Presidenza del presidente Lo Porto
BASILE segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono pervenute le risposte scritte
alle seguenti interrogazioni:
da parte dell'Assessore per l' Agricoltura
N. 415 - Iniziative urgenti per scongiurare la scissione della
direzione dell'Osservatorio per le malattie delle piante di
Acireale (CT).
Firmatario: Basile Giuseppe
N. 783 - Chiarimenti in merito alla cancellazione del formaggio
denominato 'cosacavaddu' ragusano dall'elenco dei formaggi
storici siciliani, da parte del Ministero delle Risorse Agricole
ed iniziative per il suo reinserimento in tale elenco.
Firmatario: Gurrieri Sebastiano
N. 790 - Notizie circa il decreto contenente il calendario
venatorio.
Firmatari: Fleres Salvatore; Maurici Giuseppe; Catania
Giuseppe
N. 803 - Interventi di tutela a favore del formaggio
'Ragusano'.
Firmatario: Fleres Salvatore
N. 1216 - Richiesta di sgravi contributivi per la revisione
straordinaria delle licenze di porto d'arma per la caccia e il
tiro a volo.
Firmatari: Ioppolo Giovanni; Virzi' Gioacchino
N. 1485 - Interventi per impedire frodi commerciali e danni
all'agricoltura a seguito delle recenti direttive in materia di
succhi di frutta.
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe; Mercadante Giovanni; Beninati Antonino
da parte dell'Assessore per l' Industria
N. 1870 - Interventi per il rispetto della normativa regionale
relativa agli impianti di distribuzione dei carburanti.
Firmatario: Villari Giovanni
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al
resoconto stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegno di legge
PRESIDENTE Comunico che è stato presentato il seguente
disegno di legge:
Disposizioni per la tutela e la regolamentazione dei campeggi
didattico educativi (n. 954)
d'iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Fleres, Catania G., Maurici in data
11 gennaio 2005
Annunzio di presentazione di disegno di legge e di contestuale
invio
alla competente Commissione legislativa
PRESIDENTE Comunico che il seguente disegno di legge è stato
presentato ed inviato alla competente Commissione legislativa (V)
Cultura, formazione e lavoro:
Disegno di legge da sottoporre al Parlamento nazionale ai sensi
dell'art. 18 dello Statuto della Regione siciliana: Norme per
l'assunzione con contratto a tempo indeterminato del personale
docente, educativo ed ATA, inserito nelle graduatorie dei
concorsi per esami e titoli e nelle graduatorie permanenti
provinciali della Regione siciliana (n. 953)
di iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Franchina, Dina, Antinoro, Fratello
in data 29 dicembre 2004
inviato in data 3 gennaio 2005
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni legislative
PRESIDENTE Comunico che i seguenti disegni di legge sono
stati inviati alle competenti Commissioni legislative:
Attività produttive (III)
Nuove norme in materia di commercio' (n. 952)
d'iniziativa parlamentare
Servizi sociali e sanitari (VI)
Istituzione Centro regionale di referenza in pet therapy' (n.
951)
d'iniziativa parlamentare
Inviati in data 3 gennaio 2005
Comunicazione di trasmissione di copia di deliberazioni del
Governo regionale
PRESIDENTE Comunico che il Presidente della Regione ha
trasmesso copia delle seguenti deliberazioni:
n. 410 del 21 dicembre 2004 "Accordo di Programma Quadro -
Contratto di localizzazione - Progetto SIR Rocco Forte & Family
(Rome S.p.A. Verdura International Hotel Resort);
n. 428 del 21 dicembre 2004 Programma Interreg. III A -
Programma Transfrontaliero Italia - Malta ;
n. 448 del 28 dicembre 2004 Delibera CIPE n. 36 del 3 maggio
2001 - Riprogrammazione . Porto di Messina - Località Tremestieri
- Finanziamento .
Comunicazione di richieste di parere
PRESIDENTE Comunico le seguenti richieste di parere pervenute
dal Governo ed assegnate alle competenti Commissioni legislative:
Affari istituzionali (I)
Azienda speciale per lo sviluppo dei porti della provincia di
Agrigento -
Designazione componenti del consiglio di amministrazione e del
collegio dei revisori' (n. 342/I)
pervenuto in data 28 dicembre 2004
I.A.C.P. di Palermo - Nomina componente in seno al consiglio
di amministrazione' (n. 343/I)
pervenuto in data 28 dicembre 2004
Azienda servizi e promozione della provincia di Agrigento -
Designazione componenti del consiglio di amministrazione e del
collegio dei revisori' (n. 344/I)
pervenuto in data 28 dicembre 2004
Consiglio di Giustizia amministrativa - Sezione
giurisdizionale. Designazione componente da parte del Presidente
della Regione siciliana: Avv. D'Alessandro Sergio' (n. 347/I)
pervenuto in data 29 dicembre 2004
Consiglio di Giustizia amministrativa - Sezione consultiva.
Designazione componente da parte del Presidente della Regione
siciliana. Avv. Massimo Raffa' (n. 348/I)
pervenuto in data 29 dicembre 2004
Ambiente e territorio (IV)
Piano regionale della mobilità non motorizzata' (n. 345/IV)
pervenuto in data 28 dicembre 2004
Cultura, formazione e lavoro (V)
Ente regionale per il diritto allo studio universitario (ERSU)
di Messina. Nomina Presidente del consiglio di amministrazione:
prof. Coglitore Sebastiano' (n. 346/V)
pervenuto in data 28 dicembre 2004
Ente regionale per il diritto allo studio universitario (ERSU)
di Messina. Nomina componenti del consiglio di amministrazione:
prof. Decembrino Basilio e dott. Russo Giovanni' (n. 340/V)
pervenuto in data 28 dicembre 2004
Servizi sociali e sanitari (VI)
Regolamentazione del sistema di compartecipazione dei
cittadini alla spesa sanitaria' (n. 341/VI)
pervenuto in data 28 dicembre 2004
Inviati il 31 dicembre 2004
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni:
- con richiesta di risposta orale
N. 2007 - Notizie sul processo di trasformazione in fondazione
degli enti lirici e sinfonici regionali e del Comitato Taormina
Arte.
Presidente Regione
Assessore Turismo
Firmatario: Panarello Filippo
N. 2008 - Interventi per la manutenzione straordinaria del
fiume Belice e per la pulizia del suo alveo.
Presidente Regione
Assessore Lavori Pubblici
Firmatario: Oddo Camillo
N. 2010 - Impianti trasmittenti in località S. Martino del
Comune di Capo d'Orlando (ME).
Assessore Territorio
Assessore Sanità
Firmatario: Miccichè Calogero
N. 2011 - Interventi per l'adeguamento del sistema fognario
nell'isola di Lampedusa (AG).
Assessore Territorio
Firmatario: Miccichè Calogero
Le interrogazioni, testé annunziate, saranno iscritte
all'ordine del giorno per essere svolte al loro turno.
- con richiesta di risposta scritta
N. 2005 - Interventi per il potenziamento del Dipartimento
regionale della Protezione civile.
Presidente Regione
Firmatario: Barbagallo Giovanni
N. 2006 - Iniziative in difesa dell'integrità del Banco di
Sicilia.
Presidente Regione
Firmatario: Barbagallo Giovanni
N. 2009 - Interventi per la salvaguardia dell'Unità operativa
complessa di malattie infettive dell'Azienda ospedaliera
'Garibaldi' di Catania.
Presidente Regione
Assessore Sanità
Firmatario: Ioppolo Giovanni
N. 2012 - Interventi urgenti per l'attivazione
dell'impianto di pubblica illuminazione nella via Olivo San Mauro
ad Acicatena (CT).
Assessore Famiglia
Firmatario: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe
N. 2013 - Misure urgenti per la corretta ed integrale
applicazione degli accordi contrattuali stipulati dai comuni di
Pedara, Mascalucia, Tremestieri Etneo e Trecastagni con le
società concessionarie della metanizzazione.
Assessore Famiglia
Firmatario: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe
N. 2014 - Interventi urgenti per il recupero e l'utilizzo del
parco polifunzionale sito nella frazione Tre Punti del comune di
Giarre (CT).
Assessore Famiglia
Firmatario: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe
N. 2015 - Interventi urgenti per la messa in sicurezza della
strada provinciale Etna settentrionale.
Assessore Famiglia
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
N. 2016 - Interventi urgenti per bonificare l'area verde sita
nei pressi degli impianti di emungimento della Sogea in località
Valcorrente del comune di Belpasso (CT).
Assessore Famiglia
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe.
Le interrogazioni ora annunziate sono state già inviate al
Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 224 - Interventi per rendere sicuro il collegamento viario
tra Naro e Canicattì nella strada statale 410.
Presidente Regione
Assessore Turismo
Firmatario: Brandara Maria Grazia Elena
N. 225 - Iniziative per la verifica degli atti
amministrativi posti in essere da parte dell'Amministrazione e
del Consiglio comunale di Cerda (PA).
Presidente Regione
Firmatario: Orlando Leoluca
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il Governo
abbia dichiarato che respinge le interpellanze o abbia fatto
conoscere il giorno in cui intende trattarle, le interpellanze
stesse saranno iscritte all'ordine del giorno per essere svolte
al loro turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
numero 318 Ripristino del finanziamento, di cui alla delibera
n. 36 del 2002 del CIPE, relativo ad opere di completamento della
configurazione del porto di Pozzallo (RG) , degli onorevoli
Barbagallo Giovanni; Gurrieri Sebastiano; Tumino Carmelo; Ortisi
Egidio; Capodicasa Angelo; Zangara Andrea; Sanzeri Salvatore;
Ferro Giovanni; Cristaudo Giovanni; Raiti Salvatore; Manzullo
Giovanni; Garofalo Ottavio; Morinello Salvatore; Lo Curto
Eleonora; Vitrano Gaspare; Papania Antonino; Genovese
Francantonio; Orlando Leoluca; Segreto Giuseppe; Liotta Santo;
Forgione Francesco;
numero 319 Adozione di misure idonee a rimuovere le condizioni
che hanno costretto alle dimissioni la dott.ssa Rosalia Camerata
Scovazzo e per favorire la continuazione della sua importante
attività di valorizzazione dei beni culturali in Sicilia , degli
onorevoli Giannopolo Domenico; Orlando Leoluca; Forgione
Francesco, Raiti Salvatore; Zangara Andrea.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
BASILE segretario:
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
con delibera n. 36 del 2002, il CIPE ha stanziato l'importo di
15.493.706,98 per opere di completamento e di messa in sicurezza
del porto di Pozzallo nell'ambito dell'accordo di Programma
Quadro per il trasporto marittimo sottoscritto il 5 novembre 2001
dalla Regione siciliana, progetto per il quale il Comune di
Pozzallo è stato individuato quale ente attuatore dei lavori;
per varie ragioni, il Comune di Pozzallo non è riuscito a
completare l'iter procedurale entro i tempi richiesti dalle
disposizioni regolamentari sottostanti all'accordo, ragione per
cui il progetto è stato definanziato lo scorso 7 dicembre dal
Governo regionale e l'importo destinato ad altra opera;
Considerato che:
sulla base di quanto formalmente previsto dalla delibera CIPE
n. 36 del 2002, al comma 7.6, 'le risorse di cui alla presente
delibera non impegnate entro il 2004, attraverso obbligazioni
giuridicamente vincolanti da parte dei beneficiari finali (...)
saranno riutilizzate per il fondo di premialità, eccetera;
nonostante le tassative prescrizioni sopracitate, per altri
Comuni, da parte del Governo regionale, o si è accolta per buona
la preinformazione di conclusione dell'iter entro gennaio 2006
(Castellammare del Golfo), o si è studiata una modalità tecnica,
attraverso lo scambio con progetti della delibera CIPE n. 84 del
2000 e la riprogrammazione della Delib. CIPE n. 36 del 2002, che
permetta di superare l'ostacolo del cronoprogramma con scadenza
ultima e tassativa al 31 dicembre 2004 per l'aggiudicazione dei
lavori (Pantelleria, Sciacca);
al di là delle obiettive diversità della situazione del Comune
di Pozzallo rispetto agli altri comuni, non si sono comunque
esperite analoghe o altre soluzioni tecniche per superare la
scadenza del 31 dicembre 2004 per salvare le risorse destinate al
porto di Pozzallo, se non trasferendo le risorse al porto di
Tremestieri, a Messina e procedendo alla riprogrammazione della
Delib. CIPE n.36 del 2002;
il finanziamento assegnato a Pozzallo riguarda un'opera
strategica per tutta l'area della Sicilia sud-orientale, oltre
che fondamentale per la messa in sicurezza dell'infrastruttura
portuale,
chiede al Governo della Regione
di riferire urgentemente in Aula circa la grave problematica
determinatasi;
impegna il Governo della Regione
ad esperire fonti alternative certe di finanziamento, definite
e atte a rendere possibile l'opera destinata al porto di
Pozzallo, evitando di far conto solo dei ribassi d'asta, che,
com'è noto, sono risorse ipotetiche e contingenti.» (318)
«L'Assemblea regionale siciliana
APPRESO, e fatto proprio, l'appello del direttore della Scuola
normale superiore di Pisa, prof. Salvatore Settis, del direttore
dell'Istituto per i Beni archeologici e monumentali -IBAM- del
CNR, prof. Francesco D'Andria, e degli archeologi prof. Maurizio
Poletti dell'Università della Calabria e prof. Maria Troiani
dell'Università di Viterbo di seguito riportato:
Ill.mo Sig.On. Salvatore Cuffaro Presidente della Regione
Sicilia, e, p.c.,Ill.mo Sig. On.Alessandro Pagano Assessore
regionale ai Beni culturali e alla Pubblica Istruzione
In quanto docenti di archeologia classica in quattro diverse
università italiane, e in quanto studiosi della cultura e della
archeologia della Sicilia antica, desideriamo esprimerLe, Signor
Presidente, la nostra più viva preoccupazione per la notizia,
recentemente appresa, delle dimissioni della dott. Rosalia
Camerata Scovazzo dalla direzione del Museo Archeologico
Regionale di Palermo Antonino Salinas
Conosciamo bene il lavoro che la dott. Rosalia Camerata
Scovazzo ha svolto in questi anni, prima sul territorio, con una
impegnativa opera di tutela e di valorizzazione di siti come
Selinunte e Segesta, e poi come direttrice dell'importantissimo
Istituto museale palermitano, che sotto la sua direzione ha
conosciuto importanti e positive trasformazioni,che lo hanno
portato,come risulta da notizie di stampa, al primo posto tra i
musei italiani di archeologia per incremento dei visitatori.
A nostro avviso, se le dimissioni della dott. Rosalia Camerata
Scovazzo dovessero diventare definitive, si darebbe un segnale
assai negativo sul funzionamento della amministrazione dei beni
culturali in Sicilia, che, pur riconoscendone gli innegabili
successi,presenta tuttavia più di una criticità. Sarebbe
viceversa assai auspicabile che le capacità scientifiche e
organizzative di una funzionaria di tanto merito e prestigio
potessero essere debitamente riconosciute tenendo conto della sua
provata esperienza sia nella gestione di un museo sia nelle
attività di conoscenza e di tutela nel territorio.
