Resoconti delle sedute d'Aula Banche dati

Risultati di ricerca

Titolo

Resoconto d'Aula della Seduta n. 263 di mercoledì 02 febbraio 2005
  • Versione PDF
  • Versione Testuale
                                        

   Presidenza del presidente Lo Porto


    SPAMPINATO   segretario f.f., dà lettura del  processo  verbale
  della  seduta  precedente  che,  non  sorgendo  osservazioni,  si
  intende approvato.

                              Missioni

    PRESIDENTE    Comunico  che,  per  ragioni  del  suo   ufficio,
  l'onorevole Crisafulli è in missione dal 2 al 5 febbraio.
   L'Assemblea ne prende atto.

           Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

    PRESIDENTE   Comunico che sono pervenute  le  risposte  scritte
  alle seguenti interrogazioni:

   -da parte dell'Assessore per il Bilancio:

   N.  1566  -  Notizie  in ordine al servizio di  riscossione  dei
  tributi in Sicilia affidato alla Montepaschi Se.Ri.T.
   Firmatario: Vitrano Gaspare;

   -da parte dell'Assessore per la Sanità:

   N.  1171  - Iniziative in merito alla situazione del Policlinico
  universitario di Messina.
   Firmatario: Sanzeri Salvatore

   N.   1713  -  Presupposti  della  decisione  di  autorizzare   a
  Villabate, nell'ambito dell'AUSL n. 6 di Palermo, la presenza  di
  un nuovo medico specialista pediatra di libera scelta.
   Firmatario: Cracolici Antonino

   N.  1818  -  Notizie  riguardo  al  trattamento,  attraverso  la
  somministrazione di psicofarmaci, della sindrome  da  deficit  di
  attenzione ed iperattività (Adhd) dei bambini.
   Firmatari:   Catania  Giuseppe;   Maurici    Giuseppe;    Fleres
  Salvatore

   N.  1831  -  Istituzione del Presidio Territoriale di  Emergenza
  nel comune di Ispica (RG).
   Firmatario: Gurrieri Sebastiano

   N.  1843 - Misure urgenti per migliorare l'efficienza del pronto
  soccorso  dell'ospedale Santa Marta e Santa  Venera  di  Acireale
  (CT).
   Firmatari:   Fleres   Salvatore;  Catania   Giuseppe;    Maurici
  Giuseppe.

   Avverto  che  le  stesse  saranno  pubblicate  in  allegato   al
  resoconto stenografico della seduta odierna.

                         Annunzio di mozioni

    PRESIDENTE  Invito il deputato segretario a dare lettura  delle
  mozioni presentate.

    SPAMPINATO  segretario f.f.:

   N.  351  -  Stipula di un accordo con la Federfarma Sicilia  per
  consentire  agli assistiti di rifornirsi dei medicinali,  di  cui
  alla  lettera  a) del D.L. 18 settembre 2001, n. 347,  presso  le
  farmacie dell'Isola.
   Fleres  Salvatore;  Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe;  Baldari
  Nicola Renato
   Presentata il 1/02/05

   N.  352  - Interventi in favore degli operatori della formazione
  professionale.
   Fleres  Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe;  Beninati
  Antonino
   Presentata il 1/02/05

   N.  353 - Iniziative per risolvere l'attuale situazione di crisi
  del settore industriale a Catania.
   Fleres  Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe;  Beninati
  Antonino
   Presentata il 1/02/05

   N.  354  -  Iniziative al fine di garantire i  collegamenti  nei
  comuni di Piedimonte Etneo, Linguaglossa, Castiglione e Randazzo,
  in provincia di Catania.
   Fleres  Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe;  Beninati
  Antonino
   Presentata il 1/02/05

   N.   355   -   Iniziative  circa  il  versamento  del   'Tributo
  ambientale' da parte della Snam rete gas alla Regione siciliana.
   Fleres  Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe;  Beninati
  Antonino
   Presentata il 1/02/05

   N.  356  -  Iniziative al fine di dotare le strutture  sanitarie
  private di un farmacista.
   Fleres  Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe;  Beninati
  Antonino
   Presentata il 1/02/05

   N.  357  -  Iniziative per respingere i tentativi  di  riduzione
  dell'autonomia della Regione siciliana.
   Fleres  Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe;  Beninati
  Antonino
   Presentata il 1/02/05

   N.  358  - Iniziative per la predisposizione di una legge quadro
  per  la  realizzazione  del  sistema integrato  di  interventi  e
  servizi sociali.
   Fleres  Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe;  Beninati
  Antonino
   Presentata il 1/02/05

   N. 359 - Iniziative a tutela ed a garanzia dei cittadini.
   Fleres  Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe;  Beninati
  Antonino
   Presentata il 1/02/05

   N.  360 - Nuove disposizioni in materia di energia elettrica  in
  Sicilia.
   Fleres  Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe;  Beninati
  Antonino
   Presentata il 1/02/05

    PRESIDENTE   Le  mozioni  testé  annunziate  saranno   iscritte
  all'ordine  del  giorno  della seduta  successiva  perché  se  ne
  determini la data di discussione.
  Comunicazione di ordinanza del Tribunale amministrativo regionale

   PRESIDENTE.  Comunico il Tribunale amministrativo regionale  per
  la  Sicilia,  Sezione  staccata di Catania  -  Sezione  prima  ha
  trasmesso  l'ordinanza sul ricorso n. 2576/2003 proposto  da  RAO
  Giuseppe  con la quale, visti gli articoli 134 della Costituzione
  e  23 della legge n. 87/1953, ha sollevato, ritenendola rilevante
  e    non    manifestamente    infondata,    la    questione    di
  incostituzionalità dell'articolo 18, n. 3, secondo comma,  quarto
  e  quinto  periodo, della legge regionale 9 maggio 1969,  n.  14,
  come   sostituiti  dall'articolo  14  della  legge  regionale   1
  settembre 1993, n. 26, per  contrasto  con  gli articoli   3 e 51,
  comma 1, della Costituzione, limitatamente alle parole a  partire
  dal  collegio con popolazione legale meno numerosa  e  quindi  si
  passa  all'attribuzione degli altri seggi residui a quei  collegi
  che  seguono  il primo secondo l'ordine crescente di  popolazione
  fino  all'esaurimento dei seggi attribuiti a  ciascuna  lista  in
  sede provinciale .

        Comunicazione di nomina di componente di Commissione

    PRESIDENTE    Comunico   che,  con   decreto   del   Presidente
  dell'Assemblea  n.  34 del 2 febbraio 2005,  l'onorevole  Ottavio
  Garofalo è nominato componente della Commissione speciale per  la
  riforma  dello  Statuto,  in sostituzione  dell'onorevole  Sergio
  D'Antoni dimessosi dalla carica di deputato regionale.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno  che nel corso della seduta potrà procedersi a  votazioni
  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Lo Porto


         Determinazione della data di discussione di mozioni

    PRESIDENTE   Si  passa  al  II  punto  all'ordine  del  giorno:
  Lettura,  ai  sensi e per gli effetti degli articoli 83,  lettera
  d), e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:

   n.  334  «Istituzione delle 'aree contigue' nelle aree  naturali
  protette»,  degli  onorevoli  Fleres,  Catania  G.,   Maurici   e
  Beninati;

   n.   335  «Modifica  del  POR  Sicilia  e  del  Complemento   di
  programmazione  2000/2006  al  fine  di  incentivare  i   giovani
  agricoltori»,  degli  onorevoli Fleres,  Catania  G.,  Maurici  e
  Beninati;

   n.   336  «Modifica  del  POR  Sicilia  e  del  complemento   di
  programmazione  2000/2006, per la concessione  di  sostegni  agli
  investimenti  di  particolari aziende agricole», degli  onorevoli
  Fleres, Catania G., Maurici e Beninati;

   n.  337  «Sostegno  finanziario ai macellai ed  agli  allevatori
  colpiti  dal  calo delle vendite di carni bovine  a  causa  della
  BSE», degli onorevoli Fleres, Catania G., Maurici e Beninati;

   n.  338  «Interventi  in  favore dell'agrumicoltura  siciliana»,
  degli onorevoli Fleres, Catania G., Maurici e Beninati;

   n.  339  «Incentivi per i giovani agricoltori», degli  onorevoli
  Fleres, Catania G., Maurici e Beninati;

   n.   340  «Introduzione  della  coltura  del  mango  tra  quelle
  incentivabili  dal  POR»,  degli onorevoli  Fleres,  Catania  G.,
  Maurici e Beninati;

   n.  341  «Sostegno  agli  investimenti  in  agricoltura»,  degli
  onorevoli Fleres, Catania G., Maurici e Beninati;

   n.  342  «Rinvio della chiusura delle discariche  pubbliche  dei
  comuni  di Ramacca, Vizzini, Castel di Judica, Raddusa, Mirabella
  Imbaccari e Palagonia (CT), nelle more dell'entrata in vigore del
  decreto legge n. 22 del 1997 ('Decreto Ronchi')», degli onorevoli
  Fleres, Catania G., Maurici e Beninati;

   n.     343    «Utilizzazione    dell'uva    da    tavola     non
  commercializzabile», degli onorevoli Fleres, Catania G.,  Maurici
  e Beninati;

   n.  344  «Interventi a sostegno delle famiglie dei portatori  di
  handicap»,  degli  onorevoli  Fleres,  Catania  G.,   Maurici   e
  Beninati;

   n.  345  «Iniziative per garantire i collegamenti nei comuni  di
  Piedimonte  Etneo, Linguaglossa, Castiglione e  Randazzo»,  degli
  onorevoli Fleres, Catania G., Maurici e Beninati;

   n.  346  «Istituzione dell'albo professionale degli installatori
  car  stereo  artigiani»,  degli  onorevoli  Fleres,  Catania  G.,
  Maurici e Beninati;

   n.  347  «Realizzazione di un intervento urgente di  adeguamento
  dello  svincolo  autostradale di Bagheria (PA)», degli  onorevoli
  Zangara, Vitrano, Ferro, Acanto e Savona;

   n.  348 «Iniziative per il rafforzamento degli investimenti ENEL
  in  Sicilia  e  per  la  tutela dei lavoratori  e  delle  imprese
  dell'indotto»,   degli   onorevoli  Orlando,   Ferro,   Miccichè,
  Morinello e Raiti;

   n.  349  «Recupero degli esoneri contributivi per interventi  in
  favore dell'occupazione, a seguito delle decisioni della Corte di
  Giustizia  europea del 7 marzo 2002 e dell'1 aprile 2004»,  degli
  onorevoli Fleres, Leanza Nicola, Villari, Barbagallo e Zangara;

   n.  350  «Revoca  del decreto dell'Assessore  regionale  per  la
  cooperazione,  il  commercio, l'artigianato e la  pesca,  del  13
  novembre  2002 in materia di localizzazione di punti  vendita  di
  giornali,  quotidiani  e  periodici»,  degli  onorevoli   Fleres,
  Catania G., Maurici e Bennati.

   Invito il deputato segretario a darne lettura.

