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Resoconto d'Aula della Seduta n. 267 di martedì 15 febbraio 2005
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   Presidenza del presidente Lo Porto


    BASILE   segretario,  dà  lettura dei  processi  verbali  delle
  sedute  numero  265 e numero 266 del 10  febbraio 2005  che,  non
  sorgendo osservazioni, si intendono approvati.

                         Congedo e missione

    PRESIDENTE   Comunico  che  l'onorevole  Genovese  ha   chiesto
  congedo per la seduta odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico,  altresì,  che  è in missione,  per  ragioni  del  suo
  ufficio, l'onorevole Crisafulli per il 15 e il 16 febbraio 2005.
   L'Assemblea ne prende atto.

          Comunicazione dell'agenda dei lavori parlamentari

    PRESIDENTE   Comunico  che  la Conferenza  dei  Presidenti  dei
  Gruppi  parlamentari,  riunitasi il 15  febbraio  2005  sotto  la
  Presidenza  del Presidente dell'Assemblea onorevole Lo  Porto,  e
  con   la   partecipazione   del  Vicepresidente   dell'Assemblea,
  onorevole  Fleres,  e del Vicepresidente della Regione  onorevole
  Cascio,  ha  deliberato  all'unanimità  di  riconfermare  per  il
  corrente  mese   l'agenda   dei lavori  comunicata  nella  seduta
  d'Aula n. 265 del 10 febbraio 2005.
   In   particolare,   è  stata  sottolineata    la   priorità   di
  trattazione per  i sottoelencati disegni di legge:

      -  ddl  legge  voto  in materia di  riforma  dello  Statuto
      regionale
      - ddl  in materia di  case da gioco; (n. 337/A)
      - ddl  riguardante la Fondazione Buttitta (794)
      - ddl  in materia di istituzione Agenzia regionale prelievi
      e trapianti di organi e tessuti (867)
      -  ddl  in  materia di rimozione carcasse animali morti  in
      allevamenti o abbandonati  (792)
      - ddl in materia di impiego del personale regionale  presso
      gli uffici giudiziari, all'esame  della I Commissione.

   Sempre  in materia di priorità legislativa è stato convenuto  di
  definire  nel  più breve tempo possibile l'iter  parlamentare  in
  seconda  Commissione  del disegno di legge n.  718  (integrazione
  assegno sociale).
   La  votazione finale dei disegni di legge avverrà nella giornata
  di mercoledì 16 febbraio 2005.
   E'  stato, infine, stabilito di iscrivere all'ordine del  giorno
  dell'Assemblea,  nella  giornata  del  22  febbraio   p.v.,    la
  discussione  delle  mozioni  nn.  176,  241  e  243  (distilleria
  Bertolino), delle mozioni in materia di commesse delle Ferrovie e
  della mozione n. 274 (gestione rifiuti).
     Per  il prossimo bimestre di lavori parlamentari, si procederà
  alla  convocazione di una nuova Conferenza dei Capigruppo per  la
  definizione del nuovo programma e calendario, in ordine al  quale
  si  è convenuto  di organizzare  l'agenda parlamentare prevedendo
  un minimo  di tre sedute alla settimana di Aula e di Commissione,
  da  tenere,  le  prime,   di norma  in  ore  pomeridiane   e,  le
  seconde, in ore antimeridiane.
   Avverto  che  il  calendario  dei  lavori  testè  comunicato   è
  impegnativo,  a norma dell'articolo 98 quinquies,  comma  8,  del
  Regolamento   sia   per  l'Assemblea  che  per   le   Commissioni
  legislative,  le  quali   ultime,  ai sensi  degli  articoli  32,
  comma  4,   e  69 ter,  sono tenute  al rispetto delle  decisioni
  della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari in ordine
  alla programmazione dei lavori.
   Avverto,  infine, che ai sensi dell'articolo 32, comma   9,  del
  Regolamento  interno questa  Presidenza si riserva di adottare le
  iniziative necessarie affinchè l'organizzazione dei lavori  delle
  commissioni  permanenti sia in sintonia  con gli  obiettivi  e  i
  tempi   programmati  di cui all'articolo 98 quater  dello  stesso
  Regolamento.
   L'Assemblea ne prende atto.

           Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

    PRESIDENTE   Comunico che sono pervenute  le  risposte  scritte
  alle seguenti interrogazioni:

   -  da parte dell'Assessore per l'Industria:

   N. 312 - Bonifica dell'invaso artificiale di Campofranco (CL)  e
  notizie circa la sua proprietà.
   Firmatario: Ferro Giovanni

   N.  599  -  Notizie in ordine alla pubblicazione del  bando  per
  attingere  ai  fondi  statali  per  lo  sfruttamento dell'energia
  alternativa.
   Firmatario: Basile Giuseppe

   -  da parte dell'Assessore per i lavori pubblici:

   N.  494  -  Interventi  per  rendere funzionante  l'impianto  di
  riscaldamento  degli alloggi popolari del lotto  271  di  Termini
  Imerese (PA).
   Firmatario: Spampinato Giuseppe
   N.  558  -  Notizie sulla concessione del servizio di acquedotto
  presso il comune di Mascalucia (CT).
   Firmatario: Villari Giovanni

   N.  1253  - Notizie sulle procedure di valutazione dei  progetti
  di   riqualificazione  urbana  dei  centri  con  meno  di  30.000
  abitanti.
   Firmatari: Raiti Salvatore; Ferro Giovanni

   N.   1848   -  Misure  per  il  completamento  delle  opere   di
  urbanizzazione  delle  case popolari di contrada  San  Lorenzo  a
  Randazzo (CT).
   Firmatari:   Fleres   Salvatore;  Catania   Giuseppe;    Maurici
  Giuseppe.

   Avverto  che  le  stesse  saranno  pubblicate  in  allegato   al
  resoconto stenografico della seduta odierna.

                    Annunzio di disegni di legge

    PRESIDENTE   Comunico  che  sono stati  presentati  i  seguenti
  disegni di legge:

    Divieto  di pesca del novellame nel compartimento marittimo  di
  Porto Empedocle  (n. 961)
   d'iniziativa parlamentare
   presentato dall'onorevole Segreto in data 10 febbraio 2005

    Norme per il riconoscimento del valore culturale del Museo  del
  cantastorie Franco Trincale   (n. 962)
   d'iniziativa parlamentare
   presentato   dagli  onorevoli  Villari,  Capodicasa,   Speziale,
  Ioppolo in data 10 febbraio 2005

      Modifica  dell'art. 24 della legge regionale 31 maggio  2004,
  n.  9  concernente finanziamenti di cantieri di lavoro in  favore
  dei   destinatari  della  sperimentazione  del   reddito   minimo
  d'inserimento  (n. 963)
   d'iniziativa parlamentare
   presentato  dagli  onorevoli  Speziale,  Capodicasa,  Cracolici,
  Crisafulli, De Benedictis, Giannopolo, Oddo, Panarello,  Villari,
  Zago in data 14 febbraio 2005.

         Comunicazione di apposizione di firma a disegno di
                                legge

    PRESIDENTE   Comunico che gli onorevoli Lo  Curto  Eleonora  ed
  Acanto  Giuseppe,  in  data 10 febbraio 2005,  hanno  chiesto  di
  apporre  la propria firma al disegno di legge n. 953 «Disegno  di
  legge   da   sottoporre   al  Parlamento   nazionale   ai   sensi
  dell'articolo  18  dello  Statuto  della  Regione:    Norme   per
  l'assunzione  con contratto a tempo indeterminato  del  personale
  docente,  educativo  ed  ATA,  inserito  nelle  graduatorie   dei
  concorsi  per  esami  e  titoli  e nelle  graduatorie  permanenti
  provinciali della Regione'».

                     Annunzio di interrogazioni

    PRESIDENTE   Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni:

                   con richiesta di risposta orale

   N.  2071  -  Revisione  della circolare  dell'Assessore  per  la
  sanità n. 3443 del 24 settembre 2003.
   - Assessore Sanità
   Firmatario: Arcidiacono Giuseppe

   N.  2072 - Interventi per il comparto zootecnico della provincia
  di Ragusa.
   - Assessore Agricoltura
   Firmatario: Zago Salvatore

   N.  2074  - Motivi dell'assenza di personale sanitario  a  bordo
  delle ambulanze del SUES 118 di Agrigento.
   - Assessore Sanità
   Firmatario: Miccichè Calogero

   N.  2075 - Motivi del mancato accoglimento dell'istanza avanzata
  dall'Associazione   musicale  ALEA   di   Palermo   relativa   al
  passaggio  dalla  terza  alla  seconda  fascia  delle
   associazioni concertistiche siciliane.
   - Assessore Beni Culturali
   Firmatario: Sanzeri Salvatore

   N.   2076   -  Interventi  per  il  completamento  degli   scavi
  archeologici di Largo S. Giacomo adiacente al Duomo di Messina.
   - Assessore Beni Culturali
   Firmatario: Panarello Filippo

   N.   2077    -    Notizie   sull'attuazione   dell'accordo    di
  programma-quadro  'Sicurezza e legalità  per  lo  sviluppo  della
  Regione siciliana - Carlo Alberto Dalla Chiesa'.
   - Presidente Regione
   - Assessore Industria
   Firmatario: Savarino Giuseppa

   N.   2082   -   Interventi  per  accelerare  la  privatizzazione
  dell'Azienda siciliana trasporti (AST)
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo
   Firmatari:  De  Benedictis  Roberto;  Zago  Salvatore;  Speziale
  Calogero

   Le  interrogazioni, ora annunziate, saranno iscritte  all'ordine
  del giorno per essere svolte al loro turno.

