Presidenza del presidente Lo Porto
La seduta è aperta alle ore 18.20.
BASILE, segretario, dà lettura del processo verbale della
seduta precedente che, non sorgendo osservazioni, si intende
approvato.
Congedi e missioni
PRESIDENTE Comunico che hanno chiesto congedo gli onorevoli:
Vitrano per la seduta del 22 febbraio 2005; Manzullo e D'Aquino
per le sedute del 22, 23 e 24 febbraio 2005.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunico altresì che sono in missione gli onorevoli: Infurna
dal 20 al 25 febbraio 2005; Garofano dal 20 al 24 febbraio 2005.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione del Governo in ordine alla trattazione della
mozione n. 274
PRESIDENTE Comunico che con nota del 22 febbraio 2005,
l'Assessore per i lavori pubblici, onorevole Parlavecchio,
informa che con riferimento alla nota prot. n. 625 del 18
febbraio 2005 e alla delega conferitagli dall'onorevole
Presidente della Regione per la trattazione della mozione numero
274 «Revoca e riconsiderazione del piano di gestione dei
rifiuti», è spiacente di comunicare che, per impegni
istituzionali pregressi, non potrà partecipare alla seduta
d'Aula.
L'Assemblea ne prende atto.
Pertanto il punto sesto dell'ordine del giorno è rinviato.
Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono pervenute le risposte scritte
alle seguenti interrogazioni:
-da parte dell'Assessore per i beni culturali
N. 1498 - Misure per il ripristino degli impianti di
riscaldamento nelle strutture scolastiche del comune di Scordia
(CT).
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
-da parte dell'Assessore per il lavoro
N. 1918 - Notizie sui ritardi nell'erogazione dei finanziamenti
agli enti di formazione professionale per il pagamento degli
stipendi dei lavoratori.
Firmatario: Incardona Carmelo.
Avverto che le stesse saranno pubblicate in allegato al
resoconto stenografico della seduta odierna.
Annunzio di presentazione di disegni di legge
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati i seguenti
disegni di legge:
- Provvedimenti urgenti per la redazione del Piano stralcio di
bacino per l'assetto idrogeologico (Pai) (n. 965)
- di iniziativa governativa
- presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) su proposta
dell'Assessore per il territorio e l'ambiente (Cascio) in data 16
febbraio 2005
- Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento nazionale ai
sensi dell'art. 18 dello Statuto della Regione siciliana
Modifiche all'art. 116 della Costituzione (n. 968)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Fleres, Misuraca, Baldari, Savarino,
Ortisi in data 18 febbraio 2005
Istituzione di un marchio etico di certificazione dei prodotti
ottenuti senza impiego di lavoro minorile e lavoro nero (n. 969)
- d'iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Morinello, Ferro, Raiti, Miccichè in
data 18 febbraio 2005
Annunzio di presentazione di disegni di legge e relativo invio
alle competenti Commissioni
PRESIDENTE Comunico che i seguenti disegni di legge sono
stati presentati e inviati alle competenti Commissioni:
«AMBIENTE E TERRITORIO» (IV)
- Norme per il trasporto pubblico locale per la libera
circolazione delle forze dell'ordine nell'espletamento delle loro
funzioni (n. 964)
- di iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Spampinato, Galletti, Vitrano in
data 16 febbraio 2005
«CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO» (V)
- Norme per l'organizzazione bibliotecaria regionale (n. 967)
- di iniziativa parlamentare
- presentato dagli onorevoli Capodicasa, Villari, Giannopolo,
Speziale, Cracolici, Crisafulli, De Benedictis, Oddo, Panarello,
Zago in data 16 febbraio 2005
«SERVIZI SOCIALI E SANITARI» (VI)
- Realizzazione di cimiteri per animali d'affezione (n. 966)
- di iniziativa parlamentare
- presentato dall'onorevole Villari in data 16 febbraio 2005
INVIATI IN DATA 18 FEBBRAIO 2005.
Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
Commissioni
PRESIDENTE Comunico che il seguente disegno di legge è stato
inviato, in data 16 febbraio 2005, alla competente Commissione
legislativa Cultura, Formazione e lavoro (V):
- Modifica dell'articolo 24 della legge regionale 31 maggio
2004, n. 9, concernente finanziamenti di cantieri di lavoro in
favore dei destinatari della sperimentazione del reddito minimo
di inserimento (RMI)' (n. 963)
- d'iniziativa parlamentare.
Comunicazione di richiesta di parere
PRESIDENTE Comunico che la seguente richieste di parere
pervenuta dal Governo è stata assegnata alle competente
Commissione legislativa Affari Istituzionali (I):
«AFFARI ISTITUZIONALI » (I)
- Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi di
Agrigento - Collegio dei Revisori.' (n. 352/I)
- pervenuta in data 16 febbraio 2005
- trasmessa in data 18 febbraio 2005.
Annunzio di interrogazioni
PRESIDENTE Comunico che sono state presentate le seguenti
interrogazioni con richiesta di risposta orale:
N. 2086 - Interventi per eliminare i disservizi nella
distribuzione dell'insulina glargine 'Lantus' presso alcune
strutture ospedaliere della città di Palermo.
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Firmatario: Miccichè Calogero
N. 2089 - Immediato ritiro del provvedimento di deroga al divieto
di pesca del novellame.
- Assessore Cooperazione
Firmatario: Zago Salvatore
N. 2090 - Notizie sulle procedure adottate dal Presidente della
Provincia regionale di Trapani per la nomina del commissario
della Pro Loco di Favignana (TP).
- Assessore Turismo
Firmatario: Oddo Camillo
N. 2094 - Indagine conoscitiva a proposito degli ingiustificati
ritardi nella conclusione dei lavori di ristrutturazione della
S.S. 115.
- Presidente Regione
- Assessore Lavori Pubblici
Firmatario: Raiti Salvatore
N. 2096 - Interventi per evitare l'ulteriore progressione
dell'evento franoso che ha colpito il paese di Naro (AG) e per
trovare una soluzione alla condizione delle famiglie sfollate.
- Presidente Regione
- Assessore Territorio
Firmatario: Morinello Salvatore
N. 2097 - Iniziative per l'immediata riattivazione della dogana
principale di Gela (CL).
- Presidente Regione
Firmatario: Morinello Salvatore
N. 2098 - Interventi per scongiurare la chiusura del presidio di
continuità assistenziale di Baucina (PA).
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Firmatario: Sammartino Bartolomeo
N. 2099 - Iniziative per evitare il ripetersi dei disservizi
verificatesi presso i siti archeologici di Segesta e di Tindari.
- Assessore Beni Culturali
Firmatario: Oddo Camillo
N. 2101 - Interventi per assicurare la permanenza del servizio di
rimorchio e prontezza operativa nel porto di Messina.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
Firmatario: Panarello Filippo
Le interrogazioni testé annunziate saranno iscritte all'ordine
del giorno per essere svolte al loro turno.
Comunico che sono state presente le seguenti interrogazioni con
richiesta di risposta scritta:
N. 2087 - Notizie in merito alla modifica prevista al piano dei
trasporti delle Ferrovie dello Stato S.p.A. riguardante i
collegamenti della Sicilia con il resto del territorio nazionale.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
Firmatario: Moschetto Angelo
N. 2088 - Chiarimenti sulle iniziative intraprese per favorire il
rilancio del teatro privato in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali
Firmatario: Moschetto Angelo
N. 2091 - Inizitive volte a verificare la regolarità dell'azione
amministrativa del Consiglio comunale di Tremestieri Etneo (CT)
in ordine alle procedure di approvazione del P.R.G.
- Assessore Territorio
Firmatari: Fleres Salvatore; Moschetto Angelo; Arcidiacono
Giuseppe
N. 2092 - Misure urgenti per ristrutturare e valorizzare il
vecchio faro di Via Duca del Mare nel comune di Risposto (CT).
- Assessore Famiglia
- Assessore Turismo
Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe
N. 2093 - Notizie in ordine alla tutela, valorizzazione e
promozione dei beni culturali in Sicilia.
- Presidente Regione
- Assessore Beni Culturali
Firmatario: Barbagallo Giovanni
N. 2095 - Modalità di attuazione dell'art. 50 della legge 24
novembre 2003, n. 326 riguardante 'Disposizioni in materia di
monitoraggio della spesa nel settore sanitario e di
appropriatezza delle prestazioni sanitarie
- Presidente Regione
- Assessore Sanità
Firmatari: Tumino Carmelo; Raiti Salvatore; Fratello Onofrio;
Gurrieri Sebastiano; Crisafulli Vladimiro; Barbagallo Giovanni;
Arcidiacono Giuseppe; Manzullo Giovanni; Lo Curto Eleonora; Zago
Salvatore; Vitrano Gaspare; Baldari Nicola Renato; Di Mauro
Giovanni Roberto; Burgaretta Aparo Sebastiano; Franchina
Giuseppe
N. 2100 - Iniziative per evitare la limitazione dell'assunzione
di lavoratori da utilizzare con contratto interinale presso
l'Azienda Siciliana trasporti.
- Presidente Regione
- Assessore Turismo
Firmatario: Leanza Nicola.
Le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al Governo.
Annunzio di interpellanza
PRESIDENTE Invito il deputato segretario a dare lettura della
interpellanza presentata.
BASILE segretario:
«Al Presidente della Regione e all'Assessore per il bilancio e
le finanze, premesso che:
la Corte dei Conti ha approvato la relazione sulla gestione dei
dipartimenti regionali e degli uffici speciali nel triennio 2001-
2003;
la relazione fa riferimento, in particolare, all'applicazione
della legge regionale n. 10 del 2000, riguardante
l'organizzazione amministrativa e dirigenziale della pubblica
Amministrazione;
preso atto che:
nella relazione è evidenziata, a fronte della riorganizzazione
delle funzioni, la presenza di duplicazioni, disorganicità e la
confusione gestionale;
secondo la Corte dei Conti si rileva una dilatata compresenza
di attività disomogenee e stridenti con il principale nucleo di
competenze proprie di ciascun dipartimento, circostanza che in
definitiva dimostra una forte e incongrua sovrapposizione delle
ripartizioni organizzative che dovrebbero essere accorpate presso
un unico centro di responsabilità amministrativa;
i giudici contabili valutano non positivamente l'attuale
assetto organizzativo regionale;
i costi sono lievitati a livello di pagamenti da 1.425 a 1.613
milioni di euro, quindi il 13,2 per cento in più;
ritenuto che:
la pessima situazione finanziaria è da porre in relazione con
un'eccessiva frammentazione ed una consistente espansione delle
strutture amministrative;
la riorganizzazione gestionale è stata più orientata
all'esigenza di assicurare un incarico al personale dirigenziale,
piuttosto che ispirata a sani criteri gestionali di funzionalità,
efficienza ed efficacia;
per conoscere:
per quali motivi non si sia provveduto in tutti i dipartimenti,
così come previsto dalla legge n. 10 del 2000, alla creazione di
un sistema contabile per il controllo interno dei costi;
se si intenda provvedere al più presto per colmare i vuoti
organici evidenziati nella relazione e così avviare il controllo
di gestione presso tutti i dipartimenti;
se si intenda emanare nei confronti di tutti i dipartimenti e
uffici speciali una direttiva per stabilire in maniera omogenea i
requisiti minimi cui si deve attenere il controllo di gestione
interno». (233)
RAITI - FERRO - MICCICHE' - MORINELLO
PRESIDENTE Trascorsi tre giorni dall'odierno annunzio senza
che il Governo abbia dichiarato di respingere le interpellanze o
abbia fatto conoscere il giorno in cui intende trattarle, le
interpellanze stesse saranno iscritte all'ordine del giorno per
essere svolte al loro turno.
Comunicazione di apposizione di firma alle mozioni nn. 176 e
241
PRESIDENTE Comunico che, con nota del 22 febbraio 2005, gli
onorevoli Maurici e Fratello hanno chiesto di apporre la
propria firma alle mozioni n. 176 Interventi per evitare
l'insediamento della distilleria Bertolino nel territorio di
Mazara del Vallo , degli onorevoli Morinello ed altri e n. 241
Iniziative volte ad impedire l'allocazione nel territorio di
Mazara del Vallo di un impianto industriale della Distilleria
Bertolino degli onorevoli Papania ed altri, iscritte al IV
punto dell'ordine del giorno della presente seduta.
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione di decreto di nomina di componente di Commissione
speciale
PRESIDENTE Comunico che, con decreto del Presidente
dell'Assemblea n. 57 del 21 febbraio 2005, l'onorevole Antonino
Dina è stato nominato componente della Commissione speciale per
la revisione dello Statuto regionale in sostituzione
dell'onorevole Di Mauro, dimissionario.
Ne do lettura:
«Il Presidente
VISTA la nota del 18 febbraio 2005, pervenuta alla Presidenza
dell'Assemblea in pari data, con la quale il Presidente del
Gruppo parlamentare 'Unione Democraticacristiana e di Centro'
(U.D.C.), on. Antonino Dina, comunica le dimissioni dell'on.
