.1, interamente soppressivo.
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento aggiuntivo 66.2. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Lo Porto
Presidenza del vicepresidente Fleres
Congedo
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Incardona ha chiesto
congedo per l'odierna seduta.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Lo Porto
Presidenza del vicepresidente Fleres
Riprende il seguito della discussione congiunta dei disegni di
legge «Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2005 e bilancio pluriennale per il triennio 2005-
2007» (923/A) e «Disposizioni programmatiche e finanziarie per
l'anno 2005 (924/A)
PRESIDENTE Si passa all'articolo 73. Ne do lettura.
«Articolo 73
Vendite promozionali
1. Il comma 3 dell'articolo 7 della 1egge regionale 25 marzo
1996, n. 9, così come modificato dall'articolo 7 della legge
regionale 6 agosto 1997, n. 28 e dal comma 2 dell'articolo 50
della legge regionale 3 dicembre 2003, n. 20, è sostituito dal
seguente:
3. Le vendite non possono avere durata superiore a ventuno
giorni e si possono effettuare nell'ambito del periodo stabilito
con decreto dell'Assessore regionale per la cooperazione, il
commercio, l'artigianato e la pesca entro il 30 giugno per il
biennio successivo, previo parere delle organizzazioni
maggiormente rappresentative a livello regionale, delle
associazioni di consumatori e dell'ANCI'.
2. La lettera a) del comma 1 dell'articolo 8 della legge
regionale 25 marzo 1996, n. 9, così come modificata dal comma 1
dell'articolo 50 della legge regionale 3 dicembre 2003, n. 20
(saldi invernali) e la lettera b) del comma 1 dell'articolo 8
della legge regionale 25 marzo 1996, n. 9 (saldi estivi) sono
sostituite dalla seguente lettera:
a) le date di svolgimento dei saldi invernali e dei saldi
estivi sono stabilite con decreto dell'Assessore regionale per la
cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca entro il 30
giugno per il biennio successivo, previo parere delle
organizzazioni di categoria maggiormente rappresentative a
livello regionale, delle associazioni di consumatori e
dell'ANCI'.
3. Le date di svolgimento dei saldi invernali 2005 e delle
vendite promozionali per il 2005 sono stabilite con decreto
dell'Assessore regionale per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca entro il mese di dicembre del 2004,
previo parere delle organizzazioni di categoria maggiormente
rappresentative a livello regionale, delle associazioni di
consumatori e dell'ANCI».
Essendovi soltanto un emendamento interamente soppressivo,
pongo in votazione il mantenimento dell'articolo. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 74. Ne do lettura:
«Articolo 74
Locali per le Forze dell'Ordine
1. I comuni possono cedere in uso locali di loro proprietà
ovvero concorrere alle spese di locazione dei locali da adibire a
sede delle Forze dell'Ordine».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dagli onorevoli Micciché ed altri: 74.1;
-dagli onorevoli Tumino e Barbagallo: 74.2.
Essendo gli emendamenti interamente soppressivi, pongo in
votazione il mantenimento dell'articolo. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 75. Ne do lettura:
«Articolo 75
Definizione dei rapporti patrimoniali e finanziari pendenti
a seguito della istituzione di nuovi comuni
1. Al fine di pervenire alla definizione dei rapporti
patrimoniali e finanziari ancora pendenti a seguito della
istituzione di nuovi comuni, l'Assessore per la famiglia, le
politiche sociali e le autonomie locali, onde consentire il
superamento delle particolari situazioni di disagio legate al
funzionamento dell'attività e dei servizi degli enti di nuova
istituzione, è autorizzato, sentita la Conferenza Regione-
Autonomie locali, a provvedere, sentita la competente Commissione
legislativa dell'Assemblea regionale siciliana, mediante decreto,
a:
a) definire i criteri oggettivi, tenuto conto dei dati di
popolazione e di territorio, per la quantificazione degli oneri
concernenti l'istituzione di nuovi comuni;
b) individuare i beni immobili di rispettiva pertinenza;
c) quantificare l'ammontare delle somme spettanti ai comuni di
nuova istituzione;
d) assegnare, mediante piano di riparto, anche triennale, le
somme quantificate, con oneri a valere sul fondo globale per le
autonomie.
2. Con l'accredito ai comuni di nuova istituzione del primo
incremento di risorse finanziarie da parte dell'Assessorato della
famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie locali si
intende cessata la materia del contendere fra il comune
originario e quello di nuova istituzione».
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Micciché ed altri
l'emendamento 75.1, interamente soppressivo.
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 76. Ne do lettura:
«Articolo 76
Centro Ettore Majorana
1. Ferme restando le originarie destinazioni, i contributi
previsti dalla vigente legislazione regionale in favore del
centro Ettore Majorana sono corrisposti alla Fondazione Ettore
Majorana e Centro di cultura scientifica', in cui il predetto
centro confluisce a far data dalla incorporazione».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Micciché ed altri: emendamento 76.1;
- dagli onorevoli Forgione e Liotta: emendamento 76.2.
Essendo gli emendamenti interamente soppressivi, pongo in
votazione il mantenimento dell'articolo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 77. Ne do lettura:
«Articolo 77
Cessione di beni mobili dell'Amministrazione
1. I beni mobili dell'amministrazione regionale, delle aziende
e degli enti pubblici da essa dipendenti e/o sottoposti a
vigilanza, degli enti locali territoriali e/o istituzionali,
degli enti ed aziende da questi dipendenti e comunque sottoposti
alla loro vigilanza che risultino inutilizzati possono essere
ceduti, a titolo gratuito, ai consorzi di enti locali e/o
cooperative sociali di cui alla legge 8 novembre 1991, n. 381,
che si occupano di gestione di beni confiscati alla criminalità
organizzata, che ne facciano richiesta per il perseguimento dei
loro fini istituzionali».
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Micciché ed
altri l'emendamento 77.1, interamente soppressivo.
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Onorevoli colleghi, facciamo una rapida verifica degli articoli
votati e di quelli accantonati. Gli articoli accantonati sono i
seguenti: 8, 22, 24, 26, 27, 35, 36, 37, 50, 51, 53 , 57, 59,
66, 67 e 72.
Su richiesta dell'onorevole Assessore, l'articolo 8 rimane
accantonato. All'articolo 22 vi è un emendamento parzialmente
soppressivo a firma dell'onorevole Misuraca, che punta a
sopprimere le parti che vanno dal comma 15 in avanti. Poi vi è
una serie di altri emendamenti.
CRACOLICI L'articolo 73 era stato dichiarato inammissibile
dalla Presidenza.
PRESIDENTE C'è stato poi un ripensamento da parte della
Presidenza, anche perché nel maxiemendamento del Governo c'era un
emendamento che andava a toccare il medesimo argomento
sopprimendo la norma che era stata votata nella finanziaria e,
pertanto, piuttosto che rilegiferare relativamente a questo
argomento, è stato considerato ammissibile in modo tale che sia
poi l'Assessore a decretare, sulla base della consultazione con
l'ANCI. In pratica, è stata fatta una rimeditazione rispetto
all'articolo 73.
Si passa agli emendamenti 22.1 e 22.5 di identico contenuto. Li
pongo congiuntamente in votazione. Il parere della Commissione?
SAVONA presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non sono approvati)
Si passa all' emendamento 22.6. Li pongo in votazione. Il
parere della Commissione?
SAVONA presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA Assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa agli emendamenti 22.7 e 22.14 di identico contenuto.
Li pongo congiuntamente in votazione.
Il parere della Commissione?
SAVONA presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA, Assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non sono approvati)
Si passa all'emendamento 22.8. Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
SAVONA Presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA Assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 22. 4. Onorevole Misuraca lo ritira?
MISURACA Lo mantengo.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CINTOLA Assessore per il bilancio e le finanze. Mi rimetto
all'Aula.
PRESIDENTE Li pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 22.9. Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
SAVONA Presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA Assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa agli emendamenti 22.10 e 22.2. Prevale tuttavia
l'emendamento 22.15, a firma dell'onorevole Misuraca, in quanto
sopprime dal 15 in avanti, per cui l' approvazione di tale
emendamento preclude tutti gli altri. Pongo, pertanto in
votazione l'emendamento 22.15.
Il parere della Commissione?
SAVONA presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 22 nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'articolo 24. Ne do lettura:
«Articolo 24
Interventi in favore di organizzazioni che operano nei
settori socio-assistenziali
1. Al fine di accrescere l'efficienza e l'adeguatezza
dell'azione amministrativa dispiegata dalla Regione e dagli enti
o aziende da essa dipendenti o sottoposti a vigilanza e
controllo, verso organizzazioni senza fini di lucro con sede
legale ed operativa nel territorio regionale che operino da
almeno dieci anni anche in ambito internazionale nei settori
socio-assistenziali, socio-sanitario, sanitario e culturale, il
Presidente della Regione, sentiti gli Assessori competenti per
materia, è autorizzato, nel rispetto delle disposizioni sul
procedimento amministrativo di cui alla legge regionale 30 aprile
1991, n. 10 e successive modifiche ed integrazioni, ad
individuare, anche con l'intervento dell'organizzazione
interessata, procedure e modalità utili a rendere tempestive ed
appropriate le prestazioni o gli interventi a questa dovute.
2. Per l'applicazione del comma 1, il carattere di
internazionalità dell'organizzazione è determinato con decreto
del Presidente della Regione, tenuto conto della coesistenza dei
seguenti elementi:
a) presenza di sedi ed attività in territorio estero;
b) qualificazione di organizzazione non governativa ai sensi
della legge 26 febbraio 1987, n. 49 e successive modifiche ed
integrazioni;
c) accordi di cooperazione con organismi internazionali.»
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
- dagli onorevoli Miccichè ed altri: emendamento 24.1;
- dagli onorevoli Tumino e Barbagallo: emendamento 24.2;
- dagli onorevoli Misuraca ed altri: emendamento 24.3;
- dagli onorevole Speziale e Capodicasa: emendamenti 24.4,
24.5, 24.6 e 24.7.
Gli emendamenti 24.1, 24.2, 24.3 e 24.4 sono di identico
contenuto e soppressivi dell'intero articolo.
Li pongo congiuntamente in votazione.
Il parere della Commissione?
SAVONA Presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA Assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non sono approvati)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 24.5. Lo pongo in
votazione.
Il parere della Commissione?
SAVONA presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA Assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 24.6. Lo pongo in votazione.
Il parere della Commissione?
SAVONA Presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA Assessore per il bilancio e le finanze. Contrario .
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 24.7.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo è un
articolo per il quale il Gruppo di Forza Italia aveva fatto bene
a proporne l'abrogazione, perchè nasconde cose inconfessabili.
Infatti, così come è scritto non può che fare riferimento a cose
di cui non si capisce la finalità. Il Governo avrebbe fatto bene
a spiegare cos' è questo articolo.
In buona sostanza, da quello che ho cercato di capire, il
Presidente della Regione ed il Governo regionale, in deroga a
qualsiasi cosa può disporre - in deroga alla legge 328, in deroga
alla legge sugli enti locali, in deroga alla legge sulla gestione
del patrimonio delle aziende sanitarie, in deroga a tutto - ai
fini di stabilire la congruità di una prestazione che può essere
svolta anche da società senza scopi di lucro, può determinare le
migliori condizioni di affidamento a tali società.
Il Governo se ha un minimo di pudore nel mettere il timbro su
norme che presenta a quest'Aula, dovrebbe spiegarci che cosa
significa.
In verità io qualche cosa l'ho intuita, la so ed è per questo
che ho introdotto con l'emendamento il principio che tutto ciò
deve rispettare i piani di utilizzazione della legge 328, sia
quelli in sede zonale distrettuale, sia quelli stabiliti in sede
regionale.
Per cui invito il Parlamento ad accettare questo emendamento
che rappresenta una correzione minima ad un articolo, ad una
finalità, di cui francamente risulta oscuro il senso, la
motivazione e anche i fini stessi che vuole perseguire.
Presidenza del presidente Lo Porto
Presidenza del vicepresidente Fleres
Congedo
PRESIDENTE Comunico che il Presidente del Gruppo parlamentare
dell'UDC chiede di considerare in congedo l'onorevole Nicola
Leanza.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Lo Porto
Presidenza del vicepresidente Fleres
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente anch'io, come il collega
Giannopolo, vorrei far riflettere quest'Aula su questa norma
che risulta non solo di difficile comprensione per le finalità
che sono in essa contenute, ma persino per qualche difficoltà
grammaticale, per il modo in cui è formulato questo emendamento
che lo rende ancora più ostico.
Vorrei capire gli interventi a questa dovuti' chi sarebbe
questa'? E dovuti da chi?
PRESIDENTE Onorevole Cracolici mi dice a quale parte si
riferisce?
CRACOLICI L'ultimo rigo del primo comma.
Se lei lo legge non si capisce. Vorrei capire, io avevo visto
che c'era un emendamento soppressivo da parte di un gruppo di
maggioranza, e ritenevo quindi che fosse evidente che l'
articolo non era chiaro. Il Presidente della Regione definisce
i soggetti internazionali che operano', ma di che cosa stiamo
parlando? cos'è questa norma? perché è così fatta? qual è la
fotografia che c'è dietro la norma? Fatelo capire.
Devo dire che malgrado lo sforzo del collega Giannopolo....
PRESIDENTE Onorevole Cracolici con qualche sforzo siamo
riusciti a ricostruire quale è il soggetto che regge la frase
finale: è l'organizzazione interessata, per cui sono gli
interventi dovuti all'organizzazione interessata.
CRACOLICI Posso leggerla al fine di accrescere l'efficienza
e l'adeguatezza dell'azione amministrativa dispiegata dalla
Regione e dagli enti o aziende da essa dipendenti o sottoposti a
vigilanza e controllo verso organizzazioni senza fini di lucro
con sede operativa e legale nel territorio della Regione, che
operino da almeno dieci anni anche in ambito internazionale in
settori socio assistenziali, il Presidente della Regione,
sentiti gli assessori competenti, nel rispetto delle disposizioni
su procedimento amministrativo, è autorizzato ad individuare,
anche con l'intervento dell'organizzazione interessata, procedure
e modalità utili a rendere tempestive e appropriate le
prestazioni o gli interventi a questa dovute .
Ma la Regione fa prestazioni nei confronti di soggetti terzi?
Fateci capire quali sono queste prestazioni.
PRESIDENTE Onorevole Cracolici, non c'è dubbio che la
formulazione, il testo di questo articolo è estremamente
conflittuale con la lingua italiana.
Probabilmente è opportuno mantenere l'accantonamento affinchè
il Governo lo riscriva quanto meno relativamente alla
punteggiatura, in modo tale da isolare il soggetto su cui si
regge il complemento finale.
CRACOLICI Bene, mettiamoci d'accordo pure sulla grammatica,
ma rimane il contenuto che ancora ora non esprime l'obiettivo di
questa norma.
PRESIDENTE Onorevole Cintola è nelle condizioni di poter far
sistemare ai suoi uffici la parte grammaticale di questo
articolo?
DINA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DINA Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che non
ci troviamo di fronte ad un articolo criptico. La sua finalità
mira semplicemente a rendere più organizzate ed esemplificate le
attività di organizzazione ONLUS che svolgono un'attività
variegata non solo di tipo sociale, ma anche in ambito
internazionale, culturale, eccetera e quindi aperta a rendere
l'attività di questa organizzazione più semplificata,
centralizzando possibilmente l'erogazione di prestazioni. Quindi,
la remunerazione di prestazione diversificata in un unico
contesto.
CRACOLICI Le prestazioni all'estero le rimborsiamo noi?
DINA No. Si tratta di prestazioni internazionali. Come sa,
onorevole Cracolici, esistono attività svolte anche all'estero da
associazioni ONLUS siciliane.
Pensi alle attività che si occupano di emigrazione.
CRACOLICI E la norma a che serve?
DINA La norma serve, secondo il mio parere, ad organizzare al
meglio le attività di organizzazione ONLUS che non hanno una
specificità operativa, quindi non sono in ambito socio- sanitario
ma anche in ambito culturale e diversificato.
Qui viene detto: Le attività di queste associazioni possono
essere riconosciute con un decreto del Presidente della Regione
laddove ne ricorrano le condizioni non si tratta di
remunerazione o di assegnazione di attività.
Siamo di fronte ad attività esistenti che vengono organizzate
al meglio.
Che ben venga anche la richiesta dell'emendamento a firma degli
onorevoli Giannopolo e Speziale laddove pensa di disciplinare
l'attività dentro il settore socio- assistenziale.
Siamo comunque di fronte ad associazioni che non hanno solo
attività socio- assistenziale, ma attività più complesse quali
quelle culturali e attività orientate verso moventi
internazionali.
Se la riscrittura viene richiesta, la rifacciamo ma la finalità
è chiara.
PRESIDENTE Il Governo chiede l'accantonamento perché accoglie
l'ipotesi di riscrittura e manifesta disponibilità ad accogliere
le osservazioni di cui all'emendamento 24.7.
Pertanto, non sorgendo osservazioni, dispongo l' accantonamento
dell'articolo 24.
Si passa all'articolo 26. Ne do lettura:
«Articolo 26
Procedure contrattuali - ARAN Sicilia
1. I commi 5, 6, 7, 8 e 9 dell'articolo 27 della legge
regionale 15 maggio 2000, n. 10, sono sostituiti dai seguenti:
'5. Raggiunta l'ipotesi di accordo, per i dipendenti degli
Enti di cui al comma 1, l'Aran Sicilia acquisisce il parere
favorevole del comitato di settore sul testo contrattuale e sugli
oneri finanziari che ne conseguono a carico del bilancio delle
Amministrazioni interessate. Il comitato di settore provvede, con
gli effetti di cui al comma 1, dell'articolo 41 del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165, entro 5 giorni dalla richiesta
dell'ARAN Sicilia e trasmette il proprio avviso unitamente
all'ipotesi di accordo al Presidente della Regione che esprime il
proprio parere tramite l'Assessore regionale alla Presidenza,
previa deliberazione della Giunta regionale. In caso di
divergenza della valutazione degli oneri e ove il comitato di
settore disponga comunque per l'ulteriore corso dell'accordo,
resta in ogni caso escluso qualsiasi concorso della Regione alla
copertura delle spese derivanti dalle disposizioni sulle quali il
Governo ha formulato osservazioni.
6. Raggiunta l'ipotesi di accordo contrattuale per i
dipendenti regionali o nell'ipotesi di mancata individuazione di
un comparto autonomo a norma del comma 2 dell'articolo 24 per il
comparto unico, l'ARAN Sicilia trasmette le ipotesi di accordo al
Presidente della Regione che esprime il proprio parere tramite
l'Assessore regionale alla Presidenza, previa deliberazione della
Giunta regionale.
7. Il giorno successivo all'acquisizione del parere favorevole
sull'ipotesi accordo, l'ARAN Sicilia trasmette la quantificazione
dei costi contrattuali ai fini della certificazione di
compatibilità con gli strumenti di programmazione e di bilancio
della Regione alla Corte dei conti, ai sensi e per gli effetti
dei commi 4 e 5 dell'articolo 47 del decreto legislativo 30 marzo
2001, n. 165, con esclusione del penultimo periodo del comma 4,
sostituendo al Presidente del Consiglio dei Ministri il
Presidente della Regione, al Ministro del tesoro, del bilancio e
della programmazione economica l'Assessore per il bilancio e le
finanze ed all'ARAN Sicilia.
8. Se la certificazione della Corte dei conti non è positiva
si applica il comma 6 dell'articolo 47 del decreto legislativo 30
marzo 2001, n. 165, sostituendo il Presidente del Consiglio dei
Ministri ed il Governo con il Presidente della Regione ed il
Parlamento con l'Assemblea regionale siciliana.
9. In ogni caso la procedura di certificazione deve
concludersi entro 40 giorni dall'ipotesi di accordo decorsi i
quali il Presidente dell'ARAN Sicilia sottoscrive definitivamente
il contratto collettivo salvo che non si renda necessaria la
riapertura delle trattative ai sensi del comma 8.'».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti
interamente soppressivi:
-dagli onorevoli Miccichè ed altri: 26.1
-dagli onorevoli Tumino e Barbagallo: 26.2
-dall'onorevole Misuraca ed altri: 26.3.
Pongo in votazione il mantenimento dell'articolo.
Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vice presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
(Gli onorevoli Capodicasa, Cracolici, Liotta, Ferro, Giannopolo,
Oddo, Orlando, Panarello e Zago chiedono che la votazione avvenga
per scrutinio segreto.)
Votazione per scrutinio segreto per il mantenimento dell'art.
26
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto per il
mantenimento dell'articolo 26..
Esplicito il significato del voto. Poichè si vota il
mantenimento dell'articolo, chi vota verde vota per il
mantenimento dell'articolo, quindi vota a favore dell'articolo;
chi vota rosso vota contro l'articolo; chi si astiene vota
bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione.
Presenti e votanti 53
Maggioranza 27
Favorevoli 28
Contrari 25
(L'Assemblea approva)
PRESIDENTE . Si passa all'articolo 27.Ne do lettura:
«Articolo 27
Determinazione e riscossione della tariffa per la
gestione del ciclo dei rifiuti urbani
1. Le società d'ambito per la gestione integrata dei rifiuti,
costituite ai sensi dell'articolo 23 del decreto legislativo 5
febbraio 1997, n. 22, determinano, con delibera dell'assemblea
dei soci, la tariffa del servizio di gestione del ciclo dei
rifiuti urbani e provvedono alla relativa riscossione.
2. La tariffa riscossa dalle società d'ambito è impignorabile e
le somme, fino alla concorrenza con il costo dei servizi, sono a
destinazione vincolata, onde assicurare l'effettuazione del
servizio pubblico essenziale di gestione dei rifiuti.
3. I comuni, in rapporto alle capacità di bilancio, anche per
scelte di politica sociale nei confronti delle fasce più deboli,
possono porre a proprio carico parte delle spese di gestione, nel
rispetto dei limiti fissati dalla normativa vigente.
4. Al fine di assicurare che il costo per lo smaltimento e, a
regime, per il trattamento dei rifiuti a valle della raccolta
differenziata, sia uniforme per tutti i cittadini siciliani è
istituito presso l'Assessorato regionale della famiglia, delle
politiche sociali e delle autonomie locali un fondo di
perequazione.
5. Il commissario delegato per l'emergenza dei rifiuti e, alla
cessazione dello stato di emergenza, il Presidente della Regione
determina la tariffa regionale per lo smaltimento e, a regime,
per il trattamento dei rifiuti a valle della raccolta
differenziata effettuando la media ponderata sulla base della
popolazione residente, delle tariffe dei quattro sistemi per lo
smaltimento e, a regime, per il trattamento della frazione
residua dei rifiuti a valle della raccolta differenziata.
6. Le società d'ambito versano in entrata alla Regione, entro il
giorno 20 di ciascun mese quanto dovuto per il servizio di
smaltimento e, a regime, di trattamento della frazione residua
dei rifiuti a valle della raccolta differenziata, calcolata sulla
base della tariffa di cui al comma 5. Su richiesta
dell'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche
sociali e delle autonomie locali, con decreto dell'Assessore
regionale per il bilancio e le finanze, si provvede ad iscrivere
le somme versate nei pertinenti capitoli di bilancio.
7. L'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche
sociali e delle autonomie locali provvede a versare a ciascun
concessionario del servizio di trattamento della frazione residua
a valle della raccolta differenziata, entro 30 giorni di ogni
mese, salvo conguaglio, la somma allo stesso dovuta, calcolata
sulla base della tariffa di ciascun sistema, prelevandola dal
fondo di perequazione di cui al comma 4. Analogamente si provvede
per la fase di avvio nei confronti di ciascun concessionario del
servizio di smaltimento.
8. Nel caso in cui il fondo di perequazione non avesse
temporaneamente la necessaria disponibilità finanziaria,
l'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali e
delle autonomie locali è autorizzato ad anticipare le somme
occorrenti a valere sul fondo per le autonomie locali di cui
all'articolo 23, comma 1, della legge regionale 29 dicembre 2003,
n. 21, che è integrato con le entrate di cui al comma 6.
9. Una quota pari all'1,50 per cento del fondo per le autonomie
locali è annualmente accantonata a tal fine e sarà ripartita a
consuntivo.
10. Il ritardo nei versamenti da parte delle società d'ambito al
fondo di perequazione o qualsiasi altro inadempimento che
pregiudichi la regolarità del servizio, autorizza il Presidente
della Regione ad attivare la relativa azione sostitutiva nei
confronti del soggetto inadempiente, ai sensi della vigente
normativa.
11. Per l'attuazione di quanto previsto dal presente articolo, il
dipartimento bilancio e tesoro, su richiesta dell'Assessorato
regionale della famiglia, delle politiche sociali e delle
autonomie locali, è autorizzato ad apportare nel bilancio della
Regione le necessarie variazioni.»
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dagli onorevoli Miccichè ed altri: 27.7, 27.8, 27.9, 27.10,
27.11, 27.11, 27.12, 27.13, 27.2, 27.3, 27.4, 27.5, 27.6.
-dagli onorevoli Forgione e Liotta: 27.16, 27.15
-dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: 27.22, 27.24, 27.23,
27.26, 27.27, 27.28, 27.17, 27.18, 27.19, 27.20, 27.21, 27.25
-dagli onorevoli Giannopolo e Speziale: 27.30, 27.31, 27.29,
-dall'onorevole Papania: 27.14
-dall'onorevole Giannopolo: 27.32
-dagli onorevoli Spampinato e Ortisi: 27.33
-dal Governo: 27.1 e 27.34.
Onorevoli colleghi, ci sono numerosi emendamenti, tutti
abrogativi, tranne gli ultimi due.
Comunico che è stato presentato un emendamento da parte del
Governo che punta a sostituire le parole determinano' con
propongono' e aggiunge dopo le parole provvedono' le parole
previa determinazione degli enti locali'. Quindi risposta sulla
competenza degli enti locali la materia.
Onorevoli colleghi, in attesa che venga fotocopiato e
distribuito, non sorgendo osservazioni, propongo di riprendere
l'esame dell'articolo 35. Ne do lettura.
«Articolo 35
Norme per la semplificazione degli interventi in favore delle
attività sportive
1. Al comma 2 dell'art. 13 della legge regionale 16 maggio
1978, n. 8 è aggiunta la seguente frase: le richieste potranno
pervenire anche attraverso i competenti comitati provinciali del
CONI'.
2. Nei casi in cui gli enti pubblici territoriali non intendano
gestire direttamente impianti sportivi, l'Assessore regionale per
il turismo, le comunicazioni e i trasporti può affidare la
gestione degli stessi in via preferenziale, a società ed
associazioni sportive dilettantistiche, enti di promozione
sportiva, discipline sportive associate e federazioni sportive
nazionali, sulla base di convenzioni che stabiliscano modalità e
criteri d'uso.»
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-agli onorevoli Miccichè e altri: 35.1;.
-dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: 35.5, 35.4;
-dagli onorevoli Ortisi e Spampanato: 4.6;
-dagli onorevoli Zago e Speziale: 35.3;
-dagli onorevoli Forgione e Liotta: 35.2.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, come ricorderete, il
dibattito si era sviluppato attorno al problema della competenza
ad affidare la gestione degli impianti, se fosse dei comuni o
della Regione.
Il secondo comma è estremamente esplicito perchè consente
l'intervento della Regione solamente nel caso in cui gli enti
pubblici territoriali non intendano gestire direttamente gli
impianti; se vogliono gestirli direttamente possono farlo,
ovviamente.
Stamattina il dibattito si era interrotto sugli interventi
dell'onorevole Ferro e dell'onorevole Giannopolo che avevano
rinunciato poichè l'articolo era stato accantonato.
FERRO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FERRO Signor Presidente, onorevoli colleghi, come avevo
stamattina auspicato, l'idea di accantonare l'articolo sarebbe
stata assolutamente inutile perchè la sostanza del significato di
questo articolo non cambia e non è cambiato.
Stamattina c'eravamo concentrati molto sul secondo comma
dell'articolo 35. Ma a me pare che dovremmo partire per ordine
cronologico, anche dal primo comma che è altrettanto
contraddittorio, per non aggiungere aggettivi un pò più pesanti.
Rispetto al primo comma, abbiamo la legge n. 8 del 16 maggio
78 che sostanzialmente distribuisce all'associazionismo sportivo,
riconosciuto dagli enti di promozione sportiva e dal CONI, le
risorse finanziarie che vanno a sostenere il mondo dello sport e
lo fa in una logica che, secondo me, se andava bene negli anni
70, alla fine degli anni 80, oggi è assolutamente inadeguata
nel senso che sarebbe preferibile, credo, che rispetto alle
risorse che riguardano attività sportiva e lo sviluppo
dell'associazionismo sportivo, la Regione cominciasse a
decentrare in qualche modo le risorse, favorendone possibilmente
la distribuzione attraverso gli enti locali e attraverso le
province.
Forse ciò darebbe un quadro più organico di quello che può
essere il finanziamento allo sport anche perchè mi viene un po
complicato pensare che centralmente l'Assessore regionale per il
turismo e per lo sport possa riconoscere la qualità, il lavoro,
le modalità di intervento che svolge una piccola società sportiva
amatoriale di Pozzallo, di Linguaglossa o di Marsala.
Per cui già questo in qualche modo è un elemento sub iudice che
dovrebbe far riflettere su qual è l'idea che abbiamo delle
risorse che servono per sostenere l'attività sportiva.
Qui mi pare che non si intervenga in questa direzione, che
sarebbe l'unica ragione vera per poter comprendere anche il senso
di un articolo, condividendolo o meno, ma comunque con varie
posizioni che si possono confrontare, se era comprensibile
immaginare un percorso normativo che modificasse l'impianto della
legge del 78 e ciòo invece non avviene. Sostanzialmente ciò che
avviene, invece, è che si dice che le richieste potranno
pervenire anche attraverso i competenti comitati provinciali del
CONI.
Qualcuno di noi, credo, si occupi o si sia occupato di
attività sportiva e sa perfettamente che questo può essere un
imbuto, in qualche modo, che ha a che fare non raramente anche
con aspetti che a volte possono diventare o suonare come elementi
di clientela allo stato puro.
Il CONI, come gli enti di promozione sportive riconosciuti dal
Ministero, hanno il compito di vistare e vidimare le richieste
di finanziamento per certificare la qualità dell'associazione
sportiva che presenta l'istanza. E' quello, secondo me, l'unico
compito che deve avere a garanzia dell'attività sportiva, di chi
la pratica e dell'associazionismo sportivo.
Andiamo al secondo comma, che é ancora più grave, perché non é
vero, come si sosteneva stamattina che il secondo comma dice
sostanzialmente che lì dove c'é un comune fondamentalmente che
non vuole gestire l'impianto, arriva l'assessorato regionale ed
interviene alla gestione dell'impianto.
Un comune che non vuole gestire un impianto perché ha oneri
economici, perché ha difficoltà nella sua gestione, può
perfettamente senza aver bisogno che intervenga l'assessorato
regionale, fare una convenzione col movimento sportivo di quella
realtà e di quel territorio e tranquillamente andare alla
gestione dell'impianto; cosa diversa se ci fosse stato detto che
c'é un comune che, in modo insistente e assolutamente oscuro,
intende non aprire gli impianti all'utilità pubblica e allora, in
quel caso si debba nominare un commissario e più che
l'assessorato regionale del turismo, si mandi a casa
l'amministrazione perché é assolutamente inoperosa nei confronti
di quelli che sono gli impianti di utilità pubblica.
Capisco che questa legge abbia tutto tranne che materia
finanziaria, ma, qualcuno poi mi dovrebbe spiegare cosa c'entra
questo articolo con la finanziaria. Alla fine ci troveremmo
dinanzi al fatto che lAssemblea sarà, ancora una volta,
mortificata dal Commissario dello Stato che boccerà una serie di
articoli, perché é la solita storia che si ripete, ma, al di là
di questo aspetto che riguarda la logica ed il nesso con la
legge di cui stiamo discutendo ed il Commissario avrà sicuramente
su molti articoli di che dire, mi chiedo quale logica abbia un
articolo di questo tipo, in cui intravedo solo una filosofia e
cioé la mortificazione degli enti locali, la mortificazione del
mondo sportivo ed una pratica clientelare che credo non sia degna
neanche di questo Governo, se continua a volere essere un
Governo che guarda allo sviluppo della Regione.
FORMICA Onorevole Presidente chiedo di accantonarlo per
potere formulare un emendamento che possa risolvere i problemi.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, l'onorevole Formica suggerisce
di mantenere l'accantonamento poiché il Governo starebbe
riformulando l'articolo.
Se non ci sono osservazioni, da parte di chi si era già
iscritto a parlare, così resta stabilito..
Si passa all'articolo 36. Ne do lettura.
«Articolo 36
Autorizzazione nuovi posti letto riabilitazione e lungodegenza
Il comma 7 dell'articolo 1 della legge regionale 5 novembre
2004, n. 15, è sostituito dal seguente:
7. Le procedure volte alla emissione dei provvedimenti
autorizzativi per le strutture per nuovi posti letto per pazienti
post acuti, riabilitazione e lungodegenza, di cui all'articolo 3,
comma 4, del decreto legge 19 settembre 2001, n. 347, convertito
dalla legge 16 novembre 2001, n. 405, sono temporaneamente
sospese fin tanto che la Regione, sulla scorta degli indirizzi
programmatori già stabiliti con delibera di Giunta n. 135/2003,
provvederà previo parere vincolante della Commissione Sanità e
servizi sociali' dell'Assemblea regionale siciliana, alla
specifica programmazione di settore riferita alle strutture
predette'».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dagli onorevoli Miccichè e altri: 36.1.
-dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: 36.2
Pongo in votazione gli emendamenti 36.1 e 36.2, di identico
contenuto e soppressivi dell'intero articolo.
Votazione per scrutinio segreto degli emendamenti 36.1 e 36.2
CAPODICASA Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Aderiscono alla richiesta gli onorevoli Cracolici, Ferro,
Giannopolo, Miccichè, Oddo, Orlando, Papania e Speziale )
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indico la votazione degli emendamenti 36.1 e 36.2,
per scrutinio segreto.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutini
segreto:
Presenti e votanti 60
Maggioranza 31
Favorevoli 40
Contrari 20
(
L'Assemblea approva)
Si riprende l'esame dell'articolo 35.
CRACOLICI Forse una parte del Governo- e forse una parte
della maggioranza - insiste su questa vicenda della lungodegenza.
Con la variazione di bilancio abbiamo fissato, a mio avviso, un
criterio, considerato che siamo in una fase in cui dobbiamo
contenere le spese del sistema sanitario, di riproporre una norma
che comunque mantiene un blocco, ma lo subordina, credo, ad un
fatto negoziazione che tende a superare il blocco stesso sulla
base di una serie di spinte e di richieste che, in atto,
giacciono presso gli Uffici dell'Assessorato alla sanità, in
particolare, per l'accreditamento di 600 nuovi posti letto per la
riabilitazione in Sicilia con un costo annuale di circa 100
miliardi delle vecchie lire, in un momento in cui produciamo un
disavanzo di 1.000 miliardi di vecchie lire e, per tale ragione,
facciamo pagare il ticket alla povera gente. Questa insistenza
del Governo, a questo punto, è eccessivamente sospetta.
Credo che, a distanza di soli due mesi, il fatto che questo
Governo riproponga lo schema di un blocco camuffato dei nuovi
accreditamenti, la dica lunga sulla strada che si vuole
continuare a seguire.
Ritengo sia utile, da parte di quest'Aula confermare, così come
già fatto almeno due volte, l'intendimento e il pronunciamento
che si è determinato con la variazione di bilancio.
Pertanto, invito i colleghi tutti a votare l'emendamento che
sopprime l'intero articolo.
Preannuncio, signor Presidente, su questo emendamento a firma
degli onorevoli Speziale, Capodicasa ed altri, la richiesta del
voto segreto.
PRESIDENTE Onorevole Cracolici, l'onorevole Formica ha
anticipato un emendamento all'articolo 35, ma siamo all'articolo
36.
PRESIDENTE Si torna all'articolo 35.
Comunico che è stato presentato l'emendamento 35.6, a firma
dell'onorevole Formica.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, stamattina
l'onorevole Acierno aveva svolto delle argomentazioni esatte. La
invito a dichiarare l'improponibilità in quanto viola l'articolo
15 dello Statuto che sancisce il principio dell'autonomia degli
enti locali in Sicilia perché, in questo modo, con questa norma
si trasferirebbe all'Assessore regionale al turismo,
inopinatamente, la facoltà di gestire impianti in convenzione
mentre questa è una prerogativa che appartiene all'ente locale.
Signor Presidente, mi sorprende che questa norma abbia trovato
posto all'interno di questo disegno di legge perché l'Assessorato
regionale non può limitare l'autonomia dei Comuni o delle
Province nel determinarsi in merito alla gestione diretta o in
convenzione esterna.
L'emendamento presentato dall'onorevole Formica non risolve
assolutamente il problema perché la gestione diretta o in
convenzione è una funzione, un compito che deve nascere e morire
all'interno dell'ente locale, a prescindere dal fatto che si
tratti del Comune o della Provincia.
L'emendamento, inoltre non distingue neanche se si tratta di
impianti sportivi realizzati con il contributo della Regione o
meno, per cui si tratterebbe di un intervento di totale
annullamento dell'autonomia e dell'autodeterminazione dell'ente
locale.
Signor Presidente, ribadisco la richiesta formulatale
affermando che, alla luce del dibattito e delle considerazioni,
dovrebbe dichiararlo improponibile.
Se questo non dovesse accadere, credo che il voto segreto
dovrebbe contribuire a fare chiarezza.
ARDIZZONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ARDIZZONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, considerato
che è stato preannunciato un voto segreto, intendo dichiarare
apertamente che sono fermamente contrario a questo articolo per
le ragioni chiaramente non politiche ma di carattere e di ordine
tecnico, espresse stamattina anche dall'onorevole Acierno,
invitando la Presidenza a dichiararlo inammissibile.
Obiettivamente, dobbiamo considerare che vi è stata una riforma
della Costituzione ed io non riesco a spiegarmi come può la
Regione sostituirsi ad un Comune. Vi faccio un esempio palese ed
evidente: attualmente, la squadra di calcio del Messina si trova
in serie A e si discute sulla questione riguardante il soggetto a
cui affidare lo stadio. Chiarisco l'esempio: vi è una discussione
in corso su uno stadio costruito dal Comune di Messina, per il
quale lo stesso paga un mutuo di 500 milioni ogni sei mesi e la
Regione siciliana vi si sostituisce.
Scusate, ma la norma è evidentemente incostituzionale. Non
serve girarci intorno e mi meraviglia che non sia stata
dichiarata l'inammissibilità.
Per le ragioni esposte, dichiaro il mio voto contrario.
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, avendo ascoltato attentamente il
dibattito in Aula, il Governo ha preso la decisione di ritirare
l'art. 35. Non potendo tecnicamente ritirarlo, dà invece il
parere favorevole all'emendamento soppressivo dell'articolo 35.
NERI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
NERI Signor Presidente, onorevoli colleghi, è apprezzabile il
fatto che il Governo abbia ritirato l'articolo 35 ma resta in
piedi un problema di applicazione della norma contenuta nell'art.
90 della legge finanziaria nazionale del 2003 che, prevedendo
l'affidamento diretto degli impianti sportivi come possibilità da
parte degli enti territoriali, rimandava ad una normativa
regionale che prevedesse i criteri di assegnazione. L'articolo
35, così come formulato, presentava tutti i problemi che sono
stati evidenziati ed il Governo ha fatto bene a ritiralo. Resta
in piedi però la problematica di una normativa regionale che deve
comunque dettare i criteri attraverso i quali gli enti
territoriali possono avvalersi della facoltà, a loro
riconosciuta, di affidamento diretto degli impianti sportivi alle
società sportive operanti sul territorio.
PRESIDENTE Pongo in votazione gli emendamenti 35.1, 35.5 e
4.6, di identico contenuto. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Sono approvati)
Si riprende l'esame dell'articolo 37, precedentemente
accantonato.
Ne do lettura:
«Articolo 37
Consigli di amministrazione di ESA ed IRVV
1. Il consiglio di amministrazione dell'Ente di sviluppo
agricolo è costituito da sette componenti, compreso il
presidente, che durano in carica cinque anni e sono rieleggibili
esclusivamente per un ulteriore quinquennio, anche se non
consecutivo.
2. Il consiglio di amministrazione dell'Istituto regionale vite
e vino è costituito da cinque componenti, compreso il presidente,
che durano in carica cinque anni e sono rieleggibili
esclusivamente per un ulteriore quinquennio, anche se non
consecutivo.
3. Il consiglio di amministrazione ed il presidente degli enti
di cui al primo e secondo comma sono contestualmente nominati con
decreto presidenziale, previa delibera della Giunta regionale su
proposta dell'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste,
tra soggetti specificatamente in possesso di consolidata
professionalità ed esperienza in materia agricola, economica,
giuridica, industriale e commerciale.
4. Con successive delibere adottate dai costituiti organi di
amministrazione, approvate con decreto assessoriale, si
provvederà alla regolamentazione del funzionamento dei suddetti
organi.»
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dagli onorevoli Miccichè ed altri: 37.1;
-dagli onorevoli Tumino e Barbagallo: 37.2;
-dagli onorevoli Misuraca ed altri: AG182;
-dagli onorevoli Misuraca e Leontini: 37.3.
Pongo in votazione gli emendamenti 37.1 e 37.2, di identico
contenuto.
Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Chi è contrario si alzi; chi è favorevole resti
seduto.
(Non sono approvati)
Pongo in votazione l'emendamento 37.3.
Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Comunico che l'emendamento aggiuntivo AG.182 è superato.
Pongo in votazione l'articolo 37, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 50, precedentemente
accantonato. Ne do lettura:
«Articolo 50
Agevolazioni fiscali
1. Al fine di incentivare lo sviluppo dell'economia siciliana,
alle società cooperative a mutualità prevalente di cui al Titolo
VI del Libro V del Codice civile, così come modificato
dall'articolo 8 del decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 6,
che siano regolarmente sottoposte al regime di revisione
ordinaria previsto dalla legge regionale 23 maggio 1991, n. 36 e
successive modifiche ed integrazioni, l'aliquota dell'imposta
regionale sulle attività produttive di cui al decreto legislativo
15 dicembre 1997, n. 446 e successive modifiche ed integrazioni,
limitatamente alla quota di spettanza della Regione e fatti salvi
i regimi agevolativi specifici già stabiliti dalla normativa
vigente, è ridotta dell'1 per cento per il periodo d'imposta in
corso all'1 gennaio 2005. Per i due periodi di imposta
successivi, l'aliquota è ridotta, rispettivamente, dello 0,75 e
dello 0,50 per cento.
2. Al fine di migliorare gli standard di sicurezza nel
territorio della Regione i benefici di cui al comma 1 sono,
altresì, estesi agli istituti esercenti attività di vigilanza
privata di cui agli articoli 133 e seguenti del Regio decreto 18
giugno 1931, n. 773 e successive modifiche ed integrazioni.
3. L'applicazione della presente disposizione è subordinata al
rispetto della vigente normativa comunitaria in materia di aiuti
di stato, nonché alla definizione della procedurale cui
all'articolo 88 paragrafi 2 e 3 del Trattato istitutivo della
Comunità europea.