                - con richiesta di risposta scritta:

   N.  2070  -  Interventi urgenti in favore dei  malati  gravi  di
  talassemia
   - Assessore Sanità
   Firmatario: Arcidiacono Giuseppe

   N.  2073 - Notizie sulla natura giuridica delle Aziende autonome
  delle Terme di Acireale e di Sciacca
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo
   Firmatario: Sammartino Bartolomeo

   N.  2078  -  Notizie  circa  i servizi affidati  alla  Meridiana
  S.p.A..
   - Presidente Regione
   - Assessore Turismo
   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

   N.  2079  -  Notizie circa la mancata istituzione nella  Regione
  della figura di operatore socio-sanitario.
   - Presidente Regione
   - Assessore Sanità
   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

   N.  2080 - Interventi urgenti in supporto delle aziende agricole
  e  zootecniche  ricadenti nel territorio del  comune  di  Maletto
  (CT).
   - Assessore Famiglia
   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

   N.  2081  -  Notizie ed interventi a proposito della  situazione
  gestionale   dell'Istituto  per  ciechi  'Ardizzone  Gioeni'   di
  Catania.
   - Assessore Famiglia
   Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

   N.  2084  -  Interventi  per il riconoscimento  dello  stato  di
  calamità naturale per il territorio del comune di Mussomeli (CL).
   - Presidente Regione
   - Assessore Lavori Pubblici
   Firmatari: Galletti Giuseppe; Ortisi Egidio; Manzullo  Giovanni;
  Papania Antonino; Spampinato Giuseppe; Vitrano Gaspare

   N.  2085  -  Interventi  urgenti  per  garantire  la  continuità
  occupazionale  dei  braccianti  agricoli  di  S.   Cataldo   (CL)
  impegnati nel settore della forestazione
   - Presidente Regione
   - Assessore Agricoltura
   Firmatari: Galletti Giuseppe; Ortisi Egidio; Manzullo  Giovanni;
  Papania Antonino; Spampinato Giuseppe; Vitrano Gaspare.

   Le interrogazioni, ora annunziate, saranno inviate al Governo.

                      Annunzio di interpellanze

    PRESIDENTE   Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
  interpellanze:

   N.   231  -  Provvedimenti  per  definire  le  graduatorie   per
  l'assegnazione di alloggi popolari nei comuni di Agrigento, Porto
  Empedocle, Cattolica Eraclea, Naro e Favara.
   - Assessore Famiglia
   Firmatario:  Morinello Salvatore

   N.  232 - Iniziative per la realizzazione di nuovi impianti  per
  la   distribuzione  di  carburante  e  di  GPL  lungo  la  tratta
  autostradale Palermo-Messina, direzione Messina.
   - Presidente Regione
   - Assessore Industria
   Firmatari: Galletti Giuseppe; Ortisi Egidio; Manzullo  Giovanni;
  Papania Antonino; Spampinato Giuseppe; Vitrano Gaspare.

   Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il  Governo
  abbia  dichiarato  che respinge le interpellanze  o  abbia  fatto
  conoscere  il  giorno in cui intende trattarle, le  interpellanze
  stesse  saranno iscritte all'ordine del giorno per essere  svolte
  al loro turno.

                         Annunzio di mozioni

    PRESIDENTE   Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
  mozioni:

   N.  373   Iniziative  per  coordinare  la  partecipazione  delle
  Assemblee legislative regionali al processo di costruzione  delle
  politiche  europee ,  degli onorevoli Fleres  Salvatore;  Catania
  Giuseppe; Maurici Giuseppe; Baldari Nicola Renato
   Presentata il 8/02/05

   N.  377  Continuità produttiva delle imprese metalmeccaniche del
  settore ferroviario operanti in Sicilia , degli onorevoli Formica
  Santi; Ioppolo Giovanni; Sammartino Bartolomeo; Virzi' Gioacchino
   Presentata il 9/02/05

   N.  379     Interventi  per  il riconoscimento  dello  stato  di
  calamità  per  le  aziende e le attività zootecniche  di  Maletto
  colpite   dalle   eccezionali    condizioni    di    mal    tempo
  registratesi  nei  mesi  di  gennaio  e  febbraio  2005 ,   degli
  onorevoli  Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici  Giuseppe;
  Baldari Nicola Renato; Confalone Giancarlo
   Presentata l'11/02/05.

   Avverto  che  le stesse saranno iscritte all'ordine  del  giorno
  della  seduta  successiva  perchè se  ne  determini  la  data  di
  discussione.

         Comunicazione di delega alla trattazione di mozione

    PRESIDENTE  Comunico che, con nota prot. 1534 del  10  febbraio
  2005,   il  Presidente  della  Regione  ha  delegato  l'Assessore
  regionale per il territorio e l'ambiente a curare la trattazione,
  in  seno all'Assemblea regionale, delle mozioni n. 176, n. 241  e
  n.  243,  concernenti la realizzazione di un impianto industriale
  della distilleria Bertolino nel territorio di Mazara del Vallo.

   Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno,  che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Lo Porto


  Seguito della discussione del disegno di legge «Schema di disegno
  di  legge  da  proporre, ai sensi dell'art. 18 dello Statuto,  al
  Parlamento nazionale recante:  Norme per l'istituzione di case da
  gioco nel territorio della Regione siciliana» (337-136-209-491/A)

    PRESIDENTE   Si passa al punto secondo all'ordine  del  giorno:
  Discussione di disegni di legge.
   Si  procede con la discussione del disegno di legge « Schema  di
  disegno  di  legge  da  proporre, ai  sensi  dell'art.  18  dello
  Statuto,   al   Parlamento   nazionale   recante:    Norme    per
  l'istituzione  di  case  da  gioco nel territorio  della  Regione
  siciliana» (337-136-209-491/A) posto al numero 1).
   Onorevoli  colleghi,  ricordo che l'esame del disegno  di  legge
  si  era interrotto nella seduta numero 266 del 10 febbraio  2005,
  dopo la chiusura della discussione generale e l'approvazione  del
  passaggio all'esame degli articoli.

   Invito  i  componenti la quarta Commissione a prendere posto  al
  banco delle Commissioni.
   Si passa all'articolo 1.
    Ne do lettura:
                             «Articolo 1.
               Istituzione  di case da gioco  nei  comuni  ad
               alta vocazione turistica

   1.   Al  fine  di  garantire  al  settore  turistico  condizioni
  analoghe  a  quelle di altre regioni italiane e  di  altri  stati
  membri  dell'Unione  europea, in deroga agli articoli  718,  719,
  720,  721  e  722  del  Codice penale, la Regione  siciliana  può
  autorizzare  l'apertura  di case da  gioco  nei  comuni  ad  alta
  vocazione   turistica  comprovata  dalla  presenza  di  strutture
  adeguate all'accoglimento di rilevanti flussi turistici.

   2.  L'autorizzazione di cui al comma 1 è concessa  su  richiesta
  del  sindaco  del  comune interessato, previa  deliberazione  del
  consiglio  comunale,  con decreto del Presidente  della  Regione,
  previo    parere   della   competente   Commissione   legislativa
  dell'Assemblea regionale siciliana.

   3.  Nella  richiesta di cui al comma 2, il sindaco deve indicare
  la disponibilità di un immobile di interesse storico-artistico  o
  turistico idoneo ad essere sede della casa da gioco.

   4.  L'autorizzazione di cui al comma 1 è concessa per la  durata
  massima di trenta anni ed è rinnovabile.

   5.  Non  possono divenire sede di casa da gioco, ai sensi  della
  presente legge, i comuni capoluogo di provincia ed i comuni per i
  quali siano state adottate le misure di cui all'articolo 143  del
  decreto  legislativo  18 agosto 2000, n.  267,  nei  cinque  anni
  successivi all'adozione delle predette misure.»

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:

                            «Articolo 2.
       Regolamento per la disciplina dell'esercizio  di  case
       da gioco nella Regione

   1.  Entro  novanta giorni dalla data di entrata in vigore  della
  presente legge, il Presidente della Regione, previa deliberazione
  della  Giunta  regionale,  sentito  il  parere  della  competente
  Commissione   legislativa  dell'Assemblea  regionale   siciliana,
  adotta, con proprio decreto, il regolamento recante le norme  per
  la disciplina e l'esercizio delle casa da gioco nella Regione.

   2. Il regolamento di cui al comma 1 deve contenere:

   a)  le  disposizioni  intese a garantire la  tutela  dell'ordine
  pubblico e della moralità, prevedendo, in particolare, l'assoluto
  divieto  di  accesso alla casa da gioco per  i  minori  e  per  i
  militari in servizio;

   b)   le   specie  ed  i  tipi  di  giochi  che  possono   essere
  autorizzati;

   c) i giorni di chiusura e l'orario di apertura;

   d)  le  disposizioni  relative alla trasparenza  della  gestione
  amministrativa ed al controllo delle risultanze della  stessa  da
  parte degli organi competenti;

   e)  le disposizioni concernenti la concessione della gestione  a
  società  a capitale privato o misto; le garanzie per l'appalto  e
  le cauzioni; le qualità morali ed economiche del concessionario e
  del  personale addetto; le modalità di riscossione del canone  di
  concessione  e i relativi controlli; le fideiussioni assicurative
  o  bancarie che il concessionario deve prestare a copertura degli
  impegni assunti; il potere di revoca della concessione in caso di
  mancata  osservanza  delle condizioni previste  per  il  rilascio
  della  concessione medesima senza onere alcuno  per  la  pubblica
  amministrazione.»

   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:

                            «Articolo 3.
                    Esercizio della casa da gioco

   1.  La  titolarità dell'esercizio della casa da gioco spetta  al
  comune richiedente.

   2.   L'esercizio   della  casa  da  gioco  può  essere   gestito
  direttamente  o  per  mezzo  di una società  mista  a  prevalente
  capitale  pubblico, oppure attraverso una società che lo gestisca
  in regime di concessione.»

   Lo  pongo  in votazione.  Chi è favorevole resti seduto,  chi  è
  contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:

                              «Articolo 4.
                           Concessione

   1.  Il  provvedimento di concessione è rilasciato dal comune  ai
  soggetti aggiudicatari la gara pubblica i quali sottoscrivono  la
  convenzione che regola i rapporti di obbligazioni tra il comune e
  i medesimi.

   2.  Il  soggetto titolare della concessione esercita e  gestisce
  direttamente la casa da gioco in osservanza della convenzione  di
  cui  al  comma  1  e  non può, salvo espressa autorizzazione  del
  comune,  cedere la concessione o delegare ad altri l'esercizio  e
  la  gestione,  salvo che per i servizi accessori non  riguardanti
  l'attività   di   gioco,  di  cui  peraltro  rimane   del   tutto
  responsabile.

   3.  Il  soggetto titolare della concessione è tenuto a prevedere
  la  partecipazione  nel  collegio  dei  sindaci  revisori  di  un
  rappresentante  di nomina del comune con funzioni di  presidente,
  nonché di altri due membri effettivi, uno di nomina del Ministero
  dell'Interno e uno di nomina della Regione.

   4.  Entro  e  non  oltre  il 31 marzo di ogni  anno  i  soggetti
  titolari della concessione trasmettono al comune, alla Regione ed
  al  Ministero dell'Interno il bilancio di esercizio della casa da
  gioco,  nonché  di ogni attività data in concessione  o  ad  essa
  connessa, relativo all'anno precedente.

