Presidenza del presidente Lo Porto
BASILE segretario, dà lettura dei processi verbali delle
sedute numero 265 e numero 266 del 10 febbraio 2005 che, non
sorgendo osservazioni, si intendono approvati.
Congedo e missione
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Genovese ha chiesto
congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico, altresì, che è in missione, per ragioni del suo
ufficio, l'onorevole Crisafulli per il 15 e il 16 febbraio 2005.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione dell'agenda dei lavori parlamentari
PRESIDENTE Comunico che la Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari, riunitasi il 15 febbraio 2005 sotto la
Presidenza del Presidente dell'Assemblea onorevole Lo Porto, e
con la partecipazione del Vicepresidente dell'Assemblea,
onorevole Fleres, e del Vicepresidente della Regione onorevole
Cascio, ha deliberato all'unanimità di riconfermare per il
corrente mese l'agenda dei lavori comunicata nella seduta
d'Aula n. 265 del 10 febbraio 2005.
In particolare, è stata sottolineata la priorità di
trattazione per i sottoelencati disegni di legge:
- ddl legge voto in materia di riforma dello Statuto
regionale
- ddl in materia di case da gioco; (n. 337/A)
- ddl riguardante la Fondazione Buttitta (794)
- ddl in materia di istituzione Agenzia regionale prelievi
e trapianti di organi e tessuti (867)
- ddl in materia di rimozione carcasse animali morti in
allevamenti o abbandonati (792)
- ddl in materia di impiego del personale regionale presso
gli uffici giudiziari, all'esame della I Commissione.
Sempre in materia di priorità legislativa è stato convenuto di
definire nel più breve tempo possibile l'iter parlamentare in
seconda Commissione del disegno di legge n. 718 (integrazione
assegno sociale).
La votazione finale dei disegni di legge avverrà nella giornata
di mercoledì 16 febbraio 2005.
E' stato, infine, stabilito di iscrivere all'ordine del giorno
dell'Assemblea, nella giornata del 22 febbraio p.v., la
discussione delle mozioni nn. 176, 241 e 243 (distilleria
Bertolino), delle mozioni in materia di commesse delle Ferrovie e
della mozione n. 274 (gestione rifiuti).
Per il prossimo bimestre di lavori parlamentari, si procederà
alla convocazione di una nuova Conferenza dei Capigruppo per la
definizione del nuovo programma e calendario, in ordine al quale
si è convenuto di organizzare l'agenda parlamentare prevedendo
un minimo di tre sedute alla settimana di Aula e di Commissione,
da tenere, le prime, di norma in ore pomeridiane e, le
seconde, in ore antimeridiane.
Avverto che il calendario dei lavori testè comunicato è
impegnativo, a norma dell'articolo 98 quinquies, comma 8, del
Regolamento sia per l'Assemblea che per le Commissioni
legislative, le quali ultime, ai sensi degli articoli 32,
comma 4, e 69 ter, sono tenute al rispetto delle decisioni
della Conferenza dei Presidenti dei Gruppi parlamentari in ordine
alla programmazione dei lavori.
Avverto, infine, che ai sensi dell'articolo 32, comma 9, del
Regolamento interno questa Presidenza si riserva di adottare le
iniziative necessarie affinchè l'organizzazione dei lavori delle
commissioni permanenti sia in sintonia con gli obiettivi e i
tempi programmati di cui all'articolo 98 quater dello stesso
Regolamento.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono pervenute le risposte scritte
alle seguenti interrogazioni:
- da parte dell'Assessore per l'Industria:
N. 312 - Bonifica dell'invaso artificiale di Campofranco (CL) e
notizie circa la sua proprietà.
Firmatario: Ferro Giovanni
N. 599 - Notizie in ordine alla pubblicazione del bando per
attingere ai fondi statali per lo sfruttamento dell'energia
alternativa.
Firmatario: Basile Giuseppe
- da parte dell'Assessore per i lavori pubblici:
N. 494 - Interventi per rendere funzionante l'impianto di
riscaldamento degli alloggi popolari del lotto 271 di Termini
Imerese (PA).
Firmatario: Spampinato Giuseppe
N. 558 - Notizie sulla concessione del servizio di acquedotto
presso il comune di Mascalucia (CT).
Firmatario: Villari Giovanni
N. 1253 - Notizie sulle procedure di valutazione dei progetti
di riqualificazione urbana dei centri con meno di 30.000
abitanti.
Firmatari: Raiti Salvatore; Ferro Giovanni
N. 1848 - Misure per il completamento delle opere di
urbanizzazione delle case popolari di contrada San Lorenzo a
Randazzo (CT).
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici
Giuseppe.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al
resoconto stenografico della seduta odierna.
Annunzio di disegni di legge
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati i seguenti
disegni di legge:
Divieto di pesca del novellame nel compartimento marittimo di
Porto Empedocle (n. 961)
d'iniziativa parlamentare
presentato dall'onorevole Segreto in data 10 febbraio 2005
Norme per il riconoscimento del valore culturale del Museo del
cantastorie Franco Trincale (n. 962)
d'iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Villari, Capodicasa, Speziale,
Ioppolo in data 10 febbraio 2005
Modifica dell'art. 24 della legge regionale 31 maggio 2004,
n. 9 concernente finanziamenti di cantieri di lavoro in favore
dei destinatari della sperimentazione del reddito minimo
d'inserimento (n. 963)
d'iniziativa parlamentare
presentato dagli onorevoli Speziale, Capodicasa, Cracolici,
Crisafulli, De Benedictis, Giannopolo, Oddo, Panarello, Villari,
Zago in data 14 febbraio 2005.
Comunicazione di apposizione di firma a disegno di
legge
PRESIDENTE Comunico che gli onorevoli Lo Curto Eleonora ed
Acanto Giuseppe, in data 10 febbraio 2005, hanno chiesto di
apporre la propria firma al disegno di legge n. 953 «Disegno di
legge da sottoporre al Parlamento nazionale ai sensi
dell'articolo 18 dello Statuto della Regione: Norme per
l'assunzione con contratto a tempo indeterminato del personale
docente, educativo ed ATA, inserito nelle graduatorie dei
concorsi per esami e titoli e nelle graduatorie permanenti
provinciali della Regione'».
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni:
con richiesta di risposta orale
N. 2071 - Revisione della circolare dell'Assessore per la
sanità n. 3443 del 24 settembre 2003.
- Assessore Sanità
Firmatario: Arcidiacono Giuseppe
N. 2072 - Interventi per il comparto zootecnico della provincia
di Ragusa.
- Assessore Agricoltura
Firmatario: Zago Salvatore
N. 2074 - Motivi dell'assenza di personale sanitario a bordo
delle ambulanze del SUES 118 di Agrigento.
- Assessore Sanità
Firmatario: Miccichè Calogero
N. 2075 - Motivi del mancato accoglimento dell'istanza avanzata
dall'Associazione musicale ALEA di Palermo relativa al
passaggio dalla terza alla seconda fascia delle
associazioni concertistiche siciliane.
- Assessore Beni Culturali
Firmatario: Sanzeri Salvatore
N. 2076 - Interventi per il completamento degli scavi
archeologici di Largo S. Giacomo adiacente al Duomo di Messina.
- Assessore Beni Culturali
Firmatario: Panarello Filippo
N. 2077 - Notizie sull'attuazione dell'accordo di
programma-quadro 'Sicurezza e legalità per lo sviluppo della
Regione siciliana - Carlo Alberto Dalla Chiesa'.
- Presidente Regione
- Assessore Industria
Firmatario: Savarino Giuseppa
N. 2082 - Interventi per accelerare la privatizzazione
dell'Azienda siciliana trasporti (AST)
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
Firmatari: De Benedictis Roberto; Zago Salvatore; Speziale
Calogero
Le interrogazioni, ora annunziate, saranno iscritte all'ordine
del giorno per essere svolte al loro turno.
- con richiesta di risposta scritta:
N. 2070 - Interventi urgenti in favore dei malati gravi di
talassemia
- Assessore Sanità
Firmatario: Arcidiacono Giuseppe
N. 2073 - Notizie sulla natura giuridica delle Aziende autonome
delle Terme di Acireale e di Sciacca
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
Firmatario: Sammartino Bartolomeo
N. 2078 - Notizie circa i servizi affidati alla Meridiana
S.p.A..
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
N. 2079 - Notizie circa la mancata istituzione nella Regione
della figura di operatore socio-sanitario.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
N. 2080 - Interventi urgenti in supporto delle aziende agricole
e zootecniche ricadenti nel territorio del comune di Maletto
(CT).
- Assessore Famiglia
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
N. 2081 - Notizie ed interventi a proposito della situazione
gestionale dell'Istituto per ciechi 'Ardizzone Gioeni' di
Catania.
- Assessore Famiglia
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
N. 2084 - Interventi per il riconoscimento dello stato di
calamità naturale per il territorio del comune di Mussomeli (CL).
