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Resoconto d'Aula della Seduta n. 269 di martedì 22 febbraio 2005
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   Presidenza del presidente Lo Porto


                 La seduta è aperta alle ore 18.20.

   BASILE,  segretario,  dà  lettura  del  processo  verbale  della
  seduta  precedente  che,  non sorgendo osservazioni,  si  intende
  approvato.

                         Congedi e missioni

    PRESIDENTE   Comunico che hanno chiesto congedo gli  onorevoli:
  Vitrano  per la seduta del 22 febbraio 2005; Manzullo e  D'Aquino
  per le sedute del 22, 23 e 24 febbraio 2005.
   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunico  altresì  che sono in missione gli  onorevoli:  Infurna
  dal 20 al 25 febbraio 2005; Garofano dal 20 al 24 febbraio 2005.
   L'Assemblea ne prende atto.

     Comunicazione del Governo in ordine alla trattazione della
                           mozione n. 274

    PRESIDENTE   Comunico  che  con  nota  del  22  febbraio  2005,
  l'Assessore   per  i  lavori  pubblici,  onorevole  Parlavecchio,
  informa  che  con  riferimento alla nota  prot.  n.  625  del  18
  febbraio   2005   e   alla  delega  conferitagli   dall'onorevole
  Presidente della Regione per la trattazione della mozione  numero
  274   «Revoca  e  riconsiderazione  del  piano  di  gestione  dei
  rifiuti»,   è   spiacente   di  comunicare   che,   per   impegni
  istituzionali  pregressi,  non  potrà  partecipare  alla   seduta
  d'Aula.
   L'Assemblea ne prende atto.
   Pertanto il punto sesto dell'ordine del giorno è rinviato.

           Annunzio di risposte scritte ad interrogazioni

    PRESIDENTE   Comunico che sono pervenute  le  risposte  scritte
  alle seguenti interrogazioni:

   -da parte dell'Assessore per i beni culturali

  N.   1498   -   Misure  per  il  ripristino  degli  impianti   di
  riscaldamento nelle strutture scolastiche del comune  di  Scordia
  (CT).
  Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe;  Maurici Giuseppe

   -da parte dell'Assessore per il lavoro

  N.  1918  - Notizie sui ritardi nell'erogazione dei finanziamenti
  agli  enti  di  formazione professionale per il  pagamento  degli
  stipendi dei lavoratori.
  Firmatario: Incardona Carmelo.

   Avverto  che  le  stesse  saranno  pubblicate  in  allegato   al
  resoconto stenografico della seduta odierna.

            Annunzio di presentazione di disegni di legge

    PRESIDENTE   Comunico  che  sono stati  presentati  i  seguenti
  disegni di legge:

  -   Provvedimenti urgenti per la redazione del Piano stralcio  di
  bacino per l'assetto idrogeologico (Pai)  (n. 965)
  - di iniziativa governativa
  -  presentato dal Presidente della Regione (Cuffaro) su  proposta
  dell'Assessore per il territorio e l'ambiente (Cascio) in data 16
  febbraio 2005

  -  Disegno di legge voto da sottoporre al Parlamento nazionale ai
  sensi   dell'art.  18  dello  Statuto  della  Regione   siciliana
   Modifiche all'art. 116 della Costituzione  (n. 968)
  - d'iniziativa parlamentare
  - presentato dagli onorevoli Fleres, Misuraca, Baldari, Savarino,
  Ortisi in data 18 febbraio 2005

   Istituzione  di un marchio etico di certificazione dei  prodotti
  ottenuti senza impiego di lavoro minorile e lavoro nero  (n. 969)
  - d'iniziativa parlamentare
  - presentato dagli onorevoli Morinello, Ferro, Raiti, Miccichè in
  data 18 febbraio 2005

   Annunzio di presentazione di disegni di legge e relativo invio
                     alle competenti Commissioni

    PRESIDENTE   Comunico  che i seguenti  disegni  di  legge  sono
  stati presentati e inviati alle competenti Commissioni:

                    «AMBIENTE E TERRITORIO» (IV)

  -    Norme  per  il  trasporto  pubblico  locale  per  la  libera
  circolazione delle forze dell'ordine nell'espletamento delle loro
  funzioni  (n. 964)
  - di iniziativa parlamentare
  -  presentato  dagli onorevoli Spampinato, Galletti,  Vitrano  in
  data 16 febbraio 2005

                 «CULTURA, FORMAZIONE E LAVORO» (V)

  -  Norme per l'organizzazione bibliotecaria regionale  (n. 967)
  - di iniziativa parlamentare
  -  presentato  dagli  onorevoli Capodicasa, Villari,  Giannopolo,
  Speziale,  Cracolici, Crisafulli, De Benedictis, Oddo, Panarello,
  Zago in data 16 febbraio 2005

                  «SERVIZI SOCIALI E SANITARI» (VI)

  -  Realizzazione di cimiteri per animali d'affezione  (n. 966)
  - di iniziativa parlamentare
  - presentato dall'onorevole Villari in data 16 febbraio 2005

                  INVIATI IN DATA 18 FEBBRAIO 2005.

     Comunicazione di invio di disegni di legge alle competenti
                             Commissioni

    PRESIDENTE  Comunico che il seguente disegno di legge  è  stato
  inviato,  in  data 16 febbraio 2005, alla competente  Commissione
  legislativa  Cultura, Formazione e lavoro  (V):

  -   Modifica  dell'articolo 24 della legge  regionale  31  maggio
  2004,  n.  9, concernente finanziamenti di cantieri di lavoro  in
  favore  dei destinatari della sperimentazione del reddito  minimo
  di inserimento (RMI)' (n. 963)
  - d'iniziativa parlamentare.

                Comunicazione di richiesta di parere

    PRESIDENTE   Comunico  che  la  seguente  richieste  di  parere
  pervenuta   dal   Governo  è  stata  assegnata  alle   competente
  Commissione legislativa  Affari Istituzionali  (I):

                     «AFFARI ISTITUZIONALI » (I)

  -   Parco archeologico e paesaggistico della Valle dei Templi  di
      Agrigento - Collegio dei Revisori.' (n. 352/I)
  - pervenuta in data 16 febbraio 2005
  - trasmessa in data 18 febbraio 2005.

                     Annunzio di interrogazioni

    PRESIDENTE   Comunico  che sono state  presentate  le  seguenti
  interrogazioni con richiesta di risposta orale:

  N.   2086   -   Interventi  per  eliminare  i  disservizi   nella
  distribuzione  dell'insulina  glargine  'Lantus'  presso   alcune
  strutture ospedaliere della città di Palermo.
  - Presidente Regione
  - Assessore Sanità
  Firmatario: Miccichè Calogero

  N. 2089 - Immediato ritiro del provvedimento di deroga al divieto
  di pesca del novellame.
  - Assessore Cooperazione
  Firmatario: Zago Salvatore

  N.  2090 - Notizie sulle procedure adottate dal Presidente  della
  Provincia  regionale  di  Trapani per la nomina  del  commissario
  della Pro Loco di Favignana (TP).
  - Assessore Turismo
  Firmatario: Oddo Camillo

  N.  2094  - Indagine conoscitiva a proposito degli ingiustificati
  ritardi  nella  conclusione dei lavori di ristrutturazione  della
  S.S. 115.
  - Presidente Regione
  - Assessore Lavori Pubblici
  Firmatario: Raiti Salvatore

  N.   2096  -  Interventi  per  evitare  l'ulteriore  progressione
  dell'evento franoso che ha colpito il paese di Naro  (AG)  e  per
  trovare una soluzione alla condizione delle famiglie sfollate.
  - Presidente Regione
  - Assessore Territorio
  Firmatario: Morinello Salvatore

  N.  2097 - Iniziative per l'immediata riattivazione della  dogana
  principale di Gela (CL).
  - Presidente Regione
  Firmatario: Morinello Salvatore

  N.  2098 - Interventi per scongiurare la chiusura del presidio di
  continuità assistenziale di Baucina (PA).
  - Presidente Regione
  - Assessore Sanità
  Firmatario: Sammartino Bartolomeo

  N.  2099  -  Iniziative per evitare il ripetersi  dei  disservizi
  verificatesi presso i siti archeologici di Segesta e di Tindari.
  - Assessore Beni Culturali
  Firmatario: Oddo Camillo

  N. 2101 - Interventi per assicurare la permanenza del servizio di
  rimorchio e prontezza operativa nel porto di Messina.
  - Presidente Regione
  - Assessore Turismo
  Firmatario: Panarello Filippo

   Le  interrogazioni testé annunziate saranno iscritte  all'ordine
  del giorno per essere svolte al loro turno.
   Comunico che sono state presente le seguenti interrogazioni  con
  richiesta di risposta scritta:

  N.  2087 - Notizie in merito alla modifica prevista al piano  dei
  trasporti  delle  Ferrovie  dello  Stato  S.p.A.  riguardante   i
  collegamenti della Sicilia con il resto del territorio nazionale.
  - Presidente Regione
  - Assessore Turismo
  Firmatario: Moschetto Angelo

  N. 2088 - Chiarimenti sulle iniziative intraprese per favorire il
  rilancio del teatro privato in Sicilia.
  - Presidente Regione
  - Assessore Beni Culturali
  Firmatario: Moschetto Angelo

  N.  2091 - Inizitive volte a verificare la regolarità dell'azione
  amministrativa del Consiglio comunale di Tremestieri  Etneo  (CT)
  in ordine alle procedure di approvazione del P.R.G.
  - Assessore Territorio
  Firmatari:   Fleres  Salvatore;  Moschetto  Angelo;   Arcidiacono
  Giuseppe

  N.  2092  -  Misure  urgenti per ristrutturare e  valorizzare  il
  vecchio faro di Via Duca del Mare nel comune di Risposto (CT).
  - Assessore Famiglia
  - Assessore Turismo
  Firmatari: Fleres Salvatore; Catania Giuseppe; Maurici Giuseppe

  N.  2093  -  Notizie  in  ordine alla  tutela,  valorizzazione  e
  promozione dei beni culturali in Sicilia.
  - Presidente Regione
  - Assessore Beni Culturali
  Firmatario: Barbagallo Giovanni

  N.  2095  -  Modalità di attuazione dell'art. 50 della  legge  24
  novembre  2003, n. 326 riguardante 'Disposizioni  in  materia  di
  monitoraggio   della   spesa   nel   settore   sanitario   e   di
  appropriatezza delle prestazioni sanitarie
  - Presidente Regione
  - Assessore Sanità
  Firmatari:  Tumino  Carmelo; Raiti Salvatore;  Fratello  Onofrio;
  Gurrieri  Sebastiano; Crisafulli Vladimiro; Barbagallo  Giovanni;
  Arcidiacono Giuseppe; Manzullo Giovanni; Lo Curto Eleonora;  Zago
  Salvatore;  Vitrano  Gaspare; Baldari  Nicola  Renato;  Di  Mauro
  Giovanni   Roberto;    Burgaretta  Aparo  Sebastiano;   Franchina
  Giuseppe

  N.  2100  - Iniziative per evitare la limitazione dell'assunzione
  di  lavoratori  da  utilizzare  con contratto  interinale  presso
  l'Azienda Siciliana trasporti.
  - Presidente Regione
  - Assessore Turismo
  Firmatario: Leanza Nicola.

   Le interrogazioni testé annunziate saranno inviate al Governo.

                      Annunzio di interpellanza

    PRESIDENTE  Invito il deputato segretario a dare lettura  della
  interpellanza presentata.

    BASILE  segretario:

   «Al  Presidente della Regione e all'Assessore per il bilancio  e
  le finanze, premesso che:

   la  Corte dei Conti ha approvato la relazione sulla gestione dei
  dipartimenti regionali e degli uffici speciali nel triennio 2001-
  2003;

   la  relazione  fa  riferimento, in particolare, all'applicazione
  della    legge    regionale   n.   10   del   2000,   riguardante
  l'organizzazione  amministrativa e  dirigenziale  della  pubblica
  Amministrazione;

   preso atto che:

   nella  relazione  è evidenziata, a fronte della riorganizzazione
  delle funzioni, la presenza di duplicazioni, disorganicità  e  la
  confusione gestionale;

   secondo  la  Corte dei Conti si rileva una dilatata  compresenza
  di  attività disomogenee e stridenti con il principale nucleo  di
  competenze  proprie di ciascun dipartimento, circostanza  che  in
  definitiva  dimostra una forte e incongrua sovrapposizione  delle
  ripartizioni organizzative che dovrebbero essere accorpate presso
  un unico centro di responsabilità amministrativa;

   i   giudici   contabili  valutano  non  positivamente  l'attuale
  assetto organizzativo regionale;

   i  costi sono lievitati a livello di pagamenti da 1.425 a  1.613
  milioni di euro, quindi il 13,2 per cento in più;

   ritenuto che:

   la  pessima  situazione finanziaria è da porre in relazione  con
  un'eccessiva  frammentazione ed una consistente espansione  delle
  strutture amministrative;

   la   riorganizzazione   gestionale   è   stata   più   orientata
  all'esigenza di assicurare un incarico al personale dirigenziale,
  piuttosto che ispirata a sani criteri gestionali di funzionalità,
  efficienza ed efficacia;

   per conoscere:

   per  quali motivi non si sia provveduto in tutti i dipartimenti,
  così come previsto dalla legge n. 10 del 2000, alla creazione  di
  un sistema contabile per il controllo interno dei costi;

   se  si  intenda  provvedere al più presto per  colmare  i  vuoti
  organici  evidenziati nella relazione e così avviare il controllo
  di gestione presso tutti i dipartimenti;

   se  si  intenda emanare nei confronti di tutti i dipartimenti  e
  uffici speciali una direttiva per stabilire in maniera omogenea i
  requisiti  minimi cui si deve attenere il controllo  di  gestione
  interno». (233)

                              RAITI - FERRO - MICCICHE' - MORINELLO

    PRESIDENTE   Trascorsi tre giorni dall'odierno  annunzio  senza
  che il Governo abbia dichiarato di respingere le interpellanze  o
  abbia  fatto  conoscere  il giorno in cui intende  trattarle,  le
  interpellanze stesse saranno iscritte all'ordine del  giorno  per
  essere svolte al loro turno.

    Comunicazione di apposizione di firma alle  mozioni nn. 176 e
                                 241

    PRESIDENTE   Comunico che, con nota del 22 febbraio  2005,  gli
  onorevoli  Maurici  e   Fratello  hanno  chiesto  di  apporre  la
  propria  firma  alle  mozioni  n. 176    Interventi  per  evitare
  l'insediamento  della  distilleria Bertolino  nel  territorio  di
  Mazara  del Vallo , degli onorevoli Morinello ed altri e  n.  241
   Iniziative  volte  ad impedire l'allocazione nel  territorio  di
  Mazara  del  Vallo  di un impianto industriale della  Distilleria
  Bertolino   degli  onorevoli  Papania ed altri,  iscritte  al  IV
  punto dell'ordine del giorno della presente seduta.

   L'Assemblea ne prende atto.