Giovanni Di Mauro da componente della Commissione speciale per la
revisione dello Statuto regionale;
CONSIDERATO che occorre procedere alla relativa sostituzione;
VISTO il proprio decreto n. 502 del 23 novembre 2004, con il
quale l'on. Di Mauro era stato temporaneamente nominato
componente della Commissione speciale per la revisione dello
Statuto regionale, in sostituzione dell'onorevole Antonio
Borzacchelli, temporaneamente sospeso dalla carica di deputato
regionale;
CONSIDERATO che, nella nota sopra richiamata, l'on. Dina
designa contestualmente se stesso in sostituzione del
dimissionario, appartenente al Gruppo medesimo;
VISTA la legge regionale 23 ottobre 2001, n. 13, istitutiva
della predetta Commissione;
VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea,
d e c r e t a
l'onorevole Antonino DINA è temporaneamente nominato componente
della Commissione speciale per la revisione dello Statuto
regionale, in sostituzione dell'onorevole Di Mauro,
dimissionario.
Il presente decreto sarà comunicato all'Assemblea.
Palermo, 21 febbraio 2005»
L'Assemblea ne prende atto.
Comunicazione relativa all'ordine del giorno n. 426 e alla
mozione n. 285
PRESIDENTE In riferimento all'ordine del giorno n. 426
Iniziative per la soluzione dei disservizi nel recapito della
posta nel comune di Giarre , accettato come raccomandazione dal
Governo nella seduta n. 235 del 10 agosto 2004, ed alla mozione
n. 285 dell'onorevole Fleres ed altri di identico contenuto, non
trattata, comunico che il Presidente della Regione, con nota
protocollo n. 1584 dell'11 febbraio 2005, ha trasmesso copia
della nota che il Ministero delle Comunicazioni, a seguito di
intervento scritto dello stesso Presidente della Regione, ha
indirizzato alla S.p.A. Poste Italiane.
Do lettura della predetta nota del Ministero delle
Comunicazioni, n. 00060 del 13 settembre 2004:
«Ministero delle Comunicazioni
Direzione generale
per la regolamentazione del Settore Postale
13 settembre 2004
Alle Poste Italiane SpA
Direzione affari istituzionali e regolamentari
Viale Europa 175
00144 ROMA
e p.c. on. Dott. Salvatore Cuffaro
Regione Siciliana
Ufficio di gabinetto
Piazza Indipendenza
90129 - PALERMO
prot. 00060
OGGETTO: Disservizi nel recapito della posta nel Comune di
Giarre (CT).
Si prosegue, in allegato, copia della mozione n. 235
dell'onorevole Salvatore Fleres inviata a questo Ministero dal
Presidente della Regione Siciliana, per segnalare i gravi
disservizi nel recapito della corrispondenza che si verificano
nel comune di Giarre (CT).
Al riguardo si invita codesta Società a voler esaminare quanto
segnalato, ed a fornire al Presidente in indirizzo ed a questa
direzione generale sulle iniziative che si intende intraprendere
al fine di ristabilire il corretto espletamento del servizio
postale.
Il Dirigente
Paola Ferri»
Comunicazione di apposizione di firma al disegno di legge n. 953
«Disegno di legge da sottoporre al Parlamento nazionale ai sensi
dell'articolo 18 dello Statuto della Regione: Norme per
l'assunzione con contratto a tempo indeterminato del personale
docente, educativo ed ATA, inserito nelle graduatorie dei
concorsi per esami e titoli e nelle graduatorie permanenti
provinciali della Regione'»
PRESIDENTE Comunico che gli onorevoli Tumino, Baldari,
Segreto e Sbona, in data 16 febbraio 2005, hanno chiesto di
apporre la propria firma al disegno di legge n. 953 Disegno di
legge da sottoporre al Parlamento nazionale ai sensi
dell'articolo 18 dello Statuto della Regione: Norme per
l'assunzione con contratto a tempo indeterminato del personale
docente, educativo ed ATA, inserito nelle graduatorie dei
concorsi per esami e titoli e nelle graduatorie permanenti
provinciali della Regione' .
L'Assemblea ne prende atto.
Avverto, ai sensi dell'articolo 127, comma 9, del Regolamento
interno che nel corso della seduta potrà procedersi a votazioni
mediante sistema elettronico.
Presidenza del presidente Lo Porto
Commemorazione di don Luigi Giussani
fondatore del Movimento di Comunione e Liberazione
PRESIDENTE Onorevoli colleghi, in apertura dei lavori d'Aula,
invito il Parlamento regionale ad onorare la memoria del
fondatore di Comunione e Liberazione , don Luigi Giussani,
scomparso la notte scorsa, straordinaria figura di fede e di
cultura, la cui traccia resterà indelebile e profonda nel
panorama religioso e civile del nostro Paese.
Vogliamo, in questa sede, riconoscere, nel suo inesausto
slancio educativo profuso verso intere generazioni, un contributo
insostituibile alla crescita morale e sociale del popolo
italiano, capace di offrire un riferimento ideale di massimo
rilievo per tutti i cristiani del nostro tempo insieme ad un
autorevole e costruttivo punto di confronto con le altre
componenti sociali e culturali del nostro popolo.
A lui l'omaggio e il ricordo dell'Assemblea regionale
siciliana. Invito i deputati ad osservare un minuto di
raccoglimento.
(I deputati in piedi osservano un minuto di silenzio)
Svolgimento della discussione unificata delle mozioni nn. 176,
241 e 243
PRESIDENTE Si passa al punto quarto dell'ordine del giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
Discussione unificata delle mozioni:
n. 176 «Interventi per evitare l'insediamento della
distilleria Bertolino nel territorio di Mazara del Vallo» degli
onorevoli Morinello, Raiti, Miccichè, Lo Curto;
n. 241 «Iniziative volte ad impedire l'allocazione nel
territorio di Mazara del Vallo di un impianto industriale della
distilleria Bertolino», degli onorevoli Papania, Ortisi,
Galletti, Manzullo, Spampinato, Lo Curto;
n. 243 «Non realizzazione in contrada Torre Inchiapparo di
Mazara del Vallo (TP) della distilleria richiesta dalla ditta
Bertolino» degli onorevoli Oddo, Speziale, Capodicasa, Cracolici,
Crisafulli, De Benedictis, Giannopolo, Panarello, Villari, Zago,
Lo Curto.
Ne do lettura:
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
- la Distilleria Bertolino di Bertolino Giuseppe trae le sue
origini da una piccola azienda fondata nel 1934 da Giuseppe
Bertolino, il padre di Antonina, attuale titolare dello
stabilimento;
- nel 1975, la 'Distilleria Bertolino Spa' chiese ed ottenne
dal Comune di Partinico l'autorizzazione per l'esecuzione di
lavori edili riguardanti un presunto riammodernamento degli
impianti, nonostante la società non fosse ancora costituita
(infatti, l'atto notarile è del 1980);
- sotto il termine riammodernamento si nascondeva, in realtà,
la realizzazione di un'altra distilleria, la cui potenzialità è
quasi decuplicata rispetto a quella precedente;
- al momento del rilascio della licenza il Piano urbanistico
comprensoriale, approvato nel 1975, classificava la zona su cui
ricadeva e ricadrà in futuro la distilleria come 'D2', ovvero
come idonea ad ospitare impianti industriali innocui, cioè che
non provochino esalazioni o rumori molesti;
- le distillerie sono invece incluse tra le industrie insalubri
di prima classe e come tali vanno isolate nelle campagne e tenute
lontane dalle abitazioni, mentre la Bertolino dista dal centro
abitato non più di 500 metri;
- il ciclo produttivo della distillazione prevede lo scarico di
liquami altamente inquinanti, (infatti per ogni 100 litri di
alcool prodotto si devono scaricare 900 litri di reflui ad
altissima temperatura, dato che la distillazione comporta il
riscaldamento del vino fino a 100 gradi);
- i reflui vengono scaricati, senza alcun trattamento
depurativo e senza alcun controllo, attraverso il fiume Nocella,
nel Golfo di Castellammare;
- nel 1983 la Bertolino realizzò del tutto abusivamente la
terza distilleria che scarica liquami nel torrente di Pollastra e
polveri tossiche nel cielo di Partinico;
- tre anni più tardi la Bertolino chiese la concessione in
sanatoria per la terza distilleria realizzata nel 1983,
dichiarando una potenzialità di 1.500 ettanidri, cosicché da una
produzione di 100 ettanidri si è passati ad un totale di 2.700 al
giorno, secondo i dati forniti dalla stessa azienda;
- in considerazione dell'accresciuta capacità produttiva della
distilleria, vengono scaricati in cielo e in mare una quantità
spaventosa di azoto, anidride solforosa e polveri, superando di
gran lunga i valori fissati dalla legge;
- analisi effettuate dal Laboratorio di igiene e profilassi
relative a campioni di acqua prelevati lungo i torrenti Nocella e
Pollastra evidenziano che le caratteristiche chimico-fisiche
delle acque non sono conformi ai limiti di accettabilità e che le
condizioni dei torrenti hanno subito un preoccupante decadimento;
- nel 1986 la distilleria Bertolino, avvalendosi della legge n.
47 del 1985 e della legge regionale n. 37 del 1985, presentò
un'istanza di concessione in sanatoria per una serie di opere
realizzate abusivamente e in assenza del nulla osta all'impianto;
- nel 1986 fu rilasciato il nulla osta in sanatoria
all'impianto con una serie di prescrizioni da osservare durante
il ciclo produttivo, di cui non sarà mai verificata fino in fondo
il rispetto da parte della ditta;
- nel 1992 la magistratura dispose il sequestro degli scarichi
e l'interruzione dell'attività della distilleria, ma in seguito a
proteste dei gestori delle cantine sociali, che lamentavano il
grave danno economico che derivava dal mancato smaltimento delle
vinacce disordinatamente ammassate sui mezzi di trasporto nei
pressi dello stabilimento Bertolino, il Sindaco di Partinico
emanò un'ordinanza urgente con la quale autorizzava lo scarico
dei reflui della Bertolino nel depuratore comunale, peraltro
malfunzionante;
- l'ordinanza urgente del Sindaco prevedeva l'obbligo per
l'azienda di installare un misuratore di portata, ma nel novembre
1992 i tecnici comunali che volevano effettuare un sopralluogo
per verificare l'effettiva installazione e il relativo
funzionamento, furono malamente cacciati via;
- nello stesso periodo la Bertolino iniziò pressioni
psicologiche e ricattatorie contro i lavoratori che, preoccupati
di perdere il posto di lavoro, compirono iniziative clamorose di
forte impatto emotivo e mediatico;
- nel 1994 l'Assessorato regionale Territorio affermò che tutte
le concessioni ed autorizzazioni rilasciate per la distilleria
Bertolino dopo l'approvazione dello strumento urbanistico
generale vigente nel territorio di Partinico, erano affette dallo
stesso vizio originario di base, e cioè quello di essere state
rilasciate non tenendo conto che la zona urbanistica D2 del Piano
urbanistico comprensoriale, nell'ambito del quale ricade per
l'appunto la distilleria, non consentiva nè la realizzazione nè
l'ampliamento di industrie insalubri di prima classe, come le
distillerie;
Preso atto del fatto che:
- poichè non basta l'illegittimità delle concessioni rispetto
agli strumenti urbanistici vigenti a giustificare l'annullamento
degli atti ma occorre anche un interesse concreto ad attuarlo,
(diversamente la ditta potrebbe opporre ricorso al Giudice
amministrativo la cui sentenza favorevole costituirebbe il
presupposto per una causa di risarcimento danni)
l'Amministrazione di Partinico, che pure voleva intervenire, si è
trovata nell'impossibilità di farlo nonostante l'interesse
concreto dato dalla certezza che la ditta Bertolino inquina;
- l'Assessorato Territorio e ambiente, che pure potrebbe
intervenire annullando in via sostitutiva le concessioni
illegittime, non solo non lo ha mai fatto, ma addirittura ha
concesso l'autorizzazione all'emissione di fumi in atmosfera,
nonostante i valori inquinanti emessi siano veramente
esorbitanti;
- un ulteriore provvedimento a favore della Bertolino è la
legge regionale n. 71 del 1995, detta anche 'legge Bertolino',
che costringe l'Amministrazione comunale a concedere a tale
impresa l'autorizzazione allo scarico;
Considerato che:
- nel 1998 la Bertolino beneficiò di un finanziamento di 62
miliardi e 212 milioni di lire, concesso in vista della
delocalizzazione dell'azienda nel territorio di Mazara del Vallo:
- è prevista a Mazara del Vallo la realizzazione di un nuovo
impianto adibito alla produzione di acquavite e alcool da
prodotti vinosi;
- la distilleria di Mazara del Vallo sarà ubicata su un fondo
di oltre 140 ettari in contrada Ferla destinata a verde agricolo,
per cui la Bertolino ha già presentato l'istanza per la
variazione della destinazione urbanistica a zona industriale;
- nel 1998 la città fece un esame attento e meditato con la
partecipazione attiva della popolazione che, con una raccolta di
circa 4000 firme, chiese un referendum per esprimere il diniego
alla variante urbanistica;
- nel 1999 la variante fu prima accettata, e per questo
avvenimento e per i meccanismi innescatisi cadde il Sindaco e il