   5.  La  concessione ha la durata massima di  dieci  anni  e  può
  essere oggetto di uno o più rinnovi della medesima durata.»

    CRACOLICI  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI   Signor Presidente, volevo sollevare  una  obiezione
  di merito alla legge.
   Stiamo   votando  una  legge-voto  che  chiede   al   Parlamento
  nazionale  di   introdurre  le  deroghe  dall'Ordinamento   sulla
  Pubblica  Sicurezza relative ad alcune città  italiane,  dove  ci
  sono case da gioco.
   Nella  nostra legge-voto  prevediamo la esclusione   dei  Comuni
  capoluogo, oltre che dei Comuni sciolti per mafia.
   Vorrei,  però,  introdurre  un elemento  di  riflessione  per  i
  colleghi, perché siamo in presenza di una contraddizione: abbiamo
  stabilito  per  legge che  alcune città capoluogo  sono  definite
   città  d'arte   e,  come tali, vanno in  deroga  ai  regolamenti
  commerciali, quindi  città d'arte  con una fortissima  previsione
  di sviluppo turistico in quanto tale.
   Nello  stesso tempo prevediamo una legge che vuole  chiedere  al
  Parlamento nazionale di aprire anche case da gioco nel territorio
  siciliano,  escludendo i Comuni capoluogo, alcuni dei quali  sono
   città d'arte , cioè città che hanno una disciplina  speciale per
  quanto riguarda alcuni regolamenti.
   Considero questa una contraddizione rispetto agli obiettivi  che
  si  pone la legge nel chiedere la deroga e all'esclusione che  fa
  il Parlamento siciliano nella possibilità che, qualora si dovesse
  pervenire   alla  deroga  da  parte  del  Parlamento   nazionale,
  prevediamo  che quella deroga deve rimanere per le  nostre  città
  d'arte  che questa Regione ha stabilito con proprio provvedimento
  legislativo.
   Mi  pare  una  contraddizione. Mi riferisco, per  esempio,  alla
  città di Palermo

    ACIERNO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ACIERNO  Signor Presidente, non per contraddire il collega  che
  mi ha preceduto,  ma  soltanto per cercare di evidenziare che c'è
  un  tentativo  di  programmazione che forse  è  un  fatto  nuovo,
  epocale  in  terra di Sicilia, anche se stiamo  parlando  di  una
  legge-voto sulle case da gioco.
   Però  il  fatto  di  potere cominciare a programmare  il  nostro
  territorio secondo specifiche vocazioni, cioè evitare che poi una
  norma  faccia  scatenare la cosiddetta  guerra dei poveri ,  cioè
  che tutti fanno la corsa
   Si  è cercato  in IV Commissione, dove abbiamo lavorato tutti su
  questo  disegno di legge, di porre una serie di paletti cercando,
  in   una   prospettiva  futura,  augurandoci  che  il  Parlamento
  nazionale  possa accogliere questa nostra iniziativa legislativa,
  di  dire  al territorio della Regione siciliana che, ogni  Comune
  che  ha  già  una  sua vocazione specifica e,  quindi,  già  trae
  turismo per una sua peculiarità, lasci spazio ad altri Comuni che
  possibilmente  sono  meno  privilegiati  sotto  il  profilo   del
  territorio,  sotto  il profilo della storia, della  cultura,  dei
  Beni  culturali  e  architettonici e  possano  attirare  presenze
  turistiche con nuovi sistemi.
   Quindi  il  senso  vuole  essere  soltanto  questo,  non  è  una
  discriminatio  nei  confronti  di  nessuno,  questo   si   chiama
   programmare .

    LO CURTO , relatore. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LO CURTO ,    relatore.     Signor   Presidente,   l'intervento
  dell'onorevole  Acierno ha già spiegato la logica  attraverso  la
  quale la Commissione ha agito, intervenendo in una pianificazione
  dello  sviluppo  in Sicilia che non può vedere esclusivamente  le
  città  d'arte  e le città capoluogo, intitolarsi  ogni  forma  di
  sviluppo.
   Ci  sono realtà che per storia, cultura e tradizione meritano di
  essere sostenute attraverso un preciso impegno della politica  e,
  in questo caso, della Istituzione che noi rappresentiamo.
   Questa  legge,  è  una legge-voto che non pone deroghe  rispetto
  agli  articoli  del  Codice penale che  vietano  l'apertura   dei
  casinò  in Sicilia,  pone al Parlamento nazionale l'esigenza  del
  superamento  di  quelle  norme  per  regolamentare,  in  Sicilia,
  l'apertura dei casinò nei luoghi di maggiore interesse turistico.
   Vuole  significare  una  spinta allo sviluppo  e  allo  sviluppo
  turistico  che passa attraverso l'apertura di case  da  gioco  in
  Sicilia al di fuori dei comuni dove esiste già il turismo  e dove
  lo sviluppo di per sè è programmato.

    PRESIDENTE   Onorevole Cracolici, credo sia  stata  fornita  la
  risposta, se soddisfacente o meno lo lascio al suo giudizio.

    BENINATI  Presidente della Commissione. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    BENINATI   Presidente  della Commissione.   Signor  Presidente,
  volevo  intervenire prima, ma non mi è stata data  l'opportunità,
  onorevole  Cracolici,  la  sua  è  una  osservazione  che  volevo
  anticipare, ma l'articolo 1 è stato già votato.
   Premesso ciò aggiungo che le motivazioni sono state fornite,  la
  Commissione ha fatto delle riflessioni.  Sull'esclusione  o  meno
  non  c'è  una  preclusione, c'è una motivazione già inserita  nel
  testo.
   Questa  è una legge che vuole incentivare e dare una motivazione
  in  più sull'autorizzazione a queste case da gioco in determinati
  centri  turistici;  è  rinomato in  ogni  manifestazione  che  la
  Sicilia  partecipi,  è detto da tutti gli assessori di  tutte  le
  forze   politiche  che  in  questi  anni  sono   state   presenti
  all'Assemblea e nei vari governi.
   Vi  è  una difficoltà: il più delle volte nelle borse in cui  ci
  si  incontra  per  il  turismo si evince che  parte  del  turismo
  vorrebbe venire in Sicilia  e vi è  esclusivamente una carenza di
  questa  istituzione nella nostra Regione, mentre se noi guardiamo
  un  attimino tutto il Mediterraneo, siamo circondati da  case  da
  gioco.
   Pertanto,  è  paradossale. Potremmo migliorare  questo  servizio
  del  turismo, visto che ne parliamo tutti, la legge nasce proprio
  per  questo  e nasce principalmente per quei centri  o  per  quei
  territori dove c'è una popolazione turistica abbastanza  naturale
  e che si vuole incentivare.
   Sarà buona scelta del Presidente.  Ha detto bene l'onorevole  Lo
  Curto, facendo riferimento a tutti i capoluoghi di provincia.
   E'  una  scelta  che  non vuole essere nulla di  più.  Comunque,
  l'articolo  era stato pure votato quindi, credo che  non  bisogna
  aggiungere altro.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                               Congedo

   PRESIDENTE. Comunico che l'assessore per l'industria,  onorevole
  D'Aquino, ha chiesto congedo per la presente seduta.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Lo Porto


   Riprende la discussione del disegno di legge «Schema di  disegno
  di  legge  da  proporre, ai sensi dell'art. 18 dello Statuto,  al
  Parlamento nazionale recante:  Norme per l'istituzione di case da
  gioco nel territorio della Regione siciliana» (337-136-209-491/A)

   PRESIDENTE.  Pongo in votazione l'articolo 4. Chi  è  favorevole
  resti seduto, chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 5.  Ne do lettura:

                            «Articolo 5.
             Proventi della gestione della casa da gioco

   1.  I proventi della gestione della casa da gioco sono ripartiti
  come segue:

   a) il 50 per cento al comune sede della casa da gioco;

   b)  il  25 per cento alla provincia regionale in cui ha sede  la
  casa da gioco;

   d) il 25 per cento alla Regione siciliana.

   2.  Il  versamento delle quote di cui alle lettere b) e  c)  del
  comma  1  è effettuato annualmente dal comune sede della casa  da
  gioco entro venti giorni dall'approvazione del bilancio».

  Lo  pongo in votazione.  Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi

                           (E' approvato)

   Si passa all'articolo 6. Ne do lettura.

                            Art. 6.
                     Revoca dell'autorizzazione

   1.  Il  Presidente  della Regione, in caso di  violazione  delle
  disposizioni  della  presente legge  o  del  regolamento  di  cui
  all'articolo 2, nonché in caso di turbativa dell'ordine  pubblico
  o  della morale pubblica, dispone la revoca dell'autorizzazione o
  l'immediata sospensione dell'esercizio della casa da gioco.

   2.  Ai  fini della vigilanza, da parte degli agenti o funzionari
  preposti, i locali della casa da gioco sono considerati pubblici.

   3.  La  frequenza  della casa da gioco da  parte  dei  cittadini
  residenti nel comune sede della casa da gioco è regolamentata  da
  specifiche disposizioni del consiglio comunale.»

   CRACOLICI.  Chiedo di parlare.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   CRACOLICI.   Signor Presidente, manifesto un  dubbio  che  penso
  possa  essere fugato dalla Commissione che ha lavorato al  testo:
  all'articolo 4 è prevista la procedura di concessione affidata al
  Comune ove si realizza la casa da gioco, mentre all'articolo 6 si
  prevede  un  potere  di revoca al Presidente  della  Regione.  Ma
  questo, per avere un potere di revoca, deve avere pure un  potere
  concessorio preventivo
   Stiamo  introducendo, cioè, un sistema in cui  il  soggetto  che
  opera   la   concessione  è  distinto  da   quello   che   opera,
  eventualmente, la revoca.
   Mi  pare  che  ciò  contraddice l'impianto giuridico  del  testo
  stesso.

   LO  CURTO,  relatore. Signor Presidente, chiedo l'accantonamento
  dell'articolo 6.

   PRESIDENTE.  Non  sorgendo  osservazioni,  dispongo  nel   senso
  richiesto.
    Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:

                             «Articolo 7
                        Tassa di concessione

   1.  Alla  casa  da  gioco di cui all'articolo 1  si  applica  la
  disposizione dell'articolo 6, comma 1, della tariffa  annessa  al
  decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n.  641,
  recante  disciplina  delle  tasse sulle concessioni  governative,
  come  sostituita  dal  decreto  del  Ministro  delle  finanze  28
  dicembre 1995, pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 303 del  30
  dicembre 1995 e successive modificazioni».