4. Nelle more della definizione delle procedure di cui al comma
3, gli aiuti previsti dal presente articolo sono concessi con
modalità conformi ed entro i limiti di cui al Regolamento della
Commissione della Comunità europea n. 69 del 12 gennaio 2001,
relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato Ce
agli aiuti di importanza minore.»
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dagli onorevoli Miccichè ed altri: 50.1;
-dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: 50.3;
-dagli onorevoli Sbona ed altri: 50.2;
-dagli onorevoli Oddo ed altri: 50.4.
Si passa all'emendamento 50.3.
PANARELLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PANARELLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, ho chiesto
di intervenire perchè anche questo articolo era stato
abbondantemente approfondito dalla Commissione di merito, con
esiti del tutto diversi rispetto al modo in cui è stato approvato
dalla Commissione bilancio.
In particolare, segnalo che, per quanto riguarda il comma 2, la
formulazione mi sembra assolutamente equivoca, perchè se si
ritiene di intervenire attraverso uno sgravio dell'IRAP per un
determinato settore, andrebbe motivato ed argomentato meglio
poichè dire che si danno agevolazioni fiscali agli istituti
esercenti attività di vigilanza privata, al fine di migliorare
gli standard di sicurezza nel territorio della Regione, mi pare
una motivazione del tutto incongrua e, per altro verso, non si
capisce, a meno che non venga spiegato che c'è una crisi di
questo settore, che c'è una difficoltà, che c'è un problema che
merita una attenzione particolare per finalizzare una
agevolazione fiscale nel campo dei servizi solo ad un settore di
attività.
Si crea così una situazione di disparità che, se non viene bene
argomentata, dà il senso di un intervento, soprattutto nella
materia fiscale, assolutamente discrezionale che prescinde da
qualunque ragionamento economico e, quindi, in questo senso si fa
un'operazione di riduzione di entrate da parte della Regione
senza adeguata motivazione.
Per queste ragioni, sostengo la necessità di abrogare il comma
2.
ODDO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'osservazione
fatta dall'onorevole Panarello mi permette di esprimere ancora
una volta una mia preoccupazione che vorrei fosse presa in
considerazione soprattutto dalla Presidenza, qualora la ritenesse
importante.
E' ormai prassi consolidata che i lavori delle Commissioni
competenti si svolgano nel rispetto del Regolamento, rispetto
anche ai famosi giorni che debbono decorrere dalla trasmissione
dei disegni di legge e, puntualmente, le Commissioni competenti -
in questo caso, mi riferisco alla III Commissione - in sede di
esame, per quanto concerne la Commissione bilancio, viene
sostanzialmente messa nelle condizioni di ritenersi assolutamente
inutile per quanto concerne il processo di formazione delle
leggi.
Comprendo che, date le circostanze, l'argomento possa poco
interessare, ma chi come me è convinto che una buona legge nasce
soprattutto da un approfondimento, da una discussione nelle
apposite Commissioni legislative permanenti, non può far finta di
niente o attrezzarsi in modo diverso perchè è pur vero che, per
quanto concerne lavori più o meno snelli che l'Aula potrebbe
affrontare, il fatto stesso che viene bypassato totalmente il
risultato dei lavori delle Commissioni complica ulteriormente i
lavori d'Aula.
Non bisogna dimenticare, signor Presidente, che sempre di più,
nel corso di questi anni, il ruolo e la funzione delle
Commissioni è stato notevolmente ridotto; addirittura, sarebbero
da sciogliere. E' la seconda o la terza volta che mi rivolgo alla
Presidenza in maniera provocatoria sì, ma positivamente.
Le Commissioni potrebbero essere sciolte; non servono più a
niente, nel momento in cui il lavoro che partoriscono viene
totalmente ignorato dalla Commissione bilancio. E non mi
riferisco solamente a momenti che riguardano i documenti e i
disegni di legge relativi al bilancio e alla finanziaria ma a
disegni di legge non inquadrabili nella sessione di bilancio.
Passiamo ad un altro argomento. Non aggiungo niente a quanto
affermato dall'onorevole Panarello, da me condiviso, quando
ricordava che proprio il comma 2, in Commissione, era stato
valutato all'unanimità, nel senso che si era condiviso il fatto
che andasse cassato.
Se non erro, evidentemente, nel momento in cui si era deciso
di cassarlo la scelta era stata condivisa dal Governo perchè si
presentava, per quanto concerne la questione degli istituti
esercenti attività di vigilanza, in una maniera assolutamente
inspiegabile.
Signor Presidente, assessore Leontini, attraverso l'emendamento
50.4, la riduzione prevista dal comma 1 sicuramente si può
applicare in favore delle imprese agricole singole e associate.
Da questo punto di vista, mi pare, non si sia fatto un
notevole sforzo per venire incontro alle difficoltà delle
cooperative agricole o delle imprese agricole singolarmente prese
ma, evidentemente, si dà un segnale che può, a conti fatti, senza
rivoluzionare molto, alleviare la crisi di un settore che in
questo momento è sotto gli occhi di tutti.
Gradirei, qualora ciò non cozzi con l'ingegneria dei movimenti
di massa di denaro che vi è all'interno della finanziaria
rispetto al bilancio, che il Governo apprezzasse positivamente
questo emendamento per dare un segnale a coloro che operano in un
settore, in modo diverso, magari alle grandi aziende agricole,
piccole realtà, che possono sicuramente ricevere un piccolissimo
sì, comunque un beneficio.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, rivolgendomi all'onorevole Oddo,
afferma che la concettualità è giusta. Forse, lei non sa che le
imprese agricole pagano poco meno del 2% di IRAP. Se, quindi,
affermiamo di togliere pure l'1%, non abbiamo fatto nulla, mi
viene detto dagli Uffici. Stessa cosa per quanto riguarda l'altro
emendamento, a firma degli onorevoli Speziale e Capodicasa,
uguale a quello da noi presentato.
Sulla normativa europea, quindi, possiamo prevedere l'1% per il
primo anno, lo 0,75% per il secondo - dobbiamo andare a
decrescere - e, per il terzo anno, se non prevediamo lo 0,50%, vi
sarà la bocciatura da parte della Comunità europea. Dev'essere
previsto, infatti, un sistema decrescente, considerato il fatto
che, nei tre anni, dare questo incentivo serve a rassodare e a
rilanciare l'impresa, altrimenti, diventerebbe una concorrenza
sleale.
Esaminando complessivamente l'articolo del Governo e gli
emendamenti quasi uguali, che aggiustano, ma che confermano la
bontà dell'articolo, credo che siamo d'accordo - sia maggioranza
sia minoranza DS, o quantomeno, per i presentatori perché siamo
sulla stessa posizione, tranne sulla previsione dello 0,75% per
il secondo anno e dello 0,50% per il terzo perché, altrimenti,
non si può, per un problema di legislazione europea, andare
avanti.
Sono dell'avviso di dire che siamo d'accordo e che potrebbe
essere votato.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, mi permetto
di fare due obiezioni.
Innanzitutto, vorrei precisare che l'emendamento 50.3 non è
uguale all'articolo del Governo. Non è filosofia, è la sostanza,
lo dico. L'articolo in questione riduce dell'1% l'aliquota mentre
l'emendamento stabilisce che, per la quota spettante alla
Regione, l'aliquota è dell'1%, che non è proprio la stessa cosa
ma l'esatto contrario.
L'articolo del Governo riduce dell'1% l'aliquota; l'emendamento
in questione stabilisce che l'aliquota per la quota spettante
della Regione è dell'1%.
Non è la stessa cosa, lo ribadisco.
Passo alla seconda obiezione. Pur essendo d'accordo sulla
filosofia di questo articolo che riduce e sostiene alcune
imprese, pur condividendo la filosofia, vorrei comprendere meglio
se questa riduzione dell 1% è stabilita al primo comma per le
cooperative ecc. Se è così, va bene.
Il secondo comma estende il beneficio alle società di vigilanza
per la sicurezza e, poichè le stesse operano tutte in regime di
rapporto col pubblico, parliamo di società la cui capacità di
rischio di impresa è relativa, considerato che non c'è una
sicurezza. C'è la sicurezza privata per conto dell'iniziativa
pubblica.
Credo che ci siano altre imprese che meriterebbero questo tipo
di sostegno.
Inoltre, pur avendo previsto, nel terzo comma, che comunque
questo articolo è subordinato al rispetto delle norme
comunitarie, vorrei ricordare che qualche settimana fa vi è stato
un pronunciamento dell'Unione europea relativamente a un
precedente intervento legislativo della Regione siciliana sulla
riduzione, per la quota parte della Regione, dell'IRAP.
Vorrei capire, ed è una richiesta che faccio al Governo, se noi
stiamo scrivendo una norma manifesto o si ha l'obiettivo reale
di ridurre l'IRAP, - ho premesso che sono d'accordo - perché
temo che così com'è, è soltanto una norma manifesto, nel senso
che alla fine avrà difficoltà di applicazione per violazione
delle norme che regolano gli aiuti di Stato.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Onorevoli
colleghi, l'articolo 78 comprende tutte quelle imprese e quelle
aziende siciliane per le quali l'anno scorso votammo in
quest'Aula. Abbiamo voluto considerato tutte le imprese: le
aziende considerata in quella fattispecie avranno riconosciuto
dall'1 di gennaio l'1% il primo anno, lo 0,75 e lo 0,50 negli
anni successivi.
Abbiamo, quindi voluto allargare la platea: ed è esattamente
quello che lei ha chiesto nel suo intervento. L'unico timore è
che possa essere bocciato dalla Comunità Europea.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, prima di concedere la parola
all'onorevole Speziale, desideravo fare presente al Governo che i
commi 3 e 4 del medesimo articolo 50 sono assolutamente non
conducenti, poiché l'area all'interno della quale si muove
l'articolo 50 non è quella degli aiuti di Stato, ma quella
stabilita da una disposizione nazionale all'interno della quale,
e all'interno dei range percentuali si muove la manovra che il
Governo sta proponendo, così come abbiamo fatto in altre
circostanze analoghe quando abbiamo operato nella medesima
ragione a favore di alcune categorie di imprese.
Relativamente ai commi 3 e 4 gli uffici stanno procedendo ad
un'ulteriore verifica.
Forse è opportuno mantenere l'accantonamento dell'articolo , e
passare all'esame dell'articolo 51 di cui ne do lettura:
«Articolo 51
Fondo a gestione separata per gli aiuti all'investimento
1. Al fine di garantire l'operatività e la concessione delle
agevolazioni previste dai regimi di aiuto di cui all'articolo 26
della legge regionale 1 gennaio 1993, n. 25, come sostituito
dall'articolo 2 della legge regionale 27 settembre 1995, n. 66 e
successive modifiche ed integrazioni, all'articolo 32 della legge
regionale 11 maggio 1993, n. 15 e successive modifiche ed
integrazioni, agli articoli 5 e 11 della legge regionale 5 agosto
1957, n. 51 e successive modifiche ed integrazioni, all'articolo
23 della legge regionale 6 maggio 1981, n. 96, all'articolo 43
della legge regionale 21 dicembre 1973, n. 50 e successive
modifiche ed integrazioni, all'articolo 20 della legge regionale
18 febbraio 1986, n. 7, all'articolo 69 della legge regionale 16
aprile 2003, n. 4, all'articolo 27 della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32 e successive modifiche -ed integrazioni, è
costituito un fondo a gestione separata presso una società o ente
in possesso dei necessari requisiti tecnici ed organizzativi,
previa stipula di apposita convenzione, secondo le procedure di
cui al combinato disposto dell'articolo 185, comma 5, della legge
regionale 23 dicembre 2000, n. 32 e dell'articolo 32 della legge
regionale 2 agosto 2002, n. 7.
2. Entro il 31 dicembre di ogni anno, con decreto del
Presidente della Regione, su proposta dell'Assessore regionale
per l'industria, sentito il comitato consultivo industria,
vengono ripartite le disponibilità del fondo a regimi di aiuto di
cui al comma 1.
3. Alla gestione del fondo istituito dal presente articolo
sovrintende un comitato amministrativo, nominato con decreto del
Presidente della Regione, composto da:
a) un esperto in materia creditizia e di agevolazioni alle
imprese, con funzione di presidente, designato dall'Assessore
regionale per l'industria;
b) due componenti designati dall'ente gestore, uno dei quali
con funzione di vicepresidente;
c) tre dipendenti con qualifica non inferiore a funzionario
direttivo, di cui due in servizio presso l'Assessorato regionale
dell'industria ed uno presso l'Assessorato regionale del bilancio
e delle finanze, designati dai rispettivi Assessori;
d) due componenti designati dall'Assessore regionale per
l'industria, scelti su terne proposte dalle associazioni
regionali degli industriali maggiormente rappresentative;
e) un componente designato dall'Associazione bancaria
italiana.
4. Svolge le funzioni di segretario un dipendente dell'ente
gestore.
5. I componenti ed il segretario durano in carica quattro anni.
Qualora un consigliere, prima della scadenza, cessi dalla carica
per morte, dimissioni od altra causa, il nuovo designato resta in
carica sino alla scadenza del comitato.
6. Ai fini della determinazione dei compensi da corrispondere
ai componenti ed al segretario del comitato, il cui onere è a
carico del fondo, si applicano le disposizioni di cui alla legge
regionale 11 maggio 1993, n. 15.
7. Le agevolazioni di cui al comma 1 conservano la loro
operatività attraverso l'originario gestore dei relativi fondi
regionali sino alla data in cui il soggetto, individuato secondo
le modalità di cui al comma 1, attiva il funzionamento del fondo
stesso.
8. Tutte le disponibilità dei fondi a gestione separata
istituiti ai sensi degli articoli 5 e 11 della legge regionale 5
agosto 1957, n. 51 e successive modifiche ed integrazioni, nonché
dei fondi a gestione separata istituiti ai sensi dell'articolo 43
della legge regionale 21 dicembre 1973, n. 50 e successive
modifiche ed integrazioni, degli articoli 4 e 23 della legge
regionale 6 maggio 1981, n. 96 e successive modifiche ed
integrazioni, dell'articolo 44 della legge regionale 9 dicembre
1980, n. 127 e dell'articolo 8 della legge regionale 17 marzo
1979, n. 44, nonché i successivi rientri in relazione alle
operazioni di finanziamento in essere e gli stanziamenti per gli
interventi di cui all'articolo 67 della legge regionale 23
dicembre 2000, n. 32, confluiscono nel fondo a gestione separata
istituito dal presente articolo alla data di cui al comma 7. I
benefici di cui all'articolo 69 della legge regionale 16 aprile
2003, n. 4, si estendono anche alle istanze presentate ai sensi
dell'articolo 11 della legge regionale 5 agosto 1951, n. 57 e
successive modifiche ed integrazioni»
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Miccichè e altri: 51.1.
- dagli onorevoli Tumino e Barbagallo: 51.2;
- dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: 51.11; 51.10, 51.5,
51.8, 51.7, 51.6, 51.3, 51.4, 51.9;
- dagli onorevoli Ortisi e Spampinato: 27.33.
Pongo in votazione gli emendamenti 51.1 - 51.2 -27.33 e
51.11.
Il parere della Commissione?
SAVONA vice presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Non sono approvati)
Onorevoli colleghi comunico che il Governo ha presentato
l'emendamento 51.12.
Pongo in votazione l'emendamento 51.12.
Il parere della Commissione?
SAVONA vice presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 51.10.
Il parere della Commissione?
SAVONA vice presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 51.5.
Il parere della Commissione?
SAVONA, vice presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 51.8.
Il parere della Commissione?
SAVONA, vice presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 51.8.
Il parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza Contrario
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 51.7. Il parere della
Commissione?
SAVONA, vice presidente della Commissione e relatore.
Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 51.6. Il parere della
Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE . Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 51.13 . Il parere della
Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 51.3. Il parere della
Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA, assessoreper il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 51.4. Il parere della
Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 51.9. Il parere della
Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
CAPODICASA relatore di minoranza. Chiedo di parlare per
dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA relatore di minoranza. Signor Presidente,onorevoli
colleghi, io non vorrei mancare di sottolineare ancora una volta
come la tendenza di questo Governo, di questa maggioranza che
oramai purtroppo è dilagata, in ogni campo, in ogni settore, sia
veramente preoccupante, che è quella di affidare all'esterno
servizi che potrebbero essere svolti dai dipendenti regionali.
Oramai i 17, 18 mila dipendenti della Regione potranno giocare a
carte' dentro i nostri uffici perchè gli si stanno sottraendo
competenze, compiti e funzioni, in ogni settore.
Ancora, qui, si istituisce un fondo a gestione separata per
l'investimento, e non si capisce perchè non debbano essere
gestiti dall'IRFIS, tenuto conto che è un istituto a
partecipazione della Regione, ma si affida ad una società o ente
in possesso di necessari requisiti tecnici e organizzativi con
relativa convenzione. E si vuole istituire un comitato che
presiede alla gestione del fondo; di questo comitato fanno parte
un esperto in materia creditizia e due componenti designati
dall'ente gestore. Insomma, è una specie di beneficiata'
generale, di posti di sotto governo. In un articolo della
finanziaria, il Governo propone la soppressione di comitati
inutili, allo scopo, si dice, di risparmiare e poi però si
dissemina la legge finanziaria di simili proposte , questa come
le altre: dalle variazioni di bilancio tutte le norme che sono
passate da quest'Aula negli ultimi anni contengono sempre materie
di questo genere. Tutto viene affidato all'esterno e con
incarichi ben remunerati a personale non dipendente della
Regione.
Io mi chiedo se questo equivale a fare una politica
finanziaria di rigore, ma soprattutto di valorizzazione delle
risorse umane e professionali di cui la Regione dispone o meglio
di un razionale utilizzo di rapporti che già la Regione ha
instaurato da tanti anni e che sono fino a questo momento
risultati essere efficienti, a parte le dovute prudenze
nell'esprimersi in questo caso.
Io credo che non possa passare inosservato un articolo come
questo dal momento che con la complicità della stanchezza, mi
pare che l'Aula cominci a boccheggiare e a non seguire
attentamente i lavori.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'articolo 51, nel testo
risultante. Chi è favorevole resti seduto, chi è contrario si
alzi.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, volevo dire che questo è un provvedimento sollevato
e sollecitato dalle organizzazioni sindacali, CGIL, CISL e UIL e
dalla Confindustria, organizzazioni con le quali noi abbiamo
parlato per essere chiari. Abbiamo voluto accorpare diverse
problematiche presenti nel comparto dell'industria per dare
un'agevolazione sapendo che ogni impresa all'inizio non conosce
quanto potrà essere producente una via piuttosto che un'altra,
e venendo incontro alle loro richieste si è voluto creare un
fondo unico, con un comitato in cui è presente l'ABI - in
maniera tale che per la definizione dei singoli settori ci sia un
comitato serio che possa dare assieme a sindacati ed alla stessa
Confindutria un indirizzo.
Ma perchè su questo troviamo sempre da ridire Ogni anno sono
state date somme per tutti i settori ma, alla fine, alcuni sono
andati in difetto altri in eccesso. Siamo venuti incontro a
queste richieste. Tra l'altro il mio intervento è un intervento
diretto, in quanto ho avuto modo di ascoltare e sentire queste
cose, dopo di che l'Assessorato all'Industria con il suo
direttore hanno specificato tecnicamente come procedere.
L'intenzione è talmente seria che mi sembra veramente arduo
andare in contrasto. Noi su questo abbiamo avuto già un consenso
forte, sia dalle forze sociali che dalle forze imprenditoriali.
Non c'è alcun vantaggio elettorale; ma solo il tentativo di
risollevare lo sviluppo imprenditoriale in Sicilia.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'articolo 51, nel testo
risultante.
FORGIONE. Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Gli onorevoli Capodicasa, Cracolici, Crisafulli,
Giannopolo, Manzullo, Panarello e Papania si associano alla
richiesta)
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 51
PRESIDENTE. Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'articolo 51.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 61
Maggioranza 31
Favorevoli 32
Contrari 29
Astenuti ..0
(L'Assemblea approva)
Si passa all'esame dell'articolo 53. Ne do lettura
«Articolo 53
Attivazione misure a sostegno dello sviluppo
1. All'articolo 14 della legge regionale 29 dicembre 2003, n.
21, è aggiunto il seguente comma:
5 bis. Nelle more della definizione delle procedure di cui al
precedente comma 4, gli aiuti previsti dal presente articolo sono
concessi con modalità conformi ed entro i limiti di cui al
Regolamento della Commissione delle Comunità europee n. 69 del 12
gennaio 2001, relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88
del Trattato CE agli aiuti di importanza minore.'.
2. All'articolo 15 della legge regionale 29 dicembre 2003, n.
21, è aggiunto il seguente comma:
4 bis. Nelle more della definizione delle procedure di cui al
precedente comma 3, gli aiuti previsti dal presente articolo sono
concessi con modalità conformi ed entro i limiti di cui al
Regolamento della Commissione delle Comunità europee n. 69 del 12
gennaio 2001, relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88
del Trattato CE agli aiuti di importanza minore.'».
PRESIDENTE. Comunico che sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
dagli onorevoli Miccichè e altri: 53.1.
dagli onorevoli Morinello ed altri: AG.121;
dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: AG.247;
dall'onorevole Crisafulli: AG 11.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 53.1. Il parere
del Governo?
CINTOLA, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
(Non è approvato)
PRESIDENTE. Pongo, congiuntamente, in votazione gli emendamenti
AG 121 e AG 247. Il parere del Governo?
CINTOLA, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE. Il parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
Onorevoli colleghi, L'emendamento AG 11 non avendo la
necessaria copertura finanziaria viene dichiarato improponibile.
(Non sono approvati)
Pongo in votazione l'articolo 53, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. L'emendamento del governo che riduce all'1% l'IRAP
aveva la relativa copertura?
PRESIDENTE. Quell'emendamento non ha bisogno di copertura,
perché determina una minora entrata, non una maggiore spesa.
CINTOLA, assessore per il bilancio e le finanze. Onorevole
Speziale, lo Stato provvede per intero alla copertura dell'IRAP.
SPEZIALE. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPEZIALE. Signor presidente, onorevoli colleghi, vorrei sapere
se l'emendamento é ancora in vita o meno.
PRESIDENTE. Non é più in vita, onorevole Speziale.
Onorevoli colleghi, si passa all'esame dell'articolo 57. Ne do
lettura.
«Articolo 57
Requisiti cooperative edilizie e soci
1. Al comma 2 dell'articolo 3 della legge regionale 31 agosto
2000, n. 19, la parola regolamento' è sostituita dalla parola
decreto dell'Assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca'.
2. Al comma 3 dell'articolo 3 della legge regionale 31 agosto
2000, n. 19, dopo le parole dell'alloggio' sono aggiunte le
seguenti parole: fatta eccezione per il requisito relativo al
reddito, il cui possesso va accertato solamente alla data di
emanazione del primo decreto di concessione delle agevolazioni di
cui al precedente comma. Tale disposizione si applica a partire
dalla data di pubblicazione della presente legge'.
3. All'articolo 31 della legge regionale 5 novembre 2004, n.
15, sono aggiunte le seguenti parole a tutte le cooperative
edilizie in regola con le revisioni ordinarie. Le rimanenti
dovranno dimostrare il possesso dei requisiti di legge al fine
del mantenimento delle agevolazioni, entro e non oltre 60 giorni
dalla data di entrata in vigore della presente legge, pena la
decadenza del beneficio'. »
Comunico che all'articolo 57 sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
- dagli onorevoli Miccichè e altri: 57.1;
- dal Governo: 57.3
-dall'onorevole Formica: 57.4 e 57.5.
-
ACIERNO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
ACIERNO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, io volevo
proporre al Governo di cassare il comma 2 dell'articolo 57. Se il
governo dà parere favorevole all'emendamento 57.4, rinuncio ad
intervenire.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi il Governo intende esprimersi a
favore dell'emendamento 57.4. Pertanto lo pongo in votazione. Il
parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE. Il parere del Governo?
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 57.1. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA, assessore per il bilancio e le finanze. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Congedi
PRESIDENTE Comunico che gli onorevoli Pagano, Vicari e
Confalone hanno chiesto congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Riprende la discussione congiunta di disegni di legge n. 923/a
e n. 924/A
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, comunico che l'emendamento
57.2 é decaduto.
Si passa all'emendamento 57.3 che incide sul terzo comma. dopo
la parola dimostrare, aggiungere le parole attraverso le visioni
ordinarie . Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CINTOLA, assessore per il bilancio e le finanze. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 57, nel testo risultante.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Si passa all'esame dell'articolo 59. Ne do lettura:
«Articolo 59
Fondo di rotazione per la progettazione nell'Amministrazione
regionale
1. All'articolo 12, sub articolo 17 bis, della legge regionale
2 agosto 2002, n. 7, e successive modifiche ed integrazioni è
aggiunto il seguente comma:
4 bis. A decorrere dall'esercizio finanziario 2005 il fondo di
cui al presente articolo è destinato al finanziamento in favore
dei rami dell'Amministrazione regionale, per la copertura delle
spese occorrenti per la progettazione definitiva ed esecutiva,
ivi compresi gli oneri accessori, e per il perfezionamento delle
procedure tecniche, amministrative ed operative, necessarie per
l'accesso ai flussi di finanziamento, anche di provenienza
extraregionale.'».
Sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 23.48, è ripresa alle ore 23.50)
PRESIDENTE La seduta è ripresa.
Onorevoli colleghi, ricordo che nella seduta precedente sono
stati votati gli emendamenti 59.1 e 59.2.
Pongo in votazione l'emendamento 59.3. Il parere della
Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 59, nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'esame dell'articolo 72. Ne do lettura:
«Articolo 72
Vincoli di destinazione
1. Il termine di dieci anni di cui all'articolo 28 della legge
regionale 25 marzo 1986, n. 13 e di cui all'articolo 18 della
legge regionale 9 giugno 1994, n. 25, è ridotto di cinque anni».
Comunico che all'articolo 72 sono stati presentati i seguenti
emendamenti:
dagli onorevoli Miccichè e altri: 72.1;
dagli onorevoli Forgione e Liotta: 72.2
dagli onorevoli Tumino e Barbagallo: 72.3
dagli onorevoli Speziale e Capodicasa: 72.4
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, vorrei chiedere al Governo di
spiegare la ratio di questo articolo che, seppure composto di
poche righe, potrebbe determinare uno sfascio dei già precari
piani regolatori. Questa è una norma che, se ho ben capito,
ridurrebbe a cinque anni i vincoli di destinazione urbanistica
che sono previsti in questo momento dalla normativa nazionale per
i piani regolatori.
FORMICA Invito il Governo a ritirarlo.
SPEZIALE Se lo interpreto bene, ci troviamo di fronte ad un
articolo che potrebbe avere un carattere devastante, signor
Presidente, per cui io chiedo al Governo di ritirarlo perché ha
il sapore di una provocazione; se invece il Governo è in
condizione di spiegare diversamente ne sarei felice.
Tuttavia, signor Presidente, siccome penso che quando si parla
di vincoli decennali si tratta e si riferisce in modo specifico
ai vincoli di destinazione che sono previsti all'interno dei
piani regolatori che, come tutti sappiamo, hanno un vincolo
decennale, che qui, però, si vuole ridotto a cinque anni. Penso
che questo potrebbe determinare un dissesto generale negli
strumenti esecutivi dei piani regolatori particolareggiati, per
cui chiedo al Governo di ritirare l'articolo, eventualmente su
questo articolo....
PRESIDENTE Onorevole Speziale il Governo ne ha chiesto
l'accantonamento.
SPEZIALE Signor Presidente Il Governo l'aveva già chiesto.
Non possiamo di volta in volta, di fronte a una difficoltà,
accantonare; si proceda con un po' di ordine perché stiamo
passando da un articolo all'altro. L'articolo va esaminato
compiutamente, con un voto non possiamo...
PRESIDENTE Onorevole Speziale, il Governo, come le dicevo, ha
chiesto l'accantonamento, tuttavia, la Presidenza ha fatto un
breve approfondimento della materia. I vincoli a cui fa
riferimento sono vincoli di destinazione delle strutture
agrituristiche che hanno un vincolo di destinazione decennale, in
quanto hanno ricevuto un finanziamento, non c'entrano né i piani
regolatori né altro, riguarda il vincolo d'uso come struttura
agrituristica in quanto hanno ricevuto dei finanziamenti , quindi
si passa da dieci anni a cinque.
SPEZIALE Se è così, peggio ancora, perché si configura che
ci sono già aziende finanziate che hanno avuto finalizzato in
dieci anni l'attività che adesso, con questo articolo, riduciamo
a cinque anni e loro possono diventare proprietari dell'immobile;
ci troviamo di fronte a una norma vergogna, peggio delle
interpretazioni che avevo dato io, per cui chiedo al Governo di
ritirarla perché la norma, così come viene presentata al
Parlamento, è un fatto di gravità inaudita.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
soltanto suggerire all'onorevole Speziale, con il massimo
rispetto: se questa norma si riferisse a vincoli derivanti da
piani regolatori, siccome i piani regolatori hanno una durata
decennale, lei avrebbe perfettamente ragione.
Qua stiamo parlando di vincoli di destinazione d'uso per le
strutture di agriturismo le quali come lei, giustamente,
simbolicamente, dice potrebbero avere ricevuto finanziamenti.
Lei sa, molto bene, onorevole Speziale che a fronte di
finanziamenti sia con contributo in conto capitale, sia con
contributi in conto interessi, si ha sempre il limite
obbligatorio di mantenere in piedi l'attività per almeno cinque
anni, trascorsi i quali l'impresa può variare l'oggetto sociale,
può cedere il ramo di impresa.
Il limite massimo previsto da tutte le norme che siano patti
territoriali, che sia 488, qualunque forma, oggi, di
finanziamento con contributi della Regione, con contributi dello
Stato, con contributi della Comunità Europea, prevede il limite
massimo di cinque anni per il mantenimento dell'attività, per cui
ha ragione il Governo ad abbassare a cinque anni il periodo di
vincolo per evitare che se per caso quella attività dovesse non
andare bene, possa essere comunque riconvertita senza avere per
ulteriori cinque anni un vincolo di destinazione che potrebbe
risultare inutile.
Allora, la invito a rivedere la posizione, perché sarebbe un
errore clamoroso non votare questa norma.
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, in primo
luogo desidererei conoscere qual è il nesso tra il contenuto
dell'articolo 72 e la legge finanziaria che stiamo discutendo.
In secondo luogo, qui stiamo autorizzando, di fatto, un uso
improprio degli aiuti di Stato e della Regione per la
realizzazione di impianti agrituristici, nel senso che molti di
questi stessi impianti divengono tali dopo la ristrutturazione di
impianti preesistenti.
In genere si tratta di strutture che comportano un imponente
costo di ristrutturazione; la legge, proprio per rimettere in un
circuito economico produttivo immense distese terriere, spesso
abbandonate, ha favorito l'uso dell'attività agrituristica,
consentendo, con gli aiuti pubblici, la ristrutturazione.
In merito alla riduzione del periodo del mantenimento all'uso a
cinque anni, vorrei ricordare che il vincolo decennale non
discende dalla legge regionale, bensì dall'articolo 28 della
legge statale n. 13/1986. Ritengo questa norma sbagliata ed
improponibile.
A mio avviso, la predetta riduzione costituisce,
esclusivamente, un modo per raggirare le finalità della legge.
Ecco perché credo sia opportuno che il Governo modifichi questa
norma, in caso contrario chiederò che la votazione avvenga per
scrutinio segreto.
ODDO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Signor Presidente, onorevoli colleghi, preliminarmente,
vorrei soffermarmi su un aspetto, estremizzando quello che
potrebbe accadere, e cioè che gli immobili che hanno beneficiato
degli aiuti disposti...
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, per favore, non è possibile
procedere in questo modo. Abbiamo accumulato molte ore di lavoro,
siamo stanchi, ci siamo posti l'obiettivo di completare il
disegno di legge entro questa sera, pertanto, vi sarei grato se
voleste collaborare, il più possibile, con la Presidenza.
ODDO Signor Presidente, se l'Aula non ha intenzione di
ascoltarmi, appoggio la richiesta di votazione per scrutinio
segreto.
PRESIDENTE Onorevole Oddo, io posso soltanto invitare ad
ascoltare, non posso obbligare.
ODDO Signor Presidente, l'importante che ho la sua
attenzione.
PRESIDENTE Onorevole Oddo, io l'ascolto, non fosse altro per
amicizia.
ODDO Signor Presidente, a parte l'amicizia che é interessante
nella vita, il Regolamento dice che un deputato che interviene
deve necessariamente rivolgersi alla Presidenza, se quest'ultima
lo ascolta, vorrei aggiungere, altrimenti non avrebbe senso
PRESIDENTE Onorevole Oddo, pensavo che lei preferisse
l'amicizia al dovere, non voglio avere il dovere di ascoltarla,
bensì il piacere, proprio per l'amicizia che ci lega.
ODDO Vorrei fare una provocazione indubbiamente positiva.
Immobili e opere, stiamo attenti, non solo immobili, quindi
lasciamo non teniamo conto se sono a destinazione agrituristica o
ad altra destinazione; si parla di immobili in generale ed opere
realizzate che hanno beneficiato degli aiuti disposti dagli
articoli 26 e 27 della legge 13 del 1986, quindi, se non erro,
siamo in materia di credito agrario.
Allora, potrebbe accadere che, rispetto ai moduli di dieci anni
- mi dispiace dissentire dal collega Acierno, ma sono
sostanzialmente moduli di dieci anni, la legge 488, infatti, ha
moduli di dieci anni e non solo la 488 - si intervenga con una
norma, al di fuori del fatto che, per quanto concerne la
legislazione nazionale, ci troviamo in regime di legislazione
concorrente o in presenza di potestà esclusiva, permettendo
addirittura, con l'abbattimento di cinque anni, non di un anno o
di due, dimezzando, quindi, i tempi ed i vincoli imposti dalle
leggi regionali e statali, permetteremmo a questi immobili ed a
queste opere di rientrare in un arco di tempo molto ristretto, in
un regime assoluto di proprietà privata, senza il rispetto di
alcun vincolo.
Ebbene, non mi pare che sia indice di serietà, mi pare un
francobollo assolutamente da evitare e mi pare che abbia una
carica devastante, quindi, é opportuno non soltanto lo scrutinio
segreto, ma che il Governo, modifichi la norma e valuti la
questione dei vincoli in maniera più attenta, partendo da
esigenze di carattere generale ed evitando che accada ciò che
tutti sappiamo può accadere.
FORMICA Chiedo di parlare
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA Signor Presidente, onorevoli colleghi, inviterei il
Governo e la maggioranza, considerata l'ora tarda, a concentrarsi
su argomenti veri e su norme utili. Obiettivamente, onorevoli
colleghi, questa norma non sembra avere i requisiti della
necessità per essere adottata, ne tanto meno si intravede la sua
vera finalità.
Non ha i requisiti perché si riferisce ad una norma di
finanziamento in agricoltura risalente a più di venti anni
addietro, quindi appare di difficile lettura la richiesta di
riduzione del termine ed appare, poi, molto dubbia una
proposizione che quasi sottintende, incita le persone ad usare
con sotterfugi le disposizioni e le provvidenze dello Stato,
della Comunità Economica Europea e della Regione, per andare a
fare la solita speculazione; almeno questo è quello che appare
dall'impostazione data, quindi, considerato che non se ne vede la
finalità, non se ne vede la necessità e rappresenta un dubbio
messaggio che lanciamo alla gente, invito il Governo a ritirare
la norma.
PRESIDENTE Onorevole Formica, faccio una precisazione: la
norma non può essere ritirata, si può votare un emendamento
soppressivo ed il Governo si può esprimere favorevolmente
all'emendamento soppressivo.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, in Commissione Bilancio ho
votato, insieme all'intera maggioranza, a favore della norma,
oggi non mi sento di ritirarla, essendomi già espresso
favorevolmente.
CAPODICASA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, per
agevolare il pronunciamento dell'Aula, mi limito ad osservare due
elementi: 1) che si interviene...
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, per favore, tentiamo di
proseguire i lavori. Onorevole Formica, l'andamento di questa
parte della seduta è chiaro: il gruppo dei Democratici di
.Sinistra chiederà il voto segreto e si procederà a votazione.
Onorevole Capodicasa, la invito a completare il suo intervento.
CAPODICASA Dicevo che il primo elemento è che si interviene
quando già l'articolo 18 della legge 25 dice: Il vincolo
temporale è indicato nel provvedimento di concessione, è
trascritto presso l'ufficio dei registri immobiliari ed ha
effetto per i successori a qualunque titolo nella disponibilità
...
Ciò vuol dire fare leggi serie, in quanto se in materia di
agricoltura - come nel caso della legge 13/1986 sul credito
all'agricoltura -, finanzio delle opere, questo è un
finanziamento di settore, cioè deve incentivare il settore
dell'agricoltura, non il settore del commercio o quello di civile
abitazione. Pertanto, sia l'articolo 28 della legge 13 del 1986,
sia l'articolo 18 della legge 25 del 1994, che è la legge
sull'agriturismo, hanno una destinazione specifica.
Onorevole Acierno, lei scherza quando dice che se io finanzio
si realizzano le opere, si realizzano gli immobili e dopo cinque
anni posso vendere l'immobile per attività diversa o anche solo
per attività presidenziale Che idea avete dello Stato
Questo è ciò che preoccupa, non è poi la singola norma, ma è
che da tutta questa conceria di articoli e di norme viene fuori
un'idea dello Stato veramente preoccupante.
Vorrei sottolineare un punto: è possibile che in corso d'opera,
quando vi sono atti trascritti, vincoli, obblighi e si fa una
gara di appalto, una volta vinta, è possibile che questi
obblighi e vincoli indicati nel bando vengano modificati? Questa
in gergo penale è una turbativa d'asta o cos'altro? Se vi è un
magistrato qui presente in Aula, ce lo dica.
Veramente, credo che sarebbe opportuno che la finiate.
Onorevole assessore Cintola, è inverosimile che lei, ogni qual
volta si presenta una norma discutibile, dica che non c'entra
nulla o che l'ha votata in Commissione. Ma cosa vuol dire che
l'ha votata in Commissione? Intanto, lei in Commissione non vota;
in Commissione lei è semplicemente il Governo.
CINTOLA assessore per il bilancio e le finanze. Ho espresso
parere favorevole, in Commissione.
CAPODICASA Avrà espresso parere favorevole senza che però ne
capisca nulla come ha dimostrato in questo caso, perché non è
materia sua, perché io so che lei quando studia gli argomenti,
alla fine li capisce. Ovviamente, è una battuta, le chiedo scusa
Assessore.
Visto che lei non può dare risposta a tutte le materie
contenute nella finanziaria, occorrerebbe che su materia delicata
qual è quella che stiamo trattando, come anche alcune altre che
abbiamo trattato e come altre ancora che tratteremo, il Governo
ponderasse bene in forma collegiale.
Non raccogliamo i bigliettini che provengono dai colleghi,
perché alla fine facciamo un lavoro raffazzonato e commettiamo
gravissimi errori.
ACIERNO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, annunciando il
voto favorevole sull'articolo 72, voglio ricordare a questi
professori del centro-sinistra - i quali ritengono in
maniera, secondo me, per quanto garbata, anche un po' scorretta,
censurare l'Assessore per il bilancio -, che l'articolo 72, che
fa riferimento all'articolo 28 della legge n. 13 del 25 marzo
1986, recita esattamente: salvo che il mutamento di destinazione
sia previsto da disposizioni legislative , che è esattamente il
caso di oggi, nel senso che c'è una disposizione legislativa che
sta mutando la destinazione.
Aggiungo, però - leggendo sempre ai colleghi professori del
centro-sinistra -, che lo stesso articolo 28 recita: che gli
aiuti in conto capitale concessi ai proprietari per il
miglioramento dei fondi sono revocati qualora il trasferimento
avvenga prima che siano decorsi cinque anni . Cinque e non dieci,
il che vuole dire - caro onorevole Capodicasa, prima di dare lei
lezioni all'assessore Cintola, se avesse letto con un po' più di
attenzione questa norma -, che la norma ha già previsto il
vincolo dei dieci anni con la possibilità, con interventi
legislativi, di modificare il vincolo e, in più, ha previsto che
il trasferimento della proprietà ad una nuova proprietà può
avvenire purché siano trascorsi almeno cinque anni.
Allora, lasciamo perdere il tentativo di lezione che il centro-
sinistra cerca di darci in Aula e procediamo con la votazione
dell'articolo 72, che è assolutamente rispettoso delle norme che
andiamo a modificare perché le stesse norme avevano previsto,
all'origine, la possibilità di una loro modifica con un
intervento legislativo.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'articolo 72.
CRACOLICI Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Gli onorevoli Capodicasa, Giannopolo, Micciché, Oddo,
Panarello, Papania, Speziale e Zago appoggiano la richiesta)
Votazione per scrutinio segreto dell'articolo 72.
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'articolo 72.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 63
Maggioranza 32
Favorevoli 28
Contrari 35
Astenuti 0
(L'Assemblea non approva)
Onorevoli colleghi, onorevole Presidente della Regione, ci sono
alcuni articoli accantonati. Vorrei fare il riepilogo della
situazione. Gli articoli accantonati sono: 8, 24, 27, 50, 67, 78,
79, 80. C'è poi il maxi emendamento. Il Governo ha chiesto una
brevissima sospensione, al fine di approntare una strategia,
questo è il termine più esatto.
CRACOLICI E' un Governo senza strategia
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, è necessario che espliciti all'Aula ciò che
il Governo intende fare, perché tra l'altro è un atto che devo
compiere.
Il Governo ritira il maxi emendamento. Poiché ci sono altre
iniziative che il Governo ritiene utile presentare come
subemendamenti, ritirerà il maxiemendamento, lo riscriverà,
inserendovi le altre proposte avanzate da alcuni parlamenti e che
il Governo condivide, includendovi anche gli altri articoli
accantonati, poi si voterà il maxiemendamento complessivamente.
PRESIDENTE La seduta è sospesa per trenta minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 00.23 di venerdì 17 dicembre 2004,
è ripresa alle ore 4.02)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, il Governo ha presentato il
maxiemendamento G 1 bis interamente sostitutivo degli articoli
non ancora trattati, del maxiemendamento G 1 e delle tabelle,
inserendo nel medesimo esclusivamente emendamenti già depositati
ed inseriti nel bozzone o nei fascicoli relativi agli emendamenti
stessi.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, il Governo ha ritenuto di ritirare il
maxiemendamento e di riproporlo al Parlamento dopo un lavoro che
il Governo ha fatto con molti parlamentari, con i capigruppo,
raccogliendo quelle che erano utili proposte affinché questo
Parlamento potesse approvare finanziaria e bilancio dando
risposte esaustive che venissero dall'intero Parlamento.
Ritengo che il lavoro fatto va utilizzato perché potrebbe
intendersi strano un lavoro minuzioso nel tentativo di dare
risposte, accogliendo istanze che provengono da parlamentari e
poi di questo lavoro, portato in Aula, il Parlamento non ne
tiene conto.
Allora, siccome credo che il lavoro che si fa ed il tempo che
si utilizza vanno usati bene ed essendo convinto che il lavoro
fatto con gli assessori, soprattutto nel tentativo di dare
risposte a quanti giustamente li hanno posti nell'interesse dello
sviluppo di questa terra sia utile, il Governo, che si rende
conto che è necessario dotare questa nostra terra di una
finanziaria e di un bilancio in tempi opportuni ha scelto, con
una riflessione accurata, di porre la fiducia sul maxiemendamento
che ho appena depositato.
