Presidenza del presidente Lo Porto
BURGARETTA APARO, segretario, dà lettura del processo verbale
della seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si
intende approvato.
Congedo
PRESIDENTE Comunico che l'onorevole Genovese ha chiesto
congedo per la seduta odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono pervenute le risposte scritte
alle seguenti interrogazioni:
da parte dell'Assessore per l'industria:
N. 531 - Notizie in ordine alla decisione dell'AGIP Petroli
S.P.A. di rimuovere l'impianto di distribuzione di prodotti
petroliferi sito a Trecastagni (CT).
Firmatario: Barbagallo Giovanni
N. 927 - Provvedimenti circa la richiesta di concessione
mineraria per l'imbottigliamento di acqua, nel territorio di
Santo Stefano di Quisquina (AG).
Firmatario: Raiti Salvatore
N. 944 - Notizie in ordine alla gestione dello scalo
aeroportuale di Catania-Fontanarossa.
Firmatario: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe
N. 996 - Notizie circa il grave disastro ecologico verificatosi
a Priolo (SR).
Firmatario: Miccichè Calogero
N. 1408 - Notizie in merito all'anomala procedura adottata per
il rilascio della concessione di coltivazione di sorgenti di
acque minerali in Sicilia.
Firmatario: Raiti Salvatore
da parte dell'Assessore per i lavori pubblici:
N. 788 - Sfruttamento del fiume, in parte sotterraneo, che
attraversa il quartiere Cibali a Catania.
Firmatari: Fleres Salvatore; Garofalo Ottavio
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al
resoconto stenografico della seduta odierna.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni legislative
PRESIDENTE Comunico che i seguenti disegni di legge sono
stati inviati, in data 15 febbraio 2005, alle competenti
Commissioni legislative:
ATTIVITA' PRODUTTIVE (III)
Divieto di pesca del novellame nel compartimento
marittimo di Porto Empedocle (n. 961)
d'iniziativa parlamentare
CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO (V)
Norme per il riconoscimento del valore culturale del
Museo del cantastorie Franco Trincale (n. 962)
d'iniziativa parlamentare.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del
Regolamento interno, che nel corso della seduta potrà
procedersi a votazioni mediante sistema elettronico.
Onorevoli colleghi, sospendo, brevemente, la seduta.
(La seduta sospesa alle ore 19.53, è ripresa alle ore
19.58).
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Lo Porto
Determinazione della data di discussione di mozioni
PRESIDENTE Si passa al punto secondo dell'ordine del
giorno: Lettura, ai sensi e per gli effetti degli articoli
83, lettera d), e 153 del Regolamento interno, delle
mozioni:
- n. 373 Iniziative per coordinare la partecipazione delle
Assemblee legislative regionali al processo di costruzione
delle politiche europee , degli onorevoli Fleres, Catania
Giuseppe, Maurici, Baldari;
- n. 377 Continuità produttiva delle imprese
metalmeccaniche del settore ferroviario operanti in
Sicilia , degli onorevoli Formica, Ioppolo, Sammartino,
Virzì;
-n. 379 Interventi per il riconoscimento dello stato di
calamità per le aziende e le attività zootecniche di Maletto
colpite dalle eccezionali condizioni di maltempo registratesi
nei mesi di gennaio e febbraio 2005 , degli onorevoli Fleres,
Catania Giuseppe, Maurici, Baldari, Confalone.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
- il 9 maggio 2003 si è celebrato il 53 anniversario
della storica dichiarazione del Ministro degli Esteri
francese, Robert Schuman, con la quale sono state poste le
prime fondamenta concrete di una federazione europea
ispirata ai principi della pace e della solidarietà;
- per mantenere i sopradetti valori è indispensabile il
rispetto delle diversità nazionali e regionali degli stati
membri, nella consapevolezza del retaggio culturale comune
che unisce i popoli europei, così come sancito dall'art.
151 del Trattato istitutivo della Comunità Europea;
- dall'1 maggio 2004 l'adesione all'Unione Europea è
divenuta effettiva per altri dieci Paesi e tale processo di
allargamento rappresenta l'occasione per riconciliare
l'Europa con la sua geografia e la sua storia, riunificando
i popoli intorno ad un progetto politico comune basato su
valori condivisi da tutti;
Richiamata la dichiarazione approvata il 30 settembre
2002 dai Parlamenti regionali europei riuniti a Varese, con
la quale è stata sottolineata la necessità di riconoscere
le identità storiche, politico-istituzionali, territoriali
e culturali delle regioni e degli enti locali nel trattato
costituzionale come fondamento dell'Unione Europea;
Visto il progetto di articoli da 1 a 16 del trattato
costituzionale proposto dal Praesidium alla Convenzione il
6 febbraio 2003, e in particolare l'articolo 3, che include
tra gli obiettivi dell'Unione il rispetto della ricchezza
della sua diversità culturale;
Ritenuto opportuno ribadire il proprio impegno nel
dibattito sul futuro delle istituzioni europee, con
l'obiettivo di contribuire alla costruzione di un'Europa
che rispetti la libertà e l'identità di ciascuno dei popoli
e delle culture che la compongono,
manifesta
- l'intendimento di partecipare al processo di
integrazione europea ed al mantenimento dei valori comuni,
nel rispetto della specificità della cultura e delle
tradizioni della Sicilia;
- la volontà di confrontarsi con i Paesi in via di
adesione, per la realizzazione di un sistema aperto e
democratico di cooperazione fra collettività regionali e
locali;
- il proposito di assumere ogni anno, in occasione della
ricorrenza della Giornata dell'Europa, un'iniziativa atta a
promuovere la diffusione dello spirito europeo tra i
giovani,
impegna il Governo della Regione
a porre in essere quanto necessario affinché sia
garantita la partecipazione delle Assemblee legislative
regionali alla costruzione delle politiche europee, attesa
la loro posizione strategica nel processo di avvicinamento
dei cittadini alle istituzioni europee, in quanto organi
legittimati dal consenso popolare». (373)
FLERES - CATANIA G. - MAURICI -BALDARI
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che nel territorio nazionale operano imprese
metalmeccaniche di produzione nel settore ferroviario,
quali la Keller e l'Imesi, la cui situazione produttiva e
occupazionale è correlata a commesse provenienti da grandi
committenti pubblici;
Rilevato che in più occasioni le società appaltanti,
Trenitalia S.p.A., Rete ferroviaria italiana S.p.A. e
società connesse, nella fase di aggiudicazione hanno
mostrato e mostrano tuttora poca attenzione per il sistema
produttivo italiano, della sua organizzazione e dei livelli
di garanzia sociale che assicura, non tutelando gli
interessi peculiari delle realtà produttive del
Mezzogiorno, e siciliane in particolare, e non rispettando
condizioni normative poste proprio a garanzia dei predetti
interessi e consistenti nella tutela dell'ambiente, della
salute dei lavoratori, di adeguati livelli di retribuzione,
della conformità a precisi standard di sicurezza e di
qualità dei know-how;
Considerato che, secondo quanto è dato sapere, il
parametro per l'aggiudicazione degli appalti ad imprese
straniere diviene unicamente quello del prezzo, si
favorisce in modo automatico l'aggiudicazione a società che
sostengono un costo della manodopera molto basso (pari a 3
euro/h), come si è già verificato in favore di società
straniere ed in particolare dell'Europa dell'Est, con le
quali mai un'impresa italiana potrà competere in termini di
costo del lavoro senza il necessario adeguamento agli
standard di qualità, di sicurezza e di garanzia da parte
delle stesse;
Ritenuto che il rispetto dei livelli di sicurezza
sociale e retributivi, e degli standard di qualità, così
come avviene in altre Nazioni d'Europa, sia essenziale per
essere omologate ed invitate a gare in concorrenza con il
mercato interno;
Valutato che la mancata osservanza di tali requisiti
'minimi', posti a tutela del sistema produttivo nazionale,
determinerebbe, in tempi brevi, l'emarginazione dal mercato
di aziende nazionali quali la Keller, essendo situata anche
in aree laddove le infrastrutture inadeguate quadruplicano
i tempi di attraversamento di carri e carrozze,
impegna il Governo della Regione
ad attivare, in tempi brevi, un confronto con il Governo
nazionale per garantire il rispetto di una sostanziale par
condicio e di tutte le norme poste a tutela del sistema
produttivo nazionale e regionale siciliano e a porre in
essere tutte le misure compatibili con i vincoli comunitari
per massimizzare l'attività produttiva delle imprese del
Mezzogiorno e, in particolar modo, delle imprese siciliane
operanti nel settore metalmeccanico ferroviario». (377)
FORMICA-IOPPOLO-
SAMMMARTINO-VIRZI'
«L'Assemblea regionale siciiliana
Premesso che:
nel versante a Nord dell'Etna, ed in particolare nelle
zone ricadenti in territorio di Maletto, 1' eccezionale
ondata di freddo ha comportato danni e disagi agli
agricoltori e agli allevatori;
in particolare nei primi giorni di febbraio è stato
necessario l'intervento dei Vigili del Fuoco volontari di
Maletto per raggiungere alcune aziende zootecniche, rimaste
isolate a causa delle pessime condizioni meteorologiche;
nelle aziende in questione, infatti gli abbeveratoi erano
vuoti da giorni, a causa del gelo che ha ghiacciato le
tubature, con evidenti rischi per la salute dei 250 armenti
allevati;
secondo i dati forniti dall'Ufficio Agricoltura sono
stimati in almeno 5 gli armenti morti per il freddo;
sono numerose le aziende in difficoltà per la mancanza
di foraggio nei pascoli dell'Etna derivante dalle
abbondanti nevicate;
alcuni agricoltori hanno deciso, proprio in
considerazione delle pessime condizioni
meteorologiche, di trasferire le mandrie a sud e, comunque,
in pascoli ove il clima sia meno rigido;
Considerato che:
il gelo, la neve ed il ghiaccio hanno reso difficili,
quando non del tutto impossibili, i trasferimenti con
problemi per la viabilità, in specie sulla salita che
conduce alla strada statale 284 per Bronte, con tutte le
intuibili ripercussioni per le attività produttive e non;
i produttori dì fragole di Maletto hanno subìto danni a
parte delle produzioni ed in particolare alle produzioni
anticipate i cui germogli sono stati irrimediabilmente
danneggiati dal gelo.
IMPEGNA IL PRESIDENTE DELLA REGIONE
E
L'ASSESSORE PER LA FAMIGLIA LE POLITICHE SOCIALI E
LE AUTONOMIE LOCALI
a porre in essere provvedimenti urgenti in supporto
delle aziende zootecniche di Maletto (per i danni alle
colture e per i decessi degli armenti) derivanti
dall'eccezionale ondata di freddo che si è abbattuta in
particolare sul versante Nord dell'Etna;
ad intervenire presso il Governo nazionale al fine di
ottenere la concessione dello stato di calamità in ordine
ai danni subiti dalle aziende e dalle attività zootecniche
di Maletto, derivanti dall'eccezionale ondata di freddo
abbattutasi dal 15 gennaio al 10 febbraio sul versante nord
dell'Etna.» (379)
FLERES-CATANIA G.-MAURICI
BALDARI-CONFALONE
Non sorgendo osservazioni, dispongo che la
determinazione della data di discussione delle mozioni
predette venga demandata alla Conferenza dei Presidenti dei
Gruppi parlamentari.