- Presidente Regione
- Assessore Lavori Pubblici
Firmatari: Galletti Giuseppe; Ortisi Egidio; Manzullo Giovanni;
Papania Antonino; Spampinato Giuseppe; Vitrano Gaspare
N. 2085 - Interventi urgenti per garantire la continuità
occupazionale dei braccianti agricoli di S. Cataldo (CL)
impegnati nel settore della forestazione
- Presidente Regione
- Assessore Agricoltura
Firmatari: Galletti Giuseppe; Ortisi Egidio; Manzullo Giovanni;
Papania Antonino; Spampinato Giuseppe; Vitrano Gaspare.
Le interrogazioni, ora annunziate, saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanze
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interpellanze:
N. 231 - Provvedimenti per definire le graduatorie per
l'assegnazione di alloggi popolari nei comuni di Agrigento, Porto
Empedocle, Cattolica Eraclea, Naro e Favara.
- Assessore Famiglia
Firmatario: Morinello Salvatore
N. 232 - Iniziative per la realizzazione di nuovi impianti per
la distribuzione di carburante e di GPL lungo la tratta
autostradale Palermo-Messina, direzione Messina.
- Presidente Regione
- Assessore Industria
Firmatari: Galletti Giuseppe; Ortisi Egidio; Manzullo Giovanni;
Papania Antonino; Spampinato Giuseppe; Vitrano Gaspare.
Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza che il Governo
abbia dichiarato che respinge le interpellanze o abbia fatto
conoscere il giorno in cui intende trattarle, le interpellanze
stesse saranno iscritte all'ordine del giorno per essere svolte
al loro turno.
Annunzio di mozioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
mozioni:
N. 373 Iniziative per coordinare la partecipazione delle
Assemblee legislative regionali al processo di costruzione delle
politiche europee , degli onorevoli Fleres Salvatore; Catania
Giuseppe; Maurici Giuseppe; Baldari Nicola Renato
Presentata il 8/02/05
N. 377 Continuità produttiva delle imprese metalmeccaniche del
settore ferroviario operanti in Sicilia , degli onorevoli Formica
Santi; Ioppolo Giovanni; Sammartino Bartolomeo; Virzi' Gioacchino
Presentata il 9/02/05
N. 379 Interventi per il riconoscimento dello stato di
calamità per le aziende e le attività zootecniche di Maletto
colpite dalle eccezionali condizioni di mal tempo
registratesi nei mesi di gennaio e febbraio 2005 , degli
onorevoli Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe;
Baldari Nicola Renato; Confalone Giancarlo
Presentata l'11/02/05.
Avverto che le stesse saranno iscritte all'ordine del giorno
della seduta successiva perchè se ne determini la data di
discussione.
Comunicazione di delega alla trattazione di mozione
PRESIDENTE Comunico che, con nota prot. 1534 del 10 febbraio
2005, il Presidente della Regione ha delegato l'Assessore
regionale per il territorio e l'ambiente a curare la trattazione,
in seno all'Assemblea regionale, delle mozioni n. 176, n. 241 e
n. 243, concernenti la realizzazione di un impianto industriale
della distilleria Bertolino nel territorio di Mazara del Vallo.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno, che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Presidenza del presidente Lo Porto
Seguito della discussione del disegno di legge «Schema di disegno
di legge da proporre, ai sensi dell'art. 18 dello Statuto, al
Parlamento nazionale recante: Norme per l'istituzione di case da
gioco nel territorio della Regione siciliana» (337-136-209-491/A)
PRESIDENTE Si passa al punto secondo all'ordine del giorno:
Discussione di disegni di legge.
Si procede con la discussione del disegno di legge « Schema di
disegno di legge da proporre, ai sensi dell'art. 18 dello
Statuto, al Parlamento nazionale recante: Norme per
l'istituzione di case da gioco nel territorio della Regione
siciliana» (337-136-209-491/A) posto al numero 1).
Onorevoli colleghi, ricordo che l'esame del disegno di legge
si era interrotto nella seduta numero 266 del 10 febbraio 2005,
dopo la chiusura della discussione generale e l'approvazione del
passaggio all'esame degli articoli.
Invito i componenti la quarta Commissione a prendere posto al
banco delle Commissioni.
Si passa all'articolo 1.
Ne do lettura:
«Articolo 1.
Istituzione di case da gioco nei comuni ad
alta vocazione turistica
1. Al fine di garantire al settore turistico condizioni
analoghe a quelle di altre regioni italiane e di altri stati
membri dell'Unione europea, in deroga agli articoli 718, 719,
720, 721 e 722 del Codice penale, la Regione siciliana può
autorizzare l'apertura di case da gioco nei comuni ad alta
vocazione turistica comprovata dalla presenza di strutture
adeguate all'accoglimento di rilevanti flussi turistici.
2. L'autorizzazione di cui al comma 1 è concessa su richiesta
del sindaco del comune interessato, previa deliberazione del
consiglio comunale, con decreto del Presidente della Regione,
previo parere della competente Commissione legislativa
dell'Assemblea regionale siciliana.
3. Nella richiesta di cui al comma 2, il sindaco deve indicare
la disponibilità di un immobile di interesse storico-artistico o
turistico idoneo ad essere sede della casa da gioco.
4. L'autorizzazione di cui al comma 1 è concessa per la durata
massima di trenta anni ed è rinnovabile.
5. Non possono divenire sede di casa da gioco, ai sensi della
presente legge, i comuni capoluogo di provincia ed i comuni per i
quali siano state adottate le misure di cui all'articolo 143 del
decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, nei cinque anni
successivi all'adozione delle predette misure.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2.
Regolamento per la disciplina dell'esercizio di case
da gioco nella Regione
1. Entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della
presente legge, il Presidente della Regione, previa deliberazione
della Giunta regionale, sentito il parere della competente
Commissione legislativa dell'Assemblea regionale siciliana,
adotta, con proprio decreto, il regolamento recante le norme per
la disciplina e l'esercizio delle casa da gioco nella Regione.
2. Il regolamento di cui al comma 1 deve contenere:
a) le disposizioni intese a garantire la tutela dell'ordine
pubblico e della moralità, prevedendo, in particolare, l'assoluto
divieto di accesso alla casa da gioco per i minori e per i
militari in servizio;
b) le specie ed i tipi di giochi che possono essere
autorizzati;
c) i giorni di chiusura e l'orario di apertura;
d) le disposizioni relative alla trasparenza della gestione
amministrativa ed al controllo delle risultanze della stessa da
parte degli organi competenti;
e) le disposizioni concernenti la concessione della gestione a
società a capitale privato o misto; le garanzie per l'appalto e
le cauzioni; le qualità morali ed economiche del concessionario e
del personale addetto; le modalità di riscossione del canone di
concessione e i relativi controlli; le fideiussioni assicurative
o bancarie che il concessionario deve prestare a copertura degli
impegni assunti; il potere di revoca della concessione in caso di
mancata osservanza delle condizioni previste per il rilascio
della concessione medesima senza onere alcuno per la pubblica
amministrazione.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3.
Esercizio della casa da gioco
1. La titolarità dell'esercizio della casa da gioco spetta al
comune richiedente.
2. L'esercizio della casa da gioco può essere gestito
direttamente o per mezzo di una società mista a prevalente
capitale pubblico, oppure attraverso una società che lo gestisca
in regime di concessione.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto, chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4.
Concessione
1. Il provvedimento di concessione è rilasciato dal comune ai
soggetti aggiudicatari la gara pubblica i quali sottoscrivono la
convenzione che regola i rapporti di obbligazioni tra il comune e
i medesimi.
2. Il soggetto titolare della concessione esercita e gestisce
direttamente la casa da gioco in osservanza della convenzione di
cui al comma 1 e non può, salvo espressa autorizzazione del
comune, cedere la concessione o delegare ad altri l'esercizio e
la gestione, salvo che per i servizi accessori non riguardanti
l'attività di gioco, di cui peraltro rimane del tutto
responsabile.
3. Il soggetto titolare della concessione è tenuto a prevedere
la partecipazione nel collegio dei sindaci revisori di un
rappresentante di nomina del comune con funzioni di presidente,
nonché di altri due membri effettivi, uno di nomina del Ministero
dell'Interno e uno di nomina della Regione.
4. Entro e non oltre il 31 marzo di ogni anno i soggetti
titolari della concessione trasmettono al comune, alla Regione ed
al Ministero dell'Interno il bilancio di esercizio della casa da
gioco, nonché di ogni attività data in concessione o ad essa
connessa, relativo all'anno precedente.
5. La concessione ha la durata massima di dieci anni e può
essere oggetto di uno o più rinnovi della medesima durata.»
CRACOLICI Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, volevo sollevare una obiezione
di merito alla legge.
Stiamo votando una legge-voto che chiede al Parlamento
nazionale di introdurre le deroghe dall'Ordinamento sulla
Pubblica Sicurezza relative ad alcune città italiane, dove ci
sono case da gioco.