CRISAFULLI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRISAFULLI Signor Presidente, sull'ipotesi avanzata dal
Presidente della Regione di porre la fiducia mi riservo di
parlare. Intanto, a norma di Regolamento chiedo che il maxi
emendamento sia corredato del parere su tutti i punti delle
Commissioni di merito, altrimenti gli stessi punti sono
improponibili per la discussione in quest'Aula.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Onorevole Presidente, non so chi la consiglia per la
verità.
CUFFARO presidente della Regione. Sono un autodidatta
SPEZIALE Io spero di sì perché la conosco come una persona
saggia e ragionevole. Invece stasera vedo la sua preoccupazione
di dotare la Sicilia di una legge finanziaria e di un bilancio in
tempi ragionevoli, ed è una preoccupazione comune al punto che si
erano concordati anche i tempi entro i quali approvare entrambi i
documenti finanziari.
Dopodiché, nel corso dei lavori parlamentari, come sempre
avviene nell'ambito della normale dialettica dei rapporti tra
maggioranza e opposizione, ci possono essere momenti di maggiore
asprezza attorno ad alcune questioni; tuttavia il dato di fondo
era che tutti eravamo concordi sul fatto che in tempi rapidi
bisognava dotare la Sicilia della legge finanziaria e del
bilancio.
Il modo con il quale si sta procedendo adesso mette in
discussione la possibilità di approvare il bilancio e la
finanziaria, perché, Presidente, c'è stato un percorso
altalenante e l'Aula ha proceduto all'esame ed all'approvazione
di una buona parte degli articoli del testo. Testo che era
entrato in Commissione Bilancio con 28 articoli e ne è uscito con
81 articoli, addirittura l'articolo 78 conteneva 69 commi, cioè
altri 69 articoli; poi, arrivato in Aula, sono stati approvati
diversi articoli, circa una settantina. Il lavoro, secondo me,
andava spedito, perché il fatto che l'Aula era riuscita ad
approvare 70 articoli era segno di un'attività parlamentare
spedita tutto sommato, nel giro di un giorno e mezzo si sono
approvato 70 articoli, dopodiché è venuta fuori questa vicenda
del maxiemendamento.
Il maxiemendamento ha ingarbugliato il percorso della finanzia.
Dopo, non si sa chi, le ha suggerito, presidente Cuffaro, che
bisognava ritirare il maxiemendamento per presentare un maxi
maxiemendamento e su questo porre la questione di fiducia perché
ciò avrebbe fatto scattare, sulla base di procedure regolamentari
e di precedenti, la possibilità che l'Aula, dando il voto di
fiducia, faccia decadere tutti gli emendamenti.
Tutto questo è precedente all'elezione diretta del Presidente
della Regione. Come recita lo Statuto noi possiamo porre la
questione di sfiducia al Presidente e, come sappiamo, nel momento
in cui si pone tale questione, se dovesse essere accolta, il
Parlamento attiva la procedura di scioglimento.
La questione di fiducia è quindi precedente all'elezione
diretta del Presidente della Regione. E quand'anche si volesse
ritenere come precedente, alla luce della mia esperienza, l'unico
precedente a cui si fa riferimento risale al periodo in cui
Presidente dell'Assemblea era l'onorevole Piccione, allorquando
si è approvato un testo con la mozione di sfiducia. Ma neanche al
Parlamento nazionale è possibile procedere all'approvazione con
la fiducia di un articolato. Lo stesso maxiemendamento approvato
al Senato è approvato con articolo unico e con tanti commi,
comprensivo anche degli articoli precedenti del testo.
Ritengo, quindi, che la procedura seguita è sbagliata.
Stabiliamo un precedente: che il Presidente eletto possa porre su
singoli articoli la questione di fiducia e quindi, di volta in
volta, è limitato nell'esercizio della sua libertà perché quello
che vale per un maxiemendamento può valere per qualsiasi
articolo.
Poiché la mozione di sfiducia su qualsiasi articolo farebbe
scattare, in questo caso, la sfiducia al Presidente e quindi lo
scioglimento dell'Assemblea, capite bene come si sta stabilendo
un principio secondo il quale il Parlamento è permanentemente
prigioniero del Presidente. Questo è un elemento pericolosissimo.
Non vogliamo assolutamente aprire un fronte polemico, non è
nelle nostre intenzioni, ma il modo con cui si sta procedendo,
poiché pone una questione delicatissima circa i poteri e le
funzioni del Parlamento, ci impone un atteggiamento. Ripeto, in
questo modo per qualsiasi singolo articolo, qualunque presidente
della Regione pone una questione di fiducia ed è chiaro che il
Parlamento non può negare la fiducia. Si riducono a zero le
prerogative parlamentari, l'esercizio di un rapporto dialettico
tra Esecutivo e Parlamento, il giusto equilibrio nei due
rapporti.
Per queste ragioni, invito il Presidente della Regione a
riflettere sulla sua posizione, a non permettere che questo
elemento costituisca un precedente in sé. Infatti stiamo
determinando un precedente, se dovesse perdurare l'atteggiamento
del Presidente della Regione di porre la fiducia: avere stabilito
stasera di disporre come si vuole delle prerogative della libertà
dei singoli e dell'intero Parlamento.
Siamo di fronte ad un fatto di una gravità inaudita - mi dicono
che il consigliere massimo di questa operazione è l'attuale
Presidente, onorevole Fleres -, inviterei quindi anche la
Presidenza a riflettere sulle considerazioni che io ed altri
colleghi abbiamo svolto, perché non stiamo più discutendo sul
merito di un provvedimento ma del livello di libertà che può
essere assicurato al Parlamento siciliano.
Il Parlamento siciliano, così facendo, può essere messo sotto
scacco in qualsiasi momento dal Presidente della Regione, il
quale pone la questione di fiducia su singoli articoli che ne
limiterebbero fortemente l'esercizio alla libertà. Questo è il
punto cardine della discussione.
Su questo noi intendiamo fare le barricate, come si capirà,
perché stiamo parlando della libertà del Parlamento e di ciascuno
di noi.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, alle quattro e
un quarto del mattino non mi riesce ancora di perdere il buon
umore. Giovenale scriveva che in certe condizioni è difficile
non fare satira . Un altro parente di Giovenale, Orazio, scriveva
Quid vetat ridendo dicere verum io direi Quid vetat canendo
dicere verum , quindi mi consentirà, signor Presidente, di
esprimere le mie considerazioni partendo da un lamento, quello
della madre di Turi Giuliano nel quadro 28 di Cicciu Sinzina, vi
ricordate, Figghiu, figghiuzzu miu, la mala sorti chi a
vintott'anni ti purtau la morti , che è arabu? Ed è arabo come il
comportamento in Aula che rischiamo di fare passare diventando
sempre più sud del mondo. Perché questa involuzione - domani
regalerò a Santo Liotta il libro di Amartya Sen, La Democrazia
degli altri - dimostra, in effetti, che il concetto di
democrazia di cui noi andiamo fieri, ancora una volta,
(Amartya Sen è un economista indiano che nel 98 ha vinto il
premio Nobel per l'economia, il quale dimostra che in effetti
questo concetto di democrazia non è latocentrico', appartiene ad
altre zone del mondo) e noi con i nostri comportamenti stasera,
nel Parlamento più antico del mondo, dimostriamo che
probabilmente Amartya Sen ha ragione. Infatti qui non si tratta
di essere pro o contro il governo Cuffaro, di vivere con
nonchalance, con buon umore - dicevo all'inizio - questa
ulteriore manifestazione, non di arroganza, non di prepotenza ma
di pochezza.
Si tratta di mettere in gioco veramente una parte della storia
che ci appartiene, anche della storia individuale di ognuno di
noi, perché questa involuzione comportamentale dell'Aula avviene
dopo aver assistito a ragionamenti sempre pacati, forse il più
puntuto stasera è stato il collega Miccichè, ma sempre nei limiti
del suo diritto di essere opposizione, mai trascendendo. E non
pensavo né lo pensava nessuno di noi che saremmo andati a questo
momento di difficoltà dei nostri rapporti. Fra l'altro, me ne
sono andato da quest'Aula convinto che la mezz'ora richiesta dal
Presidente preludesse ad un ulteriore avanzamento del processo
che ci avrebbe portato in mattinata ad approvare la finanziaria,
adesso mi ritrovo impelagato in una storia, in un comportamento
che francamente non capisco, signor Presidente, e, non capendolo,
non riesco neanche a tollerare. Lei, fra l'altro, si contraddice
perché sostiene che questa finanziaria è frutto dell'accordo ma
anche delle concessioni che Governo e maggioranza fanno a
parecchi deputati, anche di opposizione. Intanto, io non sono
venuto da lei a chiedere niente
CUFFARO presidente della Regione. Io non sto parlando di
concessioni.
ORTISI Lei ha parlato di una finanziaria frutto di
accontentamenti progressivi.
Onorevole Presidente, lei mi imbarazza, mi creda, lei sarà un
potente in questo momento, ma sarà un uomo piccolo piccolo come
istituzione, lei in questo momento ha l'arroganza del numero, se
ci arriva. Mi creda, dal punto di vista dell'istituzione, sta
segnando una pagina nera di cui lei, che conosco come persona
sensibile, si vergognerà, perché per superare una difficoltà
contingente, probabilmente insita nel suo schieramento che può
avere delle difficoltà, sta mettendo a repentaglio il futuro del
rapporto all'interno dell'Assemblea regionale perché il
precedente che crea, varrà anche per le altre legislature. E lei
si prende questa responsabilità?
Credo che non dovrebbe farlo. Intanto la informo che sono fermo
a Cleopatra, quindi interverrò su tutto; mi spoglierò,
Presidente, mi farò cacciare fuori da quest'Aula, perché le
impedirò fisicamente quello che lei sta tentando di fare a danno
del Parlamento e del territorio. Altro che approvare questa
finanziaria passando sopra le regole per lo sviluppo del
territorio E' una formula ipocrita, farisaica di espressione che
noi non meritiamo, che nessuno di noi merita e, probabilmente,
neanche lei Presidente, perché sta scambiando le dimensioni del
medio-lungo termine su cui lavoriamo come parlamentari con la
dimensione contingente dell'immediato, della difficoltà che prova
in queste ore per risolvere un problema che è uno dei tanti
problemi, che, per chi governa, si presentano perché sempre le
maggioranze hanno difficoltà di convivenza rispetto alle
opposizioni che, lavorando contro, sono più compatte.
Ma è lì che si nota la bravura del passaggio da un Presidente
della Regione ad un Governatore della Regione, nel governare i
processi, altrimenti chiunque potrebbe fare il Presidente della
Regione.
Io credo che chi l'ha votata pensava di vedere in lei una
persona in grado di governare anche in momenti di difficoltà. Per
questo aspetto, credo che la finanziaria ed il bilancio, a
differenza delle leggi di sistema, abbiano bisogno di un
indirizzo di maggioranza. Guai a fare intravedere possibilità che
finanziaria e bilancio siano il frutto non voglio dire di
inciuci', ma di accordi in quanto sono gli elementi qualificanti
di una amministrazione del territorio. Le leggi di sistema hanno
bisogno della dimensione bipartisan perché su quelle regole
dobbiamo metterci tutti d'accordo. Pertanto la inviterei, signor
Presidente, magari dopo un ulteriore momento di riflessione, di
tirarsi indietro rispetto a questo stimolo che non mi pare
faccia bene per primo a lei.
In ogni caso, come parlamentare ho il diritto di leggere questo
maxi maxiemendamento, ho bisogno di riflettere e poi, fra
qualche ora, quando ognuno di noi avrà fatto le sue riflessioni
con i propri collaboratori tecnici, affronteremo in Aula questo
ulteriore passaggio che, mi creda, signor Presidente, la invito a
ritirare. Non esasperi le persone di buon senso, perché le
persone di buon senso, se esasperate, sono molto più pericolose
di quelle abituate a fare casini' minuto dopo minuto. Preavverto
una forma di difesa estrema dei diritti di questo Parlamento.
FORGIONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, onorevole Presidente della
Regione, onorevoli colleghi, credo che dobbiamo avere tutti la
consapevolezza della gravità del momento che ci vuole fare vivere
il Presidente della Regione e il Governo. Né mi pare un segno di
forza, onorevole Presidente della Regione, anzi un segno di
palese debolezza il suo richiamo alle risposte e alle istanze dei
singoli parlamentari di quest'Aula, ragione per la quale
bisognerebbe tenere conto del lavoro faticoso fatto per dare
risposte alle domande dei singoli parlamentari che verrebbero
contenute in questo maxi emendamento e che spingerebbe il Governo
a porre la fiducia per chiudere così, con una sorta di
aggiustamento e pacca sulla spalla ad ogni singolo parlamentare e
ad ogni singolo emendamento, una vicenda che è iniziata malissimo
e che voi volete concludere nel modo peggiore possibile.
E' iniziata malissimo la vicenda di questa finanziaria e di
questo bilancio con la votazione che avete dato in Commissione
Bilancio e la volete chiudere ancora peggio calpestando e
violando non solo i regolamenti ma la dignità di questo
Parlamento. Volete completare con questo atto quella violazione
cominciata in Commissione bilancio e lei onorevole Presidente
dell'Assemblea non può farsi carico di questa responsabilità. E'
una responsabilità politica, è una responsabilità istituzionale,
è una responsabilità che riguarda il funzionamento futuro e la
dignità, presente e futura, di questo Parlamento.
Per le ragioni di cui parlava prima l'onorevole Speziale, ci
troviamo di fronte ad un Parlamento che è stato eletto con un
nuovo sistema di elezione; ci troviamo di fronte all'elezione
diretta del Presidente della Regione; ci troviamo di fronte ad un
appello ad un voto di fiducia quando altre volte il voto di
sfiducia è stato negato. E' stata citata qui la vicenda
dell'onorevole Pellegrino, e la richiesta di un voto di fiducia
su un maxi emendamento suona come un ricatto al Parlamento stesso
e alla libertà di espressione del Parlamento e dei singoli
parlamentari. Mi viene consegnato ora un maxi emendamento di 42
pagine
Io voglio chiedere a qualunque parlamentare, di qualunque
partito, come si può esercitare dignitosamente la funzione
parlamentare di fronte ad un maxi emendamento di 42 pagine che
riscrive interamente la legge, se non viene riconosciuto ad ogni
singolo parlamentare, intanto, presidente Fleres, il diritto a
conoscerlo questo maxi emendamento, il diritto a leggerlo, il
diritto a presentare subemendamenti a questo maxiemendamento che
si configura come una vera e propria legge.
Non credo che si possa fare carico, onorevole Fleres, di una
tale violazione delle prerogative dei deputati in quest'Aula. 42
pagine meritano il tempo necessario perché ognuno di noi possa
apprezzarle e presentare i suoi subemendamenti e, visto che
dobbiamo parlare con il Regolamento alla mano, anche qualora voi
decideste di forzare e di offendere questo Parlamento con un voto
di fiducia, l'articolo 121 quinquies del Regolamento recita che
se il Governo pone la questione di fiducia sul maxi emendamento
di un articolo, si vota sull'articolo dopo che tutti gli
emendamenti presentati siano stati illustrati.
Se il voto è favorevole, l'articolo è approvato e tutti gli
emendamenti si intendono respinti . Partiamo intanto dal
Regolamento. Ci date il tempo necessario per presentare i
subemendamenti; ci date il tempo necessario per esporre, uno per
uno, tutti i subemendamenti che intendiamo presentare al maxi
emendamento. Dopo di che si pone la questione di fiducia e i
nostri subemendamenti decadono.
Voi non potete fare carta straccia del nostro Regolamento nè
della funzione e della dignità di ogni singolo parlamentare, sia
di opposizione sia di maggioranza, perché quando il Presidente
della Regione fa riferimento alla sensibilità di ogni singolo
parlamentare, la prima sensibilità è il rispetto delle
prerogative di ogni singolo parlamentare. Allora, ci dovete dare
il tempo per apprezzare questo maxiemendamento e per presentare i
subemendamenti. Dopo di che noi vogliamo illustrare i
subemendamenti, uno per uno, come prescrive il Regolamento, che
finora non è stato modificato e, poi, ponete la fiducia ed
eventualmente i nostri emendamenti decadono. Ma inviterei a
ritirare la proposta non solo perché è una violazione del
regolamento, ma perché questo Regolamento, così come lei lo
propone, non la prevede. Infatti, sulla vicenda dell'onorevole
Pellegrino non ci avete fatto dare la fiducia e, così facendo -
ed è un segnale che dovreste raccogliere - non state dando
assolutamente una prova di forza ma state dando un'ulteriore
prova della vostra debolezza politica e, se intende ancora
forzare su questo, anche della debolezza del vostro rispetto e
della vostra sensibilità istituzionale. E questo riguarda il
governo della Regione come riguarda anche la direzione di questa
Assemblea.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, credo che non si sia valutato
forse con la dovuta riflessione l'annuncio qui fatto qui dal
Presidente della Regione, dopo oltre 40 mesi dalla nascita del
suo Governo e dopo la novità istituzionale che è stata prodotta
con l'elezione diretta del Presidente della Regione.
Ricordo che l'istituto dell'elezione diretta introduce una
procedura che consente al Parlamento di sfiduciare il Presidente
della Regione e, contemporaneamente, alla decadenza, non
dimissioni, delle sue funzioni e a seguito dell'eventuale
approvazione di una mozione di sfiducia, si produce la
contemporanea decadenza dell'organo assembleare.
Il legislatore ha voluto, in qualche modo, tutelare il rapporto
tra Parlamento e Presidente chiamando la responsabilità della
sfiducia al Presidente e attribuendo a questo valore della
sfiducia una forte responsabilità del Parlamento, tant'è che la
sfiducia determina la decadenza anche dell'organo assembleare.
Questo esprime chiaramente che la condizione di fiducia o di
sfiducia a cui era abituato anche il precedente Parlamento, in un
regime in cui il Governo era tipicamente parlamentare, ha un
elemento di novità assoluta che non può essere superato o gestito
con furbizie o tecnicismi che tendono, in qualche modo, a mettere
il bavaglio al Presidente.
E' evidente che se, per ipotesi, l'azione di fiducia chiesta
dall'Esecutivo dovesse determinare una non fiducia da parte del
Parlamento, non si avrebbe la conseguenza, come previsto dalla
legislazione, di uno voto di sfiducia al Presidente, in questo
caso saremmo di fronte a una fiducia richiesta laddove il
Parlamento dovesse bocciare, attraverso l'istituto della fiducia,
l'atto per cui si chiede la fiducia, non vi è un obbligo
istituzionale, se non politico, di dimissioni.
Ed io ricordo che questo Parlamento nel regime dell'elezione
diretta non può e non ha mai fatto atti rivolti a fiduciare ciò
che sono stati gli atti prodotti e presentati a questo
Parlamento.
Ne ricordo uno per tutti. Il Presidente della Regione
all'indomani della sua elezione si è presentato in quest'Aula per
una forma di rispetto istituzionale, ha letto le sue linee
programmatiche per il Governo dei cinque anni successivi al
2001.
Quella relazione programmatica non ha avuto nessun voto da
parte del Parlamento. Nel precedente sistema, le relazioni
programmatiche costituivano un atto politico fondamentale di
fiducia al Governo appena eletto.
Dico questo perché è evidente che la scelta annunciata dal
Presidente della Regione costituisce una gravissima violazione
procedurale che introdurrebbe un precedente tale che da domani il
Governo potrebbe, su ogni atto della vita parlamentare, giocare
attraverso la fiducia per impedire che il Parlamento svolga la
propria funzione parlamentare.
Questo vale per la minoranza, ma vale anche e soprattutto per
la maggioranza perché le fiducie si pongono anche contro le
proprie maggioranze, non contro la minoranza. E lo affermo perché
qui è in gioco la funzione e la natura del rapporto tra
Parlamento e Governo.
Ecco perché, onorevole Presidente, vorrei e voglio essere molto
chiaro: qui non siamo in presenza di una manfrina che qualcuno
possibilmente ha preventivato, una procedura che le è stata
suggerita da qualche consigliori o consigliere per qualche
oretta di can-can.
Questa è una vicenda per la quale non ci sarà qualche oretta,
questa è una vicenda che avrà conseguenze gravissime nel rapporto
di questa sessione parlamentare e le posso assicurare che
difficilmente si può pensare che la legge finanziaria possa
vedere luce nei tempi che voi avevate immaginato e che noi - le
ricordo onorevole Presidente della Regione - anche per consentire
una qualità della vita migliore a tutti, avevamo in qualche modo
suggerito un percorso che prevedeva, entro la giornata di
venerdì, cioè di oggi, di chiudere l'esame della finanziaria e
del bilancio in tempi certi, senza ricorrere agli strumenti che
qui avete proposto e, anzi, consentendo ai parlamentari di andare
a riposare qualche ora durante la notte.
Quindi, vorrei che fosse chiaro, onorevole Presidente, che non
siamo in presenza di una polemica politica, di un dibattito che
faremo verosimilmente e ci stancheremo, useremo tutti gli
strumenti parlamentari e democratici per impedire un siffatto
misfatto, onorevole Cuffaro, useremo tutti gli strumenti.
CUFFARO Presidente della Regione. Avete usato tutti gli
strumenti, quale la raccolta di firme
CRACOLICI Onorevole Presidente, non ha ancora capito che chi
può chiedere la sfiducia sono io, lei non può chiedere la fiducia
per sé stesso perché la legge non lo prevede.
CUFFARO Presidente della Regione. E se la legge lo prevede?
CRACOLICI La legge prevede che il Parlamento può chiedere la
sfiducia al Presidente, lei non può venire qui a chiedere la
fiducia su di lei.
Ci sono in Italia, ed anche in questa Regione,
azzeccagarbugli' noti per interpretare le norme, ma vorrei che
fosse chiaro che qui siamo dentro un regime di tipo presidenziale
e non di tipo parlamentare del Governo e questo cambia la natura
e il rapporto tra l'Esecutivo e il Parlamento.
CUFFARO Presidente della Regione. Le ricordo che anche il
Presidente D'Alema ha chiesto il voto di sfiducia.
CRACOLICI Vede, onorevole Cuffaro, il Presidente d'Alema non
è stato eletto dal popolo, è stato eletto dal Parlamento, il
Presidente D'Alema, come qualunque Presidente del Consiglio in
questo Paese, è ancora - dico fortunatamente - eletto dal
Parlamento.
Lei, come tutti i Presidenti di Regione o come tutti i sindaci,
non è eletto dal Parlamento, ma è eletto dal popolo e quindi il
suo rapporto con l'Assemblea è completamente diverso rispetto al
Presidente D'Alema o a chiunque ci sia stato prima e dopo di
lui.
Credo che stiamo affrontando una questione assai delicata.
Ripeto, qui non è più in discussione il merito di questo
maxiemendamento e, per quanto mi riguarda, mi rifiuto di
discuterlo, stiamo ponendo una questione che riguarda il rapporto
e la natura del rapporto tra la funzione parlamentare e la
funzione di Governo. E questo va ben al di là di qualunque norma
che possa essere condivisa o criticata. Qui stiamo mettendo in
discussione un principio che potrà regolare il rapporto futuro in
questa e nelle prossime legislature. Non siamo di fronte a un
passaggio di poco conto.
Ecco perché la invito, onorevole Presidente, a riflettere e a
valutare le conseguenze che questa sua richiesta e questo suo
annuncio produrrebbero nel prosieguo dei lavori di questo
Parlamento.
Si ritorni all'esame dell'emendamento e con le procedure
ordinarie, consentendo a ogni parlamentare di valutare, di
verificare le condizioni affinché alcune norme possano essere
approvate e altre no; con un voto democratico, si approvi,
quindi, la legge finanziaria così come voi volete, ma evitiamo di
determinare condizioni di incomunicabilità assoluta che
inevitabilmente produrrebbe gesti di reazione uguali e più forti
rispetto a quelli che voi immaginate.
CAPODICASA Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CAPODICASA Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei fare
un ragionamento all'onorevole Cuffaro, non al Presidente, per
vedere se si riesce a capire il livello di gravità che noi
attribuiamo alla richiesta che il Presidente ha fatto.
Se l'intenzione del Presidente è di natura pratica, secondo me,
ha compiuto un errore, non solo per ciò che ci separa da qui alla
fine della legislatura, ma anche nel merito di questa legge
stessa.
Il maxiemendamento non riguarda gli emendamenti aggiuntivi, che
sono qualche centinaio e che vanno esaminati uno per uno perché
non sono un articolo, fatta la fiducia non cadono tutti, gli
articoli aggiuntivi rimangono in trattazione e nessuno pensi di
dare questa interpretazione perché qui dentro diventa una bolgia;
possiamo discutere nel merito, dibattere, ma i golpe bianchi non
li consentiamo.
Se è così, però vorrei capire dove sta l'utilità pratica di
questa scelta.
Dal punto di vista, invece, procedurale, non vorrei aggiungere
molto a quanto già espresso dai colleghi che mi hanno proceduto,
vorrei solo ricordare che il Presidente della Regione è stato
colui il quale resistette persino all'idea di presentare
all'Aula, all'inizio della legislatura, le dichiarazioni
programmatiche e, personalmente, sono stato d'accordo con lui che
non era necessario, non era coerente con il nuovo Statuto un
riconoscimento da parte dell'Aula sue intenzioni del Governo e,
giustamente, il Presidente si appellò alla nuova forma
istituzionale che l'elezione diretta del Presidente introduceva.
Sarebbe una patente contraddizione, difficile da spiegare da
parte del Presidente della Regione che non chiede la fiducia
sulle dichiarazioni programmatiche, argomentando che la fiducia
gliel'ha data il popolo, ed oggi sovvertire quella sua
interpretazione, che a mio avviso è la più corretta.
Non penso che il Presidente abbia cambiato opinione, essendo
lui il primo Presidente della storia della Sicilia eletto
direttamente dal popolo, significherebbe contraddire questo
evento politico di cui tutti un po' siamo stati artefici.
Sostenere questa tesi può avere solo un altro significato che
dà un messaggio - che dal punto di vista del Presidente Cuffaro
non capisco quanto gli giovi - di disperazione, perché non c'è un
ostruzionismo da stroncare.
L'onorevole Cintola ha seguito i lavori della finanziaria dal
primo minuto fino ad ora e può dire al Presidente se c'è stato
ostruzionismo da parte dell'opposizione.
Personalmente, è noto perché l'ho detto chiaramente, ero per un
atteggiamento molto, ma molto più di contrapposizione circa
l'andamento dei lavori in Commissione e l'interpretazione che la
Presidenza dell'Assemblea, che non è stata saggia in questa
circostanza, ha voluto adottare. L'opinione maggioritaria nel
centrosinistra è stata un'altra e considerato che sono un uomo di
partito, ho voluto sottolineare solo il mio dissenso con la
rinuncia alla relazione di minoranza. Ma qui siamo ben oltre.
Onorevole Presidente, posso anticiparle quello che può
succedere poiché ne stiamo già discutendo. Lei non farà altro che
fare accendere i riflettori della stampa nazionale sul caso,
perché noi passeremo il Natale ed il Capodanno qui dentro,
occupando l'Aula perché uno strappo di questo genere avrebbe solo
questa conclusione e questo esito.
Riflettete prima di fare un passo, non so quali siano le menti
eccelse che la consigliano, so che c'è qualche pasdaran che non
so bene quali interessi abbia a spingerla su questa strada, però
a mio giudizio ha tutto da perdere, perché l'opposizione fino a
questo momento è stata una opposizione di merito, a meno che non
si pretenda che scompariamo dalla scena, ma prima che possa
scomparire devono sparire le opposizioni nella storia dei
parlamenti, e non appartiene neanche alla sua tradizione
culturale e politica pensare questo.
Quindi, non si può né pretendere un'opposizione prona né
un'opposizione suddita. Certo se va oltre il segno,
l'opposizione ha il diritto di farlo, così come il Governo e la
maggioranza hanno il diritto di difendersi. In questo caso non ci
troviamo in questo clima perché ritengo che semmai si sia
ecceduto in un altro senso.
Onorevole Presidente, il nostro Statuto parla chiaro. L'altro
giorno esaminando gli atti parlamentari a proposito della
discussione in Aula sul Regolamento, ho riletto quel dibattito e
come del resto ricordavo benissimo - e ricordo benissimo - sulla
sfiducia la Commissione Regolamento, con l'articolo 121
quinquies, decise in modo esplicito, non c'è alcuna
interpretazione da fornire e la Presidenza, a mio giudizio,
avrebbe già dovuto fermare la discussione.
Se vuole dare una mano, come purtroppo è successo troppo
spesso, o addirittura incentivarlo può farlo, ma dal punto di
vista dell'onestà intellettuale e parlamentare la Presidenza
dell'Assemblea, che ha avuto la guida della Commissione per il
Regolamento e poi dell'Aula quando ne abbiamo discusso, sa - come
lo sappiamo tutti - che l'articolo 121 quinquies è stato
lasciato nel testo del Regolamento solo per rispetto del
Parlamento.
Si è detto che, in considerazione del fatto che lo Statuto non
è stato ancora approvato e che teoricamente si può ancora
decidere di tornare all'elezione parlamentare del Presidente,
perché abbiamo ancora questo potere, fintanto che non avremo
deciso una volta per tutte, non potevamo noi sopprimere dal
Regolamento il voto di fiducia al Presidente che è connesso ed
indissolubilmente legato all'elezione parlamentare del Presidente
e rimane lì solo a questo scopo.
Mi chiedo, quindi, come si possa pensare di ricorrere a
quell'arnese che ormai non è più utilizzabile, ma messo lì solo
a scopo preventivo, per fare da supporto ad una situazione, ad
una decisione, ad un orientamento che si configurerebbe come un
sequestro del Parlamento.
Così come ricordava l'onorevole Speziale nel suo intervento, da
domani mattina non ci sarà più ruolo per questo Parlamento già
molto decaduto a seguito della nuova architettura istituzionale e
questo non riguarda opposizione o maggioranza, riguarda ognuno di
voi, anzi riguarda più voi che l'opposizione, perché rientra
nella sua facoltà dissentire da ciò che il Governo propone o
porta in Aula, l'opposizione normalmente dissente.
Se c'è una novità rispetto a questo archetipo dell'opposizione
che dissente e della maggioranza che consente è che ci sia
qualcuno della maggioranza che dissenta, questa è la differenza.
E se neanche questo un Parlamento o un deputato della
maggioranza può fare, non possiamo più eleggere gli assessori,
abbiamo deciso di non farlo, non abbiamo più il potere di
sfiducia, abbiamo rinunciato a tantissime prerogative
parlamentari che abbiamo, in omaggio a scelte diverse, fatto, non
possiamo rinunciare a negare noi stessi in quanto Parlamento,
perché di questo si tratterebbe.
Onorevole Presidente, temo che questa cosa fosse preparata da
tempo, che non sia nata stasera, ho letto qualche quotidiano
siciliano che gridava all'ostruzionismo quando questo non c'era,
quasi volendo preparare l'opinione pubblica alla stangata. Qui
invece non era volata ancora una mosca e si prepara il voto di
fiducia per stroncare l'ostruzionismo.
Avevo interpretato come segno di sciatteria professionale e
d'incompetenza statutaria e parlamentare da parte di quel
giornalista, oggi devo dire che questi è un giornalista bene
informato, che va perfino oltre ciò che i suoi colleghi riescono
a percepire, che ha qualche addentellato istituzionale di
livello, perché a mio giudizio questa richiesta sembra preparata
da tempo.
Ma questo non l'aiuta onorevole Presidente, ascolti qualcuno
che ha avuto anche rapporti di collaborazione intensa con Lei,
non l'aiuta assolutamente soprattutto in questo momento politico
generale.
NERI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
NERI Signor Presidente, onorevoli colleghi, nella mia ormai
non breve permanenza in questo Parlamento, posso affermare che
stasera probabilmente è la prima volta che quest'Aula svolge la
propria funzione, essendo troppo spesso prevalsa, nel passato, la
logica dell'amministrazione della gestione, piuttosto che le
questioni istituzionali.
Personalmente ho un rapporto sereno e mi fa piacere intervenire
dopo l'intervento dell'onorevole Capodicasa che ha svolto le sue
ragioni con fermezza, ma con pacatezza, perché in effetti le
questioni poste sul tappeto sono importanti a tal punto che
richiedono riflessione e non emotività, per cui cercherò di
articolare alcuni ragionamenti da offrire all'Assemblea per
cercare di ricondurre questo dibattito di natura istituzionale
alle funzioni sue proprie.
Abbiamo aperto questo dibattito con un intervento
dell'onorevole Crisafulli che ha chiesto il parere delle
Commissioni su ogni singolo punto del maxiemendamento, per
ragioni di esposizione offrirò il mio pensiero alla fine
dell'esame delle altre questioni.
Il problema centrale è diventata la legittima proposizione
della questione di fiducia da parte del Presidente della Regione
e lo è diventato perché per la prima volta questo Parlamento ha
un rapporto istituzionalmente diverso con il Presidente della
Regione, atteso che per la prima volta questi è frutto di
elezione diretta da parte del popolo, mentre in precedenza era
espressione della volontà dell'Assemblea che lo eleggeva al suo
interno.
Alla luce di questa constatazione, negli interventi che hanno
preceduto il mio è stato sostenuto che essendo statutariamente
prevista la questione di sfiducia al Presidente, ma non essendo
espressamente prevista la possibilità di proporre la questione di
fiducia, quest'ultima stasera sarebbe stata impropriamente posta.
Non mi sento di condividere questa impostazione per alcune
elementari considerazioni.
La prima è che in un rapporto istituzionale tra Governo e
Parlamento - che non è più il primo emanazione diretta del
secondo in quanto eletto dal Parlamento - ci sarebbe un evidente
sbilanciamento istituzionale e questo sì porrebbe il Governo in
condizioni di essere ostaggio dell'organo legislativo, perché
potrebbe essere sfiduciato, ma mai chiedere al Parlamento un
impegno politico a sostegno di un'azione che la maggioranza di
Governo dovrebbe sostenere nel Parlamento.
Intendo dire che se la questione non è speculare, c'è lo
sbilanciamento ingiustificato a favore di una delle due
istituzioni che non sarebbe assolutamente giustificabile. E, se
vogliamo riflettere su questo passaggio potremmo arrivare al
paradosso, lo dicevo poc'anzi al collega Ioppolo,
paradossalmente, se la maggioranza di Governo volesse assisterlo
in termini di fiducia sul maxiemendamento, se volesse aggirare
l'ostacolo e quindi passare in rapporto con l'opposizione,
potrebbe tranquillamente porre la questione di sfiducia alla
maggioranza e saremmo qui a discutere esattamente della stessa
cosa.
Quindi, sia sul piano istituzionale, per ragioni speculari di
bilanciamento tra quelli che sono i rapporti tra i due organismi,
ma anche per ragioni pratiche, perché la questione sarebbe
facilmente aggirabile con una questione di sfiducia proposta dal
Parlamento strumentalmente a sostegno del Governo, arriveremmo
allo stesso risultato.
Devo confessare che mi ha assolutamente stupito la
drammatizzazione di alcuni passaggi, la drammatizzazione del
passaggio secondo il quale la proposizione della questione di
fiducia renderebbe il Parlamento ostaggio del Governo. Non credo
di dire niente di nuovo se affermo che ponendo la questione di
fiducia ogni singolo parlamentare è assolutamente libero di
votare come ritiene, al di là della sua adesione o meno a una
coalizione che sostiene il Governo.
FORGIONE E' una libera scelta, è molto elementare il ricatto
politico su ogni singolo parlamentare. Lei ha mai visto un
Parlamento che si suicida?
NERI. Onorevole Forgione, io credo che lei abbia una
originale...
PRESIDENTE Onorevole Forgione, per una volta ha ragione
l'onorevole Neri. Il Parlamento sta affrontando questioni di una
certa delicatezza e lo sta facendo con grande serenità e
soprattutto con grande attenzione anche perchè si tratta di
materie oggettivamente piuttosto spinose.
NERI. Al di là del fatto che credo che, quando le interruzioni
siano correttamente poste, siano di stimolo alla conversazione.
Ma le voglio dire, senza che questo diventi un dibattito a due,
che mi pare che lei abbia una singolare concezione della dinamica
causa-effetto degli atti parlamentari. Se il Parlamento pone una
questione di sfiducia e questa questione di sfiducia non viene
votata è ovviamente previsto lo scioglimento del Parlamento. La
conseguenza di una questione di sfiducia posta e del mancato
accoglimento della questione di sfiducia quale è?
CUFFARO presidente della Regione. Se il Parlamento vota la
sfiducia si scioglie il Parlamento.
NERI. Se il Parlamento vota la questione di sfiducia proposta
quello che io non comprendo è in base a quale principio non deve
essere speculare il diritto del Governo di porre la questione di
fiducia.
CAPODICASA Non è previsto dallo Statuto.
PRESIDENTE Onorevole Capodicasa, la prego.
NERI. Le potrei rispondere come Monsieur La Palisse, non è
neanche vietato ed è nel sistema: non si può reclamare il diritto
sacrosanto del Parlamento a non essere ostaggio del Governo e
viceversa reclamare il dovere del Governo ad essere ostaggio del
Parlamento in un rapporto di elezione diretta. Noi ci troviamo
oggi in una situazione nella quale l'adeguamento normativo al
nuovo sistema di elezione del Presidente della Regione mi pare
più che evidente, ma che si vogliano perseguire ipotesi di
sbilanciamento istituzionale che rendano un organo sottoposto
all'altro e non in una condizione di pariteticità, questa è
un'opinione...
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, vi devo pregare, siccome
stiamo sviluppando argomentazioni estremamente complesse sia dal
punto di vista politico sia dal punto di vista giuridico, vi
prego, così come è accaduto per gli interventi precedenti, di
lasciare che si svolgano serenamente e senza interruzione
NERI Ma la serenità non viene meno, ritengo che tutto ciò
avvenga nel rispetto massimo; certo se riuscissimo ad essere meno
frammentari sarebbe per l'interesse di tutti.
Allora, sulla prima questione non mi ci trattengo più poichè
credo di averlo detto anche troppe volte, non è ipotizzabile uno
sbilanciamento istituzionale che consenta al Parlamento di porre
una questione di sfiducia e non consente al Presidente
specularmente di porre una questione di fiducia.
Non credo che si possa configurare nella fattispecie, non
quella concreta di questa sera, teorica e generale proposizione
della questione di fiducia, un'ipotesi di ricatto del Parlamento
perché, comunque, su alcuni elementi e argomenti qualificanti,
c'è sempre la possibilità di chiedere una verifica di sostegno
che non mi pare infici la sovranità del Parlamento, non facendo
venire meno la libertà di determinazione dei singoli
parlamentari,. Certamente l'ipotesi dell'abuso della proposizione
della questione di fiducia rappresenterebbe un vulnus della
corretta dialettica Governo-Parlamento, però, colleghi, credo che
la dinamica del buon senso e, quindi, del limite della gestione
degli strumenti a disposizione delle istituzioni, non possa
essere codificata e mai è stata codificata da nessuna parte. L'
eccessivo ricorso alla questione di fiducia, non mi pare che sia
un fatto ricorrente nel caso del Governo siciliano, e porrebbe
peraltro problemi di imbarazzo anche alla stessa maggioranza che
lo sostiene, la quale non potrebbe certamente sentirsi
gratificata dal fatto di essere continuamente compulsata ad un
sostegno sostanzialmente vincolato. Ma é nella dinamica della
proposizione delle questioni di fiducia porre un sì o un no secco
su una proposizione del governo; sta al Governo stesso
individuare proposizioni che possano rappresentare
ragionevolmente la giustificazione della questione di fiducia
proposta.
In sostanza, ci stiamo occupando indirettamente del rapporto
tra Presidente della Regione e Parlamento. E' emerso
indirettamente in qualche intervento, forse merita un'ulteriore
considerazione, anche se breve. Il Presidente é eletto
direttamente dal popolo, trae la legittimazione del suo Governo
da questa investitura diretta, si deve comunque rapportare con il
Parlamento. Ci dobbiamo, quindi, chiedere quale sia la funzione
del Parlamento, atteso che, essendo il Parlamento stesso eletto
anch'esso dal popolo, ha una legittimazione elettorale identica
anche se per funzioni diverse: al Parlamento é riservata la
funzione legislativa. L'adozione dello strumento finanziario e di
bilancio avviene con legge, quindi é chiaro che noi in questa
occasione ci troviamo a discutere di uno strumento tipico di
Governo che é quindi funzionale al raggiungimento degli obiettivi
che il Governo intende perseguire e dei quali risponde certamente
al popolo ma in funzione concorrente con il Parlamento, che resta
titolare della potestà legislativa e il quale Parlamento non é
comunque avulso da responsabilità istituzionale perché, questa
bizzarra idea che ci possa essere assunzione di decisioni
politiche scevre da responsabilità politica, é qualcosa che,
credo, nessuno di noi può decidere di avallare perché sarebbe
un'offesa alle regole fondamentali della democrazia. Cosa accade
nello specifico? Nello specifico accade che su quello che é uno
strumento fondamentale per il perseguimento dell'azione di
Governo, il Governo ha il diritto-dovere di rapportarsi con il
Parlamento nel legittimo esercizio della potestà legislativa di
quest'ultimo e tuttavia a un certo momento bisogna trovare un
punto di equilibrio perché l'adozione di quella legge
fondamentale, diversamente da altre leggi che il Parlamento ha
il diritto e la possibilità di adottare, ha una funzione
specifica che non rientra nella esclusività della potestà
legislativa del Parlamento, perchè incide pesantemente e in modo
determinante e assoluto su quella che è l'azione di governo della
quale il governo risponde e soprattutto ai cittadini visto che
siamo in regime di elezione diretta. Torniamo al discorso di
prima: abbiamo una normativa che non si è adeguata al nuovo
sistema elettorale, cerchiamo di farlo con quel buon senso che
non può essere scritto.
Sto cercando di articolare un ragionamento, di muovere una
censura alla scelta del governo, ed è una censura che riguarda
forse l'eccesso di buon senso nel tentativo di fare di questa
finanziaria uno strumento partecipato; perchè è vero che - siamo
stati in Aula, abbiamo seguito i lavori - non c'è stata
un'attività ostruzionistica che poteva fare pensare all'uso dello
strumento della fiducia come strumento sanzionatorio del
tentativo di ostruzionismo, ma è altresì vero, per ragioni che
sono state dette fin troppe volte nel corso di questo dibattito,
che i tempi per l'adozione di questa finanziaria sono tempi
ristretti perchè troppa dipendenza c'è dalla scelta che vengono
fatte in sede di finanziaria dello Stato, con conseguenze che non
sarebbero a demerito del Governo, ma sarebbero una ingiustificata
punizione per gli interessi dei siciliani e il rispetto degli
interessi dei siciliani ed è un dovere tanto della maggioranza
quanto dell'opposizione in questa Aula.
Io non ho difficoltà a dirlo - e credo che, se lo chiediamo su
un piano strettamente tecnico ed estetico anche al presidente
della Regione, neanche il presidente della Regione avrebbe
difficoltà a dirlo - che questa finanziaria come strumento, come
fatto estetico legislativo non piace a nessuno di noi; però
sappiamo perfettamente che siamo stati costretti a lavorare in
determinate condizioni che, peraltro, rappresentano una
tradizione consolidata.