Consiglio comunale, ma successivamente la nuova Amministrazione
revocò la variante;
- nel 2000 la Bertolino tentò la carta di un piano di
lottizzazione, sempre in territorio di Mazara, vicino Campobello,
che fu rigettato all'unanimità dal Consiglio comunale di Mazara
del Vallo:
- nel 2002 la Bertolino, chiedendo l'applicazione dell'art. 69
comma 6 della legge n. 32 del 2000 che permetterebbe di
considerare di pubblica utilità lo stabilimento, potrebbe
chiedere in deroga agli strumenti urbanistici locali
l'insediamento della distilleria,
impegna il Governo della Regione
ad intervenire per evitare che la Distilleria Bertolino spa, in
deroga alle più elementari norme antinquinamento, si insedi nella
zona di Mazara del Vallo, distruggendo il territorio e
compromettendo la possibilità di uno sviluppo eco-sostenibile del
comprensorio». (176)
MORINELLO - FERRO - RAITI - MICCICHE' - LO CURTO
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che:
- la ditta Bertolino, ha chiesto l'autorizzazione
all'Assessorato Territorio ed ambiente della Regione siciliana,
per l'allocazione in contrada Torre Inchiapparo del Comune di
Mazara del Vallo di un impianto industriale destinato alla
produzione di biomassa per l'energia e di bioetanolo;
- la ditta ha richiesto l'autorizzazione ritenendo che in
Sicilia possa trovare applicazione automatica la particolare
condizione di legge contenuta nell'articolo della legge regionale
n. 65 del 1981 combinato in via presuntiva con il disposto del
comma 6 dell'art. 69 della legge regionale n. 32 del 2000, che
consente, per esigenze di rilevante interesse pubblico, di
realizzare opere di interesse statale o regionale in difformità
agli strumenti urbanistici;
- tale articolo prevede la condizione del duplice parere del
CRU e dei Comuni interessati all'iniziativa, fatto salvo il
disposto normativo dell'art. 7 della legge n. 65 del 1981 circa
la discrezionalità dell'Assessore per il territorio e l'ambiente
al rilascio dell'autorizzazione amministrativa;
Considerato che:
- la costruzione dello stabilimento occuperà una superficie di
ha 145 e ricadrà in un'area prescelta ed individuata dalla UE
come Sito di Importanza Comunitaria (SIC) (Decreto Ministero
dell'Ambiente 3 aprile 2000);
- altre più rilevanti iniziative economiche private (vedi Parco
tematico di Regalbuto), sia sotto il profilo dell'entità del
finanziamento, sia dei capitali investiti (1.600 mld. di vecchie
lire), in atto sono bloccate al CRU, per la ragione che
l'ubicazione dell'investimento ricade in area SIC, a
dimostrazione che progetti colossali, dal punto di vista del
pubblico interesse, possono fermarsi per il sol fatto di ricadere
in aree di interesse comunitario, i cui vincoli e le cui
previsioni di finanziamento, non possono invocarsi soltanto al
momento della richiesta delle provvidenze finanziarie a sostegno
di ipotesi di sviluppo fondate sulla caratteristica di territorio
a prevalente economia turistica quale è considerata la nostra
provincia;
- tale sito è inserito nel Piano regolatore generale di Mazara
del Vallo esitato favorevolmente dal Consiglio regionale
dell'urbanistica, nel quale è contenuta la volontà di
salvaguardare l'attuale contesto ambientale;
- i Consigli comunali di Marsala, Mazara del Vallo, Campobello,
Petrosino e le popolazioni relative, anche raccolte in comitati,
in ordine alla realizzazione di tali e/o similari insediamenti si
sono pronunciati negativamente;
- Mazara del Vallo, Marsala e Petrosino, sono città che si sono
poste obiettivi di tipo turistico e tutta la Provincia di Trapani
è a vocazione turistica (Capo Feto, lo Stagnone, Monte Bonifato,
Segesta, Erice, S. Vito Lo Capo, Selinunte, Castellammare del
Golfo, Cave di Cusa e Tre Fontane questi ultimi considerati
esempi mirabili di siti ad interesse turistico);
- di fatto, l'impianto in questione non è destinato a produrre
alcuna energia da fonte rinnovabile ma, al contrario, a produrre
industrialmente additivi per gli idrocarburi (alcool) mediante
trasformazione di prodotti per l'agricoltura, da esportare
prevalentemente nei paesi dell'Est generando, così facendo, la
condizione giuridica per la quale non può trovare applicazione la
procedura speciale di cui al precitato art. 7 della legge
regionale n. 65 del 1981;
- lo stesso Assessorato Territorio ed ambiente, con proprio
provvedimento di valutazione di incidenza del progetto del 13
giugno 2003, in ordine alla destinazione agricola del terreno de
quo, ne ha statuito la particolare pericolosità per i terreni
circostanti a seguito dell'impianto della graminacea Sorgum
bicolor, specialmente per il versante sud del Sic;
- l'impianto comporterebbe uno sfruttamento insostenibile delle
falde acquifere, con un emungimento di una quantità d'acqua
compresa tra 1500 e 3000 mc. al giorno, che provocherebbe un
depauperamento delle stesse con conseguenze imprevedibili per
l'approvvigionamento idrico delle popolazioni della zona, con
gravi ripercussioni sulla pubblica utilità della preziosa
risorsa;
- in conseguenza delle scarse precipitazioni avvenute negli
ultimi anni, si è verificato un abbassamento delle falde
acquifere e, di conseguenza, un ulteriore riduzione non potrebbe
non mettere in serio pericolo d'inquinamento le stesse a seguito
di un inevitabile aumento di salinità;
- è obiettivo politico di priorità assoluta preservare in
maniera inequivoca le falde da ogni pericolo d'inquinamento;
Ritenuto che il Consiglio provinciale di Trapani riunitosi in
data 26 settembre 2003, in seduta straordinaria a Mazara del
Vallo, con la partecipazione di Sindaci, Amministratori e
Consiglieri dei Comuni della Provincia, dei parlamentari
regionali e nazionali eletti nella Provincia di Trapani, dei
rappresentanti delle Organizzazioni sindacali e di categoria e
delle Associazioni ambientaliste, ha espresso parere contrario
sul progetto dell'eventuale allocazione nel Comune di Mazara del
Vallo come nel resto della provincia dell'impianto di produzione
di biomassa per l'energia e di bioetanolo dell'azienda
'Distilleria Bertolino SpA';
Ritenuto e riaffermato l'ineludibile principio di uno sviluppo
eco-compatibile, che guardi prioritariamente alla valorizzazione
promo-turistica del territorio della Provincia di Trapani, alla
categorica tutela delle risorse naturali, storiche, culturali,
paesaggistiche ed ambientali rispetto, alle quali, viene
considerato contrapposto e collidente ogni tipo di investimento
pubblico o privato, avente caratteristiche similari e/o analoghe
all'odierna iniziativa industriale in esame, come del resto
auspicato dalle commissioni consiliari Territorio ed ambiente e
sviluppo economico nel documento congiunto del 26 agosto 2003;
impegna il Governo della Regione
e per esso l'Assessore per il territorio e l'ambiente
- ad utilizzare tutte le prerogative di legge che gli competono
sul piano della discrezionalità, espressamente sancita e
garantita dalla citata legge n. 65 del 1981, delle decisioni
implicanti la valutazione del pubblico interesse e, quindi, a
forte contenuto politico, al fine di bloccare sul nascere il
consolidamento di un presunto diritto ad impiantare un'industria
insalubre, che si vuol considerare come quasi automatico sul
piano amministrativo, in forza delle precitate leggi, ed in
spregio a qualsiasi valutazione socio-ambientale il cui contenuto
non può assolutamente essere trascurato dal CRU;
- ad utilizzare tutte le norme in vigore che consentano di
impedire l'allocazione nel Comune di Mazara del Vallo
dell'impianto di produzione di biomassa per l'energia e di
bioetanolo dell'azienda 'Distilleria Bertolino SpA'». (241)
PAPANIA - ORTISI - GALLETTI - MANZULLO - SPAMPINATO - LO CURTO
«L'Assemblea regionale siciliana
Premesso che la tutela del patrimonio ambientale è un diritto
inalienabile di ogni comunità che intende salvaguardare le
prospettive di sviluppo del territorio e la definizione di un
progetto di rilancio eco-compatibile delle opportunità
occupazionali e di crescita economica;
Considerato che la realizzazione di una distilleria nell'ambito
territoriale di Mazara del Vallo, in località Torre Inchiapparo,
si pone in netta contraddizione con la difesa dello stato dei
luoghi, che presenta un Bacino idrogeologico esteso su una
superficie di circa 160 km e comprendente gli abitanti di
Petrosino, Marsala e Campobello di Mazara (TP);
Osservato che il bacino idrogeologico è sede di un acquifero
costiero, il cui regime idrodinamico ha subìto una modifica dei
flussi idrici sotterranei, a causa dei prelievi eccessivi, tale
da creare un impatto negativo sugli equilibri naturali, causando
la scomparsa di ambienti litoranei e di sorgenti di contatto, e
che gli indicatori ambientali di un eccessivo abbassamento della
falda idrica si possono notare sia nei livelli statici, ma anche
lungo tutta la costa che da Marsala porta a Mazara del Vallo
(TP);
Sottolineato che l'installazione della distilleria, con una
richiesta d'acqua giornaliera pari a circa 40 litri al secondo,
equivalente a quella che utilizza un centro abitato di 20.000-
30.000 persone, non farebbe altro che accelerare un processo già
in atto, di depauperamento della falda idrica, che nell'arco di
un ventennio porterebbe a prosciugare l'acquifero nelle zone più
a monte e che la stessa distilleria, ubicata nel progetto nell'ex
feudo Torre Inchiapparo, in un'area di 100 ettari, dove il
livello statico della falda ha una profondità attuale
insufficiente, rischierebbe di chiudere i battenti in pochi anni;
Rilevato che l'area interessata all'insediamento della
distilleria è stata individuata, con decreto del Ministero
dell'Ambiente, nell'ambito di una zona più vasta, ai sensi di una
direttiva CEE, come sito d'importanza comunitaria al fine di
garantire il mantenimento, in uno stato di conservazione
soddisfacente, dell'habitat naturale per contribuire alla
coerenza della rete ecologica 'Natura 2000', e che l'importanza
di questo sito è stata già rilevata dal progettista del Piano
agricolo-forestale del Comune di Mazara del Vallo (TP)
nell'ambito del Piano regolatore generale e con la salvaguardia
delle zone cosiddette 'Sciare', inserite nella Rete ecologica;
Osservato che nella realizzazione tecnico-illustrativa e
dall'esame del rischio ambientale, allegate al progetto di
realizzazione della distilleria, l'impianto proposto dalla ditta
Bertolino non è destinato a produrre alcuna energia da fonte
rinnovabile, ma in modo esclusivo e facilmente riscontrabile,
additivi per idrocarburi mediante la trasformazione di prodotti
dell'agricoltura, e che di conseguenza la natura di questo
impianto non rientra nella fattispecie ai sensi dell'art. 7 della
l.r. n. 65 del 1981 in quanto non si rivelano gli interessi di
carattere pubblico e non vi è alcuna produzione di energia da
fonti rinnovabili, che possa determinare la realizzazione
dell'impianto industriale, in difformità dallo strumento
urbanistico vigente nel Comune di Mazara del Vallo (TP),
impegna il Governo della Regione
- a negare l'autorizzazione per l'attingimento dei 40 litri al
secondo dai pozzi siti nella contrada sopra specificata, così
come richiesto dalla ditta Bertolino;
- a negare, di conseguenza, le ulteriori autorizzazioni per la
realizzazione della distilleria, rivedendo il parere favorevole
del Dipartimento regionale dell'Urbanistica che sta esaminando la
richiesta della ditta Bertolino in quanto ritenuta conforme alla
l.r. n. 65 del 1981 e facendo ricorso ad un combinato disposto
con la l.r. n. 32 del 2000, in base alla quale la produzione di
fonti d'energia rinnovabili è considerata d'interesse pubblico e
di pubblica utilità, anche se non eseguita dai soggetti
istituzionalmente competenti». (243)
ODDO - SPEZIALE - CAPODICASA - CRACOLICI - CRISAFULLI - DE
BENEDICTIS - GIANNOPOLO - PANARELLO - VILLARI - ZAGO - LO CURTO
ODDO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ODDO Signor Presidente, onorevoli colleghi, l'allocazione
dell'impianto di distillazione della ditta Distilleria Bertolino
S.p.a. è da tempo al centro di polemiche e prese di posizioni
degli organismi istituzionali preposti.
Già con delibera del 26 luglio 2002 (numero 122) il Consiglio
comunale di Mazara del Vallo ha espresso parere contrario, così
come uguali delibere contrarie hanno prodotto i Consigli comunali
di Petrosino, Marsala, Campobello, Castelvetrano e il Consiglio
provinciale (all'unanimità). Ciò nonostante, l'Assessorato
regionale del territorio e dell'ambiente ha ritenuto di non
tenere in considerazione tali posizioni contrarie dando seguito
al prosieguo dell'istruttoria.