    SPAMPINATO  segretario f.f.:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso   che   nella  seduta  n.  120  dell'11   agosto   1997
  l'Assemblea regionale siciliana ha approvato l'ordine del  giorno
  n. 111, con il quale si impegnava il Governo regionale dell'epoca
  ad  assumere  le opportune iniziative per l'individuazione  delle
   aree contigue' alle aree naturali protette;

   considerato che:

   ad  oggi  continua  a  persistere il mancato  recepimento  della
  norma  nazionale sui parchi, vanificando così la regolarità della
  pianificazione del territorio da destinare ad attività venatoria;

   la  legge  regionale  n. 14 del 9.8.1998 (recante  modifiche  ed
  integrazioni alla legge regionale n. 98 del 6.5.1981,  avente  ad
  oggetto   Norme  per  l'istituzione nella  Regione  di  parchi  e
  riserve  naturali') è antecedente alla legge n. 398  del  1991  e
  che,  pertanto,  la  Regione avrebbe dovuto riperimetrare,  entro
  l'anno  1995,  le aree protette secondo il dettato  dell'art.  32
  comma  3  della  legge suddetta, istituendo,  inoltre,  le   aree
  contigue',

                  impegna il Governo della Regione

   ad  assumere  tutte quelle iniziative opportune per  individuare
  ed  istituire le 'aree contigue' alle aree naturali protette dove
  consentire  l'esercizio dell'attività venatoria,  delle  attività
  sportive  e  comunque delle attività dirette alla  fruizione  del
  territorio,  nel rispetto di quanto previsto dalla legge  n.  394
  del  1991, articolo 32 comma 3 e dall'articolo 21 della legge  n.
  157 del 1992». (334)

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   il   necessario   ricambio  di  imprenditori  agricoli,   dovuto
  all'aumento dell'età media dei titolari, con giovani imprenditori
  che  decidano  di rimanere in agricoltura costituisce  condizione
  imprescindibile  per  la  sopravvivenza  stessa  dell'agricoltura
  siciliana;

   la  concessione  di  incentivi  per  il  primo  insediamento  in
  agricoltura, derivante da una precisa scelta dell'Unione Europea,
  è   un  fatto  consolidato  già  con  il  precedente  regime   di
  programmazione;

   con  l'applicazione del Reg. CE 1257/99 del 17.5.1999,  articolo
  8   (che  rimanda  alla  tabella  allegata  al  regolamento),  si
  determina  la  concessione di un premio il  cui  importo  massimo
  ammissibile è di 25.000 Euro;

   il  complemento di programmazione della Regione siciliana, nella
  misura  4.2.2.  'insediamento  dei  giovani  agricoltori',   alla
  Sezione  III. 5, Criteri di selezione delle operazioni, determina
  il  contributo ammissibile per i giovani che si insediano per  la
  prima volta in agricoltura nella misura di 12.082 Euro;

   la  disparità di trattamento tra i giovani agricoltori siciliani
  e quelli delle altre regioni aggiunge una condizione di ulteriore
  svantaggio a quelle già presenti a livello strutturale,  creando,
  tra  l'altro,  nei giovani agricoltori un potenziale disinteresse
  nell'attivazione   della   misura,  non   ritenendo   la   stessa
  sufficientemente incentivante,

                  impegna il Governo della Regione

   ad  operare  una  modifica del POR Sicilia e del Complemento  di
  Programmazione 2000/2006, con la predisposizione di  un  apposito
  provvedimento   legislativo   che   determini   la    concessione
  dell'incentivo   per  il  primo  insediamento  dei   giovani   in
  agricoltura, nella misura di 25.000 Euro». (335)

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   l'agricoltura siciliana, in particolare in alcune  zone  interne
  e  più  in  generale su tutto il territorio, vive  in  condizioni
  strutturali  particolarmente  disagiate,  che  ne  inibiscono  il
  possibile  rilancio economico e accentuano le  difficoltà  legate
  alla distanza dai mercati europei ed internazionali;

   la  dimensione aziendale media in queste zone non consente,  pur
  in  presenza  di produzioni di pregio, di prevedere  investimenti
  tali da adeguare la struttura alle esigenze del mercato;

   un'adeguata   incentivazione  permetterebbe  alle   aziende   di
  migliorare  la  produzione  dei prodotti  tipici,  garantendo  la
  peculiarità ed assicurando la salubrità degli stessi ed  offrendo
  una possibilità di scelta al consumatore;

   la  concessione di incentivazioni a questa tipologia di  aziende
  garantisce  la  permanenza di attività  produttive  su  territori
  marginali,  a  salvaguardia  delle condizioni  ambientali  e  del
  paesaggio siciliano;

   la  concessione  di  queste incentivazioni porrebbe  le  aziende
  della Sicilia in condizioni di parità con quelle di altre Regioni
  che hanno determinato l'attivazione di tale misura;

                  impegna il Governo della Regione

   ad  operare  una  modifica del POR Sicilia e del Complemento  di
  Programmazione 2000/2006, con la predisposizione di  un  apposito
  provvedimento  legislativo  che  determini  l'attivazione   della
  misura prevista dal Reg. CE n. 2075/2000, art. 1, comma 1». (336)

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   il  primo  caso  di  Encefalopatia spongiforme  bovina  è  stato
  individuato più di quindici anni fa in Inghilterra;

   soltanto da qualche mese il problema è stato evidenziato  per  i
  numerosi casi rilevati in Europa e adesso anche in Italia;

   l'avere  verificato la reale situazione ha portato alla drastica
  riduzione  nel  consumo  delle carni, in  particolare  di  quelle
  bovine;

   ciò  si  ripercuote  sulle  categorie  degli  allevatori  e  dei
  macellai, che hanno subito un calo nelle vendite almeno dell'85%;

   è  necessario  intervenire per compensare  tale  evidente  danno
  economico,  così come accade per gli allevatori le cui produzioni
  sono state colpite dalla brucellosi,

                  impegna il Governo della Regione

   ad  intervenire  anche nelle sedi nazionali  e  comunitarie  per
  consentire  un  adeguato  indennizzo  per  gli  allevatori  ed  i
  macellai  vittime degli eventi di cui in premessa, estendendo  le
  misure   compensative   già  previste   per   la   brucellosi   e
  predisponendo, con un'apposita normativa, adeguati interventi  in
  sostegno dei titolari di macelleria». (337)

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   l'agrumicoltura è un  pilastro portante' dell'economia  catanese
  e siciliana;

   i  processi  di  globalizzazione e  gli  effetti  degli  Accordi
  euromediterranei   hanno   determinato   e   determinano   grande
  confusione sui mercati, sempre più intasati per la presenza delle
  produzioni   importate,  con  gravissime   conseguenze   per   la
  commercializzazione dei prodotti locali;

   il  rispetto  dei vincoli comunitari e delle  leggi di  mercato'
  può  avvenire solo se sono assicurate pari condizioni  normative,
  di costi produttivi, di incidenza contributiva e fiscale, ecc.;

   le  importazioni avvengono quasi sempre in maniera incontrollata
  sul piano sanitario, e senza alcuna certezza circa la limitazione
  di  quelle  provenienti  dai  Paesi Terzi  entro  i  quantitativi
  fissati dagli Accordi euromediterranei ed internazionali;

   anche  per  la Campagna 2000/2001, a carico del comparto,  delle
  imprese  e dei produttori, si ripropone una situazione  di  grave
  crisi  i cui effetti (sommandosi con quelli degli anni precedenti
  e  soprattutto  della scorsa annata) rischiano  di  affossare  il
  settore;

   nonostante le diverse assicurazioni, poco o nulla è stato  fatto
  per  sbloccare le tantissime pratiche giacenti da anni presso gli
  uffici   della  pubblica  Amministrazione,  la  cui  liquidazione
  potrebbe essere di sollievo e di sostegno per i produttori;

   è  necessario, in questa fase, porre all'attenzione del  Governo
  i  temi legati alla Organizzazione economica dei produttori, alla
  revisione  ed  attuazione  del  Piano  agrumi  ed  all'attuazione
  dell'OMC ortofrutticola ed agrumicola;

                  impegna il Governo della Regione
        e per esso l'Assessore per l'agricoltura e le foreste

   ad intervenire nelle sedi competenti al fine di ottenere:

   l'effettuazione di controlli, a livello nazionale e  comunitario
  in  tutti  i  posti  di  introduzione,  transito,  lavorazione  e
  commercializzazione (all'ingrosso ed al dettaglio), su tutti  gli
  agrumi e sui loro succhi e/o derivati importati, per verificare:

   a)  se  rispondano ai requisiti sanitari previsti dalle  vigenti
  disposizioni, e miranti a garantire i consumatori in  materia  di
  'sicurezza alimentare';

   b)  se  i  quantitativi  delle produzioni provenienti  da  Paesi
  Terzi  e  presenti sui mercati Europei ed Italiani,  rientrino  o
  meno nei limiti previsti dai vigenti Accordi euromediterranei  ed
  internazionali;

   l'avvio  di  tutte  le  necessarie verifiche  per  l'attivazione
  delle  procedure  per applicare le 'Clausole di salvaguardia'  al
  fine  di  tutelare  le  produzioni  agrumicole  nazionali  e  gli
  interessi dei produttori;

   l'adozione  di misure straordinarie ed urgenti per tonificare  i
  mercati  con procedure tali da accorciare i tempi, burocratici  e
  tecnici, rispetto alla scorsa campagna;

   il  pronto  utilizzo  delle risorse destinate  all'agrumicoltura
  dalle ultime disposizioni di legge;

   lo  sblocco  dei  finanziamenti per il  pagamento  di  tutte  le
  pratiche    giacenti   presso   gli   uffici    della    pubblica
  Amministrazione;

   il  pagamento di tutti gli agrumi ritirati nella scorsa campagna
  da parte dell'AGEA (ex AIMA);

   la  pronta  attuazione delle norme varate  per  il  ripianamento
  delle  passività delle aziende agricole in crisi, ed il controllo
  dell'operato degli Istituti di Credito;

   la  costituzione a livello regionale e provinciale di una  unità
  di   crisi'  con  il  coinvolgimento  dei  rappresentanti   delle
  Organizzazioni   professionali   agricole,   degli    Ispettorati
  provinciali  dell'Agricoltura e delle Prefetture,  collegata  con
  l'unità istituita a livello nazionale». (338)

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   il  POR Sicilia 2000/2006, alla misura 4.2.2,  insediamento  dei
  giovani agricoltori', sezione 111 prevede un premio unico pari  a
  12.500 Euro;

   tale  cifra  risulta  essere  inferiore  a  quella  indicata  ed
  autorizzata  presso altre regioni, anche in virtù del regolamento
  2075/2000 che prevede un sostegno all'investimento pari a  25.000
  Euro;

   è  opportuno adeguare la cifra già indicata portandola da 12.500
  a 25.000 Euro,

                  impegna il Governo della Regione

   nelle  successive  rimodulazioni del POR e  del  Complemento  di
  programmazione  a  modificare  la  cifra  di  cui  in   premessa,
  portandola  a  25.000 Euro da erogare ai giovani in possesso  dei
  requisiti   previsti   ed   in   unica   soluzione   al   momento
  dell'insediamento». (339)

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   la  coltura  del  mango  ha registrato in  Sicilia  un  notevole
  impulso,   anche   a  seguito  di  favorevoli  condizioni   agro-
  ambientali;

   sono   numerose  le  aziende  che,  a  proprie  spese  e   senza
  particolari incentivi, stanno sperimentando tale coltura;

   è  auspicabile uno sviluppo del comparto, dato che il mango  sta
  registrando un discreto successo tra i consumatori;

   il  POR  2000/2006 non prevede alcunché di specifico in materia,
  tanto che gli ispettorati agricoli stanno respingendo le relative
  istanze di finanziamento,

                  impegna il Governo della Regione

   ad   apportare   le   necessarie  modifiche  ai   documenti   di
  programmazione  al  fine di inserire tra le  colture  ammesse  ai
  benefici  del  POR anche il mango, recuperando di conseguenza  le
  istanze prodotte in tal senso». (340)

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   il  Regolamento Comunitario 2075/2000, all'articolo 1, punto  1,
  prevede   la  possibilità  di  concedere  alle  aziende  agricole
  siciliane situate in zone con particolari problemi strutturali  e
  di  dimensione  economica ridotta, un sostegno agli  investimenti
  aventi un massimale non superiore a 25.000 Euro;

   tale  provvedimento  risulta essere  particolarmente  utile  per
  piccole aziende agricole siciliane;

                  impegna il Governo della Regione

   a  modificare, nelle sedi, nelle forme e nei momenti previsti, i
  documenti  di  programmazione  (POR  e  Complemento)  nel   senso
  indicato  in premessa, prevedendo la misura indicata  dal  citato
  regolamento 2075/2000». (341)

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   il  decreto  legge  n.  22  del 1997, conosciuto  come  'Decreto
  Ronchi',  prevede  che, a partire dal 16 luglio  2001,  tutte  le
  discariche  comunali dovranno essere sostituite da mega  impianti
  intercomunali di smaltimento rifiuti in grado di privilegiare  il
  riciclaggio ed il recupero dei rifiuti solidi urbani;

   nelle more della data d'entrata in vigore del decreto legge,  il
  Prefetto  di  Catania ha impartito delle direttive con  le  quali
  oltre  che  ridurre  i siti ove provvedere allo  smaltimento  dei
  rifiuti,  istituisce alcune grandi discariche  provinciali  nelle
  quali  i Comuni in zona, riuniti in consorzi, dovranno provvedere
  a scaricare i propri rifiuti urbani;

   considerato che:

   con  tale  direttiva prefettizia, i comuni di Ramacca,  Vizzini,
  Castel  di  Judica,  Raddusa,  Mirabella  Imbaccari  e  Palagonia
  dovranno  chiudere le proprie discariche e indirizzare  i  propri
  compattattori in due aree individuate dal Prefetto nei  territori
  dei comuni di Caltagirone e Grammichele;

   tale  direttiva, oltre che penalizzare economicamente i suddetti
  Comuni  che risultano gravati di ulteriori spese per far arrivare
  i   propri  mezzi  in  tali  discariche,  causa  grave  nocumento
  all'intera popolazione, dato che allunga notevolmente i tempi  di
  raccolta degli stessi rifiuti;

   risulta  alquanto inspiegabile la scelta del Prefetto di Catania
  di  elevare a rango di discarica consorziale quella del comune di
  Grammichele, visto che negli anni passati tale discarica è  stata
  varie  volte chiusa per la sua inadeguatezza rispetto alle  norme
  igienico - sanitarie e, di conseguenza, non potrà certo contenere
  i rifiuti provenienti da altri comuni limitrofi,

                  impegna il Governo della Regione

   ad   intervenire  presso  l'Autorità  prefettizia   di   Catania
  affinché riveda le proprie direttive in materia di rifiuti solidi
  urbani al fine di lasciare attive le discariche comunali in  atto
  funzionanti  nelle more dell'entrata in vigore del  decreto-legge
  n. 22 del 1997». (342)