Confidando nella Sua attenzione e in un Suo positivo intervento
e riscontro, Le inviamo i più cordiali saluti';
CONSTATATO che fino ad ora questo appello è disatteso e che ai
suoi autori non risulta sia stata data neppure una risposta;
RILEVATO che, contro l'interesse della Sicilia e della cultura
e nonostante la grande autorevolezza degli archeologi illustri
che hanno sottoscritto l'appello, il Governo della Regione non
solo non ha fatto nulla per rimuovere le condizioni che avevano
costretto alle dimissioni la direttrice del museo archeologico
regionale di Palermo, Rosalia Camerata Scorazzo, (mancata
assegnazione al museo del dirigente amministrativo stabilito dai
ruoli, tagli degli investimenti e mancati finanziamenti per i
restauri dei reperti archeologici e del patrimonio documentario e
librario, cancellazione della spesa di pubblicazione del
periodico scientifico del museo
Quaderni', impedimenti e ostacoli alla rete delle
indispensabili collaborazioni tra il museo e le altre
istituzioni, gravi disturbi e sacrifici provocati all'ufficio a
causa dei mancati interventi dell'Assessorato regionale Beni
culturali e ambientali e della pubblica istruzione a difesa degli
accordi sindacali raggiunti nell'ambito della contrattazione
decentrata), ma ha decretato e notificato il 20 dicembre 2004, la
sua cancellazione dai ruoli regionali a decorrere dall'1 gennaio
2005;
CONSIDERATE la grande rilevanza internazionale e l'originalità
del museo Antonino Salinas', che, proprio con la direzione
dell'archeologa Rosalia Camerata Scovazzo e per sua iniziativa, è
stato profondamente rinnovato rispetto alla sua ultima
ristrutturazione risalente al 1950 e da istituzione quasi
sconosciuta o dimenticata dalla città è stato fatto diventare un
importante punto di riferimento nella vita e nella produzione
della cultura:
è stato arricchito dal recupero e dalla riorganizzazione degli
spazi, e dai restauri di opere d'arte, del fondo librario e
documentario, e degli arredi ottocenteschi;
è stato attrezzato con servizi e con un apparato didascalico e
didattico capace di comunicare storie e significati di ogni
oggetto sia ai ricercatori e agli studiosi sia al grande pubblico
dei visitatori, dei turisti e delle scuole;
è stato dotato di speciali itinerari di visita, il più recente
dei quali è dedicato ad Eros;
ha svolto una ricca e apprezzata attività scientifica della
quale la pubblicazione periodica dei Quaderni' è solo una
testimonianza;
è stato promotore e sede di iniziative culturali, di rapporti
con la ricerca e la didattica delle Università, di corsi di
formazione, di mostre, di pubblicazioni didattiche dedicate alla
storia e alla lettura delle collezioni e delle opere esposte, che
hanno ottenuto significativi apprezzamenti della critica e
registrato vaste partecipazioni del pubblico, contribuendo a
diffondere conoscenza valorizzazione e fruizione del proprio
patrimonio (il primato dei musei archeologici più visitati
d'Italia è stato riconosciuto all' Antonino Salinas' di Palermo
dal dossier del Touring Club e dall'inchiesta de Il Sole 24 ore
Sud, 28 luglio 2004);
CONSIDERATO che per una ristrutturazione totale del museo
Antonino Salinas' è stato varato un progetto finanziato con le
risorse europee di Agenda 2000, e che tale progetto scientifico
concepito e promosso proprio dalla direttrice Rosalia Camerata
Scorazzo, richiede adesso un'attuazione rigorosamente coerente
sia con i criteri museografici nuovi che si è previsto di
adottare, sia con la ricostruzione tanto delle collezioni
storiche quanto degli scavi effettuati nella Sicilia occidentale
e dei grandi studiosi e archeologi che, dalla seconda metà
dell'ottocento, hanno fatto la storia non solo di questo museo,
ma di grandissima parte dell'archeologica siciliana;
Considerate le condizioni di quasi abbandono nelle quali
versano Selinunte e Segesta a causa della solitudine e della
carenza di risorse materiali e umane in cui è costretto ad
operare il sovrintendente di Trapani, mentre è indispensabile:
assicurare continuità di direzione tecnico scientifica agli
interventi di indagine archeologica, di ricerca e di recupero
ambientale e di attrezzatura dei servizi e dell'apparato
didattico didascalico in quelle aree già destinate e predisposte
a parco archeologico (parchi che, tuttavia, in violazione della
normativa vigente, ancora non sono stati attivati),
a seguito dello scavo che ha fatto emergere la grande strada
lastricata tra l'agorà di Segesta e il teatro e tutti gli altri
monumenti dell'acropoli nord (agorà,castello
medievale,moschea,etc), garantire la prospettiva della grande
operazione di ricerca sistematica sul sito della città antica di
Se gesta, impostata e diretta dalla dottoressa Rosalia Camerata
Scovazzo fin dal 1987 con il coinvolgimento di diverse
istituzioni universitarie e di tanti studiosi, e con la apertura
della relativa collana di studi, di cui sono stati già pubblicati
Segesta I. La carta archeologica' e Segesta II. Il Castello e la
Moschea (scavi 1989-1995)' e attendono per la stampa i
finanziamenti (tuttora negati dalla Regione). Le difese di Porta
di Valle' e Il Teatro. Scavi e restauri',
a Selinunte, a seguito del restauro e della parziale
anastylosis di Porta Nord, del tratto occidentale della cinta
muraria dell'Acropoli e di alcuni dei monumenti della Acropoli
stessa (altare a triglifi, case puniche etc), garantire la
continuazione del restauro e del recupero e della fruizione dei
grandi monumenti selinuntini a partire dal Tempio C (che da
diversi anni continua ad essere occultato da ponteggi e a versare
in precario stato di conservazione) e dal Tempio E (i cui
restauri effettuati negli anni 60 richiedono un intervento
atto a rimuovere l'ossidazione delle barre di ferro e a
ripararne i danni);
RITENUTO che la Sicilia e l'opera di conoscenza, tutela,
valorizzazione dei beni culturali e, in particolare dei grandi
patrimoni del museo Antonino Salinas', di Segesta e di Selinunte,
e la attivazione stessa dei parchi archeologici di Segesta e
Selinunte, non possano essere private non solo della competenza
ad un tempo tecnico-scientifica e amministrativa di chi è stata
ispettore archeologo del Ministero dei Beni culturali, direttore
della sezione archeologica e soprintendente di Trapani, membro
della Commissione di Alta vigilanza per il Parco archeologico di
Selinunte, direttore del Museo archeologico regionale di Palermo,
ma anche di un'intelligenza, di una esperienza e di una passione
scientifica come quelle dimostrate dalla archeologa Rosalia
Camerata Scovazzo, il cui curriculum, corredato di tanti
riconoscimenti in pubblicazioni scientifiche, è ricchissimo delle
ricerche e degli scavi e dei restauri condotti con tante
Università e con tante Soprintendenze di Italia (da Roma a Creta
a Sibari a Pompei a Himera a Palermo a Segesta a Mozia a
Selinunte etc), e riguarda monumenti ed aree anche di grande
rilevanza internazionale, dal restauro dei mosaici e delle
pitture della Villa dei Misteri di Pompei a quello del Tempio e
del Teatro di Segesta, dalla scoperta della città antica di
Segesta al rinvenimento del Satiro danzante nel Canale di Sicilia
e agli straordinari risultati del suo affidamento all'Istituto
centrale del restauro,
impegna il Governo della Regione
a rimuovere le condizioni che hanno costretto il dirigente
superiore tecnico scientifico, Rosalia Camerata Scovazzo, alle
dimissioni, e quindi a revocare il decreto della sua
cancellazione dal ruolo dei Beni culturali, con cui le si
preclude anche la continuazione degli interventi a Segesta e a
Selinunte;
ovvero ad affidare alla archeologa Rosalia Camerata Scovazzo:
la responsabilità di coordinamento scientifico della ricerca e
della realizzazione di tutti gli interventi attuativi del
progetto di riadattamento museografico del museo archeologico
regionale Antonino Salinas' e della loro armonizzazione con le
opere di restauro architettonico e di adeguamento degli impianti
tecnologici;
la responsabilità della progettazione e del coordinamento
tecnico scientifico di tutti gli interventi a Segesta e a
Selinunte relativi alla ricerca, al restauro, alla tutela, alla
valorizzazione e alla fruizione dei loro monumenti e del contesto
archeologico e a nominarla per tali fini Alto Commissario con
tutti i poteri di gestione e di amministrazione del dirigente
generale del dipartimento beni culturali nel quale, per tale
attività, venga equiparata a quanto previsto all'art. 80 della
legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17.» (319)
PRESIDENTE Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine
del giorno della seduta successiva perchè se ne determini la data
di discussione.
Comunicazione di decadenza di mozioni e di decadenza
di firma da atti ispettivi e politici
PRESIDENTE Comunico che, a seguito delle dimissioni dalla
carica di deputato regionale dell'onorevole Sergio D'Antoni,
decadono le mozioni numeri 113, 151 e 161.
Decade, altresì, la sua firma dai seguenti atti politici e
ispettivi: mozioni numeri 120 e 304, interrogazioni numeri 244 e
492.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione pervenuta da parte dell'Assessore per il lavoro, la
previdenza sociale, la formazione professionale e l'emigrazione
PRESIDENTE Comunico che è pervenuta alla Presidenza una nota
del 7 gennaio 2005 da parte dell'Assessore per il lavoro, la
previdenza sociale, la formazione professionale e l'emigrazione,
onorevole Scoma.
Invito il deputato segretario a darne lettura:
BASILE segretario:
«Gentile Presidente, dovendo andare a breve all'esame dell'Aula
argomentazioni che riguardano la mia persona, ed essendo
impegnato all'estero in una missione istituzionale
precedentemente concordata con le Autorità locali, si chiede alla
S.V. ill.ma di portare dette argomentazioni al vaglio dell'Aula,
compatibilmente al mio rientro dall'Argentina che avverrà entro e
non oltre il 16 di gennaio. Cordiali saluti.» Onorevole Francesco
Scoma.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, assicuro che si procederà nel
senso richiesto dall'Assessore Scoma.
Comunicazione pervenuta da parte dell'Assessore per il territorio
e l'ambiente
PRESIDENTE Comunico che è pervenuta alla Presidenza una nota
del 7 gennaio 2005 da parte dell'Assessore per il Territorio e
l'ambiente, onorevole Cascio.
Invito il deputato segretario a darne lettura:
BASILE segretario:
«Com'è noto, la Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
presso l'ARS dovrebbe essere convocata - si presume nella
prossima settimana - per concordare l'ordine del giorno dei
lavori dell'Aula, tra cui la trattazione delle dimissioni dalla
carica elettiva di deputato regionale rassegnate dallo scrivente
e da altri componenti della Giunta regionale in carica.
Al riguardo lo scrivente rappresenta all'On. S.V. di volere
partecipare alla seduta in questione; pertanto, dovendosi
allontanare dalla Sicilia nel periodo compreso dal 17 al 21
gennaio, chiede che la trattazione delle suddette dimissioni
venga fissata in altra data.
Si coglie l'occasione per porgere i più cordiali saluti.»
Onorevole Francesco CASCIO
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, assicuro che si procederà nel
senso richiesto dall'Assessore Cascio.
Comunicazione di decreto presidenziale relativo all'Assessore
destinato
alla Presidenza della Regione, onorevole Cimino
PRESIDENTE Invito il deputato segretario a dare lettura della
nota protocollo n. 6896 del 30 dicembre 2004, pervenuta a questa
Presidenza da parte della Segreteria Generale della Presidenza
della Regione il 31 gennaio successivo, (assunta con prot.
00072/Aula-CP del 5 gennaio 2005), relativa al decreto
presidenziale n. 335/Area I del 29 dicembre 2004 in ordine
all'ulteriore delega di competenze all'Assessore destinato alla
Presidenza della Regione, onorevole Michele Cimino.
BASILE segretario:
«Regione Siciliana
Presidenza
Il Presidente
VISTO lo Statuto della Regione;
VISTA la legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e successive
modifiche;
VISTA la legge costituzionale 12 aprile 1989, n. 3, di modifica
dello Statuto della Regione siciliana;
VISTA la legge costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2, con la
quale è stato ulteriormente modificato lo Statuto ed è stata
introdotta l'elezione diretta del Presidente della regione;
VISTO in particolare, l'articolo 9 dello Statuto della Regione
siciliana inserito nella sezione II del titolo I, così come
sostituita dall'articolo1, comma 1, lettera f) della citata legge
costituzionale 31 gennaio 2001, n. 2, nella parte in cui dispone
che il Presidente della Regione nomina e revoca gli Assessori;
VISTA la legge regionale 15 maggio 2000, n. 10 ed in
particolare l'allegata tabella A, come modificata dalla legge
regionale 28 aprile 2003, n. 6;
VISTO il decreto presidenziale n. 231/Area I/S.G. del 30 agosto
2004, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Regione siciliana
n. 37, parte I, del 3 settembre 2004, con il quale, tra l'altro,
l'Assessore Michele Cimino è stato destinato alla Presidenza
della Regione ed allo stesso sono state delegate alcune
attribuzioni del Presidente ai sensi dell'articolo 3, ultimo
comma, della richiamata legge regionale 29 dicembre 1962, n. 28 e
successive modifiche;
RITENUTA l'opportunità di delegare, altresì, al predetto
Assessore la trattazione degli affari ricompresi nelle competenze
del Dipartimento regionale della Protezione civile;
DECRETA
Art. 1
L'Assessore regionale destinato alla Presidenza, onorevole
Michele Cimino, è delegato anche alla trattazione degli affari
ricompresi nelle competenze del Dipartimento regionale della
protezione civile.
Art. 2
Il presente decreto sarà pubblicato nella Gazzetta Ufficiale
della Regione siciliana.
Palermo, 29 dicembre 2004
Il Presidente
(on.le dott. Salvatore
Cuffaro)»
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione del programma dei lavori per il corrente mese di
gennaio
PRESIDENTE Comunico che la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, riunitasi il 12 gennaio 2005 sotto la
presidenza del Presidente dell'Assemblea onorevole Lo Porto, e
con la partecipazione del Vicepresidente onorevole Fleres e del
Presidente della Regione onorevole Cuffaro, ha deliberato
all'unanimità il nuovo programma dei lavori per il corrente mese
di gennaio.
Pertanto, l'agenda parlamentare sarà la seguente:
martedì 18 gennaio 2005 (ore pomeridiane) discussione delle
mozioni numeri 274 (gestione rifiuti); 291 e 304 (ATO idrico di
Palermo); 295 (divieto uso della tortura); 176, 241 e 243
(distilleria Bertolino).
La Conferenza, prima di tornare a riunirsi nel prossimo mese
di febbraio, ha stabilito le priorità che l'Assemblea entro il
mese corrente dovrà affrontare e precisamente:
1) il rinnovo della composizione delle commissioni legislative
permanenti e della Commissione Unione europea;
2) elezione di un deputato segretario (in sostituzione
dell'onorevole Scoma);
3) legge voto per la riforma dello Statuto;
4) dimissioni di alcuni assessori regionali dalla carica di
deputato dell'ARS.
Nell'ambito poi delle priorità legislative, sono stati
individuati i seguenti disegni di legge:
disegno di legge in materia di province regionali (n. 513/A);
disegno di legge in materia di case da gioco (n. 337/A);
disegno di legge in materia di appalti (n. 771/A);
disegno di legge in materia di oratori;
disegno di legge in materia di servizio civile;
disegno di legge in materia di impiego del personale
regionale presso gli uffici giudiziari;
disegno di legge riguardante la fondazione Buttitta.
