Presidenza del presidente Lo Porto
SPAMPINATO segretario f.f., dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
Missioni
PRESIDENTE Comunico che, per ragioni del suo ufficio,
l'onorevole Crisafulli è in missione dal 2 al 5 febbraio.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono pervenute le risposte scritte
alle seguenti interrogazioni:
-da parte dell'Assessore per il Bilancio:
N. 1566 - Notizie in ordine al servizio di riscossione dei
tributi in Sicilia affidato alla Montepaschi Se.Ri.T.
Firmatario: Vitrano Gaspare;
-da parte dell'Assessore per la Sanità:
N. 1171 - Iniziative in merito alla situazione del Policlinico
universitario di Messina.
Firmatario: Sanzeri Salvatore
N. 1713 - Presupposti della decisione di autorizzare a
Villabate, nell'ambito dell'AUSL n. 6 di Palermo, la presenza di
un nuovo medico specialista pediatra di libera scelta.
Firmatario: Cracolici Antonino
N. 1818 - Notizie riguardo al trattamento, attraverso la
somministrazione di psicofarmaci, della sindrome da deficit di
attenzione ed iperattività (Adhd) dei bambini.
Firmatari: Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe; Fleres
Salvatore
N. 1831 - Istituzione del Presidio Territoriale di Emergenza
nel comune di Ispica (RG).
Firmatario: Gurrieri Sebastiano
N. 1843 - Misure urgenti per migliorare l'efficienza del pronto
soccorso dell'ospedale Santa Marta e Santa Venera di Acireale
(CT).
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al
resoconto stenografico della seduta odierna.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE Invito il deputato segretario a dare lettura delle
mozioni presentate.
SPAMPINATO segretario f.f.:
N. 351 - Stipula di un accordo con la Federfarma Sicilia per
consentire agli assistiti di rifornirsi dei medicinali, di cui
alla lettera a) del D.L. 18 settembre 2001, n. 347, presso le
farmacie dell'Isola.
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe; Baldari
Nicola Renato
Presentata il 1/02/05
N. 352 - Interventi in favore degli operatori della formazione
professionale.
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe; Beninati
Antonino
Presentata il 1/02/05
N. 353 - Iniziative per risolvere l'attuale situazione di crisi
del settore industriale a Catania.
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe; Beninati
Antonino
Presentata il 1/02/05
N. 354 - Iniziative al fine di garantire i collegamenti nei
comuni di Piedimonte Etneo, Linguaglossa, Castiglione e Randazzo,
in provincia di Catania.
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe; Beninati
Antonino
Presentata il 1/02/05
N. 355 - Iniziative circa il versamento del 'Tributo
ambientale' da parte della Snam rete gas alla Regione siciliana.
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe; Beninati
Antonino
Presentata il 1/02/05
N. 356 - Iniziative al fine di dotare le strutture sanitarie
private di un farmacista.
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe; Beninati
Antonino
Presentata il 1/02/05
N. 357 - Iniziative per respingere i tentativi di riduzione
dell'autonomia della Regione siciliana.
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe; Beninati
Antonino
Presentata il 1/02/05
N. 358 - Iniziative per la predisposizione di una legge quadro
per la realizzazione del sistema integrato di interventi e
servizi sociali.
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe; Beninati
Antonino
Presentata il 1/02/05
N. 359 - Iniziative a tutela ed a garanzia dei cittadini.
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe; Beninati
Antonino
Presentata il 1/02/05
N. 360 - Nuove disposizioni in materia di energia elettrica in
Sicilia.
Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe; Beninati
Antonino
Presentata il 1/02/05
PRESIDENTE Le mozioni testé annunziate saranno iscritte
all'ordine del giorno della seduta successiva perché se ne
determini la data di discussione.
Comunicazione di ordinanza del Tribunale amministrativo regionale
PRESIDENTE. Comunico il Tribunale amministrativo regionale per
la Sicilia, Sezione staccata di Catania - Sezione prima ha
trasmesso l'ordinanza sul ricorso n. 2576/2003 proposto da RAO
Giuseppe con la quale, visti gli articoli 134 della Costituzione
e 23 della legge n. 87/1953, ha sollevato, ritenendola rilevante
e non manifestamente infondata, la questione di
incostituzionalità dell'articolo 18, n. 3, secondo comma, quarto
e quinto periodo, della legge regionale 9 maggio 1969, n. 14,
come sostituiti dall'articolo 14 della legge regionale 1
settembre 1993, n. 26, per contrasto con gli articoli 3 e 51,
comma 1, della Costituzione, limitatamente alle parole a partire
dal collegio con popolazione legale meno numerosa e quindi si
passa all'attribuzione degli altri seggi residui a quei collegi
che seguono il primo secondo l'ordine crescente di popolazione
fino all'esaurimento dei seggi attribuiti a ciascuna lista in
sede provinciale .
Comunicazione di nomina di componente di Commissione
PRESIDENTE Comunico che, con decreto del Presidente
dell'Assemblea n. 34 del 2 febbraio 2005, l'onorevole Ottavio
Garofalo è nominato componente della Commissione speciale per la
riforma dello Statuto, in sostituzione dell'onorevole Sergio
D'Antoni dimessosi dalla carica di deputato regionale.
L'Assemblea ne prende atto.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Presidenza del presidente Lo Porto
Determinazione della data di discussione di mozioni
PRESIDENTE Si passa al II punto all'ordine del giorno:
Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83, lettera
d), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
n. 334 «Istituzione delle 'aree contigue' nelle aree naturali
protette», degli onorevoli Fleres, Catania G., Maurici e
Beninati;
n. 335 «Modifica del POR Sicilia e del Complemento di
programmazione 2000/2006 al fine di incentivare i giovani
agricoltori», degli onorevoli Fleres, Catania G., Maurici e
Beninati;
n. 336 «Modifica del POR Sicilia e del complemento di
programmazione 2000/2006, per la concessione di sostegni agli
investimenti di particolari aziende agricole», degli onorevoli
Fleres, Catania G., Maurici e Beninati;
n. 337 «Sostegno finanziario ai macellai ed agli allevatori
colpiti dal calo delle vendite di carni bovine a causa della
BSE», degli onorevoli Fleres, Catania G., Maurici e Beninati;
n. 338 «Interventi in favore dell'agrumicoltura siciliana»,
degli onorevoli Fleres, Catania G., Maurici e Beninati;
n. 339 «Incentivi per i giovani agricoltori», degli onorevoli
Fleres, Catania G., Maurici e Beninati;
n. 340 «Introduzione della coltura del mango tra quelle
incentivabili dal POR», degli onorevoli Fleres, Catania G.,
Maurici e Beninati;
n. 341 «Sostegno agli investimenti in agricoltura», degli
onorevoli Fleres, Catania G., Maurici e Beninati;
n. 342 «Rinvio della chiusura delle discariche pubbliche dei
comuni di Ramacca, Vizzini, Castel di Judica, Raddusa, Mirabella
Imbaccari e Palagonia (CT), nelle more dell'entrata in vigore del
decreto legge n. 22 del 1997 ('Decreto Ronchi')», degli onorevoli
Fleres, Catania G., Maurici e Beninati;
n. 343 «Utilizzazione dell'uva da tavola non
commercializzabile», degli onorevoli Fleres, Catania G., Maurici
e Beninati;
n. 344 «Interventi a sostegno delle famiglie dei portatori di
handicap», degli onorevoli Fleres, Catania G., Maurici e
Beninati;
n. 345 «Iniziative per garantire i collegamenti nei comuni di
Piedimonte Etneo, Linguaglossa, Castiglione e Randazzo», degli
onorevoli Fleres, Catania G., Maurici e Beninati;
n. 346 «Istituzione dell'albo professionale degli installatori
car stereo artigiani», degli onorevoli Fleres, Catania G.,
Maurici e Beninati;
n. 347 «Realizzazione di un intervento urgente di adeguamento
dello svincolo autostradale di Bagheria (PA)», degli onorevoli
Zangara, Vitrano, Ferro, Acanto e Savona;
n. 348 «Iniziative per il rafforzamento degli investimenti ENEL
in Sicilia e per la tutela dei lavoratori e delle imprese
dell'indotto», degli onorevoli Orlando, Ferro, Miccichè,
Morinello e Raiti;
n. 349 «Recupero degli esoneri contributivi per interventi in
favore dell'occupazione, a seguito delle decisioni della Corte di
Giustizia europea del 7 marzo 2002 e dell'1 aprile 2004», degli
onorevoli Fleres, Leanza Nicola, Villari, Barbagallo e Zangara;
n. 350 «Revoca del decreto dell'Assessore regionale per la
cooperazione, il commercio, l'artigianato e la pesca, del 13
novembre 2002 in materia di localizzazione di punti vendita di
giornali, quotidiani e periodici», degli onorevoli Fleres,
Catania G., Maurici e Bennati.
Invito il deputato segretario a darne lettura.
SPAMPINATO segretario f.f.:
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che nella seduta n. 120 dell'11 agosto 1997
l'Assemblea regionale siciliana ha approvato l'ordine del giorno
n. 111, con il quale si impegnava il Governo regionale dell'epoca
ad assumere le opportune iniziative per l'individuazione delle
aree contigue' alle aree naturali protette;
considerato che:
ad oggi continua a persistere il mancato recepimento della
norma nazionale sui parchi, vanificando così la regolarità della
pianificazione del territorio da destinare ad attività venatoria;
la legge regionale n. 14 del 9.8.1998 (recante modifiche ed
integrazioni alla legge regionale n. 98 del 6.5.1981, avente ad
oggetto Norme per l'istituzione nella Regione di parchi e
riserve naturali') è antecedente alla legge n. 398 del 1991 e
che, pertanto, la Regione avrebbe dovuto riperimetrare, entro
l'anno 1995, le aree protette secondo il dettato dell'art. 32
comma 3 della legge suddetta, istituendo, inoltre, le aree
contigue',
impegna il Governo della Regione
ad assumere tutte quelle iniziative opportune per individuare
ed istituire le 'aree contigue' alle aree naturali protette dove
consentire l'esercizio dell'attività venatoria, delle attività
sportive e comunque delle attività dirette alla fruizione del
territorio, nel rispetto di quanto previsto dalla legge n. 394
del 1991, articolo 32 comma 3 e dall'articolo 21 della legge n.