Uno degli elementi di mio compiacimento è che io ho vinto una
scommessa con degli amici, che mi avevano chiesto come si
sarebbero svolti i lavori della finanziaria, io ho scritto un
copione che stasera risulta assolutamente rispettato. Ho fatto,
quindi, bella figura come fossi un preveggente
Il problema è che siamo anche vittime di alcune ritualità che
sembrano irrinunciabili quando si fanno sedute di questo tipo e
di questa importanza.
E mi avvio rapidissimamente alla conclusione.
Il paventato ricatto del Parlamento da parte del Governo, il
volere ritenere il Parlamento potenzialmente ostaggio del Governo
nella misura in cui dovesse passare la possibilità di proporre la
questione di fiducia con argomentazioni che ci hanno riportato
agli assetti pregressi, cioè a quello che era il rapporto
istituzionale fino all'ultima legislatura precedente la presente,
lasciano prefigurare una parlamentarizzazione spinta di quelli
che sono i rapporti tra Governo e Parlamento. Quasi che
l'adesione a un modello di tipo presidenziale a elezione diretta
rappresenti in sé un vulnus di quelle che sono le prerogative
parlamentari.
Io credo che con molta serenità dobbiamo prendere atto che si
sono modificate queste prerogative senza intaccare la sovranità e
che oggi la sovranità del Parlamento va esercitata tenendo conto
di quelli che sono i nuovi rapporti istituzionali introdotti
dalle modifiche costituzionali che hanno portato all'elezione
diretta del presidente. Ipotizzare che il rapporto in Aula tra
Governo e Parlamento possa essere identico a quello che era in un
regime parlamentare assoluto, quale era il precedente, non solo
non rende più funzionali i nostri lavori e non ci aiuta a
svolgere bene il nostro compito, ma finisce sostanzialmente per
essere una contraddizione in termini che produrrebbe più guasti
di quelli che risolverebbe.
In sintesi, su questa questione - e poi dirò qualcosa in due
secondi per la richiesta dell'onorevole Crisafulli di parere
sugli emendamenti - sono convinto che per tutte le ragioni che ho
cercato di esporre, la questione di fiducia sia legittimamente
posta; confesso al presidente della Regione che non sono contento
come parlamentare di dovere votare in termini di questione di
fiducia questo strumento finanziario, ritengo che però la logica
non sia quella di andare a stroncare un ostruzionismo che non
c'era. C'era un corretto esercizio delle prerogative
dell'opposizione - e ci mancherebbe altro - ma c'era la
necessità di andare a ricondurre su valori massimamente
condivisi, per quanto possibile, alcune scelte e di farlo in
tempi utili per non penalizzare i siciliani rispetto a quelle che
sarebbero le conseguenze ove andassimo ad approvare la nostra
finanziaria successivamente all'approvazione di quella dello
Stato. Poi ognuno è libero di fare le scelte che vuole, sapendo
però esattamente che cosa va a fare. Sapendo esattamente che
qualora i tempi, non so per quale motivo e con quali possibilità,
sforassero quelli di approvazione della legge finanziaria
nazionale, avremmo arrecato un danno al popolo siciliano. Poi,
oggettivamente, ognuno è libero di fare quello che vuole, ma
vantarsene mi pare sarebbe poi leggermente difficile.
Ripeto, quindi, non è uno strumento finanziario che mi fa
essere entusiasta, ma credo che le ragioni della responsabilità
politica accompagnino la legittimità della scelta tecnica della
proposizione della questione di fiducia senza che il Parlamento
abbia motivo alcuno per sentirsi esautorato o offeso nei limiti
della sua sovranità.
Per quanto riguarda la richiesta di parere delle Commissioni
sui singoli punti del maxi-emendamento credo, mi rivolgo alla
Presidenza dell'Assemblea, che nelle parti in cui il maxi-
emendamento è ricognitivo degli articoli che erano rimasti da
esaminare e delle parti del maxi-emendamento che erano già state
proposte, quindi tutte cose assistite dai pareri, non ci sia
necessità di replicare questi pareri perché sono semplici atti
ricognitivi che hanno riproposto articolati già presi in esame
dalle Commissioni. Probabilmente, la questione va posta
limitatamente alle aggiunte che il Governo ha ritenuto di operare
tra il ritiro del precedente maxi-emendamento e la riproposizione
del nuovo, quindi limitatamente alle differenze normative che
sono state introdotte con l'ultima versione del maxiemendamento
rispetto al precedente. Credo che tutto questo possa essere reso
compatibile con una speditezza dei lavori che ci può portare a
concludere rapidamente e nel rispetto di tutti l'approvazione di
questa finanziaria.
Per quanto riguarda il resto, credo che poi alla fine ognuno
abbia il diritto di determinarsi come crede, il Parlamento è
sovrano esattamente per questo, ma se poi deve assumersi le
proprie responsabilità rispetto a scelte che mi pare non abbiano
la giustificazione che drammaticamente è emersa in qualcuno degli
interventi che mi ha preceduto.
PANARELLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PANARELLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
elevare, in qualche maniera, una sorta di lamento del deputato
medio. Credo di interpretare uno stato d'animo e un convincimento
di gran parte dei miei colleghi parlamentari che sono qui
ininterrottamente da lunedì pomeriggio e che hanno visto lunghe
pause nei lavori parlamentari, che se fossero state più brevi,
per ragioni certamente importanti, probabilmente ci avrebbero
portato ad avere già un voto sulla finanziaria, certamente
negativo, da parte dell'opposizione, non entusiasta da parte
della maggioranza, perché credo che siamo tutti consapevoli, lo
diceva adesso il collega onorevole Neri, che siamo di fronte ad
una manovra di basso profilo, che peraltro si dice che dovrebbe
essere approvata prima della finanziaria nazionale per ragioni,
diciamo così, che appaiono misteriose ma che sostanzialmente sono
riconducibili al fatto che, se si approvasse la finanziaria
nazionale e se ne apprezzassero tutti gli elementi negativi che
discendono sui conti economici siciliani, si evidenzierebbe
quello che abbiamo cercato fin dall'inizio di sostenere e che
cioè questa manovra finanziaria appare fondata sulla sabbia.
Allora, richiamo questo elemento perché credo che non solo il
Governo, ma anche la Presidenza dell'Assemblea dovrebbe
rispettare l'impegno che gran parte dei parlamentari ha svolto
nel corso di questa settimana e soprattutto le prerogative dei
parlamentari.
Non riprendo questioni che altri colleghi con maggiore
esperienza e conoscenza dei regolamenti parlamentari hanno già
svolto. Mi sembra che l'ultimo intervento del collega Neri abbia
richiamato molto l'esperienza che lui ha di parlamentare
nazionale ed abbia invece sottovalutato la specificità della
nostra condizione di Parlamento regionale.
Gli argomenti che ho ascoltato credo che siano argomenti che
non possono essere sottovalutati, signor Presidente. Il
presidente Capodicasa ha ricordato,come autorevole esponente non
solo di questo Parlamento ma anche delle Commissione per il
Regolamento e Statuto, le ragioni per le quali è stato mantenuto
nel Regolamento l'articolo che oggi si utilizza per giustificare
la mozione di fiducia.
Credo che sarebbe prudente e rispettoso delle prerogative del
Parlamento e della libertà del Parlamento che lei, signor
Presidente, avesse convocato di fronte ad una richiesta del
Governo la Commissione per il Regolamento, la Commissione
Statuto, il Consiglio di Presidenza, la Conferenza dei capigruppo
prima di accedere ad una ipotesi di approvazione dello strumento
della mozione di fiducia, perché lasciare intendere ad una parte
del Parlamento che si vogliano violare i regolamenti e quindi
vulnerare le prerogative e, ripeto, la libertà del singolo
parlamentare e quindi dell'intera Istituzione è un'operazione che
non si può consentire a cuor leggero.
Il Presidente della Regione eletto direttamente dal popolo ha
sicuramente prerogative e diritti che nessuno può mettere in
discussione, ma le prerogative ed i diritti che un presidente
eletto dal popolo ha non possono essere utilizzati contro la
sovranità e la libertà del Parlamento. Perché questo ferisce non
solo l'istituto parlamentare, ma ferisce anche la possibilità di
un governo efficace da parte di chi è stato eletto dai cittadini.
Proprio per queste ragioni credo che il Presidente della
Regione, ma soprattutto la Presidenza dell'Assemblea dovrebbe
riconsiderare questa ipotesi e sottoporla comunque ad una
valutazione più approfondita e più consapevole per evitare che su
questo terreno si sviluppi una contrapposizione che potrebbe
essere distruttiva, diciamo così, per la nostra istituzione
parlamentare e non utile neanche ai fini dell'approvazione di
questo provvedimento.
(Presidenza del vicepresidente Crisafull)i
BARBAGALLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BARBAGALLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, non mi
accingo a fare valutazioni di carattere giuridico, pongo solo
alcune domande alla Presidenza e a quest'Aula, domande che mi
sembrano dettate dal buon senso e da una formazione che ricerca
sempre l'equilibrio e l'esaltazione dei ruoli del Parlamento.
Innanzitutto, chiedo a cosa serve la mozione di sfiducia? Da
cosa nasce?
I parlamentari della Margherita e quelli dell'opposizione, in
questi giorni, hanno dimostrato molta prudenza e avrebbero avuto
tanti motivi per criticare, nel merito, una manovra che non credo
sia di lungo respiro, ma non voglio addentrarmi in valutazioni di
carattere politico; già il maxi-emendamento è una forzatura
rispetto alla dialettica parlamentare.
La mozione di sfiducia comprime ulteriormente il dibattito, la
dialettica, la normale dialettica che ci deve essere tra
maggioranza ed opposizione.
Questa proposta del Presidente non serve al Parlamento ma, io
dico, non serve al Presidente perché un Presidente che pone la
fiducia è un Presidente debole che fa una forzatura che,
probabilmente, ha anche qualche dubbio sulla tenuta della sua
maggioranza.
Non so se in questo momento politico è giusto rappresentare
all'esterno questa idea di una maggioranza che sì vuole
rispettare i tempi di approvazione del bilancio, che sono quelli
del 31 dicembre ma, nello stesso tempo, li fa con una procedura
che non dimostra una tenuta, una forza, una vitalità della
maggioranza stessa.
Io ho avuto la sensazione che i parlamentari della maggioranza
abbiano fatto il loro dovere entrando, qualche volta, nel merito
o con le opposizioni, ma per ragioni di contenuto, non per
ragioni di fiducia nei confronti della maggioranza che sostengono
che, sia in Commissione che in Aula, hanno svolto il loro lavoro
con grande impegno ed equilibrio, siamo qua dopo una forzatura
anche sul piano fisico perché, vedete sembrano cose che non
pesano, ma pesano, rinviamo di mezz'ora, riprendiamo dopo quattro-
cinque ore e ci impelaghiamo in una vicenda che ci sta portando
non a discutere dello strumento finanziario del quale dobbiamo
dotare i siciliani, ma stiamo facendo un dibattito sui ruoli tra
l'esecutivo ed il Parlamento, sul rapporto che ci deve essere con
l'elezione diretta del Presidente e sui compiti e le funzioni del
Parlamento stesso, un dibattito interessante ma che poteva essere
fatto in occasione dell'approvazione dello Statuto o in altri
momenti.
Allora, io penso che il Presidente della Regione è il primo che
ha interesse a ritirare questa richiesta di mozione di fiducia.
Personalmente potrei dire che, se il bilancio non si fa, io non
perdo nulla, ma non sono di questo avviso, non tanto perché si
capisce che fra qualche mese dobbiamo fare una manovra
correttiva, quanto perché il bilancio consente una maggiore
agibilità amministrativa, di Governo, a tutti gli Uffici e la
Sicilia non ha bisogno di vuoti, di esercizi provvisori; già
siamo molto in difetto sul piano dell'erogazione della
tempestività della spesa, quindi il bilancio è uno strumento
utile e noi vogliamo che venga approvato subito.
Io sono convinto, e lo abbiamo dimostrato con i nostri
comportamenti che, se il Presidente ritirasse questa richiesta di
fiducia con un confronto aperto, franco e leale, in una riunione,
in un incontro con i Presidenti dei gruppi parlamentari di
maggioranza ed opposizione, si potrebbe individuare un percorso
che ci permetterebbe di approvare il bilancio e la finanziaria,
penso anche entro la giornata di oggi, con tempi, con pause che
ci consentono di non fare gli stacanovisti ad oltranza e
inutilmente. Tempo se ne spreca tanto Se avessimo voluto
lavorare con maggiore intensità negli ultimi quindici giorni si
potevano fare più sedute di quelle che si sono fatte, altro che
poi forzare i tempi in un giorno o due per fare stancare qualcuno
o per tentare di dire che siccome questa è l'ultima spiaggia o si
vota a favore del Presidente o succede qualcosa.
Veramente questo è preoccupante sul piano della cultura
politica istituzionale. Io che provengo per certi versi dalla
stessa formazione politica del Presidente sono convinto che il
Presidente manterrà, accoglierà questo invito di ritornare a
mediare e a trovare un equilibrio non perchè abbiamo paura,
perchè, ripeto, la opposizione si potrebbe trovare benissimo in
una situazione di questo tipo, c'è chi cerca queste occasioni per
fare politica, anche per utilizzare elementi di politica-
spettacolo, ma noi non apparteniamo a questa scuola.
Certo, se dovesse essere mantenuta la richiesta di fiducia,
credo che la Margherita in maniera compatta assieme a tutto il
centrosinistra ne trarrà le dovute conseguenze.
(Presidenza del vicepresidente Fleres)
MICCICHE' Chiedo di parlare.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE'. Signor Presidente onorevoli colleghi, mi dovete
consentire che assumo questo tono perchè sono estremamente stanco
sia per motivi di salute, naturalmente, che mi hanno portato a
questo stato, sia perchè sono stato abbastanza attivo e quindi la
stanchezza si fa sentire, ma soprattutto perchè non dormo da
quasi 48 ore in quanto ieri, non appena sono uscito da questo
posto, ho avuto un incidente stradale e ho dovuto aspettare per
quasi tre ore e mezzo l'arrivo dei vigili per fare i rilievi
dell'incidente.
Potrete capire in quale stato fisico mi trovo. Perdonatemi,
pertanto, se parlo con questo tono, con questa voce perchè sono
estremamente stanco.
Io sono preoccupato e nello stesso tempo convinto che il
Presidente dovrebbe ritirare questo maxi emendamento. Lo dovrebbe
ritirare per le ragioni che sono state spiegate dai miei
precedenti colleghi che sono intervenuti.
Però, signor Presidente, pochissime cose mi preme dirle e
glielo dico non solo sotto il profilo politico, ma anche sotto il
profilo personale.
Qualche sera fa ci siamo incontrati sulla scala e abbiamo avuto
modo di scontrarci dialetticamente, politicamente; abbiamo avuto
questo diverbio nel quale ho manifestato il mio disappunto per
una sua dimenticanza, e le ho detto che tutti possiamo
dimenticarci degli impegni. Dop, questa sera, ho avuto una
comunicazione e cioè che c'era un emendamento che faceva
riferimento ad un emendamento che io avevo presentato. Devo
ringraziare l'onorevole Cimino che si è fatto promotore di questa
cosa, non insieme all'onorevole Moschettto, non per ammorbidire
il sottoscritto o per indurlo a cambiare posizione sulla seduta
perché questo non è assolutamente pensabile, ma per una
sensibilità accresciuta e questo gliene ne devo dare atto,
onorevole Cimino, lei è agrigentino e ha interesse a ché i suoi
concittadini possano avere risposta. Ma dopo ho visto che il
Presidente ha fatto altrettanto e di questo debbo darle atto,
signor Presidente La mia protesta dei giorni scorsi ha sortito
questo effetto, farlei ricordare gli impegni che lei aveva
assunto non solo con i cittadini che lei conosce bene, gli
agrigentini, ma anche perché lei signor Presidente, un anno fa, a
quest'ora - un anno esatto, il 17 dicembre 2003 - era stato
approvato in quest'Aula un ordine del giorno su sua richiesta
purché io ritirassi l'emendamento Proprio un anno fa: sono
passati 365 giorni E' una coincidenza, ma sembrerebbe uno
scherzo. Beh, dopo un anno, proprio un anno dopo che si era
votato questo ordine del giorno, mi trovo, anche se modificato,
un passo avanti rispetto alla questione in cui ci troviamo, un
emendamento col quale si chiede di fare un passo avanti per
risolvere un problema di cui abbiamo già parlato.
Ebbene, nonostante questo, signor Presidente, io non posso
votare una fiducia perché c'è un riferimento a una battaglia che
mi sono intestato da diversi mesi e per la quale ho prodotto
iniziative, pubblicazioni, libri ecc. Questo non è consentito.
Se questa proposta fosse stata articolata come credevo che
fosse, io addirittura ero intenzionato a votare la proposta
dell'onorevole Neri sul padre Lentini, oppure quella sulla
definizione della proroga ai tecnici per la definizione del
bacino idro-geologico, perché questo è anche un segmento del mio
disegno di legge sul recepimento della legge 183 sulla difesa dei
suoni. E dico ciò per sottolineare che molte delle cose, signor
Presidente, che lei ha inserito in questo maxi-emendamento potevo
benissimo accettarle, come potevo anche alcuni miei colleghi,
ma così non è assolutamente possibile proprio per le ragioni che
sono state illustrate dai miei colleghi dell'opposizione.
Signor Presidente, pertanto, la ringrazio per avere ricordato
l'impegno assunto, ma così com'è, come ho detto poc'anzi, non è
accettabile.
Se lei lo mantiene e vuole continuare su questa strada, può
farlo benissimo. Questo, però, non significa che non riconosco il
suo impegno su questo argomento. Lo separiamo, perché l'impegno
del sottoscritto, per risolvere il problema dei sinistrati della
frana di Agrigento, che aspettano da trentotto anni, continuerà,
anche sotto altre forme. Infatti, non è necessario votare, perché
quando un provvedimento diventa legge, tutti poi siamo obbligati
a collaborare per applicarla.
C'è un'altra cosa che vorrei dire e mi pare che l'onorevole
Capodicasa l'abbia centrata quando faceva riferimento
all'articolo 121 quinquies.
Il primo comma mi sembra chiarissimo: se il Governo pone la
questione di fiducia sull'approvazione o la riedizione di
emendamenti ed articoli di disegni di legge, non è modificato
l'ordine degli interventi delle votazioni stabilito dal
Regolamento .
Mi sembra che quello che ha detto l'onorevole Capodicasa, qui,
nel Regolamento, sia d'una chiarezza impressionante, e che non ci
sia bisogno di interpretazione.
Le consiglio, quindi, signor Presidente, anche per un rapporto
dialettico fra maggioranza ed opposizione, indipendentemente
dagli argomenti, di soprassedere su questo suo intendimento e di
proseguire in modo diverso.
Signor Presidente, d'altronde, nel momento in cui ho saputo che
c'era questo emendamento, che nelle linee generali, andava
incontro alle esigenze di una popolazione che da decenni aspetta,
ho pensato di ritirare l'emendamento specifico di cui sono
firmatario. E lo ritiro, se c'è questo proseguimento, ma solo
alle condizioni che si modifichi il suo programma.
Questa non è una sconfitta, signor Presidente. Non è una
sconfitta sua o nostra. E' la sconfitta del Parlamento.
Fare un passo indietro non significa perdere, secondo me.
Significa rivedere le proprie posizioni. E per lei, che è maestro
di capacità di trasformazione, non dico di trasformismo, ma di
trasformazione di linea politica, non sarà un dramma, né sarà una
questione di declassamento del suo ruolo e della sua carica
istituzionale.
ODDO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Signor Presidente, vorrei che per un attimo guardasse
attentamente quest'Aula, come sicuramente avrà fatto in queste
ore, alla sua sinistra ed alla sua destra.
Vorrei far notare, soprattutto al Presidente dell'Assemblea,
che forse non c'è Parlamento al mondo che opera in queste
condizioni e con questi tempi, e con questi modi di gestire i
lavori stessi dell'Assemblea e vorrei precisare cosa significa
modi di gestire. Abbiamo ore fa sospeso l'Aula per mezz'ora,
abbiamo riaperto i lavori dell'Aula dopo circa tre ore e nel
momento in cui abbiamo riaperto l'Aula nel leggere in maniera
molto frettolosa, senza addirittura riferimenti normativi per
quanto concerne il maxiemendamento - quindi è ovvio che bisogna
consultare qualche mente enciclopedica che da questo punto di
vista ci faccia capire cosa contiene il maxi maxiemendamento -
la prima cosa che salta agli occhi è che ci troviamo di fronte ad
un maxi maxiemendamento che contiene norme già bocciate.
PRESIDENTE. Onorevoli Assessori tutti, dovremo recuperare un
minimo di ordine. Prego onorevole Oddo, completi il suo
intervento.
ODDO. Ripeto, signor Presidente, perché credo che ella che è
una persona da questo punto di vista sensibile rispetto anche
alle segnalazioni ed alle osservazioni che i colleghi fanno,
penso che in questo momento si sta preoccupando di capire quali
sono le norme bocciate, già da questo Parlamento che sono state
reinserite nel maxi maxiemendamento. Cosa che obiettivamente, con
molta sincerità, debbo dire sconcerta. Perché sul fatto comunque
che si crei rispetto alla richiesta fatta dal Presidente della
Regione un vulnus abbastanza grave, penso che qui dentro sia
maggioranza che opposizione pensano che è così. E' innegabile.
Non ci piove. Poi è ovvio che c'è sempre il gioco delle parti di
pirandelliana memoria e ovviamente potrà più o meno funzionare.
Ma che si crei un precedente abbastanza serio e grave mi pare
che, tutto sommato, sia nei banchi del Governo, sia nei banchi
della maggioranza che in quelli dell'opposizione che l'ha già
esternato, c'è la convinzione che evidentemente si crea questo
vulnus abbastanza grave dal punto di vista di come si vogliono
spesso interpretare i regolamenti esasperando un po' tutto.
Ma vorrei per un attimo riflettere sul perché e qual è la causa
di questa improvvisa esasperazione tanto da rischiare la
configurazione vera di violazioni regolamentari gravi che segnano
volente o nolente il futuro di questa realtà, di questo
Parlamento.
Senza alcuna speculazione mi vorrei addentrare soprattutto su
un'osservazione. Se è vero quello che hanno detto alcuni colleghi
che mi hanno preceduto, che questa sera e non solo questa sera,
ma che in questi giorni non abbiamo assistito ad un'opposizione
aggressiva, che non abbiamo assistito ad un'opposizione che si è
attrezzata dal punto di vista degli strumenti che ha a
disposizione per quanto concerne anche l'ostruzionismo, se si è
tutto sommato contraddistinta soprattutto per proposte di merito
e soprattutto debbo dire per proposte che hanno anche un evidente
carattere generale e non sicuramente le cosiddette norme
francobollo o comunque il solito momento in cui tutto diventa
merce. Se è vero questo e mi pare che sia tutto sommato un fatto
abbastanza palpabile, non mi risulta, non mi ricordo momenti in
cui si è attrezzato l'ostruzionismo tale da poter preoccupare il
Governo e il Presidente della Regione, rispetti ai tempi.
Poi questi tempi, comprendiamo tutti che sono legati, che c'è
il momento in cui l'ostruzionismo è tale da poter preoccupare il
Governo e il Presidente della Regione rispetto ai tempi, poi
questi tempi comprendiamo tutti che sono legati anche all'iter
della finanziaria nazionale perchè c'è un problema serio, molto
più serio di quanto pensiamo che è stato sollevato nel corso del
dibattito di queste ore, ma vorrei per un attimo ricordare al
Presidente della Regione che la finanziaria nazionale andrà alla
Camera giovedi.
Dopo di che, quale è la cosa che ha preoccupato ed esasperato
il Presidente della Regione? Che l'ha reso così nervoso tanto da
tentare obbiettivamente la violazione palese del Regolamento e di
tutto ciò che tiene in vita, e mi permetto di sottolinearlo,
tiene in vita questo Parlamento perchè guai a forzare le regole
ed a piegarle per come evidentemente alcuni pensano di fare?
L'altra cosa che preoccupa il Presidente della Regione è
sicuramente la tenuta della sua maggioranza rispetto a
determinati articoli che sono stati trattati in questa Aula e che
possibilmente sono stati bocciati. Ma è mai possibile che un
problema che riguarda la tenuta o meno o l'aspetto cosiddetto
disciplinare di una maggioranza abbastanza ampia, almeno così è
uscita dalle elezioni, spesso sbrindellata, spesso assente,
spesso malata, come dice il collega Virzì, più malata di quanto
si pensi, è possibile che dinamiche di questa natura che
riguardano la tenuta o meno di una maggioranza, e in questo caso
andiamo verso il meno, possa portare alcuni autorevoli
rappresentanti di questo Parlamento e il Presidente della Regione
a tentare di imboccare una strada non solo pericolosa - è stato
detto, e io non voglio ripeterlo, per quanto concerne appunto ciò
che si creerebbe rispetto ad una scelta del genere - e
convincerlo al punto tale che su questo argomento bisogna
continuare ad insistere senza per giunta dare, mi permetto di
dire, ai colleghi tutti e a questa Aula la possibilità di negare,
signor Presidente dell'Assemblea, di leggere attentamente quel
maxi emendamento, di avere il tempo di consultare i riferimenti
normativi, di farsi un'idea di ciò che stiamo trattando e di ciò
che propone il Governo, di presentare i subemendamenti per come è
evidente che ogni parlamentare prevederemo saranno pochi, saranno
tanti come ogni parlamentare ha il diritto di fare, diritto che
nessuna presidenza può negare perchè altrimenti se l'onorevole
Ortisi si spoglia io comincio a saltare sui banchi onorevole
Presidente e prima che mi faccio acchiappare impiegherete almeno
mezz'ora perchè anche se sono stanco io su quei banchi salto e
non mi faccio acchiappare, sicuro Presidente su questo non ci
piove
Ora, è mai possibile signor Presidente, che lei che ha anche
una certa esperienza, non è di primo pelo come si suol dire, è
una persona che conosce bene come questo Parlamento funzionava
prima e come dovrebbe funzionare ora quando evidentemente ha
deciso perchè anche qui e soprattutto qui è stato deciso di darsi
nuove regole di rilievo ovviamente costituzionale. E' mai
possibile che c'è chi pensa che un Presidente eletto
direttamente, rispetto al modulo di come, evidentemente, viene
garantita la maggioranza in Assemblea, quindi rispetto al sistema
elettorale ancora oggi tanto elemento di discussione soprattutto
nella fase in cui l'Assemblea si é data la cosiddetta nuova
legge, che un Presidente eletto direttamente in quel modo può, da
questo punto di vista, siccome registra difficoltà al proprio
interno, andare a scomodare addirittura la fiducia? Ha detto bene
l'onorevole Capodicasa, la fiducia é stata lasciata lì appunto
come norma che può permettere, come tutti abbiamo deciso e
discusso in quest'Aula, di modificare ancora una volta con le
procedure che sappiamo, l'impostazione per quanto concerne
l'elezione diretta o meno del Presidente della Regione; eppure si
scomoda quella norma frutto di tanti momenti di discussione e di
confronto e per responsabilità di una maggioranza e di un
Presidente di Governo che non la sanno tenere assieme, che non
sanno renderla più organica, che non sanno bloccare le spinte e
le pressioni ... E' mai possibile? E voglio ritornare sul
concetto dicendo che avviene per responsabilità di questa
maggioranza e di chi ha, mi permetto di dire, non il dovere ma
l'interesse ....
PRESIDENTE. Onorevole Pistorio, la prego di prendere posto.
ODDO. Le comunico, signor Presidente, che continuando così tra
un poco, siccome ho appreso molto dall'intervento di una sera del
collega, onorevole Ortisi, parlerò di Poppea, di Cleopatra e,
forse, andrò oltre fino a quando lei non mi toglierà la parola
PRESIDENTE. Onorevole Oddo, la Presidenza, come vede, poiché
ritiene questo dibattito estremamente significativo e comunque
importante, al di là delle posizioni, non ha tenuto conto dei
limiti che il Regolamento ci impone e ha permesso, assolutamente,
il regolare svolgimento. Ma il problema non è nei confronti
dell'oratore, in questo momento è nei confronti del Governo che
continua a non consentire agli oratori di svolgere i loro
interventi e, dunque, vorrei fare appello agli onorevoli
assessori affinché trattengano le loro esuberanze e consentano
agli oratori di completare il loro intervento.
ODDO. Non vorrei esagerare; penso, però, che il Governo da
questo punto di vista dimostra che non solo può tentare di
violare le regole e avere una sponda, spero di no, ma a quanto
pare in questo momento, invece, per quello che ho sentito é così
da parte della Presidenza dell'Assemblea in quanto,
sostanzialmente, anche questo modo di intendere i lavori d'Aula e
questa colpevole distrazione indica che una maggioranza allo
sbando, secondo la logica di alcuni può essere solo riaggregata
con colpi di mano. Non so se definirlo un Golpe bianco o
definirla una forzatura palese senza addentrarmi in chissà quali
articolazioni per quanto concerne anche gli aspetti
interpretativi più o meno costituzionali, giuridici, no per
carità. Penso, invece che, in questo momento la verità sta nel
fatto che c'è stata anche una reazione rispetto a quanto é
accaduto stasera. Altro che opposizione Altro che numero di
emendamenti E rispetto a questo si vuole ora costringere,
invece, ogni singolo parlamentare a rinunciare - da questo punto
di vista mi permetto di essere assolutamente drastico - ad
esercitare fino in fondo il proprio dovere come eletto dal
popolo, perché qui si vuole intaccare questo, non andiamo a
scomodare né equilibrio dei poteri, né pesi e contro pesi,
lasciamo stare, non è questo il punto; il punto è così chiaro che
non c'è bisogno di articolare chissà quali sforzi.
Io penso che il Presidente della Regione, in questa fase - ha
ragione chi ha detto che non ha niente da guadagnare - abbia
cattivi consiglieri che non gli vogliono bene, basta vedere come
in queste ore si sta sviluppando il ragionamento ed il confronto
in questa Aula; basta notare a quali livelli di argomenti siamo
arrivati per quanto concerne, addirittura, l'aspetto
istituzionale, il rapporto tra Governo e Parlamento, se c'è
squilibrio o meno, se si crea o meno un vulnus grave, chi o che
cosa sta guadagnando, in termini anche di strategia.
Abbiamo sospeso l'Aula poc'anzi ed ho sentito dire al
Presidente di questa Assemblea che il Governo chiedeva di
sospendere l'Aula per impostare la strategia, ciò vuol dire che
non ne aveva una, oppure gli stava saltando. Dopo di che la
strategia che ha reimpostato, mi permetto di dire, è peggiore di
quella che aveva abbozzato, perché non solo il Presidente della
Regione non sta guadagnando niente dal momento in cui ha aperto
la discussione, affermando di ritirare il maxiemendamento per
ripresentarne un altro, ponendo addirittura la fiducia, cosa che
sa di non potere fare, ma poiché ha cattivi consiglieri,
evidentemente, in questo momento, non soltanto è caduto nella
trappola, ma adesso diventa tutto più difficile e diventerà
ancora più difficile per quanto concerne le decisioni che si
dovranno assumere.
Allora, - ed ho concluso signor Presidente -, si cerca di
chiedere all'opposizione se sia possibile procedere in tempi - mi
permetto di dire umani e ragionevoli, considerato che questi non
sono tempi umani e ragionevoli -, per quanto concerne la chiusura
e l'approvazione del bilancio e della finanziaria.
Sembra quasi che, rispetto a quello che è accaduto in
quest'Aula, questo Governo non sia stato presente, perché la
prima cosa che dovrebbe chiedere all'opposizione non è quando si
chiude, o se l'opposizione sia in grado di assicurare serietà e
sopratutto ancora una volta puntare nel merito delle questioni;
invece, all'opposizione si chiede cosa dovrebbe essere chiesto
alla maggioranza, sopratutto ad alcuni deputati della
maggioranza, scontenti del modo come questo Governo sta trattando
alcuni argomenti, più o meno di mercato - questo non si sa bene -
ed ha reinserito addirittura questioni bocciate, ebbene, si
chiede se sia in grado invece di chiudere questa fase di lavori
importanti che riguardano bilancio e finanziaria.
Dopo di che - ed ho concluso, così non faccio preoccupare
ulteriormente il Presidente della Regione che voleva da questo
punto di vista accelerare anche i tempi -, credo, invece, che sia
necessario - guardate, poi sulle idee più o meno sconvolgenti,
intelligenti, lascio alla interpretazione di ognuno -, che per un
attimo questa Aula sospenda i lavori e coloro che hanno
dimostrato, fino ad ora, grande senso di responsabilità e delle
istituzioni, decidano come procedere seriamente. E sicuramente,
mi permetto di dire, non mancherà per l'opposizione ma forse,
ancora una volta, mancherà per questa maggioranza che sostiene il
Presidente Cuffaro.
CRISAFULLI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRISAFULLI Signor Presidente, onorevole Presidente della
Regione, onorevoli colleghi, credo che qualora l'intento del
Presidente Cuffaro fosse quello di fare prima, ebbene, ha
centrato l'obbiettivo. Ci ha messo in condizioni di aiutare il
Parlamento a fare prima. A messo in condizione i parlamentari di
ragionare meglio nel merito del maxiemendamento.
Debbo dire che reitero le richieste che ho fatto alla
Presidenza ed agli Uffici perché comunque è bene essere in grado
di avere i riferimenti normativi ed i pareri.
Nel frattempo, signor Presidente, credo sia utile tenere
presente che una richiesta del tipo di quella che ha avanzato il
Presidente della Regione sia del tutto inusuale, a prescindere
dalla possibilità o meno di poterla avanzare, a legge variata del
sistema elettorale, è sicuramente inusuale. Vorrei ricordare a
questo Parlamento che già abbiamo avuto modo di dibattere su
questa questione, durante il dibattito per la mozione di sfiducia
all'Assessore Pellegrino, quando il Presidente della Regione ci
ricordò che non poteva essere sfiduciato un Assessore che non
aveva mai avuto la fiducia del Parlamento; e quando il Presidente
stesso ricordò al Parlamento che non potevano essere votate le
dichiarazioni programmatiche perché il voto l'aveva avuto dai
siciliani.
CUFFARO presidente della Regione. Allora avevo ragione.
Meglio tardi che mai
CRISAFULLI E' probabile che allora avesse ragione, così come
è probabile che questa volta abbia torto. Lo dice il senso del
ragionamento stesso, signor Presidente della Regione: non si può
avere ragione nei due casi, scelga lei in quale dei due casi
vuole avere ragione ed in ogni caso metta in condizione il
Parlamento di seguirla con una coerenza di rigore logico rispetto
alle scelte politiche che si stanno facendo.
Mi pare, per altro, doveroso ricordare che l'inusualità impone
alla Presidenza dell'Assemblea un pronunciamento che non può
sicuramente essere assunto senza il conforto sostanziale di
pareri e di pronunciamenti e senza il concerto collegiale che
porti a sintesi il pronunciamento. Non vorremmo trovarci in casi
diversi con pronunciamenti diversi. Non è possibile che su cose
di questo genere non ci sia unicità di atteggiamenti, perché
questi aspetti investono la vita del Parlamento, l'attività del
Parlamento, l'attività dei singoli parlamentari.
Pertanto, credo di avere posto all'attenzione complessiva una
serie di questioni che non possono essere risolte con un atto
unilaterale. Ne va della vita del Parlamento, ne va della
necessaria integrità delle regole che insistono alla nostra
attività quotidiana.
Signor Presidente della Regione, credo che lei abbia voluto
eccedere nella richiesta, nel tentativo probabilmente di
facilitarsi la vita. E' riuscito, come in pochi casi, - debbo
dire che in questo è molto bravo - a capovolgersi addosso una
difficoltà che poteva benissimo evitarsi. Non so chi l'abbia
aiutata in questo sforzo. Le posso assicurare che il
raggruppamento di amicizie la mette sempre più in difficoltà,
devo dirle sinceramente.
Mi permetta la battuta, che peraltro da me non può essere
sospettata, atteso che sono stato tra coloro i quali in questi
giorni, in questa grande finanziaria, che chissà da quanto tempo
è in Aula, è stato dipinto dagli organi di informazione come un
attivo sostenitore della sintesi necessaria per mettere in
condizione il Parlamento di avere uno strumento legislativo di
riferimento.
E' ben strano trovarsi a dover essere fra i più convinti
avversori della scelta che lei sta proponendo.
Probabilmente, lei non affronta fino in fondo gli effetti di
ciò che si sta determinando anche per il futuro. Pertanto, la
invito a riflettere con attenzione e ad evitare al Parlamento
reazioni che potrebbero lasciare il segno per le attività future.
Non sono intervenuto per annunziare cosa farò se dovesse
decidere di andare avanti. Sono sicuro che riesce ad immaginare
quello che potremo fare. Lei ha tanta fantasia per arrivare fino
a questo.
FORGIONE Intende spogliarsi?
CRISAFULLI Non mi spoglio perché non sono un granché. Potrei
ottenere l'effetto opposto, nel senso che tutti voi rimaniate ed
io sarei costretto a dovermene andare. Non è una cosa che
entusiasma molto.
CUFFARO presidente della Regione. Lo spogliarsi sarebbe per
me una motivazione forte per ritirare l'emendamento.
CRISAFULLI Onorevole Cuffaro, se è per questo possiamo farlo
subito.
Molto spesso, signor Presidente, credo che il modo migliore per
dire le cose serie sia quello di dirle con molta rilassatezza,
così come il modo migliore per evitare impicci è quello di
impedire che gli impicci si producano.
Ho il dovere di difendere ancora una volta, se fosse possibile,
il raggiungimento di un clima di normale serenità.
Signor Presidente, lei ci ha dato qui un chilo di carta. Credo
che sia doveroso da parte mia acquisire tutti i riferimenti
normativi, essere messo nelle condizioni di presentare gli
emendamenti e, qualora la Presidenza dell'Assemblea decidesse che
il voto di fiducia può essere chiesto - una cosa di questo genere
non può essere fatta unilateralmente, impegna tutti, impegna
anche chi in questo momento si trova ad assolvere a funzioni
diverse da quelle di presidente - io credo che sia necessario
mettere in condizione, i parlamentari, di predisporre gli
emendamenti perché, quanto meno, possano essere illustrati in
sede di dibattito parlamentare.
Pertanto, è necessario un po' di tempo, non chiedo giornate,
chiedo di essere messo nelle condizioni di potere fare questo.
Nel frattempo lei, signor Presidente, può avere la possibilità,
se si sospende la seduta, di metterci in condizioni di fare
questo, di fare tutti i passaggi con i Presidenti dei gruppi
parlamentari, necessari per poter ricondurre a sterilità un
ragionamento partito con un'accelerazione non conducente al
risultato finale.
Io mi auguro che lei voglia cogliere il senso delle cose che
sono state dette e mi auguro che quello che è stato detto possa
essere, da lei, recepito in termini di attiva e positiva
interlocuzione nei confronti della maggioranza, la quale, in
questo momento, ne sono convinto, vive - come un qualunque
parlamentare dell'opposizione - una vicenda dalla quale si sente
sostanzialmente estraneo.
Per cui, vorrei metterla in condizioni di maturare un
orientamento che permetta al Parlamento di procedere con
speditezza per il futuro.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, l'obiettivo di questo Governo è di approvare
la finanziaria e il bilancio entro tempi utili.
Ho anche chiarito cosa intendiamo per tempi utili. Quest'anno,
l'obiettivo di questo Governo è che questa finanziaria, almeno
nell'assetto portante che poi è propedeutico al bilancio, non
venga stravolta, perché ci sono alcune norme alle quali non
vogliamo e non possiamo rinunciare.
Mi sono attivato - e do atto al Parlamento di avere lavorato
senza ostacoli e ostruzionismi - perché le esperienze dei
parlamentari - onorevole Ortisi - il contributo in termini
legislativi di ogni Parlamentare potesse aiutare l'iter di questa
finanziaria e l'approvazione del bilancio, aiutare in termini
positivi e propositivi, nel senso che il parlamentare che lavora,
che propone, porta istanze e bisogni del territorio ed è questo
il compito del parlamentare: lavorare affinché le istanze ed i
bisogni del territorio si trasformino in norme che diventino
legge e che quindi possano dare risultati.
Io ho fatto questo lavoro.
Il chilo di carta di cui parla l'onorevole Crisafulli è un
chilo di carta proporzionalmente diviso, nel senso che qui ci
sono i grammi, i centigrammi di carta che a questa Presidenza...
CRISAFULLI Onorevole Presidente, siamo d'accordo ma lei li
può togliere proporzionatamente.
CUFFARO presidente della Regione. Sto tentando di fare un
ragionamento, onorevole Crisafulli, me lo faccia fare. Dicevo,
che a questa Presidenza sono pervenute, sempre nello spirito
propositivo di costruire una finanziaria che sia utile per la
Sicilia; per questo pesa un chilo, perché ci sono tante cose che
servono a tutti.
CRISAFULLI Alleggeriamola.
CUFFARO presidente della Regione. E c'è un Governo che si è
impegnato e, personalmente mi sono impegnato perché il contributo
di tutti potesse aiutare la crescita del territorio.
Parrebbe strano a chi si è impegnato a che questo contributo
potesse diventare patrimonio di tutti, immaginare che ci siano
alcuni contributi che, invece, diventino norme e sostanza e che
altri, invece, possano passare al vaglio di voti più o meno
segreti e che vengano cassati.
Non mi sentirei responsabilmente impegnato se non fossi il
garante di una proposizione utile al fabbisogno di tutti. E se un
Presidente della Regione prende degli impegni con quei cittadini
che lo hanno eletto direttamente e sono degli impegni
condivisibili e utili per questa nostra Terra e poi questi
vengono ripetutamente violati da questo Parlamento, il Presidente
della Regione si interroga e si chiede a chi deve rispondere
perché un impegno preso con i siciliani possa essere...
FORGIONE La legge la fa il Parlamento. Se il Parlamento lo
propone, lei cancella il Parlamento?
CUFFARO presidente della Regione. Onorevole Forgione, mi
faccia finire, adesso la accontento. Lei non può sapere tutto e
di tutti, sa alcune cose di alcuni Palazzi ma non sa di altri,
non mi faccia parlare, non può sapere tutto, alcune cose le
faccia dire a me.
FORGIONE Non c'è bisogno che faccia allusioni, onorevole
Presidente.
CUFFARO presidente della Regione. Se il Parlamento ritiene,
più o meno con voti segreti, di fermare o di bocciare più volte
un impegno che il Governo ha preso, il Presidente della Regione
può continuare a essere con il suo Governo ostaggio del
Parlamento?
E' l'interrogativo che ha posto l'onorevole Neri. Io non voglio
prendere in ostaggio il Parlamento, la mia cultura mi impone di
non pensarci neanche, ma il Presidente della Regione e il suo
Governo, dovendo rispondere degli impegni che ha preso nei
confronti dei siciliani che lo hanno votato, ha il dovere di
porre le questioni e di utilizzare tutti i mezzi che ha a
disposizione affinché non venga violentato un impegno.
(Proteste dai banchi della sinistra)
PRESIDENTE Onorevoli colleghi lasciamo completare il
Presidente della Regione e vi prego di tenere un atteggiamento
più consono a quest'Aula. Abbiamo sviluppato un dibattito sereno,
complesso, abbiamo chiesto l'attenzione di tutti.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente vorrei
concludere il mio intervento.