   Comunicazione di decreto di nomina di componente di Commissione
                              speciale

    PRESIDENTE    Comunico   che,  con   decreto   del   Presidente
  dell'Assemblea  n. 57 del 21 febbraio 2005, l'onorevole  Antonino
  Dina  è stato nominato componente della Commissione speciale  per
  la    revisione   dello   Statuto   regionale   in   sostituzione
  dell'onorevole Di Mauro, dimissionario.
   Ne do lettura:
                           «Il Presidente

   VISTA  la  nota del 18 febbraio 2005, pervenuta alla  Presidenza
  dell'Assemblea  in  pari  data, con la quale  il  Presidente  del
  Gruppo  parlamentare 'Unione Democraticacristiana  e  di  Centro'
  (U.D.C.),  on.  Antonino  Dina, comunica le  dimissioni  dell'on.
  Giovanni Di Mauro da componente della Commissione speciale per la
  revisione dello Statuto regionale;

   CONSIDERATO che occorre procedere alla relativa sostituzione;

   VISTO  il  proprio decreto n. 502 del 23 novembre 2004,  con  il
  quale   l'on.   Di  Mauro  era  stato  temporaneamente   nominato
  componente  della  Commissione speciale per  la  revisione  dello
  Statuto   regionale,   in  sostituzione  dell'onorevole   Antonio
  Borzacchelli,  temporaneamente sospeso dalla carica  di  deputato
  regionale;

   CONSIDERATO  che,  nella  nota  sopra  richiamata,  l'on.   Dina
  designa   contestualmente   se   stesso   in   sostituzione   del
  dimissionario, appartenente al Gruppo medesimo;

   VISTA  la  legge  regionale 23 ottobre 2001, n.  13,  istitutiva
  della predetta Commissione;

   VISTO il Regolamento interno dell'Assemblea,

                            d e c r e t a

   l'onorevole Antonino DINA è temporaneamente nominato  componente
  della   Commissione  speciale  per  la  revisione  dello  Statuto
  regionale,    in    sostituzione   dell'onorevole    Di    Mauro,
  dimissionario.

   Il presente decreto sarà comunicato all'Assemblea.
   Palermo, 21 febbraio 2005»

   L'Assemblea ne prende atto.

     Comunicazione relativa all'ordine del giorno n. 426 e alla
                           mozione n. 285

    PRESIDENTE   In  riferimento all'ordine del  giorno  n.  426
  Iniziative  per  la soluzione dei disservizi nel  recapito  della
  posta  nel comune di Giarre , accettato come raccomandazione  dal
  Governo  nella seduta n. 235 del 10 agosto 2004, ed alla  mozione
  n.  285 dell'onorevole Fleres ed altri di identico contenuto, non
  trattata,  comunico  che il Presidente della  Regione,  con  nota
  protocollo  n.  1584  dell'11 febbraio 2005, ha  trasmesso  copia
  della  nota  che il Ministero delle Comunicazioni, a  seguito  di
  intervento  scritto  dello stesso Presidente  della  Regione,  ha
  indirizzato alla S.p.A. Poste Italiane.
   Do   lettura   della   predetta   nota   del   Ministero   delle
  Comunicazioni, n. 00060 del 13 settembre 2004:

                                     «Ministero delle Comunicazioni
                                                 Direzione generale
                        per la regolamentazione del Settore Postale

                                                  13 settembre 2004
   Alle Poste Italiane SpA
   Direzione affari istituzionali e regolamentari
   Viale Europa 175
   00144 ROMA

   e p.c. on. Dott. Salvatore Cuffaro
   Regione Siciliana
   Ufficio di gabinetto
   Piazza Indipendenza
   90129 - PALERMO

   prot. 00060

   OGGETTO:  Disservizi  nel recapito della  posta  nel  Comune  di
  Giarre (CT).

   Si   prosegue,   in  allegato,  copia  della  mozione   n.   235
  dell'onorevole  Salvatore Fleres inviata a questo  Ministero  dal
  Presidente  della  Regione  Siciliana,  per  segnalare  i   gravi
  disservizi  nel recapito della corrispondenza che  si  verificano
  nel comune di Giarre (CT).
   Al  riguardo si invita codesta Società a voler esaminare  quanto
  segnalato,  ed a fornire al Presidente in indirizzo ed  a  questa
  direzione  generale sulle iniziative che si intende intraprendere
  al  fine  di  ristabilire il corretto espletamento  del  servizio
  postale.
                                                       Il Dirigente
                                                       Paola Ferri»

  Comunicazione di apposizione di firma al disegno di legge n. 953
  «Disegno di legge da sottoporre al Parlamento nazionale ai sensi
      dell'articolo 18 dello Statuto della Regione:  Norme per
   l'assunzione con contratto a tempo indeterminato del personale
      docente, educativo ed ATA, inserito nelle graduatorie dei
     concorsi per esami e titoli e nelle graduatorie permanenti
                     provinciali della Regione'»

    PRESIDENTE    Comunico  che  gli  onorevoli  Tumino,   Baldari,
  Segreto  e  Sbona,  in data 16 febbraio 2005,  hanno  chiesto  di
  apporre  la propria firma al disegno di legge n. 953  Disegno  di
  legge   da   sottoporre   al  Parlamento   nazionale   ai   sensi
  dell'articolo  18  dello  Statuto  della  Regione:    Norme   per
  l'assunzione  con contratto a tempo indeterminato  del  personale
  docente,  educativo  ed  ATA,  inserito  nelle  graduatorie   dei
  concorsi  per  esami  e  titoli  e nelle  graduatorie  permanenti
  provinciali della Regione' .
   L'Assemblea ne prende atto.

   Avverto,  ai  sensi dell'articolo 127, comma 9, del  Regolamento
  interno  che nel corso della seduta potrà procedersi a  votazioni
  mediante sistema elettronico.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                Commemorazione di don Luigi Giussani
        fondatore del Movimento di   Comunione e Liberazione

    PRESIDENTE  Onorevoli colleghi, in apertura dei lavori  d'Aula,
  invito  il  Parlamento  regionale  ad  onorare  la  memoria   del
  fondatore  di   Comunione  e Liberazione ,  don  Luigi  Giussani,
  scomparso  la  notte scorsa, straordinaria figura di  fede  e  di
  cultura,  la  cui  traccia  resterà  indelebile  e  profonda  nel
  panorama religioso e civile del nostro Paese.
   Vogliamo,   in  questa  sede,  riconoscere,  nel  suo  inesausto
  slancio educativo profuso verso intere generazioni, un contributo
  insostituibile  alla  crescita  morale  e  sociale   del   popolo
  italiano,  capace  di offrire un riferimento  ideale  di  massimo
  rilievo  per  tutti i cristiani del nostro tempo  insieme  ad  un
  autorevole  e  costruttivo  punto  di  confronto  con  le   altre
  componenti sociali e culturali del nostro popolo.
   A   lui   l'omaggio   e  il  ricordo  dell'Assemblea   regionale
  siciliana.   Invito  i  deputati  ad  osservare  un   minuto   di
  raccoglimento.

        (I deputati in piedi osservano un minuto di silenzio)

   Svolgimento della discussione unificata delle mozioni nn. 176,
                              241 e 243

    PRESIDENTE   Si passa al punto quarto dell'ordine  del  giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto


  Discussione unificata delle mozioni:

   n.   176    «Interventi   per   evitare   l'insediamento   della
  distilleria  Bertolino nel territorio di Mazara del Vallo»  degli
  onorevoli Morinello, Raiti, Miccichè, Lo Curto;

   n.   241   «Iniziative  volte  ad  impedire  l'allocazione   nel
  territorio  di Mazara del Vallo di un impianto industriale  della
  distilleria   Bertolino»,   degli  onorevoli   Papania,   Ortisi,
  Galletti, Manzullo, Spampinato, Lo Curto;

   n.  243  «Non  realizzazione in contrada  Torre  Inchiapparo  di
  Mazara  del  Vallo (TP) della distilleria richiesta  dalla  ditta
  Bertolino» degli onorevoli Oddo, Speziale, Capodicasa, Cracolici,
  Crisafulli, De Benedictis, Giannopolo, Panarello, Villari,  Zago,
  Lo Curto.
   Ne do lettura:

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   -  la  Distilleria Bertolino di Bertolino Giuseppe trae  le  sue
  origini  da  una  piccola azienda fondata nel  1934  da  Giuseppe
  Bertolino,   il   padre  di  Antonina,  attuale  titolare   dello
  stabilimento;

   -  nel  1975, la 'Distilleria Bertolino Spa' chiese  ed  ottenne
  dal  Comune  di  Partinico l'autorizzazione per  l'esecuzione  di
  lavori  edili  riguardanti  un  presunto  riammodernamento  degli
  impianti,  nonostante  la  società non  fosse  ancora  costituita
  (infatti, l'atto notarile è del 1980);

   -  sotto  il termine riammodernamento si nascondeva, in  realtà,
  la  realizzazione di un'altra distilleria, la cui potenzialità  è
  quasi decuplicata rispetto a quella precedente;

   -  al  momento  del rilascio della licenza il Piano  urbanistico
  comprensoriale, approvato nel 1975, classificava la zona  su  cui
  ricadeva  e  ricadrà in futuro la distilleria come  'D2',  ovvero
  come  idonea ad ospitare impianti industriali innocui,  cioè  che
  non provochino esalazioni o rumori molesti;

   -  le distillerie sono invece incluse tra le industrie insalubri
  di prima classe e come tali vanno isolate nelle campagne e tenute
  lontane  dalle abitazioni, mentre la Bertolino dista  dal  centro
  abitato non più di 500 metri;

   -  il ciclo produttivo della distillazione prevede lo scarico di
  liquami  altamente  inquinanti, (infatti per ogni  100  litri  di
  alcool  prodotto  si  devono scaricare 900  litri  di  reflui  ad
  altissima  temperatura,  dato che la  distillazione  comporta  il
  riscaldamento del vino fino a 100 gradi);

   -   i   reflui   vengono  scaricati,  senza  alcun   trattamento
  depurativo e senza alcun controllo, attraverso il fiume  Nocella,
  nel Golfo di Castellammare;

   -  nel  1983  la  Bertolino realizzò del tutto  abusivamente  la
  terza distilleria che scarica liquami nel torrente di Pollastra e
  polveri tossiche nel cielo di Partinico;

   -  tre  anni  più  tardi la Bertolino chiese la  concessione  in
  sanatoria   per  la  terza  distilleria  realizzata   nel   1983,
  dichiarando una potenzialità di 1.500 ettanidri, cosicché da  una
  produzione di 100 ettanidri si è passati ad un totale di 2.700 al
  giorno, secondo i dati forniti dalla stessa azienda;

   -  in  considerazione dell'accresciuta capacità produttiva della
  distilleria,  vengono scaricati in cielo e in mare  una  quantità
  spaventosa  di azoto, anidride solforosa e polveri, superando  di
  gran lunga i valori fissati dalla legge;

   -  analisi  effettuate dal Laboratorio di  igiene  e  profilassi
  relative a campioni di acqua prelevati lungo i torrenti Nocella e
  Pollastra  evidenziano  che  le  caratteristiche  chimico-fisiche
  delle acque non sono conformi ai limiti di accettabilità e che le
  condizioni dei torrenti hanno subito un preoccupante decadimento;

   -  nel 1986 la distilleria Bertolino, avvalendosi della legge n.
  47  del  1985  e  della legge regionale n. 37 del 1985,  presentò
  un'istanza  di  concessione in sanatoria per una serie  di  opere
  realizzate abusivamente e in assenza del nulla osta all'impianto;

   -   nel   1986   fu  rilasciato  il  nulla  osta  in   sanatoria
  all'impianto  con una serie di prescrizioni da osservare  durante
  il ciclo produttivo, di cui non sarà mai verificata fino in fondo
  il rispetto da parte della ditta;

   -  nel  1992 la magistratura dispose il sequestro degli scarichi
  e l'interruzione dell'attività della distilleria, ma in seguito a
  proteste  dei  gestori delle cantine sociali, che lamentavano  il
  grave  danno economico che derivava dal mancato smaltimento delle
  vinacce  disordinatamente ammassate sui mezzi  di  trasporto  nei
  pressi  dello  stabilimento Bertolino, il  Sindaco  di  Partinico
  emanò  un'ordinanza urgente con la quale autorizzava  lo  scarico
  dei  reflui  della  Bertolino nel depuratore  comunale,  peraltro
  malfunzionante;

   -  l'ordinanza  urgente  del  Sindaco  prevedeva  l'obbligo  per
  l'azienda di installare un misuratore di portata, ma nel novembre
  1992  i  tecnici comunali che volevano effettuare un  sopralluogo
  per   verificare  l'effettiva   installazione   e   il   relativo
  funzionamento, furono malamente cacciati via;

   -   nello   stesso   periodo  la  Bertolino   iniziò   pressioni
  psicologiche e ricattatorie contro i lavoratori che,  preoccupati
  di  perdere il posto di lavoro, compirono iniziative clamorose di
  forte impatto emotivo e mediatico;

   -  nel 1994 l'Assessorato regionale Territorio affermò che tutte
  le  concessioni  ed autorizzazioni rilasciate per la  distilleria
  Bertolino   dopo   l'approvazione  dello  strumento   urbanistico
  generale vigente nel territorio di Partinico, erano affette dallo
  stesso  vizio  originario di base, e cioè quello di essere  state
  rilasciate non tenendo conto che la zona urbanistica D2 del Piano
  urbanistico  comprensoriale, nell'ambito  del  quale  ricade  per
  l'appunto  la distilleria, non consentiva nè la realizzazione  nè
  l'ampliamento  di industrie insalubri di prima  classe,  come  le
  distillerie;

   Preso atto del fatto che:

   -  poichè  non basta l'illegittimità delle concessioni  rispetto
  agli  strumenti urbanistici vigenti a giustificare l'annullamento
  degli  atti  ma occorre anche un interesse concreto ad  attuarlo,
  (diversamente  la  ditta  potrebbe  opporre  ricorso  al  Giudice
  amministrativo  la  cui  sentenza  favorevole  costituirebbe   il
  presupposto    per    una    causa   di    risarcimento    danni)
  l'Amministrazione di Partinico, che pure voleva intervenire, si è
  trovata   nell'impossibilità  di  farlo  nonostante   l'interesse
  concreto dato dalla certezza che la ditta Bertolino inquina;

   -   l'Assessorato  Territorio  e  ambiente,  che  pure  potrebbe
  intervenire   annullando  in  via  sostitutiva   le   concessioni
  illegittime,  non  solo non lo ha mai fatto,  ma  addirittura  ha
  concesso  l'autorizzazione all'emissione di  fumi  in  atmosfera,
  nonostante   i   valori   inquinanti   emessi   siano   veramente
  esorbitanti;

   -  un  ulteriore  provvedimento a favore della  Bertolino  è  la
  legge  regionale  n. 71 del 1995, detta anche 'legge  Bertolino',
  che  costringe  l'Amministrazione comunale  a  concedere  a  tale
  impresa l'autorizzazione allo scarico;

   Considerato che:

   -  nel  1998  la Bertolino beneficiò di un finanziamento  di  62
  miliardi  e  212  milioni  di  lire,  concesso  in  vista   della
  delocalizzazione dell'azienda nel territorio di Mazara del Vallo:

   -  è  prevista a Mazara del Vallo la realizzazione di  un  nuovo
  impianto  adibito  alla  produzione  di  acquavite  e  alcool  da
  prodotti vinosi;

   -  la  distilleria di Mazara del Vallo sarà ubicata su un  fondo
  di oltre 140 ettari in contrada Ferla destinata a verde agricolo,
  per  cui  la  Bertolino  ha  già  presentato  l'istanza  per   la
  variazione della destinazione urbanistica a zona industriale;

   -  nel  1998  la città fece un esame attento e meditato  con  la
  partecipazione attiva della popolazione che, con una raccolta  di
  circa  4000 firme, chiese un referendum per esprimere il  diniego
  alla variante urbanistica;