   Lo  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi
  è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:

                             «Articolo 8
                           Incompatibilità

   1.  Gli  amministratori  ed i funzionari  della  Regione  e  dei
  comuni  e  delle  province  sedi di  casa  da  gioco  ed  i  loro
  congiunti,  parenti  ed affini sino al terzo  grado  non  possono
  partecipare in qualsiasi forma alla gestione delle case da gioco,
  ne  assumere incarichi e appalti di qualsivoglia natura e  specie
  relativi alla casa da gioco se non siano decorsi almeno tre  anni
  dalla data di cessazione dalla carica o dal servizio.

   2.  Gli  amministratori,  i soci ed i  dipendenti  con  funzioni
  direttive o comunque apicali dei soggetti gestori delle  case  da
  gioco,  nonché  i  loro congiunti e ascendenti e  discendenti  in
  linea   retta  sono  ineleggibili  quali  sindaco,  assessori   e
  consiglieri  dei  comuni sede della casa da gioco,  se  non  sono
  decorsi tre anni dalla rimozione della causa di ineleggibilità».

   Lo  pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi
  è contrario si alzi.

                            (E' approvato)

   Sospendo la seduta per cinque minuti.

    (La seduta, sospesa alle ore 18.22, è ripresa alle ore 18.24)

   La seduta è ripresa.

   LO CURTO, relatore. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LO  CURTO, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ci
  siamo  resi conto che al punto e) dell'articolo 2, già  approvato
  da   questa  Assemblea,  viene  posto,  a  monte  di  ogni  altro
  successivo   atto   di   concessione  e  quant'altro,   un   atto
  propedeutico   in  capo  al  Presidente  della  Regione   e,   di
  conseguenza, può operare la revoca nei casi in cui sono  previste
  le condizioni.
   Non  c'è  nessuna incoerenza  tra quanto disposto  dall'articolo
  2,  alla  lettera e), e quanto invece oggetto della contestazione
  mossa dall'onorevole Cracolici.

    PRESIDENTE    Vorrei  sapere  se  la  Commissione   ha   deciso
  all'unanimità o a maggioranza.

   LO CURTO, relatore. All'unanimità, signor Presidente.

    PRESIDENTE   Pongo in votazione l'articolo 6. Chi è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Pongo   in   votazione  la  delega  alla   Presidenza   per   il
  coordinamento  formale del testo. Chi è favorevole resti  seduto;
  chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Avverto che la votazione finale del disegno di legge numeri  337
  - 136 - 209 - 491/A si effettuerà nella seduta di domani.


   Presidenza del presidente Lo Porto


   Discussione del disegno di legge «Istituzione della Fondazione
  Ignazio Buttitta per la conservazione e la promozione  della
  cultura siciliana» (794/A)

    PRESIDENTE  Si procede con la discussione del disegno di  legge
  «Istituzione   della   Fondazione   Ignazio   Buttitta   per   la
  conservazione  e la promozione  della cultura siciliana»  (794/A)
  posto al numero 2).
   Invito  i  componenti la quinta Commissione a prendere posto  al
  banco delle Commissioni.
   Ha  facoltà  di  parlare  il  Presidente  della  Commissione   e
  relatore, onorevole Antinoro per svolgere la relazione.

    ANTINORO   presidente della Commissione e relatore. Mi  rimetto
  al testo della relazione scritta.

    PRESIDENTE   Dichiaro aperta la discussione generale.  Sospendo
  la seduta per pochi minuti per un'analisi del testo.

       (La seduta, sospesa alle ore 18.27, è ripresa alle ore
                               18.28)

   La seduta è ripresa.

    PRESIDENTE   Non  avendo  alcun deputato  chiesto  di  parlare,
  dichiaro  chiusa la discussione generale e pongo in votazione  il
  passaggio all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvato)

   Avverto  che  da  questo  momento  decorre  il  termine  fissato
  dall'articolo  112,  comma  5, del  Regolamento  interno  per  la
  presentazione degli emendamenti.


   Presidenza del presidente Lo Porto


  Discussione   del  disegno  di  legge  «Istituzione  dell'Agenzia
  regionale  per  i  prelievi ed i trapianti di organi  e  tessuti»
  (867/A)

    PRESIDENTE  Si procede con la discussione del disegno di  legge
  «Istituzione dell'Agenzia regionale per i prelievi ed i trapianti
  di organi e tessuti» (867/A) posto al numero 3).
   Invito  i  componenti la sesta Commissione a prendere  posto  al
  banco delle Commissioni.
   Ha  facoltà  di  parlare  il  relatore,  onorevole  Formica  per
  svolgere la relazione.

    FORMICA   relatore. Signor Presidente, onorevoli  colleghi,  si
  tratta  di  una norma importante, visto l'argomento  e  vista  la
  carenza in Sicilia di donazioni di organi.
   Altre   regioni   hanno  già  provveduto  ad  istituire   questa
  importante  agenzia che serve al coordinamento delle attività  di
  trapianti  e donazioni, al fine anche di incentivare le donazioni
  stesse.
   Con  questa norma la Sicilia si pone all'avanguardia  in  Italia
  accanto  ad altre regioni che hanno già sperimentato e  messo  in
  atto.
   Pertanto,  invito  il  Parlamento  ad  una  rapida  approvazione
  affinché  si  possa  porre la nostra Regione, il  nostro  sistema
  sanitario all'avanguardia e al passo con le migliori regioni  del
  nord Italia.

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, dichiaro aperta la  discussione
  generale.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    CRACOLICI  Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo  è  un
  testo  di  legge  che  è stato presentato in  tempi  lontani,  il
  Governo aveva un'altra compagine, un altro Assessore. Sia per  la
  procedura   un   po'  accelerata  che  ha  avuto  questo   testo,
  considerata la situazione in cui abbiamo dovuto formulare  alcuni
  provvedimenti,  e  per  la delicatezza che riveste  l'istituzione
  dell'Agenzia  per i trapianti, e considerato che oggi  esiste  un
  Centro  per i trapianti in Sicilia che opera con un responsabile,
  seppure in regime di prorogatio, e per la necessaria integrazione
  tra  tutti i soggetti che operano, sia nel campo del prelievo che
  nel   campo   della   trapiantologia,   ritengo   opportuno    un
  approfondimento da parte del Governo.
   Chiedo  pertanto  che  non si proceda  adesso  al  voto  per  il
  passaggio all'esame degli articoli, consentendo - ritengo che sia
  una buona causa per tutti, approvare  una legge condivisa, perché
  l'obiettivo   è   senz'altro  condiviso  -  di   chiarire   anche
  l'obiettivo che si vuole  raggiungere.
   Quindi,  chiedo che stasera, se il Governo è d'accordo,  non  si
  proceda  al  passaggio agli articoli ma lo si rinvii  di  qualche
  giorno, anche alla prossima  seduta.

    PISTORIO  assessore per la sanità. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

    PISTORIO    assessore  per  la  sanità.    Signor   Presidente,
  onorevoli  colleghi, io non ho nulla in contrario alla  richiesta
  di  approfondimento del testo che l'onorevole Cracolici ha  testè
  proposto, perché l'iter di formazione di questo disegno di legge,
  che  condivido nella sostanza per l'impianto generale, sconta una
  certa difficoltà nella fase finale, anche per responsabilità  mia
  personale,   perché assente nella Commissione di merito.
   Il  testo  originario, esitato dalla sesta Commissione nei  mesi
  precedenti,  è stato opportunamente recuperato dalla  Commissione
  Bilancio  che ha inserito qualche innovazione, anche  di  merito.
  Poi   il   testo  è  tornato   in  Commissione  con  il   Governo
  colpevolmente   assente,  -  qui  non  contesto  la   correttezza
  procedimentale    -    però    fondamentalmente     è     mancata
  l'interlocuzione,  e  dato che sono state aggiunte   delle  norme
  rispetto  al  testo esitato,  considero opportuno  un  brevissimo
  rinvio,  anche  di una settimana,  per consentire   un  confronto
  utile nella Commissione di merito, per poi ritornare  in Aula.

    PRESIDENTE   Di fronte ad una richiesta di un  deputato  e  del
  Governo  non posso che rinviare il disegno di legge in questione,
  anche  se  non credo che l'onorevole Cracolici abbia  chiesto  un
  rinvio  di  una settimana. Ma vorrei conoscere qual è la  ragione
  del rinvio.

    PISTORIO    assessore   per  la  sanità.   Per   un   ulteriore
  approfondimento.

    PRESIDENTE   Assessore   Pistorio,   non  si  può  esitare   un
  disegno di legge sapendo che occorre ulteriore tempo.

    PISTORIO  assessore per la sanità.  Purtroppo il Governo non  è
  stato    presente  né  in  seconda  Commissione,  né   in   sesta
  Commissione.

    PRESIDENTE  E' una grave mancanza..

    PISTORIO   assessore  per la sanità. Non conoscevamo  l'oggetto
  della riunione.

    PRESIDENTE   Assessore  Pistorio, dobbiamo  procedere  con  una
  certa   speditezza  nei lavori parlamentari; come  vede,  veniamo
  aggrediti da tutte le parti sui quotidiani.

    FORMICA  relatore. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORMICA    relatore.  Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,
  possiamo  forse risolvere il problema anche alla luce  del  fatto
  che  si  tratta  di  una legge condivisa  da  tutti,   e  ciò   è
  importante.
   Se  la  Presidenza autorizza e  se l'Assessore per la sanità   è
  d'accordo,   potremmo   riunire  la  sesta   Commissione,   anche
  informalmente,  a  conclusione della seduta,  per  soddisfare  le
  esigenze   di   approfondimento  del   testo,   come   richiedeva
  l'onorevole Cracolici, in modo da riprendere l'esame del  disegno
  di legge in Aula domani sera.

    PRESIDENTE    Non  sorgendo  osservazioni,  resta  così   resta
  stabilito.

   Discussione del disegno di legge  «Norme per la rimozione delle
                              carcasse
        di animali morti in allevamenti o abbandonati» (792/A)


   Presidenza del presidente Lo Porto


    PRESIDENTE  Si procede con la discussione del disegno di  legge
  numero  792/A «Norme per la rimozione delle  carcasse  di animali
  morti in allevamenti o abbandonati», posto al numero 4).
   Invito  i  componenti la sesta Commissione a prendere  posto  al
  banco delle Commissioni.
   Ha  facoltà  di  parlare il relatore, onorevole  Moschetto   per
  svolgere la relazione.