Non esiste nella mia cultura il fatto di chiedere il voto di
fiducia, ma il Governo ha il dovere di rispettare gli impegni che
ha preso con i siciliani. Il raggiungimento di questi impegni,
più volte, è stato ostacolato da un iter parlamentare che ha
utilizzato lo strumento del voto segreto e su questo il
Presidente della Regione deve interrogarsi.
CAPODICASA Il voto segreto è previsto dal Regolamento.
CUFFARO presidente della Regione. Personalmente, continuo ad
essere un sostenitore del fatto che il Presidente della Regione
eletto direttamente dal popolo debba soltanto al popolo le
opportune scelte che fa. E quando lo ho sostenuto nel passato ne
ero convinto. C'è qualche novità: il Presidente della Regione non
si avventurerebbe in questo Parlamento se non ci fossero novità
costituzionali che consentano...
Desidero continuare il mio intervento.
Dicevo, c'è una recente sentenza della Corte Costituzionale
fatta per la regione Calabria e per il Presidente della regione
Calabria eletto direttamente...
CAPODICASA Cosa c'entra?
PRESIDENTE Lasciamo completare il Presidente della Regione.
CUFFARO presidente della Regione. Avete parlato e nessuno ha
detto nulla. Ci sono cose che hanno consentito al Presidente
della Regione di potere in qualche modo annunciare il voto di
fiducia, ma io non mi sono mai impiccato alle sentenze, perché
considero la politica di gran lunga più importante, ma certo pare
strano, a questo Presidente della Regione, l'avere assistito
nell'ultimo mese ad una lunga, colorita, appassionata discussione
su chi e su che cosa o come si dovesse porre il voto di sfiducia
al Presidente della Regione; mi sono appassionato e l'ho fatto
anche utilizzando gli argomenti che l'onorevole Ortisi mi pone,
quello dell'allegria, ci ho anche scherzato sopra.
Però mi stupisce che attrezzati parlamentari delle opposizioni
che sono venuti giustamente a riferire motivazioni convincenti su
quanto sia importante la prerogativa parlamentare, non abbiano
tenuto in alcun conto quanto altrettanto importante fosse la
prerogativa di un Presidente della Regione eletto direttamente
dai siciliani, quando hanno attivato una procedura che comunque è
discreditante nei confronti delle istituzioni, portando con
manifesti pubblici e comunque attivando procedure di una raccolta
di firme per la sfiducia. Ora, io pongo come interrogativo, a
quegli stessi parlamentari, che in questo Parlamento sono venuti
a dire che vengono lese le prerogative parlamentari protestando.
Allora, il Presidente della Regione eletto direttamente che
vede lese le sue prerogative e quelle di un milione e
seicentomila siciliani che lo hanno votato, cosa può fare per far
notare, in qualche modo, quello che le opposizioni hanno attivato
come procedura discreditante?
Io ci ho scherzato sopra, onorevole Ortisi. Siccome la politica
è una cosa seria ed è politica quella che si fa dentro il
Parlamento ed è politica quella che si fa dentro altre sedi
istituzionali, tutto è politica, credo nella correttezza delle
scelte della politica, da oggi in poi tutti dovremmo avere più
rispetto degli alti, perché non si invoca un rispetto di se
stesso e del proprio ruolo quando si calpesta il rispetto e il
ruolo degli altri, questo lo dico con grande serenità perché
credo che sia giusto che venga riportato.
Detto questo, onorevole Crisafulli, siccome l'obiettivo di
questo Governo è di approvare la finanziaria e il bilancio, mi
convince la sua proposta di fermarci a ragionare per capire cosa
è più utile per approvare velocemente la finanziaria e il
bilancio. Il Presidente Crisafulli ha chiesto una pausa di
riflessione, io sono ben felice di fermarmi e riflettere insieme
a voi per capire quali sono le scelte e le motivazioni migliori
perché si possa andare avanti e si possa approvare una
finanziaria e un bilancio che è stata fatta col contributo di
tutti e che il Presidente della Regione ha tentato di
sintetizzare con un maxi-emendamento.
PRESIDENTE Mi sembra d'avere compreso nelle parole del
Presidente della Regione la richiesta di una sospensione per
poter...
CUFFARO presidente della Regione. Io ho accettato la proposta
dell'onorevole Crisafulli.
PRESIDENTE Sì, ha ragione, onorevole Cuffaro, di avere
accettato la proposta dell'onorevole Crisafulli relativamente ad
una breve sospensione per poter approfondire alcune questioni.
Una l'ha già approfondita la Presidenza: a pagina 6 del
maxiemendamento, al 1 comma probabilmente per un refuso,
risulta essere presente una norma che era già stata bocciata
dall'Assemblea.
CRISAFULLI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRISAFULLI. Signor Presidente, chiedo che prima di cominciare a
fare la valutazione di merito, mi si metta in condizione di avere
la documentazione legislativa necessaria per capire di che cosa
si tratta. Infatti, tutta la prima parte del testo è modificativa
di molte leggi...
PRESIDENTE Onorevole Crisafulli, io posso in questo momento
darle un indirizzo...
CRISAFULLI. No, signor Presidente, lei non mi deve dare un
indirizzo... Lei mi deve mettere nelle condizioni di poter
svolgere il ruolo di parlamentare.
PRESIDENTE Onorevole Crisafulli, lei sa bene come si procede,
in quest'Aula, nell'esame degli emendamenti e degli articoli.
Come ho detto in apertura di seduta, poiché questo
maxiemendamento è la somma di emendamenti già presentati, già
depositati, con molta probabilità gran parte delle norme citate
nel maxiemendamento sono contenute nel fascicolo dei riferimenti
normativi che è già in possesso di tutti i parlamentari.
Posto ciò, e concludo, onorevole Crisafulli, la Presidenza
dell'Assemblea non può, come lei sa, farsi carico di tutte le
esigenze dei singoli parlamentari relativamente alla conoscenza
delle leggi.
CUFFARO presidente della Regione. Sono tutti emendamenti già
presentati.
CRISAFULLI. Questa, onorevole Presidente della Regione, è la
sua opinione. Vorrei poterlo verificare, testo per testo,
articolo per articolo.
Avevo chiesto i riferimenti legislativi ed i pareri che le
commissioni di merito avrebbero dovuto dare su ogni singolo testo
inserito nel maxiemendamento; perché questo è propedeutico alla
valutazione dell'Aula, dato che devono essere le commissioni di
merito a pronunciarsi prima della II Commissione e, perché, non è
quest'ultima la commissione di riferimento che può entrare nel
merito delle varie materie.
Nel frattempo il Presidente della Regione faccia quello che
deve fare. Io sono contento che abbia accolto la mia proposta
poichè ci mette nelle condizioni di lavorare in sintonia,
dopodiché alla fine, tra mezz'ora, tre quarti d'ora, un'ora,
quello che sarà necessario, di potere fare il lavoro che è stato
sospeso.
PRESIDENTE Non sorgendo osservazioni, sospendo la seduta
avvertendo che riprenderà alle ore 7.15.
(la seduta, sospesa alle ore 06.35, è ripresa alle ore 8.15)
La seduta è ripresa.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, avevo detto nel mio intervento che il
Parlamento aveva lavorato per raggiungere l'obiettivo
dell'approvazione della finanziaria. Avevo anche detto che
ritenevo importante che si potesse approvare la finanziaria e il
bilancio entro tempi certi e, per questo, avevo posto il voto di
fiducia.
Prendo atto che c'è la possibilità di poterlo fare in tempi
certi ferme restando le giuste prerogative del Parlamento.
Pertanto, dopo avere avuto assicurazioni dal Parlamento, credo di
potere ritirare la richiesta del voto di fiducia.
PRESIDENTE. Dovremmo procedere alla votazione sul sub
emendamento con alcuni emendamenti.
Presidenza del presidente Lo Porto
Presidenza del vicepresidente Fleres
Sull'ordine dei lavori
FORGIONE. Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
Nel frattempo gli uffici provvedano a numerare e fotocopiare i
subemendamenti testé presentati.
FORGIONE. Signor Presidente, onorevoli colleghi, non vorrei che
rimanesse agli atti una versione poco veritiera e poco
corrispondente all'evoluzione della discussione e del confronto
che c'è stato tra di noi in Aula. E non vorrei che la lettura che
si desse di questa vicenda alla fine dell'esame della legge
finanziaria, rimanesse quella che ha qui esposto il Presidente
della Regione.
E cioè che poiché il Presidente della Regione, apprezzato il
lavoro dell'Aula, ha minacciato la fiducia per accelerare il
raggiungimento dell'obiettivo che è quello dell'approvazione
della legge finanziaria, avendo verificato che ormai le
opposizioni non fanno la loro battaglia, ritira la fiducia perché
c'è una sorte d'accordo di buon senso e si può andare avanti.
Mi pare che così non è.
CUFFARO presidente della Regione. Non ho detto così.
FORGIONE. Se lei non l'ha detto, chiarisco a me stesso cosa è
successo invece. E' successo invece che c'è stata una forzatura
politica, che questa forzatura politica in quest'Aula, è stata
fermata e respinta, che si è ristabilito un clima politico,
grazie ad una battaglia istituzionale qui condotta e, ristabilito
il clima di una normale dialettica istituzionale, sgombrato il
campo da una forzatura rappresentata dalla richiesta di fiducia
al Governo che ora viene ritirata, si può riprendere un confronto
ed una normale dialettica istituzionale. Questo lo dobbiamo al
rigore con il quale ci siamo confrontati, anche aspramente,
Presidente Cuffaro, nelle ore passate, se no, non si capirebbe
cosa è successo, non si capirebbe il senso della sua richiesta di
fiducia, non si capirebbe la nettezza della battaglia delle
opposizioni in quest'Aula, non si capirebbe il senso del suo
secondo intervento che, per quanto mi riguarda, per i contenuti
da lei espressi, rimane istituzionalmente, per me e per la mia
visione della dialettica parlamentare, inaccettabile. E non si
capirebbe nemmeno perché riprendiamo il cammino di un confronto e
di una battaglia parlamentare nella distinzione delle posizioni
che poteva non essere interrotto alle ore ventitre di ieri, ma
che per una volontà e per un'arroganza del principio di
maggioranza, è stato interrotto e questo sì ha fatto perdere una
nottata intera a questo Parlamento.
Poi decideranno gli osservatori le responsabilità, i cattivi
consigli, le forzature politiche, però questo credo necessario
ristabilirlo, non solo per gli atti parlamentari, ma ristabilirlo
perché l'opinione pubblica sappia cosa è successo in queste ore,
in questo Parlamento.
SPEZIALE. Faccio mio l'intervento dell'onorevole Forgione. Per
la prima volta concordo pienamente con l'onorevole Forgione.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, ritengo opportuno sospendere
brevemente per consentire alla presidenza di avere tutti gli
emendamenti.
(La seduta, sospesa alle ore 8.24, è ripresa alle ore 8.33)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Lo Porto
Presidenza del vicepresidente Fleres
Riprende la discussione congiunta dei disegni di legge
«Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2005 e bilancio pluriennale per il triennio 2005-
2007» (923/A) e «Disposizioni programmatiche e finanziarie per
l'anno 2005» (924/A)
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati i seguenti
subemendamenti:
-dal Governo: G3, G8, G26, G25
-dall'onorevole Forgione: G22, G21
-dall'onorevole Speziale: G19, G18, G1, G4, G5, G6, G9, G10,
G11, G13, G14, G15, G16, G17, G20,
-dall'onorevole Cintola: G7,
-dall'onorevole G2,
-dagli onorevoli Fratello e altri: G12.
Si passa all'emendamento G.3.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che
un po' tutti gli emendamenti presentati, ma in particolar modo
l'emendamento al comma 1, riguardano norme già contenute
nell'articolato del disegno di legge finanziaria che io considero
fondanti del falso in bilancio che stiamo approvando.
Questo anche per una ragione immediata, infatti si sta
prevedendo di alienare o di valorizzazione i beni pubblici per un
importo di centocinquanta milioni di euro, somme che vengono
iscritti nel bilancio della Regione come entrate, pur avendo
certezza che queste entrate non vi saranno.
Inoltre, c'è una seconda ragione: come già Totò - ma non Totò
Cintola nè Totò Cuffaro bensì il Totò più famoso, il principe De
Curtis -, il Governo dei Totò sta facendo la stessa operazione
del Totò originale: si vende la Fontana di Trevi In questo
articolo si vorrebbe prevedere che la Regione, attraverso una
società di scopo, con partner da costituire autonomamente o con
partner privati, introdurrà nel mercato immobiliare, addirittura
prevedendo laddovè dovesse essere necessario anche modifiche di
destinazione d'uso, un patrimonio che non vi dovrebbe rientrare e
che non fa parte del patrimonio della Regione.
Stiamo scrivendo in questo articolo che metteremo in vendita
beni che non sono nostri, che sono di proprietà di altri Enti e
il cui ricavato lo iscriviamo come entrate nel bilancio della
Regione.
Questa ritengo che sia una bella operazione di finanza
creativa o meglio finanza truffaldina . Credo sia più
appropriata l'espressione finanza truffaldina in questo caso,
in quanto vorrei far notare che non stiamo violando soltanto un
principio giuridico bensì stiamo violando il codice civile.
Vorrei ricordare che sia gli ex ospedali che gli attuali
ospedali dismessi costituiscono una delle priorità attraverso le
quali dismettere il patrimonio di edilizia sanitaria. Qesti
immobili fanno parte del bilancio patrimoniale delle Aziende
sanitarie o ospedaliere e pertanto la Regione non può vendere il
patrimonio delle Aziende sanitarie o ospedaliere ed inserire il
ricavato nelle entrate della Regione.
C'è anche un'altra operazione che la dice lunga su come si
vuole governare il problema delle finanze; ed a proposito di
questo l'Assessore Cintola ha dichiarato in questi giorni che,
quando sarà certo che il Governo nazionale produrrà un minor
gettito di entrate per circa 600 miliardi delle vecchie lire per
il taglio delle tasse, il problema delle minori entrate verrà
risolto stipulando un mutuo. In questo caso stiamo facendo
un'altra operazione, anch'essa per così dire simpatica , cioè
stiamo prevedendo di dismettere i beni patrimoniali per coprire
una parte del disavanzo delle Aziende sanitarie. Pagheremo i
debiti vendendoci i gioielli , cioè il nostro patrimonio.
Pensiamo, per esempio, all'Ospizio Marino di Palermo, che è una
struttura il cui valore economico, oltre che storico è ...
DINA L'Ospizio Marino non è in vendita perché è in attività.
Fa parte della rete ospedaliera.
CRACOLICI Se, come lei sa, c'è un dibattito in corso su
quella struttura. Non si sa quale albergo a cinque stelle
dovrebbe nascere in quella struttura.
Quindi facciamo un'altra operazione, prevediamo che il
patrimonio serva a ripianare le perdite. Insomma può essere
questo un modo di affrontare i problemi sia della finanza della
Regione che del disavanzo del sistema sanitario? Credo sia per
davvero una norma capestro, una norma che devo dire, onorevole
Cintola, ho pure dubbi che reggerà, dinanzi al Commissario dello
Stato. Perché, le ripeto, siamo in presenza di violazioni del
codice civile e quindi come tale credo che sia cosa buona e
giusta che quest'Aula abrogasse con l'emendamento che da me è
stato predisposto l'intero comma 1 dell'emendamento G1 bis.
PRESIDENTE Il parere del Governo sull'emendamento G3?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi,
chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Cracolici
l'emendamento G.8, al comma 2 di pagina 1, soppressivo. Il parere
del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi,
chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Forgione
l'emendamento G.22.
FORGIONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Il senso dell'emendamento è chiaro. Meno chiara è la
norma che qui si propone, cioè che in sede di prima utilizzazione
dei locali ubicati a Catania dell'Amministrazione regionale è
ubicata un'unità operativa dell'ufficio stampa del Presidente
della Regione alla quale è preposto un giornalista dello stesso
ufficio.
Davvero non si capisce: un ufficio stampa è collegato
direttamente alla struttura rispetto alla quale opera e cioè alla
Presidenza della Regione. Qualcuno mi sa spiegare perché noi
dovremmo distaccare un componente dell'ufficio stampa della
Presidenza della Regione, che sta a Palermo e deve operare per
promuovere all'esterno l'attività del Presidente della Regione,
perché tra l'altro i singoli assessorati hanno uffici stampa ben
ampi e forniti, perché lo dovremmo dislocare a Catania dove
dovrebbe operare via fax con l'ufficio stampa della sede centrale
e non si capisce qual è la funzione - parlo da giornalista anche
- del decentramento di un giornalista fuori dalla sede
dell'ufficio stampa stesso?
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente, non è
difficile motivarlo. L'onorevole Forgione forse non sa che la
Presidenza della Regione ha aperto una sede a Catania.
L'onorevole Forgione sa perfettamente, perché è un giornalista,
che la presenza del giornalista non solo nella sede ma
soprattutto in un una provincia nella circoscrizione orientale
perché possa seguire da vicino le iniziative del Governo della
Regione è, credo, importante, soprattutto quando questo ci
consente, comandando il giornalista a Catania, di evitare tutte
le volte che da Palermo lo dobbiamo mandare a Catania di tenerlo
in missione.
Quindi, siccome a Palermo ne abbiamo degli altri, c'è
l'opportunità di mandarne uno nella nostra sede lì dove c'è, tra
le altre cose, uno dei giornali più diffusi in Sicilia, a
Catania, che possa seguire lo sviluppo delle azioni di Governo da
Catania e risparmiare per di più perché non lo mandiamo in
missione, non capisco cosa ci sia di strano anche se questo può
incontrare anche gli interessi del giornalista che vuole stare
lì.
Non mi pare che ci sia niente di strano: la Regione risparmia,
il giornalista ha i suoi vantaggi dal punto di vista della sua
vita, noi ci guadagniamo perché si trova dall'altra parte della
Sicilia, questa è la motivazione di questa norma.
PRESIDENTE Il parere del Governo sull'emendamento G.22?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi,
chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
GIANNOPOLO Signor Presidente, all'articolo 27 erano stati
presentati alcuni emendamenti fra cui ce n'era uno soppressivo.
Io intendo riproporlo.
PRESIDENTE Onorevole Giannopolo, posso discutere soltanto
sugli emendamenti che ho relativamente a questo maxi-emendamento.
Il fatto che stiamo andando avanti nelle pagine a cui si
riferiscono gli emendamenti non significa che le parti precedenti
sono approvate, poi bisogna votarle.
GIANNOPOLO Va bene, è chiaro.
PRESIDENTE Si passa al sub-emendamento G26 che sostituisce la
parte riguardante le associazioni dei cacciatori, a firma del
Governo. Il parere della Commissione?
SAVONA vice presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento G20.
SPEZIALE Non capisco come stiamo procedendo.
PRESIDENTE C'era un emendamento relativo ad una pagina
precedente e stavamo proseguendo in base agli emendamenti
riferiti alle pagine.
Onorevoli colleghi, sto seguendo il blocco, ce n'era solo uno
che era fuori blocco relativamente ad una pagina precedente.
CRACOLICI A pagina 9 del testo, c'è un emendamento
modificativo sulla parte del Comitato.
PRESIDENTE Ha ragione, onorevole Cracolici, è l'emendamento
G17, sostitutivo.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento G20. Il parere della Commissione?
SAVONA vice presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti
seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento G19. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione.
Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento G7. Il parere della Commissione?
SAVONA vice presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento G18. Il parere della Commissione?
SAVONA vice presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione.
Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento sostitutivo G25, a firma del Governo.
Il parere della Commissione?
SAVONA vice presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento G1. Il parere della Commissione?
SAVONA vice presidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione.
Chi è contrario resti seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento G2.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente della Regione, mi rivolgo a lei
perché nella legge sulle variazioni di bilancio abbiamo esaminato
la fattispecie di due ragazzi che erano morti annegati in seguito
ad una operazione di salvataggio e in quell'occasione, da parte
del governo, si era sostenuta l'idea di non applicare i commi 2,
3, 4 e 5 della legge 20 ma di dare un ristoro economico.
Con la legge 15 abbiamo dato un ristoro economico nella misura
di 50 mila euro, di 25 mila euro, adesso non ricordo esattamente.
Adesso per la stessa fattispecie stiamo legiferando nel senso
di estendere i benefici della normativa antimafia che oltre al
ristoro economico prevedono l'assunzione nella pubblica
amministrazione, se ci sono figli la possibilità di mantenere i
figli agli studi, cioè ampliano la fascia di benefici.
Allora io le chiedo, a questo punto, di fare una norma nella
finanziaria che estenda questi benefici anche a quelli della
legge precedente perchè non possiamo avere due pesi e due misure.
Per cui se permette io presento un sub emendamento nel quale
estendo i benefici della legge 20 anche ai casi precedenti, cioè
a quelli che noi abbiamo individuato con la legge 15 nel 2004.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, se vuole formalizzare
l'emendamento. Si passa al G2, a firma del Governo.
CUFFARO presidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente, viene
allargato in quanto c'è una persona che è morta vittima del
dovere mentre faceva questo lavoro.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, a seguito dell'intervento
dell'onorevole Speziale siccome nella legge di variazione di
bilancio avevamo istituito proprio per evitare che si continuasse
a perseguire una logica, come dire, quando si parla di vittime,
quando si parla di morti, io l'ho già ripetuto in Commissione
Bilancio e l'ho ripetuto in Aula, è sempre complicato, però poi
diventa quasi mortificante perchè se oggi scriviamo il nome di
una persona deceduta probabilmente ne stiamo dimenticando un
altro, o forse purtroppo in questo preciso istante c'è qualcuno
che sta morendo e non è previsto in questa norma.
A fronte proprio di questo malcostume, Presidente, avevamo
istituito per legge la medaglia d'oro al valor civile della
Regione Siciliana.
Ma visto e considerato che l'intendimento del Governo e del
Parlamento invece è quello di perseguire, questa logica di fare
leggi per la gente che muore io che sarebbe più corretto, visto
che per la medaglia d'oro al valor civile avevamo anche stanziato
una somma di 50 mila euro, di formalizzare il Governo stesso un
emendamento che abroghi l'istituzione della medaglia d'oro al
valor civile perchè veramente diventa una cosa ridicola perchè
non ne vogliamo fare uso.
E' veramente mortificante perchè rischiamo magari di spendere
50 mila euro per fare coniare questa medaglia d'oro e poi non la
conferiremo a nessuno perchè, ovviamente, ognuno è bravissimo a
ricordare i propri defunti e a fare questo tipo di pratica
legislativa estremamente gratificante ed edificante.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento G.2 presentato
dal Governo. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento G.4. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti
seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento G.5. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti
seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento G.6. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti
seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento G.21.
FORGIONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, io davvero
questa norma non la capisco perché un istituto di studi politici,
per la sua rilevanza sociale, formativa è riconosciuto come ente
di interesse regionale, dovrebbe formare la coscienza dei giovani
siciliani e istruire conferenze, promuovere seminari, congressi e
a quanto pare, a meno che non vengo smentito, questo istituto S.
Pio V non ha sede neanche a Palermo e neanche in Sicilia. Io non
capisco perché con tutte le strutture formative che questa
Regione già ha e paga, dal Cerisdi a una miriade di altre
strutture preposte all'attività culturale e alla formazione, tra
l'altro, lo vedete tutti voi onorevoli colleghi deputati, siamo
bombardati quotidianamente di cartoncini che invitano a
conferenze spesso fasulle, ma tutte strapagate con patrocino di
Regione, Provincia, Comuni, enti veri o enti finti, sigle vere e
sigle fasulle, ma tutte pagate con soldi pubblici perché dobbiamo
aggiungere un ulteriore istituto, lo dovremmo riconoscere per il
valore regionale in Sicilia, non avendo sede in Sicilia ma a
Roma, io vorrei capire se è proprio un regalo obbligatorio che la
nostra Regione deve fare e che voi Governo dovete fare in nome
del rigore e dei tagli, come ci ha detto l'onorevole Cintola, se
siamo proprio obbligati a fare un ulteriore obbrobrio di questo
tipo o se almeno questo ce lo possiamo risparmiare visto che
abbiamo le nostre strutture culturali e i centri sono di tutti i
tipi preposti alle attività culturali, di tutte le sensibilità
politiche e di tutte le sensibilità culturali, regionali e
pararegionali. Se dobbiamo farne un altro a quale fine e con
quale obiettivo e per l'interesse di chi. Quindi, propongo che
questa norma venga cancellata, mi guarda l'onorevole Sammartino
che è titolare di una scuola che non condivido nè nei programmi
né per la sua ispirazione culturale, ma che almeno è in Sicilia e
a Palermo.
Non capisco perché dobbiamo riconoscere per il suo valore
regionale una realtà che sta fuori dalla Sicilia. Se qualcuno è
in grado di spiegarmelo, ritiro l'emendamento altrimenti chiedo
che sia messo in votazione e se mi consentite chiedo anche il
voto segreto.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
suggerire alla Presidenza di modificare una parte dell'articolo,
in quanto dopo il punto in cui si dice: l Istituto di studi
politici S. Pio V, per la sua rilevanza sociale e formativa, è
riconosciuto come ente di interesse regionale. , sembra essere
quasi il depliant illustrativo dell'Istituto e ciò scritto
all'interno di una legge, risulta un po' ridicolo.
Sarebbe, allora, opportuno dopo il punto, saltare tutto il
resto e, ritornare a strutture. , dove dice l'Istituto, in
linea con le finalità politiche... , ma il fatto che noi in una
legge della Regione, mettiamo che l'Istituto si propone di
sviluppare nella coscienza..., può andare bene nel depliant
dell'Istituto, ma non in una legge della Regione.
PRESIDENTE Onorevole Presidente della Regione, la parte di
pagina 13, riguardante l'Istituto S. Pio V, dalle parole in
particolare alle parole svolta è improponibile. Il comma
successivo, riguardante gli oneri di urbanizzazione della città
di Palermo, è improponibile in quanto non di nostra competenza.
Pongo in votazione l'emendamento G.21.
CRACOLICI Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Gli onorevoli Capodicasa, Crisafulli, Forgione, Giannopolo,
Micciché
Panarello, Speziale e Zago appoggiano la richiesta)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento G.21
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento G.21.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti 57
Votanti 56
Maggioranza 29
Favorevoli 24
Contrari 32
(L'Assemblea non approva)
Si passa all'emendamento G.9. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;
chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento G.10. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;
chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento G.11. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;
chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento G.13. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;
chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento G.14. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;
chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento G.12.1, sostitutivo dell'emendamento
G.12. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento G.23? Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE . Il parere della Commissione
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamentoG.15. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;
chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento G.16.
Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;
chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento G.24, a firma dell'onorevole Tumino.
TUMINO Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TUMINO Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo
emendamento vuole abrogare la norma che prevede l'istituzione
dell'Alto Commissariato per la Villa romana del Casale di Piazza
Armerina.
E' un emendamento importante, perché l'istituzione dell'Alto
Commissariato, quindi di un Alto Commissario che si assumerebbe
tutte le competenze della sovrintendenza del museo regionale di
Villa romana e le stesse competenze del direttore generale dei
beni culturali sarebbe, come dire, attribuire a questa figura
tutto un ruolo anche privatistico nella gestione dei beni
culturali, sarebbe una rottura con il sistema di amministrazione
dei beni culturali in Sicilia e creerebbe un precedente
assolutamente strano ed anche pericoloso perché quello che
potrebbe succedere per Villa romana si potrebbe estendere,
analogamente, per gli altri siti della Regione siciliana.
Qui, non si tratta di valutare se l'onorevole Sgarbi è o non è
la persona adatta, - non entro nel merito - entro nel merito
dell'istituto che si vorrebbe andare a costituire che credo sia
un istituto assolutamente rischioso e pericoloso per la Sicilia.
Voglio anche dire un'altra cosa. In merito a Villa romana c'è
un progetto di copertura della villa per il quale c'è un
finanziamento di 18 milioni di euro e c'è anche, nell'ambito del
PIT 11 della zona sud di Enna, un intervento per la sistemazione
delle aree esterne alla villa.
Tutto questo verrebbe ad essere gestito dal Commissario e
oltretutto ci sarebbe anche il rischio di perdere questi
finanziamenti, perché se venisse portata avanti l'idea del bando
di progettazione che è di per sé un'idea molto valida, si
correrebbe il rischio che i tempi di realizzazione dell'opera
diverrebbero tempi assolutamente lunghi, anche non prevedibili,
in quanto nessuno può escludere la possibilità di ricorsi.
Allora, mi permetto di chiedere all'assessore Pagano, di
esaminare la possibilità di non attuare un bando di progettazione
e di affidare, così come è stato già fatto, al centro di restauro
di Palermo l'incarico della progettazione esecutiva della
copertura, perché il centro di restauro ha già presentato il
progetto di massima della copertura della villa.
Questo semplificherebbe le cose e sicuramente renderebbe
realizzabile l'opera in tempi brevi.
In merito alla valutazione, se non ci sono difficoltà, signor
Presidente, chiederei la votazione a scrutinio segreto.
CRISAFULLI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
Onorevoli colleghi, comunico che il Governo ha annunciato la
presentazione di un subemendamento.
CRISAFULLI Onorevole Pagano, ha presentato un subemendamento?
PRESIDENTE Onorevole Pagano, l'emendamento deve presentarlo o
il Presidente della Regione o l'assessore al bilancio come lei sa
bene, allora si consulti con il Presidente della Regione e
l'assessore al bilancio e poi faccia sapere alla Presidenza
qual'è la determinazione.
Prego, onorevole Crisafulli.
CRISAFULLI. Su che cosa parlo Presidente?
PRESIDENTE Sull'emendamento G.24, immagino
CRISAFULLI Signor Presidente, forse rinunzio.
PRESIDENTE Allora, assessore Pagano, la invito, intanto ad
illustrare quella che è la sua tesi, così si capisce se c'è un
orientamento favorevole o meno.
PAGANO assessore per i beni culturali ed ambientali e la
pubblica istruzione. Il subemendamento che si vuole presentare
attiene ad un elemento estremamente marginale nella forma, nella
sostanza è importante, leggo testualmente: l'Alto Commissario
avvalendosi direttamente degli uffici della Soprintendenza di
Enna, nonché degli altri uffici interessati anche appartenenti ad
amministrazioni locali . Sto preparando un emendamento per
cassare il nonchè degli altri uffici interessati , quindi è in
relazione soltanto ad un aspetto dei poteri legati allo stesso,
ma per il resto l'emendamento rimane valido.
CRISAFULLI Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'onorevole
Pagano è sempre in condizione di mettermi sulla strada giusta.
Ritengo utile un attimo di attenzione perché questa ipotesi che
è stata formulata da parte del Governo, in quanto tale, potrebbe
non essere un problema. Cosa vuol fare il Governo? Tenta di dare
una risposta, se non ho capito male, ad una necessità che è
quella di far sì che uno dei monumenti più belli che la Sicilia
ha, che è la Villa romana del casale, venga messo in condizione
di essere protetto con una nuova copertura, utilizzando una
scelta che è quella di istituire un Alto Commissariato che ha
poteri straordinari.
Il Governo aveva provveduto, attraverso un decreto ed una
delibera di Giunta, a fare questo percorso e noi ci eravamo
trovati in una situazione in cui un atto, che per quanto mi
riguarda è illegittimo - sia il decreto che la delibera di Giunta
-, ha messo in condizione di non essere attivato un intervento
finanziario di 18 milioni di euro e di non assicurare
l'intervento di protezione rispetto a questo monumento.
Signor Presidente della Regione, sono dell'opinione che noi,
oggi, possiamo attivare le strutture amministrative che la
Regione ha a disposizione, ma in ogni caso l'unica cosa che non
possiamo fare è quella di demandare ad improbabili concorsi
internazionali di progettazione l'individuazione delle ipotesi
progettuali per proteggere il monumento che comporterebbero 8, 9,
10 mesi per la definizione delle proposte e poi la commissione e
poi bisogna vedere se tutto va bene, se non ci sono impugnative o
interventi diversi.
Noi abbiamo la necessità e l'urgenza di garantire quel
monumento. L'ipotesi che fa il Governo è un'ipotesi che
sicuramente accelera ma che mortifica la struttura amministrativa
della Regione.
Io non credo che la Regione non abbia la professionalità
necessaria al suo interno, credo che queste professionalità
possano essere valorizzate, a fianco di queste professionalità
possono essere poste consulenze di valore che possono consentire
di fare l'intervento e credo che tutto ciò debba rientrare,
comunque, nella logica della velocizzazione dell'intervento.
Rispetto a questo, se l'assessore ci rassicura sul fatto che
non si farà un concorso internazionale, potremmo prendere in
considerazione le ipotesi più operative e funzionali.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento G.24, a firma
dell'onorevole Tumino.
CRACOLICI Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Gli onorevoli Capodicasa, Crisafulli, Gurrieri, Panarello,
Papania, Speziale, Tumino e Zago appoggiano la richiesta)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento G.24
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento G.24.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 60
Maggioranza 31
Favorevoli 28
Contrari 32
(L'Assemblea non approva)
Pongo in votazione il subemendamento del Governo.
Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Chi é favorevole resti seduto; chi é contrario si
alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento G.27, a firma dell'onorevole
Giannopolo.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare per illustrarlo.
PRESIDENTE Onorevole Giannopolo, la Presidenza registra che
sullo stesso tema ci sono tre emendamenti e precisamente il G.27,
il G28 e il G.29. Ha facoltà di parlare.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, giudico
sbagliata questa scelta che si sta facendo per varare un regime
tariffario regionale. Il regime tariffario andrebbe rapportato
non al costo del servizio determinato dagli investimenti che i
privati stanno facendo per la realizzazione dei
termovalorizzatori, ma andrebbe rapportato ai veri costi di
gestione sul territorio.
La proposta del Governo prevede che le società d'ambito
propongano una tariffa determinata dal Presidente della Regione.
Le società d'ambito, sulla base di quella tariffa determinata a
livello regionale, versano all'assessorato, alla Regione che,
poi, ridistribuisce a sua volta a favore dei concessionari e dei
servizi con un fondo di perequazione, tra un ambito e l'altro.
Sono convinto che ciò produrrà un impatto, che produrrà
problemi di gestione in tutta questa vicenda. Gli emendamenti
che, pertanto, ho presentato sono uno soppressivo, ed in
subordine, prego il Presidente della Regione, il Governo di
prenderli in seria considerazione, in quanto prevedono la
possibilità di istituire una tariffa per fasce in ragione della
precarietà reddituale dei cittadini e non in ragione del reddito
tout-court. Bisogna considerare il fatto che la tariffa che
dovrebbe risultare da una media ponderata, di per sé sarà una
tariffa anche elevata.
L'altro emendamento tende a dare la possibilità nella stesura
dei contratti di servizio e delle convenzioni tra i comuni e le
società d'ambito della riassunzione in caso di riduzione di
organico del personale delle società presso i comuni da cui sono
partiti questi dipendenti.
Vorrei attenzionare questa questione in maniera adeguata al
Governo perché si stanno registrando delle difficoltà nel
garantire questo transito di personale che, giustamente, in
assenza di una certezza di prospettiva è in qualche modo
recalcitrante nell'accettare questo transito dal comune alla
società d'ambito.
L'inserire una clausola di salvaguardia del livello
occupazionale per cui, in caso di riduzione di organico, molto
possibile perché il sistema di raccolta di smaltimento dei
rifiuti è un sistema ad alta suscettibilità di innovazione
tecnologica e quindi di riduzione di mano d'opera nei prossimi
quattro, cinque anni, credo sia una cosa assolutamente
ragionevole ed è per questo che invito il Parlamento ad
apprezzare positivamente soprattutto gli emendamenti G.27 e G.29.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, l'onorevole Miccichè è
firmatario anche del subemendamento all'emendamento 29, il 29.1,
che prevede la precedenza per i dipendenti invalidi nel passaggio
da una azienda all'altra. Onorevole Micciché, ha facoltà di
parlare.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, condivido
quanto detto dall'onorevole Giannopolo. Intervengo perché ho
presentato un subemendamento al subemendamento. Dopo le parole
dipendenti transitati chiedo di inserire dipendenti dando la
precedenza ai dipendenti con invalidità civile e dovremmo
aggiungere anche invalidità sul lavoro, perché sappiamo benissimo
che un lavoro come quello dell'operatore ecologico comporta un
grado d'usura maggiore rispetto ad altri lavori dei comuni. Con
questo subemendamento, si potrebbe garantire una maggiore tutela
ai lavoratori delle categorie protette, invalidi civili e del
lavoro. Io credo che questo potrebbe essere accolto, perché non
comporta spesa .
CUFFARO presidente della Regione. Onorevole Miccichè le
chiedo scusa ma gradirei ulteriori spiegazioni.
MICCICHE' L'onorevole Giannopolo ha presentato un emendamento
al quale propongo di inserire la seguente frase: dando la
precedenza ai dipendenti con invalidità civile e di lavoro,
perché evidentemente non tutti possono transitare; transitano
quelli che sono in esubero e se c'è un'esigenza da parte del
comune, però bisogna dare la precedenza ai lavoratori che hanno
questo tipo di handicap, cioè alle categorie protette
rappresentate dagli invalidi civili e del lavoro.
PRESIDENTE Onorevole Micciché, nell'emendamento da lei
presentato si fa riferimento soltanto agli invalidi civili.
MICCICHE' Sono intervenuto per dire anche del lavoro .
PRESIDENTE Gli Uffici prendano nota che l'emendamento
s'intende completato con invalidità civile e del lavoro .
MICCICHE' Mi riferisco soltanto a queste due categorie che
subiscono un'usura...
PRESIDENTE Onorevole Micciché, la voglio aiutare, anziché
scrivere con invalidità civile o del lavoro , scriviamo alle
categorie protette nel loro insieme.
MICCICHE' Va bene.
PRESIDENTE Allora s'intende ai dipendenti appartenenti a
categorie protette .
Gli Uffici ne prendano nota. Così resta stabilito.
Pongo in votazione l'emendamento G.28, dell'onorevole
Giannopolo. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole si alzi; chi è contrario resti
seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento G 27. Il parere del
Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole si alzi;
chi è contrario resti seduto.
(Non è approvato)
PRESIDENTE Si passa al subemendamento G 29.1. Il parere del
Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento G 29. Il parere del
Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
CRACOLICI C'è un emendamento che non è stato distribuito.
PRESIDENTE Sono gli ultimi due emendamenti in possesso della
Presidenza: il G.30 e il G.31 e poi ci sono quelli a firma del
Governo.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente,
l'onorevole Cracolici cerca un emendamento il cui testo dovrebbe
essere ancora distribuito.
PRESIDENTE Allora il G.30 estensivo dei benefici della legge
antimafia ai cittadini individuati dalla legge 15 del 2004 .
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente, le
consegno l'ultimo foglio con le tabelle allegate e aggiornate.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, si passa all'emendamento G.30
che prevede l'estensione dei benefici citati nell'attuale
maxiemendamento ai cittadini individuati nella legge 15 del 2004.
Si tratta della legge antimafia in favore dei familiari delle
vittime, quelli previsti erano due. Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento G.31.
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, onorevoli colleghi, credo che il
G.31 sia da dichiarare inammissibile in quanto tutta la materia
trattata da questo emendamento è già stata regolamentata con
decreto dell'Assessore per il territorio e l'ambiente e quindi
non possiamo intervenire per legge modificando un regolamento che
è vigente in Sicilia e che per altro fa riferimento ad energia
alternativa ed è regolamentato con leggi dello Stato sulla quale
non possiamo intervenire.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, siamo in
presenza, negli ultimi anni, forse nell'ultimo anno e mezzo, di
un'esplosione, in Sicilia, di progettualità inerenti la
realizzazione di impianti eolici.
Tale questione sta ponendo seri problemi di gestione, poiché
c'è anche di tutto: ci sono cose serie, ci sono anche cose poco
serie, ci sono cose che mirano a ben altro piuttosto che alla
produzione di energia alternativa.
Si stanno riscontrando problemi di gestione, per una
forestazione della Sicilia di impianti eolici che stanno
determinando effettivamente qualche problema sul paesaggio.
Vi voglio portare a conoscenza dei problemi che causano questo
fenomeno.
Non esiste il piano energetico regionale, ancorché presentato
una bozza, non esiste una programmazione in termini di mega watt
da assentire nel nostro territorio, di energia alternativa da
immettere nella rete, in ragione della quale si possa
programmare anche la stessa autorizzazione all'installazione
degli impianti medesimi.
Siamo in presenza di un liberismo e di un'anarchia la più
totale. Siamo in presenza di un decreto emanato dall'Assessorato
regionale Territorio e ambiente che individua dei criteri di
massima
ACIERNO Onorevole Giannopolo, mi permetto di interromperla in
quanto sono componente del CRTA, ed ho seguito attentamente i
lavori in Commisione.
GIANNOPOLO Onorevole Acierno, io ho studiato la tematica
forse più di lei, mi consenta, perché mi sono assunto anche delle
responsabilità di firma, non solo di chiacchiera.
Esiste un decreto dell'Assessorato regionale Territorio e
ambiente dell'ottobre 2003 molto generico, che individua in linea
di massima quali sono le procedure autorizzative, quali sono i
criteri, le distanze, quali sono le aree, ma non le aree
segnatamente individuate. Laddove c'è per esempio il vincolo
paesaggistico viene richiesto il parere della Sovrintendenza.
Accade che, faccio l'esempio della provincia di Palermo, quasi
la metà del territorio della provincia di Palermo è vincolato
paesaggisticamente. Ebbene, nella provincia di Palermo sono stati
presentati progetti per 60 impianti che da soli realizzano tutta
la produzione assegnata alla Regione siciliana. La Regione
siciliana, secondo le progettualità presentate, supera di gran
lunga quella assegnata a livello nazionale alla Regione
siciliana.
Quindi siamo in presenza dell'anarchia più totale.
Allora, in presenza di questo, giustamente le Sovrintendenze
hanno ormai assunto l'orientamento in sede di Osservatorio
regionale del paesaggio, di negare il parere a tutti gli impianti
che sono realizzati in zona vincolata paesaggisticamente.
Dico non a torto ma a ragione. Perché se non c'è a monte un
criterio, è chiaro che non si può consentire che il nostro
paesaggio venga inondato, venga invaso di tutto questo.
Con il mio emendamento tendo a risolvere la delicata questione
con il coinvolgimento, in assenza del Piano energetico regionale
che individui le quantità, dell'Assessore regionale per i beni
culturali dell''Assessore per l'industria, dell'Assessore per il
territorio e l'Ambiente, sentito l'Osservatorio regionale del
paesaggio, affinchè individuino quali sono i siti dove è fatto
assoluto divieto, e non riferendoci solo ai parchi e le riserve
che sono piccola parte del territorio della Regione siciliana, ma
anche le altre zone particolarmente pregiate, sul piano
paesaggistico, dove non vadano realizzati impianti eolici. Nelle
altre zone si possono assentire gli impianti, si può assentire la
realizzazione degli impianti in ragione anche appunto di questa
produzione, di questo fabbisogno energetico.
Questo lo dico perché, pur essendo molto favorevole all'energia
alternativa, dobbiamo sapere che si sta sviluppando un business
che non è a favore dell'energia alternativa, ma a favore dei vari
comitati d'affare che si stanno creando attorno a questo
problema.
Avevo proposto, lo dico all'assessore per il bilancio e le
finanze, onorevole Cintola, una norma programmatica che dava
possibilità alla Regione di istituire il tributo sulla produzione
di energia eolica, produzione di energia elettrica che trae da
una risorsa naturale, poiché sono convintissimo che i guadagni
nella produzione, allo stato attuale, sono notevolissimi.