157 del 1992». (334)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
il necessario ricambio di imprenditori agricoli, dovuto
all'aumento dell'età media dei titolari, con giovani imprenditori
che decidano di rimanere in agricoltura costituisce condizione
imprescindibile per la sopravvivenza stessa dell'agricoltura
siciliana;
la concessione di incentivi per il primo insediamento in
agricoltura, derivante da una precisa scelta dell'Unione Europea,
è un fatto consolidato già con il precedente regime di
programmazione;
con l'applicazione del Reg. CE 1257/99 del 17.5.1999, articolo
8 (che rimanda alla tabella allegata al regolamento), si
determina la concessione di un premio il cui importo massimo
ammissibile è di 25.000 Euro;
il complemento di programmazione della Regione siciliana, nella
misura 4.2.2. 'insediamento dei giovani agricoltori', alla
Sezione III. 5, Criteri di selezione delle operazioni, determina
il contributo ammissibile per i giovani che si insediano per la
prima volta in agricoltura nella misura di 12.082 Euro;
la disparità di trattamento tra i giovani agricoltori siciliani
e quelli delle altre regioni aggiunge una condizione di ulteriore
svantaggio a quelle già presenti a livello strutturale, creando,
tra l'altro, nei giovani agricoltori un potenziale disinteresse
nell'attivazione della misura, non ritenendo la stessa
sufficientemente incentivante,
impegna il Governo della Regione
ad operare una modifica del POR Sicilia e del Complemento di
Programmazione 2000/2006, con la predisposizione di un apposito
provvedimento legislativo che determini la concessione
dell'incentivo per il primo insediamento dei giovani in
agricoltura, nella misura di 25.000 Euro». (335)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
l'agricoltura siciliana, in particolare in alcune zone interne
e più in generale su tutto il territorio, vive in condizioni
strutturali particolarmente disagiate, che ne inibiscono il
possibile rilancio economico e accentuano le difficoltà legate
alla distanza dai mercati europei ed internazionali;
la dimensione aziendale media in queste zone non consente, pur
in presenza di produzioni di pregio, di prevedere investimenti
tali da adeguare la struttura alle esigenze del mercato;
un'adeguata incentivazione permetterebbe alle aziende di
migliorare la produzione dei prodotti tipici, garantendo la
peculiarità ed assicurando la salubrità degli stessi ed offrendo
una possibilità di scelta al consumatore;
la concessione di incentivazioni a questa tipologia di aziende
garantisce la permanenza di attività produttive su territori
marginali, a salvaguardia delle condizioni ambientali e del
paesaggio siciliano;
la concessione di queste incentivazioni porrebbe le aziende
della Sicilia in condizioni di parità con quelle di altre Regioni
che hanno determinato l'attivazione di tale misura;
impegna il Governo della Regione
ad operare una modifica del POR Sicilia e del Complemento di
Programmazione 2000/2006, con la predisposizione di un apposito
provvedimento legislativo che determini l'attivazione della
misura prevista dal Reg. CE n. 2075/2000, art. 1, comma 1». (336)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
il primo caso di Encefalopatia spongiforme bovina è stato
individuato più di quindici anni fa in Inghilterra;
soltanto da qualche mese il problema è stato evidenziato per i
numerosi casi rilevati in Europa e adesso anche in Italia;
l'avere verificato la reale situazione ha portato alla drastica
riduzione nel consumo delle carni, in particolare di quelle
bovine;
ciò si ripercuote sulle categorie degli allevatori e dei
macellai, che hanno subito un calo nelle vendite almeno dell'85%;
è necessario intervenire per compensare tale evidente danno
economico, così come accade per gli allevatori le cui produzioni
sono state colpite dalla brucellosi,
impegna il Governo della Regione
ad intervenire anche nelle sedi nazionali e comunitarie per
consentire un adeguato indennizzo per gli allevatori ed i
macellai vittime degli eventi di cui in premessa, estendendo le
misure compensative già previste per la brucellosi e
predisponendo, con un'apposita normativa, adeguati interventi in
sostegno dei titolari di macelleria». (337)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
l'agrumicoltura è un pilastro portante' dell'economia catanese
e siciliana;
i processi di globalizzazione e gli effetti degli Accordi
euromediterranei hanno determinato e determinano grande
confusione sui mercati, sempre più intasati per la presenza delle
produzioni importate, con gravissime conseguenze per la
commercializzazione dei prodotti locali;
il rispetto dei vincoli comunitari e delle leggi di mercato'
può avvenire solo se sono assicurate pari condizioni normative,
di costi produttivi, di incidenza contributiva e fiscale, ecc.;
le importazioni avvengono quasi sempre in maniera incontrollata
sul piano sanitario, e senza alcuna certezza circa la limitazione
di quelle provenienti dai Paesi Terzi entro i quantitativi
fissati dagli Accordi euromediterranei ed internazionali;
anche per la Campagna 2000/2001, a carico del comparto, delle
imprese e dei produttori, si ripropone una situazione di grave
crisi i cui effetti (sommandosi con quelli degli anni precedenti
e soprattutto della scorsa annata) rischiano di affossare il
settore;
nonostante le diverse assicurazioni, poco o nulla è stato fatto
per sbloccare le tantissime pratiche giacenti da anni presso gli
uffici della pubblica Amministrazione, la cui liquidazione
potrebbe essere di sollievo e di sostegno per i produttori;
è necessario, in questa fase, porre all'attenzione del Governo
i temi legati alla Organizzazione economica dei produttori, alla
revisione ed attuazione del Piano agrumi ed all'attuazione
dell'OMC ortofrutticola ed agrumicola;
impegna il Governo della Regione
e per esso l'Assessore per l'agricoltura e le foreste
ad intervenire nelle sedi competenti al fine di ottenere:
l'effettuazione di controlli, a livello nazionale e comunitario
in tutti i posti di introduzione, transito, lavorazione e
commercializzazione (all'ingrosso ed al dettaglio), su tutti gli
agrumi e sui loro succhi e/o derivati importati, per verificare:
a) se rispondano ai requisiti sanitari previsti dalle vigenti
disposizioni, e miranti a garantire i consumatori in materia di
'sicurezza alimentare';
b) se i quantitativi delle produzioni provenienti da Paesi
Terzi e presenti sui mercati Europei ed Italiani, rientrino o
meno nei limiti previsti dai vigenti Accordi euromediterranei ed
internazionali;
l'avvio di tutte le necessarie verifiche per l'attivazione
delle procedure per applicare le 'Clausole di salvaguardia' al
fine di tutelare le produzioni agrumicole nazionali e gli
interessi dei produttori;
l'adozione di misure straordinarie ed urgenti per tonificare i
mercati con procedure tali da accorciare i tempi, burocratici e
tecnici, rispetto alla scorsa campagna;
il pronto utilizzo delle risorse destinate all'agrumicoltura
dalle ultime disposizioni di legge;
lo sblocco dei finanziamenti per il pagamento di tutte le
pratiche giacenti presso gli uffici della pubblica
Amministrazione;
il pagamento di tutti gli agrumi ritirati nella scorsa campagna
da parte dell'AGEA (ex AIMA);
la pronta attuazione delle norme varate per il ripianamento
delle passività delle aziende agricole in crisi, ed il controllo
dell'operato degli Istituti di Credito;
la costituzione a livello regionale e provinciale di una unità
di crisi' con il coinvolgimento dei rappresentanti delle
Organizzazioni professionali agricole, degli Ispettorati
provinciali dell'Agricoltura e delle Prefetture, collegata con
l'unità istituita a livello nazionale». (338)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
il POR Sicilia 2000/2006, alla misura 4.2.2, insediamento dei
giovani agricoltori', sezione 111 prevede un premio unico pari a
12.500 Euro;
tale cifra risulta essere inferiore a quella indicata ed
autorizzata presso altre regioni, anche in virtù del regolamento
2075/2000 che prevede un sostegno all'investimento pari a 25.000
Euro;
è opportuno adeguare la cifra già indicata portandola da 12.500
a 25.000 Euro,
impegna il Governo della Regione
nelle successive rimodulazioni del POR e del Complemento di
programmazione a modificare la cifra di cui in premessa,
portandola a 25.000 Euro da erogare ai giovani in possesso dei
requisiti previsti ed in unica soluzione al momento
dell'insediamento». (339)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
la coltura del mango ha registrato in Sicilia un notevole
impulso, anche a seguito di favorevoli condizioni agro-
ambientali;
sono numerose le aziende che, a proprie spese e senza
particolari incentivi, stanno sperimentando tale coltura;
è auspicabile uno sviluppo del comparto, dato che il mango sta
registrando un discreto successo tra i consumatori;
il POR 2000/2006 non prevede alcunché di specifico in materia,
tanto che gli ispettorati agricoli stanno respingendo le relative
istanze di finanziamento,
impegna il Governo della Regione
ad apportare le necessarie modifiche ai documenti di
programmazione al fine di inserire tra le colture ammesse ai
benefici del POR anche il mango, recuperando di conseguenza le
istanze prodotte in tal senso». (340)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
il Regolamento Comunitario 2075/2000, all'articolo 1, punto 1,
prevede la possibilità di concedere alle aziende agricole
siciliane situate in zone con particolari problemi strutturali e
di dimensione economica ridotta, un sostegno agli investimenti
aventi un massimale non superiore a 25.000 Euro;
tale provvedimento risulta essere particolarmente utile per
piccole aziende agricole siciliane;
impegna il Governo della Regione
a modificare, nelle sedi, nelle forme e nei momenti previsti, i
documenti di programmazione (POR e Complemento) nel senso
indicato in premessa, prevedendo la misura indicata dal citato
regolamento 2075/2000». (341)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
il decreto legge n. 22 del 1997, conosciuto come 'Decreto
Ronchi', prevede che, a partire dal 16 luglio 2001, tutte le
discariche comunali dovranno essere sostituite da mega impianti
intercomunali di smaltimento rifiuti in grado di privilegiare il
riciclaggio ed il recupero dei rifiuti solidi urbani;
nelle more della data d'entrata in vigore del decreto legge, il
Prefetto di Catania ha impartito delle direttive con le quali
oltre che ridurre i siti ove provvedere allo smaltimento dei
rifiuti, istituisce alcune grandi discariche provinciali nelle
quali i Comuni in zona, riuniti in consorzi, dovranno provvedere
a scaricare i propri rifiuti urbani;
considerato che:
con tale direttiva prefettizia, i comuni di Ramacca, Vizzini,
Castel di Judica, Raddusa, Mirabella Imbaccari e Palagonia
dovranno chiudere le proprie discariche e indirizzare i propri
compattattori in due aree individuate dal Prefetto nei territori
dei comuni di Caltagirone e Grammichele;
tale direttiva, oltre che penalizzare economicamente i suddetti
Comuni che risultano gravati di ulteriori spese per far arrivare
i propri mezzi in tali discariche, causa grave nocumento
all'intera popolazione, dato che allunga notevolmente i tempi di
raccolta degli stessi rifiuti;
risulta alquanto inspiegabile la scelta del Prefetto di Catania
di elevare a rango di discarica consorziale quella del comune di
Grammichele, visto che negli anni passati tale discarica è stata
varie volte chiusa per la sua inadeguatezza rispetto alle norme
igienico - sanitarie e, di conseguenza, non potrà certo contenere
i rifiuti provenienti da altri comuni limitrofi,
impegna il Governo della Regione
ad intervenire presso l'Autorità prefettizia di Catania
affinché riveda le proprie direttive in materia di rifiuti solidi
urbani al fine di lasciare attive le discariche comunali in atto
funzionanti nelle more dell'entrata in vigore del decreto-legge