L'Assemblea ne prende atto.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Comunicazione della nota pervenuta dall'onorevole Villari
PRESIDENTE Do lettura di lettera pervenutami in giornata da
parte dell'onorevole Giovanni Villari:
«Egregio Presidente, confido nella sua sensibilità e nella sua
cortesia affinché la seguente proposta raggiunga al più presto i
colleghi deputati. La tragedia accaduta nel Sud-est asiatico lo
scorso 26 dicembre, oltre a provocare migliaia di vittime, sta
mettendo a repentaglio la vita di migliaia di persone e in
particolar modo i bambini. Moltissimi di loro, rimasti orfani,
sono vittime di pedofili e di trafficanti di organi.
Per aiutare i bambini del sud-est asiatico propongo che i
deputati dell'Assemblea regionale siciliana versino in favore
dell'UNICEF una quota straordinaria di 1.000 euro da prelevarsi
dall'indennità di gennaio 2005. A questa si aggiunge una quota
mensile di 100 euro per l'adozione a distanza dei bambini del sud-
est asiatico fino alla fine della legislatura.
Sono certo che tutti i colleghi dell'ARS aderiranno a questo
appello alla solidarietà nei confronti dei più deboli e dei più
bisognosi.» onorevole Giovanni Villari
Onorevoli colleghi, ho dato lettura della lettera sia per
rispetto del presentatore e sottoscrittore sia per rispetto di
questo drammatico argomento. Sono certo che tutti i colleghi
aderiranno a questo appello alla solidarietà nei confronti dei
più deboli.
Naturalmente, non decidiamo nel merito di questa seduta perché
è argomento che dovremo sottoporre ad un apposita riunione
dell'ufficio di Presidenza, in quanto si tratterà di assumere
determinazioni che riguardano le decisioni personali, individuali
ed intime di ciascuno dei componenti di questo Parlamento.
Rinvio dello svolgimento della rubrica Agricoltura e foreste
PRESIDENTE Invito il deputato segretario a dare lettura della
nota protocollo n. 2005/0000837 Gab del 7 gennaio 2005, pervenuta
in pari data a questa Presidenza da parte dell'Ufficio di
Gabinetto dell'Assessore per l'agricoltura e le foreste,
onorevole Innocenzo Leontini (assunta con prot. 211/Aula del 10
gennaio 2005).
BASILE segretario:
«Egregio Onorevole Presidente,
in relazione all'inserimento della Rubrica Agricoltura'
nell'ordine del giorno della seduta del 12 gennaio 2005 del
Parlamento regionale si richiede qualche giorno di rinvio, al
fine di potere acquisire da parte dei Dipartimenti regionali
interessati per materia sia alcuni aggiornamenti sulle risposte a
suo tempo predisposte, sia i contributi tecnici sulle ultime
interrogazioni pervenute all'Ufficio di Gabinetto. Ciò consentirà
una trattazione completa ed aggiornata della Rubrica.
Si ritiene opportuno rappresentare che tale necessità deriva
dalla considerazione che la comunicazione dell'ARS è pervenuta il
29 dicembre scorso, quando gli Uffici dell'Assessorato avevano
già pianificato e concesso dei giorni di ferie al personale per
il periodo festivo».
D'ordine dell'Assessore
Il Coordinatore della
Segreteria Tecnica
Architetto Giuseppe Morale
PRESIDENTE Il punto secondo dell'ordine del giorno è,
pertanto, rinviato ad altra seduta.
Presidenza del presidente Lo Porto
Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
Lavori pubblici
PRESIDENTE Si passa al punto terzo dell'ordine del giorno:
Svolgimento di interrogazioni ed interpellanze della rubrica
Lavori pubblici .
Si procede con l'interrogazione n. 1646 «Notizie in merito ai
ritardi nelle opere di riparazione della diga Gibbesi, di
installazione di un depuratore e di costruzione della rete di
canalizzazione della medesima», dell'onorevole Miccichè.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
BASILE segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per i lavori
pubblici, premesso che:
la diga 'Gibbesi', ubicata a nord-est della provincia di
Agrigento, è stata costruita alla fine degli anni settanta, con i
fondi della Comunità europea, allo scopo di fornire acqua alla
progettata zona industriale di Licata;
nel territorio di Licata non si è in seguito insediata alcuna
fabbrica e che, anzi, le poche esistenti col tempo sono state
chiuse;
agli inizi degli anni novanta i comuni di Licata, Ravanusa,
Campobello di Licata, Canicattì, Palma di Montechiaro, Naro e
Camastra chiesero alla Regione siciliana che l'acqua della diga
Gibbesi venisse utilizzata per scopi agricoli, dopo la
costruzione, sempre a spese dalle Regione, di una rete di
canalizzazione;
alla data odierna non risulta costruito nemmeno un metro delle
decine di chilometri di canalizzazione promessa;
dalle numerose analisi chimiche effettuate era risultato che
l'acqua della diga 'Gibbesi' presentava tracce di sale e zolfo e
quindi per il suo utilizzo, era stata promessa l'installazione di
un sistema di deputazione;
ad oggi, in questa direzione, nessun intervento è stato
effettuato;
dato che:
a pochi anni dalla costruzione della diga si è verificato il
cedimento di una parete;
a causa di ciò e per la sicurezza delle campagne sottostanti,
la diga non viene riempita;
visto che la Regione, ed in particolare l'attuale Presidente,
aveva promesso un finanziamento per riparare la parete della diga
danneggiata dal cedimento franoso;
constatato che:
sono passati diversi anni dai promessi interventi da parte
della Regione;
ad oggi non risulta alcun finanziamento iscritto in bilancio
per riparare la diga, dotarla di impianti di depurazione e di
canalizzazione irrigua;
la Comunità europea ha promosso contro la Regione siciliana una
causa per aver cambiato destinazione d'uso alla diga (da uso
industriale ad uso agricolo);
per sapere:
se il Governo regionale intenda mantenere gli impegni presi
permettendo, con un'opera di recupero della diga, il suo massimo
sfruttamento;
se non ritengano opportuno individuare i responsabili dei
continui ritardi e delle omissioni nei finanziamenti nei
confronti di un'opera che poteva e può dare una grossa spinta
all'agricoltura;
se non ritengano necessario dare una risposta immediata alle
sacrosante richieste degli agricoltori dei comuni di Licata,
Ravanusa, Campobello di Licata, Canicattì, Palma di Montechiaro,
Naro e Camastra, i quali puntavano e puntano, per il rilancio
economico di quei territori, sullo sfruttamento delle risorse
idriche della diga 'Gibbesi'.» (1646)
MICCICHE'
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'Assessore per rispondere
all'interrogazione.
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. In ordine alla
problematica oggetto dell'interrogazione formulata dall'onorevole
Miccichè ed in relazione alla specifica richiesta diretta
all'Assessore per i Lavori pubblici, si rappresenta quanto segue.
Dagli atti in possesso all'Assessorato dei Lavori pubblici,
risulta che la diga Gibbesi è stata costruita per scopi
industriali ed irrigui e che la Giunta di Governo, con Delibere
n. 56 del 09.03.1999 e n. 11 dell'8-9.09.2001 ha affidato la
gestione dell'invaso al Consorzio di Bonifica n. 5 Gela per
l'attività irrigua istituzionalmente condotta.
Inoltre, l'A.P.Q.R.I. (Accordo di Programma Quadro Risorse
Idriche) sottoscritto in data 5.10.2001, prevede tra le opere
strategiche e prioritarie individuate dalla Regione lo studio ed
analisi delle risorse dell'invaso Gibbesi , la cui competenza è
in capo al Commissario delegato per l'emergenza idrica in
Sicilia, giusta ordinanza n. 3189 del 22.03.2002 e successive.
Lo stesso Commissario con Decreto n. 556 del 27.04.2004 ha
provveduto all'approvazione dello Studio in questione redatto
dalla Sogesid SpA.
Pertanto, in relazione a quanto sopra rappresentato la
problematica oggetto dell'interrogazione dell'onorevole Miccichè
non è di competenza dell'Assessorato dei lavori pubblici.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Miccichè per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
MICCICHE' Signor Presidente, posso ritenermi soddisfatto
perché, in base a quanto detto dall'assessore Parlavecchio, ho
capito che la competenza è del Presidente della Regione nella
qualità di Commissario straordinario delle acque.
Sono dispiaciuto perché la risposta poteva essere data molto
più celermente (non mi riferisco all'Assessore in carica perché
di recente nomina), considerato che la nota risale all'aprile
scorso e tenuto conto, altresì, che da quella data fino al
periodo odierno si è parlato diverse volte delle problematiche
relative alla diga Gibbesi.
La diga Gibbesi riveste enorme importanza strategica dal punto
di vista dell'approvvigionamento idrico. Tutta la zona che va da
Campobello a Ravanusa, a Canicattì, a Palma, a Naro, a Camastra
è principalmente Licata attende da anni la trasformazione ad uso
agricolo di una diga che era stata progettata per l'industria di
Licata, industria che non esiste più e addirittura - mi risulta
- che la Comunità europea ha chiesto il risarcimento dei danni e
chiedeva spiegazioni sul perchè ancora non fosse stata
utilizzata per lo scopo per cui è stata finanziata.
Tuttavia, a prescindere da ciò l'importanza di questa
interrogazione è data dal fatto che in questi ultimi mesi si è
costituito nella zona dell'agrigentino un movimento di
agricoltori che oltre a rivendicare problemi del mercato,
riguarda anche il problema dell'approvvigionamento idrico per le
campagne. Naturalmente, con questo interrogazione si intendeva
dare una risposta a queste categorie di lavoratori che sperano
nella possibile risoluzione del problema in tempi rapidi; però,
così come abbiamo ascoltato dall'assessore, ancora una volta
dobbiamo rilevare che il problema è rinviato ad altre competenze.
Sono dispiaciuto di ciò. Signor Presidente, le chiedo di
trasmettere l'interrogazione - come peraltro richiesto
dall'assessore Parlavecchio - al Presidente della Regione in
qualità di Commissario straordinario delle acque al fine di
avere in tempi rapidi una risposta in merito.
PRESIDENTE Si passa all'interpellanza n. 176 «Iniziative per
ripristinare le condizioni di sicurezza per l'atterraggio
notturno nell'ambito delle infrastrutture portuali dell'isola di
Pantelleria ed il definitivo completamento delle stesse»,
dell'onorevole Turano.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
BASILE segretario:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per i lavori
pubblici e all'Assessore per il turismo, le comunicazioni e i
trasporti, premesso che:
nell'isola di Pantelleria non è assicurato il livello minimo di
sicurezza per l'atterraggio notturno nell'ambito
dell'infrastruttura portuale, a causa della mancanza dei
segnalamenti sulla diga foranea, malgrado le numerose
segnalazioni fatte alle autorità competenti dall'Ufficio
circondariale marittimo di Pantelleria;
una nuova tragedia si è consumata nella notte tra lunedì 12
aprile ultimo scorso e martedì, vittima il 'Morea',
un'imbarcazione a vela di quindici metri, battente bandiera
maltese, con a bordo tre turisti svizzeri, che ha terminato la
sua rotta di avvicinamento sulla secca di Punta San Leonardo,
proprio all'imboccatura del porto;
quest'ultimo incidente era già stato preannunciato da altri
precedenti, verificatisi nello stesso specchio acqueo e, più
precisamente, a gennaio c.a., quello occorso ad una motovedetta
della Guardia costiera che ha urtato contro una meda provvisoria,
posta nel mezzo dell'imboccatura del porto come una mina vagante,
e, successivamente, al peschereccio 'Davide' del Compartimento
marittimo di Mazara del Vallo che la sera dell'8 febbraio c.a. si
è arenato sulla stessa secca;
in mancanza dei predetti segnalamenti, l'ingresso al porto
manca di idonei riferimenti, salvo, come ben sanno i diportisti
locali, i comandanti dei pescherecci di stanza a Pantelleria ed i
comandanti delle motovedette della Guardia costiera, dei
Carabinieri e della Guardia di finanza che ad essi fanno
riferimento, l'illuminazione pubblica del lungomare del centro
abitato e di un locale commerciale ubicato in via Borgo Italia;
lo specchio acqueo libero tra la punta della diga foranea e la
meda è molto stretto e, quando il moto ondoso sommerge la diga,
neanche gli apparati radar installati a bordo delle imbarcazioni
sono sufficienti a segnalare i pericoli;
per conoscere:
quali iniziative siano state intraprese perché venga
immediatamente rimossa, adottando anche le procedure di
somma urgenza previste dalla normativa in vigore, la causa di non
funzionamento dei segnalamenti luminosi, ovvero se sia
intendimento del Governo regionale non trovare idonea e
risolutiva soluzione ai problemi di sicurezza dello scalo
marittimo fino a quando si verifichi un naufragio con vittime,
pericolo per fortuna ad oggi scongiurato, e che, nel contempo,
l'accumularsi dei relitti sulla secca S. Leonardo possa
costituire un ulteriore polo di attrazione turistica dell'isola;
quali iniziative concrete ed immediate siano state intraprese
affinché lo scalo di Pantelleria (Porto vecchio e porto nuovo),
iniziato con i piani di ricostruzione post-bellici dal Ministero
dei Lavori pubblici ed ancora ad oggi non ultimato, nonché dello
scalo alternativo di Scauri possano, in breve tempo, essere
considerati veri e propri bacini portuali, in grado di consentire
un facile e continuo attracco alle navi ed imbarcazioni di
qualsiasi genere cd in particolare alle navi di linea per il
trasporto di passeggeri, mezzi e derrate alimentari, costrette a
volte durante i mesi invernali a non potere assicurare i
collegamenti con l'isola per intere settimane,con grave
pregiudizio, per questa parte di territorio nazionale, per la
sopravvivenza degli isolani che non possono più tollerare la
visione virtuale di infrastrutture strategiche essenziali che, a
meno di 40 miglia nautiche di distanza, nella vicina Tunisia,
vedono attrarre grandi flussi di turismo nautico e commerciale ad
essa, per vocazione naturale, potenzialmente destinato.» (176)
TURANO
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'Assessore per rispondere
all'interpellanza.
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. In relazione
alla problematica oggetto dell'interrogazione formulata
dall'on.le Turano si rappresenta quanto segue:
Dall'8.10.02 al 7.6.03 sono stati realizzati i lavori urgenti
di rifiorimento e rafforzamento foraneo della radice del molo
Cidonio danneggiato dalla mareggiate del 31.12.2000, in
corrispondenza della strada di accesso al porto nuovo.
Dal 14.02.03 al 14.02.04 sono stati eseguiti i lavori di
manutenzione e riparazione degli impianti di illuminazione
elettrica portuale.
Dal 24.03.03 al 18.07.03 sono stati eseguiti i lavori urgenti
per la riparazione dei danni causati dalle mareggiate
susseguitesi nel mese di marzo 2002 (all'interno del molo Nasi).
Dal 10.02.04 al 10.08.04 sono stati eseguiti i lavori urgenti
per il rifacimento dell'impianto di pubblica illuminazione della
Via Borgo Italia.
Dal 28.04.04 al 23.06.04 sono stati eseguiti i lavori di somma
urgenza per l'installazione e l'alimentazione elettrica dei
segnalamenti luminosi marittimi (diga foranea Porto Nuovo, Punta
S. Leonardo, Molo Cidonio Porto Nuovo, Molo Nasi).
Inoltre, relativamente alla problematica dell'inefficienza dei
segnalamenti marittimi del porto di Pantelleria, faccio presente
che a seguito di una conferenza di servizi svoltasi presso la
Prefettura di Trapani è stato disposto con provvedimento del
18.03.04 l'avvio delle procedure urgenza per la realizzazione
delle opere inerenti la problematica sopra detta e d è stato
contestualmente autorizzato il Genio Civile Opere Marittime a
redigere la perizia dei lavori necessari.