Va, peraltro, ricordato che il piano regolatore generale di
Mazara è stato approvato, su parere del gruppo istruttorio
dell'Assessorato e del CRU, con l'obbligo della delocalizzazione
delle aree artigianali ed industriali in quanto ricadenti in zona
SIC (Sito di Interesse Comunitario), privando la collettività
della disponibilità di tali aree e non tenendo in nessun conto
che nella zona vi erano Piani di lottizzazione approvati dal
Consiglio comunale di cui alcuni già convenzionati.
E' bene ricordare, del resto, che la rete dei siti d'interesse
comunitario deve garantire il mantenimento o, all'occorrenza, il
ripristino dei tipi di habitat interessati.
Secondo l'articolo 10 del Trattato CE, le Autorità preposte
sono tenute ad adottare, nei confronti del sito, tutte le
possibili misure di salvaguardia per raggiungere gli obiettivi
della Direttiva e devono astenersi dal prendere decisioni
suscettibili di compromettere la realizzazione dei risultati.
Si può, infine, procedere all'approvazione definitiva solo se
vi sono motivazioni riferibili ad esigenze connesse con la salute
dell'uomo e la sicurezza pubblica o con esigenze di primaria
importanza per l'ambiente; in altri casi di rilevante interesse
pubblico bisogna prima chiedere il parere della Commissione
europea. In tutti gli altri casi si esclude l'approvazione
definitiva.
Si sottolinea che, ai sensi dell'articolo 8 del DPR numero
120/03, l'autorità competente al rilascio dell'approvazione
definitiva del piano acquisisce preventivamente la valutazione
d'incidenza eventualmente individuando modalità di consultazione
del pubblico interessato dalla realizzazione.
Va ricordato, a tale proposito, che già in passato i cittadini
di Mazara del Vallo, con una raccolta di circa 4.000 firme, hanno
espresso volontà contraria all'installazione della distilleria in
oggetto.
Ora, apparirebbe contraddittorio che in una analoga situazione
di vincolo, il CRU operasse una disparità di trattamento
oltretutto per un insediamento dimensionalmente ben più rilevante
a confronto delle modeste attività artigianali e/o industriali
locali. Eppure, le scelte fin qui operate si muovono su questo
versante contraddittorio: non si comprendono le ragioni del
cambio di convincimento del gruppo istruttorio del Servizio III
dell'Assessorato e quali motivazioni abbiano concorso ad
esprimere il parere opposto a quello precedentemente assunto, né
si comprenderebbe un pronunciamento diverso da parte del
Consiglio Regionale dell'Urbanistica (CRU).
Il progetto Bertolino ha un impatto ambientale notevole; esso
prevede la messa a coltura di un'area stimabile intorno ai cento
ettari di sorgo e di topinambur destinati alla produzione di
melassa e biomassa da inserire nel processo produttivo. Tuttavia,
al fine di evitare un'attivazione di procedure di impatto
ambientale, in una nota all'ARTA, la distilleria Bertolino spa,
in riferimento al progetto presentato, precisa che il progetto
presentato non prevede in alcuna sua parte l'impianto di coltura
per la produzione di biomasse nel terreno in questione .
Di conseguenza il Servizio 7 del Dipartimento regionale
territorio e ambiente ha espresso valutazione positiva a
condizione che non venga effettuata in nessuna parte
dell'impianto l'introduzione di qualsivoglia tipo di colture, sia
destinate alla produzione di biomasse sia per scopo ornamentale .
Tuttavia, per le palesi contraddizioni riscontrate, lo stesso
Servizio 7 ha ulteriormente modificato il pronunciamento del
servizio 6 dello stesso dipartimento dell'Assessorato.
Onorevole Assessore, penso che lei abbia letto queste carte con
estrema attenzione.
Sono, dunque, evidenti le perplessità, le incongruenze, le
contraddizioni presenti nell'iter istruttorio, né risultano
fugate le perplessità dalla risposta che a una esplicita
richiesta di parere da parte dell'Assessorato è stata fornita da
parte del Ministero dell'Ambiente avvertendo che
l'autorizzazione può essere data solo se si è accertato che il
progetto non pregiudicherà l'integrità del sito .
Considerando che le coltivazioni indicate non sono
assolutamente presenti nel territorio dell'intera provincia,
nulla cambia la proposta della ditta di spostare a margine
dell'area interessata dalla variante la coltivazione di sorgo e
di topinambur; il solo cambio di dieci ha comportato la
valutazione di impatto ambientale, figuriamoci se vengono
cambiati cento con una coltivazione della durata di giorni 230
nell'arco dell'anno.
Solo motivi imperativi di interesse e di rilevante interesse
pubblico e in assenza di alternative praticabili un progetto
giudicato dannoso potrebbe essere realizzato (garantendo peraltro
precise misure compensative). Il progetto, invece, pregiudica
l'integrità del sito e non vi sono, anche a giudizio dei consigli
comunali e del consiglio provinciale, motivi imperativi di
rilevante interesse pubblico né, tanto meno, si sono messe in
moto misure compensative atte a controbilanciare il danno
arrecato (basta leggere la nota del Ministero dell'ambiente e
tutela del territorio del 14 dicembre 2004).
Onorevole Assessore, a queste osservazioni, peraltro già note,
né la ditta né l'Assessorato hanno fornito chiarimenti o
suggerito contromisure da adottare.
Il progetto prevede, inoltre, la lavorazione di vinaccia e
feccia: anche queste richiedono la valutazione di impatto
ambientale e l'autorizzazione del Commissario per i rifiuti,
trattandosi di lavorazione di scarti (come si evince dalla nota
del 3 maggio 2004 del Commissario delegato per i rifiuti, ove si
legge ...essendo l'attività descritta principalmente di
distillazione di sottoprodotti della vinificazione, la stessa non
può essere ricompresa... per le quali necessita l'autorizzazione
di cui agli articoli 27 e 28 del decreto legislativo numero 22
del 1997 .
Va, peraltro, rilevato che esiste contraddizione tra il
progetto di cui si tratta e quanto oggetto della nota del
Commissario, in quanto la parte predominate è quella della
lavorazione del sorgo e del topinambur, piuttosto che della
distillazione dei sottoprodotti della vinificazione.
Non risulta dal progetto neanche la produzione di energia per
la collettività né alcun piano di cessione di energia ai comuni
viciniori: si tratta di pura e semplice trasformazione
industriale volta alla produzione di tremila ettanitri di etanolo
dalla distillazione di prodotti dell'agricoltura e non di
produzione diretta di energia.
Non può, dunque, essere invocato, onorevole Assessore,
l'interesse pubblico per l'attivazione della variante, tanto che
lo stesso CRU ritiene che la procedura difficilmente possa
rientrare nella previsione dell'articolo 8 della legge regionale
numero 32 del 2000 .
L'interesse pubblico, invece, esiste nel non consentire
l'installazione per la salvaguardia della falda acquifera
potabile. Il bacino idrogeologico dove vuole captare la Ditta
Bertolino è patrimonio della collettività e già, negli ultimi
anni, a seguito di una lunga siccità, ha visto abbassare la falda
di circa sei metri con il rischio della salinizzazione della
stessa.
Il progetto Bertolino prevede la captazione di tremila metri
cubi al giorno, corrispondenti al consumo di una cittadina di 20
mila abitanti. Già questo dovrebbe far sottoporre il progetto al
Commissario per le acque che difficilmente potrebbe dare
l'assenso, visto che già, nell'anno 2004, sono state sospese
richieste di ditte che chiedevano un modesto potenziamento per
uso irriguo di 600, 700 metri cubi annui (non tremila metri cubi
al giorno come richiesto in questo caso).
In merito alle risorse idriche, la ditta Bertolino riferisce
che in parte saranno ricavate dalla notevole quantità di acque
meteoriche provenienti da coperture e piazzali dell'opificio che
presenta una superficie impermeabili di quindici ettari .
Ciò appare in contrasto con le direttive impartite per le aree
SIC, dove già solo per un cambio di coltura di dieci ettari
occorre le valutazione di impatto ambientale: qui è addirittura
prevista l'eliminazione completa della vegetazione e si procede
all'impermeabilizzazione delle aree oggetto d'intervento.
Infine, occorre precisare che la superficie vitata è ormai
controllata con i catastini - come sa l'Assessore per
l'agricoltura e come sa il Governo - e la quantità di vino e dei
suoi sottoprodotti è conosciuta, così come la quantità che può
essere distillata.
Tale quantità può essere ampiamente lavorata dalle distillerie
già esistenti - ditta Bertolino compresa - ed in considerazione
che non può essere previsto un aumento sconsiderato della
quantità da distillare.
Paradossalmente, i vitivinicultori della provincia di Trapani,
in particolar modo, dovrebbero passare dalla coltivazione
tradizionale della vite a quella del sorgo e del topinambur.
Concludo ricordando che decisiva e stroncante, circa
l'approssimazione con cui si è proceduto nella valutazione del
progetto in rapporto ai vincoli comunitari e nazionali, appare
comunque la nota emanata dalla Direzione per la protezione della
natura del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio
e trasmessa in data 17 gennaio 2005 al competente Dipartimento
(servizio 8) dell'Assessorato regionale al territorio con cui si
chiede all'Amministrazione regionale di conformarsi a quanto
disposto dalla normativa vigente ed evitare di incorrere
nell'apertura di procedure d'infrazione da parte della
Commissione europea .
Da tutto quanto sopra ricordato, appare, quindi, inevitabile
una nostra posizione di netta contrarietà rispetto ad un progetto
ondivago che è andato cambiando a seconda del passaggio
burocratico di turno e delle richieste dell'ufficio competente al
momento in ogni diversa fase dell'iter.
Onorevole Assessore, ciò - mi permetto di aggiungere in
conclusione - non è convincente sia sotto il profilo dell'iter
che ha seguito, sia sotto quello della volontà politica di
affrontare adeguatamente la questione.
LO CURTO. Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
LO CURTO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, vi chiederò
pochi minuti di attenzione.
PRESIDENTE Ricordo che, a norma di Regolamento, l'oratore ha
diritto ad intervenire per cinque minuti, anche se possono essere
leggermente superati.
LO CURTO. Signor Presidente, conterrò sicuramente il mio
intervento in soli cinque minuti.
E' un appello che voglio rivolgere a questa Assemblea. Da
deputato mi sono chiesta tante volte qual è il nostro ruolo, a
quale compito siamo stati chiamati venendo eletti dal popolo
siciliano; certamente il nostro compito nobilissimo è quello di
dare un atto di indirizzo forte per rispondere alle esigenze di
sviluppo e di occupazione di questa terra.
Ebbene, la questione della distilleria Bertolino, di cui
l'onorevole Oddo ha tracciato e scontornato in maniera
assolutamente chiara le ragioni per cui esiste la necessità,
onorevole Assessore, del no' nel territorio in cui la Bertolino
insiste di voler allocare la propria azienda non merita, da parte
mia, che si ritorni su quelle ragioni. Le ragioni tecniche, le
ragioni per cui bisogna dire no dal punto di vista tecnico le ha
esposte in maniera chiara ed inequivocabile l'onorevole Oddo.
Invece, vi rivolgo un appello facendo riferimento all'esigenza
che la politica compia delle scelte e chiedo a voi, all'Assemblea
regionale di esprimervi per dare un indirizzo politico al
Governo. E' giusto, assessore Cascio, che sia il Governo a dire
la parola finale sulla vicenda Bertolino, ma è giusto anche che
questo Parlamento si interroghi e decida, soprattutto decida, di
dare un indirizzo giusto in ordine alle scelte che il Governo
deve assumere.
Vi chiedo di riflettere su un fatto: in questi giorni, anche a
livello nazionale, è esploso il caso Mazara del Vallo. Quando
stava per partire verso il Giappone il Satiro per rappresentare
nel mondo la Sicilia che vogliamo, ebbene, in quella giornata i
consiglieri comunali e i cittadini di Mazara del Vallo si sono
incatenati per evitare che il silenzio e l'ambiguità che ancora
regna sulla vicenda Bertolino continui a segnare un punto a
favore della Bertolino. Quei consiglieri comunali si sono
incatenati, non per stoppare' il viaggio della statua del satiro
in Giappone ma per porre finalmente il problema all'attenzione di
tutti.
Ed io vi chiedo, onorevoli colleghi, di dire in maniera
inequivocabile, senza infingimento alcuno e senza condizionamenti
di sorta, la vostra libera opinione su questa vicenda che ha
quasi dell'incredibile e dell'assurdo se non fossimo in Sicilia,
che è terra dove tutto e il contrario di tutto è possibile. E
così è possibile che, nonostante la revoca di un finanziamento
nazionale - che finalmente è stato revocato anche perchè sulla
vicenda viene chiamato il presidente dell'Antimafia - questa
insistente pervicace volontà di voler allocare lì e solo lì
questa distilleria continui ad essere manifesta e, soprattutto, a
non trovare nelle istituzioni una compatta volontà di diniego.