Nella nostra legge-voto prevediamo la esclusione dei Comuni
capoluogo, oltre che dei Comuni sciolti per mafia.
Vorrei, però, introdurre un elemento di riflessione per i
colleghi, perché siamo in presenza di una contraddizione: abbiamo
stabilito per legge che alcune città capoluogo sono definite
città d'arte e, come tali, vanno in deroga ai regolamenti
commerciali, quindi città d'arte con una fortissima previsione
di sviluppo turistico in quanto tale.
Nello stesso tempo prevediamo una legge che vuole chiedere al
Parlamento nazionale di aprire anche case da gioco nel territorio
siciliano, escludendo i Comuni capoluogo, alcuni dei quali sono
città d'arte , cioè città che hanno una disciplina speciale per
quanto riguarda alcuni regolamenti.
Considero questa una contraddizione rispetto agli obiettivi che
si pone la legge nel chiedere la deroga e all'esclusione che fa
il Parlamento siciliano nella possibilità che, qualora si dovesse
pervenire alla deroga da parte del Parlamento nazionale,
prevediamo che quella deroga deve rimanere per le nostre città
d'arte che questa Regione ha stabilito con proprio provvedimento
legislativo.
Mi pare una contraddizione. Mi riferisco, per esempio, alla
città di Palermo
ACIERNO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ACIERNO Signor Presidente, non per contraddire il collega che
mi ha preceduto, ma soltanto per cercare di evidenziare che c'è
un tentativo di programmazione che forse è un fatto nuovo,
epocale in terra di Sicilia, anche se stiamo parlando di una
legge-voto sulle case da gioco.
Però il fatto di potere cominciare a programmare il nostro
territorio secondo specifiche vocazioni, cioè evitare che poi una
norma faccia scatenare la cosiddetta guerra dei poveri , cioè
che tutti fanno la corsa
Si è cercato in IV Commissione, dove abbiamo lavorato tutti su
questo disegno di legge, di porre una serie di paletti cercando,
in una prospettiva futura, augurandoci che il Parlamento
nazionale possa accogliere questa nostra iniziativa legislativa,
di dire al territorio della Regione siciliana che, ogni Comune
che ha già una sua vocazione specifica e, quindi, già trae
turismo per una sua peculiarità, lasci spazio ad altri Comuni che
possibilmente sono meno privilegiati sotto il profilo del
territorio, sotto il profilo della storia, della cultura, dei
Beni culturali e architettonici e possano attirare presenze
turistiche con nuovi sistemi.
Quindi il senso vuole essere soltanto questo, non è una
discriminatio nei confronti di nessuno, questo si chiama
programmare .
LO CURTO , relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LO CURTO , relatore. Signor Presidente, l'intervento
dell'onorevole Acierno ha già spiegato la logica attraverso la
quale la Commissione ha agito, intervenendo in una pianificazione
dello sviluppo in Sicilia che non può vedere esclusivamente le
città d'arte e le città capoluogo, intitolarsi ogni forma di
sviluppo.
Ci sono realtà che per storia, cultura e tradizione meritano di
essere sostenute attraverso un preciso impegno della politica e,
in questo caso, della Istituzione che noi rappresentiamo.
Questa legge, è una legge-voto che non pone deroghe rispetto
agli articoli del Codice penale che vietano l'apertura dei
casinò in Sicilia, pone al Parlamento nazionale l'esigenza del
superamento di quelle norme per regolamentare, in Sicilia,
l'apertura dei casinò nei luoghi di maggiore interesse turistico.
Vuole significare una spinta allo sviluppo e allo sviluppo
turistico che passa attraverso l'apertura di case da gioco in
Sicilia al di fuori dei comuni dove esiste già il turismo e dove
lo sviluppo di per sè è programmato.
PRESIDENTE Onorevole Cracolici, credo sia stata fornita la
risposta, se soddisfacente o meno lo lascio al suo giudizio.
BENINATI Presidente della Commissione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI Presidente della Commissione. Signor Presidente,
volevo intervenire prima, ma non mi è stata data l'opportunità,
onorevole Cracolici, la sua è una osservazione che volevo
anticipare, ma l'articolo 1 è stato già votato.
Premesso ciò aggiungo che le motivazioni sono state fornite, la
Commissione ha fatto delle riflessioni. Sull'esclusione o meno
non c'è una preclusione, c'è una motivazione già inserita nel
testo.
Questa è una legge che vuole incentivare e dare una motivazione
in più sull'autorizzazione a queste case da gioco in determinati
centri turistici; è rinomato in ogni manifestazione che la
Sicilia partecipi, è detto da tutti gli assessori di tutte le
forze politiche che in questi anni sono state presenti
all'Assemblea e nei vari governi.
Vi è una difficoltà: il più delle volte nelle borse in cui ci
si incontra per il turismo si evince che parte del turismo
vorrebbe venire in Sicilia e vi è esclusivamente una carenza di
questa istituzione nella nostra Regione, mentre se noi guardiamo
un attimino tutto il Mediterraneo, siamo circondati da case da
gioco.
Pertanto, è paradossale. Potremmo migliorare questo servizio
del turismo, visto che ne parliamo tutti, la legge nasce proprio
per questo e nasce principalmente per quei centri o per quei
territori dove c'è una popolazione turistica abbastanza naturale
e che si vuole incentivare.
Sarà buona scelta del Presidente. Ha detto bene l'onorevole Lo
Curto, facendo riferimento a tutti i capoluoghi di provincia.
E' una scelta che non vuole essere nulla di più. Comunque,
l'articolo era stato pure votato quindi, credo che non bisogna
aggiungere altro.
Presidenza del presidente Lo Porto
Congedo
PRESIDENTE. Comunico che l'assessore per l'industria, onorevole
D'Aquino, ha chiesto congedo per la presente seduta.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Lo Porto
Riprende la discussione del disegno di legge «Schema di disegno
di legge da proporre, ai sensi dell'art. 18 dello Statuto, al
Parlamento nazionale recante: Norme per l'istituzione di case da
gioco nel territorio della Regione siciliana» (337-136-209-491/A)
PRESIDENTE. Pongo in votazione l'articolo 4. Chi è favorevole
resti seduto, chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Articolo 5.
Proventi della gestione della casa da gioco
1. I proventi della gestione della casa da gioco sono ripartiti
come segue:
a) il 50 per cento al comune sede della casa da gioco;
b) il 25 per cento alla provincia regionale in cui ha sede la
casa da gioco;
d) il 25 per cento alla Regione siciliana.
2. Il versamento delle quote di cui alle lettere b) e c) del
comma 1 è effettuato annualmente dal comune sede della casa da
gioco entro venti giorni dall'approvazione del bilancio».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura.
Art. 6.
Revoca dell'autorizzazione
1. Il Presidente della Regione, in caso di violazione delle
disposizioni della presente legge o del regolamento di cui
all'articolo 2, nonché in caso di turbativa dell'ordine pubblico
o della morale pubblica, dispone la revoca dell'autorizzazione o
l'immediata sospensione dell'esercizio della casa da gioco.
2. Ai fini della vigilanza, da parte degli agenti o funzionari
preposti, i locali della casa da gioco sono considerati pubblici.
3. La frequenza della casa da gioco da parte dei cittadini
residenti nel comune sede della casa da gioco è regolamentata da
specifiche disposizioni del consiglio comunale.»
CRACOLICI. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
CRACOLICI. Signor Presidente, manifesto un dubbio che penso
possa essere fugato dalla Commissione che ha lavorato al testo:
all'articolo 4 è prevista la procedura di concessione affidata al
Comune ove si realizza la casa da gioco, mentre all'articolo 6 si
prevede un potere di revoca al Presidente della Regione. Ma
questo, per avere un potere di revoca, deve avere pure un potere
concessorio preventivo
Stiamo introducendo, cioè, un sistema in cui il soggetto che
opera la concessione è distinto da quello che opera,
eventualmente, la revoca.
Mi pare che ciò contraddice l'impianto giuridico del testo
stesso.
LO CURTO, relatore. Signor Presidente, chiedo l'accantonamento
dell'articolo 6.
PRESIDENTE. Non sorgendo osservazioni, dispongo nel senso
richiesto.
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Articolo 7
Tassa di concessione
1. Alla casa da gioco di cui all'articolo 1 si applica la
disposizione dell'articolo 6, comma 1, della tariffa annessa al
decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 641,
recante disciplina delle tasse sulle concessioni governative,
come sostituita dal decreto del Ministro delle finanze 28
dicembre 1995, pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 303 del 30
dicembre 1995 e successive modificazioni».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Articolo 8
Incompatibilità
1. Gli amministratori ed i funzionari della Regione e dei
comuni e delle province sedi di casa da gioco ed i loro
congiunti, parenti ed affini sino al terzo grado non possono
partecipare in qualsiasi forma alla gestione delle case da gioco,
ne assumere incarichi e appalti di qualsivoglia natura e specie
relativi alla casa da gioco se non siano decorsi almeno tre anni
dalla data di cessazione dalla carica o dal servizio.