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   con  la  stagione 1999/2000 è stato abolito l'aiuto alle imprese
  vitivinicole  relativo alla trasformazione  in  succo  d'uva  del
  prodotto da tavola non commercializzabile;

   tale  circostanza  ha  fortemente aggravato  la  situazione  del
  settore,  anche perché a fronte di un costo medio  di  produzione
  pari  a lire 800 al Kg. il prezzo pagato delle cantine supera  di
  poco le 200 lire al Kg;

   sarebbe  opportuno  affrontare la questione  anche  in  sede  di
  revisione  del  POR  e del Complemento di programmazione,  ovvero
  attraverso  un'apposita disposizione normativa  finanziabile  con
  fondi regionali,

                  impegna il Governo della Regione

   a  compiere tutti gli interventi che riterrà utili, compresa  la
  modifica  del  POR,  del  Complemento  di  Programmazione  o   la
  predisposizione  di  apposita normativa, al  fine  di  consentire
  l'utilizzazione   dell'uva  da  tavola  non   commercializzabile,
  prevedendo un adeguato indennizzo per i produttori». (343)

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   l'articolo  8  della  legge 9 febbraio  1992,  n.  104,  prevede
  interventi a sostegno delle famiglie di cui fanno parte  disabili
  gravi, al fine di favorire l'inserimento sociale dei portatori di
  handicap;

   la  piena  integrazione  del  disabile  nella  vita  sociale   e
  familiare  dipende  dalle  condizioni di  serenità  del  contesto
  familiare in cui il soggetto è inserito;

   l'assistenza   risulta   spesso   incompatibile    o    comunque
  difficilmente   conciliabile  con   l'attività   lavorativa   dei
  familiari che accudiscono il portatore di handicap,

                  impegna il Governo della Regione

   a  predisporre  provvedimenti  che  prevedano  un  miglioramento
  delle  condizioni  di vita dei familiari che  si  occupano  della
  serenità  e  dell'integrazione sociale dei  disabili,  attraverso
  agevolazioni  di  carattere previdenziale  o  la  possibilità  di
  prepensionamenti  e/o  particolari  forme  di   congedo   per   i
  dipendenti  regionali o dipendenti di enti sui quali  la  Regione
  siciliana esercita compiti di tutela e vigilanza». (344)

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   i  servizi di trasporto pubblico nei comuni di Piedimonte Etneo,
  Linguaglossa, Castiglione e Randazzo sono seriamente carenti  sia
  verso nord (direzione Messina) sia verso sud (direzione Catania);

   alla  carenza di collegamento verso le grandi città si  aggiunge
  quella nei collegamenti tra i comuni interessati;

   le  autolinee che hanno la concessione del servizio, la  Zappalà
  &  Torrisi  e  la  BUDA SAG, si contendono il territorio  essendo
  stato  quest'ultimo ripartito tra le due senza tenere  conto  del
  fatto che spesso la tratta da percorrere è unica;

   risultato  di  tale  situazione è che per un percorso  di  pochi
  chilometri  i  cittadini devono pagare due diversi  biglietti  o,
  peggio  ancora,  che  alcune zone non  sono  servite  da  nessuna
  autolinea;

   in considerazione di tutto ciò si

             impegna il Governo della Regione e per esso
     l'Assessore per il turismo, le comunicazioni e i trasporti

   a  porre  in  essere  tutte le iniziative  atte  a  garantire  i
  collegamenti nei territori in premessa indicati rimodulando,  ove
  necessario, le concessioni con le autolinee». (345)

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   presso  la  Camera  di  Commercio è  istituito  l'apposito  albo
  professionale degli elettrauto, nel quale sono inseriti anche gli
  installatori car stereo artigiani;

   lo  svolgimento della professione di installatore car stereo non
  richiede particolari strutture ed attrezzature;

   gli  installatori  car  stereo, per la  specificità  della  loro
  attività  professionale, mirata all'installazione  di  componenti
  elettroniche,  autoradio in particolare, non hanno  necessità  di
  osservare  gli  stessi  vincoli  ai  quali  sono  sottoposti  gli
  elettrauto  (lo  stoccaggio e lo smaltimento di rifiuti  speciali
  quali le batterie scariche etc.);

             impegna il Governo della Regione e per esso
  l'Assessore per la cooperazione, il commercio, l'artigianato e la
                                pesca

   a  porre  in  essere  in tempi brevi tutti  gli  adempimenti  di
  competenza  idonei all'istituzione di apposito albo professionale
  per gli installatori car stereo artigiani». (346)

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   l'attuale  svincolo  autostradale  di  Bagheria  (PA)  serve  un
  bacino   di   utenza  di  oltre  ottantamila  abitanti,   essendo
  utilizzato non soltanto dai cittadini di Bagheria e Santa Flavia,
  ma,  in parte, anche da quelli di Ficarazzi, Baucina, Ventimiglia
  e Ciminna;

   l'infrastruttura  si  pone  come fondamentale  snodo  viario  di
  cerniera  tra  costa ed entroterra ed è correntemente  utilizzata
  dai  tantissimi  pendolari che lavorano a  Palermo  e  vivono  in
  provincia, oltre che dai numerosi proprietari di seconde case nel
  comprensorio bagherese;

   lo  svincolo, realizzato negli anni '70, è stato progettato  per
  garantire lo smaltimento di flussi di traffico molto inferiori  a
  quelli  attuali e nel corso degli anni non è mai stato potenziato
  o  adeguato  alle  nuove  esigenze di  carattere  socio-economico
  dell'area di riferimento;

   attualmente,  nelle ore di punta, tale carenza  infrastrutturale
  comporta  lunghe  code  per gli utenti, che  spesso  arrivano  ad
  occupare  l'intera  corsia  di decelerazione,  nonché  la  corsia
  d'emergenza autostradale, provocando non soltanto pesante disagio
  agli  automobilisti, ma, soprattutto, grave nocumento  alla  loro
  sicurezza;

   l'inadeguatezza  dello svincolo autostradale  ha  già  provocato
  numerosi  incidenti e ogni giorno si verificano casi di ulteriore
  rischio e pericolo per gli automobilisti;

   considerato   che   risulta   la  disponibilità   dell'ANAS   ad
  intraprendere  soluzioni possibili per  evitare  gravi  disagi  e
  rischi agli automobilisti del comprensorio,

             impegna il Governo della Regione e per esso
                  l'Assessore per i lavori pubblici

   a  chiedere  all'ANAS  di realizzare un  intervento  urgente  ed
  indifferibile  di  adeguamento  dello  svincolo  autostradale  di
  Bagheria  che possa porre rimedio a quanto esposto in  premessa».
  (347)
                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   ormai  da alcuni anni l'ENEL ha progressivamente e sensibilmente
  ridotto i suoi investimenti in Sicilia, ed in particolare  quelli
  legati all'ammodernamento e alla manutenzione della rete; ciò  si
  è  sempre più aggravato, in particolare dopo la nascita  di  ENEL
  distribuzione;

   giovando  di  una  situazione  di  monopolio  e  del  fatto  che
  parecchie  delle  industrie  dell'indotto  sono  ed  erano  ditte
  altamente  specializzate che offrivano servizi molto specifici  e
  per  questo agivano in condizioni di monocommittenza,  l'ENEL  ha
  progressivamente  imposto  ai propri fornitori  contratti  sempre
  meno  remunerativi,  peraltro, in un quadro  di  sempre  maggiore
  disimpegno finanziario complessivo;

   l'ENEL  ha inoltre richiesto, con bando pubblicato nel  mese  di
  luglio  del  2003,  che tutte le proprie ditte fornitrici,  anche
  quelle   che   avevano  tale  ruolo  già  da  parecchi   decenni,
  adempiessero  ad  alcuni  obblighi per  poter  fruire  di  future
  commissioni; mentre alcuni di tali obblighi possono apparire,  se
  non  proprio accettabili, comunque comprensibili in un'ottica  di
  miglioramento  del  servizio, altri, come  l'obbligo  di  versare
  10.000  euro  a  fondo  perduto per  poter  essere  sottoposti  a
  valutazione  per l'inserimento nell'albo dei fornitori,  appaiono
  assolutamente vessatori;

   a  ciò va infine aggiunto che parecchi contratti di manutenzione
  già  firmati sono rimasti inspiegabilmente bloccati senza che  si
  provvedesse,  da  parte  dell'ENEL,  a  dare  avvio  ai  concreti
  interventi  previsti,  con la conseguenza che  le  imprese  hanno
  dovuto  assumere e garantire la retribuzione ai propri dipendenti
  in  base ai contratti siglati, ma senza che i lavori (e quindi  i
  pagamenti da parte di ENEL) avessero luogo;

   considerato  che,  già nel mese di maggio del 2004,  l'Assessore
  per  l'industria  pro-tempore aveva partecipato  ad  un  incontro
  pubblico alla presenza delle imprese del comparto elettrico e  la
  dirigenza ENEL e che quest'ultima, pur essendosi impegnata con il
  rappresentante  del  Governo a dare  avvio  ad  una  politica  di
  rilancio    degli    investimenti   volti   alla    manutenzione,
  all'ammodernamento della rete e ad un rinvio della  scadenza  per
  l'adempimento  agli obblighi citati in precedenza, ha  totalmente
  disatteso gli impegni;

   ritenuto che:

   la  qualità  del  servizio di fornitura energetica,  tanto  alle
  imprese  quanto ai cittadini ed alle istituzioni, costituisca  il
  fondamento per una politica di sviluppo e di garanzia dei diritti
  di cittadinanza;

   la  Regione debba e possa assumere un ruolo di mediazione  volta
  a   tutelare  tanto  la  qualità  dei  servizi  offerti  da  ENEL
  distribuzione    quanto    la    sicurezza    occupazionale    ed
  imprenditoriale  per le circa 80 imprese siciliane  del  settore,
  che occupano oltre 2.000 addetti,

                 impegna il Presidente della Regione

   ad  intervenire  presso  ENEL distribuzione  affinché  sia  data
  attuazione  agli  impegni  già  assunti  per  il  rilancio  degli
  investimenti   e  lo  sblocco  dei  lavori  di  manutenzione   ed
  ammodernamento della rete siciliana;

   a  farsi  promotore di un tavolo di incontro e negoziazione  fra
  ENEL  e  aziende dell'indotto, al fine di garantire, allo  stesso
  tempo,  qualità  e professionalità del servizio  e  tutela  delle
  piccole imprese e della loro potenzialità occupazionale». (348)