Relativamente alle competenze dell'Assessorato dei Lavori
pubblici sono state intraprese talune iniziative per la
ristrutturazione del porto e la messa in sicurezza dell'intera
zona portuale, più specificatamente, nell'Accordo di programma
Quadro 2000-2006 per il trasporto marittimo è previsto per il
porto di Pantelleria la realizzazione di 3 interventi, a)
completamento della diga foranea ed escavazioni, b) rifiorimento
e rafforzamento matellata diga foranea tra le progressive m. 0,00
e m. 60,00 c) costruzione del molo sottoflusso, di cui solo il
primo è di competenza del Ministero Infrastrutture e Trasporti.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Turano per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
TURANO Signor Presidente, onorevoli colleghi, se io dovessi
dichiararmi soddisfatto per la risposta dell'Assessore potrei
generare la convinzione che il problema delle infrastrutture
portuali di Pantelleria sarebbe risolto. Così non è; purtroppo,
talvolta la Regione siciliana, il Governo e anche l'Assemblea,
perchè no, dimenticano i problemi seri e inimmaginabili che i
panteschi e gli altri isolani sono costretti a vivere.
Dico questo perché mi chiedo: era necessario apprendere dalla
stampa che si erano verificati tre diversi eventi nello specchio
delle acque del porto di Pantelleria prima di interessarsi di
questo problema? Una motonave della Guardia costiera e una barca
a vela di quindici metri che era soltanto in transito perchè
turisti lì hanno perso le loro imbarcazioni.
Mi chiedo: é un modo di affrontare il problema dell'isola di
Pantelleria quello di procedere soltanto a ripristinare
parzialmente l'illuminazione che, verosimilmente, fra due mesi
non funzionerà più?
La ricostruzione del porto di Pantelleria é ricominciata nel
dopoguerra con il Ministero dei lavori pubblici e, ad oggi, non é
ancora completata. Ecco perché sono assolutamente insoddisfatto
della risposta fornita, anche perché gli interventi che sono
stati fatti, come l'accordo-quadro di programma per le
infrastrutture portuali, non hanno portato assolutamente a nulla.
Chiedo di sapere cosa é stato fatto per il porto, quale
procedura si é attivata e se si é definita la procedura che
permetteva non solo la messa in sicurezza del porto di
Pantelleria, ma anche la sua definizione.
Mi chiedo come si può pensare di non occuparsi di una comunità
che d'inverno conta 8 mila abitanti e d'estate 280 mila, che é
l'avamposto d'Italia, il posto di frontiera, il posto visitato da
tutto il mondo, dove non si può attraccare serenamente o dove,
quando le condizioni del mare talvolta sono proibitive, non si
può attraccare nello scalo di Scauli perché non è completato
Invito, pertanto, il Governo a guardare con particolare
attenzione questa tematica.
Spero che l'Assessore per i lavori pubblici prenda spunto da
questa mia insoddisfazione, che é costruttiva e propositiva, che
non guardi soltanto al ripristino dell'illuminazione per
garantire l'illuminazione notturna, che guardi a come potere
risolvere questo problema e che venga a riferire in Aula, magari
la prossima volta, fra quindici giorni, come si può e come si
deve risolvere il problema dei porti dell'isola di Pantelleria,
del porto nuovo e del porto vecchio, del porto principale e del
porto di Scauli, per garantire quel minimo di collegamento che
un'isola del Mediterraneo notoriamente distante dalla terraferma
necessita.
PRESIDENTE Si passa all'interrogazione n. 1684 «Motivi del
mancato varo del Documento unico sulla regolarità contributiva e
retributiva (DURC) delle imprese esecutrici di lavori pubblici»,
dell'onorevole Giannopolo.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
BASILE segretario:
«All'Assessore per i lavori pubblici, premesso che:
l'articolo 15 della legge regionale n. 7 del 2002 prevede
l'approvazione del Documento unico sulla regolarità contributiva
e retributiva (DURC) nei confronti dei lavoratori dipendenti di
imprese esecutrici di lavori pubblici;
il DURC, punto qualificante della legge regionale sugli
appalti, è uno strumento indispensabile per combattere il lavoro
nero e la gestione irregolare dei cantieri;
considerato che a distanza di quasi due anni dall'approvazione
della legge n. 7 del 2002 il DURC non è stato ancora varato e che
quindi gli stati di avanzamento dei lavori (SAL) nella gestione
dei lavori pubblici vengono pagati senza alcuna garanzia sulla
regolarità contributiva (INPS-INAIL-CEPIMA) dei lavoratori in
servizio nei cantieri;
ritenuto indispensabile applicare l'art. 15 della citata legge
con riferimento al DURC anche per contrastare i condizionamenti
affaristico-mafiosi nella gestione dei cantieri;
per sapere:
quali motivi abbiano ritardato il varo del Documento unico
sulla regolarità contributiva (DURC) previsto dell'art. 15 della
l.r. n. 7 del 2002;
se non ritenga opportuno convocare urgentemente le parti
istituzionali (INPS-INAIL-CEPIMA) e sociali (organizzazioni
sindacali dei lavoratori e imprenditoriali)e varare il DURC, che
dovrà essere inserito nei capitolati di gara.» (1684)
GIANNOPOLO
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'Assessore per rispondere
all'interrogazione.
PARLAVECCHIO, assessore per i lavori pubblici. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, l'art. 15 della l.r. n. 7 del
2002 ha stabilito che l'Assessore regionale per i lavori
pubblici promuove un'intesa con INPS, INALI, e Cassa edile, al
fine di semplificare le procedure relative alla certificazione
della regolarità contributiva, mediante un documento unico
(DURC)... .
In ordine all'interrogazione dell'onorevole Giannopolo si
ritiene sufficiente evidenziare come, a seguito della stipula a
livello nazionale della intesa tra Casse edili, INPS ed INAIL in
merito al DURC, questo assessorato abbia sottoposto a tali enti
un testo di intesa che, dopo complesse trattative che hanno visto
l'INPS protagonista di alcuni emendamenti al testo condiviso
dagli altri enti interessati, hanno condotto alla stesura di
testo condiviso che dovrebbe essere sottoscritto entro la fine
del mese di gennaio 2005. Volevo aggiungere che proprio
stamattina, da parte dell'INPS, abbiamo avuto notizia della
condivisione del nostro documento. Mi auguro, quindi, di poterlo
pubblicare nel più breve tempo possibile.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Giannopolo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
GIANNOPOLO Signor Presidente, mi dichiaro moderatamente
soddisfatto. Dico moderatamente perché, purtroppo, sono trascorsi
più di due anni dall'approvazione della legge n. 7 e quello che
era uno dei punti qualificanti, assieme ad esempio alla stazione
unica degli appalti, pur tuttavia ha registrato un ritardo
notevole nella sua definizione appunto il documento unico sulla
regolarità contributiva che voglio ribadire essere un aspetto
qualificante nella gestione dei lavori pubblici in Sicilia,
poiché, proprio sulle questioni che riguardano la irregolarità
contributiva e retributiva, si è fondato uno dei pilastri, uno
dei momenti attraverso cui si sono verificati anche
condizionamenti affaristico-mafiosi nella gestione dei cantieri
dei lavori pubblici oltre che sono venuti meno aspetti
fondamentali della tutela dei diritti dei lavoratori.
Io adesso prendo atto che, finalmente, il documento pare
esista; ciò che vorrei dire all'Assessore è di farsi
immediatamente promotore per la sua pubblicazione in modo tale
che tutti i capitolati di gara possano recare le modalità
attraverso cui deve essere verificata la regolarità contributiva
e retributiva dei lavoratori.
Quindi, con questa sollecitazione ulteriore all'Assessore a
dare immediata attuazione a quanto disposto dall'articolo 15,
confermo la mia soddisfazione.
PRESIDENTE Si passa all'interpellanza n. 179 « Delucidazioni
in merito ai criteri adottati per la concessione edilizia
assentita alla ditta 'Generali Impianti s.r.l.', notizie sul
crollo del tratto della Via Madonna, lato piazza S. Anna, a
Favignana (Tp) ed informazioni sulla funzionalità degli organi ed
uffici del Comune di Favignana in materia urbanistica ed
edilizia», dell'onorevole Forgione.
Per assenza dall'Aula dell'onorevole interpellante,
l'interpellanza decade.
Si passa all'interpellanza n. 181 « Interventi urgenti per
eliminare la pericolosità della strada statale 120 nel tratto
Nicosia - Cerami- Troina», dell'onorevole Tumino.
Per assenza dall'Aula dell'onorevole interpellante,
l'interpellanza decade.
Si passa all'interrogazione n. 1784 « Nomina urgente del
Commissario straordinario dello IACP di Messina», dell'onorevole
Panarello.
Per assenza dall'Aula dell'onorevole interrogante,
l'interrogazione si intende presentata con richiesta di risposta
scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1813 « Notizie in ordine alla
mancata attuazione della l.r. n. 17 del 2001 e verifica sullo
stato dei lavori di completamento dell'autostrada A20 PA-ME»,
dell'onorevole Panarello.
Per assenza dall'Aula dell'onorevole interrogante,
l'interrogazione si intende presentata con richiesta di risposta
scritta.
Si passa all'interpellanza n. 189 « Interventi della Regione
per il completo utilizzo del dissalatore di Gela al fine di
fronteggiare l'emergenza idrica della zona», dell'onorevole
Morinello.
Per assenza dall'Aula dell'onorevole interpellante,
l'interpellanza decade.
Si passa all'interrogazione n. 1839 « Accertamenti
sull'applicazione della l.r. n. 17 del 2001 da parte del
Consorzio per le autostradesiciliane», dell'onorevole Panarello.
Per assenza dall'Aula dell'onorevole interrogante,
l'interrogazione si intende presentata con richiesta di risposta
scritta.
Si passa all'interrogazione n. 1901 «Notizie a proposito
dell'evento franoso che ha interessato recentemente il comune di
S. Mauro Castelverde (PA)», dell'onorevole Ferro.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
BASILE segretario:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per i lavori
pubblici e all'Assessore per il territorio e l'ambiente, premesso
che:
nella notte del 15 ottobre u.s. una frana ha colpito il comune
di S. Mauro Castelverde in provincia di Palermo, la frana è poi
continuata il giorno seguente per arrivare ad interessare il
giorno 17 la strada provinciale 52 in contrada San Biagio e
arrestarsi l'indomani;
complessivamente è stata interessata dall'evento calamitoso una
vasta area che va da monte a valle in direzione del fiume
Pollina;
rilevato che:
la frana ha danneggiato gli impianti della ditta che sta
realizzando le due gallerie dell'autostrada Palermo - Messina;
è stato distrutto il tratto della strada provinciale che
collega il comune di San Mauro Castelverde, il quale,
conseguentemente è rimasto isolato;
sono stati inoltre distrutti due edifici privati, sgombrati con
ordinanza sindacale, uno dei quali ospitava un'officina con sei
dipendenti che adesso rischiano il licenziamento;
per sapere:
se risponda o meno a verità il fatto che il fianco della
collina sottostante i tunnel autostradali realizzati a poca
distanza dal movimento franoso sia stato utilizzato come deposito
della gran mole di materiale di risulta proveniente dalle
attività di scavo e che tale materiale sia stato successivamente
occultato e ricoperto da terra vegetale;
se sia stato o meno previsto l'allestimento di ogni opera
idonea e necessaria alla canalizzazione e alla irregimentazione
delle acque naturali e di scarico della zona interessata ai
lavori;
se risponda a verità che a fianco della collina interessata dal
movimento franoso sia stata aperta una pista di accesso alle
gallerie per consentirvi l'ingresso ai mezzi pesanti, e quali
possano essere state le conseguenze che il taglio del declivio ha
comportato nell'equilibrio idrogeologico dell'area;
se risponda a verità che nei pressi della collina interessata
dal movimento franoso, vicino alla strada provinciale, sia stato
realizzato un imponente movimento di terra per consentire
l'installazione di un impianto di produzione di calcestruzzo e
quali possano essere state le conseguenze che tale movimento di
inerti ha comportato nell'equilibrio idrogeologico dell'area e
nel sistema di corretto drenaggio delle acque meteoriche;
quale sia la ragione per cui, a partire dalla notte successiva
alla frana, i lavori nel cantiere sarebbero stati accelerati,
ricorrendo alla turnazione notturna degli operai anche nei giorni
di sabato e domenica, laddove sarebbe invece stato opportuno dare
tempo alle autorità di effettuare i necessari rilievi tecnici per
accertare eventuali responsabilità.» (1901)
FERRO
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'Assessore per rispondere
all'interrogazione.
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. In ordine alla
problematica oggetto dell'interrogazione formulata dall'onorevole
Ferro e diretta all'Assessore per i Lavori pubblici si
rappresenta quanto segue.
Dagli atti in possesso del Servizio Assetto del Territorio
dell'Assessorato dei Lavori pubblici, nessuna segnalazione
risulta pervenuta in ordine all'evento franoso verificatosi nei
giorni del 15-17 ottobre 2004 nel comune di S. Mauro Castelverde.
Di ciò è stato in informato pure il Genio civile di Palermo il
quale ha informato che dell'evento franoso è stato interessato il
dipartimento Protezione civile.
In relazione a quanto sopra, pertanto, si è del parere che la
problematica in oggetto sia di competenza della Presidenza della
Regione.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Ferro per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
FERRO Signor Presidente, onorevoli colleghi, evidentemente
non mi posso ritenere soddisfatto e le ragioni le ha dette lo
stesso Assessore parlando di competenza del Presidente della
Regione. Chiedo, pertanto, alla Presidenza di voler trasmettere
l'interrogazione al Presidente della Regione, tenuto conto che
era stato lo stesso Presidente della Regione, sulla base
dell'interrogazione, ad interessare l'Assessore per i Lavori
pubblici. E' un tipico caso di mano destra e mano sinistra che a
volte si confondono, però può succedere e, quindi, signor
Presidente, la prego di voler fare disporre, se possibile, agli
Uffici la reiterazione dell'interrogazione nei confronti del
Presidente della Regione.
PRESIDENTE Non sorgendo osservazioni, dispongo nel senso
richiesto e preciso che lo stesso vale per l'interrogazione n.
1646 dell'onorevole Miccichè: anch'essa resta in vita per la
parte di competenza del Presidente della Regione.