    MOSCHETTO   relatore.  Signor Presidente,  onorevoli  colleghi,
  sarò  brevissimo.  Il  disegno di  legge  che   viene  sottoposto
  all'Aula  parte  da  un'esigenza  più  volte  sollecitata   dagli
  allevatori: quella di provvedere, attraverso un contributo,  allo
  smaltimento e, quindi, all'allontanamento dai luoghi dove  questi
  animali  decedono,  al  fine di  prevenire eventuali  episodi  di
  infezione,   stante  che,  molte volte, vengono  interrati  senza
  alcuna procedura e senza alcun controllo sanitario.
     Il  Governo,  attraverso l'Assessore per  l'agricoltura  e  le
  foreste,  ha presentato  in Commissione il disegno di  legge  che
  sottopongo al parere dell'Aula.

    PRESIDENTE  Dichiaro aperta la discussione generale.

    CRACOLICI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE    Onorevoli  colleghi, vorrei  precisare  che  sono
  stati presentati soltanto due emendamenti. Ne proporrei il ritiro
  affinché si porti avanti la discussione generale, l'articolato  e
  domani votare. Ha facoltà di parlare l'onorevole Cracolici.

    CRACOLICI   Signor  Presidente, non vorrei deluderla,  ma  devo
  presentare  un emendamento per una ragione importante.  A  questo
  disegno  di legge, esitato dalla Commissione Sanità in  un  certo
  modo,  in  Commissione Bilancio è stato inserito  un  emendamento
  che  ne ha esteso gli obiettivi, che io condivido - voglio essere
  molto   chiaro  -  .  Si  vuole  affrontare  un  problema  reale:
  l'abbandono  delle  carcasse  degli animali  e,  soprattutto,  il
  cosiddetto sotterramento clandestino.
   Credo  sia   cosa  meritoria l'idea di governare,  -  anche  con
  attività   di  sostegno  e  di  contributo  -   il  processo   di
  incenerimento di animali che, per morte naturale o  per  morte  a
  causa di malattia, si verifica nel settore  della zootecnia.  Non
  a caso questo è un disegno di legge che affronta i problemi della
  zootecnia.  Ebbene, con un emendamento si è esteso  il  principio
  del  sostegno  alle imprese zootecniche per lo smaltimento  delle
  carcasse, al settore ittico.
   Comprendo  che anche  negli allevamenti possa esserci una  moria
  di pesci, per avvelenamento o per i rischi di avvelenamento per i
  consumatori,  e quindi bisognerebbe  incentivare il  sistema  dei
  controlli che governano, ad esempio, l'attività degli allevamenti
  nel  settore  ittico;  ma  ho l'impressione  che  faremmo  ridere
  l'Italia  con  una legge che si pone l'obiettivo di  abolire  una
  pratica,   purtroppo  drammatica,  che  esiste   nel   territorio
  siciliano,  quella  dell'interramento abusivo delle  carcasse  di
  animali estendendola anche ai pesci.
   Ho  l'impressione che, ancora una volta, la voglia  di  strafare
  produca  effetti, in alcuni casi potremmo definirli  elementi  di
  ilarità, anche nel modo di concepire la legislazione. Ecco perché
  ho  già detto di essere contrario a quell'emendamento proposto in
  Commissione  Bilancio'.
   Ho   il   dovere   di  chiedere  a  quest'Aula,  attraverso   un
  emendamento, di abolire l'estensione alle produzioni  ittiche  di
  una  legge  che  è  tutta organizzata secondo  il  sistema  della
  zootecnia, con le associazioni degli allevatori, con i  consorzi,
  che  possono costituire i soggetti imprenditoriali, sia in  forma
  individuale che in forma societaria.

    ZAGO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ZAGO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  sono  tra   i
  firmatari  del  disegno  di  legge  in  discussione  e   non   mi
  dilungherò,  dopo  la  relazione del  relatore  Moschetto,  sulla
  necessità  che  venga esitato positivamente dall'Aula.  I  motivi
  sono   stati  detti,  sono  fin  troppo  evidenti;  anzi  l'unico
  rammarico  è  che  avremmo già dovuto esitarlo per  gli  evidenti
  danni che vengono provocati: in mancanza di una regolamentazione,
  il  rischio  ambientale aumenta così come   la  sofferenza  delle
  aziende  zootecniche,  già gravemente provate  in  questi  ultimi
  anni.
   Però,  non  posso non condividere l'osservazione  dell'onorevole
  Cracolici  e,  quindi,  preannuncio  di  apporre  la  mia   firma
  all'emendamento soppressivo dell'estensione del contributo per lo
  smaltimento  di carcasse animali di  provenienza ittica,  per  le
  motivazioni   qui  addotte, anche perché non mi  sembra   che  in
  Sicilia  vi siano allevamenti di balene lunghe quindici  metri  o
  di  delfini  per  cui  si possa o si debba  pensare  ad  un  loro
  eventuale interramento.
   Preferisco pensare che si sia trattato di un disguido e  non  di
  una  volontà  ben  precisa.  Pertanto, ripeto,  sarò  firmatario,
  insieme  all'onorevole  Cracolici,  dell'emendamento  soppressivo
  dell'estensione alla provenienza ittica delle carcasse animali.

    GURRIERI  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GURRIERI   Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io  sono
  firmatario  di  questo  disegno di  legge,  che  è  nato  da  una
  concertazione  con tutte le realtà produttive della provincia  di
  Ragusa, che copre il sessanta per cento della produzione lattiero-
  casearia dell'intera Sicilia.
   Cito  il  caso  di  Ragusa,  non per  voler  fare  una  politica
  campanilistica,  ma  perché il fenomeno  esiste  maggiormente  in
  quella  realtà,  in  quel territorio. Per  mesi  si  è  avuto  un
  confronto  con tutte le organizzazioni sindacali e quando  questo
  disegno  di  legge  è  stato concepito, sia  la  maggioranza  che
  l'opposizione  hanno  gioito, una volta tanto,  nel  trovare  una
  sintesi  nell'affrontare problemi che interessano la collettività
  siciliana.
   Pertanto, l'inserimento di questo ulteriore emendamento,  a  mio
  avviso,   è  una  provocazione.  Personalmente,  ho  chiesto   di
  intervenire, non per ripetere quanto detto dal collega Zago o per
  ciò  che  ha affermato l'onorevole Cracolici, bensì per dire  che
  anch'io firmerò l'emendamento soppressivo, in quanto ritengo  che
  il  disegno di legge debba rimanere nella volontà espressa  dalla
  Commissione di merito.

    PRESIDENTE   Non  avendo  altri chiesto  di  parlare,  dichiaro
  chiusa  la discussione generale e pongo in votazione il passaggio
  all'esame degli articoli.
   Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                            (E'approvato)

   Onorevoli   colleghi,   avverto   che   il    termine   per   la
  presentazione degli emendamenti viene fissato per le ore 17.00 di
  domani.
   Comunico che la Commissione  Bilancio' e la Commissione   Affari
  istituzionali' sono convocate per le ore 17.00 di domani, al fine
  di  rendere,   da  una  parte,  il parere  sugli  emendamenti  e,
  dall'altra,  la copertura finanziaria alle leggi  che  andremo  a
  votare.
   Avverto  che  il  termine per la presentazione degli emendamenti
  viene fissato per le ore 17.00 di domani.
   La  seduta è, pertanto, rinviata a domani, mercoledì 16 febbraio
  2005, alle ore 18.00, con il seguente ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto


       I   - Comunicazioni

       II  - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
         lettera d) e 153 del regolamento  interno,  delle mozioni:

         N. 373 -  Iniziative  per  coordinare la  partecipazione
                 delle   Assemblee   legislative   regionali   al
                 processo di costruzione delle politiche europee.

                   FLERES - CATANIA G. - MAURICI -  BALDARI

         N. 377 -      Continuità   produttive   delle    imprese
                 metalmeccaniche del settore ferroviario operanti
                 in Sicilia.

                         FORMICA - IOPPOLO - SAMMARTINO - VIRZI'

         N. 379  -    Interventi   per  il  riconoscimento  dello
                 stato  di  calamità per le aziende e le attività
                 zootecniche di Maletto colpite dalle eccezionali
                 condizioni di maltempo registratesi nei mesi  di
                 gennaio e febbraio 2005.

                       FLERES - CATANIA G. - MAURICI - BALDARI -
                       CONFALONE

       III   -  Discussione dei disegni di legge:

         1)    Istituzione della Fondazione Ignazio Buttitta per la
            conservazione e la promozione  della cultura siciliana (n.
            794/A) (Seguito)

         2)  Istituzione dell'Agenzia regionale per i prelievi ed i
             trapianti di organi e tessuti. Modifica di assegnazioni
             finanziarie e norme organizzative nel settore sanitario
             (n. 867/A) (Seguito)
         3) Norme per la rimozione delle carcasse di animali morti in
            allevamenti o abbandonati  (n. 792/A) (Seguito)
         4) 'Schema di progetto di legge costituzionale da proporre,
            ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, al  Parlamento
            nazionale recante 'Modifiche allo Statuto della Regione'
            (nn. 580-472-578-602-652/A) (Seguito)

       IV   - Votazione finale del disegno di legge:

         - Schema di disegno di legge da proporre, ai sensi dell'art.
           18 dello Statuto, al Parlamento nazionale recante: Norme per
           l'istituzione di case da gioco nel territorio della Regione
           siciliana'. (nn. 337-136-209-491/A)

       V - Elezione delle Commissioni legislative permanenti e della
           Commissione per l'esame delle questioni concernenti l'attività
           dell'Unione europea.

       VI -  Elezione di deputati segretari.