Presidenza del presidente Lo Porto
Sull'ordine dei lavori
BENINATI Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
BENINATI Signor Presidente, onorevoli colleghi,
approfitto della presenza del vicepresidente della Regione
per richiamare una problematica che investe da qualche mese
la città di Messina. Non dubitando minimamente che non ci
sia la volontà di portare a compimento un iter che è quello
della nomina conclusiva, l'insediamento dell'IACP di
Messina, vorrei segnalare nuovamente - è già la seconda
volta, lo feci l'altra volta anche alla presenza
dell'assessore Parlavecchio - l'importanza di questa
materia. Infatti, l'IACP della città di Messina e, quindi,
la ricomposizione del suo organo è importantissimo perchè
cura l'attivazione e la gestione dei fondi del risanamento
di Messina.
Pertanto, poichè allo stato attuale vi è un commissario
ad acta che certamente non può fare alcun atto di
attivazione e di programmazione ed essendo ormai completato
l'iter della nomina dell'IACP di Messina del suo presidente
e di altre figure sufficienti ad insediarsi, invito il
vicepresidente della Regione nella prossima seduta di
Giunta a voler concludere l'iter.
Presidenza del presidente Lo Porto
Seguito della discussione del disegno di legge
«Istituzione della Fondazione Ignazio Buttitta per la
conservazione e la promozione della cultura siciliana» (n.
794/A)
PRESIDENTE Si passa al punto terzo all'ordine del
giorno: Discussione di disegni di legge.
Si procede con il seguito della discussione del disegno
di legge numero 794/A «Istituzione della Fondazione
Ignazio Buttitta per la conservazione e la promozione della
cultura siciliana», posto al numero 1).
Invito i componenti la quinta Commissione a prendere
posto al banco delle Commissioni.
Onorevoli colleghi, ricordo che l'esame del disegno di
legge si era interrotto nella seduta numero 267 del 15
febbraio 2005, dopo la chiusura della discussione generale
e l'approvazione del passaggio all'esame degli articoli.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1.
1. E' istituita la Fondazione denominata 'Ignazio Buttita' con la
finalità della tutela, conservazione, promozione, studio e
sviluppo della cultura siciliana in tutti i suoi aspetti storici,
sociali, artistici e antropologici.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2.
1. La sede legale ed operativa della Fondazione è la
casa natale di Ignazio Buttitta, presso la quale è
costituita e progressivamente potenziata una
biblioteca specializzata nei diversi ambiti della
cultura siciliana.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3.
1. Per il raggiungimento degli scopi di cui all'articolo 1 la
Fondazione può promuovere conferenze, seminari, congressi,
mostre, assegnare borse di studio, conferire premi, assumere ogni
iniziativa, anche di natura editoriale, ritenuta coerente con le
proprie ragioni istitutive.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4.
1. Nel rispetto delle norme previste dal Codice
civile la Fondazione è retta da un consiglio di
amministrazione formato da:
a) tre componenti a vita con diritto di nomina del
successore, in rappresentanza dei figli viventi di
Ignazio Buttitta;
b) tre componenti in rappresentanza del comune di
Bagheria, rispettivamente il sindaco, il presidente
del consiglio comunale e l'Assessore alla cultura;
c) il Presidente dell'Assemblea regionale siciliana;
d) il Presidente della Regione;
e) il presidente della Provincia regionale di
Palermo;
f) il sindaco del comune di Palermo;
g) il rettore della Università di Palermo;
h) i presidenti del Centro di studi filologici e
linguistici siciliani, dell'Associazione per la
conservazione delle tradizioni popolari, del
Folkstudio e dell'Associazione 'Amici di Ignazio
Buttitta'.
2. Tutti i componenti di diritto, a esclusione dei
tre a vita, possono nominare loro delegati. Il
consiglio di amministrazione dura in carica quattro
anni e i consiglieri possono essere riconfermati. I
consiglieri designati in virtù della loro funzione
cessano comunque dall'incarico, anche prima della
scadenza del quadriennio, qualora venga meno la loro
preposizione alla carica istituzionale ricoperta.
3. Previa approvazione del consiglio possono entrare
a far parte dello stesso tutti i soggetti pubblici e
privati che si impegnino a conferire alla Fondazione
una somma non inferiore a euro 5.000 oppure
l'equivalente in libri o oggetti di pari valore a
giudizio del consiglio. Questo diritto si intende
acquisito per un quadriennio.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Articolo 5.
1. Il consiglio nomina tra i propri componenti il
presidente e la giunta costituita da un
vicepresidente, da un direttore generale, da un
tesoriere, dal sindaco pro tempore del comune di
Bagheria o suo delegato e dai consiglieri a vita.
2. Il Presidente ha la rappresentanza legale della
Fondazione e per le altre sue responsabilità di fronte
a terzi e al consiglio può delegare il vicepresidente.
3. Il direttore generale è responsabile del
coordinamento esecutivo delle attività programmate
dalla giunta e approvate dal consiglio.
4. Il tesoriere amministra i fondi ed è tenuto a
presentare a ogni richiesta dei componenti della
giunta e dei revisori il conto delle entrate e delle
uscite.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Articolo 6.
1. Il consiglio nomina un collegio dei revisori dei
conti composto da tre componenti.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Articolo 7.
1. Nel caso di cessazione della Fondazione i suoi beni
patrimoniali, previa approvazione dei componenti a vita del
consiglio, sono trasferiti dalla giunta al comune di Bagheria o
altro ente pubblico o privato.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Articolo 8.
1. Ferme restando le disposizioni di legge e le
finalità della Fondazione, eventuali modifiche dello
Statuto, dettate da indifferibili esigenze funzionali,
devono essere approvate con voto unanime dal
consiglio.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Articolo 9.
1. La Regione concorre alla formazione del
patrimonio della Fondazione mediante l'assegnazione di
un contributo iniziale di 500 migliaia di euro per
l'anno 2005. Alla determinazione del contributo per
gli anni successivi si provvede annualmente ai sensi
dell'articolo 3, comma 2, lettera h) della legge
regionale 27 aprile 1999, n. 10 e successive
modifiche.
2. All'onere di cui al comma 1 si provvede, per
l'esercizio finanziario 2005, con parte delle
disponibilità dell'U.P.B. 4.2.1.5.2, capitolo 215704,
accantonamento 1001, del bilancio della Regione per
l'esercizio finanziario medesimo.»
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che sono stati presentati i seguenti
emendamenti, recanti articoli aggiuntivi, dopo l'articolo
9:
dall'onorevole Savona: 9.1;
dagli onorevoli Fleres, Catania Giuseppe e Maurici: 9.2;
dagli onorevoli Villari, Spampinato e Giannopolo: 9.3.
dal Governo: subemendamento 9.1.1, all'emendamento 9.1.
Preciso che l'emendamento 9.1 ha ottenuto il parere favorevole
della Commissione Bilancio .
Si passa al subemendamento 9.1.1.
RAITI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
RAITI Signor Presidente, onorevoli colleghi, onorevole
assessore, obiettivamente, mi sfugge il significato
dell'emendamento 9.1 e del subemendamento collegato perché, di
fatto, mi pare che la finalità di questo emendamento vada nella
direzione di creare una sorta di film commission Regione
siciliana cioè a dire una sorta di strumento di produzione
cinematografica che è sottoposta nel quadro di direzione
dell'Assessorato regionale Beni culturali ed ambientali.
E' vero che la nostra Regione, per parecchi anni, si è occupata
un po' di tutto (dalle miniere, alla produzione di sali minerali
ed a quant'altro), ma è anche vero che nel corso delle ultime
legislature, anche nel programma della vostra maggioranza mi pare
che ci sia la dismissione degli Enti e la semplificazione dei
compiti di questa Regione.
Certamente, oggi, andare a constatare che stiamo creando una
specie di agenzia per la produzione dei film e che di questo se
ne debba occupare la Regione siciliana, e nel precipuo
l'Assessorato regionale dei beni culturali, mi dà molto da
pensare.
Vorrei capire se questo rientri nei fini istituzionali del
Governo e quale sia la finalità che esso persegue.
Mi chiedo per quali motivi noi andiamo a creare una agenzia di
questo genere visto che, tra l'altro, spendiamo parecchi soldi
per pubblicizzare i nostri prodotti. In questi giorni basta
girare per le strade della Sicilia per vedere tutti i cartelloni
pubblicitari che dicono che noi dobbiamo promozionare made in
Sicilia e questo lo dovremmo fare in Sicilia. Io avrei capito se
questi cartelloni fossero stati posti a Tokio o a Sidney o a
Buenos Aires. Le attività promozionali che questo Governo e tutti
i Governi della Regione fanno con l'Assessorato al turismo, con
le varie attività che si svolgono durante l'anno a Taormina, al
Grand Prix e così via, ci vedono protagonisti nel dare spazio
alla valorizzazione dei prodotti culturali ed ambientali e
quant'altro siciliani, ma attraverso soggetti che si occupano
professionalmente di questo ambito con finalità ben specifiche,
con risorse ben delimitate e ben delineate e con un modo di
procedere che, tra l'altro, è ordinario nel senso che tutte le
altre Regioni e tutti gli altri enti si muovono in questa
direzione.
Io credo che l'istituzione della Film Commission esce fuori
da qualsiasi canone ordinario che è stato fatto o che si usa fare
per la promozione delle proprie risorse territoriali.
Ritengo che sono così tanti e tali gli Enti e tanti e tali le
risorse che si occupano di questa materia che andare a fare un
ulteriore orpello o un ulteriore carrozzone che abbia finalità di
questo genere ma comunque non precisate, non specificate facendo
fare alla Regione anche la promozione cinematografica, ci manca
solo che la prossima volta facciamo una norma nella quale ci
assumiamo come regista Zeffirelli, lo assumiamo alle dipendenze
della Regione e ci occupiamo anche di fare qualche film che
tratti delle argomentazioni come, ad esempio, Il Gattopardo 2
o Il Gattopardo 3.
E' una norma che mi pare assolutamente inconsueta e
inapplicabile e, per tale motivo, chiedo che il Governo, quanto
meno, la spieghi e, se ci sono finalità così importanti, la
rimandi in Commissione per discuterla ed approfondirla così da
fare in modo che questa materia sia trattata con la dovuta
completezza e non con un emendamento ad un disegno di legge che
contiene ben altre materie.
SPEZIALE Avevamo concordato che l'emendamento 9.1 sarebbe
stato inviato alla Commissione di merito.
CASCIO, vicepresidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CASCIO vicepresidente della Regione. Signor Presidente,
innanzitutto sul fatto che fossimo d'accordo di inviarlo in
Commissione di merito per la verità ho qualche dubbio, nel senso
che la proposta in effetti c'è stata, onorevole Speziale, ma è
arrivata dopo che l'articolo è stato votato dalla commissione,
per cui è arrivata in maniera tardiva, se vogliamo essere
precisi.
Tuttavia, poichè sono stato chiamato a rispondere in
qualità di rappresentante del Governo su cosa significa la Film
Commission non ho difficoltà a spiegarlo, anche se l'articolo
è scritto in maniera molto chiara. Basta leggerlo con attenzione
e si capisce.
La Film Commission ...
PRESIDENTE Non è necessario capire, onorevole Cascio; viene
precisato che c'è un accordo a me ignoto sul ritorno in
Commissione di merito. E' vero o non è vero?
CASCIO vicepresidente della Regione. Non è vero. Ho detto la
verità.
PRESIDENTE Ne prendiamo atto. Continui il suo intervento,
assessore Cascio.