Io vi chiedo di esprimervi liberamente, poiché ci dobbiamo
interrogare sulla Sicilia che vogliamo. Qual è la Sicilia che
vogliamo? Quella che il Satiro rappresenta, ovvero storia,
cultura, civiltà, orgoglio di appartenenza ad una terra che deve
tracciare un solco inequivocabilmente alto con quello che è stato
un passato che certamente non ci fa onore, e mi riferisco a un
passato fatto anche di intossicazioni e veleni che vogliamo
dimenticare?
Ebbene, onorevoli colleghi, se la Sicilia che voi volete, ed è
quella che anch'io voglio, è una Sicilia libera da tutte le
mafie, è una Sicilia che costruisce nel lavoro, nel benessere
sociale, nella pacificazione sociale il proprio futuro ed il
proprio avvenire, allora abbiamo bisogno di esportare non solo il
Satiro ma la volontà politica forte di dire di no ad insediamenti
che inquinano il territorio, che lo deturpano; non si capirebbe
come quella distilleria potrebbe insediarsi in quel territorio
dove c'è una zona di interesse SIC, di interesse comunitario,
insieme a tante altre bellezze archeologiche e culturali.
Sulle ragioni tecniche si è già parlato, leggendo anche la
relazione che il Ministero dell'ambiente ha consegnato
all'Assessorato territorio e ambiente, avvertendo anche,
onorevoli colleghi, che sarebbe aperta una procedura d'infrazione
comunitaria ove quel parere venisse reso favorevolmente, in
difformità alla Comunità europea, alle norme comunitarie. Ebbene,
non solo questo.
Onorevoli colleghi, io vi chiedo di prestare attenzione a quel
sacrificio, a quell'atto di volontà da parte dei consiglieri
comunali di Mazara del Vallo che si opponevano, a costo della
propria vita, non alla partenza del Satiro ma per fare emergere
questo problema.
L'ambiguità della politica non deve più contaminare questo
Governo, questa politica, onorevole Assessore. Chi l'ha preceduta
poteva scegliere e non ha scelto, ed è questa anche la ragione
per cui è nato Siciliani uniti contro Nuova Sicilia , in
difformità ad un partito che nel Governo non ha saputo fare la
sua parte per tutelare quel territorio che meritava di essere
tutelato.
Allora, assessore Cascio, non le chiedo di attenersi solamente
al parere del CRU, che in quella circostanza ha fatto come Ponzio
Pilato nel momento in cui il suo relatore si è dimesso. Le chiedo
di rilanciare sui temi dell'ambiente, di rilanciare sui temi
della tutela del territorio, sulla tutela delle risorse idriche,
sulla tutela della Sicilia che vogliamo, sulla tutela della
legalità, che passa anche attraverso il rispetto della volontà
dei cittadini, perchè lì sorgeranno anche problemi di ordine
pubblico.
Ebbene, signor Presidente, di queste cose il nostro Parlamento
deve discutere, della Sicilia che vogliamo deve discutere, e non
può discuterne non sentendo un'espressione chiara di volontà, una
manifestazione parta della coscienza che su questo si deve
esprimere. Ed io vi chiedo, onorevoli colleghi, di dire la vostra
su questa vicenda perché l'incubo delle popolazioni di Mazara,
Petrosino e Marsala sia finalmente seppellito attraverso la
chiarezza del Parlamento, attraverso la chiarezza del Governo.
MORINELLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MORINELLO Signor Presidente, non ripeterò le argomentazioni
esposte con dovizia, con passione da parte dei colleghi che mi
hanno preceduto, sono colleghi della provincia di Trapani che
stanno vivendo in prima persona gli umori della popolazione,
della comunità su cui dovrebbe insistere la realizzazione di quel
sito che è altamente dannoso per la popolazione, per le
produzioni, per la valorizzazione delle bellezze paesaggistiche,
archeologiche che ci sono in quel territorio.
Io mi rivolgo al Governo. Di fronte all'unanimità che c'è nella
comunità di Mazara del Vallo, in provincia di Trapani, il Governo
della Regione siciliana avrebbe dovuto non fare nascere il
problema, avrebbe dovuto chiuderlo da anni.
Mi ricordo che nella scorsa legislatura, quando la volontà
politica del Governo Capodicasa fu chiara, impedimmo che con la
variante fatta dalla Soprintendenza di Trapani, si insediasse
la distilleria in quella zona che era stata definita dalla
Bertolino. Sono state riaperte le pratiche.
Allora, io dico - mi appello alla sensibilità dei deputati -
che non possiamo permettere che si assista nella nostra Sicilia,
di cui siamo orgogliosi e di cui ci vantiamo pubblicizzandone in
Italia e all'estero le bellezze paesaggistiche ed archeologiche,
uniche nel mondo, a questo scempio, a questo danno alla sua
immagine, al suo territorio.
Per questo invito i colleghi e il Governo a fare propri i
contenuti della mozione, votando tutti contro l'installazione di
questa distilleria che avrebbe profonde ripercussioni, nel caso
in cui tale scellerato piano andasse a compimento, sull'immagine
a livello internazionale nella nostra Isola. E' un appello che
rivolgo alla sensibilità di tutti, a prescindere dagli
schieramenti, perché non si arrechi questo grave danno alla
nostra Isola.
FORGIONE Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FORGIONE Signor Presidente, onorevoli colleghi, questa
vicenda della distilleria Bertolino e della sua proprietà è un
po' triste. E' triste perché costringe ripetutamente, in modo
ricorrente, in ogni legislatura, questo Parlamento a discutere
del problema.
Il nodo è tutto qui: cosa è la politica? Cosa sono le
istituzioni? E cosa è l'economia in Sicilia se una vicenda -
quella della distilleria Bertolino - ripetutamente costringe il
Parlamento regionale a discutere, a dare indirizzi al Governo, a
far pronunciare il Parlamento? E' l'unica azienda siciliana che
costringe il Parlamento a questo.
Perché avviene? Credo che, se questo stabilimento avesse le
carte in regola, a Partinico, come a Mazara non ci sarebbe
bisogno di discutere; se questo stabilimento non creasse problemi
di inquinamento atmosferico, ambientale, non ci sarebbe bisogno
di discutere; se questo stabilimento non creasse problemi di
salute per i cittadini laddove opera e intende operare, non ci
sarebbe bisogno di discutere. Invece, siamo chiamati in modo
ricorrente a dover discutere dello stabilimento Bertolino e
dell'operato della Bertolino.
Il problema della Bertolino è vero che è diventato un problema
politico-istituzionale ed un problema per il Governo della
Regione, ma ormai, ovunque insiste questo stabilimento, è
diventato anche un problema di ordine pubblico. Di questo si
tratta
Chi di voi, onorevoli colleghi, non è andato un giorno a
Partinico a sentire il maleodore, la puzza - diciamolo pure - che
sono costretti a respirare quotidianamente i suoi abitanti?
Perché questo stabilimento ha una forza tale da fare modificare
piani regolatori, da fare modificare pareri all'interno
dell'Assessorato, da mettere in contrasto un gruppo
dell'Assessorato territorio ed ambiente con un altro gruppo del
medesimo Assessorato? Perché? Come non capire che c'è una lobby
politica, economica e finanziaria attorno a questo stabilimento?
E mi fermo qui
Vogliamo andare oltre? Possiamo andare oltre, signor
Presidente, e cercare tutto il sistema di pressioni e di
relazioni che fanno sì che questa diventi anche una vicenda
giudiziaria.
Signor Presidente, ne racconterò una perché riguarda anche
l'autonomia di questo Parlamento. La Commissione per la
trasparenza nella pubblica Amministrazione, come voi sapete -
visto che proprio questo Parlamento mi ha eletto componente di
questa Commissione che, tra l'altro, è un'istituzione di questa
Regione - è formata da professori universitari, da alti dirigenti
nominati dal Presidente della Regione e da cinque parlamentari di
centrodestra e di centrosinistra, rappresentanti di tutto il
Parlamento.
Ebbene, questa Commissione ha ritenuto, dopo il conflitto tra
il Direttore dell'Assessorato ambiente e territorio ed alcuni
funzionari - il dottor Genchi ed un altro funzionario -, i quali
avevano reso un particolare parere sulla vicenda Bertolino, di
audirli.
Come avrete letto anche sui giornali questa audizione si è
tenuta prima di Natale, secondo le competenze previste dalla
legge istitutiva della Commissione per la trasparenza nella
Pubblica Amministrazione. Dopo qualche giorno, il dottore
Marinese, il quale ha avviato un procedimento disciplinare per
insubordinazione contro i due funzionari dell'Assessorato
ambiente e territorio - insubordinazione, in quanto essendo
chimici, i due funzionari si rifiutano di rendere un parere in
contrasto con ciò che ritengono essere le leggi della chimica e
non le leggi della politica.
Il dottor Marinese invia una lettera al Presidente della
Commissione ricusandomi. Mi chiedo come si permetta un
funzionario della Regione, il quale è sottoposto all'azione di
controllo prevista dalla legge istitutiva della Commissione per
la trasparenza, di ricusare un componente della stessa eletto dal
Parlamento, quindi non un giudice, che si sarebbe potuto ricusare
nel caso in cui il dottor Marinese fosse stato l'avvocato
difensore.
Il dottor Marinese non è l'avvocato difensore della signora
Bertolino, non può ricusare un membro del Parlamento, e poi solo
per il fatto che io avrei dei procedimenti in corso con la
signora Bertolino; come sapete quella di querelare chiunque è una
delle pratiche di intimidazione politica della signora Bertolino.
Questa vicenda ha a che fare con il Parlamento, con il ruolo di
un Direttore generale di un Assessorato, in quanto il dottor
Marinese, che rispetto per le sue funzioni, in questo caso deve
rispondere davanti alla legge dei suoi comportamenti; ritengo,
infatti - lo ripeto - che il dottore Marinese non possa ricusare
un componente della Commissione eletto dal Parlamento, soltanto
perché in contrasto con il suo parere.
E perché mi ricuserebbe, poi? Perché considerato che la signora
Bertolino mi ha querelato - ha querelato per diffamazione decine
di parlamentari e centinaia di cittadini, di giornalisti,
chiunque esprima un parere a Partinico ed in giro contro di lei -
non potrei essere imparziale e, di conseguenza non posso fare
parte della Commissione per la trasparenza nella Pubblica
Amministrazione.
Ho raccontato questo fatto perché attorno a questa vicenda ci
sono troppi interessi, troppe ombre; abbiamo bisogno di
ripristinare un meccanismo di trasparenza ed anche di legalità ed
è per questo motivo che sostengo la mozione. La sostengo anche
per dire all'Assessore ed al Governo che non bastano i pareri dei
Consigli comunali, provinciali, non bastano i pareri tecnici, non
basta il Ministro Mattioli, non bastano i pareri scientifici. Mi
chiedo, infatti, fino a che punto dobbiamo piegare la politica e
gli interessi generali rispetto agli interessi privati di qualche
singolo cittadino o di qualche impresa, potente per quanto sia,
ma che deve rispondere alla legge ed alla trasparenza come ognuno
di noi.
SAMMARTINO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SAMMARTINO Signor Presidente, onorevole Vicepresidente della
Regione, onorevoli colleghi, sarò estremamente breve e prendo
spunto dagli interventi che mi hanno preceduto su una questione
che rappresenta sicuramente un campo minato.
Certamente, signor Presidente, quello che emerge dagli
interventi che mi hanno preceduto dimostra come il sogno
dell'industrializzazione in Sicilia sia ormai tramontato, di una
industrializzazione che ha portato una modernità malata ad essere
possibilità di interpretare il bisogno di lavoro.
Oggi dai banchi di Sinistra si assiste ad un appello perché
un'industria, in qualche modo, venga messa sotto tutela rispetto
alle possibilità di sviluppo, di espansione che essa stessa ha
individuato sul territorio. Personalmente, non sono un Bastian
contrario per natura, però visto che come giovane che ha girato
per la Sicilia sono cresciuto, come tanti altri giovani, di
fronte ad un territorio che veniva saccheggiato, preso di mira,
principalmente, dalla grande industria del centro Nord, mi chiedo
come si possa non pensare - e lo chiedo anche agli amici del
Gruppo e al Presidente della Commissione Antimafia - al
saccheggio del territorio ad Augusta, a Priolo, a Milazzo, a
Marina di Melilli, a Gela, dove c'è il più alto tasso di nascita
di bambini deformi; come non pensare al saccheggio del territorio
che è stato compiuto nell'indifferenza, anzi nella complicità
della classe dirigente siciliana in questo mezzo secolo, dal
dopoguerra ad oggi.
Ebbene, signor Presidente, che io ricordi, non ho visto fare ad
alcuno crociate e l'unanimismo che si realizza in questa
occasione nei confronti della Bertolino mi puzza di strumentale.
Non voglio prendere le difese dell'azienda Bertolino - me ne
guarderei bene -, immagino che ci siano ragioni profonde nel
dissenso del territorio e dei cittadini del territorio. Chiedo,
però, in quanto è legittimo chiederselo, un parere tecnico anche
da parte del Governo, considerato che non è l'organo politico che
può sostituirsi all'organo tecnico quando si parla e si tratta
della possibilità, anche giuridicamente tutelata, di una azienda
di potersi espandere.
