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Resoconto d'Aula della Seduta n. 257 di mercoledì 12 gennaio 2005
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   Presidenza del presidente Lo Porto


    BASILE   segretario,  dà  lettura del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo osservazioni,  si  intende
  approvato.

           Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

    PRESIDENTE   Comunico che sono pervenute  le  risposte  scritte
  alle seguenti interrogazioni:

   da parte dell'Assessore per l' Agricoltura

   N.   415 - Iniziative urgenti per scongiurare la scissione della
  direzione  dell'Osservatorio  per le  malattie  delle  piante  di
  Acireale (CT).
   Firmatario: Basile Giuseppe

   N.  783 - Chiarimenti in merito alla cancellazione del formaggio
  denominato   'cosacavaddu'  ragusano  dall'elenco  dei   formaggi
  storici  siciliani, da parte del Ministero delle Risorse Agricole
  ed iniziative per il suo reinserimento in tale elenco.
   Firmatario: Gurrieri Sebastiano

   N.  790  -  Notizie  circa il decreto contenente  il  calendario
  venatorio.
   Firmatari:  Fleres   Salvatore;   Maurici   Giuseppe;    Catania
  Giuseppe

   N.   803   -   Interventi  di  tutela  a  favore  del  formaggio
  'Ragusano'.
   Firmatario: Fleres Salvatore

   N.  1216  -  Richiesta di sgravi contributivi per  la  revisione
  straordinaria delle licenze di porto d'arma per la  caccia  e  il
  tiro a volo.
   Firmatari: Ioppolo Giovanni; Virzi' Gioacchino

   N.  1485  -  Interventi per impedire frodi commerciali  e  danni
  all'agricoltura a seguito delle recenti direttive in  materia  di
  succhi di frutta.
   Firmatari:   Fleres   Salvatore;  Catania   Giuseppe;    Maurici
  Giuseppe; Mercadante Giovanni; Beninati Antonino

   da parte dell'Assessore per l' Industria

   N.  1870  - Interventi per il rispetto della normativa regionale
  relativa agli impianti di distribuzione dei carburanti.
   Firmatario: Villari Giovanni

   Avverto  che  le  stesse  saranno  pubblicate  in  allegato   al
  resoconto stenografico della seduta odierna.
            Annunzio di presentazione di disegno di legge

    PRESIDENTE   Comunico  che  è  stato  presentato  il   seguente
  disegno di legge:

    Disposizioni per la tutela e la regolamentazione  dei  campeggi
  didattico educativi  (n. 954)
   d'iniziativa parlamentare
   presentato dagli onorevoli Fleres, Catania G., Maurici  in  data
  11 gennaio 2005

   Annunzio di presentazione di disegno di legge e di contestuale
                                invio
              alla competente Commissione  legislativa

    PRESIDENTE  Comunico che il seguente disegno di legge  è  stato
  presentato ed inviato alla competente Commissione legislativa (V)
  Cultura, formazione e lavoro:

   Disegno di legge da sottoporre al Parlamento nazionale ai  sensi
  dell'art.  18 dello Statuto della Regione siciliana:   Norme  per
  l'assunzione  con contratto a tempo indeterminato  del  personale
  docente,  educativo  ed  ATA,  inserito  nelle  graduatorie   dei
  concorsi  per  esami  e  titoli  e nelle  graduatorie  permanenti
  provinciali della Regione siciliana  (n. 953)
   di iniziativa parlamentare
   presentato  dagli onorevoli Franchina, Dina, Antinoro,  Fratello
  in data 29 dicembre 2004
   inviato in data 3 gennaio 2005

     Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                       Commissioni legislative

    PRESIDENTE   Comunico  che i seguenti  disegni  di  legge  sono
  stati inviati alle competenti Commissioni legislative:

   Attività produttive (III)

    Nuove norme in materia di commercio' (n. 952)
   d'iniziativa parlamentare

   Servizi sociali e sanitari (VI)

    Istituzione  Centro regionale di referenza in pet therapy'  (n.
  951)
   d'iniziativa parlamentare

                   Inviati in data 3 gennaio 2005

     Comunicazione di trasmissione di copia di deliberazioni del
                          Governo regionale

    PRESIDENTE   Comunico  che  il  Presidente  della  Regione   ha
  trasmesso copia delle seguenti deliberazioni:

   n.  410  del  21  dicembre 2004 "Accordo di Programma  Quadro  -
  Contratto di localizzazione - Progetto SIR Rocco Forte  &  Family
  (Rome S.p.A.  Verdura International Hotel Resort);
   n.  428  del  21  dicembre 2004  Programma  Interreg.  III  A  -
  Programma Transfrontaliero Italia - Malta ;
   n.  448  del 28 dicembre 2004  Delibera CIPE n. 36 del 3  maggio
  2001 - Riprogrammazione . Porto di Messina - Località Tremestieri
  - Finanziamento .

                Comunicazione di richieste di parere

    PRESIDENTE  Comunico le seguenti richieste di parere  pervenute
  dal Governo ed assegnate alle competenti Commissioni legislative:

   Affari istituzionali (I)

    Azienda  speciale per lo sviluppo dei porti della provincia  di
  Agrigento -
   Designazione componenti del consiglio di amministrazione  e  del
  collegio dei revisori' (n.    342/I)
   pervenuto in data 28 dicembre 2004

    I.A.C.P.  di  Palermo - Nomina componente in seno al  consiglio
  di amministrazione' (n. 343/I)
   pervenuto in data 28 dicembre 2004

    Azienda  servizi e promozione della provincia  di  Agrigento  -
  Designazione  componenti del consiglio di amministrazione  e  del
  collegio dei revisori' (n. 344/I)
   pervenuto in data 28 dicembre 2004

    Consiglio    di    Giustizia    amministrativa    -     Sezione
  giurisdizionale. Designazione componente da parte del  Presidente
  della Regione siciliana: Avv. D'Alessandro Sergio' (n. 347/I)
   pervenuto in data 29 dicembre 2004

    Consiglio  di  Giustizia amministrativa -  Sezione  consultiva.
  Designazione  componente  da parte del Presidente  della  Regione
  siciliana. Avv. Massimo Raffa' (n. 348/I)
   pervenuto in data 29 dicembre 2004

   Ambiente e territorio (IV)

    Piano regionale della mobilità  non motorizzata' (n. 345/IV)
   pervenuto in data 28 dicembre 2004

   Cultura, formazione e lavoro (V)

    Ente  regionale per il diritto allo studio universitario (ERSU)
  di  Messina.  Nomina Presidente del consiglio di amministrazione:
  prof. Coglitore Sebastiano' (n. 346/V)
   pervenuto in data 28 dicembre 2004

    Ente  regionale per il diritto allo studio universitario (ERSU)
  di  Messina.  Nomina componenti del consiglio di amministrazione:
  prof. Decembrino Basilio e dott. Russo Giovanni' (n. 340/V)
   pervenuto in data 28 dicembre 2004

   Servizi sociali e sanitari (VI)

    Regolamentazione   del   sistema   di   compartecipazione   dei
  cittadini alla spesa   sanitaria' (n. 341/VI)
    pervenuto in data 28 dicembre 2004

                     Inviati il 31 dicembre 2004

                     Annunzio di interrogazioni

    PRESIDENTE   Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni:

   - con richiesta di risposta orale

   N.  2007  - Notizie sul processo di trasformazione in fondazione
  degli  enti lirici e sinfonici regionali e del Comitato  Taormina
  Arte.
   Presidente Regione
   Assessore Turismo
   Firmatario: Panarello Filippo

   N.  2008  -  Interventi  per la manutenzione  straordinaria  del
  fiume Belice e per la pulizia del suo alveo.
   Presidente Regione
   Assessore Lavori Pubblici
   Firmatario: Oddo Camillo

   N.  2010  -  Impianti trasmittenti in località  S.  Martino  del
  Comune di Capo d'Orlando (ME).
   Assessore Territorio
   Assessore Sanità
   Firmatario: Miccichè Calogero

   N.  2011  -  Interventi per l'adeguamento del  sistema  fognario
  nell'isola di Lampedusa (AG).
   Assessore Territorio
   Firmatario: Miccichè Calogero

   Le    interrogazioni,   testé   annunziate,   saranno   iscritte
  all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.

   - con richiesta di risposta scritta

   N.  2005  -  Interventi  per il potenziamento  del  Dipartimento
  regionale della Protezione civile.
   Presidente Regione
   Firmatario: Barbagallo Giovanni

   N.  2006  -  Iniziative in difesa dell'integrità  del  Banco  di
  Sicilia.
   Presidente Regione
   Firmatario: Barbagallo Giovanni

   N.  2009  -  Interventi per la salvaguardia dell'Unità operativa
  complessa   di   malattie   infettive  dell'Azienda   ospedaliera
  'Garibaldi' di Catania.
   Presidente Regione
   Assessore Sanità
   Firmatario: Ioppolo Giovanni

   N.    2012    -    Interventi    urgenti    per    l'attivazione
  dell'impianto di pubblica illuminazione nella via Olivo San Mauro
  ad Acicatena (CT).
   Assessore Famiglia
   Firmatario:   Fleres   Salvatore;  Catania   Giuseppe;   Maurici
  Giuseppe

   N.   2013   -  Misure  urgenti  per  la  corretta  ed  integrale
  applicazione degli accordi contrattuali stipulati dai  comuni  di
  Pedara,  Mascalucia,  Tremestieri  Etneo  e  Trecastagni  con  le
  società concessionarie della metanizzazione.
   Assessore Famiglia
   Firmatario:   Fleres   Salvatore;  Catania   Giuseppe;   Maurici
  Giuseppe

   N.  2014  - Interventi urgenti per il recupero e l'utilizzo  del
  parco polifunzionale sito nella frazione Tre Punti del comune  di
  Giarre (CT).
   Assessore Famiglia
   Firmatario:   Fleres   Salvatore;  Catania   Giuseppe;   Maurici
  Giuseppe

   N.  2015  -  Interventi urgenti per la messa in sicurezza  della
  strada provinciale Etna settentrionale.
   Assessore Famiglia
   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

   N.  2016  - Interventi urgenti per bonificare l'area verde  sita
  nei  pressi degli impianti di emungimento della Sogea in località
  Valcorrente del comune di Belpasso (CT).
   Assessore Famiglia
   Firmatari:   Fleres   Salvatore;   Catania   Giuseppe;   Maurici
  Giuseppe.

   Le  interrogazioni  ora annunziate sono  state  già  inviate  al
  Governo.

                      Annunzio di interpellanze

    PRESIDENTE   Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
  interpellanze:

   N.  224  - Interventi per rendere sicuro il collegamento  viario
  tra Naro e Canicattì nella strada statale 410.
   Presidente Regione
   Assessore Turismo
   Firmatario: Brandara Maria Grazia Elena

   N.    225   -   Iniziative   per   la   verifica   degli    atti
  amministrativi  posti  in essere da parte dell'Amministrazione  e
  del Consiglio comunale di Cerda (PA).
   Presidente Regione
   Firmatario: Orlando Leoluca

   Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il  Governo
  abbia  dichiarato  che respinge le interpellanze  o  abbia  fatto
  conoscere  il  giorno in cui intende trattarle, le  interpellanze
  stesse  saranno iscritte all'ordine del giorno per essere  svolte
  al loro turno.

                         Annunzio di mozioni

    PRESIDENTE   Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
  mozioni:

   numero  318   Ripristino del finanziamento, di cui alla delibera
  n. 36 del 2002 del CIPE, relativo ad opere di completamento della
  configurazione  del  porto  di Pozzallo  (RG) ,  degli  onorevoli
  Barbagallo Giovanni; Gurrieri Sebastiano; Tumino Carmelo;  Ortisi
  Egidio;  Capodicasa  Angelo; Zangara Andrea;  Sanzeri  Salvatore;
  Ferro  Giovanni;  Cristaudo  Giovanni;  Raiti Salvatore; Manzullo
  Giovanni;  Garofalo  Ottavio;  Morinello  Salvatore;   Lo   Curto
  Eleonora;    Vitrano   Gaspare;   Papania   Antonino;    Genovese
  Francantonio;  Orlando Leoluca; Segreto Giuseppe;  Liotta  Santo;
  Forgione Francesco;

   numero  319  Adozione di misure idonee a rimuovere le condizioni
  che  hanno costretto alle dimissioni la dott.ssa Rosalia Camerata
  Scovazzo  e  per  favorire la continuazione della sua  importante
  attività di valorizzazione dei beni culturali in Sicilia ,  degli
  onorevoli   Giannopolo   Domenico;  Orlando   Leoluca;   Forgione
  Francesco, Raiti Salvatore; Zangara Andrea.
   Invito il deputato segretario a darne lettura.

    BASILE  segretario:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   con  delibera n. 36 del 2002, il CIPE ha stanziato l'importo  di
  15.493.706,98 per opere di completamento e di messa in  sicurezza
  del  porto  di  Pozzallo  nell'ambito dell'accordo  di  Programma
  Quadro per il trasporto marittimo sottoscritto il 5 novembre 2001
  dalla  Regione  siciliana, progetto per il  quale  il  Comune  di
  Pozzallo è stato individuato quale ente attuatore dei lavori;

   per  varie  ragioni,  il Comune di Pozzallo  non  è  riuscito  a
  completare  l'iter  procedurale entro  i  tempi  richiesti  dalle
  disposizioni regolamentari sottostanti all'accordo,  ragione  per
  cui  il  progetto è stato definanziato lo scorso 7  dicembre  dal
  Governo regionale e l'importo destinato ad altra opera;

   Considerato che:

   sulla  base  di quanto formalmente previsto dalla delibera  CIPE
  n.  36  del 2002, al comma 7.6, 'le risorse di cui alla  presente
  delibera  non  impegnate  entro il 2004, attraverso  obbligazioni
  giuridicamente vincolanti da parte dei beneficiari  finali  (...)
  saranno riutilizzate per il fondo di premialità, eccetera;

   nonostante  le  tassative prescrizioni  sopracitate,  per  altri
  Comuni, da parte del Governo regionale, o si è accolta per  buona
  la  preinformazione di conclusione dell'iter entro  gennaio  2006
  (Castellammare del Golfo), o si è studiata una modalità  tecnica,
  attraverso lo scambio con progetti della delibera CIPE n. 84  del
  2000 e la riprogrammazione della Delib. CIPE n. 36 del 2002,  che
  permetta  di superare l'ostacolo del cronoprogramma con  scadenza
  ultima  e tassativa al 31 dicembre 2004 per l'aggiudicazione  dei
  lavori (Pantelleria, Sciacca);

   al  di  là delle obiettive diversità della situazione del Comune
  di  Pozzallo  rispetto agli altri comuni, non  si  sono  comunque
  esperite  analoghe  o altre soluzioni tecniche  per  superare  la
  scadenza del 31 dicembre 2004 per salvare le risorse destinate al
  porto  di  Pozzallo, se non trasferendo le risorse  al  porto  di
  Tremestieri,  a Messina e procedendo alla riprogrammazione  della
  Delib. CIPE n.36 del 2002;

   il   finanziamento   assegnato  a  Pozzallo  riguarda   un'opera
  strategica  per  tutta l'area della Sicilia sud-orientale,  oltre
  che  fondamentale  per la messa in sicurezza  dell'infrastruttura
  portuale,

                   chiede al Governo della Regione

   di  riferire  urgentemente in Aula circa la  grave  problematica
  determinatasi;

                  impegna il Governo della Regione

   ad  esperire fonti alternative certe di finanziamento,  definite
  e  atte  a  rendere  possibile  l'opera  destinata  al  porto  di
  Pozzallo,  evitando  di far conto solo dei ribassi  d'asta,  che,
  com'è noto, sono risorse ipotetiche e contingenti.» (318)

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   APPRESO,  e fatto proprio, l'appello del direttore della  Scuola
  normale  superiore di Pisa, prof. Salvatore Settis, del direttore
  dell'Istituto  per i Beni archeologici e monumentali  -IBAM-  del
  CNR,  prof. Francesco D'Andria, e degli archeologi prof. Maurizio
  Poletti  dell'Università della Calabria  e  prof.  Maria  Troiani
  dell'Università di Viterbo di seguito riportato:
   Ill.mo   Sig.On.  Salvatore  Cuffaro  Presidente  della  Regione
  Sicilia,  e,  p.c.,Ill.mo  Sig.  On.Alessandro  Pagano  Assessore
  regionale ai Beni culturali e alla Pubblica Istruzione
   In  quanto  docenti di archeologia classica in  quattro  diverse
  università italiane, e in quanto studiosi della cultura  e  della
  archeologia della Sicilia antica, desideriamo esprimerLe,  Signor
  Presidente,  la  nostra più viva preoccupazione per  la  notizia,
  recentemente  appresa,  delle  dimissioni  della  dott.   Rosalia
  Camerata   Scovazzo   dalla  direzione  del  Museo   Archeologico
  Regionale di Palermo Antonino Salinas
   Conosciamo  bene  il  lavoro  che  la  dott.  Rosalia   Camerata
  Scovazzo ha svolto in questi anni, prima sul territorio, con  una
  impegnativa  opera  di tutela e di valorizzazione  di  siti  come
  Selinunte  e  Segesta, e poi come direttrice dell'importantissimo
  Istituto  museale  palermitano, che sotto  la  sua  direzione  ha
  conosciuto  importanti  e  positive trasformazioni,che  lo  hanno
  portato,come risulta da notizie di stampa, al primo posto  tra  i
  musei italiani di archeologia per incremento dei visitatori.
   A  nostro  avviso, se le dimissioni della dott. Rosalia Camerata
  Scovazzo  dovessero diventare definitive, si darebbe  un  segnale
  assai  negativo sul funzionamento della amministrazione dei  beni
  culturali  in  Sicilia,  che, pur riconoscendone  gli  innegabili
  successi,presenta   tuttavia  più  di  una   criticità.   Sarebbe
  viceversa  assai  auspicabile  che  le  capacità  scientifiche  e
  organizzative  di  una funzionaria di tanto  merito  e  prestigio
  potessero essere debitamente riconosciute tenendo conto della sua
  provata  esperienza  sia nella gestione di  un  museo  sia  nelle
  attività di conoscenza e di tutela nel territorio.
   Confidando  nella Sua attenzione e in un Suo positivo intervento
  e riscontro, Le inviamo i più cordiali saluti';