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   con  Decisione  200/128/CE  dell'11  maggio  1999,  relativa  al
  regime  degli aiuti concessi all'Italia per interventi  a  favore
  dell'occupazione  inerenti ai Contratti di  formazione  c  lavoro
  (CFL),   la   Commissione  Europea  ha  dichiarato  la   parziale
  incompatibilità   con  il  diritto  comunitario   degli   esoneri
  contributivi previsti dalla legge n. 451 del 1999 e  dalla  legge
  n. 196 del 1997;

   con   nota  del  15  febbraio  2000,  inviata  agli  Assessorati
  regionali  e  provinciali  del lavoro,  alla  Direzione  generale
  impiego  ed alla Direzione generale previdenza, il Ministero  del
  Lavoro   invitava  gli  organi  competenti  a  porre  particolare
  attenzione  nell'adeguarsi  alle  indicazioni  della  Commissione
  affinché  non  si  verificasse alcuna distorsione  rispetto  alle
  compatibilità   individuate   dalla   summenzionata    Decisione,
  precisando  che 'il contratto di formazione e lavoro non  risulta
  al  momento  stipulabile, in funzione di un legittimo  uso  degli
  aiuti,  se  non in osservanza dei limiti posti dalla  Commissione
  relativamente alla individuazione dei soggetti assumibili  nonché
  in  ordine  alla effettività dello sviluppo durevole del  tessuto
  economico-produttivo';

   con  circolare  del 22 giugno 2000, avente ad oggetto  ulteriori
  chiarimenti  in  merito  alla  Decisione  della  Commissione,  il
  Ministero  del  Lavoro ha rammentato che il beneficio  temporaneo
  dell'estensione   del  tetto  massimo  di  età   dei   lavoratori
  assumibili  con  Contratto  di  formazione  e  lavoro,   previsto
  dall'articolo  9,  comma 9, del Decreto legge n.  510  del  1996,
  convertito, con modificazioni, in legge 28 novembre 1996, n. 608,
  (e   successive  modifiche  e  integrazioni)  ed  attuato   dalle
  competenti  autorità della Regione siciliana, è terminato  il  31
  dicembre del 1997;

   con  sentenza del 7 marzo 2002 (C- 310 del 1999),  la  Corte  di
  Giustizia  europea  ha  respinto  il  ricorso  presentato   dalla
  Repubblica   italiana  avverso  la  Decisione  della  Commissione
  Europea;

   per  l'effetto,  la  Repubblica italiana è tenuta  a  recuperare
  presso  i  beneficiari gli aiuti illegittimamente concessi,  come
  peraltro  confermato dalla sentenza della Corte di Giustizia  del
  10 aprile 2004 (C-99/02);

   in  conseguenza, l'Istituto nazionale per la previdenza  sociale
  ha provveduto ad inviare alle imprese beneficiarie intimazione di
  pagamento  con  avviso  che,  in caso  di  mancata  ottemperanza,
  provvederà ad iscrivere a ruolo le somme richieste;

   considerato che:

   il     recupero    degli    esoneri    contributivi    interessa
  complessivamente   circa  1.200.000  (un  milione   duecentomila)
  imprese per un ammontare che si aggira intorno ai due miliardi di
  euro, e che, per effetto del beneficio temporaneo dell'estensione
  del  tetto massimo di età dei lavoratori assumibili con Contratto
  di  formazione e lavoro, previsto dall'art. 9, comma 9, del  D.L.
  n.  510 del 1996, le imprese interessate dall'azione di  recupero
  sono  prevalentemente  3,  dislocate sul  territorio  dell'Italia
  meridionale,  e  buona parte di queste si trovano sul  territorio
  della Regione siciliana;

   stante  l'entità  degli  importi  richiesti,  maggiorati   degli
  interessi,  calcolati  su  tassi di riferimento  elaborati  dalla
  stessa  Commissione  Europea,  è prevedibile  che  la  minacciata
  azione   di  recupero  abbia  un  impatto  notevole  sul  tessuto
  economico  della  Regione, con conseguenze pregiudizievoli  sullo
  sviluppo economico e sul mantenimento dei livelli occupazionali;

   il   recupero  degli  esoneri  contributivi,  qualificati   come
  incompatibili  con  il diritto comunitario, si  presenta  altresì
  estremamente  complesso, in quanto i beneficiari hanno  usufruito
  degli sgravi contributivi previsti dalla legislazione nazionale e
  regionale,  confidando  nella loro  piena  compatibilità  con  il
  diritto  comunitario. Peraltro la qualificazione di tali  esoneri
  come  'aiuti  di  Stato non compatibili con il mercato  comune  a
  norma  dell'articolo  87  del  Trattato  CE'  deriva  dalla  loro
  difformità  rispetto  a  quanto previsto dagli  'Orientamenti  in
  materia  di  aiuti  all'occupazione', esitati  dalla  Commissione
  Europea  e  pubblicati  nella Gazzetta Ufficiale  delle  Comunità
  Europee, serie C, n. 334 del 12 dicembre 1995;

   a  causa  della  poca  chiarezza  di  tali  orientamenti  e  del
  carattere  generalizzato della  misura dell'esonero,  nonché  del
  suo  protrarsi nel tempo, appare doveroso tutelare  il  legittimo
  affidamento  incolpevole  delle  imprese  beneficiarie  che   non
  avrebbero   potuto,   usando  l'ordinaria   diligenza,   desumere
  l'illegittimità della normativa italiana e regionale rispetto  al
  diritto comunitario;

   le   imprese   subirebbero   ulteriore   pregiudizio   economico
  dall'iscrizione  nel  proprio bilancio a sopravvenienze  di  tali
  contributi, per effetto delle decisioni in premessa indicate;

   rilevato che:

   sotto  altro profilo, l'individuo esposto all'azione dì recupero
  può  ad  essa  opporsi, per espressa statuizione della  Corte  di
  Giustizia,  invocando  in suo favore la presenza  di  circostanze
  eccezionali,  che  è compito del Giudice nazionale  sottoporre  a
  vaglio,  ed è dunque agevole immaginare come la vicenda  inerente
  agli  esoneri  contributivi per le assunzioni  con  Contratto  di
  formazione  e lavoro possa ingenerare un aumento esponenziale  di
  ricorsi  all'autorità  giudiziaria  competente,  con  conseguenti
  oneri a carico dell'amministrazione finanziaria dello Stato;

   le   intimazioni   di  pagamento  inviate  dall'istituto   della
  Previdenza  sociale nel mese di dicembre del 2004 non  consentono
  al   destinatario  di  individuare  il  numero   dei   lavoratori
  interessati   e   la  mancanza  delle  condizioni   oggettive   e
  soggettive,  stabilite dalla Commissione al fine  di  determinare
  l'illegittimità della misura. Parimenti, la quantificazione delle
  somme  appare  del  tutto  arbitraria,  non  tenendo  conto,  tra
  l'altro, della regola de mininus', pubblicata nella GUCE n. C 068
  del 6 marzo 1996 ed integrata dal Regolamento (CE) n. 69 del 2001
  della  Commissione del 12 gennaio 2001, relativo all'applicazione
  degli  articoli  87 e 88 del trattato CE agli aiuti  d'importanza
  minore  ('de minimis'), pubblicato nella GUCE n. L.  010  del  13
  gennaio 2001,

                 impegna il Presidente della Regione

   ad  intervenire presso il Governo nazionale affinché sì provveda
  ad  individuare  le soluzioni più adeguate volte a  contenere  il
  danno economico, anche sotto il profilo occupazionale, scaturente
  da  quanto  più specificatamente indicato in premessa, nonché  ad
  individuare  misure idonee miranti a rideterminare gli  oneri  di
  natura fiscale prodottisi a seguito delle agevolazioni godute  da
  parte delle imprese successivamente dichiarate illegittime;

   ad   accertare  altresì  presso  l'INPS  se  è  stata  presa  in
  considerazione, da parte dell'Istituto, la regola del de  minimis
  entro il quale l'aiuto è comunque legittimo e regolare». (349)

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   premesso che:

   con  decreto  dell'Assessore regionale per la  cooperazione,  il
  commercio,  l'artigianato e la pesca, in data 13  novembre  2002,
  sono  stati modificati i criteri per la predisposizione, da parte
  dei  comuni,  dei piani di localizzazione dei punti  ottimali  di
  vendila di giornali, quotidiani e periodici;

   in  particolare,  nella predisposizione  dei  predetti  piani  è
  necessario rispettare un rapporto minimo fra famiglie residenti e
  punti  di vendita esclusivi e, inoltre, è prevista l'apertura  di
  un  punto  di  vendita non esclusivo nelle zone in cui  risiedono
  1.000 famiglie;

   tale  rapporto  crea  delle  notevoli  difficoltà  in  quanto,in
  precedenza era previsto un unico punto vendita ogni 900 famiglie,
  con  il decreto in oggetto, ogni 1.000 famiglie vi sarà un  punto
  vendita esclusivo ed uno non esclusivo;

   in  pratica,  con  l'applicazione delle  nuove  norme,  in  ogni
  comune si rende necessaria la ripartizione in zone del territorio
  e,  in  base alla percentuale di popolazione, si creano scompensi
  tali da alterare anche i più semplici regimi di concorrenza,

           impegna il Presidente della Regione e per esso
  l'Assessore per la cooperazione, il commercio, l'artigianato e la
                                pesca

   a  revocare,  alla  luce  di quanto contenuto  in  premessa,  il
  decreto del 13 novembre 2002, pubblicato nella Gazzetta ufficiale
  della  Regione siciliana del 13 dicembre 2002, in modo  tale  che
  torni in vigore la precedente normativa». (350)

    PRESIDENTE   Dispongo che le mozioni testé  annunziate  vengano
  demandate  alla Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari
  perché ne determini la data di discussione.


   Presidenza del presidente Lo Porto


      Seguito della discussione del disegno di legge «Schema di
       progetto di legge costituzionale da proporre, ai sensi
   dell'articolo 18 dello Statuto al Parlamento nazionale, recante
   'Modifiche allo Statuto della Regione'» (580-472-578-602-652/A)

    PRESIDENTE   Si  passa  al  III punto  all'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegno di legge. Si procede con il seguito  della
  discussione  del  disegno  di legge numeri  580-472-578-602-652/A
  «Schema di progetto di legge costituzionale da proporre, ai sensi
  dell'articolo  18 dello Statuto al Parlamento nazionale,  recante
  'Modifiche allo Statuto della Regione'».
   Invito  i  componenti la Commissione speciale per  la  revisione
  dello Statuto a prendere posto al banco delle Commissioni.
   Ricordo  che  la  discussione  del  disegno  di  legge  si   era
  interrotta nella seduta n. 262 dell'1 febbraio 2005, in  sede  di
  esame dell'articolo 6.
   Ha  facoltà  di  parlare l'onorevole Capodicasa,  vicepresidente
  della  Commissione,  per  relazionare sull'esito  della  riunione
  svoltasi stamattina.

    CAPODICASA     vicepresidente   della    Commissione.    Signor
  Presidente,  onorevoli colleghi, la Commissione ha esaminato  gli
  emendamenti  accantonati nella seduta di ieri ed ha  trovato  una
  soluzione  che  è  più  o meno condivisa  da  parte  di  tutti  i
  colleghi.

    PRESIDENTE  Si riprende pertanto l'esame dell'articolo 3 e  dei
  relativi emendamenti, accantonati nella seduta di ieri.
   Comunico  che  è  stato  presentato il  seguente  subemendamento
  3.9.1 all'emendamento 3.9:

   «Dopo  la  parola   metropolitane  aggiungere le  parole   e  la
  Regione ».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 3.9 così  come  emendato.  Il
  parere della Commissione?

    CAPODICASA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pertanto gli emendamenti 3.6, 3.11, 3.1, 3.7, 3.12, 3.8,  3.5  e
  3.10, sono superati.
   Si  passa  all'emendamento 3.13 della Commissione.  Preciso  che
  l'emendamento è da intendersi sostitutivo del comma 3.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 3 nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si  riprende l'esame dell'articolo 6 e dei relativi emendamenti,
  accantonati nella seduta di ieri.
   Si  passa  agli  emendamenti 6.4, 6.7, 6.8 e  6.14  di  identico
  contenuto. Il parere della Commissione?

    CAPODICASA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE   Li  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                        (Non sono approvati)

   Si passa agli emendamenti 6.6 e 6.13, di identico contenuto.
   Comunico  che  è  stato  presentato  dall'onorevole  Fleres   il
  seguente subemendamento 6.6.1:

   «All'emendamento 6.6, sostituire le parole  due  terzi   con  le
  parole  tre quinti ».

   Lo pongo in votazione. Il parere della Commissione?

    CAPODICASA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione  gli  emendamenti  6.6  e  6.13  così  come
  emendati. Il parere della Commissione?

    CAPODICASA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                          (Sono approvati)

   Si passa all'emendamento 6.10. Il parere della Commissione?

    CAPODICASA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Si passa all'emendamento 6.1. Il parere della Commissione?

    CAPODICASA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                          (Non è approvato)

   Si  passa  agli  emendamenti 6.2, 6.3, 6.9 e  6.11  di  identico
  contenuto. Il parere della Commissione?

    CAPODICASA  vicepresidente della Commissione. Contrario.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                        (Non sono approvati)

   Si passa all'emendamento 6.8.