Si passa all'interrogazione n. 1906 « Interventi per
fronteggiare la grave situazione determinata dall'ingiustificato
aumento degli affitti delle case e dalla carenza di alloggi nelle
grandi città siciliane ed in particolare nella città di Catania»,
, degli onorevoli Villari, Panarello e Giannopolo.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
BASILE segretario:
«Al Presidente della Regione, all'Assessore per i lavori
pubblici e all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali e
le autonomie locali, premesso che negli ultimi anni si è
assistito ad un ingiustificato aumento dei prezzi e che tali
aumenti hanno riguardato anche il livello degli affitti, con
ricadute pesanti per le categorie più deboli;
osservato che nelle grandi città siciliane gli studenti
domiciliati sono decine di migliaia (a Catania se ne contano
circa 18 mila) e l'affitto casa si paga a posto letto (euro
250,00) e a canone nero;
ricordato che parecchie migliaia di lavoratori dipendenti sono
alloggiate per periodi transitori a canoni mensili da 450,00 a
1.100% euro;
osservato che nelle città sono alcune decine di migliaia le
case malsane e degradate e numerose le famiglie che condividono
un'unica casa e in promiscuità;
visto che le graduatorie delle case popolari contano migliaia
di richiedenti (a Catania circa 15 mila famiglie);
per sapere:
come intendano fronteggiare la situazione evidenziata e se non
ritengano di dover intervenire presso il Governo nazionale per
fare elevare il fondo sociale per il contributo integrativo
dell'affitto della casa, previsto dalla legge 431/1998, e per
sollecitare la costruzione di case da destinare ai ceti meno
abbienti;
se non ritengano di convocare una conferenza dei sindaci e dei
presidenti delle province di Catania, Messina e Palermo, con i
sindacati degli inquilini e i presidenti degli IACP, per definire
un piano di interventi che preveda inoltre la riduzione dell'ICI
al 2 per mille per coloro che scelgano di affittare le loro case
secondo il contratto territoriale previsto dal D.M. del
20.12.2002;
se non ritengano opportuno prevedere un fondo di finanziamento
da erogare alle aree metropolitane di Catania Messina e Palermo
per la costruzione di 20 mila alloggi di cui 5 mila da destinare
all'area dell'hinterland catanese dove la situazione è
particolarmente drammatica.» (1906)
VILLARI-PANARELLO-GIANNOPOLO
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'Assessore per rispondere
all'interrogazione.
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. In ordine alla
problematica oggetto dell'interrogazione formulata dall'onorevole
Villari si rappresenta quanto segue.
A seguito del recepimento della legge 431 del 1998 da parte
della Regione siciliana, l'Assessorato dei Lavori pubblici, per
mezzo della U.O.B. preposta si è occupato di erogare, ai sensi
dell'articolo 11 della suddetta legge, a tutti i comuni
dell'Isola che ne hanno fatto richiesta, il contributo per
l'accesso alla locazione da parte di conduttori in condizioni di
disagio abitativo, e che a seguito dell'emissione della circolare
del 30 luglio 2004 sta provvedendo all'istruttoria necessaria per
l'erogazione dei contributi integrativi relativi all'anno 2003.
Si evidenzia che, sebbene la legge presenti parecchie carenze
che determinano parametri non sempre corrispondenti ad un
effettivo soddisfacimento del fabbisogno di ogni comune
richiedente, dovuti in parte anche alla poca disponibilità
economica dei fondi ministeriali, detto contribuito viene erogato
esclusivamente a coloro che allegano all'istanza copia del
contratto regolarmente registrato e che quindi chi paga l'affitto
in nero viene automaticamente escluso.
Per quanto riguarda la proposta di creare un fondo che preveda
per le aree metropolitane la costruzione di 20 mila alloggi, di
cui 54 mila da destinare all'area dell'hinterland catanese,
sarebbe più opportuno puntare sul recupero di tutto il patrimonio
edilizio degradato, sia da parte dei comuni che degli IACP, e di
quello sequestrato alla mafia, prevedendone un'aliquota, alla
pari di realtà europee consolidate (vedi recupero di Berlino o di
altri interventi pregnanti nel panorama dell'edilizia economia da
parte di altri Paesi dell'Unione Europea) dove per ogni singolo
intervento, sia si tratti di un edificio che di un isolato o di
un intero quartiere, vengono riservate delle aliquote di alloggi
per gli studenti, coppie di giovani sposi, lavoratori per periodi
transitori ed anziani, autosufficienti e non, stabilendo già al
momento della progettazione il costo degli affitti.
Infine, sarebbe opportuno promuovere delle azioni di verifica e
di ispezione tese a far emergere tutte quelle abitazioni che sono
locate in nero ed applicare ai proprietari adeguate sanzioni
amministrative, anzichè ridurre l'ICI al 2 per mille a coloro che
invece scelgono di locare le abitazioni ai sensi del contratto
territoriale di cui al decreto ministeriale 20/02/2002.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Villari per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta.
VILLARI Signor Presidente, prima di dichiararmi soddisfatto o
meno della risposta, desideravo fare un'osservazione.
Occorrerebbe da parte della Regione uno sforzo straordinario che,
se fosse possibile, dovrebbe coinvolgere pienamente il Governo
nazionale e lo Stato per attenzionare, al più alto livello
possibile, con grande attenzione e grande efficacia, la questione
della condizione in cui versano le città del Mezzogiorno per
quanto riguarda i bisogni degli alloggi.
Dico questo perchè nell'interrogazione si fa riferimento alla
situazione di Catania, ma il problema riguarda le città sede di
atenei: Catania, Messina, Palermo, Enna, dove la carenza di
alloggi costringe gli studenti a pagare degli affitti molto esosi
che le famiglie con reddito medio o medio basso non riescono a
sopportare.
Siamo di fronte ad una situazione che tocca le fasce deboli,
gli studenti, tocca le fasce meno abbienti in quanto non
essendoci più l'equo canone il DM a cui faceva riferimento
l'Assessore penalizza chi aderisce al patto, con la nuova
normativa al cosiddetto contratto territoriale, il DM appunto del
20/02/2002.
Io ritengo che vi sia uno sforzo da parte dell'Assessore sul
piano dell'attenzione che, però, anche se apprezzabile, per
questo mi ritengo soddisfatto della risposta, non è sufficiente
rispetto alle scelte. Quindi, prendo atto della buona volontà che
c'è da questo punto di vista da parte dell'Assessore, ma ritengo
che ci sia una insufficienza generale rispetto alla questione
delle politiche abitative che richiederebbero un concorso di
intervento dello Stato, della Regione e dei Comuni per cercare di
fare un intervento straordinario teso a risolvere i problemi
evidenziati nell'interrogazione.
In questo senso, l'appello che rivolgo al Governo, al
Parlamento, al Presidente dell'Assemblea è quello di cercare di
promuovere iniziative su questo terreno che siano effettivamente
concrete, perchè sotto questo profilo la situazione si sta
appesantendo. L'aumento del costo degli affitti sta determinando
una situazione di grave disagio, in cui l'impoverimento pare che
si stia effettivamente allargando, come peraltro i dati ISTAT ci
dicono.
PRESIDENTE Si passa all'interrogazione n. 1932 «Notizie in
ordine all'annunciata serie di interventi di manutenzione
straordinaria del dissalatore di Trapani prevista dalla società
di gestione», a firma dell'onorevole Oddo. Invito il deputato
segretario a darne lettura:
BASILE, segretario:
«All'Assessore per i lavori pubblici, premesso che:
la ditta 'Di Vincenzo', in atto società che gestisce il
dissalatore di Trapani, ha inviato una nota ufficiale all'Eas
annunciando una serie di interventi di manutenzione straordinaria
per rendere l'impianto più efficiente e che i lavori sono stati
previsti nel periodo che va dal primo novembre al 28 febbraio
2005;
da notizie di stampa e dalle dichiarazioni del Prefetto di
Trapani la stessa ditta avrebbe deciso di rinviare la
manutenzione straordinaria al prossimo mese di dicembre,
condividendo la richiesta dell'Eas, ma senza ufficializzarla agli
enti locali interessati all'approvvigionamento idrico da parte
dell'impianto di contrada Nubia;
una soluzione tampone sarebbe stata individuata attraverso una
presa esterna al dissalatore per recuperare l'acqua in tutti i
casi d'emergenza programmata e soprattutto in quelli non
programmati e dovuti a fattori contingenti;
per sapere:
se non ritenga necessaria un'azione ispettiva per verificare la
reale necessità e la portata dell'intervento di manutenzione
straordinaria che dovrebbe svolgersi in quattro mesi con la
riduzione della produzione dell'acqua di circa 50 litri al m/s;
se non ritenga, altresì, indispensabile verificare se la stessa
manutenzione possa essere effettuata senza diminuire la
produzione d'acqua del dissalatore».
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Assessore per
fornire la risposta.
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. In ordine alla
problematica oggetto dell'interrogazione formulata dall'onorevole
Oddo, si rappresenta quanto segue.
L'Assessorato dei lavori pubblici per mezzo dei propri uffici
ha attivato la procedura di ispezione e controllo presso
l'impianto di dissalazione di Trapani, sia per verificare
l'entità dell'eventuale manutenzione straordinaria menzionata
dall'onorevole Oddo, sia per verificare la possibilità che
durante le operazioni di manutenzione non venga ridotta in
maniera consistente la produzione d'acqua dissalata per non
arrecare disagi alle popolazioni servite.
Si ritiene opportuno rappresentare che dagli atti in possesso
degli uffici dell'Assessorato dei lavori pubblici e dalle
informazioni fornite dall'EAS, non risulta che l'impianto di
Trapani necessiti di interventi di manutenzione straordinaria da
effettuarsi in un lungo lasso di tempo (quattro mesi riportati
nell'atto ispettivo).
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'onorevole Oddo per
dichiararsi soddisfatto o meno della risposta dell'Assessore.
ODDO Signor Presidente, approfitto per confermare la
disponibilità dell'assessore Parlavecchio ad approfondire e
discutere delle questioni che riguardano il dissalatore di
Trapani. E per fare presente al Governo che continua, in modo
assolutamente irrefrenabile, a quanto sembra, e su questo credo
che dovremmo riflettere insieme al Governo, per parte nostra non
può che esserci, evidentemente, tanta attenzione per quanto
concerne un elemento così importante che è l'acqua che deve
arrivare a casa dei cittadini, non può esserci altro Almeno per
come noi intendiamo le battaglie politiche, se battaglia politica
si può definire in questo caso
Continua, dicevo, in maniera irrefrenabile, la difficoltà di
approvvigionamento di quattro, cinque, sei comuni che vengono
serviti dal dissalatore di Trapani. E continua, anche per quanto
concerne la questione del nuovo dissalatore, a non essere chiara
l'operazione, nel senso, se il nuovo dissalatore verrà impiantato
sostanzialmente presso i luoghi, o presso il sito dove in questo
momento funziona il vecchio dissalatore, o se invece si parla di
attrezzare, a tutti gli effetti, una nuova struttura, un nuovo
dissalatore.
Per quello che si riesce a capire, per le poche notizie che da
questo punto di vista si hanno, la possibilità pare sia quella di
dismettere il vecchio dissalatore, e sicuramente il Governo ed i
colleghi ricorderanno che questo dissalatore è costato un bel po'
di soldi, sia in termini di investimento complessivo, sia perché
non si riesce ad avere chiaro cosa accadrà nel momento in cui
verrà messo in funzione il nuovo.
Vi è inoltre la questione che riguarda le continue difficoltà
cui vanno incontro i lavoratori. L'assessore Parlavecchio, di
recente, ha ricevuto cortesemente una loro delegazione. Penso che
si sia così potuto rendere conto delle difficoltà oggettive di
questi lavoratori i quali non vengono pagati regolarmente e
quindi qualche difficoltà cominciano ad averla. Mi pare superfluo
dover sottolineare che tale atteggiamento non sia accettabile,
poi ognuno gli dia la definizione che ritiene più opportuna.
La situazione è così ormai da anni. La ditta che gestisce il
dissalatore usa regolarmente i lavoratori, per fare in modo che
quanto vantato - per quanto concerne anche il cosiddetto credito
che la ditta vanta nei confronti della Regione - venga tutto
sommato onorato.
E' un bel guaio E' una bella situazione, tutta siciliana,
proprio secondo la peggiore tradizione siciliana, nel senso che
la ditta utilizza i lavoratori per farsi pagare dalla Regione,
non li paga e gli stessi manifestano il loro dissenso; nel
contempo, i cittadini non ricevono l'acqua per come dovrebbe
essere, la portata è diminuita e si innesca un meccanismo che è
totalmente inaccettabile.
Mi verrebbe da dire: Cari Assessori del Governo del Presidente
eletto per la prima volta direttamente dal popolo siciliano,
revocate o rescindete quel contratto in un modo o in un altro,
perchè ormai è inconcepibile Non è la prima, ma la decima
volta. Non si contano più le volte in cui la ditta non paga
regolarmente in quanto la Regione a sua volta non paga la ditta e
di conseguenza i rubinetti restano a secco
Penso che occorra assumere una decisione abbastanza ferma e,
nel contempo, capire se questa manutenzione straordinaria
comprende quanto contenuto nella risposta dell'assessore
Parlavecchio. E' un modo per attrezzare logiche e strategie di
impresa che nulla hanno a che vedere con quanto il dissalatore
deve fare: cioè fornire l'acqua ai cittadini. Tutto ciò viene in
seconda battuta.
Occorre capire se quell'altra soluzione perchè bisognava
iniziare una manutenzione straordinaria, quella stessa
manutenzione (assessore Parlavecchio, ne abbiamo parlato e quindi
lo dico in maniera molto breve, mi spiace per i colleghi che
ascoltano e per il Presidente che ha tutto l'interesse a capire
come stanno le cose) che doveva essere compensata dato che si
abbatte la portata da una per così dire operazione dell'EAS che
doveva compensare 50 litri per minuto secondo. Non si ha notizia
se sia stata effettuata l'operazione, se è in grado di compensare
quanto verrà meno rispetto al programma di manutenzione ecc.
Per i rapporti chiari e leali che intendiamo avere con il
Governo sia quando dobbiamo preparare dure battaglie di
opposizione, sia quando dobbiamo dare la nostra disponibilità per
risolvere problemi più delicati che riguardano i cittadini
siciliani, debbo necessariamente dire che non è il caso, qui
stasera, di dire se si può essere più o meno soddisfatti rispetto
a quanto contenuto nella risposta dell'Assessore.
Spero che in questi giorni un'ulteriore iniziativa
dell'assessore Parlavecchio assieme all'emergenza idrica
coordinandola allo stesso modo in cui l'Assessore si era
impegnato a fare, possa far luce e chiudere questa annosa
vicenda e garantire quello che è giusto garantire ai siciliani
prima ancora di parlare di sviluppo relativi ad altri settori ed
investimenti. Come sappiamo non c'è sviluppo di qualsiasi tipo se
non ci sono i servizi essenziali.
Pertanto, in questo sta il mio impegno e la mia attenzione nei
confronti di quanto in queste ore il Governo farà in maniera più
determinata e decisa. Anche i sindaci e le varie realtà che si
trovano in queste condizioni sollevano dure critiche nei
confronti delle istituzioni regionali a partire in primo luogo
dal Governo di questa regione.
Spero in futuro che si abbia più considerazione per le
interrogazioni presentate dai deputati perché ad oggi i tempi di
risposta sono assolutamente insostenibili: trascorrono tre,
quattro, cinque, sei, sette mesi prima che si possano svolgere
in Aula le interrogazioni. E credo invece che argomenti di questo
tipo dovrebbero avere un'attenzione maggiore in quest'Aula
trattando di temi importanti che non devono servire soltanto per
il resoconto stenografico.
PRESIDENTE. Per assenza dall'Aula dell'onorevole proponente,
l'interpellanza n. 211 «Chiarimenti in ordine a presunte
illegittimità presso il Consorzio per le autostrade siciliane, al
ripristino degli organi statutari ed alla possibile intenzione di
spostare da Messina a Palermo la sede decisionale dell'ente»,
dell'onorevole Panarello decade.
Si passa all'interpellanza n. 212 «Opportune iniziative volte a
modificare in senso eco-compatibile il progetto dell'ANAS di
costruzione della strada Marineo-Corleone ed a sospenderne i
lavori per il lotto n. 3», degli onorevoli Forgione, Liotta,
Vitrano, Cracolici, Ferro, Miccichè.