   -  nel  1999  la  variante  fu prima  accettata,  e  per  questo
  avvenimento e per i meccanismi innescatisi cadde il Sindaco e  il
  Consiglio  comunale, ma successivamente la nuova  Amministrazione
  revocò la variante;

   -  nel  2000  la  Bertolino  tentò  la  carta  di  un  piano  di
  lottizzazione, sempre in territorio di Mazara, vicino Campobello,
  che  fu  rigettato all'unanimità dal Consiglio comunale di Mazara
  del Vallo:

   -  nel 2002 la Bertolino, chiedendo l'applicazione dell'art.  69
  comma  6  della  legge  n.  32  del  2000  che  permetterebbe  di
  considerare   di  pubblica  utilità  lo  stabilimento,   potrebbe
  chiedere   in   deroga   agli   strumenti   urbanistici    locali
  l'insediamento della distilleria,

                  impegna il Governo della Regione

   ad  intervenire per evitare che la Distilleria Bertolino spa, in
  deroga alle più elementari norme antinquinamento, si insedi nella
  zona   di   Mazara  del  Vallo,  distruggendo  il  territorio   e
  compromettendo la possibilità di uno sviluppo eco-sostenibile del
  comprensorio». (176)

                   MORINELLO - FERRO - RAITI - MICCICHE' - LO CURTO

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso che:

   -    la    ditta    Bertolino,   ha   chiesto   l'autorizzazione
  all'Assessorato  Territorio ed ambiente della Regione  siciliana,
  per  l'allocazione in contrada Torre Inchiapparo  del  Comune  di
  Mazara  del  Vallo  di  un  impianto industriale  destinato  alla
  produzione di biomassa per l'energia e di bioetanolo;

   -  la  ditta  ha  richiesto l'autorizzazione  ritenendo  che  in
  Sicilia  possa  trovare  applicazione automatica  la  particolare
  condizione di legge contenuta nell'articolo della legge regionale
  n.  65  del 1981 combinato in via presuntiva con il disposto  del
  comma  6  dell'art. 69 della legge regionale n. 32 del 2000,  che
  consente,  per  esigenze  di  rilevante  interesse  pubblico,  di
  realizzare  opere di interesse statale o regionale in  difformità
  agli strumenti urbanistici;

   -  tale  articolo prevede la condizione del duplice  parere  del
  CRU  e  dei  Comuni interessati all'iniziativa,  fatto  salvo  il
  disposto  normativo dell'art. 7 della legge n. 65 del 1981  circa
  la  discrezionalità dell'Assessore per il territorio e l'ambiente
  al rilascio dell'autorizzazione amministrativa;

   Considerato che:

   -  la costruzione dello stabilimento occuperà una superficie  di
  ha  145  e  ricadrà in un'area prescelta ed individuata dalla  UE
  come  Sito  di  Importanza Comunitaria (SIC)  (Decreto  Ministero
  dell'Ambiente 3 aprile 2000);

   -  altre più rilevanti iniziative economiche private (vedi Parco
  tematico  di  Regalbuto),  sia sotto il profilo  dell'entità  del
  finanziamento, sia dei capitali investiti (1.600 mld. di  vecchie
  lire),  in  atto  sono  bloccate  al  CRU,  per  la  ragione  che
  l'ubicazione   dell'investimento   ricade   in   area   SIC,    a
  dimostrazione  che  progetti colossali, dal punto  di  vista  del
  pubblico interesse, possono fermarsi per il sol fatto di ricadere
  in  aree  di  interesse  comunitario, i  cui  vincoli  e  le  cui
  previsioni  di finanziamento, non possono invocarsi  soltanto  al
  momento  della richiesta delle provvidenze finanziarie a sostegno
  di ipotesi di sviluppo fondate sulla caratteristica di territorio
  a  prevalente  economia turistica quale è considerata  la  nostra
  provincia;

   -  tale  sito è inserito nel Piano regolatore generale di Mazara
  del   Vallo   esitato  favorevolmente  dal  Consiglio   regionale
  dell'urbanistica,   nel   quale  è  contenuta   la   volontà   di
  salvaguardare l'attuale contesto ambientale;

   -  i Consigli comunali di Marsala, Mazara del Vallo, Campobello,
  Petrosino  e le popolazioni relative, anche raccolte in comitati,
  in ordine alla realizzazione di tali e/o similari insediamenti si
  sono pronunciati negativamente;

   -  Mazara del Vallo, Marsala e Petrosino, sono città che si sono
  poste obiettivi di tipo turistico e tutta la Provincia di Trapani
  è  a vocazione turistica (Capo Feto, lo Stagnone, Monte Bonifato,
  Segesta,  Erice,  S. Vito Lo Capo, Selinunte,  Castellammare  del
  Golfo,  Cave  di  Cusa  e Tre Fontane questi  ultimi  considerati
  esempi mirabili di siti ad interesse turistico);

   -  di  fatto, l'impianto in questione non è destinato a produrre
  alcuna  energia da fonte rinnovabile ma, al contrario, a produrre
  industrialmente  additivi per gli idrocarburi  (alcool)  mediante
  trasformazione  di  prodotti  per  l'agricoltura,  da   esportare
  prevalentemente  nei paesi dell'Est generando, così  facendo,  la
  condizione giuridica per la quale non può trovare applicazione la
  procedura  speciale  di  cui  al precitato  art.  7  della  legge
  regionale n. 65 del 1981;

   -  lo  stesso  Assessorato Territorio ed ambiente,  con  proprio
  provvedimento  di valutazione di incidenza del  progetto  del  13
  giugno 2003, in ordine alla destinazione agricola del terreno  de
  quo,  ne  ha statuito la particolare pericolosità per  i  terreni
  circostanti  a  seguito  dell'impianto  della  graminacea  Sorgum
  bicolor, specialmente per il versante sud del Sic;

   -  l'impianto comporterebbe uno sfruttamento insostenibile delle
  falde  acquifere,  con  un emungimento di  una  quantità  d'acqua
  compresa  tra  1500  e 3000 mc. al giorno, che  provocherebbe  un
  depauperamento  delle  stesse con conseguenze  imprevedibili  per
  l'approvvigionamento  idrico delle popolazioni  della  zona,  con
  gravi   ripercussioni  sulla  pubblica  utilità  della   preziosa
  risorsa;

   -  in  conseguenza  delle scarse precipitazioni  avvenute  negli
  ultimi  anni,  si  è  verificato  un  abbassamento  delle   falde
  acquifere e, di conseguenza, un ulteriore riduzione non  potrebbe
  non  mettere in serio pericolo d'inquinamento le stesse a seguito
  di un inevitabile aumento di salinità;

   -  è  obiettivo  politico  di priorità  assoluta  preservare  in
  maniera inequivoca le falde da ogni pericolo d'inquinamento;

   Ritenuto  che  il Consiglio provinciale di Trapani riunitosi  in
  data  26  settembre 2003, in seduta straordinaria  a  Mazara  del
  Vallo,  con  la  partecipazione   di  Sindaci,  Amministratori  e
  Consiglieri   dei   Comuni  della  Provincia,  dei   parlamentari
  regionali  e  nazionali eletti nella Provincia  di  Trapani,  dei
  rappresentanti  delle Organizzazioni sindacali e di  categoria  e
  delle  Associazioni ambientaliste, ha espresso  parere  contrario
  sul  progetto dell'eventuale allocazione nel Comune di Mazara del
  Vallo  come nel resto della provincia dell'impianto di produzione
  di   biomassa   per   l'energia  e  di  bioetanolo   dell'azienda
  'Distilleria Bertolino SpA';

   Ritenuto  e riaffermato l'ineludibile principio di uno  sviluppo
  eco-compatibile, che guardi prioritariamente alla  valorizzazione
  promo-turistica del territorio della Provincia di  Trapani,  alla
  categorica  tutela  delle risorse naturali, storiche,  culturali,
  paesaggistiche   ed  ambientali  rispetto,  alle   quali,   viene
  considerato  contrapposto e collidente ogni tipo di  investimento
  pubblico  o privato, avente caratteristiche similari e/o analoghe
  all'odierna  iniziativa  industriale in  esame,  come  del  resto
  auspicato  dalle commissioni consiliari Territorio ed ambiente  e
  sviluppo economico nel documento congiunto del 26 agosto 2003;

                  impegna il Governo della Regione
        e per esso l'Assessore per il territorio e l'ambiente

   -  ad utilizzare tutte le prerogative di legge che gli competono
  sul   piano   della  discrezionalità,  espressamente  sancita   e
  garantita  dalla  citata legge n. 65 del  1981,  delle  decisioni
  implicanti  la valutazione del pubblico interesse  e,  quindi,  a
  forte  contenuto  politico, al fine di bloccare  sul  nascere  il
  consolidamento di un presunto diritto ad impiantare  un'industria
  insalubre,  che  si  vuol considerare come quasi  automatico  sul
  piano  amministrativo,  in forza delle  precitate  leggi,  ed  in
  spregio a qualsiasi valutazione socio-ambientale il cui contenuto
  non può assolutamente essere trascurato dal CRU;

   -  ad  utilizzare  tutte le norme in vigore  che  consentano  di
  impedire   l'allocazione  nel  Comune   di   Mazara   del   Vallo
  dell'impianto  di  produzione  di biomassa  per  l'energia  e  di
  bioetanolo dell'azienda 'Distilleria Bertolino SpA'». (241)

     PAPANIA - ORTISI - GALLETTI - MANZULLO - SPAMPINATO - LO CURTO

                  «L'Assemblea regionale siciliana

   Premesso  che la tutela del patrimonio ambientale è  un  diritto
  inalienabile  di  ogni  comunità  che  intende  salvaguardare  le
  prospettive  di  sviluppo del territorio e la definizione  di  un
  progetto   di   rilancio  eco-compatibile  delle      opportunità
  occupazionali e di crescita economica;

   Considerato  che la realizzazione di una distilleria nell'ambito
  territoriale  di Mazara del Vallo, in località Torre Inchiapparo,
  si  pone  in netta contraddizione con la difesa dello  stato  dei
  luoghi,  che  presenta  un  Bacino idrogeologico  esteso  su  una
  superficie  di  circa  160  km  e comprendente  gli  abitanti  di
  Petrosino, Marsala e Campobello di Mazara (TP);

   Osservato  che  il bacino idrogeologico è sede di  un  acquifero
  costiero,  il cui regime idrodinamico ha subìto una modifica  dei
  flussi  idrici sotterranei, a causa dei prelievi eccessivi,  tale
  da  creare un impatto negativo sugli equilibri naturali, causando
  la  scomparsa di ambienti litoranei e di sorgenti di contatto,  e
  che  gli indicatori ambientali di un eccessivo abbassamento della
  falda  idrica si possono notare sia nei livelli statici, ma anche
  lungo  tutta  la  costa che da Marsala porta a Mazara  del  Vallo
  (TP);

   Sottolineato  che  l'installazione della  distilleria,  con  una
  richiesta  d'acqua giornaliera pari a circa 40 litri al  secondo,
  equivalente  a quella che utilizza un centro abitato  di  20.000-
  30.000 persone, non farebbe altro che accelerare un processo  già
  in  atto, di depauperamento della falda idrica, che nell'arco  di
  un  ventennio porterebbe a prosciugare l'acquifero nelle zone più
  a monte e che la stessa distilleria, ubicata nel progetto nell'ex
  feudo  Torre  Inchiapparo, in un'area  di  100  ettari,  dove  il
  livello   statico   della   falda  ha  una   profondità   attuale
  insufficiente, rischierebbe di chiudere i battenti in pochi anni;

   Rilevato   che   l'area   interessata   all'insediamento   della
  distilleria  è  stata  individuata,  con  decreto  del  Ministero
  dell'Ambiente, nell'ambito di una zona più vasta, ai sensi di una
  direttiva  CEE,  come sito d'importanza comunitaria  al  fine  di
  garantire   il   mantenimento,  in  uno  stato  di  conservazione
  soddisfacente,   dell'habitat  naturale  per   contribuire   alla
  coerenza  della rete ecologica 'Natura 2000', e che  l'importanza
  di  questo  sito è stata già rilevata dal progettista  del  Piano
  agricolo-forestale   del  Comune  di  Mazara   del   Vallo   (TP)
  nell'ambito  del Piano regolatore generale e con la  salvaguardia
  delle zone cosiddette 'Sciare', inserite nella Rete ecologica;

   Osservato   che   nella  realizzazione  tecnico-illustrativa   e
  dall'esame  del  rischio  ambientale,  allegate  al  progetto  di
  realizzazione della distilleria, l'impianto proposto dalla  ditta
  Bertolino  non  è  destinato a produrre alcuna energia  da  fonte
  rinnovabile,  ma  in  modo esclusivo e facilmente  riscontrabile,
  additivi  per idrocarburi mediante la trasformazione di  prodotti
  dell'agricoltura,  e  che  di conseguenza  la  natura  di  questo
  impianto non rientra nella fattispecie ai sensi dell'art. 7 della
  l.r.  n.  65 del 1981 in quanto non si rivelano gli interessi  di
  carattere  pubblico e non vi è alcuna produzione  di  energia  da
  fonti   rinnovabili,  che  possa  determinare  la   realizzazione
  dell'impianto   industriale,   in  difformità   dallo   strumento
  urbanistico vigente nel Comune di Mazara del Vallo (TP),

                  impegna il Governo della Regione

   -  a negare l'autorizzazione per l'attingimento dei 40 litri  al
  secondo  dai  pozzi  siti nella contrada sopra specificata,  così
  come richiesto dalla ditta Bertolino;

   -  a negare, di conseguenza, le ulteriori autorizzazioni per  la
  realizzazione  della distilleria, rivedendo il parere  favorevole
  del Dipartimento regionale dell'Urbanistica che sta esaminando la
  richiesta della ditta Bertolino in quanto ritenuta conforme  alla
  l.r.  n.  65 del 1981 e facendo ricorso ad un combinato  disposto
  con  la l.r. n. 32 del 2000, in base alla quale la produzione  di
  fonti d'energia rinnovabili è considerata d'interesse pubblico  e
  di   pubblica  utilità,  anche  se  non  eseguita  dai   soggetti
  istituzionalmente competenti». (243)

   ODDO  -  SPEZIALE  - CAPODICASA - CRACOLICI -  CRISAFULLI  -  DE
  BENEDICTIS - GIANNOPOLO - PANARELLO - VILLARI - ZAGO - LO CURTO