CASCIO vicepresidente della Regione. Io ho detto la verità e
cioè che la proposta dell'onorevole Speziale in effetti è
arrivata, ma dopo che l'articolo è stato votato, per cui credo
tardivamente rispetto a una ipotesi di accordo. Ero presente in
commissione Bilancio per cui sono testimone vivente.
La Film Commission, al di là degli strumenti di promozione che
ha la Regione, non è un carrozzone. Siamo, è vero, in un'epoca
in cui stiamo dismettendo gli enti. Vorrei tranquillizzare
l'onorevole Raiti che la Film Commission non è un ennesimo
carrozzone che la Regione siciliana sta facendo. Basta leggere il
comma 2 dell'articolo 1 per capirlo. E' una struttura intermedia
del dipartimento; è un servizio del dipartimento.
A cosa serve la Film Commission nell'ambito, quindi, delle
prerogative del dipartimento?
La Film Commission è stato dimostrato essere uno strumento
straordinario di promozione del territorio. Non è un carrozzone;
è una agenzia che sostanzialmente si occupa di raccordare tutti
gli enti e le istituzioni che possono favorire produzioni
cinematografiche televisive.
Un esempio della straordinaria validità della Film Commission è
la serie televisiva del commissario Montalbano, che tutti voi
ricorderete essere stata realizzata. La serie del commissario
Montalbano è stata girata nel sud-est della Sicilia, poi
prodotta insieme alla RAI, mandata in onda su RAI Uno e venduta
a produzioni televisive internazionali.
Ebbene, a seguito di quella coproduzione RAI-Regione siciliana
c'è stato un incremento delle presenze turistiche provenienti
dai paesi in cui questo prodotto è stato venduto; e mi riferisco
particolarmente alla Svezia la cui televisione ha mandato in onda
per un anno questo film. A seguito di ciò c'è stato un incremento
delle presenze turistiche del 30 per cento.
Quindi, è documentato dai numeri che la Film Commission, che è
uno strumento agile che costa poco e serve sostanzialmente ad
agevolare le produzioni cinematografiche e televisive, ha un
ritorno in termini di presenze turistiche.
D'altronde, in alcune regioni d'Italia, tra cui il Piemonte, la
Lombardia e il Veneto, lo strumento della Film Commission è
stato realizzato da qualche anno ed ha avuto con un contenimento
abbastanza rigoroso dei costi degli effetti di ricaduta
positive sul territorio abbastanza visibili.
PRESIDENTE Assessore Cascio, le sono profondamente grato ma
non abbiamo risolto il problema posto dall'onorevole Speziale.
DE BENEDICTIS. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
DE BENEDICTIS. Signor Presidente, onorevoli colleghi,
l'assessore Cascio nella qualità di rappresentante del Governo ha
illustrato le finalità della Film Commission, credo che da
nessuno di noi queste fossero ignote.
Però, proprio per le cose che sono state dette vale la pena
fare queste osservazioni. Intanto, è evidente il sovrapporsi
degli interessi culturali e di promozione turistica che una
struttura di questo genere richiede, una struttura di questo
genere ha come obiettivo e lo ha detto anche l'assessore Cascio;
quindi, notiamo subito che manca un coordinamento fra le
finalità culturali e turistiche di questo strumento posto che
manca, inoltre, sia l'Assessore per i Beni culturali, sia
l'Assessore per il Turismo.
Peraltro, la questione è stata oggetto più volte anche di
interventi da parte dell'Assessore per il Turismo e anche di
interventi in documenti che abbiamo all'esame nella Commissione
di merito; quindi, credo che ci sia quanto meno non dico un
conflitto o una dicotomia, ma una necessità di raccordo che in
questo momento non è possibile riscontrare.
Inoltre, a me sembra assolutamente impropria la forma con la
quale si vuole raggiungere questo obiettivo peraltro
condivisibile, perchè la Film Commission dovrebbe essere per le
finalità che si dà una agenzia come è stato detto e non un
ufficio, una struttura all'interno di un dipartimento, perchè in
questo modo altro non può fare che ciò che è detto qui, cioè
provvedere al rilascio di autorizzazioni e dei riproduzioni dei
beni culturali siciliani, che è troppo poco, che è nulla
rispetto a quello che invece una Film Commission deve realizzare
e che può realizzare attraverso una attività più dinamica che può
essere posta in capo ad una agenzia e non ad un ufficio della
pubblica amministrazione che, evidentemente, non ha queste
capacità manageriali e di movimento che una finalità del genere
dovrebbe richiedere.
Ecco perchè credo che la fretta con la quale noi vorremmo
approvare questo articolo è assolutamente inopportuno per le
finalità che l'articolo stesso si ripropone.
Credo che da parte dell'Aula non ci sia alcun disconoscimento
dell'importanza di questo strumento e proprio per questo è il
caso di approfondirlo e di trovare la formulazione migliore e
anche una convergenza che in questo momento nell'Aula non appare.
ORTISI Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, avremmo già
finito se non fossero stati aggiunti questo e un altro
emendamento che non riguardano assolutamente l'argomento della
legge della quale stiamo parlando.
Il motivo per cui perdiamo tempo è perché vengono aggiunte cose
che non c'entrano niente.
Io sono un po' ignorante e, quindi, vorrei capire: avete
dimenticato la e'? Io leggo film commission .
SAMMARTINO E' in inglese
ORTISI Ecco, è inglese Chiedo scusa ma io ho le scole
vasce Quindi, noi stiamo aggiungendo un argomento assolutamente
estraneo al disegno di legge che dovrebbe incoraggiare la
produzione e la distribuzione nel mondo dell'immagine. Fra
l'altro, chiedo e nel merito? Sarà un dipartimento di censura.
Pensate a Report per un attimo, facciamolo diventare film Chi
giudicherà se una proposta filmica va a vantaggio o a svantaggio
della nostra immagine?
E voi volete creare un dipartimento, struttura intermedia, poi
vedo nella parte finale gli oneri derivanti etc. , che dovrebbe
migliorare l'immagine della Sicilia intitolandola in inglese
Film Commission Io pensavo fosse commissione e avessero
dimenticato la e . Essendo periferico l'avremmo potuta
aggiungere
Film commission per promuovere la Sicilia Non cadiamo nel
ridicolo, per favore
ANTINORO presidente della Commissione e relatore. Chiedo di
parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ANTINORO presidente della Commissione e relatore. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, io mi rendo conto che quando in
Aula arrivano emendamenti che in alcuni casi sono spiegabili
subito, in alcuni casi spiegabili per altri, in alcuni casi
ancora assolutamente inspiegabili da parte dell'Aula intera,
strumentalmente, si ritiene di doverli necessariamente rendere
ridicoli.
Questo è un emendamento che in quinta Commissione è già
passato. Ricordo che è passato nella sessione precedente quando
avevamo approvato la finanziaria. C'era stato in Commissione un
dibattito con l'Assessore per i Beni culturali, onorevole Pagano,
che aveva reso edotta la Commissione delle motivazioni per cui si
arrivava a proporre un emendamento così fatto.
Al di là delle battute dell'onorevole Ortisi che sono sempre
simpatiche e fanno sorridere anche l'Aula sul film commission ,
sul fatto di usare l'inglese, l'italiano o il siciliano, credo
che sia comunque opportuno per una Regione che vuole promuovere
la propria immagine fuori dal proprio territorio, per una Regione
che ha preteso e pretende, rinnovando anche i propri spot
pubblicitari (andava bene sia quello dell'onorevole Cascio quando
era Assessore per il Turismo, sia quello che propone oggi
l'onorevole Granata), una Regione cioè che tenta costantemente e
continuamente di produrre e proporre idee nuove fuori dal nostro
territorio, credo che il Governo oggi abbia diritto, con
l'onorevole Savona che ne è il firmatario in quanto Presidente
della Commissione Bilancio, ma la maggioranza tutta (e io la
richiamo ad uno scatto di orgoglio relativamente a tutto ciò) di
proporre una struttura che debba occuparsi della promozione
cinematografica che la Regione siciliana intende appoggiare e
promuovere.
Io credo che, al di là dei momenti scherzosi che ogni tanto
fanno bene anche al nostro lavoro, questa proposta sia da
appoggiare e da votare. Faccio appello anche alla stessa
minoranza affinchè si renda conto che l'impianto complessivo è un
impianto corretto e all'interno degli uffici non stiamo creando
strutture esterne; è già all'interno del Dipartimento Beni
culturali non stiamo realizzando chissà quali iniziative che
possano preludere a eventuali organizzazioni e carrozzoni o
quant'altro.
Credo, pertanto, che sia un emendamento da appoggiare, da
votare possibilmente all'unanimità.
PRESIDENTE Pongo in votazione il subemendamento 9.1.1.
CRACOLICI Chiedo che la votazione avvenga per scrutinio
segreto.
(Gli onorevoli Capodicasa, De Benedictis, Liotta,
Manzullo, Miccichè, Ortisi, Panarello, Speziale e Zago si
associano alla richiesta)
Votazione per scrutinio segreto del subemendamento 9.1.1.
PRESIDENTE Essendo la richiesta appoggiata a termini di
Regolamento, indìco la votazione per scrutinio segreto del
subemendamento 9.1.1
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
segreto:
Presenti e votanti 44.
L'Assemblea non è in numero legale. Pertanto, la seduta è
sospesa per un'ora.
(La seduta, sospesa alle ore 20.30, è ripresa alle ore 21.36)
La seduta è ripresa.
Presidenza del presidente Lo Porto
Seguito della discussione del disegno di legge «Istituzione della
Fondazione Ignazio Buttitta per la conservazione e la promozione
della cultura siciliana» (794/A)
PRESIDENTE Ricordo che siamo in fase di votazione del
subemendamento 9.1.1.
CASCIO vicepresidente della Regione. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
CASCIO vicepresidente della Regione. Signor Presidente, a
nome del Governo dichiaro di ritirare l'emendamento 9.1 e,
conseguentemente, il subemendamento 9.1.1.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Si passa all'emendamento 9.2. Il parere del Governo?
CASCIO vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
ANTINORO presidente della Commissione e relatore. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 9.3. Il parere del Governo?
CASCIO vicepresidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
ANTINORO presidente della Commissione e relatore. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'articolo 10. Ne do lettura:
«Articolo 10
1. La presente legge sarà pubblicata nella Gazzetta ufficiale
della Regione siciliana ed entrerà in vigore il giorno stesso
della sua pubblicazione.
2. E' fatto obbligo a chiunque spetti di osservarla e di farla
osservare come legge della Regione».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione la delega alla Presidenza per il
coordinamento formale del testo. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Avverto che la votazione finale del disegno di legge n. 794/A
avverrà successivamente.
Seguito della discussione del disegno di legge «Norme per la
rimozione delle
carcasse di animali morti in allevamenti o abbandonati» (792/A)
Presidenza del presidente Lo Porto
PRESIDENTE Si procede con la discussione del disegno di legge
numero 792/A « Norme per la rimozione delle carcasse di animali
morti in allevamenti o abbandonati» (792/A) posto al numero 3).
Invito i componenti la VI Commissione a prendere posto al banco
delle Commissioni. Ricordo che l'esame del disegno di legge si
era interrotto nella seduta n. 267 del 15 febbraio 2005, dopo la
chiusura della discussione generale e l'approvazione del
passaggio all'esame degli articoli.