   CONSTATATO che fino ad ora questo appello è disatteso e  che  ai
  suoi autori non risulta sia stata data neppure una risposta;

   RILEVATO  che, contro l'interesse della Sicilia e della  cultura
  e  nonostante  la grande autorevolezza degli archeologi  illustri
  che  hanno  sottoscritto l'appello, il Governo della Regione  non
  solo  non ha fatto nulla per rimuovere le condizioni che  avevano
  costretto  alle  dimissioni la direttrice del museo  archeologico
  regionale   di  Palermo,  Rosalia  Camerata  Scorazzo,   (mancata
  assegnazione al museo del dirigente amministrativo stabilito  dai
  ruoli,  tagli  degli investimenti e mancati finanziamenti  per  i
  restauri dei reperti archeologici e del patrimonio documentario e
  librario,   cancellazione  della  spesa  di   pubblicazione   del
  periodico scientifico del museo
   Quaderni',    impedimenti   e   ostacoli   alla    rete    delle
  indispensabili   collaborazioni  tra  il   museo   e   le   altre
  istituzioni,  gravi disturbi e sacrifici provocati all'ufficio  a
  causa  dei  mancati  interventi dell'Assessorato  regionale  Beni
  culturali e ambientali e della pubblica istruzione a difesa degli
  accordi  sindacali  raggiunti  nell'ambito  della  contrattazione
  decentrata), ma ha decretato e notificato il 20 dicembre 2004, la
  sua  cancellazione dai ruoli regionali a decorrere dall'1 gennaio
  2005;

   CONSIDERATE  la grande rilevanza internazionale e  l'originalità
  del  museo  Antonino  Salinas', che,  proprio  con  la  direzione
  dell'archeologa Rosalia Camerata Scovazzo e per sua iniziativa, è
  stato   profondamente   rinnovato  rispetto   alla   sua   ultima
  ristrutturazione  risalente  al  1950  e  da  istituzione   quasi
  sconosciuta o dimenticata dalla città è stato fatto diventare  un
  importante  punto  di riferimento nella vita e  nella  produzione
  della cultura:
   è  stato arricchito dal recupero e dalla riorganizzazione  degli
  spazi,  e  dai  restauri di opere d'arte, del  fondo  librario  e
  documentario, e degli arredi ottocenteschi;
   è  stato attrezzato con servizi e con un apparato didascalico  e
  didattico  capace  di  comunicare storie e  significati  di  ogni
  oggetto sia ai ricercatori e agli studiosi sia al grande pubblico
  dei visitatori, dei turisti e delle scuole;
   è  stato  dotato di speciali itinerari di visita, il più recente
  dei quali è dedicato ad Eros;
   ha  svolto  una  ricca e apprezzata attività  scientifica  della
  quale  la  pubblicazione  periodica  dei  Quaderni'  è  solo  una
  testimonianza;
   è  stato  promotore e sede di iniziative culturali, di  rapporti
  con  la  ricerca  e la didattica delle Università,  di  corsi  di
  formazione, di mostre, di pubblicazioni didattiche dedicate  alla
  storia e alla lettura delle collezioni e delle opere esposte, che
  hanno  ottenuto  significativi  apprezzamenti  della  critica   e
  registrato  vaste  partecipazioni del  pubblico,  contribuendo  a
  diffondere  conoscenza  valorizzazione e  fruizione  del  proprio
  patrimonio  (il  primato  dei  musei  archeologici  più  visitati
  d'Italia  è stato riconosciuto all' Antonino Salinas' di  Palermo
  dal  dossier del Touring Club e dall'inchiesta de Il Sole 24  ore
  Sud, 28 luglio 2004);

   CONSIDERATO  che  per  una  ristrutturazione  totale  del  museo
  Antonino  Salinas' è stato varato un progetto finanziato  con  le
  risorse  europee di Agenda 2000, e che tale progetto  scientifico
  concepito  e  promosso proprio dalla direttrice Rosalia  Camerata
  Scorazzo,  richiede  adesso un'attuazione rigorosamente  coerente
  sia  con  i  criteri  museografici nuovi che  si  è  previsto  di
  adottare,   sia  con  la  ricostruzione  tanto  delle  collezioni
  storiche  quanto degli scavi effettuati nella Sicilia occidentale
  e  dei  grandi  studiosi  e archeologi che,  dalla  seconda  metà
  dell'ottocento, hanno fatto la storia non solo di  questo  museo,
  ma di grandissima parte dell'archeologica siciliana;

   Considerate  le  condizioni  di  quasi  abbandono  nelle   quali
  versano  Selinunte  e Segesta a causa della  solitudine  e  della
  carenza  di  risorse  materiali e umane in  cui  è  costretto  ad
  operare il sovrintendente di Trapani, mentre è indispensabile:
   assicurare  continuità  di  direzione tecnico  scientifica  agli
  interventi  di  indagine archeologica, di ricerca e  di  recupero
  ambientale   e   di  attrezzatura  dei  servizi  e  dell'apparato
  didattico  didascalico in quelle aree già destinate e predisposte
  a  parco archeologico (parchi che, tuttavia, in violazione  della
  normativa vigente, ancora non sono stati attivati),
   a  seguito  dello scavo che ha fatto emergere la  grande  strada
  lastricata tra l'agorà di Segesta e il teatro e tutti  gli  altri
  monumenti        dell'acropoli        nord        (agorà,castello
  medievale,moschea,etc),  garantire la  prospettiva  della  grande
  operazione di ricerca sistematica sul sito della città antica  di
  Se  gesta, impostata e diretta dalla dottoressa Rosalia  Camerata
  Scovazzo   fin  dal  1987  con  il  coinvolgimento   di   diverse
  istituzioni universitarie e di tanti studiosi, e con la  apertura
  della relativa collana di studi, di cui sono stati già pubblicati
  Segesta I. La carta archeologica' e Segesta II. Il Castello e  la
  Moschea   (scavi  1989-1995)'  e  attendono  per  la   stampa   i
  finanziamenti (tuttora negati dalla Regione). Le difese di  Porta
  di Valle' e Il Teatro. Scavi e restauri',
   a   Selinunte,   a   seguito  del  restauro  e  della   parziale
  anastylosis  di  Porta Nord, del tratto occidentale  della  cinta
  muraria  dell'Acropoli e di alcuni dei monumenti  della  Acropoli
  stessa  (altare  a  triglifi,  case puniche  etc),  garantire  la
  continuazione  del restauro e del recupero e della fruizione  dei
  grandi  monumenti  selinuntini a partire dal  Tempio  C  (che  da
  diversi anni continua ad essere occultato da ponteggi e a versare
  in  precario  stato  di conservazione) e  dal  Tempio  E  (i  cui
  restauri  effettuati  negli anni 60  richiedono  un    intervento
  atto  a   rimuovere  l'ossidazione  delle  barre  di  ferro  e  a
  ripararne i danni);

   RITENUTO  che  la  Sicilia  e  l'opera  di  conoscenza,  tutela,
  valorizzazione  dei beni culturali e, in particolare  dei  grandi
  patrimoni del museo Antonino Salinas', di Segesta e di Selinunte,
  e  la  attivazione stessa dei parchi archeologici  di  Segesta  e
  Selinunte,  non possano essere private non solo della  competenza
  ad  un  tempo tecnico-scientifica e amministrativa di chi è stata
  ispettore  archeologo del Ministero dei Beni culturali, direttore
  della  sezione  archeologica e soprintendente di Trapani,  membro
  della Commissione di Alta vigilanza per il Parco archeologico  di
  Selinunte, direttore del Museo archeologico regionale di Palermo,
  ma  anche di un'intelligenza, di una esperienza e di una passione
  scientifica  come  quelle  dimostrate  dalla  archeologa  Rosalia
  Camerata   Scovazzo,  il  cui  curriculum,  corredato  di   tanti
  riconoscimenti in pubblicazioni scientifiche, è ricchissimo delle
  ricerche  e  degli  scavi  e  dei  restauri  condotti  con  tante
  Università e con tante Soprintendenze di Italia (da Roma a  Creta
  a  Sibari  a  Pompei  a  Himera a Palermo a  Segesta  a  Mozia  a
  Selinunte  etc),  e riguarda monumenti ed aree  anche  di  grande
  rilevanza  internazionale,  dal  restauro  dei  mosaici  e  delle
  pitture  della Villa dei Misteri di Pompei a quello del Tempio  e
  del  Teatro  di  Segesta, dalla scoperta della  città  antica  di
  Segesta al rinvenimento del Satiro danzante nel Canale di Sicilia
  e  agli  straordinari risultati del suo affidamento  all'Istituto
  centrale del restauro,

                  impegna il Governo della Regione

   a  rimuovere  le  condizioni che hanno  costretto  il  dirigente
  superiore  tecnico scientifico, Rosalia Camerata  Scovazzo,  alle
  dimissioni,   e   quindi  a  revocare  il   decreto   della   sua
  cancellazione  dal  ruolo  dei Beni  culturali,  con  cui  le  si
  preclude  anche la continuazione degli interventi a Segesta  e  a
  Selinunte;

   ovvero ad affidare alla archeologa Rosalia Camerata Scovazzo:

   la  responsabilità di coordinamento scientifico della ricerca  e
  della  realizzazione  di  tutti  gli  interventi  attuativi   del
  progetto  di  riadattamento museografico del  museo  archeologico
  regionale  Antonino Salinas' e della loro armonizzazione  con  le
  opere  di restauro architettonico e di adeguamento degli impianti
  tecnologici;
   la   responsabilità  della  progettazione  e  del  coordinamento
  tecnico  scientifico  di  tutti gli  interventi  a  Segesta  e  a
  Selinunte  relativi alla ricerca, al restauro, alla tutela,  alla
  valorizzazione e alla fruizione dei loro monumenti e del contesto
  archeologico  e  a nominarla per tali fini Alto  Commissario  con
  tutti  i  poteri di gestione e di amministrazione  del  dirigente
  generale  del  dipartimento beni culturali nel  quale,  per  tale
  attività,  venga equiparata a quanto previsto all'art.  80  della
  legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17.» (319)

    PRESIDENTE   Avverto che le stesse saranno iscritte  all'ordine
  del giorno della seduta successiva perchè se ne determini la data
  di discussione.

        Comunicazione di decadenza di mozioni e di decadenza
                di firma da atti ispettivi e politici

    PRESIDENTE   Comunico  che, a seguito  delle  dimissioni  dalla
  carica  di  deputato  regionale dell'onorevole  Sergio  D'Antoni,
  decadono le mozioni numeri 113, 151 e 161.
   Decade,  altresì,  la sua firma dai seguenti   atti  politici  e
  ispettivi: mozioni numeri 120 e 304, interrogazioni numeri 244  e
  492.
   L'Assemblea ne prende atto.

  Comunicazione pervenuta da parte dell'Assessore per il lavoro, la
   previdenza sociale, la formazione professionale e l'emigrazione

    PRESIDENTE  Comunico che è pervenuta alla Presidenza  una  nota
  del  7  gennaio  2005 da parte dell'Assessore per il  lavoro,  la
  previdenza  sociale, la formazione professionale e l'emigrazione,
  onorevole Scoma.
   Invito il deputato segretario a darne lettura:

    BASILE  segretario:

   «Gentile  Presidente, dovendo andare a breve all'esame dell'Aula
  argomentazioni  che  riguardano  la  mia  persona,   ed   essendo
  impegnato    all'estero    in    una    missione    istituzionale
  precedentemente concordata con le Autorità locali, si chiede alla
  S.V.  ill.ma di portare dette argomentazioni al vaglio dell'Aula,
  compatibilmente al mio rientro dall'Argentina che avverrà entro e
  non oltre il 16 di gennaio. Cordiali saluti.» Onorevole Francesco
  Scoma.

   PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, assicuro che si  procederà  nel
  senso richiesto dall'Assessore Scoma.

  Comunicazione pervenuta da parte dell'Assessore per il territorio
                            e l'ambiente

   PRESIDENTE   Comunico che è pervenuta alla Presidenza  una  nota
  del  7  gennaio 2005 da parte dell'Assessore per il Territorio  e
  l'ambiente, onorevole Cascio.
  Invito il deputato segretario a darne lettura:

   BASILE  segretario:

  «Com'è noto, la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
  presso  l'ARS  dovrebbe  essere  convocata  -  si  presume  nella
  prossima  settimana  -  per concordare l'ordine  del  giorno  dei
  lavori  dell'Aula, tra cui la trattazione delle dimissioni  dalla
  carica  elettiva di deputato regionale rassegnate dallo scrivente
  e da altri componenti della Giunta regionale in carica.
  Al  riguardo  lo  scrivente rappresenta all'On.  S.V.  di  volere
  partecipare   alla  seduta  in  questione;  pertanto,   dovendosi
  allontanare  dalla  Sicilia nel periodo compreso  dal  17  al  21
  gennaio,  chiede  che  la trattazione delle  suddette  dimissioni
  venga fissata in altra data.
  Si  coglie  l'occasione  per  porgere  i  più  cordiali  saluti.»
  Onorevole Francesco CASCIO

   PRESIDENTE   Onorevoli colleghi, assicuro che si  procederà  nel
  senso richiesto dall'Assessore Cascio.

    Comunicazione di decreto presidenziale relativo all'Assessore
                              destinato
           alla Presidenza della Regione, onorevole Cimino

    PRESIDENTE  Invito il deputato segretario a dare lettura  della
  nota  protocollo n. 6896 del 30 dicembre 2004, pervenuta a questa
  Presidenza  da  parte della Segreteria Generale della  Presidenza
  della  Regione  il  31 gennaio successivo,   (assunta  con  prot.
  00072/Aula-CP   del   5  gennaio  2005),  relativa   al   decreto
  presidenziale  n.  335/Area I  del 29  dicembre  2004  in  ordine
  all'ulteriore  delega di competenze all'Assessore destinato  alla
  Presidenza della Regione, onorevole Michele Cimino.

    BASILE  segretario:

                         «Regione Siciliana
                             Presidenza

                            Il Presidente

   VISTO lo Statuto della Regione;
   VISTA  la  legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e  successive
  modifiche;
   VISTA  la legge costituzionale 12 aprile 1989, n. 3, di modifica
  dello Statuto della Regione siciliana;
   VISTA  la  legge costituzionale 31 gennaio 2001, n.  2,  con  la
  quale  è  stato ulteriormente modificato lo Statuto  ed  è  stata
  introdotta l'elezione diretta del Presidente della regione;
   VISTO  in particolare, l'articolo 9 dello Statuto della  Regione
  siciliana  inserito  nella sezione II del  titolo  I,  così  come
  sostituita dall'articolo1, comma 1, lettera f) della citata legge
  costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2, nella parte in cui  dispone
  che il Presidente della Regione nomina e revoca gli Assessori;
   VISTA   la  legge  regionale  15  maggio  2000,  n.  10  ed   in
  particolare  l'allegata  tabella A, come modificata  dalla  legge
  regionale 28 aprile 2003, n. 6;
   VISTO  il decreto presidenziale n. 231/Area I/S.G. del 30 agosto
  2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana
  n.  37, parte I, del 3 settembre 2004, con il quale, tra l'altro,
  l'Assessore  Michele  Cimino è stato  destinato  alla  Presidenza
  della   Regione  ed  allo  stesso  sono  state  delegate   alcune
  attribuzioni  del  Presidente ai sensi  dell'articolo  3,  ultimo
  comma, della richiamata legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e
  successive modifiche;
   RITENUTA   l'opportunità  di  delegare,  altresì,  al   predetto
  Assessore la trattazione degli affari ricompresi nelle competenze
  del Dipartimento regionale della Protezione civile;

                               DECRETA

                               Art. 1

   L'Assessore  regionale  destinato  alla  Presidenza,   onorevole
  Michele  Cimino, è delegato anche alla trattazione  degli  affari
  ricompresi  nelle  competenze  del Dipartimento  regionale  della
  protezione civile.

                               Art. 2

   Il  presente  decreto sarà pubblicato nella  Gazzetta  Ufficiale
  della Regione siciliana.

   Palermo, 29 dicembre 2004
                                                 Il Presidente
                                          (on.le   dott.  Salvatore
                                         Cuffaro)»

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

   Comunicazione del programma dei lavori per il corrente mese di
                               gennaio

      PRESIDENTE   Comunico che la Conferenza  dei  Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari,  riunitasi il  12  gennaio  2005  sotto  la
  presidenza  del Presidente dell'Assemblea onorevole Lo  Porto,  e
  con  la partecipazione del Vicepresidente onorevole Fleres e  del
  Presidente   della  Regione  onorevole  Cuffaro,  ha   deliberato
  all'unanimità il nuovo programma dei lavori per il corrente  mese
  di gennaio.
   Pertanto, l'agenda parlamentare sarà la seguente:
     martedì  18  gennaio 2005 (ore pomeridiane) discussione  delle
  mozioni numeri 274 (gestione rifiuti);  291 e 304 (ATO idrico  di
  Palermo);   295  (divieto  uso della tortura);  176,  241  e  243
  (distilleria Bertolino).
     La  Conferenza, prima di tornare a riunirsi nel prossimo  mese
  di  febbraio, ha stabilito le priorità che l'Assemblea  entro  il
  mese corrente dovrà affrontare e precisamente:
   1) il   rinnovo della composizione delle commissioni legislative
       permanenti e della Commissione Unione europea;
  2) elezione di un deputato segretario (in sostituzione
  dell'onorevole Scoma);
  3) legge voto per la riforma dello Statuto;
  4)  dimissioni di alcuni assessori regionali dalla carica di
  deputato dell'ARS.

   Nell'ambito   poi   delle  priorità  legislative,   sono   stati
   individuati i seguenti disegni di legge:
    disegno di legge in materia di province regionali (n. 513/A);
    disegno di legge in  materia di case da gioco (n. 337/A);
    disegno di legge in materia di appalti (n. 771/A);
    disegno di legge  in materia di oratori;
    disegno di legge in materia di servizio civile;
      disegno  di  legge  in   materia  di  impiego  del  personale
   regionale presso gli uffici giudiziari;
    disegno di legge  riguardante la fondazione Buttitta.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno  che nel corso della seduta potrà procedersi a  votazioni
  mediante sistema elettronico.