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. Signor
Presidente, chiedo il rinvio dello svolgimento in quanto non
abbiamo avuto indicazioni da parte degli uffici.
PRESIDENTE Dispongo nel senso richiesto.
Si passa all'interrogazione n. 1972 «Interventi per
l'attivazione di un serio controllo sulle dinamiche dei prezzi,
delle tariffe e degli affitti» dell'onorevole Villari.
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. Signor
Presidente, chiedo il rinvio dello svolgimento in quanto non
abbiamo avuto indicazioni da parte degli uffici.
PRESIDENTE Dispongo nel senso richiesto.
Per l'assenza dall'Aula dell'onorevole proponente,
l'interrogazione n. 1978 «Ripristino degli organi statutari e
nomina del direttore generale del Consorzio per le autostrade
siciliane (C.A.S.)» dell'onorevole Villari si intende trasformata
in interrogazione con richiesta di risposta scritta.
Presidenza del presidente Lo Porto
Comunicazione ai sensi dell'articolo 83, comma 2, del Regolamento
interno
BENINATI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI Signor Presidente, volevo approfittare della
presenza dell'Assessore per i lavori pubblici per dire quanto
segue.
L'Assessore sa bene che ormai da diversi mesi la città di
Messina segue con una certa ansia - so, tra l'altro, che
l'Assessore si è interessato del problema - la questione
dell'istituto autonomo case popolari di Messina. Dico questo,
perché ormai da più di un mese si attende la nomina del
Presidente dell'IACP di Messina e dei componenti del Consiglio di
amministrazione. Forse per una cattiva informazione tra gli
uffici - non ho dubbi - ad oggi non si riesce ad ottenere questa
designazione. La qualcosa sembra essere la chiusura del cerchio.
Pertanto l'appello che oggi rivolgo all'Assessore - sono
intervenuto infatti perché resti agli atti - è che in questi
giorni o alla prossima riunione di Giunta si possa dar seguito a
tale insediamento.
L'Assessore, come me, conosce benissimo la problematica
dell'IACP di Messina perché non solo cura la gestione dell'ente,
ma cura anche la gestione dei fondi ingenti che questa Aula ha
per giorni posto all'attenzione nella finanziaria dell'anno
scorso, proprio per il risanamento della città di Messina. Per
cui sarebbe paradossale che si decidessero in questi giorni
interventi nei confronti della città da parte di figure che
istituzionalmente dovrebbero solamente percorrere un indirizzo di
ordinaria amministrazione.
L'invito che rivolgo, ancora una volta, all'Assessore, che so
essere molto sensibile a questo argomento, è di far porre la
questione nella prossima riunione di Giunta in modo da dare corso
all'insediamento del presidente del Consiglio di amministrazione,
argomento che è stato affrontato ed esitato in prima Commissione
quasi un mese fa. Un'intera città attende la definizione di tale
nomina.
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. Chiedo di
parlare per una breve replica.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PARLAVECCHIO assessore per i lavori pubblici. Vorrei
semplicemente dire due cose. Per quanto riguarda il presidente
dell'IACP di Messina sono perfettamente d'accordo con l'onorevole
Beninati. Egli sa come abbiamo accelerato la procedura per la
nomina, a parte le difficoltà intervenute per gli altri due
nominativi. E' chiaro che una volta che si è deciso il nome del
presidente, si tratta soltanto di ratificarlo in Giunta tramite
la segreteria di Giunta. Mi farò carico comunque nella prossima
Giunta di definire questa vicenda.
Per quanto riguarda invece il problema del risanamento di
Messina, è chiaro che il presidente dell'IACP e l'intero
consiglio di amministrazione saranno gli attori principali per
quanto riguarda lo sviluppo e lo svolgimento del risanamento
stesso. L'impegno, come sapete, da parte del Governo è totale in
questo, perché già di fatto abbiamo sviluppato alcune realtà che
andremo anche a dare indicazioni successivamente.
Però, sottolineo il fatto che il Commissario ad acta
chiaramente lavora in maniera ordinaria ed ha una delega da parte
dell'Assessore sulla legge 10, quindi sulla legge del
risanamento. Tuttavia le proposte che arriveranno all'IACP di
Messina provengono dal Comune. Lo IACP di Messina è stato
convocato a presenziare ai tavoli tecnici per coordinare un
lavoro iniziato su un documento che già il Comune di Messina,
anni addietro, aveva definito. Pertanto le indicazioni non sono
definite così, ma sono definite da un documento già esistente e
prodotto dal Comune di Messina.
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì,
18 gennaio 2005, alle ore 17.30, con il seguente ordine del
giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
I - Comunicazioni.
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d) e 153 del regolamento interno, delle mozioni:
n. 318 - Ripristino del finanziamento, di cui alla delibera
n. 36 del 2002 del CIPE, relative ad opere di completamento
della configurazione del porto di Pozzallo /RG).
BARBAGALLO-GURRIERI-TUMINO-ORTISI
CAPODICASA-ZANGARA-SANZERI-FERRO
CRISTAUDO-RAITI-MANZULLO-GAROFALO
MORINELLO-LO CURTO-VITRANO-PAPANIA
GENOVESE-ORLANDO-SEGRETO-LIOTTA
FORGIONE
-N. 319 Adozione di misure idonee a rimuovere le condizioni
che hanno costretto alle dimissioni la dott.ssa Scavazzo e per
favorire la continuazione della sua importante attività di
valorizzazione dei beni culturali in Sicilia
GIANNOPOLO-ORLANDO-FORGIONE-RAITI
ZANGARA
III - Discussione unificata delle mozioni:
n. 176 - Interventi per evitare l'insediamento della
distilleria Bertolino nel territorio di Mazara del Vallo.
MORINELLO ED ALTRI
n. 241 - Iniziative volte ad impedire l'allocazione nel
territorio di Mazara del Vallo, di un impianto industriale della
Distilleria Bertolino .
PAPANIA-ORTISI-GALLETTI-MANZULLO
SPAMPINATO-LO CURTO
n. 243: Non realizzazione in contrada Torre Inchiapparo di
Mazara del Vallo (TP) della distilleria richiesta dalla ditta
Bertolino.
ODDO-SPEZIALE-CAPODICASA-CRACOLICI
CRISAFULLI-DE BENEDICTIS-GIANNOPOLO
PANARELLO-VILLARI -ZAGO-LO CURTO
IV - Discussione unificata delle mozioni:
n. 291 - Valutazione dell'operato dell'Ambito territoriale
ottimale 1 Palermo nell'affidamento del servizio idrico
integrato nell'ATO 1 Palermo e provvedimenti consequenziali.
GIANNOPOLO-CRACOLICI-SPEZIALE-ZAGO
n. 304 - Affidamento del Servizio idrico integrato nell'Ambito
territoriale ottimale 1 - Palermo.
ORLANDO-CRACOLICI- FERRO-FORGIONE
GIANNOPOLO
V - Discussione della mozione:
n. 295 - Iniziative presso il Parlamento nazionale al fine di
procedere all'esame dei disegni di legge relativi
all'introduzione del reato di tortura nel nostro ordinamento.
FLERES-CATANIA-MAURICI -TURANO
BURGARETTA APARO
VI - Discussione della mozione:
n. 274 - Revoca e riconsiderazione del piano di gestione dei
rifiuti .
CAPODICASA-SPEZIALE-CRACOLICI-
CRISAFULLI DE BENEDICTIS-GIANNOPOLO
La seduta è tolta alle ore 18.46.
Il Direttore
Dott. Giovanni Tomasello
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni
BASILE. -«Al Presidente della Regione e all'Assessore per
l'agricoltura e le foreste, premesso che:
- tra le poche regioni d'Italia, la Sicilia ha avuto il
privilegio di essere sede di due Osservatori per le malattie
delle piante, con sedi a Palermo ed Acireale (CT);
- le due istituzioni scientifiche, nate intorno agli anni '20,
sono dipese dal Ministero dell'Agricoltura e Foreste sino al
1948;
- dopo quella data sono passate alla Regione siciliana, ai
sensi e nei limiti dell'articolo 20 dello Statuto della Regione;
- la dipendenza amministrativa e tecnica dall'Assessorato
regionale Agricoltura e foreste non esclude tuttora un certo
rapporto di subordinazione esistente con il Ministero per le
politiche agricole e forestali;
considerato che:
- la giurisdizione territoriale dell'Osservatorio di Acireale
interessa le province di Catania, Siracusa, Messina, Ragusa, Enna
e Caltanissetta;
- nel 1993, su proposta dell'Osservatorio di Acireale, è stata
istituita una sezione staccata a Vittoria (RG), proprio in
considerazione delle realtà orticole di quel comprensorio;
- le funzioni degli osservatori sono numerose e riguardano,
principalmente, i controlli fitosanitari dei vegetali e dei
prodotti vegetali in importazione ed esportazione, previsti dalla
legge n. 987 del 1931 e successive leggi nazionali e direttive
comunitarie;
- a tali controlli sono preposti i funzionari tecnici degli
Osservatori che rilasciano anche certificati patologici (diverse
migliaia in un anno), avendo la qualifica speciale di 'delegati
speciali per le malattie delle piante';
- per espletare il proprio compito i funzionari tecnici hanno
libero accesso presso i fondi, le aziende vivaistiche, i
magazzini di lavorazione e vendita, nonché dogane, stazioni
ferroviarie, porti, aeroporti, avendo, nell'esercizio delle loro
funzioni, la qualifica di ufficiali di polizia giudiziaria;
- tra i compiti espletati dal personale qualificato c'è anche
il rilascio di certificazioni per l'esportazione e l'importazione
dei prodotti ortofrutticoli, in cui si esprimono giudizi,
indicazioni, diagnosi e terapie specifiche;
per sapere:
- se sia vero che l'Assessorato Agricoltura e foreste, nella
fase di ristrutturazione burocratica delle due istituzioni,
intenda procedere alla spaccatura in due tronconi delle
istituzioni (servizio fitosanitario e servizio agroambientale);
- se abbiano tenuto nella debita considerazione l'effetto che
tale scissione provocherà nella funzionalità operativa dei
servizi, visto che due differenti direzioni non consentiranno una
rapida e fluida convergenza delle iniziative da assumere a tutela
dell'efficienza degli stessi;
- se non ritengano opportuno indirizzare la gestione degli
istituti sotto un'unica direzione, soprattutto per arginare da
subito sprechi di risorse, causati dall'inevitabile 'doppiatura'
di alcuni servizi, dalle carenze di organico e/o, viceversa,
sovraccarico di personale e strutture, laddove venisse a mancare
un'ottimale unitarietà di intenti nella direzione dei due
servizi». (415)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
Risposta. «Con riferimento all'interrogazione numero 415, si
rappresenta che, a seguito dell'emanazione della l.r. 10/2000 di
riforma dell'amministrazione regionale, già nel 2001 il
Dipartimento regionale Interventi strutturali ha assunto una
nuova articolazione e, in questo ambito, sono state costituite
due Unità operative di base sia per l'Osservatorio per le
malattie delle piante di Acireale che per quello di Palermo.
Ciò non ha comportato alcuna mancanza di funzionalità del
servizio, come è ampiamente dimostrato dal regolare funzionamento
degli Uffici e dai risultati conseguiti in questi anni.
Invero, la costituzione di due distinte Unità operative - una
afferente l'attività di controllo biologico e l'altra relativa
all'attività fitisanitaria e vivaistica - ha permesso di poter
effettuare un'attività maggiormente specialistica all'interno del
Servizio Sviluppo locale e Attività Agroambientali e del servizio
Fitosanitario Regionale, costituiti proprio con l'intento di
gestire con puntuale professionalità delle attività di interesse
rilevante».
L'Assessore
LEONTINI
GURRIERI.- «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
l'agricoltura e le foreste, premesso che:
- la Regione siciliana, con decreto 28.12.1998 dell'Assessorato
agricoltura e foreste -'Riconoscimento di prodotti a base di
latte come prodotti storici fabbricati tradizionalmente' (GURS n.
6, del 6.2.1999) - ha inserito il formaggio ragusano
'cosacavaddu' tra i formaggi storici, sulla base degli artt. 1 e
2 della decisione n. 97/284/CE;
- tale atto si riferisce ai 'prodotti a base di latte che
presentano caratteristiche tradizionali',
storicamente riconosciuti e fabbricati tradizionalmente, e
permette di concedere deroghe rispetto al DPR n. 54 del 14
gennaio 1997 (recepimento delle direttive n. 92/46 e n. 92/47 CEE
in materia di produzione e immissione sul mercato di latte e di
prodotti a base di latte);
- il decreto ministeriale 14 luglio 2002, ('Seconda revisione
dell'elenco nazionale dei prodotti agroalimentari
tradizionali') pubblicato nel supplemento ordinario n. 144
alla Gazzetta Ufficiale n. 167 del 18 luglio 2002, elenca al n.
17 nella categoria formaggi della Regione siciliana il
'cosacavaddu' ragusano;
preso atto che dopo appena due settimane dalla pubblicazione
del decreto ministeriale 14 luglio 2002 che riconosce il
'cosacavaddu' tra i formaggi storici e di qualità della Regione
siciliana, il Direttore generale per la qualità dei prodotti
agroalimentari e la tutela del consumatore, sulla base della
pretestuosa e scorretta identificazione tra il formaggio
cosacavaddu e il formaggio D.O.P. 'Ragusano', registrato ai sensi
del regolamento CEE n. 2081/92 ('essendo identici sia i
riferimenti storici che le tecniche produttive'), ha ritenuto che
il 'cosacavaddu' non possa essere inserito nell'elenco nazionale
dei prodotti agroalimentari tradizionali;
quindi con l'articolo unico del decreto 30 luglio 2002
(Rettifica dell'elenco allegato al decreto ministeriale 14 luglio
2002 recante 'Seconda revisione dell'elenco nazionale dei
prodotti agroalimentari tradizionali'), il 'cosacavaddu' è stato
eliminato dall'elenco dei formaggi storici siciliani;
considerato che:
- la motivazione addotta dal Direttore generale per la qualità
dei prodotti agroalimentari e la tutela del consumatore, non
regge per la semplice ragione che mentre la DOP 'Ragusano'
risponde a tutti i criteri del DPR 54/97 relativi a rigidi
parametri di produzione e immissione sul mercato di latte e di
prodotti a base di latte, la deroga per i formaggi storici, come
il cosacavaddu, riguarda attrezzature storiche (non ammissibili
ai sensi del citato DPR 54/97, se non per deroghe particolari),
quali: la tina di legno, il bastone di legno, il contenitore di
rame stagnato di varie dimensioni, contenitori di legno,
contenitori di creta per conservare il caglio, ecc.; oppure
locali di stagionatura freschi, umidi e ventilati, a volte
'interrati, dove i formaggi a coppia vengono appesi a 'cavallo'
di una trave di legno legati con funi di 'liarna' o corde di
'cannu', di 'zammarra' o di cotone e impalcature, scaffali e
attrezzi in legno o altro materiale vegetale per la pulizia e la
manipolazione del formaggio durante la maturazione e la
stagionatura;
- eliminare il cosacavaddu dall'elenco ministeriale dei
prodotti di qualità è una vera e propria forzatura in linea con i
criteri di standardizzazione e omologazione dei prodotti e in
assoluta controtendenza con il principio di preservare
caratteristiche e tradizioni locali, unico modo per valorizzare
l'autenticità dei prodotti locali di eccellenza a fronte delle
tecniche di clonazione dei prodotti tipici italiani e regionali,
sempre più frequenti da parte dei produttori industriali;
- costituisce inoltre una decisione ingiustificatamente
vessatoria e discriminatoria non solo per l'infondatezza delle
motivazioni, ma soprattutto perché penalizza una provincia e un
territorio nei cui confronti i poteri centrali, statali e
regionali sono sempre stati assai avari di interventi per
superare la perifericità strutturale che da sempre la
caratterizza;
- la decisione ministeriale produrrà ingenti danni economici
perché metterà fuori legge il cosacavaddu e impedirà dall'oggi al
domani alle molte decine di imprese di prodotti caseari che hanno
optato per il prodotto storico 'cosacavaddu', di proseguire
l'attività con incalcolabili conseguenze per la sopravvivenza
delle stesse imprese,
per sapere se e quali iniziative il Governo della Regione
intenda assumere affinché venga ritirato il sopraccennato decreto
30 luglio 2002 (Rettifica dell'elenco allegato al decreto
ministeriale 14 luglio 2002)». (783)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
Risposta. «Con riferimento all'interrogazione numero 783, si
rappresenta che l'Assessorato regionale Agricoltura e foreste è
prontamente intervenuto in merito alla problematica sollevata
dall'interrogante, consapevole delle ricadute negative sul
territorio interessato derivanti dal mancato riconoscimento del
Cosacavaddu Rausanu quale prodotto tradizionale.