                  La seduta è tolta alle ore 18.48

        Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 21.00

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                      Dott. Giovanni Tomasello

   ALLEGATO

   Risposte scritte ad interrogazioni

   FERRO.  -«Al  Presidente  della Regione,  all'Assessore  per  la
  sanità,  all'Assessore  per l'industria e  all'Assessore  per  il
  territorio e l'ambiente, premesso che:

   l'invaso  artificiale di Campofranco (CL) costruito al  servizio
  delle   industrie  di  sali  potassici  della  zona   si   trova,
  attualmente, in uno stato di totale abbandono;

   gli  scarichi  inquinanti riversati nel lago hanno provocato  la
  morte  dei  pesci,  che  ormai decomposti galleggiano  provocando
  esalazioni maleodoranti;

   il  Sindaco  del  Comune di Campofranco, nel  tentativo  di  far
  rimuovere  ai responsabili della diga i pesci morti, ha accertato
  che ad oggi non esiste un 'proprietario' del lago artificiale;

   considerato che:

   la  vicenda dell'inquinamento del lago, tra pesci decomposti  ed
  esalazioni tossiche, è stata sottoposta all'attenzione di tutti i
  responsabili  pubblici e privati che nel corso degli  anni  hanno
  avuto a che fare con l'utilizzo dell'invaso;

   l'Assessorato  Territorio e ambiente, la Usl  di  Mussomeli,  il
  laboratorio  di  Igiene  e profilassi di Caltanissetta,  l'Ispea,
  l'Italkali,   l'Ems,   l'Assessorato  regionale   Industria,   la
  Provincia  di  Caltanissetta, la Usl n. 2  di  Caltanissetta,  il
  Servizio  veterinario della Usl n. 2, il distaccamento  forestale
  di Sutera, la Polizia municipale di Campofranco, enti ai quali il
  Sindaco  si  è  rivolto per denunciare la situazione dell'invaso,
  hanno risposto di non essere proprietari della diga artificiale e
  dunque  di  non  poter  intervenire  per  rimuovere  i  pesci   e
  disinquinarla;

   al  termine  di  un  lungo rapporto epistolare,  finalmente,  il
  Commissario   liquidatore  degli  enti  economici  regionali   ha
  risposto che il luogo è di proprietà dell'Italkali e che spetta a
  questo ente bonificarlo;

   rilevato che:

   nonostante  le ordinanze sindacali e le risposte del Commissario
  liquidatore degli enti economici, l'Italkali ha sostenuto di  non
  essere  proprietaria del lago e di non essere dunque responsabile
  della bonifica dello steso;

   i  pesci  morti  continuano a galleggiare nel  lago  artificiale
  emanando   un   cattivo  odore  che  si  diffonde   nell'ambiente
  circostante;

   ricordato  che  cessato  lo sfruttamento  dell'invaso  per  fini
  industriali,  la  diga  artificiale bonificata  sarebbe  un'utile
  risorsa per l'approvvigionamento idrico della provincia, dove  la
  carenza d'acqua è ormai quasi 'strutturale';

   per sapere:

   se  il  Governo  della Regione intenda avviare  un'indagine  per
  conoscere cosa inquina lo specchio d'acqua e lo rende a sua volta
  inquinante;

   se  ritenga  di  dovere pronunciarsi su chi sia il  proprietario
  dell'invaso artificiale di Campofranco;

   quali  provvedimenti urgenti intenda assumere per bonificare  la
  diga e permettere una sua piena utilizzazione». (312)

        (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  Con  riferimento alla interrogazione numero  312,  si
  comunica quanto segue.
   Si  premette  che  in  seguito  al cambiamento  dei  vertici  di
  Governo  ed al successivo insediamento dello scrivente,  avvenuto
  in  data  1  settembre 2004, l'Ufficio preposto alla  trattazione
  degli  atti  ispettivi, constatato lo stato d'archivio esistente,
  ha  dovuto  ricatalogare e riassettare tutti gli  atti  ispettivi
  pervenuti  nel tempo sino a quella data. Dalla ricatalogazione  e
  riassetto   è  emerso  che  parecchi  atti  ispettivi,   ancorché
  debitamente  istruiti,  non  erano  stati  definiti.  Tra  questi
  l'interrogazione in esame.
   Dalla   lettura  della  documentazione  esistente   e   riferita
  all'atto ispettivo n. 312, si evince che:
   1. Con  ordinanza  n. 15 del 7 settembre 2001,  il  Sindaco  del
       Comune di Campofranco ordinava all'Ente minerario siciliano,
       nella qualità di proprietario dell'impianto ex Italkali,  la
       rimozione dei pesci morti ed il ripristino dello stato dei luoghi
       nel bacino artificiale in questione. Ciò in considerazione della
       rilevante presenza di  moria di pesci ai bordi del perimetro di
       detto bacino . L'EMS con nota prot. n. 837 del 13 settembre 2001,
       preceduta da telex, comunicava al sindaco che l'area in questione
       non è di proprietà EMS e chiedeva pertanto l'immediata revoca
       dell'ordinanza;
  2. con ordinanza n. 16 del 14 settembre 2001 il sindaco del
  Comune di Campofranco, a seguito di misura catastale, rettificava
  la precedente ordinanza n. 15 e ordinava la rimozione dei pesci
  morti all'interno del bacino in questione all'ISPEA (controllata
  EMS). L'ISPEA con nota del 15 settembre 2001 prot. 072 informava
  il Comune di Campofranco che lo stabilimento in questione, quale
  pertinenza dell'intero complesso minerario, era stato locato
  all'Italkali con contratto d'affitto registrato in data 19
  novembre 1980 e che, anche in relazione a successiva vertenza
  instauratasi tra le parti ed ancora pendente, l'ISPEA non era
  rientrata in possesso dei beni e non aveva dunque su di esso
   alcun potere gestorio . Con la medesima motivazione l'ISPEA
  chiedeva la revoca dell'ordinanza sindacale con telegramma del 18
  settembre 2001. Sempre in data 18 settembre 2001 con nota prot.
  073 l'ISPEA provvedeva a trasmettere copia dell'ordinanza
  all'Italkali invitando quest'ultima ad adottare gli interventi
  ritenuti opportuni;
  3. con ordinanza n. 17 del 20 settembre 2001 il Sindaco del
  Comune di Campofranco, vista la nota ISPEA, rettificava la
  propria ordinanza n. 16 ed ordinava l'intervento in questione in
  capo all'Italkali S.p.A.;
  4. con nota in data 1 ottobre 2001, inviata anche all'Assessore
  per l'industria pro tempore, il Sindaco del Comune di Campofranco
  riassumeva la vicenda e tuttavia comunicava che, a seguito di
  sopralluogo effettuato dalla Polizia municipale in data 20
  settembre 2001, nel bacino non v'era più presenza di pesci morti.
  Inoltre, si notava una lieve ripresa della fauna all'interno
  dell'invaso e che diverse specie di volatili si abbeveravano
  all'acqua.

  Riassumendo,  pertanto,  risulta che la questione  relativa  alla
  bonifica  di  quel sito è  stata risolta e che la  proprietà  del
  complesso   appare  doversi  intestare  all'ISPEA,  ancorché   al
  riguardo  insiste  un  contenzioso  aperto  fra  quest'ultima   e
  l'Italkali S.p.A..»

                                               L'Assessore D'AQUINO

   BASILE.   -«Al  Presidente  della  Regione,  all'Assessore   per
  l'industria e all'Assessore per gli enti locali, premesso che:

   a  distanza  di  oltre un anno dall'emanazione del  decreto  del
  Ministro   per   l'Ambiente  per  lo  sfruttamento   dell'energia
  alternativa,  la Regione siciliana non si è ancora mossa  per  la
  pubblicazione del collegato bando;

   la  definizione e l'avviamento del programma ministeriale 'tetti
  fotovoltaici'  ha consentito alla piccola e media industria,  nel
  resto  d'Italia,  di  predisporre piani per  lo  sfruttamento  di
  energia alternativa;

   la  Sicilia  non ha attivato alcuna iniziativa, in mancanza  del
  bando,  mentre sono già in corso di esaurimento le  somme  a  ciò
  destinate dallo Stato;

   considerato che:

   la  Sicilia,  per  la  sua  posizione geografica,  è  una  delle
  regioni in cui lo sfruttamento delle fonti di energia alternativa
  può fare da volano allo sviluppo della realtà industriale;

   la  Regione siciliana con apposita legge (la n. 32 del 2000)  ha
  già   previsto  il  ricorso  all'utilizzo  di  fonti  energetiche
  alternative (art. 8);

   secondo   notizie   pubblicate   sulla   stampa   regionale,   i
  finanziamenti per la Sicilia ammonterebbero a 13 milioni e  mezzo
  di euro;

   per sapere:

   quali  siano  gli ostacoli che hanno impedito, a  tutt'oggi,  la
  pubblicazione del bando;

   se  non  ritengano  di dovere adottare, con la massima  urgenza,
  tutte  quelle  iniziative  volte allo sblocco  dei  finanziamenti
  statali   per  lo  sfruttamento  e  l'allestimento  di   impianti
  fotovoltaici». (599)

        (L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)

   Risposta.  Con  riferimento alla interrogazione numero  599,  si
  comunica quanto segue.
   Per  completezza  di  esposizione  occorre  premettere  che,  in
  attuazione della legge n. 59/1997, il D.Leg.vo 21 marzo 1998,  n.
  112,  ha  operato  un  decentramento di  funzioni  amministrative
  relativamente alla ricerca, produzione, trasporto e distribuzione
  di  energia. Per quanto attiene alla regioni a statuto  speciale,
  l'articolo  10  del citato decreto prevede che le funzioni  ed  i
  compiti   saranno  trasferiti   con  le  modalità  previste   dai
  rispettivi Statuti .
   Per  la  Regione  siciliana  non si è  verificato  ancora  alcun
  trasferimento di funzioni, non essendo state emanate le  relative
  norme di attuazione, previste dal D.Leg.vo 112/98.
   Ciò   premesso,   un   primo  ostacolo   è   stato   determinato
  dall'incertezza sulla sussistenza in capo alla Regione, ai  sensi
  del  vigente Statuto speciale, delle attribuzioni in  materia  di
  fonti  alternative  di energia o se, comunque,  dette  competenze
  potevano  essere esercitate in forza del nuovo testo degli  artt.
  17 e 18 della Costituzione.
   L'Ufficio  Legislativo  e Legale, appositamente  consultato,  in
  data  7 febbraio 2002, ha espresso il parere che il trasferimento
  di  competenze debba necessariamente avvenire, in linea generale,
   con le modalità previste dai rispettivi statuti . In mancanza di
  apposite  norme di attuazione, nessuna competenza  poteva  quindi
  essere   esercitata  dalla  Regione,  e  ciò  a  garanzia   delle
  attribuzioni  e  delle  prerogative statutariamente  riconosciute
  alla Regione siciliana.
   L'Ufficio  Legislativo e Legale, nelle conclusioni del  medesimo
  parere,  accennava alla possibilità di una soluzione del problema
  specifico  (relativo  alla utilizzazione dei  fondi  statali  con
  programmi cofinanziati), facendo riferimento a singole materie  e
  con  singole  intese  tra  il Presidente  della  Regione  (o  suo
  delegato) e il Ministero competente.
   Effettuati gli ulteriori approfondimenti e definite le  modalità
  dell'intesa,  in  data  7  maggio 2002  è  stato  quindi  siglato
  l'accordo  di  programma tra il Ministero dell'Ambiente  e  della
  tutela  del  territorio e la Regione siciliana,  registrato  alla
  Corte dei Conti nel luglio 2002.
   Una volta eliminati gli ostacoli oggettivi, di natura tecnica  e
  giuridica relativi alla materiale utilizzazione, l'Assessorato ha
  celermente  provveduto agli atti propedeutici all'emanazione  del
  bando,  in ultimo acquisendo in data 25 settembre 2002, da  parte
  del Ministero e dell'ENEA, le specifiche tecniche necessarie.
   Il bando è stato pubblicato nella GURS del 25 ottobre 2002.
   Rilevato  tutto ciò occorre però fare presente che gli eventuali
  ritardi  per l'annualità precedente, dovuti a cause comunque  non
  dipendenti    dal    Governo   regionale   e/o   dall'Assessorato
  dell'industria, sono stati superati e la Regione  siciliana  sarà
  probabilmente  la  prima,  o  tra le prime  regioni  italiane  ad
  attivare le risorse previste per le annualità successive, come  è
  emerso in diverse riunioni operative.
   Concludendo,   lo  scrivente  ha  condiviso  le   preoccupazioni
  dell'onorevole interrogante, ma ritiene doveroso sottolineare che
  l'Assessorato si è attivato, per quanto di competenza, per la più
  celere  utilizzazione  dei  fondi  statali  per  lo  sfruttamento
  dell'energia  alternativa, che riveste indubbio interesse,  vista
  la  particolare  e felice posizione geografica  della  Sicilia  e
  considerata   anche  la  riduzione  delle  emissioni   inquinanti
  conseguente all'utilizzo di tali fonti di energia».