      Comunicazione della nota pervenuta dall'onorevole Villari

    PRESIDENTE   Do lettura di lettera pervenutami in  giornata  da
  parte dell'onorevole Giovanni Villari:
   «Egregio  Presidente, confido nella sua sensibilità e nella  sua
  cortesia affinché la seguente proposta raggiunga al più presto  i
  colleghi  deputati. La tragedia accaduta nel Sud-est asiatico  lo
  scorso  26  dicembre, oltre a provocare migliaia di vittime,  sta
  mettendo  a  repentaglio  la vita di migliaia  di  persone  e  in
  particolar  modo  i bambini. Moltissimi di loro, rimasti  orfani,
  sono vittime di pedofili e di trafficanti di organi.
   Per  aiutare  i  bambini  del sud-est asiatico  propongo  che  i
  deputati  dell'Assemblea regionale siciliana  versino  in  favore
  dell'UNICEF  una quota straordinaria di 1.000 euro da  prelevarsi
  dall'indennità  di gennaio 2005. A questa si aggiunge  una  quota
  mensile di 100 euro per l'adozione a distanza dei bambini del sud-
  est asiatico fino alla fine della legislatura.
   Sono  certo  che tutti i colleghi dell'ARS aderiranno  a  questo
  appello  alla solidarietà nei confronti dei più deboli e dei  più
  bisognosi.»   onorevole Giovanni Villari

   Onorevoli  colleghi,  ho  dato lettura  della  lettera  sia  per
  rispetto  del presentatore e sottoscrittore sia per  rispetto  di
  questo  drammatico  argomento. Sono certo che  tutti  i  colleghi
  aderiranno  a  questo appello alla solidarietà nei confronti  dei
  più deboli.
   Naturalmente,  non decidiamo nel merito di questa seduta  perché
  è  argomento  che  dovremo  sottoporre ad  un  apposita  riunione
  dell'ufficio  di Presidenza, in quanto si tratterà  di   assumere
  determinazioni che riguardano le decisioni personali, individuali
  ed intime di ciascuno dei componenti di questo Parlamento.

   Rinvio dello svolgimento della rubrica  Agricoltura e foreste

    PRESIDENTE  Invito il deputato segretario a dare lettura  della
  nota protocollo n. 2005/0000837 Gab del 7 gennaio 2005, pervenuta
  in  pari  data  a  questa  Presidenza da  parte  dell'Ufficio  di
  Gabinetto   dell'Assessore  per  l'agricoltura  e   le   foreste,
  onorevole Innocenzo Leontini (assunta con prot. 211/Aula  del  10
  gennaio 2005).

    BASILE  segretario:

    «Egregio Onorevole Presidente,

   in   relazione   all'inserimento  della   Rubrica   Agricoltura'
  nell'ordine  del  giorno della seduta del  12  gennaio  2005  del
  Parlamento  regionale si richiede qualche giorno  di  rinvio,  al
  fine  di  potere  acquisire da parte dei  Dipartimenti  regionali
  interessati per materia sia alcuni aggiornamenti sulle risposte a
  suo  tempo  predisposte, sia i contributi  tecnici  sulle  ultime
  interrogazioni pervenute all'Ufficio di Gabinetto. Ciò consentirà
  una trattazione completa ed aggiornata della Rubrica.

   Si  ritiene  opportuno rappresentare che tale  necessità  deriva
  dalla considerazione che la comunicazione dell'ARS è pervenuta il
  29  dicembre  scorso, quando gli Uffici dell'Assessorato  avevano
  già  pianificato e concesso dei giorni di ferie al personale  per
  il periodo festivo».

                                         D'ordine dell'Assessore
                                      Il     Coordinatore     della
                                           Segreteria Tecnica
                                      Architetto Giuseppe Morale

    PRESIDENTE   Il  punto  secondo  dell'ordine  del   giorno   è,
  pertanto, rinviato ad altra seduta.


   Presidenza del presidente Lo Porto


    Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
                           Lavori pubblici

    PRESIDENTE   Si  passa al punto terzo dell'ordine  del  giorno:
  Svolgimento  di  interrogazioni ed  interpellanze  della  rubrica
   Lavori pubblici .
   Si  procede con l'interrogazione n. 1646 «Notizie in  merito  ai
  ritardi  nelle  opere  di   riparazione della  diga  Gibbesi,  di
  installazione  di un depuratore e di costruzione  della  rete  di
  canalizzazione della medesima», dell'onorevole Miccichè.
   Invito il deputato segretario a darne lettura.

    BASILE  segretario:

   «Al  Presidente  della  Regione e  all'Assessore  per  i  lavori
  pubblici, premesso che:

   la  diga  'Gibbesi',  ubicata  a  nord-est  della  provincia  di
  Agrigento, è stata costruita alla fine degli anni settanta, con i
  fondi  della Comunità europea, allo scopo di fornire  acqua  alla
  progettata zona industriale di Licata;

   nel  territorio  di Licata non si è in seguito insediata  alcuna
  fabbrica  e  che, anzi, le poche esistenti col tempo  sono  state
  chiuse;

   agli  inizi  degli  anni novanta i comuni di  Licata,  Ravanusa,
  Campobello  di  Licata, Canicattì, Palma di Montechiaro,  Naro  e
  Camastra  chiesero alla Regione siciliana che l'acqua della  diga
  Gibbesi   venisse   utilizzata  per  scopi  agricoli,   dopo   la
  costruzione,  sempre  a  spese dalle  Regione,  di  una  rete  di
  canalizzazione;

   alla  data odierna non risulta costruito nemmeno un metro  delle
  decine di chilometri di canalizzazione promessa;

   dalle  numerose  analisi chimiche effettuate era  risultato  che
  l'acqua della diga 'Gibbesi' presentava tracce di sale e zolfo  e
  quindi per il suo utilizzo, era stata promessa l'installazione di
  un sistema di deputazione;

   ad   oggi,  in  questa  direzione,  nessun  intervento  è  stato
  effettuato;

   dato che:

   a  pochi  anni  dalla costruzione della diga si è verificato  il
  cedimento di una parete;

   a  causa  di  ciò e per la sicurezza delle campagne sottostanti,
  la diga non viene riempita;

   visto  che  la Regione, ed in particolare l'attuale  Presidente,
  aveva promesso un finanziamento per riparare la parete della diga
  danneggiata dal cedimento franoso;

   constatato che:

   sono  passati  diversi  anni dai promessi  interventi  da  parte
  della Regione;

   ad  oggi  non  risulta alcun finanziamento iscritto in  bilancio
  per  riparare  la diga, dotarla di impianti di depurazione  e  di
  canalizzazione irrigua;

   la  Comunità europea ha promosso contro la Regione siciliana una
  causa  per  aver cambiato destinazione d'uso alla  diga  (da  uso
  industriale ad uso agricolo);

   per sapere:

   se  il  Governo  regionale intenda mantenere gli  impegni  presi
  permettendo, con un'opera di recupero della diga, il suo  massimo
  sfruttamento;

   se  non  ritengano  opportuno  individuare  i  responsabili  dei
  continui   ritardi  e  delle  omissioni  nei  finanziamenti   nei
  confronti  di  un'opera che poteva e può dare una  grossa  spinta
  all'agricoltura;

   se  non  ritengano necessario dare una risposta  immediata  alle
  sacrosante  richieste  degli agricoltori dei  comuni  di  Licata,
  Ravanusa,  Campobello di Licata, Canicattì, Palma di Montechiaro,
  Naro  e  Camastra, i quali puntavano e puntano, per  il  rilancio
  economico  di  quei territori, sullo sfruttamento  delle  risorse
  idriche della diga 'Gibbesi'.» (1646)

                                                       MICCICHE'

    PRESIDENTE   Ha facoltà di parlare l'Assessore  per  rispondere
  all'interrogazione.

    PARLAVECCHIO  assessore per i lavori pubblici. In  ordine  alla
  problematica oggetto dell'interrogazione formulata dall'onorevole
  Miccichè  ed  in  relazione  alla  specifica  richiesta   diretta
  all'Assessore per i Lavori pubblici, si rappresenta quanto segue.
   Dagli  atti  in  possesso all'Assessorato dei  Lavori  pubblici,
  risulta  che  la  diga   Gibbesi  è  stata  costruita  per  scopi
  industriali  ed irrigui e che la Giunta di Governo, con  Delibere
  n.  56  del  09.03.1999 e n. 11 dell'8-9.09.2001 ha  affidato  la
  gestione  dell'invaso al Consorzio di Bonifica n.  5   Gela   per
  l'attività irrigua istituzionalmente condotta.
   Inoltre,  l'A.P.Q.R.I.  (Accordo  di  Programma  Quadro  Risorse
  Idriche)  sottoscritto in data 5.10.2001, prevede  tra  le  opere
  strategiche e prioritarie individuate dalla Regione  lo studio ed
  analisi  delle risorse dell'invaso Gibbesi , la cui competenza  è
  in  capo  al  Commissario  delegato  per  l'emergenza  idrica  in
  Sicilia, giusta ordinanza n. 3189 del 22.03.2002 e successive.
   Lo  stesso  Commissario  con Decreto n. 556  del  27.04.2004  ha
  provveduto  all'approvazione dello Studio  in  questione  redatto
  dalla Sogesid  SpA.
   Pertanto,   in   relazione  a  quanto  sopra  rappresentato   la
  problematica oggetto dell'interrogazione dell'onorevole  Miccichè
  non è di competenza dell'Assessorato dei lavori pubblici.

    PRESIDENTE   Ha  facoltà  di parlare l'onorevole  Miccichè  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

    MICCICHE'    Signor  Presidente,  posso  ritenermi  soddisfatto
  perché, in base a  quanto detto   dall'assessore Parlavecchio, ho
  capito  che  la  competenza è del Presidente della Regione  nella
  qualità di Commissario straordinario delle acque.
   Sono  dispiaciuto  perché la risposta poteva essere  data  molto
  più  celermente (non mi riferisco all'Assessore in carica  perché
  di  recente  nomina), considerato che la nota  risale  all'aprile
  scorso  e  tenuto  conto, altresì, che da  quella  data  fino  al
  periodo  odierno si è parlato diverse volte delle   problematiche
  relative alla  diga Gibbesi.
   La  diga Gibbesi riveste enorme importanza strategica dal  punto
  di  vista dell'approvvigionamento idrico. Tutta la zona che va da
  Campobello a Ravanusa, a Canicattì,  a Palma, a Naro, a  Camastra
  è  principalmente Licata attende da anni la trasformazione ad uso
  agricolo di una diga che era stata progettata per l'industria  di
  Licata,  industria che non esiste più e  addirittura - mi risulta
  -  che la Comunità europea ha chiesto il risarcimento dei danni e
  chiedeva   spiegazioni   sul  perchè  ancora  non   fosse   stata
  utilizzata per lo scopo per cui è stata finanziata.
      Tuttavia,  a  prescindere  da  ciò  l'importanza  di   questa
  interrogazione è data dal fatto  che in questi ultimi mesi  si  è
  costituito   nella   zona  dell'agrigentino   un   movimento   di
  agricoltori  che  oltre  a  rivendicare  problemi  del   mercato,
  riguarda anche il problema dell'approvvigionamento idrico per  le
  campagne.  Naturalmente, con questo interrogazione  si  intendeva
  dare  una  risposta a queste categorie di lavoratori che  sperano
  nella  possibile risoluzione del problema in tempi rapidi;  però,
  così  come  abbiamo ascoltato dall'assessore,  ancora  una  volta
  dobbiamo rilevare che il problema è rinviato ad altre competenze.
     Sono  dispiaciuto  di  ciò. Signor Presidente,  le  chiedo  di
  trasmettere   l'interrogazione   -   come   peraltro    richiesto
  dall'assessore  Parlavecchio  - al Presidente  della  Regione  in
  qualità  di  Commissario straordinario delle  acque  al  fine  di
  avere in tempi rapidi una risposta in merito.

    PRESIDENTE   Si passa all'interpellanza n. 176 «Iniziative  per
  ripristinare   le  condizioni  di  sicurezza  per   l'atterraggio
  notturno nell'ambito delle infrastrutture portuali dell'isola  di
  Pantelleria   ed  il  definitivo  completamento  delle   stesse»,
  dell'onorevole Turano.
   Invito il deputato segretario a darne lettura.

    BASILE  segretario:

   «Al   Presidente  della  Regione,  all'Assessore  per  i  lavori
  pubblici  e  all'Assessore per il turismo, le comunicazioni  e  i
  trasporti, premesso che:

   nell'isola di Pantelleria non è assicurato il livello minimo  di
  sicurezza      per     l'atterraggio     notturno     nell'ambito
  dell'infrastruttura  portuale,  a  causa   della   mancanza   dei
  segnalamenti   sulla   diga   foranea,   malgrado   le   numerose
  segnalazioni   fatte   alle   autorità  competenti   dall'Ufficio
  circondariale marittimo di Pantelleria;

   una  nuova  tragedia si è consumata nella notte  tra  lunedì  12
  aprile   ultimo   scorso   e   martedì,   vittima   il   'Morea',
  un'imbarcazione  a  vela  di quindici  metri,  battente  bandiera
  maltese,  con  a bordo tre turisti svizzeri, che ha terminato  la
  sua  rotta  di  avvicinamento sulla secca di Punta San  Leonardo,
  proprio all'imboccatura del porto;

   quest'ultimo  incidente  era già stato  preannunciato  da  altri
  precedenti,  verificatisi nello stesso  specchio  acqueo  e,  più
  precisamente,  a gennaio c.a., quello occorso ad una  motovedetta
  della Guardia costiera che ha urtato contro una meda provvisoria,
  posta nel mezzo dell'imboccatura del porto come una mina vagante,
  e,  successivamente, al peschereccio 'Davide'  del  Compartimento
  marittimo di Mazara del Vallo che la sera dell'8 febbraio c.a. si
  è arenato sulla stessa secca;

   in  mancanza  dei  predetti segnalamenti,  l'ingresso  al  porto
  manca  di  idonei riferimenti, salvo, come ben sanno i diportisti
  locali, i comandanti dei pescherecci di stanza a Pantelleria ed i
  comandanti   delle  motovedette  della  Guardia   costiera,   dei
  Carabinieri  e  della  Guardia  di  finanza  che  ad  essi  fanno
  riferimento,  l'illuminazione pubblica del lungomare  del  centro
  abitato e di un locale commerciale ubicato in via Borgo Italia;

   lo  specchio acqueo libero tra la punta della diga foranea e  la
  meda  è molto stretto e, quando il moto ondoso sommerge la  diga,
  neanche  gli apparati radar installati a bordo delle imbarcazioni
  sono sufficienti a segnalare i pericoli;

   per conoscere:

   quali   iniziative   siano   state   intraprese   perché   venga
  immediatamente  rimossa,   adottando    anche   le  procedure  di
  somma urgenza previste dalla normativa in vigore, la causa di non
  funzionamento   dei   segnalamenti  luminosi,   ovvero   se   sia
  intendimento   del  Governo  regionale  non  trovare   idonea   e
  risolutiva  soluzione  ai  problemi  di  sicurezza  dello   scalo
  marittimo  fino a quando si verifichi un naufragio  con  vittime,
  pericolo  per  fortuna ad oggi scongiurato, e che, nel  contempo,
  l'accumularsi   dei  relitti  sulla  secca  S.   Leonardo   possa
  costituire un ulteriore polo di attrazione turistica dell'isola;

   quali  iniziative  concrete ed immediate siano state  intraprese
  affinché  lo scalo di Pantelleria (Porto vecchio e porto  nuovo),
  iniziato  con i piani di ricostruzione post-bellici dal Ministero
  dei  Lavori pubblici ed ancora ad oggi non ultimato, nonché dello
  scalo  alternativo  di  Scauri possano, in  breve  tempo,  essere
  considerati veri e propri bacini portuali, in grado di consentire
  un  facile  e  continuo  attracco alle navi  ed  imbarcazioni  di
  qualsiasi  genere cd in particolare alle navi  di  linea  per  il
  trasporto di passeggeri, mezzi e derrate alimentari, costrette  a
  volte  durante  i  mesi  invernali  a  non  potere  assicurare  i
  collegamenti   con   l'isola  per  intere   settimane,con   grave
  pregiudizio,  per  questa parte di territorio nazionale,  per  la
  sopravvivenza  degli  isolani che non possono  più  tollerare  la
  visione virtuale di infrastrutture strategiche essenziali che,  a
  meno  di  40  miglia nautiche di distanza, nella vicina  Tunisia,
  vedono attrarre grandi flussi di turismo nautico e commerciale ad
  essa, per vocazione naturale, potenzialmente destinato.» (176)

   TURANO

    PRESIDENTE   Ha facoltà di parlare l'Assessore  per  rispondere
  all'interpellanza.