    SPAMPINATO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SPAMPINATO  Signor Presidente, onorevoli colleghi,  con  questo
  emendamento  proposto dall'onorevole Ortisi, al quale  chiedo  di
  apporre  la mia firma, si cerca di dare concretezza ad una  legge
  che ha qualificato l'attività parlamentare di questa Assemblea  e
  che   dà  attuazione  ad  un  principio  statutario,  ovvero   la
  possibilità  dell'introduzione  dell'iniziativa  popolare.   Dare
  concretezza per non vanificare questa introduzione che noi stessi
  abbiamo  votato, che noi stessi abbiamo regolamentato  in  questa
  legislatura.
   Se  non si dà la possibilità, anche minima, di dare spazio  alle
  iniziative   popolari,  tutto  ciò  che   abbiamo   fatto   viene
  vanificato.  Diventa  soltanto una ipocrisia:  ovvero,  diamo  la
  possibilità  di prevedere l'iniziativa popolare pur sapendo  che,
  se  queste  leggi non saranno avallate da un Gruppo parlamentare,
  non potranno avere un seguito.

    CAPODICASA     vicepresidente   della    Commissione.    Signor
  Presidente, la Commissione fa proprio l'emendamento 6.8.

    PRESIDENTE   Pongo  in  votazione  l'emendamento  6.8.  Chi   è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'emendamento 6.12.
   Comunico  che è stato presentato dalla Commissione  il  seguente
  emendamento 6.16, sostitutivo dell'emendamento 6.12:

   «Aggiungere il seguente comma:
    Il  medesimo  regolamento prevede la definizione  e  le  tutele
  riservate  all'attività  ed  alle  funzioni  parlamentari   delle
  opposizioni ».

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   L'emendamento 6.12 è superato.
   Si passa all'emendamento 6.15.
   Comunico  che è stato presentato dalla Commissione  il  seguente
  subemendamento 6.15.1:

   «Al   comma   4  ter  dell'emendamento  6.15,  dopo  la   parola
   concernenti  aggiungere le parole  i diversi aspetti delle ».

    FLERES  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES   Signor Presidente, onorevoli colleghi, non  intervengo
  nel  merito  dell'emendamento, ma vorrei soltanto  suggerire,  ai
  fini  del  coordinamento  formale, che questo  emendamento  fosse
  considerato  come  articolo aggiuntivo  e  non  come  emendamento
  all'articolo,  dando mandato agli uffici di  inserirle  poi  dove
  riterranno opportuno.

    PRESIDENTE  Pongo in votazione il subemendamento 6.15.1. Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'emendamento 6.15 così come  emendato.  Il
  parere della Commissione?

    CAPODICASA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario  si
  alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo in votazione l'articolo 6 nel testo risultante.

    MICCICHE'  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'   Signor  Presidente, onorevoli colleghi,  nonostante
  qualche  aggiustamento un po' dubbio - non solo  nella  forma  ma
  anche  nell'applicazione  - non posso che  votare  contro  questo
  articolo.  La  mia dichiarazione di voto contrario  è  dovuta  al
  fatto  che condividevo il principio degli emendamenti basilari  a
  firma degli onorevoli Ortisi e Capodicasa, in quanto ritengo  che
  i  due  terzi  dei deputati siano fondamentali per  stabilire  la
  reale democrazia in un consesso.
   Il  fatto  che  non  si  vuole accettare minimamente  il  giusto
  equilibrio del gioco democratico, significa volerci portare verso
  una dittatura della democrazia.
   Oggi  si  fanno  le guerre per portare la democrazia  nei  paesi
  dove non esiste; c'è un trionfalismo, a mio avviso esagerato,  da
  parte di chi vuol esportare la democrazia con le armi; qui non si
  sta esportando democrazia perché nel nostro Paese, per fortuna  -
  grazie ai nostri Padri costituenti, grazie alla Resistenza  -  la
  democrazia si è realmente affermata.
   Pare,  infatti,  che  certi equilibri  politici,  certe  riforme
  politiche   stiano  mortificando  questo  principio   democratico
  costituito   con  la  democrazia  repubblicana,   fondata   dalla
  resistenza e fondata dal giusto equilibrio delle parti.
   Signor   Presidente,   vorrei   ricordare   le   ultime   parole
  pronunciate dal Presidente della Repubblica nel suo messaggio  di
  fine anno - parole che si riferivano alle regole democratiche  -:
  egli  ha  detto che le regole principali si fanno tutte  insieme.
  Non è possibile giocare una partita sapendo che quella partita  è
  truccata  in partenza. Ebbene, questo Statuto, questo Regolamento
  che si vuole istituire, parte truccato da una sola parte.
   Pure  questi  famosi  tre  quinti,  la  modifica  apportata  con
  l'emendamento dell'onorevole Fleres, mi pare siano un  palliativo
  perché,  alla  fine,  non c'è un'espressione  dell'Assemblea  per
  cercare di dare regole giuste.
   Le  regole  sono truccate perché una cosa sono le regole,  altre
  cose sono le leggi.
   Questo  Parlamento, eletto nelle ultime elezioni  regionali  con
  una  maggioranza schiacciante, ha tutto il potenziale  per  poter
  esprimere  qualsiasi legge purché sia legittima e costituzionale.
  Nessuno glielo impedisce. C'è una maggioranza superiore ai 2/3. A
  volte   si  può  arrivare  anche  ai  2/5,  dipende  anche  dalle
  condizioni che si vengono a creare.
   Ripeto:  una  cosa sono le regole che tutti dobbiamo rispettare,
  altra  cosa  sono le leggi che questo Parlamento può fare  perché
  possiede una maggioranza che il popolo gli ha dato. Sono due cose
  distinte e separate. Non è possibile confonderle.
   Si  va,  quindi,  verso  una democrazia  bloccata,  come  diceva
  Popper   una  dittatura delle democrazie . Questo già  in  alcuni
  Paesi   si   sta   verificando:  vediamo  i  sistemi   elettorali
  anglosassoni.  Come  li potete chiamare se  non  dittature  della
  democrazia?  Come  l'Inghilterra, ad  esempio,  dove  per  essere
  eletti  bisogna  superare una certa soglia, avendo rappresentanti
  per una stragrande maggioranza della popolazione.
   L'esempio  l'abbiamo  avuto con la legge di riforma  elettorale,
  che   è  stata  approvata  da  questo  Parlamento  non  con   una
  maggioranza assoluta, ma con una maggioranza piuttosto  risicata,
  tanto  che è in corso un'iniziativa di raccolta di firme da parte
  di alcuni deputati per proporre l'abrogazione di questa legge.
   Saranno  poi  i  cittadini a valutare se  questo  Parlamento  ha
  lavorato bene.
   Quindi,  ripeto, con questo articolo - a mio avviso -  si  vuole
  bloccare la democrazia, perché non vengono rappresentate tutte le
  parti  politiche. Purtroppo il suo equilibrio, signor Presidente,
  spesso  vale  poco dinanzi alla volontà sorda, cieca  e  muta  di
  questo Parlamento.

   Pongo  in  votazione l'articolo 6 nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                             «Articolo 7

   1. L'articolo 6 dello Statuto è sostituito dal seguente:

                             'Articolo 6

   1.  I  deputati  non possono essere chiamati a rispondere  delle
  opinioni espresse e dei voti dati nell'esercizio o a causa  delle
  loro  funzioni,  compresa l'attività di  critica  e  di  denuncia
  politica, espressa anche attraverso i mezzi di comunicazione'».

   Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:

   -dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe, ed altri: emendamenti
      7.1 e 7.2;
  -dagli onorevoli Raiti, Ferro e Morinello: emendamento 7.4;
  -dagli onorevoli Capodicasa, Panarello ed altri: emendamento
  7.5;
  -dall'onorevole Ortisi: emendamento 7.3.

   Si   passa   agli  emendamenti  7.1,  7.4  e  7.5,  di  identico
  contenuto. Il parere della Commissione?

    CAPODICASA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Li  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                          (Sono approvati)

   L'emendamento 7.3 è precluso.
   Si passa all'emendamento 7.2. Il parere della Commissione?

    CAPODICASA  vicepresidente della Commissione. Favorevole.

    PRESIDENTE   Lo  pongo  in votazione. Chi  è  favorevole  resti
  seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo  in  votazione l'articolo 7 nel testo  risultante.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   PRESIDENTE.   Onorevoli  colleghi,  la  seduta  è   rinviata   a
  mercoledì 9 febbraio 2005, alle ore 17.30, con il seguente ordine
  del giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto


   I - Comunicazioni.

   II  -  Lettura,  ai sensi e per gli effetti degli  articoli  83,
  lettera d) e 153 del Regolamento interno, delle mozioni:

   n.  351  -  Stipula di un accordo con la Federfarma Sicilia  per
  consentire  agli assistiti di rifornirsi dei medicinali,  di  cui
  alla  lettera  a) del D.L. 18 settembre 2001, n. 347,  presso  le
  farmacie dell'Isola, degli onorevoli Fleres, Catania G.,  Maurici
  e Baldari;

   n.  352 -  Interventi in favore degli operatori della formazione
  professionale,  degli  onorevoli Fleres, Catania  G.,  Maurici  e
  Beninati;

   n.  353 - Iniziative per risolvere l'attuale situazione di crisi
  del  settore  industriale  a  Catania,  degli  onorevoli  Fleres,
  Catania G., Maurici e Beninati;

   n.  354  -  Iniziative al fine di garantire i  collegamenti  nei
  comuni di Piedimonte Etneo, Linguaglossa, Castiglione e Randazzo,
  in  provincia  di  Catania, degli onorevoli Fleres,  Catania  G.,
  Maurici e Beninati;

   n.   355   -   Iniziative  circa  il  versamento  del   'Tributo
  ambientale' da parte della SNAM Rete Gas alla Regione  siciliana,
  degli onorevoli Fleres, Catania G., Maurici e Beninati;

   n.  356  -  Iniziative al fine di dotare le strutture  sanitarie
  private  di  un farmacista, degli onorevoli Fleres,  Catania  G.,
  Maurici e Beninati;

   n.  357  - Iniziative per respingere  i  tentativi di  riduzione
  dell'autonomia  della Regione siciliana, degli onorevoli  Fleres,
  Catania G., Maurici e Beninati;

   n.  358  - Iniziative per la predisposizione di una legge quadro
  per la realizzazione del sistema integrato di inteventi e servizi
  sociali, degli onorevoli Fleres, Catania G., Maurici e Beninati;

   n.  359 - Iniziative a tutela ed a garanzia dei cittadini, degli
  onorevoli Fleres, Catania G., Maurici e Beninati;

   n.   360 - Nuove disposizioni in materia di energia elettrica in
  Sicilia, degli onorevoli Fleres, Catania G., Maurici e Beninati.

   III - Discussione del disegno di legge:
   «'Schema  di  progetto di legge costituzionale da  proporre,  ai
  sensi  dell'articolo  18 dello Statuto al  Parlamento  nazionale,
  recante 'Modifiche allo Statuto della Regione'» (nn. 580-472-578-
  602-652/A) (Seguito).

   IV  -  Elezione delle Commissioni legislative permanenti e della
  Commissione  per l'esame delle questioni concernenti   l'attività
  dell'Unione Europea.

   V - Elezione di deputati segretari.

                  La seduta è tolta alle ore 12.52.