La Regione può benissimo concedere lo sfruttamento di una
risorsa che può determinare un gettito, con delle compensazioni
ulteriori da riversare ai Comuni che devono sopportare costi in
termini paesaggistici.
Invito, pertanto, l'Assessore regionale ai beni culturali ad
individuare, le zone su cartografia, da 1 a 25 mila, quali sono
le zone dove ha fatto assoluto divieto e dove; per il resto è
possibile assentire la realizzazione di impianti eolici, fermo
restando, anche, la documentazione che deve essere prodotta,
fissata con il decreto ministeriale dell'ottobre 2003.
GURRIERI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GURRIERI Signor Presidente, onorevoli colleghi, intervengo a
sostegno dell'emendamento presentato dall'onorevole Giannopolo,
perché quanto detto dal collega coincide con il fenomeno che si
sta verificando anche nella provincia di Ragusa che ha gli
aspetti dello scandalo vero e proprio.
Perché vero è che la Regione siciliana ha poteri sostitutivi
nei confronti dei Comuni però, in atto, nel dibattito politico
che sta avvenendo all'interno del Consiglio comunale di Ragusa,
ci sono consiglieri comunali molto sensibili a dire un parere
positivo per quanto riguarda questo tipo di energia, cosiddetta
pulita, che poi pulita non è se l'intervento viene fatto in una
zona di interesse paesaggistico straordinario.
E allora, se la Regione siciliana finanzia attraverso i PIT
decine e decine di miliardi di vecchie lire per progetti inter-
comunali tra l'Altopiano ragusano e i comuni montani di
Monterosso, Giarratano e Chiaramonte, si contraddice con
l'autorizzazione ad installare 95 pali con un altezza superiore
ai 100 metri, ad appena 800 metri da un sito posto a vincolo
paesaggistico. Praticamente c'è anche un metodo un po'
straordinario e negativo di fare desistere gli allevatori della
zona a continuare l'attività di fabbricazione di prodotto D.O.C.
che è il caciocavallo ragusano. Forse c'è la volontà di
chiudere quelle aziende, e proprio a 130 aziende che insistono
in quella zona si promettono compensi di durata trentennale,
affinchè sloggino.
E allora bisogna darsi una politica seria in questa Regione
siciliana, soprattutto nelle zone che hanno una vocazione
turistica.
Dobbiamo salvaguardare le specificità; nel caso specifico
l'Altopiano ragusano ha una particolare tipologia che viene
invidiata da chi ne resta affascinato dalla bellezza: i muri a
secco, e l'operosità di chi lavora in campagna e non smette di
lavorare ad una certa ora ma continua fino a tarda sera creando
ulteriore sviluppo socio-economico.
Allora io condivido l'iniziativa dell'onorevole Giannopolo
quella di bloccare e regolamentare la materia prima di creare
danni irreversibili perché, ripeto, lasciare anche questo tipo di
decisione ai Consigli comunali è un elemento di corruzione,
perché le aziende che stanno investendo sull'eolico hanno bisogno
di creare quel tipo di attività.
Esiste una energia altrettanto pulita forse ancor di più, le
centrali fotovoltaiche - come quella di Adrano - attività che
non trasforma e non determina situazioni di trasformazione del
micro-clima, perché quando c'è questo tipo di attività con 100
pali che vengono sistemati in 13 chilometri di territorio si
determina un'alterazione del micro-clima.
Certo non determina un fatto di alterazione delle piogge, ma si
determina un'alterazione del microclima, con la trasformazione
della vegetazione e quindi si trasforma quell'habitat
particolare che ha quel territorio.
Quindi, Presidente, capisco che la stanchezza ci ha preso, che
abbiamo altri problemi da risolvere stamattina, ma questo
argomento necessita di un approfondimento.
Quindi assessore Cascio lei che proviene da un'esperienza di
assessore al turismo si faccia carico anche lei, nella sua
qualità di assessore al territorio, di mettere un punto fermo
valutando i criteri per scrivere una normativa adeguata.
Io mi auguro che anche l'Assessore all'agricoltura che è della
provincia di Ragusa, l'onorevole Leontini, potrebbe essere
nelle condizioni di potere smentirmi se alcune cose da me dette
sono false o corrispondono alla realtà.
TURANO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
TURANO Signor Presidente, io vorrei per certi versi
illustrare qual è il mio pensiero sul punto, perchè sono affinchè
l'emendamento non venga assolutamente approvato e non sono solo
un fumus di presunte violazioni.
La Commissione attività produttive si è occupata di questo
problema e l'unica lacuna che bisogna evidenziare è che allo
stato, ancora l'assessorato all'industria, non ha varato il piano
energetico regionale.
Questa è una lacuna che secondo me la Regione deve risolvere
tempestivamente.
Pur tuttavia, l'ex assessore Noè, il predecessore
dell'onorevole D'Aquino, si è preoccupato di chiedere un parere
all'Ufficio Legislativo e Legale che, nonostante richiesto
dall'Assessorato all'industria è stato notificato anche
all'Assessorato ai beni culturali, all'Assessorato del territorio
e dell'ambiente ed all'assessorato ai lavori pubblici, che sono
organi che comunque intervengono nella emanazione del
provvedimento che riguarda la gestione di questi tipi di
attività.
Ebbene, nel parere, non solo, sono citate le norme nazionali,
ahimè, non ne conosco la numerazione, che evidenziano come il
mercato dell'energia si sia aperto ai privati, ma vengono pure
previste le quote per la Regione stessa.
Quote che allo Stato sono rispettate per un decimo, nel senso
che in Sicilia possono utilizzarsi impianti per 1200-1300 circa
chilovattori, e soltanto 100 ne sono stati utilizzati.
Questa è la ragione per la quale dichiaro il mio voto contrario
e spero anzi che si accelerino gli iter procedimentali per
l'approvazione dei progetti.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è contrario resti
seduto; chi è favorevole si alzi.
(Non è approvato)
Onorevoli colleghi, la Presidenza non accetta più nessun tipo
di emendamento, altrimenti non sarà nelle condizioni di potere
governare l'Aula.
Comunico che sono stati presentati 3 emendamenti:
emendamento G33.1 dell'onorevole Cracolici;
emendamento G33.2 dell'onorevole Cuffaro;
emendamento G34 degli onorevoli Formica ed altri.
Pongo in votazione l'emendamento G33.1. Il parere del Governo?
CRACOLICI Chiedo di parlare per illustrare l'emendamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Io ho presentato questo emendamento che cassa il
testo predisposto dal Governo perché rischiamo di trasformare una
norma, che aveva come obiettivo quello di acquisire nel sistema
sanitario pubblico, professionalità anche con contratti che
prescindevano le procedure concorsuali, per la nomina dei
primari, ma che si riferivano evidentemente a professionalità
riconosciute e di rilievo, determinando invece un principio,
contenuto nel famoso decreto Bindi, che adottiamo, il famoso 15
septies che consente, appunto, contratti a intuito personae,
anche per i dipendenti interni della singola azienda sanitaria.
Cioè, , introduciamo un meccanismo in cui stabiliamo che non si
faranno più , concorsi. E che la nomina dei primari avverrà
esclusivamente col 15 septies. Lo considero un errore culturale,
un errore sulle modalità di selezione e di reclutamento delle
professionalità nel sistema sanitario, pertanto chiedo all'Aula
di accogliere l'emendamento che cassa il quarto comma e chiedo
che venga effettuata la votazione per scrutinio segreto.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, pongo in votazione il
subemendamento G33. 1.
(Gli onorevoli Forgione, Papania, Mancuso, Miccichè, Oddo,
Ortisi, Speziale e Zago si associano alla richiesta)
Votazione per scrutinio segreto dell'emendamento G33.1
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto
dell'emendamento G33.1.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 58
Maggioranza 30
Favorevoli 32
Contrari 26
(L'Assemblea approva)
Si passa all'emendamento G33.2. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento G33.3. Il parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento G33, come modificato. Il parere della
Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore di
maggioranza. Favorevole
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento G.34. Il parere della Commissione?
SAVONA, vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Il parere del Governo?
CUFFARO presidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento del Governo G1bis nel testo
risultante. Il parere della Commissione?
SAVONA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione la delega alla Presidenza per il
coordinamento formale del disegno di legge numero 924. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Presidenza del presidente Lo Porto
Presidenza del vicepresidente Fleres
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Disposizioni programmatiche e finanziarie per l'anno 2005»
(924/A)
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge «Disposizioni programmatiche e
finanziarie per l'anno 2005» (924/A).
Indìco la votazione per scrutinio nominale. Chiarisco il
significato del voto: chi vota sì preme il pulsante verde; chi
vota no preme il pulsante rosso; chi si astiene preme il pulsante
bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 59
Maggioranza 30
Favorevoli 44
Contrari 15
(L'Assemblea approva)
Onorevoli colleghi, comunico che vi sarà una breve sospensione
della seduta per consentire alla Giunta di approvare il disegno
di legge relativo alla nota di variazioni di bilancio e alla
Commissione Bilancio di fare altrettanto, quindi si ritornerà in
Aula.
Sospendo pertanto la seduta.
(la seduta, sospesa alle ore 9.53, è ripresa alle ore 10.00)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Lo Porto
Presidenza del vicepresidente Fleres
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati i seguenti
ordini del giorno:
N. 438 Provvedimenti perché le disposizioni della circolare
assessoriale n. 18 del 2004 in materia di parità scolastica
valgano a far data dall'anno scolastico 2004-2005 dell'onorevole
Lo Curto;
N. 439 Divieto di accesso per i minorenni nelle aree riservate
ove si esercita l'attività venatoria , degli onorevoli Villari,
Speziale, Papania, Baldari, Genovese, Leanza Nicola, Panarello,
Ortisi ed altri;
N. 452 Costituzione di una Commissione parlamentare d'indagine
e di studio sui diritti dell'infanzia e dell'adolescenza e sullo
sfruttamento del lavoro minorile e di quello illegale , degli
onorevoli Villari, Giannopolo, Speziale, Cracolici, Capodicasa,
Crisafulli ed altri;
N. 474 Provvidenze per il settore agricolo siciliano in
difficoltà , dell'onorevole Miccichè;
N. 475 Richiesta al Governo nazionale di allargamento dei
flussi di ingresso dei lavoratori stagionali extracomunitari per
la Regione siciliana , degli onorevoli Papania, Ortisi, Galletti,
Manzullo, Spampinato e Vitrano;
N. 476 Erogazione delle indennità spettanti al personale degli
enti di cui alla legge regionale n. 24 del 1976 , degli onorevoli
Papania, Ortisi, Galletti, Manzullo, Spampinato e Vitrano;
N. 477 Sollecita definizione di una iniziativa legislativa in
materia di determinazione e dotazione organica del Dipartimento
della Protezione civile , degli onorevoli Villari, Cristaudo,
Panarello, Miccichè, Mancuso, Baldari, Oddo, Giannopolo ed altri;
N. 478 Iniziative utili per evitare l'approvazione
dell'emendamento 21 bis del disegno di legge finanziaria 2005
del Governo nazionale, in relazione alla grave crisi del settore
agricolo in Sicilia , degli onorevoli Sbona, Acanto, Basile;
N. 479 Interventi per consentire il pagamento agli artigiani
delle somme di cui agli articoli 43 e 47 della legge regionale n.
3 del 1986 , degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici,
Baldari, Beninati, Mercadante;
N. 480 Specifiche in merito alla legge regionale n. 16 del
1999 , degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici,
Baldari, Mercadante;
N. 481 Iniziative per l'inserimento dell'allevamento delle
carni di struzzo nelle misure previste dal complemento di
programmazione , degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe,
Maurici, Baldari;
N. 482 Interventi nel settore agricolo e zootecnico , degli
onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici, Baldari, Mercadante;
N. 483 Iniziative al fine di tutelare gli interessi dei
lavoratori della Keller e quelli di tutta l'economia siciliana ,
degli onorevoli Miccichè, Ferro, Morinello, Raiti;
N. 484 Corsia preferenziale del personale che ha maturato
esperienza nel campo della gestione integrata dei rifiuti, della
tutela delle acque e della protezione ambientale, nella pianta
organica predisposta dall'ARPA e dall'Assessorato Territorio e
ambiente , degli onorevoli Villari, Mancuso, Giannopolo,
Crisafulli, Mercadante, Liotta, Barbagallo, Papania, Acanto,
Ioppolo ed altri;
N. 485 Moratoria sulle autorizzazioni concernenti nuovi
impianti eolici , degli onorevoli Zago, De Benedictis, Speziale;
N. 486 Previsione di apposito strumento nel bilancio regionale
circa il Progetto Nuove Generazioni' , degli onorevoli Papania,
Catania Giuseppe, Maurici, Turano, Fratello, Vitrano;
N. 487 Trasformazione a tempo indeterminato dei contratti
stipulati e più volte prorogati con il personale di cui alla
legge regionale n. 25 del 1993, dipendente dalla Protezione
civile , degli onorevoli Dina, Gurrieri, Beninati, Savona,
Mercadante, Catania Giuseppe, Virzì, Leanza Edoardo, Formica,
Zangara ed altri;
N. 488 Destinazione di adeguati fondi per concorrere alle
spese di avviamento del Servizio telefonico nazionale 114 - sede
unica di Palermo , dell'onorevole Formica;
N. 489 Proseguimento del rapporto di collaborazione con gli
operatori del settore dell'emergenza rifiuti , dell'onorevole
Ardizzone;
N. 490 Tutela degli attuali livelli occupazionali del settore
bancario siciliano facente capo a Capitalia , degli onorevoli
Virzì, Formica, Ioppolo, Infurna, Neri;
N. 491 Proroga del decreto relativo all'emergenza rifiuti in
Sicilia e conseguente rifinanziamento , degli onorevoli Virzì,
Formica, Ioppolo, Infurna, Neri, Mercadante;
N. 492 Iniziative perché la Regione siciliana possa continuare
ad utilizzare il personale sinora impegnato nella predisposizione
del progetto di piano stralcio di bacino per l'assetto
idrogeologico , degli onorevole Bennati e Mercadante;
N. 493 Modifica delle norme di attuazione del Piano paesistico
delle Eolie limitatamente alle zone di mantenimento (MA) e ad
alcuni particolari casi degli onorevoli Beninati,Acierno,
Mercadante;
N. 494 Riequilibrio delle condizioni contrattuali nei
confronti della compagnia Ustica lines degli onorevoli Beninati,
Mercadante;
N. 495 Opportuna riconsiderazione del decreto dell'Assessore
per le autonomie locali del 16 marzo 2000 in materia di uffici
stampa presso gli enti locali e le amministrazioni pubbliche
della Regione , degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe,
Maurici, Mercadante;
N. 496 Interventi per i festeggiamenti del Beato Felice di
Nicosia , dell'onorevole Leanza Edoardo, Dina, Crisafulli,
Infurna, Mercadante, Ardizzone, Barbagallo, Franchina ed altri;
N. 497 Proroga dei termini di scadenza del bando del dirigente
generale dipartimentale dell'Assessorato dell'Agricoltura e delle
foreste adottato con decreto n. 1318 del 7 ottobre 2004 , degli
onorevoli Turano, Mancuso, Ardizzone e Costa;
N. 498 Valorizzazione del patrimonio culturale ed ambientale
della Regione siciliana , dell'onorevole Ardizzone;
N. 499 Destinazione di somme ai comuni di Pace del Mela, San
Pier Niceto e Monforte San Giorgio per manutenzione straordinaria
e rete viaria , dell'onorevole Formica;
N. 500 Iniziative della Regione per promuovere l'attività
della Fondazione 'The Brass Group' nel territorio siciliano ,
dell'onorevole Formica;
N. 501 Manifestazione a carattere regionale dei campionati
sportivi studenteschi in coincidenza con la Giornata nazionale
dello sport , dell'onorevole Formica;
N. 502 Utilizzazione presso il Dipartimento del Territorio e
dell'ambiente del personale assunto con rapporto di lavoro a
tempo determinato onde consentire la definizione del Piano
stralcio di bacino per l'assetto idrogeologico , degli onorevoli
Virzì, Formica, Ioppolo, Infurna, Neri;
N. 503 Interventi di sostegno agli imprenditori agricoli in
relazione agli eventi atmosferici avversi dei mesi di novembre e
dicembre 2004 , dell'onorevole Incardona;
N. 504 Divulgazione della conoscenza dello Statuto siciliano
nelle scuole di ogni ordine e grado , degli onorevoli Nicotra,
Rotella, Villari, Virzì, Panarello, Neri;
N. 505 Predisposizione di apposito protocollo d'intesa per gli
interventi di manutenzione e completamento degli Oratori
salesiani , degli onorevoli Confalone, Moschetto, Mercadante e
Baldari;
N. 506 Restauro della Chiesa di S. Anna e di quella di San
Domenico Savio, nel comune di San Cataldo (CL) degli onorevoli
Confalone, Moschetto, Mercadante ;
N. 507 Costituzione di una Commissione parlamentare d'indagine
per verifica l'attività svolta e l'utilizzo dei finanziamenti a
vari enti ed Istituzioni culturali di cui alla tabella H della
legge finanziaria , degli onorevoli Capodicasa, Speziale,
Cracolici;
N. 508 Riconsiderazione della realizzazinoe di una distilleria
nell'ambito territoriale di Mazara del Vallo (TP) , degli
onorevoli Oddo, Speziale, Lo Curto, Papania, Zago, De Benedictis,
Forgione, Capodicasa, Cracolici, Ferro, Sanzeri ed altri;
N. 509 Interventi per il volontariato civile , degli onorevoli
Fleres, Catania Giuseppe, Maurici;
N. 510 Interventi per lo sviluppo delle attività musicali ,
degli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici;
N. 511 Iniziative a sostegno degli artisti locali , degli
onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, Maurici;
N. 512 Tempi certi per le procedure di selezione di operatore-
esperto' servizio di emergenza urgenza da parte della Croce Rossa
Italiana - Delegazione regionale per la Sicilia , dell'onorevole
Formica;
N. 513 Interventi di arredo urbano , dell'onorevole Formica;
N. 514 Estenzione agli LSU finanziati con fondi a totale
carico degli enti utilizzatori della possibilità di attingere al
finanziamento regionale ai fini della ruoriuscita , degli
onorevoli Segreto e Sanzeri;
N. 515 Impegno del Presidente della Regione in presenza di
impugnativa da parte del Commissario dello Stato , degli
onorevoli Fleres ed altri;
N. 516 Nuovo piano di razionalizzazione e ristrutturazione
della rete carburanti della Regione , degli onorevoli Sbona,
Fratello, Turano e Acanto.
Gli ordini del giorno n.438 e 439 sono accettati dal Governo
come raccomandazione.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'esame dell'ordine del giorno n. 452.
Onorevoli colleghi, informo che sulla materia oggetto
dell'ordine del giorno vi è già una determinazione dell'Assemblea
di attribuire le competenze alla relativa Commissione di merito.
La seconda parte dell'ordine del giorno viene accettata dal
Governo come raccomandazione.
L'Assemblea ne prende atto.
Gli ordini del giorno nn. 474, 475, 476, 477, 478 e 479 sono
accettati dal Governo come raccomandazione.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'esame dell'ordine del giorno n. 480. Lo pongo in
votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
Gli ordini del giorno nn. 481, 482, 483, 484, 485, 486, 487,
488, 489, 490, 491, 492, 493, 494, 495 e 496 sono accettati dal
Governo come raccomandazione.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'esame dell'ordine del giorno n. 497. Lo pongo in
votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
Gli ordini del giorno nn. 498, 499, 500, 501, 502, 503, 504,
505, 506 e 507 sono accettati dal Governo come raccomandazione.
Nella parte impegnativa dell''ordine del giorno n. 505, dopo le
parole Assessorato regionale beni culturali' aggiungere e ai
Lavori pubblici'.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'esame dell'ordine del giorno n. 508.
ODDO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Signor Presidente, chiedo che la votazione dell'ordine
del giorno avvenga per scrutinio nominale.
(Gli onorevoli Cracolici, Giannopolo, Miccichè, Panarello,
Speziale e Zago si associano alla richiesta)
Presidenza del presidente Lo Porto
Presidenza del vicepresidente Fleres
Votazione per scrutinio nominale dell'ordine del giorno n. 508
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio nominale
dell'ordine del giorno n. 508.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti 55
Votanti 54
Maggioranza 28
Favorevoli 18
Contrari 22
Astenuti 14
(L'Assemblea non approva)
Gli ordini del giorno nn. 509, 510, e 511 sono accettati dal
Governo come raccomandazione.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'esame dell'ordine del giorno n. 512.
ANTINORO Chiedo di apporre la firma all'ordine del giorno.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 512. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
Gli ordini del giorno nn. 513 e 514 sono accettati dal Governo
come raccomandazione.
L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'esame dell'ordine del giorno n. 515. Lo pongo in
votazione.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
L'ordine del giorno n. 516 è accettato dal Governo come
raccomandazione.
L'Assemblea ne prende atto.
GURRIERI Chiedo di apporre la firma all'ordine del giorno n.
485.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Lo Porto
Presidenza del vicepresidente Fleres
Votazione finale del disegno di legge «II nota di variazioni al
bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2005»
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale del disegno di
legge « II nota di variazioni al bilancio di previsione della
Regione siciliana per l'anno finanziario 2005».
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Bilancio di previsione della Regione siciliana per l'anno
finanziario 2005
e bilancio pluriennale per il triennio 2005-2007» (923/A)
Presidenza del presidente Lo Porto
Presidenza del vicepresidente Fleres
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge «Bilancio di previsione della
Regione siciliana per l'anno finanziario 2005 e bilancio
pluriennale per il triennio 2005-2007» (n. 923/A)
Indìco la votazione finale per scrutinio nominale.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione:
Presenti e votanti 62
Maggioranza 32
Favorevoli 48
Contrari 14
(L'Assemblea approva)
Presidenza del presidente Lo Porto
Presidenza del vicepresidente Fleres
Comunicazioni ai sensi dell'articolo 83, comma 2 del Regolamento
interno
LO MONTE , assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Chiedo di parlare ai sensi
dell'articolo 83, comma 2 del Regolamento interno.
PRESIDENTE Ne ha facoltà
LO MONTE , assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
non mi dilungherò nel mio intervento, anche perchè è da oltre 18
ore che siamo in quest'Aula e pertanto non voglio approfittare
della vostra cortesia e della vostra pazienza. Però, con molta
amarezza, ritengo doveroso denunciare a quest'Aula il perpetrarsi
di una grave illegittimità, che tra l'altro non so se può essere
fatta valere anche fuori da quest'Aula. In proposito farò i miei
accertamenti ed è mia intenzione andare fino in fondo alla
questione.
La illegittimità che intendo sottoporre alla vostra attenzione
è la mancanza del plenum di quest'Assemblea, plenum che deve
essere garantito sia dai nostri Uffici che dal Presidente
dell'Assemblea. Io ritengo però che tale garanzia non sia stata
prestata da chi di dovere. In sintesi sto parlando della vicenda
dell'onorevole D'Antoni, il quale - come tutti sapete - è stato
eletto il 24 ottobre in un collegio di Napoli ed il 28 ottobre
successivo si è insediato alla Camera dei Deputati iscrivendosi
il 29 ottobre al Gruppo Misto e partecipando ai lavori di una
successiva seduta della Camera dei Deputati.
Sapete bene che l'incompatibilità che invoco, e che gli Uffici
di quest'Assemblea, oltre che la Presidenza, dovevano
assolutamente applicare è una incompatibilità manifesta, è una
incompatibilità che è prevista da una norma costituzionale,
l'articolo 122 della Costituzione italiana, e da un'altra norma,
l'articolo 3 del nostro Statuto. Quindi - ripeto - si tratta di
una incompatibilità manifesta, anche perchè gli atti parlamentari
sono atti pubblici, cari colleghi, ed inoltre, in questo caso
vengono anche pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale, per cui non
può essere invocata - come qualcuno in maniera miserevole
vorrebbe invocare - la non conoscenza della opzione esercitata
dall'onorevole D'Antoni.
Credo che nessun cittadino della Repubblica italiana che abbia
rispetto del diritto possa spiegarsi la tutela di un diritto
soggettivo - mi riferisco al diritto soggettivo del dott.
D'Antoni - a mantenere due status contemporaneamente. Tra l'altro
non parliamo di incompatibilità tra la carica assunta presso il
Parlamento nazionale ed un incarico di consigliere comunale, o
alle dipendenze di una ASL, o del Consiglio regionale della
Sardegna, parliamo di incompatibilità tra il Parlamento nazionale
e quello regionale, quindi, ripeto, di una incompatibilità
manifesta.
Non voglio andare oltre, ma intendo precisare che questa
Assemblea si è attivata soltanto su esposto dell'onorevole
Scalici, presentato agli Uffici in data 17 novembre, mentre - a
mio avviso - doveva attivarsi già dal 29 di ottobre. Domani,
probabilmente, mi verranno spiegati i motivi di tale silenzio.
Ed invece di convocare la Commissione per la verifica dei
poteri al fine di accertare la sostituzione del deputato - perchè
l'incompatiblità, ripeto, è una incompatibilità manifesta -, la
si è convocata solo per fare giurisprudenza. Le nostre
Commissioni, a volte, non attendono al dovere di dare pareri e
consulenze sugli affari legislativi che questo Parlamento, di
volta in volta, deve affrontare ed approntare, e proprio in
questo caso, sulle sorti dell'onorevole D'Antoni, si sono posti
tutti gli interrogativi possibili sulla conservazione del doppio
status, quindi la tutela di un diritto soggettivo ad uno status
che è sicuramente incompatibile non perchè previsto da legge
ordinaria ma da legge costituzionale. La Commissione per la
verifica dei poteri ha fatto semplicemente ricerca di
giurisprudenza, ha dato interpretazioni, ha fatto, insomma,
quello che in Italia è inteso come il mestiere
dell' azzeccagarbugli .
In questo momento non ricordo quali siano i colleghi che fanno
parte della Commissione per la verifica dei poteri, e per questo
vi chiedo scusa. Signor Presidente Fleres, apprezzo la sua
sensibilità, anche se in questi venti giorni in cui ho tentato di
sollecitarle la rimozione delle cause che non hanno consentito
l'insediamento dell'onorevole Scalici, ho dovuto constatare la
sua impotenza. La ringrazio per aver tentato di convocare l'Aula
per il 21 dicembre.
Voglio comunicare a lei, signor Presidente, e ai colleghi
deputati che è mia intenzione occupare l'Assemblea, non mi
muoverò da qui fino a quando il Presidente dell'Assemblea, il
signor Segretario generale, gli Uffici competenti non avvieranno
una revisione immediata della questione al fine di risolvere ciò
che - a mio avviso - è stata una violenza nei confronti del
diritto e nei confronti della cultura giuridica della Sicilia.
CUFFARO presidente della Regione. . Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CUFFARO presidente della Regione. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, vorrei associarmi alla richiesta
dell'assessore Lo Monte perchè credo sia giusto che il Parlamento
torni ad essere rappresentato nel suo plenum, e perchè credo sia
giusto che colui che ha diritto di subentrare alla carica di
deputato, lo possa fare al più presto.
Invito i colleghi deputati ad essere presenti martedì in Aula,
quando verrà discussa la causa di incompatibilità, perchè si
renderà sicuramente necessaria la presenza del numero legale, e
quindi di 46 deputati.
Signor Presidente, colgo l'occasione per ringraziare il
Parlamento del lavoro svolto in questi giorni. Ho sempre più la
certezza che quando la politica lavora - e per politica intendo
tutto quello che lavora per contribuire ad un progetto di bene
comune, sia essa maggioranza o opposizione - lo fa per
raggiungere degli obiettivi, e credo che poi, raggiunti i
risultati, ad esserne avvantaggiata continui ad essere la nostra
Terra, per la quale siamo stati eletti a rappresentare tutti i
siciliani.
Un augurio di buone feste a tutti coloro che non riuscirò ad
incontrare prima di Natale ed un invito a partecipare
all'inaugurazione dell'autostrada Palermo-Messina, che avverrà il
prossimo 21 dicembre. La realizzazione di quest'opera, che
ritengo importante per lo sviluppo della nostra Regione, é stata
possibile con il contributo di tutti e pertanto credo sia giusto
che tutti insieme si partecipi a questa cerimonia inaugurale.
Consentitemi inoltre di ringraziare i funzionari
dell'Assessorato al bilancio, che sono stati con noi in questi
giorni ed in queste notti a lavorare, e assieme a loro ai
dirigenti della Regione, ai dipendenti regionali che hanno
lavorato e contribuito affinché - ancora una volta - si potesse
approvare prima della fine dell'anno il bilancio e la legge
finanziaria, che già di per sé rappresentano un traguardo
importante.
Un ringraziamento particolare va anche a tutti i dipendenti
dell'Assemblea regionale siciliana, perché so quanto sia
difficile tenere desta l'attenzione in questi momenti così
particolari e difficili.
Un ringraziamento particolare a lei, onorevole Presidente
dell'Assemblea, onorevole Fleres, per averci dato la possibilità,
con la sua presenza ed il suo modo veloce di condurre i lavori
parlamentari, di potere, anche quest'anno, raggiungere il
traguardo dell'approvazione del bilancio e della finanziaria
entro fine anno.
Auguri e buon Natale a tutti.
PRESIDENTE Grazie, onorevole Presidente della Regione. La
Presidenza dell'Assemblea ricambia gli auguri a lei, al suo
Governo, a tutti i dipendenti che ringrazia a sua volta e si
associa alle parole che lei stesso ha formulato.
Una brevissima annotazione, che non vuole suonare come replica
all'onorevole Lo Monte. Relativamente alla vicenda che ha posto
all'attenzione dell'Aula, volevo precisare che i livelli che si
intersecano sono tre: quello morale, quello logico e quello
giuridico.
L'Assemblea, purtroppo, é obbligata ad ancorarsi a quello
giuridico, anche se, personalmente, da deputato e non da
Presidente dell'Assemblea, ho un'opinione molto particolare, e
sicuramente negativa, del comportamento morale e del
comportamento logico dell'onorevole D'Antoni.
Onorevole Lo Monte, faccio appello alla sua sensibilità per
rimuovere l'occupazione dell'Aula, anche alla luce delle
assicurazioni ricevute.
LO MONTE , assessore per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca. Signor Presidente, non ho ancora avuto
risposte.
PRESIDENTE. Onorevole Lo Monte, lei ha già ascoltato le
osservazioni della Presidenza e dell'onorevole Presidente della
Regione. Per quanta mi riguarda, potrò giornalmente testimoniarle
la mia solidarietà.
Onorevoli colleghi, l'Assemblea terrà seduta martedì 21
dicembre 2004, alle ore 16,30 con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
Presidenza del vicepresidente Fleres
I - COMUNICAZIONI
II - CAUSA DI INCOMPATIBILITA' NEI CONFRONTI DELL'ONOREVOLE
SERGIO D'ANTONI ELETTO NEL COLLEGIO CIRCOSCRIZIONALE DI PALERMO
(DOC. III)
III - SVOLGIMENTO DI INTERROGAZIONI ED INTERPELLANZE DELLA
RUBRICA Famiglia, politiche sociali ed autonomie locali
La seduta é tolta alle ore 10.30.
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 12.00
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott. Giovanni Tomasello
ASSEMBLEA REGIONALE SICILIANA
XIII LEGISLATURA
SEDUTA N. 253 DEL 16 - 17 DICEMBRE 2004
ALLEGATO:
EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE N. 924/A DISPOSIZIONI PROGRAMMATICHE E
FINANZIARIE PER L'ANNO 2005
-All'articolo 30:
Emendamenti 30.3 e 30.4:
Il comma 4 è abrogato.
-All'articolo 43:
Emendamento 43.3:
Al comma 1 le parole da Entro quindici giorni a
l'efficacia dell'atto. sono soppresse.
-All'articolo 45:
Emendamento 45.3:
Al comma 3 dopo la parola decreto aggiungere le parole
predisposto di concerto con il dirigente generale del
dipartimento regionale del ramo dell'amministrazione
interessato .
-All'articolo 62:
Emendamento 62.2:
Alla fine del testo, con riferimento alla parola soggetti ,
aggiungere le parole purchè rientranti nel regime
transitorio .
-All'articolo 60:
Emendamento 60.2:
Aggiungere il seguente comma:
2. Il fondo di cui al comma 1 viene attribuito in misura
proporzionale al numero di abitanti a partire da un minimo che
deve essere comunque garantito ad ogni comune .
Subemendamento 60.2.1:
Sostituire le parole da a partire da un minimo ad ogni
comune con le parole ed all'estensione territoriale .
Emendamento 60.3:
Il comma 5 ter, sub comma 1, è soppresso.
-All'articolo 66:
Emendamento 66.2:
All'articolo 66 dopo il primo comma aggiungere:
2. Le disposizioni di cui agli articoli 4 e 5 del decreto 19
giugno 2003, n. 1891, dell'Assessore regionale Cooperazione,
commercio, artigianato e pesca, si applicano anche alle
gestioni straordinarie delle cooperative cessate prima dell'1
luglio 2003 .
-All'articolo 22:
Emendamento 22.15:
All'articolo 22 sopprimere dalla lettera g) del comma 4 sino al
comma 8 del medesimo articolo.
Emendamento 22.4:
Al punto 3 sono apportate le seguenti modifiche:
3) all'articolo 14 bis, comma 1, dopo la parola complessità'
sono inserite le parole e di insediamenti produttivi e
commerciali di beni e servizi' .
-All'articolo 36:
Emendamenti 36.1 e 36.2:
L'articolo 36 è abrogato.
-All'articolo 35:
Emendamenti 35.1, 4.6 e 35.5:
L'articolo 35 è abrogato.
-All'articolo 37:
Emendamento 37.3 (riscrittura dell'articolo 37):
Art. 37
Norme su ESA ed IRVV per il contenimento della spesa
1. Il Consiglio di Amministrazione dell'ESA è costituito da sette
componenti, compreso il Presidente, che durano in carica cinque
anni e sono rieleggibili esclusivamente per un ulteriore
quinquennio, anche se non consecutivo; di tali componenti, uno è
designato dalle organizzazioni professionali dell'agricoltura e
uno dalle organizzazioni professionali del movimento cooperativo
maggiormente rappresentative. In caso di sostituzione il
componente subentrante decade dalla carica con la naturale
scadenza del Consiglio.
2. Il Consiglio di Amministrazione dell'IRVV è costituito da
cinque componenti, compreso il Presidente, che durano cinque anni
e sono rieleggibili esclusivamente per un ulteriore quinquennio,
anche se non consecutivo; di tali componenti, uno è designato
dalle organizzazioni professionali dell'agricoltura e uno dalle
organizzazioni professionali del movimento cooperativo
maggiormente rappresentative. In caso di sostituzione il
componente subentrante decade dalla carica con la naturale
scadenza del Consiglio.
3. Il Consiglio di amministrazione ed il Presidente degli enti di
cui al primo e secondo comma sono contestualmente nominati con
Decreto presidenziale, previa delibera della Giunta regionale su
proposta dell'Assessore regionale per l'Agricoltura e per le
foreste, tra soggetti specificatamente in possesso di consolidata
professionalità ed esperienza in materia agricola, economica,
giuridica, industriale e commerciale.
4. All'ESA ed all'IRVV sono preposti dei Direttori generali
nominati dai rispettivi Presidenti degli enti su proposta dei
consigli di amministrazione, previo assenso dell'Assessore
regionale per l'Agricoltura e per le foreste, tra dirigenti
dell'Ente o del ruolo unico della dirigenza dell'Amministrazione
regionale, in possesso del diploma di laurea, di un'anzianità
nella qualifica almeno decennale nonché tra soggetti esterni alla
pubblica amministrazione in possesso dei requisiti di cui alla
legge regionale 10/2000 ed al decreto legislativo 165/2001 .
-All'articolo 51:
Emendamento 51.12:
1. Alla rubrica, dopo la parola investimento' aggiungere le
parole alla ricerca e all'innovazione tecnologica .
2. Al comma 1, dopo le parole 2 agosto 2002, n. 7
aggiungere le parole da utilizzarsi anche per le finalità di
cui al decreto legislativo n. 297/1999 e successive modifiche
ed integrazioni, dandone applicazione sul territorio della
Regione siciliana. E' demandato al Dirigente generale, del
Dipartimento regionale per l'industria, con apposito decreto di
natura non regolamentare, determinare entro 60 giorni
dall'entrata in vigore della presente legge le modalità di
concessione delle agevolazioni di cui alla prevista
applicazione del decreto legislativo n. 297/1999.
Emendamento 51.13:
All'articolo 23 sono apportate le seguenti modifiche:
- dopo il comma 5 è inserito il seguente:
5 bis. Spetta al Comitato deliberare l'approvazione delle
singole operazioni da ammettere ai benefici del fondo di
rotazione o da revocare in base alle risultanze istruttorie
esitate dal gestore concessionario e quant'altro indicato nella
convenzione di cui al comma 1 .
- il comma 6 è sostituito dal seguente:
6. I compensi da corrispondere ai componenti ed al segretario
del comitato, il cui onere è a carico dell'ente gestore, sono
determinati con la convenzione di cui al precedente comma 1 .
-All'articolo 57:
Emendamento 57.4:
Cassare il comma 2.
Emendamento 57.3:
Al comma 3 dopo la parola dimostrare aggiungere le parole
attraverso revisione ordinaria .
-All'articolo 59:
Emendamento 59.3:
Aggiungere il seguente comma:
4 ter. Il 50 per cento del fondo di cui al comma 1 è
utilizzato, per l'esercizio finanziario 2005, per consentire
agli enti proprietari di strutture strategiche o rilevanti,
come individuate ai sensi della delibera della Giunta regionale
n. 408 del 19 dicembre 2003, resa esecutiva con decreto del
dirigente generale del dipartimento di protezione civile n. 3
del 15 gennaio 2004, per l'effettuazione delle verifiche
tecniche dei livelli di sicurezza sismica, previste
dall'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n.
3274/2003. Con apposito regolamento sono definite dal servizio
sismico del dipartimento regionale di protezione civile, a
seguito del completamento del censimento delle strutture
strategiche e rilevanti di competenza regionale, le modalità di
concessione del finanziamento ad enti e soggetti individuati
come proprietari di tali strutture ai sensi del decreto del
dirigente generale del dipartimento di protezione civile n. 3
del 15 gennaio 2004'.
-All'articolo 72:
Emendamenti 72.1, 72.2, 72.3 e 72.4:
L'articolo 72 è abrogato.
SUBEMENDAMENTO AGGIUNTIVO G1 BIS:
La Regione promuove, conformemente alla normativa vigente
direttamente e/o mediante il ricorso a strumenti di finanza
strutturata la costituzione di un apposito soggetto giuridico
di scopo, da costituire autonomamente o con partner privato,
dotato di specifiche e dimostrate competenza ed esperienza,
scelto con le procedure ad evidenza pubblica per la
valorizzazione, trasformazione e commercializzazione di beni
immobili, non destinati ad uso assistenziale, di proprietà
della stessa, delle aziende sanitarie ed ospedaliere, delle
IPAB e di altri enti vigilati e finanziati. Per l'avvio del
percorso di cui al comma 1, la Regione si avvale della
consulenza di un advisor, in possesso dei requisiti di provata
affidabilità e capacità, incaricato in conformità alla
normativa vigente in materia di servizi. Con decreto del
Presidente della Regione, previa delibera di Giunta e su
proposta dell'Assessore competente, di concerto con l'Assessore
per il bilancio e le finanze, sono fissati i criteri, le
modalità ed i termini per l'espletamento delle attività di cui
ai commi precedenti. Agli eventuali oneri discendenti
dall'applicazione dei precedenti commi si provvede con parte
delle disponibilità previste nel bilancio della Regione per le
finalità di cui all'articolo 88, comma 2, della legge regionale
26 marzo 2002, n. 2. Con le modalità previste dall'articolo 15
della legge regionale 30 aprile 1991, n. 10 e successive
modifiche ed integrazioni, la Regione, i comuni, le aziende
sanitarie ed ospedaliere o gli altri enti interessati
stabiliscono gli eventuali cambi di destinazione d'uso e/o
varianti degli strumenti urbanistici, funzionali
all'ottimizzazione del patrimonio immobiliare proveniente dagli
enti di cui al comma 1 o dallo Stato. La destinazione delle
risorse derivanti dalla valorizzazione degli immobili è
stabilita da appositi accordi di programma quadro tra la
Regione e gli enti interessati. Le risorse derivanti dalla
valorizzazione del patrimonio delle aziende sanitarie ed
ospedaliere sono destinate alla compensazione, fino alla
concorrenza dell'intero importo trasferito, delle perdite e dei
disavanzi ripianati dalla Regione negli esercizi precedenti; a
decorrere dall'esercizio finanziario 2006 una quota pari al 50
per cento delle risorse medesime è destinata all'ammodernamento
del patrimonio edilizio sanitario. In relazione
all'accertamento delle entrate derivanti dalla dismissione dei
beni del patrimonio disponibile delle aziende sanitarie ed
ospedaliere, per il quale viene disposto, nel bilancio di
previsione della Regione per l'anno 2005, lo specifico
accantonamento negativo previsto dalla tabella A allegata alla
presente legge, l'Assessore regionale per il bilancio e le
finanze è autorizzato ad iscrivere, con proprio provvedimento,
le relative somme ai pertinenti capitoli del corrispondente
accantonamento positivo. E' abrogato l'articolo 31 della legge
regionale 16 aprile 2003, n. 4.
Al fine di promuovere e sostenere l'attività delle
organizzazioni senza fini di lucro con sede legale ed
operativa nel territorio regionale ed attive da almeno dieci
anni in ambito internazionale attraverso proprie sedi ed
attività nei settori socio-assistenziale, socio-sanitario e
culturale, gli Assessorati competenti individuano con proprio
provvedimento, definito anche con l'intervento
dell'organizzazione interessata, e nel rispetto dei principi di
cui alla legge regionale 30 aprile 1991, n. 10, procedure e
modalità utili a rendere più tempestive ed appropriate, in
rapporto alla natura dell'organizzazione stessa, le
prestazioni dovute dall'Amministrazione regionale.
1. Le società d'ambito per la gestione integrata dei rifiuti,
costituite ai sensi dell'articolo 23 del decreto legislativo 5
febbraio 1997, n. 22, determinano, con delibera dell'assemblea
dei soci, la tariffa del servizio di gestione del ciclo dei
rifiuti urbani e provvedono alla relativa riscossione. La
tariffa riscossa dalle società d'ambito è impignorabile e le
somme, fino alla concorrenza con il costo dei servizi, sono a
destinazione vincolata, onde assicurare l'effettuazione del
servizio pubblico essenziale di gestione dei rifiuti. I comuni,
in rapporto alle capacità di bilancio, anche per scelte di
politica sociale nei confronti delle fasce più deboli, possono
porre a proprio carico parte delle spese di gestione, nel
rispetto dei limiti fissati dalla normativa vigente. Al fine di
assicurare che il costo per lo smaltimento e, a regime, per il
trattamento dei rifiuti a valle della raccolta differenziata,
sia uniforme per tutti i cittadini siciliani è istituito presso
l'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali
e delle autonomie locali un fondo di perequazione. Il
commissario delegato per l'emergenza dei rifiuti e, alla
cessazione dello stato di emergenza, il Presidente della
Regione determina la tariffa regionale per lo smaltimento e, a
regime, per il trattamento dei rifiuti a valle della raccolta
differenziata effettuando la media ponderata sulla base della
popolazione residente, delle tariffe dei quattro sistemi per lo
smaltimento e, a regime, per il trattamento della frazione
residua dei rifiuti a valle della raccolta differenziata. Le
società d'ambito versano in entrata alla Regione, entro il
giorno 20 di ciascun mese quanto dovuto per il servizio di
smaltimento e, a regime, di trattamento della frazione residua
dei rifiuti a valle della raccolta differenziata, calcolata
sulla base della tariffa di cui al comma 5. Su richiesta
dell'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche
sociali e delle autonomie locali, con decreto dell'Assessore
regionale per il bilancio e le finanze, si provvede ad
iscrivere le somme versate nei pertinenti capitoli di bilancio.