    PARLAVECCHIO   assessore per i lavori  pubblici.  In  relazione
  alla    problematica   oggetto   dell'interrogazione    formulata
  dall'on.le Turano si rappresenta quanto segue:
   Dall'8.10.02  al 7.6.03 sono stati realizzati i  lavori  urgenti
  di  rifiorimento  e rafforzamento foraneo della radice  del  molo
  Cidonio   danneggiato  dalla  mareggiate   del   31.12.2000,   in
  corrispondenza della strada di accesso al porto nuovo.
   Dal  14.02.03  al  14.02.04  sono stati  eseguiti  i  lavori  di
  manutenzione   e  riparazione  degli  impianti  di  illuminazione
  elettrica portuale.
   Dal  24.03.03  al 18.07.03 sono stati eseguiti i lavori  urgenti
  per   la   riparazione   dei  danni  causati   dalle   mareggiate
  susseguitesi nel mese di marzo 2002 (all'interno del molo Nasi).
   Dal  10.02.04  al 10.08.04 sono stati eseguiti i lavori  urgenti
  per  il rifacimento dell'impianto di pubblica illuminazione della
  Via Borgo Italia.
   Dal  28.04.04 al 23.06.04 sono stati eseguiti i lavori di  somma
  urgenza  per  l'installazione  e  l'alimentazione  elettrica  dei
  segnalamenti luminosi marittimi (diga foranea Porto Nuovo,  Punta
  S. Leonardo, Molo Cidonio Porto Nuovo, Molo Nasi).
   Inoltre,  relativamente alla problematica dell'inefficienza  dei
  segnalamenti marittimi del porto di Pantelleria, faccio  presente
  che   a  seguito di una conferenza di servizi svoltasi presso  la
  Prefettura  di  Trapani  è stato disposto con  provvedimento  del
  18.03.04   l'avvio delle procedure  urgenza per la  realizzazione
  delle  opere  inerenti la problematica sopra detta e  d  è  stato
  contestualmente  autorizzato il Genio Civile  Opere  Marittime  a
  redigere la perizia dei lavori necessari.
   Relativamente  alle  competenze  dell'Assessorato   dei   Lavori
  pubblici   sono  state  intraprese  talune  iniziative   per   la
  ristrutturazione  del  porto e la messa in sicurezza  dell'intera
  zona  portuale, più specificatamente, nell'Accordo  di  programma
  Quadro  2000-2006 per il trasporto marittimo è  previsto  per  il
  porto  di  Pantelleria  la  realizzazione  di  3  interventi,  a)
  completamento della diga foranea ed escavazioni, b)  rifiorimento
  e rafforzamento matellata diga foranea tra le progressive m. 0,00
  e  m.  60,00 c) costruzione del molo sottoflusso, di cui solo  il
  primo è di competenza del Ministero Infrastrutture e Trasporti.

    PRESIDENTE   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Turano  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

    TURANO   Signor Presidente, onorevoli colleghi, se  io  dovessi
  dichiararmi  soddisfatto  per la risposta  dell'Assessore  potrei
  generare  la  convinzione  che il problema  delle  infrastrutture
  portuali  di Pantelleria sarebbe risolto. Così non è;  purtroppo,
  talvolta   la  Regione siciliana, il Governo e anche l'Assemblea,
  perchè  no,  dimenticano i problemi seri e inimmaginabili  che  i
  panteschi e gli altri isolani sono costretti a vivere.
   Dico  questo  perché mi chiedo: era necessario apprendere  dalla
  stampa  che si erano verificati tre diversi eventi nello specchio
  delle  acque  del  porto di Pantelleria prima di interessarsi  di
  questo problema?  Una motonave della Guardia costiera e una barca
  a  vela  di  quindici metri che era soltanto in  transito  perchè
  turisti lì hanno perso le loro imbarcazioni.
     Mi  chiedo: é un modo di affrontare il problema dell'isola  di
  Pantelleria   quello   di  procedere  soltanto   a   ripristinare
  parzialmente  l'illuminazione che, verosimilmente, fra  due  mesi
  non funzionerà più?
     La  ricostruzione del porto di Pantelleria é ricominciata  nel
  dopoguerra con il Ministero dei lavori pubblici e, ad oggi, non é
  ancora  completata. Ecco perché sono assolutamente  insoddisfatto
  della  risposta  fornita, anche perché gli  interventi  che  sono
  stati   fatti,   come  l'accordo-quadro  di  programma   per   le
  infrastrutture portuali, non hanno portato assolutamente a nulla.
     Chiedo  di  sapere  cosa é stato fatto  per  il  porto,  quale
  procedura  si  é  attivata e se si é definita  la  procedura  che
  permetteva  non  solo  la  messa  in  sicurezza  del   porto   di
  Pantelleria, ma anche la sua  definizione.
   Mi  chiedo come si può pensare di non occuparsi di una  comunità
  che  d'inverno conta 8 mila abitanti e d'estate 280 mila,  che  é
  l'avamposto d'Italia, il posto di frontiera, il posto visitato da
  tutto  il mondo, dove non si può attraccare serenamente  o  dove,
  quando  le condizioni del mare talvolta sono proibitive, non   si
  può attraccare nello scalo di Scauli perché non è completato
     Invito,  pertanto,  il  Governo  a  guardare  con  particolare
  attenzione questa tematica.
   Spero  che  l'Assessore per i lavori pubblici prenda  spunto  da
  questa mia insoddisfazione,  che é costruttiva e propositiva, che
  non   guardi   soltanto  al  ripristino  dell'illuminazione   per
  garantire  l'illuminazione notturna, che  guardi  a  come  potere
  risolvere questo problema e che venga a riferire in Aula,  magari
  la  prossima volta, fra quindici giorni, come si può  e  come  si
  deve  risolvere il problema dei porti dell'isola di  Pantelleria,
  del  porto nuovo e del porto vecchio, del porto principale e  del
  porto  di  Scauli, per garantire quel minimo di collegamento  che
  un'isola  del Mediterraneo notoriamente distante dalla terraferma
  necessita.

    PRESIDENTE   Si  passa all'interrogazione n. 1684  «Motivi  del
  mancato varo del Documento unico sulla regolarità contributiva  e
  retributiva (DURC) delle imprese esecutrici di lavori  pubblici»,
  dell'onorevole Giannopolo.
   Invito il deputato segretario a darne lettura.

    BASILE  segretario:

   «All'Assessore per i lavori pubblici, premesso che:

   l'articolo  15  della  legge regionale n.  7  del  2002  prevede
  l'approvazione del Documento unico sulla regolarità  contributiva
  e  retributiva (DURC) nei confronti dei lavoratori dipendenti  di
  imprese esecutrici di lavori pubblici;

   il   DURC,  punto  qualificante  della  legge  regionale   sugli
  appalti, è uno strumento indispensabile per combattere il  lavoro
  nero e la gestione irregolare dei cantieri;

   considerato  che  a distanza di quasi due anni dall'approvazione
  della legge n. 7 del 2002 il DURC non è stato ancora varato e che
  quindi  gli stati di avanzamento dei lavori (SAL) nella  gestione
  dei  lavori  pubblici vengono pagati senza alcuna garanzia  sulla
  regolarità  contributiva (INPS-INAIL-CEPIMA)  dei  lavoratori  in
  servizio nei cantieri;

   ritenuto  indispensabile applicare l'art. 15 della citata  legge
  con  riferimento  al DURC anche per contrastare i condizionamenti
  affaristico-mafiosi nella gestione dei cantieri;

   per sapere:

   quali  motivi  abbiano  ritardato il varo  del  Documento  unico
  sulla  regolarità contributiva (DURC) previsto dell'art. 15 della
  l.r. n. 7 del 2002;

   se   non  ritenga  opportuno  convocare  urgentemente  le  parti
  istituzionali   (INPS-INAIL-CEPIMA)  e  sociali   (organizzazioni
  sindacali dei lavoratori e imprenditoriali)e varare il DURC,  che
  dovrà essere inserito nei capitolati di gara.» (1684)

   GIANNOPOLO

    PRESIDENTE   Ha facoltà di parlare l'Assessore  per  rispondere
  all'interrogazione.

   PARLAVECCHIO,   assessore   per  i   lavori   pubblici.   Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, l'art. 15 della l.r.  n.  7  del
  2002  ha  stabilito  che   l'Assessore  regionale  per  i  lavori
  pubblici  promuove un'intesa con INPS, INALI, e Cassa  edile,  al
  fine  di  semplificare le procedure relative alla  certificazione
  della   regolarità  contributiva,  mediante  un  documento  unico
  (DURC)... .
   In   ordine  all'interrogazione  dell'onorevole  Giannopolo   si
  ritiene  sufficiente evidenziare come, a seguito della stipula  a
  livello nazionale della intesa tra Casse edili, INPS ed INAIL  in
  merito  al DURC, questo assessorato abbia sottoposto a tali  enti
  un testo di intesa che, dopo complesse trattative che hanno visto
  l'INPS  protagonista  di alcuni emendamenti  al  testo  condiviso
  dagli  altri  enti interessati, hanno condotto  alla  stesura  di
  testo  condiviso che dovrebbe essere sottoscritto entro  la  fine
  del   mese  di  gennaio  2005.  Volevo  aggiungere  che   proprio
  stamattina,  da  parte  dell'INPS, abbiamo  avuto  notizia  della
  condivisione del nostro documento. Mi auguro, quindi, di  poterlo
  pubblicare nel più breve tempo possibile.

    PRESIDENTE   Ha facoltà di parlare l'onorevole  Giannopolo  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

    GIANNOPOLO    Signor  Presidente,  mi  dichiaro   moderatamente
  soddisfatto. Dico moderatamente perché, purtroppo, sono trascorsi
  più  di due anni dall'approvazione della legge n. 7 e quello  che
  era  uno dei punti qualificanti, assieme ad esempio alla stazione
  unica  degli  appalti,  pur  tuttavia ha  registrato  un  ritardo
  notevole nella sua definizione appunto il  documento unico  sulla
  regolarità  contributiva  che voglio ribadire essere  un  aspetto
  qualificante  nella  gestione  dei lavori  pubblici  in  Sicilia,
  poiché,  proprio  sulle questioni che riguardano la  irregolarità
  contributiva  e retributiva, si è fondato uno dei  pilastri,  uno
  dei   momenti   attraverso   cui   si   sono   verificati   anche
  condizionamenti affaristico-mafiosi nella gestione  dei  cantieri
  dei   lavori   pubblici  oltre  che  sono  venuti  meno   aspetti
  fondamentali della tutela dei diritti dei lavoratori.
   Io  adesso  prendo  atto  che,  finalmente,  il  documento  pare
  esista;    ciò  che  vorrei  dire  all'Assessore   è   di   farsi
  immediatamente  promotore per la sua pubblicazione in  modo  tale
  che  tutti  i  capitolati  di  gara possano  recare  le  modalità
  attraverso  cui deve essere verificata la regolarità contributiva
  e retributiva dei lavoratori.
   Quindi,  con  questa  sollecitazione ulteriore  all'Assessore  a
  dare  immediata  attuazione a quanto disposto  dall'articolo  15,
  confermo la mia soddisfazione.

    PRESIDENTE   Si passa all'interpellanza n. 179 «  Delucidazioni
  in  merito  ai  criteri  adottati  per  la  concessione  edilizia
  assentita  alla  ditta  'Generali Impianti s.r.l.',  notizie  sul
  crollo  del  tratto  della Via Madonna, lato piazza  S.  Anna,  a
  Favignana (Tp) ed informazioni sulla funzionalità degli organi ed
  uffici  del  Comune  di  Favignana  in  materia  urbanistica   ed
  edilizia»,  dell'onorevole Forgione.
   Per     assenza    dall'Aula    dell'onorevole    interpellante,
  l'interpellanza decade.
   Si  passa  all'interpellanza n. 181  «  Interventi  urgenti  per
  eliminare  la  pericolosità della strada statale 120  nel  tratto
  Nicosia - Cerami- Troina»,  dell'onorevole Tumino.
   Per     assenza    dall'Aula    dell'onorevole    interpellante,
  l'interpellanza decade.
   Si  passa  all'interrogazione  n.  1784  «  Nomina  urgente  del
  Commissario  straordinario dello IACP di Messina», dell'onorevole
  Panarello.
   Per     assenza     dall'Aula    dell'onorevole    interrogante,
  l'interrogazione si intende presentata con richiesta di  risposta
  scritta.
   Si  passa  all'interrogazione n. 1813 « Notizie in  ordine  alla
  mancata  attuazione della  l.r. n. 17 del 2001 e  verifica  sullo
  stato  dei  lavori di completamento dell'autostrada  A20  PA-ME»,
  dell'onorevole Panarello.
   Per     assenza     dall'Aula    dell'onorevole    interrogante,
  l'interrogazione si intende presentata con richiesta di  risposta
  scritta.
   Si  passa  all'interpellanza n. 189 « Interventi  della  Regione
  per  il  completo  utilizzo del dissalatore di Gela  al  fine  di
  fronteggiare   l'emergenza  idrica  della  zona»,  dell'onorevole
  Morinello.
   Per     assenza    dall'Aula    dell'onorevole    interpellante,
  l'interpellanza decade.
   Si    passa    all'interrogazione   n.   1839   «   Accertamenti
  sull'applicazione  della  l.r.  n.  17  del  2001  da  parte  del
  Consorzio per le autostradesiciliane», dell'onorevole Panarello.
   Per     assenza     dall'Aula    dell'onorevole    interrogante,
  l'interrogazione si intende presentata con richiesta di  risposta
  scritta.
   Si   passa  all'interrogazione  n.  1901  «Notizie  a  proposito
  dell'evento franoso che ha interessato recentemente il comune  di
  S. Mauro Castelverde (PA)», dell'onorevole Ferro.
   Invito il deputato segretario a darne lettura.

    BASILE  segretario:

   «Al   Presidente  della  Regione,  all'Assessore  per  i  lavori
  pubblici e all'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso
  che:

   nella  notte del 15 ottobre u.s. una frana ha colpito il  comune
  di  S. Mauro Castelverde in provincia di Palermo, la frana è  poi
  continuata  il  giorno seguente per arrivare  ad  interessare  il
  giorno  17  la  strada provinciale 52 in contrada  San  Biagio  e
  arrestarsi l'indomani;

   complessivamente è stata interessata dall'evento calamitoso  una
  vasta  area  che  va  da  monte a valle in  direzione  del  fiume
  Pollina;

   rilevato che:

   la  frana  ha  danneggiato  gli impianti  della  ditta  che  sta
  realizzando le due gallerie dell'autostrada Palermo - Messina;

   è  stato  distrutto  il  tratto  della  strada  provinciale  che
  collega   il   comune  di  San  Mauro  Castelverde,   il   quale,
  conseguentemente è rimasto isolato;

   sono stati inoltre distrutti due edifici privati, sgombrati  con
  ordinanza sindacale, uno dei quali ospitava un'officina  con  sei
  dipendenti che adesso rischiano il licenziamento;

   per sapere:

   se  risponda  o  meno  a verità il fatto  che  il  fianco  della
  collina  sottostante  i  tunnel autostradali  realizzati  a  poca
  distanza dal movimento franoso sia stato utilizzato come deposito
  della  gran  mole  di  materiale  di  risulta  proveniente  dalle
  attività  di scavo e che tale materiale sia stato successivamente
  occultato e ricoperto da terra vegetale;

   se  sia  stato  o  meno previsto l'allestimento  di  ogni  opera
  idonea  e  necessaria alla canalizzazione e alla irregimentazione
  delle  acque  naturali  e di scarico della  zona  interessata  ai
  lavori;

   se  risponda a verità che a fianco della collina interessata dal
  movimento  franoso  sia stata aperta una pista  di  accesso  alle
  gallerie  per  consentirvi l'ingresso ai mezzi pesanti,  e  quali
  possano essere state le conseguenze che il taglio del declivio ha
  comportato nell'equilibrio idrogeologico dell'area;

   se  risponda  a verità che nei pressi della collina  interessata
  dal  movimento franoso, vicino alla strada provinciale, sia stato
  realizzato   un  imponente  movimento  di  terra  per  consentire
  l'installazione  di un impianto di produzione di  calcestruzzo  e
  quali  possano essere state le conseguenze che tale movimento  di
  inerti  ha  comportato nell'equilibrio idrogeologico dell'area  e
  nel sistema di corretto drenaggio delle acque meteoriche;

   quale  sia  la ragione per cui, a partire dalla notte successiva
  alla  frana,  i  lavori nel cantiere sarebbero stati  accelerati,
  ricorrendo alla turnazione notturna degli operai anche nei giorni
  di sabato e domenica, laddove sarebbe invece stato opportuno dare
  tempo alle autorità di effettuare i necessari rilievi tecnici per
  accertare eventuali responsabilità.» (1901)

   FERRO

    PRESIDENTE   Ha facoltà di parlare l'Assessore  per  rispondere
  all'interrogazione.

    PARLAVECCHIO  assessore per i lavori pubblici. In  ordine  alla
  problematica oggetto dell'interrogazione formulata dall'onorevole
  Ferro   e   diretta  all'Assessore  per  i  Lavori  pubblici   si
  rappresenta quanto segue.
   Dagli  atti  in  possesso  del Servizio Assetto  del  Territorio
  dell'Assessorato   dei  Lavori  pubblici,  nessuna   segnalazione
  risulta  pervenuta in ordine all'evento franoso verificatosi  nei
  giorni del 15-17 ottobre 2004 nel comune di S. Mauro Castelverde.
   Di  ciò è stato in informato pure il Genio civile di Palermo  il
  quale ha informato che dell'evento franoso è stato interessato il
  dipartimento Protezione civile.
   In  relazione a quanto sopra, pertanto, si è del parere  che  la
  problematica in oggetto sia di competenza della Presidenza  della
  Regione.

    PRESIDENTE   Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Ferro   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

    FERRO   Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  evidentemente
  non  mi  posso ritenere soddisfatto e le ragioni le ha  dette  lo
  stesso  Assessore  parlando di competenza  del  Presidente  della
  Regione.   Chiedo, pertanto, alla Presidenza di voler trasmettere
  l'interrogazione  al Presidente della Regione, tenuto  conto  che
  era  stato  lo  stesso   Presidente  della  Regione,  sulla  base
  dell'interrogazione,  ad  interessare l'Assessore  per  i  Lavori
  pubblici. E' un tipico caso di mano destra e mano sinistra che  a
  volte  si  confondono,  però  può  succedere  e,  quindi,  signor
  Presidente,  la prego di voler fare disporre, se possibile,  agli
  Uffici  la  reiterazione dell'interrogazione  nei  confronti  del
  Presidente della Regione.

    PRESIDENTE   Non  sorgendo  osservazioni,  dispongo  nel  senso
  richiesto  e  preciso che lo stesso vale per l'interrogazione  n.
  1646  dell'onorevole Miccichè: anch'essa resta  in  vita  per  la
  parte di competenza del Presidente della Regione.
   Si   passa   all'interrogazione  n.  1906   «   Interventi   per
  fronteggiare  la grave situazione determinata dall'ingiustificato
  aumento degli affitti delle case e dalla carenza di alloggi nelle
  grandi città siciliane ed in particolare nella città di Catania»,
  , degli onorevoli Villari, Panarello e Giannopolo.
   Invito il deputato segretario a darne lettura.