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                      Dott. Giovanni Tomasello

   ALLEGATO

   Risposte scritte ad interrogazioni

   VITRANO.  «Al  Presidente della Regione e all'Assessore  per  il
  bilancio  e  le  finanze, premesso che la  Regione  siciliana  ha
  affidato,  con concessione ordinaria, il servizio di  riscossione
  tributi alla Montepaschi Se.Ri.T. già da oltre 4 anni e che  tale
  concessionaria  ha  chiuso un lungo periodo  di  commissariamento
  gestito dalla stessa società alla quale sono state rifuse perdite
  per diversi milioni di euro;

   constatato  che il nuovo regime doveva provvedere, fra  l'altro,
  al  recupero  di diversi milioni di euro di tributi erariali  non
  riscossi e che il nuovo affidamento doveva assicurare un regolare
  andamento della gestione esattoriale per l'erario, per gli enti e
  per i contribuenti;

   considerati:

   le  continue  lamentele, riprese anche da emittenti  televisive,
  da parte di contribuenti ai quali sono state inviate raccomandate
  con  preavvisi  di  fermo  amministrativo  per  il  pagamento  di
  tributi, in alcuni casi, già prescritti o mai notificati;

   gli   accertamenti  per  i  quali  l'attestazione  dell'avvenuta
  notifica    da   parte   del   concessionario   risulta    essere
  inesplicabile,  come  risulta  dall'elevato  numero  di   ricorsi
  presentati nelle sedi dei giudici di pace competenti;

   l'eccessivo  numero  di  notifiche  avvenute  per  assenza   dei
  contribuenti, ingiustificate nel caso di un corretto espletamento
  dell'attività;

   per sapere:

   l'ammontare del carico dei tributi iscritti a ruolo,  nonché  il
  carico  dei  tributi recuperati dal concessionario afferenti  gli
  anni di gestione ordinaria;

   l'ammontare  del  carico  relativo al  contenzioso  attivato  da
  comuni dell'Isola avverso il concessionario della riscossione;

   l'ammontare  del  carico  relativo al  contenzioso  attivato  da
  contribuenti  avverso il concessionario della  riscossione  nelle
  nove concessioni dell'Isola;

   quante cartelle siano accumulate presso il concessionario  della
  riscossione  per  mancata  notifica subordinata  ad  assenza  del
  contribuente, all'interno delle nove concessioni della Sicilia;

   quali  siano  stati le iniziative ed i controlli messi  in  atto
  dagli uffici regionali per verificare l'andamento del servizio di
  riscossione,  anche in relazione agli appalti per  l'attività  di
  notifica  affidati dalla Montepaschi Se.Ri.T. a società esterne».
  (1566)

   Risposta. «Con l'interrogazione numero 1566 l'onorevole  Vitrano
  ha  chiesto  notizie, al Presidente della Regione e all'Assessore
  regionale  per il Bilancio, in ordine al servizio di  riscossione
  dei  tributi  in  Sicilia  affidato alla Montepaschi  Se.Ri.T.  e
  specificatamente per sapere:

   1) l'ammontare del carico dei tributi iscritti a ruolo, nonché il
  carico  dei  tributi recuperati dal concessionario afferenti  gli
  anni di gestione ordinaria;

   2)  l'ammontare del carico relativo al contenzioso attivato  dai
  comuni dell'Isola avverso il concessionario della riscossione;

   3)  l'ammontare del carico relativo al contenzioso  attivato  da
  contribuenti  avverso il concessionario della  riscossione  nelle
  nove concessioni dell'isola;

   4)  quante  cartelle siano accumulate presso  il  concessionario
  della riscossione per mancata notifica subordinata ad assenza del
  contribuente, all'interno delle nove concessioni dell'isola;

   5)  quali siano stati le iniziative ed i controlli messi in atto
  dagli uffici regionali per verificare l'andamento del servizio di
  riscossione,  anche in relazione agli appalti per  l'attività  di
  notifica affidati dalla Montepaschi Se.Ri.T. a società esterne.

   Al  riguardo,  per le peculiarità degli argomenti trattati,   il
  Dipartimento regionale Finanze e Credito di questo Assessorato ha
  provveduto  a  chiedere notizie rispettivamente alla Montepaschi-
  Serit ed all'Agenzia delle Entrate e più specificatamente all'uno
  per  la  parte  afferente i dati tecnici della riscossione  e  le
  scelte gestionali operate, all'altra per l'attività connessa alla
  vigilanza.
   Nella  nota  di  risposta  della Montepaschi-Serit,  sono  stati
  forniti,  per  la  parte di loro competenza,  i  dati   richiesti
  nell'interrogazione in questione.

   In  merito  agli elementi forniti, si rappresentano le  seguenti
  risposte:

   1.  l'ammontare del carico dei tributi iscritti a ruolo,  nonché
  il  carico dei tributi recuperati, afferenti gli anni di gestione
  ordinaria,   limitatamente   ai   ruoli   riforma   affidati   al
  concessionario sino al mese di settembre 2004, consiste in:
   totale  carico ruoli riforma
  16.175.046.728,59
   totale  discariche  e  sgravi  operati
  3.428.979.813,00
   totale  carico  netto  riscuotibile
  12.746.066.915,59
   totale                                                  riscosso
       1.206.757.058,44
   I  dati  sopra  esposti,  non possono essere  ritenuti  da  soli
  elementi sufficienti per la valutazione dell'Attività svolta  dal
  Concessionario in Sicilia; infatti, il carico netto  riscuotibile
  deve  essere  abbattuto di quei carichi riferibili a  fattispecie
  per  le  quali  non  è  possibile attivare  alcuna  procedura  di
  riscossione coattiva. E precisamente:
      -   quote   relative  a  contribuenti  falliti
  1.851.626.303,57
      -   quote  sospese
  1.064.658.875,89
      -   quote   in  attesa  di  discarico  per  condono
  254.554.749,07
      -  quote  con  esito  negativo  da  anagrafe  tributaria
  486.924.546,09

   2.  l'ammontare del carico relativo al contenzioso attivato  dai
  comuni  dell'isola,  riguarda solo quattro amministrazioni locali
  su 385:
   -            comune           di           Favara           (Ag)
     3.911.301,49
   -           comune          di          Taormina            (Me)
     4.825.261,14
   -          comune          di         Misterbianco          (Ct)
     8.504.182,07
   -      comune      di      San     Pietro     Clarenza      (Ct)
        581.888,21

   3.  l'ammontare del carico relativo al contenzioso attivato  dai
  contribuenti  avverso  il concessionario nelle  nove  concessioni
  dell'isola  riguarda  29.000  cause  a  fronte  circa   1.287.000
  procedure cautelari/esecutive intraprese, con una percentuale del
  2,25%,  assolutamente fisiologica e consequenziale all'azione  di
  recupero  coattivo  attivata dal concessionario  nel  biennio  in
  corso;

   4.    l'ammontare   delle   cartelle   accumulate   presso    il
  concessionario della riscossione per mancata notifica subordinata
  ad assenza del contribuente, all'interno delle nove concessioni è
  di  circa il 10%. Si precisa, inoltre che nel ricorrere  di  tale
  circostanza, il concessionario esegue e perfeziona la notifica ai
  sensi  dell'art.  140  c.p.c.;  (deposito  nella  casa  comunale,
  affissione  dell'avviso  di deposito alla porta  dell'abitazione,
  ufficio  o  azienda  del  destinatario, dandogliene  notizia  per
  raccomandata con avviso di ricevimento).

   5.  in  merito  alle iniziative ed ai controlli  messi  in  atto
  dagli uffici regionali per verificare l'andamento del servizio di
  riscossione  anche  in relazione agli appalti per  l'attività  di
  notifica  affidati dalla Montepaschi Se.Ri.T. a società  esterne,
  si  comunica che,  non avendo ancora acquisito specifici elementi
  di  risposta  in ordine all'interrogazione da parte  dell'Agenzia
  delle  Entrate, si rappresenta, per le vie generali,  il  sistema
  che lo regola.
   L'Amministrazione  finanziaria regionale, ai sensi  dell'art.  8
  del  D.P.R. 1074/1965, si avvale degli Uffici finanziari  statali
  per  lo  svolgimento delle funzioni amministrative relative  alla
  fase  della  riscossione dei tributi, nelle quali  rientra  anche
  l'attività di vigilanza.
   Per   verificare   l'andamento  del  servizio  di   riscossione,
  l'Agenzia delle Entrate annualmente predispone una programmazione
  delle  verifiche, distinte in varie tipologie, da effettuare  nei
  confronti del Concessionario, volte a soddisfare la necessità  di
  compiere una analisi indicativa degli elementi di irregolarità  e
  violazione  commesse  a  fronte degli  obblighi  derivanti  dalla
  concessione del servizio di riscossione tributi.
   Per   tutte   le  irregolarità  riscontrate  nel   corso   degli
  accertamenti,   vengono  irrogate  le  sanzioni  legislativamente
  previste, di cui viene data notizia a questa Amministrazione.
   In  ultimo  occorre aggiungere che l'Agenzia delle  Entrate,  su
  richiesta  del Dipartimento delle Finanze, può anche  predisporre
  verifiche mirate, di cui ne comunica successivamente gli esiti».

                                                L'Assessore CINTOLA

   SANZERI.  «Al  Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  sanità, considerato che;

   sono  state  più  volte rappresentate dagli  Ispettori  sanitari
  fondate  preoccupazioni in ordine alla mancanza  di  un  progetto
  aziendale  credibile,  alla mancata applicazione  dei  contratti,
  alla cronica carenza di personale con il conseguente rischio  del
  declassamento delle strutture ospedaliere;

   le  organizzazioni  sindacali, hanno altresì  contestato  che  i
  metodi  attuali  di  gestione del Policlinico, contrassegnati  da
  forti  contrasti tra i responsabili, rischiano di determinare  la
  fase  acuta  di  ridimensionamento e di caduta  del  ruolo  della
  ricerca e della formazione alla quale il Policlinico è chiamato;

   è   urgente  un  intervento  della  Presidenza  della   Regione,
  attraverso  l'invio di un funzionario regionale  che  accerti  lo
  stato reale della situazione, anche in considerazione del disagio
  in  atto  esistente, che non può non ricadere, pesantemente,  sui
  cittadini  bisognosi di cure, i quali in definitiva rappresentano
  la  componente  più importante e tuttavia più debole  del  grande
  complesso ospedaliero universitario;

   per  sapere  quali iniziative intenda adottare il Governo  della
  Regione,  per  accertare  le  condizioni  di  grave  disagio  che
  sussisterebbero  all'interno  del  Policlinico  universitario  di
  Messina». (1171)

   Risposta.  «Con  l'interrogazione n.  1171  l'onorevole  Sanzeri
  rappresenta   alcune  situazioni  di  disagio   del   Policlinico
  Universitario  di  Messina  e chiede l'urgente  intervento  della
  Presidenza della Regione con l'invio di un funzionario  regionale
  per accertare quanto evidenziato nella interrogazione.
   Il   Policlinico   Universitario  di   Messina,   oggi   Azienda
  Ospedaliera  Universitaria integrata con  il  Servizio  Sanitario
  Regionale,  è  un ente strumentale dell'Università ai  sensi  del
  D.Lgs n.517/99.
   Il  protocollo  d'intesa stipulato tra la  Regione  Siciliana  e
  l'Università  di Messina nulla prevede in ordine all'attività  di
  vigilanza da parte dell'Assessorato Regionale Sanità.
   L'interrogante, a ragione, chiede l'intervento della  Presidenza
  della  Regione a cui compete - proprio in assenza di una  precisa
  previsione  normativa  sul  punto  -  l'eventuale  esercizio   di
  vigilanza».

                                               L'Assessore PISTORIO

   CRACOLICI.  «All'Assessore  per la sanità,  premesso  che  nella
  GURS   n.   56  del  3.12.1999  è  stato  pubblicato  il  decreto
  dell'Assessore  per  la  Sanità del 5.11.1999  concernente  'Zone
  carenti di medici specialisti pediatri di libera scelta al 1   ed
  al 2  semestre 1998';

   rilevato che:

   tra  le  poche zone carenti è stato individuato il  posto  nella
  AUSL 6 di Palermo, per il comune di Villabate;

   già    operano   in   quel   Comune   altri   quattro   pediatri
  convenzionati;

   visto  l'Accordo  collettivo nazionale per  la  regolamentazione
  dei  rapporti con i medici pediatri di libera scelta,  pubblicato
  con  il DPR n. 613/96, che prevede, art. 20, comma 1, le modalità
  di  verifica per le zone carenti di pediatri di libera scelta  e,
  art.  19,  comma  7,  il rapporto che deve  intercorrere  tra  la
  popolazione presente nel territorio di bambini tra 0 e 6  anni  e
  il  numero  di  pediatri autorizzati alla libera  professione  in
  quella realtà;

   considerato  che  dai  dati ISTAT tra il  1997  e  il  1998  non
  sembrerebbe  che a Villabate ci sia stato un boom  di  nascite  -
  avrebbe  dovuto  essere più che triplicato rispetto  agli  ultimi
  cinque anni - da giustificare la presenza di un nuovo pediatra;

   per sapere:

   su  quali criteri, numeri e pareri si sia basata la decisione di
  autorizzare  a Villabate, nell'ambito dell'AUSL 6 di Palermo,  la
  presenza di un nuovo medico specialista pediatra di libera scelta
  e se siano state rispettate, nel prendere questa decisione, tutte
  le  procedure e le disposizioni previste nell'Accordo  collettivo
  nazionale  che regola i rapporti con i medici pediatri di  libera
  scelta;

   se  gli  assistiti  siano stati informati dell'insediamento  del
  dott. Brusca quale medico pediatra presso il comune di Villabate,
  ricostituendo  la  base  degli  assistiti  secondo  i   massimali
  previsti dal contratto dei medici pediatri, poiché ad oggi rimane
  un  mistero  il  fatto che, malgrado la carenza  dichiarata,  gli
  assistiti non abbiano mai superato il numero di 290;

   come  sia  possibile che presso il distretto agli assistiti  che
  scelgono  il medico pediatra non venga comunicato quali  siano  i
  pediatri che hanno disponibilità;

   quali  siano i criteri attraverso i quali il distretto  comunica
  i  medici  disponibili  e  se  tali  criteri  siano  fondati  sul
  principio  di  trasparenza e di libertà effettiva  di  scelta  da
  parte degli assistiti». (1713)