2. Gli amministratori, i soci ed i dipendenti con funzioni
direttive o comunque apicali dei soggetti gestori delle case da
gioco, nonché i loro congiunti e ascendenti e discendenti in
linea retta sono ineleggibili quali sindaco, assessori e
consiglieri dei comuni sede della casa da gioco, se non sono
decorsi tre anni dalla rimozione della causa di ineleggibilità».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
Sospendo la seduta per cinque minuti.
(La seduta, sospesa alle ore 18.22, è ripresa alle ore 18.24)
La seduta è ripresa.
LO CURTO, relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LO CURTO, relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, ci
siamo resi conto che al punto e) dell'articolo 2, già approvato
da questa Assemblea, viene posto, a monte di ogni altro
successivo atto di concessione e quant'altro, un atto
propedeutico in capo al Presidente della Regione e, di
conseguenza, può operare la revoca nei casi in cui sono previste
le condizioni.
Non c'è nessuna incoerenza tra quanto disposto dall'articolo
2, alla lettera e), e quanto invece oggetto della contestazione
mossa dall'onorevole Cracolici.
PRESIDENTE Vorrei sapere se la Commissione ha deciso
all'unanimità o a maggioranza.
LO CURTO, relatore. All'unanimità, signor Presidente.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'articolo 6. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione la delega alla Presidenza per il
coordinamento formale del testo. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Avverto che la votazione finale del disegno di legge numeri 337
- 136 - 209 - 491/A si effettuerà nella seduta di domani.
Presidenza del presidente Lo Porto
Discussione del disegno di legge «Istituzione della Fondazione
Ignazio Buttitta per la conservazione e la promozione della
cultura siciliana» (794/A)
PRESIDENTE Si procede con la discussione del disegno di legge
«Istituzione della Fondazione Ignazio Buttitta per la
conservazione e la promozione della cultura siciliana» (794/A)
posto al numero 2).
Invito i componenti la quinta Commissione a prendere posto al
banco delle Commissioni.
Ha facoltà di parlare il Presidente della Commissione e
relatore, onorevole Antinoro per svolgere la relazione.
ANTINORO presidente della Commissione e relatore. Mi rimetto
al testo della relazione scritta.
PRESIDENTE Dichiaro aperta la discussione generale. Sospendo
la seduta per pochi minuti per un'analisi del testo.
(La seduta, sospesa alle ore 18.27, è ripresa alle ore
18.28)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Non avendo alcun deputato chiesto di parlare,
dichiaro chiusa la discussione generale e pongo in votazione il
passaggio all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Avverto che da questo momento decorre il termine fissato
dall'articolo 112, comma 5, del Regolamento interno per la
presentazione degli emendamenti.
Presidenza del presidente Lo Porto
Discussione del disegno di legge «Istituzione dell'Agenzia
regionale per i prelievi ed i trapianti di organi e tessuti»
(867/A)
PRESIDENTE Si procede con la discussione del disegno di legge
«Istituzione dell'Agenzia regionale per i prelievi ed i trapianti
di organi e tessuti» (867/A) posto al numero 3).
Invito i componenti la sesta Commissione a prendere posto al
banco delle Commissioni.
Ha facoltà di parlare il relatore, onorevole Formica per
svolgere la relazione.
FORMICA relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi, si
tratta di una norma importante, visto l'argomento e vista la
carenza in Sicilia di donazioni di organi.
Altre regioni hanno già provveduto ad istituire questa
importante agenzia che serve al coordinamento delle attività di
trapianti e donazioni, al fine anche di incentivare le donazioni
stesse.
Con questa norma la Sicilia si pone all'avanguardia in Italia
accanto ad altre regioni che hanno già sperimentato e messo in
atto.
Pertanto, invito il Parlamento ad una rapida approvazione
affinché si possa porre la nostra Regione, il nostro sistema
sanitario all'avanguardia e al passo con le migliori regioni del
nord Italia.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, dichiaro aperta la discussione
generale.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CRACOLICI Signor Presidente, onorevoli colleghi, questo è un
testo di legge che è stato presentato in tempi lontani, il
Governo aveva un'altra compagine, un altro Assessore. Sia per la
procedura un po' accelerata che ha avuto questo testo,
considerata la situazione in cui abbiamo dovuto formulare alcuni
provvedimenti, e per la delicatezza che riveste l'istituzione
dell'Agenzia per i trapianti, e considerato che oggi esiste un
Centro per i trapianti in Sicilia che opera con un responsabile,
seppure in regime di prorogatio, e per la necessaria integrazione
tra tutti i soggetti che operano, sia nel campo del prelievo che
nel campo della trapiantologia, ritengo opportuno un
approfondimento da parte del Governo.
Chiedo pertanto che non si proceda adesso al voto per il
passaggio all'esame degli articoli, consentendo - ritengo che sia
una buona causa per tutti, approvare una legge condivisa, perché
l'obiettivo è senz'altro condiviso - di chiarire anche
l'obiettivo che si vuole raggiungere.
Quindi, chiedo che stasera, se il Governo è d'accordo, non si
proceda al passaggio agli articoli ma lo si rinvii di qualche
giorno, anche alla prossima seduta.
PISTORIO assessore per la sanità. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
PISTORIO assessore per la sanità. Signor Presidente,
onorevoli colleghi, io non ho nulla in contrario alla richiesta
di approfondimento del testo che l'onorevole Cracolici ha testè
proposto, perché l'iter di formazione di questo disegno di legge,
che condivido nella sostanza per l'impianto generale, sconta una
certa difficoltà nella fase finale, anche per responsabilità mia
personale, perché assente nella Commissione di merito.
Il testo originario, esitato dalla sesta Commissione nei mesi
precedenti, è stato opportunamente recuperato dalla Commissione
Bilancio che ha inserito qualche innovazione, anche di merito.
Poi il testo è tornato in Commissione con il Governo
colpevolmente assente, - qui non contesto la correttezza
procedimentale - però fondamentalmente è mancata
l'interlocuzione, e dato che sono state aggiunte delle norme
rispetto al testo esitato, considero opportuno un brevissimo
rinvio, anche di una settimana, per consentire un confronto
utile nella Commissione di merito, per poi ritornare in Aula.
PRESIDENTE Di fronte ad una richiesta di un deputato e del
Governo non posso che rinviare il disegno di legge in questione,
anche se non credo che l'onorevole Cracolici abbia chiesto un
rinvio di una settimana. Ma vorrei conoscere qual è la ragione
del rinvio.
PISTORIO assessore per la sanità. Per un ulteriore
approfondimento.
PRESIDENTE Assessore Pistorio, non si può esitare un
disegno di legge sapendo che occorre ulteriore tempo.
PISTORIO assessore per la sanità. Purtroppo il Governo non è
stato presente né in seconda Commissione, né in sesta
Commissione.
PRESIDENTE E' una grave mancanza..
PISTORIO assessore per la sanità. Non conoscevamo l'oggetto
della riunione.
PRESIDENTE Assessore Pistorio, dobbiamo procedere con una
certa speditezza nei lavori parlamentari; come vede, veniamo
aggrediti da tutte le parti sui quotidiani.
FORMICA relatore. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORMICA relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
possiamo forse risolvere il problema anche alla luce del fatto
che si tratta di una legge condivisa da tutti, e ciò è
importante.
Se la Presidenza autorizza e se l'Assessore per la sanità è
d'accordo, potremmo riunire la sesta Commissione, anche
informalmente, a conclusione della seduta, per soddisfare le
esigenze di approfondimento del testo, come richiedeva
l'onorevole Cracolici, in modo da riprendere l'esame del disegno
di legge in Aula domani sera.
PRESIDENTE Non sorgendo osservazioni, resta così resta
stabilito.
Discussione del disegno di legge «Norme per la rimozione delle
carcasse
di animali morti in allevamenti o abbandonati» (792/A)
Presidenza del presidente Lo Porto
PRESIDENTE Si procede con la discussione del disegno di legge
numero 792/A «Norme per la rimozione delle carcasse di animali
morti in allevamenti o abbandonati», posto al numero 4).
Invito i componenti la sesta Commissione a prendere posto al
banco delle Commissioni.
Ha facoltà di parlare il relatore, onorevole Moschetto per
svolgere la relazione.
MOSCHETTO relatore. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
sarò brevissimo. Il disegno di legge che viene sottoposto
all'Aula parte da un'esigenza più volte sollecitata dagli
allevatori: quella di provvedere, attraverso un contributo, allo
smaltimento e, quindi, all'allontanamento dai luoghi dove questi
animali decedono, al fine di prevenire eventuali episodi di
infezione, stante che, molte volte, vengono interrati senza
alcuna procedura e senza alcun controllo sanitario.
Il Governo, attraverso l'Assessore per l'agricoltura e le
foreste, ha presentato in Commissione il disegno di legge che
sottopongo al parere dell'Aula.