    BASILE  segretario:

   «Al   Presidente  della  Regione,  all'Assessore  per  i  lavori
  pubblici e all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali  e
  le  autonomie  locali,  premesso  che  negli  ultimi  anni  si  è
  assistito  ad  un ingiustificato aumento dei prezzi  e  che  tali
  aumenti  hanno  riguardato anche il livello  degli  affitti,  con
  ricadute pesanti per le categorie più deboli;

   osservato   che  nelle  grandi  città  siciliane  gli   studenti
  domiciliati  sono  decine di migliaia (a Catania  se  ne  contano
  circa  18  mila)  e  l'affitto casa si paga a posto  letto  (euro
  250,00) e a canone nero;

   ricordato  che parecchie migliaia di lavoratori dipendenti  sono
  alloggiate  per periodi transitori a canoni mensili da  450,00  a
  1.100% euro;

   osservato  che  nelle città sono alcune decine  di  migliaia  le
  case  malsane e degradate e numerose le famiglie che  condividono
  un'unica casa e in promiscuità;

   visto  che  le graduatorie delle case popolari contano  migliaia
  di richiedenti (a Catania circa 15 mila famiglie);

   per sapere:

   come  intendano fronteggiare la situazione evidenziata e se  non
  ritengano  di  dover intervenire presso il Governo nazionale  per
  fare  elevare  il  fondo  sociale per il  contributo  integrativo
  dell'affitto  della casa, previsto dalla legge  431/1998,  e  per
  sollecitare  la  costruzione di case da destinare  ai  ceti  meno
  abbienti;

   se  non ritengano di convocare una conferenza dei sindaci e  dei
  presidenti  delle province di Catania, Messina e Palermo,  con  i
  sindacati degli inquilini e i presidenti degli IACP, per definire
  un  piano di interventi che preveda inoltre la riduzione dell'ICI
  al  2 per mille per coloro che scelgano di affittare le loro case
  secondo   il  contratto  territoriale  previsto  dal   D.M.   del
  20.12.2002;

   se  non  ritengano opportuno prevedere un fondo di finanziamento
  da  erogare alle aree metropolitane di Catania Messina e  Palermo
  per  la costruzione di 20 mila alloggi di cui 5 mila da destinare
  all'area   dell'hinterland  catanese   dove   la   situazione   è
  particolarmente drammatica.» (1906)

   VILLARI-PANARELLO-GIANNOPOLO

    PRESIDENTE   Ha facoltà di parlare l'Assessore  per  rispondere
  all'interrogazione.

    PARLAVECCHIO  assessore per i lavori pubblici. In  ordine  alla
  problematica oggetto dell'interrogazione formulata dall'onorevole
  Villari si rappresenta quanto segue.
   A  seguito  del  recepimento della legge 431 del 1998  da  parte
  della Regione siciliana,  l'Assessorato dei Lavori pubblici,  per
  mezzo  della U.O.B. preposta si è occupato di erogare,  ai  sensi
  dell'articolo  11  della  suddetta  legge,  a  tutti   i   comuni
  dell'Isola  che  ne  hanno  fatto richiesta,  il  contributo  per
  l'accesso alla locazione da parte di conduttori in condizioni  di
  disagio abitativo, e che a seguito dell'emissione della circolare
  del 30 luglio 2004 sta provvedendo all'istruttoria necessaria per
  l'erogazione dei contributi integrativi relativi all'anno 2003.
   Si  evidenzia  che, sebbene la legge presenti parecchie  carenze
  che  determinano  parametri  non  sempre  corrispondenti  ad   un
  effettivo   soddisfacimento  del  fabbisogno   di   ogni   comune
  richiedente,  dovuti  in  parte  anche  alla  poca  disponibilità
  economica dei fondi ministeriali, detto contribuito viene erogato
  esclusivamente  a  coloro  che  allegano  all'istanza  copia  del
  contratto regolarmente registrato e che quindi chi paga l'affitto
  in nero viene automaticamente escluso.
   Per  quanto riguarda la proposta di creare un fondo che  preveda
  per  le aree metropolitane la costruzione di 20 mila alloggi,  di
  cui  54  mila  da  destinare  all'area dell'hinterland  catanese,
  sarebbe più opportuno puntare sul recupero di tutto il patrimonio
  edilizio degradato, sia da parte dei comuni che degli IACP, e  di
  quello  sequestrato  alla mafia, prevedendone  un'aliquota,  alla
  pari di realtà europee consolidate (vedi recupero di Berlino o di
  altri interventi pregnanti nel panorama dell'edilizia economia da
  parte  di altri Paesi dell'Unione Europea) dove per ogni  singolo
  intervento, sia si tratti di un edificio che di un isolato  o  di
  un  intero quartiere, vengono riservate delle aliquote di alloggi
  per gli studenti, coppie di giovani sposi, lavoratori per periodi
  transitori ed anziani, autosufficienti e non, stabilendo  già  al
  momento della progettazione il costo degli affitti.
   Infine, sarebbe opportuno promuovere delle azioni di verifica  e
  di ispezione tese a far emergere tutte quelle abitazioni che sono
  locate  in   nero  ed applicare ai proprietari adeguate  sanzioni
  amministrative, anzichè ridurre l'ICI al 2 per mille a coloro che
  invece  scelgono di locare le abitazioni ai sensi  del  contratto
  territoriale di cui al decreto ministeriale 20/02/2002.

    PRESIDENTE   Ha  facoltà  di parlare  l'onorevole  Villari  per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.

    VILLARI  Signor Presidente, prima di dichiararmi soddisfatto  o
  meno    della    risposta,   desideravo   fare   un'osservazione.
  Occorrerebbe da parte della Regione uno sforzo straordinario che,
  se  fosse  possibile, dovrebbe coinvolgere pienamente il  Governo
  nazionale  e  lo  Stato per attenzionare,  al  più  alto  livello
  possibile, con grande attenzione e grande efficacia, la questione
  della  condizione  in  cui versano le città del  Mezzogiorno  per
  quanto riguarda i bisogni degli alloggi.
   Dico  questo  perchè nell'interrogazione si fa riferimento  alla
  situazione di Catania, ma il problema riguarda le città  sede  di
  atenei:  Catania,  Messina, Palermo, Enna,  dove  la  carenza  di
  alloggi costringe gli studenti a pagare degli affitti molto esosi
  che  le  famiglie con reddito medio o medio basso non riescono  a
  sopportare.
   Siamo  di  fronte ad una situazione che tocca le  fasce  deboli,
  gli  studenti,  tocca  le  fasce  meno  abbienti  in  quanto  non
  essendoci  più  l'equo  canone il DM  a  cui  faceva  riferimento
  l'Assessore  penalizza  chi  aderisce  al  patto,  con  la  nuova
  normativa al cosiddetto contratto territoriale, il DM appunto del
  20/02/2002.
   Io  ritengo  che  vi sia uno sforzo da parte dell'Assessore  sul
  piano  dell'attenzione  che,  però, anche  se  apprezzabile,  per
  questo  mi  ritengo soddisfatto della risposta, non è sufficiente
  rispetto alle scelte. Quindi, prendo atto della buona volontà che
  c'è  da questo punto di vista da parte dell'Assessore, ma ritengo
  che  ci  sia  una insufficienza generale rispetto alla  questione
  delle  politiche  abitative che richiederebbero  un  concorso  di
  intervento dello Stato, della Regione e dei Comuni per cercare di
  fare  un  intervento  straordinario teso a risolvere  i  problemi
  evidenziati nell'interrogazione.
   In   questo   senso,  l'appello  che  rivolgo  al  Governo,   al
  Parlamento, al Presidente dell'Assemblea è quello di  cercare  di
  promuovere  iniziative su questo terreno che siano effettivamente
  concrete,  perchè  sotto  questo profilo  la  situazione  si  sta
  appesantendo. L'aumento del costo degli affitti sta  determinando
  una  situazione di grave disagio, in cui l'impoverimento pare che
  si  stia effettivamente allargando, come peraltro i dati ISTAT ci
  dicono.

    PRESIDENTE   Si  passa all'interrogazione n. 1932  «Notizie  in
  ordine   all'annunciata  serie  di  interventi  di   manutenzione
  straordinaria  del dissalatore di Trapani prevista dalla  società
  di  gestione»,  a firma dell'onorevole Oddo. Invito  il  deputato
  segretario a darne lettura:

   BASILE, segretario:

   «All'Assessore per i lavori pubblici, premesso che:

   la  ditta  'Di  Vincenzo',  in  atto  società  che  gestisce  il
  dissalatore  di  Trapani, ha inviato una nota  ufficiale  all'Eas
  annunciando una serie di interventi di manutenzione straordinaria
  per  rendere l'impianto più efficiente e che i lavori sono  stati
  previsti  nel  periodo che va dal primo novembre al  28  febbraio
  2005;

   da  notizie  di  stampa e dalle dichiarazioni  del  Prefetto  di
  Trapani   la   stessa  ditta  avrebbe  deciso  di   rinviare   la
  manutenzione   straordinaria  al  prossimo  mese   di   dicembre,
  condividendo la richiesta dell'Eas, ma senza ufficializzarla agli
  enti  locali interessati all'approvvigionamento idrico  da  parte
  dell'impianto di contrada Nubia;

   una  soluzione tampone sarebbe stata individuata attraverso  una
  presa  esterna al dissalatore per recuperare l'acqua in  tutti  i
  casi   d'emergenza  programmata  e  soprattutto  in  quelli   non
  programmati e dovuti a fattori contingenti;

   per sapere:

   se  non ritenga necessaria un'azione ispettiva per verificare la
  reale  necessità  e  la portata dell'intervento  di  manutenzione
  straordinaria  che  dovrebbe svolgersi in  quattro  mesi  con  la
  riduzione della produzione dell'acqua di circa 50 litri al m/s;

   se  non ritenga, altresì, indispensabile verificare se la stessa
  manutenzione   possa   essere  effettuata  senza   diminuire   la
  produzione d'acqua del dissalatore».

    PRESIDENTE   Ha  facoltà di parlare l'onorevole  Assessore  per
  fornire la risposta.

      PARLAVECCHIO  assessore per i lavori pubblici. In ordine alla
  problematica oggetto dell'interrogazione formulata dall'onorevole
  Oddo, si rappresenta quanto segue.
   L'Assessorato  dei lavori pubblici per mezzo dei  propri  uffici
  ha   attivato  la  procedura  di  ispezione  e  controllo  presso
  l'impianto   di  dissalazione  di  Trapani,  sia  per  verificare
  l'entità  dell'eventuale  manutenzione  straordinaria  menzionata
  dall'onorevole  Oddo,  sia  per  verificare  la  possibilità  che
  durante  le  operazioni  di manutenzione  non  venga  ridotta  in
  maniera  consistente  la  produzione d'acqua  dissalata  per  non
  arrecare disagi alle popolazioni servite.
   Si  ritiene  opportuno rappresentare che dagli atti in  possesso
  degli   uffici  dell'Assessorato  dei  lavori  pubblici  e  dalle
  informazioni  fornite  dall'EAS, non risulta  che  l'impianto  di
  Trapani necessiti di interventi di manutenzione straordinaria  da
  effettuarsi  in  un lungo lasso di tempo (quattro mesi  riportati
  nell'atto ispettivo).

    PRESIDENTE    Ha  facoltà  di  parlare  l'onorevole  Oddo   per
  dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.

    ODDO    Signor   Presidente,  approfitto  per   confermare   la
  disponibilità  dell'assessore  Parlavecchio  ad  approfondire   e
  discutere  delle  questioni  che  riguardano  il  dissalatore  di
  Trapani.  E  per fare presente al Governo che continua,  in  modo
  assolutamente irrefrenabile, a quanto sembra, e su  questo  credo
  che  dovremmo riflettere insieme al Governo, per parte nostra non
  può  che  esserci,  evidentemente, tanta attenzione   per  quanto
  concerne  un  elemento così importante che  è  l'acqua  che  deve
  arrivare a casa dei cittadini, non può esserci altro  Almeno  per
  come noi intendiamo le battaglie politiche, se battaglia politica
  si può definire in questo caso
   Continua,  dicevo, in maniera irrefrenabile,  la  difficoltà  di
  approvvigionamento  di quattro, cinque, sei  comuni  che  vengono
  serviti dal dissalatore di Trapani. E continua, anche per  quanto
  concerne la questione del nuovo dissalatore, a non essere  chiara
  l'operazione, nel senso, se il nuovo dissalatore verrà impiantato
  sostanzialmente presso i luoghi, o presso il sito dove in  questo
  momento funziona il vecchio dissalatore, o se invece si parla  di
  attrezzare,  a tutti gli effetti, una nuova struttura,  un  nuovo
  dissalatore.
   Per  quello che si riesce a capire, per le poche notizie che  da
  questo punto di vista si hanno, la possibilità pare sia quella di
  dismettere il vecchio dissalatore, e sicuramente il Governo ed  i
  colleghi ricorderanno che questo dissalatore è costato un bel po'
  di  soldi, sia in termini di investimento complessivo, sia perché
  non  si  riesce ad avere chiaro cosa accadrà nel momento  in  cui
  verrà messo in funzione il nuovo.
   Vi  è  inoltre la questione che riguarda le continue  difficoltà
  cui  vanno  incontro i lavoratori. L'assessore  Parlavecchio,  di
  recente, ha ricevuto cortesemente una loro delegazione. Penso che
  si  sia  così potuto rendere conto delle difficoltà oggettive  di
  questi  lavoratori  i  quali non vengono  pagati  regolarmente  e
  quindi qualche difficoltà cominciano ad averla. Mi pare superfluo
  dover  sottolineare che  tale atteggiamento non  sia accettabile,
  poi ognuno gli dia la definizione che ritiene più opportuna.
   La  situazione  è così ormai da anni. La ditta che  gestisce  il
  dissalatore usa regolarmente i  lavoratori,  per fare in modo che
  quanto vantato -  per quanto concerne anche il cosiddetto credito
  che  la  ditta  vanta nei confronti della Regione -  venga  tutto
  sommato onorato.
   E'  un  bel  guaio   E' una bella situazione,  tutta  siciliana,
  proprio  secondo la peggiore tradizione siciliana, nel senso  che
  la  ditta  utilizza i lavoratori per farsi pagare dalla  Regione,
  non  li  paga  e  gli  stessi manifestano il loro  dissenso;  nel
  contempo,  i  cittadini non ricevono l'acqua  per  come  dovrebbe
  essere, la portata è diminuita e si innesca un meccanismo  che  è
  totalmente inaccettabile.
   Mi  verrebbe da dire:  Cari Assessori del Governo del Presidente
  eletto  per  la  prima volta direttamente dal  popolo  siciliano,
  revocate  o rescindete quel contratto in un modo o in  un  altro,
  perchè  ormai  è  inconcepibile   Non è la prima,  ma  la  decima
  volta.  Non  si  contano più le volte in cui la  ditta  non  paga
  regolarmente in quanto la Regione a sua volta non paga la ditta e
  di conseguenza i rubinetti restano a secco
   Penso  che  occorra assumere una decisione abbastanza  ferma  e,
  nel   contempo,   capire  se  questa  manutenzione  straordinaria
  comprende   quanto   contenuto  nella   risposta   dell'assessore
  Parlavecchio.  E' un modo per attrezzare logiche e  strategie  di
  impresa  che  nulla hanno a che vedere con quanto il  dissalatore
  deve fare: cioè fornire l'acqua ai cittadini. Tutto ciò viene  in
  seconda battuta.
     Occorre  capire  se  quell'altra  soluzione  perchè  bisognava
  iniziare   una   manutenzione   straordinaria,   quella    stessa
  manutenzione (assessore Parlavecchio, ne abbiamo parlato e quindi
  lo  dico  in  maniera molto breve, mi spiace per i  colleghi  che
  ascoltano e per il Presidente che ha tutto l'interesse  a  capire
  come  stanno  le cose) che doveva essere compensata dato  che  si
  abbatte  la portata da una per così dire operazione dell'EAS  che
  doveva  compensare 50 litri per minuto secondo. Non si ha notizia
  se sia stata effettuata l'operazione, se è in grado di compensare
  quanto verrà meno rispetto al programma di manutenzione ecc.
   Per  i  rapporti  chiari  e leali che intendiamo  avere  con  il
  Governo   sia   quando  dobbiamo  preparare  dure  battaglie   di
  opposizione, sia quando dobbiamo dare la nostra disponibilità per
  risolvere  problemi  più  delicati  che  riguardano  i  cittadini
  siciliani,  debbo necessariamente dire che non  è  il  caso,  qui
  stasera, di dire se si può essere più o meno soddisfatti rispetto
  a quanto contenuto nella risposta dell'Assessore.
   Spero    che    in   questi   giorni   un'ulteriore   iniziativa
  dell'assessore   Parlavecchio   assieme   all'emergenza    idrica
  coordinandola  allo  stesso  modo  in  cui  l'Assessore  si   era
  impegnato  a  fare,   possa far luce  e  chiudere  questa  annosa
  vicenda  e  garantire quello che è giusto garantire ai  siciliani
  prima ancora di parlare di sviluppo relativi ad altri settori  ed
  investimenti. Come sappiamo non c'è sviluppo di qualsiasi tipo se
  non ci sono i servizi essenziali.
   Pertanto,  in questo sta il mio impegno e la mia attenzione  nei
  confronti di quanto in queste ore il Governo farà in maniera  più
  determinata  e decisa. Anche i sindaci e le varie realtà  che  si
  trovano   in  queste  condizioni  sollevano  dure  critiche   nei
  confronti  delle istituzioni regionali a partire in  primo  luogo
  dal Governo di questa regione.
   Spero  in  futuro  che  si  abbia  più  considerazione  per   le
  interrogazioni presentate dai deputati perché ad oggi i tempi  di
  risposta  sono  assolutamente  insostenibili:  trascorrono   tre,
  quattro,  cinque,  sei, sette mesi prima che si possano  svolgere
  in Aula le interrogazioni. E credo invece che argomenti di questo
  tipo   dovrebbero  avere  un'attenzione  maggiore  in  quest'Aula
  trattando di temi importanti che non devono servire  soltanto per
  il resoconto stenografico.