Si passa all'articolo 1. Ne do lettura:
«Articolo 1
1. La Regione, al fine di prevenire danni all'ambiente e di
tutelare la salute pubblica, interviene per assicurare
l'eliminazione, mediante incenerimento o coincenerimento con o
senza trasformazione preliminare in impianti riconosciuti a norma
di legge, delle carcasse di animali morti in allevamento o
abbandonati della specie bovina, bufalina, ovina, caprina,
equina, suina ed ittica».
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Cracolici, Zago
e Gurrieri il seguente emendamento 1.1:
«Alla fine del comma 1 sono soppresse le parole ed ittica ».
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CASCIO vicepresidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
FORMICA vicepresidente della Commissione. Contrario
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 1. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 2. Ne do lettura:
«Articolo 2
1. Per il perseguimento delle finalità di cui all'articolo 1,
la Regione concede un contributo fino ad un massimo del 100 per
cento dei costi per la raccolta e trasporto e fino ad un massimo
del 75 per cento dei costi di eliminazione delle carcasse di
animali di cui all'articolo 1.
2. Detto contributo può essere cumulabile con altri erogati per
le stesse finalità nel rispetto dei limiti di cui al comma 1.
3. Per i comuni svantaggiati o di montagna totalmente
delimitati secondo la direttiva n. 75/268/CEE, il contributo per
la eliminazione è commisurato fino ad un massimo del 100%».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 3. Ne do lettura:
«Articolo 3
I contributi dì cui all'articolo 2 sono concessi ai produttori
zootecnici, singoli o associati, oppure operativi in forma
societaria, così come definiti ai sensi dell'articolo 2135 del
Codice civile, regolarmente iscritti all'anagrafe zootecnica come
previsto nel D.P.R. 30 aprile 1996, n. 317».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
-dall'onorevole Savona: emendamento 3.1;
-dall'onorevole Moschetto: emendamento 3.2.
Si passa all'emendamento 3.1. Il parere del Governo?
CASCIO vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
FORMICA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 3.2. Il parere del Governo?
CASCIO vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
FORMICA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 3 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 4. Ne do lettura:
«Articolo 4
1. La gestione delle operazioni di cui all'articolo 1 può
essere delegata anche a consorzi volontari di gestione dei
rifiuti zootecnici costituiti dagli allevatori singoli o
associati oppure operativi in forma societaria e che hanno sede
nel territorio della Regione, così come definiti all'articolo 5».
Comunico che è stato presentato dall'onorevole Savona il
seguente emendamento 4.1:
«Dopo le parole all'articolo 5 aggiungere le parole
costituiti con la partecipazione di aziende di cui all'articolo
3 ».
Lo pongo in votazione. Il parere del Governo?
CASCIO vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
FORMICA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'articolo 4 nel testo risultante. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 5. Ne do lettura:
«Articolo 5
1. Al fine di razionalizzare ed organizzare la raccolta, il
trasporto, il trattamento e l'eliminazione dei sottoprodotti di
origine animale non destinati al consumo umano, così come
definiti dal Regolamento CE 1774/02, secondo criteri di
efficacia, efficienza ed economicità e da destinare alla
produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili ammesse (
Energia verde ) i produttori in forma singola od associata oppure
operativi in forma societaria possono istituire consorzi a norma
di legge con la partecipazione delle aziende di cui all'articolo
3.
2. I consorzi sono regolati dalle norme del Codice civile.
3. I consorzi che operano per le finalità di cui all'articolo 1
devono essere riconosciuti dalla Regione.
4. Dei consorzi possono far parte anche gli altri operatori
della filiera zootecnica ed ittica del settore industriale ad
essa afferente e le pubbliche amministrazioni.
5. I consorzi devono operare almeno a livello provinciale e
rappresentare almeno il 51 per cento delle imprese zootecniche
del territorio in cui operano.
6. I mezzi finanziari per il funzionamento dei predetti
consorzi sono costituiti dai proventi delle attività e dai
contributi dei soggetti partecipanti.
7. I consorzi, direttamente o mediante contratti o convenzioni
con imprese pubbliche o private, assicurano la raccolta, il
trasporto, il deposito, la trasformazione, il coincenerimento o
l'incenerimento dei sottoprodotti di origine animale, così come
definiti dal Regolamento CE 1774/02, tenendo conto di eventuali
vincoli sanitari.
8. I consorzi, fatta salva la priorità di intervento per gli
allevatori, possono offrire servizi per lo smaltimento dei
sottoprodotti di origine animale ad imprese che operano nel
settore delle carni fresche e trasformate, anche di provenienza
ittica, nella Regione siciliana.
9. Il costo del servizio di smaltimento di cui al comma 8 è
stabilito dai consorzi a totale copertura delle spese sostenute.
10. I consorzi possono promuovere accordi di programma con la
Regione, gli enti locali e le organizzazioni di rappresentanza in
agricoltura per favorire la corretta gestione di detti
sottoprodotti, al fine di garantire l'attuazione del principio di
corresponsabilità gestionale tra produttori, operatori della
filiera zootecnica, titolari di impianti e pubblica
amministrazione.
11. I consorzi, entro il 31 marzo di ogni anno, a partire da
quello successivo alla data di entrata in vigore della presente
legge, trasmettono alla Regione un elenco degli associati ed una
relazione sulla gestione, comprensiva del programma specifico e
dei risultati conseguiti, nella quale possono essere evidenziati
i problemi inerenti al raggiungimento degli scopi istituzionali e
le eventuali proposte di adeguamento della normativa».
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti:
- dagli onorevoli Cracolici, Zago e Gurrieri: emendamenti 5.1 e
5.2.
Si passa all'emendamento 5.1. Il parere del Governo?
CASCIO vicepresidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
FORMICA vicepresidente della Commissione. Contrario.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Si passa all'emendamento 5.2. Il parere del Governo?
CASCIO vicepresidente della Regione. Contrario.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
FORMICA vicepresidente della Commissione. Contrario
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(Non è approvato)
Pongo in votazione l'articolo 5. Chi è favorevole resti seduto;
chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 6. Ne do lettura:
«Articolo 6
1. I contributi di cui all'articolo 2 possono essere erogati
anche per il tramite dei consorzi volontari di cui all'articolo
5».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 7. Ne do lettura:
«Articolo 7
1. Per favorire l'attività e/o la nascita dei consorzi
volontari di gestione dei sottoprodotti di origine animale non
destinati al consumo umano è concesso un contributo annuo, per
l'avviamento e/o la gestione, nella misura massima di 100
migliaia di euro».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 8. Ne do lettura:
«Articolo 8
1. Il contributo di cui all'articolo 7 è concesso per un
massimo di tre annualità nei limiti degli importi decrescenti
stabiliti dagli orientamenti comunitari per gli aiuti di Stato
nel settore agricolo».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che sono stati presentati i seguenti emendamenti
articoli aggiuntivi:
- dall'onorevole Leontini: emendamento 8.1;
- dagli onorevoli Antinoro e Dina: emendamenti 8.2, 8.4, 8.5, 8.6
e 8.7;
- dagli onorevoli Fleres, Catania G. e Maurici: emendamento 8.3;
- dall'onorevole Speziale: emendamento 8.8;
- dall'onorevole Cascio: emendamento 8.10.
SPEZIALE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SPEZIALE Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
precisare che tra questi emendamenti ve ne sono alcuni che io ho
presentato in Commissione Bilancio, al disegno di legge
riguardante l'istituzione dell'Agenzia regionale per i trapianti.
Mi riferisco in particolare agli emendamenti 8.4, 8.5 e 8.8 che
vedo adesso riportati, a firma di altri colleghi - che io
ringrazio -, in questo disegno di legge.
Vorrei precisare che tali emendamenti sono stati già apprezzati
dalla Commissione Bilancio ed hanno ottenuto la necessaria
copertura finanziaria, essendo provvedimenti urgenti che
riguardano una categoria sfortunata quale quella dei talassemici;
come tutti sanno, infatti, tale categoria ha, purtroppo, una
patologia che riduce di molto le attese di vita ed essendo stato
azzerato, in occasione dell'approvazione del bilancio, il
capitolo relativo ai contributi da assegnare a questi malati,
abbiamo ritenuto opportuno di riproporlo nel disegno di legge
relativo all'istituzione dell'Agenzia regionale per i trapianti.
Preso atto che quel disegno di legge ha avuto una battuta di
arresto in Commissione di merito, gli stessi emendamenti sono
stati riproposti, con la stessa copertura finanziaria, in questo
disegno di legge, permettendo così di dare una risposta immediata
alla categoria dei talassemici. In particolare viene introdotta
una norma che prevede, per questa categoria, la possibilità che,
in caso di decesso, il vitalizio possa essere erogato anche al
coniuge convivente; ritengo che questa possa essere una norma di
grande civiltà per una categoria che, più che debole, definirei
sfortunata.
Pertanto ritengo che questi emendamenti possono essere
considerati come emendamenti aggiuntivi all'articolo 8.
(La seduta, sospesa alle ore 21.50, è ripresa alle ore 21.52)
La seduta è ripresa.
PRESIDENTE Onorevole Speziale, ritengo di potere aderire alla
sua richiesta anche perché tali emendamenti erano già stati
considerati aggiuntivi.
Pongo pertanto in votazione l'articolo 8. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 8.1. Il parere del Governo?
CASCIO vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
FORMICA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 8.7. Il parere del Governo?
CASCIO vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
FORMICA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Gli emendamenti 8.2 e 8.6, di identico contenuto
dell'emendamento 8.7, sono assorbiti.
Si passa all'emendamento 8.3. Il parere del
Governo?
CASCIO vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
FORMICA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 8.4.
SPEZIALE Chiedo di apporre la mia firma all'emendamento.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
CASCIO vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
FORMICA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 8.5.
ANTINORO Dichiaro di ritirarlo.
SPEZIALE Signor Presidente, dichiaro di far mio
l'emendamento 8.5.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto. Lo pongo in votazione.
Il parere del Governo?
CASCIO vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
FORMICA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 8.8. Il parere del
Governo?
CASCIO vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
FORMICA vicepresidente della Commissione. Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 8.10.
MICCICHE' Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, vorrei
innanzitutto dichiarare che sono favorevole all'emendamento 8.10.
Tuttavia vorrei sollevare una questione di principio, in quanto
se io avessi saputo che potevano essere accolti, all'interno di
un disegno di legge che attiene a materia prettamente sanitaria,
altri argomenti, potevo presentare alcuni emendamenti, anche se
sicuramente non sarebbero stati accolti.
Signor Presidente, più volte ho sollecitato il Governo, con
atti ispettivi e con la presentazione di un disegno di legge per
il recepimento della legge sull'assetto del regime dei suoli,
quindi sul tema della tutela ambientale, e soprattutto
idrogeologica.
Ricordo che, in fase di approvazione della finanziaria, questo
argomento è stato da me sollevato ma non ha avuto l'accoglienza
che avrebbe meritato. Prendo atto adesso che il Governo
probabilmente si è reso conto della situazione delicata in cui
versa il nostro territorio.
CASCIO vicepresidente della Regione. L'emendamento fu
approvato dall'Aula.
MICCICHE' Sì, ma il mio ragionamento intendeva precisare la
questione.
Oltre a ciò, vorrei sollevare un problema: se avessi saputo che
era possibile inserire argomenti diversi da quello oggetto del
disegno di legge al nostro esame, avrei inserito la questione
riguardante i diabetici, cioè portare nella fascia superiore il
farmaco per i diabetici.
Se fosse stato presente in Aula l'assessore per la sanità,
avrei potuto illustrare l'argomento in maniera più dettagliata.