                                               L'Assessore D'AQUINO
   SPAMPINATO.-  «All'Assessore  per i  lavori  pubblici,  premesso
  che:

   -  l'Istituto Autonomo Case Popolari di Palermo ha realizzato  e
  consegnato nell'anno 1995 un lotto (il n. 271) di alloggi sito in
  Termini Imerese, via Beato Agostino Novello;

   -  gli  alloggi sono dotati di impianto di riscaldamento,  sulla
  carta  predisposto per l'alimentazione a gas metano, che tuttavia
  non è stato mai reso funzionante;

   -  da  parte  degli  assegnatari gli alloggi, riuniti  anche  in
  comitato  di  quartiere, a partire dal 1998 è stata ripetutamente
  richiesta l'attivazione dell'impianto di riscaldamento  sia  allo
  IACP, sia al Comune di Termini Imerese, che ad altri organismi;

   -  con nota del 9.3.1998 il Comitato ha rappresentato allo  IACP
  di   Palermo  che  il  consorzio  di  metanizzazione  non  poteva
  procedere  all'allacciamento  dell'impianto  alla  rete  del  gas
  metano,  in quanto richiedeva che quest'ultimo Ente si  attivasse
  per  installare  delle  valvole di sezionamento,  per  collaudare
  l'opera   e  per  rilasciare  (al  consorzio)  le  autorizzazioni
  necessarie  all'accesso  sui luoghi per i  controlli  dovuti  nel
  tempo per assicurare la fornitura del gas metano;

   -  con  nota di riscontro del 12.5.1998 e 18.9.1998, inviata  al
  Consorzio Metanizzazione e per conoscenza agli assegnatari ed  al
  Sindaco  del  Comune di Termini Imerese, lo IACP  di  Palermo  ha
  comunicato  che  l'impianto  era stato  consegnato  perfettamente
  funzionante  e  di  non  poter procedere  all'istallazione  delle
  valvole di sezionamento, perché onere a carico degli assegnatari,
  restando  disponibile,  però,  per  l'ulteriore  collaudo  e  per
  l'autorizzazione all'accesso sui luoghi;

   -  con  nota  del  14.4.2000 inviata al Sindaco  del  Comune  di
  Termini  Imerese e per conoscenza al Consorzio di  Metanizzazione
  ed   agli  assegnatari,  lo  IACP  ha  comunicato  che  la  lunga
  inattività dell'impianto di distribuzione gas metano 'ha reso  il
  suo utilizzo impossibile come dimostrato dal collaudo eseguito il
  25   febbraio   1999  dal  Consorzio'  precisando   altresì   che
  'l'Istituto  si  trova  in  grave  difficoltà  per  rimettere  in
  efficienza detto impianto';

   -   nonostante  tutto,  lo  IACP  ha  manifestato   la   propria
  disponibilità a renderlo efficiente chiedendo, nel  contempo,  al
  Sindaco  del  Comune  di Termini Imerese (una  volta  ultimati  i
  lavori) che si facesse carico di gestire e mantenere dette opere;

   -  con  nota  del 17.4.2001, inviata al Sindaco  del  Comune  di
  Termini  Imerese, lo IACP ha comunicato che il collaudo  eseguito
  sull'impianto  di  metanizzazione in data  2.4.2001  aveva  avuto
  esito positivo, e nel contempo sollecitava l'Autorità Sindacale a
  formalizzare la consegna delle opere;

   -  il  mancato utilizzo dell'impianto, nel corso degli anni,  ha
  causato  notevoli  danni economici a tutti  gli  assegnatari  per
  avere dovuto assicurare il riscaldamento dei propri immobili  con
  mezzi certamente più dispendiosi del gas metano;

   -   tale   danno  tuttora  persiste,  dal  momento  che  nessuna
  soluzione è stata ancora adottata,

   per  sapere  quali  iniziative intenda assumere,  nei  confronti
  dello  IACP  e degli altri enti interessati, al fine  di  rendere
  funzionanti e attivi gli impianti di cui in premessa». (494)

   Risposta.  «Con riferimento alla interrogazione numero  494,  si
  rappresenta  che gli interventi finalizzati a rendere  funzionale
  l'impianto di metanizzazione degli alloggi popolari del lotto  n.
  271  di  Via  Beato Agostino Novello in località Termini  Imprese
  (PA) del 2 aprile 2000, data in cui l'impianto è stato collaudato
  positivamente, riguardano il Comune di termini Imprese che non ha
  ancora formalizzato la consegna delle opere allo IACP di Palermo.
   Inoltre  si  rappresenta che in atto questa UOB X  non  gestisce
  alcun  capitolo di bilancio destinato alla rimessa in funzione  o
  all'adeguamento  di impianti all'interno di alloggi  di  edilizia
  economica e popolare gestiti dagli IACP dell'Isola.
   Inoltre  si fa presente che con la delibera di Giunta  regionale
  n.  12  del  12  gennaio 2005, l'Assessorato Lavori  pubblici  in
  accordo  con  il Ministero LL.PP.-Direzione generale  delle  aree
  urbane,   già   Segretariato  generale  del   Comitato   edilizia
  residenziale  (CER) avrà accreditate le risorse quantificate  con
  il  D.M. 26 luglio 2000, n. 1876, in attuazione degli articoli 61
  e  63  del  D. 112/98 (trasferimento competenze alle  Regioni  in
  materia di edilizia sovvenzionata) che per effetto della legge 28
  febbraio  2001,  n. 21 attribuisce la facoltà di riprogrammare  i
  fondi  di  edilizia sovvenzionata ed agevolata e quindi dando  la
  possibilità  di programmare anche interventi diversi dalla   sola
  costruzione di alloggi popolari  atteso il degrado in cui versano
  molti alloggi sia di proprietà degli IACP che dei Comuni.
   In  attesa della rimodulazione dei fondi, non ancora effettuata,
  parte  degli stessi sembrerebbe destinata anche ad interventi  di
  adeguamento  degli  impianti  a servizio di alloggi  di  edilizia
  economica e popolare».

                                           L'Assessore PARLAVECCHIO

   VILLARI.-  «Al  Presidente della Regione,  all'Assessore  per  i
  lavori  pubblici e all'Assessore per il territorio e  l'ambiente,
  premesso  che i commi 3 e 4 dell'art. 10 della legge  n.  36  del
  1994   (cosiddetta  legge  Galli),  dispongono  che  le   società
  concessionarie  di servizi alla data di entrata in  vigore  della
  presente  legge (per la Regione siciliana l'1.5.99) ne mantengono
  la  gestione  fino alla scadenza della relativa  concessione,  ed
  alla   scadenza  i  beni  e  gli  impianti  delle   imprese   già
  concessionarie sono trasferiti direttamente agli enti concedenti;

   Considerato che:

   il  DPRS 7/8/2001 n. 209/4/S.G. statuisce, in buona sostanza che
  gli  organismi  esercenti  il servizio di  acquedotto  che  negli
  ultimi  3  anni abbiano presentato parametri e requisiti difformi
  da  quelli  enucleati agli artt. 13 e 19, allegati a) e  b),  non
  sono salvaguardabili;

   quindi  gli stessi potranno continuare a gestire i servizi  loro
  affidati  soltanto  sino  alla data in  cui  il  servizio  idrico
  integrato sarà conferito al nuovo soggetto gestore;

   Constatato che il quadro normativo in premessa ha ad oggetto  le
  aziende  che  si trovano in regime di convenzione  con  gli  enti
  locali  e che la stessa normativa non prevede figure di eventuali
  ditte  private che esercitino il servizio di acquedotto in  forma
  spontanea , cioè al di fuori del disciplinare di concessione  con
  gli   enti   locali,  o  addirittura  in  assenza   del   decreto
  concessionario per l'emungimento delle acque;

   Rilevato  che in vaste zone del Comune di Mascalucia  opera  una
  società  privata,  (la SpA Acque Carcaci del Fasano  con  sede  a
  Catania, via Caronda, 109), non convenzionata con l'ente  locale,
  verosimilmente  priva  pure  del  decreto  concessorio   per   la
  derivazione  delle  acque dal pozzo Piano  Conte  di  Mascalucia,
  nonché dell'autorizzazione sanitaria;

   Preso atto che:

   detta  azienda privata presenta connotazioni contrastanti con  i
  requisiti  voluti dalla legge per la salvaguardia degli organismi
  esistenti, di cui ai sopra citati artt. 13 e 19 del DPRS 209/01;