   PRESIDENTE.  Per  assenza  dall'Aula dell'onorevole  proponente,
  l'interpellanza  n.  211  «Chiarimenti  in  ordine   a   presunte
  illegittimità presso il Consorzio per le autostrade siciliane, al
  ripristino degli organi statutari ed alla possibile intenzione di
  spostare  da  Messina  a Palermo la sede decisionale  dell'ente»,
  dell'onorevole Panarello  decade.
   Si passa all'interpellanza n. 212 «Opportune iniziative volte  a
  modificare  in  senso  eco-compatibile il progetto  dell'ANAS  di
  costruzione  della  strada Marineo-Corleone ed  a  sospenderne  i
  lavori  per  il  lotto n. 3», degli onorevoli  Forgione,  Liotta,
  Vitrano, Cracolici, Ferro, Miccichè.

    PARLAVECCHIO    assessore  per  i   lavori   pubblici.   Signor
  Presidente,  chiedo  il rinvio dello svolgimento  in  quanto  non
  abbiamo avuto indicazioni da parte degli uffici.

    PRESIDENTE  Dispongo nel senso richiesto.
   Si    passa   all'interrogazione   n.   1972   «Interventi   per
  l'attivazione di un serio controllo sulle dinamiche  dei  prezzi,
  delle tariffe e degli affitti» dell'onorevole Villari.

    PARLAVECCHIO    assessore  per  i   lavori   pubblici.   Signor
  Presidente,  chiedo  il rinvio dello svolgimento  in  quanto  non
  abbiamo avuto indicazioni da parte degli uffici.

    PRESIDENTE  Dispongo nel senso richiesto.
   Per     l'assenza    dall'Aula    dell'onorevole     proponente,
  l'interrogazione  n. 1978 «Ripristino degli  organi  statutari  e
  nomina  del  direttore generale del Consorzio per  le  autostrade
  siciliane (C.A.S.)» dell'onorevole Villari si intende trasformata
  in interrogazione con richiesta di risposta scritta.


   Presidenza del presidente Lo Porto


  Comunicazione ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento
                               interno

    BENINATI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BENINATI    Signor   Presidente,  volevo   approfittare   della
  presenza  dell'Assessore per i lavori pubblici  per  dire  quanto
  segue.
     L'Assessore  sa  bene che ormai da diversi mesi  la  città  di
  Messina  segue  con  una  certa ansia  -  so,  tra  l'altro,  che
  l'Assessore  si  è  interessato  del  problema  -  la   questione
  dell'istituto  autonomo case popolari di  Messina.  Dico  questo,
  perché  ormai  da  più  di  un mese  si  attende  la  nomina  del
  Presidente dell'IACP di Messina e dei componenti del Consiglio di
  amministrazione.  Forse  per  una cattiva  informazione  tra  gli
  uffici  - non ho dubbi - ad oggi non si riesce ad ottenere questa
  designazione. La qualcosa sembra essere la chiusura del  cerchio.
  Pertanto  l'appello  che  oggi  rivolgo  all'Assessore   -   sono
  intervenuto  infatti perché resti agli atti -  è  che  in  questi
  giorni o alla prossima riunione di Giunta si possa dar seguito  a
  tale insediamento.
   L'Assessore,   come  me,  conosce  benissimo   la   problematica
  dell'IACP di Messina perché  non solo cura la gestione dell'ente,
  ma  cura  anche la gestione dei fondi ingenti che questa Aula  ha
  per  giorni  posto  all'attenzione  nella  finanziaria  dell'anno
  scorso,  proprio per il risanamento della città di  Messina.  Per
  cui  sarebbe  paradossale  che si decidessero  in  questi  giorni
  interventi  nei  confronti della città da  parte  di  figure  che
  istituzionalmente dovrebbero solamente percorrere un indirizzo di
  ordinaria amministrazione.
     L'invito che rivolgo, ancora una volta, all'Assessore, che  so
  essere  molto  sensibile a questo argomento, è di  far  porre  la
  questione nella prossima riunione di Giunta in modo da dare corso
  all'insediamento del presidente del Consiglio di amministrazione,
  argomento  che è stato affrontato ed esitato in prima Commissione
  quasi un mese fa. Un'intera città attende la definizione di  tale
  nomina.

    PARLAVECCHIO   assessore  per  i  lavori  pubblici.  Chiedo  di
  parlare per una breve replica.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    PARLAVECCHIO    assessore  per  i   lavori   pubblici.   Vorrei
  semplicemente  dire due cose. Per quanto riguarda  il  presidente
  dell'IACP di Messina sono perfettamente d'accordo con l'onorevole
  Beninati.  Egli  sa come abbiamo accelerato la procedura  per  la
  nomina,  a  parte  le difficoltà intervenute per  gli  altri  due
  nominativi. E' chiaro che una volta che si è deciso il  nome  del
  presidente,  si tratta soltanto di ratificarlo in Giunta  tramite
  la  segreteria di Giunta. Mi farò carico comunque nella  prossima
  Giunta di definire questa vicenda.
     Per  quanto  riguarda invece il problema  del  risanamento  di
  Messina,   è  chiaro  che  il  presidente  dell'IACP  e  l'intero
  consiglio  di  amministrazione saranno gli attori principali  per
  quanto  riguarda  lo  sviluppo e lo svolgimento  del  risanamento
  stesso. L'impegno, come sapete, da parte del Governo è totale  in
  questo, perché già di fatto abbiamo sviluppato alcune realtà  che
  andremo  anche a dare indicazioni successivamente.
      Però,  sottolineo  il  fatto  che  il  Commissario  ad   acta
  chiaramente lavora in maniera ordinaria ed ha una delega da parte
  dell'Assessore   sulla   legge  10,  quindi   sulla   legge   del
  risanamento.  Tuttavia  le proposte che arriveranno  all'IACP  di
  Messina  provengono  dal  Comune. Lo  IACP  di  Messina  è  stato
  convocato  a  presenziare  ai tavoli tecnici  per  coordinare  un
  lavoro  iniziato  su un documento che già il Comune  di  Messina,
  anni  addietro, aveva definito. Pertanto le indicazioni non  sono
  definite  così, ma sono definite da un documento già esistente  e
  prodotto dal Comune di Messina.

   PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a  martedì,
  18  gennaio  2005,  alle ore 17.30, con il  seguente  ordine  del
  giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto


       I   - Comunicazioni.
      II   - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
             lettera d) e 153 del regolamento interno, delle mozioni:
           n. 318 - Ripristino del finanziamento, di cui alla delibera
           n. 36 del 2002 del CIPE, relative ad opere di completamento
           della configurazione del porto di Pozzallo /RG).

                           BARBAGALLO-GURRIERI-TUMINO-ORTISI
                           CAPODICASA-ZANGARA-SANZERI-FERRO
                           CRISTAUDO-RAITI-MANZULLO-GAROFALO
                           MORINELLO-LO CURTO-VITRANO-PAPANIA
                           GENOVESE-ORLANDO-SEGRETO-LIOTTA
                           FORGIONE
       -N. 319  Adozione di misure idonee a rimuovere le condizioni
         che hanno costretto alle dimissioni la dott.ssa Scavazzo e per
         favorire la continuazione della sua importante attività di
         valorizzazione dei beni culturali in Sicilia
                           GIANNOPOLO-ORLANDO-FORGIONE-RAITI
                           ZANGARA

       III   -  Discussione unificata delle mozioni:
             n. 176  -  Interventi  per  evitare l'insediamento della
             distilleria Bertolino nel territorio di Mazara del Vallo.
                           MORINELLO ED ALTRI
             n. 241 - Iniziative volte ad impedire l'allocazione nel
         territorio di Mazara del Vallo, di un impianto industriale della
         Distilleria Bertolino .
                           PAPANIA-ORTISI-GALLETTI-MANZULLO
                           SPAMPINATO-LO CURTO
             n. 243:  Non realizzazione in contrada Torre Inchiapparo di
         Mazara del Vallo (TP)  della  distilleria richiesta dalla ditta
         Bertolino.
                            ODDO-SPEZIALE-CAPODICASA-CRACOLICI
                           CRISAFULLI-DE BENEDICTIS-GIANNOPOLO
                           PANARELLO-VILLARI -ZAGO-LO CURTO

       IV   - Discussione unificata delle mozioni:
            n. 291 - Valutazione dell'operato dell'Ambito territoriale
            ottimale  1  Palermo nell'affidamento del servizio  idrico
            integrato nell'ATO 1 Palermo e provvedimenti consequenziali.
                           GIANNOPOLO-CRACOLICI-SPEZIALE-ZAGO
            n. 304 -  Affidamento del Servizio idrico integrato nell'Ambito
            territoriale ottimale 1 - Palermo.
                           ORLANDO-CRACOLICI- FERRO-FORGIONE
                           GIANNOPOLO

       V   - Discussione della mozione:
           n. 295 - Iniziative presso il Parlamento nazionale al fine di
                  procedere  all'esame  dei disegni  di  legge  relativi
           all'introduzione del reato di tortura nel nostro ordinamento.
                            FLERES-CATANIA-MAURICI -TURANO
                           BURGARETTA APARO

       VI   - Discussione della mozione:
            n. 274 - Revoca e riconsiderazione del piano di gestione dei
            rifiuti .
                           CAPODICASA-SPEZIALE-CRACOLICI-
                           CRISAFULLI DE BENEDICTIS-GIANNOPOLO

                  La seduta è tolta alle ore 18.46.

                            Il Direttore
                      Dott. Giovanni Tomasello

   ALLEGATO

   Risposte scritte ad interrogazioni

   BASILE.  -«Al  Presidente  della  Regione  e  all'Assessore  per
  l'agricoltura e le foreste, premesso che:

   -  tra  le  poche  regioni  d'Italia, la  Sicilia  ha  avuto  il
  privilegio  di  essere sede di due Osservatori  per  le  malattie
  delle piante, con sedi a Palermo ed Acireale (CT);

   -  le  due istituzioni scientifiche, nate intorno agli anni '20,
  sono  dipese  dal  Ministero dell'Agricoltura e Foreste  sino  al
  1948;

   -  dopo  quella  data  sono passate alla Regione  siciliana,  ai
  sensi e nei limiti dell'articolo 20 dello Statuto della Regione;

   -   la  dipendenza  amministrativa  e  tecnica  dall'Assessorato
  regionale  Agricoltura  e foreste non esclude  tuttora  un  certo
  rapporto  di  subordinazione esistente con il  Ministero  per  le
  politiche agricole e forestali;

   considerato che:

   -  la  giurisdizione territoriale dell'Osservatorio di  Acireale
  interessa le province di Catania, Siracusa, Messina, Ragusa, Enna
  e Caltanissetta;

   -  nel  1993, su proposta dell'Osservatorio di Acireale, è stata
  istituita  una  sezione  staccata a  Vittoria  (RG),  proprio  in
  considerazione delle realtà orticole di quel comprensorio;

   -  le  funzioni  degli osservatori sono numerose  e  riguardano,
  principalmente,  i  controlli fitosanitari  dei  vegetali  e  dei
  prodotti vegetali in importazione ed esportazione, previsti dalla
  legge  n.  987 del 1931 e successive leggi nazionali e  direttive
  comunitarie;

   -  a  tali  controlli sono preposti i funzionari  tecnici  degli
  Osservatori che rilasciano anche certificati patologici  (diverse
  migliaia  in un anno), avendo la qualifica speciale di  'delegati
  speciali per le malattie delle piante';

   -  per  espletare il proprio compito i funzionari tecnici  hanno
  libero  accesso  presso  i  fondi,  le  aziende  vivaistiche,   i
  magazzini  di  lavorazione  e vendita,  nonché  dogane,  stazioni
  ferroviarie, porti, aeroporti, avendo, nell'esercizio delle  loro
  funzioni, la qualifica di ufficiali di polizia giudiziaria;

   -  tra  i compiti espletati dal personale qualificato c'è  anche
  il rilascio di certificazioni per l'esportazione e l'importazione
  dei   prodotti  ortofrutticoli,  in  cui  si  esprimono  giudizi,
  indicazioni, diagnosi e terapie specifiche;

   per sapere:

   -  se  sia  vero che l'Assessorato Agricoltura e foreste,  nella
  fase  di  ristrutturazione  burocratica  delle  due  istituzioni,
  intenda   procedere  alla  spaccatura  in  due   tronconi   delle
  istituzioni (servizio fitosanitario e servizio agroambientale);

   -  se  abbiano tenuto nella debita considerazione l'effetto  che
  tale  scissione  provocherà  nella  funzionalità  operativa   dei
  servizi, visto che due differenti direzioni non consentiranno una
  rapida e fluida convergenza delle iniziative da assumere a tutela
  dell'efficienza degli stessi;

   -  se  non  ritengano opportuno indirizzare  la  gestione  degli
  istituti  sotto un'unica direzione, soprattutto per  arginare  da
  subito  sprechi di risorse, causati dall'inevitabile 'doppiatura'
  di  alcuni  servizi,  dalle carenze di organico  e/o,  viceversa,
  sovraccarico di personale e strutture, laddove venisse a  mancare
  un'ottimale  unitarietà  di  intenti  nella  direzione  dei   due
  servizi». (415)

            (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

   Risposta.  «Con  riferimento all'interrogazione numero  415,  si
  rappresenta che, a seguito dell'emanazione della l.r. 10/2000  di
  riforma   dell'amministrazione  regionale,  già   nel   2001   il
  Dipartimento  regionale  Interventi strutturali  ha  assunto  una
  nuova  articolazione e, in questo ambito, sono  state  costituite
  due  Unità  operative  di  base sia  per  l'Osservatorio  per  le
  malattie delle piante di Acireale che per quello di Palermo.
   Ciò  non  ha  comportato  alcuna mancanza  di  funzionalità  del
  servizio, come è ampiamente dimostrato dal regolare funzionamento
  degli Uffici e dai risultati conseguiti in questi anni.
   Invero,  la costituzione di due distinte Unità operative  -  una
  afferente  l'attività di controllo biologico e  l'altra  relativa
  all'attività  fitisanitaria e vivaistica - ha permesso  di  poter
  effettuare un'attività maggiormente specialistica all'interno del
  Servizio Sviluppo locale e Attività Agroambientali e del servizio
  Fitosanitario  Regionale,  costituiti proprio  con  l'intento  di
  gestire  con puntuale professionalità delle attività di interesse
  rilevante».

                                                 L'Assessore
                                               LEONTINI

   GURRIERI.-  «Al  Presidente della Regione  e  all'Assessore  per
  l'agricoltura e le foreste, premesso che:

   -  la Regione siciliana, con decreto 28.12.1998 dell'Assessorato
  agricoltura  e  foreste -'Riconoscimento di prodotti  a  base  di
  latte come prodotti storici fabbricati tradizionalmente' (GURS n.
  6,   del   6.2.1999)   -   ha  inserito  il  formaggio   ragusano
  'cosacavaddu' tra i formaggi storici, sulla base degli artt. 1  e
  2 della decisione n. 97/284/CE;

   -  tale  atto  si  riferisce ai 'prodotti a base  di  latte  che
  presentano caratteristiche    tradizionali',
   storicamente  riconosciuti  e  fabbricati  tradizionalmente,   e
  permette  di  concedere deroghe rispetto al  DPR  n.  54  del  14
  gennaio 1997 (recepimento delle direttive n. 92/46 e n. 92/47 CEE
  in  materia di produzione e immissione sul mercato di latte e  di
  prodotti a base di latte);

   -  il  decreto ministeriale 14 luglio 2002, ('Seconda  revisione
  dell'elenco     nazionale     dei     prodotti     agroalimentari
  tradizionali')     pubblicato    nel supplemento ordinario n. 144
  alla  Gazzetta Ufficiale n. 167 del 18 luglio 2002, elenca al  n.
  17   nella   categoria  formaggi  della  Regione   siciliana   il
  'cosacavaddu' ragusano;

   preso  atto  che  dopo appena due settimane dalla  pubblicazione
  del  decreto  ministeriale  14  luglio  2002  che  riconosce   il
  'cosacavaddu'  tra i formaggi storici e di qualità della  Regione
  siciliana,  il  Direttore generale per la  qualità  dei  prodotti
  agroalimentari  e  la tutela del consumatore,  sulla  base  della
  pretestuosa   e  scorretta  identificazione  tra   il   formaggio
  cosacavaddu e il formaggio D.O.P. 'Ragusano', registrato ai sensi
  del   regolamento  CEE  n.  2081/92  ('essendo  identici  sia   i
  riferimenti storici che le tecniche produttive'), ha ritenuto che
  il  'cosacavaddu' non possa essere inserito nell'elenco nazionale
  dei prodotti agroalimentari tradizionali;

   quindi   con  l'articolo  unico  del  decreto  30  luglio   2002
  (Rettifica dell'elenco allegato al decreto ministeriale 14 luglio
  2002   recante  'Seconda  revisione  dell'elenco  nazionale   dei
  prodotti agroalimentari tradizionali'), il 'cosacavaddu' è  stato
  eliminato dall'elenco dei formaggi storici siciliani;

   considerato che:

   -  la  motivazione addotta dal Direttore generale per la qualità
  dei  prodotti  agroalimentari e la tutela  del  consumatore,  non
  regge  per  la  semplice  ragione che mentre  la  DOP  'Ragusano'
  risponde  a  tutti  i  criteri del DPR 54/97  relativi  a  rigidi
  parametri  di produzione e immissione sul mercato di latte  e  di
  prodotti a base di latte, la deroga per i formaggi storici,  come
  il  cosacavaddu, riguarda attrezzature storiche (non  ammissibili
  ai  sensi  del citato DPR 54/97, se non per deroghe particolari),
  quali:  la tina di legno, il bastone di legno, il contenitore  di
  rame   stagnato  di  varie  dimensioni,  contenitori  di   legno,
  contenitori  di  creta  per conservare il  caglio,  ecc.;  oppure
  locali  di  stagionatura  freschi, umidi  e  ventilati,  a  volte
  'interrati,  dove i formaggi a coppia vengono appesi a  'cavallo'
  di  una  trave di legno legati con funi di 'liarna'  o  corde  di
  'cannu',  di  'zammarra'  o di cotone e impalcature,  scaffali  e
  attrezzi in legno o altro materiale vegetale per la pulizia e  la
  manipolazione   del  formaggio  durante  la  maturazione   e   la
  stagionatura;