PRESIDENTE Dichiaro aperta la discussione generale.
CRACOLICI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, vorrei precisare che sono
stati presentati soltanto due emendamenti. Ne proporrei il ritiro
affinché si porti avanti la discussione generale, l'articolato e
domani votare. Ha facoltà di parlare l'onorevole Cracolici.
CRACOLICI Signor Presidente, non vorrei deluderla, ma devo
presentare un emendamento per una ragione importante. A questo
disegno di legge, esitato dalla Commissione Sanità in un certo
modo, in Commissione Bilancio è stato inserito un emendamento
che ne ha esteso gli obiettivi, che io condivido - voglio essere
molto chiaro - . Si vuole affrontare un problema reale:
l'abbandono delle carcasse degli animali e, soprattutto, il
cosiddetto sotterramento clandestino.
Credo sia cosa meritoria l'idea di governare, - anche con
attività di sostegno e di contributo - il processo di
incenerimento di animali che, per morte naturale o per morte a
causa di malattia, si verifica nel settore della zootecnia. Non
a caso questo è un disegno di legge che affronta i problemi della
zootecnia. Ebbene, con un emendamento si è esteso il principio
del sostegno alle imprese zootecniche per lo smaltimento delle
carcasse, al settore ittico.
Comprendo che anche negli allevamenti possa esserci una moria
di pesci, per avvelenamento o per i rischi di avvelenamento per i
consumatori, e quindi bisognerebbe incentivare il sistema dei
controlli che governano, ad esempio, l'attività degli allevamenti
nel settore ittico; ma ho l'impressione che faremmo ridere
l'Italia con una legge che si pone l'obiettivo di abolire una
pratica, purtroppo drammatica, che esiste nel territorio
siciliano, quella dell'interramento abusivo delle carcasse di
animali estendendola anche ai pesci.
Ho l'impressione che, ancora una volta, la voglia di strafare
produca effetti, in alcuni casi potremmo definirli elementi di
ilarità, anche nel modo di concepire la legislazione. Ecco perché
ho già detto di essere contrario a quell'emendamento proposto in
Commissione Bilancio'.
Ho il dovere di chiedere a quest'Aula, attraverso un
emendamento, di abolire l'estensione alle produzioni ittiche di
una legge che è tutta organizzata secondo il sistema della
zootecnia, con le associazioni degli allevatori, con i consorzi,
che possono costituire i soggetti imprenditoriali, sia in forma
individuale che in forma societaria.
ZAGO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ZAGO Signor Presidente, onorevoli colleghi, sono tra i
firmatari del disegno di legge in discussione e non mi
dilungherò, dopo la relazione del relatore Moschetto, sulla
necessità che venga esitato positivamente dall'Aula. I motivi
sono stati detti, sono fin troppo evidenti; anzi l'unico
rammarico è che avremmo già dovuto esitarlo per gli evidenti
danni che vengono provocati: in mancanza di una regolamentazione,
il rischio ambientale aumenta così come la sofferenza delle
aziende zootecniche, già gravemente provate in questi ultimi
anni.
Però, non posso non condividere l'osservazione dell'onorevole
Cracolici e, quindi, preannuncio di apporre la mia firma
all'emendamento soppressivo dell'estensione del contributo per lo
smaltimento di carcasse animali di provenienza ittica, per le
motivazioni qui addotte, anche perché non mi sembra che in
Sicilia vi siano allevamenti di balene lunghe quindici metri o
di delfini per cui si possa o si debba pensare ad un loro
eventuale interramento.
Preferisco pensare che si sia trattato di un disguido e non di
una volontà ben precisa. Pertanto, ripeto, sarò firmatario,
insieme all'onorevole Cracolici, dell'emendamento soppressivo
dell'estensione alla provenienza ittica delle carcasse animali.
GURRIERI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GURRIERI Signor Presidente, onorevoli colleghi, anch'io sono
firmatario di questo disegno di legge, che è nato da una
concertazione con tutte le realtà produttive della provincia di
Ragusa, che copre il sessanta per cento della produzione lattiero-
casearia dell'intera Sicilia.
Cito il caso di Ragusa, non per voler fare una politica
campanilistica, ma perché il fenomeno esiste maggiormente in
quella realtà, in quel territorio. Per mesi si è avuto un
confronto con tutte le organizzazioni sindacali e quando questo
disegno di legge è stato concepito, sia la maggioranza che
l'opposizione hanno gioito, una volta tanto, nel trovare una
sintesi nell'affrontare problemi che interessano la collettività
siciliana.
Pertanto, l'inserimento di questo ulteriore emendamento, a mio
avviso, è una provocazione. Personalmente, ho chiesto di
intervenire, non per ripetere quanto detto dal collega Zago o per
ciò che ha affermato l'onorevole Cracolici, bensì per dire che
anch'io firmerò l'emendamento soppressivo, in quanto ritengo che
il disegno di legge debba rimanere nella volontà espressa dalla
Commissione di merito.
PRESIDENTE Non avendo altri chiesto di parlare, dichiaro
chiusa la discussione generale e pongo in votazione il passaggio
all'esame degli articoli.
Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E'approvato)
Onorevoli colleghi, avverto che il termine per la
presentazione degli emendamenti viene fissato per le ore 17.00 di
domani.
Comunico che la Commissione Bilancio' e la Commissione Affari
istituzionali' sono convocate per le ore 17.00 di domani, al fine
di rendere, da una parte, il parere sugli emendamenti e,
dall'altra, la copertura finanziaria alle leggi che andremo a
votare.
Avverto che il termine per la presentazione degli emendamenti
viene fissato per le ore 17.00 di domani.
La seduta è, pertanto, rinviata a domani, mercoledì 16 febbraio
2005, alle ore 18.00, con il seguente ordine del giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
I - Comunicazioni
II - Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli 83,
lettera d) e 153 del regolamento interno, delle mozioni:
N. 373 - Iniziative per coordinare la partecipazione
delle Assemblee legislative regionali al
processo di costruzione delle politiche europee.
FLERES - CATANIA G. - MAURICI - BALDARI
N. 377 - Continuità produttive delle imprese
metalmeccaniche del settore ferroviario operanti
in Sicilia.
FORMICA - IOPPOLO - SAMMARTINO - VIRZI'
N. 379 - Interventi per il riconoscimento dello
stato di calamità per le aziende e le attività
zootecniche di Maletto colpite dalle eccezionali
condizioni di maltempo registratesi nei mesi di
gennaio e febbraio 2005.
FLERES - CATANIA G. - MAURICI - BALDARI -
CONFALONE
III - Discussione dei disegni di legge:
1) Istituzione della Fondazione Ignazio Buttitta per la
conservazione e la promozione della cultura siciliana (n.
794/A) (Seguito)
2) Istituzione dell'Agenzia regionale per i prelievi ed i
trapianti di organi e tessuti. Modifica di assegnazioni
finanziarie e norme organizzative nel settore sanitario
(n. 867/A) (Seguito)
3) Norme per la rimozione delle carcasse di animali morti in
allevamenti o abbandonati (n. 792/A) (Seguito)
4) 'Schema di progetto di legge costituzionale da proporre,
ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, al Parlamento
nazionale recante 'Modifiche allo Statuto della Regione'
(nn. 580-472-578-602-652/A) (Seguito)
IV - Votazione finale del disegno di legge:
- Schema di disegno di legge da proporre, ai sensi dell'art.
18 dello Statuto, al Parlamento nazionale recante: Norme per
l'istituzione di case da gioco nel territorio della Regione
siciliana'. (nn. 337-136-209-491/A)
V - Elezione delle Commissioni legislative permanenti e della
Commissione per l'esame delle questioni concernenti l'attività
dell'Unione europea.
VI - Elezione di deputati segretari.