n. 22 del 1997». (342)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
con la stagione 1999/2000 è stato abolito l'aiuto alle imprese
vitivinicole relativo alla trasformazione in succo d'uva del
prodotto da tavola non commercializzabile;
tale circostanza ha fortemente aggravato la situazione del
settore, anche perché a fronte di un costo medio di produzione
pari a lire 800 al Kg. il prezzo pagato delle cantine supera di
poco le 200 lire al Kg;
sarebbe opportuno affrontare la questione anche in sede di
revisione del POR e del Complemento di programmazione, ovvero
attraverso un'apposita disposizione normativa finanziabile con
fondi regionali,
impegna il Governo della Regione
a compiere tutti gli interventi che riterrà utili, compresa la
modifica del POR, del Complemento di Programmazione o la
predisposizione di apposita normativa, al fine di consentire
l'utilizzazione dell'uva da tavola non commercializzabile,
prevedendo un adeguato indennizzo per i produttori». (343)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
l'articolo 8 della legge 9 febbraio 1992, n. 104, prevede
interventi a sostegno delle famiglie di cui fanno parte disabili
gravi, al fine di favorire l'inserimento sociale dei portatori di
handicap;
la piena integrazione del disabile nella vita sociale e
familiare dipende dalle condizioni di serenità del contesto
familiare in cui il soggetto è inserito;
l'assistenza risulta spesso incompatibile o comunque
difficilmente conciliabile con l'attività lavorativa dei
familiari che accudiscono il portatore di handicap,
impegna il Governo della Regione
a predisporre provvedimenti che prevedano un miglioramento
delle condizioni di vita dei familiari che si occupano della
serenità e dell'integrazione sociale dei disabili, attraverso
agevolazioni di carattere previdenziale o la possibilità di
prepensionamenti e/o particolari forme di congedo per i
dipendenti regionali o dipendenti di enti sui quali la Regione
siciliana esercita compiti di tutela e vigilanza». (344)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
i servizi di trasporto pubblico nei comuni di Piedimonte Etneo,
Linguaglossa, Castiglione e Randazzo sono seriamente carenti sia
verso nord (direzione Messina) sia verso sud (direzione Catania);
alla carenza di collegamento verso le grandi città si aggiunge
quella nei collegamenti tra i comuni interessati;
le autolinee che hanno la concessione del servizio, la Zappalà
& Torrisi e la BUDA SAG, si contendono il territorio essendo
stato quest'ultimo ripartito tra le due senza tenere conto del
fatto che spesso la tratta da percorrere è unica;
risultato di tale situazione è che per un percorso di pochi
chilometri i cittadini devono pagare due diversi biglietti o,
peggio ancora, che alcune zone non sono servite da nessuna
autolinea;
in considerazione di tutto ciò si
impegna il Governo della Regione e per esso
l'Assessore per il turismo, le comunicazioni e i trasporti
a porre in essere tutte le iniziative atte a garantire i
collegamenti nei territori in premessa indicati rimodulando, ove
necessario, le concessioni con le autolinee». (345)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
presso la Camera di Commercio è istituito l'apposito albo
professionale degli elettrauto, nel quale sono inseriti anche gli
installatori car stereo artigiani;
lo svolgimento della professione di installatore car stereo non
richiede particolari strutture ed attrezzature;
gli installatori car stereo, per la specificità della loro
attività professionale, mirata all'installazione di componenti
elettroniche, autoradio in particolare, non hanno necessità di
osservare gli stessi vincoli ai quali sono sottoposti gli
elettrauto (lo stoccaggio e lo smaltimento di rifiuti speciali
quali le batterie scariche etc.);
impegna il Governo della Regione e per esso
l'Assessore per la cooperazione, il commercio, l'artigianato e la
pesca
a porre in essere in tempi brevi tutti gli adempimenti di
competenza idonei all'istituzione di apposito albo professionale
per gli installatori car stereo artigiani». (346)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
l'attuale svincolo autostradale di Bagheria (PA) serve un
bacino di utenza di oltre ottantamila abitanti, essendo
utilizzato non soltanto dai cittadini di Bagheria e Santa Flavia,
ma, in parte, anche da quelli di Ficarazzi, Baucina, Ventimiglia
e Ciminna;
l'infrastruttura si pone come fondamentale snodo viario di
cerniera tra costa ed entroterra ed è correntemente utilizzata
dai tantissimi pendolari che lavorano a Palermo e vivono in
provincia, oltre che dai numerosi proprietari di seconde case nel
comprensorio bagherese;
lo svincolo, realizzato negli anni '70, è stato progettato per
garantire lo smaltimento di flussi di traffico molto inferiori a
quelli attuali e nel corso degli anni non è mai stato potenziato
o adeguato alle nuove esigenze di carattere socio-economico
dell'area di riferimento;
attualmente, nelle ore di punta, tale carenza infrastrutturale
comporta lunghe code per gli utenti, che spesso arrivano ad
occupare l'intera corsia di decelerazione, nonché la corsia
d'emergenza autostradale, provocando non soltanto pesante disagio
agli automobilisti, ma, soprattutto, grave nocumento alla loro
sicurezza;
l'inadeguatezza dello svincolo autostradale ha già provocato
numerosi incidenti e ogni giorno si verificano casi di ulteriore
rischio e pericolo per gli automobilisti;
considerato che risulta la disponibilità dell'ANAS ad
intraprendere soluzioni possibili per evitare gravi disagi e
rischi agli automobilisti del comprensorio,
impegna il Governo della Regione e per esso
l'Assessore per i lavori pubblici
a chiedere all'ANAS di realizzare un intervento urgente ed
indifferibile di adeguamento dello svincolo autostradale di
Bagheria che possa porre rimedio a quanto esposto in premessa».
(347)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
ormai da alcuni anni l'ENEL ha progressivamente e sensibilmente
ridotto i suoi investimenti in Sicilia, ed in particolare quelli
legati all'ammodernamento e alla manutenzione della rete; ciò si
è sempre più aggravato, in particolare dopo la nascita di ENEL
distribuzione;
giovando di una situazione di monopolio e del fatto che
parecchie delle industrie dell'indotto sono ed erano ditte
altamente specializzate che offrivano servizi molto specifici e
per questo agivano in condizioni di monocommittenza, l'ENEL ha
progressivamente imposto ai propri fornitori contratti sempre
meno remunerativi, peraltro, in un quadro di sempre maggiore
disimpegno finanziario complessivo;
l'ENEL ha inoltre richiesto, con bando pubblicato nel mese di
luglio del 2003, che tutte le proprie ditte fornitrici, anche
quelle che avevano tale ruolo già da parecchi decenni,
adempiessero ad alcuni obblighi per poter fruire di future
commissioni; mentre alcuni di tali obblighi possono apparire, se
non proprio accettabili, comunque comprensibili in un'ottica di
miglioramento del servizio, altri, come l'obbligo di versare
10.000 euro a fondo perduto per poter essere sottoposti a
valutazione per l'inserimento nell'albo dei fornitori, appaiono
assolutamente vessatori;
a ciò va infine aggiunto che parecchi contratti di manutenzione
già firmati sono rimasti inspiegabilmente bloccati senza che si
provvedesse, da parte dell'ENEL, a dare avvio ai concreti
interventi previsti, con la conseguenza che le imprese hanno
dovuto assumere e garantire la retribuzione ai propri dipendenti
in base ai contratti siglati, ma senza che i lavori (e quindi i
pagamenti da parte di ENEL) avessero luogo;
considerato che, già nel mese di maggio del 2004, l'Assessore
per l'industria pro-tempore aveva partecipato ad un incontro
pubblico alla presenza delle imprese del comparto elettrico e la
dirigenza ENEL e che quest'ultima, pur essendosi impegnata con il
rappresentante del Governo a dare avvio ad una politica di
rilancio degli investimenti volti alla manutenzione,
all'ammodernamento della rete e ad un rinvio della scadenza per
l'adempimento agli obblighi citati in precedenza, ha totalmente
disatteso gli impegni;
ritenuto che:
la qualità del servizio di fornitura energetica, tanto alle
imprese quanto ai cittadini ed alle istituzioni, costituisca il
fondamento per una politica di sviluppo e di garanzia dei diritti
di cittadinanza;
la Regione debba e possa assumere un ruolo di mediazione volta
a tutelare tanto la qualità dei servizi offerti da ENEL
distribuzione quanto la sicurezza occupazionale ed
imprenditoriale per le circa 80 imprese siciliane del settore,
che occupano oltre 2.000 addetti,
impegna il Presidente della Regione
ad intervenire presso ENEL distribuzione affinché sia data
attuazione agli impegni già assunti per il rilancio degli
investimenti e lo sblocco dei lavori di manutenzione ed
ammodernamento della rete siciliana;
a farsi promotore di un tavolo di incontro e negoziazione fra
ENEL e aziende dell'indotto, al fine di garantire, allo stesso
tempo, qualità e professionalità del servizio e tutela delle
piccole imprese e della loro potenzialità occupazionale». (348)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
con Decisione 200/128/CE dell'11 maggio 1999, relativa al
regime degli aiuti concessi all'Italia per interventi a favore
dell'occupazione inerenti ai Contratti di formazione c lavoro
(CFL), la Commissione Europea ha dichiarato la parziale
incompatibilità con il diritto comunitario degli esoneri
contributivi previsti dalla legge n. 451 del 1999 e dalla legge
n. 196 del 1997;
con nota del 15 febbraio 2000, inviata agli Assessorati
regionali e provinciali del lavoro, alla Direzione generale
impiego ed alla Direzione generale previdenza, il Ministero del
Lavoro invitava gli organi competenti a porre particolare
attenzione nell'adeguarsi alle indicazioni della Commissione
affinché non si verificasse alcuna distorsione rispetto alle
compatibilità individuate dalla summenzionata Decisione,
precisando che 'il contratto di formazione e lavoro non risulta
al momento stipulabile, in funzione di un legittimo uso degli
aiuti, se non in osservanza dei limiti posti dalla Commissione
relativamente alla individuazione dei soggetti assumibili nonché
in ordine alla effettività dello sviluppo durevole del tessuto
economico-produttivo';
con circolare del 22 giugno 2000, avente ad oggetto ulteriori
chiarimenti in merito alla Decisione della Commissione, il
Ministero del Lavoro ha rammentato che il beneficio temporaneo
dell'estensione del tetto massimo di età dei lavoratori
assumibili con Contratto di formazione e lavoro, previsto
dall'articolo 9, comma 9, del Decreto legge n. 510 del 1996,
convertito, con modificazioni, in legge 28 novembre 1996, n. 608,
(e successive modifiche e integrazioni) ed attuato dalle
competenti autorità della Regione siciliana, è terminato il 31
dicembre del 1997;
con sentenza del 7 marzo 2002 (C- 310 del 1999), la Corte di
Giustizia europea ha respinto il ricorso presentato dalla
Repubblica italiana avverso la Decisione della Commissione
Europea;
per l'effetto, la Repubblica italiana è tenuta a recuperare
presso i beneficiari gli aiuti illegittimamente concessi, come
peraltro confermato dalla sentenza della Corte di Giustizia del
10 aprile 2004 (C-99/02);
in conseguenza, l'Istituto nazionale per la previdenza sociale
ha provveduto ad inviare alle imprese beneficiarie intimazione di
pagamento con avviso che, in caso di mancata ottemperanza,
provvederà ad iscrivere a ruolo le somme richieste;
considerato che:
il recupero degli esoneri contributivi interessa
complessivamente circa 1.200.000 (un milione duecentomila)
imprese per un ammontare che si aggira intorno ai due miliardi di
euro, e che, per effetto del beneficio temporaneo dell'estensione
del tetto massimo di età dei lavoratori assumibili con Contratto
di formazione e lavoro, previsto dall'art. 9, comma 9, del D.L.