Vorrei sentire dire dai tecnici, dal Governo, se l'insediamento
della Bertolino, in quell'area che è stata individuata, è
compatibile sotto il profilo amministrativo, giuridico,
ambientale.
Diversamente, mi chiedo qual è il modello di sviluppo che
vogliamo affermare perché, da una parte, si alzano le barricate
di fronte a questa possibilità di sviluppo che va legittimamente
inquadrata in un contesto giuridico di legittimità, di merito e,
dall'altra parte, e per questo ne do atto all'Assessore per il
territorio, si assiste ad una nuova svendita del territorio; mi
riferisco, cioè agli impianti eolici che stanno installando in
paesaggi assolutamente degni di essere tutelati da questo tipo di
ulteriore violazione del nostro territorio.
E' una domanda legittima, signor Presidente, che le chiedo di
rivolgere al Governo. Ritengo pregiudiziale ottenere una risposta
prima di esprimermi nel merito della mozione.
PRESIDENTE Onorevole Assessore, raccoglie l'invito
dell'onorevole Sammartino ad una spiegazione tecnica?
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Mi riservo
di rispondere alla fine su tutto.
GIANNOPOLO Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo che
non ci troviamo in presenza di una crociata contro la distilleria
Bertolino perché, in genere, le crociate vengono fatte da
eserciti o da aggregazioni o da forze fortemente compatte, coese,
che si scagliano contro un nemico ben individuato. Siamo in
presenza di una mozione e di diverse mozioni che vedono la firma
anche di diversi parlamentari, di diversi partiti, ma quello che
è maggiormente da considerare è che, su questa vicenda, anche di
recente - lo diceva l'onorevole Lo Curto -, anche a Mazara del
Vallo si è schierato un intero Consiglio comunale, alla presenza
dei rappresentanti di tutti gli schieramenti. Evidentemente, c'è
qualcosa di diverso, di serio, che agisce in profondità, che si è
messo in movimento per scongiurare l'insediamento di questa
industria considerata insalubre.
E questa vicenda, ormai, visto che come è dimostrato
tecnicamente non rispetta i limiti e le compatibilità previste
per legge in materia ambientale, è diventata una vicenda che
prescinde anche dall'esame del contenuto minuzioso che la stessa
offre.
Questa è una questione democratica perché fino ad ora si è
dimostrato come un interesse particolare cerca di determinare un
sistema di alleanze presso la Pubblica Amministrazione, la
politica, le istituzioni, al fine di piegare la volontà e il
sentire comune della gente, delle popolazioni.
Vorrei qui ricordare che in quel di Partinico sono state
raccolte ben diecimila firme contro il tipo di lavorazione e di
insediamento che la distilleria Bertolino ha realizzato, proprio
a Partinico, con effetti inquinanti che sono stati misurati,
riscontrati anche oggettivamente con effetti devastanti sulla
salute delle persone.
Eppure, in tutti questi anni, questa azienda ha mostrato i
muscoli e di essere in grado di tenere in scacco le istituzioni,
interi partiti, intere forze politiche.
Pertanto, diviene anche una questione che riguarda la dignità
delle istituzioni, di questa Regione, oltre che la dignità della
politica e delle istituzioni che agiscono sul territorio.
Troverei davvero disdicevole, grave che questo Parlamento,
oggi, non prendesse atto di una volontà che promana dal
territorio, dalle popolazioni, di una volontà che promana anche
da gran parte delle forze politiche e dagli uomini che militano
in tante forze politiche anche in questo Parlamento.
Allora, invito il Parlamento a prendere in seria considerazione
ciò che le mozioni testè citate vogliono dire.
Occorre un pronunciamento positivo sul testo delle mozioni da
parte del Governo, occorre che questo Parlamento dimostri di
essere un Parlamento libero, che respinge i tentativi di
intimidazione che questa azienda, attraverso il preannuncio
continuo di querele contro chi osa pensare liberamente con la
propria testa, ha messo in atto in tutti questi anni.
Questo Parlamento, finalmente, deve riuscire a dire che su
questa vicenda, su questo tipo di insediamento, su questo tipi di
attività, si rispettano non soltanto le leggi, ma anche le regole
della convivenza civile, si rispetta la dignità delle istituzioni
e della politica.
Tralascio ogni considerazione sulle motivazioni, su ciò che può
avere indotto, nella storia lontana e anche recente, questa
azienda a considerarsi impune ed immune; tralascio ogni
considerazione che pure si potrebbe fare sulla storia di questa
azienda, su come abbia accumulato il capitale, aspetto che
potrebbe essere oggetto di valutazioni anche sul piano politico
oltre che sul piano storico e, se vogliamo, anche sul piano
giudiziario.
Tuttavia, oggi, non possiamo non considerare il fatto che la
politica deve raccogliere le espressioni di libertà di pensiero
della gente, del sentire comune della gente che cerca di
salvaguardare il proprio territorio, la propria salute e la
propria dignità. Qui, non c'è di mezzo lo sviluppo industriale,
ma tutt'altro. Noi, in ogni caso, dobbiamo pensare ad uno
sviluppo che sia compatibile, sostenibile e rispettoso della
salute dei cittadini.
PRESIDENTE Ha facoltà di parlare l'Assessore per fornire la
risposta.
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, onorevoli colleghi, le tre mozioni in discussione
hanno medesimo oggetto, perseguono lo stesso obiettivo; quindi,
per velocizzare i lavori d'Aula, fornirò un'unica risposta.
La Ditta Bertolino con atto di interpello ha avanzato, in data
14 febbraio 2002, all'Assessore pro-tempore la richiesta di
attivazione delle procedure ex articolo 7 della legge regionale
65/81, per l'autorizzazione in variante al vigente strumento
urbanistico del progetto per la realizzazione di un impianto
industriale su un lotto di terreno di proprietà della stessa
ditta, ricadente nel territorio del comune di Mazara del Vallo,
nei termini previsti dal comma 6 dell'articolo 69 della legge
regionale 32 del 2000.
Dopo l'istruttoria di rito, il progetto veniva trasmesso,
unitamente al parere espresso dal Dipartimento regionale
dell'urbanistica, al Consiglio regionale dell'urbanistica, ai
fini della valutazione complessiva dello stesso. Nel procedimento
sono stati coinvolti tutti i soggetti interessati, tra i quali il
Commissario delegato per l'emergenza rifiuti, per la verifica
della necessità dell'eventuale attivazione di procedure
amministrative previste da normative specifiche, nel caso di
utilizzo di prodotti riciclabili, annoverati tra le tipologie di
rifiuti.
L'ufficio del Genio civile di Trapani faceva pervenire
all'Assessorato gli elaborati vistati, con allegato il
provvedimento favorevole, ex articolo 13 legge 64/74,
attualizzato' sulla scorta della integrazione documentale nel
frattempo fornita dalla ditta interessata, comunicando
contestualmente che sulla richiesta avanzata dalla stessa Ditta
Bertolino, per la concessione di attingimento di acqua a servizio
dell'impianto per un quantitativo pari a 12, 5 litri al secondo,
era stato attivato apposito procedimento istruttorio.
Con riguardo allo stato della procedura autorizzativa si
rappresenta che la pratica risulta in atto all'esame del
Consiglio regionale dell'urbanistica. Detto consesso, oltre ad
esprimere le proprie valutazioni sulla base delle integrazioni
prodotte dalla Ditta Bertolino, nonché dei nuovi elementi posti a
supporto delle tesi del Comune di Mazara del Vallo, nel cui
territorio è previsto l'inserimento dell'impianto, valuterà, per
le possibili refluenze di natura urbanistica, un recente invito
del Ministero dell'Ambiente rivolto a questa Amministrazione con
specifico riferimento alle componenti biotiche e abiotiche
presenti nel territorio, in conformità a quanto prescritto
dall'allegato g) del DPR 120 del 2003, attuativo della direttiva
comunitaria 92/43 relativa alla conservazione degli habitat
naturali e seminaturali nonché della flora e della fauna
selvatica. Questo in riferimento a quanto richiesto
dall'onorevole Oddo.
Poiché da più parti sono stati prospettati dei dubbi circa la
sussistenza dei presupposti di legge della procedura agevolativa
prevista dall'articolo 7 della legge regionale 65/81 e successive
modifiche ed integrazioni, in particolare circa la
configurabilità dell'iniziativa in questione, quale attività di
pubblico interesse o di pubblica utilità, così come prescritto
dal combinato disposto degli articoli 8 e 69 della legge
regionale 32 del 2000, ho provveduto a dare incarico agli uffici
competenti di valutare la sussistenza dei necessari presupposti
di legge anche investendo della responsabilità l'Avvocatura
distrettuale dello Stato.
Inoltre, per quanto concerne l'incidenza dell'impianto in
questione sul sito di interesse comunitario (SIC ITA 0100114
«sciare di Marsala»), sul quale lo stesso dovrebbe insistere,
sulla scorta del suddetto invito formulato dal Ministero
dell'ambiente, ho, altresì, dato incarico al servizio competente
di effettuare gli opportuni approfondimenti del caso al fine di
corrispondere alle richieste del Ministero.
Parliamo di atti che ho svolto proprio in questi giorni, in
seguito alle audizioni avute al CRU. Non può non prendersi atto
in questa sede della particolare rilevanza sociale che la vicenda
in esame riveste e che ha dato luogo a numerose manifestazioni di
aperto dissenso sia da parte del Comune di Mazara del Vallo che
dei comuni limitrofi, e faccio riferimento ai comuni di Petrosino
e Marsala, oltre che dalla Provincia regionale di Trapani, enti
ascoltati dal CRU in pubblica seduta, nonché da parte delle
diverse popolazioni preoccupate dai pregiudizi ambientali che
potrebbero scaturire dall'impianto stesso.
In considerazione di ciò e del particolare interesse che la
vicenda ha suscitato presso gli organi di stampa, ritengo di
dovere investire della delicata problematica la Giunta regionale
di Governo al fine del più ampio coinvolgimento istituzionale e
del più idoneo contemperamento degli interessi in gioco, onde
pervenire a soluzioni che tengano nel dovuto conto aspetti
ambientali, sociali ed economici.
Per quanto poi alla questione che riguarda l'ultima seduta del
CRU in cui il relatore, alla fine della seduta, si è dimesso
dall'incarico di relatore, il CRU non si è comportato come
Ponzio Pilato' - rispondo all'onorevole Lo Curto -, bensì ha
integrato la Commissione che relazionerà sul progetto
investendosi nel complesso delle responsabilità: non sarà più
soltanto una Commissione composta da tre relatori, ma il CRU
stesso, nella sua collegialità, ad essere relatore della
questione.
Per quanto, invece, attiene all'invito dell'onorevole Forgione
riguardo l'atteggiamento che il Dirigente generale
dell'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente avrebbe
avuto, nei mesi passati, riguardo una vicenda che attiene sì alla
problematica Bertolino, ma non alla questione Mazara del Vallo,
se non alla questione di Partinico, mi sento di difendere
pubblicamente l'operato del mio dirigente generale, dott.
Marinese, che non ha svolto il suo compito comportandosi come
difensore d'ufficio, o avvocato della ditta Bertolino, ma ha
applicato il parere dell'Ufficio legislativo e legale del
Ministero dell'ambiente...
FORGIONE Non esiste alcun parere dell'Ufficio legislativo e
legale.
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Onorevole
Forgione, mi faccia completare, sarà più facile capirci. Il
dirigente generale, dottor Marinese, ha semplicemente applicato
il parere del Capo di Gabinetto del Ministero dell'ambiente,
supportato da un parere pervenuto, un mese dopo, dall'Ufficio
legislativo e legale del Ministero dell'ambiente.
FORGIONE Il Capo di Gabinetto non è un'istituzione
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Comunque,
con estrema serenità, così come ho pubblicamente affermato che
il dirigente generale del dipartimento, dottor Marinese, non
svolge il ruolo di avvocato difensore della ditta Bertolino, la
invito in termini affettuosi a non assumere il ruolo di Pubblico
ministero, perché non siamo in un Aula di tribunale. Questo non è
un processo, né tanto meno un processo di piazza, ma siamo di
fronte ad un procedimento amministrativo complesso, articolato,
antico probabilmente, e se vogliamo anche superato, sul quale
l'Amministrazione si sta già muovendo con grande senso di
responsabilità ed equilibrio, avendo come unico obiettivo la
tutela del territorio e della salute pubblica.
Presidenza del presidente Lo Porto
Congedi
PRESIDENTE Comunico che gli onorevoli Virzì, Neri, Cimino,
Pagano, Scoma e Giambrone hanno chiesto congedo per la seduta
odierna.
L'Assemblea ne prende atto.
Presidenza del presidente Lo Porto
Riprende la discussione unificata delle mozioni nn. 176, 241 e
243
Si passa alla votazione della mozione numero 176 Interventi
per evitare l'insediamento della distilleria Bertolino nel
territorio di Mazara del Vallo .