   -   eliminare   il  cosacavaddu  dall'elenco  ministeriale   dei
  prodotti di qualità è una vera e propria forzatura in linea con i
  criteri  di  standardizzazione e omologazione dei prodotti  e  in
  assoluta   controtendenza   con  il   principio   di   preservare
  caratteristiche  e tradizioni locali, unico modo per  valorizzare
  l'autenticità  dei prodotti locali di eccellenza a  fronte  delle
  tecniche  di clonazione dei prodotti tipici italiani e regionali,
  sempre più frequenti da parte dei produttori industriali;

   -   costituisce   inoltre   una  decisione   ingiustificatamente
  vessatoria  e  discriminatoria non solo per l'infondatezza  delle
  motivazioni, ma soprattutto perché penalizza una provincia  e  un
  territorio  nei  cui  confronti  i  poteri  centrali,  statali  e
  regionali  sono  sempre  stati  assai  avari  di  interventi  per
  superare   la   perifericità  strutturale  che   da   sempre   la
  caratterizza;

   -  la  decisione  ministeriale produrrà ingenti danni  economici
  perché metterà fuori legge il cosacavaddu e impedirà dall'oggi al
  domani alle molte decine di imprese di prodotti caseari che hanno
  optato  per  il  prodotto  storico 'cosacavaddu',  di  proseguire
  l'attività  con  incalcolabili conseguenze per  la  sopravvivenza
  delle stesse imprese,

   per  sapere  se  e  quali  iniziative il Governo  della  Regione
  intenda assumere affinché venga ritirato il sopraccennato decreto
  30   luglio  2002  (Rettifica  dell'elenco  allegato  al  decreto
  ministeriale 14 luglio 2002)». (783)

            (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

   Risposta.  «Con  riferimento all'interrogazione numero  783,  si
  rappresenta che l'Assessorato regionale Agricoltura e  foreste  è
  prontamente  intervenuto  in merito alla  problematica  sollevata
  dall'interrogante,  consapevole  delle  ricadute   negative   sul
  territorio  interessato derivanti dal mancato riconoscimento  del
  Cosacavaddu Rausanu quale prodotto tradizionale.
   Infatti,  con decreto del Ministero delle Politiche  agricole  e
  forestali  del  30  luglio 2002 il formaggio storico  Cosacavaddu
  Rausanu   -   riconosciuto  come  tale  ai  sensi   del   decreto
  assessoriale del 28 dicembre 1998 - veniva eliminato  dall'Elenco
  nazionale dei prodotti tradizionali, in quanto, secondo il parere
  del Ministero, il prodotto corrispondeva al Ragusano D.O.P. sotto
  l'aspetto dei riferimenti storici e tecnologici della produzione.
   L'Amministrazione  ha  ritenuto  negativa   la   decisione   del
  Ministero  per  le  gravi difficoltà ed  i  danni  economici  che
  avrebbe   comportato  per  i  produttori  e  l'intero  territorio
  interessato. Conseguentemente l'Amministrazione si è attivata per
  cercare di risolvere il problema di concerto con i rappresentanti
  della  filiera  e  delle organizzazioni professionali  del  mondo
  agricolo.
   Acquisito  il  documento tecnico presentato in  data  29/09/2002
  dalla  CCIAA di Ragusa - scaturito dalla concertazione  richiesta
  dalle    organizzazioni   professionali    e    dall'Associazione
  provinciale  Allevatori  di  Ragusa -  per  il  reiserimento  del
  Cosacavaddu   Rausanu   nell'elenco   nazionale,    gli    Uffici
  dell'Assessorato hanno trasmesso al Ministero una prima relazione
  centrata   sulle   differenze  fra  i   due   prodotti   caseari,
  evidenziando in conclusione che le differenze esistenti avrebbero
  potuto  consentire allo stesso Ministero di rivedere  le  proprie
  posizioni.  Così  è stata inviata al Ministero una  nuova  scheda
  tecnica,  i  cui  contenuti sono stati  ampiamente  dibattuti  in
  occasione   di   due   riunioni  svoltesi   alla   presenza   dei
  rappresentanti politici, istituzionali e degli enti preposti alla
  ricerca e alla certificazione della qualità (CORFILAC).
   A  seguito  di  queste  riunioni, il Ministero  delle  Politiche
  agricole  ha  riconsiderato  la  possibilità  di  reinserire   il
  Cosacavaddu  Rausanu  nell'elenco dei  prodotti  tradizionali,  a
  condizione  che venisse rispettato quanto indicato in calce  alla
  nota  ministeriale  n.  60172/03 e che lo  stesso  prodotto,  per
  evitare fenomeni di disorientamento dei consumatori, cambiasse il
  proprio attributo da  Rausano  a  Ibleo .
   Per    poter   ottemperare   alle   richieste   del   Ministero,
  l'Assessorato Agricoltura ha incaricato il CORFILAC di  procedere
  ad  una  verifica storica, bibliografica e scientifica  esaustiva
  che  chiarisse definitivamente la diversità esistente fra  i  due
  prodotti.  Tale  studio  è  stato trasmesso  al  Ministero  delle
  Politiche  agricole  e  forestali con nota  1364/03,  confermando
  quanto  richiesto,  rimanendo  in  attesa  di  riscontro  per  il
  reinserimento    del   prodotto   nella   successiva    revisione
  dell'elenco.
   Il Consiglio di amministrazione del Consorzio D.O.P. ragusano  -
  con apposita nota 29/03 - comunicò all'Amministrazione il proprio
  assenso  al  reinserimento nell'elenco dei prodotti  tradizionali
  del  prodotto Cosacavaddu Ibleo con riferimento alle prescrizioni
  indicate  dal  Ministero (relativamente alle notizie  storiche  e
  produttive) e dallo stesso Consorzio (relativamente ai  parametri
  del peso delle forme), in un'ottica di tutela della denominazione
  di orgine  Ragusano .
   Successivamente, con decreto del MIPAF del 25  luglio  2003,  il
  Cosacavaddu  Ibleo  è  stato  reinserito  nella  terza  revisione
  dell'elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali».

                                                 L'Assessore
                                               LEONTINI

   FLERES  - MAURICI - CATANIA G.- «All'Assessore per l'agricoltura
  e le foreste, premesso che:

   -  il decreto assessoriale contenente il calendario venatorio  è
  redatto  anche sulla scorta della riunione del Comitato regionale
  faunistico venatorio;

   -   tale   Comitato   ha  espresso  il  suo  parere   favorevole
  all'utilizzo del furetto nel periodo compreso tra l'1 ottobre  ed
  il 30 novembre dell'anno scorso;

   -  nella  predisposizione del decreto è  stato  trascurato,  sia
  dall'Assessorato che dal Comitato, che in alcuni territori,  come
  quelli   alle   pendici  dell'Etna,  per  la   loro   morfologia,
  l'esercizio   venatorio  non  può  che  essere   esercitato   con
  l'utilizzo del furetto;

   -  peraltro,  i  cacciatori della zona appena  citata  sono  già
  sensibilmente  penalizzati dal fatto che la  presenza  del  Parco
  dell'Etna  limita il territorio in cui può essere  esercitata  la
  caccia;

   per  sapere quali iniziative intendano intraprendere al fine  di
  provvedere  alla  parziale rettifica del  decreto  contenente  il
  calendario  venatorio, ed in particolare l'articolo 8, prevedendo
  l'utilizzo  del  furetto  nella zona  in  premessa  indicata  nel
  periodo compreso tra l'1 settembre ed il 16 dicembre». (790)

          (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)

   Risposta.  «Con  riferimento all'interrogazione numero  790,  si
  rappresenta quanto segue.
   Sulla   base   delle  proposte  delle  Ripartizioni   Faunistico
  venatorie,  gli Uffici dell'Assessorato predispongono annualmente
  la proposta di calendario venatorio sulla quale esprimono il loro
  parere  il  Comitato regionale faunistico venatorio e  l'Istituto
  nazionale per la fauna selvatica.
   In   particolare  -  in  applicazione  del  combinato   disposto
  dell'articolo 18, comma 3, dell'articolo 8, comma 2, lettera p) e
  dell'articolo 11, comma 2, lettera d), della legge  regionale  1
  settembre  1997, n. 33 e successive modifiche ed  integrazioni  -
  nella  proposta di calendario venatorio vengono specificate anche
  le modalità di utilizzazione del furetto.
   Le  Ripartizioni, nel formulare le loro proposte, individuano  i
  territori  comunali  nei quali consentirne l'uso,  tenendo  conto
  delle  eventuali  indicazioni  fornite  dai  Comuni  interessati.
  Risulta  evidente  che,  nel  rispetto  della  manifestazione  di
  volontà   dei   Comuni   nonché   delle   determinazioni    delle
  Ripartizioni, possono esserci ambiti territoriali di  caccia  e/o
  località  ove  è  consentito  l'uso del  furetto  ed  ambiti  e/o
  località dove tale uso è inibito.
   Si  fa  presente  che le disposizioni in materia  non  prevedono
  specifiche indicazioni relativamente al periodo di utilizzazione,
  per  cui  per prassi consolidata nel tempo nonché per ragioni  di
  opportunità  e di ordine tecnico-amministrativo, tale  periodo  è
  stato   mantenuto  unico  a  livello  regionale.  Contrariamente,
  infatti,  si  avrebbero ambiti e/o aree all'interno dello  stesso
  ambito dove l'uso del furetto per la caccia al coniglio selvatico
  verrebbe  autorizzato fin dall'apertura della stagione  venatoria
  rispetto  ad altri dove l'uso del furetto verrebbe autorizzato  a
  stagione venatoria inoltrata.
   In  altri  termini, si ritiene che la diversificazione  di  tale
  periodo  per ambiti e/o per aree, creerebbe inutili complicazioni
  agli organi preposti allo svolgimento del servizio di vigilanza e
  di  controllo e causerebbe anche una disparità di trattamento dei
  cacciatori  - ammessi su istanza nei vari ambiti territoriali  di
  caccia   (massimo   tre  oltre  quello  di   residenza)   -   non
  giustificata, che potrebbe ingenerare nuovi contenziosi.
   Tutto  ciò  premesso,  si  rappresenta  che  nella  proposta  di
  calendario  venatorio  2002/2003 si prevedeva  quale  periodo  di
  utilizzazione del furetto quello compreso fra il 1  settembre  ed
  il 30 novembre 2002.
   Nell'esprimere  il proprio parere, nella seduta  dell'11  giugno
  2002,  il  Comitato  Regionale Faunistico Venatorio  ha  espresso
  unanimemente parere favorevole su un'ulteriore proposta  avanzata
  in  sede di discussione, consistente nella riduzione del predetto
  periodo  a  quello compreso fra il 2 ottobre ed  il  30  novembre
  2002.
   Pertanto l'Amministrazione nella stesura finale, approvata,  del
  calendario  venatorio  2002/2003 ha  ritenuto  di  accogliere  la
  superiore  e  unanime proposta del Comitato, ritenendola  valida,
  non penalizzante né discriminatoria per i cacciatori isolani,  in
  quanto il periodo di utilizzazione (unico per tutti), anche se  è
  stato   ridotto,  ha  posto  sullo  stesso  piano   (dando   pari
  opportunità) i cacciatori che prediligono la caccia col furetto o
  che  appartengono  ad  ambiti dove per le particolari  condizioni
  orografiche  del  territorio  tale forma  di  caccia  può  essere
  praticata solamente con l'ausilio del mustelide.
   Si  ritiene  opportuno precisare, altresì, che la riduzione  del
  periodo  è stata suggerita anche dall'Istituto Nazionale  per  la
  fauna  selvatica, che nell'esprimere il proprio parere favorevole
  all'apertura  anticipata  della  caccia  al  coniglio   selvatico
  rispetto  alla terza domenica di settembre ha sconsigliato  l'uso
  del furetto in tale periodo di pre-apertura.
   Si   precisa  ancora  che  la  riduzione  del  periodo  è  stata
  condivisa  anche  da  tutti i rappresentanti  delle  Associazioni
  venatorie riconosciute presenti nel Comitato Regionale Faunistico
  Venatorio,  portatori degli interessi degli associati in  materia
  di caccia.
   Nel  calendario venatorio 2003/2004, emanato il 13 giugno  2003,
  accogliendo   anche  le  indicazioni  provenienti  dall'Assemblea
  regionale  siciliana con l'ordine del giorno  n.  199,  approvato
  nella   seduta   del   3-4   aprile  2003,   è   stato   previsto
  l'utilizzazione  del furetto a partire dal 6 settembre  (data  in
  cui  si apre la caccia al coniglio selvatico) fino al 30 novembre
  2003».

                                                 L'Assessore
                                               LEONTINI

   FLERES.-  «All'Assessore  per  l'agricoltura  e  le  foreste   e
  all'Assessore per la cooperazione, il commercio, l'artigianato  e
  la pesca, premesso che:

   -  i prodotti alimentari tipici costituiscono sbocco naturale  e
  irrinunciabile   per  quanto  prodotto  dal   comparto   agricolo
  siciliano;

   -  il  settore  dei  prodotti alimentari tipici  costituisce  in
  Sicilia,  soprattutto nella provincia di Ragusa, fonte sicura  di
  reddito per tutto il comparto e l'indotto;

   -  gran  parte  dei prodotti 'tipici' rappresenta  testimonianza
  concreta delle tradizioni della Sicilia;

   accertato che:

   -  è  stato proposto un disciplinare di produzione con il  quale
  si tenta chiaramente la produzione del formaggio 'Ragusano';

   -   da  tale  disciplinare  risulta  evidente  il  tentativo  di
  imitazione   con   precisi  riferimenti   sia   alla   forma   (a
  parallelepipedo)  sia  al  colore della  crosta  (colore  giallo-
  chiaro,  dorato, talora giallo-bruno) elementi che caratterizzano
  e distinguono il 'Ragusano';

   per  sapere  quali  interventi si intenda porre  in  essere  per
  tutelare  il  'Ragusano' evitando altresì  che  si  ingeneri  nei
  consumatori confusione e disorientamento». (803)

   Risposta.  «Con  riferimento all'interrogazione numero  803,  si
  rappresenta che l'Assessorato regionale Agricoltura e  foreste  è
  prontamente  intervenuto  in merito alla  problematica  sollevata
  dall'interrogante,  consapevole  delle  ricadute   negative   sul
  territorio  interessato derivanti dal mancato riconoscimento  del
  Cosacavaddu Rausanu quale prodotto tradizionale.
   Infatti,  con decreto del Ministero delle Politiche  agricole  e
  forestali  del  30  luglio 2002 il formaggio storico  Cosacavaddu
  Rausanu   -   riconosciuto  come  tale  ai  sensi   del   decreto
  assessoriale del 28 dicembre 1998 - veniva eliminato  dall'Elenco
  nazionale dei prodotti tradizionali, in quanto, secondo il parere
  del Ministero, il prodotto corrispondeva al Ragusano D.O.P. sotto
  l'aspetto dei riferimenti storici e tecnologici della produzione.
   L'Amministrazione  ha  ritenuto  negativa   la   decisione   del
  Ministero  per  le  gravi difficoltà ed  i  danni  economici  che
  avrebbe   comportato  per  i  produttori  e  l'intero  territorio
  interessato. Conseguentemente l'Amministrazione si è attivata per
  cercare di risolvere il problema di concerto con i rappresentanti
  della  filiera  e  delle organizzazioni professionali  del  mondo
  agricolo.
   Acquisito  il  documento tecnico presentato in data   29/09/2002
  dalla  CCIAA di Ragusa - scaturito dalla concertazione  richiesta
  dalle    organizzazioni   professionali    e    dall'Associazione
  provinciale  Allevatori  di  Ragusa -  per  il  reiserimento  del
  Cosacavaddu   Rausanu   nell'elenco   nazionale,    gli    Uffici
  dell'Assessorato hanno trasmesso al Ministero una prima relazione
  centrata   sulle   differenze  fra  i   due   prodotti   caseari,
  evidenziando in conclusione che le differenze esistenti avrebbero
  potuto  consentire allo stesso Ministero di rivedere  le  proprie
  posizioni.  Così  è stata inviata al Ministero una  nuova  scheda
  tecnica,  i  cui  contenuti sono stati  ampiamente  dibattuti  in
  occasione   di   due   riunioni  svoltesi   alla   presenza   dei
  rappresentanti politici, istituzionali e degli enti preposti alla
  ricerca e alla certificazione della qualità (CORFILAC).
   A  seguito  di  queste  riunioni, il Ministero  delle  Politiche
  agricole  ha  riconsiderato  la  possibilità  di  reinserire   il
  Cosacavaddu  Rausanu  nell'elenco dei  prodotti  tradizionali,  a
  condizione  che venisse rispettato quanto indicato in calce  alla
  nota  ministeriale  n.  60172/03 e che lo  stesso  prodotto,  per
  evitare fenomeni di disorientamento dei consumatori, cambiasse il
  proprio attributo da  Rausano  a  Ibleo .
   Per    poter   ottemperare   alle   richieste   del   Ministero,
  l'Assessorato Agricoltura ha incaricato il CORFILAC di  procedere
  ad  una  verifica storica, bibliografica e scientifica  esaustiva
  che  chiarisse definitivamente la diversità esistente fra  i  due
  prodotti.  Tale  studio  è  stato trasmesso  al  Ministero  delle
  Politiche  agricole  e  forestali con nota  1364/03,  confermando
  quanto  richiesto,  rimanendo  in  attesa  di  riscontro  per  il
  reinserimento    del   prodotto   nella   successiva    revisione
  dell'elenco.
   Il Consiglio di amministrazione del Consorzio D.O.P. ragusano  -
  con apposita nota 29/03 - comunicò all'Amministrazione il proprio
  assenso  al  reinserimento nell'elenco dei prodotti  tradizionali
  del  prodotto Cosacavaddu Ibleo con riferimento alle prescrizioni
  indicate  dal  Ministero (relativamente alle notizie  storiche  e
  produttive) e dallo stesso Consorzio (relativamente ai  parametri
  del peso delle forme), in un'ottica di tutela della denominazione
  di orgine  Ragusano .
   Successivamente, con decreto del MIPAF del 25  luglio  2003,  il
  Cosacavaddu  Ibleo  è  stato  reinserito  nella  terza  revisione
  dell'elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali».