La seduta è tolta alle ore 18.48
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 21.00
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott. Giovanni Tomasello
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni
FERRO. -«Al Presidente della Regione, all'Assessore per la
sanità, all'Assessore per l'industria e all'Assessore per il
territorio e l'ambiente, premesso che:
l'invaso artificiale di Campofranco (CL) costruito al servizio
delle industrie di sali potassici della zona si trova,
attualmente, in uno stato di totale abbandono;
gli scarichi inquinanti riversati nel lago hanno provocato la
morte dei pesci, che ormai decomposti galleggiano provocando
esalazioni maleodoranti;
il Sindaco del Comune di Campofranco, nel tentativo di far
rimuovere ai responsabili della diga i pesci morti, ha accertato
che ad oggi non esiste un 'proprietario' del lago artificiale;
considerato che:
la vicenda dell'inquinamento del lago, tra pesci decomposti ed
esalazioni tossiche, è stata sottoposta all'attenzione di tutti i
responsabili pubblici e privati che nel corso degli anni hanno
avuto a che fare con l'utilizzo dell'invaso;
l'Assessorato Territorio e ambiente, la Usl di Mussomeli, il
laboratorio di Igiene e profilassi di Caltanissetta, l'Ispea,
l'Italkali, l'Ems, l'Assessorato regionale Industria, la
Provincia di Caltanissetta, la Usl n. 2 di Caltanissetta, il
Servizio veterinario della Usl n. 2, il distaccamento forestale
di Sutera, la Polizia municipale di Campofranco, enti ai quali il
Sindaco si è rivolto per denunciare la situazione dell'invaso,
hanno risposto di non essere proprietari della diga artificiale e
dunque di non poter intervenire per rimuovere i pesci e
disinquinarla;
al termine di un lungo rapporto epistolare, finalmente, il
Commissario liquidatore degli enti economici regionali ha
risposto che il luogo è di proprietà dell'Italkali e che spetta a
questo ente bonificarlo;
rilevato che:
nonostante le ordinanze sindacali e le risposte del Commissario
liquidatore degli enti economici, l'Italkali ha sostenuto di non
essere proprietaria del lago e di non essere dunque responsabile
della bonifica dello steso;
i pesci morti continuano a galleggiare nel lago artificiale
emanando un cattivo odore che si diffonde nell'ambiente
circostante;
ricordato che cessato lo sfruttamento dell'invaso per fini
industriali, la diga artificiale bonificata sarebbe un'utile
risorsa per l'approvvigionamento idrico della provincia, dove la
carenza d'acqua è ormai quasi 'strutturale';
per sapere:
se il Governo della Regione intenda avviare un'indagine per
conoscere cosa inquina lo specchio d'acqua e lo rende a sua volta
inquinante;
se ritenga di dovere pronunciarsi su chi sia il proprietario
dell'invaso artificiale di Campofranco;
quali provvedimenti urgenti intenda assumere per bonificare la
diga e permettere una sua piena utilizzazione». (312)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. Con riferimento alla interrogazione numero 312, si
comunica quanto segue.
Si premette che in seguito al cambiamento dei vertici di
Governo ed al successivo insediamento dello scrivente, avvenuto
in data 1 settembre 2004, l'Ufficio preposto alla trattazione
degli atti ispettivi, constatato lo stato d'archivio esistente,
ha dovuto ricatalogare e riassettare tutti gli atti ispettivi
pervenuti nel tempo sino a quella data. Dalla ricatalogazione e
riassetto è emerso che parecchi atti ispettivi, ancorché
debitamente istruiti, non erano stati definiti. Tra questi
l'interrogazione in esame.
Dalla lettura della documentazione esistente e riferita
all'atto ispettivo n. 312, si evince che:
1. Con ordinanza n. 15 del 7 settembre 2001, il Sindaco del
Comune di Campofranco ordinava all'Ente minerario siciliano,
nella qualità di proprietario dell'impianto ex Italkali, la
rimozione dei pesci morti ed il ripristino dello stato dei luoghi
nel bacino artificiale in questione. Ciò in considerazione della
rilevante presenza di moria di pesci ai bordi del perimetro di
detto bacino . L'EMS con nota prot. n. 837 del 13 settembre 2001,
preceduta da telex, comunicava al sindaco che l'area in questione
non è di proprietà EMS e chiedeva pertanto l'immediata revoca
dell'ordinanza;
2. con ordinanza n. 16 del 14 settembre 2001 il sindaco del
Comune di Campofranco, a seguito di misura catastale, rettificava
la precedente ordinanza n. 15 e ordinava la rimozione dei pesci
morti all'interno del bacino in questione all'ISPEA (controllata
EMS). L'ISPEA con nota del 15 settembre 2001 prot. 072 informava
il Comune di Campofranco che lo stabilimento in questione, quale
pertinenza dell'intero complesso minerario, era stato locato
all'Italkali con contratto d'affitto registrato in data 19
novembre 1980 e che, anche in relazione a successiva vertenza
instauratasi tra le parti ed ancora pendente, l'ISPEA non era
rientrata in possesso dei beni e non aveva dunque su di esso
alcun potere gestorio . Con la medesima motivazione l'ISPEA
chiedeva la revoca dell'ordinanza sindacale con telegramma del 18
settembre 2001. Sempre in data 18 settembre 2001 con nota prot.
073 l'ISPEA provvedeva a trasmettere copia dell'ordinanza
all'Italkali invitando quest'ultima ad adottare gli interventi
ritenuti opportuni;
3. con ordinanza n. 17 del 20 settembre 2001 il Sindaco del
Comune di Campofranco, vista la nota ISPEA, rettificava la
propria ordinanza n. 16 ed ordinava l'intervento in questione in
capo all'Italkali S.p.A.;
4. con nota in data 1 ottobre 2001, inviata anche all'Assessore
per l'industria pro tempore, il Sindaco del Comune di Campofranco
riassumeva la vicenda e tuttavia comunicava che, a seguito di
sopralluogo effettuato dalla Polizia municipale in data 20
settembre 2001, nel bacino non v'era più presenza di pesci morti.
Inoltre, si notava una lieve ripresa della fauna all'interno
dell'invaso e che diverse specie di volatili si abbeveravano
all'acqua.
Riassumendo, pertanto, risulta che la questione relativa alla
bonifica di quel sito è stata risolta e che la proprietà del
complesso appare doversi intestare all'ISPEA, ancorché al
riguardo insiste un contenzioso aperto fra quest'ultima e
l'Italkali S.p.A..»
L'Assessore D'AQUINO
BASILE. -«Al Presidente della Regione, all'Assessore per
l'industria e all'Assessore per gli enti locali, premesso che:
a distanza di oltre un anno dall'emanazione del decreto del
Ministro per l'Ambiente per lo sfruttamento dell'energia
alternativa, la Regione siciliana non si è ancora mossa per la
pubblicazione del collegato bando;
la definizione e l'avviamento del programma ministeriale 'tetti
fotovoltaici' ha consentito alla piccola e media industria, nel
resto d'Italia, di predisporre piani per lo sfruttamento di
energia alternativa;
la Sicilia non ha attivato alcuna iniziativa, in mancanza del
bando, mentre sono già in corso di esaurimento le somme a ciò
destinate dallo Stato;
considerato che:
la Sicilia, per la sua posizione geografica, è una delle
regioni in cui lo sfruttamento delle fonti di energia alternativa
può fare da volano allo sviluppo della realtà industriale;
la Regione siciliana con apposita legge (la n. 32 del 2000) ha
già previsto il ricorso all'utilizzo di fonti energetiche
alternative (art. 8);
secondo notizie pubblicate sulla stampa regionale, i
finanziamenti per la Sicilia ammonterebbero a 13 milioni e mezzo
di euro;
per sapere:
quali siano gli ostacoli che hanno impedito, a tutt'oggi, la
pubblicazione del bando;
se non ritengano di dovere adottare, con la massima urgenza,
tutte quelle iniziative volte allo sblocco dei finanziamenti
statali per lo sfruttamento e l'allestimento di impianti
fotovoltaici». (599)
(L'interrogante chiede risposta scritta con urgenza)
Risposta. Con riferimento alla interrogazione numero 599, si
comunica quanto segue.
Per completezza di esposizione occorre premettere che, in
attuazione della legge n. 59/1997, il D.Leg.vo 21 marzo 1998, n.
112, ha operato un decentramento di funzioni amministrative
relativamente alla ricerca, produzione, trasporto e distribuzione
di energia. Per quanto attiene alla regioni a statuto speciale,
l'articolo 10 del citato decreto prevede che le funzioni ed i
compiti saranno trasferiti con le modalità previste dai
rispettivi Statuti .
Per la Regione siciliana non si è verificato ancora alcun
trasferimento di funzioni, non essendo state emanate le relative
norme di attuazione, previste dal D.Leg.vo 112/98.
Ciò premesso, un primo ostacolo è stato determinato
dall'incertezza sulla sussistenza in capo alla Regione, ai sensi
del vigente Statuto speciale, delle attribuzioni in materia di
fonti alternative di energia o se, comunque, dette competenze
potevano essere esercitate in forza del nuovo testo degli artt.
17 e 18 della Costituzione.
L'Ufficio Legislativo e Legale, appositamente consultato, in
data 7 febbraio 2002, ha espresso il parere che il trasferimento
di competenze debba necessariamente avvenire, in linea generale,
con le modalità previste dai rispettivi statuti . In mancanza di
apposite norme di attuazione, nessuna competenza poteva quindi
essere esercitata dalla Regione, e ciò a garanzia delle
attribuzioni e delle prerogative statutariamente riconosciute
alla Regione siciliana.
L'Ufficio Legislativo e Legale, nelle conclusioni del medesimo
parere, accennava alla possibilità di una soluzione del problema
specifico (relativo alla utilizzazione dei fondi statali con
programmi cofinanziati), facendo riferimento a singole materie e
con singole intese tra il Presidente della Regione (o suo
delegato) e il Ministero competente.