SAMMARTINO Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
SAMMARTINO Signor Presidente, non ho ben compreso la
conclusione del Governo. Siamo tutti a favore della tutela del
territorio, dell'ambiente, del paesaggio, però non ho capito qual
è la posizione del Governo, comunque, al di là di questo, ritengo
di aver compreso dall'intervento del Governo che la CRU deve
ancora esprimersi ed in ogni caso sarà integrata da una serie di
componenti che valuteranno la complessità della questione
Bertolino sul territorio di Mazara del Vallo. Allora, ritengo
che, ad oggi, manchino gli elementi tecnici ai quali ancorare
anche l'atto di indirizzo dell'Assemblea regionale siciliana per
potersi esprimere nel merito, fermo restando che non vi è chi
possa dirsi contrario alla tutela del territorio, dell'ambiente e
del paesaggio.
ACIERNO Signor Presidente, preciso di votare contro le
mozioni in discussione.
CASCIO assessore per il territorio e l'ambiente. Signor
Presidente, preannunzio che mi asterrò dal voto su tutte le
mozioni in discussione.
PRESIDENTE Pongo in votazione la mozione numero 176. Chi è
favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Onorevoli colleghi, preciso che la mozione numero 176 è stata
approvata con l'astensione degli onorevoli Sammartino e Scalici.
Pongo in votazione la mozione numero 241. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Onorevoli colleghi, preciso che anche la mozione numero 241 è
stata approvata con l'astensione degli onorevoli Sammartino e
Scalici.
Pongo in votazione la mozione numero 243. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvata)
Onorevoli colleghi, preciso che anche la mozione numero 243 è
stata approvata con l'astensione degli onorevoli Sammartino e
Scalici.
Presidenza del presidente Lo Porto
Sull'ordine dei lavori
GIANNOPOLO Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
GIANNOPOLO Signor Presidente, ho chiesto di intervenire al
fine di sapere il motivo per il quale non sia stata inserita
all'ordine del giorno della presente seduta la mozione numero 291
relativa alla valutazione del servizio idrico integrato
dell'A.T.O. 1 di Palermo, individuata dalla Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari come una delle mozioni che
doveva essere discussa al pari di queste di cui stiamo parlando.
Pertanto, la invito, considerato che la questione è di grande
attualità, a rivalutare la questione.
PRESIDENTE Onorevole Giannopolo, posso fornirle la risposta
sulla base del resoconto della seduta della Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari che ha stabilito di iscrivere
all'ordine del giorno della seduta dell'Assemblea la discussione
delle mozioni numeri 176, 241 e 243, delle mozioni in materia di
commesse delle ferrovie e della mozione n. 274 relativa alla
gestione dei rifiuti.
Ed è esattamente quanto è contenuto nel presente ordine del
giorno.
GIANNOPOLO Signor Presidente, facevo riferimento ad una
precedente Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari. La
invito, poiché c'è stata questa deliberazione, a riconsiderare la
questione.
PRESIDENTE Ne prendo atto, onorevole Giannopolo, ma credo che
la risposta sia stata abbastanza puntuale.
Presidenza del presidente Lo Porto
Per un richiamo al Regolamento
ORTISI Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
ORTISI Signor Presidente, onorevoli colleghi, ai sensi del
comma 2 dell'articolo 117 del Regolamento chiedo che vengano
prese in considerazione le brevi osservazioni che sto per fare.
Abbiamo votato, nel disegno di legge n. 792/A, l'emendamento
8.5 che è assolutamente incongruo rispetto non solo al disegno di
legge, ma anche alla filosofia di fondo dell'emendamento
generale, per gli altri sub emendamenti, invece, è perfettamente
normale.
Vi prego di ascoltare quanto sto per dire in due minuti.
Con l'articolo 16 della legge 26 del 2000 questo Parlamento
decise di stanziare 100 milioni -allora si parlava di lire - per
Telefono Arcobaleno, associazione di volontariato.
Con la legge 6 del 2001, articolo 56, si decise, cito
testualmente: in aggiunta a quanto stanziato per Telefono
Arcobaleno, uno stanziamento di analogo importo in favore
dell'associazione Telefono Azzurro .
Con l'articolo 108 della legge 17 del 2004 si decise, altresì,
che l'ottanta per cento di queste somme destinate a Telefono
Azzurro venissero utilizzate per l'attivazione del servizio 114.
In base a quanto detto, il 9 febbraio u.s. l'associazione
Telefono Arcobaleno chiede che venga riconosciuto il 60 per cento
dei 195 mila Euro per essa stanziati e confermati nella legge
finanziaria, così come previsto dalla legge stessa. Tutto tace.
Il 13 febbraio, se cliccate su Internet vedrete che ci sono
ancora 390 mila Euro nel capitolo relativo, l'183711.
La mattina del 16 febbraio viene recapitata all'Assessorato una
diffida dell'avvocato di parte del Telefono Arcobaleno. Il
medesimo giorno, a mezzogiorno, i 390 mila Euro sono stati
stornati e il capitolo risulta di 0 Euro.
Sempre il 16 febbraio, quest'Aula vota l'emendamento 8.5, su 0
Euro peraltro, violando la norma, cioè non intervenendo sulla
norma modificandola, bensì intervenendo sulla tabella H che da
tale norma deriva; dobbiamo modificare eventualmente prima la
norma, invece si decide con l'emendamento 8.5 che al Telefono
Arcobaleno si danno 39.000 euro e al Telefono Azzurro - udite,
udite - 351.000 euro.
Questa è una violazione del Regolamento, oltre che della legge
e, comporta per ognuno di noi voto nominale, ma anche delle
conseguenze alla luce anche dell'intervento che fa conoscere
l'argomento all'Aula, chiedo che venga applicato il secondo comma
dell'articolo 117 che così recita: Sopra gli emendamenti già
approvati - come nel nostro caso - che sembrano inconciliabili
con lo scopo dell'oggetto della deliberazione o con alcune delle
sue disposizioni, possono proporsi le necessarie rettifiche .
La rettifica che propongo è che dall'emendamento 8 sia espunto
e cassato soltanto l'8.5, fatti salvi tutti gli altri
subemendamenti relativi.
Signor Presidente, chiedo che quanto detto venga preso in
considerazione.
PRESIDENTE Onorevole Ortisi, però deve firmare
l'emendamento, non basta chiederlo.
ORTISI Signor Presidente, lo firmo.
FLERES Chiedo di parlare.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
FLERES Signor Presidente, aggiungerò poche cose a quanto già
detto dall'onorevole Ortisi e che condivido.
Non c'è dubbio che talvolta, durante la concitazione dei lavori
di Commissione e d'Aula alcuni dettagli possono sfuggire e questo
è il caso per le motivazioni che ha brillantemente illustrato
l'onorevole Ortisi e che condivido in ogni loro parte; tant'è
che avevo insieme ad altri colleghi, l'onorevole Sbona ed altri,
presentato un ordine del giorno per invitare il Governo a
ripristinare intanto la posta così da evitare che il fenomeno
potesse sortire effetti finanziari negativi nel senso che
l'onorevole Ortisi ha già poc'anzi illustrato.
Tuttavia, se la strada che si sceglie è quella dell'emendamento
ai sensi del 117 che personalmente sottoscrivo insieme
all'onorevole Ortisi, ovviamente il senso dell'ordine del giorno
viene meno e, pertanto, nel caso in cui dovesse essere votato
l'emendamento illustrato ai sensi dell'articolo 117, io ritirerei
l'ordine del giorno.
Presidenza del presidente Lo Porto
Votazione finale di disegni di legge
PRESIDENTE Si passa al punto terzo dell'ordine del giorno:
Votazione finale dei disegni di legge.
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
Schema di disegno di legge da proporre, ai sensi dell'art. 18
dello Statuto, al Parlamento nazionale recante: Norme per
l'istituzione di case da gioco nel territorio della Regione
siciliana' (nn. 337-136-209-491/A)
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge Schema di disegno di
legge da proporre, ai sensi dell'art. 18 dello Statuto, al
Parlamento nazionale recante: Norme per l'istituzione di case da
gioco nel territorio della Regione siciliana'. (nn. 337-136-209-
491/A).
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n. 521
Iniziative a livello centrale per dare seguito alla legge voto
approvata dall'Assemblea in materia di case da gioco , degli
onorevoli Formica, Sammartino, Papania, Baldari, Maurici e Virzì.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Indìco la votazione per scrutinio nominale del disegno di legge
nn. 337-136-209-491/A.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 57
Maggioranza 29
Favorevoli 52
Contrari 3
Astenuti 2
(L'Assemblea approva)
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
Istituzione della Fondazione Ignazio Buttitta per la
conservazione e la promozione della cultura siciliana (n. 794/A)
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge Istituzione della Fondazione
Ignazio Buttitta per la conservazione e la promozione della
cultura siciliana (n.794/A).
Comunico che è stato presentato l'ordine del giorno n. 523
Abrogazione del comma 4 dell'articolo 127 della legge regionale
n. 17 del 2004, in materia di contributi per le iniziative
teatrali , degli onorevoli Villari, Liotta, Amendolia, De
Benedictis, Panarello ed altri.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Comunico che, ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento
interno, è stato presentato dal Presidente della Commissione,
onorevole Antinoro, l'emendamento 117.1.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Indìco la votazione per scrutinio nominale per la votazione
finale del disegno di legge n. 794/A.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 61
Maggioranza 31
Favorevoli 59
Astenuti 2
(L'Assemblea approva)
BENINATI Dichiaro di votare a favore.
MORINELLO Dichiaro di votare a favore.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
Norme per la rimozione delle carcasse di animali morti in
allevamenti o abbandonati (n. 792/A)
PRESIDENTE Si passa alla votazione finale per scrutinio
nominale del disegno di legge Norme per la rimozione delle
carcasse di animali morti in allevamenti o abbandonati (n.
792/A).
Preciso che la delega alla Presidenza per il coordinamento
formale del testo del disegno di legge n. 792/A, già votata nella
precedente seduta, deve ovviamente intendersi comprensiva di
quanto attiene alla clausola di salvaguardia comunitaria.
MICCICHE' Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE Ne ha facoltà.
MICCICHE' Signor Presidente, onorevoli colleghi, esprimo il
mio voto contrario a questo disegno di legge, rammaricandomi
perché è una norma importante, però in questa legge c'è una norma
che, pur trattando argomenti di carattere sanitario, non è
assolutamente attinente con il testo che è stato approvato.
E' una norma che grida vendetta, perché l'emendamento che è
stato presentato sostanzialmente stabilisce di abrogare alcune
parti della legge regionale n. 30 del 1993, che recita che nel
territorio della Regione siciliana non si applica l'ultimo
capoverso del comma 9, dell'articolo 3 del decreto legislativo e
così via, modificando le parole: la carica' ed esercitante le
funzioni'. Così come è scritta, sfido chiunque a capire di che
cosa si tratti.
Considerato che non avevamo la parte illustrativa, sono andato
a leggere e, sostanzialmente, si abroga una parte di una legge
nazionale, recepita dalla legge regionale, che recita: la carica
di direttore generale è altresì incompatibile con la sussistenza
di un rapporto di lavoro dipendente ancorché il regime di
aspettativa senza assegni, con l'Unità sanitaria locale presso
cui sono esercitate le funzioni'.
In sostanza, ho potuto capire che il direttore generale può
continuare a rimanere in aspettativa e a beneficiare di tutti
quei contributi figurativi che spettano ad un lavoratore
dipendente, si conserva il posto di funzionario e mantiene la
carica di direttore sanitario, che è una nomina di carica
politica se si vuole intendere.
E' chiaro che il legislatore quando ha voluto introdurre questa
norma, ha voluto farlo per evitare di sovraccaricare interessi
nella stessa azienda e, mi pare una cosa poco ortodossa da un
punto di vista politico-amministrativo, perché se questa norma è
stata fatta, è stata prevista per evitare ingerenze e
incompatibilità.
Questa incompatibilità è stata tolta, mi duole perché non è
stata ben argomentata; se qualcuno volesse spiegarmi le ragioni
di questa eliminazione di incompatibilità, magari mi convincerei
e voterei favorevolmente.
Visto che è stato fatto in una maniera così poco chiara e,
posso dire, sotto banco voglio esprimere questo mio ragionamento
ai mie colleghi per sottoporlo alla loro attenzione.
Per queste ragioni esprimo voto contrario a questa legge, per
questo modo di fare scorretto all'interno del Parlamento.
Presidenza del presidente Lo Porto
PRESIDENTE Comunico che sono stati presentati i seguenti
ordini del giorno:
n. 522 Assunzione presso le Aziende sanitarie locali, per le
esigenze dei servizi di salute mentale, del personale con la
qualifica di ausiliario specializzato dell'ex ospedale
psichiatrico Villa Stagno , dell'onorevole Antinoro;
n. 524 Riproposizione del finanziamento adeguato per
l'associazione Telefono azzurro' , degli onorevoli Sbona,
Burgaretta Aparo e Fleres.
DINA Dichiaro di apporre la mia firma all'ordine del giorno
n. 522.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Pongo in votazione l'ordine del giorno n. 522. Chi è favorevole
resti seduto; chi è contrario si alzi.
(E' approvato)
FLERES Ritiro l'ordine del giorno n. 524.
PRESIDENTE L'Assemblea ne prende atto.
Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Ortisi, Fleres,
Raiti, Sbona e Burgaretta Aparo, ai sensi dell'articolo 117 del
Regolamento interno, l'emendamento 117.1.