L'Assessorato regionale della famiglia, delle politiche sociali
e delle autonomie locali provvede a versare a ciascun
concessionario del servizio di trattamento della frazione
residua a valle della raccolta differenziata, entro 30 giorni
di ogni mese, salvo conguaglio, la somma allo stesso dovuta,
calcolata sulla base della tariffa di ciascun sistema,
prelevandola dal fondo di perequazione di cui al comma 4.
Analogamente si provvede per la fase di avvio nei confronti di
ciascun concessionario del servizio di smaltimento. Nel caso in
cui il fondo di perequazione non avesse temporaneamente la
necessaria disponibilità finanziaria, l'Assessorato regionale
della famiglia, delle politiche sociali e delle autonomie
locali è autorizzato ad anticipare le somme occorrenti a valere
sul fondo per le autonomie locali di cui all'articolo 23, comma
1, della legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21, che è
integrato con le entrate di cui al comma 6. Una quota pari
all'1,50 per cento del fondo per le autonomie locali è
annualmente accantonata a tal fine e sarà ripartita a
consuntivo. Il ritardo nei versamenti da parte delle società
d'ambito al fondo di perequazione o qualsiasi altro
inadempimento che pregiudichi la regolarità del servizio,
autorizza il Presidente della Regione ad attivare la relativa
azione sostitutiva nei confronti del soggetto inadempiente, ai
sensi della vigente normativa. Per l'attuazione di quanto
previsto dal presente articolo, il dipartimento bilancio e
tesoro, su richiesta dell'Assessorato regionale della famiglia,
delle politiche sociali e delle autonomie locali, è autorizzato
ad apportare nel bilancio della Regione le necessarie
variazioni. Agli amministratori delle società d'ambito di cui
al presente articolo si applica lo stato giuridico di pubblico
amministratore.
1. Al fine di incentivare lo sviluppo dell'economia siciliana,
alle società cooperative a mutualità prevalente di cui al
Titolo VI del Libro V del Codice civile, così come modificato
dall'articolo 8 del decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 6,
che siano regolarmente sottoposte al regime di revisione
ordinaria previsto dalla legge regionale 23 maggio 1991, n. 36
e successive modifiche ed integrazioni, l'aliquota dell'imposta
regionale sulle attività produttive di cui al decreto
legislativo 15 dicembre 1997, n. 446 e successive modifiche ed
integrazioni, limitatamente alla quota di spettanza della
Regione e fatti salvi i regimi agevolativi specifici già
stabiliti dalla normativa vigente, è ridotta dell'1 per cento
per il periodo d'imposta in corso all'1 gennaio 2005. Per i due
periodi di imposta successivi, l'aliquota è ridotta,
rispettivamente, dello 0,75 e dello 0,50 per cento. Al fine
di migliorare gli standard di sicurezza nel territorio della
Regione i benefici di cui al comma 1 sono, altresì, estesi agli
istituti esercenti attività di vigilanza privata di cui agli
articoli 133 e seguenti del Regio decreto 18 giugno 1931, n.
773 e successive modifiche ed integrazioni. L'applicazione
della presente disposizione è subordinata al rispetto della
vigente normativa comunitaria in materia di aiuti di stato,
nonché alla definizione della procedurale cui all'articolo 88
paragrafi 2 e 3 del Trattato istitutivo della Comunità europea.
Nelle more della definizione delle procedure di cui al comma 3,
gli aiuti previsti dal presente articolo sono concessi con
modalità conformi ed entro i limiti di cui al Regolamento della
Commissione della Comunità europea n. 69 del 12 gennaio 2001,
relativo all'applicazione degli articoli 87 e 88 del Trattato
Ce agli aiuti di importanza minore.
All'articolo 5 della legge regionale 23 ottobre 1964, n. 22 e
successive modifiche ed integrazioni, dopo il periodo
contraddistinto con la lettera i) è aggiunto il seguente:
l) un rappresentante delle categorie professionali degli
ingegneri, degli architetti, dei geometri, dei periti edili e
dei periti industriali.'.
All'articolo 6 della legge regionale 1 agosto 1977, n. 80 e
successive modifiche nel comma secondo è soppresso il punto 4.
Al terzo comma dell'articolo 14 della legge regionale 16 maggio
1978, n. 18, le parole fino alla concorrenza del 50%' sono
sostituite con le parole fino alla concorrenza dell'80 per
cento.'
Al secondo comma dell'articolo 13 della legge regionale 16
maggio 1978, n. 8, dopo le parole enti di promozione' sono
aggiunte le parole o del Club Alpino Italiano'.
All'articolo 5, comma 1, della legge regionale 5 marzo 1979, n.
16 dopo la parola contributi' è aggiunto il seguente periodo
da destinarsi, per almeno il 50 per cento, a teatri con sede
sociale nei comuni di cui all'articolo 156, lettera n) del
Decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e per il restante 50
per cento ad enti ed organizzazioni siciliani'; le parole
promosse da enti ed organizzazioni siciliani' sono abrogate.
All'articolo 6, comma 1, lettera a) della legge regionale 5
marzo 1979, n. 16 la parola milioni' è sostituita dalle parole
migliaia di euro'.
Il secondo comma dell'articolo 55 della legge regionale 6
maggio 1981, n. 97, è soppresso.
Sono abrogati l'articolo 10 della legge regionale 9 agosto
1988, n. 21; l'articolo 75 della legge regionale 1 settembre
1993, n. 25 e le parole senza oneri' dell'articolo 23 e
dell'articolo 35 della legge regionale 2 agosto 2002, n. 7,
modificata dalla legge regionale 19 maggio 2003, n. 7.
Il comma 1 dell'articolo 4 della legge regionale 23 maggio
1991, n. 33, è abrogato.
Al comma 2 dell'articolo 14 della legge regionale 15 maggio
1991, n. 27, è aggiunta la seguente lettera:
d) quanto a 150 migliaia di euro per la formazione linguistica
dei borsisti nell'ambito del progetto euromediterraneo. .
Gli interventi di cui all'articolo 1 della legge regionale 28
marzo 1996, n. 12, di cui all'articolo 18 della legge regionale
26 novembre 2000, n. 24, di cui all'articolo 28 della legge
regionale 3 maggio 2001, n. 6, di cui al Consorzio di diritto
pubblico costituito ai sensi dell'articolo 5 della legge
regionale 88/82 nel settore del prodotto biologico siciliano,
di cui alla legge 6 aprile 1996, n. 20, di cui all'articolo 1,
comma 2, della legge regionale 8 gennaio 1996, n. 3, di cui
all'articolo 196 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32,
di cui all'articolo 2 della legge regionale 26 marzo 2004, n. 2
e di cui all'articolo 13, comma 1, della legge regionale 3
maggio 2001, n. 6, sono disposti annualmente ai sensi
dell'articolo 3, comma 2, lettera h) della legge regionale 27
aprile 1999, n. 10.
Alla fine del comma 1 dell'articolo 12 della legge regionale 6
aprile 1996, n. 19, sono aggiunte le parole e all'Associazione
Museo delle fortificazioni costiere della Sicilia del Comune di
Brolo e alla Fondazione C.E.S.A.R. di Palermo,
dell'Associazione per l'Arte di Alcamo e dell'Associazione
Culturale No Limits di Alcamo'' .
All'articolo 5 della legge regionale 12 novembre 1996, n. 41, è
aggiunto il seguente comma:
2 bis. Le disposizioni del presente articolo non trovano
applicazione nelle ipotesi previste dall'articolo 49, comma 3,
della legge regionale 29 ottobre 1985, n. 41.'.
Al comma 1 dell'articolo 32 della legge regionale 7 marzo 1997,
n. 6 e successive modifiche ed integrazioni le parole entro
trenta giorni' sono sostituite dalle parole entro
quarantacinque giorni' ed al terzo periodo le parole
concludere l'iter istruttorio del parere' sono sostituite
dalle seguenti presentare le proprie osservazioni'.
All'articolo 35 della legge regionale 1 settembre 1997, n. 33,
dopo la parola ANUU' sono aggiunte le parole Associazione
liberi cacciatori siciliani - Federazione Caccia delle Regioni
d'Europa.'.
Al comma 5 dell'articolo 25 della legge regionale 27 aprile
1999, n. 10, come sostituito dall'articolo 13 della legge
regionale 16 aprile 2003, n. 4, sono apportate le seguenti
modifiche: le parole con un minimo di euro 25,82' sono
sostituite con le parole con un minimo di euro cento, ridotto
ad euro cinquanta per i suoli con densità fondiaria fino a 0,03
mc/mq.' e dopo le parole quinquennio di occupazione pregressa'
sono aggiunte le medesime parole con un minimo di euro cento,
ridotto ad euro cinquanta per i suoli con densità fondiaria
fino a 0,03 mc/mq.'.
Al comma 1 dell'articolo 23 della legge regionale 27 aprile
1999, n. 10 le parole Entro sei mesi' sono sostituite con le
parole Entro il 31 dicembre 2005'.
La lettera d) dell'articolo 9 della legge regionale 3 novembre
2000, n. 20, è soppressa.
Dopo l'articolo 19 della legge regionale 3 novembre 2000, n.
20, è aggiunto il seguente articolo:
Art. 19 bis. - Applicazione di disposizioni - 1. Per quanto
non espressamente previsto si applicano al Parco archeologico e
paesaggistico della Valle dei Templi di Agrigento le norme
contenute nel Titolo Il della presente legge.'.
Al comma 4 dell'articolo 7 della legge regionale 15 maggio
2000, n. 10 e successive modifiche ed integrazioni sono
aggiunte le parole o Ragioniere generale'. Alla tabella A
allegata alla legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 e
successive modifiche ed integrazioni dopo le parole
dipartimento regionale bilancio e tesoro' sono aggiunte le
parole - ragioneria generale della Regione'.
Le disposizioni di cui al comma 4 dell'articolo 1 della legge
regionale 15 maggio 2000, n. 10 e successive modifiche ed
integrazioni si applicano anche per l'esercizio finanziario
2005.
Il termine di cui al comma 1, dell'articolo 8, della legge 26
novembre 2000, n. 24, modificato dal comma 2, dell'articolo 2,
della legge regionale 9 agosto 2002, n. 9, è prorogato al 31
dicembre 2006.
Al comma 9 dell'articolo 21 della legge regionale 15 maggio
2000, n. 10, l'espressione funzionari (direttori e dirigenti)
ed agli assistenti' è sostituita con la parola dirigenti'.
Dopo la parola anagrafe patrimoniale' sono aggiunte le parole
previa, per questi ultimi, l'emanazione, entro 90 giorni dalla
pubblicazione della presente legge, di un apposito regolamento
che ne disciplini le modalità d'accesso'.
Dopo il comma 1 dell'articolo 39 della legge regionale 15
maggio 2000, n. 10, è aggiunto il seguente comma:
1 bis. Per i dipendenti regionali a cui è stata riconosciuta
la situazione di gravità di portatori di handicap, ai sensi
dell'articolo 3, comma 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104,
continua ad applicarsi la normativa di cui al comma 1.'.
All'articolo 39 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32,
le parole del comma 1, lettera a) e b) pari all'80 per cento'
sono sostituite dalle parole fino all'80 per cento'.
Al comma 5 dell'articolo 172 della legge regionale 23 dicembre
2000, n. 32, sono soppresse le parole e 6 della stessa legge'.
Il comma 6 dell'articolo 172 della legge regionale 23 dicembre
2000, n. 32, è sostituito dal seguente:
6. Per il funzionamento degli enti di cui al comma 1 viene
quantificato annualmente, come previsto dall'articolo 3, comma
2, lettera h, della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10 e
successive modificazioni, un contributo ordinario da ripartire
in favore dei Consorzi di ripopolamenti ittico costituiti ai
sensi della legge regionale 1 agosto 1974, n. 3.'.
All'articolo 27 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32,
sono apportate le seguenti modifiche:
1) la lettera b) del comma 7 è soppressa;
2) al comma 8, le parole altre agevolazioni' sono sostituite
dalle parole altri aiuti di Stato' e la parola relative' è
sostituita dalla parola relativi.'.
Al comma 2 dell'articolo 3 della legge regionale 31 agosto
2000, n. 19, la parola regolamento' è sostituita con la parola
decreto'.
Al comma 3 dell'articolo 3 della legge regionale 31 agosto
2000, n. 19, dopo le parole dell'alloggio' sono aggiunte le
seguenti parole fatta eccezione per il requisito relativo al
reddito, il cui possesso va accertato solamente alla data di
emanazione del primo decreto di concessione delle agevolazioni
di cui al comma 2. Tale disposizione si applica a partire dalla
data di pubblicazione della presente legge.'.
All'articolo 11 della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6, sono
apportate le seguenti modifiche:
a) dopo il comma 2 è aggiunto il seguente comma: 2 bis. Le
somme iscritte nei fondi di cui ai precedenti commi 1 e 2 sono
da intendersi a destinazione vincolata a decorrere
dall'esercizio finanziario 2004'.
b) dopo il comma 7 è aggiunto il seguente comma: 7 bis. Al
Rendiconto generale della Regione è allegata una tabella nella
quale sono individuati gli interventi regionali con vincolo di
specifica destinazione.'.
Dopo il comma 1 dell'articolo 1 della legge regionale 10
dicembre 2001, n. 20 è aggiunto il seguente comma: I compiti
e le funzioni dell'Ufficio del Sovrintendente di Palazzo
d'Orleans e dei siti presidenziali sono altresì estesi alla
sede dell'Ufficio legislativo e legale dell'Assessorato
regionale del Bilancio e le Finanze'.
Dopo il comma 2 dell'articolo 23 della legge regionale 3 maggio
2001, n. 6, è aggiunto il seguente comma:
2 bis. L'Assessorato regionale per i beni culturali,
ambientali e per la pubblica istruzione è autorizzato a
richiedere la reiscrizione delle somme impegnate per le
finalità del presente articolo ed a trasferirle al soggetto di
cui al comma 2.'.
Al comma 4 dell'articolo 76 della legge regionale 26 marzo
2002, n. 2, le parole pari a 15.494' sono sostituite con le
parole pari a 7.747' e le parole da quanto al 50 per cento'
fino a al restante 50 per cento' sono abrogate.
Al comma 3 dell'articolo 88 della legge regionale 26 marzo
2002, n. 2, e successive modifiche ed integrazioni è aggiunta
la seguente lettera:
d) costituzione o partecipazione a fondazioni finalizzate alla
raccolta di donazioni anche provenienti dall'estero da
impiegare esclusivamente per interventi di conservazione e
valorizzazione del patrimonio culturale.'
Al comma 1 dell'articolo 126 della legge 26 marzo 2002, n. 2
dopo la parola Emergency' aggiungere le parole
all'Associazione internazionale per la medicina umanitaria ed
all'Associazione per la cura del bambino cardiopatico ONLUS di
Palermo'.
All'articolo 6 della legge regionale 3 ottobre 2002, n. 14 e
successive modifiche ed integrazioni, è aggiunto il seguente
comma:
4 bis. Per il triennio 2005-2007 il compenso spettante alle
istituzioni scolastiche statali per lo svolgimento
dell'attività istruttoria prevista dal presente articolo è
erogato a conclusione delle relative operazioni'.
Al comma 7 dell'articolo 91 della legge regionale 26 marzo
2002, n. 2, dopo la parola culturali' aggiungere le parole e
commerciali'
All'articolo 21, comma 3, della legge regionale 23 dicembre
2002, n. 23 dopo la parola dirigenti' sono aggiunte le parole
e i funzionari direttivi'.
All'articolo 94, comma 1, della legge regionale 26 marzo 2002,
n. 2 alle parole entro il limite di 150 migliaia di euro' sono
sostituite con le parole entro il limite di 200 migliaia di
euro' ed alle parole entro il limite di 100 migliaia di euro'
sono sostituite con le parole entro il limite di 200 migliaia
di euro'.
Al comma 4 dell'articolo 76 della legge regionale 26 marzo
2002, n. 2 e successive modifiche ed integrazioni, dopo le
parole cooperazione tra enti locali' aggiungere le parole per
l'erogazione del contributo a carico della Regione previsto
dall'articolo 5, comma 1, della legge regionale 1 settembre
1998, n. 17.'
Al comma 4 dell'articolo 7 ter della legge 11 febbraio 1994,
n.109, come introdotto dalla legge regionale 2 agosto 2002, n.
7 ed successive modifiche e integrazioni, dopo la parola
euro' sono aggiunte le seguenti parole nonché attività di
coordinamento delle sezioni provinciali'.
La lettera a) del comma 9 dell'articolo 7 ter della legge 11
febbraio 1994, n. 109, come introdotto dalla legge regionale 2
agosto 2002, n. 7 e successive modifiche e integrazioni, è
sostituita dalla seguente:
a) un dirigente amministrativo dell'Amministrazione regionale
o in alternativa previa costituzione di apposito albo un
soggetto esterno all'Amministrazione regionale in possesso di
specifiche e documentate competenze scelto tra magistrati a
riposo provenienti dalle giurisdizioni amministrative e
contabili, avvocati cassazionisti, dirigenti amministrativi
degli enti locali, previo parere della Commissione Affari
istituzionali' dell'Assemblea regionale siciliana;'.
Al comma 13 dell'art. 7 ter della legge 11 febbraio 1994, n.
109, come introdotto dalla legge regionale 2 agosto 2002, n. 7
e successive modifiche ed integrazioni, le parole di
competenza dell'amministrazione regionale' sono sostituite con
le parole di cui alle lettere a) e b) del precedente comma 9.'
All'articolo 29 della legge regionale 2 agosto 2002, n. 7 e
successive modifiche e integrazioni, dopo il comma 1 è aggiunto
il seguente comma:
1 bis. Al comma 1, lettera a), dell'art. 37 quater della
legge 11 febbraio 1994, n. 109 e successive modifiche ed
integrazioni, dopo le parole eventualmente modificato' sono
inserite le parole con l'approvazione di quest'ultimo'.
Dopo il comma 3 dell'articolo 32 della legge regionale 2 agosto
2002, n. 7, è aggiunto il seguente comma:
3 bis. I comuni e le province possono affidare direttamente
servizi pubblici alle società a totale capitale pubblico che
già gestiscono servizi analoghi entro i limiti di importo
previsti dalla vigente normativa comunitaria.'.
Al comma 1 dell'articolo 3 della legge regionale 3 ottobre
2002, n. 14, dopo le parole di base e secondarie,
statali' sono aggiunte le parole , regionali, provinciali e
comunali'.
Al comma 4 dell'articolo 6 della legge regionale 3 ottobre
2002, n. 14, dopo le parole scuole statali' sono aggiunte le
parole , regionali, provinciali e comunali'.
All'articolo 23 della legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21,
è aggiunto il seguente comma:
8 bis. A decorrere dall'esercizio finanziario 2005, è
istituito nel bilancio della Regione un apposito capitolo ai
sensi dell'articolo 7 della legge 5 agosto 1978, n. 468
per i rapporti, anche in convenzione con le comunità alloggio
per i minori sottoposti a provvedimenti dell'autorità
giudiziaria minorile nell'ambito della competenza civile ed
amministrativa al cui onere valutato in 7.747 migliaia di euro
si provvede per gli esercizi finanziari 2005 e 2006 con parte
delle disponibilità dell'UPB 3.2.1.3.2'.
All'articolo 55 della legge regionale 16 aprile 2003, n.4, sono
apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 1 dopo le parole attualizzazione del relativo
credito' sono aggiunte le parole , nonché del connesso
cofinanziamento regionale';
b) il comma 2 è soppresso.
Al comma 1 dell'articolo 4 della legge regionale 29 dicembre
2003, n. 21 sostituire le parole senza vincolo di
destinazione' con le parole ordinari della Regione', dopo le
parole dell'esercizio precedente' aggiungere le parole al
netto di una quota da utilizzarsi per la riproduzione di
economie e la riassegnazione di residui passivi eliminati per
perenzione amministrativa relativi ad interventi regionali con
vincolo di specifica destinazione o connessi a quote di
cofinanziamento regionale'.
L'articolo 137 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, è
abrogato.
All'articolo 10 della legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21,
sono soppresse le parole nell'esercizio finanziario 2003'.
All'articolo 47 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4,
dopo il comma 3, è aggiunto il seguente comma:
3 bis. In sede di prima utilizzazione nei locali ubicati
nella città di Catania nella disponibilità dell'amministrazione
regionale, è allocata una unità operativa dell'Ufficio stampa
alle dirette dipendenze del Presidente della Regione, alla
quale è preposto uno dei giornalisti in servizio presso lo
stesso ufficio.
L'articolo 136 della legge regionale 24 gennaio 2003, n. 4, è
così sostituito:
Art. 136 - Orchestra Teatro Vittorio Emanuele di Messina - 1.
Una quota del 20 per cento del contributo in favore dell'Ente
autonomo regionale teatro di Messina è destinata, a decorrere
dall'esercizio finanziario 2005, alla stabilizzazione
dell'orchestra del teatro Vittorio Emanuele di Messina'.
Al comma 4 dell'articolo 20 della legge regionale 8 settembre
2003, n. 13, dopo le parole Ospedale Papardo di Messina', sono
inserire le parole e l'AUSL n. 8 di Siracusa'; dopo le parole
nel territorio della provincia di Catania e Messina' sono
aggiunte le parole e della provincia di Siracusa'; dopo le
parole Il Registro tumori integrato di Catania e Messina' sono
inserite le parole e di Siracusa'.
All'articolo 24 della legge regionale 29 dicembre 2003, n. 21,
dopo le parole accertamenti di stabilità' aggiungere le
seguenti e verifiche tecniche dei livelli di sicurezza
sismica'.
Al comma 1 dell'articolo 45 della legge regionale 5 novembre
2004, n. 15, sono aggiunte le parole ferma restando
l'autonomia regolamentare degli enti locali in materia di
concorsi pubblici'.
All'articolo 114 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, le
parole consiglio di amministrazione' sono sostituite con le
parole organi collegiali'.
Al comma 1 dell'articolo 7 della legge regionale 27 aprile
1999, n. 10, le parole Il 30 per cento' sono sostituite dalle
parole Sino al 30 per cento'.
All'articolo 1, comma 10, della legge regionale 5 novembre
2004, n. 15 e all'articolo 26, comma 12, della legge regionale
26 aprile 2003, n. 4, e successive modifiche ed integrazioni,
le parole ed accessorio, fisso e variabile' sono abrogate.
All'articolo 62, comma 22 della legge regionale 5 novembre
2004, n. 15 dopo la parola economici' sono aggiunte le parole
nonché ad Amministrazioni ed enti'.
Alla fine del comma 2 dell'articolo 5 della legge regionale n.
8 del 3 maggio 2004 aggiungere il seguente periodo: Nelle
citate isole il limite altimetrico di cui al presente articolo
è determinato con decreto dell'Assessore regionale per il
turismo, le comunicazioni e i trasporti, sentito il collegio
regionale delle guide alpine e vulcanologiche.
All'articolo 36 della legge regionale 5 novembre 2004, n. 15,
dopo le parole 2004' aggiungere le parole e 2005'.
Al comma 2 dell'articolo 51 della legge regionale 5 novembre
2004, n. 15, le parole ai sensi delle disposizioni di cui al
Titolo II' sono sostituite dalle parole ai sensi delle
disposizioni di cui alla Parte II, Titolo II,'.
All'articolo 12 della legge regionale 31 maggio 2004, n. 9, è
aggiunto il seguente comma:
2 bis. Qualora all'istanza dei soggetti aventi diritto di cui
all'articolo 13 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4, non
è seguita opposizione o istanza di acquisizione da parte degli
enti pubblici o degli enti gestori della sede viaria in stato
di dismissione alla viabilità, i frontisti hanno diritto
prioritario alla concessione od acquisizione.'
All'art. 27 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, sono
apportate le seguenti modifiche:
1) la lettera b) del comma 7 è soppressa;
2) al comma 8, le parole altre agevolazioni' sono sostituite
dalle parole altri aiuti di Stato' e la parola relative' è
sostituita dalla parola relativi.'.
Il comma 4 dell'articolo 4 della legge regionale 5 novembre
2004, n. 15 è abrogato. I componenti del Comitato regionale per
le comunicazioni in carica alla data di entrata in vigore della
legge regionale 5 novembre 2004, n. 15 permangono
nell'esercizio delle proprie funzioni sino al compimento del
periodo di carica di cui al comma 2 dell'articolo 101 della
legge regionale 26 marzo 2002, n. 2 .
All'articolo 1 della legge regionale 7 febbraio 1963, n. 12 e
successive modifiche ed integrazioni sono apportate le seguenti
modifiche: dopo la parola Sicilia è aggiunto il periodo e
favorire lo sviluppo transnazionale della cooperazione
siciliana in area Euromediterranea ed, in particolar modo, con
i paesi della Sponda Sud del Mediterraneo, facilitando in tale
ambito lo svolgimento di attività di partenariato e di
cooperazione allo sviluppo
al comma 2 sopprimere le parole ed operanti ; è aggiunto il
seguente comma: Nel perseguimento delle proprie finalità,
l'Istituto può svolgere attività collegate agli strumenti
destinati dall'Unione Europea e per l'esecuzione della propria
attività utilizzare contributi ed altri proventi finanziari
anche comunitari .
All'articolo 1, comma 1, della legge regionale 14 giugno 1983,
n. 57, come modificato dall'articolo 63, comma 7, della legge
regionale 23 dicembre 2002, n. 23, dopo le parole Borsa di
Studio è aggiunta la parola biennale .
All'articolo 1 della legge regionale 31 maggio 2004, n. 9 è
aggiunto il seguente comma:
Tutte le deliberazioni del Commissario Liquidatore sono
comunicate per iscritto entro sette giorni alla Presidenza
della Regione ed all'Assessorato Regionale Lavori Pubblici.
L'Assessorato Regionale Lavori Pubblici entro il termine di
sette giorni dalla ricezione può chiedere chiarimenti o
disporre l'annullamento, dandone comunicazione alla Presidenza
della Regione . Il bilancio finale di liquidazione è sottoposto
all'approvazione della Giunta regionale, previo parere della
competente Commissione legislativa e dell'Assessorato regionale
del bilancio e delle finanze. Quest'ultimo provvede ad
acquisire i saldi positivi al patrimonio della Regione e ad
assumere le iniziative occorrenti a far fronte agli eventuali
saldi negativi. Il patrimonio indisponibile dell'Ente è
trasferito alla Regione siciliana con modalità e tempi
compatibili con le attività di gestione e lo stato di
avanzamento della liquidazione.
La quota di 2.000 migliaia di euro presente nel patrimonio
dell'Agenzia regionale per l'ambiente all'1/1/2003, viene
vincolata quale fondo di dotazione. Un'ulteriore quota del
patrimonio dell'Agenzia all'1.1.2003 pari a 1.000 migliaia di
euro viene accantonata per la copertura di eventuali perdite
future. Alla parte restante del patrimonio netto all'1.1.2003,
agli utili e alle perdite di bilancio che verranno conseguiti a
partire dall'esercizio 2003 si applicano le disposizioni di cui
all'articolo 29 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2.
Al secondo comma dell'articolo 39 della legge regionale 26
maggio 2002, n. 2 e successive modifiche ed integrazioni, le
parole 20 per cento sono sostituite con le parole 50 per
cento .
All'articolo 44 della legge regionale 33/97 aggiungere il
seguente comma:
L'applicazione del presente articolo e successive modifiche ed
integrazioni, è competenza delle province regionali che con
apposito atto amministrativo del Presidente determinano
l'utilizzo delle risorse previste dalla legge dando
comunicazione all'Assessorato regionale agricoltura e foreste.
L'Assessore regionale per il turismo, le comunicazioni ed i
trasporti, è autorizzato a promuovere, senza oneri a carico
della Regione, i corsi di formazione per i responsabili tecnici
di operazione periodica dei veicoli a motori, di cui alla
deliberazione 12 giugno 2003 della Conferenza permanente per i
rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di
Trento e Bolzano.
Con successivo decreto, da emanarsi entro trenta giorni dalla
pubblicazione della presente legge a cura dell'Assessore
regionale per il turismo, le comunicazioni ed i trasporti,
verranno stabilite le modalità di esecuzione, realizzazione ed
attuazione dei corsi di cui al precedente comma.
Il comma 10 dell'articolo 62 della legge regionale 5 novembre
2004, n. 15 è abrogato.
Al comma 1, sub articolo 7 bis dell'articolo 5 della legge
regionale 2 agosto 2002, n. 7, sono apportate le seguenti
modifiche:
al capoverso 2, dopo le parole dall'ingegnere capo del Genio
civile sono aggiunte le parole competente per territorio , e
sono soppresse le parole della provincia in cui ricade
l'opera .
al capoverso 2, dopo il primo periodo viene introdotto il
seguente periodo S'intende ingegnere capo del Genio civile
competente per territorio quello della provincia in cui ricade
l'opera o la maggiore estensione della stessa.
al capoverso 5, lettera a), dopo le parole ingegnere capo del
Genio civile , sono aggiunte le parole competente per
territorio,
al capoverso 10 sono soppresse le parole nonché sui progetti
di interesse ultra provinciale ;
Al comma 9 lettera a) dell'articolo 5 sub articolo 7 ter della
legge regionale 2 agosto 2002, n. 7 e s.m.i. dopo le parole
dell'amministrazione regionale sono aggiunte le seguenti: o
un dirigente dell'amministrazione statale anche a riposo.
Per il Pane di Lentini , prodotto nel territorio del Comune
di Lentini con semole di grano duro coltivato in Sicilia, fatto
lievitare facendo uso di lievito naturale o lievito di birra e
cotto in forni di pietra il cui basamento è costituito da
pietra lavica o altro idoneo materiale refrattario naturale e
la volta da mattoni refrattario usando come combustibile legna
allo stato naturale c/o da gusci di mandorle, può essere
concessa l'autorizzazione della Camera di commercio, industria,
artigianato e agricoltura secondo la procedura prevista dalla
legge 31 luglio 1956, n. 1002 prescindendo dalla valutazione
sulla densità e la produttività dei panifici esistenti per la
produzione del pane comune.
I forni di pietra adibiti alla cottura dal caratteristico Pane
di Lentini sono esenti dall'osservanza delle prescrizioni di
carattere tecnico stabilite dalla legge 31 luglio 1956, n.-
1002.
Dopo il comma 4 dell'articolo 6 della legge regionale 1
settembre 1977, n. 33 è aggiunto il seguente comma: 4 bis) Per
le finalità di cui al comma 1, l'Assessorato Regionale
dell'Agricoltura e delle Foreste istituisce un Centro Regionale
di recupero per la fauna selvatica specializzato per la cura e
la riabilitazione delle tartarughe marine. Anche per tale
Centro Regionale si applicherà il disposto di cui al successivo
comma 6. Per le finalità di cui al presente comma si farà
fronte con parte delle disponibilità del capitolo 143705 .
Dopo il comma 2 dell'articolo 15 della legge regionale 4
gennaio 2000, n. 4, aggiungere: Per gli interventi di messa in
sicurezza dei siti minerari di proprietà, la Regione provvede
anche dando incarico alla società biosfera partecipante (sub
emend G7) maggioritariamente dalla Regione medesima .
Le autorizzazioni ad eseguire opere in zone soggette a vincolo
paesistico o su immobili di interesse storico-artistico sono
rilasciate o negate, ove non regolamentate da norme specifiche
dalle competenti Soprintendenze entro il termine perentorio di
120 giorni. Le competenti Soprintendenze possono interrompere i
termini dei 120 giorni solamente una volta per la richiesta di
chiarimenti o integrazioni. Alla presentazione della
documentazione richiesta gli uffici avranno l'obbligo entro i
successivi 60 giorni di esprimere un proprio parere. Trascorso
il termine perentorio di cui sopra si intende reso in senso
favorevole.
Le funzioni e le dotazioni strumentali dei consiglieri di
parità sono ridefinite e potenziate nella Regione come previsto
dall'articolo 1, commi 1 e 2 del decreto legislativo 23 maggio
2000, n. 196. Relativamente alle procedure di nomina di cui
all'articolo 2, comma 1 del medesimo decreto legislativo, ferme
restando tutte le competenze previste dalla vigente
legislazione regionale, dopo il compimento dell'attuale periodo
di carica, si provvede con decreto dell'Assessore regionale per
il Lavoro.
Le disposizioni di cui all'articolo 55, comma 4 della legge
regionale 16 aprile 2003 n. 4 continuano ad applicarsi fino al
31 dicembre 2005. -
All'articolo 9, comma 2, della legge regionale 30 aprile 1991,
n. 10, aggiungere la lettera e): la data entro la quale,
secondo i termini previsti dall'articolo 21, commi 2 o 3, deve
concludersi il procedimento e i rimedi esperibili in caso di
inerzia dell'amministrazione.
Si applica nel territorio della Regione Siciliana la disciplina
degli appalti pubblici di lavori concernenti i beni culturali
di cui agli articoli 1, 2, 3, 4, 5, 6 e 9 del Decreto
legislativo 22 gennaio 2004, n. 30.
All'articolo 78 della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6 e
successive modifiche ed integrazioni sono apportate le seguenti
modifiche:
dopo le parole si avvale di apposita struttura societaria
aggiungere anche in forma di gruppo societario
sostituire le parole è individuato o con il seguente periodo
definito nel QRS in materia di SI, è
dopo le parole della predetta sostituire società con
struttura societaria .
Al comma 5 dell'articolo 6 della legge regionale 15 maggio
1993, n. 15 dopo le parole sistemi informativi inserire le
parole e dell'innovazione tecnologica .
Il decreto legislativo 1 agosto 2003, n. 259, recante codice
delle comunicazione elettroniche , si applica nel territorio
della Regione Siciliana, fermo restando quanto previsto
dall'articolo 6, comma 5, della legge regionale 11 maggio 1993,
n. 15.
Al comma 10 dell'articolo 1 della legge regionale 5 novembre
2004, n. 15 dopo le parole cinque unità aggiungere le parole
da inquadrare con provvedimento del Dirigente Generale del
Dipartimento Fondo Sanitario, Assistenza Sanitaria ed
ospedaliera - Igiene pubblica ; al comma 12 dell'articolo 26
della legge regionale 26 aprile 2003, n. 4 e successive
modifiche ed integrazioni dopo le parole Sicilia aggiungere
le parole da inquadrare con provvedimento del Dirigente
Generale del Dipartimento Bilancio e Tesoro e dopo la parola
personale aggiungere le parole nel numero massimo di
quindici unità .
L'atto di inquadramento, adottato ai sensi dell'articolo 1
della legge 401/2000 nonché dell'articolo 19 della legge
regionale 13/2003, ha decorrenza giuridica retroattiva a far
data dall'attestazione formale dell'originario provvedimento di
destinazione del legale rappresentante dell'azienda. La
suddetta decorrenza esclude qualsiasi effetto di ordine
economico.
All'articolo 35 legge regionale 33/97 e successive modifiche ed
integrazioni aggiungere dopo le parole altresì, il carattere
di associazione venatoria riconosciuta, le parole la
federazione caccia del regno delle due Sicilie con sede a
Caltanissetta, l'associazione liberi cacciatori siciliani con
sede in Acireale, la federazione caccia per le regioni d'Europa
con sede in Palermo .
Il termine per la gestione del sistema di emergenza in forma
convenzionale di cui al comma 1 dell'articolo 39 della legge
regionale 7.8.1997, n. 30 per come successivamente differito
dall'articolo 11, comma 1, della legge regionale 30.12.2000, n.
36 e dall'articolo 109 della legge regionale 16.4.2003, n. 4, è
ulteriormente prorogato al 31.12.2006.
L'Assessorato regionale alla Sanità, entro il termine del
31.12.2005, dovrà definire le procedure e le modalità per il
nuovo affidamento del servizio di trasporto mediante ambulanze
afferenti il sistema dell'emergenza-urgenza sanitaria (SUES
118) nella Regione Siciliana. Nelle more dell'attuazione delle
procedure di cui sopra, dovendosi assicurare e garantire la
continuità del S.U.E.S., la validità dell'atto convenzionale
già stipulato con CRI ed in atto vigente, è prorogata fino al
definitivo affidamento del servizio e comunque non oltre la
data del 31.12.2006.
Le piccole e medie imprese commerciali e artigiane aventi sede
e operanti nel territorio della Regione Siciliana, che sono
aderenti ad un consorzio di garanzia collettiva fidi il cui
statuto sia stato approvato dall'Amministrazione regionale, ai
sensi dell'articolo 97 della legge regionale 23 dicembre 2000,
n. 23 e la cui compagine sociale sia stata ammessa a godere
dell'integrazione regionale dei fondi rischi, ai sensi
dell'articolo 94, comma 4, della medesima legge, possono
accedere per loro tramite alle operazioni di cessione di
crediti a breve termine, garantite dal consorzio stesso, fino
all'importo massimo di euro 500.000,00. Per gli importi
eccedenti tale limite massimo, si applicano le disposizioni di
cui all'articolo 32, comma 7, della legge regionale 3 dicembre
2003, n. 20. Per le finalità previste nel presente comma,
l'Assessorato regionale della cooperazione, commercio,
artigianato e pesca è autorizzato a concedere alle imprese,
tramite il consorzio fidi a cui le stesse aderiscono, i
benefici previsti dalla normativa regionale vigente in materia.
I consorzi di garanzia collettiva fidi cui aderiscono le
imprese destinatarie dell'intervento finanziario di cui al
comma 1, trasmettono alla scadenza di ogni trimestre
all'Assessorato regionale della cooperazione, commercio,
artigianato e pesca, l'istanza di richiesta del contributo
corredata dalla documentazione probatoria rilasciata
dall'Istituto di credito o Società finanziaria, nella quale
viene descritta l'operazione e gli interessi maturati.
Il comma 1 dell'articolo 107 della legge regionale 16 aprile
2003, n. 4 è sostituito dal seguente: 1. I benefici di cui
agli articoli 2, 3, 4 e 9 della legge regionale 13 settembre
1999, n. 20 e s.m.i. sono estesi in favore dei familiari,
individuati secondo il disposto delle norme citate, dei
dipendenti e di direttori di cantiere scuola (G2) in servizio
presso l'amministrazione regionale, gli enti locali, le aziende
unità sanitarie locali e gli enti o gli istituti dagli stessi
vigilati, vittime di azioni criminose nell'adempimento del
proprio dovere. ., All'articolo 108 della legge regionale 16
aprile 2003, n. 4 è aggiunto il seguente comma: 2. i benefici
di cui al comma 1 dell'articolo 107 della presente legge sono
altresì applicati al dipendente della provincia regionale di
Catania Placido Stissi, deceduto nell'adempimento del dovere in
data 11 dicembre 2004 ; in favore del cittadino Mendola
Giuseppe, deceduto eroicamente il 12 luglio 2003 nel compimento
di un atto di salvataggio di due cittadini nel tratto di mare
di isola delle Femmine in provincia di Palermo sono estesi i
benefici di cui agli articoli 2,3,4 della l.r. 20/1999.
L'Assessorato regionale del bilancio e delle Finanze è
autorizzato a prestare garanzia sussidiaria in favore degli
istituti di credito che erogano mutui in favore dell'ente
Autonomo Fiera di Palermo finalizzati al ripianamento delle
proprie esposizioni debitorie sussistenti alla data del 30
giugno 2004 e comunque per un importo complessivo massimo pari
a 10.000 migliaia di euro. Per le finalità del presente comma,
l'Assessorato regionale del bilancio e delle finanze approva il
piano di risanamento aziendale ed il piano di ammortamento del
mutuo, verificando ogni dodici mesi che gli stessi piani siano
rispettati attraverso la nomina di un commissario
straordinario, da parte dello stesso Assessorato, per il
risanamento dell'ente, da affiancare al Consiglio di
amministrazione dello stesso ente o al commissario.
Nelle more di un organico riordino del settore e delle attività
fieristiche, gli Enti fiera regionali si trasformano in
soggetti giuridici privati che acquistano personalità giuridica
di diritto privato con l'approvazione da parte dell'Organo
tutorio della delibera di trasformazione, e subentrano agli
Enti cessati nei rapporti giuridici, attivi e passivi,
esistenti al momento della trasformazione. L'Assessore
regionale alla cooperazione, commercio, artigianato e pesca,
cui compete la tutela e la vigilanza degli Enti fieristici, dà
attuazione alla disposizione di cui al precedente comma
mediante nomina di commissari ad acta. Le procedure di
privatizzazione, che si completano entro un anno dalla data di
entrata in vigore della presente legge, si informano ai
principi generali e ai criteri contenuti nella legge 11 gennaio
2001, n. 7, alle disposizioni di cui ai commi 2, 3, 4, 5 e 6
della stessa legge, per quanto compatibili con le norme e le
competenze regionali in materia, e, per quanto non previsto,
alle previsioni normative del decreto legislativo 17 gennaio
2003, n. 6.
All'articolo 26 della legge regionale 5 novembre 2004, n. 15 la
parola 2003 è sostituita con la parola 2002 .
L'articolo 156 della legge regionale 23 dicembre 2000, n. 32, è
così sostituito:
L'Assessore regionale per la cooperazione, il commercio,
l'artigianato e la pesca, sentite le marinerie siciliane e le
associazioni di categoria, istituisce con proprio decreto, nel
territorio della Regione siciliana, uffici decentrati del
dipartimento della pesca, determinandone i compiti e le
rispettive dotazioni organiche. Gli uffici decentrati del
dipartimento della pesca avranno sede nei locali che i comuni
e/o le province regionali territorialmente competenti
renderanno disponibili. Al funzionamento degli uffici di cui al
comma 1, si provvede mediante l'utilizzazione di personale già
in servizio presso l'Amministrazione regionale.
L'Istituto di studi politici San Pio V , per la sua rilevanza
sociale e formativa, è riconosciuto come ente di interesse
regionale. L'Istituto si propone di sviluppare nella coscienza
dei giovani i grandi problemi sociali e dello sviluppo
tecnologico. In particolare l'Istituto, per il raggiungimento
dei suoi fini, promuove in Sicilia o su temi relativi alla
Sicilia, varie iniziative tra cui conferenze , congressi,
seminari di studi, pubblicazioni di studi e ricerche, ricerche
a livello scientifico, corsi di perfezionamento, concessione di
borse di studio, acquisizione di beni e strutture. L'Istituto,
in linea con le finalità proprie, predispone il programma delle
iniziative e trasmette ogni anno all'Assessorato regionale ai
Beni Culturali ed Ambientali ed alla Pubblica Istruzione, al
termine delle iniziative prese, una relazione sull'attività
svolta.
Al fine di agevolare il recupero del netto storico (zone A)
della città di Palermo, sono dimezzati gli oneri di
urbanizzazione e i costi di costruzione di cui all'articolo 3
della legge 28 gennaio 1977, n. 10, per tutti i soggetti
interessati.