Spero che il portare in fascia superiore il farmaco, insulina
landus, e farla distribuire in tutti gli ospedali della Regione,
così come già avviene in molte altre regioni.
PRESIDENTE Pongo in votazione l'emendamento 8.10. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
PRESIDENTE Si passa all'emendamento 8.11.1. Lo pongo in
votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è contrario si
alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 8.11, come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che è stato presentato dal Governo il subemendamento
8.12.1 Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi
è contrario si alzi.
(E' approvato)
Pongo in votazione l'emendamento 8.12, come emendato. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'emendamento 8.13.
INCARDONA Chiedo di apporre la mia firma.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
ZAGO Chiedo di apporre la mia firma.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
GURRIERI Chiedo di apporre la mia firma.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto. Il parere del
Governo?
CASCIO vicepresidente della Regione. Favorevole.
PRESIDENTE Il parere della Commissione?
FORMICA vicepresidente della Commissione e relatore.
Favorevole.
PRESIDENTE Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti
seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
Si passa all'articolo 9. Ne do lettura:
«Art. 9.
1. Per l'attuazione della presente legge è
autorizzata, per il triennio 2005-2007, la spesa
complessiva annua di 1.000 migliaia di euro, di cui
900 migliaia di euro per le finalità dell'articolo
2 e 100 migliaia di euro per le finalità
dell'articolo 7.
2. Agli oneri di cui al comma 1, si provvede,
per l'esercizio finanziario 2005, con parte delle
disponibilità dell'UPB 4.2.1.5.2, capitolo 215704,
accantonamento 1001, del bilancio della Regione per
l'esercizio finanziario medesimo. Per gli esercizi
successivi l'onere trova riscontro nel bilancio
pluriennale della Regione (UPB 4.2.1.5.2, capitolo
215704, accantonamento 1001)».
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Seguito della discussione del disegno di legge n. 867/A
«Istituzione dell'Agenzia regionale per i prelievi ed i
trapianti di organi e tessuti. Modifica di assegnazioni
finanziarie e norme organizzative nel settore sanitario»
Presidenza del presidente Lo Porto
PRESIDENTE Si passa al secondo punto dell'ordine del
giorno: Seguito della discussione del disegno di legge n.
867/A Istituzione dell'Agenzia regionale per i prelievi ed
i trapianti di organi e tessuti. Modifica di assegnazioni
finanziarie e norme organizzative nel settore sanitario .
Onorevoli colleghi, ricordo che l'esame del disegno di
legge si era interrotto nella seduta n. 267 del 15 febbraio
2005, in sede di discussione generale.
FORMICA vicepresidente della Commissione e relatore.
Chiedo il rinvio della discussione alla prossima settimana.
PRESIDENTE Non sorgendo osservazioni, così resta
stabilito.
Onorevoli colleghi, la seduta è rinviata a martedì, 22
febbraio 2005, alle ore 17.30, con il seguente ordine del
giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
I - Comunicazioni.
II - Discussione dei disegni di legge:
1) Istituzione dell'Agenzia regionale per i prelievi ed i
trapianti di organi e tessuti. Modifica di assegnazioni
finanziarie e norme organizzative nel settore sanitario
(n. 867/A) (Seguito);
2) 'Schema di progetto di legge costituzionale da proporre,
ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, al Parlamento nazionale
recante 'Modifiche allo Statuto della Regione' (nn. 580-472-
578-602-652/A) (Seguito).
III - Votazione finale dei disegni di legge:
- Schema di disegno di legge da proporre, ai sensi dell'art.
18 dello Statuto, al Parlamento nazionale recante: Norme per
l'istituzione di case da gioco nel territorio della Regione
siciliana'. (nn. 337-136-209-491/A);
- Istituzione della Fondazione Ignazio Buttitta per la
conservazione e la promozione della cultura siciliana (n.
794/A);
- Norme per la rimozione delle carcasse di animali morti in
allevamenti o abbandonati (n. 792/A).
IV - Discussione unificata delle mozioni:
n. 176 - Interventi per evitare l'insediamento della
distilleria Bertolino nel territorio di Mazara
del Vallo
MORINELLO-RAITI-MICCICHE'-LO CURTO
n. 241 - Iniziative volte ad impedire l'allocazione
nel territorio di Mazara del Vallo di un
impianto industriale della Distilleria
Bertolino
PAPANIA-ORTISI-GALLETTI-MANZULLO
SPAMPINATO-LO CURTO
n. 243 - Non realizzazione in contrada Torre
Inchiapparo di Mazara del Vallo (TP) della
distilleria richiesta dalla ditta Bertolino
ODDO-SPEZIALE-CAPODICASA-CRACOLICI
CRISAFULLI-DE BENEDICTIS-GIANNOPOLO
PANARELLO-VILLARI-ZAGO-LO CURTO
V - Discussione della mozione:
n. 377 - Continuità produttive delle imprese
metalmeccaniche del settore ferroviario
operanti in Sicilia .
FORMICA - IOPPOLO - SAMMARTINO - VIRZI'
VI - Discussione della mozione:
N. 274 - Revoca e riconsiderazione del piano di
gestione dei rifiuti .
CAPODICASA-SPEZIALE-CRACOLICI -
CRISAFULLI DE BENEDICTIS-GIANNOPOLO
ED ALTRI
VII - Elezione delle Commissioni legislative permanenti e
della Commissione per l'esame delle questioni concernenti
l'attività dell'Unione europea.
VIII - Elezione di deputati segretari.
La seduta è tolta alle ore 22.08.
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 23.40
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott. Giovanni Tomasello
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni
BARBAGALLO. -«Al Presidente della Regione e all'Assessore per
l'industria, premesso che, con raccomandata del 16.11.2001,
l'AGIP Petroli ha comunicato che intende avvalersi della facoltà
di rimuovere l'impianto di carburanti gestito dal Sig. Urzì
Giovanni, sito nella strada provinciale n. 8 CD Grotta Balla -
Trecastagni (CT);
considerato che il Sindaco di Trecastagni, con nota del
4.2.2002, prot. n. 6056, ha richiesto all'Assessorato regionale
Industria di intervenire per evitare la chiusura dell'impianto
soprarichiamato;
ritenuto che le ragioni addotte dall'Amministrazione comunale
di Trecastagni sono estremamente valide poiché, oggettivamente,
la strada provinciale n. 8, che collega i territori di S.
Giovanni La Punta e Trecastagni, riveste particolare importanza
per numerosissimi cittadini della zona etnea;
per sapere se e quali iniziative siano state assunte o si
intendano assumere al fine di evitare la sospensione di un
servizio di rilevante importanza per i cittadini che giornalmente
da più comuni si recano a Catania». (531)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
Risposta. Con riferimento alla interrogazione numero 531, si fa
presente che con nota n. ACR/PA/878/643/IT protocollata al n.
3954 del 29 maggio 2002 del servizio VI dello scrivente
Assessorato, la società AGIP Petroli S.p.A. ha annullato la
precedente richiesta di sospensione dell'esercizio, relativa
all'impianto di distribuzione carburanti sito in Trecastagni (CT)
- S.P. n. 8, contrada Grotta Bella».
L'Assessore NOE'
RAITI. -«Al Presidente della Regione ed all'Assessore per
l'industria, premesso che:
- con avviso del Corpo regionale delle miniere pubblicato
nell'albo pretorio del Comune di Santo Stefano di Quisquina in
data 9 agosto 2002, la Platani Rossino s.r.l., con sede in
Castronovo di Sicilia, con istanza del 14 giugno 2002 ha chiesto
all'Assessorato regionale dell'industria il rilascio della
concessione mineraria di litri 10 al secondo per un periodo di
anni 30, attraverso 3 pozzi in contrada Margimuto (territorio di
Santo Stefano di Quisquina) al fine della coltivazione e
dell'imbottigliamento dell'acqua;
- con studi promossi e documentati dall'Amministrazione
comunale è stato dimostrato il danno che arrecherebbe alla
popolazione del Comune di S.Stefano la suddetta concessione;
- attraverso lo studio idrogeologico e geochimico è stato
dimostrato che è sconsigliabile qualsiasi altro prelevamento in
tutta l'area considerata, perché porterebbe ad un'ulteriore
diminuzione della riserva dell'acquifero già notevolmente
danneggiato dai lavori della galleria di valico (Galleria Leone),
che causò danni gravi ed irreparabili in quanto per diversi mesi
si registrò una fuoriuscita di acqua di circa 900 litri al
secondo;
per sapere:
- se il Governo sia a conoscenza della gravità dei fatti;
- quali iniziative intenda adottare al fine di negare la
concessione di acque a privati considerata l'emergenza idrica e
la siccità incombente;
- se non ritenga opportuno evitare di soddisfare gli interessi
privati a scopo industriale e/o commerciale della Platani Rossino
s.r.l. in un momento così delicato in cui si è alla ricerca di
acqua in ogni angolo della Sicilia per soddisfare le esigenze
potabili della popolazione e, quindi, gli interessi collettivi».
(927)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
Risposta.«Con riferimento alla interrogazione numero 927, si
rappresenta quanto segue.
Per completezza d'informazione, si ritiene opportuno accennare
alle principali fasi del procedimento amministrativo, ancora in
itinere, riguardante la concessione in argomento.
Si premette che con D.A. n. 1.100 del 4 agosto 1999 è stato
accordato alla Società Platani Rossino s.r.l. con sede in
Castronovo di Sicilia (PA), il permesso di ricerca di acque
minerali denominato Realtavilla', per la durata di anni 1,
nell'ambito di un'area estesa ettari 03.50,00, ricadente in
contrada Realtavilla del territorio di Santo Stefano di
Quisquina.
Con successivo D.A. 481 del 12 giugno 2000 è stata accordata la
proroga del permesso, con ampliamento dell'area di ricerca ad
ettari 332.00,00, per un periodo di anni 3 a decorrere dall'8
ottobre 2000; detto permesso venne rilasciato a seguito
dell'istruttoria di rito che comportò, tra l'altro, la
pubblicazione dell'avviso relativo alla presentazione della
domanda all'Albo pretorio del Comune di Santo Stefano di
Quisquina, in seguito alla quale non venne presentata alcuna
osservazione od opposizione.
I lavori svolti nel nuovo ambito di ricerca, ricadente in
contrada Margimuto dello stesso Comune, portarono alla
realizzazione di tre pozzi trivellati, ottenendo risultati
positivi.
Le successive analisi e sperimentazioni effettuate sull'acqua
rinvenuta ne dimostrarono le caratteristiche salienti e indussero
la Società Platani Rossino a chiedere ed ottenere, in tempi
recenti, il riconoscimento di acqua minerale naturale, rilasciato
dal Ministero della salute con D.D. 3474 del 21 gennaio 2003.
Nel frattempo, in data 14 giugno 2002, la Società Platani
Rossino s.r.l. ha chiesto il rilascio della concessione mineraria
trentennale per lo sfruttamento dell'acqua rinvenuta, corredando
l'istanza della relativa documentazione progettuale.
A seguito della pubblicazone dell'avviso relativo all'istanza
di concessione, all'Albo pretorio del Comune di Santo Stefano di
Quisquina, sono pervenute al Distretto minerario di
Caltanissetta, competente per territorio, n. 4 opposizioni.