    ODDO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ODDO   Signor  Presidente,  onorevoli  colleghi,  l'allocazione
  dell'impianto di distillazione della ditta  Distilleria Bertolino
  S.p.a.   è  da tempo al centro di polemiche e prese di  posizioni
  degli organismi istituzionali preposti.
   Già  con  delibera del 26 luglio 2002 (numero 122) il  Consiglio
  comunale  di Mazara del Vallo ha espresso parere contrario,  così
  come uguali delibere contrarie hanno prodotto i Consigli comunali
  di  Petrosino, Marsala, Campobello, Castelvetrano e il  Consiglio
  provinciale   (all'unanimità).  Ciò   nonostante,   l'Assessorato
  regionale  del  territorio e dell'ambiente  ha  ritenuto  di  non
  tenere  in considerazione tali posizioni contrarie dando  seguito
  al prosieguo dell'istruttoria.
   Va,  peraltro,  ricordato che il piano  regolatore  generale  di
  Mazara  è  stato  approvato,  su parere  del  gruppo  istruttorio
  dell'Assessorato  e del CRU, con l'obbligo della delocalizzazione
  delle aree artigianali ed industriali in quanto ricadenti in zona
  SIC  (Sito  di  Interesse Comunitario), privando la  collettività
  della  disponibilità di tali aree e non tenendo in  nessun  conto
  che  nella  zona  vi erano Piani di lottizzazione  approvati  dal
  Consiglio comunale di cui alcuni già convenzionati.
   E'  bene  ricordare, del resto, che la rete dei siti d'interesse
  comunitario deve garantire il mantenimento o, all'occorrenza,  il
  ripristino dei tipi di habitat interessati.
   Secondo  l'articolo  10 del Trattato CE,  le  Autorità  preposte
  sono  tenute  ad  adottare,  nei confronti  del  sito,  tutte  le
  possibili  misure di salvaguardia per raggiungere  gli  obiettivi
  della   Direttiva  e  devono  astenersi  dal  prendere  decisioni
  suscettibili di compromettere la realizzazione dei risultati.
   Si  può,  infine, procedere all'approvazione definitiva solo  se
  vi sono motivazioni riferibili ad esigenze connesse con la salute
  dell'uomo  e  la  sicurezza pubblica o con esigenze  di  primaria
  importanza  per l'ambiente; in altri casi di rilevante  interesse
  pubblico  bisogna  prima  chiedere il  parere  della  Commissione
  europea.  In  tutti  gli  altri casi  si  esclude  l'approvazione
  definitiva.
   Si  sottolinea  che, ai sensi dell'articolo  8  del  DPR  numero
  120/03,   l'autorità  competente  al  rilascio  dell'approvazione
  definitiva  del  piano acquisisce preventivamente la  valutazione
  d'incidenza  eventualmente individuando modalità di consultazione
  del pubblico interessato dalla realizzazione.
   Va  ricordato, a tale proposito, che già in passato i  cittadini
  di Mazara del Vallo, con una raccolta di circa 4.000 firme, hanno
  espresso volontà contraria all'installazione della distilleria in
  oggetto.
   Ora,  apparirebbe contraddittorio che in una analoga  situazione
  di   vincolo,  il  CRU  operasse  una  disparità  di  trattamento
  oltretutto per un insediamento dimensionalmente ben più rilevante
  a  confronto  delle modeste attività artigianali e/o  industriali
  locali.  Eppure, le scelte fin qui operate si muovono  su  questo
  versante  contraddittorio:  non si  comprendono  le  ragioni  del
  cambio  di convincimento del gruppo istruttorio del Servizio  III
  dell'Assessorato   e  quali  motivazioni  abbiano   concorso   ad
  esprimere il parere opposto a quello precedentemente assunto,  né
  si   comprenderebbe  un  pronunciamento  diverso  da  parte   del
  Consiglio Regionale dell'Urbanistica (CRU).
     Il  progetto Bertolino ha un impatto ambientale notevole; esso
  prevede la messa a coltura di un'area stimabile intorno ai  cento
  ettari  di  sorgo  e di topinambur destinati alla  produzione  di
  melassa e biomassa da inserire nel processo produttivo. Tuttavia,
  al  fine  di  evitare  un'attivazione  di  procedure  di  impatto
  ambientale,  in una nota all'ARTA, la distilleria Bertolino  spa,
  in  riferimento al progetto presentato, precisa che  il  progetto
  presentato non prevede in alcuna sua parte l'impianto di  coltura
  per la produzione di biomasse nel terreno in questione .
   Di   conseguenza  il  Servizio  7  del  Dipartimento   regionale
  territorio   e  ambiente  ha  espresso  valutazione  positiva   a
  condizione   che    non  venga  effettuata   in   nessuna   parte
  dell'impianto l'introduzione di qualsivoglia tipo di colture, sia
  destinate alla produzione di biomasse sia per scopo ornamentale .
   Tuttavia,  per le palesi contraddizioni riscontrate,  lo  stesso
  Servizio  7  ha  ulteriormente modificato il  pronunciamento  del
  servizio 6 dello stesso dipartimento dell'Assessorato.
   Onorevole Assessore, penso che lei abbia letto queste carte  con
  estrema attenzione.
   Sono,  dunque,  evidenti  le perplessità,  le  incongruenze,  le
  contraddizioni  presenti  nell'iter  istruttorio,  né   risultano
  fugate   le  perplessità  dalla  risposta  che  a  una  esplicita
  richiesta di parere da parte dell'Assessorato è stata fornita  da
  parte    del    Ministero    dell'Ambiente    avvertendo      che
  l'autorizzazione  può essere data solo se si è accertato  che  il
  progetto non pregiudicherà l'integrità del sito .
   Considerando   che   le   coltivazioni   indicate    non    sono
  assolutamente  presenti  nel  territorio  dell'intera  provincia,
  nulla  cambia  la  proposta della ditta  di  spostare  a  margine
  dell'area interessata dalla variante la coltivazione di  sorgo  e
  di   topinambur;  il  solo  cambio  di  dieci  ha  comportato  la
  valutazione  di  impatto  ambientale,  figuriamoci   se   vengono
  cambiati  cento con una coltivazione della durata di  giorni  230
  nell'arco dell'anno.
   Solo  motivi  imperativi di interesse e di  rilevante  interesse
  pubblico  e  in  assenza di alternative praticabili  un  progetto
  giudicato dannoso potrebbe essere realizzato (garantendo peraltro
  precise  misure  compensative). Il progetto,  invece,  pregiudica
  l'integrità del sito e non vi sono, anche a giudizio dei consigli
  comunali  e  del  consiglio  provinciale,  motivi  imperativi  di
  rilevante  interesse pubblico né, tanto meno, si  sono  messe  in
  moto   misure  compensative  atte  a  controbilanciare  il  danno
  arrecato  (basta  leggere la nota del Ministero  dell'ambiente  e
  tutela del territorio del 14 dicembre 2004).
   Onorevole  Assessore, a queste osservazioni, peraltro già  note,
  né  la  ditta  né  l'Assessorato  hanno  fornito  chiarimenti   o
  suggerito contromisure da adottare.
   Il  progetto  prevede,  inoltre, la lavorazione  di  vinaccia  e
  feccia:   anche  queste  richiedono  la  valutazione  di  impatto
  ambientale  e  l'autorizzazione del Commissario  per  i  rifiuti,
  trattandosi di lavorazione di scarti (come si evince  dalla  nota
  del 3 maggio 2004 del Commissario delegato per i rifiuti, ove  si
  legge    ...essendo   l'attività  descritta   principalmente   di
  distillazione di sottoprodotti della vinificazione, la stessa non
  può essere ricompresa...  per le quali necessita l'autorizzazione
  di  cui agli articoli 27 e 28 del decreto legislativo numero   22
  del 1997 .
   Va,   peraltro,  rilevato  che  esiste  contraddizione  tra   il
  progetto  di  cui  si  tratta e quanto  oggetto  della  nota  del
  Commissario,  in  quanto  la  parte predominate  è  quella  della
  lavorazione  del  sorgo  e del topinambur,  piuttosto  che  della
  distillazione dei sottoprodotti della vinificazione.
   Non  risulta  dal progetto neanche la produzione di energia  per
  la  collettività né alcun piano di cessione di energia ai  comuni
  viciniori:   si   tratta   di  pura  e  semplice   trasformazione
  industriale volta alla produzione di tremila ettanitri di etanolo
  dalla  distillazione  di  prodotti  dell'agricoltura  e  non   di
  produzione diretta di energia.
   Non   può,   dunque,   essere  invocato,  onorevole   Assessore,
  l'interesse pubblico per l'attivazione della variante, tanto  che
  lo  stesso  CRU  ritiene  che  la procedura  difficilmente  possa
  rientrare  nella previsione dell'articolo 8 della legge regionale
  numero 32 del 2000 .
   L'interesse   pubblico,  invece,  esiste  nel   non   consentire
  l'installazione   per  la  salvaguardia  della  falda   acquifera
  potabile.  Il  bacino idrogeologico dove vuole captare  la  Ditta
  Bertolino  è  patrimonio della collettività e già,  negli  ultimi
  anni, a seguito di una lunga siccità, ha visto abbassare la falda
  di  circa  sei  metri  con il rischio della salinizzazione  della
  stessa.
   Il  progetto  Bertolino prevede la captazione di  tremila  metri
  cubi al giorno, corrispondenti al consumo di una cittadina di  20
  mila abitanti. Già questo dovrebbe far sottoporre il progetto  al
  Commissario   per  le  acque  che  difficilmente  potrebbe   dare
  l'assenso,  visto  che già, nell'anno 2004,  sono  state  sospese
  richieste  di  ditte che chiedevano un modesto potenziamento  per
  uso  irriguo di 600, 700 metri cubi annui (non tremila metri cubi
  al giorno come richiesto in questo caso).
   In  merito  alle  risorse idriche, la ditta Bertolino  riferisce
  che  in parte saranno ricavate  dalla notevole quantità di  acque
  meteoriche provenienti da coperture e piazzali dell'opificio  che
  presenta una  superficie impermeabili di quindici ettari .
     Ciò appare in contrasto con le direttive impartite per le aree
  SIC,  dove  già  solo per un cambio di coltura  di  dieci  ettari
  occorre  le  valutazione di impatto ambientale: qui è addirittura
  prevista  l'eliminazione completa della vegetazione e si  procede
  all'impermeabilizzazione delle aree oggetto d'intervento.
   Infine,  occorre  precisare  che la superficie  vitata  è  ormai
  controllata   con   i  catastini  -  come  sa   l'Assessore   per
  l'agricoltura e come sa il Governo - e la quantità di vino e  dei
  suoi  sottoprodotti è conosciuta, così come la quantità  che  può
  essere distillata.
   Tale  quantità può essere ampiamente lavorata dalle  distillerie
  già  esistenti  - ditta Bertolino compresa - ed in considerazione
  che  non  può  essere  previsto  un  aumento  sconsiderato  della
  quantità da distillare.
   Paradossalmente, i vitivinicultori della provincia  di  Trapani,
  in   particolar  modo,  dovrebbero  passare  dalla   coltivazione
  tradizionale della vite a quella del sorgo e del topinambur.
   Concludo   ricordando   che   decisiva   e   stroncante,   circa
  l'approssimazione  con cui si è proceduto nella  valutazione  del
  progetto  in  rapporto ai vincoli comunitari e nazionali,  appare
  comunque la nota emanata dalla Direzione per la protezione  della
  natura  del Ministero dell'ambiente e della tutela del territorio
  e  trasmessa  in data 17 gennaio 2005 al competente  Dipartimento
  (servizio 8) dell'Assessorato regionale al territorio con cui  si
  chiede  all'Amministrazione regionale di   conformarsi  a  quanto
  disposto   dalla  normativa  vigente  ed  evitare  di   incorrere
  nell'apertura   di   procedure  d'infrazione   da   parte   della
  Commissione europea .
   Da  tutto  quanto  sopra ricordato, appare, quindi,  inevitabile
  una nostra posizione di netta contrarietà rispetto ad un progetto
  ondivago   che  è  andato  cambiando  a  seconda  del   passaggio
  burocratico di turno e delle richieste dell'ufficio competente al
  momento in ogni diversa fase dell'iter.
   Onorevole  Assessore,  ciò  -  mi  permetto  di  aggiungere   in
  conclusione  -  non è convincente sia sotto il profilo  dell'iter
  che  ha  seguito,  sia  sotto quello della  volontà  politica  di
  affrontare adeguatamente la questione.

    LO CURTO. Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    LO  CURTO.  Signor Presidente, onorevoli colleghi, vi  chiederò
  pochi minuti di attenzione.

    PRESIDENTE   Ricordo che, a norma di Regolamento, l'oratore  ha
  diritto ad intervenire per cinque minuti, anche se possono essere
  leggermente superati.

    LO  CURTO.  Signor  Presidente,  conterrò  sicuramente  il  mio
  intervento in soli cinque minuti.
     E'  un  appello  che voglio rivolgere a questa  Assemblea.  Da
  deputato  mi sono chiesta tante volte qual è il nostro  ruolo,  a
  quale  compito  siamo stati chiamati venendo  eletti  dal  popolo
  siciliano; certamente il nostro compito nobilissimo è  quello  di
  dare  un atto di indirizzo forte per rispondere alle esigenze  di
  sviluppo e di occupazione di questa terra.
   Ebbene,  la  questione  della  distilleria  Bertolino,  di   cui
  l'onorevole   Oddo   ha  tracciato  e  scontornato   in   maniera
  assolutamente  chiara  le ragioni per cui  esiste  la  necessità,
  onorevole  Assessore, del  no' nel territorio in cui la Bertolino
  insiste di voler allocare la propria azienda non merita, da parte
  mia,  che  si ritorni su quelle ragioni. Le ragioni tecniche,  le
  ragioni per cui bisogna dire no dal punto di vista tecnico le  ha
  esposte in maniera chiara ed inequivocabile l'onorevole Oddo.
   Invece,  vi  rivolgo un appello facendo riferimento all'esigenza
  che la politica compia delle scelte e chiedo a voi, all'Assemblea
  regionale  di  esprimervi  per  dare  un  indirizzo  politico  al
  Governo. E' giusto, assessore Cascio, che sia il Governo  a  dire
  la  parola finale sulla vicenda Bertolino, ma è giusto anche  che
  questo Parlamento si interroghi e decida, soprattutto decida,  di
  dare  un  indirizzo giusto in ordine alle scelte che  il  Governo
  deve assumere.
     Vi chiedo di riflettere su un fatto: in questi giorni, anche a
  livello  nazionale, è esploso il caso Mazara  del  Vallo.  Quando
  stava  per  partire verso il Giappone il Satiro per rappresentare
  nel mondo la Sicilia che vogliamo, ebbene, in quella  giornata  i
  consiglieri  comunali e i cittadini di Mazara del Vallo  si  sono
  incatenati  per evitare che il silenzio e l'ambiguità che  ancora
  regna  sulla  vicenda Bertolino continui a  segnare  un  punto  a
  favore  della  Bertolino.  Quei  consiglieri  comunali  si   sono
  incatenati, non per  stoppare' il viaggio della statua del satiro
  in Giappone ma per porre finalmente il problema all'attenzione di
  tutti.
   Ed  io  vi  chiedo,  onorevoli  colleghi,  di  dire  in  maniera
  inequivocabile, senza infingimento alcuno e senza condizionamenti
  di  sorta,  la  vostra libera opinione su questa vicenda  che  ha
  quasi  dell'incredibile e dell'assurdo se non fossimo in Sicilia,
  che  è  terra  dove tutto e il contrario di tutto è possibile.  E
  così  è  possibile che, nonostante la revoca di un  finanziamento
  nazionale  -  che finalmente è stato revocato anche perchè  sulla
  vicenda  viene  chiamato  il presidente dell'Antimafia  -  questa
  insistente  pervicace  volontà di voler allocare  lì  e  solo  lì
  questa distilleria continui ad essere manifesta e, soprattutto, a
  non trovare nelle istituzioni una compatta volontà di diniego.
   Io  vi  chiedo  di  esprimervi liberamente, poiché  ci  dobbiamo
  interrogare  sulla Sicilia che vogliamo. Qual è  la  Sicilia  che
  vogliamo?  Quella  che  il  Satiro  rappresenta,  ovvero  storia,
  cultura, civiltà, orgoglio di appartenenza ad una terra che  deve
  tracciare un solco inequivocabilmente alto con quello che è stato
  un  passato che certamente non ci fa onore, e mi riferisco  a  un
  passato  fatto  anche  di intossicazioni e  veleni  che  vogliamo
  dimenticare?
   Ebbene, onorevoli colleghi, se la Sicilia che voi volete,  ed  è
  quella  che  anch'io  voglio, è una Sicilia libera  da  tutte  le
  mafie,  è  una  Sicilia che costruisce nel lavoro, nel  benessere
  sociale,  nella  pacificazione sociale il proprio  futuro  ed  il
  proprio avvenire, allora abbiamo bisogno di esportare non solo il
  Satiro ma la volontà politica forte di dire di no ad insediamenti
  che  inquinano il territorio, che lo deturpano; non si  capirebbe
  come  quella  distilleria potrebbe insediarsi in quel  territorio
  dove  c'è  una  zona di interesse SIC, di  interesse comunitario,
  insieme a tante altre bellezze archeologiche e culturali.
   Sulle  ragioni  tecniche  si è già parlato,  leggendo  anche  la
  relazione   che   il   Ministero  dell'ambiente   ha   consegnato
  all'Assessorato   territorio   e  ambiente,   avvertendo   anche,
  onorevoli colleghi, che sarebbe aperta una procedura d'infrazione
  comunitaria  ove  quel  parere venisse  reso  favorevolmente,  in
  difformità alla Comunità europea, alle norme comunitarie. Ebbene,
  non solo questo.
   Onorevoli colleghi, io vi chiedo di prestare attenzione  a  quel
  sacrificio,  a  quell'atto di volontà da  parte  dei  consiglieri
  comunali  di  Mazara del Vallo che si opponevano, a  costo  della
  propria  vita, non alla partenza del Satiro ma per fare  emergere
  questo problema.
   L'ambiguità  della  politica  non deve  più  contaminare  questo
  Governo, questa politica, onorevole Assessore. Chi l'ha preceduta
  poteva  scegliere e non ha scelto, ed è questa anche  la  ragione
  per  cui  è  nato   Siciliani uniti  contro  Nuova  Sicilia ,  in
  difformità  ad un partito che nel Governo non ha saputo  fare  la
  sua  parte  per tutelare quel territorio che meritava  di  essere
  tutelato.
   Allora,  assessore Cascio, non le chiedo di attenersi  solamente
  al parere del CRU, che in quella circostanza ha fatto come Ponzio
  Pilato nel momento in cui il suo relatore si è dimesso. Le chiedo
  di  rilanciare  sui  temi dell'ambiente, di rilanciare  sui  temi
  della  tutela del territorio, sulla tutela delle risorse idriche,
  sulla  tutela  della  Sicilia che vogliamo,  sulla  tutela  della
  legalità,  che  passa anche attraverso il rispetto della  volontà
  dei  cittadini,  perchè lì sorgeranno anche  problemi  di  ordine
  pubblico.
   Ebbene,  signor Presidente, di queste cose il nostro  Parlamento
  deve discutere, della Sicilia che vogliamo deve discutere, e  non
  può discuterne non sentendo un'espressione chiara di volontà, una
  manifestazione  parta  della coscienza  che  su  questo  si  deve
  esprimere. Ed io vi chiedo, onorevoli colleghi, di dire la vostra
  su  questa  vicenda perché l'incubo delle popolazioni di  Mazara,
  Petrosino  e  Marsala  sia  finalmente seppellito  attraverso  la
  chiarezza del Parlamento, attraverso la chiarezza del Governo.

    MORINELLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MORINELLO   Signor Presidente, non ripeterò  le  argomentazioni
  esposte  con dovizia, con passione da parte dei colleghi  che  mi
  hanno  preceduto, sono colleghi della provincia  di  Trapani  che
  stanno  vivendo  in  prima persona gli umori  della  popolazione,
  della comunità su cui dovrebbe insistere la realizzazione di quel
  sito  che  è  altamente  dannoso  per  la  popolazione,  per   le
  produzioni,  per la valorizzazione delle bellezze paesaggistiche,
  archeologiche che ci sono in quel territorio.
   Io  mi rivolgo al Governo. Di fronte all'unanimità che c'è nella
  comunità di Mazara del Vallo, in provincia di Trapani, il Governo
  della  Regione  siciliana avrebbe dovuto  non  fare   nascere  il
  problema, avrebbe dovuto chiuderlo da anni.
   Mi  ricordo  che  nella scorsa legislatura,  quando  la  volontà
  politica del Governo Capodicasa fu chiara, impedimmo che  con  la
  variante   fatta dalla Soprintendenza di Trapani,  si  insediasse
  la  distilleria  in  quella  zona che era  stata  definita  dalla
  Bertolino.  Sono state riaperte le pratiche.
     Allora,  io dico - mi appello alla sensibilità dei deputati  -
  che  non possiamo permettere che si assista nella nostra Sicilia,
  di  cui siamo orgogliosi e di cui ci vantiamo pubblicizzandone in
  Italia  e all'estero le bellezze paesaggistiche ed archeologiche,
  uniche  nel  mondo,  a questo scempio, a questo  danno  alla  sua
  immagine, al suo territorio.
   Per  questo  invito  i colleghi e il Governo  a  fare  propri  i
  contenuti della mozione, votando tutti contro l'installazione  di
  questa  distilleria che avrebbe profonde ripercussioni, nel  caso
  in  cui tale scellerato piano andasse a compimento, sull'immagine
  a  livello  internazionale nella nostra Isola. E' un appello  che
  rivolgo   alla   sensibilità  di  tutti,  a   prescindere   dagli
  schieramenti,  perché  non si arrechi  questo  grave  danno  alla
  nostra Isola.

    FORGIONE  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FORGIONE    Signor  Presidente,  onorevoli   colleghi,   questa
  vicenda  della distilleria Bertolino e della sua proprietà  è  un
  po'  triste.  E' triste perché costringe ripetutamente,  in  modo
  ricorrente,  in ogni legislatura, questo Parlamento  a  discutere
  del problema.
   Il  nodo  è  tutto  qui:  cosa  è  la  politica?  Cosa  sono  le
  istituzioni?  E  cosa è l'economia in Sicilia se  una  vicenda  -
  quella  della distilleria Bertolino - ripetutamente costringe  il
  Parlamento regionale a discutere, a dare indirizzi al Governo,  a
  far  pronunciare il Parlamento? E' l'unica azienda siciliana  che
  costringe il Parlamento a questo.
   Perché  avviene?  Credo  che, se questo stabilimento  avesse  le
  carte  in  regola,  a  Partinico, come a Mazara  non  ci  sarebbe
  bisogno di discutere; se questo stabilimento non creasse problemi
  di  inquinamento atmosferico, ambientale, non ci sarebbe  bisogno
  di  discutere;  se  questo stabilimento non creasse  problemi  di
  salute  per i cittadini laddove opera e intende operare,  non  ci
  sarebbe  bisogno  di discutere. Invece, siamo  chiamati  in  modo
  ricorrente  a  dover  discutere dello  stabilimento  Bertolino  e
  dell'operato della Bertolino.
   Il  problema della Bertolino è vero che è diventato un  problema
  politico-istituzionale  ed  un  problema  per  il  Governo  della
  Regione,  ma  ormai,  ovunque  insiste  questo  stabilimento,   è
  diventato  anche  un problema di ordine pubblico.  Di  questo  si
  tratta
   Chi  di  voi,  onorevoli colleghi, non  è  andato  un  giorno  a
  Partinico a sentire il maleodore, la puzza - diciamolo pure - che
  sono  costretti  a  respirare quotidianamente  i  suoi  abitanti?
  Perché  questo stabilimento ha una forza tale da fare  modificare
  piani   regolatori,   da  fare  modificare   pareri   all'interno
  dell'Assessorato,   da   mettere   in   contrasto    un    gruppo
  dell'Assessorato territorio ed ambiente con un altro  gruppo  del
  medesimo  Assessorato? Perché? Come non capire che c'è una  lobby
  politica,  economica e finanziaria attorno a questo stabilimento?
  E mi fermo qui
   Vogliamo   andare   oltre?   Possiamo   andare   oltre,   signor
  Presidente,  e  cercare  tutto  il  sistema  di  pressioni  e  di
  relazioni  che  fanno  sì che questa diventi  anche  una  vicenda
  giudiziaria.
   Signor  Presidente,  ne  racconterò una  perché  riguarda  anche
  l'autonomia   di  questo  Parlamento.  La  Commissione   per   la
  trasparenza  nella pubblica Amministrazione, come  voi  sapete  -
  visto  che  proprio questo Parlamento mi ha eletto componente  di
  questa  Commissione che, tra l'altro, è un'istituzione di  questa
  Regione - è formata da professori universitari, da alti dirigenti
  nominati dal Presidente della Regione e da cinque parlamentari di
  centrodestra  e  di centrosinistra, rappresentanti  di  tutto  il
  Parlamento.
   Ebbene,  questa Commissione ha ritenuto, dopo il  conflitto  tra
  il  Direttore  dell'Assessorato ambiente e territorio  ed  alcuni
  funzionari - il dottor Genchi ed un altro funzionario -, i  quali
  avevano  reso  un particolare parere sulla vicenda Bertolino,  di
  audirli.
   Come  avrete  letto  anche sui giornali questa  audizione  si  è
  tenuta  prima  di  Natale, secondo le competenze  previste  dalla
  legge  istitutiva  della  Commissione per  la  trasparenza  nella
  Pubblica   Amministrazione.  Dopo  qualche  giorno,  il   dottore
  Marinese,  il  quale ha avviato un procedimento disciplinare  per
  insubordinazione   contro   i  due  funzionari   dell'Assessorato
  ambiente  e  territorio  - insubordinazione,  in  quanto  essendo
  chimici,  i due funzionari si rifiutano di rendere un  parere  in
  contrasto  con ciò che ritengono essere le leggi della chimica  e
  non le leggi della politica.
   Il  dottor  Marinese  invia  una  lettera  al  Presidente  della
  Commissione   ricusandomi.  Mi  chiedo  come   si   permetta   un
  funzionario  della Regione, il quale è sottoposto  all'azione  di
  controllo  prevista dalla legge istitutiva della Commissione  per
  la trasparenza, di ricusare un componente della stessa eletto dal
  Parlamento, quindi non un giudice, che si sarebbe potuto ricusare
  nel  caso  in  cui  il  dottor Marinese  fosse  stato  l'avvocato
  difensore.
   Il  dottor  Marinese  non è l'avvocato difensore  della  signora
  Bertolino, non può ricusare un membro del Parlamento, e poi  solo
  per  il  fatto  che io avrei dei procedimenti  in  corso  con  la
  signora Bertolino; come sapete quella di querelare chiunque è una
  delle pratiche di intimidazione politica della signora Bertolino.
   Questa vicenda ha a che fare con il Parlamento, con il ruolo  di
  un  Direttore  generale di un Assessorato, in  quanto  il  dottor
  Marinese,  che rispetto per le sue funzioni, in questo caso  deve
  rispondere  davanti  alla legge dei suoi comportamenti;  ritengo,
  infatti  - lo ripeto - che il dottore Marinese non possa ricusare
  un  componente della Commissione eletto dal Parlamento,  soltanto
  perché in contrasto con il suo parere.
   E  perché mi ricuserebbe, poi? Perché considerato che la signora
  Bertolino mi ha querelato - ha querelato per diffamazione  decine
  di   parlamentari  e  centinaia  di  cittadini,  di  giornalisti,
  chiunque esprima un parere a Partinico ed in giro contro di lei -
  non  potrei  essere imparziale e, di conseguenza non  posso  fare
  parte   della  Commissione  per  la  trasparenza  nella  Pubblica
  Amministrazione.
   Ho  raccontato questo fatto perché attorno a questa  vicenda  ci
  sono   troppi  interessi,  troppe  ombre;  abbiamo   bisogno   di
  ripristinare un meccanismo di trasparenza ed anche di legalità ed
  è  per  questo motivo che sostengo la mozione. La sostengo  anche
  per dire all'Assessore ed al Governo che non bastano i pareri dei
  Consigli comunali, provinciali, non bastano i pareri tecnici, non
  basta il Ministro Mattioli, non bastano i pareri scientifici.  Mi
  chiedo, infatti, fino a che punto dobbiamo piegare la politica  e
  gli interessi generali rispetto agli interessi privati di qualche
  singolo  cittadino o di qualche impresa, potente per quanto  sia,
  ma che deve rispondere alla legge ed alla trasparenza come ognuno
  di noi.

    SAMMARTINO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE   Ne ha facoltà.

    SAMMARTINO   Signor Presidente, onorevole Vicepresidente  della
  Regione,  onorevoli colleghi, sarò estremamente  breve  e  prendo
  spunto  dagli interventi che mi hanno preceduto su una  questione
  che rappresenta sicuramente un campo minato.
   Certamente,   signor  Presidente,  quello   che   emerge   dagli
  interventi  che  mi  hanno  preceduto  dimostra  come  il   sogno
  dell'industrializzazione in Sicilia sia ormai tramontato, di  una
  industrializzazione che ha portato una modernità malata ad essere
  possibilità di interpretare il bisogno di lavoro.
   Oggi  dai  banchi  di Sinistra si assiste ad un  appello  perché
  un'industria, in qualche modo, venga messa sotto tutela  rispetto
  alle  possibilità di sviluppo, di espansione che essa  stessa  ha
  individuato  sul territorio. Personalmente, non sono un   Bastian
  contrario  per natura, però visto che come giovane che ha  girato
  per  la  Sicilia  sono cresciuto, come tanti  altri  giovani,  di
  fronte  ad un territorio che veniva saccheggiato, preso di  mira,
  principalmente, dalla grande industria del centro Nord, mi chiedo
  come  si  possa non pensare - e  lo chiedo anche agli  amici  del
  Gruppo  e  al  Presidente  della  Commissione  Antimafia   -   al
  saccheggio  del  territorio ad Augusta, a Priolo,  a  Milazzo,  a
  Marina  di Melilli, a Gela, dove c'è il più alto tasso di nascita
  di bambini deformi; come non pensare al saccheggio del territorio
  che  è  stato  compiuto nell'indifferenza, anzi nella  complicità
  della  classe  dirigente siciliana in questo  mezzo  secolo,  dal
  dopoguerra ad oggi.
   Ebbene, signor Presidente, che io ricordi, non ho visto fare  ad
  alcuno   crociate  e  l'unanimismo  che  si  realizza  in  questa
  occasione nei confronti della Bertolino mi puzza di strumentale.
   Non  voglio prendere le difese dell'azienda Bertolino  -  me  ne
  guarderei  bene  -,  immagino che ci siano ragioni  profonde  nel
  dissenso  del territorio e dei cittadini del territorio.  Chiedo,
  però,  in quanto è legittimo chiederselo, un parere tecnico anche
  da parte del Governo, considerato che non è l'organo politico che
  può  sostituirsi all'organo tecnico quando si parla e  si  tratta
  della  possibilità, anche giuridicamente tutelata, di una azienda
  di potersi espandere.
   Vorrei  sentire dire dai tecnici, dal Governo, se l'insediamento
  della  Bertolino,  in  quell'area  che  è  stata  individuata,  è
  compatibile   sotto   il   profilo   amministrativo,   giuridico,
  ambientale.
   Diversamente,  mi  chiedo  qual è il  modello  di  sviluppo  che
  vogliamo  affermare perché, da una parte, si alzano le  barricate
  di  fronte a questa possibilità di sviluppo che va legittimamente
  inquadrata in un contesto giuridico di legittimità, di merito  e,
  dall'altra parte,  e per questo ne do atto all'Assessore  per  il
  territorio,  si assiste ad una nuova svendita del territorio;  mi
  riferisco,  cioè agli impianti eolici che stanno  installando  in
  paesaggi assolutamente degni di essere tutelati da questo tipo di
  ulteriore violazione del nostro territorio.
   E'  una  domanda legittima, signor Presidente, che le chiedo  di
  rivolgere al Governo. Ritengo pregiudiziale ottenere una risposta
  prima di esprimermi nel merito della mozione.