                                                 L'Assessore
                                               LEONTINI

   IOPPOLO  -  VIRZI'.- «Al Presidente della Regione, all'Assessore
  per  il  bilancio  e le finanze e all'Assessore  per  la  sanità,
  premesso che:

   in  seguito  a recenti fatti criminosi, il Ministro dell'Interno
  on.  Giuseppe  Pisanu,  in  data 9 maggio  2003  ha  emanato  una
  circolare  con cui, nell'attesa che vengano adottati i  necessari
  interventi  di modifica della legislazione vigente, si  chiede  a
  tutte  le  Questure  di avviare la revisione  straordinaria  'una
  tantum'  delle  licenze di porto d'arma  per  uso  caccia  e  per
  l'esercizio del tiro a volo;

   quanto sopra comporta l'esibizione da parte dei titolari di  una
  rinnovata   certificazione  sanitaria  di  idoneità  psico-fisica
  all'uso delle armi, pena la revoca della licenza posseduta;

   tale  adempimento genera, per i possessori di licenze  di  porto
  d'arma,  un aggravio di spesa poiché le Aziende sanitarie locali,
  preposte  al  rilascio  di  dette certificazioni,  essendo  nulle
  quelle  emesse da altri soggetti, richiedono il pagamento  di  un
  ticket pari a circa 50 euro, a cui vanno aggiunte ulteriori spese
  dirette (imposta di bollo) ed indirette;

   l'esigenza  di  sicurezza  della  comunità  e  la  politica   di
  prevenzione  di  atti  criminosi,  giustamente  perseguita  dalla
  direttiva  ministeriale, non deve trasformarsi in un aggravio  di
  spesa  a  totale carico degli incolpevoli, legittimi titolari  di
  licenza  di  porto  d'arma in virtù di un atto  che,  per  quanto
  condivisibile nelle finalità, è pur sempre eccezionale;

   per  sapere se non si ritenga di dover intervenire con opportuni
  atti al fine di non gravare i titolari di licenze di porto d'arma
  per la caccia e il tiro a volo, degli ulteriori costi conseguenti
  all'applicazione   della   suddetta   circolare   del   Ministero
  dell'Interno». (1216)

          (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)

   Risposta.  «Con  riferimento  all'interrogazione  1216,  si   fa
  presente quanto segue.
   La  legge  regionale 1  settembre 1997, n. 33  affida  a  questo
  Assessorato  competenze riguardanti la protezione,  la  tutela  e
  l'incremento  della  fauna selvatica e  la  regolamentazione  del
  prelievo venatorio.
   In  particolare,  l'art. 28 della legge prevede che  l'aspirante
  cacciatore consegua l'abilitazione all'esercizio venatorio previo
  superamento  di  un  esame sostenuto innanzi ad  una  commissione
  istituita presso ogni Ripartizione Faunistico Venatoria.
   Per  l'ammissione all'esame è richiesto all'aspirante cacciatore
  di  fornire,  oltre l'istanza, il congedo militare  o  il  foglio
  matricolare,  ovvero il certificato rilasciato dal tiro  a  segno
  nazionale se non ha prestato servizio militare
   La  licenza  di  porto  di fucile per uso  caccia  è  rilasciata
  dall'Autorità  di  Pubblica Sicurezza, previa acquisizione  della
  documentazione   prevista,  tra  la  quale   è   contemplata   il
  certificato   di  abilitazione  all'esercizio  venatorio   e   il
  certificato medico di idoneità.
   Da   quanto   esposto   risulta  chiaro  che   la   problematica
  evidenziata  nell'interrogazione  non  rientra  nelle  competenze
  dell'Assessorato regionale Agricoltura e Foreste,  ma  in  quella
  dell'Autorità  di  P.S., preposta al rilascio  della  licenza  di
  porto di fucile per uso caccia.
   Com'è   noto  ed  opportunamente  ricordato  dalla  S.V.   On.le
  nell'interrogazione in parola, l'Autorità di P.S. ha ritenuto - a
  seguito  dei  due casi di omicidio/suicidio avvenuti  nel  maggio
  2003,  a pochi giorni l'uno dall'altro - di sottoporre nuovamente
  a controllo sanitario tutti i possessori di porto d'armi.
   Si  sottolinea  ancora che la problematica in questione  rientra
  anche   nelle  competenze  delle  strutture  sanitarie  pubbliche
  (Aziende    USL),   incaricate   del   rilascio    della    nuova
  certificazione.
   Tali  controlli hanno in effetti comportato per i cacciatori  un
  ulteriore aggravio di spese per i ticket relativi alle visite  ed
  agli esami medici prescritti e per le imposte varie pagate.
   Pur  consapevole  del peso di tali oneri per  i  cacciatori,  lo
  scrivente  Assessorato  non può intervenire  in  alcun  modo  con
  interventi di sgravio in quanto la questione esula dalla  proprie
  competenze.
   Al  fine  di  rendere  conto  della situazione  complessiva  che
  devono  affrontare  i  cacciatori, a soli  fini  informativi,  si
  riportano di seguito alcuni dati forniti dal competente  Servizio
  dell'Assessorato:

   il  numero  dei  cacciatori in Sicilia  che  hanno  ritirato  il
  tesserino di caccia nella stagione venatoria 2003/2004 è  pari  a
  53.431, mentre a livello nazionale il numero è di circa 800.000;

   le  tasse  dovute  annualmente dai cacciatori siciliani  per  il
  rinnovo  della  licenza di porto di fucile per  uso  caccia  sono
  previste  dalla legge 11/02/1992, n. 157 e dalla legge  regionale
  01/09/1997 n. 33 e sono fissate nelle seguenti misure:

   tassa di concessione governativa nazionale: 129,11  ;

   addizionale art. 24 legge 157/92: 5,16  ;

   tassa  di  concessione governativa regionale che, a seconda  del
  numero degli ambiti territoriali di caccia scelti (massimo  tre),
  può variare da un minimo di 64,56   ad un massimo di 97,50  .;

   tassa  per  la  sola selvaggina migratoria di 5,16     per  ogni
  ambito scelto (massimo due);

   alle  suddette tasse va aggiunto il versamento del premio  della
  polizza  assicurativa prevista dall'art. 17, comma 7 della  legge
  regionale n. 33/97;

   la  licenza  di porto di fucile per uso caccia ha la  durata  di
  sei anni e può essere rinnovata su domanda del titolare corredata
  di un nuovo certificato medico di idoneità;

   si  ha  notizia,  infine, che gli uffici sanitari,  preposti  al
  rilascio  della certificazione medica, per l'imprevista  mole  di
  lavoro  sottopongono a visita a distanza di parecchi  mesi  dalla
  richiesta   e  che  il  ticket  medio  pagato  per  ogni   visita
  specialistica sia pari a circa 20,00  .».

                                                        L'Assessore
  LEONTINI

   FLERES  -  CATANIA  G. - MAURICI - BENINATI -  MERCADANTE.-  «Al
  Presidente della Regione ed all'Assessore per l'agricoltura e  le
  foreste, premesso che:

   recentemente,   il  Ministro  per  le  Attività  Produttive   ha
  diramato direttive miranti a consentire l'immissione sul  mercato
  di bevande al gusto di frutta che possono non contenere succhi;

   tale  decisione  arreca  evidenti  danni  all'economia  agricola
  siciliana, con particolare riferimento all'agrumicoltura;

   essa,   potrebbe,   inoltre,   ingenerare   confusione   tra   i
  consumatori   e  persino  favorire  facili  frodi   legate   alla
  confezione ed alla denominazione del prodotto;

   su  tali  problematiche si sono già registrate precise prese  di
  posizione  da  parte delle associazioni degli agricoltori  e  dei
  consumatori;

   per   sapere  come  intendano  intervenire  affinché  si   possa
  procedere ad una rivisitazione o alla revoca del provvedimento in
  premessa  indicato che danneggia i produttori ed i  consumatori».
  (1485)

   Risposta.  «Con riferimento all'interrogazione numero  1485,  si
  sottolinea  preliminarmente come il Governo della  Regione  abbia
  valutato  con immediatezza e attenzione le gravi conseguenze  per
  l'agricoltura  siciliana e, in particolare, per  l'agrumicoltura,
  della  circolare  del  Ministero Attività  produttive  richiamata
  dalla  S.V.  Onorevole e che, in conseguenza, è stata svolta  una
  forte  pressione sul Ministero delle Politiche Agricole  e  sullo
  stesso Ministero per le Attività Produttive per la modifica della
  stessa circolare.
   Con  la  circolare n. 168, il Ministro delle Attività produttive
  ha  inteso fornire dei chiarimenti sull'applicazione del  decreto
  del  Presidente della Repubblica n. 719 del 1958 sulla base della
  giurisprudenza  consolidata e delle regole  comunitarie,  che  in
  materia sono dettate per tre esigenze fondamentali:
   tutela ed informazione dei consumatori,
   correttezza delle operazioni commerciali,
   libera circolazione comunitaria.
   Questi  tre  obiettivi  sono perseguiti con  l'applicazione  del
  decreto  legislativo n. 109 del 1992 e successive modifiche,  con
  cui  sono  state attuate le direttive comunitarie in  materia  di
  etichettatura, presentazione e pubblicità di alimenti, e ai sensi
  di queste norme va esaminata la materia delle bevande.
   E'   opportuno   fare  presente  che  il  settore,   nella   sua
  complessità, comprende quattro categorie di prodotti:
   1. il succo di frutta, costituito al 100 per cento da frutta;
  2. 2. il nettare di frutta (succo e polpa), costituito, a secondo
  della natura del frutto, da almeno il 25 o 50 per cento di
  frutta;
  3. le bevande a base di succo di frutta, con un minmo del 12 per
  cento di succo (aranciata, limonata, cedrata, e così via);
  4. le bevande di fantasia con o senza succo di frutta.
   I   problemi  sorti  riguardano  solo  queste  ultime   ed,   in
  particolare,  la  dichiarazione  che  per  tali  bibite  era   da
  ritenersi  abrogato  l'art. 11 del decreto del  Presidente  della
  Repubblica  n.  719/1958  che vieta la presentazione  di  figure,
  immagini etc. che facciano riferimento a frutta o piante.
   Ciò,   infatti,  poteva  generare  una  grave  confusione  nella
  comunicazione  verso  i  consumatori sull'effettiva  composizione
  delle  bibite,  con  grave  nocumento ai prodotti  effettivamente
  basati  su  frutta  e, in particolare, sugli  agrumi.  Tutto  ciò
  rappresentava una negazione della politica nazionale e  regionale
  tesa  a  sostenere  e  valorizzare le produzioni  agro-alimentari
  tipiche e di qualità.
   In  Sicilia  gli  agricoltori, le loro  associazioni,  gli  enti
  locali, i parlamentari siciliani ed il Governo regionale si  sono
  opposti all'unisono a questa parte della circolare.
   In   particolare,  l'Assessore  ha  contattato  direttamente  il
  Ministro   delle  Politiche  Agricole  e  quello  delle  Attività
  produttive  per  difendere la nostra produzione  ed  invitarli  a
  modificare la circolare in parola.
   Occorre   prendere  atto  che  il  Governo   nazionale   -   con
  sensibilità  e  coerenza - ha riconsiderato la  questione  e  che
  sulla  Gazzetta Ufficiale della repubblica del 29 marzo scorso  è
  stata  pubblicata  una  rettifica del  Ministero  delle  Attività
  produttive  che  modifica proprio la lettera h) della  circolare.
  Questa modifica elimina il passaggio contestato nella circolare e
  ribadisce   che   le  bevande    devono  essere  presentate   con
  denominazione di vendita e modalità tali da non creare confusione
  con le bevande di cui all'art. 4  del DPR 719/1958 che disciplina
  le bevande analcoliche con almeno il 12 per cento di succo.
   Si  ritiene  che grazie all'intervento di tutti gli  attori  del
  mondo agricolo e del Governo regionale sia stato posto rimedio ad
  un errore di politica agricola ed industriale».

                                                  L'Assessore
                                                LEONTINI

   VILLARI.  -«All'Assessore  regionale per  l'industria,  premesso
  che  la  legge regionale 97/1982, agli articoli 6 e 12,disciplina
  ogni  aspetto relativo agli impianti di distribuzione  carburanti
  cosiddetti  marginali, prevedendone anche le cause di chiusura;

   preso  atto che nella piazza Spirito Santo di Catania (luogo  di
  particolare bellezza architettonica frequentato da cittadini e da
  giovani in particolare, nonché da numerosi turisti) è ubicato  un
  impianto  di distribuzione di carburanti la cui presenza  risulta
  in  contrasto con l'articolo 6 della legge regionale  n.  97  del
  1982  in  quanto impianto marginale; tale impianto  Agip  risulta
  essere  stato  dato in concessione alla Ditta  Di  Benedetto  l'8
  maggio   1998,   come   da  comunicazione  inviata   al   gestore
  dell'impianto n.19558 (oggi IP) sig. Gioviale Alfio;

   considerato  nello specifico, che l'impianto in  questione  (che
  si   trova  in  pieno  centro  storico)  eroga  una  quantità  di
  carburante  inferiore  al limite previsto dalla  normativa  sopra
  citata  e si trova quindi nelle condizioni affinché venga avviato
  il procedimento di chiusura previsto dalla legge ;

   constatato che:

   il titolare della concessione dell'impianto (dato in gestione  a
  terzi)  non risulta avere manifestato alcun interesse sul destino
  di quell'impianto né si è preoccupato di curarne, direttamente  o
  indirettamente, la sicurezza o la manutenzione;

   altresì  l'attuale  gestore  ha legittimamente  manifestato  con
  chiarezza la sua volontà di usufruire dei benefici previsti dalla
  normativa nazionale in materia di indennizzo a favore dei gestori
  di impianti come quello di cui trattasi;

   considerato che:

   da  molto  tempo  la  problematica esposta è  stata  oggetto  di
  attenzione da parte della Federazione italiana gestione  impianti
  stradali  di carburanti (FIGISC) che ha inviato diverse  note  di
  sollecitazione a codesto Assessorato;

   le  schede  UTF  dimostrano ormai da  tre  anni  consecutivi  la
  costante  diminuzione dell'erogazione di carburante dell'impianto
  che nel 2003 ne ha erogato addirittura meno di 100.000 litri;

   visto   infine,  quanto  previsto  dall'articolo12  della  legge
  regionale  sopra richiamata, il quale espressamente  recita:  Gli
  impianti  il  cui erogato  annuo  si  trovi inferiore a  mc.  150
  sono  gradualmente  eliminati  secondo  le  disposizioni  emanate
  dall'Assessore  regionale per l'Industria sentita la  Commissione
  di cui al successivo titolo IV ;

   per  sapere  se  non ritenga che sia ormai tempo di  mettere  in
  atto   tutte   le  iniziative  di  competenza  affinchè   codesto
  Assessorato  ed  eventuali  altri organi  istituzionali  facciano
  sollecitamente  quanto  dovuto per  il  corretto  rispetto  della
  normativa  vigente  in  materia,  evitando  ulteriori  rinvii   o
  tentativi  di addebitare ad altri soggetti le responsabilità  che
  la legge attribuisce in modo chiaro ed inequivocabile». (1870)

         (L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)

   Risposta.  «Con riferimento all'interrogazione numero  1870,  si
  rappresenta quanto segue.
   L'articolo  12  della  l.r. 97/82 recita  specificatamente   gli
  impianti,  il  cui erogato annuo riferito ad uno degli  anni  del
  biennio  precedente alla data di entrata in vigore della presente
  legge  si  trovi inferiore a mc. 150, sono gradualmente eliminati
  secondo  le  disposizioni  emanate dall'Assessore  regionale  per
  l'industria, sentita la Commissione Carburanti .
   Interpretando   tale   dettato   normativo,   l'Assessore    per
  l'industria,  sentita la Commissione Carburanti,  nell'esitare  i
  vari  piani  di razionalizzazione e ristrutturazione  della  rete
  carburanti ed in ultimo quello approvato con D.A. n. 45/2003,  ha
  specificatamente  previsto, all'articolo 5,  paragrafo   impianti
  marginali    che   nessun  rinnovo  della  concessione,   nessuna
  autorizzazione alla modifica, al potenziamento, al  trasferimento
  o  concentrazione,  alla  voltura, potranno  essere  accordati  a
  quegli  impianti  la cui marginalità, ai sensi  dell'articolo  12
  della  legge  5 agosto 1982, n. 97, sia riscontrata  nel  biennio
  precedente l'istanza, rilevata dalle certificazioni UTF .
   Si  deduce  che l'Amministrazione, secondo le indicazioni  della
  Commissione  Carburanti, ha inteso fornire delle restrizioni  per
  gli  impianti versanti nella fattispecie indicata, di guisa  che,
  gradualmente, gli impianti venissero eliminati allo scadere delle
  relative concessioni.
   Lo  stesso articolo 12 poneva poi delle deroghe a tale principio
  allorquando  tali condizioni si fossero verificate   a  carattere
  temporaneo   nella  fase iniziale di avviamento  commerciale ,  o
  fossero  allocati  in località montana, piccole  isole  e  centri
  isolati  .
   In tal senso l'Assessorato sino ad oggi si è adoperato.
   La   concessione  relativa  all'impianto  ubicato  nella  piazza
  Spirito  Santo  di Catania risulta invece regolarmente  rinnovata
  con  D.A.  n.  24  del  14 novembre 1995 essendo  stati  presi  a
  riferimento  gli  erogati riferiti all'anno  1990-91,  poiché  il
  precedente  rinnovo  D.A. n. 905 dell'11 ottobre  1974  veniva  a
  scadere l'11 ottobre 1992.
   Il  caso  dunque rappresentato non risulta, ad oggi, contemplato
  dalla  normativa vigente, e pertanto gli erogati trasmessi  dalla
  FIGISC non si configurano, direttamente, come atti propulsivi  di
  un procedimento di decadenza della concessione.
   Si   comunica   tuttavia   che  tale  fattispecie,   così   come
  rappresentata, sarà trasmessa alla Commissione Carburanti per  le
  determinazioni di competenza che vorrà fornire».

                                                 L'Assessore
                                               D'AQUINO