n. 510 del 1996, le imprese interessate dall'azione di recupero
sono prevalentemente 3, dislocate sul territorio dell'Italia
meridionale, e buona parte di queste si trovano sul territorio
della Regione siciliana;
stante l'entità degli importi richiesti, maggiorati degli
interessi, calcolati su tassi di riferimento elaborati dalla
stessa Commissione Europea, è prevedibile che la minacciata
azione di recupero abbia un impatto notevole sul tessuto
economico della Regione, con conseguenze pregiudizievoli sullo
sviluppo economico e sul mantenimento dei livelli occupazionali;
il recupero degli esoneri contributivi, qualificati come
incompatibili con il diritto comunitario, si presenta altresì
estremamente complesso, in quanto i beneficiari hanno usufruito
degli sgravi contributivi previsti dalla legislazione nazionale e
regionale, confidando nella loro piena compatibilità con il
diritto comunitario. Peraltro la qualificazione di tali esoneri
come 'aiuti di Stato non compatibili con il mercato comune a
norma dell'articolo 87 del Trattato CE' deriva dalla loro
difformità rispetto a quanto previsto dagli 'Orientamenti in
materia di aiuti all'occupazione', esitati dalla Commissione
Europea e pubblicati nella Gazzetta Ufficiale delle Comunità
Europee, serie C, n. 334 del 12 dicembre 1995;
a causa della poca chiarezza di tali orientamenti e del
carattere generalizzato della misura dell'esonero, nonché del
suo protrarsi nel tempo, appare doveroso tutelare il legittimo
affidamento incolpevole delle imprese beneficiarie che non
avrebbero potuto, usando l'ordinaria diligenza, desumere
l'illegittimità della normativa italiana e regionale rispetto al
diritto comunitario;
le imprese subirebbero ulteriore pregiudizio economico
dall'iscrizione nel proprio bilancio a sopravvenienze di tali
contributi, per effetto delle decisioni in premessa indicate;
rilevato che:
sotto altro profilo, l'individuo esposto all'azione dì recupero
può ad essa opporsi, per espressa statuizione della Corte di
Giustizia, invocando in suo favore la presenza di circostanze
eccezionali, che è compito del Giudice nazionale sottoporre a
vaglio, ed è dunque agevole immaginare come la vicenda inerente
agli esoneri contributivi per le assunzioni con Contratto di
formazione e lavoro possa ingenerare un aumento esponenziale di
ricorsi all'autorità giudiziaria competente, con conseguenti
oneri a carico dell'amministrazione finanziaria dello Stato;
le intimazioni di pagamento inviate dall'istituto della
Previdenza sociale nel mese di dicembre del 2004 non consentono
al destinatario di individuare il numero dei lavoratori
interessati e la mancanza delle condizioni oggettive e
soggettive, stabilite dalla Commissione al fine di determinare
l'illegittimità della misura. Parimenti, la quantificazione delle
somme appare del tutto arbitraria, non tenendo conto, tra
l'altro, della regola de mininus', pubblicata nella GUCE n. C 068
del 6 marzo 1996 ed integrata dal Regolamento (CE) n. 69 del 2001
della Commissione del 12 gennaio 2001, relativo all'applicazione
degli articoli 87 e 88 del trattato CE agli aiuti d'importanza
minore ('de minimis'), pubblicato nella GUCE n. L. 010 del 13
gennaio 2001,
impegna il Presidente della Regione
ad intervenire presso il Governo nazionale affinché sì provveda
ad individuare le soluzioni più adeguate volte a contenere il
danno economico, anche sotto il profilo occupazionale, scaturente
da quanto più specificatamente indicato in premessa, nonché ad
individuare misure idonee miranti a rideterminare gli oneri di
natura fiscale prodottisi a seguito delle agevolazioni godute da
parte delle imprese successivamente dichiarate illegittime;
ad accertare altresì presso l'INPS se è stata presa in
considerazione, da parte dell'Istituto, la regola del de minimis
entro il quale l'aiuto è comunque legittimo e regolare». (349)
«L'Assemblea regionale siciliana
premesso che:
con decreto dell'Assessore regionale per la cooperazione, il
commercio, l'artigianato e la pesca, in data 13 novembre 2002,
sono stati modificati i criteri per la predisposizione, da parte
dei comuni, dei piani di localizzazione dei punti ottimali di
vendila di giornali, quotidiani e periodici;
in particolare, nella predisposizione dei predetti piani è
necessario rispettare un rapporto minimo fra famiglie residenti e
punti di vendita esclusivi e, inoltre, è prevista l'apertura di
un punto di vendita non esclusivo nelle zone in cui risiedono
1.000 famiglie;
tale rapporto crea delle notevoli difficoltà in quanto,in
precedenza era previsto un unico punto vendita ogni 900 famiglie,
con il decreto in oggetto, ogni 1.000 famiglie vi sarà un punto
vendita esclusivo ed uno non esclusivo;
in pratica, con l'applicazione delle nuove norme, in ogni
comune si rende necessaria la ripartizione in zone del territorio
e, in base alla percentuale di popolazione, si creano scompensi
tali da alterare anche i più semplici regimi di concorrenza,
impegna il Presidente della Regione e per esso
l'Assessore per la cooperazione, il commercio, l'artigianato e la
pesca
a revocare, alla luce di quanto contenuto in premessa, il
decreto del 13 novembre 2002, pubblicato nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana del 13 dicembre 2002, in modo tale che
torni in vigore la precedente normativa». (350)
PRESIDENTE Dispongo che le mozioni testé annunziate vengano
demandate alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
perché ne determini la data di discussione.
Presidenza del presidente Lo Porto
Seguito della discussione del disegno di legge «Schema di
progetto di legge costituzionale da proporre, ai sensi
dell'articolo 18 dello Statuto al Parlamento nazionale, recante
'Modifiche allo Statuto della Regione'» (580-472-578-602-652/A)
PRESIDENTE Si passa al III punto all'ordine del giorno:
Discussione di disegno di legge. Si procede con il seguito della
discussione del disegno di legge numeri 580-472-578-602-652/A
«Schema di progetto di legge costituzionale da proporre, ai sensi
dell'articolo 18 dello Statuto al Parlamento nazionale, recante
'Modifiche allo Statuto della Regione'».
Invito i componenti la Commissione speciale per la revisione
dello Statuto a prendere posto al banco delle Commissioni.
Ricordo che la discussione del disegno di legge si era
interrotta nella seduta n. 262 dell'1 febbraio 2005, in sede di
esame dell'articolo 6.
Ha facoltà di parlare l'onorevole Capodicasa, vicepresidente
della Commissione, per relazionare sull'esito della riunione
svoltasi stamattina.
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, la Commissione ha esaminato gli
emendamenti accantonati nella seduta di ieri ed ha trovato una
soluzione che è più o meno condivisa da parte di tutti i
colleghi.
PRESIDENTE Si riprende pertanto l'esame dell'articolo 3 e dei
relativi emendamenti, accantonati nella seduta di ieri.
Comunico che è stato presentato il seguente subemendamento
3.9.1 all'emendamento 3.9:
«Dopo la parola metropolitane aggiungere le parole e la
Regione ».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 3.9 così come emendato. Il
parere della Commissione?
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pertanto gli emendamenti 3.6, 3.11, 3.1, 3.7, 3.12, 3.8, 3.5 e
3.10, sono superati.
Si passa all'emendamento 3.13 della Commissione. Preciso che
l'emendamento è da intendersi sostitutivo del comma 3.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 3 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si riprende l'esame dell'articolo 6 e dei relativi emendamenti,
accantonati nella seduta di ieri.
Si passa agli emendamenti 6.4, 6.7, 6.8 e 6.14 di identico
contenuto. Il parere della Commissione?
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Li pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Non sono approvati)
Si passa agli emendamenti 6.6 e 6.13, di identico contenuto.
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Fleres il
seguente subemendamento 6.6.1:
«All'emendamento 6.6, sostituire le parole due terzi con le
parole tre quinti ».
Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione gli emendamenti 6.6 e 6.13 così come
emendati. Il parere della Commissione?
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Sono approvati)
Si passa all'emendamento 6.10. Il parere della Commissione?
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 6.1. Il parere della Commissione?
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non è approvato)
Si passa agli emendamenti 6.2, 6.3, 6.9 e 6.11 di identico
contenuto. Il parere della Commissione?
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(Non sono approvati)
Si passa all'emendamento 6.8.
SPAMPINATO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPAMPINATO Signor Presidente, onorevoli colleghi, con questo
emendamento proposto dall'onorevole Ortisi, al quale chiedo di
apporre la mia firma, si cerca di dare concretezza ad una legge
che ha qualificato l'attività parlamentare di questa Assemblea e
che dà attuazione ad un principio statutario, ovvero la
possibilità dell'introduzione dell'iniziativa popolare. Dare
concretezza per non vanificare questa introduzione che noi stessi
abbiamo votato, che noi stessi abbiamo regolamentato in questa
legislatura.