Dette opposizioni si basano su studi, citati
nell'interrogazione in oggetto, appositamente commissionati
dall'Amministrazione comunale e redatti in epoche differenti
rispettivamente dai prof. Alaimo e Daina dell'Università di
Palermo (1990) e dal geologo dott. Martorana (2000), allo scopo
di approfondire le conoscenze sul bacino idrico della
Quisquina'.
Entrambi gli studi, in estrema sintesi, individuano in un'area
estesa 48 kmq, il bacino nel quale ricadono fra l'altro il Pozzo
Capo Favara gestito dall'EAS per conto del Comune di Santo
Stefano Quisquina ed altri pozzi e sorgenti di acqua pubblica
utilizzate per l'approvvigionamento idrico di alcuni Comuni
dell'Agrigentino. In tale contesto ricadono altresì i pozzi
realizzati dalla Società Platani Rossino in contrada Margimuto,
oggetto della richiesta concessione mineraria.
Detti studi portarono alla conclusione di sconsigliare
ulteriori emungimenti del bacino di che trattasi, risultando già
deficitario il relativo bilancio idrogeologico e pertanto
concreto il rischio, secondo tali studi, di un irrimediabile
depauperamento.
D'altra parte, dallo studio geologico allegato alla domanda di
concessione mineraria, a firma del geologo dott. B. Favarò,
emergono alcuni dati significativi, come la maggiore estensione
del bacino imbrifero (non meno di 300 kmq.) e l'ipotesi di
correlabilità tra gli acquiferi e quindi di possibili travasi al
di là dei limiti morfologici di affioramento. Tale ipotesi
sembrerebbe avvalorata, oltre che dai dati geochimica forniti
dallo stesso professionista, che rispecchierebbero una situazione
di sostanziale omogeneità geolitologica d'insieme, anche dai dati
(piovosità media, infiltrazione efficace, temperatura media
etc.), forniti dalla stessa Società, che condurrebbero ad un
valore pari a 789 litri/secondo di immagazzinamento medio annuo,
e ad una potenzialità di circa 200 litri/secondo suscettibile di
razionale sfruttamento.
Il Servizio geologico e geofisico del Co.Re.Mi. inoltre, nel
trasmettere con nota del novembre 2002 i risultati dello studio e
delle indagini al sig. Prefetto di Agrigento, ha concluso
ritenendo che non esiste elemento alcuno che induca a ritenere
incompatibile ogni ulteriore emungimento con la potenzialità
dell'acquifero .
Le conclusioni del Servizio geologico sono state oggetto anche
di valutazione dell'Ufficio del genio civile di Agrigento che,
rispondendo alla nota del Dipartimento industria n. 1612 dell'8
aprile 2003, ha ritenuto pienamente condivisibili le conclusioni
del servizio geologico, significando che, a parere del genio
civile (motivato nella nota prot. 3850 del 29 aprile 2003), la
portata richiesta dalla Società Platani Rossino s.r.l. risulta
compatibile con le disponibilità della falda acquifera di che
trattasi, pur a condizione che la stessa venga tenuta
costantemente sotto controllo mediante il monitoraggio dei pozzi
e delle sorgenti interessate.
Tutto ciò premesso e considerato che l'acqua è un bene primario
e limitato, la scrivente ritiene che la problematica sopra
esposta possa trovare soluzione, all'interno delle norme di legge
che regolano il procedimento amministrativo, contemperando le
esigenze dell'operatore privato con quelle dell'ente locale e,
più in generale, della collettività servita dal bacino imbrifero
interessato.
L'eventuale rilascio della concessione dovrà in ogni caso
garantire, con ampio margine di sicurezza, il permanere nel tempo
della disponibilità idrica necessaria allo sviluppo del
comprensorio».
L'Assessore NOE'
FLERES - CATANIA G.- «Al Presidente della Regione,
all'Assessore per la cooperazione, il commercio, l'artigianato e
la pesca, all'Assessore per gli enti locali ed all'Assessore per
l'industria, premesso che:
- l'inattività forzata dello scalo aeroportuale di Catania-
Fontanarossa, a seguito dell'emissione di sabbia vulcanica
dell'Etna, ha provocato notevoli danni in un'area già duramente
colpita dai recenti eventi tellurici;
- la decisione adottata dalle compagnie aeree italiane 'di
sospendere sino al 19 dicembre 2002 i voli da e per l'aeroporto
di Catania a causa del perdurare dell'attività eruttiva
dell'Etna', oltre che essere illegittima ed arbitraria,
costituisce per l'economia della Sicilia orientale e per il
turismo, in prossimità delle festività di fine anno, un duro
colpo, soprattutto se dovesse risultare vero che alcune di esse
siano indirettamente interessate all'attività di gestione
aeroportuale;
- nonostante gli incontri in sede ministeriale, le compagnie
aeree hanno unilateralmente e senza attendere alcun
pronunciamento dell'ENAC - unico organo deputato a sancire la
chiusura degli scali aeroportuali per motivi di sicurezza -
comunicato di sospendere l'operativo voli da e per l'aeroporto di
Catania - Fontanarossa;
- recenti decisioni del Consiglio di amministrazione della
società di gestione dell'aeroporto provocano un appesantimento
del bilancio aziendale rispetto alla situazione in cui versa lo
scalo aeroportuale catanese;
- la Regione siciliana è presente nel Consiglio
d'amministrazione dell'ASAC con proprio rappresentante ed è,
altresì, ente vigilante, attraverso gli Assessorati cooperazione,
enti locali ed industria, dei soci della medesima azienda
speciale (Camera di commercio, Provincia, ASI);
- già in passato la Regione siciliana ha utilizzato i suoi
poteri ispettivi per verificare l'attività gestionale dell'ASAC e
delle collegate SAC e SAC Service, a tutela del patrimonio
conferito dagli enti soci;
- negli ultimi mesi nonostante siano in corso i lavori relativi
alla costruzione della nuova aerostazione e prima del verificarsi
del fenomeno vulcanico, non è stato ipotizzato alcun piano di
rilancio aziendale, anzi sono state assunte decisioni comportanti
minori introiti, venendosi a ribadire un evidente depauperamento
del valore complessivo dell'attività gestionale dell'aeroporto;
- da anni sono in corso svariate ipotesi di cessione di congrue
quote del capitale azionario delle diverse citate società, nonché
di realizzazione del secondo gestore;
- un depauperamento del valore aziendale provocato da
ingiustificate decisioni (come quelle già citate) e da incapacità
gestionale, aggravata dalle contingenti condizioni calamitose,
faciliterebbe da un lato l'acquisizione di utenza da parte di
altri scali aerei, dall'altro la cessione dell'azienda a
condizioni ben al di sotto del suo valore reale, essendo stato lo
stesso surrettiziamente alterato;
per sapere:
- se siano a conoscenza di quanto sopra descritto;
- quali interventi si intendano porre in essere per impedire
che le circostanze di cui in premessa possano provocare gli
effetti denunciati;
- se non ritengano di dover disporre, ciascuno per la
rispettiva competenza, un'immediata ispezione presso l'ASAC, le
aziende collegate e gli enti soci;
- se non si ritenga, infine, di intervenire presso l'ENAC ed il
Ministero dei trasporti per conoscere la loro opinione circa i
fatti descritti». (944)
(Gli interroganti chiedono risposta con urgenza)
Risposta. «Con riferimento alle richieste contenute
nell'interrogazione numero 944, premesso che esse riguardano
anche altri Assessorati, si forniscono le informazioni di
competenza della scrivente.
Le problematiche citate nell'interrogazione di che trattasi,
sono state seguite con particolare attenzione da parte dello
scrivente Assessorato, anche in considerazione della grande
importanza che lo scalo di Catania- Fontanarossa ha per
l'economia dell'Isola, ed in particolare per la Sicilia
orientale.
Ciò premesso e fermo restando, inoltre, l'autonomia gestionale
dell'ASAC e delle compagnie aeree, si fa presente che questo
Assessorato, nell'ambito delle proprie competenze istituzionali,
si è adoperato, in maniera discreta, per l'eliminazione dei
disagi conseguenti ad alcune decisioni assunte da detti soggetti
nel periodo critico dovuto all'attività vulcanica.
Con riferimento inoltre all'attività degli Enti vigilati da
questo Assessorato, si fa rilevare che, per tramite del
Dipartimento competente, il ruolo di vigilanza viene svolto,
nell'ambito delle competenze legislative, in maniera attenta e
costante, avendo sempre come linea generale di riferimento, oltre
che la verifica formale degli atti, l'obiettivo strategico di
creare le condizioni ottimali per lo sviluppo di nuove attività
produttive e per la crescita di quelle esistenti».
L'Assessore NOE'
MICCICHE'.- «All'Assessore per la sanità e all'Assessore per
l'industria, premesso che:
- l'inquinamento perpetrato negli anni dallo stabilimento
Enichem di Priolo è da considerarsi una tragedia umana ed
ecologica;
- accertare le responsabilità dei privati e degli Enti è un
atto dovuto alle famiglie del siracusano colpite da questo
crimine contro l'ambiente;
per sapere:
- se la Regione siciliana intenda accertare eventuali
corresponsabilità nella tragedia ecologica, di Enti pubblici
predisposti al controllo dello stabilimento industriale, anche
attraverso l'istituzione di una commissione di indagine che
estenda la sua attività agli altri siti di industria chimica e
petrolifera presenti in Sicilia;
- se la Regione siciliana intenda costituirsi parte civile nel
processo che si terrà ai danni dei colpevoli del grave
inquinamento perpetrato;
- quali siano inoltre i motivi per i quali non sono stati
utilizzati i fondi del 'Piano di risanamento amAmbientale' (circa
1.000 miliardi delle vecchie lire) stanziati nel 1995 dal Governo
nazionale, che risultano ad oggi non spesi». (996)
Risposta.«Con riferimento alle richieste contenute nell'atto
ispettivo in oggetto indicato, che interessano anche competenze
di altri Assessorati, si forniscono le informazioni di competenza
della scrivente.
Per una migliore esposizione dell'argomento, si deve far
rilevare, in premessa, che il settore petrolchimico, nei poli
siciliani, sconta una forte crisi, caratterizzata in alcuni casi
da cicli produttivi obsoleti.
L'impianto ENICHEM di cloro-soda, in particolare, utilizza nei
processi produttivi celle a mercurio ed i costi di produzione
sono influenzati sia dall'alto costo dell'energia elettrica che
dallo smaltimento delle fanghiglie.
Questi aspetti, inerenti i costi di produzione, non rendono i
prodotti petrolchimici competitivi rispetto alle produzioni
realizzate all'estero.
Va altresì evidenziato che le celle a mercurio dovranno essere
dismesse entro il 31 dicembre 2003 per essere sostituite da
quelle a membrana.
La riconversione degli impianti che oggi, potenzialmente, può
produrre inquinamento da mercurio, riveste il carattere
dell'urgenza e, pertanto, s'impongono processi produttivi che
prevedono la sostituzione immediata delle celle a mercurio con
quelle a membrana.
Un progetto di rilancio industriale dei siti petrolchimici, che
non preveda investimenti finalizzati a rendere attuali le
esigenze economiche, sociali ed ambientali dei siti, porrà fuori
mercato le attuali produzioni.
In merito al risanamento ambientale dei luoghi, si ritiene
utile far presente quanto segue.
Il piano di risanamento ambientale del 2 maggio 1995, ha
previsto il risanamento dei siti in argomento ed il Ministero
dell'Ambiente ha destinato 140 miliardi di lire alla Regione
Siciliana, di cui 100 per i siti della provincia di Siracusa e 40
per la zona di Gela.