    PRESIDENTE     Onorevole    Assessore,    raccoglie    l'invito
  dell'onorevole Sammartino ad una spiegazione tecnica?

    CASCIO   assessore per il territorio e l'ambiente.  Mi  riservo
  di rispondere alla fine su tutto.

    GIANNOPOLO  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO  Signor Presidente, onorevoli colleghi, ritengo  che
  non ci troviamo in presenza di una crociata contro la distilleria
  Bertolino  perché,  in  genere,  le  crociate  vengono  fatte  da
  eserciti o da aggregazioni o da forze fortemente compatte, coese,
  che  si  scagliano  contro un nemico  ben individuato.  Siamo  in
  presenza di una mozione e di diverse mozioni che vedono la  firma
  anche di diversi parlamentari, di diversi partiti, ma quello  che
  è  maggiormente da considerare è che, su questa vicenda, anche di
  recente  - lo diceva l'onorevole Lo  Curto -, anche a Mazara  del
  Vallo  si è schierato un intero Consiglio comunale, alla presenza
  dei  rappresentanti di tutti gli schieramenti. Evidentemente, c'è
  qualcosa di diverso, di serio, che agisce in profondità, che si è
  messo  in  movimento  per  scongiurare l'insediamento  di  questa
  industria considerata insalubre.
   E   questa   vicenda,  ormai,  visto  che  come   è   dimostrato
  tecnicamente  non  rispetta i limiti e le compatibilità  previste
  per  legge  in  materia ambientale, è diventata una  vicenda  che
  prescinde anche dall'esame del contenuto minuzioso che la  stessa
  offre.
   Questa  è  una questione democratica perché fino  ad  ora  si  è
  dimostrato come un interesse particolare cerca di determinare  un
  sistema  di  alleanze  presso  la  Pubblica  Amministrazione,  la
  politica,  le  istituzioni, al fine di piegare la  volontà  e  il
  sentire comune della gente, delle popolazioni.
   Vorrei  qui  ricordare  che  in quel  di  Partinico  sono  state
  raccolte ben diecimila firme contro il tipo di lavorazione  e  di
  insediamento che la distilleria Bertolino ha realizzato,  proprio
  a  Partinico,  con  effetti inquinanti che sono  stati  misurati,
  riscontrati  anche  oggettivamente con effetti  devastanti  sulla
  salute delle persone.
   Eppure,  in  tutti  questi anni, questa azienda  ha  mostrato  i
  muscoli  e di essere in grado di tenere in scacco le istituzioni,
  interi partiti, intere forze politiche.
   Pertanto,  diviene anche una questione che riguarda  la  dignità
  delle  istituzioni, di questa Regione, oltre che la dignità della
  politica e delle istituzioni che agiscono sul territorio.
   Troverei  davvero  disdicevole,  grave  che  questo  Parlamento,
  oggi,  non  prendesse  atto  di  una  volontà  che  promana   dal
  territorio,  dalle popolazioni, di una volontà che promana  anche
  da  gran  parte delle forze politiche e dagli uomini che militano
  in tante forze politiche anche in questo Parlamento.
   Allora,  invito il Parlamento a prendere in seria considerazione
  ciò che le mozioni testè citate  vogliono dire.
   Occorre  un  pronunciamento positivo sul testo delle mozioni  da
  parte  del  Governo,  occorre che questo Parlamento  dimostri  di
  essere  un  Parlamento  libero,  che  respinge  i  tentativi   di
  intimidazione  che  questa  azienda,  attraverso  il  preannuncio
  continuo  di  querele contro chi osa pensare liberamente  con  la
  propria testa, ha messo in atto in tutti questi anni.
   Questo  Parlamento,  finalmente, deve riuscire  a  dire  che  su
  questa vicenda, su questo tipo di insediamento, su questo tipi di
  attività, si rispettano non soltanto le leggi, ma anche le regole
  della convivenza civile, si rispetta la dignità delle istituzioni
  e della politica.
   Tralascio ogni considerazione sulle motivazioni, su ciò che  può
  avere  indotto,  nella  storia lontana e  anche  recente,  questa
  azienda   a   considerarsi  impune  ed  immune;  tralascio   ogni
  considerazione che pure si potrebbe fare sulla storia  di  questa
  azienda,  su  come  abbia  accumulato il  capitale,  aspetto  che
  potrebbe  essere oggetto di valutazioni anche sul piano  politico
  oltre  che  sul  piano storico e,  se vogliamo, anche  sul  piano
  giudiziario.
   Tuttavia,  oggi, non possiamo non considerare il  fatto  che  la
  politica  deve raccogliere le espressioni di libertà di  pensiero
  della  gente,  del  sentire  comune  della  gente  che  cerca  di
  salvaguardare  il  proprio territorio, la  propria  salute  e  la
  propria  dignità. Qui, non c'è di mezzo lo sviluppo  industriale,
  ma  tutt'altro.  Noi,  in  ogni caso,  dobbiamo  pensare  ad  uno
  sviluppo  che  sia  compatibile, sostenibile e  rispettoso  della
  salute dei cittadini.

    PRESIDENTE   Ha facoltà di parlare l'Assessore per  fornire  la
  risposta.

    CASCIO   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  Signor
  Presidente,  onorevoli  colleghi, le tre mozioni  in  discussione
  hanno  medesimo oggetto, perseguono lo stesso obiettivo;  quindi,
  per velocizzare i lavori d'Aula, fornirò un'unica risposta.
   La  Ditta Bertolino con atto di interpello ha avanzato, in  data
  14  febbraio  2002,  all'Assessore pro-tempore  la  richiesta  di
  attivazione  delle procedure ex articolo 7 della legge  regionale
  65/81,  per  l'autorizzazione in variante  al  vigente  strumento
  urbanistico  del  progetto per la realizzazione  di  un  impianto
  industriale  su  un  lotto di terreno di proprietà  della  stessa
  ditta,  ricadente nel territorio del comune di Mazara del  Vallo,
  nei  termini  previsti dal comma 6 dell'articolo 69  della  legge
  regionale 32 del 2000.
   Dopo  l'istruttoria  di  rito,  il  progetto  veniva  trasmesso,
  unitamente   al   parere  espresso  dal  Dipartimento   regionale
  dell'urbanistica,  al  Consiglio regionale  dell'urbanistica,  ai
  fini della valutazione complessiva dello stesso. Nel procedimento
  sono stati coinvolti tutti i soggetti interessati, tra i quali il
  Commissario  delegato per l'emergenza rifiuti,  per  la  verifica
  della   necessità   dell'eventuale   attivazione   di   procedure
  amministrative  previste  da normative specifiche,  nel  caso  di
  utilizzo di prodotti riciclabili, annoverati tra le tipologie  di
  rifiuti.
   L'ufficio   del   Genio  civile  di  Trapani  faceva   pervenire
  all'Assessorato   gli   elaborati  vistati,   con   allegato   il
  provvedimento   favorevole,   ex   articolo   13   legge   64/74,
   attualizzato'  sulla scorta della integrazione  documentale  nel
  frattempo    fornita   dalla   ditta   interessata,   comunicando
  contestualmente che sulla richiesta avanzata dalla  stessa  Ditta
  Bertolino, per la concessione di attingimento di acqua a servizio
  dell'impianto per un quantitativo pari a 12, 5 litri al  secondo,
  era stato attivato apposito procedimento istruttorio.
   Con  riguardo  allo  stato  della  procedura  autorizzativa   si
  rappresenta  che  la  pratica  risulta  in  atto  all'esame   del
  Consiglio  regionale dell'urbanistica. Detto consesso,  oltre  ad
  esprimere  le  proprie valutazioni sulla base delle  integrazioni
  prodotte dalla Ditta Bertolino, nonché dei nuovi elementi posti a
  supporto  delle  tesi del Comune di Mazara  del  Vallo,  nel  cui
  territorio è previsto l'inserimento dell'impianto, valuterà,  per
  le  possibili refluenze di natura urbanistica, un recente  invito
  del  Ministero dell'Ambiente rivolto a questa Amministrazione con
  specifico   riferimento  alle  componenti  biotiche  e  abiotiche
  presenti  nel  territorio,  in  conformità  a  quanto  prescritto
  dall'allegato g) del DPR 120 del 2003, attuativo della  direttiva
  comunitaria  92/43  relativa  alla  conservazione  degli  habitat
  naturali  e  seminaturali  nonché  della  flora  e  della   fauna
  selvatica.    Questo   in   riferimento   a   quanto    richiesto
  dall'onorevole Oddo.
   Poiché  da più parti sono stati prospettati dei dubbi  circa  la
  sussistenza  dei presupposti di legge della procedura agevolativa
  prevista dall'articolo 7 della legge regionale 65/81 e successive
  modifiche    ed   integrazioni,   in   particolare    circa    la
  configurabilità dell'iniziativa in questione, quale  attività  di
  pubblico  interesse o di pubblica utilità, così  come  prescritto
  dal  combinato  disposto  degli  articoli  8  e  69  della  legge
  regionale 32 del 2000, ho provveduto a dare incarico agli  uffici
  competenti  di valutare la sussistenza dei necessari  presupposti
  di  legge  anche  investendo  della  responsabilità  l'Avvocatura
  distrettuale dello Stato.
   Inoltre,  per  quanto  concerne  l'incidenza  dell'impianto   in
  questione  sul  sito di interesse comunitario  (SIC  ITA  0100114
  «sciare  di  Marsala»), sul quale lo stesso  dovrebbe  insistere,
  sulla   scorta  del  suddetto  invito  formulato  dal   Ministero
  dell'ambiente, ho, altresì, dato incarico al servizio  competente
  di  effettuare gli opportuni approfondimenti del caso al fine  di
  corrispondere alle richieste del Ministero.
   Parliamo  di  atti  che ho svolto proprio in questi  giorni,  in
  seguito  alle audizioni avute al CRU. Non può non prendersi  atto
  in questa sede della particolare rilevanza sociale che la vicenda
  in esame riveste e che ha dato luogo a numerose manifestazioni di
  aperto  dissenso sia da parte del Comune di Mazara del Vallo  che
  dei comuni limitrofi, e faccio riferimento ai comuni di Petrosino
  e  Marsala, oltre che dalla Provincia regionale di Trapani,  enti
  ascoltati  dal  CRU  in pubblica seduta, nonché  da  parte  delle
  diverse  popolazioni  preoccupate dai pregiudizi  ambientali  che
  potrebbero scaturire dall'impianto stesso.
   In  considerazione  di ciò e del particolare  interesse  che  la
  vicenda  ha  suscitato presso gli organi di  stampa,  ritengo  di
  dovere  investire della delicata problematica la Giunta regionale
  di  Governo al fine del più ampio coinvolgimento istituzionale  e
  del  più  idoneo contemperamento degli interessi in  gioco,  onde
  pervenire  a  soluzioni  che tengano  nel  dovuto  conto  aspetti
  ambientali, sociali ed economici.
   Per  quanto poi alla questione che riguarda l'ultima seduta  del
  CRU  in  cui  il relatore, alla fine della seduta, si  è  dimesso
  dall'incarico  di  relatore, il CRU  non  si  è  comportato  come
   Ponzio  Pilato' - rispondo all'onorevole Lo Curto  -,  bensì  ha
  integrato   la   Commissione   che   relazionerà   sul   progetto
  investendosi  nel complesso delle responsabilità:  non  sarà  più
  soltanto  una  Commissione composta da tre relatori,  ma  il  CRU
  stesso,   nella  sua  collegialità,  ad  essere  relatore   della
  questione.
   Per  quanto, invece, attiene all'invito dell'onorevole  Forgione
  riguardo    l'atteggiamento    che    il    Dirigente    generale
  dell'Assessorato regionale del territorio e dell'ambiente avrebbe
  avuto, nei mesi passati, riguardo una vicenda che attiene sì alla
  problematica Bertolino, ma non alla questione Mazara  del  Vallo,
  se  non  alla  questione  di Partinico,  mi  sento  di  difendere
  pubblicamente   l'operato  del  mio  dirigente  generale,   dott.
  Marinese,  che  non  ha svolto il suo compito comportandosi  come
  difensore  d'ufficio,  o avvocato della ditta  Bertolino,  ma  ha
  applicato  il  parere  dell'Ufficio  legislativo  e  legale   del
  Ministero dell'ambiente...

    FORGIONE   Non esiste alcun parere dell'Ufficio  legislativo  e
  legale.

    CASCIO   assessore  per il territorio e  l'ambiente.  Onorevole
  Forgione,  mi  faccia  completare, sarà più  facile  capirci.  Il
  dirigente  generale, dottor Marinese, ha semplicemente  applicato
  il  parere  del  Capo  di Gabinetto del Ministero  dell'ambiente,
  supportato  da  un parere pervenuto, un mese dopo,   dall'Ufficio
  legislativo e legale del Ministero dell'ambiente.

    FORGIONE  Il Capo di Gabinetto non è un'istituzione

    CASCIO   assessore  per il territorio e  l'ambiente.  Comunque,
  con  estrema  serenità, così come ho pubblicamente affermato  che
  il  dirigente  generale del dipartimento, dottor  Marinese,   non
  svolge  il ruolo di avvocato difensore della ditta Bertolino,  la
  invito in termini  affettuosi a non assumere il ruolo di Pubblico
  ministero, perché non siamo in un Aula di tribunale. Questo non è
  un  processo, né tanto meno un processo di piazza,  ma  siamo  di
  fronte  ad  un procedimento amministrativo complesso, articolato,
  antico  probabilmente, e se vogliamo anche superato,   sul  quale
  l'Amministrazione  si  sta  già  muovendo  con  grande  senso  di
  responsabilità  ed  equilibrio,  avendo come unico  obiettivo  la
  tutela del territorio e della salute pubblica.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                               Congedi

    PRESIDENTE   Comunico che gli onorevoli  Virzì,  Neri,  Cimino,
  Pagano,  Scoma e Giambrone  hanno chiesto congedo per  la  seduta
  odierna.
   L'Assemblea ne prende atto.


   Presidenza del presidente Lo Porto


   Riprende la discussione unificata delle mozioni nn. 176, 241 e
                                 243

   Si  passa  alla  votazione della mozione numero 176   Interventi
  per   evitare  l'insediamento  della  distilleria  Bertolino  nel
  territorio di Mazara del Vallo .

    SAMMARTINO  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    SAMMARTINO    Signor  Presidente,  non  ho  ben   compreso   la
  conclusione  del Governo. Siamo tutti a favore della  tutela  del
  territorio, dell'ambiente, del paesaggio, però non ho capito qual
  è la posizione del Governo, comunque, al di là di questo, ritengo
  di  aver  compreso dall'intervento del Governo che  la  CRU  deve
  ancora esprimersi ed in ogni caso sarà integrata da una serie  di
  componenti   che  valuteranno  la  complessità  della   questione
  Bertolino  sul  territorio di Mazara del Vallo.  Allora,  ritengo
  che,  ad  oggi,  manchino gli elementi tecnici ai quali  ancorare
  anche l'atto di indirizzo dell'Assemblea regionale siciliana  per
  potersi  esprimere nel merito, fermo restando che non  vi  è  chi
  possa dirsi contrario alla tutela del territorio, dell'ambiente e
  del paesaggio.