All'articolo 21 della legge regionale 1 agosto 1977, n. 80,
dopo il comma 1 è aggiunto il seguente comma: 2. L'Assessorato
regionale per i beni culturali e ambientali e per la pubblica
istruzione può procedere altresì all'acquisizione di opere di
artisti italiani e stranieri al fine di incrementare il
patrimonio regionale di arte contemporanea.
Una quota pari all'80% del contributo stanziato per l'esercizio
finanziario 2005 a favore dell'Associazione Telefono azzurro
(UPB 3.2.1.3.1. - Capitolo 183711) è destinato a consentire al
gestore del servizio S.O.S. Il Telefono Azzurro - linea
nazionale per la prevenzione dell'abuso dell'infanzia , eretto
in ente morale con D.P.R. 18 dicembre 1990, nella sede unica di
Palermo, l'avviamento del Servizio telefonico nazionale 114 -
linea d'emergenza gratuita per la segnalazione di situazioni di
pericolo immediato di bambini e adolescenti - , istituito con
Decreto dei Ministri delle Comunicazioni, Lavoro e politiche
sociali e Pari opportunità, del 6 agosto 2003. L'Assessore
regionale per la famiglia, le politiche sociali e le autonomie
locali è autorizzato a stipulare con il predetto ente gestore
del Servizio 114 una convenzione finalizzata all'elaborazione e
gestione di progetti formativi riguardanti le procedure
d'intervento in situazioni di emergenza relative ai minori,
rivolti al personale docente delle scuole di ogni ordine e
grado, agli operatori sanitari, a quelli socio-assistenziali,
ed alle forze dell'ordine.
Al comma 1 dell'articolo 72 della legge regionale 28 ottobre
1985, n. 41 la parola 4 è sostituita con la parola 8 e le
parole professionisti con almeno 18 mesi di anzianità sono
sostituite con le parole iscritti all'ordine .
Al comma 3 dell'articolo 1 della legge regionale 6 aprile 1996,
n. 18, dopo le parole della somma mutuata sono aggiunte le
seguenti: e calcolati al tasso d'interesse vigente al momento
della stipula dell'atto di mutuo definitivo . All'articolo 1
della legge regionale 6 aprile 1996, n. 18 è aggiunto il
seguente comma: 4. L'importo da restituire per interessi di
utilizzo qualora sia richiesto da parte delle società
beneficiarie di capitalizzarlo nel mutuo deve essere garantito,
se capiente, dall'ipoteca di primo grado già esistente per il
mutuo stesso senza ulteriore garanzie delle società
beneficiarie .
L'Assessore regionale per la Cooperazione, il Commercio,
l'Artigianato e la Pesca è autorizzato, a valere sulle economie
realizzate ai sensi della legge 17 febbraio 1982, n.41
concernente il Piano per la razionalizzazione e lo sviluppo
della pesca marittima , a corrispondere in via straordinaria e
limitatamente al periodo compreso tra il primo gennaio 2004 ed
il 30 giugno 2005 in favore delle imprese esercenti l'attività
della pesca in Sicilia, un contributo straordinario a titolo di
concorso sulle spese effettivamente sostenute e documentate per
l'acquisto del gasolio necessario allo svolgimento delle
attività professionale. Il contributo di cui al comma 1 rientra
tra gli aiuti di cui al Regolamento (CE) n. 1860 del 6 ottobre
2004 e viene erogato nella misura del de minimis nel rispetto
delle norme del predetto Regolamento CE. Ai fini
dell'ammissione al contributo di cui al presente comma, le
imprese interessate devono presentare apposita istanza con le
modalità e nei termini che saranno indicati in apposita atto
dell'Assessorato regionale della Cooperazione, del Commercio,
dell'Artigianato e della Pesca. Il contributo verrà computato
nella misura del 5 per cento del costo del carburante relativo
al periodo in cui la spesa effettuata si riferisce ed al netto
dell'imposta sul valore aggiunto (IVA).
A decorrere dall'esercizio finanziario 2006, la quota di cui al
comma 1 è determinata ai sensi dell'articolo 3 lettera H della
legge regionale 10/1999
All'articolo 5 della legge regionale 12 novembre 1996, n. 41, è
aggiunto il seguente comma: 2 bis. Le disposizioni del
presente articolo non trovano applicazioni nei confronti del
personale chiamato a far parte degli uffici di diretta
collaborazione del Presidente e degli Assessori regionali.
Al comma 2 dell'articolo 10 della legge regionale 18.2.1986, n.
3 sostituire la parola dieci con la parola dodici , alla
lettera b) la parola quattro è sostituita con la parola sei
ed inserire dopo la parola esperti le parole di cui quattro
e dopo la parola CNEL le parole e due al competente
assessore regionale .
La composizione delle Commissioni provinciali per l'artigianato
istituite con l'articolo 10 della legge regionale 18.2.1986, n.
3, è integrata da due esperti designati dall'Assessore della
cooperazione, del commercio, dell'artigianato e della pesca.
Le fideiussioni regionali concesse agli istituti di credito ai
sensi e per gli effetti dell'articolo 1 della legge regionale 8
novembre 1988, n. 30 e dell'articolo 10 della legge regionale
15 maggio 1986, n. 24 a favore delle cooperative agricole, sono
equiparate alle garanzie di cui all'articolo 2 della legge
regionale 10 ottobre 1994, n. 37.
I soci delle cooperative agricole di cui al precedente comma,
possono beneficiare delle agevolazioni previste dalla legge
regionale 10 ottobre 1994, n. 37, purchè dimostrino di aver
prestato garanzie agli istituti di credito e/o agli enti
pubblici finanziatori entro i termini previsti dalla stessa
legge.
Il comma 6 dell'articolo 76 della legge regionale 16.4.2003, n.
4, è sostituito dal seguente: Dalla data di scadenza dei
contratti di cui al comma 2, gli eventuali oneri graveranno sul
bilancio delle relative fondazioni. I beni mobili ed immobili e
le relative pertinenze e attrezzature destinate al
funzionamento dei centri di eccellenza (ortopedico di Catania,
Oncologico di Messina e Materno Infantile di Palermo), saranno
trasferiti nella piena disponibilità delle fondazioni istituite
allo scopo, dopo il collaudo dei lavori di realizzazione,
mantenendo il vincolo assoluto di destinazione. Nell'ipotesi di
scioglimento della fondazione, per qualsiasi causa, gli stessi
rientreranno nella piena disponibilità patrimoniale degli Enti
che li hanno conferiti .
Gli interventi di cui agli articoli 80 e 88 della legge
regionale 10 dicembre 2001, n. 21, di cui all'articolo 40 della
legge regionale 10 dicembre 2001, n. 21 e di cui all'articolo
48 della legge regionale 4 gennaio 2000, n. 4, sono determinati
annualmente ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera h) della
legge regionale 27 aprile 1999, n. 10.
All'articolo 14 della legge regionale 26 marzo 2002, n. 2, dopo
il comma 1, è aggiunto il seguente comma: 2. Le licenze, le
concessioni, i nulla osta, i permessi, le autorizzazioni
richiesti per l'esercizio di attività economiche nel territorio
della Regione siciliana sono sostituiti da una comunicazione di
inizio attività da parte del legale rappresentante dell'impresa
richiedente, indirizzata all'Amministrazione competente. La
comunicazione è resa nei modi e nelle forme regolamentati ai
sensi dell'articolo 22 della legge regionale 30 aprile 1991, n.
10. Restano validi ed esecutivi le norme di legge e tutti gli
atti amministrativi vigenti in materia di urbanistica, di
edilizia, di ambiente, della salute pubblica, della tutela del
lavoro e della sicurezza pubblica, nonché quelli concernenti la
realizzazione di grandi centri commerciali di cui all'articolo
2 della legge regionale 22 dicembre 1999, n. 28 e successive
modifiche ed integrazioni. Il legale rappresentante che
sottoscrive la comunicazione è tenuto a fornire tutta la
documentazione che sarà richiesta una sola volta
dall'Amministrazione competente; il legale rappresentante è
responsabile di ogni violazione delle norme, degli atti
amministrativi e di ogni altra disposizione che disciplina
l'inizio dell'attività, con esclusione degli errori formali.
Con decreto del Presidente della Regione da emanarsi entro
novanta giorni, su proposta dell'Assessore regionale
competente, sono individuate le categorie delle attività
economiche rientranti nell'ambito di applicazione del presente
articolo Sono abrogate le disposizioni della legge regionale 6
agosto 1997, n. 27 che risultino in contrasto con il presente
comma, nonché ogni altra disposizione incompatibile con lo
stesso.
Le disponibilità finanziarie del fondo di garanzia di cui
all'articolo 132 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4,
possono essere impiegate anche per le istanze di accesso al
fondo relativamente agli anni pregressi.
E' istituita la tassa fitosanitaria regionale. La tassa è
dovuta dall'importatore e deve essere versata mediante
pagamento su conto corrente postale intestato alla Regione
Siciliana, inserendo nella causale la dicitura Tassa
Fitosanitaria , prima dell'espletamento delle attività di
controllo all'importazione previste dalla Direttiva 2000/29/CE.
La tassa è dovuta nella misura prevista dall'All. VIII bis
della Direttiva 2000/29/CE, introdotto dalla Direttiva
2002/89/CE del Consiglio del 28 novembre 2002, che modifica
parzialmente la Direttiva 2000/29/CE concernente le misure di
protezione contro l'introduzione nella Comunità di organismi
nocivi ai vegetali o ai prodotti vegetali e contro la loro
diffusione nella Comunità. Non è autorizzato il rimborso
diretto o indiretto della tassa. La tassa fitosanitaria entrerà
in vigore a partire dal 1 gennaio 2005, ai sensi dell'articolo
2 della Direttiva 2002/89/CE. Con decreto dell'Assessorato alla
Sanità, emesso di concerto con l'Assessorato al Bilancio e alle
Finanze, da emanarsi entro 30 giorni dall'entrata in vigore
della presente legge, sono stabilite le modalità di gestione
della tassa.
Il comma 2 dell'articolo 7 della legge regionale 18 febbraio
1986, n.3, come sostituito dall'articolo27 della legge
regionale 18. maggio 1986 n. 33 è così modificato: Alla
stessa separata sezione dell'albo di cui all'articolo 6 sono
iscritti anche i consorzi e società consortili cui partecipano,
oltre alle imprese artigiane, anche imprese industriali di
minore dimensione, così come definite dal CIPE, purchè in
numero non superiore alla metà, e sempre che le imprese
artigiane detengano la maggioranza di organi deliberanti .
Nella Regione siciliana la commercializzazione al dettaglio e
l'impiego di prodotti fitosanitari, coadiuvanti e concimi come
regolamentati dalla legislazione vigente, è consentita
esclusivamente previo rilascio di prescrizione da parte di
dottori agronomi abilitati all'esercizio della professione ed
iscritti in apposito elenco, istituito presso le aziende unità
sanitarie locali competenti per territorio. L'istituzione e la
tenuta dell'elenco è disciplinata da apposito decreto del
presidente della regione adottato di concerto con l'Assessore
regionale per la Sanità e l'Assessore regionale per
l'Agricoltura e le foreste, da emanarsi entro 90 giorni
dall'entrata in vigore della presente legge. Le aziende unità
sanitarie locali sono autorizzate a stipulare apposite
convenzioni con i dottori agronomi iscritti nell'elenco di cui
al presente comma per l'espletamento delle attività connesse al
rilascio della prescrizione dei prodotti di cui trattasi.
Ciascuna prescrizione è soggetta al pagamento di un ticket di
euro 2,00 secondo quanto stabilito dal decreto di cui al
presente comma, il quale prevede altresì le modalità per il
rilascio delle prescrizioni, nonché lo schema delle
convenzioni, ivi compreso l'importo dovuto dall'AUSL per il
servizio reso in convenzione.
Gli enti di cui alla tabella A della legge regionale 25
maggio 1995, n. 45 sono autorizzati ad utilizzare, per lo
svolgimento dei propri compiti istituzionali, il personale in
atto in servizio, nonché il personale di cui all'articolo 30
della medesima l.r. n. 45/95, chiamati nel rispetto delle
disposizioni di cui al comma 1 dell'articolo 106 della legge
regionale 16 aprile 2003, n. 4 sino alla definizione dello
strumento normativo concernente il riordino complessivo degli
enti predetti anche mediante copertura dei posti previsti nei
P.O.V. A detto personale viene estesa la previsione normativa
di cui al comma 1 dell'articolo 2 della legge regionale 30
dicembre 1977, n. 106 come sostituito dall'articolo 1 della
legge regionale 6 aprile 1981, n. 49.
Al primo comma dell'articolo 58 della legge regionale 18 maggio
1996, n. 33 sostituire le parole sono autorizzati a modificare
le con le parole procedono, entro il 31 maggio 2005,
all'adeguamento delle rispettive piante organiche alle
previsioni della legge 150/2000 e dopo le parole sua
interezza aggiungere le parole , fermo restando l'Autonomia
Statutaria e regolamentare dei suddetti Enti. . Alla fine del
comma 1 dell'articolo 127 della legge regionale 26 marzo 2002,
n. 2, è aggiunto il seguente periodo: Ai fini
dell'applicazione dell'articolo 7 della legge 7 giugno 2000, n.
150 negli enti locali il portavoce deve essere iscritto
all'ordine dei giornalisti
Il disposto di cui al comma 1 dell'articolo 57 della legge
regionale 6 aprile 1996, n. 16 è interpretato nel senso che,
nella fase di prima formazione del contingente distrettuale di
cui all'articolo 56, comma 4, lettera b), il contingente è
formato prioritariamente dai lavoratori già in possesso della
qualifica di autobottista, conseguita con precedente rapporto
di lavoro con l'Amministrazione forestale; per i successivi
aggiornamenti di cui all'articolo 60, il precedente lavorativo
nella relativa qualifica di addetto alla guida di autobotti
costituisce titolo preferenziale. Il successivo articolo59
comma 2 è interpretato nel senso che il possesso della relativa
qualifica con precedente lavorativo nella mansione, costituisce
titolo preferenziale. Il requisito del precedente lavorativo
applicato dalle Commissioni provinciali Manodopera agricola,
sia per la prima formazione dei contingenti distrettuali
antincendio, che per i successivi aggiornamenti, è pertanto
valido ed efficace.
Ai fini dell'individuazione del soggetto utilizzatore in ASU,
l'Assessorato Regionale del Lavoro, Previdenza Sociale,
Formazione Professionale ed Emigrazione, provvede attraverso i
propri uffici periferici ad accertare l'ente presso cui il
lavoratore ha prestato la propria attività per almeno 45 giorni
alla data (G 12.1) di entrata in vigore della presente legge.
Nelle selezioni per la procedura di stabilizzazione, i soggetti
utilizzati nell'Ente in forza di procedura di assegnazione
ovvero convenzionali ai sensi degli articoli 1 e 5 del decreto
legislativo n.81 del 2000, mantengono la priorità rispetto ai
lavoratori di cui al precedente comma.
Al fine di assicurare la prosecuzione nell'utilizzazione in
attività socialmente utili di lavoratori destinatari del regime
transitorio per i quali gli enti utilizzatori privati non
provvedono ad adottare i programmo di fuoruscita, l'Assessorato
regionale del lavoro, della previdenza sociale, della
formazione professionale e dell'emigrazione promuove iniziative
volte all'utilizzazione degli stessi lavoratori presso enti
legittimati diversi dall'amministrazione regionale, su
richiesta dei soggetti interessati. Per i soggetti utilizzatori
pubblici, alle inadempienze dell'ente, provvede l'assessorato
regionale del lavoro della previdenza sociale, della formazione
professionale e dell'emigrazione attraverso i controlli
sostitutivi di cui all'articolo 5 comma 2 della l.r. 24/2000 e
successive modifiche ed integrazioni. L'Assessore regionale del
lavoro, della previdenza sociale, della formazione
professionale e dell'emigrazione è autorizzato ad approvare,
finanziare e a dare corso al piano regionale dell'offerta
formativa 2005, utilizzando anche (G23) le risorse rivenienti
dai trasferimenti comunitari, statali e dal fondo siciliano
lavoratori.
I contributi corrisposti ai sensi dell'articolo 2, comma 2,
della legge regionale n. 3 del 1998 sono da intendersi aiuti
nell'ambito della formazione all'autoimpiego rivolta a soggetti
disoccupati ed assimilabili alle borse di studio di cui
all'articolo 4 della legge 23 agosto 1984, n. 486.
Nelle more della riforma organica delle AAPIT, il relativo
personale, su disposizione del Presidente della Provincia
regionale nel cui ambito territoriale ha sede l'Azienda, previa
concertazione sindacale, può essere utilizzato dalla Provincia
regionale o dagli enti ad essa collegati, ferme restando le
garanzie giuridico-economiche e funzionali di detto personale
godute presso l'ente di provenienza.
Il comma 1 dell'articolo 3 della legge regionale 6 giugno 1975,
n.41, è così sostituito: Le opere, i macchinari e le
attrezzature di cui alle lett. a) e b) del precedente articolo
sono soggetti al vincolo della destinazione produttiva per
almeno cinque anni a decorrere dalla data della certificazione
di fine lavori e, negli altri casi, dalla data di acquisto . Al
comma 2 dell'articolo 55 della legge regionale 6 maggio 1981,
n. 97, le parole lire 200 milioni sono sostituite con le
parole 2 milioni di euro .
Al fine di favorire un processo di trasparenza e di garanzia
per i consumatori la Regione promuove l'adozione da parte dei
commercianti miranti alla migliore conoscenza del processo di
formazione del prezzo finale di vendita.
All'articolo 78 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4 e
successive modifiche ed integrazioni, sostituire la parola
attraverso con la parola al ; dopo la parola comunitaria
aggiungere la parola Euromed ; dopo la parola Sicilia
aggiungere le parole con sede in Palermo e con le modalità di
cui all'articolo 23 della legge regionale 23 dicembre 2002, n.
23 .
A valere sulle disponibilità dell'UPB 6.2.2.6.1 (capitolo
672018), l'Assessore per i lavori pubblici è autorizzato a
finanziare progetti nei comuni al di sotto dei cinquemila
abitanti, per il consolidamento e, ove non esistenti, per la
realizzazione dei palazzi municipali e/o delle caserme anche al
fine della pubblica sicurezza e della protezione civile dei
cittadini.
Al secondo comma, lettera c), dell'articolo 61 della legge
regionale 18 febbraio 1986, n. 3 come modificato dall'articolo
37 della legge regionale 25 maggio 1991, n. 35 sono aggiunte le
seguenti parole: e reti di servizio informatiche .
Nelle more del riordino complessivo dei Consorzi di bonifica,
finalizzato ad assicurare agli stessi efficienza ed economicità
di gestione, i contratti di cui all'articolo 3 della legge
regionale 30 ottobre 1995, n. 76 sono prorogati, senza
soluzione di continuità, al 31 dicembre 2007.
Per le finalità previste dalla Comunicazione della Commissione
UE riguardanti: Orientamento comunitari sugli aiuti di Stato
per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in
difficoltà , in GUCE C 244 dell'1.10.2004, per l'anno
finanziario 2005, a valere sulle disponibilità del Fondo unico
previsto dall'articolo 63 legge regionale 7 marzo 1997, n.6,
l'IRCAC è autorizzato ad effettuare interventi in favore delle
cooperative agricole di conferimento (di cui all'albo nazionale
delle cooperative istituito con decreto 23.6.2004 dal Ministero
delle attività produttive) di ortofrutticoli in serra e che
forniscono ai soci, beni e servizi diretti alla cura e allo
sviluppo del ciclo biologico (articolo 1, comma 2, del decreto
legislativo n. 228/01), in possesso dei requisiti previsti,
dall'articolo 2512 e del comma 3 dell'articolo 2513 del Codice
Civile, formate al 31.12.2003 da almeno cento soci produttori
agricoli. Entro 30 giorni dall'entrata in vigore della presente
legge il Presidente della Regione emana all'IRCAC, con proprio
decreto, le direttive per l'attuazione del presente comma.
Dopo il comma 7 dell'articolo 45 della legge regionale 7 marzo
1997, n.6 aggiungere il seguente: 7 bis. Qualora il personale
di cui al precedente comma 6 venga collocato nell'organico
dell'ente locale, in una qualifica o in profilo professionale
diverso, l'onere relativo al trattamento economico resta a
carico del fondo .
A valere sulle assegnazioni in favore dei Comuni di cui
all'articolo 23, comma 1 della legge regionale 21/03 al fine di
assicurare il rimborso dei costi sostenuti per l'eliminazione e
il superamento delle barriere architettoniche degli edifici
privati, l'Assessore regionale per la famiglia, le politiche
sociali e le autonomie locali è autorizzato ad erogare i
relativi fondi in favore dei comuni per consentire la
liquidazione delle istanze presentate dai soggetti portatori di
handicap riconosciuti invalidi secondo l'ordine di inserimento
nella graduatoria regionale formata ai sensi della legge 9
gennaio 1989, n. 13.
Per la realizzazione degli interventi finalizzati alla
conservazione del patrimonio culturale di cui all'articolo 29
del Codice dei beni culturali e del paesaggio, emanato con il
decreto legislativo 22 gennaio 2004 n.42, il progetto
definitivo dei lavori di cui al comma 4 dell'articolo16 della
legge 11 febbraio 1994 n.109 nel testo coordinato con la legge
regionale 2 agosto 2002 n.7 e successive modifiche ed
integrazioni, deve essere corredato propedeuticamente di
indagini diagnostiche.
A valere sulle disponibilità dell'U.P.B. 2.3.1.3.1. capitolo
146514, l'Assessore regionale per l'agricoltura e le foreste, è
autorizzato ad erogare la somma di euro 2.000.000 ai Consorzi
di bonifica. Detta somma è esclusivamente finalizzata alla
vigilanza e custodia delle dighe gestite dai suddetti consorzi
e soggette a vigilanza e custodia governativa ai sensi del DPR
1 novembre 1959, n. 1363. Tale somma verrà ripartita fra i
Consorzi di bonifica in proporzione al numero di invasi gestiti
ed in base ad apposita perizia dei lavori dal Foglio delle
condizioni regolarmente sottoscritto con l'autorità governativa
statale ai sensi dell'articolo 6 del DPR n. 1363/1959 e
successive modifiche ed integrazioni.
All'articolo 2, comma 3, della legge regionale 15 maggio 1991,
n. 17, dopo la parola Vittoria sono aggiunte le parole ed il
Museo archeologico regionale di Centuripe tramite apposita
convenzione con il comune e la provincia regionale di Enna per
la gestione dello stesso.
All'articolo 3 della legge regionale 6 maggio 1981, n. 9,
all'inizio della lettera C, sostituire sei con sette . Alla
lettera C dello stesso articolo aggiungere amici della terra .
Al fondo di rotazione ESA, istituito con l'articolo 14 della
legge regionale 12 maggio 1959, n. 21 e successive modifiche ed
integrazioni, possono accedere gli Imprenditori Agricoli
Professionali (I.A.P.) di cui all'articolo 1 del decreto
legislativo 29 marzo 2004, n. 99.
Al fine di armonizzare l'erogazione dei servizi socio
assistenziali e di orientamento al lavoro ed all'occupazione
con i servizi di cui alla legge regionale 5 agosto 1982, n. 93
una quota del 2,5% delle risorse destinate alle province
regionali con le disponibilità del fondo di cui all'articolo 64
della legge regionale 16 aprile 2004, n. 4, rimane nella
disponibilità dell'Assessore Regionale della Famiglia, delle
Politiche Sociali e delle Autonomie Locali per essere
attribuite alle Province che si avvalgono dei soggetti aventi i
requisiti e secondo le modalità di cui all'articolo 3 della
predetta legge ed inquadrabili nelle categorie corrispondenti
alle qualifiche o ai profili professionali riconosciuti anche a
seguito di provvedimento giurisdizionali.
I contributi previsti dall'articolo 15 della legge regionale 9
ottobre 1998, n. 26, così come modificato dall'articolo 52
della legge regionale 5 novembre 2004, n. 15, saranno erogati,
con decreto dell'Assessore Regionale destinato alla Presidenza,
con le modalità previste dall'articolo 23 della legge regionale
23 dicembre 2002, n. 23. Contestualmente la Regione indicherà
un proprio rappresentante in seno al Consiglio di
Amministrazione di ogni singolo consorzio universitario
interessato.
All'articolo 24 della legge regionale 16 aprile 2003, n. 4 è
aggiunto il seguente comma: 4. ter. Non sono, altresì,
computate nel saldo finanziario rilevante ai fini del patto,
le spese finanziate da entrate ad obbligatoria, specifica
destinazione.
Nel territorio della Regione, ivi comprese le aree dei parchi e
delle riserve naturali, la fauna selvatica può essere
sottoposta, per motivi sanitari, di tutela del suolo e delle
produzioni zoo-agro-forestali, ad operazioni ed interventi di
controllo. Gli interventi di controllo della fauna selvatica,
anche su segnalazione delle associazioni venatorie riconosciute
delle amministrazioni comunali interessate per territorio, dei
proprietari o conduttori dei fondi, degli Enti Parco, degli
enti gestori delle riserve naturali, sono esercitati dalle
ripartizioni faunistico-venatorie, mediante l'utilizzazione di
sistemi acustici e/o meccanici di allontanamento o cattura in
qualsiasi periodo dell'anno. Per gli aspetti sanitari, le
ripartizioni si avvalgono dell'Istituto Zooprofilattico
sperimentale della Sicilia. Gli interventi di cattura sono
effettuati qualora i sistemi di allontanamento si dovessero
ritenere non adeguati o inefficienti. Agli interventi di
controllo le ripartizioni faunistico-venatorie provvedono a
mezzo di proprio personale, di dipendenti del corpo delle
guardie forestali, delle guardie addette ai parchi o alle
riserve, di altri agenti venatori dipendenti da pubbliche
amministrazioni ed anche dei proprietari e dei conduttori dei
fondi sui quali si attuano gli interventi, delle guardie
volontarie di associazioni venatorie ed ambientaliste
riconosciute in sede regionale, purchè munite di licenza per
l'esercizio venatorio.
Nelle more dell'espletamento delle procedure di reclutamento
di personale, l'Agenzia regionale per la protezione
dell'Ambiente è autorizzata a rinnovare, per il medesimo
periodo, i contratti a tempo determinato del personale in
servizio originariamente stipulati dal commissario delegato per
l'Emergenza rifiuti e la tutela delle acque e dall'A.U.S.L. n.
8 di Siracusa e relativi ai bandi pubblici pubblicati nella
GURS n. 4 del 16 marzo 2001, n. 10 del 27/7/2001 e n. 67 del
24/8/2001.
Dopo il comma 7 dell'articolo 1 della legge regionale 5
novembre 2004, n. 15 è aggiunto il seguente comma: Al fine di
garantire una adeguata assistenza e l'accessibilità alle
prestazioni di riabilitazione per la popolazione residente
nelle isole minori, in deroga a quanto previsto dal comma 7 del
presente articolo, nel caso di mancanza di strutture
provvisoriamente accreditate per tale tipo di prestazione nel
territorio dell'isola, l'Assessore regionale per la Sanità può
autorizzare limitatamente a quel territorio l'estensione
dell'attività di struttura preaccreditate nel territorio della
Regione compatibilmente alla domanda di prestazione esistente.
Le aziende sanitarie sono autorizzate a mantenere, sino al
relativo esaurimento, i posti di dirigente pedagogista-ruolo
sanitario, vacanti e disponibili nelle proprie dotazioni
organiche rideterminate al 31 dicembre 2003 e che risultano
alla predetta data interinalmente coperti.
A valere sulle disponibilità dell'U.P.B. 1.3.1.1.2 il
Presidente della Regione istituisce con proprio decreto, da
emanarsi entro sessanta giorno dall'entrata in vigore della
presente legge, un tavolo tecnico al quale sono chiamati a
partecipare anche rappresentanti della Provincia e del comune
di Agrigento, per la definizione del piano finanziario degli
interventi finalizzati alla corresponsione delle indennità di
esproprio e di occupazione relativi alle unità immobiliari
della città di Agrigento ricadenti nelle zone fatte sgombrare a
seguito della frane del 19 luglio 1966 e dichiarati inagibili
in base alle ordinanze sindacali del 23/27 luglio 1966, nonché
in base alla successiva ordinanza sindacale del 4 febbraio del
1967 e successivamente demolite o dichiarate inagibili.
Il comma 4 dell'articolo 11 della legge regionale 6 maggio
1981, n.. 6 è abrogato. La spesa relativa alle finalità di cui
al comma 4 dell'articolo 11 della legge regionale 6 maggio
1981, n.. 6 e successive modifiche ed integrazioni non può
eccedere lo stanziamento previsto nell'esercizio finanziario
2005 nella U.P.B. 1.5.1.1.2 capitolo 112507.
Il comma 3 dell'articolo 3 della legge regionale 26 agosto
1992, n. 7 e successive modifiche ed integrazioni, va
interpretato nel senso che il divieto di rieleggibilità per una
sola volta non si applica nel caso in cui tra un mandato e
l'altro si sia verificata una gestione straordinaria ai sensi
degli articoli 143 e 144 del decreto legislativo 18 agosto
2000, n. 67. Al comma 1 dell'articolo 17 della legge regionale
26 agosto 1992, n. 7 le parole ogni sei mesi sono sostituite
con le parole ogni anno .
Al fine di accelerare le procedure di accertamento dei
contributi richiesti dalle imprese artigiane ai sensi degli
articoli 43 e 47 della legge regionale n.3/1986, le Province
regionali trasmettono all'Assessorato regionale per la
Cooperazione, il Commercio, l'Artigianato e la Pesca, entro 60
giorni dalla data di pubblicazione della presente legge, elenco
dettagliato di tutte le imprese aventi diritto ai contributi
per tutti gli anni pregressi fino alla data del 31 luglio 2001.
Entro 60 giorni l'Assessorato regionale per la Cooperazione, il
Commercio, l'Artigianato e la Pesca emana apposito decreto di
riconoscimento di debito e di liquidazione nei confronti dei
beneficiari. Il limite di impegno non può comunque superare
l'importo massimo autorizzato al successivo comma 6. I crediti
certificati dal decreto emanato ai sensi dal comma precedente
possono formare oggetto di cessione nel quadro di operazioni di
cartolarizzazione poste in essere ai sensi e per gli effetti
della legge 30 aprile 1999, n.130 secondo le modalità previste
dalla stessa legge. Per favorire il perfezionamento di
operazioni di cartolarizzazione dei crediti derivanti dagli
articoli 43 e 47 della legge regionale 3/86 la Regione ritiene
validi ed efficaci gli atti di cessione tra le imprese e le
società per la cartolarizzazione dei crediti. Gli atti di
cessione devono essere notificati mediante lettera raccomandata
all'Assessorato regionale per la Cooperazione, il Commercio,
l'Artigianato e la Pesca e sono resi pubblici dalle società per
la cartolarizzazione dei crediti secondo le modalità di cui
all'articolo 4 della legge 30 aprile 1999, n.130. L'Assessorato
regionale per la Cooperazione, il Commercio, l'Artigianato e la
Pesca è autorizzato a sottoscrivere con le società per la
cartolarizzazione dei crediti gli atti e i documenti necessari
per il perfezionamento delle operazioni di cartolarizzazione
dei contributi di cui agli articoli 43 e 47 della legge
regionale 3/86, concordando altresì che successivamente alla
cessione in favore della società per la cartolarizzazione dei
crediti, le eventuali contestazioni relative al possesso dei
requisiti per l'erogazione dei contributi possono essere fatte
valere dalla Regione esclusivamente nei confronti delle imprese
cedenti. Per provvedere al pagamento dei debiti di cui al comma
1 la Regione è autorizzata ad assumere un limite di impegno
decennale di 2.500 migliaia di euro annui a decorrere
dall'esercizio finanziario 2005. All'onere di cui al presente
articolo si provvede ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera
L, della legge regionale 27 aprile 1999, n.10.
All'articolo 5 della legge regionale 5 settembre 1991, n.34 è
aggiunto il seguente comma: L'Assessore regionale per i Beni
Culturali, Ambientali e per la Pubblica Istruzione, è
autorizzato a stipulare ai sensi dell'articolo 30 del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n.165 e successive modifiche ed
integrazioni, apposite convenzioni con il Ministero della
Pubblica Istruzione per la copertura di eventuali posti vacanti
in profili o qualifiche corrispondenti a quelli degli organici
degli istituti regionali di istruzione artistica, professionale
e tecnica allo scopo di favorire la mobilità del personale
scolastico.
Al fine di formare giovani laureati nell'ambito delle scienze
motorie e sportive per fini sociali, culturali e di ricerca
scientifica, l'Assessore regionale per il Turismo,
Comunicazioni e Trasporti è autorizzato a stipulare convenzione
triennale con l'Università degli Studi di Palermo per il
finanziamento del tre borse di studio per il corso di dottorato
di ricerca in scienze delle attività motorie, a partire
dall'anno 2005.
Al fine di utilizzare gli apporti economici di enti ed
organizzazioni esterne all'Amministrazione regionale in
particolare di quelli religiosi relativamente a cofinanziamenti
nel settore dei beni culturali, l'Assessore per i Beni
Culturali, Ambientali e per la Pubblica Istruzione è
autorizzato al cofinanziamento nella misura massima del 40 per
cento della somma prevista. Agli oneri derivanti
dall'applicazione del presente comma si fa fronte con parte
delle disponibilità dell'U.P.B. 4.2.2.8.2.
Al fine di consentire l'improcrastinabile definizione del Piano
stralcio di bacino per l'assetto idrogeologico, di cui
all'articolo 130 della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6 e
per la successiva fase di gestione, aggiornamento, monitoraggio
e programmazione degli interventi di prevenzione e mitigazione
del rischio idrogeologico, in applicazione dell'articolo 5 bis
del D.L. 7 settembre 2001, n. 343 convertito, con
modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401, il
personale assunto con rapporto di lavori a tempo determinato,
previo superamento di prove selettive, ai sensi dell'articolo 2
del D.L. 11 giugno 1998, n. 180 convertito, con modificazioni
dalla legge 3 agosto 1998, n. 267 e in atto contrattualizzato
dal Ministero dell'Ambiente e della Tutela del Territorio in
seguito a convenzione con la Regione siciliana, è utilizzato
per un triennio dal Dipartimento Territorio e Ambiente
dell'Assessorato Regionale Territorio e Ambiente, ovvero sono
al 31 dicembre 2007.
La Giunta regionale è autorizzata a nominare un Alto
Commissario al fine di concentrare in un unico soggetto il
coordinamento di tutti gli interventi da porre in essere per la
tutela e la valorizzazione affidando specifico incarico a
soggetto esterno particolarmente qualificato nella materia dei
beni culturali. Il compenso da stabilirsi nel decreto di nomina
graverà sulle somme dovute al Comune di Piazza Armerina ai
sensi dell'articolo 7 della legge regionale n. 10/1999 e
successive modifiche. Per la durata dell'incarico previsto dal
presente articolo non si applica al Comune di Piazza Armerina
il limite del 30 per cento dei proventi derivanti dalla vendita
dei biglietti di accesso, bensì la percentuale da stabilirsi
con successiva convenzione da stipulare entro sessanta giorni
dall'entrata in vigore della presente legge. L'Alto
Commissario, avvalendosi direttamente degli uffici della
Sopraintendenza di Enna (G 32) provvede a predisporre,
promuovere e coordinare tutti gli interventi per la
conservazione, la tutela e la valorizzazione della Villa Romana
di Piazza Armerina. In ordine agli interventi sul sito, a
valere sulla misura 2.01 - azione B - del POR Sicilia
2000/2006, l'Alto Commissario esercita tutti i poteri di
gestione e di amministrazione del Dirigente generale del
Dipartimento Beni Culturale al quale è per tale attività
equiparato. L'incarico di Alto Commissario cessa ad avvenuto
completamento degli interventi sul sito previsti dal POR
Sicilia 2000-2006. Il personale appartenente ad amministrazioni
diverse da quella regionale, incaricato a prestare servizio
presso gli uffici posti alle dirette dipendenze del Presidente
della Regione e degli assessori regionali, è da considerarsi,
presso le amministrazioni di provenienza, in aspettativa senza
assegni fino al termine dell'incarico regionale.
Al comma 5 dell'articolo 1 della legge regionale n. 7 del 22
febbraio 1986, dopo le parole disimpegno di detti servizi
aggiungere ivi comprese le associazioni di protezione
ambientale riconosciute nell'ambito nazionale e della Regione
Siciliana .
L'articolo 2, comma 59, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 è
applicato anche nelle procedure relative alla cessione in
proprietà degli alloggi popolari su aree facenti parte del
demanio regionale.
Subemendamento G26:
All'art. 35 della legge regionale 1 settembre 1997, n. 33,
dopo la parola ANUU' sono aggiunte le parole Associazione
liberi cacciatori siciliani - Federazione Caccia delle Regioni
d'Europa. E' altresì riconosciuta, quale associazione
venatoria, ittica, micologica, faunistica, ambientale, di
protezione civile ed antincendio boschivo l'Ente Produttori
Selvaggina - E.P.S.
Subemendamento G25
All'articolo 78 della legge regionale 3 maggio 2001, n. 6 sono
apportate le seguenti modifiche:
Le funzioni e le dotazioni strumentali dei consiglieri di
parità sono ridefinite e potenziate nella Regione come previsto
dall'articolo 1, commi 1 e 2 del decreto legislativo 23 maggio
2000, n. 196. Relativamente alle procedure di nomina di cui
all'articolo 2, comma 1 del medesimo decreto legislativo, ferme
restando tutte le competenze previste dalla vigente
legislazione regionale, dopo il compimento dell'attuale periodo
di carica, si provvede con decreto dell'Assessore regionale per
il lavoro .
Subemendamento G 33:
Per l'attuazione delle bonifiche in Sicilia i contratti di
collaborazione coordinata e continuativa a tempo determinato
del personale in servizio originariamente stipulati dal
commissario delegato per l'emergenza rifiuti e la tutela delle
acque in esecuzione del progetto n. 67 ammesso a finanziamento
con decreto del Ministro dell'Ambiente del 1990, n. 1150
nell'ambito del programma annuale 1988 di interventi per la
salvaguardia ambientale approvato dal CIPE con deliberazione
del 5 agosto 1998 sono prorogati sino al 31/12/2005. Alla spesa
valutata, per l'esercizio 2005, in 1500 migliaia di euro si
provvede con parte delle disponibilità del fondo globale di
parte corrente capitolo 215704.
Al comma 5 dell'articolo 1 della legge regionale n. 7 del 22
febbraio 1986, dopo le parole disimpegno di detti servizi
aggiungere ivi comprese le associazioni di protezione
ambientale riconosciute nell'ambito nazionale e della Regione
siciliana .
L'articolo 2, comma 59, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 è
applicato anche nelle procedure relative alla cessione in
proprietà degli alloggi popolari su aree facenti parte del
demanio regionale.
L'articolo 15 septies del decreto legislativo 229/1999 può
trovare applicazione sia nei confronti di dirigenti sanitari
esterni che interni all'amministrazione che ne decide
applicazione nel limite percentuale previsto dal citato decreto
legislativo.
Al comma 1 dell'articolo 11 della legge regionale 3 dicembre
1991, n. 44 sono soppresse le seguenti parole decorrenti dal
primo giorno festivo successivo alla data dell'atto .
Il personale eccedente delle aziende autonome delle terme di
Sciacca ed Acireale la cui trasformazione in società per azioni
è prevista dall'articolo 23 della legge regionale n. 10/1999
confluisce in un ruolo speciale ad esaurimento della Regione
siciliana, conservando la posizione giuridica, economica e
previdenziale posseduta alla data di trasformazione delle
citate aziende. Il personale confluito viene assegnato, sentite
le amministrazioni interessate e le competenti organizzazioni
sindacali, rispettivamente alle amministrazioni provinciali e
comunali di riferimento o, su richiesta da formularsi entro 90
giorni dall'entrata in vigore della presente legge, presso gli
uffici dell'amministrazione regionale. Nelle more della
predetta assegnazione il personale di cui sopra continuerà a
prestare servizio nei rispettivi uffici di provenienza.
Al fine di contribuire alla messa in sicurezza ed al recupero
strutturale e riuso dello stabilimento fornace Penna in
contrada Picciotto del comune di Scicli, l'Assessore regionale
per i beni culturali è autorizzato a concedere per l'esercizio
finanziario 2005 un contributo straordinario di 500 mila euro
cui si provvede con parte delle disponibilità del fondo globale
di parte corrente capitolo 215704.
L'Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente è altresì
autorizzata, nei limiti di quindici unità, ad attivare processi
di mobilità nei confronti del personale appartenente ad enti
pubblici anche economici soggetti a controllo e sorveglianza
della Regione o dello Stato con uffici in Sicilia.
Subemendamento G33.3:
Alle Orestiadi di Gibellina cap. 1.2.2.1.3.2. + 50.000 euro .
Subemendamento G33.2:
Al comma 6, ultima pagina, aggiungere dopo le parole
personale eccedente le parole di ruolo .
Subemendamento G33.1:
Cassare il comma 4.
Subemendamento G34:
L'Assessore regionale alla Presidenza è autorizzato ad
estendere i benefici di cui alla L.R. n. 4 del 15/5/02 ai soci
della cooperativa La Gazzella lotto 214 di Messina, i quali
hanno in corso giudizio amministrativo avverso la delibera di
esclusione adottata nei loro confronti.
I benefici di cui al comma 1 vengono concessi al fine di
eliminare il contenzioso instauratosi a seguito dei gravi danni
subiti dal programma costruttivo per i dissesti idrogeologici.
Submendamento G30:
I benefici degli articoli 2, 3, 4, 9 della legge n. 20/99 si
estendono ai cittadini individuati con l'articolo 6 della L.R.
15/04.
Subemendamento G29:
Al comma 1, aggiungere il seguente comma: le convenzioni e gli
accordi stipulati tra i comuni e le società d'ambito possono
prevedere in caso di transito di personale dipendente comunale
presso le stesse società, l'obbligo di riassunzione presso il
comune d'origine in presenza di riduzione d'organico che
riguardi lo stesso personale transitato
Subemendamento G29/1:
Inserire la seguente frase dopo la parole transitato : dando
la precedenza ai dipendenti appartenenti a categorie
protette .
Subemendamento G32:
All'emendamento G1 bis dopo le parole l'Alto Commissario,
avvalendosi direttamente degli uffici della Soprintendenza di
Enna , cassare le parole nonché degli altri uffici interessati
anche appartenenti ad amministrazioni locali
Subemendamento G12.1:
Al comma 6 sostituire le parole per almeno 90 giorni con le
parole per almeno 45 giorni e la parola dalla con la parola
alla .
Subemendamento G23:
Al comma 1, dopo la parola utilizzando aggiungere la parola
anche .
Subemendamento G2:
Al'ultimo capoverso, terzo rigo, dopo le parole dei
dipendenti aggiungere e direttore di cantiere-scuola .
Subemendamento G7:
Al comma 4 le parole a società partecipate sono sostituite
dalle seguenti alla società biosfera partecipata .
Subemendamento G17:
I componenti del Comitato regionale per le comunicazioni in
carica alla data di entrata in vigore della l.r. 5/11/2004, n.
15 permangono nell'esercizio delle proprie funzioni sino al
rinnovo e comunque non oltre alla data del 31/12/2005.