   Risposta.   «In   riferimento   all'interrogazione   n.    1713,
  concernente la sussistenza dei presupposti per l'accertamento  di
  una   zona  carente  di  pediatria  nell'ambito  del  Comune   di
  Villabate rilevata all'anno 1998, si rappresenta quanto segue.
   L'Accordo  Collettivo Nazionale dei Medici Specialisti  Pediatri
  di   libera  scelta,  reso  esecutivo  con  D.P.R.  n.  272/2000,
  all'articolo18 ha previsto che nei mesi di marzo e  settembre  di
  ogni  anno le Regioni pubblichino l'elenco delle zone carenti  di
  pediatri convenzionati per l'assistenza primaria, individuati nel
  corso  del  semestre precedente dalle singole Aziende  UU.SS.LL.,
  sentito il Comitato ex articolo 11, sulla base dei criteri di cui
  all'articolo  17  dell'Accordo  stesso;  analoga  previsione  era
  contenuta   nel   precedente  A.C.N.  (D.P.R.  613/96),   vigente
  all'epoca della pubblicazione delle carenze relative al 1998.
   Pertanto  la  zona  carente di Villabate è stata  pubblicata  da
  questo   Assessorato   come  carente,  in  considerazione   della
  rilevazione  operata  dall'Azienda U.S.L.  n.  6  di  Palermo,  a
  seguito  del calcolo del rapporto ottimale effettuato secondo  le
  procedure  tecniche  indicate  nell'allegato  "C"  del   predetto
  Accordo, basate su criteri che tengono conto di alcune variabili,
  quali:
   1) il  numero  ed  il relativo massimale di scelte dei  pediatri
      operanti nell'ambito in questione;
  2) la popolazione pediatrica 0-6 anni accertata al 31 dicembre
  dell'anno precedente.
   Per  quanto  riguarda, infine, il punto relativo all'informativa
  nei  confronti dei cittadini dell'insediamento del  pediatra,  si
  precisa  che le modalità di scelta del pediatra sono disciplinate
  dall'articolo  24  del  D.P.R.  272/00,  il  quale   prevede   in
  particolare  che l'Azienda, nei punti di scelta e revoca,  espone
  un  elenco nominativo dei pediatri che possono acquisire  scelte,
  con   l'indicazione   per   ciascuno  di   essi   dell'ubicazione
  dell'ambulatorio con i relativi orari di apertura».

                                               L'Assessore PISTORIO

   CATANIA  G.  - MAURICI - FLERES. «All'Assessore per  la  sanità,
  premesso che:

   da  denunce  del Comitato dei cittadini per i diritti dell'uomo,
  pare che l'inizio di ogni anno scolastico rappresenti l'inizio di
  un  dramma,  poiché  si  stima che l'attuale  numero  di  scolari
  sottoposti  a  test per determinare la 'sindrome  da  deficit  di
  attenzione ed iperattività (Adhd)' è nell'ordine delle migliaia;

   attraverso  l'uso  di questionari di circa 150  domande,  che  i
  genitori  devono compilare per identificare le 'turbe psichiche',
  quali  ansia,  depressione, fobie, ecc.,  dei  loro  bambini,  si
  arriva  ad una schedatura del soggetto e successivamente  ad  una
  diagnosi   di   iperattività  (in  un  bambino   che   si   muove
  continuamente,  che  parla  quando  non  deve,  che  non   presta
  attenzione)    con     una   raccomandazione    di    trattamento
  farmacologico;

   questa  iniziativa  parte  dal Ministero  della  Salute  con  un
  progetto  approvato  nel 1996 e che le domande  del  questionario
  sono  tratte  dal  DSM IV (Manuale diagnostico e  statistico  dei
  disturbi mentali);

   il  metilfenidato, principio attivo usato in  casi  di  sindrome
  ADHD,  è una sostanza di derivazione anfetaminica, con drammatici
  effetti collaterali;

   negli  USA,  nonostante le rassicurazioni  iniziali  di  un  uso
  limitato di farmaci, più di sei milioni di bambini ed adolescenti
  sono  trattati solo per questo 'disturbo' con psicofarmaci a base
  di  anfetamine,  le  quali hanno una quantità  impressionante  di
  effetti collaterali;

   per sapere:

   quali  provvedimenti  intenda adottare per  vigilare  su  quanto
  detto  in  premessa  e  per  evitare  che  un'eventuale  diagnosi
  affrettata trasformi bambini vivaci in 'malati mentali';

   quali iniziative intenda porre in essere per verificare se  tali
  interventi  a  sfondo epidemiologico e, di conseguenza,  curativi
  vengano realizzati all'interno di istituti educativi». (1818)

   Risposta.  «In riferimento all'interrogazione n. 1818,  con  cui
  si chiede se siano state intraprese iniziative al fine di evitare
  l'estensione  del fenomeno della somministrazione di psicofarmaci
  a  bambini  per la presunta sindrome da deficit di attenzione  ed
  iperattività (ADHD), si rappresenta quanto segue.
   Con  Decreto del 22/7/03 il Ministero della Salute, di  concerto
  con  il  Ministero  della  Giustizia, ha  aggiornato  le  tabelle
  contenenti  l'elenco  delle  sostanze stupefacenti  e  psicotrope
  aggiungendo  il  metilfenidato e in data 04/02/04 la  Commissione
  Unica   del   Farmaco  ne  ha  deliberato  la   registrazione   e
  l'ammissione  al  rimborso. In data  04/03/04  si  è  svolta  una
  riunione presso l'Agenzia per i Servizi Sanitari Regionali a Roma
  con i referenti regionali per l'assistenza farmaceutica.
   Il  Dott.  Panei dell'Istituto Superiore di Sanità  informava  i
  presenti  circa  l'introduzione a breve del  farmaco  a  base  di
  metilfepidoto   (Ritalin),  il  quale   farmaco   sarebbe   stato
  classificato  in  fascia  "A",  ma  con  prescrizione   solo   su
  predisposizione  di  piano terapeutico  da  parte  di  centri  di
  riferimento individuati dalle singole Regioni.
   Lo  stesso Dirigente, nel corso della riunione, informava  anche
  che  il  Ministero  aveva incaricato IT.S.S.  di  predisporre  un
  registro nazionale della sindrome da iperattività con deficit  di
  attenzione,   al   fine   di  garantire  il   corretto   processo
  diagnostico, di appropriatezza terapeutica e di sorveglianza  dei
  potenziali eventi avversi.
   In  data  28/4/04  l'Istituto Superiore di Sanità  comunicava  a
  questo Assessorato i requisiti che dovevano possedere i centri di
  riferimento  per  poter  far  parte  del  registro  nazionale  di
  monitoraggio e quindi consentire la prescrizione di medicinali  a
  base di metilfenidato.
   Con  D.I.G. n. 83 del 15/6/04, pubblicato sulla GURS n.  31  dei
  23/7/04.  e  successivo  D.I.G. n. 112 del  09/09/04,  pubblicato
  sulla  GURS n. 41 del 01/10/04, questo Assessorato provvedeva  ad
  individuare  le  strutture  di Neuropsichiatria  Infantile  della
  Regione    Siciliana   in   possesso   dei   requisiti   previsti
  dall'Istituto Superiore di Sanità che faranno parte del  registro
  nazionale di monitoraggio.
   Tali centri saranno, pertanto, gli unici deputati o valutare  ed
  eventualmente  a  confermare  la  diagnosi  o  sospetta  tale  di
  sindrome  da deficit dell'attenzione ed iperattività che perviene
  dal  pediatra o dalle strutture Sanitarie periferiche, e  saranno
  anche gli unici abilitati alla prescrizione dì medicinali a  base
  di   metilfenidato  sotto  l'attento  monitoraggio  dell'Istituto
  Superiore di Sanità».

                                               L'Assessore PISTORIO

   GURRIERI.  «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  la
  sanità, premesso che:

   la legge riconosce a tutti i cittadini il diritto alla salute;

   la  Regione  siciliana ha istituito un sistema  territoriale  di
  emergenza  finalizzato a garantire l'intervento di  soccorso,  di
  salvaguardia e stabilizzazione delle funzioni vitali  compromesse
  e/o  il trasporto nel minor tempo possibile nel punto della  rete
  ospedaliera   o   territoriale   adeguatamente   qualificato   ed
  attrezzato per affrontare e risolvere la situazione di  emergenza
  e/o urgenza;

   accanto  al  sistema del 118 hanno dimostrato un alto  grado  di
  efficienza    nell'affrontare   le   situazioni   dl   emergenza,
  soprattutto di tipo cardiocircolatorio, le strutture dei  Presìdi
  Territoriali di Emergenza (PTE) dotate di dispositivi  di  pronta
  emergenza  come  i  defibrillatori ed altro nonché  di  personale
  medico e paramedico adeguatamente preparato;

   considerato che:

   nella  provincia  di  Ragusa insistono tre  PTE  (a  Chiaramente
  Gulfi,  a  Pozzallo e a Scoglitti) che hanno agito  positivamente
  sulla  riduzione  del rischio di mortalità per  talune  affezioni
  acute, soprattutto di tipo cardiocircolatorio;

   la  città  di  Ispica, che conta oltre 15  mila  abitanti  e  un
  territorio  rurale  fortemente  produttivo  e  antropizzato,  con
  centinaia  di  lavoratori stagionali e pendolari  provenienti  da
  altre  città, si ritrova priva di collegamenti rapidi con presidi
  sanitari  in grado di garantire gli interventi urgenti  necessari
  nei casi di patologie acute;

   la  guardia  medica funziona dalle ore 20,00 alle ore  8,00  del
  mattino,  lasciando  scoperte 12 ore per  il  pronto  intervento,
  durante  le  quali il soccorso rapido è affidato o al  118  o  ai
  medici generici in servizio in città;

   l'assessore ai servizi sociali di Ispica, dott.ssa T. Scuto,  ha
  più  volte denunciato la particolare situazione di Ispica,  priva
  di  una guardia medica di tipo avanzato funzionante 24 ore su 24,
  con  riferimento  ad alcuni eventi tragici, di cui  uno  accaduto
  recentemente  e  che ha riguardato un uomo di 47  anni,  sul  cui
  infausto esito ha certamente pesato la mancanza di guardia medica
  diurna e del personale medico e paramedico adeguato e disponibile
  per  la  struttura  e  l'inevitabile allungamento  dei  tempi  di
  soccorso  determinati dal trasporto nel Presidio  Ospedaliero  di
  Modica;

   atteso  che  appare  opportuno che nell'immediato  l'AUSL  7  di
  Ragusa potenzi la guardia medica, dotando l'attuale struttura  dl
  un  medico  e  di un infermiere 24 ore su 24, e che  nella  breve
  prospettiva si istituisca un P.T.E. nella città di Ispica;

   per sapere:

   se siano a conoscenza dei suddetti fatti;

   se  e  quali interventi si vogliano adottare per istituire nella
  città di Ispica un Presidio Territoriale dl Emergenza;

   se  intendano, nelle more dell'istituzione del P.T.E., impartire
  le adeguate istruzioni all'AUSL 7 di Ragusa per dotare la guardia
  medica di Ispica di personale in servizio 24 ore su 24;

   quali  altre  iniziative  intendano  intraprendere  al  fine  di
  tutelare gli interessi degli utenti del servizio sanitario  della
  città di Ispica». (1831)