    ACIERNO   Signor  Presidente,  preciso  di  votare  contro   le
  mozioni in discussione.

    CASCIO   assessore  per  il  territorio  e  l'ambiente.  Signor
  Presidente,  preannunzio che mi asterrò  dal  voto  su  tutte  le
  mozioni in discussione.

    PRESIDENTE   Pongo in votazione la mozione numero  176.  Chi  è
  favorevole resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvata)

   Onorevoli  colleghi, preciso che la mozione numero 176  è  stata
  approvata con l'astensione degli onorevoli Sammartino e Scalici.
   Pongo  in  votazione  la mozione numero 241.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvata)

   Onorevoli  colleghi, preciso che anche la mozione numero  241  è
  stata  approvata  con l'astensione degli onorevoli  Sammartino  e
  Scalici.

   Pongo  in  votazione  la mozione numero 243.  Chi  è  favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

                           (E' approvata)

   Onorevoli  colleghi, preciso che anche la mozione numero  243  è
  stata  approvata  con l'astensione degli onorevoli  Sammartino  e
  Scalici.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                       Sull'ordine dei lavori

    GIANNOPOLO  Chiedo di parlare sull'ordine dei lavori.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    GIANNOPOLO   Signor Presidente, ho chiesto  di  intervenire  al
  fine  di  sapere  il motivo per il quale non sia  stata  inserita
  all'ordine del giorno della presente seduta la mozione numero 291
  relativa   alla   valutazione  del  servizio   idrico   integrato
  dell'A.T.O.  1  di  Palermo,  individuata  dalla  Conferenza  dei
  Presidenti  dei  Gruppi parlamentari come una delle  mozioni  che
  doveva essere discussa al pari di queste di cui stiamo parlando.
   Pertanto,  la invito, considerato che la questione è  di  grande
  attualità, a rivalutare la questione.

    PRESIDENTE   Onorevole Giannopolo, posso fornirle  la  risposta
  sulla  base  del  resoconto  della seduta  della  Conferenza  dei
  Presidenti dei Gruppi parlamentari che ha stabilito di  iscrivere
  all'ordine  del giorno della seduta dell'Assemblea la discussione
  delle mozioni numeri 176, 241 e 243, delle mozioni in materia  di
  commesse  delle  ferrovie e della mozione n.  274  relativa  alla
  gestione dei rifiuti.
   Ed  è  esattamente  quanto è contenuto nel presente  ordine  del
  giorno.

    GIANNOPOLO   Signor  Presidente,  facevo  riferimento  ad   una
  precedente Conferenza dei Presidenti dei gruppi parlamentari.  La
  invito, poiché c'è stata questa deliberazione, a riconsiderare la
  questione.

    PRESIDENTE  Ne prendo atto, onorevole Giannopolo, ma credo  che
  la risposta sia stata abbastanza puntuale.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                   Per un richiamo al Regolamento

    ORTISI  Chiedo di parlare per richiamo al Regolamento.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    ORTISI   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  ai  sensi  del
  comma  2  dell'articolo 117 del Regolamento  chiedo  che  vengano
  prese in considerazione le brevi osservazioni che sto per fare.
   Abbiamo  votato,  nel  disegno di legge n. 792/A,  l'emendamento
  8.5 che è assolutamente incongruo rispetto non solo al disegno di
  legge,   ma   anche  alla  filosofia  di  fondo  dell'emendamento
  generale,  per gli altri sub emendamenti, invece, è perfettamente
  normale.
   Vi prego di ascoltare quanto sto per dire in due minuti.
   Con  l'articolo  16  della legge 26 del 2000  questo  Parlamento
  decise di stanziare 100 milioni  -allora si parlava di lire - per
  Telefono Arcobaleno, associazione di volontariato.
   Con   la  legge  6  del  2001,  articolo  56,  si  decise,  cito
  testualmente:   in  aggiunta  a  quanto  stanziato  per  Telefono
  Arcobaleno,  uno  stanziamento  di  analogo  importo  in   favore
  dell'associazione Telefono Azzurro .
   Con  l'articolo 108 della legge 17 del 2004 si decise,  altresì,
  che  l'ottanta  per  cento di queste somme destinate  a  Telefono
  Azzurro venissero utilizzate per l'attivazione del servizio 114.
   In  base  a  quanto  detto,  il 9 febbraio  u.s.  l'associazione
  Telefono Arcobaleno chiede che venga riconosciuto il 60 per cento
  dei  195  mila Euro per essa stanziati e confermati  nella  legge
  finanziaria, così come previsto dalla legge stessa. Tutto tace.
   Il  13   febbraio, se cliccate su Internet vedrete che  ci  sono
  ancora 390 mila Euro nel capitolo relativo,  l'183711.
   La  mattina del 16 febbraio viene recapitata all'Assessorato una
  diffida  dell'avvocato  di  parte  del  Telefono  Arcobaleno.  Il
  medesimo  giorno,  a  mezzogiorno, i 390  mila  Euro  sono  stati
  stornati e il  capitolo risulta di 0 Euro.
   Sempre il 16 febbraio, quest'Aula vota l'emendamento 8.5,  su  0
  Euro  peraltro,  violando la norma, cioè non  intervenendo  sulla
  norma  modificandola, bensì intervenendo sulla tabella H  che  da
  tale  norma  deriva; dobbiamo modificare eventualmente  prima  la
  norma,  invece  si decide con l'emendamento 8.5 che  al  Telefono
  Arcobaleno  si danno 39.000 euro e al Telefono Azzurro  -  udite,
  udite - 351.000 euro.
   Questa  è una violazione del Regolamento, oltre che della  legge
  e,  comporta  per  ognuno di noi voto nominale,  ma  anche  delle
  conseguenze  alla  luce anche dell'intervento  che  fa  conoscere
  l'argomento all'Aula, chiedo che venga applicato il secondo comma
  dell'articolo  117  che così recita:  Sopra gli  emendamenti  già
  approvati  -  come nel nostro caso - che sembrano  inconciliabili
  con  lo scopo dell'oggetto della deliberazione o con alcune delle
  sue disposizioni, possono proporsi le necessarie rettifiche .
   La  rettifica che propongo è che dall'emendamento 8 sia  espunto
  e   cassato   soltanto  l'8.5,  fatti  salvi  tutti   gli   altri
  subemendamenti relativi.
   Signor  Presidente,  chiedo  che quanto  detto  venga  preso  in
  considerazione.

    PRESIDENTE     Onorevole    Ortisi,     però    deve    firmare
  l'emendamento, non basta chiederlo.

    ORTISI  Signor Presidente, lo firmo.

    FLERES  Chiedo di parlare.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    FLERES   Signor Presidente, aggiungerò poche cose a quanto  già
  detto dall'onorevole Ortisi e che condivido.
   Non  c'è dubbio che talvolta, durante la concitazione dei lavori
  di Commissione e d'Aula alcuni dettagli possono sfuggire e questo
  è  il  caso  per le motivazioni che ha brillantemente  illustrato
  l'onorevole  Ortisi e che  condivido in ogni loro  parte;  tant'è
  che  avevo insieme ad altri colleghi, l'onorevole Sbona ed altri,
  presentato  un  ordine  del  giorno per  invitare  il  Governo  a
  ripristinare  intanto la posta così da evitare  che  il  fenomeno
  potesse  sortire  effetti  finanziari  negativi  nel  senso   che
  l'onorevole Ortisi ha già poc'anzi illustrato.
   Tuttavia,  se la strada che si sceglie è quella dell'emendamento
  ai   sensi   del   117  che  personalmente  sottoscrivo   insieme
  all'onorevole Ortisi, ovviamente il senso dell'ordine del  giorno
  viene  meno  e,  pertanto, nel caso in cui dovesse essere  votato
  l'emendamento illustrato ai sensi dell'articolo 117, io ritirerei
  l'ordine del giorno.


   Presidenza del presidente Lo Porto


                Votazione finale di disegni di legge

    PRESIDENTE   Si  passa al punto terzo dell'ordine  del  giorno:
  Votazione finale dei disegni di legge.

  Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
   Schema di disegno di legge da proporre, ai sensi dell'art. 18
  dello Statuto, al Parlamento nazionale recante:  Norme per
  l'istituzione di case da gioco nel territorio della Regione
  siciliana'   (nn. 337-136-209-491/A)

    PRESIDENTE   Si  passa  alla  votazione  finale  per  scrutinio
  nominale del disegno di legge                Schema di disegno di
  legge  da  proporre,  ai sensi dell'art.  18  dello  Statuto,  al
  Parlamento nazionale recante:  Norme per l'istituzione di case da
  gioco nel territorio della Regione siciliana'.   (nn. 337-136-209-
  491/A).
   Comunico  che  è  stato presentato l'ordine del  giorno  n.  521
   Iniziative a livello centrale per dare seguito alla  legge  voto
  approvata  dall'Assemblea in materia di  case  da  gioco ,  degli
  onorevoli Formica, Sammartino, Papania, Baldari, Maurici e Virzì.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

   (E' approvato)

   Indìco la votazione per scrutinio nominale del disegno di  legge
  nn. 337-136-209-491/A.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  57
   Maggioranza         29
   Favorevoli          52
   Contrari              3
   Astenuti              2

                        (L'Assemblea approva)

    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
         Istituzione della Fondazione Ignazio Buttitta per la
  conservazione e la promozione della cultura siciliana  (n. 794/A)

    PRESIDENTE   Si  passa  alla  votazione  finale  per  scrutinio
  nominale  del  disegno  di  legge  Istituzione  della  Fondazione
  Ignazio  Buttitta  per  la conservazione e  la  promozione  della
  cultura siciliana  (n.794/A).
   Comunico  che  è  stato presentato l'ordine del  giorno  n.  523
   Abrogazione del comma 4 dell'articolo 127 della legge  regionale
  n.  17  del  2004,  in materia di contributi  per  le  iniziative
  teatrali ,   degli  onorevoli  Villari,  Liotta,  Amendolia,   De
  Benedictis, Panarello ed altri.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

   (E' approvato)

   Comunico   che,  ai  sensi  dell'articolo  117  del  Regolamento
  interno,  è  stato  presentato dal Presidente della  Commissione,
  onorevole Antinoro, l'emendamento 117.1.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

   (E' approvato)

   Indìco  la  votazione per scrutinio nominale  per  la  votazione
  finale del disegno di legge n. 794/A.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.

                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  61
   Maggioranza         31
   Favorevoli          59
   Astenuti             2

                        (L'Assemblea approva)

    BENINATI  Dichiaro di votare a favore.

    MORINELLO  Dichiaro di votare a favore.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.

    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
      Norme per la rimozione delle carcasse di animali morti in
                allevamenti o abbandonati  (n. 792/A)

    PRESIDENTE   Si  passa  alla  votazione  finale  per  scrutinio
  nominale  del  disegno di legge   Norme per  la  rimozione  delle
  carcasse  di  animali  morti in allevamenti  o  abbandonati   (n.
  792/A).
   Preciso  che  la  delega alla Presidenza  per  il  coordinamento
  formale del testo del disegno di legge n. 792/A, già votata nella
  precedente  seduta,  deve  ovviamente intendersi  comprensiva  di
  quanto attiene alla clausola di salvaguardia comunitaria.

    MICCICHE'  Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

    PRESIDENTE  Ne ha facoltà.

    MICCICHE'   Signor Presidente, onorevoli colleghi,  esprimo  il
  mio  voto  contrario  a  questo disegno di legge,  rammaricandomi
  perché è una norma importante, però in questa legge c'è una norma
  che,  pur  trattando  argomenti di  carattere  sanitario,  non  è
  assolutamente attinente con il testo che è stato approvato.
   E'  una  norma  che grida vendetta, perché l'emendamento  che  è
  stato  presentato sostanzialmente stabilisce di  abrogare  alcune
  parti  della legge regionale n. 30 del 1993, che recita  che  nel
  territorio  della  Regione  siciliana  non  si  applica  l'ultimo
  capoverso del comma 9, dell'articolo 3 del decreto legislativo  e
  così  via, modificando le parole:  la carica' ed  esercitante  le
  funzioni'. Così come è scritta,  sfido chiunque a capire  di  che
  cosa si tratti.
   Considerato  che non avevamo la parte illustrativa, sono  andato
  a  leggere  e, sostanzialmente, si abroga una parte di una  legge
  nazionale, recepita dalla legge regionale, che recita:  la carica
  di  direttore generale è altresì incompatibile con la sussistenza
  di  un  rapporto  di  lavoro dipendente  ancorché  il  regime  di
  aspettativa  senza assegni, con l'Unità sanitaria  locale  presso
  cui sono esercitate le funzioni'.
   In  sostanza,  ho  potuto capire che il direttore  generale  può
  continuare  a  rimanere in aspettativa e a beneficiare  di  tutti
  quei   contributi  figurativi  che  spettano  ad  un   lavoratore
  dipendente,  si conserva il posto di funzionario  e  mantiene  la
  carica  di  direttore  sanitario, che  è  una  nomina  di  carica
  politica se si vuole intendere.
   E'  chiaro che il legislatore quando ha voluto introdurre questa
  norma,  ha  voluto farlo per evitare di sovraccaricare  interessi
  nella  stessa  azienda e, mi pare una cosa poco ortodossa  da  un
  punto di vista politico-amministrativo, perché se questa norma  è
  stata   fatta,   è  stata  prevista  per  evitare   ingerenze   e
  incompatibilità.
   Questa  incompatibilità è stata tolta, mi  duole  perché  non  è
  stata  ben argomentata; se qualcuno volesse spiegarmi le  ragioni
  di  questa eliminazione di incompatibilità, magari mi convincerei
  e voterei favorevolmente.
   Visto  che  è  stato fatto in una maniera così  poco  chiara  e,
  posso  dire, sotto banco voglio esprimere questo mio ragionamento
  ai mie colleghi per sottoporlo alla loro attenzione.
   Per  queste  ragioni esprimo voto contrario a questa legge,  per
  questo modo di fare scorretto all'interno del Parlamento.


   Presidenza del presidente Lo Porto


    PRESIDENTE   Comunico  che  sono stati  presentati  i  seguenti
  ordini del giorno:

   n.  522  Assunzione presso  le Aziende sanitarie locali, per  le
  esigenze  dei  servizi di salute mentale, del  personale  con  la
  qualifica   di   ausiliario   specializzato   dell'ex    ospedale
  psichiatrico Villa Stagno , dell'onorevole Antinoro;

   n.   524    Riproposizione   del  finanziamento   adeguato   per
  l'associazione    Telefono  azzurro' ,  degli  onorevoli   Sbona,
  Burgaretta Aparo e Fleres.

    DINA   Dichiaro di apporre la mia firma all'ordine  del  giorno
  n. 522.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Pongo  in votazione l'ordine del giorno n. 522. Chi è favorevole
  resti seduto; chi è contrario si alzi.

   (E' approvato)

    FLERES  Ritiro l'ordine del giorno n. 524.

    PRESIDENTE  L'Assemblea ne prende atto.
   Comunico che è stato presentato dagli onorevoli Ortisi,  Fleres,
  Raiti,  Sbona e Burgaretta Aparo, ai sensi dell'articolo 117  del
  Regolamento interno, l'emendamento 117.1.
   Lo  pongo  in  votazione. Chi è favorevole resti seduto;  chi  è
  contrario si alzi.