Se non si dà la possibilità, anche minima, di dare spazio alle
iniziative popolari, tutto ciò che abbiamo fatto viene
vanificato. Diventa soltanto una ipocrisia: ovvero, diamo la
possibilità di prevedere l'iniziativa popolare pur sapendo che,
se queste leggi non saranno avallate da un Gruppo parlamentare,
non potranno avere un seguito.
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Signor
Presidente, la Commissione fa proprio l'emendamento 6.8.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 6.8. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 6.12.
Comunico che è stato presentato dalla Commissione il seguente
emendamento 6.16, sostitutivo dell'emendamento 6.12:
«Aggiungere il seguente comma:
Il medesimo regolamento prevede la definizione e le tutele
riservate all'attività ed alle funzioni parlamentari delle
opposizioni ».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
L'emendamento 6.12 è superato.
Si passa all'emendamento 6.15.
Comunico che è stato presentato dalla Commissione il seguente
subemendamento 6.15.1:
«Al comma 4 ter dell'emendamento 6.15, dopo la parola
concernenti aggiungere le parole i diversi aspetti delle ».
FLERES Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, onorevoli colleghi, non intervengo
nel merito dell'emendamento, ma vorrei soltanto suggerire, ai
fini del coordinamento formale, che questo emendamento fosse
considerato come articolo aggiuntivo e non come emendamento
all'articolo, dando mandato agli uffici di inserirle poi dove
riterranno opportuno.
PRESIDENTE Pongo in votazione il subemendamento 6.15.1. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 6.15 così come emendato. Il
parere della Commissione?
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 6 nel testo risultante.
MICCICHE' Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, nonostante
qualche aggiustamento un po' dubbio - non solo nella forma ma
anche nell'applicazione - non posso che votare contro questo
articolo. La mia dichiarazione di voto contrario è dovuta al
fatto che condividevo il principio degli emendamenti basilari a
firma degli onorevoli Ortisi e Capodicasa, in quanto ritengo che
i due terzi dei deputati siano fondamentali per stabilire la
reale democrazia in un consesso.
Il fatto che non si vuole accettare minimamente il giusto
equilibrio del gioco democratico, significa volerci portare verso
una dittatura della democrazia.
Oggi si fanno le guerre per portare la democrazia nei paesi
dove non esiste; c'è un trionfalismo, a mio avviso esagerato, da
parte di chi vuol esportare la democrazia con le armi; qui non si
sta esportando democrazia perché nel nostro Paese, per fortuna -
grazie ai nostri Padri costituenti, grazie alla Resistenza - la
democrazia si è realmente affermata.
Pare, infatti, che certi equilibri politici, certe riforme
politiche stiano mortificando questo principio democratico
costituito con la democrazia repubblicana, fondata dalla
resistenza e fondata dal giusto equilibrio delle parti.
Signor Presidente, vorrei ricordare le ultime parole
pronunciate dal Presidente della Repubblica nel suo messaggio di
fine anno - parole che si riferivano alle regole democratiche -:
egli ha detto che le regole principali si fanno tutte insieme.
Non è possibile giocare una partita sapendo che quella partita è
truccata in partenza. Ebbene, questo Statuto, questo Regolamento
che si vuole istituire, parte truccato da una sola parte.
Pure questi famosi tre quinti, la modifica apportata con
l'emendamento dell'onorevole Fleres, mi pare siano un palliativo
perché, alla fine, non c'è un'espressione dell'Assemblea per
cercare di dare regole giuste.
Le regole sono truccate perché una cosa sono le regole, altre
cose sono le leggi.
Questo Parlamento, eletto nelle ultime elezioni regionali con
una maggioranza schiacciante, ha tutto il potenziale per poter
esprimere qualsiasi legge purché sia legittima e costituzionale.
Nessuno glielo impedisce. C'è una maggioranza superiore ai 2/3. A
volte si può arrivare anche ai 2/5, dipende anche dalle
condizioni che si vengono a creare.
Ripeto: una cosa sono le regole che tutti dobbiamo rispettare,
altra cosa sono le leggi che questo Parlamento può fare perché
possiede una maggioranza che il popolo gli ha dato. Sono due cose
distinte e separate. Non è possibile confonderle.
Si va, quindi, verso una democrazia bloccata, come diceva
Popper una dittatura delle democrazie . Questo già in alcuni
Paesi si sta verificando: vediamo i sistemi elettorali
anglosassoni. Come li potete chiamare se non dittature della
democrazia? Come l'Inghilterra, ad esempio, dove per essere
eletti bisogna superare una certa soglia, avendo rappresentanti
per una stragrande maggioranza della popolazione.
L'esempio l'abbiamo avuto con la legge di riforma elettorale,
che è stata approvata da questo Parlamento non con una
maggioranza assoluta, ma con una maggioranza piuttosto risicata,
tanto che è in corso un'iniziativa di raccolta di firme da parte
di alcuni deputati per proporre l'abrogazione di questa legge.
Saranno poi i cittadini a valutare se questo Parlamento ha
lavorato bene.
Quindi, ripeto, con questo articolo - a mio avviso - si vuole
bloccare la democrazia, perché non vengono rappresentate tutte le
parti politiche. Purtroppo il suo equilibrio, signor Presidente,
spesso vale poco dinanzi alla volontà sorda, cieca e muta di
questo Parlamento.
Pongo in votazione l'articolo 6 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Articolo 7
1. L'articolo 6 dello Statuto è sostituito dal seguente:
'Articolo 6
1. I deputati non possono essere chiamati a rispondere delle
opinioni espresse e dei voti dati nell'esercizio o a causa delle
loro funzioni, compresa l'attività di critica e di denuncia
politica, espressa anche attraverso i mezzi di comunicazione'».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, ed altri: emendamenti
7.1 e 7.2;
-dagli onorevoli Raiti, Ferro e Morinello: emendamento 7.4;
-dagli onorevoli Capodicasa, Panarello ed altri: emendamento
7.5;
-dall'onorevole Ortisi: emendamento 7.3.
Si passa agli emendamenti 7.1, 7.4 e 7.5, di identico
contenuto. Il parere della Commissione?
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Li pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Sono approvati)
L'emendamento 7.3 è precluso.
Si passa all'emendamento 7.2. Il parere della Commissione?
CAPODICASA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 7 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE. Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a
mercoledì 9 febbraio 2005, alle ore 17.30, con il seguente ordine
del giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
I - Comunicazioni.
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d) e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:
n. 351 - Stipula di un accordo con la Federfarma Sicilia per
consentire agli assistiti di rifornirsi dei medicinali, di cui
alla lettera a) del D.L. 18 settembre 2001, n. 347, presso le
farmacie dell'Isola, degli onorevoli Fleres, Catania G., Maurici
e Baldari;
n. 352 - Interventi in favore degli operatori della formazione
professionale, degli onorevoli Fleres, Catania G., Maurici e
Beninati;
n. 353 - Iniziative per risolvere l'attuale situazione di crisi
del settore industriale a Catania, degli onorevoli Fleres,
Catania G., Maurici e Beninati;
n. 354 - Iniziative al fine di garantire i collegamenti nei
comuni di Piedimonte Etneo, Linguaglossa, Castiglione e Randazzo,
in provincia di Catania, degli onorevoli Fleres, Catania G.,
Maurici e Beninati;
n. 355 - Iniziative circa il versamento del 'Tributo
ambientale' da parte della SNAM Rete Gas alla Regione siciliana,
degli onorevoli Fleres, Catania G., Maurici e Beninati;
n. 356 - Iniziative al fine di dotare le strutture sanitarie
private di un farmacista, degli onorevoli Fleres, Catania G.,
Maurici e Beninati;
n. 357 - Iniziative per respingere i tentativi di riduzione
dell'autonomia della Regione siciliana, degli onorevoli Fleres,
Catania G., Maurici e Beninati;
n. 358 - Iniziative per la predisposizione di una legge quadro
per la realizzazione del sistema integrato di inteventi e servizi
sociali, degli onorevoli Fleres, Catania G., Maurici e Beninati;
n. 359 - Iniziative a tutela ed a garanzia dei cittadini, degli
onorevoli Fleres, Catania G., Maurici e Beninati;
n. 360 - Nuove disposizioni in materia di energia elettrica in
Sicilia, degli onorevoli Fleres, Catania G., Maurici e Beninati.
III - Discussione del disegno di legge:
«'Schema di progetto di legge costituzionale da proporre, ai
sensi dell'articolo 18 dello Statuto al Parlamento nazionale,
recante 'Modifiche allo Statuto della Regione'» (nn. 580-472-578-
602-652/A) (Seguito).
IV - Elezione delle Commissioni legislative permanenti e della
Commissione per l'esame delle questioni concernenti l'attività
dell'Unione Europea.
V - Elezione di deputati segretari.
La seduta è tolta alle ore 12.52.
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott. Giovanni Tomasello
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni
VITRANO. «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
bilancio e le finanze, premesso che la Regione siciliana ha
affidato, con concessione ordinaria, il servizio di riscossione
tributi alla Montepaschi Se.Ri.T. già da oltre 4 anni e che tale
concessionaria ha chiuso un lungo periodo di commissariamento
gestito dalla stessa società alla quale sono state rifuse perdite
per diversi milioni di euro;
constatato che il nuovo regime doveva provvedere, fra l'altro,
al recupero di diversi milioni di euro di tributi erariali non
riscossi e che il nuovo affidamento doveva assicurare un regolare
andamento della gestione esattoriale per l'erario, per gli enti e
per i contribuenti;
considerati:
le continue lamentele, riprese anche da emittenti televisive,
da parte di contribuenti ai quali sono state inviate raccomandate
con preavvisi di fermo amministrativo per il pagamento di
tributi, in alcuni casi, già prescritti o mai notificati;
gli accertamenti per i quali l'attestazione dell'avvenuta
notifica da parte del concessionario risulta essere
inesplicabile, come risulta dall'elevato numero di ricorsi
presentati nelle sedi dei giudici di pace competenti;
l'eccessivo numero di notifiche avvenute per assenza dei
contribuenti, ingiustificate nel caso di un corretto espletamento
dell'attività;
per sapere:
l'ammontare del carico dei tributi iscritti a ruolo, nonché il
carico dei tributi recuperati dal concessionario afferenti gli
anni di gestione ordinaria;
l'ammontare del carico relativo al contenzioso attivato da
comuni dell'Isola avverso il concessionario della riscossione;
l'ammontare del carico relativo al contenzioso attivato da
contribuenti avverso il concessionario della riscossione nelle
nove concessioni dell'Isola;
quante cartelle siano accumulate presso il concessionario della
riscossione per mancata notifica subordinata ad assenza del
contribuente, all'interno delle nove concessioni della Sicilia;
quali siano stati le iniziative ed i controlli messi in atto
dagli uffici regionali per verificare l'andamento del servizio di
riscossione, anche in relazione agli appalti per l'attività di
notifica affidati dalla Montepaschi Se.Ri.T. a società esterne».