   Risposta. «In riferimento all'interrogazione n. 1831, va  da  sé
  che  la  problematica evidenziata deve analizzarsi  in  relazione
  alle previsioni del D.A. Sanità n. 33793 dell'8.01.2001, con  cui
  sono state emanate le linee guida per l'organizzazione funzionale
  dei Presidi Territoriali di Emergenza (PP.TT.EE.).
   Tali  linee  programmatiche prevedono che le sedi dei  PP.TT.EE.
  vadano  individuate dalle Aziende USL di concerto con i Direttori
  delle  Centrali operative del 118 dei rispettivi bacini di utenza
  e  nel  rispetto degli indirizzi di programmazione indicati dalla
  delibera  di  GRG  n.  446 del 28.12.96 e  dal  P.S.R.  2000/2002
  (distanza dagli ospedali, stato della viabilità, zone disagiate -
  zona  montana  e/o  isole  minori  -  densità  della  popolazione
  residente).
   In  ogni  caso con nota n.3 653/d.G. del 12.11.2004 il Direttore
  generale dell'ASL n. 7 di Ragusa, interpellato in merito all'atto
  parlamentare che si commenta, ha informato che già  da  tempo  la
  problematica  sollevata dall'onorevole Guerrieri è stata  oggetto
  di attenzione nell'ambito di una riprogrammazione aziendale degli
  interventi  al  fine  di  migliorare  e  potenziare  l'assistenza
  sanitaria nel territorio di riferimento.
   L'Azienda  USL, infatti, nella impossibilità di poter  istituire
  nuovi PTE in conformità alla normativa regionale in materia,  ha,
  tuttavia,   adottato  ogni  possibile  iniziativa  per   ampliare
  l'orario di attività della guardia medica istituita nel Comune di
  Ispica.
   Al   riguardo,  poiché  è  in  fase  di  definizione   l'accordo
  aziendale con i medici della continuità assistenziale, lo  stesso
  Direttore Generale ha assicurato che nell'ambito di tale  accordo
  ha  già  inserito  come  obiettivo  fondamentale  da  raggiungere
  proprio  quello di utilizzare una parte del monte ore  aggiuntivo
  disponibile all'estensione dell'orario di apertura della  guardia
  medica di Ispica, quanto più possibile.
   La  stessa  Azienda  USL  ha assicurato  che  è  prioritario  il
  raggiungimento  di tale importante obiettivo entro  la  fine  del
  2004,  compatibilmente con la disponibilità dei medici incaricati
  per la continuità assistenziale.
   Sarà   cura   di   questo   Assessorato  informare   l'onorevole
  interrogante   sullo  stato  di  raggiungimento   del   superiore
  obiettivo.
   Va,  in  ultimo, evidenziato che proprio al fine  di  potenziare
  l'impatto  assistenziale  dell'offerta  pubblica  rispetto   alla
  domanda  sanitaria nel territorio in questione che  la  Direzione
  Aziendale ha provveduto, recentemente, a dotare la guardia medica
  di  Ispica  di  defibrillatore per poter affrontare le  emergenze
  cardiologiche».
                                               L'Assessore PISTORIO

   FLERES  -  CATANIA G. - MAURICI. «All'Assessore per  la  sanità,
  premesso che:

   da  fonti  di  stampa  si apprende che il personale  del  pronto
  soccorso  dell'Ospedale Santa Marta e Santa  Venera  di  Acireale
  (CT)  pare  non  riesca  ad espletare il proprio  importantissimo
  ruolo con la dovuta serenità;

   in  particolare, si apprende che l'utenza è spesso  costretta  a
  subire  enormi attese che, in non poche occasioni,  hanno  creato
  momenti  di  tensione, a danno dell'efficienza del stesso  pronto
  soccorso;

   è   superfluo  sottolineare  l'importanza  della  funzione   del
  personale medico e paramedico in servizio presso qualsiasi pronto
  soccorso  ed  è,  quindi,  necessario  che  esso  sia  messo   in
  condizione  di operare al meglio, con particolare riferimento  ad
  un   eventuale  aumento  delle  dotazione  organica   (medica   e
  paramedica),   ad   una  rivisitazione  della  organizzazione   e
  funzionalità   della  struttura  ed  all'acquisto  di   ulteriori
  apparecchiature;

   per  sapere  quali interventi urgenti intenda  porre  in  essere
  affinché  il  personale medico e paramedico del  pronto  soccorso
  dell'Ospedale  Santa  Marta  e Santa  Venera  di  Acireale  possa
  espletare il proprio delicato compito nel migliore dei modi,  con
  particolare  riferimento  alla  verifica  che  il  personale   in
  servizio  e  le apparecchiature in dotazione del pronto  soccorso
  siano conformi a quanto previsto dalle normative vigenti». (1843)

   Risposta.   «In  riferimento  all'interrogazione  n.   1843   si
  rappresenta  che, a seguito di specifica richiesta  inoltrata  da
  questo Assessorato, la Direzione Generale dell'Azienda USL  n.  3
  di   Catania,   territorialmente   competente,   ha   relazionato
  sull'argomento così come segue.
   L'Azienda  di  che trattasi ha notiziato che i pronto  soccorso,
  in  generale,  costituiscono uno dei maggiori  punti  critici  di
  qualsiasi  ospedale, anche perché sono spesso fonti di produzione
  di   enormi   danni   clinici   ed  operativi,    attraverso   la
  determinazione  dei  così  detti  BIAS  operativi    i   ricoveri
  impropri"  (ad  esempio  pazienti ortopedici  ricoverati  poi  in
  medicina  e  viceversa, ovvero pazienti che  non  necessitano  di
  ricovero ed invece "piazzati" senza criterio, etc.).
   Sono,  poi,  da distinguere i pronto soccorso "locali"  (quelli,
  cioè,  allocati negli ospedali di comunità piccole o con limitato
  apporto  esterno)  da quelli allocati presso  i  grossi  contesti
  ospedalieri,  ai  quali  si  rivolge un  pubblico  più  vasto  ed
  eterogeneo, con un afflusso superiore ai 25.000 - 30.000  accessi
  l'anno.
   Questo  è  proprio  il  caso  del Comune  di  Acireale,  dove  è
  necessario, oltre ad una direzione competente ed esperta,  locali
  ampi  e ben organizzati, deburocratizzazione del sistema, triage,
  selezione   degli  operatori,  adeguato  numero   di   personale,
  radiologia  e  TAC  "dedicate",  e  di  un  sistema  efficace  di
  consulenze specialistiche h 24.
   Al  raggiungimento dei superiori obiettivi tende ormai da  tempo
  la Direzione aziendale della ASL n. 3 di Catania.
   Ad  Acireale  si  è,  poi,  verificata una  rifunzionalizzazione
  della  offerta sanitaria in ragione dei nuovi standards operativi
  previsti  dalla vigente normativa (così come si è già operato  in
  tal  senso  in altre fattispecie analoghe), e quindi il passaggio
  di interi Reparti da una realtà ormai vecchia, e non più aderente
  ai bisogni, verso una nuova dimensione di assistenza ospedaliera.
   Le  esigenze sono velocemente aumentate, ma l'Azienda, obbligata
  a  tenere conto delle dotazioni organiche regionali e di  precisi
  vincoli  di spesa, non ha avuto la possibilità di fare tutto  ciò
  che avrebbe voluto, perlomeno non con la rapidità necessaria.
   I  problemi  del  Pronto Soccorso di Acireale,  soprattutto  nel
  periodo  estivo, sono andati emergendo lentamente ed  in  maniera
  poco   chiara,  accompagnati  dalla  necessità  di  rivedere   le
  procedure di trasporto medicalizzato (direttamente collegato alle
  attività di pronto soccorso) e di migliorare le dotazioni.
   All'interno  di questa cornice, la Direzione Aziendale  dell'ASL
  n.  3 ha avviato un percorso che ha già condotto ad una sensibile
  riduzione  dei ricoveri impropri, all'aggiornamento  del  sistema
  dei  trasporti  medicalizzati ed alla valutazione dell'efficienza
  di tutti i suoi 6 pronto soccorso.
   A   tale   scopo   nell'ottobre  2003  è  stata  istituita   una
  Commissione  super-partes con il compito di valutare  e  riferire
  sulla   questione:  ne  sono  derivate  una  serie  di  decisioni
  destinate   a  migliorare  l'accoglienza  verso  il  pubblico   e
  l'efficienza  operativa nei diversi servizi  di  pronto  soccorso
  della Azienda USL 3, Acireale compreso.
   Si  vuole,  inoltre,  precisare, in risposta  all'interrogazione
  che si commenta, che il Pronto Soccorso dell'ospedale "S. Marta e
  S.  Venera"  ha  in  atto una dotazione organica  complessiva  (8
  medici  oltre  al Responsabile, 13 infermieri e  11  tra  OTA  ed
  Ausiliari) superiore a quella prevista dalla Regione, e  che  per
  quanto  riguarda il triage, cioè la valutazione preventiva  della
  gravità  del caso (e quindi delle precedenze), si sta provvedendo
  alla   sua  attivazione,  sebbene  quest'ultimo  non  può  essere
  istituito  senza  una  prolungata  ed  adeguata  formazione   del
  personale,  se si vuole avviare il funzionamento di  un  servizio
  adeguatamente efficiente.
   Nel  Presidio  in parola, la cui responsabilità  e  direzione  è
  stata  da  poco  affidata  al  dott.  Rocco  Siciliano  (Primario
  dell'Unità  Operativa  di  Medicina  dello  stesso  ospedale   di
  Acireale)   sono,  inoltre,  in  corso  i  lavori  di   riassetto
  dell'intera  area  e  della disposizione dei locali  che  saranno
  rivisti   profondamente   anche  per   garantire   una   migliore
  accoglienza.
   Infine,  non  appena  saranno ultimate le procedure  d'acquisto,
  ormai  in via di conclusione, di una nuova TAC spirale 8  strati,
  l'apparecchiatura TAC attualmente allocata presso il Servizio  di
  Radiologia,  sarà  spostata al Pronto  Soccorso,  al  quale  sarà
  esclusivamente dedicata assieme alla Diagnostica strumentale, già
  installata  e  collaudata in questi giorni,  di  modo  che  possa
  realizzarsi un'Unità di Radiologia completa ad esclusivo servizio
  del Pronto Soccorso».

                                               L'Assessore PISTORIO
   ALLEGATO 2

            EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA

  DISEGNO  DI LEGGE NN. 580-472-578-602-652/A: ''SCHEMA DI PROGETTO
  DI  LEGGE  COSTITUZIONALE DA PROPORRE, AI SENSI DELL'ARTICOLO  18
  DELLO  STATUTO,  AL PARLAMENTO NAZIONALE RECANTE 'MODIFICHE  ALLO
  STATUTO DELLA REGIONE'''

    - All'articolo 3:

   Emendamento 3.9:

  Il comma 1 è sostituito dal seguente:

   1.  I comuni, le province, le città metropolitane e la Regione
  costituiscono    le    istituzioni    territoriali     autonome
  rappresentative della comunità siciliana .

   Emendamento 3.13:

  Al  comma  3  dell'articolo 3 aggiungere le parole  La  Regione
  favorisce la costituzione di consorzi di comuni e di province .

    -All'articolo 6:

   Emendamenti 6.6 e 6.13:

  Al  comma  2  dell'articolo  4  sostituire  le  parole    della
  maggioranza assoluta   con   due terzi .

   Subemendamento 6.6.1:

  Al  comma  2 dell'articolo 4 sostituire le parole   due  terzi
  con le parole   tre quinti .

   Emendamento 6.8:

  Alla fine del comma 5 dell'articolo 4 aggiungere le parole    e
  di iniziativa popolare .

   Emendamento 6.16:

  All'articolo 6 aggiungere il seguente comma:

   6.  Il medesimo Regolamento prevede la definizione e le tutele
  riservate  all'attività  ed  alle funzioni  parlamentari  delle
  opposizioni. .

   Emendamento 6.15:

  Aggiungere il seguente articolo:

  'All'articolo  6,  modificativo dell'articolo 4 dello  Statuto,
  aggiungere i seguenti commi:

   4  bis.  E' istituita una Commissione per le pari opportunità,
  composta   in   parti  uguali  di  uomini  e   donne   nominati
  dall'Assemblea regionale siciliana, anche tra esperti  esterni,
  secondo   le   norme  dettate  dal  Regolamento  dell'Assemblea
  regionale.

  4   ter.  La Commissione ha il compito di esaminare gli effetti
  della  legislazione regionale e della normazione di  competenza
  del Governo sulle politiche concernenti le pari opportunità.

  4  quater. La Commissione è organo di consulenza dell'Assemblea
  alla    quale   trasmette   periodicamente   relazioni    circa
  l'attuazione  delle  politiche di pari opportunità  e  presenta
  proposte sulle attività da intraprendere. .

   Subemendamento  6.15.1:

    Dopo la parola  'concernenti'  inserire le parole  'i diversi
  aspetti delle' .

    -All'articolo 7:

   Emendamenti 7.1, 7.4  e  7.5:

  Alla  fine del comma 1 sopprimere dalla parola  compresa   sino
  alla parola   comunicazione .

   Emendamento 7.2:

  Dopo  il  comma 1 dell'articolo 6 dello Statuto, aggiungere  il
  seguente:

   2. L'insindacabilità  di cui al comma 1 è disciplinata secondo
  modalità e procedure attuative fissate con legge regionale. .