Effettuati gli ulteriori approfondimenti e definite le modalità
dell'intesa, in data 7 maggio 2002 è stato quindi siglato
l'accordo di programma tra il Ministero dell'Ambiente e della
tutela del territorio e la Regione siciliana, registrato alla
Corte dei Conti nel luglio 2002.
Una volta eliminati gli ostacoli oggettivi, di natura tecnica e
giuridica relativi alla materiale utilizzazione, l'Assessorato ha
celermente provveduto agli atti propedeutici all'emanazione del
bando, in ultimo acquisendo in data 25 settembre 2002, da parte
del Ministero e dell'ENEA, le specifiche tecniche necessarie.
Il bando è stato pubblicato nella GURS del 25 ottobre 2002.
Rilevato tutto ciò occorre però fare presente che gli eventuali
ritardi per l'annualità precedente, dovuti a cause comunque non
dipendenti dal Governo regionale e/o dall'Assessorato
dell'industria, sono stati superati e la Regione siciliana sarà
probabilmente la prima, o tra le prime regioni italiane ad
attivare le risorse previste per le annualità successive, come è
emerso in diverse riunioni operative.
Concludendo, lo scrivente ha condiviso le preoccupazioni
dell'onorevole interrogante, ma ritiene doveroso sottolineare che
l'Assessorato si è attivato, per quanto di competenza, per la più
celere utilizzazione dei fondi statali per lo sfruttamento
dell'energia alternativa, che riveste indubbio interesse, vista
la particolare e felice posizione geografica della Sicilia e
considerata anche la riduzione delle emissioni inquinanti
conseguente all'utilizzo di tali fonti di energia».
L'Assessore D'AQUINO
SPAMPINATO.- «All'Assessore per i lavori pubblici, premesso
che:
- l'Istituto Autonomo Case Popolari di Palermo ha realizzato e
consegnato nell'anno 1995 un lotto (il n. 271) di alloggi sito in
Termini Imerese, via Beato Agostino Novello;
- gli alloggi sono dotati di impianto di riscaldamento, sulla
carta predisposto per l'alimentazione a gas metano, che tuttavia
non è stato mai reso funzionante;
- da parte degli assegnatari gli alloggi, riuniti anche in
comitato di quartiere, a partire dal 1998 è stata ripetutamente
richiesta l'attivazione dell'impianto di riscaldamento sia allo
IACP, sia al Comune di Termini Imerese, che ad altri organismi;
- con nota del 9.3.1998 il Comitato ha rappresentato allo IACP
di Palermo che il consorzio di metanizzazione non poteva
procedere all'allacciamento dell'impianto alla rete del gas
metano, in quanto richiedeva che quest'ultimo Ente si attivasse
per installare delle valvole di sezionamento, per collaudare
l'opera e per rilasciare (al consorzio) le autorizzazioni
necessarie all'accesso sui luoghi per i controlli dovuti nel
tempo per assicurare la fornitura del gas metano;
- con nota di riscontro del 12.5.1998 e 18.9.1998, inviata al
Consorzio Metanizzazione e per conoscenza agli assegnatari ed al
Sindaco del Comune di Termini Imerese, lo IACP di Palermo ha
comunicato che l'impianto era stato consegnato perfettamente
funzionante e di non poter procedere all'istallazione delle
valvole di sezionamento, perché onere a carico degli assegnatari,
restando disponibile, però, per l'ulteriore collaudo e per
l'autorizzazione all'accesso sui luoghi;
- con nota del 14.4.2000 inviata al Sindaco del Comune di
Termini Imerese e per conoscenza al Consorzio di Metanizzazione
ed agli assegnatari, lo IACP ha comunicato che la lunga
inattività dell'impianto di distribuzione gas metano 'ha reso il
suo utilizzo impossibile come dimostrato dal collaudo eseguito il
25 febbraio 1999 dal Consorzio' precisando altresì che
'l'Istituto si trova in grave difficoltà per rimettere in
efficienza detto impianto';
- nonostante tutto, lo IACP ha manifestato la propria
disponibilità a renderlo efficiente chiedendo, nel contempo, al
Sindaco del Comune di Termini Imerese (una volta ultimati i
lavori) che si facesse carico di gestire e mantenere dette opere;
- con nota del 17.4.2001, inviata al Sindaco del Comune di
Termini Imerese, lo IACP ha comunicato che il collaudo eseguito
sull'impianto di metanizzazione in data 2.4.2001 aveva avuto
esito positivo, e nel contempo sollecitava l'Autorità Sindacale a
formalizzare la consegna delle opere;
- il mancato utilizzo dell'impianto, nel corso degli anni, ha
causato notevoli danni economici a tutti gli assegnatari per
avere dovuto assicurare il riscaldamento dei propri immobili con
mezzi certamente più dispendiosi del gas metano;
- tale danno tuttora persiste, dal momento che nessuna
soluzione è stata ancora adottata,
per sapere quali iniziative intenda assumere, nei confronti
dello IACP e degli altri enti interessati, al fine di rendere
funzionanti e attivi gli impianti di cui in premessa». (494)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 494, si
rappresenta che gli interventi finalizzati a rendere funzionale
l'impianto di metanizzazione degli alloggi popolari del lotto n.
271 di Via Beato Agostino Novello in località Termini Imprese
(PA) del 2 aprile 2000, data in cui l'impianto è stato collaudato
positivamente, riguardano il Comune di termini Imprese che non ha
ancora formalizzato la consegna delle opere allo IACP di Palermo.
Inoltre si rappresenta che in atto questa UOB X non gestisce
alcun capitolo di bilancio destinato alla rimessa in funzione o
all'adeguamento di impianti all'interno di alloggi di edilizia
economica e popolare gestiti dagli IACP dell'Isola.
Inoltre si fa presente che con la delibera di Giunta regionale
n. 12 del 12 gennaio 2005, l'Assessorato Lavori pubblici in
accordo con il Ministero LL.PP.-Direzione generale delle aree
urbane, già Segretariato generale del Comitato edilizia
residenziale (CER) avrà accreditate le risorse quantificate con
il D.M. 26 luglio 2000, n. 1876, in attuazione degli articoli 61
e 63 del D. 112/98 (trasferimento competenze alle Regioni in
materia di edilizia sovvenzionata) che per effetto della legge 28
febbraio 2001, n. 21 attribuisce la facoltà di riprogrammare i
fondi di edilizia sovvenzionata ed agevolata e quindi dando la
possibilità di programmare anche interventi diversi dalla sola
costruzione di alloggi popolari atteso il degrado in cui versano
molti alloggi sia di proprietà degli IACP che dei Comuni.
In attesa della rimodulazione dei fondi, non ancora effettuata,
parte degli stessi sembrerebbe destinata anche ad interventi di
adeguamento degli impianti a servizio di alloggi di edilizia
economica e popolare».
L'Assessore PARLAVECCHIO
VILLARI.- «Al Presidente della Regione, all'Assessore per i
lavori pubblici e all'Assessore per il territorio e l'ambiente,
premesso che i commi 3 e 4 dell'art. 10 della legge n. 36 del
1994 (cosiddetta legge Galli), dispongono che le società
concessionarie di servizi alla data di entrata in vigore della
presente legge (per la Regione siciliana l'1.5.99) ne mantengono
la gestione fino alla scadenza della relativa concessione, ed
alla scadenza i beni e gli impianti delle imprese già
concessionarie sono trasferiti direttamente agli enti concedenti;
Considerato che:
il DPRS 7/8/2001 n. 209/4/S.G. statuisce, in buona sostanza che
gli organismi esercenti il servizio di acquedotto che negli
ultimi 3 anni abbiano presentato parametri e requisiti difformi
da quelli enucleati agli artt. 13 e 19, allegati a) e b), non
sono salvaguardabili;
quindi gli stessi potranno continuare a gestire i servizi loro
affidati soltanto sino alla data in cui il servizio idrico
integrato sarà conferito al nuovo soggetto gestore;
Constatato che il quadro normativo in premessa ha ad oggetto le
aziende che si trovano in regime di convenzione con gli enti
locali e che la stessa normativa non prevede figure di eventuali
ditte private che esercitino il servizio di acquedotto in forma
spontanea , cioè al di fuori del disciplinare di concessione con
gli enti locali, o addirittura in assenza del decreto
concessionario per l'emungimento delle acque;
Rilevato che in vaste zone del Comune di Mascalucia opera una
società privata, (la SpA Acque Carcaci del Fasano con sede a
Catania, via Caronda, 109), non convenzionata con l'ente locale,
verosimilmente priva pure del decreto concessorio per la
derivazione delle acque dal pozzo Piano Conte di Mascalucia,
nonché dell'autorizzazione sanitaria;
Preso atto che:
detta azienda privata presenta connotazioni contrastanti con i
requisiti voluti dalla legge per la salvaguardia degli organismi
esistenti, di cui ai sopra citati artt. 13 e 19 del DPRS 209/01;
è notorio che detta azienda pratica nei confronti dell'utenza
lucrose strategie speculative al di fuori degli standard di
mercato, con costi inaccettabili per i consumatori, che, in
particolare per i nuovi allacciamenti, sono dell'ordine di 3-4 e
più milioni di vecchie lire a contratto,
per sapere se intendano far conoscere il loro avviso in ordine
ai tempi e modi in cui la società Carcaci, a cagione della non
riconducibilità alle figure imprenditoriali acquedottistiche
disciplinate dalla legge (mancanza dell'atto convenzionale,
dell'autorizzazione sanitaria, dei requisiti di salvaguardia,
della concessione di derivazione e quant'altro) dovrà piegarsi
alle norme di legge e, a prescindere dalla futura nascita del
nuovo gestore unico, trasferire i propri beni e impianti al
Comune di Mascalcia». (558)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 558, si
fa presente che la Società Acque Carcaci del Fasano SpA
svolgerebbe di fatto il servizio acquedottistico nel Comune di
Mascalcia a favore di utenti privati analogamente a svariate
società che operano e continuano ad operare nella provincia di
Catania.