   è  notorio  che detta azienda pratica nei confronti  dell'utenza
  lucrose  strategie  speculative al di  fuori  degli  standard  di
  mercato,  con  costi  inaccettabili per i  consumatori,  che,  in
  particolare per i nuovi allacciamenti, sono dell'ordine di 3-4  e
  più milioni di vecchie lire a contratto,

   per  sapere se intendano far conoscere il loro avviso in  ordine
  ai  tempi  e modi in cui la società Carcaci, a cagione della  non
  riconducibilità   alle  figure  imprenditoriali  acquedottistiche
  disciplinate   dalla  legge  (mancanza  dell'atto  convenzionale,
  dell'autorizzazione  sanitaria, dei  requisiti  di  salvaguardia,
  della  concessione di derivazione e quant'altro)  dovrà  piegarsi
  alle  norme  di legge e, a prescindere dalla futura  nascita  del
  nuovo  gestore  unico, trasferire i propri  beni  e  impianti  al
  Comune di Mascalcia». (558)

            (L'interrogante chiede risposta con urgenza)

   Risposta.  «Con riferimento alla interrogazione numero  558,  si
  fa   presente  che  la  Società  Acque  Carcaci  del  Fasano  SpA
  svolgerebbe  di fatto il servizio acquedottistico nel  Comune  di
  Mascalcia  a  favore  di utenti privati analogamente  a  svariate
  società  che  operano e continuano ad operare nella provincia  di
  Catania.
   A  tal  proposito  si fa presente che tali società  hanno  fatto
  ricorso presso il TAR di Catania ed il tribunale superiore  acque
  pubbliche  Roma  avverso il D.P.Reg. n. 209  del  7  agosto  2001
   Modalità di costituzione degli ambiti territoriali ottimali  per
  il governo e l'uso delle risorse idriche .
   A  tali  ricorsi  questo  Assessorato,  per  quanto  di  propria
  competenza, ha dato riscontro ed analogamente, con riguardo  alle
  richieste  contenute  nella  presente  interrogazione,   si   può
  rappresentare quanto segue:
   il  D.P.Reg.  n.  209  del  7 agosto 2001  è  da  ritenere  mera
  esecuzione della legge 5 gennaio 1994, n. 36, art. 9 (c.d.  legge
  Galli);
   al  momento non si configurano impedimenti alla prosecuzione del
  servizio    da    parte    della   ditta   medesima,    derivanti
  dall'applicazione  del  provvedimento de quo,  purchè  la  stessa
  rientri  nella  fattispecie prevista dall'art. 10 della  legge  5
  gennaio 1994, n. 36.
   Nella  fase  successiva di organizzazione  del  servizio  idrico
  integrato, le Autorità d'ambito, ai sensi dell'art. 9 della legge
  n.  36/94,  al  fine  di salvaguardare le  forme  e  le  capacità
  gestionali degli Organismi esistenti che rispondono a criteri  di
  efficienza,  efficacia  ed economicità, possono  provvedere  alla
  gestione integrata del servizio idrico anche con una pluralità di
  soggetti.
   Per  quanto concerne l'opportunità di trasferire i beni relativi
  a  complessi acquedottistici si ritiene che, secondo le normative
  vigenti,  prescindendo dall'applicazione  della  legge  36/94,  i
  Comuni interessati possono acquisire nel proprio patrimonio  tali
  beni  in quanto rientranti nella fattispecie di cui all'art.  822
  del   codice   civile,   previo  espletamento   delle   procedure
  espropriative  di cui al DPR 8 giugno 2001, n. 327  e  successive
  modifiche ed integrazioni.
   Eventuali  licenze  di attingimento rientrano,  tuttavia,  nelle
  prerogative  dell'ingegnere capo dell'Ufficio del  Genio  civile,
  ovviamente, previa l'acquisizione delle autorizzazioni  sanitarie
  previste dalle norme vigenti».
                                           L'Assessore PARLAVECCHIO

   RAITI  -  FERRO.  -«Al Presidente della Regione e  all'Assessore
  per i lavori pubblici, premesso che:

   il   bando   per  la  riqualificazione  urbana  nei  paesi   con
  popolazione inferiore ai 30.000 abitanti, pubblicato  sulla  GURS
  n. 56 del 6.12.2002, prevede finanziamenti per un importo massimo
  di  euro  132.000.000 dei quali euro 120.000.000 a  carico  della
  Regione  siciliana,  con euro 12.000.000 quale  quota  minima  di
  confinanziamento a carico dei Comuni finanziandi;

   gli  interventi  saranno selezionati da un'apposita  Commissione
  che  risulta nominata da poco, nonostante che il termine  per  la
  presentazione  delle istanze di finanziamento sia  scaduto  il  6
  marzo 2003;

   risulta  che non è consentito ai partecipanti al bando,  che  ne
  hanno  interesse,  di partecipare al procedimento  amministrativo
  che li riguarda, come previsto dalla normativa europea, nazionale
  e regionale;

   nessuna  notizia ufficiale in merito all'esito del  procedimento
  di  valutazione dei progetti viene fornita ai Sindaci dei  Comuni
  interessati in violazione del diritto all'informazione;

   per sapere:

   quali  siano  stati  i  motivi del ritardo  della  nomina  della
  Commissione  che  deve  selezionare i progetti  da  ammettere  al
  finanziamento;

   quali  siano  i  motivi della disposizione che non  consente  ai
  soggetti interessati di partecipare alle procedure amministrative
  che li riguardano;

   se  sia  vero,  e  in caso positivo, con quali  motivazioni,  il
  Presidente  della  Commissione abbia secretato  i  verbali  della
  Commissione  e non consente che i punteggi assegnati ai  progetti
  presi  in  esame siano resi pubblici ed ufficiali con  affissione
  all'Albo   pretorio  dell'Assessorato  lavori  pubblici,   previa
  informazione  di  tutti  gli  interessati,  fino  alla  data   di
  emanazione del decreto di finanziamento». (1253)

      (Gli interroganti chiedono risposta  scritta con urgenza)

   Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero  1253,  si
  rappresenta quanto segue.
   La  Commissione  salutatrice  è  stata  nominata  dal  Dirigente
  generale pro tempore, con decreto dell'11 giugno 2003.
   La  Commissione preposta ha preliminarmente stabilito  che  alle
  sedute avrebbero potuto assistere i Sindaci dei Comuni di cui via
  via  si esaminavano i progetti, affiggendo i relativi verbali  in
  apposito  pannello  esposto all'esterno della  stanza  utilizzata
  dalla  Commissione  per  svolgere la propria  attività.  Tutti  i
  verbali sono rimasti affissi fino al termine delle operazioni  di
  esame delle proposte.
   Successivamente  alcuni  Comuni, almeno  una  quarantina,  hanno
  chiesto  formalmente  copia dei verbali  (di  cui  avevano  preso
  visione), che con apposite note sono stati interamente trasmessi.
   Si   precisa   altresì   che   al   momento   dell'esame   delle
  osservazioni, è stata data possibilità ai Sindaci o  ad  un  loro
  delegato,  di  partecipare alle sedute  e  di  esporre  ulteriori
  argomentazioni  a sostegno di quanto rappresentato  con  apposita
  nota.
   Delle  operazioni  sopra descritte è stato  di  volta  in  volta
  redatto apposito verbale.
   E'   palese,   in   ultimo,   che  il  metodo   di   valutazione
  sinteticamente  sopra  esposto  è  improntato   su   criteri   di
  imparzialità, trasparenza e partecipazione».

                      L'Assessore PARLAVECCHIO

   FLERES  - CATANIA G. - MAURICI. -«All'Assessore per la famiglia,
  le politiche sociali e le autonomie locali e all'Assessore per  i
  lavori pubblici, premesso che:

   in  contrada San Lorenzo, a Randazzo (CT), sono stati  costruiti
  due  complessi  di  case popolari, uno di fianco  all'altro,  già
  abitati da decine di famiglie;

   le  strutture  in  questione, realizzate dallo  IACP,  non  sono
  dotate  di  una  adeguata via di accesso che possa consentire  il
  regolare transito dei mezzi;

   la  carreggiata della strada comunale che giunge sino alle  case
  popolari,  infatti, è troppo stretta e tale da non consentire  il
  contemporaneo  passaggio di due autovetture,  ma  nemmeno  di  un
  singolo  furgone, costringendo gli abitanti (e  più  in  generale
  chiunque  voglia recarsi nella suddette abitazioni) a  percorrere
  una strada sterrata, di proprietà di un privato;

   il  mancato  allacciamento delle fosse settiche  delle  suddette
  abitazioni  alla  rete  fognante  e  l'assenza  di  illuminazione
  pubblica creano non pochi disagi ai residenti mettendo a  rischio
  la loro stessa incolumità;

   per   sapere  quali  provvedimenti  intendano  porre  in  essere
  affinché vengano adottate le basilari misure di sicurezza per gli
  abitanti delle case popolari costruite dallo IACP in contrada San
  Lorenzo,  con  particolare  riferimento  all'allargamento   della
  strada  esistente,  al  potenziamento dell'impianto  di  pubblica
  illuminazione e all'allacciamento delle fosse settiche alla  rete
  fognante». (1848)

          (Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)

   Risposta.  «Con  riferimento  alla interrogazione  numero  1848,
  relativa alle problematiche riguardanti la realizzazione  di  una
  strada  di  accesso  munita di tutele,  opere  di  urbanizzazione
  connesse  alla  stessa  (impianti  fognari,  illuminazione  etc.)
  adeguate alle esigenze degli insediamenti di edilizia economica e
  popolare  in Contrada San Lorenzo nel Comune di Randazzo,  atteso
  che  l'unica via di accesso esistente è talmente angusta  da  non
  permettere  neanche il transito di un furgone  e  necessaria  sia
  all'incolumità  degli abitanti insediati sia dal punto  di  vista
  igienico-sanitario  che  della  sicurezza  (Vigili   del   fuoco,
  autoambulanze etc.), si rappresenta che questa UOB X gestisce  il
  capitolo  672004 che consente la realizzazione da parte di  tutti
  gli  IACP  dell'Isola  di opere di manutenzione  straordinaria  o
  realizzazione ex novo di tutte quelle opere, comprese  quelle  di
  urbanizzazione,  che  necessitano per un  adeguato  funzionamento
  degli  alloggi stessi. Inoltre si precisa che comunque  tutte  le
  richieste  di  interventi, in tal senso, partono da  una  istanza
  dello  IACP  interessato presso questo Assessorato e che  nessuna
  richiesta nel 2004 riguardava interventi ricadenti nel Comune  di
  Randazzo».

   L'Assessore PARLAVECCHIO