   (E' approvato)


   Presidenza del presidente Lo Porto


   SPAMPINATO. Chiedo di parlare per dichiarazione di voto.

   PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

   SPAMPINATO.  Signor  Presidente, onorevoli  colleghi,  purtroppo
  dichiaro   la   mia  distrazione  su  questa   norma   e   grazie
  all'intervento  dell'onorevole Miccichè ho aperto  gli  occhi  su
  questo argomento.
   Ritengo   scandaloso   che   sia   inserito   questo   capoverso
  all'interno  di questa legge, è scandaloso - sapendo che  domani,
  se  non  ieri  e  non  so se l'approvazione di  questa  legge  ha
  condizionato  anche le nomine dei direttori generali  che  devono
  essere  fatte dal Governo regionale - inserirla in una legge  che
  non  ha  nulla  a  che vedere con le ASL, con le  nomine,  con  i
  direttori generali e con le compatibilità ed incompatibilità.
   Questa  norma  ha  un  nome ed un  cognome e  lo  scopriremo  in
  seguito  quando leggeremo le nomine dei nuovi direttori generali,
  queste semplici, ma credo comprensibili considerazioni mi portano
  a votare contro l'intera legge.


   Presidenza del presidente Lo Porto


    Votazione finale per scrutinio nominale del disegno di legge
     «Norme per la rimozione delle carcasse di animali morti  in
                allevamenti o abbandonati» (n. 792/A)

    PRESIDENTE   Indìco  la  votazione per scrutinio  nominale  del
  disegno di legge n. 792/A.
   Chiarisco  il  significato  del  voto:  chi  vota  sì  preme  il
  pulsante  verde;  chi  vota no preme il pulsante  rosso;  chi  si
  astiene preme il pulsante bianco.
   Dichiaro aperta la votazione.
                     (Si procede alla votazione)

   Dichiaro chiusa la votazione.

                      Risultato della votazione

    PRESIDENTE   Proclamo  l'esito della  votazione  per  scrutinio
  nominale:

   Presenti e votanti  66
   Maggioranza         34
   Favorevoli          53
   Contrari            10
   Astenuti             3

                        (L'Assemblea approva)

    CAPODICASA  Signor Presidente, si era stabilito di rinviare  la
  seduta a domani mattina.

    PRESIDENTE    Onorevole  Capodicasa,   nella   Conferenza   dei
  Presidenti  dei Gruppi parlamentari si era deciso  di  tenere  le
  sedute d'Aula nelle ore pomeridiane per dare alle Commissioni  la
  possibilità  di riunirsi nelle ore antimeridiane, soprattutto  in
  considerazione   della riunione che dovrà tenere  la  Commissione
  Sanità sul disegno di legge n. 867/A.

   Pertanto,  onorevoli  colleghi, la  seduta  è  rinviata  domani,
  mercoledì  23  febbraio  2005, alle ore 17.30,  con  il  seguente
  ordine del giorno:


   Presidenza del presidente Lo Porto


       I   - Comunicazioni

       II   - Discussione dei disegni di legge:

         1)    ''Schema di progetto di legge costituzionale da proporre,
             ai sensi dell'articolo 18 dello Statuto, al Parlamento nazionale,
             recante 'Modifiche allo Statuto della Regione'''  (nn. 580-472-
             578-602-652/A) (Seguito)
  2)     Istituzione dell'Agenzia regionale per i prelievi ed i
  trapianti di organi e tessuti.  Modifica di assegnazioni
  finanziarie e norme organizzative nel settore sanitario  (n.
  867/A) (Seguito)

       III   -  Discussione della mozione:

         N. 377 -   Continuità    produttive    delle     imprese
                   metalmeccaniche   del   settore    ferroviario
                   operanti in Sicilia .

                                 FORMICA - IOPPOLO - SAMMARTINO -
                                                           VIRZI'

       IV   - Discussione  unificata delle mozioni:

         N. 291 -     Valutazione    dell'operato     dell'Ambito
                 territoriale ottimale 1 Palermo nell'affidamento
                 del  servizio  idrico  integrato  nell'A.T.O.  1
                 Palermo e provvedimenti consequenziali.

                                   GIANNOPOLO - CRACOLICI-
                           SPEZIALE - ZAGO

         N. 304 -     Affidamento     del     Servizio     idrico
                 integrato  nell'Ambito territoriale  ottimale  1
                 Palermo.

                              ORLANDO - CRACOLICI - FERRO  -
                     FORGIONE - GIANNOPOLO

       V   - Elezione delle Commissioni legislative permanenti e della
         Commissione per l'esame delle questioni concernenti l'attivita'
         dell'Unione europea
  VI   - Elezione di deputati segretari

                  La seduta è tolta alle ore 19.53

        Licenziato dal Servizio Lavori d'Aula alle ore 22.00

                     DAL SERVIZIO LAVORI D'AULA
                            Il Direttore
                      Dott. Giovanni Tomasello

   ALLEGATO

   Risposte scritte ad interrogazioni

   FLERES  -  CATANIA G. - MAURICI. «Al Presidente  della  Regione,
  all'Assessore  per i beni culturali ed ambientali e  la  pubblica
  istruzione e all'Assessore per la famiglia, le politiche  sociali
  e le autonomie locali, premesso che:

   nelle  strutture scolastiche site nel comune di  Scordia  non  è
  possibile   garantire   il  funzionamento   degli   impianti   di
  riscaldamento  a  causa  della mancata previsione,  nell'apposito
  capitolo di bilancio, di fondi adeguati;

   le   esigue   somme   previste,  infatti,   si   sono   rivelate
  assolutamente insufficienti ;

   attualmente  in  nessuna  delle scuole di  Scordia  è  possibile
  mettere in funzione i riscaldamenti;

   sembra,  inoltre,  che in alcuni edifici scolastici  di  Scordia
  sia stato riscontrato il mancato rispetto dei requisiti minimi di
  sicurezza  necessari  per  il corretto e  sicuro  utilizzo  degli
  impianti di riscaldamento;

   per sapere:

   quale  ente  o autorità avrebbe dovuto provvedere ad individuare
  i  fondi  necessari per garantire il funzionamento degli impianti
  di  riscaldamento, per l'intero periodo previsto dalle  normative
  vigenti,  nelle scuole del comune di Scordia e per  quale  motivo
  tale previsione non sia stata quantificata adeguatamente;

   quale ente o autorità avrebbe dovuto provvedere a verificare  il
  corretto  funzionamento, secondo le vigenti norme in  materia  di
  sicurezza,  degli  impianti  di  riscaldamento  delle  scuole  di
  Scordia e per quale motivo non vi abbia provveduto;

   quali   provvedimenti  urgenti  si  intendano  porre  in  essere
  affinché agli studenti delle scuole di Scordia venga riconosciuto
  il   diritto  di  seguire  le  lezioni  in  condizioni   che   ne
  garantiscano la salute e la sicurezza». (1498)

   Risposta. «Con riferimento alla interrogazione numero 1498,  gli
  onorevoli  interroganti hanno chiesto di conoscere quale  ente  o
  autorità  avrebbe  dovuto  provvedere  ad  individuare  i   fondi
  necessari  per  garantire  il  funzionamento  degli  impianti  di
  riscaldamento  nelle  scuole  del  Comune  di  Scordia  e   quali
  provvedimenti si intendano porre in essere affinché agli studenti
  delle  scuole di Scordia venga riconosciuto il diritto di seguire
  le  lezioni  in  condizioni che ne garantiscano la  salute  e  la
  sicurezza.
   Al  riguardo  si  rappresenta che l'autorità che avrebbe  dovuto
  provvedere  ad  individuare i fondi necessari  per  garantire  il
  funzionamento  degli  impianti  di  riscaldamento  per   l'intero
  periodo  ed  a verificare il corretto funzionamento,  secondo  le
  vigenti  norme  in  materia  di  sicurezza,  degli  impianti   di
  riscaldamento, nelle scuole del Comune di Scordia, era il Sindaco
  pro-tempore in sede di formazione del bilancio relativo  all'anno
  2003.
   Pertanto  questo Assessorato ha interpellato il predetto  Comune
  al fine di acquisire notizie circa le iniziative adottate al fine
  di   eliminare  i  disagi  lamentati  con  l'atto  ispettivo   in
  questione.
   L'Ente  locale sopra indicato, con apposita nota, ha  comunicato
  che  la previsione di spesa è stata quantificata dal responsabile
  del  Servizio  LL.PP.  del Comune e lo  stesso  ha  provveduto  a
  richiedere più volte, in sede di variazione di bilancio, la somma
  di euro 25.000,00 non essendo stata prevista alcuna somma in sede
  di formazione del bilancio 2003.
   Analogamente,  il responsabile del servizio lavori  pubblici  ha
  annualmente  richiesto le somme necessarie per la messa  a  norma
  degli impianti di riscaldamento e puntualmente le somme richieste
  non  sono mai state previste in bilancio. Il Sindaco pro-tempore,
  assumendosi  la  responsabilità del  funzionamento,  ha  comunque
  garantito  il riscaldamento delle scuole, visto che  le  caldaie,
  anche se non a norma, erano comunque funzionanti.
   In  merito ai provvedimenti che si intendono porre in essere per
  garantire  agli studenti delle scuole di Scordia  il  diritto  di
  seguire  le  lezioni  in  condizioni di  salute  e  scurezza,  si
  rappresenta  che  il  Comune di Scordia,  con  deliberazione  del
  Commissario  straordinario n. 4 del 29 gennaio 2004  ha  affidato
  alla  ditta  Bellavista s.r.l. i lavori di messa  a  norma  delle
  caldaie  per il riscaldamento delle scuole materna, elementare  e
  media e con deliberazione del Commissario straordinario n. 5  del
  29 gennaio 2004 è stata affidata alla ditta Pillirone Giuseppe di
  Scordia  la  fornitura  di  gasolio per  il  riscaldamento  delle
  medesime scuole.
   Alla  luce di quanto sopra esposto, si ritiene che i dubbi posti
  dall'onorevole interrogante si possono considerare superati».

                                                 L'Assessore PAGANO

   INCARDONA. «Al Presidente della Regione e all'Assessore  per  il
  lavoro,  la  previdenza  sociale, la formazione  professionale  e
  l'emigrazione, premesso che:

   in  data  4  febbraio 2004 è stato approvato il piano  regionale
  dell'offerta formativa (P.R.O.F.) per il 2004 ex l.r. 24/1976;

   gli  enti  gestori di formazione professionale hanno  sviluppato
  nel corso del corrente anno l'attività formativa;

   tale  attività  di formazione professionale è  stata  svolta  in
  forza del D.A. n. 3 del 4 febbraio 2004;

   l'attività corsale ha un'importante funzione formativa  per  gli
  utenti  e  un imprescindibile ruolo socio-economico-professionale
  per gli operatori del settore;

   rilevato che:

   nonostante  quanto  espresso in premessa,  gli  operatori  della
  'formazione continua e permanente' sono senza stipendio dal  mese
  di gennaio;

   questa  situazione  è ormai insostenibile,  come  è  fin  troppo
  ovvio immaginare;

   sono  in  fase  di  preparazione eclatanti  azioni  di  protesta
  contro il Governo della Regione;

   per sapere:

   quali  siano  i motivi ostativi all'erogazione dei finanziamenti
  (per  personale  e  gestione) agli enti che  svolgono  formazione
  continua e permanente ai sensi della l.r. 24/1976;

   quali  azioni  il  Governo regionale intenda  intraprendere  per
  rispondere  in  tempi  brevissimi  al  sacrosanto  diritto  degli
  operatori  della formazione professionale continua e permanente».
  (1918)

   Risposta.  «Con  riferimento  alla interrogazione  numero  1918,
  tenuto  conto  delle notizie fornite dal Dipartimento  Formazione
  professionale, si rassegna quanto di seguito.
   Il  D.A.  n.  3  del  4  febbraio 2004, con  il  quale  è  stato
  approvato il Piano regionale dell'offerta formativa (PROF)  2004,
  prevedeva  per  la  copertura finanziaria l'utilizzo  di  risorse
  comunitarie, nazionali e regionali. Con successivo D.A.  n.  1389
  del  20  luglio  2004 il suddetto PROF è stato rimodulato  e  gli
  interventi  a  carico  del  bilancio regionale,  tra  i  quali  i
  progetti di cui all'obiettivo  Formazione continua e permanente',
  per  un costo pubblico di euro 10.900.943,30, gravavano parte sul
  capitolo 717910 e parte sulle risorse che il Dipartimento Agenzia
  regionale per l'impiego rendeva disponibili con il DDG n. 681 del
  30 settembre 2003.
   La  prevista  disponibilità a carico del citato DDG n.  681/2003
  non  si  è  concretizzata  nei tempi programmati,  in  quanto  la
  verifica  e  la conseguente rendicontazione di alcuni progetti  è
  tuttora in corso.
   Lo  scrivente,  preso  atto della grave  situazione  venutasi  a
  creare, ha soltanto potuto disporre che le economie accertate sul
  piano in questione e le disponibilità residue sul capitolo 717910
  del  bilancio regionale per l'esercizio finanziario 2004  fossero
  destinate, proporzionalmente, all'ammissione e finanziamento  dei
  progetti   degli   enti  rientranti  nell'obiettivo   ?Formazione
  continua  e  permanente'  in  ragione  della  maggiore  incidenza
  percentuale  sul  monte ore complessivamente ad  essi  assegnato.
  Tale  disposizione  è  stata attuata  dagli  uffici  con  il  DRS
  447/Serv.Gest./FP del 16 dicembre 2004, ove per  le  finalità  di
  cui  sopra  è  stata  impegnata  la  somma  disponibile  di  euro
  984.324,20.
   In  ultimo si rassicura l'onorevole interrogante che non  appena
  tale  processo di rendicontazione verrà ultimato ed  il  relativo
  importo disponibile al Dipartimento Formazione professionale, gli
  uffici  del  medesimo Dipartimento provvederanno  ad  adottare  i
  provvedimenti consequenziali per il pagamento delle somme  dovute
  ai progetti approvati con il citato D.A. n. 1389/2004».
                                                  L'Assessore SCOMA

                              ALLEGATO:

            EMENDAMENTI APPROVATI NEL CORSO DELLA SEDUTA

  DISEGNO  DI LEGGE  ISTITUZIONE DELLA FONDAZIONE IGNAZIO BUTTITTA
  PER  LA  CONSERVAZIONE E  LA PROMOZIONE DELLA CULTURA SICILIANA
  (N. 794/A)

   Emendamento ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno

   Emendamento 117.1:

  All'art.  1,  comma 1, le parole   E' istituita la  fondazione
  sono  sostituite con  le parole  E' promossa,  ai  sensi  degli
  articoli  12  e  14  del  Codice civile, l'istituzione  di  una
  fondazione .

  All'articolo 6 le parole   il consiglio nomina  sono sostituite
  con  le parole   nel rispetto delle norme del Codice civile  in
  materia  di fondazione, l'atto costitutivo e lo statuto  devono
  prevedere la costituzione di .

  DISEGNO DI LEGGE N. 792/A  NORME PER LA RIMOZIONE DELLE CARCASSE
  DI ANIMALI  MORTI  IN  ALLEVAMENTI O ABBANDONATI

   Emendamento ai sensi dell'articolo 117 del Regolamento interno

   Emendamento 117.1:

  Telefono Arcobaleno: 195

  Telefono Azzurro: 195