(1566)
Risposta. «Con l'interrogazione numero 1566 l'onorevole Vitrano
ha chiesto notizie, al Presidente della Regione e all'Assessore
regionale per il Bilancio, in ordine al servizio di riscossione
dei tributi in Sicilia affidato alla Montepaschi Se.Ri.T. e
specificatamente per sapere:
1) l'ammontare del carico dei tributi iscritti a ruolo, nonché il
carico dei tributi recuperati dal concessionario afferenti gli
anni di gestione ordinaria;
2) l'ammontare del carico relativo al contenzioso attivato dai
comuni dell'Isola avverso il concessionario della riscossione;
3) l'ammontare del carico relativo al contenzioso attivato da
contribuenti avverso il concessionario della riscossione nelle
nove concessioni dell'isola;
4) quante cartelle siano accumulate presso il concessionario
della riscossione per mancata notifica subordinata ad assenza del
contribuente, all'interno delle nove concessioni dell'isola;
5) quali siano stati le iniziative ed i controlli messi in atto
dagli uffici regionali per verificare l'andamento del servizio di
riscossione, anche in relazione agli appalti per l'attività di
notifica affidati dalla Montepaschi Se.Ri.T. a società esterne.
Al riguardo, per le peculiarità degli argomenti trattati, il
Dipartimento regionale Finanze e Credito di questo Assessorato ha
provveduto a chiedere notizie rispettivamente alla Montepaschi-
Serit ed all'Agenzia delle Entrate e più specificatamente all'uno
per la parte afferente i dati tecnici della riscossione e le
scelte gestionali operate, all'altra per l'attività connessa alla
vigilanza.
Nella nota di risposta della Montepaschi-Serit, sono stati
forniti, per la parte di loro competenza, i dati richiesti
nell'interrogazione in questione.
In merito agli elementi forniti, si rappresentano le seguenti
risposte:
1. l'ammontare del carico dei tributi iscritti a ruolo, nonché
il carico dei tributi recuperati, afferenti gli anni di gestione
ordinaria, limitatamente ai ruoli riforma affidati al
concessionario sino al mese di settembre 2004, consiste in:
totale carico ruoli riforma
16.175.046.728,59
totale discariche e sgravi operati
3.428.979.813,00
totale carico netto riscuotibile
12.746.066.915,59
totale riscosso
1.206.757.058,44
I dati sopra esposti, non possono essere ritenuti da soli
elementi sufficienti per la valutazione dell'Attività svolta dal
Concessionario in Sicilia; infatti, il carico netto riscuotibile
deve essere abbattuto di quei carichi riferibili a fattispecie
per le quali non è possibile attivare alcuna procedura di
riscossione coattiva. E precisamente:
- quote relative a contribuenti falliti
1.851.626.303,57
- quote sospese
1.064.658.875,89
- quote in attesa di discarico per condono
254.554.749,07
- quote con esito negativo da anagrafe tributaria
486.924.546,09
2. l'ammontare del carico relativo al contenzioso attivato dai
comuni dell'isola, riguarda solo quattro amministrazioni locali
su 385:
- comune di Favara (Ag)
3.911.301,49
- comune di Taormina (Me)
4.825.261,14
- comune di Misterbianco (Ct)
8.504.182,07
- comune di San Pietro Clarenza (Ct)
581.888,21
3. l'ammontare del carico relativo al contenzioso attivato dai
contribuenti avverso il concessionario nelle nove concessioni
dell'isola riguarda 29.000 cause a fronte circa 1.287.000
procedure cautelari/esecutive intraprese, con una percentuale del
2,25%, assolutamente fisiologica e consequenziale all'azione di
recupero coattivo attivata dal concessionario nel biennio in
corso;
4. l'ammontare delle cartelle accumulate presso il
concessionario della riscossione per mancata notifica subordinata
ad assenza del contribuente, all'interno delle nove concessioni è
di circa il 10%. Si precisa, inoltre che nel ricorrere di tale
circostanza, il concessionario esegue e perfeziona la notifica ai
sensi dell'art. 140 c.p.c.; (deposito nella casa comunale,
affissione dell'avviso di deposito alla porta dell'abitazione,
ufficio o azienda del destinatario, dandogliene notizia per
raccomandata con avviso di ricevimento).
5. in merito alle iniziative ed ai controlli messi in atto
dagli uffici regionali per verificare l'andamento del servizio di
riscossione anche in relazione agli appalti per l'attività di
notifica affidati dalla Montepaschi Se.Ri.T. a società esterne,
si comunica che, non avendo ancora acquisito specifici elementi
di risposta in ordine all'interrogazione da parte dell'Agenzia
delle Entrate, si rappresenta, per le vie generali, il sistema
che lo regola.
L'Amministrazione finanziaria regionale, ai sensi dell'art. 8
del D.P.R. 1074/1965, si avvale degli Uffici finanziari statali
per lo svolgimento delle funzioni amministrative relative alla
fase della riscossione dei tributi, nelle quali rientra anche
l'attività di vigilanza.
Per verificare l'andamento del servizio di riscossione,
l'Agenzia delle Entrate annualmente predispone una programmazione
delle verifiche, distinte in varie tipologie, da effettuare nei
confronti del Concessionario, volte a soddisfare la necessità di
compiere una analisi indicativa degli elementi di irregolarità e
violazione commesse a fronte degli obblighi derivanti dalla
concessione del servizio di riscossione tributi.
Per tutte le irregolarità riscontrate nel corso degli
accertamenti, vengono irrogate le sanzioni legislativamente
previste, di cui viene data notizia a questa Amministrazione.
In ultimo occorre aggiungere che l'Agenzia delle Entrate, su
richiesta del Dipartimento delle Finanze, può anche predisporre
verifiche mirate, di cui ne comunica successivamente gli esiti».
L'Assessore CINTOLA
SANZERI. «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, considerato che;
sono state più volte rappresentate dagli Ispettori sanitari
fondate preoccupazioni in ordine alla mancanza di un progetto
aziendale credibile, alla mancata applicazione dei contratti,
alla cronica carenza di personale con il conseguente rischio del
declassamento delle strutture ospedaliere;
le organizzazioni sindacali, hanno altresì contestato che i
metodi attuali di gestione del Policlinico, contrassegnati da
forti contrasti tra i responsabili, rischiano di determinare la
fase acuta di ridimensionamento e di caduta del ruolo della
ricerca e della formazione alla quale il Policlinico è chiamato;
è urgente un intervento della Presidenza della Regione,
attraverso l'invio di un funzionario regionale che accerti lo
stato reale della situazione, anche in considerazione del disagio
in atto esistente, che non può non ricadere, pesantemente, sui
cittadini bisognosi di cure, i quali in definitiva rappresentano
la componente più importante e tuttavia più debole del grande
complesso ospedaliero universitario;
per sapere quali iniziative intenda adottare il Governo della
Regione, per accertare le condizioni di grave disagio che
sussisterebbero all'interno del Policlinico universitario di
Messina». (1171)
Risposta. «Con l'interrogazione n. 1171 l'onorevole Sanzeri
rappresenta alcune situazioni di disagio del Policlinico
Universitario di Messina e chiede l'urgente intervento della
Presidenza della Regione con l'invio di un funzionario regionale
per accertare quanto evidenziato nella interrogazione.
Il Policlinico Universitario di Messina, oggi Azienda
Ospedaliera Universitaria integrata con il Servizio Sanitario
Regionale, è un ente strumentale dell'Università ai sensi del
D.Lgs n.517/99.
Il protocollo d'intesa stipulato tra la Regione Siciliana e
l'Università di Messina nulla prevede in ordine all'attività di
vigilanza da parte dell'Assessorato Regionale Sanità.
L'interrogante, a ragione, chiede l'intervento della Presidenza
della Regione a cui compete - proprio in assenza di una precisa
previsione normativa sul punto - l'eventuale esercizio di
vigilanza».
L'Assessore PISTORIO
CRACOLICI. «All'Assessore per la sanità, premesso che nella
GURS n. 56 del 3.12.1999 è stato pubblicato il decreto
dell'Assessore per la Sanità del 5.11.1999 concernente 'Zone
carenti di medici specialisti pediatri di libera scelta al 1 ed
al 2 semestre 1998';
rilevato che:
tra le poche zone carenti è stato individuato il posto nella
AUSL 6 di Palermo, per il comune di Villabate;
già operano in quel Comune altri quattro pediatri
convenzionati;
visto l'Accordo collettivo nazionale per la regolamentazione
dei rapporti con i medici pediatri di libera scelta, pubblicato
con il DPR n. 613/96, che prevede, art. 20, comma 1, le modalità
di verifica per le zone carenti di pediatri di libera scelta e,
art. 19, comma 7, il rapporto che deve intercorrere tra la
popolazione presente nel territorio di bambini tra 0 e 6 anni e
il numero di pediatri autorizzati alla libera professione in
quella realtà;
considerato che dai dati ISTAT tra il 1997 e il 1998 non
sembrerebbe che a Villabate ci sia stato un boom di nascite -
avrebbe dovuto essere più che triplicato rispetto agli ultimi
cinque anni - da giustificare la presenza di un nuovo pediatra;
per sapere:
su quali criteri, numeri e pareri si sia basata la decisione di
autorizzare a Villabate, nell'ambito dell'AUSL 6 di Palermo, la
presenza di un nuovo medico specialista pediatra di libera scelta
e se siano state rispettate, nel prendere questa decisione, tutte
le procedure e le disposizioni previste nell'Accordo collettivo
nazionale che regola i rapporti con i medici pediatri di libera
scelta;
se gli assistiti siano stati informati dell'insediamento del
dott. Brusca quale medico pediatra presso il comune di Villabate,
ricostituendo la base degli assistiti secondo i massimali
previsti dal contratto dei medici pediatri, poiché ad oggi rimane
un mistero il fatto che, malgrado la carenza dichiarata, gli
assistiti non abbiano mai superato il numero di 290;
come sia possibile che presso il distretto agli assistiti che
scelgono il medico pediatra non venga comunicato quali siano i
pediatri che hanno disponibilità;
quali siano i criteri attraverso i quali il distretto comunica
i medici disponibili e se tali criteri siano fondati sul
principio di trasparenza e di libertà effettiva di scelta da
parte degli assistiti». (1713)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione n. 1713,
concernente la sussistenza dei presupposti per l'accertamento di
una zona carente di pediatria nell'ambito del Comune di
Villabate rilevata all'anno 1998, si rappresenta quanto segue.