Infatti, con decreto del Ministero delle Politiche agricole e
forestali del 30 luglio 2002 il formaggio storico Cosacavaddu
Rausanu - riconosciuto come tale ai sensi del decreto
assessoriale del 28 dicembre 1998 - veniva eliminato dall'Elenco
nazionale dei prodotti tradizionali, in quanto, secondo il parere
del Ministero, il prodotto corrispondeva al Ragusano D.O.P. sotto
l'aspetto dei riferimenti storici e tecnologici della produzione.
L'Amministrazione ha ritenuto negativa la decisione del
Ministero per le gravi difficoltà ed i danni economici che
avrebbe comportato per i produttori e l'intero territorio
interessato. Conseguentemente l'Amministrazione si è attivata per
cercare di risolvere il problema di concerto con i rappresentanti
della filiera e delle organizzazioni professionali del mondo
agricolo.
Acquisito il documento tecnico presentato in data 29/09/2002
dalla CCIAA di Ragusa - scaturito dalla concertazione richiesta
dalle organizzazioni professionali e dall'Associazione
provinciale Allevatori di Ragusa - per il reiserimento del
Cosacavaddu Rausanu nell'elenco nazionale, gli Uffici
dell'Assessorato hanno trasmesso al Ministero una prima relazione
centrata sulle differenze fra i due prodotti caseari,
evidenziando in conclusione che le differenze esistenti avrebbero
potuto consentire allo stesso Ministero di rivedere le proprie
posizioni. Così è stata inviata al Ministero una nuova scheda
tecnica, i cui contenuti sono stati ampiamente dibattuti in
occasione di due riunioni svoltesi alla presenza dei
rappresentanti politici, istituzionali e degli enti preposti alla
ricerca e alla certificazione della qualità (CORFILAC).
A seguito di queste riunioni, il Ministero delle Politiche
agricole ha riconsiderato la possibilità di reinserire il
Cosacavaddu Rausanu nell'elenco dei prodotti tradizionali, a
condizione che venisse rispettato quanto indicato in calce alla
nota ministeriale n. 60172/03 e che lo stesso prodotto, per
evitare fenomeni di disorientamento dei consumatori, cambiasse il
proprio attributo da Rausano a Ibleo .
Per poter ottemperare alle richieste del Ministero,
l'Assessorato Agricoltura ha incaricato il CORFILAC di procedere
ad una verifica storica, bibliografica e scientifica esaustiva
che chiarisse definitivamente la diversità esistente fra i due
prodotti. Tale studio è stato trasmesso al Ministero delle
Politiche agricole e forestali con nota 1364/03, confermando
quanto richiesto, rimanendo in attesa di riscontro per il
reinserimento del prodotto nella successiva revisione
dell'elenco.
Il Consiglio di amministrazione del Consorzio D.O.P. ragusano -
con apposita nota 29/03 - comunicò all'Amministrazione il proprio
assenso al reinserimento nell'elenco dei prodotti tradizionali
del prodotto Cosacavaddu Ibleo con riferimento alle prescrizioni
indicate dal Ministero (relativamente alle notizie storiche e
produttive) e dallo stesso Consorzio (relativamente ai parametri
del peso delle forme), in un'ottica di tutela della denominazione
di orgine Ragusano .
Successivamente, con decreto del MIPAF del 25 luglio 2003, il
Cosacavaddu Ibleo è stato reinserito nella terza revisione
dell'elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali».
L'Assessore
LEONTINI
FLERES - MAURICI - CATANIA G.- «All'Assessore per l'agricoltura
e le foreste, premesso che:
- il decreto assessoriale contenente il calendario venatorio è
redatto anche sulla scorta della riunione del Comitato regionale
faunistico venatorio;
- tale Comitato ha espresso il suo parere favorevole
all'utilizzo del furetto nel periodo compreso tra l'1 ottobre ed
il 30 novembre dell'anno scorso;
- nella predisposizione del decreto è stato trascurato, sia
dall'Assessorato che dal Comitato, che in alcuni territori, come
quelli alle pendici dell'Etna, per la loro morfologia,
l'esercizio venatorio non può che essere esercitato con
l'utilizzo del furetto;
- peraltro, i cacciatori della zona appena citata sono già
sensibilmente penalizzati dal fatto che la presenza del Parco
dell'Etna limita il territorio in cui può essere esercitata la
caccia;
per sapere quali iniziative intendano intraprendere al fine di
provvedere alla parziale rettifica del decreto contenente il
calendario venatorio, ed in particolare l'articolo 8, prevedendo
l'utilizzo del furetto nella zona in premessa indicata nel
periodo compreso tra l'1 settembre ed il 16 dicembre». (790)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
Risposta. «Con riferimento all'interrogazione numero 790, si
rappresenta quanto segue.
Sulla base delle proposte delle Ripartizioni Faunistico
venatorie, gli Uffici dell'Assessorato predispongono annualmente
la proposta di calendario venatorio sulla quale esprimono il loro
parere il Comitato regionale faunistico venatorio e l'Istituto
nazionale per la fauna selvatica.
In particolare - in applicazione del combinato disposto
dell'articolo 18, comma 3, dell'articolo 8, comma 2, lettera p) e
dell'articolo 11, comma 2, lettera d), della legge regionale 1
settembre 1997, n. 33 e successive modifiche ed integrazioni -
nella proposta di calendario venatorio vengono specificate anche
le modalità di utilizzazione del furetto.
Le Ripartizioni, nel formulare le loro proposte, individuano i
territori comunali nei quali consentirne l'uso, tenendo conto
delle eventuali indicazioni fornite dai Comuni interessati.
Risulta evidente che, nel rispetto della manifestazione di
volontà dei Comuni nonché delle determinazioni delle
Ripartizioni, possono esserci ambiti territoriali di caccia e/o
località ove è consentito l'uso del furetto ed ambiti e/o
località dove tale uso è inibito.
Si fa presente che le disposizioni in materia non prevedono
specifiche indicazioni relativamente al periodo di utilizzazione,
per cui per prassi consolidata nel tempo nonché per ragioni di
opportunità e di ordine tecnico-amministrativo, tale periodo è
stato mantenuto unico a livello regionale. Contrariamente,
infatti, si avrebbero ambiti e/o aree all'interno dello stesso
ambito dove l'uso del furetto per la caccia al coniglio selvatico
verrebbe autorizzato fin dall'apertura della stagione venatoria
rispetto ad altri dove l'uso del furetto verrebbe autorizzato a
stagione venatoria inoltrata.
In altri termini, si ritiene che la diversificazione di tale
periodo per ambiti e/o per aree, creerebbe inutili complicazioni
agli organi preposti allo svolgimento del servizio di vigilanza e
di controllo e causerebbe anche una disparità di trattamento dei
cacciatori - ammessi su istanza nei vari ambiti territoriali di
caccia (massimo tre oltre quello di residenza) - non
giustificata, che potrebbe ingenerare nuovi contenziosi.
Tutto ciò premesso, si rappresenta che nella proposta di
calendario venatorio 2002/2003 si prevedeva quale periodo di
utilizzazione del furetto quello compreso fra il 1 settembre ed
il 30 novembre 2002.
Nell'esprimere il proprio parere, nella seduta dell'11 giugno
2002, il Comitato Regionale Faunistico Venatorio ha espresso
unanimemente parere favorevole su un'ulteriore proposta avanzata
in sede di discussione, consistente nella riduzione del predetto
periodo a quello compreso fra il 2 ottobre ed il 30 novembre
2002.
Pertanto l'Amministrazione nella stesura finale, approvata, del
calendario venatorio 2002/2003 ha ritenuto di accogliere la
superiore e unanime proposta del Comitato, ritenendola valida,
non penalizzante né discriminatoria per i cacciatori isolani, in
quanto il periodo di utilizzazione (unico per tutti), anche se è
stato ridotto, ha posto sullo stesso piano (dando pari
opportunità) i cacciatori che prediligono la caccia col furetto o
che appartengono ad ambiti dove per le particolari condizioni
orografiche del territorio tale forma di caccia può essere
praticata solamente con l'ausilio del mustelide.
Si ritiene opportuno precisare, altresì, che la riduzione del
periodo è stata suggerita anche dall'Istituto Nazionale per la
fauna selvatica, che nell'esprimere il proprio parere favorevole
all'apertura anticipata della caccia al coniglio selvatico
rispetto alla terza domenica di settembre ha sconsigliato l'uso
del furetto in tale periodo di pre-apertura.
Si precisa ancora che la riduzione del periodo è stata
condivisa anche da tutti i rappresentanti delle Associazioni
venatorie riconosciute presenti nel Comitato Regionale Faunistico
Venatorio, portatori degli interessi degli associati in materia
di caccia.
Nel calendario venatorio 2003/2004, emanato il 13 giugno 2003,
accogliendo anche le indicazioni provenienti dall'Assemblea
regionale siciliana con l'ordine del giorno n. 199, approvato
nella seduta del 3-4 aprile 2003, è stato previsto
l'utilizzazione del furetto a partire dal 6 settembre (data in
cui si apre la caccia al coniglio selvatico) fino al 30 novembre
2003».
L'Assessore
LEONTINI
FLERES.- «All'Assessore per l'agricoltura e le foreste e
all'Assessore per la cooperazione, il commercio, l'artigianato e
la pesca, premesso che:
- i prodotti alimentari tipici costituiscono sbocco naturale e
irrinunciabile per quanto prodotto dal comparto agricolo
siciliano;
- il settore dei prodotti alimentari tipici costituisce in
Sicilia, soprattutto nella provincia di Ragusa, fonte sicura di
reddito per tutto il comparto e l'indotto;
- gran parte dei prodotti 'tipici' rappresenta testimonianza
concreta delle tradizioni della Sicilia;
accertato che:
- è stato proposto un disciplinare di produzione con il quale
si tenta chiaramente la produzione del formaggio 'Ragusano';
- da tale disciplinare risulta evidente il tentativo di
imitazione con precisi riferimenti sia alla forma (a
parallelepipedo) sia al colore della crosta (colore giallo-
chiaro, dorato, talora giallo-bruno) elementi che caratterizzano
e distinguono il 'Ragusano';
per sapere quali interventi si intenda porre in essere per
tutelare il 'Ragusano' evitando altresì che si ingeneri nei
consumatori confusione e disorientamento». (803)
Risposta. «Con riferimento all'interrogazione numero 803, si
rappresenta che l'Assessorato regionale Agricoltura e foreste è
prontamente intervenuto in merito alla problematica sollevata
dall'interrogante, consapevole delle ricadute negative sul
territorio interessato derivanti dal mancato riconoscimento del
Cosacavaddu Rausanu quale prodotto tradizionale.
Infatti, con decreto del Ministero delle Politiche agricole e
forestali del 30 luglio 2002 il formaggio storico Cosacavaddu
Rausanu - riconosciuto come tale ai sensi del decreto
assessoriale del 28 dicembre 1998 - veniva eliminato dall'Elenco
nazionale dei prodotti tradizionali, in quanto, secondo il parere
del Ministero, il prodotto corrispondeva al Ragusano D.O.P. sotto
l'aspetto dei riferimenti storici e tecnologici della produzione.
L'Amministrazione ha ritenuto negativa la decisione del
Ministero per le gravi difficoltà ed i danni economici che
avrebbe comportato per i produttori e l'intero territorio
interessato. Conseguentemente l'Amministrazione si è attivata per
cercare di risolvere il problema di concerto con i rappresentanti
della filiera e delle organizzazioni professionali del mondo
agricolo.
Acquisito il documento tecnico presentato in data 29/09/2002
dalla CCIAA di Ragusa - scaturito dalla concertazione richiesta
dalle organizzazioni professionali e dall'Associazione
provinciale Allevatori di Ragusa - per il reiserimento del
Cosacavaddu Rausanu nell'elenco nazionale, gli Uffici
dell'Assessorato hanno trasmesso al Ministero una prima relazione
centrata sulle differenze fra i due prodotti caseari,
evidenziando in conclusione che le differenze esistenti avrebbero
potuto consentire allo stesso Ministero di rivedere le proprie
posizioni. Così è stata inviata al Ministero una nuova scheda
tecnica, i cui contenuti sono stati ampiamente dibattuti in
occasione di due riunioni svoltesi alla presenza dei
rappresentanti politici, istituzionali e degli enti preposti alla
ricerca e alla certificazione della qualità (CORFILAC).
A seguito di queste riunioni, il Ministero delle Politiche
agricole ha riconsiderato la possibilità di reinserire il
Cosacavaddu Rausanu nell'elenco dei prodotti tradizionali, a
condizione che venisse rispettato quanto indicato in calce alla
nota ministeriale n. 60172/03 e che lo stesso prodotto, per
evitare fenomeni di disorientamento dei consumatori, cambiasse il
proprio attributo da Rausano a Ibleo .
Per poter ottemperare alle richieste del Ministero,
l'Assessorato Agricoltura ha incaricato il CORFILAC di procedere
ad una verifica storica, bibliografica e scientifica esaustiva
che chiarisse definitivamente la diversità esistente fra i due
prodotti. Tale studio è stato trasmesso al Ministero delle
Politiche agricole e forestali con nota 1364/03, confermando
quanto richiesto, rimanendo in attesa di riscontro per il
reinserimento del prodotto nella successiva revisione
dell'elenco.
Il Consiglio di amministrazione del Consorzio D.O.P. ragusano -
con apposita nota 29/03 - comunicò all'Amministrazione il proprio
assenso al reinserimento nell'elenco dei prodotti tradizionali
del prodotto Cosacavaddu Ibleo con riferimento alle prescrizioni
indicate dal Ministero (relativamente alle notizie storiche e
produttive) e dallo stesso Consorzio (relativamente ai parametri
del peso delle forme), in un'ottica di tutela della denominazione
di orgine Ragusano .
Successivamente, con decreto del MIPAF del 25 luglio 2003, il
Cosacavaddu Ibleo è stato reinserito nella terza revisione
dell'elenco nazionale dei prodotti agroalimentari tradizionali».