A tal proposito si fa presente che tali società hanno fatto
ricorso presso il TAR di Catania ed il tribunale superiore acque
pubbliche Roma avverso il D.P.Reg. n. 209 del 7 agosto 2001
Modalità di costituzione degli ambiti territoriali ottimali per
il governo e l'uso delle risorse idriche .
A tali ricorsi questo Assessorato, per quanto di propria
competenza, ha dato riscontro ed analogamente, con riguardo alle
richieste contenute nella presente interrogazione, si può
rappresentare quanto segue:
il D.P.Reg. n. 209 del 7 agosto 2001 è da ritenere mera
esecuzione della legge 5 gennaio 1994, n. 36, art. 9 (c.d. legge
Galli);
al momento non si configurano impedimenti alla prosecuzione del
servizio da parte della ditta medesima, derivanti
dall'applicazione del provvedimento de quo, purchè la stessa
rientri nella fattispecie prevista dall'art. 10 della legge 5
gennaio 1994, n. 36.
Nella fase successiva di organizzazione del servizio idrico
integrato, le Autorità d'ambito, ai sensi dell'art. 9 della legge
n. 36/94, al fine di salvaguardare le forme e le capacità
gestionali degli Organismi esistenti che rispondono a criteri di
efficienza, efficacia ed economicità, possono provvedere alla
gestione integrata del servizio idrico anche con una pluralità di
soggetti.
Per quanto concerne l'opportunità di trasferire i beni relativi
a complessi acquedottistici si ritiene che, secondo le normative
vigenti, prescindendo dall'applicazione della legge 36/94, i
Comuni interessati possono acquisire nel proprio patrimonio tali
beni in quanto rientranti nella fattispecie di cui all'art. 822
del codice civile, previo espletamento delle procedure
espropriative di cui al DPR 8 giugno 2001, n. 327 e successive
modifiche ed integrazioni.
Eventuali licenze di attingimento rientrano, tuttavia, nelle
prerogative dell'ingegnere capo dell'Ufficio del Genio civile,
ovviamente, previa l'acquisizione delle autorizzazioni sanitarie
previste dalle norme vigenti».
L'Assessore PARLAVECCHIO
RAITI - FERRO. -«Al Presidente della Regione e all'Assessore
per i lavori pubblici, premesso che:
il bando per la riqualificazione urbana nei paesi con
popolazione inferiore ai 30.000 abitanti, pubblicato sulla GURS
n. 56 del 6.12.2002, prevede finanziamenti per un importo massimo
di euro 132.000.000 dei quali euro 120.000.000 a carico della
Regione siciliana, con euro 12.000.000 quale quota minima di
confinanziamento a carico dei Comuni finanziandi;
gli interventi saranno selezionati da un'apposita Commissione
che risulta nominata da poco, nonostante che il termine per la
presentazione delle istanze di finanziamento sia scaduto il 6
marzo 2003;
risulta che non è consentito ai partecipanti al bando, che ne
hanno interesse, di partecipare al procedimento amministrativo
che li riguarda, come previsto dalla normativa europea, nazionale
e regionale;
nessuna notizia ufficiale in merito all'esito del procedimento
di valutazione dei progetti viene fornita ai Sindaci dei Comuni
interessati in violazione del diritto all'informazione;
per sapere:
quali siano stati i motivi del ritardo della nomina della
Commissione che deve selezionare i progetti da ammettere al
finanziamento;
quali siano i motivi della disposizione che non consente ai
soggetti interessati di partecipare alle procedure amministrative
che li riguardano;
se sia vero, e in caso positivo, con quali motivazioni, il
Presidente della Commissione abbia secretato i verbali della
Commissione e non consente che i punteggi assegnati ai progetti
presi in esame siano resi pubblici ed ufficiali con affissione
all'Albo pretorio dell'Assessorato lavori pubblici, previa
informazione di tutti gli interessati, fino alla data di
emanazione del decreto di finanziamento». (1253)
(Gli interroganti chiedono risposta scritta con urgenza)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1253, si
rappresenta quanto segue.
La Commissione salutatrice è stata nominata dal Dirigente
generale pro tempore, con decreto dell'11 giugno 2003.
La Commissione preposta ha preliminarmente stabilito che alle
sedute avrebbero potuto assistere i Sindaci dei Comuni di cui via
via si esaminavano i progetti, affiggendo i relativi verbali in
apposito pannello esposto all'esterno della stanza utilizzata
dalla Commissione per svolgere la propria attività. Tutti i
verbali sono rimasti affissi fino al termine delle operazioni di
esame delle proposte.
Successivamente alcuni Comuni, almeno una quarantina, hanno
chiesto formalmente copia dei verbali (di cui avevano preso
visione), che con apposite note sono stati interamente trasmessi.
Si precisa altresì che al momento dell'esame delle
osservazioni, è stata data possibilità ai Sindaci o ad un loro
delegato, di partecipare alle sedute e di esporre ulteriori
argomentazioni a sostegno di quanto rappresentato con apposita
nota.
Delle operazioni sopra descritte è stato di volta in volta
redatto apposito verbale.
E' palese, in ultimo, che il metodo di valutazione
sinteticamente sopra esposto è improntato su criteri di
imparzialità, trasparenza e partecipazione».
L'Assessore PARLAVECCHIO
FLERES - CATANIA G. - MAURICI. -«All'Assessore per la famiglia,
le politiche sociali e le autonomie locali e all'Assessore per i
lavori pubblici, premesso che:
in contrada San Lorenzo, a Randazzo (CT), sono stati costruiti
due complessi di case popolari, uno di fianco all'altro, già
abitati da decine di famiglie;
le strutture in questione, realizzate dallo IACP, non sono
dotate di una adeguata via di accesso che possa consentire il
regolare transito dei mezzi;
la carreggiata della strada comunale che giunge sino alle case
popolari, infatti, è troppo stretta e tale da non consentire il
contemporaneo passaggio di due autovetture, ma nemmeno di un
singolo furgone, costringendo gli abitanti (e più in generale
chiunque voglia recarsi nella suddette abitazioni) a percorrere
una strada sterrata, di proprietà di un privato;
il mancato allacciamento delle fosse settiche delle suddette
abitazioni alla rete fognante e l'assenza di illuminazione
pubblica creano non pochi disagi ai residenti mettendo a rischio
la loro stessa incolumità;
per sapere quali provvedimenti intendano porre in essere
affinché vengano adottate le basilari misure di sicurezza per gli
abitanti delle case popolari costruite dallo IACP in contrada San
Lorenzo, con particolare riferimento all'allargamento della
strada esistente, al potenziamento dell'impianto di pubblica
illuminazione e all'allacciamento delle fosse settiche alla rete
fognante». (1848)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1848,
relativa alle problematiche riguardanti la realizzazione di una
strada di accesso munita di tutele, opere di urbanizzazione
connesse alla stessa (impianti fognari, illuminazione etc.)
adeguate alle esigenze degli insediamenti di edilizia economica e
popolare in Contrada San Lorenzo nel Comune di Randazzo, atteso
che l'unica via di accesso esistente è talmente angusta da non
permettere neanche il transito di un furgone e necessaria sia
all'incolumità degli abitanti insediati sia dal punto di vista
igienico-sanitario che della sicurezza (Vigili del fuoco,
autoambulanze etc.), si rappresenta che questa UOB X gestisce il
capitolo 672004 che consente la realizzazione da parte di tutti
gli IACP dell'Isola di opere di manutenzione straordinaria o
realizzazione ex novo di tutte quelle opere, comprese quelle di
urbanizzazione, che necessitano per un adeguato funzionamento
degli alloggi stessi. Inoltre si precisa che comunque tutte le
richieste di interventi, in tal senso, partono da una istanza
dello IACP interessato presso questo Assessorato e che nessuna
richiesta nel 2004 riguardava interventi ricadenti nel Comune di
Randazzo».
L'Assessore PARLAVECCHIO