L'Accordo Collettivo Nazionale dei Medici Specialisti Pediatri
di libera scelta, reso esecutivo con D.P.R. n. 272/2000,
all'articolo18 ha previsto che nei mesi di marzo e settembre di
ogni anno le Regioni pubblichino l'elenco delle zone carenti di
pediatri convenzionati per l'assistenza primaria, individuati nel
corso del semestre precedente dalle singole Aziende UU.SS.LL.,
sentito il Comitato ex articolo 11, sulla base dei criteri di cui
all'articolo 17 dell'Accordo stesso; analoga previsione era
contenuta nel precedente A.C.N. (D.P.R. 613/96), vigente
all'epoca della pubblicazione delle carenze relative al 1998.
Pertanto la zona carente di Villabate è stata pubblicata da
questo Assessorato come carente, in considerazione della
rilevazione operata dall'Azienda U.S.L. n. 6 di Palermo, a
seguito del calcolo del rapporto ottimale effettuato secondo le
procedure tecniche indicate nell'allegato "C" del predetto
Accordo, basate su criteri che tengono conto di alcune variabili,
quali:
1) il numero ed il relativo massimale di scelte dei pediatri
operanti nell'ambito in questione;
2) la popolazione pediatrica 0-6 anni accertata al 31 dicembre
dell'anno precedente.
Per quanto riguarda, infine, il punto relativo all'informativa
nei confronti dei cittadini dell'insediamento del pediatra, si
precisa che le modalità di scelta del pediatra sono disciplinate
dall'articolo 24 del D.P.R. 272/00, il quale prevede in
particolare che l'Azienda, nei punti di scelta e revoca, espone
un elenco nominativo dei pediatri che possono acquisire scelte,
con l'indicazione per ciascuno di essi dell'ubicazione
dell'ambulatorio con i relativi orari di apertura».
L'Assessore PISTORIO
CATANIA G. - MAURICI - FLERES. «All'Assessore per la sanità,
premesso che:
da denunce del Comitato dei cittadini per i diritti dell'uomo,
pare che l'inizio di ogni anno scolastico rappresenti l'inizio di
un dramma, poiché si stima che l'attuale numero di scolari
sottoposti a test per determinare la 'sindrome da deficit di
attenzione ed iperattività (Adhd)' è nell'ordine delle migliaia;
attraverso l'uso di questionari di circa 150 domande, che i
genitori devono compilare per identificare le 'turbe psichiche',
quali ansia, depressione, fobie, ecc., dei loro bambini, si
arriva ad una schedatura del soggetto e successivamente ad una
diagnosi di iperattività (in un bambino che si muove
continuamente, che parla quando non deve, che non presta
attenzione) con una raccomandazione di trattamento
farmacologico;
questa iniziativa parte dal Ministero della Salute con un
progetto approvato nel 1996 e che le domande del questionario
sono tratte dal DSM IV (Manuale diagnostico e statistico dei
disturbi mentali);
il metilfenidato, principio attivo usato in casi di sindrome
ADHD, è una sostanza di derivazione anfetaminica, con drammatici
effetti collaterali;
negli USA, nonostante le rassicurazioni iniziali di un uso
limitato di farmaci, più di sei milioni di bambini ed adolescenti
sono trattati solo per questo 'disturbo' con psicofarmaci a base
di anfetamine, le quali hanno una quantità impressionante di
effetti collaterali;
per sapere:
quali provvedimenti intenda adottare per vigilare su quanto
detto in premessa e per evitare che un'eventuale diagnosi
affrettata trasformi bambini vivaci in 'malati mentali';
quali iniziative intenda porre in essere per verificare se tali
interventi a sfondo epidemiologico e, di conseguenza, curativi
vengano realizzati all'interno di istituti educativi». (1818)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione n. 1818, con cui
si chiede se siano state intraprese iniziative al fine di evitare
l'estensione del fenomeno della somministrazione di psicofarmaci
a bambini per la presunta sindrome da deficit di attenzione ed
iperattività (ADHD), si rappresenta quanto segue.
Con Decreto del 22/7/03 il Ministero della Salute, di concerto
con il Ministero della Giustizia, ha aggiornato le tabelle
contenenti l'elenco delle sostanze stupefacenti e psicotrope
aggiungendo il metilfenidato e in data 04/02/04 la Commissione
Unica del Farmaco ne ha deliberato la registrazione e
l'ammissione al rimborso. In data 04/03/04 si è svolta una
riunione presso l'Agenzia per i Servizi Sanitari Regionali a Roma
con i referenti regionali per l'assistenza farmaceutica.
Il Dott. Panei dell'Istituto Superiore di Sanità informava i
presenti circa l'introduzione a breve del farmaco a base di
metilfepidoto (Ritalin), il quale farmaco sarebbe stato
classificato in fascia "A", ma con prescrizione solo su
predisposizione di piano terapeutico da parte di centri di
riferimento individuati dalle singole Regioni.
Lo stesso Dirigente, nel corso della riunione, informava anche
che il Ministero aveva incaricato IT.S.S. di predisporre un
registro nazionale della sindrome da iperattività con deficit di
attenzione, al fine di garantire il corretto processo
diagnostico, di appropriatezza terapeutica e di sorveglianza dei
potenziali eventi avversi.
In data 28/4/04 l'Istituto Superiore di Sanità comunicava a
questo Assessorato i requisiti che dovevano possedere i centri di
riferimento per poter far parte del registro nazionale di
monitoraggio e quindi consentire la prescrizione di medicinali a
base di metilfenidato.
Con D.I.G. n. 83 del 15/6/04, pubblicato sulla GURS n. 31 dei
23/7/04. e successivo D.I.G. n. 112 del 09/09/04, pubblicato
sulla GURS n. 41 del 01/10/04, questo Assessorato provvedeva ad
individuare le strutture di Neuropsichiatria Infantile della
Regione Siciliana in possesso dei requisiti previsti
dall'Istituto Superiore di Sanità che faranno parte del registro
nazionale di monitoraggio.
Tali centri saranno, pertanto, gli unici deputati o valutare ed
eventualmente a confermare la diagnosi o sospetta tale di
sindrome da deficit dell'attenzione ed iperattività che perviene
dal pediatra o dalle strutture Sanitarie periferiche, e saranno
anche gli unici abilitati alla prescrizione dì medicinali a base
di metilfenidato sotto l'attento monitoraggio dell'Istituto
Superiore di Sanità».
L'Assessore PISTORIO
GURRIERI. «Al Presidente della Regione e all'Assessore per la
sanità, premesso che:
la legge riconosce a tutti i cittadini il diritto alla salute;
la Regione siciliana ha istituito un sistema territoriale di
emergenza finalizzato a garantire l'intervento di soccorso, di
salvaguardia e stabilizzazione delle funzioni vitali compromesse
e/o il trasporto nel minor tempo possibile nel punto della rete
ospedaliera o territoriale adeguatamente qualificato ed
attrezzato per affrontare e risolvere la situazione di emergenza
e/o urgenza;
accanto al sistema del 118 hanno dimostrato un alto grado di
efficienza nell'affrontare le situazioni dl emergenza,
soprattutto di tipo cardiocircolatorio, le strutture dei Presìdi
Territoriali di Emergenza (PTE) dotate di dispositivi di pronta
emergenza come i defibrillatori ed altro nonché di personale
medico e paramedico adeguatamente preparato;
considerato che:
nella provincia di Ragusa insistono tre PTE (a Chiaramente
Gulfi, a Pozzallo e a Scoglitti) che hanno agito positivamente
sulla riduzione del rischio di mortalità per talune affezioni
acute, soprattutto di tipo cardiocircolatorio;
la città di Ispica, che conta oltre 15 mila abitanti e un
territorio rurale fortemente produttivo e antropizzato, con
centinaia di lavoratori stagionali e pendolari provenienti da
altre città, si ritrova priva di collegamenti rapidi con presidi
sanitari in grado di garantire gli interventi urgenti necessari
nei casi di patologie acute;
la guardia medica funziona dalle ore 20,00 alle ore 8,00 del
mattino, lasciando scoperte 12 ore per il pronto intervento,
durante le quali il soccorso rapido è affidato o al 118 o ai
medici generici in servizio in città;
l'assessore ai servizi sociali di Ispica, dott.ssa T. Scuto, ha
più volte denunciato la particolare situazione di Ispica, priva
di una guardia medica di tipo avanzato funzionante 24 ore su 24,
con riferimento ad alcuni eventi tragici, di cui uno accaduto
recentemente e che ha riguardato un uomo di 47 anni, sul cui
infausto esito ha certamente pesato la mancanza di guardia medica
diurna e del personale medico e paramedico adeguato e disponibile
per la struttura e l'inevitabile allungamento dei tempi di
soccorso determinati dal trasporto nel Presidio Ospedaliero di
Modica;
atteso che appare opportuno che nell'immediato l'AUSL 7 di
Ragusa potenzi la guardia medica, dotando l'attuale struttura dl
un medico e di un infermiere 24 ore su 24, e che nella breve
prospettiva si istituisca un P.T.E. nella città di Ispica;
per sapere:
se siano a conoscenza dei suddetti fatti;
se e quali interventi si vogliano adottare per istituire nella
città di Ispica un Presidio Territoriale dl Emergenza;
se intendano, nelle more dell'istituzione del P.T.E., impartire
le adeguate istruzioni all'AUSL 7 di Ragusa per dotare la guardia
medica di Ispica di personale in servizio 24 ore su 24;
quali altre iniziative intendano intraprendere al fine di
tutelare gli interessi degli utenti del servizio sanitario della
città di Ispica». (1831)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione n. 1831, va da sé
che la problematica evidenziata deve analizzarsi in relazione
alle previsioni del D.A. Sanità n. 33793 dell'8.01.2001, con cui
sono state emanate le linee guida per l'organizzazione funzionale
dei Presidi Territoriali di Emergenza (PP.TT.EE.).
Tali linee programmatiche prevedono che le sedi dei PP.TT.EE.
vadano individuate dalle Aziende USL di concerto con i Direttori
delle Centrali operative del 118 dei rispettivi bacini di utenza
e nel rispetto degli indirizzi di programmazione indicati dalla
delibera di GRG n. 446 del 28.12.96 e dal P.S.R. 2000/2002
(distanza dagli ospedali, stato della viabilità, zone disagiate -
zona montana e/o isole minori - densità della popolazione
residente).