Solo con il nuovo Governo regionale sono state finalmente messe
in moto le procedure che consentiranno di avviare la
progettazione delle opere che si ritengono prioritarie rispetto
alla totalità degli interventi. Per il caso accennato prima,
dovrà aversi particolare riguardo alla necessità di prevedere
che, per lo stoccaggio e lo smaltimento dei fanghi, questi siano
preliminarmente resi innocui da residui di mercurio.
Per quanto attiene in particolare l'azione dello scrivente
Assessorato, in merito sia allo sviluppo che al risanamento dei
siti industriali, si ritiene utile far rilevare quanto segue.
Per creare le condizioni per il rilancio, fondato su uno
sviluppo eco-sostenibile, dei siti industriali su cui insistono
gli impianti chimici, l'Assessore regionale per l'Industria, per
far valere sul tavolo delle trattative le ragioni comuni e creare
un fronte unitario, ha siglato un protocollo di intesa con gli
Assessori delle Regioni Sardegna e Puglia.
Con tale protocollo di intesa, partendo dalla constatazione che
quanto avviene in questo momento nel settore chimico nazionale,
desta fortissime preoccupazioni per il futuro del settore
produttivo, con possibili e consistenti ripercussioni
occupazionali, e ritenendo di dover salvaguardare gli
insediamenti produttivi dislocati nelle aree industriali delle
tre Regioni, ha chiesto al Governo nazionale :
1. La predisposizione di provvedimenti di legge di livello
statale, volti a difendere, potenziare riqualificare e
reindustrializzare, anche attraverso piani di attrazione
d'investimenti, l'apparato produttivo chimico della Regione.
2. La condivisione sul modello di quanto già accade, di
importanti provvedimenti, quali Accordi di Programma, per la
qualificazione dei poli chimici.
3. La predisposizione, in accordo con le Giunte regionali, di
un Piano di rilancio dei siti industriali su cui insistono gli
impianti chimici, anche attraverso la realizzazione di nuovi
impianti costruiti nel rispetto dell'ambiente e della sicurezza,
nonché in ambito della chimica terziaria, farmaceutica e della
ricerca scientifica.
Si è poi dato seguito all'azione iniziata con il protocollo
d'intesa con le Regioni Puglia e Sardegna, portando
all'attenzione del Ministro alle Attività Produttive, delle
proposte operative concrete che consentano di condurre verso
soluzioni positive le problematiche, anche ambientali, dei siti
petrolchimici.
Particolare attenzione è stata rivolta, anche all'attenuazione
strutturale dei danni ambientali e quindi socio-economici nei
territori sede di attività di estrazione e raffinazione di
prodotti petroliferi ed alla riqualificazione ambientale di detti
territori. A tal fine è stato emanato in data 18.04.02 il D.A. n.
40, con cui viene approvata la circolare che disciplina le
procedure per la richiesta e per l'erogazione del finanziamento
pubblico, per la realizzazione di interventi nei comuni in cui
insistono le attività prima citate.
Tale circolare è attuativa delle disposizioni di cui
all'articolo 137, lett. e), della legge 23 dicembre 2000, n. 388,
legge finanziaria 2001, e all'articolo 1, c. 4, lettera c), della
legge regionale 3 maggio 2001, n. 6.
L'Assessorato infine, facendo seguito alle iniziative
dell'onorevole Presidente della Regione, finalizzate ad
affrontare la situazione di crisi dei poli chimici, con la
possibilità di attuare azioni per una riconversione degli
impianti produttivi, sta procedendo alla definizione di un
Accordo di Programma sulla Chimica, con il coinvolgimento degli
Organismi istituzionali, regionali, nazionali, sindacali e
privati per pianificare le risorse da reperire.
Si ritiene in proposito di evidenziare in sintesi, qui di
seguito, gli obiettivi delle azioni che saranno intraprese:
- risanamento ambientale e riqualificazione delle aree
industriali dismesse e il loro utilizzo per nuovi insediamenti
produttivi;
- costruzione e mantenimento, nel polo industriale, di
condizioni ottimali per la tutela dell'ambiente, della salute e
della sicurezza;
- promozione di nuove attività industriali appartenenti anche a
nuovi settori produttivi;
- rilancio e riqualificazione, attraverso la formazione, delle
possibilità occupazionali dei siti.
Le azioni attuative riguardano bonifiche, infrastrutturazione
delle aree, adeguamento dei costi energetici, rafforzamento
dell'azienda dell'indotto, offerta di servizi alle imprese,
individuazione delle filiere da promuovere, promozione del
territorio per l'attrazione di nuove iniziative.
Le azioni da intraprendere potranno essere coordinate
dall'Osservatorio Nazionale della Chimica, d'intesa con
l'Assessorato Industria e gli Osservatori locali per il settore
chimico e richiederanno la partecipazione delle Amministrazioni
centrali dello Stato, Ministero attività produttive, Ministero
del lavoro, Enti territoriali, Associazioni di categoria e Parti
sociali.
Sull'argomento sono già stati svolti incontri con le parti
interessate con i sindacati nonché con gli operatori economici
delle varie zone interessate».
L'Assessore
NOE'
RAITI.- «Al Presidente della Regione e all'Assessore per
l'industria, premesso che:
negli ultimi anni, anche in Sicilia, il mercato delle acque
minerali ha avuto un incremento considerevole;
il DPR 18.4.1994 n. 382, nel resto del Paese, ha assegnato la
responsabilità amministrativa ad un unico ufficio, snellendo le
procedure e riducendo notevolmente i tempi per l'ottenimento
delle concessioni;
in Sicilia vige la legge regionale n. 54 del 1956, la quale
prevede il rilascio della concessione per la coltivazione di
acque minerali da parte dell'Assessorato regionale
dell'Industria, previa istruttoria tecnica da parte del
competente Distretto minerario e sentito il Consiglio regionale
delle miniere;
il rapporto istruttorio finale del Distretto minerario, oltre
alle valutazioni tecniche sul programma presentato dalle aziende
interessate, sintetizza anche tutto il lavoro svolto nel corso
del permesso di ricerca;
da alcuni anni l'area tecnica del Dipartimento del Corpo delle
Miniere svolge istruttoria tecnica, non prevista da alcuna
normativa, successiva al completamento istruttorio da parte del
Distretto minerario competente, determinando, con richieste
continue di integrazioni spesso inutili e non previste dalla
legge o di competenza di altre istituzioni (autorità sanitaria,
Comune ecc.), gravi danni alle aziende per il ritardato rilascio
delle concessioni;
ritenuto che tutto ciò crea confusione e una duplicazione di
interventi, con conseguenti danni che si ripercuotono sulle
aziende interessate e sull'occupazione locale, contribuendo a
dirottare gli investimenti privati in altre regioni;
considerato che lo sfruttamento delle acque minerali, oltre a
dare un notevole apporto all'occupazione diretta e indotta,
permette un maggiore controllo in merito al rischio di
inquinamento ambientale;
per sapere:
se l'Assessore per l'industria sia a conoscenza del grave
disagio esistente tra i vari Uffici interessati;
se e quali provvedimenti intendano adottare affinché si
ristabilisca la legalità;
se il Governo intenda recepire la normativa nazionale in
materia, ripristinando condizioni di efficienza amministrativa al
pari del resto del Paese». (1408)
(L'interrogante chiede risposta con urgenza)
Risposta.«Con riferimento alla interrogazione numero 1408, si
rappresenta quanto segue.
In attuazione del disposto normativo della l.r. 10/2000 e della
successiva l.r. 6/2001 (art. 57, comma 3), il dirigente generale
pro tempore del Co.Re.Mi., con DIG n. 19 del 14 dicembre 2001, ha
definito l'assetto organizzativo del medesimo Dipartimento, con
l'istituzione delle strutture intermedie (Aree e Servizi),
articolate, a loro volta, in Unità operative di base.
In particolare è stata istituita l'Area Attività tecnica del
corpo, con il compito, tra gli altri, del coordinamento e
vigilanza sull'attività dei Servizi, tra i quali rientrano anche
i Distretti Minerari (di Caltanissetta, Catania e Palermo), anche
nella materia dell'attività estrattiva relativa a sostanze
minerali di 1 categoria, nelle quali sono comprese le acque
minerali.
La procedura attuale prevede che i Distretti minerari
trasmettano i rapporti istruttori all'Assessorato tramite il
Co.Re.Mi. che, nell'esercizio dei propri compiti di coordinamento
e vigilanza, può motivatamente intervenire, se necessario, con
richieste di approfondimenti di istruttoria (rivolte a Distretti
Minerari) e/o di consulenza (rivolta al servizio geologico e
geofisico del Dipartimento).
Non risulta dalle informazioni assunte che vengono richieste
integrazioni inutili, non previste da leggi o rientranti nelle
competenze di altre Istituzioni.
Rilevata pertanto l'assoluta correttezza delle procedure fin
qui seguite, la scrivente ritiene, però, condivisibile la
preoccupazione, che traspare nell'interrogazione, circa la
necessità di prevedere una procedura più snella e celere dei
procedimenti amministrativi relativi alla materia in oggetto,
assicurando, nel contempo, il rigoroso rispetto delle norme e
dell'ambiente interessato dalle coltivazioni delle sorgenti di
acque minerali.
A tal fine, ha già interessato il Dirigente generale del
Dipartimento Industria e del Co.Re.Mi., di prevedere una
procedura che vada incontro alle esigenze sopra richiamate».
L'Assessore NOE'
FLERES - GAROFALO.- «All'Assessore per gli enti locali,
all'Assessore per il territorio e l'ambiente e all'Assessore per
i lavori pubblici, premesso che:
- il quartiere Cibali è attraversato da un fiume sotterraneo
che emerge in corrispondenza di piazza Bonadies;
- proprio in corrispondenza di piazza Bonadies esiste un antico
lavatoio nel quale il fiume è incanalato;
- fuori dal lavatoio il fiume continua a scorrere attraversando
alcune proprietà private, come ampiamente testimoniato
dall'esistenza di un'antica 'saia' e dall'esistenza, nel dopo
guerra, di un mulino;
- uno di questi terreni attraversati dal fiume è stato adibito
ad orto, peraltro eternamente florido e di ampie dimensioni;
- in un'altra di queste proprietà attraversata dal fiume si
trova un vivaio con vendita al pubblico;
considerato che:
- del fiume si perdono le tracce proprio in queste due ultime
proprietà;
- la crisi idrica che ha colpito la Regione siciliana impone di
evitare qualsivoglia spreco;
- a poco meno di 30 metri dal letto del fiume si trova lo
stadio Angelo Massimino (ex Cibali), con campo in erba;
- il manto erboso necessita di un'irrogazione costante e
continua, come testimoniato dall'esistenza dell'apposito
impianto;
per sapere quali interventi si ritenga di dover adottare per
razionalizzare l'utilizzo del suddetto fiume, anche in
riferimento alla struttura sportiva sopracitata». (788)
Risposta.«Con riferimento alla interrogazione numero 788, si
rappresenta che grazie agli accertamenti effettuati dai dirigenti
della Sezione risorse idriche e regime delle acque, dai
responsabili del servizio geologico del Comune di Catania
congiuntamente con la Sovrintendenza ai beni culturali ed
ambientali di Catania è emersa la presenza di un pozzo d'accesso
ad un sistema di gallerie drenanti. Quest'ultimo, come riportato
nelle relazioni del centro speleologico etneo che ha eseguito
vari rilievi in sotterraneo, sono così costituiti:
il pozzo ha forma quadrata con lato di 90 cm e profondità di 7
metri circa;
a seguito dei lavori del cantiere il fondo del pozzo risulta
ostruito da pietrisco, che ostacola il normale deflusso delle
acqua causando un innalzamento del livello idrico;
la galleria discendente si sviluppa per circa 50 metri,
presenta un'altezza costante di 180 cm. e larghezza di 70 cm.,
termina in una bassa camera di cemento con botola di ispezione.