Lo pongo in votazione. Chi è favorevole resti seduto; chi è
contrario si alzi.
(E' approvato)
Presidenza del presidente Lo Porto
SPAMPINATO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.
PRESIDENTE. Ne ha facoltà.
SPAMPINATO. Signor Presidente, onorevoli colleghi, purtroppo
dichiaro la mia distrazione su questa norma e grazie
all'intervento dell'onorevole Miccichè ho aperto gli occhi su
questo argomento.
Ritengo scandaloso che sia inserito questo capoverso
all'interno di questa legge, è scandaloso - sapendo che domani,
se non ieri e non so se l'approvazione di questa legge ha
condizionato anche le nomine dei direttori generali che devono
essere fatte dal Governo regionale - inserirla in una legge che
non ha nulla a che vedere con le ASL, con le nomine, con i
direttori generali e con le compatibilità ed incompatibilità.
Questa norma ha un nome ed un cognome e lo scopriremo in
seguito quando leggeremo le nomine dei nuovi direttori generali,
queste semplici, ma credo comprensibili considerazioni mi portano
a votare contro l'intera legge.
Presidenza del presidente Lo Porto
Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
«Norme per la rimozione delle carcasse di animali morti in
allevamenti o abbandonati» (n. 792/A)
PRESIDENTE Indìco la votazione per scrutinio nominale del
disegno di legge n. 792/A.
Chiarisco il significato del voto: chi vota sì preme il
pulsante verde; chi vota no preme il pulsante rosso; chi si
astiene preme il pulsante bianco.
Dichiaro aperta la votazione.
(Si procede alla votazione)
Dichiaro chiusa la votazione.
Risultato della votazione
PRESIDENTE Proclamo l'esito della votazione per scrutinio
nominale:
Presenti e votanti 66
Maggioranza 34
Favorevoli 53
Contrari 10
Astenuti 3
(L'Assemblea approva)
CAPODICASA Signor Presidente, si era stabilito di rinviare la
seduta a domani mattina.
PRESIDENTE Onorevole Capodicasa, nella Conferenza dei
Presidenti dei Gruppi parlamentari si era deciso di tenere le
sedute d'Aula nelle ore pomeridiane per dare alle Commissioni la
possibilità di riunirsi nelle ore antimeridiane, soprattutto in
considerazione della riunione che dovrà tenere la Commissione
Sanità sul disegno di legge n. 867/A.
Pertanto, onorevoli colleghi, la seduta è rinviata domani,
mercoledì 23 febbraio 2005, alle ore 17.30, con il seguente
ordine del giorno:
Presidenza del presidente Lo Porto
I - Comunicazioni
II - Discussione dei disegni di legge:
1) ''Schema di progetto di legge costituzionale da proporre,
ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, al Parlamento nazionale,
recante 'Modifiche allo Statuto della Regione''' (nn. 580-472-
578-602-652/A) (Seguito)
2) Istituzione dell'Agenzia regionale per i prelievi ed i
trapianti di organi e tessuti. Modifica di assegnazioni
finanziarie e norme organizzative nel settore sanitario (n.
867/A) (Seguito)
III - Discussione della mozione:
N. 377 - Continuità produttive delle imprese
metalmeccaniche del settore ferroviario
operanti in Sicilia .
FORMICA - IOPPOLO - SAMMARTINO -
VIRZI'
IV - Discussione unificata delle mozioni:
N. 291 - Valutazione dell'operato dell'Ambito
territoriale ottimale 1 Palermo nell'affidamento
del servizio idrico integrato nell'A.T.O. 1
Palermo e provvedimenti consequenziali.
GIANNOPOLO - CRACOLICI-
SPEZIALE - ZAGO
N. 304 - Affidamento del Servizio idrico
integrato nell'Ambito territoriale ottimale 1
Palermo.
ORLANDO - CRACOLICI - FERRO -
FORGIONE - GIANNOPOLO
V - Elezione delle Commissioni legislative permanenti e della
Commissione per l'esame delle questioni concernenti l'attivita'
dell'Unione europea
VI - Elezione di deputati segretari
La seduta è tolta alle ore 19.53
Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 22.00
DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
Il Direttore
Dott. Giovanni Tomasello
ALLEGATO
Risposte scritte ad interrogazioni
FLERES - CATANIA G. - MAURICI. «Al Presidente della Regione,
all'Assessore per i beni culturali ed ambientali e la pubblica
istruzione e all'Assessore per la famiglia, le politiche sociali
e le autonomie locali, premesso che:
nelle strutture scolastiche site nel comune di Scordia non è
possibile garantire il funzionamento degli impianti di
riscaldamento a causa della mancata previsione, nell'apposito
capitolo di bilancio, di fondi adeguati;
le esigue somme previste, infatti, si sono rivelate
assolutamente insufficienti ;
attualmente in nessuna delle scuole di Scordia è possibile
mettere in funzione i riscaldamenti;
sembra, inoltre, che in alcuni edifici scolastici di Scordia
sia stato riscontrato il mancato rispetto dei requisiti minimi di
sicurezza necessari per il corretto e sicuro utilizzo degli
impianti di riscaldamento;
per sapere:
quale ente o autorità avrebbe dovuto provvedere ad individuare
i fondi necessari per garantire il funzionamento degli impianti
di riscaldamento, per l'intero periodo previsto dalle normative
vigenti, nelle scuole del comune di Scordia e per quale motivo
tale previsione non sia stata quantificata adeguatamente;
quale ente o autorità avrebbe dovuto provvedere a verificare il
corretto funzionamento, secondo le vigenti norme in materia di
sicurezza, degli impianti di riscaldamento delle scuole di
Scordia e per quale motivo non vi abbia provveduto;
quali provvedimenti urgenti si intendano porre in essere
affinché agli studenti delle scuole di Scordia venga riconosciuto
il diritto di seguire le lezioni in condizioni che ne
garantiscano la salute e la sicurezza». (1498)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1498, gli
onorevoli interroganti hanno chiesto di conoscere quale ente o
autorità avrebbe dovuto provvedere ad individuare i fondi
necessari per garantire il funzionamento degli impianti di
riscaldamento nelle scuole del Comune di Scordia e quali
provvedimenti si intendano porre in essere affinché agli studenti
delle scuole di Scordia venga riconosciuto il diritto di seguire
le lezioni in condizioni che ne garantiscano la salute e la
sicurezza.
Al riguardo si rappresenta che l'autorità che avrebbe dovuto
provvedere ad individuare i fondi necessari per garantire il
funzionamento degli impianti di riscaldamento per l'intero
periodo ed a verificare il corretto funzionamento, secondo le
vigenti norme in materia di sicurezza, degli impianti di
riscaldamento, nelle scuole del Comune di Scordia, era il Sindaco
pro-tempore in sede di formazione del bilancio relativo all'anno
2003.
Pertanto questo Assessorato ha interpellato il predetto Comune
al fine di acquisire notizie circa le iniziative adottate al fine
di eliminare i disagi lamentati con l'atto ispettivo in
questione.
L'Ente locale sopra indicato, con apposita nota, ha comunicato
che la previsione di spesa è stata quantificata dal responsabile
del Servizio LL.PP. del Comune e lo stesso ha provveduto a
richiedere più volte, in sede di variazione di bilancio, la somma
di euro 25.000,00 non essendo stata prevista alcuna somma in sede
di formazione del bilancio 2003.
Analogamente, il responsabile del servizio lavori pubblici ha
annualmente richiesto le somme necessarie per la messa a norma
degli impianti di riscaldamento e puntualmente le somme richieste
non sono mai state previste in bilancio. Il Sindaco pro-tempore,
assumendosi la responsabilità del funzionamento, ha comunque
garantito il riscaldamento delle scuole, visto che le caldaie,
anche se non a norma, erano comunque funzionanti.
In merito ai provvedimenti che si intendono porre in essere per
garantire agli studenti delle scuole di Scordia il diritto di
seguire le lezioni in condizioni di salute e scurezza, si
rappresenta che il Comune di Scordia, con deliberazione del
Commissario straordinario n. 4 del 29 gennaio 2004 ha affidato
alla ditta Bellavista s.r.l. i lavori di messa a norma delle
caldaie per il riscaldamento delle scuole materna, elementare e
media e con deliberazione del Commissario straordinario n. 5 del
29 gennaio 2004 è stata affidata alla ditta Pillirone Giuseppe di
Scordia la fornitura di gasolio per il riscaldamento delle
medesime scuole.
Alla luce di quanto sopra esposto, si ritiene che i dubbi posti
dall'onorevole interrogante si possono considerare superati».
L'Assessore PAGANO
INCARDONA. «Al Presidente della Regione e all'Assessore per il
lavoro, la previdenza sociale, la formazione professionale e
l'emigrazione, premesso che:
in data 4 febbraio 2004 è stato approvato il piano regionale
dell'offerta formativa (P.R.O.F.) per il 2004 ex l.r. 24/1976;
gli enti gestori di formazione professionale hanno sviluppato
nel corso del corrente anno l'attività formativa;
tale attività di formazione professionale è stata svolta in
forza del D.A. n. 3 del 4 febbraio 2004;
l'attività corsale ha un'importante funzione formativa per gli
utenti e un imprescindibile ruolo socio-economico-professionale
per gli operatori del settore;
rilevato che:
nonostante quanto espresso in premessa, gli operatori della
'formazione continua e permanente' sono senza stipendio dal mese
di gennaio;
questa situazione è ormai insostenibile, come è fin troppo
ovvio immaginare;
sono in fase di preparazione eclatanti azioni di protesta
contro il Governo della Regione;
per sapere:
quali siano i motivi ostativi all'erogazione dei finanziamenti
(per personale e gestione) agli enti che svolgono formazione
continua e permanente ai sensi della l.r. 24/1976;
quali azioni il Governo regionale intenda intraprendere per
rispondere in tempi brevissimi al sacrosanto diritto degli
operatori della formazione professionale continua e permanente».
(1918)
Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1918,
tenuto conto delle notizie fornite dal Dipartimento Formazione
professionale, si rassegna quanto di seguito.
Il D.A. n. 3 del 4 febbraio 2004, con il quale è stato
approvato il Piano regionale dell'offerta formativa (PROF) 2004,
prevedeva per la copertura finanziaria l'utilizzo di risorse
comunitarie, nazionali e regionali. Con successivo D.A. n. 1389
del 20 luglio 2004 il suddetto PROF è stato rimodulato e gli
interventi a carico del bilancio regionale, tra i quali i
progetti di cui all'obiettivo Formazione continua e permanente',
per un costo pubblico di euro 10.900.943,30, gravavano parte sul
capitolo 717910 e parte sulle risorse che il Dipartimento Agenzia
regionale per l'impiego rendeva disponibili con il DDG n. 681 del
30 settembre 2003.
La prevista disponibilità a carico del citato DDG n. 681/2003
non si è concretizzata nei tempi programmati, in quanto la
verifica e la conseguente rendicontazione di alcuni progetti è
tuttora in corso.
Lo scrivente, preso atto della grave situazione venutasi a
creare, ha soltanto potuto disporre che le economie accertate sul
piano in questione e le disponibilità residue sul capitolo 717910
del bilancio regionale per l'esercizio finanziario 2004 fossero
destinate, proporzionalmente, all'ammissione e finanziamento dei
progetti degli enti rientranti nell'obiettivo ?Formazione
continua e permanente' in ragione della maggiore incidenza
percentuale sul monte ore complessivamente ad essi assegnato.
Tale disposizione è stata attuata dagli uffici con il DRS
447/Serv.Gest./FP del 16 dicembre 2004, ove per le finalità di
cui sopra è stata impegnata la somma disponibile di euro
984.324,20.
In ultimo si rassicura l'onorevole interrogante che non appena
tale processo di rendicontazione verrà ultimato ed il relativo
importo disponibile al Dipartimento Formazione professionale, gli
uffici del medesimo Dipartimento provvederanno ad adottare i
provvedimenti consequenziali per il pagamento delle somme dovute
ai progetti approvati con il citato D.A. n. 1389/2004».
L'Assessore SCOMA
ALLEGATO:
EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA
DISEGNO DI LEGGE ISTITUZIONE DELLA FONDAZIONE IGNAZIO BUTTITTA
PER LA CONSERVAZIONE E LA PROMOZIONE DELLA CULTURA SICILIANA
(N. 794/A)
Emendamento ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno
Emendamento 117.1:
All'art. 1, comma 1, le parole E' istituita la fondazione
sono sostituite con le parole E' promossa, ai sensi degli
articoli 12 e 14 del Codice civile, l'istituzione di una
fondazione .
All'articolo 6 le parole il consiglio nomina sono sostituite
con le parole nel rispetto delle norme del Codice civile in
materia di fondazione, l'atto costitutivo e lo statuto devono
prevedere la costituzione di .
DISEGNO DI LEGGE N. 792/A NORME PER LA RIMOZIONE DELLE CARCASSE
DI ANIMALI MORTI IN ALLEVAMENTI O ABBANDONATI
Emendamento ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno
Emendamento 117.1:
Telefono Arcobaleno: 195
Telefono Azzurro: 195