In ogni caso con nota n.3 653/d.G. del 12.11.2004 il Direttore
generale dell'ASL n. 7 di Ragusa, interpellato in merito all'atto
parlamentare che si commenta, ha informato che già da tempo la
problematica sollevata dall'onorevole Guerrieri è stata oggetto
di attenzione nell'ambito di una riprogrammazione aziendale degli
interventi al fine di migliorare e potenziare l'assistenza
sanitaria nel territorio di riferimento.
L'Azienda USL, infatti, nella impossibilità di poter istituire
nuovi PTE in conformità alla normativa regionale in materia, ha,
tuttavia, adottato ogni possibile iniziativa per ampliare
l'orario di attività della guardia medica istituita nel Comune di
Ispica.
Al riguardo, poiché è in fase di definizione l'accordo
aziendale con i medici della continuità assistenziale, lo stesso
Direttore Generale ha assicurato che nell'ambito di tale accordo
ha già inserito come obiettivo fondamentale da raggiungere
proprio quello di utilizzare una parte del monte ore aggiuntivo
disponibile all'estensione dell'orario di apertura della guardia
medica di Ispica, quanto più possibile.
La stessa Azienda USL ha assicurato che è prioritario il
raggiungimento di tale importante obiettivo entro la fine del
2004, compatibilmente con la disponibilità dei medici incaricati
per la continuità assistenziale.
Sarà cura di questo Assessorato informare l'onorevole
interrogante sullo stato di raggiungimento del superiore
obiettivo.
Va, in ultimo, evidenziato che proprio al fine di potenziare
l'impatto assistenziale dell'offerta pubblica rispetto alla
domanda sanitaria nel territorio in questione che la Direzione
Aziendale ha provveduto, recentemente, a dotare la guardia medica
di Ispica di defibrillatore per poter affrontare le emergenze
cardiologiche».
L'Assessore PISTORIO
FLERES - CATANIA G. - MAURICI. «All'Assessore per la sanità,
premesso che:
da fonti di stampa si apprende che il personale del pronto
soccorso dell'Ospedale Santa Marta e Santa Venera di Acireale
(CT) pare non riesca ad espletare il proprio importantissimo
ruolo con la dovuta serenità;
in particolare, si apprende che l'utenza è spesso costretta a
subire enormi attese che, in non poche occasioni, hanno creato
momenti di tensione, a danno dell'efficienza del stesso pronto
soccorso;
è superfluo sottolineare l'importanza della funzione del
personale medico e paramedico in servizio presso qualsiasi pronto
soccorso ed è, quindi, necessario che esso sia messo in
condizione di operare al meglio, con particolare riferimento ad
un eventuale aumento delle dotazione organica (medica e
paramedica), ad una rivisitazione della organizzazione e
funzionalità della struttura ed all'acquisto di ulteriori
apparecchiature;
per sapere quali interventi urgenti intenda porre in essere
affinché il personale medico e paramedico del pronto soccorso
dell'Ospedale Santa Marta e Santa Venera di Acireale possa
espletare il proprio delicato compito nel migliore dei modi, con
particolare riferimento alla verifica che il personale in
servizio e le apparecchiature in dotazione del pronto soccorso
siano conformi a quanto previsto dalle normative vigenti». (1843)
Risposta. «In riferimento all'interrogazione n. 1843 si
rappresenta che, a seguito di specifica richiesta inoltrata da
questo Assessorato, la Direzione Generale dell'Azienda USL n. 3
di Catania, territorialmente competente, ha relazionato
sull'argomento così come segue.
L'Azienda di che trattasi ha notiziato che i pronto soccorso,
in generale, costituiscono uno dei maggiori punti critici di
qualsiasi ospedale, anche perché sono spesso fonti di produzione
di enormi danni clinici ed operativi, attraverso la
determinazione dei così detti BIAS operativi i ricoveri
impropri" (ad esempio pazienti ortopedici ricoverati poi in
medicina e viceversa, ovvero pazienti che non necessitano di
ricovero ed invece "piazzati" senza criterio, etc.).
Sono, poi, da distinguere i pronto soccorso "locali" (quelli,
cioè, allocati negli ospedali di comunità piccole o con limitato
apporto esterno) da quelli allocati presso i grossi contesti
ospedalieri, ai quali si rivolge un pubblico più vasto ed
eterogeneo, con un afflusso superiore ai 25.000 - 30.000 accessi
l'anno.
Questo è proprio il caso del Comune di Acireale, dove è
necessario, oltre ad una direzione competente ed esperta, locali
ampi e ben organizzati, deburocratizzazione del sistema, triage,
selezione degli operatori, adeguato numero di personale,
radiologia e TAC "dedicate", e di un sistema efficace di
consulenze specialistiche h 24.
Al raggiungimento dei superiori obiettivi tende ormai da tempo
la Direzione aziendale della ASL n. 3 di Catania.
Ad Acireale si è, poi, verificata una rifunzionalizzazione
della offerta sanitaria in ragione dei nuovi standards operativi
previsti dalla vigente normativa (così come si è già operato in
tal senso in altre fattispecie analoghe), e quindi il passaggio
di interi Reparti da una realtà ormai vecchia, e non più aderente
ai bisogni, verso una nuova dimensione di assistenza ospedaliera.
Le esigenze sono velocemente aumentate, ma l'Azienda, obbligata
a tenere conto delle dotazioni organiche regionali e di precisi
vincoli di spesa, non ha avuto la possibilità di fare tutto ciò
che avrebbe voluto, perlomeno non con la rapidità necessaria.
I problemi del Pronto Soccorso di Acireale, soprattutto nel
periodo estivo, sono andati emergendo lentamente ed in maniera
poco chiara, accompagnati dalla necessità di rivedere le
procedure di trasporto medicalizzato (direttamente collegato alle
attività di pronto soccorso) e di migliorare le dotazioni.
All'interno di questa cornice, la Direzione Aziendale dell'ASL
n. 3 ha avviato un percorso che ha già condotto ad una sensibile
riduzione dei ricoveri impropri, all'aggiornamento del sistema
dei trasporti medicalizzati ed alla valutazione dell'efficienza
di tutti i suoi 6 pronto soccorso.
A tale scopo nell'ottobre 2003 è stata istituita una
Commissione super-partes con il compito di valutare e riferire
sulla questione: ne sono derivate una serie di decisioni
destinate a migliorare l'accoglienza verso il pubblico e
l'efficienza operativa nei diversi servizi di pronto soccorso
della Azienda USL 3, Acireale compreso.
Si vuole, inoltre, precisare, in risposta all'interrogazione
che si commenta, che il Pronto Soccorso dell'ospedale "S. Marta e
S. Venera" ha in atto una dotazione organica complessiva (8
medici oltre al Responsabile, 13 infermieri e 11 tra OTA ed
Ausiliari) superiore a quella prevista dalla Regione, e che per
quanto riguarda il triage, cioè la valutazione preventiva della
gravità del caso (e quindi delle precedenze), si sta provvedendo
alla sua attivazione, sebbene quest'ultimo non può essere
istituito senza una prolungata ed adeguata formazione del
personale, se si vuole avviare il funzionamento di un servizio
adeguatamente efficiente.
Nel Presidio in parola, la cui responsabilità e direzione è
stata da poco affidata al dott. Rocco Siciliano (Primario
dell'Unità Operativa di Medicina dello stesso ospedale di
Acireale) sono, inoltre, in corso i lavori di riassetto
dell'intera area e della disposizione dei locali che saranno
rivisti profondamente anche per garantire una migliore
accoglienza.
Infine, non appena saranno ultimate le procedure d'acquisto,
ormai in via di conclusione, di una nuova TAC spirale 8 strati,
l'apparecchiatura TAC attualmente allocata presso il Servizio di
Radiologia, sarà spostata al Pronto Soccorso, al quale sarà
esclusivamente dedicata assieme alla Diagnostica strumentale, già
installata e collaudata in questi giorni, di modo che possa
realizzarsi un'Unità di Radiologia completa ad esclusivo servizio
del Pronto Soccorso».
L'Assessore PISTORIO
ALLEGATO 2
EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE NN. 580-472-578-602-652/A: ''SCHEMA DI PROGETTO
DI LEGGE COSTITUZIONALE DA PROPORRE, AI SENSI DELL'ARTICOLO 18
DELLO STATUTO, AL PARLAMENTO NAZIONALE RECANTE 'MODIFICHE ALLO
STATUTO DELLA REGIONE'''
- All'articolo 3:
Emendamento 3.9:
Il comma 1 è sostituito dal seguente:
1. I comuni, le province, le città metropolitane e la Regione
costituiscono le istituzioni territoriali autonome
rappresentative della comunità siciliana .
Emendamento 3.13:
Al comma 3 dell'articolo 3 aggiungere le parole La Regione
favorisce la costituzione di consorzi di comuni e di province .
-All'articolo 6:
Emendamenti 6.6 e 6.13:
Al comma 2 dell'articolo 4 sostituire le parole della
maggioranza assoluta con due terzi .
Subemendamento 6.6.1:
Al comma 2 dell'articolo 4 sostituire le parole due terzi
con le parole tre quinti .
Emendamento 6.8:
Alla fine del comma 5 dell'articolo 4 aggiungere le parole e
di iniziativa popolare .
Emendamento 6.16:
All'articolo 6 aggiungere il seguente comma:
6. Il medesimo Regolamento prevede la definizione e le tutele
riservate all'attività ed alle funzioni parlamentari delle
opposizioni. .
Emendamento 6.15:
Aggiungere il seguente articolo:
'All'articolo 6, modificativo dell'articolo 4 dello Statuto,
aggiungere i seguenti commi:
4 bis. E' istituita una Commissione per le pari opportunità,
composta in parti uguali di uomini e donne nominati
dall'Assemblea regionale siciliana, anche tra esperti esterni,
secondo le norme dettate dal Regolamento dell'Assemblea
regionale.
4 ter. La Commissione ha il compito di esaminare gli effetti
della legislazione regionale e della normazione di competenza
del Governo sulle politiche concernenti le pari opportunità.
4 quater. La Commissione è organo di consulenza dell'Assemblea
alla quale trasmette periodicamente relazioni circa
l'attuazione delle politiche di pari opportunità e presenta
proposte sulle attività da intraprendere. .
Subemendamento 6.15.1:
Dopo la parola 'concernenti' inserire le parole 'i diversi
aspetti delle' .
-All'articolo 7:
Emendamenti 7.1, 7.4 e 7.5:
Alla fine del comma 1 sopprimere dalla parola compresa sino
alla parola comunicazione .
Emendamento 7.2:
Dopo il comma 1 dell'articolo 6 dello Statuto, aggiungere il
seguente:
2. L'insindacabilità di cui al comma 1 è disciplinata secondo
modalità e procedure attuative fissate con legge regionale. .