Il tratto terminale è caratterizzato dalla presenza di una
maleodorante caduta d'acqua da due tubi in pvc e uno in metallo,
oltre la camera la galleria è stata sostituita da un tubo in
cemento di 1 metro di diametro che alimenta il Lavatoio di Piazza
Bonadies.
La galleria a monte del pozzo presenta diverse biforcazioni e
funge da drenaggio delle acque di falda, che si infiltrano nelle
lave e si rinvengono a limitata profondità dal piano di campagna
al contatto con i sedimenti argillosi.
Alla luce dei risultati delle indagini eseguite, considerata
l'importanza delle gallerie che attualmente drenano le acque di
falda superiore, si ritiene necessario, per la stabilità globale
dell'area, che non venga alterato lo stato dei luoghi al fine di
garantire il naturale deflusso delle acque stesse.
Si sottolinea inoltre che non si tratta di un corso d'acqua
sotterranea, bensì di un sistema di strutture realizzate in tempi
passati per il funzionamento di un mulino che si trovava più a
valle».
L'Assessore PARLAVECCHIO
ALLEGATO:
EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE N. 794/A ISTITUZIONE DELLA FONDAZIONE
IGNAZIO BUTTITTA PER LA CONSERVAZIONE E LA PROMOZIONE DELLA
CULTURA SICILIANA
- All'articolo 9:
Emendamento 9.2:
Al comma 4 dell'articolo 127 della legge regionale 28 dicembre
2004, n. 17 dopo le parole da destinarsi' aggiungere le parole
limitatamente all'anno 2005'
DISEGNO DI LEGGE N. 792/A NORME PER LA RIMOZIONE DELLE
CARCASSE DI ANIMALI MORTI IN ALLEVAMENTI O ABBANDONATI
-All'articolo 3:
Emendamento 3.1:
Al comma 1 dopo le parole Codice civile' aggiungere le parole
nonché alle aziende che effettuano lo smaltimento di carcasse
animali, con stabilimenti in Sicilia, finanziati o cofinanziati
con fondi pubblici'
Emendamento 3.2:
Aggiungere il seguente comma:
I contributi sono anche concessi ai comuni che devono
ricorrere alla eliminazione delle carcasse di animali morti o
abbandonati, non censiti all'anagrafe zootecnica di cui al DPR
n. 317 del 1996, per particolari emergenze igienico sanitarie'
-All'articolo 4:
Emendamento 4.1:
Dopo le parole all'articolo 5' aggiungere le parole
costituiti con la partecipazione di aziende di cui
all'articolo 3'.
-All'articolo 8:
Emendamento 8.1:
Aggiungere il seguente comma:
L'Azienda delle foreste demaniali della Regione siciliana è
autorizzata, per l'esercizio finanziario 2005, ad impegnare
sullo stanziamento di competenza dell'UPB 0.0.1.3.3, capitolo
1119, la somma di 20.000 migliaia di euro destinata al
pagamento di obbligazioni assunte nell'anno 2004.'.
Emendamento 8.3:
Aggiungere il seguente articolo:
Art. - 1. Dopo il comma 2 dell'articolo 7 della legge
regionale 3 novembre 1993, n. 30 è aggiunto il seguente:
2 bis. Nel territorio della Regione siciliana non si applica
l'ultimo capoverso dell'articolo 3, comma 9, del decreto
legislativo n. 502 del 1992 e successive modifiche dalle parole
La carica di alle parole sono esercitate le funzioni .
Emendamento 8.4:
Aggiungere il seguente articolo:
Art. - Indennità per soggetti talassemici - 1. In caso di
decesso del beneficiario, l'indennità di cui all'articolo 7
della legge regionale 1 agosto 1990, n. 20 continua ad essere
erogata in favore del coniuge convivente .
Emendamento 8.5:
Aggiungere il seguente articolo:
Art. - Modifiche a talune assegnazioni finanziarie in
materia sanitaria e socio-assistenziale 1. Nello stato di
previsione della spesa del bilancio della Regione, per
l'esercizio finanziario 2005 è apportata la seguente modifica
in migliaia di euro: UPB 10.2.1.3.3, capitolo 413.706 : +
8.773. Al relativo onere si provvede con parte delle
disponibilità dell'UPB 10.2.1.3.1, capitolo 413302.
2. Alla tabella h) allegata alla legge regionale 28 dicembre
2004, n. 17 è apportata, per l'esercizio finanziario 2005, la
seguente modifica in migliaia di euro: UPB 10.2.1.3.3
capitolo 413705: + 75. Al relativo onere si provvede con parte
delle disponibilità dell'UPB 10.2.1.3.1, capitolo 413302.
3. Alla tabella h), allegata alla legge regionale 28 dicembre
2004, n. 17, è apportata la seguente modifica: UPB 3.2.1.3.1,
capitolo 183711 Associazione telefono Arcobaleno ed
all'Associazione telefono Azzurro', di cui Telefono
Arcobaleno' = 39 migliaia di euro; Telefono Azzurro' = 351
migliaia di euro.
4. Alla tabella h) allegata alla legge regionale 28 dicembre
2004, n. 17, sono apportate le seguenti modifiche in migliaia
di euro:
UPB 3.2.1.3.1 - Capitolo 183709 Associazione nazionale mutilati
ed invalidi civili 208 Associazione nazionale mutilati ed
invalidi del lavoro 120 Associazione nazionale mutilati ed
invalidi per servizio 120 Unione nazionale invalidi civili 8
Opera nazionale mutilati ed invalidi civili 184 .
Emendamento 8.7:
Aggiungere il seguente articolo:
Art. 1 - Copertura dei posti vacanti ex articolo 44 della
legge regionale 27 aprile 1999, n. 10 - 1. Per garantire
l'esercizio dei compiti istituzionali dell'Assessorato
regionale della sanità a seguito dell'entrata in vigore
dell'articolo 44 della legge regionale 27 aprile 1999, n. 10,
il Presidente della Regione, su richiesta dell'Assessore
regionale per la sanità, assegna all'Assessorato regionale
della sanità dirigenti e/o funzionari direttivi e/o istruttori
tratti dai ruoli dell'Amministrazione regionale e/o in
posizione di comando dai ruoli delle aziende unità sanitarie
locali e/o delle aziende ospedaliere, purchè in possesso dei
requisiti specifici di legge e previo avviso di selezione a
rilevanza pubblica.
2. Il ricorso alla posizione di comando può effettuarsi per il
tempo necessario alla copertura dei posti resisi disponibili
per effetto dell'articolo 44 della legge regionale 27 aprile
1999, n. 10 .
Emendamento 8.8:
Aggiungere il seguente articolo:
Art. 1 - Al comma 3 dell'articolo 7 della legge regionale 1
agosto 1990, n. 20, sostituire le parole distanti oltre 20
chilometri' con la parola diversi'.
Emendamento 8.10:
1. Per l'attuazione del POR Sicilia 2000-2006 e del relativo
complemento di programmazione, la Regione provvede al
completamento del piano stralcio di bacino per l'assetto
idrogeologico, di cui all'articolo 130 della legge regionale 3
maggio 2001, n. 6 ed alla successiva fase di gestione,
aggiornamento, monitoraggio e programmazione degli interventi
di prevenzione e mitigazione del rischio idrogeologico.
2. A tal fine in applicazione dell'articolo 5 bis del decreto
legislativo 7 settembre 2001, n. 343, convertito con
modificazioni, dalla legge 9 novembre 2001, n. 401, il
personale assunto dalla Regione con rapporto di lavoro a tempo
determinato, previo superamento di prove selettive, ai sensi
dell'articolo 2 del decreto legislativo 11 giugno 1998, n. 180
convertito, con modificazioni, dalla legge 3 agosto 1998, n.
267 e successivamente contrattualizzato dal Ministero
dell'ambiente e della tutela del territorio, è utilizzato per
un triennio dal dipartimento territorio e ambiente
dall'Assessorato regionale territorio ed ambiente.
3. Per le finalità del presente articolo è autorizzata, per il
triennio 2005-2007, la spesa annua di 1.500 migliaia di euro.
4. Agli oneri di cui al comma 3 si provvede, per l'esercizio
finanziario 2005, con parte delle disponibilità dell'UPB
4.2.1.5.2, capitolo 215704, accantonamento 1001 del bilancio
della Regione per l'esercizio finanziario medesimo.
5. Per gli esercizi successivi l'onere trova riscontro nel
bilancio pluriennale della Regione, UPB 4.2.1.5.2, capitolo
215704, accantonamento 1001.
Emendamento 8.11:
1. Nello stato di previsione della spesa del bilancio della
Regione siciliana, per l'esercizio finanziario 2005, sono
apportate le seguenti modifiche in migliaia di euro:
Capitolo 116514 +30
Capitolo 116516 +757
Capitolo 116503 +180
Capitolo 116506 +360
Capitolo 116508 +200
Capitolo 116504 +400
Capitolo 116512 +50
Capitolo 516001 +50
Capitolo 516003 +50
Capitolo 102302 +50
2. Per le finalità di cui agli articoli 7 e 9 della legge
regionale 31 agosto 1998, n. 14 è autorizzata, per l'esercizio
finanziario 2005, la spesa di 400 migliaia di euro (capitolo
117701).
3. All'onere di cui ai commi 1 e 2 pari a 2527 migliaia di euro
si provvede per l'esercizio finanziario 2005 con parte delle
disponibilità dell'U.P.B..
Subemendamento 8.11.1:
Il comma 3 è sostituito dal seguente:
''3. Agli oneri di cui ai commi 1 e 2 si provvede per
l'esercizio finanziario 2005 con parte delle disponibilità
dell'U.P.B. 4.2.1.5.2. (capitolo 215704) accantonamento 1001.
Emendamento 8.12:
Alla tabella h) allegata alla legge regionale 28 dicembre 2004,
n. 17 sono apportate, per l'esercizio finanziario 2005, le
seguenti modifiche in migliaia di euro:
capitolo 473303 +9.372.
All'onere di cui al comma 1 si provvede con parte delle
disponibilità dell'U.P.B. 4.2.1.5.2. (capitolo 215704)
accantonamento 1001.
Subemendamento 8.12.1:
All'emendamento 8.12 le cifre '' +9.372'' sono sostituite con
le seguenti ''+4.686''.
Emendamento 8.13:
All'articolo 16 sono aggiunti i seguenti commi:
''5. All'articolo 3, comma 2, lettera e) della legge regionale
28 dicembre 2004, n. 17 il numero ''1)'' è sostituito dal
seguente:
''1) tassa di rilascio euro 120,00.
6. All'articolo 6 della legge regionale 28 dicembre 2004, n. 17
sono apportate le seguenti modifiche:
a) al comma 12 è soppresso il periodo da ''entro'' a ''legge''
e dopo la parola ''Regione'' è aggiunto il seguente periodo
''entro 90 giorni dalla pubblicazione dello stesso'';
b) al comma 14 è soppresso il periodo da ''contestualmente''
a ''istanza''''.