L'Assessore
LEONTINI
IOPPOLO - VIRZI'.- «Al Presidente della Regione, all'Assessore
per il bilancio e le finanze e all'Assessore per la sanità,
premesso che:
in seguito a recenti fatti criminosi, il Ministro dell'Interno
on. Giuseppe Pisanu, in data 9 maggio 2003 ha emanato una
circolare con cui, nell'attesa che vengano adottati i necessari
interventi di modifica della legislazione vigente, si chiede a
tutte le Questure di avviare la revisione straordinaria 'una
tantum' delle licenze di porto d'arma per uso caccia e per
l'esercizio del tiro a volo;
quanto sopra comporta l'esibizione da parte dei titolari di una
rinnovata certificazione sanitaria di idoneità psico-fisica
all'uso delle armi, pena la revoca della licenza posseduta;
tale adempimento genera, per i possessori di licenze di porto
d'arma, un aggravio di spesa poiché le Aziende sanitarie locali,
preposte al rilascio di dette certificazioni, essendo nulle
quelle emesse da altri soggetti, richiedono il pagamento di un
ticket pari a circa 50 euro, a cui vanno aggiunte ulteriori spese
dirette (imposta di bollo) ed indirette;
l'esigenza di sicurezza della comunità e la politica di
prevenzione di atti criminosi, giustamente perseguita dalla
direttiva ministeriale, non deve trasformarsi in un aggravio di
spesa a totale carico degli incolpevoli, legittimi titolari di
licenza di porto d'arma in virtù di un atto che, per quanto
condivisibile nelle finalità, è pur sempre eccezionale;
per sapere se non si ritenga di dover intervenire con opportuni
atti al fine di non gravare i titolari di licenze di porto d'arma
per la caccia e il tiro a volo, degli ulteriori costi conseguenti
all'applicazione della suddetta circolare del Ministero
dell'Interno». (1216)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
Risposta. «Con riferimento all'interrogazione 1216, si fa
presente quanto segue.
La legge regionale 1 settembre 1997, n. 33 affida a questo
Assessorato competenze riguardanti la protezione, la tutela e
l'incremento della fauna selvatica e la regolamentazione del
prelievo venatorio.
In particolare, l'art. 28 della legge prevede che l'aspirante
cacciatore consegua l'abilitazione all'esercizio venatorio previo
superamento di un esame sostenuto innanzi ad una commissione
istituita presso ogni Ripartizione Faunistico Venatoria.
Per l'ammissione all'esame è richiesto all'aspirante cacciatore
di fornire, oltre l'istanza, il congedo militare o il foglio
matricolare, ovvero il certificato rilasciato dal tiro a segno
nazionale se non ha prestato servizio militare
La licenza di porto di fucile per uso caccia è rilasciata
dall'Autorità di Pubblica Sicurezza, previa acquisizione della
documentazione prevista, tra la quale è contemplata il
certificato di abilitazione all'esercizio venatorio e il
certificato medico di idoneità.
Da quanto esposto risulta chiaro che la problematica
evidenziata nell'interrogazione non rientra nelle competenze
dell'Assessorato regionale Agricoltura e Foreste, ma in quella
dell'Autorità di P.S., preposta al rilascio della licenza di
porto di fucile per uso caccia.
Com'è noto ed opportunamente ricordato dalla S.V. On.le
nell'interrogazione in parola, l'Autorità di P.S. ha ritenuto - a
seguito dei due casi di omicidio/suicidio avvenuti nel maggio
2003, a pochi giorni l'uno dall'altro - di sottoporre nuovamente
a controllo sanitario tutti i possessori di porto d'armi.
Si sottolinea ancora che la problematica in questione rientra
anche nelle competenze delle strutture sanitarie pubbliche
(Aziende USL), incaricate del rilascio della nuova
certificazione.
Tali controlli hanno in effetti comportato per i cacciatori un
ulteriore aggravio di spese per i ticket relativi alle visite ed
agli esami medici prescritti e per le imposte varie pagate.
Pur consapevole del peso di tali oneri per i cacciatori, lo
scrivente Assessorato non può intervenire in alcun modo con
interventi di sgravio in quanto la questione esula dalla proprie
competenze.
Al fine di rendere conto della situazione complessiva che
devono affrontare i cacciatori, a soli fini informativi, si
riportano di seguito alcuni dati forniti dal competente Servizio
dell'Assessorato:
il numero dei cacciatori in Sicilia che hanno ritirato il
tesserino di caccia nella stagione venatoria 2003/2004 è pari a
53.431, mentre a livello nazionale il numero è di circa 800.000;
le tasse dovute annualmente dai cacciatori siciliani per il
rinnovo della licenza di porto di fucile per uso caccia sono
previste dalla legge 11/02/1992, n. 157 e dalla legge regionale
01/09/1997 n. 33 e sono fissate nelle seguenti misure:
tassa di concessione governativa nazionale: 129,11 ;
addizionale art. 24 legge 157/92: 5,16 ;
tassa di concessione governativa regionale che, a seconda del
numero degli ambiti territoriali di caccia scelti (massimo tre),
può variare da un minimo di 64,56 ad un massimo di 97,50 .;
tassa per la sola selvaggina migratoria di 5,16 per ogni
ambito scelto (massimo due);
alle suddette tasse va aggiunto il versamento del premio della
polizza assicurativa prevista dall'art. 17, comma 7 della legge
regionale n. 33/97;
la licenza di porto di fucile per uso caccia ha la durata di
sei anni e può essere rinnovata su domanda del titolare corredata
di un nuovo certificato medico di idoneità;
si ha notizia, infine, che gli uffici sanitari, preposti al
rilascio della certificazione medica, per l'imprevista mole di
lavoro sottopongono a visita a distanza di parecchi mesi dalla
richiesta e che il ticket medio pagato per ogni visita
specialistica sia pari a circa 20,00 .».
L'Assessore
LEONTINI
FLERES - CATANIA G. - MAURICI - BENINATI - MERCADANTE.- «Al
Presidente della Regione ed all'Assessore per l'agricoltura e le
foreste, premesso che:
recentemente, il Ministro per le Attività Produttive ha
diramato direttive miranti a consentire l'immissione sul mercato
di bevande al gusto di frutta che possono non contenere succhi;
tale decisione arreca evidenti danni all'economia agricola
siciliana, con particolare riferimento all'agrumicoltura;
essa, potrebbe, inoltre, ingenerare confusione tra i
consumatori e persino favorire facili frodi legate alla
confezione ed alla denominazione del prodotto;
su tali problematiche si sono già registrate precise prese di
posizione da parte delle associazioni degli agricoltori e dei
consumatori;
per sapere come intendano intervenire affinché si possa
procedere ad una rivisitazione o alla revoca del provvedimento in
premessa indicato che danneggia i produttori ed i consumatori».
(1485)
Risposta. «Con riferimento all'interrogazione numero 1485, si
sottolinea preliminarmente come il Governo della Regione abbia
valutato con immediatezza e attenzione le gravi conseguenze per
l'agricoltura siciliana e, in particolare, per l'agrumicoltura,
della circolare del Ministero Attività produttive richiamata
dalla S.V. Onorevole e che, in conseguenza, è stata svolta una
forte pressione sul Ministero delle Politiche Agricole e sullo
stesso Ministero per le Attività Produttive per la modifica della
stessa circolare.
Con la circolare n. 168, il Ministro delle Attività produttive
ha inteso fornire dei chiarimenti sull'applicazione del decreto
del Presidente della Repubblica n. 719 del 1958 sulla base della
giurisprudenza consolidata e delle regole comunitarie, che in
materia sono dettate per tre esigenze fondamentali:
tutela ed informazione dei consumatori,
correttezza delle operazioni commerciali,
libera circolazione comunitaria.
Questi tre obiettivi sono perseguiti con l'applicazione del
decreto legislativo n. 109 del 1992 e successive modifiche, con
cui sono state attuate le direttive comunitarie in materia di
etichettatura, presentazione e pubblicità di alimenti, e ai sensi
di queste norme va esaminata la materia delle bevande.
E' opportuno fare presente che il settore, nella sua
complessità, comprende quattro categorie di prodotti:
1. il succo di frutta, costituito al 100 per cento da frutta;
2. 2. il nettare di frutta (succo e polpa), costituito, a secondo
della natura del frutto, da almeno il 25 o 50 per cento di
frutta;
3. le bevande a base di succo di frutta, con un minmo del 12 per
cento di succo (aranciata, limonata, cedrata, e così via);
4. le bevande di fantasia con o senza succo di frutta.
I problemi sorti riguardano solo queste ultime ed, in
particolare, la dichiarazione che per tali bibite era da
ritenersi abrogato l'art. 11 del decreto del Presidente della
Repubblica n. 719/1958 che vieta la presentazione di figure,
immagini etc. che facciano riferimento a frutta o piante.
Ciò, infatti, poteva generare una grave confusione nella
comunicazione verso i consumatori sull'effettiva composizione
delle bibite, con grave nocumento ai prodotti effettivamente
basati su frutta e, in particolare, sugli agrumi. Tutto ciò
rappresentava una negazione della politica nazionale e regionale
tesa a sostenere e valorizzare le produzioni agro-alimentari
tipiche e di qualità.
In Sicilia gli agricoltori, le loro associazioni, gli enti
locali, i parlamentari siciliani ed il Governo regionale si sono
opposti all'unisono a questa parte della circolare.
In particolare, l'Assessore ha contattato direttamente il
Ministro delle Politiche Agricole e quello delle Attività
produttive per difendere la nostra produzione ed invitarli a
modificare la circolare in parola.
Occorre prendere atto che il Governo nazionale - con
sensibilità e coerenza - ha riconsiderato la questione e che
sulla Gazzetta Ufficiale della repubblica del 29 marzo scorso è
stata pubblicata una rettifica del Ministero delle Attività
produttive che modifica proprio la lettera h) della circolare.
Questa modifica elimina il passaggio contestato nella circolare e
ribadisce che le bevande devono essere presentate con
denominazione di vendita e modalità tali da non creare confusione
con le bevande di cui all'art. 4 del DPR 719/1958 che disciplina
le bevande analcoliche con almeno il 12 per cento di succo.
Si ritiene che grazie all'intervento di tutti gli attori del
mondo agricolo e del Governo regionale sia stato posto rimedio ad
un errore di politica agricola ed industriale».
L'Assessore
LEONTINI
VILLARI. -«All'Assessore regionale per l'industria, premesso
che la legge regionale 97/1982, agli articoli 6 e 12,disciplina
ogni aspetto relativo agli impianti di distribuzione carburanti
cosiddetti marginali, prevedendone anche le cause di chiusura;
preso atto che nella piazza Spirito Santo di Catania (luogo di
particolare bellezza architettonica frequentato da cittadini e da
giovani in particolare, nonché da numerosi turisti) è ubicato un
impianto di distribuzione di carburanti la cui presenza risulta
in contrasto con l'articolo 6 della legge regionale n. 97 del
1982 in quanto impianto marginale; tale impianto Agip risulta
essere stato dato in concessione alla Ditta Di Benedetto l'8
maggio 1998, come da comunicazione inviata al gestore
dell'impianto n.19558 (oggi IP) sig. Gioviale Alfio;
considerato nello specifico, che l'impianto in questione (che
si trova in pieno centro storico) eroga una quantità di
carburante inferiore al limite previsto dalla normativa sopra
citata e si trova quindi nelle condizioni affinché venga avviato
il procedimento di chiusura previsto dalla legge ;
constatato che:
il titolare della concessione dell'impianto (dato in gestione a
terzi) non risulta avere manifestato alcun interesse sul destino
di quell'impianto né si è preoccupato di curarne, direttamente o
indirettamente, la sicurezza o la manutenzione;
altresì l'attuale gestore ha legittimamente manifestato con
chiarezza la sua volontà di usufruire dei benefici previsti dalla
normativa nazionale in materia di indennizzo a favore dei gestori
di impianti come quello di cui trattasi;
considerato che:
da molto tempo la problematica esposta è stata oggetto di
attenzione da parte della Federazione italiana gestione impianti
stradali di carburanti (FIGISC) che ha inviato diverse note di
sollecitazione a codesto Assessorato;
le schede UTF dimostrano ormai da tre anni consecutivi la
costante diminuzione dell'erogazione di carburante dell'impianto
che nel 2003 ne ha erogato addirittura meno di 100.000 litri;
visto infine, quanto previsto dall'articolo12 della legge
regionale sopra richiamata, il quale espressamente recita: Gli
impianti il cui erogato annuo si trovi inferiore a mc. 150
sono gradualmente eliminati secondo le disposizioni emanate
dall'Assessore regionale per l'Industria sentita la Commissione
di cui al successivo titolo IV ;
per sapere se non ritenga che sia ormai tempo di mettere in
atto tutte le iniziative di competenza affinchè codesto
Assessorato ed eventuali altri organi istituzionali facciano
sollecitamente quanto dovuto per il corretto rispetto della
normativa vigente in materia, evitando ulteriori rinvii o
tentativi di addebitare ad altri soggetti le responsabilità che
la legge attribuisce in modo chiaro ed inequivocabile». (1870)
(L'interrogante chiede lo svolgimento con urgenza)
Risposta. «Con riferimento all'interrogazione numero 1870, si
rappresenta quanto segue.
L'articolo 12 della l.r. 97/82 recita specificatamente gli
impianti, il cui erogato annuo riferito ad uno degli anni del
biennio precedente alla data di entrata in vigore della presente
legge si trovi inferiore a mc. 150, sono gradualmente eliminati
secondo le disposizioni emanate dall'Assessore regionale per
l'industria, sentita la Commissione Carburanti .
Interpretando tale dettato normativo, l'Assessore per
l'industria, sentita la Commissione Carburanti, nell'esitare i
vari piani di razionalizzazione e ristrutturazione della rete
carburanti ed in ultimo quello approvato con D.A. n. 45/2003, ha
specificatamente previsto, all'articolo 5, paragrafo impianti
marginali che nessun rinnovo della concessione, nessuna
autorizzazione alla modifica, al potenziamento, al trasferimento
o concentrazione, alla voltura, potranno essere accordati a
quegli impianti la cui marginalità, ai sensi dell'articolo 12
della legge 5 agosto 1982, n. 97, sia riscontrata nel biennio
precedente l'istanza, rilevata dalle certificazioni UTF .
Si deduce che l'Amministrazione, secondo le indicazioni della
Commissione Carburanti, ha inteso fornire delle restrizioni per
gli impianti versanti nella fattispecie indicata, di guisa che,
gradualmente, gli impianti venissero eliminati allo scadere delle
relative concessioni.
Lo stesso articolo 12 poneva poi delle deroghe a tale principio
allorquando tali condizioni si fossero verificate a carattere
temporaneo nella fase iniziale di avviamento commerciale , o
fossero allocati in località montana, piccole isole e centri
isolati .
In tal senso l'Assessorato sino ad oggi si è adoperato.
La concessione relativa all'impianto ubicato nella piazza
Spirito Santo di Catania risulta invece regolarmente rinnovata
con D.A. n. 24 del 14 novembre 1995 essendo stati presi a
riferimento gli erogati riferiti all'anno 1990-91, poiché il
precedente rinnovo D.A. n. 905 dell'11 ottobre 1974 veniva a
scadere l'11 ottobre 1992.
Il caso dunque rappresentato non risulta, ad oggi, contemplato
dalla normativa vigente, e pertanto gli erogati trasmessi dalla
FIGISC non si configurano, direttamente, come atti propulsivi di
un procedimento di decadenza della concessione.
Si comunica tuttavia che tale fattispecie, così come
rappresentata, sarà trasmessa alla Commissione Carburanti per le
determinazioni di competenza che vorrà fornire».
L'Assessore
D'AQUINO